Source: http://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/D06251A.htm
Timestamp: 2019-12-09 08:56:44+00:00
Document Index: 123622676

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1']

Camera dei deputati Dossier D06251A servizio studi
Titolo: Adeguamento alla direttiva 79/409/CEE in materia di conservazione della fauna selvatica - D.L. n. 251/2006 - A.C. 1610 - I provvedimenti nazionali di SIC e ZPS
DL n. 251 del 16-AGO-06 AC n. 1610/XV
Serie: Progetti di legge Numero: 44 Progressivo: 1
Adeguamento alla direttiva 79/409/CEE in materia di conservazione della fauna selvatica
D.L. 16 agosto 2006, n. 251 A.C. 1610
I provvedimenti nazionali di individuazione di SIC e ZPS
n. 44/1
File: D06251a.doc
§ D.M. 3 aprile 2000 Elenco delle zone di protezione speciale designate ai sensi della direttiva 79/409/CEE e dei siti di importanza comunitaria proposti ai sensi della direttiva 92/43/CEE 7
§ D.M. 25 marzo 2004 Elenco dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica alpina in Italia, ai sensi della direttiva 92/43/CEE 107
§ D.M. 25 marzo 2005 Elenco dei Siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica continentaole, ai sensi della direttiva 92/43/CEE 139
§ D.M. 25 marzo 2005 Elenco dei proposti siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica mediterranea, ai sensi della direttiva 92/43/CEE 199
§ D.M. 25 marzo 2005 Elenco delle Zone di protezione speciale (ZPS), classificate ai sensi della direttiva 79/409/CEE 261
Il presente dossier raccoglie la normativa nazionale attraverso la quale si è proceduto alla individuazione di Zone di protezione speciale (ZPS) e Siti di interesse comunitario (SIC).
ZPS, ZSC e SIC: quadro normativo di riferimento
Con la direttiva 92/43/CEE, nota come “Direttiva habitat”, il Consiglio dei Ministri dell’Unione europea ha attribuito ad un sistema coordinato e coerente di aree la conservazione della diversità biologica presente nel territorio dell’Unione stessa, ed in particolare la tutela di una serie di habitat, nonché di specie animali e vegetali, indicati dalla stessa direttiva habitat, e dalla dir. 79/409 direttiva uccelli. Tale rete ecologica, cui è stato attribuito il nome “natura 2000” dall’art. 3 della dir. n. 43, è costituita dalle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e dalle Zone di Protezione Speciale (ZPS), che possono fra loro avere relazioni spaziali diverse, dalla totale sovrapposizione alla completa separazione. La realizzazione della rete avviene fondamentalmente sulla base di informazioni scientifiche, ed ha consentito una prima raccolta standardizzata delle conoscenze naturalistiche finalizzata alle conservazione della biodiversità.
Gli allegati I (tipi di habitat naturali di interesse comunitario) e II (specie animali e vegetali di interesse comunitario) della direttiva forniscono indicazioni circa i tipi di habitat e di specie la cui conservazione richiede la designazione di ZSC. Alcuni di essi sono definiti come tipi di habitat o di specie "prioritari" (che rischiano di scomparire). L'allegato IV elenca le specie animali e vegetali che richiedono una protezione rigorosa.
La designazione delle zone speciali di conservazione richiede in primo luogo che ogni Stato membro rediga un elenco di siti che ospitano habitat naturali e specie animali e vegetali selvatiche. In base a tali elenchi nazionali, e d'accordo con gli Stati membri, la Commissione adotta un elenco di siti d'importanza comunitaria (SIC) per ognuna delle sette regioni biogeografiche dell'UE (alpina, atlantica, boreale, continentale, macaronesica, mediterranea e pannonica). Entro un termine massimo di sei anni a decorrere dalla selezione di un sito come sito d'importanza comunitaria, lo Stato membro interessato designa il sito in questione come zona speciale di conservazione.
