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Timestamp: 2018-02-22 11:52:27+00:00
Document Index: 129947509

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 34', 'art. 4', 'art.68', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 80', 'art. 1']

/PianoTematico_Istruzione by PO FESR Basilicata 2007/2013 - issuu
REGIONE BASILICATA DIPARTIMENTO FORMAZIONE, LAVORO, CULTURA E SPORT
OBIETTIVI DI SERVIZIO 2007-2013
OBIETTIVO I ISTRUZIONE “Elevare le competenze degli studenti e la capacità di apprendimento della popolazione”
PIANO D’AZIONE TEMATICO
Quadro strategico nazionale 2007-2013 Obiettivi di servizio2009-2013
OBIETTIVO DI SERVIZIO ISTRUZIONE 1.
PREMESSA ................................................................................................................................................................. 3
DESCRIZIONE DEGLI INDICATORI........................................................................................................................ 3
IL QUADRO NORMATIVO ........................................................................................................................................ 5 3.1 Quadro normativo nazionale............................................................................................................................ 5 3.2 Quadro normativo regionale ............................................................................................................................ 6
4. IL CONTESTO OPERATIVO DELLA SCUOLA LUCANA: LA POPOLAZIONE SCOLASTICA STRUTTURE E INFRASTRUTTURE, RETI TRA GLI ATTORI DEL SISTEMA.......................................................................................... 7 4.1 La popolazione scolastica regionale ................................................................................................................ 7 4.2 Il fenomeno della dispersione scolastica (indicatore S01) ............................................................................. 10 4.3 Le competenze degli studenti in lettura in base al test PISA effettuato dall’OCSE (indicatore S02) ........... 15 4.4 Le competenze degli studenti in matematica in base al test PISA effettuato dall’OCSE (indicatore S03) ...... 17 4.3 I livelli di conoscenza e competenza dei giovani secondo la metodologia INVALSI...................................... 19 4.5 Accesso e uso delle strutture e infrastrutture scolastiche – “La capacità di trasferimento di conoscenze e l’attrattività del sistema scolastico territoriale” ............................................................................................ 24 4.6 Il sistema di rete delle istituzioni scolastiche lucane...................................................................................... 27 4.7 Le criticità del sistema scolastico regionale................................................................................................... 28 5.
L’ORGANIZZAZIONE DELLE AZIONI ................................................................................................................... 30 5.1 Gli obiettivi strategici..................................................................................................................................... 30 5.2 Le Azioni Operative ........................................................................................................................................ 30
PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA ...................................................................................................................... 34 6.1 Fonti di finanziamento e raccordo con le azioni programmabili .................................................................... 34
GLI ATTORI ISTITUZIONALI E LA GOVERNANCE DEL PIANO DI AZIONE ..................................................... 39
MODALITA’ ORGANIZZATIVE, MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DELLE AZIONI...................................... 40
MODALITA’ PER LA PUBBLICITA’ E LA COMUNICAZIONE DELLE AZIONI .................................................. 40
1. PREMESSA Tra i principali fattori di sviluppo socio-economico vengono ormai annoverati da tempo in maniera indiscussa la dotazione e l’accumulazione del capitale umano. Negli ultimi anni, difatti, è stata ribaltata la posizione tradizionale che attribuiva la crescita economica principalmente all’accumulazione del capitale fisico individuando nella sequenza capitale umano-sviluppo- capitale fisico la progressione che conduce all’aumento di competitività complessivo di un sistema territoriale. I divari nell’istruzione di base riscontrati tra le regioni del Sud Italia e quelle del Centro-Nord, del resto, non fanno altro che confermare tale posizione. Le impegnative sfide dell’agenda di Lisbona 2000 in merito agli obiettivi strategici dei sistemi europei d’istruzione e formazione sollecitano un’azione incisiva della scuola di base soprattutto per prevenire la dispersione scolastica e per promuovere la diffusione della cultura matematica e scientifica. Tra le priorità strategiche definite nel Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 la Priorità 1 è costituita dal “miglioramento e valorizzazione del sistema di istruzione” ed è proprio la considerazione della qualità delle risorse umane quale fattore strategico delle politiche generali di sviluppo ad aver portato a ricomprendere l’istruzione tra i servizi pubblici essenziali individuati nell’ambito del QSN, vale a dire quei servizi collettivi la cui attuale assenza o debolezza comporta condizioni di disagio generalizzato, percezione di arretratezza e non competitività di un’area. In particolare, tra gli obiettivi considerati significativi sia per valutare l’effettiva capacità di cambiamento delle condizioni di vita e benessere nei territori interessati, sia per la necessaria capacità di integrazione virtuosa tra politica regionale e politiche ordinarie l’obiettivo prescelto relativamente all’istruzione è quello di “Elevare le competenze degli studenti e la capacità di apprendimento della popolazione”, ovvero, innalzare le conoscenze degli studenti, migliorando la qualità dei circuiti formativi e i livelli di istruzione della popolazione, abbattendo la dispersione scolastica, in termini di abbandoni precoci, ed accrescendo il tasso di scolarizzazione.
2. DESCRIZIONE DEGLI INDICATORI La consapevolezza che l’individuazione di un obiettivo di servizio nell’ambito delle politiche regionali non ne garantisce il relativo conseguimento ha condotto ad associare allo stesso degli indicatori che ne potessero misurare il progressivo raggiungimento cui è legata l’erogazione di un premio finanziario al quale concorrono le otto regioni del Mezzogiorno e il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca in ragione della centralità del ruolo ricoperto da quest’ultimo nell’attuazione delle politiche per l’Obiettivo di Servizio Istruzione. Relativamente all’Obiettivo “Elevare le competenze degli studenti e le capacità di apprendimento della popolazione" sono stati identificati tre indicatori finalizzati a misurare l’effettivo miglioramento del servizio:  Indicatore S.01: Percentuale della popolazione in età 18-24 anni con al più la licenza media, che non ha concluso un corso di formazione professionale riconosciuto dalla Regione di durata superiore ai due anni;  Indicatore S.02: percentuali di quindicenni con al massimo il primo livello di competenza in lettura del test PISA effettuato dall’OCSE;  Indicatore S.03: percentuali di quindicenni con al massimo il primo livello di competenza in matematica del test PISA effettuato dall’OCSE. In particolare, gli indicatori adottati contribuiscono all’Obiettivo, attraverso: - La riduzione degli abbandoni scolastici precoci ed il conseguente aumento del tasso di scolarizzazione per la scuola secondaria superiore (S.01); - L’innalzamento del livello delle competenze di base in lettura e di tipo matematico (S02 e S.03), ritenute significativa espressione del livello di qualità del servizio istruzione. 3
Nella tabella che segue sono riportati le baseline ed i target da conseguire al 2013. Tab. 1 – Indicatori obiettivo istruzione: baseline e target al 2013 INDICATORI
TARGET AL 2013
S.01 – Giovani che abbandonano prematuramente gli studi
Percentuale della popolazione in età 18-24 anni con al più la licenza media, che non ha concluso un corso di formazione professionale riconosciuto dalla regione di durata superiore ai 2 anni
15,2% (2006)
S.02 – Studenti con scarse competenze in lettura
Percentuale di 15-enni con al massimo il primo livello di competenza in lettura secondo la scala del test PISA effettuato dall’OCSE
35%* (2003)
S.03 – Studenti con scarse competenze in matematica
Percentuale di 15-enni con al massimo il primo livello di competenza in matematica secondo la scala del test PISA effettuato dall’OCSE
47,5%* (2003)
* Per gli indicatori S.02 e S.03 non si dispone di dati regionali al 2003 adottato come baseline, ma unicamente di valori aggregati per macroarea. Nel caso specifico i valori riportati si riferiscono alla macroarea Mezzogiorno.
La scadenza per la verifica del raggiungimento dei target è fissata al 30 novembre del 2013. La verifica finale del 2013 è preceduta da una verifica intermedia fissata al 30 novembre 2009. La verifica intermedia per il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca relativamente ai due indicatori sulle competenze degli studenti di fonte PISA-OCSE è spostata in avanti dopo la diffusione dei risultati dell’indagine del 2009 (prevista per giugno 2010). Le risorse premiali previste per la Regione Basilicata, in caso di raggiungimento di tutti target previsti, ammontano a 34,32 MEURO Di seguito si riporta l’allocazione del premio teorico per la Regione Basilicata e il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della ricerca relativa all’obiettivo Istruzione. Tab. 2 – Risorse premiali per indicatore (Milioni di euro) AMMINISTRAZIONE REGIONE BASILICATA MIN. P. ISTRUZIONE
INDICATORI ISTRUZIONE S.01 S.02 S.03 11,44 11,44 11,44 20,42 20,42 20,42
TOTALE RISORSE 34,32 61,26
Al momento della verifica intermedia sarà assegnata alle Regioni una quota delle risorse premiali previste in ragione della progressione registrata in direzione del target.
3. IL QUADRO NORMATIVO 3.1
L'obbligo formativo, istituito dall’art. n. 68 della Legge 144/99 (successivamente modificato dal D.lgs n. 226/2005), è un dovere ma, soprattutto, il diritto di frequentare attività formative fino all'età di 18 anni, il cui obiettivo è quello di rendere i giovani capaci di definire consapevolmente il proprio progetto di vita e di muoversi nel mondo del lavoro. Con il Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297, viene istituito il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, relativo alle scuole di ogni ordine e grado. Con la Legge 15 marzo 1997, n. 59, il Legislatore delega il Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle Regioni e agli Enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa.
Importanti deleghe in materia di programmazione dell’offerta formativa integrata tra istruzione e formazione professionale, programmazione della rete scolastica nonché di potestà legislativa in materia di istruzione vengono assegnate alle Regioni con il D.Lgs. 112/1998 e, successivamente, nel 2001 con la riforma dell’articolo V della Costituzione. La Legge 28 marzo 2003 n. 53 “Delega al governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale”, all’art. 2 “Sistema educativo di istruzione e di formazione” punto c) assicura a tutti il diritto all’istruzione ed alla formazione per almeno 12 anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età. Il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, recante “Definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo di istruzione, a norma dell’articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n. 53”, agli artt. n. 12, comma 2, n. 13, comma 3, n. 14, comma 2, definisce che si adottino, in via transitoria, gli assetti pedagogici, didattici e organizzativi individuati negli allegati A, B, C e D. Decreto Legislativo n. 76/2005 - “Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all’istruzione ed alla formazione, a norma dell’art. 2, comma 1, lettera c), della legge n. 53/2008”: definisce l’obbligo scolastico di cui all’art. 34 della Costituzione come diritto all’istruzione e formazione e correlativo dovere. In particolare, all’art. 4 viene fissata come prioritaria la realizzazione di azioni di orientamento da parte delle scuole in raccordo con le istituzioni del sistema educativo e dell’istruzione al fine di garantire agli allievi il conseguimento del titolo conclusivo. Sempre nel 2005, il Decreto Legislativo n. 226 modifica l’art.68 della Legge 144/99 che aveva introdotto l’obbligo formativo ovvero la possibilità di assolvere l’obbligo scolastico anche attraverso la frequenza di attività formative nel sistema della formazione professionale di competenza regionale. L’art. 28 “Gradualità dell’attuazione del diritto-dovere all’istruzione ed alla formazione” indica le modalità di attuazione del diritto-dovere all’istruzione e le modalità di trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie per l’esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti alle Regioni. La legge finanziaria n. 296/2006, relativamente all’elevamento dell’obbligo di istruzione a 16 anni tramite la definizione di saperi e competenze chiave, all’art. 1 (commi 622 e 624) chiarisce che l'istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età. L'adempimento dell'obbligo di istruzione deve consentire, una volta conseguito il titolo di studio conclusivo del primo ciclo, l'acquisizione dei saperi e delle competenze previste dai curricula relativi ai primi due anni degli istituti di istruzione secondaria superiore, sulla base di un 5
apposito regolamento adottato dal Ministro della Pubblica Istruzione ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Nel rispetto degli obiettivi di apprendimento generali e specifici previsti dai predetti curricula, possono essere concordati tra il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e le singole Regioni percorsi e progetti che, fatta salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche, siano in grado di prevenire e contrastare la dispersione e di favorire il successo nell'assolvimento dell'obbligo di istruzione. L'innalzamento dell'obbligo di istruzione decorre dall'anno scolastico 2007/ 2008. Al comma 624 si stabilisce che fino alla messa a regime di quanto previsto dal comma 622, proseguono i percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui all'articolo 28 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226. Il percorso di revisione dell’impianto complessivo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, avviato con il documento di base “Cultura, scuola, persona”, presentato nel corso del seminario nazionale del 3 aprile 2007 e, successivamente, inviato alle scuole con nota del 15 maggio 2007, ha il carattere oggettivamente processuale degli itinerari di innovazione e richiederà, pertanto, tappe successive, in vista della predisposizione del Regolamento ai sensi dell’art. 7, comma 1, della Legge 53/2003.
