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Timestamp: 2017-10-19 10:52:59+00:00
Document Index: 5991812

Matched Legal Cases: ['art. 597', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art. 185', 'art. 74', 'art. 24', 'art. 78', 'sentenza ', 'art. 523', 'art. 523', 'art. 82', 'sentenza ', 'art. 311']

corte di cassazione - sezioni semplici - parti private e persona offesa
Cass., sez. III, 29 agosto 2016, n. 35570
Parte civile – provvisionale – richiesta nel giudizio di appello – ammissibilità
Il principio di cui all’art. 597 c.p.p. (divieto di reformatio in peius) non ha portata tale da estendersi alle statuizioni civili, “trattandosi di norma che ponendo un limite alla pretesa punitiva dello Stato non si applica all’istanza risarcitoria oggetto dell’azione civile”. Ciò in quanto l’azione civile ancorché “inserita” nel processo penale è pur sempre soggetta ai principi del processo civile e, per così dire, non risente di quelli processuali penalistici, quali appunto il divieto di reformatio in peius.
Cass., sez. II, 1° agosto, 2016, n. 33544
Sentenza penale - abolitio criminis – assoluzione – decisione sulle questioni civili - irrilevanza
L’eventuale revoca della sentenza di condanna per abolitio criminis ai sensi dell’art. 2 c.p., comma 2, c.p., conseguente alla perdita del carattere illecito penale del fatto, non comporta il venir meno della natura di illecito civile del medesimo fatto, con la conseguenza che la sentenza non deve essere revocata relativamente alle statuizioni civili derivanti da reato, le quali continuano a costituire fonti di obbligazioni efficaci nei confronti della parte danneggiata. In altri termini, quando un fatto costituisce illecito civile nel momento in cui è stato commesso, su di esso non influiscono le successive vicende riguardanti la punibilità del reato ovvero la rilevanza penale di quel fatto e cioè quello della “indifferenza” dei capi civili della sentenza rispetto alla sorte della regiudicanda penale.
APRI DPF
Parte civile – liquidazione delle spese – individuazione delle voci e congruità delle somme - necessità
Il giudice, nel liquidare le spese richieste dalla parte civile, ha il dovere di fornire adeguata motivazione sia sull’individuazione delle voci riferibili alle singole attività dedotte sia sulla congruità delle somme, sulla base di limiti tariffari stabiliti dal d.m. n. 55 del 2014 e sui criteri ivi individuati.
Cass. Sez. I, 12 gennaio 2015, n. 846
Parte civile – intimidazione dell'avvocato – costituzione dell’Ordine degli avvocati – legittimazione - sussistenza
È indubbio che anche il danneggiato del reato, a norma del combinato disposto dell'art. 185 c.p., e art. 74 c.p.p., sia legittimato a proporre la azione civile nel processo penale per il risarcimento del danno da lui riportato, indipendentemente dalle azioni proposte o proponibili dalla persona offesa del reato, che restano autonome".
la legittimazione del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati ad intervenire in giudizio a tutela delle posizioni soggettive proprie deriva in via immediata dall'art. 24 Cost., che sancisce l'inviolabilità del diritto di difesa, cui si correla direttamente la libertà nell'esercizio del mandato difensivo del difensore: per l'ovvia ragione che un difensore minacciato o intimidito non può garantire la pienezza della difesa dell'assistito. La L. n. 242 del 2012, sancisce il principio che "l'ordinamento forense, stante la specificità della funzione difensiva e in considerazione della primaria rilevanza giuridica e sociale dei diritti alla cui tutela essa è preposta .... b) garantisce l'indipendenza e l'autonomia degli avvocati, indispensabili condizioni dell'effettività della difesa e della tutela dei diritti". La libertà dei singoli avvocati è assicurata dagli Ordini di appartenenza e la lesione al diritto del singolo lede anche quello dell'organismo associativo.
Cass. pen., Sez. VI, 10-06-2014, n. 24369
Parte civile - costituzione - forme e termini - notificazione - preventivo deposito atto di costituzione in cancelleria - necessità
La formalità del deposito attribuisce di per sè al danneggiato dal reato la qualità di parte civile (v. Sez. 4^, n. 4372 del 14/01/2011, Bonardi, Rv. 249751); fermo restando che, nei confronti delle altre parti, e in particolare di quelle contrapposte (imputato o responsabile civile), gli effetti della costituzione, come previsto dall'art. 78 c.p.p., comma 2, decorrono dalla notificazione della dichiarazione di costituzione di parte civile.
