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Timestamp: 2019-08-18 01:13:00+00:00
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404. (Casi di opposizione di terzo)
Codice di procedura civile Libro secondo: DEL PROCESSO DI COGNIZIONE Titolo III: DELLE IMPUGNAZIONI Capo I: DELLE IMPUGNAZIONI IN GENERALE Capo II: DELL'APPELLO Capo III: DEL RICORSO PER CASSAZIONE Capo IV: DELLA REVOCAZIONE Capo V: DELL'OPPOSIZIONE DI TERZO 404. (Casi di opposizione di terzo)
Art. 404. (Casi di opposizione di terzo)
Un terzo puo' fare opposizione contro la sentenza passata in giudicato o comunque esecutiva pronunciata tra altre persone quando pregiudica i suoi diritti. (1) (2) (3) (4)Gli aventi causa e i creditori di una delle parti possono fare opposizione alla sentenza, quando e' l'effetto di dolo o collusione a loro danno.
(1) La Corte costituzionale con sentenza 7 giugno 1984, n. 167 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di convalida di sfratto per finita locazione, emanata per la mancata comparizione dell'intimato o per la mancata opposizione dell'intimato pur comparso.
(2) La Corte costituzionale con sentenza 25 ottobre 1985, n. 237 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di sfratto per morosità.
(3) La Corte costituzionale con sentenza 20 dicembre 1988, n. 1105 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza con la quale il pretore dispone l'affrancazione del fondo ex art. 4 della legge 22 luglio 1966, n. 607.
(4) La Corte costituzionale con sentenza 26 maggio 1995, n. 192 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di convalida di licenza per finita locazione.
Procedimento civile - cessazione della materia del contendere - In genere. Nel caso in cui la sentenza di appello impugnata con il ricorso per cassazione sia stata annullata dal giudice a quo in accoglimento di un'opposizione di terzo proposta ai sensi dell'art. 404 c.p.c., il permanente interesse alla decisione del ricorso per cassazione sul merito della statuizione va verificato all'esito dell’eventuale passaggio in giudicato della sentenza di accoglimento dell'opposizione di terzo. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza interlocutoria n. 10357 del 12/04/2019 (Rv. 653498 - 01) Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Proc_Civ_art_360_1, Cod_Proc_Civ_art_404...
Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) efficacia riflessa nei confronti di soggetti terzi rispetto al giudizio - successioni "mortis causa" - disposizioni generali - indegnita' di succedere La sentenza passata in giudicato, quando contenga un'affermazione obiettiva di verità che non ammette la possibilità di un diverso accertamento, può avere efficacia riflessa nei confronti di un soggetto rimasto estraneo al rapporto processuale, purché titolare di un diritto non autonomo, ma dipendente dalla situazione definita in quel processo o, comunque, di un diritto subordinato a questa. Tale efficacia può essere rimossa attraverso l'opposizione di terzo di cui all'art. 404, comma 2, c.p.c. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il giudicato formatosi in un precedente processo, ove era stata dichiarata l'indegnità a succedere dell'erede del debitore, avesse un'efficacia riflessa anche nei confronti del creditore del "de cuius" il quale, rimasto estraneo al primo giudizio, aveva convenuto, in seguito, il detto erede per ottenere il pagamento di quanto dovuto dal defunto). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5411 del 25/02/2019 Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_0463, Cod_Proc_Civ_art_404...
Impugnazioni civili - opposizione di terzo - Nozione e natura giuridica - Opposizione di terzo ordinaria - Condizioni. L'opposizione ordinaria di terzo, di cui al primo comma dell'art. 404 c.p.c., non può essere esperita da tutti coloro che assumano la posizione di terzi rispetto al giudizio in cui è stata emessa la sentenza opposta, ma soltanto da coloro i quali, rivestendo tale qualità, facciano anche valere, in relazione al bene oggetto della controversia, un proprio diritto, autonomo e, nel contempo, incompatibile con il rapporto giuridico accertato o costituito dalla sentenza stessa e siano, perciò, da essa pregiudicati in un loro diritto, pur senza essere soggetti agli effetti del giudicato. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 5244 del 21/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_404...
Impugnazioni civili - appello - intervento in causa e legittimazione dell'interventore condebitore solidale - legittimazione ad intervenire in appello ex art. 344 c.p.c. - obbligazioni in genere - solidarietà - Corte di Cassazione, Sez. 2 , Sentenza n. 31313 del 04/12/2018 Deve escludersi la legittimazione ad intervenire in grado di appello, secondo la previsione dell'art. 344 c.p.c. (in relazione all'art. 404 c.p.c.), del condebitore solidale, il quale non è qualificabile come terzo titolare di un diritto autonomo rispetto a quello oggetto di contesa tra le parti originarie, suscettibile di pregiudizio per effetto della decisione fra di esse pronunciata. Corte di Cassazione, Sez. 2 , Sentenza n. 31313 del 04/12/2018 &nbsp...
Esecuzione forzata - consegna o rilascio (esecuzione per) - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3 , Sentenza n. 7041 del 20/03/2017
Terzo titolare di un diritto incompatibile con quello del procedente – Mezzo di tutela azionabile – Individuazione. Nell’esecuzione per consegna o rilascio, avviata in forza di sentenza resa “inter alios”, ove il terzo lamenti una lesione della sua situazione soggettiva che gli deriva non già da un errore sorto nel procedimento esecutivo, bensì direttamente dalla sentenza che ha accertato un diritto incompatibile con quello da lui vantato, egli non può proporre l’opposizione di terzo all’esecuzione, ai sensi dell’art. 619 c.p.c., ma deve invece impugnare il provvedimento stesso con l’opposizione di terzo ordinaria, ai sensi dell’art. 404, comma 1, c.p.c.. Corte di Cassazione, Sez. 3 , Sentenza n. 7041 del 20/03/2017 &nbsp...
opposizione di terzo - in genere - Corte di Cassazione 2, Sentenza n. 22694 del 06/11/2015
Opposizione del comproprietario pretermesso avverso sentenza di demolizione della cosa - Ammissibilità - Fondamento. – Corte di Cassazione 2, Sentenza n. 22694 del 06/11/2015 Il comproprietario può impugnare con opposizione di terzo la sentenza "inter alios" che abbia ordinato la demolizione della cosa, anche qualora egli non specifichi il "pregiudizio" ex art. 404, comma 1, c.p.c., giacché questo, e il correlativo interesse ad impugnare, sono "in re ipsa", discendendo dalla natura del "decisum", implicante la distruzione della cosa oggetto del diritto sostanziale. Corte di Cassazione 2, Sentenza n. 22694 del 06/11/2015 &nbsp...
