Source: https://www.cammino.org/statuto-cammino/
Timestamp: 2018-08-18 12:01:14+00:00
Document Index: 107132972

Matched Legal Cases: ['art 30', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 16', 'art.17', 'art. 24', 'art. 4', 'art.13', 'art.18', 'art.13', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 3']

﻿ Statuto - Cammino
CAMMINO – Camera Nazionale Avvocati
per la persona, le relazioni familiari e i minorenni
TITOLO I (DENOMINAZIONE– SEDE – DURATA)
CAMMINO – Camera nazionale avvocati per la persona, le relazioni familiari ed i minorenni (d’ora in poi denominata anche CAMMINO) è un’associazione apartitica e apolitica, di promozione sociale, composta in maggioranza da avvocati e da praticanti avvocati che operano prevalentemente nel settore della tutela dei diritti della persona, in particolare vulnerabile o di età minore, e delle relazioni familiari. Possono, altresì, fare parte dell’associazione, nel rispetto dei canoni di proporzionalità fissati dal Consiglio nazionale forense all’articolo 3 del regolamento n. 4 del 16 luglio 2014 (e successive eventuali modifiche e integrazioni), le professionalità che operino per la promozione dei diritti delle persone nelle relazioni familiari e nelle formazioni sociali nelle quali si svolge la loro personalità quali ad es. assistenti sociali, docenti universitari, commercialisti, geriatri, grafologi, insegnanti, neuropsichiatri, notai, pedagogisti, pediatri, psicologi.
L’associazione si configura quale ente senza scopo di lucro neppure indiretto e con fini di utilità sociale; in particolare agisce nei limiti ed ai sensi della normativa nazionale e regionale tempo per tempo vigente (legge 7 dicembre 2000, n. 383 e successive eventuali modifiche e integrazioni), in materia di associazionismo, nonché dei principi generali dell’ordinamento giuridico e del presente statuto.
Art. 2 – Sede nazionale e sedi territoriali
CAMMINO ha sede nazionale in Roma, in luogo stabilito con apposita delibera dal Consiglio Direttivo, che verrà comunicata e resa conoscibile ai terzi con le opportune modalità e sedi operative territoriali da costituire con apposita delibera del Consiglio direttivo.
La sede nazionale potrà essere trasferita con delibera del Consiglio Direttivo.
La durata dell’Associazione è illimitata salvo quanto disposto dall’art 30.
TITOLO II (OGGETTO E FINALITA’)
Art. 4 – Finalità e scopi associativi
CAMMINO ha come fine associativo generale quello di:
-promuovere conoscenza, diffusione, effettività e tutela dei diritti fondamentali dell’uomo e del giusto ed equo processo; promuovere iniziative volte ad ottenere un miglioramento del funzionamento e dell’organizzazione della giustizia in conformità alle norme costituzionali, alle fonti sovranazionali anche dando impulso a riforme legislative;
-perseguire l’affermazione e la tutela dell’attività difensiva;
-promuovere e realizzare, anche in via decentrata, iniziative volte a garantire lo svolgimento ed il coordinamento di attività di aggiornamento e di formazione degli iscritti.
In particolare, con riferimento alla tutela dei diritti della persona, nelle relazioni familiari e sociali nelle quali si svolge la sua personalità -con specifica attenzione ai soggetti vulnerabili o di età minore – CAMMINO ha come fine specifico, a livello nazionale e territoriale, anche in via decentrata e telematica, quello di:
-promuovere il profilo professionale, la formazione e l’aggiornamento specialistico dei propri soci, nelle aree del diritto della persona, di famiglia, delle relazioni familiari e minorile e di quanto strumentale e collegato, anche attraverso corsi di formazione continua e incontri periodici;
-promuovere il profilo professionale, la formazione e l’aggiornamento specialistico degli operatori nelle aree del diritto della persona, di famiglia, delle relazioni familiari e minorile e di quanto strumentale e collegato, anche attraverso corsi di formazione continua e incontri periodici;
-sensibilizzare alle tematiche della giustizia e della professione forense, nonché delle altre professionalità del settore, con particolare riferimento all’effettività dei diritti fondamentali, ai principi di responsabilità e solidarietà sociale nell’area del diritto attinente la persona, le relazioni familiari ed i minorenni, con particolare attenzione ai soggetti vulnerabili; favorire studio, ricerca, divulgazione e formazione, nell’area del diritto della persona, delle relazioni familiari e minorile, promuovendone le riforme con particolare riferimento ai mutamenti sociali in corso ed all’evoluzione in senso multietnico della società civile;
– promuovere e tutelare i diritti delle persone, soprattutto dei soggetti vulnerabili, quali – a titolo esemplificativo – donne vittime di violenza, persone in età evolutiva, terza e quarta età, fine vita, migranti, persone con bisogni speciali, nell’ambito della famiglia, delle relazioni familiari e delle formazioni sociali nelle quali si svolge la loro personalità, per l’effettività dei principi di uguaglianza, pari dignità sociale delle persone nonché di inclusione ed attenzione alla società multietnica e al pluralismo culturale;
-studio e divulgazione delle indicazioni europee (degli organismi dell’Unione Europea, della Corte di Giustizia e della Corte Europea dei Diritti Umani) e del diritto convenzionale.
