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Timestamp: 2020-08-04 09:28:53+00:00
Document Index: 112999077

Matched Legal Cases: ['arte 2', 'art. 131', 'art. 90', 'art. 97', 'art. 99', 'art. 90', 'art. 91', 'art. 92', 'art. 96', 'art. 1', 'art. 27', 'art.23', 'art. 24', 'art. 161', 'art.161', 'art.41', 'art. 36', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1117', 'art. 1120', 'sentenza ', 'arte 2', 'arte 3', 'arte 3', 'arte 3']

NewsLetter Numero 514
Newsletter 514 del 20 aprile 2017
Diventa obbligatorio l’uso delle tabelle per il calcolo dei corrispettivi professionali nei lavori pubblici
La PAS 1192-3: il BIM nella gestione dei patrimoni immobiliari (parte 2)
Piano sicurezza e coordinamento, cos'è e quali sono i contenuti
PSC (Piano di sicurezza e coordinamento): cos’è, quando è obbligatorio e quali sono i contenuti secondo il testo unico sulla sicurezza (dlgs 81/2008)
Il PSC (Piano di sicurezza e coordinamento) è il documento redatto in fase di progetto in cui sono analizzati tutti gli aspetti legati ai rischi e alle misure di prevenzione e protezione relative a uno specifico cantiere e che dovranno essere strettamente connesse ai Piani Operativi di sicurezza (POS). Analizza le fasi di lavoro svolte in cantiere, le fasi critiche del processo di costruzione e tutte le misure da adottare per ridurre e prevenire i rischi di lavoro.
Il PSC è redatto nella fase di progettazione dell’opera o comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte per l’appalto. È parte integrante della gara d’appalto per poi essere punto di riferimento per la realizzazione del progetto.
Il PSC è costituito da una relazione tecnica con tutte le prescrizioni, correlate alla complessità dell’opera, atte a prevenire o ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori e una serie di tavole esplicati.
I datori di lavoro delle imprese esecutrici mettono a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza copia del PSC e del POS almeno 10 giorni prima dell’inizio dei lavori.
Il committente o il responsabile dei lavori trasmette il PSC a tutte le imprese invitate a presentare offerte per l’esecuzione dei lavori. In caso di appalto di opera pubblica si considera trasmissione la messa a disposizione del piano a tutti i concorrenti alla gara di appalto.
Prima dell’inizio dei lavori l’impresa affidataria trasmette il piano alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi.
Chi redige il PSC e quando è obbligatorio
Il PSC deve essere redatto dal Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione; in alcuni casi particolari è redatto dal Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione. Nel caso di lavori privati non soggetti a permesso di costruire e comunque di importo inferiore a 100.000 euro, le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori.
Il PSC è obbligatorio quando nel cantiere sono presenti più imprese, sia nel caso di lavori pubblici che privati.
Secondo quanto previsto dall'art. 131 del vecchio Codice appalti (dlgs 163/2006), in regime di appalti pubblici, quando non è prevista la redazione del PSC, l'appaltatore deve redigere il PSS (Piano di Sicurezza Sostitutivo), integrandolo con i contenuti del POS (Piano operativo di Sicurezza).
In realtà, il nuovo Codice appalti (dlgs 50/2016) ha abrogato in toto il dlgs 163/2006, senza alcuna previsione dei piano sostitutivo; neanche il correttivo appalti introduce nessun richiamo al PSS.
Adempimenti Lavori pubblici Lavori privati A cura di: Riferimenti normativi
una sola impresa più di un'impresa una sola impresa più di un'impresa
Verifica di idoneità tecnico-professionale SI SI SI SI Committente / Responsabile dei Lavori art. 90 c.9, art. 97 e All. XVII dlgs 81/2008 (3)
Notifica preliminare SI(1) SI SI(1) SI Committente / Responsabile dei Lavori art. 99 dlgs 81/2008
Nomina di Coordinatori Progettazione ed esecuzione NO SI NO SI(2) Committente / Responsabile dei Lavori art. 90 commi 4 e 5 dlgs 81/2008
Redazione del PSC- Fascicolo NO SI NO SI(2) Coordinatori art. 91 commi 1 lett a) e b) – art. 92 comma 2 dlgs 81/2008
Redazione del POS SI SI SI SI Imprese esecutrici (tutte) art. 96 comma 1 lett. g) dlgs 81/2008
Stima dei costi della sicurezza SI* SI** NO SI** * stazione appaltante
** Committente / Responsabile dei Lavori
All. XV punto 4 81/2008
(1) La notifica deve essere inviata se l’entità dei lavori è superiore a 200 uomini-giorno.
(2) Per i lavori privati non soggetti a richiesta di Permesso di Costruire il Coordinatore per l’esecuzione nominato prima dell’inizio dei lavori redige il PSC e il fascicolo.
(3) In caso di sub-appalto il datore di lavoro dell’impresa subappaltante verifica l’idoneità tecnico professionale dei subappaltatori.
I contenuti minimi del PSC e l’indicazione della stima dei costi della sicurezza sono definiti nell’allegato XV del dlgs 81/2008.
Il PSC é specifico per ogni singolo cantiere temporaneo o mobile e di concreta fattibilità; i suoi contenuti sono il risultato di scelte progettuali ed organizzative.
Il PSC contiene almeno i seguenti elementi:
l’identificazione e la descrizione dell’opera, esplicitata con:
l’indirizzo del cantiere
la descrizione del contesto in cui è collocata l’area di cantiere
una descrizione sintetica dell’opera, con particolare riferimento alle scelte progettuali, architettoniche, strutturali e tecnologiche
l’individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza, esplicitata con l’indicazione dei nominativi del responsabile dei lavori, del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e, qualora già nominato, del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione ed a cura dello stesso coordinatore per l’esecuzione con l’indicazione, prima dell’inizio dei singoli lavori, dei nominativi dei datori di lavoro delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi
le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive, in riferimento:
alle lavorazioni
le prescrizioni operative, le misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale, in riferimento alle interferenze tra le lavorazioni
le misure di coordinamento relative all’uso comune da parte di più imprese e lavoratori autonomi, come scelta di pianificazione lavori finalizzata alla sicurezza, di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva
l’organizzazione prevista per il servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori, nel caso in cui il servizio di gestione delle emergenze è di tipo comune; il PSC contiene anche i riferimenti telefonici delle strutture previste sul territorio al servizio del pronto soccorso e della prevenzione incendi
la durata prevista delle lavorazioni, delle fasi di lavoro e, quando la complessità dell’opera lo richieda, delle sottofasi di lavoro, che costituiscono il cronoprogramma dei lavori, nonché l’entità presunta del cantiere espressa in uomini‐ giorno
L’elenco indicativo e non esauriente degli elementi essenziali utili alla definizione dei contenuti del PSC.