Domanda di usucapione fondata su transazione - Domanda di accertamento della simulazione di quella transazione proposta dai creditori di uno dei convenuti - Cause dipendenti ex art. 331 c.p.c. - Configurabilità - Interesse dei creditori ad intervenire nel giudizio di usucapione - Sussistenza - Ragioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17193 del 27/08/2015 Procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17193 del 27/08/2015 La causa riguardante l'invocata usucapione di un immobile fondata su di una scrittura privata asseritamente transattiva tra le parti e quella, proposta dai creditori di uno dei convenuti nel giudizio di usucapione, di accertamento della simulazione della transazione suddetta, sono tra loro dipendenti, ex art. 331 c.p.c., perché collegate da un vincolo di subordinazione logica. Ne consegue che i creditori hanno interesse ad intervenire nel processo di usucapione, per controllarne il regolare svolgimento e chiedere il rigetto di domande che frustrerebbero la loro garanzia patrimoniale generica, nonché per esercitare un rimedio preventivo, rispetto all'opposizione ex art. 404, comma 2, c.p.c., al fine di scongiurare il formarsi di un giudicato ad essi sfavorevole, così ostacolando eventuali difese processuali fraudolente del loro debitore, in collusione con l'attore. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17193 del 27/08/2015 &nbsp...
impugnazioni civili - opposizione di terzo - casi di opposizione - pregiudizio per il diritto autonomo di un terzo - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 22466 del 22/10/2014
Sentenza di arretramento di costruzione posta a distanza irregolare - Pronuncia nei confronti del solo proprietario del fabbricato - Legittimazione dell'usufruttuario all'opposizione di terzo ex art. 404, primo comma, n. 1 cod. Proc. Civ. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 22466 del 22/10/2014 L'usufruttuario non è legittimato a proporre opposizione di terzo ordinaria, ai sensi dell'art. 404, primo comma, n. 1 cod. Proc. Civ., contro la sentenza di condanna all'arretramento del fabbricato realizzato a distanza irregolare che sia stata pronunciata nei confronti del solo proprietario del bene, poiché non è titolare di un diritto autonomo la cui tutela sia incompatibile con la situazione giuridica risultante dalla decisione resa tra altre parti.Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 22466 del 22/10/2014...
procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - domanda giudiziale - forma e contenuto – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 896 del 17/01/2014
Verifica degli elementi essenziali del ricorso introduttivo - Mancanza di determinazione dell'oggetto, dell'esposizione dei fatti o degli elementi di diritto - Nullità insanabile Configurabilità - Conseguenze - Esame nel merito della domanda - Esclusione - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 896 del 17/01/2014 Nel rito del lavoro, la verifica degli elementi essenziali del ricorso introduttivo costituisce indagine pregiudiziale rispetto alla decisione sul merito, cui inerisce anche la valutazione delle prove. Ne consegue che il ricorso privo dell'esatta determinazione dell'oggetto della domanda o dell'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto è affetto da nullità insanabile, che il giudice è tenuto a dichiarare preliminarmente senza possibilità di scendere all'esame del merito, neppure per respingere la domanda perché non provata. (Nella specie, la S.C. ha confermato la statuizione di inammissibilità della domanda avanzata con un ricorso contenente più domande di regresso, avanzate dall'INAIL ex art. 11 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, proposte cumulativamente per prestazioni erogate in favore di ventuno lavoratori, con richiesta di condanna della società datrice di lavoro al pagamento di una cifra riferita al complesso delle prestazioni, senza specificare in relazione a ciascuna posizione lavorativa quali fossero le malattie professionali accertate, l'epoca di insorgenza delle malattie medesime, la percentuale di invalidità, la data di riconoscimento delle singole prestazioni e gli importi corrisposti, il nesso di causalità tra le mansioni da ciascuno rivestite e l'evento dannoso, né, infine, le specifiche norme di sicurezza violate).Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 896 del 17/01/2014...
Cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - procedimento - posizione processuale delle parti – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7175 del 10/04/2015
Annullamento, ai soli effetti civili, di sentenza pronunciata in sede penale - Natura "chiusa" del giudizio di rinvio - Conseguenze - Intervento di terzo - Inammissibilità - Fattispecie in tema di chiamata in causa in garanzia. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7175 del 10/04/2015 Il giudizio in grado si appello sulle domande civili, celebrato a seguito di annullamento da parte della Corte di cassazione della sentenza penale, presenta struttura "chiusa", ai sensi dell'art. 394 cod. proc. civ., sicché nello stesso non è consentito l'intervento del terzo che non abbia partecipato al processo penale, se non nei limiti in cui egli deduca la titolarità di un diritto autonomo, tale da legittimare la proposizione dell'opposizione di terzo ex art. 404 cod. proc. civ. (In forza di tale principio, la S.C. ha confermato la decisione con cui il giudice di merito non aveva autorizzato la chiamata in causa, da parte del danneggiante - ai sensi dell'art. 106 cod. proc. civ. - del proprio assicuratore). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7175 del 10/04/2015 &nbsp...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - procedimento - posizione processuale delle parti – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7175 del 10/04/2015
Annullamento, ai soli effetti civili, di sentenza pronunciata in sede penale - Natura "chiusa" del giudizio di rinvio - Conseguenze - Intervento di terzo - Inammissibilità - Fattispecie in tema di chiamata in causa in garanzia. Il giudizio in grado si appello sulle domande civili, celebrato a seguito di annullamento da parte della Corte di cassazione della sentenza penale, presenta struttura "chiusa", ai sensi dell'art. 394 cod. proc. civ., sicché nello stesso non è consentito l'intervento del terzo che non abbia partecipato al processo penale, se non nei limiti in cui egli deduca la titolarità di un diritto autonomo, tale da legittimare la proposizione dell'opposizione di terzo ex art. 404 cod. proc. civ. (In forza di tale principio, la S.C. ha confermato la decisione con cui il giudice di merito non aveva autorizzato la chiamata in causa, da parte del danneggiante - ai sensi dell'art. 106 cod. proc. civ. - del proprio assicuratore). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7175 del 10/04/2015 &nbsp...
Esecuzione forzata - consegna o rilascio (esecuzione per) – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015
Terzo legittimato all'opposizione ex art. 404, primo comma cod. proc. civ. - Litisconsorte necessario pretermesso - Esecuzione del titolo giudiziale formatosi "inter alios" - Opposizione all'esecuzione ex art. 615 e 619 cod. proc. civ. - Esclusione - Eccezioni. Il terzo legittimato all'opposizione ordinaria ai sensi dell'art. 404, primo comma, cod. proc. civ., non può, ancorché litisconsorte necessario pretermesso, proporre opposizione all'esecuzione promossa sulla base di un titolo giudiziale formatosi "inter alios", salvo che sostenga che quanto stabilito dal predetto titolo sia stato soddisfatto oppure sia stato modificato da vicende successive, sicché non vi è più nulla da eseguire, nel qual caso deve ritenersi legittimato ai sensi dell'art. 615 cod. proc. civ. Ove, inoltre, l'esecuzione del titolo formatosi "inter alios" si estenda al di fuori dell'oggetto previsto nella statuizione giudiziale, sicché l'esecuzione non è sorretta dal titolo, il terzo può opporsi, nelle forme dell'art. 619 cod. proc. civ., quale soggetto la cui posizione è effettivamente incisa dalla esecuzione, ancorché formalmente terzo rispetto ad essa. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015 &nbsp...
