Source: http://sostenibilita2017.acea.it/it/identita-aziendale/corporate-governance-e-sistemi-di-gestione/la-corporate-governance-acea
Timestamp: 2019-08-19 10:57:02+00:00
Document Index: 125237380

Matched Legal Cases: ['art 123', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 14', 'art. 147', 'art. 2357']

La corporate governance in Acea | Bilancio CSR
Acea adotta un modello di governance conforme alle indicazioni del Codice di Autodisciplina delle società quotate e ai principi di trasparenza, equilibrio e separazione tra le attività di indirizzo, gestione e controllo.
Il Consiglio di Amministrazione di Acea SpA stabilisce gli indirizzi strategici del Gruppo ed assume la responsabilità del governo aziendale. All’interno del Consiglio di Amministrazione (CdA) della Capogruppo sono istituiti alcuni Comitati, anche alla luce delle più recenti indicazioni proposte dal Codice di Autodisciplina, con funzioni propositive e consultive: il Comitato Controllo e Rischi, il Comitato per le Nomine e la Remunerazione ed il Comitato per l’Etica e la Sostenibilità15. Inoltre, in attuazione della normativa Consob, è costituito un comitato per l’esame delle Operazioni con le parti correlate composto esclusivamente da amministratori indipendenti. Il Collegio Sindacale, infine, secondo il modello tradizionale in vigore, svolge attività di vigilanza.
I COMITATI DI GOVERNO SOCIETARIO (BOX DA IMPLEMENTARE)
Il Comitato Controllo e Rischi partecipa alla definizione delle Linee di indirizzo per l’identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio dei principali rischi per le società del Gruppo, ivi inclusi i rischi che assumono rilievo
nell’ottica della sostenibilità nel medio-lungo periodo, determinando i criteri di compatibilità di tali rischi e supportando le valutazioni e le decisioni del Consiglio di Amministrazione relative al Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
Il Comitato esprime un parere preventivo al Consiglio riguardo l’approvazione annuale del piano di attività, predisposto dal responsabile della Funzione Audit, e rilascia il proprio parere su eventuali proposte di nomina, revoca e remunerazione del responsabile di detta Funzione, monitorando, altresì, l’autonomia, l’efficacia e l’efficienza della stessa. Il Comitato riferisce al Consiglio di Amministrazione almeno semestralmente sull’attività svolta. A fine anno i compiti del Comitato, previsti dal regolamento aggiornato e approvato dal CdA, sono stati integrati con la valutazione del corretto utilizzo degli standard di rendicontazione adottati ai fini della redazione della dichiarazione di carattere non finanziario ex D. Lgs. n. 254/2016. Nel 2017 il Comitato si è riunito undici volte.
Il Comitato per le Nomine e la Remunerazione interviene sui compensi degli Amministratori muniti di particolari deleghe, del Direttore Generale e dei Dirigenti con responsabilità strategiche. Elabora pareri al Consiglio di Amministrazione in merito alla sua composizione (dimensione, competenze opportune, compatibilità degli incarichi) e propone la politica di remunerazione degli Amministratori e dei Dirigenti con responsabilità strategiche, promuovendo la sostenibilità nel medio-lungo periodo e il bilanciamento tra componente fissa e variabile delle remunerazioni, in funzione degli obiettivi strategici e della politica di gestione dei rischi. In tale ambito presenta proposte per gli obiettivi di performance correlati alla remunerazione variabile. Monitora l’applicazione dei criteri e delle decisioni adottate dal CdA in relazione alla politica di remunerazione. Nel 2017 il Comitato si è riunito quattordici volte.
Il Comitato per l’Etica e la Sostenibilità è un organo collegiale - composto da almeno tre amministratori non esecutivi, la maggioranza dei quali, compreso il Presidente, sono indipendenti - con autonomi poteri di azione.
Esso è deputato ad assistere con funzioni istruttorie, propositive e consultive il Consiglio di Amministrazione nell’ambito dell’etica aziendale e delle tematiche ambientali, sociali e di governance. Il Comitato riferisce al Consiglio di Amministrazione almeno semestralmente sull’attività svolta.