Circa la scuola di istruzione di secondo grado, nel corso del 2009 il Consiglio dei Ministri ha varato una riforma che interessa sia gli Istituti Tecnici e Professionale che i Licei finalizzata, per i primi, all’introduzione di nuovi modelli organizzativi che trasformino le scuole in veri e propri centri di innovazione, per i secondi, a ridurre la frammentazione dell’istruzione liceale ed a caratterizzarne i percorsi. 3.2
La Legge Regionale n. 7/1990 “Ordinamento e disciplina del sistema formativo regionale” è la prima legge regionale con quale la Basilicata organizza il proprio sistema di formazione professionale, in grado di promuovere le conoscenze scientifiche e tecnologiche e le abilità tecnico-operative necessarie per esercitare ruoli professionali nei settori produttivi di beni e servizi, pubblici e privati. Una legge che si pone come finalità principale quella di assicurare ai cittadini uguaglianza di opportunità professionali e culturali, per favorire la loro partecipazione allo sviluppo della realtà regionale. Nel 1996, con la Legge Regionale n. 22 del 13 aprile 1996 “Modifiche ed integrazioni alla L.R. 2- 31990, n. 7 ordinamento e disciplina del sistema formativo regionale e sue successive modificazioni ed integrazioni”, la Regione apporta alcune modifiche e integrazioni alla suddetta legge e in particolare disciplina:  l’affidamento delle attività formative da parte della Regione ai soggetti previsti dall’art. 5, comma secondo, lett b, e comma quarto della Legge 21- 12- 1978, n. 845;  alcuni aspetti contenutistici e il termine di approvazione dei piani annuali di formazione professionale;  la delega in materia di formazione professionale. Con la L.R. n. 33 del 11-12-2003 la Regione Basilicata provvede al “Riordino del sistema formativo integrato” (Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata n. 87 del 16 dicembre 2003) con la quale si disciplinano le azioni per la promozione dell’orientamento, dell’istruzione, della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro. Tale complesso di azioni definisce il sistema regionale integrato per l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita. Esso è finalizzato a realizzare lo sviluppo della professionalità quale risorsa umana, la promozione dell’occupabilità e dell’integrazione sociale e lavorativa. Il complesso delle azioni del sistema formativo integrato concorre a rendere effettivo il diritto all'istruzione, alla formazione e al lavoro assicurando lo sviluppo dell'identità personale e sociale. 6
4. IL CONTESTO OPERATIVO DELLA SCUOLA LUCANA: LA POPOLAZIONE SCOLASTICA STRUTTURE E INFRASTRUTTURE, RETI TRA GLI ATTORI DEL SISTEMA 4.1 La popolazione scolastica regionale L’analisi del contesto operativo del sistema scolastico lucano non può prescindere dall’esame della popolazione scolastica e della sua distribuzione nell’ambito delle unità scolastiche presenti nella regione, indispensabile supporto alla individuazione dei relativi scenari evolutivi nonché alla definizione delle azioni necessarie a migliorare il sistema regionale dell’istruzione. Sulla base dei dati diffusi dall’ISTAT al 1° gennaio 2008, la popolazione in età scolare della Basilicata si attesta su un valore di 95.257 unità, distribuita tra le province di Potenza e Matera con valori percentuali rispettivamente del 65% e del 35%. Circa il 17% della stessa si concentra nella scuola dell’infanzia, il 29% si colloca nell’ambito della scuola primaria, mentre la scuola secondaria di I e II grado ospita rispettivamente il 18% e il 36% della popolazione scolastica. Tab. 3 – Distribuzione della popolazione in età scolare (3-18 anni) per classi di età scolare al 1° gennaio 2008 Classi di età scolare
Potenza Unità 10.076 17.842 11.508 22.155 61.581
3-5 anni 6-10 anni 11-13 anni 14-18 anni Totale Fonte: Elaborazioni su dati ISTAT
Matera % 16,36 28,97 18,69 35,98 100,00
Unità 5.783 9.930 6.129 11.834 33.676
Totale Regione Basilicata % 17,17 29,49 18,20 35,14 100,00
Unità 15.859 27.772 17.637 33.989 95.257
% 16,65 29,15 18,52 35,68 100,00
Nel triennio 2005-2008 la popolazione scolastica regionale ha mostrato una tendenza al decremento conseguentemente al calo demografico che ha investito l’intera popolazione lucana. Tale tendenza, che è maggiormente accentuata per la classe di età tra 11 e 13 anni, vale a dire per la popolazione ricadente nella scuola secondaria di I grado, risulta meno accentuata per la fascia di popolazione frequentante la scuola primaria. Tab. 4 – Distribuzione della popolazione in età scolare (3-18 anni) per classi di età scolare al 1° gennaio 2005 e 2008 e relativa variazione % Classi di età scolare
2005 Basilicata Unità 16.631 28.839 19.810 35.417 100.697
2008 % 16,52 28,64 19,67 35,17 100,00
Basilicata Unità % 15.859 16,65 27.772 29,15 17.637 18,52 33.989 35,68 95.257 100,00
Variazione 2005/2008 % -4,64 -3,70 -10,97 -4,03 -5,40
Nell’anno scolastico 2007/2008 in Basilicata, sulla base dei dati forniti dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, sono state censite complessivamente 786 unità scolastiche di cui 216 in provincia di Matera e 570 in provincia di Potenza, 5.185 sezioni o classi e 97.794 alunni iscritti.
Tab. 5 – Unità scolastiche, sezioni o classi e alunni iscritti per ordine scolastico – Anno scolastico 2007/2008 Infanzia Unità scol.
Primaria Alunni iscritti
Unità scol.
86 261 5.764 60 545 9.991 Matera 215 516 10.266 172 1141 18.283 Potenza 301 777 16.030 232 1.686 28.274 Basilicata Fonte: Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
311 643 954
6.237 11.636 17.873
635 1.133 1.768
12.665 22.952 35.617
L’analisi della distribuzione delle unità scolastiche per ordine scolastico mostra come oltre un terzo delle stesse sia assorbito dalla scuola dell’infanzia, il 30% dalla scuola primaria, il 15% ed il 18% dalla scuola secondaria rispettivamente di I e II grado. Fig. 1 – Distribuzione percentuale delle unità scolastiche per ordine scolastico – Anno scolastico 2007/2008
Fonte: elaborazione su dati Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
La ripartizione percentuale della popolazione studentesca rivela come la scuola secondaria di II grado ospiti il 37% degli alunni iscritti a cui fa seguito la scuola primaria con una percentuale del 29%. Fig. 2 – Distribuzione percentuale degli alunni iscritti per ordine scolastico – Anno scolastico 2007/2008
Dal confronto dei dati concernenti le unità scolastiche a partire dall’anno scolastico 2004/2005 e fino al 2007/2008 emerge che se la scuola dell’infanzia e quella primaria sono state interessate complessivamente da una riduzione del numero delle stesse, le scuole secondarie sia di I che di II grado hanno subito un lieve aumento pari rispettivamente al 2,21% e al 4,60%.
Fig. 3 – Unità scolastiche per ordine scolastico – Anni scolastici dal 2004/2005 al 2007/2008 350
A.S. Infanzia
Nello stesso arco temporale si riduce anche il numero di alunni iscritti che passano complessivamente da 102.441 a 97.794 unità. In particolare l’analisi della variazione percentuale mostra che la contrazione del numero di alunni iscritti ha interessato maggiormente la scuola secondaria di I grado con una percentuale del -12% circa, segue la scuola dell’infanzia con il -6% e infine con valori non estremamente significativi la scuola primaria e la scuola secondaria di II grado. Fig. 4 – Alunni iscritti per ordine scolastico – Anni scolastici dal 2004/2005 al 2007/2008 40.000
10.000 0 2004/2005
L’analisi dettagliata per tipologia di scuola secondaria di II grado relativamente alle unità scolastiche evidenzia la prevalenza, con una percentuale del 35% sul totale, degli Istituto tecnici seguiti dagli Istituti professionali. Non si segnala la presenza di Licei linguistici, pur presenti in regione, in quanto attestati dal punto di vista organizzativo presso gli istituti tecnici. Fig. 5 – Unità scolastiche per tipologia di scuola secondaria di II grado – Anno scolastico 2007-2008 2%
Ex Ist./Scuola magistrale
Ist. d'arte
Fonte: elaborazione su dati Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca 9
La distribuzione percentuale delle unità scolastiche per provincia nella maggior parte dei casi rispecchia mediamente la distribuzione percentuale tra le stesse della popolazione in età scolare, e cioè 65% circa per Potenza e 35% per Matera. Le uniche eccezioni sono costituite dagli ex Istituti o Scuole magistrali e dagli Istituti d’arte, questi ultimi concentrati esclusivamente nella provincia di Potenza. Tab. 6 – Unità scolastiche per tipologia di scuola secondaria di II grado e relativa distribuzione per provincia A.S. 2007/2008 Licei classici
Matera Potenza Basilicata
27,27 72,73 100,00
31,58 68,42 100,00
50,00 50,00 100,00
Licei linguistici N. -
34,15 65,85 100,00
% 33,33 66,67 100,00
33,33 66,67 100,00
4.2 Il fenomeno della dispersione scolastica (indicatore S01) In ambito europeo, la Conferenza di Lisbona ha individuato nella riduzione della dispersione scolastica uno dei cinque benchmark che i Paesi membri dovranno raggiungere nel campo dell’istruzione entro la fine del decennio. Il fenomeno della dispersione scolastica è rilevato sia dall’Eurostat che dall’ISTAT ma con metodologie leggermente differenti. Nel primo caso, la dispersione scolastica è misurata attraverso la rilevazione degli “early school leavers” effettuata con riferimento alla quota dei giovani dai 18 ai 24 anni d’età che posseggono la sola licenza media, sono fuori dal sistema di istruzione-formazione e non hanno concluso un corso di formazione professionale di durata superiore a 6 mesi. Nel secondo caso, il fenomeno è rilevato dall’ISTAT con riferimento alla quota di giovani della stessa fascia di età che hanno abbandonato prematuramente gli studi e che non hanno concluso un corso di formazione professionale riconosciuto dalla Regione di durata superiore a 2 anni. La misurazione dell’indicatore S01 viene effettuata sulla base della metodologia ISTAT. Rispetto al target del 10% da conseguire entro il 2010 da parte di tutte le regioni del Mezzogiorno, il valore baseline rilevato per la Regione Basilicata corrisponde a quello rilevato per il 2006 pari a 15,2%. L’analisi dell’andamento dell’indicatore assunto nelle Regioni italiane a partire dal 2004 sino al 2008 ( si vedano al proposito le tabella ed il grafico riportati successivamente) consente di evidenziare una progressiva riduzione negli anni del fenomeno ed induce a formulare previsioni ottimistiche circa il raggiungimento dei target intermedio (2009) e finale (2013) con conseguente acquisizione delle connesse risorse premiali.
