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Timestamp: 2016-12-10 09:34:38+00:00
Document Index: 1602509

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 121', 'art. 121', 'art. 38', 'art.17', 'art.12']

⭐plinius progetto criticità e azioni per il recupero della qualità delle acque del lario Fondazione Provinciale della Comunità Comasca
plinius progetto criticità e azioni per il recupero della qualità delle acque del lario Fondazione Provinciale della Comunità Comasca
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1 Provincia di Como Assessorato Ecologia ed Ambiente Fondazione Provinciale della Comunità Comasca progettoplinius con il sostegno di CENTRO DI CULTURA SCIENTIFICA Alessandro Volta - Villa Olmo Camera di Commercio di Como plinius progetto criticità e azioni per il recupero della qualità delle acque del lario2 3 Provincia di Como Assessorato Ecologia ed Ambiente Fondazione Provinciale della Comunità Comasca progetto plinius Progetto limnologico integrato per il recupero del ramo di como a un uso sostenibile e partecipato dell ecosistema lariano con il sostegno di plinius Camera di Commercio di Como CENTRO DI CULTURA SCIENTIFICA Alessandro Volta - Villa Olmo progetto4 5 Promozione e coordinamento del Progetto PLINIUS Centro di Cultura Scientifica A. Volta, Como Margherita Canepa Direzione di coordinamento Sabrina Zaffaroni Segreteria di coordinamento Coordinamento scientifico Gianni Tartari Diego Copetti Autori del Rapporto Paola Roncoroni e Mauro Corradi ACSM S.p.A., Como Anna Maria Brambilla e Christian Malacrida ARPA Lombardia, Dipartimento di Como, Como Fabio Buzzi ARPA Lombardia, Dipartimento di Lecco, Oggiono Responsabile scientifico Segreteria scientifica Angelo Pintavalle e Bruno Comin ASL della Provincia di Como, Dipartimento di Prevenzione Medica, Como Margherita Canepa Centro di Cultura Scientifica A. Volta, Como Mauro Veronesi Dipartimento del Territorio del Cantone Ticino, Sezione Protezione Aria/Acqua/Suolo, Ufficio Protezione e Depurazione Acque, Bellinzona Gianni Tartari, Diego Copetti e Franco Salerno Istituto di Ricerca Sulle Acque-CNR, Brugherio-Milano Rosario Mosello Istituto per lo Studio degli Ecosistemi-CNR, Verbania-Pallanza Roberto Canziani Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Idraulica, Ambientale, Infrastrutture Viarie, Rilevamento, Milano Paola Bassoli Servizio Acque - Provincia di Como, Como Carlo Romanò Servizio Caccia e Pesca Provincia di Como, Como Luigina Vezzoli, Roberta Bettinetti e Daniela Fanetti Università dell Insubria, Dipartimento di Scienze Chimiche e Ambientali, Como Silvana Galassi Università di Milano, Facoltà di Scienze MM.FF.NN., Dipartimento di Biologia, Milano Documento edito dal Centro di Cultura Scientifica A. Volta con il contributo di: Amministrazione Provinciale di Como, Assessorato Ecologia e Ambiente, Como Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, Como Camera di Commercio Industria e Artigianato, Como Banca Intesa, Milano L utilizzo o la riproduzione di parti di questo volume è consentita purché sia sempre citata la fonte generale: Gruppo di Lavoro Lago di Como Progetto PLINIUS. Criticità e azioni per il recupero della qualità delle acque del Lario. Centro Volta Como. 216 pp. oppure siano citate le specifiche fonti della Sezione 2: Cognome1, N., N. Cognome2 & N. Cognome Titolo del capitolo della Sezione 2. In: Gruppo di Lavoro Lago di Como Progetto PLINIUS. Criticità e azioni per il recupero della qualità delle acque del Lario. Centro Volta Como. xxx xxx.6 Indice INDICE Presentazione del documento VI Premessa 1 Riassunto esteso 3 SEZIONE 1. Il Progetto PLINIUS 1.1 Il Gruppo di Lavoro Lago di Como (GLLC) Obiettivi Metodo di lavoro Presentazione del documento Le finalità La struttura Aspetti normativi La Direttiva Quadro sulla Qualità Ecologica delle Acque (Direttiva 2000/60/CE) La normativa nazionale Dal Decreto Legislativo 152/99 alla Legge Delega 308/ Decreto del Presidente della Repubblica 470/82 Acque di balneazione Decreto Legislativo 31/01 Acque destinate al consumo umano Competenze regionali Classificazione dei laghi Legislazione svizzera Il Lario e gli altri laghi profondi sudalpini L evoluzione limnologica dei grandi laghi sudalpini Obiettivi di qualità dei grandi laghi sudalpini 24 Elenco dei Capitoli della Sezione con i relativi Autori Limnogeologia e morfometria del Lago di Como Premessa Inquadramento geografico e morfometria Caratteristiche geografiche Caratteristiche morfometriche del bacino idrografico Inquadramento geologico Costituzione geologica del substrato Le ipotesi sull origine del lago Evoluzione geologica del Quaternario Neotettonica e sismicità Stato delle conoscenze sul bacino sommerso Base dati Il rilievo morfobatimetrico Il rilievo sismico e i carotaggi Morfologia e struttura del fondo lacustre I sedimenti lacustri Criticità Azioni 42 I7 Indice 2.2 Clima, idrologia e idrodinamica lacustre Clima Stato delle conoscenze sul clima Bilancio idrologico Stato delle conoscenze sull idrologia Obiettivi Dati utilizzati Metodo d analisi Suddivisione in sottobacini Definizione del contributo di ciascun sottobacino