Il Comitato ha tra i propri compiti: la promozione dell’integrazione della sostenibilità nella strategia e nella cultura d’impresa; la supervisione dei temi di sostenibilità connessi all’esercizio delle attività d’impresa e alle dinamiche di interazione con gli stakeholder; l’esame delle linee guida del Piano di Sostenibilità e il monitoraggio dell’attuazione del Piano stesso una volta approvato dal Consiglio di Amministrazione; il monitoraggio dell’adeguatezza e dell’attuazione del Codice Etico. Nel 2017 il Comitato si è riunito sette volte. (FINE BOX)
Le società del Gruppo rientranti nel perimetro del Bilancio di Sostenibilità, nell’ambito del più ampio sistema di controllo interno e gestione dei rischi, adottano, oltre a modelli e procedure inerenti ambiti specifici, anche propri Modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. n. 231/2001 (Modelli 231), al fine di prevenire il rischio da cui possano derivare responsabilità degli enti per illeciti amministrativi dipendenti da reato.
Tali modelli sono preceduti da un’attenta mappatura dei rischi di reato, tra cui quelli inerenti la normativa in tema di corruzione, salute e sicurezza sul lavoro, ambiente, in seguito alla quale vengono individuati gli illeciti che, in linea teorica, possono essere commessi nell’ambito dell’attività della società, e sono periodicamente aggiornati al fine di adeguarli alle eventuali modifiche inerenti sia l’organizzazione interna sia i reati presupposto richiamati nel Decreto legislativo.
L’Organismo di Vigilanza (OdV), quale organo espressamente deputato, ha pieni e autonomi poteri d’iniziativa e intervento in ordine al funzionamento e all’efficacia dei Modelli 231, eseguendo, con continuità, il monitoraggio delle attività sensibili alla commissione dei reati indicati dal Decreto legislativo stesso.
Per Acea l’adozione di principi etici rilevanti e condivisi costituisce un elemento essenziale del sistema di controllo interno, anche ai fini della prevenzione dei reati. A tal fine, le regole comportamentali enunciate nel Codice Etico - parte integrante del Modello 231 - rappresentano un riferimento di base cui i destinatari devono attenersi nello svolgimento delle attività aziendali.
Nel 2017 sono stati aggiornati i Modelli 231 delle seguenti società: Acea SpA, Acea Ambiente, Aquaser, Areti, Acea Elabori. Per le restanti società, a fronte delle novità legislative introdotte nell’ultimo trimestre dell’anno e ell’aggiornamento del Modello 231 della Capogruppo, si è reso opportuno posporre l’aggiornamento al fine di recepire tali novità.
Le modifiche legislative apportate nel corso dell’anno al D. Lgs. 231/2001 hanno riguardato i seguenti reati presupposto: corruzione tra privati; impiego di cittadini di paesi il cui soggiorno è irregolare; razzismo e xenofobia. È inoltre da segnalare che con la L. 179/2017 è stata introdotta nel Decreto legislativo in esame la tutela del dipendente o collaboratore che segnali illeciti o violazioni relative al Modello di organizzazione e gestione dell’ente di cui sia venuto a conoscenza per ragioni del suo ufficio (c.d. “Whistleblowing”).
La gestione della società fa capo al Consiglio di Amministrazione (CdA), che si compone di un numero compreso tra 5 e 9 membri a seconda di quanto determinato dall’Assemblea. I membri del CdA - il cui processo di individuazione e nomina è disciplinato dallo Statuto di Acea in base a quanto previsto dalla normativa applicabile - durano in carica tre esercizi e sono rieleggibili. Il metodo adottato per la loro selezione è in grado di garantire la rappresentanza di genere, la nomina di un numero adeguato di Amministratori in rappresentanza delle minoranze e del numero previsto di Amministratori indipendenti ai sensi di legge16.