Per il raggiungimento degli scopi associativi CAMMINO interagisce con le Istituzioni e con le altre associazioni e professionalità a vario titolo interessate alle tematiche della persona, della famiglia, delle relazioni familiari e dei minorenni.
In particolare l’Associazione si avvale, a livello nazionale e anche in via decentrata e telematica, di strutture organizzative e tecnico-scientifiche idonee ad assicurare adeguati livelli di qualificazione professionale ed il relativo aggiornamento professionale curando un continuo e proficuo scambio con la dottrina, con la magistratura e con gli altri operatori del settore.
Si avvale, inoltre, di strutture e strumenti telematici e multimediali per assicurare livelli formativi omogenei dei soci sul territorio.
Inoltre, l’Associazione potrà rilasciare, se previsto dalla normativa tempo per tempo vigente e alle condizioni ivi previste, attestati anche di competenza professionale.
L’Associazione curerà la formazione anche interdisciplinare dei propri soci, secondo le indicazioni europee valevoli per il settore persona-famiglia-minori, e il confronto formativo anche con altri operatori del settore. Per il raggiungimento dei propri fini, l’Associazione potrà assumere ogni opportuna iniziativa e, tra l’altro, promuovere incontri, gruppi di studio e approfondimento, dibattiti, manifestazioni, convegni, corsi di formazione anche continua seminari e gruppi di studio, pubblicazioni anche periodiche, svolgere attività editoriale di ogni genere, compresa quella multimediale. L’associazione cura anche con aggiornamenti periodici e con appositi incontri la formazione dei propri soci.
L’Associazione potrà inoltre svolgere qualsiasi altra attività culturale attinente le sue finalità.
Art. 5 – Gratuità attività associativa
L’associazione non ha fini di lucro e assicura la gratuità della propria offerta formativa, salva la possibilità di richiedere ai partecipanti il rimborso delle spese sostenute per l’organizzazione delle attività formative, nel rispetto della normativa fiscale delle associazioni senza fini di lucro (D.Lgs. 460/97 e successive modifiche ed integrazioni).
L’Associazione potrà reperire, sia in Italia che all’estero, presso privati o enti pubblici, risorse necessarie al raggiungimento dei suoi fini.
Art. 6 – Gratuità attività soci
L’attività degli associati è svolta prevalentemente a titolo gratuito. E’ ammesso il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate per lo svolgimento delle attività nei limiti fissati dall’Assemblea degli Associati. L’Associazione per le sue particolari necessità potrà assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, ricorrendo anche ai propri associati.
TITOLO III (COMPOSIZIONE)
b) soci onorari.
Per diventare “soci ordinari” occorre presentare domanda, compilando l’apposita scheda on-line o cartacea. La domanda d’iscrizione si considera accettata decorsi 10 gg. dalla sua presentazione, salvo diversa comunicazione.
La richiesta e la successiva ammissione implicano l’incondizionata accettazione del presente Statuto, del Codice Etico e dei Regolamenti approvati dall’Assemblea e/o dal Consiglio Direttivo tempo per tempo vigenti.
Possono essere soci ordinari gli avvocati e i praticanti avvocati che operano prevalentemente nel settore di cui all’art. 1 e che si riconoscono nelle finalità dell’Associazione, condividendone la metodologia, come specificata nel presente statuto e nel codice etico.