Procedimento civile - azione - di accertamento - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015
Il litisconsorte necessario pretermesso (come anche il terzo titolare di diritto autonomo e incompatibile, il falsamente rappresentato e il titolare di "status" incompatibile con quello accertato tra altre parti), che ai sensi dell'art. 404 cod. proc. civ. è ammesso all'opposizione ordinaria avverso la sentenza resa in un giudizio "inter alios", può anche proporre una azione di accertamento autonoma della sua posizione, ma, sino al passaggio in giudicato della sentenza che riconosca la situazione come da lui dedotta, gli è preclusa ogni tutela, anche cautelare, avverso l'efficacia esecutiva o gli affetti esecutivi o accertativi derivanti dalla sentenza "inter alios" non opposta. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015 &nbsp...
impugnazioni civili - opposizione di terzo - casi di opposizione - pregiudizio per il diritto autonomo di un terzo – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015
Giudizio "inter alios" - Tutela del litisconsorte pretermesso o del terzo titolare di posizione equivalente - Rimedi processuali - Opposizione ordinaria ex art. 404 cod. proc. civ. - Tutela a mezzo di azione di accertamento autonoma del proprio diritto - Alternatività - Limiti. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015 Il litisconsorte necessario pretermesso (come anche il terzo titolare di diritto autonomo e incompatibile, il falsamente rappresentato e il titolare di "status" incompatibile con quello accertato tra altre parti), che ai sensi dell'art. 404 cod. proc. civ. è ammesso all'opposizione ordinaria avverso la sentenza resa in un giudizio "inter alios", può anche proporre una azione di accertamento autonoma della sua posizione, ma, sino al passaggio in giudicato della sentenza che riconosca la situazione come da lui dedotta, gli è preclusa ogni tutela, anche cautelare, avverso l'efficacia esecutiva o gli affetti esecutivi o accertativi derivanti dalla sentenza "inter alios" non opposta. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015 &nbsp...
impugnazioni civili - opposizione di terzo - casi di opposizione - pregiudizio per il diritto autonomo di un terzo – procedimento civile - azione - di accertamento - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015
esecuzione forzata - consegna o rilascio (esecuzione per) - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015
Terzo legittimato all'opposizione ex art. 404, primo comma cod. proc. civ. - Litisconsorte necessario pretermesso - Esecuzione del titolo giudiziale formatosi "inter alios" - Opposizione all'esecuzione ex art. 615 e 619 cod. proc. civ. - Esclusione - Eccezioni. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015 Il terzo legittimato all'opposizione ordinaria ai sensi dell'art. 404, primo comma, cod. proc. civ., non può, ancorché litisconsorte necessario pretermesso, proporre opposizione all'esecuzione promossa sulla base di un titolo giudiziale formatosi "inter alios", salvo che sostenga che quanto stabilito dal predetto titolo sia stato soddisfatto oppure sia stato modificato da vicende successive, sicché non vi è più nulla da eseguire, nel qual caso deve ritenersi legittimato ai sensi dell'art. 615 cod. proc. civ. Ove, inoltre, l'esecuzione del titolo formatosi "inter alios" si estenda al di fuori dell'oggetto previsto nella statuizione giudiziale, sicché l'esecuzione non è sorretta dal titolo, il terzo può opporsi, nelle forme dell'art. 619 cod. proc. civ., quale soggetto la cui posizione è effettivamente incisa dalla esecuzione, ancorché formalmente terzo rispetto ad essa. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015 &nbsp...
Intervento in appello - Soggetti abilitati a proporre opposizione di terzo revocatoria - Onere di allegazione dei presupposti abilitanti - Necessità - Contenuto - Ragioni. I creditori possono sempre intervenire in appello, ai sensi dell'art. 344 cod. proc. civ., ove assumano una posizione processuale simile a quella dell'opposizione di terzo revocatoria, purché specifichino nell'atto di intervento, pur senza formule sacramentali, di agire ai sensi dell'art. 404, secondo comma, cod. proc. civ., ovvero alleghino i presupposti di fatto su cui si fonda l'opposizione revocatoria, così assicurando il "thema decidendum", la costituzione del contraddittorio, la possibilità di verifica della ammissibilità dell'intervento e della fondatezza nel merito della domanda. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 27530 del 30/12/2014 &nbsp...
competenza civile - regolamento di competenza - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3865 del 19/02/2014
Declaratoria d'ufficio di improponibilità dell'azione (nella specie, di opposizione di terzo ex art. 404, comma primo, cod. proc. civ.) - Ammissibilità - Fondamento. Il potere della Corte di cassazione di dichiarare d'ufficio che l'azione non poteva essere proposta, ai sensi dell'art. 382, terzo comma, cod. proc. civ. (nella specie, per inesperibilità dell'opposizione di terzo, ex art. 404, primo comma, cod. proc. civ., da parte del terzo detentore di immobile con riferimento al quale il locatore abbia ottenuto, nei confronti del conduttore, una sentenza di condanna al rilascio) può essere esercitato anche in sede di regolamento di competenza, al fine di evitare un inutile dispendio di attività processuale davanti al giudice dichiarato competente. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3865 del 19/02/2014 &nbsp...
Arbitrato - lodo (sentenza arbitrale) - impugnazione - per nullità - in genere – Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2323 del 03/02/2014
Intervento del terzo rimasto estraneo al giudizio arbitrale - Regime anteriore al d.lgs. n. 40 del 2006 - Inammissibilità - Fondamento. Nel processo di impugnazione per nullità del lodo arbitrale non è ammissibile l'intervento del terzo, rimasto estraneo al giudizio innanzi agli arbitri, svoltosi nel vigore della disciplina successiva alla legge 5 gennaio 1994, n. 25 ed antecedente a quella introdotta dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40 (che ha previsto e disciplinato tale intervento proprio con riferimento al giudizio arbitrale), restando la tutela dei diritti del terzo, eventualmente pregiudicati dalla sentenza arbitrale, affidata all'esperimento di un'ordinaria azione di accertamento, svincolata dall'osservanza dei termini di cui agli artt. 404 e 326 cod. proc. civ. e dalle regole di competenza risultanti dall'art. 828 cod. proc. civ. Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2323 del 03/02/2014 &nbsp...
