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Timestamp: 2020-08-10 07:31:18+00:00
Document Index: 4964058

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 68', 'art. 14', 'art.29', 'art. 20', 'art.5', 'art. 21', 'art.29', 'art. 22', 'art. 70', 'art. 22', 'art. 71']

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Coronavirus D.L. 17/03/2020 N. 18 modificato dal D.L. N. 34 del 19/5/2020 MISURE A SOSTEGNO DEL LAVORO
Decreto-legge recante ulteriori misure e/o integrazioni di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Il Decreto è molto ampio ma noi ci focalizziamo sugli strumenti utili alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese (come meglio specificato nella tabella riportata qui sotto).
I periodi indicati in corsivo ed in colore diverso riguardano le integrazioni e le modifiche effettuate dal D.L. n. 34/2020
Norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario (art. 19).
Con integrazioni art. 68 D.L.34/20
I datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili al COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020 per una durata massima di nove settimane.
Per i soli datori di lavoro che nel periodo 23/02/2020-31/08/2020 hanno interamente fruito dell’intero periodo di nove settimane concesso, sono state incrementate altre cinque settimane di integrazione salariale.
Sono concesse altre quattro settimane per i periodi decorrenti dal 01 settembre 2020 al 31 ottobre 2020, a condizione che siano stati fruite interamente le quattordici settimane.
Esclusivamente per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi, parchi
divertimento, spettacolo dal vivo e sale cinematografiche, é possibile usufruire delle predette quattro settimane anche per periodi decorrenti antecedentemente al 1° settembre 2020 a condizione che i medesimi abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di quattordici settimane.
In deroga spetta l’erogazione assegno ordinario del FIS alle aziende che occupano mediamente più di 5 dipendenti (invece di più 15)
I Fondi di solidarietà bilaterali alternativi garantiscono l’erogazione dell’assegno, alle aziende loro iscritte.
I Lavoratori interessati devono essere alle dipendenze al 25/03/2020 e non necessitano del requisito di anzianità dei 90 giorni di effettivo lavoro.
Su istanza del datore di lavoro può essere concesso con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS. Tutte le domande di integrazione a pagamento diretto presentate dopo il 19/06/2020 saranno disciplinate dalla procedura dell’articolo 22-quater, comma 3.
La domanda di integrazione salariale deve essere presentata entro il 31/05/2020, per i periodi di integrazione che hanno avuto inizio dal 23/02/2020 al 30/04/2020.
Per tutti gli altri periodi la domanda deve essere presentata entro la fine del mese successivo di inizio sospensione/riduzione attività lavorativa e non è soggetta alla verifica dei requisiti di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 (eventi transitori, situazioni di mercato), si è dispensati dall’osservanza art. 14 e 15 c.2 del predetto decreto (Informazione e consultazione sindacale e termini di domanda). Prevista procedura semplificata telematica di informazione, consultazione ed esame congiunto svolti anche in via telematica entro i tre giorni successivi a quello della comunicazione preventiva.
I predetti periodi non si conteggiano e sono neutralizzati ai fini delle successive richieste.
Non si applica la contribuzione addizionale a carico dei datori di datore art.29 c. 8 e 33 c.2 D.lgs. 148/2015.
Trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in Cassa integrazione straordinaria (art. 20).
Le aziende che al 23 febbraio 2020, hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, possono presentare domanda per il trattamento ordinario di integrazione salariale ai sensi dell’articolo 19 e per un periodo non superiore a nove settimane. Incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso. Sono concesse altre quattro settimane per i periodi decorrenti dal 01 settembre 2020 al 31 ottobre 2020, a condizione che siano stati fruite interamente le quattordici settimane.
Può riguardare anche gli stessi lavoratori beneficiari delle integrazioni salariali straordinarie a totale copertura dell’orario di lavoro (zero ore).
La concessione del trattamento ordinario sospende e sostituisce la CIGS già in corso, e non viene conteggiato ai fini dei limiti massima dei 24 mesi.
Non si applica contribuzione addizionale, a carico del datore di lavoro art.5 D.lgs. 148/2015.
