Source: https://lealidicamilla.org/cosa-facciamo-2/il-nostro-statuto/
Timestamp: 2020-01-19 00:23:25+00:00
Document Index: 117746431

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art 6', 'art.30', 'art.2397', 'art.30', 'art.31']

Il nostro statuto - La ali di Camilla
DENOMINAZIONE - SEDE - DURATA - SCOPI DELL'ASSOCIAZIONE
Denominazione e durata -
L’Associazione denominata “Le ali di Camilla” è costituita quale Associazione di diritto privato ai sensi dell'art. 14 e seguenti del Codice civile.
L’Associazione ha attualmente sede in Modena.
L’Associazione può istituire sedi secondarie.
L’assemblea e il Consiglio Direttivo potranno svolgere le loro riunioni anche in luoghi diversi dalla sede dell’Associazione.
Scopi dell'Associazione -
L’Associazione non ha fini di lucro ed intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale nell’ambito del territorio della Regione Emilia-Romagna.
L'Associazione ha lo scopo di promuovere la ricerca scientifica nel campo dell’Epidermolisi Bollosa e di altre malattie epiteliali potenzialmente trattabili con terapie avanzate e/o medicina rigenerativa e di favorire la presa in carico sanitaria dei pazienti affetti da tali patologie.
In particolare, per il raggiungimento dei propri fini l’Associazione si propone di:
• promuovere la ricerca scientifica sullo studio e sul trattamento di tali patologie, sia tramite la raccolta di finanziamenti per progetti specifici sia favorendo la collaborazione tra i ricercatori e i contatti tra i ricercatori, il personale medico e paramedico e i pazienti;
• supportare gli enti di ricerca e i centri clinici, attraverso la raccolta di finanziamenti specifici e la partecipazione a bandi di enti pubblici e privati, anche conferendo materiali e beni e mettendo a loro disposizione l’attività dei propri associati;
• supportare l’accesso dei pazienti alla ricerca e alla terapia in strutture di eccellenza situate in Emilia-Romagna, favorendo nel contempo la collaborazione tra i ricercatori e il personale sanitario emiliano-romagnolo e le figure di riferimento nel territorio di residenza dei pazienti;
• fornire un supporto informativo alle persone affette da patologie a carico degli epiteli di rivestimento e alle rispettive famiglie, riguardo agli sviluppi della ricerca scientifica, alle terapie e agli ausili disponibili, alla assistenza sanitaria ed economica da parte delle altre istituzioni pubbliche e a ogni altra circostanza utile alla convivenza quotidiana con tali patologie;
• sensibilizzare, attraverso campagne di comunicazione ed organizzazione di eventi ad hoc, l’opinione pubblica e le istituzioni pubbliche e private riguardo alle problematiche sociali, sanitarie e terapeutiche connesse con le patologie a carico degli epiteli di rivestimento, rappresentando le esigenze sia dei ricercatori, sia del personale medico e paramedico, sia dei pazienti e delle loro famiglie;
• promuovere collaborazioni con altre realtà associative ed enti che svolgano attività analoghe o in grado di supportare gli obiettivi perseguiti dalla presente associazione nel campo della ricerca e della cura di patologie a carico degli epiteli di rivestimento per le finalità sopra menzionate;
• promuovere le raccolte di fondi, ricevere ed eventualmente elargire contributi e donazioni, ivi compresi beni ad utilizzo del paziente (quali a titolo esemplificativo e non esaustivo: garze, carrozzine, plantari) e concludere tutte le operazioni necessarie e/o utili per il conseguimento dei fini statutari;
• sostenere i soci affetti da patologie a carico degli epiteli di rivestimento e le loro famiglie al fine di agevolarli nella gestione della vita quotidiana o nel ridurre i costi legati alla patologia (quali a titolo esemplificativo e non esaustivo: trasferta per assistenza medica, visite specialistiche, ricoveri).
Per il raggiungimento delle proprie finalità l’Associazione potrà partecipare o collaborare ad associazioni, fondazioni, enti ed istituzioni, pubbliche e private, la cui attività sia rivolta, direttamente o indirettamente, al perseguimento di scopi analoghi a quelli dell’Associazione medesima. L’Associazione potrà, ove lo ritenga opportuno, concorrere anche alla costituzione degli organismi anzidetti.
L’Associazione potrà ai sensi dell’articolo 6 D.Lgs 117/2017 esercitare attività diverse da quelle di cui all'articolo 5 D.Lgs 117/2017 purché siano secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generale.
