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Timestamp: 2017-11-22 20:05:48+00:00
Document Index: 1794240

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 1298', 'art. 1292', 'art. 1298', 'art. 12', 'art. 1176']

IL COLLEGIO DI NAPOLI. - avv. Domenico Parrotta... membro designato dalla Banca d'italia - PDF
IL COLLEGIO DI NAPOLI. - avv. Domenico Parrotta... membro designato dalla Banca d'italia
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Orsola Perri
1 IL COLLEGIO DI NAPOLI composto dai signori: - prof. avv. Giuseppe Conte... Presidente - avv. Domenico Parrotta... membro designato dalla Banca d'italia - prof. avv. Fabrizio Maimeri... membro designato dalla Banca d'italia - prof.ssa Marilena Rispoli Farina... membro designato dal Conciliatore Bancario Finanziario - avv. Pierfrancesco Bartolomucci... membro designato dal Consiglio Nazionale Consumatori Utenti (estensore) nella seduta del , dopo aver esaminato il ricorso e la documentazione allegata; le controdeduzioni dell intermediario e la relativa documentazione; la relazione istruttoria della Segreteria tecnica FATTO Nel mese di settembre del 2003 il ricorrente apriva presso l intermediario convenuto un conto corrente cointestato, a firma disgiunta, con la propria moglie; su tale conto egli operava in via esclusiva fino al 2011, alimentandolo esclusivamente con proprie fonti di reddito. Il coniuge cointestatario, che fino ad allora non aveva mai eseguito operazioni di alcun genere, nel mese di aprile 2011, rilasciava in via esclusiva alla propria figlia una delega ad operare sul conto e, successivamente, trasferiva con un giroconto la somma di euro ,67 su altro conto corrente con lei cointestato, comportando uno svuotamento sostanziale delle disponibilità di quello originario. Nei mesi successivi la delegata effettuava poi diverse operazioni di prelievo per complessivi euro 6.500,00 e un unica operazione di accredito di euro 4.000,00, in prossimità dell emissione di un assegno da parte del ricorrente. Questi si avvedeva del sostanziale svuotamento del conto solo a seguito di verifiche contabili effettuate dopo l abbandono della casa coniugale a causa di incomprensioni con la moglie. Con lettera di reclamo, inoltrata per il tramite di un legale di fiducia, il ricorrente chiedeva alla banca la restituzione della somma di euro ,67 illegittimamente sottratta dal Pag. 2/8
2 proprio conto corrente; a sostegno della propria richiesta adduceva la condotta negligente dell intermediario che avrebbe dovuto avvertirlo dell operazione di giroconto disposta dalla moglie, data l eccezionalità della stessa, nonché l inefficacia della delega rilasciata alla figlia esclusivamente dalla moglie. In assenza di riscontro il ricorrente adiva questo Arbitro, sempre per il tramite del legale fiduciario, reiterando le proprie richieste. In particolare, sosteneva la superabilità della presunzione di contitolarità del conto di cui all art cod. civ., atteso il carattere straordinario e rilevante dell operazione in questione e all uopo richiamava alcuni precedenti dell ABF. Quanto all inefficacia della delega, richiamava l art. 12 dell allegato B alla proposta di contratti e servizi bancari in base al quale le persone autorizzate a rappresentare i cointestatari devono essere nominate per iscritto da tutti, nonché altri arresti di questo Arbitro. Chiedeva, pertanto, ritenuta superata la presunzione di contitolarità ex art. 1298, comma 1, cod. civ., di dichiarare la responsabilità della banca per omessa diligenza professionale e di disporre la restituzione dell importo di euro ,67; chiedeva altresì di dichiarare l inefficacia della delega rilasciata in favore della figlia e, conseguentemente, di ottenere il riaccredito della somma di euro 6.500,00 illegittimamente prelevata, ovvero della maggiore o minore somma ritenuta di giustizia. Costituitosi ritualmente, l intermediario resistente precisava che il conto corrente in questione fosse stato chiuso dal ricorrente nel mese di giugno