Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4182:edilizia-laterizi-industria-ccnl-26-luglio-1979&catid=80:1979&Itemid=61
Timestamp: 2020-08-03 21:03:00+00:00
Document Index: 173557669

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 24', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 2105', 'art. 403', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 39', 'art. 57', 'art. 73', 'art. 69', 'art. 69']

Edilizia - Laterizi, Industria: CCNL, 26 luglio 1979
Data firma: 26 luglio 1979
Validità: 01.08.1979 - 30.04.1982
Parti: Andil, Associazione nazionale fra i produttori di manufatti in cemento e Filc (Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil) e Federazione nazionale lavoratori dell’edilizia ed affini - Cisnal
Settori: Edilizia, Laterizi, Industria
Sistema di informazione su investimenti e occupazione
Parte I Regolamentazione comune agli impiegati ed agli operai
Art. 2 - Ammissione e lavoro delle donne e dei fanciulli
Art. 4 - Declaratorie e profili professionali
1) Dichiarazione comune delle parti stipulanti
2) Festività abolite
3) Riduzione dell’orario di lavoro
• Normativa sull’orario di lavoro
• Disposizioni particolari per l’industria dei laterizi
• Disposizioni particolari per l’industria dei manufatti in cemento
Art. 8 - Chiamata e richiamo alle armi
Art. 10 - Assenze
Art. 11 - Trattamento in caso di maternità
Art. 12 - Aumenti salariali - Riparametrazione - Nuovi minimi retributivi
Art. 14 - Determinazione delle quote orarie
Art. 15 - Calcolo dell’indennità di contingenza
Art. 16 - Premio di produzione
Art. 18 - Risarcimento danni
Art. 20 - Mensa
Art. 22 - Ambiente di lavoro - Visite mediche
Art. 23 - Igiene sul lavoro e prevenzione infortuni
Art. 24 - Permessi
Art. 25 - Permessi ai lavoratori studenti
Art. 26 - Permessi per cariche sindacali
Art. 27 - Permessi ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive
Art. 28 - Aspettativa dei lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive od a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali
Art. 29 - Assemblee
Art. 30 - Affissioni
Art. 31 - Versamento contributi sindacali
Art. 32 - Consiglio di Fabbrica
Art. 33 - Patronati
Art. 34 - Visite d’inventario e di controllo
Art. 35 - Regolamento interno di azienda
Art. 36 - Disciplina sul lavoro
Art. 38 - Multe e sospensioni
Art. 39 - Licenziamento senza preavviso
Art. 40 - Indennità in caso di morte
Art. 41 - Accordi interconfederali
Art. 42 - Reclami e controversie
Art. 43 - Inscindibilità delle disposizioni del contratto e condizioni di miglior favore
Art. 44 - Abrogazione dei precedenti contratti
Art. 45 - Cessazione dell’attività aziendale
Art. 46 - Cessione o trasformazione dell’azienda
Art. 47 - Validità e durata Parte II Regolamentazione per le categorie operai
Art. 49 - Lavoro supplementare, straordinario, notturno e festivo
Art. 50 - Personale addetto a lavori discontinui o di semplice attesa o custodia
Art. 51 - Lavoro a cottimo
Art. 52 - Lavori speciali nell’industria dei laterizi
Art. 53 - Lavoro a turni
Art. 54 - Condizioni di lavoro per la fabbricazione dei mattoni a mano nell’industria dei laterizi
Art. 55 - Mansioni promiscue
Art. 56 - Passaggio di mansioni
Art. 57 - Interruzioni di lavoro
Art. 58 - Sospensione e riduzione di orario
Art. 59 - Recupero delle ore di lavoro perdute
Art. 60 - Trasferta
Art. 61 - Infortuni sul lavoro e malattie professionali
Art. 62 - Trattamento in caso di malattia e infortunio non sul lavoro
Art. 63 - Anticipazioni indennità malattia e infortunio
Art. 64 - Modalità di corresponsione della retribuzione
Art. 65 - Pagamento della retribuzione
Art. 66 - Trattamento economico in caso di festività
Art. 68 - Premio di fedeltà
Art. 69 - Indennità speciale
Art. 70 - Cumulo dell’anzianità di servizio per i lavoratori stagionali
Art. 73 - Abiti da lavoro
Art. 74 - Inizio e cessazione del lavoro
Parte III Regolamentazione per le categorie impiegatizie
Art. 75 - Periodo di prova
Art. 76 - Trattamento laureati e diplomati
Art. 77 - Mutamento di mansioni
Art. 78 - Passaggio dalla qualifica di operaio a quella di impiegato
Art. 79 - Lavoro supplementare straordinario, notturno e festivo
Art. 81 - Pagamento della retribuzione
Art. 82 - Premio di fedeltà
Art. 83 - Trasferta
Art. 84 - Alloggio
Art. 85 - Indennità maneggio denaro
Art. 86 - Indennità per uso di mezzi di trasporto
Art. 87 - Trattamento in caso di malattia e infortunio non sul lavoro
Art. 88 - Infortunio sul lavoro e malattie professionali
