Source: http://www.regione.piemonte.it/turismo/cms/strutture-ricettive/villaggi-turistici.html
Timestamp: 2017-06-22 11:56:30+00:00
Document Index: 100150950

Matched Legal Cases: ['art.11', 'art. 54', 'art.7', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 4']

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Legge regionale 31 agosto 1979, n. 54 "Disciplina dei complessi ricettivi all'aperto"
L.r. n. 54 del 31/08/1979: Allegato 1 "Caratteristiche tecniche comuni a campeggi e villaggi turistici" ( 36.79 kB)
L.r. n. 54 del 31/08/1979: Allegato 2 "Quadro di classificazione dei complessi ricettivi all'aperto" - Tabella B ( 249.17 kB)
Circolare relativa all’utilizzo dei manufatti in uso nelle strutture ricettive all’aperto ( 69.5 kB)
Sono villaggi turistici i complessi sommariamente attrezzati per la sosta ed il soggiorno dei turisti con tende od allestimenti mobili o allestimenti fissi minimi di dimensioni non superiori a 45 mq. e che non posseggano le caratteristiche proprie della ricettività alberghiera. I complessi in cui i mezzi di pernottamento fissi o mobili ad uso di turisti sprovvisti di mezzi propri superino il 10% della ricettività collettiva sono considerati villaggi turistici.
I villaggi turistici assumono la denominazione aggiuntiva “annuale” quando sono autorizzati ad esercitare per l’intero arco dell’anno oppure per la doppia stagione estiva ed invernale secondo i periodi di cui all’art.11 della l.r. 54/79 e s.m.i.
I complessi ricettivi turistici all’aperto possono comprendere spazi o piazzole per l’insediamento di allestimenti mobili, ivi compresi strutture edilizie leggere, comunque denominate, non assimilabili per funzioni e dimensioni alle ordinarie abitazioni o strutture o manufatti a carattere residenziale.
I mezzi di cui sopra possono essere dotati di preingressi funzionali al loro utilizzo costituiti da installazioni quali verande o coperture con mera fiunzione di protezione e soggiorno diurno delle persone ed aventi le caratteristiche tecniche di cui al punto 16) dell’Allegato 1 della l.r. 54/79 e s.m.i. Nei complessi ricettivi turistici all’aperto, i mezzi mobili di pernottamento e soggiorno e relativi allestimenti, anche se collocati permanentemente entro il perimetro delle strutture regolarmente autorizzate per l’esercizio dell’attività, non costituiscono in alcun caso attività rilevante ai fini urbanistici, edilizi e paesaggistici e non sono soggetti, pertanto, a permessi di costruire, DIA o altro titolo abilitativo edilizio.
La modulistica per l'apertura/avvio (compresa la "Denuncia attrezzature, caratteristiche e prezzi")è rinvenibile all'interno della sezione sottostante "Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività".
Il cartellino prezzi e la tabella prezzi sono rinvenibili all'interno della sezione "Pubblicità dei prezzi". La modulistica denominata "Comunicazione delle caratteristiche e dei prezzi" è rinvenibile all'interno della sezione "Altri obblighi amministrativi".
Caratteristiche tecniche e classificazione I villaggi turistici devono rispondere alle caratteristiche tecniche elencate nell’allegato 1 alla l.r. 54/79 e s.m.i. e sono classificati nelle categorie e secondo i principi di cui all’allegato 2, tabella B.
Il Presidente della Giunta Regionale, su conforme deliberazione della stessa è autorizzato, in relazione all’evoluzione tecnica e sociale del settore, ad apportare modifiche alle caratteristiche tecniche ed agli elementi di classificazione di cui agli allegati indicati nel precedente comma. Individuazione delle aree L’insediamento dei complessi ricettivi all’aperto è consentito unicamente nelle aree a tal fine destinate dai piani regolatori comunali o intercomunali in conformità ai disposti della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 “Tutela ed uso del suolo”.
Il piano territoriale previsto al Titolo II della suddetta legge regionale “Tutela ed uso del suolo” fornisce il coordinamento dell’individuazione delle aree a livello comprensoriale e regionale, tenendo conto delle indicazioni degli eventuali piani e programmi di settore. Domanda di concessione per l’allestimento dell’impianto Per allestire un villaggio turistico deve essere presentata domanda al Comune competente per territorio, ai sensi dell’art. 54 e seguenti della l.r. 5 dicembre 1977, n. 56.
Generalità o denominazione del richiedente.
