Source: http://nuke.obiettivocomune.net/28112012MozioneCO2/tabid/117/Default.aspx
Timestamp: 2019-12-10 11:32:30+00:00
Document Index: 56765017

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 10', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 7']

28.11.2012 Mozione CO2
28.11.2012 Mozione CO2 martedì 10 dicembre 2019
PROGETTO ESTRAZIONE CO2 NEL COMUNE DI CERTALDO
- 21.05.2014 Comunicato Stampa: noi di Obiettivo Comune "stiamo sereni"
- 24.12.2013 Osservazione presentata da Obiettivo Comune in merito al progetto di perforazione dei due pozzi esplorativi.
- 18.11.2013 Comunicato Stampa: Cittadini ed Istituzioni hanno il diritto di dubitare.
- 31.10.2013 Risposte parziali alla nostra Interrogazione.
- 28.10.2013 Anche i Comuni di Barberino e San Gimignano potranno dire la loro
- 28.11.2012 Approvata all'unanimità la Mozione presentata da Obiettivo Comune.
ESTRAZIONE CO2 IN LOC. SAN PAOLO
NOI STIAMO SERENI
Dopo aver letto l'intervista rilasciata a GoNews dall'Amministratore della LifeEnergy, sento il dovere di fare alcune precisazioni.
Egregio Sig. Piazzini, nell’intervista rilasciata a GoNews e pubblicata ieri, lei ha invitato i candidati a Sindaco dei Comuni di San Gimignano e Barberino Val d'Elsa a “stare sereni” in merito alla vicenda CO2 in quanto il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ha chiarito l’evidente e cioè che “San Paolo” si trova a Certaldo e che tutte le procedure fatte sono regolari.
La ringrazio del consiglio ma le assicuro che non ne avevo alcun bisogno: ho ben chiara la situazione della vicenda e il nostro Movimento Civico, quando governava il comune di Barberino, era già intervenuto in una vicenda consimile riguardante un territorio attiguo a quello su cui verterebbe l’attuale ricerca, effettuando uno studio che aveva rilevato tutte le criticità che potevano derivare da una possibile attività estrattiva.
Per questo, nonostante il suo consiglio, lo stare tranquilli è abbastanza difficile.
Abbiamo altrettanto ben chiaro che il territorio di cui si parla attualmente ricade su un altro comune e che, di conseguenza, la competenza sulla vicenda attuale riguardava un'altra amministrazione ma certo avremmo voluto che questa amministrazione si fosse posta fin dall’inizio le domande e i dubbi che ci eravamo posti noi e avesse agito con più accortezza.
Se però fino ad adesso il nostro comune non aveva competenza sulla materia, le cose sono ben diverse per quanto riguarda il procedimento di VIA per l’autorizzazione alla estrazione. Per tale procedimento la Regione Toscana ha stabilito che anche i Comuni limitrofi (Barberino Val d'Elsa e San Gimignano e le province di Firenze e Siena) sono da considerarsi "amministrazioni interessate" ai sensi dell'art. 46 comma 1 lett. a) della Legge Regionale 10/2010 e quindi hanno competenza e diritto di esprimersi in un procedimento che riguarda la valutazione di una attività certamente impattante in modo serio anche per il territorio di questi comuni.
Come candidato Sindaco di Obiettivo comune se, come spero, sarò eletto continuerò a riproporre nelle dovute sedi quanto già a suo tempo emerso in materia provvedendo ad integrarlo con nuovi eventuali studi sulla materia.
Riguardo alle opportunità di sviluppo per questo territorio e questa comunità offerte da progetti industriali di qualunque tipo, credo che si debba fare sempre un'analisi costi/benefici e, mi scuserà, ma in questo caso la bilancia mi pare fortemente sbilanciata dal lato negativo.
Quindi Sig. Piazzini stia tranquillo, Obiettivo Comune è sereno e pronto a far valere nelle dovute sedi le ragioni della popolazione che amministrerà.
Comunicato Stampa del 11 marzo 2014
PUBBLICATO SUL BURT IL DECRETO DELLA REGIONE CHE DISPONE LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE PER I POZZI ESPLORATIVI DELLA CO2 A CERTALDO
UNA GRANDE VITTORIA DEI CITTADINI E DELL'IMPEGNO CIVICO
Abbiamo atteso la pubblicazione sul BURT n.9 del 5 marzo del Decreto con cui la Regione Toscana ha disposto che il progetto per la realizzazione di due pozzi "esplorativi" per la ricerca di CO2 in Loc. San Paolo nel Comune di Certaldo sia assoggettata alla Valutazione di Impatto Ambientale.
Dopo aver letto il Decreto (clicca qui per leggerlo) facciamo alcune considerazioni.
Il fatto che la Regione abbia deciso per la V.I.A. vuol dire che i timori manifestati dai Comitati, dai Cittadini e dagli Enti Locali non sono infondati. E tutti quei rischi che i dirigenti ed i tecnici della Lifenergy hanno sempre minimizzato e talvolta ridicolizzato non sono così campati in aria. La Regione ha messo in luce la necessità di approfondire in maniera seria le questioni legate ai rischi di subsidenza (abbassamento del suolo) a seguito dell'estrazione di gas dal sottosuolo, di sismicità locale e di rischio idraulico. E' interessante anche notare come sia stata posta l'attenzione sul fatto (richiamato in varie osservazioni fra cui quella di Obiettivo Comune) che la valutazione non può prescindere dal fatto che questi pozzi "esplorativi" sono destinati a diventare definitivi se la CO2 verrà trovata nella quantità e qualità voluta. Ovvero: non si può valutare un solo step ma tutto il progetto.
Altro punto che ci preme sottolineare è come, sia da parte della Regione che degli altri Enti ed Autorità coinvolte, si faccia notare più volte la carenza tecnica e la scarsità di approfondimento della documentazione progettuale presentata dalla Lifenergy. In effetti tutti avevamo notato come certi temi fossero trattati con allarmante superficialità.
Ma l'aspetto più importante è il coinvolgimento dei Cittadini: nel Decreto regionale sono riportate ben 78 osservazioni di Cittadini, Comitati e Movimenti fra cui quella del Comitato per la Tutela e la Difesa della Valdelsa sottoscritta da ben 5.601 Cittadini.