Art. 89 - Previdenza
Art. 90 - Aspettativa
Art. 91 - Doveri dell’impiegato e disciplina aziendale
Art. 92 - Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Art. 93 - Indennità di anzianità
Art. 94 - Certificato di lavoro
Allegato 1 - Minimi tabellari
Allegato 2 - Valori limite di soglia per sostanze chimiche nell’atmosfera di ambienti di lavoro adottati dalla American Conference of Governmental Industrial Hygienists per il 1978
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti dalle aziende produttrici di laterizi, manufatti in cemento, piastrelle e manufatti in gesso
Addì, 26 luglio 1979, in Roma tra l’Associazione nazionale degli industriali dei laterizi - Andil, l’Associazione nazionale fra i produttori di manufatti in cemento, con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana; e la Federazione dei lavoratori delle costruzioni (Flc) costituita da: la Federazione nazionale lavoratori edili e affini del legno - Feneal - aderente alla Uil; la Filca-Cisl, la Federazione italiana lavoratori legno edilizia industria affini ed estrattive - Fillea - aderente alla Cgil.
Sulla base dell’ipotesi d’accordo raggiunta il 26-7-1979 è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i lavoratori dipendenti dalle aziende produttrici di:
a) laterizi con o senza confezione di prefabbricati in laterizio;
b) manufatti in cemento, piastrelle e manufatti in gesso.
La stesura completa del contratto e la siglatura degli articoli sono state concluse il 9-11-1979.
Addì, 26 luglio 1979, in Roma, tra l’Associazione nazionale degli industriali dei laterizi, Andil, l’Associazione nazionale fra i produttori di manufatti in cemento, con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana e la Federazione nazionale lavoratori dell’edilizia ed affini (Cisnal), con l’assistenza della Confederazione italiana sindacati nazionali lavoratori - Cisnal - è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i lavoratori dipendenti dalle aziende produttrici di:
1) Il presente contratto consente una maggiore aderenza della disciplina nazionale a talune caratteristiche aziendali e nel realizzare maggiori benefici per i lavoratori, riconosce l’esigenza per le imprese di poter programmare la propria attività produttiva sulla base di elementi predeterminati per la durata del contratto stesso.
2) Alla presente disciplina contrattuale corrisponde l’impegno delle parti di rispettare e far rispettare dai propri iscritti le disposizioni in essa contenute per il periodo della loro validità.
3) Nel quadro di quanto sopra convenuto, si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i lavoratori dipendenti dalle aziende che producono laterizi con o senza confezione di prefabbricati in laterizio, manufatti in cemento, piastrelle, manufatti in gesso.
Ferma restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, si conviene quanto segue:
1) le Associazioni nazionali stipulanti forniranno annualmente, di norma entro il primo trimestre, alla Flc informazioni aggregate riferite al settore rappresentato riguardanti:
d) prevedibili implicazioni sull’occupazione per i punti b) e c) e sulle condizioni ambientali ed ecologiche.
2) Le Associazioni imprenditoriali competenti forniranno annualmente, di norma non oltre il bimestre successivo alla scadenza di cui al punto 1), in sede regionale, alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, su richiesta delle stesse, informazioni distinte per i due settori cui si applica il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro riguardanti:
b) programmi di investimento relativi a nuovi insediamenti produttivi, significativi ampliamenti e trasformazioni di quelli esistenti con le prevedibili implicazioni sull’occupazione e sulla qualificazione professionale e sulle condizioni ambientali ed ecologiche;
d) eventuali processi di mobilità.
3) Le Associazioni territoriali degli industriali forniranno annualmente alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, su richiesta delle stesse, non oltre il secondo trimestre, informazioni globali distinte per i due settori cui si applica il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro, riferite alle proprie aziende associate riguardanti:
b) programmi di investimento relativi a nuovi insediamenti produttivi, significativi ampliamenti e trasformazioni di quelli esistenti anche per le prevedibili implicazioni sull’occupazione, sulle condizioni ambientali ed ecologiche.
