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Timestamp: 2019-08-20 03:08:45+00:00
Document Index: 40996267

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 325', 'sentenza ', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 325', 'art_325', 'art_369', 'art. 370', 'art. 378', 'art. 83', 'art_083', 'art_365', 'art_370', 'art_378', 'art_369', 'art_083', 'art_084', 'art_110', 'art_300', 'art_330', 'art_366', 'art_369', 'art_1722', 'art_083', 'art_084', 'art_110', 'art_300', 'art_330', 'art_366', 'art_369', 'art_1722', 'art. 369', 'art. 1363', 'art_369', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 369', 'sentenza ', 'art_369', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 369', 'art. 378', 'art. 372', 'art. 369', 'art. 378', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 369', 'art. 378', 'art. 372', 'art. 369', 'art. 378', 'art. 9', 'art. 23', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 54', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 23', 'art. 363', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 23', 'art. 363', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 369', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 348', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 327', 'sentenza ', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 369', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 369', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 348', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 327', 'art. 371', 'art. 366', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 156', 'sentenza ', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 99', 'art. 99', 'art. 369', 'art. 369', 'art. 369', 'art. 369', 'art. 370', 'art. 369', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 369', 'art. 366', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 369', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 325', 'sentenza ', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 325', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 54', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 369', 'art. 371', 'art. 371', 'sentenza ', 'art. 391', 'art. 369', 'art. 269', 'art. 269', 'sentenza ', 'art. 155', 'art. 369', 'art. 370', 'art. 369', 'art. 155', 'art. 369', 'art. 370', 'art. 369', 'art. 380', 'art. 380', 'art. 136', 'art. 25', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 369', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 369', 'art. 369', 'art. 369', 'art. 369', 'art. 378', 'art. 372', 'art. 378', 'sentenza ', 'art. 325', 'sentenza ', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 325', 'art. 369', 'art. 156', 'art. 369', 'art. 156', 'art. 110', 'art. 372', 'art. 378', 'art. 110', 'art. 372', 'art. 378', 'art. 110', 'sentenza ', 'art. 110', 'art. 372', 'art. 378', 'sentenza ', 'art. 369', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 369', 'art. 369', 'art. 47', 'sentenza ', 'art. 369', 'art. 378', 'art. 372', 'sentenza ', 'art. 369', 'art. 378', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 67', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 369', 'art. 369', 'art. 369', 'art. 369', 'art. 7', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 369', 'art. 369', 'art. 369', 'art. 25', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 372', 'art. 369', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 372', 'art. 369', 'art.360', 'art. 184', 'art. 369', 'art. 369', 'art. 184', 'art. 369', 'art. 360', 'art. 369', 'art. 420', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 2', 'art. 369', 'art. 420', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 2', 'art. 1363', 'art. 384', 'art. 12', 'art. 149', 'art. 291', 'sentenza ', 'art. 369', 'art. 24', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 369', 'art. 366', 'art. 369', 'art. 369', 'sentenza ', 'art. 372', 'art. 369', 'art. 369', 'art. 369']

369. (Deposito del ricorso)
Codice di procedura civile Libro secondo: DEL PROCESSO DI COGNIZIONE Titolo III: DELLE IMPUGNAZIONI Capo I: DELLE IMPUGNAZIONI IN GENERALE Capo II: DELL'APPELLO Capo III: DEL RICORSO PER CASSAZIONE Sezione I: DEI PROVVEDIMENTI IMPUGNABILI E DEI RICORSI 369. (Deposito del ricorso)
1. Il ricorso deve essere depositato nella cancelleria della Corte, a pena d'improcedibilità, nel termine di giorni venti dall'ultima notificazione alle parti contro le quali è proposto.
2. Insieme col ricorso debbono essere depositati, sempre a pena d'improcedibilità:
2) copia autentica della sentenza o della decisione impugnata con la relazione di notificazione, se questa è avvenuta, tranne che nei casi di cui ai due articoli precedenti; oppure copia autentica dei provvedimenti dai quali risulta il conflitto nei casi di cui ai nn. 1 e 2 dell'articolo 362;
4) gli atti processuali, i documenti, i contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda. (1)
3. Il ricorrente deve chiedere alla cancelleria del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata o del quale si contesta la giurisdizione la trasmissione alla cancelleria della Corte di Cassazione del fascicolo d'ufficio; tale richiesta è restituita dalla cancelleria al richiedente munita di visto, e deve essere depositata insieme col ricorso.
(1) Numero così modificato dal D.Lgs. 40/2006.
Della copia autentica della sentenza impugnata o della richiesta di trasmissione del fascicolo di ufficio - Difetto di produzione di copia autentica della sentenza impugnata e della relata di notificazione della medesima - Procedibilità del ricorso - Condizioni - Perfezionamento della notificazione del ricorso entro il termine ex art. 325, comma 2, c.p.c. - Necessità che tale circostanza risulti dal ricorso - Sussistenza. Pur in difetto della produzione di copia autentica della sentenza impugnata e della relata di notificazione della medesima, prescritta dall'art. 369, comma 2, n. 2, c.p.c., il ricorso per cassazione deve egualmente ritenersi procedibile ove risulti, dallo stesso, che la sua notificazione si è perfezionata, dal lato del ricorrente, entro il sessantesimo giorno dalla pubblicazione della sentenza, poiché il collegamento tra la data di pubblicazione della sentenza indicata nel ricorso e quella della notificazione del ricorso, emergente dalla relata di notificazione dello stesso, assicura comunque lo scopo, cui tende la prescrizione normativa, di consentire al giudice dell'impugnazione, sin dal momento del deposito del ricorso, di accertarne la tempestività in relazione al termine di cui all'art. 325, comma 2, c.p.c.. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 11386 del 30/04/2019 (Rv. 653711 - 01) Cod_Proc_Civ_art_325, Cod_Proc_Civ_art_369...
Deposito presso la Corte di cassazione di "memoria di costituzione" - Attivazione del contraddittorio - Sufficienza - Esclusione - Notificazione alla parte ricorrente - Necessità - Fondamento - Omissione - Conseguenze in tema di validità della procura speciale in calce alla memoria. Nel giudizio di cassazione è inammissibile una "memoria di costituzione" depositata dalla parte intimata dopo la scadenza del termine di cui all'art. 370 c.p.c. e non notificata al ricorrente (così da non potersi qualificare come controricorso, seppur tardivo), atteso che non è sufficiente il mero deposito perché l’atto possa svolgere la sua funzione di strumento di attivazione del contraddittorio rispetto alla parte ricorrente, la quale, solo avendone acquisito legale conoscenza, è in condizioni di presentare le sue osservazioni nelle forme previste dall'art. 378 c.p.c.. Ne consegue, pertanto, che la procura speciale rilasciata in calce all'anzidetta memoria non sia valida, restando priva di efficacia l'autenticazione del difensore, il cui potere certificativo è limitato agli atti specificamente indicati nell'art. 83, comma 3, c.p.c.. Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 10019 del 10/04/2019 (Rv. 653596 - 01) Cod_Proc_Civ_art_083, Cod_Proc_Civ_art_365, Cod_Proc_Civ_art_370, Cod_Proc_Civ_art_378, Cod_Proc_Civ_art_369...
Estinzione o cessazione del soggetto rappresentato - Perdita di legittimazione del difensore al compimento di attività processuali - Applicabilità del principio alla P.A. - Esclusione - Fondamento – Conseguenze In tema di rappresentanza in giudizio, il principio secondo il quale l'estinzione del soggetto rappresentato, ancorché non dichiarata in udienza, determina la perdita di legittimazione del difensore a compiere attività processuali, avvalendosi del mandato conferito dal soggetto soppresso, successivamente alla pronuncia della sentenza, non è applicabile alle pubbliche amministrazioni che sono difese "ex lege" dall'Avvocatura dello Stato, la quale ripete il proprio "jus postulandi" dalla legge e non da atto negoziale. Ne consegue che, essendo l'Avvocatura dello Stato sempre legittimata a compiere attività processuali anche per l'ente cessato, non possono considerarsi nulli né il ricorso per cassazione che indichi il soggetto cessato né la notifica del ricorso medesimo presso l'Avvocatura. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 9517 del 04/04/2019 (Rv. 653243 - 01) Cod_Proc_Civ_art_083, Cod_Proc_Civ_art_084, Cod_Proc_Civ_art_110, Cod_Proc_Civ_art_300, Cod_Proc_Civ_art_330, Cod_Proc_Civ_art_366_1, Cod_Proc_Civ_art_369, Cod_Civ_art_1722...
Estinzione o cessazione del soggetto rappresentato - Perdita di legittimazione del difensore al compimento di attività processuali - Applicabilità del principio alla P.A. - Esclusione - Fondamento – Conseguenze In tema di rappresentanza in giudizio, il principio secondo il quale l'estinzione del soggetto rappresentato, ancorché non dichiarata in udienza, determina la perdita di legittimazione del difensore a compiere attività processuali, avvalendosi del mandato conferito dal soggetto soppresso, successivamente alla pronuncia della sentenza, non è applicabile alle pubbliche amministrazioni che sono difese "ex lege" dall'Avvocatura dello Stato, la quale ripete il proprio "jus postulandi" dalla legge e non da atto negoziale. Ne consegue che, essendo l'Avvocatura dello Stato sempre legittimata a compiere attività processuali anche per l'ente cessato, non possono considerarsi nulli né il ricorso per cassazione che indichi il soggetto cessato né la notifica del ricorso medesimo presso l'Avvocatura. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 9517 del 04/04/2019 (Rv. 653243 - 01) Cod_Proc_Civ_art_083, Cod_Proc_Civ_art_084, Cod_Proc_Civ_art_110, Cod_Proc_Civ_art_300, Cod_Proc_Civ_art_330, Cod_Proc_Civ_art_366_1, Cod_Proc_Civ_art_369, Cod_Civ_art_1722 rappresentanza in giudizio...
Deposito di atti - Controversia in materia di lavoro - Contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda - Deposito insieme al ricorso - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6255 del 04/03/2019
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - Controversia in materia di lavoro - Contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda - Deposito insieme al ricorso - Omissione - Produzione per estratto ovvero rinvio generico al fascicolo di merito - Insufficienza - Conseguenze - Fondamento. Nel giudizio di cassazione, l'onere di depositare i contratti e gli accordi collettivi - imposto, a pena di improcedibilità del ricorso, dall'art. 369, comma 2, n. 4, c. p. c. - può dirsi soddisfatto solo con la produzione del testo integrale del contratto collettivo, adempimento rispondente alla funzione nomofilattica della Corte di cassazione e necessario per l'applicazione del canone ermeneutico previsto dall'art. 1363 c. c.; né, a tal fine, può considerarsi sufficiente il mero richiamo, in calce al ricorso, all'intero fascicolo di parte del giudizio di merito, ove manchi una puntuale indicazione del documento nell'elenco degli atti. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6255 del 04/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_369...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - della copia autentica della sentenza impugnata o della richiesta di trasmissione del fascicolo di ufficio - Ricorso per cassazione - Mancato deposito della sentenza impugnata - Produzione ad opera della parte resistente - Improcedibilità del ricorso - Esclusione - Fondamento. Il ricorso di cassazione non è improcedibile ex art. 369, comma 2, n. 2, c.p.c., per omesso deposito da parte del ricorrente della sentenza impugnata, ove quest'ultima risulti comunque nella disponibilità del giudice in quanto prodotta dalla parte resistente, atteso che una differente soluzione, di carattere formalistico, determinerebbe un ingiustificato diniego di accesso al giudizio di impugnazione in contrasto con il principio di effettività della tutela giurisdizionale. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 4370 del 14/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_369...
Cassazione (ricorso per) - deposito di atti di documenti nuovi - nullità inficianti la sentenza impugnata
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi - nullità inficianti la sentenza impugnata - produzione entro il termine di cui all'art. 369 cod. proc. civ. - necessità - produzione in allegato alla memoria ex art. 378 cod. proc. civ. – inammissibilità - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 28999 del 12/11/2018 Nel giudizio di legittimità, secondo quanto disposto dall'art. 372 c.p.c., non è ammesso il deposito di atti e documenti che non siano stati prodotti nei precedenti gradi del processo, salvo che non riguardino l'ammissibilità del ricorso e del controricorso ovvero concernano nullità inficianti direttamente la decisione impugnata, nel qual caso essi vanno prodotti entro il termine stabilito dall'art. 369 c.p.c., rimanendo inammissibile la loro produzione in allegato alla memoria difensiva di cui all'art. 378 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 28999 del 12/11/2018...