Località in cui dovrebbe sorgere il complesso.
Tipo di complesso, sua ricettività, servizi comuni.
Eventuali attività accessorie e complementari.
Periodo indicativo di apertura del complesso.
Planimetria generale in scala sufficiente ad individuare chiaramente la localizzazione di tutti i servizi e allestimenti di varia natura, ivi comprese le piazzole con la relativa numerazione (minimo 1:1.000).
Elaborati esecutivi degli allestimenti fissi.
Relazione tecnica ed economica sulle opere.
Comprovazione della completa ed esclusiva disponibilità dell’area interessata all’allestimento e delle relative pertinenze.
La domanda di cui al 1° comma deve essere presentata anche qualora si intenda apportare modifiche ad attività già avviate. Concessione per l’allestimento Il Sindaco si pronuncia sulla domanda di concessione per l’allestimento nei termini e secondo le norme previste dalla legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56, “Tutela ed uso del suolo”. Requisiti per svolgere l’attività di villaggio turistico Il soggetto gestore deve essere in possesso:
a) dei requisiti previsti dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza);
Obblighi del titolare 1. Deve assicurare una custodia continua del villaggio turistico.
2. Deve essere assicurato per rischi di responsabilità civile nei confronti dei clienti. Periodi minimi di apertura I villaggi turistici devono osservare i seguenti periodi minimi di apertura:
complessi ad attivazione estiva ad altitudine inferiore agli 800 metri: dal 1° giugno al 30 settembre;
complessi ad attivazione estiva ad altitudine superiore agli 800 metri: dal 16 giugno al 15 settembre;
complessi ad attivazione invernale: dal 20 dicembre al 20 marzo dell’anno successivo;
complessi ad attivazione per l’intero arco dell’anno: 9 mesi all’anno a scelta dell’operatore.
Il Comune può ampliare o ridurre i periodi di apertura di cui al comma precedente in relazione a particolari esigenze turistiche o ambientali locali, dandone comunicazione alla Regione. Destinazione urbanistica L’attività viene svolta utilizzando aree a destinazione turistico-ricettiva. Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività Chiunque intende gestire un villaggio turistico, trasmette in via telematica con posta certificata allo Sportello Unico Attività Produttive (S.U.A.P.) sul cui territorio insistono le aree e le infrastrutture da destinare all'attività, una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente corredato da alcuni allegati tra i quali la “Denuncia delle attrezzature, delle caratteristiche e dei prezzi” e la “Denuncia di classifica”.
Il SUAP, ricevuta la segnalazione certificata di inizio attività, ne trasmette tempestivamente copia, sempre in via telematica, al Comune, all' Azienda Sanitaria Locale che esercita l'attività di vigilanza e, a fini informativi, ne trasmette altresì copia alla Provincia e all'agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competenti per territorio. Ogni variazione relativa a stati, fatti, condizioni e titolarità, indicati nella segnalazione di cui sopra è comunicata su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente entro e non oltre i dieci giorni successivi al suo verificarsi, allo Sportello Unico Attività Produttive competente per territorio, che procede come per la segnalazione certificata di inizio attività. Simbolo distintivo Con D.P.G.R. n. 4195, del 20/05/1983, sono approvati i modelli dei simboli distintivi delle aziende alberghiere e dei complessi ricettivi all’aperto.
Simbolo distintivo dei Villaggi turistici:
Il simbolo, costituito da una casetta e una tenda per i Villaggi turistici, è su fondo verde racchiuso in un'ellisse delimitata da bordini in rosso, bianco e verde.
Nella parte superiore dell'ellisse è riportata in rosso la specificazione dell'attività (VILLAGGIO TURISTICO).
Nella parte inferiore appaiono, sempre in rosso, le stelle a cinque punte specificanti la categoria assegnata all'esercizio.
Per i villaggi turistici classificati 2 stelle
Per i villaggi turistici classificati 3 stelle
Per i villaggi turistici classificati 4 stelle
bordino esterno dell'ellisse, scritta in alto che specifica l'attività e le stelle: rosso pantone Warm Red/C. Sanzioni Chiunque gestisce un’attività di villaggio turistico senza aver presentato la SCIA è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 5.000,00.
La violazione dell’art.7, comma 4, ovvero dell’obbligo di fornire, entro i termini previsti, le necessarie comunicazioni sulla variazione dell’attività, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 3.000,00.