Definizione del bilancio idrologico L idrodinamica lacustre Stato delle conoscenze Influenza dell idrodinamica sull ecologia lacustre Termica e idrodinamica Criticità Clima Idrologia Idrodinamica lacustre Azioni Clima Idrologia Idrodinamica lacustre Antropizzazione del territorio Premessa Calcolo dei carichi teorici Dati utilizzati nell analisi Il metodo IRSA-CNR Il carico civile Dati relativi al collettamento alla rete fognaria Metodi per la stima del carico civile Valutazione del carico Criticità Azioni Collettamento e depurazione nel Ramo Occidentale del Lario Premessa Stato delle conoscenze Bacino depurativo Comodepur Bacini depurativi minori Impianto Comodepur Piccoli impianti di depurazione Stima dei carichi di fosforo derivanti da fonti antropiche Osservazioni sullo scarico di sostanze pericolose Criticità Lacune informative Lacune strutturali Azioni Azioni per ridurre le criticità ambientali Indici di valutazione dei servizi di collettamento Costi Il caso di studio dei Torrenti Cosia e Breggia Premessa Il Torrente Cosia Il Torrente Breggia Valutazione dei contributi dei flussi di massa di nutrienti 85 II8 Indice Fonti dei dati e criteri di elaborazione Considerazioni sulla ripartizione dei contributi di nutrienti Criticità Azioni Valutazione del carico di nutrienti dal bacino imbrifero Premessa Studi pregressi Descrizione del metodo di calcolo dei carichi Dati sperimentali utilizzati Calcolo dei carichi Bilancio dei nutrienti del lago Carichi sperimentali dei principali affluenti Carichi di fosforo che giungono al Lario nel Ramo Occidentale Confronto dei risultati Criticità Azioni Stato attuale ed evoluzione idrochimica e trofica del lago Premessa Stato delle conoscenze Esame della bibliografia disponibile Informazioni da ricerche sperimentali Variazioni nel tempo delle concentrazioni dei nutrienti algali Variazioni delle concentrazioni nelle stazioni di Argegno e Como Arricchimento in azoto delle acque lacustri Criticità Azioni Interventi Studi Monitoraggio Stato attuale ed evoluzione delle biocenosi lacustri Premessa Stato delle conoscenze Fitoplancton: analisi storica Ftoplancton: situazione attuale Zooplancton Evoluzione recente del popolamento ittico Criticità Azioni Microinquinanti e tossicità delle acque Premessa Stato delle conoscenze Comparto acquoso Sedimenti Criticità Azioni Usi delle acque Balneazione Obiettivi Aspetti sanitari Attività di vigilanza e controllo sulle acque destinate alla balneazione Indagini di laboratorio Piani di miglioramento Azioni 128 III9 Indice Uso idropotabile Approvvigionamento idropotabile nel Primo Bacino del Lago di Como La presa d acqua a lago a Punta Geno e il trattamento Il controllo interno secondo il Decreto Legislativo 31/ La qualità dell acqua distribuita Criticità e azioni L attività di pesca La pesca professionale Criticità Azioni Uso idroelettrico e irriguo Adda prelacuale Adda postlacuale Criticità Azioni 137 SEZIONE 3. Inquadramento delle criticità e delle azioni 3.1 Le principali criticità dell ecosistema lariano Azioni conoscitive e di risanamento Schede delle azioni Dalle azioni alla formulazione dei Progetti Operativi 169 SEZIONE 4. Conclusioni e indirizzi operativi 4.1 La condivisione degli indirizzi operativi Fase 2 del Progetto PLINIUS Conclusioni 176 BIBLIOGRAFIA 177 ELENCO DELLE TABELLE 183 ELENCO DELLE FIGURE 185 ACRONIMI, UNITÀ DI MISURA, SIMBOLI E FORMULE USATE NEL TESTO 188 APPENDICE I-Antologia bibliografica degli studi limnologici sul Lago di Como ( ) 192 II-Elenco dei contributi inediti forniti al Progetto 200 Ringraziamenti 201 Membri del Gruppo di Lavoro 202 Esperti End User Stakeholder IV10 V11 Presentazioni PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTO PROVINCIA DI COMO Il Lago di Como rappresenta per il nostro territorio un patrimonio storico e ambientale fondamentale dal punto di vista sociale ed economico. La fruizione turistica e la crescita economica a essa collegata sono imprescindibili dal risanamento e dalla valorizzazione dell ambiente lacustre. Il progetto PLINIUS nasce dall esigenza di intervenire mediante un approccio interdisciplinare sulla problematica legata all inquinamento del Primo Bacino del Ramo Occidentale del Lago di Como al fine da un lato di individuare le lacune conoscitive e le azioni di intervento per il risanamento delle acque e dall altro di attuare i progetti di fattibilità delle azioni prioritarie individuate, privilegiando il raggiungimento dei migliori benefici a costi compatibili con una pianificazione a breve termine. La Provincia di Como ha dato il suo appoggio all iniziativa partecipando in modo attivo al Gruppo di Lavoro interdisciplinare che si avvale di esperti dei vari settori preposti allo studio della qualità delle acque provenienti dagli enti di ricerca e di esperti degli organi istituzionali deputati alla gestione del territorio e coordinati dal Centro di Cultura Scientifica A. Volta di Como. Il Gruppo di Lavoro si propone di raccogliere ed elaborare le informazioni disponibili sulla qualità delle acque del Lago di Como e sullo stato dell inquinamento e di produrre una proposta di progetto concreto che consenta