Source: https://www.scribd.com/document/219136637/Piano-Qualita-Aria-Regione-Sicilia-Interpellanza-Assemblea-Reg-Siciliana-Per-Ritiro-Piano
Timestamp: 2018-07-15 23:27:59+00:00
Document Index: 158017829

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Description: PORTOBELLO,PALazzotto,CUTINO,RISO NAPOLEONE,LUCIDO ANTONINO,BODY CENTERBILLECI SALVATORE 1937, BILLECI SALVATORE 1923, BILLECI ROCCO, BRUNO PIETRO, BRUNO GIUSEPPE, D’AGOSTINO ROSARIO, POMIERO GIUSE...
- Chiarimenti sulle inadempienze riguardanti il Piano Regionale di Risanamento della Qualità dell’Aria
Rilevato che più di 5 anni fa, il 21 novembre 2007, Legambiente Sicilia denunciava in una conferenza stampa, che il Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore al Territorio e Ambiente Rossana Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni; gli autori, coordinati dal dirigente responsabile del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico” del Dipartimento Ambiente, Salvatore Anzà, non si erano neppure accorti che quel Piano del Veneto, cui avevano attinto, era già stato bocciato dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano” della Regione Siciliana, la limitazione delle ore di utilizzo del riscaldamento domestico a causa della rigidità del clima, l’incremento delle piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani al fine del miglioramento del traffico urbano, la persistenza delle Comunità montane, ecc.; la vicenda suscitava, a causa dei suoi risvolti paradossali, notevole clamore e turbamento a livello mediatico e nell’opinione pubblica
regionale e nazionale, attirando persino l’attenzione della trasmissione satirica Striscia la notizia che vi dedicava un esilarante servizio, nel corso del quale il dirigente generale del Dipartimento Ambiente, Pietro Tolomeo, per giustificare l’abnormità dei fatti, arrivava a definirli frutto di “pochi refusi”, tuttavia lasciandosi scappare che “nel copiare può succedere”; l’Assessore Interlandi nominava una commissione d’inchiesta per gli accertamenti del caso e delle responsabilità, ma la commissione, di fronte all’imbarazzante situazione, si trincerava dietro un’enigmatica astensione dal rilasciare una qualsiasi relazione a distanza di circa 4 mesi l’Assessore Interlandi, con il decreto n. 43/Gab del 12 marzo 2008, riteneva di sanare le abnormità con la semplice eliminazione dal testo del Piano dei riferimenti più spiccatamente “padani”, ma lasciando inalterate le altre parti interamente copiate. Considerato che il c.d., Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana, vale a dire un documento frutto di un mero assemblaggio, operato con il metodo del copia ed incolla, di porzioni di documenti di varia estrazione e provenienza, alcuni dei quali persino di scarsa attinenza e molti altri anche temporalmente superati (basti considerare che il Piano della Regione Veneto risaliva all’anno 2000 ed era stato bocciato dalla Comunità Europea), tutto può definirsi fuorché un documento di programmazione e pianificazione in materia di tutela e risanamento della qualità dell’aria; nessun provvedimento risulta essere stato intrapreso nei confronti dei responsabili della redazione del Piano copiato; detto Piano continua inspiegabilmente e poco decorosamente a risultare un documento ufficiale della Regione Siciliana e ad essere inserito nel sito istituzionale dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, senza che i vertici politici dell’Assessorato, quelli burocratici del Dipartimento Ambiente ed i responsabili dell’ufficio competente che si sono succeduti abbiano ritenuto di intervenire al fine della sua revoca; a fine gennaio di quest’anno il Tribunale di Palermo ha depositato le motivazioni della sentenza n. 5455/2012, con la quale si sancisce che
il c.d. Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria contiene “vistose copiature di un piano di un’altra regione” e si condanna ad 1 anno e 8 mesi di reclusione l'allora responsabile del Servizio 3 del Dipartimento Ambiente e coordinatore del Piano copiato dott. Salvatore Anzà, poichè nell'esercizio delle sue funzioni aveva redatto e inviato a diversi Enti pubblici, regionali e ministeriali, una serie di note su carta intestata dell'Assessorato al Territorio e Ambiente dai contenuti opinabili in danno di Legambiente e del suo Presidente Regionale arch. Domenico Fontana per aver essi smascherato la copiatura del Piano; lo scorso 13 marzo il GUP del Tribunale di Palermo ha rinviato a giudizio, proprio per non avere mai adottato un vero Piano di risanamento della qualità dell’aria, nonostante fossero a conoscenza dei dati allarmanti sulla qualità dell’aria, gli ex Presidenti della Regione, Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli assessori pro tempore dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro, ed il processo si aprirà il prossimo 3 giugno. si chiede di conoscere - quali iniziative ritenga di voler adottare, ed in che tempi (dopo quasi 6 anni) per la revoca immediata del Piano copiato; - come intende procedere per fare emergere le responsabilità degli autori e le coperture di cui gli stessi hanno potuto godere nel corso di questi anni, anche come segnale forte di abbandono di un deleterio modus operandi; - per quali motivi il Piano copiato ha continuato fino ad ora a fare bella mostra sul sito istituzionale dell’Assessorato al Territorio e Ambiente senza che nessuno sia intervenuto al riguardo nonostante a conoscenza della copiatura e quindi della non conformità, il tutto ancor più aggravato dall’intervenuta condanna penale a carico del responsabile della redazione della copiatura del Piano; - per quali motivi sono rimaste senza risposta, a distanza di oltre 4 mesi, le richieste di ritiro del Piano inoltrate all’attuale assessore al territorio da parte di Legambiente e della CGIL, ulteriormente sollecitate, anche con formale diffida, dalle associazioni Comitato Cittadino Isola Pulita, AugustAmbiente, Italia Nostra, WWF Palermo, disattendendo le norme sui procedimenti e sulla trasparenza amministrativa di cui alla L.R. 5/2011;
- se sono stati intrapresi provvedimenti nei confronti del dott. Salvatore Anzà a seguito della sua condanna e se il Governo intenda costituirsi parte civile nel processo contro gli ex Presidenti della Regione, Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, e gli ex assessori al territorio e ambiente, Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro, che si aprirà il 3 giugno prossimo presso il Tribunale di Palermo; - quando intende adottare un vero Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria. (Gli interpellante chiedono lo svolgimento con urgenza)
DESTINATARI: Al Presidente della Regione, all’Assessore per il territorio e l’ambiente, all’Assessorato per la Salute.
