Source: http://ejolt.cdca.it/conflitto/herambiente-termovalorizzatore-a-biomassa
Timestamp: 2019-02-20 23:46:00+00:00
Document Index: 122640219

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 29', 'art. 12']

Centrale elettrica cogenerativa WET Herambiente | Atlante Italiano dei Conflitti Ambientali
Centrale elettrica cogenerativa WET Herambiente
Impianto di incenerimento/coincenerimento di rifiuti non pericolosi
Il sito interessato dall'impianto Herambiente (ex Energonut S.p.a.) si trova nel Consorzio per lo sviluppo Industriale Isernia ‐ Venafro del comune di Pozzilli (IS), località “Cerqueto”, via dell'Energia, ad Ovest della Strada Statale 85 Venafrana. L'area su cui sorge il sito è registrata al foglio catastale n° 37 p.lle 610, 611, 612 e 613 e si trova circa 1.500 metri a nord del centro abitato di Pozzilli. Le abitazioni più vicine sono a circa 50 metri in direzione nord-est.
La società Energonut S.p.a. ha ottenuto una prima autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di una centrale termoelettrica cogenerativa dal Ministero dell’Ambiente da realizzarsi in comune di Pozzilli (IS) per mezzo del Decreto Regionale del 22/12/1993.
L’autorizzazione prevedeva che la centrale fosse “alimentabile a biomasse”, con una potenza termica di 47 MW. Tra le prescrizioni figurava la seguente “l’impianto deve essere alimentato da residui derivanti dalla frutta secca e fresca quali: gusci di noci, di nocciole, di mandorle, noccioli di ciliegie e di altra frutta nonché da sanse esauste di olivo e di residui affini. L’uso di combustibili diversi deve essere autorizzato dalle Autorità competenti”. L'impianto in questione è entrato in funzione il 16 marzo 1999 ed è stato inserito nel registro della Provincia di Isernia previsto dal D. Lsg. 5/2/97 art. 33 [1] come recupero energetico di Combustibile dai Rifiuti (CDR). Dopo cinque anni di attività è stata rinnovata l'iscrizione dell'impianto sempre sotto lo stesso profilo legislativo il 30/03/2004. Entrambe le iscrizioni prevedevano il recupero energetico di CDR. Il 12 aprile 2005 la società ha richiesto alla Provincia di Isernia l’autorizzazione a variare la quantità dei rifiuti oggetto di recupero energetico (R1) da 20.000 t/a a 100.000 t/a di CDR ( DM 5.02.1998) [2]. La Provincia, con nota 12/07/2005, ha comunicato l'avvenuta modifica. In particolare oltre all'incremento della quantità di CDR avviabile a recupero energetico (100.000 t/a) si è ottenuta anche l'autorizzazione per incenerire altri 102.000 t/a di rifiuti di diverso genere e 15.000 t/a di farine animali (regolamento CE 1774/2002) [3]. La società ha richiesto la ristrutturazione dell'impianto ottenendo l'autorizzazione edilizia il 22 settembre 2005. Presso il sito è attivo, sin dall’anno 2007, un sistema di gestione ambientale, certificato nello stesso anno secondo la norma UNI EN ISO 14001: 2004. La società ha ottenuto inoltre la qualifica IAFR – Impianto alimentato da fonti rinnovabili 2005, per il rifacimento e ammodernamento parziale dell’impianto secondo il D. Lgs. 133/2005. Con Determinazione Dirigenziale Regionale 111 del 2/04/2008 è stata autorizzata, in via provvisoria, la gestione dell’impianto come impianto di coincenerimento e nello stesso si è prescritto quanto segue: “a prescindere dalla tipologia dei rifiuti coinceneriti, la quantità annua massima inceneribile non potrà superare, in ogni caso, le 85.000 t/a”. I rifiuti autorizzati risultano suddivisi tra CDR (191210), rifiuti diversi di origine vegetale, di legno (trattato e non trattato, di origine industriale e non) e da rifiuti di fibre tessili.
