Source: http://legislazionetecnica.it/58197/fonte/d-min-giustizia-30-05-2002
Timestamp: 2018-06-19 00:58:15+00:00
Document Index: 162799928

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 4', 'art. 170', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 106', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 106', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 146', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 170', 'art. 11', 'art. 56', 'art. 55', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 11']

D. Min. Giustizia 30/05/2002 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN5973
G.U. 05/08/2002, n. 182
(In vigore dal 20.8.2002)
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Visto l'art. 10 della legge 8
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1. Gli onorari di cui all'art. 4 della legge 8 luglio 1980, n. 319, R sono rideterminati nella misura di € 14,68 per l
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ALLEGATO - TABELLE CONTENENTI LA MISURA DEGLI ONORARI FISSI E DI QUELLI VARIABILI DEI PERITI E DEI CONSULENTI TECNICI, PER LE OPERAZIONI ESEGUITE SU DISPOSIZIONE DELL'AUTORITà GIUDIZIARIA IN MATERIA CIVILE E PENALE, IN ATTUAZIONE DELL'ART. 2 DELLA LEGGE 8 LUGLIO 1980, N. 319.
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Per la determinazione degli onorari a percentuale si ha riguardo per la perizia al valore del bene o
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4,6896%
9,3951%;
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Per la perizia o la consulenza tecnica in materia di valutazione di aziende, enti patrimoniali, situa
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Per la perizia o la consulenza tecnica in materia di bilancio e relativo conto dei profitti e perdite spetta al perito o al consulente tecnico un onorario a percentuale calcolato per scaglioni:
0,3790%
0,7579%;
51.645,70
e fino a €
0,1405%
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Salvo quanto previsto nell'articolo precedente per la perizia o la consulenza tecnica in materia di i
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3.098,75
3,7580%
7,5160%;
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Per la perizia o la consulenza tecnica espletata con metodo attuariale in materia di ricostruzione di posizion
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0,6632%,
1,3106%;
103.291,39
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Per la perizia o la consulenza tecnica in materia di opere di pittura, scultura e simili spetta al pe
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Per la perizia o la consulenza tecnica in materia di accertamento di retribuzioni o di contributi pre
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6,5686%
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Per la perizia o la consulenza tecnica in materia di verifica di rispondenza tecnica alle prescrizioni di progetto e
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1,0264%
2,0685%;
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1,4053%
2,8106%;
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Per la perizia o la consulenza tecnica in materia di valutazione, riparazione e trasformazione di aer
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Per la perizia o la consulenza tecnica in materia di funzioni contabili amministrative di case e beni
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7,5160%
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Per la perizia o la consulenza tecnica in materia di esplosivi, di armi, di proiettili, di bossoli e simili spetta al perito o al consulente tec
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Per la perizia o la consulenza tecnica in materia di geomorfologia applicata, idrogeologia, geologia
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Per la consulenza tecnica avente ad oggetto accertamenti medici, diagnostici, identificazione di agen
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Per la perizia o la consulenza tecnica avente ad oggetto l'esame alcoolimetrico spetta al perito o al
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Per la perizia o la consulenza tecnica avente ad oggetto la ricerca del tasso percentuale carbossiemo
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Per la perizia o la consulenza tecnica in materia psichiatrica o criminologica spetta al perito o al
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Per la perizia o la consulenza tecnica avente ad oggetto diagnosi su materiale biologico o su tracce
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Per la perizia o la consulenza tecnica tossicologica su reperti non biologici spetta al perito o al consulente tecnico un onorario da &e
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Per la perizia o la consulenza tecnica chimica-tossicologica avente ad oggetto la ricerca quantitativa o qualitativa completa generale incognita d
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Tutti gli onorari, ove non diversamente stabilito nelle presenti tabelle, sono comprensivi della rela
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Liquidazione compensi a CTU M1
Il decreto adegua, con decorrenza dal 20 agosto 2002, i compensi spettanti per le prestazioni dei consulenti giudiziari. L’adeguamento riguarda le percentuali e gli importi precedentemente introdotti dal D.P.R. 352/1988 e dal D.M. 5.12.1997 (quest’ultimo relativo agli onorari a vacazione), che sono quindi integralmente sostituiti dal nuovo D.M.
