Source: http://www.icar.beniculturali.it/index.php?it/169/gestione-documentale-e-archivi-storici
Timestamp: 2016-06-25 17:45:07+00:00
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Gestione documentale e archivi storici - Istituto Centrale per gli Archivi	Tasti di scelta rapida del sito:Consigli per la navigazione|Home|Menu principale|Menu di navigazione secondario|Scelta della lingua|Testo della pagina
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Gestione documentale e archivi storiciLa sottosezione comprende standard e linee guida di descrizione, di formato e su metadati ed è suddivisa in due parti: 1. Standard e linee guida nazionali 2. Standard e linee guida europee e internazionali 1. Standard e linee guida nazionaliGLI STANDARD DI SAN (1. NIERA EPF - Norme italiane per l'elaborazione dei record di autorità archivistici di enti, persone, famiglie; 2. Metadati relativi alle risorse archivistiche (soggetti conservatori, soggetti produttori, complessi archivistici, strumenti di ricerca) accessibili attraverso il Sistema Archivistico Nazionale; 3. Metadati Oggetti Digitali nel Sistema Archivistico Nazionale; 4. Manuale operativo . Specifiche ed esempi per la realizzazione di mapping verso i tracciati CAT-SAN e METS-SAN; 5. Esempi di file METS compilati; 6. Sistema Archivistico Nazionale - SAN e NIERA EPF, Seminario di aggiornamento; 7.Manuale operativo del redattore di back-office SAN. FAQ) 1. NIERA EPF - Norme italiane per l’elaborazione dei record di autorità archivistici di enti, persone, famiglieSi pubblica la seconda edizione delle NIERA - Norme Italiane per l'elaborazione dei record di autorità archivistici di Enti, Persone, Famiglie La nuova edizione è corredata da una serie di "Strumenti di supporto alle NIERA". Gli "Strumenti" sono distinti in "Contributi", in precedenza definiti "Elaborati":A - I contesti statuali nel Sistema Guida generale degli Archivi di Stato italiani a cura di Gruppo di lavoro ICAR (Paola Carucci, Stella Di Fazio, Marina Giannetto e Silvia Trani);B - I profili istituzionali del Sistema Guida generale degli Archivi di Stato italiani a cura di Gruppo di lavoro ICAR (Paola Carucci, Stella Di Fazio, Marina Giannetto e Silvia Trani); C - Ordini religiosi della Chiesa cattolica: «voci di autorità» di ACOLIT a cura dell'Ufficio nazionale beni culturali ecclesiastici della CEIe "Appendici" : A - Accordo per la promozione e l'attuazione del Sistema archivistico nazionale, 25 marzo 2010; B - Decreto della Direzione generale per gli archivi di istituzione della Commissione nazionale per l'elaborazione del codice normativo per i soggetti produttori d'archivio, 7 apr. 2010; C - Documenti del Gruppo di studio sulle intestazioni di autorità dei soggetti produttori d'archivio (2002-2003) a cura di Ingrid Germani.Seconda Edizione delle NIERA Strumenti di supporto alle NIERA EPF Presentazione seconda edizione delle NIERA EPF**************************************************************************Linee guida per la descrizione delle entità con una sezione dedicata al soggetto produttore d’archivio, a cura di Euride Fregni e Rossella Santolamazza, Prima edizione, dicembre 2011.Le Norme - presentate il 17 dicembre 2011 a Pescara, nel corso della Conferenza nazionale "I Poli archivistici e le reti informative" - sono il frutto dell’attività svolta congiuntamente dalla Direzione generale per gli archivi, dalle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano dalle province e dai comuni e dall’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici. Tale collaborazione é stata sancita dagli accordi del 27 marzo 2003 e del 25 marzo 2010, stipulati nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e Bolzano, l’Associazione nazionale comuni italiani e l’Unione delle province d’Italia. La loro redazione è stata affidata alla Commissione nazionale per l’elaborazione del Codice normativo per i soggetti produttori d’archivio, istituita dalla DGA il 7 aprile 2010. Le NIERA - redatte in conformità con ISAAR, accogliendo l’indicazione ad utilizzare lo standard internazionale come base per la produzione di uno standard nazionale - fanno riferimento a norme e standard nazionali ed internazionali, assunti come modelli logici, di formato e di normalizzazione dei dati; a linee guida e norme utilizzate nella elaborazione delle descrizioni dai Sistemi informativi archivistici italiani. Le NIERA sono strutturate in due sezioni. La prima dedicata alle regole per la compilazione del record di autorità delle entità e ai collegamenti e relazioni del record di autorità; la seconda ai criteri di individuazione del soggetto produttore di archivi (ente, persona, famiglia). A queste si unisce un insieme di allegati, elaborati, appendici. Le NIERA propongono alla comunità archivistica italiana uno standard che consenta di ottenere un’identificazione ed una descrizione certa e univoca dell’entità e un modo convenzionale e condiviso di : denominare le entità; formalizzare le date; denominare i luoghi; compilare le intestazioni di autorità; classificare le relazioni.La Commissione é disponibile a fornire chiarimenti in merito alla loro applicazione e a raccogliere proposte per eventuali integrazioni e modifiche del testo tramite il seguente indirizzo di posta elettronica:mailto:ic-a.niera@beniculturali.it. - scarica il Testo delle Norme (kB 923, pdf) - scarica la Presentazione delle Norme (kB 372, pdf) 2. Metadati relativi alle risorse archivistiche (soggetti conservatori, soggetti produttori, complessi archivistici, strumenti di ricerca) accessibili attraverso il Sistema Archivistico Nazionale (SAN)Il progetto SAN ha definito una serie di schemi xsd per la descrizione degli oggetti archivistici. Gli schemi xsd di seguito elencati e scaricabili vanno tassativamente interpretati ed utilizzati osservando al contempo le specifiche di compilazione esposte nel documento "Metadati relativi alle risorse archivistiche" (pp. 8-21) scaricabile di seguito, in quanto le specifiche descritte con l'xsd debbono