Queste modifiche effettuate tra gli organi di competenza sono state negli anni oggetto di protesta da parte dei comitati sorti nella valle del Volturno, al fine di chiarire e comprendere la situazione ambientale. Le “Mamme per la salute e l’ambiente” sono un gruppo spontaneo che negli anni ha monitorato e documentato l’inquinamento ambientale a cui la valle è sottoposta. Successivamente il comitato si è costituito Onlus, ufficializzando la motivazione a monitorare la zona e svolgere l’operato per la salvaguardia dell’ambiente circostante.
E' stata quindi creata una rete, la cui risonanza è nazionale, collaborando anche con “Medicina Democratica” presentando la denuncia alla Comunità Europea [4] per sospette violazioni di legge da parte della ex Energonut S.p.a.
Proprio grazie a questa denuncia è stato avviato un procedimento EU-PILOT 2652/11/ENVI per ampliare l'oggetto d'indagine, concluso con una pre-archiviazione il 27 marzo 2015 per l'attuazione del procedimento AIA.
Successivamente, l’autorizzazione DD 111 del 2/04/2008 sollecitata dalle organizzazioni della società civile, è stata oggetto di ricorso al TAR del Molise, tendenzialmente per la mancanza dello svolgimento di una preventiva Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Il TAR regionale, con ordinanza del 2/07/2008 ha disposto la sospensione della efficacia dell’atto per assenza della procedura di giudizio di compatibilità ambientale. La società in questione ha presentato ricorso al Consiglio di Stato (sentenza del 29/07/2008) ottenendo la prosecuzione dell’attività in procedura semplificata in attesa dell’esito del VIA.
Con la Delibera n. 488 la Giunta Regionale del Molise, ai sensi dell'art. 8 comma 2 della legge regionale 21/2000 e del D. Lgs. 152/2006 [5] come modificato e integrato dal D. Lgs. n. 4/2008 [6], ha rilasciato in unanimità alla società Energonut giudizio positivo circa la compatibilità ambientale prevista per il rilascio del VIA [7] considerando l’impianto come di coincenerimento (art. 5 e art. 21 c. 3, D. Lgs. 133/2005) [8]. Tra le prescrizioni ivi indicate vi era quella di “utilizzare un quantitativo di biomasse, rifiuti e/o materie prime non superiori a 85.000 t/a…”. L’atto finale vigente è costituito dalla DD 310/2009 del 31 luglio 2009, che classifica l’impianto come di coincenerimento rifiuti per un totale di 85.000 t/a.
Ad avviso dei denuncianti, si riteneva che “il coincenerimento avviene in modo che la funzione principale dell'impianto non consiste nella produzione di energia o di prodotti materiali bensì nel trattamento termico dei rifiuti” pertanto “l'impianto è considerato un impianto di incenerimento ai sensi del punto 4” dell’art. 3 della direttiva 76/2000 [9].
Nel Rapporto Rifiuti Urbani dell’ISPRA [10] redatto nel 2009 si affermava che l’impianto Energonut S.p.a. di Pozzilli era asservito allo smaltimento dei rifiuti urbani, incluso nella programmazione locale. Nel dettaglio emergeva che la quantità di CDR avviato a combustione nel corso del 2008 era pari a 68.130,1 tonnellate, mentre erano stati avviati a combustione solo 31,5 tonnellate di altri rifiuti speciali.
