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Timestamp: 2020-01-22 14:57:15+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 2058', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art.20', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42']

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Rapporto tra l'acquisizione sanante e gli artt. 2058 e 2093 Cod. Civ.
Nel sistema introdotto dall'art. 42 bis TUE, che privilegia la restituzione in pristino stato dei fondi abusivamente occupati dalla PA, fatto salvo il ricorso eccezionale di quest’ultima a provvedimenti acquisitivi sulla base di rigorose valutazioni di prevalente interesse pubblico, al giudice amministrativo resta precluso operare autonome valutazioni circa l’eventuale eccessiva onerosità del risarcimento in forma specifica ex art. 2058 comma 2 c.c.
Divenuta illecita la detenzione del bene con lo spirare dei termini e modificato esso dalla realizzazione dei lavori, la P.A. ha a disposizione un solo rimedio per far cessare la situazione di illiceità, con il ricorso al c.d. procedimento acquisitivo, già previsto dall’art. 43 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 ed ora, successivamente alla sentenza della Corte costituzionale dell’8 ottobre 2010 n. 293, che ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, nuov ...
In ipotesi di occupazione illegittima di aree incluse nel PEEP per il quale è già intervenuta l'assegnazione degli alloggi, l’Amministrazione potrà valutare l’opportunità di acquisirne definitivamente la proprietà, consolidando così la posizione degli assegnatari degli alloggi medio tempore realizzati, con la procedura ex art. 42 bis, d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 o con un contratto di compravendita.
Con l’art. 42 bis DPR 327/2001 è stata introdotta, nel sistema, una norma di chiusura non solo per attribuire all'Amministrazione il potere di dare a regime una soluzione al caso concreto quando gli atti del procedimento divengano inefficaci per decorso del tempo o siano annullati dal giudice amministrativo, ma anche per rimuovere il precedente contrasto sussistente tra la prassi interna (amministrativa e giudiziaria) e la Convenzione europea.
I principi comunitari impongono che i modi di acquisto della proprietà siano previsti dalla legge e che il proprietario espropriato sia congruamente risarcito; va pertanto disattesa la eccezione di incostituzionalità dell’art. 42 bis del DPR n. 327/2001.
L'efficacia retroattiva dell'acquisizione sanante (art. 42 bis D.P.R. 327/2001)
Il provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis DPR 327/2001 deve essere notificato al proprietario e comporta il passaggio del diritto di proprietà sotto condizione sospensiva del pagamento delle somme dovute, ovvero del loro deposito effettuato ai sensi dell’art.20, comma 14, del D.P.R. n.327 del 2001.
Con l'art. 42 bis DPR 327/2001 è stato reintrodotto l’istituto dell’acquisizione coattiva dell’immobile del privato utilizzato dall’Amministrazione per fini di interesse pubblico, potendosi acquisire al suo patrimonio indisponibile il bene del privato allorché la sua utilizzazione risponde a “scopi di interesse pubblico”, nonostante difetti un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità.
L’istituto dell’acquisizione coattiva è stato reintrodotto dall'art. 42 bis DPR 327/2001; nella nuova versione (commi 1, 2, 3 e 4) si fa riferimento all’indennizzo, piuttosto che al risarcimento del danno, quale corrispettivo dell’attività posta in essere dall’Amministrazione, ciò forse per la liceità dell’attività, non retroattiva, posta in essere dall’Autorità agente.
Nel caso in cui l'Amministrazione ritenga di fare applicazione dell'art. 42-bis DPR 327/2001, essa dovrà corrispondere al ricorrente un indennizzo corrispondente al valore venale dell'immobile occupati al momento dell’adozione del provvedimento di acquisizione, oltre il 10% di tale valore per il ristoro del danno non patrimoniale (art. 42-bis, primo e terzo comma).
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