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Bersani: “Adesso si faccia giudicare”
di admin|Pubblicato 7 Ottobre 2009
Immediate le reazioni del mondo politico non appena le agenzie hanno battuto la notizia della bocciatura del Lodo Alfano
Tantissime le reazioni del mondo politico non appena le agenzie hanno battuto la notizia della bocciatura del Lodo Alfano.
“La Corte Costituzionale ha assunto una decisione inattesa e impegnativa, sia perché nel nostro sistema costituzionale era già inserito un principio di immunità, esteso per di più a tutti i parlamentari, sia perché con una precedente sentenza la Corte aveva chiesto modifiche al Lodo Schifani, che erano state inserite nel lodo Alfano”, dice il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola.
“Non prevedo conseguenze politiche – ha proseguito Scajola – il governo Berlusconi ha il dovere di realizzare il programma adempiendo fino in fondo al mandato elettorale, soprattutto in questa fase delicata per l`economia. Al presidente Berlusconi – conclude – va in questo momento la mia solidarietà e il mio incoraggiamento a proseguire nell`azione di governo”.
18,50 MANTOVANO (PDL) . “E adesso, che cosa diranno tutti coloro che negli ultimi mesi hanno difeso a gran voce le prerogative del Parlamento? La decisione della Consulta dimostra che il Parlamento non deve guardarsi tanto da un Esecutivo che farebbe un uso eccessivo dei decreti legge; deve guardarsi – molto di più – da una Corte che manda segnali così contraddittori”, afferma il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano.
18,43 ANTONIO DI PIETRO (IDV) – Il lodo Alfano “e’ incostituzionale. E noi lo abbiamo detto subito, sin da quando ci riunimmo a piazza Navona in migliaia per gridare allo scandalo su questa legge che Berlusconi si e’ fatto per sistemare i suoi processi. Gia’ allora, ci rivolgemmo al capo dello Stato per pregarlo di non firmare questo scempio di incostituzionalità e immoralità”, attacca il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro
“Spero che da oggi, alla luce della decisione della Consulta – conclude – il presidente del Consiglio la smetta di fare leggi a proprio uso e consumo, si dimetta dall’incarico e vada a fare quello che da 15 anni si ostina a non voler fare: l’imputato. E spero che il presidente della Repubblica, d’ora in poi, non sia cosi’ frettoloso nel firmare provvedimenti incostituzionali e immorali’’.
ORE 18, 44 BONAIUTI (PDL) – “È una sentenza politica ma il presidente Berlusconi, il Governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall`aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto”. E’ il primo commento alla bocciatura costituzionale del Lodo Alfano da parte del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, portavoce del Premier Silvio Berlusconi.
18,40 PAOLO FERRERO (PRC) – “Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il cosiddetto lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge – afferma il segretario del Prc Paolo Ferrero – E a Bossi, che minaccia il ricorso al popolo, ci limitiamo a dire di lasciar perdere: troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare, loro e i loro discedenti, da quattro ciarlatani».
ORE 18,33 BERSANI (PD) – La sentenza della Consulta “va rispettata, e qualsiasi altra reazione sarebbe sorprendente”. E’ la reazione a caldo del candidato leader del Pd Pierluigi Bersani. “Mi pare che la sentenza metta un punto fermo. Senza legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche dello Stato sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio”.
“Mi auguro che ci sia rispetto da parte di tutti per la decisione della Corte – continua bersani – e spero che vengano usati toni adeguati e rispettosi. Mi stupirei di altre reazioni”. E quindi, il premier dovrebbe dimettersi? “Berlusconi continui a fare il suo mestiere – è la risposta – sapendo che deve andare a sentenza. Si concentri sui problemi del paese”. Ma dal Pd arriva un no al voto anticipato, ipotesi circolata circolata in ambienti del centrodestra: “Non tocca a loro dire cose di questo genere”.
ORE 18,22 SANTELLI (PDL) – “Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani, la Corte costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo extraprocessuale, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria”, dice Jole Santelli, vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera.
“Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta. Questa decisione pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese”.
ORE 18,18 BELISARIO (IDV) – “Noi riteniamo che il presidente Berlusconi debba trarne tutte le conseguenze. Si è fatto approvare una legge adesso che quella legge è stata cassata ed egli farebbe bene a prendere le valigie e a cambiare aria”, dice il presidente dei senatori dell’Idv, Felice Belisario, commentando la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Consulta.
Per l’Idv, aggiunge, “questo è un buon giorno. E’ la vittoria del diritto e di un milione di cittadini che avevano firmato per mandare gambe all’aria questa legge porcheria, una delle tante che ha fatto il governo Berlusconi”.
ORE 19,57 PARISI (PD) – “La sentenza della Corte riconduce Berlusconi nella sua condizione di cittadino comune”, afferma il parlamentare del Pd Arturo Parisi. “Questo – dice l’ex ministro – è l’esito indiscutibile della sentenza di oggi. Nell’attesa di leggere la sentenza possiamo solo dire che la Corte non ha inteso giudicare politicamente Berlusconi e neppure la maggioranza che lo sostiene”.
“Quando verrà il momento – prosegue – questo giudizio sarà affidato agli elettori, e sarà, ne sono sicuro, un giudizio di grave disapprovazione. Mentre il Presidente Berlusconi da Palazzo Chigi farà i conti col mandato chiesto agli italiani, il cittadino Berlusconi dia ora conto nelle aule dei tribunali delle accuse delle quali è imputato. Il compito della opposizione – conclude Parisi – è più che mai quella di difendere il Paese dal disastro sociale e morale prodotto dal governo Berlusconi e dalla minaccia contro le istituzioni”.
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