Source: http://www.consiglioregionale.calabria.it/upload/integrali_aula/10_059_28092018.htm
Timestamp: 2019-09-22 18:44:03+00:00
Document Index: 172201421

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 23', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art.1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 28', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 11']

SEDUTA Di VENERDI’ 28 SETTEMBRE 2018
Ha chiesto di intervenire il consigliere Parente. Prego, ne ha facoltà.
Intervengo per comunicare che abbiamo appena protocollato all'Ufficio di Presidenza un documento a firma dei capigruppo della minoranza, indirizzato alla sua persona, per sapere quali iniziative intende intraprendere rispetto ai comportamenti di alcuni dirigenti regionali, in particolare del dottore Tanzi, capo dipartimento della Protezione civile, rispetto all'attacco che sta reiterando da più tempo verso il Consiglio regionale in genere ed, in particolare, nei confronti del consigliere Tallini.
Siamo in attesa di conoscere le iniziative che ha intrapreso o che intende intraprendere su questo aspetto che per noi riveste un’importanza particolare.
Grazie, consigliere Parente.
Come già comunicato in Conferenza dei capigruppo, condividendo le ragioni dei capigruppo di minoranza rispetto alla lettera che mi è stata indirizzata, comunico che già il 17 settembre 2018, con protocollo numero 38191, ho scritto al Presidente della Giunta regionale su questo tema, sul ruolo del Consiglio regionale e sulle prerogative dei consiglieri regionali così come sanciti dallo Statuto della Regione Calabria. Grazie.
Presidente, per la verità mi aspettavo che lei dicesse che nella lettera ha scritto qualcosa di più particolare.
Mi permetto solo di chiederle se nella lettera inviata al presidente Oliverio, che è in concomitanza con l'altra seduta di Consiglio regionale in cui abbiamo dovuto occuparci anche della materia che riguarda un dirigente della Regione Calabria, sono più specificatamente indicati anche fatti e circostanze.
Sa perché glielo dico? Se è così, la ringrazio anticipatamente per essersi mosso a difesa delle prerogative e dei ruoli del consigliere regionale perché questo dirigente, ancor dopo quella data, continua ad usare Facebook per attaccare i consiglieri regionali e, in maniera particolare, il sottoscritto.
Le ho già comunicato che è mia intenzione astenermi dal Consiglio regionale fino a quando registrerò questi comportamenti e fino a quando non ci sarà qualcuno che richiamerà il dirigente regionale alle sue responsabilità e ai comportamenti che deve tenere nei confronti dei propri amministratori.
Le dico anche che ho già avviato un procedimento disciplinare, documentando tutti gli attacchi perpetrati nei miei confronti e mi riservo di pubblicare una serie di carte e di elementi che documentano che, al di là di questi comportamenti nei confronti del sottoscritto, ci sono delle cose su cui l'amministrazione regionale – lei e soprattutto il presidente Oliverio – dovrà riflettere, anche sulle cose che avverranno nei prossimi giorni e su quello che ogni giorno, compreso stamattina, leggiamo sulla stampa.
Oggi leggiamo sulla stampa – ho finito e la ringrazio – che gli incendi dei boschi in Calabria sono opera della “mafia dei boschi”.
Due sono le cose: se è così, è grave che lo dica alla stampa e non ai magistrati; se non è così, è ancora più grave perché dà un'immagine negativa della Calabria, magari senza alcun fondamento.
Iniziamo la seduta col primo punto all'ordine del giorno, la proposta di legge numero 310/10^ di iniziativa dei consiglieri Battaglia, Aieta, Bevacqua, D'Acri Giudiceandrea, Mirabello, Neri, Sculco, Sergio, Arruzzolo, Cannizzaro, Nucera, Bova, Morrone, Guccione recante: “Integrazione alla legge il regionale 30 marzo 1995, numero 8 (Norme per la regolarizzazione delle occupazioni senza titolo degli alloggi di edilizia residenziale pubblica)”.
Cedo la parola al relatore del provvedimento, consigliere Bevacqua. Prego.
Grazie, Presidente. Questa proposta di legge che vede come primo firmatario il collega Domenico Battaglia mira, in primo luogo, ad integrare il termine utile entro il quale alcune tipologie di nuclei familiari possono presentare agli Enti proprietari o gestori domanda di regolarizzazione dei rapporti locativi, relativi agli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
In secondo luogo, introduce la possibilità – e questo è un elemento per me importante – di rateizzazione degli eventuali canoni arretrati non versati.
I nuclei familiari presi in considerazione sono quelli in condizioni di grave disagio socio-economico e all'interno dei quali siano presenti figli minori, portatori di handicap, persone di età superiore ai 70 anni o donne in stato di gravidanza.
L’attestazione delle condizioni di gravi disagi socio-economici, naturalmente, compete agli uffici dei servizi e delle politiche sociali dei Comuni dell’Asp di residenza.
La ratio complessiva del provvedimento é di venire incontro a esigenze derivanti da difficoltà certificate, restando pienamente nell'alveo delle normative vigenti e contemperando le istanze di ordine pubblico.
Pertanto, chiedo all’Aula l'approvazione di questo provvedimento che è stato discusso e approvato all'unanimità dalla Commissione da me presieduta. Grazie.
Ci sono interventi? Ha chiesto di intervenire il consigliere Battaglia. Ne ha facoltà.
C'è solo un emendamento all'articolo 1, nel quale praticamente spostiamo soltanto delle date, poiché l'approvazione, come diceva benissimo il presidente della Commissione Bevacqua, è stata ottenuta dalla quarta Commissione nella seduta del 23 luglio; dovremmo soltanto sostituire delle date che riguardano le scadenze; magari, lo faremo nell’ambito della discussione del testo.
Ha illustrato l'emendamento, va bene.
Se non ci sono altri interventi, passiamo all'esame del provvedimento.
Votiamo articolo per articolo; all’articolo 1 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 38952, già stato illustrato dal consigliere Battaglia.
C’è il parere della Giunta regionale su questo emendamento?
Pongo in votazione gli articoli e prioritariamente l’emendamento, protocollo numero 38952, all’articolo 1 che é approvato.
(È approvato per come emendato)
Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso. Il provvedimento é approvato, come emendato, con autorizzazione al coordinamento formale.
Al secondo punto all'ordine del giorno é inserita la proposta di provvedimento amministrativo numero 224/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante “Piano Assetto Naturalistico (PAN) –Statuto delle riserve naturali regionali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati. Presa d'atto”.
Cedo la parola al relatore del provvedimento, Bevacqua. Prego.
Grazie, Presidente. Il PAN, il Piano Assetto Naturalistico, è lo strumento attuativo delle finalità delle riserve naturali.
Le riserve naturali regionali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati sono state istituite dalla Regione Calabria nel 1990, su proposta dell'associazione ambientalista “Amici della terra”.
Esse sono anche siti di importanza comunitaria, cosiddetti SIC, per la rete Natura 2000. L'estensione delle due aree è di circa 600 ettari.
Sono aree umide e di notevole interesse naturalistico, soprattutto per la presenza di uccelli acquatici migratori, molti dei quali nidificanti come la cicogna bianca, assunta a simbolo delle due riserve.
L'elaborazione del Piano che approda oggi in Aula è riservata dalla legge all'Ente di gestione.
Per quanto riguarda le riserve naturali regionali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati, l’Ente gestore ha approvato il PAN nel lontano 2009, precisamente il 1° novembre, e lo ha ritrasmesso il 3 luglio di quest'anno, precisando che risulta a tutt'oggi conforme alla normativa che disciplina la materia; sempre a luglio, il 6 luglio, è stata trasmessa la proposta di Statuto regolamentare di gestione delle riserve, approvato dalla direzione generale degli “Amici della terra”, secondo quanto disposto dalla legge regionale vigente.
Sottolineando la necessità e doverosità dell’odierna approvazione della presa d'atto, ritengo opportuno riportare che, al netto dell'unanime approvazione nel corso dell’ampia discussione avutasi nella Commissione da me presieduta, è emersa – su impulsi di diversi colleghi, tra cui il vicepresidente della Commissione, collega Tallini, ma anche di altri colleghi – la questione relativa ai finanziamenti delle attività inerenti il buon funzionamento delle riserve naturali della Calabria, ritenendo giusta – io condivido le osservazioni fatte dal collega Tallini in merito - un’equa distribuzione delle risorse finanziarie necessarie per poter gestire i parchi, tenendo conto naturalmente delle dimensioni e di tante altre osservazioni emerse in Commissione.
Quindi, per garantire appunto una corretta distribuzione delle risorse, abbiamo chiesto all'assessore Rizzo di farsi carico di questa problematica e di proporre, nella prossima seduta della Commissione da me presieduta, una sua valutazione, una sua considerazione e una sua proposta che sia poi risolutiva delle osservazioni emerse in Commissione.
Credo che questo provvedimento sia importante, anche alla luce di ciò che si è verificato di recente nelle Gole del Raganello dove non esisteva un Regolamento, non c’era nessuno strumento di programmazione e, questo, credo che sia un esempio di come la politica e l'istituzione possano aiutare a mettere ordine e regole in tante vicende, situazioni e contesti dello scenario calabrese.
Credo che questo provvedimento vada approvato all'unanimità dall'intero Consiglio regionale. Grazie.
Credo che il Presidente abbia, nel sua breve intervento, condensato il succo della discussione in Commissione che non è stata breve, ma è stata molto approfondita, dettagliata, anche se è stata condizionata dai tragici eventi della disgrazia delle Gole del Raganello, in quanto le questioni erano connesse.
Abbiamo anche riscontrato una maggiore fretta nell’approvazione del Piano paesaggistico che, addirittura, era stato presentato una prima volta nel 2013 ed ancora oggi non era stato posto all'attenzione né della Commissione né del Consiglio regionale. Questo almeno, se non altro, ha messo chi si trova a dover gestire delle riserve naturali, come quelle che noi stiamo esaminando oggi, nelle condizioni di mettere un po' più di attenzione e una maggiore responsabilità, soprattutto riguardo l’assetto delle riserve naturali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati.
Devo dire che la discussione in Commissione è stata molto approfondita ed anche molto costruttiva, nel senso che si è parlato delle riserve naturali che sono un grande patrimonio per la Calabria che va preservato, tutelato, anche con l'attribuzione di ulteriori risorse che, allo stato, non sembra che ci siano. Pensate che sono stati attribuiti, mi sembra, 100.000 euro per due riserve naturali ed adesso abbiamo un'altra riserva che è quella delle Valli Cupe.
Il presidente Oliverio, la Giunta, il Consiglio regionale hanno addirittura proclamato, attraverso numerose iniziative, che la politica del governo regionale è mirata alla valorizzazione di questi territori. Quindi, ci siamo permessi di dire - se il Consiglio regionale dovesse condividere la decisione presa all'unanimità in Commissione e mi auguro che lo faccia - al Presidente di sostenere questa iniziativa. Abbiamo chiesto agli uffici, ai funzionari del dipartimento una serie di approfondimenti e di contributi in maniera tale da proporre, nella fase di redazione del bilancio, delle proposte e delle iniziative che servano a dare maggiori strumenti finanziari agli enti gestori, affinché siano messi nelle condizioni di poter migliorare la fruibilità e l'organizzazione di queste riserve e di questi parchi che oggi attraggono numerosi visitatori - molti dei quali, come abbiamo visto negli eventi delle Gole del Raganello, addirittura in maniera autonoma e spontanea -, in modo che tutto possa avvenire attraverso vere e proprie organizzazioni.
Se oggi il Consiglio regionale condividerà non solo l'approvazione del Piano di assetto naturalistico della riserva - che è scontata -, ma anche e soprattutto l’indirizzo suggerito dalla Commissione, credo sia necessario che questo vada trasferito al dipartimento Bilancio perché riceva un'attenzione quantomeno dignitosa che consenta di poter fare qualcosa.
Concludo questo mio intervento dicendo che da una parte noi ci rammarichiamo perché avvengono alcune cose, dall'altro non mettiamo chi gestisce queste riserve, questi patrimoni naturali di immenso valore paesaggistico - in questo caso il Corpo Forestale dello Stato - nelle condizioni di poter far sì che diventino più sicuri, più fruibili, insomma il riferimento ideale per chi voglia venire in Calabria a visitare questi siti unici al mondo.
Ribadisco: credo che in questo momento sarebbe il caso, assieme all’approvazione del Piano paesaggistico, di comunicare al dipartimento Bilancio la volontà - se il Consiglio regionale condivide quest’idea - di porre un'attenzione particolare, nella fase di redazione del bilancio, a questi siti, perché hanno risorse esigue e non sono nella condizione di poter garantire la sicurezza dei visitatori che ogni anno si recano a migliaia in queste località meravigliose.
Prendo la parola su questo tema a me caro, naturalmente per ragioni territoriali - lei comprende -, provengo da un territorio, quello del comune di Cassano, che è sulla sponda sinistra della foce del Crati e su tutto quel territorio da anni opera la riserva naturale regionale del Lago di Tarsia e della Foce del Crati.
Al netto del lavoro che svolgono coloro i quali si impegnano in questa riserva naturale e al netto anche del lavoro che ha svolto la Commissione, do atto al presidente Bevacqua e al vicepresidente Tallini di aver svolto un lavoro per giungere all’approvazione di questo Piano di assetto naturalistico e, naturalmente, dello Statuto.
Credo, però, che dobbiamo dire con grande chiarezza, senza facili ipocrisie, la situazione nella quale versa quella porzione di territorio.
Verso la fine del mese di agosto ho avuto modo di organizzare, proprio in quel di Sibari, un incontro con alcuni consiglieri regionali di centro-destra - Orsomarso, Pedà, Tallini e Parente mi hanno onorato della loro presenza in quel di Sibari -, abbiamo ragionato su temi come quello della legge sul Canale gli Stombi, che era stata approvata dal Consiglio Regionale nella riunione del 31 luglio; a proposito, consigliere Bevacqua, come saprà, da ieri c'è il bollino blu anche da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, qualcuno aveva riserve sulla costituzionalità di questa norma. Ragionando su questo, abbiamo parlato anche del Crati, perché il problema del Canale degli Stombi è direttamente collegabile al fatto che si trovi a meno di 2 chilometri dalla foce del Crati e abbiamo ragionato anche su quello che è successo durante l'estate che ormai volgeva al termine.
Quell'estate di cui il collega Bova non ha goduto per ragioni che lo hanno visto su un letto di ospedale, infatti stasera sono contento della sua presenza e gli do il nuovo benvenuto in Consiglio regionale, vista la difficile battaglia che ha dovuto sostenere. Queste sono le cose importanti e vere della vita.
Dicevo, in quella circostanza ho avuto modo di denunciare una situazione che contrasta col fatto che il Crati sia considerato una riserva naturale, perché è vero c'è una flora e una fauna straordinaria e particolare - assessore Rossi, albergano le cicogne in numero notevolissimo, ed è particolare per quella porzione di territorio, così come altra fauna e altro tipo di flora -, però, diciamolo con grande chiarezza, quale cura abbiamo avuto noi cittadini della provincia di Cosenza, istituzioni della provincia di Cosenza, imprenditori della provincia di Cosenza per il Crati negli ultimi decenni?
Quest'anno, vi posso assicurare - a chi non ha avuto modo di osservare lo stato del mare nelle vicinanze del Crati - che il fiume ha recapitato di tutto con la giustificazione che la stagione è stata piovosa. Quasi ogni pomeriggio pioveva a monte, in quel di Cosenza, nelle aree interne, a Rende ed il Crati recapitava di tutto e, poiché questo è un problema annoso, io da sindaco di Cassano ho avuto più volte modo di denunciare questa situazione, chiedendo agli organi competenti, polizia provinciale, guardia costiera e anche alle polizie municipali, di andare a scovare gli scarichi abusivi che deturpano il fiume Crati.
Credo che quest'anno abbiamo toccato veramente il fondo ed è necessario un intervento serio che chiedo alla Giunta regionale sia in termini di risorse rispetto a questa iniziativa - perché altrimenti lo Statuto e questo tipo di interventi rimangono degli interventi manifesto, che non danno la possibilità di fare delle azioni concrete, come diceva prima il consigliere Tallini -, ma anche di intervento serio sulle grandi aste fluviali di questa regione.
Vale a dire, cosa pensiamo di fare per bonificare le grandi aste fluviali di questa regione, atteso che noi sosteniamo di essere una regione a vocazione turistica che, quindi, deve puntare, a causa della carenza di servizi, almeno sul mare pulito? Che cosa pensiamo di fare per tutelare la salute di chi in quei territori è utente della balneazione?
Su questo vorrei che ci fosse una riflessione generale e comune e vi confesso - come ho avuto modo di dire anche in quella circostanza – che sono peraltro convinto che il ricorso alla magistratura non risolva i problemi - collega Giudiceandrea, tu che svolgi la mia stessa professione. Non risolve i problemi, ma ho dovuto scrivere una lettera ai procuratori della Repubblica competenti per territorio, il procuratore di Castrovillari e il procuratore di Cosenza, denunciando questa situazione e chiedendo loro, eventualmente, un incontro per capire come anche quel livello istituzionale voglia intervenire per prevenire, anzi per curare il grande malato Crati.
Questa è la riflessione che voglio girare ai colleghi consiglieri. Un problema che, naturalmente, proviene da lontano, non è di questa legislatura, ma è un problema che dobbiamo porci se vogliamo che si parli realmente e non ipocritamente di riserve naturali della Foce del Crati e del Lago di Tarsia.
Questa è la riflessione che vi giro e mi auguro che possa essere fatta propria dalla Giunta, dall'assessore all'Ambiente, per avere una proiezione nel futuro di maggiore cura e sostegno delle istanze ambientali che provengono dal territorio.
Sarò veloce ed essenziale. Sembra banale - no? - ma credo sia stato fatto tanto: i Piani in materia ambientale, la Riserva naturale regionale delle Valle Cupe, istituita su proposta del consigliere Tallini.
Nelle prossime settimane lavoreremo, anche insieme ai consiglieri Aieta e Giudiceandrea, per una nuova proposta di legge, che si basa su un vecchio progetto di legge da me presentato nella IX Legislatura, per l’istituzione del Parco Naturale Regionale del Monte Caloria.
Stiamo lavorando e intervenendo, tutto sommato!
Tutto sommato perché sembra che poi non si lavori mai ed io non sono un “ambientalista di maniera”, di quelli che blocco.
Diceva bene il consigliere Gianluca Gallo, perché il lavoro vero è poi quello di bonificare il fiume Crati.
Un lavoro vero, non un lavoro finto, per cui inviteremo anche la Giunta regionale ad investire, per il tempo che rimane, in questo senso, immaginando una Calabria, per quanto riguarda la mia visione, per quanto riguarda la nostra visione, con l'unico futuro che può avere, cioè come “Giardino d’Italia ed d’Europa”. Siccome qui da noi non saranno costruiti i grattacieli di Dubai, per ovvie ragioni di vincoli e altro, credo che per le generazioni future non sia un fatto banale, ma da evidenziare: avere più riserve, più parchi, parchi che magari non diventino “carrozzoni”, ma strutture gestibili in maniera fluida.
Per cui sentivo di intervenire su un atto, che è un atto dovuto, con un minimo accenno: quindi contribuire al dibattito e incentivare da parte nostra la Giunta regionale ad investire di più, laddove possibile, su provvedimenti che ci caratterizzeranno come unici al mondo.
La Cina cresce, il mondo cresce ma nessuno mai potrà copiare, anche se volessero farlo bene, quello che produciamo, quello che noi siamo e quello che vogliamo giustamente preservare, creando riserve nello spazio economico che possediamo e che non è quello delle “vacche grasse”. Quindi, saluto positivamente questa proposta di provvedimento amministrativo, anche per l'intervento del collega Gianluca Gallo e per il lavoro svolto in Commissione.
Ogni risorsa inserita per bonificare, ogni risorsa inserita per preservare è un fatto positivo di cui daremo merito, se sarà accolto anche dal presidente Oliverio e dalla Giunta regionale. Grazie.
Presidente, intervengo rapidamente per applaudire anch'io a questa proposta di provvedimento amministrativo per le medesime motivazioni avanzate, pochi istanti fa, dai colleghi.
C'è da fare, però, una precisazione in difesa della maggioranza e della Giunta regionale.
Lo potrebbe fare tranquillamente la Giunta stessa perché si ha conoscenza dell’impegno profuso, non solo la costa tirrenica, ma, soprattutto, per tutti gli 800 chilometri di costa, per la realizzazione di interventi, per i quali quest'anno sono stati impegnati 280 milioni di euro - non bruscolini! - per la realizzazione della messa a norma e in funzione degli impianti di depurazione che erano stati abbandonati a loro stessi.
Abbiamo dovuto sborsare 16 milioni di euro nel 2017 e 14 milioni di euro nel 2016 per pagare le bollette ENEL che erano state inevase dai Comuni in dissesto e in difficoltà o per pagare le Agenzie, le ditte che si occupavano della manutenzione dei depuratori.
Per cui, per quanto possa sembrare strano e per quanto poi il deflusso delle acque del fiume Crati porti con sé, a causa delle piogge, tutto quello che le piogge raccolgono nei torrenti, molto è dovuto, non all'attività poco attenta dell'Amministrazione, ma all'incuria nei confronti del territorio proprio da parte dei cittadini calabresi che depositano la qualunque all'interno degli alvei dei fiumi.
280 milioni di euro hanno consentito quest'estate, ed è stato sotto gli occhi di tutti, la balneazione, per il 90 per cento delle giornate disponibili, a tutti i villeggianti sulla costa tirrenica cosentina, che da vent'anni non vedeva il mare così limpido e cristallino.
Certo, episodi se ne sono verificati, e la ragione è data dal fatto che molti degli impianti sui quali non si è potuto agire erano di proprietà di Comuni con un numero di abitanti inferiore ai tre mila, quindi non in infrazione e per i quali non è stato possibile intervenire.
Faccio l'esempio di Torremezzo di Falconara, il cui depuratore, che è previsto per 4-5 mila utenti, serve poi, grazie all’illuminata gestione dell’immobiliarismo degli anni ’70, 70-80 mila utenze nel mese di agosto e a cavallo di ferragosto, e l'impianto, nonostante fosse stato fornito dalla ditta che gestisce in maniera esemplare l'impianto di Santa Maria del Cedro, ha avuto, per esempio, dei momenti di default ma ha consentito di godere di un mare cristallino, limpido e pulito nel 90 per cento dei giorni disponibili di mare.
L’afflusso del fiume Crati, dovuto alle notevoli piogge, è un problema che dovremo affrontare e affronteremo anche l'anno prossimo, come Consiglio regionale, maggioranza e minoranza, sempre compatte quando si tratta di andare incontro a quelle che sono le esigenze del territorio e della natura del nostro territorio amato. Ma va dato “a Cesare quel che è di Cesare”!
Certo è che a questa Amministrazione tutto si può dire tranne che sia stata disattenta in ordine a quelle che sono state le problematiche della depurazione. Grazie.
Buongiorno, colgo l’opportunità di intervenire rispetto ai due Parchi, le Riserve naturali regionali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati, essendo stato sollecitato il Governo regionale a riferire brevemente sulla politica a favore dell'ambiente, del territorio e del paesaggio.
La legge urbanistica a consumo di suolo zero ha introdotto, grazie al presidente Irto, anche i contratti di fiume.
Quindi la politica del paesaggio, con l'approvazione del Quadro territoriale regionale a valenza paesaggistica, è diventato un elemento importante del governo del territorio della regione.
Stiamo procedendo ai Piani d'area dal punto di vista dei vincoli sul paesaggio ma, sostanzialmente, abbiamo avviato un ragionamento complessivo sulla qualità della vita e sulla qualità del paesaggio, che riguarda le coste, i tre Parchi nazionali, i contratti di fiume, che collegano le coste con i Parchi nazionali, le piste ciclabili, cioè una politica organica seria, avveduta, che metta il paesaggio, il territorio, la qualità ambientale al centro dell'attenzione.
Quindi anche gli strumenti urbanistici vengono redatti, sostanzialmente, con i vincoli che riguardano la qualità ambientale, la qualità della vita e la qualità del paesaggio.
Tutto questo è stato premiato dall'Europa. La prossima settimana si terrà a Tropea l’attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio.
La Calabria è stata scelta in Europa come Regione attenta alla politica del paesaggio e della qualità dell'ambiente. Quindi siete tutti invitati a partecipare a Tropea.
Stiamo lavorando intensamente affinché questo seminario racconti bene quello che stiamo facendo. Ringrazio per le sollecitazioni, terremo conto anche di quelle che sono state espresse nella seduta di Consiglio regionale e cercheremo di lavorare al meglio. Grazie.
Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo.
Ha chiesto di intervenire l’assessore Musmanno. Ne ha facoltà.
Prima di procedere con la discussione, chiedo cortesemente all'Aula la disponibilità a trattare nella seduta odierna la proposta di legge numero 359/10^, recante “Modifiche della legge regionale numero 37 del 31 dicembre 2015”, già esaminata in Commissione.
Sì, assessore, l’abbiamo già discussa nella Conferenza dei capigruppo. La inseriremo in coda all’ordine del giorno e la illustrerà successivamente.
Pongo in votazione l’inserimento del punto all’ordine del giorno proposto dall’assessore Musmanno.
(E’ inserita)
Grazie, Presidente. Intervengo per informare l'Aula e naturalmente chi ci ascolta che la Conferenza dei capigruppo ha discusso nel merito della proposta di legge al punto 3, numero 31/10^, dell'ordine del giorno.
Ha preso atto positivamente della richiesta del presidente Oliverio di essere presente allorquando si discuterà e si deciderà, mi auguro, naturalmente, con esito positivo.
Quindi, prima questione: la richiesta del Presidente della Giunta regionale di essere presente, che è apparsa a tutti condivisibile; seconda questione: abbiamo interpellato gli Uffici; lo ha fatto la proponente, la collega Sculco, che ringrazio, circa la necessità eventuale di adeguamenti sistemici del testo. Gli Uffici ci hanno risposto che è necessario un adeguamento.
Per questo motivo la Conferenza dei capigruppo ha deciso di chiedere all’Aula un rinvio del punto all'ordine del giorno.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Arruzzolo. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. In virtù della modifica sistemica della legge vigente, ritengo sia opportuno effettivamente incardinare questa proposta di legge in un quadro generale affinché non possano ravvisarsi motivi di impugnativa per incostituzionalità, anche in riferimento a quanto ci informano gli Uffici, per i quali è necessario un approfondimento.
Chiedo, pertanto, anche io, a nome del mio Gruppo, un rinvio del punto all'ordine del giorno. Grazie.
Intervengo per dichiarazione di voto, Presidente. Credo che dobbiamo sgomberare il campo dai problemi politici; la prossima volta eviterò di venire in Aula, perché le decisioni del Consiglio regionale sono anticipate dal Corriere della Calabria, quindi facendo il mestiere di buon giornalista ci anticipa quello che l’Aula da lì a poco voterà. Dobbiamo, però, evitare i problemi politici. Si sapeva che non ci sarebbe stato il presidente Oliverio e bastava dire: non mettiamo la proposta di legge all'ordine del giorno, la discuteremo nella prossima seduta consiliare, quando sarà presente il presidente Oliverio; perché presentarsi alla Calabria e dire che non trattiamo un provvedimento, in questo caso la preferenza di genere, perché è assente il Presidente della Giunta sapendo che questa sua missione estera era già stata programmata? Sa di beffa.
L'altra questione: i rilievi alla proposta di legge. E’ un testo approvato a luglio del 2015 in Commissione riforma, quindi vorrei vedere questi rilievi, perché il Settore legislativo non ha fatto nessuna obiezione; vorrei capire che cosa hanno eccepito questi fantomatici uffici e vorrei per iscritto tutte le eccezioni rispetto alla questione. Poi l’Aula è sovrana, io però da questo punto di vista, su questa proposta di rinvio, voto contrario.
Presidente, condivido pienamente le argomentazioni già dedotte dal consigliere Guccione. Sia chiaro se la motivazione, che potrebbe essere anche una motivazione nobile, è relativa alla presenza del Presidente della Giunta - perché l'approvazione di una legge come quella proposta dalla consigliera Sculco è una questione di civiltà, non solo di civiltà giuridica, ma di civiltà tout court, soprattutto per chi appartiene ad una cultura di sinistra o di centrosinistra - , beh, possiamo anche dire “andiamo ad un rinvio”, tra l'altro a data certa, per dire alla prossima seduta di Consiglio, non ad un rinvio senza data.
Dopodiché, colgo e faccio mie le argomentazioni del consigliere Guccione. Per quanto riguarda i rilievi mossi dal Settore legislativo, è vero che la proposta di legge della consigliera Sculco risale ad epoca anteriore all'approvazione della legge nazionale, quella del 2016, che ha modificato la legge del 2004. Ma attenzione! Avevamo anche raggiunto un accordo stamattina e abbiamo depositato degli emendamenti, tanto il presidente Sergio quanto il sottoscritto, perché se c'è un adeguamento da fare riguarda soltanto l'arrotondamento, che potrebbe essere a criterio dell'unità superiore o dell'unità più vicina; non c'è altro, dopodiché 60 per cento e 40 per cento, nessun genere può superare il 60 per cento nella composizione dell’Assemblea.
Per essere chiari: faccio mie, ribadisco, le argomentazioni, e per non incorrere in brutte figure, se la questione attiene alla presenza, in un momento storico di grandissima civiltà, del Presidente della Giunta - tanto è vero che si era anche sollecitato, addirittura, si era discusso dell'opportunità o meno di rinviare un viaggio all'estero del Presidente per essere presente a questo momento - lo capisco, la faccio mia, e allora do il consenso e voto favorevole ad un rinvio. Non mi si dica, però, che si rinvia perché occorre fare adeguamenti tecnici o perché ci sono rilievi, perché le schede di analisi tecnico normative le abbiamo studiate, abbiamo visto quali sono i rilievi che, tra l'altro, danno piena contezza agli emendamenti presentati che, a loro volta, consentono un adeguamento perfetto alla legge.
Presidente, quindi, da questo punto di vista, è una questione di stile: se il rinvio è perché il presidente Oliverio debba essere presente alla discussione, facciamo un rinvio, per cui alla prossima seduta di Consiglio, calendarizziamo tra 10-15 giorni, approviamo questa legge. Sono poche le Regioni che non si sono adeguate, da ultimo, a giugno, anche Abruzzo, ad agosto la Basilicata, manchiamo noi e qualche altra Regione. Non facciamo una gran bella figura ed è un momento anche di serietà politica di questa Assemblea legislativa. Non mi oppongo al rinvio soltanto se è per consentire la partecipazione del Presidente della Giunta alla prossima seduta consiliare, altrimenti il mio voto è contrario al rinvio e chiedo che la legge venga messa in votazione oggi.
In genere la Conferenza dei capigruppo dovrebbe giungere a conclusioni condivise anche da chi non può essere presente in questa Aula; il partito per tramite di mia voce, ma anche dell’onorevole Wanda Ferro, penso di parlare anche a nome del collega Nicolò, si è espresso favorevolmente, ma senza fare lo starnazzo di turno, perché siede in Aula consiliare una donna che i voti li prende da sola, la collega Sculco, alla quale facciamo i complimenti, da qui la nostra posizione di voto.
Non volevo intervenire, perché in Conferenza dei capigruppo - ho letto adesso il Corriere della Calabria ed ha ragione il consigliere Guccione - non mi pare che le motivazioni che ci sono state comunicate riguardassero il fatto che il presidente Oliverio ci tenesse a votare la legge; a me della presenza o dell'assenza del presidente Oliverio poco importa, anzi mi importerebbe nella misura in cui il presidente Oliverio convocasse una delegazione di donne di parte per dire approveremo la legge.
Siamo a favore della proposta di legge; le motivazioni - condivise tra l'altro, anche, dalla collega Sculco che ringraziamo per una legge che esiste e porta la sua firma ed è già votabile - che mi sono state addotte sono state quelle inerenti - essendo io persona seria le recupero come fatto oggettivo – alla necessità di apportare modifiche oggettive, per rendere una legge nel suo corpo complessivo, compresa la preferenza di genere, valida. C'è da modificare altro: l'incostituzionalità che interessa l’onorevole Wanda Ferro e quant'altro. Queste sono le motivazioni che io ho ascoltato in Conferenza dei capigruppo, non l’assenza del presidente Oliverio.
Intendiamoci, tutto il rispetto per il Presidente della Giunta che ci tiene a votare una proposta di legge su cui ha fatto, anche legittimamente, un po' di propaganda, però io non credo siano queste le giuste motivazioni, perché non le conosco. Votiamola oggi, ognuno esprime il proprio parere favorevole o di dissenso, per cui credo che la motivazione ufficiale che ho recepito, da capogruppo in Conferenza, è questa, tant'è che non dovevo intervenire, non mi serviva intervenire; se si apre un dibattito ognuno dice come la pensa, noi l’abbiamo detto illo tempore, non ne facciamo ovviamente una questione di lesa maestà. Poi vedo che strumentalmente altri, anche all'esterno… ma siamo all'interno del Consiglio regionale ed è qui che si esprime il voto su varie leggi.
Mi dicono che c'è l'opportunità di rinviare il testo, perché va fatta la riforma organica; noi diciamo che siamo a favore, non ci sono altre motivazioni, almeno dal nostro punto di vista, nel senso che sembrerebbe a me, anche, banale la motivazione dell’assenza del presidente Oliverio, con tutto il rispetto per il Presidente che ci tiene a votare la legge, ma non credo sia questo. Chiaritevelo qui, perché non è stata questa l’argomentazione che ci è stata offerta in Conferenza di capigruppo, per cui senza polemica si rinvia in modo oggettivo, si fa un testo complessivo, e si vota la riforma della legge elettorale che interessa tutti i calabresi, a prescindere dalle donne, al di là di chi è a favore o contro, e noi ci siamo già espressi, 7-8 mesi fa. Grazie.
Grazie, Presidente. Concordo con quanto detto dai colleghi rispetto alla necessità, comunque, di porre in discussione una norma di questo tipo, e condivido quanto sottolineato dal collega Bova e cioè che la priorità invece sia proprio quella di poter consentire al Presidente della Giunta, primo fra i pari qui in questo Consiglio, di essere partecipe in un momento storico particolare e di poter dare il suo contributo, anche, al dibattito che poteva aprirsi oggi, rispetto a quella che è la necessità di una norma di civiltà, da approvare necessariamente in questa Regione.
Il rinvio deve essere a data certa, e dirò di più: il voto dovrà essere palese, perché non ci siano persone che in qualche modo si trincerano davanti ai giornali dicendo che voteranno a favore di questo provvedimento e, poi, in Aula non alzeranno la mano, passando inosservati. Per cui è importante, Presidente, lo preannuncio, che alla prossima seduta di Consiglio si voti per appello nominale. Grazie.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Sculco. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Sarò breve, intanto, voglio ringraziare i colleghi Guccione e Bova perché se hanno espresso il loro voto contrario al rinvio vuol dire che vi è un sentimento positivo che fa ben sperare sull'approvazione di questa proposta di legge che attende di essere discussa dall'Aula dal luglio del 2015 e, dunque, per questo voglio ringraziarli.
Nella Conferenza dei capigruppo, correttamente, all’unanimità si è stabilito di rinviarla e non sine die oppure per non approvarla, almeno questo è il clima che ho percepito durante la riunione, svoltasi qualche ora fa, ma perché il Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio - così come ha ascoltato una delegazione di donne che ha partecipato ad una riunione, che si è svolta qualche settimana fa, proprio da lui convocata - aveva chiaramente chiesto, è apparso anche sulla stampa, di essere presente al dibattito quando la proposta di legge sarebbe stata posta in discussione in Aula.
Mi pare una richiesta più che legittima, noi non avremmo potuto negare questa opportunità a nessun altro consigliere regionale, anche se fosse stato dell'opposizione, almeno io non l'avrei negata questa importante opportunità; anche confortati da un suggerimento del Settore legislativo, sarebbe utile intervenire anche sull'adeguamento della legge regionale nel suo complesso rispetto alle indicazioni della Corte Costituzionale, e quindi non alla legge quadro del 2016, su questo c'è un po' di confusione, tant'è che l'emendamento proposto dal collega Franco Sergio è già contenuto nella proposta di legge e dunque noi potremmo approvarla. Quindi è semplicemente questo.
Chi pensa di strumentalizzare la giornata di oggi, penso che non potrà che compromettere un risultato che ormai è alla portata di mano, che questa regione può conquistare e che sono certa che conquisterà nella prossima seduta di Consiglio.
Non ci sono altri interventi. Pongo in votazione la proposta di rinvio ed approfondimento. La proposta è rinviata, sarà portata in discussione, immediatamente, nella prossima Conferenza dei capigruppo per la calendarizzazione delle sedute del mese di ottobre.
Il quarto punto all'ordine del giorno riguarda la proposta di legge numero 360/10^ di iniziativa del consigliere Neri, recante: “Riconoscimento della legittimità di debiti fuori bilancio del Consiglio regionale della Calabria ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) e lettera e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, numero 118”.
Cedo la parola al consigliere Aieta per l’illustrazione del provvedimento.