Il Consiglio in carica, votato dall’Assemblea dei soci nella seduta del 27 aprile 2017 è composto da 9 amministratori, di cui 3 donne. Alle tre Consigliere sono state altresì attribuite le Presidenze dei comitati Controllo e Rischi, Nomine e Remunerazioni, Etica e Sostenibilità.
Nel 2017 il Consiglio di Amministrazione si è riunito quattordici volte. Presidente e Amministratore Delegato sono i soli Consiglieri esecutivi.
È da evidenziare che, nell’anno, il CdA ha dedicato una specifica riunione di induction, guidata da un esperto esterno, all’integrazione della sostenibilità nella pianificazione strategica e, su iniziativa dell’AD, tale sessione formativa è stata replicata per un incontro dell’AD con il top management di primo riporto.
VERSO UNA STRATEGIA DI GOVERNO INTEGRATA: INTEGRATED GOVERNANCE INDEX 2017 E POSIZIONAMENTO ACEA (BOX DA IMPLEMENTARE)
L’Integrated Governance Index (IGI) è il primo indice quantitativo, elaborato da soggetti qualificati nell’analisi dell’evoluzione del governo delle imprese (TopLegal, ETicanews, Methodos, Morrow Sodali, Nedcommunity), che dal 2016 esprime in modo chiaro e sintetico il posizionamento delle aziende in relazione alla governance della sostenibilità (o governance integrata).
L’indice è costruito sulla base di un questionario rivolto alle prime 100 società quotate sulla Borsa di Milano e la valutazione si basa su uno score prestabilito ex ante che si applica in maniera standard a tutti i partecipanti. Il questionario è formato da un’Area ordinaria, articolata in sette ambiti d’indagine, e da un’Area straordinaria, che approfondisce temi particolarmente rilevanti dell’anno. Nel 2017 l’Area straordinaria ha riguardato la Direttiva 2014/95/UE mentre i temi indagati dall’Area ordinaria sono stati i seguenti: Codice di autodisciplina e sostenibilità; Diversity, professionalità, indipendenza del board; Csr integrata nella retribuzione; Csr integrata nelle strategie di business; Comitati del board e sostenibilità; Csr e investitori responsabili; Piani di successione. Acea, chiamata per la prima volta nell’aprile 2017 a partecipare all’indagine IGI, ha ottenuto il punteggio di 55,90, posizionandosi a metà della classifica generale dei rispondenti. In particolare, le aree dove si evidenziano le performance migliori hanno riguardato la conformità al Codice di Autodisciplina, la composizione del CdA e l’approccio verso la nuova normativa sugli obblighi di disclosure ESG (environmental, social, governance).
Gli aspetti con il punteggio minore sono stati quelli relativi all’integrazione della CSR nella retribuzione, nella pianificazione strategica e nei comitati consiliari.
Nel corso dell’anno i temi esaminati dall’IGI e le valutazioni ottenute da Acea sono state oggetto di approfondimento e riflessioni, per iniziative di miglioramento, da parte del Comitato per l’Etica e la Sostenibilità, espressione del nuovo Vertice Aziendale. NB i dati e le informazioni relative all’Integrated Governance Index sono state redatte con la collaborazione di ETicanews. (FINE BOX)
La Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, consultabile online nel sito istituzionale (www.acea.it), fornisce informazioni dettagliate sugli Amministratori di Acea SpA: curricula, qualifiche di indipendenza, presenze alle riunioni del Consiglio e dei Comitati di cui sono membri ed eventuali incarichi ricoperti in in altre società
STRUTTURA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E DEI COMITATI ENDOCONSILIARI DI ACEA SPA (AL 31.12.2017)
RUOLO NEL CDA
Luca Alfredo Lanzalone Presidente X
Stefano Antonio Donnarumma AD X
Liliana Godino Amministratore Presidente Membro X
Gabriella Chiellino Amministratore Presidente X
Michaela Castelli Amministratore Membro Presidente Membro X
Massimiliano Capece Minutolo del Sasso Amministratore Membro Membro X
Giovanni Giani Amministratore Membro Membro Membro X
Fabrice Rossignol Amministratore X
IL RUOLO E I POTERI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE IN ACEA (BOX DA IMPLEMENTARE)
la definizione della natura e livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici della società, includendo nelle valutazioni tutti i rischi che possono assumere rilievo nell’ottica della sostenibilità nel medio-lungo periodo dell’attività dell’emittente;
l’istituzione di presidi a tutela del trattamento dei dati personali o di dati sensibili di terzi (D. Lgs. n. 196/03);
l’adozione delle procedure necessarie alla tutela della salute dei lavoratori e la nomina dei soggetti a presidio della sicurezza sui luoghi di lavoro (D. Lgs. n. 81/08);
Al Presidente spetta la rappresentanza legale e istituzionale della società, nonché la firma sociale; ha il potere di convocare e presiedere il Consiglio di Amministrazione e l’Assemblea. In capo al Presidente risiedono le deleghe relative a: vigilanza sulle attività del Gruppo, verifica dell’attuazione delle delibere del Consiglio e del rispetto delle regole di corporate governance; verifica delle attività e dei processi aziendali in riferimento agli aspetti della qualità erogata e percepita e di responsabilità sociale d’impresa (corporate social responsibility).