Con la Determinazione Dirigenziale n. 287 1/07/2009 si è effettuato un Piano di Monitoraggio ambientale [11], protocollo siglato con i rappresentanti delle istituzioni locali competenti, ovvero l’Assessorato all’Ambiente della Regione Molise e della Provincia di Isernia, i Comuni di Pozzilli e di Montaquila, Arpa Molise e il Consorzio per lo Sviluppo industriale Isernia – Venafro. Questo è stato sottoposto a revisione dell’Organismo Congiuntivo Consultativo (OCC). Gli obiettivi perseguiti dal piano di monitoraggio ambientale erano i seguenti:
•	Acquisire dati per documentare l'evolvere della situazione ambientale in relazione all'esercizio dell'impianto di coincenerimento;
•	Controllare le previsioni di impatto dell’impianto nella fase di esercizio;
•	Verificare durante la fase di esercizio l'efficacia dei sistemi di abbattimento adottati al fine di intervenire per risolvere eventuali impatti residui;
•	Garantire, durante la fase di esercizio, il controllo della situazione ambientale, in modo da rilevare tempestivamente eventuali situazioni non previste e predisporre le necessarie azioni correttive. In tal senso, dall’analisi dei dati meteoclimatici rilevati in situ si opererà una calibrazione del modello di diffusione degli inquinanti che potrebbe portare ad una nuova ridefinizione delle aree di massima ricaduta e dei punti ove ubicare le stazioni di rilevamento della qualità dell’aria. Le attività riguardano in particolare: monitoraggio in continuo delle emissioni a camino (SO2, NOx, CO, COT, PTS) con il controllo incrociato sui dati registrati da parte dell’azienda, dell’autorità di controllo e dei soggetti individuati dal protocollo.
Inoltre viene effettuato il biomonitoraggio su muschi e licheni per valutare l’eventuale ricaduta di metalli pesanti e microelementi sul suolo e sulle piante dell’area estesa fino al raggio di 4 chilometri di distanza dal sito. Viene attuato uno studio epidemiologico descrittivo dello stato di salute della popolazione residente e il sistema di rilevamento della qualità delle acque di scarico. Il sistema GIS (Geographic Information System) permetterà l'archiviazione e l'elaborazione dei dati registrati per comunicare il monitoraggio ambientale.
Le “Mamme per la Salute e l'Ambiente Onlus” hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Isernia (27/11/2009) [12] richiedendo informazioni in merito agli accorgimenti adottati dalle autorità pubbliche per la tutela della salute dei cittadini. Sono state presentate le integrazioni alla presente denuncia in data 25 maggio 2011.
Il 20 novembre 2009, è stata rilasciata la certificazione di "Eco-Management and Audit Scheme"(EMAS) alla società in questione per un sistema di gestione ambientale conforme al regolamento, valido sino al 2018 [13].
Nel 2011 con nota Regione Molise prot. 0024526/2011 del 10/10/2011 la società ha ottenuto un incremento della quantità di rifiuto lavorabile da 85.000 t/a 93.500 t/a.
Successivamente nel 2012 Energonut S.p.a., con sede legale a Napoli, ha trasferito la sede legale a Bologna. Il socio unico a quella data era Veolia Servizi Ambientali S.p.a. che con atto del 18/04/2013 con una compravendita ha ceduto le azioni a Herambiente S.p.a. che è diventata quindi l’unico socio della Energonut S.p.a. [14].
Con un’operazione di fusione, dal 1 luglio 2013 la Energonut S.p.a. è stata incorporata nella Herambiente S.p.a., che quindi è subentrata all’Energonut stessa su Pozzilli.
In data 8/08/2013 la nuova Herambiente ha presentato la documentazione relativa alla richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
In data 2 dicembre 2013 le “Mamme per la Salute e l’Ambiente” hanno inviato le note preliminari a tutti gli enti per poter partecipare alla Conferenza dei Servizi avente per oggetto “D. Lgs. 387/2003 art. 12- autorizzazione all’esercizio di un impianto per la produzione di energia elettrica da coincenerimento della potenza elettrica di 13,5 MW da fonti rinnovabili CSS/CDR/Biomasse”[15].
In data 7 aprile 2015 la Onlus ha presentato la seconda osservazione avente come oggetto “Osservazioni inerenti la domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale e la Autorizzazione Unica ex art. 12 dpr 387/2003, depositate il 13/07/2013 dalla società Herambiente S.p.a. e rese pubbliche in data 9/03/2015”. Tra le numerose considerazioni effettuate, si rammendavano le note relative l’aspetto ambientale, gli aspetti progettuali e gestionali per quanto concerne anche il CER 191212, il recupero energetico e la produzione dei rifiuti. Si chiedevano chiarimenti in merito alle classificazioni dei rifiuti secondo i codici dell’elenco europeo e maggiori dettagli sulla capacità nominale e carico termico autorizzato [16].
