Source: https://www.associazionesoldo.org/2020/02/14/trasporto-rifiuti-c-proprio-o-c-terzi/
Timestamp: 2020-02-28 17:13:55+00:00
Document Index: 161461601

Matched Legal Cases: ['art 256', 'art. 31', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 208', 'art. 70', 'art. 41']

Trasporto rifiuti C/Proprio o C/Terzi? - Adessonews Finanziamenti Agevolazioni Norme e Tributi
Trasporto rifiuti C/Proprio o C/Terzi?
Forum di discussione giuridica dedicato alla materia dei rifiuti in generale
MONICAB78 Nuovo arrivo
Messaggi: 2 Iscritto il: 31 ottobre 2014, 14:05
Messaggio da MONICAB78 » 31 ottobre 2014, 14:42
ho letto vari argomenti nel forum ma nessuno trattava nello specifico la questione che mi assilla.
Ci occupiamo dal 1983 (bei tempi) di ritiro di trucioli e scarti in legno e loro commercializzazione.
Siamo iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali in categoria 4 e siamo quindi autorizzati a trasportare il rifiuto che recuperiamo dai Produttori. Effettuiamo uno stoccaggio temporaneo autorizzato per il recupero di rifiuti non pericolosi in R13. Infine vendiamo il rifiuto a destinatari autorizzati che lo sottopongono a lavorazione in R3.
Per l’attività sopra abbiamo una licenza di trasporto in conto proprio.
In un primo passaggio il FIR viene quindi compilato in questo modo:
Produttore: azienda che produce il rifiuto
Destinatario: NOI
Al momento della consegna agli impianti autorizzati invece:
Produttori: NOI
Trasportatori: NOI
Destinatario: azienda che lavorerà il rifiuto
Fino a qui tutto bene, se non fosse per il fatto che probabilmente a breve (per motivi che è superfluo riportare) ci verrà negato il rinnovo di autorizzazione allo stoccaggio in R13. Ci ritroveremo quindi con la sola iscrizione al recupero e trasporto di rifiuti. A fronte di ciò mi chiedo se posso continuare a svolgere attività di commercio come sopra in conto proprio: e in questo caso mi trovo con un problema di compilazione del FIR (se mi ferma la polizia locale potrebbe contestarmi che sto effettuando un lavoro in conto terzi? come ovviare a questo problema?), o se invece la mia attività diventa un conto terzi.
Da tener conto che noi non emettiamo fatture di trasporto bensì fattura di servizio di ritiro segatura/legna al produttore, e fattura di vendita al destinatario. Dato il basso valore della merce trattata i due addebiti (al produttore prima, e al destinatario poi) ci permettono di “sopravvivere” ai costi.
Qualcuno sa darmi qualche indicazione in merito?
marcogio85 Inseparabile
Messaggi: 338 Iscritto il: 11 luglio 2011, 10:05
Re: Trasporto rifiuti C/Proprio o C/Terzi?
Messaggio da marcogio85 » 31 ottobre 2014, 18:25
Ciao… Per quel che riguarda la normativa autotrasporto puoi avere la licenza conto proprio…
Per quel che riguarda i rifiuti DEVI essere in possesso del conto terzi per ovvi motivi.
Infatti il rifiuto (trucioli di legno che non possono beneficiare del regime del sottoprodotto perché nascono come rifiuti e vengono trasferiti in altro luogo per ulteriori trasformazioni) viene prodotto da terzi di quindi non puoi dire che sei tu il produttore… Facendo il trasporto in conto nonostante non sia tu il produttore rischi, oltre alla sanzione per il fir, la denuncia penale per art 256 c 1 lett a) e truffa…
Se non sono curioso perché non vi rinnovano l’R13…?
Messaggio da MONICAB78 » 31 ottobre 2014, 22:27
Ciao, grazie per la risposta che purtroppo però non mi reca buone notizie.
