Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2010/03/novita-fiscali-del-29-marzo-2010-nuove-modifiche-al-modello-della-cartella-di-pagamento-territorialita-iva-per-enti-non.html
Timestamp: 2018-05-26 02:13:05+00:00
Document Index: 165813773

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 74', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 38', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 30', 'art. 35', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 50', 'art. 7', 'art. 2']

Novità fiscali del 29 marzo 2010: nuove modifiche al modello della cartella di pagamento; territorialità IVA per enti non commerciali; al via Comunica dall'1 aprile 2010, ma con una alternativa data da “starweb”; ravvedimento operoso per tardiva presentazione dichiarazione
1) Ancora modifiche al modello della cartella di pagamento
2) Territorialità Iva per enti non commerciali
3) Inizio attività e variazioni dati imprese: Al via Comunica dal 1 aprile 2010, ma con una alternativa data da “starweb”
4) Ravvedimento operoso per tardiva presentazione dichiarazione
5) PA esonerata dalla visita fiscale se l’assenza è documentata
6) Cinque per mille, per enti del volontariato e associazioni dilettantistiche: Regolarizzazione entro il 30 aprile 2010
7) Sisma Abruzzo: In arrivo i finanziamenti agevolati anche per gli aggregati edilizi
E’ stato, infatti, modificato il Provvedimento del 02.03.2010.
In particolare, l’allegato 1 al citato Provvedimento del 02.03.2010, pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate in data 04.03.2010, è stato sostituito con l’allegato unito al neo Provvedimento del 24 marzo 2010, pubblicato il 26 marzo 2010.
Come è noto, con il provvedimento del 02.03.2010 è stato approvato un nuovo “Foglio avvertenze” della cartella di pagamento relativa ai ruoli emessi dall’Agenzia delle entrate per le somme che risultano dovute a titolo di contributi e premi, nonché di interessi e di sanzioni per ritardato o omesso versamento.
Poiché in tale “Foglio avvertenze”, nella sezione denominata “Quando e come presentare ricorso”, è stata erroneamente riportata la frase “I termini per proporre ricorso sono sospesi di diritto dal 01 agosto al 15 settembre di ogni anno per il periodo feriale”, adesso è stato sostituito il “Foglio avvertenze” allegato al provvedimento del 2 marzo 2010 con il nuovo “Foglio avvertenze” allegato al nuovo ultimo provvedimento.
(Agenzia delle Entrate, Provvedimento, Prot. n. 2010/47831, del 24 marzo 2010, pubblicato il 26 marzo 2010, ai sensi della Legge n. 244/2007, art. 1, c. 361)
Come è noto, nella Gazzetta Ufficiale n. 41, del 19 febbraio 2010, è stato pubblicato il Decreto Legislativo 11 febbraio 2010, n. 18, con il quale, in attuazione delle Direttive comunitarie sono state introdotte sostanziali modifiche alla disciplina generale dell’IVA dettata dal DPR n. 633/1972 e sono state apportate variazioni al D.L. n. 331/1993, convertito dalla legge n. 427/1993, prevedendo:
– nuovi criteri in ordine alla territorialità delle prestazioni di servizi;
– una differente procedura per il rimborso dell’imposta a soggetti passivi stabiliti in uno Stato membro diverso da quello di rimborso;
– nuove disposizioni di contrasto alle frodi fiscali connesse alle operazioni intracomunitarie.
In relazione, a tale disciplina, il CONI e <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Lega Italiana Calcio con la circolare n. 30 del 22 marzo 2010 hanno illustrato le novità di maggior rilievo.
Il D.Lgs 11.02.2010, n. 18, recante attuazione delle direttive 2008/8/CE, 2008/9/CE, e 2008/117/CE che modificano la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il luogo delle prestazioni di servizi, il rimborso dell’IVA ai soggetti passivi stabiliti in altro Stato membro, nonché il sistema comune dell’IVA per combattere la frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie.