Nel caso in cui la Commissione ritenga che un sito che ospita un tipo di habitat naturale o una specie prioritaria non sia stato inserito in un elenco nazionale, la direttiva prevede l'avvio di una procedura di concertazione tra lo Stato membro interessato e la Commissione. Qualora la concertazione non porti a un risultato soddisfacente, la Commissione può proporre al Consiglio di selezionare il sito come sito di importanza comunitaria
I siti di importanza comunitaria oggi rappresentano circa l'11,6% del territorio dell'UE.
Il recepimento della direttiva n. 92 è avvenuto nel 1997 con l’adozione del DPR n. 357/1997[1], che reca una definizione di SIC e di zona di conservazione delineando nel contempo le misure conservazione da applicarsi; nella “rete natura” l’art. 6 include anche le ZPS, mentre l’art. 11 individua nel Ministero dell’ambiente l’autorità che può concedere le deroghe alle disposizioni poste a tutela delle specie, sentito, per quanto di competenza, il dicastero agricolo e l’Istituto per la fauna selvatica
Precedentemente alla direttiva habitat era stata approvata in sede comunitaria le direttiva 78/409/CEE Concernente la conservazione degli uccelli selvatici, che si prefiggeva di assicurare la conservazione di “tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico”, e che pertanto, oltre a disciplinare tempi e modalità di esercizio della caccia, recava nell’allegato I un elenco delle specie per le quali dovevano essere previste misure speciali di conservazione, e per le quali l’articolo 4 richiedeva agli Stati membri di individuare i territori più idonei alla loro conservazione, da classificare come Zone di protezione speciale.
Le disposizioni di adeguamento interno sono state approvate con la legge n. 157/1992[2] nota come legge sulla caccia, che con comma 5 dell’art. 1 (oggetto di modifica da parte del provvedimento in esame) ha imposto alle regioni di istituire, lungo le rotte di migrazione dell'avifauna segnalate dall’INFS entro il termine di quattro mesi, zone di protezione speciale destinate prioritariamente alla conservazione delle specie incluse nell’allegato I della direttiva uccelli (sostituito con l’all. I della direttiva 97/49/CE). Le norme attribuiscono inoltre al Ministro dell'agricoltura e delle foreste d’intesa con il Ministro dell'ambiente un potere di controllo sostitutivo, nel caso che l’inerzia delle regioni e delle province autonome si protragga per un anno dopo la segnalazione da parte dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica.
L’individuazione dei Siti d’interesse comunitario (SIC) da proporre è stata realizzata in Italia dalle singole regioni e Province autonome ed il relativo elenco è stato a suo tempo reso pubblico con l’adozione del DM 3 aprile 2000 (G.U. n. 95/2000, S.O.).
A seguito della trasmissione da parte dei singoli Stati membri di elenchi similari, la Commissione ha adottato l’elenco dei SIC per la regione biogeografica alpina con la decisione 2004/69/CE del 23 dicembre 2003, e il Ministero dell’ambiente ha reso noto l’elenco dei siti italiani con il D.M. 25 marzo 2004 (G.U. n. 167/2004); relativamente alla regione biogeografica continentale l’elenco comunitario dei siti è stato adottato con la decisione 2004/798/CE del 7 dicembre 2004, cui ha fatto seguito la pubblicazione dell’elenco nazionale con il D.M. 25 marzo 2005 (G. U. n. 156/05).
Infine va menzionato il D.M. 25 marzo 2005 (G.U. n. 157/05), che ha aggiornato l’elenco dei proposti SIC per la regione mediterranea, che sostituisce pertanto il precedente, di cui al D.M. 3 aprile 2000.
Le Zone di protezione speciale (ZPS) classificate ovvero istituite ai sensi della direttiva 79/409/CEE sono elencate nell'allegato I del decreto del Ministro dell’ambiente del 25 marzo 2005 (G.U. n. 168/2005), che ha interamente sostituito quello inizialmente approvato con il D.M. 3 aprile 2000 (GU n. 95 del 2000, S.O. n. 65).
Elenco delle zone di protezione speciale designate ai sensi della direttiva 79/409/CEE e dei siti di importanza comunitaria proposti ai sensi della direttiva 92/43/CEE
Pubblicato nella Gazz. Uff. 22 aprile 2000, n. 95, S.O.
