Source: http://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1330:tessili-az-pelli-cuoio-ecc-pmi-ccnl-1-luglio-1991&catid=37&Itemid=139
Timestamp: 2019-02-18 23:07:36+00:00
Document Index: 77901734

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 56', 'art. 23', 'art.23', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 27', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2094', 'art. 5']

Tessili - Az. Pelli, cuoio, ecc., P.M.I.: CCNL 1 luglio 1991
Data firma: 1 luglio 1991
Parti: Uniontessile e Filta-Cisl, Filtea-Cgil, Uilta-Uil
Settori: Tessil, Pelli, cuoio ecc., P.M.I.
Art. 2 Criteri generali di applicazione
Art. 3 Reclami e controversie
Art. 3 bis Contrattazione aziendale
Art. 5 Esclusiva di stampa
Art. 7 Occupazione - Investimenti - Mercato del lavoro
Art. 8 Mobilità interna della manodopera
Art. 10 Lavoro esterno
Art. 13 Funzioni pubbliche elettive e cariche sindacali aspettative e permessi
Art. 15 Affissioni
Art. 16 Versamento dei contributi sindacali
• Dichiarazione per gli addetti all'utilizzo costante e continuativo di videoterminale
Art. 18 Assunzione - Documenti di lavoro residenza e domicilio
Art. 19 Ammissione al lavoro delle donne e dei minori
Art. 20 Gravidanza e puerperio
Art. 21 Visite mediche, preventive e periodiche
Art. 22 Contratto a termine
Art. 23 Handicappati e invalidi
Art. 24 Tossicodipendenza - Conservazione del posto per l'accesso ai programmi di cura e riabilitazione
Art. 25 Periodo di aspettativa
Art. 26 Periodo di prova
Art. 27 Inquadramento unico dei lavoratori
• Norma transitoria (Commissione per l'inquadramento)
Art. 28 Cumulo di mansioni
Art. 29 Mutamento temporaneo di mansioni
Art. 30 Orario di lavoro
Art. 31 Flessibilità dell'orario normale contrattuale di lavoro
Art. 32 Lavoro supplementare, straordinario, notturno e festivo
•Procedure per il lavoro straordinario di produzione
Art. 33 Regime di orario a tempo parziale (Part-Time)
Art. 34 Recupero delle ore di lavoro perdute
Art. 35 Inizio e fine del lavoro - Ritardi
Art. 36 Permessi di entrata e di uscita
Art. 38 Giorni festivi e trattamento economico relativo
Art. 39 Definizione ed elementi della retribuzione
Art. 40 Determinazione della retribuzione oraria
Art. 41 Corresponsione della retribuzione e reclami
Art. 42 Aumenti periodici di anzianità
Art. 43 Indennità di mancata mensa e ragguaglio sulla paga
Art. 44 Trasferta
Art. 45 Trasferimenti
Art. 47 Servizio militare
Art. 49 Malattia e infortunio non sul lavoro assenze - Reperibilità
Art. 51 Lavoratori studenti
Art. 51 bis Aspettative
Art. 52 Disciplina aziendale
Art. 53 Provvedimenti disciplinari
Art. 54 Procedura per l'applicazione dei provvedimenti disciplinari
Art. 55 Licenziamento
Art. 56 Visite di inventario e di controllo
Art. 57 Consegna e conservazione degli utensili e arnesi da lavoro
Art. 58 Abiti da lavoro
Art. 59 Trattenute per risarcimento danni
Art. 60 Trasformazione, trapasso, cessazione e fallimento dell'azienda Art. 61 Liquidazione competenze in caso di morte
Art. 62 Fondo di solidarietà
Art. 63 Azioni positive per le pari opportunità
Art. 64 Lavoro a domicilio
• A - Definizione del lavoro a domicilio
• E - Retribuzioni
• F - Maggiorazione della retribuzione
• H - Pagamento della
Art. 65 Apprendistato
• B - Periodo di addestramento per nuovi assunti di età superiore a vent'anni
• C - Assunzione di giovani con diploma o attestato di qualifica
• D - Regolamento dell'apprendistato
Art. 66 Modalità di corresponsione della retribuzione
Art. 67 Sospensione e interruzioni di lavoro
Art. 68 Lavori discontinui
Art. 69 Lavoro a cottimo
Art. 71 Tredicesima mensilità
Art. 72 Trattamento economico in caso di malattia
Art. 73 Conservazione del posto e trattamento economico in caso di infortunio sul lavoro e malattie professionali
Art. 74 Preavviso di licenziamento o di dimissioni
