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Timestamp: 2019-06-16 17:42:04+00:00
Document Index: 157991667

Matched Legal Cases: ['art. 411', 'art. 374', 'art. 739', 'art. 1', 'art. 314', 'art. 379', 'art. 3', 'art. 404', 'sentenza ']

Amministratore di sostegno: ultime sentenze
> L’esperto Pubblicato il 13 Aprile 2019
Nomina, poteri e responsabilità dell’amministratore di sostegno; incapacità di testare e di donare; giudice tutelare e rapporti con il delegato; consenso informato e cure mediche. Nel contrasto fra l’amministratore di sostegno del paziente e la struttura sanitaria, chi è responsabile delle cure necessarie alla sua sopravvivenza? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.
1 Amministratore di sostegno e difesa passiva
2 Provvedimento di individuazione dell’amministratore di sostegno: chi è competente?
3 Conflitto tra amministratore di sostegno del paziente e struttura sanitaria
4 Limitazione della capacità di donare
5 Amministratore di sostegno e appropriazione di denaro
6 Padre amministratore: può chiedere la collaborazione continuativa della madre
7 Amministratore di sostegno e cure per mantenere in vita l’amministrato
8 Età avanzata: è presupposto per la nomina di un amministratore?
9 Amministrazione di sostegno per chi spende grandi cifre in gratta e vinci
10 Gli ordini impartiti dal giudice tutelare all’amministratore di sostegno
11 Personale medico: è responsabile per le cure necessarie alla sopravvivenza
13 Rendiconto dell’amministratore di sostegno
14 Difensore di fiducia nominato dall’amministratore di sostegno dell’indagato
Amministratore di sostegno e difesa passiva
Ai sensi dell’art. 411 c.c., all’amministratore di sostegno si applica, in quanto compatibile, la disposizione di cui all’art. 374 c.c., n. 5, che prevede che il tutore non possa, senza autorizzazione del giudice tutelare, promuovere giudizi. Tale previsione è, con orientamento consolidato, intesa come non operante nelle ipotesi di difesa passiva all’altrui iniziativa giudiziaria, in vista della conservazione dell’interesse del rappresentato.
Cassazione civile sez. I, 06/03/2019, n.6518
Provvedimento di individuazione dell’amministratore di sostegno: chi è competente?
I provvedimenti di designazione, sostituzione e revoca della persona chiamata a svolgere le funzioni di amministratore di sostegno hanno natura ordinatoria ed amministrativa e la competenza a decidere sul reclamo spetta al tribunale in funzione collegiale ai sensi dell’art. 739 c.p.c., essendo irrilevante che la designazione sia avvenuta contestualmente all’apertura dell’amministrazione di sostegno. Peraltro, è ammissibile il regolamento di competenza d’ufficio anche in sede di gravame, in quanto la proposizione dell’impugnazione davanti al giudice diverso da quello indicato dalla legge è idonea alla instaurazione di un valido rapporto processuale suscettibile di proseguire davanti al giudice competente per effetto della “translatio judicii”.
Conflitto tra amministratore di sostegno del paziente e struttura sanitaria
In tema di consenso informato alle terapie mediche, qualora sussista contrasto fra l’amministratore di sostegno del paziente e la struttura sanitaria che lo abbia in cura circa la necessità di terapie, la decisione in ordine al conflitto va risolta tenendo conto dei profili menzionati dall’art. 1 comma 3 l. n. 219/2017 e avendo particolare riguardo ai rischi e ai benefici (anche relativi alle più generali condizioni di vita del paziente) della terapia proposta dai medici curanti e di quella alternativa eventualmente suggerita.
Tribunale Mantova sez. I, 06/12/2018
Limitazione della capacità di donare
In tema di amministrazione di sostegno, il giudice tutelare può prevedere d’ufficio, ex artt. 405, comma 5, nn. 3 e 4, e 407, comma 4, c.c., sia con il provvedimento di nomina dell’amministratore, sia mediante successive modifiche, la limitazione della capacità di testare o donare del beneficiario, ove le sue condizioni psico-fisiche non gli consentano di esprimere una libera e consapevole volontà.
Infatti – esclusa la possibilità di estendere in via analogica l’incapacità di testare, prevista per l’interdetto dall’articolo 591, comma 2, c.c., al beneficiario dell’amministrazione di sostegno, ed escluso che il combinato disposto degli articoli 774,comma 1 e 411, commi 2 e 3, c.c., non consenta di limitare la capacità di donare del beneficiario – la previsione di tali incapacità può risultare strumento di protezione particolarmente efficace per sottrarre il beneficiario a potenziali pressioni e condizionamenti da parte di terzi, rispondendo tale interpretazione alla volontà del legislatore che, con l’introduzione dell’amministrazione di sostegno, ha voluto realizzare un istituto duttile, e capace di assicurare risposte diversificate e personalizzate in relazione alle differenti esigenze di protezione.
Cassazione civile sez. I, 21/05/2018, n.12460
Amministratore di sostegno e appropriazione di denaro
La natura plurioffensiva del reato di peculato implica che l’eventuale mancanza di danno patrimoniale conseguente all’appropriazione non esclude la sussistenza del reato, atteso che rimane pur sempre leso dalla condotta dell’agente l’altro interesse protetto dalla norma, diverso da quello patrimoniale, cioè quello del buon andamento della Pubblica Amministrazione.
(In applicazione di tale principio di diritto, la Corte ha ritenuto infondato il motivo con cui il ricorrente, condannato per il reato di cui all’art. 314 cod. pen. per essersi appropriato, quale amministratore di sostegno, del denaro destinato all’acquisto di una cappella cimiteriale per conto dell’amministrato, aveva dedotto l’assenza di qualunque danno conseguente alla propria condotta avendo lo stesso successivamente provveduto ad effettuare il pagamento dell’importo dovuto).
