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Timestamp: 2018-12-19 13:09:39+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 110', 'art. 5', 'art. 2500', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 168', 'art. 107']

17 Ottobre 2007 | Commercialista Telematico
Regime forfetario, convenienza da valutare
Regime forfetario in molti casi meno conveniente rispetto all’attuale criterio ordinario per i contribuenti minimi. Sono proprio questi contribuenti che saranno chiamati a scegliere se continuare ad applicare il regime ordinario o se, invece, transitare nel regime semplificato previsto dal disegno di legge Finanziaria 2008, valutando i pro e i contro dei due sistemi di tassazione. In realtà, stando al provvedimento attuale, il regime naturale di applicazione per i soggetti con le caratteristiche previste dalla norma è quello speciale previsto per i minimi, mentre l’applicazione del regime ordinario dovrà essere oggetto di specifica opzione da parte degli interessati (comma 14 dell’articolo).Dalle prime simulazioni si evince che non esiste una regola assolta nella valutazione della convenienza della scelta, essendo molte le variabili in gioco.
G.P.Ranocchi – G. Valcarenghi, Per il forfait dei minimi un appeal marginale, in Il Sole-24 Ore, 17/10/2007, pag. 30
Rappresentanza, spese semplificate
Il disegno di legge per la Finanziaria 2008 prevede la semplificazione delle spese di rappresentanza delle imprese, che si auspica possa essere coordinata con quella per i professionisti. La distinzione tra le spese di rappresentanza e quelle di pubblicità e propaganda è un problema complesso. Il tema è stato oggetto di numerose pronunce non sempre coerenti. La norma proposta introduce il principio della deducibilità nel periodo d’imposta di sostenimento delle spese di rappresentanza, purché rispondenti ai requisiti di inerenza e congruità che saranno stabiliti con un decreto ministeriale. Le spese riconosciute di rappresentanza saranno considerate direttamente connesse alla produzione di ricavi e quindi deducibili nell’esercizio di competenza e non più per quote costanti. Le modalità di deduzione fiscale sembrano continuare a dipendere dall’applicazione dei criteri civilistici, in conformità al principio di derivazione.
Gianfranco Ferranti, Spese di rappresentanza con recupero allargato, in Il Sole-24 Ore, 17/10/2007, pag. 30
Indicazioni per i compensi reversibili
La norma di comportamento n. 169 della Commissione dell’Associazione italiana dottori commercialisti illustra il regime tributario dei compensi reversibili degli amministratori sia ai fini delle imposte sui redditi, sia ai fini Irap e Iva. Se l’amministratore è un lavoratore dipendente, il compenso di amministratore non è imponibile ai fini Irpef, non è soggetto a ritenuta ed è escluso dal campo di applicazione dell’Iva. Per la società che eroga il compenso il costo è deducibile ai fini delle imposte dirette per competenza e non è deducibile ai fini Irap. Per la società che riceve il compenso, il provento non è soggetto a ritenuta, concorre a formare il reddito imponibile ai fini delle imposte dirette, per competenza, e non rileva ai fini Irap. Le conclusione sopra illustrate si applicano anche al caso in cui l’amministratore sia un collaboratore coordinato e continuativo della società che ha il diritto di reversibilità. L’unico elemento di differenza è rappresentato dal regime Iva.
M. Piazza – D. Prandina, I compensi reversibili trovano le indicazioni, in Il Sole-24 Ore, 17/10/2007, pag. 32
Conferimenti agevolati a maglie larghe
L’imposta sostitutiva del 18% sarà estesa anche ai conferimenti delle ditte individuali in società di persone. Ma non alle cessioni di azienda. L’allargamento della misura già valida per i conferimenti della società confluirà in un emendamento del governo al disegno di legge finanziaria per il 2008, all’esame del senato. L’assicurazione è stata data ieri dai tecnici del viceministro dell’economia, Vincenzo Visco, alle associazioni firmatarie del protocollo di intesa sugli studi di settore. L’incontro di ieri ha proseguito il confronto già aperto nel pomeriggio di venerdì scorso e non è stata l’unica apertura che il consigliere di Visco, Stefano Fassina, ha concesso alle imprese. I tecnici del viceministro hanno bocciato invece la proposta avanzata dalle associazioni di categoria di assegnare il carattere di presunzione semplice anche ai nuovi indicatori di normalità che usciranno dalla revisione, in corso, dei 65 studi di settore che saranno utilizzati dalla prossima dichiarazione dei redditi.
