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Timestamp: 2020-07-06 21:03:20+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 2230 del 31/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2230 del 31/01/2011
Cassazione civile sez. trib., 31/01/2011, (ud. 23/11/2010, dep. 31/01/2011), n.2230
della LONGAIR SAS di LONGO MADDALENA e C. in liquidazione,
elettivamente domiciliata in ROMA PIAZZA DELLA LIBERTA’ 20, presso lo
studio dell’avvocato CAROLEO FRANCESCO, rappresentato e difeso
dall’avvocato ORLANDO ANTONIO, giusta delega a margine;
avverso la sentenza n. 107/2005 della COMM. TRIB. REG. di NAPOLI,
depositata il 27/05/2006;
L.M. in proprio e nella qualità di liquidatore della Longair s.a.s ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania dep. il 27/05/2005 che, rigettando l’appello della società contribuente, aveva confermato la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli che aveva rigettato il ricorso della contribuente in ordine allo avviso accertamento per ILOR e SSN per l’anno 1992; la CTR, in particolare, aveva escluso la nullità dell’avviso di accertamento sottoscritto dal legale rappresentante e dal procuratore, e la corretta determinazione del reddito non essendo provata la fittizietà delle vendite.
In particolare, deduce che non v’era prova della qualità di legale rappresentante o legittimato di Napoletano Roberto che avrebbe sottoscritto il pvc, e che la sentenza era contraddittoria laddove aveva affermato che le operazioni erano inesistenti ma il reddito era effettivo. L’Agenzia delle Entrate non ha resistito. La causa è stata rimessa alla decisione in pubblica udienza.
La sentenza da atto che N.R. è socio accomandante.
Preliminarmente all’esame dei motivi del ricorso, la Corte si. deve, d’ufficio, porre il problema della esistenza di un litisconsorzio necessario tra i soci di una società di persone e tra i soci e la stessa in ordine alle controversie relative ai redditi della società e ai redditi personali dei soci e, in caso positivo, quali ne siano le conseguenze.
Le SS.UU. (sent. n. 14815 del 4/06/2008) hanno ritenuto che, in materia tributaria, l’unità dell’ accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui al D.P.R. 22 dicembre 196, n. 917, art. 5 e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica da uno dei soci o dalla società, riguarda inscindibilmente sia la società sia tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali – sicchè tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi; siffatta controversia, infatti, non ha ad oggetto una singola posizione debitoria del o dei ricorrenti, bensì gli elementi comuni della fattispecie costitutiva dell’obbligazione dedotta nell’atto autoritativo impugnato, con conseguente configurabilità di un litisconsorzio necessario originario.
Non ricorrono le condizioni, individuate da questa Corte in Cass. n. 22122/2010 Cass. n. 9760/2010, n. 3830/2010, n. 2907/2019 e n. 3420/2009 (piena consapevolezza di ciascuna parte processuale dell’esistenza e del contenuto dell’atto impositivo e delle difese processuali svolte dalle altre parti, identità oggettiva dei ricorsi) che renderebbero inutile la declaratoria di nullità di tutti i processi per violazione del litisconsorzio necessario originario perchè porterebbe unicamente alla celebrazione(allo stato puramente formale) di un simultaneus processus, ma nella sostanza comporterebbe un inutile dispendio di energie processuali per conseguire l’osservanza di formalità realmente superflue, proprio perchè il sopradetto socio è rimasto estraneo alla vicenda processuale.