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Timestamp: 2018-07-18 16:26:39+00:00
Document Index: 147634861

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 1362', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 11', 'art. 30', 'art. 7', 'art. 1']

Novità del fisco del 21 maggio 2008: Unico 2008: detrazione IRPEF per canoni di locazione; reddito minimo IRAP per le società non operative, di comodo; pannelli fotovoltaici e detrazione del 55%; agenti di commercio, presunzioni fiscali | Commercialista Telematico
Novità del fisco del 21 maggio 2008: Unico 2008: detrazione IRPEF per canoni di locazione; reddito minimo IRAP per le società non operative, di comodo; pannelli fotovoltaici e detrazione del 55%; agenti di commercio, presunzioni fiscali
1) Modello Unico 2008: Detrazione IRPEF per canoni di locazione
2) Agenti di commercio: Attenzione ai movimenti bancari per l’anticipo di somme
3) Accertamento fiscale: L’avviso é illegittimo se il reddito è stato ricostruito induttivamente dai ricarichi di vendita
4) Tremonti conferma azzeramento ICI
5) Operazioni ipotecarie connesse all’attività di riscossione coattiva mediante ingiunzione fiscale
6) Processo tributario – Onere della prova per rimborsi di imposta
7) Erogazioni liberali in favore di partiti politici deducibili
8) Determinazione del reddito minimo IRAP per le società non operative
9) Detrazione del 55% prevista per gli interventi di risparmio energetico
Ai fini dell’applicazione della detrazione per canoni di locazione di cui all’art. 16, D.P.R. 917/1986, occorre valutare, di volta in volta, a quale delle ipotesi disciplinate dalla norma il contratto di locazione si riferisca (contratto libero o convenzionale).
Si tratta del contatto stipulato ex L. 431/1998, anche nel caso in cui non richiami espressamente la legge.
Da tenere presente che varia la misura della detrazione spettante e che le detrazioni previste sono tra loro alternative.
E’ quanto ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 200 del 16 maggio 2008
Modello Unico 2008 PF, redditi 2007, SEZIONE VI: Detrazioni per canoni di locazione
In particolare, nel modello Unico PF 2008, relativo ai redditi del 2007, nella sezione VI vanno indicati i dati necessari potere usufruire delle detrazioni spettanti agli inquilini per canoni di locazione adibiti ad abitazione principale.
È importante sapere che le detrazioni di cui ai righi RP45, RP46, RP47 e RP48 sono alternative e, pertanto, si è liberi di scegliere la detrazione più favorevole compilando il rigo che interessa.
Avvertono le istruzioni ministeriali che deve compilare il Rigo RP45 del modello Unico PF 2008 soltanto il contribuente che sia intestatario di un contratto di locazione di immobile adibito ad abitazione principale e solo se il contratto di locazione sia stato stipulato o rinnovato ai sensi della legge n. 431/1998.
La detrazione deve essere calcolata in base al periodo dell’anno in cui l’immobile è stato la propria abitazione principale ed al numero dei cointestatari del contratto di locazione, nonché al reddito di ciascuno dei cointestatari del contratto.
Peraltro, se il reddito complessivo supera 30.987,41 euro, non spetta nessuna detrazione.
Se, ad esempio, marito e moglie sono contestatari del contratto di locazione della loro abitazione principale, devono indicare la percentuale del 50%, cioè la metà per ciascuno.
Se, invece, il contratto di locazione è intestato a una sola persona, si deve indicare il 100%, poiché la detrazione spetta per intero.
Infatti, la detrazione spetta in base al vostro reddito complessivo, rapportata al numero dei giorni di locazione e alla percentuale di possesso.
In merito al Rigo RP46: Si deve compilare questo rigo solo se si é intestatari di contratti di locazione di immobili utilizzati come abitazione principale e solo se il contratto di locazione è stato stipulato o rinnovato secondo in base ai cd. contratti convenzionali (cioè ai sensi dell’art. 2, comma 3, e dall’art. 4, commi 2 e 3 della legge n. 431/1998)
La detrazione va calcolata in base al periodo dell’anno in cui l’immobile è risultato quale abitazione principale e al numero dei cointestatari del contratto di locazione (nonché al reddito di ciascuno dei cointestatari del contratto).
