Source: https://www.eitswiss.ch/it/servizi/consulenza/faq-ccl
Timestamp: 2020-07-10 23:04:35+00:00
Document Index: 179856988

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'DTF ', 'art. 47', 'art. 26', 'art. 46', 'art. 73', 'art. 16']

Assenze (32)
La visita medica o dal dentista è retribuita?
Sì, però può pretendere che – ad eccezione di casi urgenti – le visite mediche o dal dentista si svolgano in orari marginali. Retribuito è solo il tempo della visita medica (tempo d’attesa e di consultazione). Non retribuito è il tempo necessario al tragitto di andata e ritorno. Visite mediche regolari (p.es. terapia) sono retribuite. Il lavoratore è obbligato a presentare un certificato medico che ne attesti il bisogno, non può contenere alcun dato sul tipo di malattia.
Assenze legate alla funzione di pompiere sono retribuite?
Valgono regole cantonali. Queste devono essere consultate dalla ditta.
Come devono essere trattate altre assenze?
Altre assenze devono essere accordate ma non retribuite. Il lavoratore deve compensarle (p.es. scuola, appuntamenti con le autorità, eventi associativi, feste, eventi sportivi, ecc.).
Continuazione del versamento dello stipendio (36 / 39)
Devo versare lo stipendio anche per l’inabilità lavorativa dovuta a malattia durante il periodo di prova?
La continuazione del versamento dello stipendio durante il periodo di prova non sussiste. Se un collaboratore si ammala durante i primi 3 mesi (periodo di prova), non sussiste alcun obbligo di continuazione del versamento dello stipendio.
In questo caso la continuazione del versamento dello stipendio inizia il 1° giorno del 4° mese dopo l’inizio del lavoro. Il termine di carenza di 3 mesi vale anche se il lavoratore si trova, magari, in vacanza.
Continuazione del versamento dello stipendio in caso di infortunio
Quanto e per quanto tempo devo versare lo stipendio al collaboratore infortunato?
Al collaboratore deve versare l‘80% del salario del giorno dell’infortunio più i 2 giorni seguenti (3 giorni). A partire dal 4° giorno il datore di lavoro è esentato dal pagamento del salario, quest’ultimo gli viene indennizzato dalla SUVA.
Il calcolo dell‘80% per un collaboratore che lavora a ore si esegue allo stesso modo che nel caso di malattia.
Continuazione del versamento dello stipendio per lavoratore a ore
Quanto devo versare a un collaboratore che lavora a ore?
Al collaboratore che lavora a ore deve versare l‘80% dello stipendio. Bisogna riferirsi allo stipendio mensile medio dell’anno precedente la malattia. Nel caso il collaboratore sia in azienda da meno tempo, bisogna calcolare lo stipendio medio mensile a partire dall’inizio del lavoro.
Il giorno di carenza (art. 37.7) vale anche per il collaboratore che lavora a ore.
Contributo alle spese d’esecuzione e di formazione (11)
Durante la scuola reclute e il servizio in ferma continuata il contributo alle spese d’esecuzione e di formazione è dovuto? Altre eccezioni?
No. Durante la scuola reclute o il servizio in ferma continua il contributo alle spese d’esecuzione e di formazione non è dovuto.
Se la scuola reclute, per esempio, si svolge dal 13 gennaio 2020 al 15 maggio 2020, risulta che da gennaio a maggio 2020 non è dovuto alcun contributo alle spese d’esecuzione e di formazione.
Non sussiste eccezione all’obbligo di pagare il contributo alle spese d’esecuzione e di formazione, p.es. in caso di malattia, infortunio, assenze non retribuite, ecc.
Le persone in formazione non versano alcun contributo alla spese d’esecuzione e di formazione.
Cura dei bambini malati (32.1)
A quali condizioni devo concedere libero a un collaboratore per la cura di bambini malati?
