Source: https://dirittovitivinicolo.com/tag/mipaaf/
Timestamp: 2018-08-20 17:21:51+00:00
Document Index: 56665547

Matched Legal Cases: ['art. 2598', 'art. 94', 'art. 95', 'art. 2', 'art. 40', 'e contrario']

mipaaf – Diritto Vitivinicolo Online
La Commissione ritiene che non sussistano le condizioni prescritte dal regolamento: in questo caso la domanda sarà respinta;
La Commissione ritiene la documentazione insufficiente: l’organo comunitario informerà il richiedente concedendo 2 mesi di tempo per le integrazioni che, se non pervenute, comporteranno la declaratoria di inammissibilità della domanda;
La Commissione ritiene che sussistano tutte le condizioni per l’accoglimento della domanda: in questo caso la richiesta verrà approvato e verranno pubblicati il documento unico sul disciplinare e la data dell’avvenuta pubblicazione della proposta a livello nazionale.
Una volta accolta la richiesta da parte della Commissione le norme del disciplinare acquisiranno efficacia erga omnes e la natura di fonte normativa secondaria. Tuttavia, la piena efficacia della denominazione si avrà con la sua iscrizione nel Registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette. La protezione si applicherà, infine, al nome intero, compresi i suoi elementi costitutivi.
Occorre rilevare, peraltro, come l’esame che effettua la Commissione è un esame di legittimità – quindi di natura formale – della richiesta presentata a livello nazionale.
A livello nazionale, invece, il ministero competente provvederà a pubblicare sul proprio sito e sulla Gazzetta Ufficiale il disciplinare di produzione così come approvato dalla Commissione UE.
La registrazione europea ha importanti risvolti anche nel nostro diritto interno, poiché da quel momento si crea un vero e proprio diritto di esclusiva, la cui violazione comporta il verificarsi di un fatto di concorrenza sleale, sanzionato ai sensi dell’art. 2598 c.c.
Una volta ottenuta l’approvazione della Commissione, infine, l’interessato deve annotare le superfici vitate delle DO e IG nello schedario viticolo nazionale con le specifiche destinazioni produttive.
Ma cosa succede nel periodo che intercorre tra la presentazione della domanda e l’approvazione da parte della Commissione UE?
In questo caso, se il soggetto interessato ne ha fatto espressa richiesta al momento di presentazione della domanda, il Mipaaf può concedere l’utilizzo della denominazione attraverso un decreto di etichettatura transitoria.
Tuttavia, se la domanda dovesse essere in seguito respinta i prodotti in circolazione sino a quel momento dovrebbero essere immediatamente ritirati dal commercio, secondo quanto stabilito dal decreto del Ministero del 07.11.2012.
2. L’opposizione alla registrazione
Si tratta di una procedura che può essere attivata da ciascun Stato membro diverso da quello che ha richiesto la protezione, nonché dalle persone fisiche e giuridiche che abbiano un legittimo interesse. Quanto alle persone fisiche e giuridiche, tuttavia, esse non possono agire direttamente ma devono farlo per il tramite delle autorità dello Stato.
L’opposizione deve essere presentata entro 2 mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE e deve consistere in un atto motivato che individui espressamente l’assenza delle condizioni di ammissibilità alla protezione.
Occorre segnalare, inoltre, come essendo legittimati solo quei soggetti che hanno subito e temono di ricevere un pregiudizio dall’atto di protezione, la giurisprudenza europea ha sancito come non siano legittimati alla proposizione dell’opposizione né i consorzi volontari, né le associazioni costituite con il fine di proporre l’opposizione.
3. L’uso (il)legale delle DO e IG
Ciascuna DO e IG protetta può essere utilizzata da qualsiasi operatore a patto che rispetti il disciplinare di produzione e al contempo sono previste tutta una serie di misure volta ad evitare il loro utilizzo scorretto.
Le autorità dei singoli Stati e ogni interessato può richiedere alla Commissione UE di adottare misure necessarie per far cessare l’uso illegale del nome protetto, impedendone la commercializzazione o esportazione.
Avv. Gabriele Brandi	Argomento del mese	Lascia un commento 13 luglio 2018 13 luglio 2018 3 Minutes
Si tratta di un documento assolutamente importante perché chiarisce alcuni aspetti interpretativi della legge, ponendo altresì l’attenzione e risolvendo i rapporti con la precedente disciplina in materia.