Antonella Gorret, estesi i conferimenti agevolati, in Italia Oggi, 17/10/2007, pag. 35
Più trasparenza sui terreni agricoli
Più trasparenza sulle variazioni dei valori dei terreni agricoli, i cui dati finiranno in capo all’Agenzia del territorio. E poi ai Comuni. Gli agricoltori avranno invece quattro mesi di tempo per presentare ricorso in commissione tributaria, avverso la variazione di reddito loro imputata. E rischieranno la multa se non comunicheranno i dati loro richiesti. Questa, assieme all’estensione della semplificazione per il tfr inferiore a 100 euro, sono le novità previste da due dei 12 emendamenti presentati dal relatore al decreto legge collegato alla manovra finanziaria per il 2008. Misure che affiancheranno quelle relative ai nuovi paletti sul bonus incapienti e al compenso aumentato da 0,52 a 1 euro per l’invio delle dichiarazioni telematiche.
L. Chiarello – A. Gorret, Terreni agricoli, valori trasparenti, in Italia Oggi, 17/10/2007, pag. 39
Sistema doganale elettronico
Un sistema doganale comunitario elettronico, con merci prive di bolle di accompagnamento, documenti di viaggio e qualsiasi altra forma di supporto cartaceo. Uno strumento informatico comune a tutti i paesi membri, finalizzato a facilitare le procedure di esportazione dei prodotti, ridurre i costi, migliorare i tempi di sdoganamento e aiutare a garantire la corretta riscossione di tutti i dazi doganali e le imposte dovute. Insomma, un piano strategico pluriennale volto a creare un ambiente doganale elettronico, moderno, efficiente e interoperabile per la comunità, con tutti i benefici del caso. E’ stata pubblicata, infatti, sulla GU dell’Unione Europea C 242 di ieri, infatti, la posizione comune Ce n. 11/2007, definita dal Consiglio il 23 luglio, in vista dell’adozione della decisione concernente un ambiente privo di supporti cartacei per le dogane e il commercio.
Valerio Stroppa, Import-export senza bolle, in Italia Oggi, 17/10/2007, pag. 40
Sgravi Cfl, Inps e lavoro ci riprovano
Inps e ministero del Lavoro ci stanno provando. Ma per ora i tribunali non sembrano propensi a riconoscere le loro ragioni. L’annosa vicenda degli sgravi contributivi concessi per vecchi contratti di formazione e lavoro (Cfl) è a uno snodo cruciale. Dopo l’ennesimo aut aut di Bruxelles e il rischio di un’ulteriore procedura d’infrazione a carico dell’Italia, l’Istituto ha notificato più di mille cartelle esattoriali a imprese ed enti pubblici che tra novembre del 1995 e il maggio 2001 avrebbero fruito in modo illegittimo degli sconti sul Cfl. Ammontano a 500milioni di euro gli aiuti indebiti contestati dall’Inps e dal ministero del Lavoro. L’Inps ha inviato a partire da maggio 2007 circa 500 cartelle esattoriali per ottenere la restituzione degli aiuti illeciti. Inizialmente l’attenzione dell’Inps si è concentrata sui destinatari di sgravi superiori a 250mila euro. Nelle prossime settimane saranno notificate altre 500 cartelle.
Marco Bellinazzo, Contratti e aiuti, restituzioni ferme, in Il Sole-24 Ore, 17/10/2007, pag. 29
Socio manager, vincola l’attività principale
Il socio amministratore di una Srl commerciale che presta anche attività lavorativa nella società deve iscriversi alla gestione previdenziale istituita per l’attività prevalente. Lo ha deciso la Corte di cassazione con la sentenza n. 20866 del 5 ottobre, accogliendo il ricorso di un contribuente che, ritenendo prevalente l’attività svolta come amministratore di una Srl, poi trasformata in Spa, chiedeva di essere assicurato solo presso la Gestione separata del lavoro autonomo. Di avviso contrario l’Inps che chiedeva anche i contributi alla Gestione commercianti.
Maria Rosa Gheido, Per i soci manager l’attività principale guida l’iscrizione, in Il Sole-24 Ore, 17/10/2007, pag. 37
Stangata in arrivo per i co.co.co.