Signor Presidente, questa proposta di legge ha come obiettivo quello di riconoscere la legittimità di tre debiti fuori bilancio del Consiglio regionale derivanti da sentenze e acquisizione di beni e servizi senza il preventivo impegno di spesa.
Si tratta sostanzialmente delle deliberazioni dell'Ufficio di Presidenza, la numero 21 del 21 maggio 2018, la numero 29 del 29 maggio 2018 e la numero 37 del 17 luglio 2018, con le quali si dà mandato al consigliere regionale Neri di avviare le procedure di riconoscimento da parte del Consiglio regionale dei suddetti debiti fuori bilancio.
Nello specifico, tali debiti derivano da:
- sentenza esecutiva di condanna, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria sezione Lavoro per la somma complessiva di euro 78.880,79 (articolo 1 della proposta);
- pagamento del salario accessorio, relativo al secondo semestre dell'anno 2009, ad una ex dipendente del Consiglio regionale, per la somma complessiva di euro 6.250,00 (articolo 2);
- pagamento di prestazioni legali, rese da un professionista esterno, incaricato della difesa dell'Ente in giudizi definiti innanzi al Tar Calabria - sezione staccata di Reggio Calabria, per la somma complessiva di euro 4.823,86.
Nel provvedimento, poi, all'articolo 4 viene indicata la copertura finanziaria. Su questa proposta il Collegio dei revisori dei conti ha espresso parere favorevole con verbale numero 215 del 27 agosto del 2018.
Ci sono altri interventi? Allora, passiamo all’esame ed alla votazione del provvedimento.
Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso, unitamente al relativo allegato, con autorizzazione al coordinamento formale, prendendo atto, altresì, del parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti.
Passiamo al quinto punto all’ordine del giorno che riguarda la proposta di legge numero 361/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui all’articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23 giugno 2011 numero 118”.
Cedo la parola al relatore, consigliere Aieta.
Signor Presidente, il disegno di legge si compone di 3 articoli: nel primo si prevede il riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze per l’importo complessivo di 57 mila euro, secondo il dettaglio contenuto nell’allegata tabella numero 1 al disegno di legge; all’articolo 2 viene indicata la forma di copertura finanziaria prevista per i suddetti debiti, individuando il Programma su cui sono allocate le risorse necessarie; l’ultimo articolo del disegno di legge contiene le disposizioni relative all’entrata in vigore. Sulla proposta il Collegio dei revisori dei conti ha espresso parere favorevole con verbale numero 217 del 10 settembre 2018.
Noi, più volte, ci troviamo a riconoscere debiti fuori bilancio che sono, in questo caso, pari a circa 57 mila euro. È una situazione molto delicata e vorrei sapere se si è operato un cambiamento per quanto riguarda il sistema economico-finanziario che porta a questi risultati e se sono stati individuati e perseguiti, eventualmente, i responsabili della situazione che si verifica. Forse 20 volte abbiamo votato per riconoscere debiti fuori bilancio per 17 milioni di euro e, poi, c’è un altro fatto. Le risorse per i debiti fuori bilancio vengono facilmente scovate nei vari capitoli. Mi auguro, almeno, che nella prossima legge di bilancio, lo stesso impegno venga profuso per reperire i fondi per finanziare alcune leggi importanti soprattutto sul piano sociale, come il Garante dei disabili, il fattore famiglia, gli assistenti familiari, il fondo per implementare i parchi giochi per disabili, la legge sugli oratori per non dire le norme per favorire la diffusione di veicoli a basso impatto ambientale.
A volte, leggi che richiedono poche decine di migliaia di euro trovano – come dire – la “forca caudina” nella Commissione bilancio e non vanno avanti. Questa è l’ultima volta che approvo un provvedimento di riconoscimento di debiti fuori bilancio – non so se lo farò anche oggi – perché non è possibile questa contraddizione economico-finanziaria per cui non si può approvare una legge per 50 mila euro e, poi, io debba votare debiti fuori bilancio per svariati milioni di euro. Questa è una tendenza che va cambiata. Grazie.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 221/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ARCEA (Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura) 2018/2020”
Proseguiamo con il sesto punto all’ordine del giorno relativo alla proposta di provvedimento amministrativo numero 221/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Bilancio di previsione dell’ARCEA 2018/2020. Cedo la parola al relatore, consigliere Aieta.
Il provvedimento si compone della delibera di Giunta regionale, delle relazioni strutturali del dipartimento agricoltura, del dipartimento bilancio e del parere del Revisore unico dei conti dell’Agenzia che ha, con il verbale numero 14 dell’8 marzo 2018, espresso parere favorevole all’approvazione del bilancio di previsione 2018/2020. L’organo di controllo ha verificato che il bilancio è stato redatto nell’osservanza delle norme di legge, che rispetta il principio del pareggio finanziario e che presenta un saldo di cassa non negativo.
Il Revisore unico, nell’ambito delle verifiche eseguite, ha rilevato una riduzione della spesa del personale rispetto all’esercizio precedente che si è realizzata attraverso il contenimento della dinamica retributiva ed occupazionale.
Il dipartimento agricoltura ha espresso parere favorevole al bilancio di previsione con alcune prescrizioni.
Il dipartimento bilancio, a seguito dei controlli eseguiti, ha rilevato il rispetto dell’equilibrio generale di bilancio, la quadratura delle cosiddette partite di giro e per conto terzi e la presenza di un saldo finale di cassa non negativo. Il dipartimento bilancio, a conclusione dell’istruttoria, ritiene che nulla osta all’adozione, da parte della Giunta regionale, del bilancio di previsione dell’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura per il triennio 2018-2020, al fine dei successivi adempimenti da parte del Consiglio regionale.
Esprimo alcune perplessità, Presidente, per quanto riguarda la predisposizione da parte dell’ente della definizione dei limiti di spesa di cui alla vigente normativa in materia di spending review, stante l’inapplicabilità degli stessi nei confronti di ARCEA, a seguito dell’interpretazione autentica dell’articolo 12, comma 1 ter, della legge regionale numero 24 del 2002, per come definito dalla legge regionale numero 20 del 18 maggio 2017, in base alla quale limiti derivanti da disposizioni di legge regionale in materia di contenimento della spesa per gli enti sub-regionali non si applicano all’ARCEA limitatamente alle attività ivi previste.
È vero, quindi, che la deroga all’applicazione della spending review nei confronti dell’organismo pagatore regionale – confermata con la legge regionale di interpretazione autentica numero 20 del 18 maggio 2017 – riguarda tutte le spese riconducibili e funzionali all’attività ispettiva e di controllo di ARCEA, in quanto tutte dirette alla verifica dei controlli sui fondi comunitari FEAGA e FEASR, comprese collaborazioni e nuove assunzioni, e quindi, è giuridicamente legittima, ma, dati i sacrifici che, quotidianamente, affrontano i cittadini calabresi, appare politicamente inopportuno non sottoporre anche l’ARCEA ad una importante azione di contenimento della spesa, applicando una riduzione del 20 percento a cominciare dagli emolumenti che si pagano per il direttore generale – che, mi pare, siano abbastanza onerosi – ai sensi dell’articolo 9, comma 2, della legge regionale numero 22 del 2010. Grazie.
Ho seguito l’intervento del collega Sergio e, presidente Irto, volevo chiarito un aspetto. La prima legge regionale che abbiamo approvato come Consiglio – me lo ricordo – prevedeva la diminuzione del 50 percento degli stipendi di tutti i dirigenti e direttori generali degli enti sub-regionali. Volevo sapere – considerato che ora il consigliere Sergio chiede la riduzione del 20 percento – se, in attuazione della legge che abbiamo approvato – sia stata applicata quella riduzione. La prima legge – ripeto e voglio ricordarlo a questo Consiglio – che abbiamo approvato prevedeva, per tutti gli incarichi negli enti partecipati, una diminuzione del 50 percento dei compensi dei direttori generali, dei dirigenti e dei presidenti. Quella legge è in vigore? Grazie.
Consigliere Nucera, è sua facoltà e suo potere interrogare la Giunta regionale, attraverso il sindacato ispettivo quindi, lo potrà fare.
Il consigliere Sergio ha fatto un intervento, Presidente, per chiarire …
Ho capito la sua domanda. Può interrogare la Giunta regionale in conformità a quanto previsto dal Regolamento interno del Consiglio regionale.
Poiché la legge – mi pare la prima o la seconda che abbiamo approvato – è stata approvata in Consiglio …
Le ripeto che può interrogare la Giunta.
Mi pare giusto dire e ribadire che abbiamo dimezzato tutti i costi a carico della Regione per le società partecipate con una riduzione del 50 percento dei compensi per tutti gli incarichi conferiti dal Consiglio e dalla Giunta. Non lo so. Devo chiederlo alla Giunta?
Ci sono altri interventi? Allora, passiamo alla votazione del provvedimento.
Siamo in fase di votazione, consigliere Nucera.
Io devo votare e devo sapere se quella legge ha avuto attuazione. Scusate, – consiglieri, Presidente, vi prego – sospendiamo i lavori per due minuti perché abbiamo approvato una legge – la seconda approvata in questa legislatura – che prevede che il 50 percento …
Consigliere Nucera, lo espliciti nel suo voto.
Non lo posso esplicitare …
In quest’Aula ci sono delle regole stabilite dai Regolamenti. C’è un ordine del giorno, lei può votare come meglio crede su questa legge. Se vuole interrogare la Giunta regionale su altre questioni anche legate a questo punto, lo deve fare formalmente perché questo prevede il Regolamento. Quindi, consigliere Nucera, voglio sapere come vota su questo punto.
Scusi, Presidente, perché, altrimenti, non riesco a spiegarmi. Se il consigliere regionale Sergio pone un problema chiedendo una diminuzione del 20 percento del compenso del direttore generale, se ho già applicato – in attuazione di una legge approvata, ad inizio legislatura – una riduzione del 50 percento del compenso previsto per questo direttore generale come per gli altri, devo sapere se la riduzione del 50 percento è in vigore e, allora, voto contro quello che ha detto ora il consigliere Sergio; se, invece, la votazione fatta in Consiglio all’inizio della legislatura non conta niente, allora voto a favore. Lo chiedo, Presidente, per esprimere il mio voto con chiarezza.
È stato chiaro, consigliere Nucera. Cedo la parola all’assessore Fragomeni per la Giunta regionale.
L'unica criticità è stata proprio l'errata previsione di spesa degli emolumenti a favore del direttore dell'Ente, stante il mancato rispetto dell’applicazione del taglio del 20 percento.
Ciò nonostante, ci siamo posti in considerazione del fatto che la suddetta problematica non inficia gli equilibri di bilancio dell'Ente e dunque, in quanto tale, non pregiudica l'approvazione della proposta di bilancio di Arcea per l'esercizio 2018-2020, prendendo atto dei pareri favorevoli dei competenti dipartimenti regionali, nonché del parere favorevole del Revisore dei conti dell'Ente.
Quindi si chiede l'approvazione in via definitiva del bilancio di previsione da parte del Consiglio regionale.
Si tratta di una criticità, però non inficia assolutamente.
Mi scusi, Presidente. Io devo votare, altrimenti voto contro.
Ho fatto una domanda precisa e chiedo al Consiglio regionale di darmi una risposta: si o no! Il direttore generale, non lo so chi me la deve dare.
Nella seconda legge di questa Legislatura, assessore Fragomeni – lei non era ancora assessore – abbiamo approvato la riduzione del 50 percento dei compensi per tutte le nomine nelle partecipate della Regione. E’ stata la seconda.
Lo ha già spiegato, consigliere Nucera.
Io non lo so, se me lo spiega qualcuno.
Se la Giunta regionale ha inteso rispondere così e non ci sono altre risposte, la prego di formalizzare l'interrogazione di cui sta parlando e protocollarla oggi stesso. Va bene?
Presidente, devo votare per forza, no?!
Voti come meglio crede.
Non mi mette nelle condizioni di poter votare. Non è giusto.
Non sono io che non la metto nella condizioni. Questo è il Regolamento d’Aula, consigliere Nucera. Andiamo avanti con i lavori.
Io la capisco, Presidente, ma lei mi deve mettere in condizione di esprimere un voto con chiarezza. No può dire “andiamo avanti, stiamo votando”. Io sto sollevando una questione molto delicata.
Lei è stato messo in condizione perché quest’ordine del giorno lo ha avuto sei giorni fa, consigliere Nucera. La documentazione relativa alla convocazione l’ha avuta sei giorni fa.
Mi scusi, Presidente, non intervengo mai ma, per chiarezza, voglio sapere – lo chiedo al Consiglio, c’è il direttore generale, c’è qualcuno che può rispondere – se all’inizio della Legislatura abbiamo approvato una legge che dimezzava i compensi per tutte le partecipate e per tutti gli incarichi dati dalla Giunta e dal Consiglio regionale.
Grazie, consigliere Nucera. E’ stato chiaro.
Posso sapere se è stata approvata?
Presidente, lei mi deve dire se è stata approvata.
Io l’ho votata e voglio sapere se quella legge funziona, oppure no.
Mi deve fare la cortesia. Non vado avanti su questa questione, Presidente. Io voglio sapere di quella legge che abbiamo portato in Consiglio – lo dico ai giornalisti – perché ho votato la diminuzione del 50 percento degli emolumenti per tutti gli incarichi di sottogoverno della Regione.
E’ in vigore quella legge che ho votato, oppure no?
Le ha già risposto la Giunta regionale.
No, la Giunta non mi ha risposto; ha risposto sull’Arcea perché c'è un ordine del giorno; se devo votare la diminuzione del 20 percento, devo sapere che tolgo quel 50 percento che ho già tolto, più il venti al direttore generale.
Presidente, vista la situazione di visibile imbarazzo, si può verificare se sul punto, almeno solo sul punto, è possibile rinviare il voto? Perché sarebbe una riduzione degli emolumenti del 70 percento netto.
Faccia richiesta di rinvio. Ha chiesto di intervenire il consigliere Aieta. Ne ha facoltà.
Scusate, però stiamo discutendo – recuperiamo un attimo di razionalità – di un bilancio di previsione dell'Arcea con due Commissioni che si sono riunite, non ultima la Commissione bilancio che ha espresso parere favorevole.
Considerato che il parere – consigliere Nucera, se mi ascolta, le sto spiegando quello che lei vuole sapere – del dipartimento agricoltura, che é il dipartimento vigilante, risulta subordinato al rispetto di alcune prescrizioni, in merito ai soli aspetti di natura contabile cosa raccomanda all'Ente il dipartimento bilancio? Di procedere con immediatezza ad apportare le dovute variazioni di bilancio, al fine di rideterminare le corrette previsioni di spesa in conto del pertinente capitolo di bilancio, per la corresponsione degli emolumenti a favore del direttore generale; di prevedere – questo è il punto dirimente –apposito capitolo di entrata, al fine di dare evidenza al recupero di maggiori importi corrisposti al direttore generale. Detto questo, il dipartimento bilancio cosa allega a questa deliberazione? Conclude l'istruttoria e ritiene che nulla osta all'adozione da parte della Giunta regionale del bilancio di previsione dell'Arcea.
Quindi tutto ciò che ci sta occupando in questo momento é di là da venire.
Oggi noi approviamo con delle prescrizioni il bilancio di Arcea; prescrizioni che, ovviamente, poi saranno ottemperate. Prego.
Ritengo che il collega Aieta abbia spiegato bene cosa stiamo per approvare in quest'Aula e tutto ciò che è stato, giustamente, posto all’attenzione sia dal collega Nucera sia dal collega Sergio credo che meriti una riflessione che non riguarda il punto specifico, ma che andrebbe fatta in una seduta diversa; possiamo approvare il bilancio dell’Arcea con delle prescrizioni precise, quindi non facciamo altro che prendere atto del lavoro svolto dalle due Commissioni che hanno discusso questo tema ed eventualmente porre questa problematica che, giustamente, il collega Nucera ha evidenziato, in una prossima riunione dei Capigruppo o di maggioranza per poter poi eventualmente proporre in Aula una modifica, ma non credo che il tema posto dal collega Nucera sia legato all’approvazione di questo punto.
Pertanto, inviterei l’Aula ad approvare questo punto all’ordine del giorno ed eventualmente affrontare le problematiche poste dal collega Nucera in una Conferenza dei capigruppo, ripeto, o in una riunione di maggioranza diversa, ma che non riguardi il punto all'ordine del giorno oggi in fase di approvazione.
Non ci sono altri interventi. Passiamo alla votazione del provvedimento.
Il provvedimento è approvato con l’astensione del consigliere Sergio ed il voto contrario della minoranza.
Passiamo al settimo punto all'ordine del giorno che riguarda la proposta di provvedimento amministrativo numero 222/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Bilancio di previsione dell'Arsac 2018-2020”.
Cedo la parola al consigliere Aieta, relatore del provvedimento. Prego.
Con la delibera numero 17 del 22 gennaio 2018, il commissario straordinario dell'Azienda ha approvato il bilancio di previsione armonizzato per il triennio 2018-2020 e, con successiva delibera numero 89 del 19 giugno 2018, lo stesso commissario ha rettificato il suddetto progetto di bilancio, stante le criticità riscontrate dal dipartimento bilancio.
Il Revisore unico dei conti, con i pareri rilasciati il 25 gennaio 2018 e il 20 giugno 2018, ha espresso parere favorevole, rispettivamente all'approvazione del bilancio di previsione 2018/2020 e alle successive rettifiche operate sulla base dei dati finanziari definitivi dell'esercizio 2017.
L'organo di controllo ha verificato che il bilancio sia stato redatto nell'osservanza delle norme di legge, rispetti il principio del pareggio finanziario, sia stato rielaborato sulla base dei dati finanziari definitivi dell'esercizio 2017.
Per quanto riguarda il conferimento di incarichi esterni e di collaborazione esterna, il Revisore invita l’Ente a dotarsi di un Regolamento aggiornato per disciplinare tali incarichi; il dipartimento agricoltura, nell'istruttoria di competenza, ha rilevato l'allineamento tra le previsioni di entrata con le corrispondenti voci di spesa e il dipartimento vigilante ha evidenziato il rispetto dei limiti di spesa.
A conclusione dell'iter, il dipartimento agricoltura ha espresso parere favorevole alla proposta di bilancio; il dipartimento bilancio ha evidenziato una serie di criticità, poi sanate dall'Azienda, che ha rettificato il progetto di bilancio, provvedendo alla rielaborazione dello stesso con la delibera numero 89 del 19 giugno 2018; il dipartimento bilancio, a seguito dei controlli eseguiti, rileva: il rispetto dell'equilibrio generale di bilancio, la quadratura delle cosiddette partite di giro e per conto terzi; la presenza di un saldo finale di cassa non negativo.
A conclusione dell'attività istruttoria, il dipartimento bilancio ritiene che non sussistono motivi ostativi all’adozione da parte della Giunta del bilancio di previsione dell'Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese per il triennio 2018-2020.