Arbitrato - lodo (sentenza arbitrale) - impugnazione - per nullità - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2323 del 03/02/2014
Intervento del terzo rimasto estraneo al giudizio arbitrale - Regime anteriore al d.lgs. n. 40 del 2006 - Inammissibilità - Fondamento. Nel processo di impugnazione per nullità del lodo arbitrale non è ammissibile l'intervento del terzo, rimasto estraneo al giudizio innanzi agli arbitri, svoltosi nel vigore della disciplina successiva alla legge 5 gennaio 1994, n. 25 ed antecedente a quella introdotta dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40 (che ha previsto e disciplinato tale intervento proprio con riferimento al giudizio arbitrale), restando la tutela dei diritti del terzo, eventualmente pregiudicati dalla sentenza arbitrale, affidata all'esperimento di un'ordinaria azione di accertamento, svincolata dall'osservanza dei termini di cui agli artt. 404 e 326 cod. proc. civ. e dalle regole di competenza risultanti dall'art. 828 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2323 del 03/02/2014 &nbsp...
Termine di cui all'art. 325, primo comma, cod. proc. civ. - Applicabilità alla sola opposizione di terzo revocatoria - Opposizione di terzo ordinaria - Esercizio - Limiti. In tema di impugnazioni, il termine per proporre opposizione di terzo stabilito dall'art. 325, primo comma, cod. proc. civ. si riferisce esclusivamente all'opposizione di terzo revocatoria prevista dall'art. 404, secondo comma, cod. proc. civ., e non concerne l'opposizione di terzo ordinaria, il cui esercizio non trova altro limite che l'estinzione del diritto del terzo pregiudicato dalla sentenza pronunciata tra altre persone. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 466 del 13/01/2014 &nbsp...
Famiglia - filiazione - filiazione legittima - disconoscimento di paternità - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12211 del 17/07/2012
Opposizione di terzo promossa dal presunto padre naturale nei confronti della sentenza di disconoscimento di paternità - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Avverso la sentenza, passata in giudicato, il disconoscimento della paternità legittima, è inammissibile l'opposizione di terzo di colui che sia indicato come genitore naturale, il quale deduca che l'esito (positivo) dell'azione di disconoscimento di paternità si riverberi sull'azione di riconoscimento della paternità intentata nei suoi confronti, in quanto il pregiudizio fatto valere è di mero fatto, laddove il rimedio contemplato dall'art. 404 cod. proc. civ. presuppone in capo all'opponente un diritto autonomo, la cui tutela sia però incompatibile con la situazione giuridica risultante dalla sentenza impugnata. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12211 del 17/07/2012 &nbsp...
Impugnazioni civili - opposizione di terzo - decisione - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12266 del 17/07/2012
Sentenza in materia di "actio negatoria servitutis" - Opposizione di terzo proposta da un comproprietario del preteso fondo dominante - Accoglimento dell'opposizione - Effetti - Annullamento del giudicato formatosi fra le parti originarie - Limiti. Nell'ipotesi in cui sia accolta l'opposizione di terzo, di cui all'art. 404, primo comma, cod. proc. civ., proposta avverso sentenza di "negatoria servitutis" dal comproprietario del fondo preteso dominante, il giudicato formatosi in forza di tale sentenza ne risulta vulnerato per la sola parte incompatibile con i diritti dell'opponente, ovvero relativamente alla condanna accessoria alla rimessione in pristino dello stato dei luoghi, e non anche in ordine all'accertamento negativo della servitù, che permane efficace tra le parti originarie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12266 del 17/07/2012 &nbsp...
Impugnazioni civili - opposizione di terzo - procedimento - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11415 del 06/07/2012
Adozione - Pronuncia di adottabilità - Annullamento della sentenza - Nuovo procedimento - Necessità - Esclusione - Fondamento - Conseguenze. In tema di adozione di minori, l'accoglimento dell'opposizione di terzo, proposta dalla madre naturale in ordine al procedimento di adottabilità della propria figlia, dal quale era stata pretermessa, non richiede l'apertura di un nuovo procedimento, essendo legittima una nuova pronuncia sostitutiva della prima, in quanto le fasi rescindente e rescissoria si svolgono davanti allo stesso giudice; inoltre, tale pronuncia può essere basata anche su prove raccolte nel precedente giudizio, ove siano tali da integrare gli estremi necessari a dare dimostrazione di fatti controversi. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11415 del 06/07/2012 &nbsp...
Impugnazioni civili - opposizione di terzo - casi di opposizione - pregiudizio per il diritto autonomo di un terzo – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 4327 del 19/03/2012
Impugnazioni civili - Opposizione di terzo - Casi di opposizione - Ordinanza di reintegrazione nel possesso - Esperibilità dell'opposizione ex art. 404 cod. proc. civ. - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Pregiudizi per la difesa del terzo possessore - Insussistenza - Difesa del terzo nell'ambito del giudizio di merito possessorio, mediante azione petitoria o opposizione all'esecuzione - Ammissibilità. Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - procedimento possessorio - Impugnazioni civili - Opposizione di terzo - Casi di opposizione - Ordinanza di reintegrazione nel possesso - Esperibilità dell'opposizione ex art. 404 cod. proc. civ. - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Pregiudizi per la difesa del terzo possessore - Insussistenza - Difesa del terzo nell'ambito del giudizio di merito possessorio, mediante azione petitoria o opposizione all'esecuzione - Ammissibilità. L'opposizione di terzo di cui all'art. 404, primo comma, cod. proc. civ., in quanto mezzo di impugnazione eccezionale utilizzabile da chi non abbia assunto la qualità di parte nel processo contro le sentenze passate in giudicato, o comunque esecutive, ovvero contro i provvedimenti aventi, per la loro decisorietà, contenuto sostanziale di sentenza, non è esperibile avverso l'ordinanza di reintegra nel possesso, in quanto provvedimento non avente carattere di definitività. Né dall'esclusione del rimedio straordinario dell'opposizione deriva alcun pregiudizio per il diritto di difesa del terzo che si affermi possessore del bene, ove egli possa intervenire nel giudizio di merito possessorio, far valere il suo diritto di proprietà in ogni momento, ovvero, in caso di esecuzione dell'ordinanza di reintegra, far accertare, mediante opposizione all'esecuzione, che la parte istante non ha diritto di procedere esecutivamente nei suoi confronti. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 4327 del 19/03/2012 &nbsp...
Litisconsorte necessario pretermesso nel giudizio di appello - Opposizione di terzo - Rimessione della causa al giudice di primo grado - Esclusione - Fondamento - Decisione della causa nel merito - Necessità. In tema di opposizione di terzo, nel caso in cui un litisconsorte necessario sia stato pretermesso nel giudizio di appello, il giudice d'appello adito in sede di opposizione ex art. 404 cod. proc. civ., constatata l'inefficacia della sentenza opposta nei confronti del terzo, non può esimersi dall'esame del merito dell'impugnazione, non ricorrendo nel detto caso nessuna delle ipotesi tassative, non suscettibili di applicazione estensiva, per la rimessione delle parti al primo giudice, di cui agli artt. 353 e 354 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17 del 03/01/2011 &nbsp...
