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Timestamp: 2017-02-27 22:58:01+00:00
Document Index: 106741083

Matched Legal Cases: ['art. 2409', 'art. 170', 'art. 92', 'art. 645', 'art. 2407', 'art. 2409', 'art. 2409', 'art. 3', 'art. 2409', 'art. 2477', 'art. 14', 'art. 2477', 'art. 2409', 'art. 2400', 'art. 2409', 'art. 170', 'art. 92', 'art. 645', 'art. 2409', 'art. 11', 'art. 170', 'art. 92', 'art. 645', 'art. 2409', 'art. 2409']

Art. 2409 codice civile: Denunzia al tribunale
HOME Codice civile Articoli Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015 Codice civile Art. 2409 codice civile: Denunzia al tribunale L’AUTORE: Redazione
Se vi è fondato sospetto che gli amministratori, in violazione dei loro doveri, abbiano compiuto gravi irregolarità nella gestione che possono arrecare danno alla società o a una o più società controllate, i soci che rappresentano il decimo del capitale sociale o, nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, il ventesimo del capitale sociale possono denunziare i fatti al tribunale con ricorso notificato anche alla società. Lo statuto può prevedere percentuali minori di partecipazione (1).
Il tribunale, sentiti in camera di consiglio gli amministratori e i sindaci, può ordinare l’ispezione dell’amministrazione della società a spese dei soci richiedenti, subordinandola, se del caso, alla prestazione di una cauzione. Il provvedimento è reclamabile.
Se le violazioni denunziate sussistono ovvero se gli accertamenti e le attività compiute ai sensi del terzo comma risultano insufficienti alla loro eliminazione, il tribunale può disporre gli opportuni provvedimenti provvisori e convocare l’assemblea per le conseguenti deliberazioni. Nei casi più gravi può revocare gli amministratori ed eventualmente anche i sindaci e nominare un amministratore giudiziario, determinandone i poteri e la durata.
I provvedimenti previsti da questo articolo possono essere adottati anche su richiesta del collegio sindacale, del consiglio di sorveglianza o del comitato per il controllo sulla gestione, nonché, nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, del pubblico ministero; in questi casi le spese per l’ispezione sono a carico della società.
Amministratori: [v. 2298]; Società: [v. Libro V, Titolo V]; Società controllate: [v. 2357]; Capitale sociale: [v. 2327]; Società che fanno ricorso al capitale di rischio: [v. 2325bis]; Statuto: [v. 2328]; Camera di consiglio: [v. 264]; Sindaci: [v. 2621]; Cauzione: [v. 1319]; Assemblea: [v. 2341ter]; Revoca: [v. 2393]; Azione di responsabilità: [v. 2393]; Liquidazione: [v. 2274]; Collegio sindacale: [v. 2335]; Consiglio di sorveglianza: [v. 2449]; Comitato per il controllo sulla gestione: [v. 2367]; Pubblico ministero: [v. 1968].
Amministratore giudiziario: amministratore nominato dall’autorità giudiziaria nel caso in cui le violazioni denunciate risultino particolarmente gravi; svolge le funzioni dei diversi organi della società.
Procedure concorsuali: particolari procedure giudiziali (es.: fallimento) previste nel caso in cui l’imprenditore commerciale non sia in grado di adempiere le proprie obbligazioni alle relative scadenze (cd. «insolvenza»); le (—) sottopongono ad esecuzione l’intero patrimonio dell’impresa per assicurare la par condicio creditorum, cioè il diritto dei creditori chirografari [v. 1203] ad essere soddisfatti, in proporzione ai loro crediti, senza preferenze, sul patrimonio residuo dell’imprenditore, dopo la soddisfazione dei creditori assistiti da cause legittime di prelazione [v. 2741] (es.: privilegio [v. 2745], pegno [v. 2784], ipoteca [v. 2808]).
(1) Il legislatore disciplina il potere, che spetta ai soci, di chiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria, nel caso in cui nel compimento dei loro doveri gli amministratori abbiano commesso irregolarità di notevole entità (es.: non hanno rispettato norme di legge o dello statuto) tali da suscitare sospetto nei soci. È necessario che la denuncia sia presentata da una qualificata minoranza di soci (un decimo del capitale sociale) o che ne faccia richiesta il pubblico ministero.
L'amministratore giudiziario nominato nel procedimento disciplinato dall'art. 2409 c.c., per la natura stessa dell'attività che gli è demandata dal giudice, che si concreta nella gestione della società, strumentale al ripristino del suo corretto funzionamento, non rientra nella categoria degli ausiliari del giudice prevista dal d.p.r. n. 115 del 2002, con la conseguenza che il rimedio dato contro il provvedimento che dispone la liquidazione del compenso per l'opera da esso prestata non può consistere nell'opposizione prevista dal citato d.p.r. n. 115 del 2002, art. 170, ma deve individuarsi, attesa la natura monitoria del decreto pronunciata ai sensi dell'art. 92 disp. att. c.p.c., ultimo comma, nel rimedio di carattere generale previsto dall'art. 645 c.p.c.
