Source: http://gazzette.comune.jesi.an.it/2002/194/8.htm
Timestamp: 2018-01-22 16:10:11+00:00
Document Index: 30478550

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 73', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 73', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 16', 'art. 11', 'art. 57', 'art. 62', 'art. 66', 'art. 67', 'art.\n68', 'art. 71', 'art. 73', 'art. 5', 'art. 6', 'art.\n3', 'art. 16']

AGENZIA DELLE ENTRATE - PROVVEDIMENTO 7 agosto 2002 Modalita' di attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 dell'art. 16 del decreto-legge del 28 dicembre 2001, n. 452, convertito con modificazioni nella legge 27 febbraio 2002, n. 16, relative all'annullamento dei titoli di Stato emessi ai sensi dell'art. 3-bis del decreto-legge 28 giugno 1995, n. 250, convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1995, n. 349 ed al rimborso del capitale nominale dei medesimi.
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Gazzetta Ufficiale N. 194 del 20 Agosto 2002
Modalita' di attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 dell'art. 16 del decreto-legge del 28 dicembre 2001, n. 452, convertito con modificazioni nella legge 27 febbraio 2002, n. 16, relative all'annullamento dei titoli di Stato emessi ai sensi dell'art. 3-bis del decreto-legge 28 giugno 1995, n. 250, convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1995, n. 349 ed al rimborso del capitale nominale dei medesimi.
1. Soggetti interessati.
1.1. Il presente provvedimento riguarda i contribuenti individuati
dall'art. 11, comma 1, del decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n. 75, che
nell'anno 1992 avevano registrato importazioni da Paesi membri della
Comunita' economica europea in misura superiore al 10 per cento
dell'ammontare complessivo degli acquisti e importazioni di beni e
servizi registrati nel corso dello stesso anno e che nella
dichiarazione dell'imposta sul valore aggiunto avevano evidenziato un
credito d'imposta non inferiore a lire 100 milioni.
1.2. Il presente provvedimento riguarda altresi' i soggetti che si
sono avvalsi, nell'anno d'imposta 1992, delle disposizioni previste
dall'art. 73, ultimo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1992, n. 633, e successive modificazioni, per
le eccedenze di credito non compensate risultanti dalle predette
dichiarazioni relative allo stesso anno e trasferite agli enti e
societa' controllanti in base alla disciplina stabilita per la
liquidazione dell'IVA di gruppo.
2. Modalita' per la richiesta di annullamento dei titoli di Stato e
rimborso del capitale nominale dei medesimi.
2.1. I soggetti indicati ai punti 1.1 e 1.2, che hanno ottenuto
l'assegnazione dei titoli di Stato - certificati di credito del
Tesoro 1 gennaio 1996/2006, codice IT0000367422 - emessi ai sensi
dell'art. 3-bis del decreto-legge 28 giugno 1995, n. 250, convertito
con modificazioni dalla legge 8 agosto 1995, n. 349, dalla data di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente provvedimento e
fino al 15 ottobre 2002, possono chiedere l'annullamento delle
iscrizioni contabili corrispondenti a tali titoli ed il rimborso del
capitale nominale dei medesimi presentando un'apposita istanza
all'ufficio delle Entrate ovvero, se non ancora istituito,
all'ufficio IVA territorialmente competente in base al domicilio
fiscale del richiedente.
2.2. L'istanza di cui al punto 2.1 deve contenere i dati
identificativi del soggetto (cognome e nome, denominazione o ragione
sociale, codice fiscale e partita IVA, domicilio fiscale), la
dichiarazione di trovarsi nelle condizioni previste dalla lettera a)
del citato art. 16, comma 1, del decreto-legge 28 dicembre 2001, n.
452, convertito, con modificazioni nella legge 27 febbraio 2002, n.
16, nonche' il codice ABI e CAB della Banca presso la quale sono in
deposito i predetti titoli (certificati di credito del Tesoro 1
gennaio 1996/2006, codice IT0000367422) dei quali deve essere
indicato il codice e l'importo nominale.
2.3. I soggetti indicati ai punti 1.1 e 1.2 che, invece, non hanno
ancora ottenuto l'assegnazione dei titoli di Stato di cui al
precedente comma possono, entro gli stessi termini, chiedere il
pagamento in contanti dei crediti d'imposta loro spettanti ai sensi
della normativa citata, senza l'obbligo di prestazione della garanzia
di cui all'art. 38-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, presentando un'apposita istanza all'ufficio
delle Entrate ovvero, se non ancora istituito, all'ufficio IVA
territorialmente competente in base al domicilio fiscale.
2.4. L'istanza di cui al punto 2.3 deve contenere i dati
dichiarazione di trovarsi nelle condizioni previste dalla lettera b)
452, convertito con modificazioni nella legge 27 febbraio 2002, n.
3. Attivita' degli uffici dell'Agenzia delle entrate.
3.1. L'ufficio locale delle Entrate ovvero, se non ancora
istituito, l'ufficio IVA, territorialmente competente in base al
domicilio fiscale dell'istante, provvede all'esame del contenuto
dell'istanza avendo cura di verificare l'esattezza dei dati indicati,
inserendo quelli relativi all'istanza di cui al punto 2.1, tramite
apposita procedura, nel sistema informativo dell'anagrafe tributaria.
