Source: http://www.ambito7manduria.it/2015/11/15/newsletter-puglia-sociale/
Timestamp: 2018-11-14 01:27:09+00:00
Document Index: 124539990

Matched Legal Cases: ['art.16', 'art.60', 'art. 60', 'art. 68', 'art. 87', 'art. 88', 'art. 105', 'art. 106']

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Anno IX– n. 04–16 novembre 2015
Newsletter di informazione diffusa periodicamente a cura dell’Assessorato al Welfare della Regione Puglia sulle attività istituzionali dell’Assessorato, le opportunità attive e le principali iniziative promosse anche dagli attori sociali del territorio in relazione a linee di azione regionali
Antiviolenza nei Piani di zona, ecco il riparto
Con 900mila euro si finanziano i servizi di prevenzione e contrasto della violenza di genere previsti dai Piani Sociali di Zona
È stato approvato lo scorso 26 ottobre il riparto per il finanziamento della linea C del Piano operativo antiviolenza che finanzia con 900mila euro il consolidamento e il potenziamento dei servizi di prevenzione e contrasto della violenza di genere previsti dai Piani Sociali di Zona.
Unico criterio per l’assegnazione delle risorse la dimensione demografica degli Ambiti territoriali. Complessivamente sono quattro le macro azioni previste dal Piano: l’attivazione dell’Osservatorio per il monitoraggio della violenza alle donne e ai minori, la realizzazione di “Programmi antiviolenza” a favore delle donne vittime di violenza, sole o con minori, finalizzati all’accoglienza, al sostegno e all’accompagnamento, tramite percorsi personalizzati, il consolidamento e il potenziamento dei servizi di prevenzione e contrasto della violenza di genere previsti dai Piani Sociali di Zona, l’adozione delle “Linee guida regionali in materia di maltrattamento e violenza in danno dei minori”, per garantirne i diritti contro ogni forma di maltrattamento e violenza. La dotazione complessiva è di circa 3,8 milioni di euro, che andranno a finanziare le quattro azioni del Piano regionale di contrasto alla violenza sulle donne. In questo modo per la prima volta la Regione Puglia fornisce strumenti concreti a tutti i soggetti del pubblico e del privato sociale per consolidare il sistema di servizi a supporto delle politiche regionali di contrasto alla violenza sulle donne.
«È imminente la pubblicazione dell’avviso per il finanziamento dei servizi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere previsti nei Piani sociali di zona degli Ambiti territoriali – fa sapere Francesca Zampano, dirigente regionale del Servizio Benessere sociale e Pari opportunità. A breve avvieremo, prima regione in Italia, un monitoraggio puntuale dei casi di maltrattamento e violenza dei minori in tutti gli Ambiti pugliesi. Questo – conclude Zampano – ci consentirà, congiuntamente alla pubblicazione delle Linee guida regionali in materia di maltrattamento e violenza in danno dei minori, di avere una chiara fotografia della situazione in Puglia».