Avv. Gabriele Brandi	Novità legislative	Lascia un commento 22 giugno 2018 20 giugno 2018 0 Minutes
Il reg. 1308/13 all’art. 94 prevede che la domanda di protezione debba contenere:
il nome di cui si richiede la protezione;
il nome ed indirizzo del richiedente;
il c.d. fascicolo tecnico
Per quel che riguarda il fascicolo tecnico, occorre specificare che dovrà contenere, in forma riassuntiva, le informazioni contenute nel disciplinare di produzione, nonché tutta una serie di informazioni concernenti la tipologia del vino (ad es. caratteristiche organolettiche ed analitiche), l’indicazione del provvedimento nazionale di approvazione e il legame con la zona geografica (ad es. sistemi di potatura, nome degli organismi deputati alle verifiche sul rispetto del disciplinare, tecniche di coltivazione, ecc.).
Con riferimento, invece, al disciplinare di produzione, esso deve comprendere:
il nome di cui si chiede la produzione;
descrizione del vino;
le caratteristiche analitiche ed organolettiche;
delimitazione della zona;
resa massima per ettaro;
tipologie di uve da vino;
elementi da cui desumere il collegamento tra area geografica e qualità del vino;
le condizioni applicabili ad un’organizzazione che gestisce la DO o la IG che siano compatibili con il diritto dell’Unione Europea;
i soggetti titolari dei poteri concernenti la verifica del rispetto del disciplinare.
L’art. 95 del reg. 1308/13 stabilisce che la domanda di protezione può essere presentata da:
un gruppo di produttori;
un singolo produttore;
In quest’ultimo caso, tuttavia, occorre che quel singolo produttore dimostri di essere l’unico della zona delimitata, oppure che si trovi in un’area delimitata da DO o IG che possiedono caratteristiche diverse dalla propria (art. 2, reg.607/09).
Ciascun Stato membro è, inoltre, tenuto ad elaborare le norme che regolano l’esame della domanda e garantirne un’adeguata pubblicità, al fine di consentire ai soggetti che vantano un interesse legittimo entro due mesi dalla pubblicazione di presentare opposizione motivata. Per quel che concerne l’Italia tali norme sono confluite nel D.M. 7 novembre 2012, che si applica – con le opportune correzioni interpretative – nonostante sia antecedente alla Regolamento comunitario.
Sul punto, occorre segnalare come la legittimazione alla presentazione della domanda coinvolta anche i consorzi di tutela e le associazioni, entrambi rientranti nella definizione legislativa di “gruppo”. Per quel che riguarda, tuttavia, le associazioni occorre che le stesse abbiano tra gli scopi sociali la registrazione comunitaria della denominazione e che le stesse dispongano per statuto di non sciogliersi sino a quando non avranno raggiunto tale obiettivo.
Qualora, infine, siano presentate più domande per la stessa denominazione sarà compito della Regione scegliere quella più rappresentativa sulla base delle imprese interessate e per il quantitativo di produzione.
3. Procedura regionale
La domanda di protezione deve essere presentata al Mipaaf – Dipartimento delle politiche competitive del mondo rurale e della qualità – Direzione generale dello sviluppo agroalimentare e della qualità – Ufficio SAQ, attraverso la Regione.
Ricevuta la domanda, la Regione effettuerà la relativa pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione e disporrà di 90 giorni (termine ordinatorio) per effettuare i dovuti accertamenti sulla sua regolarità formale (legittimazione del soggetto che ha presentato la domanda, completezza della documentazione, corrispondenza del disciplinare con le norme comunitarie). Al fine di valutare al meglio la domanda, la Regione potrà chiedere ulteriori chiarimenti ai soggetti proponenti, i quali hanno 90 giorni per fornire le informazioni richieste (termine perentorio).
Esaurita questa prima fase, la Regione trasmetterà la domanda al Mipaaf corredata dal proprio parere e dalla pubblicazione della richiesta sul Bollettino.
4. La fase ministeriale e il pubblico accertamento
A questo punto il procedimento amministrativo risulta piuttosto cadenzato.
Entro 45 dalla ricezione della domanda dalla Regione, il Ministero deve dare avvio alla procedura avvalendosi del Comitato Nazionale Vini Dop e Igp (art. 40, T.U. del vino), valutando la documentazione proposta e la conformità della stessa alle norme comunitarie.
Laddove si verifichino questioni controverse oppure sia necessario un confronto con la Regione sarà convocata una conferenza di servizi per esaminare congiuntamente tali problematiche e, in caso di esito negativo della conferenza, il Ministero emanerà un provvedimento di rigetto avverso il quale è possibile proporre ricorrere dinanzi all’Autorità Giudiziaria.
Nel caso, invece, in cui non emergano elementi di rigetto, il Mipaaf convoca entro 60 giorni la riunione di pubblico accertamento, incaricando altresì la Regione e il soggetto richiedente a dare comunicazione della data, dell’ora e del luogo della riunione a tutti gli altri soggetti interessati che sono legittimati ad intervenire, ai sensi della L. 241/90 sul procedimento amministrativo. Tale partecipazione può avvenire sia in forma orale – e, pertanto, tale contributo sarà verbalizzato nel corso della riunione – sia in forma scritta, attraverso al presentazione di memorie scritte e documenti.
