Source: http://docplayer.it/6899702-Il-collegio-di-roma-estensore.html
Timestamp: 2018-11-13 03:37:27+00:00
Document Index: 10681822

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art, 12', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 7']

1 IL COLLEGIO DI ROMA composto dai signori: Dott. Giuseppe Marziale Presidente Prof. Avv. Giuliana Scognamiglio Dott.ssa Claudia Rossi Membro designato dalla Banca d'italia [Estensore] Membro designato dalla Banca d'italia Avv. Michele Maccarone Membro designato dal Conciliatore Bancario e Finanziario per le controversie in cui sia parte un consumatore Prof.ssa Liliana Rossi Carleo Membro designato dal C.N.C.U. nella seduta del dopo aver esaminato il ricorso e la documentazione allegata; le controdeduzioni dell'intermediario e la relativa documentazione; la relazione istruttoria della Segreteria tecnica, Fatto Il ricorrente, titolare di un libretto di risparmio postale cui è collegata una carta bancomat, riferisce di aver scoperto, in data 6 novembre 2010, che nei giorni 17, 18, 20 e 30 settembre 2010, nonché 1, 3, 5, 7, 9 e 11 ottobre 2010 erano stati eseguiti, a suo danno, tramite ATM postale, n. 10 prelievi fraudolenti di denaro, per un importo complessivo pari a 4.500,00; detti prelievi avrebbero determinato l azzeramento delle disponibilità presenti sul libretto di risparmio in questione. Il ricorrente dichiara di non aver mai perduto il possesso della carta, né mai rivelato a chicchessia il relativo PIN. Il cliente (che, in relazione ai fatti oggetto del ricorso, ha sporto anche denuncia contro ignoti dinanzi all Autorità di pubblica sicurezza in data 10 novembre 2010) si duole del comportamento negligente dell intermediario convenuto, che avrebbe a suo avviso dovuto rilevare l anomalia delle operazioni di prelievo contestate, sia per la loro frequenza, sia per il loro importo, e quindi bloccare la carta bancomat ai sensi dell art. 6 delle condizioni Pag. 2/6
2 generali di contratto (a tenore del quale l intermediario, per tutelare la sicurezza del servizio, ha facoltà, in qualunque momento, di procedere al blocco della carta, anche senza necessità di preventivo avviso al titolare ). Tutto ciò premesso, il cliente chiede la restituzione della somma di 4.500,00, oltre al rimborso delle spese legali. L intermediario eccepisce che (i) le operazioni disconosciute sono state eseguite in un arco temporale di 25 giorni e sono tutte antecedenti all estinzione della carta, chiesta solo dopo 26 giorni dall ultimo prelievo; (ii) la carta non risulta transitata in un ATM alterato da terzi malfattori allo scopo di carpire i dati utili a clonare la carta stessa; (iii) non risultano pervenuti, dalla zona e con riferimento al periodo in cui si sono verificati i prelievi fraudolenti in questa sede contestati, ulteriori disconoscimenti da parte di altri clienti; (iv) i prelievi sono avvenuti tramite il medesimo ATM solitamente utilizzato dal ricorrente, posto nella filiale dove è stata rilasciata la carta; (v) dalla lettura delle evidenze informatiche non emergerebbero tentativi di prelievo successivi all estinzione della carta. In base a quanto precede, l intermediario dichiara di ritenere che le transazioni sarebbero state poste in essere, ad insaputa del cliente, da parte di persona terza, che aveva avuto accesso alla carta e al relativo PIN. Pertanto, imputa i prelievi fraudolenti al difetto di diligente custodia, da parte del cliente, della carta e del PIN medesimo. Quanto all asserita violazione dell art. 6 delle condizioni generali di contratto, la parte resistente osserva che, per poter applicare tale disposizione, si sarebbero dovuti avere fondati elementi di frode (non presenti, a suo dire, nel caso di specie), senza i quali ogni blocco apposto dalla Centrale di Allarme sarebbe stato vessatorio e coercitivo della libertà dei titolari delle carte di disporre del proprio denaro. Pertanto, l intermediario chiede che il ricorso sia rigettato. Ritenuto il ricorso maturo per la decisione, questo Collegio lo ha esaminato in data 20 aprile Diritto Si deve preliminarmente ritenere che la domanda della ricorrente rientri nella competenza del Collegio e che i presupposti per la presentazione del ricorso, previsti nel Provvedimento della Banca d Italia del 18 giugno 2009 e successive modificazioni, si siano verificati nel caso di specie. Prima di passare alla disamina del merito della controversia, conviene osservare che essa ha ad oggetto un peculiare tipo di strumento di pagamento, denominato carta libretto postale, e precisamente consistente in una carta di prelievo e versamento collegata ad un Pag. 3/6
3 libretto postale nominativo ordinario. Detta carta, che viene rilasciata su richiesta di ciascun intestatario del libretto presso l ufficio postale in cui questo è stato aperto, ed a condizione che non si versi in ipotesi di contestazione a firma congiunta, funzione tramite digitazione di un PIN segreto, che viene attribuito in via esclusiva al possessore dello strumento. La carta in questione consente di effettuare versamenti sul libretto nonché prelievi dal medesimo presso tutti gli uffici postali e gli sportelli automatici (ATM) del circuito Postamat; consenti inoltre, con le medesime modalità, di controllare il saldo e la lista movimenti. Come già stabilito in altra occasione da questo Arbitro (cfr. Collegio di Milano, decisione n. 2540/2011), alla carta libretto postale si applica la disciplina dettata, in