Titolo così corretto con comunicato pubblicato nella Gazz. Uff. 6 giugno 2000, n. 130.
Il presente provvedimento è anche citato, per coordinamento, in nota al D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357.
Vista la direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche;
Considerata la necessità di garantire il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat di specie per la cui tutela sono state designate le Zone di protezione speciale ai sensi della citata direttiva 79/409/CEE del Consiglio;
Considerata la necessità di garantire il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat e delle specie per la cui tutela sono stati individuati i Siti di interesse comunitario proposti di cui alla citata direttiva 92/43/CEE del Consiglio, individuati tramite il progetto Bioitaly;
Considerata la necessità di rendere pubblico l'elenco delle Zone di protezione speciale individuate e proposte dalle regioni e dalle provincie autonome di Trento e Bolzano e trasmesse per designazione alla Commissione europea dal Ministero dell'ambiente per permetterne la conoscenza, la valorizzazione e la tutela ai sensi delle direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE;
Considerata, inoltre, la necessità di rendere pubblico l'elenco dei Siti di importanza comunitaria, individuati e proposti dalle regioni e dalle provincie autonome di Trento e Bolzano nell'ambito del citato progetto Bioitaly e trasmessi alla Commissione europea dal Ministero dell'ambiente, per permetterne la conoscenza, la valorizzazione e la tutela ai sensi della direttiva 92/43/CEE;
1. Le Zone di protezione speciale designate ai sensi della direttiva 79/409/CEE del Consiglio sono elencate nell'allegato A che costituisce parte integrante del presente decreto.
2. I formulari standard «Natura 2000» e le cartografie delle Zone di Protezione Speciale e dei Siti di Importanza Comunitaria proposti sono depositati e disponibili presso il Servizio conservazione della natura del Ministero dell'ambiente e, per la parte di competenza, presso le regioni e dalle provincie autonome di Trento e Bolzano.
3. Eventuali integrazioni e/o variazioni agli elenchi riportati in allegato A e B al presente decreto verranno pubblicati con successivi decreti ministeriali.
Allegato A (3/a)
ELENCO DELLE ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE
Orsiera - Rocciavré
IT1110012
Lanca di S. Marta - Confluenza Po - Banna
Baraccone - Confluenza Po - Dora Baltea
Lanca di S. Michele
IT1120001
Bosco della Partecipanza di Trino Vercellese
Isolotto del Ritano
IT1140002
IT1140005
IT1150006
Garzaia di S. Bernardino - Morghengo Briona
IT1160001
Bosco e Laghi di Palanfrè
IT1160002
IT1160005
IT1160022
Bosco delle Navette - Briga Alta
IT1160025
Garzaia del Torrente Orba
IT1180003
Confluenza Po - Sesia
Greto del Torrente Scrivia tra Cassano e Villalvernia
IT1180007
Confluenza Po - Tanaro
IT1180008
Boscone (Fiume Po)
IT2040303
IT2040304
IT2060303
Valle di Funes - Sas De Putia nel Parco Naturale Puez-Odle
IT3210008
Palude Pellegrina
Val Visdende - Monte Peralba - Quaternà
Val Tovanella - Bosconero
Gruppi Antelao - Marmarole - Sorapis
Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene - Cave di Cinto Maggiore
IT3250035
Valli della Laguna superiore di Venezia
1T3250036
Valle Perini e foce del Fiume Dese
IT3250037
Laguna Viva medio inferiore di Venezia
IT3250038
Casse di colmata B - D/E
IT3250039
Valli e Barene della Laguna medio-inferiore di Venezia
Garzaia della tenuta «Civrana e Rezzonica»
IT3260001
Zone umide e Grave della Brenta
IT3270016
Delta del Po: rami fluviali e scanni
IT3270018
Valli arginate tra Adige e Po di Levante
IT3270019
Valli arginate tra Po di Levante e Po di Maistra
IT3270020
Valli arginate tra Po di Maistra e Po di Venezia
IT3270021
IT3340004
Val Rosandra e Monte Cocusso
Aree delle risorgive di Viarolo, bacini zuccherificio Torrile, fascia golenale del Po
Medio e basso Taro
Biotopi e ripristini ambientali di Mirandola
Siepi e canali di Resega-Foresto
Valli e ripristini ambientali di Argenta, Medicina e Molinella
Biotopi e ripristini ambientali di Bentivoglie, S. Pietro in Casale, Malalbergo e Baricella
Vene di Bellocchio, Sacca di Bellocchio, Foce del Fiume Reno, Pineta Bellocchio
Valle Bertuzzi, Valle Porticino-Cannevié
Valle del Mezzano, Valle Pega
Garzaia dello zuccherificio di Codigoro
Po da Porporana a Isola Bianca
Pialassa Baiona, Risega e Pontazzo
Canali e biotopi di Alfonsine
Bacini di Russi
(3/a) Allegato così sostituito dall'allegato 1 al D.M. 25 marzo 2005, ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 dello stesso decreto.
