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Timestamp: 2018-10-19 20:22:44+00:00
Document Index: 170112183

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 6', 'art. 109', 'art. 109', 'art. 109', 'art. 109', 'art. 29', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 109', 'art. 107', 'art, 1', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4']

di Claudio Venturi con la collaborazione di Giuseppe Del Vecchio (Ufficio legislativo della Confartigianato) - PDF
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Arnaldo Grosso
1 L ATTIVITA DI IMPIANTISTICA DOPO L ENTRATA IN VIGORE DEL D.M. N. 37/2008 Le prime riflessioni sulle nuove disposizioni in materia di sicurezza degli impianti all interno degli edifici in vigore dal 27 marzo 2008 di Claudio Venturi con la collaborazione di Giuseppe Del Vecchio (Ufficio legislativo della Confartigianato) Sommario: - 1.Riferimenti normativi. 2. Premessa Un iter tormentato Le novità di rilievo introdotte dal nuovo regolamento La previsione di nuovi decreti e la revisione del D.M. n. 37/ Classificazione degli impianti e ambito di applicazione L ambito di applicazione secondo la normativa precedente Le novità introdotte dalla nuova normativa Le definizioni relative agli impianti Analisi delle novità introdotte Impianti o parti di impianti non disciplinati dal nuovo decreto Requisiti richiesti per l'esercizio dell attività Premessa Requisiti generali Requisiti morali Requisiti tecnico-professionali La dimostrazione del possesso dei requisiti richiesti Le disposizioni dettate dalla legge n. 25 del La figura del responsabile tecnico 5.1. Il rapporto di immedesimazione con l impresa Forme di collaborazione Le forme di nomina del responsabile tecnico La responsabilità tecnica nelle imprese artigiane I requisiti professionali richiesti Il possesso dei requisiti da parte delle nuove figure contrattuali. 6. La dichiarazione di inizio dell attività 6.1. Le formalità previste Il contenuto della dichiarazione / denuncia di inizio attività I costi Il certificato di riconoscimento La progettazione obbligatoria degli impianti Soggetti abilitati alla redazione del progetto Le soglie dimensionali La documentazione da allegare al progetto. 8. La manutenzione ordinaria 9. La dichiarazione di conformità dei lavori eseguiti Soggetti tenuti al rilascio della dichiarazione L attestato di rispondenza Il deposito delle dichiarazioni di conformità e del certificato di collaudo La dichiarazione di conformità, il collaudo e il certificato di agibilità La dichiarazione di conformità al fornitore. 10. Le verifiche sugli impianti e l elenco dei verificatori La verifica degli impianti e la formazione degli elenchi dei verificatori nella precedente normativa La verifica degli impianti dopo l entrata in vigore del D.M. n. 37/ Obblighi del proprietario dell immobile Le sanzioni amministrative L entità delle sanzioni La comunicazione alla Camera di Commercio Provvedimenti disciplinari. TABELLA RIEPILOGATIVA DEI REQUISITI: TABELLA A Requisiti richiesti per l esercizio dell attività. TABELLA B La figura del responsabile tecnico Compiti e requisiti richiesti. APPENDICI: A - Titoli di studio. B - Diritti di segreteria dovuti alla Camera di Commercio. Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 1/54
2 1. Riferimenti normativi Legge 5 marzo 1990, n. 46: norme sulla sicurezza degli impianti. (La legge è stata prima assorbita nel D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 e, successivamente, abrogata dall art. 3, comma 1, della Legge 26 febbraio 2007, n. 17, di conversione del D.L. 28 dicembre 2006, n. 300, a decorrere dal 27 marzo 2008, data di entrata in vigore del D.M. 22 gennaio 2008, n. 37, ad eccezione degli articoli 8, 14 e 16). D.P.R. 6 dicembre 1991, n. 447: Regolamento di attuazione della L. 5 marzo 1990, n. 46, in materia di sicurezza degli impianti. (Decreto abrogato dall art. 3, comma 1, della Legge 26 febbraio 2007, n. 17, di conversione del D.L. 28 dicembre 2006, n. 300, a decorrere dal 27 marzo 2008, data di entrata in vigore del D.M. 22 gennaio 2008, n. 37). D.P.R. 18 aprile 1994, n 392 e D.P.R. 9 maggio 1994, n 608, modifiche alla legge n. 46 ed al regolamento di applicazione. (Da ritenersi implicitamente abrogati a decorrere dal 27 marzo 2008, a seguito dell entrata in vigore del D.M. n. 37/2008) D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 112, art. 22, comma 3, lett. a) 1. (Da ritenersi implicitamente abrogato a decorrere dal 27 marzo 2008, a seguito dell entrata in vigore del D.M. n. 37/2008) Lettera-Circolare del MICA del 13 gennaio 1999, Prot Riconoscimento dei requisiti di cui all art. 1, lett. d), della legge n. 46/1990 (impianti idrosanitari). Lettera-Circolare del MICA del 21 ottobre 1999, Prot Attività di impiantistica, di autoriparazione e di pulizia. Assoggettabilità alla tassa di concessione governativa. D.P.R. 14 dicembre 1999, n. 558: Regolamento recante norme per la semplificazione della disciplina in materia di registro delle imprese, nonché per la semplificazione dei procedimenti relativi alla denuncia di inizio di attività e per la domanda di iscrizione all'albo delle imprese artigiane o al registro delle imprese per particolari categorie di attività soggette alla verifica di determinati requisiti tecnici (numeri dell'allegato 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59). Art. 9. (Da ritenersi implicitamente abrogato a decorrere dal 27 marzo 2008, a seguito dell entrata in vigore del D.M. n. 37/2008) D.M. 6 aprile 2000 (G.U. n. 102 del 4 maggio 2000): Modifica al D.M. 3 agosto 1995 concernente la formazione degli elenchi dei soggetti abilitati alle verifiche in materia di sicurezza degli impianti (legge 5 marzo 1990, n. 46). D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Suppl. Ord. alla G.U. n. 245 del 20 ottobre 2001): Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. Artt (Gli articoli dal 107 al 121 sono stati abrogati dall art. 3, comma 1, della Legge 26 febbraio 2007, n. 17, di conversione del D.L. 28 dicembre 2006, n. 300, a 1 Si riporta il comma 3 dell art. 22, del D. Lgs. n. 112/1998: Art Liberalizzazioni e semplificazioni concernenti le funzioni delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. (Omissis) 3. E' subordinato ad una denuncia di inizio attività l'esercizio delle seguenti attività, precedentemente assoggettate ad iscrizione nei registri camerali: a) attività di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione di impianti di cui all'articolo 2 della legge 5 marzo 1990, n. 46, e al decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 392; b) attività di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione, sanificazione di cui all'articolo 1 della legge 25 gennaio 1994, n. 82; c) attività di autoriparazione di cui alla legge 5 febbraio 1992, n Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 2/54
