Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150272
Timestamp: 2018-08-21 04:10:55+00:00
Document Index: 65977314

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Resoconto della seduta n.272 del 19/12/2017
Seduta n.272 del 19/12/2017
CCLXXII Seduta
La seduta è aperta alle ore 10 e 41.
FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 13 dicembre 2017 (268), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Luigi Crisponi, Giuseppe Meloni e Gianluigi Rubiu hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 19 dicembre 2017.
PRESIDENTE. In ottemperanza all'articolo 59, comma 4, del Regolamento, che recita: "I nomi dei consiglieri che non partecipano per oltre cinque giornate di sedute consecutive alle sedute del Consiglio, senza aver ottenuto regolare congedo, sono annunziati dal Presidente del Consiglio in Assemblea", annuncio che l'onorevole Ugo Cappellacci è stato assente per cinque giornate consecutive di sedute.
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 1287, 1301 e 1322.
FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le interrogazioni numero 1343, 1344, 1345, 1346 e 1347.
FORMA DANIELA, Segretaria. È pervenuta l' interpellanza numero 328.
FORMA DANIELA, Segretaria. È pervenuta la mozione numero 380.
1. Il fondo di cui all'articolo 10 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007), e successive modifiche ed integrazioni, è determinato per l'anno 2018 in euro 552.331.000 di cui: euro 484.705.120 a favore dei comuni, euro 65.565.880 a favore degli enti individuati dall'articolo 16 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna), euro 600.000 a favore dell'Amministrazione provinciale di Nuoro per il funzionamento del museo MAN, euro 460.000 per gli studi di compatibilità idraulica, geologica e geotecnica di cui alla legge regionale 15 dicembre 2014, n. 33 (Norma di semplificazione amministrativa in materia di difesa del suolo), ed euro 1.000.000 a favore della Città metropolitana di Cagliari per le finalità di cui all'articolo 1, comma 23, della legge regionale 5 dicembre 2016, n. 32 (Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016-2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie), (missione 18 - programma 01- titolo 1; missione 09 - programma 01 - titolo 1). Una quota pari a euro 600.000 delle risorse del fondo di cui al periodo precedente destinate ai comuni, è attribuita per gli anni 2018, 2019 e 2020 a favore delle unioni dei comuni capofila dei progetti di programmazione territoriale rientranti nella strategia 5.8 del Programma regionale di sviluppo (PRS) 2014/2020, attuati in associazione di più unioni di comuni, al fine di sostenere i costi inerenti al coordinamento e all'attuazione generale del progetto, e quelli relativi ai costi del personale della Centrale unica di committenza. I criteri di ripartizione sono definiti con deliberazione della Giunta regionale, previa intesa con la Conferenza Regione-enti locali (missione 18 - programma 01 - titolo 1).
2. Per la prosecuzione del percorso partecipativo del sistema delle imprese nella programmazione territoriale di cui all'articolo 3, comma 14, della legge regionale 11 maggio 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016) è autorizzata, per il triennio 2018-2020, una spesa pari a euro 200.000 annui, con le modalità e i criteri già determinati per l'annualità 2016 (missione 01 - programma 12 - titolo 1).).
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, mi mancano alcuni emendamenti agli emendamenti, quindi eventualmente ci fermiamo e mi dà il tempo di vederli.
All'articolo 2: soppressivi totali numero 107, 306, 693 parere contrario, 108, 364 e 683 che sono identici parere contrario, 109, 375 e 682 parere contrario, 211 uguale al 279 parere contrario, 210 parere contrario, 287 parere contrario, 285 parere contrario, 280 parere contrario, 288 parere contrario, 289 parere contrario, 282 parere contrario, 281 parere contrario, 209 parere contrario, 286 parere contrario, 284 parere contrario, 208 parere contrario, 283 parere contrario, 351 parere contrario, 352 parere contrario, 468 parere contrario, 215 parere contrario, 806 parere favorevole, 1073 parere favorevole. Emendamento aggiuntivo numero 110 parere contrario, emendamento all'emendamento numero 1068 parere contrario, 111 parere contrario, emendamento all'emendamento numero 1069 parere contrario, 196 contrario, 212 contrario, gli emendamenti agli emendamenti tutti contrari. Emendamento numero 213 uguale al 214 parere contrario, 815 parere contrario, 816 parere contrario, emendamento numero 363 parere contrario; emendamenti numero 847, 850, 853, 854, 855, 856, 857, 922 parere contrario; per gli emendamenti numero 1, 10, 82, 16 (altrimenti il parere è contrario)c'è l'invito al ritiro; emendamenti numero 18, 19 parere favorevole; per l'emendamento numero 20 c'è invito al ritiro o parere contrario; per gli emendamenti numero 21 e 22 il parere favorevole; approvare per l'emendamento numero 23 c'è un invito al ritiro; emendamento numero 24 parere favorevole; per gli emendamenti numero 25, 26, 27 c'è un invito al ritiro; l'emendamento numero 28 è inammissibile; il emendamento numero 29 parere favorevole; il 46 parere contrario, il 48 parere contrario, il 57 parere contrario, il 75 parere favorevole, il 76 è inammissibile, 101 parere favorevole, 112 parere contrario, 113 parere contrario, 118 parere contrario, 119 parere contrario, 120 parere contrario, 121 parere contrario, 122 parere contrario, 123 parere contrario, 124 parere contrario, 125 parere contrario, 126 parere contrario, 128 parere contrario, 129 parere contrario; 193 parere favorevole, e poi c'è il 1050, sostitutivo parziale, parere favorevole; 307 parere contrario, 309 parere contrario, 311 parere contrario, 312 parere contrario, 313 parere contrario, 314 parere contrario, 315 parere contrario, 316 parere contrario, 317 parere contrario; per gli emendamenti numero 318, 319, 320, 321, 322, 323, 324, 325, 326, 327, 328, 329, 330, 331, 332, 333, 334, 335, 340 il parere è contrario; 341 parere contrario, 342 parere contrario, 343 parere contrario, 344 parere contrario, 361 parere contrario; l'emendamento numero 363, spostato dopo l'816 parere contrario; 365 parere contrario, 793 parere favorevole, 794 parere favorevole, 796 parere favorevole, 802 parere favorevole; poi c'è l'emendamento numero 1077, emendamento all'emendamento, parere favorevole; 804 parere favorevole, 814 parere contrario, 835 parere favorevole, 848 parere contrario, 849 parere contrario, 881 invito al ritiro, 886 invito al ritiro, 888 parere favorevole, 891 invito al ritiro, 893 invito al ritiro, 899 invito al ritiro, qui c'è un emendamento all'emendamento, il 1302, parere favorevole; emendamento 901 invito al ritiro, 902 invito al ritiro, 919 parere contrario, 920 parere contrario, 945 parere contrario, 957 parere contrario, 1002 invito al ritiro, 1003 parere contrario parere contrario, anche all'emendamento all'emendamento 1306; 1035 invito al ritiro, 1038 invito al ritiro, 64 parere favorevole, 103 parere contrario, 851 parere contrario, 852 invito al ritiro, 892 invito al ritiro, 961 parere contrario, 963 parere contrario, 965 parere contrario, 1047 parere favorevole, 1048 parere contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio..
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme per tutti gli emendamenti, tranne l'emendamento all'emendamento numero 1077, per il quale io dico che ci sono problemi di legittimità, nel senso che si parla di riprogrammazione di Pia che sono nei residui perenti. I residui perenti non possono essere riprogrammati, per le regole contabili, e quindi l'emendamento è a rischio di legittimità. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Apro la discussione quindi sull'articolo 2 e sugli emendamenti presentati.
TEDDE MARCO (FI). Presidente, ma mi sembra di dover rilevare che il dato politico e sociale più importante di questi giorni è che il centrosinistra ha iniziato la campagna elettorale. Ha iniziato la campagna elettorale utilizzando la stampa amica, ha iniziato la campagna elettorale contrabbandando come raggiunti obiettivi assolutamente inesistenti, ha iniziato la campagna elettorale valorizzando azioni bagatellari a volte ridicole, ha iniziato la campagna elettorale cercando di far capire ai sardi che tutto quello che è accaduto in questi mesi, in questi anni, è accaduto in un altro Stato, in un'altra Regione, in un altro Paese, ebbene così non è, perché sappiamo molto bene che ciò che è accaduto e non è accaduto in Sardegna in questi anni i sardi lo ricorderanno e lo ricordano molto bene. Ecco allora che leggiamo di senatori che parlano di hotel a cinque stelle all'Asinara, ecco che leggiamo di senatori che parlano di aeroporto di Alghero tutelato dal centrosinistra, gli stessi senatori che invece in occasioni pubbliche raccontavano che con la strada Sassari-Olbia l'aeroporto di Alghero non avrebbe più avuto ragione di esistere, ecco che abbiamo sulla stampa paginoni con Sindaci che raccontano di un aeroporto che potrebbe funzionare, ma lo raccontano dopo aver contribuito all'affossamento, ecco che abbiamo sindaci che raccontano che ad Alghero si possono o si debbono fare hotel 5 stelle, e tante altre amenità. Ebbene io credo che invece un po' di impegno il centrosinistra lo avrebbe potuto profondere nel sostenere i Comuni, e arriviamo al tema in discussione, i Comuni che stanno affrontando dei problemi che sono difficilmente superabili, problemi di risorse, problemi di tensioni sociali, problemi legati a una temperie sociale e politica particolare, molto ma molto delicata. Ebbene, a fronte di un aumento delle entrate tributarie della Regione, pari a 120 milioni di euro, che corrisponde ad un aumento del 2 per cento delle entrate, ci saremmo aspettati che la Giunta regionale proponesse un corrispondente aumento del Fondo unico degli Enti locali. Ebbene così non è, assolutamente così non è, ed ecco che il CAL quindi lamenta giustamente la mancanza di risorse per interventi sull'istruzione, sul trasporto degli alunni, in materia di ambiente, di assetto del territorio e quindi lamenta di non avere le risorse per la manutenzione del verde pubblico e in materia di politiche sociali, perché i Comuni purtroppo non hanno le risorse per mandare nei centri di accoglienza, nelle comunità, quei cittadini che vengono obbligatoriamente inviati dall'autorità giudiziaria. Quindi non si pensa ai comuni, non c'è manco l'occasione per fare propaganda a favore dei comuni e in questo articolo, tra le altre cose, abbiamo un simpaticissimo milione di euro a favore della città metropolitana di Sassari che è assolutamente condivisibile, di Cagliari scusate, scusate è un lapsus, a favore della città metropolitana di Cagliari, condivisibile, ma non vediamo assolutamente un euro a favore della cosiddetta e inesistente rete metropolitana di Sassari, eppure abbiamo la memoria abbastanza lunga. Ricordiamo che allorché il Presidente Pigliaru ci raccontò che era inopportuna la Città metropolitana di Sassari, ci raccontò pure che a partire dal 2016 in finanziaria un euro dato alla Città metropolitana di Cagliari avrebbe visto come corrispondente un euro a favore della rete metropolitana, nulla di tutto questo è accaduto nel 2016, nulla di tutto questo sta accadendo 2017. Credo che sia un atteggiamento quantomeno riprovevole, ma non soltanto politicamente, perché le parole si mantengono, i patti si mantengono, poi la Giunta regionale può seguire le procedure e le strade che ritiene seguire, può fare e mettere in campo le azioni politiche che ritiene di mettere in campo, ma quando si stringe un patto col Consiglio regionale, quando si stringe un patto con chiunque bisogna mantenerlo, è un problema di serietà e non soltanto serietà politica, e invece alla cosiddetta rete metropolitana del tutto stramata, priva di maglie, che non è riuscita a catturare neanche un (…), alla rete metropolitana e Sassari nulla si dà, nulla si prevede, evidentemente qualcuno ritiene che la rete metropolitana di Sassari nuoti dell'oro, ma così non è, la rete metropolitana di Sassari è una (…), così come dicevamo allora, sta producendo aria fritta, niente! Mentre la Città metropolitana di Cagliari per fortuna per si è avviata ad un decollo.