La Basilicata, difatti, vede migliorata nel corso del periodo preso in considerazione la propria posizione sia rispetto alle altre Regioni che rispetto al raggiungimento dell’obiettivo 2013. Miglioramento che vede la percentuale della popolazione 18-24 anni con al più la licenza media che ha abbandonato prematuramente gli studi attestarsi per il 2008 al 13,9%. Il valore dell’indicatore relativo alla Basilicata conosce non solo un rilevante miglioramento, scendendo in 4 anni dal 17,0% a 13,9% corrispondenti a quasi 1.517 giovani - ma si mantiene in linea con la contestuale contrazione a livello nazionale di 3,2% punti percentuali (dal 22,9% al 19,7%).
Tab. 7 – Giovani che abbandonano prematuramente gli studi – Percentuale della popolazione 18-24 anni con al più la licenza media, che non ha concluso un corso di formazione professionale riconosciuto dalla Regione di durata superiore ai 2 anni e che non frequenta corsi scolastici o svolge attività formative (a) (b) (c) Codice Istat
Regioni, ripartizioni geografiche
13,9 11
- Nord-ovest
- Centro-Nord
Ciclo di programmazione 200006 - Regioni non Ob. 1
- Regioni Ob. 1
- Regioni Ob. 1 (escl. Molise)
Ciclo di programmazione 200713 - Ob. CONV
- Ob. CONV (escl. Basilicata)
- Ob. CRO
- Ob. CRO (escl. Sardegna)
Fonte: Istat, Rilevazione continua sulle forze di lavoro. Anni 2004 - 2008
Fig. 7 – Giovani che abbandonano prematuramente gli studi – Percentuale della popolazione 18-24 anni con al più la licenza media, che non ha concluso un corso di formazione professionale riconosciuto dalla Regione di durata superiore ai 2 anni e che non frequenta corsi scolastici o svolge attività formative.
22,9 30,1 26,2 26,1 28,1
Sicilia 18,7
13,9 14,1
30,2 30,7
21,3 19,6 21,9
17,0 18,3 15,2
24,3 25,1
29,330,3 26,3 29,0 27,1 27,9 28,6
Campania 16,5 16,2 16,4 15,6 15,2 15,6 15,0 14,7 16,1 16,6
Molise Abruzzo 10,9
13,2 12,3 14,8 15,6 14,7
16,7 12,7 13,3
16,4 18,0 19,2
14,8 14,8 15,5 16,5 18,0 16,317,2
21,0 16,617,4 17,7 19,4 20,0
Emilia - Romagna 12,7
16,5 16,1 17,0 16,3 15,3
Liguria 12,6
15,6 15,0
18,4 18,2 17,0 17,2 17,3 19,7
21,6 19,8 18,3 18,5 21,6 21,8
24,2 21,9 22,322,3
18,4 17,3 20,0 20,7 22,3
Piemonte 0,0
33,2 28,3
10,0 2004
15,0 2005
20,0 2006
25,0 2007
Tab. 8 – Giovani che abbandonano prematuramente la scuola – Confronto dati nazionali Regioni, ripartizioni geografiche
Basilicata Italia Ob. CONV
17,0 22,9 28,4
18,3 22,4 27,4
15,2 20,6 26,1
14,1 19,7 25,9
Variazione 2004-2008
13,9 19,7 24,6
-3,1 -3,2 -3,8
Fonte: ns elaborazione su dati Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Anche il tasso di scolarità degli alunni registrato in Basilicata risulta, rispetto al resto del Paese, molto alto. Calcolato come rapporto tra gli iscritti alle differenti scuole e la popolazione residente per corrispondenti classi di età, si attesta su livelli superiori al 100%, evidenziando la presenza di un numero sempre maggiore di ripetenze Fig. 8 – Tasso di scolarità degli alunni lucani – a.s. 2007/2008 – Regione Basilicata Tasso di scolarità
11-13 Primaria
6-10 3-6
Inf anzia 0,00
Fonte: ns elaborazione su dati ISTAT e Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Per meglio comprendere le dinamiche della dispersione scolastica appare utile esaminare quegli indicatori di natura scolastica che più influiscono sul fenomeno dell’abbandono scolastico (dropout) quali: il numero di ripetenti, i promossi con debito, i ritardi accumulati nei vari anni di corso, i passaggi ad altro indirizzo. L’Italia continua ad avere un divario piuttosto rilevante rispetto gli altri Paesi europei. Quasi 500.000 ragazzi ogni anno lasciano la scuola. Nell'anno scolastico 2004/2005 sono stati 342 mila gli alunni (di cui 289 mila al superiore) andati incontro ad una bocciatura (dati Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca). Nell’anno scolastico 2006/2007 il 12,5% degli studenti lucani scrutinati della scuola secondaria di II grado non è riuscito a concludere con successo l’anno scolastico. Le maggiori difficoltà si hanno soprattutto all’inizio del ciclo di istruzione. Ciò riconducibile, essenzialmente, alle iniziali difficoltà di inserimento in un nuovo ambiente e di approccio a nuove discipline. Il 15,1% deve ripetere il primo anno; quota che si va riducendo al crescere degli anni di corso. Sotto tale aspetto la provincia di Potenza registra maggiori difficoltà rispetto alla materana. Tab. 9– Studenti non ammessi all’anno successivo per regione, provincia e anno di corso (per 100 scrutinati) _Scuola Secondaria di II grado - A.S. 2006/07 Province Basilicata Matera Potenza
Totale 12,5 12,2 12,6
I 15,1 14,4 15,5
II 13 12,9 13
III 10,7 10,3 11
IV 10 10,4 9,9
Fonte: ns elaborazione dati Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca 14
Le non ammissioni producono notoriamente due possibili comportamenti: la ripetenza o l’abbandono. Le ripetenze, soprattutto se reiterate, producono un prolungamento del percorso di studi. Di solito si associa a fenomeni di scarsa motivazione nel proseguimento del ciclo scolastico. A livello nazionale si registra che la quota dei ripetenti sia quasi la metà di quella dei non ammessi. Ciò implica che non tutti i non ammessi alla classe successiva (ma solo il 50% circa) si iscrivono nuovamente a scuola. L’abbandono, a sua volta, può essere determinato da insuccessi scolastici, ovvero da interruzioni di frequenza. Da un’indagine condotta dal Ministero dell’Istruzione per dar conto dell’intensità del fenomeno, le percentuali di abbandono sono state raggruppate in tre categorie: - livello di abbandono “alto” : su 100 iscritti la percentuale dei non valutati al primo anno per interruzioni non formalizzate è maggiore al 3%; - livello di abbandono “medio”: la percentuale è compresa tra 1,5% e 3%; - livello di abbandono “basso”: per valori inferiori all’1,5%. In Basilicata, nell’anno scolastico 2006/2007, il numero degli studenti della scuola secondaria di secondo grado che hanno abbandonato gli studi è stato quasi e mediamente l’1%; abbandono avvenuto principalmente nel primo anno di frequenza. Questo ha maggiormente interessato la provincia di Matera, il cui rischio di abbandono raggiunge livelli medi (2,6%); mentre si mantiene basso nella provincia di Potenza. Tab. 10 – Studenti che hanno abbandonato gli studi per regione, provincia e anno di corso (per 100 iscritti) _Scuola Secondaria di II grado - A.S. 2006/07 Province
0,9 1,4 0,6
II 1,50 2,6 0,9
III 0,90 1,5 0,6
IV 0,70 1,4 0,3
0,80 1,1 0,7
V 0,40 0,3 0,4
4.3 Le competenze degli studenti in lettura in base al test PISA effettuato dall’OCSE (indicatore S02) I dati aggiornati sulle competenze degli studenti in lettura, di cui non è stato definito il valore baseline a livello regionale per indisponibilità del dato al 2003, fanno riferimento al 2006. Dalla loro analisi si evince che il sistema dell’istruzione regionale presenta standard qualitativi assolutamente insoddisfacenti; la Basilicata – insieme con Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna – si colloca, secondo i dati dell’indagine OCSE-PISA, nel gruppo di Regioni che registrano le peggiori prestazioni a livello europeo nel campo della lettura con una percentuale di 15enni con un livello basso di competenza pari al 34%.
Tab. 11 - Studenti con scarse competenze in lettura - Percentuale di 15-enni con un livello basso di competenza (al massimo primo livello) nell'area della lettura (dati aggiornati ad aprile 2008) Regioni, ripartizioni geografiche Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Trentino-Alto Adige - Bolzano - Trento Veneto Friuli - Venezia Giulia Liguria Emilia - Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna - Nord-ovest - Nord-est - Centro Centro-Nord Mezzogiorno Italia Note:
14,7 11,5
6,9 3,7 11,5
16,8 16,0 14,8
22,9 18,4 18,8 36,1 36,3 34,0 40,8 37,2 12,7 18,5 10,9 15,7 20,6 20,2 11,6 14,9 18,2 28,5 35,0 37,0 18,9 23,9 26,4 (a) Dal 2003 sono presenti anche i valori relativi agli studenti delle regioni e province autonome che partecipano all'indagine con un sovracampionamento.
Fonte: Ocse, Indagine PISA
Fig. 9 – Studenti con scarse competenze in lettura - Percentuale di 15-enni con un livello basso di competenza (al massimo primo livello) nell'area della lettura. 45,0
0,0 Piemo nt e
Lomb ard ia
Trent ino-A lt o A d ig e
V enet o
Friuli V enezia Giulia
Lig uria
Emilia Ro magna
B asilicat a
Sard egna
Nei risultati di questa rilevazione i giovani della Basilicata occupano gli ultimi posti in Italia e risultano molto lontani dalla media dei 45 Paesi OCSE. L’esito è preoccupante perché conferma la posizione di coda del Mezzogiorno che, come si evince dai grafici riportati, presentano uno scarto medio dall’obiettivo europeo di 17 punti percentuali (14% la Basilicata). Considerando che dai dati ISTAT la popolazione residente 15enne al 2008 risulta pari a 6.832 giovani, il numero degli studenti con scarse competenze in lettura è di circa 2.300 ragazzi.
4.4 Le competenze degli studenti in matematica in base al test PISA effettuato dall’OCSE (indicatore S03) Secondo i dati dell’indagine OCSE-PISA, il Meridione registra, anche nel campo della matematica, le peggiori prestazioni a livello europeo con una percentuale di 15enni con un livello basso di competenza pari al 45,7%. Tra di esse è proprio la Basilicata a riportare la migliore performance con indice pari a 38,4%. Considerando che l’obiettivo per il 2013 è del 21%, siamo ben lontani dal suo raggiungimento.
