Source: http://www.appaltiecontratti.it/2018/07/13/necessaria-la-corrispondenza-tra-requisiti-di-qualificazione-e-quote-di-esecuzione-del-contratto-pubblico/
Timestamp: 2019-05-19 06:42:35+00:00
Document Index: 27112461

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 37', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 37', 'art. 11']

Contratti pubblici, requisiti di qualificazione e quote di esecuzione
Tag: requisiti di qualificazione
Con la pronuncia in commento, il Consiglio di Stato ha affrontato il tema della corrispondenza tra requisiti di qualificazione e quote di esecuzione del contratto pubblico in capo ai membri di un’ATI.
In particolare, il Consiglio di Stato ha, innanzitutto, ripercorso la distinzione tra requisiti di qualificazione, che attengono alle caratteristiche soggettive del concorrente e riguardano un aspetto essenziale per la valutazione delle potenzialità o meglio della capacità dell’aspirante a realizzare quanto poi eventualmente aggiudicatogli, quota di partecipazione, che esprime la percentuale di “presenza” all’interno del raggruppamento ed ha riflessi in riferimento alla responsabilità del componente del raggruppamento temporaneo di imprese e quota di esecuzione, che è la parte di lavoro, di servizio o di fornitura che verrà effettivamente realizzato nel caso di affidamento.
I giudici di Palazzo Spada hanno quindi dato atto che tutte le pronunzie successive alla novella del 2012 con riguardo all’interpretazione dell’art. 37, commi 4 e 13, del d.lgs. 163 del 2006, hanno superato quell’orientamento che sosteneva la necessità di un parallelismo, triplice e congiunto, fra quote di partecipazione, requisiti di qualificazione e quote di esecuzione, perché in contrasto con il tenore testuale delle disposizioni del codice dei contratti pubblici (e segnatamente, i commi 4 e 13 del citato articolo 37), con la sistematica del codice e del regolamento attuativo, nonché con i principi del favor partecipationis e della libertà giuridica di impresa.
Ciò non toglie, però, ad avviso dei giudici, che rimanga ferma la condizione del possesso della quota di qualificazione necessaria per eseguire la quota dell’appalto dichiarata nell’offerta; resta infatti fermo che ciascuna impresa va qualificata per la parte delle prestazioni che si impegna ad eseguire, nel rispetto delle speciali prescrizioni e modalità contenute nella normativa di gara.
04036/2018REG.PROV.COLL.
04520/2017 REG.RIC.
Costruzioni Idrauliche Stradali Agrarie e Forestali s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Salvatore Galluzzo, domiciliato ex art. 25 Cod. proc. amm. presso la Segreteria del Consiglio di Stato in Roma, piazza Capo di Ferro, n. 13;
Intercantieri Vittadello s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Gianluigi Pellegrino, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, Corso del Rinascimento, n. 11;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 25 gennaio 2018 il Cons. Angela Rotondano e uditi per le parti gli avvocati Leonardo, in dichiarata delega dell’avvocato Andrea Abbamonte, Franco Scocca, su delega dell’avvocato Stefano Salvatore Scoca, Antonella Coscarella e Gianluigi Pellegrino;
Con D.D.G. n. 4222 del 15 aprile 2016 l’Autorità regionale S.U.A. della Regione Calabria (di seguito solo “SUA”o “la Regione”)indiceva una procedura di gara, ai sensi degli artt. 54 e 55 del d. lgs. 163 del 2006, per la “realizzazione dell’impianto di valorizzazione e recupero spinto di MPS, da RD e RU residui, da avviare alla filiera del riciclaggio, con annessa piattaforma di valorizzazione della frazione organica (FORSU) da realizzare in loc. Alli nel comune di Catanzaro”, da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Inoltre – per quanto di interesse – il punto 11 del Disciplinare precisava che, nel caso in cui il concorrente avesse deciso di associare in raggruppamento temporaneo uno o più progettisti, i requisiti di progettazione, ad eccezione dei servizi di punta di cui al punto 3, avrebbero dovuto essere posseduti dalla capogruppo progettazione nella misura non superiore al 60 %, mentre la restante percentuale avrebbe dovuto essere posseduta cumulativamente dalle mandanti; in ogni caso, la mandataria avrebbe dovuto possedere i requisiti in misura percentuale superiore rispetto a ciascuna delle mandanti. Lo stesso punto 11 stabiliva che la progettazione esecutiva doveva essere espletata da una struttura operativa composta da almeno da otto figure di professionisti, tra cui uno con comprovata esperienza nel campo degli impianti elettrici e dell’automazione (in prosieguo anche solo professionista esperto) ed un geologo con comprovata esperienza, iscritti negli appositi albi dei rispettivi ordinamenti professionali, personalmente responsabili e nominativamente indicati in sede di presentazione dell’offerta.
