Source: http://www.ilguano.it/1%20dC/albo%20pretorio.htm
Timestamp: 2020-08-15 10:33:24+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art.2', 'art. 32', 'art.124', 'art. 18', 'art. 124', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3']

Albo Pretorio on line: la pubblicazione delle determine degli enti locali pub. 04/05/10
Le recenti innovazioni in materia di Albo Pretorio, apportate dalla Legge 18 giugno 2009 n. 69 art. 32 “disposizioni in materia di Trasparenza Amministrativa volute dal Ministro Renato Brunetta”, stabiliscono che:
Il comma 1 "A far data dal 1º gennaio 2010, gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati."
Il comma 5 (come modificato dall’art.2 del D.L. 30.12.2009 n.194- cd. Decreto Mille proroghe- convertito, con modificazioni, dalla L. 26.2.2010 n.25) dello stesso art. 32 rimanda, per la piena efficacia sostitutiva della pubblicità legale su Internet rispetto all’affissione all’albo cartaceo, al termine del 1 gennaio 2011 a decorrere dal quale "le pubblicità effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale". (N.B. una prima proroga, a Novembre, aveva fissato il termine a Giugno 2010).
Non cessa però l'obbligo di predisporre l'albo pretorio virtuale. Quello che viene prorogato è solo il termine a partire dal quale la pubblicazione di atti cartacei non avrà alcun valore di legge (ad esempio per impugnare gli atti). In questi mesi, quindi, presumibilmente ci dovrebbe essere un doppio regime con la pubblicazione cartacea affiancata a quella virtuale (internet), mentre dal 1° gennaio 2011 la pubblicità legale sarà solo quella on line.
Da tale data l’Albo Pretorio on line va a sostituire in maniera definitiva il vecchio Albo cartaceo esposto all’interno degli enti pubblici: la forma cartacea rimane solo in originale, mentre è fatto espressamente obbligo di pubblicazione sul proprio sito Internet istituzionale. Nell’Albo Pretorio on line va a confluire tutta la documentazione prodotta dall’ente come delibere, provvedimenti conclusivi di procedimenti amministrativi, atti amministrativi di carattere generale, determinazioni dirigenziali, pubblicazioni matrimoniali, avvisi elettorali, varianti al piano regolatore, elenco degli abusi edilizi, ordinanze e avvisi provenienti dagli uffici comunali, pubblicazioni di atti insoluti o non notificati, istanze di cambio nome, elenco oggetti smarriti, bollettino lotterie nazionali, avvisi vendite all’asta, licenze commerciali, bandi di concorso, gare d’appalto, avvisi disponibilità di alloggi in affitto, atti vari su richiesta di altri enti.
La pubblicazione presso i siti web di atti amministrativi, per i 15 giorni previsti dall’art.124 del d.lgs. n.267 del 2000, consente una centralizzazione della consultazione dei dati, atteso che chiunque è posto nelle condizioni di poter visionare i documenti di qualsiasi amministrazione, mediante un semplice collegamento alla rete internet.
Mentre la Regione Sicilia già nel 2008 aveva imposto per legge la pubblicazione sui siti internet di tutti i documenti prodotti dalle amministrazioni locali (L.R. n. 22 del 16/12/2008 – art. 18) e mentre molte province e comuni, anticipando i termini di legge, già lo fanno da almeno un anno (Gonzaga; Reggilo; Novellara e Guastalla per esempio), noi luzzaresi, nonostante i 400.000€ spesi in cinque anni per il sistema informatico e altrettanti per lo stipendio dell’integratore dei processi (Cristian Carnevali), stiamo ancora “cercando di interpretare” se l’obbligo vale anche per le determinazioni dirigenziali, anzi, siamo convinti che le promesse del nuovo sindaco siano frutto della sua generosità e non dell’obbligo di rispettare la legge.
Per chiarire ogni dubbio, è doveroso ricordare la recente decisione del Consiglio di Stato sez.V 15/3/2006, n. 1370 che sottolinea che la pubblicazione all’albo pretorio del Comune è prescritta dall’art. 124 T.U. n. 267/2000 per tutte le deliberazioni del comune e della provincia, ed essa riguarda non solo le deliberazioni degli organi di governo (consiglio e giunta municipali) ma anche le determinazioni dirigenziali, dal momento che la parola “deliberazione” esprime sia risoluzioni adottate da organi collegiali che da organi monocratici (dirigenti) ed essendo l’intento quello di rendere pubblici tutti gli atti degli enti locali di esercizio del potere deliberativo, indipendentemente dalla natura collegiale o meno dell’organo emanante (V. Corte cost. nn. 38 e 39 del 1.6.1979 e Cons. Stato, sez. IV, n. 1129 del 6.12.1977. A supporto di questa conclusione ricordiamo le sentenze Cons. Stato, Sez. V, n. 3058 del 3.6.2002 e TAR Lazio, sez. II, n. 3958 del 31.10.2003).
È peraltro importante sottolineare come il primo comma dell'art. 10 del T.U.E.L. stabilisce che “tutti gli atti dell'Amministrazione comunale e provinciale sono pubblici''.
A chi contesta l’obbligo di pubblicazione all’Albo Pretorio delle determinazioni dirigenziali, possiamo solo fare una domanda: “visto che sarà ritenuta valida ai fini legali la pubblicazione dei documenti solo sul sito web del comune e non avrà valore legale il documento cartaceo, se l’amministrazione non pubblicherà tali documenti, come potrà rispondere agli obblighi di legge se non si applica il principio secondo il quale la pubblicazione degli atti all'albo pretorio costituisce mezzo di conoscenza legale (anche ai fini dell'impugnazione)?
