Source: https://www.consiglio.provincia.tn.it/leggi-e-archivi/codice-provinciale/archivio/Pages/Decreto%20legislativo%2016%20dicembre%201993,%20n.%20592_470.aspx?zid=
Timestamp: 2018-01-21 10:28:06+00:00
Document Index: 15563345

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Home > Leggi e archivi > Codice Provinciale > ArchivioDecreto legislativo 16 dicembre 1993, n. 592
Norme di attuazione dello Statuto speciale della regione Trentino - Alto Adige concernenti disposizioni di tutela delle popolazioni ladina, mochena e cimbra della provincia di Trento
3.7. - Minoranze etniche e linguistiche
Disposizioni intruse: 1.6.2. - Organizzazione e personale: articoli 1 e 3
1.6.4. - Programmazione, statistica e informatica: art. 4
1.7.2. - Comuni: art. 3
3.3.1. - Scuola: art. 2
3.6. - Beni e attività culturali: Art. 3 quater
Art. 01 - Finalità
Art. 1 - Uso della lingua ladina
Art. 1 bis - Uso della lingua ladina, mochena e cimbra nei procedimenti davanti al giudice di pace
Art. 2 - Scuola
Art. 2 bis - Accertamento della conoscenza della lingua e della cultura ladina, mochena e cimbra
Art. 3 - Uffici pubblici
Art. 3 bis - Concessionari di pubblici servizi
Art. 3 ter - Ripristino dei cognomi in forma originaria
Art. 3 quater - Interventi di promozione delle caratteristiche culturali delle popolazioni ladina, mochena e cimbra a mezzo di trasmissioni radiotelevisive
Art. 4 - Censimenti
Art. 5 - Individuazione delle località ladine
Art. 5 bis - Disposizioni finali
Testo vigente dal 24 febbraio 2011
Titolo così modificato dall'art. 1 del d.lgs. 2 settembre 1997, n. 321.
2. Le finalità di tutela e di promozione della lingua e della cultura, desumibili dagli articoli da 1 a 4, sono perseguite anche in favore delle popolazioni mochena e cimbra residenti, rispettivamente, nei comuni di Fierozzo-Vlarötz, Frassilongo-Garait, Palù del Fersina-Palae en Bersntol e nel comune di Luserna-Lusern, tenendo conto delle caratteristiche demografiche delle stesse, dallo Stato, dalla Regione, dalla Provincia autonoma di Trento e dagli enti locali ubicati nella medesima provincia, nell'ambito delle rispettive competenze e secondo i rispettivi ordinamenti.
Articolo aggiunto dall'art. 1 del d.lgs. 2 settembre 1997, n. 321, e così modificato dall'art. 1 del d.lgs. 22 maggio 2001, n. 261.
3. Nelle località ladine gli atti pubblici destinati alla generalità dei cittadini, gli atti pubblici destinati a pluralità di uffici di cui al comma 1 e gli atti pubblici individuali destinati ad uso pubblico, tra cui quelli per i quali è prescritto l'obbligo dell'esposizione al pubblico o dell'affissione e le carte di identità sono redatti in lingua italiana seguita dal testo in lingua ladina.
4 bis. Fermo restando quanto previsto nei commi precedenti, la regione e la provincia di Trento curano la pubblicazione degli atti normativi e delle circolari di diretto interesse delle popolazioni ladina, mochena e cimbra nelle rispettive lingue, e, per quanto riguarda la lingua mochena e quella cimbra, in caso di non traducibilità, nella lingua di riferimento. Tale pubblicazione è, di norma, contemporanea al testo in lingua italiana e, comunque, non successiva a trenta giorni dalla data di pubblicazione del testo in lingua italiana.
Articolo così modificato dall'art. 2 del d.lgs. 22 maggio 2001, n. 261 e dall'art. 1 del d.lgs. 4 aprile 2006, n. 178.
6. Le disposizioni di cui all'articolo 3 si applicano anche all'ufficio del giudice di pace avente competenza territoriale per i comuni di cui all'articolo 5.
Articolo aggiunto dall'art. 3 del d.lgs. 22 maggio 2001, n. 261.
3. Nell'ambito delle procedure per le assunzioni a tempo indeterminato e determinato, per i trasferimenti, per le utilizzazioni e per i passaggi di cattedra e di ruolo del personale - direttivo e docente - della Provincia di Trento presso le scuole di ogni ordine e grado delle località ladine, i posti vacanti e disponibili sono riservati ed attribuiti con precedenza assoluta anche rispetto all'assegnazione di eventuali sedi libere sul restante territorio provinciale a coloro che, in possesso dei requisiti prescritti dalla normativa vigente per i posti relativi, abbiano dimostrato la conoscenza della lingua e della cultura ladina.
