Source: http://comune.tolfa.rm.it/comune/modulistica/richiesta-di-certificato-di-agibilita/
Timestamp: 2017-10-21 06:47:16+00:00
Document Index: 146861913

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 32', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 24']

Comune di Tolfa: Richiesta di certificato di agibilità
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Il certificato di agibilità è il provvedimento amministrativo che si colloca a valle dell’intervento edilizio e che ha la funzione di attestare la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati ai sensi della normativa tecnica in vigore al momento dell’intervento edilizio.
Il richiamo al concetto di salubrità deve essere inteso in senso ampio con riferimento non soltanto – come emerge chiaramente dalla lettera dell’art. 24, D.P.R. 380/2001 – al rispetto dell’igiene delle unità abitative, ma anche a tutte le forme di relazione tra il cittadino e l’ambiente, così come impone l’art. 32 Cost. in base al quale “…la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”.
In altre parole, per il tramite del certificato di agibilità viene attestato il rispetto degli standard minimi di qualità degli edifici (e dei relativi impianti serventi) per i quali deve farsi riferimento non soltanto alla disciplina interna tecnica e di settore, ma anche alla normativa comunitaria.
Per quali interventi deve essere richiesto
L’ambito degli interventi edilizi per i quali la legge impone la richiesta del certificato di agibilità è molto ampia e comprende:
gli interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle i sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati.
Va precisato che la richiesta deve essere effettuata non soltanto in riferimento alle nuove costruzioni destinate ad un uso esclusivamente abitativo, ma altresì a quelli destinati a finalità diverse e miste sempre che il loro utilizzo possa comportare l’accesso al fabbricato da parte delle persone.
La richiesta di rilascio del certificato di agibilità deve essere presentata:
dal soggetto titolare del permesso di costruire;
dal soggetto che ha presentato la denuncia di inizio attività;
dai successori del titolare del permesso di costruire o di colui che ha presentato la denuncia di inizio attività;
dai soggetti che hanno acquistato diritti sulla costruzione dal titolare del permesso di costruire o da colui che ha presentato la denuncia di inizio attività (ad es. coloro che hanno acquistato l’immobile).
Termini e conseguenze della mancata richiesta
L’art. 24 del D.P.R. 380/2001, infatti prevede che i soggetti sopra elencati debbano formulare la domanda per l’ottenimento del certificato entro quindici giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento edilizio, termine ultimo e perentorio.
In caso di mancata richiesta nel termine di legge, il testo unico per l’edilizia stabilisce una sanzione amministrativa il cui importo varia da un minimo di 77 Euro ad un massimo di 464 Euro.
Il procedimento di rilascio del certificato di agibilità prende inizio con la domanda presentata da uno dei soggetti sopra indicati.
La domanda va presentata all’Ufficio Urbanistica e arredo urbano e deve essere accompagnata da:
una copia della dichiarazione presentata per la iscrizione in catasto;
la richiesta di accatastamento dell’edificio, sottoscritta dal richiedente, che lo sportello unico provvede a trasmettere al catasto;
la dichiarazione sottoscritta dal richiedente di conformità dell’opera rispetto al progetto approvato;
la dichiarazione relativa alla avvenuta prosciugatura dei muri ed alla salubrità degli ambienti;
la dichiarazione dell’impresa installatrice che attesta la conformità degli impianti installati negli edifici adibiti ad uso civile alle prescrizioni di cui agli articoli 113 e 127 del D.P.R. 380/2001 (certificazione di conformità degli impianti e di collaudo), nonché all’art. 1, L. 9 gennaio 1991, n. 10, ovvero certificato di collaudo degli stessi, se previsto, ovvero ancora certificazione di conformità degli impianti prevista dagli articoli 111 e 126 del D.P.R. 380/2001, rilasciata in base al collaudo degli impianti effettuato a cura di professionisti abilitati.