Se il reddito complessivo del contribuente è stato superiore a euro 30.987,41, non spetta alcuna detrazione.
Detrazione d’imposta per canoni di locazione spettante a lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro
Si ricorda che si deve compilare il rigo RP47 se si é lavoratori dipendenti e si é trasferito la residenza nel comune di lavoro o in un comune limitrofo nei tre anni antecedenti a quello di richiesta della detrazione e si é titolari di qualunque tipo di contratto di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale situate nel nuovo comune di residenza, a non meno di 100 Km di distanza dal precedente e in ogni caso al di fuori della vostra regione.
Tale detrazione spetta solo per i primi tre anni dal trasferimento della residenza.
Ad esempio, un contribuente che ha trasferito la propria residenza nel mese di ottobre 2005, potrà beneficiare della detrazione per gli anni d’imposta 2005, 2006 e 2007.
La detrazione spetta esclusivamente ai lavoratori dipendenti anche se la variazione di residenza è la conseguenza di un contratto di lavoro appena stipulato. Sono esclusi i percettori di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.
Da tenere presente che se il reddito complessivo è stato superiore a euro 30.987,41, non spetta alcuna detrazione.
Detrazione d’imposta per canoni di locazione spettante ai giovani per l’abitazione principale
Rigo RP48: Si deve compilare questo rigo se si ha un’età compresa tra i 20 e 30 anni e si é stipulato, ai sensi della legge n. 431/1998, un contratto di locazione per una unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
Peraltro, tale unità immobiliare deve essere diversa da quella destinata ad abitazione principale dei genitori o di coloro cui sono affidati agli organi competenti ai sensi di legge.
Se il reddito complessivo è superiore a euro 15.493,71, non spetta alcuna detrazione.
La neo detrazione per canoni di locazione estensiva per i contribuenti
Per ultimo, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 200/E del 16/05/2008 ha chiarito che:
La nuova detrazione per canoni di locazione spetta, sostanzialmente, in tutti i casi.
Infatti, il neo beneficio fiscale introdotto dalla Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008) per le spese di affitto dell’abitazione principale spetta anche se il contratto è stato stipulato prima dell’entrata in vigore dell’ultima legge sulle locazioni, la 431/1998, ai sensi di precedenti norme (leggi 392/1978 e 359/1992), e automaticamente prorogato per gli anni successivi.
Della stessa agevolazione può usufruire anche il contribuente titolare di un contratto di locazione che, anche se stipulato dopo l’entrata in vigore della 431/98, non contiene riferimenti alla stessa legge o addirittura rimanda a norme precedenti.
In particolare, un Caf ha chiesto di sapere se sia possibile usufruire del bonus fiscale nei seguenti casi:
– Contratto stipulato prima dell’entrata in vigore della legge 431/198, ai sensi della legge 392/1978 e automaticamente prorogato per gli anni successivi;
– contratto stipulato prima dell’entrata in vigore della 431/98, ai sensi della legge 359/1992 e automaticamente prorogato per gli anni successivi;
– contratto stipulato dopo l’entrata in vigore della 431/98, senza che si faccia riferimento alla stessa;
– contratto stipulato dopo l’entrata in vigore della 431/98, ma con riferimento a norme previgenti (legge 392/1978 o 359/1992).
La risposta dell’Agenzia delle Entrate è risultata assai favorevole ai contribuenti.
In particolare, per quanto riguarda le prime due ipotesi, è la stessa legge 431/1998 a sancire che i contratti di locazione stipulati precedentemente e soggetti a rinnovo tacito rientrano nella neo disciplina.