Al Presidente, infine, spetta la supervisione della segreteria societaria della Capogruppo. All’Amministratore Delegato è affidata la gestione ordinaria della società, la firma sociale, la rappresentanza legale e processuale, nonché ogni altra competenza delegata nei limiti di legge e di Statuto. Egli opera sulla base di piani pluriennali e budget annuali approvati dal Consiglio di Amministrazione, garantendo e verificando il rispetto degli indirizzi sulla gestione, attuando le modifiche organizzative e procedurali delle attività della Capogruppo, coerentemente alle linee guida deliberate dal CdA. L’attuale Amministratore Delegato svolge anche le mansioni di Responsabile dell’Area Industriale Idrico.
Il Presidente e l’Amministratore Delegato riferiscono almeno trimestralmente al CdA e al Collegio sindacale sull’andamento generale della gestione e sull’evoluzione prevedibile. Presidente e Amministratore Delegato possono adottare congiuntamente, se necessario, atti riservati al CdA in materia di appalti, acquisti, partecipazioni a gare, rilascio di fideiussioni, designazione dei membri di CdA e Collegi sindacali delle società controllate e partecipate più significative, quando l’urgenza non ne consenta la convocazione, informandone nella prima riunione utile il Consiglio, che verifica la legittimità di tali operazioni. [FINE BOX]
L’Assemblea, ordinaria e straordinaria, può essere convocata, oltre che dal Consiglio di Amministrazione, anche su richiesta dei soci che rappresentino, secondo la normativa vigente, almeno il 5% del capitale sociale. Inoltre, i soci che, anche congiuntamente, rappresentino almeno il 2,5% del capitale sociale possono chiedere l’integrazione delle materie da trattare, proponendo ulteriori argomenti, ovvero presentare proposte di deliberazione su materie già all’ordine del giorno.
La partecipazione dei soci è stimolata predisponendo le condizioni operative utili: sono previste modalità di interazione informatiche (notifica elettronica delle deleghe di rappresentanza degli azionisti; pubblicazione sul sito internet dell’avviso di convocazione). I soci hanno la possibilità, prima della data di Assemblea, di porre domande sulle materie all’ordine del giorno (anche mediante posta elettronica). Non esistono azioni con diritto di voto limitato o prive di tale diritto17. Lo Statuto prevede, ad eccezione per il socio Roma Capitale, una limitazione al diritto di voto sulle quote eccedenti la misura dell’8% del capitale. Non esistono patti parasociali né poteri speciali di veto o di altra influenza sulle decisioni che non siano risultato esclusivo della partecipazione societaria detenuta.
