Source: http://lexbrowser.provincia.bz.it/doc/it/lp-1992-37/legge_provinciale16_ottobre_1992_n_37.aspx?view=1
Timestamp: 2019-12-14 13:12:17+00:00
Document Index: 49900568

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 19']

Normativa provinciale Istruzione Edilizia scolastica Legge provinciale16 ottobre 1992, n. 37
(1) La Provincia è competente per la costruzione, per l’arredamento, per le attrezzature e per la gestione delle scuole di musica. I compiti dei comuni, nei quali si trova una scuola di musica e il raccordo finanziario sono definiti mediante accordo sulla finanza locale tra la Provincia e il Consiglio dei comuni.
(5) Il piano di distribuzione delle scuole di musica della Provincia è approvato dalla Giunta provinciale d’intesa con il Consiglio dei Comuni, tenuto conto delle condizioni territoriali e socio-economiche, dei programmi specifici di insegnamento, delle strutture scolastiche esistenti e, in particolare, della consistenza della popolazione con le sue peculiari caratteristiche ed esigenze socio-culturali. 2)
(1) I locali degli edifici scolastici pubblici, ivi compresi gli arredi, nonché le palestre, gli impianti e le attrezzature sportive annesse alle scuole, sono utilizzati, compatibilmente con le esigenze delle attività scolastiche e parascolastiche stabilite dal competente direttore, anche per manifestazioni ed attività artistiche, culturali, sociali, educative, formative, informative e sportive.4)
(2) Il regolamento d'esecuzione prevede altresì i criteri per l'uso e le modalità di formazione di piani di utilizzo degli edifici e degli impianti, coordinati tra gli enti proprietari nell'ambito della stessa circoscrizione territoriale, nel quadro delle convenzioni di cui al comma 7 dell'articolo 11.5)
(3) L’arredamento delle scuole dell’infanzia ai sensi del comma 2 oltre ad arredamento può comprendere anche attrezzature nonché materiale didattico e ludico di base. Il finanziamento dell’arredamento delle scuole dell’infanzia provinciali avviene unicamente tramite i comuni e questo riguarda anche le scuole dell’infanzia provinciali che non sono gestite dai comuni stessi, oppure che non sono di proprietà di questi. Il finanziamento delle scuole dell’infanzia parificate, invece, avviene direttamente tramite l’amministrazione provinciale. I mezzi finanziari per l’acquisizione di aree, per la progettazione, la costruzione, l’ampliamento, la ristrutturazione, la sistemazione e la manutenzione di edifici vengono concessi per tutte le scuole dell’infanzia, anche per le scuole dell’infanzia parificate, tramite la legge provinciale 21 luglio 1977, n. 21. 7)
(4) La gestione di una scuola dell’infanzia provinciale da parte di un altro soggetto giuridico presuppone la stipulazione di un accordo con il comune competente. Lo stesso comune disciplina le questioni relative alla gestione e quelle concernenti il finanziamento degli investimenti e delle spese correnti. 8)
(5) 9)
L'art. 5, comma 3, è stato integrato dall'art. 1, comma 5, della L.P. 13 novembre 1995, n. 24, poi modificato dall'art. 24, comma 1, della L.P. 16 luglio 2008, n. 5, ed infine così sostituito dall'art. 19, comma 1, della L.P. 20 dicembre 2012, n. 22.
L'art. 5, comma 4, è stato così sostituito dall'art. 19, comma 1, della L.P. 20 dicembre 2012, n. 22.
(1) I provvedimenti aventi per oggetto acquisti diretti di beni mobili e servizi per le istituzioni scolastiche, in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 1 della legge provinciale 21 gennaio 1987, n. 2, sono adottati dal competente assessore provinciale alla scuola e cultura.10)
(2) Qualora venga mutata la destinazione degli edifici e pertinenze rispetto agli obblighi convenuti ai sensi del comma 1, il contributo deve essere restituito, maggiorato degli interessi legali; ciò vale anche in caso di alienazione, locazione o cessione in uso a qualsiasi titolo dei rispettivi beni a terzi. Nel caso in cui l'edificio venga utilizzato ulterioramente per finalità a carattere sociale, il contributo concesso è ridotto in ragione del periodo di utilizzo del relativo edificio conformemente alla destinazione e va restituita la relativa differenza, sempre maggiorata degli interessi legali.14)
Art. 915)
(2) I comuni succedono alla Provincia, a titolo gratuito, nella proprietà di edifici scolastici o di parte di essi, loro pertinenze e arredamenti di proprietà provinciale, sedi di scuole materne e di scuole di istruzione primaria e secondaria di primo grado. Sono esclusi dal trasferimento i mezzi didattici e le attrezzature di varia natura delle scuole di istruzione secondaria di primo grado, acquistati con i fondi messi a disposizione dalla Provincia. Rimangono inoltre di proprietà della Provincia le scuole materne provinciali gestite da soggetti di diritto privato.16)
(7) Fatta salva la proprietà della Provincia sugli immobili trasferiti ai sensi del presente articolo, e nel rispetto delle esigenze delle attività scolastiche e parascolastiche, l'utilizzo di quelle strutture delle scuole di istruzione secondaria di secondo grado ed artistica che possono essere destinate ad altri scopi di pubblica utilità, viene regolato da apposita convenzione tra comune competente per territorio e Provincia. Questa disposizione trova applicazione anche per le altre istituzioni scolastiche che rientrano nella competenza della Provincia.17)
(8/bis) Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 trovano applicazione anche nel caso in cui istituzioni scolastiche e loro pertinenze siano state utilizzate temporaneamente per altre finalità, pur essendo destinate a edifici scolastici.18)
(8/ter) Gli edifici trasferiti alla Provincia o ai comuni ai sensi dei commi 1 e 2 sono utilizzati esclusivamente per le finalità di cui all'articolo 1, comma 1, e comunque per attività scolastiche di competenza provinciale. Una diversa destinazione è subordinata al preventivo ritrasferimento dell'immobile all'ente originariamente proprietario, ovvero alla corresponsione di un indennizzo a suo favore pari al valore di espropriazione stimato dalla Ripartizione provinciale edilizia e servizio tecnico. In caso di duplice uso degli edifici scolastici o in altri casi in cui la destinazione definitiva dell'infrastruttura non è prevedibile, viene stipulato provvisoriamente un contratto di comodato per quanto concerne l'uso per finalità scolastiche. Il relativo edificio viene messo in ogni caso a disposizione per finalità scolastiche finché sussiste il relativo fabbisogno.19)
Art. 1520)