Source: http://www.privacy.it/archivio/garantesanz200507073.html
Timestamp: 2018-02-19 03:51:36+00:00
Document Index: 178250746

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 154', 'art. 137', 'art. 11', 'art. 2', 'art.143', 'art. 143', 'art. 154', 'art. 143', 'art. 154']

Provvedimento del 7 luglio2005
VISTA la segnalazione concernente lapuntata dell' 8 novembre 2004 della trasmissione televisiva RAI "Chi l'havisto";
VISTO il provvedimento del Garantedel 16 novembre 2004 con cui il Garante ha disposto il bloccotemporaneo dei dati trattati nel corso della predetta puntata;
VISTE le osservazioni dell'Ufficioformulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento n.1/2000;
Con provvedimento del 16 novembre 2004 il Garante ha disposto il blocco (art. 154,comma 1, lett. d), del Codice in materia di protezione dei dati personali) deidati trattati nel corso del programma televisivo di Rai Tre "Chi l'havisto" dell' 8 novembre 2004. In particolare, durante la puntata � statotrasmesso un ampio servizio riguardante la vicenda di un uomo di nazionalit� danesele cui tracce si erano perse da diversi anni e di cui erano state avviate direcente nuove ricerche, su sollecitazione di taluni familiari. Nell'ambitodella stessa puntata � stato riproposto anche il caso di un uomo senza-tetto diTorino, la cui identit� si ipotizzava potesse corrispondere a quella delloscomparso, diffondendo alcune immagini che lo ritraevano per strada, ovvero chedocumentavano i tentativi effettuati dalla redazione del programma peravvicinarlo allo scopo di conoscere meglio la sua storia.
In relazione al predetto servizio, il 10novembre 2004, � stata segnalata al Garante la violazione delle disposizionivigenti in materia di protezione dei dati personali con particolare riferimentoalle immagini diffuse nel corso della citata puntata, ritenute lesive deidiritti e della dignit� dell'uomo ripreso.
Il Garante ha acquisito la registrazionedella puntata riscontrando che alcune fra le immagini diffuse si soffermavanocon insistenza sull'uomo, anche con ripetuti e prolungati primi piani,cogliendolo in un evidente stato di difficolt� fisica e psichica; inoltre,aveva riscontrato che alcune delle immagini predette apparivano raccolte"nonostante il disagio manifestato dall'interessato o senza che ilmedesimo fosse consapevole di essere ripreso da vicino da una telecamera".
L'Autorit� ha quindi disposto il predettoblocco (provvedimento del 16 novembre 2004) evidenziando come siffatto trattamento avesseecceduto i limiti posti al diritto di cronaca, favorendo unaspettacolarizzazione del caso e violando i diritti fondamentali e la dignit�dell'interessato (artt. 2 e 137 del Codice; artt. 8 e 10 del codice dideontologia relativo al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attivit�giornalistica), riservandosi di effettuare ulteriori accertamenti sul caso.
Contestualmente alla comunicazione delrichiamato provvedimento, il Garante ha chiesto a Rai S.p.a. di fornireelementi sul caso, con particolare riferimento alle misure che erano stateadottate per garantire la correttezza e la trasparenza nella raccolta delleimmagini dell'uomo ripreso per strada.
L'emittente televisiva ha poi fornitoriscontro alle richieste del Garante sostenendo che le immagini e i dati de quoerano stati "acquisiti ed ulteriormente trattati in modo lecito e correttoe nei limiti strettamente indispensabili al raggiungimento della finalit�perseguita dal programma, ossia consentire che qualcuno dei telespettatoripotesse riconoscere la persona ripresa". L'emittente ha anche sottolineatoche le riprese erano state effettuate "rendendo palese la presenza dellatroupe televisiva e in particolare della telecamera, circostanza che trova, tral'altro conferma nell'atteggiamento della stessa persona ripresa che pi� voltemanifesta chiaramente consapevolezza di essere ripresa".
CI� PREMESSO, IL GARANTEOSSERVA
Il caso deve essere inquadratonell'ambito della disciplina dettata con riferimento ai trattamenti di datipersonali effettuati per finalit� giornalistiche, la quale consente algiornalista di raccogliere dati personali nell'esercizio della propria attivit�e di diffonderli, anche senza il consenso dell'interessato, nei limitidell'essenzialit� dell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico,nonch� nel rispetto della dignit� della persona (art. 137 del Codice; artt. 6,8 e 10 del codice di deontologia).