Territorialità delle prestazioni dl servizi
In tema di territorialità delle prestazioni di servizi, l’art. 1 del provvedimento ha apportato variazioni alle disposizioni già in vigore, introducendo nuovi articoli nel testo del DPR n. 633/72.
In particolare, il nuovo art. 74-ter, con effetto dal 1° gennaio 2010, stabilisce, quale regola generale, che le prestazioni di servizi si considerano effettuate nel territorio dello Stato, vale a dire che sono tassate di IVA in Italia:
– quando sono rese a soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato;
– quando sono rese a committenti non soggetti passivi da soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato.
A modifica dei previgenti criteri che, facendo salve le numerose eccezioni, prevedevano la tassazione dei servizi nel Paese del prestatore, si è ora introdotta una distinzione tra prestazioni rese tra operatori entrambi soggetti passivi IVA e quindi titolari di partita VA (prestazioni individuate mediante al dicitura “Business to Business”, ovvero con la sigla B2B) e prestazioni intervenute tra soggetti, dei quali colui che riceve il servizio è consumatore finale (prestazioni denominate “Business to Consumer”, oppure B2C): le prime imponibili – quale regola generale e salve le previste deroghe – nello Stato di residenza del committente; le seconde, di regola, tassabili, invece, nel Paese del prestatore.
Una volta precisato che per soggetto passivo “stabilito nel territorio dello Stato” si intende un soggetto passivo domiciliato nel territorio dello Stato o ivi residente che non abbia stabilito il domicilio all’estero, ovvero una stabile organizzazione nel territorio dello Stato di soggetto domiciliato e residente all’estero, limitatamente alle operazioni da essa rese o ricevute (art. 7, comma 1, lett. d)), viene poi sottolineato che il medesimo art. 7-ter in trattazione reca una norma di tutto rilievo per il settore degli enti non commerciali.
Ai fini dell’individuazione del luogo di tassazione delle prestazioni, il detto comma considera soggetti passivi quando acquistano servizi anche gli enti che, in relazione ad attività commerciali svolgono anche attività non commerciali, indipendentemente dall’utilizzo dei menzionati servizi per lo svolgimento di attività commerciali o istituzionali, nonché gli enti che non svolgono alcuna attività commerciale, ma che comunque risultano identificati ai fini IVA per aver effettuato acquisti intracomunitari di beni per importi superiori a 10.000 euro, ai sensi dell’art. 38 del decreto legge n. 331/1993, convertito dalla legge n. 427/1993.
A tale regola generale sul presupposto territoriale delle prestazioni di servizi sono previste deroghe per particolari tipologie di prestazioni negli articoli 7-quater, 7-quinquies, 7- sexies e 7- septies.
Tra le deroghe in discorso, viene ritenuto utile evidenziare che:
– le prestazioni di servizi relative a beni immobili sono tassate in Italia se l’immobile si trova nel territorio dello Stato, che le prestazioni di alloggio rientrano nella stessa categoria e che le prestazioni di servizi di ristorazione e di catering si considerano effettuate in Italia se eseguite nel territorio dello Stato, ad eccezione di quelle rese a bordo di navi, aerei e treni, che seguono regole particolari (art. 7-quater);
– sono rilevanti agli effetti dell’IVA in Italia le prestazioni di servizi relativi ad attività culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative e simili, ivi comprese fiere ed esposizioni, le prestazioni di servizi accessorie alle precedenti quando le medesime attività sono ivi materialmente svolte. Tale criterio si applica anche alle prestazioni di servizi per l’accesso alle manifestazioni predette, nonché alle relative prestazioni accessorie (art. 7-quinquies); si considerano effettuate nel territorio dello Stato se rese a committenti non soggetti passivi le prestazioni di servizi elencate nell’articolo 7-sexies;
– non si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando rese a committenti non soggetti passivi domiciliati e residenti fuori della Comunità le prestazioni di servizi contemplate dall’art. 7-septies.
