Source: http://docplayer.it/220522-Conferenza-delle-regioni-e-delle-province-autonome-istituto-per-l-innovazione-e-trasparenza-degli-appalti-e-la-compatibilita-ambientale.html
Timestamp: 2018-03-20 18:45:16+00:00
Document Index: 111939271

Matched Legal Cases: ['art. 122', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 121', 'art. 122', 'art. 32', 'art. 40', 'art. 122', 'art. 122', 'art. 32', 'art. 122', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 53', 'art. 122', 'art. 16', 'art. 122', 'art. 122', 'art. 122', 'art. 16', 'art. 122']

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME ISTITUTO PER L'INNOVAZIONE E TRASPARENZA DEGLI APPALTI E LA COMPATIBILITA AMBIENTALE - PDF
1 CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME ISTITUTO PER L'INNOVAZIONE E TRASPARENZA DEGLI APPALTI E LA COMPATIBILITA AMBIENTALE STRUMENTI A SUPPORTO DELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI PER LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE A SCOMPUTO DEI RELATIVI ONERI
3 ITACA (Istituto per l innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale) è organo tecnico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ed esercita la propria attività operando attraverso comitati e gruppi di lavoro, organizzati come segue: Comitato Tecnico Scientifico, arch. Claudio Tomasini (Regione Piemonte) GdL Osservatori regionali appalti, dr. Leonardo Draghetti (Regione Emilia-Romagna) GdL Espropriazioni per p.u., ing. Gerardo Calvello (Regione Basilicata) GdL Finanza di Progetto, dr. Leonardo Caronna (Provincia autonoma di Trento) GdL Sicurezza appalti, ing. Marco Masi (Regione Toscana) GdL Capitolati e Prezzari, arch. Silvia Risso (Regione Liguria) GdL Contratti Pubblici, arch. Claudio Tomasini (Regione Piemonte) GdL Barriere Architettoniche, ing. Roberto dall Armi (Regione Veneto) GdL Monitoraggio attività edilizia, dr. Leonardo Draghetti (Regione Emilia-Romagna) GdL Stazione Unica Appaltante, arch. Claudio Tomasini (Regione Piemonte) GdL Appalti piccoli Comuni, avv. Ilenia Filippetti (Regione Umbria) GdL Edilizia Sostenibile, ing. Raffaela Fontana (Regione Marche) GdL Legalità, ing. Luigi Cicalese (Regione Campania) GdL Qualità Appalti Servizi e Forniture, dr.ssa Ivana Malvaso (Regione Toscana) GdL Opere a Scomputo, dr.ssa Maria Grazia Bortolin (Regione Veneto) STRUMENTI A SUPPORTO DELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI PER LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE A SCOMPUTO DEI RELATIVI ONERI Il presente documento è stato adottato dal Consiglio Direttivo ITACA nella seduta del 26 giugno 2013, dalla Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio nella seduta del 6 novembre 2013, approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 7 novembre Il documento, redatto da uno specifico Gruppo di lavoro coordinato dalla Regione Veneto, costituito nell ambito del GdL Contratti pubblici, da attuazione al Progetto Fondo Speciale approvato dal Consiglio Direttivo Itaca il 7 luglio Il gruppo di lavoro è composto da: Dr.ssa Maria Grazia BORTOLIN, Regione Veneto coordinatrice; Arch. Claudio TOMASINI, Regione Piemonte; Dr.ssa Eleonora SANTINI, Regione Toscana; Prof. Mariano PROTTO, Università degli Studi di Torino. CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME Via Parigi ROMA Tel Fax ITACA Via della Mercede ROMA Tel Fax
5 PRESENTAZIONE Il presente documento costituisce attuazione della proposta approvata dal Consiglio Direttivo di ITACA di fornire strumenti operativi di ausilio alle piccole e medie amministrazioni aggiudicatrici nella realizzazione delle opere di urbanizzazione attraverso l istituto dello scomputo dei relativi oneri. Il documento si compone delle linee guida (allegato 1), volte ad indicare le best pratices che le amministrazioni dovrebbero seguire operativamente nella gestione del procedimento di realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo e di due schemi di convenzione-tipo rispettivamente per le opere di urbanizzazione sopra (allegato 2) e sottosoglia (allegato 3). Le linee guida hanno per oggetto la discussione delle questioni fondamentali e l esplicazione degli schemi di convenzione. Con la dicitura IO, seguita da numero progressivo, sono sintetizzate in grassetto le indicazioni operative per i Comuni 5