Possono, altresì, essere soci ordinari, nel rispetto dei canoni di proporzionalità fissati dal Consiglio nazionale forense all’articolo 3 del regolamento n. 4 del 16 luglio 2014 (e successive modifiche e integrazioni), le professionalità che operino per la promozione dei diritti delle persone nelle relazioni familiari e nelle formazioni sociali nelle quali si svolge la loro personalità (quali ad es. assistenti sociali, docenti universitari, commercialisti, geriatri, grafologi, insegnanti, neuropsichiatri, notai, pedagogisti, pediatri, psicologi) che si riconoscono nelle finalità dell’Associazione, condividendone la metodologia, come specificata nel presente statuto e nel codice etico.
Sono soci onorari di diritto gli ex presidenti dell’Associazione e coloro che potranno essere indicati dal Consiglio Direttivo per particolari meriti professionali e/o scientifici nel settore di cui all’art. 4.
Art. 8- Non ammissione, esclusione e recesso dei Soci
E’ causa di non ammissione e di esclusione l’aver assunto comportamenti o posto in essere atti o attività che contrastino con le finalità e/o il buon nome dell’Associazione a giudizio del Consiglio Direttivo. La perdita della qualità di socio viene deliberata, previa audizione dell’interessato, dal Consiglio Direttivo. Il socio escluso può ricorrere al Collegio dei Garanti avverso il provvedimento di esclusione, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione del provvedimento via pec.
Ogni socio ha facoltà di recesso presentando al Consiglio Direttivo le dimissioni. La perdita della qualità di socio comporta la decadenza da ogni carica associativa.
La perdita per esclusione o per recesso delle qualità di associato non comporta l’insorgere di alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione da parte dell’escluso e dei suoi aventi causa e non dà diritto alla restituzione della quota associativa.
Art. 9 – Quote associative
I soci ordinari sono tenuti al versamento alla sede nazionale delle quote associative d’iscrizione annua nella misura e con le modalità stabilite dal Consiglio Direttivo Nazionale.
La quota associativa è intrasmissibile e non rivalutabile, non è frazionabile né ripetibile in caso di recesso o di perdita della qualità di socio.
La quota d’iscrizione è dovuta all’atto dell’iscrizione e il pagamento va rinnovato di anno in anno mediante bonifico bancario provvedendo alla procedura on-line entro il 31 marzo di ogni anno.
Art. 10- Contributi volontari
Gli associati possono contribuire al finanziamento dell’Associazione per il raggiungimento dei suoi scopi anche mediante contributi volontari.
Art. 11 – Diritti dei soci
I soci hanno uguali diritti e uguali obblighi nei confronti dell’Associazione nel rispetto dei canoni di proporzionalità e delle disposizioni statutarie.
I soci in regola con il pagamento della quota associativa annuale hanno diritto:
-di partecipare alle attività promosse dall’Associazione;
-di proporre al Consiglio Direttivo attività nell’ambito degli scopi dell’Associazione;
-di approvare il bilancio preventivo e consuntivo annuali;
-di eleggere le cariche sociali secondo gli articoli del presente statuto e dei regolamenti.
I soci ordinari in regola con il versamento della quota associativa annuale, nonché i soci onorari, hanno diritto di partecipare alle assemblee. I soci ordinari, tramite i delegati di cui al successivo art. 16, hanno anche diritto di voto.
Tutti i soci che abbiano maturato almeno un anno di iscrizione all’Associazione, che siano in regola con il pagamento della quota associativa alla data dell’assemblea per la nomina della Commissione elettorale e nei confronti dei quali non sia stato deliberato in ordine a cause di esclusione di cui all’articolo 8 del presente Statuto, godono di elettorato passivo rispetto a tutte le cariche del Direttivo Nazionale, del Collegio Garanti e della Sede territoriale di appartenenza nel rispetto del principio proporzionale di pari opportunità tra i generi.
Art. 12 – Obblighi dei soci
L’appartenenza all’Associazione obbliga il socio:
-al mantenimento dei requisiti che determinano l’ammissione e la non esclusione dall’Associazione;
-ad osservare le norme statutarie, il Codice Etico, i regolamenti associativi nonché le delibere dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo;
-a versare nei termini stabiliti la quota sociale annuale;
-a favorire e sostenere le iniziative promosse dall’Associazione;
-a collaborare con la sede nazionale e la sede territoriale di appartenenza per le attività deliberate.
-a comunicare tutte le variazioni anagrafiche o relative alla sua posizione lavorativa aggiornando i dati della scheda anagrafica on line.
Art. 13- Organizzazione
Per il raggiungimento degli scopi di cui all’articolo 4 del presente Statuto, CAMMINO opera attraverso la Sede nazionale che, tramite i suoi organismi, espressione dei decentramenti territoriali, coordina l’attività di questi e dei Coordinamenti regionali.