Art. 75 Trattamento di fine rapporto
Art. 76 Richiamo a disposizioni della regolamentazione per gli operai
Art. 77 Passaggio di qualifica da operaio ad intermedio
Art. 78 Trattamento in caso di sospensione o riduzione di lavoro
Art. 80 Tredicesima mensilità
Art. 81 Trattamento economico in caso di malattia
Art. 82 Trattamento in caso di infortunio o malattie professionali
Art. 83 Preavviso di licenziamento e dimissioni
Art. 84 Trattamento di fine rapporto - TFR
Art. 85 Passaggio dalla qualifica di operaio o intermedio a quella di impiegato
Art. 86 Doveri dell'impiegato
Art. 87 Trattamento in caso di sospensione o riduzione dell'orario di lavoro
Art. 89 Tredicesima mensilità
Art. 90 Indennità maneggio denaro - Cauzione
Art. 91 Trattamento economico in caso di malattia
Art. 92 Conservazione del posto e trattamento economico in caso di infortunio sul lavoro
Art. 93 Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Art. 95 Quadri - Norme particolari
Protocolli Parte economica
• A) Minimi contrattuali di paga o stipendio
• B) Norma transitoria Importo Una Tantum
Classificazione dei lavoratori declaratorie ed esemplificazioni
Protocollo III Accesso ai finanziamenti pubblici agevolati
• Dichiarazione congiunta previdenza integrativa
Riduzione orario - Ex festività
Allegato n. 1 Contratto a termine
Allegato n. 2 Aumenti periodici di anzianità
CCNL 21/7/1979 - art. 34 Norma transitoria per il personale già in forza al 30/6/1979
Allegato n. 3 CCNL 21/7/1979, art. 56 Mensilizzazione del salario
Regolamentazione lavoro a squadre (decorrenza 1 ottobre 1994)
Allegato n. 5 Tutela della dignità del personale dei lavoratori
Allegato n. 7 Lettera della Filta - Filtea - Uilta sul lavoro a turni
Allegato n. 8 Verbale di accordo sull'indennità di contingenza per gli apprendisti
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Per gli addetti alle piccole e medie industrie del settore manufatturiero delle pelli, del cuoio e rispettivi succedanei
In Roma il 1 luglio 1991, tra l'Uniontessile - Unione Nazionale della Piccola e Media Industria Tessile-Abbigliamento, Calzature, Pelli e Cuoio […] e con la partecipazione di una delegazione di industriali del tessile-abbigliamento […] e con l'assistenza della Confapi - Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria […] e la Federazione Italiana dei Lavoratori Tessili e dell'Abbigliamento (Filta) […], la Federazione Italiana Lavoratori Tessili e Abbigliamento (Filtea) […], l'Unione Italiana Lavoratori Tessili e Abbigliamento - (Uilta) […] è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i lavoratori dipendenti delle piccole e medie imprese associate all'Uniontessile.
- pelletterie (borse, borsette, portafogli, portamonete, astucci, ecc.)
- valigie e bauli-cinture e cinturini in genere-cartelle e sottobracci-articoli diversi (toeletta, scrittoio, gioco, fumo, bar, ecc) - sedili, cuscini, selle e borsette per ciclo e motociclo-sellerie in genere e buffetterie di articoli sportivi-guarnizioni e articoli tecnici di cuoio-cinghie di trasmissione.
Per dipendenti si intendono gli operai, gli apprendisti, gli intermedi (c.d. categorie speciali), gli impiegato ed i quadri.
Le parti, considerato anche quanto stabilito dagli accordi interconfederali 8/5/1986 e 25/1/1990, condividono la necessità di una maggiore armonizzazione delle relazioni industriali e del sistema di informazioni e a tal fine esprimono l'intenzione di favorire lo sviluppo dei reciproci rapporti.
L'Uniontessile e le Organizzazioni sindacali dei lavoratori - ferma restando l'autonomia dell'attività imprenditoriale, le rispettive distinte responsabilità e l'indipendenza di valutazione e di intervento di ciascuna parte - ritengono che formeranno oggetto di informazione gli aspetti significativi e la realtà evolutiva del settore nel modo di seguito specificato.
