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Timestamp: 2018-05-26 04:02:44+00:00
Document Index: 123805361

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art.  245', 'art. 106', 'art. 42', 'art.  4', 'art.\n42', 'art. 7', 'art.  20', 'art.  50', 'art. 1', 'art. 65', 'art. 194', 'art. 1', 'art. 2', 'art.  1', 'art. 1', 'art.\n12', 'art.  5', 'art. 1', 'art. 2', 'art.  10', 'art. 1', 'art.  2', 'art.  13', 'art. 1', 'art. 11', 'art.  11', 'art.\n10', 'art.  10', 'art. 1', 'art.  33', 'art.   2', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art.  2', 'art.  33', 'art.  1', 'art.  2', 'art.  1', 'art.  1', 'art. 29', 'art. 5', 'art. 29', 'in fine', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 10', 'art. 27', 'art. 51', 'art. 170', 'art.  192', 'art.  16', 'art. 64', 'art. 17', 'art.  170', 'art.   16', 'art.   16', 'art.   16', 'art. 16', 'art.  8', 'art.  40', 'art. 40', 'art. 17', 'art.  33', 'art.  125', 'art.  163', 'art.  166', 'art.  168', 'art.\n125', 'art.  167', 'art. 269', 'art.  530', 'sentenza ', 'art. 525', 'art. 525', 'art.  490', 'art. 533', 'art.  569', 'art.  567', 'art. 567', 'art.  498', 'art.  571', 'art. 573', 'art. 576', 'art. 571', 'art.  572', 'sentenza ', 'art. 498', 'art. 591', 'art.  569', 'art.  179', 'art.  569', 'art. 571', 'art.  569', 'art. 568', 'art. 569', 'art.  173', 'art.  570', 'art. 576', 'art.\n572', 'art. 581', 'art. 583', 'art. 584', 'art.\n585', 'art. 591', 'art. 587', 'art.\n11', 'art. 586', 'art. 596', 'art.  570', 'art. 173', 'art.  579', 'art. 591', 'art. 617', 'art. 586', 'art.  34', 'art. 30', 'art.  3', 'art. 30']

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 29 dicembre 2009, n. 193 - Testo del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 302 del 30 dicembre 2009), coordinato con la legge di conversione 22 febbraio 2010, n. 24 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Interventi urgenti in materia di funzionalita' del sistema giudiziario». (10A02493) (GU n. 47 del 26-2-2010 | Architetto.info
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 29 dicembre 2009, n. 193 – Testo del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 302 del 30 dicembre 2009), coordinato con la legge di conversione 22 febbraio 2010, n. 24 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Interventi urgenti in materia di funzionalita’ del sistema giudiziario». (10A02493) (GU n. 47 del 26-2-2010
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 29 dicembre 2009, n. 193 - Testo del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 302 del 30 dicembre 2009), coordinato con la legge di conversione 22 febbraio 2010, n. 24 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Interventi urgenti in materia di funzionalita' del sistema giudiziario». (10A02493) (GU n. 47 del 26-2-2010 )
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 29 dicembre 2009 , n. 193
Testo del  decreto-legge  29  dicembre  2009,  n.  193  (in  Gazzetta
Ufficiale – serie generale – n. 302 del 30 dicembre 2009), coordinato
con la legge di conversione 22 febbraio 2010, n. 24 (in questa stessa
Gazzetta Ufficiale alla pag.  1),  recante:  «Interventi  urgenti  in
materia di funzionalita’ del sistema giudiziario». (10A02493)
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1 del testo unico  delle
Tali modifiche sono riportate sul video tra i segni ((…)).
Modifiche al decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51
1. Al comma 1 dell’articolo 245 del decreto legislativo 19 febbraio
1998, n. 51,  le  parole:  «non  oltre  il  31  dicembre  2009»  sono
sostituite dalle seguenti: «non oltre il 31 dicembre 2010».
((2. I giudici onorari e i vice procuratori onorari il cui  mandato
e’ scaduto il 31 dicembre 2009  e  per  i  quali  non  e’  consentita
un’ulteriore   conferma   secondo   quanto   previsto   dall’articolo
42-quinquies, primo comma, dell’ordinamento giudiziario,  di  cui  al
regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, nonche’ i giudici  di  pace  il
cui mandato scade entro il 31 dicembre 2010 e  per  i  quali  non  e’
consentita   un’ulteriore   conferma    secondo    quanto    previsto
dall’articolo 7, comma 1, della legge 21 novembre  1991,  n.  374,  e
successive modificazioni, sono ulteriormente prorogati nell’esercizio
delle rispettive funzioni a far data dal 1º gennaio 2010,  fino  alla
riforma organica della magistratura onoraria e, comunque,  non  oltre
2-bis.  Il  secondo   comma   dell’articolo   50   dell’ordinamento
successive modificazioni, si interpreta nel senso che per  i  giudici
onorari del tribunale per i minorenni non sussistono limitazioni alla
possibilita’ di conferma.))
– Si riporta il testo del comma  1  dell’art.  245  del
decreto legislativo 19  febbraio  1988,  n.  51  (Norme  in
materia di istituzione del giudice unico di  primo  grado),
come modificato dalla presente legge:
«Art. 245. – 1. Le disposizioni del  regio  decreto  30
gennaio 1941, n.  12,  come  modificate  o  introdotte  dal
presente decreto,  in  forza  delle  quali  possono  essere
addetti  al  tribunale  ordinario  e  alla  procura   della
Repubblica  presso  il   tribunale   ordinario   magistrati
onorari, si applicano fino a quando non  sara’  attuato  il
complessivo riordino  del  ruolo  e  delle  funzioni  della
magistratura onoraria a norma dell’art. 106, secondo comma,
della Costituzione, e comunque non  oltre  il  31  dicembre
2010.».
– Si riporta il testo dell’art. 42-quinquies del  regio
decreto 30 gennaio 1941, n. 12 (Ordinamento giudiziario):
«Art. 42-quinquies (Durata dell’ufficio). – La nomina a
giudice onorario di tribunale ha la durata di tre anni.  Il
titolare puo’ essere confermato,  alla  scadenza,  per  una
I giudici onorari di tribunali che hanno  in  corso  la
procedura di conferma nell’incarico rimangono  in  servizio
fino alla definizione della procedura  di  cui  al  secondo
comma, anche oltre il termine di scadenza dell’incarico. La
conferma della nomina ha, comunque, effetto retroattivo con
decorrenza dal primo giorno successivo  alla  scadenza  del
triennio gia’  decorso.  In  caso  di  mancata  conferma  i
giudici   onorari   di   tribunale   in   proroga   cessano
dall’incarico dal momento della comunicazione del  relativo
provvedimento del CSM che  non  necessita  di  decreto  del
Alla scadenza del triennio, il  consiglio  giudiziario,
nella composizione prevista dall’art.  4,  comma  1,  della
legge 21 novembre 1991, n.  374,  esprime  un  giudizio  di
idoneita’ alla continuazione dell’esercizio delle  funzioni
sulla base di  ogni  elemento  utile,  compreso  l’esame  a
campione  dei  provvedimenti.  Il  giudizio  di   idoneita’
costituisce requisito necessario per la conferma.
La nomina dei giudici onorari di tribunale  pur  avendo
effetto dalla data del decreto ministeriale di cui all’art.
42-ter, primo comma, ha durata triennale con decorrenza dal
1° gennaio dell’anno successivo alla nomina.».
– Si riporta il testo dell’art. 7, comma 1, della legge
21 novembre 1991, n. 374 (Istituzione del giudice di pace):
«Art. 7 (Durata dell’ufficio e conferma del giudice  di
pace).   –   In   attesa    della    complessiva    riforma
dell’ordinamento  dei  giudici  di  pace,   il   magistrato
onorario che esercita le funzioni di giudice di  pace  dura
in carica quattro anni e  puo’  essere  confermato  per  un
secondo mandato di quattro anni e per un terzo  mandato  di
quattro anni. I giudici di pace confermati per un ulteriore
periodo di due anni  in  applicazione  dell’art.  20  della
legge 13 febbraio 2001,  n.  48,  al  termine  del  biennio
possono essere  confermati  per  un  ulteriore  mandato  di
quattro anni, salva comunque la  cessazione  dall’esercizio
delle funzioni al compimento del settantacinquesimo anno di
eta’.».
– Si riporta il testo dell’art.  50  del  citato  regio
decreto 30 gennaio 1941, n. 12:
«Art. 50 (Composizione del tribunale per i  minorenni).
– Il tribunale per i minorenni e’ composto da un magistrato
di corte di appello, che lo presiede, da un  magistrato  di
tribunale e da due esperti, un uomo e una donna,  aventi  i
requisiti richiesti dalla legge, ai quali e’  conferito  il
titolo di giudice onorario del Tribunale per  i  minorenni.
Possono anche essere nominati due o piu’ supplenti.
Gli esperti del Tribunale per i minorenni sono nominati
con decreto del Capo dello Stato, su proposta del  Ministro
per la grazia e  giustizia,  per  un  triennio,  e  possono
essere confermati.».
Modifiche alla legge 4 maggio 1998, n. 133
1. Alla legge 4 maggio 1998, n. 133,  sono  apportate  le  seguenti
1) il comma 3 e’  sostituito  dal  seguente: «3.  Il  Consiglio
superiore della magistratura, con delibera, su proposta del  Ministro
della giustizia, individua annualmente le sedi disagiate,  in  numero
non superiore a ottanta.»;
2) al comma  4,  primo  periodo,  le  parole:  «in  numero  non
superiore a cento unita’» sono sostituite dalle seguenti: «in  numero
non superiore a centocinquanta unita’»;
b) l’articolo 1-bis e’ abrogato;
c) all’articolo 2, comma 1, primo periodo, le parole:  «e  1-bis»
d) all’articolo 2, comma 3, le parole: «e 1-bis» sono soppresse;
e) all’articolo 5, comma 1, primo periodo, le parole:  «e  1-bis»
2. Per l’attuazione delle disposizioni di cui al presente  articolo
e’ autorizzata la spesa complessiva di euro 2.934.953 per l’anno 2010
e di euro 2.574.329 a decorrere dall’anno 2011, cui si provvede:
a)  quanto  a  euro   2.934.953   per   l’anno   2010,   mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione  di  spesa  relativa  al
Fondo per  interventi  strutturali  di  politica  economica,  di  cui
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;
b) quanto a euro 2.574.329 a decorrere dall’anno  2011,  mediante
l’utilizzo di quota parte  delle  maggiori  entrate  derivanti  dalle
disposizioni di cui ai commi 4 e 5 dell’articolo 4.
– Si riporta il testo dell’art. 1 della legge 4  maggio
1998, n.  133  (Modalita’  e  criteri  per  lo  scambio  di
insegnanti con altri Paesi, in attuazione del secondo comma
dell’art. 65 del decreto del Presidente della Repubblica 31
maggio 1974, n. 417, recante norme  sullo  stato  giuridico
del personale docente, direttivo ed ispettivo della  scuola
materna, elementare, secondaria ed artistica dello  Stato),
«Art. 1 (Trasferimento d’ufficio). – 1.-2. (omissis).
3.  Il  Consiglio  superiore  della  magistratura,  con
delibera,  su  proposta  del  Ministro   della   giustizia,
individua annualmente le  sedi  disagiate,  in  numero  non
superiore a ottanta.
4.  Alle  sedi  disagiate  possono   essere   destinati
d’ufficio magistrati provenienti da sedi non disagiate, che
abbiano  conseguito  almeno   la   prima   valutazione   di
professionalita’, in numero non superiore a  centocinquanta
unita’. Il termine previsto dall’art. 194  dell’ordinamento
giudiziario, di cui al regio decreto 30  gennaio  1941,  n.
12, non opera per i tramutamenti nelle  sedi  disagiate  di
cui al comma 2.
5. (omissis).».
– L’art. 1-bis della citata legge  4  maggio  1998,  n.
133, abrogato dalla presente legge, recava:  «Trasferimento
d’ufficio nelle sedi a copertura immediata».
– Si riporta il testo dell’art. 2, commi 1 e  3,  della
citata legge 4 maggio 1998, n. 133, come  modificato  dalla
«Art.  2   (Indennita’   in   caso   di   trasferimento
d’ufficio). – 1.  Al  magistrato  trasferito  d’ufficio  ai
sensi  dell’art.  1  e’  attribuita,  per  il  periodo   di
effettivo servizio nelle sedi disagiate e per un massimo di
quattro anni, un’indennita’ mensile determinata  in  misura
pari all’importo mensile dello stipendio tabellare previsto
per il magistrato ordinario con  tre  anni  di  anzianita’.
L’effettivo servizio  non  include  i  periodi  di  congedo
straordinario,  di  aspettativa  per  qualsiasi  causa,  di
astensione facoltativa previsti dagli  articoli  32  e  47,
commi 1 e 2, del testo unico delle disposizioni legislative
in materia di tutela e sostegno della  maternita’  e  della
paternita’, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n.
151, e di sospensione dal servizio per qualsiasi causa.».
2. (omissis);
3.  Al  magistrato  trasferito   d’ufficio   ai   sensi
dell’art. 1 l’aumento previsto dal secondo comma  dell’art.
