Source: http://www.ficiesse.it/home-page/10433/la-guardia-di-finanza-si-e_-data-un-nuovo-codice-deontologico_-ai-finanzieri-e_-consentito-gracchiare--di-cleto-iafrate
Timestamp: 2019-06-26 20:38:54+00:00
Document Index: 122776274

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 54', 'art. 14', 'art 5', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 13', 'sentenza ']

Home Page » LA GUARDIA DI FINANZA SI E' DATA UN NUOVO CODICE DEONTOLOGICO. AI FINANZIERI E' CONSENTITO GRACCHIARE? di Cleto Iafrate | Ficiesse
Visitatore n°: 51.105.377
2. Fermo restando l’obbligo di denuncia all’Autorità Giudiziaria, l’appartenente al Corpo segnala al proprio superiore gerarchico, anche ai sensi dell’articolo 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, eventuali situazioni di illecito all’interno della Guardia di finanza di cui sia venuto a conoscenza.
Nella relazione illustrativa si afferma che questo articolo “esplicita formalmente il collegamento fra il Codice deontologico e il Piano triennale di prevenzione della corruzione”; e che “nell’ambito della disposizione in esame assume particolare rilievo la previsione contenuta nel secondo comma, relativa alla disciplina del c.d. “whistleblower”, introdotta coerentemente con le previsioni dell’art. 54-bis del D.Lgs. 165/2001 e con le indicazioni contenute nella determinazione A.N.AC. n. 6/2015[3]”.
Come ho avuto modo di esporre in un precedente intervento[4], la parola «whistleblower» deriva dalla frase «to blow the whistle», letteralmente «soffiare il fischietto», e si riferisce all'azione dell'arbitro nel segnalare un fallo. Il termine identifica un individuo che denunci pubblicamente o riferisca ad un organo di vigilanza, o alla stampa, oppure ad altre autorità attività illecite all'interno di un apparato governativo. La locuzione «gola profonda» deriva da quella inglese Deep Throat che indicava “il corvo” che con le sue rivelazioni fatte pervenire, inizialmente in forma anonima, alla stampa diede origine allo scandalo Watergate. Quindi si tratta di portare all’esterno ciò che di illegale e potenzialmente dannoso per la collettività avviene all’interno. Il fischio dell’arbitro non lo sente solo la squadra che ha commesso il fallo, ma anche quella avversaria, le tribune, le curve e lo sentono anche tutti i telespettatori da casa.
Ma la norma statuale non impone, per ovvi motivi, la doppia comunicazione. La previsione di cui al comma 1 dell’art. 54-bis D.Lgs. n. 165/2001, infatti, espressamente dispone che il pubblico dipendente denunci all'Autorità Giudiziaria oppure alla Corte dei conti, oppure riferisca al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro.
Se si impone al dipendente anche l’obbligo di segnalazione interna – non richiesto dalla normativa che il codice asserisce voler recepire - si ottiene l’effetto di anestetizzare la portata della normativa del c.d. “whistleblower”.
Si tratta di cose ovvie sulle quali l'espositore educato di solito non insiste, temendo di offendere il lettore. E forse sbaglia!
La relazione che illustra l’articolo precisa:“indipendentemente dal suo contenuto e dal fatto che quanto rappresentato corrisponda o meno a verità. Tale comportamento sarebbe, infatti, assolutamente incompatibile con i principi di lealtà, trasparenza e correttezza cui sono tenuti a ispirarsi i militari del Corpo”.
In relazione agli scritti anonimi, la Procura Generale Militare della Repubblica presso la Corte Militare di Appello ha emanato nel 2014 - concordandole preventivamente con i Procuratori Militari della Repubblica di Verona, Roma e Napoli - una serie di disposizioni per la Polizia Giudiziaria Militare[6]. A proposito di scritti anonimi, ha disposto che «devono essere trasmessi tutti gli esposti, anonimi o apocrifi, relativi a fatti astrattamente inquadrabili in fattispecie di illecito penale militare. Tali esposti andranno trasmessi a prescindere dall’esito di eventuali accertamenti effettuati d’iniziativa, dei quali, laddove intrapresi, andranno comunicati i relativi esiti, con l’indicazione delle generalità di tutte le persone (civili e militari) in essi citati» (pag. 8 del documento).
