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Timestamp: 2020-06-04 05:53:12+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 447 del 11/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 447 del 11/01/2017
Cassazione civile, sez. II, 11/01/2017, (ud. 29/09/2016, dep.11/01/2017), n. 447
D.F., rappresentato e difeso, in forza di procura speciale a
margine del ricorso, dall’Avv. Francesco D’Apice, con domicilio
eletto nel suo studio in Roma, via San Girolamo Emiliani, n. 19;
avverso la sentenza della Corte d’appello di Roma n. 593/12 in data 1
1. – M.M., L.O. e L. e B.A. proponevano opposizione al decreto ingiuntivo n. 35/2000 emesso dal Tribunale di Velletri, sezione distaccata di Anzio, per l’importo di Lire 26.510.919, oltre interessi e spese, su istanza dell’arch. D.F., a titolo di compenso professionale. Il M. proponeva anche domanda riconvenzionale.
Si costituiva in giudizio l’opposto, resistendo.
Con sentenza n. 111/2009, il Tribunale di Velletri dichiarava la carenza di legittimazione passiva di L.O. e L. e di B.A. (sul rilievo che gli stessi non avevano conferito alcun incarico professionale all’arch. D.), revocava il decreto ingiuntivo (avendo gli opponenti dimostrato di aver pagato interamente il compenso dovuto in base al contratto e non avendo l’opposto provato di avere eseguito ulteriori prestazioni) e condannava, in accoglimento della riconvenzionale, il D. alla restituzione della somma di Euro 12.911,42, oltre agli interessi legali dalla domanda, in favore del M.; rigettava, infine, ogni altra domanda, condannando il D. al pagamento delle spese processuali.
2. – Pronunciando sull’appello del D., la Corte d’appello di Roma, con sentenza in data 1 febbraio 2012, ha accolto parzialmente il gravame e, in riforma della pronuncia impugnata, ha rigettato la domanda riconvenzionale, ha confermato nel resto l’impugnata sentenza e ha compensato tra le parti le spese sia del primo grado che dell’appello, regolando le spese di c.t.u..
3. – Per la cassazione della sentenza della Corte d’appello il D. ha proposto ricorso, con atto avviato alla notifica il 19 marzo 2013.
1. – Va dichiarata l’inammissibilità del ricorso, per difetto di rituale instaurazione del contraddittorio.
Difatti, la notifica del ricorso per cassazione a M.M. tentata il 19 marzo 2013 in via del Commercio 12 non è andata a buon fine, emergendo dalla relata che l’ufficiale giudiziario non ha potuto notificare l’atto non avendo rinvenuto l’abitazione del destinatario, essendo risultate vane le ricerche.
Vi è poi in atti la certificazione della spedizione al destinatario del plico raccomandato presso la sua residenza di (OMISSIS), ma il ricorrente non ha prodotto l’avviso di ricevimento e l’intimato non ha svolto attività difensiva in questa sede.
2. – Non vi è luogo a pronuncia sulle spese, non avendo l’intimato svolto attività difensiva in questa sede.
Poichè il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è respinto, sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto il T.U. di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater – della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.