Nullità inficianti la sentenza impugnata
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi - nullità inficianti la sentenza impugnata - produzione entro il termine di cui all'art. 369 cod. proc. civ. - necessità - produzione in allegato alla memoria ex art. 378 cod. proc.civ. - inammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 28999 del 12/11/2018 >>> Nel giudizio di legittimità, secondo quanto disposto dall'art. 372 c.p.c., non è ammesso il deposito di atti e documenti che non siano stati prodotti nei precedenti gradi del processo, salvo che non riguardino l'ammissibilità del ricorso e del controricorso ovvero concernano nullità inficianti direttamente la decisione impugnata, nel qual caso essi vanno prodotti entro il termine stabilito dall'art. 369 c.p.c., rimanendo inammissibile la loro produzione in allegato alla memoria difensiva di cui all'art. 378 c.p.c. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 28999 del 12/11/2018...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - del ricorso - deposito di copia non autenticata di ricorso telematico - conseguenze - improcedibilità del ricorso - limiti. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 27480 del 30/10/2018 >>> Il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall'ultima notifica, di copia analogica del ricorso per cassazione predisposto in originale telematico e notificato a mezzo PEC, senza attestazione di conformità del difensore ex art. 9, commi 1 bis e 1 ter, della l. n. 53 del 1994 o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non ne comporta l'improcedibilità ove il controricorrente (anche tardivamente costituitosi) depositi copia analogica del ricorso ritualmente autenticata ovvero non abbia disconosciuto la conformità della copia informale all'originale notificatogli ex art. 23, comma 2, del d.lgs. n. 82 del 2005. Viceversa, ove il destinatario della notificazione a mezzo PEC del ricorso nativo digitale rimanga solo intimato (così come nel caso in cui non tutti i destinatari della notifica depositino controricorso) ovvero disconosca la conformità all'originale della copia analogica non autenticata del ricorso tempestivamente depositata, per evitare di incorrere nella dichiarazione di improcedibilità sarà onere del ricorrente depositare l'asseverazione di conformità all'originale della copia analogica sino all'udienza di discussione o all'adunanza in camera di consiglio. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 27480 del 30/10/2018...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - motivo di cui all'art. 360, n. 5, c.p.c. riformulato dal d.l. n. 83 del 2012 - vizio di omesso esame - rilevanza - condizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27415 del 29/10/2018 >>> L'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., riformulato dall'art. 54 del d.l. n. 83 del 2012, conv. in l. n. 134 del 2012, introduce nell'ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all'omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia); pertanto, l'omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sé, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorché la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27415 del 29/10/2018 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - del ricorso - deposito di copia non autenticata di ricorso telematico - conseguenze - improcedibilità del ricorso - limiti. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 22438 del 24/09/2018 >>> Il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall'ultima notifica, di copia analogica del ricorso per cassazione predisposto in originale telematico e notificato a mezzo PEC, senza attestazione di conformità del difensore ex art. 9, commi1 bis e 1 ter, della l. n. 53 del 1994 o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non ne comporta l'improcedibilità ove il controricorrente (anche tardivamente costituitosi) depositi copia analogica del ricorso ritualmente autenticata ovvero non abbia disconosciuto la conformità della copia informale all'originale notificatogli ex art. 23, comma 2, del d.lgs. n. 82 del 2005. Viceversa, ove il destinatario della notificazione a mezzo PEC del ricorso nativo digitale rimanga solo intimato(così come nel caso in cui non tutti i destinatari della notifica depositino controricorso) ovvero disconosca la conformità all'originale della copia analogica non autenticata del ricorso tempestivamente depositata, per evitare di incorrere nella dichiarazione di improcedibilità sarà onere del ricorrente depositare l'asseverazione di conformità all'originale della copia analogica sino all'udienza di discussione o all'adunanza in camera di consiglio. (Principio enunciato ai sensi dell'art. 363, comma 3, c.p.c.). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 22438 del 24/09/2018...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - del ricorso - Deposito di copia non autenticata di ricorso telematico - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso - Limiti. corte di cassazione, sez. u, sentenza n. 22438 del 24/09/2018 Il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall'ultima notifica, di copia analogica del ricorso per cassazione predisposto in originale telematico e notificato a mezzo PEC, senza attestazione di conformità del difensore ex art. 9, commi 1 bis e 1 ter, della l. n. 53 del 1994 o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non ne comporta l'improcedibilità ove il controricorrente (anche tardivamente costituitosi) depositi copia analogica del ricorso ritualmente autenticata ovvero non abbia disconosciuto la conformità della copia informale all'originale notificatogli ex art. 23, comma 2, del d.lgs. n. 82 del 2005. Viceversa, ove il destinatario della notificazione a mezzo PEC del ricorso nativo digitale rimanga solo intimato (così come nel caso in cui non tutti i destinatari della notifica depositino controricorso) ovvero disconosca la conformità all'originale della copia analogica non autenticata del ricorso tempestivamente depositata, per evitare di incorrere nella dichiarazione di improcedibilità sarà onere del ricorrente depositare l'asseverazione di conformità all'originale della copia analogica sino all'udienza di discussione o all'adunanza in camera di consiglio. (Principio enunciato ai sensi dell'art. 363, comma 3, c.p.c.). &nbsp...
Ordinanza ex art. 348 ter c.p.c. - Ricorso per cassazione avverso la sentenza di primo grado – Oneri di deposito ex art. 369, comma 2, c.p.c. – Individuazione - Omissione – Conseguenze. Il ricorso per cassazione proponibile, ex art. 348 ter, comma 3, c.p.c., avverso la sentenza di primo grado, entro sessanta giorni dalla comunicazione, o notificazione se anteriore, dell'ordinanza d'inammissibilità dell'appello, resa ai sensi dell'art. 348 bis c.p.c., è soggetto, ai fini del requisito di procedibilità di cui all'art. 369, comma 2, c.p.c., ad un duplice onere di deposito, avente ad oggetto la copia autentica sia della sentenza suddetta sia, per la verifica della tempestività del ricorso, della citata ordinanza, con la relativa comunicazione o notificazione; in difetto, il ricorso è improcedibile, salvo che, ove il ricorrente abbia assolto l'onere di richiedere il fascicolo d'ufficio alla cancelleria del giudice "a quo", la Corte, nell'esercitare il proprio potere officioso, rilevi che l'impugnazione sia stata proposta nei sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione ovvero, in mancanza dell'una e dell'altra, entro il termine cd. lungo di cui all'art. 327 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 11850 del 15/05/2018 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17450 del 14/07/2017
Notifica della sentenza impugnata con modalità telematica - Deposito della relata di notificazione ex art. 369, comma 2, n. 2, c.p.c. - Modalità. In tema di ricorso per cassazione, qualora la notificazione della sentenza impugnata sia stata eseguita con modalità telematiche, per soddisfare l’onere di deposito della copia autentica della relazione di notificazione, il difensore del ricorrente, destinatario della suddetta notifica, deve estrarre copie cartacee del messaggio di posta elettronica certificata pervenutogli e della relazione di notificazione redatta dal mittente ex art. 3-bis, comma 5, della l. n. 53 del 1994, attestare con propria sottoscrizione autografa la conformità agli originali digitali delle copie analogiche formate e depositare nei termini queste ultime presso la cancelleria della Corte. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17450 del 14/07/2017 &nbsp...
Difformità di date tra la relata di notifica in possesso del notificante e quella consegnata al destinatario - Prevalenza dell'una o dell'altra - Condizioni - Riparto dell'onere della prova - Fattispecie. In caso di discordanza fra la data di consegna emergente dalla relata di notifica apposta sull’atto restituito al notificante e quella riportata sulla copia consegnata al destinatario, si verifica un conflitto tra due atti pubblici, dotati di piena efficacia probatoria, risolvibile solo mediante proposizione di querela di falso ad opera della parte interessata a provare l'inesattezza di una delle due date; in mancanza, per stabilire se si sia verificata una decadenza, deve aversi riguardo all'originale restituito al notificante, ovvero alla copia in possesso del destinatario, a seconda che tale decadenza riguardi il primo o il secondo. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il controricorrente, che aveva contestato la tardività del deposito del ricorso sulla base della data risultante dalla relata di notifica apposta sulla copia notificatagli, fosse tenuto a proporre querela di falso per accertare la falsità, "in parte qua", della relata unita all’originale dell’atto restituito al ricorrente). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14781 del 14/06/2017 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - della copia autentica della sentenza impugnata o della richiesta di trasmissione del fascicolo di ufficio - Corte di Cassazione, Sez. 5 , Sentenza n. 7621 del 24/03/2017
Mancata richiesta di trasmissione del fascicolo d'ufficio - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso - Condizioni - Limiti. In tema di ricorso per cassazione, la mancata richiesta di trasmissione, da parte del ricorrente, del fascicolo d'ufficio del giudice "a quo", ex art. 369 c.p.c., non determina l'improcedibilità dell'impugnazione ove l'esame di quel fascicolo non sia necessario per la soluzione delle questioni prospettate con quest'ultima. Corte di Cassazione, Sez. 5 , Sentenza n. 7621 del 24/03/2017 &nbsp...
Ordinanza ex art. 348-ter c.p.c. - Ricorso per cassazione avverso la sentenza di primo grado – Oneri di deposito ex art. 369, comma 2, c.p.c. – Individuazione - Omissione – Conseguenze Il ricorso per cassazione proponibile, ex art. 348-ter, comma 3, c.p.c., avverso la sentenza di primo grado, entro sessanta giorni dalla comunicazione, o notificazione se anteriore, dell’ordinanza d’inammissibilità dell’appello resa ai sensi dell'art. 348-bis c.p.c., è soggetto, ai fini del requisito di procedibilità di cui all'art. 369, comma 2, c.p.c., ad un duplice onere di deposito, avente ad oggetto la copia autentica sia della sentenza suddetta che, per la verifica della tempestività del ricorso, della citata ordinanza, con la relativa comunicazione o notificazione; in difetto, il ricorso è improcedibile, salvo che, ove il ricorrente abbia assolto l’onere di richiedere il fascicolo d’ufficio alla cancelleria del giudice “a quo”, la Corte, nell'esercitare il proprio potere officioso, rilevi che l’impugnazione sia stata proposta nei sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione ovvero, in mancanza dell'una e dell'altra, entro il termine cd. lungo di cui all'art. 327 c.p.c. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 25513 del 13/12/2016 &nbsp...
Atto denominato controricorso - Validità come ricorso incidentale – Condizioni Un controricorso ben può valere come ricorso incidentale, ma, a tal fine, per il principio della strumentalità delle forme - secondo cui ciascun atto deve avere quel contenuto minimo sufficiente al raggiungimento dello scopo - occorre che esso contenga i requisiti prescritti dall'art. 371 c.p.c. in relazione ai precedenti artt. 365, 366 e 369, e, in particolare, la richiesta, anche implicita, di cassazione della sentenza, specificamente prevista dal n. 4 dell'art. 366 c.p.c.. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 25048 del 07/12/2016 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - preclusione del ricorso inammissibile o improcedibile – Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 21145 del 19/10/2016
Proposizione di un nuovo ricorso - Ammissibilità - Mancato deposito del primo ricorso - Termine di proponibilità del secondo ricorso - Decorrenza dalla notificazione del primo ricorso. Nel caso in cui una sentenza sia stata impugnata con due successivi ricorsi per cassazione, il primo dei quali non sia stato depositato o lo sia stato tardivamente dal ricorrente, è ammissibile la proposizione del secondo, anche quando contenga nuovi e diversi motivi di censura, purché la notificazione dello stesso abbia avuto luogo nel rispetto del termine breve decorrente dalla notificazione del primo, e l'improcedibilità di quest'ultimo non sia stata ancora dichiarata, non comportando la mera notificazione del primo ricorso la consumazione del potere d'impugnazione. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 21145 del 19/10/2016 &nbsp...
