Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/78
Timestamp: 2020-04-04 12:51:59+00:00
Document Index: 76829407

Matched Legal Cases: ['art. 78', 'art. 72', 'art. 300', 'art. 43', 'art. 250', 'art. 1', 'art. 700', 'art. 102', 'art. 700', 'art. 700', 'art. 102', 'art. 78', 'art. 263', 'art. 78', 'art. 2409', 'art. 78', 'art. 2409', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 263', 'art. 263', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 9', 'art. 78', 'art. 9', 'sentenza ']

I. Se manca la persona a cui spetta la rappresentanza o l'assistenza, e vi sono ragioni di urgenza, può essere nominato all'incapace, alla persona giuridica o all'associazione non riconosciuta un curatore speciale che li rappresenti o assista finché subentri colui al quale spetta la rappresentanza o l'assistenza.
II. Si procede altresì alla nomina di un curatore speciale al rappresentato, quando vi è conflitto d'interessi col rappresentante.
Fallimento – Mandato difensivo – Giudizio di cassazione – Ultrattività – Eslcusione.
In caso di fallimento del mandante, il mandato difensionale conferito con la procura ad litem, in considerazione delle sue peculiari caratteristiche, non è soggetto alla disciplina del mandato in generale di cui all'art. 78, comma 2, legge fall.; infatti, per effetto della dichiarazione di fallimento, il mandato difensionale prestato nelle controversie non aventi natura personale per il fallito non entra né in una fase di sospensione, in attesa che il curatore eserciti la facoltà di cui all'art. 72 legge fall., né è caratterizzato dall'ultrattività, ma si scioglie immediatamente.
L'ultrattività del mandato - intendendosi per tale la possibilità del difensore di continuare a compiere gli atti processuali in nome e per conto del cliente, che trova la propria fonte nel potere discrezionale del professionista di dichiarare o meno (in quella fase del giudizio) la causa interruttiva - non ha luogo in caso di dichiarazione di fallimento atteso che, proprio perché l'interruzione del giudizio di merito è automatica e deve essere dichiarata dal giudice non appena sia venuto a conoscenza dell'evento, la stessa è sottratta all'ordinario regime dettato in materia dall'art. 300 cod. proc. civ..
Né può invocarsi il principio di ultrattività del mandato in ipotesi di dichiarazione di fallimento intervenuta nel corso di un giudizio di cassazione solo perché l'apertura del fallimento non comporta l'interruzione del giudizio di legittimità, fondandosi la mancata interruzione di tale giudizio esclusivamente sull'impulso d'ufficio che lo caratterizza.
La mancata interruzione del giudizio di legittimità a seguito del verificarsi di uno degli eventi di cui agli artt. 299 e ss. cod. proc. civ. o dell'art. 43 legge fall, non dipende affatto dalla ultrattività del mandato difensivo - che è invece venuto inesorabilmente meno - ma dall'impulso d'ufficio di tale giudizio, la cui struttura impone a ciascuna parte (privata della assistenza tecnica) un particolare onere di attenzione, gli effetti della cui inosservanza ricadono sulla stessa parte.
Ne consegue che, a seguito della dichiarazione di fallimento intervenuta nel giudizio di legittimità, il legale cui era stato precedentemente conferito mandato ad litem, proprio perché (nelle controversie non aventi natura personale del fallito) è definitivamente venuto meno il rapporto professionale che lo legava alla parte assistita, non ha più alcun titolo per proseguire la propria attività difensiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 24 Febbraio 2020, n. 4795. Segue...
Azione di riconoscimento del figlio minore – Nomina del curatore speciale – Obbligatorietà – Esclusione – Condizioni.
Nel procedimento disciplinato dall'art. 250 c.c., come novellato dall'art. 1 della l. n. 219 del 2012, teso al riconoscimento del figlio che non abbia compiuto i quattordici anni, quest'ultimo non assume la qualità di parte, per cui la nomina di un curatore speciale è necessaria solo ove il giudice lo ritenga opportuno in considerazione del profilarsi, in concreto, di una situazione di conflitto di interessi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Gennaio 2020, n. 275. Segue...
