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Timestamp: 2020-08-13 03:15:48+00:00
Document Index: 164685301

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 615']

Voce: Privati ed enti pubblici economici > Settori di attività > Videosorveglianza
Videosorveglianza - Parere sulle modalità di videosorveglianza presso un ospedale - 31 dicembre 1998 [40361]
Videosorveglianza - Schema di regolamento per l'autorizzazione all'installazione ed esercizio di impianti per la rilevazione degli accessi di veic
Videosorveglianza - Comune di Riomaggiore - 'Dato personale' qualunque informazione identificante - Realizzazione di un sistema di videosorveglian
Videosorveglianza - Impianto di telecontrollo e videosorveglianza - 17 febbraio 2000 [40041]
Diritto di accesso - Accesso ai dati acquisiti mediante un impianto di videosorveglianza ' 19 dicembre 2001 [40085]
Provvedimento del 9 gennaio 2003 [1067775]
Provvedimento del 10 dicembre 2003 [1085592]
PRIVATI ED ENTI PUBBLICI ECONOMICI > Settori di attività > Videosorveglianza
La legge n. 675/1996 considera come "dato personale" qualunque informazione che consenta l´identificazione dei soggetti interessati anche attraverso suoni e immagini, ed anche se in via indiretta, mediante il collegamento con altre informazioni. La legge è applicabile anche ai trattamenti di suoni e immagini effettuati attraverso sistemi di videosorveglianza, a prescindere dalla circostanza che tali informazioni, dopo il loro monitoraggio in un circuito di controllo, siano eventualmente registrate in un archivio elettronico o comunicate a terzi.
Garante 17 dicembre 1997, in Bollettino n. 2, pag. 57 [doc. web n. 39849]
Risulta legittima, in quanto rientrante nelle finalità istituzionali proprie degli organismi sanitari pubblici (v. legge n. 833/1978 e successive modifiche ed integrazioni), perché connessa all´attività di assistenza e cura dei pazienti, l´istallazione, presso i locali di un pronto soccorso e nel reparto di rianimazione di un´Azienda ospedaliera, di apparecchiature di videosorveglianza, al fine rispettivamente del controllo della sicurezza dei corridoi e delle sale di attesa e per consentire il continuo monitoraggio delle condizioni dei pazienti ricoverati. Anche in considerazione del fatto che, nella specie, si verte in tema di trattamento di dati sensibili (art. 22 della legge n. 675/1996), l´istallazione di tale sistema richiede, peraltro, l´osservanza di specifiche prescrizioni poste dalla legge n. 675/1996, quali la determinazione della localizzazione delle telecamere e delle modalità di ripresa (in ottemperanza ai principi di pertinenza e non eccedenza dei dati rispetto alle finalità perseguite fissati dall´art. 9, comma 1, lett. d)), la definizione dei soggetti (responsabile, incaricati) legittimati a trattare i dati personali, la individuazione di idonee misure di sicurezza ai sensi dell´art. 15 (al fine di evitare che i dati possano entrare nella disponibilità di soggetti non autorizzati), la fissazione di precisi parametri concernenti la eventuale conservazione delle immagini registrate per un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti e trattati (art. 9, comma 1, lett. e), la previsione delle forme e delle modalità di informativa agli interessati (art. 10).
Garante 31 dicembre 1998, in Bollettino n. 6, pag. 139 [doc. web n. 40361]
La Direttiva comunitaria n. 95/46/CE, la convenzione n. 108/1981 del Consiglio d´Europa e la legge n. 675/1996, che ha attuato la convenzione ed ha in buona parte recepito la Direttiva, rendono obbligatoria l´applicazione della disciplina sul trattamento dei dati personali anche ai suoni e alle immagini - quali quelle registrate nei controlli video - che consentano di identificare un soggetto, anche in via indiretta, attraverso il collegamento con altre informazioni.
