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Timestamp: 2017-01-24 17:17:36+00:00
Document Index: 46789992

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 167', 'art. 87', 'art. 110', 'art. 3', 'art. 3']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 170 del 12.12.2005
Istanza di Interpello - ART.11, legge 27 luglio 2000, n. 212. X S.P.A.
l'interpretazione dell'art. 3, comma 1 del DM n. 429 del 21/11/2001 e la
qualificazione reddituale delle somme rimborsate dall'Amministrazione
finanziaria estera efferenti la distribuzione di dividendi, è stato esposto
La X s.p.a. (di seguito: società istante) intende costituire una
società a Malta, interamente controllata, avente come oggetto sociale lo
svolgimento delle attività di trasporto passeggeri e merci in ambito marittimo ed internazionale. Tale
società assumerà la forma giuridica di società a responsabilità limitata di diritto maltese, denominata
"International Trading Company" (di seguito: ITC).
Ai sensi dell'Income Tax Act e dell'Income Tax Management Act, la ITC
è soggetto fiscalmente residente in Malta, in quanto ivi costituita, ed è soggetta ad imposte sul reddito con aliquota ordinaria in misura pari al
35%. La normativa tributaria maltese prevede che i dividendi percepiti da
soci non residenti di una ITC, aumentati del credito d'imposta pari al
53,85% del dividendo, siano tassati al 27,5 %. Lo stesso socio non
residente, ha diritto allo scomputo del credito d'imposta e al rimborso
dell'eccedenza. Inoltre il socio può chiedere all'Amministrazione fiscale locale il rimborso dei due terzi delle imposte pagate a Malta dalla ITC che
ha distribuito i dividendi al fine di evitare la doppia imposizione.
In relazione a tale fattispecie la società istante chiede
1. L'applicazione del Decreto del Ministro dell'Economia e
delle Finanze del 21 novembre 2001 alle società qualificabili
come ITC, costituite e residenti fiscalmente a Malta, ai sensi
dell'art. 3, comma 1, n. 10) e comma 2;
2. la qualificazione reddituale delle somme rimborsate
dall'Amministrazione finanziaria maltese alla società istante,
a seguito alla distribuzione dei dividendi da parte della
controllata ITC.
A parere dell'istante, la costituenda ITC non rientra nell'ambito
d'applicazione né del primo, né del secondo comma dell'art. 3, del Decreto
del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 21 novembre 2001. La
società istante ritiene che l'ITC debba considerarsi esclusa dalle società
di cui al Malta Merchant Shipping Act, atteso il regime tributario previsto
dalla normativa maltese per le ITC e per il fatto che non si procederà ad
iscrivere le navi nel registro navale maltese, né si otterrà la licenza
dal Registrar - General. L'ITC deve considerarsi esclusa dalle società
costituite ai sensi del Malta Freeports Act, in quanto non svolge le
attività richieste per ottenere la licenza nell'area franca individuata
dalla predetta legge, né beneficia delle relative esenzioni. L'ITC non può
essere nemmeno qualificata come società di cui al Malta Financial Services
Centre Act 1994, atteso che la predetta normativa disciplina le sole
società offshore non sottoposte a tassazione ordinaria.
Non rientrando la fattispecie nell'ambito di applicazione del Decreto
dell'Economia e Finanze del 21 novembre 2001, l'istante ritiene ugualmente
non applicabile l'art. 167 del T.u.i.r. nei confronti della controllante X
s.p.a. e di conseguenza imponibili nella misura del 5% gli eventuali
dividendi distribuiti dalla costituenda ITC ed esenti le plusvalenze
realizzate sulla partecipazione alla ITC, alle condizioni di cui all'art. 87, comma 1 del T.u.i.r..
La società istante ritiene che le somme rimborsate al socio
dall'Amministrazione finanziaria maltese (l'eccedenza tra il credito d'imposta e l'imposta dovuta dai soci sui i dividendi percepiti,
rimborso dei due terzi dell'imposta assolta dalla ITC) debbano essere
qualificate come utili da partecipazione, attesa la stretta relazione che la
norma maltese pone tra dividendo distribuito e somme rimborsate. Pertanto,
ai fini della determinazione del reddito d'impresa del socio X, tali somme, pur non costituendo dividendi in senso tecnico, in quanto non deliberate e
corrisposte dalla ITC, subiranno il medesimo trattamento tributario dei
dividendi, con la conseguente imputazione nella misura del 5% del loro
In merito alla prima problematica si osserva preliminarmente che
l'ingresso di Malta nell'Unione Europea non comporta l'automatica
fuoriuscita del citato Paese dalla black list di cui al decreto ministeriale
del 21 novembre 2001. L'articolo 167 del T.u.i.r., che disciplina il regime
fiscale delle imprese estere controllate, a differenza dell'art. 110, comma
10 del T.u.i.r., relativo alla deduzione di spese ed altri componenti
negativi, è applicabile anche se i paesi aventi regimi fiscali privilegiati
appartengono all'Unione Europea. Infatti la black list adottata con il
citato decreto ministeriale, comprende anche le Holding lussemburghesi del
'29. Pertanto l'art. 3, comma 1, n. 10) del decreto ministeriale del 21
novembre 2001, neppure implicitamente abrogato, deve considerarsi ad oggi
Ciò premesso, si ritiene non condivisibile la prospettata esclusione
della società di diritto maltese ITC, dall'elenco di cui all'art. 3 del
citato decreto. Tale articolo considera beneficiarie di regimi fiscali
privilegiati le società maltesi "i cui proventi affluiscono da fonti
estere, quali quelle di cui al Malta Financial Services Centre Act, alle
società di cui al Malta Merchant Shipping Act e alle società di cui al
Malta Freeport Act".
