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Timestamp: 2017-08-20 02:24:08+00:00
Document Index: 78784936

Matched Legal Cases: ['art. 59', 'art.\n20', 'art. 59', 'art.  9', 'art.  59', 'art. 59', 'art. 59']

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI - CIRCOLARE 8 settembre 2010, n. 7617 | Architetto.info
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI – CIRCOLARE 8 settembre 2010, n. 7617
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI - CIRCOLARE 8 settembre 2010, n. 7617 - Criteri per il rilascio dell'autorizzazione ai Laboratori per l'esecuzione e certificazione di prove sui materiali da costruzione di cui all'articolo 59 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001. (10A13000) -(GU n. 257 del 3-11-2010 )
CIRCOLARE 8 settembre 2010 , n. 7617
l’esecuzione e certificazione di prove sui materiali  da  costruzione
di cui all’articolo 59 del decreto del Presidente della Repubblica n.
380/2001. (10A13000)
Nel testo delle Norme Tecniche sulle Costruzioni di cui al  decreto
ministeriale  14  gennaio  2008,  come  nella  successiva   Circolare
esplicativa,  si  prescrive  che  sia  le  prove  sui  materiali   da
costruzione che le  prove  geotecniche  devono  essere  effettuate  e
decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001.
Il decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 6 giugno 2001
– Testo Unico  delle  disposizioni  legislative  e  regolamentari  in
materia edilizia – all’art. 59, che sostanzialmente  riprende  l’art.
20 della legge n. 1086/1971 integrato con  le  prove  sui  terreni  e
sulle rocce, dopo aver definito al comma 1 i Laboratori Ufficiali, al
comma 2 prevede che «Il Ministro per le infrastrutture e i trasporti,
sentito il Consiglio Superiore dei lavori pubblici, puo’  autorizzare
con proprio decreto, ai sensi del presente capo, altri laboratori  ad
effettuare  prove  sui  materiali  da  costruzione,  comprese  quelle
geotecniche su terreni e rocce. L’attivita’ dei laboratori,  ai  fini
del presente capo, e’ servizio di pubblica utilita’.».
Ad oggi  le  autorizzazioni  ai  laboratori  prove  materiali  sono
rilasciate  sulla  base  dei  criteri   contenuti   nella   Circolare
ministeriale n. 346/STC del 16 dicembre 1999. La  predetta  circolare
ministeriale definisce  una  regolamentazione  tecnico-amministrativa
atta ad  assicurare  alle  prove  sui  materiali  da  costruzione  un
adeguato  livello  qualitativo  e   conferire   loro   carattere   di
certificazione ufficiale.
Tuttavia,  al  fine  di  semplificare  l’iter  procedurale  per  il
conseguimento dell’autorizzazione, di migliorare l’applicazione delle
piu’ recenti norme tecniche nel settore dei lavori e delle  opere  di
ingegneria  civile  e  garantire  migliori  condizioni  di  qualita’,
affidabilita’  ed   indipendenza   nelle   attivita’   di   prove   e
certificazione, si ritiene oggi  necessario  ridefinire  i  requisiti
richiesti ai soggetti che operano nei settori in  argomento,  tenendo
anche conto dell’esperienza maturata, del quadro normativo introdotto
dall’entrata  in  vigore  delle  recenti  norme  tecniche   e   delle
disposizioni del citato art. 59  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica n. 380/2001.
In  aderenza  agli  obbiettivi  posti   dalla   Direttiva   Europea
n.89/106/CEE  ed  in  conformita’  ai   principi   che   disciplinano
ed il loro operato in ambito europeo, nonche’ ai principi del Diritto
comunitario (Direttiva europea n.89/123/CEE riguardante  i  servizi),
nel definire i criteri per il rilascio delle  autorizzazioni  di  cui
alla presente Circolare, si e’ tenuto conto, per quanto  applicabili,
delle disposizioni contenute nel Decreto Interministeriale n. 156 del
9  maggio  2003,  recante  «Criteri  e  modalita’  per  il   rilascio
dell’abilitazione degli  organismi  di  certificazione,  ispezione  e
prova nel settore dei prodotti da costruzione, ai sensi dell’art.  9,
comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile  1993,
n. 246».
Il presente provvedimento sostituisce la  precedente  Circolare  n.
346/1999, restando confermata la validita’ delle autorizzazioni  gia’
Con riferimento al disposto del comma 2 dell’art.  59  del  decreto
del Presidente della Repubblica n. 380 del 6 giugno 2001 nonche’ alle
vigenti  norme  tecniche   sulle   costruzioni,   le   autorizzazioni
disciplinate dalla presente Circolare riguardano i  seguenti  settori
di prova e certificazione:
Comprendente le prove sui seguenti materiali:
Calcestruzzi;
Acciai;
Leganti idraulici.
Pannelli a base di legno.
La richiesta di autorizzazione per un laboratorio potra’ riguardare
uno o entrambi i settori sopra indicati.
«Laboratorio» che effettua le prove e le  certificazioni  si  intende
l’insieme costituito da personale, locali ed attrezzature.
delle prove devono essere  in  grado  di  effettuare,  documentare  e
certificare almeno le prove elencate nel seguito ed essere dotati  di
tutte  le  apparecchiature  ed  attrezzature  a  cio’  necessarie,  e
comunque dell’attrezzatura minima indicata al successivo punto 6.