Nella Capogruppo sono operativi, in maniera strutturata o periodica, alcuni Comitati aziendali, istituiti con funzioni tecnico-consultive al fine di migliorare l’integrazione aziendale, i processi decisionali e affrontare problematiche emergenti che richiedono decisioni tempestive e coordinate: il Comitato direttivo, composto dai responsabili della Capogruppo di primo riporto dell’Amministratore Delegato; il Comitato di business review, per l’analisi dei dati e dell’andamento economico-finanziario; il Comitato illuminazione pubblica ed il Comitato rete elettrica privata, competenti sui suddetti ambiti della filiera energia. Inoltre, a seguito dell’emergenza idrica, acutizzatasi in estate, sono nati comitati specifici, come il Comitato Società idriche del Gruppo, il Comitato sviluppo acquedotto, il Comitato sviluppo depurazione. A tali Comitati, presieduti dall’Amministratore Delegato della Capogruppo, prendono parte i responsabili delle Aree Industriali e delle Funzioni di Acea SpA, coinvolgendo, all’occorrenza, ulteriori risorse professionali aziendali che aiutano a comprendere le dinamiche più operative dei processi analizzati. Gli argomenti trattati possono essere oggetto di specifiche informative al CdA.
PROCESSO DI DETERMINAZIONE DELLE REMUNERAZIONI DEI VERTICI AZIENDALI [BOX DA IMPLEMENTARE]
L’Assemblea dei Soci può stabilire l’emolumento fisso dei membri del CdA per tutta la durata del mandato e delibera, inoltre, in senso favorevole o contrario (deliberazione non vincolante ai sensi del TUF art 123-ter, co.6) sulla Politica, illustrata e diffusa nella Relazione sulla Remunerazione Esercizio 2017. A tal proposito sono stati confermati i riferimenti retributivi per i membri del CdA, come stabiliti con delibera del 5 giugno 2014, mentre, nell’esercizio della propria competenza sulla fissazione dei compensi degli Amministratori investiti di particolari cariche, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato i riferimenti retributivi per il Presidente e per l’Amministratore Delegato per tutta la durata del mandato.
Per approfondimenti si veda la Relazione sulla Remunerazione Esercizio 2017 disponibile nel sito web www.acea.it. [FINE BOX]
Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi di Acea (SCIGR), elemento essenziale della struttura di corporate governance, è l’insieme di regole, politiche, procedure e strutture organizzative i cui obiettivi sono:
identificare rischi e opportunità per il perseguimento degli obiettivi definiti dal Consiglio di Amministrazione;
favorire l’assunzione di decisioni consapevoli e coerenti con gli obiettivi aziendali;
salvaguardare il patrimonio aziendale, l’efficienza e l’efficacia dei processi, l’affidabilità dell’informazione finanziaria e il rispetto delle norme interne ed esterne.
Tale sistema coinvolge, a diverso titolo, tutti i soggetti dell’impresa: il CdA e i Comitati endoconsiliari, l’Amministratore incaricato dello SCIGR (coincidente con l’AD), il Collegio Sindacale, il Dirigente Preposto, l’Organismo di Vigilanza, il Comitato Etico, la Funzione Internal Audit, i manager e i dipendenti. Nel corso del 2017 è stato avviato uno specifico progetto di revisione dei diversi elementi dello SCIGR che tenesse conto, in particolare, delle modifiche intervenute al Codice di Autodisciplina in tema di sostenibilità e delle novità legislative in materia di informazioni di carattere non finanziario (D. Lgs. n. 254/2016). Le attività svolte hanno consentito la ridefinizione dei compiti e la conseguente approvazione di nuovi regolamenti di funzionamento dei Comitati endoconsiliari, in particolare del Comitato Controllo e Rischi e del rinnovato Comitato per l’Etica e la Sostenibilità (si veda il box I comitati di governo societario).
GRAFICO N. 10 – I PRINCIPALI ATTORI DELLO SCIGR
La gestione dei rischi è un processo trasversale, con responsabilità diffuse che coinvolgono tutti i livelli aziendali, volto a: valutare l’esposizione ai rischi; individuare gli interventi per evitarli o mitigarli; svolgere attività di controllo; trasferire – ad esempio con coperture assicurative – i rischi non accettabili.