MARRAS ALFONSO (UDC Sardegna). Grazie Presidente, siamo dunque arrivati all'articolo 2 della discussione della legge finanziaria e appare sempre più evidente dall'analisi dei primi articoli e dall'analisi degli emendamenti che la realtà è molto diversa rispetto a quella della dichiarazione di intenti sbandierati dalla maggioranza, azioni, obiettivi e metodi differenti, a quanto promesso non solo in campagna elettorale ma bensì nel corso di questi anni di mandato, scelte che hanno sancito sempre più perdite in diversi settori strategici. Naturale conseguenza questa di chi non ha, sembrerebbe, una capacità programmatica, e questo si evince anche dal rapporto con lo Stato centrale e dalle continue bocciature o ritiri di ricorsi verso lo stesso. È ancora più eclatante che voi siate quelle che bacchettano gli enti locali o altri enti invitandoli a contrarre la spesa pubblica e razionalizzandola, utilizzando l'efficacia, quando non siete certo l'esempio da seguire, un esempio per tutti è quello della riforma della sanità attraverso una razionalizzazione che ha poco a che fare con il tema del contenimento della spesa pubblica. Ancora la programmazione territoriale, cioè la declinazione nei territori di quella programmazione unitaria ha voluto elogiare la cosiddetta unica cabina di regia, quando invece proprio a causa di quella le incomprensibili scelte verranno sempre più giustificate. La ragione non sta facendo abbastanza contro lo spopolamento delle aree interne e periferiche e poco o niente serviranno delle risorse impiegate senza un'adeguata progettazione. Per la programmazione territoriale della Sardegna, dice la Giunta, sono in campo 300 milioni che arriveranno alle comunità locali attraverso le varie tipologie progettuali previste, serviranno sicuramente sì ma non come dovrebbero essere. Inoltre, sempre più si evince che per poter attivare le procedure ci saranno iter complessi e lunghi. L'articolo 2 infatti reca disposizioni in materia di enti locali e politiche territoriali e al comma 1 viene individuato l'importo del Fondo unico a favore delle autonomie locali, suddiviso in 552.331.000 di cui 488 milioni a favore dei comuni, e 65 mila individuati all'articolo 6 della legge regionale del 2016. Inoltre sono individuati i 600 mila euro a favore dell'Amministrazione provinciale per il funzionamento del museo MAN, qui vorremmo capire anche poi i criteri che sono stati utilizzati per questo tipo di assegnazione di finanziamento. Inoltre strutture 460 mila per gli studi di compatibilità idraulica, geologica e geotecnica, di cui appunto la legge regionale 15 dicembre del 2014. Considerato che erano previsti 600 mila euro per gli anni successivi perché impiegate solo 460 mila euro? Inoltre, continuando nella lettura dell'articolo 2, voi definite che una quota pari a 600 mila euro di risorse del Fondo di cui al periodo precedente destinati ai comuni è attribuita negli anni e 2018, 2019 e 2020 a favore delle Unioni dei Comuni, capofila del progetto di programmazione territoriale, rientrante nella strategia 5.8 del Programma regionale di sviluppo 2014-2020, attuati in associazione in più Unioni dei Comuni al fine di sostenere i costi inerenti al coordinamento e l'attuazione generale del progetto e quello relativo ai costi del personale della centrale unica di committenza. I criteri di ripartizione sono definiti con deliberazione della Giunta regionale. Decisamente meno questo rispetto a quello che si sarebbe potuto fare, emerge sempre più la convinzione che si facciano dichiarazioni ad effetto non seguite da fatti, ma da ridimensionamento totale sostanziale su tutte le promesse fatte. Sin dal 2012 gli Enti locali hanno intrapreso un percorso di cambiamento cercando di rivisitare tutta la macchina amministrativa dal punto di vista organizzativo e del personale, ma la Regione non è stata in grado di supportare e guidare gli enti locali in questo cambiamento, così a causa dell'incapacità del Governo regionale moltissimi comuni ancora faticano ad applicare le modifiche. Si registrano spesso e sovente infatti scontri tra la Regione e gli Enti locali, anche il CAL ad esempio allo stesso tempo, sospende il proprio giudizio per quanto concerne l'attenzione da parte della Regione verso enormi difficoltà. Gli Enti locali, soprattutto minori, stanno vivendo per garantire la piena attuazione della riforma, infatti nella propria dichiarazione il CAL afferma che appare quanto mai urgente un intervento da parte del legislatore regionale volto a programmare interventi diretti a potenziare i sistemi di scambio informativo tra gli enti pubblici e regionali, ad accrescere le competenze del personale degli enti locali e a garantire la certezza dei tempi di erogazione delle risorse. Oppure la definizione degli obiettivi strategici del prossimo triennio non è soddisfacente, infatti sono enormi i danni a territori a causa della situazione finanziaria delle province derivanti dai tagli alle risorse effettuate a livello centrale. I problemi a questi collegati vengono affrontati solo attraverso effetti tampone a seconda delle esigenze che emergono oggi dalle province, dalle Città metropolitane e trasferendo risorse destinate ad altri scopi. Ritengo che la conclusione del mio discorso fin qui espresso possa sintetizzarsi o possa trovare condivisione completa negli interrogativi che il CAL pone, lo stesso CAL che afferma che non si può certo dire, per quanto concerne la definizione di tempi, risorse e risultati attesi e indicatori relativi, di avere delle certezze. D'altronde lo stesso documento ammette questo.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. L'articolo in materia di enti locali non contiene grandissime novità, una serie di stanziamenti, una norma che però noi pensiamo possa essere qualificata, come già abbiamo detto nella discussione generale, con l'attuazione concreta di misure contro lo spopolamento. Io segnalo all'Aula l'emendamento 847, presentato dal Gruppo dei Riformatori, che contiene una serie di interventi che, a nostro avviso, possono dare gambe alla politiche concrete contro lo spopolamento. Come già detto, noi abbiamo accolto con favore la presa di posizione anche di alcuni esponenti del centrosinistra circa politiche di sviluppo delle zone interne, perché soltanto con lo sviluppo e con la crescita del prodotto interno lordo si possono davvero realizzare le condizioni perché le persone rimangano nei comuni soggetti a spopolamento. Per anni abbiamo pensato che la strategia fosse quella di drenare risorse verso quei territori, sono stati realizzati interventi infrastrutturali di grandi proporzioni, son state realizzate palestre, sono state realizzate piscine, sono stati realizzati interventi importanti di abbellimento dei centri storici, poi però questi centri hanno continuato a spopolarsi. Perché? Perché è inutile realizzare cose, per quanto belle e per quanto astrattamente attrattive, se poi la gente non rimane. La gente va dove, i giovani vanno dove possono trovare lavoro, dove possano concretamente pensare di mettere su famiglia e di realizzare i propri progetti di vita. L'ipotesi è quella di creare le condizioni perché la gente, e in particolare una certa fascia di persone, pensiamo a persone a reddito medio alto, possa andarsi ad insediare in quei territori; poi è anche pensabile che una volta che l'economia di quei territori si è consolidata possa arrivare anche forza lavoro. Era stata lanciata da più parti l'idea che si potesse puntare al ripopolamento della Sardegna, utilizzando i migranti; è un'ipotesi ma mi pare che adesso le condizioni non ci siano. Se l'economia della Sardegna non riparte, non possiamo pensare di anziché arricchirla addirittura di impoverirla; allora pensiamo prima ad arricchire la Sardegna, come? Tutti quanti noi sappiamo che è in atto ormai da molti anni un processo per il quale i pensionati del nord Europa, e stiamo parlando di pensionati che hanno un reddito ripeto medio-alto attorno ai 100.000 euro all'anno, o comunque oltre 40.000 euro l'anno, sono alla ricerca di aree nelle quali le condizioni climatiche siano più accettabili rispetto ai loro Paesi di provenienza; pensiamo alle condizioni climatiche del nord della Germania, o dei Paesi scandinavi, o ingenerare comunque del nord Europa, non solo c'è anche un altro elemento che oggi la tecnologia permette la delocalizzazione della forza lavoro: cioè ci sono numerose attività che possono essere svolte comodamente da casa, seduti davanti a un computer, in qualunque parte del mondo ci si trovi. Allora, noi ci chiediamo perché non può essere la Sardegna a diventare la Florida d'Europa? È una cosa che diciamo da molti anni, però non riusciamo a dare gambe. Bene, quello che noi abbiamo immaginato è di rendere attrattiva la Sardegna anche attraverso interventi utilizzando la leva fiscale, la Sardegna non può direttamente utilizzare la leva fiscale naturalmente, però possiamo immaginare dei rimborsi, come? Dei rimborsi che possono essere destinati per esempio al recupero del patrimonio edilizio che, in gran parte dei nostri centri, è abbandonato; dei rimborsi equivalenti a quello che uno spende per le tasse per favorire l'insediamento, magari ipotizzando dei contributi crescenti a seconda della distanza dalle aree maggiormente urbanizzate, quindi quelle oggi più attrattive; e quindi creare delle dinamiche virtuose per cui in Sardegna cominciano ad affluire persone in grado di spendere, persone in grado quindi di creare economia. Il tabellone mi dice che non ho il tempo di approfondire ulteriormente questi argomenti, lo farò quando si arriverà all'emendamento, però chiedo alla Giunta e al Consiglio…
DERIU ROBERTO (PD). Grazie Presidente. Beh non è possibile che questa volta ci si chieda di non parlare del passato, onorevoli colleghi del centrodestra, perché sugli enti locali c'è chi ha adottato delle scelte che oggi tenta di ribaltare su questa finanziaria, noi abbiamo passato tutta la legislatura a rimediare ai danni che sono stati determinati sotto la Giunta Cappellacci, danni gravissimi al sistema delle autonomie locali che, confermato in Costituzione, è composto dai comuni e dalle Province oltre che dalla neonata Città Metropolitana. Neonata perché qualcuno l'ha fatto nascere ed è qui sui banchi della nostra Giunta, l'assessore Erriu, per decisione del Consiglio regionale la maggioranza, perché voi alla legge sulle Autonomie Locali vi siete opposti come se si trattasse di una legge liberticida o assassina, era la legge che ricostituiva un quadro di praticabilità degli enti locali dopo che per cinque anni qualcuno, anziché occuparsene, aveva tentato di smantellare. Lo smantellamento ha prodotto milioni di euro di danni, e noi li possiamo oggi quantificare perché ci è toccato metterli a riparare il tentativo di fare i primi della classe finendo poi dietro la lavagna gli asini d'Italia, avendo distrutto le Province secondo un binario diverso da quello nazionale, e a livello nazionale le province e le Regioni a Statuto ordinario hanno riavuto i soldi mentre la Sardegna ha dovuto fare da sé. Noi abbiamo dovuto pagare non soltanto quel referendum illegittimo, incostituzionale e inutile che è stato determinato da voi, ma anche tutte le sue perniciose conseguenze che abbiamo puntualmente denunciato dall'inizio di quella triste vicenda. Oggi questa finanziaria consente invece l'attuazione, non solo della legge 2, ma anche la conclusione del restauro dell'edificio degli Enti Locali, dando impulso così come voluto dall'Assessore degli enti locali, così come ben compreso dall'Assessore del bilancio che puntualmente ha inserito le proposte intelligentemente, aggiungo, le proposte che danno vita ad un sistema di programmazione dal basso, coordinato dove lo scopo e il mezzo non sono la distruzione della soggettività politica delle comunità, come è stato tentato di fare con le Province, ma l'accorpamento, la razionalizzazione dello strumentario e dell'apparato organizzativo amministrativo. Perché è questo che bisogna fare, la razionalizzazione va fatta sul livello amministrativo, il genocidio politico, compiuto ai danni della classe politica provinciale, qualcuno è scampato e siede su questi banchi fortunatamente a portare quell'esperienza e quella cultura autonomista, quel genocidio politico ha avuto dei costi pesantissimi sul piano sostanziale, sul piano amministrativo. Mentre tutte le amministrazioni sono rimaste ad un livello di organizzazione, di coordinamento incapace di fronteggiare le scelte di oggi. La legge 2 produce invece un modello molto più armonico, che naturalmente non è ancora attuato, ma oggi, in questa finanziaria, in questo articolo, ci sono dei provvedimenti, ci sono delle misure che danno vita e danno gambe a un sistema di riaggregazione amministrativa dal basso, di potenziamento delle capacità di protagonismo dei Comuni, sicuramente non da soli, non villaggio per villaggio, ma comunità territoriale per comunità territoriale, senza perdere soggettualità politica, senza sacrificare il campanile, senza far fuori consigli comunali e sindaci, ma dando vita a una cooperazione dal basso di sindaci, di consigli comunali, di energie del territorio per la progettazione di risorse che sono notevoli a vantaggio del sistema locale, sono notevoli perché sono la metà del bilancio al netto della sanità, la metà del bilancio regionale tra Fondo unico e fondi dedicati.
L'onorevole Cappellacci ricorda bene il conflitti che abbiamo avuto su questa materia, io non ero per niente d'accordo sulla sua linea politica, perché la consideravo sbagliata, penso di aver avuto ragione io, perché sulle Province la Sardegna ha pagato un prezzo altissimo, e oggi noi siamo a conclusione di una fase purtroppo di risanamento e non di rilancio, e questa responsabilità è del centrodestra, è della Giunta Cappellacci, è del presidente Cappellacci. Il presidente Cappellacci, a me rappresentante delle autonomie locali, a me rappresentante delle Province, mi ha ricevuto una volta in cinque anni: questa è l'attenzione che voi chiedete che noi riserviamo agli enti locali?
