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Timestamp: 2018-11-19 02:05:31+00:00
Document Index: 108053151

Matched Legal Cases: ['art. 208', 'art. 21', 'art. 208', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 55', 'art. 21']

ELENCO E DESCRIZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE IN N - PDF
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1 Provincia dell Aquila Settore Ambiente Genio Civile Protezione Civile Modulo Discarica rifiuti inerti ELENCO E DESCRIZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE IN N. 3 ESEMPLARI IN ORIGINALE ALLA DOMANDA DI APPROVAZIONE DEL PROGETTO ED AUTORIZZAZIONE ALLA REALIZZAZIONE ED ALL ESERCIZIO DI UNA DISCARICA PER RIFIUTI INERTI (ai sensi dell art. 208 del D.Lgs. 152/2006 e dell art. 21 della L.R. 83/2000). Si rammenta che, a norma di quanto disposto dall art. 208 del D.Lgs. 152/2006 e dell art. 21 della L.R. 83/2000, i soggetti che intendono realizzare e gestire un impianto di smaltimento e/o recupero rifiuti devono presentare apposita domanda, allegando: - il Progetto Definitivo dell'impianto (cfr. D.Lgs. 163/2006); - la documentazione tecnica prevista per la realizzazione del progetto stesso dalle disposizioni vigenti in materia: urbanistico-edilizia; di tutela ambientale; di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro; di tutela della salute ed igiene pubblica. Ove l'impianto debba essere sottoposto alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale ai sensi della normativa vigente, alla domanda di autorizzazione è altresì allegata copia della richiesta di avvio del procedimento presentata all autorità competente ai predetti fini. ELENCO DEGLI ALLEGATI: 1. Scheda informativa generale; 2. Relazione tecnica contenente almeno le seguenti informazioni: a) l'identità del richiedente e del gestore, se sono diversi; b) la descrizione dei tipi e dei quantitativi totali dei rifiuti da depositare, indicando il Codice dell'elenco Europeo dei Rifiuti; c) l'indicazione della capacità totale della discarica, espressa in termini di volume utile per il conferimento dei rifiuti, tenuto conto dell'assestamento dei rifiuti; d) dettagliata descrizione di tutti gli elementi che dimostrano l integrale rispetto di quanto previsto nell allegato 1 punto 1 al D.Lgs , n. 36; e) dettagliata descrizione di tutti gli elementi che dimostrano l integrale rispetto di quanto disposto dal vigente Piano Regionale di Gestione Rifiuti con particolare riferimento ai criteri localizzativi; f) i metodi previsti per la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento, con particolare riferimento alle misure per prevenire l'infiltrazione di acqua all'interno e alla conseguente formazione di percolato, anche in riferimento alla lettera c); Pagina 1 di 5
2 g) la descrizione delle caratteristiche costruttive e di funzionamento dei sistemi, degli impianti e dei mezzi tecnici prescelti; h) la descrizione delle misure previste per garantire la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché la tutela della salute ed igiene pubblica; i) le informazioni relative alla valutazione di impatto ambientale, qualora la domanda di autorizzazione riguardi un'opera o un'attività sottoposta a tale procedura; j) le indicazioni relative alle garanzie finanziarie del richiedente o a qualsiasi altra garanzia equivalente, ai sensi dell'articolo Studio idrogeologico, geologico e geotecnico del sito, corredato da un rilevamento geologico di dettaglio e da una dettagliata indagine stratigrafica eseguita con prelievo di campioni e relative prove di laboratorio con riferimento al D.M. 11 marzo 1988 del Ministro dei lavori pubblici, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 127 del 1 giugno Lo Studio dovrà contenere l indicazione relativa alla soggiacenza della falda idrica nonché le caratteristiche di permeabilità dei terreni interessati dall impianto. 4. Il piano di gestione operativa della discarica, redatto secondo i criteri stabiliti dall'allegato 2 al D.Lgs , n. 36, nel quale devono essere individuati i criteri e le misure tecniche adottate per la gestione della discarica e le modalità di chiusura della stessa. 