di avviare le azioni di risanamento e di tutela ambientale dell ecosistema lacustre, affrontando i problemi in un ottica integrata lago-bacino idrografico. Inoltre, il progetto si propone di affrontare tematiche ancora poco conosciute (portate degli immissari, idrodinamica lacustre, microinquinanti organici, tossicità delle acque). In questa prospettiva, si pone particolare attenzione all individuazione delle criticità e delle azioni concretamente realizzabili per il conseguimento dell obiettivo di miglioramento della qualità delle acque. Questo approccio multidisciplinare si configura come un modello di gestione integrata, condivisa e partecipata di indirizzi e azioni, tale da poter essere applicato ad altre realtà territoriali regionali o nazionali, operando in collaborazione con gli enti locali preposti alla programmazione, gestione e fruizione del sistema lago e con tutti i soggetti a diverso titolo coinvolti in un ottica di razionalizzazione ed efficacia degli interventi. Il progetto PLINIUS, infine, ha lo scopo di conseguire risultati durevoli nel tempo sia attraverso il miglioramento delle conoscenze acquisite sia attraverso concreti interventi per la diminuzione dell inquinamento. Questi ultimi richiederanno il sostegno e l impegno da parte delle istituzioni e da parte degli enti locali. Il supporto che ne deriverà garantirà la prosecuzione delle azioni di monitoraggio sugli interventi eseguiti e consentirà l elaborazione di modelli previsionali, al fine di non vanificare gli obiettivi raggiunti. Francesco Cattaneo Assessore Ecologia e Ambiente Provincia di Como VI12 Presentazioni FONDAZIONE PROVINCIALE DELLA COMUNITÀ COMASCA La Fondazione Provinciale della Comunità Comasca onlus è nata nel 1999 con l intento di: - aiutare le persone a donare, rimuovendo ogni difficoltà - fare da ponte fra coloro che vogliono donare a favore di progetti di solidarietà, da realizzarsi nel Comasco, e le Organizzazioni non profit che, con il prezioso operato dei loro volontari, possono concretizzare questi progetti e tutto questo al fine di migliorare la qualità della vita di coloro che abitano nella provincia di Como. In soli sei anni la Fondazione ha: - erogato sul territorio provinciale ben 6,8 milioni di Euro finanziando oltre 650 progetti nel campo dell assistenza socio-sanitaria, del disagio giovanile, del sostegno agli anziani, della tutela del patrimonio ambientale, storico e artistico della nostra provincia - raccolto donazioni per 3,5 milioni di Euro per la costituzione di Fondi patrimoniali. Ed è proprio nella prospettiva di voler contribuire al miglioramento della qualità della vita nel nostro territorio che la Fondazione ha deciso di finanziare il Progetto PLINIUS, mettendo a disposizione per la sua realizzazione Euro. Si tratta infatti di un progetto con il quale si vuole trovare una soluzione concreta per riuscire finalmente a risanare il primo bacino del lago di Como. La Fondazione, da sempre sensibile ai temi ambientali, vorrebbe con questo intervento portare all attenzione dell opinione pubblica e degli enti competenti la necessità di ridurre il carico inquinante del lago al fine di rendere la città di Como ancora più a misura d uomo sia per chi vi abita sia per chi la visita da turista. PLINIUS ha già prodotto un primo risultato molto positivo: ha contribuito, con le donazioni pervenute da parte di coloro che hanno creduto in questo progetto, per un totale di Euro, all incremento di un Fondo patrimoniale ad oggi ammontante a Euro e costituito presso la Fondazione per finanziare ogni anno, con i suoi frutti, interventi per la salvaguardia dell ambiente nelle nostre zone così come pure per la tutela del patrimonio artistico di cui il Comasco è particolarmente ricco. Franco Tieghi Presidente Fondazione Provinciale Comunità Comasca VII13 Presentazioni CAMERA DI COMMERCIO E la prima volta che la Camera di Commercio si occupa di sfide ambientali e il motivo è molto semplice. Contribuire al recupero della qualità del nostro lago è una responsabilità che l Ente Camerale sente, prima di tutto, come un obbligo etico. Como ha bisogno del lago, deve tornare a sentirlo come il suo cuore pulsante e consegnarlo ai suoi figli perché in esso possano rigenerarsi. Ma c è un altro motivo. Ambiente significa anche sviluppo economico sostenibile e, da imprenditore, non posso che condividere l approccio che si è dato il Progetto PLINIUS. Come per un impresa che si trova in difficoltà, PLINIUS è partito dalla conoscenza chiara del problema, ha individuato le criticità e infine ha proposto delle soluzioni, con una valutazione di fattibilità sia economica sia temporale. Il Progetto è, in aggiunta, uno strumento indispensabile per le Istituzioni che devono essere in grado di decidere, in ottemperanza alla legislazione e sulla base di un irrinunciabile approccio scientifico, azioni concrete. Tutto questo è contenuto nel Progetto. Di particolare interesse è anche l attenzione che PLINIUS ha voluto focalizzare sul primo bacino del ramo occidentale del lago, quello che innegabilmente soffre in maniera particolare, seguendo un approccio ecosistemico. Mi auguro