12 della legge 26 luglio 1978, n. 417,  compete  in  misura
pari a nove volte l’ammontare della indennita’  integrativa
speciale in godimento.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  5,  comma  1,  della
citata legge 4 maggio 1998, n. 133 , come modificato  dalla
«Art. 5 (Valutazione dei servizi  prestati  nelle  sedi
disagiate a seguito di trasferimento d’ufficio). – 1. Per i
magistrati trasferiti d’ufficio a sedi disagiate  ai  sensi
dell’art. 1 l’anzianita’ di servizio e’ calcolata, ai  soli
fini del primo tramutamento per un posto di  grado  pari  a
quello occupato in precedenza, in misura  doppia  per  ogni
anno di effettivo servizio prestato  nella  sede,  fino  al
sesto anno di permanenza. L’effettivo servizio e’ computato
ai sensi del comma 1 dell’art. 2.
2.-3. (omissis).».
– Si riporta  il  testo  dell’art.  10,  comma  5,  del
decreto-legge  29  novembre  2004,  n.  282   (Disposizioni
urgenti  in  materia  fiscale  e  di   finanza   pubblica),
convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  27  dicembre
2004, n. 307:
«Art. 10 (Proroga di termini in materia di  definizione
di illeciti edilizi). – 1.-4. (omissis).
5.  Al  fine  di  agevolare  il   perseguimento   degli
obiettivi di finanza pubblica,  anche  mediante  interventi
volti alla riduzione della pressione fiscale,  nello  stato
di previsione del Ministero dell’economia e  delle  finanze
e’ istituito un apposito “Fondo per interventi  strutturali
di politica economica”, alla cui costituzione concorrono le
maggiori entrate, valutate in 2.215,5 milioni di  euro  per
l’anno 2005, derivanti dal comma 1.».
Copertura delle sedi rimaste vacanti per difetto
di magistrati richiedenti
1. Fino  al  31  dicembre  2014,  per  le  sedi  individuate  quali
disagiate ai sensi dell’articolo 1 della legge 4 maggio 1998, n. 133,
rimaste vacanti per difetto di aspiranti e per  le  quali  non  siano
intervenute  dichiarazioni  di  disponibilita’  o  manifestazioni  di
consenso al trasferimento, il Consiglio superiore della  magistratura
provvede, nei limiti previsti dall’articolo 1, comma 4, della legge 4
maggio 1998, n. 133, con il trasferimento  d’ufficio  dei  magistrati
che  abbiano  conseguito  la  prima  o  la  seconda  valutazione   di
professionalita’, con esclusione di  coloro  che  abbiano  conseguito
valutazioni superiori alle predette. Il  trasferimento  d’ufficio  di
cui al presente comma puo’ essere altresi’ disposto nei confronti dei
magistrati che svolgono da oltre dieci anni  le  stesse  funzioni  o,
comunque, si trovano nella stessa posizione tabellare o nel  medesimo
gruppo di  lavoro  nell’ambito  delle  stesse  funzioni  e  che  alla
scadenza del periodo  massimo  di  permanenza  non  hanno  presentato
domanda di trasferimento ad altra  funzione  o  ad  altro  gruppo  di
lavoro all’interno dell’ufficio ovvero ad altro ufficio, o  che  tale
domanda abbiano successivamente revocato. Il trasferimento  d’ufficio
dei magistrati di cui al primo periodo del presente comma puo’ essere
disposto  anche  in  deroga  al  divieto  di  passaggio  da  funzioni
giudicanti a funzioni requirenti e viceversa, previsto  dall’articolo
13, commi 3 e 4, del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160.
2. Non possono essere trasferiti d’ufficio ai  sensi  del  presente
a)   magistrati   in   servizio   presso   uffici   in   cui   si
determinerebbero vacanze superiori al 20 per cento dell’organico;
b) magistrati in servizio presso altre sedi disagiate;
c) magistrati che sono stati assegnati o  trasferiti  nella  sede
ove prestano servizio ai sensi dell’articolo 1, comma 5, della  legge
10 marzo 1987, n. 100, o dell’articolo 33, comma  5,  della  legge  5
febbraio 1992, n. 104;
d) magistrati che sono genitori di prole di eta’ inferiore a  tre
3. La percentuale di cui al comma 2, lettera a), e’  calcolata  per
eccesso o per difetto a seconda che lo scarto decimale sia  superiore
o inferiore allo  0,5;  se  lo  scarto  decimale  e’  pari  allo  0,5
l’arrotondamento avviene per difetto.
4. Le condizioni per il trasferimento d’ufficio  devono  sussistere
alla data di pubblicazione della  delibera  di  cui  all’articolo  1,
comma 3, della legge 4 maggio 1998, n. 133.
5.  Il  trasferimento  d’ufficio  e’  disposto  nei  confronti  dei
magistrati di cui al comma 1 che prestano servizio nel distretto  nel
quale sono compresi i posti  da  coprire,  ovvero,  se  cio’  non  e’
possibile, nei distretti limitrofi  o  nei  distretti  delle  regioni
limitrofe. Per il distretto di Cagliari si  considerano  limitrofi  i
distretti di Genova, Firenze,  Roma,  Napoli  e  ((  Palermo  per  il
distretto di Palermo si considera limitrofo il distretto di Cagliari,
)) per il distretto di Messina anche quello di Reggio Calabria e  per
il distretto di Reggio Calabria anche quelli di Messina e Catania; ((
per il distretto di Catania si considera limitrofo  il  distretto  di
Reggio Calabria. )) Per  la  Sardegna  si  considerano  limitrofe  le
regioni Liguria, Toscana,  Lazio,  Campania  e  Sicilia;  ((  per  la
Sicilia si considerano limitrofe le regioni Calabria e Sardegna ))  e
per la Calabria anche la regione Sicilia.
6. Nel caso di pluralita’  di  distretti  limitrofi  o  di  regioni
limitrofe viene dapprima preso in considerazione il distretto il  cui
capoluogo ha la minore distanza chilometrica ferroviaria  e,  se  del
caso marittima, con il capoluogo del distretto  presso  il  quale  il
trasferimento deve avere esecuzione.
7.  Nell’ambito  del  distretto,  l’ufficio  da   cui   operare   i
trasferimenti e’ individuato con riferimento alla minore  percentuale
di  scopertura  dell’organico;  in  caso  di  pari  percentuale,   il
trasferimento  e’  operato  dall’ufficio  con  organico  piu’  ampio.
Nell’ambito dell’ufficio  e’  trasferito  il  magistrato  con  minore
anzianita’ nel ruolo.
8. Ai magistrati trasferiti  ai  sensi  del  presente  articolo  si
applicano gli articoli 2, 3 e 5 della legge 4 maggio 1998, n. 133. ((
Nel caso di trasferimento d’ufficio in una sede disagiata  che  dista
meno di 100 chilometri dalla sede ove il magistrato presta  servizio,
l’indennita’ di cui all’articolo 2 della legge 4 maggio 1998, n. 133,
e successive modificazioni, e’ ridotta della meta’ di quanto previsto
dal medesimo articolo. Dall’attuazione del presente comma non  devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. ))
– Si riporta il testo dell’art. 1 della citata legge  4
maggio 1998, n. 133:
«Art. 1 (Trasferimento d’ufficio). – 1. Ai  fini  della
presente legge, per trasferimento d’ufficio si intende ogni
tramutamento dalla sede di servizio per il  quale  non  sia
stata proposta domanda dal magistrato, ancorche’ egli abbia
manifestato  il  consenso  o  la  disponibilita’,   e   che
determini lo spostamento in una delle sedi disagiate di cui
al comma 2,  comportando  una  distanza  superiore  ai  100
chilometri dalla sede ove il magistrato presta servizio. La
presente legge non si applica alle assegnazioni di sede dei
magistrati al termine del tirocinio,  ai  trasferimenti  di
cui  all’art.  2,  secondo   comma,   del   regio   decreto
legislativo  31  maggio  1946,   n.   511,   e   successive
modificazioni, e ai trasferimenti di cui  all’art.  13  del
decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109.
2. Per sede disagiata si intende l’ufficio  giudiziario
per il quale ricorrono congiuntamente i seguenti requisiti:
a) mancata  copertura  dei  posti  messi  a  concorso
nell’ultima pubblicazione;
b) quota di posti vacanti non  inferiore  al  20  per
cento dell’organico.
5. Il Consiglio superiore della magistratura, accertati
il consenso o la disponibilita’  dei  magistrati,  delibera
con priorita’ in ordine al  trasferimento  d’ufficio  nelle
sedi disagiate.».
legislativo  5  aprile  2006,  n.  160  (Nuova   disciplina
dell’accesso  in  magistratura,  nonche’  in   materia   di
progressione economica e  di  funzioni  dei  magistrati,  a
norma dell’art. 1, comma  1,  lettera  a),  della legge  25
luglio 2005, n. 150), come modificato dalla presente legge:
«Art. 13 (Attribuzione delle funzioni e passaggio dalle
funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa). –  1.
L’assegnazione  di  sede,  il  passaggio   dalle   funzioni
giudicanti  a  quelle  requirenti,  il  conferimento  delle
funzioni  semidirettive  e  direttive  sono  disposti   dal
Consiglio superiore della  magistratura  con  provvedimento
motivato, previo parere del consiglio giudiziario.
2. I magistrati ordinari al termine del  tirocinio  non
possono essere destinati a svolgere le funzioni requirenti,
giudicanti monocratiche penali o di giudice per le indagini
preliminari  o   di   giudice   dell’udienza   preliminare,
anteriormente al conseguimento della prima  valutazione  di
3. Il  passaggio  da  funzioni  giudicanti  a  funzioni
requirenti, e  viceversa,  non  e’  consentito  all’interno
dello stesso distretto, ne’ all’interno di altri  distretti
della stessa regione, ne’ con riferimento al capoluogo  del
distretto  di  corte  di  appello  determinato   ai   sensi
dell’art. 11 del codice di procedura penale in relazione al
distretto nel quale il magistrato presta servizio  all’atto
del mutamento di funzioni. Il passaggio di cui al  presente
comma puo’ essere richiesto dall’interessato, per non  piu’
di quattro volte nell’arco dell’intera carriera, dopo  aver
svolto almeno cinque anni di  servizio  continuativo  nella
funzione esercitata ed e’ disposto a seguito  di  procedura
concorsuale,  previa  partecipazione   ad   un   corso   di
qualificazione  professionale,  e  subordinatamente  ad  un
giudizio  di  idoneita’  allo  svolgimento  delle   diverse
funzioni,   espresso   dal   Consiglio   superiore    della
magistratura previo parere del consiglio  giudiziario.  Per
tale giudizio di idoneita’ il  consiglio  giudiziario  deve
acquisire le osservazioni del  presidente  della  corte  di
appello o del procuratore generale presso la medesima corte
a seconda che il magistrato eserciti funzioni giudicanti  o
requirenti. Il presidente  della  corte  di  appello  o  il
procuratore generale presso la  stessa  corte,  oltre  agli
elementi forniti dal capo dell’ufficio,  possono  acquisire
anche  le  osservazioni  del   presidente   del   consiglio
dell’ordine degli avvocati e devono indicare  gli  elementi
di fatto sulla base dei quali hanno espresso la valutazione
di idoneita’. Per il passaggio dalle funzioni giudicanti di
legittimita’ alle funzioni requirenti  di  legittimita’,  e
viceversa, le disposizioni del secondo e terzo  periodo  si
applicano sostituendo al consiglio giudiziario il Consiglio
direttivo della Corte di cassazione, nonche’ sostituendo al
presidente della corte d’appello e al procuratore  generale
presso la medesima, rispettivamente,  il  primo  presidente
della Corte di cassazione e il procuratore generale  presso
la medesima.
4. Ferme restando tutte le procedure previste dal comma
3, il solo divieto di passaggio da  funzioni  giudicanti  a
funzioni requirenti, e viceversa, all’interno dello  stesso
distretto, all’interno  di  altri  distretti  della  stessa
regione e con riferimento al  capoluogo  del  distretto  di
corte d’appello  determinato  ai  sensi  dell’art.  11  del
codice di procedura penale in relazione  al  distretto  nel
quale il magistrato presta servizio all’atto del  mutamento
di funzioni, non si applica nel caso in cui  il  magistrato
che chiede il passaggio a funzioni requirenti abbia  svolto
negli ultimi cinque anni funzioni esclusivamente  civili  o
del lavoro ovvero nel caso in cui il magistrato  chieda  il
passaggio da  funzioni  requirenti  a  funzioni  giudicanti
civili o del lavoro in un  ufficio  giudiziario  diviso  in
sezioni, ove vi siano posti vacanti,  in  una  sezione  che
tratti esclusivamente affari civili o del lavoro. Nel primo
caso il magistrato non puo’ essere  destinato,  neppure  in
qualita’ di sostituto, a funzioni di natura civile o  miste
prima del successivo trasferimento o mutamento di funzioni.
