Source: http://www.comune.norcia.pg.it/come-fare-per-imprese/gestire-un-attivita-commercio/gestione-struttura-di-vendita-m1/
Timestamp: 2018-02-22 14:33:10+00:00
Document Index: 24052645

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 444', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 166']

﻿ Gestione struttura di vendita M1 | Comune di Norcia
Gestione struttura di vendita M1
Sono esercizi di vendita al dettaglio di media struttura M1 gli esercizi con superficie di vendita superiore a metri quadrati 150 e fino a metri quadrati 600.
Per superficie di vendita si intende l’area alla quale ha accesso il pubblico, compresa quella occupata dai banchi, dalle scaffalature o quella comunque destinata a mostra o esposizione di merce, con esclusione dell’area destinata ai magazzini o ai depositi, ai locali di lavorazione o agli uffici e ai servizi, nonché dell’area interna adibita a deposito dei carrelli.
Autorizzazioni – titoli abilitativi
l’apertura, il trasferimento di sede, l’ampliamento degli esercizi di media struttura M1, sono soggetti a S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) da presentare al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) comunale territorialmente competente. L’attività oggetto di segnalazione può essere iniziata dalla data della ricevuta rilasciata dal SUAP competente.
Per il solo caso di commercio al dettaglio di beni alimentari è inoltre necessaria la presentazione della notifica di nuova impresa alimentare al Dipartimento di Prevenzione dell’A.S.L. territorialmente competente. Attraverso tale dichiarazione il titolare/legale rappresentante attesta di rispettare gli adempimenti previsti in tema di igiene dei prodotti alimentari, e di disporre, applicare e documentare le procedure di analisi dei pericoli e di controllo dei punti critici basate sui principi del sistema HACCP. Copia della notifica deve essere inoltrata per conoscenza al Comune.
In ogni caso, l’esercizio dell’attività in questione resta soggetta al rispetto delle norme urbanistiche, edilizie, ambientali, di pubblica sicurezza, di prevenzione incendi, igienico-sanitarie, di inquinamento acustico e di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Requisiti professionali – giuridici – finanziari
i requisiti morali previsti dal D.LGS. 06/09/2011 n. 159 (antimafia) devono essere posseduti dai seguenti soggetti:
– per l’impresa individuale: il titolare e gli eventuali preposti allo svolgimento dell’attività;
– per le società, società cooperative, consorzi, associazioni:
b) per le società di capitali anche consortili ai sensi dell’articolo 2615-ter del codice civile, per le società cooperative, di consorzi cooperativi, per i consorzi di cui al libro V, titolo X, capo II, sezione II, del codice civile, il legale rappresentante e gli eventuali altri componenti l’organo di amministrazione, nonché ciascuno dei consorziati che nei consorzi e nelle società consortili detenga una partecipazione superiore al 10 per cento oppure detenga una partecipazione inferiore al 10 per cento e che abbia stipulato un patto parasociale riferibile a una partecipazione pari o superiore al 10 per cento, e i soci o consorziati per conto dei quali le società consortili o i consorzi operino in modo esclusivo nei confronti della pubblica amministrazione;
c) per le società di capitali, anche il socio di maggioranza in caso di società con un numero di soci pari o inferiore a quattro, ovvero il socio in caso di società con socio unico;
d) per i consorzi di cui all’articolo 2602 del codice civile e poi per i gruppi europei di interesse economico, chi ne ha la rappresentanza e gli imprenditori o società consorziate;
e) per le società semplice e in nome collettivo, tutti i soci;
f) per le società in accomandita semplice, i soci accomandatari;
g) per le società di cui all’articolo 2508 del codice civile, coloro che le rappresentano stabilmente nel territorio dello Stato (trattasi di società con sede secondaria nel territorio dello Stato);
h) per i raggruppamenti temporanei di imprese, le imprese costituenti il raggruppamento anche se aventi sede all’estero, secondo le modalità indicate nelle lettere precedenti;
i) per le società personali i soci persone fisiche delle società personali o di capitali che ne siano socie;
l) per le associazioni e società di qualunque tipo, anche prive di personalità giuridica, i soggetti membri del collegio sindacale o, nei casi contemplati dall’articolo 2477 del codice civile, l sindaco, nonchè i soggetti che svolgono i compiti di vigilanza di cui all’articolo 6, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