3 decorrere dal 27 marzo 2008, data di entrata in vigore del D.M. 22 gennaio 2008, n. 37). Circolare del M.I.C.A. n. 3439/C del 27 marzo 1998: Legge 5 marzo 1990, n. 46. Chiarimenti e interpretazioni evolutive sugli aspetti problematici più importanti. Circolare del Ministero delle attività produttive n. 3562/C del 7 luglio 2003 Leggi 5 marzo 1990, n. 46 (Norme per la sicurezza degli impianti), e 5 febbraio 1992, n. 122 (Disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell attività di autoriparazione) Problematiche connesse all applicazione dell art. 6 della legge n. 25/1996. D.M. 24 novembre 2004: Disposizioni di attuazione dell art. 109, comma 2, del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, recante il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Pubblicato nella G.U. n. 288 del 9 dicembre 2004) (Da ritenersi implicitamente abrogato a decorrere dal 27 marzo 2008, a seguito dell entrata in vigore del D.M. n. 37/2008) Circolare del Ministero delle attività produttive n. 3580/C del 24 novembre 2004, Prot D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 Problematiche connesse all applicazione dell art. 109, comma 2. (Da ritenersi superata a decorrere dal 27 marzo 2008, a seguito dell entrata in vigore del D.M. n. 37/2008) Circolare del Ministero delle attività produttive n. 3584/C del 14 giugno 2005, Prot D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 Problematiche connesse all applicazione dell art. 109, comma 2. (Da ritenersi superata a decorrere dal 27 marzo 2008, a seguito dell entrata in vigore del D.M. n. 37/2008) D.L. 30 settembre 2005, n. 203: Misure di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria (Gazzetta Ufficiale n. 230 del 3 ottobre 2005), convertito, con modificazioni, dalla legge 2 novembre 2005, n. 248 (Gazzetta Ufficiale n. 281 del 2 dicembre 2005). Art. 11- quaterdecies, comma 13, lett. a). Circolare del Ministero delle attività produttive n. 3600/C del 6 aprile Prot : Attività regolamentate (installazione di impianti, autoriparazioni, pulizie, facchinaggio). Utilizzo di alcune figure contrattuali previste dalla riforma del diritto del lavoro. D.L. 28 dicembre 2006, n. 300: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative. (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 28 dicembre 2006), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17. Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico n. 3610/C del 8 giugno 2007, Prot. 5922: Riconoscimento dei titoli professionali acquisiti in paese straniero, per l esercizio in Italia delle attività regolamentate di installazione di impianti, autoriparazioni, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione. Nota del Ministero dello Sviluppo Economico del 22 giugno 2007, Prot. 6456: Richiesta chiarimenti differenza punti 2 e 5 Circolare n. 3610/C del 8 giugno 2007, Prot Casi di competenza CPA. Nota del Ministero dello Sviluppo Economico del 25 luglio 2007, Prot. 7583: Responsabile tecnico di impresa individuale di installazione di impianti (legge n. 46/1990). Nota del Ministero dello Sviluppo Economico del 12 settembre 2007, Prot : Riconoscimento requisito professionale legge n. 46/90 ("Norme per la sicurezza degli impianti") - Parere. D.M. 22 gennaio 2008, n. 37: Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 3/54
4 installazione degli impianti all'interno degli edifici. (Gazzetta Ufficiale n. 61 del 12 marzo 2008) In vigore dal 27 marzo Ministero dello Sviluppo Economico Ufficio legislativo Parere del 26 marzo 2008: Quesiti interpretativi concernenti l articolo 13 del decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37. Ministero dello Sviluppo Economico Nota del 28 marzo 2008 Risposte ai quesiti interpretativi sulla sicurezza degli impianti formulati da Confedilizia. 2. Premessa 2.1. In iter tormentato Con la pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale del 12 marzo 2008, n. 61, del D.M. 22 gennaio 2008, n. 37 si è posto finalmente fine alla lunga fase transitoria delle proroghe della data di entrata in vigore del Capo V (art ) del D.P.R. 6 giugno 2001, n concernente il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia - dedicato alle Norme per la sicurezza degli impianti, nel cui ambito ha assorbito integralmente il contenuto della legge 5 marzo del 1990, n. 46 apportando integrazioni di notevole rilievo. Completamente nuova era la previsione di cui all art. 109, comma 2, laddove veniva prevista la istituzione, presso le Camere di Commercio, dell Albo dei soggetti in possesso dei requisiti professionali per la installazione di impianti. Tale previsione fu immediatamente contrastata da tutte le categorie, sia imprenditoriali che sindacali. La istituzione di tale Albo fu vista come un inutile e ingiustificato adempimento burocratico a carico delle imprese in netta controtendenza rispetto agli obiettivi dichiarati della semplificazione e della razionalizzazione degli adempimenti. Al riguardo vennero tuttavia emanati altri due provvedimenti: con il D.M. 24 novembre 2004 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 288 del 9 dicembre 2004) e, in pari data, con la Circolare n. 3580/C, fissando le modalità per l accertamento del possesso dei titoli professionali richiesti. Ciononostante tale normativa non è mai entrata in vigore, tanto che il termine di entrata in vigore del Capo V del Testo Unico n. 380/2001 è stato prorogato per ben dieci volte. L ultima è stata quella prevista dall'art. 29-bis, della legge 28 febbraio 2008, n. 31, di conversione del D.L. 31 dicembre 2007, n. 248, dove si era previsto un rinvio al 31 marzo 2008, onde consentire la pubblicazione del nuovo decreto. Nel frattempo le Organizzazioni imprenditoriali e sindacali avevano avviato una serie di interventi sul Governo e sulle forze politiche finalizzati soprattutto a conseguire una nuova legge-delega per il riordino di tutta la materia sulla sicurezza degli impianti. Una specie si legge-delega si è avuta con l art. 11-quaterdecies, comma 13, lett. a) del D.L. 30 settembre 2005, n. 203, poi convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n Nel mese di luglio del 2006, il Ministro dello Sviluppo Economico, con un proprio decreto, istituisce una Commissione di studio con il compito di elaborare uno schema di decreto ministeriale. A ottobre del 2006 la commissione termina i lavori di istruttoria tecnica e presenta l elaborato all Ufficio legislativo del Ministero. Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 4/54
5 Dopo una lunga situazione di stallo, a maggio del 2007 il decreto ottiene il parere favorevole del Consiglio di Stato. Tuttavia il decreto viene pubblicato sulla Gazzetta solo dopo dieci mesi e per questo motivo è stata resa necessaria una ulteriore proroga al 31 marzo Prima della scadenza del termine di tale proroga, è finalmente intervenuta la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 12 marzo 2008 del tanto atteso decreto 22 gennaio 2008, n. 37, che riordina, senza stravolgimenti, l intera materia e senza peraltro più prevedere la istituzione dell Albo dei soggetti qualificati. Il decreto, come si è detto, è stato emanato in attuazione del comma 13, lett. a), dell art. 11-quaterdecies (Interventi infrastrutturali, per la ricerca e per l'occupazione) del D.L. n. 203/2005, convertito dalla Legge n. 248/2005. In tale comma si prevedeva che il Ministro delle Attività Produttive (ora dello Sviluppo Economico), di concerto con il Ministro dell'ambiente e della Tutela del Mare e del Territorio, emanasse uno o più decreti, volti a disciplinare: a) il riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici; b) la definizione di un reale sistema di verifiche degli impianti di cui alla lettera a) con l'obiettivo primario di tutelare gli utilizzatori degli impianti garantendo una effettiva sicurezza; c) la determinazione delle competenze dello Stato, delle regioni e degli enti locali secondo i princìpi di sussidiarietà e di leale collaborazione, anche tramite lo strumento degli accordi in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; d) la previsione di sanzioni in caso di violazione degli obblighi stabiliti dai provvedimenti previsti dalle lettere a) e b). Si trattava di una forma di delega piuttosto affievolita in quanto era stato previsto un provvedimento di natura meramente regolamentare con il quale effettuare il riordino delle disposizioni in materia di installazione. In sostanza, con questa forma di decreto ministeriale si sarebbe potuto solamente apportare qualche modifica delle precedenti disposizioni procedurali e regolamentari, mantenendo comunque fermo il precedente impianto legislativo primario previsto dalla legge n. 46/1990. Difatti, non il nuovo decreto, ma la Legge 26 febbraio 2007, n. 17, di conversione del D.L. 28 dicembre 2006, n. 300, all articolo 3, comma 1, aveva, tra l altro, previsto che, a decorrere dalla data di entrata in vigore del nuovo regolamento (27 marzo 2008), sarebbero stati abrogati: il regolamento di cui al D.P.R. 6 dicembre 1991, n. 447, gli articoli da 107 a 121 del testo unico di cui al D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, e la legge 5 marzo 1990, n. 46, ad eccezione degli articoli 8, 14 e 16, le cui sanzioni trovano applicazione in misura raddoppiata per le violazioni degli obblighi previsti dallo stesso nuovo regolamento. Oltre alle abrogazioni esplicite, che abbiamo appena citato, il nuovo Decreto ministeriale comporta anche alcune abrogazioni implicite, concernenti rispettivamente: il D.P.R. 18 aprile 1994, n. 392, che regolava il procedimento di riconoscimento dei requisiti professionali e vari altri aspetti (verifiche, dichiarazioni di conformità, uffici tecnici interni, adeguamento impianti mediante atto di notorietà o dichiarazione sostitutiva); Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 5/54