7 INDICE Allegato 1 - LINEE GUIDA 1. Ricostruzione del contesto normativo delle opere di urbanizzazione a scomputo La disciplina del codice dei contratti pubblici Il secondo correttivo del codice Il terzo correttivo del codice Il decreto Salva Italia La nozione di opere funzionali L esclusione del codice Indicazioni operative relative all affidamento e realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo Aspetti preliminari alla procedura di gara Rapporti con la programmazione triennale Individuazione delle opere di urbanizzazione La determinazione dell importo ai fini del superamento delle soglie di rilevanza comunitaria Le procedure di gara La gara espletata dall operatore edilizio per le opere di urbanizzazione soprasoglia La gara espletata dal Comune per le opere di urbanizzazione soprasoglia Le opere di urbanizzazione sottosoglia comunitaria secondo l art. 122, comma 8, del Codice Affidamento delle sole opere di urbanizzazione primaria sottosoglia secondo l art. 16, comma 2 bis, D.P.R. 380 del L esecuzione delle opere di urbanizzazione a scomputo Il potere di vigilanza del Comune: la natura del rapporto tra Comune ed operatore edilizio Obblighi dell operatore edilizio e del Comune Tempi di esecuzione, garanzie e collaudo Sanzioni Allegato 2 SCHEMA CONVENZIONE TIPO SOPRA SOGLIA 43 Allegato 3 SCHEMA CONVENIONE TIPO SOTTO SOGLIA
8 Allegato 1 LINEE GUIDA PER LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE A SCOMPUTO DEI RELATIVI ONERI PREMESSA Le presenti linee guida non perseguono il fine di offrire soluzioni univoche ai problemi interpretativi connessi agli indirizzi comunitari e nazionali in materia di realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo dei relativi oneri, ma intendono fornire alle stazioni appaltanti, soprattutto quelle di piccole dimensioni, alcune indicazioni operative in ordine all affidamento delle opere e al rapporto tra l operatore edilizio e l amministrazione, soprattutto quando le funzioni di stazione appaltante sono svolte dal primo. Tale esigenza deriva dalla circostanza che si tratta pur sempre di opere pubbliche e che, una volta realizzate, sono destinate ad essere acquisite al patrimonio pubblico: di talché è imprescindibile il rapporto tra, da una parte, l affidamento e la realizzazione delle opere di urbanizzazione e, dall altra, la qualità delle opere da realizzare e la rispondenza delle medesime alle esigenze dell amministrazione. 1. RICOSTRUZIONE DEL CONTESTO NORMATIVO DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE A SCOMPUTO L individuazione delle opere di urbanizzazione risale alla l. 29 settembre 1964 n. 847, che all art. 4 le ha suddivise in primarie 1 e secondarie 2. La norma è rimasta sostanzialmente inalterata fino ad oggi, ed è stata sostanzialmente riprodotta nell art. 16 del D.P.R. 6 giugno 2001 n Si tratta di un elencazione considerata tassativa dalla giurisprudenza amministrativa 3. La realizzazione di tali opere è stata inscindibilmente correlata all esercizio dell attività edilizia fin dalla legge urbanistica fondamentale (l. 17 agosto 1942 n. 1150), la quale prescriveva che il rilascio della licenza edilizia fosse comunque subordinato alla sussistenza 1 Le strade residenziali; gli spazi di sosta o di parcheggio; le fognature; la rete idrica; la rete di distribuzione dell energia elettrica e del gas; la pubblica illuminazione; gli spazi di verde attrezzato. 2 Gli asili nido e le scuole materne; le scuole dell obbligo nonché le strutture e i complessi per l istruzione superiore all obbligo; i mercati di quartiere; le delegazioni comunali; le chiese e gli altri edifici religiosi; gli impianti sportivi di quartiere; i centri sociali e le attrezzature culturali e sanitarie; le aree verdi di quartiere. 3 T.A.R. Sicilia, Palermo, 10 maggio 2006 n. 1045; T.A.R. Lombardia, Brescia, 25 luglio 2005 n. 784, in Foro amm.-t.a.r., 2005, 2279; T.A.R. Toscana, Sez. III, 6 dicembre 2001 n. 1819, in Foro amm., 2001, In senso opposto, tuttavia, si veda: Consiglio di Stato, Sez. V, 18 settembre 2003 n in Dir. e giust.,
