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Timestamp: 2018-12-16 10:18:45+00:00
Document Index: 76290121

Matched Legal Cases: ['art. 70', 'art. 86', 'art. 71', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 97', 'art. 178', 'sentenza ', 'art. 39', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ']

Processo Penale e Giustizia - corte di cassazione - sezioni semplici - difesa e difensori
corte di cassazione - sezioni semplici - difesa e difensori
Diritto di difesa – nomina difensore di fiducia – indagato – amministratore di sostegno
Imputato - capacità – amministrazione di sostegno – partecipazione al processo – sospensione del processo
In tema di nomina del difensore fiduciario, ove l’indagato (o l’imputato) sia sottoposto all’istituto dell’amministrazione di sostegno, ove la nomina del difensore di fiducia venga effettuata dall’amministratore dell’imputato espressamente autorizzato in tal senso dal giudice tutelare, non sussiste alcuna violazione del diritto di difesa; ne consegue che, competendo al giudice tutelare conformare i poteri dell’amministratore, eventualmente attribuendogli espressamente la facoltà di nominare un difensore fiduciario all’amministrato nel processo penale ove ritenuto necessario in relazione alla capacità del beneficiario in funzione delle esigenze di protezione di quest’ultimo, la nomina fiduciaria eseguita dall’amministratore garantisce al beneficiario la scelta del professionista maggiormente idoneo a curarne gli interessi nel processo.
La Corte ha, altresì, affermato che la semplice sottoposizione dell’imputato all’istituto dell’amministrazione di sostegno non determina automaticamente l’incapacità del medesimo a partecipare scientemente al processo (art. 70 c.p.p.), atteso che quest’ultima è diversamente disciplinata rispetto alla mancanza di imputabilità (art. 86 c.p.p.) costituendo stati soggettivi che, pur accomunati dall’infermità mentale, operano su piani del tutto diversi e autonomi: ne consegue che, solo ove sia stata in concreto accertata l’incapacità dell’imputato-amministrato di partecipare coscientemente al processo, il giudice è tenuto a disporre, ai sensi dell’art. 71 c.p.p., la sospensione del processo.
Cass., sez. VI, 13 luglio 2017, n. 34419
Istanza di rinvio – impedimento del difensore – concomitante impegno professionale – omessa valutazione – nullità assoluta – violazione del diritto di difesa
L’omessa valutazione dell’istanza di rinvio dell’udienza formulata dal difensore dell’imputato, per impedimento del difensore conseguente a concomitante impegno professionale, determina la nullità assoluta ai sensi degli artt. 178, comma 1, lett. c) e 179, comma 1, c.p.p., per violazione del diritto di assistenza dell’imputato, da ciò consegue la nullità della sentenza anche se è stato nominato un difensore di ufficio.
Cass., sez. VI, 1° giugno 2017, n. 27482
Mandato d’arresto europeo – procedimento di consegna – astensione del difensore – diritto al rinvio dell’udienza - esclusione
Non prevedendo l’art. 4 del codice di autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze il procedimento di consegna a seguito di mandato d’arresto europeo tra le procedure caratterizzate dall’urgenza, si è in presenza di una lacuna che deve essere colmata in via interpretativa, alla stregua dell’esegesi accolta dalle Sezioni unite. Alla luce della decisione quadro 2002/584/GAI e della giurisprudenza della Corte U.E., si deve ritenere che il procedimento sulla decisione della consegna inibisca al difensore di ottenere dal giudice il rinvio dell’udienza per l’adesione a una protesta di categoria.
Cass., sez. VI, 9 settembre 2016, n. 37532
Giudizio abbreviato – appello – avviso al difensore di fiducia – necessità
Il difensore di fiducia ha pieno diritto, assistito da comminatoria di nullità, ad essere avvisato della data fissata per la celebrazione del giudizio abbreviato d’appello, in quanto la facoltà di prendere a tale giudizio presuppone che il patrono sia stato regolarmente avvisato e posto in grado di esercitare siffatta facoltà.