Obiettivo Comune ha sempre sostenuto il diritto dei Cittadini ad esprimersi su ciò che viene fatto del loro territorio ed il diritto ad opporsi a tutto ciò che rappresenti un rischio inaccettabile o che vada in direzione opposta al modello di sviluppo sociale ed economico che i Cittadini hanno costruito per quel territorio. Quindi, al di là delle consistenti ragioni tecniche, una questione di tale rilevanza ed interesse deve necessariamente essere sottoposta alle procedure più restrittive possibili in grado di dare le maggiori garanzie ai Cittadini.
Siamo quindi soddisfatti della decisione della Regione e ci prepariamo a sostenere le ragioni del no alle perforazioni nell'ambito della prossima procedura di Valutazione di Impatto Ambientale i cui approfondimenti non potranno che confermare i rischi paventati fin qui.
Auspichiamo anche un crescente interessamento da parte di tutti gli Enti coinvolti con la speranza che in futuro si possano mettere in campo autentici percorsi di partecipazione dei Cittadini a scelte così importanti che non possono essere valutate solo sul piano meramente tecnico-legale.
Osservazione presentata da Obiettivo Comune il 24 dicembre 2013
OBIETTIVO COMUNE PRESENTA UN'OSSERVAZIONE ALLE AUTORITA' MINERARIE REGIONALI PER SOTTOLINEARE I MOTIVI CHE IMPONGONO DI ASSOGGETTARE A V.I.A. IL PROGETTO DI PERFORAZIONE DEI DUE POZZI ESPLORATIVI PER LA CO2 IN VISTA DI UNA BOCCIATURA DELL'INTERO PROGETTO.
ai sensi dell'art. 48 c.8 L.R. Toscana n. 10/2010
Visto che sul B.U.R.T. n. 45 del 6 novembre 2013 è stato pubblicato l'avviso di avvenuto deposito della documentazione di cui al progetto riportato in oggetto;
Presa visione della documentazione presente sul sito internet della Regione Toscana;
Considerati i timori generati nella popolazione dei Comuni interessati di Certaldo, San Gimignano e Barberino Val d'Elsa nel quale il Movimento Civico Obiettivo Comune rappresenta il gruppo di opposizione in Consiglio Comunale;
Secondo quanto previsto dall'art. 48 c.8 della L.R. Toscana n. 10/2010 si intende osservare quanto segue:
L'area interessata dal progetto in questione ricade interamente nel territorio del Comune di Certaldo (Fi), ma confina con il Comune di San Gimignano (Si) dal lato del fiume Elsa e con il Comune di Barberino Val d'Elsa (Fi) in loc. Stallacce. In entrambi i casi il limite del permesso di ricerca coincide con il confine comunale.
Proprio in territorio barberinese, nell'area a confine con l'attuale permesso di ricerca, nel 2001 la Sol s.p.a. aveva inoltrato alla Regione Toscana ed al Comune di Barberino Val D’Elsa una richiesta per estrazione di CO2. L’Amministrazione Comunale di Barberino - a seguito di specifici approfondimenti tecnici - aveva espresso parere negativo al riguardo, informando contestualmente la popolazione sul progetto, fino a quando la SOL s.p.a. ritirò la richiesta optando per una nuova localizzazione del progetto di estrazione di CO2 in località Acquabolla nel Comune di Montespertoli;
Tale progetto aveva ricevuto il parere favorevole del Comune di Montespertoli e della Regione Toscana ed è stato portato avanti con esiti negativi per l’ambiente e la comunità locale. Tali conseguenze negative sono state più volte ricordate e descritte anche dall'attuale Sindaco di Montespertoli Giulio Mangani che ha definito un grave errore l'aver consentito a suo tempo quelle perforazioni. Soprattutto non sono emerse ricadute positive per la comunità di Montespertoli.
Sul progetto di Montespertoli, in data 11/07/2007, sconfessando l’operato della Giunta Regionale, il Consiglio Regionale della Toscana approvava all’unanimità una mozione che bocciava il progetto della SOL s.p.a. in quanto fonte di rischi di inquinamento, di dissesto idrogeologico e di impatto paesaggistico per i territori interessati. Queste le parole dell'allora Assessore all'Ambiente Marino Artusa: "Oggi, alla luce dei problemi relativi ai cambiamenti climatici, dobbiamo fare una riflessione approfondita sul tema della richiesta di concessioni minerarie per l’estrazione di CO2 e avere il coraggio di cambiare direzione di marcia. Tra gli scienziati uno dei temi all’ordine del giorno è costituito dagli interventi di cattura dell’anidride carbonica e di successivo confinamento sul fondo degli oceani o di reimmissione in pozzi sotterranei, in quello che nel gergo degli addetti ai lavori si chiama ‘carbon sick’. Di fronte agli scenari allarmanti prospettati quasi all’unanimità dagli ultimi studi e dalla necessità di catturare la CO2, quella dell’estrazione per farci le bollicine è una strada da non percorrere.";
L'attuale permesso di ricerca, presentato dalla Lifenergy S.r.l., presenta esattamente le stesse caratteristiche di quello a suo tempo presentato dalla SOL S.p.a. ed interessa in pratica lo stesso territorio e quindi anche lo stesso sottosuolo.
Pertanto, sono tuttora valide le considerazioni tecniche che nel 2001 furono alla base del parere negativo del Comune di Barberino di Val d'Elsa e sono altrettanto applicabili le esperienze negative dell'attività di estrazione nel Comune di Montespertoli.