Nel secondo caso il magistrato non puo’  essere  destinato,
neppure in qualita’ di  sostituto,  a  funzioni  di  natura
penale  o  miste  prima  del  successivo  trasferimento   o
mutamento  di  funzioni.  In  tutti  i  predetti  casi   il
tramutamento di funzioni puo’ realizzarsi  soltanto  in  un
diverso circondario ed in una diversa provincia rispetto  a
quelli di provenienza. Il  tramutamento  di  secondo  grado
puo’ avvenire soltanto in un diverso distretto  rispetto  a
quello  di  provenienza.  La  destinazione  alle   funzioni
giudicanti civili o del lavoro  del  magistrato  che  abbia
esercitato funzioni requirenti  deve  essere  espressamente
indicata nella vacanza pubblicata dal  Consiglio  superiore
della  magistratura  e  nel   relativo   provvedimento   di
5. Per il passaggio da funzioni giudicanti  a  funzioni
requirenti,  e  viceversa,  l’anzianita’  di  servizio   e’
valutata  unitamente  alle  attitudini  specifiche  desunte
dalle valutazioni di professionalita’ periodiche.
6. Le limitazioni di cui al comma 3 non operano per  il
conferimento delle funzioni di legittimita’ di cui all’art.
10, commi 15 e 16, nonche’, limitatamente a quelle relative
alla  sede  di  destinazione,  anche  per  le  funzioni  di
legittimita’ di cui ai commi 6 e 14 dello stesso  art.  10,
che comportino il mutamento da giudicante  a  requirente  e
– Si riporta il testo dell’art. 1, comma 5, della legge
10 marzo  1987,  n.  100  (Norme  relative  al  trattamento
economico di trasferimento del personale militare):
«Art. 1. – 1.-4. (omissis).
5. Il coniuge convivente del personale militare di  cui
al  comma  1  che   sia   impiegato   di   ruolo   in   una
amministrazione   statale   ha   diritto,   all’atto    del
trasferimento o dell’elezione di domicilio  nel  territorio
nazionale,  ad  essere  impiegato,  in  ruolo  normale,  in
soprannumero  e   per   comando,   presso   le   rispettive
amministrazioni site nella sede di servizio del coniuge, o,
in mancanza, nella sede piu’ vicina.».
– Si riporta il testo  dell’art.  33,  comma  5,  della
legge  5  febbraio   1992,   n.   104   (Legge-quadro   per
l’assistenza, l’integrazione  sociale  e  i  diritti  delle
persone handicappate):
«Art. 33 (Agevolazioni). – 1.-4. (omissis).
5. Il genitore o il familiare lavoratore, con  rapporto
di lavoro pubblico o privato, che assista  con  continuita’
un parente o un affine entro il terzo grado handicappato ha
diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro  piu’
vicina al proprio domicilio e non  puo’  essere  trasferito
senza il suo consenso ad altra sede.
6.-7. (omissis).».
((Art. 3 bis
Disposizioni in materia di attribuzione di funzioni e di assegnazione
di sedi ai magistrati al termine del tirocinio
1.  Con  provvedimento  motivato,  il  Consiglio  superiore   della
magistratura, ove alla data di assegnazione delle sedi ai  magistrati
nominati con il decreto ministeriale  2  ottobre  2009  sussista  una
scopertura superiore al 30 per cento dei posti di cui all’articolo 1,
comma 4, della legge 4 maggio 1998, n. 133, come da ultimo modificato
dal presente decreto,  puo’  attribuire  esclusivamente  ai  predetti
magistrati,  in  deroga  all’articolo  13,  comma  2,   del   decreto
legislativo 5 aprile 2006, n. 160,  e  successive  modificazioni,  le
funzioni requirenti al termine del tirocinio, anche  antecedentemente
al conseguimento della prima valutazione di professionalita’.
2.   Fino   al   conseguimento   della   prima    valutazione    di
professionalita’, l’esercizio dell’azione penale in relazione a reati
per i quali e’ prevista l’udienza preliminare da parte dei magistrati
requirenti di cui al comma 1 deve essere assentito per  iscritto  dal
procuratore della Repubblica ovvero dal  procuratore  aggiunto  o  da
altro magistrato appositamente delegato  ai  sensi  dell’articolo  1,
comma 4, del decreto legislativo 20 febbraio 2006, n. 106.
3. Il procuratore della  Repubblica  puo’  disporre,  con  apposita
direttiva di carattere generale, che assenso scritto di cui al  comma
2  non  sia  necessario  se  si  procede  nelle  forme  del  giudizio
direttissimo mediante presentazione diretta dell’imputato davanti  al
giudice  del  dibattimento  per  la  convalida  dell’arresto   e   il
contestuale giudizio.
4. Al decreto legislativo 5  aprile  2006,  n.  160,  e  successive
a) nel capo I, dopo l’articolo 9 e’ aggiunto il seguente:
«Art. 9-bis  (Assegnazione  di  sede  al  termine  del  periodo  di
tirocinio). – 1. Salvo quanto previsto dall’articolo 13, comma 2, con
provvedimento motivato, il Consiglio  superiore  della  magistratura,
previo parere del consiglio giudiziario,  assegna  i  magistrati  che
hanno  ottenuto  un  positivo  giudizio   di   idoneita’   ai   sensi
dell’articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 30  gennaio  2006,
n. 26, e successive modificazioni, a una  sede  provvisoria,  per  la
durata di due anni e sei mesi.
2.   Dopo   il   conseguimento   della   prima    valutazione    di
professionalita’ con provvedimento motivato, il  Consiglio  superiore
della magistratura,previo parere del consiglio giudiziario,  assegna,
anche in deroga all’articolo 13, commi 3 e 4, i magistrati di cui  al
comma 1 agli uffici giudiziari individuati  quali  disponibili  dallo
stesso Consiglio superiore della magistratura»;
b) all’articolo 13,  comma  1,  le  parole:  «e  l’assegnazione  al
relativo ufficio dei magistrati che non hanno  ancora  conseguito  la
prima valutazione» sono soppresse.
5. Il comma 31 dell’articolo 2 della legge 25 luglio 2005, n.  150,
si interpreta nel senso che  non  trova  applicazione  ai  magistrati
destinati  agli  uffici  aventi  sede  nella  provincia  autonoma  di
Bolzano, assunti in esito a concorsi speciali ai sensi degli articoli
33 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica  26  luglio
1976, n. 752, e  successive  modificazioni,  il  divieto  contemplato
dall’articolo 13, comma 2, del decreto legislativo 5 aprile 2006,  n.
160, e successive modificazioni.))
1998, n. 133 (Incentivi ai magistrati trasferiti  d’ufficio
a   sedi   disagiate   e   introduzione    delle    tabelle
infradistrettuali):
cui  all’art.   2,  secondo  comma,   del   regio   decreto
modificazioni, e ai trasferimenti di  cui  all’art. 13  del
– Per il testo dell’art. 13 del decreto  legislativo  5
aprile 2006, n.  160  si  veda  nei  riferimenti  normativi
all’art. 3.
– Si riporta il testo dell’art. 1, comma 4, del decreto
legislativo 20  febbraio  2006,  n.  106  (Disposizioni  in
materia  di  riorganizzazione  dell’ufficio  del   pubblico
ministero, a norma dell’art. 1, comma 1, lettera d),  della
legge 25 luglio 2005, n. 150):
«Art.   1   (Attribuzioni   del    procuratore    della
Repubblica). – 1.-3. (omissis).
4. Il procuratore della Repubblica puo’ delegare ad uno
o piu’ procuratori aggiunti ovvero  anche  ad  uno  o  piu’
magistrati addetti all’ufficio la cura di specifici settori
di affari, individuati con riguardo  ad  aree  omogenee  di
procedimenti ovvero ad ambiti di attivita’ dell’ufficio che
necessitano di uniforme indirizzo.
5.-7. (omissis).».
– Si riporta il testo  dell’art.  2,  comma  31,  della
legge 25 luglio 2005, n. 150  (Delega  al  Governo  per  la
riforma  dell’ordinamento  giudiziario  di  cui  al   regio
decreto 30 gennaio 1941, n. 12, per  il  decentramento  del
Ministero della giustizia, per la modifica della disciplina
concernente il Consiglio di  presidenza,  della  Corte  dei
conti  e  il  Consiglio  di  presidenza   della   giustizia
amministrativa,  nonche’  per  l’emanazione  di  un   testo
unico):
«31. Ai magistrati in servizio presso gli uffici aventi
sede nella provincia autonoma di Bolzano, assunti in  esito
a concorsi speciali ai sensi degli articoli 33  e  seguenti
del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976,
n.  752,  e  successive  modificazioni,  si  applicano   le
disposizioni contenenti le previsioni  sulla  temporaneita’
degli incarichi direttivi e  semidirettivi,  nonche’  sulla
durata massima dello svolgimento di  un  identico  incarico
presso il medesimo ufficio, in quanto  compatibili  con  le
finalita’ dello statuto di autonomia e delle relative norme
di  attuazione,  anche  tenendo  conto  delle  esigenze  di
funzionamento  degli  uffici  giudiziari  di   Bolzano.   I
predetti magistrati  possono  comunque  concorrere  per  il
conferimento di altri incarichi direttivi e  semidirettivi,
di uguale o superiore grado, nonche’ mutare dalla  funzione
giudicante e requirente, e  viceversa,  in  sedi  e  uffici
giudiziari posti nel circondario di Bolzano alle condizioni
previste dal comma 1, lettera g), numeri da 1) a 6).».
– Si riporta il testo  dell’art.  33  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n.  752  (Norme
di  attuazione  dello  statuto   speciale   della   regione
Trentino-Alto Adige in materia di proporzione negli  uffici
statali siti nella provincia di  Bolzano  e  di  conoscenza
delle due lingue nel pubblico impiego):
«Art. 33. – I posti di  pianta  organica  degli  uffici
giudiziari della provincia di  Bolzano  sono  riservati  ai
cittadini  appartenenti  ai  gruppi  linguistici  italiano,
tedesco e ladino in rapporto alla  loro  consistenza  quale
risulta   dalle   dichiarazioni   di   appartenenza    rese
nell’ultimo censimento della popolazione.».
((Art. 3 ter
Modifiche al decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 240
1. All’articolo 1 del decreto legislativo 25 luglio 2006,  n.  240,
«1-bis. Il magistrato capo dell’ufficio giudiziario deve assicurare
la  tempestiva  adozione  dei   programmi   per   l’informatizzazione
predisposti dal Ministero della giustizia  per  l’organizzazione  dei
servizi  giudiziari,  in  modo  da  garantire   l’uniformita’   delle
procedure di gestione nonche’  le  attivita’  di  monitoraggio  e  di
verifica della qualita’ e dell’efficienza del servizio.
1-ter. Il magistrato capo  dell’ufficio  giudiziario  e’  tenuto  a
comunicare  al  Ministro  della  giustizia,  esclusivamente  per  via
informatica e con cadenza trimestrale, i dati relativi  all’andamento
dell’organizzazione dei servizi giudiziari individuati  dallo  stesso
Ministro, sentito il Consiglio superiore della magistratura, al  solo
fine di monitorare  la  produttivita’  dei  servizi  stessi.  I  dati
trasmessi sono comunicati al Consiglio superiore della magistratura e
possono essere pubblicati in forma sintetica nel  sito  internet  del
Ministero della giustizia».))
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  1   del   decreto
legislativo 25 luglio 2006, n.  240  (Individuazione  delle
competenze   dei   magistrati   capi   e   dei    dirigenti
amministrativi    degli    uffici    giudiziari     nonche’
decentramento su base regionale di  talune  competenze  del
Ministero della giustizia, a norma degli articoli 1,  comma
1, lettera a), e 2, comma 1, lettere s) e t)  e  12,  della
legge 25  luglio  2005,  n.  150),  come  modificato  dalla
«Art. 1 (Titolarita’ dell’ufficio  giudiziario).  –  1.
Sono attribuite al magistrato capo dell’ufficio giudiziario
la  titolarita’  e  la  rappresentanza  dell’ufficio,   nei
rapporti con enti  istituzionali  e  con  i  rappresentanti
degli altri uffici giudiziari,  nonche’  la  competenza  ad
adottare i  provvedimenti  necessari  per  l’organizzazione
dell’attivita’  giudiziaria  e,  comunque,  concernenti  la
gestione del personale di  magistratura  ed  il  suo  stato
1-bis. Il magistrato capo dell’ufficio giudiziario deve
assicurare  la  tempestiva  adozione  dei   programmi   per
l’informatizzazione   predisposti   dal   Ministero   della
giustizia per l’organizzazione dei servizi  giudiziari,  in
modo da garantire l’uniformita’ delle procedure di gestione
nonche’ le attivita’ di monitoraggio e  di  verifica  della
qualita’ e dell’efficienza del servizio.
1-ter. Il magistrato capo dell’ufficio  giudiziario  e’
tenuto  a   comunicare   al   Ministro   della   giustizia,
esclusivamente  per   via   informatica   e   con   cadenza
trimestrale,     i     dati     relativi      all’andamento
dell’organizzazione  dei  servizi  giudiziari   individuati
dallo stesso Ministro, sentito il Consiglio superiore della
magistratura, al solo fine di monitorare  la  produttivita’
dei servizi stessi. I dati  trasmessi  sono  comunicati  al
Consiglio superiore della  magistratura  e  possono  essere
pubblicati  in  forma  sintetica  nel  sito  internet   del
Ministero della giustizia.».
