Source: https://www.gildavenezia.it/concorso-dirigenti-scolastici-pasticcio-tar/
Timestamp: 2019-11-19 12:36:16+00:00
Document Index: 119262237

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Concorso Dirigenti Scolastici: Pasticcio Tar | Gilda Venezia
ConcorsiMiur Autore:	Gilda Venezia - 04 Luglio 2019 / 05 : 03
Commenti disabilitati su Concorso Dirigenti Scolastici: Pasticcio Tar
Professionisti Scuola Network, 3.7.2019
– I giudici smentiscono se stessi, tutti i dubbi sulla clamorosa sentenza.
Miur farà appello al CdS –
Secondo il TAR in particolare un sindaco non può fare il commissario visto che scrive: “Più articolata e complessa, poi, è la posizione del dott. Marcucci. Al momento del conferimento dell’incarico e tuttora – continua il Tar –, egli risulta essere il Sindaco del Comune di Alvignano, in Provincia di Caserta, di talché, in quanto organo elettivo, non poteva essere nominato in alcuna commissione esaminatrice per pubblici concorsi di reclutamento secondo quanto previsto dall’art. 35, co. 3, lett. e) del D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165 e dall’art. 9, co. 2 del d.P.R. 9 maggio 1994 n. 487″.
Va detto subito che sull’incompatibilità del commissario sindaco, con la sentenza che annulla il concorso, il TAR è entrato in contraddizione con l’ampia giurisprudenza che va contro la pronuncia di ieri, tra cui la recente sentenza n. 14506 del 23-12-2015 dello stesso Tar del Lazio qui commentata in cui i giudici, riprendendo anche quanto il Consiglio di Stato ha più volte precisato,scrivono che la suddetta norma deve essere interpretata nel senso che “la causa di incompatibilità in esame può essere estesa anche ai soggetti che ricoprano cariche politiche presso amministrazioni diverse da quella procedente solo nel caso in cui vi sia un qualche elemento di possibile incidenza tra l’attività esercitabile da colui che ricopre la carica e l’attività dell’ente che indice il concorso”. Ciò perché “una diversa interpretazione generalizzerebbe in modo eccessivo e senza adeguata giustificazione il sospetto d’imparzialità anche nei confronti di soggetti che non gestiscano alcun potere rilevante e, perciò, non siano comunque idonei, seppure da un punto di vista astratto, a condizionare la vita dell’ente che indice la selezione”.
E’ in sostanza la stessa posizione in cui si trova il commissario Marcucci che ricopre una carica politica in un ente (comune di Alvignano) che non ha per bandito il concorso. L’incompatibilità, insomma, poteva essere sollevata nel caso fosse il commissario di un concorso per vigili urbani indetto appunto dal suo comune.
Ma c’è molto di più e che lascia davvero perplessi tanti giuristi che ritengono la posizione delle due commissarie non possa incidere sulla legittimità dell’operato della intera commissione. A spiegare ciò un giurista, l’avv. Gianmario Sposito, che così si è espresso sul punto:
“La sequela argomentativa sviluppata in sentenza si appalesa strumentalizzante il principio del “collegio perfetto” poiché i Giudicanti lo correlano, del tutto impropriamente, e nel caso che occupa, alla presenza di due componenti (Dott.sse Davoli e Busceti) che verserebbero in situazioni di incompatibilità per aver, nell’anno antecedente alla data di indizione del concorso, svolto attività o corsi di preparazione. Ma così non è! Intanto v’è da dire che le richiamate sentenze (T.A.R. Lazio, sez. III bis 14/11/2018, n. 10964 e Cons. Stato, sez. VI 18/09/2017, n. 4362) allorquando statuiscono che le commissioni giudicatrici di un pubblico concorso sono “collegium perfectum” (principio totalmente condiviso da chi scrive), esplicitano che le stesse devono operare nella totalità dei propri componenti specificando anche le attività che devono registrare la presenza della intera commissione e non già di una parte di essa. E’ dunque lapalissiana la specifica in termini numerici, e non già altro! Quanto alla presenza di membri incompatibili, in nessun modo tale evenienza può incidere sulla legittimità dell’operato della intera commissione, in quanto tale circostanza, ove sussistente, ricadrebbe in capo ai soggetti, anche in termini di responsabilità penale, che, allorquando l’incarico, avrebbero infedelmente dichiarato di non versare in situazioni di incompatibilità.
Nel rendermi disponibile ad un tavolo di lavoro che sviluppi in maniera più articolata ed adeguata tutto quanto sinteticamente rappresentato, auspico, attraverso la diffusione della presente, la condivisione ed il confronto con altri operatori di diritto.”
Dunque una sentenza che lascia davvero molto perplessi e con la quale il TAR oltre a contraddire gli orientamenti del Consiglio di Stato ha smentito sue precedenti e recenti sentenze e che costringe il Miur a ricorrere d’urgenza al CdS.
Concorso Dirigenti Scolastici: Pasticcio Tar ultima modifica: 2019-07-04T05:03:20+01:00 da Gilda Venezia
Tags:Concorso, DS, Errori, Miur, Sentenze, Tar Lazio