Ultima ma non meno importante premessa è l'allargamento del punto di vista sulla questione. Il progetto presentato prevede soltanto la realizzazione di 2 pozzi esplorativi della profondità di 400 e 700 m. Le Autorità competenti sono chiamate ora a valutare se questo intervento debba essere assoggettato alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
E' importante che la valutazione di questo singolo punto non sia estrapolata dal disegno complessivo: i due pozzi esplorativi di cui si chiede la perforazione fanno parte di un progetto molto più ampio (potremmo chiamarlo Piano Industriale) che ha come obiettivo la realizzazione di un impianto di estrazione, trattamento e stoccaggio di CO2 a fini industriali. Tale obiettivo finale comporterà quindi una certa quantità di pozzi (non sappiamo quanti ne in quali punti). Ai pozzi sarà affiancata una rete di tubazioni che dovranno condurre il gas estratto dal sottosuolo ad uno o più stabilimenti di trattamento e stoccaggio. Qui la CO2 dovrà essere privata degli altri gas eventualmente presenti e stoccata in serbatoi in attesa di essere poi trasferita mediante camion verso gli acquirenti finali. A nostro parere, nell'odierna valutazione non si può non tenere conto di tutto questo. E pertanto, quando nei documenti di progetto, in riferimento al rischio idraulico si dice che il cantiere sarà rimosso entro un anno, bisogna tenere conto che se la CO2 verrà trovata quei pozzi rimarrano operativi per molti anni e le infrastrutture (compresi i dispositivi di sicurezza) presenti alla testa dei pozzi rimarranno in quell'area a rischio idraulico molto più dell'anno necessario alla perforazione.
Nei documenti di progetto non c'è traccia di tutto questo mentre si tratta di informazioni a nostro avviso indispensabili per poter valutare ciò su cui si sta decidendo. Questo è solo il secondo passo di un percorso che è iniziato con la richiesta e la concessione del permesso di ricerca mineraria cui è seguita una campagna di studi non invasivi nell'area per verificare la presenza o meno di CO2 nel sottosuolo. Vanno valutati i singoli passi ma più di tutto a valutata la meta di quel percorso.
TUTTO CIO' PREMESSO SI ESPONGONO LE SEGUENTI OSSERVAZIONI
A - Sul piano generale.
1.	Secondo i meccanismi previsti dal Protocollo di Kyoto la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra può essere ottenuta sia agendo direttamente sulle sorgenti inquinanti, sia compensandole attraverso l’incorporazione stabile di CO2 in organismi e sistemi naturali in grado di sequestrarla stabilmente; a tal fine il suolo costituisce una delle più grandi riserve di carbonio, contenendo, sotto forma organica, circa il doppio del carbonio presente nell’atmosfera e tre volte quello trattenuto dalla vegetazione. Pertanto preservare gli stock di carbonio esistenti nei suoli è dunque la prima e più efficace opzione da considerare allo scopo di mitigare gli effetti del cambiamento climatico e una cattiva gestione dei suoli può avere conseguenze disastrose: secondo le stime della Commissione Europea una perdita minima pari allo 0,1% di carbonio dai suoli europei verso l’atmosfera equivarrebbe alle emissioni di carbonio prodotte da 100 milioni di auto in più sulle strade. Si ritiene conseguentemente che vada contro la logica del protocollo di Kyoto l’estrazione di CO2 dal sottosuolo.
2.	Nel progetto presentato non sono state sufficientemente approfondite eventuali conseguenze che si potrebbero verificare sulla stabilità del terreno a seguito della perforazione in relazione anche ai rischi legati a recenti episodi sismici che hanno interessato tutta l’area; a tal riguardo si ricorda come la Regione Emilia Romagna abbia recentemente attivato una commissione d’inchiesta per approfondire la relazione tra trivellazioni e terremoto, oltre a tutti gli altri problemi legati al fracking, mediante anche l’audizione di esperti internazionali.
3.	Tale progetto di estrazione mineraria, con un elevato impatto ambientale e scarsi o nulli benefici sul fronte occupazionale e del benessere del territorio, promuove un’attività dove risulta privilegiato l’interesse particolare della società e del singolo imprenditore rispetto all’interesse pubblico e ai benefici della collettività.
4.	La questione ha profondamente colpito ed interessato l'opinione pubblica delle zone interessate che, organizzata in Comitati e gruppi di lavoro, ha promosso numerose occasioni pubbliche di informazione e confronto. Sono stati presentati approfondimenti di tipo tecnico mediante esperti dei vari settori e soprattutto discussione fra Cittadini ed Istituzioni. Al di là delle questioni tecniche, è emerso un giudizio fortemente negativo delle popolazioni interessate motivato sia da timori legati alla salute ma anche dalla assoluta incompatibilità di un'attività di estrazione mineraria su una superficie di 45 ettari con l'economia e l'ambiente della zona. Tutta l'area infatti è caratterizzata da terreni coltivati di alta qualità con produzioni enoagricole fra le più conosciute. E' anche molto diffusa l'attività di ospitalità turistica connessa con l'ambiente ed il territorio che rappresenta una delle voci più importanti dell'economia della zona. Riteniamo che l'attività di estrazione mineraria su un'area così vasta sia assolutamente incompatibile con le caratteristiche del sistema produttivo locale e finisca inevitabilmente per danneggiarlo gravemente a fronte di un impatto sul fronte occupazionale ed economico locale praticamente nullo. Questi timori e queste posizioni sono state assunte anche dalle principali Istituzioni locali interessate con mozioni e altri atti dei Consigli Comunali di Barberino Val d'Elsa, Certaldo e San Gimignano. In sintesi, tale progetto di estrazione mineraria, con un elevato impatto ambientale e scarsi o nulli benefici sul fronte occupazionale e del benessere del territorio, promuove un’attività dove risulta privilegiato l’interesse particolare della società e del singolo imprenditore rispetto all’interesse pubblico e ai benefici della collettività.
5.	La documentazione presentata dalla richiedente Lifenergy S.r.l. si concentra esclusivamente sulle attività di perforazione dei due pozzi esplorativi come se si trattasse di un evento a se stante non affronta minimamente l'impatto ambientale dell'eventuale successiva attività di perforazione, estrazione e sfruttamento del gas rinvenuto nel sottosuolo. Come già osservato al momento del rilascio del Permesso di Ricerca, la perforazioen dei due pozzo esplorativio con la successiva individuazione della CO2 renderebbero molto difficile negare una successiva autorizzazione alla coltivazione del giacimento e allo sfruttamento industriale del gas, concedere ora l'autorizzazione alla perforazione significherebbe firmare una cambiale in bianco a spese dell'ambiente e della comunità che, in questa zona, sono già sufficientemente caricate di altre realtà industriali fortemente impattanti
B - Sul piano della compatibilità con gli strumenti di pianificazione.