IT5130003
Isola dì Montecristo
Valle del Tevere: Laghi Corbara - Alviano
Lago di Bolsena ed isole Bisentina e Martana
Selva del Lamone-Monti di Castro
Lago di Vico-Monte Venere e Monte Fogliano
IT6020003
IT6020013
Fiume Farfa (corso medio-alto)
Riserva naturale «Montagne della Duchessa»
Comprensorio meridionale dei Monti della Tolfa
IT6030038
Monti Lepini centrali
IT6040010
Promontorio di Gianola e Monte di Scauri
Parco naturale «Monti Aurunci»
IT6050013
IT6050019
IT9110006
IT9110007
IT9110010
IT9110017
IT9110018
IT9110019
IT9110031
IT9110036
Bosco Cupolicchio (Tricarico)
IT9210300
IT9310018
Gole del Raganelle
IT9310024
IT9310026
Isole dello Stagnane di Marsala
Capo S. Vito, Monte Monaco, Zingaro, Faraglioni Scopello, Monte Sparacio
Allegato B (4)
Elenco pSIC Ragione Biogeografica Mediterranea
(4) Allegato così sostituito dall'allegato A al D.M. 25 marzo 2005, ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 dello stesso decreto.
IT1 315602
IT1315670
Fondali Capo Berta - Diano Marina - Capo Mimosa
IT1315715
IT1315971
Fondali Punta Maurizio - San Lorenzo al Mare - Torre dei Marmi
IT1315972
IT1315973
Fondali Arma di Taggia - Punta San Martino
!T1316001
IT1316175
Fondali Capo Mortola - San Gaetano
IT1316274
Fondali San Remo - Arziglia
IT1322470
Fondali Varazze - Albisola
Finaiese - Capo Noli
IT1324172
Fondali Finale Ligure
IT324818
IT1324973
Fondali Loano - Albenga
ITI331721
IT1332477
Fondali Arenzano - Punta Ivrea
IT1332575
IT1333369
Fondali Punta di Moneglia
IT1333370
Fondali Punta Baffe
IT1333372
Fondali Punta Sestri
IT1343474
Fondali Punta Apicchi
IT1343526
IT1344270
Fondali Punta Mesco - Rio Maggiore
IT1344271
Fondali Punta Picetto
IT1344272
Fondali Punta Levanto
IT1344273
Fondali Anzo
ITI345114
IT5110001
IT5120006
IT5120011
IT5140009
IT51A0032
IT5220009
Foresta fossile di Dunarobba (Avigliano)
IT6000005
IT6000006
IT6000007
IT6000008
IT6000009
IT6000010
IT6000011
IT6000012
IT6000013
IT6000014
Pian dei Cangani`
Il «Quarto» di Barbarano Romano
IT6020006
IT6020009
IT6020010
IT6020016
IT6020026
IT6020027
IT6020028
IT6020029
IT6030006
IT6030007
IT6030009
IT6030015
IT6030018
IT6030021
IT6030025
IT6030027
IT6030033
IT6030039
IT6030044
IT6030045
IT6030046
IT6030047
IT6030048
IT6030049
IT6030050
IT6030052
IT6040002
IT6040004
IT6040007
IT6040018
IT6040021
IT6040024
IT6040026
IT6050001
IT6050002
IT6050003
IT6050014
IT6050016
IT6050024
IT6050025
IT7110086
IT7110088
IT7110104
IT7140123
Pesche - Monte Totila
IT7222121
Laghetti di S. Martino in Pensilis
IT7222122
Laghetti sul Torrente Cigno
IT7222123
Laghetti di Rotello - Ururi
Calanchi Pisciarello - Machia Manes
IT8010016
IT8010017
IT8010019
IT8020010
IT8030003
IT8030019
IT8030032
IT8040004
