Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-16358-del-03-07-2017
Timestamp: 2020-01-23 07:57:34+00:00
Document Index: 169996015

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2286', 'art. 2301', 'art. 112', 'art. 2301', 'art. 112', 'art. 2301', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 16358 del 03/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16358 del 03/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 03/07/2017, (ud. 11/04/2017, dep.03/07/2017), n. 16358
sul ricorso 2640/2015 proposto da:
I.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA AUGUSTO
VERA 32, presso lo studio dell’avvocato CARMELA PASQUA SARDELLA,
rappresentato e difeso dall’avvocato LUIGI TOSCANO;
I.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA LUCREZIO
CARO N. 50, presso lo studio dell’avvocato DANILA PAPARUSSO,
rappresentato e difeso dall’avvocato MICHELE FRANCO;
avverso la sentenza n. 232/2014 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
1. Con il ricorso in atti parte ricorrente ha inteso chiedere la cassazione dell’impugnata sentenza sul rilievo che essa aveva confermato la sua esclusione dalla società in applicazione dell’art. 2286 c.c., per violazione del divieto di concorrenza ex art. 2301 c.c., incorrendo nella violazione del principio di cui all’art. 112 c.p.c. e sebbene nella specie fosse insussistente la violazione dell’art. 2301 c.c..
1. Il ricorso risulta inammissibile quanto alla dedotta violazione dell’art. 112 c.p.c. (primo motivo), in quanto, non avendo riprodotto o trascritto il contenuto della domanda, il motivo difetta di autosufficienza (Cass. Cass., Sez. L, 4/07/2014, n. 15367).
2. Il ricorso è manifestamente infondato quanto alla eccepita insussistenza della violazione dell’art. 2301 c.c., dedotta sul presupposto che essa sussisterebbe solo in caso di compartecipazione del socio ad altra compagine (secondo motivo), atteso che la norma contempla anche l’altra ipotesi dello svolgimento di attività concorrenziale per conto proprio o altrui, fermo, comunque, che l’attività di partecipazione non necessariamente deve assumere rilevanza formale (cfr., in motivazione, Cass., Sez. 1, 31/08/2005, n. 17588).
3. Risulta ancora inammissibile quanto ai restanti motivi, non assumendo essi rilevanza critica (terzo motivo) o postulano la rinnovazione del giudizio di fatto esperito dal giudice di merito e non rinnovabile in questa sede (quarto motivo).
3. Il rigetto del ricorso comporta la condanna del ricorrente alla rifusione delle spese e l’obbligo del medesimo al versamento previsto in caso di rigetto di inammissibilità o improcedibilità dell’impugnazione dal D.Lgs. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater.
Respinge il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese che liquida in Euro 3100,00, di cui Euro 100,00 per esborsi, oltre al 15% per spese generali ed accessori di legge.