D.P.R. 27/07/1988, n. 352
Adeguamento dei compensi spettanti ai consulenti giudiziari.
D. P.R. 14/11/1983, n. 820
Approvazione delle tabelle contenenti la misura degli onorari fissi e di quelli variabili dei periti e dei consulenti tecnici, per le operazioni eseguite su disposizione dell'autorità giudiziaria in materia civile e penale.
Compensi spettanti ai periti, consulenti tecnici interpreti e traduttori per operazioni eseguite a richiesta di autorita giudiziaria.
Deliberaz. G.P. Bolzano 05/07/2016, n. 747
Determinazione dei compensi di periti e consulenti tecnici incaricati nell'ambito dei procedimenti di liquidazione coatta amministrativa e scioglimento d'autorità di società cooperative aventi sede in provincia di Bolzano in applicazione del decreto del ministro della Giustizia 30 maggio 2002 e successive modifiche.
Criteri di liquidazione degli onorari e delle spese di consulenza tecnica: disposizioni sostitutive di quelle di cui al Comunicato del Presidente della Camera arbitrale n. 40 del 12 settembre 2013.
Articolo 11; Articolo 12; Articolo 13.
Comunicato del Presidente della Camera Arbitrale.
Il documento detta indicazioni e criteri per la liquidazione degli onorari e delle spese per le consulenze tecniche disposte nell’ambito dei giudizi arbitrali nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. I nuovi criteri dettati sostituiscono quelli precedenti di cui al Comunicato n. 40 del 12/09/2013.
Il documento si sofferma prevalentemente sulla necessità - in tutti i casi in cui la normativa di riferimento riconosca margini di valutazione discrezionale alla camera arbitrale nella definizione del compenso spettante al CTU - di privilegiare una interpretazione che consenta di meglio salvaguardare le esigenze di economicità e di contenimento della spesa pubblica.
Compensi spettanti ai consulenti tecnici d’ufficio.
1. In tema di liquidazione del compenso al consulente tecnico d'ufficio, secondo la disciplina dettata dall’art. 170 del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, avverso il decreto di liquidazione dei compensi non possono proporsi questioni relative alla utilità e validità della consulenza tecnica, che attengono al merito della causa e vanno fatte valere nella relativa sede. L'ordinanza con la quale il giudice liquida il compenso spettante al consulente tecnico d'ufficio è censurabile esclusivamente per i profili inerenti ai criteri utilizzati per la determinazione del compenso, compresi, evidentemente, il pregio e la completezza della prestazione resa, ma non anche la riferibilità, in fatto, della stessa al consulente ovvero al suo ausiliario se il consulente si sia limitato a far propri i risultati della prestazione resa da quest'ultimo.
2. Ai sensi dell'art. 1 del D.M. 30 maggio 2002, ai fini della determinazione degli onorari "a percentuale", occorre aver riguardo, per la perizia, al valore del bene o di altra utilità oggetto dell'accertamento e, per la consulenza tecnica, al valore della controversia, che, come è noto, è determinato, secondo gli artt. 10 del Codice di procedura civile e segg., in base alla domanda, avendo riguardo, ove non contestata, alla somma indicata o al valore dichiarato, tanto con la domanda principale, quanto con la domanda riconvenzionale.
3. Ai fini della quantificazione del compenso spettante al consulente tecnico d'ufficio chiamato a svolgere distinti accertamenti, benchè nell'ambito di un unico incarico, la possibilità di considerare l'autonomia di talune indagini può determinare l'attribuzione, in suo favore, di un compenso unitario che derivi dalla somma di quelli relativi ai singoli accertamenti, purchè i parametri da valutare per ciascuno corrispondano ai rispettivi valori.
