Source: http://www.edscuola.it/archivio/newsletter/2005/es943.htm
Timestamp: 2019-02-16 12:07:05+00:00
Document Index: 44177794

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'arte 181', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 2', 'art 2']

Educazione&Scuola Newsletter n. 943
DI (Assunzioni 2005-2007)
Sentenza Tribunale Cagliari 2563/05 (Sostegno)
Sentenza Tribunale Roma 6.10.05 (Sostegno)
Sentenza Corte Costituzionale 385/05 (DLvo 151/01)
CCNL FILINS-FIINSEI-UGL 2005-2009
Il Decreto Ministeriale 1 agosto 2005, n. 71 stabilisce che le elezioni dei rappresentanti degli studenti nelle consulte provinciali si svolgano entro il 31 ottobre secondo la procedura elettorale semplificata, prevista dagli artt. 21 e 22 dell'OM n.215 del 15 luglio 1991.
Alle ore tre (legali) del 30 ottobre, come previsto dalla Direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 gennaio 2001, si ritorna all'ora normale; l'ora legale era in vigore dalle ore due del 27 marzo 2005.
Nel quarto lunedì di ottobre di ogni anno si celebra in tutto il mondo l'International School Library Day.
Il 24 ottobre 2005 - in concomitanza con l'evento - si svolge la giornata di studi dal titolo "Apprendere con la biblioteca scolastica", promossa nell'ambito del Progetto del MIUR "Biblioteche nelle Scuole" e organizzata dall'Università di Roma Tre.
Convegno "Apprendere con la biblioteca scolastica"
Comparto Ministeri - Personale delle aree funzionali. Fondo unico di amministrazione 2004. CCNI 17 ottobre 2005, n. 4. Criteri e modalità di utilizzazione
Rilevazione integrativa dati delle scuole dell'infanzia, primarie, secondarie di I e II grado statali e non statali. Anno scolastico 2005-2006: inizio attività
Progetti di formazione dei responsabili di direzione delle scuole paritarie e di monitoraggio per la rilevazione della qualità dell'offerta formativa proposta dalle singole scuole
Il 14 ottobre 2005 gli ultimi due decreti legislativi previsti dalla legge delega 28 marzo 2003, n. 53, relativi alle norme generali in materia di formazione degli insegnanti ed alle norme generali e livelli essenziali delle prestazioni sul secondo ciclo del sistema educativo di Istruzione e Formazione, dopo aver superato la Conferenza Unificata (14 luglio 2005 e 15 settembre 2005) ed aver acquisito il parere favorevole da parte delle 7e Commissioni di Senato (28 settembre 2005) e Camera (11 ottobre 2005), entro il termine ultimo del 17 ottobre, arrivano all'approvazione definitiva dal parte del Consiglio dei Ministri.
In seguito all'approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo sul secondo ciclo, il Ministro Letizia Moratti, relativamente alla sperimentazione della riforma, precisa che il decreto approvato stamani non contiene riferimenti ad una data precisa, ma stabilisce che "sino alla definizione di tutti i passaggi normativi propedeutici all'avvio del secondo ciclo di competenza del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, il medesimo Ministero non promuoverà sperimentazioni del nuovo ordinamento nelle scuole, ferma restando l'autonomia scolastica".
L'approvazione in via definitiva da parte del Consiglio dei Ministri del decreto sul secondo ciclo viene a completare il quadro degli atti normativi attuativi della legge 53/03.
In coerenza con gli obiettivi fissati dall'Unione Europea per il 2010, il decreto interviene a modificare gli attuali ordinamenti della scuola secondaria superiore, prevedendo otto tipologie liceali, e modifica gli attuali assetti della formazione professionale regionale, configurando il sistema dell'istruzione e formazione professionale di rilevanza nazionale ed europea.
Investimento sull'istruzione e formazione dei giovani per favorire la crescita personale, culturale e professionale in linea con le politiche del capitale umano, assicurando loro conoscenze, abilità, capacità e competenze adeguate per essere cittadini attivi, in grado di concorrere al progresso materiale e spirituale del Paese (art. 4 Cost.) e dell'Unione Europea.
Articolazione unitaria del sistema, comprendente il sistema dei licei e quello dell'istruzione e formazione professionale, assicurando competenze di base comuni finalizzate all'armonica interazione tra i due sistemi.
Potenziamento della libertà di scelta degli studenti e delle famiglie, nell'ambito dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e formative e di vincoli nazionali e regionali, a garanzia dell'unità e qualità del sistema.
Flessibilità strutturale e personalizzazione educativa, metodologica e didattica dei percorsi, a garanzia del successo formativo e del diritto all'apprendimento.
