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Timestamp: 2017-12-15 19:49:54+00:00
Document Index: 57214850

Matched Legal Cases: ['art. 1385', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1667', 'art. 1667', 'sentenza ', 'art. 1669']

immobile Archivi - Pagina 3 di 4 - Avvocatoblog
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Pubblicato il 03/02/2009 da Simone Falusi Lascia un commento
Archiviato in:Locazioni Etichettato con:conduttore, immobile, prelazione, vendita
Pubblicato il 09/01/2009 da Simone Falusi 3 commenti
Inadempimento del contratto preliminare di vendita immobiliare
Ho stipulato un compromesso per l’acquisto di un’immobile sito in Gravina di C., ma sull’immobile gravano due ipoteche intestate ad un soggetto diverso dall’attuale proprietario, voglio precisare di aver firmato il comproimesso in agosto 2009, includendo una clausola dove l’attuale proprietario s’impegnava a cancellare le ipoteche. E’ stata anche inserita un aclausola nella quale veniva preso un’impegno a stipulare l’atto entro dicembre c.a., ed a liberare l’immobile entro e non oltre il 10 gennaio 2009. Ad oggi nessuna delle clausole è stata rispettata, trovandomi io in una situazione particolarmente difficile, ho diritto al doppio della caparra confirmataria, ma quali sono i tempi di attesa per tale restituzione?
Risposta: nel caso in cui il “compromesso” (o, meglio, il contratto preliminare) avente ad oggetto la vendita di un immobile con contestuale versamento a titolo di caparra confirmatoria di una somma di denaro, non sia seguito entro i termini concordati dalla stipulazione del rogito notarile, la parte adempiente può agire giudizialmente per chiedere la risoluzione o l’esecuzione del contratto, la condanna al risarcimento dei danni, oppure recedere a norma dell’art. 1385 c.c.. Secondo tale norma, infatti, “se al momento della conclusione del contratto una parte dà all’altra, a titolo di caparra, una somma di danaro o una quantità di altre cose fungibili, la caparra, in caso di adempimento, deve essere restituita o imputata alla prestazione dovuta. Se la parte che ha dato la caparra è inadempiente, l’altra può recedere dal contratto, ritenendo la caparra; se inadempiente è invece la parte che l’ha ricevuta, l’altra può recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra. Se però la parte che non è inadempiente preferisce domandare l’esecuzione o la risoluzione del contratto, il risarcimento del danno è regolato dalle norme generali“.
Qualora Lei opti per il recesso e l’altra parte (il venditore) non versi spontaneamente il doppio della caparra, dovrà agire in via giudiziale per recuperare quanto dovutole.
Archiviato in:Contratti, Risarcimento danni Etichettato con:caparra, compromesso, contratto, immobile, preliminare, vendita
Pubblicato il 11/12/2008 da Simone Falusi Lascia un commento
Ristrutturazione di un edificio e responsabilità dell’appaltatore
ho letto con molto interesse le risposte che Lei ha dato in merito alle presenza di muffa in appartamenti di nuova costruzione. Lo scorso anno ho acquistato un terratetto ricavato da un ex casa colonica ristrutturata direttamente dal costruttore che ha eseguito la trasformazione. Da qualche settimana ho notato della muffa nella camera matrimoniale nelle pareti esposte a nord, il che mi ha spinto a trasferirmi nella camera più piccola, perchè dormire in un ambiente in presenza di muffa non è certamente igenico.
Volevo sapere se nel mio caso è sempre valida la responsabilità del costrutture e, in caso positivo, quali azioni potrei intraprendere per far sistemare la faccenda.
In attesa di un Sua gentilissima risposta.
Risposta: l’art. 1669 c.c. prevede che “Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per la loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l’opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta. Il diritto del committente si prescrive in un anno dalla denunzia” (vedi post del 28/3/08).
Questa norma che si applica quando l’opera dell’appaltatore consiste nella costruzione ex novo di un immobile, può trovare applicazione anche nei casi di ristrutturazione o modifiche di un edificio preesistente?
A mio parere la lettera e la ratio della norma non esclude queste possibilità, con la conseguenza che la responsabilità decennale di cui all’art. 1669 c.c. possa applicarsi anche al caso di modifiche o riparazioni apportate a un immobile preesistente.
Va aggiunto, tuttavia, che la Corte di Cassazione ha accolto tuttiva una lettura restrittiva della norma, che ne escluderebbe l’applicazione al caso di specie. Secondo la Suprema Corte, infatti, “ove non ricorra la costruzione di un edificio o di altre cose immobili, destinate per loro natura a lunga durata, ma un’opera di mera riparazione o modificazione di preesistenti edifici o di altre preesistenti cose immobili, destinate per loro natura a lunga durata, la norma dell’art. 1669 c.c., non è applicabile, potendo invece trovare applicazione, se ne ricorrono le condizioni, la disciplina sulla responsabilità dell’appaltatore, per difformità e vizi dell’opera, di cui all’art. 1667 c.c. (Cass. civ. Sez. II, 20-11-2007, n. 24143).