che, attraverso altri passi, il Progetto possa ampliarsi e contribuire al recupero dell intero Lago di Como. La strada da percorrere è lunga, ma sono convinto che con questa iniziativa si stia imboccando la via giusta. Lo sforzo che l Amministrazione Provinciale sta compiendo è davvero lodevole e sono convinto che il Progetto PLINIUS meriti di istituzionalizzarsi. Certamente la Camera di Commercio, che ha creduto nella prima fase, è disposta a fare la sua parte per sostenere la fase successiva, ovvero la realizzazione delle azioni. L obiettivo di PLINIUS, la sua concretezza così come l iniziativa straordinaria delle Giornate Lariane per l Ambiente della Provincia di Como e l eccellente lavoro del Centro Volta introducono un elemento etico che supera qualsiasi altra motivazione. La nostra città e il nostro territorio devono riconoscersi in questa grande sfida che può essere davvero un grande obiettivo condiviso, superando le sterili contrapposizioni politiche. Mi auguro che si possano organizzare degli incontri annuali per trasmettere alla collettività lo stato d avanzamento delle azioni che PLINIUS propone e, perché no, che si possa rivedere nell arco di un periodo di tempo ragionevole il Lago di Como di nuovo balneabile. Como ha bisogno del suo lago e mi piace, in chiusura della mia breve presentazione, proporre una provocazione. Perché non pensare al Lago di Como come alla piscina più grande d Europa? Si tratterebbe in definitiva di recuperare una fruibilità che non dobbiamo ricercare nella notte dei tempi, ma che possiamo rintracciare semplicemente ricordando i racconti dei nostri padri. Ecco allora la sfida. Credere in questa provocazione e trasmettere al mondo un messaggio che potrebbe rappresentare il presupposto per un futuro di crescita economica davvero sostenibile del nostro territorio. Paolo De Santis Presidente Camera di Commercio di Como VIII14 IX15 Premessa PREMESSA Da sempre l intera comunità comasca riconosce nel Lario le proprie tradizioni e trova motore e ispirazione per le numerose attività economiche, culturali e di svago che costituiscono una delle peculiarità di eccellenza della Provincia di Como nel mondo e rappresentano per la sua gente elementi irrinunciabili a garanzia di una buona qualità della vita. La fruizione turistico/ricreativa e la crescita economica sono in generale il risultato di politiche di conservazione e di valorizzazione dell ambiente lacustre che devono mirare al raggiungimento di un buono stato di qualità delle acque, come previsto dalla normativa italiana D.Lgs. 152/99 e dalla Direttiva 60/2000/CE. A tale scopo, il Centro di Cultura Scientifica A. Volta di Como, ente non profit che da oltre venti anni promuove la ricerca e la diffusione della cultura scientifica e tecnologica a favore del territorio, sotto gli auspici della Provincia di Como e con il sostegno della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, nel mese di maggio 2005 ha dato avvio a un gruppo di lavoro interdisciplinare composto da esperti di diversi settori riguardanti lo studio della qualità delle acque e appartenenti a vari enti di ricerca (Istituto di Ricerca Sulle Acque-CNR di Brugherio, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi-CNR di Verbania Pallanza, Università dell Insubria Sede di Como, Università degli Studi di Milano, Politecnico di Milano, Dipartimento del Territorio del Cantone Ticino) e a organi istituzionali deputati alla gestione e al monitoraggio del territorio (Provincia di Como, ARPA di Como e Lecco, ASL della Provincia di Como). Il Gruppo di Lavoro Lago di Como (GLLC), raccogliendo ed elaborando il complesso di informazioni funzionali al risanamento dell intero ecosistema lacustre, è giunto a formulare una proposta preliminare di progetto operativo, in accordo con le istituzioni competenti, per avviare le azioni di recupero e di tutela ambientale del lago. Il Gruppo di Lavoro ha concentrato la sua attenzione sul Bacino Occidentale del Lario e, in particolare, sul Primo Bacino, affrontando i problemi con un approccio integrato lago-bacino idrografico. Tale impegno ha dato luogo al Progetto PLINIUS (Progetto Limnologico INtegrato per Il recupero del ramo di Como a un Uso Sostenibile e partecipato dell ecosistema lariano) Il Progetto PLINIUS, presentato per la prima volta in occasione della Seconda Edizione delle Giornate Lariane per l Ambiente tenutesi dal 3 al 5 Novembre 2005 a Villa Erba di Cernobbio, ha richiesto per la sua realizzazione il lavoro di numerose persone che lo hanno accompagnato fiduciose lungo il percorso. Innanzi tutto si ringraziano i componenti del Gruppo di Lavoro per la grande disponibilità, lo spirito di confronto e la competenza. Essi hanno impegnato il loro tempo per un progetto che si prefigge di fornire un forte impulso alla conoscenza dell ecosistema lacustre, riavviando dopo un quindicennio un ampio confronto sui processi, le criticità e le azioni richieste per il definitivo risanamento. Il lavoro degli esperti è stato agevolato dalla collaborazione ricevuta da ACSM S.p.A., Agenda 21 Como, Comodepur S.p.A., Comune di Comune, Consorzio dell Adda, Assessorato Ecologia e