L’Ufficio addetto è tenuto a controllare e verificare, oltre alla documentazione indicata poco sopra, anche:
il certificato del competente ufficio tecnico della Regione attestante la conformità delle opere eseguite nelle zone sismiche alle disposizioni previste per queste aree dal D.P.R. n. 380/2001;
la dichiarazione di conformità delle opere realizzate alla normativa vigente in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche.
In questa fase l’Amministrazione può invitare il richiedente ad integrare la documentazione allegata nel caso questa non sia ritenuta sufficiente.
Se la verifica è positiva il Comune rilascia il certificato di agibilità nel termine di trenta giorni dalla domanda. Questo termine può essere interrotto una sola volta nell’ipotesi in cui, per l’appunto, il responsabile del procedimento ritenga di chiedere delle integrazioni documentali. In tal caso dalla ricezione dei documenti comincia a decorrere un nuovo termine di altri trenta giorni.
Nel caso in cui, allo spirare di tale termine, il Comune non abbia provveduto a pronunciarsi e in sede di richiesta del permesso di costruire sia stato rilasciato il parere dell’A.S.L., si forma il c.d. silenzio assenso.
Se invece in sede di domanda di permesso il parere dell’A.S.L. è stato sostituito con l’autocertificazione circa la conformità del progetto alle norme igienico-sanitarie (possibilità contemplata dall’art. 20 del D.P.R. n. 380/2001), il silenzio-assenso si forma soltanto una volta trascorsi sessanta giorni dalla presentazione della richiesta del certificato.
D) Colui che ha sottoscritto un contratto preliminare di acquisto di un’immobile di nuova costruzione e’ tenuto a richiedere il certificato di agibilità?
R) La norma di legge (l’art. 24 del D.P.R. 380/2001) fa riferimento agli “aventi causa” dei soggetti titolari del permesso di costruire o di colui che ha presentato la denuncia di inizio attività. Il soggetto che ha sottoscritto un contratto preliminare, invece, non ha ancora acquistato il diritto di proprietà, ma soltanto il diritto (nonché il dovere) di stipulare il contratto definitivo. Per questo motivo si ritiene che in questa ipotesi l’onere di richiedere il certificato spetti al costruttore dell’immobile e non a colui che ha sottoscritto il contratto preliminare di acquisto dello stesso.
D) Se muta la destinazione d’uso dell’immobile e’ necessario richiedere e ottenere un nuovo certificato di agibilità?
R) Il legame tra le destinazione d’uso dell’immobile e l’agibilità dello stesso riveste un’importanza centrale nel procedimento di verifica dell’agibilità. Per questo motivo la valutazione circa l’agibilità deve essere rinnovata tutte le volte che viene modificata la destinazione d’uso dei locali (ad esempio, in caso di trasformazione da esercizio commerciale ad abitazione privata).
D) Nel caso in cui le opere realizzate siano differenti rispetto al progetto autorizzato, può essere rilasciato il certificato di agibilità?
R) La questione è molto controversa e le sentenze dei tribunali amministrativi, di primo e di secondo grado, l’hanno risolta negli anni in modo difforme, valorizzando spesso la funzione del certificato che tende ad accertare in via prioritaria il rispetto degli standard minimi di sicurezza e salubrità delle costruzioni e degli impianti. In sede penale, tuttavia, la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha avuto modo di precisare che esiste invece uno stretto legame tra le prescrizioni urbanistiche e i profili igienici e di sicurezza e che pertanto il certificato di agibilità presuppone la corrispondenze delle opere realizzate con il progetto autorizzato.
D) Lo Sportello unico per l’edilizia può rigettare la richiesta di certificato di agibilità motivata da carenza della documentazione allegata alla domanda senza prima richiedere le integrazioni?
R) La questione è controversa, ma nella giurisprudenza amministrativa non mancano sentenze che hanno ritenuto illegittimo il diniego del certificato di agibilità nell’ipotesi in cui il responsabile del procedimento non abbia provveduto a richiedere le opportune integrazioni alla documentazione prodotta.
Art. 24, D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380
Art. 25, D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380