Riferiva inoltre che nel mese di aprile 2012 si fosse recata in filiale, accompagnata dalla figlia, la moglie del ricorrente allora settantatreenne e non deambulante da oltre quarant anni, la quale rappresentava la necessità di conferire la delega ad operare sul conto alla propria figlia a causa dei seri problemi di salute del marito e della propria impossibilità di recarsi in banca prima della chiusura delle casse, attesa l impossibilità dell unica persona disponibile ad accompagnarla. La banca accettava la delega con l intesa che la stessa sarebbe stata regolarizzata con l acquisizione della firma anche del ricorrente; ciò tuttavia non avveniva. A distanza di alcuni mesi, la signora, riferendo di un peggioramento dello stato di salute del ricorrente, in assenza di regolarizzazione della delega provvedeva ad effettuare il giroconto in contestazione. Confermava, altresì, la circostanza già riferita dal ricorrente, relativa alle operazioni di prelevamento allo sportello da parte della figlia del ricorrente per complessivi euro 5.500,00, nonché del bonifico di euro 1.000,00; tali operazioni, configurabili in realtà come prenotazioni, venivano formalmente ratificate nella stessa giornata dalla madre che ritirava personalmente le somme tenute a sua disposizione presso la filiale dopo la chiusura delle casse. Soltanto nel mese di giugno 2012 il ricorrente, che non si recava più in filiale dal dicembre 2010, senza contestare specificamente le operazioni poste in essere dalla moglie nella sua qualità di contestataria del conto corrente, revocava la delega e chiedeva l estinzione dello stesso. Alla luce di tale ricostruzione, dopo aver richiamato la giurisprudenza relativa alla natura di liberalità dei versamenti effettuati sul conto da uno dei cointestatari, affermava la piena legittimazione del coniuge cointestatario a disporre l operazione di giroconto; riteneva, infatti che tale operazione, alla luce della ricostruzione offerta, non presentasse una oggettiva evidenza, tale da comportare ulteriori accertamenti. D altra parte tutte le operazioni risultavano rendicontate negli estratti conto regolarmente inviati al ricorrente e da questo mai contestati. Chiedeva, di conseguenza, il rigetto del ricorso. Pag. 3/8
3 Con successive note di replica, il ricorrente contestava la ricostruzione dei fatti offerta dall intermediario resistente; osservava, tra l altro, che al fine di garantire l operatività sul conto corrente, per venire incontro alle difficoltà del ricorrente come riferite dal convenuto, sarebbe stato sufficiente dotare il coniuge contestatario di una carta bancomat. Inoltre contestava di aver ricevuto con regolarità gli estratti conto ed eccepiva la genuinità degli atti di ratifica allegati alle controdeduzioni non presenti nel fascicolo relativo al rapporto della banca, di cui a suo tempo era stata tratta copia integrale presso la filiale. Le operazioni di prelievo risultavano invece correttamente quietanzate dalla delegata che aveva altresì disposto operazioni di bonifico. Reiterava, dunque, le domande formulate con il ricorso. DIRITTO Ritiene il Collegio che sia necessario, in premessa, ricostruire l intera vicenda negoziale intercorsa tra le parti. In primo luogo si rileva che in caso di un contratto di conto corrente bancario contestato a due o più soggetti, con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche separatamente l art cod. civ. stabilisce che gli intestatari sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto ; dal canto suo, l art. 1292, prevede, per l ipotesi della solidarietà attiva, che l obbligazione è in solido [ ] quando tra più creditori ciascuno ha diritto di chiedere l adempimento dell intera obbligazione e l adempimento conseguito da uno di essi libera il debitore verso tutti i creditori. Parimenti, nel regolare i rapporti interni tra i contestatari del conto, l art. 1298, comma 2, cod. civ., in base al quale il debito o il credito solidale si dividono in quote uguali solo se non