Il mancato rinnovo è dovuto all’assenza di un sistema di separazione prime acque con scarico in fognatura. Abbiamo un’attività autorizzata dal comune di deposito a cielo aperto su un terreno ad uso agricolo che però di agricolo non ha nulla. Abbiamo fatto questa domanda nel 98 è ci è stata autorizzata l’attività di deposito a cielo aperto con realizzo di una superfice di battuto di cemento di 150mq su cui stocchiamo i container con segatura e legna. Con la normativa del 2009 per chi tratta rifiuti è diventato obbligatorio per le superfici scolanti avere un sistema di separazione prima pioggia con scarico in fognatura ma il comune, essendo il terreno ad uso agricolo, non ci da concessione ad eseguire i lavori.
Anche a noi il conto terzi è sembrata l’unica strada percorribile però:
– la nostra principale attività non è il mero trasporto in conto terzi, tant’é che economicamente è più rilevante la vendita del materiale e non il servizio di recupero e trasporto al produttore (il trasporto sino ad ora era assorbito nel costo del servizio e non fatturato con voce a parte). Per alcuni produttori poi effettuiamo il servizio gratuitamente. In altri casi per assurdo acquisto invece il materiale.
– come posso sostituire la fatturazione di vendita al destinatario? Uno dei nostri attuali clienti di conferimento ha detto che secondo lui non possiamo effettuare una fattura di vendita nè di servizio ma solo di trasporto (che a lui non competerebbe) e che incorrerei in problemi in caso di controlli. Ho letto da qualche parte AGGIO SULLA QUANTITà DI MERCE CONSEGNATA. A fronte di cosa bene non so. Secondo te????
Tieni conto che abbiamo una licenza in conto terzi illimitata mai utilizzata, quindi l’intento non è proprio quello di raggirare le regole. E’ che a mio parere non effettuiamo attività di trasporto in conto terzi, ma siamo effettivamente dei commercianti.
E poi mi chiedo, un autista può effettuare attività di carico dal silos di u produttore? I nostri dipendenti sono inquadrati come operai contratto commercio
Messaggio da marcogio85 » 1 novembre 2014, 23:09
Ok… Ora capisco… Per le acque meteoriche dilavamento di prima pioggia…
Effettivamente il problema sussiste anche se lo stoccaggio all’esterno lo fai in container (ne abbia affrontato l’argomento in una discoteca proprio all’intervento di lexambiente)
Cmq confermo quello detto… Per la raccolta rifiuti e trasporto da produttore terzi verso impianto autorizzato serve l’iscrizione ordinaria 212 c 5… A prescindere dalla buona fede e dalla sicura capacità vostra lavorativa e dalla professionalità della vostra società…
Per la normativa autotrasporto merci invece ti servirebbe solo il conto proprio (legge 298/74)… Però questa è solo la ciliegina…
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Messaggio da Cesare » 3 novembre 2014, 13:56
@Monica, premesso che:
“Ci occupiamo dal 1983 (bei tempi) di ritiro di trucioli e scarti in legno e loro commercializzazione.
Abbiamo un’attività, autorizzata dal comune, di deposito a cielo aperto su un terreno ad uso agricolo che però di agricolo non ha nulla.
Abbiamo fatto questa domanda nel ’98 e ci è stata autorizzata l’attività di deposito a cielo aperto con realizzo di una superficie di battuto di cemento di 150 mq su cui stocchiamo i container con segatura e legna.
Con la normativa del 2009 per chi tratta rifiuti è diventato obbligatorio per le superfici scolanti avere un sistema di separazione prima pioggia con scarico in fognatura ma il comune, essendo il terreno ad uso agricolo, non ci da concessione ad eseguire i lavori.”
Quanto meno dal 1998 ad oggi (e sono passati 16 anni) hai il diritto alla tua attività (più che trentennale) con il deposito, a cielo aperto sui 150 mq di piazzale, autorizzato dal Comune, senza il quale (senza il deposito) sarai costretta a chiudere.
L’AUTORIZZAZIONE DEL 1998 DEL COMUNE (a quel piazzale autorizzato a deposito container) non é stata tolta dalla normativa del 2009 (sarebbe anticostituzionale) né può essere tolta dal Comune, che l’ha concessa, per gli effetti della sopravvenuta Normativa.