Secondo i principi condivisi in sede europea - cui le normative nazionali debbono ispirarsi - in tema di installazione e di esercizio di video impianti per la rilevazione degli accessi dei veicoli all´interno dei centri storici e delle zone a traffico limitato, le singole amministrazioni possono introdurre detti sistemi purché il monitoraggio del traffico avvenga attraverso l´impiego di dati anonimi, con possibilità di acquisizione delle immagini soltanto nel caso di effettiva commissione di infrazioni; inoltre, l´utilizzazione dei dati in tal modo acquisiti può avvenire per la sola finalità dell´applicazione delle norme sugli accessi, salva la possibilità di un loro eventuale uso per fini di giustizia e di messa a disposizione in forma anonima per ragioni di studio o di ricerca statistica. Infine, la conservazione di tali immagini da parte delle amministrazioni dev´essere limitata al periodo strettamente necessario all´applicazione delle sanzioni ed alla definizione dell´eventuale contenzioso, con obbligo di tracciamento delle eventuali consultazioni effettuate presso la banca dati (costituita dalle immagini) e con esclusione della possibilità di realizzare interconnessioni con altri archivi o banche dati.
Garante 24 febbraio 1999, in Bollettino n. 7, pag. 25 [doc. web n. 42086]
La Direttiva comunitaria n. 95/46/CE e la convenzione n. 108/1981 del Consiglio d´Europa rendono obbligatoria l´applicazione della disciplina sul trattamento dei dati personali anche ai suoni e alle immagini (quali quelle registrate nei controlli video), qualora permettano d´identificare un soggetto anche in via indiretta. La legge n. 675/1996, che ha attuato detta convenzione e, in buona parte, ha recepito la citata Direttiva, considera anch´essa come "dato personale" qualunque informazione - anche cifrata o codificata - che permetta l´identificazione, anche in via indiretta, dei soggetti interessati, ivi compresi i suoni e le immagini. Pertanto, allo stato, stante la carenza nel sistema italiano di una disciplina specifica in materia di videosorveglianza, ai trattamenti di immagini effettuati attraverso sistemi di controllo è senz´altro applicabile la legge n. 675/1996.
La Direttiva comunitaria n. 95/46/CE e la convenzione n. 108/1981 del Consiglio d´Europa rendono obbligatoria l´applicazione della disciplina sul trattamento dei dati personali anche ai suoni e alle immagini - quali quelle registrate nei controlli video -, qualora permettano di identificare un soggetto anche in via indiretta, attraverso il collegamento con altre informazioni. La legge n. 675/1996, che ha attuato la convenzione e ha in buona parte recepito la Direttiva europea, considera anch´essa come "dato personale" qualunque informazione che permetta l´identificazione, anche in via indiretta, dei soggetti interessati, sebbene derivante da suoni o da immagini anziché da dati alfanumerici; tale legge è, quindi, senz´altro applicabile anche ai trattamenti di immagini effettuati attraverso i sistemi di videosorveglianza, a prescindere dalla circostanza che le informazioni così ricavate siano eventualmente registrate in un archivio elettronico o comunicate a terzi, dopo il loro temporaneo monitoraggio in un circuito di controllo.
Garante 21 ottobre 1999, in Bollettino n. 10, pag. 80 [doc. web n. 42288]
L´istallazione di un sistema di videosorveglianza da parte di un soggetto pubblico è subordinata all´esistenza di una fonte normativa che la legittimi e ne indichi le relative finalità, ovvero permetta di rilevare che tale iniziativa risponde alle funzioni istituzionali demandate all´ente (fattispecie relativa al progetto di realizzazione da parte di un comune di un sistema di videosorveglianza all´interno di una riserva marina, finalizzato al tempestivo intervento in caso di infrazioni o di situazioni di emergenza).
La legge n. 675/1996 definisce "dato personale" qualunque informazione relativa a persone identificate o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione. Ne consegue che debbono essere considerati dati di carattere personale anche le registrazioni effettuate mediante l´uso di telecamere che, per l´ampiezza dell´angolo visuale, la qualità degli strumenti, o altre caratteristiche della ripresa, pur non rendendo direttamente identificabili in maniera chiara ed univoca le persone inquadrate, ne permettano l´identificazione attraverso il collegamento con altre fonti conoscitive, quali foto segnaletiche, identikit o archivi di polizia contenenti immagini.