risulti diversamente, si limita a fissare una presunzione legale iuris tantum, la quale può essere superata attraverso presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti (cfr. Cass. civ., 1 febbraio 2000, n. 1087). Ne deriva che la cointestazione di un conto corrente, attribuendo agli intestatari la qualità di creditori o debitori solidali dei saldi di conto, fa presumere la contitolarità dell oggetto del contratto, salva la prova contraria a carico della parte che deduca una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione stessa; tuttavia, la stessa giurisprudenza di legittimità ha chiarito che detta ricostruzione possa operare laddove non vi siano circostanze relative alla fattispecie concreta che, in maniera precisa e concordante, inducano a ritenere che il regolamento dei relativi rapporti riposi su altri presupposti. Tant è che il regime di contitolarità potrebbe essere superato, ad esempio, ogni qual volta il saldo attivo del conto cointestato a due coniugi risulti discendere dal versamento di somme di pertinenza di uno soltanto di essi, con la conseguenza che si deve escludere che l altro coniuge, nel rapporto interno, possa avanzare diritti sul saldo medesimo (cfr. Cass. civ., 9 luglio 1989, n. 3241); ciò, naturalmente, sempre che detto versamento non possa configurarsi alla stregua di una donazione indiretta, anche alla luce dei rapporti parentali tra i contestatari (cfr. Cass. civ., 10 aprile 1999, n. 3499), purché la sussistenza dell animus donandi emerga pur sempre dalla ricorrenza di circostanze di fatto non equivoche. Ciò chiarito in premessa, deve tuttavia rilevarsi che la ricostruzione nei ridetti termini della vicenda negoziale attiene ai rapporti intercorrenti tra i contitolari e non anche tra questi e l istituto di credito terzo, rispetto al quale trova applicazione la norma dell art cod. civ. (cfr. Cass. civ., 8 settembre 2006 n ; Id., 19 febbraio 2009 n. 4006). Pag. 4/8
4 Deve, quindi, concludersi in via generale che l istituto di credito presso il quale viene intrattenuto il rapporto di conto corrente cointestato con firme disgiunte dei contitolari non potrebbe rifiutarsi di dar seguito all ordine impartito da uno di questi, il quale assume la veste di creditore solidale e dunque di titolare della pretesa all adempimento dell intera prestazione. In questa prospettiva, la vicenda posta all attenzione del Collegio è relativa alla responsabilità dell intermediario convenuto rispetto alla abusiva gestione di un conto corrente da parte di uno dei contestatari, che avrebbe cagionato un danno all altro contestatario e odierno ricorrente. Al fine di procedere ad un adeguata valutazione della condotta di parte resistente, mette conto ricostruire la dinamica dei fatti che si sono succeduti: nel mese di aprile 2011 la moglie del ricorrente, nella sua qualità di contestatario del conto, si è recata presso la filiale dell istituto di credito presso la quale questo era intrattenuto, rappresentando le difficoltà proprie e del coniuge ad effettuare operazioni dispositive a causa delle rispettive condizioni di salute; chiedeva pertanto di essere autorizzata a conferire una delega in favore della figlia per il compimento delle operazioni sul conto corrente. Tale autorizzazione veniva concessa, permettendo in tal guisa ad uno solo dei contestatari di poter conferire detto potere rappresentativo, in spregio non soltanto delle norme che regolano i rapporti tra contestatari, ma anche delle specifiche clausole del contratto sottoscritto tra le parti, che specificamente dispongono che la delega debba essere conferita da entrambi i contitolari del rapporto (cfr. art. 12 condizioni generali del contratto). Nonostante l anomala autorizzazione, il conferimento della delega non veniva regolarizzato neppure successivamente, mediante l acquisizione della sottoscrizione anche dell altro titolare del conto corrente. Perdurando l illegittimità di questa operazione, ed in assenza di qualsiasi successiva regolarizzazione, il