TRUZZU PAOLO (Sardegna). Non più tardi di quindici giorni fa quest'Aula, nel dibattito che c'è stato insieme ai rappresentanti del CAL, abbiamo ascoltato il Cahiers de doléances degli amministratori locali che reclamavano, non solo maggiore attenzione da parte della Regione, ma anche una maggior disponibilità di risorse, e, a fronte di queste osservazioni da parte dei sindaci della Sardegna, qualcuno dai banchi della maggioranza e della Giunta ha cercato di rilanciare la palla, e la palla è stata rilanciata sostanzialmente fuori da questa Regione, è stata rilanciata sostanzialmente a Roma, è stata rilanciata sul Governo nazionale e sullo Stato, come sempre accusato di essere un po' patrigno, o matrigna, e di non guardare con attenzione ai problemi delle finanze locali della Sardegna, compreso il problema, per esempio, delle Province che citava poco fa l'onorevole Deriu. Tant'è che il sindaco del capoluogo della Sardegna, Massimo Zedda, ha fatto anche un'osservazione, e diceva: abituiamoci a non rilanciare sempre la palla in tribuna, cioè quando i problemi stanno qua e si possono risolvere qua, cerchiamo di risolverli qua, non lanciamoli sugli altri. Oggi l'onorevole Deriu, non solo decide di non lanciare la palla in tribuna, ma addirittura la lancia in un'altra era, perché torna indietro e carica le responsabilità come sempre sugli altri. Io penso che la dovremmo finire di ragionare sul passato e dovremmo incominciare a ragionare sul futuro, quel futuro di cui ha provato a ragionare anche il collega ma che non trovo, sinceramente, in questo articolo 2, perché non vedo grandi risposte alle esigenze dei Comuni, vedo delle risposte che sono conseguenti ad interessi particolari, ad esigenze sicuramente legittime ma che cadono sempre sugli stessi territori e si dimenticano di tutto il resto. E poi assisto a un tentativo di porre rimedio, con gli emendamenti che vengono presentati all'articolo 2, con una serie di interventi che escono totalmente dalla logica della programmazione e che rispondono più all'esigenza di offrire un ristoro ai capi bastone, alle amministrazioni che sono vicine, alle persone che ci devono aiutare nella prossima campagna elettorale. Se questa è la logica con cui affrontare i problemi delle amministrazioni locali e dei Comuni, beh, siamo ben lontani da poter trovare una soluzione, perché fa specie che tutti gli emendamenti che vengono presentati da una parte siano degni di attenzione e possono trovare una conferma e una disponibilità nelle borse della Giunta e dell'Assessore alla programmazione, e tutti gli altri non vengano nemmeno valutati, perché non abbiamo avuto nemmeno occasione di valutarli in Commissione, sono arrivati direttamente bocciati, senza alcuna discussione, e anche alcuni degli emendamenti di principio, che cercavano di porre una soluzione a determinati problemi e dare una soluzione di prospettiva, sono stati completamente ignorati, e si continua a fare un triste rimpallo sulle responsabilità degli uni e le responsabilità degli altri. Io credo che dovremmo invece incominciare ad affrontare il tema in maniera condivisa, con uno sguardo al futuro, anche cercando di accorpare tutti i fondi che ci sono sulla programmazione per gli enti locali, perché se è vero com'è vero che oltre ai fondi del Fondo unico ci sono altri 700-800 milioni che ballano sulle amministrazioni locali, sulle leggi di settore e quant'altro, forse sarebbe il caso di mettere tutto assieme, di accorpare per avere una corretta programmazione, capire cosa si può fare ed evitare che ci sia sempre il figlio della gallina bianca, che può ottenere i finanziamenti, e il figlio della gallina nera, che non solo non li ottiene ma viene anche bastonato solo per aver osato sollevare la testa.
PERU ANTONELLO (FI). Nell'articolo 2 si discute materia di enti locali e politiche territoriali, non dice tantissimo in merito, disciplina e trasferisce ai Comuni il Fondo unico; Fondo unico che poco può fare, Fondo unico che non può assolutamente rilanciare ma può solo occuparsi delle emergenze delle politiche territoriali. Questo articolo disciplina anche, e trasferisce, un milione di euro alla Città metropolitana di Cagliari, non interviene sull'altro fronte, quindi sulla Rete metropolitana di Sassari, anche quello strumento di rilancio, strumento di sviluppo per quanto riguarda la parte Nord. Ma io sono convinto che per far crescere i territori, per far sviluppare i territori c'è necessità di mettere in campo altri strumenti, e gli altri strumenti esistono - parlo dei fondi comunitari, parlo dei fondi di coesione, dei fondi nazionali -, sono quelli che veramente devono dare un impulso importante a quella che è l'identità della Sardegna, a quello che è il patrimonio e lo sviluppo della Sardegna. E allora, solo con questi c'è possibilità di rilancio, e allora parliamo delle zone interne. Tanto si parla delle zone interne, siamo tutti convinti a questo punto che le zone interne sono un grande patrimonio della Sardegna, che le zone interne sono una grande ricchezza della Sardegna e c'è necessità di mettere a reddito le zone interne attraverso la loro cultura, la loro identità, la loro storia. Come? Io ho presentato un emendamento che il Presidente della Commissione ha ritenuto inammissibile o ha rigettato, e sono convinto che solo attraverso questi strumenti è possibile, come dicevo prima, mettere in piedi e sviluppare la Sardegna, perché non possiamo assolutamente pagare gli errori del passato, gli errori dove le grandi risorse sono intervenute attraverso i poli industriali della Sardegna. E allora, io ne parlerò quando arriveremo a discutere l'emendamento numero 1306, ne discuterò perché vorrei veramente che i consiglieri tutti di maggioranza e di opposizione possano capire che il Consiglio deve essere motivato, che il Consiglio deve contribuire alla scelta e all'indirizzo dei fondi comunitari, all'indirizzo dei fondi di coesione che oggi vengono solo ed esclusivamente determinati dall'Esecutivo. Quindi questo emendamento trasferisce competenza alle Commissioni, questo emendamento incide nell'indirizzo che deve dare il Consiglio attraverso le Commissioni. Spero che i consiglieri possano essere sensibili a questo e possano veramente dare un parere positivo all'emendamento numero 1306 di cui parleremo nel momento in cui viene discusso.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, ma ho sentito alcune argomentazioni che mi hanno lasciato quantomeno interdetto, perché effettivamente non si coglie qual è il senso della storia e la verità. Io apprezzo l'onorevole Deriu perché è una persona abbastanza intelligente e quindi apprezzo la sua intelligenza. E mi dispiace che la mortifichi questa intelligenza portando a compimento ragionamenti che non stanno né in cielo e né in terra. Vorrei ricordare all'onorevole Deriu, come a questa maggioranza, che fu il centrosinistra e in particolare il PD a prevedere per tutta l'Italia l'abolizione delle province. Altrettanto fu anche Forza Italia se volete, cioè i maggiori partiti. Questo è storia non invenzione, non cercate di buttare le maledizioni dell'uno sull'altro. Noi Riformatori avevamo ritenuto utile e opportuno, necessario verificare in Sardegna quella posizione anche alla luce di un'altra scorrettezza istituzionale perpetrata qui dentro quando da parte di qualche personaggio del PD di allora furono istituite, magari coram populo, le nuove cosiddette province. Io capisco tutto, io capisco tutto. Ma che si falsifichi la storia è un fatto che non può essere certamente toccato in maniera così greve e grave. Allora io condivido una cosa che abbiamo tabula rasa, ma con questa tabula rasa su cui scrivere, su cui poter legificare in grazia di Dio e non solo per riconoscenza a un ruolo che si è veramente, come dire, interpretato anche bene, pensare che il mondo debba restare fermo. Io devo cercare di far avanzare nel migliore dei modi quelle che sono le condizioni che oggi si vivono in Sardegna e pensare per il domani una serie di istituzioni locali che siano rispondenti, se è vero come è vero, che l'autonomia della Sardegna non è solo questo Consiglio regionale, bensì è tutto il sistema autonomistico. Anche le province che oggi sono nuovamente in campo, ma non perché sia fallito l'uno o l'altro, perché probabilmente forse all'interno del PD come forse all'interno di Forza Italia hanno fatto sì che tutto restasse come prima. Anziché studiare condizioni, soluzioni, possibilità di avere un'articolazione istituzionale autonomistica che fosse rispondente ai territori, alle popolazioni, allo sviluppo, all'economia della Sardegna. Questo è il concetto, se io ho istituzioni locali fuori, disgregate, lontane da quello che è un sistema produttivo allora, onorevole Deriu, le ricordo che le province erano veramente inaffidabili, non riconosciute, ma non da questa istituzione o dal popolo solo, ad iniziare dai sindaci e dai Comuni. Perché si erano appropriate di posizioni che erano dirette dai comuni, hanno voluto fare il doppione chi ha amministrato le province, hanno fatto cose in più e sprecando danaro dalle feste di ogni genere e natura per non arrivare a qualche altra cosa. E mi fermo qui. Allora stiamo bene attenti a quello che diciamo e a chi vogliamo colpevolizzare. Piuttosto pensate a quanto davvero non è stato fatto entrare in Sardegna per avere poca schiena dritta, poca capacità di resistere alle forze reazionarie, queste sì di uno Stato che imbelle, e che pensa solo a se stesso. Voi dovete pensare a quanto abbiamo perso con le accise a quanto abbiamo perso nel poter avere un rapporto forte con lo Stato facendo valere quanto c'è nell'articolo 8 del nostro Statuto, neanche quello. E allora cosa reclamiamo, ma se questo è il vecchio cerchiamo di arrivare al nuovo, arriviamoci insieme, cerchiamo di costruire una piattaforma istituzionale che sia per tutti. Non mi piacciono le unioni di comuni, credo che non piacciano a molta gente non sono efficaci. Bene andiamo a studiare e studiando cerchiamo di fare il meglio per la Sardegna e se vogliamo come spesso accade cerchiamo di essere i primi in Italia che governano un sistema che è allo sbando, che è abbandonato e certamente non è neanche più rappresentato da un'ANCI che è diventato una consorteria anziché la difesa non solo sindacale ma effettiva di quelli che sono gli interessi del Comune. E così vale per l'UPI e così vale per quelli che erano i residuati del (UNCEM) che sono finiti all'interno, o volete che vi legga la vita? Perché posso entrare nel merito. Quindi stiamo bene attenti quando si apre la bocca, collegatela meglio al cervello…
PITTALIS PIETRO (FI). Abbiamo sentito dai banchi della maggioranza questa mattina volgere uno sguardo al passato, e ci sta nel dibattito e nella contrapposizione politica. Però ci saremmo aspettati che con l'analisi di quello che è stato fatto o non fatto nel passato ci spiegaste bene che cosa avete fatto in questi quattro anni e che cosa state facendo in questa manovra finanziaria per l'anno che sta per entrare. E allora io voglio ricordare soltanto una cosa, i Comuni della Sardegna, così come gli enti intermedi, nella scorsa legislatura, colleghi, dobbiamo riconoscerlo tutti, non hanno sofferto quello che invece hanno e stanno patendo in questa legislatura. Voi pensate di pulirvi la coscienza ritenendo che non modificando lo stanziamento per il fondo unico rispetto all'anno corrente abbiate fatto un'operazione di chissà quale natura. No avete fatto un'operazione al ribasso, perché non state tenendo assolutamente conto che i comuni per erogare servizi hanno necessità delle risorse adeguate e le risorse non sono più quelle sufficienti, anche perché i Comuni stanno facendo la loro parte, quello che sta facendo anche la Regione, ma con oneri che vengono trasferiti sui comuni e soprattutto per quanto riguarda il concorso per il risanamento della finanza pubblica. La Giunta Cappellacci, lo voglio ricordare, aveva fatto una cosa in controtendenza rispetto a tutte le Giunte regionali d'Italia, avevamo approvato una norma nella scorsa legislatura, se lo ricordate bene, che esentava, che escludeva per i Comuni, anzi proprio i Comuni sardi, lo voglio qui sottolineare, erano beneficiati da quel vincolo che si chiama Patto di stabilità. Voi che cosa avete fatto come primo atto? Questa è la vergogna delle vergogne, questo è il carico di attenzione che avete per il sistema degli enti locali, nella trattativa con Renzi avete incluso espressamente, perché ve lo ha chiesto il Governo nazionale, ve l'ha chiesto lo Stato italiano, udite udite sovranisti, indipendentisti, chi ha a cuore le sorti della Sardegna, vi ha chiesto di eliminare quella norma che era unica nel panorama nazionale, fatta dalla Giunta Cappellacci, da una Giunta di centrodestra, che aveva colto bene qual era il problema che vivevano e vivono i Comuni che sono strozzati dal Patto di stabilità, l'unica norma che poteva consentire spendita di risorse, bilanci in armonia elastici che potessero avere a cuore anche gli investimenti, la possibilità di andare a dare contributi per quelle categorie produttive, per le famiglie, per alleviare il disagio e la sofferenza, beh, tutto questo è stato evitato grazie appunto a questa accorta azione della Giunta Pigliaru che non aveva altro di meglio da fare che eliminare una norma che andava incontro all'esigenza dei Comuni. Allora, badate, voi avete fatto una riforma pensando che quella proposta da Renzi a livello nazionale potesse avere grande successo, abbiamo visto come è andata a finire. Abbiamo visto come è andata a finire con una figuraccia pessima che ha fatto questa maggioranza di centrosinistra, a iniziare dal suo Presidente e dall'intera Giunta. Eravate schierati per difendere (il 4 dicembre) quella riforma sonoramente bocciata dai sardi e dagli italiani, dove era prevista la cancellazione, non solo quindi di quelle province create e costruite, diciamo così, avente una valenza amministrativa, ma anche quelle che avevano valenza costituzionale, quindi si trattava dal punto di vista vostro di anticipare una riforma che abbiamo visto che esito sta producendo nel sistema sardo, cioè avete creato il caos, la confusione e non solo, ma avete creato delle province nuove come quella del Sud che grida vendetta, quando non avete preso in considerazione aree come la Gallura! Su questo tema noi vi sfidiamo perché un'area come la Gallura ha necessità di essere valorizzata nel panorama territoriale sardo, perché mettersi la benda davanti agli occhi pensando che si possa ricostruire un sistema con l'attenzione che…
Poiché nessuno domanda di parlare sugli emendamenti numero 107, 306 e 693, li metto in votazione. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 108, 374 e 683, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
PRESIDENTE. L'onorevole Meloni è rientrato dal congedo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 109, 375 e 682, uguali.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 211 e 279, uguali.