Le registrazioni effettuate mediante l´uso di telecamere non contengono sempre e necessariamente dati di carattere personale, in quanto la distanza, l´ampiezza dell´angolo visuale e la qualità degli strumenti possono non rendere identificabili le persone inquadrate; comunque, ciò non esclude l´applicazione della normativa sulla tutela della riservatezza, in quanto l´art. 1 della legge n. 675/1996 definisce "dato personale" qualunque informazione relativa a persone identificate o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione (ad esempio, attraverso il collegamento con altre fonti conoscitive quali foto segnaletiche, identikit o archivi di polizia contenenti immagini).
Garante 17 febbraio 2000, in Bollettino n. 11/12, pag. 73 [doc. web n. 40041]
Garante 7 marzo 2000, in Bollettino n. 11/12, pag. 76 [doc. web n. 30987]
In caso di realizzazione, da parte di un comune, di impianti di telecontrollo e videosorveglianza del territorio a fini di monitoraggio del traffico cittadino, per assicurare l´effettivo rispetto dei principi posti dall´art. 9 della legge n. 675/1996 è necessario procedere ad una precisa localizzazione delle telecamere e ad una limitazione delle modalità di ripresa delle immagini (memorizzazione, conservazione, angolo visuale delle telecamere e limitazione della possibilità di ingrandimento dell´immagine); inoltre, occorre un´attenta riflessione sul livello di dettaglio della ripresa dei tratti somatici e sulla necessità che siano evitate riprese di persone presso gli impianti volti unicamente a prevenire le violazioni del codice della strada.
La legge n. 675/1996 è applicabile anche ai trattamenti di immagini effettuati attraverso sistemi di videosorveglianza, a prescindere dalla circostanza che le informazioni siano registrate in un archivio elettronico o comunicate a terzi dopo il temporaneo monitoraggio in un circuito di controllo.
Ai sensi dell´art. 27 della legge n. 675/1996, le finalità cui è preordinata l´installazione, da parte di un comune, di impianti di videosorveglianza debbono rispondere alle funzioni istituzionali demandate all´ente dalla legge n. 142/1990, dal d.P.R. n. 616/1977, dalla legge n. 65/1986 (sull´ordinamento della polizia municipale), nonché dagli statuti e dai regolamenti comunali.
Per i comuni interessati all´installazione ed all´esercizio di impianti per la rilevazione degli accessi dei veicoli ai centri storici e alle zone a traffico limitato, la disciplina regolamentare introdotta con d.P.R. n. 250/1999 prevede, tra l´altro, l´obbligo di munirsi di un´autorizzazione rilasciata dal Ministero del lavori pubblici - Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale. In particolare, tale regolamento stabilisce che gli impianti debbono essere utilizzati per raccogliere dati riguardanti il luogo, il tempo e l´identificazione dei veicoli che accedono ai centri storici ed alle zone a traffico limitato, rilevando immagini solamente in caso di infrazione; inoltre, la documentazione contenente tali immagini può essere utilizzata solo ai fini dell´applicazione del regolamento e dev´essere conservata solo per il periodo necessario alla contestazione dell´infrazione, all´applicazione della sanzione ed alla definizione dell´eventuale contenzioso, salvo l´eventuale ulteriore impiego dei dati per esclusive finalità di polizia giudiziaria o di indagine penale.
Le regole della disciplina sul trattamento dei dati personali poste dalla legge n. 675/1996 sono applicabili anche alle immagini ed ai suoni, qualora le apparecchiature che li rilevano permettano di identificare, in modo diretto o indiretto, i soggetti interessati.
Non violano le disposizioni sulla protezione dei dati personali (in particolare, le prescrizioni impartite dal Garante con il Provvedimento generale del 29 novembre 2000) sistemi ed apparecchiature di ripresa dislocate su spiagge - a fini promozionali, pubblicitari o di informazione agli utenti - che, in ragione della distanza dal luogo ripreso o di altre caratteristiche tecniche, non consentano di identificare, anche indirettamente, gli interessati.
Garante 14 giugno 2001, in Bollettino n. 21, pag. 43 [doc. web n. 41782]
Le immagini di una persona acquisite con un impianto di videosorveglianza costituiscono dati personali ai sensi dell´art. 1, comma 2, lett. c), della legge n. 675/1996, con conseguente possibilità per l´interessato di proporre l´istanza di cui all´art. 13 della legge nei confronti del titolare o del responsabile del trattamento.