La notificazione dell'atto di costituzione presuppone necessariamente quella del deposito, senza che la mancata attestazione di cancelleria del deposito nella copia notificata - assolvendo questa ulteriore formalità finalità meramente comunicative - interferisca con la validità dell'atto di costituzione.
Cass., sez. VI, 7.11.2013, n. 44906
Parte civile – presentazione conclusioni scritte – udienza precedente a quella conclusiva – revocabilità – esclusione – immanenza della costituzione di parte civile
La mancata presentazione delle conclusioni scritte nel processo ordinario, nel quale il giudice accolga una richiesta di patteggiamento riformulata dall’imputato, non determina la revoca della costituzione della parte civile qualora le conclusioni siano state rassegnate dalla stessa parte nel corso della precedente udienza nella quale altra richiesta di patteggiamento era stata rigettata, rimanendo quelle conclusioni valide, in quanto tali, in ogni stato e grado del processo, in virtù del principio di immanenza della costituzione di parte civile.
Cass., sez. II, 20.2.2013, n. 8109
Patteggiamento – parte civile – liquidazione delle spese – impugnabilità con ricorso per cassazione – competenza per il giudizio di rinvio
Con riferimento alla sentenza di patteggiamento, il giudice, nel determinare le spese giudiziali liquidate in favore della parte civile, ha il dovere di fornire adeguata motivazione sia sulla individuazione delle voci riferibili effettivamente alle singole attività defensionali dedotte, che sulla congruità delle somme liquidate, avuto riguardo ai limiti minimi e massimi della tariffa forense, al numero e all’importanza delle questioni trattate e alla natura e entità delle singole prestazioni difensive”. Allorché la Corte di cassazione annulli la pronunzia del giudice relativamente alla liquidazione delle spese a favore della parte civile effettuata “globalmente” senza nessuna indicazione delle voci concorrenti a formare l’importo, il rinvio va fatto al giudice “a quo” e non al giudice civile competente per valore in grado di appello.
Cass., Sez. IV, 31.5.2012, n. 21210, Pres. Brusco, Rel. D’Isa
Parte civile – discussione – conclusioni scritte nei confronti dell’imputato – rinvio per repliche – nuove conclusioni scritte anche nei confronti del responsabile civile – ammissibilità
La disposizione d cui all'art. 523 c.p.p., che regola la fase processuale della discussione, ha un carattere eminentemente ordinatorio, ed ha lo scopo di regolamentare l'intervento delle parti. Fatta esclusione dell'ipotesi prevista dal n. 5, tutte le altre disposizioni di tale articolo, nel caso in cui non vengano osservate, non prevedono sanzioni processuali, quindi, le eventuali violazioni rientrano nel novero delle mere irregolarità. Di conseguenza, la mancata presentazione per iscritto della richiesta di condanna nei confronti del responsabile civile, secondo i tempi cadenzati dal richiamato art. 523 c.p.p., da parte della costituita parte civile, costituisce una mera irregolarità e non determina alcuna revoca di costituzione della parte civile, ai sensi dell'art. 82 c.p.p., comma 2, in caso di successiva integrazione di tale richiesta presentata per iscritto, per altro, autorizzata del giudice.
Sez. III, sentenza 22 giugno 2011, n. 25039, Pres. Petti; Rel. Lombardi
Anche dopo l’abrogazione delle previsioni di legge che autorizzavano le associazioni ambientaliste a proporre, in caso di inerzia degli enti territoriali, le azioni risarcitorie per danno ambientale, le stesse sono legittimate alla costituzione di parte civile “iure proprio” nel processo per reati ambientali. L’espressa disposizione dell’art. 311, comma 2, d. lgs. n. 152/2006, che riserva allo Stato la possibilità di costituirsi parte civile in materia di danno ambientale e l’abrogazione delle norme in materia di potere surrogatorio degli enti territoriali da parte delle associazioni ambientaliste, salva la facoltà dell’intervento in giudizio ad adiuvandum, non esclude l’applicabilità delle regole generali in materia di risarcimento e di costituzione di parte civile.