A) le linee generali dell'andamento economico-produttivo (investimenti, nuovi insediamenti e loro localizzazione, prospettive produttive) del settore, con particolare riferimento all'occupazione;
C) i supporti, specie per le piccole e medie imprese, quali ad esempio progetti di consorziazione (anche con riferimento a quanto previsto dalla Legge 30/4/1976 n. 374 e dalle Leggi vigenti) volti a realizzare politiche finalizzate anche a più idonee iniziative di acquisizione di materie prime di mercato;
E) l'andamento dell'occupazione giovanile, in relazione all'accordo interconfederale 16/11/1988 sui contratti di formazione e lavoro, nonché l'andamento dell'occupazione femminile e allo stato di applicazione delle leggi vigenti in materia di parità con le possibili azioni positive in linea con la Raccomandazione CEE 1984, la cui portata costituirà oggetto di approfondita valutazione;
A tale riguardo, a richiesta di una delle parti, potrà seguire un incontro allo scopo di effettuare un esame congiunto relativo alle implicazioni prevedibili: - sui livelli occupazionali;
D) i programmi di formazione e riqualificazione professionale, con riferimento anche all'andamento della occupazione giovanile, in relazione all'Accordo interconfederale 16/11/1988 sui contratti di formazione e lavoro e allo stato di applicazione delle leggi vigenti in materia di parità con le possibili azioni positive in linea con la Raccomandazione CEE 1984;
G) i supporti, specie per le piccole e medie imprese, quali ad esempio progetti di consorziazione (anche con riferimento a quanto previsto dalla legge 30/4/1976 n. 374) volti a realizzare politiche finalizzate anche a più idonee iniziative di acquisizione di materie prime e di mercati, nonché la produzione di progetti di ricerca applicata nel settore, in accordo con l'Ente Regione;
Fermi restando i contenuti del sistema di informazione, le rispettive Organizzazioni potranno definire congiuntamente: - tempi, modi e strumenti delle rilevazioni oggetto dell'informativa, anche attraverso la realizzazione di osservatori, gruppi di lavoro, ecc.;
- iniziative propositive in tema di formazione professionale di cui all'art. 23 del CCNL da raccordare con l'attività di cui al livello nazionale, nell'ambito di quanto previsto dall'Accordo Interconfederale 16/11/1988 e successive intese;
Le parti inoltre riconoscono l'opportunità che, tra le condizioni necessarie per accedere ai finanziamenti pubblici in materie di formazione professionale a favore delle maestranze del settore, sia tramite fondo di rotazione regionale o sia tramite fondi comunitari, venga compresa l'applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro.
Le parti si impegnano anche ad assumere le iniziative più opportune per orientare gli Enti pubblici affinché vengano adottati orati dei loro servizi compatibili con le esigenze derivanti dagli orari dei lavoratori del settore.
B) programmi di investimenti e le diversificazioni produttive;
E) la struttura dell'occupazione suddivisa per qualifica e sesso:
F) lo stato di applicazione delle leggi vigenti in materia di parità uomo-donna, delle leggi sull'occupazioni giovanile, nonché dell'Accordo Interconfederale 16/11/1988 sui contratti di formazione e lo stato di applicazione delle leggi in materia di parità con le possibili azioni positive in linea con la Raccomandazione CEE 1984;
Su tali problemi a richiesta di una delle parti, seguirà un incontro per valutare le implicazioni prevedibili: - sull'occupazione, - sulla qualificazione professionale dei lavoratori;
- tempi, modi e strumenti delle rivelazioni oggetto dell'informativa, anche attraverso la realizzazione di osservatori, gruppi di lavoro ecc.;
- iniziative di proposta in tema di formazione professionale, di cui all'art.23 del CCNL da raccordare con l'attività di cui al livello nazionale, nell'ambito di quanto previsto dall'Accordo interconfederale 16/11/1988 e successive intese;
Quanto sopra potrà trovare attuazione sperimentale in aree territoriali che saranno definiti congiuntamente dalle Parti in sede nazionale entro 1 anno dalla data di entrata in vigore del contratto.
A livello aziendale, di norma annualmente le aziende con più stabilimenti e le unità produttive occupanti più di n. 80 (ottanta) dipendenti, tramite le Associazioni territoriali degli imprenditori, porteranno a preventiva conoscenza delle strutture sindacali aziendali e delle Organizzazioni sindacali di categoria competenti per territorio, elementi conoscitivi riguardanti:
- allo stato di applicazione delle leggi in materia di parità e delle leggi sull'occupazione giovanile nonché dell'Accordo Interconfederale 16/11/1988 sui contratti di formazione e lavoro.
F) Le parti si danno atto che la contrattazione a livello aziendale non potrà avere per oggetto materie già definite in altri livelli di contrattazione.
In armonia con quanto previsto dall'Accordo Interconfederale del 16/11/1988, l'Uniontessile, Filta, Filtea, Uilta, affermano concordemente che la valorizzazione professionale delle risorse umane riveste fondamentale importanza, anche per assecondare i continui processi di cambiamenti.
É inoltre obiettivo condiviso la valorizzazione delle potenzialità occupazionali del mercato del lavoro, nell'intento di facilitare l'incontro tra domanda e offerta.
a) individuare le specifiche esigenze formative del settore specie con riferimento all'evoluzione delle tecnologie impiegate;
Tale attività potrà consentire di elaborare e sottoporre alle parti stipulanti un documento che potrà essere oggetto di proposta agli organismi paritetici per la formazione professionale, costituiti ai sensi dell'accordo interconfederale 16/11/1988 e successive intese.
Potrà seguire un esame congiunto da effettuarsi entro tre giorni dall'avvenuta informazione.
Le parti, in relazione a possibili comportamenti anomali che violino lo spirito della norma potranno esaminare il problema a livello territoriale.
Le parti, nel prendere atto del ricorso strutturale nell'ambito del settore pelli-cuoio a lavorazione presso terzi per l'effettuazione di produzioni presenti o meno nel ciclo di lavoro delle aziende committenti, affermano che il lavoro presso terzi debba avvenire nel rispetto delle leggi e dei contratti, in presenza di eventuali situazioni di aziende che non diano corso all'applicazione del contratto collettivo di lavoro di pertinenza e delle leggi sul lavoro, le parti esprimono il loro rifiuto di tali forme, si impegnano ad adoperarsi nell'ambito delle proprie competenze per il superamento di dette situazioni e favorire l'instaurazione di un sistema di contratti di committenza coerente al rispetto della normativa contrattuale di cui al presente articolo.