essere necessariamente integrate con quelle descritte nel documento appena citato.Lo schema cat-import.xsd è lo schema che permette di raggruppare tutti gli oggetti in un unico file che può essere usato per alimentare il sistema SAN. Tale schema permette la validazione dei metadati prodotti secondo lo schema stesso.Lo schema schemaeac.xsd è lo schema che descrive i soggetti produttori e permette la validazione dei metadati prodotti secondo lo schema stesso.Lo schema schemaead.xsd è lo schema che descrive i complessi archivistici e permette la validazione dei metadati prodotti secondo lo schema stesso.Lo schema strumenti.xsd è lo schema che descrive gli strumenti di ricerca e permette la validazione dei metadati prodotti secondo lo schema stesso.Lo schema scons.xsd è lo schema che descrive i soggetti conservatori d'archivio e permette la validazione dei metadati prodotti secondo lo schema stesso.- scarica il testo del documentoDi seguito si forniscono i link di OAI Provider open source utili: OAI CAT http://www.oclc.org/research/activities/oaicat.html ; jOAI Software http://www.dlese.org/dds/services/joai_software.jsp3. Metadati Oggetti Digitali nel Sistema Archivistico Nazionale (SAN)Il documento illustra i metadati degli oggetti digitali gestiti, a vario titolo, in SAN. Lo schema mets-san.xsd descrive il tracciato mets da utilizzare per descrivere gli oggetti digitali. Gli schemi xsd di seguito elencati e scaricabili vanno tassativamente interpretati ed utilizzati osservando le specifiche di compilazione esposte nel documento "Metadati oggetti digitali PAN" (pp. 5-13) scaricabile di seguito, in quanto le specifiche descritte con l'xsd debbono essere necessariamente integrate con quelle descritte nel documento appena citato. Lo schema mets-san.xsd importa al proprio interno gli schemi di seguito descritti e scaricabili.Gli schemi ead-objdig-context.xsd, ead-objdig-desc.xsd e ead-objdig-desc-noarch.xsd sono relativi ai dati descrittivi degli oggetti digitali e permettono la validazione dei metadati prodotti secondo lo schema stesso.Gli schemi mets-rdf.xsd e san-dl.xsd descrivono le relazioni possibili fra gli oggetti digitali e la digital library SAN e permettono la validazione dei metadati prodotti secondo lo schema stesso.Lo schema metsrightslite.xsd descrive i dati di copyright e di diritti di accesso e permette la validazione dei metadati prodotti secondo lo schema stesso.Lo schema mixlite.xsd descrive i metadati tecnici previsti dallo standard MIX e permette la validazione dei metadati prodotti secondo lo schema stesso.- scarica il testo del documento.- scarica il modello di foglio .xls da utilizzare per metadatare i singoli oggetti digitali- scarica il modello di foglio .xls da utilizzare per metadatare più oggetti digitali4. Manuale operativo. Specifiche ed esempi per la realizzazione di mapping verso i tracciati CAT-SAN e METS-SAN- scarica il Manuale operativo aggiornato al 5 giugno 2013 (kB 1192, pdf) - scarica la scheda progetto di digitalizzazione da compilare (kB 122, doc) - scarica la scheda sistema aderente (kB 50, doc) 5. Esempi di file METS compilatiNel file zip sono presenti due cartelle:OD-remoti: contenenti oggetti digitali i cui metadati sono nella digital-library del SAN ma le cui immagini sono conservate (e fruibili) esternamente;OD-teca-SAN: oggetti digitali i cui metadati e file fisici sono entrambi residenti nella digital-library del SAN.- scarica il file zip con gli esempi di file METS compilati (kB 18)6. Seminario di formazione e aggiornamento su SAN e NIERA EPF:- vai alla pagina del sito e scarica la documentazione cliccando qui7. Manuale operativo del redattore di back-office SAN. FaqScarica il documentoGLI STANDARD DEL Sistema Archivistico Statale SAS sono relativi ai Metadati relativi alle risorse archivistiche (soggetti conservatori, soggetti produttori, complessi archivistici, strumenti di ricerca, elementi di contesto, risorse bibliografiche, vocabolari, relazioni ) accessibili attraverso il Sistema Archivistico Nazionale (SAS)Il progetto SAS ha definito una serie di schemi xsd per la descrizione degli oggetti archivistici. Lo schema http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/envelope-catsas.xsd è lo schema che permette di raggruppare tutti gli oggetti in un unico file che può essere usato per alimentare il sistema SAS. Gli schemi sono suddivisi in macroaree che corrispondono alle risorse archivistiche.•­ Macro area soggetti conservatori con le entità: soggetti conservatori descritta dallo schema: http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/sogc.xsd, deposito descritta dallo schema: http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/depositi.xsd, sala studio descritta dallo schema: http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/sala_studio.xsd•­ Macro area soggetti produttori con le entità dei soggetti produttori descritte dallo schema http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/sogp.xsd•­ Macro area complessi archivistici con le entità complessi, unità archivistiche, unità documentali, pergamene, sigilli, cartografie, carteggio descritte dallo schema http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/comparc.xsd•­ Macro area elementi di contesto con le entità ambito territoriale, contesto statuale, profilo storico istituzionale, struttura amministrativa e tipologia documentaria descritte dallo schema: http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/elmctx.xsd•­ Macro area strumenti di ricerca con le entità strumenti, autori ed editori descritte dallo schema: http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/strumenti.xsd•­ Macro area risorse bibliografiche con le entità risorse bibliografiche, autori risorse bibliografiche, editori risorse bibliografiche descritte nello schema http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/biblio.xsd•­ Macro area gestionale con le entità vigilanza, titolare complesso, controllo di gestione descritte nello schema: http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/gestionale.xsd•­ Schemi in comune con le varie entità sono http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/master.xsd e http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/fonti.xsd relativi alle articolazioni delle Fonti, http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/luoghi.xsd relativo alla gestione dei luoghi e http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/commons.xsd relativo a elementi ripetibili compresi nelle entità precedenti.