6 l articolo 9 del D.P.R. 14 dicembre 1999, n. 558, che riguardava la procedura di inizio di attività e l invio della copia della dichiarazione di conformità alla Camera di Commercio; il Decreto del Ministro delle Attività Produttive 24 novembre 2004, recante l istituzione e la regolamentazione dell albo dei soggetti in possesso dei requisiti professionali per l attività di installazione di impianti, ai sensi dell art. 109, comma 2 del Capo V - Impianti. In definitiva il nuovo decreto ministeriale, anche se non rappresenta una autentica riforma della disciplina in materia di attività di installazione di impianti, costituisce un riordino mirato a razionalizzare, coordinare ed integrare la precedente disciplina primaria e secondaria, mantenendo sostanzialmente i princìpi della precedente impostazione Le novità di rilievo introdotte dal nuovo regolamento Ma quali sono le novità più rilevanti introdotte da questo nuovo regolamento? Da rilevare, in primo luogo, la estensione del campo di applicazione della disciplina a tutte le categorie di edifici privati e pubblici, qualunque ne sia la destinazione d uso. In tal senso il Decreto conferma l estensione del campo di applicazione della disciplina, già prevista dall art. 107 del Capo V impianti del D.P.R. n. 380/2001, a tutte le categorie di edifici privati e pubblici, qualunque ne sia la destinazione d uso, superando la precedente distinzione in base alla quale la legge n. 46/1990 era applicabile agli edifici adibiti ad uso civile (abitazioni, studi professionali, persone giuridiche private, associazioni, circoli, conventi e simili) e non alle diverse categorie di edifici non ad uso civile (quali gli immobili pubblici, quelli ad uso industriale, produttivo, artigianale, commerciale, agricolo o ad altri usi come gli edifici di culto, le scuole i luoghi di cura, i magazzini, i depositi); solo l attività relativa agli impianti elettrici era soggetta in ogni caso alla legge n. 46/1990 per tutti gli edifici pubblici o privati con qualsiasi destinazione. Per quanto riguarda la classificazione degli impianti, vengono apportate alcune integrazioni delle denominazioni previste dalla precedente classificazione, apportando parziali ritocchi e accorpamenti (art, 1, comma 2). I requisiti di qualificazione professionale vengono innalzati e resi maggiormente selettivi. Risultano, quindi, aumentati i periodi di inserimenti in imprese abilitate del settore (art. 4). E stato rafforzato il rapporto esclusivo di immedesimazione del responsabile tecnico, prevedendo che tale funzione possa essere svolta per una sola impresa e che tale qualifica sia incompatibile con ogni altra attività continuativa (art. 3, commi 1 e 2). E stato introdotto in via generale il principio della redazione del progetto, per l installazione, la trasformazione e l ampliamento di tutti gli impianti, esclusi gli ascensori e montacarichi, in quanto regolamentati da apposita normativa (art. 5, comma 1). Ne vengono previsti due tipi: uno semplificato, che può essere redatto da responsabile tecnico dell impresa installatrice, e uno più complesso, sottoscritto da Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 6/54
7 un professionista iscritto begli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche e previsto per impianti di un certo rilievo. I progetti vanno depositati presso lo sportello unico per l edilizia del Comune. Al decreto sono allegati due nuovi modelli di dichiarazione di conformità degli impianti, rilasciati dall installatore: uno per l impresa installatrice e uno per gli uffici tecnici interni delle imprese non installatrici. A proposito della dichiarazione di conformità almeno due sono le novità di assoluto rilievo. La prima, è quella prevista all articolo 7, comma 6: per gli impianti eseguiti prima dell entrata in vigore del nuovo decreto (27 marzo 2008), nel caso in cui la dichiarazione di conformità prevista non sia stata prodotta o non sia più reperibile, tale atto dovrà essere sostituito da una dichiarazione di rispondenza resa, anziché da un installatore, da un professionista iscritto all'albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che abbia esercitato per almeno cinque anni nel settore di competenza. Tale documento sostitutivo diviene indispensabile in caso di compravendita dell'immobile, perché, ai sensi dell art. 13, dovrebbe essere allegato dal venditore al rogito. La seconda novità, che approfondiremo più avanti, è quella prevista all articolo 8, commi 3, 4 e 5: il committente, entro 30 giorni dall allacciamento di una nuova fornitura di gas, energia elettrica e acqua, negli edifici di qualsiasi destinazione d uso, dovrà consegnare al distributore o al venditore copia della dichiarazione di conformità dell impianto o copia della dichiarazione di rispondenza sostitutiva. Copia della stessa dichiarazione dovrà essere consegnata anche nel caso di richiesta di aumento di potenza impegnata a seguito di interventi sull impianto. Decorso il termine di 30 giorni senza che venga prodotta la dichiarazione di conformità, il fornitore o il distributore, previo congruo avviso, sospende la fornitura. E stato soppresso l obbligo di inviare copia della dichiarazione di conformità alla Camera di Commercio ma permane l obbligo di depositarla presso lo sportello unico dell edilizia del Comune. Sarà compito dello sportello unico inoltrare copia della dichiarazione alla Camera di Commercio nella cui circoscrizione ha sede l impresa esecutrice dell impianto per gli opportuni riscontri con le risultanze del Registro delle imprese o dell Albo delle imprese artigiane e per l irrogazione delle sanzioni nel caso di eventuali violazioni accertate. Una lacuna che riteniamo rilevante è quella relativa alla mancanza assoluta di una disciplina transitoria. Lacuna che speriamo sia al più presto sopperita da una Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico, che chiarisca alcuni dubbi e colmi le varie lacune presenti nel nuovo decreto, che cercheremo di evidenziare nel corso della trattazione La previsione di nuovi decreti e la revisione del D.M. n. 37/2008 Secondo quanto stabilito dall art. 35, comma 1, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, rubricato Semplificazione della disciplina per l'installazione degli impianti all'interno degli edifici, entro il 31 dicembre 2008 il Ministro dello sviluppo economico, di Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 7/54
