Source: https://temi.camera.it/leg18/temi/tl18_gestione_e_tutela_acque.html
Timestamp: 2019-02-18 20:57:27+00:00
Document Index: 46489799

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 21', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 1']

tema 21 gennaio 2019
Studi Camera - Ambiente Ambiente e gestione del territorio Gestione e tutela delle acque
Nella presente legislatura sono state ripresentate alcune proposte di legge in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque che ripropongono quelle esaminate nel corso della legislatura precedente e che sono attualmente all'esame della VIII Commissione (Ambiente) della Camera.
Prosegue intanto l'attività del Commissario unico per il coordinamento e la realizzazione degli interventi funzionali a garantire il superamento del contenzioso europeo in materia di acque reflue.
Con la legge di bilancio 2019 sono state apportate modifiche alla disciplina del Piano nazionale di interventi nel settore idrico, a cui sono stati anche destinati finanziamenti aggiuntivi.
Le proposte di legge sulla gestione pubblica delle acque
Nella presente legislatura sono state ripresentate alcune proposte di legge che ripropongono quelle esaminate nel corso della legislatura precedente.
- n. 52, che ripropone in buona parte le norme del testo iniziale della proposta n. 2212 della scorsa legislatura, e che reca "Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque";
- n. 773, recante "Princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque", le cui disposizioni sono pressoché identiche (salvo qualche differenza per lo più dovuta alla necessità di dover tener conto di modifiche legislative incidenti sulle tematiche trattate dalla proposta di legge) a quelle del testo approvato, nella scorsa legislatura, dalla Camera e poi trasmesso al Senato (vale a dire all'Atto Senato n. 2343 della XVII legislatura).
L'esame abbinato delle proposte di legge in questione è stato avviato, dall'VIII Commissione (Ambiente) della Camera nella seduta del 25 ottobre 2018.
Nell'ambito dell'esame, la Commissione ha svolto una serie di audizioni informali.
Per una analisi comparativa delle principali disposizioni dettate dalle proposte di legge citate si rinvia al dossier predisposto dal Servizio studi.
L'esame da parte del Senato del problema dell'inquinamento delle acque causato da nitrati provenienti da fonti agricole
Nella seduta dell'11 ottobre 2018 la 13a Commissione (Territorio) del Senato ha iniziato l'esame dell'affare assegnato n. 93 al fine di far luce sull'applicazione della normativa sui nitrati di origine agricola, anche con riferimento alla situazione determinatasi in Campania in seguito all'emanazione della deliberazione della Giunta regionale n. 762 del 5 dicembre 2017 che rischia di avere un impatto negativo su un settore fondamentale dell'economia campana, quello della produzione della mozzarella di bufala. A partire dalla seduta del 31 ottobre 2018, la Commissione ha svolto un ciclo di audizioni informali.
Pochi giorni dopo, con comunicazione del 9 novembre 2018, la Commissione europea ha reso noto l'avvio di una procedura d'infrazione (n. 2018/2249) nei confronti dell'Italia per non corretta attuazione della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole, con la contestazione di una serie di violazioni che riguardano buona parte delle regioni italiane.
Nella relazione al Parlamento su tale nuova procedura di infrazione, il Governo ha evidenziato che, in ragione della complessità della situazione, "si è ritenuto necessario chiedere una proroga alla Commissione del termine assegnato, per fornire un più esaustivo riscontro in merito a quanto contestato".
Le proposte di legge per la tutela dell'ambiente marino
E' stata assegnata all'VIII Commissione (Ambiente) della Camera, la proposta di legge n. 907 recante "Disposizioni concernenti l'impiego di unità da pesca per la raccolta dei rifiuti solidi dispersi in mare e per la tutela dell'ambiente marino".
A tale proposta dovrebbe essere abbinato un disegno di legge che - secondo quanto dichiarato alla Camera, in più occasioni, dal Ministro dell'ambiente - dovrebbe essere presentato a breve dal Governo.