9 delle opere di urbanizzazione primarie o alla previsione da parte dei Comuni dell attuazione delle stesse nel successivo triennio, ovvero, ancora, all impegno dei privati di procedere all attuazione delle medesime contemporaneamente alle costruzioni oggetto di licenza (art. 31). Successivamente, con la l. 28 gennaio 1977 n. 10, il rilascio della concessione edilizia è stato subordinato al pagamento di un contributo determinato in base all ammontare delle spese di urbanizzazione e dei costi di costruzione, in ragione della regola generale di cui all art. 1 della l. cit, secondo cui ogni attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio comunale dovesse partecipare agli oneri ad essa relativi. Al di là delle diverse tesi dottrinarie e giurisprudenziali relative alla natura (corrispettiva o tributaria) degli oneri di urbanizzazione, appare indubbio che, fin dal 1977, il legislatore abbia inteso affermare il principio generale secondo cui le trasformazioni territoriali alterano il sistema di relazioni costituitosi in un determinato ambiente ed è necessario che anche colui che le realizza sopporti l onere delle spese necessarie per riportare in equilibrio il sistema alterato. Ne deriva che gli oneri posti a suo carico non sono riferiti soltanto alle opere di urbanizzazione rese necessarie dalla specifica attività che egli intendere realizzare, ma devono altresì essere correlate al fabbisogno arretrato e ad un organico sviluppo urbano. L art. 11 della citata l. n. 10 del 1977, inoltre, attribuiva all operatore edilizio 4 l alternativa fra il versare il contributo dovuto per gli oneri di urbanizzazione ovvero, previo consenso della P.A, obbligarsi a realizzare direttamente le opere di urbanizzazione stesse, sia pure con le modalità e le garanzie stabilite dall amministrazione comunale interessata. Con riguardo a siffatto quadro normativo (poi trasfuso nel D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380), è intervenuta la sentenza della Corte di Giustizia della Comunità Europea del 12 luglio Con tale pronuncia, l esecuzione diretta, a scomputo dei relativi oneri, delle opere di urbanizzazione dedotte in una convenzione di lottizzazione da parte del privato lottizzante è stata assimilata ad un appalto pubblico e, in quanto tale, assoggettata al regime della direttiva 93/37/CEE. Siffatta assimilazione è stata riferita alle opere di urbanizzazione tanto primaria che secondaria, sempreché il relativo valore eguagli o superi la soglia comunitaria, con la 4 Nell ambito delle presenti linee guida il termine operatore edilizio è utilizzato per indicare sia il titolare del permesso di costruire in caso di interventi edilizi diretti, che quindi si impegna a realizzare le opere di urbanizzazione a scomputo mediante un atto unilaterale d obbligo che il soggetto attuatore di un piano attuativo che invece assume il predetto obbligo con la stipula di una convenzione di urbanizzazione. 5 Corte giust. Ce, 12 luglio 2001 (in causa C-399/98), in Riv. it. dir. pubbl. com., 2001, 815 ss. 9
10 precisazione che a tal fine occorre considerare l investimento complessivo (quindi l importo sia delle opere primarie che di quelle secondarie) e fermo il divieto di procedere alla suddivisione in lotti con il fine di eludere l obbligo dell evidenza pubblica. Il citato principio, in particolare, fu giustificato, da un lato, in considerazione dell idoneità funzionale delle opere di urbanizzazione a soddisfare esigenze pubblicistiche non limitate al solo intervento edilizio da realizzare e, dall altro, in virtù della permanenza in capo all amministrazione competente del pieno controllo delle opere