1.2. Soggetto gestore.
Il  soggetto  gestore  del  laboratorio  puo’  essere   una   ditta
individuale, una societa’ o un ente pubblico.
Sono  esclusi  dalla  autorizzazione  le  ditte  individuali  e  le
societa’  i  cui  soci,  i  rappresentanti  legali  od  altre  figure
imprenditoriali di esecuzione di opere di ingegneria civile,  nonche’
in  attivita’  di  produzione,  rappresentanza,  commercializzazione,
messa in opera di  prodotti  o  materiali  destinati  alle  opere  di
ingegneria civile, che necessitano  di  certificazioni  ufficiali  ai
sensi delle disposizioni normative vigenti.
1.3. Garanzia di Qualita’.
2. Direttore del laboratorio
2.1. Requisiti del Direttore.
ingegneria o architettura, quinquennale ovvero magistrale, o di altro
equipollente titolo di studio.
delle  caratteristiche   fisico-meccaniche   dei   materiali   da
del funzionamento delle macchine e delle attrezzature.
attivita’ rientranti nel campo specifico delle prove  di  laboratorio
sui materiali da costruzione.
2.2. Compiti, mansioni e limitazioni.
Il Direttore del laboratorio:
sovrintende al funzionamento del  laboratorio  ed  all’esecuzione
delle prove;
presta con continuita’ la  propria  attivita’  professionale  nel
Al  Direttore   del   laboratorio   viene   attribuita   la   piena
responsabilita’ della corretta esecuzione delle prove e dei risultati
ottenuti e della relativa certificazione.
direzione di piu’ di un laboratorio, salvo diverse autorizzazioni per
attivita’ svolte nella  stessa  sede.  Il  Direttore  puo’  svolgere,
compatibilmente  con  il  proprio   titolo   di   studio,   attivita’
professionale di progettazione, direzione e  collaudo  di  opere  con
l’obbligo di non effettuare nel laboratorio del quale  e’  Direttore,
prove sui  materiali  da  costruzione  per  le  quali  sia  richiesta
certificazione ufficiale, relative a lavori nei quali lo stesso abbia
operato  o  operi  come   progettista,   direttore   dei   lavori   o
sottoposto agli stessi vincoli.
alle caratteristiche ed ai settori per  i  quali  il  laboratorio  e’
ragionevole  riscontro  con  il  numero  e  la  tipologia  di   prove
effettuate  e  certificate.  L’attivita’  dell’aliquota   minima   di
personale  richiesto  per  un   regolare   e   continuo   svolgimento
dell’attivita’ del laboratorio deve essere regolata da un rapporto di
dipendenza di tipo continuativo e di durata almeno pari al periodo di
vigenza  dell’autorizzazione.  Almeno  quest’ultimo  personale   deve
assicurare  la  propria  presenza  a  tempo  pieno   in   laboratorio
nell’orario di apertura dello stesso.
3.1. Requisiti ed oneri.
La qualificazione degli sperimentatori dovra’ essere documentata da
un titolo di studio  non  inferiore  al  diploma  di  secondo  grado,
preferibilmente tecnico,  nonche’  dall’attivita’  svolta  nel  campo
delle prove di laboratorio sui materiali da costruzione, riferita  ad
un periodo di almeno due anni. Tale esperienza puo’ essere  acquisita
anche attraverso l’esercizio dell’attivita’ di  aiuto-sperimentatore,
mediante contratti di formazione o simili. Puo’  costituire  altresi’
titolo  di   qualificazione   la   frequenza   di   specifici   corsi
professionali organizzati e certificati  da  questo  Ministero  o  da
altri Enti idonei.
In particolare, il personale dovra’:
curare l’accettazione e l’archiviazione dei campioni;
curare lo svolgimento delle prove,  secondo  il  programma  e  le
modalita’ stabilite dal Direttore;
gestire l’archivio dell’attivita’ del laboratorio e dei  campioni
3.2. Riservatezza e sicurezza.
3.3. Imparzialita’, indipendenza e integrita’.
delle attivita’ di prova.
deve dipendere dal numero delle  prove  eseguite  ne’  dai  risultati
I locali del laboratorio devono essere in  regola  con  le  vigenti
disposizioni  in  tema  di  regolamenti  urbanistici,  di  igiene   e
sicurezza del lavoro; gli stessi devono avere una  superficie  utile,
costituita da spazi operativi, uffici,  depositi  ed  altri  servizi,
adeguata all’entita’ ed al tipo di  prove  da  svolgere,  agli  spazi
d’uso e di manovra delle attrezzature di prova, nonche’ al  personale
impiegato, nel rispetto delle norme vigenti a tutela della  sicurezza
e della salute dei lavoratori nei luoghi  di  lavoro.  I  locali  nei
quali vengono eseguite le prove devono avere caratteristiche tali  da
consentire la corretta e razionale  esecuzione  delle  prove  stesse;
devono essere  opportunamente  protetti  da  condizioni  anomale  per
effetti di temperatura, polvere, umidita’, vapore, rumore, vibrazioni
etc. e devono essere mantenuti in condizioni adeguate.
di operare agevolmente, nel rispetto delle norme di sicurezza. Quando
le prove lo richiedano, i locali devono essere dotati di  dispositivi
per il controllo delle condizioni ambientali. L’accesso alle zone  di
prova deve essere controllato in modo adeguato; devono inoltre essere
definite  le  condizioni  per  l’eventuale  accesso  di  persone  non
addette.