Il Comune, essendo il terreno dei 150 mq autorizzato ad uso differente dall’agricolo, deve ordinare gli adempimenti necessari al dovuto rispetto della sopravvenuta normativa per il prosieguo della attività.
Un saluto ed un inboccallupo, Cesare.
atena60 Gran Sacerdote del Forum
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Messaggio da atena60 » 3 novembre 2014, 15:42
MONICAB78 ha scritto:Abbiamo un’attività autorizzata dal comune di deposito a cielo aperto [di rifiuti?]…].
MONICAB78 ha scritto:…su un terreno ad uso agricolo che però di agricolo non ha nulla.
MONICAB78 ha scritto:
Effettuiamo uno stoccaggio
autorizzato [
] per il recupero di rifiuti non pericolosi in R13
MONICAB78 ha scritto:Abbiamo fatto questa domanda nel 98 è ci è stata autorizzata l’attività di deposito a cielo aperto con realizzo di una superfice di battuto di cemento di 150mq su cui stocchiamo i container con segatura e legna.
MONICAB78 ha scritto:Con la normativa del 2009 per chi tratta rifiuti è diventato obbligatorio per le superfici scolanti avere un sistema di separazione prima pioggia con scarico in fognatura ma il comune, essendo il terreno ad uso agricolo, non ci da concessione ad eseguire i lavori.
E se n’è accorto soltanto adesso, il Comune, che c’è “qualcosa” che non va nella vostra attività?
MONICAB78 ha scritto:E poi mi chiedo, un autista può effettuare attività di carico dal silos di u produttore? I nostri dipendenti sono inquadrati come operai contratto commercio
Lo sapete che – da anni!!! – esiste tra le altre cose una normativa che si occupa di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro, che richiede particolari doveri da parte del “datore di lavoro”?
Messaggio da Cesare » 3 novembre 2014, 19:28
“E se n’è accorto soltanto adesso, il Comune, che c’è “
qualcosa” che non va nella vostra attività
?” (Dopo trent’anni di legittima attività).
Spaventoso, semplicemente spaventoso.
il 4 novembre 2014, 1:16, modificato 1 volta in totale.
Gimi Mitico
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Messaggio da Gimi » 3 novembre 2014, 21:39
Rispondo relativamente al solo trasporto dato che per il resto hai già avuto sufficienti commenti.
Come dice @MarcoGio il trasporto merci e’ regolato dalla legge 298/74 che, all’art. 31, stabilisce le regole per il trasporto in conto proprio (cui ti rimando) che si possono riassumere in:
– disponibilità del veicolo e guida del titolare o di un suo dipendente;
– il trasporto deve essere solo attività’ accessoria a quella principale (nel tuo caso il commercio);
– la merce deve essere di proprietà o proveniente/destinata a propri locali per varie attività’.
Le tre condizioni devono essere rispettate contestualmente!
Nel tuo caso, se l’attività principale e’ il commercio, anche di rifiuti, e la merce o il rifiuto viene acquistato all’origine (produttore) e conferito con causale vendita al destinatario (recuperatore), siete legittimati al trasporto in conto proprio (commercio di merce/rifiuti propri trasportati con propri mezzi) e, come tali, avete il diritto all’iscrizione all’Albo Gestori.
Se ci fossero difficoltà fallo sapere.
Messaggio da atena60 » 4 novembre 2014, 8:00
il trasporto deve essere solo attività’ accessoria a quella principale (nel tuo caso il commercio);
la merce deve essere di proprietà o proveniente/destinata a propri locali per varie attività’.
Se pèrdono la possibilità dello stoccaggio intermedio in R13 presso il proprio deposito e se di fatto non sussiste una struttura fissa destinata all’attività principale (il commercio), la vedo un po’ dura rispettare le due condizioni sopra evidenziate, tenuto conto anche del fatto che i costi dell’attività di trasporto non dovrebbero costituire la parte preponderante dei costi totali dell’attivita’ dell’impresa e qui – invece – credo proprio che non sia così…
Messaggio da Gimi » 4 novembre 2014, 19:30
La norma non parla di costi ma di attività.