Per esprimere questa volontà e per consentire di conseguenza una più efficace tutela dei lavoratori occupati in imprese pelli-cuoio svolgenti lavorazioni per conto terzi nel ciclo produttivo dell'azienda committente:
1) - Le aziende committenti lavorazioni a terzi, inseriranno nel contratto di commessa apposita clausola richiedente alle imprese esecutrici, operanti nel territorio nazionale, l'impegno all'applicazione del CCNL di loro pertinenza e delle leggi sul lavoro.
2) - Le aziende committenti lavoro a terzi e le aziende terziste che danno lavoro all'esterno, aventi oltre 80 (ottanta) dipendenti, informeranno, di norma, annualmente, le Rappresentanze Sindacali Aziendali sulle previsioni di ricorso a lavoro esterno per lavorazioni presenti nel ciclo aziendale con riferimento alla quantità e al tipo di lavorazione.
3) - Le Associazioni Industriali e le Organizzazioni Sindacali territorialmente competenti, costituiranno entro tre mesi, dalla richiesta di queste ultime, una commissione formata da tre membri per ciascuna delle due parti con i seguenti compiti: - acquisire gli elementi conoscitivi necessari alla valutazione del fenomeno.
A tale scopo l'Associazione industriale territoriale metterà a disposizione della commissione l'elenco delle aziende che commettono lavoro a terzi e l'elenco delle aziende che lavorano per conto terzi.
Per ogni singola azienda avente oltre 80 (ottanta) dipendenti l'Associazione territoriale fornirà alla commissione anche i nominativi delle aziende cui il lavoro è stato commesso nei 12 mesi precedenti.
- comprovato il permanere della disapplicazione del CCNL la Commissione inviterà per un esame della situazione le ditte interessate alla committenza;
4) - Anche in riferimento ai problemi occupazionali, nei casi di cui le aziende committenti a causa di situazioni temporanee di mercato o di crisi economiche settoriali o locali o per ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali facciano ricorso a riduzioni o sospensioni di orari di lavoro o riduzione del personale, nel corso delle procedure previste dall'art. 5 della legge 20/5/1975, n. 164, daranno comunicazione, per un esame in materia, nell'eventuale ricorso al lavoro presso terzi presente nel ciclo produttivo delle stesse aziende committenti.
5) - Al livello statale le parti effettueranno periodiche valutazioni del fenomeno e dei risultati raggiunti studiando gli strumenti più opportuni per il contenimento o il superamento delle situazioni irregolari, coordinando altresì quando necessario, i lavori delle Commissioni territoriali.
6) - La Commissione è vincolata al segreto d'ufficio sui nominativi forniti.
In caso di violazione cesseranno per l'Associazione territoriale e le aziende gli obblighi derivanti dall'applicazione del presente articolo.
Le parti si danno atto che, la regolamentazione che precede, si riferisce all'articolazione per sedi e materie, hanno costituito comuni presupposti per la stipulazione delle norme relative al sistema di informazioni dell'industria tessile e dell'abbigliamento minore e da quanto al riguardo convenuto comporta l'esclusione dell'applicazione di tali procedure a livello aziendale, salvo che per le imprese individuate nei presenti articoli.
Le iniziative o i comportamenti in sede nazionale, territoriale, aziendale, attuati in difformità dagli impegni così come definiti agli articoli «investimenti ed occupazione», «lavoro esterno», «mobilità», daranno facoltà alle Associazioni industriali stipulanti di dichiararsi, previo esame della situazione e tentativo di componimento da compiersi in sede nazionale con le Organizzazioni sindacali, sciolte dalle specifiche obbligazioni assunte in tali presupposti.
Per la tutela dei componenti la Commissione Interna o il Delegato d'impresa si fa riferimento alla legge del 20 maggio 1970, n. 300.
Al delegato d'impresa saranno applicate le tutele sindacali previste dalla Legge 300/70 per le Rappresentanze Sindacali Aziendali.
I lavoratori hanno diritti di riunirsi nelle unità produttive per la trattazione di problemi sindacali attinenti al rapporto di lavoro.
Le rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto di affiggere su appositi spazi, che il datore di lavoro ha l'obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all'interno dell'unità produttiva, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.
b) informare i lavoratori e le Rappresentanze Sindacali Aziendali sui rischi e sulle misure di protezione adottate:
a) promuovono la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione, a norma dell'art. 9 della legge 300/1970, di tutte le misure idonee a tutelare la salute e l'integrità fisica del lavoratore;
b) concordano con la direzione aziendale, ogni qualvolta se ne ravvisi l'esigenza, l'effettuazione di indagini ed accertamenti sull'ambiente di lavoro da affidarsi, in relazione a quanto previsto dall'art. 20, ultimo comma, della legge 23/12/1978, n. 833, ai servizi di igiene ambientale e medicina del lavoro delle Unità Sanitarie Locali o ad Enti specializzati di diritto pubblico scelti di comune accordo.
