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Timestamp: 2018-04-26 06:03:39+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 378', 'art. 99', 'art. 150', 'art. 209', 'sentenza ', 'art. 99', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 378', 'art. 139']

Plico postale consegnato a persona non meglio identificata. – Noi Radiomobile™
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Plico postale consegnato a persona non meglio identificata.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 24 agosto 2016, n. 17288)
3. Avverso tale sentenza, la curatela dei fallimento della società di fatto Resiglas e Kelternova di M.P. e T. P. propone ricorso per cassazione affidato a tre motivi.
4. Resiste con controricorso la Intereuropea s.p.a. in liquidazione coatta amministrativa. Parte ricorrente ha depositato memoria ai sensi dell’art. 378 cod. proc. civ.
Ora, in materia di opposizione allo stato passivo, il termine dimidiato previsto per il ricorso per cassazione dall’art. 99, quinto comma, L. fall. (nel testo vigente ratione temporis, anteriore al d.lgs. 9 gennaio 2D06, n. 5, ai sensi dell’art. 150 del medesimo d.lgs.) è operante anche per la liquidazione coatta amministrativa, in virtù del richiamo di cui all’art. 209, terzo comma, L. fall.
Né su tale disciplina ha inciso la sentenza n. 152 del 1980 della Corte costituzionale, in quanto la declaratoria di parziale illegittimità costituzionale dell’art. 99 I. fall. ha riguardato esclusivamente la decorrenza dei termine di impugnazione della sentenza emessa nel giudizio di opposizione allo stato passivo (da individuarsi con riferimento alla notificazione della stessa, atteso il carattere di lex generalis della norma di cui all’ari. 326 cod. proc. civ.) e non anche la riduzione della metà del termine di impugnazione previsto per i giudizi ordinari (Cass. 25 settembre 2014, n. 20291).
Nel caso di specie, la sentenza impugnata risulta notificata presso il procuratore costituito in appello, avv. F.L., via dei Viminale, 43, Roma, in data 22 maggio 2012, laddove il ricorso risulta presentato per la notifica all’ufficio postale in data 20 luglio 2012, ossia oltre il prescritto termine di trenta giorni.
Nella memoria depositata ai sensi dell’art. 378 cod. proc. civ., parte ricorrente deduce:
a) che “la formula esecutiva valeva ad introdurre la fase esecutiva;
b) che il plico postale risultava consegnato a persona non meglio identificata, della quale non era riportato il nome.
Sotto il secondo profilo, va osservato che, in linea generale, la qualità di persona di famiglia o di addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda di chi ha ricevuto l’atto si presume iuris tantum dalle dichiarazioni recepite dall’ufficiale giudiziario nella relata di notifica, incombendo al destinatario dell’atto, che contesti la validità della notificazione, l’onere di fornire la prova contraria (v., ad es., Cass. 17 dicembre 2014, n. 26501, in tema di notifica ai sensi dell’art. 139, secondo comma, cod. proc. civ.).
Alla stregua di tali principi. si è condivisibilmente ritenuto che, in ipotesi di consegna dell’atto da notificare presso lo studio del legale domiciliatario a mani di soggetto in esso rinvenuto, la qualità di persona addetta alla ricezione si presume per la sua presenza nel locale in questione, restando, quindi, onere del destinatario della notifica dare dimostrazione dell’inidoneità del soggetto medesimo alla ricezione degli atti allegando e provando la casualità della sua presenza, l’esistenza di un rapporto di lavoro non legato all’attività professionale o la mancanza di delega al riguardo (Cass. 27 dicembre 2011, n. 28895).
In tale quadro di riferimento, le critiche del ricorrente risultano di assoluta genericità.
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