Procediamo alla votazione degli emendamenti a scalare.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 283.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 351.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 352.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 468.
Passiamo all'emendamento numero 806, parere favorevole della Commissione a cui c'è un emendamento all'emendamento, il 1073 con parere favorevole della Commissione. Quindi metto in votazione l'emendamento all'emendamento il 1073.
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. E' identico, quindi è un emendamento di sintesi a cui apponiamo tutti le firme.
PRESIDENTE. C'è una differenza di 100.000 euro.
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Quello della maggioranza, mi scusi, la copertura è per 100.000 euro giusto? Quindi noi diamo parere favorevole a un emendamento di sintesi con una copertura di 100.000 euro sullo stesso capitolo.
PRESIDENTE. Quindi c'è un parere contrario?
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Sul 1073 contrario. Si può prevedere, siccome l'ha presentato anche l'opposizione, un emendamento di sintesi con una copertura di 100.000 euro sennò parere contrario a questo e approviamo l'altro, non cambia niente.
PRESIDENTE. Quindi c'è un parere contrario sul 1073 che tra l'altro non ha copertura, quindi sarebbe inammissibile. Ha la copertura perché c'è un riferimento al capitolo. C'è un invito al ritiro. L'emendamento numero 1073 è ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 806.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 806.
TUNIS STEFANO (FI). Avrei avuto piacere ci fosse anche l'Assessore degli enti locali per tornare ad evocare il suo intervento attraverso un disegno di legge che ponga finalmente rimedio ai gravi danni provocati dalla riforma che questa Assemblea ha licenziato. Siamo intervenuti sulla base di emergenze, sulla base di rancori, sulla base di una ipotesi di esito referendario che invece è stata ribaltata dal voto.
Immaginare di poter richiamare esperienze amministrative di ormai quasi dieci anni fa per giustificare la evidente incapacità di gestire il sistema degli enti locali, è un qualche cosa che rasenta l'irresponsabilità. Abbiamo un articolo di competenza degli enti locali totalmente sguarnito di visione politica. Cioè quello che è il più importante strumento di lavoro della politica regionale, quello che è la più importante prerogativa sul piano amministrativo di questa Regione è svilito da un articolo contenente semplicemente la lista della spesa. Siamo a chiedere, dichiarando voto motivatamente contrario a questo articolo, di tornare presto in Aula a discutere una nuova riforma perché quella in essere non sta facendo altro che dare il colpo di grazia ai più delicati organismi nel rapporto tra istituzioni e cittadini.
FASOLINO GIUSEPPE (FI). Cosa dobbiamo ancora aspettare? Si è palesato un grandissimo errore fatto nel riordino degli enti locali, si è dimostrato che si è fatta nascere una nuova provincia che è la provincia del Sud Sardegna, cosa dobbiamo ancora aspettare per fare giustizia? Bene ha fatto il nostro Capogruppo a spiegare che cosa sta succedendo, qualora magari la maggioranza non se ne fosse accorta, cosa è successo negli ultimi trent'anni nell'economia della Sardegna, cosa è successo negli ultimi trent'anni nella crescita demografica della Sardegna, cosa è successo in quella zona di Sardegna che sì è vero, è tanto lontana da Cagliari, ma che è sempre Sardegna. Allora cosa ancora dobbiamo aspettare? Giace in prima Commissione una proposta di legge che darebbe l'opportunità a questo Consiglio regionale di fare giustizia. Allora, io dico a tutti i colleghi, maggioranza e opposizione, la Sardegna è uguale, ogni territorio è uguale all'altro, ogni cittadino di questa Sardegna ha pari dignità, dimostriamolo anche sulla carta, diamo l'opportunità anche ai cittadini del Nord Sardegna di avere la stessa dignità dei cittadini del Sud.
CONTU MARIANO (Sardegna). Un articolo che prevede disposizioni in materia di enti locali e politiche territoriali che credo non abbia trattato il tema e soprattutto non abbia preso in considerazione il fatto che le nostre autonomie locali oggi sono in uno stato di risveglio. Ma risveglio come nelle manifestazioni che si sono realizzate nella serata di ieri, ovvero un risveglio che ha bisogno di un miracolo di Natale ed è quello che si è animato ieri nelle piazze delle maggiori città della Sardegna. Le autonomie locali che partecipano a una gara di solidarietà per raccogliere quello che è il frutto della grande disponibilità dei nostri cittadini a partecipare, ad affrontare, con le Amministrazioni locali, le povertà che attanagliano le nostre comunità. Credo che questa in gara di solidarietà non ci sia niente che è nei contenuti di questo articolo 2, non ci sia niente soprattutto perché le risorse messe a disposizione degli enti locali si approssimano a cifre che sono soltanto quelle di un sostentamento di una macchina che ormai è bloccata dalla mancanza di un anelito verso, davvero, un miglioramento del quadro generale. Io della riorganizzazione delle nostre autonomie locali non entro nel merito, sarebbe troppo lungo, entro nel merito soltanto del fatto che molto probabilmente quel senso che anima le nostre popolazioni, quelle che oggi si sentono di offrire un dono a chi soffre, a chi non ha da mettere assieme il pranzo con la cena, sia un atto a cui dobbiamo portare l'attenzione, colleghi del Consiglio. Purtroppo non c'è, assessore Paci, non c'è assolutamente nessuna ripresa economica.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, ma io vorrei dire all'onorevole Deriu che è necessario che sulla riforma degli enti locali, che è stata approvata da questo Consiglio regionale, facciamo una riflessione approfondita, perché sennò si rischia veramente di non rendersi conto della situazione esplosiva in cui si trovano gli enti locali. Il tema delle Province e di tutto quello che è connesso ad esse. La scelta sciagurata di fare una provincia del sud Sardegna con capoluogo a Carbonia sta innescando delle dinamiche deflagranti. Questo per quanto riguarda gli assetti. Per quanto riguarda poi il sistema, il sistema non sta decollando, e da parte della Regione si fa fatica. Io non voglio dire né che c'è una incapacità, o c'è un atteggiamento negativo da parte della Regione, dico soltanto che la Regione fa fatica a governare un processo che non riesce a decollare. L'unica realtà che sta emettendo i primi vagiti è la Città metropolitana di Cagliari, anche se io credo che sia necessario che noi interveniamo per mettere mano alla governance della città metropolitana di Cagliari, che non è una monarchia, e che necessita di essere regolamentata dal punto di vista proprio delle dinamiche democratiche interne. Detto questo, quello che sta accadendo nel resto del territorio è che anche le conflittualità si stanno esasperando, che purtroppo non si riesce a ricondurre il sistema a dinamiche virtuose, per cui quello che viene fuori, anche in termini di utilizzo delle risorse, è che o noi riusciamo a trasmettere l'idea che un sistema in cui le risorse possono essere comodamente sprecate, o male utilizzate, principalmente da parte della Regione, difficilmente da parte degli enti locali che ormai hanno capito che possono contare quasi esclusivamente sulle risorse proprie, dicevo che quel tempo è finito ed è finito per sempre, o sennò io temo che quella autonomia, di cui noi tanto ci riempiamo la bocca, alla fine diventi un simulacro privo di significato. Per cui io invito tutti ad un maggiore pragmatismo, perché o affrontiamo con pragmatismo un tema così delicato, o sennò faremo delle belle costruzioni teoriche, senza però ricadute effettive in termini positivi.
TEDDE MARCO (FI). Presidente, ma le azioni politiche in una Regione, ma non soltanto in una Regione, le azioni politiche complessive degli enti, delle istituzioni, delle realtà amministrative e di governo sono basate sul principio di circolarità, e quindi c'è la Regione, nella fattispecie che ci interessa, che sta al fianco dei Comuni, degli enti locali, li sostiene, gli enti locali a loro volta con il sostegno della Regione sostengono le famiglie, i cittadini, ed ecco che la Regione in questo moto circolare è vicino ai cittadini. Ma quindi è vicino ai cittadini quando è vicina agli enti locali, se invece la Regione è lontana dagli enti locali è lontana delle Autonomie, così come accade in questa occasione, e in più occasioni in questi ultimi anni, la Regione è lontana dai cittadini, ed ecco che i cittadini quando si presenta il momento elettorale ovviamente tengono conto di questa lontananza. E quello che sta accadendo adesso è che voi siete molto lontani dagli enti locali e quindi dai cittadini, perché non avete dimostrato un minimo di sensibilità nell'utilizzare a favore degli enti locali, che tanto soffrono, che tanto stentano ad andare avanti, non avete pensato a dargli una parte di quell'incremento delle entrate tributarie che è un dato di fatto, che viene evidenziato da voi, che viene evidenziato dal CAL, che viene evidenziato dall'ANCI, che viene evidenziato dalle istituzioni comunali, ma anche dai sindacati e dalle rappresentanze delle imprese. Ecco, non avete pensato minimamente a sostenere con questo surplus tributario i comuni. Ecco chi siete lontani dai cittadini, ecco che comunque non è sufficiente fare propaganda, non è sufficiente raccontare cose che non fate, o che non accadono, non è sufficiente dire che avete ottenuto risultati strabilianti nell'incontro del 9 di novembre col Presidente Gentiloni, non è sufficiente perché la gente vuole fatti concreti, fatti tangibili, e voi fatti tangibili e fatti concreti non li portate né all'esame di quest'Aula, né al giudizio dei cittadini sardi. Ecco perché voterò con grandissima convinzione no a questo articolo, che di fatto non fa altro che certificare la vostra lontananza, presidente Sabatini, anche la sua, la vostra lontana dal sistema degli enti locali e quindi dei cittadini.
FUOCO GENNARO (Sardegna). Presidente, io credo che in tema di autonomie locali, l'hanno già detto molti altri colleghi, ci sia assolutamente la necessità di rivedere completamente l'impianto. E se non mi soffermerò sul discorso Gallura, che è già stato affrontato anche dai colleghi di Forza Italia, e che ritengo meritevole di assoluta attenzione, sento la necessità di far riflettere i colleghi dell'Aula sul problema del sud Sardegna, e in particolare, oltre che della provincia del sud Sardegna, dell'area metropolitana di Cagliari. L'area metropolitana di Cagliari è stata una costruzione fatta a tavolino, senza tenere minimamente presente i territori, senza tenere minimamente presente territori che hanno un legame strettissimo con la città di Cagliari, come quelli del Sarrabus, del Gerrei, della Trexenta, siamo andati a costruire una provincia pazzesca che mette Villasimius, Muravera e San Vito insieme a Carbonia, territori che non hanno alcun legame, senza tenere conto che questi territori a livello nazionale, in tutti le aree metropolitane nazionali, sono stati riconsegnati alla città madre. Cioè tutte le aree metropolitane di Torino, Milano, Roma, Firenze, sono state costruite sulla base dei territori per legge delle ex province, in Sardegna che cosa abbiamo fatto? Siamo stati capaci di inventare il club dei ricchi, il club dell'area industriale di Cagliari, per escludere dei territori in un'ottica contraria a quelle che dovevano essere le lotte allo spopolamento, l'inclusione dei territori più poveri, no, si è tenuto interi territori, della parte più marginale della provincia di Cagliari, al di fuori dell'area metropolitana, in una sorta di mortificazione e di punizione che non ha nessuna giustificazione e nessuna logica. Credo che quindi, in prima Commissione, dovremmo nei prossimi mesi intervenire su questi aspetti per modificarli, fino a che non riporteremo le cose al giusto equilibrio.