L'area in questione è presa in considerazione in vari strumenti di pianificazione, sia comunali che sovracomunali: Regolamento Urbanistico del Comune di Certaldo, P.A.I. dell'Autorità di Bacino dell'Arno, P.T.C.P. della Provincia di Firenze.
Vale la pena sottolineare il ruolo degli strumenti di pianificazione. Essi, a fronte di un quadro conoscitivo che le moderne tecnologie rendono sempre più dettagliato, devono classificare sistematicamente il territorio mettendo in luce in primo luogo le caratteristiche di tipo geologico, idraulico ed ambientale che ne limitano l'uso. Alla luce di questo devono indicare la destinazione delle aree secondo uno sviluppo armonioso e coerente da dare al territorio ed alle comunità che lo abitano. Tali strumenti hanno cioè un ruolo strategico, di periodo tanto più lungo quanto maggiore è la scala di riferimento. Di conseguenza una previsione fatta in sede di pianificazione può essere variata nel tempo alla luce di mutate esigenze della comunità ma non può essere aggirata ricorrendo a prescrizioni e valutazioni di carattere tecnico. L'uso sistematico di questo stratagemma fa sì che si possa sempre trovare un modo tecnico-formale per fare cose che in sede di pianificazione si erano volute evitare. E' facilmente comprensibile che in questo modo non ha più senso parlare di pianificazione ma piuttosto di una "giungla" in cui vince chi è in grado di portare le argomentazioni tecnico-formali più forti.
1.	Il Regolamento Urbanistico del Comune di Certaldo classifica l'area oggetto del permesso di ricerca come "Aree a prevalente funzione agricola del sub-sistema dell'Elsa". Ovvero, quest'area che separa le zone industriali di Certaldo e Barberino Val d'Elsa non deve essere oggetto di ulteriore industrializzazione ma deve piuttosto mantenere la sua vocazione agricola. Ci sembra che un impianto di sfruttamento minerario vada assolutamente contro questa previsione.
2.	Il P.T.C.P. della Provincia di Firenze classifica l'area come "Ambiti di reperimento per l'istituzione di parchi, riserve e aree naturali protette di interesse locale" regolate dall'art. 10 delle N.T.A. del P.T.C.P. che recita: "1. Sono definiti ambiti di reperimento per l'istituzione di parchi, riserve e aree naturali protette di interesse locale gli ambiti del territorio aperto che, per caratteristiche ambientali e naturali, possono essere oggetto di istituzione ad area protetta; essi sono in particolare caratterizzati da singolarità naturale, geologica, flori-faunistica, ecologica, morfologica, paesaggistica, di coltura agraria ovvero da forme di antropizzazione di particolare pregio per il loro significato storico, formale e culturale e per i loro valori di civiltà. Tali ambiti, con salvezza dei servizi e delle attrezzature di cui all'art. 24, costituiscono invariante strutturale."
Fra i servizi e le attrezzature di cui all'art. 24 non compaiono le aree minerarie nè i campi di estrazione di gas dal sottosuolo. La scelta del P.T.C.P. è molto chiara e la volontà di preservare queste aree come patrimonio comune per le generazioni future è testimoniata anche dal fatto che ai commi successivi dello stesso art. 10 vengono poste anche restrizioni a quello che gli strumenti urbanistici dei Comuni possono fare in queste aree.
Anche in questo caso ci sembra che l'impianto di sfruttamento minerario vada assolutamente contro questa previsione.
3.	Nella Tav. 4SO del Quadro Conoscitivo QC06 allegato al P.T.C.P. (Aree Estrattive) non vi è nessuna indicazione in tal senso per l'area oggetto del permesso di ricerca, neanche a livello di semplice "emergenza mineraria e mineralogica". Ciò appare in contraddizione con la premessa storica che si trova nei documenti di progetto secondo la quale l'area in questione sarebbe storicamente conosciuta come potenziale giacimento di CO2 sotterranea. Anche se questo fosse vero, resta il fatto che nel P.T.C.P. della Provincia di Firenze e nel P.R.A.E.R. della Regione Toscana la risorsa CO2 eventualmente presente non viene ritenuta di alcun interesse strategico per la comunità provinciale e regionale. Ciò prova ulteriormente che le motivazione per la ricerca e d estrazione della CO2 sono di tipo puramente imprenditoriale privato.
4.	Nel Piano di Bacino del fiume Arno, stralcio "Assetto Idrogeologico" redatto dall'Autorità di Bacino del Fiume Arno, l'area oggetto del permesso di ricerca è classificata quasi interamente in Pericolosità Idraulica P.I.4 (molto elevata) ed in piccola parte P.I.3 (elevata). L'Art. 7 delle Norme di Attuazione di tale Piano descrive dettagliatamente ciò che può e non può essere fatto in tale aree. A nostro avviso appare molto discutibile e superficiale l'affermazione fatta a pag. 23 della Relazione di Progetto presentata dalla Lifenergy S.r.l. Si dice che le opere in questione (pozzi esplorativi ed annessi) sono compatibili con l'art. 7 in quanto questo non vieta nè i cantieri temporanei nè i "pozzi" permanenti dal momento che non comportano aumenti volumetrici. Ma qui non si sta parlando del pozzo di un contadino per innaffiare l'orto, ma di un impianto complesso per il quale la pericolosità in relazione al rischio idraulico non è da valutare in base alla sua volumetria o durata nel tempo ma bensì in base all'esercizio stesso dell'impianto ed agli effetti che incidenti o impatti ambientali potrebbero avere in un area a rischio idraulico molto elevato. Del resto lo spirito dell'intero art. 7 è quello di consentire soltanto quegli interventi necessari a ridurre o mitigare il rischio idraulico sia che riguardino infrastrutture pubbliche che edifici privati.
5.	Inoltre, nella "Carta degli interventi strutturali per la riduzione del rischio idraulico", in più della metà dell'area interessata dal permesso di ricerca è prevista la realizzazione di una cassa di esondazione del fiume Elsa (intervento strutturale di tipo A). Non viene in alcun modo valutata la compatibilità di queste opere, che prima o poi dovranno essere realizzate, con gli impianti di estrazione mineraria.