8 concerto con il Ministro per la semplificazione normativa, dovrà emanare uno o piu' decreti volti a disciplinare: a) il complesso delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici prevedendo semplificazioni di adempimenti per i proprietari di abitazioni ad uso privato e per le imprese; b) la definizione di un reale sistema di verifiche di impianti di cui alla lettera a) con l'obiettivo primario di tutelare gli utilizzatori degli impianti garantendo una effettiva sicurezza; c) la revisione della disciplina sanzionatoria in caso di violazioni di obblighi stabiliti dai provvedimenti previsti alle lettere a) e b). In applicazione di questi indirizzi, il Ministero ha confermato che è allo studio una profonda modifica del D.M. n. 37/2008. Nel successivo comma 2 del medesimo articolo si dispone l abrogazione dell articolo 13 del D.M. n. 37/2008, relativo agli obblighi del proprietario nel caso di trasferimento dell immobile 3. Classificazione degli impianti e ambito di applicazione L articolo 1 del D.M. n. 37/2008, al comma 2, presenta una classificazione degli impianti che rispecchia quasi integralmente quella precedente, con alcune integrazioni delle denominazioni, qualche ritocco ed alcuni accorpamenti. Gli impianti che rientrano nell ambito di applicazione delle norme sulla sicurezza degli impianti sono i seguenti: A) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonchè gli impianti per l'automazione di porte, cancelli e barriere; B) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere; C) impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali; D) impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie; E) impianti per la distribuzione e l'utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali; F) impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili; G) impianti di protezione antincendio. Per evidenziare maggiormente le differenze, mettiamo a confronto le due normative: quella prevista nella legge n. 46/1990 e quella del D.M. n. 37/2008. Tavola n. 1 Nella legge n. 46/1990 Art. 1 Nel D.M. n. 37/2008 Art. 1 A. impianti di produzione, di trasporto, di A. impianti di produzione, trasformazione, distribuzione e di utilizzazione dell'energia trasporto, distribuzione, utilizzazione elettrica all'interno degli edifici a partire dal punto di consegna dell'energia fornita dall'ente dell'energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonchè gli Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 8/54
9 distributore; B. impianti radiotelevisivi ed elettronici in genere, le antenne e gli impianti di protezione da scariche atmosferiche; C. impianti di riscaldamento e di climatizzazione azionati da fluido liquido, aeriforme, gassoso e di qualsiasi natura o specie; D. impianti idrosanitari nonché quelli di trasporto, di trattamento, di uso, di accumulo e di consumo di acqua all'interno degli edifici a partire dal punto di consegna dell'acqua fornita dall'ente distributore; E. impianti per il trasporto e l'utilizzazione di gas allo stato liquido o aeriforme all interno degli edifici, a partire dal punto di consegna del combustibile gassoso fornito dall'ente distributore; F. impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili; G. impianti di protezione antincendio. impianti per l'automazione di porte, cancelli e barriere; B. impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere; C. impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali; D. impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie; E. impianti per la distribuzione e l'utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali; F. impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili; G. impianti di protezione antincendio L ambito di applicazione secondo la normativa precedente Nella normativa precedente occorreva far riferimento non solo ai tipi di impianti, ma anche al tipo di immobile ove gli stessi venivano installati. Solo l'attività relativa agli impianti elettrici era sempre e in ogni caso soggetta alle disposizioni dettate dalla legge n. 46/1990, qualsiasi era il tipo di immobile (art. 1, comma 2, L. n. 46/1990). Gli altri sei tipi di impianti erano soggetti alle disposizioni della legge n. 46/90 e del relativo regolamento soltanto se relativi ad "unità immobiliari o la parte di esse destinate ad uso abitativo, a studio professionale o a sede di persone giuridiche private, associazioni, circoli o conventi e simili" (art. 1, 1 comma, D.P.R. n. 447/91). Secondo quanto stabiliva all articolo 1, comma 1, del D.P.R. n. 447/1991 (ora abrogato), per edifici adibiti ad uso civile, ai fini del comma 1 dell'art. 1 della legge n. 46/1990, si intendevano le unità immobiliari o la parte di esse destinate ad uso abitativo, a studio professionale o a sede di persone giuridiche private, associazioni, circoli o conventi e simili. Pertanto, tra gli edifici non ad uso civile vi rientrano: sedi di società, attività industriale, attività commerciale, attività agricola, attività di produzione, attività di intermediazione di beni o servizi, edifici di culto, uffici, scuole, luoghi di cura, magazzini, depositi, immobili destinati a pubbliche finalità, immobili dello Stato o di Enti (pubblici, territoriali, istituzionali o economici). Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 9/54
10 3.2. Le novità introdotte dalla nuova normativa Con la nuova normativa, stando a quanto stabilito all art. 1, comma 1 del D.M. n. 37/2008, le disposizioni dettate dal nuovo decreto si applicano agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d uso, collocati all interno degli stessi o delle relative pertinenze. Viene poi aggiunto che, nel caso l impianto sia connesso a reti di distribuzione, le disposizioni del nuovo decreto si applicano a partire dal punto di consegna della fornitura. Dunque, il campo di applicazione della legge n. 46/1990 viene esteso a tutti gli impianti relativi agli edifici pubblici e privati, prescindendo dalla loro destinazione d uso (quali: uso industriale, produttivo, artigianale, commerciale, agricolo, ecc.). Si richiama l attenzione sulla precisazione della norma laddove si fa riferimento a tutti gli impianti collocati non solo all interno degli edifici, ma anche nelle relative pertinenze, quindi anche in spazi esterni ma comunque destinati in modo strutturale al servizio dell edificio, in ciò superando le incertezze provocate dalla precedente disciplina. L ambito di applicazione del decreto n. 37/2008, oltre che agli impianti a servizio degli edifici, si estende, per esempio, anche agli impianti a servizio delle attività di processo, commerciali e terziarie che si svolgono all interno degli edifici. Si ritiene, pertanto, che rientri nell ambito di applicazione della nuova disciplina anche la produzione e installazione di impianti di refrigerazione per supermercati, di centrali frigorifere, di impianti di banchi e celle frigorifere, ecc. (Si veda a tale proposito la Nota del Ministero dello Sviluppo Economico del 24 luglio 2008, Prot ). E inevitabile a questo punto domandarsi che sarà, per esempio, di tutte quelle imprese che, iscritte regolarmente nel Registro delle imprese o nell Albo delle imprese artigiane, hanno operato su impianti di edifici adibiti ad uso industriale, commerciale, artigianale, ecc., precedentemente esclusi dalla sfera di applicazione della legge n. 46/1990. Occorre a questo punto un intervento del competente Ministero che fornisca indicazioni sulla fase transitoria di prima applicazione della nuova disciplina, consentendo a tutte queste imprese regolarmente iscritte nel Registro delle imprese o nell Albo delle imprese artigiane, la possibilità di conseguire il riconoscimento dell abilitazione all esercizio delle predette attività. A tal fine, sarebbe, dunque, opportuno chiarire, in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale, che, alla data di entrata in vigore del nuovo decreto, tutte le imprese regolarmente iscritte nel Registro delle imprese o nell Albo delle imprese artigiane, che hanno operato o stanno operando su impianti in edifici adibiti ad uso industriale, commerciale, artigianale, agricolo o ad altri usi, precedentemente esclusi dalla sfera di applicazione della legge n. 46/1990, si considerano abilitate all esercizio delle attività di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione di impianti per le corrispondenti lettere e specifiche voci all interno di esse, di cui all art. 1, come risultanti allo stato di iscrizione nei predetti uffici Le definizioni relative agli impianti Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 10/54