Ambiente della Province di Como e di Lecco, Assessorato Caccia e Pesca della Provincia di Como, Punto Energia Como, dai Settori Risorse Idriche, Suolo e Risorse Naturali di ARPA Lombardia, dall Assessorato Reti e Servizi di Pubblica Utilità della Regione Lombardia, dal Dipartimento del Territorio del Cantone Ticino e dall Ufficio per la Natura e l Ambiente del Cantone Grigioni. Il loro contributo, infatti, si è dimostrato fondamentale per l acquisizione di dati preziosi al fine di completare il quadro informativo sul lago di Como. Un particolare ringraziamento è rivolto agli Enti che hanno creduto nel Progetto PLINIUS a partire dalla prima fase e ne hanno consentito la realizzazione tramite il proprio sostegno economico: Assessorato Ecologia e Ambiente della Provincia di Como Fondazione Provinciale della Comunità Comasca Camera di Commercio di Como Banca Intesa 116 Premessa Fortemente motivati dalla convinzione che la crescita economica del territorio non possa prescindere dal risanamento e dalla valorizzazione del Lario, Provincia, Fondazione Comasca, Camera di Commercio e Banca Intesa hanno rappresentato un fondamentale punto di riferimento per raggiungimento degli obiettivi del Progetto. Costante e proficuo è stato, infatti, il confronto con il Gruppo di Lavoro nell intento di condividere appieno ogni passo lungo il percorso di evoluzione del Progetto. Un grazie sincero, pertanto, a tutti da parte del Centro Volta che, nel perseguire la propria missione di promotore della ricerca scientifica, ha vissuto in questi mesi di lavoro occasioni di forte arricchimento scientifico e umano. Margherita Canepa Responsabile Settore Ambiente Centro di Cultura Scientifica A. Volta 217 Riassunto esteso RIASSUNTO ESTESO Il Rapporto PLINIUS nato da una raccolta aggiornata dello stato delle conoscenze riguardanti il Lago di Como, focalizza l attenzione sulle criticità che determinano la qualità delle acque del Primo Bacino del Ramo Occidentale e suggerisce, in una serie di capitoli tematici, azioni che possono essere avviate per il loro recupero in accordo con il Piano di Tutela e Uso delle Acque della Regione Lombardia, i programmi di collettamento e depurazione delle Province, i programmi di monitoraggio dell ARPA Lombardia e dell ASL e con le azioni previste dalla normativa elvetica. Il Rapporto PLINIUS si sviluppa in un contesto interdisciplinare a scala di bacino idrografico (Fig. 1) seguendo le linee indicate dalla Direttiva Europea sulla Qualità Ecologica delle Acque (Direttiva 60/2000/CE), che ha come finalità primaria il raggiungimento, entro il 2015, di un buono stato della qualità di tutte le acque superficiali attraverso lo sviluppo di opportuni strumenti di indagine e l acquisizione di un complesso di informazioni idromorfologiche, socioeconomiche ed ecologiche indispensabili per la definizione degli obiettivi di qualità. Limnogeologia e morfometria Clima, idrologia e idrodinamica lacustre Antropizzazione e uso del territorio Evoluzione idrochimica e trofica Collettamento e depurazione Microinquinanti e tossicità Caso di studio Cosia e Breggia Evoluzione biocenosi Carichi di nutrienti da bacino Usi delle acque Figura 1 - Esemplificazione del quadro tematico interdisciplinare considerato da PLINIUS per l individuazione delle azioni e dei progetti per il recupero della qualità delle acque del Lago di Como (Si rimanda alla Figura per i dettagli dell immagine posta al centro del diagramma) La conoscenza delle criticità Limnogeologia, clima, idrologia e idrodinamica lacustre Il Rapporto PLINIUS parte dall analisi di un ampio spettro di determinanti fisiche, chimiche e strutturali che causano le pressioni sull ambiente e ne determinano lo stato di attuale lontananza dalle condizioni di buona qualità, in termini biologici e sanitari. L approfondimento interdisciplinare e integrato delle informazioni muove dalla descrizione delle caratteristiche generali morfometriche e morfologiche del lago e del suo bacino idrografico (Sez. 2 - Cap. 1). La costituzione geologica del substrato, i 318 Riassunto esteso lineamenti di evoluzione recente, soprattutto quaternaria, e gli elementi di sismicità e neotettonica costituiscono un patrimonio di conoscenza recentemente acquisito di rilevante valore. I primi dati inediti sulle caratteristiche fisiche e sedimentologiche del ramo di Como, raccolti negli ultimi quattro anni di ricerca dall Università degli Studi dell Insubria e comprendenti il rilievo morfobatimetrico di dettaglio di alcune aree chiave del bacino, il rilievo sismico ad alta definizione nei rami di Como e Lecco e 19 carote di sedimenti nel ramo di Como hanno permesso di ottenere carte batimetriche, con curve isobate con equidistanza fino a 1 m, Modelli Digitali del Terreno (DTM) e rappresentazioni tridimensionali prospettiche, che mostrano la topografia del fondo lacustre in estremo dettaglio. Le prospezioni sismiche e i carotaggi forniscono, invece, una definizione molto precisa della struttura e della composizione dei corpi sedimentari sublacustri. Ulteriori dati sulla sedimentazione lacustre sono stati forniti dall analisi diretta di carote di sedimento su