Non ci sono interventi. Passiamo alla votazione del provvedimento.
Il provvedimento é approvato.
Proposta di Provvedimento Amministrativo n. 225/10^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza recante: “Aggiornamento Gruppo di Amministrazione Pubblica del Consiglio regionale della Calabria e approvazione del Bilancio Consolidato 2017 – D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118 e ss.mm.ii.”
L'ottavo punto all'ordine giorno riguarda la proposta di provvedimento amministrativo numero 222/10^ d'ufficio recante “Aggiornamento Gruppo di Amministrazione Pubblica del Consiglio regionale della Calabria e approvazione del bilancio consolidato 2017 – Decreto legislativo 23 giugno 2011, numero 118”.
Cedo la parola al relatore del provvedimento, consigliere Neri. Prego.
Con la presente proposta l’Aula é chiamata ad approvare l'aggiornamento del Gruppo di Amministrazione Pubblica del Consiglio regionale e il bilancio consolidato relativo all'esercizio 2017.
Il bilancio consolidato del Consiglio regionale della Calabria rappresenta la situazione economica, finanziaria e patrimoniale dei soggetti compresi nel perimetro di consolidamento, sopperendo alle carenze informative e valutative dei bilanci forniti disgiuntamente dai singoli componenti del gruppo e consentendo una visione d'insieme dell’attività svolta dall'Ente attraverso il Gruppo.
Il Consiglio regionale della Calabria, in qualità di Ente capogruppo, ha predisposto il bilancio consolidato per l'esercizio 2017 coordinandone l'attività con la Società in house Portanova inclusa nel perimetro di consolidamento.
Il bilancio consolidato, previsto dall'articolo 11 bis del decreto legislativo numero 118/2011 e disciplinato dal principio contabile applicato concernente il bilancio consolidato, risulta essere composto dai seguenti documenti contabili: conto economico consolidato; stato patrimoniale consolidato; relazione sulla gestione che comprende la nota integrativa.
Il termine previsto dall'articolo 68 del citato decreto legislativo per l'approvazione del provvedimento é il 30 settembre dell'anno successivo all'esercizio al quale si riferisce.
Il Collegio dei revisori, con verbale numero 220 del 25 settembre 2018, ha espresso parere favorevole all'approvazione del provvedimento in esame.
Non ci sono altri interventi, passiamo alla votazione del provvedimento e dei relativi allegati, prendendo atto, altresì, del parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti.
Prima di discutere, assessore Musmanno, della proposta di legge che abbiamo inserito, la 359/10^, pongo ai voti l'inserimento della proposta di provvedimento amministrativo numero 226/10^ che riguarda l'aggiornamento del Regolamento interno di amministrazione e contabilità, atto per noi dovuto, dopo l'approvazione nelle scorse settimane da parte dell'Ufficio di Presidenza della relativa delibera.
Proposta di legge numero 359/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Modifiche della legge regionale 31 dicembre 2015, numero 37”
Prego l’assessore Musmanno di illustrare la proposta di legge 359/10^, recante: “Modifiche alla legge regionale 31 dicembre 2015, numero 37”. Prego, assessore Musmanno.
Grazie, Presidente, e grazie al Consiglio per questa disponibilità. Si tratta di una proposta di legge che va a modificare alcuni aspetti della legge regionale numero 37 del 31 dicembre 2015 che, ricordo, è la legge che ha introdotto e ha consentito il superamento del cosiddetto regime del deposito presso gli uffici regionali di vigilanza, normativa tecnica sulle costruzioni, per intenderci gli uffici del genio civile. Un regime che, in deroga alla normativa nazionale, faceva sì che solo una piccola frazione dei progetti venisse esaminata dagli uffici ai fini dell'autorizzazione sismica; oggi, tutte le pratiche, in virtù di questa legge regionale, devono essere esaminate e autorizzate secondo la normativa tecnica di settore. Tuttavia l'introduzione di questa norma ha comportato una serie di aggiustamenti, non trascurabili, nell'organizzazione degli uffici regionali. Il carico di lavoro degli uffici è aumentato a dismisura causando, a volte, rallentamenti nell'iter autorizzativo. La legge in discussione, oggi, è il più recente e probabilmente il più significativo passaggio per garantire un funzionamento efficiente ed efficace del processo di autorizzazione sismica in Calabria.
Il percorso di elaborazione di questo provvedimento è stato complesso, non ultimo, a causa degli aggiornamenti normativi a livello nazionale: le nuove norme tecniche per le costruzioni, NTC 2018, che sono entrate in vigore, infatti, a marzo 2018. Sono state prese in considerazione le norme in vigore nelle altre regioni italiane, selezionando quelle che si sono dimostrate buone pratiche.
La norma proposta ha la finalità, principale, di snellire le procedure chiarendo, rispetto all’ambiguità della normativa nazionale, quali aspetti delle pratiche dovranno essere esaminate dai funzionari, quali non dovranno essere esaminate e su quali c'è e rimane discrezionalità. Ciò darà una guida precisa ai dipendenti regionali, riducendo fortemente i dubbi interpretativi e garantendo maggiore efficienza nonché uniformità di azione tra le tre sedi regionali di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria.
Non potranno che beneficiarne i cittadini e i professionisti che curano, su delega dei cittadini, la presentazione dei progetti, perché i tempi di autorizzazione si ridurranno e saranno molto limitati i ritardi e gli imprevisti. Gli effetti positivi della norma avranno impatto sull'economia della regione, in particolare nel settore delle costruzioni e sull'attuazione dei programmi regionali per la messa in sicurezza di scuole ed edifici strategici, che vedranno rimossa una possibile causa di rallentamento.
Preme sottolineare che il testo, oggi, in discussione è il frutto del lavoro di un tavolo tecnico a cui hanno partecipato, assieme ai rappresentanti della Regione, i tecnici designati dagli ordini professionali interessati. Il tavolo ha lavorato intensamente riuscendo a individuare una formulazione, per la prima volta, condivisa da tutti. La norma, attraverso il rimando ad un regolamento, già all'esame del tavolo tecnico, dà indicazioni anche per lo snellimento della piattaforma digitale sismica, alleggerendo il carico di lavoro che l'inserimento dei progetti impone ai cittadini o progettisti e, allo stesso tempo, garantendo un supporto all'esame delle pratiche per i funzionari regionali che, in questo modo, potranno essere più rapidi nell'esame. La collaborazione di Regione e Ordini professionali su questo disegno di legge è una importante premessa a garanzia della efficacia della misura. Ne auspichiamo, quindi, la rapida approvazione e applicazione, in modo che possa produrre, rapidamente, gli effetti desiderati sul funzionamento del processo autorizzativo.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pedà. Ne ha facoltà.
Signor Presidente, grazie. Credo che fosse, che sia necessario, come stiamo facendo, portare all'approvazione del Consiglio regionale le modifiche a questa legge così come ha brillantemente illustrato l’assessore Musmanno, proprio per via delle criticità che c'erano presso il genio civile, soprattutto in quello di Reggio Calabria. Ero intervenuto anche scrivendo, durante il periodo estivo, al presidente Oliverio per segnalare, appunto, che le pratiche giacevano presso il genio civile da oltre un anno. C'eravamo anche sentiti e devo dire che, prontamente, l'assessore Musmanno mi ha contattato per comunicarmi che a breve l'Aula avrebbe approvato queste modifiche.
Credo che stravolgeremo in provincia di Reggio, ma in tutta la Calabria, il modo di operare. Finalmente chi vuole operare nel rispetto delle regole e quindi andare ad edificare, potrà farlo in maniera celere. I professionisti potranno, così, mettere a frutto, anche la loro abilità e la loro professionalità, prendendosi, in prima persona, molte responsabilità che prima la legge, diciamo così, non chiariva.
Quindi, oggi, questo, anche se può sembrare sottotono, è un provvedimento di grossa rilevanza e di grossa importanza per l'economia calabrese perché dà l'opportunità di far ripartire un settore, quello dell'edilizia, che era, che è bloccato e quindi avremo un servizio migliore, ma anche una ripartenza del settore dell'edilizia e di quello professionale, perché anche i professionisti potranno lavorare di più e potrà, così, ripartire anche quel settore. Annuncio il nostro voto favorevole con grande apprezzamento e con grande convinzione. Grazie.
Grazie, Presidente. Abbiamo affrontato queste problematiche con l'assessore Musmanno in quarta Commissione e le criticità che sono presenti, presso gli uffici di Reggio e che sono note. Se non ricordo male, si lamentava una difficoltà ad accedere al sistema ed una lungaggine nell’esperire le pratiche per una questione di personale e all'epoca in Commissione, se si ricorda bene assessore, venne sollecitato un ampliamento delle figure in organico poiché gli uffici di Reggio, rispetto agli altri uffici della Regione, erano in forte carenza di organico. Quindi salutiamo, come diceva prima il collega Pedà, questa proposta con convinzione e con la speranza che possa, effettivamente, far ripartire un settore in forte crisi.
Voglio sollecitarle, però, di prestare attenzione, perché, anche in quella sede, qualche dirigente poneva problematiche di trasferimento di personale. Ritengo che non possiamo penalizzare e paralizzare un ufficio così delicato per non essere in grado di trasferire del personale, creando un disagio a delle categorie di professionisti e all'utenza che aspetta con ansia, voglio dire, la realizzazione di un iter amministrativo che è stato presentato. Grazie.
Intervengo per esprimere il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico riguardo ad un tema che conosco bene in quanto, nella veste di Presidente della Commissione Ambiente, abbiamo più volte discusso insieme, anche, agli ordini professionali, insieme all’assessore Musmanno sempre attento, sensibile, ad recepire proposte, suggerimenti, osservazioni e considerazioni che vengono, che emergono durante il dibattito. Credo che, anche questa volta, l'assessore, la Giunta e la Commissione abbiano dimostrato grande attenzione su questo tema che non è solo quello, a mio parere, della ripartenza dell’edilizia.
Credo che in una regione come la Calabria, che ha una forte sismicità, dobbiamo, aldilà dell'edilizia, favorire e accelerare i lavori in merito a questa materia. Quindi credo che il vero punto da evidenziare sia quello che prevede che tutto ciò che riguarda il territorio deve essere sostenuto, accelerato, supportato, favorito, perché solo in questo modo faremo appieno il nostro dovere. Salutiamo positivamente questo inserimento e l'approvazione di questa modifica alla legge regionale e credo che, anche su questo, si debba chiamare - abbiamo fatto bene a farlo - ad una maggiore responsabilità gli uffici preposti, perché credo che sia anche importante far capire ai cittadini calabresi che la politica svolge il suo ruolo, l’amministrazione ne svolge un altro e la responsabilità deve essere uguale e contraria, non può essere solo e sempre scaricata su chi, in questo Consiglio regionale, si interroga, lavora per trovare soluzioni e, invece, poi, per mancanza di personale, per mancanza di collaborazione, registriamo sempre un ritardo in chi dovrebbe recepire le osservazioni e le proposte di legge approvate da quest'Aula.
Questa è un'altra riflessione che dovremmo fare, ad alta voce, sapendo che una delle vere scommesse è il front-office, è la burocrazia. Dobbiamo far capire a chi oggi svolge ruoli di responsabilità nelle varie strutture regionali che c'è, anche lì, un senso di responsabilità che non può essere solo affidato alla classe dirigente ma deve essere condiviso e deve diventare patrimonio comune di chi ha responsabilità in questa nostra regione, in Calabria. Questo era l’appello che volevo rivolgere a tutto il Consiglio regionale per far comprendere che spesso le decisioni che prendiamo, poi, non trovano riscontro in chi le deve recepire e fare front-office sul territorio. Dobbiamo, quindi, ragionare su come potenziare, ma dobbiamo anche chiamare ad un maggiore senso di responsabilità chi deve essere protagonista insieme a noi nella realizzazione degli obiettivi che ci prefissiamo.
Articolo 9,
Passiamo, quindi, alla votazione del provvedimento nel suo complesso con autorizzazione al coordinamento formale.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 226/10^ d’Ufficio, recante: Aggiornamento al Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale della Calabria approvato con D.C.R. n. 190 del 4 maggio 2017”
Per ultima la proposta di provvedimento amministrativo numero 226/10^, recante: “Aggiornamento del Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale della Calabria, approvato con delibera del Consiglio regionale numero 190 del 4 maggio 2017”. Passiamo alla votazione del provvedimento.
Ha chiesto congedo: Greco, Mirabello
“Autorecupero del patrimonio immobiliare pubblico – (deliberazione G.R. n. 284 del 4.7.2018)” (PL n° 367/10^)
Mirabello, Ciconte, Esposito, Parente, Scalzo, Tallini – “Integrazione delle Aziende ospedaliere della città capoluogo della Regione” (PL n. 365/10^)
Giudiceandrea – “Legge 34/1974 e legge 60/2006. Norme per la corretta applicazione sul territorio regionale” (PL n. 366/10^)
“Determinazione del livello dei servizi minimi (art. 16 D.Lgs. 422/1997; art. 5 della L.R. 35/2015) – Presa d’atto del raggiungimento dell’intesa con gli enti locali - (deliberazione G.R. n. 418 del 24.9.2018)” (PPA n. 228/10^)
“Aggiornamento Gruppo di Amministrazione Pubblica del Consiglio regionale della Calabria e approvazione del Bilancio Consolidato 2017 – D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118 e ss.mm.ii. – (deliberazione U.P. n. 45 del 12.9.2018)” (PPA n. 225/10^)
“Aggiornamento del Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale della Calabria approvato con D.C.R. n. 190 del 4 maggio 2017 – (deliberazione U.P. n. 46 del 12.9.2018)” (PPA n. 226/10^)
“Approvazione Programma delle attività per l’anno 2019, ai sensi dell’articolo 10, comma 1, della legge regionale 22 gennaio 2001, n. 2, unitamente al relativo fabbisogno finanziario” (PPA n. 227/10^)
La 3^ Commissione, con nota prot. n. 38987 del 25.9.2018, ha comunicato che nella seduta del 24 settembre 2018 ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 386 del 29 agosto 2018, recante: 'L.R. 18 maggio 2017, n. 19. “Norme per la programmazione e lo sviluppo dell’attività teatrale'. Approvazione Proposta Piano triennale degli interventi 2018-2020'.
Questione di legittimità costituzionale art. 9 comma 1 della LR 4 del 16 gennaio 1985
È pervenuta l’ordinanza ex art. 23, legge 11 marzo 1953, n. 87, del Tribunale di Catanzaro, seconda sezione civile, con la quale viene dichiarata rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzione dell’articolo 9, comma 1, della legge regionale della Calabria del 16 gennaio 1985, n. 4 (recante la determinazione dell’indennità di funzione del Difensore civico in Calabria)
In data 21 settembre 2018, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sotto indicato regolamento regionale e che lo stesso è stato pubblicato telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 94 del 24 settembre 2018:
i lavoratori di cui alla L. R. n. 28/2008, alle dipendenze di Azienda Calabria Lavoro, attendono ancora di essere stabilizzati dopo numerosi anni di precariato e tre anni di contratti a tempo determinato, avendo prestato servizio nei diversi Dipartimenti regionali;
considerato che: con il d.lgs. 75/2017 è stato approvato il c.d. "Decreto Madia" con il quale il legislatore ha inteso introdurre delle misure per il riassorbimento del fenomeno del precariato nelle Pubbliche amministrazioni;
in particolare l'art. 20, co. 1, del d.lgs., consente alle Pubbliche amministrazioni di assumere a tempo indeterminato personale non dirigenziale che possegga determinati requisiti, fra i quali, l'aver maturato almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni;
atteso che: nel corso di un incontro tenutosi con i rappresentanti sindacali dei lavoratori nonché con l'assessore regionale al Personale, il Dipartimento competente avrebbe chiesto un parere al Dipartimento per la Funzione Pubblica, per la stabilizzazione di soli 190 dei 287 dipendenti;
ritenuto che: codesti lavoratori precari prestano servizio da quasi venti anni, sarebbe quanto mai opportuno valorizzare la professionalità acquisita nel tempo procedendo alla stabilizzazione degli stessi, tanto nell'ottica della razionalizzazione delle strutture burocratiche - amministrative, quanto nella prospettiva di un miglioramento delle condizioni contrattuali di lavoratori assunti con contratti privi di stabilità -:
quali azioni si intendano esperire al fine di avviare le procedure di stabilizzazione di tutti i lavoratori precari ex L. R. 28/2008 e si chiede, inoltre, di conoscere quali utili iniziative si intendano esperire nei confronti di coloro i quali, pur avendo maturato notevole esperienza e professionalità nel corso del tempo, ad oggi non si conosce la volontà politica in merito.
(392; 12.09.2018)
Bevacqua - Al Presidente della Giunta regionale ed all'Assessore Istruzione Regione Calabria. Per sapere - premesso che:
in data 06 settembre 2018 sono state ricevute in Prefettura le organizzazioni sindacali del comparto scuola Flc - Cgil, Cisl, Uil e Snals per manifestare la situazione di criticità in cui versa l'Atp di Cosenza a causa di carenza di personale;
la situazione è allarmante nel comparto del secondo grado dove, in virtù di una circolare ministeriale, il personale docente e Ata utilizzato presso l'Atp di Cosenza, ha dovuto far rientro il 1 settembre nelle proprie sedi scolastiche, lasciando sguarnito e privo di personale un settore della scuola, dove si registrano il maggior numero delle richieste di rientro di quei docenti titolari fuori provincia, le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni, le immissioni in ruolo di docenti e personale tecnico amministrativo, le nomine di docenti di sostegno e la forte mole di contenziosi aperti;
oltre al sacrosanto e costituzionalmente garantito diritto allo studio, si tratta di dare certezza ai tanti docenti e quindi alle tante famiglie che vivono fuori dalla nostra provincia, di poter rientrare, avendone il diritto, in una delle scuole scelte in tempi ragionevoli, evitando frustrazioni, ansie e preoccupazioni di tipo logistico e soprattutto evitare spese economiche date dall’incertezza dello scenario confuso che si prospetta;
appare necessario che tutto il personale distaccato di supporto, dopo anni di collaborazione leale ed intensa, ottenga in primo luogo l’utilizzazione non parziale ma a tempo pieno per l’anno scolastico 2018-2019 e, successivamente, eventualmente con un provvedimento di mobilità intercompartimentale, venga fatto transitare nell’Atp di Cosenza -:
quali iniziative ha inteso e intende intraprendere l’Assessorato all’Istruzione della Regione Calabria al fine di avviare un confronto con la Dirigenza del MIUR e della USR Calabria per individuare le soluzioni atte a mettere fine a questa situazione incresciosa che, oltre a incidere negativamente sul diritto allo studio, sta determinando disagi agli operatori del settore e alle comunità scolastiche di quella che, per territorio, è la quinta provincia del Paese.