((Art. 3 quater
Modifiche al decreto legislativo 30 gennaio 2006, n. 26,  concernenti
la formazione  dei  magistrati  che  aspirano  al  conferimento  di
incarichi direttivi, e al decreto legislativo 23 febbraio 2006,  n.
109, in materia di illeciti disciplinari
1. Al decreto legislativo 30 gennaio  2006,  n.  26,  e  successive
a) all’articolo 2, comma 1, dopo la lettera  d)  e’  inserita  la
«d-bis)  all’organizzazione  di  corsi  di   formazione   per   i
magistrati giudicanti e requirenti che aspirano al conferimento degli
incarichi direttivi di primo e di secondo grado»;
b) nel titolo III, dopo il capo II e’ inserito il seguente:
«Capo II-bis
CORSI DI FORMAZIONE PER IL CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI DIRETTIVI  DI
Art. 26-bis (Oggetto). – 1. I corsi di formazione per i magistrati
giudicanti e requirenti che aspirano al conferimento degli  incarichi
direttivi di primo e di secondo grado sono  mirati  allo  studio  dei
criteri  di   gestione   delle   organizzazioni   complesse   nonche’
all’acquisizione  delle   competenze   riguardanti   la   conoscenza,
l’applicazione e la gestione dei sistemi informatici e dei modelli di
gestione delle risorse umane e  materiali  utilizzati  dal  Ministero
della giustizia per il funzionamento dei propri servizi.
2. Al termine del corso di formazione, il comitato direttivo, sulla
base delle schede valutative redatte  dai  docenti  nonche’  di  ogni
altro elemento rilevante, indica per ciascun partecipante elementi di
valutazione in ordine al conferimento degli incarichi direttivi,  con
esclusivo riferimento alle capacita’ organizzative.
3.  Gli  elementi  di  valutazione  sono  comunicati  al  Consiglio
superiore della magistratura per  le  valutazioni  di  competenza  in
ordine al conferimento dell’incarico direttivo.
4. Gli elementi di  valutazione  conservano  validita’  per  cinque
5. Possono concorrere all’attribuzione degli  incarichi  direttivi,
sia requirenti che giudicanti, sia di primo  che  di  secondo  grado,
soltanto  i  magistrati  che  abbiano   partecipato   al   corso   di
formazione».
2. All’articolo 2, comma 1, lettera n), del decreto legislativo  23
febbraio 2006, n. 109, dopo le  parole:  «sul  servizio  giudiziario»
sono  inserite  le  seguenti:  «o   sui   servizi   organizzativi   e
informatici».
3.  All’attuazione  del  presente  articolo  si  provvede  mediante
l’utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili
a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri  a  carico  del
bilancio dello Stato.))
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  2   del   decreto
legislativo 23 febbraio 2006, n. 109, recante:  «Disciplina
degli illeciti disciplinari dei magistrati, delle  relative
sanzioni e della  procedura  per  la  loro  applicabilita’,
nonche’   modifica   della   disciplina    in    tema    di
incompatibilita’, dispensa dal servizio e trasferimento  di
ufficio dei magistrati,  a  norma  dell’art.  1,  comma  1,
lettera f), della  legge 25  luglio  2005,  n.  150»,  come
«Art. 2  (Illeciti  disciplinari  nell’esercizio  delle
funzioni).  –  1.   Costituiscono   illeciti   disciplinari
nell’esercizio delle funzioni:
a) fatto salvo quanto previsto dalle lettere b) e c),
i comportamenti che, violando i doveri di cui  all’art.  1,
arrecano ingiusto danno o indebito vantaggio ad  una  delle
b)  l’omissione  della  comunicazione,  al  Consiglio
superiore della  magistratura,  della  sussistenza  di  una
delle situazioni di incompatibilita’ di cui  agli  articoli
18 e 19  dell’ordinamento  giudiziario,  di  cui  al  regio
decreto 30 gennaio 1941, n. 12, e successive modificazioni,
come modificati dall’art. 29 del presente decreto;
c)  la  consapevole  inosservanza   dell’obbligo   di
astensione nei casi previsti dalla legge;
d)  i   comportamenti   abitualmente   o   gravemente
scorretti nei confronti delle parti,  dei  loro  difensori,
dei  testimoni  o  di  chiunque  abbia  rapporti   con   il
magistrato nell’ambito dell’ufficio giudiziario, ovvero nei
confronti di altri magistrati o di collaboratori;
d-bis) all’organizzazione di corsi di formazione  per
i  magistrati  giudicanti  e  requirenti  che  aspirano  al
conferimento  degli  incarichi  direttivi  di  primo  e  di
secondo grado;
e)   l’ingiustificata   interferenza   nell’attivita’
giudiziaria di altro magistrato;
f) l’omessa comunicazione al  capo  dell’ufficio,  da
parte   del   magistrato   destinatario,   delle   avvenute
interferenze;
g)  la  grave  violazione  di  legge  determinata  da
ignoranza o negligenza inescusabile;
h)  il  travisamento   dei   fatti   determinato   da
negligenza inescusabile;
l) l’emissione di provvedimenti privi di motivazione,
ovvero la cui motivazione consiste nella sola  affermazione
della  sussistenza   dei   presupposti   di   legge   senza
indicazione  degli  elementi  di  fatto  dai   quali   tale
sussistenza risulti, quando  la  motivazione  e’  richiesta
m) l’adozione di provvedimenti adottati nei casi  non
consentiti   dalla   legge,   per   negligenza   grave    e
inescusabile, che abbiano leso diritti personali o, in modo
rilevante, diritti patrimoniali;
n) la reiterata  o  grave  inosservanza  delle  norme
regolamentari o delle disposizioni sul servizio giudiziario
adottate dagli organi competenti;
o)  l’indebito  affidamento  ad  altri  di  attivita’
rientranti nei propri compiti;
p)  l’inosservanza  dell’obbligo  di  risiedere   nel
comune   in   cui   ha   sede    l’ufficio    in    assenza
dell’autorizzazione prevista dalla normativa vigente se  ne
e’ derivato concreto pregiudizio all’adempimento dei doveri
di diligenza e laboriosita’;
q) il reiterato, grave e ingiustificato  ritardo  nel
compimento  degli   atti   relativi   all’esercizio   delle
funzioni;  si  presume  non  grave,  salvo  che   non   sia
diversamente dimostrato,  il  ritardo  che  non  eccede  il
triplo dei termini previsti dalla legge per  il  compimento
r) il sottrarsi in  modo  abituale  e  ingiustificato
all’attivita’ di servizio;
s) per il dirigente dell’ufficio o il  presidente  di
una sezione o il presidente di un collegio,  l’omettere  di
assegnarsi affari e di redigere i relativi provvedimenti;
t) l’inosservanza dell’obbligo di rendersi reperibile
per esigenze di ufficio quando esso sia imposto dalla legge
o da disposizione legittima dell’organo competente;
u) la divulgazione, anche dipendente  da  negligenza,
di atti del procedimento coperti dal segreto o di  cui  sia
previsto il divieto di pubblicazione, nonche’ la violazione
del  dovere  di  riservatezza  sugli  affari  in  corso  di
trattazione, o sugli affari definiti, quando  e’  idonea  a
ledere indebitamente diritti altrui;
v)   pubbliche   dichiarazioni   o   interviste   che
riguardino i soggetti coinvolti negli affari  in  corso  di
trattazione,   ovvero   trattati   e   non   definiti   con
provvedimento non soggetto a impugnazione ordinaria, quando
sono dirette a ledere indebitamente diritti altrui  nonche’
la violazione del divieto di cui all’art. 5, comma  2,  del
decreto legislativo 20 febbraio 2006, n. 106;
aa)  il  sollecitare  la   pubblicita’   di   notizie
attinenti alla  propria  attivita’  di  ufficio  ovvero  il
costituire  e  l’utilizzare  canali  informativi  personali
riservati o privilegiati;
bb);
cc) l’adozione intenzionale di provvedimenti  affetti
da palese incompatibilita’ tra la parte  dispositiva  e  la
motivazione,  tali  da  manifestare  una  precostituita   e
inequivocabile    contraddizione    sul    piano    logico,
contenutistico o argomentativo;
dd) l’omissione, da parte del dirigente  l’ufficio  o
del presidente di una  sezione  o  di  un  collegio,  della
comunicazione agli organi competenti di fatti  a  lui  noti
che possono costituire illeciti  disciplinari  compiuti  da
magistrati dell’ufficio, della sezione o del collegio;
ee) l’omissione, da  parte  del  dirigente  l’ufficio
ovvero da parte del magistrato cui  compete  il  potere  di
sorveglianza, della comunicazione  al  Consiglio  superiore
della  magistratura  della   sussistenza   di   una   delle
situazioni di incompatibilita’ previste dagli articoli 18 e
19 dell’ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30
gennaio 1941, n. 12, come da ultimo modificati dall’art. 29
del presente decreto, ovvero delle situazioni  che  possono
dare luogo  all’adozione  dei  provvedimenti  di  cui  agli
articoli 2 e 3 del  regio  decreto  legislativo  31  maggio
1946, n. 511, come modificati dagli articoli 26, comma 1  e
27 del presente decreto;
ff) l’adozione di provvedimenti non previsti da norme
vigenti ovvero sulla base di un errore  macroscopico  o  di
grave e inescusabile negligenza;
gg) l’emissione di un provvedimento restrittivo della
liberta’ personale fuori dei casi consentiti  dalla  legge,
determinata da negligenza grave ed inescusabile.
2. Fermo quanto previsto dal comma 1, lettere  g),  h),
i),  l),  m),  n),  o),  p),  cc)  e  ff),  l’attivita’  di
interpretazione di norme di diritto e quella di valutazione
del fatto e delle prove non danno luogo  a  responsabilita’
disciplinare.».
((Art. 3 quinquies
Modifiche alla legge 24 marzo 1958, n. 195,
e al decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160
1. All’articolo 11 della legge 24 marzo 1958, n. 195, e  successive
a) al terzo comma,  le  parole:  «,  esclusi  quelli  di  pretore
dirigente nelle preture aventi sede nel capoluogo di circondario e di
procuratore  della  Repubblica  presso  le  stesse   preture,»   sono
b) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Il Ministro della giustizia, ai fini del concerto di cui al  terzo
comma del presente articolo e al comma 1 dell’articolo 45 del decreto
legislativo 5  aprile  2006,  n.  160,  e  successive  modificazioni,
esprime le sue motivate valutazioni solo in  ordine  alle  attitudini
del candidato relative alle capacita’ organizzative dei servizi».
2. All’articolo 45, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo
5 aprile 2006, n. 160, e successive modificazioni,  dopo  le  parole:
«il magistrato puo’ essere confermato» sono inserite le seguenti:  «,
previo concerto con il Ministro della giustizia.».))
– Si riporta il testo dell’art. 11 della legge 24 marzo
1958, n. 195 (Norme sulla Costituzione e sul  funzionamento
del   Consiglio   superiore   della   Magistratura),   come
«Art. 11 (Funzionamento del Consiglio). – Nelle materie
indicate al n. 1 dell’art. 10 il Ministro per la  grazia  e
giustizia puo’ formulare richieste.
Nelle materie indicate ai numeri  1),  2)  e  4)  dello
stesso articolo, il Consiglio delibera su  relazione  della
Commissione  competente,  tenute  presenti   le   eventuali
osservazioni del Ministro di grazia e giustizia.
Sul conferimento degli uffici  direttivi  il  Consiglio
delibera su proposta, formulata di  concerto  col  Ministro
per la grazia e giustizia, di una  commissione  formata  da
sei  dei  suoi  componenti,  di  cui  quattro  eletti   dai
magistrati e due eletti dal Parlamento.
Il Ministro della giustizia, ai fini  del  concerto  di
cui al terzo comma del  presente  articolo  e  al  comma  1
dell’art. 45 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160,
e  successive  modificazioni,  esprime  le   sue   motivate
valutazioni solo in ordine alle  attitudini  del  candidato
relative alle capacita’ organizzative dei servizi».
– Si riporta il testo dell’art. 45 del  citato  decreto
legislativo 5 aprile 2006,  n.160,  come  modificato  dalla
«Art. 45 (Temporaneita’ delle funzioni direttive). – 1.
Le funzioni direttive di cui all’art. 10, commi da 10 a 16,
hanno natura temporanea e sono conferite per la  durata  di
quattro anni, al  termine  dei  quali  il  magistrato  puo’
essere confermato, previo concerto con  il  Ministro  della
giustizia  per  un’ulteriore  sola  volta,  per  un  eguale
periodo a seguito di valutazione, da  parte  del  Consiglio
superiore della  magistratura,  dell’attivita’  svolta.  In
caso  di  valutazione  negativa,  il  magistrato  non  puo’
partecipare  a  concorsi  per  il  conferimento  di   altri
incarichi direttivi per cinque anni.
2. Alla scadenza del termine di  cui  al  comma  1,  il
magistrato che ha esercitato funzioni direttive, in assenza
di domanda per il conferimento di altra funzione, ovvero in
ipotesi  di  reiezione  della  stessa,  e’  assegnato  alle
funzioni non  direttive  nel  medesimo  ufficio,  anche  in
soprannumero, da riassorbire con la prima vacanza.