Nel corso dell'audizione sulle linee programmatiche del suo Dicastero, tenutasi presso la Commissione Ambiente della Camera nella seduta del 18 luglio 2018, il Ministro dell'ambiente ha individuato, tra le priorità del suo dicastero, quella di "proteggere il mare, anche attraverso interventi normativi più incisivi e misure per limitare il marine litter". Lo stesso Ministro, in risposta all' interrogazione 3-00231, ha ribadito la sua intenzione di presentare un disegno di legge governativo "salva mare", per proteggere il mare dalle plastiche.
La disciplina approvata nella scorsa legislatura
I commi 516-525 dell'art. 1 della legge di bilancio 2018 (L. 205/2017) hanno previsto - per la programmazione e la realizzazione degli interventi necessari alla mitigazione dei danni connessi al fenomeno della siccità e per promuovere il potenziamento e l'adeguamento delle infrastrutture idriche - l'adozione, con apposito D.P.C.M., di un Piano nazionale di interventi nel settore idrico, aggiornato di norma ogni due anni e articolato in due sezioni: la sezione "invasi" e la sezione "acquedotti". Nelle more della definizione del Piano nazionale è stata prevista l'adozione (con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali) di un piano straordinario per la realizzazione degli interventi urgenti in stato di progettazione definitiva, con priorità per quelli in stato di progettazione esecutiva, riguardanti gli invasi multiobiettivo e il risparmio di acqua negli usi agricoli e civili, alla cui realizzazione è destinata una spesa di 250 milioni di euro (50 milioni annui per ciascuno degli anni dal 2018 al 2022).
L'attuazione nel corso della presente legislatura
Ai fini della definizione di un primo stralcio della sezione «acquedotti» del Piano nazionale, nell'aprile 2018 l'ARERA ha predisposto una relazione (n. 268/2018/I/idr) finalizzata a fornire un primo elenco degli interventi individuati dai soggetti territorialmente competenti.
Con comunicato del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 6 dicembre 2018, è stato reso noto che il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro delle politiche agricole, ha firmato il decreto di adozione del "piano straordinario invasi" che prevede un finanziamento di 249,9 milioni di euro per i 30 interventi individuati.
Le risorse del "Fondo investimenti"
In sede di riparto, tra i vari settori di spesa, delle risorse del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese (c.d. fondo investimenti), è stato destinato al rifinanziamento del c.d. piano invasi, l'importo complessivo di 200 milioni di euro per il periodo 2020-2029 (17,8 milioni per il 2020, 15 milioni per il 2021, 25 milioni per ciascuno degli anni 2022-2023, 20 milioni per il 2024, 50 milioni per il 2025, 10 milioni per il 2026, 15 milioni per il 2027, 12,8 milioni per il 2028 e 9,4 milioni per il 2029).
Le somme indicate sono previste nella tabella depositata dal rappresentante del Governo, presso l'VIII Commissione, nel corso della seduta del 20 novembre 2018, nell'ambito dell'esame sullo schema di decreto di riparto (Atto del Governo n. 51).
Si ricorda che il riparto in questione è relativo al rifinanziamento del " Fondo investimenti" (istituito dall'art. 1, comma 140, della legge n. 232/2016 - legge di bilancio per il 2017) operato dal comma 1072 dell'art. 1 della legge n. 205/2017 (legge di bilancio per il 2018).
Le modifiche apportate con la legge di bilancio 2019
II comma 153 dell'art. 1 della legge di bilancio 2019 (L. 145/2018) ha apportato una serie di modifiche ai succitati commi 516-525, finalizzate ad accelerare la predisposizione e l'attuazione del Piano nazionale di interventi nel settore idrico.