Stangata in arrivo per lavoratori parasubordinati e professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata Inps. Dal 1° gennaio 2008 l’aliquota contributiva salirà di un punto, e così dicasi nel 2009 e nel 2010 (complessivamente un più 3%). Ma non basta, nel 2011 è previsto un ulteriore incremento di uno 0,09%. Stesso testino, un po’ meno pesante, toccherà a coloro che già risultano iscritti obbligatoriamente a un fondo previdenziale, ovvero risultino titolari di pensione diretta, chi per intenderci arrotonda lo stipendio o la pensione. Per loro, il carico contributivo, a partire dal 2008, salirà di un punto percentuale portandosi dall’attuale 16 al 17%. Il rincaro, previsto dal protocollo di luglio, e ora recepito dal disegno di legge di riforma approvato venerdì dal consiglio dei ministri, fa seguito all’incremento di 5,3 punti percentuali già deciso per il 2007 dalla Finanziaria.
Gigi Leonardi, Stretta contributiva sulle co.co.co, in Italia Oggi, 17/10/2007, pag. 46
La manovra 2008 limita i vantaggi della trasformazione in Spa
Il calcolo di convenienza della trasformazione di società di persone in società di capitali va completamento rivisto alla luce delle novità prospettate dal Ddl Finanziaria 2008. L’art. 3, comma 1, lett. h), i) e u) del Ddl della Finanziaria 2008 modifica le regole della deducibilità degli interessi passivi dal reddito d’impresa. In particolare, viene prevista:
– l’integrale deducibilità degli interessi passivi solo fino a concorrenza degli interessi attivi maturati nell’esercizio;
– la deducibilità dell’eccedenza solo nei limiti del 30% del risultato operativo lordo (da assumersi come differenza A-B di Conto Economico Cee al lordo degli ammortamenti);
– l’abrogazione delle norme in tema di thin capitalization e di pro-rata patrimoniale (attuali artt. 97 e 98 del TUIR).
Cristina Odorizzi, La società di capitali perde appeal, in Il Sole 24 Ore, 12/10/2007, pag. 33.
Finanziaria 2008: riduzione degli oneri finanziari per le imprese in fase di start up
L’applicazione della norma del Ddl della Finanziaria 2008 sull’indeducibilità degli oneri passivi, nelle fasi di start up delle imprese, vuole far salvi gli oneri capitalizzati, mentre per gli oneri non più capitalizzabili c’è sempre la norma transitoria che consente il recupero in dieci anni. Per le imprese in fase di start up, l’applicazione delle nuove norme non riguarda gli oneri inclusi nel costo dei beni a norma dell’art. 110, lettera b), del Tuir. Inoltre, la capitalizzazione degli interessi per le imprese in fase di start up, che solitamente hanno un risultato operativo lordo negativo o comunque insufficiente per coprire gli elevati interessi passivi, riduce l’impatto negativo della stretta. Per le società immobiliari, la stretta sugli oneri finanziari cambia in relazione all’attività svolta dalla società. Quindi l’applicazione della norma sarà diversificata a seconda del tipo di operazione realmente svolta. Se una società immobiliare possiede fabbricati abitativi locati, la norma dovrebbe risultare irrilevante. Per chi possiede immobili strumentali, si applicherà la disposizione che limita la deduzione al 30% del Risultato operativo lordo come ogni altra impresa industriale.
Luca Gaiani, Start up, spiraglio sugli interessi, in Il sole 24 Ore, 13/10/2007, pag. 29.
Finanziaria 2008: mantenuto il beneficio che riduce l’aliquota Irap all’1,9%
Viene prorogata per l’anno 2007 la riduzione dell’aliquota Irap all’1,9%, ma non assume ancora un assetto definitivo. Nell’art. 5 viene stabilito infatti, a beneficio dei soggetti che operano nel settore agricolo e per le cooperative della piccola pesca e loro consorzi, che nei nove periodi d’imposta successivi a quello in corso al 1° gennaio 1998 (e quindi fino al 31/12/2007) si applica l’aliquota d’imposta dell’1,9%. La norma ribadisce, inoltre, che per il periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2008 l’aliquota è stabilita nella misura del 3,75%; tuttavia, tale disposizione, sempre ripetuta, non è mai entrata in vigore venendo superata, ormai da quasi dieci anni, dalla proroga dell’aliquota agevolata all’1,9%.
Gian Paolo Tosoni, Coop e Spa, Irap solo sul bilancio, in Il sole 24 Ore, 15/10/2007, pag. 36.
