Source: http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/valutazione-dei-rischi-C-59/al-via-dal-primo-giugno-le-procedure-standardizzate-per-le-pmi-AR-12847/
Timestamp: 2016-07-25 09:58:46+00:00
Document Index: 91049012

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art.28', 'art.29', 'art.\n65', 'art. 28', 'art. 1']

16 maggio 2013 - Cat: Valutazione dei rischi
Roma, 16 Mag – Come sottolineato dalla Nota del 31 gennaio 2013 del Ministero del Lavoro, il prossimo 31 maggio 2013 è la data ultima per l’ autocertificazione della valutazione dei rischi ai sensi dell’articolo 29, comma 5, del Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, e s.m.i..
Si chiude in questo modo un capitolo, quello delle autocertificazioni per le aziende fino a 10 dipendenti, che se da un lato aveva semplificato alle PMI il rispetto degli adempimenti del D.Lgs. 81/2008, dall’altro aveva portato molte aziende, interpretando erroneamente la normativa, ad un vero e proprio esonero dall'obbligo di valutare i rischi.
Dunque dal primo giugno, come indicato dal Decreto Interministeriale del 30 novembre 2012 sulle procedure standardizzate, i datori di lavoro di imprese che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi ai sensi dell'articolo 29 comma 5, del D.Lgs. n. 81/2008 secondo le disposizioni del documento “Procedure standardizzate per la valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 29 D.Lgs. 81/2008”, documento approvato dalla Commissione Consultiva in data 16 maggio 2012.
le procedure standardizzate per la valutazione dei rischi possono essere
utilizzate anche dalle imprese
fino a 50 lavoratori.
in questo caso “sono escluse da tale disposizione le aziende che per
particolare condizione di rischio o dimensione sono chiamate ad effettuare la
valutazione dei rischi, ai sensi dell’art.28”. Ad esempio le aziende già
indicate, di cui all’articolo 31, comma 6 del D.Lgs. 81/2008, e le aziende in
cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici,
esposizione all’amianto (art.29 comma 7).
questo breve articolo di promemoria
della scadenza del 31 maggio 2013, riprendiamo brevemente alcuni punti del
documento approvato dalla Commissione Consultiva e allegato al decreto. Il
documento è composto di due parti:
le procedure vere e proprie e la modulistica per la redazione del documento di valutazione dei
rischi aziendale.
procedure standardizzate prevedono quattro
-descrizione dell'azienda, del ciclo
lavorativo/attività e delle mansioni (descrizioni generali dell’azienda,
delle lavorazioni e mansioni);
-individuazione dei pericoli presenti in
-valutazione dei rischi associati ai pericoli
(identificazione delle mansioni e degli ambienti, individuazione degli
strumenti informativi di supporto per la valutazione, effettuazione della
valutazione per i pericoli individuati, individuazione delle adeguate misure di
prevenzione e protezione, indicazione delle misure attuate);
-definizione del programma di
miglioramento (individuazione delle misure per garantire il miglioramento nel
dei livelli di sicurezza e individuazione delle procedure per l’attuazione
delle misure).
i nostri lettori a precedenti articoli
di PuntoSicuro
relativi ai “quattro passi” elencati dal documento della Commissione
Consultiva, ci soffermiamo brevemente sull’individuazione
dei pericoli presenti in azienda.
individuare i pericoli è possibile utilizzare il Modulo 2, allegato al documento approvato. Il
modulo riporta le famiglie di pericoli, i pericoli, i riferimenti legislativi e
alcuni esempi di incidenti. Riportiamo brevemente le “famiglie di pericoli” citate nel modulo:
Luoghi di lavoro: al chiuso (anche in riferimento ai locali sotterranei art.
65); all’aperto;
- Ambienti confinati o
a sospetto rischio di inquinamento;
- Impianti di servizio;
- Attrezzature di lavoro -
Impianti di produzione, apparecchi e macchinari fissi;
Apparecchi e dispositivi elettrici o ad azionamento non manuale trasportabili,
portatili - Apparecchi termici trasportabili - Attrezzature in pressione
Altre attrezzature a motore;
-Utensili manuali; - Scariche atmosferiche; - Lavoro al
videoterminale; - Agenti fisici;
Sostanze pericolose; - Agenti biologici; - Atmosfere esplosive; - Incendio; - Altre emergenze; - Fattori organizzativi; - Condizioni di lavoro
particolari; - Pericoli connessi
all’interazione con persone; - Pericoli connessi
all’interazione con animali; - Movimentazione manuale
dei carichi; - Lavori sotto tensione - Lavori in prossimità di
parti attive di impianti elettrici; - altro”. Il terzo passo è relativo alla valutazione dei rischi associati ai
pericoli individuati e identificazione delle misure di prevenzione e protezione
attuate: -
identificazione delle mansioni ricoperte dalle persone esposte e degli ambienti
di lavoro interessati in relazione ai pericoli individuati;
individuazione di strumenti informativi di supporto per l’effettuazione della
valutazione dei rischi (registro infortuni, profili di rischio, banche dati su
fattori di rischio indici infortunistici, liste di controllo, ecc.);
effettuazione della valutazione dei rischi per tutti i pericoli individuati”; -
“individuazione delle adeguate misure di prevenzione e protezione”. Qualora
poi si verifichi che “non tutte le adeguate misure di prevenzione e protezione
previste dalla legislazione sono state attuate, si dovrà provvedere con
interventi immediati”.