La realizzazione, in un'unica sede, di percorsi liceali e percorsi dell'istruzione e formazione professionale, sulla base di apposite convenzioni fra le istituzioni scolastiche e formative.
In particolare, i percorsi liceali vocazionali possono raccordarsi, ferme restando le rispettive identità ordinamentali e curricolari, con i percorsi dell'istruzione e formazione professionale, costituendo, insieme, centri polivalenti denominati "Campus" o "Poli formativi".
Il sistema dei licei si connota per il carattere prevalentemente propedeutico dei relativi percorsi rispetto alla prosecuzione degli studi a livello post-secondario, in ambito accademico e non. In particolare, i cosiddetti licei "vocazionali" assolvono anche ad una specifica funzione di preparazione scientifica e professionale coerente con l'indirizzo di riferimento.
Il sistema dell'Istruzione e formazione professionale si connota per il carattere prevalentemente terminale dei relativi percorsi rispetto all'inserimento nel mondo del lavoro e delle professioni.
Il sistema dell'IFTS, Istruzione e formazione tecnica superiore, si connota per il carattere terminale dei relativi percorsi rispetto all'inserimento nel mondo del lavoro e delle professioni.
Potenziamento della competenza nella lingua inglese ed in una seconda lingua europea, con la possibilità, rimessa alla scelta dello studente, di acquisire per l'inglese una padronanza linguistica a livello di lingua madre.
Integrazione tra teoria e pratica (laboratorialità, alternanza scuola-lavoro); sviluppo delle conoscenze relative all'uso delle nuove tecnologie.
Istituti d'arte 181 200
l'unitarietà del sistema, all'interno del diritto-dovere all'istruzione e formazione per almeno 12 anni o, comunque, fino al conseguimento di una qualifica entro il 18° anno di età, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76.
il potenziamento dell'orario di insegnamento della lingua Inglese e della Tecnologia
La quota oraria destinata all'insegnamento dello strumento musicale nelle attuali scuole medie ad indirizzo musicale viene resa obbligatoria, per gli studenti che ne facciano richiesta, al fine di assicurare i livelli necessari per la frequenza dei licei musicali
finalità e durata. I licei hanno una durata di 5 anni, si articolano in 2 + 2 + 1, si concludono con l'esame di Stato. Il titolo di studio conclusivo, oltre ad essere condizione di accesso all'istruzione terziaria, ha valore legale a tutti gli altri effetti e competenze previsti dall'ordinamento vigente.
L'ammissione al 5° anno dà accesso all'istruzione e formazione tecnica superiore.
specificazione dell'asse culturale proprio di ciascun liceo (artistico, classico, economico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico, tecnologico, delle scienze umane) nell'ambito dei principi generali.
organizzazione educativa e didattica. Modalità di personalizzazione dei percorsi, funzioni di tutorato, determinazione dei livelli di flessibilità rimessi all'autonomia delle scuole, alla scelta degli studenti e delle famiglie ed al raccordo con il territorio.
valutazione e scrutini. Frequenza obbligatoria, da parte dello studente, di ¾ dell'orario annuale ai fini della validità dell'anno; valutazione del comportamento; criteri di ammissione al periodo didattico successivo.
Caratteristiche del sistema dell'Istruzione e formazione professionale (livelli essenziali)
Vengono indicati i livelli essenziali di prestazioni garantiti dallo Stato e assicurati dalle Regioni nell'accreditamento delle istituzioni formative e nella organizzazione dell'offerta formativa, in linea con le indicazioni dell'Unione europea. Essi riguardano:
l'offerta formativa in relazione al soddisfacimento della richiesta di frequenza degli studenti e delle loro famiglie (art. 16);
l'orario minimo annuale e l'articolazione dei percorsi formativi (almeno 990 ore annue), di cui ¾ a frequenza obbligatoria e percorsi sia triennali che quadriennali (art. 17);
prosecuzione degli studi e della formazione a livello terziario. Sono assicurati raccordi con l'anno integrativo per sostenere l'esame di Stato per accedere all'università e con il sistema di IFTS
i requisiti dei docenti: abilitati all'insegnamento ovvero esperti con 5 anni di esperienza nel settore professionale di riferimento.
le strutture formative ed i relativi servizi: sono previsti i requisiti relativi alle capacità gestionali, all'adeguatezza delle strutture didattiche e logistiche, anche per la realizzazione di stage e tirocini.
i passaggi tra i sistemi: sono assicurati i passaggi tra i percorsi dell'Istruzione e formazione professionale e tra questi ed i licei, e viceversa.
L'attivazione delle prime classi dei percorsi liceali e del primo anno dei percorsi di istruzione e formazione professionale avverrà dall'anno scolastico e formativo 2007-2008.
