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Timestamp: 2018-09-21 22:19:27+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 20', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 28']

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Feliciano Gastone Bellucci
1 SERVIZI LEGALI E LEGISLATIVI ANNO 2012 pag. 99 Circolare n. 13 IDR/cg 10 aprile 2012 DIRETTIVA UE N. 2011/83/UE - MODIFI- CHE ALLA DISCIPLINA RELATIVA AI DIRITTI DEI CONSUMATORI Il 25 ottobre 2011 il Parlamento Europeo ed il Consiglio hanno emanato la direttiva n. 2011/83/UE pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell Unione Europea (GUCE) l. 304/64 del 22 novembre 2011 ed entrata in vigore il 13 dicembre u.s.. Si specifica, preliminarmente, che gli Stati membri avranno due anni di tempo per recepire la nuova normativa comunitaria. Siffatta direttiva disciplina, a livello europeo, i diritti dei consumatori e in generale, mira a migliorare la protezione dei consumatori e, in particolare, detta regole per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali e quelli in materia di contratti a distanza, prima disciplinati da altre direttive che sono state riesaminate alla luce dell esperienza al fine di semplificare e aggiornare le norme applicabili, rimuovere le incoerenze e colmare le lacune. Più specificamente, il provvedimento in oggetto apporta talune modifiche alla direttiva 93/13/CEE del Consiglio sulle clausole abusive ed alla direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulle garanzie nella vendita di beni di consumo; inoltre abroga e sostituisce (come precisa l art. 31, a decorrere dal ) la direttiva 85/577/CEE, del Consiglio, relativa ai contratti negoziati fuori dai locali commerciali e la direttiva 97/7/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, sui contratti a distanza. Tale nuova direttiva prevede un livello di armonizzazione massima (gli Stati membri non potranno adottare o mantenere una disciplina interna divergente, salvo che nelle ipotesi ivi espressamente previste e si compone di 5 parti: - il Capo I contiene le definizioni comuni quali "consumatore" e "professionista" e prevede un insieme comune di norme applicabili in tutti gli Stati membri, consentendo a questi ultimi la possibilità di derogare a tali regole solo in alcuni casi specifici; - il Capo II disciplina le informazioni principali che devono essere fornite ai consumatori prima della conclusione dei contratti diversi da quelli a distanza o negoziati fuori dai locali commerciali. Gli Stati membri possono aggiungere ulteriori obblighi di informazione nazionale; - il Capo III, che si applica, invece, ai contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali prevedendo specifici obblighi di informazione e disciplinando il diritto di recesso (durata, modalità d esercizio ed effetti, prevedendo, altresì, un modello standard di recesso riportato nell allegato I, sez. B); - il Capo IV prevede alcune disposizioni in materia di consegna del bene e passaggio del rischio applicabili ai contratti per la vendita di beni, nonché alcune regole applicabili a tutti i tipi di contratti dei consumatori. Questi includono regole sui costi per l'utilizzo di mezzi di pagamento (ad esempio carte di credito o di debito), su linee telefoniche gestite da operatori commerciali e sui pagamenti supplementari e scatole pre-selezionata; - il Capo V, infine, contiene disposizioni generali, ad esempio in materia di esecuzione, nonchè il termine di recepimento per gli Stati membri. Fondamentale è, in primis, definire il campo d applicazione della citata Direttiva; in essa infatti non vi rientrano, tra gli altri, i contratti relativi, alla fornitura di alimenti e bevande, ai servizi di trasporto, ai distributori automatici, alle attività d azzardo, ai servizi finanziari, e ai viaggi e
2 SERVIZI LEGALI E LEGISLATIVI ANNO 2012 pag. 100 circuiti tutto compreso (art. 3). Gli Stati membri, altresì, potranno decidere di non applicare la direttiva ai contratti conclusi fuori dai locali commerciali di valore non superiore a 50, o altro valore inferiore da essi stabilito (art. 3, comma 4). Viene inoltre puntualizzata la definizione di contratti negoziati fuori dei locali commerciali precisando che tra di essi devono intendersi ricompresi anche quelli conclusi nei locali del professionista nel caso in cui il consumatore sia stato avvicinato personalmente e singolarmente in un luogo diverso dai locali del professionista (art. 2, n. 8, lett. c). Si tratta del caso delle c.d. visite effettuate su richiesta, vale a dire quando il commerciante ha precedentemente chiamato il consumatore sollecitando con insistenza una visita al fine di eludere la normativa attualmente vigente. Per i contratti diversi da quelli negoziati a distanza o fuori dai locali commerciali (art. 5), la direttiva, pur