Per le aree territoriali nelle quali vi siano meno di 5 stabilimenti di laterizi o di manufatti in cemento, le competenti Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni sindacali dei lavoratori in sede regionale, individueranno congiuntamente le aggregazioni interprovinciali e le sedi ove dovrà essere svolta la relativa procedura di informazione di cui al punto 3) del presente articolo.
4) I gruppi industriali - intendendo per "gruppo" un’azienda di particolare importanza nell’ambito del settore, articolata in più stabilimenti dislocati in diverse aree del territorio nazionale, forniranno annualmente, nel primo trimestre, alla Flc nazionale, su richiesta della stessa, nel corso di un apposito incontro convocato dall’Associazione nazionale del settore cui il gruppo appartiene, informazioni previsionali e globali riguardanti:
b) decentramento, in via permanente, di fasi significative del proprio processo produttivo al di fuori dell’azienda.
Nel corso dell’incontro saranno illustrate le prevedibili implicazioni degli investimenti predetti sull’occupazione, sulle prospettive produttive, sulle condizioni ambientali ed ecologiche.
Le informazioni previsionali di cui sopra potranno essere fornite, su richiesta, ai CdF per quanto di interesse relativo alle rispettive unità produttive facenti Parte del gruppo.
5) Le direzioni degli stabilimenti che occupano oltre 150 dipendenti forniranno annualmente, nel primo trimestre, al CdF, su richiesta dello stesso, con l’eventuale assistenza delle rispettive Associazioni sindacali, informazioni previsionali riguardanti:
a) programmi di investimento che comportino significativi ampliamenti e trasformazioni degli insediamenti esistenti e nuovi insediamenti e loro localizzazione;
b) decentramento in via permanente di fasi significative del proprio processo produttivo al di fuori dello stabilimento.
Nel corso dell’incontro saranno illustrate le prevedibili implicazioni degli investimenti predetti sull’occupazione, sulle prospettive produttive e sull’ambiente di lavoro.
Il lavoratore prima dell’assunzione può essere sottoposto a visita medica.
L’ammissione ed il lavoro delle donne e dei fanciulli sono regolati dalle disposizioni delle leggi in vigore.
Le parti - anche in relazione al prevedibile progresso tecnologico e allo sviluppo dell’automazione - riconoscono la necessità di valorizzare la formazione professionale come mezzo essenziale per affinare e perfezionare le capacità tecniche dei lavoratori al fine di un loro migliore rendimento e del conseguente aumento di produttività. Esse pertanto convengono sull’opportunità che, nel quadro della legislazione vigente, vengano poste in essere misure atte a sviluppare la formazione professionale attraverso collegamenti con le scuole ed istituti professionali esistenti.
Fatta salva la durata settimanale del lavoro ordinario di 40 ore, a partire dal 1-7-1981, l’orario di lavoro verrà ridotto di 28 ore annue.
Tre mesi prima della data prevista per l’inizio della riduzione sopraddetta, le parti si incontreranno in sede nazionale per definire le modalità di fruizione tenendo conto anche dell’andamento produttivo.
1) La durata massima dell’orario normale di lavoro è quella stabilita dalla legge con relative deroghe ed eccezioni. Le relative deroghe ed eccezioni sono quelle previste dal RDL 15-3-1923, n. 692 e dal relativo regolamento.
2) La durata massima dell’orario normale contrattuale viene stabilita in 40 ore settimanali, ferme restando le deroghe ed eccezioni di cui sopra.
5) Il ricorso al lavoro supplementare e straordinario deve avere carattere eccezionale e trovare giustificazione in ragioni obiettive, indifferibili od occasionali.
6) Al di fuori dei casi giustificati da ragioni obiettive, indifferibili od occasionali, il ricorso al lavoro supplementare e straordinario sarà preventivamente concordato tra la Direzione ed il Consiglio di Fabbrica.
7) Entro i limiti previsti dalla legge e dal presente contratto, nessun lavoratore può rifiutarsi di effettuare il lavoro supplementare, straordinario e festivo, salvo giustificati motivi individuali di impedimento.
Il lavoro supplementare, straordinario e festivo deve essere autorizzato dalla Direzione aziendale.
8) È ammesso, osservando le norme di legge, il superamento dell’orario contrattuale individuale di lavoro a regime salariale normale fino ad un massimo di 1 ora al giorno per i lavori preparatori e complementari, come la messa a punto delle macchine e la loro pulizia.
9) Su richiesta del CdF l’azienda, a scopo informativo, fornirà chiarimenti e indicazioni sul lavoro supplementare e/o straordinario effettuato per ragioni obiettive, indifferibili od occasionali e su quello concordato con il CdF stesso.
