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Timestamp: 2020-08-08 17:10:43+00:00
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ordinamento penitenziario | 07 Ottobre 2019
Obesità, cardiopatia, diabete: il complicato quadro clinico non legittima i domiciliari
Respinta la richiesta avanzata dal detenuto, che deve rimanere in carcere per scontare ancora sei anni. Per i giudici le precarie condizioni di salute dell’uomo sono adeguatamente curabili anche nella struttura penitenziaria e non determinano una condizione detentiva contraria al senso di umanità.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 40839/19; depositata il 4 ottobre)
ordinamento penitenziario | 30 Settembre 2019
L’infermità psichica sopravvenuta può condurre alla detenzione domiciliare
Lo stato di salute incompatibile con il regime carcerario, idoneo a giustificare l’applicazione della detenzione domiciliare, non è limitato alla patologia implicante un pericolo per la vita, dovendosi avere riguardo ad ogni stato morboso o scadimento psicologico capace di determinare una situazione di esistenza al di sotto di quella soglia di dignità che va garantita anche in condizione di restrizione carceraria, dovendo contemplarsi l’esigenza di non ledere il fondamentale diritto alla salute e il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 39797/19; depositata il 27 settembre)
ordinamento penitenziario | 26 Settembre 2019
Sorella malata a casa, niente permesso per il detenuto
Decisiva la constatazione che l’uomo ha usufruito del beneficio per ben tre volte durante il 2018. Pur a fronte della patologia della donna, impossibilita a muoversi in autonomia e ad andare a trovare il fratello in carcere, va respinta l’ulteriore richiesta di permesso per farle visita.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 39608/19; depositata il 26 settembre)
Acqua calda disponibile solo nei bagni comuni e nelle docce: illegittime le lamentele detenuto
Impossibile per i Giudici parlare di trattamento inumano o degradante. Affrontato anche il tema degli spazi in cella: decisiva la constatazione che l’uomo poteva usufruire del cosiddetto ‘regime aperto’ e quindi muoversi liberamente per tutta la sezione per dodici ore al giorno.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 39096/19; depositata il 24 settembre)
Cosa si intende per spazio vivibile in cella?
Per la determinazione dello spazio vitale da assicurare a ogni detenuto, dalla superficie lorda della cella deve essere detratta l’area occupata dagli arredi, anche non fissi al suolo, come il tavolo, le sedie e il letto singolo. Tuttavia, la valutazione da condurre in tema di spazio “vivibile”, deve avere come punto centrale del ragionamento la possibilità per il detenuto di muoversi normalmente nella cella.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 38933/19; depositata il 23 settembre)
Lamette da barba di una marca diversa da quella richiesta dal detenuto: nessun diritto leso
Confermata la legittimità della decisione presa dall’amministrazione carceraria, che ha semplicemente messo a disposizione del detenuto una marca differente di lamette da barba. Impossibile parlare di “diritto soggettivo” violato.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 38937/19, depositata il 23 settembre)
ordinamento penitenziario | 16 Settembre 2019
Illegittimo, secondo i Giudici, il provvedimento con cui è stato concesso all’uomo un permesso di necessità, così da consentirgli di uscire dall’istituto di pena e di recarsi, accompagnato da agenti in borghese, alla mostra. Apprezzabile l’obiettivo, ma il permesso va riconosciuto solo per situazioni legate alla vita familiare.
Anche per il “corrotto” scatta il carcere
Sospensione dell’ordine di carcerazione prima della spazzacorrotti
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Ordini di esecuzione per sentenze definitive dopo la spazzacorrotti: norme sostanziali o processuali?
Questioni di legittimità costituzionale sul diritto intertemporale
Questioni di legittimità costituzionale sull’inclusione dei reati contro la P.A. nell’elenco 4-bis
La difficile applicazione della collaborazione nei reati contro la pubblica amministrazione