Cassazione penale sez. VI, 17/05/2018, n.29262
Padre amministratore: può chiedere la collaborazione continuativa della madre
In tema di amministrazione di sostegno, ai sensi del combinato disposto degli art. 379 comma 2 c.c., non è inibito al padre-amministratore, rappresentando particolari circostanze, richiedere l’autorizzazione ad avvalersi, sotto la propria responsabilità, della collaborazione continuativa della madre – anche gratuitamente, se vi sia rinuncia alla remunerazione – per specifiche attività di cura dell’amministrata.
Tribunale Lucca, 04/04/2018
Amministratore di sostegno e cure per mantenere in vita l’amministrato
È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, commi 4 e 5, l. n. 219/2017, nella parte in cui stabilisce che l’amministratore di sostegno la cui nomina preveda l’assistenza necessaria o la rappresentanza esclusiva in ambito sanitario, in assenza delle disposizioni anticipate di trattamento, possa rifiutare, senza l’autorizzazione del giudice tutelare, le cure necessarie al mantenimento in vita dell’amministrato, ritenendo le suddette disposizioni in violazione degli artt. 2, 3, 13, 32 Cost.
Tribunale Pavia sez. II, 24/03/2018
Età avanzata: è presupposto per la nomina di un amministratore?
In ordine alla tutela giuridica delle persone anziane — considerato che l’età biologica dell’uomo si è progressivamente allungata e l’esigenza di protezione delle persone in età avanzata attinge sempre più vaste fasce di popolazione — deve affermarsi che l’età avanzata non può essere, di per se stessa, presupposto fondante un provvedimento di amministrazione di sostegno; ciò che, invece, può darsi quando la vecchiaia possa determinare una limitazione apprezzabile della funzioni della vita quotidiana. .
Tribunale Modena sez. II, 16/03/2018
Amministrazione di sostegno per chi spende grandi cifre in gratta e vinci
È possibile applicare la misura dell’amministrazione di sostegno per prodigalità nei confronti di chi spende in “gratta e vinci” cifre esorbitanti rispetto alle proprie disponibilità economiche. Ad affermarlo è la Cassazione che ha così dato il via libera all’amministratore di sostegno per una madre che, anche in assenza di una malattia, aveva contratto una pluralità di prestiti, un mutuo Inps con cessione del quinto della pensione, un prestito di 40mila euro con la figlia e altri piccoli debiti, per l’acquisto di “gratta e vinci”.
Cassazione civile sez. I, 07/03/2018, n.5492
Gli ordini impartiti dal giudice tutelare all’amministratore di sostegno
Posto che può essere designato amministratore di sostegno anche un comune, il quale, a sua volta, si avvale di delegati e ausiliari, che agiscono sotto la sua responsabilità: a) il giudice tutelare può impartire ordini all’amministratore di sostegno per regolare i suoi rapporti con il delegato/ausiliare, compreso quello di revoca di quest’ultimo; b) tali ordini, in quanto provvedimenti meramente gestori, pertanto sempre revocabili e modificabili, non sono ricorribili in Cassazione.
Cassazione civile sez. I, 05/03/2018, n.5123
Personale medico: è responsabile per le cure necessarie alla sopravvivenza
Compete alla responsabilità del personale medico sanitario assicurare al paziente le cure necessarie alla sua sopravvivenza sussistendo uno stato di necessità, senza che il consenso informato della persona in materia possa essere sostituito e surrogato dall’amministratore di sostegno (nella specie, è stato rigettato il ricorso di un amministratore di sostegno finalizzato ad ottenere l’autorizzazione ai medici a procedere con tracheotomia in paziente affetto da distrofia muscolare, trattandosi di intervento necessario per la stessa sopravvivenza del paziente e, in ogni caso, non essendo stato conferito all’amministratore di sostegno alcun potere di natura medico sanitaria in sostituzione del – od in affiancamento al – beneficiario).
Tribunale Modena sez. III, 18/01/2018
Non sussistono i presupposti, ex art. 404 c.c., per la nomina di un amministratore di sostegno da parte dei genitori nei confronti della figlia adottata, là dove quest’ultima, avendo avuto in passato gravi crisi neuropsichiatriche ed essendo tali crisi cessate, abbia scelto, raggiunta la maggiore età, di abbandonare la casa dei genitori per vivere con il proprio partner.
Tribunale Modena, 07/12/2017, n.1129
Rendiconto dell’amministratore di sostegno
La sentenza che decide l’impugnazione proposta avverso approvazione del rendiconto finale da parte del giudice tutelare, relativa a procedura di amministrazione di sostegno, è impugnabile avanti la Corte d’appello.
Nel giudizio di impugnazione avanti al tribunale deve intervenire il pubblico ministero, in quanto litisconsorte necessario, a pena di nullità della sentenza, con remissione del giudizio al primo grado.
Corte appello Cagliari sez. I, 30/11/2017
Difensore di fiducia nominato dall’amministratore di sostegno dell’indagato
Qualora l’indagato (o l’imputato) sia assistito da un amministratore di sostegno, la nomina di un difensore di fiducia effettuata da quest’ultimo, a ciò espressamente autorizzato dal giudice tutelare, non determina alcuna violazione del diritto di difesa, in relazione agli artt. 96 c.p.p., 24 Cost., 6, par. 3, lett. c), CEDU e 14, par. 2, lett. d), Patto internazionale per i diritti civili e politici .
Cassazione penale sez. III, 14/11/2017, n.3659
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