Trattamento di assegno ordinario per i datori di lavoro che hanno trattamenti di assegni di solidarietà in corso (art. 21).
I datori di lavoro, iscritti al Fondo di integrazione salariale, che al 23 febbraio 2020, hanno in corso un assegno di solidarietà, possono presentare domanda di concessione dell’assegno ordinario ai sensi dell’articolo 19 per un periodo non superiore a nove settimane.
Può riguardare anche gli stessi lavoratori beneficiari della solidarietà a totale copertura dell’orario di lavoro (zero ore).
La concessione del trattamento ordinario sospende e sostituisce l’assegno di solidarietà già in corso e non viene conteggiato ai fini della durata massima degli ammortizzatori.
Non si applica la contribuzione addizionale a carico dei datori di datore art.29 c. 8 D.lgs. 148/2015.
Nuove disposizioni per la Cassa integrazione in deroga (art. 22).
Con integrazioni art. 70 D.L.34/20
Le Regioni e Province autonome, con riferimento ai datori di lavoro del settore privato, inclusi agricoli, pesca e terzo settore, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, previo accordo che può essere concluso anche in via telematica con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, possono riconoscere, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane, nel periodo 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020.
L’accordo di cui sopra non è richiesto per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti.
È riconosciuto ai lavoratori in forza al 25/03/2020.
Per i soli datori di lavoro ai quali sia stato interamente già autorizzato un periodo di nove settimane, sono incrementate di ulteriori cinque settimane di integrazione salariale nel medesimo periodo 23/02/2020-31/08/2020.
Esclusivamente per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi, parchi divertimento, spettacolo dal vivo e sale cinematografiche, è possibile usufruire delle predette quattro settimane anche per periodi decorrenti antecedentemente al 1° settembre 2020 a condizione che i medesimi abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di quattordici settimane.
Trattamenti sono concessi con decreto regionale (pagati da INPS) con domanda presentata alla regione (ordine cronologico).
Il datore di lavoro è, in ogni caso, obbligato ad inviare all’Istituto tutti i dati necessari per il pagamento dell’integrazione salariale, secondo le modalità stabilite dall’Istituto, entro il giorno 20 di ogni mensilità successiva a quella in cui è collocato il periodo di integrazione salariale
Nuove disposizioni per la Cassa integrazione in deroga (art. 22-quater).
Con integrazioni art. 71 D.L.34/2020.
I trattamenti di cassa integrazione in deroga di cui all’articolo 22, per periodi successivi alle prime nove settimane riconosciuti dalle Regioni, sono concessi dall’Inps previa verifica del rispetto dei limiti di spesa.
L’Inps provvede all’erogazione delle predette prestazioni, previa verifica del rispetto, anche in via prospettica, dei limiti di spesa, superati i quali non potrà in ogni caso emettere altri provvedimenti concessori.
Per i datori di lavoro con unità produttive site in più regioni o province autonome il trattamento può essere riconosciuto dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
La domanda di concessione può essere trasmessa dal 18 giugno 2020 alla sede INPS territorialmente competente. Dopo tale termine la domanda deve essere trasmessa entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.
Il datore di lavoro che si avvale del pagamento diretto da parte dell’INPS trasmette la domanda, entro il 15° giorno dall’inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Per il periodo 23/2/2020-30/04/2020 già autorizzato, la comunicazione all’Inps dei dati necessari per il pagamento delle prestazioni, con le modalità indicate dall’istituto, dovranno essere inviate entro 20 giorni dall’entrata in vigore del DL. n. 34/2020 ovvero entro l’08 giugno 2020.
L’INPS autorizza le domande e dispone l’anticipazione calcolata sul 40% delle ore autorizzate nell’intero periodo, entro 15 giorni dal ricevimento delle domande.
Entro 30 giorni dall’erogazione dell’anticipazione, il datore di lavoro invia i dati necessari per il saldo dell’integrazione salariale. L’INPS eroga il trattamento residuo o recupera gli eventuali importi indebitamente anticipati.