Limiti all’invalidità dell’atto di trasformazione
Nel sistema vigente, l’invalidità dell’atto di trasformazione poteva essere pronunciata anche dopo l’attuazione delle forme di pubblicità prescritte, e per l’effetto tornava a esistere il tipo di società precedente, cui andavano ascritti tutti gli atti e i rapporti frattanto posti in essere. Ora, l’art. 2500-bis del Codice civile ha esteso alla trasformazione il principio secondo cui l’atto non può più essere invalidato una volta che siano stati effettuati tutti gli adempimenti pubblicitari. Tale atto di trasformazione acquista efficacia dopo aver effettuato l’iscrizione presso il registro dell’imprese ed inoltre coincide con la decisione dei soci o con la delibera assembleare. E non può essere più rimosso, avendo il legislatore optato per la salvaguardia della certezza dei rapporti giuridici. La tutela offerta dalla legge ai soci e ai terzi pregiudicati dalla trasformazione illegittima passa dal piano dell’impugnativa al piano del risarcimento dell’eventuale danno. Lo ha evidenziato il tribunale di Torino nella sentenza 14 maggio 2007.
Carlo Tabellini, Più solidità alle trasformazioni, in Il sole 24 Ore, 15/10/2007, pag. 40.
Finanziaria 2008: agevolazione per società professionali
Per le società di professionisti che si costituiranno, dal 2008, con un numero di soci compreso tra quattro e dieci, il Ddl della Finanziaria 2008 prevede un bonus per gli investimenti effettuati. Il bonus è rappresentato da un credito d’imposta (che figura nel quadro RU del modello Unico) da compensare nel modello F24, pari al 15% delle spese sostenute per acquisti di beni immobili (impianti, attrezzature d’ufficio, computers e arredi) e di programmi informatici e brevetti riguardanti tecnologie di servizi. Tale agevolazione è riservata a chi svolgerà attività unicamente attraverso lo studio associato. La legge si propone di favorire le aggregazioni tra professionisti, con lo scopo di migliorare la qualità dei servizi prestati. Le strutture agevolate, studi associati e o società professionali, dovranno essere composte da un minimo di quattro professionisti ad un massimo di dieci. Non vengono indicati specifici requisiti che devono possedere i lavoratori autonomi che si uniscono.
Luca Gaiani, Bonus del 15% in aiuto alla crescita degli studi, in Il Sole 24 Ore, 16/10/2007, pag. 39.
Società nautica di leasing: il conduttore dichiara l’utilizzo
L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 284 dell’11/10/2007, si è espressa sull’applicazione dell’art. 7, quarto comma, lett. f), del dpr 633/72, secondo cui le prestazioni di locazione e noleggio di mezzi di trasporto rese da soggetti residenti sono soggette all’Iva in Italia se utilizzate nell’ambito dell’Ue. In particolare, l’Agenzia ha chiarito che la società che concede in locazione finanziaria imbarcazioni da diporto può chiedere al locatario una dichiarazione attestante in che misura il bene venga utilizzato fuori della Comunità, al fine di individuare la base imponibile Iva. Se l’ufficio finanziario accerta che l’utilizzo dichiarato non corrisponde a quello effettivo, la società di leasing, nella sua qualità di prestatore del servizio, è comunque tenuta al pagamento della maggiore imposta dovuta, salva la rivalsa in sede civile nei confronti del locatario, ma non risponde di interessi e sanzioni (art. 10 Statuto del contribuente).
Infine, qualora in sede di accertamento l’ufficio contesti l’utilizzo comportante una tassazione superiore, la dichiarazione del conduttore dimostrerà la buona fede della società di leasing, che risponderà pertanto soltanto dell’imposta, senza sanzioni né di interessi di mora.
Franco Ricca, Leasing, IVA a misura in ItaliaOggi, 12/10/2007, pag. 35.
Società consortile: IVA al 10% per il recupero del patrimonio edilizio
L’aliquota agevolata Iva al 10%, prevista per taluni interventi di recupero del patrimonio edilizio (restauro, risanamento, ristrutturazione), si applica anche nel rapporto interno tra le società appaltatrici e la società consortile costituita per l’esecuzione dei lavori.
Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 287 dell’11/10/2007. Inoltre, è stato evidenziato che, se il rapporto con la società consortile configura invece un mandato senza rappresentanza, essa dovrà applicare lo stesso trattamento ricevuto dai fornitori. In ogni caso, l’agevolazione non è applicabile alle prestazioni professionali del progettista, a meno che siano prive di configurazione autonoma e si inquadrino nel contesto del contratto d’appalto avente per oggetto la progettazione e realizzazione dei lavori.
