Source: https://www.propit.it/threads/ici-imu-e-co-la-residenza-di-comodo-nel-comune-di-villeggiatura-una-sentenza-nata-nel-bagno.30064/
Timestamp: 2017-02-19 16:45:36+00:00
Document Index: 36753203

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

ICI, IMU e co. La residenza di comodo (?)nel Comune di villeggiatura. Una sentenza nata nel bagno | propit.it - Forum per la Casa
ICI, IMU e co. La residenza di comodo (?)nel Comune di villeggiatura. Una sentenza nata nel bagno
Discussione in 'Fisco, Detrazioni e Tasse' iniziata da Ennio Alessandro Rossi, 29 Gennaio 2014.
La sentenza della ns. CTP di Brescia è significativa in quanto delinea quali saranno presumibilmente e in alcuni casi già sono ,le linee guida che seguiranno alcuni Comuni ( ed in seguito non è detto che seguiranno i fornitori di utenze tariffariamente ridotte per abitazione principale ) Vediamo il caso Ben “32 sopralluoghi effettuati dalla polizia locale ad ogni ora del giorno e della notte” ed un Comune che indaga sui consumi di acqua per la doccia o per lo sciacquone del water al fine di valutare la sussistenza o meno dei requisiti prima casa . E’ il caso affrontato dalla Commissione Tributaria Provinciale di Brescia, (sentenza 69.16.13 del 14 ottobre 2013 )
La controversia verteva in ambito " ICI agevolazioni prima" sull 'onere della prova. A fronte di una rettifica di disconoscimento del requisito di abitazione principale una signora proponeva ricorso alla CTP di Brescia sostenendo che che la casa, nell’anno d’imposta interessato, era stata utilizzata come dimora abituale e produceva una serie di documenti che confutavano i consumi di energia e di acqua contestati dal Comune.
Il Comune eccepiva che dalle verifiche dei consumi elettrici e dei consumi idrici vi era uno scostamento sensibile tra quanto consumato dalla contribuente nell’abitazione considerata dalla stessa come abitazione principale, in rapporto ai consumi medi rilevati dall’ISTAT ; inoltre l'ente accertatore adduceva ulteriori elementi volti a rilevare l’assenza della signora all’ interno dell’abitazione. Ma è con le memorie illustrative che le parti hanno dato il meglio di sé con elementi che la Commissione Tributaria ha definito ora “suggestivi” ora “lodevoli”: il confronto ha visto da una parte l’Amministrazione Comunale attaccare sulla scorta dei consumi di energia elettrica e di acqua desunti da dati Istat, elementi che la CTP ha ritenuto non dirimenti in quanto il consumo del contribuente potrebbe essere minore di quello indicato nella rilevazione ISTAT per svariati motivi . La sentenza accenna anche al lodevole raffronto effettuato dalle parti sull’utilizzo della lavatrice, della doccia ed anche dello sciacquone del water (solo per citarne alcuni ) precisando però che di solo indizi si tratta La commissione tributaria di Brescia, tuttavia, analizza e valuta le abitudini della contribuente, desumendone spunti decisivi ai fini della sentenza: “tali elementi assumono al contrario ben altra fisionomia qualora esaminati unitamente ad una serie di circostanze che, ancorché certamente desunte nel corso dell’anno 2012 e 2013, possono ben essere riferite anche all’anno 2007 … il comportamento normale della signora P. nel corso di questi anni, a detta della stessa contribuente è sostanzialmente sempre rimasto immutato. Tali circostanze sono quelle rappresentate dai legami che la ricorrente mantiene con il comune di Rezzato. Questo infatti è il luogo di residenza della ricorrente sino al momento in cui si è trasferita a Sirmione, ma sul citofono dell’immobile ove la sig.ra P. aveva la propria residenza vi è ancora il suo nominativo, le bollette per i consumi dell’acqua dell’abitazione di Sirmione sono spedite a Rezzato, i pagamenti delle ridette bollette, oltre a quella della TIA sempre dell’abitazione di Sirmione vengono però domiciliati su un conto corrente di un Istituto Bancario di Rezzato”.
In conclusione, la sentenza : “l’insieme di questi elementi, unitamente a quelli relativi ai consumi, riesce così a sostenere la pretesa fiscale, in quanto consente di concludere nel caso di specie, per la presenza di circostanze gravi, precise e concordanti nella ricostruzione operata dal Comune”.
E' noto che per poter pagare l’imposta in misura ridotta occorre che il contribuente oltre a detenere l’immobile a titolo di abitazione principale (in proprietà, usufrutto o altro diritto reale), vi dimori abitualmente. Pertanto nei casi reali per il contribuente sarà bene preparasi a fornire la dimostrazione di abitare effettivamente nel luogo dichiarato, sperando di non dover anche aprire la porta del bagno .
Ormai siamo al grottesco. Roba da matti. Cominciamo a tenere un registro dei verbali delle docce, di quando ci laviamo i denti...
E' noto che per poter pagare l’imposta in misura ridotta occorre che il contribuente oltre a detenere l’immobile a titolo di abitazione principale (in proprietà, usufrutto o altro diritto reale), vi dimori abitualmente.Clicca per allargare...