•­ Lo schema http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/relazioni.xsd descrive e rappresenta le seguenti Relazioni: o Relazione soggetti tra soggetti conservatori e depositi o Relazione tra soggetti conservatori e sale studio o Relazione tra soggetti conservatori e soggetti conservatori superiori o Relazione tra complessi archivistici soggetti conservatori o Relazione tra ambito territoriale e soggetti conservatori o Relazione tra profilo istituzionale e soggetti conservatori o Relazione tra contesto statuale e soggetti conservatori o Relazione tra risorse bibliografiche e soggetti conservatori o Relazione tra depositi e sale studio o Relazione tra soggetti produttori e soggetti produttori correlati o Relazione tra soggetti produttori e complessi archivistici o Relazione profili istituzionali e soggetti produttori o Relazione contesto statuale e soggetti produttori o Relazione tra ambito territoriale e soggetti produttori o Relazione tra struttura amministrativa e soggetti produttori o Relazione tra risorse bibliografiche e soggetti produttori o Relazione tra complessi archivistici e complessi archivistici superiori o Relazione tra complessi archivistici e contesto statuale o Relazione tra complessi archivistici e tipologia documentaria o Relazione tra complessi archivistici e fonti correlate ad altri complessi archivistici o Relazione tra risorse bibliografiche e complessi archivistici o Relazione tra strumenti di ricerca e complessi archivistici o Relazione tra vigilanza e complessi archivistici o Relazione tra topografia e complesso archivistico o Relazione tra ambito territoriale e ambito territoriale o Relazione tra ambito territoriale e contesto statuale o Relazione tra risorse bibliografiche e ambito territoriale o Relazione tra contesto statuale e contesto statuale superiore o Relazione tra contesto statuale e profilo storico istituzionale o Relazione tra risorse bibliografiche e contesto statuale o Relazione tra profilo istituzionale e profilo istituzionale superiore o Relazione tra risorse bibliografiche e profilo istituzionale o Relazione tra risorse bibliografiche e tipologia documentaria o Relazione tra strumenti di ricerca e autori o Relazione tra strumenti di ricerca ed editori o Relazione tra risorse bibliografiche e strumento di ricerca o Relazione tra bibliografia e autori o Relazione tra bibliografia ed editori o Relazione tra scheda vigilanza e titolari del complesso o Relazione tra scheda vigilanza e soggetti conservatori•­ I vocabolari utilizzati nel SAS sono descritti da una serie di schemi specifici: o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolari-comparc.xsd o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolari-dgt.xsd o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolari-elmctx.xsd o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolari-gestionale.xsd o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolari-sogc.xsd o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolari-sogp.xsd o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolari-strumenti.xsd o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolari-trasv.xsd o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolario-toponimi.xsd o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolario-voci_indice.xsd o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolario-categorie.xsd o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolario-area_tematica.xsd o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolario-qualifica_antroponimo o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolario-ruolo_antroponimo o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolario-titolo_antroponimo o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolario-qualifica_toponimo o http://san.beniculturali.it/sas/catalogo/vocabolario-ruolo_toponimoALTRI STANDARDLinee guida per la realizzazione di mostre virtuali on lineIl documento nasce da una riflessione condivisa tra esperti e operatori dei diversi settori dei beni culturali che, grazie alla cooperazione tra l'Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane (ICCU) e l'Istituto centrale per gli archivi (ICAR), hanno discusso le proprie esperienze in un gruppo di lavoro dedicato. Le Linee guida che si presentano e che vengono proposte come contributo italiano al progetto europeo INDICATE (http://www.indicate-project.eu/), offrono strumenti concettuali utili al processo di transizione digitale del sistema dei beni culturali, che va affrontato con apposite infrastrutture, adeguata strumentazione concettuale, teorica, organizzativa e gestionale, ma anche con la consapevolezza della profonda modificazione di prospettive introdotta dalla possibilità di separare la governance della conservazione dalle strategie di valorizzazione del patrimonio culturale spesso indirizzate al marketing turistico-territoriale e all'esplorazione di nuove forme di turismo culturale. Dalle esperienze in corso e dalle pratiche in uso nel mondo degli archivi e in quello delle biblioteche, con un excursus anche nel panorama museale, è derivata la riflessione che ha condotto alla elaborazione di queste linee guida. Una riflessione chiaramente ispirata ad un modello coerente in grado di mediare tra specialisti diversi anche attraverso l'ausilio di uno strumento - quale è Museo & Web - dotato di strumenti e funzioni in grado di trattare, integrare e rendere accessibili, descrivendole adeguatamente e in modo metodologicamente corretto, entità