L’Associazione per il raggiungimento delle proprie finalità si avvale prevalentemente delle prestazioni personali spontanee, gratuite, senza fini di lucro neanche indiretti ed esclusivamente per fini di solidarietà dei soci e/o degli altri soggetti direttamente coinvolti nelle proprie iniziative.
Potrà inoltre avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o dipendente, anche ricorrendo ai propri associati.
Nei limiti dei propri scopi non di lucro e tenendo conto di quanto previsto dalla normativa in vigore, l’Associazione può compiere ogni atto e ogni operazione finanziaria, mobiliare e immobiliare, in proprio o mediante convenzioni, ovvero acquisizione, senza fini di speculazione finanziaria, di partecipazioni di Enti o Società che, a giudizio del Consiglio Direttivo, sia utile al conseguimento degli scopi associativi.
A tali fini potrà, attraverso gli organi rappresentativi, rilasciare fideiussioni e altre garanzie di carattere patrimoniale, acquisire a qualsiasi titolo, nonché cedere, permutare, dare e prendere in locazione, in uso o in comodato, beni mobili e immobili, comprese strutture, aziende, impianti, attrezzature scientifiche e tecniche di ogni genere, mezzi di trasporto.
Associati o Soci -
Ai fini associativi, del presente statuto e dei rapporti associativi si riconosce che il termine associato e socio ha significato giuridico equivalente
Possono far parte dell’Associazione le persone fisiche, giuridiche, enti che si riconoscono negli scopi perseguiti dall’Associazione e concorrono al perseguimento degli stessi.
L’appartenenza all’Associazione è libera e volontaria, ma impegna i soci ad osservare il presente statuto, le deliberazioni assunte dall’Assemblea Generale e le direttive impartite dal Consiglio direttivo, a contribuire alla realizzazione degli scopi dell’Associazione, al rispetto delle risoluzioni adottate dai propri organi secondo le specifiche competenze previste dalle norme statutarie.
• presentare domanda scritta, sulla quale decide il Consiglio Direttivo a maggioranza, comunicando in forma scritta all’aspirante socio l’esito senza necessità di motivare l’eventuale rigetto della domanda di ammissione;
• dichiarare di accettare le norme dello statuto;
• versare la quota di adesione annuale che viene fissata dal Consiglio Direttivo.
Gli associati si distinguono in fondatori, ordinari, benemeriti e sostenitori.
I soci fondatori sono coloro che partecipano alla costituzione dell’Associazione e che ne condividono integralmente i principi fondanti.
I soci ordinari sono tali in funzione del versamento della quota annuale stabilità dal Consiglio direttivo.
I soci benemeriti sono dichiarati tali dal Consiglio Direttivo a seguito dello svolgimento di attività particolarmente significative per la vita dell’Associazione.
I soci sostenitori sono quelli che decidono volontariamente di versare una quota associativa annuale significativa oltre alla quota ordinaria.
Tutti gli associati, ordinari, benemeriti e sostenitori, hanno diritto a:
• ricoprire le cariche associative;
• partecipare all’assemblea con diritto di voto.
Le persone giuridiche e gli enti potranno, se necessario, essere rappresentate presso l’Associazione dal proprio legale rappresentate ovvero da persona da esso delegata.
Nei rapporti associativi e comunque nei rapporti tra associazione e associato, ogni comunicazione indirizzata all’associato o al componente l’organo associativo, se effettuata all’indirizzo di posta elettronica o PEC comunicato all’ente, risulta valida e regolarmente inviata ad ogni effetto di legge.
Recesso, decadenza ed esclusione dei soci -
Può recedere il socio che non intende continuare a collaborare alle attività dell'Associazione.
L’esclusione può essere dichiarata dal Consiglio Direttivo nel caso in cui il socio:
• danneggi moralmente e materialmente l'Associazione;
• abbia conseguito condanne penali o sia soggetto a procedimenti penali che direttamente o indirettamente possano pregiudicare l’onorabilità dell’associazione o creare danno all’immagine dell’associazione medesima;
• non ottemperi alle disposizioni del presente statuto, ai regolamenti interni o alle deliberazioni assunte dagli organi sociali;
• non ottemperi al pagamento delle quote sociali decorsi 180 giorni dalla scadenza.