3. All’atto della presa di possesso da parte del  nuovo
titolare della funzione direttiva,  il  magistrato  che  ha
esercitato la relativa  funzione,  se  ancora  in  servizio
presso il medesimo ufficio, resta comunque provvisoriamente
assegnato allo stesso, nelle more delle determinazioni  del
Consiglio superiore della magistratura,  con  funzioni  ne’
direttive ne’ semidirettive.».
Misure urgenti per la digitalizzazione della giustizia
1. Con uno o piu’ decreti del Ministro della giustizia, di concerto
con il Ministro per  la  pubblica  amministrazione  e  l’innovazione,
sentito  il  Centro  nazionale  per  l’informatica   nella   pubblica
amministrazione e il Garante per la protezione  dei  dati  personali,
adottati, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge  23  agosto
1988, n. 400, entro sessanta giorni dalla data di entrata  in  vigore
della legge di conversione del presente decreto, sono individuate  le
regole tecniche per l’adozione nel processo  civile  e  nel  processo
penale delle tecnologie dell’informazione e della  comunicazione,  in
attuazione dei principi previsti  dal  decreto  legislativo  7  marzo
2005, n. 82, e successive modificazioni. Le vigenti  regole  tecniche
del processo civile telematico continuano ad applicarsi  ((fino  alla
data di entrata in vigore dei decreti)) di cui ai commi 1 e 2.
2.  Nel  processo  civile  e  nel   processo   penale,   tutte   le
comunicazioni e  notificazioni  per  via  telematica  si  effettuano,
mediante  posta  elettronica  certificata,  ai  sensi   del   decreto
legislativo 7 marzo 2005, n.  82,  e  successive  modificazioni,  del
decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005,  n.  68,  e
delle regole tecniche stabilite con i decreti previsti dal  comma  1.
((Fino alla data di  entrata  in  vigore  dei  predetti  decreti,  le
notificazioni e le comunicazioni sono effettuate)) nei modi  e  nelle
forme previste dalle disposizioni vigenti alla  data  di  entrata  in
3. All’articolo 51, del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,
«1. A decorrere dal quindicesimo giorno successivo a  quello  della
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana  dei
decreti di cui al comma 2, negli  uffici  giudiziari  indicati  negli
stessi decreti, le notificazioni e le comunicazioni di cui  al  primo
comma  dell’articolo  170  del  codice  di   procedura   civile,   la
notificazione di cui al primo comma dell’articolo 192 del  codice  di
procedura civile  e  ogni  altra  comunicazione  al  consulente  sono
effettuate per via  telematica  all’indirizzo  di  posta  elettronica
certificata di cui all’articolo  16  del  decreto-legge  29  novembre
2009, n. 2. Allo stesso modo si procede ((per le notificazioni  e  le
comunicazioni previste dal regio decreto 16 marzo 1942, n.  267,  e))
per le notificazioni a persona diversa dall’imputato  a  norma  degli
articoli 148, comma 2-bis, 149, 150 e 151, comma  2,  del  codice  di
procedura penale. La notificazione o comunicazione che contiene  dati
sensibili e’ effettuata solo per estratto  con  contestuale  messa  a
disposizione, sul  sito  internet  individuato  dall’amministrazione,
dell’atto integrale cui il destinatario accede mediante gli strumenti
di cui all’articolo 64 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.
2. Con uno o piu’  decreti  aventi  natura  non  regolamentare,  da
adottarsi entro il 1° settembre 2010, sentiti  l’Avvocatura  generale
dello Stato, il Consiglio nazionale forense ed i consigli dell’ordine
degli avvocati  interessati,  il  Ministro  della  giustizia,  previa
verifica, accerta la  funzionalita’  dei  servizi  di  comunicazione,
individuando gli uffici giudiziari nei quali trovano applicazione  le
3. A decorrere  dalla  data  fissata  ai  sensi  del  comma  1,  le
notificazioni e comunicazioni nel corso del procedimento  alle  parti
che non  hanno  provveduto  ad  istituire  e  comunicare  l’indirizzo
elettronico  di  cui  al  medesimo  comma,  sono  fatte   presso   la
cancelleria o segreteria dell’ufficio giudiziario.»;
b) (( (soppressa).))
((3-bis. Il secondo comma dell’articolo 16 del regio  decreto-legge
27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge
22 gennaio 1934, n. 36, introdotto dal comma 5 dell’articolo  51  del
dalla legge 6 agosto  2008,  n.  133,  e’  sostituito  dal  seguente:
«Nell’albo e’ indicato, oltre al codice fiscale, l’indirizzo di posta
elettronica certificata comunicato ai sensi dell’articolo  16,  comma
7, del decreto-legge  29  novembre  2008,  n.  185,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.  Gli  indirizzi  di
posta elettronica certificata e  i  codici  fiscali,  aggiornati  con
cadenza giornaliera, sono resi  disponibili  per  via  telematica  al
Consiglio nazionale forense e  al  Ministero  della  giustizia  nelle
forme previste dalle regole  tecniche  per  l’adozione  nel  processo
civile e nel processo penale  delle  tecnologie  dell’informazione  e
della comunicazione».))
4. All’articolo 40 del testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e’  aggiunto,  in
fine, il seguente comma:
«1-bis. Con il decreto di cui al comma 1, l’importo del diritto  di
copia rilasciata su supporto cartaceo e’ fissato in misura  superiore
di almeno il cinquanta per cento di quello previsto per  il  rilascio
di copia in formato elettronico.».
5. Fino all’emanazione del regolamento di cui all’articolo  40  del
citato decreto del Presidente della Repubblica  30  maggio  2002,  n.
115, i diritti di copia di cui ((agli Allegati n.  6  e  n.  7))  del
medesimo decreto sono aumentati del cinquanta per cento ed i  diritti
di  copia  rilasciata  in  formato  elettronico  di  atti   esistenti
nell’archivio informatico dell’ufficio giudiziario sono  determinati,
in  ragione  del  numero  delle  pagine  memorizzate,  nella   misura
precedentemente fissata per le copie cartacee. Conseguentemente, fino
alla stessa data, e’ sospesa l’applicazione  dell’Allegato  n.  8  al
medesimo decreto ((limitatamente  ai  supporti  che  contengono  dati
informatici  per  i  quali   e’   possibile   calcolare   le   pagine
memorizzate.))
6. Il maggior gettito derivante dall’aumento dei diritti di cui  ai
commi 4 e 5 e’ versato  all’entrata  del  bilancio  dello  Stato  per
essere riassegnato, per la quota parte eccedente  rispetto  a  quanto
previsto dall’articolo 2, comma 2, lettera b), ad  appositi  capitoli
dello stato di  previsione  del  Ministero  della  giustizia  per  il
funzionamento e lo sviluppo del sistema informatico,  con  esclusione
delle spese di personale.
7. Il Ministero della giustizia puo’ avvalersi  di  Consip  S.p.a.,
anche in qualita’ di centrale di committenza ai  sensi  dell’articolo
33 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,  per  l’attuazione
delle iniziative in  tema  di  digitalizzazione  dell’Amministrazione
della giustizia e per le ulteriori attivita’  di  natura  informatica
individuate con decreto del Ministero della giustizia.  Il  Ministero
della  giustizia  e  Consip  S.p.a.  stipulano  apposite  convenzioni
dirette a disciplinare i rapporti relativi alla  realizzazione  delle
attivita’ di cui al  presente  comma,  ((d’intesa  con  il  Ministero
dell’economia e delle finanze  ai  fini  dell’esercizio  dei  diritti
dell’azionista, senza nuovi o maggiori oneri a  carico  del  bilancio
dello  Stato.  Le  disposizioni  del  presente  comma  si   applicano
subordinatamente all’autorizzazione della Commissione europea, previa
notifica da parte del Ministero della giustizia.))
8. Al  codice  di  procedura  civile  sono  apportate  le  seguenti
a) all’articolo 125, primo comma,  sono  aggiunte,  in  fine,  le
seguenti parole: «che indica il proprio codice fiscale»;
b) all’articolo 163, terzo comma, n. 2), le parole: «il cognome e
la  residenza  dell’attore»  sono  sostituite  dalle  seguenti:   «il
cognome, la residenza e il codice fiscale dell’attore» e  le  parole:
«il nome, il cognome, la residenza o il domicilio  o  la  dimora  del
convenuto e delle persone che rispettivamente li rappresentano  o  li
assistono» sono sostituite dalle seguenti: «il nome, il  cognome,  il
codice fiscale, la residenza o il domicilio o la dimora del convenuto
e delle persone che rispettivamente li rappresentano o li assistono»;
c) all’articolo 167, primo comma, dopo le parole: «Nella comparsa
di risposta il convenuto deve proporre tutte le sue difese  prendendo
posizione sui fatti posti dall’attore  a  fondamento  della  domanda,
indicare» sono inserite le seguenti: «le  proprie  generalita’  e  il
codice fiscale,»;
d) dopo l’articolo 149 e’ inserito il seguente:
«Art. 149-bis (Notificazione a mezzo posta elettronica). –  Se  non
e’  fatto  espresso  divieto  dalla  legge,  la  notificazione   puo’
eseguirsi  a  mezzo  posta  elettronica  certificata,  anche   previa
estrazione di copia informatica del documento cartaceo.
Se procede  ai  sensi  del  primo  comma,  l’ufficiale  giudiziario
trasmette copia informatica dell’atto sottoscritta con firma digitale
all’indirizzo  di  posta  elettronica  certificata  del  destinatario
risultante da pubblici elenchi.
La notifica si intende perfezionata nel momento in cui  il  gestore
rende disponibile il documento informatico  nella  casella  di  posta
elettronica certificata del destinatario.
L’ufficiale giudiziario redige la  relazione  di  cui  all’articolo
148, primo comma, su documento informatico separato, sottoscritto con
firma  digitale  e  congiunto  all’atto  cui  si  riferisce  mediante
strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero
della  giustizia.  La  relazione  contiene  le  informazioni  di  cui
all’articolo 148, secondo comma, sostituito il luogo  della  consegna
con l’indirizzo di posta elettronica presso il quale l’atto e’  stato
Al documento informatico originale o  alla  copia  informatica  del
documento cartaceo sono  allegate,  con  le  modalita’  previste  dal
quarto comma, le ricevute di  invio  e  di  consegna  previste  dalla
normativa, anche regolamentare,  concernente  la  trasmissione  e  la
ricezione dei documenti informatici trasmessi in via telematica.
Eseguita  la  notificazione,  l’ufficiale  giudiziario  restituisce
all’istante o  al  richiedente,  anche  per  via  telematica,  l’atto
notificato,  unitamente  alla  relazione  di  notificazione  e   agli
allegati previsti dal quinto comma.»;
((d-bis) all’articolo 530 sono  aggiunti,  in  fine,  i  seguenti
«Il giudice dell’esecuzione puo’ stabilire che il versamento  della
cauzione, la presentazione delle offerte, lo svolgimento  della  gara
tra gli offerenti e l’incanto, ai sensi degli  articoli  532,  534  e
534-bis, nonche’  il  pagamento  del  prezzo,  siano  effettuati  con
modalita’ telematiche.
In ogni caso il  giudice  dell’esecuzione  puo’  disporre  che  sia
effettuata la pubblicita’ prevista dall’articolo 490, secondo  comma,
almeno  dieci  giorni  prima  della  scadenza  del  termine  per   la
presentazione delle offerte o della data dell’incanto»;
d-ter)  all’articolo  533,  primo  comma,  il  primo   periodo   e’
sostituito dal seguente: «Il commissionario assicura agli interessati
la possibilita’ di esaminare, anche  con  modalita’  telematiche,  le
cose poste in vendita almeno tre giorni prima della data fissata  per
l’esperimento di vendita e non puo’ consegnare la cosa all’acquirente
prima del pagamento integrale del prezzo»;
d-quater) il primo comma dell’articolo 540 e’ abrogato;
d-quinquies) all’articolo 569, dopo il terzo comma e’  inserito  il
«Con  la  stessa  ordinanza,  il  giudice  puo’  stabilire  che  il
versamento  della  cauzione,  la  presentazione  delle  offerte,   lo
svolgimento della gara  tra  gli  offerenti  e,  nei  casi  previsti,
l’incanto, nonche’ il pagamento  del  prezzo,  siano  effettuati  con
modalita’ telematiche»;
d-sexies) all’articolo 591-bis,  primo  comma,  e’  aggiunto,  in
fine, il seguente periodo: «Si applica l’articolo 569, quarto comma»;
8-bis. Alle disposizioni per l’attuazione del codice  di  procedura
civile e  disposizioni  transitorie,  di  cui  al  regio  decreto  18
dicembre 1941, n. 1368, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo l’articolo 161-bis e’ inserito il seguente:
«Art. 161-ter (Vendite con modalita’ telematiche).  –  Il  Ministro
della  giustizia   stabilisce   con   proprio   decreto   le   regole
tecnico-operative per lo svolgimento della vendita di beni  mobili  e
immobili mediante gara telematica nei casi previsti dal  codice,  nel
rispetto    dei    principi    di    competitivita’,     trasparenza,
semplificazione, efficacia, sicurezza, esattezza e regolarita’  delle
procedure telematiche.
