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Timestamp: 2020-05-31 15:21:38+00:00
Document Index: 137057388

Matched Legal Cases: ['art. 366', 'art. 134', 'art. 137', 'art. 366', 'art. 479', 'art. 114', 'art. 350', 'art. 134', 'art. 138', 'art. 140', 'art. 142']

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L’attività d’indagine è documentata mediante il «Verbale» che è l’esposizione delle attività compiute dall’Ufficiale o dall’Agente di polizia giudiziaria nell’esercizio delle sue funzioni. Il Verbale è un modo più "formale" di documentazione dell'attività di polizia giudiziaria.
Il verbale è una modalità di documentazione più completa ed accurata: serve a documentare gli atti di indagine che incidono sulla libertà dell’indagato (ad esempio, spontanee dichiarazioni rese dall’indagato) o che possono avere piena utilizzabilità in giudizio ai fini della decisione del Giudice (ad esempio, perquisizioni, sequestri, sommarie informazioni testimoniali).
L’esigenza della verbalizzazione deriva dalla eventuale utilizzabilità degli atti anche in dibattimento, sia pure con attenuata forza probatoria.
I processi verbali redatti dalla P.G. sono «atti pubblici» perché provengono dal Pubblico Ufficiale, ma essi non godono, nel Codice Vassalli, di fede privilegiata, fino a querela di falso, potendo il Giudice disattenderli a prescindere da questa .
Quando trattasi di attività investigativa cui il difensore dell’indagato ha diritto di assistere (atti cd. garantiti), il relativo verbale deve essere subito depositato presso l’Ufficio del P.M., per consentire al difensore di prenderne visione ed estrarne (o richiederne) copia (art. 366).
► L’art. 134 c.p.p. contempla due diverse forme di verbale:
forma integrale, con la quale vengono redatti i verbali che non contengono dichiarazioni e che si limitano a rappresentare un complesso di operazioni compiute o constatate da chi ha redatto il verbale stesso.
Ad esempio un accertamento urgente, una perquisizione.
forma riassuntiva, con la quale vengono riprodotte fedelmente ma sommariamente e nella loro parte essenziale domande, risposte e dichiarazioni.
Ad esempio le dichiarazioni spontanee, le informazioni assunte dall’indagato.
Quando l’atto viene redatto in forma riassuntiva è effettuata anche la “riproduzione fonografica”. In questo caso può parlarsi di verbale in forma «riassuntiva complessa».
Quando la redazione del verbale è effettuata in forma riassuntiva, ma “non viene contestualmente effettuata la riproduzione fonografica”, si è invece in presenza di un verbale in forma «riassuntiva semplice». La modalità ordinaria di documentazione è, comunque, il verbale riassuntivo semplice.
Non possono però essere redatti in forma riassuntiva semplice gli atti che incidono sulla libertà personale dell’indagato (sommarie informazioni dall’indagato) o che possono essere utilizzati in giudizio ai fini della decisione del Giudice (perquisizioni, sequestri). Per tali atti, la forma di redazione è il verbale integrale ovvero in forma riassuntiva complessa.
► Il verbale deve contenere:
la menzione del luogo, anno, mese, giorno e ora di compilazione;
generalità degli Ufficiali o Agenti di polizia giudiziaria;
descrizione delle operazioni compiute e/o delle dichiarazioni ricevute;
attestazione della avvenuta lettura dell’atto;
sottoscrizione degli Ufficiali o Agenti di polizia giudiziaria e delle persone intervenute.
Va tenuto presente che se alcuna delle persone intervenute non vuole o non è in grado di sottoscrivere deve esserne fatta menzione nel verbale con l’indicazione del motivo (art. 137 c.p.p.).La sottoscrizione non può essere apposta con mezzi meccanici o segni diversi dalla scrittura.
Copia del verbale non va rilasciata alla persona che ha rilasciato le dichiarazioni potendo, la stessa, prenderne visione richiedendo l’accesso al fascicolo del P.M. (art. 366 c.p.p.).
► Deve inoltre sottolinearsi che in caso di verbalizzazione di «dichiarazioni» occorre indicare:
se esse sono state rese spontaneamente o previa domanda (in tale caso è riprodotta anche la domanda);
se la dichiarazione è stata dettata dal dichiarante;
se il dichiarante si è avvalso dell’autorizzazione a consultare note scritte;
se il verbale consta di più fogli va sottoscritto alla fine di ogni foglio;
le cancellature eventuali potranno essere fatte in modo da lasciare leggere le parole cancellate;
le aggiunte e varianti al verbale prima della sua chiusura potranno essere effettuate mediante postille;
le aggiunte e varianti al verbale dopo la sua chiusura e sottoscrizione, potranno essere effettuate solo con la riapertura e la nuova sottoscrizione di tutti gli intervenuti.
Una redazione negligente del verbale o la sua nullità può importare, a carico di chi lo redige«responsabilità disciplinari».