Ai collaboratori che devono occuparsi della cura di bambini malati deve concedere, per ogni caso, fino a un massimo di tre giorni liberi. Il lavoratore deve presentare un certificato medico, basta anche quello del bambino. Il certificato deve attestare la situazione di malattia del bambino. Con bambino si intente una persona fino ai 15 anni d’età (fino al compimento del 16 anno).
Cosa succede se la partner non esercita un attività lavorativa?
In questo caso l’obbligo di retribuzione dell’assenza decade.
Cosa succede se la partner esercita un attività lavorativa, ma nel giorno di malattia del bambino non lavora?
Anche in questo caso l’obbligo di retribuzione dell’assenza decade.
Cosa succede se la partner, nel giorno di malattia del bambino, deve lavorare?
In questo caso è obbligato a remunerare l’assenza. Solo un genitore viene indennizzato.
Cosa succede se sia la madre che il bambino sono malati?
In questo caso è obbligato a retribuire l’assenza.
Disdetta (14.3.2 / 43-49)
Quale termine di disdetta devo rispettare?
Valgono i seguenti termini di disdetta:
Nel 1° anno di servizio del collaboratore: 1 mese.
Dal 2° fino al 9° anno di servizio del collaboratore: 2 mesi.
Dal 10° anno di servizio: 3 mesi per la fine di ogni mese.
Quando devo attendere con la disdetta nel caso che un collaboratore sia malato o ha avuto un infortunio?
Valgono i seguenti termini:
Nel 1° anno di servizio del collaboratore: 30 giorni.
Dal 2° al 5° anno di servizio del collaboratore: 90 giorni.
Dal 10° anno di servizio durante la percezione di prestazioni dell’assicurazione d’indennità giornaliera o della SUVA (tuttavia max 720 giorni), sempre che l’incapacità lavorativa sia del 100%
Intesi sono giorni civili e non giorni lavorativi.
Di quanto si prolunga il termine di disdetta, quando un collaboratore si ammala o ha un incidente dopo essere stato licenziato?
Il periodo di disdetta si prolunga della durata della malattia o della durata dell’incapacità lavorativa dovuta all’infortunio. Al massimo però:
Nel 1° anno di servizio del collaboratore: 30 giorni (e ulteriore prolungamento fino alla fine del mese corrispondente).
Dal 2° al 5° anno di servizio del collaboratore: 90 giorni (e ulteriore prolungamento fino alla fine del mese corrispondente).
Dal 6° anno di servizio: 180 giorni (e ulteriore prolungamento fino alla fine del mese corrispondente).
Dal 10° anno di servizio durante la percezione di prestazioni dell’assicurazione d’indennità giornaliera o della SUVA (tuttavia max 720 giorni), sempre che l’incapacità lavorativa sia del 100%.
Il lavoratore è malato, infortunato o presta servizio militare – può licenziarsi?
Sì, in queste situazioni il lavoratore può licenziarsi.
Bisogna accordare al lavoratore, dopo il licenziamento, del tempo per i colloqui di lavoro? Se sì, è retribuito?
Sì, il lavoratore ha il diritto di presentarsi da un probabile nuovo datore di lavoro. Questo tempo viene retribuito e precisamente con una mezza giornata alla settimana (candidature, colloqui di lavoro, valutazioni), è uguale chi ha dato il licenziamento. Il lavoratore può presentarsi a diversi datori di lavoro.
Disdetta immediata del rapporto di lavoro
Quando posso disdire immediatamente il rapporto di lavoro?
Nel caso di leggera mancanza può emettere un richiamo, meglio per iscritto. Solo nel caso di reiterazione, pronunciare una disdetta immediata. Una disdetta immediata è giustificata solo per mancanze particolarmente gravi da parte del lavoratore.
È possibili in qualunque momento, anche
nel caso di malattia
Purché sussista un motivo grave, la disdetta immediata può essere spiccata all’istante (DTF d. 05.02.2008, 4A_454/2007, E. 2.1). Di regola un congruo termine di riflessione di 2-3 giorni lavorativi è considerato sufficiente.