A livello territoriale, CAMMINO può operare, su delibera del Consiglio Direttivo Nazionale mediante i seguenti organismi operativi decentrati:
a) Sedi territoriali. Le sedi territoriali vengono costituite su domanda di almeno cinque soci appartenenti ai Consigli dell’Ordine dello stesso Distretto, su delibera del Consiglio Direttivo.
Organo di governo ne è il Consiglio Direttivo territoriale, eletto a seguito di assemblea della singola sede, su base democratica in base al Regolamento elettorale tempo per tempo vigente.
b) Referenti territoriali. Ove non sia già presente una sede territoriale, CAMMINO può operare sul territorio mediante referenti territoriali, nominati dal Consiglio Direttivo, su domanda dell’interessato, valutate le caratteristiche professionali del richiedente. I referenti territoriali fanno parte della sede limitrofa di più antica costituzione.
c) Coordinamenti regionali. Nelle Regioni nelle quali vi siano almeno due sedi ed un referente territoriale, viene eletto ogni 3 anni da sedi e referenti, un coordinatore regionale, per coordinare le attività delle sedi e dei referenti della regione e curare i rapporti con le Autorità su base regionale e distrettuale o interdistrettuale.
TITOLO IV (ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE)
Art. 14 – Organi dell’Associazione
1.l’Assemblea Generale dei Soci;
2.il Consiglio Direttivo e la Giunta esecutiva;
3.il Presidente e il Comitato di Presidenza;
4.il Collegio dei Garanti;
Art. 15 – Assemblea
L’Assemblea è sovrana. Viene convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo nazionale, mediante idonee forme di pubblicità anche tramite internet ed e-mail almeno 60 giorni prima della data stabilita dal Consiglio; della convocazione sarà data idonea pubblicità. L’Assemblea viene convocata almeno una volta l’anno, entro il 30 aprile di ogni anno per l’approvazione dei bilanci. L’Assemblea può essere convocata anche su richiesta, scritta e motivata di almeno un terzo degli associati aventi diritto al voto o da almeno cinque membri del Consiglio Direttivo nazionale.
1.l’elezione dei componenti elettivi del Consiglio Direttivo, nonché dei membri supplenti, nelle forme previste dal Regolamento Elettorale;
2.l’approvazione della relazione annuale del Presidente del Consiglio Direttivo sull’attività e sulla gestione dell’Associazione;
3.l’approvazione del bilancio preventivo e consuntivo annuali;
4.l’elezione dei componenti il Collegio dei Garanti;
5.l’elezione dei componenti la Commissione Elettorale secondo quanto stabilito dal relativo regolamento elettorale.
L’Assemblea è, inoltre, competente a deliberare i Regolamenti e le modifiche al presente Statuto ed ai Regolamenti stessi, nonché lo scioglimento dell’Associazione, con la maggioranza specificata nel successivo art.17.
L’Ordine del Giorno dell’Assemblea è stabilito dal Consiglio Direttivo e deve essere indicato nell’avviso di convocazione.
Art. 16 – Composizione dell’Assemblea
L’Assemblea è costituita dai delegati eletti dai soci delle sedi territoriali in regola con il pagamento delle quote associative alla data di convocazione dell’assemblea, raggruppate a livello regionale:
nella misura di uno ogni dieci iscritti,
in ogni caso con un numero di supplenti pari ai delegati effettivi, onde procedere alla loro sostituzione in caso di assenza o impedimento.
Ogni delegato ha diritto ad un voto.
I delegati vengono eletti in assemblee dei soci del territorio convocate almeno 30 gg. prima della data dell’assemblea nazionale. Le assemblee territoriali vengono convocate con la stessa convocazione dell’assemblea nazionale e sono presiedute dal presidente della sede territoriale. Nelle assemblee territoriali per la nomina dei delegati, sono ammesse le deleghe ad altro socio in regola con il pagamento. Ogni socio non può avere più di 10 deleghe.
L’Assemblea nazionale è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in caso di suo impedimento, dal Vice Presidente.
Delle sedute dell’Assemblea viene redatto verbale.
I verbali dell’Assemblea e le delibere sono a disposizione dei soci nella sede dell’associazione. I soci hanno diritto di consultarli e, a loro richiesta, di riceverne copia in PDF.