TESTO Premesso che: Con decreto legislativo n. 155 del 13 agosto 2010 (So n. 217 alla Gu 15 settembre 2010 n. 216), attuazione della direttiva 2008/50/Ce, sostituente a sua volta le disposizioni di attuazione delle direttiva 2004/107/Ce nonché le recenti normative fra cui il D.M. 60/2002, relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa, gli inquinanti che raggiungono il valore limite ovvero il livello fissato in base alle conoscenze scientifiche, incluse quelle relative alle migliori tecnologie disponibili, al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana o per l'ambiente nel suo complesso, che deve essere raggiunto entro un termine prestabilito e che non deve essere successivamente superato, sono le concentrazioni di biossido di zolfo (SO2), biossido di azoto (NO2), benzene (C6H6), monossido di carbonio (CO), ozono (O3), piombo (Pb), PM10 (polveri sottili), PM2.5 (polveri ultrasottili), metalli pesanti, tra cui: arsenico (As), cadmio (Cd), nichel (Ni), mercurio (Hg) e tra gli Ipa solo il benzo(a)pirene (BaP), che secondo lo Iarc è l’idrocarburo policiclico aromatico classificato come “probabile” cancerogeno. Le stime della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indicano che nove persone su centomila esposte ad una concentrazione di 1 ng/m3 (1 nanogrammo è un miliardesimo di grammo) di benzo(a)pirene sono a rischio di contrarre il cancro. Il benzo(a)pirene nel 2010 e nel 2011 è stato riscontrato a Priolo e a Scala Greca in concentrazioni superiori al limite di legge (vedi relazione scientifica in allegato). L’Occupational Safety and Health Administration (OSHA) ha stabilito un limite di 0,2 mg di IPA per m3 d’aria. Il National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) raccomanda che i livelli nell’aria siano inferiore a 0,1 mg/m3 per un giorno lavorativo di 10 ore nell’ambito di 40 ore settimanali di lavoro. A quanto pare l’Asp di Siracusa ai lavoratori esposti fa effettuare solo le analisi di routine.
Con decreto regionale n. 888/17 (oggi del 14.06.2006) invece oltre a disciplinare in atmosfera SO2, NO2, O3, PM10 e PM2, si rilevano gli NMHC (idrocarburi non metanici) e il Toluene-etil Benzene O-M-P Xilene. Questo decreto stabilisce delle soglie oltre le quali devono essere operate delle azioni correttive alle emissioni da parte delle Aziende operanti nel comprensorio industriale del Siracusano. Sulla base dei dati prodotti dalla Rete Interconnessa (Arpa-Provincia-Cipa), istituita per il controllo dell’inquinamento atmosferico, ogni ora una routine verifica, secondo gli algoritmi di calcolo contenuti nel Decreto, se vi sia un superamento delle “soglie” previste per l'attivazione dei “Livelli di intervento”. Gli interventi previsti, come detto, mirati a prevenire fenomeni di degrado della qualità dell’aria, si articolano su tre livelli a seconda delle concentrazioni raggiunte dalle diverse sostanze monitorate (SO2, NO2 e O3, se associato a un superamento di NMHC). Più alto è il livello delle concentrazioni rilevate maggiore è il livello di intervento che viene diramato e più energiche sono le azioni di contenimento delle emissioni che le Aziende devono mettere in atto. Gli inquinanti atmosferici menzionati sono quelli elencati nell’allegato I della Direttiva 96/62/CE, come modificata nella Decisione 2001/752/CE. Osservando entrambi i Decreti si notano delle grosse inadempienze, nel senso che sia il Decreto n. 155/2010 sia il Decreto 888/17 non fissano i valori limiti per la maggior parte degli inquinanti di origine petrolchimica, come i mercaptani, l’acido solfidrico (H2S), gli idrocarburi policiclici aromatici quali: benzo(a)antracene, benzo(K)fluorantene, dibenzo(a,h) antracene, indeno(1,2,3-cd)pirene, definiti dallo Iarc come “possibili” cancerogeni, e per quanto riguarda il benzene (idrocarburo aromatico volatile), si rilevano soltanto il limite annuale (5 µg/m3 ) e non quello orario giornaliero, che a quanto pare nell’anno 2009 e 2010 alla Sasol (Augusta) raggiungeva dei picchi orari spaventosi (300 µg/m3 ) piuttosto significativi. Dalla letteratura si evince che brevi esposizioni di 5-10 minuti a livelli molto alti di benzene nell’aria (10000-20000 ppm) possono condurre alla morte. Livelli di concentrazione più bassi (700-3000 ppm) possono causare vari sintomi come sonnolenza, aumento del battito cardiaco, tremori, confusione e perdita di coscienza. Concentrazioni minori, ma più prolungate nel tempo, possono alterare la memoria e certe capacità psichiche. Il benzene è responsabile di disturbi e di un effetto irritante sulla pelle e sulle mucose (oculare e respiratoria in particolare).