GRAFICO N. 11 – IL FLUSSO DEI CONTROLLI SUI RISCHI
Il monitoraggio e la gestione dei rischi che, in particolari circostanze, possono anche essere significativi ai fini della eventuale commissione di reati, è affidato, oltre che all’Organismo di Vigilanza 231, a strutture aziendali che hanno il compito di realizzare e adottare specifici modelli di controllo. Tra questi si segnalano:
il “Modello di gestione e controllo ex L. 262/05 di Gruppo” adottato con l’obiettivo di definire un efficace Sistema di Controllo Interno sull’Informativa Finanziaria di Gruppo;
il modello di controllo ex D. Lgs. n. 196/03, adottato con l’obiettivo di garantire nella gestione dei processi aziendali la conformità ai dettami della normativa sulla privacy;
il modello organizzativo a presidio dei rischi informatici, adottato con l’obiettivo di garantire la progettazione, l’implementazione e la realizzazione di misure di sicurezza informatica nel Gruppo Acea;
il modello di controllo dedicato al presidio dei rischi connessi alla tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, adottato in conformità allo standard internazionale OHSAS 18001, con l’obiettivo di ridurre i rischi associati alle attività dell’azienda, attuando politiche di prevenzione e di miglioramento continuo;
il modello di controllo dedicato al presidio dei rischi ambientali, adottato in conformità allo standard internazionale ISO 14001, con l’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali delle attività, attuando politiche e protocolli di gestione e di miglioramento continuo;
il sistema organizzativo e normativo interno, costituito dall’insieme delle regole, delle politiche, procedure, istruzioni operative rilevanti ai fini della definizione di un adeguato quadro di riferimento interno coerente con i ruoli e le responsabilità assegnate.
La Funzione Internal Audit ha inoltre l’incarico di dare seguito al Piano degli interventi di audit, approvato dal Consiglio di Amministrazione, previo parere del Comitato Controllo e Rischi. Nell’anno, circa il 70% delle attività di Piano ha riguardato processi aziendali ritenuti esposti ai rischi ex D. Lgs. n. 231/01, tra cui i reati di corruzione, ambientali, in violazione delle norme antinfortunistiche e delle norme a tutela dell’igiene e della salute sul lavoro.
Per quanto riguarda il tema corruzione, sono stati verificati i processi “ciclo passivo-pagamento fornitori” e “gestione carte di credito aziendali” per tutte le società, eccetto Gesesa, incluse nel perimetro del Bilancio di Sostenibilità (90% del perimetro). Nel 2017 sono stati, inoltre, avviati o completati i risk assessment per l’aggiornamento dei MOG 231 di tutte le società del perimetro, che includono i processi a rischio corruzione. Un’apposita Istruzione Operativa sui Flussi informativi del Sistema di Controllo Interno identifica le strutture aziendali incaricate di svolgere un presidio di controllo di secondo livello su alcuni rischi tipici e fornisce indicazioni per la predisposizione di un’idonea relazione periodica verso i Vertici aziendali e gli organi di governo, che dia conto delle attività di presidio esercitate.
LA FUNZIONE RISK & COMPLIANCE (BOX DA IMPLEMENTARE)
Nel corso del 2017 è stata istituita, a riporto funzionale dell’Amministratore incaricato del SCIGR, la Funzione Risk & Compliance, con la missione di identificare, descrivere e misurare i principali fattori di rischio che possono compromettere il raggiungimento degli obiettivi strategici del Gruppo, proporre le politiche di gestione dei rischi inerenti l’attività aziendale, identificare ed acquisire le coperture assicurative più adeguate per i rischi assicurabili, e, infine, prevenire il rischio di non conformità dell’attività aziendale alle normative di riferimento.
Durante l’anno, il Comitato Controllo e Rischi ha richiesto alla Funzione Risk & Compliance di predisporre un’analisi dei rischi Top, utile a definire e valutare i rischi ritenuti più rilevanti, le aree industriali d’impatto e il sistema di controllo implementato. Tra le macro classi di rischio evidenziate si segnalano quelle inerenti la cyber e data security, il contesto ambientale e climatico, il contesto socio-politico (inteso sia in termini di scenario geopolitico che di stakeholder engagement con i territori di riferimento di Acea), la sicurezza, la gestione e lo sviluppo del capitale umano.