I bilanci preventivo e consuntivo approvati dall’Assemblea verranno pubblicati sul sito web nell’area riservata ai soci.
Art. 17 – Costituzione dell’Assemblea, votazioni, elezione dei delegati
Le deliberazioni dell’Assemblea, in prima convocazione sono prese a maggioranza di voti dei delegati e con la presenza di delegati che rappresentino almeno la metà dei soci aventi diritto di voto. Hanno diritto di voto i soci che abbiano provveduto al pagamento della quota associativa almeno 10 gg. prima della convocazione dell’assemblea nazionale e territoriale. In seconda convocazione. la deliberazione è valida qualunque sia il numero dei delegati intervenuti.
Per modificare lo Statuto e per lo scioglimento dell’Associazione occorre la presenza di delegati che rappresentino almeno 2/3 dei soci aventi diritto di voto e il voto favorevole di almeno il 50% + 1 degli intervenuti.
Le assemblee regionali o di raggruppamenti regionali per l’elezione dei delegati all’assemblea nazionale debbono avvenire almeno 30 gg. prima della data stabilita per quest’ultima Le assemblee per l’elezione dei delegati possono avvenire anche con modalità virtuali via web.
Il presidente nazionale comunica ai coordinatori regionali il numero dei delegati cui le sedi hanno diritto alla data della convocazione dell’assemblea nazionale.
I nominativi dei delegati effettivi e supplenti debbono pervenire alla segreteria nazionale almeno 15 gg. prima della data fissata per l’assemblea.
Art.18 – Consiglio Direttivo nazionale e Giunta Esecutiva
Il Consiglio Direttivo nazionale è organo deliberante. E’ composto da 15 (quindici) componenti elettivi e dai Presidenti delle Sedi territoriali. I componenti elettivi sono eletti dall’Assemblea nazionale tra i soci ordinari secondo i criteri di proporzionalità di cui al presente statuto.
L’Assemblea elegge anche tre membri supplenti. I componenti durano in carica tre anni dalle rispettive elezioni.
I Presidenti delle sedi territoriali ed i componenti dei relativi direttivi sono eletti dalle Assemblee territoriali tra i soci avvocati. Le elezioni avvengono nei modi previsti dal Regolamento vigente. I componenti possono essere rieletti. Il Presidente nazionale, tre mesi prima della scadenza del Consiglio Direttivo nazionale – oppure in caso il numero dei Consiglieri eletti, compresi i supplenti, diventi inferiori a 7 – convoca l’assemblea nella quale viene nominata una Commissione Elettorale ai fini dell’elezione dei componenti del Consiglio medesimo. La Commissione Elettorale dura in carica fino all’espletamento di tutte le operazioni elettorali come previsto nell’apposito Regolamento e viene eletta in seno all’Assemblea all’uopo convocata.
Se non vi sono candidati, viene nominata dal Consiglio Direttivo.
In caso che vengano a mancare uno o più componenti, subentrano di diritto il socio o i soci supplenti eletti secondo la graduatoria.
I consiglieri subentrati decadono insieme a quelli che sono in carica all’atto della loro nomina.
Se vengono a mancare consiglieri in numero superiore alla metà, l’organo decade e il Presidente deve convocare l’assemblea per nuove elezioni.
Il Consiglio Direttivo nazionale ha le competenze di cui alla legge ed al presente Statuto ed in particolare:
-nomina e revoca il Presidente e i Vicepresidenti, scelti fra i suoi componenti avvocati;
-assegna gli incarichi di Segretario e Tesoriere tra i nominativi di soci proposti dal Presidente;
-fissa le direttive per l’attuazione dei compiti statutari, ne stabilisce le modalità e le responsabilità di esecuzione e controlla l’esecuzione stessa;
-decide sulle spese associative;
-stabilisce l’importo della quota associativa annua;
-decide sulle attività dell’Associazione e sulla sua collaborazione con i terzi;
-approva convenzioni, accordi e contratti da stipulare tra Associazione e terzi;
-delibera le azioni di spesa; approva i bilanci preventivo e consuntivo da presentare all’Assemblea;
-indica i soci onorari;
-stabilisce il numero dei componenti della Giunta esecutiva e li nomina con rispetto dei criteri di rappresentanza delle aree territoriali;
-nomina i componenti del Comitato Scientifico ai sensi del successivo art. 24;
-coordina le attività delle sedi territoriali e l’operato dei referenti territoriali.
Il Consiglio Direttivo si riunisce su convocazione del Presidente, che ne stabilisce l’Ordine del giorno, o su richiesta di almeno cinque Consiglieri. In questo caso la convocazione dovrà essere fatta dal Presidente entro sette giorni dalla richiesta. In difetto, provvedono direttamente i Consiglieri richiedenti.
La convocazione del Consiglio Direttivo nazionale avviene mediante idonee forme di pubblicità anche tramite internet ed e-mail, almeno sette giorni prima della data stabilita; della convocazione sarà data idonea pubblicità. Il Consiglio Direttivo viene convocato ogni qual volta il Presidente ne ravvisi la necessità e almeno tre volte l’anno.
Le riunioni del Consiglio Direttivo sono valide se regolarmente convocate e se è presente la maggioranza dei Consiglieri. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Delle riunioni del Consiglio Direttivo viene redatto verbale a cura del Segretario o, in sua assenza, di un segretario sostituto nominato di volta in volta dal Presidente.
I verbali del Consiglio Direttivo sono a disposizione dei soci che hanno diritto di consultarli e se lo desiderano di riceverne copia presso la sede.
La Giunta esecutiva si riunisce periodicamente al fine di coadiuvare Presidente e Comitato di Presidenza nell’esecuzione delle delibere del Consiglio Direttivo. Le riunioni sono convocate dal Presidente, su Ordine del Giorno comunicato ai Componenti. Delle sedute della Giunta Esecutiva è redatto verbale a cura del Segretario dell’associazione. I verbali della Giunta Esecutiva sono messi a disposizione dei Componenti il Consiglio Direttivo.
Art. 19- Presidente e il Comitato di Presidenza
Il Presidente del Consiglio Direttivo nazionale, eletto con le modalità di cui all’articolo precedente tra i componenti elettivi avvocati del Consiglio stesso, ha la rappresentanza legale dell’Associazione ed ha le seguenti attribuzioni e competenze:
-promuove e coordina tutte le attività dell’Associazione;
-presiede le riunioni del Consiglio nazionale e dell’Assemblea;
-propone i nominativi di soci per le cariche di Segretario e Tesoriere;
-mantiene i rapporti con persone fisiche e giuridiche per il raggiungimento degli scopi dell’Associazione;
-relaziona annualmente all’Assemblea sull’attività svolta dall’Associazione nell’anno precedente e sulle linee programmatiche dell’anno successivo deliberate dal Consiglio Direttivo;
-ha facoltà di stipulare, con firma singola, convenzioni, atti e contratti per conto dell’Associazione, previa delibera del Consiglio Direttivo e/o salva ratifica successiva nell’impossibilità di previa delibera;
-previa delibera del Consiglio Direttivo apre, chiude, movimenta conti correnti bancari per l’amministrazione dei beni mobili o immobili, può richiedere affidamenti bancari, assumere obbligazioni, richiedere e riscuotere finanziamenti per conto dell’Associazione.
Il Presidente può delegare i Vice Presidenti, altri Consiglieri o terzi soci allo svolgimento di determinate funzioni.
Il Comitato di Presidenza è composto di diritto dai componenti la Vicepresidenza, dal Segretario e dal Tesoriere, oltre che da eventuali altri componenti designati per alcuni argomenti o per alcune aree.
Il Comitato di Presidenza delibera sulle materie delegate dal Consiglio Direttivo con apposita delibera. Le delibere assunte devono essere comunicate ai componenti il Consiglio Direttivo nazionale.
I verbali delle riunioni del Comitato di Presidenza sono messi a disposizione dei componenti il Consiglio Direttivo nazionale.
Art. 20 – Vice Presidenza
La Vice Presidenza è composta da una o più persone scelte dal Consiglio Direttivo nazionale tra i suoi componenti. Il vicepresidente con maggiore anzianità associativa, sostituisce il Presidente in caso di impedimento temporaneo o permanente; in caso di impedimento permanente del Presidente, il Vicepresidente con maggiore anzianità associativa convocherà al più presto il Consiglio Direttivo per l’elezione di un nuovo Presidente.
Art. 21 – Segretario
Il Segretario cura la redazione dei verbali del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea; è responsabile della loro conservazione e della loro messa a disposizione degli Associati che ne facessero richiesta. Cura l’aggiornamento del libro soci e le comunicazioni dell’associazione, in collaborazione con il Presidente.