I laboratori autorizzati devono essere in grado di  effettuare  con
proprie attrezzature, elaborare  e  certificare  almeno  le  seguenti
prove,  che  costituiscono   requisito   minimo   per   il   rilascio
1. Leganti idraulici.
1.1. Prove fisiche.
1.1.1. Prova di indeformabilita’.
1.1.2. Determinazione del tempo di presa.
1.1.3. Determinazione della finezza di macinazione.
1.2. Prove di resistenza meccanica.
1.2.1. Resistenza su malta plastica.
2. Calcestruzzi.
2.1. Misure fisiche.
2.1.1. Peso dell’unita’ di volume.
2.1.3. Prova di abbassamento al cono (slump test).
2.2. Prove di resistenza meccanica.
2.2.1. Rottura a compressione di cubi o cilindri;
2.2.2. Rottura a flessione.
2.2.3. Rottura per trazione indiretta (prova brasiliana).
2.3. Prove e misure speciali.
2.3.1. Modulo di elasticita’ normale a compressione.
2.3.2. Ritiro.
2.3.3.  Determinazione   della   profondita’   della   penetrazione
dell’acqua in pressione.
2.3.4. Determinazione del contenuto d’aria nel calcestruzzo fresco.
2.3.5. Calcestruzzi SCC: determinazione dello spandimento  e  tempo
di spandimento (UNI 11041).
2.3.6. Calcestruzzi SCC: determinazione del tempo di efflusso  (UNI
11042).
2.3.7. Calcestruzzi SCC: scorrimento confinato tramite scatola (UNI
11043, 11044, 11045).
2.4. Prove su aggregati per calcestruzzo.
2.4.1. Massa volumica dei granuli e assorbimento di acqua.
2.4.2. Analisi granulometrica e contenuto dei fini.
2.4.3.   determinazione   indice   di   forma    e    appiattimento
dell’aggregato grosso.
2.4.4. Determinazione equivalente in sabbia.
2.4.5. Determinazione valore di blu.
2.4.6. Determinazione reattivita’ alcali aggregati.
2.4.7. Resistenza alla frammentazione (Los Angeles).
2.4.8. Resistenza all’usura (Micro Deval).
2.4.9 Determinazione del contenuto in sostanza organica.
2.4.10 Contenuto di carbonato negli aggregati fini.
2.4.11 Massa volumica dei granuli e assorbimento di acqua.
2.4.12 Resistenza al gelo/disgelo.
3. Laterizi per muratura e per solai.
3.1. Resistenza a compressione in direzione dei fori.
3.2. Resistenza a compressione trasversale ai fori.
3.3. Resistenza a trazione per flessione su listelli.
3.4. Determinazione della percentuale di  foratura  ed  area  media
della sezione di un foro.
3.5. Coefficiente di dilatazione lineare.
3.6. Prova di punzonamento.
3.7. Prova di dilatazione per umidita’.
3.8. Assorbimento d’acqua.
3.9. Durabilita’ ai cicli di gelo e disgelo.
4. Acciai.
4.1. Prove di trazione
4.1.1. Su spezzoni di barre da cemento armato, con determinazione:
dell’area della sezione della barra equipesante;
dei carichi di snervamento e rottura;
dell’allungamento sotto carico massimo Agt.
4.1.2. Idem come sopra su provini eventualmente ricavati  da  barre
di diametro > 30 mm.
4.1.3. Idem come sopra per reti e tralicci elettrosaldati.
4.1.4. Su fili,  barre,  trecce  e  trefoli  da  precompresso,  con
dell’area della sezione;
dei valori richiesti fra f pt , fpy , fp(1) , fp(0,1) ;
dell’allungamento sotto carico massimo A gt .
4.1.5.  Su  provini   ricavati   da   profilati   e   lamiere   con
dell’allungamento percentuale a rottura.
4.2. Altre prove meccaniche sugli acciai
4.2.1. Piegamento a 180° a freddo.
4.2.2. Piegamento a 90° con raddrizzamento dopo riscaldamento.
4.2.3.  Resistenza  al  distacco  del  nodo  per  reti  e  tralicci
elettrosaldati.
4.3. Prove e misure speciali
4.3.1. Modulo di elasticita’ normale.
4.3.2. Diagramma di deformazione.
4.3.4. Resilienza di Charpy a temperatura ambiente ed a freddo.
4.3.5. Determinazione del valore dell’area  relativa  di  nervatura
f r per l’acciaio nervato ed fp per  l’acciaio  dentellato,  ai  fini
della valutazione dell’indice di aderenza.
5.1. Prove su legno massiccio e legno lamellare.
5.1.1. Misura della rigidezza e resistenza  a  rifollamento  di  un
elemento in legno.
5.1.2.  Prova  di  delaminazione  delle  superfici  di  incollaggio
mediante la generazione di un gradiente di umidita’ nel legno.
