Source: http://www.greggio.eu/decreto-legge-n-19-2020-misure-urgenti-per-fronteggiare-lemergenza-epidemiologica-da-covid-19/
Timestamp: 2020-07-12 22:15:49+00:00
Document Index: 40841773

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 4', 'art. 650', 'art. 650', 'art. 650', 'art. 4', 'art. 650', 'art. 1', 'art. 202', 'art. 108', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 202', 'art. 452']

DECRETO-LEGGE N. 19/2020 Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. – Studio legale Greggio & Partners
DECRETO-LEGGE N. 19/2020 Misure urgenti…
Con questa nuova decretazione d’urgenza il Governo ha modificato e sostituito il quadro normativo dettato in precedenza nel DL 6/2020 in tema di misure di contenimento della diffusione epidemiologica da Covid 19.
Rimangono in vigore i precedenti DPCM (DPCM 8 marzo 2020 – 9 marzo 2020 – 11 marzo 2020 – 22 marzo 2020) fino alla loro scadenza.
Le nuove misure.
1.1. Questo l’elenco delle misure adottate nel decreto nell’art. 1 comma 2.
o) possibilità di disporre o di affidare alle competenti autorità statali e regionali la limitazione, la riduzione, la sospensione o la soppressione di servizi di trasporto di persone e di merci, automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo, nelle acque interne, anche non di linea, nonché, di trasporto pubblico locale;
1.2. Come saranno adottate queste misure?
Saranno adottate con DPCM che potranno essere emanati su proposta del Ministro della salute, sentiti il Ministro dell’interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell’economia e delle finanze e gli altri ministri competenti per materia, nonchè i presidenti delle regioni interessate.
Nel caso in cui riguardino esclusivamente una regione o alcune specifiche regioni, ovvero il Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale.
1.3 Saranno applicate su tutto il territorio nazionale?
Saranno applicate su tutto il territorio nazionale ovvero su specifiche parti di esso per periodi predeterminati di 30 giorni, rinnovabili più volte fino alla cessazione dello stato di emergenza.
Lo stato di emergenza è fissato ad oggi al giorno 31 luglio 2020.
L’applicazione delle misure verrà improntata sulla base di principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio esistente su tutto il territorio nazionale ovvero in specifiche sue parti.
1.4. I Sindaci potranno adottare provvedimenti?
2.1. Cosa cambia per le sanzioni?
L’art. 4 del nuovo decreto rubricato sanzioni e controlli contiene innovazioni di indubbia rilevanza e interesse.
In primis si rileva che il Governo, consapevole evidentemente delle criticità dello strumento prescelto e, in particolare, delle problematiche legate all’intasamento dei Tribunali in ragione della verosimile emissione di migliaia di decreti penali di condanna (e conseguenti opposizioni), ha ritenuto di non persistere nell’applicazione dell’art. 650 c.p. fino ad oggi prevalentemente utilizzato per sanzionare le violazioni alle misure di contenimento.
Quello contenuto dall’art. 650 cp, è un reato vero e proprio con natura contravvenzionale punito con l’arresto fino a tre mesi e con l’ammenda fino a 206,00 euro.
2.2. Per chi è stato sanzionato nel vigore delle precedenti disposizioni?
Per chi è stato sanzionato prima del 26 marzo non si applicherà, come detto l’art. 650 cp, bensì le sanzioni amministrative (v infra 2.4) nella misura minima ridotta alla metà; si tratta di una vera e propria depenalizzazione (art. 4 comma 8).
2.3. Qualora fosse già intervenuta una condanna definitiva ai sensi dell’art. 650 cp?
Si tratta di una possibilità remota vista la brevità dell’arco temporale; nella improbabile ipotesi che ciò sia avvenuto, la condanna verrà revocata e, conseguentemente, della stessa non vi sarà traccia nel casellario giudiziale dell’interessato che potrà mantenere il proprio status di incensurato.
2.4. Quali sono le nuove sanzioni?
Per chi viola le misure di cui all’art. 1 comma 2, salvo che il fatto costituisca reato, sono previste le seguenti sanzioni amministrative:
pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000;
se il mancato rispetto delle misure avviene con l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino a un terzo (non è stato pertanto adottato lo strumento della confisca come sembrava prima dell’emissione del decreto);
in caso di recidiva, ossia di reiterata violazione della medesima disposizione, la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima;
quanto alle attività commerciali e di impresa, laddove vengano violate le disposizioni di cui alle lettere i), m), p), u), v), z) e aa), si applica anche la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni.