Per i percorsi liceali è necessario procedere mediante provvedimenti del Ministro dell'Istruzione, sentita la Conferenza Unificata Stato-Regioni, a:
Incremento, fino al 20% della quota oraria dei piani di studio rimessa all'autonomia scolastica nell'ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni.
Per i percorsi dell'Istruzione e Formazione Professionale ciascuna Regione adotterà una specifica disciplina nel rispetto dei livelli essenziali e previa definizione, con accordi in Conferenza Unificata, dei seguenti aspetti:
Il coordinamento dell'attuazione della riforma a livello nazionale è garantito da specifiche intese in sede di Conferenza Unificata.
L'attuazione della riforma nell'ambito del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione professionale è assicurata in modo graduale mediante norme che determinano le condizioni di passaggio.
L'indirizzo Economico Aziendale prevede i seguenti settori rimessi alla libera scelta dello studente:
L'indirizzo Economico istituzionale, prevede i seguenti settori rimessi alla libera scelta dello studente:
Tecnologie tessili, dell'Abbigliamento e della Moda
i è accentuata la natura vocazionale e professionale dei licei ad indirizzo: liceo economico, liceo artistico e liceo tecnologico. Fermo restando il monte ore complessivo, è aumentato l'orario destinato alle attività di indirizzo, finalizzate all'inserimento nel mondo del lavoro, compensando l'aumento con la diminuzione dell'orario destinato agli insegnamenti generali. Aumenta, inoltre, lo spazio dato alle attività di laboratorio, ai percorsi in alternanza scuola-lavoro e ad iniziative di studio-lavoro e di stage. I settori del liceo economico si sono arricchiti nel settore del credito, e tra gli indirizzi del liceo tecnologico sono state inserite la grafica e la moda.
un'ora di tecnologia obbligatoria in più nella scuola secondaria di primo grado, così da portare l'insegnamento obbligatorio di tecnologia a due ore, con corrispondente diminuzione di un'ora facoltativa;
la possibilità per gli studenti di rafforzare l'apprendimento dell'inglese, destinando a tale fine le ore previste per la seconda lingua comunitaria. Tale scelta, effettuata nella scuola secondaria di primo grado, prosegue anche nei licei, e consente, unitamente all'incremento di un'ora obbligatoria di inglese nel primo ciclo, già introdotta dal decreto in prima lettura, di acquisire una padronanza dell'inglese pari a quella della lingua madre.
Mentre la prima stesura del decreto si limitava agli aspetti ordinamentali, il testo sottoposto all'esame definitivo del Consiglio dei Ministri disciplina il percorso attuativo della riforma, individuando gli adempimenti dello Stato, delle Regioni e delle autonomie locali coerentemente con l'assetto delle competenze ad essi rispettivamente attribuite dal nuovo titolo V della Costituzione.
Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca provvede a definire con proprio decreto, sentita la Conferenza unificata:
l'incremento fino al 20% della quota dei piani di studio rimessa alle istituzioni scolastiche nell'ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni.
Le Regioni dovranno fornire indicazioni per la trasformazione dei vecchi istituti scolastici nei nuovi licei, nell'ambito della programmazione della rete scolastica cui devono provvedere raccordando in un piano complessivo la programmazione delle province. Inoltre, le Regioni dovranno disciplinare con proprie leggi regionali i percorsi di istruzione e formazione professionale, nel rispetto dei livelli essenziali definiti dal decreto.
L'unitarietà e omogeneità nazionale del nuovo sistema di istruzione e formazione professionale e la valenza nazionale dei titoli sono assicurati, oltre che dai livelli essenziali, da accordi in Conferenza unificata che definiranno:
Al trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie per l'esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti alle Regioni e agli Enti locali nell'ambito del sistema educativo di istruzione e formazione si provvederà con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, sulla base di accordi da concludere in sede di Conferenza Unificata, in stretta correlazione con l'attuazione, da parte delle Regioni, degli adempimenti di loro competenza. Nel frattempo, le Regioni continueranno a svolgere i corsi di istruzione e formazione professionale sperimentali realizzati sulla base dell'accordo in Conferenza unificata del 19 giugno 2003; e lo Stato assicurerà l'istruzione professionale attraverso i corsi degli istituti professionali di Stato, che continueranno a rilasciare le qualifiche professionali.