TRUZZU PAOLO (Sardegna). Grazie Presidente, per dichiarare ovviamente il voto contrario all'articolo 2 e per terminare anche quando stavo dicendo nell'intervento precedente, nella discussione generale. Ora se è vero che il referendum, che ha portato poi all'abolizione delle province, può aver lasciato sul piano amministrativo e organizzativo una situazione sicuramente non così ottimale, io però invito anche questa maggioranza e l'Aula a fare un giro nei territori per capire quale sia l'opinione delle amministrazioni in merito alla legge "2", perché se si voleva veramente ridare centralità ai Comuni, sicuramente quella non era la strada migliore da scegliere perché oggi ci troviamo amministrazioni comunali che non hanno più la possibilità di disporre del proprio personale. Il personale che viene distaccato sulle Unioni di comuni per cui un Presidente dell'Unione dei Comuni che non è eletto dai cittadini, che dispone delle risorse organizzative di un Comune, quindi io mi candido a fare il Sindaco, vengo eletto e divento sindaco e poi non possono nemmeno amministrare coloro che dovrei naturalmente amministrare. Se mi si vuol far credere che questa sia la logica, se mi si vuol far credere che questa sia una logica che parte dal basso, che favorisce la partecipazione, beh, a me questa invece mi sembra una logica totalmente centralista, una logica che riprende sostanzialmente il modello delle province, che è un modello di stampo napoleonico, che aveva ovviamente una organizzazione territoriale di un certo tipo assolutamente opposta invece all'ideale mazziniano che metteva il Comune al centro della costruzione dello Stato moderno. Da lì forse si deve ripartire.
PITTALIS PIETRO (FI). Ma io voglio fare una dichiarazione di voto iniziando dall'esprimere la solidarietà ad un Sindaco che rappresenta poi la situazione in cui si trovano molti sindaci e mi fa specie, veramente, salvo che non sia successo qualcosa di grave, che non sia presente l'Assessore degli Enti locali, perché sembra che dobbiamo parlare a lei assessore Paci, ma dovete dare la sveglia a questi Assessori! Soprattutto quelli che devono imparare qualcosa anche da chi fa politica nei territori, che sono sempre assenti, che sono nel chiuso delle loro stanze qui a Cagliari e sono completamente scollegati da quello che succede in Sardegna, a qualcuno bisogna ricordare che quello che sta, per tutti, patendo il sindaco di Desulo, non è un qualcosa di occasionale, di episodico, è il dramma che stanno sopportando tanti sindaci lasciati soli ad affrontare le emergenze e che si vedono poi sottoposti addirittura alla gogna, non solo mediatica ma anche giudiziaria. Questo è il problema, di cosa stiamo parlando? E allora, un'attenzione verso il sistema delle Autonomie locali, serio, che significa anche raccogliere il grido di dolore che viene dai Sindaci dei comuni di Teulada, di Onanì, di Bitti, solo per rimanere agli ultimi esempi, dove stanno denunciando il sistematico spopolamento di queste realtà! Dove stanno denunciando che senza un'attenzione particolare, speciale, soprattutto per quelle zone più deboli, le zone più marginalizzate, perché esistono anche in un contesto complesso come quello sardo, le zone interne, ricordatevelo che senza azioni concrete, senza atti concreti davvero noi assisteremo a quella sorta di ciambella che ironicamente richiamava il Sindaco di Cagliari il quale ha tutti i servizi qui a Cagliari: dall'ospedale, alla banca alle poste, alla biblioteca, all'università, agli istituti scolastici, vado a fare un'esperienza per capire come si vive a Genoni, per capire come si vive ad Onanì, altro che venire qui a bearsi e a dare lezione agli altri, non è assolutamente sopportabile questo! Nella disattenzione generale e generalizzata a cui stiamo assistendo, assessore Paci però, inviti gli assessori ad essere presenti…
PINNA GIUSEPPINO (UDC Sardegna). Grazie Presidente, assessori, colleghe e colleghi, per annunciare il voto contrario all'articolo 2, volevo dire che a distanza di un anno dalla legge di stabilità 2017 si ripropongono i medesimi profili di criticità già allora rilevati. Risulta amplificata la lentezza e in molti casi la vera e propria paralisi che congela i processi di spesa, i processi relativi alla programmazione territoriale sono ancora fermi allo stadio iniziale delle procedure, alla pubblicazione dei bandi, ed appare ancora assai lontana la fase di verifica dei progetti e assegnazione delle risorse. In riferimento al Patto per il sud non è dato conoscere le attività svolte relativamente alla pianificazione finanziaria e progettuale, né è stato presentato un crono-programma che definisca i tempi di avvio degli investimenti infrastrutturali previsti e quelli dell'apertura dei cantieri. I bandi e quindi la gestione dei finanziamenti risultano in fortissimo ritardo, tale situazione di criticità discende dalla scelta della gestione in house di tutti gli strumenti di incentivazione che ha comportato l'implementazione in tempi brevi di strutture non dotate di specifica preparazione e la realizzazione, con forte ritardo, di una piattaforma informatica per la gestione delle misure. Dalla scelta di non tarare sulla dimensione dell'investimento richiesto e la complessità della domanda, il numero e la qualità dei documenti da produrre a cura della stessa. Dalla scelta di non escludere dai bandi di piccola dimensione, 15-150 mila euro, le imprese che superano una certa soglia di fatturato, dalla scelta di riservare ad oltre il 98 per cento delle piccole imprese sarde una quota irrisoria di risorse, peraltro consentendo alle grandi imprese di concorrere sugli stessi bandi piccolo taglio e dalla scelta di affidare l'istruttoria e la verifica delle domande ad una triangolazione che impegna con procedure poco chiare e inevitabilmente conflittuali, centro di programmazione, SFIRS e quattro strutture assessoriali.
Metto in votazione l'emendamento numero 110, a cui c'è l'emendamento aggiuntivo numero 1068 con parere contrario della Commissione e della Giunta, quindi metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 1068.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1068.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1069.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1070.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 196. L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1071.
Metto in votazione l'emendamento 1072. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS PIETRO (FI). È evidente che qui non c'entra il problema delle Province e degli Enti Locali, chi è più bravo o meno bravo per fare una riforma o per far funzionare il sistema, qui è un problema che è nella diretta percezione di tutti i cittadini e cioè il problema della viabilità delle strade comunali e provinciali, per non parlare poi di quelle cosiddette rurali. L'assessore Erriu è venuto con l'assessore Paci in occasione di un interessante convegno promosso dal Sindaco di Bitti e ha percorso un tratto di strada che dalla 131 porta a Bitti, si sarà reso conto delle condizioni di pericolo, non delle condizioni ordinarie, normali, ma di pericolo che presenta quella strada. Così come è in quella condizione una serie incredibile di strade che basta percorrerle e quindi, Assessore, il problema è capire qual è l'attenzione attraverso un intervento che sia almeno urgente verso quei territori, perché per carità gli incidenti stradali sono dovuti molte volte anche all'imprudenza, ma molte volte sono causati dalla situazione oggettiva di pericolosità della sede stradale proprio perché mancano, difettano anche di quella minima manutenzione doverosa e necessaria. E il nostro emendamento ha proprio questa finalità di sollecitare l'attenzione della Giunta regionale per quanto riguarda un'attenzione verso il sistema degli enti locali, di contributi adeguati e necessari perché possano provvedere loro stessi, perché se si attende la regia e la cabina regionale mi pare che davvero poco si possa attendere. Ecco, perché su questo veramente penso che non sia un problema di contrapposizione politica, è un problema di buonsenso se vogliamo mantenere in sicurezza la nostra rete viaria comunale e provinciale.
FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente. Per confermare quello che ha detto il nostro Capogruppo e lo voglio anche testimoniare da Sindaco: la situazione è disastrosa, stiamo vivendo veramente in un momento drammatico. Perché abbiamo le strade provinciali disastrate, la provincia non risponde, non si prende nessuna responsabilità, abbiamo le strade provinciali all'interno dei Comuni ancora peggio, noi abbiamo addirittura alcune strade che sono crollate e ci sono le transenne intorno a questo crollo da due anni. È una cosa drammatica quella che si sta vivendo, quello che stanno vivendo i Comuni. Ma le dico ancora di più, io vi farei vedere che strada provinciale devono percorrere quasi un milione di persone che sbarcano a Golfo Aranci per poi prendere la direzione della loro vacanza, è una strada che non sarebbe, non è degna neanche della più piccola strada comunale. Più volte abbiamo manifestato questa esigenza, senza però essere ascoltati io mi troverò costretto o, come ha già fatto in passato, a dover sopperire a questa carenza asfaltandola con i fondi comunali, una strada provinciale, oppure sarò costretto a chiudere questa strada e non si potrà più accedere al porto. Questa è la situazione drammatica che stiamo vivendo, ma la cosa peggiore è che non arrivano neanche le risposte.
SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, solo per dire che abbiamo presentato un emendamento per le opere pubbliche di interesse locale che, nel triennio, stanzia 26 milioni che sono proprio a disposizione degli enti locali e quindi risponde esattamente al tema, che condivido, che pongono i colleghi. Dobbiamo anche tener conto che, credo 40 giorni fa, sono stati stanziati 50 milioni proprio per gli interventi sulle strade comunali e provinciali. Quindi, una parte di risposta è stata già data, un'ulteriore risposta verrà data da questa finanziaria con il fondo per le opere di interesse locale.
TUNIS STEFANO (FI). Grazie Presidente. Il nostro sistema viario sconta un'arretratezza ormai pluridecennale, abbiamo un sistema di comunicazioni attraverso le strade del tutto inadeguato, non sicuro, e abbiamo inciso in maniera decisiva perché gli enti locali, che ne erano responsabili, in questo caso le Province per le parti di loro competenza, fossero scientificamente messe nelle condizioni di non operare. Fatto questo, ci saremo perlomeno attesi che la visione di chi aveva proposto importanti indebitamenti per la Regione in chiave infrastrutturale, si preoccupasse anche di proiettarli sulle esigenze dei territori, mentre invece sono rimaste su un livello più alto, è rimasto l'indebitamento, è rimasta la visione, non c'è stata nessuna soluzione calata nella realtà, in chi vive quotidianamente il disagio di mettere a rischio la propria vita e la vita dei propri cari in strade non sicure. Allora io ripartirei francamente da qui, nell'annunciare naturalmente il mio voto, proprio dal fatto di richiamare la responsabilità di chi ha appesantito in maniera decisiva il bilancio della nostra Regione, cioè la vostra Giunta regionale, senza fare in modo che di questo non beneficiasse nessuno dei suoi cittadini.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1072, emendamento all'emendamento 213 .
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 213.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 1074, emendamento all'emendamento 815.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1074.
Passiamo allavotazione dell'emendamento numero 815.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 815.
Passiamo all'emendamento numero 816, al quale è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 1075.
PITTALIS PIETRO (FI). Io davvero voglio fare un appello pubblico, spero che questo non cada nel vuoto. Firmatelo voi, tolgo la mia firma, fatelo voi centrosinistra, intitolatevelo come volete, però non si può sottovalutare una situazione drammatica quale quella che, non il Comune di Oliena, non il Comune di Dorgali, ma un'intera comunità, quella del Nuorese, sta vivendo, perché è impossibile il collegamento, per l'evento alluvionale che ricorderete quando crollò il ponte di Oloè, la situazione è tale e quale. Nella scorsa finanziaria, ricorderà l'assessore Paci, avevamo proposto un intervento che avrebbe consentito al Genio militare di poter realizzare in tempi celerissimi un ponte che avrebbe potuto consentire quanto meno l'attraversamento, il passaggio, non solo a piedi ma anche dei mezzi, ma a tutto questo si disse "non è necessario, badate che abbiamo un programma, si sta discutendo a Roma, vedrete che sarà risolto", queste sono le parole, assessore Paci, che io ricordo nella sostanza, le assicurazioni che lei ha dato pubblicamente in quest'Aula. Ora noi lo riproponiamo, perché non vorremmo che ancora una stagione turistica, ma qui non c'è un problema solo di stagione turistica, sono le stagioni agricole, sono le stagioni che riguardano il mondo pastorale, perché devono sopportare sacrifici immani, perché devono fare un giro che davvero in termini economici e in termini di sacrifici ha costi che non sono più sopportabili da quei settori produttivi, non sono sopportabili dalla comunità, ed è un appello che io rivolgo: sospendiamolo, avete necessità di rivederlo, di farlo vostro, fate quello che volete, ma diamo una soluzione al problema della viabilità e al problema del ponte di Oloè. Davvero questa è una vergogna, ma è una vergogna per tutta la classe politica, perché non c'è giorno che non ci si chieda come mai le cose non si muovono, come mai le cose sono rimaste ferme, qual è la ragione. Si dice che non è un problema di finanziamento, ma allora qual è il problema?
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Proprio in questo momento l'assessore Balzarini è riunito con ANAS, e tra le varie cose che hanno in agenda c'è anche questa del ponte di Oloè, non è solo questa però c'è anche questa.