Deposito di copia incompleta, benché autentica, della sentenza impugnata - Procedibilità dell'impugnazione - Condizioni - Fattispecie in tema di impugnazione di decisione disciplinare del Consiglio Nazionale Forense. Avvocato e procuratore - giudizi disciplinari - impugnazioni - In genere. In tema di ricorso per cassazione (nella specie avverso la decisione emessa in sede disciplinare dal Consiglio Nazionale Forense), il deposito di una copia incompleta, benché autentica, della sentenza impugnata non è causa di improcedibilità del ricorso stesso se, per il principio dell'idoneità dell'atto al raggiungimento dello scopo, sancito dall'art. 156, comma 3, c.p.c., esso sia tempestivo e l'impugnazione possa essere scrutinata sulla base della pur incompleta copia prodotta perchè l'oggetto cui la prima si riferisce è interamente desumibile dalla parte di sentenza risultante da tale copia. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 19675 del 03/10/2016 &nbsp...
Ricorso per cassazione in controversia elettorale - Mancato deposito dei fascicoli di parte delle precedenti fasi di merito - Improcedibilità - Condizioni - Ragioni. In tema di contenzioso elettorale, il mancato deposito dei fascicoli di parte delle precedenti fasi di merito determina, ex art. 369 c.p.c., l'improcedibilità del ricorso per cassazione che si fondi su atti e documenti in essi prodotti, atteso che la Suprema Corte, benché titolare, in siffatte controversie, del potere di conoscere e valutare direttamente i fatti di causa, può avere cognizione di questi ultimi solo in base agli atti ed ai documenti già prodotti in giudizio e ritualmente depositati in sede di legittimità. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18698 del 23/09/2016 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - della copia autentica della sentenza impugnata o della richiesta di trasmissione del fascicolo di ufficio – Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 16498 del 05/08/2016
Deposito di copia "uso studio" priva del visto di conformità - Improcedibilità. Il ricorso per cassazione è improcedibile, ai sensi dell'art. 369, comma 2, c.p.c., qualora sia depositata una copia della sentenza impugnata "uso studio", priva del visto di conformità, in luogo della copia autentica. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 16498 del 05/08/2016 &nbsp...
Ricorso per cassazione avverso decreto decisorio di opposizione allo stato passivo - Deposito di copia autentica del decreto sfornita della prova dell'avvenuta notificazione o comunicazione ex art. 99, ultimo comma, l.fall. - Improcedibilità del ricorso - Fondamento - Acquisizione "aliunde" dei predetti documenti - Esclusione. In tema di giudizio di cassazione, il deposito della copia autentica del decreto decisorio dell'opposizione allo stato passivo non corredata della prova della sua notificazione o della sua comunicazione ex art. 99, ultimo comma, l.fall., benchè queste ultime siano state espressamente allegate, determina l'improcedibilità del relativo ricorso, ex art. 369, comma 2, n. 2, c.p.c., atteso che tale omissione impedisce alla Suprema Corte la verifica - a tutela dell'esigenza pubblicistica del rispetto del vincolo della cosa giudicata formale - della tempestività dell'esercizio del diritto di impugnazione, a nulla valendo la mera indicazione delle corrispondenti date nell'epigrafe del ricorso, o la non contestazione dell'osservanza del termine breve da parte del controricorrente, ovvero il deposito, da parte sua, di una copia con la relata o la presenza di tale copia nel fascicolo d'ufficio, da cui emerga, in ipotesi, la tempestività dell'impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9987 del 16/05/2016 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - del ricorso – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8704 del 03/05/2016
Controricorso con ricorso incidentale - Proposizione contro due o più parti - Termine di deposito - Decorrenza - Duplice notificazione del ricorso - Decorrenza dalla prima notificazione - Limiti. Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - del controricorso - In Genere. Il termine, di complessivi quaranta giorni, di cui agli art. 369 e 370 c.p.c., per il deposito del controricorso per cassazione con contestuale ricorso incidentale decorre, nel caso di notifica reiterata nei confronti della medesima parte, dalla data della prima notifica, ancorché sia stata effettuata in quella data a due o più parti, a meno che detta notifica non debba considerarsi viziata da nullità, nel qual caso il termine stesso decorrerà dalla data della seconda notifica. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8704 del 03/05/2016 &nbsp...
Controricorso con ricorso incidentale - Proposizione contro due o più parti - Termine di deposito - Decorrenza - Duplice notificazione del ricorso - Decorrenza dalla prima notificazione - Limiti. Il termine, di complessivi quaranta giorni, di cui agli art. 369 e 370 c.p.c., per il deposito del controricorso per cassazione con contestuale ricorso incidentale decorre, nel caso di notifica reiterata nei confronti della medesima parte, dalla data della prima notifica, ancorché sia stata effettuata in quella data a due o più parti, a meno che detta notifica non debba considerarsi viziata da nullità, nel qual caso il termine stesso decorrerà dalla data della seconda notifica. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8704 del 03/05/2016 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - del ricorso – Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7194 del 13/04/2016
Ricorso proposto contro due o più parti - Estraneità di alcune alla materia del contendere - Conseguenze - Termine di deposito - Decorrenza dalla notifica effettuata nei confronti della parte interessata - Successive notificazioni alle altre parti - Irrilevanza - Conseguenze in tema di notifica del controricorso. Ove il ricorso per cassazione sia stato notificato a più parti, alcune delle quali, sebbene convenute nel giudizio di appello, risultino ormai estranee alla materia del contendere, il deposito in cancelleria del ricorso, previsto a pena di improcedibilità, ex art. 369 c.p.c., va eseguito entro il termine di venti giorni decorrenti dalla data della notificazione effettuata nei confronti della controparte sostanziale, unica legittimata ed interessata a contraddire, irrilevanti essendo le eventuali successive notifiche nei confronti delle altre parti, sicché, il termine di ulteriori venti giorni, concesso a tale parte sostanziale per la notificazione del proprio controricorso, ex art. 370 c.p.c., decorre dalla data dell'avvenuto deposito del ricorso, eseguito rispetto alla notificazione che la riguarda. Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7194 del 13/04/2016 &nbsp...
Atti e documenti inseriti nel fascicolo di parte - Oneri della parte - Produzione del fascicolo nel quale sono contenuti - Modalità - Atti e documenti inseriti nel fascicolo d'ufficio - Rilevanza - Deposito della richiesta di trasmissione del fascicolo alla cancelleria In tema di giudizio per cassazione, l'onere del ricorrente, di cui all'art. 369, comma 2, n. 4, c.p.c., come modificato dall'art. 7 del d.lgs. n. 40 del 2006, di produrre, a pena di improcedibilità del ricorso, "gli atti processuali, i documenti, i contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda" è soddisfatto, sulla base del principio di strumentalità delle forme processuali, quanto agli atti e ai documenti contenuti nel fascicolo di parte, anche mediante la produzione del fascicolo nel quale essi siano contenuti e, quanto agli atti e ai documenti contenuti nel fascicolo d'ufficio, mediante il deposito della richiesta di trasmissione presentata alla cancelleria del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata, munita di visto ai sensi dell'art. 369, comma 3, c.p.c., ferma, in ogni caso, l'esigenza di specifica indicazione, a pena di inammissibilità ex art. 366, n. 6, c.p.c., degli atti, dei documenti e dei dati necessari al reperimento degli stessi. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 195 del 11/01/2016 &nbsp...
Ricorsi elettorali - Plurime impugnazioni per cassazione avverso la medesima sentenza - Qualificazione come incidentale di quelle successive alla prima - Tempestività - Termini dimezzati - Sospensione feriale - Applicabilità. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18696 del 22/09/2015 Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - incidentali - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18696 del 22/09/2015 In tema di contenzioso elettorale, la proposizione di plurime impugnazioni per cassazione avverso una stessa sentenza implica che ognuna di quelle successiva alla prima si converte, indipendentemente dalla forma assunta ed ancorché promossa con atto a sé stante, in ricorso incidentale, la cui ammissibilità è condizionata al rispetto del termine - soggetto a sospensione feriale - di venti giorni (dieci più dieci), risultante dal combinato disposto degli artt. 370 e 371 c.p.c., nonché 22, comma 11, del d.lgs. n. 150 del 2011, senza che, a tal fine, incida il termine di impugnazione previsto dall'art. 22, comma 10, del d.lgs. n. 150 cit. o la natura adesiva dell'impugnazione. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18696 del 22/09/2015 Decreto Legisl. 01/09/2011 num. 150 art. 22_11, Legge 07/10/1969 num. 742 art. 1 Massime precedenti Vedi: N. 2195 del 2003 Rv. 561024, N. 5695 del 2015 Rv. 634799...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - del ricorso – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 10784 del 26/05/2015
Deposito di copia fotostatica del ricorso in luogo dell'originale - Conseguenze - Improcedibilità - Rilevabilità d'ufficio - Notifica del controricorso - Mancata eccezione di improcedibilità - Irrilevanza. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 10784 del 26/05/2015 L'art. 369, primo comma, cod. proc. civ. prevede che, nel termine di venti giorni dalla notificazione, il ricorrente deve depositare l'originale del ricorso per cassazione a pena di improcedibilità dello stesso e tale sanzione non è esclusa dal semplice deposito della copia del ricorso, peraltro priva della relata di notifica, in quanto la produzione di una copia fotostatica mancante della garanzia di autenticità non consente la verifica della tempestività del ricorso e dell'esistenza di una valida procura. La violazione del termine è rilevabile d'ufficio e non può ritenersi sanata dalla circostanza che il resistente abbia notificato il controricorso senza formulare alcuna eccezione di improcedibilità. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 10784 del 26/05/2015 &nbsp...
Ricorso per cassazione - Mancata produzione della copia notificata della sentenza impugnata - Declaratoria di improcedibilità del ricorso - Ricorso per revocazione - Prova dell'errore revocatorio - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 10517 del 21/05/2015 In caso di revocazione proposta avverso la sentenza con cui la Suprema Corte abbia dichiarato improcedibile un ricorso per carenza della copia notificata della sentenza impugnata, la prova della sua presenza nel fascicolo di parte può essere fornita dimostrando l'espressa menzione dell'atto nel ricorso originario notificato alla controparte, ovvero sulla base di altri elementi, a condizione che essi non rientrino nella disponibilità materiale della parte che avrebbe interesse a fornire tale dimostrazione e, dunque, diversi dall'indice a suo tempo vistato dalla cancelleria e poi ritirato dalla parte. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 10517 del 21/05/2015 &nbsp...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - commissioni tributarie –Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 3139 del 12/02/2014
Sentenze delle commissioni tributarie regionali - Proposizione del ricorso per cassazione - Notificazione e deposito - Consegna diretta o spedizione a mezzo posta - Ammissibilità - Esclusione - Osservanza delle forme previste dal codice di procedura civile - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 3139 del 12/02/2014 In tema di contenzioso tributario, la possibilità, concessa al ricorrente ed all'appellante dagli artt. 20, 22 e 53 del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, di proporre il ricorso anche mediante la consegna diretta o la spedizione a mezzo posta, non si estende al ricorso per cassazione, la cui notificazione deve pertanto essere effettuata esclusivamente nelle forme previste dal codice di procedura civile, a pena di inammissibilità rilevabile d'ufficio. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 3139 del 12/02/2014 &nbsp...
Difetto di produzione di copia autentica della sentenza impugnata e della relata di notificazione della medesima - Procedibilità del ricorso - Condizioni - Perfezionamento della notificazione del ricorso entro il termine ex art. 325, secondo comma, proc. civ. - Necessità che tale circostanza risulti dal ricorso - Sussistenza. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Sentenza n. 17066 del 10/07/2013 Pur in difetto di produzione di copia autentica della sentenza impugnata e della relata di notificazione della medesima (adempimento prescritto dall'art. 369, secondo comma, numero 2, cod. proc. civ.), il ricorso per cassazione deve egualmente ritenersi procedibile ove risulti, dallo stesso, che la sua notificazione si è perfezionata, dal lato del ricorrente, entro il sessantesimo giorno dalla pubblicazione della sentenza, poiché il collegamento tra la data di pubblicazione della sentenza (indicata nel ricorso) e quella della notificazione del ricorso (emergente dalla relata di notificazione dello stesso) assicura comunque lo scopo, cui tende la prescrizione normativa, di consentire al giudice dell'impugnazione, sin dal momento del deposito del ricorso, di accertarne la tempestività in relazione al termine di cui all'art. 325, secondo comma, cod. proc. civ. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Sentenza n. 17066 del 10/07/2013 &nbsp...
