Source: https://ltantalo.com/2011/01/19/incidenti-stradali-per-la-cassazione-sentenza-745-del-2011-nel-caso-del-pedone-investito-che-chiede-il-risarcimento-al-fondo-di-garanzia-la-prova-del-fatto-costitutivo-della-pretesa-risarcitoria/
Timestamp: 2019-05-21 15:11:21+00:00
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Incidenti stradali: per la Cassazione (sentenza 745 del 2011) nel caso del pedone investito che chiede il risarcimento al Fondo di Garanzia “la prova del fatto costitutivo della pretesa risarcitoria, quanto all’avvenuto evento ad opera di ignoti, non richiede da parte della vittima un comportamento di non comune diligenza” « Studio Tantalo Fornari
Incidenti stradali: per la Cassazione (sentenza 745 del 2011) nel caso del pedone investito che chiede il risarcimento al Fondo di Garanzia “la prova del fatto costitutivo della pretesa risarcitoria, quanto all’avvenuto evento ad opera di ignoti, non richiede da parte della vittima un comportamento di non comune diligenza”
Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 16 dicembre 2010 – 14 gennaio 2011, n. 745
Con citazione innanzi al tribunale di Santa Maria Capua Vetere dell’aprile 1998 F..I. conveniva in giudizio la società Assicurazioni Generali spa, nella qualità di impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada (FGVS) per ottenerne la condanna al risarcimento dei danni subiti per le lesioni riportate nel sinistro stradale verificatosi il (OMISSIS) .
Esponeva che, mentre camminava in (OMISSIS) , era stato investito da un’autovettura, che, dopo l’impatto, si era allontanata e gli aveva così impedito di identificare sia il veicolo investitore che il suo guidatore.
All’esito dell’espletata prova orale, il tribunale rigettava la domanda e la decisione, sul gravame del soccombente, era confermata dalla sentenza pubblicata il 13 settembre 2005 della Corte d’appello di Napoli, che condannava F..I. alle spese del grado capovolta.
Ai fini che ancora interessano i giudici dell’appello premesso che in caso di investimento da parte di un veicolo rimasto sconosciuto la responsabilità del Fondo deve essere esclusa qualora la mancata identificazione del mezzo investitore sia da attribuire a dolo o colpa del danneggiato – ritenevano che dall’espletata prova orale erano emerse le seguenti circostanze:
i due testi sopravvenuti sul posto avevano ricevuto dai due passeggeri dell’autovettura investitrice l’assicurazione era stato già richiesto l’intervento urgente di un’ambulanza.
La Corte partenopea, sulla scorta dei suddetti fatti, considerava che l’infortunato aveva avuto a disposizione tutto il tempo necessario per identificare il mezzo investitore e che lo stesso “se pure sofferente non richiese ai suoi conoscenti di annotare almeno il numero di targa del veicolo che lo aveva investito”, per cui confermava la conclusione cui era giunto in primo grado il tribunale di attribuire la mancata identificazione del mezzo alla esclusiva condotta negligente di F..I. .
Per la cassazione della sentenza F..I. ha proposto ricorso affidato a due mezzi.
Con il primo motivo d’impugnazione – denunciando la violazione e la falsa applicazione della norma di cui all’art. 19 lett. a) della legge n. 990 del 1969 nonché il vizio di motivazione sul punto – il ricorrente deduce che non sussiste un obbligo di particolare diligenza in capo al soggetto danneggiato per l’individuazione del veicolo investitore e che il giudice del gravame, in relazione alle fornite prove, aveva omesso di valutare se, per la precaria sua situazione fisica e psichica per quanto gli era accaduto, ad esso ricorrente potesse addebitarsi a colpa il non avere identificato l’autovettura investitrice, tenuto conto della normale esigibilità di tale onere e del fatto.
Questo giudice di legittimità ha già stabilito {ex plurimis: Cass., n. 24449/2005) che in caso di azione diretta proposta, ai sensi dell’art. 19 lett. a) della legge n. 990 del 1969, nei confronti dell’impresa designata dal Fondo di garanzia per il risarcimento dei danni cagionati da veicolo non identificato, ma per il quale vi è obbligo di assicurazione, la prova può essere fornita dal danneggiato anche sulla base di mere “tracce ambientali” o di “dichiarazioni orali”, non essendo alla vittima richiesto di mantenere un comportamento di non comune diligenza ovvero di complessa ed onerosa attuazione, avuto riguardo alle sue condizioni psicofisiche ed alle circostanze del caso concreto.
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