10) Ai soli effetti della determinazione del lavoro supplementare e straordinario, le ore non lavorate per ricorrenze festive nazionali ed infrasettimanali, per assenze dovute a malattia, infortunio, gravidanza e puerperio, congedo matrimoniale -fatta eccezione per quelle coincidenti con il giorno di riposo per riduzione di orario - nonché le ore non lavorate per ferie e permessi retribuiti, saranno computate ai fini del raggiungimento dell’orario contrattuale.
Disposizioni particolari per l’industria dei laterizi
1) L’orario settimanale contrattuale di lavoro viene distribuito su 5 giorni con possibilità per l’azienda di far scorrere la seconda giornata non lavorata nel giorno precedente o susseguente le domeniche e tutte le altre festività compatibilmente con le esigenze organizzative del lavoro verificate dal CdF.
2) La possibilità di distribuire le 40 ore settimanali su 6 giornate anziché su 5 giornate può formare oggetto di trattativa aziendale tra la Direzione ed il CdF.
3) Per un periodo di 4 mesi all’anno per le aziende stagionali l’orario può essere prolungato ai sensi di legge. In tal caso resta convenuto che le ore prestate oltre le 40 e fino alle 54 settimanali saranno retribuite con la retribuzione maggiorata del 27 per cento calcolato sul minimo mensile tabellare e contingenza e per i cottimisti, sul minimo di cottimo.
La possibilità di prorogare fino a 60 ore l’orario settimanale per gli stessi 4 mesi sarà convenuta con Accordi aziendali che ne fisseranno anche la maggiorazione che non potrà essere inferiore a quella prevista per il lavoro straordinario (30 per cento).
Le parti con le norme suddette non hanno inteso modificare condizioni di miglior favore di fatto esistenti.
Per aziende stagionali si intendono quelle i cui impianti non consentono la produzione del crudo per oltre 9 mesi.
Disposizioni particolari per l’industria dei manufatti in cemento
L’orario settimanale di 40 ore è distribuito nei primi 5 giorni.
Qualora sia richiesta occasionalmente prestazione lavorativa in orario eccedente la durata normale giornaliera del lavoro di stabilimento, sempreché superi le 8 ore giornaliere, la relativa prestazione deve intendersi a tutti gli effetti contrattuali come lavoro straordinario.
Nella giornata di sabato potranno essere effettuati lavori di manutenzione, pulizia, riparazioni, carico e scarico ecc.
Il lavoratore ha diritto, ogni settimana, ad un giorno di riposo che cadrà di domenica, salvo le eccezioni e le deroghe di legge.
Il personale per il quale è ammessa la prestazione di lavoro in giorno domenicale godrà del riposo settimanale in altro giorno prestabilito della settimana, che si chiamerà giorno di riposo compensativo e non avrà diritto per il lavoro domenicale ad alcuna maggiorazione.
Per il trattamento in caso di maternità si fa riferimento alle norme di legge in vigore.
Ferme restando le situazioni in atto alla data di entrata in vigore del presente contratto, tenuto conto della struttura dei settori e della varietà delle situazioni di fatto che non consentono di pervenire ad una regolamentazione uniforme dell’istituto, si conviene che la materia sarà affrontata fra Direzione aziendale e CdF.
Qualora in sede aziendale si convenga sull’istituzione del servizio di mensa, l’azienda dovrà mettere a disposizione un idoneo locale opportunamente attrezzato ed avente i necessari requisiti di igienicità e le parti definiranno il numero delle portate, la suddivisione della spesa tra azienda e lavoratori ecc.
Per l’istituzione del servizio di mensa dovrà tenersi conto delle situazioni obiettive esistenti nelle singole unità produttive, quali ad esempio la distanza dallo stabilimento rispetto alla residenza della prevalenza dei lavoratori, il rapporto tra maestranze in forza e i lavoratori che utilizzano il servizio ecc.
Le parti si incontreranno a livello nazionale per una verifica dell’applicazione della presente normativa nel mese di novembre del 1980.
I contratti di appalto per la manutenzione ordinaria continuativa degli impianti di produzione, esclusa dalla possibilità di appalto ai sensi del precedente comma, in corso alla data di entrata in vigore del presente contratto, restano validi fino alla data della loro scadenza che sarà comunicata al Consiglio di Fabbrica.
L’azienda appaltante deve richiedere all’azienda appaltatrice il rispetto delle norme contrattuali del settore merceologico cui appartiene l’azienda appaltatrice stessa, nonché delle norme assicurative, previdenziali ed antinfortunistiche. L’adempimento di quanto sopra comporterà la stipulazione di una corrispondente clausola nei relativi contratti di appalto.