Motivo di cui all'art. 360, n. 5, cod. proc. civ. riformulato dal d.l. n. 83 del 2012 - Vizio di omesso esame - Rilevanza - Condizioni. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8053 del 07/04/2014 L'art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ., riformulato dall'art. 54 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in legge 7 agosto 2012, n. 134, introduce nell'ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all'omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia). Ne consegue che, nel rigoroso rispetto delle previsioni degli artt. 366, primo comma, n. 6, e 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ., il ricorrente deve indicare il "fatto storico", il cui esame sia stato omesso, il "dato", testuale o extratestuale, da cui esso risulti esistente, il "come" e il "quando" tale fatto sia stato oggetto di discussione processuale tra le parti e la sua "decisività", fermo restando che l'omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sé, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorché la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8053 del 07/04/2014 &nbsp...
Originale depositato - Mancanza di una o più pagine - Carente illustrazione di un motivo - Conseguenze - Inammissibilità del motivo - Copia notificata completa - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 9262 del 07/05/2015 In tema di ricorso per cassazione, la mancanza di una o più pagine nell'originale depositato comporta l'inammissibilità del motivo che non sia intellegibile, che non è superabile neppure ove la copia notificata e depositata dal resistente risulti completa, atteso che il ricorso, a pena d'improcedibilità, deve essere depositato in originale entro il termine di cui all'art. 369 cod. proc. civ. e, pertanto, il principio del raggiungimento dello scopo può operare solo grazie ad atti compiuti entro tale termine.Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 9262 del 07/05/2015...
Ricorso incidentale tardivo rispetto al termine breve o annuale - Inammissibilità del ricorso principale - Conseguente inefficacia di quello incidentale - Osservanza del termine per la proposizione del ricorso incidentale ex art. 371 cod. proc. civ. - Irrilevanza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6077 del 26/03/2015 In tema di giudizio di cassazione, il ricorso incidentale tardivo, proposto oltre i termini di cui agli artt. 325, secondo comma, ovvero 327, primo comma, cod. proc. civ., è inefficace qualora il ricorso principale per cassazione sia inammissibile, senza che, in senso contrario rilevi che lo stesso sia stato proposto nel rispetto del termine di cui all'art. 371, secondo comma, cod. proc. civ. (quaranta giorni dalla notificazione del ricorso principale). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6077 del 26/03/2015 &nbsp...
Sentenza - correzione - Sentenza della Corte di cassazione – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 15238 del 21/07/2015
Correzione di errore materiale - Oneri del ricorrente - Deposito di copia autentica del provvedimento - Necessità - Omissione - Conseguenze - Improcedibilità dell'istanza - Ragioni. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 15238 del 21/07/2015 L'istanza di correzione della sentenza della Corte di cassazione per errore materiale è improcedibile quando il ricorrente non depositi la copia autentica della sentenza, poiché l'art. 391 bis cod. proc. civ., rinviando alla disciplina dettata dagli artt. 365 e seguenti, richiede l'osservanza di quanto prescritto nell'art. 369, comma 2, n. 2, del medesimo codice. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 15238 del 21/07/2015 &nbsp...
Processo tributario - Nuova udienza per consentire la chiamata del terzo ex art. 269 cod. proc. civ. - Ipotesi diverse da litisconsorzio necessario - Provvedimento discrezionale del giudice - Configurabilità. Nel processo tributario, come in quello civile, la fissazione di una nuova udienza per consentire la citazione del terzo, chiesta tempestivamente dal convenuto, al di fuori delle ipotesi di litisconsorzio necessario, è discrezionale. Ne consegue che il giudice può, per esigenze di economia processuale e di ragionevole durata del processo, rifiutare di fissare una nuova prima udienza per la costituzione del terzo. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 1112 del 21/01/2015 &nbsp...
intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) - comunione di controversie – Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 1112 del 21/01/2015
Processo tributario - Nuova udienza per consentire la chiamata del terzo ex art. 269 cod. proc. civ. - Ipotesi diverse da litisconsorzio necessario - Provvedimento discrezionale del giudice - Configurabilità. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 1112 del 21/01/2015 Nel processo tributario, come in quello civile, la fissazione di una nuova udienza per consentire la citazione del terzo, chiesta tempestivamente dal convenuto, al di fuori delle ipotesi di litisconsorzio necessario, è discrezionale. Ne consegue che il giudice può, per esigenze di economia processuale e di ragionevole durata del processo, rifiutare di fissare una nuova prima udienza per la costituzione del terzo. &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 25662 del 04/12/2014
Ricorso proposto successivamente al primo - Conversione in ricorso incidentale - Ammissibilità - Criteri - Fattispecie. Il principio dell'unicità del processo di impugnazione contro una stessa sentenza comporta che, una volta avvenuta la notificazione della prima impugnazione, tutte le altre debbono essere proposte in via incidentale nello stesso processo e perciò, nel caso di ricorso per cassazione, con l'atto contenente il controricorso, fermo restando che tale modalità non é essenziale, per cui ogni ricorso successivo al primo si converte, indimente dalla forma assunta e ancorché proposto con atto a sé stante, in ricorso incidentale. Nel caso in cui i due ricorsi risultino essere stati notificati nella stessa data, l'individuazione del ricorso principale e di quello incidentale va effettuata con riferimento alle date di deposito dei ricorsi, sicché è principale il ricorso depositato per primo, mentre é incidentale quello depositato per secondo. (Nella specie, in presenza di due ricorsi depositati in pari data, la S.C. ha considerato principale il ricorso che ha assunto numeri inferiori sia di cronologico presso l'Ufficio UNEP sia di ruolo ed incidentale quello che ha assunto numeri superiori). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 25662 del 04/12/2014 &nbsp...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso incidentale - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21105 del 07/10/2014
Termine per la notifica del controricorso e ricorso incidentale - Decorrenza - Venti giorni dal deposito del ricorso principale - Scadenza in giorno festivo - Proroga al giorno feriale successivo - "Dies a quo" per la notifica del ricorso incidentale - Applicabilità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21105 del 07/10/2014 L'art. 155, quarto comma, cod. proc. civ., secondo cui la scadenza di un termine, che cada in un giorno festivo, è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo, si applica al termine di venti giorni stabilito dall'art. 369, primo comma, cod. proc. civ., per il deposito del ricorso per cassazione, anche quando questa scadenza costituisca, a sua volta, "dies a quo" per il termine dato all'intimato che intenda contraddire e ricorrere in via incidentale, sicché l'ulteriore termine di venti giorni previsto dall'art. 370, primo comma, per la notifica del controricorso e del ricorso incidentale, decorre dal giorno seguente non festivo, al quale, di diritto, è prorogata la scadenza del termine ex art. 369 cod. proc. civ.. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21105 del 07/10/2014 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso incidentale – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21105 del 07/10/2014
Termine per la notifica del controricorso e ricorso incidentale - Decorrenza - Venti giorni dal deposito del ricorso principale - Scadenza in giorno festivo - Proroga al giorno feriale successivo - "Dies a quo" per la notifica del ricorso incidentale - Applicabilità. L'art. 155, quarto comma, cod. proc. civ., secondo cui la scadenza di un termine, che cada in un giorno festivo, è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo, si applica al termine di venti giorni stabilito dall'art. 369, primo comma, cod. proc. civ., per il deposito del ricorso per cassazione, anche quando questa scadenza costituisca, a sua volta, "dies a quo" per il termine dato all'intimato che intenda contraddire e ricorrere in via incidentale, sicché l'ulteriore termine di venti giorni previsto dall'art. 370, primo comma, per la notifica del controricorso e del ricorso incidentale, decorre dal giorno seguente non festivo, al quale, di diritto, è prorogata la scadenza del termine ex art. 369 cod. proc. civ.. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21105 del 07/10/2014 &nbsp...
Omesso deposito del ricorso spedito a mezzo posta - Causa impeditiva costituita dal disservizio postale - Istanza di rimessione in termini formulata solo con memoria ex art. 380 bis cod. proc. civ. - Inammissibilità - Fondamento. In caso di omesso deposito in cancelleria del ricorso in cassazione inviato a mezzo posta, e mai consegnato per un disservizio postale, è inammissibile, in quanto intempestiva, l'istanza di rimessione in termini formulata solo con la memoria ex art. 380 bis cod. proc. civ., nell'imminenza della camera di consiglio, a notevole distanza di tempo (nella specie, diciannove mesi) dalla spedizione del plico, attesa la possibilità di conoscere, attraverso i servizi "on line" delle Poste Italiane s.p.a., la data di consegna della raccomandata e, dunque, di acquisire consapevolezza, in tempi ragionevoli, della causa impeditiva. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 16423 del 17/07/2014 &nbsp...
Prova della comunicazione dell'ordinanza impugnata - Comunicazione avvenuta in via telematica - Deposito di copia del provvedimento recante la data di sua pubblicazione - Sufficienza - Fondamento. In tema di regolamento di competenza, in caso di mancato deposito della ricevuta comprovante la comunicazione dell'ordinanza impugnata - effettuata in via telematica ai sensi dell'art. 136 cod. proc. civ. come modificato dall'art. 25, comma 1, lett. d), della legge 12 novembre 2011, n. 183 - occorre fare riferimento, ai fini della valutazione della tempestività dell'impugnazione, ove l'interessato non abbia invocato un termine di comunicazione successivo, alla data di deposito apposta sulla copia autentica dell'ordinanza prodotta, dovendosi escludere che la comunicazione a mezzo PEC del deposito del provvedimento abbia preceduto il deposito stesso. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 14337 del 25/06/2014 &nbsp...
Giudizio di cassazione - Eventi interruttivi afferenti alla parte - Cancellazione della società dal registro delle imprese - Interruzione del giudizio - Esclusione - Fondamento. Nel giudizio di cassazione, che è dominato dall'impulso di ufficio, non sono applicabili le comuni cause interruttive previste dalla legge in generale, sicché la cancellazione dal registro delle imprese della società resistente, in data successiva alla proposizione del ricorso ed alla stessa costituzione in giudizio della società, non determina l'interruzione del processo. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.3323 del 13/02/2014 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - commissioni tributarie – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 3139 del 12/02/2014
Sentenze delle commissioni tributarie regionali - Proposizione del ricorso per cassazione - Notificazione e deposito - Consegna diretta o spedizione a mezzo posta - Ammissibilità - Esclusione - Osservanza delle forme previste dal codice di procedura civile - Necessità. In tema di contenzioso tributario, la possibilità, concessa al ricorrente ed all'appellante dagli artt. 20, 22 e 53 del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, di proporre il ricorso anche mediante la consegna diretta o la spedizione a mezzo posta, non si estende al ricorso per cassazione, la cui notificazione deve pertanto essere effettuata esclusivamente nelle forme previste dal codice di procedura civile, a pena di inammissibilità rilevabile d'ufficio. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 3139 del 12/02/2014 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - della copia autentica della sentenza impugnata o della richiesta di trasmissione del fascicolo di ufficio – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28460 del 19/12/2013
Deposito di copia incompleta - Improcedibilità dell'intero ricorso - Esclusione - Preclusione all'esame dei motivi relativi alle parti mancanti della sentenza - Sussistenza. In tema di ricorso per cassazione, l'incompletezza della copia autentica della sentenza depositata dal ricorrente principale - vizio non suscettibile di sanatoria ancorché una copia completa sia stata depositata dal ricorrente incidentale - non comporta l'improcedibilità dell'intera impugnazione ma impedisce soltanto lo scrutinio dei motivi relativi alle parti mancanti della sentenza impugnata. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28460 del 19/12/2013 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 25038 del 07/11/2013
Onere di cui all'art. 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ. - Osservanza - Requisiti - Fattispecie in tema di regolamento preventivo di giurisdizione. L'onere di deposito degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o degli accordi collettivi sui quali si fonda il ricorso, sancito, a pena di sua improcedibilità, dall'art. 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ. ed applicabile anche in sede di regolamento preventivo di giurisdizione, è soddisfatto: a) qualora il documento sia stato prodotto nelle fasi di merito dallo stesso ricorrente e si trovi nel fascicolo di quelle fasi, mediante il deposito di quest'ultimo, specificandosi, altresì, nel ricorso l'avvenuta sua produzione e la sede in cui quel documento sia rinvenibile; b) se il documento sia stato prodotto, nelle fasi di merito, dalla controparte, mediante l'indicazione che lo stesso è depositato nel relativo fascicolo del giudizio di merito, benché, cautelativamente, ne sia opportuna la produzione per il caso in cui quella controparte non si costituisca in sede di legittimità o la faccia senza depositare il fascicolo o lo produca senza documento; c) qualora si tratti di documento non prodotto nelle fasi di merito, relativo alla nullità della sentenza od all'ammissibilità del ricorso, oppure attinente alla fondatezza di quest'ultimo e formato dopo la fase di merito e comunque dopo l'esaurimento della possibilità di produrlo, mediante il suo deposito, previa individuazione e indicazione della produzione stessa nell'ambito del ricorso. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 25038 del 07/11/2013 &nbsp...
