Source: https://comune.bra.cn.it/index.php?option=com_content&view=article&id=315&catid=144&Itemid=456
Timestamp: 2020-07-02 11:38:49+00:00
Document Index: 42909930

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 19', 'art. 177', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 43', 'art. 13', 'art. 41', 'art. 13', 'art. 13']

Calcolatore Imu on line
L'Imposta municipale propria (IMU) è dovuta da chiunque possegga beni immobili (fabbricati, aree edificabili, terreni agricoli) nel territorio dello Stato italiano. Per ciò che concerne gli immobili presenti sul territorio comunale di Bra, l'ufficio Tributi comunale controlla e verifica le dichiarazioni Imu, i relativi versamenti ed emette eventuali provvedimenti di accertamento.
Ai fini dell'applicazione dell'Imu, l'abitazione principale è "l'immobile iscritto o iscrivibile in catasto come unica unità immobiliare nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente" (art. 13 D.L. 201/2011, convertito in legge n. 214/2011).
Per il regolamento comunale di Bra (art. 19 Regolamento IUC) sono assimilate all'abitazione principale anche le unità immobiliari (escluse quelle appartenenti alle categorie A/1, A/8 e A/9) possedute, a titolo di proprietà o di usufrutto, da parte di anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che le unità immobiliari in questioni non siano locate.
Imu 2020: scadenze e novità
Le due rate IMU si devono pagare entro il 16 giugno e il 16 dicembre.
Per l'anno 2020 sono state introdotte molte novità nella disciplina dell'imposta, aggregando al suo interno anche la Tasi - Tributo per i servizi indivisibili, che dal primo gennaio 2020 non è più dovuta. Entro il 31 luglio 2020 il Comune andrà a regolamentare la disciplina della c.d. "nuova IMU", sulla base di quanto previsto dalla L. n. 160/2019, che ha modificato profondamente il tributo. Sempre entro la stessa data, dovranno essere approvate le nuove aliquote d'imposta, che conterranno anche le residuali casistiche prima disciplinate attraverso la TASI.
Nel dicembre 2020 sono state approvate le aliquote IMU e TASI per l'anno 2020, peraltro invariate rispetto all'anno 2019, che dovranno essere confermate o riviste entro il 31 luglio alla luce delle modifiche intervenute nella normativa successivamente alla loro deliberazione da parte del Consiglio comunale.
(Prima rata 2020)
Per chi non è riuscito a pagare la prima rata entro il 16 giugno, è possibile giustificare la momentanea situazione di difficoltà economica e saldare (senza sanzioni ed interessi) la somma entro il prossimo 30 settembre, presentando una giustificazione del ritardo e della difficoltà economica entro il 31 ottobre 2020 utilizzando il modulo presente in questa pagina. Questo secondo quanto deciso dal Consiglio comunale con deliberazione n. 16 del 25.06.2020.
Sino all'approvazione del nuovo regolamento e delle nuove aliquote, o nel caso non venissero approvate con nuovi provvedimenti, varranno quindi le regole già approvate, con la prima rata dell'imposta, che scade il 16 giugno, pari alla metà di quanto dovuto a titolo di IMU e di TASI per l'anno 2019. Il conguaglio (eventuale, nel caso vi fossero differenze da provvedimenti approvati successivamente) avverrà al saldo del 16 dicembre. In sostanza, per il calcolo della prima rata 2020 occorrerà quindi dividere per 2 quanto pagato nel 2019.
Per la prima rata dell'anno 2020 si applica poi quanto previsto all'art. 177 del Decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, "Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e
all'economia, nonche' di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19" che ha disposto esenzioni dall'imposta municipale propria-IMU per il settore turistico. La disposizione prevede non sia dovuta la prima rata IMU per gli immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e immobili degli agriturismo, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività che all'interno delle strutture sono esercitate.
E' esclusa dal pagamento dell'imposta l'abitazione principale (salvo le abitazioni di lusso accatastate nelle categoria A/1, A/8 e A/9) e le relative pertinenze nei limiti stabiliti dalla Legge. L'esclusione opera anche per gli immobili assimilati all'abitazione principale dal regolamento comunale.
