Source: https://www.studiolegalecalvello.it/Studio_Legale_Calvello_AbanoTerme_Padova/guida-in-stato-di-ebbrezza-2/
Timestamp: 2020-02-21 13:15:38+00:00
Document Index: 80194323

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 186', 'art. 186', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 688', 'art. 186', 'art. 688', 'art. 186', 'art. 616']

Guida in Stato di Ebbrezza Archives - Studio Legale Calvello
Archivio per categoria Guida in Stato di Ebbrezza
Di JabvWaZkZUykQPfluFHe JabvWaZkZUykQPfluFHe In abbandono tetto coniugale, alcoltest, alcoltest avviso difensore, alcoltest incidente, alcoltest limite, alcoltest ospedale, alcoltest prelievo sangue, alcoltest rifiuto, etilometro
Sul punto, è importante ricordare che: “L’aggravante dell’aver provocato un incidente va intesa come qualsiasi avvenimento inatteso che, interrompendo il normale svolgimento della circolazione stradale, possa provocare pericolo alla collettività, senza che assuma rilevanza l’avvenuto coinvolgimento di terzi o di altri veicoli” (Cfr. Cass. pen., 26/11/2015, n. 49352 – https://www.studiolegalecalvello.it/guida-in-stato-di-ebbrezza-anche-una-lievissima-collisione-comporta-la-revoca-della-patente-cass-penale-493522015/)
Il Tribunale patavino ha, infatti, ritenuto che il test doveva considerarsi inattendibile e, pertanto, non poteva dirsi accertato oltre ogni ragionevole dubbio che la concentrazione di alcol nel sangue fosse superiore a 0,8 g/L – Cfr. https://www.studiolegalecalvello.it/alcoltest-mediante-prelievo-ematico-inattendibile-motociclista-assolto-trib-pen-padova-sent-9042017/
Tuttavia, il suddetto rifiuto viene considerato legittimo nel caso in cui, in assenza di incidente, il conducente rifiuti di seguire le Autorità – sfornite dello strumento per il rilevamento dell’alcol nel sangue – presso il Comando o l’ospedale più vicino (Cfr. Cassazione penale, sezione IV, sentenza 7 settembre 2017, n. 40758 – https://www.studiolegalecalvello.it/alcoltest-non-reato-assenza-incidente-rifiutare-sottoporsi-al-test-nel-piu-vicino-ospedale-cass-penale-n-4075817/)
[5] Il Supremo organo nomofilattico ha, infatti, escluso che tale nullità “debba essere personalmente eccepita, a pena di decadenza, dal soggetto indagato o imputato, non solo nell’immediatezza dell’atto nullo, ma anche successivamente, poiché tale soggetto non ha, o si presume per postulato legale che non abbia, le conoscenze tecniche indispensabili per apprezzare che l’atto o il mancato atto sia non rispettoso delle regole processuali, e per di più che egli debba attivarsi per eccepire ciò, entro certi termini, a pena di decadenza” – Cfr. Cass. pen. sez. Un., n. 5396/2015 https://www.studiolegalecalvello.it/ss-uu-penali-n-53962015-nullo-lalcol-test-se-manca-lavvertimento-dellassistenza-del-difensore/
Di JabvWaZkZUykQPfluFHe JabvWaZkZUykQPfluFHe In aggravante, art. 186 C.d.S., avvocato, collisione, guida in stato di ebbrezza, incidente, padova, revoca della patente, sanzione amministrativa
Di JabvWaZkZUykQPfluFHe JabvWaZkZUykQPfluFHe In avvocato claudio calvello ,, avvocato padova, claudio calvello, confisca auto, confisca del veicolo, confisca del veicolo per guida in stato di ebbrezza, confisca dell'auto per guida in stato di ebbrezza, guida in stato di ebbrezza, guida in stato di ebbrezza confisca del veicolo cointestato
Di JabvWaZkZUykQPfluFHe JabvWaZkZUykQPfluFHe In alcoltest, avvocato padova, claudio calvello, etilometro, guida in stato di ebbrezza
Di JabvWaZkZUykQPfluFHe JabvWaZkZUykQPfluFHe In art. 186 C.d.S., avvocato, bicicletta, calvello, guida in stato di ebbrezza, padova, reato, tasso alcolemico
Cass. pen. Sez. IV, Sent., (ud. 14-04-2015) 28-04-2015, n. 17684
IL PRICIPIO ENUNCIATO DALLA CORTE:
Il reato di guida in stato di ebbrezza può essere commesso attraverso la conduzione di una bicicletta, a tal fine rivestendo un ruolo decisivo la concreta idoneità del mezzo usato a interferire sulle generali condizioni di regolarità e sicurezza della circolazione stradale con la conseguente creazione di un pericolo obiettivo per gli altri utenti della strada.