Con successivi decreti le regole tecnico-operative di cui al  primo
comma sono adeguate all’evoluzione scientifica e tecnologica»;
b) nel titolo IV, capo II, dopo l’articolo 169-ter sono  aggiunti
«Art. 169-quater (Ulteriori modalita’ del pagamento del  prezzo  di
acquisto). – Il prezzo di acquisto puo’ essere  versato  con  sistemi
telematici di pagamento ovvero con carte  di  debito,  di  credito  o
prepagate o con altri  mezzi  di  pagamento  con  moneta  elettronica
disponibili nei circuiti bancario e postale.
Art. 169-quinquies (Prospetto riepilogativo delle  stime  e  delle
vendite). – I soggetti nominati commissionari a  norma  dell’articolo
532 del codice, o ai quali sono affidate le  vendite  con  incanto  a
norma dell’articolo 534 del medesimo codice, al  termine  di  ciascun
semestre trasmettono al giudice dell’esecuzione,  al  presidente  del
tribunale  e  all’ufficiale  giudiziario   dirigente   un   prospetto
informativo, redatto su supporto informatico, riepilogativo di  tutte
le vendite effettuate  nel  periodo  con  indicazione,  per  ciascuna
procedura esecutiva, della tipologia dei beni pignorati,  del  valore
ad essi attribuito ai sensi dell’articolo 518 del codice, della stima
effettuata dall’esperto nominato e del prezzo di vendita»;
c) l’articolo 173-quinquies e’ sostituito dal seguente:
«Art. 173-quinquies (Ulteriori  modalita’  di  presentazione  delle
offerte d’acquisto, di prestazione della cauzione e di versamento del
prezzo). – Il giudice, con l’ordinanza di vendita di cui all’articolo
569, terzo comma, del codice,  puo’  disporre  che  la  presentazione
dell’offerta d’acquisto e la  prestazione  della  cauzione  ai  sensi
degli articoli 571, 579,  580  e  584  del  medesimo  codice  possano
avvenire con sistemi telematici di  pagamento  ovvero  con  carte  di
debito, di credito o prepagate o con altri  mezzi  di  pagamento  con
moneta elettronica disponibili nei  circuiti  bancario  e  postale  e
mediante la comunicazione, a mezzo di telefax o posta elettronica, di
una dichiarazione contenente le indicazioni prescritte  dai  predetti
articoli,  nel  rispetto  della   normativa,   anche   regolamentare,
documenti informatici teletrasmessi.
Il versamento del prezzo  puo’  essere  effettuato  con  le  stesse
modalita’ di cui al primo comma».
8-ter. Il decreto del Ministro della giustizia  che  stabilisce  le
regole  tecnico-operative  per  lo  svolgimento  delle  vendite   con
modalita’   telematiche,   previsto   dall’articolo   161-ter   delle
n. 1368,  introdotto  dal  comma  8-bis,  lettera  a),  del  presente
articolo, e’ adottato entro sessanta giorni dalla data di entrata  in
vigore della legge di conversione del presente decreto.))
9. Per consentire il pagamento, da parte dei privati,  con  sistemi
disponibili  nei  circuiti  bancario  e   postale,   del   contributo
unificato, del diritto di copia, del diritto  di  certificato,  delle
spettanze  degli  ufficiali  giudiziari  relative  ad  attivita’   di
notificazione  ed  esecuzione,  delle  somme  per  il  recupero   del
patrocinio a spese dello Stato, delle spese processuali, delle  spese
di mantenimento, delle pene pecuniarie, delle sanzioni amministrative
pecuniarie e delle sanzioni pecuniarie il Ministero  della  giustizia
si avvale, ((senza nuovi o maggiori oneri))  a  carico  del  bilancio
dello Stato, di intermediari abilitati che,  ricevuto  il  versamento
delle somme, ne  effettuano  il  riversamento  alla  Tesoreria  dello
Stato, registrando in apposito  sistema  informatico  a  disposizione
dell’amministrazione i pagamenti eseguiti e la relativa  causale,  la
corrispondenza di  ciascun  pagamento,  i  capitoli  e  gli  articoli
d’entrata. Entro 60 giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto il Ministro della  giustizia,  di  concerto  con  il
Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,  determina  con   proprio
decreto, sentito il Centro nazionale per l’informatica nella pubblica
amministrazione,  le  modalita’  tecniche  per  il  riversamento,  la
rendicontazione  e  l’interconnessione  dei  sistemi  di   pagamento,
nonche’ il modello di convenzione che l’intermediario abilitato  deve
sottoscrivere per effettuare servizio. Il Ministero della  giustizia,
di concerto con il Ministero dell’economia e delle  finanze,  stipula
apposite convenzioni a seguito  di  procedura  di  gara  ad  evidenza
pubblica per la fornitura dei servizi e  delle  infrastrutture  senza
nuovi o maggiori oneri  a  carico  del  bilancio  dello  Stato.  ((Le
convenzioni di cui al  presente  articolo  prevedono  che  gli  oneri
derivanti  dall’allestimento  e   dal   funzionamento   del   sistema
informatico sono a carico degli intermediari abilitati.))
10. Il Ministro della giustizia  e’  autorizzato  ad  adottare,  ai
un regolamento al fine di disciplinare la tipologia e le modalita’ di
estrazione,   raccolta   e   trasmissione   dei    dati    statistici
dell’Amministrazione   della   giustizia   all’archivio   informatico
centralizzato esistente, senza nuovi o maggiori oneri  a  carico  del
11.  Si  considerano  in   ogni   caso   necessarie,   ((ai   sensi
dell’articolo 34, comma 4, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,)) le
spese continuative relative alla gestione dei sistemi informatici del
Ministero della giustizia, derivanti dall’adesione a contratti quadro
stipulati dal  Centro  nazionale  per  l’informatica  nella  pubblica
– Il decreto legislativo 7 marzo  2005,  n.  82,  reca:
«Codice dell’amministrazione digitale».
–  Il  decreto  del  Presidente  della  Repubblica   11
febbraio  2005,   n.   68,   reca:   «Regolamento   recante
disposizioni  per  l’utilizzo   della   posta   elettronica
certificata, a norma dell’art. 27  della  legge 16  gennaio
2003, n. 3».
– Si riporta il testo dell’art. 51 del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per  lo  sviluppo
tributaria), convertito, con modificazioni, dalla  legge  6
agosto 2008, n. 133, come modificato dalla presente legge:
«Art.  51  (Comunicazioni  e  notificazioni   per   via
telematica). –  1.  A  decorrere  dal  quindicesimo  giorno
successivo a  quello  della  pubblicazione  nella  Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana dei decreti di  cui  al
comma 2, negli  uffici  giudiziari  indicati  negli  stessi
decreti, le notificazioni e  le  comunicazioni  di  cui  al
primo comma dell’art. 170 del codice di  procedura  civile,
la notificazione di cui al primo comma  dell’art.  192  del
codice di procedura civile e ogni  altra  comunicazione  al
consulente sono effettuate per via telematica all’indirizzo
di posta elettronica certificata di  cui  all’art.  16  del
modificazioni, dalla legge 28  gennaio  2009,  n.  2.  Allo
stesso  modo  si  procede  per  le   notificazioni   e   le
comunicazioni previste dal regio decreto 16 marzo 1942,  n.
267, e per le notificazioni a persona diversa dall’imputato
a norma degli articoli 148, comma 2-bis, 149,  150  e  151,
comma 2, del codice di procedura penale. La notificazione o
comunicazione che contiene  dati  sensibili  e’  effettuata
solo per estratto con contestuale messa a disposizione, sul
sito internet individuato  dall’amministrazione,  dell’atto
integrale cui il destinatario accede mediante gli strumenti
di cui all’art. 64 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n.
2.  Con  uno  o  piu’   decreti   aventi   natura   non
regolamentare, da adottarsi entro  il  1°  settembre  2010,
sentiti l’Avvocatura generale  dello  Stato,  il  Consiglio
nazionale forense ed i consigli dell’ordine degli  avvocati
interessati, il Ministro della giustizia, previa  verifica,
accerta la  funzionalita’  dei  servizi  di  comunicazione,
individuando  gli  uffici  giudiziari  nei  quali   trovano
applicazione le disposizioni di cui al comma 1.
3. A decorrere dalla data fissata ai sensi del comma 1,
le notificazioni e comunicazioni nel corso del procedimento
alle  parti  che  non  hanno  provveduto  ad  istituire   e
comunicare  l’indirizzo  elettronico  di  cui  al  medesimo
comma,  sono  fatte  presso  la  cancelleria  o  segreteria
dell’ufficio giudiziario.
4. A decorrere dalla data fissata ai sensi del comma 1,
le notificazioni e le comunicazioni di cui ai commi 1  e  2
dell’art. 17 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5,
si  effettuano  ai  sensi  dell’art.  170  del  codice   di
5.  Il   secondo   comma   dell’art.   16   del   regio
decreto-legge 27 novembre 1933, n.  1578,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge  22  gennaio  1934,  n.  36,  e’
sostituito dal seguente: “Nell’albo e’ indicato,  oltre  al
codice   fiscale,   l’indirizzo   di   posta    elettronica
certificata  comunicato  ai   sensi   dell’art.   16,   del
modificazioni, dalla legge  28  gennaio  2009,  n.  2.  Gli
indirizzi di posta  elettronica  certificata  ed  i  codici
fiscali, aggiornati  con  cadenza  giornaliera,  sono  resi
disponibili  per  via  telematica  al  Consiglio  nazionale
forense  ed  al  Ministero  della  giustizia  nelle   forme
previste dalle regole tecniche per l’adozione nel  processo
civile   e   nel   processo   penale    delle    tecnologie
dell’informazione e della comunicazione”.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.   16   del   regio
decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578 (Ordinamento  delle
professioni di avvocato  e  procuratore),  come  modificato
dalla presente legge:
«Art. 16. – Per ogni Tribunale  civile  e  penale  sono
costituiti un albo di avvocati e un albo di procuratori. La
data dell’iscrizione stabilisce la anzianita’  per  ciascun
Nell’albo  e’  indicato,  oltre  al   codice   fiscale,
l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato  ai
sensi dell’art. 16, comma 7, del decreto-legge 29  novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2.  Gli  indirizzi  di  posta  elettronica
certificata e i  codici  fiscali,  aggiornati  con  cadenza
giornaliera, sono resi disponibili per  via  telematica  al
Consiglio nazionale forense e al Ministero della  giustizia
nelle forme previste dalle regole tecniche  per  l’adozione
nel processo civile e nel processo penale delle  tecnologie
Il  Consiglio  dell’ordine   degli   avvocati   e   dei
procuratori  procede  al  principio  di  ogni   anno   alla
revisione  degli  albi  ed  alle   occorrenti   variazioni,
osservate  per  le  cancellazioni  le  relative  norme.  La
cancellazione  e’  sempre  ordinata  qualora  la  revisione
accerti il difetto dei titoli e requisiti in base ai  quali
fu disposta l’iscrizione, salvo che questa  non  sia  stata
eseguita  o  conservata  per  effetto  di   una   decisione
giurisdizionale  concernente  i  titoli   o   i   requisiti
predetti.
E’  iniziato  il  procedimento  disciplinare  se  dalla
revisione siano emersi fatti che possono formarne oggetto.
A decorrere  dalla  data  fissata  dal  Ministro  della
giustizia   con   decreto   emesso   sentiti   i   Consigli
dell’ordine, gli albi riveduti  debbono  essere  comunicati
per via telematica, a  cura  del  Consiglio,  al  Ministero
della  giustizia  nelle   forme   previste   dalle   regole
tecnico-operative per  l’uso  di  strumenti  informatici  e
telematici nel processo civile.
Il Consiglio dell’ordine, inoltre, mantiene  aggiornato
il registro dei praticanti, annotando in esso  coloro  che,
avendo prestato il giuramento a  norma  dell’art.  8,  sono
ammessi all’esercizio del patrocinio davanti alle Preture.
Un elenco dei praticanti, con le annotazioni di cui  al
precedente comma, e’ comunicato alle Preture del  distretto
della Corte d’appello ed e’ affisso nelle sale  di  udienza
delle Preture medesime.».
– Si riporta il testo  dell’art.  40  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, art. 40
(Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari
in materia di spese di giustizia (Testo A), come modificato
«Art. 40 (L) (Determinazione di nuovi supporti e  degli
importi). – 1. Con decreto del Presidente della Repubblica,
ai sensi dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988,
n. 400,  su  proposta  del  Ministro  della  giustizia,  di
sono disciplinati, anche  con  riferimento  a  nuovi  mezzi
tecnologici,  il  diritto  di  copia  e   il   diritto   di
certificato e ne sono individuati gli  importi  sulla  base
dei costi del  servizio  e  dei  costi  per  l’incasso  dei
1-bis. Con il decreto di cui al comma 1, l’importo  del
diritto di copia rilasciata su supporto cartaceo e’ fissato
in misura superiore di almeno il  cinquanta  per  cento  di
quello  previsto  per  il  rilascio  di  copia  in  formato
elettronico.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  33  del   decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163  (Codice  dei  contratti
pubblici  relativi  a  lavori,  servizi  e   forniture   in
attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE):
«Art. 33 (Principi generali  delle  verifiche  ai  fini
della  validazione).  –  1.  La  verifica  ai  fini   della
validazione, eseguite nel rispetto delle disposizioni della
norma UNI GEI EN ISO/IEC 17020.
progetto  preliminare  costituito  dai   documenti   di
progetto descritti nella Sezione I – Articoli 1/2/3/4/5/6/7
del presente atto;
progetto   definitivo    costituito    dai    documenti
progettuali  descritti   alla   Sezione   II   –   Articoli
8/9/10/11/12/13/14/15/16/17/18 del presente atto.