In tema di soggettività passiva, nel caso di operazione rilevante agli effetti dell’IVA in Italia effettuata d un soggetto passivo non stabilito nel territorio dello Stato nei confronti di un soggetto passivo ivi stabilito, tutti gli adempimenti relativi all’applicazione dell’imposta sono posti a carico del cessionario o committente, il quale deve, pertanto , emettere fattura secondo il meccanismo dell’inversione contabile (cd. reverse charge) ed osservare tutti gli obblighi conseguenti, stabiliti dal Titolo II del DPR n. 633/1972 (art. 17 DPR 633/72).
Quanto, in particolare, agli enti non commerciali, nell’ipotesi considerata essi devono emettere autofattura assolvendo l’imposta non solo per i beni e servizi da loro acquistati nell’ambito dell’attività commerciale, ma anche per quelli acquistati in ambito istituzionale.
L’ente non commerciale deve però distinguere gli acquisti in ambito commerciale da quelli in ambito istituzionale, atteso che, riguardo ai primi l’ente deve effettuare la registrazione della fattura nel registro delle fatture emesse e in quello degli acquisti (reverse charge), mentre per i beni e servizi acquisiti nella sfera istituzionale esso deve procedere all’annotazione della fattura su apposito registro – come, peraltro, già accade per gli acquisti di beni intracomunitari in ambito istituzionale – e versare separatamente l’IVA sulla base della disciplina di cui agli artt. 47 e 49 del D.L. n. 331/1993 (art. 30-bis DPR 633).
Nel caso, invece, il committente del servizio territorialmente rilevante in Italia non sia un soggetto passivo agli effetti dell’IVA – sia cioè un privato, ovvero un ente commerciale non identificato e quindi non in possesso di partita IVA – il descritto meccanismo dell’inversione contabile, attraverso il quale il committente adempie agli obblighi d’imposta, non trova applicazione.
In tale ipotesi, pertanto, il soggetto non residente che rende al prestazione tassabile di IVA in Italia deve osservare gli obblighi d’imposta identificandosi direttamente ai sensi dell’art. 35-ter del DPR n. 633/1972, ovvero nominando un proprio rappresentante fiscale.
Nuova procedura nell’esecuzione dei rimborsi iva in ambito comunitario
Il neo D.Lgs., con l’inserimento nel DPR n. 633 degli artt. 38-bis1 e 38- bis2 e con le modifiche apportate all’art. 38-ter, reca innovazioni di tutto rilievo alla disciplina dei rimborsi dell’IVA assolta negli Stati membri della Comunità da soggetti non residenti nello Stato membro del rimborso.
In particolare, l’art. 38-bis1 regolamenta i rimborsi dell’IVA pagata da soggetti passivi italiani in altri Stati membri dell’U.E., mentre l’art. 38-bis2 reca disposizioni in ordine ai rimborsi dell’IVA italiana a soggetti stabiliti in altri Paesi dell’U.E..
L’art. 38-ter definisce, invece, la procedura di rimborso dell’IVA italiana in favore di soggetti stabiliti in Paesi fuori U.E., allorquando sussistono accordi di reciprocità.
In virtù della nuova disciplina, per le richieste di rimborso presentate a decorrere dal 1° gennaio 2010, l’istanza deve essere inoltrata, esclusivamente in via telematica, tramite lo Stato membro ove è stabilito il richiedente.
Il soggetto passivo italiano che vanta il diritto al rimborso di cui sopra deve, pertanto, presentare l’istanza all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, competente in Italia, individuato sulla base di un provvedimento del Direttore dell’Agenzia medesima, che provvederà a trasmetterla poi allo Stato di rimborso.
Norme di contrasto alle frodi connesse ad operazioni intracomunitarie
In materia di contrasto alle frodi connesse ad operazioni intracomunitarie assume rilievo la novella dell’art. 50, comma 6, del suddetto D.L. n. 331/1993, la quale, a decorrere dal 1° gennaio 2010, ha esteso l’obbligo di presentazione degli elenchi INTRASTAT in via telematica all’Agenzia delle Dogane, per le prestazioni di servizi diverse da quelle riportate negli articoli 7-quater e 7-quinquies del DPR n. 633, sia rese che ricevute con controparti soggetti passivi stabiliti in altro Stato membro della Comunità.