IT8050006
IT8050034
IT8050042
IT8050050
IT8050051
IT9120003
IT9120009
Posidonieto San Vito - Barletta
IT9120010
IT9130002
IT9130005
Murgia di Sud - Est
IT9130008
Posidonieto Isola di San Pietro - Torre Canneto
IT9140001
IT9140004
Bosco I Lucci
IT9140006
Bosco di Santa Teresa
IT9140007
Bosco Curtipetrizzi
IT9150008
Montagna Spaccata e Rupi di San Mauro
IT9150010
IT9150012
IT9150017
IT9150018
Bosco Serra dei Cianci
IT9150020
IT9150023
IT9150030
IT9150031
IT9150033
IT9150034
Isola di S. lanni e Costa Prospiciente
IT9310001
IT9310002
IT9310003
Pollinello-Dolcedorme
IT9310004
Rupi del Monte Pollino
IT9310006
Cima del Monte Dolcedorme
IT9310007
IT9310009
IT9310010
IT9310011
IT9310012
Timpa di S.Lorenzo
IT9310013
IT9310015
IT9310016
IT9310019
IT9310020
IT9310021
IT9310022
IT9310027
IT9310028
IT9310029
IT9310030
IT9310032
IT9310033
Fondali di Capo Tirone
IT9310034
IT9310035
Fondali Isola di Dino-Capo Scalea
IT9310036
Fondali Isola di Cirella-Diamante
IT9310043
IT9310048
Fondali Crosia-Pietrapaola-Cariati
IT9310053
IT9310065
IT9320046
IT9320050
IT9320096
IT9320097
Fondali da Crotone a Le Castella
IT9320102
IT9320122
IT9320123
IT9320185
Fondali di Staletti
IT9330124
IT9330184
Scogliera di Staletti
IT9340118
IT9340120
IT9350121
Bosco di Stilo - Bosco Archiforo
IT9350133
Monte Basilicò -Torrente Listi
IT9350134
Canolo Nuovo, Zomaro, Zillastro
IT9350136
IT9350137
IT9350139
IT9350146
IT9350149
IT9350150
IT9350151
Pantano Flumentari
IT9350152
IT9350153
IT9350154
IT9350155
IT9350156
IT9350157
IT9350159
IT9350161
IT9350162
IT9350163
Pietra Cappa - Pietra Lunga - Pietra Castello
IT9350164
IT9350165
IT9350166
Vallone Fusolano (Cinquefrondi)
IT9350167
Valle Moio (Delianova)
IT9350168
Fosso Cavaliere (Cittanova)
IT9350169
Contrada Fossia (Maropati)
IT9350170
Scala-Lemmeni
IT9350174
IT9350175
IT9350176
IT9350178
Serro d'Ustra e Fiumara Butrano
IT9350179
IT9350180
IT9350181
IT9350182
IT9350183
Paludi di Capo Feto e Margi Spano'
Complesso Monti di S. Ninfa - Gibellina e Grotta di S. Ninfa
Monte S. Salvatore, Monte Catarineci, V.ne Mandarini, ambienti umidi
Boschi Ficuzza e Cappelliere, V.ne Cerasa, Castagneti Mezzojuso
Rocche di Castronuovo, Pizzo Lupo, Gurghi di S.Andrea
Monte lato, Kumeta, Maganoce e Pizzo Parrino
Monte Matassaro, Monte Gradara ed Monte Signora
Monte d'Indisi, Montagna dei Cavalli, Pizzo Potorno e Pian del Leone
Pizzo Mualio, Montagna di Verna'
Stagno di Sale'e Porcus
Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis
D.M. 25 marzo 2004
Elenco dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica alpina in Italia, ai sensi della direttiva 92/43/CEE
(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 19 luglio 2004, n. 167.