Fermo restando quanto stabilito dal primo comma, ai fini dell’applicazione della presente normativa e di quanto previsto dalla legge 23-10-1960, n. 1369, le aziende comunicheranno al CdF i lavori che, ai sensi della precitata legge, sono affidati in appalto e la denominazione dell’impresa appaltatrice.
Le parti convengono sulla necessità di evitare, correggere ed eliminare le condizioni ambientali nocive o insalubri e a tal fine, per quanto riguarda i valori-limite dei fattori di nocività di origine chimica, fisica e biologica, fanno riferimento a quanto previsto dall’art. 4, ultimo comma e dall’art. 24, paragr. 14 della legge 23-12-1978, n. 833 "Istituzione del servizio sanitario nazionale". Nelle more dell’attuazione di quanto disposto nei citati articoli e quindi in attesa dell’emanazione del Testo unico in materia di sicurezza del lavoro, le parti stesse convengono di far riferimento ai "valori-limite di soglia per sostanze chimiche nell’atmosfera di ambienti di lavoro adottati dalla American conference of governmental industrial hygienists" (MAC).
In conformità ed in applicazione ai criteri di cui all’art. 9 della legge 20-5-1970, n. 300, il Consiglio di Fabbrica ha diritto di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori.
Per l’attuazione di quanto sopra, la Direzione aziendale e il Consiglio di Fabbrica prenderanno gli opportuni accordi, secondo le procedure e modalità di cui ai commi successivi.
Il Consiglio di Fabbrica concorda con la Direzione aziendale, ogni qualvolta se ne ravvisi l’esigenza, l’effettuazione di indagini ed accertamenti sull’ambiente di lavoro da affidarsi, in relazione a quanto previsto dall’art. 20, ultimo comma, della legge 23-12-1978, n. 833, ai servizi di igiene ambientale e medicina del lavoro delle unità sanitarie locali o ad Enti specializzati di diritto pubblico scelti di comune accordo. Le eventuali spese, se dovute e purché l’ente sia congiuntamente designato, saranno a carico dell’azienda.
Effettuate le prime rilevazioni dei fattori di nocività e di insalubrità, le successive eventuali saranno effettuate, in dipendenza di obiettive alterazioni dell’ambiente di lavoro o di modifiche strutturali significative dell’impianto che le rendessero necessarie ai fini della tutela della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori. Anche in tale ipotesi, la scelta dell’Ente di diritto pubblico specializzato nel campo specifico cui la rilevazione attiene sarà effettuata di comune accordo tra Direzione aziendale e Consiglio di Fabbrica.
I risultati delle rilevazioni ambientali come sopra concordate, fermo restando quanto previsto dall’art. 2105 Codice civile vengono annotate in un apposito registro dei dati ambientali conservato a cura dell’azienda è tenuto a disposizione del Consiglio di Fabbrica per la consultazione.
Il personale degli istituti che effettua le ricerche è tenuto al segreto professionale sulle tecnologie e tecniche di produzione di cui viene a conoscenza.
In caso di innovazioni tecnologiche che comportino l’impiego di nuove sostanze suscettibili di esporre a rischio i lavoratori, le aziende si atterranno alle acquisizioni scientifiche (tecnico-mediche) esistenti, dando immediata informazione al CdF delle sostanze stesse, dei rischi potenziali dei mezzi e delle procedure di prevenzione che l’azienda intende adottare.
Oltre al Registro infortuni, il cui obbligo è sancito dall’art. 403, DPR 27-4-1955, n. 547, viene istituito il registro dei "dati biostatistici"; in tale registro a cura dell’azienda, sono annotate per reparto e in forma anonima per addetto, le assenze per malattia, per infortunio o malattia professionale e sarà conservato a cura della Direzione aziendale e tenuto a disposizione del Consiglio di Fabbrica per la consultazione.
È istituito il "libretto personale sanitario e di rischio".
In tale libretto saranno annotati i risultati delle visite mediche di assunzione e periodiche ed eventuali esami clinici richiesti dalla legge, nonché i dati relativi alle malattie, agli infortuni ed alle malattie professionali.
I lavoratori saranno sottoposti alle visite mediche preventive e periodiche previste dalla legge, nonché a quelle altre che si rendessero obiettivamente necessarie a seguito dei risultati delle indagini sull’ambiente di lavoro effettuate secondo la procedura e le modalità previste dai commi terzo e quarto del presente articolo, che individuino oggettive situazioni di particolare nocività.
