Source: https://www.lapaginagiuridica.it/trattamento-dei-dati-personali-dirigente-scolastica-danno-erariale/
Timestamp: 2020-01-17 22:35:34+00:00
Document Index: 157604231

Matched Legal Cases: ['art. 87', 'art. 22', 'art. 22', 'sentenza ', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 31']

Trattamento dei dati personali – dirigente scolastica – danno erariale – La Pagina Giuridica
La Corte dei Conti, con una interessante pronuncia pubblicata nel mese di maggio del 2019, ha condannato una dirigente scolastica a risarcire il danno erariale subito dall’Istituto Professionale da lei diretto, a seguito dell’applicazione da parte del Garante per la Protezione dei dati Personali di una sanzione amministrativa, in conseguenza dell’avvenuta pubblicazione sulla rete Internet di una circolare d’Istituto contente dati idonei a rivelare lo stato di salute di scolari minori di età ed affetti da disabilità.
Secondo la Corte dei Conti, l’unica responsabile della complessiva organizzazione e gestione dell’Istituto scolastico era la dirigente scolastica, sulla quale incombevano gli obblighi di verificare la correttezza e la legittimità della circolare sottoscritta e di monitorarne le sorti anche nei successivi passaggi, al fine di impedirne la pubblicazione.
Non possono invece essere ritenuti responsabili dei detti adempimenti gli altri docenti appartenenti all’istituto citati nel giudizio, i quali sono risultati meri esecutori delle istruzioni diramate dalla dirigente scolastica.
Si segnala in proposito l’ottimo commento di Walter Vannini nell’ultima puntata del suo podcast.
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Sezione: SEZIONE GIURISDIZIONALE LAZIO
Materia: CONTABILITÀ
Sent. n. 246/2019
nel giudizio di responsabilità iscritto al n. (omissis) del registro di segreteria ad istanza della Procura regionale nei confronti di:
(omissis) rappresentato e difeso dall’Avv. (omissis), ed elettivamente domiciliato presso il suo studio in Roma, (omissis);
Uditi, nella pubblica udienza del 12 marzo 2019 la relatrice Cons. Beatrice Meniconi, il Procuratore Regionale nella persona del V.P.G. dott.ssa Rosa Francaviglia, l’avv. (omissis) su delega dell’avv. (omissis) per i convenuti (omissis) e (omissis);
Con atto di citazione in data (omissis) la Procura Regionale ha convenuto in giudizio quattro professori, dipendenti dell’Istituto Professionale di Stato (omissis) con sede in (omissis), per sentirli condannare al risarcimento del danno indiretto assertivamente cagionato al detto Istituto a seguito del pagamento di una sanzione amministrativa irrogata dal Garante per la Protezione dei dati Personali, in conseguenza dell’avvenuta pubblicazione sulla rete internet di una circolare d’Istituto contente dati idonei a rivelare lo stato di salute di scolari minori di età ed affetti da disabilità, quantificandone l’importo nella somma di € 20.000,00 pari alla sanzione pagata, oltre rivalutazione monetaria, interessi, e spese di giudizio.
1) la Dirigente scolastica dell’Istituto, Prof.ssa (omissis), nella misura del 50%, per avere sottoscritto la detta circolare interna n. (omissis) del (omissis) avente per oggetto la “Convocazione GHL (Gruppo di Lavoro per l’Handicap operativo)”, contenente un elenco nominativo di studenti minori disabili, ed avere omesso di prescrivere il divieto di pubblicazione della medesima, ed omesso altresì di controllare che la circolare non venisse pubblicata sul sito web dell’Istituto;
2) la Prof.ssa (omissis), nella misura del 20%, per avere predisposto il testo della citata circolare, ed omesso di sostituire i nominativi degli alunni con le semplici iniziali, e per averla poi inviata al collega Prof. (omissis) senza indicazioni sul regime di pubblicità;
3) il Prof. (omissis), nella misura del 10%, per avere trasmesso la circolare al collega (omissis), responsabile della pubblicazione, innescando così il processo di pubblicazione;
4) il Prof. (omissis), nella misura del restante 20%, per aver, quale responsabile del sito web della scuola, pubblicato la circolare senza verificarne l’effettivo contenuto.
la Prof. (omissis) predispose una “circolare” che sarebbe dovuta rimanere interna all’Istituto, in quanto contenente un calendario di riunioni dei consigli delle classi con presenza di alunni con disabilità da comunicare alle famiglie in forma riservata.