5. Le finalità di tutela della lingua e della cultura ladina previste dal presente articolo sono assicurate dalla Provincia anche nell'ambito dei corsi di formazione professionale di durata pluriennale, tenendo conto delle caratteristiche formative e didattiche dei corsi medesimi.
Articolo così sostituito dall'art. 2 del d.lgs. 2 settembre 1997, n. 321, modificato dall'art. 1 del d.lgs. 8 settembre 1999, n. 344 e dall'art. 1 del d.lgs. 19 novembre 2010, n. 262.
Accertamento della conoscenza della lingua e della cultura ladina, mochena e cimbra
1. Con legge provinciale sono stabiliti criteri e modalità di accertamento della conoscenza della lingua e della cultura ladina di cui agli articoli 2, 3 e 3 bis, nonché della lingua mochena e di quella cimbra.
2. Fino alla data di entrata in vigore della legge provinciale di cui al comma 1, continuano ad applicarsi le modalità di accertamento della lingua e della cultura ladina previste dalle norme abrogate.
Articolo aggiunto dall'art. 1 del d.lgs. 19 novembre 2010, n. 262.
4. I candidati in possesso dei prescritti requisiti, che dimostrino la conoscenza della lingua ladina hanno titolo di precedenza assoluta nelle graduatorie dei pubblici concorsi e nelle pubbliche selezioni di personale, anche per incarichi temporanei, banditi dagli enti locali delle località ladine nonché dagli altri enti pubblici di cui al comma 1 dell'articolo 1, limitatamente alla copertura dei posti vacanti negli uffici indicati dal medesimo comma 1.
Articolo così modificato dall'art. 3 del d.lgs. 2 settembre 1997, n. 321 e dall'art. 1 del d.lgs. 19 novembre 2010, n. 262.
1. Gli enti e le società comunque denominati e strutturati, che abbiano sede, proprie strutture o dipendenze nelle località ladine di cui all'articolo 5 e che svolgano servizi pubblici che al 1° gennaio 1993 erano esercitati da amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, assicurano la precedenza assoluta per l'assegnazione di sede o per i trasferimenti presso le strutture o le dipendenze ubicate nelle medesime località ladine a coloro che, in possesso dei previsti requisiti anche professionali, ne abbiano fatto specifica richiesta e abbiano dimostrato la conoscenza della lingua ladina nei modi prescritti.
2. Gli enti e le società di cui al comma 1, in occasione di assunzioni di personale, individuano il fabbisogno di personale delle strutture e delle dipendenze ubicate nelle località di cui all'articolo 5, non soddisfatte con le procedure di mobilità di cui al medesimo comma 1. Per la copertura delle carenze così individuate i medesimi enti e società assicurano precedenza assoluta per le assunzioni, eccettuate quelle di durata non superiore a trenta giorni, non rinnovabili nell'anno, effettuate per soddisfare esigenze di carattere eccezionale debitamente motivate a coloro che, in possesso dei previsti requisiti anche professionali, risultino iscritti presso l'ufficio di collocamento avente competenza territoriale sulle predette località ladine ed ivi abbiano fatto constatare preventivamente, a propria cura, la conoscenza della lingua ladina accertata nei modi prescritti.
Articolo aggiunto dall'art. 4, comma 1 del d.lgs. 2 settembre 1997, n. 321 (per una disposizione transitoria connessa all'inserimento vedi lo stesso art. 4, comma 2) e così modificato dall'art. 1 del d.lgs. 19 novembre 2010, n. 262.
Articolo aggiunto dall'art. 4 del d.lgs. 22 maggio 2001, n. 261.
1. Il Ministero delle comunicazioni, la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, anche mediante apposite convenzioni con la provincia di Trento, e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, fatte salve le funzioni di indirizzo della competente commissione parlamentare, assicurano tutte le necessarie misure e condizioni per la tutela delle popolazioni ladina, mochena e cimbra della provincia di Trento.
Articolo aggiunto dall'art. 5 del d.lgs. 22 maggio 2001, n. 261.
1. Ai fini del presente decreto sono località ladine i comuni di Campitello di Fassa-Ciampedel, Canazei-Cianacei, Mazzin-Mazin, Moena-Moena, Pozza di Fassa-Poza, Soraga-Soraga e Vigo di Fassa-Vich.
Il comma 1 è stato così sostituito dall'art. 5 del d.lgs. 2 settembre 1997, n. 321.
1. Si applicano nella provincia di Trento le norme di tutela delle minoranze previste dalla legge 15 dicembre 1992, n. 482, in quanto più favorevoli rispetto alle norme vigenti nella medesima provincia.
Articolo aggiunto dall'art. 6 del d.lgs. 22 maggio 2001, n. 261.
testo aggiornato al 20 luglio 2001
testo aggiornato al 22 ottobre 1999
testo aggiornato al 31 maggio 2006