6.	La probabilità che l'area in questione venga allagata è tutt'altro che remota: già nella "Carta guida delle aree allagate redatta sulla base degli eventi alluvionali significativi (1966 - 1999)" allegata al PRI, la gran parte dell'area risulta interessata sia da inondazioni eccezionali sia dagli eventi alluvionali degli anni 1991-1992-1993. Inoltre, nello scorso mese di ottobre 2013 si sono verificati numerosi fenomeni alluvionali lungo tutto l'asse della vecchia S.R. 429 che hanno portato alla chiusura della stessa strada per diversi giorni proprio nel tratto che attraversa l'area del permesso di ricerca. Questi eventi hanno anche messo in luce una fragilità idraulica particolare della zona mai considerata veramente fino ad oggi. Le inondazioni, con trasporto di ingenti quantità di fango e detriti, non si sono verificate a causa di esondazione del fiume Elsa ma si sono originate piuttosto dalla tracimazione dei torrenti e fossi minori provenienti da monte. L'impatto dell'evento è stato in parte limitato dal fatto che in quello stesso momento il fiume Elsa non era ancora al suo massimo livello di piena ed ha potuto accogliere l'acqua che defluiva da monte. Se il fiume fosse stato in piena tutta l'area si sarebbe allagata con battenti di parecchie decine di centimetri di acqua. Il fenomeno è stato talmente significativo che lo stesso Ufficio del Genio Civile di Firenze ha sollecitato un ulteriore approfondimento degli studi idraulici appena redatti a supporto del Regolamento Urbanistico del Comune di Barberino. Studi nei quali veniva già ampiamente evidenziata questa pericolosità e che, evidentemente, i fatti di ottobre hanno non solo confermato ma incrementato.
Il fatto che il PAI non contempli espressamente l'attività mineraria, come detto nella Relazione di Progetto e nello Studio Idraulico allegato (pag. 2-3 paragrafo 3) non può e non deve essere interpretato in senso permissivo ma anzi deve spingere a maggiori ed approfondite riflessioni.
7.	Nella Tav. 4SO della "Carta del grado di Vulnerabilità degli Acquiferi all'Inquinamento" allegata al P.T.C.P. della Provincia di Firenze l'area che costeggia il corso del fiume Elsa nel territorio del Comune di Barberino Val d'Elsa è caratterizzata da una vulnerabilità degli acquiferi all'inquinamento che varia da alta ad elevata. Tale situazione permane sicuramente anche oltre il confine fra i Comuni di Barberino e Certaldo all'interno dell'area interessata dal permesso di ricerca ed in particolare nella zona indicata per le due perforazioni esplorative.
In effetti, anche studi geologici allegati ad una recente variante agli strumenti urbanistici del Comune di Barberino (variante scalo ferroviario in Loc. La Zambra) hanno evidenziato come in queste aree la falda acquifera sia molto superficiale ed il terreno molto permeabile così da consentire facilmente alle sostanze inquinanti di raggiungere la falda.
Questo rischio non è considerato nella relazione di progetto, anzi viene minimizzato nel paragrafo 2.3.8 a pag. 30.
Altra ragione per evitare in quest'area attività come quella estrattiva che possono facilmente mettere in contatto la falda con sostanze pericolose sia attraverso le perforazioni che attraverso la dispersione sul suolo.
C - Sul piano del rischio geologico.
Sotto il profilo geologico si richiama quanto già rilevato dalla relazione geologica-ambientale commissionata dal Comune di Barberino Val d’Elsa in fase di valutazione dell’istanza a suo tempo presentata da SOL S.p.A. il cui progetto era localizzato nell’aria immediatamente adiacente a quella dell’istanza in oggetto di Lifenergy S.r.l. per la quale valgono le medesime considerazioni:
a.	la presenza di una falda molto superficiale a elevata portata che “durante l’escavazione produrrà diverse migliaia di litri di acqua al giorno che dilaveranno temporaneamente sull’area interessata” determinando "forti rischi di inquinamento dell’acquifero tramite possibili scarichi in superficie causati dallo stoccaggio dei rifiuti, dallo stoccaggio dei fanghi di circolazione e da possibili perdi di oli e carburante delle macchine operatrici”;
b.	il possibile ritrovamento nel corso della perforazione di gas quali l’Anidride Solforosa, o altre sostanze che potrebbero facilmente inquinare le falde.
Per tutte le osservazioni sopra esposte SI CHIEDE che il "Progetto per la realizzazione di n. 2 perforazioni esplorative per ricerca di gas CO2” nell’ambito dei lavori del Permesso di Ricerca mineraria di gas CO2 denominato “SAN PAOLO”, in Comune di Certaldo, Provincia di Firenze, presentato da Lifenergy Srl." SIA ASSOGGETTATO A VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE al fine di consentire l'approfondimento delle questioni di sicurezza, di rischio idraulico e geologico sopra esposte e di compatibilità con il tessuto sociale ed economico della zona con l'auspicio che tale attività mineraria possa essere negata..
Barberino Val d’Elsa, 24 dicembre 2013
RIVENDICHIAMO IL DIRITTO DEI CITTADINI E DELLE ISTITUZIONI DI DUBITARE SUL PROGETTO DI PERFORAZIONE DEI POZZI PER LA CO2 IN LOC. SAN PAOLO.
Lo scorso 8 novembre abbiamo partecipato ad Ulignano ad una serata organizzata dal locale circolo PD in cui si illustravano le ragioni per opporsi al progetto di estrazione di CO2 in loc. San Paolo nel Comune di Certaldo.
Poche ore prima di quella assemblea era stato diffuso un comunicato stampa della Life Energy srl (leggi il comunicato) (l'azienda che intende estrarre e sfruttare la CO2) dai contenuti molto duri e con minacce di richieste di risarcimento danni per milioni di Euro. Il comunicato contiene toni ed affermazioni nei confronti dei Cittadini e delle Istituzioni a nostro avviso inaccettabili. Abbiamo atteso e sperato che le Amministrazioni Comunali interessate, le Province di Siena e Firenze, la Regione Toscana rispondessero, ma ad oggi abbiamo potuto leggere soltanto la replica del Comitato.