coniuge del ricorrente ha effettuato nel successivo mese di agosto e quindi a ben quattro mesi di distanza dal conferimento unilaterale della delega un giroconto per un importo che sostanzialmente ha comportato lo svuotamento del saldo attivo del conto; l importo prelevato veniva versato su altro conto corrente (intrattenuto presso lo stesso istituto di credito) cointestato alla stessa moglie del ricorrente e alla propria figlia, già irregolarmente delegata al compimento delle operazioni sul conto corrente intestato ad entrambi i genitori. Ma v è di più; successivamente al giroconto, poiché il conto corrente veniva incrementato dai versamenti della pensione in favore del ricorrente, la figlia irregolarmente delegata ha eseguito una serie di disposizioni ulteriori tra il mese di febbraio ed il mese di giugno 2012 con le quali venivano effettuati successivi prelevamenti (ad eccezione di un unico versamento disposto nel mese di febbraio). Ricostruita in questi termini la fattispecie, la valutazione circa la diligenza del comportamento tenuto dall intermediario convenuto deve essere distintamente considerata con riferimento alle operazioni di disposizione sul conto corrente compiute dal soggetto delegato e con riferimento all unica operazione dispositiva posta in essere dal cointestatario dello stesso. Riguardo alle prime, non appare lecito dubitare dell inefficacia delle stesse posto che esse sono state realizzate da un soggetto evidentemente carente dei necessari poteri. In ragione dei principi in tema di rappresentanza negoziale, ed in conformità con le specifiche disposizioni contenute nelle condizioni generali di contratto, la delega posta in essere da uno solo dei due cointestatari non può dirsi valida, con conseguente inesistenza del conferimento del potere rappresentativo. Ne deriva, pertanto, che gli atti posti in essere dal falsus procurator siano privi di effetti giuridici; né al riguardo può trovare accoglimento la ricostruzione di parte resistente, la Pag. 5/8
5 quale riterrebbe che gli atti compiuti dalla figlia del ricorrente si sostanzierebbero in mere prenotazioni, perfezionate solo dalle successive ratifiche della di lei madre. Al riguardo, infatti, come risulta dalla documentazione versata in atti, quella posta in essere dalla cointestataria non può considerarsi come una ratifica, bensì come una mera quietanza a fronte della ricezione delle somme prelevate dalla figlia. In ogni caso, anche a voler considerare la stessa dichiarazione alla stregua di una ratifica, dovrebbe comunque pervenirsi alla medesima conclusione in termini di inefficacia degli atti compiuti: se, infatti, la ratifica (intesa quale legittimazione rilasciata a posteriori) può determinare la produzione retroattiva di effetti degli atti posti in essere dal falsus procurator nella sfera giuridica del rappresentato, deve dedursi che laddove detti effetti siano destinati a prodursi nei confronti di più soggetti questi debbano tutti esercitare la facoltà di cui all art cod. civ. Nel caso di specie, gli atti di disposizione sul conto corrente sono stati posti in essere da un soggetto privo dei necessari poteri, poiché la delega non era stata conferita da entrambi i cointestatari; al fine di recuperare efficacia a detti atti, e di renderne imputabili gli effetti alla sfera giuridica dei due contestatari, la ratifica avrebbe dovuto essere sottoscritta da tutti i contitolari del conto. Pertanto, tutte le operazioni compiute dalla figlia del ricorrente in carenza di poteri devono ritenersi inefficaci; di conseguenza deve essere disposta la restituzione dei relativi importi per un totale di euro 6.500,00. Residua la questione relativa alla condotta tenuta dall intermediario in relazione al giroconto con il quale il coniuge del ricorrente, contestatario del conto, ha disposto in un unica operazione il prelievo di una ingente somma, che sostanzialmente ne ha svuotato il saldo attivo sino ad allora presente. La ricostruzione dei rapporti negoziali