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Timestamp: 2018-05-27 15:35:16+00:00
Document Index: 76302974

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 130', 'art. 132', 'art. 132', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ']

L'archivio del Direttore (a r.): Quanto dura la garanzia dei beni acquistati dal consumatore ?
Quanto dura la garanzia dei beni acquistati dal consumatore ?
C. Stato, 17 novembre 2015, Sez. VI, n. 5253
Con questa sentenza il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della Apple sotto tutti i profili, ritenendo tra l’altro lacunosa ed ingannevole la campagna pubblicitaria con cui veniva sostanzialmente riconosciuta la garanzia solo per il primo anno dall’acquisto ed invece a pagamento quella del secondo.
Riporto solo alcuni concetti essenziali della pronuncia rinviando alla lettura dell’intero provvedimento.
(Warhol, Campbell’S Soup Can (beef))
Ai sensi dell’art. 130 del d.lgs. n. 206 del 2005 "Il venditore è responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene" e che "in caso di difetto di conformità, il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione (...), ovvero ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto (...)”.
L'art. 132 stabilisce, inoltre, che "il venditore è responsabile, a norma dell'articolo 130, quando il difetto di conformità si manifesta entro il termine di due anni dalla consegna del bene".
Il consumatore deve però segnalare il difetto al venditore entro due mesi dalla scoperta, altrimenti decade dal diritto, cioè lo perde.
I difetti di conformità che si manifestano entro sei mesi dalla consegna del bene si presume che esistessero già a tale data.
L'art. 132 del Codice del Consumo deve essere letto in combinato disposto con la direttiva europea n.1999/44/CE sulle garanzie dei beni di consumo, di cui il Codice del consumo costituisce la legge di trasposizione in Italia. Tale direttiva CE, rimarcando il principio di gratuità, stabilisce che “Il venditore è responsabile, a norma dell'articolo 3, quando il difetto di conformità si manifesta entro il termine di due anni dalla consegna del bene. Se, a norma della legislazione nazionale, i diritti previsti all'articolo 3, paragrafo 2, sono soggetti a prescrizione, questa non può intervenire prima di due anni dalla data della consegna.
Il consumatore deve solo denunciare , cioè comunicare, il difetto di conformità, che è da considerarsi assolto nel momento in cui egli comunichi tempestivamente al venditore l'esistenza del difetto di conformità, non occorrendo che venga altresì fornita la prova di tale difetto, né che venga indicata la causa precisa di tale difetto (come si legge nella sentenza della Corte di giustizia 4 giugno 2015, causa c-497/13 ( nota come il caso Faber), in cui i giudici di Lussemburgo ( cfr. punti 62 e 63) ricordano “come emerge dalla formulazione dell’articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 1999/44, letto in combinato disposto con il suo considerando 19, e dalla finalità perseguita da tale disposizione, l’onere fatto gravare in tal modo sul consumatore non può spingersi oltre quello consistente nel denunciare al venditore l’esistenza di un difetto di conformità. Quanto al contenuto di tale informazione, in questa fase non si può esigere che il consumatore produca la prova che effettivamente un difetto di conformità colpisce il bene che ha acquistato. Tenuto conto dell’inferiorità in cui egli versa rispetto al venditore per quanto riguarda le informazioni sulle qualità di tale bene e sullo stato in cui esso è stato venduto, il consumatore non può neppure essere obbligato ad indicare la causa precisa di detto difetto di conformità. Per contro, affinché l’informazione possa essere utile per il venditore, essa dovrebbe contenere una serie di indicazioni, il cui grado di precisione varierà inevitabilmente in funzione delle circostanze specifiche di ciascun caso di specie, vertenti sulla natura del bene in oggetto, sul tenore del corrispondente contratto di vendita e sulle concrete manifestazioni del difetto di conformità lamentato”.
La stessa Corte di giustizia UE ha ritenuto che andasse accolta un'interpretazione estensiva della disciplina dell’ art. 3, par. 3 della direttiva, in quanto “la riparazione e la sostituzione di un bene non conforme devono essere effettuate non solo senza spese, ma anche entro un lasso di tempo ragionevole e senza notevoli inconvenienti per il consumatore. Questo triplice requisito è l'espressione della manifesta volontà del legislatore dell'Unione di garantire al consumatore una tutela effettiva” (cfr. punto 52, Corte di giustizia, causa C-87/09, 16 luglio 2011 e nello stesso senso Corte di giustizia, sentenza 17 aprile 2008, causa C-404/06).
Ne consegue che la gratuità della fruizione della garanzia legale deve essere assicurata, nell'arco dei due anni, con riferimento a tutti i passaggi ed agli incombenti necessari per farla valere (ivi comprese, significativamente, secondo la citata giurisprudenza comunitaria, le spese di spedizione).
Sulla base di quanto fin qui considerato in ordine ai contenuti specifici della garanzia di conformità, non appare coerente con il descritto regime giuridico una soluzione che consenta al venditore, decorsi sei mesi dalla consegna del bene, di affrancarsi dall'onere di riprendere in carico il prodotto per verificare la sussistenza del vizio denunciato.
Pubblicato da Mirko Trape' a 15:24
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