In riferimento all’area di cantiere, il PSC contiene l’analisi degli elementi essenziali, in relazione:
alle caratteristiche dell’area di cantiere, con particolare attenzione alla presenza nell’area del cantiere di linee aeree e condutture sotterranee
all’eventuale presenza di fattori esterni che comportano rischi per il cantiere, con particolare attenzione:
a lavori stradali ed autostradali al fine di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori impiegati nei confronti dei rischi derivanti dal traffico circostante
al rischio di annegamento
agli eventuali rischi che le lavorazioni di cantiere possono comportare per l’area circostante
le modalità da seguire per la recinzione del cantiere, gli accessi e le segnalazioni
i servizi igienico‐assistenziali
la viabilità principale di cantiere
gli impianti di alimentazione e reti principali di elettricità, acqua, gas ed energia di qualsiasi tipo
gli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche
le eventuali modalità di accesso dei mezzi di fornitura dei materiali
la dislocazione degli impianti di cantiere
la dislocazione delle zone di carico e scarico
le zone di deposito attrezzature e di stoccaggio materiali e dei rifiuti
le eventuali zone di deposito dei materiali con pericolo d’incendio o di esplosione
In riferimento alle lavorazioni, il coordinatore per la progettazione suddivide le singole lavorazioni in fasi di lavoro e, quando la complessità dell’opera lo richiede, in sottofasi di lavoro, ed effettua l’analisi dei rischi presenti, con riferimento all’area e alla organizzazione del cantiere, alle lavorazioni e alle loro interferenze, ad esclusione di quelli specifici propri dell’attività dell’impresa, facendo in particolare attenzione ai seguenti.
al rischio di investimento da veicoli circolanti nell’area di cantiere
al rischio di seppellimento da adottare negli scavi
al rischio di caduta dall’alto
al rischio di insalubrità dell’aria nei lavori in galleria
al rischio di instabilità delle pareti e della volta nei lavori in galleria
ai rischi derivanti da estese demolizioni o manutenzioni, ove le modalità tecniche di attuazione siano definite in fase di progetto
ai rischi di incendio o esplosione connessi con lavorazioni e materiali pericolosi utilizzati in cantiere
ai rischi derivanti da sbalzi eccessivi di temperatura
al rischio di elettrocuzione
al rischio rumore
al rischio dall’uso di sostanze chimiche
Per ogni elemento dell’analisi relativo all’area di cantiere, all’organizzazione del cantiere e alle lavorazionidi il PSC contiene:
le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive richieste per eliminare o ridurre al minimo i rischi di lavoro; ove necessario, vanno prodotte tavole e disegni tecnici esplicativi
Il Consiglio dei ministri del 13 aprile 2017 ha approvato il dlgs correttivo del nuovo Codice appalti relativo a lavori, servizi e forniture, adottato a norma dell’art. 1, comma 8, della legge delega n. 11 del 2016 , che “entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1 il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e della procedura di cui al presente articolo“.
Sono stati modificati diversi articoli del dlgs n. 50/2016, a seguito dell’acquisizione dei seguenti pareri:
Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
Gli articoli modificati sono 130, in alcuni casi si tratta solo di piccole correzioni, in altri sono stati inseriti diversi commi ad integrazione al testo originario.
Di seguito proponiamo il testo definitivo degli articoli più importanti, a seguito delle disposizioni integrative e correttive più significative. In verde riportiamo il nuovo testo del correttivo, cambiato rispetto a quello originario del dlgs n. 50/2016.
Ricordiamo che le correzioni entreranno in vigore decorsi 15 giorni dalla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Obbligo utilizzo decreto parametri
Si introduce l’obbligatorietà dell’uso dei parametri per calcolare i compensi a base di gara. Viene modificato il comma 8 dell’articolo 24, il cui testo originario è il seguente:
Art. 24 comma 8.
Il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, approva, con proprio decreto, da emanare entro e non oltre sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, le tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni e delle attività di cui al presente articolo e all’articolo 31, comma 8. I predetti corrispettivi possono essere utilizzati dalle stazioni appaltanti, ove motivatamente ritenuti adeguati quale criterio o base di riferimento ai fini dell’individuazione dell’importo dell’affidamento. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 6
A seguito delle correzioni sono stati inseriti il comma 8-bis e 8-ter ed il testo relativo al comma 8 è stato modificato con il seguente:
Il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, approva, con proprio decreto, da emanare entro e non oltre sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, le tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni e delle attività di cui al presente articolo e all’articolo 31, comma 8. I predetti corrispettivi sono utilizzati dalle stazioni appaltanti quale criterio o base di riferimento ai fini dell’individuazione dell’importo da porre a base di gara dell’affidamento. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 6
Art. 24 comma 8-bis. Le stazioni appaltanti non possono subordinare la corresponsione dei compensi relativi allo svolgimento della progettazione e delle attività tecnico-amministrative ad essa connesse all’ottenimento del finanziamento dell’opera progettata. Nella convenzione stipulata con il soggetto affidatario sono previste le condizioni e le modalità per il pagamento dei corrispettivi con riferimento a quanto previsto dagli articoli 9 e 10 della legge 2 marzo 1949, n. 143, e successive modificazioni.
Art. 24 comma 8-ter. Nei contratti aventi ad oggetto servizi di ingegneria e architettura la stazione appaltante non può prevedere quale corrispettivo forme di sponsorizzazione o di rimborso, ad eccezione dei contratti relativi ai beni culturali, secondo quanto previsto dall’articolo 151.
È stato inserito l’obbligo, per le amministrazioni, di scegliere i collaudatori da un apposito albo.
Viene modificato il comma 6 dell’articolo 102, il cui testo originario è il seguente:
Art. 102 comma 6.
Per effettuare le attività di controllo sull’esecuzione dei contratti pubblici di cui al comma 1, le stazioni appaltanti nominano tra i propri dipendenti o dipendenti di altre amministrazioni pubbliche da uno a tre componenti con qualificazione rapportata alla tipologia e caratteristica del contratto, il cui compenso è contenuto nell’ambito dell’incentivo di cui all’articolo 113. Per i lavori, il dipendente nominato collaudatore ovvero tra i dipendenti nominati collaudatori, è individuato il collaudatore delle strutture per la redazione del collaudo statico. Per accertata carenza nell’organico della stazione appaltante ovvero di altre amministrazioni pubbliche, le stazioni appaltanti individuano i componenti con le procedure di cui all’articolo 31, comma 8.
Il nuovo testo relativo al comma 6 dell’articolo 102 è il seguente:
Per effettuare le attività di collaudo sull’esecuzione dei contratti pubblici di cui al comma 2, le stazioni appaltanti nominano tra i propri dipendenti o dipendenti di altre amministrazioni pubbliche da uno a tre componenti con qualificazione rapportata alla tipologia e caratteristica del contratto, in possesso dei requisiti di moralità, competenza e professionalità, iscritti all’albo dei collaudatori nazionale o regionale di pertinenza come previsto al comma 8 del presente articolo. Il compenso spettante per l’attività di collaudo è contenuto, per i dipendenti della sta ione appaltante, nell’ambito dell’incentivo di cui all’articolo 113, mentre per i dipendenti di altre amministra ioni pubbliche è determinato ai sensi della normativa applicabile alle stazioni appaltanti e nel rispetto delle disposi ioni di cui all’articolo 61, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Per i lavori, tra i dipendenti della stazione appaltante ovvero tra i dipendenti delle altre amministrazioni, è individuato il collaudatore delle strutture per la redazione del collaudo statico. Per accertata carenza nell’organico della stazione appaltante, ovvero di altre amministrazioni pubbliche, le stazioni appaltanti individuano i componenti con le procedure di cui all’articolo 31, comma 8.
All’art. 27 (Procedure di approvazione dei progetti relativi ai lavori) dopo il comma 1, è inserito il seguente comma 1-bis:
articolo 27 comma 1-bis.
Nei casi di appalti conseguenti al ritiro, alla revoca o all’annullamento di un precedente appalto, basati su progetti per i quali risultino scaduti i pareri, le autorizzazioni e le intese acquisiti, ma non siano intervenute variazioni nel progetto e in materia di regolamentazione ambientale, paesaggistica e antisismica né in materia di disciplina urbanistica, restano confermati, per un periodo comunque non superiore a cinque anni, i citati predetti pareri, le autorizzazioni e le intese già resi dalle diverse amministrazioni. L’assenza delle variazioni di cui al primo periodo deve essere oggetto di specifica valutazione e attestazione da parte del RUP. Restano escluse le ipotesi in cui il ritiro, la revoca o l’annullamento del precedente appalto siano dipesi da vizi o circostanze comunque inerenti i pareri, le autorizzazioni o le intese di cui al primo periodo
Per contratti di lavori e servizi, i costi della manodopera devono essere individuati dalla stazione appaltante in fase di progetto, ai fini della determinazione dell’importo a base d’asta. I costi della sicurezza sono scorporati dal costo dell’importo assoggettato al ribasso.
Il comma 16 dell’art.23 in origine era il seguente:
Art. 23 comma 16
Per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, il costo del lavoro è determinato annualmente, in apposite tabelle, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione. Fino all’adozione delle tabelle di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 4.
A seguito delle modifiche il testo definitivo risulta:
Per i contratti relativi a lavori, servizi e forniture, il costo del lavoro è determinato annualmente, in apposite tabelle, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra le organizzazioni sindacali e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione. Per i contratti relativi a lavori il costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni è determinato sulla base dei prezzari regionali aggiornati annualmente. Tali prezzari cessano di avere validità il 31 dicembre di ogni anno e possono essere transitoriamente utilizzati fino al 30 giugno dell’anno successivo, per i progetti a base di gara la cui approvazione sia intervenuta entro tale data. In caso di inadempienza da parte delle Regioni, i prezzari sono aggiornati, entro i successivi trenta giorni, dalle competenti articolazioni territoriali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sentite le Regioni interessate. Fino all’adozione delle tabelle di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 4. Nei contratti di lavori e servi i la stazione appaltante, al fine di determinare l’importo posto a base d’asta, individua nel progetto i costi della manodopera sulla base di quanto previsto nel presente comma. I costi della sicurezza sono scorporati dal costo dell’importo assoggettato al ribasso d’asta.
Viene introdotto un periodo transitorio che prevede che l’appalto integrato sia possibile per gli appalti i cui progetti preliminari o definitivi siano stati già approvati alla data di entrata in vigore del codice e nei casi di urgenza.
Dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti commi:
Art. 59 comma 1-bis.
Le stazioni appaltanti possono ricorrere all’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione di lavori sulla base del progetto definitivo dell’amministrazione aggiudicatrice nei casi in cui l’elemento tecnologico o innovativo delle opere oggetto dell’appalto sia nettamente prevalente rispetto all’importo complessivo dei lavori.
Art. 59 comma 1-ter.
Il ricorso agli affidamenti di cui al comma 1-bis deve essere motivato nella determina a contrarre. Tale determina chiarisce, altresì, in modo puntuale la rilevanza dei presupposti tecnici ed oggettivi c e consentono il ricorso all’affidamento congiunto e l’effettiva incidenza sui tempi della realizzazione delle opere in caso di affidamento separato di lavori e progettazione.
Guida acquisto della casa 2017: i contenuti
verifiche prima dell’acquisto della casa
dati catastali e ipotecari
perché si stipula il contratto preliminare
acquisto da un’impresa
base imponibile per il calcolo delle imposte
sistema del prezzo-valore
acquisto con i benefici prima casa
requisiti per avere le agevolazioni
credito d’imposta per il riacquisto della “prima casa”
Impianto fotovoltaico: cos’è. La guida di base per comprendere come funziona un impianto di generazione e quali sono i vantaggi per installazioni residenziali
In questo primo focus sugli impianti fotovoltaici analizziamo i principi e i concetti di base, partendo dall’effetto fotovoltaico fino a definire le tipologie di impianti.
Nei focus successivi, analizzeremo i componenti di un impianto fotovoltaico e gli altri concetti fondamentali per la corretta progettazione dell’impianto.
Silicio ed effetto fotovoltaico
Di seguito proponiamo una tabella con i valori medi di queste 3 grandezze in base alla tipologia del modulo.
Tipo di modulo Superficie FV necessaria per 1 kWp Grado di rendimento del modulo Rendimento energetico annuo
Nei prossimi focus analizzeremo in dettaglio i componenti di un impianto fotovoltaico.
Il correttivo appalti rende obbligatorio l’uso del dm 17 giugno 2016 con le tabelle per il calcolo dei corrispettivi professionali
Il correttivo del nuovo Codice appalti, approvato dal Consiglio dei Ministri e in attesa di pubblicazione in Gazzetta, ha modificato definitivamente l’art. 24 comma 8 del dlgs 50/2016.
Il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, approva, con proprio decreto, da emanare entro e non oltre 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, le tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni e delle attività di cui al presente articolo e all’articolo 31, comma 8.
I predetti corrispettivi sono utilizzati dalle stazioni appaltanti quale criterio o base di riferimento ai fini dell’individuazione dell’importo da porre a base di gara dell’affidamento. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al presente comma, si applica l’articolo 216, comma 6
Secondo la nuova formulazione, quindi, diventa obbligatorio utilizzare le tabelle dei corrispettivi definite dal dm 17 giugno 2016 (nuovo decreto parametri).
incarichi di supporto tecnico-amministrativo al Rup e al Dirigente
Con la circolare 45/2017 il CNI ha segnalato l’ordinanza 849/2016 del Tribunale di Vicenza circa i compensi per consulenti tecnici d’ufficio, CTU.
I giudici chiedono alla Corte Costituzionale di pronunciarsi in merito alla questione di legittimità costituzionale dell’art. 161 delle disposizioni di attuazione del Codice civile (Giuramento dell’esperto e dello stimatore), modificate dalla legge 132/2015.
Ai sensi della legge 132/2015 i compensi dei periti estimatori devono essere calcolati sulla base del prezzo di vendita effettiva (e non di stima) dell’immobile. E’ vietato, inoltre, liquidare ai professionisti acconti superiori al 50% del compenso calcolato sul valore di stima; la loro liquidazione avviene solo in caso di effettiva vendita dell’ immobile.
La Corte Costituzionale dovrà quindi esprimersi circa la conformità alla Costituzione dell’art.161.
Il parere del Tribunale di Vicenza
Secondo il giudice che ha sollevato la questione, la norma sarebbe irragionevole per 3 motivi:
la liquidazione del bene avviene sulla scorta del valore di vendita finale, quando viene chiesto di effettuare la stima del valore di mercato
viene preso come valore di riferimento il valore di vendita, un’entità non pronosticabile a priori che dipende da fattori imponderabili da parte dell’esperto
l’aleatorietà degli eventi, che possono incidere sul valore finale dell’aggiudicazione, sono indipendenti dalla condotta o dalle capacità di previsione del professionista
Pertanto, in seguito alle modifiche apportate dalla legge 132/2015, la norma appare in contrasto con l’art.41 e 117 della Costituzione: limita irragionevolmente la libertà di iniziativa economica, sia perché lega il compenso al valore di vendita, sia perché rinvia la liquidazione alla vendita del bene, consentendo la liquidazione di acconti non superiori al 50%.
In definitiva, non si considera il diritto del lavoratore a ricevere un compenso adeguato e proporzionale alla mole e alla qualità della prestazione svolta, in violazione dell’art. 36 della Costituzione.
Si attende ora che si esprima la Corte Costituzionale.
Il proprietario di un immobile posto al piano terra di un fabbricato condominiale aveva provveduto alla trasformazione dello stesso in autorimessa. Tale innovazione veniva eseguita grazie all’allargamento di una finestra in un portone di accesso al garage.
Alcuni condòmini dello stabile si rivolgevano al Tribunale di Catania, lamentando di aver subito i seguenti danni relativi a:
il parziale abbattimento del muro condominiale, pregiudicando la stabilità e la sicurezza dell’edificio e ledendo il decoro architettonico dello stabile
l’illegittima appropriazione di parte del muro perimetrale
I ricorrenti chiedevano la condanna del convenuto a ripristinare la situazione preesistente, nonché al risarcimento dei danni subiti.
Il Tribunale di Catania condannava il proprietario del garage al ripristino dello stato dei luoghi, avendo ritenuto che le opere eseguite avevano leso il decoro architettonico dell’edificio condominiale.
Contro detta sentenza il proprietario del garage proponeva appello.
La Corte territoriale si esprimeva a favore del ricorrente rilevando che, pur ampliata l’originaria finestra (della larghezza di m 1,80) in portone carraio (della larghezza di m 2,80), leggermente più ampio rispetto al portone, e pur apparentemente modificata la sequenza “finestra-portone-finestra”, non sussisteva alcuna significativa alterazione del decoro architettonico.
Contro tale decisione i condòmini ricorrevano in Cassazione.
Trasformazione finestra in portone: la sentenza di Cassazione
La Corte di Cassazione con sentenza n. 4433/2017 si esprime sul ricorso presentato dai condòmini dello stabile.
