Source: http://arpa.puglia.it/web/guest/aia_attivita;jsessionid=338FFEF491B89423E07BF845EFE8D002
Timestamp: 2017-07-25 04:34:26+00:00
Document Index: 50679895

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 29', 'art. 7', 'art. 29', 'art. 4', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29']

Controllo e Prevenzione Integrata dell’Inquinamento IPPC è acronimo di Integrated Pollution Prevention and Control ovvero Controllo e Prevenzione Integrata dell’Inquinamento. Tale concetto è stato introdotto con la Direttiva 96/61/CE del 24 novembre 1996, anche chiamata direttiva IPPC, abrogata e sostituita dalla Direttiva 2008/1/CE del 15 gennaio 2008, attualmente sostituita dalla Direttiva 2010/75/UE (che comprende diverse direttive in tema di inquinamento industriale).La direttiva prevede un nuovo approccio per la riduzione degli impatti ambientali con la graduale applicazione di un insieme di soluzioni tecniche (impiantistiche, gestionali e di controllo) per evitare, o, qualora non sia possibile, ridurre, le emissioni di inquinanti nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese misure relative ai rifiuti.Queste tecniche sono indicate con il nome di BAT (Best Available Technique) o MTD (Migliori Tecniche Disponibili). L’adozione delle BAT da parte delle aziende e la prescrizione di queste da parte degli enti competenti è guidata dalle BREFs, Linee Guida europee (http://eippcb.jrc.ec.europa.eu/reference/), alcune delle quali sono già recepite in Italia con decreti ministeriali, le altre sono in fase di recepimento. In questi documenti sono descritte le tecniche (impiantistiche, gestionali e di controllo) presenti sul mercato e le relative prestazioni ambientali.In Italia la Direttiva IPPC è stata recepita dal D.Lgs. 372/1999, in seguito abrogato dal D.Lgs. 59/2005. Il 26 agosto 2010 è entrato in vigore il D.Lgs 128/2010 che apporta alcune modifiche al Testo Unico Ambientale. Tale decreto abroga il D.Lgs 59/2005 che viene assorbito interamente dal D.Lgs 152/06 e s.m.i. al Titolo III-bis della Parte II. La direttiva IPPC introduce alcuni importanti aspetti innovativi: l’adozione di un approccio integrato nella valutazione degli aspetti ambientali evitando di compromettere nel contempo lo sviluppo economico del settore;la messa a punto di un piano di monitoraggio ambientale da parte dell’azienda;la trasparenza del procedimento amministrativo e il coinvolgimento col pubblico;il superamento dell’approccio finora adottato di “command and control” a favore di una collaborazione tra gestore, autorità competente, autorità di controllo e associazioni di categoria.Le Autorizzazioni Integrate AmbientaliLe aziende individuate dalla Direttiva IPPC sono soggette all’ottenimento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.), quale provvedimento amministrativo che autorizza l'esercizio di un impianto, o di parte di esso, secondo determinate condizioni atte a garantire il rispetto dei requisiti di cui al Titolo IIIbis del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i., che costituisce l’attuale recepimento nazionale della Direttiva 2008/1/CE sulla “Prevenzione e la Riduzione Integrate dell’Inquinamento”, detta Direttiva IPPC.Al fine di conseguire un livello elevato di protezione dell´ambiente nel suo complesso, l’A.I.A. prevede l’adozione da parte dei Gestori delle attività produttive, di cui all’Allegato VIII del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i., delle Best Available Techniques (BAT) definite dalle linee guida nazionali che tengono conto di quanto previsto dai Documenti BREF (BAT Reference Documents) pubblicati dalla Commissione Europea.In relazione alle diverse tipologie di attività industriali, ai sensi dell’art. 29 quater del citato Decreto, l’A.I.A. sostituisce, ad ogni effetto, le autorizzazioni ambientali indicate dall’Allegato IX del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i. ovvero le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, allo scarico, allo smaltimento degli apparecchi contenenti PCB-PCT, all'utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura e l’autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti.Tale autorizzazione è rilasciata tenendo conto di quanto indicato dall´Allegato XI del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i., delle informazioni diffuse ai sensi dell´art. 29-terdecies, comma 4, del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i., dei documenti BREF (BAT Reference Documents) pubblicati dalla Commissione Europea, nonché di quanto previsto dalle Linee Guida per l´Individuazione e l´Utilizzo delle Migliori Tecniche Disponibili, emanate con decreti ministeriali.La competenza in materia di A.I.A. è affidata alla Regione Puglia per le attività industriali di cui all’Allegato VIII del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i. ad, eccezione delle categorie di impianti individuate dall’Allegato XII del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i., la cui competenza in materia è in capo al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare (M.A.T.T.M.).Per le attività industriali di competenza regionale, l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di A.I.A. è stato delegato dalla Regione alle Province competenti per territorio, ai sensi dell’art. 7 della Legge Regionale n. 17 del 14.06.2007. Con l’emanazione della Legge Regionale n. 3 del 12.02.2014, le funzioni amministrative per l’istruttoria e il rilascio di provvedimenti di autorizzazione integrata ambientale per l’esercizio degli impianti esistenti e nuovi, nonché il riesame, il rinnovo e l’aggiornamento, è stata conferita dalla Regione Puglia alle Provincie competenti per territorio in relazione a tutte le categorie di attività elencate nell’allegato VIII alla Parte II del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i..La procedura per il rilascio delle A.I.A. è definita dall’art. 29quater del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i.. L’A.I.A. deve prevedere tutte le “misure intese a evitare, ove possibile, o a ridurre le emissioni nell´aria, nell´acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti, per conseguire un livello elevato di protezione dell´ambiente salve le disposizioni sulla valutazione di impatto ambientale”, così come definito dall’art. 4 del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i..In relazione alla procedura istruttoria connessa al rilascio delle A.I.A. da parte dell’Autorità Competente, ARPA Puglia fornisce il supporto tecnico necessario in relazione all’attuazione delle misure necessarie al fine di conseguire un livello elevato di protezione dell´ambiente nel suo complesso e di garantire l’attuazione delle Migliori Tecniche Disponibili, secondo quanto previsto dall’art. 29-septies del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i..In particolare, ai sensi dell’art. 29-quater, comma 7, del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i., ISPRA ed ARPA Puglia esprimono le proprie valutazioni tecniche per quanto riguarda il monitoraggio ed il controllo degli impianti e delle emissioni nell’ambiente, in sede di Conferenza dei Servizi, rispettivamente in relazione agli impianti di competenza statale e regionale. Le Ispezioni AmbientaliLe attività di controllo ai fini dell’attuazione di quanto previsto dalle A.I.A., rilasciate ai sensi del Titolo IIIbis del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i., sono svolte da ARPA Puglia per le attività produttive, di cui all’Allegato VIII del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i., di competenza regionale. L’Agenzia effettua anche le attività di controllo presso gli stabilimenti di competenza statale, ai sensi dell’art. 29-decies del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i., sulla base di specifica Convenzione stipulata con ISPRA.Il Servizio Tecnologie della Sicurezza e Gestione delle Emergenze provvede alle attività di programmazione e coordinamento delle attività di controllo presso gli impianti industriali in possesso di A.I.A. di competenza regionale e garantisce l’attuazione del programma dei controlli definito in collaborazione con ISPRA in relazione agli impianti in possesso di A.I.A di competenza statale. rubrica |