Source: http://www.camcomtaranto.com/pagine/tributi/sanzioni.shtml
Timestamp: 2017-11-22 05:14:53+00:00
Document Index: 166893776

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 11']

Nei casi di tardivo e omesso versamento sarà irrogata (ai sensi dell'art. 18 della legge 580/93 e successive modifiche ed integrazioni) una sanzione amministrativa tributaria secondo le disposizioni del D.Lgs. n. 472/1997 sull'ammontare del diritto dovuto, giusto quanto previsto dal decreto regolamentare in materia D.M. 27/01/2005 n. 54 (G.U. n. 90 del 19.04.2005) nonché dal regolamento adottato dalla Camera di commercio di Taranto con delibera consiliare n. 26 del 19.12.2005 e successivamente modificato con delibere n. 57 del 18.12.2006 - con decorrenza dal 1.01.2007 – e n. 19 del 18.12.2013 – con decorrenza dal 19.12.2013. (sul sito alla sezione Regolamenti)
Tale ultima modifica si è resa necessaria dopo le indicazioni fornite dal Ministero dello Sviluppo Economico con nota circolare n. 172574 del 22/10/2013 relativa all'applicabilità al diritto annuale della Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 27/E del 2/08/2013, modificando in parte le precedenti indicazioni date dallo stesso Ministero con la Circolare n. 3587/C del 20.06.2005.
Tale nota circolare ha chiarito innanzi tutto i termini di scadenza del versamento:
per tutti i soggetti già iscritti al 1° gennaio dell'anno di riferimento il termine ordinario di versamento previsto per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi (vedi art. 17 comma 1 DPR n. 435/2001 e s.m.i.),
c) il versamento eseguito dopo la scadenza del termine lungo (come riportato in precedenza) senza l'applicazione dell'istituto del ravvedimento operoso, per tutti i soggetti già iscritti al Registro delle imprese o al R.E.A.;
L'art. 8 del Regolamento camerale prevede un incremento della sanzione percentuale in base alla "gravità della violazione" intesa in relazione al danno finanziario subito dalla Camera di commercio, l'art. 9 prevede invece un incremento della sanzione a seguito della valutazione della "personalità del trasgressore" desunta dalle sue precedenti violazioni in materia di diritto annuale (compiute nel quinquennio precedente quello della violazione), l'art. 10 infine dispone relativamente ai casi di riduzione della sanzione.
La dove sia già stata effettuata una contestazione al contribuente, e questo sia incorso in altre violazioni della stessa indole non definite ai sensi dell'art. 6 del D.M. n. 54/2005 (ravvedimento operoso), alla sanzione già determinata si applica un incremento percentuale fino al 50% a seconda del numero di violazionii (art. 11 "Incremento della sanzione per recidiva") .
Non si considera omesso (perché trattasi di c.d. "violazione formale") il versamento effettuato in favore di una Camera di commercio incompetente per territorio, se effettuato per l'intero importo dovuto, entro i corretti termini di scadenza sopra indicati. Sono considerate altresì "violazioni formali" anche l'errata indicazione del codice tributo camerale, e/o del codice fiscale e/o dell'anno di competenza, che non comportino accrediti di somme al di fuori del sistema camerale.
La Camera di commercio di Taranto procede alla contestazione delle violazioni per diritto annuale ed all'irrogazione delle relative sanzioni utilizzando le seguenti modalità (entrambe perfettamente conformi al dettato normativo e regolamentare):
Nel caso invece vengano contestati solo versamenti eseguiti in ritardo nessun calcolo dovrà essere effettuato; l'importo degli interessi già indicati nell'atto dovrà essere sommato e riportato nel modello F24 con l'unico codice tributo 3851 e l'anno di riferimento quello della prima violazione contestata nell'atto.
