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Timestamp: 2018-11-18 07:48:48+00:00
Document Index: 30016923

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.590', 'art. 5', 'art. 6', 'art.1', 'art.3', 'sentenza ']

09.06.2015 free
Corte di Cassazione – Penale (Grava sull’estetista obbligo di protezione nei confronti del cliente)
Chi ha la qualifica professionale di estetista è titolare di una posizione di garanzia, ai sensi dell'art. 40 Codice Penale, a tutela della incolumità di coloro che si sottopongono al trattamento estetico, sia in forza del principio del “neminem laedere”, sia nella sua qualità di custode delle stesse attrezzature, sia quando l'uso delle stesse e dei cosmetici dia luogo ad una attività da qualificarsi pericolosa.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
L'omessa adozione di accorgimenti e cautele idonei, in presenza dei quali un evento lesivo non si sarebbe verificato od avrebbe cagionato un pregiudizio meno grave per l'incolumità fisica dell'utente, costituisce violazione di un obbligo di protezione gravante su tale soggetto. Poiché l'attività estetica può rivelarsi pericolosa, in ragione dei rischi per l'integrità fisica in cui può incorrere chi vi si sottopone, la posizione di garanzia di cui il titolare o responsabile dell'attività è investito implica l’obbligo di porre in atto quanto è possibile per impedire il verificarsi di eventi lesivi.
Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 12 – 28 maggio 2015, n. 22835
1. Il Giudice di Pace di Padova, con sentenza del 17/09/2014, ha dichiarato V.A. colpevole del reato di cui all'art.590 cod. pen., condannandola alla pena di Euro 400,00 di multa, previo riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. All'imputata era stato contestato di aver cagionato alla cliente B.M. una dermatite allergica da contatto giudicata guaribile in sedici giorni per aver omesso, quale titolare di un centro estetico, di adottare le necessarie cautele volte ad accertare la non pericolosità dei prodotti utilizzati nonché a verificare il regolare funzionamento degli impianti abbronzanti, in particolare facendo utilizzare alla cliente una crema abbronzante e sottoponendola ad un trattamento abbronzante su tutto il corpo.
2.1. L'attività di estetista è stata disciplinata con legge statale 4 gennaio 1990, n. 1. Con questa legge ne sono stati fissati la definizione, i requisiti e le modalità di svolgimento. Oltre a definire l'attività di estetista (L'attività di estetista comprende tutte le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l'aspetto estetico, modificandolo attraverso l'eliminazione o l'attenuazione degli inestetismi presenti), la legge indica i parametri necessari per la qualificazione professionale, stabilisce le modalità di esercizio e affida alla Regione il compito di emanare norme di programmazione relative all'esercizio dell'attività in questione, oltre che di dettare disposizioni ai Comuni per l'adozione dei Regolamenti attuativi della legge stessa (art. 5). Con d.m. 21 marzo 1994 n.352 sono state dettate le norme regolamentari per la definizione dei contenuti tecnico-culturali dei programmi, dei corsi e delle prove di esame per conseguire la qualifica professionale di estetista. Tra le materie fondamentali di insegnamento tecnico-pratico l'art. 6, comma 3, legge n. 1/90 include la cosmetologia, le nozioni di clinica e di dermatologia e gli apparecchi elettromeccanici. Va, peraltro, richiamata l'attenzione sul fatto che, a norma dell'art.1, comma 2, del medesimo testo normativo l'attività di estetista “può essere svolta con l'attuazione di tecniche manuali, con l'utilizzazione degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico, di cui all'elenco allegato alla legge”, tra i quali sono inclusi i solarium per l'abbronzatura con lampade UV-A o con applicazioni combinate o indipendenti di raggi ultravioletti (UV) ed infrarossi (IR), “e con l'applicazione dei prodotti cosmetici definiti tali dalla legge 11 ottobre 1986, n. 713” (Norme per l'attuazione delle direttive della Comunità' economica Europea sulla produzione e la vendita dei cosmetici). Per conseguire la qualifica professionale per l'esercizio dell'attività di estetista è necessario aver frequentato i corsi regolamentati con d.m. n. 352/94 oppure aver svolto attività lavorativa qualificata, ed in ogni caso aver superato un esame teorico-pratico (art.3 legge n. 1/1990). A decorrere dall'entrata in vigore del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, conv. con modificazioni dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, per svolgere l'attività di estetista non è più necessaria l'autorizzazione comunale, essendo sufficiente la qualificazione professionale e lo svolgimento dell'attività in locali che rispettino sia i requisiti urbanistici che i requisiti igienico-sanitari.