Detta circolare, dopo la sottoscrizione della Dirigente scolastica Prof.ssa (omissis), veniva inviata dalla stessa Prof.ssa (omissis) via email al Prof. (omissis), che la inviava a sua volta ad una lista di docenti tra i quali figurava il Prof. (omissis), responsabile del sito web della scuola, che, in quello stesso giorno, provvedeva alla diffusione della circolare su detto sito.
Sanzione poi pagata con i fondi della scuola tramite bonifico del (omissis), con conseguente danno al bilancio dell’Istituto.
La Procura ha dato atto di aver emesso nei confronti dei presunti responsabili gli inviti a dedurre, a seguito dei quali solo la Prof.ssa (omissis) ha fatto pervenire deduzioni personali, non ritenute sufficienti a superare gli addebiti della Procura, che pertanto li ha tutti tratti nell’odierno giudizio.
I Prof.ri (omissis) e (omissis) con separate comparse in pari data del (omissis) si sono costituiti in giudizio, entrambi rappresentati e difesi dall’Avv. (omissis), contestando la domanda dell’Organo Requirente ed affidandosi a doglianze in parte analoghe.
1) la dichiarazione di nullità dell’atto di citazione, per violazione dell’art. 87 del C.G.C., in quanto la Procura avrebbe omesso di considerare il contenuto di entrambe le memorie difensive notificate via pec dal Prof. (omissis) e dal Prof. (omissis) in data (omissis);
2) la dichiarazione di carenza di legittimazione passiva, e di nesso di causalità, in quanto soggetti estranei alla vicenda, da addebitare alla esclusiva colpa della Dirigente scolastica Prof. (omissis), responsabile del funzionamento amministrativo dell’Istituto.
In particolare il Prof. (omissis) avrebbe svolto il ruolo di “mero esecutore” delle istruzioni della Prof.ssa (omissis), di inviare ad una lista di docenti comunicazioni già predisposte e firmate dalla stessa Dirigente Prof.ssa (omissis).
Il Prof. (omissis), anch’egli “mero esecutore” delle istruzioni della Prof.ssa (omissis), avrebbe pubblicato il contenuto di atti da questa predisposti, controllati e firmati, in base ad accordi solo verbali ed occasionalmente, in quanto il provvedimento scritto di nomina a responsabile del sito web della scuola, con i relativi poteri e limiti, sarebbe intervenuto solo successivamente ai fatti di causa.
Entrambi i convenuti hanno osservato che solo la Prof.ssa (omissis) avrebbe potuto esercitare un controllo sulla circolare, preventivo (al momento della sua predisposizione e della firma) e successivo (dopo l’inoltro via email ai vari docenti e prima della pubblicazione), rimanendo comunque l’unica responsabile della scelta di pagare la sanzione con fondi della scuola.
All’udienza odierna è comparso l’avv. (omissis), su delega del patrono, per i convenuti (omissis) e (omissis) che si è riportato agli scritti difensivi, insistendo per l’accoglimento. Nessuno è comparso per le convenute (omissis) e (omissis), che risultano non costituite.
Deve, in primis, dichiararsi la contumacia delle convenute (omissis) e (omissis).
La Sezione è chiamata a pronunciarsi sulla pretesa fatta valere dalla Procura regionale a carico degli odierni convenuti, quali docenti dell’Istituto Professionale di Stato (omissis) con sede in (omissis), per asserito danno indiretto cagionato all’ente di appartenenza derivante dall’avere pubblicato sulla rete internet una circolare contente dati idonei a rivelare lo stato di salute di scolari minori affetti da disabilità, così ledendo il diritto alla riservatezza loro e delle famiglie, e, per l’effetto, causando l’irrogazione ad opera del Garante per la Protezione dei dati Personali di una sanzione amministrativa, per violazione dell’art. 22, comma 8, del Codice per la protezione dei dati personali, di € 20.000,00 soddisfatta con fondi appartenenti alla scuola.