Tab. 12 – Studenti con scarse competenze in matematica - Percentuale di 15-enni con un livello basso di competenza (al massimo primo livello) nell'area della matematica. 17
Regioni, ripartizioni geografiche Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli - Venezia Giulia Liguria Emilia - Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna - Nord-ovest - Nord-est - Centro Centro-Nord Mezzogiorno Italia
19,0 14,3 6,8 14,4 21,5 16,0 15,4 26,3 19,3 47,5 31,9
18,8 23,1 16 16,7 13,6 27,2 22,6 44,3 43,0 38,4 48,9 45,3 22,2 18,3 28,2 22,9 45,7 32,8
Fonte: Ocse, Indagine PISA Fig. 11 50,0 45,0 40,0
5,0 0,0 Piemonte Lombardia
Emilia - Campania Romagna
Fig. 12 18
Anche in tal caso l’esito è preoccupante perché conferma la posizione di coda del Mezzogiorno che, come si evince dai grafici riportati, presenta uno scarto medio dall’obiettivo europeo di quasi 25 punti percentuali.
4.3 I livelli di conoscenza e competenza dei giovani secondo la metodologia INVALSI A supporto della comprensione dei meccanismi di formazione delle criticità rilevate nell’ambito dei livelli di competenza misurati dagli indicatori S02 ed S03, si esamineranno in questo paragrafo i risultati delle analisi sui livelli di conoscenza e competenza relative all’anno scolastico 2006/07 realizzati dall’INVALSI (il Sistema Nazionale di Valutazione del sistema scolastico) su un campione di scuole coinvolte nell’attuazione del PON Scuola 2000-2006. La rilevazione INVALSI analizza quattro dimensioni: debiti e recupero, eccellenza e potenziamento, progetti rivolti agli studenti, valutazione comune degli studenti. Per ciascuna dimensione viene calcolata una batteria di indicatori. Il questionario è stato somministrato sia a scuole primarie che secondarie di 1° e 2° grado. Considerando solo le scuole secondarie, il campione definito a livello regionale è così costituito: Tab. 13 – Totale delle scuole del 1° e 2° ciclo che hanno compilato il Questionario per la valutazione del sistema, in relazione al totale complessivo delle istituzioni presenti in ciascuna regione. Totale istituti che hanno compilato il questionario 31 1° ciclo 38 2° ciclo Fonte: dossier scuole PON - INVALSI Basilicata
Totale istituti statali 127 38
% di compilazione 24,4% 100%
Si noti come la percentuale di compilazione per le istituzioni scolastiche del 2° ciclo è pari al 100%. Per i “debiti e recupero” si misurano i livelli di criticità degli apprendimenti nelle due macroaree di lingua e matematica, con distinzione di grado all’interno di ciascun ciclo. In particolare per il 1° ciclo si indaga il numero di studenti che prendono parte alle attività di recupero per ciascun ambito disciplinare/disciplina, ossia: % studenti coinvolti nel recupero di italiano e % di studenti nel recupero di matematica. Per il 2° ciclo l’obiettivo è quello di individuare il numero di studenti con debito in uscita nel 200506, il numero dei debiti e se, entro il 1° quadrimestre, nessun debito è stato recuperato o se lo sono stati tutti. L’indicatore è inoltre composto dalla percentuale di studenti coinvolti complessivamente 19
nel recupero in italiano e nel recupero in matematica. (a titolo esemplificativo: % studenti con più di due debiti nell’a.s. 2005/06; % studenti con nessun debito recuperato nel I quadrimestre sul totale degli studenti iscritti nell’a.s. 2006/07; % studenti con tutti i debiti recuperati nel I quadrimestre sul totale degli studenti iscritti nell’a.s. 2006/07; % di studenti coinvolti nel recupero di italiano; % di studenti coinvolti nel recupero in matematica. A questi si aggiunge un indicatore specifico per gli Istituti Professionali relativo alla criticità degli apprendimenti nella III classe utile a segnalare eventuali fabbisogni in merito alla qualifica professionale. Nel primo ciclo, l’analisi fa emergere per la scuola secondaria di 1° grado una situazione peggiore per la Basilicata rispetto alla media del Mezzogiorno in termini di livelli di criticità di apprendimento. Tab. 14 – Livelli di criticità degli apprendimenti nella scuola secondaria 1° grado (A.S. 2006/2007). Bassa criticità degli apprendimenti
Medio- bassa criticità degli apprendimenti
Medio-alta criticità degli apprendimenti
21,7 7 % 16,7 Mezzogiorno 394 20% 325 598 % Fonte: ns elaborazione su dati dossier scuole PON – INVALSI 5
Alta criticità degli apprendimenti
30,4 % 30,7 %
47, 8% 32, 4%
Per il secondo ciclo si rileva un dato in controtendenza rispetto all’andamento delle scuole meridionali, evidenziando una elevata percentuale di licei con alta criticità degli apprendimenti, conformemente all’indice di criticità delle scuole professionali III classe. Il 66,7%, infatti, dei Licei lucani manifesta la sussistenza di alte criticità negli apprendimenti; percentuale sensibilmente al di sopra delle medie meridionali (+18,7%). Al contrario, le scuole Professionali (considerando l’intero ciclo scolastico e non solo il triennio previsto per il conseguimento della qualifica) rappresentano l’area meno problematica (ciò ad evidenziare la criticità legata ai primi anni di scuola), seguite dagli istituti tecnici. Tab. 15 – Livelli di criticità degli apprendimenti nella scuola secondaria 2° grado per regione e tipologie di scuole. (A.S. 2006/2007).
Bassa criticità degli apprendimenti Totale scuole
Tecnico Professionale Professionale III classe (qualifica) Totale
Medio- bassa criticità degli apprendimenti Totale scuole
Medio-alta criticità degli apprendimenti Totale scuole
Alta criticità degli apprendimenti Totale scuole
Totale Totale scuole
Fonte: ns elaborazione su dati dossier scuole PON – INVALSI
Gli indicatori relativi a “eccellenza e potenziamento” rilevano i tassi di eccellenza/potenziamento degli apprendimenti nella scuola secondaria di 1° grado dato dalla percentuale di studenti coinvolti 20
nel potenziamento in italiano e matematica. Nell’anno scolastico 2006/2007 quasi tutti gli studenti del campione sono stati coinvolti in azioni di potenziamento alto e medio alto in italiano e matematica (78,2%). Tab. 16 – Livelli di potenziamento/eccellenza degli apprendimenti nella scuola secondaria 1° grado (A.S. 2006/2007).
Basso potenziamento/ eccellenza
Medio- basso potenziamento/ eccellenza
Totale Totale % scuole scuole Basilicata 4 17,4% 1 Mezzogiorno 683 35,1% 308 Fonte: dossier scuole PON – INVALSI
% 4,3% 15,8%
Medio-alto potenziamento/ eccellenza
Alto potenziamento/ eccellenza
Totale scuole 7 551
Totale scuole 11 405
% 30,4% 28,3%
% 47,8% 20,8%
Totale Totale scuole 23 1947
% 100,0% 100,0%
In “Valutazione della scuola e carta dei servizi” di Calidopi (Casa editrice “La Scuola” – Brescia 1996), si sottolinea l’importanza della valutazione degli studenti quale primo livello per il superamento dell’autoreferenzialità e valido strumento per la programmazione educativa. “Un primo livello di superamento dell’autoreferenzialità della valutazione è identificabile nella dimensione collegiale della valutazione degli studenti […] che prevede l’utilizzo di prove comuni per rilevare le competenze […] e gli esiti di apprendimento, all’interno di ogni scuola, o preferibilmente, in ambiti territoriali più ampi, fino ai confronti campionari ed internazionali”. In linea con quanto sopra previsto e a sostegno dell’importanza assegnata alle prassi di valutazione comune degli studenti sono costruiti gli indicatori compositi pensati come indici i cui elementi sono rappresentati da: − Somministrazione di prove di verifica comuni; − Adozione di criteri comuni da valutazione degli apprendimenti − Livello di utilizzo dell’Archivio delle Terze Prove (solo per il 2° ciclo) − Adozione di criteri di valutazione comuni in italiano per l’ultimo anno di corso scolastico − Adozione di criteri di valutazione comuni in matematica per l’ultimo anno di corso scolastico L’indicatore relativo all’adozione di criteri comuni è ulteriormente scomposto per le materie di italiano e matematica e per ciascuna di esse relativamente all’ultimo anno di corso. In questo caso vengono individuate le scuole che non adottano criteri comuni di valutazione, altre che lo fanno solo in alcune classi, altre ancora che estendono a tutte le classi criteri di valutazione comuni. Dalle tabelle sotto riportate si evince come le scuole secondarie di 2° grado lucane svolgano un’alta e medio-alta attività di valutazione comune e che, sia per quelle in italiano che in matematica sono coinvolte tutte le classi dell’ultimo anno di corso scolastico.
Tab. 17 – Livelli di attività di valutazione degli apprendimenti per regione, per istituto e classe (1° e 3° anno)
Tecnico Professiona le
Medio-Bassa attività di valutazione comune
Bassa attività di valutazione comune
Medio-Alta attività di valutazione comune
Alta attività di valutazione comune
Fonte:nostra elaborazione su dossier scuole PON – INVALSI Tab. 18 Adozione di criteri di valutazione comuni in italiano per l'ultimo anno di corso scolastico per regione e istituto. (A.S. 2006-07) Nessuna adozione Regione
Istituto Totale scuole
Adozione in alcune classi Totale scuole
Adozione in tutte le classi
18,8% 7,7%
81,3% 92,3%
Fonte:nostra elaborazione su dossier scuole PON – INVALSI Tab. 19 - Adozione di criteri di valutazione comuni in matematica per l'ultimo anno di corso scolastico per regione e istituto. (A.S. 2006-07) Nessuna adozione Regione
% 100,0%
Fonte:nostra elaborazione su dossier scuole PON – INVALSI
L’ultima dimensione valutata dall’INVALSI riguarda i “progetti realizzati dalle scuole e a favore degli studenti”. Un aspetto di grande interesse in quanto l’obiettivo è quello di comprendere se l’attività progettuale nel suo complesso possa più o meno contribuire all’innalzamento del livello di 22
profitto degli studenti. In particolare, viene analizzato il numero dei progetti destinati agli studenti per scuola, la spesa media per progetto rivolto agli studenti e spesa complessiva dei progetti per studente. Il numero dei progetti destinato agli studenti per scuola (n. 29 per la Basilicata) ci restituisce quanto la scuola sia capace ad attivare progetti. Non è affatto chiaro, però, se un numero elevato di progetti sia da considerarsi un fattore positivo o se, piuttosto, non indichi una dispersione eccessiva delle risorse e quindi una scarsa capacità della scuola di impegnarsi in pochi e significativi progetti da perseguire nel tempo. Tab. 20 – Spesa per progetto rivolto agli studenti. (A.S. 2006-07) Bassa spesa (fino a 6.500)
Medio-bassa spesa (da 6.500 a 13.000)
Medio-alta spesa (da 13.000 a 23.000)
Alta spesa (oltre 23.000)
Se analizziamo la spesa per progetto, gran parte di quelli attivati dalle scuole lucane presentano un livello di spesa medio, ma che confrontata rispetto ai dati del Mezzogiorno risulta decisamente più alta. Per quanto attiene, invece, alla spesa complessiva per studente, la percentuale di progetti con “alta spesa” risulta superiore rispetto al resto del Mezzogiorno (+ 5,7 punti). Tab. 21 – Spesa complessiva dei progetti per studente. (A.S. 2006-07) Medio-bassa spesa (da € 75 a € 180)
Medio-alta spesa (da € 180 a € 270)
Bassa spesa (fino a € 75) Regione Totale scuole
Alta spesa (oltre € 270) Totale scuole
La matematica resta la materia, in generale, più ostica per gli alunni lucani di quasi tutti gli indirizzi scolastici. Gli studenti degli istituti professionali sono quelli che registrano il maggior numero degli ammessi con debiti formativi. Tab. 22 – Ammessi con debito per tipo di scuola, regione e disciplina scolastica_ Scuola Secondaria di II grado (per 100 ammessi con debito) - A.S. 2006/07
Licei ex Ist. Magistrale Ist. Tecnico Ist. Professionale Istruzione Artistica Basilicata
Lingua e letter. latina
Altre materie scientifiche (chimica, biologia, ecc.)