2. Gli aspetti del controllo sono:
a) completezza della documentazione progettuale;
b) contenuto degli elaborati;
c)  congruenza  fra  tavole  grafiche   e   relazioni
d) controllo incrociato tra gli elaborati;
e)    affidabilita’    e    funzionalita’     tecnica
a) Completezza della documentazione progettuale.
Controllo della regolare sottoscrizione dei  documenti,
della sussistenza dell’obbligo normativo  di  sottoporre  a
particolari verifiche il progetto e verifica dell’esistenza
di quanto prescritto dalle normative vigenti.
b) Controllo del contenuto degli elaborati.
Controllo  relativo  alla  completezza,  adeguatezza  e
chiarezza degli elaborati progettuali, grafici, descrittivi
e tecnico economici anche in relazione alla  documentazione
di riferimento al fine di raggiungere un’univoca e puntuale
computazione dei manufatti  e  delle  opere  oggetto  delle
rappresentazioni grafiche  e  delle  descrizioni  contenute
nelle relazioni  tecniche  (geometria  delle  opere,  tipo,
caratteristiche, qualita’ e quantita’ dei materiali).
c) Congruenza fra tavole grafiche e relazioni tecniche.
Univoca definizione dell’opera negli elaborati grafici,
nelle relazioni tecniche, nei capitolati e nelle  quantita’
riportate nei  computi  metrici,  per  quanto  riguarda  la
corrispondenza tra elaborati progettuali e computi  metrici
Congruenza tra  i  risultati  delle  verifiche  interne
eseguite, sopra  descritte,  e  le  prescrizioni  contenute
nello schema di contratto.
d) Controllo incrociato fra elaborati.
Verifica  dell’assenza  di  discordanze  fra  elaborati
riguardanti la medesima  opera  ed  afferenti  a  tematiche
progettuali e/o discipline distinte.
Verifica   dell’assenza   di   eventuali   incongruenze
all’interno della singola opera caratterizzata da  processi
costruttivi successivi e/o diversi tra di loro.
e) Affidabilita’ e funzionalita’ tecnica dell’intervento.
Accertamento  del  grado   di   approfondimento   delle
indagini, delle  ricerche,  degli  studi  e  delle  analisi
eseguite a supporto della progettazione.
Rispondenza dei criteri  di  scelta  e  dimensionamento
delle soluzioni progettuali alle  indagini  eseguite,  alle
prescrizioni   e    alle    indicazioni    fornite    nella
documentazione di riferimento e  nelle  specifiche  fornite
dal committente.
Attuabilita’  delle  soluzioni  proposte   per   quanto
riguarda la cantierizzazione e le fasi degli interventi  in
relazione  alle  funzionalita’  dell’opera,  comparando  il
progetto con altri simili gia’ realizzati e sperimentati.
Verifica dell’attendibilita’ delle relazioni di calcolo
delle strutture e degli impianti con  particolare  riguardo
ai procedimenti di calcolo e ai livelli  di  sicurezza  per
l’analisi del comportamento  delle  opere  provvisionali  e
Verifica  del  livello  di  dettaglio  dei  calcoli  in
rapporto alle indagini  eseguite,  alle  descrizioni  delle
relazioni tecniche e  alle  illustrazioni  degli  elaborati
grafici delle diverse parti delle opere.
Rispondenza delle scelte progettuali alle  esigenze  di
manutenzione e gestione.
Verifica  di  ottemperanza  alle   prescrizioni   degli
organismi preposti alla tutela ambientale e  paesaggistica,
nonche’  di  eventuali  altri  organismi  e  controllo  del
rispetto  dei  parametri  fissati  da  norme  italiane  e/o
Rispondenza  dell’intervento  a  quanto  previsto   dal
decreto legislativo 14 agosto 1990, n. 494  e  dal  decreto
legislativo 19 novembre 1999, n. 520, in materia  di  piani
di sicurezza, ivi comprese le computazioni  analitiche  dei
relativi costi della sicurezza.
Rispondenza dei tempi di risoluzione delle interferenze
con  l’avvio  dei  lavori  principali  o,   nel   caso   di
sovrapposizione  dei  tempi  con   i   lavori   principali,
esistenza  di  specifiche  norme  nel  capitolato  speciale
d’appalto.
3. A conclusione  delle  attivita’  di  verifica  viene
redatto un rapporto finale  sottoscritto  dal  responsabile
del gruppo di ispezione  e  dagli  ispettori.  Il  rapporto
attesta l’esito finale della verifica.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  125  del  codice  di
procedura civile, come modificato dalla presente legge:
«Art. 125 (Contenuto e  sottoscrizione  degli  atti  di
parte). –  Salvo  che  la  legge  disponga  altrimenti,  la
citazione, il ricorso, la comparsa,  il  controricorso,  il
precetto debbono indicare l’ufficio giudiziario, le  parti,
l’oggetto, le ragioni della  domanda  e  le  conclusioni  o
l’istanza, e, tanto nell’originale quanto  nelle  copie  da
notificare, debbono essere  sottoscritti  dalla  parte,  se
essa sta in giudizio personalmente,  oppure  dal  difensore
che indica il proprio codice fiscale.
La  procura  al  difensore  dell’attore   puo’   essere
rilasciata in data posteriore alla notificazione dell’atto,
purche’  anteriormente  alla   costituzione   della   parte
La disposizione del comma  precedente  non  si  applica
quando la legge richiede che la citazione sia  sottoscritta
dal difensore munito di mandato speciale.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  163  del  codice  di
«Art. 163 (Contenuto della citazione). – La domanda  si
propone mediante citazione a comparire a udienza fissa.
Il presidente del  tribunale  stabilisce  al  principio
dell’anno giudiziario,  con  decreto  approvato  dal  primo
presidente della corte di appello, i giorni della settimana
e le ore delle udienze destinate esclusivamente alla  prima
comparizione delle parti.
1) l’indicazione del tribunale davanti  al  quale  la
domanda e’ proposta;
2) il nome, il cognome,  la  residenza  e  il  codice
fiscale  dell’attore,  il  nome,  il  cognome,  il   codice
fiscale, la residenza  o  il  domicilio  o  la  dimora  del
convenuto  e   delle   persone   che   rispettivamente   li
rappresentano o li assistono. Se attore o convenuto e’  una
persona giuridica, un’associazione non  riconosciuta  o  un
comitato, la citazione deve contenere la denominazione o la
ditta, con l’indicazione dell’organo o ufficio che ne ha la
rappresentanza in giudizio;
3)  la  determinazione  della  cosa   oggetto   della
4)  l’esposizione  dei  fatti  e  degli  elementi  di
diritto  costituenti  le  ragioni  della  domanda,  con  le
relative conclusioni;
5) l’indicazione specifica dei  mezzi  di  prova  dei
quali  l’attore  intende  valersi  e  in  particolare   dei
documenti che offre in comunicazione;
6)  il  nome  e  il   cognome   del   procuratore   e
l’indicazione della procura, qualora questa sia stata  gia’
rilasciata;
7)   l’indicazione   del   giorno   dell’udienza   di
comparizione;  l’invito  al  convenuto  a  costituirsi  nel
termine di venti  giorni  prima  dell’udienza  indicata  ai
sensi e nelle forme  stabilite  dall’art.  166,  ovvero  di
dieci giorni prima in caso di abbreviazione dei termini,  e
a comparire,  nell’udienza  indicata,  dinanzi  al  giudice
designato ai sensi dell’art.  168-bis,  con  l’avvertimento
che la costituzione oltre i  suddetti  termini  implica  le
decadenze di cui agli articoli 38 e 167.
L’atto di citazione,  sottoscritto  a  norma  dell’art.
125,  e’  consegnato  dalla   parte   o   dal   procuratore
all’ufficiale giudiziario, il quale  lo  notifica  a  norma
degli articoli 137 e seguenti.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  167  del  codice  di
«Art. 167 (Comparsa di risposta). – Nella  comparsa  di
risposta il convenuto deve proporre  tutte  le  sue  difese
prendendo  posizione  sui   fatti   posti   dall’attore   a
fondamento della domanda, indicare le proprie generalita’ e
il codice fiscale, i mezzi di prova di cui intende  valersi
e i documenti che  offre  in  comunicazione,  formulare  le
A pena di decadenza deve proporre le eventuali  domande
riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito  che
non siano rilevabili d’ufficio.  Se  e’  omesso  o  risulta
assolutamente incerto l’oggetto o il titolo  della  domanda
riconvezionale, il giudice, rilevata la nullita’, fissa  al
convenuto un termine  perentorio  per  integrarla.  Restano
ferme le decadenze maturate e  salvi  i  diritti  acquisiti
anteriormente alla integrazione.
Se intende chiamare  un  terzo  in  causa,  deve  farne
dichiarazione nella stessa comparsa e provvedere  ai  sensi
dell’art. 269.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  530  del  codice  di
«Art.  530  (Provvedimento  per  l’assegnazione  o  per
l’autorizzazione della vendita). –  Sulla  istanza  di  cui
all’articolo precedente il  giudice  dell’esecuzione  fissa
l’udienza per l’audizione delle parti.
All’udienza le parti possono  fare  osservazioni  circa
l’assegnazione e  circa  il  tempo  e  le  modalita’  della
vendita, e  debbono  proporre,  a  pena  di  decadenza,  le
opposizioni agli atti esecutivi, se non sono gia’  decadute
dal diritto di proporle.
Se non vi sono opposizioni o se su di esse si raggiunge
l’accordo delle parti comparse, il giudice  dell’esecuzione
dispone con ordinanza l’assegnazione o la vendita.
Se vi sono opposizioni il  giudice  dell’esecuzione  le
decide con sentenza e dispone con ordinanza  l’assegnazione
o la vendita.
Qualora ricorra l’ipotesi prevista  dal  secondo  comma
dell’art. 525, e non siano intervenuti creditori fino  alla
presentazione  del  ricorso,  il  giudice   dell’esecuzione
provvedera’ con decreto per l’assegnazione  o  la  vendita;
altrimenti provvedera’ a norma  dei  commi  precedenti,  ma
saranno  sentiti  soltanto  i  creditori  intervenuti   nel
termine previsto dal secondo comma dell’art. 525.
Il  giudice  dell’esecuzione  puo’  stabilire  che   il
versamento della cauzione, la presentazione delle  offerte,
lo svolgimento della gara tra gli offerenti e l’incanto, ai
sensi  degli  articoli  532,  534  e  534-bis,  nonche’  il
pagamento  del  prezzo,  siano  effettuati  con   modalita’
In ogni caso il giudice dell’esecuzione  puo’  disporre
che sia effettuata la pubblicita’ prevista  dall’art.  490,
secondo comma, almeno dieci giorni prima della scadenza del
termine per la presentazione delle  offerte  o  della  data
dell’incanto.».
– Si riporta il testo dell’art. 533 e 540 del codice di
procedura civile, come modificati dalla presente legge:
«Art.  533  (Obblighi   del   commissionario).   –   Il
commissionario assicura agli interessati la possibilita’ di
esaminare, anche con modalita’ telematiche, le  cose  poste
in vendita almeno tre giorni prima della data  fissata  per
l’esperimento di vendita e  non  puo’  consegnare  la  cosa
all’acquirente prima del pagamento  integrale  del  presso.
Egli e’ tenuto in ogni caso a documentare le operazioni  di
vendita mediante certificato, fattura o fissato bollato  in
doppio esemplare, uno dei quali deve essere  consegnato  al
cancelliere col prezzo ricavato dalla vendita, nel  termine
stabilito   dal    giudice    dell’esecuzione    nel    suo
Qualora  la  vendita  senza  incanto  non  avvenga  nel
termine di un mese dal provvedimento di autorizzazione,  il
commissionario, salvo  che  il  termine  sia  prorogato  su
istanza di tutti i creditori intervenuti, deve riconsegnare
i beni, affinche’ siano venduti all’incanto.
Il compenso al commissionario e’ stabilito dal  giudice
dell’esecuzione con decreto.».
«Art. 540 (Pagamento del prezzo e rivendita). –  Se  il
prezzo non e’ pagato, si  procede  immediatamente  a  nuovo
incanto,   a   spese    e    sotto    la    responsabilita’
dell’aggiudicatario inadempiente.