Tribunale delle Imprese – Domanda ex art. 700 c.p.c. per la revoca dell’amministratore – Mancata notifica del ricorso all’amministratore – Applicabilità dell’art. 102 c.p.c. – Inammissibilità.
Il ricorso ex art. 700 c.p.c. può essere proposto, oltre che in funzione dell’azione sociale di responsabilità, anche per la revoca dell’amministratore.
Nel primo caso rileverà, ai fini del fumus boni juris, la sussistenza di un probabile danno per la società e la violazione degli obblighi statutari e/o legali da parte dell’amministratore nonché, ai fini del periculum in mora, la possibile reiterazione di condotte pregiudizievoli nelle more dell’espletamento del giudizio di risarcimento danni; inoltre il provvedimento interinale, stante la sua natura conservativa, è destinato a perdere efficacia in caso di mancato avvio o di estinzione del giudizio a cognizione piena.
Se invece la domanda cautelare è proposta per la revoca dell’amministratore il fumus boni juris sarà ravvisabile in presenza di gravi irregolarità gestionali e il periculum in mora se la permanenza in carica dell’amministratore può creare pregiudizi alla società; il provvedimento di revoca, avendo natura anticipatoria, rimarrà fermo anche in caso di mancata instaurazione o di estinzione del giudizio di merito.
Il ricorso ex art. 700 c.p.c. per la revoca dell’amministratore di una s.r.l. notificato esclusivamente alla società è inammissibile per difetto di legittimazione passiva, non essendo applicabile l’art. 102 c.p.c. atteso che la società è litisconsorte necessario del socio ricorrente e non dell’amministratore revocando. Inoltre la mancata nomina di un curatore speciale per la società ex art. 78 c.p.c. determina la nullità del rapporto processuale rilevabile in ogni stato e grado del giudizio. (Stefano Vitale) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 23 Gennaio 2019. Segue...
Filiazione naturale - Riconoscimento - Figli premorti - Clausole limitatrici - Impugnazione (provvedimenti in pendenza del giudizio) - Condizioni - Azione ex art. 263 c.c. - Nomina di un curatore speciale diverso per ciascun minore - Insussistenza - Fondamento - Limiti.
In tema di impugnazione del riconoscimento del figlio per difetto di veridicità, qualora l'azione riguardi più minori, non è sempre necessario nominare curatori speciali diversi per ciascuno di essi; tale obbligo sussiste, infatti, nel solo caso in cui si verifichi tra i figli un conflitto di interessi, anche potenziale, ipotesi che non ricorre, tuttavia, per il solo fatto che i minori siano parti di un giudizio in posizioni processuali non contrapposte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Agosto 2018, n. 20940. Segue...
Società - Impugnazione del bilancio - Scelta del difensore - Stallo decisionale - Nomina di curatore speciale.
In una società il curatore speciale di cui all'art. 78 c.p.c. può essere nominato dal tribunale anche nel caso in cui il consiglio di amministrazione - dopo aver deliberato in merito all'opportunità di costituirsi nel procedimento di impugnazione del bilancio di esercizio proposto contro la società stessa - entri "in stallo decisionale" nella successiva delibera relativa alla scelta del nome del difensore. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 28 Dicembre 2017. Segue...
Procedimento ex art. 2409 c.c. - Conflitto di interessi tra gli amministratori e la società - Nomina di curatore speciale ex art. 78 c.p.c..
Nel procedimento ex art. 2409 c.c. c’è conflitto di interessi tra gli amministratori (cui sono addebitate le gravi irregolarità denunciate dal socio) e la società per la quale va quindi nominato un curatore speciale ex art. 78 c.p.c.; la società è infatti il soggetto potenzialmente danneggiato dalle irregolarità compiute dagli amministratori stessi. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 28 Luglio 2017. Segue...
Arbitrato – Nomina di curatore speciale – Procedimento già instaurato – Inammissibilità
Arbitrato – Nomina di curatore speciale – Ammissibilità.