stesse, in forza di un titolo giuridico che ne assicura alla stessa la disponibilità al fine di garantire la fruizione collettiva da parte di tutti gli utenti della zona: tali elementi, secondo il ragionamento della Corte di Giustizia, confermerebbero la destinazione pubblica impressa, fin dall origine, alle opere di urbanizzazione da realizzare a scomputo dei relativi oneri 6. Da siffatta premessa, quale logica conseguenza ai fini della realizzazione a scomputo di dette opere, è fatta discendere la necessità di rispettare le norme dettate per l esecuzione di opere pubbliche e, quindi, salvo che non ricorrano i presupposti per la procedura negoziata, l obbligo di procedere al relativo affidamento previo esperimento di gara. In particolare, il giudice comunitario ha affermato che l obbligo di realizzare direttamente le opere è assunto dal privato nell ambito di un rapporto di natura contrattuale (quale appunto è una convenzione urbanistica), nel quale la controprestazione dell amministrazione va individuata nella rinuncia a pretendere il pagamento dell importo dovuto a titolo di contributo per gli oneri relativi alle opere di urbanizzazione sia primaria che secondaria. Il titolare della lottizzazione (o della concessione convenzionata), dunque, secondo tale ragionamento, deve considerarsi obbligato ad affidare la costruzione dell opera nel rispetto della procedura ad evidenza pubblica, poiché agisce come una sorta di mandatario dell amministrazione, conseguentemente gli atti da questo compiuti, ancorché formalmente di diritto privato, costituiscono esercizio di una funzione oggettivamente pubblica. La prevalenza del diritto comunitario, pertanto, determinava l immediata operatività del principio enunciato dalla Corte di Giustizia e la conseguente disapplicazione delle disposizioni interne eventualmente con esso contrastanti, quantomeno in relazione alle 6 La Corte di Giustizia, nella sentenza cit. afferma «67. A questo proposito, come rilevato dal giudice di rinvio, le opere di urbanizzazione menzionate all art. 4 della legge n. 847/1964 possono ben costituire opere pubbliche in senso stretto, da un lato, a motivo della loro idoneità funzionale a soddisfare le esigenze di urbanizzazione non limitate al semplice insediamento individuale e, dall altro, a motivo del fatto che l amministrazione competente ha il pieno controllo di tali opere, in forza di un titolo giuridico che ne assicura alla stessa la disponibilità al fine di garantirne la fruizione collettiva da parte di tutti gli utenti della zona. 68. Tali elementi sono importanti in quanto confermano la destinazione pubblica impressa, sin dall origine, alle opere da realizzare». 10
11 opere di urbanizzazione soprasoglia, come peraltro espressamente riconosciuto dalla circolare del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 18 dicembre 2001 n A seguito di tale pronuncia, venne segnalata la necessità di assicurare la concorrenza anche in relazione alle opere di urbanizzazione sottosoglia, sull assunto che le amministrazioni aggiudicatrici fossero, anche per gli appalti sottosoglia, comunque tenute a rispettare le norme fondamentali dei Trattati UE, quali i principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza. Al fine di recepire formalmente la regola enunciata nella citata pronuncia della Corte di Giustizia, l art. 7 della l. 1 agosto 2002 n. 166 (c.d. Merloni quater) ha innestato nell art. 2, comma quinto, della l. 11 febbraio 1994 n. 109 (cd. legge Merloni), l obbligo, per i privati che si obbligano ad eseguire direttamente, a scomputo dei relativi oneri, le opere di urbanizzazione (sia primarie che secondarie) funzionali ad un certo intervento edilizio, di affidarle ricorrendo alle procedure previste dalla direttiva 93/37/CEE, nel solo caso in cui le singole opere appaltate risultassero di importo superiore alla soglia comunitaria. La stessa norma escludeva espressamente dall obbligo dell evidenza pubblica la realizzazione di tutti gli altri interventi