Ad avviso dei ricorrenti, l’allargamento dell’apertura nel muro perimetrale portante e di proprietà comune (art. 1117 cc), che era stato parzialmente abbattuto allo scopo di eseguire la trasformazione dell’originaria finestra in un portone, sarebbe avvenuto nel mancato rispetto delle regole di cui all’art. 1120 cc, secondo cui:
I condòmini, con la maggioranza, indicata dal quinto comma dell’articolo 1136, possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all’uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni
I giudici, richiamando pregresse sentenze di Cassazione, precisano che: l’installazione di porte o cancellate in un muro ricadente fra le parti comuni dell’edificio condominiale, eseguite da uno dei condòmini per creare un nuovo ingresso all’unità immobiliare di sua proprietà esclusiva, non integrano, di massima, abuso della cosa comune suscettibile di ledere i diritti degli altri condòmini, non comportando per costoro una qualche impossibilità di far parimenti uso del muro stesso.
In merito al discorso sulla stabilità dell’edificio, gli ermellini ritengono che il proprietario del garage abbia provveduto, mediante l’esecuzione di opportuni interventi, a rimuovere l’originaria situazione di non conformità alle prescrizioni della normativa antisismica.
Inoltre, secondo i giudici, la trasformazione finestra in portone ha lasciato immutato lo stile architettonico della facciata, non comportando alcuna significativa alterazione del relativo decoro.
Pertanto la Corte di Cassazione rigetta il ricorso presentato dai condòmini confermando la sentenza di appello.
Per oltre 30 milioni di contribuenti è già possibile consultare la dichiarazione 730 precompilata 2017 che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione sul proprio sito.
Dal 18 aprile 2017 è possibile accedere alla dichiarazione precompilata 2017 per conoscere tutti i dati predisposti dai sistemi informativi dell’Agenzia.
Dal 2 maggio è possibile accettare, modificare e inviare la dichiarazione 730 precompilata all’Agenzia delle Entrate direttamente tramite l’applicazione web.
Il 30 giugno è l’ultimo giorno utile per il versamento di saldo e primo acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi.
Il 24 luglio è il termine ultimo per la presentazione del modello 730 precompilato all’Agenzia delle Entrate direttamente tramite l’applicazione web.
Il 31 luglio è l’ultimo giorno utile per il versamento, con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse, di saldo e primo acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi.
Entro il 2 ottobre comunicare al sostituto d’imposta di non voler effettuare il secondo o unico acconto dell’Irpef o di volerlo effettuare in misura inferiore.
Il 2 ottobre è il termine per la presentazione del modello Redditi precompilato e per inviare il modello Redditi correttivo del 730.
Il 25 ottobre è l’ultimo giorno utile per presentare un modello 730 integrativo, possibile solo se l’integrazione comporta un maggiore credito, un minor debito o un’imposta invariata. La presentazione può essere fatta solo tramite Caf o professionista abilitato.
La dichiarazione precompilata 2017 contiene nuovi oneri e spese. In particolare, sono già presenti molte più spese sanitarie da detrarre, quali:
spese per l’acquisto di farmaci presso farmacie e parafarmacie
spese sanitarie sostenute per le prestazioni di ottici, psicologi, infermieri, ostetriche, tecnici sanitari di radiologia medica e strutture autorizzate a fornire i servizi sanitarie ma non accreditate
Inoltre, sono detraibili:
le spese veterinarie comunicate dalle farmacie, dalle parafarmacie e dai veterinari
le spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni dei condomini, comunicate all’Agenzia delle Entrate dagli amministratori di condominio
Oneri e spese confermati
A queste nuove spese si aggiungono quelle già considerate negli scorsi anni dall’Agenzia delle Entrate, quali:
interessi passivi sui mutui in corso
contributi versati per lavoratori domestici
spese universitarie e i relativi rimborsi
contributi versati alla previdenza complementare
bonifici riguardanti le spese per interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica degli edifici
Le spese sanitarie già presenti lo scorso anno sono le spese comunicate all’Agenzia delle Entrate da:
medici, medici-chirurghi e odontoiatri
Presidi di specialistica ambulatoriale
Strutture per l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa
altri Presidi e Strutture accreditati per l’erogazione dei servizi sanitari
A partire dal 2017, è possibile presentare la dichiarazione direttamente via web anche per i coloro i quali la dichiarazione precompilata non è disponibile, ossia:
l’erede che deve presentare la dichiarazione per conto della persona deceduta
il contribuente per il quale l’Agenzia non dispone di alcun dato
L’Agenzia mette a disposizione una dichiarazione dei redditi senza alcun dato precompilato, a eccezione dei dati anagrafici.
Integrazione dichiarazione 2016
Oltre a visualizzare, accettare, modificare, integrare e inviare la dichiarazione precompilata 2017, è possibile consultare ed eventualmente correggere la dichiarazione precompilata 2016, purché sia stata inviata tramite l’applicazione web.
Per le modifiche i contribuenti devono utilizzare il modello Unico 2016 integrativo che l’Agenzia mette a disposizione con i dati presenti nella dichiarazione inviata.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, l’11 aprile 2017, il DEF (documento di economia e finanza) 2017, il principale strumento con cui si programma l’economia e la finanza pubblica in Italia nel breve e medio termine, in stretto coordinamento con la politica europea.
Il documento indica anche le coperture ad eventuali spese o le tasse di nuova introduzione utili a rientrare nel bilancio previsto.
Il DEF si articola in 3 sezioni:
programma di Stabilità dell’Italia (che definisce il quadro macro-economico)
analisi e tendenze di finanza pubblica
Per il 2017 si conferma una previsione di crescita dell’1,1%; per il deficit, la prospettiva è quella del 2,1% entro la fine di quest’anno.
Il Governo ha deciso, inoltre, di inserire in via sperimentale un primo gruppo di indicatori di benessere equo e sostenibile nel processo di bilancio, quali:
parametri relativi alle emissioni di CO2 e di altri gas clima alteranti
Il DEF 2017 sarà trasmesso alla Camere, per essere approvato; ulteriore passaggio sarà l’invio al Consiglio dell’Unione Europa e alla Commissione, che segue quello parlamentare: il tutto entro il 30 aprile prossimo.
