Source: http://www.autorita.energia.it/it/schede/O/faq-144-07.htm
Timestamp: 2016-10-26 11:13:07+00:00
Document Index: 165119032

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 14']

Autorità per l'energia elettrica e il gas - Recesso dai contratti di fornitura ai clienti finali
Salva diversa indicazione, gli articoli ed i commi citati si riferiscono all'Allegato A alla deliberazione n. 144/07, così come modificato dalla deliberazione 20 giugno 2008 ARG/com 79/08
In relazione a quanto previsto dall'art. 4, nel caso di clienti finali non domestici del mercato libero con più punti di prelievo, connessi a diversi livelli di tensione, le varie tempistiche di recesso devono essere considerate distinte per ogni punto di prelievo oppure a tutti i punti di prelievo deve essere applicata un'unica tempistica per il recesso?
Nel caso di clienti finali non domestici del mercato libero con un unico contratto di fornitura per più punti di prelievo connessi a livelli di tensione anche diversi dalla bassa tensione, il diritto di recesso deve essere esercitato secondo i termini di preavviso liberamente concordati tra le parti.
Nel caso di cliente finale non domestico del mercato libero con più punti di prelievo e distinti contratti per ciascun punto di prelievo, il recesso dovrà essere manifestato con il preavviso richiesto dal singolo contratto: nel caso di contratto per fornitura in bassa tensione, con un preavviso conforme alla previsione di cui all'art. 4, comma 4.2.
Quali sono le fattispecie contemplate dall'art. 4, comma 4.3?
L'art. 4, comma 4.3, trova applicazione nei casi in cui il cliente finale receda per interrompere la fornitura senza richiedere la stessa ad un altro venditore. Ciò accadrà, ad esempio, qualora un cliente domestico cambi abitazione o lasci per un certo periodo la stessa e non abbia interesse ad avere alcuna fornitura oppure, ad esempio, qualora un'impresa cessi la propria attività presso quell'immobile e non abbia pertanto più necessità della fornitura.
In relazione alla previsione di cui all'art. 5, comma 5.2, il recesso deve essere sottoscritto dal cliente finale domestico ed inoltrato dal nuovo fornitore al precedente oppure la sottoscrizione del contratto con il nuovo esercente conferisce a quest'ultimo titolo per compilare ed inviare l'atto di recesso in vece del cliente?
In relazione alla previsione dell'art. 5, comma 5.2, è necessario precisare che l'entrata in vigore della stessa è disciplinata dall'art. 10, comma 10.1, lett. a) o b) o c) a seconda delle caratteristiche del cliente finale che recede.
Il recesso deve essere sottoscritto dal cliente finale domestico e consegnato al nuovo esercente al momento della sottoscrizione del contratto di fornitura o della proposta contrattuale. Il nuovo esercente provvederà a trasmettere il recesso stesso al vecchio fornitore.
Il fondamento della disposizione sulla trasmissione del recesso a mezzo del nuovo venditore deve essere individuato nella garanzia di continuità del servizio e nella tutela del cliente finale domestico stesso, affinché quest'ultimo non rimanga senza fornitura nel caso in cui receda, per cambio fornitore, senza aver sottoscritto un nuovo contratto di fornitura.
La sottoscrizione del contratto con il nuovo esercente non conferisce, di per sé, allo stesso il potere di compilare l'atto di recesso in vece del cliente qualora non sia stato conferito apposito mandato con rappresentanza in tal senso.
In relazione alle previsioni di cui all'articolo 5 è legittima la condotta di alcuni esercenti, fornitori entranti, che comunicano al fornitore uscente esclusivamente l'elenco dei clienti che hanno richiesto il recesso per cambio fornitore, dando indicazione della data a partire dalla quale il recesso avrà efficacia, senza trasmettere la comunicazione di recesso del cliente finale?
Come previsto dall'art. 5, comma 5.2, in relazione ai clienti finali domestici, nel caso di cambio fornitore il venditore entrante è tenuto a inoltrare il recesso al venditore uscente. Inoltre, ai sensi dell'art. 5, comma 5.2bis, nel caso in cui il cliente finale non domestico decida di avvalersi del nuovo esercente per inoltrare la comunicazione di recesso al precedente fornitore, il venditore entrante è ugualmente tenuto a inoltrare il recesso al venditore uscente. Alla luce di tali previsioni è diritto del venditore uscente ricevere l'atto di recesso e non un mero elenco dei clienti che hanno richiesto recesso per cambio fornitore. E' fatta comunque salva la possibilità di un accordo volontario tra venditore entrante e venditore uscente, permettendo a quest'ultimo di procedere con la semplice comunicazione dell'elenco dei clienti senza inoltrare i singoli atti di recesso (dei quali il venditore entrante dovrà comunque disporre).
Nel caso in cui sia stato conferito mandato per l'esercizio del diritto di recesso, il venditore uscente potrà sempre richiedere al fornitore entrante di giustificare i propri poteri di rappresentanza, come nel caso in cui il secondo trasmetta una comunicazione con la quale attesta di recedere in nome e per conto di un singolo cliente o di più clienti. Ovviamente, a seguito di accordo tra venditore entrante e venditore uscente, quest'ultimo potrà procedere con una semplice comunicazione dell'elenco dei clienti acquisiti che recedono dal contratto con il precedente venditore.
Il recesso unilaterale e' previsto per gli esercenti all'art. 6. In caso di recesso del fornitore il cliente finale può a sua volta recedere unilateralmente? E in accordo a quali termini di preavviso?
