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Timestamp: 2020-03-30 10:44:42+00:00
Document Index: 81625632

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 211', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2222', 'art. 21', 'art. 2']

Regione Veneto, Parere 22 giugno 2010 - Applicazione dlgs 81/08 Associazioni sportive dilettantistiche e Associazioni di promozione sociale
Protocollo n. 345294/50.00.03.03
E.920.05.1
Applicazione del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. alle associazioni sportive dilettantistiche ed alle associazioni di promozione sociale. Parere.
Facendo seguito alle richieste di parere pervenute alla scrivente Direzione circa l'applicazione del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. (c.d. Testo Unico delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) alle Associazioni sportive dilettantistiche ed alle Associazioni di promozione sociale, si comunica quanto di seguito:
Preliminarmente si osserva che l'art. 3, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2008, prevede che "Il presente decreto legislativo si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici e a tutte le tipologie di rischio ".
Il successivo comma 2 indica, poi, una serie di attività per le quali le disposizioni del D.Lgs. n. 81/2008 devono essere applicate "...tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative" da individuarsi con specifici decreti ministeriali.
A ciò consegue che a tali associazioni dovrà applicarsi il D.Lgs. n. 81/2008, o in senso estensivo, qualora si configuri la presenza di un rapporto datore di lavoro/lavoratore, o nei termini dell'art. 211 nei casi ivi contemplati.
Il D.Lgs. n. 81/2008 considera l'ambito del volontariato, ai fini della definizione delle modalità di applicazione della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, con espresso riferimento a:
All'esito della lettura della definizione fornita dall'art. 2 della L. 11 agosto 1991, n. 266 (Legge quadro sul volontariato) - ai sensi del quale è attività di volontariato quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro ed esclusivamente per fini di solidarietà - si ritiene che l'attività svolta dai soggetti che prestano la propria attività spontaneamente e a titolo gratuito o con mero rimborso delle spese, in favore delle Associazioni di promozione sociale o delle Associazioni sportive dilettantistiche, possa essere equiparata a quella di volontariato.
Considerate, poi, le disposizioni dettate dall'art. 3, comma 12-bis, in favore dei volontari della L. n. 266/1991, volte a fornire anche a questi soggetti una tutela prevenzionistica di base (non prevista prima dell'entrata in vigore del D.Lgs. n. 81/2008) ed in ragione di motivi attinenti alla rilevanza sociale delle attività svolte dalle Associazioni di promozione sociale e delle Associazioni sportive dilettantistiche, all'assenza di fini di lucro, nonché alle limitate risorse a disposizione delle medesime, si ritiene opportuno estendere la disciplina del citato art. 3, comma 12-bis altresì ai soggetti che prestano la propria attività spontaneamente e a titolo gratuito o con mero rimborso delle spese, in favore delle medesime Associazioni di promozione sociale e delle Associazioni sportive dilettantistiche.
Tale disciplina, nell'ambito associazionistico in esame, si sostanzia nel fatto che i richiamati soggetti dovranno:
Inoltre, il titolare dell'organizzazione (Presidente dell'Associazione) è tenuto a fornire loro dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti in cui il volontario è chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.
il prestatore d'opera viene considerato quale lavoratore autonomo (nell'ambito dell'art. 2222 del codice civile) con applicazione dell'art. 21 del D.Lgs. n. 81/2008;
tale soggetto rientra più genericamente nell'ambito dell'art. 2, comma 1, lettera a) del D.Lgs. n. 81/2008, con conseguente applicazione per esteso delle disposizioni del Testo Unico relative alla tipologia di attività e di rischio.
Obblighi prevenzionistici delle Associazioni di promozione sociale e delle Associazioni sportive dilettantistiche nell'uso di palestre, impianti o altri immobili in concessione
In riferimento alle situazioni in cui un'associazione utilizzi per le proprie attività palestre, impianti o altri immobili in regime di concessione d'uso, sussiste un obbligo generale di carattere civile e penale in capo all'associazione medesima di assicurare la sicurezza ai propri associati durante le attività svolte.
1 Art. 21. Disposizioni relative ai componenti dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi