Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-22873-del-29-09-2017
Timestamp: 2020-05-26 18:25:24+00:00
Document Index: 132133336

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 53', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 22873 del 29/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22873 del 29/09/2017
Cassazione civile, sez. trib., 29/09/2017, (ud. 25/05/2017, dep.29/09/2017), n. 22873
sul ricorso 10017-2013 proposto da:
BATTISTA VICO presso lo studio dell’avvocato SILVANA MELIAMBRO, che
avverso la sentenza n. 64/2012 della COMM.TRIB.REG.SEZ.DTST. di
LATINA, depositata 20/02/2012;
La società Nuova Formia S.p.A. propone ricorso, svolgendo due motivi, per la cassazione della sentenza n. 64/39/12 della Commissione Tributaria Regionale del Lazio, che aveva respinto l’appello proposto dalla società contribuente avverso la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Latina, con cui era stata dichiarata la legittimità dell’avviso di accertamento ICI, provvedimento n. 2003 del 3 ottobre 2008, anno di imposta 2004, emesso dal Comune di Formia sulla base di una diversa rendita catastale. La contribuente deduceva che la rendita castale attribuita era stata contestata in ordine alla sua entità e che il gravame proposto innanzi al giudice tributario era stato oggetto di sentenza passata in giudicato. Ha resistito con controricorso il Comune di Formia.
1. Con il primo motivo di ricorso, si censura la sentenza impugnata per violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, in quanto la CTR avrebbe erroneamente confermato la decisione dei giudici di primo grado, senza considerare che l’oggetto del contendere non attiene alle modalità della notifica dell’attribuzione della rendita catastale e quindi alla validità della notifica, ma all’entità della rendita catastale come attribuita. Parte ricorrente specifica che la rendita catastale è stata contestata specificamente dalla società Nuova Formia S.p.A. nella sua entità ed il gravame sottoposto al giudice tributario è stato accertato con sentenza passata in giudicato.
a) Le doglianze sono inammissibili in quanto il ricorrente non censura la “ratio decidendi” della sentenza impugnata, la quale ha dichiarato l’inammissibilità dell’appello D.Lgs. n. 546 del 1992, ex art. 53, laddove in ricorso si contesta in maniera generica, ed anche residuale, tale declaratoria, senza formulazione di uno specifico motivo, essendo le doglianze concentrate sulla esistenza di un giudicato esterno in merito all’accertamento della rendita catastale.
b) Con riferimento al dedotto giudicato esterno, che si assume essere riferito all’accertamento di una diversa rendita catastale riguardante l’immobili in contestazione, oggetto di accertamento definitivo, va precisato che:
Rigetta il ricorso. Condanna la parte soccombente al rimborso delle spese di lite che liquida a favore della parte controricorrente in Euro 600,00 per compensi, oltre spese forfetarie nella misura del 15% ed accessori di legge. Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del citato art. 13, comma 1 bis.