Confermato quanto introdotto dal comma 10 dell'articolo 1 della legge n. 208/2015 (legge di stabilità 2016) che ha previsto la riduzione del 50% della base imponibile per i fabbricati in categoria catastale A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, concessi in comodato a parenti in primo grado (genitori/figli), qualora siano rispettate le seguenti condizioni:
- comodante e comodatario devono essere parenti in linea retta entro il primo grado (genitore/figlio o figlio/genitore);
- per fruire fin da gennaio 2017 della agevolazione, il contratto di comodato redatto in forma scritta deve essere registrato obbligatoriamente entro il 5 febbraio 2017, mentre il contratto verbale entro il 1 marzo 2017;
- l’unità immobiliare concessa in comodato non deve essere classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
- l’unità immobiliare deve essere utilizzata dal comodatario come propria abitazione principale;
- il comodante deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato;
- il comodante, oltre all'immobile concesso in comodato, può possedere nello stesso Comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, purché non si tratti di un’unità abitativa classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
- oltre all’immobile destinato a propria abitazione principale e a quello concesso in comodato, il comodante non deve possedere altri immobili destinati a uso abitativo in Italia (Ris. MEF n. 1/DF del 17.02.2016).
L’esistenza dei suddetti requisiti è attestata mediante presentazione della dichiarazione IMU.
La base imponibile per calcolare l'Imu è dato dalla rendita catastale, che si può ottenere dalla visura catastale, incrementata con una doppia rivalutazione:
- del 5 per cento (si moltiplica per 1,05);
- di un ulteriore moltiplicatore di legge a seconda della categoria dell'immobile (es. si moltiplica per 1,6 quando il motliplicatore è 60%);
Per i terreni agricoli si considera il reddito domenicale rivalutato del 25 per cento e si moltiplica per 135. Per i terreni agricoli, terreni non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, si considera il reddito domenicale rivalutato del 25 percento, e si moltiplica per 75.
esempio: due coniugi possiedono al 50% un appartamento che non utilizzano come abitazione principale ma è dato in locazione a un terzo con rendita catastale pari a 100 euro. L'aliquota stabilita dal comune è 0,94%. Calcolo: 100 x 1,05 x 1,6 x 100 x 0,94/100 = 157,92. Importo arrotondato: 158 euro. Ogni coniuge pagherà 158:2 = 79 euro.
Aliquote 2019 e prima rata 2020
- 0,27% per le abitazioni principali appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, e per le relative pertinenze, così come definite dal comma 2° dell’art. 13 D.L. n. 201/2011 convertito in Legge n. 214 del 22 dicembre 2012 con detrazione di € 200,00;
- 0,45% per le abitazioni e relative pertinenze locate ai sensi dell’art. 2, comma 3 della Legge n. 431/1998;
- 0,75% per i fabbricati concessi in uso a comproprietari o contitolari di altri diritti reali sugli stessi e a parenti entro il 2° grado ed affini entro il 1° grado, a condizione che siano da questi utilizzati come abitazione principale e relative pertinenze e che ciò sia comprovato dalla residenza anagrafica;
- 0,76% per i terreni agricoli non esclusi a norma di legge;
- 0,81% per i fabbricati censiti alla categoria catastale C/3 a condizione che siano destinati ad esercizio di attività artigianali;
- 1,02% per i fabbricati a destinazione abitativa (appartenenti alle categorie catastali A/1, A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/8, A/9, e C/6) per i quali non risultano essere in vigore contratti di locazione registrati per un periodo superiore ai sei mesi, intendendo per tali quelli comunque tenuti sfitti indipendentemente dal fatto che siano destinati alla locazione o alla vendita; nella fattispecie, si considerano non locati gli immobili non occupati o occupati ma privi di contratto registrato e quelli per i quali non risultano utenze in essere; al fine del computo del periodo per l’applicazione della tariffa maggiorata in esame si farà riferimento, di norma, alle decorrenze dei contratti di locazione registrati; si precisa che non rientrano in tale categoria e pertanto scontano l’aliquota ordinaria: a) gli immobili non produttivi di reddito fondiario ai sensi dell’art. 43 del TUIR e gli immobili posseduti da soggetti passivi IRES; b) le unità immobiliari tenute a disposizione da soggetti che hanno trasferito la loro residenza in altro comune per motivi di lavoro, a condizione che gli stessi non abbiano diritti reali su altre abitazioni nel territorio dello Stato; c) le pertinenze dell’abitazione principale eccedenti il numero massimo previsto dall’art. 13, comma 2, del Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 (convertito nella Legge 22 dicembre 2011 n. 214);
- 0,94% (aliquota base) per i restanti immobili;
- 0,85% per le aree fabbricabili;
- 0,89% per i fabbricati (appartenenti alle categorie catastali diverse dall’ A/1, A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/8, A/9, e C/6) per i quali non risultano essere in vigore contratti di locazione registrati per un periodo superiore ai sei mesi, intendendo per tali quelli comunque tenuti sfitti indipendentemente dal fatto che siano destinati alla locazione o alla vendita; nella fattispecie, si considerano non locati gli immobili non occupati o occupati ma privi di contratto registrato e quelli per i quali non risultano utenze in essere; al fine del computo del periodo per l’applicazione della tariffa maggiorata in esame si farà riferimento, di norma, alle decorrenze dei contratti di locazione registrati; si precisa che non rientrano in tale categoria e pertanto scontano l’aliquota ordinaria gli immobili strumentali all’attività di impresa o professionale del soggetto passivo;
- 0,56% per le abitazioni possedute dall’A.T.C. assegnate a residenti in Bra;
- 1,06% per le abitazioni tenute a disposizione e/o residenze secondarie, così come definite dall’art. 41 del D.P.R. N. 917/1986.
