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Timestamp: 2019-08-20 10:36:12+00:00
Document Index: 131110835

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7']

Pienamente operativo il Bonus Sud 2019 [E.Massi] - Generazione Vincente SpA | Agenzia per il lavoro
Diventa operativo il Bonus Sud per le imprese che assumono con contratti a tempo indeterminato giovani tra i 18 e i 35 anni o disoccupati da più di sei mesi senza limiti d’età. Il beneficio per le imprese è pari alla contribuzione previdenziale a carico del latore di lavoro, per un importo massimo di 8.060 euro
25/07/2019 Eufranio Massi 1587
Con la pubblicazione del Decreto Direttoriale ANPAL n. 311/2019 che ha dato esecuzione alla previsione normativa (Bonus Sud) contenuta nel D.L. n. 34/2019 convertito, con modificazioni nella legge n. 58, attraverso la quale sono stati reperiti i fondi per finanziare le assunzioni effettuate nei primi quattro mesi dell’anno e con l’emanazione della circolare INPS n. 102 del 16 luglio 2019, il quadro normativo ed amministrativo relativo ai benefici scaturenti per le assunzioni effettuate in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia,Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, è completo, e finalmente, può partire la corsa alle agevolazioni.
Ho già avuto modo di trattare, ampiamente, su questo blog le questioni riguardanti il Bonus Sud 2019 (articoli del 25 gennaio – Bonus Sud per gli anni 2019 e 2020: quale è lo stato dell’arte? [E.Massi] – e del 28 aprile 2019 – Il “Bonus Sud 2019”: i contenuti del decreto direttoriale [E.Massi]) e ad essi rimando per quel che riguarda i contenuti (con la sola eccezione della cumulabilità, al momento sospesa, del beneficio riferito ai giovani al primo rapporto a tempo indeterminato): la stessa circolare n. 102/2019 è, nella sostanza, una copia della n. 49/2018. Del resto, non poteva essere altrimenti, atteso che, il Decreto Direttoriale n. 178/2019 (il D.D. n. 311/2019 è soltanto un integrativo che allarga il campo di applicazione ai mesi compresi tra gennaio ed aprile) è la copia, pressoché identica, di quello valevole per il 2018.
Ma, cosa c’è di nuovo nel Bonus Sud ?
A partire dallo scorso 16 luglio, sulla scorta di quanto affermato dalla circolare n. 102, risulta operativo l’applicativo Ioss che consente a tutti i datori di lavoro o ai loro delegati di presentare le istanze finalizzate alla fruizione dei fondi per le nuove assunzioni o trasformazioni di rapporto avvenute o che avverranno entro il prossimo 31 dicembre: tutto questo, all’interno di un tetto complessivo di agevolazioni pari a 320 milioni di euro, continuamente oggetto di monitoraggio da parte dell’Istituto. A tale cifra si arriva sommando gli stanziamenti dell’art. 1, comma 247, della legge n. 145/2018 e quelli, nuovi, individuati nella legge di conversione n. 58.
La nota dell’INPS opera una distinzione tra le domande che si riferiscono ai rapporti instaurati tra il 1° gennaio ed il 15 luglio e che potranno essere presentate entro il termine (inderogabile) del 25 luglio e quelle che riguardano i contratti stipulati successivamente.
Le prime che, se accettate, daranno luogo al rimborso da far valere nei modi usuali della compensazione, saranno istruite in maniera cumulativa, mentre le seconde seguiranno la via indicata dal criterio dell’ordine cronologico di presentazione.
I requisiti soggettivi in capo ai lavoratori interessati sono gli stessi dello scorso anno con una novità che scaturisce dall’art. 4, comma 14 quater del D.L. n. 4/2019 convertito, con modificazioni, nella legge n. 26: ai fini della possibile fruizione dell’incentivo in capo al datore di lavoro assumente, il soggetto, titolare del reddito di cittadinanza, viene considerato, a tutti gli effetti “disoccupato”, pur se dovesse risultare essere titolare di un reddito da lavoro dipendente od autonomo il cui importo risulta esente da imposizione fiscale. Per completezza di informazione, ricordo che lo stesso per il lavoro dipendente od assimilato è pari ad 8.000 euro, mentre per quello autonomo non deve superare la soglia dei 4.800 euro.