Quali sono i motivi che autorizzano una disdetta immediata (senza preavviso)?
Motivi per una disdetta immediata sono:
Reati a scapito del datore di lavoro (appropriazione indebita, furto, accaparramento di collaboratori o clienti, vie di fatto, grave ingiuria o minacce al datore di lavoro o al superiore, falsificazione del conteggio spese, dei rapporti di lavoro, di certificati medici, ecc.)
Danno alla reputazione aziendale
Lavoro a favore di terzi in caso di incapacità lavorativa presunta
Pretesa o accettazione di tangenti
Premeditata cattiva esecuzione del lavoro (deliberata e intenzionale)
Concorrenza - Violazione del segreto professionale
Concorrenza del datore di lavoro
Rifiuto ripetuto e intenzionale del lavoro assegnato
Rifiuto di effettuare ore supplementari tollerabili
Non presentarsi al lavoro ripetutamente e senza motivazione
Andare in vacanza arbitrariamente senza consultarsi con il superiore Rifiuto di presentare un certificato medico in caso di malattia
Importanti disposizioni di sicurezza, direttive vengono ignorate
Falsificazione dei dati sulla formazione al momento della candidatura
Partecipazione a uno sciopero illegale
Quali sono i motivi che richiedono un richiamo preventivo (meglio per iscritto)?
Scorretta registrazione della durata del lavoro
Consegna ritardata dei rapporti di lavoro
Prestazione lavorativa insufficiente
Assenza non giustificata eccezionale
Cosa succede in caso di disdetta immediata ingiustificata?
In caso di disdetta immediata ingiustificata lei corre il rischio di dover versare il salario fino alla fine dell’estinzione ordinaria del rapporto di lavoro e in più un’indennità salariale fino a sei mensilità.
Disdetta in caso di lavoro nero
Posso disdire immediatamente il contratto di lavoro in caso di lavoro nero?
Sì, è permesso addirittura senza precedente ammonizione (v. anche disdetta immediata, art. 47).
Quando non c’è lavoro nero?
L’impiegato a tempo parziale che ha due datori di lavoro non esercita lavoro nero. Non c’è lavoro nero quando un impiegato a tempo parziale lavora anche come indipendente.
Non c’è lavoro nero quando qualcuno esegue installazioni elettriche nel suo tempo libero a casa propria.
Quale termine di disdetta vale durante il periodo di prova?
Il termine di disdetta ammonta a 7 giorni. I giorni liberi devono essere contati. La disdetta deve pervenire alla persona licenziata al più tardi l’ultimo giorno del periodo di prova. Il termine di disdetta può in ogni caso scadere dopo la fine del periodo di prova. Non vale il timbro postale ma il giorno della presa d’atto. Il termine di disdetta di 7 giorni può venire ridotto o prolungato contrattualmente.
Posso licenziare il lavoratore se si ammala o si infortuna durante il periodo di prova? Sì, la protezione dal licenziamento vale solo dopo la scadenza del periodo di prova. Anche il termine di disdetta non si interrompe se questa incapacità lavorativa avviene durante tale periodo.
Formazione personale (19.2)
Devo pagare per la formazione professionale fino a 5 giorni all’anno?
Sì, per la formazione professionale dei suoi collaboratori (p.es. corso per ponte elevatore) deve concedere fino a 5 giorni lavorativi all’anno. Per quello che ne concerne il finanziamento deve accordarsi con il collaboratore. In quanto datore di lavoro lei non è obbligato a sobbarcarsi i costi. Anche corsi di formazione aziendali vanno considerati.
Giorno di carenza (37.7)
Devo pagare il salario anche per il primo giorno di malattia?
No, per questo giorno non è dovuto alcun salario.
Il giorno di carenza vale anche in presenza di un certificato medico?
Il giorno di carenza vale anche in presenza di un certificato medico. Per questo giorno non è dovuto alcun salario.