Vista la direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992, del Consiglio, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche e, in particolare, l'art. 4, paragrafo 2, terzo comma;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, recante Regolamento di attuazione della direttiva 92/43/CEE, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 12 marzo 2003, n. 120;
Vista la decisione 2004/69/CE del 22 dicembre 2003, della Commissione recante adozione dell'elenco dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica alpina;
Considerato che per tale regione biogeografica, conformemente all'art. 4, paragrafo 2, della stessa direttiva, è stato preso in esame l'ultimo aggiornamento degli elenchi dei siti proposti quali siti di importanza comunitaria (pSIC) ai sensi dell'art. 1 della direttiva 92/43/CEE, trasmesso alla Commissione europea dall'Italia l'11 settembre 2003;
Considerato che sulla base dell'elenco proposto redatto dalla Commissione europea con l'accordo di ciascuno degli Stati membri interessati, che identifica anche i siti che ospitano tipi di habitat naturale prioritari o specie prioritarie, è stato adottato un elenco di siti selezionati quali siti di importanza comunitaria (SIC);
Considerato che la Commissione europea, ai fini della costituzione di una rete ecologica europea coerente di zone speciali di conservazione e in base alle informazioni disponibili e alle valutazioni comuni realizzate nel quadro dei seminari biogeografici, ha ritenuto non sufficienti i siti proposti da alcuni Stati membri, fra i quali l'Italia, ai sensi della direttiva 92/43/CEE e che, di conseguenza, per le specie e gli habitat elencati nell'allegato II alla decisione 2004/69/CE del 22 dicembre 2003, della Commissione non si può concludere che la rete sia completa;
Considerato che la Commissione europea, tenuto conto del ritardo con cui sono pervenute le informazioni e con cui si è giunti ad un accordo con gli Stati membri, ha adottato un elenco di siti, da considerarsi provvisorio, in quanto deve essere completato ai sensi dell'art. 4 della direttiva 92/43/CEE per gli habitat e le specie di cui all'allegato II alla decisione 2004/69/CE del 22 dicembre 2003 della Commissione;
1. 1. I siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica alpina in Italia, individuati ai sensi dell'art. 4, paragrafo 2, della direttiva 92/43/CEE, sono elencati nell'allegato I che costituisce parte integrante del presente decreto. Tale elenco deve essere completato sulla base di ulteriori proposte da parte della provincia autonoma di Bolzano, per gli habitat specificati nell'allegato II che costituisce parte integrante al presente decreto.
2. 1. I formulari standard «Natura 2000» e le cartografie dei Siti di importanza comunitaria sono depositati e disponibili presso la Direzione per la protezione della natura del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e, per la parte di competenza, presso le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.
3. 1. Eventuali integrazioni e/o variazioni agli elenchi riportati in allegato I e II al presente decreto, verranno pubblicate con successivi decreti ministeriali.
Elenco provvisorio dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica alpina in Italia.
Ciascun sito di importanza comunitaria (SIC) è identificato dalle informazioni fornite nel formulario «Natura 2000», comprendenti la mappa corrispondente. Tali informazioni sono trasmesse dalle autorità nazionali competenti conformemente all'art. 4, paragrafo 1, secondo comma, della direttiva 92/43/CEE, ad eccezione dei tipi di habitat e delle specie elencati all'allegato II al presente decreto.
presenza nel SIC di almeno un tipo di habitat naturale e/o specie prioritaria a norma dell'art. 1 della direttiva 92/43/CEE (*);
superficie del SIC in ettari o lunghezza in km;
coordinate geografiche del SIC (latitudine e longitudine).
SIC (ha)
SIC (km)
Monti Pelati e Torre Cives.
Boscaglie di Tasso di Giaglione (Val
Clarea).
Oasi xerotermiche della Val di Susa-
Col Basset (Sestriere).
Pendici del Monte Chaberton.
Les Amaud e Punta Quattro Sorelle.
Valle della Ripa. (Argentera)
Amodera - Colle Montabone
Cima Fournier e Lago Nero.
Val Mastalione