I medici ed i tecnici appartenenti agli istituti predetti sono vincolati al segreto sulle tecnologie e sulle tecniche di produzione di cui possono venire a conoscenza nello svolgimento dell'incarico loro affidato.
Per agevolare l'espletamento di tali compiti è riconosciuta alle Rappresentanze Sindacali Aziendali la facoltà di designare al proprio interno un delegato ad esaminare con l'azienda i problemi dell'ambiente di lavoro, il cui nominativo sarà comunicato preventivamente per iscritto alla Direzione Aziendale.
a) il registro dei dati ambientali, tenuto e aggiornato a cura dell'azienda, nel quale saranno annotati i risultati delle rivelazioni effettuate dagli Enti di cui al primo comma, in ordine ai seguenti fattori: microclima e gli altri fattori che interessano l'ambiente di lavoro, es.: fumo, gas, vapori, ecc.:
b) il registro dei dati biostatistici, tenuto e aggiornato a cura dell'azienda, nel quale saranno annotati, per ogni reparti, i risultati statistici delle visite mediche e degli esami periodici, nonché le assenze per infortunio, malattia professionale o malattia comune.
Le aziende trasmetteranno alle Rappresentanze Sindacali Aziendali copia delle denunce di esercizio e delle denunce di infortunio di cui agli artt. 12 e 53 del T.U. 30/6/1965, n. 1124.
Fermo restando il rispetto del segreto industriale, le aziende forniranno a richiesta delle Rappresentanze Sindacali Aziendali copia delle comunicazioni che ai sensi della legge 23/12/1978, n. 833 dovranno inviare alle Unità Sanitarie Locali con l'indicazione delle sostanze nocive comunque presenti nel ciclo.
Per quanto riguarda i valori limite dei fattori di nocività di origine chimica, fisica e biologica, si fa riferimento a quanto previsto dagli artt. 4, ultimo comma e 24, n. 14 della legge 23/12/1978, n. 833.
Verrà istituito il libretto sanitario di rischio, come contributo e partecipazione ad una assistenza sanitaria che abbia per oggetto la prevenzione e la cura della salute in fabbrica, con riferimento all'art. 27 della legge 23/12/1978, n. 833.
Disposizioni contrattuali contenute nella presente regolamentazione saranno da coordinare con eventuali norme di legge disciplinanti in tutto o in parte le stesse materie, con particolare riferimento alle norme di attuazione della legge 23/12/1978, n. 833.
Le parti concordano di verificare a livello nazionale negli incontri di cui all'art. 7 - Parte Generale - punto 1 i risultati di indagini per il settore effettuate da Enti ed Organismi scientifici di indiscussa competenza nel ramo.
Forniranno inoltre alle Rappresentanze Sindacali Aziendali informazioni preventive circa i riflessi che eventuali nuovi investimenti finalizzati al miglioramento ambientale potranno avere sulle condizioni di salute dei lavoratori.
1) In applicazione di quanto previsto al 1° comma, le Rappresentanze Sindacali Aziendali potranno promuovere indagini tra i lavoratori relativamente all'ambiente di lavoro, allo scopo di formulare le osservazioni di cui al successivo punto 3).
2) I dati delle rivelazioni effettuate dagli Enti di cui al primo comma, seconda linea, saranno a cura dell'azienda riportati sui registri di cui al terzo comma, conformi ai modelli che saranno fissati dal Ministro della Sanità, o, in mancanza, a quelli allegati.
3) In applicazione di quanto previsto al 5° comma, le Rappresentanze Sindacali Aziendali e l'Azienda effettueranno periodici esami dei dati delle rilevazioni e formuleranno le proprie osservazioni che saranno riportate in apposito verbale che allegato ai registri di cui al punto 2).
La documentazione così formulata sarà oggetto di ulteriore esame e discussione tra Rappresentanze Sindacali Aziendali ed azienda.
Dichiarazione per gli addetti all'utilizzo costante e continuativo di videoterminale
É vietato adibire al trasporto ed al sollevamento dei pesi nonché ai lavori pericolosi, faticosi e insalubri di cui all'art. 5 D.P.R. 25 novembre 1976, n. 1026, e nei casi di uso di sostanze tossiche, le lavoratrici durante il periodo di gestazione e fino a sette mesi dopo il parto.
Qualora la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni, vale il disposto dell'art. 5, lettera c della legge 30 dicembre 1971, n. 1204 sulla tutela delle lavoratrici madri.
Le parti stipulanti, sensibili al problema degli invalidi e degli handicappati, nell'intento di facilitare il loro inserimento in posti di lavoro confacenti alle loro attitudini e capacità lavorative, convengono di favorirne la collocazione e l'agibilità nelle strutture aziendali, anche con contratto di formazione lavoro, compatibilmente con le possibilità tecnico-organizzative delle unità produttive.
