Source: http://www.asmecomm.it/index.php/convenzionetributi?id=71
Timestamp: 2020-08-14 08:37:55+00:00
Document Index: 158456763

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 48', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3']

Newsletter - 14 febbraio 2014
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Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.45 del 14/02/2014
ANPCI ED ASMEL: SI RAFFORZA L’INTESA
Con l’obiettivo comune di continuare a produrre un sostegno forte e concreto ai piccoli Comuni d’Italia, ASMEL e l’Associazione Nazionale Piccoli Comuni hanno sottoscritto un accordo di collaborazione che punta ad ampliare la gamma e migliorare la qualità dei servizi per gli enti associati, specialmente di quelli a tecnologia avanzata. Tra i punti qualificanti dell’accordo spicca senz’altro la possibilità di aderire ad Asmel con una quota associativa ridotta in misura pari a quella già versata per l’adesione ad Anpci. In particolare, si segnala l’opportunità per i piccoli comuni di aderire senza oneri alla Centrale di Committenza “ASMECOMM” ex comma 3-bis dell’art. 33 del d.lgs. n. 163/2006 singoli o associati, garantendo ogni grado di autonomia per tutte le fasi della procedura (programmazione, redazione atti, nomina Rup/commissione, ecc) avvalendosi del supporto operativo e/o della piattaforma per le gare on-line. Qui il catalogo dei servizi gratuiti per gli associati 2014
GESTIONI ASSOCIATE PICCOLI COMUNI: DELEGITTIMATE LE REGIONI, DL DELIRIO AL PALO
In principio fu il decreto legge 78 del 2010, il Presidente del Consiglio era Berlusconi e Tremonti quale ministero dell’economia iniziava a confrontarsi con la crisi economica che stava arrivando. Con quel provvedimento si legiferava, quasi entrando a gamba tesa, sul sistema delle autonomie locali imponendo ai piccoli Comuni in maniera coatta forme e modi di gestione associata delle funzioni comunali. Tanta acqua è passata sotto i ponti. Quella norma specifica è stata oggetto di numerosissimi provvedimenti normativi che hanno sempre più rinviato la data di entrata in vigore dell’obbligo. Ad oggi, con gli ultimi provvedimenti di fine dicembre scorso, il termine è slittato alla fine del 2014.
Nel frattempo si è pronunciata anche la Corte costituzionale (Sentenza nr. 22 del 12/2/2014) che, di fatti, costringerà molte Regioni a ricominciare da capo nell’ottica di individuare le migliori dimensioni territoriali entro cui far confluire le gestioni associate. Buon ultimo è arrivato il ministro Del Rio che con il suo disegno di legge “città metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni” dovrebbe ridisegnare l’intero sistema delle autonomie locali, partendo dalla soppressione delle Province. Ora, sarà per il clima politico italiano che segna sempre burrasca sul barometro, o per una naturale propensione alla conservazione da parte del nostro legislatore, anche questa proposta si è appena arenata in Parlamento, con la motivazione tecnica del rinvio in Commissione Affari costituzionali. La conclusione? Le Regioni sono “delegittimate”, il Legislatore è distratto e i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, non riescono a poter programmare, non tanto le grandi linee, quanto la vita di ogni giorno, non sapendo fino a quando potranno erogare, ad esempio, il servizio di polizia municipale o dovranno preoccuparsi di unirsi ad altri enti, in maniera anche estemporanea, poiché una norma calata dall’alto lo ha deciso senza nemmeno comprendere di cosa stessero trattando.