Le caratteristiche del registro dei dati ambientali, dei dati biostatistici e del libretto sanitario e di rischio, ai sensi dell’art. 22 del CCNL 29-4-1976, sono state definite dalle Organizzazioni stipulanti il presente contratto, con Accordo del 20-4-1978.
Per l’igiene sul lavoro e la prevenzione infortuni si fa riferimento al regolamento generale e ai regolamenti speciali che contemplano tale materia, le cui norme devono essere strettamente osservate.
In particolare, per quanto concerne l’approvvigionamento di acqua potabile, l’istituzione di bagni e docce, l’installazione di spogliatoi e la fornitura di mezzi previsti per la protezione fisica del lavoratore, si fa riferimento agli artt. 19, 25, 28 e 38 del regolamento generale per l’igiene del lavoro.
Nelle unità produttive con oltre 15 dipendenti, i lavoratori hanno diritto di riunirsi, fuori dell’orario di lavoro, nonché durante l’orario di lavoro, nei limiti di 10 ore annue, per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione.
Il diritto alla assemblea viene esteso alle unità produttive con almeno 10 dipendenti e per un numero massimo di 8 ore all’anno retribuite. Tali assemblee saranno tenute, ove possibile, all’interno dell’azienda.
Le riunioni - che possono riguardare la generalità dei lavoratori o gruppi di essi - sono indette, singolarmente o congiuntamente, dai Sindacati stipulanti il presente contratto e/o dalle rappresentanze sindacali aziendali nell’unità produttiva con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro e, secondo l’ordine di precedenza delle convocazioni, comunicate al datore di lavoro.
Le riunioni avverranno nell’interno dell’azienda, nel luogo dalla stessa indicato, ovvero, in caso di impossibilità, in locale messo a disposizione dall’azienda nelle immediate vicinanze dello stabilimento.
Le copie delle comunicazioni di cui sopra potranno essere inoltrate alla Direzione aziendale.
a) di voler affidare, nelle singole unità produttive, al Consiglio di Fabbrica, in quanto unitariamente costituito, la rappresentanza sindacale dei lavoratori;
b) che nel Consiglio di Fabbrica, composto soltanto da lavoratori in forza alle unità produttive, si identificano unitariamente le rappresentanze sindacali aziendali di cui alla legge 20-5-1970, n. 300.
I nominativi dei componenti di questa struttura - il cui numero potrà essere al massimo di 9 per le unità maggiori del settore laterizi e di 15 per le unità maggiori del settore manufatti in cemento - verranno comunicati per iscritto alla Direzione a cura del Consiglio di Fabbrica, tramite le Organizzazioni sindacali provinciali.
Nell’esercizio dei suoi compiti, la predetta struttura esecutiva potrà farsi assistere da altri delegati componenti il Consiglio di Fabbrica e/o da lavoratori interessati, in relazione alle materie in discussione.
3) Per l’espletamento dei propri compiti, il Consiglio di Fabbrica può disporre di permessi retribuiti per un monte annuo di 2 ore per ogni dipendente in forza presso l’unità produttiva alla data del 1° gennaio di ogni anno. Alle 2 ore si aggiungono ulteriori 15 minuti per dipendente con un massimo di incremento di 120 ore per unità produttiva.
Il singolo componente il CdF potrà usufruire di tali ulteriori permessi retribuiti per non più di 40 ore.
Tali permessi assorbono, fino a concorrenza, quelli spettanti ai dirigenti delle RSA a norma dell’art. 23 della legge n. 300, nonché quelli concessi per consuetudine alla Commissione interna.
Il regolamento interno di azienda non dovrà contenere norme in contrasto con quelle previste dal presente contratto, e dovrà essere portato preventivamente a conoscenza del CdF.
I lavoratori di qualsiasi gruppo sono tenuti all’osservanza delle norme contenute nel presente contratto e nei regolamenti aziendali (sempreché non siano in contrasto con le norme contrattuali o con le disposizioni di legge).
L’azienda avrà cura di mettere i lavoratori a conoscenza dell’organizzazione di fabbrica di reparto e di ufficio in modo da evitare possibili equivoci circa le persone alle quali, oltre che al superiore diretto, ciascun lavoratore è tenuto a rivolgersi in caso di necessità e delle quali è tenuto ad osservare le disposizioni.
- eseguire con diligenza i compiti a lui affidati, assumendone la responsabilità ed attenendosi scrupolosamente alle norme ed alle istruzioni avute;
- conservare in buono stato macchine, arnesi, attrezzi e tutto quanto viene messo a sua disposizione senza apportarvi alcuna modificazione se non dopo averne chiesta ed ottenuta l’autorizzazione dai superiori diretti.