Rilevato che: L’esposizione al benzene è stata anche collegata al danno ai cromosomi, la parte delle cellule responsabile dello sviluppo delle caratteristiche ereditarie e a danni a livello degli organi riproduttivi. Uno studio condotto dall’equipe di Paolo Crosignani, direttore dell’Unità Operativa Registro Tumori dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, ha verificato la correlazione tra la concentrazione di benzene e l’insorgenza di leucemie infantili. Studi recenti (Cocima, 2013) dimostrano come questa sostanza provenga sia dalle emissioni convogliate e controllate sia, soprattutto, dalle emissioni diffuse e fuggitive: dai parchi serbatoi di benzine e gasoli per evaporazione, dalle torce, dagli impianti per perdite varie o per incidenti, incendi compresi. Dispersioni per lesioni dei serbatoi e di alcune condotte hanno determinato l’inquinamento dei suoli e delle falde (Aureli, 1985; Arpa 2002; Arpa 2012). Nell’anno 2010-2011 sia a Priolo che a Scala Greca sono state riscontrate, sulle polveri (PM10), concentrazioni di benzo(a)antracene, benzo(K)fluorantene, di benzo(a,h)antracene, indeno(1,2,3-cd)pirene del valore limite superiore a 1 ng/m3, ma non essendoci un valore limite fissato dagli attuali Decreti, non sappiamo che danno hanno comportato alla salute umana . Per quanto attiene all’acido solfidrico, altra sostanza non normata, in data 19/08/2011 si è riscontrato un picco di 73.2 µg/Nm3 e in data 01/06/2012 una concentrazione 65.3 3 µg/Nm riscontrato a Melilli (SR). Da letteratura mette in evidenza una soglia olfattiva di circa 7 µg/Nm3 e un limite di esposizione consigliato dall'OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) di 150 µg/Nm3 come media nelle 24 ore. Nel polo petrolchimico siracusano dal mese di dicembre 2011 al mese di luglio 2012 è stato dimostrato dagli organi di controllo preposti, a seguito di diversi eventi e/o incidenti rilevanti, che l’H2S fuoriesce dalle raffinerie, in particolare: sistema torce, impianti di trattamento acque di scarico, linee e impianti che processano detto inquinante. Inoltre è stato rilevato che tutte le aziende del petrolchimico (Esso, Isab impianti sud, Isab impianti nord, Isab Energy) non sono dotate di
analizzatori che h/24 svolgono funzione di sorveglianza dei livelli di questo gas negli ambienti di lavoro. In pratica gli attuali Decreti in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente sembrano riconoscere come inquinanti soltanto le sostanze derivanti da traffico veicolare (SO2; NOx; O3). E’ come se non si volessero considerare le raffinerie come fonti principali di inquinamento atmosferico. È come se le aree a rischio in Sicilia non fossero mai esistite. Malgrado ciò, nel 1990 l’area del quadrilatero industriale Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa è stata dichiarata “ad elevato rischio di crisi ambientale” in conformità alla legge 349 del 08/07/86, in quanto caratterizzata da gravi alterazioni negli equilibri ambientali (AERCA), quindi, da sottoporre a risanamento tramite appositi piani. Inoltre è stata perimetrata, ai sensi della legge 426/1998, sito di interesse nazionale (SIN), dunque, da sottoporre a bonifica e ripristino ambientale, così come le altre 2 aree a rischio siciliane: Gela e Milazzo. Le sostanze inquinanti non normate che sono state descritte vengono rilevate dall’Arpa, che oltre a trasmetterle alle autorità preposte li invia all’Asp 8 di Siracusa. L’Asp, in qualità di organo competente per la protezione della salute umana a quanto sembrerebbe non correla i dati con i tumori nella provincia di Siracusa. È chiaro che da parte dell’Asp oltre all’assenza di un archivio storico dei dati utile per monitorare negli anni l’andamento delle emissioni inquinanti in atmosfera, non è ancora stata attivata una forma incisiva di monitoraggio sanitario. Nel 2001 gli studi del RTP (Registro tumori provinciale) di Siracusa segnalano una alta incidenza di Malformazioni Congenite nell’area di Augusta e dintorni. I tassi più elevati si raggruppano in un cluster comprendente la zona costiera che si sviluppa da Augusta a Siracusa fino ai comuni del più vicino retroterra, anche a seguito di altre segnalazioni parte una indagine della Procura di Siracusa. Si riscontra una forte contaminazione da mercurio nella rada di Augusta (per illeciti smaltimenti dall’impianto Cloro-Soda dell’Enichem, oggi Syndial). Tant’è che l’azienda colpevole ma non imputata dona a 101 famiglie, che avevano avuto figli malformati, undici milioni di euro. Nel 2003 vengono pubblicati i risultati di uno studio (Nicotra, 2007) di monitoraggio della rada, i cui sedimenti marini erano contaminati di
metalli pesanti, tra cui il mercurio 22 volte il limite tabellare, e idrocarburi policiclici aromatici superiori al valore di riferimento. Nello stesso anno, da una perizia della procura di Siracusa viene fuori che le concentrazioni di mercurio nei capelli delle donne di Augusta (1,45 mg/g) sono risultate maggiori che nelle donne di Catania (1,14 mg/g) con differenze statisticamente significative (p 0.01). Volendo ricorrere a confronti con aree geografiche coinvolte in passato da gravi contaminazioni da mercurio, i valori osservati ad Augusta si collocano tra quelli osservati a Minamata (1,76 mg/g) e quelli osservati ad Elubo nel Ghana (1,21 mg/g). Per quanto riguarda i tumori, dal 1999 al 2002, si afferma che il Distretto con la più alta incidenza di Tumori è quello di Augusta, i cui valori tra i maschi si attestano ben oltre quelli del Pool Italia. Tra le sedi neoplastiche in eccesso: i Tumori di Fegato (M-F), Pancreas (MF), Polmoni (M), Melanomi (F), Torace (M), Pleura (M-F), Utero, Ovaio, Encefalo (M-F), Tiroide (M-F), Linfomi H (F) e Mielomi (F). In tutto 12 Sedi Tumorali che, con poche eccezioni, collocano Augusta nell’ambito di un profilo epidemiologico tipico delle aree fortemente industrializzate. Al 2° posto si colloca il Distretto di Siracusa, i cui TSI si attestano al di sotto di quelli di Augusta. Tra le sedi neoplastiche in eccesso: i Tumori di Pleura (M), Utero, Encefalo (M), Tiroide.