3.2. I dati inseriti sono trasmessi, tramite una o piu' liste
riepilogative, al Ministero dell'economia e delle finanze,
Dipartimento del Tesoro, nonche' alla Banca d'Italia, Amministrazione
centrale, Servizio di politica monetaria e del cambio, l'annullamento
dei titoli ed il conseguente rimborso.
Il presente provvedimento si rende necessario per effetto della
pronuncia della Corte di giustizia CE che, con sentenza del 25
ottobre 2001, ha stabilito l'illegittimita' in relazione
all'ordinamento comunitario, delle disposizioni di cui agli articoli
10 e 11 del decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito nella
legge 24 marzo 1993, n. 75 perche' in contrasto con gli articoli 17 e
18 della VI Direttiva CEE.
Le disposizioni degli articoli sopra menzionati prevedevano, per i
soggetti passivi IVA individuati dall'art. 11, comma 1, del
decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 marzo 1993, n. 75, che, nell'anno 1992, avevano
registrato importazioni da Paesi membri della Comunita' economica
europea in misura superiore al 10 per cento dell'ammontare
complessivo degli acquisti e importazioni di beni e servizi
registrati nel corso dello stesso anno e che nella dichiarazione
dell'imposta sul valore aggiunto evidenziavano un credito d'imposta
non inferiore a 100 milioni o eccedenze di credito non compensate,
determinate in sede di dichiarazione annuale e trasferite dalle
singole societa' controllate agli enti e societa' controllanti che si
erano avvalsi per l'anno 1992 delle disposizioni di cui all'art. 73,
ultimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 633, il rimborso dei crediti d'imposta vantati in titoli di
Stato anziche' in denaro, negando la possibilita' di riportare i
crediti al periodo d'imposta successivo.
Recependo le indicazioni formulate dalla Corte di giustizia CE
nella citata pronuncia, il legislatore ha previsto, con l'art. 16 del
modificazioni, nella legge 27 febbraio 2002, n. 16, da un lato, la
possibilita', per i contribuenti che hanno gia' ottenuto
l'assegnazione dei titoli di Stato ai sensi dell'art. 3-bis del
decreto-legge 28 giugno 1995, n. 250, convertito dalla legge 8 agosto
1995, n. 349, di richiedere l'annullamento delle iscrizioni contabili
corrispondenti a tali titoli ed il conseguente rimborso del capitale
nominale dei medesimi e, dall'altro, per coloro che non hanno ancora
ottenuto l'assegnazione dei titoli di Stato, di richiedere il
pagamento in contanti dei crediti di imposta loro spettanti senza
l'obbligo di prestare la garanzia richiesta dall'art. 38-bis del
Il secondo comma del citato art. 16 del decreto-legge 28 dicembre
2001, n. 452, rimetteva ad un successivo provvedimento del direttore
dell'Agenzia delle entrate, il compito di stabilire le modalita' di
attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 dello stesso
dell'organizzazione del Governo, a norma dell'art. 11 della legge 15
marzo 1997, n. 59 (art. 57; art. 62; art. 66; art. 67, comma 1; art.
68, comma 1; art. 71, comma 3, lettera a); art. 73, comma 4).
Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2001 (art. 5, comma 1; art. 6, comma
2, comma 1).
disposizioni recanti le modalita' di avvio delle agenzie fiscali e
l'istituzione del ruolo speciale provvisorio del personale
dell'Amministrazione finanziaria a norma degli articoli 73 e 74 del
relativo all'istituzione ed alla disciplina dell'imposta sul valore
aggiunto, articoli 38-bis e 73, ultimo comma.
Direttiva Comunita' europea 17 maggio 1977, n. 388 - sesta
direttiva del Consiglio in materia di armonizzazione delle
legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra
d'affari. Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base
imponibile uniforme. Articoli 17 e 18 rispettivamente concernenti, il
primo, l'origine e la portata ed il secondo, le modalita' di
esercizio del diritto a deduzione.
Decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito, con modificazioni
nella legge 24 marzo 1993, n. 75, contenente disposizioni in materia
di imposte sui redditi, sui trasferimenti di immobili di civile
correnti interbancari nonche' altre disposizioni tributarie.
Decreto-legge 28 giugno 1995, n. 250, convertito, con modificazioni
nella legge 8 agosto 1995, n. 349, relativo al differimento di taluni
termini ed altre disposizioni in materia tributaria, che all'art.
3-bis disciplina i rimborsi IVA.
recante il Regolamento di attuazione degli articoli 1, 2 e 3 della
legge 15 maggio 1997, n. 127, in materia di semplificazione delle
certificazioni amministrative.
modificazioni nella legge 27 febbraio 2002, n. 16, recante
rimborsi IVA, sulla pubblicita' effettuata con veicoli, sulle
contabilita' speciali, sui generi di monopolio, sul trasferimento di
beni demaniali, sulla giustizia tributaria, sul funzionamento del
servizio nazionale della riscossione dei tributi e su contributi ad
enti ed associazioni, art. 16, concernente disposizioni in materia di