lasciando agli Stati membri la possibilità di adottare o mantenere obblighi di informazione precontrattuale più stringenti, fissa una serie di informazioni precontrattuali che devono essere trasmesse al consumatore in modo chiaro e comprensibile, qualora non siano già evidenti dal contesto, come: - le caratteristiche dei beni e servizi; - l identità, indirizzo e numero di telefono del professionista; - il prezzo complessivo (tasse incluse) o, qualora non fosse possibile determinarlo in anticipo, le modalità di calcolo e le eventuali spese aggiuntive (di spedizione, consegna o postali) o l indicazione che tali spese saranno addebitate al consumatore; - le modalità di pagamento, consegna e esecuzione; - l esistenza della garanzia legale e del servizio postvendita; - la durata del contratto o le condizioni per la sua risoluzione; - se applicabile, la funzionalità del contenuto digitale, ivi comprese le misure di protezione tecnica; - eventuali interoperabilità del contenuto digitale con software ed hardware. Viene, poi, prescritto l obbligo di fornire al consumatore specifiche informazioni precontrattuali (art. 6) sia nei contratti a distanza, sia negoziati fuori dai locali commerciali ed in particolare, tra gli altri, relativamente ai seguenti elementi: - il prezzo totale, tasse incluse, o se esso non può essere calcolato in anticipo, le modalità di calcolo del prezzo e, se del caso, tutte le spese aggiuntive di spedizione, consegna o postali. Le spese o i costi aggiuntivi non comunicati, non possono essere addebitati al consumatore; - il costo per l uso di mezzi di comunicazione a distanza, se diverso dalla tariffa di base; - le condizioni, termini e procedure per esercitare il diritto di recesso (tali informazioni dovrebbero essere fornite tramite la modulistica di cui all allegato I (A) della direttiva), nonché il modulo tipo di recesso di cui all allegato I (B); - l informazione che il consumatore dovrà sostenere il costo della restituzione dei beni qualora essi, per loro natura, non possano essere restituiti a mezzo posta. Se tale costo non è comunicato, non potrà essere addebitato al consumatore;
3 SERVIZI LEGALI E LEGISLATIVI ANNO 2012 pag informazioni relative all esistenza della garanzia legale di conformità ed al servizio di assistenza postvendita - le condizioni di depositi o ad altre garanzie finanziarie. Dette informazioni possono essere modificate solo con il consenso esplicito delle parti mentre l onere della prova per il rispetto dei requisiti informativi ricade sul professionista. Le medesime, inoltre, si aggiungono agli obblighi informativi richiesti dalla direttiva servizi (2006/123/CE) e dalla direttiva sul commercio elettronico (2000/31/CE) e, in caso di conflitto, prevalgono su queste ultime. Venendo poi alle informazioni relative ai costi aggiuntivi ed alle spese di restituzione, si evidenzia, in particolare, che se l acquirente non è stato adeguatamente informato, gli stessi saranno a carico del venditore. Pertanto se il professionista desidera che siano i clienti a sostenere i costi di resa delle merci in caso di ripensamento, essi devono informarne chiaramente e preventivamente i consumatori, altrimenti saranno obbligati a sostenere essi stessi tali costi. Di conseguenza, prima della vendita, il commerciante è tenuto a fornire almeno una chiara stima dei costi massimi di resa di merci (ad esempio quelle ingombranti come un divano o un televisore) acquistate via Internet o per corrispondenza affinchè il consumatore possa decidere in modo pienamente informato. Vengono, altresì, fissati requisiti formali di armonizzazione massima per i contratti negoziati fuori dai locali commerciali, di cui all art. 6, stabilendo (art. 7) che le informazioni precontrattuali devono essere trasmesse per i- scritto o su altro supporto durevole, essere leggibili e presentate in un linguaggio semplice e comprensibile. Il consumatore deve ricevere una copia del contratto firmato o la conferma del contratto su supporto cartaceo o altro mezzo durevole. Alcune eccezioni sono previste per certi tipi di servizi effettuati su richiesta del consumatore. In relazione ai contratti conclusi a distanza (art. 8), la direttiva stabilisce che, se il contratto è concluso elettronicamente, il professionista deve comunicare al consumatore certe informazioni immediatamente prima che l ordine sia effettuato e deve assicurarsi che il consumatore abbia confermato espressamente che l ordine implica un obbligo di pagamento. In mancanza di tali informazioni, il consumatore non è vincolato dal contratto o dall ordine. Se il contratto è concluso per telefono, gli Stati membri possono prevedere che il consumatore sia vincolato solo dopo aver firmato l ordine o aver inviato il suo consenso scritto. Fondamentale è, poi, la riformulazione della disciplina sul diritto di recesso del consumatore da contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali (artt. 9 e ss.) attraverso la definizione degli obblighi a carico del professionista e del consumatore in caso di recesso nonchè dei casi in cui il diritto di recesso non si applica (ad esempio nel caso di fornitura di