pratica per ciascun pericolo individuato nel Modulo 2, si deve accertare “che i requisiti previsti dalla
legislazione vigente siano soddisfatti (se del caso, anche avvalendosi delle
norme tecniche), verificando che siano attuate tutte le misure tecniche,
organizzative, procedurali, DPI, di informazione, formazione e addestramento,
di sorveglianza sanitaria (ove prevista)
necessarie a garantire la salute e sicurezza dei lavoratori”. Inoltre nella
valutazione si deve tener conto delle “condizioni che possono determinare una
specifica esposizione ai rischi, tra cui anche quelli riguardanti le
lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 26 marzo
2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di
(considerando le problematiche al maschile e al femminile), all’età
(considerando non solo i giovani lavoratori, ma le fasce di età avanzata, quali
gli over 50), alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica
tipologia contrattuale (art. 28, c. 1, del D.Lgs. 81/08 s.m.i.)”.
Il Modulo 3 (allegato al documento e
suddiviso in due sezioni: “Valutazione dei rischi e misure attuate” e
“Programma di miglioramento”) permette di documentare sinteticamente la
valutazione dei rischi, l’individuazione delle misure di prevenzione e
protezione attuate e il programma di miglioramento. In particolare “si può
scegliere, secondo la modalità che si riterrà più adatta alle caratteristiche
dell’azienda, se effettuare la valutazione del rischio e la conseguente
compilazione del modulo 3 a partire dall’Area/Reparto/Luogo di lavoro o dalle
mansioni/postazioni o dai pericoli individuati”.
con il quarto passo, relativo alla definizione del programma di miglioramento:
le misure che saranno ritenute opportune per il miglioramento della tutela
della salute e sicurezza dei lavoratori devono essere indicate nella colonna 6
del Modulo 3.
Per programma di miglioramento “si
intende il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel
dei livelli di salute e sicurezza (fra le quali ad esempio il controllo delle
misure di sicurezza attuate per verificarne lo stato di efficienza e di
funzionalità)”.
Lavoro e delle Politiche Sociali - Comunicato - Recepimento delle procedure
lettera f), del medesimo decreto legislativo. Tiziano
Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Commenta questo articolo!Rispondi Autore: Luigi Caputo16/05/2013 (13:25:16)La scadenza per l'autocertificazione dei rischi è il 31 maggio 2013 come si riporta in questo articolo oppure quella del 30 giugno 2013 come riportata dallo stesso Tiziano Menduto (nel n. 2997 del 21/12/2012 di Punto Sicuro) ? Il termine in questione infatti è stato rinviato al 30 giugno 2013 dall'art. 1, co. 388, della L. 24/12/2012, n. 228 (Legge di stabilità 2013). Ringrazio . Luigi CaputoRispondi Autore: Pietro Caridi16/05/2013 (20:13:50)Il mio quesito è sempre lo stesso, anche se c'è stato un chiarimento dalla commissione per gli interpelli, dopo la data del 1° giugno i documenti redatti magari con software, che impostano la valutazione dei rischi prevalentemente sulle fasi di lavoro, prevedendo unicamente misure di prevenzione e protezione generiche senza riferimenti a:
-descrizione dell'azienda, del ciclo lavorativo/attività e delle mansioni;
-individuazione dei pericoli presenti in azienda;
-valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure di prevenzione e protezione attuate;
-definizione del programma di miglioramento.
Saranno ancora validi o alla prima ispezione dell'ASP verranno bocciati?
voi cosa ne pensate?Rispondi Autore: francesco nollino19/05/2013 (19:22:13)Concordo sul termine ultimo per la nuova procedura del DVR di cui trattasi che è il 30.6.2013. Va però fatto presente che dal 1° giugno p.v.non è più possibile per una nuova impresa, rientrante nel campo d'applicazione della norma in questione,
avvalersi dell'atto di autocertificazione dei rischi. Semplifico : Un'azienda che dimostri con data certa di aver effettuata , a suo tempo, autocertificazione dei rischi, a fil di legge è in regola fino al 30.6.2013.
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