Source: http://www.cobasmarche.it/vigilanza-assemblee-studentesche.html
Timestamp: 2018-03-20 19:08:01+00:00
Document Index: 77326538

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 25', 'art. 25', 'art.17']

Aree Tematiche > Docenti
Con riferimento agli ordini di servizio che in questi giorni i dirigenti scolastici stanno emanando per disporre la rilevazione delle presenze degli alunni per il giorno di convocazione della mensile assemblea d’istituto, da parte degli insegnanti della prima ora, incaricati all’uopo di procedere all’appello degli alunni, presso le rispettive classi prima dell’inizio dei lavori dell’assemblea ed in funzione dell’ordinato svolgimento di questi ultimi, nonché in riferimento all’obbligo di rimanere in servizio per i docenti,
questa O.S. fa presente quanto segue:
è noto che le assemblee studentesche sospendono l’attività didattica o di insegnamento, rientrando esse nelle altre attività scolastiche previste dalla legge aventi pari dignità dell’attività didattica (nota del 12.3.1993 prot. 6034/1° del Provveditorato agli Studi di L’Aquila C.M. 312/79 che richiama conformi risposte del MIUR a singoli quesiti dei Provveditori).
È noto altresì che i doveri di servizio dei docenti ineriscono ad attività di insegnamento ed attività funzionali all’insegnamento, ovvero quelle preparatorie, propedeutiche, connesse e conseguenti all’attività di insegnamento (artt. 28 e 29 CCNL 2007).
Pertanto, i docenti, nei giorni previsti per lo svolgimento delle assemblee studentesche, non sono tenuti:
a) ad essere presenti a scuola, a meno che non siano state programmate contestualmente allo svolgimento dell’assemblea, attività diverse dall’insegnamento specificamente inerenti la funzione docente (art. 29 CCNL; consigli, collegi, attività di programmazione, etc.; Consiglio di Stato n.173/88: "non è ipotizzabile l’obbligo della semplice presenza nella scuola indipendentemente dall’impegno in attività programmate");
b) a compiere attività strumentali "all’ordinato svolgimento dell’assemblea", come la registrazione degli assenti e dei presenti, poiché queste esulano dalle attività di insegnamento e da quelle ad esse funzionali e sono, per vero, espressamente demandate agli organi dell’assemblea (comitato studentesco, se eletto, o presidente dell’assemblea cfr. C.M. 312/79 par. VI). Così come è stato escluso che i docenti debbano accompagnare gli studenti presso i locali ove si tiene l’assemblea (C.M. 312/79 par. XI) o che debbano ivi esercitare doveri di vigilanza per i quali è competente il Dirigente Scolastico (art. 14 comma 5 D.lgs. n. 297/94).
Coerentemente l’art. 13 comma 8 del D.lgs 297/94 dispone che i docenti possono (non devono) partecipare alle assemblee studentesche confermando che esse rientrano in attività scolastiche diverse dalle attività cui essi sono tenuti.
Ne deriva che, sospese le attività didattiche (di insegnamento e quelle ad esse funzionali) per effetto della convocazione delle assemblee studentesche, le attività ad esse relative (convocazione, coordinamento con altre attività scolastiche, controllo) non sono di competenza dei docenti, ma del dirigente scolastico al quale, nella veste di titolare "dell’organizzazione dell’attività scolastica", sono riservate dagli artt. 13 e 14 del D.LGS n. 297/94 e dall’art. 25 comma 2 del D.lgs. n. 165/2001.
Ne consegue che, se per ragioni organizzative dell’attività scolastica, il Ministero, ha dato disposizioni, con nota del 26 novembre 2003, di rilevare la presenza degli alunni e dei docenti (che intendano partecipare alle assemblee) durante le assemblee di istituto, detto adempimento rientra nei poteri di gestione dei dirigenti scolastici che potranno avvalersi a tal fine, se del caso, ai sensi del citato art. 25 comma 5 del D.lgs. n. 165/2001, "di docenti ai quali possono essere delegati specifici compiti", secondo le disposizioni contrattuali vigenti che fanno riferimento a collaborazioni retribuibili, da concordarsi in sede di contrattazione d’istituto.
È appena il caso di notare che la citata nota non impone, né potrebbe imporre per quanto sopra detto, la presenza dei docenti a scuola nei giorni di svolgimento delle assemblee, ma si limita a stabilire, per ragioni di buon andamento del servizio pubblico, la necessità di rilevare la presenza di tutti coloro che vi intervengono, ovvero sia dei docenti che intendano parteciparvi, sia degli alunni, "senza che ciò ovviamente costringa questi ultimi a giustificare l’assenza stessa" (nota del 12.03.1993 prot. 6034/1 del Provveditorato agli Studi di L’Aquila).
Tutto ciò premesso, i dipendenti che lo ritengano opportuno, possono presentare rimostranza scritta ai sensi e per gli effetti dell’art.17 del D.P.R. 3/57, ritenendo palesemente illegittimi gli ordini di servizio emanati dai D.S. e riservandosi di agire, in caso di reiterazione dell’ordine in oggetto, avanti alla competente Autorità giudiziaria, previo esperimento del tentativo di conciliazione obbligatorio ex lege, al fine di ottenerne l’annullamento, oltre il pagamento delle spettanze dovute per la prestazione di attività inerenti mansioni estranee ai doveri di servizio.
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