Relativamente alle attività della Polizia Giudiziaria deve essere redatto "verbale" per i seguenti atti:
denunce, querele;
sommarie informazioni e dichiarazioni spontanee ricevute dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini;
informazioni assunte da persona informata sui fatti ovvero da persona imputata in procedimento connesso o di un reato collegato;
perquisizioni e sequestri;
identificazione dell’indagato e di altre persone, acquisizione di plichi o corrispondenza,
accertamenti urgenti sui luoghi, sulle persone o cose;
verbale di notificazione;
verbale relativo a violazione amministrativa;
verbali di arresto o di fermo;
verbale operazioni esecuzione custodia cautelare;
verbale operazioni intercettazioni, conversazioni, comunicazioni;
verbale di vane ricerche;
verbale interrogatorio;
verbale di consegna ad istituto di custodia;
verbale di immediata liberazione;
verbale di acquisizione e apertura plichi;
verbale di confronto.
La documentazione dell’attività di polizia giudiziaria è posta a disposizione del P.M. (insieme alle denuncie, alle istanze e alle querele presentate per iscritto, ai referti, al corpo del reato e alle altre cose pertinenti al reato) e da questi conservata in «apposito fascicolo», mentre copia è trattenuta presso l’Ufficio di polizia giudiziaria (artt. 357, comma 4 e 373, comma.3 c.p.p.) e di essa l’Ufficiale o l’Agente di polizia giudiziaria che l’ha redatta potrà servirsi, previa autorizzazione, in «aiuto alla memoria» quando verrà chiamato in dibattimento come testimone.
Con l’acquisizione degli atti da parte dell’Autorità Giudiziaria, compete a quest’ultima e non alla Polizia Giudiziaria che li ha compiuti, l’eventuale rilascio di copia dei verbali delle attività di indagine (in questi casi non trova, quindi, applicazione il diritto di accesso di cui alla Legge n. 241/1990).
Quando, nella redazione del Verbale o della Annotazione, l’Ufficiale o l’Agente di polizia giudiziaria, ad esempio:
attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto od è avvenuto in sua presenza;
attesta come da lui ricevute dichiarazioni a lui non rese;
attesta comunque falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità...
.... incorre in responsabilità penale per «falsità ideologica» (art. 479 c.p.).
Ad esempio, commette il reato di falsità ideologica il Sottufficiale del Corpo delle Capitanerie di Porto, che in qualità di Ufficiale di polizia giudiziaria, attesta contrariamente al vero, nel verbale di perquisizione, di aver avvertito l’indagato del suo diritto di farsi assistere dal difensore (art. 114 att. c.p.p.) oppure che, nel verbale di dichiarazioni spontanee (art. 350 comma 7), riporta frasi mai dette dallo stesso indagato.
Riguardo i mezzi va rilevato che il Codice di rito li gradua attraverso un ordine preferenziale, prevedendo all’art. 134 c.p.p.:
la stenotipia, nel qual caso occorrerà procedere alla trascrizione in caratteri comuni dei nastri impressi, entro il giorno successivo a quello in cui sono stati formati (art. 138 c.p.p.), in modo che i nastri e relativa trascrizione possano essere uniti agli atti del processo;
altro strumento meccanico, intendendo con tale espressione qualunque mezzo idoneo, allo stato della scienza e della tecnica, a riprodurre le dichiarazioni del soggetto che le ha rese;
la scrittura manuale, in caso di impossibilità di ricorso ai mezzi precedentemente indicati.
Se si utilizza la forma riassuntiva, per difficoltà di reperire personale specializzato nella stenotipia, deve essere effettuata anche la riproduzione fonografica (soprattutto nella forma della registrazione) che è un mezzo di documentazione integrale del verbale.
La forma riassuntiva può essere utilizzata senza riproduzione fonografica o utilizzo di strumenti meccanici (macchina da scrivere) nei casi in cui si tratti di atti a contenuto semplice, di limitata rilevanza o quando si verifica una contingente indisponibilità di strumenti di riproduzione o di ausiliari tecnici (art. 140 c.p.p.).
In tutti i casi di verbalizzazione descritti, se i criteri adottati sono ritenuti insufficienti, può procedersi alla riproduzione audiovisiva qualora questa sia ritenuta assolutamente indispensabile.
Gli atti sono documentati nel corso del loro compimento, ovvero immediatamente dopo quando ricorrono insuperabili circostanze da indicare specificamente nel Verbale, che impediscono la documentazione contestuale.
Circa il contenuto del verbale, si deve fare riferimento agli artt. 136 e 137 c.p.p., in particolare per quanto concerne l’obbligo di sottoscrizione da parte del Pubblico Ufficiale che lo ha redatto, in quanto la mancanza di sottoscrizione ne comporta la nullità[1]
[1] Il verbale è nullo quando:vi è incertezza assoluta sulle persone intervenute o se manca la sottoscrizione dell’Pubblico Pubblico Ufficiale o Agente di polizia giudiziaria che lo ha redatto (art. 142 c.p.p.).
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