Invece, per i successivi casi, occorre fare riferimento al Codice civile, che, in tema di interpretazione dei contratti, prevede, all’art. 1362, la necessità di capire quale sia stata la comune intenzione delle parti, valutando “il loro comportamento complessivo anche posteriore alla conclusione del contratto”, senza limitarsi al senso letterale delle parole.
Di conseguenza, spiega la risoluzione, il contratto di locazione stipulato mentre era in vigore la 431/98 si considera comunque disciplinato dalla stessa legge, anche in assenza di un esplicito riferimento, per il semplice fatto che il contenuto di un contratto, per quanto lasciato alla libera volontà delle parti, non può mai violare le norme vigenti.
Quanto, infine, all’ultimo caso esaminato, cioè alla circostanza in cui il contratto faccia riferimento a disposizioni previgenti, occorre considerare che la legge in tema di locazioni sancisce espressamente l’abrogazione degli articoli in materia contenuti nelle precedenti disposizioni del ’78 e del ’92.
Poiché anche in questo caso che il contenuto di un contratto non può mai concretizzare una violazione delle norme vigenti, il contratto di locazione va comunque ricondotto alla fattispecie disciplinata dalla legge 431/98.
Ne consegue che all’inquilino compete la detrazione legata al pagamento dei canoni di affitto.
In sostanza, in tutti casi sopra citati, quindi, spetta di fatto la nuova detrazione.
RP18: In questo rigo, infine si devono indicare le spese sostenute dagli studenti universitari iscritti ad un corso di laurea presso una università situata in un Comune diverso da quello di residenza per canoni di locazione derivanti da contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 1998 n. 431.
Per usufruire della detrazione l’università deve essere ubicata in un Comune distante almeno cento chilometri dal comune di residenza dello studente e comunque in una Provincia diversa.
L’importo da indicare nel rigo non può essere superiore a euro 2.633,00.
Avvertono le istruzioni al modello unico che l’importo indicato nel rigo RP18 deve comprendere le spese indicate con il codice 18 nelle annotazioni del CUD 2008.
La figura di agente e rappresentante di commercio da sola non consente di affermare che i movimenti sui conti bancari siano ascrivibili a contratti stipulati in rappresentanza di terzi, anzichè ad acquisti e rivendite in proprio, essendo a tal fine necessaria la dimostrazione di un patto che faccia carico all’uno di anticipare i prezzi dovuti dall’altro: Solo un simile accordo può superare la presuntiva riferibilità di quei movimenti ad attività commerciale soggetta ad IVA del titolare dei conti bancari.
Per cui per i movimenti sui conti bancari si è immuni da presunzioni di evasione fiscale se vi è stato l’accordo per l’anticipazione delle somme.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 14/05/2008, n. 12026, in Ipsoa del 20/05/2008)
Se la verifica non ha rilevato violazioni sostanziali in ordine alla contabilità tenuta dal contribuente e le dichiarazioni dei redditi risultano in linea con quanto emerge dagli studi di settore, non è legittimo operare una verifica del reddito del contribuente sulla sola scorta di una ricostruzione induttiva dei ricarichi, peraltro oggettivamente contestati dallo stesso ricorrente, all’interno dell’attività.
(Commissione tributaria regionale Piemonte, Sentenza, Sez. XXVII, 24/04/2008, n. 21, in Ipsoa del 20/05/20008)
Abolizione dell’Ici sulla prima casa, detassazione degli straordinari, lotta all’evasione senza aumentare la pressione fiscale. Nel corso del confronto tra il Governo e le parti sociali sulla situazione economica del Paese il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha parlato delle misure che il Governo intende adottare.
Le prime, a partire dal taglio dell’Ici, saranno varate dal Consiglio dei ministri che si svolgerà il 21/05/2008 a Napoli, con due provvedimenti.
Si prevede di coprire il taglio Ici con la riduzione degli incrementi di spesa dell’ultima finanziaria e del decreto milleproroghe.