5. Il piano di gestione post-operativa della discarica, redatto secondo i criteri stabiliti dall'allegato 2 al D.Lgs , n. 36, nel quale sono definiti i programmi di sorveglianza e controllo successivi alla chiusura. 6. Il piano di sorveglianza e controllo, nel quale devono essere indicate tutte le misure necessarie per prevenire rischi d'incidenti causati dal funzionamento della discarica e per limitarne le conseguenze, sia in fase operativa che post-operativa, con particolare riferimento alle precauzioni adottate a tutela delle acque dall'inquinamento provocato da infiltrazioni di percolato nel terreno e alle altre misure di prevenzione e protezione contro qualsiasi danno all'ambiente; i parametri da monitorare, la frequenza dei monitoraggi e la verifica delle attività di studio del sito da parte del richiedente sono indicati nella tabella 2, dell'allegato 2 al D.Lgs , n Il piano di ripristino ambientale del sito a chiusura della discarica, redatto secondo i criteri stabiliti dall'allegato 2 al D.Lgs , n. 36, nel quale devono essere previste le modalità e gli obiettivi di recupero e sistemazione della discarica in relazione alla destinazione d'uso prevista dell'area stessa. 8. Il piano finanziario che preveda che tutti i costi derivanti dalla realizzazione dell'impianto e dall'esercizio della discarica, i costi connessi alla costituzione della garanzia finanziaria di cui all'articolo 14 del D.Lgs , n. 36 e alla D.G.R. 132 del , i costi stimati di chiusura, nonché quelli di gestione postoperativa per un periodo di almeno trenta anni, siano coperti dal prezzo applicato dal gestore per lo smaltimento, tenuto conto della riduzione del rischio ambientale e dei costi di post-chiusura derivanti dalla adozione di procedure di registrazione ai sensi del regolamento n. 761/2001/CE del 19 marzo 2001, del Parlamento Europeo e del Consiglio. Pagina 2 di 5
3 9. Lo Studio di Impatto Ambientale effettuato in conformità al D.P.R , anche quando non sia richiesta la valutazione di impatto ambientale (VIA), contenente l analisi del rischio associato alla presenza della discarica, ai sensi dell art. 21, comma 2, lett. c) della L.R , n. 83; 10. Progetto Definitivo dell impianto; 11. Elaborati grafici (se già non ricompresi nel progetto definitivo di cui al precedente punto 10): a) corografia in scala 1: con indicazione della localizzazione della discarica; b) estratto P.R.G. vigente (con relativa legenda ed allegato stralcio del regolamento comunale di attuazione del P.R.G.) con indicazione dell esatta localizzazione della discarica. Qualora la discarica sia localizzata a meno di Km 2 dal confine comunale, occorre allegare anche la medesima documentazione per il comune e/o i comuni limitrofi; c) estratto della mappa catastale con indicazione delle particelle oggetto dell intervento; d) inquadramento dell area su estratto della Carta Tecnica Regionale o su Ortofotocarta, in scala 1: con indicazione: della mobilità sovralocale e locale dovuta al trasporto dei rifiuti; della distanza dai centri e nuclei abitati, dalle funzioni sensibili (scuole, ospedali ecc.) e dalle case sparse (come da Piano Regionale Gestione Rifiuti); della distanza da opere di captazione di acque ad uso potabile, da corsi d acqua e da altri corpi idrici (come da Piano Regionale Gestione Rifiuti); delle fasce di rispetto da infrastrutture; delle aree di espansione residenziale previste dal PRG; delle aree sopravento, rispetto ai venti dominanti, verso aree residenziali o funzioni sensibili; e) inquadramento territoriale a scala adeguata con indicazione di tutti i vincoli presenti sull area oggetto di intervento, contenente: stralcio del Piano Regionale Paesistico (con relativa legenda ed indicazione della localizzazione della discarica); stralcio della Carta di Uso del Suolo (con relativa legenda ed indicazione della localizzazione della discarica); idonea cartografia da cui si rilevino i vincoli di natura paesaggistica, archeologica, storica, artistica, e paleontologica, naturalistica (aree protette, zone ZPS, aree SIC ecc.), ambientale (Piano Stralcio per l Assetto Idrogeologico, Piano Stralcio di Difesa dalle Alluvioni ecc.), idrogeologica, forestale, sismica ecc. f) piano quotato dell area oggetto dell intervento; g) una o più planimetrie in scala adeguata dalle quali risultino riconoscibili: Pagina 3 di 5
