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Timestamp: 2018-02-24 17:46:13+00:00
Document Index: 117913549

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 464', 'art- 464', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art. 449', 'art. 391', 'Cass. Sez. ']

Indagini preliminari - Arresto in flagranza - Convalida - Tribunale investito della convalida dell'arresto e del contestuale giudizio direttissimo - Presupposti - Presenza dell'arrestato all'udienza - Esclusione
La sentenza in esame evidenzia un contrasto nella giurisprudenza di legittimità in ordine al potere del giudice del dibattimento di convalidare l’arresto e disporre contestualmente il giudizio direttissimo qualora l’arrestato, per situazioni contingenti, non sia presente in udienza. Secondo un primo indirizzo il legittimo impedimento dell’arrestato, impedendo la sua “presentazione” in udienza e la contestazione orale dell’imputazione, sarebbe incompatibile con l’instaurazione del procedimento davanti al giudice e precluderebbe la celebrazione del giudizio direttissimo e la convalida dell’arresto (Cass., sez. IV, 4 giugno 2009, n. 26450; Cass., sez. IV, 28 gennaio 2005, n. 19300). Un diverso orientamento, seguito dalla sentenza in esame, ritiene viceversa che l’assenza fisica dell’imputato, sia essa dovuta a legittimo impedimento (Cass., sez. V, 26 maggio 2009, n. 24612 e Cass., sez. VI, 25 gennaio 2011, n. 3410; Cass., sez. VI, 30 dicembre 2014, n. 53850) o ad una volontaria sottrazione (Cass., sez. VI., 18 aprile 2007, n. 17193; Cass., sez. V, 10 febbraio 2006, n. 11589), non impedisca il giudizio di convalida e l’instaurazione del rito direttissimo.
Cass., Sez. I, 4 maggio 2017, n. 21324
In genere - Decreto penale di condanna - Opposizione – Richiesta di messa alla prova -Competenza a decidere - Giudice per le indagini preliminari – Giudice del dibattimento.
La Prima Sezione ha affermato che sulla richiesta di sospensione del procedimento e di messa alla prova ex art. 464 bis c.p.p., avanzata in sede di opposizione a decreto penale di condanna è competente a decidere il giudice per le indagini preliminari, che avendo la disponibilità del fascicolo è da considerare il giudice che (ancora) procede: per l’accesso alla sospensione con messa alla prova, infatti, sedi, scansioni, limiti temporali sono analoghi a quelli per l’accesso al rito abbreviato o al patteggiamento. La pronuncia si contrappone all’orientamento secondo cui la competenza a decidere sulla richiesta di sospensione del procedimento e di messa alla prova ex art- 464 bis c.p.p., avanzata in sede di opposizione a decreto penale spetterebbe al giudice del dibattimento e non al giudice per le indagini preliminari a causa, tra l’altro, dell’obiettiva diversità della richiesta di messa alla prova rispetto a quella di ammissione a un rito alternativo (Cass. sez. I, 3 febbraio 2016, n. 25867)
Cass., Sez. I, 26 maggio 2016 , n. 22133
Procedimenti speciali - giudizio direttissimo - casi - arrestato in flagranza - Giudizio di convalida - Cittadino straniero che non comprende la lingua italiana – Assenza di un interprete - Restituzione degli atti al P.M. - Abnormità
Secondo un orientamento consolidato della Suprema Corte la mancata presenza dell'interprete, pur se non imputabile all'arrestato, configura ipotesi di forza maggiore che non impedisce la convalida dell'arresto, di cui il giudice deve valutare la regolarità formale indipendentemente dall'interrogatorio non possibile (v.,tra le altre, Cass. Sez. I , 14 ottobre 2009, n. 41934; Cass., Sez. 1, 8 maggio 2008, n. 20297 ; Cass., Sez. IV, 17 maggio 2007, n. 26468). Anche a seguito dell'entrata in vigore del d. lgs. 4 marzo 2014, n. 32, con cui è stata data attuazione alla direttiva 2010/64/UE sull'assistenza linguistica, è stata così ritenuta legittima la convalida dell'arresto dello straniero alloglotta, che non sia stato previamente interrogato per l'impossibilità di reperire tempestivamente un interprete, ricorrendo in tale eventualità un caso di forza maggiore che non impedisce la decisione del giudice sulla legittimità dell'operato della polizia giudiziaria (Cass. Sez. IV, 30 gennaio 2015, n. 4649; Cass. Sez. VI 24 settembre 2014, n. 38791).Secondo la sentenza in esame, invece, nel caso di convalida dell’arresto richiesta contestualmente al giudizio direttissimo, non appare corretto il richiamo alla forza maggiore o al caso fortuito per giustificare il venir meno dell’obbligo in capo alla autorità giudiziaria procedente di assicurarsi che la materiale conduzione dell’indagato in vinculis nell’aula d’udienza costituisca valida “presentazione” ex artt. 558 e 449 c.p.p., perché il richiamo contenuto nell’art. 449, comma 1, c.p.p. alle disposizioni contenute nell’art. 391 c.p.p. trova un limite nell’inciso “ in quanto compatibili” e in questo tipo di convalida l'imputato deve essere necessariamente presentato e consapevolmente presente (v. anche Cass. Sez. V, 12 marzo 2007, n. 10517) . Peraltro , perché il rapporto processuale possa dirsi correttamente instaurato, la partecipazione consapevole all’arrestato all’udienza implica necessariamente l’assistenza di un interprete.