Per la previsione dell’art. 36 del D.L. n. 248/2007, all’ingiunzione fiscale, in base alla quale i comuni procedono direttamente (in proprio o tramite “concessionari locali”) alla riscossione coattiva delle somme, non può essere attribuita la natura di titolo idoneo per l’iscrizione di ipoteca legale, e alla relativa procedura di riscossione non si applicano le disposizioni agevolative tributarie previste per le operazioni ipotecarie richieste dagli agenti della riscossione.
Alla luce del costante insegnamento della Corte di Cassazione, le disposizioni che prevedono agevolazioni tributarie sono di stretta interpretazione (Corte di Cassazione sentenze n. 4530/2002, n. 4611/2002, n. 13607/1991) in considerazione della loro particolare ratio legis.
L’estensione, ai comuni e ai “concessionari locali”, delle disposizioni contenute nel Titolo II del D.P.R. n. 602/73 “in quanto compatibili” non ha comportato anche l’estensione delle agevolazioni tributarie ivi previste, che restano ancorate al principio di tassatività, proprio in considerazione della natura “eccezionale” delle disposizioni agevolative tributarie.
(Agenzia del Territorio, circolare del 20/05/2008, n. 4)
6) Processo tributario – Onere della prova su controversie relative a rimborsi di imposta: Ricade sul contribuente
Nelle controversie tributarie aventi ad oggetto l’impugnazione di un atto impositivo, le posizioni processuali delle parti sono invertite.
Peraltro, ai fini dell’onere della prova occorre fare riferimento alle posizioni sostanziali e pertanto la dimostrazione della fondatezza della pretesa tributaria resta a carico dell’Amministrazione finanziaria.
Al contrario, nelle controversie relative al rimborso di un tributo, si dà piena coincidenza tra posizioni processuali e posizioni sostanziali e conseguentemente l’onere della prova ricade sul contribuente.
(Comm.Trib. II grado di Bolzano, sezione II, sentenza del 05/05/2008, n. 7)
Un Partito della Liguria rappresenta una formazione politica annoverabile tra i partiti ed i movimenti politici rappresentativi a livello nazionale, con la conseguenza che la detrazione d’imposta, prevista dall’art. 15, comma 1-bis), del TUIR, deve essere riconosciuta per le erogazioni liberali in denaro effettuate a favore del Partito politico
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 20/05/2008, n. 205)
La società non operativa deve determinare il reddito minimo IRAP sommando al reddito minimo IRES (al lordo di ogni agevolazione IRES e IRAP) le retribuzioni, i compensi e gli interessi passivi e decurtando dal risultato ottenuto le agevolazioni e deduzioni riconosciute dal legislatore IRAP.
Infatti, la disciplina delle società non operative non ha eliminato le agevolazioni fiscali e delle deduzioni specificatamente previste ai fini IRAP quali, ad esempio, quelle relative alla riduzione del c.d. cuneo fiscale previste dall’art. 11, comma 1, lettera a) del D.Lgs. n. 446/1997 per i dipendenti assunti a tempo indeterminato (circolare n. 25/E del 2007; circolare n. 21/E del 2008).
Disciplina società non operative
L’art. 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724 prevede una particolare disciplina applicabile a quei soggetti che, sulla base del test di operatività sono da considerarsi non operativi.
Tra le conseguenze della non operatività, la norma stabilisce la necessità di dichiarare un reddito minimo IRAP per un importo almeno pari al reddito minimo aumentato delle retribuzioni sostenute per il personale dipendente, dei compensi spettanti ai collaboratori coordinati e continuativi, di quelli per prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente e degli interessi passivi.
In sostanza, il legislatore ha determinato la misura del reddito minimo IRAP incrementando il reddito minimo IRES – calcolato applicando al valore dei titoli e assimilati, degli immobili e delle altre immobilizzazioni le specifiche percentuali – di quelle componenti che normalmente non sono deducibili dalla base imponibile IRAP.
Nel calcolo del reddito minimo IRAP, quindi, influisce il reddito minimo IRES alla cui determinazione partecipano (oltre agli immobili e alle altre immobilizzazioni) anche il valore delle partecipazioni possedute nell’esercizio per il quale si sta verificando la condizione di operatività.