La Funzione Risk & Compliance ha inoltre avviato la predisposizione di una specifica attività di analisi, da svolgersi presso le società Acea del perimetro della presente Dichiarazione consolidata non finanziaria (ex D. Lgs. 254/2016) con interviste e questionari, tesa ad accompagnare il management verso l’individuazione e la valutazione dei rischi, generati o subiti dalle società Acea, inerenti i principali temi di sostenibilità con riferimento alle attività gestite.
Gli approfondimenti che emergeranno da tale processo di valutazione consentiranno di evidenziare potenziali elementi di vulnerabilità che potrebbero compromettere il raggiungimento degli obiettivi prefissati e, quindi, intervenire tempestivamente per migliorare la gestione dei rischi e cogliere eventuali ulteriori opportunità; l’attività consentirà inoltre di soddisfare le varie esigenze comunicative interne ed esterne, attraverso la produzione e diffusione di flussi informativi di reporting differenziati in funzione dei diversi destinatari. [ FINE BOX]
In Acea è operativo un sistema di segnalazione, attivabile sia dai dipendenti che da soggetti esterni, relativo ad eventuali inosservanze della legge, delle regole interne e del Codice Etico, nonché a temi riconducibili al Sistema di Controllo Interno, all’informativa societaria, alla responsabilità amministrativa della società (D. Lgs. n. 231/01), a frodi e conflitti di interesse, in attuazione dei principi previsti dalle Linee di Indirizzo dello SCIGR, del Modello 231 e dello stesso Codice Etico (c.d. “sistema di Whistleblowing”).
SEGNALAZIONI PERVENUTE SUL CODICE ETICO (BOX DA IMPLEMENTARE
Acea adotta una specifica procedura per la ricezione, l’analisi e il trattamento di segnalazioni di presunte violazioni delle norme comportamentali prescritte dal Codice Etico (c.d. “Whistleblowing”).
Tale procedura assicura il massimo grado di confidenzialità e riservatezza nel trattamento delle comunicazioni ricevute a tutela del segnalante e del segnalato.
La responsabilità di ricevere, registrare e accertare l’esistenza di violazioni è affidata alla Funzione Internal Audit, che nel 2017, anche in coordinamento con altre Funzioni aziendali competenti, ha analizzato 29 casi di presunte violazioni al Codice Etico. Di questi, 24 sono riconducibili a casistiche di natura tecnico/commerciale e ne è stata esclusa la significatività ai fini delle prescrizioni del Codice Etico.
I restanti 5 casi hanno riguardato i seguenti articoli del Codice Etico: art. 16 “Fornitori”; art. 15 “Management, i dipendenti e i collaboratori”; art. 14 “Rapporti con i clienti”. La Funzione Internal Audit predispone report periodici sull’andamento e le principali evidenze emerse dall’analisi delle segnalazioni sono indirizzate agli Organi di Controllo.
15 Tale Comitato, i cui compiti e denominazione sono stati riformulati a seguito di delibera consiliare nel dicembre 2017, in precedenza era denominato Comitato Etico.
16 In base all’art. 147 ter., c. 4, del D. Lgs. 58/98, c.d. Testo Unico della Finanza (TUF), il numero minimo di Amministratori indipendenti deve essere 1 nel caso di un CdA fino a 7 membri, 2 nel caso di CdA superiore a 7 membri. Nel corso dell’anno da parte del CdA è stato verificato il possesso in capo ai Consiglieri delle condizioni richieste per essere qualificati come indipendenti. Al 31.12.2017, 7 consiglieri risultano essere indipendenti.
17 Ad eccezione di 416.993 azioni proprie (corrispondenti a circa lo 0,2% del totale delle azioni) per le quali il diritto di voto è sospeso ai sensi dell’art. 2357-ter Codice Civile. Si veda anche la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari 2017.