Garante 19 dicembre 2001, in Bollettino n. 23, pag. 40 [doc. web n. 40085]
L´installazione di un sistema di videosorveglianza presso un supermercato comporta un trattamento di dati personali in quanto consente l´identificazione dei tratti somatici degli interessati di volta in volta inquadrati. Ne consegue l´obbligo, sanzionabile in via amministrativa, di notificare al Garante l´inizio del trattamento.
L´installazione di un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso che consente l´identificazione dei tratti somatici degli interessati di volta in volta inquadrati determina un trattamento di dati personali, nonostante la mancata conservazione delle immagini. Ne consegue che tale attività di trattamento deve essere oggetto di notificazione al Garante.
L´installazione di un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso, che consente l´identificazione dei tratti somatici degli interessati di volta in volta inquadrati, determina un trattamento di dati personali a prescindere dalla circostanza della mancata conservazione delle immagini. Ne consegue che dell´installazione deve essere fornita una adeguata informativa agli interessati.
È lecito il trattamento dei dati effettuato dal Comune, in "contitolarità" con Questura e Comando dei Carabinieri, mediante l´installazione nel centro cittadino di un sistema di videosorveglianza ove non emergano profili di illiceità del trattamento e risultino rispettati i limiti fissati dal provvedimento di carattere generale emesso dal Garante in materia del 29/11/2000 (nel caso di specie il Garante ha rilevato che non erano state attivate alcune funzioni delle apparecchiature di ripresa particolarmente invasive quali i sistemi di registrazione delle conversazioni, di illuminazione ad infrarossi e di riconoscimento biometrico facciale).
È lecito il trattamento dei dati effettuato dal Comune, in "contitolarità" con Questura e Comando dei Carabinieri, mediante l´installazione nel centro cittadino di un sistema di videosorveglianza, ove non emergano profili di illiceità del trattamento e risultino rispettati i limiti fissati dal provvedimento di carattere generale emesso dal Garante in materia del 29 novembre 2000 (nel caso di specie il Garante ha rilevato che non erano state attivate alcune funzioni delle apparecchiature di ripresa particolarmente invasive quali i sistemi di registrazione delle conversazioni, di illuminazione ad infrarossi e di riconoscimento biometrico facciale).
Garante 9 gennaio 2003 [doc. web n. 1067775]
Non può essere accolto il ricorso con il quale l´interessato si oppone al trattamento delle immagini riprese dalle telecamere di un sistema di videosorveglianza istallato nel centro cittadino, ove, anche alla luce dei limiti fissati dal provvedimento di carattere generale emesso dal Garante in materia di videosorveglianza il 29 novembre 2000, non emergano profili di illiceità del trattamento, effettuato dal Comune in "contitolarità" con Questura e Comando dei Carabinieri.
Ove il titolare del trattamento attesti, con dichiarazione della cui veridicità risponde anche in sede penale, che l´impianto di videosorveglianza posto all´esterno di un ipermercato non abbia registrato alcuna immagine del soggetto interessato che ha formulato una richiesta di accesso a quei dati, il ricorso al Garante va definito con una declaratoria di non luogo a provvedere.
Garante 10 dicembre 2003 [doc. web n. 1085592]
Il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini esclusivamente personali non è soggetto all´applicazione della normativa in materia di tutela dei dati personali, qualora non riguardi informazioni destinate alla comunicazione sistematica o alla diffusione. Tuttavia, l´impianto di videosorveglianza che riprenda continuativamente immagini relative non solo ad angoli visuali di esclusiva pertinenza dell´utilizzatore, quale la propria abitazione, ma anche a spazi condominiali nei quali transitano terzi condomini - ad esempio, quando parcheggiano veicoli -, evidenzia una lesione dei diritti di questi e giustificano, in sede diversa da quella del Garante, una legittima azione degli interessati a tutela della propria riservatezza. Ciò anche in sede penale, come confermato dalla giurisprudenza che, in riferimento all´art. 615-bis c.p., ha evidenziato l´illecita interferenza nella vita privata che può derivare da modalità di indebita istallazione di telecamere o di altri dispositivi di videosorveglianza all´interno e nelle pertinenze di edifici adibiti ad abitazione.