In tale contesto, in occasione di avviamenti operati ai sensi delle vigenti disposizioni di legge in materia, a livello aziendale, tra le Direzioni Aziendali e le Rappresentanze Sindacali Aziendali saranno verificate tutte le opportunità per attivi inserimenti al fine di agevolarne la migliore integrazione non emarginante, anche mediante la frequenza di corsi di formazione o riqualificazione professionale promossi dall'ente Regione, senza alcun onere per l'Azienda.
L'introduzione di nuove tecnologie e nuove modalità di organizzazione del lavoro, verranno preventivamente esaminate con le Rappresentanze Sindacali Aziendali anche al fine di valutare eventuali riflessi sulla professionalità dei lavoratori interessati.
Norma transitoria (Commissione per l'inquadramento)
Al fine di realizzare un inquadramento più aderente all'evoluzione tecnologica del settore rappresentato, le parti convengono di demandare ad una apposita commissione paritetica nazionale settoriale, l'identificazione di nuove professionalità, anche in relazione ai dati emersi nell'Osservatorio di settore, attraverso l'inserimento di nuovi profili e/o l'aggiornamento di quelli esistenti.
La Commissione è composta da tre membri in rappresentanza dell'Uniontessile e da tre membri in rappresentanza delle organizzazioni sindacali (uno per la Filta, uno per la Filtea e uno per la Uilta).
Le decisioni assunte dalla Commissione saranno integrate nell'inquadramento nazionale, nelle forme e modalità dalla stessa previste.
Le eventuali controversie derivanti dalla attribuzione del livello formeranno oggetto di esame tra la Direzione aziendale e le Rappresentanze Sindacali Aziendali.
Tale procedura si esaurirà entro tre mesi dalla data di inizio e, qualora abbia esito positivo, al lavoratore interessato verranno riconosciuti i benefici derivati dalla attribuzione del nuovo livello dalla data di inizio della procedura stessa.
La Commissione si insedierà non rima di due mesi dalla stipula del presente CCNL con l'obiettivo di completare i propri lavori, entro 18 mesi dalla data di stipula del presente CCNL.
La Commissione potrà decidere di prolungare i lavori al fine di procedere ad ulteriori approfondimenti dell'evoluzione tecnologica ed alla conseguente identificazione di nuove professionalità emergenti.
L'orario settimanale di 40 ore verrà normalmente distribuito nei primi 5 giorni della settimana.
In relazione a particolari esigenze organizzative e tecnico-produttive, la prestazione lavorativa, previo esame congiunto tra Direzione e Rappresentanze Sindacali Aziendali potrà essere disposta anche su più turni nell'arco della giornata.
Le parti riconoscono che le aziende, in uno o più periodi dell'anno o dell'esercizio produttivo, possono avere esigenze produttive connesse a fluttuazioni del mercato.
Per le ore di lavoro prestate oltre le 40 ore settimanali sarà corrisposta una maggiorazione della retribuzione di fatto pari a:
- 8% per le ore prestate nella giornata del sabato.
Tali maggiorazioni saranno corrisposte con le retribuzioni nel periodo di paga nel quale le ore suddette saranno prestate.
Al fine dell'attivazione degli orari settimanali di lavoro in regime di flessibilità, le aziende daranno informazione previsionale alle rappresentanze Sindacali Aziendali, nel corso di un apposito incontro, indicando i periodi previsti di maggiore e di minore intensità produttiva e delle ore necessarie.
Le modalità di distribuzione delle ore nel periodo di superamento dell'orario contrattuale ed il godimento dei relativi riposi, saranno definiti contestualmente in tempo utile in sede di esame tra Direzione e Rappresentanze Sindacali Aziendali, tenuto conto delle esigenze tecnico-produttive ed organizzative aziendali.
Al fine di soddisfare le esigenze aziendali determinate da stati di necessità (ad esempio: consegne urgenti, termini di lavorazioni in corso, allestimento dei campionari, recupero dei ritardi di produzione per cause tecniche) a fronte di disponibilità volontarie alle prestazioni di lavoro straordinarie inadeguate la direzione ne darà notizia in tempo utile alle Rappresentanze Sindacali Aziendali.
É consentita la facoltà di recupero, a regime normale, delle ore o dei periodi di sospensione di lavoro dovuti a cause di forza maggiore, nonché di quelli dovuti a soste concordate tra le parti, purché il recupero stesso sia contenuto nel limite di un'ora al giorno e si effettui entro i 30 giorni susseguenti al periodo in cui è avvenuta l'interruzione; in caso di giornata feriale non lavorata, il recupero stesso potrà essere effettuato trasferendo a tale giornata le ore perdute.
Il riposo settimanale cade normalmente di domenica, come è stabilito dalla legge.