4. In tema di compensi spettanti a periti e consulenti tecnici a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, artt. 50 e segg., la determinazione dei relativi onorari costituisce esercizio di un potere discrezionale del giudice del merito, e pertanto, se contenuta tra il minimo ed il massimo della tariffa, non richiede motivazione specifica e non è soggetta al sindacato di legittimità, se non quando l'interessato deduca la violazione di una disposizione normativa oppure un vizio logico di motivazione, specificando le ragioni tecnico giuridiche secondo le quali debba ritenersi non dovuto un certo compenso oppure eccessiva la liquidazione.
1. Professioni - Consulente tecnico d’ufficio (CTU) - Procedimento di opposizione al decreto di pagamento - Accertamenti del giudice. 2. Professioni - Consulente tecnico d’ufficio (CTU) - Compenso - Liquidazione - Potere discrezionale del giudice del merito.
1. Nel procedimento di opposizione al decreto che liquida il compenso al consulente, il giudice deve accertare se l'opera svolta dall'ausiliare sia rispondente ai quesiti postigli dal giudice che ha conferito l'incarico e valutarne, quindi, la qualità e la completezza ai fini della liquidazione del compenso.
2. In tema di compensi spettanti a periti e consulenti tecnici a norma del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, artt. 50 e segg., la determinazione dei relativi onorari costituisce esercizio di un potere discrezionale del giudice del merito, e pertanto, se contenuta tra il minimo ed il massimo della tariffa, non richiede motivazione specifica e non è soggetta al sindacato di legittimità, se non quando l'interessato deduca la violazione di una disposizione normativa oppure un vizio logico di motivazione, specificando le ragioni tecnico-giuridiche secondo le quali debba ritenersi non dovuto un certo compenso oppure eccessiva la liquidazione.
Ord. C. Cass. civ. 21/11/2017, n. 27630
Professioni - Consulente tecnico d'ufficio - Incarico per calcolare il costo delle opere per l'esecuzione di un appalto - Natura - Onorario del professionista - Normativa applicabile.
Una consulenza tecnica d'ufficio, avente ad oggetto la determinazione del costo delle opere eseguite a completamento di un appalto, costituisce consulenza tecnica in materia di misura e contabilità dei lavori, e non anche in materia di costruzioni edilizie, con la conseguenza che per la liquidazione del relativo onorario si applica l’art. 12 del D.M. 30/05/2002, che prevede un onorario variabile tra un minimo e un massimo, e non già l'art. 11 del D.M. 30/05/2002 medesimo, che prevede un onorario a percentuale, calcolato per scaglioni - aumentabile fino al doppio in caso di particolare complessità ed importanza della prestazione.
Sent. C. Cass. civ. 13/10/2017, n. 24241
Professioni - Consulente tecnico d’ufficio (CTU) - Compenso - Estimo di una pluralità di immobili - Incarico unitario - Se lo svolgimento dell’incarico comporta l’esecuzione di operazioni ripetitive - Legittimità - Conseguenze - Fattispecie.