Nei termini previsti pervenivano le domande di partecipazione di cinque concorrenti, tra cui quella della costituenda ATI Daneco Impianti che indicava quali professionisti in costituendo RTI il dott. Matteo Federico (geologo con comprovata esperienza) e l’ing. Esposito (professionista con comprovata esperienza nel campo degli impianti elettrici e dell’automazione), i quali dichiaravano che i requisiti generali e speciali di partecipazione di cui all’articolo 11 del Disciplinare “erano soddisfatti dal costituendo raggruppamento nel suo complesso”.
La commissione di gara, giusta verbale n. 1 del 10 ottobre 2016, con riferimento alla domanda di partecipazione dell’ATI Daneco rilevava che: a) la ripartizione delle quote relative all’attività di gestione, con specifico riferimento al solo servizio di trasposto rifiuti, non era corretta in quanto, in caso di sub-raggruppamento, la mandataria avrebbe dovuto possedere i requisiti ed eseguire la prestazione in misura maggioritaria laddove, nel caso di specie, le quote dichiarate dai componenti l’ATI corrispondevano al 20% per Daneco, al 40% per Germani, al 40 % per Area Sud Milano; inoltre la società Area Sud Milano S.p.A. aveva dichiarato una quota di esecuzione pari al 40%, pur essendo iscritta all’Albo dei Gestori Ambientali per la sola Categoria 4- Classe D, così che non era rispettato il principio di corrispondenza tra la qualificazione posseduta e la quota di esecuzione; b) risultava errata la designazione delle quote di esecuzione del servizio di ingegneria in quanto sia per il geologo che per il professionista con comprovata esperienza nel campo impianti elettrici e dell’automazione, associati in raggruppamento temporaneo con gli operatori indicati come assuntori del servizio di ingegneria e di architettura, pur non potendo dimostrare il possesso dei particolari requisiti richiesti dal bando, era stata indicata una percentuale di esecuzione del servizio.
3.2. L’ATI Daneco produceva la documentazione integrativa richiesta e rimodulava le quote di partecipazione ed esecuzione dei servizi di progettazione da parte dei componenti del raggruppamento temporaneo. In particolare, quanto alla ripartizione delle quote Daneco precisava che la Germani s.p.a. possedeva per intero (categoria 1 – classe A e categoria 4 – classe A) le iscrizioni all’Albo Gestori Ambientali richieste (categorie 1 classe B e 4 classe B) e quindi possedeva i requisiti in misura maggioritaria, per cui era la capogruppo del sub raggruppamento di trasporto; con riguardo al profilo della rimodulazione delle quote, riduceva all’1% le quote di partecipazione del geologo e del professionista, allegando una dichiarazione sostitutiva, sottoscritta da tutti i componenti del RTP e resa secondo l’Allegato “AS- 3 bis Atto di impegno per RTP”, in cui erano rimodulate le quote di partecipazione e di esecuzione dei servizi di architettura e di ingegneria, riducendole ad una quota dell’1% con la precisazione che l’ing. Antonio Esposito avrebbe svolto una prestazione ricadente nel codice IB.06 di cui al Decreto 143/2013, nella quota dello 1,52 % e che l’altro soggetto mandante, dott. Federico Matteo, si sarebbe occupato delle prestazioni geologiche nella quota del 100%”.
Avverso i predetti provvedimenti di esclusione, compreso il diniego di accesso agli atti, nonché il disciplinare di gara, se interpretato nel senso declinato dalla stazione appaltante, l’ATI Daneco proponeva ricorso al T.A.R. Calabria, sede di Catanzaro, deducendo l’illegittimità sotto plurimi profili.