Le sperimentazioni verranno promosse e avviate dal MIUR una volta completati gli adempimenti normativi di competenza dello stesso MIUR. Le prime classi dei percorsi liceali e di quelli di istruzione e formazione professionale verranno avviate a partire dall'anno scolastico 2007/2008.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo in attuazione della legge 53/2003 che disciplina l'accesso alla professione di docenteCambia la formazione iniziale dei docenti delle scuole italiane, in linea con le normative europee che richiedono per la professione di insegnante una formazione specifica di livello universitario. Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi in via definitiva, su proposta del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Letizia Moratti, lo schema di decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali in materia di formazione degli insegnanti ai fini dell'accesso all'insegnamento, in attuazione della legge 53/2003.
Il decreto prevede una formazione di pari dignità per i docenti di tutti gli ordini e gradi di scuola. I percorsi di formazione iniziale dei docenti della scuola dell'infanzia, del primo ciclo e del secondo ciclo si svolgeranno presso le università e le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, rispettivamente nei corsi di laurea magistrale e in appositi corsi accademici di secondo livello.
I nuovi percorsi sono programmati dalle Università nella loro autonomia in conformità a criteri definiti con decreto del Ministro, assicurando l'approfondimento disciplinare, i contenuti pedagogico-professionali e periodi di tirocinio nelle scuole, oltre ad eventuali stage all'estero.
Gli abilitati sono assegnati alle scuole della Regione, tenendo conto delle esigenze delle stesse scuole, per svolgere un periodo di applicazione della durata di un anno tramite un apposito contratto di inserimento formativo al lavoro, con assunzione di responsabilità di insegnamento sotto la supervisione di un tutor e svolgimento di attività formative connesse all'esperienza didattica, coordinate dal Centro di ateneo, sulla base delle indicazioni del tutor.
Al termine dell'anno di applicazione ed in seguito a valutazione positiva espressa dal comitato per la valutazione del servizio, i docenti potranno essere ammessi al concorso per l'assunzione nelle scuole, già autorizzato in sede di programmazione.
Il MIUR, con Nota 24 giugno 2005, Prot. n 4253/A2, e con Nota 28 settembre 2005, Prot.n. 5515/A2, segnala che il 14 ottobre 2005 si svolge la dodicesima Giornata Nazionale Orientagiovani che, quest'anno, ha come tema "Il vento della scienza: scienza, tecnologia, occupazione".
10 - 11 ottobre Giornata Europea Genitori e Scuola
Con la Nota 15 settembre 2005, Prot. n. 5373/A3, il MIUR comunica che il 10 e 11 ottobre si celebra la "4^ Giornata Europea dei Genitori e della Scuola": l'iniziativa promossa dall'Associazione Europea dei Genitori (EPA), condivisa dalla Commissione dell'UE e sostenuta dal Forum nazionale delle Associazioni dei genitori maggiormente rappresentative (FoNAGS) e dallo stesso MIUR.
Di seguito l'intervento del Ministro alla IV Giornata Europea dei Genitori e della scuola
Siamo già alla IV edizione di questo importante appuntamento, promosso dall'Associazione Europea dei Genitori (EPA) e sostenuto da questo Ministero e dal Forum nazionale delle Associazioni dei genitori (FoNAGS).
Desidero per questa ragione salutare e ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile l'incontro di oggi:
- gli Uffici Scolastici Regionali
- i Centri Servizi Amministrativi
- le numerose Associazioni dei genitori coinvolte
e tutti coloro che si sono impegnati per la riuscita di questo evento, che, quest'anno, riveste un significato particolare.
Mi è gradito, a questo proposito, salutare la Vicepresidente dell'EPA, Signora Brigitte Haider, che è giunta dall'Austria, e la delegazione proveniente dal Regno Unito, a cui spetta in questo semestre la Presidenza dell'Unione Europea.
Nel 2002, subito dopo l'avvio del più significativo processo di rinnovamento della Scuola italiana dal dopoguerra ad oggi, abbiamo voluto lanciare una sfida importante proprio in questa sede, certi che il "patto" educativo tra scuola e famiglia rappresenti una delle strategie privilegiate per formare "identità individuali forti, persone dotate di capacità critiche, coscienze libere legate ai valori del rispetto umano, della solidarietà, della giustizia".
In quella occasione, lo ricorderete, abbiamo preso alcuni impegni precisi con l'obiettivo di riaffermare il ruolo della famiglia nella scuola e di sottolineare come istruzione e formazione siano - prima di tutto - un servizio al cittadino, e quindi alle famiglie, e come la partnership tra esse e la scuola sia un punto di forza per offrire alle ragazze e ai ragazzi le massime opportunità di sviluppo e crescita.
Abbiamo infatti affermato, e questo principio caratterizza e contraddistingue l'impianto complessivo della Riforma, la funzione primaria dei genitori rispetto alla scuola e l'importanza della cooperazione tra istituzioni scolastiche e famiglia come chiave di volta per l'educazione e la valorizzazione della persona umana.
