Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quarto/titolo-iii/capo-viii/sezione-iii/art1687.html
Timestamp: 2020-01-28 00:31:59+00:00
Document Index: 145647006

Matched Legal Cases: ['art. 1687', 'art. 1687', 'art. 1683', 'art. 1691', 'art. 1689', 'art. 407', 'art. 1689', 'art. 1687', 'art. 1174', 'art. 1228', 'art. 2043', 'art. 35', 'art. 29', 'art. 30', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1687', 'art. 1690', 'sentenza ', 'art. 1687', 'art. 1689', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 1687 codice civile - Riconsegna delle merci - Brocardi.it
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Articolo 1687 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1687 Codice civile
Il vettore deve mettere le cose trasportate a disposizione del destinatario nel luogo, nel termine e con le modalità indicati dal contratto o, in mancanza, dagli usi (1).
Se la riconsegna non deve eseguirsi presso il destinatario, il vettore deve dargli prontamente avviso dell'arrivo delle cose trasportate [1691].
La norma è volta a specificare le obbligazioni gravanti sul vettore (v. 1678 c.c.). L'obbligo di consegnare al destinatario la lettera di vettura è previsto per consentire a quest'ultimo di controllare i dettagli relativi alla merce.
Spiegazione dell'art. 1687 Codice civile
Avviso al destinatario e riconsegna
Si precisa in questo articolo il contenuto dell'obbligazione del vettore al luogo di arrivo della merce che consiste: a) nell'obbligo di avviso al destinatario dell'arrivo delle cose trasportate, b) nell'obbligo di mettere le cose a disposizione del destinatario, c) nell'obbligo di esibire al destinatario la lettera di vettura, ove questa sia stata rilasciata dal mittente.
L'obbligo dell'avviso sta in relazione all'obbligo del mittente di indicare al vettore all'atto della spedizione della merce la precisa destinazione della cosa (art. 1683). L'avviso non è subordinato dal codice ad alcuna forma particolare: può essere dato per lettera, per comunicazione verbale, per telefono. L'obbligo dell'avviso viene meno solamente se la cosa deve essere riconsegnata al domicilio del destinatario, perché in tal caso l'avviso e in re, oppure nel caso in cui il trasporto avvenga sulla base di una lettera di vettura o di una ricevuta di carico all'ordine se il mittente non ha indicato sul documento un domiciliatario nel luogo di destinazione (art. 1691, secondo comma). In caso d'omissione, di ritardo o di irregolarità di avviso — a meno che ciò non dipenda da insufficienti o equivoche indicazioni del mittente
vettore risponde dei danni.
L'obbligo di mettere le cose a disposizione del destinatario è l'obbligo finale del vettore. La messa a disposizione deve avvenire nel luogo, nel termine e con le modalità convenute dal contratto o, in difetto, dagli usi. Deve avere per oggetto le identiche cose consegnate dal mittente al vettore per il trasporto, deve essere totale. L'inadempienza di quest'obbligo importa mora debendi del vettore verso il mittente o, non appena il destinatario abbia richiesto la riconsegna, verso il destinatario (art. 1689).
L'obbligo di esibire al destinatazio la lettera di vettura (l'originale di essa), se rilasciata dal mittente, ha lo scopo di permettere al destinatario di controllare la provenienza, l'oggetto e le condizioni del trasporto, in relazione a quanto egli possa avere negoziato col mittente, e a fare il raffronto col duplicato della lettera di vettura, in quanto gli sia stato già trasmesso dal mittente. L'obbligo del vettore relativo alla lettera di vettura, non va però oltre l'esibizione. Un obbligo di consegna della lettera di vettura al destinatario, come era previsto dall'abrogato codice di commercio (art. 407), non esiste secondo il nuovo codice, il quale ha considerato che l'originale della lettera di vettura, debba restare presso il vettore, come prova dell'eseguito trasporto. In relazione a ciò è anche diversamente regolato il momento del trapasso dei diritti nascenti dal contratto di trasporto dal mittente al destinatario (art. 1689).