In via preliminare occorre respingere la richiesta di nullità dell’atto di citazione avanzata dal difensore dei Prof.ri (omissis) e (omissis), per avere la Procura omesso di menzionare ed esaminare nella citazione il contenuto delle memorie difensive da loro comunicate via pec.
Nel merito la Sezione osserva che dalla disamina degli atti di causa emerge la fondatezza della domanda risarcitoria promossa dalla Procura, sebbene limitatamente alla posizione della convenuta Prof.ssa (omissis), citata in giudizio dall’Organo requirente per il pagamento dell’importo di € 10.000,00 (pari al 50% dell’ipotizzato danno complessivo di € 20.000,00).
Dai documenti depositati è infatti emerso che la Prof.ssa (omissis), quale Dirigente scolastica dell’Istituto Professionale di Stato (omissis), ha adottato la circolare interna n. (omissis) avente per oggetto la “Convocazione GHL (Gruppo di Lavoro per l’Handicap operativo)”, nella quale era contenuto un elenco dei nomi degli scolari minori dell’Istituto affetti da disabilità, avendola sottoscritta dopo la mera predisposizione del testo ad opera della Prof. (omissis).
La divulgazione del nominativo ha così leso la personalità dello studente disabile, che si è conseguentemente lamentato del trattamento illecito dei dati personali, per il tramite del genitore esercente la potestà genitoriale, dinanzi al Garante per la Protezione dei dati personali, che con provvedimento n. (omissis) ha irrogato all’Istituto scolastico la sanzione amministrativa del pagamento di € 20.000,00, per l’inosservanza della disposizione contenuta nell’art. 22, comma 8, del Codice della privacy (D.lgs. 30.6.2013 n. 196).
Tale sanzione, con decisione pur sempre riconducibile alla Dirigente scolastica, è stata successivamente pagata con bonifico del (omissis), con fondi appartenenti all’Istituto, le cui casse risultano quindi essere state depauperate ad opera della condotta ad un tempo attiva ed omissiva della Dirigente scolastica, compendiatasi in una grave violazione della normativa a presidio della tutela del diritto alla riservatezza, a cui si è posto rimedio con il pagamento con denaro pubblico.
Nello specifico anche il Garante della Privacy, dopo aver chiarito che “i principi e la disciplina di protezione dei dati personali…devono essere rispettati anche nell’attività di pubblicazione di dati sul web…” ha ribadito che è “invece, sempre vietata la diffusione di dati idonei a rivelare lo stato di salute…”, e che “in particolare, con riferimento ai dati idonei a rivelare lo stato di salute degli interessati, è vietata la pubblicazione di qualsiasi informazione da cui si possa desumere, anche indirettamente, lo stato di malattia, o l’esistenza di patologie dei soggetti interessati, compreso qualsiasi riferimento alle condizioni di invalidità, disabilità, o handicap fisici e/o psichici” («Linee guida in materia di trattamento di dati personali, contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato per finalità di pubblicità e trasparenza sul web da soggetti pubblici e da altri enti obbligati”, adottate con Provvedimento n. 243 del 15.5.2014, parte prima, par. 2, ribadite al par. 9.e, e con riferimento alla pubblicazione di atti sul web, contenute nella parte seconda, par. 1).
Di recente a questo proposito la Corte di Cassazione, dopo aver messo in luce che lo stato di salute di un minore è un dato sensibile, per cui la P.A. è tenuta ad adottare tutte le misure necessarie per evitare la violazione del diritto alla privacy, ha evidenziato che la tutela fornita dal D.lgs. n. 196/2003 riguarda il minore ma anche gli altri familiari. La diffusione delle informazioni sulle condizioni di salute del minore si riflette infatti anche sul genitore o su altro familiare, poiché la situazione del familiare congiunto a persona affetta da invalidità in ogni caso esprime una situazione di debolezza o di disagio sociale, di per sé potenzialmente idonea ad esporre la persona a condizionamenti o discriminazioni. L’ostensione del dato sulla salute conduce quindi ad una dolorosità e a rischi di discriminazione sociale che riguardano tutti i membri della comunità familiare. (Cass. sez. III civile, sentenza n. 16816, 26 giugno 2018).