eseguiti direttamente dai privati a scomputo oneri di urbanizzazione. In relazione a siffatta disposizione si è pronunciata nuovamente la Corte di Giustizia (a seguito di una procedura di infrazione sollevata dalla Commissione europea) con la sentenza del 21 febbraio , nella quale si è affermata l incompatibilità con il diritto comunitario della disciplina italiana nella parte in cui escludeva l applicazione dei principi comunitari di pubblicità, trasparenza e parità di trattamento con riferimento alla realizzazione di opere di urbanizzazione che, benché di importo inferiore alla soglia, fossero ritenute di interesse transfrontaliero certo. In tale ultima pronuncia si è inoltre rilevato come la disposizione della legge Merloni limitasse il ricorso alle procedure ad evidenza pubblica ai casi in cui ogni singola opera realizzata dai privati a scomputo oneri fosse di importo superiore alla soglia, laddove, invece, per determinare l ambito di applicazione della direttiva, è necessario considerare il valore complessivo delle opere comprese in ciascuna convenzione tra il privato esecutore e l amministrazione. 7 Circolare del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 18 dicembre 2001 n. 462, pubblicata in G.U. del 28 dicembre 2001 n Corte giust. Ce, 21 febbraio 2008 n. 412 (in causa 412/2004), in Foro amm.-c.d.s., 2008, II,
12 1.1. La disciplina del codice dei contratti pubblici Di tale pronuncia il legislatore italiano ha tenuto, sia pure parzialmente, conto nella redazione della prima versione del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 (d ora in poi Codice ). In proposito, occorre esaminare il combinato disposto degli artt. 32 comma 1 lett. g), 121 e 122, comma 8, del Codice. L art. 32 prevedeva l obbligo a carico dell operatore edilizio di indire una gara per la realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo oneri, di valore superiore alla soglia comunitaria, ovvero, purché previsto dall amministrazione comunale, di attivare una procedura strutturata sul modello del project financing. Si prevedeva, infatti, che l operatore edilizio, in qualità di promotore, previa presentazione della progettazione preliminare delle opere, potesse esperire una procedura di gara all esito della quale eventualmente esercitare, entro il termine di quindici giorni dall aggiudicazione, il diritto di prelazione nei confronti dell aggiudicatario, attraverso la corresponsione del 3% del valore dell appalto aggiudicato. Era, invece, previsto un diverso regime per le opere di urbanizzazione sottosoglia. Infatti, mentre in virtù della generica estensione alle opere sottosoglia della normativa di quelle sopra soglia prescritta dall art. 121, l operatore edilizio doveva considerarsi tenuto al rispetto delle norme del Codice di cui al Titolo I della parte II, nonché delle parti I, IV e V per le opere di urbanizzazione secondaria (e, dunque, ad affidarle con procedure ad evidenza pubblica in favore di soggetti qualificati per l esecuzione dei lavori pubblici), con riferimento alle opere di urbanizzazione primaria sottosoglia, il comma ottavo del citato art. 122 introduceva un espressa deroga, stabilendo che l operatore avrebbe potuto eseguire direttamente e, dunque, senza previo esperimento di gara le opere correlate al singolo intervento edilizio licenziato. Anche in relazione a tale originaria versione del Codice, tuttavia, da più parti era stata messa in dubbio la compatibilità con i principi comunitari in tema di concorrenza e paventato il rischio di fenomeni distorsivi del mercato, quali l artificioso frazionamento delle opere di urbanizzazione primaria soprasoglia al fine di sottrarle alle regole dell evidenza pubblica Il secondo correttivo del codice Al fine di superare il residuo contrasto con le norme del diritto comunitario, la materia è stata modificata ad opera del d. lgs. 31 luglio 2007 n. 113 (c.d. secondo decreto correttivo del Codice). 12