cui sono state svolte analisi petrofisiche, sedimentologiche, mineralogiche, cronologiche con il metodo 137 Cs e con il metodo 14 C, chimiche, paleobotaniche e ambientali, che forniscono dati inediti e importanti sull evoluzione recente del bacino lacustre. Questi studi hanno consentito la ricostruzione tridimensionale dei corpi sedimentari e della loro struttura interna, l ubicazione delle aree di affioramento di substrato roccioso sui versanti e dei principali bacini di accumulo di sedimenti. Di notevole interesse è stata l individuazione di due megatorbiditi, con spessori medi di 3 m e con volumi complessivi di 14 milioni di metri cubi, collegate a franamenti sub-lacustri avvenuti in tempi storici, rispettivamente nel VI secolo dc e a metà del XII secolo dc, lungo la scarpata meridionale della soglia che separa il ramo di Como dal resto del lago, eventi la cui ricorrenza è ancora da indagare sia nella frequenza sia nella dimensione fenomenologica. Tra gli aspetti fisici un ruolo di riguardo ha l interpretazione dell idrodinamica lacustre in relazione ai fattori meteo-climatici e idrologici (Sez. 2 - Cap. 2). L analisi climatica è stata focalizzata sul regime pluviometrico al fine di definire le entrate medie annuali dei principali immissari del lago. Tale dato di grande importanza non è ancora disponibile in modo dettagliato a scala giornaliera. A oggi il grado di strumentazione disponibile sul territorio non consente, infatti, di utilizzare un approccio diretto nello studio delle dinamiche idrologiche del bacino. Per giungere a questo tipo di dettaglio è necessario conoscere in modo preciso l entità degli afflussi e disporre di dati di temperatura, radiazione solare, velocità del vento e umidità relativa, organizzati in modo omogeneo e correttamente distribuiti sul territorio, nonché di dati sperimentali, relativi alla portata dei principali immissari del lago, per validare il modello utilizzato. Per ottenere un grado di conoscenza del sistema idrologico di questo tipo è necessario l ampliamento della strumentazione idrometrica e la calibrazione delle sezioni, organizzando ed elaborando le informazioni climatiche, territoriali e idrologiche che vengono raccolte. In questo rapporto, per definire l entità dei contributi dei diversi immissari del Lago di Como per il ventennio e, in modo dettagliato, per l ultimo quinquennio, non si è potuto procedere in modo diretto alla stima della portata partendo dagli afflussi meteorici, dall evapotraspirazione reale e dalle eventuali perdite per infiltrazione o per gli apporti sotterranei, ma si è dovuto procedere in modo indiretto ossia stimando il contributo di ciascun tributario in modo proporzionale rispetto agli afflussi meteorici di ogni sottobacino. Quest ultima procedura contiene ovviamente in sé una incertezza maggiore di quella che si avvale delle misure sperimentali dirette. L analisi dei dati elaborati ha comunque permesso di definire gli elementi base del bilancio idrologico. Il principale elemento è il Fiume Adda che da solo rappresenta più della metà delle entrate (54%), mentre il contributo complessivo del Ramo Occidentale è dell 8,4% (13,6 m 3 s -1 ). In ordine decrescente, tra gli altri immissari del lago vanno segnalati, per la loro importanza, il Mera (21,6 m 3 s - 1 ), il Pioverna (6,8 m 3 s -1 ), il Breggia (3,8 m 3 s -1 ) ed il Varrone (3,6 m 3 s -1 ). Tutti i restanti sono da considerare corsi d acqua idrologicamente minori, con portate medie inferiori a 3 m 3 s -1. Ancora più frammentaria rispetto all idrologia è la conoscenza del regime idrodinamico delle acque lacustri che risulta assolutamente insufficiente per descriverne i movimenti in un ambiente morfometricamente complesso quale è il Lago di Como. La mancanza di un emissario naturale nel Bacino Occidentale appare come la principale criticità idrodinamica del Primo Bacino del Lago di Como, che implica tempi di residenza delle acque più elevati in questa porzione dell ecosistema (12,7 anni) rispetto al bacino settentrionale (8,4 anni) e al bacino orientale (5,1 anni). Un primo contributo alla conoscenza della fisica lacustre è dato dalle recenti misure condotte in continuo attraverso un sistema in tempo reale installato nel Primo Bacino del Lago di Como (Lake Diagnostic System, LDS). I dati raccolti consentono di descrivere in continuo l evoluzione stagionale della termica lacustre e di evidenziare l estrema stabilità della colonna d acqua del Bacino Occidentale, che appare caratterizzata da scarso miscelamento verticale e orizzontale. La quiescenza 419 Riassunto esteso e la stabilità delle acque nel Primo Bacino, che sono la causa primaria dell accumulo di inquinanti, hanno anche un ruolo fondamentale nella proliferazione di specie cianobatteriche potenzialmente tossiche. Consistenti fioriture algali si verificano, ormai regolarmente, alla fine di ogni estate nelle acque antistanti la Città di Como e trovano una spiegazione fisica diretta nella condizione sopra citata. L analisi effettuata mette in evidenza l assoluta necessità di un approfondimento della conoscenza del regime idrodinamico al fine di supportare l interpretazione