Ribadisco quanto detto mesi fa, i finanziamenti ci sono, quindi il tema non è aggiungere i finanziamenti perché ci sono, ci sono questioni proprio di sicurezza, perché rifare il ponte com'era messo prima ricrea gli stessi problemi di pericolo che poi con quella posizione non possa reggere, e quindi stanno lavorando per trovare soluzioni tecniche, unicamente tecniche, ingegneristiche, diverse, però i finanziamenti ci sono e i lavori spero che vadano in azione presto perché sono del tutto d'accordo con quanto detto dall'onorevole Pittalis: è un tema che va risolto, non più chiacchiere ma soluzioni.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 1075, con parere contrario del relatore e della Giunta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1075.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 816, con parere contrario del relatore e della Giunta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 816.
Metto in votazione l'emendamento numero 363, pagina 230. Parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 847 cui è stato presentato un emendamento aggiuntivo numero 1076.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente, l'emendamento è quello che riguarda gli interventi contro lo spopolamento, quindi io sarei grato se la Giunta volesse spendere qualche parola al riguardo. Noi naturalmente auspichiamo che questo emendamento venga approvato. E quindi chiediamo un pronunciamento in questo senso, grazie.
PITTALIS PIETRO (FI). Anche su questo tema io penso che davvero è sbagliato che la politica si divida. Però nell'assenza totale di iniziativa, di proposta concreta da parte della Giunta regionale è chiaro che questi emendamenti hanno la funzione di sollecitare, l'attenzione da un lato, ma anche per invitare i colleghi del centrosinistra, perché siamo depositari di due proposte di legge, una a firma dell'onorevole Deriu e una a firma mia sull'argomento, ma se ne aggiunge una terza, che io spero possa essere sottoscritta dall'intero Consiglio regionale, che viene tra l'altro dal Sindaco del Comune di Bitti e che hanno proprio questa comune finalità che è quella di iniziare a trattare il tema non più come oggetto, appunto, solo di conferenza o di studio, perché lo conosciamo, ne abbiamo già accolto quali sono le cause e quali sono i punti deboli, e allora ecco perché per questi emendamenti si pongono nella direzione giusta di cogliere aspetti significativi che vanno, appunto, da non un trattamento di privilegio, ma quel trattamento che è necessario perché le persone che abitano in quei comuni possano essere invogliate a rimanervi. È chiaro che tutto questo passa attraverso una viabilità che funzioni, attraverso i servizi che alcuni quelli essenziali devono rimanere anche nei piccoli comuni, e bisogna creare delle misure di vantaggio per le iniziative economiche e produttive e anche per il sostegno soprattutto alle famiglie più bisognose. Questo è una politica che mi pare non possa essere né di destra né di sinistra né di centro ma una politica del buonsenso al quale noi ci appelliamo ed è la ragione per la quale, badate, con convinzione sosteniamo questa battaglia da chiunque provengano le iniziative volte a limitare il peso e il sacrificio che debbono quotidianamente vivere le popolazioni soprattutto delle zone interne e delle zone più disagiate dove il fenomeno dello spopolamento sta assumendo dimensioni drammatiche…
DERIU ROBERTO (PD). Concordiamo appieno con l'analisi fatta dal presidente Pittalis, pensiamo che si debba arrivare a un testo unico o meglio testo unificato delle proposte presentate e arricchite come ha detto il presidente Pittalis anche di quelle che vengono dal mondo degli enti locali. Riteniamo naturalmente che questa discussione debba vederci uniti, come ha detto il presidente Pittalis. Credo che non sia il caso quindi di seguire iniziative parziali, come possono essere degli emendamenti in Finanziaria, che vengono fatti giustamente dall'opposizione per segnalare alcuni particolari orientamenti politici, ma che ci si incontri nelle Commissioni competenti per dar vita a quel testo unificato che poi come maggioranza e anche come Giunta, io credo sosterremo appieno, grazie.
PRESIDENTE. Grazie metto in votazione l'emendamento numero 1076 parere contrario della Commissione.
PITTALIS PIETRO (FI). Io voglio, per quanto almeno riguarda l'emendamento all'emendamento che abbiamo proposto, fare un'apertura di credito, perché confido nella serietà che riconosco dell'onorevole Deriu, perché è persona che viene da quei territori. E proprio perché non ne vogliamo fare una battaglia ideologica o di contrapposizione a tutti i costi, perché veramente chi non crede in questa battaglia, scusatemi, lo dico pensando a me stesso, io penso che non sia degno di sedere in nessun banco né in Consiglio regionale né nel più piccolo comune. Si tratta di affrontare e aggredire un problema che è un problema che deve entrare nella testa di tutti quanti da destra a sinistra passando per il centro. Ed è con questo spirito, caro collega Deriu, che io ritiro l'emendamento, perché confido che davvero si possa affrontare nella sede propria che è la Commissione, ma non attendendo i tempi usuali della politica, affrontandolo subito dopo la Finanziaria.
PRESIDENTE. Allora è ritirato l'emendamento, metto in votazione…
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente, ma anch'io ritengo doveroso raccogliere l'intervento dell'onorevole Deriu, noi abbiamo presentato due proposte di legge sulla materia. Cercando, come ho detto nell'intervento nella discussione generale sull'articolo, di introdurre elementi di innovazione, sfrondando dalla impostazione assistenzialistica che ha sempre caratterizzato gli interventi contro lo spopolamento. Quindi anche da parte nostra vogliamo cogliere la disponibilità espressa dall'onorevole Deriu, perché riteniamo che questo tema debba essere affrontato a tutto tondo con intelligenza e studiando misure efficaci, ripeto, non caratterizzate dalla solita impostazione assistenzialistica "barra" clientelare che ha sempre caratterizzato gli interventi a questo riguardo. Quindi, Presidente, anche noi ritiriamo l'emendamento, auspicando che quanto prima si possa giungere ad un testo comune da discutere e da approvare quanto più rapidamente possibile, grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Quindi ritirato l'emendamento numero 847.
Metto in votazione l'emendamento numero 850, parere contrario della Commissione e della Giunta, pagina 154.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 850.
Metto in votazione l'emendamento numero 853, parere contrario della Commissione e della Giunta.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, io vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula sul tema affrontato da questo emendamento, che è quello dell'inquinamento luminoso, che è un problema di cui si è parlato abbastanza per qualche anno poi non se ne è più parlato, che però sta diventando un problema serio, soprattutto in una terra come la Sardegna che è, considerata anche la scarsa densità di abitanti, particolarmente vocata a valorizzare anche l'altra metà del paesaggio, il paesaggio del cielo, il paesaggio stellato, in particolare durante la notte, che è molto apprezzato dai turisti, soprattutto dai turisti del Nord Europa che, un po' a causa dell'inquinamento luminoso, un po' a causa del tempo inclemente, hanno poche opportunità di godersi lo spettacolo del cielo notturno. Per non parlare naturalmente poi delle implicazioni che sono connesse alla osservazione astronomica. È un problema di cui dovremmo tener conto anche in considerazione del fatto che la diffusione dell'illuminazione a LED, che ha il vantaggio di ridurre moltissimo l'utilizzo dell'energia elettrica, ha però lo svantaggio di utilizzare uno spettro della luce che incide pesantemente sull'inquinamento luminoso, nel senso che rende più difficile abbattere l'inquinamento luminoso. Quindi io penso che questo è un problema di cui farsi carico, non so se è questa la sede, noi comunque abbiamo voluto sollevare il problema perché penso che la Sardegna, proprio per le sue particolari caratteristiche, debba tenere ben presente che tra i mille problemi c'è anche questo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 853.
Metto in votazione l'emendamento numero 854.
CONTU MARIANO (Sardegna). Presidente, devo dire con un intervento a favore di questo emendamento, che comunque sia si sostanzia su un tema che è quello degli interventi con finanziamenti per edifici di culto, restauro e consolidamento di chiese. Io mi sono reso conto, analizzando gli emendamenti, che questo è un tema che viene evidenziato da diverse proposte di emendamento in genere sul reperimento di risorse per intervenire nello specifico verso questo tema. Mi sembra di capire dai contenuti stessi degli emendamenti che noi abbiamo tutto un patrimonio di edifici di culto, storici con un patrimonio che sta andando in disfacimento per mancati interventi di consolidamento, di manutenzione e di restauro. Io credo, Assessore, colleghi, che se questi bisogni vengono, come si usa dire, manifestati a più voci e spesso e volentieri senza un raccordo né in maggioranza né in minoranza, questo è legata al fatto che le realtà locali purtroppo hanno bisogno di risorse e investimenti da fare sul patrimonio architettonico. È importante, assessore Erriu, capire - con il suo collega delle opere pubbliche - che tipo di programmazione può essere fatta in questo settore nei 367 comuni della Sardegna.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, il tema è quello del decadimento del nostro patrimonio artistico-religioso, quindi noi abbiamo presentato questo emendamento perché riteniamo che sia necessario incrementare le risorse, perché abbiamo frequenti notizie di crolli di pezzi di croci oppure di calcinacci che cadono mettendo tra l'altro a rischio l'incolumità anche dei fedeli e dei passanti. Quindi io sarei grato se l'Assessore ci volesse brevemente aggiornare sullo stato dell'arte e naturalmente sullo stato, chiedo scusa, dei finanziamenti e degli interventi che sono in corso in questo particolare settore così importante e così delicato, ma anche così legato a potenzialità di attrazione turistica, anche fuori dai mesi canonici, invitando naturalmente l'Aula a votare a favore di questo emendamento.
ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il tema è senz'altro rilevante, tanto che è stato oggetto di uno specifico accordo tra la Regione Sardegna e la Conferenza Episcopale sarda con cui la Regione sta affrontando in modo organico il tema della riqualificazione degli edifici di culto, che è stato oggetto di uno specifico intervento con 4 milioni di euro destinati dal collega dei Lavori pubblici con uno specifico atto di programmazione a una serie di criticità evidenti, ma è soprattutto oggetto di un accordo che punta all'attuazione del programma denominato "Sardegna in cento chiese" che trova la sua provvista finanziaria nella misura del POR sugli attrattori culturali e il cofinanziamento da parte della Conferenza episcopale con risorse dell'8 per mille. Questo ci sta consentendo, per le chiese di interesse storico-culturale, di intervenire in modo più puntuale e spetta alla cabina di regia mista costituita tra la Regione e la Conferenza Episcopale di individuare le priorità su cui si concentra anche la quota di cofinanziamento da parte della Conferenza Episcopale sarda. Il progetto è iniziato all'interno dei programmi di programmazione territoriale in Gallura, in Ogliastra, gli altri territori sono tutti quanti operativi e puntiamo in questo modo a dare una concreta risposta ai fabbisogni, forse non esaustiva, data la grande quantità degli edifici di interesse storico-culturale, ma senz'altro si tratta di una risposta non episodica, ma coordinata e con la precisa e puntuale elencazione delle priorità.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, io ho sentito le argomentazioni testé esposte dall'Assessore, pur tuttavia ritengo che sia insufficiente quello che sinora si è fatto per la sistemazione delle chiese. Intanto c'erano due tipologie di interventi: uno dall'Assessorato ai lavori pubblici e l'altra dall'Assessorato alla cultura, pubblica istruzione. Io ritengo, per chi conosce bene la Sardegna, e mi vanto di conoscerla perché l'ho girata in lungo e largo un po' prima che girassi altrove, che le chiese e i livelli architettonici delle chiese sarde, secondo alcune zone, diciamo che sono stupefacenti per quello che possono dare come immagine e come possibilità di interrogare e interpellare il turista in una dimensione diversa. Io credo che anche il più piccolo paese, se non ha avuto la disgrazia di averla rifatta la chiesa, ha una chiesa antica che ha certamente una storia dietro e che comunque questa storia è indice particolare di identità e l'identità fa tutto. Ora pur essendoci un accordo con la CEI sarda, credo che bisognerà andare a fondo, mettere ulteriori finanziamenti all'interno del sistema sia dei Lavori pubblici che della Pubblica istruzione perché non è sufficiente, non è affatto sufficiente. So bene che la CEI può dare il 50 per cento per ciascun intervento sino a importi anche di sostanza, ma questo non basta e hanno sempre qualcosa in più perché la Regione non supplisce, non ha quel tanto necessario per poter fare l'altro 50 per cento. Io invito a chi di dovere, cioè voi Giunta, questa maggioranza, a implementare quei finanziamenti, perché? Perché si mette in moto l'edilizia, perché si riscopre un ruolo particolare della Sardegna come anche architettura, perché si dà contezza della storia e dell'identità del nostro popolo.