Ogni eventuale deroga a questo principio, purché sia consentita dalla legge stessa, comporta l'obbligo per il datore di lavoro di corrispondere per il lavoro prestato di domenica, oltre alla paga normale, la maggiorazione prevista per il lavoro gestivo e di concedere al lavoratore un'altra giornata di riposo nel corso della settimana.
I provvedimenti che si indicano in apprezzo costituiscono soltanto un'obiettiva indicazione nel senso di garantire un rapporto quanto più possibile definito tra sanzioni e mancanza.
1) L'ammonizione verbale, che potrà avere, a seconda dei casi, carattere di appunto o di rimprovero, interverrà quando nell'osservanza degli orari, nel contegno verso i superiori ed i compagni di lavoro, nella diligenza del lavoratore siano riscontrate lacune non imputabili a deliberata volontà di mancare al proprio dovere.
All'ammonizione scritta, che avrà più specifico carattere ammonitorio, si ricorrerà quando le mancanze, anche se lievi, tenderanno a ripetersi e sia quindi necessario preavvisare, in forma meno labile del rimprovero verbale, più gravi sanzioni.
2) Ove l'ammonizione verbale o scritta non abbia sortito l'effetto voluto o la mancanza abbia tale carattere da far ritenere il rimprovero adeguato, potranno essere inflitte al lavoratore o una multa, fino ad un importo equivalente a due ore del minimo contrattuale di paga o di stipendio e della indennità di contingenza, oppure, nei casi di maggiore gravità o di recidiva, la sospensione del lavoro per un massimo di giorni 3.
A titolo di indicazione, si stabilisce che la multa o la sospensione potranno essere inflitte al lavoratore: a) che non si presenti al lavoro e non giustifichi l'assenza;
c) abbandono del proprio posto di lavoro o grave negligenza nella esecuzione di lavori o ordini, che implichino pregiudizio all'incolumità delle persone od alla sicurezza degli impianti;
É preciso obbligo del lavoratore di conservare in buono stato le macchine e gli attrezzi, gli utensili, gli armadietti, i modelli e disegni e in genere tutto quanto è a lui affidato.
Qualora la ditta disponga per l'adozione di una speciale tenuta di lavoro, essa deve fornirla sostenendo a proprio carico le spese relative in ragione dell'80%.
Per le lavorazioni le quali, data la loro natura, comportano una particolare usura degli indumenti di lavoro, le aziende forniranno ai lavoratori interessati tali indumenti o eventuali mezzi sostitutivi.
Sarà in facoltà dell'azienda di richiedere al lavoratore un concorso nella spesa nella misura del 20%.
É lavoratore a domicilio chiunque, con vincolo di subordinazione, esegue nel proprio domicilio o in locale di cui abbia disponibilità, anche con l'aiuto accessorio di membri della sua famiglia conviventi e a carico, ma con esclusione di mano d'opera salariata e di apprendisti, lavoro retribuito per conto di uno o più imprenditori, utilizzando materie prime o accessorie e attrezzature proprie e dello stesso imprenditore, anche se fornite per il tramite di terzi.
La subordinazione, agli effetti del presente regolamento ed in deroga a quanto stabilito dall'art. 2094 cod. civ. , ricorre quando il lavoratore a domicilio è tenuto ad osservare le direttive dell'imprenditore circa le modalità di esecuzione, le caratteristiche ed i requisiti del lavoro da eseguire nella esecuzione parziale, nel completamento o nell'intera lavorazione di prodotti oggetto dell'attività dell'imprenditore committente.
Non è lavoratore a domicilio e deve a tutti gli effetti considerarsi dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato chiunque esegua, nelle condizioni di cui ai comma precedenti, lavori in locali di pertinenza dello stesso imprenditore anche se per l'uso di tali locali e dei mezzi di lavoro in essi esistenti corrisponde al datore di lavoro un compenso di qualsiasi natura.
É fatto divieto ai committenti di lavoro a domicilio di valersi dell'opera di mediatori o di intermediari comunque denominati, i quali, unitamente alle persone alle quali hanno commesso lavoro a domicilio, sono considerati, a tutti gli effetti, alle dipendenze del datore di lavoro per conto e nell'interesse del quale hanno svolto la loro attività.
Il lavoratore a domicilio, oltre al libretto di lavoro di cui alla legge 1/1/1935, n. 112, deve essere munito, a cura dell'imprenditore, di uno speciale libretto di controllo, conforme al modello ministeriale.
Il lavorante a domicilio assume nei confronti del datore di lavoro le responsabilità di tutto il materiale che riceve in consegna, nonché quella per la esatta e tempestiva esecuzione e riconsegna del lavoro, in conformità alle istruzioni ricevute.
5) La compilazione e l'approvazione delle tariffe ed il loro aggiornamento, in esecuzione degli accordi di cui sopra, si intendono devolute alle Associazioni territoriali dei datori di lavoro, e dei prestatori di opera con la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori a domicilio interessati, tenendo presenti i particolari caratteri delle varie produzioni e il trattamento economico riservato ai dipendenti operai cottimisti che svolgono analoghe mansioni all'interno dell'azienda o delle aziende interessate.
