Source: http://www.anacap.it/2011/06/
Timestamp: 2018-06-22 01:18:36+00:00
Document Index: 15459276

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'sentenza ', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 33', 'art. 10', 'art. 53', 'art. 7', 'art.53']

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Consiglio di Stato 2881 del 12/5/2011: perfezionamento della notifica ex art. 60
14 giugno 2011 Pubblicato nella categoria Approfondimenti, Giurisprudenza, Notificazioni
La Sezione IV del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2881 del 12/5/2011, ha affermato che la notifica effettuata ai sensi dell’art. 60 del DPR 600/93, in caso di consegna a persona non destinataria dell’atto, si perfeziona immediatamente a prescindere dall’invio della raccomandata previsto dalla norma. Invero, l’art. 60 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600 stabilisce che “La notificazione … è eseguita secondo le norme stabilite dagli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile, con le seguenti modifiche: … b-bis) se il consegnatario non è il destinatario dell’atto o dell’avviso, il messo consegna o deposita copia dell’atto notificato in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all’originale e alla copia dell’atto stesso … il consegnatario sottoscrive una ricevuta ed il messo dà notizia dell’avvenuta notificazione dell’atto o dell’avviso mediante lettera raccomandata”
CTR Firenze ICI – obblighi tributari in caso di immobile in comunione
14 giugno 2011 Pubblicato nella categoria Giurisprudenza, ICI
Invero, ai sensi del combinato disposto degli artt. 3 e 10, comma 1, D.Lgs. n. 504 del 1992, soggetti passivi dell’ICI sono i titolari dei diritti reali citati dall’art. 3, (tra cui il diritto di proprietà) e l’imposta è commisurata proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso del bene immobile. Per il caso di versamento ICI, pertanto, i contribuenti non sono obbligati tutti per la medesima prestazione, bensì ciascuno è obbligato per il proprio titolo: l’imposta colpisce il possesso del bene immobile, anche in comunione, ma ciascuno dei contitolari in base al proprio, specifico, titolo, e pertanto in virtù di presupposti autonomi ed indipendenti. Lo stesso vale per le sanzioni: in virtù del secondo comma dell’art. 2. D.Lgs. 472/1997, in tema di sanzioni amministrative, si statuisce che “la sanzione è riferibile alla persona fisica che ha commesso o concorso a commettere la violazione.” Nuovamente, pertanto, il testo di legge fa riferimento al soggetto tenuto alla prestazione che tale prestazione non ha eseguito in difetto di applicazione dell’istituto della solidarietà tributaria passiva. Quando infatti la solidarietà passiva in tema di pagamento di tributi e sanzioni è prevista, essa si ricava espressamente, come ad esempio dal combinato disposto degli articoli art. 19. D.Lgs 46/1999 e art. 33. D.P.R. 602/1973, in tema di responsabilità solidale per l’imposta locale sui redditi. Tale disciplina non è però estensibile al tributo ICI in quanto tale, secondo il principio “
lex ubi voluit dixit“. In questo senso è orientata la giurisprudenza di legittimità laddove afferma che in tema di imposta comunale sugli immobili (Ici), il comproprietario, evi sia stato intimato di provvedere al saldo dell’imposta da lui dovuta e non versata, può dimostrare che la medesima imposta è stata, in tutto o in parte, già corrisposta da un diverso comproprietario e sottrarsi al pagamento invocando in suo favore quello eseguito dall’altro, che vi consenta, e che esprime il principio in base al quale il comproprietario pro indiviso è tenuto al pagamento in ragione della quota astratta di proprietà di cui è titolare, e che non vi è vincolo di solidarietà con i comproprietari. Non può quindi trovare ingresso una interpretazione che distorca il significato del combinato disposto degli articoli 3 e art. 10, comma 1, D.Lgs. n. 504 del 1992, laddove la proporzionalità dell’imposizione d’imposta per quote di titolarità dell’immobile da parte del contribuente faccia discendere nel caso di imposizione di sanzioni la stessa proporzionalità. E’ evidente che il tenore letterale dell’articolo 59, comma 1, lettera 1), punto 4) del D.Lgs. 446/1997 quantifica la somma relativa alla sanzione facendo esclusivo riferimento alla ipotesi di titolarità del diritto di piena proprietà dell’immobile in capo al contribuente. Se così non fosse, l’applicazione della sanzione diversamente individuata e ottenuta moltiplicando il numero dei soggetti obbligati e titolari a qualunque titolo darebbe luogo ad un indebito arricchimento dell’ente impositore, causato dal mancato rapporto di proporzionalità tra imposizione dell’imposta e del lasanzione.