CIVILE - SOSPENSIONE DEL PROCESSO - NECESSARIA – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15353 del 25/06/2010
Nozione - Conseguenze - Proposizione di appello ed opposizione di terzo avverso la stessa sentenza di primo grado esecutiva - Sospensione necessaria di una delle impugnazioni - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Coordinazione tra i rispettivi provvedimenti conclusivi - Sussistenza - Necessità. La sospensione necessaria del processo, ex art. 295 cod. proc. civ., presuppone l'esistenza di un nesso di pregiudizialità sostanziale, ossia una relazione tra rapporti giuridici sostanziali distinti ed autonomi, dedotti in via autonoma in due diversi giudizi, uno dei quali (pregiudiziale) integra la fattispecie dell'altro (di) in modo tale che la decisione sul primo rapporto si riflette necessariamente, condizionandola, sulla decisione del secondo. Ove, invece, contro la medesima sentenza di primo grado esecutiva vengano proposti appello ed opposizione di terzo, si è in presenza di due distinti mezzi di impugnazione esercitati nell'ambito dello stesso processo, sicché la pregiudizialità che verrebbe a configurarsi è meramente processuale e non sostanziale. Ne consegue che - fermi i poteri del giudice dell'opposizione di pronunciare la sospensione dell'esecuzione della sentenza - non può farsi ricorso alla sospensione del giudizio di appello ex art. 295 cod. proc. civ., essendo ciascuna impugnazione destinata a proseguire per proprio conto, e la coordinazione tra le stesse si prospetta soltanto in riferimento ai rispettivi provvedimenti conclusivi, nel senso che la riforma della sentenza tra le parti produrrà la cessazione della materia del contendere del profilo impugnatorio del giudizio di opposizione, così come l'accoglimento dell'opposizione di terzo, con relativo annullamento della sentenza opposta, farà venir meno l'interesse alla prosecuzione del giudizio di appello. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15353 del 25/06/2010 &nbsp...
PROCEDIMENTI SOMMARI - D'INGIUNZIONE - DECRETO - IMPUGNAZIONI PER REVOCAZIONE E OPPOSIZIONE DI TERZO – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15350 del 25/06/2010
Opposizione di terzo revocatoria - Ammissibilità - Condizioni - Esecutività del decreto ingiuntivo per mancata opposizione o per mancata costituzione dell'opponente - Necessità. L'opposizione di terzo revocatoria, configurandosi come impugnazione straordinaria, la quale presuppone il passaggio in giudicato di un provvedimento giudiziario, è proponibile avverso il decreto ingiuntivo quando lo stesso, come previsto dall'art. 656 cod. proc. civ., sia divenuto esecutivo, ai sensi dell'art. 647 cod. proc. civ., per difetto di tempestiva opposizione o per mancata costituzione dell'opponente. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15350 del 25/06/2010 &nbsp...
Nozione - Utilità concreta della pronuncia di accoglimento - Necessità - Conseguenze - Intervento in appello in qualità di successore a titolo universale - Ammissione - Inammissibilità dell'opposizione di terzo proposta in via incidentale con l'atto di intervento, senza proposizione di domanda di merito autonoma - Ricorso per cassazione - Interesse - Sussistenza - Esclusione - Inammissibilità. L'interesse ad impugnare va apprezzato in relazione all'utilità concreta che deriva alla parte dall'eventuale accoglimento dell'impugnazione stessa, non potendo esaurirsi in un mero interesse astratto ad una più corretta soluzione di una questione giuridica, priva di riflessi pratici sulla decisione adottata. Ne consegue che, ammesso l'intervento in appello di un soggetto in qualità di successore a titolo particolare nel diritto controverso, è inammissibile, per difetto di interesse, il motivo di ricorso per cassazione, proposto dal medesimo, che censuri la sentenza di appello per aver dichiarato inammissibile la forma incidentale dell'opposizione di terzo spiegata attraverso l'atto di intervento, senza la proposizione di una domanda di merito autonoma e diversa da quella già azionata dalle parti. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15353 del 25/06/2010 &nbsp...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 10876 del 11/05/2007
Successore a titolo particolare nel diritto controverso - Impugnazioni esperibili. Il successore a titolo particolare nel diritto controverso non è terzo, bensì l'effettivo titolare del diritto in contestazione, tanto da poter essere destinatario dell'impugnazione proposta dall'avversario del cedente e da poter resistere alla medesima senza che tale suo diritto possa essere condizionato dal suo mancato intervento nelle fasi pregresse del giudizio, così com'è legittimato a proporre impugnazione avverso la sentenza, anche pronunciata nei confronti del dante causa non estromesso, assumendo la stessa posizione di quest'ultimo, mentre è esclusa l'esperibilità da parte sua dell'opposizione ordinaria di terzo ex art. 404, primo comma cod.proc.civ.. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 10876 del 11/05/2007 &nbsp...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10876 del 11/05/2007
Successore a titolo particolare nel diritto controverso - Impugnazioni esperibili. Il successore a titolo particolare nel diritto controverso non è terzo, bensì l'effettivo titolare del diritto in contestazione, tanto da poter essere destinatario dell'impugnazione proposta dall'avversario del cedente e da poter resistere alla medesima senza che tale suo diritto possa essere condizionato dal suo mancato intervento nelle fasi pregresse del giudizio, così com'è legittimato a proporre impugnazione avverso la sentenza, anche pronunciata nei confronti del dante causa non estromesso, assumendo la stessa posizione di quest'ultimo, mentre è esclusa l'esperibilità da parte sua dell'opposizione ordinaria di terzo ex art. 404, primo comma cod.proc.civ.. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10876 del 11/05/2007 &nbsp...
impugnazioni civili - impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10876 del 11/05/2007
Successore a titolo particolare nel diritto controverso - Impugnazioni esperibili. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10876 del 11/05/2007 Il successore a titolo particolare nel diritto controverso non è terzo, bensì l'effettivo titolare del diritto in contestazione, tanto da poter essere destinatario dell'impugnazione proposta dall'avversario del cedente e da poter resistere alla medesima senza che tale suo diritto possa essere condizionato dal suo mancato intervento nelle fasi pregresse del giudizio, così com'è legittimato a proporre impugnazione avverso la sentenza, anche pronunciata nei confronti del dante causa non estromesso, assumendo la stessa posizione di quest'ultimo, mentre è esclusa l'esperibilità da parte sua dell'opposizione ordinaria di terzo ex art. 404, primo comma cod.proc.civ.. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10876 del 11/05/2007 &nbsp...