Come Movimento Civico Obiettivo Comune e Gruppo Consiliare al Comune di Barberino Val d'Elsa ci sentiamo in dovere di ribadire alcuni concetti che non possono essere messi in discussione.
- da parte di un soggetto privato come la Life Energy, che ha tutto il diritto a perseguire i propri interessi economici, l'aver presentato una richiesta alle Autorità competenti non configura alcun "diritto acquisito" ad ottenere una risposta favorevole. Altrimenti, se tutto fosse così scontato, non ci sarebbe bisogno di pareri, esami e valutazioni di impatto ambientale varie.
- su materie tecniche così delicate non possiamo certo affidarci alle rassicurazioni di chi propone il progetto, ma serve la più ampia e non preconcetta analisi possibile. Non sarebbe la prima volta che dando ascolto ai toni tranquillizzanti di chi ci deve guadagnare ci siamo poi trovati davanti a disastri e tragedie. I rischi ci sono e devono essere analizzati TUTTI ed in maniera INDIPENDENTE.
- le comunità locali hanno tutto il diritto di scegliere il modello di sviluppo del loro territorio privilegiando certe risorse ad attività e scoraggiando quelle che ritengono incompatibili o dannose. Si tratta della prima e più importante attività di pianificazione che viene richiesta ai rappresentanti politici ed è qui che si giudica la loro lungimiranza e la loro capacità di visione del mondo. Ed in queste scelte il primo "bene pubblico" che deve essere tutelato è la salute dei Cittadini e la salubrità dell'ambiente in cui vivono perchè solo in presenza di questi due elementi ci può essere un futuro per un territorio, una regione, un Paese.
- ogni territorio ha le sue vocazioni ed i suoi limiti: dopo aver edificato negli alvei dei fiumi, aver costruito industrie in zone agricole, aver cementificato gli angoli più belli del nostro Paese dobbiamo avere il coraggio di dire che non si può fare tutto dappertutto, dobbiamo avere il coraggio di dire che ci sono zone in cui determinati interventi non si possono fare, punto e basta. La Valdelsa è una delle regioni con maggiori potenzialità in termini agricoli, turistico-ricettivi, enogastronomici, naturalistici, ambientali, artistici, paesaggistici, di artigianato di qualità e che si presta alla presenza di attività creative, di ricerca, ad alto contenuto tecnologico e basso impatto ambientale.
La trasformazione di 40 ettari di potenziale parco fluviale dell'Elsa in area estrattiva va in senso diametralmente opposto ai principi appena illustrati. Va contro al comune sentire dei Cittadini che ci vivono e lavorano. Va contro ad una visione più generale di rispetto per l'ambiente che impone di ridurre la "nuova" CO2 immessa in atmosfera cercando piuttosto di recuperare quella scartata da altri processi. Espone ad inutili, ma concreti, rischi le popolazioni di queste zone già gravate da annose problematiche ambientali. Non siamo in presenza di un'opera di rilevanza strategica per la Nazione e, se vogliamo essere venali, non porta nulla all'economia locale, anzi danneggia quella basata sul turismo e sull'agricoltura.
E quindi bene fanno le forze politiche locali ad opporsi a questo progetto e non devono avere paura di farlo sia opponendosi nel caso specifico, sia correggendo gli strumenti di pianificazione. Questo è quello che i Cittadini chiedono alla Politica: trasparenza e coraggio.
CONSIGLIO COMUNALE DI IERI SERA: RISPOSTE PARZIALI ALLA NOSTRA INTERROGAZIONE SUL PROGETTO DI PERFORAZIONE DEI POZZI PER LA CO2 IN LOC. SAN PAOLO.
Ieri sera, nel corso del Consiglio Comunale di Barberino, è stata discussa la nostra interrogazione sullo stato di attuazione delle attività per contrastare il progetto di estrazione della CO2 nel Comune di Certaldo (leggi interrogazione).
Il Vice Sindaco ed Assessore all'Ambiente Mario Becattelli ha ricordato la sua partecipazione alla prima conferenza dei servizi (più di un anno fa) dove i Comuni di Barberino e San Gimignano e la Provincia di Siena erano presenti solo come "spettatori". Ed in quella veste non poterono fare altro che far presenti le nostre perplessità ed i rischi paventati.
Un anno fa, accogliendo la proposta del Comitato, il Consiglio Comunale approvò la nostra mozione che impeganva l'Amminstrazione proprio ad approfondire sul piano tecnico tutte le problematiche ed i rischi derivanti da questo progetto di estrazione. La mozione dava anche indicazioni di mettere insieme le risorse tecniche dei tre comuni e della Provincia.
Tutto questo avveniva quando ancora non sapevamo che la Regione avrebbe coinvolto direttamente i Comuni limitrofi che quindi potranno portare argomenti tecnici e non solo semplice contrarietà politica. Tanto più che dai vari approfondimenti organizzati dai Comitati con tecnici di livello nazionale sono emersi spunti molto interessanti su aspetti di carattere idrogeologico, sismico e ambientale che l'Amministrazione Pubblica deve approfondire.
Dalla parziale risposta avuta ieri sera abbiamo appreso che nell'ultimo anno ci sono stati solo alcuni contatti informali e che ora, nei 45 giorni che verranno dati per presentare osservazioni, i comuni e la provincia faranno tutto quel lavoro che non hanno potuto fare fino ad ora. Da parte nostra ci auguriamo che questo lavoro venga fatto e siamo come sempre a disposizione per dare il nostro contributo. In particolare crediamo che si debba ripartire proprio dagli elementi emersi dai contributi tecnici portati dal Comitato nei vari incontri.
Inoltre, vista la ristrettezza dei tempi, riteniamo che in questa fase si debba lavorare per dimostrare alla Conferenza dei Servizi che il progetto di perforazione deve essere sottoposto a V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) e prepararsi per il passo successivo nel quale si dovrà dimostrare che l'impatto ambientale non è ammissibile.
ANCHE I COMUNI DI BARBERINO VAL D'ELSA E CERTALDO E LA PROVINCIA DI SIENA POTRANNO DIRE LA LORO SUL PROGETTO DI PERFORAZIONE DEI POZZI PER LA CO2 IN LOC. SAN PAOLO !