Gli enti non commerciali di cui all’art. 7-.ter, comma 2, lettere b) e c) del DPR n. 633/72 devono, altresì, presentare l’elenco riepilogativo degli acquisti intracomunitari dei beni e delle prestazioni di servizi cosiddetti generici, contemplati al comma 1 del medesimo articolo 7-ter, ricevute da soggetti passivi stabiliti in altro Stato membro della Comunità.
E’ vicina la partenza (obbligatoria) per Comunica, mancano solo due giorni.
Infatti, il Registro delle imprese dal 1° aprile 2010 accetterà solo la Comunicazione Unica.
Dal 1° aprile 2010 possono presentare all’Agenzia delle Entrate le dichiarazioni AA7 AA9 ai fini IVA, in via autonoma, i soggetti non tenuti all’iscrizione nel registro delle imprese ovvero alla denuncia al REA.
Dal 1° aprile 2010 le denunce all’INAIL riguardanti le imprese devono essere effettuate con Comunicazione unica, ma le consuete procedure per l’iscrizione non saranno disattivate in quanto sono tenuti ad iscriversi anche soggetti diversi dalle imprese.
Nella prima fase di attuazione dell’obbligo sarà assicurata la necessaria flessibilità per gestire i casi particolari da parte di tutti gli Enti.
La Comunicazione Unica permetterà di assolvere tutti gli adempimenti amministrativi, fiscali, previdenziali ed assicurativi necessari all’avvio di un’attività imprenditoriale e quelli da effettuare successivamente in caso di modifiche o cancellazione dell’impresa.
Entro 5 giorni la Camera di Commercio comunica l’avvenuta iscrizione all’indirizzo di Posta Elettronica Certificata dichiarata dal mittente della pratica stessa; entro 7 giorni i singoli Enti trasmettono gli esiti, sia all’impresa, sia al Registro Imprese, fatta eccezione per l’Agenzia delle Entrate, la cui ricevuta è trasmessa all’utente dallo stesso Registro delle Imprese.
La Comunicazione si prepara utilizzando il software gratuito “ComUnica” oppure in alternativa “StarWeb” (o ancora i prodotti compatibili proposti sul mercato).
– compilare e allegare diverse modulistiche;
– inviare per via telematica i moduli compilati all’ufficio del Registro delle imprese della propria Camera di Commercio.
La pratica inoltrata deve essere firmata digitalmente e deve riportare l’indicazione dell’indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) dell’impresa.
Sul sito www.registroimprese.it nella sezione dedicata alla Comunicazione Unica.
Una pagina dedicata mette a disposizione tutti gli strumenti di compilazione.
Prima di iniziare l’Utente deve dotarsi di:
– firma digitale, per firmare la pratica di Comunicazione Unica con lo stesso valore legale della firma autografa. Per ottenere la firma digitale è necessario recarsi alla propria Camera di Commercio (o presso altro ente accreditato presso il CNIPA).
– credenziali per Telemaco, per spedire la propria pratica al Registro delle Imprese.
Per ottenerle si può fare richiesta:
– tramite convenzione per Ordini Professionali o Associazioni di Categoria (si veda il sito InfoCamere www.infocamere.it nella sezione “Banche Dati”);
– tramite registrazione sul sito del Registro delle imprese e costituzione on-line di un fondo da alimentare con carta di credito o altri sistemi bancari, da utilizzare per il versamento di diritti e imposte (vedere il sito www.registroimprese.it);
– casella di Posta Elettronica Certificata (PEC), dove saranno recapitate tutte le ricevute relative alla pratica inviata e le successive comunicazioni degli Enti. Per ottenere una casella di PEC è necessario rivolgersi ad un Gestore accreditato presso il CNIPA (www.cnipa.it).