Copia del ricorso notificata - Mancanza di due pagine - Rilevanza - Esclusione - Condizioni - Fondamento. La mancanza di una o più pagine nella copia del ricorso per cassazione notificato alla controparte assume rilievo solo se abbia impedito al destinatario della notifica la comprensione dell'atto e, quindi, compromesso in concreto le garanzie della difesa e del contraddittorio. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 24656 del 31/10/2013 &nbsp...
Procedimento civile - notificazione – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 24346 del 29/10/2013
Perfezionamento della notifica per il richiedente al momento dell'affidamento all'ufficiale giudiziario, e non al momento della ricezione, come per il destinatario - Configurabilità - Portata - Termine per il deposito nella cancelleria della cassazione del ricorso notificato - Disciplina ex art. 369 cod. proc. civ. - Applicabilità - Esclusione - Fondamento. La distinzione dei momenti di perfezionamento della notifica per il notificante e il destinatario dell'atto, risultante dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, trova applicazione solo quando dall'intempestivo esito del procedimento notificatorio, per la parte di questo sottratta alla disponibilità del notificante, potrebbero derivare conseguenze negative per il notificante, quale la decadenza conseguente al tardivo compimento di attività riferibile all'ufficiale giudiziario, non anche quando la norma preveda che un termine debba decorrere o un altro adempimento debba essere compiuto dal tempo dell'avvenuta notificazione, come per il deposito del ricorso per cassazione e del controricorso, dovendo essa in tal caso intendersi per entrambe le parti perfezionata, come si ricava dal tenore testuale dell'articolo 369 cod. proc. civ., al momento della ricezione dell'atto da parte del destinatario, contro cui l'impugnazione è rivolta. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 24346 del 29/10/2013 &nbsp...
notificazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 24346 del 29/10/2013
Perfezionamento della notifica per il richiedente al momento dell'affidamento all'ufficiale giudiziario, e non al momento della ricezione, come per il destinatario - Configurabilità - Portata - Termine per il deposito nella cancelleria della cassazione del ricorso notificato - Disciplina ex art. 369 cod. proc. civ. - Applicabilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 24346 del 29/10/2013 La distinzione dei momenti di perfezionamento della notifica per il notificante e il destinatario dell'atto, risultante dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, trova applicazione solo quando dall'intempestivo esito del procedimento notificatorio, per la parte di questo sottratta alla disponibilità del notificante, potrebbero derivare conseguenze negative per il notificante, quale la decadenza conseguente al tardivo compimento di attività riferibile all'ufficiale giudiziario, non anche quando la norma preveda che un termine debba decorrere o un altro adempimento debba essere compiuto dal tempo dell'avvenuta notificazione, come per il deposito del ricorso per cassazione e del controricorso, dovendo essa in tal caso intendersi per entrambe le parti perfezionata, come si ricava dal tenore testuale dell'articolo 369 cod. proc. civ., al momento della ricezione dell'atto da parte del destinatario, contro cui l'impugnazione è rivolta. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 24346 del 29/10/2013 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - del ricorso – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 22914 del 08/10/2013
Dichiarazione di improcedibilità per omesso deposito nel termine ex art. 369, primo comma, cod. proc. civ. - Carattere officioso - Fondamento - Sanatoria per notifica di controricorso senza eccezione di improcedibilità - Esclusione. L'improcedibilità del ricorso per cassazione prevista dall'art. 369, primo comma, cod. proc. civ., per l'ipotesi in cui il ricorso stesso non venga depositato nella cancelleria della Corte nel termine di venti giorni dalla data di notificazione alla parte contro la quale esso è stato proposto, deve essere rilevata d'ufficio, stante il carattere perentorio di detto termine, non potendo la suddetta violazione ritenersi sanata dalla circostanza che la parte resistente abbia notificato il proprio controricorso senza sollevare eccezione di improcedibilità. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 22914 del 08/10/2013 &nbsp...
Documenti attinenti all'ammissibilità del ricorso - Omissione della notificazione - Deposito unitamente alla memoria ex art. 378 cod. proc. civ. - Esame del documento - Legittimità - Condizioni. Alla regola secondo cui nel giudizio di legittimità l'elenco dei documenti relativi all'ammissibilità del ricorso, che siano stati prodotti successivamente al deposito di questo, debba essere notificato alle altre parti (art. 372, secondo comma, cod. proc. civ.) si può derogare quando, nonostante l'omissione della notifica, il contraddittorio sia stato comunque garantito. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto rituale la produzione, in allegato alla memoria ex art. 378 cod. proc. civ., della procura conferita da una società al proprio legale rappresentante, quantunque non notificata, in un caso in cui l'avvocato della controparte aveva comunque preso parte alla discussione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21729 del 23/09/2013 &nbsp...
Difetto di produzione di copia autentica della sentenza impugnata e della relata di notificazione della medesima - Procedibilità del ricorso - Condizioni - Perfezionamento della notificazione del ricorso entro il termine ex art. 325, secondo comma, proc. civ. - Necessità che tale circostanza risulti dal ricorso - Sussistenza. Pur in difetto di produzione di copia autentica della sentenza impugnata e della relata di notificazione della medesima (adempimento prescritto dall'art. 369, secondo comma, numero 2, cod. proc. civ.), il ricorso per cassazione deve egualmente ritenersi procedibile ove risulti, dallo stesso, che la sua notificazione si è perfezionata, dal lato del ricorrente, entro il sessantesimo giorno dalla pubblicazione della sentenza, poiché il collegamento tra la data di pubblicazione della sentenza (indicata nel ricorso) e quella della notificazione del ricorso (emergente dalla relata di notificazione dello stesso) assicura comunque lo scopo, cui tende la prescrizione normativa, di consentire al giudice dell'impugnazione, sin dal momento del deposito del ricorso, di accertarne la tempestività in relazione al termine di cui all'art. 325, secondo comma, cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 17066 del 10/07/2013 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - del ricorso – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 12894 del 24/05/2013
Omesso deposito del ricorso - Improcedibilità - Rilievo officioso - Possibilità - Costituzione del resistente - Sanatoria per raggiungimento dello scopo - Esclusione - Fondamento. L'omesso deposito del ricorso per cassazione nel termine stabilito dall'art. 369 cod. proc. civ. ne comporta l'improcedibilità, rilevabile anche di ufficio e non esclusa dalla costituzione del resistente, atteso che il principio - sancito dall'art. 156 cod. proc. civ. - di non rilevabilità della nullità di un atto per avvenuto raggiungimento dello scopo attiene esclusivamente alle ipotesi di inosservanza di forme in senso stretto e non di termini perentori, per i quali vigono apposite e separate disposizioni. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 12894 del 24/05/2013 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - del ricorso – Corte di Cassazione sez. 6 - 4, Ordinanza n. 12894 del 24/05/2013
Omesso deposito del ricorso - Improcedibilità - Rilievo officioso - Possibilità - Costituzione del resistente - Sanatoria per raggiungimento dello scopo - Esclusione - Fondamento. L'omesso deposito del ricorso per cassazione nel termine stabilito dall'art. 369 cod. proc. civ. ne comporta l'improcedibilità, rilevabile anche di ufficio e non esclusa dalla costituzione del resistente, atteso che il principio - sancito dall'art. 156 cod. proc. civ. - di non rilevabilità della nullità di un atto per avvenuto raggiungimento dello scopo attiene esclusivamente alle ipotesi di inosservanza di forme in senso stretto e non di termini perentori, per i quali vigono apposite e separate disposizioni. Corte di Cassazione sez. 6 - 4, Ordinanza n. 12894 del 24/05/2013 &nbsp...
Art. 110 cod. proc. civ. - Giudizio di cassazione - Applicabilità - Fondamento - Condizioni - Costituzione irrituale dell'erede - Sanatoria - Limiti. In tema di giudizio di cassazione, poiché l'applicazione della disciplina di cui all'art. 110 cod. proc. civ. non è espressamente esclusa per il processo di legittimità, né appare incompatibile con le forme proprie dello stesso, il soggetto che ivi intenda proseguire il procedimento, quale successore a titolo universale di una delle parti già costituite, deve allegare e documentare, tramite le produzioni consentite dall'art. 372 cod. proc. civ., tale sua qualità, attraverso un atto che, assumendo la natura sostanziale di un intervento, sia partecipato alla controparte - per assicurarle il contraddittorio sulla sopravvenuta innovazione soggettiva consistente nella sostituzione della legittimazione della parte originaria - mediante notificazione, non essendone, invece, sufficiente il semplice deposito nella cancelleria della Corte, come per le memorie di cui all'art. 378 cod. proc. civ., poiché l'attività illustrativa che si compie con queste ultime è priva di carattere innovativo. Ove, peraltro, la parte intimata (e poi deceduta) non abbia, nei termini, proposto e depositato il controricorso, l'erede può soltanto partecipare alla discussione orale, conferendo al difensore procura notarile, ma l'eventuale costituzione irrituale del medesimo sanata se le controparti costituite non formulino eccezioni. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.9692 del 22/04/2013 &nbsp...
Successione nel processo - Art. 110 cod. proc. civ. - Applicabilità - Fondamento - Condizioni - Costituzione irrituale dell'erede - Sanatoria - Limiti. In tema di giudizio di cassazione, poiché l'applicazione della disciplina di cui all'art. 110 cod. proc. civ. non è espressamente esclusa per il processo di legittimità, né appare incompatibile con le forme proprie dello stesso, il soggetto che ivi intenda proseguire il procedimento, quale successore a titolo universale di una delle parti già costituite, deve allegare e documentare, tramite le produzioni consentite dall'art. 372 cod. proc. civ., tale sua qualità, attraverso un atto che, assumendo la natura sostanziale di un intervento, sia partecipato alla controparte - per assicurarle il contraddittorio sulla sopravvenuta innovazione soggettiva consistente nella sostituzione della legittimazione della parte originaria - mediante notificazione, non essendone, invece, sufficiente il semplice deposito nella cancelleria della Corte, come per le memorie di cui all'art. 378 cod. proc. civ., poiché l'attività illustrativa che si compie con queste ultime è priva di carattere innovativo. Ove, peraltro, la parte intimata (e poi deceduta) non abbia, nei termini, proposto e depositato il controricorso, l'erede può soltanto partecipare alla discussione orale, conferendo al difensore procura notarile, ma l'eventuale costituzione irrituale del medesimo sanata se le controparti costituite non formulino eccezioni. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9692 del 22/04/2013 &nbsp...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - in genere - successione nel processo - art. 110 cod. proc. civ. - applicabilità - fondamento - condizioni - costituzione irrituale dell'erede - sanatoria - limiti. corte di cassazione sez. u, sentenza n. 9692 del 22/04/2013 In tema di giudizio di cassazione, poiché l'applicazione della disciplina di cui all'art. 110 cod. proc. civ. non è espressamente esclusa per il processo di legittimità, né appare incompatibile con le forme proprie dello stesso, il soggetto che ivi intenda proseguire il procedimento, quale successore a titolo universale di una delle parti già costituite, deve allegare e documentare, tramite le produzioni consentite dall'art. 372 cod. proc. civ., tale sua qualità, attraverso un atto che, assumendo la natura sostanziale di un intervento, sia partecipato alla controparte - per assicurarle il contraddittorio sulla sopravvenuta innovazione soggettiva consistente nella sostituzione della legittimazione della parte originaria - mediante notificazione, non essendone, invece, sufficiente il semplice deposito nella cancelleria della Corte, come per le memorie di cui all'art. 378 cod. proc. civ., poiché l'attività illustrativa che si compie con queste ultime è priva di carattere innovativo. Ove, peraltro, la parte intimata (e poi deceduta) non abbia, nei termini, proposto e depositato il controricorso, l'erede può soltanto partecipare alla discussione orale, conferendo al difensore procura notarile, ma l'eventuale costituzione irrituale del medesimo sanata se le controparti costituite non formulino eccezioni. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9692 del 22/04/2013 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - della copia autentica della sentenza impugnata o della richiesta di trasmissione del fascicolo di ufficio – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.6712 del 18/03/2013
Omissione - Equipollenti - Inammissibilità. In materia di impugnazione di cassazione, l'art. 369, secondo comma, n. 2, cod. proc. civ., esigendo, a pena d'improcedibilità, che con il ricorso per cassazione venga depositata copia autentica della sentenza impugnata, esclude che al mancato deposito di questa copia possa supplirsi con la conoscenza che della stessa sentenza si attinga da altri atti del processo e, in particolare, dalle copie fotostatiche, depositate per la formazione del fascicolo d'ufficio, mancanti della garanzia dell'autenticità. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.6712 del 18/03/2013 &nbsp...