(393; 19.09.2018)
l'Agenzia della Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura (ARCEA) ha bandito un concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato di profili vari nelle categorie professionali D1 e C1 per n. 12 posti presso l'Agenzia stessa con sede in Catanzaro, pubblicandolo in data 09/08/2018 sul suo portale istituzionale;
l'art. 2 lett. h), CATEGORIA C1 Area Tecnica del bando elenca nominativamente i titoli di studio di istruzione secondaria superiore ammessi a partecipare alla selezione e precisamente i seguenti: "Perito agrario, Geometra, Perito informatico/Perito industriale informatico;
per il settore agrario è indicato esclusivamente il titolo di "Perito agrario" mentre in realtà ne esistono due distinti, il secondo dei quali rappresentato dal titolo di "Agrotecnico", circostanza peraltro ampiamente nota ad ARCEA in relazione a segnalazioni, problematiche e conflitti sorti in passato fra i soggetti appartenenti alla categoria degli Agrotecnici e l'Agenzia;
la gravità del comportamento di ARCEA, che sembra palesarsi come discriminatorio ed antigiuridico, ha indotto il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici ad intervenire (con nota del 7 settembre 2018 prot.n. 3749} richiedendo ad ARCEA l'integrazione del bando con l'espressa indicazione dell'unico altro titolo del settore agrario {quello di "Agrotecnico") per legge equipollente a quello di "perito agrario", invece espressamente indicato;
in risposta ARCEA, con nota prot. n. 6035 del 11/09/2018 pubblicata nel proprio sito istituzionale, si è limitata ad affermare che al concorso "sono ammesse per legge le equivalenze e le equipollenze continuando ad omettere l'espressa indicazione del titolo di studio di "agrotecnico";
in sostanza quindi ARCEA ha continuato nel comportamento antigiuridico della disciplina dei concorsi pubblici, omettendo uno specifico titolo di studio ed invece nominativamente indicandone un altro, in modo da oggettivamente favorire la partecipazione di chi vede il proprio titolo espressamente indicato (i "Periti agrari ") e disincentivare la partecipazione di chi. possiede l'altro titolo (gli "Agrotecnici dato che i possessori di un titolo di studio non possono conoscere le equipollenze con gli altri titoli, essendo la materia complessa ed afferente il diritto, risultando comunque incomprensibile la ragione impeditiva all'espressa indicazione del titolo di studio "Agrotecnico" essendo questo l’unico altro esistente nel settore agrario;
in questo modo ARCEA ottiene di rispettare formalmente la legge eppure sostanzialmente aggirando ì principi di imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, efficacia ed efficienza cui è tenuta la Pubblica Amministrazione;
peraltro non si comprende quale sia la ragione e ciò al netto dell'eventuale, possibile maggior numero di equipollenze esistenti in altri indirizzi, diversi da quello agrario -:
se ritenga di intervenire perché il bando in argomento venga modificato nel senso di esplicitare tutti i titoli di studio che hanno diritto alla partecipazione concorsuale, ed in particolare quello di "agrotecnico", e cosi garantire la massima partecipazione, anche nell'interesse della stessa Amministrazione.
(394; 20.09.2018)
il reparto di oculistica del nosocomio dì Locri, versa in una situazione critica ascrivibile alla carenza in organico di personale medico;
quali misure volte a impedire la chiusura del presidio ospedaliero nel suo complesso, al fine di garantire il diritto alla salute del vasto bacino d'utenza dell'alto ionio reggino.
(395; 24.09.2018)
la Determinazione Presidenziale INPS N. 52 del 16 maggio 2018, avente ad oggetto il Regolamento per l'attuazione del decentramento territoriale, ha modificato la precedente N. 333 del 1 agosto 2011 in relazione ai tre parametri che giustificano la presenza dì un'agenzia INPS sul territorio;
la rimodulazione intervenuta, relativa ai parametri, prevede (tabella di cui all'art. 2, comma 1): una popolazione residente superiore a 60mila abitanti;
un numero di unità lavorative assegnate superiore a 10;
un rapporto utenti/popolazione inferiore al 60% (cosiddetto "tasso di ipercopertura: rapporto percentuale fra la popolazione residente nel bacino di utenza che raggiunge dal proprio Comune più dì una Struttura dell'Istituto nella provincia, con mezzi propri, in un tempo pari o inferiore a 30 minuti, e il totale della popolazione residente nel bacino medesimo);
la difformità rispetto ad almeno due dei tre parametri potrà comportare (art. 3, comma 1) la chiusura dell'Agenzia interessata;
in una successiva circolare, il presidente nazionale di INPS, Tito Michele Boeri, ha chiesto ai direttori regionali e di coordinamento metropolitano di presentare, entro il 15 ottobre 2018, una relazione sulle Agenzie che non soddisfano i nuovi parametri e che, dunque, andranno chiuse o trasformate in semplici punti Inps;
in particolare, la modifica del parametro relativo alla popolazione residente, passato da 28 mila (tabella di cui all'art.1, comma 1, della Determinazione n. 333/2011) a 60 mila, comporta il rischio chiusura di una quindicina di sedi territoriali Inps calabresi (fra le quali: Castrovillari, Ciro, Locri, Paola, Soverato, Trebisacce, Tropea);
si configurano preoccupanti conseguenze in una terra, qual è la nostra, che già lamenta una desertificazione costante dei servizi e dove la presenza dell'istituto previdenziale ha sovente rappresentato un presidio efficace e indispensabile per l'emersione del lavoro nero e del lavoro stagionale;
il paventato accentramento nelle sedi provinciali appare ancora più incongruo in ragione delle deficienze strutturali e delle conseguenti difficoltà di collegamento fra i territori;
i mancati servizi derivanti configurerebbero una palese evanescenza dell'efficacia di diritti non ulteriormente comprimibili -:
quali iniziative ha inteso e intende intraprendere l'Esecutivo Regionale, rispetto al Governo Nazionale e all'INPS, per verificare e comprendere le possibilità di intervento e di eventuale modifica in relazione alla suddetta determinazione presidenziale n. 52/2018, al fine di cercare soluzioni utili e pienamente soddisfacenti per i cittadini calabresi.
(396; 27.09.2018)
al nosocomio di Polistena si registra una situazione grave imputabile alla cronica carenza di personale afferente tutti i reparti, a cui si aggiunge la necessità di nuove strumentazioni e di lavori strutturali;
considerato che: tale situazione pregiudica la funzionalità del nosocomio de quo, compromettendo un'adeguata tutela del diritto alla salute degli utenti, dato il prolungamento dei tempi d'attesa anche per gli interventi di routine -:
quali provvedimenti impellenti si intendono esperire per affrontare e risolvere tali criticità, garantendo efficienza ed operatività dei servizi inerenti il nosocomio de quo.
(397; 27.09.2018)
con il Pacchetto Giovani la Regione Calabria, attraverso fondi europei, sostiene l'imprenditoria giovanile in campo agricolo;
in riferimento al Pacchetto Giovani 2016, il bando emanato in relazione allo stesso portava all’ esclusione di circa 150 giovani agricoltori, per assenza di titoli o autodichiarazione possesso, a mezzo di decreto del Dirigente generale vicario del Dipartimento Agricoltura e Risorse agroalimentari, n. 845 del 7 dicembre 2017;
tra gli esclusi una quindicina adiva il Tar, contestando le motivazioni sottesse alla propria mancata ammissione ai finanziamenti, ritenendola immotivata ed ingiustificata;
a conferma delle tesi esposte dai ricorrenti, con sentenza del 20.06.2018 il Tar Calabria accoglieva le doglianze, cassando il decreto dirigenziale richiamato, condannando la Regione - in persona del presidente in carica - alla rifusione delle spese ed ordinando l’esecuzione della sentenza;
a seguito dell'enucleato provvedimento, in maniera opinabile la Giunta regionale: ha inteso avanzare ricorso al Consiglio di Stato, domandando in via cautelare l'immediata sospensione dell'esecutività della sentenza impugnata;
tale ultima istanza veniva rigettata dal Consiglio di Stato;
ciononostante, invece di ottemperare al provvedimento giudiziario, in occasione della presentazione del bando legato al Pacchetto Giovani 2018 il Dipartimento competente, nelle Disposizioni procedurali, stabiliva espressamente che "con la presentazione di una domanda di sostegno 2018 collegata alla domanda presentata, nell'ambito del Pacchetto Giovani 2016 si intende rinunciata la eventuale domanda di riesame presentata in esito al bando 2016";
tale previsione, per come evidente, si appalesa discriminatoria e lesiva dei diritti dei ricorrenti vincitori del giudizio davanti al Tar, ed in sede cautelare anche davanti al Consiglio di Stato, esponendoli al rischio di dover rinunciare a quanto stabilito dalla magistratura amministrativa in loro favore, a causa della colpevole e deliberata inerzia della Regione, senza avere la certezza di essere ammessi ai fondi di cui al Pacchetto Giovani 2018, e dunque di perdere l’una e l’altra opportunità -:
se la Giunta regionale sia a conoscenza della vicenda: se e come intenda dare esecuzione in tempi celeri e certi alla menzionala sentenza del Tar Calabria;
se ritenga di dover avviare degli accertamenti per individuare le responsabilità legate alla mancanza esecuzione della stessa;
se e quali provvedimenti si intendano assumere per tutelare ì diritti dei circa 15 giovani calabresi, palesemente discriminati dalle Disposizioni procedurali al Pacchetto Giovani 2018.
(19; 25.09.2018)
in data 21 agosto 2018 sul quotidiano di informazione elettronico "La Lince", a firma di Francesca Lagatta, è apparso un articolo, riguardante l'oggetto della presente, all'interno del quale venivano riportate informazioni circa un perpetrato scempio ambientale - da parte di dipendenti afferenti al Consorzio di bonifica integrale dei bacini del Tirreno Cosentino di Scalea - ai danni di un cantiere del Consorzio insistente nel Comune di Grisolia (CS) nella zona "Rinazzo". In particolare il riferimento è relativo al taglio indiscriminato di alberi di alto fusto senza alcun motivo che giustificasse l'evento occorso, aggravando il problema, tragicamente attuale, del dissesto idrogeologico;
a seguito di tale episodio sono state scritte (e protocollate all'Ente consortile) numerose pagine fino al posizionamento di un fascicolo in procura a seguito di formale denuncia effettuata dall'allora commissario consortile - dott. Domenico Macrì;
considerato che: un tale episodio è di una gravità inaudita alla luce dell'importanza che gli alberi rivestono nella vita dell'essere umano;
l'ambiente va salvaguardato a tutti i livelli di dettaglio e soprattutto da chi è pagato per tutelare il patrimonio ambientale;
l'ambiente va salvaguardato e tutelato, soprattutto da chi è preposto a tali propositi;
per tale scempio l'Ente ha utilizzato gli Operai Forestali ai quali ha autorizzato il prelievo del materiale boschivo estratto;
gli Operai Forestali sono retribuiti con fondi regionali e statali, per cui gli Enti utilizzatori devono agire nel rispetto dei Piani Attuativi approvati dalla Regione -:
quali adempimenti intende intraprendere per definire le eventuali responsabilità dello scempio perpetrato ai danni dell'ambiente con il taglio considerevole di alberi per come riportato in premessa;
se non ritiene il caso - atteso che la Forestazione fa parte di un contesto Regionale ed appoggiato al Consorzio - di costituirsi parte civile in un eventuale procedimento aperto a carico dei responsabili.
(386; 24.08.2018)
Risposta: “Con riferimento all'interrogazione in oggetto, sulla base di quanto relazionato al Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari da parte del Consorzio di bonifica integrale dei Bacini del Tirreno Cosentino con nota prot, 5317 del 30/08/2018, si rappresentano le attività svolte dal Consorzio dal 05/05/2017 al 28/08/2018 come segue: Con nota n. 3261 del 05/05/2017 il Direttore dei lavori Geom. Ugo Manco evidenziava al direttore del Servizio Forestale Ing. Domenico Bruni e per conoscenza all'allora commissario consortile Dott. Domenico Macrì che: « durante il sopralluogo in località "Rinazzo" su una superficie in concessione al Consorzio di Bonifica sono state tagliate n. 70 piante tra Pino, Cipresso, Abete e ceppaie di Leccio in mancanza delle autorizzazioni di taglio che dovevano essere rilasciate dagli Enti competenti»; Con nota n. 3739 dei 31/05/2017 il direttore dei servizio forestale ing. Domenico Bruni chiedeva, al direttore dei lavori geom. Pasqualino Lancellotta {direttore dei lavori all'epoca del taglio), relazione in merito a quanto attenzionato con nota 3261 del 05/05/2017. Con nota n. 4027 del 14/06/2017 il geom. Pasqualino Lancellotta evidenziava come:«... sono state impartite al responsabile di squadra nel mese di febbraio u.s. precise istruzioni inerenti i lavori da effettuare consistenti nella pulitura del sottobosco, rimozione o taglio di alberi totalmente o prevalentemente bruciati e pericolanti ... questi tagli non richiedevano autorizzazioni particolari, in quanto estremamente pericolosi per l'incolumità di terzi, nonché evitare l'insorgere di eventuali incendi come previsto in generale nei Piani Attuativi della Forestazione, in particolare nel Piano Attuativo del 2017.» Con nota n. 4031 del 14/06/2017 l’ing. Domenico Bruni relazionava al Commissario Dott. Domenico Macrì che:« fuori discussione, per come ho potuto riscontrare sui luoghi, che trattasi di zone boschive interessate dal fuoco - come oggettivamente evidente dalla documentazione fotografica allegata - caratterizzate da alberi bruciati e/o secchi che, per tutela e prevenzione di eventuali incendi ed al fine di ridurre il carico d'incendio Q, vanno eliminati e rimossi, » L'attuale Commissario straordinario prof. Marsio Blaiotta trasmetteva al Dipartimento, in data 30/08/2018, le note sopra menzionate e dichiarava che non esistono atti ufficiali, che abbiano interessato il Consorzio in procedimenti presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Paola”.
Presidente Regione Calabria - On. Gerardo Mario Oliverio
lunedì 20 agosto l’ondata di piena del torrente Raganell0 a Civita ha provocato la morte di dieci persone, sorprendendo un gruppo di oltre 40 escursionisti che stavano visitando le Gole;
nell'esprimere il cordoglio per le vittime di questa tragedia la Regione Calabria deve avere l'obbligo di accertare il corretto funzionamento del sistema di allerta meteo della Protezione civile regionale;
occorre avere fiducia nel lavoro della magistratura nell’accertare la verità su quanto accaduto e nell’accertare eventuali inefficienze e omissioni;
chiediamo se risulta vero che: il Sistema di allertamento Meteo-idrogeologico ed idraulico in Calabria, basato sulla nuova Direttiva, si compone di due specifiche fasi: quella previsionale, che si concretizza nell'invio quotidiano del bollettino meteo che in caso di previsioni avverse assume la valenza di avviso di criticità;
e quella di monitoraggio degli eventi in corso, che si attua attraverso la registrazione in tempo reale dei dati di pioggia nelle circa 150 stazioni pluviometriche sparse sul territorio regionale;
questo nuovo Sistema di allertamento Meteo-idrogeologico ed idraulico, specificato nel punto precedente, risulta in parte inattuato, soprattutto in riferimento alla seconda fase di monitoraggio. Inoltre, chiediamo se risulta vero che, nonostante uno specifico finanziamento, non siano state aumentate le stazioni pluviometriche sul territorio calabrese, necessarie a una previsione e monitoraggio di dettaglio meteo;
con la seconda fase di monitoraggio degli eventi in corso scatta l'obbligo a tatti i livelli istituzionali di adeguare il proprio impegno operativo, intensificare il flusso di informazioni, avviare opportuni monitoraggi nei punti critici;
nel giorno specifico della tragedia di Civita il sistema non funzionasse come previsto dalla nuova Direttiva e se nell'area delle Gole del Raganelle le stazioni pluviometriche non hanno registrato significativi flussi di pioggia. Chiediamo nello specifico: se nel giorno della tragedia dì Civita il Sistema dì allertamento meteo previsto dalla direttiva funzionasse e se nell'area delle Gole del Raganello le stazioni pluviometriche non abbiano registrato significativi flussi di pioggia;
se i protocolli operativi e la governance previsti dalle procedure della Protezione Civile Regionale, delle prefetture, dei comuni e di tutti gli enti interessati siano stati rispettati;
se si siano rilevati superamenti soglie in quella specifica area delle Gole. E nel caso in cui non siano stati rilevati, siamo sicuri dell'adeguatezza e del perfetto funzionamento della rete pluviometrica? se, come previsto dalle procedure, fosse fisicamente presente nella sala operativa regionale di Protezione Civile il Coordinatore Emergenze -:
quali iniziative intende adottare: per comprendere, attraverso una verifica amministrativa interna, se il Sistema di allertamento Meteo-idrogeologico ed idraulico funzionasse e se siano stati rispettati i protocolli operativi. Bisogna fare chiarezza e colmare subito eventuali inefficienze e anomalie per evitare che la Regione possa trovarsi impreparata in presenza di altre situazioni critiche.
(387; 27.08.2018)
Risposta: “Nelle prime ore del pomeriggio del 20 Agosto 2018, un’improvvisa onda di piena ha interessato il Torrente Raganello nel Comune di Civita (CS) – al confine tra Calabria e Basilicata – causando la morte di 10 escursionisti ed il ferimento di altri 11, mentre 23 di essi sono stati tratti in salvo incolumi dall’intervento tempestivo del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della Calabria e dei Vigili del Fuoco.
La piena è stata causata da una cella temporalesca riversatasi, tra le 12:30 e le 14:00, nella posizione sommitale del bacino del Raganello. Le precipitazioni non sono state misurate dalla rete pluviometrica dei Centri Funzionali Regionali di Calabria e Basilicata, in quanto la cella temporalesca risultava estremamente localizzata e ristretta. La distanza relativamente ridotta (inferiore a 5 km) tra l'area in cui si è verificato la scroscio e le cosiddette “Gole del Raganello” - dove gli escursionisti sono stati travolti dall’onda di piena - combinata alle notevoli pendenze dell'alveo, ha fatto sì che la piena sì propagasse a valle in tempi estremamente rapidi senza dare a molti di essi la possibilità di mettersi in salvo.
Al fine di contestualizzare l’evoluzione dell'evento, occorre evidenziare le particolari caratteristiche
orografiche del bacino del Raganello. Questo è contraddistinto da un'ampia zona di testata posta a monte delle Gole e da un brusco restringimento della sezione idraulica (che si riduce in alcuni tratti fino a 2-3 metri) in corrispondenza di pareti sub-verticali alte fino a 700 metri, che ha determinato, al passaggio della piena, un sensibile innalzamento del livello delle acque che hanno così travolto gli escursionisti.