Programmi antiviolenza, presto l’elenco dei beneficiari
A breve la pubblicazione dell’elenco degli Ambiti territoriali beneficiari del finanziamento dei programmi antiviolenza presentati dai CAV
I termini erano scaduti il 13 luglio scorso per la presentazione dei Programmi Antiviolenza di cui all’art.16 della Legge Regionale n.29/2014, a valere sull’Avviso pubblico adottato con determina dirigenziale n. 335/2015 e pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 68 del 14 maggio 2015, che stanziava complessivamente oltre un milione e mezzo di euro. Sono 32 gli Ambiti territoriali che hanno aderito ai Programmi presentati dai Centri e candidato gli stessi al finanziamento regionale, così come previsto dall’Avviso. L’Avviso pubblico, in attuazione della Legge n. 29 e del Piano operativo, ha previsto la presentazione dei Programmi antiviolenza da parte dei Centri antiviolenza regolarmente autorizzati al funzionamento e iscritti nel registro regionale, anche in partenariato con gli enti locali, con le aziende sanitarie locali, con altri enti pubblici, con gli organismi di parità, con i servizi per l’impiego e con le associazioni femminili, iscritte all’albo regionale e operanti nel settore specifico, con le imprese sociali che abbiano tra i propri scopi prevalenti il contrasto alla violenza su donne e minori. I soggetti gestori dei centri antiviolenza, in possesso dei requisiti
previsti dalla normativa regionale in materia e coerenti con gli indirizzi nazionali, hanno potuto presentare i programmi antiviolenza agli Ambiti territoriali di riferimento ovvero agli Ambiti con i quali hanno stipulato o sono in procinto di stipulare forme di convenzionamento secondo quanto indicato dalla programmazione regionale, anche per implementare e consolidare le reti territoriali antiviolenza. Nei giorni scorsi è stata ultimata l’istruttoria dagli uffici competenti che provvederanno alla pubblicazione degli elenchi dei beneficiari nei prossimi giorni. «Successivamente – precisa Francesca Zampano, dirigente regionale del Servizio Benessere sociale e pari opportunità – e comunque entro novembre, gli Ambiti territoriali sottoscriveranno apposito disciplinare con la Regione Puglia, assumendo la responsabilità della realizzazione dei Programmi, mentre i centri antiviolenza rimangono i soggetti attuatori dei Programmi antiviolenza. A chiusura definitiva del procedimento relativo alle istanze già pervenute, al fine di estendere le opportunità fornite dai Programmi antiviolenza e garantire interventi in favore delle donne vittime di violenza su tutto il territorio regionale, saranno riaperti i termini per la presentazione di Programmi da parte degli Ambiti territoriali che non hanno provveduto entro la scadenza di luglio, fino a concorrenza delle risorse finanziarie residue».
La Regione ha deliberato l’adesione alla Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale. Emiliano: “Dedico questa vittoria a tutte le vittime di omofobia”
La giunta regionale ha quindi accolto a maggioranza la proposta portata avanti dai consiglieri del Partito Democratico, dalla maggioranza di centro sinistra, dal Movimento 5 Stelle e di una consigliera di Forza Italia. “Vorrei dedicare questa adesione – commenta il presidente Michele Emiliano – a tutte le persone vittime di omofobia e transfobia e in particolare alle vittime pugliesi di ogni forma di violenza e discriminazione, in nome di Antonio Intellicato”. Questo è solo il primo passo – continua – di un percorso che spero contribuisca a rendere la nostra regione sempre più inclusiva”.
La rete Re.a.dy, nata nel 2006, conta già al suo attivo circa cento tra amministrazioni regionali, provinciali e comunali unite dall’intento di avviare politiche di inclusione sociale delle cittadine e dei cittadini LGBT, sviluppando azioni e promuovendo atti e provvedimenti amministrativi per contrastare ogni forma di discriminazione. La rete Re.a.dy collabora con l’UNAR (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) del Dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri per la realizzazione della strategia nazionale LGBT 2013/2015.
“Già come sindaco di Bari – dichiara il presidente Michele Emiliano – avevo aderito alla rete Re.a.dy ottenendo in questo modo dalle altre amministrazioni comunali e regionali un fondamentale contributo in termini di esperienza e buone prassi amministrative in funzione delle attività di contrasto a tutte le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere”.
L’adesione alla rete Re.a.dy avviene mediante sottoscrizione della Carta d’Intenti e non comporta alcun costo per la pubblica amministrazione. La Regione ha messo dunque un punto fermo sull’inclusività del territorio pugliese e la ferma condanna di ogni forma di discriminazione.
