Source: https://legali.com/spip.php?article2101
Timestamp: 2019-05-23 23:45:11+00:00
Document Index: 121001530

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art.2', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art 2', 'art. 2']

NULLITAâ€™ DELLâ€™AVVISO DI ACCERTAMENTO NOTIFICATO A MEZZO POSTA, MA FIRMATO (...) - Legali.com
Home > Diritto commerciale e tributario > NULLITAâ€™ DELLâ€™AVVISO DI ACCERTAMENTO NOTIFICATO A MEZZO POSTA, MA FIRMATO (...)
mercoledì 23 maggio 2018, di Maurizio Villani
La CTP di Salerno, con una sentenza depositata lo scorso 14 maggio, ha dichiarato nullo, per difetto di sottoscrizione, lâ€™avviso di accertamento firmato digitalmente e notificato in via ordinaria prima del 2018 (allorquando il d.lgs n. 217/2017 ha esteso lâ€™obbligo digitale anche agli atti accertativi).
La Commissione campana ha accolto il ricorso adducendo una motivazione innovativa e destinata a fare molto â€œrumoreâ€ .
La pronuncia trae origine dallâ€™impugnazione di un avviso di accertamento firmato digitalmente, stampato e poi notificato a mezzo posta, con cui veniva contestata una maggiore Irpef.
Impugnato lâ€™atto, il contribuente ne eccepiva lâ€™illegittimitÃ , perchÃ© sottoscritto digitalmente (e non mediante firma autografa) e perchÃ© inviato in formato cartaceo a mezzo posta.
In buona sostanza, il ricorrente rilavava lâ€™inesistenza giuridica dellâ€™avviso erariale, stante lâ€™inapplicabilitÃ dellâ€™art. 2, co.6, d.lgs n.82/2005 (Codice dellâ€™amministrazione digitale, Cad) alla materia fiscale.
Invero, il suddetto art.2, co.6, cit. contiene importanti eccezioni alla facoltÃ -obbligo per la pubblica amministrazione di firmare digitalmente i propri atti: esso, infatti, esclude, lâ€™applicazione del Cad a tutti gli atti emessi nellâ€™esercizio delle attivitÃ /funzioni ispettive e di controllo fiscale.
Ebbene, costituitosi in giudizio, lâ€™Ufficio insisteva per il rigetto del ricorso e la fondatezza della propria pretesa.
La CTP di Salerno, chiamata a pronunciarsi sulla controversia, accoglieva il ricorso e dichiarava lâ€™avviso di accertamento (emesso digitalmente prima del 2018) giuridicamente inesistente. PiÃ¹ nel dettaglio, i primi giudici precisavano che la firma digitale de qua risultava invalida, poichÃ© estranea al paradigma legislativo e in totale violazione dellâ€™art. 2, co.6, Cad.
Orbene, sul punto occorre precisare che per quanto attiene alla firma digitale, la stessa Ã¨ stata introdotta per dare validitÃ ai documenti informatici, normalmente inviati solo via Pec o comunque per posta elettronica.
Nello specifico, la firma digitale Ã¨ disciplinata dal Codice dellâ€™amministrazione digitale (d.lgs n.82/2005) e, in concreto, consiste in un particolare tipo di firma basato su un sistema di chiavi crittografiche, che consente al titolare firmatario e destinatario di verificare la provenienza e lâ€™integritÃ di un documento informatico.
Da tanto ne consegue che, la firma digitale non Ã¨ solo lâ€™indicazione del nome e cognome del sottoscrittore, bensÃ¬ la creazione di un sistema di chiavi che consentono al ricevente di verificare lâ€™autenticitÃ dellâ€™atto.
A ciÃ² si aggiunga che, il Cad non si applica allâ€™esercizio delle attivitÃ e funzioni ispettive e di controllo fiscale (art. 2, comma 6, D. Lgs. n. 82/2005), con la conseguenza che lâ€™utilizzo di tali procedure da parte dellâ€™Agenzia delle Entrate Ã¨ da considerarsi del tutto illegittimo.
a)	la sentenza 926/01/2017 emessa dalla CTP di Pescara, con cui Ã¨ stata dichiarata la nullitÃ di un avviso di accertamento sottoscritto digitalmente mediante lâ€™indicazione a stampa del nominativo del capo ufficio (o del funzionario delegato) e inviato a mezzo posta raccomandata e non tramite Pec.