Le imprese individuali devono presentare la comunica in modalità telematica o su supporto informatico.
www.registroimprese.it rende disponibile soluzioni per semplificare la compilazione dei moduli delle imprese individuali:
1) StarWeb, sistema on-line di compilazione e spedizione di pratiche ComUnica (si rimanda al sito della propria Camera per saperne di più). StarWeb non richiede alcuna installazione (firma digitale a parte), ma richiede una linea internet adeguata (ADSL).
In alternativa è possibile utilizzare una seconda modalità semplificata che si installa sul pc dell’utente e non richiede ADSL:
2) il software ComUnica, usato alla apposita voce del menu “Crea” relativa alle “imprese individuali”.
E’ sempre possibile usare la modalità di compilazione distinta dei moduli, che consente di trattare ogni tipologia di pratica, anche quelle più articolate:
3) il software ComUnica, indicando alla voce del menu “Crea” che si procede all’allegazione di quanto compilato tramite:
FedraPlus: per compilare le pratiche per il Registro delle Imprese, per l’INPS commercianti e artigiani;
– i pacchetti software dell’Agenzia delle Entrate per la predisposizione del modello AA9 ai fini IVA e il relativo software di controllo, nel caso in cui il file sia stato preparato con software esterni.
– in alternativa ai prodotti delle amministrazioni, molti produttori di sistemi gestionali mettono in commercio sistemi integrati e compatibili per la preparazione di comunicazioni uniche.
In alternativa, il soggetto più frequentemente incaricato dall’impresa alla presentazione è un intermediario abilitato.
Cosa è StarWeb?
E’ un’applicazione web on line che permette di compilare ed inviare pratiche di comunicazione unica: un’alternativa ai pacchetti software da installare sul proprio computer.
Si trova all’indirizzo starweb.infocamere.it.
Con StarWeb la pratica telematica è costruita secondo le regole della Comunicazione Unica ed è a tutti gli effetti un adempimento ComUnica.
Nel caso di pratiche di variazione al Registro delle imprese, i dati dell’impresa soggetta a variazione vengono caricati dal Registro delle imprese nelle maschere dell’applicazione, in modo da avere sempre la situazione aggiornata ed essere aiutati nella compilazione.
StarWeb non richiede alcuna installazione (firma digitale a parte), ma richiede una linea internet adeguata (ADSL).
Per accedere a StarWeb si utilizzano le medesime credenziali normalmente impiegate per le pratiche Registro Imprese.
Quali Camere mettono a disposizione StarWeb e come posso essere abilitato?
E’ bene consultare il sito della Camera per verificare se mette a disposizione StarWeb e in che modalità.
Quali adempimenti sono possibili con StarWeb?
Starweb è utilizzabile per tutte le imprese (artigiane e non): sono disponibili tutti gli adempimenti delle imprese individuali e gli adempimenti relativi all’inizio/modifica/cessazione attività delle società, ovvero unicamente nei casi in cui non sia necessario un atto notarile.
(Gruppo di lavoro Agenzia Entrate, INAIL, INPS e Camere di Commercio, faq del 15 marzo 2010)
Ravvedimento per dichiarazione tardiva con sanzione al 3% più gli interessi.
Le Entrate hanno corretto le istruzioni date nel 2009.
Le imposte che risultano dovute sulla base di una dichiarazione presentata tardivamente, e ravveduta, entro il 29 dicembre, possono essere regolarizzate, fino al successivo 30 settembre, con il pagamento di una sanzione del 3 per cento, oltre al versamento dei tributi e degli interessi.
A chiarirlo è stata l’Agenzia delle entrate che con la circolare n. 11/E ha rivisto il paragrafo 10.1 della sua precedente circolare n. 49/E del 2009 nella parte in cui, contrariamente a quanto indicato anche nelle istruzioni al modello unico, aveva affermato che l’imposta risultante dalla dichiarazione tardiva era sanabile con il pagamento di una sanzione pari al 12 per cento (con un minimo di 21 euro) da versarsi entro il 29 dicembre.