Cantieri di cittadinanza e Lavoro minimo, lo stato dell’arte
Gli uffici regionali tracciano un primo monitoraggio delle misure di inclusione regionale
Su 44 Ambiti coinvolti nel programma (l’Ambito di Bari ha un percorso diverso dagli altri) sono 41 gli Ambiti che hanno “aperto” il Catalogo progetti per i beneficiari di Canteri di Cittadinanza. Diversa la situazione del Lavoro minimo di Cittadinanza che mostra una maggiore “lentezza” procedurale da parte degli Ambiti territoriali, dal momento che solo 33 Ambiti territoriali hanno dato avvio al relativo catalogo progetti.
L’apertura del Catalogo progetti è l’azione propedeutica e necessaria a consentire ai cittadini di presentare la domanda di partecipazione alle due misure.
Al 22 ottobre i progetti presentati sono 528 suddivisi fra progetti di Cantiere di cittadinanza (328) e progetti di Lavoro minimo (17). 183 sono invece i progetti presentati che sono destinati ad accogliere i destinatari di entrambe le misure. Tuttavia la situazione è molto dinamica ed i numeri sono, con ogni probabilità, destinati a crescere dal momento che sono in fase di lavorazione 745 proposte di Manifestazioni di interesse che si tradurranno in molti altri progetti se positivamente validate dagli Ambiti territoriali.
Nelle procedure che riguardano il lavoro minimo, lo stato dell’arte indica con chiarezza che, per la quasi totalità dei progetti, è stato avviato l’iter istruttorio. Solo il 12% di essi non è ancora stato istruito e, per lo più, si tratta di progetti che afferiscono a quegli Ambiti territoriali che hanno uno o entrambi i cataloghi chiusi.
Infine, dei 464 progetti la cui istruttoria è stata avviata, ve ne sono 401 per i quali il procedimento istruttorio è stato portato a termine e 63 la cui istruttoria è tuttora in corso. Rispetto ai 401 progetti già valutati, 348 sono quelli valutati positivamente (e quindi ammessi a Catalogo e tuttora disponibili per l’avvio di percorsi di inclusione) e 53 negativamente.
Ha preso il via il 1 settembre scorso la costruzione del Catalogo Telematico dell’offerta di servizi domiciliari e a ciclo diurno per persone con disabilità e anziani non autosufficienti di cui all’Avviso n. 3/2015 approvato con AD n. 390/2015. A tale catalogo possono candidarsi le seguenti tipologie di strutture o servizi disciplinati dal Regolamento regionale n.
4/2007 e s.m.i.: Centro diurno socioeducativo e riabilitativo per persone con disabilità (art.60); Centro diurno integrato per il supporto cognitivo e comportamentale a persone affette da demenza (art. 60ter); Centro diurno per persone anziane (art. 68); Servizio di Assistenza Domiciliare sociale (SAD – art. 87); Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI – art. 88) – per la sola componente sociale del 1° e 2° livello; Centro sociale polivalente per persone con disabilità (art. 105); Centro sociale polivalente per persone anziane (art. 106). Successivamente, con A.D. n. 421/2015 è stato approvato l’avviso pubblico n. 4/2015 per la “Presentazione di Domande di Buono Servizio per l’accesso ai servizi domiciliari e a ciclo diurno per persone con disabilità e anziani non autosufficienti”, con il quale, dalle ore 12 del 1° ottobre si è dato avvio alla “procedura telematica” per richiedere il Buono Servizio da parte delle famiglie. La procedura, come noto, è a sportello, cioè resta aperta fino a
concorrenza delle risorse finanziarie progressivamente assegnate a ciascun Ambito Territoriale Sociale ove ha sede operativa l’unità di offerta iscritta nel “Catalogo Telematico dell’Offerta”.
In questi giorni il Catalogo dell’Offerta sta iniziando a popolarsi di numerose unità d’offerta che erogheranno le rispettive prestazioni a fronte del pagamento della quota sociale tramite “Buono Servizio”.