provenienti da domini culturali diversi. Questo documento intende illustrare lo stato dell'arte in tema di mostre virtuali online, sia sulla base di esperienze concrete fin qui svolte nell'ambito di vari istituti italiani, tra cui il portale Internet Culturale, sia sulla base dell'osservazione e dell'analisi di prodotti rintracciabili nel panorama internazionale, chiarificando meglio alcuni concetti che ancora non trovano in letteratura definizioni solidamente codificate e fornendo alcune raccomandazioni di cui tener conto nello sviluppo e nella realizzazione di progetti.visualizza e scarica il documento (kB 3447, pdf)Cfr. anche l'articolo "Mostre virtuali online. Linee guida per la realizzazione. La genesi di un progetto per il web culturale" di Marina Giannetto: http://digitalia.sbn.it/riviste/index.php/digitalia/article/view/498/346N.B. Dalla pagina web dell'OSSERVATORIO TECNOLOGICO per i Beni e le Attività Culturali dedicata alle Linee guida per la realizzazione di mostre virtuali on line, è possibile inviare contributi e commenti sul documento. Linee guida per i siti web delle PA, 2011È stato pubblicato l'aggiornamento 2011 delle Linee guida per i siti web delle PA previste dall'art. 4 della direttiva n. 8 del 26 novembre 2009 del ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione e rivolte a tutte le amministrazioni pubbliche.Il documento (elaborato da un gruppo di lavoro composto da DigitPA, dai dipartimenti per la Funzione pubblica e per la Digitalizzazione e l’innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio dei ministri e da FormezPA e anche grazie ai contributi raccolti durante la fase di consultazione pubblica durata due mesi e condotta attraverso un forum di discussione pubblicato sul sito web del ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione) introduce specifiche regole per la registrazione al dominio ".gov.it", offre integrazioni in tema di accessibilità e di gestione dei contenuti tramite Content Management System (CMS) e fornisce esempi di sperimentazioni per il trattamento dei dati e della documentazione pubblica.Informazioni, approfondimenti e testo disponibili all'URL: http://www.innovazionepa.gov.it/comunicazione/notizie/2011/agosto/01082011---online-le-linee-guida-per-i-siti-web-delle-pa-anno-2011.aspxLinee guida per la catalogazione del materiale grafico in SBN: manifesti, stampe, disegni Sono state pubblicate sul sito dell'ICCU le Linee guida per la catalogazione del materiale grafico in SBN: manifesti, stampe, disegni. Il lavoro è il risultato di un approfondito studio della normativa nazionale e internazionale e il frutto dell'attività di catalogazione in SBN di documenti grafici, prevalentemente manifesti moderni, disegni e incisioni da parte di alcune biblioteche, che li hanno trattati secondo il protocollo SBN MARC con l'inserimento dei dati specifici per tali materiali. Si tratta di una prima versione della normativa, destinata a una fase di sperimentazione per tutte le biblioteche e istituzioni che intendono catalogare tali documenti in SBN, al termine della quale tali Linee guida verranno pubblicate nella versione definitiva con eventuali modifiche e ampliamenti. Le indicazioni normative sono, dunque, aperte a osservazioni e commenti da parte di quanti, esperti nel settore, vogliano contribuire al perfezionamento di questo lavoro. Nella stesura del testo si è fatto riferimento al nuovo Codice REICAT e alla sua applicazione in SBN e ad alcune indicazioni delle Linee guida per la digitalizzazione di bandi, manifesti e fogli volanti pubblicate dall'ICCU nel 2006, con l'obiettivo di fornire strumenti metodologici e indicazioni tecniche ad archivi, biblioteche e musei coinvolti in progetti di digitalizzazioni di tale materiale, nella prospettiva di un'effettiva interoperabilità. La normativa è accessibile sul sito dell'ICCU all'indirizzo: http://www.iccu.sbn.it/opencms/opencms/it/archivionovita/2011/novita_0016.htmlMAG (Metadati Amministrativi Gestionali)L'Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU) quale responsabile nazionale della diffusione delle normative e degli standard bibliografici ha costituito, nel 2003, un gruppo di lavoro permanente, denominato Comitato Metadati amministrativi gestionali (MAG) individuata quale struttura di riferimento per le attività e iniziative collegate alla promozione, supporto, gestione ed evoluzione di MAG. Tale standard, che ha come modelli di base l'Open Archive Information System (OAIS) e il set usato nei progetto di digitalizzazione della Library of Congress, fornisce una serie di metadati relativi alla modalità e alla politica di accesso alle risorse digitali; agli aspetti organizzativi e di gestione degli oggetti digitali con i relativi servizi; alle strategie di conservazione di lungo periodo degli oggetti medesimi.Informazioni e materiali all'URL: http://www.iccu.sbn.it/genera.jsp?id=99&l=it Per il tracciato MAG cfr. gli articoli "Lo standard nazionale dei metadati gestionali amministrativi" di Cristina Magliano http://digitalia.sbn.it/riviste/index.php/digitalia/article/view/326/217), "Dalla descrizione archivistica al documento digitale: l'adozione del profilo MAG per la gestione della digitalizzazione negli archivi storici" di Pierluigi Feliciati (http://digitalia.sbn.it/riviste/index.php/digitalia/article/view/495/388), "La Collezione digitale di immagini del mondo dell'impresa, dell'industria e del lavoro del Piemonte" di Dimitri Brunetti e Barbara Bergaglio (http://digitalia.sbn.it/riviste/index.php/digitalia/article/view/216/135)Per il modello OAIS cfr. l'articolo "Il modello OAIS 32" di Giovanni Michetti disponibile all'URL: http://digitalia.sbn.it/riviste/index.php/digitalia/article/view/441/281UNIUNI/ISO 3166-3:2011. Codici per la rappresentazione dei nomi dei Paesi e delle loro suddivisioni - Parte 3: Codici per i nomi dei Paesi utilizzati in passato.La norma definisce i codici per la rappresentazione di nomi di Paesi e loro suddivisioni per i nomi dei Paesi utilizzati in passato.UNI/ISO 3166-2:2011. Codici per la rappresentazione dei nomi dei Paesi e delle loro suddivisioni - Parte 2: Codici di suddivisioni dei Paesi.La norma stabilisce un codice universalmente applicabile per la rappresentazione dei nomi delle principali divisioni amministrative di Paesi e territori inclusi nella UNI EN ISO 3166-1.