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Ha già detto l'assessore Erriu sulla questione degli edifici di culto. Ma voglio aggiungere che intanto l'accordo con la Conferenza Episcopale Sarda porta con sé la possibilità di raddoppiare le risorse messe a disposizione dalla Regione, perché il 50 per cento viene aggiunto appunto dai fondi raccolti con l'8 per mille, quindi con le risorse regionali raddoppiamo. L'anno scorso, come è stato detto, è stato fatto già un primo intervento sugli edifici di culto per quanto riguarda quegli edifici che avevano dei problemi strutturali, quest'anno stiamo stanziando ulteriori 4 milioni per tutti gli edifici. Il problema lo conosciamo ed è sentito da tutti, è tenere fermi questi stanziamenti negli anni in modo che si possano programmare annualmente gli interventi che si fanno presso questi beni culturali che sono patrimonio di tutti e della Sardegna.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 854.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 855.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 856.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 857.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 922.
Emendamento numero 1 uguale al 10 uguale all'82, c'è un invito al ritiro.
MARRAS ALFONSO (UDC Sardegna). Avevo presentato questo emendamento, così come nella scorsa Finanziaria, per sollevare il problema del territorio della città di Bosa che è sotto vincolo idrogeologico per circa l'80 per cento, vincolo contemplato sia nel PAI che nel Piano stralcio delle fasce fluviali. Con questo intervento si cercava di determinare una riduzione di tale rischio che secondo gli studi aveva come tempi di ritorno circa duecento anni. Questi vincoli hanno determinato un impoverimento notevole nella parte economica della città perché il fiume, da risorsa che poteva essere, è diventato quasi un problema. Ecco, con questo intervento si cercava e si cerca, certo di non eliminare completamente questo problema, ma di ridurlo sensibilmente. Nel mentre prendo atto che la Giunta regionale, così come le raccomandazioni anche dell'assessore Paci già pronunciate nella scorsa finanziaria, ha deliberato la somma di un milione e mezzo di euro per questo intervento, ne prendiamo atto e ringraziamo la Giunta della sensibilità mostrata di fronte a questo problema. Quindi anche la Giunta si è resa conto comunque che questo è un ostacolo enorme allo sviluppo della città, per questo motivo ritiro l'emendamento e chiedo che la Giunta successivamente faccia anche l'ulteriore sforzo di risolvere definitivamente il problema finanziando anche la seconda parte dell'intervento e quindi ponendo fine a questo problema per Bosa e per il territorio.
CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Anch'io intervengo per argomentare il mio ritiro dell'emendamento considerando che stamattina abbiamo anche avuto modo di parlare di tempi lunghi della politica e può anche effettivamente succedere che la politica arrivi in ritardo qualche volta con un emendamento alla Finanziaria e che un emendamento alla Finanziaria sia superato rispetto alla capacità di risposta di un Assessorato. In verità quella del dragaggio del Temo risponde oltre che a precise richieste di fruibilità dell'unico fiume navigabile in Sardegna, anche a richieste di fine turistico e commerciale legate alla millenaria attività di pesca svolta nel fiume Temo, ed è l'unico porto fluviale della Sardegna, ma risponde soprattutto a precise prescrizioni di tutela idraulica della città di Bosa che vede aumentare il rischio idraulico con il ridursi del fondale, per il continuo depositarsi dei sedimenti e quindi del ridursi della sua portata idrica a cui corrisponde un maggior rischio di inondazione. L'opera è stata finanziata, l'abbiamo testé sentito, all'interno della programmazione delle risorse residue del Fondo sviluppo e coesione 2014 - 2020 e per questo ringrazio l'Assessorato dei lavori pubblici e l'assessore Balzarini, l'Assessorato della programmazione e l'assessore Paci per aver tenuto fede a quell'impegno che un anno fa aveva preso in occasione della legge finanziaria scorsa, l'impegno di finanziare questa opera con risorse che si fossero appunto liberate nel corso di quest'anno.
SOLINAS ANTONIO (PD). Per annunciare il ritiro dell'emendamento numero 10 e per ringraziare in modo particolare l'assessore Balzarini, che tenuto conto del dibattito che c'è stato nella quarta Commissione sulla discussione della legge di stabilità 2018, aveva preso l'impegno di verificare se ci fossero le condizioni di trovare risorse all'interno dell'Assessorato dei lavori pubblici, ci ha preceduto prima che si arrivasse alla discussione in Aula, quindi anche noi ritiriamo l'emendamento.
PRESIDENTE. Quindi gli emendamenti sono ritirati.
Metto in votazione l'emendamento numero 16, c'è un invito al ritiro. E' ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 18.
PITTALIS PIETRO (FI). Volevo solo capire la ratio dell'emendamento perché poi possiamo essere anche d'accordo, ci mancherebbe altro, sono appena 40.000 euro, ma non perché la cifra sia di poco conto, che noi destiniamo al Comune di Aritzo, che voi destinate al Comune di Aritzo con questo emendamento, quale contributo finalizzato alla manifestazione sportiva "Ritiro Cagliari Calcio". Noi che siamo grandi sostenitori del Cagliari Calcio anche se non sta andando molto bene, figuriamoci se non facciamo tifo per il Cagliari Calcio. Però l'emendamento è l'occasione per attirare l'attenzione soprattutto per quelle squadre che non militano nel campionato di serie A, e che sono numerosissime, soprattutto squadre di professionisti negli altri gironi, e anche e soprattutto quelle dilettanti per le quali una attenzione particolare è da riservare. Lo tratteremo l'argomento quando esamineremo l'aspetto dell'Assessorato dello sport, però il tema merita approfondimento. Se questo può servire per il Cagliari Calcio per risalire nella classifica, mah, speriamo bene, lo vedremo nella prossima domenica mi pare che debba giocare nuovamente.
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Sì,solo per segnalare che è necessario dare una nuova copertura. In diminuzione il capitolo 060177. E poi volevo dare anche una risposta, mi dispiace che non c'è la collega Zedda, abbiamo fatto diversi emendamenti quest'anno sullo sport, c'è un emendamento per le squadre giovanili, abbiamo tenuto conto delle squadre di serie D, quindi credo che questa finanziaria porti anche una attenzione importante al mondo dello sport, sia quello professionistico, che è altrettanto importante, io almeno lo ritengo importante, per lo stesso settore giovanile per cui diventa un riferimento. E quindi abbiamo messo importanti risorse per lo sport, ecco, lo volevo sottolineare.
COZZOLINO LORENZO (PD). Volevo fare una precisazione. Questo emendamento non serve alla Cagliari Calcio, i 40.000 euro a Giulini non servono, il problema è un altro, che la Cagliari Calcio quando si allena viene vista in tutta Italia e in Europa, e allora il ritorno di immagine del Paese, e devo dire la verità io personalmente ci sono stato quest'estate due settimane, ha bisogno di essere abbellito il campo e tutta la struttura. Perché vedere una struttura così, a livello di Italia ed Europa, non è un buon biglietto da visita. Ecco perché quei soldi vengono messi per quello scopo, non per la Cagliari Calcio. Grazie.
DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Presidente, prima di tutto per comunicare che sottoscriviamo, come gruppo, il Partito dei Sardi, questo emendamento di cui condividiamo lo spirito, e soprattutto per tranquillizzare il collega Pittalis che i risultati agonistici non dipendono tanto dal ritiro, ma perché ci sono un po' di "cugurre", come dicono qui a Cagliari. Ma al di là delle battute, dopo quando andremo ad analizzare, come diceva il presidente Sabatini, l'articolo che riguarda lo sport, sono state rivolte particolari attenzioni soprattutto per le società dilettantistiche, che sono il vero motore dello sport. Però allo stesso tempo questo emendamento è significativo anche per il fatto che noi, spesso, anche poc'anzi, parlavamo del disagio delle zone interne, del problema dello spopolamento, e penso che questo tipo di intervento vada in quella direzione, seppur con parametri con parametri diversi rispetto a quelli che stavamo affrontando nell'articolo 2, ma soprattutto anche perché quest'Aula ha adottato dei provvedimenti all'unanimità in materia di sport, volti anche per le zone marginali, e soprattutto per cercare di fare praticare discipline sportive anche nelle zone e nelle isole minori. A volte poi le leggi non vengono attuate, e non si sa per quale motivo, quali per esempio quella dei trasporti nelle isole minori. Però con convinzione sosteniamo questo emendamento che non risolverà i problemi del Comune di Aritzo, ma sicuramente consentiranno di sentire la squadra del Cagliari Calcio sempre più vicina ai sardi, alla Sardegna, e soprattutto penso che sia lodevole e apprezzabile il fatto che da quando è sotto la presidenza Giulini il Cagliari sia ritornato a compiere una parte del ritiro nella nostra terra, e penso che questo debba essere motivo di orgoglio per tutti noi, e in particolar modo per il Comune di Aritzo, e quelli delle zone interne dell'intera Barbagia.
TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, intervengo da consigliere regionale e da tifoso del Cagliari, visto che insomma mi posso fregiare del fatto che frequento quegli spalti dal 1985. Voterò contro questo emendamento, lo dico subito, voterò contro perché per me questo è un emendamento invotabile, perché non si può scrivere "contributo finalizzato alla manifestazione sportiva ritiro Cagliari Calcio", si poteva scrivere che questi soldi servono per creare una struttura sportiva capace di attrarre manifestazioni di qualsiasi tipo. No, collega, non è uguale, perché vale per tutti, ci sono tanti altri comuni. Se si vuole fare un emendamento per dire che le strutture sportive possono essere degli attrattori turistici e sono necessarie risorse io sono perfettamente d'accordo, scritto così per me è invotabile.
Passiamo all'emendamento numero 19, parere favorevole della Commissione e della Giunta.
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Sì, per precisare la copertura: missione 1, programma 10, capitolo 010181.
Passiamo all'emendamento numero 20. Onorevole Solinas, c'è un invito al ritiro.
SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, accetto l'invito al ritiro, rimarcando in modo particolare all'Assessore alla Programmazione, forse meglio l'assessore ai servizi sociali, che ci sono una serie di case di riposo in Sardegna di proprietà comunale che rischiano la chiusura perché non c'è la possibilità di fare la manutenzione, non solo straordinaria, ma neppure ordinaria per la crisi che hanno i Comuni. Quindi un invito all'Assessore al bilancio di trovare risorse per consentire che queste realtà, soprattutto nelle piccole realtà e nelle zone interne, possano continuare ad esistere. Grazie.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 20 è ritirato.
FASOLINO GIUSEPPE (FI). Per farlo nostro, Presidente, a nome del Gruppo di Forza Italia.
PRESIDENTE. Deve farlo proprio il presidente del gruppo.
PITTALIS PIETRO (FI). Sì, lo Facciamo nostro!
PRESIDENTE. E' fatto proprio!
FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie, proprio per l'importanza di cui parlava lo stimatissimo collega Solinas.
Metto in votazione l'emendamento numero 22, parere favorevole della Commissione e della Giunta.
SABATINI FRANCESCO (PD). Copertura Missione 7, Programma 1, Capitolo 060177.
Passiamo all'emendamento numero 23, c'è un invito al ritiro, onorevole Forma?
É Ritirato.
PRESIDENTE. Emendamento numero 24, parere favorevole della Commissione e della Giunta.
SABATINI FRANCESCO (PD). La copertura è per 150 mila euro, non per 300 come previsto nell'emendamento. L'emendamento prevede uno stanziamento di 300 mila euro, l'emendamento è ridotto a 150 mila euro, Presidente. Le coperture rispettive, sia in aumento che in diminuzione, rimangono le stesse ma vengono ridotte.
PITTALIS PIETRO (FI). Ma io non so se sia utile ridurre l'importo così come previsto nell'emendamento perché non è un problema di vedere di tagliare qualcosa, è che quell'intervento probabilmente necessita di quell'importo che è indicato nell'emendamento altrimenti rischiamo di fare un qualcosa che poi non verrà ultimata. Allora, per fare un intervento a metà meglio non farne niente, anziché fare un intervento che rischia invece di non poter essere portato a completamento. Quindi io su questo, se avete fatto le opportune valutazioni, però che siano serie Assessore, mi permetto di dire, perché ogni volta qui si scontra con la necessità che sì si dà una piccola attenzione però è come quel muraglione che cadeva ad Orune e tutti "sì, sì, sì, sì!", si era previsto un certo importo che poi non se non era servito neppure per le fondamenta, lo ricordo per memoria storica perché poi si doveva supplire con un ulteriore stanziamento. Quindi, se questo importo è necessario per il completamento dell'intervento lasciatelo così com'è, o comunque prevedete quantomeno la certezza che nel 2019 una parte di questo intervento possa servire allo scopo. Mi permetto soltanto di evidenziare questo problema perché conosciamo esattamente cos'è Casa Cambosu, anche perché ha dedicato veramente tanto di quello sforzo una ex nostra consigliera regionale che risponde al nome di Simona De Francisci, quindi mi pare che sia utile anche per lo sforzo e la serietà che ha messo nel costruire proprio un qualcosa che deve rimanere tale e quindi con valenza culturale seria e non per dire che qualcosa si sta facendo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ma anche noi siamo contrari alle incompiute, quindi partendo dall'idea che 300 mila fossero insomma pienamente necessari per realizzare, propongo di coprirli, 150 nel 2018, secondo la copertura indicata e gli altri 150 nel 2019, sul capitolo 050010, in questo modo il Comune può programmare pienamente l'intervento.