Quando la data d‘inizio dell’incapacità lavorativa per malattia cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, quando devo versare lo stipendio?
Anche qui vale un giorno di carenza al sabato, domenica o giorno festivo. A partire dal successivo giorno feriale (p.es. lunedì) il salario deve essere pagato.
Lavoratori parzialmente subordinati (3.4.2)
Questa disposizione vale anche per i contratti di tirocinio esistenti o solo per i nuovi contratti stipulati a partire da agosto 2020?
Le persone in formazione sottostanno a questa regola e non solo i nuovi contratti stipulati a partire da agosto 2020.
Obbligo di diligenza, di fedeltà e d’impiego (14.1 lit.c)
Lavoro svolto male o non svolto a regola d’arte viene sistemato dal datore di lavoro a sue spese. Cosa significa concretamente? Come viene definito male? Cosa significa a sue spese?
Il lavoratore è tenuto a eseguire il proprio lavoro in modo accurato e ad azionare macchine e ulteriori attrezzi a regola d’arte. Questo articolo stabilisce una misura particolare di scrupolosità descrivendo l’obbligo della prestazione lavorativa del dipendente dal punto di vista qualitativo. L’obbligo di diligenza è perciò in linea di principio decisivo per la responsabilità del lavoratore. Significa che il lavoro svolto male o non svolto a regola d’arte deve venire sistemato a spese del collaboratore.
Quest’ultimo deve pagare l’ulteriore materiale necessario allo scopo. La miglioria deve essere svolta durante il tempo di lavoro regolare. Questa regola va applicata con prudenza e solo quanto si può constatare una negligenza grave o intenzionale, in questo caso si può pretendere che il lavoro sia messo in ordine. Nel caso di negligenza lieve il lavoratore non ha l’obbligo di sistemare il lavoro a sue spese.
Ore anticipate (26)
Come devono essere elaborate le ore anticipate (ponte dell’ascensione, o tra Natale e Capodanno)?
Le ore anticipate non sono considerate ore supplementari (art. 26.3). Il datore di lavoro determina per iscritto all’inizio dell’anno il numero delle ore anticipate e i rispettivi giorni compensativi.
Un collaboratore è impossibilitato a lavorare tra Natale e Capodanno a causa di malattia o infortunio. Devo accordargli le ore anticipate?
Se, in caso eccezionale, le ore anticipate non possono essere prese, possono essere compensate più tardi o essere retribuite senza supplemento.
Ore supplementari e lavoro straordinario (21 / 22 / 25)
Posso accordarmi con il collaboratore e concedergli le ore supplementari superiori alle 45 ore settimanali come tempo libero?
Di principio le ore supplementari devono essere pagate con un supplemento del 25% alla fine del mese seguente.
Una compensazione in tempo libero della stessa durata è possibile solo quando il collaboratore lo desidera esplicitamente e se avete stipulato un accordo scritto. Il supplemento del 25% all’ora è da concedere alla fine del mese anche per compensazione mediate tempo libero della stessa durata.
Cosa significa di regola?
Per il termine giuridico di regola e con ciò che alcun pagamento con un supplemento è richiesto, significa:
Uso delle ore supplementari per un perfezionamento o una formazione continua
Uso delle ore supplementari per una vacanza prolungata
L’indennità del 25% deve comunque essere pagata al collaboratore alla fine del mese successivo anche nel caso di uso delle ore supplementari per un perfezionamento o una formazione continua/uso delle ore supplementari per una vacanza prolungata.
Ore supplementari e indennità
Oltre all‘indennità per ore supplementari del 25% devo pagare in aggiunta anche l’indennità per lavoro di sabato, notturno, di domenica e nei giorni festivi?
In questo caso è a discrezione del datore di lavoro il voler retribuire le ore supplementari o concederne la compensazione entro fine dicembre dell’anno successivo. La compensazione di ore supplementari deve essere definita per iscritto. Ammontano le ore supplementari al 31 dicembre a più di 120, l’eccedenza deve essere retribuita in gennaio dell’anno successivo con un supplemento del 25%.
