Source: http://www.consulentia.it/it/servizi/consulenza-tributaria-e-fiscale-on-line_50/imu-2014_2830.htm
Timestamp: 2019-03-23 17:23:15+00:00
Document Index: 128083632

Matched Legal Cases: ['§ 3', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 2135', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 73', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 16']

Entro il 16.6.2014 dovrà essere versata la prima rata dell’imposta municipale propria (IMU) per l’anno 2014.
Presupposto impositivo dell’IMU
In generale, presupposto dell’IMU è il possesso di immobili riconducibili alle seguenti tre tipologie:
· fabbricati;
· aree fabbricabili;
· terreni agricoli.
Come precisato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con la circ. 18.5.2012 n. 3/DF (§ 3), inoltre:
· sono assoggettati all’imposta tutti i suddetti immobili, a prescindere dall’uso cui sono destinati ed indipendentemente dalla loro classificazione catastale;
· sono compresi anche gli immobili strumentali e quelli alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa (si veda anche il paragrafo successivo “Immobili “merce” invenduti delle imprese di costruzione”).
La legge di stabilità per l’anno 2014 (L. 27.12.2013 n. 147) contiene alcune importanti novità in materia di imposta municipale propria (IMU).
Tra le altre cose, a decorrere dal 2014 è modificato il presupposto impositivo dell’imposta: le abitazioni principali e le relative pertinenze (ad eccezione di quelle accatastate nelle categorie di maggior pregio), infatti, non sono più assoggettate all’IMU.
Eliminazione dell’IMU per l’abitazione principale
A decorrere dal 2014, l’IMU non è dovuta per le abitazioni principali e le relative pertinenze, ad eccezione delle unità immobiliari “di lusso”, censite nelle categorie A/1 (abi­tazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici).
Definizione di abitazione principale ai fini IMU
Le definizioni di abitazione principale e delle relative pertinenze ai fini dell’imposta municipale propria sono contenute nell’art. 13 co. 2 del DL 201/2011.
L’abitazione principale è definita come “l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edi­li­zio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”.
Pertanto, per qualificare un immobile come abitazione principale ai fini dell’IMU, è neces­sario che il suo possessore ed il suo nucleo familiare, allo stesso tempo:
· vi dimorino abitualmente;
· vi abbiano la propria residenza anagrafica.
Quindi, per beneficiare della norma di favore che a partire dal 2014 prevede l’esclusione dall’IMU per l’abita­zione principale, assumono rilevanza le sole situazioni di coincidenza della residenza anagrafica rispetto alla dimora abituale.
Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza ana­grafica in immobili diversi situati nello stesso Comune, le agevolazioni (dal 2014 l’esenzione) per l’abitazione prin­ci­­pale (dal 2014 esenzione) e per le relative pertinenze, in relazione al nucleo familiare, si applicano per un solo immobile.
Come precisato dal Min. Economia e Finanze nelle risposte del 20.1.2014, invece, l’esenzione si applica per entrambi gli immobili nel caso in cui i coniugi abbiano stabilito l’abitazione principale in due Comuni diversi.
Sotto un altro profilo, inoltre, l’abitazione principale deve essere costituita da una sola unità im­mo­biliare iscritta o iscrivibile in Catasto. Pertanto, nel caso in cui il possessore e il suo nucleo familiare dimorino abitualmente e risiedano anagraficamente in un’abita­zio­ne composta da due unità im­mo­bi­lia­ri distintamente accatastate ma unitariamente utiliz­zate (es. due appartamenti contigui), ai fini dell’IMU può essere conside­rata quale abitazione principale una sola delle predette unità immobiliari, fino a quanto venga effettuata la fusione catastale mediante:
· iscrizione unitaria in Catasto dell’unità immobiliare risultante;
· attribuzione ad essa di un’unica rendita.
Come precisato dalle risposte del Min. Economia e Finanze 20.1.2014, inoltre, il proprietario di un’abitazione principale che ne concede alcune stanze in locazione a studenti, usufruisce della esenzione da IMU a partire dall’1.1.2014 (anche se parzialmente locata, l’abitazione principale non perde tale destinazione).