11 L articolo 2 del D.M. n. 37/2008 riporta delle definizioni che riteniamo siano di grande importanza. Ne segnaliamo le principali. Punto di consegna Alla lettera a) del comma 1 viene precisato che la disciplina in materia di installazione, laddove l impianto sia connesso a reti di distribuzione, si applica a partire dal punto di consegna delle forniture medesime, vale a dire dal punto in cui l'azienda fornitrice o distributrice rende disponibile all'utente l'energia elettrica, il gas naturale o diverso e l'acqua, ovvero il punto di immissione del combustibile nel deposito collocato, anche mediante comodato, presso l'utente. Viene così ampliato il concetto di punto di consegna delle forniture per gli impianti posti al servizio degli edifici, prevedendo anche il caso in cui gli impianti suddetti sono alimentati da combustibile stoccato in appositi depositi. Dato che per l installazione e messa in servizio di tali recipienti esistono numerosi prescrizioni in carico ai costruttori degli apparecchi e alle società distributrici del combustibile, sarebbe opportuno precisare che la sola fornitura in opera dei suddetti depositi, ad esclusione del collegamento degli stessi all impianto, non è soggetta all obbligo di abilitazione alla lettera e) dell art. 1, comma 2, del nuovo decreto mentre il loro collegamento all impianto e la messa in servizio di quest ultimo è subordinata all accertamento, da parte dell installatore abilitato, della documentazione ove prevista dalla specifica normativa di riferimento allegando la stessa alla dichiarazione di conformità di cui all art. 7 del Decreto. Uffici tecnici interni Alla lettera c) vengono definiti uffici tecnici interni le strutture costituite da risorse umane e strumentali preposte all'impiantistica, alla realizzazione degli impianti aziendali ed alla loro manutenzione i cui responsabili siano in possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti dall'articolo 4. All articolo 3, comma 5, viene stabilito che le imprese non installatrici, che dispongono all interno di uffici tecnici, sono autorizzate all installazione, alla trasformazione, all ampliamento e alla manutenzione degli impianti, relativi esclusivamente alle proprie strutture interne e nei limiti della tipologia di lavori per i quali il responsabile tecnico possiede i requisiti previsti all articolo 4. Non si capisce per quale motivo non venga espressamente prevista, anche per queste imprese: a) che venga effettuata una specifica denuncia al Registro delle imprese o all Albo delle imprese artigiane nella quale venga, tra l altro, indicato il responsabile tecnico preposto; b) che la dichiarazione di conformità emessa dagli uffici tecnici interni venga depositata presso lo sportello unico per l edilizia, entro i termini previsti dall articolo 11 del D.M. n. 37/2008. Ordinaria manutenzione Alla lettera d) si definisce ordinaria manutenzione gli interventi finalizzati a contenere il degrado normale d'uso, nonchè a far fronte ad eventi accidentali che comportano la necessità di primi interventi, che comunque non modificano la struttura dell'impianto su cui si interviene o la sua destinazione d'uso secondo le prescrizioni previste dalla normativa tecnica vigente e dal libretto di uso e manutenzione del costruttore. Impianti di energia elettrica Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 11/54
12 Alla lettera e) vengono definiti impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica i circuiti di alimentazione degli apparecchi utilizzatori e delle prese a spina con esclusione degli equipaggiamenti elettrici delle macchine, degli utensili, degli apparecchi elettrici in genere. Nell'ambito degli impianti elettrici rientrano anche quelli di autoproduzione di energia fino a 20 kw nominale, gli impianti per l'automazione di porte, cancelli e barriere, nonche' quelli posti all'esterno di edifici se gli stessi sono collegati, anche solo funzionalmente, agli edifici. Impianti radiotelevisivi ed elettronici Alla lettera f) vengono definiti impianti radiotelevisivi ed elettronici le componenti impiantistiche necessarie alla trasmissione ed alla ricezione dei segnali e dei dati, anche relativi agli impianti di sicurezza, ad installazione fissa alimentati a tensione inferiore a 50 V in corrente alternata e 120 V in corrente continua, mentre le componenti alimentate a tensione superiore, nonchè i sistemi di protezione contro le sovratensioni sono da ritenersi appartenenti all'impianto elettrico; ai fini dell'autorizzazione, dell'installazione e degli ampliamenti degli impianti telefonici e di telecomunicazione interni collegati alla rete pubblica, si applica la normativa specifica vigente. Impianti a gas Alla lettera g) vengono definiti impianti per la distribuzione e l'utilizzazione di gas l'insieme delle tubazioni, dei serbatoi e dei loro accessori, dal punto di consegna del gas, anche in forma liquida, fino agli apparecchi utilizzatori, l'installazione ed i collegamenti dei medesimi, le predisposizioni edili e meccaniche per l'aerazione e la ventilazione dei locali in cui deve essere installato l'impianto, le predisposizioni edili e meccaniche per lo scarico all'esterno dei prodotti della combustione; Impianti antincendio Alla lettera h) vengono definiti impianti di protezione antincendio gli impianti di alimentazione di idranti, gli impianti di estinzione di tipo automatico e manuale nonchè gli impianti di rilevazione di gas, di fumo e d'incendio. Anche in questo caso, per evidenziare maggiormente le differenze, mettiamo a confronto le due normative: quella prevista nel D.P.R. n. 447/1991 e quella del D.M. n. 37/2008. Tavola n. 2 Nel D.P.R. n. 447/1991 Nel D.M. n. 37/ Per edifici adibiti ad uso civile, ai fini del comma 1 dell'art. 1 della L , n. 46, di seguito denominata "legge", si intendono le unità immobiliari o la parte di esse destinate ad uso abitativo, a studio professionale o a sede di persone giuridiche private, associazioni, circoli o conventi e simili. 2. Sono soggetti all'applicazione della legge, per quanto concerne i soli impianti elettrici di cui all'art. 1, 1. Ai fini del presente decreto si intende per: a) punto di consegna delle forniture: il punto in cui l'azienda fornitrice o distributrice rende disponibile all'utente l'energia elettrica, il gas naturale o diverso, l'acqua, ovvero il punto di immissione del combustibile nel deposito collocato, anche mediante comodato, presso l'utente; b) potenza impegnata: il valore maggiore tra la Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 12/54
13 comma 1, lettera a) della legge, anche gli edifici adibiti a sede di società, ad attività industriale, commerciale o agricola o comunque di produzione o di intermediazione di beni o servizi, gli edifici di culto, nonchè gli immobili destinati ad uffici, scuole, luoghi di cura, magazzini o depositi o in genere a pubbliche finalità, dello Stato o di enti pubblici territoriali, istituzionali o economici. 3. Per impianti di utilizzazione dell'energia elettrica si intendono i circuiti di alimentazione degli apparecchi utilizzatori e delle prese a spina con esclusione degli equipaggiamenti elettrici delle macchine, degli utensili, degli apparecchi elettrici in genere. Nell'ambito degli impianti elettrici rientrano anche quelli posti all'esterno di edifici se gli stessi sono collegati ad impianti elettrici posti all'interno. Gli impianti luminosi pubblicitari rientrano altresì nello stesso ambito qualora siano collegati ad impianti elettrici posti all'interno. 4. Per impianto radiotelevisivo ed elettronico si intende la parte comprendente tutte le componenti necessarie alla trasmissione ed alla ricezione dei segnali e dei dati ad installazione fissa funzionanti in bassissima tensione, mentre tutte le componenti funzionanti a tensione di rete nonchè i sistemi di protezione contro le sovratensioni sono da ritenersi appartenenti all'impianto elettrico. Per gli impianti telefonici interni collegati alla rete pubblica, continua ad applicarsi il decreto 4 ottobre 1982 del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 8 del 10 gennaio 1983, con riferimento all'autorizzazione, all'installazione e agli ampliamenti degli impianti stessi. 5. Per impianto del gas a valle del punto di consegna si intende l'insieme delle tubazioni e dei loro accessori dal medesimo punto di consegna all'apparecchio utilizzatore, l'installazione ed i collegamenti del medesimo, le predisposizioni edili e/o meccaniche per la ventilazione del locale dove deve essere installato l'apparecchio, le predisposizioni edili e/o meccaniche per lo scarico all'esterno dei prodotti della combustione. 