Di seguito alcune delle principali disposizioni previste per arrivare ai 3,4 miliardi imposti da Bruxelles, dalla lotta all’evasione, dai tagli ai ministeri e da rincari fiscali su giochi e tabacchi alle assunzioni per Comuni e Province, nonché aumenti nel settore statale.
Nel dettaglio le misure sintetizzate.
Lo studio norvegese Snøhetta in collaborazione con la società Norconsult sta lavorando ad un progetto estremamente innovativo e importante: la realizzazione del primo tunnel navigabile al mondo (Stad Ship Tunnel).
L’opera è stata ideata per facilitare il passaggio delle imbarcazioni in un tratto di mare particolarmente impervio per le condizioni atmosferiche e le correnti. Infatti è noto che i fiordi Norvegesi sono tra i tratti di costa più pericolosi al mondo, con acque turbolente dominate da più di 100 giorni di tempesta all’anno, con combinazioni di venti e correnti estreme.
Il tunnel, alto 49 m, largo 36 m e lungo 1700 metri, è inserito in un panorama mozzafiato e collegherà la penisola di Stad nelle insenature di Moldefjorden e Kjødepollen.
I tempi previsti per la realizzazione dell’opera sono di circa 6 anni e quindi dovrebbe essere completata entro il 2023.
La sua costruzione richiederà l’asportazione di 7,5 milioni di tonnellate di roccia e un costo di circa 250 milioni di dollari.
Di seguito riportiamo la galleria fotografica ed il video di presentazione del progetto.
La legge di Stabilità 2015 (legge 190/2014) ha introdotto il nuovo regime IVA, lo Split Payment, da applicare in caso di cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di enti pubblici.
A partire dal 1° luglio 2017, il meccanismo della scissione dei pagamenti dell’Iva riguarderà anche i liberi professionisti che lavorano con la Pubblica Amministrazione o con le società quotate.
È una delle novità contenute nel decreto legge correttivo dei conti pubblici, DEF 2017, in merito al capitolo fiscale della manovra correttiva da 3,4 miliardi, approvato dal Consiglio dei ministri.
Le PA che acquistano beni e servizi non pagheranno l’Iva ai fornitori per le fatture emesse, ma solo l’imponibile; l’IVA sarà versata direttamente all’erario dall’amministrazione acquirente.
Fino ad ora, il dpr 673/1972 escludeva dalla scissione contabile i compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito, ossia le parcelle dei professionisti; dal 1° luglio, invece, l’IVA sulle fatture presentate dai professionisti, così come tutti gli altri fornitori di beni e servizi, sarà versata all’erario direttamente dalle PA e società pubbliche e quotate.
Il testo è ancora in corso di stesura; rimaniamo in attesa della pubblicazione del decreto in Gazzette Ufficiale, per confermarne l’entrata in vigore.
A Milano è applicabile il sismabonus? L’Ordine degli Ingegneri di Milano fa chiarezza in merito ad un quesito relativo ai criteri di applicazione del sismabonus
La Commissione Strutture dell’Ordine Ingegneri di Milano ha pubblicato la risposta ad un quesito relativo ai criteri di applicazione del sismabonus.
Prima di entrare nello specifico del quesito, ricordiamo brevemente cosa prevede il sismabonus, introdotto dalla legge di Bilancio 2017.
Per le spese sostenute dal primo gennaio 2017 a tutto il 2021 per gli interventi antisismici in zona ad alta pericolosità sismica (zona 1, 2 e 3), per costruzioni adibite a abitazioni e attività produttive, spetta una detrazione Irpef del 50% fino a 96 mila euro di spesa. Inoltre, la detrazione è ripartita in 5 quote costanti annuali.
qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore, la detrazione spetta nella misura del 75%
La legge di Bilancio, relativamente alla zonazione sismica, fa solo riferimento all’Ordinanza della Protezione Civile 3274/2013.
Sismabonus a Milano
Il sismabonus è applicabile a Milano? È questa la domanda che viene posta all’Ordine degli Ingegneri.
Infatti, come già detto, la norma fa riferimento alle zone 1, 2 e 3 (ex OPCM 3274/2003) e l’Agenzia delle Entrate, nelle guida fiscale afferma che:
“per l’individuazione delle zone sismiche bisogna sempre fare riferimento all’Ordinanza 3274 …”
A questo punto ci chiediamo se per la definizione della zona si faccia riferimento ai criteri di individuazione dell’Opcm nell’assegnare le zone o proprio alle zone definite dall’Opcm.
In altri termini, la città di Milano, che è passata da zona 4 a zona 3 nel 2016, ricade nella zona 3 per l’applicazione del sismabonus?
La risposta dell’Ordine di Milano
La Commissione Strutture dell’Ordine di Milano prova a fornire una risposta basata sul “buon senso” interpretativo.
La zonazione da considerare è quella che viene definita dalle Regioni, non quella di prima applicazione dell’Ordinanza. La Regione Lombardia si è dotata, sia pure in ritardo, di una classificazione amministrativa in linea con i criteri dell’Ordinanza: quindi a Milano dovrebbe essere possibile usufruire del sismabonus!
In allegato proponiamo il testo ufficiale del documento prodotto dall’Ordine degli Ingegneri di Milano.
La legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015) ha introdotto un credito d’imposta a favore delle imprese che acquistano, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019, beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo).
La misura dell’agevolazione è differenziata in relazione alla dimensione aziendale:
il 20% per le piccole imprese
il 15% per le medie imprese
il 10% per le grandi imprese
L’agevolazione è utilizzabile esclusivamente in compensazione.