Cassazione civile sez. I 04 dicembre 2014 n. 25661 Società
In tema di responsabilità degli organi sociali, la configurabilità dell'inosservanza del dovere di vigilanza, imposto ai sindaci dall'art. 2407, secondo comma, cod. civ., non richiede l'individuazione di specifici comportamenti che si pongano espressamente in contrasto con tale dovere, ma è sufficiente che essi non abbiano rilevato una macroscopica violazione o comunque non abbiano in alcun modo reagito di fronte ad atti di dubbia legittimità e regolarità, così da non assolvere l'incarico con diligenza, correttezza e buona fede, eventualmente anche segnalando all'assemblea le irregolarità di gestione riscontrate o denunziando i fatti al P.M. per consentirgli di provvedere ai sensi dell'art. 2409 cod. civ. (Nella specie, la corte territoriale aveva ritenuto ingiustificata l'inerzia dei sindaci seguita all'esecuzione, da parte degli amministratori, di bonifici per un rilevante importo complessivo in favore di una società dello stesso gruppo, per un'operazione fittizia e con destinazione della fattura al conseguimento di un contributo pubblico; la S.C., in applicazione dell'anzidetto principio, ha rigettato il ricorso). Rigetta, App. Trieste, 30/06/2011
Cassazione civile sez. I 13 giugno 2014 n. 13517 È manifestamente inammissibile la q.l.c. degli art. 2409 e 2476 c.c., censurati, in riferimento agli art. 3 e 24 cost., nella parte in cui non consentono il ricorso alla procedura del controllo giudiziario ex art. 2409 c.c. alle società a responsabilità limitata con finalità diverse dalle attività sportive o a esse correlate. La prospettazione del quadro normativo operata dal giudice rimettente appare, per più versi, erronea e insufficiente, con la conseguenza di rendere la questione, per come proposta, non pertinente all'oggetto del decidere e allo stesso obiettivo perseguito dal provvedimento di rimessione, incidendo in maniera decisiva sulla motivazione esibita per asseverare l'impossibilità di una interpretazione “secundum constitutionem” della disciplina denunciata oltre che la rilevanza della questione proposta. Infatti, il rinvio alle disposizioni sulle società per azioni contenuto nell'art. 2477, comma 5, c.c. non è venuto meno nella formulazione introdotta dall'art. 14, comma 13, l. n. 183 del 2011, mentre con il d.l. n. 5 del 2012, conv. dalla l. n. 35 del 2012, entrato in vigore antecedentemente al deposito dell'ordinanza di rimessione, ma da questa totalmente ignorato, il citato art. 2477 ha subìto una significativa modifica, essendo ora previsto al quinto comma, che “Nel caso di nomina di un organo di controllo, anche monocratico, si applicano le disposizioni sul collegio sindacale previste per le società per azioni” (sent. n. 481 del 2005).
Corte Costituzionale 07 maggio 2014 n. 116 È possibile sospendere il procedimento di denunzia al tribunale, ai sensi dell'art. 2409 comma 3 c.c., allorquando la società abbia sostituito amministratori e sindaci, sebbene con delibera impugnabile per violazione delle regole statutarie, quanto agli amministratori, e dell'art. 2400 comma 2 c.c., quanto ai sindaci.
Tribunale Venezia 16 settembre 2013
L'amministratore giudiziario nominato nel procedimento disciplinato dall'art. 2409 cod. civ., per la natura stessa dell'attività che gli è demandata dal giudice e che si concreta nella gestione della società, strumentale al ripristino del suo corretto funzionamento, non rientra nella categoria degli ausiliari del giudice, prevista dal d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, con la conseguenza che il rimedio contro il provvedimento che dispone la liquidazione del compenso per l'opera prestata non può consistere nell'opposizione prevista dall'art. 170 del citato d.P.R. n. 115 del 2002, ma deve individuarsi, attesa la natura monitoria del decreto pronunciata ai sensi dell'art. 92, ultimo comma, disp. att. cod. proc. civ., nel rimedio di carattere generale previsto dall'art. 645 cod. proc. civ. Cassa senza rinvio, Trib. Roma, 29/03/2007
Cassazione civile sez. I 25 luglio 2013 n. 18080 Poiché l'amministratore giudiziario nominato dal Tribunale nel corso del procedimento ex art. 2409 c.c. non rientra nella categoria degli ausiliari del giudice prevista dall'art. 11 del d.p.r. n. 115/2002 con la conseguenza che il rimedio dato contro il provvedimento che dispone la liquidazione del compenso per l'opera da esso prestata non può consistere nell'opposizione prevista dall'art. 170 del citato d.p.r. n. 115/2002, ma deve individuarsi, attesa la natura monitoria del decreto pronunciata ai sensi dell'art. 92, ultimo comma, disp. att. c.p.c., nel rimedio di carattere generale previsto dall'art. 645 c.p.c..
Cassazione civile sez. I 25 luglio 2013 n. 18080 Nelle operazioni con parti correlate, costituisce grave irregolarità, rilevante ai sensi dell'art. 2409 c.c., il ruolo passivo assunto dal Collegio Sindacale in merito al vaglio sulla congruenza della valutazione di indipendenza sia dei consiglieri componenti il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate, sia dell'esperto indipendente nominato dal quest'ultimo, poiché tale comportamento preclude l'efficacia dei presidi normativi ostativi all'esplicazione del conflitto di interessi insito in tali operazioni.
Tribunale Parma 29 marzo 2013
Costituisce grave irregolarità, rilevante ai sensi dell'art. 2409 c.c., la selezione per l'attività di consulenza legale di uno studio associato, di cui fa parte uno dei consiglieri, senza una previa valutazione critica da parte del Comitato per il Controllo Interno, in quanto l'attribuzione dell'incarico va qualificata come operazione con parte correlata.
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