Il c.d Bonus Sud 2019 pari ad un tetto massimo di 8.060 euro per 12 mesi, sulla quota contributiva a carico dei lavoratori (da “consumare” entro il 28 febbraio 2021), risulta cumulabile, ex art. 8 del D.L. n. 4/2019 con l’agevolazione correlata alla assunzione a tempo pieno ed indeterminato dei titolari di reddito di cittadinanza, indirizzati verso una occupazione: ma fino a che punto tali incentivi sono cumulabili?
La legge non lo dice e non lo dice neanche la circolare n. 102, mentre la circolare n. 104 del 19 luglio 2019 che detta le modalità di fruizione del beneficio per chi assume ex art. 8 del predetto D.L. n. 4/2019, afferma che allo stato, si richiama l’attenzione sulla circostanza che, trattandosi di incentivi che prevedono, ambedue, l’esonero dal versamento dei contributi a carico del datore di lavoro e, per l’assunzione di beneficiari di Rdc, anche di quelli a carico del lavoratore, il comma 7 dell’art. 8 ha opportunamente previsto, in caso di esaurimento degli esoneri contributivi verificatosi a seguito di detto cumulo, la fruizione dell’incentivo per l’assunzione di beneficiari di Rdc sotto forma di credito di imposta, la cui regolamentazione è rimessa ad un apposito Decreti del Ministro del Lavoro di concerto con quello dell’Economia, da adottare entro sessanta giorni dal 29 gennaio 2019. La data finale è stata, ampiamente superata ma il Decreto “concertato” non ha visto ancora la luce: quindi occorre attendere.
Per quel che riguarda l’altra cumulabilità quella relativa ai giovani che vengono assunti per la prima volta a tempo indeterminato, l’INPS non ha inteso fare una distinzione tra i soggetti fino a 30 anni a cui trova applicazione l’art. 1, comma 100 e seguenti della legge n. 205/2017 ma, riferendosi, espressamente, alla previsione contenuta nell’art. 1-bis del D.L. n. 87/2018 convertito, con modificazioni, nella legge n. 96, che fa riferimento anche all’incentivo per gli anni 2019 e 2020 per i soggetti di età compresa tra i 30 ed i 35 anni al primo rapporto di lavoro a tempo indeterminato, si è riservata di dare indicazioni in un secondo momento.
Ciò appare coerente con il testo normativo che al comma 3 del predetto art. 1-bis stabilisce che con un Decreto Ministeriale “concertato” tra il Ministro del Lavoro e quello dell’Economia debbono essere dettate le modalità di fruizione del beneficio.
C’è, però, un piccolo problema: il Legislatore aveva previsto che tale atto del Governo dovesse essere emanato entro il 12 ottobre 2018 (sessanta giorni dalla pubblicazione della legge di conversione) ma, da allora, di questo provvedimento si sono perse le tracce, nel senso che non è stato pubblicato (e siamo alla fine del mese di luglio 2019).
Capisco che i termini per la Pubblica Amministrazione sono, da sempre, considerati ordinatori, ma questo colpevole ritardo incide negativamente non soltanto sulle assunzioni dei datori di lavoro che beneficiano del Bonus Sud (i quali non possono, al momento, cumulare alcunché) ma, soprattutto, di quelli che, ubicati in altre Regioni del nostro Paese, intendono procedere all’inserimento a tempo indeterminato di giovani al primo impiego.
La circolare n. 102/2019 termina con una serie di indicazioni tecniche con i codici da inserire sull’Uniemens a partire dal mese di luglio. Il beneficio sarà inserito nell’elemento “Tipoincentivo” con il codice Ioss, mentre per gli importi conguagliati sarà necessario far riferimento ai codici L518 e L519 (che riguarda i c.d. “benefici arretrati”). Questi ultimi sono le agevolazioni relative al periodo gennaio-giugno 2019 e l’operazione di conguaglio può essere effettuata soltanto con i flussi di luglio, agosto e settembre.
Ci sono, infine, codici specifici per i datori di lavoro che utilizzano l’agevolazione oltre il tetto del “de minimis”, come previsto dall’art. 7 del D.D. n. 178/2019 (su questo specifico punto mi sono dilungato negli articoli richiamati all’inizio di questa riflessione).
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