In questo caso infatti il termine di impugnazione della determinazione dirigenziale, decorre pertanto dal momento della effettiva conoscenza : la conseguenza non è di poco conto.
Ritengo del tutto strumentale ogni promessa elettorale di maggior trasparenza se non si passa coi fatti a dimostrare la buona volontà dell’amministrazione, nel voler dare massima visibilità alle determine dirigenziali.
"E' lì dentro che resta traccia degli sprechi, dei concorsi truccati, delle finte gare per gli incarichi...".
E’ mia ferma convinzione che la soluzione più efficace per limitare gli sprechi nella Pubblica Amministrazione non sia tanto quella di emettere l’ennesima circolare restrittiva, definire nuovi vincoli, parametri o altri artifizi vari perché conosciamo tutti bene l’abilità dei burocrati italiani nell’aggirare la legge e la spregiudicatezza dei politici nel coprirli mentre lo fanno, ma mettere il cittadino nelle condizioni di conoscere e quindi di controllare direttamente gli atti della Pubblica Amministrazione. Detta così mi rendo conto che questa affermazione può suonare come una frase fatta e quindi priva di consistenza e utilità, ma se ci riflettiamo un attimo essa è sostanza perché la pubblicità della sua cattiva amministrazione è forse l’unico deterrente in grado di contenere o condizionare la classe politica. Questo stesso sito, nel suo piccolo, forse ne è la dimostrazione.
Ben vengano pertanto le pubblicazioni sui siti Internet dei Comuni e delle Province delle delibere di indirizzo di Consiglio e di Giunta, gli elenchi o l'atto di qualche incarico professionale, dei compensi dei dirigenti e delle assenze dei dipendenti pubblici, ma ritengo che il peggio della Pubblica Amministrazione non si trovi tanto lì dentro, ma si annidi e lasci traccia nelle determine dirigenziali.
E’ leggendo quegli atti che si vedono i concorsi pubblici truccati, gli inviti a gare di ditte compiacenti che alla fine non si presentano lasciando così valida la sola ed unica offerta del predestinato a vincere la “selezione” pubblica, l’attribuzione dell’incarico inutile a quel consulente perché parente o amico dell’assessore o iscritto a quel partito politico, l’iter di assunzione nell’ente pubblico del giovane politico senza lavoro che viene messo vita natural durante a carico dei contribuenti per consentirgli di fare politica a tempo pieno senza doversi preoccupare di guadagnare lo stipendio come fanno tutti i poveri cristi.
E’ dentro le determine che si vede il pelo sullo stomaco di dirigenti disposti a tutto, anche a sfumare la soglia della legalità, pur di compiacere il volere del loro assessore di riferimento, chi per quieto vivere, chi perché sotto ricatto di non essere riconfermati nel loro ruolo…ricordiamo la defenestrazione del responsabile dell’ufficio tecnico Marmiroli predecessore di Bellini (del quale ci occuperemo in un futuro articolo). Comunque, fino a qualche tempo fa, erano tutti tranquilli perché consapevoli che quel loro atto alla fine non lo avrebbe letto nessuno, se non chi gli aveva dato l’ordine di scriverlo. Il “guano” ha dimostrato quanto sia importante avere l’accesso alle determine dirigenziali.
Mi si potrà obiettare che, ai sensi della normativa vigente, chiunque può chiedere copia della documentazione entro 30 giorni, specificando i motivi della sua richiesta (e pagando le fotocopie), ma qualcuno poi deve spiegare come fa un cittadino ad avanzare tale domanda se non conosce il numero della determina o, addirittura, come capita nella stragrande maggioranza dei casi, neppure conosce il fatto.
Nella realtà, le delibere dirigenziali, sono atti di impossibile accesso per il cittadino, a meno che questi non riceva una dritta da un dipendente interno della struttura oppure che non sia un consigliere comunale che sfidando ogni forma di ostacolo, non le chieda periodicamente agli stessi dirigenti e che non le renda poi pubbliche (come ha fatto Nosari, per la prima volta nella storia di Luzzara). Ma queste “fughe di notizie” o “imbeccate” generano un’altra aberrazione, ovvero la “necessità” degli amministratori pubblici di assumere nel loro assessorato solo gente fidata e quindi di pilotare ancora di più le assunzioni pubbliche, viene da sé quindi che finiscono per essere assunti i parenti, gli amici di partito ecc... E’ un circolo vizioso, il cane che si morde la coda…
Propongo quindi un adeguamento al regolamento e allo statuto comunale al fine di provvedere al rispetto della normativa nella predisposizione dell’Albo Pretorio on line. Sarebbe davvero interessante (e forse ci sarebbe anche da ridere), apprendere le motivazioni di un eventuale vergognoso diniego… motivazioni che sarebbe poi opportuno portare alla conoscenza non solo dei cittadini ma anche del Ministro Brunetta come esempio di malcostume politico e di inquietante negazione della trasparenza amministrativa.
La pubblicazione sul sito delle delibere e dalle determine rappresenta anche l'orientamento espresso dal Consiglio di Stato: Vedi la sentenza Sez. V del 15 marzo 2006 n. 1370). Vedi anche la sentenza del TAR Veneto del 24 ottobre 2008 n. 3275. Dal 2008 questa procedura assolve anche all'obbligo previsto all'art. 3 commi 18 e 54 della legge finanziaria 24 dicembre 2007, n. 244.