Per orientamento della Corte di Cassazione, la pluralità delle valutazioni affidate al CTU non esclude di per sé l’unicità dell’incarico e la conseguente unitarietà del compenso, rilevando soltanto ai fini della determinazione giudiziale del compenso medesimo, fissato dalla legge tra una misura minima ed una massima; ciò non esclude, perciò, che possa farsi luogo a unificazione degli onorari relativi alla stima di immobili, suddivisi per gruppi aventi analoghe caratteristiche, in ragione delle operazioni ripetitive che in ordine a tali cespiti l’ausiliario deve compiere. In altri termini, qualora la consulenza tecnica in materia di estimo abbia ad oggetto una pluralità di immobili, il compenso del consulente viene legittimamente determinato raggruppando le unità immobiliari aventi analoghe caratteristiche e applicando, sul valore dei singoli gruppi, la percentuale reputata congrua entro i limiti, minimo e massimo, stabiliti dal D.M. 30/05/2002. Quindi, nell’ipotesi in cui l’incarico conferito al consulente tecnico d’ufficio in materia di estimo abbia ad oggetto la determinazione di una serie di beni immobili, la liquidazione del compenso deve essere condotta con metodo che tenga conto se vengano in questione immobili aventi caratteristiche uguali o analoghe, per definire le quali il CTU debba effettuare operazioni ripetitive, e l’importo stimato è quello che attiene alla stima cumulativa di detto insieme; in presenza, invece, di una pluralità di immobili diversi tra loro, l’importo stimato è quello corrispondente ad ogni singola stima di immobile che abbia autonome caratteristiche valutative. (Nella fattispecie la Corte ha ritenuto corretta la liquidazione dei compensi spettanti al CTU in materia di estimo sulla base di quattro categorie di immobili accorpati unicamente per destinazione d’uso, in luogo della liquidazione dovuta per ciascuna unità immobiliare. Altresì l’ordinanza di liquidazione del compenso aveva indicato con motivazione congrua le ragioni per le quali determinati cespiti richiedevano una valutazione unitaria, tanto da giustificare il cumulo degli importi stimati ai fini della liquidazione del compenso del CTU, in particolare argomentando su tre aspetti differenziali: le diverse destinazioni d’uso degli immobili (uso ufficio, uso abitazione, uso magazzino, uso laboratorio, uso cantina, uso commerciale); lo stato locativo o meno dei cespiti; la localizzazione degli stessi beni in edifici diversi oppure uguali).
Il compenso del Consulente tecnico di parte (CTP) di persona ammessa al patrocinio a spese dello Stato non può che effettuarsi ai sensi della L. 319/1980, del D.P.R. 115/2002 e del D.M. 30/05/2002, perché l'attività svolta risulta qualitativamente analoga a quella dei periti del giudice.
1. Consulente tecnico d'ufficio - Compensi - Incertezza del valore - Onorari a vacazione - Applicabilità in via residuale. 2. Consulente tecnico d'ufficio - Compensi - Complessità delle prestazioni - Aumento fino al doppio - Accertamento discrezionale del giudice. 3. Consulente tecnico d'ufficio - Compensi - Rimborso spese vive - Assenza di giustificativi - Ammissione.
1. Ai fini della liquidazione del compenso al consulente tecnico d'ufficio per la consulenza in materia di costruzioni edilizie, che l'art. 11 della tabella allegata al D.M. 30/05/2002, dichiara calcolabile sulla base del criterio a scaglioni, la mancanza di certezza sul valore dell'immobile non giustifica di per sé il ricorso al criterio delle vacazioni, che ha carattere solo residuale, dovendo il giudice in tale ipotesi verificare se la valutazione sia possibile sulla base di quanto risulta dagli atti, potendo anche basarsi sui valori indicati dal consulente nella propria richiesta, se ritenuti congrui.
2. La possibilità di aumentare fino al doppio i compensi liquidati al consulente tecnico d'ufficio costituisce oggetto di un potere discrezionale attribuito al giudice, che lo esercita mediante il prudente apprezzamento di pertinenti elementi di giudizio, quali l'oggetto ed il valore della controversia, la natura e l'importanza dei compiti di accertamento in fatto, il tempo e l'impegno profusi dall'ausiliare giudiziale.
3. Sebbene la nota spese del consulente tecnico debba essere specifica e corredata della documentazione delle spese documentabili, ciò non è necessario per quelle che non richiedono fatturazione o ricevuta fiscale perché insite nella presentazione dell'elaborato (quali la carta, gli inchiostri e i materiali di supporto e di cancelleria) o per i costi di trasporto ove lo studio professionale o la residenza del consulente non siano nelle vicinanze dell'ufficio giudiziario o degli altri luoghi in cui l'ausiliare si debba recare a cagione dell'incarico.
Professioni - Consulente tecnico d'ufficio - Incarico - Oggetto - Stima di pluralità di immobili - Criteri per la liquidazione del compenso ai sensi dell'art. 13 delle tabelle di cui al D.M. 30/05/2002.