PRESIDENTE. Quindi rimane invariato l'emendamento, metto in votazione l'emendamento numero 24, parere favorevole della Commissione e della Giunta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 24
Scusate, annullo la votazione.
Metto in votazione l'emendamento numero 25, c'è un invito al ritiro. Onorevole Solinas? È ritirato.
Emendamento numero 26, c'è un invito al ritiro. Onorevole Piscedda? Ritirato.
Emendamento numero 27, c'è un invito al ritiro. Onorevole Piscedda? Ritirato.
Passiamo all'emendamento numero 29, parere favorevole della Commissione e della Giunta. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FASOLINO GIUSEPPE (FI). Per apporre anche la mia firma a questo emendamento.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 29.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 75.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, emendamento numero 101.
SABATINI FRANCESCO (PD). Allora all'emendamento 101 è previsto 100.000 euro per il 2018 e 100.000 euro per il 2019, con copertura al capitolo 05.00.10.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 101.
Metto ora in votazione l'emendamento 112.
PITTALIS PIETRO (FI). Io intervengo perché l'emendamento dei colleghi dell'UDC pone un problema serio, il problema del contrasto del fenomeno del randagismo di cani e di gatti, e noi siamo convinti che solo con un'attenzione particolare verso il sistema delle autonomie locali, in questo caso è interessato il Comune di Iglesias ma in generale dei Comuni, possa aiutare in questa in questa missione. E approfitto perché si parla di animali, io mi auguro che tutti quanti per sostenere l'economia sarda, possiamo davvero contribuire ad alleviare un po' il problema che sta attraversando la pastorizia, e perché quella campagna per la agnello sardo possa trovare davvero in tutti noi sardi innanzitutto il pieno e convinto sostegno. Siamo perché il frutto, il lavoro e il sacrificio dei nostri pastori possa essere compensato con un atteggiamento, un comportamento concreto di effettivo sostegno e solidarietà. Io sarò fra quelli e quindi è l'invito che rivolgo, approfittando appunto dell'emendamento sia pure trattando di altro argomento, perché mi pare che sia molto importante in questo momento di crisi che sta attraversando la pastorizia sarda.
SABATINI FRANCESCO (PD). Per dire che c'è un emendamento che va nella stessa direzione per il doppio delle risorse, per 200.000 euro, quindi è già previsto e quindi io inviterei al ritiro.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 112.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 113.
Metto in votazione l'emendamento 118. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento 119. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento 120. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento 121. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento 122. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento 123. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento 124. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento 125. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento 126. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento 128. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento 129. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
All'emendamento 193 è stato presentato un emendamento sostitutivo parziale, il 1050, parere favorevole della Commissione e della Giunta.
PITTALIS PIETRO (FI). Solo perché siamo favorevoli sull'emendamento perché ne capiamo la ratio, il problema è capire se stessa attenzione, ma è chiaro che l'interlocuzione cui poco c'entra anche se è una misura che poi gestirà il Comune di Sassari, è se l'Assessore del turismo, perché mi pare che sia in capo all'Assessorato del turismo le manifestazioni di maggior valenza (Sant'Efisio, la Festa del Redentore, la Sartiglia di Oristano), così come i Candelieri, cioè se abbiamo sempre la stessa attenzione, come penso che sia doverosa, quando si tratta anche di interventi di questa natura perché mi pare giusto che siano tutte valorizzate, come quella dei Candelieri. Quindi, va nella direzione giusta però è un richiamo perché uguale attenzione, e molte volte si verificano difficoltà proprio anche gestionali, proprio perché mancano le risorse di cui appunto non dispongono i Comuni per la migliore riuscita delle manifestazioni.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per confermare che le manifestazioni che ha citato l'onorevole Pittalis sono finanziate ogni anno, in modo continuativo, cioè c'è una delibera che individua da Sant'Efisio, al Redentore, alla Cavalcata, ai Candelieri e alla Sartiglia, adesso sto sicuramente dimenticandone però c'è tutto l'elenco, come manifestazioni di primario interesse che vengono finanziate ogni anno. Questo intervento è un intervento specifico, non per la manifestazione, ma per la manutenzione dei Candelieri stessi e quindi serviva una norma, per il resto assolutamente vengono tutte finanziate.
DEMONTIS SALVATORE (PD). In realtà l'assessore Paci ha ben spiegato la motivazione dell'emendamento: si tratta di interventi di manutenzione straordinaria sui ceri dei candelieri, gli undici ceri che partecipano alla, così come la chiamiamo noi, discesa dei candelieri del 14 agosto. Sono undici ceri, molti di questi sono in condizioni critiche sotto l'aspetto della stabilità e della manutenzione straordinaria, i gremi non hanno la possibilità di intervenire e con questo emendamento si finanzia il Comune di Sassari, e quindi non direttamente i gremi ma il Comune di Sassari, che poi valuterà quali dei gremi abbiano maggiori priorità e urgenze, per fare in modo che il prossimo anno la discesa dei candelieri possa svolgersi senza preoccupazione.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero1050, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 193, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 307, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 309, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 311.
TRUZZU PAOLO (Sardegna). Siccome il Comune di Belvì è giusto a qualche chilometro, nemmeno, dal Comune di Aritzo, e potrebbe essere interessato come l'altro Comune dalla manifestazione sportiva, e ha un impianto in pessimo stato, io ho fatto l'emendamento nella speranza che l'Aula di buon cuore potesse accogliere questa proposta, perché ovviamente non si capisce per quale motivo in alcuni casi sì e in altri no. Se vogliamo fare un ragionamento complessivo sugli impianti sportivi, anche delle zone interne, che tanto servono anche per evitare lo spopolamento e per offrire opportunità ai giovani che ci vivono e per essere utilizzati anche come attrattori turistici, dovremmo avere la capacità di farlo su tutto, perché sennò, al di là di qualsiasi legge sugli enti locali, al di là delle risorse, della cancellazione delle Province, questi atteggiamenti sono quelli che poi creano il campanilismo più bieco tra i vari territori e fra le varie comunità.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 311, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 312.
CONTU MARIANO IGNAZIO (Sardegna). Con i colleghi abbiamo presentato questo emendamento per portare all'attenzione dell'Aula un tema del quale abbiamo già disquisito in altra occasione. Noi abbiamo i centri storici della Sardegna che sono bloccati da vincoli che sono stati posti per i rischi idraulici e soprattutto per una legge urbanistica che non sta premiando di sicuro gli interventi sui centri storici, soprattutto quando i Comuni si sono impegnati per realizzare i nuovi Piani urbanistici comunali e per approvare appunto i Piani particolareggiati dei centri storici. Poc'anzi i colleghi di Bosa hanno presentato degli emendamenti riguardanti il rischio il rischio idrogeologico sul centro di Bosa rappresentati dal fiume Temo e rappresentato soprattutto dalla necessità di dragare e di intervenire per, come si usa dire, limitare questo rischio, con interventi che peraltro sono già nella programmazione regionale. Bene, nel caso specifico il Comune di Selargius ha questo rischio che interessa non solo il centro storico ma che interessa anche altre zone dell'abitato, allora, l'attenzione è da porre sulla necessità di avere dei finanziamenti che non siano per il Comune di Selargius ma che siano per tutti i Comuni interessati da queste problematiche.
PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare sull'emendamento numero 312, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 313, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 314, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 315, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 316, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 317, uguale al numero 318, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 319, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 320, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 321, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 322.
TRUZZU PAOLO (Sardegna). Questo emendamento è stato presentato per richiamare all'attenzione dell'Aula un problema che riguarda la città di Cagliari, ma forse riguarda anche tutta la Sardegna, e mi spiego.
Due anni fa, quando sono iniziati i lavori di ristrutturazione nel Corso, si è fatta un'importante scoperta archeologica sulla sottopavimentazione, da allora sono stati conclusi i lavori ma c'è uno sbarramento a metà del Corso, e il rischio concreto è che, siccome l'Amministrazione comunale non ha i fondi per rendere visibile tutto ciò che si è trovato sotto il Corso, il particolare una villa romana, si debba ricoprire il tutto senza dare l'opportunità poi di utilizzare questa importante scoperta anche a fini turistici. Sarebbe bene, per questa come per tante altre realtà che ci sono in tanti altri Comuni, incominciare a prevedere degli interventi e soprattutto di predisporre delle risorse che possano permettere di creare una pavimentazione che consenta di reggere il passaggio dei pedoni, e delle auto eventualmente, ma anche di rendere visibile ai cittadini e ai turisti tutto quello che c'è nel nostro sottosuolo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda parlare sull'emendamento numero 322, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 323.
TRUZZU PAOLO (Sardegna). Anche questo è un tema dimenticato che volevo portare all'attenzione dell'Aula, e soprattutto dei colleghi dell'Oristanese.
In provincia di Oristano ci sono dei portali camperisti splendidi, se ne contano credo più di venti che sono rimasti e che hanno resistito al tempo, e il rischio concreto è che questi portali prima o poi facciamo una brutta fine, cadano, perché non si è in grado di fare alcuna opera di manutenzione. Fanno parte del patrimonio artistico e architettonico della Sardegna ma fanno parte anche del paesaggio, e forse meriterebbero un'attenzione e una tutela.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Confermo quanto ha espresso adesso l'onorevole Truzzu, e dirò di più, alcuni sono già a rischio con l'allargamento del collegamento 131 Rimedio, e quindi credo che sia opportuno più che mai preservare questi beni identitari e storici da una brutta fine.
PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare sull'emendamento numero 323, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 324, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 325, uguale al 326, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 327, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 328, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 329 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 330 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 331 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 332 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 333 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 334 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 335 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 340 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
TRUZZU PAOLO (Sardegna). Grazie Presidente, questo emendamento prevede praticamente il finanziamento della spesa per la progettazione preliminare della metropolitana leggera tra Cagliari e Pula. Perché? La "195" è una delle strade più trafficate della Sardegna, soprattutto ha un traffico di natura urbana, diciamo metropolitana, interessa una direttrice che investe un bacino che supera i 100.000 abitanti della prima parte ed è una di quelle direttrici che oltre ad avere traffico urbano ha anche traffico turistico. E non c'è nessun mezzo di trasporto che consenta un collegamento se non è il pullman o l'automobile. Forse verso questa direttrice sarebbe bene che una Regione che si qualifica come turistica incominci a investire qualche soldino per consentire a tutti i residenti che vivono in quelle zone, che ogni giorno fanno una strada impossibile per arrivare in città e per uscire dalla città, e a tutti coloro che vogliono andare a visitare alcune delle spiagge più belle della Sardegna di utilizzare un mezzo di trasporto alternativo alla gomma. Perché consentirebbe anche ovviamente la preservazione del nostro habitat, dell'ambiente e garantirebbe anche una maggior fruibilità di quelle zone.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente, per sostenere l'emendamento presentato dal collega Truzzu, al quale chiedo di apporre la firma. Perché è necessario che si vada verso una pianificazione del sistema di trasporto di metropolitana leggera di superficie che copra quella tratta, ma tendenzialmente che copra tutta la Città metropolitana che sta soffrendo un problema di trasporto molto, molto grave mentre si dovrebbe andare decisamente verso un deciso incoraggiamento verso l'utilizzo dei mezzi pubblici. La "195" soffre particolarmente questo problema, patisce particolarmente questo problema, soprattutto nel periodo estivo, non solo nel periodo estivo, ma soprattutto nel periodo estivo. Tra l'altro si tratta di un mezzo di trasporto particolarmente gradito all'utenza turistica, particolarmente nord europea che è abituata a utilizzare questo tipo di mezzi e quando arriva in Sardegna non riesce a capacitarsi di essere costretta a prendere autobus che hanno anche vent'anni, come quelli dell'ARST, secondo una frequenza che certamente non è quella ottimale per zone ad alta frequentazione turistica, cosa che contribuisce anche in misura non irrilevante a diffondere in Europa e nel mondo l'immagine di una Sardegna molto più arretrata di quanto non sia in realtà, grazie Presidente.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 340 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 341 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 342 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 343 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 344 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 361 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 365 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
PITTALIS PIETRO (FI). Sì Presidente, io penso che con questo emendamento si possano chiudere i lavori di stamattina, e spero che riprendano nel pomeriggio se è presente la maggioranza, forse l'articolo 2 riusciamo ad approvarlo entro la giornata. Era solo per questo auspicio che siamo presenti in Aula tutti quanti.
Metto in votazione l'emendamento numero 365 .
Allora la seduta è tolta. Il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle 16.
Alle 15 e 30 l'Ufficio di Presidenza, alle 16 l'Aula.
La seduta è tolta alle ore 13 e 50.