generale per gli strumenti di pagamento consistenti in carte di credito o di debito, dal d. lgs. n. 11/2010, emanato in attuazione della direttiva 2007/64/CE, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno. Con riferimento al caso di specie, l applicabilità di detta disciplina non è revocabile in dubbio neppure dal punto di vista temporale, perché i fatti onde è scaturita la presente controversia si sono svolti successivamente al 1 marzo 2010, data di entrata in vigore del sopra citato decreto legislativo. Inoltre, è pacifico che la disciplina in questione trovi applicazione non solo nei casi (testualmente previsti) di furto, smarrimento o utilizzo non autorizzato di una carta di pagamento, ma anche nel caso della clonazione della medesima ad opera di terzi malfattori. Ora, com è noto, stabilisce l art, 12 d. lgs. n. 11/2010 che Salvo il caso in cui l utilizzatore abbia agito con dolo o colpa grave ovvero non abbia adottato le misure idonee a garantire la sicurezza dei dispositivi personalizzati che consentono l utilizzo dello strumento di pagamento, prima della comunicazione eseguita ai sensi dell art. 7, comma 1, lettera b), l utilizzatore medesimo può sopportare per un importo comunque non superiore complessivamente a 150 euro la perdita derivante dall utilizzo indebito dello strumento di pagamento conseguente al suo furto o smarrimento. Alla stregua di tale disposizione, la perdita conseguente ai prelievi fraudolenti subìti dal titolare di uno strumento di pagamento rimane a suo carico fino all importo massimo di 150, mentre per il rimanente grava sull intermediario, a meno che quest ultimo non dimostri che l altra parte versa in frode oppure ha violato in maniera gravemente colposa i propri obblighi legali e contrattuali, inerenti in particolare alla custodia della carta, ovvero alla immediata comunicazione del sinistro occorso. Pag. 4/6
4 Ora, posto che l onere di dimostrare la colpa grave del cliente grava indiscutibilmente sull intermediario, prestatore del servizio di pagamento, non può affermarsi che, nel caso di specie, detto onere sia stato assolto: in particolare, non basta a provare la colpa grave la circostanza che i prelievi contestati siano avvenuti previa digitazione del PIN. Infatti, per l art. 10, comma 2, del citato d.lgs. 11/2010, quando l utilizzatore neghi di aver autorizzato un operazione di pagamento eseguita, l utilizzo di uno strumento di pagamento registrato dal prestatore di servizi di pagamento non è di per sé necessariamente sufficiente a dimostrare che l operazione sia stata autorizzata dall utilizzatore medesimo, né che questi abbia agito in modo fraudolento o non abbia adempiuto con dolo o colpa grave ad uno o più obblighi di cui all art. 7, tra i quali figurano anche quelli di custodire diligentemente i codici di accesso ai sensi del contratto In generale, ritiene il Collegio che nessuno degli elementi addotti dall intermediario resistente nelle proprie controdeduzioni sia idoneo a dimostrare che il titolare della carta abbia nel caso di specie tenuto comportamenti connotati da colpa grave. Questa consiste infatti, alla stregua di un insegnamento autorevolmente avallato dalla nostra Corte Suprema e costantemente recepito anche da questo Arbitro, in una straordinaria ed inescusabile imprudenza, negligenza od imperizia e, quindi, nella violazione, non solo della diligenza media del buon padre di famiglia (vale a dire di una persona di media avvedutezza e accortezza, consapevole dei propri impegni e delle relative responsabilità : Cass., 18 maggio 2009, n ), ma anche di quel grado minimo ed elementare di diligenza generalmente osservato da tutti (Cass., 3 maggio 2011, n. 913; 19 novembre 2001, n ), e quindi anche dalle persone ordinariamente trascurate, in relazione alla fattispecie o alla classe di fattispecie concrete, oggetto di considerazione. Dunque, non rileva nella prospettiva testé richiamata se sia o no fondato l assunto del cliente circa l obbligo dell intermediario di eseguire autonomamente il blocco immediato della carta, in considerazione dei movimenti anomali registrati sulla stessa. La perdita economica corrispondente ai prelievi fraudolenti grava infatti, in ogni caso, in virtù della sopra richiamata disciplina di matrice europea, sull intermediario; mentre eventuali profili di colpa non grave del cliente danno luogo all imputazione a suo carico di una frazione della perdita, calcolata forfettariamente nell importo di 150. Ritiene pertanto il Collegio che il ricorso promosso dal cliente debba essere parzialmente accolto, con la conseguente imposizione all intermediario dell obbligo di restituire all altra parte l importo di ( =) 4350, oltre gli interessi legali dalla data del reclamo (15 marzo 2011) sino al soddisfo. Pag. 5/6
5 In ragione della soccombenza, sia pure parziale, l intermediario è inoltre tenuto a versare alla Banca d Italia il contributo alle spese della procedura nella misura di 200,00 e a versare al ricorrente l importo di 20,00 quale rimborso della somma dallo stesso corrisposta alla presentazione del ricorso. P.Q.M. Il Collegio accoglie parzialmente il ricorso nei sensi di cui in motivazione. Dispone inoltre che l intermediario corrisponda alla Banca d Italia la somma di Euro 200,00 (duecento/00) quale contributo alle spese della procedura e al ricorrente di Euro 20,00 (venti/00) quale rimborso della somma versata alla presentazione del ricorso. IL PRESIDENTE firma 1 Pag. 6/6