Lingua e letter. straniera
Materie economico giuridiche
Materie tecnico profess.
Fonte: dati Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca 23
4.5 Accesso e uso delle strutture e infrastrutture scolastiche – “La capacità di trasferimento di conoscenze e l’attrattività del sistema scolastico territoriale” Per un’analisi qualitativa e quantitativa più completa del sistema scolastico lucano, si è ritenuto opportuno analizzare anche le condizioni delle strutture ed infrastrutture della scuola stessa. “Strutture ed impianti edilizi, costituiscono un po’ l’hardware dell’istruzione, la condizione strutturale su cui si possono sviluppare condizioni per la messa in atto di servizi efficienti, di organizzazioni funzionali e di attività didattiche efficaci”; è quanto si afferma nel 1° Rapporto sulla qualità della scuola. (Tuttoscuola, giugno 2007) In realtà, le informazioni che seguono contribuiscono ad esplorare l’offerta culturale che le istituzioni scolastiche lucane sono in grado di mettere a disposizione attraverso le loro strutture. grazie alle indicazioni riguardanti sia la dotazione dei laboratori per ciascun livello di istruzione che il patrimonio librario della o delle biblioteche presenti in ciascuna istituzione scolastica. Circa le condizioni dell’edilizia scolastica, non è possibile tracciare un quadro complessivo e riepilogativo delle condizioni strutturali dei centri di erogazione del servizio scolastico presenti sul territorio regionale nonostante le rilevazioni effettuate dal competente Dipartimento Regionale Mobilità, Infrastrutture ed OO.PP nel corso degli anni 2006 e 2007 con la collaborazione degli Enti Locali interessati e finalizzate alla realizzazione della nuova Anagrafe Nazionale dell’Edilizia Scolastica diretta ad accertare la consistenza, la situazione e la funzionalità del relativo patrimonio scolastico. Difatti, la realizzazione del relativo Sistema Informativo, di responsabilità del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, è in corso di completamento comportando la indisponibilità per la Regione in forma elaborata dei dati rilevati. Anche per quanto riguarda la "rilevazione delle situazioni di rischio connesse alla vulnerabilità di elementi anche non strutturali negli edifici scolastici", ancorchè completata dal Gruppo di Lavoro Regionale nei tempi stabiliti dall'Intesa Istituzionale n° 7/CU del 28 gennaio 2009 tra il Governo, le Regioni, le province autonome di Trento e Bolzano, le Autonomie locali, non è ancora possibile disporre dei dati in forma elaborata. Da una prima analisi delle situazioni di rischio, sembra comunque che la problematica sia circoscritta. Nelle tabelle che seguono vengono riportati i dati, per la Regione Basilicata e il Mezzogiorno e per il 1° e 2° ciclo della scuola secondaria, riguardanti:    
Presenza e numerosità dei laboratori; Presenza e dotazione della biblioteca scolastica; Fruizione dei laboratori; Progetti rivolti direttamente agli studenti.
Rispetto al primo indicatore, calcolato come la numerosità di laboratori per 100 studenti, la Basilicata mostra una dotazione migliore rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno, evidenziando una presenza di spazi didattici dedicati ed attrezzati in numero medio-alto per la maggior parte delle istituzioni scolastiche (in particolare nel 1° ciclo). E’ il caso di evidenziare, a questo proposito, quanto sia rilevante la didattica in laboratorio per l’istruzione tecnica e professionale (parte integrante del curriculum obbligatorio) .
Tab. 23 – Strutture e infrastrutture scolastiche – Numerosità totale di laboratori lucani e delle regioni del Mezzogiorno per 100 studenti per grado scuola secondaria. Basso numero di laboratori (meno di uno)
Grado scuola secondaria
Basilicata Mezzogiorno Basilicata
Medio numero di laboratori (da 1 a 2)
Alto numero di laboratori (più di 2)
Stesso ragionamento può essere fatto per il patrimonio librario della o delle biblioteche presenti in ciascuna istituzione scolastica, calcolato in termini di:  volumi complessivi presenti (tab. 19);  numero medio di volumi della biblioteca per studente (tab. 20). In termini assoluti le biblioteche della Basilicata (soprattutto nel 2° ciclo) risultano molto meno dotate rispetto al resto del Meridione, ma ciò è giustificato dalla minore popolazione scolastica lucana. Infatti, le performance delle nostre biblioteche migliorano se si considera il numero di volumi per ogni studente. Tab. 24 – Strutture e infrastrutture scolastiche – Numero di volumi della biblioteca scolastica. Confronto Basilicata e Meridione e grado scuola secondaria.
Basso numero di volumi (meno di 2000)
Medio-basso numero di volumi (da 2001 a 6000)
Medio-Alto numero di volumi (da 6001 a 9000)
Alto numero di volumi (più di 9001)
1° ciclo Mezzogiorno
Tab. 25 – Strutture e infrastrutture scolastiche – Numero di volumi per studente. (AS 2006-2007)
Basso numero di volumi (meno di 1)
Medio - basso numero di volumi (da 1 a meno di 2)
Medio -alto numero di volumi (da 2 a meno di 5)
Alto numero di volumi (più di 5)
2° ciclo Mezzogiorno
In un’analisi non solo quantitativa ma anche e soprattutto qualitativa del sistema scolastico, non basta soffermarsi sulle variabili di input, ma occorre cogliere anche la fruibilità e l’utilizzo delle 25
dotazioni strutturali esistenti. Fruibilità intesa come potenzialità, utilizzo come l’effettivo impiego da parte degli studenti in una settimana tipo. La fruibilità viene rilevata dal rapporto tra numerosità del totale di laboratori e numero di responsabili, sottintendendo che laddove non sia presente un responsabile di laboratorio retribuito, le occasioni di utilizzo possono essere considerati come meno strutturate. L’utilizzo invece è analizzato attraverso un indicatore composito espresso attraverso percentuale e definito dall’utilizzo di ciascuna tipologia di laboratorio:  % di studenti che utilizza settimanalmente ciascun laboratorio;  % di studenti che utilizza settimanalmente il laboratorio linguistico;  % di studenti che utilizza settimanalmente il laboratorio scientifico;  % di studenti che utilizza settimanalmente il laboratorio espressivo;  % di studenti che utilizza settimanalmente il laboratorio di indirizzo. L’indice riportato nella tabella sottostante è sommativo dei due indicatori. Per quanto riguarda la dotazione libraria ci si riferisce solo alla fruibilità intesa come presenza/assenza di prestiti in un mese e presenza/assenza di un responsabile di biblioteca regolarmente retribuito. Tab. 26 – Strutture e infrastrutture scolastiche – Livelli di fruizione dei laboratori. Confronto tra Basilicata e Meridione e tra i gradi di scuola secondaria (AS 2006-2007)
Basilicata Mezzogiorno Basilicata Mezzogiorno
Grado scuola secon daria
Medio- Bassa fruizione
Bassa fruizione
Medio-Alta fruizione
Alta fruizione
% 100,0 % 100,0 % 100,0 % 100,0 %
Fonte:nostra elaborazione su dossier scuole PON – INVALSI Tab. 27 – Strutture e infrastrutture scolastiche – Livelli di fruizione delle biblioteche. Confronto tra Basilicata e Meridione e tra i gradi di scuola secondaria (AS 2006-2007)
Mezzogiorno Basilicata
Bassa fruizione Totale scuole
Medio- Bassa fruizione Totale scuole
Medio-Alta fruizione Totale scuole
Alta fruizione Totale scuole
Buona e al di sopra della media meridionale è la fruizione dei laboratori e delle biblioteche da parte degli studenti lucani.
Il sistema di rete delle istituzioni scolastiche lucane.
Attraverso indicatori come il numero di reti a cui ciascuna scuola partecipa ed il numero di attività svolte in rete per scuola, è possibile avere una misura di quanto ciascuna istituzione scolastica sia in grado di superare la propria autoreferenzialità e svolgere attività in collaborazione o con il supporto di altre istituzioni scolastiche o con altri soggetti esterni come università, ordini professionali, associazioni e/o il mondo produttivo esistente in un territorio. Questa dimensione può essere esplorata attraverso alcuni indicatori quali quelli evidenziati nelle tabelle che seguono:  Numero di reti a cui ciascuna scuola partecipa;  Numero attività svolte in rete;  Varietà di soggetti esterni con cui ciascuna scuola stipula accordi o convenzioni. Tab. 28 – Numero delle reti a cui ciascuna scuola partecipa (A.S. 2006/07)
Nessuna partecipazione Total e scuol e
Basso numero (da 1 a 2) Totale scuole
Medio numero (da 3 a 4) Totale scuole
Alto numero (da 5 a 7)
Fonte:nostra elaborazione su dossier scuole PON – INVALSI Tab. 29 – Numero di attività svolte in rete per scuola (A.S. 2006/07)
Nessuna attività Totale scuole
Basso numero di attività (da 1 a 2)
Medio numero di attività (da 3 a 4)
Alto numero di attività (da 5 a 7)
Totale scuole 31
Fonte:nostra elaborazione su dossier scuole PON – INVALSI Tab. 30 – Varietà dei soggetti con cui ciascuna scuola stipula accordi.
Bassa varietà Totale scuole
Medio - bassa varietà Totale scuole
Medio - alta varietà Totale scuole
Alta varietà
Dai dati sopra evidenziati, palese è la scarsa capacità delle istituzioni scolastiche lucane di porre in campo attività in rete, facendo leva sul proprio capitale sociale. 27
Le criticità del sistema scolastico regionale L’analisi del contesto operativo in cui si inseriscono le tematiche afferenti al sistema dell’istruzione ha consentito di mettere meglio in luce alcuni aspetti problematici del sistema scolastico regionale, che si riportano di seguito sinteticamente, il cui superamento costituisce la condizione essenziale per il conseguimento dell’obiettivo di servizio istruzione. La popolazione scolastica regionale totale appare in calo e si attesta nel 2008 su un valore di 95.257 unità perdendo oltre 5.000 unità rispetto al 2005. La contrazione del numero di alunni iscritti ha interessato maggiormente la scuola secondaria di I grado con una percentuale del 12% circa, seguita dalla scuola dell’infanzia con il -6% e infine con valori non estremamente significativi dalla scuola primaria e da quella secondaria di II grado Circa il fenomeno della dispersione scolastica - che appare tuttavia in corso di riduzione negli ultimi anni in Basilicata attestandosi nel 2008 al 13,9%- ,l’esame di alcuni parametri quali le ripetenze e le promozioni con debito che possono costituire l’antenna delle difficoltà incontrate dagli studenti e che inducono gli stessi ad abbandonare anzitempo il percorso di formazione scolastica ha consentito si rilevare che: -
il periodo più delicato appare costituito dal passaggio dalla scuola secondaria di I grado a quella di II grado; è, difatti, in questa fase che si concentra il fenomeno delle ripetenze che tende a ridursi negli anni successivi; le non ammissioni all’anno successivo, nel 50% dei casi, inducono gli studenti all’abbandono della scuola già in questa fase; gli insuccessi scolastici, se reiterati, determinano condizioni di scarsa motivazione nel proseguimento del ciclo scolastico e portano ad abbandoni successivi.