Successivamente, la legge 18/2017 ha modificato la disciplina del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno; in particolare prevede:
estensione del credito d’imposta all’intero territorio della regione Sardegna
aumento della misura del credito d’imposta spettante
aumento del limite massimo dei costi agevolabili relativi a ciascun progetto di investimento, al quale è commisurato il credito d’imposta. Il massimale per le piccole e medie imprese è raddoppiato: rispettivamente da 3 a 10 milioni di euro; per le grandi imprese resta a 15 milioni
determinazione del credito d’imposta sulla base del costo complessivo dei beni acquisiti
possibilità di cumulo del credito d’imposta con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che insistano sugli stessi costi, sempre che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalla normativa europea
Circolare AE 13 aprile 2017, n. 12
Con la circolare 12/E, l’Agenzia delle Entrate ha fornito nuove indicazioni relative alla fruibilità e applicabilità del credito d’impostane in relazione alle modifiche introdotte dalla legge 18/2017, legge di conversione del dl 243/2016 (dl Mezzogiorno).
Nel dettaglio, i chiarimenti contenuti nella circolare riguardano:
disciplina originaria dell’agevolazione
decreto legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18
nuovo modello di comunicazione per la fruizione del credito d’imposta
Ricordiamo che le nuove disposizioni sono in vigore dal 1° marzo 2017, data di entrata in vigore della legge 18/2017; l’estensione del credito d’imposta all’intero territorio della regione Sardegna, invece, dal 1° gennaio 2017.
In allegato, oltre alla circolare, il nuovo modello per adeguare la comunicazione per la fruizione del credito d’imposta alle modifiche previste dal dl 243/2016.
Con il nuovo modello sarà possibile:
chiedere l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta
rinunciare a una precedente richiesta
rettificare una comunicazione già inviata, comprese quelle presentate all’Agenzia delle Entrate con il modello precedente
Il nuovo modello è utilizzabile anche per gli investimenti realizzati entro il 28 febbraio 2017, ossia quelli assoggettati alla normativa precedente.
PAS 1192-3: ecco i “codici di pratica” emanati attraverso procedure semplificate per venire incontro rapidamente a esigenze per la gestione dei beni immobiliari
I documenti rilasciati dal British Standards Institutions (BSI) denominati Publically Available Specification (PAS) della serie 1192 sono progressivamente assurti nel corso di tempo, a riferimento internazionale per l’implementazione di un processo BIM nel settore delle costruzioni.
E questo nonostante che le PAS siano definite da BSI non come norme vere e proprie, ma come codici di pratica o linee d’indirizzo emanati con una sorta di procedura d’urgenza per rispondere ad emergenti esigenze del mercato; nello specifico, ciò è avvenuto a seguito della decisione del governo del Regno Unito di introdurre il BIM nelle opere pubbliche di quel paese.
In particolare le PAS 1192 parte 2 e parte 3 che si occupano rispettivamente della fase di progettazione e realizzazione, la prima, e di gestione e manutenzione di una costruzione la seconda, sono state quelle oggetto di maggiore attenzione. Occorre sottolineare che questi due documenti sono stati concepiti come correlati essendo, dal punto di vista del flusso delle informazioni, l’uno la prosecuzione dell’altro.
Dal punto di vista dei soggetti interessati, però, la parte 3 occupandosi della gestione del bene realizzato, si rivolge alle organizzazioni (enti, imprese, ecc.) che esplicano le proprie attività durante il ciclo di vita utile della costruzione.
Ed esplicitamente la PAS 1192-3 dichiara il suo scopo essere quello di aiutare tali organizzazioni a realizzare il proprio specifico modello informativo digitale del bene (Asset Information Model – AIM).
Ma, anzitutto, che cos’è l’ Asset Information Model?
La definizione che nè da la PAS è la seguente:
Modello informativo del bene (AIM)
Dati e informazioni relativi a beni ad un livello richiesto per supportare un sistema di gestione patrimoniale di un’organizzazione.
Un AIM può riguardare un singolo bene, un sistema di beni o un intero portafoglio di un’organizzazione
L’AIM consiste di componenti grafici, non grafici e documentali, nonché metadati.
Dunque, può definirsi come un “archivio” controllato di dati relativi alla costruzione, da cui possono essere tratte le corrette e aggiornate informazioni, necessarie affinchè possano essere assunte tutte le opportune decisioni gestionali.
Ne consegue che distinte organizzazioni, in funzione della propria specifica attività, avranno l’esigenza di Modelli Informativi contenutisticamente differenti: differenti attività, differenti modelli.
Ed anche l’individuazione dei benefici attesi in relazione agli oneri da sostenere per la realizzazione del sistema, rappresenta un aspetto di fondamentale valutazione.
Quanto tempo e denaro occorre, infatti, per la creazione dell’ ”archivio” dati?
Che impegno di risorse occorre per raccogliere e inserire in tale “archivio” le informazioni?
E quale personale, dal punto di vista della sua qualificazione ma anche numerico, occorrerà riservare a tale attività?
Evidentemente questi aspetti dovranno essere oggetto di attenta valutazione da parte dell’organizzazione, al fine di concentrare l’attenzione sui dati e le informazioni di effettivo interesse per ottimizzazione dei propri processi decisionali.
Con il seguente diagramma, la PAS 1192-3 precisa anche il flusso di dati che convergerà nel Modello Informativo del Bene.
La porzione superiore della figura, di competenza della parte 3 della PAS 1192 cioè della fase di gestione di un patrimonio immobiliare, ha origine nell’Organizational Information Requirements (OIR).
Qui, come già detto precedentemente, l’organizzazione dovrà individuare le proprie esigenze. Ad esempio:
identificare, valutare e controllare i rischi connessi al bene durante la sua gestione;
individuare la scadenza dei periodi di garanzia;
valutare i benefici finanziari delle attività di miglioramento previste;
determinare l’impatto operativo e finanziario dell’indisponibilità del bene o di guasto;
intraprendere analisi finanziaria delle entrate e delle spese previste;
paragonare il costo del ciclo di vita per alternativi investimenti;
determinare la fine della vita economica dei beni(ad esempio il momento in cui la spesa relativa al bene supera il reddito associato);
ottenere / calcolare i valori di sostituzione del bene;
sviluppare un piano di investimenti relativo al bene.
calcolare l’impatto finanziario e delle risorse derivante dalla deviazione dalle pianificazioni che potrebbero portare a un cambiamento nella disponibilità o delle prestazioni del bene (ad esempio, qual è l’impatto finanziario derivante dal differire il mantenimento di un generatore specifico di sei mesi);
Dall’individuazione di ciò che viene reputato necessario fare, discende l’individuazione delle informazioni che occorrono per poter perseguire tali obiettivi: ecco i Requisiti Informativi del Bene (Asset Information Requirement – AIR), collocato subito al di sotto dell’OIR nella figura 1.