L'esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo dopo che al socio sia stato contestato in forma scritta il fatto che può giustificare l'esclusione, con l'assegnazione di un termine di trenta giorni per eventuali controdeduzioni. L'interessato può proporre ricorso all’Assemblea dei soci che delibererà sull’accoglimento dello stesso alla prima assemblea successiva alla decisione del Consiglio Direttivo.
Il socio receduto, decaduto o escluso non può vantare alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione né reclamare il rimborso dei contributi associativi pagati e dovuti.
Organi sociali -
• l’organo di controllo, se e nelle forme in cui è previsto dalla normativa o se l’assemblea ritiene opportuno che venga eventualmente nominato
L’assemblea è l’organo sovrano dell’Associazione. Hanno diritto di partecipare all’assemblea sia ordinaria che straordinaria tutti i soci della medesima in regola con il pagamento della quota associativa al momento dell’assemblea; l’associazione comunque è tenuta a inviare le convocazioni relative alle riunioni assembleari solo ai soci in regola con i pagamenti al momento dell’invio, tuttavia i soci potranno partecipare se prima dell’assemblea regolarizzano la propria posizione.
• approva entro il 30 giugno di ogni anno il bilancio preventivo dell'esercizio successivo ed il bilancio consuntivo dell’anno precedente;
• elegge i membri del Consiglio Direttivo;
• delibera circa i regolamenti interni e le loro variazioni;
• approva lo statuto e le sue modificazioni;
• nomina il Presidente ed i membri dell’organo di controllo, nei casi di cui all’art 6;
• approva tutti gli atti di amministrazione straordinaria;
• delibera la costituzione o partecipazione ad Enti, società e ad altri organismi con finalità statutarie analoghe o strumentali per il raggiungimento degli scopi sociali;
L’assemblea ordinaria viene convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio, ed ogni qualvolta lo stesso Presidente oppure almeno due membri del Consiglio Direttivo o un quinto degli associati ne ravvisino l’opportunità.
L’assemblea straordinaria, da convocarsi con le modalità previste per quella ordinaria, delibera circa le modifiche statutarie, lo scioglimento e la durata dell’Associazione.
L’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in sua assenza, dal Vicepresidente o, in assenza di entrambi, dal membro più anziano del Consiglio Direttivo. L'assemblea viene convocata con avviso scritto spedito otto giorni prima di quello fissato per l'adunanza, con lettera raccomandata, con messaggio di posta elettronica ordinaria ovvero con qualsiasi altro mezzo idoneo ad assicurare la prova dell'avvenuto invio, fatto pervenire agli aventi diritto al domicilio eletto o all’indirizzo di posta elettronica comunicato all’associazione. In caso di motivata urgenza i termini di convocazione possono essere ridotti a non meno di tre giorni.
L’assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione quando sia presente o rappresentata almeno la metà più uno dei soci. In seconda convocazione, da effettuarsi dopo che siano trascorse almeno 24 ore dalla prima, l’assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati. Le deliberazioni dell’assemblea ordinaria sono assunte col voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti.
L’assemblea straordinaria è validamente costituita quando siano presenti o rappresentati i tre quarti dei soci. Le deliberazioni dell’assemblea straordinaria relative alle modifiche statutarie sono assunte col voto favorevole della maggioranza dei presenti, mentre quelle relative allo scioglimento dell’Associazione sono assunte col voto favorevole dei tre quarti degli associati.
Ogni socio impedito a partecipare all’assemblea può farsi rappresentare da un altro, mediante delega scritta. Ogni socio però non può ricevere più di cinque deleghe; solo nel caso di partecipazione ad assemblee straordinarie ogni socio potrà avere fino a trenta deleghe o comunque deleghe tali da rappresentare non oltre il 10% degli associati.
Consiglio Direttivo -
Il Consiglio Direttivo è composto da un numero di membri non inferiore a 3 e non superiore a 11, eletti dall’assemblea dei soci. Il Consiglio Direttivo dura in carica 3 anni e i suoi membri sono rieleggibili. Possono farne parte esclusivamente gli associati. I consiglieri vengono eletti dall’assemblea. Nel caso in cui, per dimissioni o altra causa, uno dei membri del Consiglio decada dall’incarico, l’assemblea può provvedere alla sua sostituzione ed il nuovo nominato rimane in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio. Nel caso decada oltre la metà dei membri del Consiglio, l’assemblea deve provvedere alla nomina del nuovo Consiglio. I consiglieri che, senza giustificato motivo, non intervengano per tre sedute consecutive alle riunioni del Consiglio, sono considerati dimissionari.