m) per le società costituite all’estero, prive di una sede secondaria con rappresentanza stabile nel territorio dello Stato, coloro che esercitano poteri di amministrazione, di rappresentanza o di direzione dell’impresa;
n) eventuali preposti allo svolgimento dell’attività
i sottoriportati requisiti devono essere posseduti dal titolare, dal legale rappresentante e da ogni altra persona specificamente preposta all’attività, per cui non possono esercitare l’attività commerciale di vendita:
a) coloro che siano stati dichiarati falliti, fino alla chiusura del fallimento;
b) coloro che abbiano riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato anche emessa in esecuzione dell’articolo 444 del codice di proceduta penale, per delitto non colposo, per il quale sia prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;
c) coloro che abbiano riportato una condanna a pena detentiva, con sentenza passata in giudicato anche emessa in esecuzione dell’articolo 444 del codice di proceduta penale, per uno dei delitti di cui al libro II, titolo VIII, capo II, del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione, rapina, nonché coloro che abbiano riportato una condanna a pena detentiva o a pena pecuniaria, con sentenza passata in giudicato anche emessa in esecuzione dell’art. 444 del codice di procedura penale, per reati contro l’igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, titolo VI, capo II del codice penale;
d) coloro che abbiano riportato nell’ultimo quinquennio, due o piu’ condanne a pena detentiva o a pena pecuniaria, con sentenza passata in giudicato anche emessa in esecuzione dell’articolo 444 del codice di proceduta penale, per delitti di frode nella preparazione o nel commercio degli alimenti, previsti da leggi speciali;
e)coloro che siano sottoposti o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dal decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli art. 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136), incluse misure di sicurezza non detentive, ovvero siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione.
Il divieto di esercizio dell’attività commerciale in caso di condanna permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena sia stata scontata; qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione. Il divieto non si applica, ai sensi dell’art. 166 del codice penale, qualora sia stata concessa la sospensione condizionale della pena e sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione stessa.
Il titolare o il legale rappresentante , ovvero, in alternativa, altra persona specificamente preposta all’attività devono possedere uno dei sottoriportati requisiti professionali. Il possesso dei requisiti professionali è parimenti richiesto per tutti i preposti all’attività anche al di fuori della fattispecie di società. Qualora l’attività non sia esercitata direttamente dal titolare o dal legale rappresentante, il preposto deve essere in ogni caso nominato.
b) avere, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, esercitato in proprio attività d’impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande o aver prestato la propria opera, presso tali imprese, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all’amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o in altre posizioni equivalenti o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell’imprenditore in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all’Istituto nazionale per la previdenza sociale;
c) essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, nel cui corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.
E’ considerato ancora come valido requisito professionale l’iscrizione all’oramai soppresso R.E.C. (Registro Esercenti il Commercio), configurandosi come consolidata posizione giuridica soggettiva (diritto quesito) che non può disconoscersi a seguito di un intervenuto mutamento della disciplina di settore.
Pertanto, l’esercizio dell’attività commerciale di prodotti non alimentari è subordinata al possesso dei soli requisiti morali. L’esercizio dell’attività commerciale di prodotti alimentari è subordinata al possesso dei requisiti morali e professionali.
SEGNALAZIONE CERTIFICATA GESTIONE STRUTTURA DI VENDITA M1
Numero di telefono: 0743/828711
Numero di fax: 0743/824021
Decreto Legislativo n. 114 del 31.03.1998
Decreto Legislativo n. 59 del 26.03.2010
Legge Regionale n. 24/1999 e ss.mm.ii.
Tessera elettorale, da domani chi non nè è in possesso può richiederla
Borsa di studio 2017/2018. Presentazione domande prorogato a lunedì 26 febbraio
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