E’ inammissibile il ricorso rivolto a veder nominato un curatore speciale ex art. 78 c.p.c. per una società coinvolta in un procedimento arbitrale una volta che lo stesso sia stato instaurato. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata)
La tendenziale “fungibilità” fra lo strumento arbitrale e l’ordinario giudizio civile induce a riconoscere anche in capo agli arbitri la titolarità di nominare il curatore speciale di cui all’art. 78 c.p.c. nell’ambito del procedimento arbitrale una volta che lo stesso sia stato incardinato. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 13 Febbraio 2017. Segue...
Società - Nomina amministratori - Impugnazioen della delibera - Conflitto di interessi - Curatore speciale.
E' possibile che il conflitto di interessi di cui all'art. 78, comma 2°, c.p.c. si configuri anche in fattispecie diverse da quelle nelle quali il titolare degli interessi di cui si controverte riveste contemporaneamente la posizione contrapposta e formale di attore e convenuto.
Nell'ipotesi di legale rappresentante di una società che difenda in giudizio una deliberazione dell'assemblea contro un socio dissenziente che la ha impugnata, può verificarsi nella persona e nella volontà del rappresentante, quel conflitto di interessi che, ai sensi dell'art. 78, comma 2°, c.p.c. rende necessaria la sua sostituzione con un curatore speciale.
L'interesse della società non è quello di difendere sempre e comunque le proprie delibere, ma quello di adottare deliberazioni stabili e conformi alla legge e allo statuto.
L'interesse della società e quello di chi la amministra, sebbene entrambi espressione della maggioranza, possono, in concreto, divergere come nelle fattispecie in cui la delibera impugnata abbia ad oggetto l'invalidità della nomina degli amministratori (tra i quali c'è il soggetto che dovrebbe rappresentare la società stessa in giudizio).
Più in generale l'amministratore di una società di capitali non è legittimato a rappresentarla - trovandosi con essa in conflitto di interessi - nel giudizio relativo all'impugnazione di una delibera assembleare in cui gli sia riconosciuto un diritto nei confronti della società.
L'accertamento del conflitto di interesse di cui all'art. 78, comma 2°, c.p.c. deve essere compiuto in astratto "ex ante" e non in concreto "ex post".
Per la nomina del curatore speciale, è sufficiente che si configuri un conflitto anche solo potenziale. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 24 Novembre 2016. Segue...
Azione ex art. 263 c.c. nel testo risultante dal d.lgs. n. 154 del 2013 - Nomina di un curatore speciale in rappresentanza del minore - Necessità - Sussistenza - Fondamento - Inosservanza - Conseguenze.
In tema di impugnativa di riconoscimento di figlio nato fuori dal matrimonio, per difetto di veridicità, è necessaria, a pena di nullità del relativo procedimento per violazione del principio del contraddittorio, la nomina di un curatore speciale per il minore, legittimato passivo e litisconsorte necessario, dovendosi colmare la mancanza di una espressa previsione in tal senso dell'art. 263 c.c. (anche nella formulazione successiva al d.lgs. n. 154 del 2013) mediante una interpretazione costituzionalmente e convenzionalmente orientata in quanto la posizione del minore si pone, in via generale ed astratta, in potenziale conflitto di interessi con quella dell'altro genitore legittimato passivo, non potendo stabilirsi "ex ante" una coincidenza ed omogeneità d'interessi in ordine né alla conservazione dello "status", né alla scelta contrapposta, fondata sul "favor veritatis" e sulla conoscenza della propria identità e discendenza biologica. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Febbraio 2016, n. 1957. Segue...
Conflitto genitoriale – Scelta da porre in essere nell’interesse del minore – Questione che richiede un intervento immediato (nel caso di specie: intervento terapeutico) – Nomina di un curatore speciale con possibilità di adottare soluzione prima dell’udienza – Ammissibilità .
