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Timestamp: 2018-02-23 08:19:31+00:00
Document Index: 79919541

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 55', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 37', 'art. 10']

Novità fiscali del 02 novembre 2007. In evidenza: accertamenti fiscali ed inversione dell’onere della prova; tutti i chiarimenti sulle ONLUS
Novità fiscali del 02 novembre 2007:<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
1) Fabbricati rurali: Aumentano le agevolazioni fiscali
In previsione l’aumento delle agevolazioni nel settore rurale.
Dovrebbero divenire rurali i fabbricati delle cooperative agricole di trasformazione e quelli destinati alle attività di allevamento senza terra.
Mentre si estenderebbe la nozione dei fabbricati rurali abitativi.
Si tratta di novità che sono contenute in un emendamento che è stato introdotto dal Senato, in sede di approvazione del Decreto Legge n. 159 del 01.10.2007, collegato alla Finanziaria per il 2008.
Il decreto legge è stato ora avviato all’esame della Camera per la definitiva conversione in legge.
Il vantaggio fiscale sarebbe consistente poiché le costruzioni rurali sono escluse dall’imposizione diretta in base all’art. 42 del TUIR, per conseguenza scatterebbe l’esclusione dall’I.C.I. (in tal senso, G. P. Tosoni in Il Sole 24 Ore del 31.10.2007).
In merito ai fabbricati abitativi, la novità di maggiore rilievo riguarda l’inclusione delle case utilizzate dai soci o amministratori delle società.
Condizioni indispensabili sono che il fabbricato sia utilizzato come abitazione da:
1) proprietari e titolari di diritto reale per esigenze connesse all’attività, affittuari del terreno a cui l’immobile e asservito e loro familiari conviventi;
2) titolari di pensione per lavoro in agricoltura;
3) soci o amministratori di società che hanno la qualifica di imprenditori professionali.
2) Accertamenti fiscali ed inversione dell’onere della prova: Non basta l’indice scorretto per potere applicare l’accertamento induttivo
Stop agli accertamenti fiscali generici.
La Corte di Cassazione pare sia ritornata ad essere garantista del contribuente poiché ha capovolto ancora l’orientamento in materia di ricostruzione presuntiva del reddito.
Con la Sentenza n. 22938 del 30.10.2007 (si veda Il Sole-24 Ore del 31.10.2007), i giudici hanno ribadito l’impossibilità che un solo parametro grossolano possa essere un elemento grave a carico del contribuente, da smontare agli occhi del Fisco.
Il contributo interpretativo della Sentenza è ritenuto prezioso per tutte quelle liti scatenate da verifiche fondate sul solo scostamento della media di ricarico.
L’avviso dei giudici è sembrato ineccepibile: In presenza di una dichiarazione in regola, una sola variabile sospetta non può sostenere l’accertamento, con relativo capovolgimento della prova a carico del contribuente.
Deve essere giustificato lo scostamento dai risultati di altro accertamento condotto in relazione a tributi diversi.
La Suprema Corte di Cassazione, con la Sentenza, Sez. Trib., n. 22118 del 22.10.2007, ha, infatti, stabilito che il principio di autonomia dell’accertamento induttivo, desumibile dall’art. 55, D.P.R. n. 633/1972, deve essere coordinato con la disposizione, contenuta nella stessa norma, in virtù della quale l’accertamento deve essere condotto “sulla base” dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a conoscenza dell’ufficio, nonché con il principio di ordine generale per cui debbono essere indicate, almeno in sede contenziosa, le ragioni dello scostamento.
3) Disponibile, dal 31.10.2007, il nuovo software gratuito per il modello F24 Online
Dal 31.10.2007 sul Sito dell’Agenzia delle Entrate è disponibile l’aggiornamento del software per la compilazione del modello di versamento “F24” (versione n. 2.1.8)
SI tratta quindi del programma gratuito: F24 On Line – vers. 2.1.8 del 29.10.2007 (installazione completa).