Perfezionamento - Principio c.d. della scissione degli effetti stabilito dalle sentenze della Corte costituzionale - Perfezionamento per il notificante - Consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario - Mancato perfezionamento nei confronti del destinatario per fatto non imputabile al notificante - Rinnovazione - Ammissibilità - Fattispecie in tema di impugnazione per opposizione di terzo. A seguito delle decisioni della Corte costituzionale n. 477 del 2002, nn. 28 e 97 del 2004 e 154 del 2005, circa il principio della scissione fra il momento del perfezionamento della notificazione per il notificante e per il destinatario, deve ritenersi che la notificazione si perfeziona nei confronti del notificante al momento della consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario, con la conseguenza che, ove tempestiva, quella consegna evita alla parte la decadenza correlata all'inosservanza del termine perentorio entro il quale la notifica andava effettuata e consente alla medesima parte notificante, una volta conosciuto il motivo dell'esito negativo della notificazione per causa indipendente dalla sua volontà, di procedere legittimamente, in un tempo ragionevole, alla sua rinnovazione nei confronti dell'avente diritto anche oltre il suddetto termine previsto per la proposizione dell'atto processuale, ovvero nell'ulteriore termine appositamente concesso dal giudice per detta rinnovazione. (Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio ha cassato con rinvio l'impugnata sentenza, con la quale era stata ritenuta l'inammissibilità dell'impugnazione per opposizione di terzo di una sentenza, malgrado la parte notificante avesse proceduto tempestivamente alla prima notifica dell'atto impugnatorio, senza che, però, la stessa fosse andata a buon fine per il constatato trasferimento del destinatario dal domicilio anagrafico ancora risultante dai registri anagrafici, e poi avesse effettuato ritualmente la rinotificazione dell'atto ai sensi dell'art. 143 cod. proc. civ. in seguito all'avvenuta rifissazione dell'udienza di trattazione del giudizio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6360 del 19/03/2007 &nbsp...
notificazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6360 del 19/03/2007
Perfezionamento - Principio c.d. della scissione degli effetti stabilito dalle sentenze della Corte costituzionale - Perfezionamento per il notificante - Consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario - Mancato perfezionamento nei confronti del destinatario per fatto non imputabile al notificante - Rinnovazione - Ammissibilità - Fattispecie in tema di impugnazione per opposizione di terzo. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6360 del 19/03/2007 A seguito delle decisioni della Corte costituzionale n. 477 del 2002, nn. 28 e 97 del 2004 e 154 del 2005, circa il principio della scissione fra il momento del perfezionamento della notificazione per il notificante e per il destinatario, deve ritenersi che la notificazione si perfeziona nei confronti del notificante al momento della consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario, con la conseguenza che, ove tempestiva, quella consegna evita alla parte la decadenza correlata all'inosservanza del termine perentorio entro il quale la notifica andava effettuata e consente alla medesima parte notificante, una volta conosciuto il motivo dell'esito negativo della notificazione per causa indipendente dalla sua volontà, di procedere legittimamente, in un tempo ragionevole, alla sua rinnovazione nei confronti dell'avente diritto anche oltre il suddetto termine previsto per la proposizione dell'atto processuale, ovvero nell'ulteriore termine appositamente concesso dal giudice per detta rinnovazione. (Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio ha cassato con rinvio l'impugnata sentenza, con la quale era stata ritenuta l'inammissibilità dell'impugnazione per opposizione di terzo di una sentenza, malgrado la parte notificante avesse proceduto tempestivamente alla prima notifica dell'atto impugnatorio, senza che, però, la stessa fosse andata a buon fine per il constatato trasferimento del destinatario dal domicilio anagrafico ancora risultante dai registri anagrafici, e poi avesse effettuato ritualmente la rinotificazione dell'atto ai sensi dell'art. 143 cod. proc. civ. in seguito all'avvenuta rifissazione dell'udienza di trattazione del giudizio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6360 del 19/03/2007 Cod_Proc_Civ_art_137, Cod_Proc_Civ_art_138, Cod_Proc_Civ_art_139, Cod_Proc_Civ_art_143, Cod_Proc_Civ_art_184_2, Cod_Proc_Civ_art_294, Cod_Proc_Civ_art_325, Cod_Proc_Civ_art_404...
Immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione - Controversia sulla risoluzione del contratto di locazione per inadempimento del conduttore - Cessione dell'azienda operante nell'immobile condotto in locazione e cessione della locazione - Sopravvenienza nel caso del giudizio - Effetti - Applicabilità dell'art. 111 cod. proc. civ. - Intervento in appello del cessionario - Ammissibilità - Fattispecie. La cessione di azienda operante in immobile condotto in locazione, e del relativo contratto di locazione,secondo le previsioni di cui all'articolo 36 della legge 27 luglio 1978 n.392, qualora avvenga nel corso del giudizio che abbia ad oggetto la risoluzione del contratto di locazione, dà luogo ad una successione nel diritto controverso ai sensi dell'articolo 111 del cod. proc. civ.. Ne consegue che il cessionario, in quanto successore a titolo particolare, può intervenire in appello senza che operino i limiti risultanti dall'articolo 344 cod. proc.civ..(Nella fattispecie, relativa al giudizio di opposizione a convalida di sfratto per morosità relativamente ad un immobile condotto in locazione ad uso commerciale, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della corte di merito che, nel rigettare il gravame del locatario alla sentenza di primo grado di risoluzione del contratto, aveva altresì dichiarato inammissibile, in applicazione dell'art. 344 cod. proc. civ., l'intervento in appello della società nelle more cessionaria dell'azienda operante nell'immobile locato, sul presupposto, ritenuto in sentenza, che l'intervenuta doveva considerarsi terzo rispetto al giudizio, con conseguente limitazione dei poteri processuali a quanto prevede l'art. 404 cod. proc. civ.). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5468 del 14/03/2006 &nbsp...
Intervento in appello - Presupposti - Intervento adesivo - Ammissibilità - Esclusione - Fattispecie. L'intervento in appello è ammissibile soltanto quando l'interventore sia legittimato a proporre opposizione di terzo ai sensi dell'articolo 404 cod. proc. civ., ossia nel caso in cui egli rivendichi, nei confronti di entrambe le parti, la titolarità di un diritto autonomo la cui tutela sia incompatibile con la situazione accertata o costituita dalla sentenza di primo grado, e non anche quando l'intervento stesso sia qualificabile come adesivo, perchè volto a sostenere l'impugnazione di una delle parti per porsi al riparo da un pregiudizio mediato dipendente da un rapporto che lega il diritto dell'interventore a quello di una delle parti. (Nella specie, instaurata la causa, in tema di inadempimento contrattuale, da società in nome collettivo, avverso la sentenza di rigetto della domanda attrice era stato proposto appello, anche dall'unico socio residuo, in proprio, dopo l'avvenuto scioglimento della società; ha ritenuto la S.C. che tale appello fosse inammissibile e che, non avendo egli partecipato, in proprio, al giudizio di primo grado, la sua partecipazione nel giudizio di appello dovesse qualificarsi come intervento adesivo dipendente; sulla base del citato principio, la S.C. ha dichiarato l'inammissibilità dell'intervento e la inammissibilità del ricorso per cassazione, da lui proposto in proprio alla sentenza di appello che aveva confermato la sentenza di primo grado). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12114 del 23/05/2006 &nbsp...
