Source: http://www.diritto-civile.it/utilita/Cass-Civ-Sez-Un-n-27337-2008-sul-risarcimento-danno-da-reato.html
Timestamp: 2019-12-10 02:21:18+00:00
Document Index: 16460731

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2947', 'art. 2947', 'art. 2947', 'art. 2947', 'art. 2947', 'art. 2947', 'art. 2947', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 157', 'art. 6']

Cass. Civ. Sez. Un. n. 27337/2008 sul risarcimento danno da reato
Dal 12/06/09 13284079
N.A., in qualità di tutore di N.P. elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI VILLINI 13/15, presso lo studio dell'avvocato MAZZEI RODOLFO, che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato TANONI PAOLO, giusta delega in calce al ricorso;
AXA ASSICURAZIONI S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEGLI SCIALOJA 6, presso lo studio dell'avvocato OTTAVI LUIGI, che la rappresenta e difende unitamente agli avvocati DI LUCA VITO, GIANOGLIO GIORGIO, giusta delega a margine del controricorso;
M.G., R.A.;
avverso la sentenza n. 1403/2002 della CORTE D'APPELLO di TORINO, depositata il 17/10/2002;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 21/10/2008 dal Consigliere Dott. SEGRETO ANTONIO;
udito l'Avvocato DI LUCA Vito;
udito il P.M. in persona dell'Avvocato Generale Dott. NARDI VINCENZO, che ha concluso per il rigetto del ricorso.
4.1. A questa sentenza delle S.U. n. 5121 del 2002, le Sezioni semplici si sono uniformate ed hanno costantemente affermato che "In tema di danni derivanti dalla circolazione dei veicoli, ove il fatto illecito integri gli estremi di un reato perseguibile a querela e quest'ultima non sia stata proposta, trova applicazione, ancorchè per il reato sia stabilita una prescrizione più lunga di quella civile, la prescrizione biennale di cui all'art. 2947 c.c., comma 2, decorrente dalla scadenza del termine utile per la presentazione della querela medesima". Ciè è stato affermato sulla base della pretesa ratio della norma, sopra esposta (ex multis: Cass. 05/06/2007, n. 13057; Cass. 11885 del 2007; Cass. 27169 del 2006;
In questi casi si è ritenuto che, nonostante il decreto di archiviazione in sede penale, non fosse precluso al Giudice civile accertare, incidenter tantum, l'esistenza del fatto - reato, al fine di applicare il più lungo termine prescrizionale di cui all'art. 2947 c.c., comma 3.
5.1. Ritengono queste S.U. che vada rivisitato il principio espresso da Cass. S.U. n. 5121 del 2002, in caso di improcedibilità del reato per mancanza di querela, in modo da armonizzarlo con il più generale principio in tema di termine di prescrizione emergente dalla lettera dell'art. 2947 c.c., comma 3, prima parte - secondo cui l'applicabilità di tale norma prescinde dalla procedibilità o meno del reato.
Sono due le condizioni che rendono applicabile l'art. 2947 c.c., comma 3: la configurabilità di un reato nel fatto dannoso; e la previsione per la prescrizione del reato di un termine più lungo di quelli stabiliti nel cit. art. 2947 c.c., primi due commi. Il concorso di entrambe queste condizioni, che va preliminarmente accertato, rende applicabile una disciplina della prescrizione che è in ogni caso derogatoria rispetto a quella dettata dall'art. 2947 c.c., primi due commi, (o per l'entità o per la decorrenza del termine di prescrizione).
Sicchè occorre innanzitutto accertare cosa intenda la norma per "fatto considerato dalla legge come reato".
5.2. In dottrina si discute in particolare se l'art. 2947 c.c., sia applicabile quando manchi la querela necessaria per la procedibilità o, secondo altri, per la punibilità del fatto dannoso previsto come reato.
9.5. D'altra parte solo nell'ambito dell'affermata autonomia tra giudizio civile e quello penale trovano logica collocazione le affermazioni costanti in giurisprudenza, in relazione ad altri profili della prescrizione civile intesa come svincolata dallo sviluppo, sia pure potenziale, di un procedimento penale. In particolare, si intende fare riferimento all'interpretazione offerta dalla sentenza delle Sezioni Unite n. 1479 del 18 febbraio 1997 in ordine all'ininfluenza delle cause di sospensione ed interruzione in sede penale sul corso della prescrizione civile; ovvero all'affermazione secondo cui - qualora, in esito al processo penale, l'imputazione sia stata degradata - deve aversi riguardo al reato contestato e non già a quello ritenuto in sentenza (cfr., Cass. 4 dicembre 1992, n. 12919) ed indipendentemente dal riconoscimento delle attenuanti (come avviene in sede penale solo attualmente a seguito della sostituzione dell'art. 157 c.p., operata dalla L. 5 dicembre 2005, n. 251, art. 6). Ciè è l'esatto contrario di quanto vale per la prescrizione penale per la cui determinazione, come è noto, occorre tener conto del tipo di reato riconosciuto in sentenza.