Per provvedersi degli utensili e del materiale occorrente, ogni lavoratore deve farne richiesta al suo superiore diretto.
Il lavoratore deve essere messo in grado di conservare quanto consegnatogli; in caso contrario ha diritto di declinare la propria responsabilità informandone tempestivamente però la direzione dell’azienda.
Al lavoratore inoltre è fatto divieto di:
a) introdurre estranei, sotto qualsiasi pretesto, senza permesso della direzione;
b) manovrare, adoperare, mettere in moto macchine o motori che ad esso non siano stati espressamente affidati;
L’azienda ha facoltà di applicare la multa o la sospensione al lavoratore che:
a) rimanga assente dal lavoro senza giustificato motivo;
b) ritardi l’inizio del lavoro o lo sospenda o ne anticipi la cessazione senza regolare permesso o giustificato motivo;
c) non esegua il lavoro secondo le istruzioni ricevute o lo esegua con negligenza;
d) arrechi per negligenza danni ad attrezzature dello stabilimento o al materiale di lavorazione od occulti scarti di lavorazione;
e) non avverta il superiore diretto dei guasti o dell’irregolarità di funzionamento delle macchine a lui affidate o a cui è adibito;
f) sia trovato addormentato;
g) contravvenga al divieto di fumare laddove, per esigenze di sicurezza, questo esiste e sia indicato con apposito cartello;
h) si trovi in stato di ubriachezza sul lavoro;
i) in qualunque modo trasgredisca le norme del presente Contratto di lavoro e dei regolamenti interni o commetta mancanze che comportino violazioni alla disciplina e pregiudizi alla sicurezza ed all’igiene e che non siano passibili di licenziamento ai sensi dell’art. 39.
Il licenziamento senza preavviso può essere adottato nei confronti del lavoratore che commetta infrazioni alla disciplina o alla diligenza nel lavoro o che provochi all’azienda grave nocumento morale o materiale o che compia azioni delittuose in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro.
1) insubordinazione verso i superiori e gravi offese con passaggio a vie di fatto verso i compagni di lavoro;
3) rissa nell’interno dello stabilimento, furto, frodi e danneggiamenti volontari o con colpa grave di materiali di stabilimento o di materiali di lavorazione;
4) recidiva in una qualunque delle mancanze che abbia dato luogo nell’anno precedente ad almeno due sospensioni dal lavoro;
5) atti colposi che possano compromettere la stabilità delle opere anche provvisorie, la sicurezza dello stabilimento e l’incolumità del personale o del pubblico;
7) lavorazione e costruzione nell’interno dello stabilimento senza l’autorizzazione della direzione, di oggetti per proprio uso o per conto terzi;
Tutti gli Accordi interconfederali, anche se non esplicitamente richiamati, si considerano Parte integrante del presente contratto, sempreché questo non disponga diversamente.
Qualora, nell’applicazione del presente contratto o nello svolgimento del rapporto di lavoro, sorga controversia, ferma restando la possibilità di composizione a livello aziendale, la controversia stessa dovrà, prima dell’azione giudiziaria, essere sottoposta all’esame delle competenti Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori per esperire il tentativo di conciliazione delle parti.
Le controversie sull’applicazione vengono deferite alle Organizzazioni territoriali, mentre quelle sull’interpretazione del contratto vengono deferite alle Organizzazioni nazionali stipulanti.
Parte II Regolamentazione per le categorie operai
Ferme restando le norme di legge sull’orario di lavoro e degli Accordi interconfederali che ne consentono la protrazione oltre i normali limiti, per i lavoratori discontinui l’orario normale di lavoro non dovrà superare le 50 ore settimanali.
Agli effetti del presente articolo sono considerati lavori discontinui o di semplice attesa o custodia quelli elencati nella tabella approvata con RD 6-12-1923, n. 2657, e nei successivi provvedimenti aggiuntivi o modificativi.
Agli operai interessati dovrà essere comunicata per iscritto o per affissione, all’inizio del lavoro, l’indicazione del lavoro da eseguire ed il compenso unitario (tariffa di cottimo) corrispondente.
I reclami riguardanti l’applicazione delle norme del presente articolo saranno presentati dai lavoratori ai capi incaricati dalla Direzione. Nel caso in cui il reclamo non abbia avuto seguito, o sia sorta controversia individuale o plurima, non risolta direttamente tra le parti in sede di esperimento facoltativo di conciliazione, tutte tali controversie, come ad esempio, quelle relative:
b) all’assestamento delle tariffe anche in caso di variazione nelle condizioni di esecuzione del lavoro;
saranno esaminate in prima istanza nell’ambito aziendale tra la Direzione ed il Consiglio di Fabbrica anche sulla base degli elementi di computo del guadagno di cottimo che la Direzione avrà messo a disposizione dell’operaio o del Consiglio di Fabbrica.