dei dati di qualità nonché la predisposizione di modelli idrodinamici sul breve e sul lungo periodo. Solo il potenziamento di queste informazioni permetterà, infatti, l implementazione di un modello ecologico avanzato in grado di produrre scenari dell evoluzione della qualità del lago in funzione della riduzione delle sorgenti inquinanti distribuite sul bacino idrografico. Tale strumento potrà avere anche una fondamentale importanza gestionale. Un primo risultato dell analisi delle condizioni idrodinamiche del Primo Bacino ha fatto emergere l idea che esistano le condizioni per l applicazione di tecnologie innovative che favoriscano la riduzione del tempo di ricambio delle acque del Primo Bacino del lago, al fine di mitigare l eccessiva pressione antropica gravante su questa porzione dell ecosistema. Questo approccio, basato su un sistema di miscelazione, è descritto tra le azioni contenute nella sezione 3 e rappresenta di per sé la prima tra le proposte operative di PLINIUS che costituiranno l ossatura della fase 2 del Progetto. Antropizzazione, carichi di nutrienti da bacino, collettamento e depurazione Il principale problema che affligge la qualità delle acque del Lago di Como è l alterazione della trofia (eutrofizzazione), che rappresenta anche la causa più rilevante d alterazione dei corpi idrici in Europa. Tale situazione è determinata dalla quantità di nutrienti che sono immessi annualmente nel lago (carico), ma anche dalla modalità d immissione, essendo quest ultima distribuita in modo disomogeneo o in relazione all antropizzazione del territorio. L agricoltura è tradizionalmente la maggiore sorgente diffusa di nutrienti in Italia, ma nel caso del Lago di Como sono le aree urbane ad avere il ruolo preponderante nella formazione del carico. Per individuare le aree responsabili dell eccesso di carico, nel Rapporto (Sez. 2 - Cap. 3) si conduce un analisi utilizzando le informazioni sull uso del suolo e i dati socio-economici, con l obiettivo di stimare i carichi teorici generati nel bacino imbrifero. Tale analisi ha portato a ottenere un carico teorico di fosforo di 274 P t a -1, di cui 64 P t a -1 nel Ramo Occidentale, un quarto del valore del carico dell intero bacino. La pressione antropica espressa in termini di rilascio areale di fosforo in questo Ramo si caratterizza per essere oltre 3 volte superiore a quella del resto del bacino imbrifero. L analisi porta a concludere che alla maggiore pressione antropica cui è sottoposto il Ramo Occidentale dovrebbe corrispondere una struttura della rete di collettamento dei reflui urbani più efficiente e meglio distribuita. Le indagini effettuate mostrano, invece, una chiara inefficienza del sistema, con una capacità di collettamento che è pari circa solo alla metà degli abitanti residenti e fluttuanti. Un esame di dettaglio del ruolo della pressione antropica nel determinare la trofia del lago è data dall analisi del collettamento della città di Como. In questa analisi si è considerato lo stato delle reti fognarie e si è valutata l efficienza dei processi di depurazione delle acque (Sez. 2 - Cap. 4), confermando le stime teoriche effettuate sulla base della distribuzione territoriale della popolazione. Al dicembre 2004, la rete fognaria di Como serviva, potenzialmente, l 86,6% delle unità immobiliari, mentre il restante 13,4% era costituito da abitazioni isolate attrezzate con fosse settiche. Le unità immobiliari servite da fognatura separata erano il 60,5%. Il resto è risultato servito da reti miste dotate di scolmatori di piena per la limitazione delle portate di pioggia addotte al depuratore. Il bacino depurativo dell impianto di depurazione della Comodepur S.p.A. serve un area che comprende i Comuni di Como, Lipomo, Tavernerio, Brunate, Cernobbio, Maslianico e parte del comune di Grandate, per un totale di circa abitanti residenti e oltre abitanti equivalenti originati dalle attività produttive. L indagine ha evidenziato che le principali criticità delle reti fognarie risiedono nei mancati allacciamenti, peraltro non ancora ben quantificati, nel centro storico di Como. Per i Comuni con scarichi afferenti al Bacino Occidentale del Lago di Como si stima che solo l 8% degli abitanti (circa su ) non siano ancora serviti da fognatura e circa il 43% non siano ancora serviti da depuratori (percentuale destinata a diminuire con all avviamento di alcuni depuratori in corso di ultimazione). Complessivamente la stima dei carichi di fosforo addotti a lago attraverso questa stima conduce a ottenere un valore di circa 51,7 P t a -1 (di cui 15,6 P t a -1 provenienti da scolmatori di piena e 9,5 P t a -1 derivanti dallo scarico dell impianto di Comodepur). Un ulteriore contributo alla conoscenza della distribuzione dei carichi di nutrienti che determinano la trofia lacustre è dato dall analisi degli apporti dei torrenti Breggia e Cosia, i principali vettori di 520 Riassunto esteso inquinamento del Ramo Occidentale del Lario, scelti come casi di studio per esemplificare la complessità nella valutazione delle pressioni sul lago (Sez. 2 - Cap. 5). Gli scarichi che maggiormente contribuiscono al carico