Tale nullità non è sanata dalla nomina del difensore d’ufficio ai sensi dell’art. 97, comma 4, c.p.p., la quale è consentita nelle sole ipotesi tassativamente elencate nella norma e presuppone, pertanto, un regolare avviso al titolare del diritto di difesa. Dall’omesso avviso al difensore di fiducia della data fissata per la celebrazione del giudizio abbreviato d’appello discende una nullità generale a regime intermedio di cui al combinato disposto degli art. 178 e 180 c.p.p., trattandosi di udienza a partecipazione non obbligatoria ma soltanto facoltativa, deducibile entro la sentenza del grado successivo.
Difensore – indagini difensive condotte dal praticante avvocato e impiegate nel giudizio attribuito alla cognizione del tribunale collegiale – inutilizzabilità
Nel procedimento attribuito alla cognizione del tribunale collegiale sono inutilizzabili le indagini difensive svolte da un praticante avvocato anche se è stato delegato da un professionista iscritto all’albo degli avvocati.
Cass., Sez. V, 21 dicembre 2015, n. 50102
Responsabilità degli enti – difensore – nomina - rappresentante legale/imputato – incompatibilità – violazione del diritto di difesa – nullità
L’incompatibilità del legale rappresentante dell’ente a rappresentarlo nel procedimento a suo carico qualora egli sia contestualmente anche imputato per il reato presupposto della responsabilità addebitata alla persona giuridica, espressamente prevista dall’art. 39 del d.lgs. 231 del 2001, discende dalla presunzione iuris et de iuredella sussistenza di un conflitto di interessi tra ente e suo rappresentante ed è destinata a rivelarsi già nel primo atto di competenza di quest’ultimo, cioè la scelta del difensore di fiducia e procuratore speciale senza la cui nomina il soggetto collettivo non può validamente costituirsi (Cass. Sez. Un., 28 maggio 2015, n. 33041).
Qualora, in violazione di tale disciplina, il rappresentante incompatibile dovesse compiere, nell’interesse dell’ente, un qualunque atto difensivo, questo dovrebbe ritenersi assolutamente inefficace; con l’ulteriore conseguenza che l’eventuale nomina sarebbe tamquam non esset e gli atti compiuti dal difensore in esecuzione di un mandato privo di efficacia sarebbero inammissibili (Cass., Sez. II, 9 dicembre 2014, n. 52748, Rv. 261967; Cass., Sez. VI, 31 maggio 2011, Rv. 250432; Cass., Sez. VI, 19 giugno 2009, n. 41398, Rv. 244409; Cass., Sez. VI, 5 febbraio 2008, n. 15689, Rv. 241011).
Una tale evenienza, stante la violazione del diritto di difesa dell’ente, comporta l’annullamento non solo della sentenza d’appello, ma pure di quella di primo grado, fino a travolgere l’udienza preliminare e il decreto che ha disposto il rinvio a giudizio dell’ente, con conseguente trasmissione degli atti al tribunale per la fissazione di una nuova udienza preliminare in ragione della richiesta di rinvio a giudizio originariamente formulata dal pubblico ministero, atto questo che va considerato ancora valido e produttivo dei suoi effetti tipici.
Cass. Sez. II, 26 agosto 2014, n. 36150
Atto di nomina - formalità - desumibilità per fatti concludenti - ammissibilità
E' valida la nomina del difensore di fiducia, pur se non effettuata con il puntuale rispetto delle formalità indicate dall'ari. 96 cod. proc. pen., in presenza di elementi inequivoci dai quali la nomina possa desumersi per "facta concludentia". L'intento del Legislatore è quello di salvaguardare al massimo il diritto di difesa dell'imputato senza eccessivi formalismi e l'interpretazione delle norme in tale materia deve essere in bonam partem.