Il divieto di “gracchiare” è stato imposto allo scopo di recepire “coerentemente” le previsioni dell’attuale Piano Nazionale Anticorruzione e le indicazioni contenute nella determinazione A.N.AC. n. 6/2015. Ma proprio quella Determinazione afferma l’esatto contrario, laddove prevede che:
In passato interpretando e applicando le citate norme si è addirittura proceduto a sanzionare disciplinarmente con tre giorni di consegna[10] un ufficiale di polizia giudiziaria“per essersi recato presso l’autorità giudiziaria militare per rappresentare fatti attinenti il servizio nel mancato rispetto dei rapporti gerarchici e senza informare tempestivamente, preventivamente o successivamente, il superiore diretto dell’avvenuto incontro con l’autorità giudiziaria”.
2. L’autorità nazionale anticorruzione ha stabilito di prendere in considerazione anche le segnalazioni anonime perché in certi casi il grado di compromissione – l’altezza del ramo delle istituzioni coinvolto - è tale da suggerire il ricorso allo scritto anonimo.
E’ innegabile che il whistleblower dovrebbe agire appoggiato da un sistema che gli garantisca una totale riservatezza; ma se egli ha motivo di diffidare del sistema - che è fatto da uomini, gli stessi descritti in prefazione - allora è legittimo il ricorso allo scritto anonimo, purché adeguatamente circostanziato e reso con dovizia di particolari.
Se le "carte del Pentagono", piuttosto che finire, in forma anonima, sulla scrivania del direttore del New York Times, fossero finite su quella di un capo divisione della CIA, sicuramente non avremo avuto lo scandalo Watergate, nè la richiesta di impeachment e né le dimissioni del Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon. Come noto, lo scandalo Watergate ha portato fuori dall’amministrazione Nixon la notizia che la CIA, in accordo con il Presidente e allo scopo di indebolire l'opposizione politica dei movimenti pacifisti, aveva intrapreso varie operazioni illegali contro i Democratici e gli oppositori alla guerra in Vietnam.
Uno a caso. Ben quattro anni prima che venisse alla luce lo "scandalo dei petroli" – noto anche come "scandalo dei 2.000 miliardi truffati all’erario" - il Colonnello della Guardia di Finanza Aldo Vitali inoltrò ai suoi superiori una relazione nella quale precisava alcune ipotesi su come il contrabbando stava avvenendo; ebbene l’ufficiale fu trasferito e gli furono anche abbassate le note caratteristiche, venne valutato “ufficiale troppo credulone e quindi poco serio”[11].
Per leggere gli altri interventi dello stesso autore, clicca qui.
[1] Caratteristico verso del corvo.
[2] Paolo di Tarso ne era ben consapevole: «Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio» (Rm. 7,18-19).
Ancora prima lo aveva capito Aristotele, che nel suo capolavoro dedicato all'amministrazione della polis (Τὰ πολιτικὰ), delineò una forma di governo nella quale distinse tre momenti nell'attività dello Stato: deliberativo, esecutivo e giudiziario.
Nel 1749 Montesquieu nella sua opera monumentale - L'esprit des lois - scriveva: «Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti … Perché non si possa abusare del potere occorre che il potere arresti il potere. .. Il potere assoluto corrompe assolutamente». L’autore vedeva nella separazione dei poteri la via che porta all’uguaglianza e alla pace; di contro, la monarchia si basa sul principio dell'onore - ossia l'ambizione personale - e il dispotismo sulla paura che si infonde nei cuori dei sudditi.
Il concetto era ben chiaro anche ai nostri Padri costituenti che, avendo assistito agli orrori provocati dagli autoritarismi, hanno predisposto per ogni potere un ben equilibrato sistema di pesi e contrappesi.