inter partes induce il Collegio a ritenere che sussista un innegabile negligenza dell intermediario convenuto nel dar seguito alle operazioni poste in essere dalla contestataria del conto e dalla di lei figlia all uopo delegata. Seppure infatti, le norme di diligenza professionale fissate all art. 1176, comma 2 cod. civ., non possano portare automaticamente all affermazione della sussistenza di un obbligo in capo all istituto di credito volto a controllare ab externo la regolarità delle operazioni nell ambito di un rapporto regolato in conto corrente, una corretta applicazione del principio di buona fede nell esecuzione del contratto dovrebbe indurre la banca mandataria a rifiutare operazioni che palesino un carattere del tutto anomalo (cfr. Cass. civ., sez. I, 31 marzo 2010 n. 7956). In altri termini si pone in carico dell operatore professionale anche un obbligo di preservazione degli interessi della propria controparte che trova la propria ratio nei doveri oggettivi di buona fede e di solidarietà sanciti anche a livello costituzionale, al fine di garantire pur nei limiti della ragionevole affidabilità la protezione degli interessi di quest ultimo, al di là del puro e semplice adempimento delle obbligazioni assunte con il contratto (Cass. civ., sez. III, 10 novembre 2010, n ). Come questo Arbitro ha già avuto modo di chiarire, seppure un istituto di credito non può rifiutarsi di norma di dar seguito agli ordini di disposizione impartiti da uno dei contestatari di un conto corrente con firma disgiunta, deve al tempo stesso verificare che l esercizio di detti ordini avvenga in modo non arbitrario, in grado di creare nocumento dei corrispondenti diritti sulle medesime somme in capo degli altri contitolari (cfr. Collegio di Roma, dec. n. 509/2011). Tale verifica deve essere effettuata, alla stregua dei canoni di diligenza professionale sopra richiamati, apprezzati con riguardo a tutte le circostanze oggettive che connotano il caso concreto: ad avviso del Collegio, la fattispecie controversa qui dedotta mostra senz altro tali evidenze oggettive. Pag. 6/8
6 Al di là del rilievo, certamente noto all istituto convenuto, che le somme presenti sul conto corrente fossero oggetto di conferimenti effettuati esclusivamente dall odierno ricorrente, il quale ha operato in via esclusiva per anni sullo stesso, assume indiscusso rilievo la ricostruzione degli eventi che si sono svolti in prossimità dello svuotamento del conto: parte resistente, infatti, ha dapprima concesso il conferimento di una delega alla figlia dei contestatari, pur in aperta violazione delle disposizioni legali e contrattuali; successivamente, pur consapevole della necessità di acquisire - è la banca stessa a riconoscerlo nelle proprie controdeduzioni - anche la firma del ricorrente per regolarizzare la delega, l intermediario resistente non solo non ha provveduto all uopo, ma ha consentito a uno dei contestatari che pure aveva richiesto di delegare la figlia adducendo quale motivazione l impossibilità a operare personalmente stante le proprie condizioni di salute di svuotare il conto presentandosi personalmente allo sportello; ancora ha verificato che tale somma, prelevata con un unica operazione, veniva accreditata su altro conto corrente cointestato allo stesso prelevante e alla figlia indebitamente delegata, con esclusione dell altro cointestatario; infine, ha consentito a quest ultima alla delegata irregolare di compiere ulteriori operazioni di disposizione sul conto dei genitori. Tutto ciò è avvenuto senza che l intermediario abbia inteso informare e coinvolgere l altro cointestatario: informazione e coinvolgimento che si sarebbero resi assolutamente necessari non soltanto ai fini di acquisire formalmente l assenso al conferimento della delega, ma anche di acquisire il proprio consenso, nella qualità di contitolare delle somme disponibili sul conto corrente, in relazione ad una operazione che si presentava oggettivamente anomala, oltre che per la successione