Riporto e retribuzione delle ore supplementari sul successivo anno civile
Devo pagare l’indennità per ore supplementari anche quando il lavoratore desidera compensarle con il tempo libero?
No. In questo caso è a discrezione del datore di lavoro il voler retribuire le ore supplementari o concederne la compensazione entro fine dicembre dell’anno successivo. La compensazione di ore supplementari deve essere definita per iscritto. Ammontano le ore supplementari al 31 dicembre a più di 120, l’eccedenza deve essere retribuita in gennaio dell’anno successivo con un supplemento del 25%
Oltre all’indennità per lavoro di sabato, notturno, di domenica e nei giorni festivi devo pagare anche un eventuale indennità del 25% per ore supplementari/lavoro straordinario?
No. Sono dovute solo le indennità per lavoro di sabato, notturno, di domenica e nei giorni festivi. Nessuna ulteriore indennità salariale del 25% per eventuali ore supplementari/lavoro straordinario è dovuta.
Indennità per lavoro di sabato, notturno, di domenica e giorni festivi
Come bisogna accordare le indennità salariali per lavoro notturno, di sabato, di domenica e giorni festivi?
Le indennità sono da versare con il salario. Non possono essere compensate mediante tempo libero.
Il primo mese di un rapporto di lavoro vale come periodo di prova. Nel contratto di lavoro può essere prolungato fino a un massimo di tre mesi.
Il periodo di prova si prolunga se il lavoratore è impossibilitato a lavorare?
Nel caso di un effettiva riduzione del periodo di prova solo in tre casi ne deriva il relativo prolungamento: malattia, infortunio e adempimento di un obbligo ufficiale non facoltativo (p.es. servizio militare).
Vacanze, congedo non pagato o gravidanza non causano un prolungamento automatico del periodo di prova. Per questi casi però è possibile concordare nel contratto di lavoro il prolungamento del periodo di prova pari ai giorni lavorativi venuti meno.
Registrazione della durata del lavoro (10.1.1 / 20.6)
Cosa deve venire registrato?
art. 46 LL (Legge sul lavoro) e art. 73 OLL 1 (Ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro) obbligano il datore di lavoro alla registrazione dettagliata della durata del lavoro. L’ordinanza è in vigore dal 1° agosto 2000. Una durata del lavoro standard è autorizzata quando sussiste la possibilità di modifica. Sono da registrare:
il lavoro eseguito (giornalmente e settimanalmente)
i giorni di riposo accordati
lavoro anticipato
ore di formazione retribuite
La legge non prescrive come deve essere eseguita. La registrazione della durata del lavoro può essere effettuata tramite software, un foglio di calcolo Excel, rapporti di lavoro scritti, ecc.
Riduzione delle vacanze (29.6 / 29.7)
Quando posso decurtare le vacanze?
Se durante un anno civile il collaboratore è inabile al lavoro per complessivi 2 mesi, le vacanze possono essere decurtate a partire dal 3° mese intero e per ogni ulteriore mese intero di inabilità.
Le assenze di un anno civile possono essere sommate fino al raggiungimento del mese intero.
I motivi per l’inabilità lavorativa non giocano alcun ruolo. Corsi di ripetizione militari o una gravidanza non possono venire considerati. Assenze per scuola reclute o per servizio d’avanzamento possono venire considerate.
Di quanto posso decurtare le vacanze?
Per il 3° mese intero di impossibilità lavorativa e per ogni ulteriore mese intero le vacanze possono essere decurtate di 1/12.
Rimborso spese (33.1 lit.c)
Come si calcola il tragitto?