4) Tutti i chiarimenti sulle ONLUS: La raccolta fondi é esclusa da tassazione solo a particolari condizioni
Le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) che destinano fondi all’estero per aiuti umanitari si devono avvalere di una organizzazione corrispondente sul posto che garantisca l’utilizzo dei fondi stessi.
Le ONLUS possono partecipare o essere partecipate da società commerciali e da enti pubblici.
Le strutture federative o locali possono usufruire del regime agevolato solo se iscritte autonomamente all’anagrafe delle ONLUS.
La raccolta fondi viene esclusa dall’imposizione tributaria solo a particolari condizioni. Sono alcuni dei diversi chiarimenti resi noti dall’Agenzia delle Entrate e contenuti nella circolare 59/E del 31.10.2007, emanata su alcune tematiche fiscali che sono state esaminate dal Tavolo tecnico – Agenzia delle Entrate e Agenzia per le ONLUS – istituito il 16.05.2007.
Le sezioni locali e le strutture federative di organizzazioni che operano su tutto il territorio nazionale possono iscriversi autonomamente all’anagrafe delle ONLUS solo nel in caso di autonoma soggettività tributaria.
Per potere quindi usufruire del regime agevolato previsto dal D.Lgs. n. 460/1997 devono possedere propri soci, un proprio patrimonio e devono redigere un proprio bilancio. Devono, inoltre, essere in grado di autorganizzarsi, di nominare autonomamente nuovi membri e in caso di potere deliberare lo scioglimento dell’ente.
Una ONLUS può possedere titoli o quote di partecipazione in società di capitali solo a fronte di una gestione statistico-conservativa del proprio patrimonio, senza quindi intervenire nella gestione della società partecipata né esercitare influenza o incidere sulle scelte operative della società stessa.
Partecipazione di società commerciali o enti pubblici nelle ONLUS
Non può essere negata la qualifica di ONLUS alle organizzazioni partecipate da enti pubblici e/o società commerciali solo quando questi non esercitano influenza dominante nelle decisioni della ONLUS.
In tal senso la Commissione Tributaria Regionale di Milano con la Sentenza n. 13/19/07 del 24.01.2007, nella quale la predetta Commissione ha ritenuto che soltanto l’influenza dominante esercitata da una società di capitali in una associazione, risultante dall’atto costitutivo o dallo statuto, impedisce il riconoscimento della sussistenza dei presupposti di cui all’art. 10 del D.Lgs. n. 460/1997.
Perdita della qualifica di ONLUS e devoluzione di patrimonio: Scissione tra patrimonio preesistente e cumulato in regime di qualifica ONLUS
L’art. 3 del D.P.C.M. n. 329/2001, prevede che, nei casi di scioglimento delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, l’Agenzia per le ONLUS renda parere vincolante sulla devoluzione del loro patrimonio ai sensi dell’art. 10, comma 1, lettera f), del D.Lgs. n. 460/1997.
A tal fine la circolare n. 168/E del 26.06.1998 ha precisato che “la perdita di qualifica equivale, ai fini della destinazione del patrimonio, allo scioglimento dell’ente”.
Adesso, invece, la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 59/2007 ha aggiunto quanto segue.
Nell’ipotesi in cui un ente, pur perdendo la qualifica di ONLUS, non si vuole sciogliere, ma intende continuare ad operare come ente privo della medesima qualifica, lo stesso é tenuto a devolvere il patrimonio, secondo i criteri indicati all’art. 10, comma 1, lettera f) del
D.Lgs. n. 460/1997, limitatamente all’incremento patrimoniale realizzato nei periodi d’imposta in cui l’ente aveva usufruito della qualifica di ONLUS.
Viene fatto salvo, quindi, il patrimonio precedentemente acquisito prima dell’iscrizione nell’anagrafe delle ONLUS.
