Source: http://www.architettiroma.it/sportello/lavoriPubblici.aspx?pag=6
Timestamp: 2018-06-23 13:42:37+00:00
Document Index: 36558075

Matched Legal Cases: ['art.91', 'art.57', 'art. 125', 'art. 267', 'art. 132', 'art. 205', 'art.205', 'art.132', 'art.200']

Lavori Pubblici - OARM Sportello on-line
Problematiche afferenti la programmazione, progettazione e attuazione Opere Pubbliche
06/06/2011: MANUTENZINE STRAORDINARIA
Nell'estate del 2010 sono stato incaricato come progettista, DL e coordinatore sicurezza per lavori di manutenzione straordinaria di un plesso scolastico nello stesso Comune dove sono stato eletto consigliere di minoranza nelle ultime elezioni amministrative (15/16 maggio 2011); ora, poichè l'incarico è antecedente alla mia candidatura e successiva elezione, e poichè i lavori per cui sono stato incaricato sono prossimi alla conclusione (mancano solo le lavorazioni eseguibili solo durante la chiusura della scuola) non credo che ci siano problemi di incompatibilità con il mio ruolo di consigliere di minoranza, oppure devo dimettermi e non portatre a termine l'incarico?
Il quesito formulato ha carattere più deontologico che non normativo per la realizzazione di pubblici interventi.
Comunque ritengo che seppure i lavori hanno termine entro poco tempo potrebbe accadere, a seguito di riserve formulate dall'Impresa che ha realizzato l'intervento o a seguito di problemi per il necessario collaudo dell'opera, che si apra un contenzioso tra Impresa ed Uffici comunali e quindi il doppio incarico sarebbe immediatamente da evitare.
05/06/2011: STIPULA CONTRATTI
Salve, nel 2008 ho avuto un incarico pubblico da parte del Ministero Interno per la progettazione, direzione lavori e coordinamento sicurezza, per un lavoro di ristrutturazione di una palazzina. Ho eseguito la progettazione, è stata indetta una gara , vinta da un'impresa, e a tutt'oggi dopo vari solleciti ed incontri non mi è stato ancora dato la possibilità di predisporre alla consegna lavori, anzi sembra in via ufficiosa che non se ne fà più nulla.
Ora la mia parte per quanto riguarda la progettazione ho emesso fattura a suo tempo e mi è stata liquidata, ma se non si fà più il lavoro come mi devo comportare con l'amministrazione? E devo richiedere ufficialmente una qualche notizia in merito? Anche perchè il tempo passa e non so se poi decadono dei termini. E quanto sarebbe calcolato il danno a mio carico per non aver espletato il lavoro a causa dell'amministrazione? Erano comunque soldi già stanziati.
Ritengo che se il contratto stipulato tra professionista e committente, oltre a contenere le modalità e l'ammontare del pagamento del professionista incaricato per le diverse fasi dell'attuazione dell'intervento, non ha previsto come tali emolumenti potrebbero variare in funzione di eventuali modifiche al programma realizzativo, sia oggi molto difficile richiedere un'integrazione al compenso già avuto per la progettazione.
E' comunque opportuno formulare una richiesta scritta anche per conoscere i futuri programmi dell'Amministrazione Committente.
05/05/2011: PREVENTIVO inerente MANUTENZIONE ORDINARIA
Su un preventivo riguardante la manutenzione ordinaria di un condominio (con un totale di € 114.500,00), su cosa si basa il costo della voce "Piano di sicurezza compreso fascicolo" (su computo presentato risulta un costo di € 3.916,80, è veritireo?!)
Il quesito non può avere una risposta derivante dall'applicazione delle leggi sui LL.PP., in quanto trattasi dell'esecuzione di lavori edili richiesti da un committente privato ma, se chi richiede questo parere è D.L., Lui stesso potrà essere in grado (attraverso l'esame degli elaborati presentati dall'impresa esecutrice dei lavori) di valutare sia l'ammontare degli oneri per la sicurezza sia il costo per la redazione del fascicolo del fabbricato.. Il costo della sicurezzaincide sull'ammontare complessivo dei lavori con percentuali molto diverse a seconda della tipologia degli interventi (pavimentazioni, tinteggiatura delle facciate, manutenzione di un tetto etc....