4 viabilità interna, accesso alla discarica e aree destinate a parcheggio; individuazione aree destinate ad uffici e locali di servizio; individuazione degli impianti accessori (stoccaggio percolato, box pesa, ecc.) e delle reti tecnologiche (impianto antincendio; impianto di illuminazione, ecc.); recinzione perimetrale e opere di mitigazione ambientale (barriera arborea, schermi mobili, ecc.); rete di raccolta delle acque di scarico dei servizi igienici con i relativi manufatti ed il loro recapito finale; rete di raccolta delle acque meteoriche di dilavamento delle superfici impermeabilizzate con i relativi manufatti (quali caditoie e pozzetti, impianti di depurazione, indicazione punto di scarico, ecc.); rete idrica dedicata alle operazioni di lavaggio e pulizia con relative prese e manufatti; rete di approvvigionamento idrico; altre reti tecnologiche (eventuale impianto antincendio; impianto di illuminazione, ecc.); 12. Certificato di destinazione urbanistica in carta semplice; 13. Dichiarazione relativa alla proprietà dell area; 14. Dichiarazione sui vincoli di natura ambientale (Piano Stralcio per l Assetto Idrogeologico, Piano Stralcio di Difesa dalle Alluvioni ecc.), idrogeologica, naturalistica (aree protette, zone ZPS, aree SIC ecc.), forestale, sismica paesaggistica, storica, artistica, paleontologica ecc Nulla osta/ parere/ verifica o quant altro previsto dalla norma vigente in materia; qualora l area interessata dalla realizzazione dell impianto sia soggetta a vincolo; 16. Studio previsto nell art. 55, comma 2 del D.Lgs. 31 marzo 1998 n. 112, qualora la realizzazione dell opera comporti la variazione degli strumenti urbanistici comunali, ai sensi dell art. 21, comma 11 della L.R , n. 83; 17. Attestazione dell avvenuta consegna, agli Enti di seguito elencati, di tutta la documentazione conforme a quella presentata alla Provincia: n. 1 copia Comune sede dell impianto; n. 1 copia Regione Abruzzo - Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia - Servizio Gestione Rifiuti - Via Passolanciano, Pescara; n. 1 copia Regione Abruzzo - Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia - Servizio Beni Ambientali, Aree Protette e Valutazioni Ambientali - Via Leonardo da Vinci, L Aquila; n. 1 copia Regione Abruzzo - Direzione Lavori Pubblici - Servizio Genio Civile Regionale di L Aquila -Viale Crispi, L Aquila; Pagina 4 di 5
5 n. 1 copia Regione Abruzzo - Direzione Attività Produttive - Servizio Attività estrattive e minerarie - Ufficio Cave e Torbiere - Via Passolanciano Pescara (se l impianto è localizzato all interno di una cava); n. 1 copia Dipartimento Provinciale ARTA di L Aquila, c/o Presidio Ospedaliero Santa Maria di Collemaggio L Aquila; N. 1 copia Dipartimento Prevenzione e Igiene Ambientale della A.S.L. competente per territorio; n. 1 copia Ispettorato Ripartimentale delle Foreste - Coordinamento Provinciale Corpo Forestale dello Stato - Via Giovanni XXIII L'Aquila; n. 1 copia Direzione Regionale Abruzzo Vigili del Fuoco - Via Paolo Borsellino Loc. Coppito, L Aquila. N.B. La documentazione tecnica su elencata deve essere timbrata e firmata da un Tecnico abilitato e congiuntamente sottoscritta in segno di accettazione da parte del richiedente l autorizzazione. Si invita fin d ora a integrare la su elencata documentazione con gli ulteriori documenti richiesti al fine del rilascio di specifiche autorizzazioni di competenza regionale, comunale e/o provinciale (allo scarico delle acque reflue, alle emissioni in atmosfera, ecc.) se ne ricorre il caso. Il Settore competente a ricevere le istanze in questione, si riserva di richiedere ulteriore documentazione qualora la stessa si renda necessaria al fine del rilascio dell autorizzazione richiesta. Resta fermo che qualora l istanza presentata sia priva di sottoscrizione e/o la documentazione ad essa allegata non sia conforme a quanto indicato nel presente modulo, la pratica sarà ritenuta irregolare e/o incompleta per cui non sarà possibile dare avvio al relativo procedimento fino alla regolarizzazione e/o al completamento di quanto prodotto. Pagina 5 di 5