Massime relative all'art. 1687 Codice civile
Cass. civ. n. 21850/2017
Nel trasporto aereo di merci, l'attività svolta dall'impresa esercente il servizio di c.d. "handling" aeroportuale non viene resa in esecuzione di un autonomo contratto di deposito a favore di terzo, concluso tra l' "handler" (promittente) e il vettore (stipulante) a beneficio del mittente o del destinatario, ma rientra, come attività accessoria, nella complessiva prestazione che forma oggetto del contratto di trasporto, la quale non si esaurisce nel mero trasferimento delle cose ma comprende anche la fase ad esso antecedente (allorché l' "handler" riceve la merce dal mittente in funzione della consegna al vettore, nell'aeroporto di partenza) e la fase ad esso successiva (allorché riceve la merce dal vettore in funzione della messa a disposizione del destinatario, nell'aeroporto di destinazione), atteso che tale prestazione deve corrispondere, ai sensi dell'art. 1174 c.c., all'interesse del creditore ad ottenere la riconsegna delle cose trasportate nel luogo, nel termine e con le modalità indicate nel contratto medesimo; consegue da ciò che: a) l'operatore di "handling" assume la qualifica di ausiliario del vettore, in quanto soggetto terzo rispetto al contratto di trasporto, della cui opera il debitore si avvale per l'esecuzione di una parte della prestazione che ne forma oggetto; b) nell'ipotesi di perdita o avaria delle cose trasportate nella fase in cui le stesse sono affidate all' "handler", il proprietario di esse può agire contrattualmente nei confronti del vettore, il quale è responsabile del fatto colposo del proprio ausiliario, ai sensi dell'art. 1228 c.c.; c) nella medesima ipotesi, l'operatore di "handling" non risponde nei confronti del mittente o del destinatario a titolo contrattuale, non essendo parte del rapporto obbligatorio nascente dal contratto di trasporto, ma risponde, in solido con il vettore, a titolo extracontrattuale in quanto autore di un comportamento doloso o colposo imputabile ai sensi dell'art. 2043 c.c.; d) in quanto ausiliario del vettore aereo, l' "handler", pur rispondendo a titolo extracontrattuale, beneficia delle limitazioni di responsabilità previste, in favore del vettore medesimo e dei suoi dipendenti od incaricati, dagli artt. 22 e 30 della Convenzione di Montreal sul trasporto aereo (già artt. 22 e 25/A della Convenzione di Varsavia), nonché della disciplina uniforme convenzionale, dettata in tema di decadenza dall'azione risarcitoria e di prescrizione del diritto al risarcimento del danno, dall'art. 35 della Convenzione di Montreal (già art. 29 della Convenzione di Varsavia), salva l'ipotesi di condotta dolosa o coscientemente colposa, nella quale, ai sensi dell'art. 30, comma 3, della Convenzione di Montreal, la responsabilità dell'ausiliario resta illimitata.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 21850 del 20 settembre 2017)
Cass. civ. n. 25117/2010
La "messa a disposizione" prevista dall'articolo 1687 c.c. è un'operazione inerente al trasporto, consistente nel mettere a terra la cosa trasportata nel luogo di destinazione indicato nel contratto, crei è normalmente obbligato il vettore, che può essere peraltro convenzionalmente posta carico del destinatario, ovvero costituire oggetto di un contratto d'appalto - collegato o complementare a quello di trasporto - con il quale il vettore si assuma l'obbligo di eseguire le operazioni di scarico della cosa trasportata con organizzazione dei mezzi necessari e gestione a proprio rischio, particolarmente quando tali operazioni siano talmente complesse da richiedere l'impiego di mezzi straordinari, di cui il vettore normalmente non dispone, da effettuare con personale specializzato.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 25117 del 13 dicembre 2010)
Cass. civ. n. 4195/2010
La "messa a disposizione", quale obbligazione accessoria e funzionale all'esecuzione del contratto di trasporto prevista dall'art. 1687 c.c., consiste nello scaricare a terra, dal mezzo adibito a trasporto e nel luogo fissato per la riconsegna, la merce trasportata onde consentirne l'apprensione materiale al ricevente. Ne consegue che, quando non sia possibile effettuare la consegna delle cose al momento del loro arrivo a destinazione per fatto imputabile al destinatario, il vettore ha l'onere, per liberarsi dal suo persistente obbligo di conservare e custodire la merce, di chiedere istruzioni al mittente, ai sensi dell'art. 1690, primo comma, c.c. (Nella specie, alla stregua dell'enunciato principio, la S.C. ha rigettato il ricorso della ditta autotrasportarice che, eseguito il trasporto fino a destinazione, aveva lasciato la merce nei timor chi di cui la stessa aveva l'esclusiva disponibilità, merce che era stata trafugata da ignoti nell'area di parcheggio, prima che venisse scaricata nel luogo indicato dal destinatario, con la conseguenza che, fino al compimento di tale prestazione, essa si sarebbe dovuta considerare rimasta ancora nella sfera di detenzione e, perciò, di sorveglianza dello stesso vettore).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4195 del 22 febbraio 2010)
Cass. civ. n. 10392/1991
Nel trasporto di cose il vettore ha l'obbligo, ai sensi dell'art. 1687 c.c., di dare avviso al destinatario dell'arrivo delle cose trasportate e correlativamente anche del loro mancato arrivo nel caso di perdita durante il viaggio. Ne consegue che sullo stesso vettore, convenuto dal mittente con fazione di danno per la perdita durante il viaggio delle cose consegnategli, incombe l'onere della prova dell'avvenuta richiesta della riconsegna della merce da parte del destinatario ai sensi ed agli effetti previsti dall'art. 1689 c.c.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 10392 del 4 ottobre 1991)
Cass. civ. n. 9357/1990
Il servizio di cosiddetto handling negli aereoporti, che ha oggetto una serie di attività volte all'assistenza a terra dei passeggeri ed allo sbarco, custodia e riconsegna delle merci, senza comportare una dipendenza o «proposizione» dell'impresa che esercita il detto servizio rispetto alla società che effettua il trasporto, costituendo i servizi da quest'ultima autonomamente prestati in forza del relativo contratto con il vettore non un accessorio del contratto di trasporto, che si esaurisce con l'arrivo dell'aereo nell'aeroporto, bensì oggetto dei distinti rapporti obbligatori caratterizzati dalla prestazione di cui il vettore necessiti. Pertanto, in ipotesi di trasporto di merce, con la consegna da parte del vettore delle cose trasportate all'impresa esercente il servizio di handling (con l'obbligo di questa di custodirle e di restituirle al destinatario) si perfeziona tra i predetti soggetti un contratto di deposito a favore del terzo destinatario, con la conseguenza che quest'ultimo, in caso di avaria della merce nella fase di deposito, è legittimato a proporre, nel termine di prescrizione proprio di tale contratto, l'azione risarcitoria direttamente nei confronti dell'impresa esercente l'handling.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 9357 del 11 settembre 1990)