È da utilizzare congiuntamente con la UNI EN ISO 3166-1.Essa fornisce la struttura di un codice per la rappresentazione dei nomi delle principali divisioni amministrative o aree simili di Paesi e di entità geopolitiche incluse nella UNI EN ISO 3166-1.Contiene una lista di nomi di suddivisioni di Paesi ed entità geopolitiche.UNI 11386:2010. Supporto all'interoperabilità nella conservazione e nel recupero degli oggetti digitali (SinCRO).Standard nazionale che definisce la struttura dell'insieme di dati a supporto del processo di conservazione sostitutiva; in particolare, precisa e integra alcune disposizioni contenute nella deliberazione CNIPA 19 febbraio 2004, n. 11, individuando gli elementi informativi necessari alla creazione dell'indice di conservazione (il cosiddetto "file di chiusura") e descrivendone sia la semantica sia l'articolazione per mezzo del linguaggio formale XML. L'obiettivo della norma è di consentire agli operatori del settore di utilizzare una struttura-dati condivisa al fine di raggiungere un soddisfacente grado d'interoperabilità nei processi di migrazione, grazie all'adozione dello schema XML appositamente elaborato. UNI/EN/ISO 19117:2007. Informazioni geografiche - Rappresentazione.Versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN/ISO 19117: 2006 che definisce uno schema per la rappresentazione delle informazioni geografiche in una forma comprensibile da parte di essere umani.La norma comprende la metodologia per descrivere i simboli e per la mappatura dello schema su uno schema applicativo mentre non comprende la normazione dei simboli cartografici e la loro descrizione geometrica e funzionale.Versione ufficiale in lingua inglese di EN/ISO 19117: 2006.UNI/ISO TR 15489-2:2007. Informazione e documentazione - Gestione dei documenti di archivio (record) - Parte 2: Linee guida.Il rapporto è la versione ufficiale in lingua italiana del rapporto tecnico internazionale ISO/TR 15489-2: 2001 che rappresenta la guida applicativa della ISO 15489-1: 2001.Traduzione italiana di ISO/TR 15489-2: 2001.Cfr. l'articolo "Una norma per la gestione documentale: il modello ISO 15489" di Giovanni Michetti disponibile all'URL: http://digitalia.sbn.it/riviste/index.php/digitalia/article/view/412/253UNI/EN/ISO 3166-1:2007. Codici per la rappresentazione dei nomi dei Paesi e delle loro suddivisioni - Parte 1: Codici dei Paesi.La norma è la versione ufficiale della norma europea EN ISO 3166-1 (edizione novembre 2006) e tiene conto dell'errata corrige di aprile 2008 (AC:2008). La norma è destinata all'uso in tutte le applicazioni che richiedono l'indicazione dei nomi correnti di Paese in forma codificata; contiene anche i principi base per la sua applicazione e la sua gestione.UNI/ISO 690:2007. Documentazione - Riferimenti bibliografici - Contenuto, forma e struttura.La norma è l'adozione nazionale in lingua italiana della norma internazionale ISO 690: 1987 che specifica gli elementi da includere nei riferimenti bibliografici a monografie pubblicate e a pubblicazioni in serie, capitoli, articoli, ecc. in dette pubblicazioni e a documenti di brevetti.Inoltre, illustra un ordine prescritto per gli elementi del riferimento e stabilisce le convenzioni per la trascrizione e la presentazione delle informazioni, derivanti dalla pubblicazione originaria.Traduzione italiana di ISO 690:1987.UNI/ISO 639-2:2007. Codici per la rappresentazione dei nomi delle lingue - Parte 2: Codice alpha-3.La norma fornisce due serie di codici a tre caratteri alfabetici per la rappresentazione dei nomi delle lingue, una destinata ad essere applicata in terminologia, l'altra destinata alle applicazioni bibliografiche.UNI/ISO 15489-1:2006. Informazione e documentazione - Gestione dei documenti di archivio (record) - Principi generali.I principi generali descritti nello standard forniscono una guida per la progettazione e realizzazione di un sistema documentario che, essendo il core business delle organizzazioni sia pubbliche che private, deve garantire l'autenticità dei documenti, l'affidabilità complessiva del sistema, la sua conformità alle necessità dell'istituzione o dell'ente e il rispetto delle regole giuridiche proprie del settore e del sistema nel quale si esplicano le attività.Traduzione italiana di ISO 15489-1:2001UNI/EN/ISO 19101:2005. Informazioni geografiche - Modello di riferimento.Versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN/ISO 19101: 2005 che definisce l'architettura per l'unificazione nel campo delle informazioni geografiche ed espone i principi di base sui quali definirla. L'architettura identifica i campi e il contesto in cui avviare l'attività di normazione; inoltre, indica il metodo con cui determinare l'oggetto della normazione e descrive in quale modo sono collegati i contenuti delle norme.La norma è indipendente da qualsiasi metodo di sviluppo di applicazioni o approccio tecnologico per la realizzazione.Versione ufficiale in lingua inglese di EN/ISO 1901:2005.UNI/ISO 17933:2005. GEDI - Interscambio generico di documenti elettronici.La norma specifica un formato per lo scambio di copie di documenti elettronici tra sistemi informativi; il formato comprende la definizione di un'intestazione contenente informazioni relative al richiedente, al fornitore e al formato del documento, nonché informazioni bibliografiche rilevanti.UNI/ISO 999:2005. Informazione e documentazione - Guida per il contenuto, l'organizzazione e la presentazione degli indici.La norma fornisce linee guida per il contenuto, l'organizzazione e la presentazione degli indici e si applica agli indici di libri (incluse opere di finzione), periodici, rapporti, documenti di brevetti e altri documenti scritti