In data 25 giugno 2015 le “Mamme per la Salute e per l’Ambiente” hanno proposto le integrazioni alle osservazioni precedenti relative alla Deliberazione della Giunta Regionale n. 231 del 19 maggio 2015 e sulla Conferenza dei Servizi del 29 giugno 2015. Un primo aspetto era costituito da un atto che modifica un’autorizzazione che non era stata ancora rilasciata nella sua forma dovuta e che pertanto non poteva essere modificata come prevede anche il decreto “Sblocca Italia” D. Lsg. 133/2014. Si ritenevano inoltre infondati i motivi per cui il gestore pretendeva il rilascio della AIA entro il 7/07/2015 la cui fretta appariva strumentale e finalizzata esclusivamente a cogliere le opportunità del D. Lgs. 133/2014. L’osservazione è stata fatta anche per una richiesta di nuova VIA per l’impianto prima di ogni autorizzazione per l’incremento della capacità termica [17].
La Regione Molise con Determinazione Dirigenziale n. 15 del 14/07/2015 ha rilasciato l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) [15], ai sensi dell’art. 29 quater, comma 10 del Decreto Legislativo 152/2006 alla Società Herambiente S.p.a., alle condizioni di cui alla Relazione Istruttoria redatta da ARPA Molise, nonché nell’integrale rispetto di quanto indicato nell’istanza di autorizzazione presentata.
La presente Autorizzazione Integrata Ambientale è stata rilasciata quale endoprocedimento della richiesta di Autorizzazione Unica di cui all’art. 12 del D. Lgs. 387/03 [18]. Viste le rigide prescrizioni, la Herambiente ha presentato ricorso al TAR. A tal proposito il sindaco di Venafro ha annunciato che il Comune si sarebbe costituito contro l'istanza dell'azienda [19]. L'azione delle associazioni comunque non si è mai fermata. Agli inizi del 2017, 5000 persone sono scese in piazza per dire basta all'inquinamento ambientale. In particolare è stata avviata una raccolta firme per chiedere l'attivazione del registro tumori, di mantenere le centraline per il monitoraggio del traffico e delle polveri sottili, di limitare il traffico e di conoscere il risultato delle analisi avviate il mese precedente dalla Forestale e dai Carabinieri [20].
Nome Centrale elettrica cogenerativa WET Herambiente
Provincia o Comune Isernia
Località Pozzilli
La dotazione impiantistica del sito è composta da installazioni di carattere produttivo destinate alla produzione di energia elettrica mediante combustione dei rifiuti, e dai macchinari di supporto, le cosiddette utilities. L'impianto Herambiente S.p.a. (ex Energonut S.p.a) è sostanzialmente costituito dai seguenti elementi:
• area di ricevimento ed accettazione del CDR costituita da una pesa a ponte e da un ufficio accettazione e controllo che accerta la tipologia dei rifiuti in arrivo e il loro stato fisico;
• deposito di stoccaggio confinato in modo da costituire un ambiente chiuso con lo scopo di contenere sia la diffusione di polveri e/o cattivi odori sia le emissioni di rumore prodotte dalle operazioni di scarico del materiale;
• preparazione ed avviamento alla caldaia del combustibile, effettuato attraverso un sistema meccanico costituito da un’unità di accoglimento a letto oscillante su cui la pala gommata versa il combustibile e da un nastro trasportatore per il trasporto del combustibile dal deposito alla caldaia;
• griglia di combustione Martin, di costruzione tedesca, del tipo inclinato oscillante completa dei sistemi automatici di alimentazione del combustibile, di raffreddamento, di regolazione dell’aria di combustione e di misura delle temperature;
• caldaia per la produzione del vapore, della potenza di circa 47 MWt, costituita da camera di combustione, vaporizzatore, surriscaldatore ed economizzatore;
• turbina a vapore a condensazione, alimentata dal vapore prodotto dal generatore di vapore;
• un alternatore, montato in asse con la turbina a vapore;
• una torre di raffreddamento costituita da dodici celle per condensare il vapore discarico proveniente dalla turbina a vapore;
• un impianto di demineralizzazione dell’acqua per renderla idonea all’uso nel generatore di vapore ed il relativo sistema acqua di reintegro;
• sistema di trattamento dei fumi costituito;
• sistema di evacuazione delle ceneri;
• sistema centrale di controllo (SCC) di rilevamento in continuo dei dati di esercizio;
• sistema di raccolta, pretrattamento e convogliamento all’esterno dei reflui dell’Impianto;
• sistemi antincendio.