Il compenso da liquidare in favore del consulente tecnico, cui sia stato affidato l'incarico di procedere ad attività di estimo di più immobili, va determinato, alla stregua dell'art. 13 delle tabelle di cui al D.M. 30/05/2002, facendo riferimento all'importo stimato, diviso per scaglioni, il quale, in caso di immobili aventi caratteristiche uguali o analoghe, va riferito alla valutazione cumulativa dell'insieme, mentre, in caso di pluralità di immobili diversi tra loro, per ciascuno di essi deve procedersi ad un'autonoma determinazione, nel limite del massimo scaglione di euro 516.456,90
Giudizi di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 2, della legge 8 luglio 1980, n. 319 (Compensi spettanti ai periti, ai consulenti tecnici, interpreti e traduttori per le operazioni eseguite a richiesta dell’autorità giudiziaria), dell’art. 106-bis del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia - Testo A), come introdotto dall’art. 1, comma 606, lettera b), della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2014), e dell’art. 1, comma 607, della legge n. 147 del 2013.
1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 106-bis del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia − Testo A), come introdotto dall’art. 1, comma 606, lettera b), della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato − legge di stabilità 2014), nella parte in cui non esclude che la diminuzione di un terzo degli importi spettanti all’ausiliario del magistrato sia operata in caso di applicazione di previsioni tariffarie non adeguate a norma dell’art. 54 dello stesso d.P.R. n. 115 del 2002;
2) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 4, comma 2, della legge 8 luglio 1980, n. 319 (Compensi spettanti ai periti, ai consulenti tecnici, interpreti e traduttori per le operazioni eseguite a richiesta dell’autorità giudiziaria), e 106-bis del d.P.R. n. 115 del 2002, sollevate dal Tribunale ordinario di Lecce in composizione collegiale (r.o. n. 117 e n. 216 del 2014) e dal Tribunale ordinario di Grosseto in composizione monocratica (r.o. n. 121 del 2014), in relazione agli artt. 3, 35, 36 e 53 della Costituzione, con le ordinanze indicate in epigrafe;
3) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 607, della legge n. 147 del 2013, sollevata dal Tribunale ordinario di Lecce in composizione collegiale (r.o. n. 216 del 2014), in relazione all’art. 3 Cost., con l’ordinanza indicata in epigrafe;
4) dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 607 della legge n. 147 del 2013, sollevate dal Tribunale ordinario di Lecce in composizione monocratica (r.o. n. 14 del 2015), in riferimento agli art. 3, 36 e 53 Cost., con l’ordinanza indicata in epigrafe.
Consulente tecnico d'ufficio - Adozione del criterio delle vacazioni - Presupposti - Natura dell'incarico e dell'accertamento - Mancanza di previsione della tariffa ovvero non estensibilità in via analogica del criterio della percentuale - Fattispecie in tema di azione di responsabilità contro amministratori e sindaci di società fallita.
Nella determinazione degli onorari spettanti ai consulenti va applicato il criterio delle vacazioni, anziché quello a percentuale, non solo quando manca una specifica previsione della tariffa, ma altresì quando, in relazione alla natura dell'incarico ed al tipo di accertamento richiesti dal giudice, non sia logicamente giustificata e possibile un'estensione analogica delle ipotesi tipiche di liquidazione secondo il criterio della percentuale. (Nella specie, la S.C., in applicazione del principio esposto, ha confermato la decisione con cui il giudice di merito ha escluso l'applicazione degli artt. 3 e 4 del D.M. 30 maggio 2002 per la liquidazione del compenso ad un consulente tecnico d'ufficio, incaricato di accertare, previa classificazione dei bilanci sociali e nell'ambito di un'azione di responsabilità proposta ex art. 146 legge fall., il momento in cui la società avrebbe perduto il capitale sociale e i danni arrecati dalle nuove operazioni compiute dopo lo scioglimento).
Professioni - Consulente tecnico d'ufficio - Accertamento plurimo, ancorché in base ad un incarico unitario - Liquidazione del compenso - Sommatoria degli onorari riguardanti ciascun accertamento - Legittimità - Individuazione dei relativi parametri - Fattispecie.