Art. 22 – Tesoriere
Il Tesoriere cura l’attività amministrativa dell’Associazione. E’ responsabile della tenuta dei libri contabili e redige il bilancio preventivo e consuntivo annuale da sottoporre al Consiglio Direttivo e all’ Assemblea per l’approvazione.
Art. 23 – Collegio dei Garanti
Il Collegio dei Garanti è composto di tre associati eletti ogni tre anni dall’Assemblea, più tre supplenti.
Il Collegio nella prima riunione indetta dal Presidente del Consiglio Direttivo, sceglie al proprio interno un Presidente, che convocherà le successive riunioni del Collegio.
Sceglie inoltre anche il Vicepresidente e il Segretario. Le cariche possono anche turnare nel triennio tra i componenti eletti, secondo le modalità dagli stessi stabiliti e portati a conoscenza dei soci.
Tutte le eventuali controversie tra soci e Consiglio Direttivo verranno sottoposte al Collegio dei Garanti.
Il Collegio dei Garanti giudica – ex bono et aequo – senza formalità di procedura e secondo il regolamento deliberato dall’assemblea. E’ escluso il ricorso ad ogni altra giurisdizione.
Ha anche funzioni consultive per il Consiglio Direttivo su tutti gli argomenti per i quali il Consiglio Direttivo ritiene opportuno sentirne il parere.
Art. 24 – Comitato Scientifico
Il Comitato Scientifico ha funzioni consultive del Consiglio Direttivo, a richiesta di quest’ultimo. E’ composto da un numero dispari di membri, scelti dal Consiglio Direttivo, da individuarsi tra personalità di rilievo scientifico che professionalmente operano nei settori delle persone, delle relazioni familiari e dei minorenni e nelle discipline ad essi collegate e richiamate nell’art. 4 del presente Statuto. Ne fanno inoltre parte di diritto il Presidente uscente e quello pro-tempore del Consiglio Direttivo nazionale.
Il Comitato Scientifico decade contestualmente al Consiglio Direttivo nazionale.
Art. 2 5- Gratuità delle cariche
Le cariche ricoperte nell’Associazione sono svolte a titolo gratuito e il loro svolgimento non può dar diritto ad alcun compenso, a nessun titolo e sotto nessuna forma, ma solo al rimborso delle spese funzionali all’espletamento del mandato, effettivamente sostenute e debitamente documentate.
TITOLO V (COSTITUZIONE, ORGANI, FUNZIONAMENTO E CHIUSURA SEDI TERRITORIALI E ALTRE NORME)
Art. 26 – Sedi territoriali
Ogni sede territoriale, quale articolazione operativa dislocata su territorio costituita ai sensi dell’art.13, lettera a) del presente Statuto, ha un proprio Consiglio Direttivo composto da presidente avvocato, vicepresidente, tesoriere e segretario, eletti tra i soci territoriali in regola con il pagamento della quota associativa, dall’assemblea dei soci territoriali. I componenti del Consiglio Direttivo della sede territoriale durano in carica tre anni e possono essere rieletti.
I Presidenti delle sedi territoriali e i relativi direttivi sono eletti dalle Assemblee territoriali.
Le elezioni avvengono nei modi previsti dal Regolamento vigente.
I componenti possono essere rieletti.
Il Consiglio Direttivo territoriale, tre mesi prima della scadenza – oppure in caso il numero dei Consiglieri in carica diventi inferiore a 3 convoca l’assemblea.
L’assemblea dei soci territoriali si riunisce almeno una volta l’anno per deliberare l’attività della sede su convocazione del Presidente territoriale, mediante idonee forme di pubblicità anche tramite internet ed e-mail, almeno 10 gg. prima della data stabilita. L’assemblea può essere convocata anche su richiesta di almeno 1/3 dei soci della sede territoriale o da due componenti del Consiglio Direttivo territoriale. Hanno diritto a partecipare all’assemblea con diritto di voto tutti i soci ordinari in regola con il pagamento della quota associativa. Ogni socio ha diritto ad un voto che può essere dato anche per delega conferita ad altro socio. Ogni associato non può avere più di 10 deleghe. L’Assemblea è presieduta dal Presidente territoriale. Delle sedute dell’Assemblea viene redatto verbale da parte del Segretario territoriale. Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza dei voti e con la presenza di almeno la metà dei soci. In seconda convocazione le deliberazioni sono valide qualunque sia il numero di intervenuti. Per optare per l’autonomia patrimoniale e per la richiesta di scioglimento della sede territoriale occorre la presenza di 2/3 degli associati.