Meglio: la dimora abituale è requisito (ma non è l'unico) affinché l'immobile possa essere considerato "abitazione principale".
E la casa in regalo che Scajola si è ritrovato sarà prima o seconda casa???
Di sicuro non prima casa.....visto che non sapeva di averla non può certo avervi trasferito la residenza.....
Basta che si sposti la residenza nel tal comune ove e'la casa in questione e il gioco e'fatto.
sinceramente di grottesco c'è solo il fatto che, come al solito, se la prendono con i piccoli. quanto al resto a sembra solo che abbiano impedito a qualcuno di fare il furbo.
sinceramente di grottesco c'è solo il fatto che, come al solito, se la prendono con i piccoli. quanto al resto a sembra solo che abbiano impedito a qualcuno di fare il furbo.Clicca per allargare...
Certamente, hai ragione. E' che nessuno controlla per anni una persona che ha 1200 appartamenti mentre a un'altra si fanno i conti su quante volte tira l'acqua in bagno. Elisabetta48,
Siamo alla frutta, ragazzi !
Essendo un professionista tartassato, capisco coloro che per sopravvivere nascondono qualcosa al fisco. Evidentemente non è lo stesso discorso che fa chi ha la casa delle vacanze in località rinomate - molti direbbero: "Beata lei che le può fare" - la sua contribuzione nel comune di adozione dovrebbe tenerne conto. Diverso è il discorso dell'esagerazione dell'imposizione fiscale, che continua ad aumentare, perché chi può e deve intervenire nel rendere più produttivi tutti gli enti pubblici, non ha il coraggio di intraprendere iniziative che potrebbero costargli la poltrona o la carriera.
Alla frutta e...all'amaro (Mirto)...
il momento è grave soprattutto mi preoccupa il cosiddetto "nuovo che avanza". Il movimento che ha attratto molti è una grandissima delusione ed è pericoloso per la democrazia.
Mi auguro che gli italiani capiscano e archivino questo sciame di inconcludenti manovrati da due irresponsabili...
Basta che si sposti la residenza nel tal comune ove e'la casa in questione e il gioco e'fatto.Clicca per allargare...
Il gioco è fatto solo se si posta la residenza (cioè si va effettivamente a dimorare abitualmente ) nel tal comune e nel tal comune si ha l'iscrizione anagrafica. Se manca anche solo uno dei due requisiti (la dimora abituale o l'iscrizione anagrafica) il gioco non è fatto.
anch'io ho la residenza in un comune costiero e il mio nucleo familiare risiede in un'altrà città in un appartamento non di proprietà.
Ho ricevuto l'accertamento ICI 2008 da parte del comune marittimo nel quale mi si contesta che i miei familiari non risiedono con me.
Pagherò tutto l'arretrato dal 2008 fino ad oggi, però quello che non capisco è che se tolgo la residenza dalla casa mare questa mi diventa 2 casa (anche se è l'unica) perché devo pagare la tassa sui rifiuti per intero.
Dato che non ho il dono dell'ubiquità, la tassa dei rifiuti la pagherò dove ho l'abitazione "principale" quindi nella casa del mio nucleo familiare, perché devo pagare la tassa per i rifiuti in una casa dove soggiorno solo per 30 giorni all'anno?.
Ormai tutti i comuni costieri ci provano per far cassa.
Non abboccate e fate ricorso......
Destra e sinistra sono le ali dello stesso avvoltoio! JERRY48,
E se lo perdo? Mi occorre l'avvocato, ho sentito un'associazione dei consumatori e mi hanno sconsigliato, se hai un appiglio diommi come posso fare.
Se stiamo ancora con referente Il Comune ,fai una istanza di autotutela.
Se stai Gia con Equitalia,idem.
Serve un Legale Tributarista o un Commercialista abilitato per giudizi tributari.
Intanto scrivi di Tuo pugno le Tue ragioni.
Certo se parliamo di pochi spicci paga...
Se stai Gia con Equitalia,idem.Clicca per allargare...
L'autotutela se "sta già" con Equitalia non sta né in cielo né in terra. Per quale imposta o tassa gli stai consigliando di presentare ricorso?
Autotutela:catasto,Agenzia delle Entrate Area Legale:anche con cartella Equitalia.
Al Comune-Ufficio IMU beh li si fissa un appuntamento e si vanno a discutere i termini .
L'autotutela non blocca Il processo tributario,comunque l Area Legale puo chiedere la sospensiva della cartella.
Ci vuole comunque l assistenza di un fiscalista/tributatista.pratico degli uffici interessati.
Sono linee generali.senza entrare nei dettagli
Ci vuole comunque l assistenza di un fiscalista/tributatista.pratico degli uffici interessati.Clicca per allargare...
Non hai risposto riguardo a quale imposta o tassa dovrebbe fare ricorso e soprattutto su quali basi dovrebbe contestare la pretesa del comune.
Bisognerebbe entrare nello specifico,leggere le carte.
Il mio e'uno spunto.
Questi procedimenti sono abbastanza semplici,gia'gli stessi funzionari pubblici ti spiegano como procedere.
Messaggi: 11, Visite: 11048