o stampati e anche a materiali non stampati, come documenti elettronici, film, registrazioni sonore, registrazioni video, materiali grafici, mappe e oggetti tridimensionali.UNI/ISO 15836:2004. Informazione e documentazione - L'insieme di elementi di metadati "Dublin Core".La norma si riferisce esclusivamente all'insieme di elementi, che viene generalmente usato nell'ambito di uno specifico progetto o applicazione; le esigenze e le politiche locali o comunitarie potrebbero imporre maggiori restrizioni, regole e interpretazioni.La norma non ha come obiettivo quello di definire i criteri dettagliati di attuazione dell'insieme di elementi in applicazioni e progetti specifici e si si sostituisce a "richiesta di commenti" Internet RFC 2413, che è stata la prima versione pubblicata del Dublin Core.UNI/ISO 690-2:2004. Informazione e documentazione - Riferimenti bibliografici - Parte 2: Documenti elettronici o loro parti.La norma specifica gli elementi che devono essere inseriti nei riferimenti bibliografici ai documenti elettronici.Inoltre, definisce un ordine prescritto per gli elementi del riferimento e stabilisce le convenzioni per la trascrizione e la presentazione delle informazioni derivanti dai documenti elettronici originari.UNI 11083:2003. Documentazione tecnica - Linee guida per la preparazione dei documenti utili per l'attività di istruzione e di addestramento nell'uso dei beni.La norma definisce dei programmi di addestramento destinati a essere inseriti nella documentazione tecnica allegata a un prodotto, e pertanto specificati dal fabbricante, per le operazioni che il bene richiede dall'installazione fino allo smaltimento. Essa ha carattere generale e non si applica alle esigenze di organizzazione aziendale, per le quali si rimanda alla UNI ISO 10015 o ai manuali di procedure aziendali.UNI 10653:2003. Documentazione tecnica - Qualità della documentazione tecnica di prodotto.La norma definisce i criteri essenziali per assicurare la qualità dell'informazione che il produttore deve fornire ai destinatari, attraverso la documentazione tecnica di prodotto. La norma si applica alla documentazione tecnica di prodotto per la comunicazione fra il produttore e il destinatario del prodotto stesso. Essa non si applica alla documentazione tecnica necessaria per la realizzazione del prodotto (per esempio: disegni, piani di produzione e controllo); alla documentazione tecnica precedente la fornitura del prodotto (offerta, preventivo, ecc.); ai messaggi di tipo pubblicitario.UNI 10332:2003. Documentazione e informazione - Carta per documenti - Requisiti per la massima permanenza e durabilità.La norma specifica i requisiti per le carte destinate a documenti che devono essere conservati per un tempo il più lungo possibile in archivi, biblioteche e altri ambienti protetti.UNI/EN/ISO 3166-1:2002. Codici per la rappresentazione dei nomi dei Paesi e delle loro suddivisioni - Codici dei Paesi.La norma da utilizzare in tutte le applicazioni che richiedano l'indicazione dei nomi correnti di paese in forma codificata; contiene anche i principi base per la sua applicazione e la sua gestione.Norma ritirata.Versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN ISO 3166-1 (edizione ottobre 1997). UNI ISO 2384:2001. Documentazione - Presentazione della traduzione.La norma individua le regole per la presentazione delle traduzioni in una forma normalizzata che ne faciliti l'uso da parte di diverse categorie di utenti e si applica alla traduzione di tutti i documenti, non si applica ai riassunti analitici.UNI 10893:2000. Documentazione tecnica di prodotto - Istruzioni per l'uso - Articolazione e ordine espositivo del contenuto.La norma fornisce i criteri per l'articolazione e l'ordine espositivo del contenuto delle istruzioni per l'uso che accompagnano il prodotto tecnico.UNI/ISO 10444:2000. Informazione e documentazione - Numero internazionale normalizzato di rapporto (ISRN).La norma definisce e promuove l'uso di un codice internazionale normalizzato (ISRN) per l'identificazione univoca dei rapporti.UNI/EN/ISO 9706:2000. Informazione e documentazione - Carta per documenti - Requisiti per la permanenza.La norma definisce i requisiti che deve possedere la carta permanente destinata ad essere utilizzata per i documenti. La norma si applica alle carte non stampate. La norma non è applicabile ai cartoni.Versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN ISO 9706 (edizione giugno 1998).UNI 10653:1997. Documentazione tecnica di prodotto. Qualità della documentazione tecnica di prodotto.Definisce i criteri essenziali per assicurare la qualita' dell'informazione nella documentazione tecnica di prodotto.Norma ritirata.UNI 10586:1997. Documentazione. Condizioni climatiche per ambienti di conservazione di documenti grafici e caratteristiche degli alloggiamenti.Definisce i parametri microclimatici per gli ambienti di conservazione dei documenti grafici costituiti essenzialmente da materiale cartaceo e membranaceo in edifici di nuova costruzione o preesistenti.UNI 10332:1994. Documentazione e informazione. Carta per documenti. Requisiti per la massima permanenza e durabilità.La norma specifica i requisiti per le carte destinate a documenti che devono essere conservati per un tempo il piu' lungo possibile in archivi, biblioteche e altri ambienti protetti. Si applica alle carte destinate ad una limitata selezione di documenti, libri, disegni e stampe artistiche che, per la loro rilevanza storica, legale o di altro tipo, devono essere conservati per un tempo il piu' lungo possibile; inoltre, si applica alle carte utilizzate per interventi di conservazione e restauro di beni culturali; non si applica alle carte patinate.Completa la UNI 10333, riferentesi alle carte destinate alla gran massa dei libri e dei documenti che devono essere conservate negli archivi, nelle biblioteche e nei musei.Norma ritirata.UNI 10168:1993. Documentazione. Riferimenti bibliografici. Contenuto, forma e struttura.La norma riguarda i riferimenti a qualsiasi