dei fatti come rappresentati, anche per la circostanza che il prelievo (volto sostanzialmente ad azzerare la posta attiva) fosse stato realizzato mediante un unica operazione, posta in essere da un soggetto che mai aveva sino ad allora operato, finalizzata al versamento del relativo importo su altro conto corrente presso il medesimo istituto, intestato proprio al contestatario prelevante e alla di lei figlia illegittimamente delegata. Non può ragionevolmente porsi in dubbio che l istituto convenuto fosse nella condizione di poter rilevare l anomalia della vicenda: ciò non solo con riguardo al fatto che esso stesso si sia prestato (con riguardo alle operazioni poste in essere dal falsus procurator) a porre in essere operazioni illegittime, ma anche al fatto che data la sua posizione fosse in grado di porre in essere in maniera ordinaria una serie di verifiche e controlli finalizzati ad acquisire, in via cautelativa, il consenso dell odierno ricorrente. In altri termini, l insussistenza in capo alla banca di un obbligo giuridico di valutazione delle operazioni effettuate su un conto corrente cointestato a firma disgiunta e la ragionevole indifferenza rispetto alle modalità di esecuzione di un rapporto fiduciario collocato all interno di uno stretto legame di parentela, cedono dinanzi al ricorrere di tali e tante circostanze che verificatesi in un breve lasso diacronico e quindi poste in connessione tra di loro e oggettivamente valutate segnalano una oggettiva anomalia tale da imporre all intermediario medesimo il diligente compimento di ulteriori doveri, tesi alla protezione di tutti gli interessi in gioco (doveri di controllo, di informazione e financo di rifiuto di porre in essere determinate operazioni). La sussistenza delle richiamate circostanze era certamente nota al convenuto, il quale puntualmente ne dà una piena e compiuta descrizione nelle proprie controdeduzioni; di contro, le ulteriori circostanze di fatto addotte da parte resistente (quali l impossibilità per la contestataria di recarsi presso la filiale in orario di apertura, o di essere accompagnata da parenti e così via) non risultano confermate da alcun riscontro probatorio e sono, anzi, specificamente smentite dal comportamento stesso della cointestataria, la quale si è personalmente presentata in filiale per operare lo svuotamento del conto nonostante Pag. 7/8
7 avesse giustificato la richiesta di delega a operare alla propria figlia in ragione della sua difficoltà a operare personalmente. Al contrario, in ragione della esclusiva titolarità delle somme e della disponibilità delle operazioni in capo all odierno ricorrente, l unica disposizione posta in essere dal coniuge, che ha sostanzialmente azzerato il saldo attivo, e le successive operazioni contabili poste in essere da un soggetto delegato in spregio delle disposizioni contrattuali, non possono non rilevare il loro oggettivo carattere di eccezionalità e anormalità, che l istituto di credito nella sua qualità di bonus argentarius avrebbe potuto rilevare, quantomeno informando prontamente l odierno ricorrente. Parte resistente ha obiettato che il ricorrente è stato in ogni caso reso edotto delle operazioni compiute sul conto corrente a lui intestato attraverso il mezzo ordinario costituito dall invio degli estratti conto. Rispetto a questa circostanza, a dire il vero contestata dal ricorrente, rimane assorbente il dato che gli estratti conto non avrebbero potuto avere altra funzione oltre a quella di segnalare le operazioni già compiute, quando ormai il pregiudizio del ricorrente si era ormai verificato. L invio degli estratti conto, in realtà, non avrebbe mai potuto tenere il luogo della diligenza richiesta all intermediario nel caso di specie, che non è certo superiore a quella normalmente richiesta al bonus argentarius, ma che semplicemente va apprezzata e va declinata con specifico riguardo a tutte le circostanze che connotano il caso concreto. In conclusione, in ragione della negligenza che ha