Il richiamo a quest'ultime società è da intendersi a titolo
esemplificativo e non esaustivo. Pertanto, devono considerarsi beneficiarie
di regimi fiscali privilegiati ai sensi del comma 1, dell'articolo 3 del
citato decreto ministeriale, tutte le società maltesi i cui proventi
affluiscono da fonti esterne.
Le ITC sono società di diritto maltese i cui proventi affluiscono da
fonti esterne: per le norme interne, infatti, le stesse possono svolgere la
propria attività commerciale esclusivamente con soggetti ubicati al di
fuori del territorio maltese e che non siano residenti a Malta.
Si ritiene, pertanto, non condivisibile la soluzione prospettata
dall'istante, in quanto le società maltesi ITC devono ritenersi comprese
nel disposto di cui all'articolo 3, comma 1, n. 10 del D.M. 21 novembre
2001. Troveranno applicazione di conseguenza le disposizioni
sull'imputazione diretta dei redditi prodotti all'estero tramite società
controllate (articolo 167 Tuir), fatta salva la
possibilità per il
contribuente istante di interpellare l'Amministrazione finanziaria, ai sensi
e per gli effetti dell'articolo 5 del D.M. 21 novembre 2001 n. 429.
La seconda questione riguarda la qualificazione reddituale delle somme
rimborsate alla società istante dall'Amministrazione finanziaria maltese in
seguito alla distribuzione dei dividendi da parte della controllata ITC.
In particolare, si ricorda che costituisce oggetto di rimborso una
somma pari alla differenza tra l'imposta del 27,5% dovuta dai soci sui
dividendi loro distribuiti e il relativo credito d'imposta nonché una somma pari ai due terzi dell'imposta assolta dalla ITC a Malta.
Al riguardo si osserva che l'istante ha diritto al rimborso di cui sopra
in quanto socio della ITC. In assenza di detto rapporto, infatti, alla
società istante non spetterebbe alcuna somma a tale titolo.
A parere della scrivente, questa circostanza non è
qualificare tali somme come "utili derivanti dalla partecipazione in
società o enti di cui all'articolo 73, comma 1, lett. d) del TUIR", al fine
di riconoscerne l'esclusione parziale dalla formazione del reddito
Infatti, gli articoli 47, 59 e 89 del TUIR riservano espressamente
detta esclusione solo agli "utili distribuiti" dalle società e dagli enti
di cui all'articolo 73 del TUIR, ovvero solo agli utili da partecipazione la
cui distribuzione è stata deliberata ed effettuata dalla stessa società o
ente che li ha prodotti e in capo al quale hanno scontato un ordinario
livello di tassazione. In altri termini, l'utile, sia di fonte nazionale che
estera, in tanto non viene assoggettato a tassazione in capo al percettore
in quanto si considera definitivamente tassato al momento della produzione
in capo alla società che lo produce in applicazione di un regime fiscale
non privilegiato.
Di conseguenza, l'esenzione non compete nel caso di utili distribuiti
da società e enti residenti in Paesi a fiscalità privilegiata di cui al
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, emanato ai sensi dell'articolo 167, comma 4, del TUIR.
Nella fattispecie in esame le somme rimborsate alla X s.p.a. non sono
deliberate e distribuite dalla ITC, ma dallo Stato maltese, sulle base di
norme di diritto interno.
A parere delle scrivente, ciò impedisce di considerare e trattare
tali somme alla stregua degli utili distribuiti dalle società e dagli enti
di cui all'articolo 73 del TUIR. Per effetto delle medesime circostanze, si
ritiene che le stesse debbano essere più propriamente considerate quali
"proventi derivanti da altri rapporti aventi per oggetto l'impiego del
capitale", di cui alla lett. h), comma 1, dell'articolo 44 del TUIR e,
conseguentemente, scontano la tassazione integrale in capo al percettore
secondo il principio di cassa.
Ovviamente, nel caso di specie, essendo percepite da una
azioni, le stesse saranno trattate come componenti del reddito d'impresa.
d'interpello presentata alla Direzione regionale ..........., viene resa
dalla scrivente ai sensi dell'articolo 4, comma 1, ultimo periodo del D.M. 26 aprile 2001, n.
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