Sandro Zuliani, Società consortile, aliquota al 10%, in ItaliaOggi, 12/10/2007, pag. 35.
L’amministrazione finanziaria blinda il regime cfc
Nella risoluzione n. 288/E dell’11 ottobre 2007, l’Agenzia delle Entrate risponde ad un’istanza di interpello formulata da una società residente che chiedeva la disapplicazione del regime di tassazione per trasparenza nei confronti di una propria controllata svizzera. L’Agenzia ha dribblato tutte le richieste del contribuente. In particolare, in merito all’esclusione della società dalla black list, non sono stati sufficienti i certificati rilasciati dall’amministrazione finanziaria locale che attestano che la controllata è soggetta alle imposte cantonali e municipali in misura ordinaria, in quanto è stata la stessa società che ha richiesto la disapplicazione dell’agevolazione e tale comportamento non esclude la società svizzera dall’ambito di applicazione delle cfc perché la mancata fruizione dei regimi per scelta della società non può essere assimilata all’ordinaria assenza di agevolazioni prevista dall’ordinamento. Inoltre, la struttura organizzativa della società controllata risultava «embrionale» ossia solo abbozzata, pertanto non è stata ritenuta provata nemmeno l’effettività dell’attività commerciale.
Alessandro Felicioni, Cfc, la normativa è blindata, in ItaliaOggi, 13/10/2007, pag. 49.
D.Lgs. n. 231/2001 e reati d’impresa: regole ad hoc per le Spa
Il meccanismo del D. Lgs. n. 231/2001 prevede che se un soggetto aziendale in posizione apicale o subordinata commette un reato inerente la politica d’impresa, allora anche l’ente subisce delle sanzioni amministrative, a meno che non abbia adottato un’idonea organizzazione e dei controlli interni. L’associazione delle società per azioni ha interpretato le prescrizioni del Dlgs 231/2001 con una propria circolare (n. 68 del 19 novembre 2002), nella quale sono riportati anche dei suggerimenti operativi, imperniati su procedure di controllo interno specifiche. In particolare, viene escluso il collegio sindacale dalla funzione di organo di vigilanza interno. Infatti, l’organismo di controllo deve essere interno e a tempo pieno; inoltre, è preferibile prevedere un coordinamento a livello di gruppo societario.
A cura di Antonio Ciccia, Regole chiare e procedure ad hoc per le società per azioni, in ItaliaOggi7, 15/10/2007, pag. 4.
Finanziaria 2008: riscritte le norme restrittive in materia di paradisi fiscali
La norma del Ddl collegato alla Finanziaria 2008 prevede l’esistenza di un’unica lista bianca (c.d white list) la quale dovrà includere tutti i territori o stati che consentono un effettivo scambio di informazioni con lo Stato italiano e per i quali non vi sono dunque i presupposti per far scattare le norme restrittive in tema di paradisi fiscali. Se tale manovra sarà approvata, nell’ordinamento giuridico italiano non esisterà più l’attuale distinzione fra stati a fiscalità privilegiata inclusi in liste nere e stati non a fiscalità privilegiata inclusi in liste bianche. Il nuovo art. 168-bis che verrà introdotto dalla Finanziaria 2008 prevede che con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze verranno individuati gli stati o territori che consentono un reale scambio di partecipazioni con l’Italia e per i quali è quindi possibile affermare che non si è in presenza di regimi fiscali privilegiati.
Andrea Bongi, Paradisi fiscali, arriva la white list, in ItaliaOggi, 15/10/2007, pag. 40.
Nuove regole sui fallimenti a partire dal 1° gennaio 2008
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16 ottobre 2007 il dlgs 168/2007, il quale apporta diverse modifiche alla legge fallimentare. Per il fallito la cui procedura è stata chiusa, è stata abolita la previsione per cui può iniziare una nuova attività commerciale se non previa abilitazione, la vendita di beni e gli altri atti di liquidazione del patrimonio familiare potranno svolgersi secondo le diverse modalità previste dall’art. 107 e, inoltre, il concordato fallimentare potrà essere applicato nella liquidazione coatta amministrativa. Sono queste alcune novità del decreto correttivo della riforma fallimentare. Inoltre, nei prossimi giorni, uscirà una circolare interpretativa del ministero della giustizia, la quale chiarirà il funzionamento delle nuove norme relative all’iscrizione dei fallimenti nel casellario giudiziale.
Giovanna Laurenzi, Fallimenti, nuovi requisiti dal 2008, in ItaliaOggi, 16/10/2007, pag. 37.