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Timestamp: 2020-08-04 00:33:50+00:00
Document Index: 82671422

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 603', 'art. 6', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 2043 del 27/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2043 del 27/01/2017
Cassazione civile, sez. III, 27/01/2017, (ud. 30/11/2016, dep.27/01/2017), n. 2043
BANCO POPOLARE SOCIETA’ COOPERATIVA, in persona del procuratore dott.
C.F., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA TOMMASO
SALVINI 55, presso lo studio dell’avvocato CARLO D’ERRICO, che la
rappresenta e difende unitamente agli avvocati GIUSEPPE MERCANTI,
MATTEO-SIMEONE DEBONI giusta procura a margine del ricorso;
avverso la sentenza n. 307/2014 del TRIBUNALE di REGGIO EMILIA,
2.- In particolare, G.A. aveva concesso ipoteca, a garanzia dei debiti contratti da Edil Tetti srl in favore del Banco Popolare soc. coop. in forza di mutuo fondiario del 19.1.01, su beni immobili siti in (OMISSIS), che egli aveva poi, con successivo atto in data 11.6.10 (trascritto il 17.6.10), conferito in un trust denominato Trust GJMA; sicchè, risolto il mutuo per inadempimento della mutuataria, il creditore ipotecario aveva notificato precetto – per sorta di Euro 301.344,42 – ai sensi dell’art. 603 cod. proc. civ. alla società debitrice principale ed al G. il 10.9.12, per poi pignorare quei beni con atto notificato tra il 24.9.12 ed il 3.1.13, trascritto alla Conservatoria dei RR.II. di Reggio Emilia il 14.2.13.
3.- Peraltro, di ufficio il giudice della relativa procedura esecutiva, iscritta al n. 73/13 r.g.e., con ordinanza 25.3.13 rilevò di ufficio l’inesistenza del soggetto nei cui confronti quella era stata instaurata, dovendo esso identificarsi nel trust e non potendo questo essere considerato un soggetto, sicchè, delibate pure come inopponibili le note di trascrizione del pignoramento e dell’atto istitutivo del trust, qualificò improseguibile l’esecuzione.
7.- Sono infondate le doglianze sull’insufficienza della motivazione: la ratio decidendi è invero chiaramente, sebbene concisamente, espressa anche con riferimento all’ordinanza oggetto di impugnazione; mentre neppure il diritto al giusto processo, anche come elaborato dalla giurisprudenza dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo in relazione all’art. 6 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali, fonda in capo al giustiziabile un diritto ad una risposta specifica ed esplicita a tutti gli argomenti addotti, bensì solo a quelli decisivi (per tutte, fin da Corte eur. dir. Uomo, Ruiz Torija c. Espagne, 9 dicembre 1994, p.p. 29-30, fino alla recente Corte eur. dir. Uomo, 21 giugno 2016, Tato Marinho dos Santos Costa Alves dos Santos e Figuereido c. Portogallo, ric. nn. 9023/13 e 78077/13, p. 50): e, in quest’ottica, chiaramente decisivi, benchè motivati concisamente, sono gli argomenti sviluppati nella qui gravata sentenza, in quanto assorbenti di ogni altra questione.
11.- Tale accentuato ruolo di controllo del giudice dell’esecuzione è funzionale almeno al superiore interesse della regolarità delle operazioni dell’ufficio giurisdizionale, dal quale gli estranei sollecitati a coinvolgersi nel processo – come i potenziali aggiudicatari, peraltro indispensabili affinchè l’espropriazione si completi con la liquidazione del bene del debitore al fine del soddisfacimento almeno parziale dei crediti azionati devono potersi attendere affidabilità ed attendibilità, sia per un’opzione ricostruttiva di valenza assiologica assoluta che per la convenienza anche esclusivamente utilitaristica di garantire la massima funzionalità possibile del meccanismo in sè considerato.
13.- In tal caso, la vendita per la quale si insta sarebbe ab origine caduca, tale da riversare sul potenziale incolpevole aggiudicatario un’interminabile serie di problemi particolarmente complessi, per fare fronte ai quali è obiettivamente aleatoria la garanzia per evizione pure incombente al creditore, sicchè si vanificherebbe l’esigenza di tutela dell’affidamento sulla ritualità del trasferimento, che una vendita comunque proposta e gestita da un ufficio pubblico particolarmente qualificato, quale il giudice delle esecuzioni, normalmente susciterebbe.