Definizione di pertinenze dell’abitazione principale ai fini IMU
Ai fini dell’IMU, si intendono pertinenze dell’abitazione principale, che possono bene­fi­ciare dell’esclusione dall’assoggettamento all’imposta dall’anno 2014, esclusiva­men­te:
· un’unità immobiliare classificata come C/2 (cantina, soffitta o locale di sgombero), sempre che non esista già un locale avente le stesse caratteristiche tipolo­giche censito unitamente all’abitazione come vano accessorio di quest’ultima;
· un’unità immobiliare classificata come C/6 (autorimessa o posto auto);
· un’unità immobiliare classificata come C/7 (tettoia).
In relazione alle eventuali pertinenze eccedenti i suddetti limiti (es. secondo box auto), l’IMU va quindi versata nei modi e termini ordinari previsti per gli “altri immobili”.
Abitazioni principali classificate in A/1, A/8 e A/9
I proprietari o titolari di diritti reali degli immobili “di lusso” (A/1, A/8 e A/9) adibiti ad abitazione principale continueranno a pagare l’imposta.
In questi casi, l’aliquota rimane quella dello 0,4% (modificabile, in aumento o in diminuzione, da parte dei Comuni sino a 0,2 punti percentuali) con la detrazione di 200,00 euro.
La detrazione di 200,00 euro deve essere rapportata al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione.
Se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la desti­nazione medesima si verifica.
I Comuni possono disporre l’elevazione dell’importo della detrazione, fino a concorrenza dell’imposta dovuta, nel rispetto dell’equilibrio di bilancio.
A decorrere dall’anno 2014, invece, è stata eliminata la maggiorazione della detrazione pari a 50,00 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni.
Assimilazioni all’abitazione principale a discrezione dei Co­muni
Ai sensi del nuovo co. 2 dell’art. 13 del DL 201/2011, da ultimo modificato dall’art. 1 co. 707 lett. b) n. 3 della L. 147/2013, i Comuni possono assimilare all’abitazione principale l’unità immobiliare:
· posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acqui­siscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata (per tale fattispecie l’assimilazione all’abitazione principale era già stata prevista dall’art. 4 co. 5 lett. f) del DL 16/2012);
· posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata (per tale fattispecie l’assimilazione all’abitazione principale era già stata prevista dall’art. 4 co. 5 lett. f) del DL 16/2012);
· concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale. In questo caso gli enti locali possono prevedere che l’agevolazione operi limitatamente alla quota di rendita risultante in Catasto non eccedente il valore di 500,00 euro oppure nel solo caso in cui il comodatario appartenga a un nucleo familiare con ISEE non superiore a 15.000,00 euro annui. In caso di più unità immobiliari, la predetta assimilazione può essere applicata ad una sola unità immobiliare.
Immobili esclusi dall’IMU
Il co. 707 lett. b) n. 3) dell’art. 1 della L. 147/2013, inoltre, modificando il co. 2 dell’art. 13 del DL 201/2011, dispone che, a decorrere dal 2014, l’IMU non è dovuta per:
· gli alloggi appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
· i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal DM 22.4.2008;
· un unico immobile (iscritto o iscrivibile nel Catasto come unica unità immo­biliare) posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio per­manente appartenente alle Forze armate, alle Forze di polizia, dal personale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia;
· la casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di sepa­razione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.
Talune tipologie di immobili, in ragione delle loro caratteristiche oggettive, sono esentate dal paga­mento dell’IMU.