04/05/2011: SCAVO A SEZIONE APERTA
Vorrei avere una delucidazione inequivocabile della differenza tra scavo a sezione aperta ed obbligata. Es. Scavo di 0,4 o 0,9m x un'area di 1000 per me e' aperto, mentre lo scavo di 0,7m di larghezza per una prof.variabile(fognatura) e' obbligata.
Si definisce scavo "a sezione aperta" quando la sua larghezza ed ovviamente la sua lunghezza è maggiore della sua profondità (ciò avviene generalmente nello sbancamento di un terreno per la fondazione di un edificio) mentre si definisce "a sezione obbligata" quando la dimensione della larghezza, a prescidere dalla sua lunghezza, è inferiore alla profondità ( ciò si verifica spesso negli scavi stradali per la posa di cavi per pubblici servizi di modesta dimensione).
21/04/2011: PROCEDURE DI AFFIDAMENTO DA PARTE DI P.A.
Vorrei sapere se il limite di parcella per l'affidamento diretto di un incarico da parte di amm. pubblica al professionista è (ad oggi ed ai sensi del nuovo codice appalti) pari a 20.000,00 euro massimi, o se esista qualche deroga a questo limite.
Il DLgs 163/2006 e s.m.i. all'art.91, Procedure di affidamento, stabilisce che gli incarichi professionali di importo inferiore a 100.000 euro possono essere affidati dalle pubbliche amministrazioni- stazioni appaltanti nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento,proporzionalità e trasparenza e secondo la procedura prevista dall'art.57, comma 6l'invito deve essere rivolto. ad almeno 5 soggetti, se sussistono in tale numero apiranti idonei. Sempre lo stesso DLgs 163/2006 all'art. 125, Lavori, servizi e forniture, comma 11 prevede la possibilità di affidare incarichi diretti.
Anche il DPR 207/2010, all'art. 267, Affidamento dei servizi di importo inferiore a 100.000 euro, comma 10, stabilisce che gli incarichi con importo inferiore ad € 20.000 possono essere affidati direttamente. Non mi risulta che esistano altre possibilità legislative che consentano affidamenti diretti per importi superiori ad € 20.000.
08/03/2011: INCARICO PROGETTAZIONE E D.L.
La ringrazio per la risposta e, sperando che approfondire la questione possa essere utile anche a qualcun altro, specifico:
•che l'ammontare dell'appalto è pari a Euro 92821, il ribasso è di euro 881 (contratto euro 91939)
•che parte dei lavori da effettuare erano previsti in progetto (e anche se non specificato in nessun documento dovrebbero corrispondere ad un importo di circa 3500 euro)
•che parte non erano previsti nel progetto originario ma ritengo possano essere riconducibili ai commi b e c dell’art. 132 del d.lgs.163 /2006: “specificità dei beni sui quali si interviene verificatesi in corso d’opera” e quindi “intervenuta possibilità di utilizzare materiali, componenti e tecnologie” che non si era certi di poter utilizzare al momento della progettazione.
•che in realtà le opere decise in corso d’opera dalla D.L. e approvate dalla Stazione Appaltante, sono state realizzate “per adeguare l'impostazione progettuale qualora ciò sia reso necessario per la salvaguardia del bene e per il perseguimento degli obiettivi dell'intervento” (come recita l'art. 205 del d.lgs.163/2006) non essendo,però, i lavori stati eseguiti su opere sottoposte a tutela, e ritenendo di poter utilizzare la parte restante (circa 8100) degli 11593.63 euro indicati nel Quadro economico come somme a disposizione dell’amministrazione
•che non c’è aumento di costo rispetto a quanto previsto nel quadro economico.
L'art.205 del D.Lgs 163/2006 rientra tra gli articoli del Capo II "Contratti relativi ai Beni Culturali" e se i lavori di cui trattasi non rientrano in quella categoria di Beni, quanto in esso contenuto non può essere applicabile e quindi per le eventuali varianti il direttore dei lavori non può disporre del 20% dell'importo dei lavori.