• redigere i programmi delle attività sociali previste dallo statuto sulla base delle linee approvate dall’assemblea dei soci;
• delibera circa l’opportunità di creare comitati o gruppi di lavoro interni a cui affidare lo studio, l’organizzazione, la promozione di iniziative, attività o altro; e ne determina i rispettivi ruoli, regolamenti con potere di sciogliere le iniziative in qualsiasi momento;
• delibera circa la possibilità di invitare al consiglio persone, senza diritto di voto, con eventuale capacità di intervento;
• predisporre lo schema di bilancio;
• nominare al proprio interno il Presidente, il Vicepresidente o i Vicepresidenti, il Segretario ed il Tesoriere;
• deliberare sulle domande di nuove adesioni;
• nominare i soci benemeriti;
• deliberare circa la sospensione e l’esclusione dei soci;
• pronunciare la decadenza del consigliere che, senza giustificato motivo, non intervenga a tre riunioni consecutive;
• fissare la quota annuale di adesione all’Associazione;
• provvedere agli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione che non spettino all’assemblea dei soci.
Il Presidente o, in caso di sua assenza o impedimento, il vicepresidente o, in caso di assenza o impedimento anche di quest'ultimo, il consigliere più anziano di età convoca il consiglio direttivo, ne fissa l'ordine del giorno, ne coordina i lavori e provvede affinché tutti i consiglieri siano adeguatamente informati sulle materie da trattare. La convocazione avviene mediante avviso spedito anche tramite email a tutti i consiglieri, ai componenti dell’organo di controllo, se nominato, con qualsiasi mezzo idoneo ad assicurare la prova dell'avvenuto invio, almeno cinque giorni prima dell'adunanza e, in caso di urgenza, almeno due giorni prima. Il requisito di urgenza è stabilito insindacabilmente a discrezione del presidente o di chi ne fa le veci. Nell'avviso vengono fissati la data, il luogo e l'ora della riunione, nonché l'ordine del giorno. Il consiglio si raduna presso la sede sociale o anche altrove.
Il Consiglio è convocato ogni qualvolta il Presidente o, in sua vece, il Vicepresidente lo ritenga opportuno o quando almeno i due terzi dei componenti ne faccia richiesta. Esso assume le proprie deliberazioni con la presenza ed il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti ai quali spetta un solo voto. In caso di parità, il voto del Presidente vale doppio.
Le riunioni del consiglio direttivo si possono svolgere anche per audioconferenza o videoconferenza, alle seguenti condizioni di cui si darà atto nei relativi verbali:
a. che siano presenti il presidente ed il segretario della riunione, se nominato, che provvedono alla formazione e sottoscrizione del verbale;
I verbali di ogni riunione del Consiglio Direttivo, redatti a cura del segretario, vengono sottoposti alla approvazione del Consiglio stesso nella riunione successiva e conservati agli atti.
Il Presidente, nominato dal consiglio Direttivo, ha il compito di presiedere il Consiglio Direttivo nonché l’assemblea dei soci, coordinandone i lavori. Al Presidente è attribuita la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio, cura l’esecuzione dei deliberati dell’assemblea e del Consiglio; coordina le attività dell’Associazione; è consegnatario dei mezzi di esercizio e dei beni in uso alla Associazione; firma ogni atto autorizzato dal Consiglio stesso. In caso di urgenza il Presidente può esercitare i poteri del Consiglio Direttivo riferendone tempestivamente allo stesso, ed in ogni caso nella riunione immediatamente successiva. In caso di sua assenza o impedimento, le sue funzioni spettano al Vicepresidente o al membro del comitato direttivo più anziano.
Organo di controllo –
La nomina dell'organo di controllo, anche monocratico, è obbligatoria verificandosi le condizioni poste dalle vigenti norme di legge ed in particolare dall'art.30, commi 2 e 4, D.Lgs. 3 luglio 2017 n.117 (Codice del Terzo Settore).
Nel caso di nomina obbligatoria, i componenti dell'organo di controllo devono essere scelti tra le categorie di soggetti di cui all'art.2397, c.2 c.c. Nel caso di organo di controllo collegiale i predetti requisiti devono essere posseduti da almeno uno dei componenti.
I membri dell'organo di controllo restano in carica tre anni e sono rieleggibili.
In caso di nomina di un organo di controllo in forma collegiale sarà possibile l'intervento alle riunioni dello stesso mediante mezzi di telecomunicazione.