a) Caratteristiche tecnico-dinamiche - Introduzione generale e descrizione apparecchi - Le sorgenti di radiazione ultravioletta (UV) e le varie apparecchiature nelle quali esse sono opportunamente collocate (solarium, lettini ecc.) sia del tipo a) che del tipo b) vengono impiegate per irradiare la pelle al fine di produrre vari fenomeni fotochimici che si traducono in una pigmentazione della pelle esposta (abbronzatura fotoindotta con UV da sorgenti artificiali); può1 essere previsto l'utilizzo combinato o indipendente con lampade a infrarossi (IR). Dalla comparsa delle prime apparecchiature per l'abbronzatura artificiale, si è assistito ad un processo evolutivo, soprattutto per quanto attiene a) gli spettri di emissione delle sorgenti radianti, b) l'esposizione radiante o dose, per singola seduta e c) l'irradianza massima consentita, che continua anche in ragione della ricerca volta a individuare e ridurre il rischio di danni a breve e a lungo termine connessi con questo tipo di trattamenti estetici. Le prime lampade utilizzate emettevano contemporaneamente UV-C, UV-B, UV-A. Il loro impiego nei trattamenti estetici era accompagnato dal rischio, non infrequente, di eritema e scottature. Anche per tale ragione, a partire dagli anni '80 del secolo scorso sono state sostituite da altri tipi di emettitori come le lampade fluorescenti e le lampade a scarica ad alta pressione ad alogenuri metallici opportunamente filtrate. Con l'impiego di questi nuovi tipi di lampade si sono ottenuti vari risultati: a) e1 stata sostanzialmente eliminata l'emissione di UV-C; b) è stato possibile produrre apparecchiature con differenti spettri di emissione, cioè1 differenti rapporti fra le intensità' della componente UV-B e UV-A, fino alle ben note apparecchiature UV-A che emettono soltanto in quest'ultima regione spettrale. Attualmente la comunità scientifica competente ritiene che probabilmente le sorgenti di radiazione UV più' adatte a produrre l'abbronzatura della pelle siano quelle che hanno uno spettro molto simile a quello del sole;
b) Modalità di esercizio e di applicazione e cautele d'uso - Gli apparecchi per l'abbronzatura indoor dovranno essere costruiti in conformità' alle norme di riferimento ed utilizzati seguendo scrupolosamente le indicazioni impartite dal costruttore e riportate nel "Manuale d'Uso" che accompagna ogni singolo modello di apparecchiatura. Le radiazioni ultraviolette solari o degli apparecchi UV possono causare danni alla pelle o agli occhi. Questi effetti biologici dipendono dalla qualità e dalla quantità delle radiazioni cosi1 come dalla sensibilità' cutanea e oculare dell'individuo. Le esposizioni alle radiazioni ultraviolette solari o degli apparecchi UV possono portare a un invecchiamento prematuro della cute così come inducono un aumento del rischio di sviluppo di neoplasie cutanee (l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha infatti classificato nel 2009 i dispositivi che emettono radiazione UV per l'abbronzatura artificiale come cancerogeni per l'uomo, Gruppo 1). Per questi motivi l'Organizzazione Mondiale della Sanità' sconsiglia l'uso delle apparecchiature per l'abbronzatura artificiale a chiunque. L'occhio non protetto può' sviluppare un'infiammazione superficiale e, in alcuni casi, dopo un intervento alla cataratta, può1 verificarsi un danno alla retina dopo un'eccessiva esposizione. La cataratta può' svilupparsi dopo esposizioni ripetute. È necessaria un'attenzione speciale nei casi di pronunciata sensibilità1 individuale alle radiazioni ultraviolette e nei casi in cui siano impiegati alcuni medicinali o cosmetici. Bisogna quindi prendere le seguenti precauzioni: - utilizzare sempre gli occhiali protettivi con