Riguardo alle competenze degli studenti, il sistema dell’istruzione regionale presenta standard qualitativi assolutamente insoddisfacenti; la Basilicata – insieme con Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna – si colloca, secondo i dati dell’indagine OCSE-PISA, nel gruppo di Regioni che registrano le peggiori prestazioni a livello europeo nel campo della lettura e nel campo della matematica con una percentuale di 15enni con un livello basso di competenza pari nel 2006, rispettivamente, al 34,0% ed al 38,4% L’analisi dei risultati delle indagini svolte dall’INVALSI su un campione di scuole a supporto della comprensione dei meccanismi di formazione delle criticità rilevate dal test PISA-OCSE ha posto in evidenza: -
un livello di criticità negli apprendimenti peggiore alla media meridionale nella scuola secondaria di 1° grado e apparentemente meno preoccupante nella scuola secondaria di 2° grado il permanere della criticità negli apprendimenti nell’arco dell’intero ciclo scolastico di II grado.
Le preoccupanti condizioni di criticità negli apprendimenti rilevate appaiono in contraddizione sia con i dati relativi alla dotazione infrastrutturale delle scuole che, valutata in termini di spazi didattici dedicati ed attrezzati, appare maggiore rispetto alle altre Regioni del Mezzogiorno, evidenziando un valore medio-alto per la maggior parte delle istituzioni scolastiche (in particolare nel 1° ciclo) sia con quelli riguardanti la fruizione dei laboratori e delle biblioteche da parte degli studenti lucani che risulta buona e al di sopra della media meridionale. A fronte di tali dati appare ipotizzabile la presenza sia di una carenza qualitativa e tecnologica degli spazi didattici esistenti sia di una diffusa inadeguatezza, sotto il profilo innovativo, delle metodologie didattiche adottate dal personale docente.
L’analisi del contesto operativo del sistema scolastico regionale ha però messo in luce anche la presenza di lacune nel sistema conoscitivo del complesso sistema dell’istruzione e che andrebbero colmate per rendere più efficace l’intervento regionale e che investono aspetti connessi all’edilizia scolastica - di cui non è ancora possibile tracciare a breve un quadro riepilogativo circa le condizioni strutturali ed i fabbisogni di intervento nonostante gli sforzi tuttora protesi nella definizione di una tale mappatura - ed alla stessa popolazione scolastica, che andrebbe monitorata nell’intero percorso formativo per evidenziarne le criticità e rispetto alla quale andrebbero approfonditi anche i fenomeni legati alla pendolarità per ottimizzare i servizi di trasporto e la distribuzione sul territorio dei centri di erogazione servizio scolastico.
L’ORGANIZZAZIONE DELLE AZIONI
Il superamento delle criticità rilevate nel sistema scolastico regionale richiede la messa in campo di una strategia in grado di intervenire sul complesso sistema di fattori in grado di esercitare la propria influenza sull’innalzamento della qualità dell’offerta formativa scolastica e della sua attrattività contrastando i fenomeni dell’abbandono scolastico ed elevando le competenze chiave degli studenti. Tali fattori investono aspetti diversificati del sistema scolastico che vanno dall’innovazione della metodologia didattica al miglioramento degli ambienti di apprendimento in termini di infrastrutture e dotazioni laboratoriali tematiche, dall’intensificazione dei collegamenti e delle relazioni della scuola col mondo del lavoro e del sistema universitario all’aumento dell’accessibilità delle strutture scolastiche. In coerenza di una siffatta strategia di miglioramento del sistema locale di apprendimento nel suo complesso sono individuati i seguenti obiettivi: a) Implementare strumenti a supporto della programmazione, gestione, controllo e valutazione dell’offerta scolastica b) Elevare le competenze del personale scolastico per migliorare l’offerta formativa e ridurre gli abbandoni c) Migliorare le strutture scolastiche per aumentare la capacità di trasferimento di conoscenze e l’attrattività del sistema scolastico territoriale d) Elevare le capacità di trasferimento delle conoscenze nel sistema scolastico e) Aumentare l’offerta di servizi complementari ed al sostegno del diritto allo studio f) Formare e sensibilizzare il personale scolastico e le scuole sulle metodiche di valutazione e autovalutazione
Per conferire efficacia all’attuazione del presente Piano di Azione, gli obiettivi strategici descritti nel paragrafo precedente vengono di seguito articolati in azioni operative. a) Implementare strumenti a supporto della programmazione, gestione, controllo e valutazione dell’offerta scolastica Il grado di efficacia del processo di programmazione messo in atto è strettamente correlato alla rispondenza della stessa rispetto ai fabbisogni del sistema scolastico regionale. Appare necessario mettere a punto, pertanto, un sistema conoscitivo del sistema scolastico implementando sia strumenti a carattere permanente che attivando indagini ad hoc. Con riferimento agli strumenti di carattere permanente si prevede l’implementazione di :  L’Anagrafe dell’edilizia scolastica regionale al fine di monitorare le condizioni strutturali e non del patrimonio scolastico nonché i conseguenti fabbisogni di intervento. 30
 L’Anagrafe della popolazione scolastica: banca dati che raccoglie tutti i dati relativi alla popolazione scolastica quale rappresentazione qualitativa e quantitativa del sistema scolastico;  L’Anagrafe dell’offerta formativa: archivio digitale che raccoglie informazioni riguardanti le tipologie, caratteristiche, dimensioni, finalità e quant’altro di tutti i soggetti che costituiscono il sistema di istruzione e formazione del territorio regionale. Acquisizione di informazioni relative agli interventi realizzati e programmati sul territorio.
b) Elevare le competenze del personale scolastico per migliorare l’offerta formativa e ridurre gli abbandoni Il miglioramento dell’offerta formativa appare strettamente connesso alle competenze ed al grado di aggiornamento del personale docente, amministrativo e dirigente. A questo scopo saranno previste azioni di: 
Formazione finalizzata alla crescita professionale del corpo docente attraverso l’acquisizione di metodiche, competenze didattiche integrate e pluridisciplinari .
c) Migliorare le strutture scolastiche per aumentare la capacità di trasferimento di conoscenze e l’attrattività del sistema scolastico territoriale Il miglioramento degli ambienti di apprendimento costituisce una delle condizioni necessarie per innalzare il livello di attrattività della scuola. Rientrano in tale obiettivo gli interventi miranti a rendere complessivamente più ‘sicuri e vivibili’ gli edifici scolastici assicurando sia le adeguate condizioni di sicurezza ed accessibilità sia la presenza di spazi ed attrezzature per consentire oltre che lo svolgimento dell’attività didattica ordinaria anche attività extracurriculari:  Realizzazione di interventi di edilizia scolastica finalizzati ad aumentare la sicurezza e l’accessibilità degli edifici scolastici nonché la fruibilità dei plessi scolastici anche oltre il normale orario di svolgimento delle lezioni. Gli interventi saranno realizzati anche sulla base di criteri di ecosostenibilità, assolvendo oltre che esigenze di riduzione dei consumi idrici ed energetici, anche una importante funzione educativa e di sensibilizzazione degli studenti rispetto alle tematiche del risparmio delle risorse naturali non rinnovabili.  Incremento e rinnovamento dei laboratori e delle relative dotazioni tecnologiche funzionali alla finalità di elevare l’apprendimento delle competenze chiave.
Elevare le capacità di trasferimento delle conoscenze nel sistema scolastico Per il conseguimento di tale finalità sono previste azioni di:
 Costruzione di reti in modo da assicurare l’integrazione del sistema scolastico con il mondo della formazione post secondaria e universitaria, con le politiche della formazione professionale e con il mercato del lavoro favorendo anche lo sviluppo di progetti di alternanza scuola - lavoro;  Potenziamento delle capacità progettuali per rendere maggiormente attrattiva la scuola con azioni mirate a mettere in pratica modelli innovativi della gestione del tempo e l’attivazione di interventi finalizzati a potenziare la capacità di accoglienza della scuola e di inclusione tra la vita degli studenti ed i saperi degli adulti. 31
 Attivazione di attività extracurriculari quale opportunità di incontro e di integrazione con il contesto sociale.  Sviluppo e potenziamento di percorsi di istruzione fortemente integrati con la realtà socio-economica del territorio regionale nell’ambito dell’obbligo formativo
e) Aumentare l’offerta di servizi complementari ed a sostegno del diritto allo studio Si inseriscono in tale obiettivo strategico azioni di:  Potenziamento ed ottimizzazione dei servizi di trasporto in rapporto alla pendolarità degli studenti, dei servizi di mensa .  Sviluppo dei servizi di orientamento scolastico e professionale  Sostegno delle famiglie per l’acquisto dei testi scolastici della scuola secondaria di I e II grado e per il collegiamento  Sostegno dell’offerta formativa a favore degli studenti disabili ed affetti da difficoltà di apprendimento  Sostegno dell’offerta formativa a favore delle scuole di montagna  Concessione di Borse di Studio f) Formare e sensibilizzare il personale scolastico e le scuole sulle metodiche di valutazione e autovalutazione Lo sviluppo di processi valutativi nell’ambito del sistema scolastico costituiscono la condizione necessaria per verificare l’efficacia dei percorsi di istruzione e formazione. In tale ottica si prevede l’attivazione di azioni finalizzate alla:  Implementazione di Sistemi di Qualità nelle scuole volti ad analizzare e progettare i percorsi formativi da porre in essere, attuare, gestire e controllare i processi formativi, misurare i risultati.  Integrazione dell’azione prevista dal Ministero per la sensibilizzazione dei docenti sulle prove OCSE – PISA.
Si riporta di seguito la tavola di raccordo tra obiettivi specifici, azioni operative e le criticità del sistema scolastico che si intende superare con il conseguimento dell’obiettivo di servizio Istruzione misurate dagli specifici indicatori.