L'organo di controllo, quando nominato svolge le funzioni ed esercita i compiti di cui all'art.30, commi 6, 7 e 8, D.Lgs. 3 luglio 2017 (Codice del Terzo Settore).
La nomina del revisore legale dei conti o di una società di revisione legale iscritti nell'apposito Registro tenuto presso il Ministero della Giustizia è obbligatoria verificandosi le condizioni poste dalle vigenti norme di legge ed in particolare dall'art.31 del D.Lgs. 3 luglio 2017 n.117 (Codice del Terzo Settore).
Il revisore legale dei conti o la società di revisione legale eventualmente nominati restano in carica tre anni e sono rinominabili.
La nomina dell’organo di controllo, monocratico o collegiale, è comunque facoltativa; nel caso di nomina facoltativa, e salvo che l’assemblea non deliberi diversamente, l’organo di controllo non ha il compito della revisione legale, deve controllare la regolare tenuta della contabilità e dei libri sociali e predisporre la relazione al bilancio annuale esprimendo il proprio motivato parere.
L’organo di controllo ha facoltà di partecipare, anche singolarmente, alle riunioni del Consiglio Direttivo. L’attività dell’organo di controllo deve risultare da apposito processo verbale riportato nel libro dei verbali dell’organo, nel quale deve essere riportata anche la relazione al bilancio annuale.
Patrimonio dell'Associazione -
Il patrimonio dell’Associazione è indivisibile, sia durante la vita dell’Associazione che in caso di suo scioglimento, ed è costituito:
• dal Fondo di dotazione costituito dai conferimenti in denaro versati dai soci all’atto di costituzione dell’Associazione;
• dai beni mobili e immobili, anche acquisiti da lasciti e donazioni, a ciò specificamente destinati dal donante o dal disponente;
• da contributi, erogazioni, lasciti e donazioni di enti e soggetti pubblici e privati anche acquisiti da lasciti e donazioni, a ciò specificamente destinati dal donante o dal disponente;
Risorse economiche -
• quote associative annuali;
• erogazioni liberali degli associati o di terzi;
• eredità, donazioni e legati
• contributi dello Stato, delle Regioni, di enti, di istituzioni pubbliche e private;
• proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
• entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi.
• ogni altra e diversa risorsa, entrata, ricavo, contributo maturato o incassato in conformità allo statuto
Bilancio d’esercizio -
Entro il 31 maggio dell’anno successivo all’esercizio finanziario considerato, il Consiglio Direttivo redige il bilancio consuntivo dello stesso, dal quale devono risultare, entrate ed uscite laddove il bilancio venga redatto con criteri di cassa (metodo finanziario) , ovvero costi e ricavi effettivamente maturati laddove il bilancio venga redatto con il criterio di competenza (metodo competenza, ovvero infine eventualmente con un criterio misto; il consiglio direttivo valuterà a proprio discrezione, ove possibile in base alla normativa vigente, e secondo la migliore prassi e dottrina, come impostare la rilevazione dei conti, se affidare l’elaborazione del bilancio ad un unico documento o a più documenti (bilancio istituzionale e bilancio commerciale) nel caso in cui ciò fosse necessario per legge, in base a corretti criteri di contabilizzazione e di tenuta delle scritture in funzione della struttura e del tipo di attività svolta.
Entro il 31 dicembre di ogni anno il Consiglio Direttivo redige il bilancio preventivo dell'esercizio finanziario successivo con criteri eventualmente analoghi, ma comunque, nei limiti della legge, lasciati al consiglio direttivo.
Gli eventuali avanzi di gestione saranno destinati unicamente alle attività istituzionali dell'Associazione. E' fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione ai soci, nonché fondi, riserve o capitale.
Liquidazione e Devoluzione del patrimonio sociale -
Il patrimonio residuo al termine della liquidazione sarà devoluto ad enti aventi finalità analoghe alla medesima o a fini di pubblica utilità.
Per eventuali controversie tra gli associati, o tra questi e gli organi sociali o tra gli organi sociali, prima di qualunque ricorso alla giustizia ordinaria, sarà esperito un tentativo di conciliazione presso un organismo autorizzato esclusivamente presente nel territorio di Modena ai sensi della vigente normativa, se previsto dalla legge. In caso di controversia giudiziaria tra associati i medesimi stabiliscono fin da ora quale unico Foro competente il Tribunale di Modena con esclusione di tutti gli altri Fori.