Il versamento con F24andrà eseguito in unica soluzione con il codice fiscale dell'impresa (sia essa impresa individuale o società), in questo caso il pagamento da parte di uno dei coobbligati libera gli altri, salvo il diritto di regresso. Diversamente invece per le spese di notifica dell'atto di accertamento e irrogazione di sanzione, nel caso venga notificato a più destinatari (coobbligati) oltre all'impresa. Tali spese andranno pagate per ogni notifica andata a buon fine (anche in caso di mancato ritiro dell'atto) con le modalità di pagamento indicate sull'atto stesso.
Per quanto riguarda invece le cartelle di pagamento, si fa presente che talvolta la stessa cartella può essere notificata oltre alla società anche ai soci amministratori delle snc o ai soci accomandatari delle s.a.s. (in quanto autori delle violazioni e coobbligati) oppure nel caso di società cancellate dal Registro delle imprese direttamente ai soci (solidalmente ed illimitatamente responsabili nel caso di società di persone, oppure che siano stati destinatari di riparto del capitale di liquidazione risultante dal bilancio finale depositato).
Entro 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento è possibile pagare utilizzando il bollettino di ccp allegato alla stessa, che è comprensivo degli importi iscritti a ruolo, di una parte dei compensi di riscossione e delle spese di notifica. Trascorsi più di 60 giorni dalla notifica non si deve più utilizzare il bollettino allegato alla cartella di pagamento perché gli importi da versare sono diversi.
Oltre agli importi iscritti a ruolo ed al compenso di riscossione (totalmente a carico del contribuente) sono da versare anche gli interessi di mora ed eventuali rimborsi spese per procedure esecutive che l'Agente ha dovuto sostenere.
La presentazione dell'istanza di riesame in sede di autotutela non interrompe né sospende i termini per la proposizione del ricorso di fronte alla competente Commissione Tributaria Provinciale, ed è comunque possibile anche decorso il suddetto termine.
Quando venga notificato un atto di accertamento e contestuale irrogazione di sanzione(di importo complessivo per diritto, sanzioni e interessi superiore a 500,00 euro) ed il soggetto obbligato al pagamento si trovi in una condizione di temporanea situazione di obbiettiva difficoltà economica potrà essere richiesto alla Camera di commercio il beneficio della rateazione del pagamento, in un numero massimo di dieci rate mensili (modello istanza rateazione di pagamento).
sono scaduti o meno i termini per il ravvedimento operoso,
la CCIAA ha già trasmesso il ruolo a Equitalia per l'anno interessato.
Nel caso in cui non siano ancora scaduti i termini per il ravvedimento operoso (un anno dalla scadenza del termine ordinario di versamento) è conveniente procedere senz'altro a tale forma di regolarizzazione che evita ogni successiva irrogazione di sanzione da parte dell'Ente (vedi il capitolo sul Ravvedimento operoso).
recarsi direttamente presso lo sportello dell'Ufficio Entrate della CCIAA per ricevere la notifica - a mani - di un atto di accertamento e contestuale irrogazione di sanzione (anche in seguito al versamento già eseguito sul modello F24 del diritto annuale omesso). Nel caso non possa recarsi direttamente il titolare o il legale rappresentante dell'impresa egli potrà delegare un incaricato munito di apposito modello di delega e copia dei documenti di riconoscimento di entrambi. Una volta notificato il suddetto atto sarà possibile eseguire il pagamento di quanto dovuto (a titolo di diritto, sanzioni e interessi) o direttamente allo sportello (in contanti o tramite POS) oppure con modello F24, entro 60 giorni dalla notifica.
Al momento della pubblicazione di questa guida la CCIAA di TARANTO ha effettuato l'iscrizione a ruolo delle residue violazioni riferite al diritto annuale 2013 (con successive annualità contestate sino all'anno 2015 nel caso siano accertate ulteriori violazioni per lo stesso contribuente, rientranti nel medesimo periodo di contestazione).
E' consigliabile pertanto contattare l'ufficio diritto annuale per avere la situazione aggiornata delle annualità già iscritte a ruolo per il soggetto che intenda procedere alla regolarizzazione delle annualità non ancora contestate .