6. Per impianti di protezione antincendio si intendono gli idranti, gli impianti di spegnimento di tipo automatico e manuale nonchè gli impianti di rilevamento di gas, fumo e incendio. potenza impegnata contrattualmente con l'eventuale fornitore di energia, e la potenza nominale complessiva degli impianti di autoproduzione eventualmente installati; c) uffici tecnici interni: strutture costituite da risorse umane e strumentali preposte all'impiantistica, alla realizzazione degli impianti aziendali ed alla loro manutenzione i cui responsabili posseggono i requisiti tecnico-professionali previsti dall'articolo 4; d) ordinaria manutenzione: gli interventi finalizzati a contenere il degrado normale d'uso, nonchè a far fronte ad eventi accidentali che comportano la necessità di primi interventi, che comunque non modificano la struttura dell'impianto su cui si interviene o la sua destinazione d'uso secondo le prescrizioni previste dalla normativa tecnica vigente e dal libretto di uso e manutenzione del costruttore; e) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica: i circuiti di alimentazione degli apparecchi utilizzatori e delle prese a spina con esclusione degli equipaggiamenti elettrici delle macchine, degli utensili, degli apparecchi elettrici in genere. Nell'ambito degli impianti elettrici rientrano anche quelli di autoproduzione di energia fino a 20 kw. nominale, gli impianti per l'automazione di porte, cancelli e barriere, nonche' quelli posti all'esterno di edifici se gli stessi sono collegati, anche solo funzionalmente, agli edifici; f) impianti radiotelevisivi ed elettronici: le componenti impiantistiche necessarie alla trasmissione ed alla ricezione dei segnali e dei dati, anche relativi agli impianti di sicurezza, ad installazione fissa alimentati a tensione inferiore a 50 V in corrente alternata e 120 V in corrente continua, mentre le componenti alimentate a tensione superiore, nonche' i sistemi di protezione contro le sovratensioni sono da ritenersi appartenenti all'impianto elettrico; ai fini dell'autorizzazione, dell'installazione e degli ampliamenti degli impianti telefonici e di telecomunicazione interni collegati alla rete pubblica, si applica la normativa specifica vigente; g) impianti per la distribuzione e l'utilizzazione di gas: l'insieme delle tubazioni, dei serbatoi e dei loro accessori, dal punto di consegna del gas, anche in forma liquida, fino agli apparecchi utilizzatori, l'installazione ed i collegamenti dei medesimi, le predisposizioni edili e meccaniche per l'aerazione e la ventilazione dei locali in cui deve essere installato l'impianto, le predisposizioni edili e meccaniche per lo scarico all'esterno dei prodotti della combustione; h) impianti di protezione antincendio: gli impianti di alimentazione di idranti, gli impianti di estinzione di tipo automatico e manuale nonche' gli impianti di rilevazione di gas, di fumo e d'incendio; i) CEI: Comitato Elettrotecnico Italiano;. l) UNI: Ente Nazionale Italiano di Unificazione. 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14 3.4. Analisi delle novità introdotte Dall ambito di applicazione di cui all articolo 1e dalle definizioni riportate all articolo 2, del D.M. n. 37/20087, si possono evidenziare delle novità importanti e al contempo alcune lacune e imprecisioni, che si spera siano al più presto colmate da apposite istruzioni ministeriali. a) Gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche vengono accorpati con gli impianti elettrici (lett. A). b) Viene prevista un apposita denominazione relativa agli impianti per l automazione di porte, cancelli e barriere automatiche, che vengono fatti rientrare nell ambito degli impianti elettrici (lett. A) (art. 2, comma 1, lett. e). c) Nella definizione di cui all art. 2, comma 1, lett. e) sono scomparsi i riferimenti, previsti dalla normativa precedente, agli impianti luminosi pubblicitari. Al riguardo, sarebbe opportuno precisare che nella nuova formulazione nonchè quelli posti all'esterno di edifici se gli stessi sono collegati, anche solo funzionalmente, agli edifici vi rientrano anche gli impianti luminosi pubblicitari posti all esterno degli edifici se gli stessi sono collegati, anche solo funzionalmente, agli edifici stessi. d) Nell ambito degli impianti di riscaldamento, climatizzazione, condizionamento è stata inserita la denominazione degli impianti di refrigerazione di qualsiasi natura e specie (lett. C), precedentemente non previsti. Per quanto riguarda tali impianti, data la genericità della formulazione, sarebbe opportuno che venissero identificati con chiarezza e, data la elevata complessità tecnica richiesta (se riferiti ad edifici ad uso industriale o produttivo), sarebbe anche opportuno tenerli distinti rispetto alle altre tipologie più generiche di impianti di climatizzazione e di condizionamento, magari ad uso domestico, anche ai fini di una corretta individuazione dei requisiti richiesti e dell accertamento della relativa qualificazione tecnico-professionale che non può non essere differenziata. e) Il Regolamento, dopo aver classificato in via generale la tipologia di impianti di riscaldamento, climatizzazione, condizionamento e refrigerazione di qualsiasi natura e specie, inserisce una specificazione, non prevista dalla precedente classificazione, in base alla quale sono comprese anche le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali, in ciò riportando un formale riferimento alle opere che normalmente vengono effettuate da parte delle imprese di installazione o, comunque, sono realizzate secondo le loro indicazioni. Da notare, inoltre, che il Regolamento non prevede alcuna definizione tecnica di tale tipologia di impianti. f) Nella definizione di cui all art. 2, comma 1, lett. f) sono stati erroneamente equiparati gli impianti telefonici agli impianti di telecomunicazione, che costituiscono una tipologia completamente diversa, facendoli così soggiacere alla medesima disciplina. Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 14/54
15 Solo agli impianti telefonici interni collegati alla rete pubblica soggiacciono, ai fini dell autorizzazione, dell installazione e degli ampliamenti, si deve applicare la normativa specifica vigente. g) Viene data una dettagliata descrizione delle componenti facenti parte dell impianto per la distribuzione del gas (art. 2, comma 1, lett. g), ma viene omessa una equivalente dettagliata descrizione degli impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie. Si deve, inoltre, rilevare che manca un coordinamento fra la denominazione delle varie tipologie di impianto (riscaldamento, climatizzazione, condizionamento, refrigerazione) e: 1) le disposizioni vigenti in materia di rendimento energetico nell edilizia (Si veda il D. Lgs. 19 agosto 2005, n. 192, successivamente modificato e integrato dal D. Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311); 2) le disposizioni vigenti in materia di inquinamento atmosferico (si veda il D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, successivamente modificato ed integrato dal D. Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4 Artt ). In entrambi i casi si rinvengono definizioni di impianto termico, di climatizzazione estiva e invernale 2 e sarebbe quindi opportuno che ci fosse un coordinamento fra la denominazione delle varie tipologie di impianto. h) Per gli impianti elettrici si fa riferimento agli impianti di trasformazione, a quelli di autoproduzione di energia elettrica fino a 20 Kw nominali, nonché a quelli posti all esterno degli edifici se gli stessi sono collegati, anche solo funzionalmente, agli edifici (art. 2, comma 1, lett. e). i) In merito agli impianti radiotelevisivi ed elettronici si fa riferimento alle componenti impiantistiche necessarie alla trasmissione ed alla ricezione dei segnali e dei dati, anche relativi agli impianti di sicurezza, ad installazione fissa alimentati a tensione inferiore a 50 V in corrente alternata e a 120 V in corrente continua (art. 2, comma 1, lett. f) Impianti o parti di impianti non disciplinati dal nuovo decreto Al comma 3, sempre dell art. 1 del D.M. n. 37/2008, viene precisato che gli impianti o parti di impianto che sono soggetti a requisiti di sicurezza prescritti in attuazione della normativa comunitaria, ovvero di normativa specifica, non sono disciplinati, per tali aspetti, dalle disposizioni del presente decreto. Il riferimento riguarda, in primis, gli ascensori, e in generale gli impianti di sollevamento (i montacarichi, le scale mobili e marciapiedi mobili), che da sempre in Italia sono oggetto di normative specifiche. 2 Nell Allegato A del D. Lgs. n. 192/2005, viene data la seguente definizione: 14. impianto termico è un impianto tecnologico destinato alla climatizzazione estiva ed invernale degli ambienti con o senza produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari o alla sola produzione centralizzata di acqua calda per gli stessi usi, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e di controllo; sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi per il riscaldamento localizzato ad energia radiante, scaldacqua unifamiliari; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 15 kw. Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 15/54