La settimana scorsa il Comune di Certaldo ha pubblicato l'avviso di avvio del procedimento di V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale) del progetto di perforazione dei primi due pozzi per l'estrazione della CO2 in Loc. San Paolo presentato dalla società Life Energy.
Oggi ha dovuto fare marcia indietro: la Regione Toscana ha disposto che l'avviso venga ripubblicato anche nei Comuni di Barberino Val d'Elsa e San Gimignano e anche presso la Provincia di Siena dal momento che l'impatto ambientale della perforazione e dell'estrazione della CO2 non può dirsi limitato a Certaldo ma investe anche i comuni e la provincia limitrofi.
Il progetto di perforazione dei primi due pozzi (San Paolo 1 e San Paolo 2) verrà quindi pubblicato anche presso questi altri soggetti e da allora scatteranno i termini per la presentazione delle Osservazioni.
Ora i comuni di Barberino Val d'Elsa e San Gimignano e la Provincia di Siena potranno intervenire nel merito con le proprie osservazioni a parteciperanno a pieno titolo alle Conferenze dei Servizi che esamineranno il progetto potendo così far valere, oltre che la propria posizione politica, anche gli approfondimenti tecnici che dovrebbero aver svolto.
Due settimane fa abbiamo appunto presentato un interrogazione (riportata qui sotto) per sapere cosa si è fatto nell'ultimo anno che a questo punto diventa ancora più importante dal momento che ora i rilievi di tipo tecnico dei Comuni di Barberino e San Gimignano conteranno davvero in conferenza dei servizi. Aspettiamo il Consiglio Comunale del 30 ottobre per conoscere la risposta.
Nel frattempo vi invitiamo a prendere visione del progetto di perforazione sul sito del Comune di Certaldo al seguente link .
Per leggere il documento della Regione Toscana clicca qui .
OBIETTIVO COMUNE PRESENTA UN'INTERROGAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DELLA MOZIONE DEL 28/11/2012 APPROVATA ALL'UNANIMITA' DAL CONSIGLIO COMUNALE DI BARBERINO VAL D'ELSA
Dopo un anno dalla mozione vogliamo sapere cosa è stato fatto e come ci stiamo preparando alla seconda fase del progetto di estrazione della CO2.
Oggetto: Interrogazione del gruppo consiliare Obiettivo Comune sulla situazione attuale del progetto di estrazione di gas CO2 in Loc. San Paolo nel Comune di Certaldo.
Premesso che nel 2012 la Regione Toscana ha rilasciato alla ditta Lifenergy S.r.l. un permesso di ricerca mineraria finalizzato all'estrazione di gas CO2 dal sottosuolo in Loc. San Paolo, nel Comune di Certaldo in posizione adiacente al confine con il territorio del Comune di Barberino Val d'Elsa;
Rilevato che tale prospettiva ha sollevato grande preoccupazione nei Cittadini dei tre comuni interessati (Certaldo, Barberino Val d'Elsa e San Gimignano) portando alla creazione di un Comitato con l'organizzazione di numerose occasioni di informazione e di protesta nelle quali sono stati messi in luce numerosi rischi per la salute e per l'ambiente di tale progetto;
Rilevato altresì che nelle scorse settimane la società Lifenergy S.r.l. ha comunicato di aver concluso la prima fase di ricerca con esiti per loro positivi avendo individuato un consistente giacimento sotterraneo di CO2 e che intende quindi procedere alla seconda fase con perforazione di un pozzo esplorativo di profondità fra 400 e 700 metri propedeutico al successivo sfruttamento del gas CO2 con la realizzazione di numerosi pozzi e di uno stabilimento di raffinazione e stoccaggio;
Rilevato inoltre che, nel corso di una conferenza stampa tenutasi il 1° ottobre 2013, il rappresentante della società Lifenergy S.r.l. ha annunciato la loro ferma intenzione di procedere allo sfruttamento del gas CO2 precisando che lo stabilimento di raffinazione e stoccaggio potrebbe essere realizzato anche a distanza di qualche chilometro dal campo di estrazione ed a questo collegato tramite una tubazione interrata, lasciando intravedere la possibilità che tale stabilimento possa essere ubicato anche nell'area industriale di Barberino;
Rilevato infine che nel Consiglio Comunale di Barberino del 28 novembre 2012 è stata approvata all'unanimità una mozione presentata da questo Gruppo Consiliare che impegnava il Sindaco e la Giunta allo svolgimento di precise attività in vista proprio della seconda fase del progetto a cui siamo giunti ora (delibera C.C. n. 58);
Considerato che il Comune di Barberino Val d'Elsa ed il Comune di San Gimignano si sono sempre detti contrari a questo progetto di ricerca e che anche il Consiglio Comunale di Certaldo nella seduta aperta del 3 ottobre scorso ha votato all'unanimità un "parere politico" negativo in merito;
Ritenuto che si debba scongiurare l'avvio delle operazioni di trivellazione ed estrazione della CO2;
1.	in che modo il Sindaco e la Giunta hanno dato attuazione ai punti n. 1 e n. 2 della mozione sopra richiamata che recitano rispettivamente: "Ad esprimere in tutte le sedi tecniche ed istituzionali la profonda preoccupazione dei cittadini e dell’Amministrazione Comunale per gli effetti e le conseguenze negative che il progetto in questione avrebbe sul territorio, visto che non esistono allo stato attuale concrete assicurazioni che possano scongiurare i rischi connessi alle attività estrattive in generale ed a questa finalizzata alla estrazione dal sottosuolo di CO2 in particolare." e "A mantenere la propria ferma opposizione politica ed istituzionale a tale progetto che privilegia esigenze imprenditoriali di elevata valenza speculativa ma di trascurabile impatto occupazionale e di nullo ritorno economico per la comunità." Più in dettaglio si chiede di conoscere comunicazioni scritte, pareri resi, interventi in sedi tecniche o istituzionali avvenuti dal 28 novembre 2012 ad oggi.