Il Bacino del Torrente Raganello ricade nella Zona di Allerta “Cala 5 - Versante Jonico settentrionale” e in area a "Pericolosità Elevata" (P3) per rischio idraulico (riferimento classificazione ex-Autorità di Bacino della Regione Calabria, ora Autorità di Distretto Appennino Meridionale) relativamente alle aree poste a monte e a valle delle Gole del Raganello. Di contro il tratto di alveo corrispondente alle Gole non presenta aree a rischio-esondazione in virtù delle caratteristiche morfologiche (sezione d'alveo molto strette e con pareti sub-verticali particolarmente alte).
Allerta meteo e attività in emergenza della UOA Protezione Civile Calabria
Il Sistema di Allertamento meteo regionale per il rischio meteo idrogeologico ed idraulica in Calabria prevede due fasi specifiche: “fase previsionale” e “fase di monitoraggio degli eventi in corso”. La prima prevede l'invio quotidiano dei Messaggi di Allertamento Unificati (MAU), nei quali si riportano gli eventuali livelli di allerta (Verde, Giallo, Arancione e Rosso), previsti per il giorno in corso e per quello successivo, nelle 8 Zone individuate in Calabria. La seconda prevede il monitoraggio degli eventi in corso e si attua attraverso la registrazione in tempo reale dei dati di pioggia tramite la rete pluviometrica regionale allo scopo di rilevare - su scala comunale - il superamento di soglie pluviometriche prefissate.
In riferimento alla fase previsionale, il 20 Agosto 2018 - per come riportato nel Rapporto di Evento redatto dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile - un'ampia circolazione ciclonica, centrata sulla Sicilia, ha causato la riproposizione di una attività temporalesca a prevalente evoluzione diurna, a tratti intensa, su diverse aree della Calabria. In particolare, già il 19 agosto il Centro Funzionale Centrate del Dipartimento Nazionale aveva previsto per “Cala 5 - Versante Jonico settentrionale”, la possibilità di precipitazioni da isolate a sparse per temporali a “cella singola" a prevalente evoluzione pomeridiana. Nello stesso Rapporto è indicato che per questa classe di fenomeni a piccolissima scala non è prevedibile con esattezza la posizione nel tempo e nello spazio.
Sulla base di tali previsioni il Centro Funzionate Multirischi dell’ARPACAL, in data 19 agosto 2018, ha previsto una “ordinaria criticità per rischio temporali allerta gialla e ordinaria criticità per rischio idrogeologico allerta gialla” su tutte le zone di allerta regionali, sia per la “giornata in corso" che per quella successiva {20 agosto). Nel MAU del 20 agosto, il CFM confermava, per lo stesso giorno, le criticità indicate nel MAU diramato il giorno precedente, aggiungendo anche la voce “ordinaria criticità per rischio idraulico allerta gialla” su tutte le zone di allerta regionali.
Tali avvisi di criticità sono stati tutti correttamente inviati dal CFM alla Sala Operativa Regionale Unica (SORU) dell’UOA Protezione Civile che ha provveduto ad inoltrarli mediante l'emissione dei Messaggi di Allerta Unificati a tutti i Sindaci calabresi ed ai soggetti interessati.
Relativamente alla fase procedurale di “monitoraggio degli eventi in corso", si evidenzia come la cella temporalesca riversatasi nel bacino del Raganello non sia stata registrata dalle reti pluviometriche regionali di Calabria e Basilicata poiché le precipitazioni hanno interessato un’area estesa pochi chilometri quadrati nella quale non erano presenti pluviometri, Infatti, dal Rapporto di Evento redatto dal Dipartimento Nazionale si evince che in un raggio di 25 km dal punto centrale del fenomeno temporalesco, sono presenti le stazioni pluviometriche dei Centri Funzionali regionali di Rotonda (PZ), Terranova (PZ), Cerchiara di Calabria (CS), Lungro (CS) e Cassano allo Jonio (CS). Dall'analisi dei dati di precipitazione rilevati si nota un apporto pluviometrico praticamente assente in 4 stazioni pluviometriche su 5, ad esclusione della stazione di Rotonda che evidenzia precipitazioni deboli (circa 10 mm in due ore). Tutto ciò a riscontro ulteriore che la fenomenologia dell'evento è stata particolarmente localizzata, come è tipico di fenomenologie temporalesche sparse durante il periodo estivo.
Come esposto in precedenza, relativamente alla giornata del 20 agosto era stata diramata, tramite il MAU del 19 agosto, un’allerta “gialla” - confermata anche dal MAU del 20 agosto - alla quale è associata una fase operativa minima di “Attenzione” alla quale corrispondono - in accordo con la nuova Direttiva Alletta Meteo della Regione Calabria - una serie di azioni che i Comuni devono intraprendere. I suddetti MAU sono stati inviati ai Sindaci competenti via posta elettronica certificata (preceduti da sms infermativi) dalla SORU e risultano correttamente inviati e ricevuti, come da report di consegna registrati dal Sistema di gestione informatizzata della stessa SORU.
Peraltro, quanto accaduto, ricade nello scenario di evento previsto per “ordinaria criticità per rischio idrogeologico/allerta gialla” in cui si annoverano tra i fenomeni previsti “...frane superficiali e colate rapide di detrito o di fango in bacini di dimensioni limitate...innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d'acqua minori ...anche per effetto di criticità locali quali restringimenti, tombature ..." e tra gli “effetti e danni” “l'occasionale pericolo per la sicurezza delle persone con possibili perdite di vite umane per cause accidentali”.
Alla luce di quanto sopra esposte, pertanto, si può affermare che il Sistema di Allertamento meteo- idrogeologico ed idraulico fosse conforme a quanto previsto dalla Direttiva approvata e adottata con Deliberazione di Giunta Regionale n. 535 del 15 novembre 2017 e funzionante sia nella sua fase previsionale che in quella di monitoraggio.
In ogni caso, al fine di rafforzare l'attuale Sistema regionale di Allertamento è previsto un progetto, a valere su fondi POR 2014/2020 – Asse 5 “Previsione dei rischi l’Azione 5.1.4 “Integrazione e sviluppo di sistemi di prevenzione e gestione dell’emergenza anche attraverso meccanismi e reti digitali interoperabili di allerta precoce” denominato “Centro Funzionale Multirischi 2.0”. Tale progetto, che prevede tra l’altro un ampliamento delle stazioni pluviometriche dislocate sul territorio regionale, è in fase di attuazione. Si sottolinea che la Protezione Civile Regionale ha da tempo sottolineato, soprattutto in vigenza dell’attuale mandato dirigenziale, anche formalmente l’includibile necessità di rafforzare l’attuale rete di monitoraggio idro-meteo pluviometrico.
Da quanto sopra descritto, si evince come per la suddetta fase di “Attenzione” la SORU abbia pienamente rispettato le procedure previste, osservando tutti i protocolli operativi relativi al passaggio dalla fase di "attenzione" alla fase "emergenziale”, quest’ultima avviata a seguito della diretta segnalazione dell’evento in corso; a partire da tale momento le attività rientranti nell’ambito di competenza dell’UOA Protezione Civile sono state coordinate direttamente dal dirigente Carlo Tansi, il quale - nel rispetto del protocollo operativo - al momento della notizia della tragedia, si trovava presso la SORU e, stante l'estrema gravità dell'accaduto, si recava immediatamente dopo sui luoghi interessati per meglio coordinare le operazioni sul campo.
A supporto delle Strutture Operative già impegnate sul luogo della tragedia - ovvero del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ed il Soccorso Alpino, che ha partecipato alle operazioni di soccorso tra il 20 ed il 21 agosto con 102 volontari provenienti dalle Stazioni CNSAS della Calabria e di altre Regioni - sono state attivate dalla SORU, su richiesta del Dirigente, le seguenti Organizzazioni di volontariato di proiezione civile.
- “Misericordia” di Trebisacce, che ha partecipato alle operazioni di Soccorso Sanitario con 20 volontari, l’Ambulanza 4x4, altri mezzi ed una torre faro;
- “Lipambiente” di Castrovillari e il “Gruppo Soccorritori Aquile del Pollino” che hanno operato per il supporto logistico con 14 volontari, mezzi ed attrezzature varie.
Il massiccio e sinergico intervento in emergenza ha fatto sì che il bilancio delle vittime non assumesse contorni ancora più drammatici di quelli poi effettivamente registrati.
Sottoscritta, ognuno per le proprie competenze, in data 17 settembre2018”
Niccoli Raffaele (Centro Funzionale Multirischi)
Tansi Carlo (UOA Protezione Civile)
Pedà - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
da quanto appreso da comunicazioni diramate dagli organi di stampa nella giornata odierna, a causa di carenza di personale medico nel reparto di radiologia- dopo il precedente provvedimento di arresto dei ricoveri - è stata disposta la chiusura del reparto con dirottamento dei pazienti presso il nosocomio di Polistena;
tale situazione - lungi dal costituire episodio frutto di una situazione emergenziale - appare nella sua reale portata come una carenza endemica all'interno dell'organizzazione sanitaria calabrese atteso che, già dai primi mesi del 2017, sempre per la carenza di personale medico specialistico in radiologia, lo stesso reparto era stata chiuso nelle ore notturne con analogo dirottamento degli utenti presso la struttura di Polistena. Rilevato che tale situazione, di gravissima e ormai consolidata inefficienza, nella gestione del rapporto tra operatori sanitari e richiesta pro-capite di prestazioni sanitarie nel territorio calabrese, costituisce causa di intollerabili disagi per l'intera macchina amministrativa del settore: in termini di compromissione inaccettabile del diritto costituzionale alla Salute;
in termini di sproporzione del carico di lavoro attribuito allo stesso nosocomio (Polistena) che non riesce ad ottemperare con efficienza ed efficacia ad un carico di lavoro che comporta l'assorbimento "costante e sistematico" di utenza di territori diversi e vastissimi;
in termini di spreco di risorse e di mancanza di investimenti mirati in un settore di importanza primaria per la tutela degli interessi dei cittadini;
in termini di mancato controllo sull'avvio e sul quanto più che mai celere espletamento delle procedure concorsuali già avviate nel 2016 (e non ancora definite) per il reperimento delle figure professionali in posti che risultano vacanti e/o insufficienti da oltre 18 mesi. Dato atto che sono pressoché quotidiane le denunce da parte di associazioni, cittadini, organizzazioni sindacali. Preso atto delle censure - autorevoli e fortissime - pervenute da parte della Corte dei Conti sulla gestione del Sistema Sanitario Calabrese, alla quale la politica deve dare risposte precise e urgenti. Evidenziata la necessità primaria - prevalente sopra ogni altro ragionamento politico e burocratico - di garantire la piena tutela del diritto alla Salute impedendo "pellegrinaggi forzati" tra vari ospedali in territori distanti - laddove le distanze sono amplificate e diventano fonte di sofferenza per chi sta male e per chi è politraumatizzato, nel caso specifico - che non possono essere tollerati solo in casi straordinari, e non protratti - come nella questione di cui si tratta - per anni. Considerato che la governance adottata sino ad oggi - anche a seguito di altre interrogazioni che hanno preceduto la presente e che non hanno avuto risposte esaustive in termini di risultati realizzati nel campo - non ha consentito di ottenere i risultati auspicati e di porre fine ad una problematica - mi riferisco precisamente alla questione della radiologia dell'Ospedale di Locri - che lungi dall'attenuarsi si è progressivamente ed inesorabilmente aggravata. Rilevato che l'attuale situazione costituisce impedimento alla piena attuazione dei LEA per come previsti dal Piano Sanitario Nazionale e da quello Regionale, comportando la chiusura del reparto di Locri una compromissione del diritto al soccorso ed alle cure per traumatizzati in un determinato territorio, con onere di rivolgersi ad altra struttura già interessata da un bacino di utenza enorme e impossibilitata - per risorse umane e strumentali - ad erogare prestazioni doppie. Evidenziato inoltre il rischio che tale disposizione comprometta anche il buon funzionamento dell'Ospedale di Polistena, la cui situazione organizzativa è stata già attenzionata da personale sanitario e non come prossima al collasso. Tutto ciò premesso e considerato -:
quali interventi siano stati adottati dal gennaio 2017 (data dell'adozione del provvedimento di chiusura nelle sole ore notturne del reparto di radiologia di Locri) sino ad oggi (ovvero dichiarazione di chiusura dell'intero reparto in orario diurno e notturno). Nonché di essere informato degli interventi che verranno adottati per risolvere tale situazione - intollerabile - ed il cronoprogramma degli stessi.
(388; 27.08.2018)
Risposta: “In riferimento all'Interrogazione in oggetto, si fa presente che non c'è mai stata dal gennaio 2017 a tutt'oggi alcuna chiusura del Reparto di Radiologia dell'Ospedale di Locri nelle ore notturne. Tuttavia, nel corso degli anni 2016/2017 i servizi di Radiologia assegnati agli Ospedali Spoke dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria hanno subito una costante deprivazione di risorse umane. Ciò è stato dovuto ai flussi pensionistici, alle dimissioni volontarie e ai ritardi con cui sono state attivate le procedure relative al piano assunzionale di cui agli appositi DCA del Commissario ad acta per il Piano di rientro. Nell'anno 2017 con il DCA 87/2017 il Commissario ad acta per il Piano di rientro ha autorizzato, tra l'altro, l'assunzione di 2 medici radiologi per l'Ospedale di Polistena. 1 per l'Ospedale di Melito P.S. e 1 per l'Ospedale di Locri. Sempre con il medesimo DCA è stata autorizzata l'assunzione di un Direttore di struttura complessa di radiologia dell'Ospedale di Locri. Per quanto riguarda il Dirigente medico radiologo, l'Azienda Sanitaria di Reggio Calabria ha sia richiesto l'utilizzo di graduatorie di idonei nella disciplina di radiologia alle altre Aziende del SSR, sia indetto avvisi di mobilità regionale e interregionale. L'ASP di Reggio Calabria ha intrapreso le azioni, di seguito indicate, al fine di evitare la chiusura del reparto di che trattasi; 1.Trasferimenti di personale assegnato alla radiologia di Polistena presso il PO di Locri per la copertura dei turni ( disposizioni 102/17 68036/17 54/18 56/18 e 42474/18); 2.Trasferimento di Dirigenti medici radiologi assegnati al territorio presso la radiologia di Locri per la copertura dei turni (disposizioni 102/17 68036/17 54/18 56/18 e 42474/18); Tali soluzioni, comunque, non hanno creato una situazione stabile e costante di copertura della Radiologia del PO di Locri, in quanto lo stesso personale aveva il compito di coprire anche la radiologia dello Spoke di Polistena, e mantenerne attivi i servizi territoriali di Radiologia per almeno 6 ore. Inoltre diversi Dirigenti medici, in possesso di limitazioni funzionali, esenzioni da lavoro notturno, benefici di cui alla Legge 104 e 151, non sono stati utili alla copertura h 24 della Radiologia di Locri. A ciò si aggiungono i vincoli contrattuali derivanti dal godimento di congedi ordinari, nonché dell'istituto del rischio radiologico inalienabile per permettere il recupero psicofisico del personale esposto a fonte radiogena. Nel giugno 2018 l'ASP di Reggio Calabria ha provveduto all'acquisizione del teleconsulto, che con modalità surrogata permetterà la movimentazione degli esami, per via telematica e non la movimentazione dei pazienti. Tale teleconsulto dovrebbe essere operativo il 30 settembre 2018”.
la delibera dell'Asp di Reggio Calabria n. 648 del 30 maggio 2018, costituente documento di programmazione della Rete territoriale assistenziale, teneva conto, oltre del reale fabbisogno territoriale, anche delle esperienze esistenti ed operanti da oltre 25 anni nell'ambito della provincia e rispetto alle quali è stato definito un percorso di regolarizzazione;
tale atto è stato di fatto annullato dalla delibera n. 922 pubblicata il 29 agosto u.s. azzerando tutto il percorso effettuato a tutela degli operatori del settore, degli utenti delle strutture psichiatriche e delle loro famiglie;
considerato che: a Reggio Calabria, 170 utenti sono attualmente ricoverati nelle strutture alternative-:
quali sono i provvedimenti impellenti che si intendono esperire al fine di garantire la continuità assistenziale agli utenti attualmente ospitati nelle suddette strutture e un'adeguata riorganizzazione dei servizi de quo.
(389; 30.08.2018)
Risposta: “Con riferimento all'interrogazione in oggetto, sulla base di quanto relazionato dal Dipartimento Tutela della Salute, si precisa quanto segue: con DCA n. 166, del 13.12.2017, è stato approvato il documento "Riorganizzazione della rete territoriale", a parziale modifica del precedente DCA n.113 del 3.11.2016; con il medesimo atto, si stabiliva la revoca dei DCA di approvazione delle reti territoriali delle ASP, con la previsione che le programmazioni aziendali dovessero essere adeguate ai contenuti del citato DCA n. 166/2017; l'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria non ha provveduto all'adeguamento dei piani attuativi per la riorganizzazione della rete assistenziale territoriale, come previsto dal precedente documento di programmazione, DCA n. 113/2016, provvedendo, invece, in attuazione di quanto stabilito dal DCA n. 166/2017, ad approvare la riorganizzazione della Rete Assistenziale Territoriale, con Deliberazione aziendale n. 648 del 30.05.2018; sulla scorta dei rilievi evidenziati dal Settore "Servizi territoriali, governance delle fragilità e delle dipendenze" nella fase istruttoria, con deliberazione n. 922 del 29/08/2018, il Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria ha provveduto ad apportare le dovute modifiche all'Atto n. 648/2018 ed a trasmettere il provvedimento al Dipartimento Tutela della Salute per le opportune valutazioni, a conclusione delle quali provvederà ad inoltrare tutta la documentazione derivante alla struttura commissariale per la stesura del DCA di approvazione; il documento regionale di riorganizzazione della Rete Territoriale Assistenziale, approvato con DCA n. 166, relativamente al fabbisogno di residenzialità psichiatrica, specificatamente per l'ASP di Reggio Calabria, prevede un numero totale di 165 p.l., considerato che l'offerta attuale accreditata del territorio è pari a 30 p.l., se ne deduce un incremento di 135 p.l.; con nota n. 386529 del 13/12/2017, trasmessa all'ASP di Reggio Calabria, il Commissario ad Acta ha indicato l'iter da seguire per pervenire ad un corretto processo autorizzativo, passando, obbligatoriamente, attraverso la rivalutazione dei pazienti per verificare l'appropriatezza de! ricovero; all'esito della rivalutazione dei setting assistenziali di tutti gli ospiti in carico nelle strutture a gestione mista pubblico-privata, l'ASP dì Reggio Calabria con nota n.1127 del 28/07/2018 ha trasmesso una scheda riassuntiva dei ricoveri appropriati nelle residenze psichiatriche, risultando un fabbisogno complessivo rivalutato pari a 124 pazienti. Pertanto, alla luce di tutto quanto sopra compendiato, con l'approvazione della delibera n. 922/2018 di riorganizzazione della rete territoriale assistenziale dell'ASP di Reggio Calabria, si dovrà pervenire ad una definitiva regolarizzazione delle strutture residenziali psichiatriche, che potranno essere riconvertite, in conformità del fabbisogno territoriale rivalutato”.
diverse testate giornalistiche hanno paventato il rischio di una massiccia presenza di zanzara tigre in Calabria, prendendo spunto da quanto diffuso dalla Vape Foundation, ovvero che il livello è diventato di massima allerta per il rischio punture;
dopo un clima altalenante, il fenomeno zanzara tigre comincia a farsi sentire nelle città italiane;
secondo i dati del bollettino meteo di Vape Foundation, resi noti da Anticimex, azienda internazionale specializzata nel Pest Management e nei servizi di igiene ambientale, sono Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia le province con l'indice potenziale di infestazione di zanzara tigre più alto, ossia 4 in una scala di intensità da 0 a 4. A Cosenza si registra, invece, un livello medio-basso (2). in tutte le province la tendenza futura è in crescita, mentre l'indice di calore è compreso tra i 32 e i 40 gradi a Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia e tra i 41 e i 54 gradi a Reggio Calabria;
considerato che: rischi delle punture da zanzare tigre sono pericolosamente dannosi per la salute degli esseri umani, essendo portatori di numerosi virus;
occorre pianificare gli interventi su diversi livelli, sia nella gestione delle disinfestazioni che nel supporto del servizio sanitario, sia nella comunicazione verso il cittadino a riguardo dei rischi e delle conseguenze -:
il lavoro svolto in merito dalle ASF della nostra regione per arginare o limitare il fenomeno della presenza di zanzare tigri e quali misure preventive, soprattutto, sono state attuate per limitare al minimo i disagi che potranno avere i cittadini, per quel che concerne la tutela della propria salute.