documento pubblicato a stampa o in altre forme e, quindi, non si applica ai riferimenti relativi o ad altri documenti non pubblicati.In particolare, specifica gli elementi da includere nei riferimenti bibliografici relativi alle pubblicazioni monografiche e in serie, così come a parti di esse (ad esempio, capitoli e articoli) e ai documenti di brevetto; stabilisce un ordine obbligatorio per gli elementi del riferimento e regole per la trascrizione e la presentazione dell'informazione desunta dalla pubblicazione in esame.Infine, non si applica alla descrizione bibliografica richiesta per cataloghi di biblioteche, bibliografie, ecc. Ritirata e sostituita da UNI/ISO 690/2007.Per ulteriori informazioni e per l'acquisto delle norme UNI, disponibili sia in versione elettronica che cartacea, si rimanda all'URL dell'Ente nazionale italiano di unificazione: http://www.uni.com/http://www.uni.com/.http://www.uni.com/http://www.uni.com/.http://www.uni.com/Inoltre, il catalogo completo delle norme è disponibile all'URL: http://webstore.uni.com/unistore/public/searchproducts torna all'inizio della pagina 2. Standard e linee guida europee e internazionaliEAC (Encoded Archival Context) e EAC-CPF (Encoded Archival Context-Corporate Bodies, Persons, and Families)Standard per la creazione della struttura semantica (DTD) all'interno della quale è possibile codificare in formato XML le notizie sui soggetti produttori d'archivio, ovvero i record d'autorità archivistici conformi ad ISAAR(CPF).Nel 2010 è stata publicata la nuova versione dello schema e della relativa tag library di EAC-CPF (frutto del lavoro dell'EAC-CPF Working Group) il cui obiettivo è quello di favorire l'interoperabilità tra sistemi informativi archivistici diversi, indipendentemente dai supporti hardware e software utilizzati.Informazioni e materiali all'URL: http://eac.staatsbibliothek-berlin.de/EAD (Encoded Archival Description)Elaborato nel 1998 dalla Society of American Archivists in collaborazione con la Library of Congress, EAC è uno standard per la creazione di una strutura semantica (DTD) all'interno della quale è possibile codificare in formato XML strumenti di corredo archivistici di qualsiasi tipologia.Le principali caratteristiche dello standard sono le seguenti: essere un sistema per la gestione e condivisione del patrimonio docuemntario, di supporto per la conservazione, accessibilità, fruzione e trattamento del materiale; utilizza la tecnologia XML per la conservazione e la comunicazione dei dati, circostanza che rende il modello dati indipendente da specifiche piattaforme hardware e software e la continuità della struttura e del contenuto garantisce l'accettabilità e la validità nel tempo di ogni applicazione che lo utilizzi; consente la conversione di strumenti di ricerca archivistici su supporto cartaceo e la loro pubblicazione in formato elettronico; presenta elementi e attributi i cui nomi cercano di essere il più possibile universali dal punto di vista della lingua e dell'applicazione, elemento che favorire l'interscambiabilità e la portabilità; è aperto a proposte di modifica, preferendo l'aggiunta piuttosto che la modifica di elementi, in modo che le versioni successive della DTD EAD siano compatibili con quelle precedenti.Infine, lo standard fornisce informazioni per l'identificazione univoca dello strumento di ricerca; riporta informazioni analoghe a quelle del frontespisizio di una pubblicazione cartacea; contiene elementi descrittivi generali del complesso archivistico. Attualmente in fase di revisione è prevista una prima nuova versione per l'inizio del 2013.Informazioni e materiali ai seguenti URL: http://www.loc.gov/ead e http://www2.archivists.org/groups/technical-subcommittee-on-encoded-archival-description-ead/encoded-archival-description-eadICA / CIA International Council on Archives / Conseil international des archives, ISAD (G): General International Standard Archival Description, Second Edition, Adopted by the Committee on Descriptive Standards, Stockholm, Sweden, 19-22 September 1999, Ottawa, 2000.Lo standard internazionale di descrizione archivistica è stato elaborato tra il 1988 e il 1993 dalla Commissione ad hoc per gli standard di descrizione del Consiglio internazionale degli archivi (ICA/DDS), Commissione diventata Comitato permanente al Congresso internazionale degli archivi di Pechino del 1996. Tali regole sono state sottoposte a revisione nel quinquennio successivo (fino al settembre 1998) e sulla base delle proposte inviate da 25 paesi (tra cui l'Italia) è stata elaborata la seconda edizione delle regole, approvata nel settembre 1999 a Stoccolma e resa pubblica durante il Congresso internazionale degli archivi svoltosi a Siviglia nel settembre 2000.Disponibile all'URL: http://www.wien2004.ica.org/en/node/30000La traduzione in lingua italiana, a cura di Stefano Vitali e con la collaborazione di Maurizio Savoja (Firenze, 2000), redatta a scopo unicamente divulgativo in quanto la versione ufficiale del documento è la redazione originale in lingua inglese, è disponibile all'URL: http://www.archivi.beniculturali.it/DGA-free/Rassegna/RAS_2003_1.pdf («Rassegna degli Archivi di Stato», LXIII (2003), 1, pp. 59-190, con testo originale a fronte)International Council on Archives / Conseil international des archives, ISAAR (CPF):International Standard Archival Autorithy Records for Corporate Bodies, Persons and Families, Second Edition, Adopted by the Committee on Descriptive Standards, Canberra, Australia, 27-30 October 2003.La prima edizione dello standard internazionale per i record d'autorità archivistici di enti, persone e famiglie (descrizione dei soggetti produttori in file d'autorità separati dalle descrizioni di entità archivistiche ma ad esse connesse), è stata elaborata tra il 1993 e il 1995 dalla Commissione ad hoc per gli standard descrittivi del Consiglio internazionale degli archivi (ICA/DDS), Commissione diventata Comitato permanente al Congresso internazionale degli archivi di Pechino del 1996. Tali