13 La novella legislativa ha apportato all art. 32 comma primo lett. g), parziali ma significative modifiche. In relazione alle opere di urbanizzazione di importo superiore alla soglia comunitaria, infatti, è stata mantenuta l alternativa tra l indizione della gara da parte dell operatore edilizio e l indizione di una procedura elaborata sul modello del project financing. In quest ultimo caso, peraltro, è stato previsto che la gara debba essere bandita ed effettuata non più dal promotore, bensì dall amministrazione comunale, al fine di evitare il cumulo in capo al soggetto promotore delle due figure, evidentemente incompatibili, di concorrente e al contempo di soggetto aggiudicatore. E poi stato specificato che il promotore deve essere in possesso dei requisiti di qualificazione previsti dall art. 40 in relazione alla tipologia e all importo delle opere di urbanizzazione. Il secondo decreto correttivo ha poi esteso il principio generale dell applicabilità della disciplina dell evidenza pubblica anche alla realizzazione delle opere di urbanizzazione sottosoglia a scomputo degli oneri concessori, fatta eccezione, in forza della deroga contenuta nell art. 122, comma ottavo, per quelle di tipo primario da ritenersi correlate all intervento edilizio assentito o, comunque, ad esso funzionalmente connesse. In merito a tale ultima disposizione, occorre segnalare come il citato d.lgs. n. 113 del 2007, conformandosi alle osservazioni espresse dal Consiglio di Stato nel parere del 6 giugno 2007 n. 1750, reso in relazione allo schema del decreto correttivo, avesse sostituito la locuzione "correlate al singolo intervento edilizio assentito" con l espressione: "correlate all intervento edilizio assentito, comprensivo dell ipotesi in cui le opere siano funzionalmente connesse al suddetto intervento edilizio". In particolare, il Consiglio di Stato aveva evidenziato le sostanziali difficoltà applicative poste dalla locuzione normativa in esame, in considerazione dell obiettiva difficoltà di ipotizzare l esistenza di opere di urbanizzazione primaria correlate ad un singolo intervento edilizio. Era quindi stata prospettata l opportunità di far riferimento ad un intervento complesso ma unitario, comprensivo di tutte le opere di urbanizzazione ad esso funzionalmente connesse. Alla norma in esame era altresì aggiunto un ultimo periodo che imponeva agli uffici tecnici delle amministrazioni locali interessate di trasmettere, prima dell avvio dell esecuzione delle opere, gli atti adottati e tutta la documentazione relativa agli interventi edilizi da realizzare a scomputo degli oneri di urbanizzazione alle competenti Procure regionali della Corte dei Conti. 13
14 In definitiva, dal quadro complessivamente scaturente dal d. lgs. n. 113 del 2007, risultava soggetta all applicazione della normativa comunitaria l esecuzione a scomputo di tutte le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, sopra e sottosoglia, ad eccezione delle sole opere di urbanizzazione primaria correlate all intervento edilizio assentito, compresa l ipotesi di opere funzionalmente connesse all intervento edilizio in questione. Nonostante lo sforzo chiarificatore compiuto, specie in relazione alla deroga contenuta nell art. 122, comma 8, erano comunque stati paventati dubbi di compatibilità della stessa con il Trattato, stante la possibilità di interpretazioni estensive potenzialmente suscettibili di sottrarre opere pubbliche anche di rilevante entità ai principi comunitari di concorrenza. Le doglianze avverso la disciplina dettata dal secondo decreto correttivo del Codice dei Contratti trovavano, poi, conferma nell apertura da parte della Commissione europea avverso lo Stato Italiano di una nuova procedura di infrazione (n. 2007/2309), specie in relazione al mantenimento del diritto di prelazione a favore dell operatore edilizio laddove questi avesse assunto la veste di promotore presentendo al Comune la progettazione preliminare delle opere di urbanizzazione Il terzo correttivo del codice Il c.d. terzo Correttivo del Codice (d. lgs. 11 settembre 2008 n. 152) ha, sotto la spinta della giurisprudenza comunitaria, significativamente innovato la disciplina di realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo dei relativi oneri. Sono stati, infatti, sostituiti sia il primo comma, lettera g), dell art. 32, relativo alle c.d. opere sopra soglia, sia l ottavo comma dell art. 122, relativo alle c.d. opere sottosoglia. a) opere di urbanizzazione soprasoglia. 