contraddistinto l operato dell istituto di credito in relazione al giroconto effettuato dal contestatario del conto corrente, nonché del danno patrimoniale che ne è derivato al ricorrente, deve essere riconosciuto il diritto dello stesso alla restituzione dell importo prelevato, pari ad euro ,67. P.Q.M. In accoglimento del ricorso, il Collegio dichiara l intermediario tenuto alla restituzione dell importo di ,67. Il Collegio dispone inoltre, ai sensi della vigente normativa, che l intermediario corrisponda alla Banca d Italia la somma di 200,00 quale contributo alle spese della procedura e al ricorrente la somma di 20,00 quale rimborso della somma versata alla presentazione del ricorso. firma 1 IL PRESIDENTE Pag. 8/8
Decisione N. 2904 del 12 maggio 2014
IL COLLEGIO DI MILANO. - Avv. Valerio Sangiovanni Membro designato dalla Banca d'italia
IL COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: - Prof. Avv. Antonio Gambaro Presidente - Avv. Valerio Sangiovanni Membro designato dalla Banca d'italia - Prof.ssa Avv. Diana V. Cerini Membro designato dalla
IL COLLEGIO DI ROMA. [Estensore] Prof. Massimo Caratelli Membro designato dal Conciliatore Bancario e Finanziario FATTO
IL COLLEGIO DI ROMA composto dai Signori: Avv. Bruno De Carolis Presidente Prof. Avv. Pietro Sirena Prof. Avv. Vincenzo Meli Membro designato dalla Banca d'italia [Estensore] Membro designato dalla Banca
IL COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: - Prof. Avv. Antonio Gambaro Presidente - Prof.ssa Antonella Sciarrone Alibrandi Membro designato dalla Banca d'italia - Prof. Avv. Emanuele Lucchini Guastalla
IL COLLEGIO DI NAPOLI. - prof. avv. Giuseppe Leonardo Carriero... membro designato dalla Banca d'italia
IL COLLEGIO DI NAPOLI composto dai signori: - prof. avv. Enrico Quadri... Presidente - prof. avv. Giuseppe Leonardo Carriero... membro designato dalla Banca d'italia - prof. avv. Giuseppe Conte... membro
IL COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: - Prof. Avv. Antonio Gambaro Presidente (Estensore) - Prof. Avv. Emanuele Cesare Lucchini Guastalla Membro designato dalla Banca d'italia - Avv. Valerio Sangiovanni
Decisione N. 2043 del 04 aprile 2014
Decisione N. 2075 del 07 aprile 2014
COLLEGIO DI NAPOLI composto dai signori: (NA) MARINARI (NA) CARRIERO (NA) MAIMERI Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (NA) RISPOLI FARINA Membro designato
COLLEGIO DI MILANO. - Prof. Avv. Antonio Gambaro Presidente (Estensore) - Prof.ssa Antonella Sciarrone Alibrandi Membro designato dalla Banca d'italia
COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: - Prof. Avv. Antonio Gambaro Presidente (Estensore) - Prof.ssa Antonella Sciarrone Alibrandi Membro designato dalla Banca d'italia - Prof. Avv. Emanuele Lucchini
COLLEGIO DI NAPOLI composto dai signori: (NA) CARRIERO (NA) MAIMERI (NA) BLANDINI Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (NA) PICARDI Membro designato da
IL COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: - Prof. Avv. Antonio Gambaro Presidente (Estensore) - Prof.ssa Antonella Maria Sciarrone Alibrandi Membro designato dalla Banca d'italia - Prof. Avv. Emanuele
IL COLLEGIO DI MILANO. - Prof.ssa Antonella Maria Sciarrone Alibrandi Membro designato dalla Banca d'italia (Estensore)
IL COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: - Prof. Avv. Antonio Gambaro Presidente - Prof.ssa Antonella Maria Sciarrone Alibrandi Membro designato dalla Banca d'italia (Estensore) - Prof. Avv. Emanuele
COLLEGIO DI MILANO. - Prof.ssa Cristiana Maria Schena Membro designato dalla Banca d'italia
COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: - Prof. Avv. Antonio Gambaro Presidente - Prof.ssa Cristiana Maria Schena Membro designato dalla Banca d'italia - Prof. Avv. Emanuele Lucchini Guastalla Membro
Decisione N. 1330 del 05 marzo 2014
COLLEGIO DI MILANO composto dai signori: (MI) GAMBARO (MI) LUCCHINI GUASTALLA (MI) SANGIOVANNI Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (MI) SANTORO Membro