Se sono iscritto alla CCIAA per il commercio all’ingrosso, compro e vendo merci o rifiuti, la mia attività principale è il commercio e il trasporto è attività complementare.
Non c’è alcuna norma che preveda l’obbligo di un deposito per esercitare il commercio.
Non espongo una tesi ma, relativamente alla mia personale esperienza, un riconoscimento consolidato.
Messaggio da atena60 » 4 novembre 2014, 20:48
Gimi ha scritto:La norma non parla di costi ma di attività.
La norma parla di costi [cfr. art. 6, comma 1, lett. c) DPR 783/77].
“per la natura stessa delle merci da trasportare e per il loro tenue valore intrinseco, il costo dell’attivita’ di trasporto debba risultare necessariamente preponderante”
[art. 6 cit., 2° comma], nel caso in esame potrebbe essere un fatto su cui discutere.
Ho detto che la vedo dura, non che è impossibile.
Messaggio da Cesare » 12 novembre 2014, 18:50
Leggevo, tempo fa, in:
le lamentele di Monica, lamentele molto pacate, tant’è che chiedeva l’alternativa: Chiudere? (Buuuh) o Conto Terzi?
“ … probabilmente a breve (per motivi che è superfluo riportare) ci verrà negato il rinnovo di autorizzazione allo stoccaggio in R13.”
http://lexambiente.it/Forums/viewtopic. … 298#p52257
Ma, mi chiedevo … ma perché?
In Italia, in Europa … ci possono essere “motivi che é superfluo riportare” per un diniego?
La motivazione: “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare” é una “motivazione” ? … Valida? … In Italia? … In Europa? … Nel mondo civile?
Messaggio da atena60 » 12 novembre 2014, 21:04
Monicab78 l’ha scritto espressamente perché non sarà probabilmente rinnovata la possibilità di stoccaggio in R13!
MONICAB78 ha scritto:Il mancato rinnovo è dovuto all’assenza di un sistema di separazione prime acque con scarico in fognatura. Abbiamo un’attività autorizzata dal comune di deposito a cielo aperto su un terreno ad uso agricolo che però di agricolo non ha nulla. Abbiamo fatto questa domanda nel 98 è ci è stata autorizzata l’attività di deposito a cielo aperto con realizzo di una superfice di battuto di cemento di 150mq su cui stocchiamo i container con segatura e legna. Con la normativa del 2009 per chi tratta rifiuti è diventato obbligatorio per le superfici scolanti avere un sistema di separazione prima pioggia con scarico in fognatura ma il comune, essendo il terreno ad uso agricolo, non ci da concessione ad eseguire i lavori.
E poi: cosa c’entra
“l’attività autorizzata dal comune di deposito a cielo aperto [di rifiuti]”
quando sappiamo tutti che dal 1997 lo stoccaggio di rifiuti dev’essere quanto meno legittimato da procedura semplificata di competenza della Provincia?
E come avrebbero fatto il comune ad autorizzare un’attività di gestione di rifiuti, ovvero la provincia ad accettare una comunicazione di inizio della medesima attività, se la stessa era esercitata in zona agricola, cioè in contrasto con gli strumenti urbanistici? E come hanno fatto a legittimare addirittura la costruzione di una piattaforma in cemento di 150 mq finalizzata allo svolgimento della suddetta attività?
Dopo il 2009 (ed intanto sono già passati 5 anni…
) in quella regione sarebbe entrato in vigore il sacrosanto obbligo di raccolta e trattamento delle acque di prima pioggia relativo a quella tipologia di impianti, ed oggi – forse – i nodi sono arrivati al pettine.