Tale disciplina opera anche conriferimento ad attivit� giornalistiche con connotati investigativi quale pu�considerarsi, in termini generali, quella svolta nel caso di specie dallatestata di Rai Tre "Chi l'ha visto".
I fatti riportati nel servizio televisivopresentano alcuni profili di interesse pubblico. Il servizio documentava uncaso irrisolto di scomparsa e, contestualmente, la vicenda di un uomo che dalungo tempo vive per le strade di un quartiere torinese in evidente stato didisagio economico e psichico. Il servizio testimoniava, fra l'altro, lasolidariet� offerta da numerosi cittadini all'uomo senza-tetto, nonch�l'iniziativa di un'associazione di volontariato che –come precisato dallamedesima in una nota inviata al Garante- aveva a suo tempo segnalato il casoalla redazione di "Chi l'ha visto" proprio nell'auspicio diconsentire a questo uomo in difficolt� di recuperare la propria identit� econdizioni di vita migliori.
Tali presupposti giustificavano, intermini generali, il trattamento da parte della testata giornalistica dei datirelativi ai soggetti protagonisti delle due storie raccontate, anche mediantela raccolta e la diffusione di immagini che li riguardano.
Tuttavia, come pi� volte ricordato dalGarante, era dovere dei giornalisti raccogliere le informazioni nel rispettodei principi di correttezza e di trasparenza, evitando artifici e pressioniindebite (art. 11, comma 1, lett. a) del Codice e art. 2 del codice dideontologia), nonch� astenendosi dal fornire notizie o pubblicare immagini ofotografie lesive della dignit� della persona interessata (artt. 8 e 10 delcodice di deontologia).
Tali principi non risultano essere statirispettati nel caso di specie. L'istruttoria conferma al riguardo quantorilevato nel provvedimento di blocco, risultando evidente come talune immaginiche ritraggono l'uomo senza-tetto siano state raccolte nonostante il disagio dalui manifestato o senza che il medesimo fosse sempre consapevole –comeinvece sostenuto da Rai S.p.a.- di essere ripreso da vicino da una telecamera.Tale ultima circostanza � chiaramente riscontrabile con riferimento ai ripetutie prolungati primi piani dell'interessato effettuati dalla telecamera duranteil sonno di questi.
Se, come sostenuto da RAI s.p.a., scopodelle riprese ravvicinate era quello di acquisire immagini quanto pi� possibiledettagliate dell'uomo senza-tetto di Torino al fine di consentire ai figlidello scomparso di effettuare un confronto con le fotografie del padre, ovverodi consentire il riconoscimento dell'uomo anche da parte di terzi, talifinalit� avrebbero potuto essere comunque perseguite senza violare spazi diintimit� (quali sono anche i momenti di riposo) e nel rispetto della dignit�dell'uomo, anche tramite eventuali altri contatti con la famiglia ed evitando,in ogni caso, eccessi di spettacolarizzazione anche attraverso l'insistentemessa in onda di dettagli.
Alla luce delle considerazioni svolte, insostituzione del blocco temporaneo di dati disposto con provvedimento del 16 novembre 2004 nei confronti di RAI S.p.a, ai sensi dell'art.143, comma 1, lett. c), e 154, comma 1, lett. d) del Codice, si dispone neiconfronti del medesimo soggetto, in qualit� di titolare del trattamento, ildivieto di ulteriore diffusione dei dati trattati nella puntata dell'8 novembre2004, limitatamente ai primi piani che ritraggono nel sonno l'uomo senza-tettodi Torino. Ai sensi dell'art. 143, comma 1, lett. b) e dell'art. 154, comma 1,lett. c), si prescrive inoltre a RAI S.p.a. di conformare i trattamenti di datiai principi richiamati nel presente provvedimento.
Copia del presente provvedimento � inviata,per le valutazioni di competenza, anche al competente Consiglio regionale e alConsiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.
a) in sostituzione del blocco temporaneodi dati disposto con il provvedimento del 16 novembre 2004, dispone, ai sensidegli artt. 143, comma 1, lett. c) e 154, comma 1, lett. d) del Codice inmateria di protezione dei dati personali, a RAI S.p.a., in qualit� di titolaredel trattamento dei dati oggetto della segnalazione, il divieto di ulteriorediffusione dei dati trattati nella puntata dell'8 novembre 2004, limitatamenteai primi piani che ritraggono nel sonno l'uomo senza-tetto di Torino;
b) ai sensi dell'art. 143, comma 1, lett.b) e dell'art. 154, comma 1, lett. c), del citato Codice prescrive a RAI S.p.a.di conformare i trattamenti ai principi richiamati nel presente provvedimento;