2. Provvedere all’applicazione di un Piano di risanamento ambientale dell’aria. La mancanza di un Piano di Tutela e Risanamento della qualità dell’Aria, del qual fatto vanno individuate e censurate le responsabilità politiche e burocratiche, costituisce una grave “omissione di soccorso” nei confronti dei cittadini e dell’ambiente intero. Si ricorda che per questa inadempienza l’Unione Europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. 3. Provvedere al’applicazione dell’accordo di programma per le bonifiche: “Interventi di riqualificazione ambientale funzionali alla reindustrializzazione e infrastrutturazione delle aree comprese nel sito di interesse nazionale di Priolo”.
Onle Rosario Crocetta Piazza Indipendenza 21 fax : 091 7075302 90129 Palermo email: rcrocetta@ars.sicilia.it inviato dal numero 0918616100 9,01 All’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente Sicilia Dott.sa Mariella Lo Bello
Anticipata via email Fax OGGETTO: richiesta informazioni sui provvedimenti adottati a carico del Dottor Anzà a seguito della condanna penale n. 5055 del 18/10/2012 Il sottoscritto Giuseppe Ciampolillo coordinatore del Comitato Cittadino Isola Pulita sezione Legambiente di Isola delle Femmine, con la presente chiede di conoscere, ai sensi della normativa vigente in materia di trasparenza amministrativa, i provvedimenti che questo spettabile Ufficio ha adottato nei confronti del dirigente pro tempore del Dipartimento Ambiente della Regione Sicilia, Salvatore Anzà, a seguito della condanna n 5455 del 18 ottobre 2012 che lo ha visto condannato a 1 anno e 8 mesi, e che fa seguito alla condanna 2708 del 2010 depositata il 5/3/2010.per diffamazione ai danni di Giuseppe Messina, portavoce cittadino di Legambiente, emessa dal Tribunale Civile di Palermo con sentenza Il sottoscritto avanza tale richiesta in quanto parte in causa in diversi procedimenti giudiziari connessi all'attività del dottor Salvatore Anzà nell'esercizio delle sue funzioni di dirigente presso il Dipartimento Ambiente.
Per comunicazioni: Giuseppe Ciampolillo Isola Pulita Via Sciascia 13 90040 Isola delle Femmine isolapulita@gmail.com 3331017981 Si allega 1. sentenza di condanna a 1 anno e 8 mesi n 5455 2012 del 18 ottobre 2012 a carico del dr. Salvatore Anzà: 2. sentenza di condanna per diffamazione del dr. Salvatore Anzà n. 2708 2010 depositata il 5 3 2010 ; 3. Articolo Quotidiano di Sicilia Luigi Solarino “Piano dell’aria finisce in tribunale condannato direttore del progetto”
22 aprile 2013 ore 8,36 pio guida pguida@regione.sicilia.it Gent.mo. Dott. Giuseppe Ciampolillo, Le comunico che la Sua richiesta è stata presa in carico dall’ufficio in data 17 aprile 2013 al protocollo riservato n.380. Per la regolarità formale della stessa, ed affinchè la stessa sia presa in considerazione, è necessario allegare una copia di un suo documento di riconoscimento (che potrà spedire anche a questo indirizzo e-mail). Cordiali saluti. Pio Guida Dirigente Servizio IV Ufficio Unico per i Procedimenti disciplinari Dipartimento Regionale Funzione Pubblica
In Sicilia ancora “aria pulita del Veneto”. Forse qualcuno ricorda la ridicola storia interpretata dagli uomini di Lombardo che gestivano l’assessorato territorio e ambiente della regione siciliana. Le risate che la Petrix ha suscitato con le sue “interviste” dei protagonisti (progettisti, assessore e dirigente regionale). Bene dopo 5 anni dalla “stesura” con copia incolla di quel piano, e dopo che un dirigente è stato condannato per aver calunniato e ingiuriato persone ed associazioni ambientaliste, nessun intervento è stato adottato dal Governo regionale per ridare ai siciliani la possibilità di “respirare” un po’ d’aria della Trinacria. Era abbastanza prevedibile che nessun intervento sarebbe stato posto in essere dal governo (si fa per dire) Lombardo per riparare – se non altro – alla mala figura, in fondo si trattava di uomini di fiducia del governatore; per altro aver spostato il dirigente generale dal territorio al Corpo Forestale era stata già una cosa eccezionale – a sentire il personale del Corpo ne avrebbero fatto volentieri a meno. Ma che ancora oggi nemmeno il Governo del rivoluzionario Crocetta ha aperto una finestra per respirare aria di Sicilia, ci sembra un tantino strano. Ancora più strano è parso alle associazioni: Legambiente Sicilia, Cgil Sicilia, AugustAmbiente, Decontaminazione Sicilia, Italia Nostra, Wwf Palermo e comitato cittadino Isola Pulita; le quali, dopo aver atteso l’inserimento della Giunta Crocetta, hanno segnalato “l’anomalia” alla nuova amministrazione, chiedendo all’assessore al territorio e ambiente Maria Lo Bello di chiudere definitivamente la finestra sul Veneto ed aprire quella sulla Conca d’oro. Nella lettera delle associazioni si legge: “A fronte di questa situazione a dir poco paradossale – lettera firmata da Mimmo Fontana per Legambiente e Antonio Riolo per la Cgil Sicilia – che appare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventi Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anche come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modus operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra Regione”.