In particolare, sono esenti dall’IMU:
· gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel pro­prio terri­torio, dalle Regioni, dalle Pro­vin­ce, dai Comuni, dalle comunità mon­tane, dai con­sor­zi fra detti enti, ove non soppressi, e dagli enti del ser­vi­zio sa­ni­ta­rio nazionale, destinati esclu­si­vamente ai compi­ti istituzionali;
· i fabbricati classificati o classificabili nel­le cate­gorie catastali da E/1 a E/9;
· i fabbricati destinati ad usi culturali ex art. 5-bis del DPR 601/73 (es. musei, biblioteche, archi­vi, par­chi e giar­di­ni aperti al pubblico, ecc.);
· i fabbricati destinati esclusivamente al­l’eser­­­cizio del culto, purché com­patibile con le disposizioni degli artt. 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinen­ze;
· i fabbricati di proprietà della Santa Sede, indi­ca­ti negli artt. 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense, sottoscritto l’11.2.29 e reso ese­cu­ti­vo con L. 27.5.29 n. 810;
· i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni interna­zio­nali per i quali è prevista l’esen­zione dall’ILOR in base ad accordi interna­zio­na­li resi esecu­tivi in Italia;
· i terreni agricoli ricadenti in aree mon­tane o di col­lina. Dall’anno 2014, un decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’Economia e delle Finanze individuerà i Comuni nei quali è possibile godere dell’esenzione ai sensi del nuovo co. 5-bis dell’art. 4 del DL 16/2012, così come modificato dall’art. 22 co. 2 del DL 24.4.2014 n. 66 (c.d. “decreto Renzi”). L’elenco dovrà essere modellato tenendo conto dell’altitudine riportata nell’elenco dei Comuni italiani predisposto dall’ISTAT (www.istat.it/it/archivio/6789) e diversificando eventualmente tra terreni posseduti da coltivatori diretti e impren­­­ditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola e quelli pos­se­duti da soggetti diversi (i terreni agricoli che si trovano in Comuni non compresi nell’elenco previsto dalla nuo­va norma saranno soggetti ad IMU);
· gli immobili utilizzati dagli enti che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, destinati esclusivamen­te allo svolgimento con modalità non commer­ciali di attività assi­sten­ziali, pre­videnziali, sanitarie, didattiche, ri­cet­tive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di religione o culto, fatta eccezione per gli immobili posseduti dai partiti politici; in caso di attività “mista”, l’esenzione si applica solo alla frazione dell’unità immobiliare nella quale si svolge l’attività di natura non commerciale;
· i fabbricati rurali ad uso strumentale (ricovero animali, protezione delle piante, magazzini, depositi, ecc.);
· i terreni agricoli posseduti da colti­va­to­ri diretti o da imprenditori agricoli profes­sionali (IAP) iscritti alla previdenza agricola, di valore complessivo non superiore a 6.000,00 euro;
· i fabbricati, ubicati nelle zone colpite da calamità naturali (terremoti, alluvioni, disse­sti idrogeologici). Con riferimento all’IMU, sono previste agevolazioni per i fab­bri­cati ubicati nei Comuni abruzzesi (sisma del 6.4.2009) e nei Comuni emiliani (sisma del 20 e 29.5.2012). Per quanto concerne i primi, l’IMU non è dovuta sui fabbricati, ubicati nelle zone colpite dal sisma del 6.4.2009, purché distrutti od oggetto di ordi­nanze sindacali di sgombero in quanto inagibili totalmente o parzialmente, fino alla loro definitiva ricostru­zione e agibilità (art. 4 co. 5-octies del DL 16/2012, conv. L. 44/2012, che ha modificato l’art. 6 del DL 39/2009, conv. L. 77/2009). Quanto ai secondi, ai sensi dell’art. 8 co. 3 del DL 74/2012 (conv. L. 122/2012), i fabbricati ubicati nelle zone colpite dal sisma del 20 e 29.5.2012, purché distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero in quanto inagibili totalmente o par­zial­mente, sono esenti dall’IMU a decorrere dall’anno 2012 e fino alla definitiva rico­struzione e agibilità dei fabbricati stessi (oltre a non con­correre alla for­ma­zio­ne del red­dito imponibile ai fini dell’IRPEF e dell’IRES) e comunque non oltre il 31.12.2014.
Esenzione IMU per le piccole e micro imprese nelle zone franche urbane
In attuazione delle disposizioni contenute nell’art. 37 del DL 179/2012 (conv. L. 221/2012), il DM 10.4.2013 ha stabilito le condizioni, i limiti, le modalità e i termini di decorrenza delle agevolazioni di cui all’art. 1 co. 341 lett. a), b), c) e d) della L. 296/2006, in favore delle piccole e micro imprese:
· localizzate all’interno delle ZFU;
· nel territorio dei Comuni della Provincia di Carbonia-Iglesias.
Fra le agevolazioni di cui alle lett. a), b), c) e d) sopracitate rientra l’esenzione dall’IMU per i soli immobili siti nella ZFU. Chiarimenti in merito alla tipologia, alle condizioni, ai limiti, alla durata e alle modalità di fruizione delle agevolazioni fiscali e contributive sono stati forniti dalla circ. Min. Sviluppo economico 30.9.2013 n. 32024 (si veda anche il provv. Agenzia delle Entrate 6.5.2014 n. 62309).