Tab. 31 - Raccordo tra criticità e azioni da porre in essere
a) Implementare strumenti a supporto della programmazione, gestione, controllo e valutazione dell’offerta scolastica
Indicatore S.01: Percentuale della popolazione in età 18-24 anni con al più la licenza media, che non ha concluso un corso di formazione professionale riconosciuto dalla Regione di durata superiore ai due anni;
b) Elevare le competenze del personale scolastico per migliorare l’offerta formativa e ridurre gli abbandoni c) Migliorare le strutture scolastiche per aumentare la capacità di trasferimento di conoscenze e l’attrattività del sistema scolastico territoriale
Miglioramento infrastrutture scolastiche
d )Elevare le capacità di trasferimento delle conoscenze nel sistema scolastico
Costruzione reti
Anagrafe edilizia scolastica Anagrafe popolazione scolastica Anagrafe offerta formativa
e)Aumentare l’offerta di servizi complementari ed al sostegno del diritto allo studio
Integrazione percorsi formativi con realtà socio-economica territoriale Potenziamento ed ottimizzazione servizi di trasporto scolastico e mensa Sviluppo servizi orientamento Sostegno alle famiglie per l’acquisto dei testi scolastici e per il collegiamento Concessione Borse di studio
f)Formare e sensibilizzare il personale scolastico e le scuole sulle metodiche di valutazione e autovalutazione Quadro strategico nazionale 2007-2013
Sostegno dell’offerta formativa a favore degli studenti disabili ed affetti da difficoltà di apprendimento Sostegno dell’offerta formativa a favore delle scuole di montagna Implementazione Sistemi di Qualità Sensibilizzazione docenti test PISA OCSE
Indicatore S.03: percentuali di quindicenni con al massimo il primo livello di competenza in matematica del test PISA effettuato dall’OCSE
Incremento e rinnovamento dotazioni laboratoriali
Potenziamento capacità progettuali
Indicatori Obiettivo di servizio Istruzione Indicatore S.02: percentuali di quindicenni con al massimo il primo livello di competenza in lettura del test PISA effettuato dall’OCSE
33 Obiettivi di servizio2009-2013
6. PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA
6.1 Fonti di finanziamento e raccordo con le azioni programmabili L’individuazione all’interno del quadro strategico riferito alla politica regionale unitaria per il periodo 2007-2013 di obiettivi comuni tesi ad assicurare alla popolazione del Mezzogiorno livelli adeguati nell’ambito di alcuni servizi giudicati essenziali per la popolazione, rende più agevole la costruzione di una cornice programmatico-finanziaria all’interno della quale inserire le azioni operative volte a migliorare il sistema dell’istruzione regionale. In particolare, l’azione di miglioramento del sistema scolastico considerato nella sua interezza può contare, oltre che sulle risorse rivenienti dai fondi ordinari nazionali, regionali e degli Enti Locali tesi a garantire il diritto allo studio, sulle risorse finanziarie a valere sui Fondi Strutturali Comunitari (FESR e FSE) e sui Fondi per le Aree Sottoutilizzate (FAS) individuate nella specifica Programmazione Operativa a livello Regionale. Non si può non rilevare come la cancellazione delle risorse FAS di interesse strategico nazionale inizialmente programmate per sostenere anche le quattro regioni del Mezzogiorno non Convergenza, e tra queste la Basilicata – decisione adottata da parte del Governo nazionale per fronteggiare la grave crisi economico finanziaria di portata mondiale scoppiata nel corso del 2008 - rischi di compromettere il percorso della Regione in direzione del conseguimento dell’obiettivo di miglioramento del sistema dell’istruzione e delle connesse risorse premiali. Le sole risorse finanziarie riferibili al Miglioramento e valorizzazione del sistema istruzione, pur individuata quale una delle priorità strategiche del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 (Priorità 1) in quanto fattore decisivo per lo sviluppo economico e la coesione sociale di una realtà territoriale, derivano dalle risorse programmate all’interno dei Programmi Operativi della Regione Basilicata (PO FESR 2007-2013, PO FSE 2007-2013, PAR FAS 2007-2013) di cui si forniscono di seguito alcuni elementi informativi finalizzati ad evidenziare le potenzialità di raccordo sinergico a livello programmatico e finanziario. La rilevanza attribuita dalla Regione all’innalzamento della qualità del capitale umano ed al miglioramento del sistema dell’istruzione e della formazione è testimoniata dalla concentrazione di risorse finanziarie sull’ASSE IV Capitale umano del PO FSE Basilicata 2007-2013 che vede allocato circa il 40% dell’intero ammontare finanziario disponibile per l’attuazione del Programma Operativo. L’Asse si articola in 4 obiettivi specifici di cui due appaiono strettamente connessi all’obiettivo di servizio istruzione in quanto rivolti al miglioramento della qualità dei sistemi di apprendimento e ad assicurare la massima partecipazione ai sistemi educativi e formativi di cui viene riportata nel prospetto seguente la relativa articolazione in obiettivi operativi.
PO FSE Basilicata 2007-2013 – Asse IV Capitale umano Obiettivo specifico
h) Elaborare e introdurre riforme dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro per migliorarne l’integrazione e sviluppare l’occupabilità con particolare attenzione all’orientamento -
i – 1) Aumentare la partecipazione all’apprendimento permanente, anche attraverso provvedimenti intesi a ridurre l’abbandono scolastico e le disparità di genere rispetto alle materie.
Obiettivo operativo - miglioramento della qualità di offerta dei diversi sistemi, verifica in modo qualificato e ampio (test PISA) dei progressi nella qualità dell’istruzione; - potenziamento nell’uso delle nuove tecnologie ICT nell’istruzione; - integrazione tra istruzione, formazione e lavoro per promuovere conoscenze spendibili e migliorare l’orientamento e il dialogo con le imprese,l’aggiornamento delle competenze degli operatori e la loro capacità di lavorare insieme..
Risorse finanziarie (MEURO) (non formalmentedefinite)
Iniziative rivolte a tre obiettivi principali: -lotta all’abbandono scolastico (sostegno e accompagnamento dei giovani nei loro percorsi educativi e nella loro socialità, con particolare attenzione alle situazioni di marginalità), -sviluppo di opportunità di apprendimento permanente (strutture ed opportunità educative per adulti, voucher per lavoratori), -sostegno alle donne negli studi scientifici e nei percorsi di studio ove soffrono disparità
Con il PO FESR Basilicata 2007-2013 la Regione si prefigge di migliorare in modo permanente e strutturale l’accessibilità e la qualità dei servizi per la collettività e del singolo contribuendo a creare quelle condizioni di contesto che favoriscono lo sviluppo locale e la competitività territoriale. In tal senso opera l’ASSE VI Inclusione Sociale assumendo espressamente tra le proprie finalità quella di contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di servizio istruzione sostenendo un processo di miglioramento degli “ambienti dell’apprendimento” da realizzare agendo prevalentemente sulle dotazioni infrastrutturali e laboratoriali del patrimonio scolastico favorendo la fruibilità dei plessi scolastici anche oltre il normale orario di svolgimento delle lezioni. In particolare è previsto all’interno dell’Asse VI uno specifico obiettivo operativo Riqualificazione del patrimonio scolastico articolato a sua volta nella linea di intervento Polifunzionalità ed allungamento dei tempi di apertura delle scuole. Nel prospetto seguente si riporta l’importo delle risorse finanziarie assegnate con Deliberazione della Giunta Regionale n.46/2009 all’obiettivo operativo ed alla rispettiva linea di intervento sopracitati.
PO FESR Basilicata 2007-2013 – Asse VI Inclusione sociale
Obiettivo specifico VI.1
Obiettivo operativo VI.1.3
Promuovere la società inclusiva sostenendo la coesione sociale e territoriale e garantendo l’accessibilitò e la qualità dei servizi pubblici e collettivi
Riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico
Linea di intervento VI.1.3.A
Polifunzionalità e allungamento dei tempi di apertura delle scuole
Risorse finanziarie (MEURO)
24,875*
* D.G.R. n. 46/09
Il Programma Attuativo Regionale a valere sulle risorse FAS per il periodo 2007-2013, in breve PAR FAS Basilicata 2007-2013, individua tra le azioni cardine su cui è imperniato il programma quella n.7 volta a Migliorare la qualità del sistema dell’istruzione inserita nella linea di azione II.a.1 Investire sulla qualità del sistema di istruzione a sua volta compresa nell’Obiettivo specifico II.A Valorizzazione del capitale umano ai fini del miglioramento della qualità del sistema di istruzione. L’azione mira espressamente ad elevare le competenze degli studenti agendo sia sul versante degli investimenti infrastrutturali di riqualificazione e di messa in sicurezza degli edifici scolastici nonché del potenziamento delle dotazioni laboratoriali e dei servizi complementari sia sul versante della qualificazione didattica e formazione degli insegnanti, del miglioramento dei processi formativi (introduzione e sensibilizzazione rispetto ai test di valutazione ed autovalutazione, attivazione di attività extracurriculari etc.) nonché della implementazione di sistemi di ausilio rispetto alla programmazione e valutazione scolastica (es. anagrafe scolastica).
Obiettivo specifico II.A Valorizzazione del capitale umano ai fini del miglioramento della qualità del sistema di istruzion
Linea di azione II.a.1
Azione cardine n.7
Investire sulla qualità del sistema di istruzione
Migliorare la qualità del sistema dell’istruzione
Le risorse a carattere ordinario fanno capo a strumenti finanziari facenti capo, principalmente, alla L.23/96 “Norme per la sicurezza degli edifici scolastici, alla Legge 289/2002 art. 80 comma 21 "Piano Straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici", all'Intesa Istituzionale n° 7/CU del 28 gennaio 2009 pubblicata sulla GURI n° 33 in data 10.02.2009 "Indirizzi per prevenire e fronteggiare eventuali situazioni di rischio connesse alla vulnerabilità di elementi anche non strutturali negli edifici scolastici", all'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n° 3728 del 29.12.2008 per "Interventi sugli edifici scolastici", alla legge 27 dicembre 2006 n° 296 art. 1, comma 626 "Bando per la presentazione delle domande di finanziamento di progetti finalizzati all'adeguamento delle strutture alle vigenti disposizioni in tema di sicurezza e igiene del lavoro o all'abbattimento delle barriere architettoniche negli istituti di istruzione di scuola secondaria di primo grado e superiore" (Bando INAIL). La Regione, inoltre, nell’ambito del Programma Operativo Val D’Agri, finanziato con le risorse rivenienti dalle royalties del petrolio, ha programmato, ed in parte già realizzato, una serie di 36
interventi nel campo dell’edilizia scolastica a favore dei Comuni facenti parte dell’area interessata dall’attuazione del P.O. stesso. Va rilevato, ancora, che in attuazione della Legge Regionale n.21/79 concernente la promozione di interventi finalizzati a rendere effettivo il diritto allo studio rimuovendo gli ostacoli di ordine economico e socio-culturale che limitano la frequenza e l’assolvimento dell’obbligo scolastico, la Regione definisce annualmente un Piano regionale che, a partire dal 2008, ha cominciato a superare la dimensione di adempimento normativo per diventare uno strumento di politica integrata – il Piano Regionale Integrato di Diritto allo Studio - in cui far confluire tutte le risorse ordinarie di carattere nazionale e regionale volte a migliorare il sistema dell’offerta dei servizi scolastici coniugando gli obiettivi delle politiche finalizzate a garantire il diritto allo studio con quelle dirette a promuovere il successo formativo e l’innalzamento degli apprendimenti. Il quadro delle risorse finanziarie attivabili ai fini del conseguimento degli obiettivi di servizio potrebbe nel breve periodo sostanziarsi di risorse aggiuntive grazie ad un accordo in corso di definizione tra la Regione Basilicata ed il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca finalizzato ad affidare alla gestione diretta da parte della Regione delle risorse finanziarie destinate ordinariamente alle Direzioni scolastiche regionali per l’attivazione di attività curriculari ed extracurriculari. Nel prospetto di seguito riprodotto sono riportate le risorse finanziarie di cui viene stimata la disponibiltà al 2012 per l’attuazione delle azioni operative finalizzate al conseguimento dei target relativi all’obiettivo di servizio Istruzione. Relativamente al Piano Regionale Integrato di Diritto allo Studio, si fa rilevare che i valori riportati fanno riferimento al solo valore delle risorse stanziate per l’anno scolastico 2009/2010. Va considerato che un equivalente importo di risorse è stato stanziato anche per il precedente anno scolastico 2008/2009 in direzione delle stesse finalità e, pertanto, anche in direzione del perseguimento dell’obiettivo di servizio Istruzione come dichiarato anche nelle premesse del Piano stesso. Per le annualità successive si stima di poter contare su una disponibilità decrescente delle risorse in dipendenza delle scelte del Governo nazionale in merito all’organizzazione dell’offerta formativa scolastica. Inoltre, circa le risorse afferenti al PO FSE 2007/2013, Asse IV Capitale Umano, va evidenziata la già avvenuta attivazione nel corso del 2008 – tramite Avviso pubblico destinato alle scuole pubbliche secondarie di secondo grado - di un ammontare di risorse pari a € 8.220.000,00 destinate all’attuazione di azioni ed interventi integrativi delle attività scolastiche curriculari nell’ambito della strategia regionale di innalzamento degli standard di qualità del sistema scolastico. I progetti selezionati saranno realizzati entro il 31 dicembre 2009.