2.	In che modo il Sindaco e la Giunta hanno dato attuazione al punto n. 3 della stessa mozione che recita: "A coinvolgere i comuni limitrofi affinché, mediante le proprie strutture tecniche, venga approfondita la materia da tutti i punti di vista, con particolare attenzione ai rischi sulla salute a cui i Cittadini della Valdelsa verrebbero esposti se tale progetto di estrazione di anidride carbonica dovesse proseguire." Più in dettaglio si chiede di conoscere:
quali attività tecniche di ricerca ed approfondimento sono state messe in atto insieme ai comuni limitrofi e quali sono stati i contributi specifici di ciascun comune;
se da tali attività sono emerse novità rispetto alla situazione di un anno fa ed in particolare se sono stati evidenziati rischi per la salute e per l'ambiente;
se a fronte di tali attività comuni si è giunti alla redazione di un documento tecnico finale da trasmettere agli organi competenti;
Si chiede che alla Commissione Ambiente ed al Consiglio Comunale venga prodotta copia del lavoro svolto fin qui;
3.	In relazione al punto 4 della citata mozione che recita: "A trasmettere la presente mozione ai Consigli Comunali di Certaldo e San Gimignano, ai Consigli Provinciali di Firenze e di Siena, al Consiglio Regionale della Toscana, oltre agli enti tecnici coinvolti nel procedimento autorizzativo in corso." Si chiede se, quando e a quali soggetti è stata trasmessa la mozione e se vi sono state risposte da parte degli stessi.
4.	Quali sono le ulteriori azioni che il Sindaco e la Giunta intendono mettere in atto per contrastare l'avanzamento del progetto di estrazione della CO2.
MOZIONE PRESENTATA DA OBIETTIVO COMUNE IL 28/11/2012 E APPROVATA ALL'UNANIMITA' DAL CONSIGLIO COMUNALE DI BARBERINO VAL D'ELSA
Curiosamente, in Consiglio Comunale c'è stato il tentativo da parte del Sindaco di eliminare il punto n. 3 sostenendo che la struttura tecnica non è in grado di fare gli approfondimenti richiesti. Francamente ci pare una tesi allucinante: se la struttura tecnica non è in grado di approfondire queste questioni come può esprimere poi pareri tecnici vincolanti (come accaduto sulla vicenda Ecos) e come può fornire al Sindaco e alla Giunta gli elementi tecnici necessari per prendere le decisioni politiche di pianificazione e programmazione?
Per fortuna, dopo un'interruzione richiesta dalla stessa maggioranza, c'è stata la marcia indietro e la mozione è stata votata all'unanimità con la precisazione che gli approfondimenti tecnici verranno fatti in collaborazione con gli uffici tecnici dei comuni limitrofi coinvolti in questa vicenda. Che strano, per una volta che c'era da collaborare veramente con i comuni vicini, il Sindaco che ha voluto le gestioni associate e poi l'Unione con Tavarnelle e San Casciano non voleva saperne. Con Tavarnelle si e con gli altri no ? Mah!
Oggetto: Mozione sull'opposizione al progetto di estrazione di anidride carbonica denominato San Paolo in Comune di Certaldo.
Premesso che è in corso di esame da parte delle autorità regionali la richiesta del permesso minerario per la ricerca e lo sfruttamento di anidride carbonica denominato San Paolo nel territorio del Comune di Certaldo in posizione adiacente al confine con il territorio del Comune di Barberino Val d'Elsa già interessato in passato da analoghe richieste sempre respinte;
Preso atto che nel corso della Conferenza dei Servizi svoltasi a Grosseto il 26 settembre 2012 i Comuni di Barberino Val d'Elsa e di San Gimignano hanno già espresso la loro contrarietà alla concessione del permesso di ricerca di cui sopra;
Rilevato che da parte dei Cittadini delle zone interessate è alta la preoccupazione nei confronti di questo progetto di ricerca a dimostrazione di una sempre più elevata attenzione e sensibilità ambientale delle popolazioni di questa zona che chiedono alle Amministrazioni pubbliche ed alle forze politiche del territorio impegni concreti e puntuali;
Esaminata la "Mozione dei Cittadini della Val d'Elsa" resa pubblica nel corso dell'Assemblea tenutasi a Certaldo il 26 ottobre 2012
Ritenuto di concordare sul fatto che la tutela della salute e dell'ambiente deve essere prioritaria rispetto a interessi di una certa parte imprenditoriale e rappresenta l'unico investimento che può assicurare un futuro sano e sicuro a noi ed ai nostri figli
e sul fatto che l'ostinata politica di violenza sull'ambiente e sul territorio porterà ad un generale, esteso e costante decadimento della qualità della vita di intere comunità e creerà una base di legittimo riconoscimento ad attività similari che imprenditori di discutibile affidabilità professionale porteranno in aree ben più estese rispetto all'area stessa della Val d'Elsa;
Ritenuto infine che sia dovere del Consiglio Comunale recepire e fare proprie le preoccupazioni espresse dai Cittadini dando loro la massima rilevanza ed il massimo peso politico quale utile ed ulteriore strumento di pressione nei confronti degli Enti e delle Istituzioni che dovranno prendere le decisioni definitive;
1) ad esprimere in tutte le sedi tecniche ed istituzionali la profonda preoccupazione dei Cittadini e dell'Amministrazione Comunale per gli effetti e le conseguenze negative che il progetto in questione avrà sul nostro territorio visto che non esistono allo stato attuale concrete assicurazioni che possano scongiurare i rischi connessi alle attività estrattive in generale ed a questa finalizzata alla estrazione dal sottosuolo di CO2 in particolare.
2) Ad opporsi in tutte le sedi legali ed opportune a tale progetto che privilegia esigenze imprenditoriali di elevata valenza speculativa ma di trascurabile impatto occupazionale e di nullo ritorno economico per la comunità
3) ad approfondire, anche attraverso la propria struttura tecnica, la materia da tutti punti di vista ma con particolare attenzione ai rischi sulla salute a cui i Cittadini della Val d'Elsa verrebbero esposti se tale progetto di estrazione di anidride carbonica dovesse proseguire
4) a trasmettere la presente Mozione ai Consigli Comunali di Certaldo e San Gimignano, ai Consigli Provinciali di Firenze e di Siena, al Consiglio Regionale della Toscana oltre agli Enti tecnici coinvolti nel procedimento autorizzativo in corso.
Barberino Val d’Elsa, lì 30 ottobre 2012
Gioietta Bagaggiolo