Al momento sono presenti e visionabili sul “Catalogo Telematico” già 55 unità di offerta (suddivise tra centri diurni di vario tipo e servizi domiciliari ADI e SAD) positivamente ammesse e distribuite sull’intero territorio regionale. Il Catalogo, ovviamente, ha un’impostazione dinamica che continuamente evolve nel tempo e – di conseguenza – è auspicabile che si possano raggiungere e superare le 100 unità di offerta nel giro delle prossime settimane, consentendo da subito una più diffusa, ampia e plurale possibilità di scelta all’utenza.
«È bene precisare ai numerosi utenti che in questi giorni si stanno accingendo a presentare le istanze on line – precisa Anna Maria Candela, dirigente regionale del Servizio Programmazione sociale e integrazione socio-sanitaria – che i buoni servizio potranno essere materialmente richiesti, esclusivamente presso quelle strutture che non solo risulteranno iscritte al nuovo “catalogo” ma che avranno anche aggiuntivamente sottoscritto l’apposito contratto di servizio con l’ambito territoriale di riferimento. In caso contrario, il servizio non risulterà opzionabile in piattaforma. È questo il motivo per cui ad oggi molte famiglie non riescono ancora a completare la procedura di richiesta del Buono servizio».
Oltre 12,5 milioni di euro del fondo nazionale non autosufficienza destinati ai buoni servizio per sad, adi e centri diurni. Presto nuove risorse
Il Servizio programmazione sociale e integrazione socio-sanitaria con A.D. n. 531/2015 ha approvato, lo scorso 29 ottobre, l’atto di riparto agli ambiti territoriali sociali del Fondo per la non autosufficienza 2015 che finanzierà l’attuazione dei Buoni servizio per disabili e anziani e che consentirà agli Ambiti stessi di procedere, nelle prossime settimane, alla contrattualizzazione di tutte le strutture e servizi ad oggi presenti sull’apposito “Catalogo Telematico dell’offerta” rendendo in tal modo le strutture e i servizi pienamente fruibili da parte dell’utenza mediante richiesta
Buoni servizio anziani e disabili, disponibili i materiali
Con A.D. n. 534/2015, il Servizio Programmazione sociale e integrazione sociosanitaria ha approvato lo Schema di riferimento regionale della “Scheda di Valutazione Sociale del caso”, la cui acquisizione da parte dell’utente è richiesta preliminarmente alla presentazione on line di istanza per il buono servizio e la cui compilazione sarà effettuata a cura dei Servizi Sociali Professionali dei Comuni singoli o degli Ambiti territoriali sociali su richiesta degli utenti stessi, chiamando gli stessi a svolgere un ruolo attivo e di responsabilità nella valutazione dell’appropriatezza delle richieste di prese in carico tramite buono servizio, nel rispetto di criteri di omogeneità, parità di trattamento e trasparenza.
Il volontariato finisce sotto la lente grazie ad un Rapporto dell’Ufficio statistico della Regione Puglia che analizza le Organizzazioni di volontariato iscritte nel Registro regionale. L’analisi parte dall’individuazione di ciò che il volontariato è per la società e nella società, giungendo all’idea che esso sia un microcosmo in cui operano individui mossi dalle ragioni della solidarietà e della giustizia sociale, che offrono il loro contributo in maniera totalmente gratuita e libera.
Dal rapporto emerge come il volontariato sia una forza capace di sostenere e potenziare lo sviluppo del capitale sociale muovendosi sempre sui principi dell’inclusione, della sussidiarietà, dell’equità e della solidarietà.
Secondo le stime dell’ufficio statistico regionale in Puglia sono 225mila le persone impegnate nel volontariato, cioè 6,4 persone al di sopra dei 14 anni su 100, ben al di sotto della media nazionale che si attesta sul 10% e al di sopra della media delle regioni meridionali. L’asticella pugliese però si alza proprio in riferimento alle associazioni che si occupano di diritti civili e di ambiente: 1,4 su 100 contro il dato nazionale dell’1,6. Infatti sono 48mila i volontari pugliesi occupati nel settore della tutela dell’ambiente. 1087 sono le organizzazioni di volontariato con sede in Puglia: il 27, 6% con sede in provincia di Lecce, dove si riscontra anche la maggiore incidenza di realtà associative rispetto al numero di residenti, pari a 6,2 ogni 10mila abitanti. Il capoluogo salentino è seguito da Foggia con incidenza pari a 4,7 su 10.000 abitanti, da Brindisi con incidenza di 4,2 su 10.000 abitanti, da Taranto e Bari con incidenza rispettivamente di 4,0 e 3,7, ed infine da Bat, con incidenza di 3,5 su 10.000 abitanti.