- i criteri di aggiornamento del piano (in particolare precisando che deve essere data preferenza agli interventi che presentano tra loro sinergie e complementarità tenuto conto dei Piani di gestione delle acque predisposti dalle Autorità distrettuali di bacino previste dal D.Lgs. 152/2006);
- le finalità cui deve tendere il piano stesso (aggiungendo l'obiettivo di riduzione della dispersione delle risorse idriche);
- le informazioni necessarie per l'attuazione del piano (aggiungendo una disposizione che impone agli enti di governo dell'ambito, d'intesa con gli altri soggetti responsabili della realizzazione degli interventi, di trasmettere all'ARERA, secondo le modalità dalla medesima previste, i dati necessari ad individuare lo stato iniziale delle dispersioni idriche, nonché gli interventi volti alla progressiva riduzione delle stesse);
- l'aggiunta di un nuovo comma (523-bis), in base al quale i soggetti realizzatori possono avvalersi di enti pubblici e società in house delle amministrazioni centrali dello Stato, dotate di specifica competenza tecnica, anche per gli interventi previsti nel Piano nazionale e di quelli relativi alle infrastrutture idriche finanziate a valere su altre risorse finanziarie nazionali ed europee che concorrono agli obiettivi che, in base al comma 516, devono essere perseguiti dal Piano nazionale citato;
- le procedure da seguire nei casi di inerzia e di inadempimento degli impegni previsti, da parte degli enti di gestione e degli altri soggetti responsabili (stabilendo, tra l'altro, che l'eventuale Commissario straordinario di governo sia individuato nel Segretario generale dell'Autorità di distretto di riferimento).
Il successivo comma 154, per la medesima finalità di accelerare la predisposizione e l'attuazione del Piano nazionale di interventi nel settore idrico, ha previsto una serie di disposizioni principalmente finalizzate a disciplinare la realizzazione degli interventi di competenza dell'EIPLI (Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e Lucania, soppresso dall'art. 21 del D.L. 201/2011) previsti nel Piano nazionale di interventi nel settore idrico, nei Patti per lo sviluppo e negli altri programmi finanziati con altre risorse finanziarie nazionali ed europee che concorrono agli obiettivi indicati, nonché per la realizzazione di ulteriori interventi. A tal fine, viene stabilito, in particolare, che l'avvio della realizzazione dei citati interventi è affidato al Segretario generale dell'Autorità di distretto dell'Appennino Meridionale in qualità di Commissario straordinario di governo.
Il comma 155 ha autorizzato la spesa di 1 miliardo di euro (100 milioni per ciascun anno del periodo dal 2019 al 2028) per l'attuazione di un primo stralcio del Piano nazionale di interventi nel settore idrico e per il finanziamento della progettazione di interventi considerati strategici nel medesimo Piano.
Lo stesso comma specifica che una quota della spesa autorizzata, pari a 60 milioni annui (quindi complessivamente 600 milioni di euro), è per la sezione "invasi".
Per le inadempienze nell'attuazione della Direttiva europea 91/271/CEE (recepita dall'Italia con il D.Lgs. 152/2006), che prevede che tutti gli agglomerati con carico generato maggiore di 2.000 abitanti equivalenti siano forniti di adeguati sistemi di reti fognarie e trattamento delle acque reflue, l'Italia ha subito due condanne da parte della Corte di giustizia dell'UE, la C565-10 (procedura di infrazione n. 2004/2034) e la C85-13 (procedura di infrazione n. 2009/2034) ed è stata aperta una ulteriore procedura di infrazione (n. 2014/2059).
Con la successiva sentenza del 31 maggio 2018, causa C-251/17, la stessa Corte ha condannato l'Italia, per non aver adottato tutte le misure necessarie per l'esecuzione della sentenza del 19 luglio 2012 (causa C-565/10), al pagamento di una somma forfettaria di 25 milioni di euro, nonché di una penalità di 30,1 milioni per ciascun semestre di ritardo nell'attuazione delle misure necessarie per ottemperare alla sentenza citata.
Dopo tale sentenza, la Commissione europea ha avviato un'ulteriore procedura di infrazione (n. 2017/2181) per violazione della direttiva in questione, in particolare per assenza o non corretta funzionalità dei sistemi di raccolta e/o trattamento dei reflui.
Si ricorda che con il D.P.C.M. 26 aprile 2017, emanato ai sensi dell'art. 2 del D.L. 243/2016, è stato nominato il prof. Enrico Rolle a Commissario straordinario unico per il coordinamento e la realizzazione degli interventi funzionali a garantire l'adeguamento, nel minor tempo possibile, alle succitate sentenze di condanna della Corte di giustizia dell'UE.