Entrambi tali tipologie di contributi dovranno, ovviamente, essere pertinenti all’oggetto della richiesta ed, in tal senso, un forte potere discrezionale è attribuito al Comitato che, comunque, dovrà sempre motivarne un eventuale rigetto.
A questo punto è tutto pronto per il parere del Comitato che può anche discostarsi da quanto emerso nel corso del pubblico accertamento, purché, anche in questo caso, tale scelta sia opportunamente motivata.
5. Pubblicazione del parere e successive osservazioni
Laddove il parere del Comitato sia favorevole alla domanda, il Mipaaf provvede alla pubblicazione della proposta di disciplinare sulla Gazzetta Ufficiale.
Occorre precisare che il parere del Comitato è obbligatorio ma non vincolante per il Ministero, il quale può anche discostarsene qualora si pongano contrasti con ulteriori interessi pubblici e pubblicistici.
Ad ogni modo, entro 60 giorno dalla pubblicazione della proposta, i soggetti interessati possono presentare osservazioni motivate e documentate, chiedendo il riesame della domanda. In tale ipotesi, il Mipaaf chiede al soggetto che ha presentato la domanda di protezione di fornire controdeduzioni.
A questo punto, ricevute le osservazioni, il Mipaaf entro 30 giorni dovrà convocare una conferenza dei servizi a cui parteciperanno il presidente del Comitato (o delegato), un rappresentante della Regione, il soggetto che ha presentato la domanda e quello che ha presentato osservazioni.
Laddove tali osservazioni vengano accolte, si provvederà ad una modifica del disciplinare che sarà inviato al ricorrente per accettazione che avverrà mediante la firma del predetto disciplinare. Nel caso, invece, in cui le modifiche non siano accettate la pubblicazione avverrà secondo il testo approvato inizialmente dal Ministero.
In entrambe le ipotesi, i soggetti interessati – e che vantano, pertanto, un interesse contrario a quanto sancito dall’Autorità Pubblica – potranno ricorre in sede giurisdizionale dinanzi al TAR del Lazio.
Esaurita tale fase istruttoria, il Ministero provvederà, infine, a inviare la domanda alla Commissione UE corredata dal nome ed indirizzo del richiedente, dal testo del disciplinare, dalla dichiarazione di conformità della domanda alle condizioni imposte dal Regolamento con gli estremi dell’avvenuta pubblicazione in sede nazionale.
Avv. Gabriele Brandi	Argomento del mese	1 commento 8 giugno 2018 28 maggio 2018 4 Minutes
Avv. Gabriele Brandi	mipaaf	Lascia un commento 1 giugno 2018 22 maggio 2018 0 Minutes
Avv. Gabriele Brandi	Argomento del mese	Lascia un commento 25 maggio 2018 24 maggio 2018 2 Minutes
Avv. Gabriele Brandi	Argomento del mese	Lascia un commento 4 maggio 2018 3 maggio 2018 5 Minutes
La prima concerne l’elenco dei laboratori italiani, suddivisi per Regione, provvisti di autorizzazione ministeriali al rilascio dei certificati di analisi ufficiali in ambito vitivinicolo, valevoli anche ai fini dell’esportazione.
LEGGI L’ELENCO UFFICIALE!
La seconda novità, invece, ha natura più tecnica e riguarda la delega ai Direttori degli uffici dell’ICQRF all’emissione delle sanzioni previste dal D.Lgs. 145/2017 che regola l’indicazione nelle etichette della sede e dell’indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento del prodotto alimentare e, di conseguenza, anche vinicolo.
Avv. Gabriele Brandi	mipaaf	Lascia un commento 27 aprile 2018 27 aprile 2018 0 Minutes
In data 15.02.2018 sono stati pubblicati, infatti, i nuovi tariffari per le analisi eseguite nei laboratori dell’ICQRF. Per il testo del provvedimento clicca qui.
In data 13.02.2018 sono state pubblicate, invece, le modifiche al D.M. 12272/2015 relativo al sistema delle autorizzazioni per gli impianti viticoli in attuazione del Regolamento (UE) 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio. Per il testo del provvedimento clicca qui.
Avv. Gabriele Brandi	Novità legislative	Lascia un commento 2 marzo 2018 23 febbraio 2018 0 Minutes
Il caso “Parmesan” e il c.d. “italian sounding” 27 luglio 2018
Novità dal Mipaaf: denominazioni in protezione transitoria e l’indagine sul lavoro in agricoltura 20 luglio 2018
La procedura per la richiesta di protezione europea. Parte II. 13 luglio 2018