Tale tentativo dovrà esaurirsi entro il più breve tempo possibile dalla data di instaurazione della controversia.
Nel caso di mancato accordo la controversia verrà esaminata in seconda istanza dalle Organizzazioni sindacali territorialmente competenti.
In caso di lavori speciali eseguiti in condizioni di disagio, quali lo spurgo di canali e pozzi, l’ammantellamento od altri lavori effettuati in soggezione particolare di acqua, sarà corrisposta la percentuale di aumento del 20 per cento sulla retribuzione globale di fatto e sulle tariffe di cottimo per i cottimisti.
Per i lavori di cui sopra, l’azienda dovrà munire i lavoratori di idonei mezzi protettivi (stivali di gomma, impermeabili, cappucci ecc.).
Per il settore dei manufatti in cemento, piastrelle e manufatti in gesso ai lavoratori addetti a lavorazioni che si svolgono in turni avvicendati è concesso un intervallo di mezz’ora di riposo con decorrenza della retribuzione.
Le condizioni per la fabbricazione dei mattoni a mano vengono definite con i lavoratori interessati assistiti dal Consiglio di Fabbrica; dovranno essere precisate le tariffe, specificando i singoli elementi che le compongono e le norme relative affinché il lavoro si svolga nelle migliori condizioni consentite dalle necessità tecniche e dalla tutela degli interessi delle parti, nel rispetto del presente contratto e della legge sul lavoro delle donne e dei fanciulli e di ogni altra legge sociale.
È consentito il recupero, a regime normale, delle ore di sospensione di lavoro regolate dall’art. 57 nonché di quelle relative a sospensioni concordate fra le parti interessate, purché il recupero stesso sia contenuto nel limite di un’ora al giorno e si effettui entro le 2 settimane susseguenti al periodo in cui è avvenuta l’interruzione.
Norma particolare per il settore dei laterizi - L’articolo è stato soppresso e sostituito dalla norma dell’art. 73 (Abiti da lavoro).
Agli operai non in prova e per i quali non si sia già provveduto per disposizioni di legge, verranno dati dall’azienda, gratuitamente, due indumenti da lavoro ogni anno.
Il secondo indumento da lavoro verrà dato a partire dal 1980 in sostituzione del trattamento previsto dall’art. 69 del CCNL 29-4-1976.
L’azienda provvederà pure gratuitamente alla sostituzione, di anno in anno, degli indumenti usati.
Qualora in sede aziendale sia stata erogata l’indennità speciale in misura maggiore di quella prevista dall’art. 69 del CCNL 29-4-1976, a seguito dell’abrogazione del suddetto articolo e della sua sostituzione con il trattamento indicato nel secondo comma del presente articolo, la predetta indennità speciale sarà ridotta di lire 8.000.
Non è ammessa, da Parte del lavoratore, la rinuncia al godimento delle ferie.
Qualora il lavoratore non possa usufruire in tutto o in Parte delle ferie, avrà diritto all’indennità sostitutiva: questa sarà pari, per ogni giornata di ferie non goduta, ad 1/174 della retribuzione mensile globale di fatto X 8.
Al lavoratore soggetto all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali si applicano le seguenti norme:
In caso di infortunio sul lavoro il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto fino a guarigione clinica accertata da certificato rilasciato dall’Inail.
In caso di malattia professionale il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto per il periodo per il quale egli percepisce dall’Inail l’indennità temporanea.
Ove per postumi invalidanti il lavoratore non sia in grado di assolvere il precedente lavoro, sarà possibilmente adibito a mansioni più adatte alla propria capacità lavorativa.
I lavoratori devono osservare le disposizioni per l’esecuzione e la disciplina del lavoro impartite dall’azienda.
L’azienda avrà cura di mettere i lavoratori in grado di conoscere le persone alle quali, oltre che al superiore diretto, sono tenuti a rivolgersi per avere disposizioni e consigli inerenti al lavoro ed alla produzione.
I lavoratori devono improntare i reciproci rapporti ai sensi della buona educazione e dell’armonia necessarie per il buon andamento aziendale.
I lavoratori devono rispettare l’orario di lavoro, adempiere alle formalità prescritte per il controllo delle presenze ed avere cura degli oggetti, macchinari e strumenti loro affidati.