Avverso la ricordata sentenza la costituenda ATI Daneco ha proposto appello, chiedendone la riforma in quanto viziata da plurimi errores in iudicando,così indicati: a) motivi sub I, III. e IV: violazione e falsa applicazione della lex specialisdi gara in combinato disposto con gli artt. 37, comma 4, e 46, comma 1 bis, del d.lgs. 163 del 2006, difetto del presupposto, violazione del principio di massima concorrenzialità e economicità dell’azione amministrativa, motivazione erronea e perplessa; b) motivo sub. II.: violazione e falsa applicazione della lex specialis di gara (punto 11 del disciplinare), in combinato disposto con l’art. 37 del d.lgs. 163 del 2006 e con il d.P.R. 207 del 2010, violazione e falsa applicazione della FAQ di gara n. 21, difetto del presupposto, motivazione erronea e perplessa. L’appellante, che ha anche chiesto la declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente stipulato e la condanna dell’amministrazione al risarcimento dei danni in forma specifica mediante subentro nell’esecuzione del contratto ovvero in via subordinata per equivalente, ha dichiarato di impugnare con l’atto di appello anche il provvedimento di aggiudicazione, provvisorio e definitivo, della gara al RTI tra Intercantieri Vittadello S.P.a., Calabria Maceri e Servizi S.p.a. e CISAF, valendo in tal senso tale motivo quale motivo aggiunto al ricorso di primo grado.
Con atto del 29 agosto 2017, Daneco rinunciava alla domanda cautelare.
Occorre preliminarmente esaminare le eccezioni preliminari sollevate dalle parti resistenti.
In ogni caso nel merito l’appello è infondato, non meritando la sentenza impugnata le critiche che le sono state rivolte, avendo essa fatto corretta applicazione dei consolidati principi giurisprudenziali applicabili alla fattispecie in esame (come affermati da Cons. Stato Ad. Plenaria, 30 gennaio 2014, n. 7; Ad. Plenaria 28 aprile 2014, n. 7; Cons. Stato, V, 22 agosto 2016 n. 3666).
In caso di appalto di servizi e forniture, pur senza pretendere anche la corrispondenza fra quote di partecipazione e quote di esecuzione, sussiste l’obbligo per le imprese raggruppate di indicare le parti del servizio o della fornitura facenti capo a ciascuna di esse e resta fermo anche per tale tipologia di appalti che ciascuna impresa deve essere qualificata per la parte di prestazioni che s’impegna ad eseguire, nel rispetto delle speciali prescrizioni e modalità contenute nella normativa di gara (cfr. Cons. Stato, V, 25 febbraio 2016 n. 786), con la conseguente necessaria corrispondenza tra le quote di qualificazione e le quote di esecuzione.
8.2. In punto di fatto giova ricordare che l’ATI Daneco aveva impugnato la sua esclusione dalla gara (nonché il provvedimento con cui la Stazione appaltante le ha negato l’accesso per difetto di una posizione differenziata) adducendo che erronea sarebbe stata la determinazione della stazione appaltante che le aveva – a suo avviso illegittimamente – richiesto la triplice corrispondenza tra criteri di qualificazione, quote di partecipazione, quote di esecuzione; ha altresì impugnato l’art. 11 del Disciplinare di gara, se interpretato nel senso che esso avrebbe richiesto per ogni associato all’RTP, a pena di esclusione, ed indipendentemente dalla qualifica professionale posseduta, una corrispondenza tra quota di partecipazione e quota di esecuzione lavori, tanto più che – sempre secondo l’ATI Daneco – gli stessi chiarimenti forniti dalla Stazione appaltante (FAQ 21) avevano categoricamente escluso la necessità della triplice corrispondenza tra gli elementi su indicati.