Attività processuali per conto di soggetto estinto - Perdita di legittimazione attiva e passiva del difensore - Applicabilità del principio alle pubbliche amministrazioni - Esclusione - Limiti - Fondamento - Conseguenze - Ricorso per cassazione nei confronti di ente cessato - Proponibilità - Notifica del ricorso presso l'Avvocatura dello Stato - Validità - Fattispecie. In tema di rappresentanza in giudizio, il principio secondo il quale l'estinzione del soggetto rappresentato, ancorché non dichiarata in udienza, determina la perdita di legittimazione del difensore a compiere attività processuali, avvalendosi del mandato conferito dal soggetto soppresso, successivamente alla pronuncia della sentenza, non è applicabile alle pubbliche amministrazioni che sono difese "ex lege" dall'Avvocatura dello Stato, la quale ripete il proprio "jus postulandi" dalla legge e non da atto negoziale. Ne consegue che, essendo l'Avvocatura dello Stato sempre legittimata a compiere attività processuali anche per l'ente cessato, non possono considerarsi nulli né il ricorso per cassazione che indichi il soggetto cessato né la notifica del ricorso medesimo presso l'Avvocatura (fattispecie relativa a rappresentanza in giudizio dell'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i servizi tecnici - A.P.A.T. -, ente accorpato nell'Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale, I.S.P.R.A.). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.4648 del 25/02/2013 &nbsp...
Termini brevi - Decorrenza - Notifica di copia incompleta della sentenza - Inidoneità - Condizioni. Al fine di escludere il decorso del termine breve di impugnazione, la nullità della notificazione della sentenza (per essere stata questa consegnata in copia priva della seconda pagina) può essere affermata - in difetto di una espressa comminatoria della nullità medesima - solo se il destinatario deduca e dimostri che detta incompletezza gli abbia precluso la compiuta conoscenza dell'atto e quindi abbia inciso negativamente sul pieno esercizio della facoltà di impugnazione dello stesso. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 10488 del 22/06/2012 &nbsp...
Termini brevi - Decorrenza - Notifica di copia incompleta della sentenza - Inidoneità - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 10488 del 22/06/2012 Al fine di escludere il decorso del termine breve di impugnazione, la nullità della notificazione della sentenza (per essere stata questa consegnata in copia priva della seconda pagina) può essere affermata - in difetto di una espressa comminatoria della nullità medesima - solo se il destinatario deduca e dimostri che detta incompletezza gli abbia precluso la compiuta conoscenza dell'atto e quindi abbia inciso negativamente sul pieno esercizio della facoltà di impugnazione dello stesso. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 10488 del 22/06/2012 &nbsp...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - ricorso per cassazione - motivi del ricorso - vizio relativo alla nullità dell'atto introduttivo per indeterminatezza del "petitum" o della "causa petendi" - poteri della co
domanda giudiziale - citazione - contenuto - in genere - ricorso per cassazione - motivi del ricorso - vizio relativo alla nullità dell'atto introduttivo per indeterminatezza del "petitum" o della "causa petendi" - poteri della corte di cassazione - cognizione limitata alla motivazione adottata dal giudice di merito - esclusione - esame diretto degli atti da parte della corte - ammissibilità - fondamento - limiti - ritualità della censura ai sensi degli artt. 366, primo comma, n. 6, e 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ. - necessità. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 8077 del 22/05/2012 Quando col ricorso per cassazione venga denunciato un vizio che comporti la nullità del procedimento o della sentenza impugnata, sostanziandosi nel compimento di un'attività deviante rispetto ad un modello legale rigorosamente prescritto dal legislatore, ed in particolare un vizio afferente alla nullità dell'atto introduttivo del giudizio per indeterminatezza dell'oggetto della domanda o delle ragioni poste a suo fondamento, il giudice di legittimità non deve limitare la propria cognizione all'esame della sufficienza e logicità della motivazione con cui il giudice di merito ha vagliato la questione, ma è investito del potere di esaminare direttamente gli atti ed i documenti sui quali il ricorso si fonda, purché la censura sia stata proposta dal ricorrente in conformità alle regole fissate al riguardo dal codice di rito (ed oggi quindi, in particolare, in conformità alle prescrizioni dettate dagli artt. 366, primo comma, n. 6, e 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ.). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 8077 del 22/05/2012 &nbsp...
Civile - domanda giudiziale - citazione - contenuto - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.8077 del 22/05/2012
Ricorso per cassazione - Motivi del ricorso - Vizio relativo alla nullità dell'atto introduttivo per indeterminatezza del "petitum" o della "causa petendi" - Poteri della Corte di Cassazione - Cognizione limitata alla motivazione adottata dal giudice di merito - Esclusione - Esame diretto degli atti da parte della Corte - Ammissibilità - Fondamento - Limiti - Ritualità della censura ai sensi degli artt. 366, primo comma, n. 6, e 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ. - Necessità. Quando col ricorso per cassazione venga denunciato un vizio che comporti la nullità del procedimento o della sentenza impugnata, sostanziandosi nel compimento di un'attività deviante rispetto ad un modello legale rigorosamente prescritto dal legislatore, ed in particolare un vizio afferente alla nullità dell'atto introduttivo del giudizio per indeterminatezza dell'oggetto della domanda o delle ragioni poste a suo fondamento, il giudice di legittimità non deve limitare la propria cognizione all'esame della sufficienza e logicità della motivazione con cui il giudice di merito ha vagliato la questione, ma è investito del potere di esaminare direttamente gli atti ed i documenti sui quali il ricorso si fonda, purché la censura sia stata proposta dal ricorrente in conformità alle regole fissate al riguardo dal codice di rito (ed oggi quindi, in particolare, in conformità alle prescrizioni dettate dagli artt. 366, primo comma, n. 6, e 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ.). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.8077 del 22/05/2012 &nbsp...
Cassazione (ricorso per) - ammissibilità del ricorso – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 12197 del 06/06/2011
Incompletezza della copia notificata all'intimato - Attestazione, nell'originale del ricorso e da parte dell'ufficiale giudiziario, dell'eseguita consegna di copia del ricorso - Conseguenze - Presunzione di conformità della copia all'originale completo - Condizioni - Fattispecie. L'eccezione di inammissibilità del ricorso per cassazione, proposta dall'intimato sotto il profilo dell'incompletezza della copia notificatagli, nella specie per mancanza di alcuno dei fogli, non è fondata qualora l'originale del ricorso, depositato dal ricorrente a norma dell'art. 369 cod. proc. civ., rechi in calce la relazione di notificazione redatta dall'ufficiale giudiziario, contenente l'attestazione dell'eseguita consegna della copia del ricorso, ed essa non sia stata impugnata con la querela di falso, dovendosi ritenere, in difetto di quest'ultima, che detta attestazione, per effetto di tale locuzione, sia estesa alla conformità della copia consegnata all'originale completo, ciò ricavandosi dal combinato disposto degli artt. 137, secondo comma, e 148 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 12197 del 06/06/2011 &nbsp...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ammissibilità del ricorso – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 12197 del 06/06/2011
Incompletezza della copia notificata all'intimato - Attestazione, nell'originale del ricorso e da parte dell'ufficiale giudiziario, dell'eseguita consegna di copia del ricorso - Conseguenze - Presunzione di conformità della copia all'originale completo - Condizioni - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 12197 del 06/06/2011 L'eccezione di inammissibilità del ricorso per cassazione, proposta dall'intimato sotto il profilo dell'incompletezza della copia notificatagli, nella specie per mancanza di alcuno dei fogli, non è fondata qualora l'originale del ricorso, depositato dal ricorrente a norma dell'art. 369 cod. proc. civ., rechi in calce la relazione di notificazione redatta dall'ufficiale giudiziario, contenente l'attestazione dell'eseguita consegna della copia del ricorso, ed essa non sia stata impugnata con la querela di falso, dovendosi ritenere, in difetto di quest'ultima, che detta attestazione, per effetto di tale locuzione, sia estesa alla conformità della copia consegnata all'originale completo, ciò ricavandosi dal combinato disposto degli artt. 137, secondo comma, e 148 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 12197 del 06/06/2011 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.8231 del 11/04/2011
Contratti collettivi di diritto pubblico - Oneri di deposito - Contratti nazionali - Esclusione - Contratti integrativi di diritto pubblico - Sussistenza - Fondamento - Conseguenza - Onere di allegazione da parte del ricorrente - Inosservanza - Inammissibilità del ricorso. In tema di giudizio per cassazione, l'esenzione dall'onere di depositare il contratto collettivo del settore pubblico su cui il ricorso si fonda deve intendersi limitata ai contratti nazionali, con esclusione di quelli integrativi, atteso che questi ultimi, attivati dalle amministrazioni sulle singole materie e nei limiti stabiliti dai contratti collettivi nazionali, tra i soggetti e con le procedure negoziali che questi ultimi prevedono, se pure parametrati al territorio nazionale in ragione dell'amministrazione interessata, hanno una dimensione di carattere decentrato rispetto al comparto, e per essi non è previsto, a differenza dei contratti collettivi nazionali, il particolare regime di pubblicità di cui all'art. 47, ottavo comma, del d.lgs. n. 165 del 2001. Ne consegue che operano gli ordinari criteri di autosufficienza del ricorso, il quale risulta inammissibile ove il ricorrente non riporti il contenuto della normativa collettiva integrativa di cui censuri l'illogica o contraddittoria interpretazione. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.8231 del 11/04/2011 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7515 del 31/03/2011
Nullità inficianti la sentenza impugnata - Produzione entro il termine di cui all'art. 369 cod. proc. civ. - Necessità - Produzione in allegato alla memoria ex art. 378 cod. proc.civ. - Inammissibilità. Nel giudizio innanzi alla Corte di cassazione, secondo quanto disposto dall'art. 372 cod.proc.civ., non è ammesso il deposito di atti e documenti non prodotti nei precedenti gradi del processo, salvo che non riguardino l'ammissibilità del ricorso e del controricorso ovvero, come nella specie, eventuali nullità inficianti direttamente la sentenza impugnata, nel quale caso essi vanno prodotti entro il termine stabilito dall'art. 369 cod. proc. civ., con la conseguenza che ne è inammissibile la produzione in allegato alla memoria difensiva di cui all'art. 378 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7515 del 31/03/2011 &nbsp...
Avvocato e procuratore - giudizi disciplinari - impugnazioni – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.5410 del 08/03/2011
Decisioni del CNF - Ricorso alle Sezioni Unite della Corte di cassazione - Deposito del ricorso - Termine di quindici giorni di cui all'art. 66 r.d. n. 37 del 1934 - Natura perentoria - Inosservanza - Effetti - Improcedibilità del ricorso. In relazione all'impugnazione, dinanzi alle Sezioni Unite, di decisione emessa dal Consiglio nazionale forense, il termine di quindici giorni dalla notifica previsto dall'art. 66 del r.d. 22 gennaio 1934, n. 37, per il deposito del ricorso presso la cancelleria della Corte di cassazione (applicabile, in forza dell'art. 67 del medesimo r.d., in luogo di quello, ordinario, di venti giorni stabilito dall'art. 369 cod. proc. civ. per il deposito in generale del ricorso per cassazione), ha carattere perentorio e la relativa inosservanza determina l'improcedibilità del ricorso medesimo. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.5410 del 08/03/2011 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - della copia autentica della sentenza impugnata o della richiesta di trasmissione del fascicolo di ufficio – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5108 del 03/03/2011
Omesso deposito di tale richiesta - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso - Condizioni - Limiti. Il mancato deposito dell'istanza di trasmissione del fascicolo d'ufficio (art. 369, ultimo comma, cod. proc. civ.) nel termine fissato per il deposito del ricorso per cassazione, cioè entro venti giorni dalla notificazione, determina l'improcedibilità del ricorso stesso soltanto se l'esame di quel fascicolo risulti indispensabile ai fini della decisione del giudice di legittimità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5108 del 03/03/2011 &nbsp...