Dott. BRUSCO Carlo G. – Presidente –
D.B.A.A. N. IL (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 961/2014 CORTE APPELLO di MILANO, del 21/05/2014;
udita in PUBBLICA UDIENZA del 14/04/2015 la relazione fatta dal Consigliere Dott. EUGENIA SERRAO;
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. SPINACI Sante, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso;
La Corte di Appello di Milano, con sentenza del 21/05/2014, ha confermato la pronuncia emessa in data 28/06/2013 dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Milano, che aveva dichiarato D.B.A.A. colpevole del reato di cui al D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 186, comma 1 e comma 2, lett. b), per aver circolato sulla pubblica via alla guida di un velocipede, benchè fosse in stato di ebbrezza con tasso alcolemico pari a 0,9 g/l.
D.B.A.A. propone ricorso per cassazione deducendo violazione di legge in quanto la fattispecie prevista dall’art. 186 C.d.S. non può essere applicata nel caso in cui non si guidi un veicolo a motore. Il ricorrente sostiene che debba essere applicato alla sanzione penale il medesimo principio interpretativo espresso dalla giurisprudenza di legittimità a proposito della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, che non può essere applicata a colui il quale si sia posto alla guida di un veicolo per la cui circolazione non è stata richiesta alcuna abilitazione. La fattispecie concreta avrebbe potuto eventualmente essere sussunta, secondo il ricorrente, nell’ipotesi contravvenzionale prevista dall’art. 688 cod. pen..
La prospettazione avanzata dal ricorrente in ordine alla pretesa inapplicabilità della disciplina penalistica della guida in stato di ebbrezza alla conduzione di veicoli non motorizzati (e segnatamente della bicicletta), non è condivisibile, essendosi i giudici del merito correttamente allineati al consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, autorevolmente sostenuto dalle Sezioni Unite di questa Suprema Corte nel 2002, quando si è precisato che Se è vero che la reazione dell’ordinamento giuridico, allorchè si prevede la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida, svolge, talora, effettive funzioni cautelari, in quanto le misure rimediano nell’immediato ad uno stato di pericolo concreto – ad es., ritiro della patente a chi sia colto a guidare in stato di ebbrezza – è incontestabile che il ritiro della patente non potrebbe svolgere davvero alcuna funzione cautelare se la violazione, prevista e punita dall’art. 186 C.d.S. fosse commessa alla guida di una bicicletta o di altro veicolo per i quali non sia richiesta la patente. In questi casi, l’agente che accerti la violazione e si preoccupi, come deve, che l’autore della violazione non circoli, in quel momento, con quel veicolo, potrà avvalersi, a fini cautelari, di altri ipotizzabili sussidi, ma non del ritiro della patente e ciò per la decisiva ragione che la privazione della patente non sarebbe affatto di nessun ostacolo, in futuro, alla circolazione con quel veicolo con il quale è stata commessa la violazione, non essendo previsto, per la guida dello stesso, il possesso della patente da ciò desumendosi chiaramente la pacifica rilevanza penale della condotta di guida in stato di ebbrezza qualora il mezzo di circolazione sia una bicicletta – indipendentemente dall’applicabilità delle sanzioni amministrative accessorie previste dalla norma violata (Sez. U, n. 12316 del 30/01/2002, Fugger, Rv. 221039, in motivazione; Sez. 4, n. 2021 del 09/07/1997, Crasnich, Rv. 209287).
Si deve, dunque, ribadire che il reato di guida in stato di ebbrezza può essere commesso attraverso la conduzione di una bicicletta, a tal fine rivestendo un ruolo decisivo la concreta idoneità del mezzo usato a interferire sulle generali condizioni di regolarità e di sicurezza della circolazione stradale (Sez. 4, n. 4893 del 22/01/2015, Pastore, Rv. 262038; Sez. 4, n. 19413 del 29/03/2013, Cologna, Rv. 255081). Giova, in proposito, ricordare quanto affermato sin dal 1995 dalle Sezioni Unite di questa Suprema Corte in merito alla contravvenzione di ubriachezza punita dall’art. 688 cod. pen., che concorre con il reato di guida in stato di ebbrezza punito dall’art. 186 C.d.S., data la diversità degli interessi giuridici rispettivamente tutelati dalle due norme (Sez. U, n. 1299 del 27/09/1995, dep. 1996, Cirigliano, Rv. 203633); anche sotto tale profilo, data la necessità di garantire la sicurezza della circolazione sulle strade e l’incolumità di chi vi si trova, risulta chiara l’inconferenza delle argomentazioni svolte nel ricorso.
Il ricorso è, dunque, infondato e va rigettato; segue, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Depositato in Cancelleria il 28 aprile 2015