Avverso la pronuncia di primo grado che, a suo avviso avrebbe inopinatamente ritenuto corretto l’operato della stazione appaltante, l’A,TI, Daneco ha dedotto: a) con il primo motivo di appello, che il tribunale aveva omesso di considerare sia il principio di tassatività delle cause di esclusione, le quali sono tipiche e di stretta interpretazione, insuscettibili di estensione analogica, potendo così intervenire soltanto nelle ipotesi previste dalla legge o dalla lex specialis della procedura, sia quello di massima partecipazione alle gare, in base al quale “laddove …non sia ravvisabile la lesione di un interesse pubblico effettivo e rilevante, va accordata preferenza al favor partecipationis, in coerenza con l’interesse pubblico al più ampio confronto concorrenziale”.(Cons. Stato Sez. V, 21-07-2015, n. 3611), in asserita violazione dell’art. 37 del d.lgs. 163 del 2006, che impone alle imprese raggruppate il più modesto obbligo d’indicare le parti del servizio o della fornitura facenti capo a ciascuna di esse, senza pretendere anche l’obbligo della corrispondenza fra quote di partecipazione e quote di esecuzione; b) con il secondo motivo di appello che il tribunale avrebbe erroneamente ritenuto legittima la propria esclusione, lì dove la sanzione è stata disposta e giustificata in ragione della non corrispondenza tra la quota di partecipazione all’RTP e di esecuzione lavori ivi indicata da un lato e la “quota di qualificazione” posseduta dal Geologo e dal Professionista esperto dall’altro, benché il Raggruppamento di Progettisti nel suo insieme possedesse ampiamente i requisiti specifici richiesti dalla lex specialis e pur essendo i progettisti in questione qualificati per svolgere i servizi loro affidati in misura percentuale; il che confliggerebbe sia con il tenore dell’art. 11 del Disciplinare di gara (il quale richiedeva soltanto, per l’ipotesi in cui il concorrente avesse deciso di associare in raggruppamento temporaneo uno o più progettisti, che la percentuale di requisiti di progettazione residua – non riconducibile alla capogruppo – fosse posseduta cumulativamente dalle mandanti, senza richiedere alcuna corrispondenza tra quote di partecipazione e quote di esecuzione per i singoli professionisti), sia con l’interpretazione della legge di gara fornita dalla stessa Stazione appaltante la quale, con il chiarimento n. 21 alla domanda in merito all’obbligo di perfetta corrispondenza “tra i requisiti spesi dai progettisti raggruppati, le singole parti del servizio dagli stessi assunte e le quote di partecipazione al raggruppamento temporaneo dei progettisti”, aveva risposto in senso negativo riguardo all’esistenza di un siffatto obbligo; c) con il terzo motivo di appello la violazione delle norme (in particolare articolo 37, comma 4, e 46, comma 1 bis, del d.lgs. 163 del 2006) e dei principi in materia di soccorso istruttorio, lì dove ha ritenuto che questo non potesse operare nella fattispecie in esame ove si contestava l’assenza di un requisito di qualificazione, sostenendo per contro che, in assenza di disposizioni normative e della legge di gara che richiedessero a pena di esclusione la corrispondenza tra quote di partecipazione e quote di esecuzione in seno al raggruppamento di professionisti, la stazione appaltante avrebbe dovuto fornire indicazioni più precise al fine di rendere effettivo il soccorso istruttorio, laddove da nessun atto di gara era possibile desumere in quale specifica misura e in quale quota gli stessi professionisti, associati al raggruppamento in qualità di mandanti, avrebbero dovuto parteciparvi, con la conseguenza che la rimodulazione delle quote di partecipazione del geologo e del professionista esperto operata dall’ATI Daneco non poteva condurre alla sua esclusione dalla gara; d) con il quarto ed ultimo motivo di appello impugnazione che il giudice di prime cure sarebbe incorso in un error in iudicando lì dove non ha ravvisato l’illegittimità dell’operato della Stazione appaltante, omettendo di considerare che, trattandosi di un appalto avente ad oggetto la redazione della progettazione esecutiva, la figura del geologo non poteva non essere inserita nel raggruppamento dei professionisti, seppure con una quota limitata rispetto agli altri (come di fatto avvenuto, nella sola percentuale pari all’1%), in conformità all’orientamento giurisprudenziale consolidato che ritiene incompleta e indeterminata l’offerta in caso di mancata inclusione del geologo nel gruppo di progettazione.
8.3.1. In primo luogo, non coglie nel segno il primo motivo di impugnazione in quanto l’esclusione non è stata disposta dalla Stazione appaltante – e ritenuta legittima dal tribunale – in applicazione dei principio di triplice corrispondenza tra quote di partecipazione al raggruppamento, di esecuzione del servizio e di qualificazione, bensì in quanto due componenti del raggruppamento hanno dichiarato di eseguire determinate prestazioni oggetto di appalto e di assumere specifiche parti del complessivo servizio di progettazione senza possedere in misura corrispondente i requisiti di qualificazione prescritti dalla legge di gara. Come già osservato in precedenza, ciascuna impresa va, infatti, qualificata per la parte delle prestazioni che si impegna ad eseguire nel rispetto delle speciali prescrizioni e modalità contenute nella legge di gara: pertanto, non sussiste alcun necessario parallelismo tra quote di partecipazione e quote di esecuzione, né tra quote di partecipazione e requisiti di qualificazione, ma resta ferma la necessaria corrispondenza tra requisiti di qualificazione e quote di esecuzione del contratto pubblico.
L’appello proposto deve essere respinto.
I requisiti di qualificazione devono essere posseduti durante tutta la gara