Ai fini della quantificazione del compenso spettante al consulente tecnico d'ufficio chiamato a svolgere distinti accertamenti, benché nell'ambito di un unico incarico, la possibilità di considerare l'autonomia di talune indagini può determinare l'attribuzione, in suo favore, di un compenso unitario che derivi dalla somma di quelli relativi ai singoli accertamenti, purché i parametri da valutare per ciascuno corrispondano ai rispettivi valori. (Nella specie, la S.C. ha cassato il provvedimento impugnato, riguardante la liquidazione, nell'ambito di una controversia concernente il saldo, al netto di interessi non dovuti, di due distinti rapporti di conto corrente, di sei accertamenti, autonomamente considerati ai fini del calcolo del compenso complessivo effettuato, per ciascuno di essi, sulla base del valore della causa).
Sent. C. Cass. civ. 24/10/2013, n. 24128
Consulente tecnico d'ufficio - Compenso - Consulente incaricato di accertare la capacità reddituale dei coniugi nel giudizio di separazione - Liquidazione - Criteri.
Per la liquidazione del compenso al consulente tecnico d'ufficio cui, nell'ambito di un giudizio di separazione coniugale, sia stato affidato l'incarico di accertare la capacità reddituale dei coniugi sulla base del mero esame dei dati risultanti dalla documentazione fiscale, contabile e di conservatoria, deve applicarsi non il disposto dell'art. 2 del d.m. 30 maggio 2002, per la perizia o consulenza tecnica in materia contabile e fiscale, bensì il disposto dell'art. 3, per la perizia o consulenza tecnica in materia di valutazione di patrimoni, nonché determinarsi un compenso unitario, anziché un compenso distinto per ogni verifica compiuta, atteso che, nella valutazione dei patrimoni, la pluralità delle verifiche non esclude l'unicità dell'incarico.
Consulente tecnico d'ufficio - Consulenza tecnica in materia di costruzioni edilizie - Incertezza del valore dell'immobile - Criterio delle vacazioni - Applicabilità in via residuale - Valutazione sulla base degli atti - Necessità - Valore indicato dal consulente nella propria richiesta - Utilizzabilità - Condizioni.
Ai fini della liquidazione del compenso al consulente tecnico d'ufficio per la consulenza in materia di costruzioni edilizie, che l'art. 11 della tabella allegata al d.m. 30 maggio 2002 dichiara calcolabile sulla base del criterio a scaglioni, la mancanza di certezza sul valore dell'immobile non giustifica di per sé il ricorso al criterio delle vacazioni, che ha carattere solo residuale, dovendo il giudice in tale ipotesi verificare se la valutazione sia possibile sulla base di quanto risulta dagli atti, potendo anche basarsi sui valori indicati dal consulente nella propria richiesta, se ritenuti congrui.
Consulente tecnico d'ufficio - Incarico per calcolare il costo delle opere per l'esecuzione di un appalto - Natura - Onorario del professionista - Art. 12 del D.P.R. 352 del 1988 - Applicabilità - Fondamento - Criteri.
La previsione contenuta nell'art. 12 del D.M. 30/05/2002 (perizia o consulenza tecnica in materia di verifica di rispondenza tecnica alle prescrizioni di progetto e/o di contratto, capitolati e norme, di collaudo di lavori e forniture, di misura e contabilità di lavori, di aggiornamento e revisione dei prezzi) ha carattere speciale rispetto a quella dell'articolo precedente (perizia o consulenza tecnica in materia di costruzioni edilizie, impianti industriali, impianti di servizi generali, impianti elettrici, macchine isolate e loro parti, ferrovie, strade e canali, opere idrauliche, acquedotti e fognature, ponti, manufatti isolati e strutture speciali, progetti di bonifica agraria e simili), che prevede l'onorario a percentuale, calcolato per scaglioni, con la conseguenza che se l'opera prestata rientri nelle specifiche attività previste dall'art. 12 (accertamento della rispondenza dell'opera alle prescrizioni di progetti e di collaudi, aggiornamento e revisione dei prezzi) è applicabile il detto articolo.