Un resoconto delle attività commissariali, che dà conto degli agglomerati oggetto di infrazione affidati al Commissario, è contenuto nella relazione presentata dal Commissario nel corso della sua audizione del 12 settembre 2018 presso la Commissione VIII (Ambiente) della Camera.
Dati puntuali sono altresì contenuti nella banca dati ancora disponibile nella sezione #infrazioni del "portale dell'acqua" (creato nella scorsa legislatura dalla struttura di missione "Italiasicura" della Presidenza del Consiglio dei ministri, non riconfermata in questa legislatura, v. art. 2, comma 3, del D.L. 86/2018).
L'autorità del settore idrico (ARERA)
Le norme riguardanti l'ARERA emanate nella legislatura in corso
In virtù dell'ampliamento delle funzioni disposto alla fine della scorsa legislatura (con i commi 527-530 dell'art. 1 della legge n. 205/2017 - legge di bilancio 2018) l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha assunto la denominazione di "Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente" (ARERA).
Con il decreto-legge 10 aprile 2018, n. 30 sono state dettate disposizioni urgenti per assicurare la continuità delle funzioni dell'Autorità nelle more della nomina dei nuovi componenti (successivamente avvenuta con il D.P.R. 9 agosto 2018).
Con l'art. 1, commi 346-347, della legge di bilancio 2019 (L. 145/2018), l'ARERA è stata autorizzata, per il triennio 2019-2021, ad assumere a tempo indeterminato, previo superamento di un esame-colloquio, il personale non dirigenziale in possesso di determinati requisiti.
Le relazioni sui servizi idrici presentate dall'ARERA nella presente legislatura
Nella legislatura in corso, l'ARERA ha trasmesso al Parlamento le seguenti relazioni, in adempimento di obblighi di legge:
- le relazioni sull'adempimento degli obblighi posti a carico delle regioni, degli enti di governo dell'ambito e degli enti locali in materia di servizio idrico integrato, aggiornate al 30 giugno 2018 (Doc. CXLVI, n. 1) e al 31 dicembre 2018 (Doc. CXLVI, n. 2).
Tale relazione è prevista dall'art. 7, comma 1, lettera i), del D.L. 133/2014. Tale disposizione impone all'ARERA di presentare alle Camere una relazione sul rispetto delle prescrizioni stabilite dal Codice dell'ambiente (D.Lgs. 152/2006), in particolare: a carico delle regioni, per la costituzione degli enti di governo dell'ambito; a carico degli enti di governo dell'ambito, per l'affidamento del servizio idrico integrato; a carico degli enti locali, in relazione alla partecipazione agli enti di governo dell'ambito e in merito all'affidamento in concessione d'uso gratuito delle infrastrutture del servizio idrico integrato ai gestori affidatari del servizio.
Nelle premesse di tale ultima relazione si legge che essa "intende fornire un quadro aggiornato, segnalando, sulla base dei dati e delle informazioni acquisiti dai soggetti competenti, le situazioni di avvenuto superamento delle problematiche in precedenza riscontrate nonché i casi in cui permangono, pur con caratteri differenti, profili di criticità, relativamente a: i) la congruità della delimitazione degli ambiti territoriali ottimali (ATO), ii) la costituzione dei relativi enti di governo e l'effettiva operatività degli stessi, iii) l'adesione degli enti locali agli enti di governo dell'ambito, iv) il perfezionamento dell'iter di affidamento del servizio idrico integrato al gestore d'ambito".
- la relazione annuale sullo stato dei servizi e sull'attività svolta dall'ARERA, che fornisce informazioni approfondite sull'attività regolatoria svolta dall'Autorità (anche) nel settore dei servizi idrici e sullo stato dei servizi medesimi (Doc. CXLI, n. 1).
Tale relazione è prevista nell'ambito delle disposizioni istitutive dell'Autorità (art. 2, comma 12, lettera i), della L. 481/1995, e art. 1, comma 12, della L. 239/2004).