La segnalazione appare più che opportuna ed è sorretta dalla speranza che rifacendo il piano, nel caso di copiature, ci si rifaccia ai tanti testi sull’ambiente siciliano. http://www.nuovosoldo.it/2013/03/10/sicilia-respiriamo-ancora-lariadel-piano-aria-pulita-del-veneto/
A NOI AMBIENTALISTI Siciliani l’idea di realizzare le “piste ciclabili sfruttando argini di fiumi e canali” ci aveva insospettito NON POCO e quindi………. “PUO’ RITENERSI ACCERTATO CHE IL PIANO CONTENEVA SE NON ERRORI, COMUNQUE VISTOSE COPIATURE DI UN PIANO DI ALTRA REGIONE “
….lungi da essere meri refusi come dichiarato eufemisticamente da testi interessati anche ad escludere ovvero attenuare proprie responsabilità amministrative, erano vere e proprie COPIATURE. Peraltro, nello stesso “decreto di correzione relativo al piano regionale per la tutela della qualità dell’aria” si legge di “comunità montane”,
“argini di fiumi e vcanali”, “intero territorio pianeggiante della regione”, “bacino aerologico padano” eccc.. ….il “Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria” conteneva effettivamente degli errori che per la loro evidenza e natura erano tali da rendere legittime le critiche….. Per quanto riguarda la commisurazione della pena, rileva questo Giudice che NON si ravvisano motivi per la concessione delle circostanze ATTENUANTI e ciò sia per motivi processuali che per motivi sostanziali. …Infatti la vicenda presenta profili di indubbia gravità……….per formulare offese personali connotate da una fortissima violenza verbale, violenza di cui l’IMPUTATO non è sembrato neppure rendersi conto nel corso del suo esame dibattimentale.
Sentenza n. 5455/2012 emessa dal Tribunale penale di Palermo, Giudice Monocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010, all’udienza del 18.10.2012, di condanna a un anno e otto mesi di reclusione, nei confronti di Anzà Salvatore EX DIRIGENTE ASSESSORATO TERRTORIO AMBIENTE DELLA REGIONE. L’accusa: diffamazione in relazione alle posizioni assunte dall’associazione sul Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della Qualità dell’aria . Scarica l'intera sentenza in pdf
• DOTTORESALVATORE ANZA’ DIRIGENTE ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIACONDANNATO AD UN ANNO E 8 MESI REG SENT 5455 2012 UDIENZA 18 10 2012 RGT 48632010 RG NR 7076 2009 http://lagazzettadiisola.files.wordpress.com/2013/02/dottoresalvatore-anza-condannato-a-18-mesi-reg-sent-5455-2012-udienza18-10-2012-rgt-4863-2010-rg-nr-7076-20093.pdf
PALERMO - Con sentenza n° 5455/12 il dirigente regionale Salvatore Anzà è stato condannato ad 1 anno e 8 mesi di reclusione per diffamazione per mezzo di atti pubblici del suo ufficio dell’Assessorato Territorio e Ambiente, unitamente al pagamento delle spese processuali. Dal giudice non sono state concesse le attenuanti generiche. Tutto partì da una conferenza stampa del 21 nov. 2007 nel quale Legambiente denunciò che il Piano Regionale di Coordinamento per la Tutela della Qualità dell’Aria, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’Assessore al Territorio e Ambiente Rosanna Interlandi, era un copiato da un simile piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, che già era stato bocciato dalla Comunità Europea, nonché una mescolanza di capitoli, paragrafi, e contenuti. integralmente ripresi da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni. Legambiente, il suo presidente regionale Domenico Fontana ed i partecipanti a quella conferenza del 21 novembre 2007, mediante diverse note redatte su carta intestata del Dipartimento Ambiente, divennero bersaglio di attacchi da parte dell’Anzà che a seguito delle note indirizzate agli ambientalisti venne dagli stessi querelato.
La condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione inflitta con sentenza di condanna è stata sospesa, poiché essendo il dr. Anzà incensurato è stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena. http://www.lavalledeitempli.net/2013/02/18/diffamazionecondannato-dirigente-regione-siciliana/ il pateracchio: ITALCEMENTI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE DECRETO 693 18 LUGLIO 2013 DIFFIDA RITIRO DECRETO E DENUNCIA AI CARABINIERI procedimento 126 1 2011 depositato il 16 maggio 2011 SU INQUINAMENTO ATMOSFERICO DECADENZA A.I.A. DECRETO 693 18 LUGLIO 2008 PER INOSSERVANZA DELLE PRESCRIZIONI PREVISTE NEL DECRETO STESSO
Sentenza n. 5455/2012 emessa dal Tribunale penale di Palermo, Giudice Monocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010, all’udienza del 18.10.2012, di condanna a un anno e otto mesi di reclusione, pena sospesa, nei confronti di Anzà Salvatore, parte offesa Legambiente Comitato Regionale Siciliano in persona del Presidente arch. Domenico Fontana, per le diffamazioni derivanti dalle affermazioni, dichiarazioni e frasi offensive riportate nelle note inviate a diversi enti in danno dell’associazione e del presidente Regionale arch. Domenico Fontana. E il procedimento aperto in relazione alla denuncia di Legambiente per le note inviate dall’Anzà a vari enti, in relazione alle posizioni assunte dall’associazione sul Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della Qualità dell’aria . Scarica l'intera sentenza in pdf DOTTORE SALVATORE ANZA’ DIRIGENTE ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIA CONDANNATO
Onle Rosario Crocetta Piazza Indipendenza 21 Fax 091 7075302 90129 Palermo fax inviato 19.2.13 h. 17,58 rac rr 1424411893871 All’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente Sicilia Dott.sa Mariella Lo Bello Via Ugo La Malfa 169 Fax 091 7077963 90146 Palermo fax inviato 19.2.13 h. 17,55 rac rr 90040130219004220 posta express
Anticipata via Fax OGGETTO: ATTO D’INVITO E DIFFIDA A PROVVEDERE CON ISTANZA IN AUTOTUTELA ALLA REVOCA ED AL RITIRO DAL SITO WEB DELL'ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE DEL " PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA QUALITA' DELL'ARIA AMBIENTE"
poichè ad oggi risulta senza seguito la richiesta inoltrata con R.R. il 21 e 22 gennaio 2013 alle SS.VV. da parte delle scriventi Associazioni e fin dal 24 dicembre 2012 da parte di Legambiente e della CGIL al fine del ritiro del “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” (2007) in quanto copiato quasi 6 anni fa da quello omologo della Regione Veneto e da vari documenti già editi da altri Enti, le scriventi Associazioni, anche alla luce della sentenza del Tribunale di Palermo (allegata alla presente) che ha condannato il dott. Salvatore Anzà del Dipartimento Ambiente alla pena di 1 anno e 8 mesi per la vicenda in questione, reiterano la richiesta e diffidano a volerle dare immediato adempimento, non da ultimo quale segnale di concreta applicazione dei principi di legalità e trasparenza di cui il Governo dichiara di farsi interprete. n.b. n. raccomandate inviate il 31 gennaio 2013 142411891787- 1424411892562 ricevute entrambe il 31 gennaio 2013
FIRMATARI DEL DOCUMENTO: Asessandra Bianco presidente di AugustAmbiente, Luigi Solarino presidente di Decontaminazione Sicilia, Asessandra Leandro Janni presidente di Italia Nostra, WWF Palermo, Giuseppe Ciampolillo coordinatore di Comitato Cittadino Isola Pulita, Firmato: Giuseppe Ciampolillo Per comunicazioni: Giuseppe Ciampolillo Isola Pulita Via Sciascia 13 90040 Isola delle Femmine isolapulita@gmail.com 3331017981 Si allega 1. Sentenza di Condanna emessa in data 18 ottobre 2012 nei confronti del Dottor Anzà Salvatore Autore del Piano
Onle Rosario Crocetta Piazza Indipendenza 21 Fax 091 7075302 90129 Palermo All’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente Sicilia Dott.sa Mariella Lo Bello Via Ugo La Malfa 169 Fax 091 7077963 90146 Palermo Anticipata via Fax Sig. Presidente e Sig. Assessore, il 21 novembre 2007 Legambiente denunciava in una conferenza stampa che il Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore al Territorio e Ambiente Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni (vedasi allegato). Gli autori non si erano neppure accorti che quel Piano del Veneto, cui avevano attinto, era già stato bocciato dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano” della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, l’esistenza delle Comunità montane, ecc. Inoltre, come non ricordare il servizio di Striscia la Notizia in cui il Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente, Pietro Tolomeo, affermava trattarsi di “refusi “ (ma refusi di cosa?) e si lasciava sfuggire che “nel copiare nel computer può succedere”. Come non ricordare che la commissione ispettiva assessoriale, al cospetto di fatti eclatanti, era costretta a rimettere il mandato senza rendere alcuna relazione? Erano, invece, Legambiente ed i partecipanti alla conferenza stampa a subire attacchi ingiuriosi e diffamatori (banda di lestofanti, banda di cialtroni, esperti in truffe, ciarlatani, cricca di imbroglioni, cricca di mascalzoni, ecc.) da parte del dirigente responsabile della redazione del c.d. Piano, Salvatore Anzà, tramite diverse note redatte su carta