Le direzioni aziendali interessate al lavoro a domicilio forniranno alle Rappresentanze Sindacali Aziendali e alle Organizzazioni sindacali provinciali i nominativi dei soggetti che effettuano tale lavoro con i relativi indirizzi ed il tipo del lavoro commissionato (es.:borse, valigie, portafogli, cinture, ecc.).
A tali lavoratori a domicilio per gli interventi di cui sopra e per la partecipazione alla definizione delle tariffe di cottimo pieno di cui al precedente art. 5 punto f) saranno riconosciute sedici ore annue pro-capite, con possibilità di cumulo qualora la designazione non sia avvenuta da parte di ciascuna Organizzazione sindacale, che verranno retribuite convenzionalmente sulla base del minimo tabellare, indennità di contingenza e minimo di cottimo dell'operaio qualificato.
Sono considerati apprendisti i giovani di età non inferiore ai 15 anni e non superiore ai 20 anni, assunti secondo gli intendimenti e in armonia con le forme della legge 19/1/1955, n. 25 e successive, che qui si richiamano.
B - Periodo di addestramento per nuovi assunti di età superiore a vent'anni.
Riconosciuta, per le particolari condizioni dell'industria pelli-cuoio l'opportunità di consentire in linea eccezionale l'addestramento a mansioni richiedenti l'apprendistato di personale di nuova assunzione non addestrato e di età superiore a 20 anni, è ammesso un periodo di addestramento nelle mansioni stesse per una durata prestabilita in relazione alla natura delle prestazioni richieste e non superiore a 12 mesi, con la retribuzione contrattuale del personale di manovalanza.
D - Regolamento dell'apprendistato
Riconosciuta, per le particolari condizioni dell'industria pelli-cuoio l'opportunità di consentire in linea eccezionale l'addestramento a mansioni richiedenti l'apprendistato di personale di nuova assunzione non addestrato di età superiore a 20 anni, è ammesso un periodo di addestramento nelle mansioni stesse per una durata prestabilita in relazione alla natura delle prestazioni richieste e non superiore a 12 mesi, con la retribuzione contrattuale del personale di manovalanza.
L'orario normale degli addetti ai lavori discontinui o di semplice attesa o custodia, di cui alla tabella annessa al R.D. 6/12/1923, n. 2657, non può superare le 50 ore settimanali con un massimo di 10 ore giornaliere.
i) É proibito alle aziende di servirsi di cottimisti i quali abbiano alle loro dipendenze altri operai da essi direttamente retribuiti, dovendosi intendere il rapporto di lavoro sempre intercorrente tra l'operaio e l'azienda e la dipendenza di un operaio da un altro unicamente possibile agli effetti tecnici e disciplinari.
Ove per postumi invalidanti il lavoratore non sia in grado di assolvere il precedente lavoro, l'azienda dovrà cercare di adibirlo, previo esame con le Rappresentanze Sindacali Aziendali, a mansioni più adatte alla di lui capacità lavorativa.
In caso di infortunio sul lavoro, […] ove per i postumi invalidanti l'intermedio non sia in grado di assolvere al precedente lavoro, l'azienda dovrà cercare di adibirlo a mansioni più adatte alla sua residua capacità lavorativa.
In caso di infortunio sul lavoro […] ove per postumi invalidanti l'impiegato non sia in grado di assolvere al precedente lavoro, l'azienda dovrà cercare di adibirlo a mansioni più adatte alla sua residua capacità lavorativa.
La distribuzione dell'orario di lavoro viene stabilita in conformità con le disposizioni di cui all'Art. 30 Parte Generale e comunicata ai lavoratori in apposita tabella da affliggersi all'entrata dello stabilimento.
In attuazione a quanto disposto dall'Art. 30 Parte Generale l'orario contrattuale sarà ragguagliato a:
Il riposo della squadra deve essere normalmente fruito fuori dal locale di lavoro o altrimenti a macchine ferme.
Per prestazioni di gruppo giornaliere fino a 6 ore non è previsto l'intervallo di riposo.
Le eventuali prestazioni che eccedono le ore 7 e 30 minuti giornaliere di lavoro effettivo saranno compensate con la retribuzione di fatto per il tempo eccedente, aumentata della maggiorazione di straordinario.
Il lavoro a squadre verrà effettuato normalmente in 5 giorni, in relazione alle norme dell'Art. 30 Parte Generale.
In deroga a quanto sopra, nel caso che, per effetto della distribuzione dell'orario contrattuale di lavoro previsto dall'Art. 30 Parte Generale sia effettuato in un solo giorno della settimana un orario inferiore alle 6 ore, verrà ugualmente corrisposta la maggiorazione stessa.
Nell'intento di favorire la conoscenza tra i lavoratori della normativa in argomento le Parti convengono di allegare al presente contratto, la Risoluzione del Consiglio della CEE del 29/5/1990.