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 26 marzo 2010)
La PA può astenersi dal richiedere la visita fiscale se possiede già la documentazione che attesta l’esenzione dall’obbligo di reperibilità.
La PA può astenersi dal richiedere la visita fiscale se è in possesso della necessaria documentazione che attesti la sussistenza dell’esenzione dall’obbligo di reperibilità.
La Funzione pubblica, con parere n. 2 del 15 marzo 2010, esprime il parere in merito all’obbligatorietà della richiesta di accertamento dello stato di nei confronti dei dipendenti per i quali ricorre una delle circostanze di esenzione dall’obbligo di reperibilità in base all’ art. 2 del D.M. 18 dicembre 2009 n. 206.
Le esclusioni sono a regime in caso di determinate patologie molto gravi (quelle che richiedono la cura mediante terapie salvavita) o di determinate malattie per le quali già in precedenza l’amministrazione ha avuto diretta contezza (infortuni sul lavoro) o per le quali è stato già effettuato un accertamento legale (malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio e gli stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità legalmente riconosciuta dalle strutture competenti).
Inoltre è prevista l’esclusione per i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato; in questo caso, l’amministrazione ha già effettuato verifica della prognosi mediante visita di controllo.
L’amministrazione riconosce la sussistenza del regime di esenzione solo quando è in possesso della necessaria documentazione formale, consistente nella documentazione relativa alla causa di servizio, all’accertamento legale dell’invalidità, alla denuncia di infortunio e nel certificato di malattia che giustifica l’assenza dal servizio e che indica la causa di esenzione.
Gli enti esclusi dal 5 per mille per aver presentato la dichiarazione sostitutiva oltre il termine originario non devono produrne una nuova, e dovranno quindi essere ammessi di diritto, se la dichiarazione inviata a suo tempo contiene tutte le indicazioni necessarie,
è firmata ed è corredata dalla copia del documento del legale rappresentante. E’ uno dei chiarimenti contenuti nella circolare n. 15/E del 26 marzo 2010, con cui l’Agenzia delle Entrate ha illustrato gli effetti della possibilità concessa dall’ultimo decreto milleproroghe (D.L. n. 194/2009) e le modalità per essere riammessi al beneficio.
In particolare, tale D.L. ha prorogato al 30 aprile 2010 il termine per integrare la documentazione relativa alle domande di iscrizione negli elenchi degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche del 5 per mille per il 2006, 2007 e 2008.
Gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche esclusi dal beneficio, per gli esercizi finanziari 2006, 2007 e 2008, per non aver prodotto la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, per averla predisposta in maniera incompleta o presentata oltre i termini stabiliti hanno quindi tempo fino al prossimo 30 aprile per correggere gli errori commessi o integrare la documentazione già presentata. Per sanare la propria posizione, gli enti del volontariato dovranno rivolgersi alla direzione regionale delle Entrate competente per territorio.
Le associazioni sportive dilettantistiche, invece, faranno capo agli uffici del Coni.
La dichiarazione sostitutiva, che attesta il perdurare del possesso dei requisiti per accedere al beneficio, dovrà essere firmata dall’attuale legale rappresentante dell’ente e inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno alla direzione regionale dell’Agenzia competente per territorio, sulla base del domicilio fiscale dell’ente.
Alla dichiarazione dovrà essere allegata, a pena di decadenza, la fotocopia del
documento di riconoscimento del rappresentante dell’ente che sottoscrive.
Il soggetto che integra la documentazione per più esercizi sarà tenuto a redigere una dichiarazione per ogni anno da regolarizzare, da spedire in plichi separati.