Nell’ipotesi di superamento della prevista capacità ricettiva degli impianti si applica la sanzione amministrativa del pagamento della somma da euro 103,00 a euro 310,00. Nel caso di recidiva può procedersi alla revoca dell’autorizzazione d’esercizio o alla cessazione dell’attività.
In caso di applicazione di tariffe superiori a quelle regolarmente denunciate si applica la sanzione amministrativa da euro 77,00 a euro 232,00. In caso di recidiva reiterata può procedersi alla revoca dell’autorizzazione o alla cessazione dell’attività.
La violazione di quanto previsto dagli artt. 12 e 15 della l.r. 54/79 e s.m.i. comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da euro 26,00 a euro 77,00.
La violazione delle disposizioni previste dall’art. 13 della l.r. 54/79 e s.m.i., oltre ai provvedimenti di cui all’art. 9, comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da euro 26,00 a euro 77,00.
Se le violazioni della l.r. 54/79 e s.m.i. sono compiute da chi è soggetto all’altrui autorità, direzione o vigilanza, incorre nelle sanzioni di cui al precedente articolo la persona rivestita dell’autorità o incaricata della direzione o vigilanza.
Il titolare di un villaggio turistico che non provveda alla denuncia del proprio esercizio al fine della sua classificazione o che ometta di indicare la classifica o di esporre il segno distintivo della categoria, ovvero attribuisca al proprio esercizio con scritti o stampati o in qualsiasi altro modo una classifica diversa da quella propria o affermi la disponibilità di attrezzatura non conforme a quella esistente è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 258,00 a euro 775,00. Tale sanzione è raddoppiata nel caso in cui il titolare si rifiuti di fornire le informazioni richiestegli ai fini della classificazione o di consentire gli accertamenti disposti allo stesso fine, oppure denunci elementi non corrispondenti al vero.
Per motivata richiesta del Presidente della Giunta Regionale il Comune deve provvedere a modificare entro 60 giorni i provvedimenti con cui sia stata attribuita una errata classifica: decorso tale termine il Presidente della Giunta Regionale provvede direttamente. Diffida, sospensione, revoca e cessazione L'esercizio dell’attività, in mancanza della segnalazione certificata di inizio attività, comporta, oltre all'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, la cessazione dell'attività medesima. In caso di sopravvenuta carenza rispetto ad una o più condizioni che hanno legittimato l'esercizio dell'attività, il comune o altra autorità competente assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale, ordina la sospensione dell'esercizio dell'attività, fino ad un massimo di sessanta giorni. Trascorso il periodo di sospensione senza il ripristino delle condizioni, il comune ordina la cessazione dell'attività.
Il titolare di un villaggio turistico che intende procedere alla sospensione temporanea o alla cessazione dell'attività deve darne preventivo o, se ciò non è possibile, contestuale avviso al comune attraverso la compilazione dei seguenti Modelli predisposti dalla struttura regionale competente:
Il periodo di sospensione temporanea dell'attività non può essere superiore a 6 sei mesi, prorogabili dal comune per fondati motivi, di altri sei mesi; decorso tale termine l'attività si intende definitivamente cessata. Altri obblighi amministrativi Il gestore deve obbligatoriamente: comunicare giornalmente all’Autorità di Pubblica Sicurezza (Questura/Carabinieri di zona/ Sindaco) l’arrivo delle persone alloggiate e le relative generalità su apposite “schede di notificazione”;
In caso di reiterata violazione delle disposizioni della presente legge il Comune può procedere previa diffida, alla sospensione dell’autorizzazione di esercizio della struttura ricettiva e successivamente alla revoca. Funzioni di vigilanza e di controllo Ferme restando le competenze dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni di legge sono esercitate dal Comune ai sensi dell’art. 4, comma 1, punto g) della l.r. 5 marzo 1987, n° 12. Deroghe ed esclusioni Le disposizioni della l.r. 54/79 e s.m.i. non si applicano agli insediamenti occasionali, che non eccedono comunque le 48 ore, di singole tende o di altri mezzi di soggiorno mobili singoli, in località in cui non siano disponibili posti in campeggio autorizzato.
Il Comune o altro Ente Pubblico possono, in deroga alle norme di cui alla l.r. 54/79 e s.m.i., provvedere ad attrezzare stabilmente aree con un minimo di 10 ed un massimo di 30 piazzole, assicurando i servizi generali indispensabili per garantire il rispetto delle norme igienico-sanitarie e la sicurezza degli utenti: tali aree vengono denominate “mini-aree di sosta” e contrassegnate con 1 stella.