L’Assemblea territoriale elegge il Consiglio direttivo della sede secondo il Regolamento elettorale tempo per tempo vigente.
Il Consiglio Direttivo della sede territoriale si riunisce su convocazione del Presidente della sede territoriale che ne stabilisce l’Ordine del Giorno o su richiesta di almeno due consiglieri. In questo caso la convocazione dovrà essere fatta dal Presidente entro 7 gg. dalla richiesta. In difetto provvedono i Consiglieri richiedenti. Vale quanto previsto per la validità della convocazione e delle delibere per il Consiglio Direttivo nazionale dal precedente art.18.
Il Segretario deve tenere l’elenco dei soci della sede aggiornato anche con il pagamento delle quote associative. Cura redazione e tenuta dei verbali della sede (Consiglio Direttivo e Assemblea) cui i soci hanno accesso a richiesta.
I verbali sono a richiesta accessibili anche ai Componenti del Comitato di Presidenza nazionale.
Il Tesoriere deve riscuotere le quote associative e provvedere al loro versamento alla sede nazionale in collaborazione con il segretario e il tesoriere nazionali; in collaborazione con la sede nazionale, deve tenere la contabilità delle attività associative della sede e inviarle tempestivamente al tesoriere nazionale.
La sede territoriale gestisce le attività territoriali nel rispetto dello statuto, del codice etico e delle linee programmatiche stabilite dal Consiglio Direttivo nazionale e dall’Assemblea nazionale e del Regolamento relativo ai rapporti Sede nazionale/sedi territoriali e deve curare la formazione professionale dei propri soci.
La sede territoriale, in caso di inattività protratta per un biennio, salvo casi particolari, viene chiusa su delibera dal Consiglio Direttivo.
Viene fatta salva la possibilità di operare secondo le modalità di cui al successivo articolo 27, ricorrendone i presupposti, e su delibera del Consiglio Direttivo nazionale.
Art.27 – Opzione per l’autonomia patrimoniale delle sedi territoriali
Le sedi territoriali possono anche optare per l’autonomia patrimoniale. In tal caso la sede provvede ad ogni adempimento di legge e fiscale richiesto, connesso e collegato, compresa l’approvazione annuale del bilancio preventivo e consuntivo, di cui è responsabile il Presidente territoriale.
L’opzione per l’autonomia patrimoniale e i conseguenti adempimenti devono essere tempestivamente comunicati alla sede nazionale.
La sede, in ogni caso, è tenuta al versamento al nazionale della quota associativa stabilita dal Consiglio direttivo nazionale nonché di parte delle quote di partecipazione a eventi a pagamento, secondo quanto stabilito dal Direttivo Nazionale. E’ in ogni caso tenuta all’osservanza del presente statuto, del codice etico e dei regolamenti.
Laddove la sede territoriale non opti per l’autonomia patrimoniale, è tenuta a prestare ogni collaborazione con il tesoriere nazionale per l’esatta tenuta della contabilità con riferimento alle iniziative territoriali.
Art.28 – I referenti territoriali
Il referente territoriale, nominato secondo quanto previsto dall’art.13, lettera b) del presente Statuto, può operare sul territorio promuovendo e perseguendo le finalità associative di cui all’art. 4 del presente statuto, anche organizzando attività formative, di concerto con il Consiglio Direttivo della sede territoriale limitrofa ove costituita e con il coordinatore regionale – ove presente – e, in ogni caso, con il Vice presidente nazionale competente per territorio e sotto la supervisione del Presidente e del Consiglio Direttivo nazionale, al quale deve rendere conto.
Si adopera affinché, nell’arco temporale di due anni, ricorrendone i presupposti, possa costituire la sede territoriale a norma dell’articolo 13 lett. a) del presente Statuto.
Allo scadere dei due anni, il suo mandato può essere rinnovato.
Art.29 – Risorse economiche
b) erogazioni liberali degli associati e dei terzi;
g) proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale svolte in maniera sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
Art. 30 – Varie
Lo scioglimento dell’associazione è deliberato dall’assemblea nazionale con la maggioranza prevista all’art. 17. In caso di scioglimento, tutte le risorse economiche che residuano non potranno essere divise tra gli associati ma saranno devolute ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
Così deliberato dal Comitato di Presidenza in data 2 ottobre 2017, su mandato dell’Assemblea di CamMiNo tenutasi in Vicenza, il 13 maggio 2017.
Dove: Perugia - Quando: 13/09/2018