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Timestamp: 2019-01-17 17:44:49+00:00
Document Index: 182499645

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art.7', 'art. 14', 'art. 6', 'art. 6', 'Cass. Sez. ', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 92', 'art. 1']

Deliberazione n.29/2014/par - PDF
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1 Deliberazione n.29/2014/par REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana nella camera di consiglio del 12 febbraio 2014 composta dai seguenti magistrati: Maurizio Graffeo - Presidente Stefano Siragusa - Consigliere Anna Luisa Carra - Consigliere Giovanni Di Pietro - Referendario Gioacchino Alessandro _ Referendario relatore - visto il T.U. delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con R.D. 12 luglio 1934, n e successive modificazioni ed integrazioni; visto l art. 23 del R. D. Lgs. 15 maggio 1946, n.455 (Approvazione dello Statuto della Regione siciliana); visto il D. Lgs. 6 maggio 1948, n. 655 (Istituzione di Sezioni della Corte dei conti per la Regione siciliana); vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 (Disposizioni in materia di controllo e giurisdizione della Corte dei conti); visto il D. Lgs. 18 giugno 1999, n. 200 (Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione siciliana recante integrazioni e modifiche al D. Lgs. n. 655 del 1948); vista la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione); vista la legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l adeguamento dell ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3) ed, in particolare, l art.7, comma 8; vista la deliberazione n. 32/2013/SS.RR./PAR in data 30 settembre 2013 delle Sezioni riunite per la Regione siciliana in sede consultiva; vista la deliberazione n. 354/2013/PAR in data 14 novembre 2013 della Sezione di controllo per la Regione siciliana; vista la richiesta di parere inoltrata dal Commissario straordinario della Provincia di Agrigento con nota prot. n del (prot. Cdc n. 17 del ); vista l ordinanza n. 13/2014/CONTR. con la quale il Presidente della Sezione di controllo ha convocato la Sezione per l odierna camera di consiglio; udito il relatore, dott. Gioacchino Alessandro, ha emesso la seguente DELIBERAZIONE 1
2 Con la nota in epigrafe, il Commissario straordinario della Provincia di Agrigento, dopo avere richiamato la disciplina recata dal regolamento interno per la ripartizione dell incentivo spettante ai tecnici incaricati della progettazione, direzione e collaudo dei lavori, chiede di conoscere se è possibile erogare ai tecnici interni il suddetto incentivo di progettazione prima del finanziamento dell opera o prima che venga disposto dall ente finanziatore l accredito delle somme nelle more dell espletamento della gara, anticipando il pagamento con imputazione della spesa sul Fondo di rotazione di cui all art. 14 bis, comma 13, della legge 109/1994 o su altro analogo stanziamento di bilancio finalizzato alle spese di progettazione, con recupero dell anticipazione ad avvenuto finanziamento e/o accredito delle somme. **** Preliminarmente, la Sezione deve verificare se la richiesta di parere sia ammissibile sotto il profilo soggettivo ed oggettivo, alla luce dei criteri stabiliti dalle Sezioni Riunite per la Regione Siciliana in sede consultiva con delibera n. 1/2004 e dalla Sezione delle Autonomie con delibera n. 5 del 17 febbraio 2006, integrati, per quanto concerne la delimitazione del concetto di contabilità pubblica, da quanto stabilito dalle Sezioni riunite centrali in sede di controllo con delibera n. 54/CONTR/2010. Dal punto di vista della legittimazione soggettiva la richiesta è ammissibile, essendo a firma del Commissario straordinario della Provincia di Agrigento, organo di vertice e rappresentante legale dell amministrazione. Anche sotto il profilo oggettivo la richiesta risulta ammissibile poiché attiene all esegesi di disposizioni che incidono su una voce accessoria della spesa del personale quindi sul contenimento e sull equilibrio della spesa pubblica, essendo quello uno dei principali aggregati di finanza pubblica, nonché sulla formazione e gestione del bilancio dell ente, con riferimento al peculiare meccanismo di allocazione delle entrate afferenti il fondo di rotazione e di gestione delle relative spese. Il quesito merita risposta affermativa nei termini che seguono. L art. 6, comma 28, della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12, come modificato dall art. 6, comma 1, della legge regionale 7 agosto 2013, n.13 dispone che Fermo restando quanto previsto dal comma 27, dal comma 6 dell'articolo 4 nonché dall'articolo 3 della legge regionale 21 agosto 2007, n. 20, le somme residue corrispondenti ai ribassi d'asta dei lavori finanziati dall'amministrazione regionale con fondi propri affluiscono per il 50 per cento in entrata del bilancio degli enti appaltanti di cui alla lettera a) dell'articolo 2 in apposito capitolo Fondo di rotazione per l'anticipazione delle spese professionali e tecniche per la progettazione, per lo studio geologico e per gli altri studi ed indagini necessarie, il cui importo è reintegrato al momento del finanziamento dell'opera; a 2