9 In particolare, la Commissione delle Comunità europee, nell ambito della citata procedura di infrazione, nella nota di costituzione in mora trasmessa il 1 febbraio 2008 alla rappresentanza permanente dell Italia presso l Unione europea osserva: "L art. 32, par. 2, lett. g), del codice, infatti, permette al titolare del permesso di costruire di presentare una proposta per la realizzazione di tali opere in qualità di "promotore". Sulla base di tale proposta, l amministrazione che rilascia il permesso di costruire bandisce una gara per l attribuzione dei relativi appalti di lavori, in tale gara, il "promotore" beneficia di un diritto di prelazione che gli permette di aggiudicarsi l appalto corrispondendo all aggiudicatario il 3% del valore dell appalto aggiudicato. In merito a tale disposizione, la Commissione ricorda che le regole applicabili alla realizzazione di opere di urbanizzazione a scomputo dei contributi dovuti per il rilascio del permesso di costruire, precedentemente previste dalla l. n. 109/1994 sono state parimenti oggetto del ricorso per inadempimento sopra citato. La nuova disciplina introdotta dal codice resta problematica. Oltre a presentare i medesimi problemi di compatibilità con il diritto comunitario sollevati dalle disposizioni del codice in materia di promotore, infatti, la procedura particolare di cui all art. 32 mantiene il diritto di prelazione in favore del promotore, che peraltro può essere solo il titolare del permesso di costruire. Inoltre, è da rilevare che l art. 32, par. 2, del codice ha vocazione ad applicarsi all attribuzione di appalti pubblici di lavori, che è soggetta a regole comunitarie ben più dettagliate di quelle applicabili all attribuzione delle concessioni di lavori. A maggior ragione, dunque, la procedura sopra descritta non sembra suscettibile di assicurare il rispetto delle regole della direttiva 2004/18/CE applicabili all aggiudicazione degli appalti di lavori". 14
15 La nuova versione della lettera g) del primo comma dell art. 32 del Codice dei Contratti Pubblici, dopo aver ribadito (con previsione rimasta inalterata fin dalla prima versione della norma) l estensione dell applicazione del Titolo I (Contratti pubblici nei settori ordinari) della Parte II (Contratti di rilevanza comunitaria), nonché delle Parti I (Principi e disposizioni comuni), IV (Contenzioso) e V (Disposizioni coordinamento, finali e transitorie) dello stesso Codice, anche all esecuzione di opere di urbanizzazione di valore superiore alla soglia comunitaria assunte in via diretta da privati a scomputo dei relativi oneri, modificava radicalmente l ipotesi alternativa, stabilendo che il Comune possa prevedere il ricorso ad una procedura aperta o ristretta sulla base del progetto preliminare fornito dal privato in sede di richiesta del permesso di costruire o di approvazione del piano di lottizzazione. In tale seconda ipotesi, la gara deve avere ad oggetto la progettazione esecutiva e l esecuzione delle opere, previa acquisizione di quella definitiva in sede di offerta, ricalcandosi così l istituto dell appalto integrato complesso di cui all art. 53, secondo comma, lettera c) del Codice. Rispetto alla precedente versione della norma, viene quindi abbandonata, come soluzione alternativa alla gara bandita dall operatore edilizio, quella in virtù della quale egli poteva agire come promotore delle opere di urbanizzazione (presentando il relativo progetto preliminare) e viene, conseguentemente, eliminato il diritto di prelazione in capo a quest ultimo, con pagamento a favore dell