Come detto in precedenza, l'intero impianto è sottoposto a monitoraggio ambientale, con la Determinazione Dirigenziale n. 287 1/07/2009, ed ha lo scopo di fornire un quadro completo della qualità ambientale del territorio limitrofo allo stabilimento ex Energonut, al fine di evidenziare eventuali fenomeni di inquinamento a carico delle matrici ambientali.
Con l'attuazione di n. 25 stazioni di monitoraggio ambientale [20] disposte in tutta l'area d'analisi che comprende tutto il nucleo industriale di Pozzilli (IS) e quindi i Comuni limitrofi.
Il costo complessivo del Piano di Monitoraggio è di 450.000 euro + Iva.
Le principali fonti di inquinamento dell’area indagata sono costituite, oltre che dallo stesso impianto, anche dalle industrie presenti all’interno dell’area industriale stessa, dagli impianti di riscaldamento domestici presenti nelle aree urbane nonché dagli assi viari SS 85 Venafrana, SS 158 e Strada provinciale E 330‐I Capriati‐Prata, caratterizzati da intensi flussi di traffico, che costituiscono elementi di potenziali interferenze ed impatti sull’area indagata.
In riferimento alle conclusioni e analisi dei risultati relativi all’anno 2012 si evince che vi è un livello di contaminazione in calo per numerosi elementi inquinanti come il vanadio, il manganese, il ferro, l’arsenico e il rame. Al contrario di quanto è accaduto per il cadmio ed il piombo che manifestano un incremento generalizzato nella maggior parte delle 25 stazioni di monitoraggio. Il mercurio conferma la sua presenza in tutte le stazioni di monitoraggio nell’ambito della quale, tutti i valori del rapporto fra la concentrazione degli elementi dopo l’esposizione e la concentrazione dei campioni di controllo (EC), sono risultati maggiori di 1,75, a conferma di un significativo accumulo nei talli esposti di "Evernia prunastri". I dati raccolti, comunque, non forniscono una valutazione quantitativa delle concentrazioni in atmosfera, ma consentono di valutare l’entità delle deposizioni in termini comparativi riscontrabili in più anni di indagine, dando informazioni sulla loro eventuale variazione nel tempo. La presenza del mercurio in tutte le stazioni di monitoraggio e nei due anni di indagine, rende necessario mantenere alto il livello di attenzione per l’intera area, al fine d'identificare in modo esaustivo la fonte emissiva.
Area del Progetto 2,960800 ha
Numero di persone direttamente colpite 15000
Imprese Herambiente S.p.a.
ARPA Molise;
Comune di Pozzilli, Montaquila, Venafro, Monteroduni.
Organizzazioni Sociali Locali * Mamme per la Salute e per l'ambiente Onlus - http://www.mammesaluteambiente.it
* "WWF Sezione Molise"- http://regionali.wwf.it/client/regionali.aspx?root=1110&content=0
* Parco Regionale Storico Agricolo dell'Olivo di Venafro - http://www.parcodellolivodivenafro.eu/
* Comitato della Valle del Volturno
Gruppi mobilitati Scienziati / professionisti
Impatti ambientali Visible: Inquinamento atmosferico, Riscaldamento globale, Fuoriuscite di contaminanti
Potential: Perdita di biodiversità, Insicurezza alimentare/Danni alle produzioni agricole, Contaminazione genetica, Contaminazione dei suoli, Deforestazione/perdita di aree verdi o vegetazione, Contaminazione delle falde acquifere /Riduzione dei bacini idrici, Sversamenti di residui di lavorazione delle attività minerarie, Degradazione paesaggistica
Impatti sulla salute Visible: Malattie legate alla contaminazione ambientale
Potential: Esposizione a fattori di rischio incerti o non conosciuti (radiazioni, etc.)