Il calcolo dei 20 minuti si riferisce alla durata del viaggio in automobile. Si può eseguire tramite GoogleMaps o ViaMichelin
Servizio di picchetto (15.2)
A quali condizioni posso obbligare i miei collaboratori ad effettuare il servizio di picchetto e a cosa devo prestare attenzione nel regolamento aziendale?
Per il servizio di picchetto il suo collaboratore è a disposizione, accanto al lavoro normale, per eventuali interventi straordinari, ad esempio la rimozione di disturbi, aiuto in caso di emergenza, per giri d’ispezione e simili. In questo caso i collaboratori deve essere disponibili in qualsiasi momento.
Il numero massimo mensile di servizi di picchetto è regolamentato. Nel periodo di quattro settimane possono essere o fornire servizi di picchetto per al massimo sette giorni. Il numero degli interventi durante questi giorni non è limitato. Dopo la fine dell’ultimo servizio di picchetto (con o senza intervento) devono seguire due settimane senza picchetto.
Se durante il picchetto non c’è stato alcun intervento (disponibilità), non sussiste alcun obbligo legale d’indennità. Di norma valgono i seguenti principi:
Il CCL non contempla alcuna regola riguardo all’organizzazione e all’indennità per servizio di picchetto. Nella prassi vengono versati da CHF 100.- a 400.- a settimana.
Se servizio di picchetto deve essere effettuato di notte, di domenica o nei giorni festivi ufficiali deve essere richiesta un’autorizzazione.
Se il lavoratore è chiamato a eseguire un intervento di picchetto di notte o di domenica, ha diritto alla prevista indennità salariate e al supplemento di tempo.
Per pianificare gli interventi del servizio di picchetto il periodo di quattro settimane è vincolante. In questo periodo il lavoratore può essere di picchetto per sette giorni al massimo (consecutivi o singoli).
Informazioni sul servizio di picchetto si trovano nel promemoria della SECO
Tempo di lavoro lordo annuale (20.1)
Il tempo di lavoro lordo annuale in un anno bisestile è di 2088 ore?
Il tempo di lavoro lordo annuale non viene ricalcolato ogni anno, secondo l’art. 16.3 e 20.1 ammonta a 2080 ore lorde.
Il calcolo è il seguente: 52 settimane x 40 ore settimanali = 2080 ore lorde annuali.
Significa che il tempo di lavoro lordo annuale di un anno bisestile resta di 2080 ore lorde.
Tragitto per recarsi al lavoro (27.4)
Posso determinare un‘area?
Sì, la ditta può applicare una regola inerente a una determinata area.
Tredicesima (18)
Devo versare la tredicesima anche a un apprendista che ha iniziato il tirocinio presso la mia azienda prima del 1.1.2020?
Sì, la tredicesima deve essere versata anche agli apprendisti che sottostavano a un contratto di tirocinio prima del 1.1.2020.
Riduzione della tredicesima
Quando posso ridurre la tredicesima?
Se durante un anno civile il collaboratore è inabile al lavoro per complessivi 2 mesi, la tredicesima può essere ridotta per ogni ulteriore mese intero di inabilità.
. I motivi per l’inabilità lavorativa non giocano alcun ruolo. Tutti i tipi di servizio militare possono venire considerati, al esclusione del corso di ripetizione. Quest’ultimo non è considerato come interruzione.
La tredicesima può essere ridotta di 1/12 per il 3° mese di inabilità lavorativa e per ogni ulteriore mese intero.
Devo adeguare il contratto di tirocinio e farlo approvare dalla Divisione della formazione professionale competente, se a partire dal 1.1.2020 devo versare a un apprendista la tredicesima, malgrado ciò non sia stato concordato nel contratto di tirocinio?
No, il contratto di tirocinio non deve essere adeguato e fatto approvare dalla Divisione della formazione professionale competente perché un datore di lavoro offre più di quanto concordato nel contratto di tirocinio; la divisione per la formazione professionale verifica unicamente le condizioni minime. Con il versamento di una tredicesima a un apprendista viene offerto qualcosa di più che abitualmente.
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