La detrazione sull’abitazione principale (art. 13, comma 10, del D.L. n. 201/2011) è stabilita in 200 euro.
In autoliquidazione presso gli sportelli bancari, attraverso servizi on line o presso qualsiasi ufficio postale utilizzando il modello F24 (per Bra, codice Comune: B111), indicando i codici tributo previsti dall'Agenzia delle entrate.
Affitti a canone concordato.
A Bra è possibile stipulare contratti di locazione a canone concordato (con le caratteristiche dettate dall’articolo 2, comma 3, della legge 431/1998), ovvero con condizioni stabilite sulla base di accordi raggiunti a livello locale fra le organizzazioni più rappresentative dei conduttori di proprietà edilizia e inquilini nei Comuni ad alta tensione abitativa. In data 03.12.2019 è stato sottoscritto il rinnovo dell'accordo territoriale che ha validità dal 01.01.2020, la cui documentazione è consultabile nella pagina dedicata: Affitti a canone concordato.
Per la presentazione dell'istanza in Comune, è necessario allegare al contratto, la fotocopia del documento d'identità del proprietario e dell'inquilino, le planimetrie dei locali interessati, la ricevuta di registrazione del contratto presso l'Agenzia delle entrate, il modello "Modulo affitti concordati" (presente in questa pagina) debitamente compilato.
All'aliquota agevolata per tale categoria di immobili si applica quanto stabilito dal comma 6 bis dell’art. 13 del D.L. n. 201/2011, che prevede: "per gli immobili locati a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431, l'imposta, determinata applicando l'aliquota stabilita dal comune ai sensi del comma 6, e' ridotta al 75 per cento".
Per gli immobili locati a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431, l'imposta, determinata applicando l'aliquota stabilita dal comune ai sensi del comma 6, e' ridotta al 75 per cento.
Per gli immobili locati a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431, l'imposta, determinata applicando l'aliquota stabilita dal comune ai sensi del comma 6, e' ridotta al 75 per cento
canone_concordato_precisazione2016.pdf [Accordo territoriale. Definizione canone.] 668 kB
La deliberazione sui valori minimi delle aree fabbricabili. [La deliberazione.] 164 kB
il modulo di autocertificazione [Imu. Il modulo per la richiesta di agevolazioni.] 141 kB
imu2019_aliquote.pdf [Imu. Aliquote 2019.] 175 kB
Modulo dichiarazione (editabile). [Il modulo di dichiarazione.] 271 kB
imu_aliquote2015.pdf [Le aliquote 2015.] 0 kB
imu_aliquote2016.pdf [Le aliquote 2016.] 53 kB
imu_aliquote2020_dcc_66_2019.pdf [Imu. Aliquote 2020.] 168 kB
imu_aliquote2017.pdf [Le aliquote Imu 2017.] 578 kB
Interpello_2017. Applicazione aliquota 1,2%. [Interpello_2017. Applicazione aliquota 1,2%.] 132 kB
interpello_canoneconcordato_confini2018.pdf [Interpello 2018. Canoni concordati zone di confine.] 118 kB
interpello_canoneconcordato_residenza2018.pdf [[Interpello 2018. Canoni concordati residenza conduttori.] 121 kB
interpello_depositocanoneagevolato_2018.pdf [Proroga canoni concordati.] 117 kB
interpello_terreniagricoli.pdf [Interpello 2020. Terreni agricoli più comproprietari.] 195 kB
modulo_differimento_imu1rata2020.pdf [IMU 2020. Giustificazione ritardo prima rata.] 119 kB
La tabella dei codici catastali dei Comuni italiani. [La tabella.] 0 kB