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Timestamp: 2017-07-26 18:41:16+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.7', 'art.3', 'art.51', 'sentenza ']

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Anniversario sentenza costituzionale n°33/1960 (le mestruazioni non contano più)
Posted by vacrigistina su 19 maggio 2010
Presentata il 13 maggio e depositata in cancelleria il 18 maggio la sentenza costituzionale n°33 del 1960 segna un passaggio fondamentale nel cammino verso la parità tra donne e uomini nel nostro paese.
La sentenza infatti si pronuncia sull’incostituzionalità della norma contenuta nell’art.7 legge del 17 luglio 1919 n° 1176, articolo, sulla base del ricorso presentato nel 1959 da Rosa Oliva contro il Ministero dell’Interno per l’impossibilità, in quanto donna, di partecipare alla selezione concorsuale per la carriera prefettizia. Tale norma infatti escludeva le donne da tutti gli uffici pubblici che implicavano l’esercizio di diritti e di potestà politiche, limitando quindi per esempio l’accesso alla carriera prefettizia e alla magistratura.
La corte costituzionale dichiara la legge incostituzionale perché in contrasto con l’art.3 Cost. e l’art.51, stabilendo che il legislatore non può dettare norme attinenti al requisito del sesso e non può infrangere il principio fondamentale dell’eguaglianza. A seguito di questa sentenza, nel 1963 è stata emanata la legge n°66 che abroga la legge 1176 e stabilisce che “La donna può accedere a tutte le cariche, professioni ed impieghi pubblici, compresa la magistratura, nei vari ruoli, carriere e categorie, senza limitazioni di mansioni e di svolgimento della carriera, salvi i requisiti stabiliti dalla legge. L’arruolamento della donna nelle forze armate e nei corpi speciali è regolato da leggi particolari”.
La legge relativa alla forze armate, è stata poi emanata nel 1999, dopo ben 36 anni!
L’eguaglianza che oggi a molte giovani donne sembra tanto scontata, e sembra raggiunta totalmente, fino a 50 anni fa, era esplicitamente negata da leggi e ordinamenti. Grazie all’iniziativa di una coraggiosa e determinata donna, è stato possibile eliminare una grave discriminazione. E oggi a che punto stiamo? Come possiamo agire per andare oltre l’eguaglianza formale e arrivare all’eguaglianza sostanziale? Molte sono le risposte. Al convegno tenuto dal “Comitato 50 anni verso la parità” (sono previste altre iniziative per celebrare questo importante anniversario), le presenti Rosa Oliva e Maria Rita Saulle – giudice costituzionale – hanno invitato a “richiamare” l’attenzione della corte costituzionale su altre norme che possono in un qualche modo limitare l’eguaglianza e discriminare le donne, soffermandosi in particolare sulle norme spesso disattese relativi alle azioni positive. Intanto sarebbe già una buona cosa ricordare questo momento, ricordare che fino a non molto tempo fa a causa delle nostre mestruazioni non potevamo fare le giudici o le magistrate, e tenendo ben presente che i diritti e la possibilità di esercitarli non sono mai stati regalati del potere di turno e sono sempre in pericolo. I diritti purtroppo in queste nostre società falsamente democratiche e egualitarie, vanno conquistati e una volta conquistati vanno difesi. Non ci possiamo distrarre e non ci possiamo crogiolare sulle conquiste altrui. Anche se oggi siamo tornando ad livello ancora più basso: moltissime sono le ragazze e le donne che non conoscono e riconoscono le conquiste delle donne, per le donne e per una società migliore, moltissime sono pronte a sputare sul piatto dove mangiano (spesso accontentandosi delle briciole o scambiando per caviale gli avanzi di lombo o peggior ancora volendo adeguarsi al gusto del caviale) servito dai movimenti femministi e da donne coraggiose e determinate. Oggi, forse schiacciate dal benessere e dalla precarietà esistenziale, siamo ad un livello ancor più basso perché non sappiamo più riconoscere i nostri diritti, riconoscere le offese e le discriminazioni, non sappiamo più dare voce ai nostri desideri e alle nostre idee, non ci sembra poi così anormale e ingiusto non aver diritti o non poterli esercitare.
Ma adesso ricordiamo i bei momenti: auguri sentenza costituzionale 33/60!
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