CONTRATTI DIGITALI: DOPO IL RINVIO INTERVIENE ANCHE LA CORTE DEI CONTI
Anche la Corte dei Conti con deliberazione nr. 17 del 31/1/2014 interviene sul tema della stipula dei contratti pubblici. Alla domanda se deve essere usata obbligatoriamente ed esclusivamente la forma elettronica o se quest’ultima è alternativa alla forma cartacea o se, infine, debba essere usata la forma cartacea, i giudici affermano che: 1) in caso di adozione del rogito notarile, quest’ultimo sarà sostituito dal documento informatico notarile, a pena di nullità, alla stregua del preciso richiamo della norma; 2) il contratto sarà concluso in modalità elettronica, solo se la stessa è prevista quale metodologia esclusiva da specifiche norme di legge o di regolamento applicabili alla stazione appaltante (contratti di appalti di servizi e forniture che si perfezionano sul MEPA): in tal caso la modalità elettronica è un requisito ad substantiam a pena di nullità; 3) laddove non è obbligatoriamente prevista la modalità elettronica, è sempre possibile stipulare il contratto in forma pubblica amministrativa, ai sensi dell’art. 16 del R.D. 18 novembre 1923, n. 2440, con l’intervento dell’Ufficiale rogante, su supporto cartaceo; . 4) la scrittura privata autenticata, su supporto cartaceo, può essere utilizzata in tutti i casi in cui tale forma è prevista per la conclusione del contratto (scambio di proposta ed accettazione nei contratti inter absentes); in caso di trattativa privata, infatti, conservano piena validità le forme di stipulazione previste dall’art. 17 del R.D. 18 novembre 1923. In vista dell’obbligo del formato digitale differito dal decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, "Destinazione Italia", al 1° luglio 2014 per gli atti pubblici e al 1° gennaio 2015 per le scritture private, e dei chiarimenti auspicabili di cui abbiamo più volte dato conto nel nostro notiziario, ricordiamo che verrà presentato al Forum Appalti & Contratti 2014 il Software per la gestione e l’archiviazione dei contratti informatici gratuito per gli associati. Qui la deliberazione nr. 17/2014. Per informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
NELL’82% DEI COMUNI SI COSTRUISCE IN ZONE A RISCHIO IDROGEOLOGICO
Nell’82% dei comuni ci sono aree a rischio idrogeologico secondo il dossier annuale del Dipartimento di Protezione Civile e Legambiente che ha monitorato 1354 enti in cui sono presenti zone esposte a maggiore pericolo. Il dossier ha rilevato che negli ultimi dieci anni sono stati edificate abitazioni e impianti industriali nelle aree a rischio e che solo 55 comuni hanno iniziato a delocalizzare le case esposte a maggiore pericolo. Lo spostamento degli impianti industriali a rischio è stato invece avviato solo in 27 comuni. In 1109 comuni (l’82% del campione esaminato) sono presenti abitazioni in aree golenali, in prossimità degli alvei e in aree a rischio frana. Nel 58% dei comuni nelle aree a rischio sono presenti fabbricati industriali che, in caso di calamità, comportano un grave pericolo oltre che per le vite dei dipendenti, per l’eventualità di sversamento di prodotti inquinanti. Nel 18% dei comuni campione, nelle aree a rischio idrogeologico sono state realizzate strutture sensibili come scuole e ospedali. Nel 24% dei casi, inoltre, risultano a rischio strutture ricettive e commerciali. La situazione non è cambiata nell’ultimo decennio. In 186 comuni sono state infatti costruite strutture nelle aree a rischio. In 147 di questi (il 79%) sono state costruite abitazioni, in 31 comuni interi quartieri, in 60 comuni fabbricati industriali, in 15 comuni scuole e ospedali, in 27 comuni (15%) strutture ricettive e in 31 amministrazioni comunali sono sorte strutture commerciali. Infine, in 153 comuni sono stati tombinati e coperti tratti dei corsi d’acqua con la conseguente urbanizzazione degli spazi sovrastanti.I comuni più virtuosi nelle attività di mitigazione del rischio idrogeologico sono risultati Calenzano (FI), Agnana Calabra (RC) e Monasterolo Bormida (AT). Sul versante opposto della classifica si sono posizionati San Pietro di Caridà (RC), Varsi (PR) e San Giuseppe Vesuviano (NA). Qui il dossier completo.
AVCP: I MODELLI DI SEGNALAZIONE PER ESCLUSIONI E INADEMPIMENTI
L'aggiornamento è stato necessario per le ultime modifiche al Codice dei contratti. L'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, con un Comunicato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 28 del 4 febbraio scorso, ha reso noto di avere adeguato i modelli di segnalazione relativi alle cause di esclusione da procedure di affidamento di contratti pubblici, alle notizie utili intervenute dopo l'aggiudicazione definitiva degli appalti, nonché alla mancata comprova dei requisiti di ordine speciale in sede di gara già allegati al comunicato 29 luglio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18 agosto 2010.I nuovi modelli di segnalazione sono adeguati al mutato quadro normativo e contestualmente, nelle more della definizione di un procedimento per l'acquisizione informatica delle suddette segnalazioni, sono stati semplificati.
LE LINEE GUIDA DELL’AVCP PER IL CONTROLLO DEI REQUISITI SPECIALI
Nella determinazione 1/2014 dell’ Autorità di vigilanza troviamo le indicazioni operative sul procedimento di verifica dei requisiti speciali per la partecipazione alle procedure di affidamento dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (art. 48 del D. LGS. 12 aprile 2006, n. 163). La materia, già affrontata con una precedente determinazione del 2009, è stata oggetto di revisione. Il procedimento di verifica è obbligatorio da parte della stazione appaltante per tutti i contratti aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture, nei settori ordinari, sia sopra che sotto soglia comunitaria, aggiudicati con procedura aperta, ristretta, negoziata, con o senza pubblicazione di bando di gara o con dialogo competitivo. Nel bando, o nella lettera di invito, devono essere espresse non tanto l’attivazione della procedura di verifica né il numero di soggetti sottoposti a verifica, quanto indicazioni riguardanti i mezzi di prova che gli operatori economici sono tenuti a produrre per dimostrare la veridicità di quanto dichiarato e i requisiti minimi di partecipazione previsti nel bando di gara nonché i criteri per la valutazione degli stessi. L’attuale determinazione n. 1 del 2014 qui riportata sostituisce la precedente determinazione n. 5 del 2009.