16 Per questo, il D.M. n. 37/2008, molto opportunamente, ha fatto questa esplicita previsione precisando che nel decreto non vengono disciplinati per taluni aspetti gli impianti che sono soggetti ai requisiti di sicurezza prescritti in attuazione della normativa comunitaria, ovvero di normativa specifica. L installazione di un nuovo ascensore è stata regolamentata con la Direttiva ascensori 95/16/CE del 29 giugno 1995, recepita in Italia con il D.P.R. 30 aprile 1999, n. 162 ( Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio ), in vigore dal 25 giugno L ambito di applicazione di questo regolamento è limitato agli ascensori, in servizio permanente negli edifici e nelle costruzioni, nonché ai componenti di sicurezza, utilizzati in tali ascensori ed elencati nell'allegato IV. Sono esclusi dall'ambito di applicazione del presente regolamento: a) gli impianti a fune, comprese le funicolari, per il trasporto di persone; b) gli ascensori specificamente progettati e costruiti per scopi militari o per il mantenimento dell'ordine pubblico; c) gli ascensori al servizio di pozzi miniera; d) gli elevatori di scenotecnica; e) gli ascensori installati in mezzi di trasporto; f) gli ascensori collegati ad una macchina e destinati esclusivamente all'accesso al posto di lavoro; g) i treni a cremagliera; h) gli ascensori da cantiere. Il regolamento, all art. 2. definisce solo gli ascensori e i montacarichi. Ascensore : un apparecchio a motore che collega piani definiti mediante una cabina che si sposta lungo guide rigide e la cui inclinazione sull'orizzontale è superiore a 15 gradi, destinata al trasporto di persone, di persone e cose, o soltanto di cose se la cabina è accessibile, ossia se una persona può entrarvi senza difficoltà, e munita di comandi situati al suo interno o alla portata di una persona che si trova al suo interno. Montacarichi : un apparecchio a motore di portata non inferiore a chilogrammi 25 che collega piani definiti mediante una cabina che si sposta lungo guide rigide e la cui inclinazione sull'orizzontale è superiore a 15 gradi, destinata al trasporto di sole cose, inaccessibile alle persone o, se accessibile, non munita di comandi situati al suo interno o alla portata di una persona che si trova al suo interno. Per avere una definizione di scala mobile o di marciapiede mobile è necessario rifarsi alla Norma Europea EN 115, armonizzata ai fini della Direttiva Europea 89/392/CEE ( Direttiva Macchine ), pubblicata dal CEN a Gennaio 1997 e relativa a "norme di sicurezza per la costruzione e la installazione di scale mobili e marciapiedi mobili". Ai sensi della EN 115: - "scala mobile" è l' "installazione azionata da motore con gradini in movimento senza fine, per il trasporto di passeggeri in salita ed in discesa"; - "marciapiede mobile" è l' "installazione azionata da motore, con superficie in movimento senza fine (es. segmenti, tappeto) per il trasporto di passeggeri fra due punti allo stesso o a diverso livello". Con il Decreto Ministeriale 18 settembre 1975 sono state dettate le Norme tecniche di sicurezza per la costruzione e l esercizio delle scale mobili in servizio pubblico. Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 16/54
17 4. Requisiti richiesti per l esercizio dell attività 4.1. Premessa I requisiti richiesti per l esercizio dell attività di impiantistica sono di ordine generale, di ordine morale e di ordine tecnico-professionale. Le novità assai rilevanti sono quelle che riguardano i requisiti di qualificazione professionali, che risultano innalzati e resi maggiormente selettivi. In tal senso risultano aumentati i periodi di inserimento in imprese abilitate del settore. E stato rafforzato il rapporto esclusivo di immedesimazione del responsabile tecnico, in possesso dei requisiti di qualificazione professionale, prevedendo d ora in poi: a) che tale funzione potrà essere svolta per una sola impresa; b) che tale qualifica sarà incompatibile con ogni altra attività continuativa (art. 3, comma 2) Requisiti generali I requisiti di ordine generale sono i seguenti: aver raggiunto la maggiore età, essere cittadino italiano o di uno degli stati membri dell'unione Europea o straniero non comunitario residente in Italia e munito di regolare permesso di soggiorno in corso di validità Requisiti morali I requisiti di ordine morali sono i seguenti: avere il godimento dei diritti civili; non essere stato interdetto o inabilitato; non essere stato dichiarato fallito, o in caso di fallimento essere stato riabilitato; non essere sottoposto a misure di prevenzione contro la delinquenza mafiosa Requisiti tecnico-professionali I requisiti tecnico-professionali previsti dall'art. 4, comma 1, del D.M. n. 37/2008 sono i seguenti: a) diploma di laurea in materia tecnica specifica conseguito presso una università statale o legalmente riconosciuta; b) diploma o qualifica conseguita al termine di scuola secondaria del secondo ciclo con specializzazione relativa al settore delle attività di cui all'articolo 1, presso un istituto statale o legalmente riconosciuto, seguiti da un periodo di inserimento, di almeno due anni continuativi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore. Il periodo di inserimento per le attività di cui all'articolo 1, comma 2, lettera d) e' di un anno; Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 17/54
18 c) titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, previo un periodo di inserimento, di almeno quattro anni consecutivi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore. Il periodo di inserimento per le attività di cui all'articolo 1, comma 2, lettera d) e' di due anni; d) prestazione lavorativa svolta, alle dirette dipendenze di una impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione dell'operaio installatore per un periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell'apprendistato e quello svolto come operaio qualificato, in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui all'articolo 1. Per evidenziare maggiormente le differenze, rispetto alla normativa precedente, mettiamo a confronto le due normative: quella prevista nella legge n. 46/1990 e quella del D.M. n. 37/2008. Tavola n. 3 Nella legge n. 46/1990 Art. 3 Nel D.M. n. 37/2008 Art. 4 a) laurea in materia tecnica specifica conseguita presso una università statale o legalmente riconosciuta; b) oppure diploma di scuola secondaria superiore conseguito, con specializzazione relativa al settore delle attività di cui all'art. 2, comma 1, presso un istituto statale legalmente riconosciuto, previo un periodo di inserimento, di almeno un anno continuativo, alle dirette dipendenze di una impresa del settore; c) oppure titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, previo un periodo di inserimento, di almeno due anni consecutivi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore; d) oppure prestazione