intestata del Dipartimento Ambiente, senza che i vertici politici ed amministrativi dell’Assessorato o della Regione intervenissero minimamente. E’ più che evidente che quel dirigente, rimasto impunemente al proprio posto, ha potuto contare su una consolidata rete di protezione. Invece, per quegli scritti lo stesso dirigente ha già subito una condanna in sede civile e altri altri procedimenti, civili e penali, nei suoi confronti sono in via di definizione. Ebbene, a distanza di 5 anni dai fatti denunciati, il Piano copiato non solo non è stato ritirato, come era stato richiesto a suo tempo da Legambiente, ma fa ancora incredibilmente “bella mostra” nel sito istituzionale dell’Assessorato Territorio e Ambiente come fosse un documento tuttora valido e rappresentativo. A fronte di questa situazione a dir poco paradossale, che appare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventi Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anche come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modus operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra Regione. E’ di queste giorni la notizia del Tribunale penale di Palermo Giudice Monocratico, sez. quarta penale, nel proc. n. 4863/2010 che nell’udienza del 18 ottobre 2012, è stata emessa la sentenza n. 5455/2012, di condanna a un anno e otto mesi di reclusione, pena sospesa, nei confronti di Anzà Salvatore, parte offesa Legambiente Comitato Regionale Siciliano in persona del Presidente arch. Domenico Fontana, per le diffamazioni derivanti dalle affermazioni, dichiarazioni e frasi offensive riportate nelle note inviate a diversi enti in danno dell’associazione e del presidente Regionale arch. Domenico Fontana. L’operato del dr. Anzà risulta a nostro parere di una gravità estrema, in quanto dette note sono state redatte su carta intestata dell'ARTA e firmate dall'Anzà nelle funzioni ufficiali di responsabile del Servizio 3 verso l'esterno in rappresentanza dello stesso ARTA. FIRMATARI DEL DOCUMENTO: Asessandra Bianco presidente di AugustAmbiente, Luigi Solarino presidente di Decontaminazione Sicilia, Asessandra Leandro Janni presidente di Italia Nostra, WWF Palermo, Giuseppe Ciampolillo coordinatore di Comitato Cittadino Isola Pulita, Firmato: Giuseppe Ciampolillo
Sig. Presidente e Sig. Assessore, il 21 novembre 2007 Legambiente denunciava in una conferenza stampa che il Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore al Territorio e Ambiente Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni (vedasi allegati).
Gli autori non si erano neppure accorti che quel Piano del Veneto, cui avevano attinto, era già stato bocciato dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano” della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, l’esistenza delle Comunità montane, ecc. Inoltre, come non ricordare il servizio di Striscia la Notizia in cui il Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente, Pietro Tolomeo, affermava trattarsi di “refusi “ (ma refusi di cosa?) e si lasciava sfuggire che “nel copiare nel computer può succedere”. Come non ricordare che la commissione ispettiva assessoriale, al cospetto di fatti eclatanti, era costretta a rimettere il mandato senza rendere alcuna relazione? Erano, invece, Legambiente ed i partecipanti alla conferenza stampa a subire attacchi ingiuriosi e diffamatori (banda di lestofanti, banda di cialtroni, esperti in truffe, ciarlatani, cricca di imbroglioni, cricca di mascalzoni, ecc.) da parte del dirigente responsabile della redazione del c.d. Piano, Salvatore Anzà, tramite diverse note redatte su carta intestata del Dipartimento Ambiente, senza che i vertici politici ed amministrativi dell’Assessorato o della Regione intervenissero minimamente. E’ più che evidente che quel dirigente, rimasto impunemente al proprio posto, ha potuto contare su una consolidata rete di protezione. Invece, per quegli scritti lo stesso dirigente ha già subito una condanna in sede civile e altri altri procedimenti, civili e penali, nei suoi confronti sono in via di definizione. Ebbene, a distanza di 5 anni dai fatti denunciati, il Piano copiato non solo non è stato ritirato, come era stato richiesto a suo tempo da Legambiente, ma fa ancora incredibilmente “bella mostra” nel sito istituzionale dell’Assessorato Territorio e Ambiente come fosse un documento tuttora valido e rappresentativo. A fronte di questa situazione a dir poco paradossale, che appare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione, le scriventi Organizzazioni tornano a chiedere l’immediato ritiro del Piano copiato, anche come segnale forte di voler mettere la parola fine ad un deleterio modus operandi e ad un sistema di impunità tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra Regione. Palermo, Legambiente Sicilia Domenico Fontana CGIL Sicilia Antonio Riolo
premesso che, • più di 5 anni fa, iI 21 novembre 2007, Legambiente Sicilia, denunciava in una conferenza stampa, che il Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab del 9 agosto 2007 dall’assessore al Territorio e Ambiente Rossana Interlandi, era un copiato dall’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, nonché un collage di capitoli, paragrafi, ecc. integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri Enti ed Amministrazioni; • gli autori, coordinati dal dirigente responsabile del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico” del Dipartimento Ambiente, dott. Salvatore Anzà, non si erano neppure accorti che quel Piano del Veneto (anno 2000), cui avevano attinto, era già stato bocciato dalla Comunità Europea parecchi anni prima, né che nel copia e incolla si erano generate inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il “sistema aerologico padano” della Regione Siciliana, la limitazione delle ore di utilizzo del riscaldamento domestico a causa della rigidità del clima, l’incremento delle piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani al fine del miglioramento del traffico urbano, la persistenza delle Comunità montane, ecc.; • la vicenda suscitava, a causa dei suoi risvolti paradossali, notevole clamore e turbamento a livello mediatico e nell’opinione pubblica regionale e nazionale, attirando persino l’attenzione della trasmissione satirica Striscia la notizia che vi dedicava un esilarante servizio nel corso del quale il dirigente generale del Dipartimento Ambiente, Pietro Tolomeo, per giustificare l’abnormità dei fatti, arrivava a definirli frutto di “pochi refusi”, tuttavia lasciandosi scappare che “nel copiare può succedere”;
