Source: https://fiscomania.com/imposte-indirette-su-immobili-estero/
Timestamp: 2020-01-27 09:54:11+00:00
Document Index: 2672510

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 40', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 11', '§ 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 55', 'art. 2', 'art. 55', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 55']

Le imposte indirette sugli immobili all'estero in caso di cessione - Fiscomania
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Quali sono le imposte indirette applicabili in Italia sulla cessione di immobili all’estero? Scopriamolo in questo articolo.
La detenzione di un bene immobile estero comporta, per il soggetto titolare del diritto reale, residente in Italia, alcuni obblighi fiscali.
Del monitoraggio fiscale di attività patrimoniali estere. Solo in caso di titolare privato, società di persone o ente non commerciale;
Della determinazione dell’eventuale plusvalenza da cessione tassabile in Italia;
Delle eventuali imposte indirette sulla cessione dell’immobile, dovute in Italia.
In questo contributo voglio concentrarmi sul terzo aspetto, ovvero le imposte indirette (IVA o imposta di registro) dovute al momento della vendita di immobili esteri.
La questione è importante, in quanto, in alcuni casi, anche se si tratta di immobile posto fuori dai confini nazionali, in caso di cessione può verificarsi il presupposto di applicazione di alcune imposte indirette: IVA o imposta di registro.
Vediamo, quindi, di seguito le casistiche che possiamo avere.
Cessione di immobili esteri ed IVA italiana
Cessione di immobili esteri ed imposta di registro
Cessione di immobili esteri ed imposte ipotecaria e catastale
Tabella: cessione di immobili esteri ed imposte indirette
Immobili esteri: trasferimento a titolo gratuito
Trasferimento per donazione
Tabella: immobile estero trasferito per donazione ed imposte indirette
Il trasferimento a titolo oneroso dell’immobile estero operato da un soggetto IVA risulta fuori campo IVA ex art. 7-bis del DPR n 633/72.
Sul punto occorre anche considerare che, ai sensi dell’art. 40 del DPR n 131/86, si considerano “soggette” ad IVA anche le cessioni per le quali l’imposta non è dovuta a norma dell’art. 7 del DPR n 633/72. Questo significa che il trasferimento di un immobile estero operato da un soggetto IVA, ma fuori campo IVA, è soggetto ad imposta di registro fissa in applicazione del principio di alternatività IVA/registro.
L’atto di trasferimento di un immobile estero operato da un soggetto non IVA risulta fuori campo IVA e soggetto ad imposta di registro, secondo le disposizioni del DPR n 131/86.
Se l’atto di cessione dell’immobile estero è formato in Italia, si configura il presupposto territoriale per l’applicazione dell’imposta di registro e l’atto risulta:
Soggetto a registrazione in termine fisso. Questo a norma dell’art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR n 131/86;
Soggetto ad imposta di registro con le aliquote di cui all’art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR n 131/86 come qualsiasi altra cessione di immobili siti in Italia. L’art. 10 del DLgs. n 23/2011 ha abrogato l’ottavo periodo dell’art. 1 della Tariffa, che prevedeva l’applicazione dell’imposta di registro fissa per il trasferimento di immobili situati all’estero.
Nel caso in cui l’atto di cessione di immobili esteri sia formato all’estero, l’atto è soggetto a registrazione in caso d’uso. Questo a norma dell’art. 11 della Tariffa, Parte II, allegata al DPR n 131/86.
Ove si verifichi il caso d’uso e l’atto venga presentato per la registrazione, è dovuta l’imposta di registro in misura ordinaria a norma dell’art. 11 co. 1 lett. b) della Tariffa, Parte II, allegata al DPR n 131/86, che rinvia alla misura dell’imposta ordinaria dovuta ove l’atto fosse stato stipulato in Italia.
Che cosa si intende per “registrazione in caso d’uso”?
Nell’imposta di registro si intende per uso l’utilizzazione del documento in sede amministrativa, ovvero nel momento in cui l’atto è utilizzato per il deposito in cancelleria giudiziaria o presso le Amministrazioni dello Stato o gli enti pubblici territoriali e i rispettivi organi di controllo, purché tale deposito non sia obbligatorio per legge o regolamento.
Le imposte ipotecaria e catastale non sono dovute per i trasferimenti di immobili esteri. Questo, in quanto essi non configurano il presupposto per l’effettuazione di formalità di trascrizione nei pubblici registri immobiliari, né di volture catastali (Circ. 29.5.2013 n. 18, § 3.8 e 3.13).
Le due tabelle seguenti illustrano la tassazione applicabile agli atti di cessione a titolo oneroso di immobili esteri.
Cessione di immobili esteri: Imposte dovute in caso di cedente soggetto IVA
Imposta dovuta Misura dell’imposta
IVA Fuori Campo
Imposta di registro € 200 (alternatività IVA/Registro).
Registrazione in caso d’uso se atto formato all’estero o se scrittura privata non autenticata.