Deposito della sentenza impugnata - Dichiarazione di conformità all'originale emessa dall'autorità competente - Necessità - Omissione - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso. Secondo quanto prescrive l'art. 369, secondo comma, n. 2, cod. proc. civ., il ricorso per cassazione deve essere dichiarato improcedibile qualora non risulti dal fascicolo di ufficio, recante i documenti originali allegati allo stesso, che sia stata depositata unitamente al ricorso, la copia autentica del provvedimento impugnato, contenente, come tale, la certificazione di conformità all'originale proveniente da chi ha autorità per verificarne la corrispondenza all'originale stesso. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 4753 del 25/02/2011 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3689 del 15/02/2011
Ricorso fondato su un determinato atto del processo - Onere della parte di produrlo a pena di improcedibilità - Sussistenza - Richiesta di trasmissione del fascicolo d'ufficio - Rilevanza - Esclusione. A norma dell'art. 369, primo e secondo comma, n. 4), cod. proc. civ., la parte che propone ricorso per cassazione è tenuta, a pena di improcedibilità, a depositare gli atti e i documenti sui quali il medesimo si fonda; ne consegue che, qualora venga invocato, a sostegno del ricorso, un determinato atto del processo, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile ove la parte non abbia provveduto al deposito di tale atto, e ciò anche se il ricorrente abbia depositato l'istanza di trasmissione del fascicolo d'ufficio del giudizio "a quo", a norma del terzo comma del medesimo art. 369. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3689 del 15/02/2011 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - in genere - Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 3522 del 11/02/2011
Deposito di atti e documenti - Art. 369, comma 2, n. 4 cod. proc. civ. - Atti contenuti nel fascicolo d'ufficio nei gradi di merito - Deposito - Necessità - Deposito della mera richiesta di trasmissione del fascicolo d'ufficio - Sufficienza - Esclusione - Fattispecie. In tema di giudizio in cassazione, l'onere di deposito previsto, a pena di improcedibilità, dall'art. 369, comma 2, n. 4, cod. proc. civ., così come modificato dall'art. 7 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, è soddisfatto solo con il deposito da parte del ricorrente di tutti gli atti processuali e dei documenti (negoziali e non) necessari alla decisione del ricorso, ricomprendendosi nel novero degli atti processuali da depositare anche quelli già contenuti nel fascicolo di ufficio nei gradi di merito, essendo tale adempimento funzionale all'ineludibile esigenza che la Corte abbia un quadro completo ed oggettivamente autosufficiente di elementi utili alla decisione e non potendosi, comunque, ritenere assolto tale onere con il deposito in Cassazione dell'istanza di trasmissione del fascicolo d'ufficio, rivolta alla cancelleria del giudice "a quo", prescritto dal comma 3 del medesimo art. 369 cod. proc. civ. (Fattispecie relativa a ricorso avverso sentenza della Commissione tributaria regionale). Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 3522 del 11/02/2011 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso - forma e contenuto - indicazione dei motivi e delle norme di diritto – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.2966 del 07/02/2011
Indicazione specifica dei documenti sui quali il ricorso si fonda - Modalità di adempimento - Indicazione specifica del contenuto del documento e della fase processuale dell'avvenuta produzione - Necessità - Violazione anche di un solo di detti adempimenti - Conseguenza - Improcedibilità del ricorso. Il ricorrente per cassazione che intenda dolersi dell'omessa od erronea valutazione di un documento da parte del giudice di merito, ha il duplice onere - imposto dall'art. 366, primo comma, n. 6, cod. proc. civ. e dall'art. 369, secondo comma, n. 4 cod. proc. civ., a pena di improcedibilità del ricorso - di indicare esattamente nel ricorso in quale fase processuale ed in quale fascicolo di parte si trovi il documento in questione, e di indicarne il contenuto, trascrivendolo o riassumendolo nel ricorso. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.2966 del 07/02/2011 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 2803 del 05/02/2011
Ricorso per cassazione - Vizio di omessa pronuncia - Mancato deposito dell'atto di appello - Improcedibilità ex art. 369, secondo comma, n. 4 cod. proc. civ. - Sussistenza anche nel processo tributario - Fondamento. Il ricorso per cassazione fondato sull'unico motivo costituito dall'omessa pronuncia su un capo di domanda, è improcedibile, ai sensi dell'art. 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ., se, unitamente ad esso, non sia stato depositato l'atto di appello contenente il motivo sul quale i giudici di secondo grado avrebbero omesso di pronunciare, trattandosi dell'atto su cui il ricorso si fonda, e tale onere - configurabile anche nel processo tributario, in quanto l'art. 25, comma 2, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 del 1992 comunque consente alle parti di ottenere copia autentica degli atti e dei documenti contenuti nei fascicoli di parte e d'ufficio, ancorché non ritirabili prima del termine del processo - non può essere adempiuto né con la richiesta di acquisizione del fascicolo d'ufficio, né col mero deposito dei fascicoli di parte, quando tale produzione non intervenga nei termini di cui all'art. 369 cod. proc. civ. e non sia indicata la sede ove il documento può essere rinvenuto, né, infine, con la sola riproduzione, all'interno del ricorso, dei passi sui quali lo stesso è fondato. Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 2803 del 05/02/2011 &nbsp...
Giudizio di cassazione - Capacità processuale - Attestazione - Documenti attestanti detta capacità - Termine per l'allegazione - Udienza di discussione - Conseguente sanatoria dell'attività precedente - Sussistenza. Nel giudizio di cassazione i documenti diretti ad attestare la capacità processuale della parte, necessaria per la proposizione del relativo ricorso o del controricorso, devono essere allegati entro il termine ultimo costituito dalla celebrazione dell'udienza di discussione, rimanendo in tal caso convalidata con effetto retroattivo l'attività processuale svolta in precedenza. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26009 del 23/12/2010 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - della copia autentica della sentenza impugnata o della richiesta di trasmissione del fascicolo di ufficio - Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 25070 del 10/12/2010
Deposito della copia autentica con la relata in caso di notificazione - Funzione - Allegazione espressa od implicita da parte del ricorrente dell'avvenuta notificazione - Mancata produzione di copia autentica con la relata di notifica unitamente al ricorso o comunque entro il termine per il suo deposito secondo le modalità previste dall'art. 372, secondo comma, cod. proc. civ. - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso - Rilevanza dell'acquisizione "aliunde" dei predetti documenti - Esclusione - Fondamento. La previsione - di cui al secondo comma, n. 2, dell'art. 369 cod. proc. civ. - dell'onere di deposito a pena di improcedibilità, entro il termine di cui al primo comma della stessa norma, della copia della decisione impugnata con la relazione di notificazione, ove questa sia avvenuta, è funzionale al riscontro, da parte della Corte di cassazione - a tutela dell'esigenza pubblicistica (e, quindi, non disponibile dalle parti) del rispetto del vincolo della cosa giudicata formale - della tempestività dell'esercizio del diritto di impugnazione, il quale, una volta avvenuta la notificazione della sentenza, è esercitabile soltanto con l'osservanza del cosiddetto termine breve. Nell'ipotesi in cui il ricorrente, espressamente od implicitamente, alleghi che la sentenza impugnata gli è stata notificata, limitandosi a produrre una copia autentica della sentenza impugnata senza la relata di notificazione, il ricorso per cassazione dev'essere dichiarato improcedibile, restando possibile evitare la declaratoria di improcedibilità soltanto attraverso la produzione separata di una copia con la relata avvenuta nel rispetto del secondo comma dell'art. 372 cod. proc. civ., applicabile estensivamente, purché entro il termine di cui al primo comma dell'art. 369 cod. proc. civ., e dovendosi, invece, escludere ogni rilievo dell'eventuale non contestazione dell'osservanza del termine breve da parte del controricorrente ovvero del deposito da parte sua di una copia con la relata o della presenza di tale copia nel fascicolo d'ufficio, da cui emerga in ipotesi la tempestività dell'impugnazione (Principio affermato ai sensi dell'art.360 bis, comma 1, cod. proc. civ). Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 25070 del 10/12/2010 &nbsp...
Notifica del ricorso per cassazione - Esito negativo - Causa non imputabile al ricorrente - Istanza di rimessione in termini ex art. 184 bis cod. proc. civ. - Condizioni - Deposito nel termine ex art. 369 cod. proc. civ. - Conseguenze - Assegnazione di un termine perentorio per la rinnovazione. Nel procedimento di cassazione, nell'ipotesi in cui la notifica del ricorso non sia andata a buon fine per causa non imputabile al ricorrente, il deposito tempestivo, nel termine di cui all'art. 369, primo comma, cod. proc. civ., del ricorso medesimo e dell'istanza formulata ai sensi dell''art. 184 bis, cod. proc. civ., applicabile "ratione temporis" consente la concessione della rimessione in termini e la fissazione di un termine perentorio per provvedere alla rinnovazione della notifica del ricorso. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza interlocutoria n. 22245 del 29/10/2010 &nbsp...
IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - DEPOSITO DI ATTI - IN GENERE – Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 21366 del 15/10/2010
Controversia in materia di lavoro - Contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda - Deposito insieme al ricorso - Omissione - Allegazione al fascicolo di merito - Sufficienza - Esclusione - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso. Nel giudizio di cassazione, l'onere di depositare i contratti e gli accordi collettivi - imposto, a pena di improcedibilità del ricorso per cassazione, dall'art. 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ., nella formulazione di cui al d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40 - è soddisfatto solo con il deposito da parte del ricorrente dei contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda, senza che possa essere considerata sufficiente la mera allegazione dell'intero fascicolo di parte del giudizio di merito. (Principio affermato ai sensi dell'art. 360 bis, primo comma, cod. proc. civ.). Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 21366 del 15/10/2010 &nbsp...
IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - DEPOSITO DI ATTI - Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 21358 del 15/10/2010
Art. 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ. - Interpretazione - Contratti od accordi collettivi nazionali di diritto privato - Onere di deposito del testo integrale - Ambito di applicazione - Omissione - Conseguenze - Improcedibilità - Fondamento. L'art. 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ., nella parte in cui onera il ricorrente (principale od incidentale), a pena di improcedibilità del ricorso, di depositare i contratti od accordi collettivi di diritto privato sui quali il ricorso si fonda, va interpretato nel senso che, ove il ricorrente impugni, con ricorso immediato per cassazione ai sensi dell'art. 420 bis, secondo comma, cod. proc. civ., la sentenza che abbia deciso in via pregiudiziale una questione concernente l'efficacia, la validità o l'interpretazione delle clausole di un contratto od accordo collettivo nazionale, ovvero denunci, con ricorso ordinario, la violazione o falsa applicazione di norme dei contratti ed accordi collettivi nazionali di lavoro ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ. (nel testo sostituito dall'art. 2 del d.lgs. n. 40 del 2006), il deposito suddetto deve avere ad oggetto non solo l'estratto recante le singole disposizioni collettive invocate nel ricorso, ma l'integrale testo del contratto od accordo collettivo di livello nazionale contenente tali disposizioni, rispondendo tale adempimento alla funzione nomofilattica assegnata alla Corte di cassazione nell'esercizio del sindacato di legittimità sull'interpretazione della contrattazione collettiva di livello nazionale. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 21358 del 15/10/2010 &nbsp...
