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Timestamp: 2018-11-18 19:32:04+00:00
Document Index: 139289444

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'DTF ', 'art. 100', 'art. 89', 'art. 42', 'DTF ', 'art. 177', 'art. 97', 'art. 105', 'DTF ']

1C_96/2010 25.03.2010
A.________ è proprietario di due immobili contigui, costituiti da una casa di abitazione (fondo n. xxx) e da un'autorimessa (fondo n. yyy), siti nel nucleo di X.________. L'11 maggio 2004, il Municipio l'ha diffidato dall'accedere ulteriormente alla rimessa attraversando con veicoli a motore la particella comunale antistante (fondo n. zzz), sistemata a tappeto verde e adibita a spazio pubblico pedonale.
1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio la sua competenza e se, e in che misura un ricorso può essere esaminato nel merito (art. 29 cpv. 1 LTF; DTF 135 III 483 consid. 1).
1.2 La tempestività del gravame (art. 100 cpv. 1 LTF) e la legittimazione del ricorrente (art. 89 cpv. 1 LTF) sono pacifiche.
1.3 Secondo l'art. 42 cpv. 1 e 2 LTF, il ricorso dev'essere motivato in modo sufficiente, spiegando nei motivi perché l'atto impugnato viola il diritto (DTF 133 II 249 consid. 1.4.1). Il gravame in esame disattende in larga misura queste esigenze di motivazione.
2.1 La Corte cantonale ha ritenuto che il fondo comunale in questione costituisce un bene amministrativo ai sensi dell'art. 177 segg. della legge organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC), che serve all'adempimento di compiti di diritto pubblico: il Municipio deve pertanto provvedere affinché esso sia messo al beneficio della collettività senza pregiudicarne la consistenza, garantendone in concreto l'accessibilità a chiunque, quale spazio verde. Ha poi ricordato che il Municipio ha la facoltà di adottare misure per garantire la libera disposizione di tali beni, impedendo qualsiasi ingombro o ostacolo delle vie e piazze pubbliche, assicurandone il libero transito alle persone, a vietarlo o a limitarlo se le circostanze lo giustifichino. La diffida, impedendo al ricorrente l'uso dello spazio verde per accedere con veicoli a motore alla sua proprietà, ne assicura l'utilizzazione da parte di tutti i cittadini, conformemente alla sua destinazione.
I giudici cantonali hanno accertato ch'egli non è al beneficio di un'autorizzazione per un siffatto uso accresciuto del suolo, né esiste un diritto di passo veicolare iscritto a registro fondiario. A titolo abbondanziale hanno aggiunto che la pretesa di transitare sul fondo comunale costituisce una mera comodità, ossia un accesso supplementare alla sua proprietà, già adeguatamente servita dalla strada comunale posta lungo il confine sud del fondo n. xxx.
2.2 Il ricorrente si limita ad accennare, in maniera del tutto generica, a un accertamento impreciso dei fatti, senza dimostrare tuttavia ch'essi sarebbero stati constatati in maniera addirittura insostenibile e quindi arbitraria (art. 97 cpv. 1 e art. 105 cpv. 1 LTF; DTF 133 II 249 consid. 1.2.2 e 1.4.3). Egli adduce semplicemente che da decenni raggiungerebbe il fondo n. yyy transitando con un veicolo su una striscia di terra battuta, carrozzabile: ciò analogamente alla situazione in cui un automobilista per raggiungere la sua proprietà debba attraversare un marciapiede e, sapendo che la precedenza spetta ai pedoni, s'imporrebbe una grande prudenza nella manovra. L'assunto è ininfluente. In effetti, sostenendo che il Comune gli toglierebbe "il naturale e vecchio diritto" di accedere alla sua proprietà, egli disattende che, come accertato in maniera vincolante dal Tribunale amministrativo, non può vantare alcun diritto a un uso accresciuto del fondo comunale, visto che l'accesso alla strada pubblica è garantito adeguatamente in modo diverso e che la comodità di un accesso supplementare non è determinante.