aggiudicatario del 3% del corrispettivo offerto per la realizzazione delle opere. b) opere di urbanizzazione sottosoglia. L art. 122, comma 8, del Codice dispone, nel testo modificato dal terzo correttivo, che per l affidamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria a scomputo oneri si debba seguire la procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando, invitando almeno cinque soggetti. Tale nuova disposizione non distingue dunque più fra opere di urbanizzazione primaria e secondaria e sopprime l obbligo del Comune di trasmettere alla Procura della Corte dei Conti copia degli atti relativi agli interventi che il privato poteva direttamente realizzare a scomputo oneri Il decreto Salva Italia Il quadro normativo sopra delineato si è arricchito recentemente con la previsione del comma 2 bis, innestato nell art. 16 del D.P.R. n. 380 del 2001 dal d.l. 6 dicembre 2011, n. 15
16 201 (cd. Decreto Salva Italia, conv. con la l. 22 dicembre 2011, n. 284), secondo cui «Nell ambito degli strumenti attuativi e degli atti equivalenti comunque denominati nonché degli interventi in diretta attuazione dello strumento urbanistico generale, l esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria di cui al comma 7, di importo inferiore alla soglia di cui all articolo 28, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, funzionali all intervento di trasformazione urbanistica del territorio, è a carico del titolare del permesso di costruire e non trova applicazione il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163». Tale norma introduce una disciplina speciale delle opere di urbanizzazione primaria sottosoglia rispetto a quella generale di cui all art. 122, comma 8, del Codice che il decreto Salva Italia non ha modificato e che, come appena ricordato, non distingue più tra opere di urbanizzazione primaria e secondaria. L ambito di applicazione di tale speciale disciplina risulta più circoscritto di quello di cui al citato art. 122 sotto un duplice profilo: le opere di urbanizzazione primarie devono essere previste nei piani attuativi (o atti equivalenti) o deve trattarsi di interventi in diretta attuazione dello strumento urbanistico generale; inoltre tali opere devono altresì risultare funzionali all intervento di trasformazione urbanistica del territorio. Entrambi i profili sono particolarmente importanti, poiché dirimono il rapporto tra la disciplina generale di cui all art. 122 e quella particolare di cui all art. 16, comma 2 bis La nozione di opere funzionali Il primo profilo non sembra sollevare particolari problemi interpretativi: le opere di urbanizzazione primaria devono essere previste dal piano attuativo, salvo che si tratti di interventi di diretta attuazione dello strumento urbanistico generale. Il secondo profilo rintroduce il criterio di funzionalità già previsto dalla vecchia versione dell art. 122, comma 8, del Codice che richiedeva che le opere fossero «funzionalmente connesse» all intervento edilizio. Il concetto causale di funzionalità ha il compito di ampliare l ambito di applicazione rispetto alla prospettiva che considera la sola connessione all intervento edilizio. Se, infatti, ci si riferisse alle opere di urbanizzazione primaria strumentali soltanto al singolo edificio, la fattispecie è difficilmente rinvenibile in fatto, risultando obbiettivamente difficile che vi siano opere di urbanizzazione primaria di tale natura, con la conseguenza di una incerta e assai difficile applicabilità della norma, pure volta a facilitare la diretta e più rapida realizzazione di opere essenziali, come quelle di urbanizzazione primaria, quando di minore importo. 16
REALIZZAZIONE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE A SCOMPUTO DEI RELATIVI ONERI
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 13/114/CR6A/C4 STRUMENTI A SUPPORTO DELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI PER LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE A SCOMPUTO DEI RELATIVI ONERI ROMA,