CONSIGLIO DI STATO: CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI DI GARA E PERICOLO DI MANOMISSIONE
L’integrità dei plichi che contengono le offerte è garanzia della segretezza delle stesse nonché della par condicio di tutti i concorrenti ed assicura il rispetto dei principi di buon andamento e di imparzialità che deve caratterizzare l´azione amministrativa. I verbali devono contenere, tra le altre cose, specifiche indicazioni sulle cautele adottate a preservare la segretezza della gara e l’individuazione di un soggetto responsabile alla custodia dei plichi. Questo ciò che ha ribadito l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con sentenza del 3 febbraio 2014. In sintesi ogni autorità giurisdizionale o amministrativa deve poter accertare facilmente quali siano stati i passaggi dei plichi, chi li ha avuti in consegna e dove sono stati posti nel corso del tempo, dalla sola lettura dei verbali di consegna. Basterebbe appurare che la documentazione di gara sia rimasta esposta al rischio di manomissione per ritenere invalide le operazioni di gara.
DICHIARAZIONI DI CONDANNE PENALI SOLO SE ESPRESSAMENTE RICHIESTE DAL BANDO
Solo se indicato espressamente nel bando l’omessa dichiarazione di alcune condanne penali viene sanzionata con l’esclusione dalla gara. In caso contrario, e in presenza di reati di lieve entità, il concorrente può omettere la dichiarazione. Il concorrente non può autonomamente ed in modo soggettivo capire quali sono i fatti da dichiarare e sindacare sulla loro entità pertanto, se la dichiarazione è resa su modelli predisposti dalla stazione appaltante e gli stessi risultano formulati in modo ambiguo o equivoco, l’esclusione dalla gara non può dipendere dall’incompletezza della dichiarazione resa. Questo è ciò che si può desumere dalla sentenza del Consiglio di Staton. 507 del 4 febbraio 2014 qui riportata.
STAZIONI APPALTANTI VINCOLATE ALL’ACCERTAMENTO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Il TAR Veneto, con sentenza n. 152 dell’8 febbraio 2014, ha legittimato l’esclusione dalla gara di una ditta che risultava inadempiente verso gli obblighi relativi a imposte e tasse alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda. Nulla può nemmeno il successivo risanamento della situazione debitoria. L’esistenza della violazione deve essere certificata dall’Agenzia delle Entrate tramite apposita attestazione. Da ciò deriva che le stazioni appaltanti devono pretendere le certificazioni relative alla regolarità tributaria delle imprese partecipanti a procedure di gara per l'aggiudicazione di appalti con la Pubblica amministrazione. Qui la sentenza in oggetto.
DOCUMENTO SCADUTO E AMMISSIONE ALLA GARA
Il Tar Sicilia, con una sentenza del 10 febbraio, ha giudicato legittima l’ammissione alla partecipazione di una gara da parte di una stazione appaltante a una ditta che, unitamente all’offerta, aveva prodotto una carta di identità formalmente scaduta alla data di presentazione della domanda di partecipazione alla gara stessa, ma non scaduta alla data di entrata in vigore del decreto n. 112 del 2008, che. Questo è stato possibile alla luce di due considerazioni: in primo luogo, l’attestazione non è prevista dalla legge ma da circolari del Ministero dell’Interno il quale, peraltro, ha sottolineato la natura certificatori del documento, inoltre la commissione di gara avrebbe potuto provvedere al cosiddetto soccorso istruttorio, trattandosi comunque di documento valido per legge. Qui la sentenza nr. 401 del 10/2/2014.
RIAPERTA LA CONSULTAZIONE ON LINE PER I BANDI-TIPO PER L’AFFIDAMENTO DI LAVORI PUBBLICI
Il nuove termine per l’invio delle osservazioni è fissato al 14 marzo 2014. Dopo l’avviso del 30 settembre 2013 con cui l’Autorità aveva deliberato di sospendere la consultazione avente ad oggetto i bandi-tipo per i lavori pubblici, in attesa di conoscere il quadro normativo conseguente al parere n. 3014, reso dal Consiglio di Stato in data 26 giugno 2013 in sede di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con il quale sono state dichiarate illegittime alcune rilevanti norme in materia di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici. In considerazione del regime transitorio disposto dall’art. 3, comma 9, del d.l. 30 dicembre 2013, n. 151 (cd. “milleproroghe”) a norma del quale, nelle more di adozione delle disposizioni regolamentari sostitutive delle norme annullate, continuano a trovare applicazione le regole previgenti, l’Autorità ha deliberato di riaprire la consultazione on-line sospesa nel mese di settembre 2013. La riapertura della consultazione è finalizzata a dare l’opportunità a tutti gli operatori del settore di formulare osservazioni sulla documentazione, con particolare riguardo ai soggetti che non hanno ritenuto utile inviare un contributo a seguito della sospensione delle attività.