5.1.3. Modulo di elasticita’ a flessione locale.
5.1.4. Modulo di elasticita’ a flessione globale.
5.1.5. Resistenza a flessione.
5.1.6. Misura dell’umidita’.
5.2. Prove su giunti in legno massiccio e legno lamellare.
5.2.1. Resistenza e rigidezza di giunti realizzati con elementi  di
collegamento in lamiera metallica: prova a trazione,  compressione  e
5.2.2. Resistenza e rigidezza di giunti realizzati mediante chiodi,
viti,  spinotti  o   caviglie   e   bulloni   (carico   parallelo   e
perpendicolare alla fibratura).
5.2.3.  Resistenza  all’estrazione   di   elementi   meccanici   di
collegamento (chiodi, viti e graffe) per legno massiccio e lamellare.
5.3. Prove sui pannelli a base di legno.
5.3.1. Modulo di elasticita’ a flessione.
5.3.2. Resistenza a flessione.
5.3.3. Misura dell’umidita’.
5.3.4. Misura della massa volumica.
5.3.5. Resistenza a taglio.
5.3.6. Resistenza, rigidezza e scorrimento per pannelli a  base  di
legno sottoposti a carico trasversale.
Oltre alle prove obbligatorie dei Settori A e B sopra elencate,  il
laboratorio potra’ inoltre richiedere l’autorizzazione a  svolgere  e
certificare altre  specifiche  prove,  riconducibili  a  prescrizioni
contenute nelle vigenti norme tecniche. Per ottenere l’autorizzazione
il laboratorio dovra’ dimostrare di  possedere  le  conoscenze  e  le
attrezzature necessarie per effettuare le predette prove facoltative,
che dovranno  essere  svolte  nel  rispetto  delle  procedure  e  dei
principi riportati nella presente Circolare.
1. Calcestruzzi:
Coefficiente di dilatazione termica lineare del cls;
Diagramma di deformazione a deformazione imposta.
2. Acciai:
Prove di composizione chimica degli acciai;
Prove di aderenza su barre ad a.m. (beam-test);
Prove a fatica per trazione-compressione su provini  di  acciaio,
con carico non inferiore a 200 kN;
Prova di rilassamento a temperatura ordinaria;
Prove su elementi di collegamento chiodati o bullonati:
prove di taglio su chiodi, viti, spinotti (UNI EN 2098);
prove di trazione verticale su chiodi (UNI EN 2098);
prove di  trazione  con  appoggio  a  cuneo  su  chiodi,  viti,
spinotti (UNI EN 2098);
prove di tenacita’ su chiodi, viti e dadi (UNI EN 2098);
prove di strappo su bulloni (UNI EN 3740/6);
carico su dadi (UNI EN 3740/9);
durezza su dadi (UNI EN 3740/9).
3. Aggregati.
Il laboratorio, qualora richieda l’autorizzazione all’esecuzione  e
certificazione delle prove facoltative sugli aggregati,  deve  essere
in grado di svolgere e certificare tutte le prove elencate:
Determinazione della forma dei grani (Indice di forma);
Determinazione della percentuale di  superfici  frantumate  negli
aggregati grossi;
Determinazione del contenuto di conchiglie;
Prova dell’equivalente in sabbia;
Prova del blu di metilene;
Resistenza all’usura (micro-Deval);
Resistenza alla frammentazione (Los Angeles);
Determinazione della  massa  volumica  in  mucchio  e  dei  vuoti
intergranulari;
Determinazione del valore di levigabilita’ e abrasione;
Resistenza al gelo e disgelo;
Potenziale reattivita’ degli aggregati in presenza di alcali;
Determinazione dei contaminanti leggeri;
Determinazione del contenuti in Sostanza organica (humica);
Determinazione del contenuto  in  Cloruri,  Solfati  solubili  in
acido, Zolfo;
Contenuto di carbonato negli aggregati fini.
4. Altre prove:
Prove su materiali compositi fibro-rinforzati e loro componenti.
5. Prove esterne:
Prova di carico su piastra;
Prove di carico su pali.
I materiali da sottoporre a  prove  di  laboratorio  devono  essere
messi a  disposizione  dal  richiedente  presso  il  laboratorio.  Il
laboratorio potra’ anche effettuare, su richiesta del Committente e/o
Direttore dei Lavori, il campionamento in cantiere ovvero in sito.
attrezzature necessarie allo svolgimento delle prove obbligatorie  di
disporre almeno delle attrezzature elencate nel seguito:
1. Prove su calcestruzzi, aggregati per calcestruzzi e laterizi:
1.01. macchina per prove a compressione con portata non inferiore
a 3000 KN; la macchina dovra’ essere conforme alle Norme UNI  12390/4
e dotata di diverse scale o comunque in grado di garantire la  classe
1 a partire da 300 KN;
1.02. spianatrice per rettifica meccanica dei provini;
1.03. camera  climatizzata  o  vasca  di  maturazione  normale  a
controllo  automatico  della  temperatura  e  dell’umidita’,  per  la
maturazione dei provini;
1.04. stufa per l’essiccazione degli aggregati;
1.05. serie unificata di setacci e crivelli;
1.06. setacciatore meccanico o elettromagnetico;
1.07. betoniera da laboratorio;
1.08. bilance per cubi, per  inerti,  ecc.  di  varia  portata  e
1.09. macchina per  prove  di  compressione  su  laterizi  o,  in
alternativa,  accessori  per  dette   prove   con   la   pressa   dei
calcestruzzi;  qualora  si  utilizzino  gli  accessori,  e’  comunque
necessario verificare che la pressa abbia le caratteristiche tecniche
e dimensionali idonee per poter eseguire le prove in questione;
1.10. celle di carico di portata adeguata  per  il  controllo  di
taratura della pressa per calcestruzzi;
1.11. carotatrice per calcestruzzi;
1.12. cono di Abrahms;
1.13.  estensimetro  di  precisione  per  la  determinazione  dei
coefficienti di dilatazione e ritiro;
1.14. telaio per prove di ritiro;
1.15. accessori per le prove di punzonamento sui laterizi;
1.16.  stacci  a  barre   per   la   determinazione   indice   di
appiattimento;
1.17. calibro per  aggregati  per  la  determinazione  indice  di
1.18. attrezzatura per prova Los Angeles;
1.19. attrezzatura per prove di gelo e disgelo su laterizi;
1.20. attrezzatura per la  determinazione  della  profondita’  di
penetrazione dell’acqua nel calcestruzzo;
1.21. porosimetro.