Per quanto concerne l’IMU, in particolare, l’art. 12 del DM sopracitato ha stabilito che sia riconosciuta l’esenzione dall’IMU per i primi 4 anni per gli immobili che contestualmente siano:
· situati in zone franche urbane (ZFU);
· posseduti e utilizzati dalle imprese per l’esercizio dell’attività d’impresa.
L’esenzione dall’IMU decorre dal periodo d’imposta di accoglimento dell’istanza da presentare al Ministero dello Sviluppo economico ai sensi dell’art. 14 del DM 10.4.2013.
Esenzioni deliberate dai Comuni
Il Comune può deliberare agevolazioni sull’imposta, sino alla totale esenzione:
· per gli esercizi commerciali e artigianali situati in zone precluse al traffico a causa dello svolgimento di lavori per la realizzazione di opere pubbliche che si protrag­gono per oltre sei mesi;
· in favore delle istituzioni riordinate in aziende pubbliche di servizi alla pe­rsona o in per­­sone giuridiche di diritto privato (cfr. Linee Guida Min. Eco­nomia e Finanze 11.7.2012).
Inoltre, è prevista una specifica disposizione che, in materia di tributi locali, consente agli enti impositori di disporre riduzioni d’imposta o esenzioni in favore delle ONLUS.
Esenzione dall’IMU per i fabbricati rurali strumentali
Ai sensi del co. 708 dell’art. 1 della legge di stabilità 2014, a decorrere dall’anno 2014, sono esenti dall’IMU i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all’art. 9 co. 3-bis del DL 557/93 (conv. L. 133/94).
Si ricorda che i fabbricati strumentali in questione sono quelli che possiedono i requisiti contenuti nel co. 3-bis dell’art. 9 del DL 557/93 (conv. L. 133/94), cioè le costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento dell’attività agricola di cui all’art. 2135 c.c. e de­stinate, in particolare:
· alla protezione delle piante;
· alla conservazione dei prodotti agricoli;
· alla custodia delle macchine agricole, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione e l’alle­vamento;
· all’allevamento e al ricovero degli animali;
· all’agriturismo, in conformità a quanto previsto dalla L. 20.2.2006 n. 96;
· ad abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole nell’azienda a tempo indeter­minato o a tempo determinato per un numero annuo di giornate lavorative supe­riore a 100, assunti in conformità alla normativa vigente in materia di collo­camento;
· alle persone addette all’attività di alpeggio in zona di montagna;
· ad uso di ufficio dell’azienda agricola;
· alla manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commer­cia­liz­za­zione dei prodotti agri­coli, anche se effettuate da cooperative e loro con­sorzi di cui all’art. 1 co. 2 del DLgs. 18.5.2001 n. 228;
· all’esercizio dell’attività agricola in maso chiuso.
Immobili “merce” invenduti delle imprese di costruzione
A decorrere dall’1.1.2014 sono esenti dall’imposta municipale propria i fabbricati costruiti e destinati dall’im­presa costruttrice alla vendita (immobili “merce”), fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati.
Lo stabilisce l’art. 2 co. 2 lett. a) del DL 31.8.2013 n. 102 (conv. L. 28.10.2013 n. 124).
Sulla base del dato letterale della norma, l’esenzione appare piuttosto ampia, e tale da riguardare:
· sia i fabbricati, porzioni di fabbricato o singole unità immobiliari destinati ad uso abitativo,
· che quelli destinati ad altri usi, quali lo svolgimento di attività industriali, arti­gianali, commerciali, professionali, ecc.
Con la ris. 11.12.2013 n. 11/DF, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha precisato tuttavia che bene­ficiano del trattamento di favore non soltanto i fabbricati costruiti dall’im­presa edile rimasti invenduti, ma anche quei fabbricati che sono stati dalla stessa acquistati e sui quali sono stati eseguiti incisivi interventi di recupero.
In particolare, detti interventi devono intendersi quelli definiti dalle lett. c), d) e f) dell’art. 3 co. 1 del DPR 380/2001 (T.U. dell’Edilizia), ossia, rispettivamente, gli interventi di restauro e di risanamento conservativo, gli interventi di ristrutturazione edilizia e gli in­ter­venti di ristrutturazione urbanistica per le cui definizioni si rimanda alla norma citata.