Cedolare secca circolare n. 26/E del 2011 l’Agenzia delle Entrate
14 giugno 2011 Pubblicato nella categoria Approfondimenti, Prassi Ammininistrativa
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ANACAP – Intervento del Presidente di Benedetto a tutela delle Aziende Concessionarie ex art. 53 D.lgs. 446/1997 in merito all’emendamento n. 7.365 dell’A.C. 4357
14 giugno 2011 Pubblicato nella categoria News
Intervento del Presidente di ANACAP, Avv. Pietro di Benedetto il quale auspica ripensamento sull’emendamento n. 7.365 dell’A.C. 4357. Di seguito la Comunicazione istituzionale:Roma, 14 Giugno 2011
Prot.n.91/2011
On.le Giulio Tremonti Ministro dell’Economia e delle Finanze
On.le Gianfranco Conte Presidente della Commissione Finanze
On.le Giancarlo Giorgietti Presidente della Commissione Bilancio
On.le Maurizio Fugatti e On.le Giuseppe Maria Marinello, Relatori atto Camera 4357
Atto Camera 4357. Emendamento 7.365
L’emendamento presentato dagli Onorevoli Relatori all’art. 7 del decreto sviluppo ( 7.365), è palesemente discriminatorio per le società private iscritte all’albo di cui all’art.53 del Dlgs.446/97, alle quali vengono ingiustificatamente sottratti strumenti di riscossione prima assentiti ed ora assegnati esclusivamente alle società interamente pubbliche.E’ una violazione del principio di parità di trattamento, sancito dal diritto interno e da quello comunitario, un incentivo alla costituzione di organismi societari che incrementeranno la spesa pubblica.
Un provvedimento che, per un verso ignora la realtà municipale, costituita per l’80% da Comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti che, per ovvie ragioni economiche, non potranno costituire società pubbliche e che, per altro verso, non tiene conto che ben 4500 Comuni hanno affidato il servizio ad imprese private. Poiché la norma, ove venisse approvata, inciderà sui contratti in corso la cui scadenza va ben oltre il 1 gennaio 2012, c’è da attendersi l’instaurarsi di un contenzioso enorme per adeguare i contratti alla disciplina sopravvenuta.
Riteniamo che l’emendamento colpisca, senza alcuna ragione finalizzata al perseguimento dell’interesse pubblico, l’istituto della concessione violando i principi innanzi richiamati, nonché quelli di efficienza ed economicità che devono informare la gestione di un servizio pubblico.
Non è senza rilievo rammentare che il sistema discriminato, che gestisce 4.550 comuni in Italia e impiega 5000 unità lavorative, avrebbe bisogno di maggiore tutela ed attenzione da parte del Legislatore perché opera senza oneri a carico dei contribuenti.
Auspichiamo che l’emendamento venga corretto, nella parte censurata, dagli Onorevoli Relatori i quali non mancheranno di riesaminarlo alla luce delle brevi considerazioni sopra svolte.
Il Presidente ANACAP
Intevento ANCI – Rughetti richiede immediato ritiro degli emendamenti 7.364 e 7.365 A.C. 4357
Enti locali: Rughetti (Anci), Su revisione riscossione chiediamo confronto con Associazione e ritiro emendamenti al testo
‘’L’immediato ritiro degli emendamenti riguardanti la revisione della riscossione degli Enti locali e blocco riscossione coattiva entro i duemila euro (Commissione V e VI Camera dei Deputati Emendamenti Relatori n. 7.364 e 7.365) e l’avvio di un confronto con l’ANCI per stabilizzare il settore dal punto di vista normativo, adottando misure urgenti anche in vista dell’attuazione del Federalismo fiscale’’. E’ questa la richiesta contenuta nella lettera che il Segretario Generale dell’ANCI, Angelo Rughetti ha inviato ai Deputati delle due Commissioni che stanno affrontando questo tema nell’ambito del cosiddetto Decreto Sviluppo. ‘’La riscossione degli Enti locali – scrive Rughetti – e’ sottoposta da tempo a interventi normativi non coordinati, puntualmente non seguiti dalle prescritte norme attuative, che hanno creato una disciplina poco chiara e stratificata. Da ultimo, in sede di conversione in legge del decreto legge n. 70 del 2011, c.d. Decreto Sviluppo, sono state introdotte due norme che riguardano la riscossione delle entrate dei Comuni che rischiano di avere un impatto pesantissimo sia per gli aspetti organizzativi sia per quelli finanziari’’. Gli emendamenti sui cui l’ANCI chiede una riflessione riguardano – come riportato nella lettera di Rughetti ai parlamentari ‘’l’introduzione di modifiche ai criteri che regolano le azioni esecutive della riscossione coattiva e, in particolare, il divieto dell’utilizzo delle cosiddette ‘ganasce fiscali’ per importi inferiori ai 2.000 euro e l’esclusione per legge dell’obbligo per Equitalia S.p.A. di effettuare la riscossione coattiva degli Enti locali’’. ‘’Gli effetti negativi che potrebbero prodursi – spiega Rughetti – dipendono principalmente dal fatto che la maggioranza delle entrate dei Comuni e’ inferiore ai 2000 euro e pertanto se venisse approvata una norma del genere i Comuni non avrebbero piu’ strumenti per incassare importi gia’ accertati e inscritti a bilancio mettendo fortemente a rischio gli equilibri contabili’’.