2. Prove sui leganti idraulici:
2.01.  pinze  di  Le  Chatelier  e  relativo  set  per  prove  di
indeformabilita’;
2.02. apparecchio di Vicat (o apparecchio di Gillmore);
2.03. stampi normalizzati per provini di malta;
2.04. mescolatrice;
2.05. pressa da 250 KN per prove di flessione e  compressione  su
provini di cemento, ovvero altra attrezzatura in grado di  consentire
l’esecuzione delle prove suddette in  conformita’  alle  disposizioni
della norma UNI EN 196/1;
2.06. strumentazione per la determinazione dell’unita’ di  volume
tramite pesata idrostatica.
3. Prove sugli acciai:
3.01. macchina universale con portata non  inferiore  a  600  KN,
completa  di  attrezzatura  per   il   tracciamento   dei   diagrammi
sforzi-deformazioni, dotata di diverse scale o comunque in  grado  di
garantire la classe 1 a partire da  30  KN;  la  macchina  universale
dovra’ altresi’ essere in grado di eseguire  efficacemente  le  prove
sugli acciai da precompresso;
3.02. attrezzatura, indipendente dalla macchina  universale,  per
le prove di piegamento  e  raddrizzamento  delle  barre  per  cemento
armato, compresa l’attrezzatura  per  l’eventuale  riscaldamento  dei
campioni prima del raddrizzamento;
3.03. pendolo di Charpy per  prova  di  resilienza  degli  acciai
laminati con relativa cella frigorifera;
3.04. celle di carico per il controllo di taratura della macchina
universale, di portata adeguata a quella della universale stessa;
3.05. calibri e bilance di precisione per  la  determinazione  di
dimensioni e peso dei campioni;
3.06. tranciatrice o altra attrezzatura per il taglio dei ferri;
3.07. dispositivo segnaprovette;
3.08. estensimetri per la determinazione del modulo elastico  sui
campioni di acciaio, normale e da precompresso.
4.01. Sistema di applicazione e di misura  di  carico  su  elementi
lignei; la misura del carico  deve  garantire  un’accuratezza  almeno
pari all’1% del carico applicato.
4.02.  Apparecchiatura  di  misurazione   dello   spostamento   dei
connettori nel legno, con un’accuratezza  almeno  pari  all’1%  dello
spostamento,  garantendo  altresi’  un’accuratezza  di  0,02  mm  per
spostamenti minori di 2 mm.
4.03. Autoclave in grado di  fornire  una  pressione  assoluta  non
inferiore a 700 kPa.
4.05. Essiccatore di potenza adeguata.
4.06. Bilancia con accuratezza almeno 5g.
4.07. Metro e calibro per rilievo dimensionale.
4.08. Banco di contrasto per prove di flessione.
4.09. Bilancia con graduazione 0,1 g per masse maggiori di 100 g  e
graduazione 0,01 g per masse inferiori.
4.10.  Stufa  di  essiccazione  regolabile  a  103±2°C  con  libera
circolazione dell’aria interna.
4.11.  Attrezzature  per  la  determinazione  delle  proprieta’  di
flessione trasversale secondo UNI EN 310 (provini piccoli) e  secondo
UNI EN 789 (provini di media grandezza).
I macchinari ed  i  dispositivi  di  prova  devono  essere  idonei,
periodicamente controllati e soggetti ad adeguata manutenzione  .  Il
programma  di  controllo,  manutenzione   e   taratura   di   ciascun
macchinario e strumento di misura deve essere esplicitamente compreso
nel Manuale della Qualita’  e  commisurato  alle  tipologie  ed  alle
caratteristiche di impiego dei diversi dispositivi.
Le tarature delle apparecchiature di misura di forza e  spostamenti
devono  essere  controllate  e  certificate  da  uno  dei  laboratori
ufficiali di cui all’ art. 59, comma 1, del  decreto  del  Presidente
della Repubblica  n.  380/2001  o  da  organismi  terzi  di  taratura
appositamente accreditati secondo i regolamenti vigenti nel settore.
All’atto dell’istanza il laboratorio  deve  altresi’  fornire  tali
certificati di verifica della taratura, effettuata da non piu’ di sei
Nel corso dell’attivita’, il controllo della taratura  deve  essere
effettuato con cadenza almeno annuale.