(391; 04.09.2018)
Risposta: “Con riferimento all'interrogazione in oggetto, sulla base di quanto relazionalo dal Dipartimento Tutela della Salute, si precisa quanto segue. La presenza della zanzara tigre, negli ultimi anni, è stata rilevata in diversi Comuni della regione, pertanto ì Dipartimenti dì Prevenzione delle Aziende Sanitarie Provinciali, attraverso le Unità Operative di Igiene e Sanità Pubblica e di concerto con i Comuni, hanno effettuato ed effettuano attività dì disinfezione e disinfestazione, rivolta al controllo degli agenti vettori di malattie infettive, utilizzando sostanze larvicide ed insetticide. Per rendere efficace l'attività di disinfestazione, è essenziale che si instauri una buona collaborazione tra cittadini, amministrazioni comunali ed aziende sanitarie, finalizzata all'applicazione di misure preventive contro zanzare comuni e "tigre", nel periodo che va da aprile ad ottobre. I Dipartimenti di prevenzione svolgono attività di sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive trasmesse da vettori, prestazioni rientranti nei Livelli Essenziali di Assistenza ed intese quali misure sanitarie da adottare per prevenire la diffusione delle malattie infettive. Le generiche attività di disinfezione e disinfestazione non possono essere considerate quali attività sanitarie, in senso proprio, ed appaiono affini ad altri servizi di igiene urbana assicurati dai Comuni, quali il corretto smaltimento dei rifiuti o il mantenimento di idonee condizioni igieniche ambientali. Per maggiore chiarezza, occorre precisare che l’attività di disinfezione e disinfestazione è competenza del Comune quando l'infestazione non è concomitante con l’esistenza di una malattia infettiva o comunque con una situazione dì pericolo per la salute pubblica, ma è conseguenza di una naturale influenza delle variazioni climatiche sul popolamento entomologico o il segnale inequivocabile di un deterioramento dell'ambiente. Diventa, invece, di competenza delle Aziende Sanitarie quando l’infestazione rappresenta un fattore di rischio sanitario e gli interventi di disinfestazione sono connessi alla prevenzione delle malattie diffusive ed infettive. Tali interventi sono garantiti in tutta la regione, attraverso le Aziende Sanitarie Provinciali. Negli ultimi armi, l'episodio più allarmante che si è verificato è accaduto, alla fine della stagione estiva 2017, nel territorio del Comune di Guardavate, dove sì è verificato un focolaio epidemico da virus Chikungunya. in tale occasione, si è attivata l'ASP di Catanzaro e questo Dipartimento ha istituito una Task Force, coinvolgendo anche l'istituto Superiore di Sanità (ISS), per l'indagine epidemiologica e l'isolamento della zanzara attraverso l'istallazione di ovitrappole da parte di entomologi dell’ISS. Nel giugno 2018, è stato trasmesso alle Aziende Sanitarie Provinciali della regione il Piano Nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi, diffuse da zanzare invasive, con particolare riferimento ai virus Chikungunya, Dengue e Zika. Inoltre, alcune Aziende Sanitarie hanno organizzato attività formative, rivolte agli operatori del Settore, al fine di una corretta applicazione dei Piano per la sorveglianza delle arbovirosi ed attività di comunicazione rivolte ai cittadini, riguardanti la prevenzione delle infestazioni da vettori”.
Proposta di legge numero 300/10^ di iniziativa dei consiglieri D. Battaglia, G. Aieta, D. Bevacqua, M. D'Acri, G. Giudiceandrea, M. Mirabello, G. Neri, F. Sculco, F. Sergio,G. Arruzzolo, F. Cannizzaro, G. Nucera, A. Bova, G. Morrone, C. Guccione, recante: “Integrazioni alla legge regionale 30 marzo 1995, n. 8 (Norme per la regolarizzazione delle occupazioni senza titolo degli alloggi di edilizia residenziale pubblica)” (Del. n. 334)
(Integrazioni all’articolo 1 della l. r. 8/1995)
1. Dopo il comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 30 marzo 1995, n. 8 (Norme per la regolarizzazione delle occupazioni senza titolo degli alloggi di edilizia residenziale pubblica) sono inseriti i seguenti:
“1 bis. In deroga al comma 1, al fine di evitare possibili turbative dell’ordine e la sicurezza pubblica, la permanenza temporanea è consentita in tutti gli alloggi di edilizia residenziale pubblica che risultano occupati senza titolo, alla data del 31 dicembre 2015, da nuclei familiari che, alla data del 31 agosto 2018, versino in condizione di grave disagio socio – economico e all’interno dei quali siano presenti figli minori, portatori di handicap secondo la nozione di cui all’articolo 8 della legge regionale 25 novembre 1996, n. 32 (Disciplina per l’assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica), persone di età superiore a 70 anni, donne in stato di gravidanza.
1 quater. Gli enti proprietari o gestori, prima di procedere a quanto disposto dal comma 1 bis, richiedono al comune o azienda sanitaria provinciale competente l’attestazione della condizione di grave disagio socio – economico del nucleo familiare.
1 sexies. Agli alloggi assegnati in via temporanea secondo le disposizioni di cui al comma 1 quinquies non si applicano gli articoli 32 e 59 ter della l.r. 32/1996 e l’articolo 4 della legge regionale 22 dicembre 2017, n. 57 (Modifiche alla l.r. 32/1996 e norme in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale)”.
(Integrazioni all’articolo 2 della l.r. 8/1995)
1. Dopo il comma 1 dell’articolo 2 della l.r. 8/1995 è inserito il seguente:
“1 bis. Su richiesta dell’occupante senza titolo dell’alloggio di edilizia residenziale pubblica, soggetto a regolarizzazione del rapporto locativo o a permanenza temporanea di cui ai commi 1 e 1 bis dell’articolo 1, è consentita la rateizzazione degli eventuali canoni arretrati o delle indennità mensili non versate, fino ad un massimo di sette anni, previo versamento di una rata di acconto pari al 25 per cento delle somme dovute. Per i nuclei familiari il cui indicatore ISEE del proprio modello, in corso di validità, è inferiore a 8.000,00 euro è consentito il versamento, a titolo di acconto, di un importo pari al 10 per cento delle somme dovute.”
(Inserimento dell'articolo 3 ter alla l.r. 8/1995)
1. Dopo l'articolo 3 bis della l.r. 8/1995 è inserito il seguente:
2. In caso di accoglimento, entro sessanta giorni sono definiti con i futuri assegnatari l’eventuale piano di rateizzazione dei canoni di locazione o indennità di occupazione non versati e la stipula dei relativi contratti di locazione.
3. In caso di rigetto adeguatamente motivato delle domande di regolarizzazione dei rapporti locativi o di permanenza temporanea, entro sessanta giorni dalla notificazione del provvedimento ai richiedenti gli alloggi sono immediatamente sgomberati e riassegnati, secondo le procedure previste dalla l.r. 32/1996, ai concorrenti collocati in posizione utile nelle graduatorie per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica.”.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 224/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano Assetto Naturalistico (PAN) - Statuto delle Riserve Naturali Regionali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati - Presa Atto” (Del. n. 335)
vista la deliberazione della Giunta regionale n. 379 del 10 agosto 2018 recante: “Piano Assetto Naturalistico (PAN) - Statuto delle Riserve naturali regionali del Lago di Tarsia e della foce del Crati - Presa atto”, con cui si propone al Consiglio regionale di approvare il Piano di Assetto Naturalistico (PAN), adottato e pubblicato dall’Ente di gestione delle Riserve naturali regionali del “Bacino di Tarsia” e della “Foce del Fiume Crati”, di cui all’allegato A e lo Statuto regolamentare per la gestione delle Riserve, di cui all’allegato B;
- la legge 6 dicembre 1991, n. 394 recante: “Legge quadro sulle aree protette”;
- la legge regionale 5 maggio 1990, n. 52 recante: “Creazione di riserve naturali presso la foce del fiume Crati in provincia di Cosenza” e successive modifiche ed integrazioni;
- la legge regionale 14 luglio 2003, n. 10 recante: “Norme in materia di aree protette”;
di approvare il Piano di Assetto Naturalistico (PAN) e lo Statuto delle Riserve Naturali Regionali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati, unitamente ai relativi allegati, che costituiscono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione.
Proposta di legge numero 360/10^ di iniziativa del consigliere G. Neri, recante: “Riconoscimento della legittimità di debiti fuori bilancio del Consiglio regionale della Calabria ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) e lettera e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118” (Del. n. 336)
(Riconoscimento di un debito fuori bilancio derivante da sentenza esecutiva)
1. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 73, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), è riconosciuta la legittimità di un debito fuori bilancio del Consiglio regionale della Calabria derivante dalla sentenza esecutiva di condanna, numero 157 del 31 gennaio 2018, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, sezione Lavoro, per la somma complessiva di 78.880,79 euro, come riportato nella tabella allegata alla presente legge.
(Riconoscimento di un debito fuori bilancio derivante da prestazioni lavorative)
1. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 73, comma 1, lettera e), del d.lgs. 118/2011, è riconosciuta la legittimità di un debito fuori bilancio del Consiglio regionale della Calabria derivante dal mancato pagamento del salario accessorio relativo al secondo semestre 2009 a una dipendente ormai in quiescenza, per la somma complessiva di 6.250,00 euro, come riportato nella tabella allegata alla presente legge.
(Riconoscimento di un debito fuori bilancio derivante
da acquisizione di prestazioni professionali)
1. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 73, comma 1, lettera e), del d.lgs. 118/2011, è riconosciuta la legittimità di un debito fuori bilancio del Consiglio regionale della Calabria derivante da prestazioni legali rese nell’ambito di ricorsi proposti innanzi al Tribunale amministrativo regionale Calabria, sezione staccata di Reggio Calabria, rese in assenza del preventivo impegno di spesa, per la somma complessiva di 4.823,86 euro, come riportato nella tabella allegata alla presente legge.
1. Alla copertura finanziaria degli oneri derivanti dal riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui agli articoli 1, 2 e 3 si provvede con le risorse disponibili nel bilancio 2018-2020 del Consiglio regionale della Calabria, esercizio 2018, allocate al Programma U.20.03, Capitolo 82512, Articolo 512, recante “Fondo per rischi di soccombenza spese legali, transazioni e debiti fuori bilancio”.
Proposta di legge numero 361/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui all'articolo 73, comma 1, lettera a), del decreto Legislativo 23 giugno 2011, n. 118” (Del. n. 337)
derivanti da sentenza esecutiva)
1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 73, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), è riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio della Regione Calabria derivanti da sentenze o altri titoli esecutivi equiparati per la complessiva somma di 57.011,33 euro, per come dettagliato nell'allegato contraddistinto dalla lettera "A" alla presente legge per farne parte integrale e sostanziale.
1. Alla copertura finanziaria degli oneri derivanti dal riconoscimento dei debiti fuori bilancio di cui all'articolo 1 si provvede per l'importo corrispondente a 57.011,33 euro con le risorse allocate alla Missione U.20 "Fondi e Accantonamenti", Programma 03 "Altri fondi" (U.20.03) dello stato di previsione della spesa del bilancio 2018, per come indicato nella tabella nell'allegato contraddistinto dalla lettera "A".
2. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare le necessarie variazioni al bilancio annuale 2018 e pluriennale 2018-2020 approvato con legge regionale 22 dicembre 2017, n. 56 (Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2018- 2020), istituendo appositi capitoli di bilancio nell'ambito del documento tecnico approvato con delibera di Giunta regionale numero 635 del 21 dicembre 2017, nonché a compiere tutti gli atti necessari all'attuazione di quanto previsto nel precedente articolo.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 221/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ARCEA (Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura) 2018/2020” (Del. n. 338)
vista la delibera di Giunta regionale n. 292 del 13 luglio 2018 recante: "Bilancio di previsione dell' dell'ARCEA (Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura) 2018/2020 - Proposta al Consiglio regionale”;
- la legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8 recante "Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione Calabria", all'articolo 57, comma 3, dispone che i bilanci degli Enti, delle Aziende e delle Agenzie regionali sono presentati entro il 10 settembre di ogni anno ai rispettivi Dipartimenti della Giunta regionale competenti per materia che, previa istruttoria conclusa con parere favorevole, li inviano entro il successivo 20 settembre al Dipartimento "Bilancio e Patrimonio" per la definitiva istruttoria di propria competenza;
- la Giunta regionale entro il 15 ottobre trasmette i bilanci al Consiglio regionale per la successiva approvazione entro il 30 novembre, a norma dell'articolo 54, comma 5, lettera b) dello Statuto;
- l'art. 28 della legge regionale 17 agosto 2005, n. 13 che approva l'istituzione dell'Organismo Pagatore Regionale;
- il D.Lgs. n. 118/2011, per come modificato e integrato da D.Lgs. 126/2014;
tenuto conto che il Revisore unico dei conti dell'ente, nell'esprimere parere favorevole all'approvazione del bilancio di previsione 2018/2020 con verbale n. 14 dell'8 marzo 2018, ha verificato che il bilancio:
- è stato redatto nell'osservanza delle norme di legge;
- rispetta il principio del pareggio finanziario e dell'equivalenza fra entrate e spese per servizi per conto terzi;
- presenta un saldo di cassa non negativo;
considerato che il dipartimento Agricoltura, nel corpo dell'istruttoria di competenza, nell'esprimere parere favorevole al bilancio di previsione per il triennio 2018-2020, invita l'Azienda ad ottemperare alle seguenti prescrizioni, stabilite dall'Organo di controllo interno al dipartimento stesso:
- applicare una riduzione del 20% della retribuzione complessiva del direttore generale, ai sensi dell'art. 9, comma 2 della L.R. n. 22/2010, non limitatamente alla sola retribuzione di risultato;
- procedere al recupero dei maggiori compensi già erogati, a far data dal 2014;
- valutare l'opportunità di avviare le procedure per addivenire alla variazione del contratto sottoscritto in data 13/10/2014, con il direttore generale Arcea, al fine di rendere congrue le somme indicate nel medesimo contratto alle previsioni normative vigenti;
considerato che il dipartimento Bilancio, nel corso dell'istruttoria espletata, raccomanda l'Ente di:
- verificare la congruità del Fondo Crediti di dubbia esigibilità durante !a gestione dell'esercizio 2018, provvedendo ad un aggiornamento dello stesso, a seguito di eventuali variazioni apportate agli stanziamenti dei capitoli di entrata, in termini di eventuali nuove risorse di dubbia e difficile esazione;
- verificare, a seguito della definitiva approvazione del rendiconto di gestione 2017, la correttezza del Fondo Pluriennale Vincolato previsto nel bilancio 2018/2020, provvedendo, se necessario, ad un eventuale aggiornamento dello stesso;
- procedere con immediatezza ad apportare le dovute variazioni di bilancio al fine di rideterminare le corrette previsioni di spesa in conto del pertinente capitolo di bilancio, per la corresponsione degli emolumenti a favore del direttore generale, con l'applicazione del taglio del 20% per come previsto all'art. 9 comma 2 della L.R. n. 22/2010;
- prevedere apposito capitolo di entrata, al fine di dare evidenza del recupero dei maggiori importi corrisposti al direttore generale a fare data dal 2014;
tenuto conto che il dipartimento Bilancio, a seguito dei controlli eseguiti, ha rilevato il rispetto dell'equilibrio generale di bilancio, la quadratura delle cosiddette partite di giro e per conto terzi, la presenza di un saldo finale di cassa non negativo e, al termine dell’esame istruttorio, ha ritenuto che nulla osta all'adozione, da parte della Giunta regionale, del bilancio di previsione dell'Azienda regionale per le erogazioni in agricoltura per il triennio 2018/2020, al fine dei successivi adempimenti da parte del Consiglio regionale della Calabria;
rilevato che la Seconda Commissione consiliare, nella seduta del 17 settembre 2018, ha approvato il bilancio di previsione dell’ARCEA (Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura) 2018/2020 e i documenti ad esso allegati;
di approvare, ai sensi dell'articolo 57 della I.r. n. 8/2002, il bilancio di previsione dell'ARCEA (Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura) 2018/2020 e i documenti ad esso allegati, che costituiscono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 222/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell'ARSAC (Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese) 2018/2020” (Del. n. 339)
vista la delibera di Giunta regionale n. 291 del 13 luglio 2018 recante: "Bilancio di previsione dell'ARSAC (Agenzia Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese) 2018/2020. - Proposta al Consiglio regionale”;
considerato che il Commissario straordinario dell'Azienda, con delibera n. 17 del 22/01/2018, ha approvato il bilancio di previsione armonizzato per il triennio 2018/2020 e con successiva delibera n. 89 del 19/06/2018, lo stesso Commissario ha rettificato il suddetto progetto di bilancio, stante le criticità riscontrate dal dipartimento bilancio. Le relative delibere di approvazione e del bilancio sono tutte corredate dalle rispettive relazioni del Revisore unico dei conti;
tenuto conto che il Revisore unico dei conti dell'Ente, con i pareri rilasciati il 25/01/2018 e 20/06/2018, ha espresso parere favorevole rispettivamente all'approvazione del bilancio di previsione 2018/2020 e alle successive rettifiche operate sulla base dei dati finanziari definitivi dell'esercizio 2017. L'organo di controllo:
- ha verificato che il bilancio è stato redatto nell'osservanza delle norme di legge;
- il bilancio rispetta il principio del pareggio finanziario e dell'equivalenza fra entrate e spese per servizi per conto terzi;
- ha rilevato la coerenza, la congruità e l'attendibilità contabile delle previsioni di bilancio e dei programmi e progetti;
- ha constatato che il bilancio è stato rielaborato sulla base dei dati finanziari definitivi dell'esercizio 2017;
- invita l'ente a dotarsi di un regolamento aggiornato, per disciplinare il conferimento di incarichi esterni e di collaborazione esterna;
considerato che il dipartimento Agricoltura, nell'esprimere parere favorevole al bilancio di previsione per il triennio 2018-2020, ha rilevato:
- l'allineamento tra le previsioni di entrata afferenti alla tipologia "trasferimenti correnti da regioni", con le corrispondenti voci di spesa di cui al bilancio di previsione 2018/2020 della Regione Calabria;
- il rispetto dei limiti di spesa di cui all'articolo 6 della L.R. n. 43/2016. Il dipartimento, al contempo, ha raccomandato l'Ente, al fine del compiuto rispetto dei suddetti limiti ad assumere, nel corso dell'esercizio finanziario 2018, impegni per un ammontare non superiore ai tetti di spesa previsti;
considerato che il dipartimento Bilancio:
- ha evidenziato una serie di criticità, poi sanate dall'Azienda che ha rettificato il progetto di bilancio, provvedendo alla rielaborazione dello stesso con delibera 89 del 19 giugno 2018;
- ha raccomandato all'Ente di verificare la congruità del Fondo Crediti di dubbia esigibilità durante la gestione dell'esercizio, provvedendo ad un sistematico aggiornamento dello stesso, sulla base di eventuali variazioni apportate agli stanziamenti di competenza dei relativi capitoli di entrata, nonché con riferimento all'effettivo andamento degli incassi;
tenuto conto che il dipartimento Bilancio, a seguito dei controlli eseguiti, ha rilevato il rispetto dell'equilibrio generale di bilancio, la quadratura delle cosiddette partite di giro e per conto terzi, la presenza di un saldo finale di cassa non negativo e, al termine dell’esame istruttorio, ha ritenuto che non sussistono motivi ostativi all'adozione, da parte della Giunta regionale, del bilancio di previsione dell'Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese per il triennio 2018/2020, al fine dei successivi adempimenti da parte del Consiglio regionale della Calabria;
rilevato che la Seconda Commissione consiliare, nella seduta del 17 settembre 2018, ha approvato il Bilancio di previsione dell'ARSAC (Agenzia Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese) 2018/2020 e i documenti ad esso allegati;
di approvare, ai sensi dell'articolo 57 della I.r. n. 8/2002, il bilancio di previsione dell'ARSAC (Agenzia Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese) 2018/2020 e i documenti ad esso allegati, che costituiscono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione.