Le disposizioni di favore introdotte dal DL 102/2013 operano soltanto a condizione che il fabbricato:
· mantenga la sua destinazione di bene in vendita;
· non risulti locato.
Nel caso in cui una soltanto di tali due condizioni dovesse mancare, il fabbricato tor­nerebbe a scontare il tributo.
Sotto il profilo soggettivo, interessate sono in primo luogo le imprese che per attività statutaria costruiscono fabbricati per la vendita, vale a dire le c.d. “immobiliari di costru­zione”. In capo a tali imprese, tali fabbricati costituiscono tipicamente beni merce, tassati a costi e ricavi.
In generale, tuttavia, l’esclusione dall’imposta dovrebbe spettare al costruttore e cioè al soggetto titolare del permesso di costruzione del fabbricato. La norma, infatti, non richiede che l’impresa costruttrice abbia come oggetto dell’attività propria la costruzione di fabbricati. Pertanto, si ritiene che l’esclusione da IMU possa essere usufruita da qualsiasi impresa che abbia costruito i fabbricati per la vendita anche come attività secondaria.
Sono escluse dal beneficio le imprese immobiliari di gestione e cioè quelle che acquistano i fabbricati finiti per destinarli alla vendita (tali soggetti dovranno assolvere l’IMU anche per gli immobili non locati).
Per poter fruire delle agevolazioni contenute nell’art. 2 del DL 102/2013 ed in particolare dell’esenzione dall’IMU a partire dal 2014 per gli immobili invenduti delle imprese di costruzione, il co. 5-bis dello stesso articolo stabilisce che debba essere presentata un’apposita dichiarazione (il cui modello è stato approvato con il DM 30.10.2012), a pena di decadenza dal bene­fi­cio stesso.
La dichiara­zione deve essere presentata entro il termine ordinario previsto per la presentazione delle dichiara­zioni di variazione relative all’IMU, ovvero entro il 30 giugno del­l’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta.
Di conseguenza, perché le imprese di costruzione potessero beneficiare dell’esclusione dal pagamento della seconda rata dell’IMU per l’anno 2013 e dell’esenzione dal 2014 dovranno inviare la dichiarazione entro il 30.6.2014.
Immobili destinati ad attività di ricerca scientifica da parte di enti non commerciali
Dall’1.1.2014, l’art. 2 co. 3 del DL 102/2013 (conv. L. 124/2013), modificando la lett. i) dell’art. 7 co. 1 del DLgs. 504/92, dispone che sono esenti da IMU gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’art. 73 co. 1 lett. c) del TUIR, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali anche di attività di ricerca scientifica.
Termine di versamento della prima rata dell’IMU
Entro il 16.6.2014, dovrà essere versata la prima rata dell’IMU per tutte le rimanenti ti­po­lo­gie di immobili che non sono state escluse dal pagamento del tributo, ferme restando le sopraelencate ipotesi di esclusione e di esenzione.
Immobili per i quali deve essere versata la prima rata entro il 16.6.2014
A titolo esemplificativo, si tratta:
· delle abitazioni principali classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
· delle unità immobiliari abitative diverse dall’abitazione principale, e relative pertinenze; vi rientrano, ad esempio:
- le abitazioni tenute a disposizione (c.d. “seconde case”);
- le abitazioni concesse in locazione;
- le abitazioni concesse in comodato (uso) gratuito a parenti, in linea retta o collaterale che non siano state assimilate all’abitazione principale dal Comune;
· delle pertinenze diverse da quelle che beneficiano del regime agevolato previsto per l’abi­ta­zione prin­cipale;
· degli altri fabbricati non abitativi (es. gli immobili delle imprese, gli uffici e studi privati), diversi dai fabbri­cati rurali strumentali;
· delle aree fabbricabili, ad eccezione di quelle possedute e condotte da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella previdenza agricola, sulle quali persista l’utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e all’allevamento di animali.