Nel 2003, la Giornata Europea dei Genitori, tenutasi a ridosso della Conferenza interministeriale sul disagio giovanile e la dispersione scolastica (alla quale hanno partecipato i Ministri europei dell'educazione e delle politiche giovanili), ha rappresentato un momento strategico per la ridefinizione di importanti obiettivi.
- il ruolo determinante della collaborazione tra scuola e famiglia per la promozione del successo formativo di ciascun giovane,
- la funzione primaria della famiglia come luogo di apprendimento non formale ed informale;
- la forte valenza formativa della famiglia, nella sua interazione con la scuola, come luogo di promozione dell'apprendimento;
- l'importanza del rapporto scuola-famiglia per prevenire/contrastare le varie forme di disagio.
L'anno scorso, per la prima volta, abbiamo celebrato la Giornata Europea alla presenza dei rappresentanti dei Forum provinciali delle Associazioni dei genitori - la cui nascita abbiamo salutato con entusiasmo -, e ci siamo congedati con l'impegno di rafforzare la loro partecipazione a questo momento annuale di riflessione e confronto, e di incentivare il coinvolgimento dei Presidenti dei Consigli di Istituto e di Circolo.
I progetti che sono stati presentati nel corso della IV Giornata costituiscono infatti soltanto una piccola parte di questo lavoro che è stato complessivamente svolto, a dimostrazione di come scuola e famiglia insieme possano realizzare con impegno e senso di responsabilità quegli obiettivi che ci eravamo posti nel momento in cui abbiamo "pensato" la Riforma.
Il 2005 ha segnato infatti una tappa importante del patto educativo tra scuola e famiglia: coerentemente con l'art. 1 della Legge 53/2003 e con le linee politiche che costituiscono lo scenario della Riforma avviata da questo Ministero, la partecipazione dei genitori alla vita della scuola ha fatto un importante salto di qualità.
E' stato affermato, relativamente alla funzione della famiglia, il concetto di "cooperazione" attiva, che supera quello precedente e ormai inadeguato di "rappresentanza partecipata".
La famiglia viene ad interagire con la scuola e il territorio in una logica di "comunità educante", che ridisegna e valorizza il ruolo di tutti i soggetti della formazione, a partire da quelli centrali: genitori e studenti.
Con le nuove disposizioni, al centro del sistema educativo di istruzione e di formazione viene posto lo studente, visto come protagonista del proprio apprendimento, che matura la propria identità attraverso piani di studio "personalizzati", dove le attività disciplinari vanno integrate con attività opzionali e facoltative, "coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all'inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro" (art. 2 della legge 53 - 2003). Accanto al minore è previsto che ci sia la famiglia, chiamata a fare scelte importanti senza più delegare alle sole istituzioni le decisione in ordine ai percorsi formativi del ragazzo. Accenno, per esempio, all'opzione di anticipare o meno l'iscrizione del figlio alla scuola dell'infanzia e alla scuola primaria: questa decisione non è più ridotta a semplice scadenza temporale uguale per tutti, ma esige una riflessione da parte della stessa famiglia e della scuola, volta ad individuare il momento più appropriato per il bambino.
L'articolarsi delle attività scolastiche in obbligatorie, opzionali e facoltative (con la possibilità di scelta per studenti e genitori) dà poi concretezza e contenuto al "patto educativo" tra scuola e famiglia di cui abbiamo parlato. Integrando gli apprendimenti formali della scuola con quelli non-formali vissuti in famiglia e nella comunità locale, si facilita il superamento delle "resistenze all'apprendimento" di molti giovani, se ne sviluppano le differenziate potenzialità, si forniscono, in altre parole, risposte più confacenti alla loro crescita. Ne consegue che frequentare la scuola non è più solo un obbligo da adempiere, ma un diritto-dovere che interpella la responsabilità dello studente nel prendersi carico della propria preparazione umana e culturale, e nello stesso tempo gli garantisce la possibilità di esigere quanto è più confacente alle proprie aspettative. Ma per far questo, non può mancare la collaborazione effettiva della singola famiglia che assicuri informazioni e proposte appropriate nel definire il piano dell'offerta formativa dell'istituto e nel costruire insieme "i piani di studio personalizzati", che commisurino i saperi e le esperienze alle esigenze di ciascuno, con la finalità di conseguirne la piena "formazione spirituale e morale" (art 2 della legge 53 - 2003).