Il laboratorio dovra’ inoltre dimostrare di possedere  un  efficace
sistema interno di verifica e calibrazione delle  apparecchiature  di
cui sopra, con registrazione  delle  verifiche  di  taratura  interna
almeno quadrimestrale.
Il laboratorio deve disporre di istruzioni dettagliate, documentate
e chiaramente rappresentate sull’utilizzazione e il funzionamento  di
tutte le apparecchiature, sulla manipolazione e la  preparazione  dei
materiali  da  sottoporre  a  prova  e  sulle   tecniche   di   prova
Per  l’esecuzione  delle  prove  sui   materiali   da   costruzione
costituiscono documenti di riferimento  di  comprovata  validita’  le
norme di prova pubblicate dall’UNI, le norme UNI EN armonizzate i cui
riferimenti siano pubblicati in GUUE nonche’ le Linee  Guida  per  il
Benestare Tecnico Europeo, i rapporti tecnici  e  le  raccomandazioni
emesse dell’EOTA.
L’impiego di eventuali altri documenti di  riferimento  riguardanti
procedure di prova non comprese nei  precedenti  riferimenti,  dovra’
essere esplicitamente rappresentato e  giustificato  nell’istanza  di
utilizzati nelle attivita’ del laboratorio  e  le  procedure  per  il
rilascio  dei  certificati  di  prova  devono  essere  contenute   ed
eventualmente aggiornate nella documentazione del SGQ.
8. Iter amministrativo e procedura di certificazione
certificazione  deve  comprendere  la  redazione   del   verbale   di
accettazione e della minuta di  prova,  la  tenuta  del  registro  di
carico e scarico, l’archiviazione della documentazione di prova e  di
certificazione, un registro giornaliero delle eventuali attivita’  in
il  verbale  di  accettazione  e’  costituito   da   un   blocco,
prenumerato  e  bollato,  contenente  tre  copie   del   verbale   di
accettazione di cui due staccabili. La  prima  viene  consegnata  sul
momento al committente, la seconda accompagna i campioni nell’iter di
prova e deve essere conservata nel fascicolo di prova  da  archiviare
successivamente, la  terza  resta  nel  blocco  quale  riscontro.  Il
blocco, in generale, deve bollato da un organismo idoneo ovvero da un
notaio. In luogo del blocco, in caso di gestione informatizzata, sono
ammessi fogli singoli, fermo restando che gli stessi  debbono  essere
comunque prenumerati in triplice copia e,  in  questo  caso,  bollati
singolarmente da un notaio;
il registro deve essere redatto secondo il numero progressivo dei
certificati emessi e  contenere  gli  estremi  di  tutti  i  passaggi
interni dall’accettazione alla fatturazione,  con  l’indicazione  del
committente,  dei  materiali   di   prova   consegnati   e   relativa
identificazione, degli estremi del  verbale  di  accettazione,  della
data delle prove, degli estremi delle relative fatture.  In  caso  di
gestione informatizzata, e’ ammessa la registrazione  giornaliera  su
file dei dati, ferma restando la necessita’ che periodicamente i dati
completi vengano stampati;
la minuta di prova: e’ un foglio di lavoro annesso  alla  seconda
copia del  verbale  di  accettazione,  contraddistinto  dallo  stesso
numero del verbale  di  accettazione  cui  si  riferisce,  sul  quale
vengono riportati la data  di  prova,  i  risultati  e  le  eventuali
osservazioni, ed e’  firmata  dallo  sperimentatore  esecutore  della
nell’archivio devono essere raccolti per ciascuna  richiesta:  la
lettera di richiesta, la copia del verbale di accettazione, la minuta
di prova, la copia del certificato di prova, la copia della  fattura.
La documentazione d’archivio deve essere conservata per almeno  dieci
anni, salvo diversa indicazione.
E’ consentita, previa approvazione del Servizio  tecnico  centrale,
la  conservazione  della  documentazione  di  archivio  in  modalita’
informatica. Le modalita’ di archiviazione e conservazione  dei  dati
dovranno tenere conto delle  disposizioni  emanate  al  riguardo  dal
decreto legislativo n. 82 del 7  marzo  2005  e  della  Deliberazione
CNIPA  (Centro  Nazionale  per  l’Informatizzazione  nella   Pubblica
Amministrazione) n. 11 del 19 febbraio 2004 (Gazzetta Ufficiale n. 57
del 9 marzo 2004).
gestore, devono indicare chiaramente il settore o i settori di  prova
per il quale lo stesso e’ stato autorizzato.
progressivo in apposito raccoglitore da conservare in archivio.
9. Certificati di prova
I  risultati  della   prova   di   laboratorio,   unitamente   alle
informazioni fornite dal richiedente, formano oggetto del Certificato
di prova che espone con esattezza, chiarezza  e  senza  ambiguita’  i
risultati della prova, le metodologie seguite e  tutte  le  ulteriori
In generale ciascun Certificato di prova deve contenere almeno:
a) l’identificazione del laboratorio;
c)  l’identificazione  del  richiedente   e   del   cantiere   di
d) la descrizione e l’identificazione del campione da provare;
e) la data di ricevimento del campione e la  data  di  esecuzione
f) l’identificazione della specifica di prova  o  la  descrizione
del metodo o della procedura seguita;
g)  la   descrizione,   se   necessario,   della   procedura   di
h) tutte le variazioni, le aggiunte o le esclusioni rispetto alla
specifica di prova;
i) l’identificazione  di  tutti  i  metodi  o  le  procedure  non
normalizzate che siano state utilizzate;
j) le misure, gli esami e i  loro  risultati  corredati,  se  del
k) le eventuali anomalie riscontrate;
l) la firma e il  titolo  o  un  contrassegno  equivalente  delle
persone che hanno assunto la responsabilita’ tecnica delle prove.