Le modalità di determinazione della base imponibile dell’IMU variano in funzione della tipologia di bene immobile interessata e, quindi, a seconda che si tratti di:
Valore degli immobili ai fini dell’IMU
Posseduti da coltivatori diretti o IAP iscritti alla previdenza agricola
110 ´ RD ´ 125/100
= RD ´ 137,5
Dall’1.1.2014
75 ´ RD ´ 125/100
= RD ´ 93,75
Posseduti da altri soggetti
135 ´ RD ´ 125/100
= RD ´ 168,75
55 ´ RC ´ 105/100
= RC ´ 57,75
(eccetto D/5)
Immobili a destinazione speciale (gruppo D)
60 ´ RC ´ 105/100
= RC ´ 63
Dall’1.1.2013
65 ´ RC ´ 105/100
= RC ´ 68,25
Banche e assicurazioni (D/5)
80 ´ RC ´ 105/100
= RC ´ 84
Residenze collettive (gruppo B)
Laboratori artigiani (C/3)
Fabbricati e locali per esercizi sportivi - es. palestre - (C/4)
Stabilimenti balneari e di acque curative (C/5)
140 ´ RC ´ 105/100
= RC ´ 147
(eccetto A/10)
Immobili ad uso abitativo (gruppo A, tranne A/10)
Cantine, locali di deposito (C/2)
Autorimesse e posti auto (C/6)
Tettoie (C/7)
160 ´ RC ´ 105/100
= RC ´ 168
· RD = reddito dominicale iscritto in Catasto al 1° gennaio
· RC = rendita catastale iscritta in Catasto al 1° gennaio
Riduzione d’imposta per i terreni condotti direttamente
Si ricorda che in favore dei coltivatori diretti e degli IAP di cui all’art. 1 del DLgs. 99/2004, iscritti nella previdenza agricola è prevista un’ulteriore agevolazione.
È infatti previsto che gli stessi, in relazione ai terreni agricoli posseduti e con­dotti direttamente, scontino il tributo soltanto sulla parte del valore complessivo di detti terreni che eccede 6.000,00 euro.
Inoltre, è previsto che l’imposta, determinata sulla parte di valore complessivo dei terreni eccedente i 6.000,00 euro, venga ridotta:
· del 70%, per l’imposta gravante sulla parte di valore eccedente i 6.000,00 euro ma non i 15.500,00 euro;
· del 50%, per l’imposta gravante sulla parte di valore eccedente i 15.500,00 euro ma non i 25.500,00 euro;
· del 25%, per l’imposta gravante sulla parte di valore eccedente i 25.500,00 euro ma non i 32.000,00 euro.
L’imposta gravante sulla parte di valore eccedente 32.000,00 euro non beneficia di riduzioni e deve essere versata per intero.
La base imponibile IMU è ridotta del 50%:
· per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui all’art. 10 del DLgs. 22.1.2004 n. 42;
· per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni.
Determinazione della prima rata scadente il 16.6.2014
I soggetti passivi devono effettuare il versamento dell’imposta dovuta al Comune per l’anno 2014 in due rate di pari importo, scadenti:
· la prima, il 16.6.2014;
· la seconda, il 16.12.2014.
Il contribuente può altresì provvedere al versamento dell’imposta complessivamente dovuta in un’unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 16.6.2014.
L’art. 13 co. 13-bis del DL 201/2011 ha disposto che:
· il versamento della prima rata dell’IMU dovuta per il 2014 è eseguito sulla base delle aliquote e delle detrazioni previste per l’anno 2013;
· eventuali variazioni deliberate dai Comuni avranno rilevanza solo in sede di versamento del saldo, con eventuale conguaglio sulla prima rata.
Per determinare la prima rata scadente il 16.6.2014, quindi, dovrà essere calcolato il 50% dell’imposta dovuta calcolata con le aliquote e le detrazioni previste per l’anno 2013.
Liquidazione e versamento dell’IMU
L’IMU è dovuta per anni solari, a ciascuno dei quali corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria.
L’imposta è dovuta e deve essere liquidata in proporzione:
· alla quota di possesso;
· ai mesi dell’anno durante i quali si è protratto il possesso; analogamente all’ICI, anche per l’IMU viene computato per intero il mese nel quale il possesso si sia protratto per almeno 15 giorni.
L’imposta è dovuta separata­men­te per ciascun Comune nel cui territorio sono situati gli immobili in relazione ai quali sussista il presupposto impositivo. Con riferimento a ciascun Comune, pertanto, occorre effettuare un distinto versamento.
