Source: http://www.pandosia.org/eolico-scacco-al-re/
Timestamp: 2019-09-23 03:02:46+00:00
Document Index: 42677788

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 12', 'art. 3', 'art.4', 'art.3', 'art. 3']

Eolico, scacco al re – Pandosia
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tribunale che con proprie sentenze-fotocopia ha ritenuto "la rilevanza e la non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 della suddetta legge regionale, in relazione agli artt. 3, 41, comma 1, e 117, comma 3, della Costituzione italiana, ordinando alla Regione l'immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale".
Le società Bluvento Srl, Wind Farm Srl, Energia Sud e Fri-El Spa non hanno perso tempo è hanno ottenuto con specifiche ordinanze del Tribunale Amministrativo Regionale l'immediata sospensione e annullamento delle delibere regionali relative ai dinieghi di giugno 2008 per il rilascio delle autorizzazioni uniche degli impianti eolici, così come prevede l'art. 12 del D.Lgs 387/03 e l'art. 3 della L.R. n. 9/2007.
Il re finito sotto scacco deve ora sperare nel pronunciamento da parte della Corte Costituzionale sulla legittima costituzionalità dell'art.4 della legge regionale sull'energia per rimandare al mittente le mossa della lobby eolica. L'articolo incriminato blocca la realizzazione di nuovi impianti eolici che non sono conformi alle procedure e alle valutazioni relative al Piano Energetico Regionale vigente, che fissa la quota di "eolo" a 128 Mw, quota gia superata e che con il rilascio di nuove autorizzazioni manderebbe ulteriormente per aria ogni regola, in attesa del nuovo PIEAR (Piano d’Indirizzo Energetico Ambientale Regionale). In parole povere, la Regione Basilicata, per confermare la costituzionalità dell'art.3 della Legge Regionale n.9/2007 "Disposizioni in materia di energia" ed i conseguenti dinieghi di autorizzazione unica ai sensi del D.Lgs 387/2003 resi alle società eoliche, è obbligata dal TAR Basilicata a sottoporre al giudizio della Corte Costituzionale la nuova legge regionale in materia di energia. Le lobbies del "vento in poppa" intenzionate più che mai a spolparsi fino al midollo quell'osso chiamato "incentivo di Stato", sperano nello "scacco matto" della Corte Costituzionale, per continuare senza interruzione di continuità il proprio programma di aggressione selvaggia alle "sacre" montagne dell'Appennino Lucano.
A considerazione dell'estrema necessità di puntare verso energie derivate dalle fonti rinnovabili e durevoli, come per l'appunto l'eolico, la politica messa in campo da parte delle Regione Basilicata di puntare sul mini-eolico (sono consentiti impianti con potenza nominale installata complessiva non superiore ai 100 Kw e per un numero massimo di cinque aerogeneratori, comma 2 dell'art. 3 L.R. n.9/2007) rappresenta certamente una svolta seria e responsabile che mette al muro grandi e piccoli colossi energetici che, invece, godono di piatti sempre più ricchi a base di "certificati verdi" e degli stessi CIP6, un minestrone di promozione del rinnovabile speculativo a trecento sessanta gradi che alla fine diventa esclusivo "osso ghiotto" per le uniche "società multinazionalizzate" sempre più onnipotenti, mentre l'energia condivisa dell’economista Jeremy Rifkin (vedi articolo “O Sole Mio”, n.3 di Terra di Basilicata) resta un sogno plasmato nelle menti degli spolpati.