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Timestamp: 2018-08-19 17:41:57+00:00
Document Index: 72943574

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 48', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 48', 'art. 3']

La chiusura delle liti in Cassazione passa dagli uffici finanziari | Commercialista Telematico
La chiusura delle liti in Cassazione passa dagli uffici finanziari
Come è noto, l’art. 3, del D.L. 25 marzo 2010, n.40, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, c. 1, della Legge 22 maggio 2010, n. 73 – cd. D.L. Incentivi – ha previsto la rottamazione delle vecchie liti, oggetto di analisi da parte dell’Amministrazione finanziaria con la circolare n. 37/E del 21 giugno 2010.
In particolare, il comma 2-bis, inserito in sede di conversione dell’art. 3, del D.L. 25 marzo 2010, n.40, in legge 22 maggio 2010, n. 73, al fine di contenere la durata dei processi tributari nei termini di durata ragionevole dei processi, ha determinato la possibilità di definire una serie di liti pendenti.
b) le controversie tributarie pendenti innanzi alla Corte di cassazione possono essere estinte con il pagamento di un importo pari al 5 per cento del valore della controversia determinato ai sensi dell’art. 16, c. 3, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, e contestuale rinuncia ad ogni eventuale pretesa di equa riparazione ai sensi della legge 24 marzo 2001, n. 89. A tal fine, il contribuente può presentare apposita istanza alla competente segreteria o cancelleria entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, con attestazione del relativo pagamento.
Tali ultimi procedimenti restano sospesi fino alla scadenza del termine di cui al secondo periodo e sono definiti con compensazione integrale delle spese del processo. In ogni caso non si fa luogo a rimborso.
Soffermiamo la nostra attenzione sulle lite definibili in Cassazione, alla luce della modifica apportata dall’art. 48-ter, inserito dalla legge n. 122 del 30 luglio 2010, di conversione del D.L. n.78 del 31 luglio 2010
Le liti definibili in Cassazione
Il ricorso introduttivo del giudizio deve essere stato iscritto a ruolo entro la data del 25 maggio 2000.
– per i ricorsi proposti ai sensi del previgente art. 17 del D.P.R. n. 636/72, vale a dire prima del 1° aprile 1996, non si pone nessun problema, in quanto la data di iscrizione a ruolo in ogni caso è ovviamente anteriore al 26 maggio 2000;
La definizione trova applicazione esclusivamente con riferimento alle controversie tributarie pendenti per le quali l’Amministrazione finanziaria sia risultata integralmente soccombente nei precedenti gradi del giudizio.
Non sono pertanto definibili le liti per le quali l’Amministrazione sia risultata anche parzialmente vittoriosa – indipendentemente dalla misura – in almeno uno dei precedenti gradi.
Ai fini del presupposto della soccombenza non rileva l’eventuale compensazione delle spese di lite disposta dal giudice.
Ai fini della valutazione del presupposto della soccombenza, occorre guardare all’esito conforme nei precedenti gradi del giudizio, avendo presente che le pendenze in Cassazione possono essere definite anche se precedute da tre gradi di giudizio (Commissioni tributarie di primo, secondo grado e centrale) a condizione tuttavia che sia stato registrato un triplice, conforme esito sfavorevole per l’Amministrazione finanziaria.
Le modalità di definizione
Per la definizione agevolata delle controversie pendenti innanzi alla Corte di cassazione, la lettera b) del c. 2-bis dell’art. 3 del decreto richiede che il contribuente ponga in essere i seguenti adempimenti:
Per effetto del richiamo operato all’art. 16 della L. n. 289/2002, per valore della lite, da assumere a base del calcolo per la definizione, deve intendersi l’importo dell’imposta che ha formato oggetto di contestazione in primo grado, al netto degli interessi, delle indennità di mora e delle eventuali sanzioni collegate al tributo, anche se irrogate con separato provvedimento; in caso di liti relative alla irrogazione di sanzioni non collegate al tributo, delle stesse si tiene conto ai fini del valore della lite; il valore della lite è determinato con riferimento a ciascun atto introduttivo del giudizio, indipendentemente dal numero di soggetti interessati e dai tributi in esso indicati.
In ordine alla presentazione dell’istanza, entro il 24 agosto 2010, il contribuente deve depositare un’apposita istanza presso la cancelleria della Suprema Corte, contenente la rinuncia ad ogni eventuale pretesa di equa riparazione ai sensi della legge n. 89 del 2001 e, in allegato, l’attestazione del versamento delle somme dovute.
L’Agenzia delle Entrate ritiene in ogni caso efficace – ai fini della definizione – il deposito dell’istanza, effettuato presso la segreteria della Commissione tributaria che ha emanato la sentenza impugnata in Cassazione, in luogo della sua presentazione presso la cancelleria della Suprema Corte, considerato che la lettera b) del comma 2-bis dell’art. 3 del decreto fa riferimento alla presentazione dell’istanza “alla competente segreteria o cancelleria”.
Stante la natura amministrativa e non processuale dell’istanza di definizione agevolata in esame, si ritiene che al deposito della stessa possa provvedere personalmente il contribuente, anche se rimasto contumace nel giudizio in Cassazione.
L’art. 48-ter, inserito dalla legge n. 122 del 30 luglio 2010, di conversione del D.L. n.78 del 31 luglio 2010, ha aggiunto all’art. 3, c. 2-bis, lett. b), del D.L. n. 40/2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. n.73/2010, il seguente periodo: “l’avvenuto pagamento estingue il giudizio a seguito di attestazione degli uffici dell’amministrazione finanziaria comprovanti la regolarità dell’istanza ed il pagamento integrale di quanto dovuto ai sensi del presente decreto”.
In pratica la definizione passa dagli uffici finanziari che hanno il compito di verificare la regolarità dell’istanza ( e quindi sono importanti i chiarimenti offerti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 37/2010, e qui riportati) e la correttezza del pagamento effettuato, che non può essere rateizzato.