Tutte le associazioni pugliesi, esattamente in linea con la legge regionale 11 del 94, applicativa della legge quadro nazionale sul volontariato 266 del 1991, sono a loro volta suddivise in ambiti di attività. Dalla legge sono indicate cinque aree di attività entro cui le associazioni volontarie possono decidere di operare: socio-sanitaria, della solidarietà sociale, dell’educazione e del diritto allo studio, della cultura o dei diritti civili. Il 63,5% di tutte le organizzazioni di volontariato di Puglia, pari a 1.147 realtà operano nell’ambito socio-sanitario, mostrando un interesse molto spiccato per la salute e il benessere pubblico.
Un’analisi puntuale è stata svolta anche in merito alla longevità delle OdV: sono le organizzazioni leccesi le più longeve con una media di 8,2 anni.
La forte vocazione alla sussidiarietà, alla solidarietà e all’inclusione si conferma predominante in provincia di Lecce. Un’analisi che rafforza quella condotta da CSV Net Puglia su mandato dell’Osservatorio regionale del Volontariato nel 2011. «I dati dello studio fornito dall’Ufficio statistico regionale sono davvero significativi e anche importanti per gli
investimenti futuri nel nostro lavoro – commenta Francesca Zampano, dirigente regionale del Servizio Benessere sociale e pari opportunità. Le aree interessate dagli incrementi, dicono di un volontariato sempre più distante dalle forme convenzionali e sempre più interessato alla tutela dei diritti. È una lettura che traccia binari significativi anche per il livello politico, più attento alle questioni dei cittadini e delle cittadine pugliesi».
Vi ricordiamo che tutti i materiali predisposti nell’ambito dell’attività amministrativa delle strutture dell’Assessorato al Welfare e i materiali distribuiti nei principali eventi promossi dalla Regione Puglia sono pubblicati di volta in volta e archiviati per macroaree tematiche nelle pagine del portale http://PugliaSociale.regione.puglia.it che vi invitiamo a consultare periodicamente.
PugliaSociale Camp a Bari 11 e 12 dicembre
I prossimi 11 e 12 dicembre, a Bari, si terrà il PugliaCapitaleSociale Camp, un evento di due giorni dedicato ai progetti, alle idee, alle iniziative di cittadinanza attiva della Puglia, pensato per dare spazio e occasioni di scambio e confronto alle attività dei progetti inseriti nel programma regionale PugliaCapitaleSociale e a quelle di chi è impegnato nella promozione di capitale sociale nelle proprie comunità. L’evento prevede la presenza di illustri ospiti, convegni e seminari, sui temi trattati dal programma regionale. Ciascuno dei progetti avrà uno spazio dedicato, nel quale si potranno presentare le attività, i prodotti del progetto, le iniziative realizzate. Nei prossimi numeri di Pugliasocialenews maggiori dettagli con le indicazioni operative.
Nel frattempo è attiva la pubblicazione dei video promozionali dei progetti, sul canale youtube dedicato a PugliaCapitaleSociale https://www.youtube.com/channel/UCQcsbndelnnH4mXlArzL7UQ e sulla pagina Facebook (clicca qui).
Chiusura dei testi ore 10.00 del 13 novembre 2015
PugliaSocialeNews
Notiziario sulle politiche per il welfare
A cura dell’Assessorato al Welfare
Contatti: tel. 080-5404851 – email: redazioneweb.welfare@regione.puglia.it