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Timestamp: 2019-03-21 01:59:52+00:00
Document Index: 23494049

Matched Legal Cases: ['art. 71', 'art. 71', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 2']

L'INAIL rende note le modalità di richiesta di verifica delle attrezzature di lavoro, il cui obbligo discende dall'art. 71 del TUSL e dal successivo decreto interministeriale di attuazione D.M. 11 aprile 2011
È stata resa nota sul sito dell’INAIL (www.inail.it) la nuova procedura per la richiesta della prima verifica delle attrezzature di lavoro, il cui obbligo discende dall’art. 71, commi 11, 12 e 13, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., e dal Decreto 11 aprile 2011, entrato in vigore il 23 maggio 2012.
Le modalità per adempiere all’obbligo di legge possono essere:
— di tipo informatico, per gli utenti già iscritti a Punto cliente del portale INAIL, che così possono inoltrare la richiesta mediante la procedura online;
— di tipo cartaceo, per gli utenti non ancora iscritti a Punto Cliente, che devono utilizzare il modulo predisposto dall’INAIL.
Si ricorda infatti che il datore di lavoro è obbligato a sottoporre le attrezzature di lavoro riportate nell’Allegato VII del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. a verifiche periodiche volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo Allegato. Titolare della prima verifica, da effettuarsi nel termine di 60 giorni dalla richiesta, è l’INAIL (che ha assorbito le funzioni del soppresso ISPESL), mentre ricade in capo alle ASL/ARPA (a seconda delle disposizioni regionali in materia) la titolarità delle verifiche periodiche successive, da effettuarsi nel termine di 30 giorni dalla richiesta. Decorsi inutilmente entrambi i citati termini, il datore di lavoro deve avvalersi, per le verifiche, dei soggetti abilitati, di cui il primo elenco è stato pubblicato con il Decreto 21 maggio 2012.
All’atto della richiesta di prima verifica (sia nella modalità informatica che in quella cartacea) il datore di lavoro è tenuto a indicare il nominativo del soggetto abilitato, del quale si avvarrà qualora l’INAIL non sia in grado di provvedere nei termini di legge e con la propria struttura.
Le attrezzature da sottoporre a prima verifica da parte dell’INAIL si suddividono in 3 gruppi, e precisamente:
— Gruppo Gruppo SC (Apparecchi di sollevamento materiali non azionati a mano ed idroestrattori a forza centrifuga): Apparecchi per sollevamento materiali con portata superiore a 200 Kg, Carrelli semoventi a braccio telescopico, Idroestrattori a forza centrifuga;
— Gruppo SP (Sollevamento persone): Ascensori e montacarichi da cantiere, Carri raccoglifrutta, Ponti mobili sviluppabili su carro, Ponti sospesi e relativi argani, Scale aeree ad inclinazione variabile;
— Gruppo GVR (Gas, Vapore, Riscaldamento): Insiemi a pressione semplice e complesso, Forni, Generatori di vapore, Generatori di acqua surriscaldata, Recipienti, Tubazioni, Impianti di riscaldamento ad acqua calda con potenzialità superiore a 116 kW.
L’INAIL, contemporaneamente alla richiesta di prima verifica, ha reso altresì disponibili le modalità (informatiche e cartacee) per le denunce di messa in servizio/immatricolazione, previste dall’art. 11, comma 3, del D.P.R. n. 459/1996, per le denunce di messa in servizio/immatricolazione e per le richieste di verifica di messa in servizio, disposte dall’art. 4 e 6 del D.M. n. 329/2004, per la denunce di impianto di centrali di riscaldamento ad acqua calda, previste dall’art. 18 del D.M. 12 dicembre 1975, e per le trasmissioni delle dichiarazioni di conformità per impianti di messa a tessa e di protezione dalle scariche atmosferiche, previste dall’art. 2 del D.P.R. n. 462/2001.
Fino all’emanazione di apposito decreto interministeriale, trovano ancora applicazione le tariffe per l’effettuazione delle verifiche da parte dell’INAIL ex ISPESL, di cui al Tariffario ISPESL (Decreto 7 luglio 2005).