Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=16752:2003edilts&catid=53&Itemid=139
Timestamp: 2019-10-19 13:06:25+00:00
Document Index: 68044980

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 10', 'art. 88', 'art. 12']

Edilizia - Edili ed affini, Trieste: Accordo CPL, 24 febbraio 2003
Tipologia: Accordo CPL
Data firma: 24 febbraio 2003
Parti: Collegio Costruttori Edili ed Affini e Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal-Uil
Art. 1 Organizzazione del lavoro
Art. 2 Mensa, pasto caldo, servizio sostitutivo
Art. 3 Indennità per lavori speciali e disagiati
Art. 4 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale
Art. 5 Quote sindacali Art. 6 Tentativo di conciliazione
Art. 7 Autisti
Art. 8 Elemento economico territoriale
Art. 9 Trattamento in caso di malattia - periodo di carenza
Art. 10 Trattamento dell’infortunio
Art. 11 Validità e durata
L'anno 2003 il giorno 24 febbraio in Trieste, tra il Collegio Costruttori Edili ed Affini di Trieste […] e il Sindacato Provinciale Fillea-Cgil di Trieste […], il Sindacato Provinciale Filca-Cisl di Trieste […], il Sindacato Provinciale Feneal-Uil di Trieste […], visti il contratto CCNL per i dipendenti delle imprese edili ed affini del 29 gennaio 2000 nonché l'accordo collettivo nazionale del 29 gennaio 2002, sottoscritti dalle rispettive competenti organizzazioni nazionali di categoria, nonché il contratto integrativo della Provincia di Trieste del 3 febbraio 1998, si conviene e si stipula quanto segue:
Considerato il particolare momento economico che la città di Trieste sta vivendo, con la necessità sempre più impellente di individuare una sua vocazione, le parti firmatarie del presente accordo, ritengono importante avviare un confronto con le forze politiche, con le Istituzioni locali, per richiamare l’attenzione sulla improcrastinabile necessità che la città adotti un progetto organico di sviluppo in grado di conciliare interessi pubblici e privati.
A tale proposito l’idea della candidatura ad ospitare l’EXPO 2008 si ritiene possa rappresentare, per Trieste, l’occasione per cogliere tutte quelle opportunità che deriveranno dall’inserimento dei Paesi dell’Est nell’Unione Europea
Nell’auspicio che il disegno sopra delineato si realizzi, è necessario però consentire al comparto di giungere competitivo all’appuntamento affrontando alcune problematiche che, se non risolte, potrebbero condizionare negativamente il contributo delle imprese locali.
Innanzi tutto il settore continua a registrare, nonostante l’offerta di lavoro nell’industria delle costruzioni sia da alcuni anni in costante crescita, una domanda, soprattutto qualificata, insufficiente. Ciò impone di riconsiderare i percorsi formativi avviando dei corsi il più coerenti possibili con le necessità espresse dal mercato, come del resto già ribadito nell’art. 2 del Contratto integrativo 3 febbraio 1998.
A tale riguardo la Scuola edile dedicherà una particolare attenzione ai corsi per l’aggiornamento professionale.
Le parti valuteranno nel contempo la possibilità di mutualizzare, attraverso la Cassa Edile, i costi sostenuti dalle imprese per consentire la partecipazione del proprio personale ai corsi suddetti.
Si conviene inoltre di attuare tempestivamente, presso la Cassa Edile, l’Osservatorio di cui all’art. 1 del Contratto sopra richiamato, attraverso il quale, monitorare, fra l’altro, il percorso lavorativo e formativo degli operai.
Contestualmente anche la carenza di alloggi per i lavoratori è un problema sempre più pressante. A tale riguardo si valuta opportuno avviare congiuntamente un’azione di sensibilizzazione nei confronti della Regione affinché preveda incentivi a favore delle imprese che intendano realizzare o mettere a disposizione alloggi ai propri dipendenti
Si ritiene altresì importante dedicare la massima attenzione a tutte quelle iniziative mirate a contrastare fenomeni degenerativi come, ad esempio, quelli collegati a ribassi eccessivi, a manodopera irregolare, a forme di remunerazione e di impiego dei lavoratori non corrette rispetto alle norme dei contratti e delle condizioni di lavoro.
Si rende inoltre opportuno promuovere una pregnante azione di vigilanza e di controllo in ordine al rispetto delle norme e dei contratti vigenti, anche tramite l’adozione di forme innovative di monitoraggio, pur nel rispetto delle prerogative e delle competenze specifiche degli organi a ciò istituzionalmente deputati.
In tale contesto le parti ritengono di perseguire, mediante un’azione concertata e programmata, le seguenti finalità:
a. individuare linee di azione comune tese a prevenire o limitare e comunque a contrastare i fenomeni di ricorso al lavoro nero, di evasione contributiva, ed, in generale, di irregolarità nel trattamento dei dipendenti;
b. garantire e migliorare le condizioni di sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro e dei cantieri;
c. favorire la creazione di un mercato nel quale si affermino comportamenti corretti ispirati a una leale concorrenza e competitività, in grado di esprimere prodotti adeguati e corrispondenti alle attese dei soggetti appaltanti, pubblici e privati, auspicando che nelle sedi competenti venga verificata l’effettiva imprenditorialità delle nuove imprese , nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni di legge e di contratto con particolare riferimento a quella sui diritti dei lavoratori e di prevenzione a tutela della loro integrità;
d. sviluppare e meglio articolare il regime dei controlli avvalendosi, tra l’altro, e salve le competenze degli organi a ciò istituzionalmente competenti, dell’apporto del CPT.