Intervento in appello - Presupposti - Intervento adesivo - Ammissibilità - Esclusione - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12114 del 23/05/2006 L'intervento in appello è ammissibile soltanto quando l'interventore sia legittimato a proporre opposizione di terzo ai sensi dell'articolo 404 cod. proc. civ., ossia nel caso in cui egli rivendichi, nei confronti di entrambe le parti, la titolarità di un diritto autonomo la cui tutela sia incompatibile con la situazione accertata o costituita dalla sentenza di primo grado, e non anche quando l'intervento stesso sia qualificabile come adesivo, perchè volto a sostenere l'impugnazione di una delle parti per porsi al riparo da un pregiudizio mediato dipendente da un rapporto che lega il diritto dell'interventore a quello di una delle parti. (Nella specie, instaurata la causa, in tema di inadempimento contrattuale, da società in nome collettivo, avverso la sentenza di rigetto della domanda attrice era stato proposto appello, anche dall'unico socio residuo, in proprio, dopo l'avvenuto scioglimento della società; ha ritenuto la S.C. che tale appello fosse inammissibile e che, non avendo egli partecipato, in proprio, al giudizio di primo grado, la sua partecipazione nel giudizio di appello dovesse qualificarsi come intervento adesivo dipendente; sulla base del citato principio, la S.C. ha dichiarato l'inammissibilità dell'intervento e la inammissibilità del ricorso per cassazione, da lui proposto in proprio alla sentenza di appello che aveva confermato la sentenza di primo grado). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12114 del 23/05/2006 &nbsp...
Immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione - Controversia sulla risoluzione del contratto di locazione per inadempimento del conduttore - Cessione dell'azienda operante nell'immobile condotto in locazione e cessione della locazione - Sopravvenienza nel caso del giudizio - Effetti - Applicabilità dell'art. 111 cod. proc. civ. - Intervento in appello del cessionario - Ammissibilità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5468 del 14/03/2006 La cessione di azienda operante in immobile condotto in locazione, e del relativo contratto di locazione,secondo le previsioni di cui all'articolo 36 della legge 27 luglio 1978 n.392, qualora avvenga nel corso del giudizio che abbia ad oggetto la risoluzione del contratto di locazione, dà luogo ad una successione nel diritto controverso ai sensi dell'articolo 111 del cod. proc. civ.. Ne consegue che il cessionario, in quanto successore a titolo particolare, può intervenire in appello senza che operino i limiti risultanti dall'articolo 344 cod. proc.civ..(Nella fattispecie, relativa al giudizio di opposizione a convalida di sfratto per morosità relativamente ad un immobile condotto in locazione ad uso commerciale, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della corte di merito che, nel rigettare il gravame del locatario alla sentenza di primo grado di risoluzione del contratto, aveva altresì dichiarato inammissibile, in applicazione dell'art. 344 cod. proc. civ., l'intervento in appello della società nelle more cessionaria dell'azienda operante nell'immobile locato, sul presupposto, ritenuto in sentenza, che l'intervenuta doveva considerarsi terzo rispetto al giudizio, con conseguente limitazione dei poteri processuali a quanto prevede l'art. 404 cod. proc. civ.). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5468 del 14/03/2006 &nbsp...
Rinvio alle ipotesi dell'art.404 cod. proc. civ. - Esclusività - Intervento adesivo - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20197 del 19/10/2005 L'art.344 cod. proc. civ., che ammette l'intervento in appello solo dei soggetti che potrebbero proporre opposizione di terzo ai sensi dell'art.404 cod. proc. civ., vale a dire di coloro che si assumono titolari di un diritto incompatibile con la decisione impugnata, implicitamente esclude l'ammissibilità, in sede di gravame, dell'intervento adesivo. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20197 del 19/10/2005 &nbsp...
Condizioni - Intervento ad opera di soggetto deducente la sua qualità di litisconsorte pretermesso in primo grado - Sufficienza ai fini dell'ammissibilità dell'intervento - Deduzione,da parte dello stesso interventore, dell'ingiustizia nel merito della sentenza di prime cure - Necessità - Esclusione. L'allegazione da parte dell'interventore in appello della qualità di litisconsorte necessario pretermesso, con la richiesta di dichiarazione di nullità della sentenza pronunciata in primo grado senza la sua partecipazione al processo, basta a determinare l'ammissibilità dell'intervento, senza che si richieda anche la denuncia dell'ingiustizia, nel merito, della sentenza conclusiva di quel procedimento, essendo il pregiudizio di cui all'art. 404, primo comma, cod. proc. civ. insito in detta mancata partecipazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10130 del 14/05/2005 &nbsp...
Condizioni - Intervento ad opera di soggetto deducente la sua qualità di litisconsorte pretermesso in primo grado - Sufficienza ai fini dell'ammissibilità dell'intervento - Deduzione,da parte dello stesso interventore, dell'ingiustizia nel merito della sentenza di prime cure - Necessità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10130 del 14/05/2005 L'allegazione da parte dell'interventore in appello della qualità di litisconsorte necessario pretermesso, con la richiesta di dichiarazione di nullità della sentenza pronunciata in primo grado senza la sua partecipazione al processo, basta a determinare l'ammissibilità dell'intervento, senza che si richieda anche la denuncia dell'ingiustizia, nel merito, della sentenza conclusiva di quel procedimento, essendo il pregiudizio di cui all'art. 404, primo comma, cod. proc. civ. insito in detta mancata partecipazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10130 del 14/05/2005 &nbsp...
Arbitrato - lodo (sentenza arbitrale) - impugnazione - per nullità - in genere – Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 7702 del 13/04/2005
Giudizio relativo - Intervento del terzo estraneo al giudizio arbitrale - Inammissibilità. Alla stregua del codice di rito nel testo in vigore prima della legge n. 25 del 1994, non è consentito l'intervento del terzo, rimasto estraneo al giudizio arbitrale, nel processo di impugnazione per nullità della sentenza arbitrale, restando la tutela dei diritti di detto terzo, eventualmente pregiudicati dalla sentenza arbitrale, affidata all'esperimento di un'ordinaria azione di accertamento, svincolata dall'osservanza dei termini di cui agli artt. 404 e 326 cod. proc. civ. e dalle regole di competenza risultanti dall'art. 828 cod. proc. civ. Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 7702 del 13/04/2005 &nbsp...