16.- Infatti, “con il trust alcuni beni vengono posti sotto il controllo di un fiduciario, il trustee, nell’interesse di uno o più beneficiari e per un fine determinato. Secondo quanto prevede l’art. 2 della Convenzione dell’Aja dell’1 luglio 1985, resa esecutiva in Italia con la L. 16 ottobre 1989, n. 364, il vincolo di destinazione mantiene i beni in trust distinti dal patrimonio del trustee, cui è demandato di “amministrare, gestire o disporre dei beni in conformità alle disposizioni del trust e secondo le norme imposte dalla legge al trustee”; benchè il trust non abbia personalità giuridica, dunque, il trustee è l’unico soggetto legittimato nei rapporti con i terzi, in quanto dispone in esclusiva del patrimonio vincolato alla predeterminata destinazione” (Cass. 22 dicembre 2015, n. 25800).
21.- Neppure può dirsi che, con le espressioni in concreto adoperate ed adeguatamente prese in considerazione dal giudice dell’esecuzione prima e dal giudice della qui gravata sentenza poi, possa ritenersi che il pignoramento sia stato riferito alla persona del trustee in tale qualità; le testuali espressioni adoperate, soprattutto con la nota di trascrizione (che univocamente identifica nel solo trust il soggetto contro cui è eseguita la formalità) non lasciano dubbi in ordine all’identificazione del soggetto esecutato quale appunto il trust come se fosse soggetto di diritto o “entificato”, mentre le esigenze di rigore formale che permeano il regime di pubblicità immobiliare non consentono di interpretare il pignoramento e la relativa nota di trascrizione come riferiti, anzichè al trust in persona del trustee, a quest’ultimo di persona, ma in detta specifica qualità: e con questo si devono disattendere anche le relative censure mosse prima in sede di opposizione agli atti esecutivi e poi con il ricorso per cassazione.
22.- Nè il fatto che una, per quanto limitata, soggettività giuridica si riconosca a prescindere dalla personalità in senso stretto anche ad altri enti può giovare al creditore del trust; e questo:
– quanto soprattutto perchè le altre fattispecie prese a parametro dalla ricorrente trovano un sicuro riferimento normativo, che consente di ancorare la manifestazione di volontà negoziale delle parti, nella direzione o con l’effetto di una per quanto limitata soggettivizzazione, ad una facoltà espressamente ed univocamente ad essa conferita dalla legge: ciò che istituzionalmente manca nella fattispecie del trust, per il contrario tenore testuale della sola disposizione di diritto interno (la vista norma di ordine di esecuzione della richiamata Convenzione dell’Aja, dove il trust continua ad essere definito un insieme di rapporti) e l’insufficienza del richiamo ad eventuali diversi ordinamenti stranieri prescelti dalle parti a modello della autoregolamentazione concreta, visto che quell’istituto è in genere ricostruito anche negli ordinamenti di provenienza, soprattutto anglosassoni, come privo di soggettività autonoma, oltretutto nel senso romanistico o di civil law.
25.- Il ricorrente ripropone la tesi della preclusione in sede esecutiva di ogni controllo sulla validità o meno, ovvero sulla nullità o meno, delle dette formalità in dipendenza delle modalità del loro riferimento al trust: cioè, in quanto eseguite nei confronti del trust ed asseritamente – ma senza che tanto risulti dal quadro relativo ai soggetti – in persona del trustee, anzichè direttamente nei confronti di quest’ultimo, menzionando o meno la relativa qualità adeguatamente, come ad es. nel quadro “D” della nota di trascrizione.
30.- In conclusione, la gravata sentenza si è correttamente attenuta ai seguenti principi di diritto: poichè legittimamente il giudice dell’esecuzione verifica anche di ufficio l’esistenza del soggetto nei cui confronti è intentata la procedura esecutiva, va disposta la chiusura anticipata di una procedura seguita al pignoramento di beni immobili eseguito nei confronti di un trust in persona del trustee, anzichè nei confronti di quest’ultimo, visto che il trust non è un ente dotato di personalità giuridica, nè di soggettività, per quanto limitata od ai soli fini della trascrizione, ma un mero insieme di beni e rapporti destinati ad un fine determinato e formalmente intestati al trustee, che rimane l’unico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi non quale legale rappresentante, ma come colui che dispone del diritto; e neppure ostando a tale conclusione la nota di trascrizione del negozio di dotazione del trust, che non fonderebbe una valida continuità di trascrizioni con un soggetto inesistente.