[3] “Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower)”
[4] http://www.ficiesse.it/home-page/9738/i-finanzieri-possono-soffiare-il-fischietto---di-cleto-iafrate
[5] Di seguito alcuni estratti degli articoli del codice:
- sull’applicazione del Codice vigilano i rispettivi superiori gerarchici (art. 14).
- al militare è fatto divieto di assumere impegni o anticipare l’esito di decisioni o azioni proprie o altrui inerenti all’ufficio; tale divieto, però, può essere derogato su autorizzazione dei superiori gerarchici (relaz.illustr.art 5).
- l'appartenente al Corpo informa il proprio superiore di ogni circostanza di rilievo che lo riguardi o che possa comunque avere riflessi sul servizio (art. 4, lettera d.).
- l’appartenente alla Guardia di finanza, anche in relazione a singoli incarichi, informa tempestivamente il proprio superiore, di norma per iscritto, circa l’esistenza o la sopravvenienza di situazioni di incompatibilità o di conflitto d’interessi (art. 9, primo comma).
- l’appartenente al Corpo si astiene dal prendere decisioni o svolgere attività inerenti alle sue mansioni in situazioni di conflitto anche potenziale d’interessi di qualsiasi natura informandone il proprio superiore. Sull’astensione decide il comandante del reparto (art. 9, secondo comma). La valutazione dell’esistenza dei presupposti dell’astensione è ricondotta alle attribuzioni dei comandanti di reparto (relaz.illustrativa art. 9).
- fermo restando l’obbligo di denuncia all’Autorità Giudiziaria, l’appartenente al Corpo segnala al proprio superiore gerarchico, anche ai sensi dell’articolo 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, eventuali situazioni di illecito all’interno della Guardia di finanza di cui sia venuto a conoscenza (art. 10, secondo comma).
- l’appartenente al Corpo evita di stipulare contratti di entità significativa, a titolo privato, con persone o imprese, nei confronti delle quali abbia svolto, nel quinquennio precedente, attività autoritativa o negoziale per conto dell'Amministrazione. Qualora per qualsivoglia giustificato motivo ritenga di instaurare siffatti rapporti, ne informa, di norma per iscritto, il proprio superiore (art. 13, comma 2 lettera b). Ove sussistano giustificati motivi, è consentito istaurare comunque i rapporti contrattuali, ma in tal caso deve essere informato il superiore, di norma per iscritto (relaz.illustrativa art. 13).
[6] Diramate con nota nr. P/804/GEN datata 10.09.2014.
[7] Diramata con foglio nr. M_D GPROGENM REG 2016 000058 datato 12.02.2016.
[8] Per un approfondimento su questo punto si legga la delibera nr. 4/15/XI, approvata all’unanimità dal Co.Ba.R del Comando Operativo Aeronavale della Guardia di finanza. L’organismo divulga uno studio (semiserio) che sottopone la specificità militare ad una insolita prova di laboratorio. Per leggere il documento clicca sul seguente link: http://www.ficiesse.it/upload/files/ogm%20cobar.pdf
[9] Per un approfondimento in marito alla la mancata tipizzazione degli illeciti sanzionabili disciplinarmente, leggi IL PARADOSSO DI UN'EUROPA PIU' ATTENTA A FORME E DIMENSIONI DEI CETRIOLI CHE NON AL DIRITTO DI LIBERTA' PERSONALE DEI CITTADINI MILITARI
[10] Cfr. sentenza nr. 03158/2014. Di seguito il link che rimanda al provvedimento:
https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=2TWU57Y2I7OEHHXHS5LBDYRBLQ&q=Stazione%20or%20Scali%20or%20Marittimi
[11] P. Calderoni, G. Modolo, "La Supertruffa", in L'Espresso, n.45, 1980, p.56.
[12] Per un approfondimento leggi: MODIFICATO IL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE: FINALMENTE ANCHE I FINANZIERI POSSONO SOFFIARE IL FISCHIETTO.
Leggi anche: I FINANZIERI POSSONO SOFFIARE IL FISCHIETTO?