Il giudice, nel suo prudente apprezzamento e previa adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, può sempre procedere alla nomina di un curatore speciale in favore del fanciullo, avvalendosi della disposizione dettata dall'art. 78 c.p.c., che non ha carattere eccezionale, ma costituisce piuttosto un istituto che è espressione di un principio generale, destinato ad operare ogni qualvolta sia necessario nominare un rappresentante all'incapace; la nomina del curatore speciale prescinde da un’istanza di parte e può essere disposta d’ufficio dal giudice, In particolare, il curatore speciale può essere designato quando appaia necessario che sia una terza persona a rappresentare il minore. Il contenuto delle misure protettive del minore non deve essere stereotipato e automatico ma mirare, nel caso concreto, ad offrire una soluzione effettiva e celere del problema. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19 Giugno 2014. Segue...
Conflitto genitoriale – Interesse del minore – Conflitto con entrambe le figure genitoriali – Nomina di un curatore speciale ex officio al Minore – Sussiste.
Il giudice, nel suo prudente apprezzamento e previa adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, può sempre procedere alla nomina di un curatore speciale in favore del fanciullo, avvalendosi della disposizione dettata dall'art. 78 c.p.c., che non ha carattere eccezionale, ma costituisce piuttosto un istituto che è espressione di un principio generale, destinato ad operare ogni qualvolta sia necessario nominare un rappresentante all'incapace; la nomina del curatore speciale prescinde da un’istanza di parte e può essere disposta d’ufficio dal giudice, posto che l’art. 9 della Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei fanciulli, fatta a Strasburgo il 25 gennaio 1996, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 20 marzo 2003 n. 77, stabilisce che, nei procedimenti riguardanti un minore, l'autorità giudiziaria ha il potere di designare un rappresentante speciale che lo rappresenti in tali procedimenti motu proprio (Corte Cost. 83/2011). In particolare, il curatore speciale può essere designato quando appaia necessario che sia una terza persona a rappresentare il minore, per la temporanea inadeguatezza dei genitori a prendere di mira e salvaguardare l’interesse primario del figlio e per la situazione di insanabile contrasto tra gli stessi nella lettura della realtà dei fatti. In questo caso, sarà il curatore speciale ad assumere la rappresentanza del minore per tutti gli atti indicati dal giudice e, in particolare, avrà il compito di rappresentare il fanciullo anche nel processo pendente. Ove il curatore sia stato scelto in persona di un Avvocato, potrà essere questi a costituirsi direttamente in giudizio per il fanciullo. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Maggio 2014. Segue...
Conflitto genitoriale – Decisione assunta nell’interesse della minore – Coinvolgimento della minore ed apprezzamenti di tipo giuridico – Nomina di un curatore speciale alla minore – Ammissibilità – Sussiste..
Il giudice, nel suo prudente apprezzamento e previa adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, può sempre procedere alla nomina di un curatore speciale in favore del fanciullo, avvalendosi della disposizione dettata dall'art. 78 cod. proc. civ., che non ha carattere eccezionale, ma costituisce piuttosto un istituto che è espressione di un principio generale, destinato ad operare ogni qualvolta sia necessario nominare un rappresentante all'incapace. La nomina de qua prescinde da una istanza di parte posto che l’art. 9 della Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei fanciulli, fatta a Strasburgo il 25 gennaio 1996, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 20 marzo 2003, n. 77 stabilisce che, nei procedimenti riguardanti un minore, l'autorità giudiziaria ha il potere di designare un rappresentante speciale che lo rappresenti in tali procedimenti motu proprio. Nemmeno può dubitarsi circa l’opportunità di adottare scelte giudiziale meglio modellate sull’esigenza di tutela del minore (secondo il dizionario internazionale: cd. accomodamenti procedurali). Come noto, la Corte EDU ha proprio condannato l’Italia, nella gestione dei conflitti genitoriali aventi ad oggetto minori, per la natura delle misure adottate, giudicate “stereotipate ed automatiche” (Corte Eur. Dir. Uomo, sez. II, sentenza 29 gennaio 2013, Affaire Lombardo c/ Italia; Corte Eur. Dir. Uomo, sent. 2 novembre 2010, affaire P. c/ Italia). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 12 Febbraio 2013. Segue...