lavorativa svolta, alle dirette dipendenze di una impresa del settore, nel medesimo ramo di attività dell'impresa stessa, per un periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell'apprendistato, in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui all'art. 1. a) diploma di laurea in materia tecnica specifica conseguito presso una università statale o legalmente riconosciuta; b) diploma o qualifica conseguita al termine di scuola secondaria del secondo ciclo con specializzazione relativa al settore delle attività di cui all'articolo 1, presso un istituto statale o legalmente riconosciuto, seguiti da un periodo di inserimento, di almeno due anni continuativi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore. Il periodo di inserimento per le attività di cui all'articolo 1, comma 2, lettera d) e' di un anno; c) titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, previo un periodo di inserimento, di almeno quattro anni consecutivi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore. Il periodo di inserimento per le attività di cui all'articolo 1, comma 2, lettera d) e' di due anni; d) prestazione lavorativa svolta, alle dirette dipendenze di una impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione dell'operaio installatore per un periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell'apprendistato e quello svolto come operaio qualificato, in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui all'articolo 1. Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 18/54
19 Anche per quanto riguarda i requisiti tecnico-professionali riteniamo di dover formulare almeno due osservazioni. Innanzitutto non si capisce come mai all art. 4, comma 1, lett. c) sia stata utilizzata l espressione previo un periodo di inserimento difforme da quella utilizzata alla precedente lett. b), nella quale viene invece usata l espressione seguiti da un periodo di inserimento. E ovvio che l espressione più giusta, che rispecchia lo spirito della norma, è quella utilizzata nella lett. b), secondo la quale il periodo di inserimento in una impresa del settore deve essere sempre successivo al conseguimento del titolo di studio. Sempre in riferimento all art. 4, comma 1, lett. b), sarebbe, inoltre, opportuno precisare che il periodo di inserimento di almeno 2 anni continuativi non può includere il periodo di apprendistato, la cui durata è di almeno 3 anni. Se così non fosse il ruolo del responsabile tecnico potrebbe essere ricoperto da un diplomato che non ha ancora completato il periodo di apprendistato. Da notare che solo per gli impianti di cui alla lettera D (idrici e sanitari) i periodi di esperienza previsti per i diplomati e per i soggetti in possesso di attestato professionale sono ridotti alla metà. Nel successivo comma 2, dell art. 4, vengono fornite le seguenti precisazioni: 1) i periodi di inserimento di cui alle lettere b) (diploma o qualifica) e c) (titolo o attestato) e le prestazioni lavorative di cui alla lettera d) del comma 1 possono svolgersi anche in forma di collaborazione tecnica continuativa nell'ambito dell'impresa da parte del titolare, dei soci e dei collaboratori familiari. 2) Si considerano, altresì, in possesso dei requisiti tecnico-professionali ai sensi dell'articolo 4 il titolare dell'impresa, i soci ed i collaboratori familiari che hanno svolto attività di collaborazione tecnica continuativa nell'ambito di imprese abilitate del settore per un periodo non inferiore a sei anni. 3) Per le attività di cui alla lettera d) dell'articolo 1, comma 2 (impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie), tale periodo non può essere inferiore a quattro anni. Tali disposizioni sono state espressamente previste al fine di riconoscere valore alle esperienze lavorative o professionali svolte da parte dei titolari di imprese, dei soci e dei loro collaboratori familiari che, attraverso lo svolgimento di attività di collaborazione tecnica continuativa effettuata nell impresa mediante l affiancamento continuo rispetto ad un responsabile tecnico abilitato operante nell impresa stessa, hanno la possibilità di conseguire il riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali utili all esercizio dell attività, anche in assenza di titolo di studio. Come si può notare, i requisiti tecnico-professionali richiesti per l'esercizio delle attività oggetto della presente trattazione riguardano, come in precedenza: a) il possesso di determinati titoli di studio, ritenuti abilitanti ( lettere a), b) e c) ) (lauree, diplomi, titolo o attestati professionali) 3 ; b) una accertata qualificazione professionale conseguita a seguito di prestazioni lavorative alle dirette dipendenze di imprese operanti nei settori oggetto della legge in esame ( lettera d) ) (esperienze lavorative). 3 Per un elenco dei titoli di studio ritenuti abilitanti all esercizio delle attività di impiantistica, si veda l Appendice A, riportata in calce alla presente trattazione Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 19/54
20 Tali requisiti, per loro natura, non sono ascrivibili ad imprese, bensì a persone fisiche. Nella tabella che segue vengono evidenziati i periodi di inserimento in una impresa del settore richiesti a seconda del titolo di studio o all attestato professionale posseduto. Tavola n. 4 Tipologia di impianti Laurea Diploma o qualifica Titolo o attestato Prestazione lavorativa Senza titolo di studio A - Elettrici == + 2 anni consecutivi + 4 anni consecutivi Almeno 3 anni Almeno 6 anni B - Elettronici == + 2 anni consecutivi + 4 anni consecutivi Almeno 3 anni Almeno 6 anni C - Riscaldamento == + 2 anni consecutivi + 4 anni consecutivi Almeno 3 anni Almeno 6 anni D - Idrici == + 1 anno consecutivo + 2 anni consecutivi Almeno 3 anni Almeno 4 anni E - Gas == + 2 anni consecutivi + 4 anni consecutivi Almeno 3 anni Almeno 6 anni F - Sollevamento == + 2 anni consecutivi + 4 anni consecutivi Almeno 3 anni Almeno 6 anni G - Antincendio == + 2 anni consecutivi + 4 anni consecutivi Almeno 3 anni Almeno 6 anni E stato chiesto se, ai sensi dell art. 4 del D.M. n. 37/2008, la qualifica di dipendente operaio installatore specializzato debba essere considerato quale livello lavorativo esclusivo ai fini della maturazione dei requisiti professionali ivi previsti, ovvero, qualora un soggetto sia stato direttamente assunto o abbia successivamente conseguito promozioni tali da conseguire la qualifica di impiegato tecnico o quadro direttivo, se si ritenga in ogni caso acquisita la capacità professionale di cui al citato art. 4. Il Ministero dello Sviluppo Economico, con Nota del 15 luglio 2008, Prot , richiamando il punto d) del comma 1 dell art. 4 del D.M. n. 37/2008, ha risposto che la qualifica richiesta, ai fini della maturazione dei requisiti tecnico professionali, deve necessariamente essere quella di operaio installatore specializzato e la prestazione lavorativa con il possesso di tale qualifica deve avere una durata complessiva non inferiore a tre anni, indipendentemente dalla qualifica eventualmente posseduta dal soggetto interessato al momento della valutazione dei citati requisiti La dimostrazione del possesso dei requisiti La dimostrazione del possesso dei requisiti previsti all art. 4, comma 1, del D.M. n. 37/2008, dovrà avvenire tramite autocertificazione, in ossequio alle disposizioni dettate dal Testo Unico in materia di documentazione amministrativa di cui al D.P.R. n. 445/2000, agli articoli 46 e 47. Per quanto riguarda il riconoscimento di eventuali titoli esteri abilitanti all esercizio delle attività di impiantistica, nella dichiarazione di inizio attività dovranno essere riportati gli estremi del decreto di riconoscimento da parte del competente Ministero 4. 4 A tale proposito si deve far riferimento all apposita pubblicazione predisposta dal Ministero dello Sviluppo Economico dal titolo Riconoscimento di titoli di qualificazione professionale acquisiti fuori dall Italia al fine dell esercizio in Italia di alcune attività regolamentate. Tuttocamere Attività di impiantistica D.M. n. 37/ Ottobre Pag. 20/54