Sent. C. Cass. civ. 19/10/2012, n. 18070
Consulente tecnico d'ufficio - Incarico per calcolare dell'equo canone per più immobili nello stesso complesso immobiliare - Natura - Onorario del professionista - Art. 16 del D.M. 30 maggio 2002 - Applicabilità - Fondamento - Criteri.
In tema di compenso agli ausiliari del giudice, nell'ipotesi in cui l'incarico conferito al consulente tecnico d'ufficio abbia ad oggetto la determinazione dell'equo canone di una serie di beni immobili, la liquidazione del compenso deve attenersi al criterio desunto dal D.M. Giustizia 30 maggio 2002, art. 16, dovendosi liquidare un compenso (con riguardo ai limiti massimi e minimi contenuti nella norma) per ciascuno degli immobili per i quali si sia proceduto al calcolo dell'equo canone, tenendo in adeguato conto nella liquidazione del compenso in concreto, nel caso di immobili aventi caratteristiche uguali o analoghe, delle operazioni ripetitive svolte e/o di quelle, che effettuate una volta, siano interamente riutilizzabili (come nel caso di determinazione dell'equo canone di più immobili all'interno di un unico complesso immobiliare).
1. Consulenza d'ufficio nell'ambito del giudizio di divisione - Opposizione al decreto di liquidazione del compenso al C.T.U. da parte di un condividente - Rigetto dell'opposizione - Spese del relativo giudizio incidentale - Legittimazione passiva dell'opponente nei confronti degli altri condividenti - Esclusione - Conseguenze - Rifusione delle spese nei confronti degli altri condividenti - Esclusione - Fondamento. 2. Consulente tecnico d'ufficio - Disciplina dal D.P.R. n. 115 del 2002 - Opposizione al decreto di liquidazione del compenso al C.T.U. - Censure proponibili - Questioni relative alla utilità e validità della consulenza - Esclusione - Fondamento. 3. Consulente tecnico d'ufficio - Rimborso delle spese sostenute dal C.T.U. per l'espletamento dell'incarico - Presupposti - Allegazione di nota specifica di documentazione giustificativa - Necessità. 4. Consulente tecnico d'ufficio - Causa di divisione di un patrimonio immobiliare - Valore indeterminabile - Esclusione - Conseguenze - Liquidazione del compenso al C.T.U. secondo il criterio delle vacazioni - Inammissibilità.
1. Nel giudizio di divisione, non necessariamente si deve pervenire ad un regolamento delle spese di lite, che è consentito solo nel caso di ingiustificate pretese di uno dei condividenti, ovvero di inutili resistenze. Ne consegue che, ove uno dei condividenti proponga opposizione al decreto di liquidazione del compenso dovuto al consulente tecnico d'ufficio, nel relativo giudizio incidentale l'opponente non assume la posizione di legittimato passivo nei confronti degli altri condividenti e di conseguenza, nel caso di rigetto dell'opposizione, non è ammissibile una sua condanna alla rifusione delle spese in loro favore, dovendosi dirimere ogni eventuale questione al riguardo con la sentenza conclusiva del giudizio di divisione.
2. In tema di liquidazione del compenso al consulente tecnico d'ufficio, secondo la disciplina recata dall'art. 170 del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, che lascia sostanzialmente invariata la natura e la struttura del procedimento di opposizione alla anzidetta liquidazione già previsto dall'art. 11 legge 8 luglio 1980, n. 319, avverso il decreto di liquidazione non possono proporsi questioni relative alla utilità e validità della consulenza tecnica, che attengono al merito della causa e vanno fatte valere nella relativa sede.
3. In base alla disciplina recata dall'art. 56 del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, ai fini del rimborso delle spese sostenute dal consulente tecnico d'ufficio per l'espletamento dell'incarico - diversamente da quelle di viaggio, cui si riferisce l'art. 55 del medesimo D.P.R. - è necessario che questi alleghi una nota specifica relativa a dette spese e ne fornisca documentazione.