[3] Regolamento (CE) N. 1774/2002 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 3 ottobre 2002 recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano
[4] Denuncia alla Commissione delle Comunità Europee riguardante inadempimenti del diritto comunitario
[2] DM 5/02/1998 “Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero” ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (versione coordinata con il DM 5 aprile 2006)
[19] D.Lgs del 29 dicembre 2003, n. 387 "Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità
[1] D. Lgs. n.22 del 5/02/1997 "Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio"
[6] D. Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4 , "Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale"
[10] Rapporto Rifiuti Urbani dell’ISPRA, Edizione 2009
[8] D. Lgs dell' 11 maggio 2005, n. 133 "Attuazione della direttiva 2000/76/CE, in materia di incenerimento dei rifiuti"
[9] Direttiva n.76/2000/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio in materia di incenerimento dei rifiuti
[5] D. Lsg. 3 aprile 2006 n. 152, norme in materia ambientale
[12] Esposto alla Procura di Isernia redatto dalle Mamme per la Salute e l’Ambiente Onlus e Medicina Democratica
[17] Integrazioni Osservazioni Mamme per la salute e per l'ambiente Onlus, 25/06/2015
[11] Determinazione Dirigenziale n. 287 del 1 luglio 2009, Piano di Monitoraggio Ambientale
[15] Osservazioni Mamme per la salute e l’ambiente Onlus, 2/12/2013
[16] Osservazioni Mamme per la salute e l’ambiente Onlus, 7/04/2015
Incenerimento e salute umana, Greenpeace 2003
Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Ravenna - Richiesta di parere su ipotesi di costruzione di centrale per la produzione di energia elettrica alimentata da biomasse nel Comune di Russi
Inceneritori, salute pubblica, interessi economici: il parere di un gruppo di medici - Epidemiologia e Prevenzione, 2008
Servizio di Epidemiologia, Polveri Ultra fini ed effetti sulla salute
Termovalorizzatori e bugie, testo di Roberto Topino
[20] Relazione finale Piano di Monitoraggio, indagine di bioaccumulo campagna 2011/2012
Pre-archiviazione indagine EU-PILOT 2652/11/ENVI, 27/03/2015
Aggiornamento sull'indagine EU-PILOT 2652/11/ENVI
EU PILOT 14.12.12, Commissione Europea
Articolo del quotidiano Primopianomolise.it del 15 aprile 2015
Articolo del quotidiano Il Quotidiano del Molise del 12 giugno 2015
Articolo del quotidiano Il Tempo del 17 gennaio 2008
Articolo del settimanale Informamolise.com del 19 settembre 2014
Comunicato del WWF sul quotidiano telematico Futuro Molise del 17 maggio 2015
Articolo del blog Molisedoc del 24 giugno 2015
Articolo del sito Primonumero.it del 14 maggio 2015
Articolo del sito Restoalsud.it del 23 giugno 2015
Articolo del quotidiano Termolionline.it del 23 gennaio 2008
Articolo del quotidiano Molise24.it del 4 dicembre 2013
Articolo del blog Sanniopress.it del 28 gennaio 2008
Comunicato del WWF e del Comitato Mamme per la salute e per l'ambiente sul blog Mediamolise.it del 15 giugno 2015
Articolo del blog Caffèmolise.it del 6 gennaio 2008
[19] Articolo del quotidiano online "moliseweb" del 10 Marzo 2016
[20] Articolo del quotidiano "il giornale del molise" del 14 Gennaio 2017
Impianto Herambiente (ex Energonut)
Autore della Scheda Erika Zannino (SIGAS)
Modificato il 06/02/2017