L'importanza attribuita alla convivenza civile - nell'articolarsi dell'educazione affettiva, alimentare, alla salute e alla cittadinanza - ha il senso di prestare maggiore attenzione alla globalità delle esigenze. Accanto alle esigenze conoscitive e culturali, nei ragazzi vi sono anche quelle espressive della relazione con gli altri, della partecipazione alla vita scolastica e sociale, quella di vivere correttamente il rapporto con il proprio corpo. La compilazione del "portfolio" non spetta quindi più ai soli insegnanti, ma richiede l'apporto organico dei genitori e degli stessi ragazzi, per fare in modo che i saperi, le discipline e le competenze facilitino davvero la costruzione della loro personalità, in modo che in ogni fase del loro crescita si confermino protagonisti del proprio sviluppo.
Anche le altre novità della Riforma - la definizione di percorsi distinti tra i licei ed il sistema dell'istruzione e formazione professionale, l'alternanza scuola lavoro, la possibilità di cambiare gli indirizzi di studio intrapresi -, viste dalla parte dei genitori, non possono che essere considerate come delle opportunità in più, che ieri venivano invece negate a quei ragazzi con capacità differenziate o che spesso venivano portati ad abbandonare gli studi, perché non vi trovavano aspetti rispondenti alle loro sensibilità ed aspirazioni. In questo senso, noi siamo fortemente impegnati a garantire itinerari di pari dignità culturale e formativa, così da venire meglio incontro alle specifiche attitudini e superare le dicotomie tra cultura e lavoro, tra l'azione e la ricerca.
Un'ultima considerazione vorrei dedicare al ruolo che i genitori possono svolgere nell'autovalutazione di istituto. Le nuove strategie della qualità identificano nel destinatario delle prestazioni un interlocutore determinante per avviare un processo di continuo miglioramento del servizio. Le associazioni dei genitori e le stesse scuole sono pertanto chiamate ad un compito impegnativo: quello di preparare i singoli genitori a interloquire in modo competente con gli operatori scolastici nel segnalare le disfunzioni e nel porre richieste appropriate in atteggiamento costruttivo e nella disponibilità a non far mancare il contributo originario, proprio delle famiglie.
La definizione di questo nuovo fondamentale ruolo e la sua conseguente messa in atto, hanno richiesto l'avvio di una serie di azioni, da parte del Miur, volte a costruire le basi di un rapporto solido e costruttivo tra i genitori e il mondo della scuola.
Ciò ha permesso, per esempio, di garantire nell'appuntamento di oggi la rappresentanza di ciascuna provincia e regione, in modo da poter riportare in maniera capillare nelle vostre realtà quanto di valido e interessante avrete modo di conoscere nel corso di questo confronto.
E' stata poi avviata una strategia di formazione dei genitori, che si è sviluppata attraverso seminari nazionali e interregionali, per fornire informazioni e chiarimenti sui cambiamenti in atto nel mondo della scuola e per offrire a tutti la possibilità di valorizzare al meglio le nuove opportunità.
L'organizzazione associativa, supportata da una intensa e continua attività di impulso ministeriale, ritengo abbia incentivato i genitori ad ampliare e qualificare il proprio intervento nelle iniziative comuni con le istituzioni scolastiche, realizzando numerosi progetti che affrontano disagi e difficoltà dei ragazzi, che si fanno carico degli eccessivi abbandoni scolastici e perseguono risultati più soddisfacenti sia nella qualità delle relazioni che dei livelli di apprendimento raggiunti.
I progetti-pilota che sono stati presentati nel corso di ogni Giornata Europea sono certamente serviti come stimolo prezioso per moltiplicare le iniziative nei vari istituti, realizzando "una cittadinanza scolastica matura" in grado di proporre, di cooperare in modo fattivo e di verificare i risultati raggiunti, per migliorarli in modo continuativo.
Il tavolo di lavoro nazionale ne ha selezionato uno per ciascuna Regione, fra tutti quelli che - per l'originalità dell'azione intrapresa o per la complessità ed organicità della stessa -, sono risultati meritevoli di un contributo finanziario che possa consentire la prosecuzione del progetto.
A questo proposito, ricordo che, proprio in queste settimane, stiamo avviando il "Piano nazionale per l'orientamento" che vede coinvolte le istituzioni di istruzione e di formazione in rete con le Regioni e gli Enti Locali, ma che - in linea con quanto ribadito più volte - non trascura l'apporto determinante delle famiglie affinché "ogni studente possa trovare nella scuola le condizioni per valorizzare le proprie capacità e realizzare il proprio progetto di vita".
La nostra riflessione si è inoltre ampliata verso la ricerca delle modalità più efficaci di collaborazione tra scuola, famiglia e associazioni di settore nell'educare i ragazzi all'uso corretto dei media e della televisione in particolare.