La Ctp di Pescara ha innanzitutto precisato che Â«lâ€™invaliditÃ di un atto tributario, essendo questâ€™ultimo a formazione procedimentale progressiva, puÃ² derivare non solo da questioni sostanziali, ma anche da aspetti procedurali la cui mancanza o indeterminabilitÃ puÃ² determinare lâ€™illegittimitÃ del provvedimento amministrativo. Tra i presupposti cosiddetti formali che il provvedimento tributario deve contenere e da cui conseguono rilevanti effetti sostanziale rientra l’obbligatorietÃ della sottoscrizione del capo dell’ufficio o del funzionario da lui delegato, le conseguenze derivanti dalla mancanza o dal difetto di sottoscrizione degli avvisi di accertamento, rappresentano una condizione non di mera irregolaritÃ , ma di assoluta nullitÃ dell’atto(â€¦) Per gli accertamenti ordinari, quindi, la sottoscrizione, necessaria ai fini della validitÃ puÃ² essere solo autografa ovvero dal 1Ëš luglio 2017, in vigenza della Pec, attraverso firma digitale, atteso che il contribuente riceverÃ documenti informatici e non cartacei (â€¦) In altre parole, solo la combinazione di firma digitale ed invio tramite Pec consentirÃ al contribuente un immediato controllo dell’autenticitÃ del provvedimento notificato, oltre che l’accesso a tutte le informazioni ed atti correlati. L’utilizzo del Cad perÃ², attualmente Ã¨ escluso per le attivitÃ e funzioni ispettive e di controllo fiscale (articolo 2, Dlgs 82/2005) di cui l’atto di accertamento non Ã¨ altro che la parte conclusivaÂ».
Per tale ragione, nel caso di specie, essendoci una sottoscrizione digitale (e soltanto lâ€™indicazione a stampa del nominativo del capo ufficio/funzionario delegato) e non la firma autografa ed essendo stato notificato in modalitÃ cartacea tramite posta ordinaria, lâ€™atto impugnato Ã¨ stato di fatto ritenuto privo di sottoscrizione e, dunque, nullo, atteso il chiaro tenore della norma di cui allâ€™articolo 42, comma 3 del Dpr 600/73 secondo cui lâ€™accertamento Ã¨ nullo qualora lâ€™avviso sia privo di firma.
b)	la sentenza 55/01/2018 emessa dalla CTP di Treviso, con cui Ã¨ stato accolto un ricorso presentato da una S.r.l. avverso un avviso di accertamento notificato a mezzo raccomandata e contenente la dicitura â€œfirmato digitalmenteâ€ .
Anche in questo caso, i primi giudici hanno ritenuto giuridicamente inesistente lâ€™avviso di accertamento, notificato dallâ€™Agenzia delle Entrate tramite raccomandata, ma sprovvisto della firma autografa del Dirigente autorizzato e recante la dicitura â€œfirmato digitalmenteâ€ .
Secondo la Commissione Tributaria Provinciale di Treviso, Ã¨ illegittimo per difetto di sottoscrizione l’accertamento tributario notificato al contribuente in modalitÃ tradizionale, ossia cartacea, se lo stesso riporta solo la dicitura â€œatto firmato digitalmenteâ€ ed Ã¨ assente la firma autografa del funzionario. Questo perchÃ© soltanto la notifica dell’atto a mezzo Pec consente all’amministrazione di inviare atti con firma digitale. Per contro, se la notifica avviene con modalitÃ cartacea, Ã¨ necessaria la sottoscrizione autografa, pena l’invaliditÃ dell’atto.
PiÃ¹ nel dettaglio, l’atto notificato in maniera cartacea privo di sottoscrizione autografa non permette di verificare la presenza della sottoscrizione digitale, ossia di verificare la presenza delle chiavi crittografiche. Infatti, per essere considerato valido, deve recare la sottoscrizione autografa del funzionario, quale espressione della volontÃ dell’ente impositore. La sottoscrizione del funzionario rappresenta la cerniera tra volontÃ della persona fisica, che si immedesima nell’ente impositore, ed al quale tale volontÃ viene imputata.
Nel caso esaminato, poichÃ© l’amministrazione finanziaria ha notificato ad una societÃ di persone in modalitÃ cartacea un accertamento relativo all’anno 2011, in cui Ã¨ apposta la dicitura atto firmato digitalmente, Ã¨ stata dichiarata l’illegittimitÃ dell’atto per assenza di sottoscrizione autografa.
il Cad non si applica allâ€™esercizio delle attivitÃ e funzioni ispettive e di controllo fiscale (art. 2, comma 6, D. Lgs. n. 82/2005);
lâ€™avviso di accertamento se firmato digitalmente deve essere inviato, secondo quanto previsto dal Cad, tramite pec in un formato specifico;
ne discendono le condivisibili e inevitabili pronunce di nullitÃ degli avvisi di accertamento oggetto delle sentenze in commento, per assenza di idonea sottoscrizione.
Sul punto, va perÃ² precisato che tanto Ã¨ condivisile solo in ipotesi di notifiche di atti impositivi avvenute prima del 2018.
Invero, l’art. 2, D.Lgs. 13.12.2017, n. 217 (con decorrenza dal 27.01.2018) ha aggiunto allâ€™art 2, D.Lgs. n. 82/2005, il co.6 bis a norma del quale: â€œFerma restando lâ€™applicabilitÃ delle disposizioni del presente decreto agli atti di liquidazione, rettifica, accertamento e di irrogazione delle sanzioni di natura tributaria, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato, adottato su proposta del Ministro dellâ€™economia e delle finanze, sono stabiliti le modalitÃ e i termini di applicazione delle disposizioni del presente Codice alle attivitÃ e funzioni ispettive e di controllo fiscaleâ€ .
Lâ€™art. 2, co.6 bis, D.Lgs. n. 82/2005, ha, dunque, esteso lâ€™obbligo digitale anche agli atti accertativi emessi dopo gennaio 2018.
Lecce, 23/05/2018