4. La causa di divisione di un patrimonio immobiliare non può mai essere definita di valore "indeterminabile", nemmeno allorché l'attore non abbia indicato la consistenza del patrimonio nell'atto di citazione, posto che di "valore indeterminabile" sono soltanto le cause aventi ad oggetto beni insuscettibili di valutazione economica. Ne consegue che, in tale ipotesi, il compenso dovuto al consulente tecnico d'ufficio chiamato alla stima dei beni da dividere non può essere liquidato col criterio delle vacazioni, applicabile nel caso di causa di valore indeterminabile, ma col criterio a scaglioni, di cui all'art. 3 del D.M. 30 maggio 2002, che va applicato dal giudice in base al valore risultante dagli atti e, se del caso, dalla stessa consulenza d'ufficio.
Una consulenza tecnica d'ufficio avente ad oggetto la determinazione del costo delle opere realizzate in esecuzione di un appalto, da effettuarsi tenuto conto dei prezzi concordati o di quelli di mercato, nonché delle opere misurate ed eseguite secondo progetto, costituisce consulenza tecnica in materia di verifica di rispondenza tecnica alle prescrizioni di progetto e di misura e contabilità dei lavori, e non in materia di costruzioni edilizie; per la liquidazione del relativo onorario si applica, quindi, l'art. 12 del D.P.R. 27 luglio 1988, n. 352 (oggi art. 12 del decreto del Ministero della Giustizia 30 maggio 2002), che prevede un onorario variabile tra un minimo e un massimo, e non già l'art. 11 dello stesso D.P.R., che prevede un onorario a percentuale, calcolato per scaglioni, rispetto al quale l'art. 12 è norma di carattere speciale.
Consulente tecnico d'ufficio - Compenso - Liquidazione - Verifica della effettiva realizzazione di opere finanziate dallo Stato - Criteri di determinazione del compenso - Art. 12 del D.M. 30 maggio 2002 - Applicabilità - Sussistenza - Fondamento.
L'incarico conferito ad un consulente tecnico d'ufficio, ed avente ad oggetto l'accertamento della effettiva realizzazione, all'interno di uno stabilimento industriale, delle opere per le quali era stato concesso un finanziamento statale, va compensato nella misura prevista dall'art. 12 del D.M. 30 maggio 2002, riguardante appunto la consulenza tecnica in materia di verifica di rispondenza tecnica alle prescrizioni di progetto e misura e contabilità dei lavori, e non in base a quanto stabilito dall'art. 11 del suddetto decreto, il quale con previsione più generica disciplina la misura del compenso per le consulenze in materia di "costruzioni edilizie".
Questo contributo esamina in dettaglio - con l’ausilio di numerosi esempi pratici, schemi riassuntivi ed innumerevoli rinvii alla giurisprudenza della Corte di Cassazione - le modalità per la determinazione di ciascuna delle tre componenti del compenso, le possibili maggiorazioni e riduzioni nonché le modalità che il CTU ha a disposizione per richiedere la liquidazione del proprio compenso al Giudice. Specifiche considerazioni sono dedicate anche alla figura ed ai compensi del CTU quando operante nella particolare veste di Esperto stimatore nell’ambito dei procedimenti di esecuzione immobiliare.
Compensi CTU: calcolo degli onorari a percentuale e raddoppio, rimborso spese vive (Cass. 20972/2017)
L’Ordinanza della Corte di Cassazione assume rilievo in quanto afferma e chiarisce tre importanti principi relativi ai criteri di liquidazione dei compensi del consulente tecnico d’ufficio (CTU), già enunciati in precedenti distinte decisioni, con particolare riferimento al calcolo degli onorari in mancanza di certezza sul valore della controversia, all'aumento fino al doppio degli onorari dovuto alla particolare complessità dell’incarico, al rimborso di spese vive non documentate.
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