In conclusione, voglio confermare l'impegno, assunto agli inizi del mio mandato ministeriale, di perseguire e condurre a termine la riqualificazione globale del sistema dell'Istruzione e della Formazione nel nostro Paese, ponendo l'interesse primario dello studente come criterio-guida sia nelle scelte di fondo, che per le singole iniziative.
Sono consapevole, però, che questa linea di condotta può da sola non essere sufficiente, se non si pone in atto un più vasto processo di mobilitazione di ogni realtà formativa, a partire dalla famiglia, in favore dei giovani per far fronte alle nuove responsabilità dell'educazione.
Sono certa che, da oggi, il nostro "patto" - il "patto" educativo tra scuola e famiglia - è diventato ancora più forte.
06 - 31 ottobre Mobilità AFAM 2005-2006
L'Ordinanza Ministeriale 12 luglio 2005 fissa il seguente calendario per le operazioni di utilizzazione del personale AFAM:
Si svolge il 5 ottobre la XIII Giornata Mondiale degli Insegnanti istituita dall'UNESCO.
04 - 11 ottobre Corso-Concorso Dirigenti Scolastici
Si celebra il 4 ottobre, come previsto dalla Legge 10 febbraio 2005, n. 24, la giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse. Il MIUR con nota 27 settembre 2005, Prot. n. 1927, invita le istituzioni scolastiche, nell'ambito della propria autonomia, utilizzando anche specifici contributi provenienti dalle risorse culturali del territorio, ad adottare le iniziative che riterranno più opportune e idonee per assicurare alla ricorrenza la migliore riuscita.
Concorso "PROVE D'AUTORE" Associazione culturale "VIVIARTE"
01 - ottobre Attività Sindacale
05, 10, 13, 19, 25: rinnovo del CCNL dell'Area V per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il primo biennio economico
20: SIVADIS
11, 20: revisione del regolamento delle supplenze del personale docente (D.M. 201/2000)
Aula 24 DdL 4735/B, «Nuove disposizioni concernenti i professori ed i ricercatori universitari e delega al Governo per il riordino del reclutamento dei professori universitari»
7a 19, 20, 24, 25 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente: "Regolamento recante modalità e criteri per l'individuazione dell'alunno come soggetto in situazione di handicap"
7a 19, 20, 24, 25 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente: "Regolamento recante integrazioni al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 agosto 1999, n. 320, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 luglio 2000, n. 226, in materia di fornitura gratuita e semigratuita di libri di testo".
7a 4, 5, 6, 11 L'11 ottobre la Commissione esprime parere favorevole con condizioni e osservazioni sullo schema di decreto legislativo relativo alle Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni sul secondo ciclo del sistema educativo di Istruzione e formazione ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53
7a 4, 5, 6, 11 L'11 ottobre la Commissione esprime parere favorevole con condizioni e osservazioni sullo Schema di Decreto Legislativo in materia di formazione degli insegnanti, ai fini dell’accesso all’insegnamento
7a 11, 19 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente: "Regolamento recante modalità e criteri per l'individuazione dell'alunno come soggetto in situazione di handicap". - Relatore alla Commissione GABURRO.
(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 35, comma 7, della legge 27 dicembre 2002, n. 289)
7a 11, 19 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente: "Regolamento recante integrazioni al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 agosto 1999, n. 320, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 luglio 2000, n. 226, in materia di fornitura gratuita e semigratuita di libri di testo".
(...) Il Consiglio ha inoltre adottato le seguenti deliberazioni: (...)
- nomina del prof. Onorato GRASSI a Presidente dell'istituto nazionale di documentazione per l'innovazione e la ricerca educativa (INDIRE). (...)
Il Consiglio, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, Tremonti, ha approvato un decreto-legge finalizzato ad assicurare un controllo rigoroso degli andamenti di finanza pubblica e a razionalizzare le spese. (...)
Il Consiglio ha poi definitivamente approvato, su proposta del Ministro per le politiche comunitarie, La Malfa, il Piano italiano per la crescita e lo sviluppo, il cui esame era iniziato nella seduta della scorsa settimana; esso indica le riforme, le misure e gli interventi nazionali programmabili per perseguire gli obiettivi dell'Accordo di Lisbona del 2000 e rinnovarne la potenzialità di pietra miliare per la crescita dell'Unione europea; ciascun obiettivo incluso nel Piano prevede una dettagliata ricognizione di progetti e programmi di intervento che spaziano dall'economico al sociale, al tecnologico, alla politica legislativa, alla qualità della regolazione. (...)