A tal fine l’ente deve allegare alla richiesta di parere sulla devoluzione del patrimonio rivolta all’Agenzia per le ONLUS ai sensi dell’art. 10, comma 1, lettera f) del Decreto Legislativo n. 460/1997, la documentazione rappresentativa della situazione patrimoniale dell’ente, redatta ai sensi dell’art. 20-bis comma 1, lettera a), D.P.R del 29.09.1973, n. 600 alla data in cui l’ente ha acquisito la qualifica di ONLUS, nonché la stessa documentazione rappresentativa della situazione alla data in cui tale qualifica é venuta meno.
Da qui nasce la necessità che l’ente rispetti, per ciascun esercizio, quanto previsto al citato art. 20-bis che dispone che le ONLUS, a pena di decadenza dei benefici fiscali per esse previsti, devono rappresentare adeguatamente in apposito documento, da redigere entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio annuale, la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’organizzazione.
Le retribuzioni e i compensi degli amministratori e dei lavoratori dipendenti delle ONLUS.
E possibile chiedere la disapplicazione della norma –1- che considera comunque elusiva (come una distribuzione indiretta di utili o di avanzi di gestione) il pagamento ai dipendenti di compensi superiori al 20% di quelli ordinariamente previsti
Pertanto, su tale disposizione (antielusiva di tipo sostanziale) si può chiedere la disapplicazione, ai sensi dell’art. 37-bis, comma 8, del DPR 29 settembre 1973, n. 600, con apposita istanza alla Direzione regionale competente.
Esenzione fiscale delle raccolte fondi
I fondi raccolti per beneficenza, in occasione di eventi o a seguito di campagne di sensibilizzazione, sono esclusi dall’imposizione tributaria solo se i beni donati sono di modico valore e raccolti a seguito di iniziative occasionali.
La ONLUS deve redigere rendiconto e relazione illustrativa delle entrate e delle spese afferenti alle manifestazioni. Spetta, infine, all’Agenzia per le ONLUS vigilare sull’attività di raccolta.
Aiuti umanitari all’estero
Per poter destinare i fondi raccolti ad aiuti umanitari all’estero, le ONLUS devono indicare nelle scritture contabili i dati identificativi di una istituzione accreditata che opera nel paese
estero destinatario dei fondi, con indicazione del piano e delle modalità di erogazione dell’aiuto umanitario.
Nota – 1 –
L’articolo 10, comma 6, lettera e), del decreto legislativo n. 460 del 1997 stabilisce che si considerano in ogni caso distribuzione indiretta di utili o di avanzi di gestione: “la corresponsione ai lavoratori dipendenti di salari o stipendi superiori del 20 per cento rispetto a quelli previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime qualifiche”.
Nella risoluzione n. 294/E del 10 settembre 2002 é stato precisato che
Pertanto, la disapplicazione può essere chiesta dalle ONLUS operanti in tutti i settori di attivià indicati all’art. 10, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 460 del 1997 ogni qual volta possa essere dimostrato che l’operazione attuata non concretizza in realtà un comportamento elusivo, ma risulta conforme, ad esempio, ad interessi coerenti e non altrimenti perseguibili dalle ONLUS.
5) Consolidato nazionale: La guida sui controlli dell’Agenzia delle Entrate
E’ stata pubblicata dall’Agenzia delle Entrate la guida per l’accertamento delle società che hanno scelto la tassazione di gruppo.
In particolare, la Circolare n. 60/E del 31.10.2007 dell’Agenzia delle Entrate ha fornito i chiarimenti agli uffici addetti ai controlli.
Si tratta di indicazioni da tenere, durante la fase accertativi, nei confronti dei soggetti che hanno scelto la tassazione con il sistema del Consolidato Nazionale.
La circolare illustra nei primi paragrafi le modalità di controllo e di accertamento con adesione nell’ambito della tassazione di gruppo, distinguendo le attività di competenza degli uffici interessati.
Mentre, nella seconda parte vengono riportati alcuni esempi (percorsi operativi) al fine di approfondire gli aspetti contabili nonché di precisare le modalità di utilizzo delle procedure informatiche a disposizione degli uffici per la trasmissione dei dati al sistema informativo centrale.