Uno dei punti cardine dell’epopea del c.d. “libero mercato” è che lo stesso si basi su regole di giusta concorrenza. Se a Tizio vengono consentiti la realizzazione e l’esercizio di un impianto di recupero di rifiuti in zona agricola, dove i costi di acquisto o locazione sono di un certo tipo, mentre a Caio ed a Sempronio viene imposto il rispetto della norma e quindi l’obbligo di una localizzazione in zona produttiva (dove i costi di acquisto e locazione sono di tutt’altro tipo), le regole di giusta concorrenza vanno già a farsi friggere. O no?
E se ti ho convinto, non ti viene mai il dubbio di dover ammettere almeno una volta: “Scusate, nel mio intervento sono stato supponente ed erroneo…”.
Messaggio da Cesare » 12 novembre 2014, 21:29
No, non mi hai convinto.
Con la normativa del 2009 per chi tratta rifiuti è diventato obbligatorio per le superfici scolanti avere un sistema di separazione prima pioggia con scarico in fognatura ma il comune, essendo il terreno ad uso agricolo, non ci da concessione ad eseguire i lavori.
Quella ATTIVITA’ esiste da oltre trent’anni.
dare la CONCESSIONE ad eseguire i lavori che la PROVINCIA
avrà richiesto
dopo la norma del 2009!
L’hai capisciuta la capisciola?
Un saluto; Cesare.
lele Insostituibile
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Messaggio da lele » 13 novembre 2014, 8:32
Scusate…. non ho ancora capito chi ha autorizzato che cosa.
Se trattiamo di rifiuti, l’attività del 1983 autorizzata dal comune non è più valida.
Ora, dopo l’entrata in vigore del Decreto Ronchi, nel 1997, l’attività di stoccaggio è stata autorizzata dalla Provincia o operava/opera in regime semplificato con comunicazione?
Se è in regime semplificato, il parere del comune è vincolante perché si da per assodato il rispetto di tutte le altre norme vigenti.
L’unica soluzione in questo caso è passare in regime ordinario dove può essere derogata dalla Provincia la norma comunale che vieta la realizzazione della platea. Da noi vi sono realtà sorte, per vari motivi, in aree improprie, vincolate al ripristino dello stato preesistente alla chiusura dell’attività.
Messaggio da atena60 » 13 novembre 2014, 8:48
lele ha scritto: L’unica soluzione in questo caso è passare in regime ordinario dove può essere derogata dalla Provincia la norma comunale che vieta la realizzazione della platea.
In regime ordinario, l’autorizzazione alla realizzazione ed all’esercizio dell’impianto costituisce – se del caso –
Messaggio da Cesare » 13 novembre 2014, 19:03
“Se trattiamo di rifiuti, l’attività del 1983 autorizzata dal comune non è più valida.
Ora, dopo l’entrata in vigore del Decreto Ronchi, nel 1997, l’attività di stoccaggio è stata autorizzata dalla Provincia …!”
Che si tratti di “rifiuti” non sono d’accordo;
Che l’attività sia stata iniziata nel 1983 (presumo, a meno di erronea dichiarazione, farà fede l’iscrizione alla C.C.I.A.) é un dato di fatto;
Che il Decreto Ronchi, emanato nel 1997, attribuisca alla Provincia (quale organo competente) il compito di autorizzare l’attività di stoccaggio, é un dato di fatto;
Che la Provincia debba confermare le Attività preesistenti da 14 anni (1997-1983 =14 anni), agli stessi patti e condizioni, e con la prescrizione degli adempimenti alla Leggi subentrate, mi sembra doveroso.
Che qualcuno, delle P.A. interessate, possa dire: “Io non c’ero, e se c’ero … dormivo”, mentre una attività rimane costretta a chiudere; sinceramente non riesco a capire.
mander Newbie
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Messaggio da mander » 5 giugno 2015, 10:04
Il comune non può rilasciare permesso a costruire in zona agricola.
DEVI PASSARE IN AUTORIZZAZIONE ORDINARIA ( art. 208), l’ autorizzazione costituisce variante urbanistica e comprende anche permesso a costruire.
riguardo al trasporto quoto anche io i precedenti…
il trasporto in conto proprio potrebbe andare bene, ma non è detto che al 100° controllo, la stradale ti sequestri il mezzo..
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