caratteristiche idonee che devono essere messi a disposizione dei clienti per la loro utilizzazione durante le sedute abbronzanti; - rimuovere ogni tipo di prodotto cosmetico e non applicare creme protettive o prodotti che accelerano l’abbronzatura; - non sottoporsi ad esposizione mentre si assumono farmaci che accrescono la sensibilità alle radiazioni ultraviolette. Se in dubbio, farsi consigliare dal medico; - seguire le raccomandazioni riguardanti la durata delle esposizioni, gli intervalli delle esposizioni e le distanze dalle lampade; - chiedere il consiglio medico se si sviluppano sulla cute irritazioni o lesioni pigmentate o comunque modificazioni rilevanti. È opportuno che chi è particolarmente sensibile alla luce solare lo segnali all'operatore, prima di sottoporsi al trattamento abbronzante. È altamente consigliato che il fruitore del trattamento acquisisca la conoscenza del proprio fototipo di appartenenza e sia consapevole dei rischi correlati all'esposizione. L'operatore addetto al servizio di abbronzatura consiglia l'apparecchiatura e i tempi di esposizione più idonei, in base al fototipo dell'utilizzatore e secondo le indicazioni fornite dal costruttore. Prima del trattamento, il soggetto deve essere informato sugli effetti nocivi dell'esposizione a raggi UV. Dovranno inoltre, allo stesso scopo, essere esposti appositi cartelli in maniera ben visibile, nelle immediate vicinanze delle apparecchiature, nei quali siano fornite precise indicazioni relative al rischio di effetti nocivi per la salute degli utilizzatori, e che ne è sconsigliata l'utilizzazione, in particolare a coloro che appartengono alle seguenti categorie: soggetti con un elevato numero di nevi (> 25); soggetti che tendono a produrre lentiggini; individui con una storia personale di frequenti ustioni solari in età1 infantile e nell'adolescenza; persone che assumono farmaci. In questo caso, si dovrebbe chiedere il parere del medico curante per appurare se essi possano aumentare la propria fotosensibilità agli UV. Queste indicazioni vanno chiaramente esposte insieme alle seguenti raccomandazioni: non si espongano soggetti che non si abbronzano o che si scottano facilmente alla esposizione naturale al sole (fototipo I e II) ; non esporsi al sole per 48 ore dopo una seduta abbronzante; indossare gli occhialetti protettivi; non si espongano soggetti con la pelle danneggiata dal sole; non si espongano persone che soffrono di eritema solare; non si espongano persone che soffrono o che hanno in precedenza sofferto di neoplasia cutanea o che hanno una familiarità' per neoplasie cutanee. L'uso di apparecchiature che emettano anche UV-B richiede particolari precauzioni d'uso e la valutazione della dose cumulativa a cui il soggetto è stato esposto. L'utente deve essere fornito di una scheda personale che riporti la dose assorbita sia di UV-A sia degli eventuali UV-B. Non utilizzare in soggetti con patologie dermatologiche che possono essere aggravate dall'esposizione ad UV. Togliersi le eventuali lenti a contatto prima di sottoporsi al trattamento. Come per qualsiasi altro apparecchio elettrico, usare estrema prudenza con l'acqua. Non utilizzare mai l'apparecchio in un ambiente molto umido. Non far mai arrossare la pelle. È proibito l'utilizzo delle apparecchiature abbronzanti a: minori di 18 anni; donne in stato di gravidanza; soggetti che soffrono o hanno sofferto di neoplasie della cute; soggetti che non si abbronzano o che si scottano facilmente all'esposizione al sole. L'utilizzo delle apparecchiature e1 esclusivo per fini estetici e non terapeutici. Non devono essere pertanto vantati effetti benefici. L'irradianza efficace eritemale degli apparecchi non deve essere superiore a 0,3 W/m2;