3 decorrere dal 1 gennaio 2014 il restante 50 per cento è destinato ad incremento del fondo di cui all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 (UPB , capitolo ) Occorre, innanzitutto, rilevare che, da un punto di vista contabile, il fondo è alimentato con una quota delle economie di spesa derivanti dai ribassi d asta dei lavori pubblici finanziati dall amministrazione regionale. In base alle richiamate disposizioni legislative, esse confluiscono in apposito capitolo denominato Fondo di rotazione per l anticipazione delle spese professionali e tecniche per la progettazione, per lo studio geologico e per gli altri studi e indagini necessari, il cui importo è reintegrato al momento del finanziamento dell opera. Per l ente locale il trasferimento costituisce un entrata a destinazione vincolata, automaticamente impegnata (c.d. impegno improprio) e contabilizzata in uscita alle spese d investimento. Qualora l ente intende effettuare una spesa di progettazione rientrante tra le tipologie finanziabili attraverso il fondo potrà darvi copertura con imputazione al fondo di rotazione iscritto in bilancio, ovviamente nei limiti dell ammontare dello stesso. Nel momento in cui l opera cui si riferisce la progettazione viene finanziata anche le relative spese di progettazione previste nel quadro economico saranno finanziate e reintegreranno il fondo. In mancanza di finanziamento l ente avrà comunque già la copertura per la spesa di progettazione. Il momento del finanziamento o dell erogazione non è pertanto rilevante, atteso che la copertura della spesa di progettazione è comunque assicurata. Il mancato finanziamento refluisce solo per il futuro, atteso che impedisce il meccanismo di reintegro del fondo, chiudendo il ciclo di rotazione. L esito affermativo al quesito è, d alta parte, coerente con la natura sinallagmatica del beneficio economico corrisposto ai progettisti. A tal riguardo, si rammenta che la Suprema Corte ha ritenuto che il diritto all incentivo di cui si sta trattando, costituisce un vero e proprio diritto soggettivo di natura retributiva (Cass. Sez. Lav., sent. N del ) che inerisce al rapporto di lavoro in corso, nel cui ambito va individuato l obbligo per l Amministrazione di adempiere, a prescindere dalle condizioni e dai presupposti per rendere concreta l erogazione del compenso. Quanto detto non esclude che, in sede di regolamento interno, al fine di ancorare l erogazione dell incentivo a più stringenti presupposti afferenti la necessaria verifica della valida ed effettiva prestazione lavorativa che ne giustifica l erogazione, l amministrazione possa ragionevolmente prevedere la corresponsione di tutto o di una parte dell incentivo solo subordinatamente all approvazione del progetto o all aggiudicazione dell opera ovvero scaglionare o differirne l erogazione all esito del collaudo dell opera, anche al fine di valutare più compiutamente l apporto fornito dai vari componenti del gruppo nelle varie fasi e complessivamente. Il regolamento non può, al contrario, prescindere dal 3
4 vincolo legislativo che impone di ancorare il fondo incentivante alla base di gara (non all importo oggetto del contratto, né a quello risultante dallo stato finale dei lavori) e pertanto non sarebbe ammissibile la previsione e l erogazione di alcun compenso nel caso in cui l iter dell opera o del lavoro non sia giunto, quantomeno, alla fase della pubblicazione del bando o della spedizione delle lettere d invito (cfr., in tal senso la deliberazione n. 453/2012/PAR della sezione regionale di controllo per la Lombardia che richiama, per esempio, l art. 2 comma 3 del D.M. Infrastrutture n. 84 del 17/03/2008). Alla luce del quesito posto dall ente con riferimento al proprio regolamento interno appare opportuno evidenziare che le concrete modalità di disciplina della ripartizione degli incentivi, rimesse al regolamento dell ente, deve, poi, avvenire nel rispetto del principio secondo cui l incentivo è direttamente funzionalizzato al risultato, atteso che lo stesso è strettamente correlato all effettivo svolgimento della prestazione e presuppone, pertanto, il positivo accertamento delle specifiche attività svolte. Si tratta di un principio fondamentale che l ente deve tenere presente costantemente. La normativa generale sul pubblico impiego e, in particolare, dall art. 7 comma 5 del d.lgs. n. 165/2001 stabilisce, infatti che le amministrazioni pubbliche non possono erogare trattamenti economici accessori che non corrispondano alle prestazioni effettivamente rese e l art. 92 comma 5 del d.lgs. 163/2006, facendone espressa applicazione proprio in sede di disciplina generale degli incentivi, nella formulazione discendente dalla novella apportata dall art. 1 del d.l. n. 162/2008 e nel testo recepito in Sicilia con la legge regionale n. 12/2011, dispone che la corresponsione dell'incentivo è disposta dal dirigente preposto alla struttura competente, previo accertamento positivo delle specifiche attività svolte dai predetti dipendenti. Ne discende che anche la tempistica di attribuzione ed erogazione dell incentivo deve essere subordinata alla necessaria attività di verifica, misurazione e valutazione dell attività svolta dal lavoratore. D altra parte, gli incentivi di progettazione sono una particolare voce di salario accessorio, avente la finalità di accrescere l efficienza e l efficacia degli uffici tecnici preposti a tale ramo dell amministrazione e così come ogni altra voce di salario accessorio non sarebbe ammissibile, neppure con l avallo della disciplina pattizia, una regolamentazione atta a consentire l erogazione di acconti o parti dell incentivo che prescindano da una puntuale verifica dell attività prestata in termini quantitativi e qualitativi adeguati a giustificare l erogazione di un compenso aggiuntivo. Alla luce dei principi sopra esposti deve essere risolto il quesito posto dall amministrazione provinciale in ordine alla possibilità di erogare gli incentivi per i progettisti interni anche prima dal finanziamento dell opera, a condizione che siano rispettati i vincoli sopra richiamati in merito alla subordinazione di qualsivoglia erogazione all effettivo svolgimento delle prestazioni ed all accertamento delle specifiche attività svolte e del contributo fornito dalle figure professionali coinvolte 4
5 P.Q.M. Nelle suesposte considerazioni è il parere della Sezione di controllo per la Regione siciliana. Copia della presente deliberazione sarà inviata, a cura della Segreteria, all Amministrazione richiedente, nonché all Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione pubblica Dipartimento delle Autonomie locali. Così deliberato in Palermo, nella camera di consiglio del 12 febbraio Il Relatore Il Presidente (Gioacchino Alessandro) (Maurizio Graffeo) Depositato in Segreteria il 24 Febbraio 2014 IL FUNZIONARIO PREPOSTO (Fabio Guiducci) 5