regole, che si propongono di gestire le informazioni relative ai soggetti produttori in file , pubblicate nel 1996, sono state sottoposte a revisione nel quadriennio 2000-2004 e sulla base delle proposte è stata elaborata la seconda edizione, discussa e approvata a Canberra (Australia) nell'ottobre 2003 e successivamente pubblicata e presentata al Congresso internazionale degli archivi a Vienna nel 2004.Disponibile all'URL: http://www.wien2004.ica.org/en/node/30230La traduzione italiana della versione originale in lingua inglese curata nel 2004 da Stefano Vitali, con la collaborazione di Maurizio Savoja e Antonella Mulè , è disponibile all'URL: http://www.archivi.beniculturali.it/DGA-free/Rassegna/RAS_2003_1.pdf («Rassegna degli Archivi di Stato», LXIII (2003), 1, pp. 191-333, con testo originale a fronte)International Council on Archives / Conseil international des archives, ISDIAH: International Standard for Describing Institutions with Archival Holdings, First edition, Developed by the Committee on Best Practices and Standards, London, United Kingdom, 10-11 March 2008.Standard per la descrizione degli istituti conservatori di archivi e dei servizi da questi offerti agli utenti.Disponibile all'URL: http://www.wien2004.ica.org/en/node/38884La traduzione italiana della versione originale in lingua inglese, curata da Maria Grazia Bollini con la collaborazione di Ingrid Germani, del gruppo di lavoro dell'Associazione nazionale archivistica italiana (Sezione regionale Emilia-Romagna) e di Stefano Vitali, è disponibile all'URL: http://www.archivi.beniculturali.it/DGA-free/Rassegna/RAS_2007_2.pdf («Rassegna degli Archivi di Stato», n.s., III (2007), 2, pp. 381-470)International Council on Archives / Conseil international des archives, ISDF: International Standard for Describing Functions, First Edition, Developed by the Committee on Best Practices and Standards, Dresden, Germany, 2-4 May 2007.Standard per la descrizione delle funzioni.Disponibile all'URL: http://www.wien2004.ica.org/en/node/38665La traduzione italiana della versione originale in lingua inglese, curata da Salvatore Vassallo con la collaborazione di Stefano Vitali, è disponibile all'URL: http://www.archivi.beniculturali.it/DGA-free/Rassegna/RAS_2007_3.pdf(«Rassegna degli Archivi di Stato», n.s., III (2007), 3, pp. 591-670)Guidelines for the preparation and presentation of finding aids, 2001.Linee guida per l'elaborazione e la presentazione di strumenti di ricerca archivistici conformi a ISAD(G) e/o a ISAAR(CPF).La traduzione italiana, curata da Francesca Ricci, è disponibile all'URL: http://www.archivi.beniculturali.it/DGA-free/Rassegna/RAS_2003_1.pdf («Rassegna degli Archivi di Stato», LXIII (2003), 1, pp. 335-349, con testo originale a fronte)ISO ISO/OSI - (Systems Interconnection)E' uno standard per reti di calcolatorii stabilito nel 1978 dall' International Organization for Standardization, il principale ente di standardizzazione internazionale, che stabilisce per l'architettura logica di rete un'architettura a strati composta da una pila di protocolli suddivisa in 7 livelli, i quali insieme espletano in maniera logico-gerarchica tutte le funzionalità della rete. Il documento che illustra tale attività è il Basic Reference Model di OSI, noto come standard ISO 7498ISO 7498, Information processing systems -- Open Systems Interconnection -- Basic Reference ModelFornisce una base comune per il coordinamento dello sviluppo degli standard al fine dell'interconnessione di sistemi.La prima edizione del 1989 è sostituita nel 1994 ISO/IEC 7498-1:1994ISO/IEC 7498- 1:1994Sostituisce ISO 7498.Per ulteriori informazioni e per l'acquisto delle norme ISO, disponibili sia in versione elettronica che cartacea, si rimanda all'URL dell'International Organization for Standardization si rimanda all'URL: http://www.iso.org/MINERVA (MInisterial NEtwoRk for Valorising Activities in digitisation)Finanziato dalla Commissione europea a partire dal 2002, il progetto riunisce i ministeri dei Paesi europei aventi competenza sul settore culturale e ha l'obiettivo di facilitare la creazione di una visione condivisa nella definizione di interventi e politiche per l'accessibilità e la frubilità tramite la rete del patrimonio culurale e, dunque, di creare un modello comune per il Web culturale di qualità.I principali risultati raggiunti grazie all'azione di Minerva sono la costituzione di una rete di centinaia di referenti per la digitalizzazione del patrimonio culturale europeo; l'elaborazione del Manuale per la qualità dei siti Web pubblici culturali, dei 10 principi per la qualità di un sito Web culturale e il manuale di applicazione, del Manuale di buone pratiche per la digitalizzazione del patrimonio culturale e delle Linee guida tecniche per i programmi di creazione di contenuti culturali digitali; la creazione di "Museo & Web", kit di progettazione di un sito Web culturale di qualità, dotato anche di Content Management System e distribuito gratuitamente a tutti gli istituti culturali, pubblici e privati.Inoltre, l'iniziativa ha dato vita a nuovi progetti quali MICHAEL, MICHAEL Plus e MEDCULT (quest'ultimo con il sostegno dell'UNESCO), MINERVAplus e, nel 2006, MINERVA eC.In particolare, MINERVA eC ha avuto come come obiettivo principale quello di sviluppare azioni di supporto per la costruzione di Europeana (Biblioteca digitale europea) in aderenza agli indirizzi della Commissione Europea e sulla base dei risultati ottenuti dai precedenti progetti MINERVA e MINERVA Plus.Informazioni e materiali disponibili all'URL: http://www.minervaeurope.org/ torna all'inizio della pagina Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma - Tel: (+39) 06 5190976 - (+39) 06 51960286 - (+39) 06 4989267posta elettronica: ic-a@beniculturali.it; mbac-ic-a@mailcert.beniculturali.it;Direttore: Stefano Vitali, ic-a.direttore@beniculturali.it URL: http://www.icar.beniculturali.it/ - Responsabilit� e note legali - Copyright�ICAR 2015pagina creata il 13/12/2010, ultima modifica 12/05/2015