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Timestamp: 2019-03-21 06:27:09+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 378', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenze e giurisprudenza: Comunicazione preventiva nei procedimenti collettivi - controllo
Comunicazione preventiva nei procedimenti collettivi - controllo
Cassazione Sez. lavoro, sentenza n. 8971 del 17.04.2014
Della complessa controversia tra un gruppo di lavoratori dipendenti dell'I.S. e la detta Banca concernente l'impugnazione dei licenziamenti intimati ex L. n. 223 del 1991, residuano oggi solo tre posizioni in relazione alle impugnazioni effettuate avverso la sentenza della Corte di appello di Roma del 22.3.2001 quelle concernente F.F., V.C. e C. G.. Circa la domanda riproposta in appello dal V. di dichiarazione di illegittimità del recesso la Corte territoriale osserva che l'accesso al Fondo di solidarietà creato dal D.M. 28 aprile 2000, n. 158 in relazione ai processi di ristrutturazione o di situazioni di crisi ex L. n. 662 del 1996, da parte del lavoratore comportava l'acquiescenza al licenziamento. In ordine alla posizione del C. la Corte territoriale osservava che non era emersa una situazione di crisi, che gli utili, invece, erano aumentati, che erano stati assunti altri lavoratori, che non erano stati comunicati gli elenchi dei lavoratori posti in mobilità e la specificazione delle modalità di applicazione dei criteri di scelta. Pertanto doveva confermarsi la statuizione di illegittimità del recesso.
Per la cassazione di tale decisione propone ricorso il V. con due motivi; resiste al detto ricorso I.S. con controricorso che ha proposto anche ricorso incidentale con un motivo. Propone anche autonomo ricorso contro il F. ed il C. I.S. con quattro motivi; resiste con controricorso il F. ed il C. con controricorso. Il C. ha proposto anche ricorso incidentale condizionato con un motivo, cui resiste a sua volta la Banca Intesa con controricorso.
Banca Intesa, il F. ed il V. hanno depositato memoria difensiva ex art. 378 c.p.c..
Ricorso della I.S. nei confronti del F. e del C..
Con il primo motivo si allega la violazione e falsa applicazione degli 2113 e 2118 c.c., nonchè degli artt. 1362 e 1324 c.c., del D.M. n. 158 del 2000, artt. 5, 6, 7, 10, 11, 14 e 16, e dell'art. 12 disp. att. c.p.c., e omessa motivazione. Il F. aveva aderito al Fondo. L'effetto legale della rinuncia all'impugnazione del licenziamento era irreversibile.
La sentenza impugnata non ha fatto corretta applicazione del suddetto principio avendo basato la propria decisione esclusivamente sul rilievo formale che, poichè la comunicazione conteneva l'elenco dei soli nominativi dei lavoratori destinata del provvedimento espulsivo, essa non era idonea a consentire una verifica in concreto della reale aderenza della scelta operata dal datore di lavoro ai criteri fissati in sede di accordo sindacale. Nessuna valutazione è stata fatta, dalla Corte territoriale, del contenuto complessivo della comunicazione inviata con lettere in data 26 marzo e 2 aprile 2004.
Da tale comunicazione, inviata ai sensi della L. n. 223 del 1991, art. 4, comma 9, il cui contenuto è stato riportato integralmente nel ricorso introduttivo del presente giudizio di cassazione, nel rispetto del principio di autosufficienza, si evince che la scelta dei lavoratori oggetto del provvedimento di risoluzione del rapporto di lavoro è stata operata, in esecuzione degli accordi sindacali, sulla base dei criteri concordati per l'individuazione dei destinatali del provvedimento espulsivo (cessazione dal servizio alla data del 31 marzo 2004, in applicazione dei criteri di scelta stabiliti dall'accordo sindacale del 15 gennaio 2003 e prima ancora dal D.M. n. 158 del 2000).L'elenco dei suddetti lavoratori, menzionato dalla sentenza impugnata ed allegato a tale comunicazione doveva essere esaminato alla luce del suddetto criterio di scelta che, avendo natura oggettiva e riguardando, senza alcuna distinzione, tutti i lavoratori in possesso dei requisiti sopra indicati, rendeva superflua ogni comparazione con i lavoratori privi del suddetto requisito. 29. In altre parole, per la verifica della corretta applicazione del suddetto criterio era sufficiente il riscontro della sussistenza, in capo al lavoratore interessato, del requisito del diritto alla pensione di anzianità o di vecchiaia, requisito desumibile dall'elenco inviato come allegato alla comunicazione de qua. Ha errato, pertanto, la Corte territoriale che, nell'applicare la disciplina di cui alla L. n. 223 del 1991, art. 4, comma 9 cit., e, in particolare nel valutare l'adeguatezza della comunicazione prevista dalla norma suddetta rispetto ai parametri ivi indicati, ha basato le proprie conclusioni su un elemento formale costituito dalla comunicazione dell'elenco nominativo dei soli lavoratori prescelti senza valutare, in conformità alla ratio legis della disposizione in esame, la comunicazione nel suo complesso e senza, in particolare, considerare che, per le ragioni prima indicate, in relazione al criterio di scelta adottato, indicato specificamente nella comunicazione stessa, la compilazione e trasmissione dell'elenco dei soli destinatari del provvedimento espulsivo, era pienamente idonea a soddisfare quell'esigenza di tutela, sopra individuata, posta alla base della norma prima citata" (Cass. n. 2516/2012; cfr. anche Cass. n. 6030/2011; Cass. n. 8061/2011).
Alla luce di tali condivisibili principi applicabili perfettamente alla fattispecie in esame ed anche alle argomentazioni della sentenza impugnata vanno accolti i motivi prima indicati, e va cassata la sentenza impugnata. Non necessitando la causa di ulteriori accertamenti istruttori ed apparendo alla luce dei principi prima ricordati la domanda formulata in primo grado infondata in quanto risulta rispettata la procedura garantista di cui alla L. n. 223 del 1991, la causa può essere decisa nel merito con il rigetto della domanda proposta dal F. e dal C.. Il primo e la prima parte dell'ultimo motivo del ricorso di I.S. vanno dichiarati assorbiti dall'accoglimento degli altri.
Stante la complessità della vicenda, l'esito alterno dei giudizi, l'esistenza di talune decisioni - poi superate - anche della Suprema Corte favorevoli ai lavoratori, per compensare anche tra I.S. e il F. ed il C. le spese dell'intero processo.
La Corte: riunisce i ricorsi, accoglie il ricorso incidentale di I.S. spa nei confronti di F.F. e C. G. e dichiara assorbito l'ulteriore ricorso incidentale della stessa I.S. spa nei confronti di V.C.;
rigetta il ricorso principale di V.C.; dichiara inammissibile il ricorso incidentale proposto dal C. G., cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta la domanda proposta dal F. e dal C.. Compensa tra costoro e I.S. spa le spese dell'intero processo;
compensa tra il V. e I.S. le spese del presente grado del giudizio.