Imposta ipotecaria Non dovuta
Imposta catastale Non dovuta
Cessione di immobili esteri: Imposte dovuto in caso di cedente privato
Imposta di registro Imposta ordinaria sui trasferimenti (2%, 9%, 15%) se l’atto è formato in Italia
Registrazione in caso d’uso e imposta fissa se formato all’estero.
Nel caso in cui l’immobile estero sia oggetto di trasferimento a titolo gratuito, potrebbe trovare applicazione l’imposta sulle successioni e donazioni.
A norma dell’art. 2 co. 49 del DL n 262/2006 (come conv. dalla L. n 286/2006), ove dovuta, l’imposta sulle successioni e donazioni si applica con le aliquote e le franchigie indicate nella tabella sottostante.
Le franchigie sono parametrate sulla base della linea e del grado di parentela intercorrente tra il de cuius/donante ed il beneficiario del trasferimento (donatario/erede).
Tabella: imposta sulle successioni e donazioni di immobili esteri
Beneficiario Coniuge
affini in linea retta;
affini in linea collaterale fino
al 3° grado
Portatori di handicap ai sensi della
Aliquota 4% 6% 6% 4%, 6% o 8% a seconda del grado di parentela o affinità 8%
Franchigia 1 milione di euro 100.000,00 euro nessuna 1,5 milioni di euro nessuna
Gli immobili esteri sono soggetti ad imposta sulle successioni (con le aliquote e le franchigie riportate ordinarie) se il defunto era residente in Italia al momento della morte. Questo è quanto previsto dall’art. 2 co. 1 del DLgs. n 346/90.
Invece, se il defunto, al momento della morte, era residente all’estero, l’immobile estero trasferito per successione non è soggetto ad imposta sulle successioni italiana (art. 2 co. 2 del DLgs. n 346/90).
L’imposta sulle donazioni è dovuta in relazione a tutti i beni e diritti trasferiti, anche se esistenti all’estero (art. 2 del DLgs. n 346/90).
Se alla data della donazione il donante non è residente in Italia, l’imposta è dovuta limitatamente ai beni donati che si trovino in Italia.
Ne deriva che la donazione di immobili esteri, formata in Italia:
Se operata da un donante residente in Italia, è soggetta ad imposta sulle successioni e donazioni. Questo con le aliquote e le franchigie riportate nella tabella soprastante;
Se operata da un donante residente all’estero, non va soggetta ad imposta sulle successioni e donazioni Italiana.
Registrazione in termine fisso di donazioni dirette ed indirette
L’art. 55 co. 1-bis del DLgs. n 346/90, impone l’obbligo di registrazione in termine fisso per le donazioni dirette o indirette formate all’estero nei confronti di beneficiari residenti in Italia.
Non è chiaro se tale ultima norma deroghi al principio di territorialità di cui all’art. 2, ovvero in che rapporti stia con questa ultima norma: un’applicazione “congiunta” di entrambe le disposizioni comporterebbe una tassazione delle donazioni estremamente ampia, collegata alla sola residenza in Italia (alternativamente) del donante o del donatario.
Per questo motivo, la dottrina ha rilevato come la norma recata dall’art. 55 sia una mera norma sulla registrazione, ma non deroghi al principio di territorialità. Principio che rimane fissato dall’art. 2 del DLgs. n 346/90. Confermano questa impostazione anche la risposta ad interpello Agenzia delle Entrate 24.7.2019 n. 310 e la DRE Lombardia n. 904-3/2015.
Questa ultima tesi è stata confermata dalla giurisprudenza di merito: la C.T. Reg. Ancona, nella sentenza 20.9.2016 n. 594/3/2016, ha precisato che la donazione operata da un soggetto non residente in Italia, a favore di un residente, va soggetta ad imposta di donazione limitatamente ai beni esistenti in Italia. Questo, atteso che è necessario fare applicazione dei principi sanciti dall’art. 2 del DLgs. 346/90, mentre l’art. 55 co. 1-bis è norma che concerne la registrazione delle donazioni estere e non la loro imposizione.
Luogo donazione Donante Donatario Bene donato Imposizione Registrazione
Italia Residente in Italia Residente in Italia
Esistente in Italia Tassazione ordinaria Sì
Italia Residente in Italia
Estero Tassazione ordinaria
Esistente in Italia
Italia Non residente in Italia Residente in Italia
Tassazione limitata a beni in Italia
Italia Non residente in Italia
Estero Non imponibile
Tassazione limitata ai beni esistenti in Italia
Estero Residente in Italia Residente in Italia
Estero Residente in Italia
Estero Imposizione ordinaria
Imposizione ordinaria Limitatamente ai beni esistenti in Italia
Estero Imposizione ordinaria Sì anche se oggetto di donazione sono beni diversi da immobili e aziende siti in Italia
Estero Non residente in Italia
Estero Non imponibile No
Tassazione limitata a beni in Italia Sì se si tratta di beni immobili o aziende siti in Italia
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