Inoltre, i soggetti precedentemente esclusi dal beneficio per aver presentato la
dichiarazione sostitutiva oltre il termine originariamente previsto non sono tenuti a produrne una nuova – e dovranno, quindi, essere ammessi di diritto – a patto che quella originaria sia completa di tutte le indicazioni necessarie e corredata dalla copia del documento del legale rappresentante pro tempore dell’ente firmatario della dichiarazione.
Spetterà alle direzioni regionali validare le posizioni degli enti che hanno inviato le dichiarazioni sostitutive.
Queste ultime saranno ritenute valide anche se inviate – purché entro il termine – a una direzione regionale o a un ufficio dell’Agenzia non competente. La riapertura dei termini interessa anche le fondazioni nazionali di carattere culturale ammesse al riparto per gli esercizi 2006, 2007 e 2008.
Di conseguenza, diventano valide le dichiarazioni sostitutive prodotte, dalle stesse fondazioni, oltre i termini. La circolare si sofferma infine su alcuni casi particolari come quello della dichiarazione presentata su modello non conforme o assieme a un documento di identità scaduto.
La citata circolare n. 15/E contiene in allegato i modelli da utilizzare per le dichiarazioni sostitutive.
Via libera in Abruzzo al credito d’imposta, nella forma di finanziamento agevolato, anche per gli edifici facenti parte di aggregati edilizi in muratura senza soluzione di continuità.
È la novità contenuta nel provvedimento, firmato il 26.03.2010 dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, che integra i precedenti del 10 luglio, del 3 agosto e del 30 ottobre scorsi, in seguito all’emanazione delle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3820 del 12 novembre e n. 3832 del 22 dicembre del 2009.
Il Provvedimento chiarisce che, per le parti comuni degli edifici con tali caratteristiche, il credito d’imposta sarà concesso al consorzio obbligatorio previsto dall’ordinanza n. 3820, in base alla richiesta del rappresentante del consorzio stesso.
La disposizione, infatti, prevede che le attività di ricostruzione e di risanamento debbano essere svolte da un consorzio obbligatorio che deve essere costituito con la partecipazione dei proprietari delle diverse unità immobiliari che fanno parte dell’aggregato.
In alternativa alla costituzione del consorzio, i proprietari possono nominare un
procuratore speciale per l’attuazione degli interventi.
In questo caso, il credito d’imposta sarà concesso a favore dei proprietari delle unità immobiliari che fanno parte dell’aggregato, in base alla richiesta del procuratore speciale.
Con il nuovo provvedimento vengono inoltre approvati i nuovi modelli che i Comuni devono utilizzare per comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai provvedimenti di accoglimento o di revoca dei contributi, e i tracciati per la trasmissione telematica delle relative informazioni da parte delle banche e dei Comuni stessi.
Sisma Abruzzo: Provvedimento integrativo
Modificate le modalità di fruizione del credito d’imposta, in caso di accesso al finanziamento agevolato, per la riparazione o la ricostruzione delle unità immobiliari adibite ad abitazione principale distrutte o dichiarate inagibili (Ordinanza 3779 e successive modifiche), ovvero per l’acquisto di una nuova abitazione sostitutiva dell’abitazione principale distrutta (Ordinanza 3790 e successive modifiche) a seguito degli eventi sismici che hanno interessato l’Abruzzo nel 2009.
Nell’atto è specificato che il credito d’imposta è concesso al consorzio costituito tra i proprietari delle singole unità immobiliari, sulla base della richiesta effettuata dal legale rappresentante dello stesso, oppure direttamente ai proprietari, qualora abbiano agito per il tramite di un procuratore speciale, delegato allo svolgimento di tutte le attività riguardanti la completa attuazione degli interventi.
Il provvedimento ha anche approvato, in sostituzione dei precedenti, sia i nuovi modelli che i Comuni devono utilizzare per la comunicazione dei dati relativi ai provvedimenti di accoglimento delle domande o di revoca – anche parziale – dei contributi, sia le specifiche tecniche di trasmissione.
(Agenzia delle Entrate, Provvedimento, Prot. 2010/50070, del 26 marzo 2010)