4 SERVIZI LEGALI E LEGISLATIVI ANNO 2012 pag. 102 giornali, periodici e riviste, salvo gli abbonamenti, o ai servizi di autonoleggio ed agli articoli su misura). A tal proposito si evidenzia come invece il diritto di recesso venga esteso alle aste on-line (ad esempio e-bay) a condizione che le merci acquistate tramite asta possano essere restituite solo se il venditore sia un professionista. Più nello specifico viene esteso a 14 giorni il termine per esercitare il diritto di recesso (il termine attualmente previsto, in particolare dal Nostro Codice del Consumo, è invece di 10 giorni) e viene individuato, per i diversi tipi di contratto, il momento iniziale dal quale tale termine decorre. Inoltre, in caso di mancata informazione al consumatore sul diritto di recesso, il termine per l esercizio di tale diritto viene prolungato fino a 12 mesi, dopo la fine del periodo di recesso iniziale. Se invece il professionista fornisce al consumatore le informazioni sul diritto di recesso nei 12 mesi successivi alla data di inizio del periodo di recesso, questo scade 14 giorni dopo che il consumatore abbia ricevuto tali informazioni (art. 9, co. II). In caso di recesso, il professionista è tenuto a rimborsare al consumatore tutti i pagamenti ricevuti, incluse le spese di consegna, a meno che il consumatore non abbia scelto un tipo di consegna diverso dal quello meno costoso offerto dal professionista. E altresì prescritto che il consumatore informi il professionista, circa la decisione di recedere, utilizzando il modello di cui all allegato I (B) della direttiva o altra dichiarazione esplicita. L onere della prova relativa all esercizio del diritto di recesso grava sul consumatore. Venendo, poi, alla disciplina relativa al termine di consegna, la direttiva fissa il medesimo a 30 giorni (art. 18). Tale termine non si applica qualora le parti si siano accordate diversamente, o la consegna ad una certa data sia fondamentale per l esecuzione del contratto o qualora il commerciante abbia rifiutato di consegnare i beni. In aggiunta, in relazione all uso di determinati strumenti di pagamento (ad esempio carte di credito), la direttiva vieta al professionista di imporre al consumatore, costi extra o tariffe superiori a quelle sostenute dal professionista per l uso di tali mezzi (art. 19). Inoltre, nel caso in cui un professionista utilizzi una linea telefonica dedicata (art. 21) per fornire al consumatore le informazioni e le altre comunicazioni in relazione al contratto concluso, le tariffe a carico di quest ultimo non possono essere di un importo superiore alla tariffa di base. Norma di grande rilevanza, è poi quella che disciplina il c.d. passaggio del rischio (art. 20) che nel caso in cui i beni oggetto del contratto debbano essere spediti al consumatore prevede, contrariamente a quanto disposto dal codice civile per gli acquisti ordinari, che il rischio di perdita o danno degli stessi sia trasferito al consumatore solo dal momento in cui esso ne acquista il possesso fisico. Il rischio è trasferito al consumatore al momento della consegna al vettore, se il vettore è stato incaricato dal consumatore stesso e tale scelta non è stata offerta dal professionista. Il venditore assumerà dunque su di sé il rischio per eventuali danni ai prodotti che si verifichino durante il trasporto e fino alla consegna
5 SERVIZI LEGALI E LEGISLATIVI ANNO 2012 pag. 103 all acquirente. Quest ultimo, pertanto, qualora non riceva la merce potrà chiedere che venga effettuata una seconda spedizione a cura e spese del venditore. Inoltre, in relazione alla tematica della fornitura non richiesta di beni, acqua, gas, elettricità, teleriscaldamento, contenuto digitale e servizi, già vietata dalla direttiva sulle pratiche commerciali sleali (2005/29/EC), la direttiva stabilisce (art. 27) che il consumatore non ha nessun obbligo e, in questi casi, il suo eventuale silenzio non costituisce assenso. Infine, affermando il carattere imperativo della disciplina ivi contenuta, la direttiva dispone che eventuali clausole contrattuali che escludano o limitino, direttamente o indirettamente, i diritti derivanti dalla medesima, non sono vincolanti per il consumatore. Si attende, pertanto, che gli Stati membri recepiscano, come detto, entro il , le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla Direttiva ivi analizzata. Tali misure verranno applicate dagli Stati membri a decorrere dal (art. 28 co. I) e saranno applicate ai contratti conclusi dopo il (art. 28 co. II). allegato