Source: https://www.studiolegalebagnardi.com/danno-da-cosa-in-custodia-motivi-di-esonero-del-custode/
Timestamp: 2019-01-24 04:19:58+00:00
Document Index: 26224770

Matched Legal Cases: ['art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art 2043', 'art 2051', 'art 2051', 'sentenza ']

Danno da cosa in custodia: motivi di esonero del custode. | Avvocato Roma - Studio Legale Bagnardi
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Omissis…“Assolutamente preliminare, nella causa che ci occupa, è dunque la verifica dell’applicabilità dell’art. 2051 c.c., norma configurante secondo l’orientamento prevalente (Cass., 15 giugno 2006, n. 13770; Cass., 6 luglio 2006, nn. 15383 e 1538) un’ipotesi di responsabilità oggettiva presunta della P.A. per i danni occorsi agli utenti della strada statale a causa della negligente manutenzione della res di cui ha la custodia.
Come pacificamente si riconosce, la funzione dell’art. 2051 c.c. è quella di imputare la responsabilità a chi si trova nelle condizioni – in ragione di un rapporto qualificato con la res – di controllare e contenere i rischi inerenti alla cosa stessa e derivanti dal suo intrinseco dinamismo o dall’insorgenza in essa di agenti dannosi.
Da questo presupposto muove l’orientamento tradizionale (Cass., 16 giugno 1998, n. 5990) che esclude l’applicabilità della norma de qua alla P.A. per i danni prodotti da beni demaniali o patrimoniali, in ragione dell’impossibilità di esercitare, su beni di vaste dimensioni e/o di uso generale e diretto da parte dei consociati, un controllo continuo e idoneo ad impedire l’insorgenza di situazioni di pericolo.
Tuttavia, la conseguente limitazione dell’area di responsabilità della P.A. ha condotto all’emersione di un orientamento più elastico per il quale l’applicabilità dell’art. 2051, lungi dall’essere automaticamente esclusa dalla natura e dall’estensione del bene nonché dalle caratteristiche dell’uso da parte degli utenti, impone una verifica in concreto, e secondo criteri di normalità, della possibilità di esercitare un controllo continuo ed efficace sulla res (Corte cost., 15 maggio 1999, n. 156; Cass., 20 febbraio 2006, n. 3651; Cass., 6 luglio 2006, nn. 15383 e 15384).
Secondo tale recente orientamento l’appartenenza del bene al demanio o al patrimonio della pubblica amministrazione e il suo uso diretto da parte di un rilevantissimo numero di utenti – aspetti che la precedente giurisprudenza aveva assunto a elementi idonei ad escludere l’operatività dell’art. 2051 c.c. (v., Cass. 1°.12.04, n. 22592; 366/’00; 2850/’98) – sono solo indici sintomatici dell’impossibilità di evitare l’insorgenza di situazioni di pericolo in un bene, ma non la attestano in modo automatico, sicché l’art. 2051 c.c. trova applicazione ogni qualvolta, nel caso concreto, non sia ravvisabile l’oggettiva impossibilità di un esercizio del potere di controllo dell’ente sul bene in custodia, determinata ,appunto, dal suo uso generale da parte dei terzi e dalla sua notevole estensione (Cass. 21.7.06, n. 16770; 12.7.06, n. 15779, relativamente ai sinistri avvenuti sulle strade dei centri urbani).
Rebus sic stantibus, il tribunale ritiene che il regime giuridico applicabile nel caso di specie è proprio quello di cui all’art. 2051 c.c., come sostenuto da parte attrice che, correttamente, ha prospettato la responsabilità del convenuto Comune di ….. in riferimento sia all’art 2043 cc, sia all’art 2051 cc proprio in considerazione del recente mutamento del tradizionale orientamento giurisprudenziale nei termini ut supra indicati.
Ciò premesso in iure, in facto si osserva che dalla valutazione ex artt. 115-116 cpc delle risultanze istruttorie il giudicante ritiene che il convenuto Comune di ….. ha superato la presunzione iuris tantum di colpa posta a carico del custode dall’art 2051c.c. in quanto ha fornito la dimostrazione del “caso fortuito” nella specie costituito dal fatto colposo delio stesso danneggiato (che in conformità all’orientamento espresso dalla Suprema Corte – cfr. Cass civ. 15383/’06; 15779/’06; 2563/’07; 20427/’08; 23939/’09; 9546/’10 – integralmente condiviso da questo giudicante, attiene al profilo causale dell’evento riconducibile non alla res ma ad un elemento esterno ed estraneo alla sfera di custodia recante i caratteri dell’oggettiva imprevedibilità ed inevitabilità, che può essere costituito anche dafatto del terzo o dello stesso danneggiato alla stregua delle argomentazioni di seguito esposte…”omissis.
Tribunale di Roma, XIII sezione civile, sentenza n. 11426 del 23/4/2012, Giudice Dr.ssa S. Larocca, inedita.
(Inserita Il 19/06/2012)
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