Raccordo programmatico finanziario del Piano di Azione con la Programmazione comunitaria, nazionale, regionale Valori in MEURO PO FSE 20072013
a) Implementare strumenti a supporto della programmazione, gestione, controllo e valutazione dell’offerta scolastica b) Elevare le competenze del personale scolastico per migliorare l’offerta formativa e ridurre gli abbandoni c) Migliorare le strutture scolastiche per aumentare la capacità di trasferimento di conoscenze e l’attrattività del sistema scolastico territoriale
Indagini ad hoc Anagrafe edilizia scolastica Anagrafe popolazione scolastica Anagrafe offerta formativa
Costruzione reti Potenziamento capacità progettuali Attività extracurriculai Integrazione percorsi formativi realtà socio-economica territoriale Potenziamento ed ottimizzazione servizi di trasporto scolastico Sviluppo servizi orientamento Sostegno alle famiglie per l’acquisto dei testi scolastico e per il collegiamento Concessione Borse di studio Sostegno dell’offerta formativa a favore degli studenti disabili ed affetti difficoltà di apprendimento Sostegno dell’offerta formativa a favore delle scuole di montagna Implementazione Sistemi di Qualità Sensibilizzazione docenti test PISA OCSE
f)Formare e sensibilizzare il personale scolastico e le scuole sulle metodiche di valutazione e autovalutazione
PO FESR 20072013
Fonti di finanziamento Piano integrato Fondi rivenienti da regionale di diritto allo programmi nazionali studio(anno scolastico (comprensivi di quota parte Regione e Enti attuatori) 20092010) l.23/06, L.289//02, bando INAIL, Intesa istituzionale.
P.O. Val D’Agri
0,500 0,250 0,250 8,000
Miglioramento infrastrutture scolastiche Incremento e rinnovamento dotazioni laboratoriali
8,000 2,100 2,132 0,400 0,140 0,500
GLI ATTORI ISTITUZIONALI E LA GOVERNANCE DEL PIANO DI AZIONE
L’architettura istituzionale che è venuta a disegnarsi tra la fine degli anni ’90 e gli inizi del anni 2000 ha assegnato alle Regioni un ruolo cruciale in materia di organizzazione e programmazione delle politiche in materia di istruzione e formazione. Difatti, alla funzione in materia di programmazione attribuita con il D.Lgs.112/98 è stata affiancata la potestà legislativa esclusiva nel campo della istruzione e formazione professionale e concorrente in materia di istruzione scolastica attribuita con la riforma dell’articolo V della Costituzione nel 2001. Lo Stato conserva la potestà esclusiva in materia di principi fondamentali, di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni, di definizione delle norme generali sull’istruzione nonché di disciplina dell’autonomia delle istituzioni scolastiche. Tuttavia, il ritardo nel trasferimento di tutte le funzioni attribuite alle Regioni e la presenza di alcune incertezze nella demarcazione tra le competenze tra Stato e Regione impediscono, di fatto, alle Regioni di sfruttare appieno gli spazi di competenza aperti dalle riforme istituzionali attivate nel campo dell’istruzione comprimendo le potenzialità delle politiche regionali in tema di programmazione ed organizzazione dell’offerta formativa sul territorio regionale. Uno dei principali attori istituzionali in materia di Istruzione resta, dunque, l’Amministrazione centrale, vale a dire il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, che proprio in virtù del ruolo fondamentale che gli viene riconosciuto nell’influenzare i risultati conseguibili nell’ambito del miglioramento scolastico è destinatario di una quota delle risorse premiali destinate all’obiettivo Istruzione. Il livello di sinergia che si svilupperà tra la concertazione dell’azione regionale con quella dell’amministrazione centrale risulterà, pertanto, determinante nel processo di conseguimento dell’obiettivo di servizio Istruzione. E’ nel quadro degli strumenti di concertazione per il miglioramento del sistema dell’Istruzione che si inserisce l’Accordo Quadro in via di definizione tra Regione e MIUR finalizzato a far confluire sul programma regionale di miglioramento dell’offerta formativa le risorse ordinarie destinate alle attività curriculari ed extracurriculari. La Regione, per garantire il successo del Piano di Azione, costruirà una rete collaborativa che veda coinvolti i diversi attori istituzionali presenti sul territorio regionale e che a vario titolo entrano a far parte del sistema organizzativo del sistema dell’istruzione e della formazione vale a dire le Province, i Comuni e le Autonomie Scolastiche. Tra questi, le Province verranno chiamate a svolgere un ruolo strategico sia in materia di riorganizzazione sul territorio regionale del servizio dell’istruzione che in tema di orientamento scolastico e formativo fungendo da raccordo tra il livello centrale, attestato presso la Regione, e quello operativo-territoriale dei Comuni, delle istituzioni scolastiche e dei servizi per l’impiego creando un circolo virtuoso che consenta di avvicinare il sistema dell’istruzione e della formazione professionale a quello del lavoro e delle professioni. In tale direzione, l a Regione ha già posto in essere, nel corso del 2009, una prima forma di collaborazione interistituzionale con le Province, sottoscrivendo una Intesa finalizzata a sostenere e rendere più efficace il sistema di orientamento, istruzione e formazione professionale e di politiche attive del lavoro che prevede tra le finalità il contrasto alla dispersione scolastica ed impegna le Province stesse a dare priorità agli interventi che forniscono apporto agli obiettivi di servizio del QSN 2007-2013.
8 MODALITA’ ORGANIZZATIVE, MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DELLE AZIONI L’attuazione del Piano di Azione relativo all’Obiettivo di Servizio Istruzione vede formalmente coinvolti all’interno dell’Amministrazione Regionale, il Dipartimento Formazione, Lavoro, Cultura e Sport, incaricato con la D.G.R. 1278 del 6 agosto 2008 , in quanto competente in materia di Istruzione, di definire le azioni per il raggiungimento del citato obiettivo e l’Ufficio Programmazione e Controllo del Dipartimento Presidenza responsabile del raccordo tra le Strutture Regionali ed il DPS del MISE per le attività connesse agli Obiettivi di Servizio. Come si è rilevato nelle parti precedenti del presente Piano, il successo del raggiungimento dell’obiettivo di servizio istruzione è connesso ad una molteplicità di fattori che investono anche gli aspetti infrastrutturali e di dotazione laboratoriale delle sedi scolastiche che sono stati fatti oggetto, pertanto, di alcune azioni operative individuate nell’ambito degli obiettivi strategici. Tra le Strutture Regionali coinvolte nel raggiungimento dell’Obiettivo Istruzione, pertanto, viene ricompreso anche il Dipartimento Infrastrutture, Opere Pubbliche e Mobilità che ha specifica competenza in materia di edilizia degli edifici scolastici e relative attrezzature con cui il Dipartimento Formazione stabilirà uno stretto raccordo ai fini dell’attuazione delle azioni del Piano. La peculiarità dell’obiettivo istruzione risiede nella difficoltà di stabilire un rapporto preciso e misurabile di causalità tra le azioni di cui si prevede la realizzazione e risultati conseguibili. Circa il sistema degli indicatori da sottendere al Piano di Azione, pertanto, si farà riferimento agli indicatori di realizzazione individuati relativamente al monitoraggio dell’attuazione della politica unitaria regionale per verificare l’avanzamento degli interventi programmati in relazione alle differenti azioni operative. La definizione delle analisi valutative in itinere avverrà coerentemente con il Piano di valutazione definito a livello regionale all’interno del quale sono già delineate alcune prime domande valutative. che riguardano il sistema dell’istruzione ed i risultati perseguiti dall’obiettivo di servizio in particolare. 9
MODALITA’ PER LA PUBBLICITA’ E LA COMUNICAZIONE DELLE AZIONI
La buona riuscita delle azioni previste nel Piano di Azione passa necessariamente attraverso una campagna di comunicazione, informazione e pubblicità efficace ed efficiente, in grado non solo di informare sulle attività svolte e diffondere i risultati raggiunti per garantire la trasparenza delle azioni e sensibilizzare l’opinione pubblica, ma soprattutto di coinvolgere attivamente i destinatari al fine di perseguire tutti insieme il medesimo obiettivo. Le strategie di pubblicità e di comunicazione hanno quali principali finalità:    
la diffusione degli obiettivi delle azioni e delle attività da attuare, sia verso i beneficiari potenziali che verso il grande pubblico; l’informazione mirata agli attori coinvolti al fine di garantirne la partecipazione e favorire lo scambio di idee e di esigenze; la presentazione dei risultati e delle modalità di lavoro adottato; l’informazione rivolta al grande pubblico.
Per fare in modo che le attività di informazione e pubblicità siano realmente efficaci è necessario organizzare il piano di comunicazione per step, diversificandone i contenuti e le modalità in relazione al destinatario. A tal fine le attività si divideranno in:
1. comunicazione interna: azioni di informazione rivolte ai diversi uffici regionali coinvolti al fine di far conoscere gli obiettivi da raggiungere e di collaborare per la programmazione, la gestione e l’attuazione delle attività previste nel piano attraverso:  presentazione del piano;  brain storming (momento di confronto e scambio di idee per tracciare il percorso da seguire);  corrispondenza;  incontri periodici per discutere dell’avanzamento dei lavori e per l’analisi e il superamento delle criticità emergenti in fase di attuazione;  implementazione sito web; 2. comunicazione organizzativa: si pone come uno strumento fondamentale per incidere sull’aspetto operativo dell’organizzazione dell’azione e sulla sua identità. Prevede azioni di informazione e comunicazione verso tutti quei soggetti effettivi e potenziali – target potenziale – che potrebbero essere attivamente coinvolti nell’organizzazione dell’azione, al fine di favorire la collaborazione interistituzionale e il processo di concertazione degli interventi con le parti sociali:  scuole;  imprese;  enti di formazione;  operatori sociali. Le attività che rientrano in questo ambito sono:        
eventi/partecipazione a saloni; convegni; seminari; workshop; brochure informative; locandine; newsletter; mailing list
3. comunicazione esterna: prevede azioni per informare il grande pubblico sulle attività svolte e sui risultati raggiunti attraverso:  manifesti pubblicitari;  grandi eventi;  pubblicità su quotidiani, giornali e riviste;  passaggi radio e Tv locali;  sito web;  pubblicazioni;  brochure informative;  locandine;  gadgets.
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