Il diritto di recesso dell'esercente può essere esercitato solo nei confronti di clienti finali che abbiano già esercitato la propria idoneità o che non siano serviti in maggior tutela o in salvaguardia. Nel caso di recesso dell'esercente, qualora non sia ancora terminato il periodo di preavviso previsto per tale recesso - e pertanto qualora il contratto sia ancora in essere - il cliente finale potrà a sua volta esercitare il diritto di recesso dal contratto in accordo alle tempistiche previste dall'art. 4 in ragione della caratteristiche del cliente finale stesso.
Relativamente a quanto riportato all'art. 8, comma 8.1, cosa si intende per "proposta contrattuale irrevocabile"?
Per proposta contrattuale irrevocabile si intende una proposta, volta alla conclusione di un contratto, che (per un certo periodo di tempo) non può essere revocata dal proponente, il quale si obbliga a mantenerla ferma.
Nel caso previsto dall'art. 8, comma 8.1, la proposta contrattuale irrevocabile è quella sottoscritta dal cliente finale (il proponente) a mezzo di una modulistica predisposta dall'esercente e risulta vincolante per il tempo massimo previsto dalla ricordata previsione (45 giorni) o dalla proposta stessa, qualora tale tempo massimo sia inferiore ai 45 giorni previsti.
In mancanza dell'accettazione espressa dell'esercente nel termine previsto di cui sopra, la proposta contrattuale del cliente finale di cui al comma 8.1 si deve considerare revocata.
Dal momento della sottoscrizione della proposta è riconosciuto tuttavia al cliente finale il diritto di ripensamento che può essere esercitato entro 10 giorni, secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 206 del 2005 (codice del consumo) o dai codici di condotta commerciale emanati dall'Autorità.
Ai sensi dell'art. 8, comma 8.2, sussiste l'obbligo dell'operatore di confermare al cliente finale l'accettazione della proposta in una forma "tracciabile"? Quali possono essere considerati mezzi idonei per comunicare l'accettazione al cliente finale?
Ai sensi dell'art. 8, comma 8.2, l'accettazione della proposta del cliente finale dovrà avvenire con mezzi in grado di permettere la verifica dell'effettiva ricezione da parte del cliente. I mezzi considerati idonei al fine della verifica dell'effettiva ricezione della comunicazione di accettazione dovranno essere previsti dal contratto quali strumenti individuati per l'accettazione stessa - dovranno essere mezzi disponibili al cliente finale - e consisteranno in tutti quei mezzi comunicativi in grado di permettere, in ogni caso, la successiva verifica dell'effettivo ricevimento da parte del cliente finale.
Nell'Allegato A alla deliberazione n. 144/07 non è previsto il caso in cui il cliente finale abbia stipulato con il precedente fornitore un contratto non tacitamente rinnovabile che abbia una scadenza ben definita. In tale ipotesi, e' necessario inviare il recesso al vecchio fornitore?
Nel caso di contratto di fornitura non tacitamente rinnovabile con scadenza ben definita, per l'esercizio del diritto di recesso volto allo scioglimento del contratto prima di tale scadenza varranno le previsioni dell'allegato A alla deliberazione n. 144/07 ad eccezione del caso in cui, come previsto dall'art. 2, comma 2.2, dell'Allegato A medesimo, il contratto sia relativo ad utenze stagionali o ricorrenti, vale a dire sia un contratto di durata inferiore all'anno.
Nell'Allegato A alla deliberazione n. 144/07 non viene menzionato il caso in cui il cliente finale dal mercato libero decida di aderire al servizio di maggior tutela o al servizio in salvaguardia a seconda delle caratteristiche del cliente stesso. Le tempistiche di recesso di cui al menzionato Allegato A valgono anche per il passaggio al servizio di maggior tutela o di salvaguardia?
Nel caso in cui il cliente finale di cui all'Allegato A alla deliberazione n. 144/07 decida di passare dal mercato libero al regime di maggior tutela o al regime di salvaguardia, a seconda delle caratteristiche del cliente finale stesso varranno, ai fini del recesso, le previsioni dello stesso Allegato A.
In particolare, il cliente finale domestico che decida di essere servito in maggior tutela sarà tenuto a rispettare, ai fini dell'esercizio del diritto di recesso, i termini di preavviso di cui all'art. 4, comma 4.1, e dovrà avvalersi dell'esercente la maggior tutela per inoltrare la comunicazione di recesso al venditore del mercato libero. Il cliente finale non domestico, che decida di aderire al servizio di maggior tutela o al servizio di salvaguardia, sarà tenuto a rispettare, ai fini dell'esercizio del diritto di recesso, i termini di preavviso di cui all'art. 4, comma 4.2 e potrà avvalersi dell'esercente la maggior tutela o la salvaguardia per inoltrare la comunicazione di recesso al venditore del mercato libero oppure, in alternativa, potrà procedere ad inoltrare direttamente la comunicazione di recesso, specificando in tal caso che si tratta di recesso per cambio esercente.
Per quanto riguarda il recesso dei clienti in salvaguardia, varranno le previsioni dell'Allegato A alla deliberazione n. 156/07. Tali clienti hanno diritto di recedere dal medesimo servizio con il preavviso di un mese ai sensi dell'art. 14, comma 14.3, dell'Allegato A alla deliberazione n. 156/07. Anche in tale caso, ed in relazione ai clienti destinatari delle previsioni di cui all'Allegato A alla deliberazione n. 144/07, il cliente finale potrà avvalersi del nuovo venditore per inoltrare la comunicazione di recesso all'esercente la salvaguardia oppure, in alternativa, potrà procedere ad inoltrare direttamente la comunicazione di recesso, specificando in tal caso che si tratta di recesso per cambio esercente.
Ultimo aggiornamento: 01 04 2009