Considerato che l'importo della variante in questione supera il 10% dell'importo dei lavori come indicato all'art.132 dello stesso Decreto, la procedura da attivare esula dalle sole competenze del Direttore dei lavori. Poichè nel caso descritto il nuovo importo dei lavori può essere soddisfatto con una modifica del quadro economico dell'opera, si può procedere a predisporre gli atti per l'approvazione della variante da parte della Stazione appaltante
28/02/2011: CERTIFICAZIONE PROGETTAZIONE NEI LL.PP.
Avendo espletato consulenze e progetti di appalti integrati, incaricato da imprese di costruzione, chiedo chiarimenti in merito alla corretta procedura per la certificazione dei lavori di consulenza e progettazione. E' competenza dell'impresa o del RUP la certificazione della progettazione di lavori pubblici? Mentre per i lavori privati chi certifica tali lavori?
Per quanto riguarda l'attestazione dell'attività di progettazione svolta per una Impresa affidataria di un appalto integrato, dovrà essere l'Amministrazione pubblica committente a rilasciare l'attestato in quanto il Responsabile del procedimento della stessa Amministrazione ha approvato il progetto esecutivo come prima fase dell'appalto.
In aggiunta a ciò, anche l'Impresa potrebbe certificare le attività svolte e non riconducibili a quella della progettazione esecutiva.
Analogamente , per i lavori privati è il Committente a rilasciare le dovute attestazioni relative alle attività professionali conseguenti all'incarico affidato.
09/02/2011: COMMISSIONE DI COLLAUDO
Sono membro di una commissione di collaudo in c.d'o. nell'ambito di un appalto-concorso per lavori di ristrutturazione di un edificio pubblico. I lavori (del valore di 3,5mln da compiersi in 360gg e oggetto di 2 varianti successive), sono ormai fermi da due anni a causa dell'incapacità (o volontà) dell'Ente committente di rescindere il contratto con l'impresa inadempiente. Per consentire il rientro del personale nella struttura si è proceduto un anno fa ad una consegna parziale (art.200 dpr554/99) che di fatto ha consentito la ripresa delle attività lavorative nell'edificio in questione anche se con molti disagi per i dipendenti (non è in funzione l'impianto di climatizzazione estivo/invernale) e con forti limitazioni nell'uso di attrezzature essenziali allo svolgimento delle attività istituzionali. Ogni tanto ci chiamano per partecipare a verifiche di parti di impianto o anche a riverificare opere sulle quali avevamo formulato prescrizioni.
Insomma, dopo quasi 4 anni dalla mia nomina non si vede la fine e il compenso previsto in convenzione non basterà a coprire le spese.
- Fino a che punto la deontologia ci impone di portare a termine un simile incarico?
- Ci sono gli estremi per chiedere un adeguamento del compenso?
- Posso chiedere all'Ente di essere chiamato solo per il collaudo finale ad ultimazione avvenuta?
Ritengo che una Commissione di collaudo dovrebbe avere nei confronti della committenza un atteggiamento unitario.
Se ciò non fosse possibile e se il professionista che ha posto la domanda ritiene che la stazione appaltante non abbia svolto adeguatamente la propria funzione deve comunicare le sue riflessioni non solo al responsabile del procedimento ma anche alla direzione dell'Ente committente.
Non esistono impedimenti deontologici nel chiedere una rescissione del contratto, se nella convenzione firmata all'atto dell'accettazione dell'incarico di collaudo risultava che i lavori si sarebbero chiusi in un anno di tempo e se sono intervenuti impedimenti di carattere privato o professionale che impediscono il proseguimento dell'attività di collaudatore.
Se la somma pattuita come compenso si riferiva ad un anno di durata dei lavori, la maggiore durata degli stessi lavori, comportando maggiori oneri e spese, giustifica una riconsiderazione dell'importo della prestazione professionale richiesta.
Mi sembra molto difficile chiedere una modifica del collaudo da "in corso dopera a "finale" se l'importo dei lavori prevedeva il collaudo in corso d'opera.
Consulente: arch. Alessandra Montenero
Referente di area: Rita Traversi
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