E’ per questo che il legislatore ha tentato di arginare i rischi, più frequenti negli ambienti scolastici, con la previsione di interventi di integrazione ed inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (in special modo i portatori di handicap o con particolari difficoltà di apprendimento). Tra le varie iniziative ha previsto la nascita dei gruppi di lavoro per l’handicap (denominati GLH, acronimo, tra l’altro, presente nell’oggetto della circolare per cui è causa), species dei Gruppi di lavoro per l’integrazione scolastica, presenti presso ogni circolo didattico ed istituto di scuola secondaria di primo e secondo grado, composti da insegnanti, operatori dei servizi, familiari e studenti, con il compito di collaborare alle iniziative educative e di integrazione (art. 15 della legge n. 104 del 1992, oltreché D.M. 26.6.1992, D.P.R. 28.3.2007 n. 75 e Circolare ministeriale n. 8 del 6.3.2013).
Da quanto detto emerge che l’unica responsabile della complessiva organizzazione e gestione dell’Istituto scolastico era la Dirigente Prof.ssa (omissis), sulla quale incombevano dunque gli obblighi di verificare la correttezza e la legittimità della circolare sottoscritta e di monitorarne le sorti anche nei successivi passaggi, al fine di impedirne la pubblicazione.
Non possono dunque essere ritenuti responsabili dei detti adempimenti gli altri docenti appartenenti all’istituto citati nell’odierno giudizio, nel quale è emerso il loro ruolo marginale, di meri esecutori delle istruzioni diramate dalla Dirigente scolastica Prof. (omissis), ed in particolare:
la Prof.ssa (omissis), per avere avuto il compito di predisporre il testo della circolare, e poi di trasmetterla al collega (omissis);
il Prof. (omissis), per aver semplicemente inviato ad una lista di docenti già predisposta le comunicazioni perfezionate e sottoscritte dalla Prof.ssa (omissis) -la quale ben avrebbe potuto limitarne la diffusione anche dopo tale invio ai docenti, tra i quali lei stessa figurava-.
il Prof. (omissis), per avere materialmente inserito sul sito web dell’Istituto la circolare, anch’egli quale mero esecutore delle istruzioni verbali ricevute dalla Dirigente scolastica.
E ciò in quanto l’incarico effettivo di responsabile del sito web della scuola risulta essergli stato affidato dalla Prof.ssa (omissis), con attribuzione specifica di poteri e limiti, solo in epoca successiva ai fatti di causa.
Alla luce di quanto detto, in applicazione del potere riduttivo dell’addebito, appare congruo condannare la Dirigente scolastica Prof.ssa (omissis) al pagamento, in favore dell’Istituto Professionale di Stato (omissis) con sede in (omissis), della somma di € 7.500,00 (settemilacinquecento/00 euro) da intendersi comprensiva di interessi e rivalutazione, e ciò in quanto occorre tener conto della complessità dell’organizzazione dell’Istituto, del numero di docenti sulle cui attività vigilare e dei molteplici adempimenti cui dover far fronte.
Per i motivi anzidetti debbono invece essere assolti gli altri convenuti Prof.ssa (omissis), Prof. (omissis), Prof. (omissis).
Con condanna al pagamento delle spese di € 500,00 per ciascuna parte costituita, a carico dell’Istituto Professionale di Stato (omissis).
1) condanna la Prof.ssa (omissis) al pagamento, in favore dell’Istituto Professionale di Stato (omissis) con sede in (omissis), della somma di € 7.500,00 (settemilacinquecento/00 euro) da intendersi comprensiva di interessi e rivalutazione.
2) dispone che le spese della sentenza seguano la soccombenza, e sono poste a carico della convenuta Prof.ssa (omissis), con liquidazione delle stesse, a cura della Segreteria, ai sensi dell’art. 31 comma 5, del d.lgs n. 174/2016, nella misura di euro 700,01 (settecento/01).
assolve la Prof.ssa (omissis), il Prof. (omissis), ed il Prof. (omissis).
condanna al pagamento delle spese di € 500,00 per ciascuna parte costituita, a carico dell’Istituto Professionale di Stato (omissis).
F.to Cons. Beatrice Meniconi
F.to Cons. Laura d’Ambrosio
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