Source: http://www.mceditrice.it/en/energia-sostenibile/64-nucleare
Timestamp: 2020-04-03 12:23:21+00:00
Document Index: 185765305

Matched Legal Cases: ['art.7', 'art.29', 'sentenza ', 'art. 120', 'art. 120', 'art. 8']

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Osservazioni sulla normativa
Il comma 4 dell’art.7 citato prevede espressamente che “dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. Quindi non si stanzia nulla, non solo per la produzione di energia nucleare, ma neppure per la ricerca sui fantomatici reattori di quarta generazione o per la fusione nucleare.
Nessuno stanziamento è previsto neppure per la realizzazione del deposito delle scorie: in base all’art.29 l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare
dovrà, infatti, tra gli innumerevoli altri compiti, curare “la gestione e la sistemazione dei rifiuti radioattivi e dei materiali nucleari provenienti sia da impianti di produzione di elettricità sia da attività mediche ed industriali” nell’ambito delle risorse complessive esistenti e già stanziate per l’ISPRA e l’ENEA.
Oltre che incongrua e priva di finanziamento, la disciplina della L.99/2009 presenta evidenti profili di incostituzionalità. Risulta violata la competenza e l’autonomia regionale prevista dal titolo V della Costituzione.
Sull’individuazione dei rispettivi limiti delle potestà concorrenti si è già ampiamente espressa la Corte Costituzionale. Alla luce delle sentenze n.382 del 2005 e n.6 del 2004, perché lo Stato possa arrogarsi le funzioni amministrative in materia di energia è indispensabile che “sia prevista un'intesa con le Regioni” e, anzi, tale intesa deve essere “in senso forte”.
Su tale premessa la Corte ha fondato la dichiarazione di illegittimità costituzionale, in quanto la norma impugnata non prevedeva “che l'emanazione da parte del Ministro per le attivita’ produttive degli indirizzi per lo sviluppo delle reti nazionali di trasporto di energia elettrica e di gas naturale” dovesse essere “preceduta dall'intesa con la Conferenza unificata”.
Anche sul punto, infatti, la Corte Costituzionale ha avuto modo di pronunciarsi con l’ampia sentenza n.382/2005 cit., dichiarando non fondata la questione: “il secondo comma dell'art. 120 Cost. individua una serie di situazioni che legittimano l'esercizio dei poteri sostitutivi da parte del Governo per garantire taluni interessi essenziali, situazioni entro le quali potrebbe essere ricondotta - nell'ambito di specifici contesti definiti in via legislativa - la situazione di mancato conseguimento dell'intesa fra le Regioni”. Pertanto, se “la disposizione censurata non pone un obbligo generalizzato di esercizio del potere governativo e proprio attraverso l'esplicito rinvio all'art. 120 Cost. non configura una autonoma e diversa fattispecie di potere sostitutivo” l’esercizio di tale potere sarà soggetto alla “specifica verifica della sussistenza dei presupposti sostanziali contemplati nella norma costituzionale, nonche’ sul rispetto delle condizioni procedimentali previste dall'art. 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3)”.
Marco Manunta, 23 settembre 2009