2.3. Per quanto concerne la normativa regionale e comunale richiamata dalla legge-quadro ed applicabile al caso concreto, la legge reg. Veneto 27 novembre 1991, n.29 ha disciplinato i requisiti, l'ambito e le modalità di esercizio dell'attività, le attività formative, i criteri di nomina della Commissione d'esame, le sanzioni e gli accertamenti igienico-sanitari, mentre il Regolamento comunale in vigore all'epoca del fatto per il quale si procede era stato emanato con deliberazione del Consiglio Comunale n.83 del 25 settembre 2007 e disciplinava in dettaglio le regole per l'esercizio dell'attività, le norme igienico-sanitarie, gli orari e le tariffe, la vigilanza e le sanzioni. Nei Regolamenti comunali è solitamente previsto che “i clienti sottoposti a trattamenti di varia natura mediante impiego di prodotti cosmetici devono essere preventivamente informati dall'operatore sulle possibili conseguenze (allergie cutanee ecc.) derivanti dall'uso dei vari prodotti adoperati”.
Ne discende che l'omessa adozione di accorgimenti e cautele idonei al suddetto scopo, in presenza dei quali un evento lesivo non si sarebbe verificato od avrebbe cagionato un pregiudizio meno grave per l'incolumità fisica dell'utente, costituisce violazione di un obbligo di protezione gravante su tale soggetto. Posto che l'attività estetica può rivelarsi attività pericolosa, in ragione dei rischi per l'integrità fisica in cui può incorrere chi vi si sottopone, deve in altre parole affermarsi che la posizione di garanzia di cui il titolare o responsabile dell'attività è investito implichi la sicura imposizione di porre in atto quanto è possibile per impedire il verificarsi di eventi lesivi.
3.4. In ogni caso, al fine di verificare l'incidenza causale di una determinata condotta rispetto all'evento, il giudice deve sviluppare un ragionamento esplicativo che si confronti adeguatamente con le particolarità del caso concreto, chiarendo che cosa sarebbe accaduto se fosse stato posto in essere il comportamento richiesto dall'ordinamento (Sez. 4, n. 21028 del 04/05/2011, Signorelli, Rv. 250325); tale procedimento logico presuppone che sia accertata la regola cautelare violata e che tale regola sia stata imposta al fine di evitare proprio l'evento in concreto verificatosi (Sez.4, n. 36857 del 23/04/2009, angolani, Rv. 244979).
c) il giudice ha svolto argomentazioni illogiche in merito alla prevedibilità ed evitabilità dell'evento, non essendo chiaro se l'esito istruttorie consentisse di affermare con certezza che la condotta ritenuta doverosa avrebbe evitato l'evento. In particolare, nella sentenza è stato enunciato l'obbligo di garanzia dell'estetista di informare la cliente dei rischi connessi all'uso di creme e lampade solari, affermando, da un lato, che “l'imputata...avrebbe dovuto prevedere che il cliente può non sapere di allergie”, ma sottolineando, per contro, che, per stessa ammissione della parte offesa, “la stessa soffriva di una forma allergica all'uso di creme abbronzanti, e non ha provato che effettivamente non ne fosse consapevole anche prima dei fatti per cui è causa”.
06/03/2018 not free
Richiesta finanziamento pubblico: l'attività di fisioterapista, per essere qualificata "artigiana", va contestualizzata.
05.11.2015 not free
Confermato l'accesso ai corsi di "massaggiatore sportivo" esteso ai fisioterapisti
13/04/2017 not free
Iscrizione al terzo anno del corso di laurea in fisioterapia e valutabilità del diploma triennale conseguito dopo il 1997 ai fini della riconversione creditizia
17.03.2015 not free
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23/12/2017 not free
Le funzioni del fisioterapista sono meramente esecutive rispetto a quelle del medico fisiatra.