Sulla procedura di calcolo del reddito minimo IRAP, la circolare del 17 marzo 2008, n. 21/E ha precisato che quando si é in presenza di uno specifico criterio di determinazione ordinaria della base imponibile lo stesso non può assumere rilevanza nella determinazione del reddito minimo IRAP, considerato che il calcolo del reddito minimo IRAP é basato su regole indipendenti rispetto a quelle utilizzate per la determinazione ordinaria del valore della produzione.
Nel caso di specie, la circostanza che i proventi da partecipazione non rientrano nella base imponibile IRAP della Societa’ – ai sensi dell’articolo 6, comma 1-bis, del decreto legislativo n. 446/1997 (nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2007) – non autorizza ad escludere le partecipazioni dal criterio di calcolo per la determinazione del reddito minimo presunto IRAP.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 20/05/2008, n. 206)
Le spese sostenute per la realizzazione dei pannelli fotovoltaici, finalizzati alla produzione di energia elettrica e non alla riduzione del consumo per il riscaldamento invernale, non possono assumere rilievo ai fini della applicazione della detrazione d’imposta del 55%, consentita in relazione agli interventi di risparmio energetico.
Attraverso la tariffa incentivante, peraltro, l’investimento iniziale viene recuperato nel tempo mediante la produzione di energia e, pertanto, il contribuente che volesse beneficiare di tale incentivo non si troverebbe nella condizione di aver sostenuto l’onere sul quale fare valere la detrazione d’imposta.
Laddove l’intervento di riqualificazione energetica realizzato sull’edificio abbia conseguito un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati nel decreto 19/2/2007 (modificato dal decreto del 7/4/2008), il contribuente può beneficiare delle agevolazioni fiscali previste esclusivamente per le altre spese sostenute per la riqualificazione energetica (costi di isolamento del tetto, manodopera) mentre può beneficiare, in riferimento ai costi di acquisto dell’impianto fotovoltaico, della tariffa incentivante e del premio aggiuntivo.
L’art. 7, comma 2, del D.Lgs. n. 387/2003 dispone, per l’elettricità prodotta mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, una specifica tariffa incentivante, di importo decrescente e di durata tali da garantire una equa remunerazione dei costi di investimento e di esercizio.
L’art. 1, comma 344, della legge n. 296/2006 prevede che per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti che conseguono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai previsti valori, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55% degli importi rimasti a carico dei contribuenti fino ad un valore massimo della detrazione di 100.000 euro.
Tali norme agevolative, anche se entrambe di interesse per il settore energetico, perseguono finalità diverse in quanto l’una, mediante l’erogazione della tariffa incentivante (avente la natura di contributo a fondo perduto), favorisce la realizzazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia da fonte rinnovabile, l’altra, mediante il riconoscimento di una detrazione d’imposta per le spese di riqualificazione degli edifici, favorisce il contenimento dei consumi.
I differenti ambiti nei quali operano le due agevolazioni comportano che esse non possano trovare applicazione in relazione al medesimo intervento essendo incompatibili sotto l’aspetto tecnico prima ancora che giuridico.
La cumulabilità tra i due benefici non può essere desunta dalla circostanza che il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 19 febbraio 2007, disponga che le tariffe incentivanti non sono applicabili all’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per i quali sia stata riconosciuta o richiesta la detrazione fiscale del 36% spettante per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, mentre non contiene una analoga disposizione in relazione alla detrazione del 55% prevista dalla legge n. 296/2006.
La mancanza di una tale previsione é infatti riconducibile ai diversi contesti applicativi delle due disposizioni dal momento che non e’ possibile realizzare la produzione di energia mediante interventi volti al contenimento del fabbisogno energetico per la climatizzazione invernale dell’edificio né, per altro verso, é possibile conseguire un risparmio energetico mediante la installazione di impianti volti alla produzione di energia.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 20/05/2008, n. 207)