L’art. 1667 c.c. prevede che “L’appaltatore è tenuto alla garanzia per le difformità e i vizi dell’opera. La garanzia non è dovuta se il committente ha accettato l’opera e le difformità o i vizi erano da lui conosciuti o erano riconoscibili, purché, in questo caso, non siano stati in mala fede taciuti dall’appaltatore.Il committente deve, a pena di decadenza, denunziare all’appaltatore le difformità o i vizi entro sessanta giorni dalla scoperta. La denunzia non è necessaria se l’appaltatore ha riconosciuto le difformità o i vizi o se li ha occultati. L’azione contro l’appaltatore si prescrive in due anni dal giorno della consegna dell’opera. Il committente convenuto per il pagamento può sempre far valere la garanzia, purché le difformità o i vizi siano stati denunziati entro sessanta giorni dalla scoperta e prima che siano decorsi i due anni dalla consegna“.
Archiviato in:Contratti Etichettato con:edificio, immobile, responsabilità, ristrutturazione
Pubblicato il 28/10/2008 da Simone Falusi Lascia un commento
Archiviato in:Contratti, Proprietà e Condominio Etichettato con:costruttore, immobile, Proprietà, Vizi e difetti
Pubblicato il 18/10/2008 da Simone Falusi Lascia un commento
tra pochi giorni è un anno che ho comperato un monolocale, che da fine giugno ha iniziato a darmi seri problemi. Sono comparse macchie di umidità a partire dal battiscopa in sù ed in poco tempo si sono sparse su tutta l’area della casa, dall’ingresso al bagno.
Dopo molteplici telefonate tra amministratore(latitante) idraulico(latitante e temporeggiatore) ed ovviamente costruttore (latitante e temporeggiatore), si è giunti alla conclusione, solo ad ottobre, che il
problema non è dovuto a rotture di tubi ma infiltrazioni d’acqua si “presuppone piovana”(suppozione che non condivide il costruttore) .
Mentre loro giocano allo scarica barile, la domanda che le rivolgo è la seguente: il contratto di compravendita dell’immobile in questo caso è viziato? Ed io che strada posso intraprendere per tutelarmi?
Risposta: il tema è stato ampiamente affrontato i vari post precedenti alla cui lettura si rimanda. Quanto ai mezzi di tutela – considerato che il costruttore pare non voglia riconoscere che la causa dell’umidità dipende da un vizio di costruzione – penso debba richiedere l’assistenza di un legale.
Archiviato in:Proprietà e Condominio, Risarcimento danni Etichettato con:immobile, muffa, Umidità, Vizi e difetti
Pubblicato il 26/07/2008 da Simone Falusi Lascia un commento
Umidità nell’appartamento locato
Salve , ho affittato un locale commerciale due anni fa, sottolineo che per venir incontro all’inquilino per i lavori di ristrutturazione, non ho percepito cinque mensilità per un totale di 3500 euro. dopo due anni l’inquilino mi ha chiamato lamentandomi problemi di umidità sulle pareti. la domanda è la seguente: son tenuto ad intervenire economicamente? e se sì in che misura?
grazie per il bel servizio che rendete
23/7/2008 (email)
Risposta: il tema è già stato affrontato in questi articoli:
Muffa e umidità nell’appartamento locato
Muffa e umidità nell’appartamento locato (II)
Archiviato in:Contratti, Locazioni, Proprietà e Condominio Etichettato con:difetti, immobile, locazione, Umidità, vizi
Pubblicato il 09/05/2008 da Simone Falusi 1 commento
Sentenza: il venditore-costruttore risponde delle fessure nel pavimento
Corte di Cassazione – sentenza 30 gennaio – 29 aprile 2008, n. 10857
Se le piastrelle delpavimento presentano fessure e rotture causate dall’errata nella posa del sottofondo si configura una responsbilità del costruttore-venditore ai sensi dall’articolo 1669 Cc (Rovina e difetti di cose immobili). Secondo la Cassazione “configurano gravi difetti dell’edificio a norma dell’art. 1669 cod. civ. le carenze costruttive dell’opera – concernenti anche una singola unità abitativa – che ne menomano in modo grave il normale godimento, a causa di realizzazione effettuata con materiali inidonei e/o non a regola d’arte ed anche se incidenti su elementi secondari ed accessori dell’opera (quali impermeabilizzazione, rivestimenti, infissi, pavimentazione, impianti, etc.), purché tali da compromettere la sua funzionalità e l’abitabilità ed eliminabili solo con lavori di manutenzione, ancorché ordinaria, e cioè mediante opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture.”
Archiviato in:Risarcimento danni Etichettato con:difetto costruzione, immobile, Sentenze, vizi
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