I  certificati  delle  prove  sui  calcestruzzi  devono   contenere
il  nominativo  del  Direttore  dei  Lavori  che  sottoscrive  la
richiesta di prove;
le   indicazioni    fornite    dal    richiedente,    concernenti
l’identificazione e la data di prelievo dei campioni da provare,  gli
estremi del Verbale di prelievo, l’area o  gli  elementi  strutturali
dai quali sono stati prelevati i campioni;
i  dati  determinati  dal  laboratorio  inerenti:  le  dimensioni
effettivamente  misurate  dei  campioni   provati,   dopo   eventuale
rettifica; le modalita’ di rottura dei campioni di  calcestruzzo;  il
peso del campione, i valori di resistenza misurati.
I  certificati  delle  prove  sugli  acciai  da  c.a.,  oltre  alle
indicazioni comuni con quelli dei calcestruzzi, circa il committente,
il  cantiere  ed  il  Direttore  dei  lavori,  devono  contenere   le
specifiche indicazioni inerenti:
i dati forniti  dal  richiedente,  concernenti  l’identificazione
delle barre e la  fornitura  dalla  quale  sono  stati  effettuati  i
i dati determinati dal laboratorio inerenti: il diametro o l’area
della  sezione  effettiva,  il  marchio   rilevato,   i   valori   di
allungamento e di resistenza misurati.
Il formato del certificato  di  prova  deve  essere  specifico  per
ciascun tipo di prova; le modalita’ di esposizione devono  essere  il
piu’ possibile normalizzate.
emissione, sono consentite solo per  mezzo  di  un  altro  documento,
10. Manipolazione dei campioni e dei materiali sottoposti a prove
Al fine di attuare un sistema di identificazione dei  campioni  che
devono essere sottoposti a prove, ed allo scopo di evitare confusioni
sia sull’identita’  dei  campioni  sia  sul  risultato  delle  misure
effettuate, ciascun campione deve essere individuato con il  relativo
numero del verbale di accettazione.
I laboratori devono  conservare  i  campioni  sottoposti  a  prova,
nonche’  eventuali  campioni  di  riserva  regolarmente  accettati  e
registrati, per almeno 20 giorni dopo l’emissione dei certificati  di
prova   in   modo   da   consentirne    la    rintracciabilita’    ed
identificabilita’.
11. Documentazione da allegare all’istanza di autorizzazione
1) Documentazione relativa al soggetto gestore  del  laboratorio,
costituita, in caso di societa’, da  copia  dell’Atto  Costitutivo  e
Copia dello Statuto con eventuali successive variazioni;
2) Dichiarazione della composizione societaria a firma del Legale
3) Copia conforme del  Certificato  della  Camera  di  Commercio,
comprensivo della certificazione antimafia;
4)  Dichiarazione  sostitutiva  di  atto  di  notorieta’  di  non
incompatibilita’ resa dal Legale Rappresentante;
5) Dichiarazione sostitutiva  di  atto  di  notorieta’  resa  dal
incompatibili, come precisato al punto 1.2;
6) Dichiarazione sostitutiva di atto  di  notorieta’  di  impegno
Rappresentante (o Titolare per le Ditte individuali);
7) Planimetria dei locali in scala adeguata, timbrata  e  siglata
dal Legale Rappresentante;
8) Dichiarazione sostitutiva di atto  di  notorieta’  del  Legale
igiene e di sicurezza sul lavoro;
9) Dichiarazione riguardante la proprieta’  dei  locali  o  copia
conforme del contratto di affitto;
10)  Elenco  delle   attrezzature   presenti   nel   laboratorio,
sottoscritto dal Legale Rappresentante;
11) Un prospetto in cui  si  mettano  in  correlazione  le  prove
previste, le corrispondenti norme/procedure  di  prova,  le  relative
attrezzature di prova nonche’ l’ente che effettua le  tarature  e  le
periodicita’;
12) Dichiarazione sostitutiva di atto di  notorieta’  del  Legale
Rappresentante attestante la proprieta’ dei macchinari, anche se  con
riservato dominio;
13) Copia conforme dei certificati di taratura  delle  principali
attrezzature, emessi –  da  non  piu’  di  sei  mesi  –  da  uno  dei
laboratori ufficiali di cui all’art. 59, comma  1,  del  decreto  del
Presidente della Repubblica n. 380/2001 o da  organismo  di  taratura
regolarmente accreditato;
14) Elenco del personale, sottoscritto dal Legale Rappresentante,
con indicazione, per ciascuno, del titolo di studio,  della  mansione
ricoperta e del rapporto di lavoro;
15) Copia conforme dei titoli  di  studio  e  dei  curricula  del
Direttore e degli sperimentatori;
16) Copia  conforme  dell’incarico  professionale  al  Direttore,
quando non dipendente;
17) Dichiarazioni  sostitutive  di  atto  di  notorieta’  di  non
incompatibilita’ rese dal Direttore e dagli Sperimentatori;
18) Copia conforme del Libro Matricola dei dipendenti, ovvero del
il restante personale;
19)  Relazione  redatta  dal  Legale  Rappresentante   su   carta
intestata  riportante  l’eventuale  attivita’  svolta   nel   periodo
precedente la richiesta di autorizzazione;
20) Modelli utilizzati per l’accettazione, la registrazione e  la
certificazione (Richiesta prove, Verbale di  accettazione,  Registro,
Certificati tipo e Minute di prova);
21) Dichiarazione sostitutiva di atto di  notorieta’  sull’orario
ed il calendario di apertura;
22) Descrizione dell’iter amministrativo interno;
23)  Fotocopia  dei  documenti  di  identita’   di   coloro   che
sottoscrivono le dichiarazioni sostitutive;
24) Copia conforme della certificazione del Sistema  di  Gestione
della Qualita’;
25) Manuale della Qualita’ in formato elettronico.