- un decreto legislativo che reca le norme generali e livelli essenziali delle prestazioni sul secondo ciclo del sistema educativo di Istruzione e formazione ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53 (licei e istruzione-formazione professionale), con l'obiettivo di migliorare la qualità degli apprendimenti e corrispondere all'esigenza di un ottimale inserimento dei giovani nella realtà sociale caratterizzata da integrazione e competizione internazionale; i due sistemi, di pari dignità, dei licei e dell'istruzione e formazione professionale, sono caratterizzati da flessibilità e possibilità di personalizzazione didattica ed educativa che comporta anche l'acquisizione di crediti certificati validi anche nei casi di passaggio da un percorso all'altro; tra gli altri punti salienti, la possibilità di proseguire gli studi a livello post-secondario, una nuova disciplina della valutazione dell'apprendimento e degli esami di Stato;
- un decreto legislativo che attua la delega conferita al Governo per definire le norme generali in materia di formazione degli insegnanti, ai fini del conseguimento dell'abilitazione valida per il “sistema nazionale dell'istruzione” e per l'accesso all'insegnamento nella scuola dell'infanzia, del primo e del secondo ciclo. Come previsto dalla legge di delegazione, sui due decreti sono stati acquisiti i pareri della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari;
- un regolamento per il riordino del sistema elettorale e della composizione degli organi dell'Ordine professionale degli psicologi, sul quale è stato acquisito il parere favorevole del Consiglio di Stato; (...)
- nomina a componenti della Commissione di coordinamento del Sistema pubblico di connettività, in rappresentanza delle Amministrazioni statali, dell'ing. Alessandro MUSUMECI (Istruzione), ing. Marco BARRA CARACCIOLO (Infrastrutture), dott. Francesco CANCELLARO (Economia), rag. Vincenzo MASINO (Interno), generale di brigata Maurizio LEONI (Difesa), dott. Fausto DE SANTIS (Giustizia) e dott. Luigi ESPOSITO (Affari esteri, componente aggiunto), a norma dell'articolo 9 del decreto legislativo n. 42 del 2005; (...)
Il Ministro per le politiche comunitarie, La Malfa, ha presentato al Consiglio dei Ministri, appositamente convocato, una relazione sul Piano italiano per la crescita e lo sviluppo (PICO) in vista della sua presentazione alla Commissione europea il prossimo 15 ottobre; si tratta di una significativa tappa della strategia che ha fatto seguito all'Accordo di Lisbona del marzo 2000, il cui obiettivo era dare vita per l'Europa all'”economia più competitiva e dinamica del mondo” entro il 2010. Nel giugno di quest'anno il Consiglio europeo dei 25 Stati membri, preso atto degli insoddisfacenti risultati raggiunti, ha rilanciato la strategia di Lisbona e a tale fine ha chiesto agli Stati di dotarsi di un Piano su base triennale.
Il Piano italiano per la crescita e lo sviluppo indica le riforme, le misure e gli interventi nazionali programmabili per perseguire gli obiettivi dell'Accordo di Lisbona del 2000 e rinnovarne la potenzialità di pietra miliare per la crescita dell'Unione europea; se l'Accordo costituì il primo tentativo di sincronizzare le politiche economiche nazionali dei 25 Stati membri per il conseguimento degli obiettivi di crescita del reddito e dell'occupazione tramite l'individuazione degli strumenti più idonei, la redazione dei Piani nazionali, nella filosofia del rilancio, sposta sull'Unione e non solo sugli Stati, in un'ottica di condivisione, la responsabilità dell'attuazione degli interventi programmati.
Le consultazioni con le parti sociali (tutte le 37 organizzazioni con le quali il Governo italiano dialoga), le regioni e le autonomie locali e con numerosi economisti, coordinate dal prof. Savona hanno condotto ad individuare cinque obiettivi che l'Italia considera prioritari: ampliare l'area di libera scelta dei cittadini e delle imprese; incentivare la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica; rafforzare l'istruzione e la formazione del capitale umano, nonché accrescere l'estensione dei relativi benefici alla popolazione, specie ai giovani; adeguare le infrastrutture materiali e immateriali; tutelare l'ambiente. Ciascun obiettivo prevede, nel Piano, una dettagliata ricognizione di progetti e programmi di intervento che spaziano dall'economico al sociale, al tecnologico, alla politica legislativa, alla qualità della regolazione.
I criteri ed i contenuti del Piano, sul quale proseguiranno le consultazioni, sono stati condivisi dal Consiglio che lo licenzierà definitivamente nella prossima riunione. (...)
(...) Su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Maroni, il Consiglio ha esaminato il decreto legislativo in materia di previdenza complementare ed ha convenuto sull’opportunità di inviarlo nuovamente alle Commissioni parlamentari per l’espressione del parere definitivo a seguito di opportune e necessarie modifiche.
E’ stato altresì approvato uno schema di decreto legislativo che attua la delega in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi, su cui verranno acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari. (...)
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