• l’Assessore Interlandi nominava una commissione d’inchiesta per gli accertamenti del caso e delle responsabilità, ma la commissione, di fronte all’imbarazzante situazione, si trincerava dietro un’enigmatica astensione dal rilasciare una qualsiasi relazione; • a distanza di circa 4 mesi l’Assessore Interlandi, con il decreto n. 43/Gab del 12 marzo 2008, riteneva di sanare le abnormità con la semplice eliminazione dal testo del Piano dei riferimenti più spiccatamente “padani”, ma lasciando inalterate le altre parti interamente copiate; e considerato che • il c.d. Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente della Regione Siciliana, vale a dire un documento frutto di un mero assemblaggio, operato con il metodo del copia ed incolla, di porzioni di documenti di varia estrazione e provenienza, alcuni dei quali persino di scarsa attinenza e molti altri anche temporalmente superati (basti considerare che il Piano della Regione Veneto risaliva all’anno 2000 ed era stato per giunta già bocciato dalla Comunità Europea), tutto può definirsi fuorché un documento di programmazione e pianificazione in materia di tutela e risanamento della qualità dell’aria; • nessun provvedimento risulta essere stato intrapreso nei confronti dei responsabili della redazione del Piano copiato; • detto Piano continua inspiegabilmente e poco decorosamente a risultare un documento ufficiale della Regione Siciliana e ad essere inserito nel sito istituzionale dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, senza che i vertici politici dell’Assessorato, quelli burocratici del Dipartimento Ambiente ed i responsabili dell’ufficio competente che si sono succeduti abbiano ritenuto di intervenire al fine della sua revoca; • lo scorso mese di novembre si è appreso dagli organi di stampa che la Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio, proprio per non avere mai adottato un vero Piano di risanamento della qualità dell’aria, degli ex Presidenti della Regione, Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli assessori pro tempore dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro; • è di questi giorni la notizia che il Tribunale di Palermo ha emesso la sentenza n. 5455/2012 di condanna ad 1 anno e 8 mesi di reclusione
(pena sospesa) nei confronti dell'allora responsabile del Servizio 3 del Dipartimento Ambiente e coordinatore del Piano copiato dott. Salvatore Anzà, il quale , nell'esercizio delle sue funzioni, aveva redatto e inviato a diversi Enti pubblici, regionali e ministeriali, una serie di note su carta intestata dell'Assessorato al Territorio e Ambiente dai contenuti gravemente diffamatori e offensivi in danno di Legambiente e del suo Presidente Regionale arch. Domenico Fontana per aver essi smascherato la copiatura del Piano; per sapere quali iniziative ritenga di adottare, ed in che tempi, al fine di porre immediatamente termine, dopo oltre 5 anni e mezzo, con la revoca del Piano copiato, a questa situazione a dir poco paradossale, che appare confliggere in modo insanabile, oltre che con il decoro ed il prestigio dell’Amministrazione, con le dichiarazioni programmatiche in materia di trasparenza e legalità del nuovo Governo della Regione; fare emergere le responsabilità degli autori e le coperture di cui gli stessi hanno potuto impunemente godere a tutti i livelli nel corso di questi anni, anche come segnale forte di abbandono di un deleterio modus operandi e di un sistema di connivenze tra i più oscuri dell’attività amministrativa della nostra Regione fare conoscere i motivi per i quali il Piano copiato ha continuato fino ad ora a fare bella mostra sul sito istituzionale dell’Assessorato al Territorio e Ambiente senza che nessuno dei vertici politici e burocratici che si sono succeduti negli anni sia intervenuto al riguardo nonostante a conoscenza della ben nota copiatura e quindi della macroscopica non conformità, tanto è vero che nessuno degli stessi vertici e degli uffici lo ha messo in atto; adottare un vero Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza) DOTTORE SALVATORE ANZA’ CONDANNATO A 18 MESI REG SENT 5455 2012 UDIENZA 18 10 2012 RGT 4863 2010 RG NR 7076 2009
http://lagazzettadiisola.files.wordpress.com/2013/02/rifiuti-emergenza-decr-governocomm-str-lombardo-incr-diff-piano-rifiuti-discariche-abus-belloampo-ordinanza3887_09_07_10.pdf Isola delle Femmine l’Autorizzazione Integrata Ambientale del 2008 alla Italcementi risulta ILLEGITTIMA????????????????????
http://lagazzettadiisola.files.wordpress.com/2013/02/rifiuti-emergenza-rifiuti-soggettoattuatore-michelon-domenico-ottemperanza-3887-2010-sino-al-31-12-2012-strut-marcolupo-maur-croce-enzo-favoino-fed-vagliasindi-cla-torrisi-gius-nap.pdf RIFIUTI CIRCOLARE MARINO 221 1 FEBB 2013 Unico affidamento gestione integrata del serviziodi spazzamento, raccolta, trasporto e trattamento più affidamenti disgiunti per la gestione impiantistica
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10200130699504232.175982.1653003729& amp;type=3 ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE A.I.A. decreto 693 18 luglio 2008 firmata dall’ingegnere VINCENZO SANSONE RESPONSABILE DEL
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