All'art. 3 del Contratto Integrativo Provinciale 3 febbraio 1998 vengono aggiunti i seguenti commi:
con riferimento alle disposizioni degli art. 14 e 15 del CCNL vigente, le parti firmatarie del presente Accordo danno mandato alla Nuova Cassa Edile di Mutualità ed Assistenza ad adottare le necessarie determinazioni per consentire alle parti stesse l'accesso alle comunicazioni delle imprese in materia di appalto e/o subappalto.
A tal fine la Nuova Cassa Edile provvederà a trasmettere alle parti con periodicità mensile l'elenco delle denunce di nuovo lavoro pervenute nel mese precedente.
La lettera B dell'art. 6 del Contratto Integrativo Provinciale 3 febbraio 1998 è sostituita dalla seguente:
b) Il servizio di pasto caldo da asporto sarà realizzato in cantiere o nelle immediate vicinanze, con il sistema dei contenitori termici, utilizzando esclusivamente strutture organizzative distributrici esistenti nel territorio alle seguenti condizioni:
1) vi sia la richiesta di usufruire del pasto caldo di almeno 15 dipendenti di cantiere, in modo da consentire l'organizzazione e l'economicità del servizio;
2) la durata dei lavori sia superiore a quattro mesi;
3) la collocazione logistica del cantiere sia tale da consentire l'organizzazione del servizio.
Qualora non vi sia la continua concorrenza delle condizioni oggettive suindicate l’impresa organizzerà il servizio di pasto caldo da asporto con sistemi diversi da quello dei contenitori termici oppure attraverso il convenzionamento, ove possibile, con strutture di ristoro collettivo, (ad esempio mense aziendali) già operanti sul territorio, fornendo un pasto dalle caratteristiche analoghe a quelle di seguito specificate, salvo eccezionali situazioni che non ne consentano l’attuazione.
La lettera E è sostituita dalla seguente:
con decorrenza 1° gennaio 2003, a tutti i dipendenti di quel cantiere impossibilitato di usufruire del servizio di mensa o di pasto caldo di cui ai precedenti punti A, B, C, o D, verrà corrisposta un'indennità sostitutiva di mensa pari a 5,29 €.
Ad integrazione dell'art. 21 del CCNL vigente e dell'art. 10 del C.I. 03/02/1998 nel gruppo A) lavori vari viene inserito il seguente punto:
29) lavori riconducibili a tecniche alpinistiche, eseguiti con l'impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi mobili: 15%
Ravvisata l'opportunità di dare attuazione a livello territoriale alle previsioni del D.Lgs 626/94, in materia di Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, ad integrazione dell'art. 88 del CCNL vigente, per le imprese industriali edili o le unità produttive operanti nel territorio della Provincia di Trieste che occupino sino a 15 dipendenti e nelle quali non si sia provveduto alla data di stipula del presente Accordo alla designazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, le parti convengono che lo stesso possa essere individuato per più imprese del comparto a livello territoriale.
Le imprese che occupano sino a 15 dipendenti e che non hanno al loro interno l’RLS, saranno tenute al versamento alla Nuova Cassa Edile di un contributo aggiuntivo che alimenterà un conto separato destinato alla copertura degli oneri derivanti dall'istituzione e dall'esercizio dell'attività del RLST.
Con accordo separato, da stipularsi entro quattro mesi dalla firma della presente intesa, verrà determinato il contributo di cui sopra.
Le parti convengono che le previsioni del presente articolo rivestono carattere sperimentale ed hanno durata corrispondente a quella di validità dell'accordo.
L'art. 12 del C.I. 03/02/1998 è sostituito dal seguente:
Premesso che i veicoli messi a disposizione dalle imprese saranno dotati di tutte le assicurazioni di legge ed idonei alla circolazione secondo le previsioni del Codice delle Strada, in caso di incidente occorso nell'ambito dell'espletamento dell'attività lavorativa dal quale derivi un provvedimento di sospensione della patente, all'operaio assunto con mansioni di autista è comunque garantito il posto di lavoro in mansioni di carattere edile o comunque d’interesse dell’impresa, per la durata corrispondente alla sospensione stessa.
Le contravvenzioni, eventualmente comminate all’operaio assunto con mansioni di autista ovvero al dipendente temporaneamente comandato alla guida di un veicolo aziendale, per inidoneità del mezzo, segnalata dallo stesso dipendente, saranno a carico dell'impresa.
Gli autisti ed ai dipendenti temporaneamente comandati alla guida dei veicoli aziendali adibiti al trasporto di almeno tre dipendenti ai cantieri fuori Provincia e viceversa, a decorrere dal 1° gennaio 2003, l'impresa riconoscerà un'indennità di guida corrispondente al valore orario della qualifica dell’autista o del dipendente -temporaneamente comandato alla guida- pari a 1 ora per percorsi da/per la provincia di Gorizia e pari a 2 ore per le altre destinazioni.
L’indennità suddetta sarà corrisposta per ogni giorno di servizio effettivamente prestato e reso oltre l’orario normale di lavoro.