Per le dichiarazioni si riportano di seguito alcuni schemi:
Per  la  dichiarazione  di  impegno  sull’osservanza  delle  regole
comportamentali  (punto  6),  resa  dal   titolare   o   dal   Legale
«Il sottoscritto …, in qualita’ di Titolare della  ditta  …  (o
Legale Rappresentante della societa’ …) si impegna a:
laboratorio o degli sperimentatori e per eventuale  cambio  di  sede;
eventuale variazione sostanziale dell’assetto societario;
c)  conservare  per  venti  giorni  i   campioni   identificabili
sottoposti a prova di laboratorio;
d) non istituire centri di raccolta ne’ centri attrezzati per  le
prove oggetto di certificazione, fuori della sede autorizzata;
e) controllare che tutte le richieste di prove siano formulate  e
sottoscritte  da  soggetti  che  ne  abbiano  titolo,  siano   sempre
sottoscritte  dal  direttore  dei  lavori  o   dal   collaudatore   o
eventualmente  da  altra  figura  che  ne  abbia  titolo;  che  dette
richieste siano indirizzate direttamente al  laboratorio,  e  che  la
relativa  fatturazione  intercorra  fra   gli   interessati   ed   il
laboratorio stesso, con esclusione di eventuali intermediari;
f) non affidare in subappalto,  ad  altri  laboratori,  le  prove
richieste al laboratorio;
g)     rispettare     tutte     le     disposizioni     impartite
nell’attivita’ di prove e certificazione.».
Per  la  dichiarazione   di   non   incompatibilita’   del   Legale
Rappresentante, del Direttore e degli Sperimentatori (punti 4 e  17),
esterne.  In  particolare  dichiara  di   non   essere   direttamente
interessato in attivita’ di esecuzione di opere di ingegneria  civile
e di non svolgere altre attivita’ imprenditoriali nel  settore  delle
costruzioni,  ovvero   attivita’   di   produzione,   rappresentanza,
commercializzazione, messa in opera di prodotti o materiali destinati
alle opere di ingegneria civile, che  necessitano  di  certificazioni
ufficiali ai sensi delle disposizioni normative vigenti.  Si  impegna
altresi’ a non utilizzare le strutture del laboratorio per prove  sui
materiali da costruzione riguardanti la  realizzazione  di  opere  di
ingegneria civile rispetto  alle  quali  operi  o  abbia  operato  in
qualita’  di  consulente,  progettista,  direttore   dei   lavori   o
collaudatore».
47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre  2000,  n.
12. Istruttoria e controlli
da personale dei Provveditorati interregionali alle opere  pubbliche,
in coordinamento con il Servizio Tecnico Centrale.
13. Durata e rinnovo dell’autorizzazione
14. Diffida al laboratorio e sospensione dell’autorizzazione
compromettere,  in  maniera  temporanea  o  comunque   sanabile,   la
riorganizzazione del laboratorio stesso,  ovvero  qualora  le  azioni
correttive messe in atto in riposta alla diffida  di  cui  sopra  non
risultino adeguate, propone al Presidente del Consiglio Superiore dei
LL.PP.   l’emissione   di    un    provvedimento    di    sospensione
dell’autorizzazione,  nel  quale  ne  e’  indicata  la  durata,   non
superiore a 6 mesi. Entro tale periodo di tempo il  laboratorio  deve
dimostrare   l’ottemperanza   alle    prescrizioni    indicate    nel
provvedimento di sospensione.
15. Revoca dell’autorizzazione
laboratorio abbia provveduto efficacemente, propone al Presidente del
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il provvedimento di revoca.
16. Procedure transitorie per i laboratori gia’ autorizzati
svolgere e certificare prove  sui  materiali  da  costruzione  devono
adeguarsi a quanto riportato nella  presente  Circolare  ministeriale
entro 12 mesi dall’emanazione della Circolare stessa, comunicando  al
Servizio  Tecnico  Centrale  l’ottemperanza  a   quanto   prescritto.
L’adeguamento  a  quanto  sopra  riportato   deve   essere   comunque
verificato in sede di rinnovo delle autorizzazioni.
Il Presidente: Karrer
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI – CIRCOLARE 8 settembre 2010, n. 7617 redazione redazione 2015-05-05T20:25:01+00:00