2.5. Vi sono norme che possono attenuare l’entità delle sanzioni amministrative?
Si applicano le norme contenute del Codice della Strada in materia di pagamento in misura ridotta; la norma di riferimento è quella contenuta nell’art. 202 commi 1, 2 e 2.1: se il pagamento della sanzione interviene entro trenta giorni decorrenti dalla data della contestazione (o della notifica) si potrà beneficiare di una riduzione pari al 30%.
Ciò potrà avvenire fino al 31.05.2020.
Il limite originario prevedeva per accedere al beneficio della riduzione, che il pagamento intervenisse entro cinque giorni; tale termine è stato portato a 30 giorni dall’art. 108 comma due del decreto legge Cura Italia (DL 18/2020)[1] .
2.6 Chi applicherà le sanzioni?
L’art. 4 comma 9 prevede: “il Prefetto, informato preventivamente il Ministro dell’Interno, assicura l’esecuzione delle misure avvalendosi delle Forze di Polizia e, ove occorra, delle Forze Armate, sentiti i competenti comandi territoriali. Al personale delle Forze Armate impiegato, previo provvedimento del Prefetto competente, per assicurare l’esecuzione delle misure di contenimento di cui agli art. 1 e 2 è attribuita la qualifica di agente della pubblica sicurezza”.
Una precisazione: la disposizione citata attribuisce al Prefetto il compito di assicurare l’esecuzione delle misure avvalendosi delle Forze di Polizia e, ove occorra, delle Forze Armate.
L’individuazione di quali sono le Forze di Polizia è contenuta nell’art. 16 della legge 121/1981 secondo cui sono da ritenersi tali la Polizia di Stato, Carabinieri, Forestale, Guardia di finanza e Polizia penitenziaria e non anche la Municipale.
2.7. Vi sono ancora sanzioni penali?
Si, la rilevanza penale delle condotte che violano le misure di contenimento è ancora attuale.
Questo il testo dell’art. 4 comma 6: “Salvo che il fatto costituisca violazione dell’articolo 452 del codice penale o comunque più grave reato, la violazione della misura di cui all’articolo 1, comma 2, lettera e), è punita ai sensi dell’articolo 260 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, Testo unico delle leggi sanitarie, come modificato dal comma 7”.
[1] Considerati l’evolversi della situazione epidemiologica COVID-19 e il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia con il costante incremento dei casi su tutto il territorio nazionale, al fine di consentire il rispetto delle norme igienico-sanitarie previste dalla vigente normativa volte a contenere il diffondersi della pandemia, in via del tutto eccezionale e transitoria, la somma di cui all’art. 202, comma 2 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dall’entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 maggio 2020, è ridotta del 30% se il pagamento è effettuato entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione della violazione. La misura prevista dal periodo precedente può essere estesa con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri qualora siano previsti ulteriori termini di durata delle misure restrittive.
Quella indicata è norma specifica rivolta a coloro che, sottoposti alla misura della quarantena perché risultati positivi al virus, violino il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora (articolo 1, comma 2, lettera e).
Ai fini sanzionatori viene espressamente richiamato l’articolo 260 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (Testo unico delle leggi sanitarie), le cui sanzioni congiunte vengono elevate, dall’articolo 4, comma 7, all’arresto da 3 mesi a 18 mesi e all’ammenda da euro 500 ad euro 5.000.
Si tratta di un nuovo reato inerente quindi alla violazione della quarantena per i soggetti risultati positivi.
Attenzione: quella in esame non è la sola fattispecie penale che potrebbe essere posta in essere dalle singole condotte dei trasgressori; il comma 6 inizia infatti dicendo “Salvo che il fatto costituisca violazione dell’articolo 452 del codice penale o comunque più grave reato”.
Il trasgressore potrebbe infatti incorrere anche nella fattispecie di cui all’art. 452 cp delitti colposi contro la salute pubblica, nonché in ulteriori ipotesi quali le lesioni personali, dolose o colpose, e visti gli effetti anche mortali del Covid 19, anche l’omicidio.
Peraltro, laddove il trasgressore dichiari in sede di controllo di non essere sottoposto a quarantena fa una autocertificazione falsa e commette un ulteriore reato che si somma a quello di violata quarantena.
Category: help-desk-covid-19By MarcoG 30 Marzo 2020
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