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Timestamp: 2020-08-12 19:09:07+00:00
Document Index: 181350153

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1458', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 366', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 11638 del 11/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11638 del 11/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 11/05/2017, (ud. 30/03/2017, dep.11/05/2017), n. 11638
sul ricorso 28058-2012 proposto da:
H.B., T.L.;
avverso la sentenza n. 77/2011 della COMM. TRIB. REG. di BOLOGNA,
1. H.B. e T.L. proponevano ricorso avverso l’avviso di liquidazione con cui l’agenzia delle entrate aveva recuperato le maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale in relazione all’atto di acquisto di un immobile stipulato il (OMISSIS). La revoca dei benefici aveva avuto luogo in quanto in data 28.10.2004 le parti avevano risolto per inadempimento il contratto stipulato e l’agenzia del territorio aveva equiparato l’atto di risoluzione ad un atto di cessione avvenuto entro il quinquennio dall’acquisto.
La commissione tributaria provinciale di Forlì rigettava il ricorso. La CTR dell’Emilia Romagna, decidendo sull’appello proposto dai contribuenti, lo accoglieva sul rilievo che la risoluzione del contratto per inadempimento, a norma dell’art. 1458 c.c., aveva effetto retroattivo tra le parti sicchè non poteva giuridicamente ritenersi avvenuto il passaggio di proprietà dell’unità immobiliare per la quale era chiesto il pagamento dell’imposta proporzionale.
2. Avverso la sentenza della CTR propone ricorso per cassazione l’agenzia delle entrate affidato ad un motivo. I contribuenti non si sono costituiti in giudizio.
3. Con l’unico motivo la ricorrente deduce violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione all’art. 1 della tariffa, parte prima, nota 2 bis n. 4, del D.P.R. n. 131 del 1986. Sostiene che con il contratto del 28.10.2004 le parti, al di là del nomen iuris adottato (risoluzione del contratto), sono addivenute ad un nuovo trasferimento del bene e ciò era evidenziato dal fatto che con la procura speciale conferita da H.B. e T.L. a To.An., che aveva stipulato l’atto per conto dei rappresentati, i mandanti avevano nominato il procuratore affinchè vendesse il bene a chi voleva e per il prezzo che riteneva più conveniente.
1. Osserva la Corte che il motivo di ricorso è inammissibile in quanto è privo del requisito dell’autosufficienza sancito dall’art. 366 c.p.c., avendo la ricorrente censurato la sentenza della commissione tributaria regionale sotto il profilo della qualificazione giuridica del contratto stipulato dalle parti il 28.10.2004 senza riportarne il testo. Ciò facendo la ricorrente non ha consentito la verifica esclusivamente in base al ricorso, dovendosi considerare che il predetto contratto non è un atto processuale, bensì un atto di parte di cui la ricorrente avrebbe dovuto trascrivere il testo nel ricorso o allegare una copia (cfr. Cass. n. 9536 del 19/04/2013; Cass. n. 8312 del 04/04/2013). Risulta, invece, che la ricorrente ha inserito nel ricorso una copia della procura conferita da H.B. e T.L. a To.An.; si tratta di un documento privo di decisività, tenuto conto che, al di là del contenuto della procura, ciò che rileva è il contratto che concretamente il procuratore ha stipulato.
2. Il ricorso va, dunque, dichiarato inammissibile. Non si provvede sulle spese data la mancata costituzione dei contribuenti.