Tali informazioni dovranno essere disponibili all’intero del Modello digitale Informativo del Bene (Asset Information Model – AIM).
Ma la porzione inferiore del diagramma riportato nella figura 1, di competenza della PAS 1192-2, ci indica l’altra fonte importantissima di informazioni per l’AIM cioè il Project Information Model (PMI), il modello digitale della costruzione, che viene sviluppato durante le fasi progettazione e realizzazione della costruzione.
In conclusione si desidera sottolineare come durante le attività di uso e manutenzione di una costruzione, attività che durano per la maggior parte del suo ciclo di vita, i momenti di scambio di informazioni ed i momenti decisionali molto raramente coincidono:
realizzare la possibilità di memorizzare le informazioni di “uso e manutenzione” in modo tale che esse siano sempre aggiornate e disponibili per supportare le decisioni delle organizzazioni di gestione è, quindi, aspetto decisivo per la conduzione e il miglioramento della produttività delle organizzazioni stesse.
Per svolgere tale funzione la PAS 1192-3 ha individuato l’ Asset Information Requirement – AIR.
Al via i 2 bandi per rilanciare la zona delle Vele di Scampia – Napoli.
Dopo l’assegnazione del finanziamento da 26 milioni di euro, il Comune di Napoli ha predisposto 2 bandi per la presentazione dei progetti di riqualificazione.
Primo bando demolizione Vele
Pubblicato il primo bando relativo al progetto Restart Scampia: da margine urbano a centro dell’area metropolitana, che rappresenta una prima fase della strategia complessiva di riqualificazione delle Vele di Scampia.
Il bando è relativo alla progettazione esecutiva, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, e direzione lavori per l’abbattimento di 3 delle 4 Vele e per la riqualificazione della quarta, oltre della sistemazione degli spazi aperti risultanti dalla demolizione.
Il bando prevede 22 giorni di tempo per la presentazione delle proposte, entro e non oltre le ore 12:00 dell’8 maggio 2017 e 50 giorni di tempo al vincitore del bando, per la predisposizione della progettazione esecutiva che sarà oggetto della successiva gara lavori per l’abbattimento e la rifunzionalizzazione.
Secondo bando demolizione Vele
Nei prossimi giorni sarà completato e pubblicato anche il secondo bando, che avrà il compito di ridefinire l’area e la sua riqualificazione.
Si tratta del Piano urbanistico esecutivo dell’area, al fine di rendere Scampia un punto di contatto con i Comuni limitrofi, dove si andranno a localizzare nuove strutture, in grado di determinare una rigenerazione urbana della zona.
Le Vele di Scampia (4 grandi edifici nella periferia nord di Napoli) vennero costruite su progetto dell’architetto Franz Di Salvo tra il 1967 e il 1975.
Facevano parte di un progetto abitativo di larghe vedute: prevedeva anche uno sviluppo della città di Napoli nella zona est di Ponticelli. Ma ben presto sono diventate famose perché considerate simbolo del degrado di alcune zone della città, dove gli appartamenti sono vecchi e decadenti o abitati abusivamente.
Inizialmente gli edifici erano 7; poi 3 furono demoliti alla fine degli anni ’90 e rimasero in piedi solo 4 strutture.
Il 29 agosto 2016 una delibera comunale ha previsto l’abbattimento di tre delle quattro vele ancora esistenti e la riqualificazione della quarta.
In allegato il bando, il capitolato tecnico prestazionale e il disciplinare di gara.
Nell’ambito del POR (Programma Operativo Regionale) FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) Basilicata 2014-2020, Asse 3 “Competitività”, sono stati approvati i seguenti 3 strumenti di incentivazione del Pacchetto di Agevolazioni denominato “CreoOpportunità’”:
Avviso Pubblico “START AND GO”: risorse a disposizione: 7 milioni di euro
Avviso Pubblico “GO AND GROW”, risorse a disposizione: 10 milioni di euro
Avviso Pubblico “Liberi professionisti START and GROW”, risorse a disposizione: 5 milioni di euro
La finalità generale del Pacchetto “CreOpportunità” è quella di favorire e stimolare l’imprenditorialità lucana mediante il sostegno all’avvio ed allo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali nei settori dell’industria, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio, dell’artigianato, del turismo, della cultura, dell’intrattenimento, del sociale, nonché di incentivare le professioni.
Saranno valutate positivamente, in particolare, le proposte di investimento a basso impatto ambientale quali:
progetti di imprese che hanno introdotto innovazioni in campo ambientale in termini di:
tutela e riqualificazione delle risorse ambientali
contenimento delle pressioni ambientali
innovazione eco-efficiente di processo e/o di prodotto
risparmio energetico, idrico
programmi che prevedono i seguenti investimenti:
in impianti, macchinari e attrezzature a basso impatto ambientale in termini di risparmio energetico (classe energetica efficiente) ed idrico
per lo svolgimento dell’attività professionale con ridotta produzione di scarti
La scadenza per la presentazione delle domande è il 29 dicembre 2017.
“Liberi professionisti START and GROW”, risorse a disposizione: 5 milioni di euro
Ammissibilità delle misure ed interventi
I programmi di investimento ammissibili ad agevolazione possono comprendere spese per investimenti materiali e immateriali volti a supportate l’avvio dell’attività professionale.
Sono ammissibili i programmi di investimento candidati di importo superiore a 10 mila euro.
Valutazione tecnica e finanziaria del programma di investimento
Potenzialità della proposta di svolgimento dell’attività professionale sul mercato di riferimento
Svolgimento dell’attività professionale con caratteristiche di innovatività e creatività
Programma di investimento a basso impatto ambientale