La  somma  ricavata  dalla  vendita  e’  immediatamente
consegnata al cancelliere  per  essere  depositata  con  le
forme dei depositi giudiziari.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  569  del  codice  di
«Art. 569  (Provvedimento  per  l’autorizzazione  della
vendita). – A seguito dell’istanza di cui all’art.  567  il
giudice dell’esecuzione, entro trenta giorni  dal  deposito
della documentazione di cui al secondo comma dell’art. 567,
nomina l’esperto convocandolo davanti a se’ per prestare il
giuramento e fissa  l’udienza  per  la  comparizione  delle
parti e dei creditori di cui all’art.  498  che  non  siano
intervenuti. Tra  la  data  del  provvedimento  e  la  data
fissata  per  l’udienza  non  possono  decorrere  piu’   di
centoventi giorni.
All’udienza le parti possono fare osservazioni circa il
tempo e le modalita’ della vendita, e debbono  proporre,  a
pena di decadenza, le opposizioni agli atti  esecutivi,  se
non sono gia’ decadute dal diritto di proporle.
l’accordo delle parti  comparse,  il  giudice  dispone  con
ordinanza la vendita, fissando un termine non  inferiore  a
novanta giorni, e non  superiore  a  centoventi,  entro  il
quale possono essere proposte offerte d’acquisto  ai  sensi
dell’art.  571.  Il  giudice  con  la  medesima   ordinanza
stabilisce le modalita’ con cui  deve  essere  prestata  la
cauzione, fissa, al giorno  successivo  alla  scadenza  del
termine, l’udienza per la deliberazione sull’offerta e  per
la gara tra gli offerenti di cui all’art. 573 e provvede ai
sensi dell’art. 576, per il caso in cui non siano  proposte
offerte d’acquisto entro il termine stabilito,  ovvero  per
il caso in cui  le  stesse  non  siano  efficaci  ai  sensi
dell’art. 571, ovvero per il caso in cui si  verifichi  una
delle circostanze  previste  dall’art.  572,  terzo  comma,
ovvero per il caso, infine, in cui la vendita senza incanto
non abbia luogo per qualsiasi altra ragione.
Con la stessa ordinanza, il giudice puo’ stabilire  che
il  versamento  della  cauzione,  la  presentazione   delle
offerte, lo svolgimento della gara tra gli offerenti e, nei
casi previsti, l’incanto, nonche’ il pagamento del  prezzo,
siano effettuati con modalita’ telematiche.
Se vi sono  opposizioni  il  tribunale  le  decide  con
sentenza e quindi il  giudice  dell’esecuzione  dispone  la
vendita con ordinanza.
Con la medesima ordinanza il giudice fissa  il  termine
entro il quale essa deve  essere  notificata,  a  cura  del
creditore  che  ha  chiesto  la  vendita  o  di  un   altro
autorizzato, ai creditori di cui all’art. 498 che non  sono
comparsi.».
– Si riporta il testo dell’art. 591-bis del  codice  di
«Art. 591-bis (Delega delle operazioni di  vendita).  –
Il giudice dell’esecuzione, con l’ordinanza  con  la  quale
provvede sull’istanza di vendita ai  sensi  dell’art.  569,
terzo comma, puo’, sentiti gli interessati, delegare ad  un
notaio avente preferibilmente sede nel circondario o  a  un
avvocato ovvero a un commercialista, iscritti nei  relativi
elenchi di  cui  all’art.  179-ter  delle  disposizioni  di
attuazione  del  presente  codice,  il   compimento   delle
operazioni di vendita  secondo  le  modalita’  indicate  al
terzo  comma  del  medesimo  art.  569.  Con  la   medesima
ordinanza  il  giudice  stabilisce  il   termine   per   lo
svolgimento delle operazioni delegate, le  modalita’  della
pubblicita’, il luogo di  presentazione  delle  offerte  ai
sensi dell’art. 571 e il luogo  ove  si  procede  all’esame
delle  offerte,  alla  gara  tra  gli  offerenti   e   alle
operazioni dell’eventuale incanto. Si applica  l’art.  569,
quarto comma.
1) alla determinazione  del  valore  dell’immobile  a
norma dell’art. 568, terzo comma, tenendo anche conto della
relazione redatta  dall’esperto  nominato  dal  giudice  ai
sensi dell’art. 569, primo comma, e  delle  eventuali  note
depositate dalle parti ai sensi dell’art.  173-bis,  quarto
comma,  delle  disposizioni  di  attuazione  del   presente
2) agli adempimenti previsti  dall’art.  570  e,  ove
occorrenti, dall’art. 576, secondo comma;
3) alla deliberazione sull’offerta a norma  dell’art.
572 e agli ulteriori adempimenti di cui agli articoli 573 e
4) alle operazioni dell’incanto e  all’aggiudicazione
dell’immobile a norma dell’art. 581;
5) a  ricevere  o  autenticare  la  dichiarazione  di
nomina di cui all’art. 583;
6) sulle offerte dopo l’incanto a norma dell’art. 584
e sul versamento del prezzo nella ipotesi di  cui  all’art.
585, secondo comma;
8) alla fissazione del nuovo incanto  e  del  termine
per la presentazione di nuove offerte d’acquisto  ai  sensi
dell’art. 591;
9) alla fissazione dell’ulteriore  incanto  nel  caso
previsto dall’art. 587;
10) ad autorizzare l’assunzione dei debiti  da  parte
dell’aggiudicatario o dell’assegnatario a  norma  dell’art.
11)   alla    esecuzione    delle    formalita’    di
registrazione, trascrizione e voltura catastale del decreto
di  trasferimento,  alla  comunicazione  dello   stesso   a
pubbliche amministrazioni negli stessi casi previsti per le
comunicazioni di atti volontari  di  trasferimento  nonche’
all’espletamento delle formalita’  di  cancellazione  delle
trascrizioni dei pignoramenti e delle iscrizioni ipotecarie
conseguenti al decreto  di  trasferimento  pronunciato  dal
giudice dell’esecuzione ai sensi dell’art. 586;
12) alla formazione del progetto di distribuzione  ed
alla sua trasmissione al giudice dell’esecuzione che,  dopo
avervi apportato le eventuali variazioni, provvede ai sensi
dell’art. 596;
13) ad ordinare alla banca o all’ufficio  postale  la
restituzione  delle  cauzioni  e  di   ogni   altra   somma
direttamente versata mediante bonifico o deposito intestato
alla procedura dagli offerenti non risultati aggiudicatari.
La restituzione ha  luogo  nelle  mani  del  depositante  o
mediante bonifico a favore degli stessi conti da  cui  sono
pervenute le somme accreditate.
Nell’avviso di cui  all’art.  570  e’  specificato  che
tutte le attivita’, che,  a  norma  degli  articoli  571  e
seguenti, devono essere compiute in cancelleria  o  davanti
al giudice dell’esecuzione, o dal cancelliere o dal giudice
dell’esecuzione, sono eseguite dal professionista  delegato
presso  il   suo   studio   ovvero   nel   luogo   indicato
nell’ordinanza di cui al primo comma. All’avviso si applica
l’art. 173-quater  delle  disposizioni  di  attuazione  del
Il  professionista  delegato  provvede  altresi’   alla
redazione del verbale delle operazioni di vendita, che deve
contenere le circostanze di luogo e di tempo nelle quali le
stesse si svolgono, le generalita’ delle persone  presenti,
la descrizione delle  attivita’  svolte,  la  dichiarazione
dell’aggiudicazione   provvisoria   con   l’identificazione
Il   verbale   e’   sottoscritto   esclusivamente   dal
professionista delegato ed  allo  stesso  non  deve  essere
allegata la procura speciale di cui all’art.  579,  secondo
comma. Se il prezzo non e’ stato versato  nel  termine,  il
professionista  delegato  ne  da’  tempestivo   avviso   al
giudice, trasmettendogli il fascicolo.
Avvenuto il versamento  del  prezzo  con  le  modalita’
stabilite ai sensi degli articoli 574, 585 e  590,  secondo
comma, il professionista delegato predispone il decreto  di
trasferimento  e  trasmette  senza   indugio   al   giudice
dell’esecuzione il fascicolo. Al decreto, se previsto dalla
legge, deve essere allegato il certificato di  destinazione
urbanistica dell’immobile quale  risultante  dal  fascicolo
processuale.  Il  professionista  delegato  provvede   alla
trasmissione del fascicolo al giudice  dell’esecuzione  nel
caso  in  cui  non  faccia  luogo  all’assegnazione  o   ad
ulteriori incanti ai sensi dell’art. 591. Contro il decreto
previsto nel presente comma e’ proponibile l’opposizione di
cui all’art. 617.
Le somme versate  dall’aggiudicatario  sono  depositate
presso una  banca  o  su  un  conto  postale  indicati  dal
I provvedimenti di cui all’art. 586  restano  riservati
al giudice  dell’esecuzione  in  ogni  caso  di  delega  al
professionista delle operazioni di vendita.».
– Il regio decreto 18 dicembre  1941,  n.  1368,  reca:
«Disposizioni per  l’attuazione  del  codice  di  procedura
civile e disposizioni transitorie».
– Si riporta il testo  dell’art.  34,  comma  4,  della
legge 31 dicembre 2009, n. 196  (Legge  di  contabilita’  e
«Art. 34 (Impegni). – 1. I dirigenti, nell’ambito delle
attribuzioni ad essi  demandate  per  legge,  impegnano  ed
ordinano le spese nei limiti  delle  risorse  assegnate  in
bilancio.  Restano  ferme  le  disposizioni  speciali   che
attribuiscono la competenza a disporre impegni e ordini  di
spesa  ad  organi  costituzionali  dello  Stato  dotati  di
autonomia contabile.
2. Formano impegni sugli stanziamenti di competenza  le
sole somme dovute dallo Stato  a  seguito  di  obbligazioni
3.  Gli  impegni  assunti  possono  riferirsi  soltanto
all’esercizio in corso.
4. Previo assenso del Ministero dell’economia  e  delle
finanze,  con  salvaguardia  della  compatibilita’  con  il
fabbisogno e l’indebitamento  netto  delle  amministrazioni
pubbliche, per le spese  correnti  possono  essere  assunti
impegni estesi a carico di esercizi successivi, nei  limiti
delle  risorse  stanziate  nel   bilancio   pluriennale   a
legislazione  vigente,  ove  cio’  sia  indispensabile  per
assicurare la continuita’ dei servizi, e quando  si  tratti
di spese continuative e ricorrenti, se l’amministrazione ne
riconosca la necessita’ o la convenienza.
5.  Le  spese  per  stipendi  ed  altri  assegni  fissi
equivalenti, pensioni ed assegni  congeneri  sono  imputate
alla competenza del bilancio dell’anno finanziario  in  cui
vengono disposti i relativi pagamenti, fatta eccezione  per
le competenze dovute a titolo di arretrati relativi ad anni
precedenti derivanti da rinnovi contrattuali per  le  quali
e’ consentita l’imputazione in conto residui.
6. Per gli impegni  di  spesa  in  conto  capitale  che
prevedano opere o interventi ripartiti in piu’ esercizi  si
applicano le disposizioni dell’art. 30, comma 2.
7.  Alla  chiusura  dell’esercizio  finanziario  il  31
dicembre, nessun  impegno  puo’  essere  assunto  a  carico
dell’esercizio scaduto. Gli uffici centrali del bilancio  e
le  ragionerie  territoriali  dello  Stato  per  le   spese
decentrate si astengono dal ricevere atti  di  impegno  che
dovessero pervenire dopo  tale  data,  fatti  salvi  quelli
direttamente conseguenti all’applicazione di  provvedimenti
legislativi     pubblicati     nell’ultimo     quadrimestre
dell’anno.».
((Art. 4 bis
Modifica alla legge 24 dicembre 2007, n. 244
1. All’articolo 3, comma 128, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
le parole: «per gli anni 2008, 2009 e  2010»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «fino al 31 dicembre 2012».))
– Si riporta il testo  dell’art.  3,  comma  128  della
legge  24  dicembre  2007,  n.  244  (Disposizioni  per  la
(legge finanziaria 2008), come  modificato  dalla  presente
«Art. 3. – 128. Per sopperire  alle  gravi  carenze  di
personale  degli  uffici  giudiziari,  il  Ministero  della
giustizia e’ autorizzato a coprire,  fino  al  31  dicembre
2012, i posti vacanti mediante il ricorso alle procedure di
mobilita’,   anche   intercompartimentale,   di   personale
appartenente   ad   amministrazioni   sottoposte   ad   una
disciplina limitativa delle  assunzioni.  Le  procedure  di
mobilita’ sono attivate, ove  possibile,  a  seguito  degli
accordi di cui al comma 124. La sottoscrizione dell’accordo
costituisce espressione del consenso al  trasferimento  del
proprio personale ai sensi del secondo periodo del comma  1
dell’art. 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
e successive modificazioni. Parimenti lo  stesso  Ministero
e’ autorizzato a coprire temporaneamente  i  posti  vacanti
negli  uffici  giudiziari   mediante   l’utilizzazione   in
posizione  di  comando  di  personale  di  altre  pubbliche
amministrazioni, anche  di  diverso  comparto,  secondo  le
vigenti disposizioni contrattuali.».
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 29 dicembre 2009, n. 193 – Testo del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 302 del 30 dicembre 2009), coordinato con la legge di conversione 22 febbraio 2010, n. 24 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Interventi urgenti in materia di funzionalita’ del sistema giudiziario». (10A02493) (GU n. 47 del 26-2-2010 redazione redazione 2015-05-05T18:54:38+00:00