Versamento dell’IMU per gli immobili del gruppo “D”
Ai sensi del co. 729 dell’art. 1 della L. 147/2013, si applicano anche agli anni successivi al 2014 le disposizioni introdotte dal co. 380 dell’art. 1 della L. 24.12.2012 n. 228 (legge di stabilità per l’anno 2013) che stabiliscono, tra le altre cose:
· la soppressione della quota di imposta riservata allo Stato di cui all’art. 13 co. 11 del DL 201/2011;
· che rimane riservato allo Stato il gettito dell’imposta derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, calcolato con l’aliquota dello 0,76% (si tratta del gettito derivante, ad esempio, da capannoni e opifici);
· la possibilità per i Comuni di aumentare l’aliquota base degli im­mo­bili ad uso produttivo del gruppo catastale “D” sino all’1,06%;
· il maggiore gettito è destinato all’ente locale.
I Comuni, quindi, anche per l’anno 2014, possono aumentare l’aliquota dello 0,76% dei fabbricati in “D” sino all’1,06%, ma non possono ridurla (in tal senso ris. Min. Economia e Finanze 28.3.2013 n. 5/DF e circ. Min. Economia e Finanze 23.5.2013 n. 2/DF).
Per quanto concerne le modalità di versamento dell’IMU non vi sono novità rispetto allo scorso anno.
Si ricorda, tuttavia, che il versamento dell’imposta può essere effettuato, in alternativa, mediante:
· il modello F24 “Ordinario”;
· il modello F24 “Semplificato”;
· l’apposito bollettino postale.
Versamento mediante il modello F24
Il versamento dell’IMU effettuato mediante il modello F24 permette di compen­sare l’imposta do­vuta con eventuali crediti fiscali o contributivi disponibili, nei limiti delle vigenti disposizioni.
I soggetti titolari di partita IVA sono tenuti ad effettuare i versamenti tramite il modello F24 esclusiva­mente con modalità telematiche (F24 “online”) e non possono quindi avvalersi del modello F24 cartaceo.
Il versamento dell’IMU può essere eseguito anche con il modello “F24 Semplificato”.
Nel modello F24, i dati relativi al versamento dell’IMU devono essere evidenziati nella “SEZIONE IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI”.
Come chiarito dalla ris. Agenzia delle Entrate 12.4.2012 n. 35, in ciascuna riga della suddetta sezione devo­no essere indicati, rispettivamente, i seguenti dati:
· nello spazio “codice ente/codice comune”, il codice catastale del Comune – composto da quattro caratteri – nel cui territorio sono ubicati i beni im­mobili (fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli) (ad esempio, Milano: F205; Roma: H501);
· nella casella “Ravv.”, un segno di barratura se il pagamento è effettuato nel­l’ambito di un ravvedimento operoso, ex art. 13 del DLgs. 472/97, ap­pli­cabile anche rispetto ai tributi locali in virtù dell’art. 16 del DLgs. 473/97;
· nella casella “Immob. variati”, un segno di barratura se sono inter­ve­nu­te mo­di­fiche per uno o più immobili che richiedono la presentazione della dichia­razione di variazione IMU;
· nella casella “Acc.”, un segno di barratura, se il pagamento si riferisce alla prima rata dell’IMU;
· nella casella “Saldo”, un segno di barratura, se il pagamento si riferisce al saldo dell’IMU;
· nello spazio “Numero immobili”, il numero dei beni immobili (massimo tre cifre) assoggettati all’im­posta;
· nello spazio “codice tributo”, il codice tributo, opportunamente scelto tra quelli istituiti dall’Agenzia delle Entrate, in funzione della tipologia immobiliare di riferimento e del destinatario (Stato o Co­mu­ne) del versamento;
· nello spazio “Anno di riferimento”, l’anno d’imposta cui si riferisce il pa­ga­mento (ad esempio “2014” per il versamento della prima rata per l’anno 2014 in scadenza il 16.6.2014);
· nello spazio “Importi a debito versati”, l’importo a debito dovuto. Nel caso di detrazione per l’abitazione principale e le relative pertinenze occorre indicare l’imposta al netto della stessa, il cui importo deve essere evidenziato nell’apposito spazio contraddistinto con la dicitura “de­tra­zione”.
Codici tributo per il versamento dell’IMU
Con la ris. 12.4.2012 n. 35, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per consentire il versamento, tra­mite modello F24, delle somme dovute a titolo di IMU.
Si riportano di seguito i codici che potranno essere utilizzati per il versamento dell’imposta.