Proposta di Provvedimento Amministrativo n. 225/10^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza recante: “Aggiornamento Gruppo di Amministrazione Pubblica del Consiglio regionale della Calabria e approvazione del Bilancio Consolidato 2017 – D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118 e ss.mm.ii.” (Del. n. 340)
vista la deliberazione n. 45 del 12 settembre 2018, con la quale l’Ufficio di Presidenza ha proposto al Consiglio regionale l’aggiornamento del Gruppo di Amministrazione Pubblica del Consiglio regionale della Calabria e l’approvazione del Bilancio Consolidato 2017;
premesso che il bilancio consolidato è un documento contabile che rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione finanziaria e patrimoniale e il risultato economico della complessiva attività svolta dall'Ente attraverso le proprie articolazioni organizzative, i suoi enti strumentali e le sue società controllate e partecipate ed è riferito alle risultanze contabili alla data del 31 dicembre dell'esercizio cui si riferisce;
- l'articolo 67 del D.Lgs. n. 118/2011, che, al comma 1, ribadisce l'autonomia contabile del Consiglio regionale che deve essere assicurata dalle Regioni sulla base delle disposizioni statutarie, e, al comma 2, prevede che il Consiglio regionale adotti il medesimo sistema contabile degli schemi di bilancio della Regione, adeguandosi ai principi contabili generali ed applicati allegati al D. Lgs. n. 118/2011;
- gli articoli 11-bis e 68 del D. Lgs. n. 118/2011, che normano la redazione da parte della Regione del bilancio consolidato con i propri enti, aziende, organismi strumentali, società controllate e partecipate, prevedendo che il Consiglio regionale lo approvi entro il 30 settembre dell'anno successivo all'esercizio a cui si riferisce;
- l'allegato 4/4 al D. Lgs. n. 118/2011 e ss.mm.ii., recante il "Principio contabile applicato concernente il bilancio consolidato", che definisce il perimetro dei soggetti da ricomprendere nel bilancio consolidato, le attività dirette ad uniformare i bilanci da consolidare, le modalità di consolidamento ed il contenuto della nota integrativa al bilancio consolidato;
- l'articolo 77, comma 1, del nuovo Regolamento di amministrazione e contabilità del Consiglio regonale, che stabilisce che "Successivamente all'approvazione del rendiconto, l'assemblea legislativa approva il bilancio consolidato di gruppo del Consiglio regionale con la società controllate e partecipate secondo le modalità e gli schemi previsti dal D.Lgs. n.118/2011";
- la deliberazione del Consiglio regionale n. 161 del 21 dicembre 2016 di approvazione del bilancio di previsione 2017-2019;
- la deliberazione del Consiglio regionale n. 315 del 17 luglio 2018 di approvazione del rendiconto dell'esercizio finanziario 2017 e della relazione sulla gestione;
rilevato che al punto 3.1 del Principio contabile applicato concernente il bilancio consolidato è disposto che, a decorrere dall'esercizio 2017, sono considerati rilevanti e, quindi, devono essere inclusi nel bilancio consolidato delle pubbliche amministrazioni, gli enti e le società totalmente partecipati dalla capogruppo, società in house e gli enti titolari di affidamento diretto da parte dei componenti del gruppo, a prescindere dalla quota di partecipazione;
- il Consiglio regionale detiene la partecipazione totalitaria nella società in house "Portanova S.p.A.";
- il Consiglio regionale, in sede di approvazione del bilancio di previsione 2017-2019 e, successivamente, in sede di approvazione del rendiconto relativo all'esercizio 2017, ha disposto l'approvazione del Bilancio consolidato 2017 con la società in house Portanova S.p.A.;
visto lo Statuto regionale approvato con L.R. 19 ottobre 2004, n. 25 e ss.mm.ii., ed in particolare l'articolo 23;
visto il nuovo regolamento di amministrazione e contabilità approvato con D.C.R. n. 190 del 4 maggio 2017, che ha recepito i principi introdotti dal D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118 e ss.mm.ii.;
vista la legge regionale 10 gennaio 2013, n. 2, che istituisce e disciplina il Collegio dei revisori della Giunta regionale e del Consiglio regionale della Calabria;
visto l'allegato 1) della presente deliberazione, contenente l'aggiornamento degli enti, aziende e organismi strumentali, società controllate e partecipate da ricomprendere nel Gruppo Amministrazione Pubblica del Consiglio regionale della Calabria;
visto l'allegato 2) della presente deliberazione, contenente l'elenco degli enti, aziende e organismi strumentali, società controllate e partecipate da.ricomprendere nel bilancio consolidato 2017 del Consiglio regionale, in applicazione dell'allegato 4/4 al D.Lgs. 118/2011, recante il principio contabile applicato concernente il bilancio consolidato;
esaminati gli allegati 3) e 4) della presente deliberazione, contenenti:
- Conto economico consolidato,
- Stato patrimoniale consolidato;
- Relazione sulla gestione consolidata che comprende la Nota integrativa,
elaborati in attuazione del principio 4/4 al D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118, e redatti secondo gli schemi e gli allegati previsti dall'art. 11-bis e dall'allegato 11 del decreto stesso;
- il D.Lgs. n. 118/2011 e ss.mm.ii.;
- il Regolmento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale;
preso atto del verbale n. 220 del 15 settembre 2018, con cui il Collegio dei Revisori dei conti ha espresso parere favorevole all’aggiornamento del Gruppo di Amministrazione Pubblica del Consiglio regionale della Calabria e all’approvazione del Bilancio Consolidato 2017, redatti ai sensi del D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118 e ss.mm.ii.;
di approvare l'aggiornamento del "Gruppo Amministrazione Pubblica" del Consiglio regionale della Calabria e il Bilancio consolidato 2017 del Consiglio regionale della Calabria, unitamente agli allegati richiamati in premessa, che formano parte integrante e sostanziale della presente deliberazione.
Proposta di legge numero 359/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Modifiche della legge regionale 31 dicembre 2015, numero 37” (Del. n. 341)
(Modifica del titolo della l.r. 37/2015)
1. Il titolo della legge regionale 31 dicembre 2015, n. 37 “Modifica alla legge regionale n. 35 del 19 ottobre 2009 e s.m.i. (Procedure per la denuncia degli interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica)”, è sostituito dal seguente: “Procedure per la denuncia degli interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica.”.
(Disposizioni generali di coordinamento)
a) articolo 3, comma 3;
b) articolo 4, commi 3, 5, 6 e 7;
c) articolo 6, comma 1;
d) articolo 7, comma 1;
e) articolo 8, commi 1 e 2;
f) articolo 9, comma 2;
h) articolo 11, comma 5;
i) articolo 12, comma 2;
j) articolo 15, comma 1 e 4;
k) articolo 16, comma 1.
(Modifiche all’articolo 2 della l.r. 37/2015)
1. Nel comma 1 dell'articolo 2 della l.r. 37/2015, le parole da “nei successivi” e fino a “costruzioni)” sono sostituite dalle seguenti: “nelle norme tecniche per le costruzioni previste dall'articolo 52 dello stesso d.p.r. 380/2001”.
(Modifiche all'articolo 3 della l.r. 37/2015)
a) nel comma 5, le parole da “emanate” e fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: “per le costruzioni previste dall'articolo 52 del d.p.r. 380/2001, e, nel caso di opere pubbliche, dalla normativa europea e statale in materia di contratti pubblici.”;
b) nel comma 6, le parole da “nel capitolo” e fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: “nelle norme tecniche per le costruzioni previste dall'articolo 52 del d.p.r. 380/2001”.
(Modifiche all'articolo 4 della l.r. 37/2015)
“2 bis. Le varianti che non comportano modifiche strutturali significative sono definite e disciplinate nel regolamento di cui al comma 2.”;
c) nel comma 6, dopo la parola “o” sono inserite le seguenti: “gli estremi”.
(Modifiche all'articolo 5 della l.r. 37/2015)
a) nel comma 1, le parole da “e delle altre” fino a “integrazioni” sono sostituite dalle seguenti: “della normativa europea e statale in materia di contratti pubblici, delle norme tecniche per le costruzioni previste dall’articolo 52 del d.p.r. 380/2001”;
b) nel comma 2, le parole da “e dei” fino a “tecniche)” sono sostituite dalle seguenti: “alla normativa europea e statale in materia di contratti pubblici e alle norme tecniche per le costruzioni previste dall'articolo 52 del d.p.r. 380/2001,”.
(Modifiche all’articolo 6 della l.r. 37/2015)
a) verifica in ordine alla completezza e regolarità formale del progetto esecutivo, relativamente alla:
1) completezza e regolarità della documentazione amministrativa, dell'istanza e delle dichiarazioni;
2) presenza della certificazione resa dal progettista strutturale per come disposto dall'articolo 5, comma 3, per gli interventi di sopraelevazione di cui all'articolo 90 del d.p.r. 380/2001;
3) corretta valutazione e versamento del contributo di istruttoria;
4) presenza e completezza delle relazioni e degli elaborati del progetto;
5) regolarità della sottoscrizione degli elaborati tecnici da parte dei professionisti coinvolti nel procedimento e dell'esecutore se individuato;
b) verifica sostanziale in ordine alla conformità del progetto alle vigenti norme tecniche per le costruzioni, relativamente alla:
1) coerenza del progetto architettonico con il progetto strutturale;
2) coerenza tra la tipologia di intervento dichiarata nell'istanza e gli elaborati progettuali;
3) coerenza, per le costruzioni esistenti, del livello di conoscenza considerato nel calcolo con il rilievo geometrico-strutturale e le indagini sui materiali;
4) completezza e adeguatezza del progetto a rappresentare gli interventi strutturali;
5) congruità con la normativa vigente dei parametri inseriti dal progettista strutturale nella piattaforma di cui all'articolo 1, per come specificato nel regolamento di attuazione;
6) relazione di calcolo redatta secondo le modalità definite dalle norme tecniche per le costruzioni previste dall'articolo 52 del d.p.r. 380/2001, e in particolare al capitolo 10, paragrafo 2, delle norme tecniche per le costruzioni approvate con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 17 gennaio 2018;
7) adeguatezza delle prove sui materiali e sulle strutture, e delle indagini sui terreni;
8) verifica della scheda di sintesi dei dati inseriti nella piattaforma, per come riportato nel regolamento di attuazione.
3 bis. Il progettista resta comunque responsabile dell'intera progettazione strutturale.
3 ter. Le verifiche di cui al comma 3 non riguardano:
a) la progettazione di impianti e macchinari regolata da specifica normativa di settore;
b) la progettazione degli elementi non strutturali e degli impianti, salvo le eventuali interazioni con le strutture, ove la progettazione debba tenerne conto;
c) le valutazioni sull'appropriatezza delle scelte progettuali compiute dal progettista.
3 quater. Nell'ambito delle verifiche di cui al comma 3 il Settore tecnico regionale competente non ha l'obbligo di effettuare l'esame dei tabulati numerici allegati alla relazione di calcolo strutturale.”;
“4. L'atto autorizzativo, o di diniego, è rilasciato dal competente Settore tecnico regionale all'esito delle verifiche di cui al comma 3.”.
(Modifiche all'articolo 8 della l.r. 37/2015)
1. Nel comma 1 dell'articolo 8 della l.r.37/2015 le parole “in materia” sono sostituite dalle seguenti: “per le costruzioni previste dall'articolo 52 del d.p.r. 380/2001 e dal regolamento di attuazione”.
(Modifiche all'articolo 9 della l.r. 37/2015)
1. Nel comma 1 dell'articolo 9 della l.r. 37/2015 le parole da “anche” fino a “2008” sono sostituite dalle seguenti: “per le opere richiamate dall'articolo 67 del d.p.r. 380/ 2001, nonché dalle norme tecniche per le costruzioni di cui all'articolo 52 del medesimo d.p.r.380/2001.”.
(Modifiche all'articolo 11 della l.r. 37/2015)
1. L'articolo 11 della l.r. 37/2015 è cosi modificato:
a) nel comma 3, le parole “nel proprio certificato di collaudo” sono sostituite dalle seguenti: “, per come stabilito dal regolamento di attuazione,”;
b) nei commi 4 e 5, le parole “NTC 2008”, dovunque ricorrenti, sono sostituite dalle seguenti: “norme tecniche per le costruzioni previste dall'articolo 52 del d.p.r. 380/ 2001,”.
(Modifiche all'articolo 13 della l.r. 37/2015)
1. Nel comma 1 dell'articolo 13 della l.r. 37/2015, dopo la parola “9” sono inserite le seguenti: “e dell'attestazione di rispondenza di cui al comma 3 dell'articolo 11”.
1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 1 della l.r. 37/2015, le disposizioni della presente legge si applicano alle opere per le quali la denuncia di cui all'articolo 3, comma 1, della l.r. 37/2015 è acquisita al protocollo della Regione successivamente all'entrata in vigore della stessa.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 226/10^ d’Ufficio, recante: Aggiornamento al Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale della Calabria approvato con D.C.R. n. 190 del 4 maggio 2017” (Del. n. 342)
vista la deliberazione n. 46 del 12 settembre 2018, con la quale l’Ufficio di Presidenza ha proposto al Consiglio regionale l’aggiornamento del Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale della Calabria approvato con D.C.R. n. 190 del 4 maggio 2017;
- il Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale della Calabria è stato approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 190 del 4 maggio 2017;
- il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, così come modificato ed integrato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126, ha introdotto il nuovo impianto normativo sull'armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle autonomie locali, finalizzato a stabilire il quadro complessivo di riferimento dei principi contabili generali per regioni, province autonome ed enti locali, fissando al primo gennaio 2015 l'entrata in vigore per gli enti citati delle nonne in materia di armonizzazione contabile;
evidenziato che al regolamento di contabilità sia demandata una disciplina di dettaglio dei principi dell'ordinamento contabile, con particolare riguardo per le competenze dei soggetti preposti alle attività di programmazione e gestione, secondo le peculiarità e le specifiche esigenze organizzative dell'ente, nel rispetto dell'unità giuridica ed economica dello Stato e delle esigenze di coordinamento della finanza pubblica;
ritenuto che per una maggiore funzionalità amministrativa occorre diversamente formulare gli articoli indicati nell'allegato A;
atteso che il Regolamento interno di contabilità, aggiornato con le modifiche sopra citate:
a) garantisce la coerenza con il quadro normativo sopravvenuto e con i nuovi principi contabili generali ed applicati di cui al D.Lgs. n. 118/2011;
b) è stato predisposto tenendo in considerazione le peculiarità e le specificità dell'ente, nel rispetto dell'unità giuridica ed economica dello Stato e delle esigenze di coordinamento della finanza pubblica;
c) assicura il passaggio dal rispetto di adempimenti formali al raggiungimento di obiettivi sostanziali;
d) assicura il rispetto delle competenze degli organi coinvolti nella gestione del bilancio, secondo il principio di flessibilità gestionale e di separazione delle funzioni;
e) attua i principi di efficacia, efficienza ed economicità della gestione quali componenti essenziali del principio di legalità;
preso atto del verbale n. 219 del 25 settembre 2018, con cui il Collegio dei revisori dei conti ha espresso parere favorevole all’aggiornamento del Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale;
di approvare l’aggiornamento del Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale, con le modifiche riportate nell’allegato A, che costituisce parte integrante e sostanziale della presente deliberazione.