Art. 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ. - Interpretazione - Contratti od accordi collettivi nazionali di diritto privato - Onere di deposito del testo integrale - Ambito di applicazione - Omissione - Conseguenze - Improcedibilità - Fondamento - Decisione della Corte in base ad una norma collettiva diversa da quella indicata dal ricorrente - Salvaguardia del contraddittorio - Necessità - Procedimento. L'art. 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ., nella parte in cui onera il ricorrente (principale od incidentale), a pena di improcedibilità del ricorso, di depositare i contratti od accordi collettivi di diritto privato sui quali il ricorso si fonda, va interpretato nel senso che, ove il ricorrente impugni, con ricorso immediato per cassazione ai sensi dell'art. 420 bis, secondo comma, cod. proc. civ., la sentenza che abbia deciso in via pregiudiziale una questione concernente l'efficacia, la validità o l'interpretazione delle clausole di un contratto od accordo collettivo nazionale, ovvero denunci, con ricorso ordinario, la violazione o falsa applicazione di norme dei contratti ed accordi collettivi nazionali di lavoro ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ. (nel testo sostituito dall'art. 2 del d.lgs. n. 40 del 2006), il deposito suddetto deve avere ad oggetto non solo l'estratto recante le singole disposizioni collettive invocate nel ricorso, ma l'integrale testo del contratto od accordo collettivo di livello nazionale contenente tali disposizioni, rispondendo tale adempimento alla funzione nomofilattica assegnata alla Corte di cassazione nell'esercizio del sindacato di legittimità sull'interpretazione della contrattazione collettiva di livello nazionale. Ove, poi, la Corte ritenga di porre a fondamento della sua decisione una disposizione dell'accordo o contratto collettivo nazionale depositato dal ricorrente diversa da quelle indicate dalla parte, procedendo d'ufficio ad una interpretazione complessiva ex art. 1363 cod. civ. non riconducibile a quanto già dibattuto, trova applicazione, a garanzia dell'effettività del contraddittorio, l'art. 384, terzo comma, cod. proc. civ. (nel testo sostituito dall'art. 12 del d.lgs. n. 40 del 2006), per cui la Corte riserva la decisione, assegnando con ordinanza al P.M. e alle parti un termine non inferiore a venti giorni e non superiore a sessanta dalla comunicazione per il deposito in cancelleria di osservazioni sulla questione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.20075 del 23/09/2010 &nbsp...
NOTIFICAZIONE - A MEZZO POSTA - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13639 del 04/06/2010
Perfezionamento - Consegna al destinatario - Prova - Necessità della produzione dell'avviso di ricevimento - Sussistenza - Conseguenza in caso di omessa produzione di tale atto - Inesistenza della notificazione - Notifica del ricorso per cassazione a mezzo posta - Applicabilità di detto principio - Effetti - Inammissibilità del ricorso. La notifica a mezzo del servizio postale non si esaurisce con la spedizione dell'atto, ma si perfeziona con la consegna del relativo plico al destinatario e l'avviso di ricevimento prescritto dall'art. 149 cod. proc. civ. è il solo documento idoneo a provare sia l'intervenuta consegna, sia la data di essa, sia l'identità della persona a mani della quale è stata eseguita; ne consegue che, ove tale mezzo sia stato adottato per la notifica del ricorso per cassazione, la mancata produzione dell'avviso di ricevimento comporta non la mera nullità, bensì l'inesistenza della notificazione (della quale, pertanto, non può essere disposta la rinnovazione ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ.) e la dichiarazione di inammissibilità del ricorso medesimo. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13639 del 04/06/2010 &nbsp...
Condizioni - Intervenuta dichiarazione di inammissibilità o improcedibilità - Mancanza - Proposizione di un nuovo ricorso - Ammissibilità - Diversità dei motivi - Legittimità - Termine - Decorrenza dalla prima impugnazione - Contestuale dichiarazione di inammissibilità del primo ricorso - Irrilevanza - Mera notificazione del primo ricorso - Consumazione del potere di impugnazione - Esclusione. Nel caso in cui una sentenza sia stata impugnata con due successivi ricorsi per cassazione, il primo dei quali non sia stato depositato o lo sia stato tardivamente dal ricorrente, è ammissibile la proposizione del secondo, anche qualora contenga nuovi e diversi motivi di censura, purché la notificazione dello stesso abbia avuto luogo nel rispetto del termine breve decorrente dalla notificazione del primo, e l'improcedibilità di quest'ultimo non sia stata ancora dichiarata, dal momento che la mera notificazione del primo ricorso non comporta la consumazione del potere d'impugnazione. Peraltro, all'ammissibilità del secondo ricorso non osta nemmeno la contestuale declaratoria d'improcedibilità del primo che abbia avuto luogo su iniziativa del controricorrente, il quale abbia sopperito al mancato deposito dell'originale del ricorso, provvedendo ad allegare la copia a lui notificata. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12898 del 26/05/2010 &nbsp...
IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - DEPOSITO DI ATTI - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12028 del 17/05/2010
Giudizio di cassazione - Ricorso e controricorso - Obbligo di deposito di atti o documenti - Violazione - Predicabilità - Condizioni. Nel giudizio di cassazione, la violazione dell'obbligo di deposito degli atti e dei documenti sui quali il ricorso o il controricorso si fondano è legittimamente predicabile nel solo caso in cui la mancata produzione riguarda atti o documenti (già acquisiti al giudizio di merito) il cui esame sia necessario per la decisione della causa. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12028 del 17/05/2010 &nbsp...
IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - DEPOSITO DI ATTI - Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 11614 del 13/05/2010
Controversia in materia di lavoro - Contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda - Deposito insieme al ricorso - Omissione - Allegazione al fascicolo di merito - Sufficienza - Esclusione - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso. L'onere di depositare i contratti e gli accordi collettivi - imposto, a pena di improcedibilità del ricorso per cassazione, dall'art. 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ., nella formulazione di cui al d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40 - è soddisfatto solo con il deposito da parte del ricorrente dei contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda, senza che possa essere considerata sufficiente la mera allegazione dell'intero fascicolo di parte del giudizio di merito in cui sia stato effettuato il deposito di detti atti o siano state allegate per estratto le norme dei contratti collettivi. In tal caso, ove pure la S.C. rilevasse la presenza dei contratti e accordi collettivi nei fascicoli del giudizio di merito, in ogni caso non potrebbe procedere al loro esame, non essendo stati ritualmente depositati secondo la norma richiamata. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 11614 del 13/05/2010 &nbsp...
IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - DEPOSITO DI ATTI - DELLA COPIA AUTENTICA DELLA SENTENZA IMPUGNATA O DELLA RICHIESTA DI TRASMISSIONE DEL FASCICOLO DI UFFICIO – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11376 del 11/05/2010
Deposito della copia autentica con la relata in caso di notificazione - Funzione - Allegazione espressa od implicita da parte del ricorrente dell'avvenuta notificazione - Mancata produzione di copia autentica con la relata di notifica unitamente al ricorso o comunque entro il termine per il suo deposito - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso - Lesione del diritto di difesa di cui all'art. 24 Cost. - Esclusione. La previsione - di cui all'art. 369, secondo comma, n. 2, cod. proc. civ. - dell'onere di deposito a pena di improcedibilità, entro il termine di cui al primo comma della stessa norma, della copia della decisione impugnata con la relazione di notificazione, ove questa sia avvenuta, è funzionale al riscontro, da parte della Corte di cassazione - a tutela dell'esigenza pubblicistica (e, quindi, non disponibile dalle parti) del rispetto del vincolo della cosa giudicata formale - della tempestività dell'esercizio del diritto di impugnazione, il quale, una volta avvenuta la notificazione della sentenza, è esercitabile soltanto con l'osservanza del cosiddetto termine breve. Nell'ipotesi in cui il ricorrente, espressamente od implicitamente, alleghi che la sentenza impugnata gli è stata notificata, limitandosi a produrre una copia autentica della medesima senza la relata di notificazione, il ricorso per cassazione dev'essere, quindi, dichiarato improcedibile; tale previsione non integra alcuna lesione del precetto di cui all'art. 24 Cost., poiché la disposizione dell'art. 369 cod. proc. civ. non limita il diritto di difesa, ma impone di esercitarlo nel rispetto delle forme dettate dal codice di rito. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11376 del 11/05/2010 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 7161 del 25/03/2010
Art 366, primo comma, n. 6, cod. proc. civ. - Requisiti - Specifica indicazione dei documenti posti a fondamento del ricorso e della sede processuale in cui risultano prodotti - Modalità - Conseguenze. In tema di ricorso per cassazione, l'art. 366, primo comma, n. 6, cod. proc. civ., novellato dal d.lgs. n. 40 del 2006, oltre a richiedere l' indicazione degli atti, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi posti a fondamento del ricorso, esige che sia specificato in quale sede processuale il documento risulti prodotto; tale prescrizione va correlata all'ulteriore requisito di procedibilità di cui all'art. 369, secondo comma, n. 4 cod. proc. civ., per cui deve ritenersi, in particolare, soddisfatta: a) qualora il documento sia stato prodotto nelle fasi di merito dallo stesso ricorrente e si trovi nel fascicolo di esse, mediante la produzione del fascicolo, purché nel ricorso si specifichi che il fascicolo è stato prodotto e la sede in cui il documento è rinvenibile; b) qualora il documento sia stato prodotto, nelle fasi di merito, dalla controparte, mediante l'indicazione che il documento è prodotto nel fascicolo del giudizio di merito di controparte, pur se cautelativamente si rivela opportuna la produzione del documento, ai sensi dell'art. 369, comma 2, n. 4, cod. proc. civ., per il caso in cui la controparte non si costituisca in sede di legittimità o si costituisca senza produrre il fascicolo o lo produca senza documento; c) qualora si tratti di documento non prodotto nelle fasi di merito, relativo alla nullità della sentenza od all'ammissibilità del ricorso (art. 372 p.c.) oppure di documento attinente alla fondatezza del ricorso e formato dopo la fase di merito e comunque dopo l'esaurimento della possibilità di produrlo, mediante la produzione del documento, previa individuazione e indicazione della produzione stessa nell'ambito del ricorso. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 7161 del 25/03/2010 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - del ricorso – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5071 del 03/03/2010
Ricorso per cassazione - Deposito - Spedizione a mezzo del servizio postale - Data di consegna del plico all'ufficio postale - Rilevanza esclusiva - Fondamento. Ai fini della valutazione sulla tempestività del deposito del ricorso per cassazione, ove la parte si avvalga del servizio postale, deve ritenersi che l'iscrizione a ruolo sia avvenuta alla data della consegna all'ufficio postale del plico da recapitare alla cancelleria della Corte di cassazione, senza che assuma rilievo il fatto che il medesimo pervenga a destinazione dopo il decorso del termine di venti giorni di cui all'art. 369 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5071 del 03/03/2010 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.4373 del 23/02/2010
Deposito insieme al ricorso dei contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda - Omissione - Allegazione dell'intero fascicolo di merito - Sufficienza - Esclusione - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso - Omissione - Allegazione dell'intero fascicolo di merito - Sufficienza - Esclusione - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso. L'onere di depositare i contratti e gli accordi collettivi - imposto, a pena di improcedibilità del ricorso per cassazione, dall'art. 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ., nella formulazione di cui al d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40 - è soddisfatto solo con il deposito da parte del ricorrente dei contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda, senza che possa essere considerata sufficiente la mera allegazione dell'intero fascicolo di parte del giudizio di merito in cui sia stato già effettuato il deposito di detti atti. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.4373 del 23/02/2010 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - del ricorso - Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 4356 del 23/02/2010
Inosservanza del termine per il deposito del ricorso - Conseguenze - Improcedibilità - Causa del ritardo - Irrilevanza - Fondamento - Fattispecie. L'inosservanza del termine stabilito dall'art. 369 cod. proc. civ. per il deposito in cancelleria del ricorso per cassazione ne comporta l'improcedibilità, non assumendo alcun rilievo la causa del mancato tempestivo adempimento di tale onere, in quanto nel giudizio di cassazione non trova applicazione l'istituto della rimessione in termini. (Nell'enunciare tale principio, la S.C. ha peraltro escluso che nella specie potesse configurare una causa di non imputabilità del ritardo l'avvenuta sottrazione del plico contenente il ricorso al vettore incaricato del recapito al collega del difensore in Roma, che ne avrebbe dovuto curare il deposito, dipendendo l'impossibilità di tale adempimento dal mezzo a tal fine prescelto dal difensore, in luogo dell'invio per posta direttamente al cancelliere della Corte di cassazione). Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 4356 del 23/02/2010 &nbsp...