Impugnazione per nullità - Legittimazione - Terzo estraneo al giudizio arbitrale - Ammissibilità - Esclusione - Lodo contenente una pronuncia nei confronti del terzo - Rilevanza - Esclusione - Rimedi - Opposizione di terzo. Legittimato a proporre l'impugnazione per nullità del lodo arbitrale è soltanto colui il quale sia stato formalmente parte del giudizio arbitrale in cui è stato pronunciato il lodo da impugnare e non colui che a tale giudizio sia rimasto estraneo, anche se sia l'effettivo titolare del rapporto sostanziale oggetto della controversia decisa dagli arbitri, trattandosi, rispetto al lodo, pur sempre di un terzo il quale può far valere il suo diritto con l'opposizione di cui all'art. 404, primo comma, cod. proc. civ. (richiamato dall'art. 831 stesso codice), a nulla rilevando che il lodo contenga un'espressa pronuncia anche nei confronti di detto terzo. Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 8545 del 28/05/2003 &nbsp...
Opposizione di terzo ai sensi dell'art. 831 cod. proc. civ., in relazione all'art. 404, primo comma, stesso codice - Legittimazione del curatore fallimentare - Per far valere l'inopponibilità alla massa, "ex" art. 45 legge fall., del contratto di vendita accertato dal lodo - Sussistenza - Fondamento. Ove deduca l'inopponibilità alla massa, ai sensi dell'art. 45 legge fall., dell'atto di vendita stipulato dal fallito, il curatore agisce nella veste di terzo, in sostituzione dei creditori al fine della ricostruzione del patrimonio originario del fallito, senza alcun riguardo a posizioni soggettive di quest'ultimo; ne consegue che egli è, in detta veste, legittimato a proporre opposizione ordinaria di terzo, "ex" art. 404, primo comma, cod. proc. civ. (richiamato dall'art. 831 dello stesso codice), avverso il lodo arbitrale pronunciato nella controversia tra l'acquirente ed il fallito nascente dal contratto medesimo, potendo accampare un proprio diritto autonomo e incompatibile rispetto ai rapporti accertati dal lodo opposto. Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 8545 del 28/05/2003 &nbsp...
Opposizione di terzo - Contrasto tra lodo e sentenza relativa all'opposizione di terzo - Configurabilità - Fondamento. Nel giudizio di opposizione d terzo "ex" art. 404 cod. proc. civ., cui fa riferimento in materia arbitrale l'art. 831 cod. proc. civ., non esistono una fase rescindente e una fase rescissoria; è ben possibile, pertanto, che si verifichi contrasto tra il lodo e la sentenza che definisce il giudizio d'impugnazione, conservando il lodo efficacia di giudicato tra le parti nei cui confronti è stato emesso. Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 8545 del 28/05/2003 &nbsp...
Arbitrato - lodo (sentenza arbitrale) - impugnazione - in genere – Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1737 del 07/02/2002
Opposizione di terzo ex art. 404 cod. proc. civ. - Ammissibilità - Contrasto da lodo e sentenza relativa all'opposizione di terzo - Ammissibilità - Fondamento. . Nel giudizio di opposizione di terzo ex art. 404 cod. proc. civ., cui fa riferimento in materia arbitrale l'art. 831 cod. proc. civ., non esistono una fase rescindente ed una fase rescissoria; è ben possibile, pertanto, che si verifichi contrasto tra il lodo e la sentenza che ne definisce il giudizio d'impugnazione, conservando il lodo efficacia di giudicato tra le parti nei cui confronti è stato emesso. Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1737 del 07/02/2002 &nbsp...
Religione, culti e chiese - chiesa cattolica - città del vaticano - edifici - chiese - parrocchie – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1034 del 08/02/1983
Provvedimento disciplinare canonico di rimozione di un sacerdote dalla titolarità di un beneficio ecclesiastico - condanna del sacerdote predetto al rilascio della chiesa parrocchiale e dei beni ad essa inerenti - opposizione di terzo dei fedeli della comunità parrocchiale - questione di legittimità costituzionale dell'art. 23, comma secondo, del trattato lateranense - configurabilità - esclusione. Nel giudizio di opposizione di terzo, che i fedeli di una comunità cattolica propongano avverso la sentenza di condanna di un sacerdote al rilascio di Chiesa parrocchiale e dei beni ad essa inerenti, resa in base a provvedimento disciplinare canonico di rimozione di detto sacerdote dalla titolarità del beneficio ecclesiastico, non è configurabile una questione di illegittimità costituzionale dello art. 23 secondo comma del trattato del laterano, sotto il profilo che tale norma assegnerebbe efficacia ai provvedimenti dell'autorità ecclesiastica senza consentire un Sindacato giurisdizionale sui medesimi, atteso che la controversia investe le sole conseguenze dell'indicata situazione alla stregua dell'ordinamento italiano. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1034 del 08/02/1983...
Intervento in appello dell'inventore non piu titolare del brevetto - inammissibilita.* Beni immateriali - brevetti (proprieta industriale) - in genere.* In grado di appello e consentito l'intervento volontario solo di coloro che potrebbero proporre opposizione di terzo quali titolari di un diritto autonomo, la cui tutela non sia compatibile con la situazione giuridica accettata o costituita con la sentenza di primo grado, che crea loro un pregiudizio di fatto o di diritto. Non e ammissibile in appello l'intervento dell'inventore non piu titolare del brevetto (ed il cui nominativo non risulta, quindi, piu annotato nel registro dei brevetti, fra le persone, aventi diritto al brevetto, contro le quali deve essere promossa l'Azione di decadenza o di nullita) se nel giudizio non si controverte in ordine al diritto personale relativo alla paternita dell'invenzione, ma esclusivamente di diritti di natura patrimoniale (ivi compreso il risarcimento del danno) concernenti lo sfruttamento economico dell'invenzione di cui l'inventore si e spogliato .* Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 3704 del 21/12/1971 &nbsp...
Ammissibilita - condizioni - giudizio relativo al solo sfruttamento economico di una invenzione - intervento in appello dell'inventore non piu titolare del brevetto - inammissibilita.* Beni immateriali - brevetti (proprieta industriale) - in genere.* In grado di appello e consentito l'intervento volontario solo di coloro che potrebbero proporre opposizione di terzo quali titolari di un diritto autonomo, la cui tutela non sia compatibile con la situazione giuridica accettata o costituita con la sentenza di primo grado, che crea loro un pregiudizio di fatto o di diritto. Non e ammissibile in appello l'intervento dell'inventore non piu titolare del brevetto (ed il cui nominativo non risulta, quindi, piu annotato nel registro dei brevetti, fra le persone, aventi diritto al brevetto, contro le quali deve essere promossa l'Azione di decadenza o di nullita) se nel giudizio non si controverte in ordine al diritto personale relativo alla paternita dell'invenzione, ma esclusivamente di diritti di natura patrimoniale (ivi compreso il risarcimento del danno) concernenti lo sfruttamento economico dell'invenzione di cui l'inventore si e spogliato .* Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 3704 del 21/12/1971 &nbsp...