inquinante di questi fiumi sono quelli provenienti dagli impianti di depurazione di Como (I), Ronago (I), e Pizzamiglio (CH). Un ruolo non indifferente è, tuttavia, rivestito anche da piccoli e numerosi scarichi di acque reflue urbane e domestiche non collegate al servizio di depurazione. Uno studio dell ARPA Lombardia, Dipartimento di Como e Provincia di Como relativo al periodo Febbraio Gennaio 2005 ha descritto la variazione dello stato ambientale dei torrenti lungo il loro corso e ha tracciato un quadro complessivo del contributo relativo delle varie fonti di contaminazione, servendosi del flusso di massa per alcuni parametri ritenuti significativi (COD Domanda Chimica di Ossigeno, fosforo totale, azoto totale). Per ciascuna immissione indagata, sia che si tratti di vero e proprio scarico o di corso d acqua contaminato, lo studio ha fornito anche una semplice classificazione ( molto inquinato, mediamente inquinato, poco inquinato ) in base a un giudizio critico elaborato autonomamente interpolando criteri contenuti nel D.Lgs. 152/99 e s.m.i.. Assemblando i risultati delle analisi sui punti indagati mensilmente lungo i due torrenti (5 sull asta principale e 16 immissioni per il Cosia; 2 sull asta principale e 8 immissioni sul Breggia) con quelli forniti dalle autorità elvetiche, è stato possibile stabilire un bilancio sommario tra flussi di massa rilevati alla foce dei due torrenti e flussi di massa parziali derivanti dalle varie immissioni. Alla luce dei risultati ottenuti e delle informazioni raccolte sono state individuate le principali criticità riguardanti Cosia e Breggia, tra le quali la difficoltà di monitorare alcuni punti di significativa importanza per una stima completa dei carichi apportati al Primo Bacino del Lago di Como, nonché la difficoltà di misurare la portata dovuta a problemi di accessibilità dei due torrenti. Come diretta conseguenza delle criticità riscontrate, le azioni da svolgere, comprendono sia l intensificazione del monitoraggio per implementare le conoscenze quali-quantitative finora raccolte sia l installazione di idrometrografi per la misurazione della portata alla foce dei due torrenti. La misura della portata costituisce, infatti, un dato indispensabile per garantire una esaustiva informazione sui carichi di inquinamenti. La stima dei carichi di nutrienti (specificatamente i composti del fosforo e dell azoto) che pervengono al Lago di Como dal bacino imbrifero ha rappresentato un punto fondamentale per il Progetto PLINIUS, poiché tale stima (Sez. 2 - Cap. 6) costituisce un riferimento per la pianificazione gestionale e per la valutazione dell evoluzione dello stato trofico delle acque. Il Gruppo di Lavoro ha condotto il calcolo teorico dei carichi su due livelli: a scala di intero bacino e a scala più ridotta focalizzando sul Ramo Occidentale e dando ampio spazio all analisi delle sorgenti puntiformi. A questa analisi si affianca quella del calcolo sperimentale realizzato utilizzando le misure effettuate nell ultimo quinquennio ( ) dall ARPA Lombardia, Dipartimento di Como, su 11 immissari e dal Dipartimento di Lecco sull emissario del lago. I carichi degli affluenti sono stati ottenuti utilizzando sia i dati delle portate istantanee direttamente misurate dall ARPA al momento del prelievo, sia quelli ricavati attraverso la valutazione teorica del bilancio idrologico del lago, effettuata tramite la stima dei deflussi degli affluenti e delle fasce perilacuali. I risultati ottenuti, confrontati con quelli pregressi degli ultimi 15 anni e con quelli riportati nella Relazione Generale del Piano di Tutela e Uso delle Acque della Regione Lombardia hanno fornito una stima sufficientemente esaustiva del carico totale che annualmente è risultato ammontare a 265 t a -1 per il fosforo (P) e di 7871 t a -1 per l azoto (N), con una ritenzione a lago del 74% e del 33%, rispettivamente. I carichi ottenuti mostrano comunque ancora incertezze importanti dovute a carenze strutturali, quali la mancanza di una diffusa rete di rilevamento dei livelli idrometrici nei principali affluenti del lago, che costringe al ricorso di modellizzazioni idrologiche in grado di indurre approssimazioni sia nelle relazioni concentrazioni-portate sia nel bilancio di massa. Esiste, inoltre, una mancanza conoscitiva dei carichi in condizioni di portata estrema. Tale lacuna può, a sua volta, influire notevolmente sul bilancio di massa complessivo. Va, infine, sottolineato che proprio nel Bacino Occidentale, area nella quale l antropizzazione è la più elevata del territorio lariano, l entità assoluta dei carichi appare molto più incerta che in altre aree, con una conseguenza significativa nei confronti delle misure da attivare per il recupero delle acque del Primo Bacino antistante la città di Como. Stato chimico, biologico ed ecotossicologico delle acque lacustri Completata la descrizione quantitativa delle pressioni derivanti dal bacino idrografico, l attenzione del Rapporto si è spostata verso la valutazione dello stato chimico e biologico delle acque pelagiche (Sez. 2 - Cap. 7). 6 Vedere altro
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