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Timestamp: 2019-03-20 04:22:27+00:00
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Irrilevanza del fatto: cos'è e cosa comporta
Irrilevanza del fatto: cos’è e cosa comporta
25 Dicembre 2018 | Autore: Sabina Coppola
In cosa consiste l’istituto dell’irrilevanza del fatto nel processo penale minorile e cos’è la sentenza di non luogo a procedere.
Tuo figlio ha meno di diciotto anni ed è indagato per un reato non particolarmente grave come quello di minaccia ad un amico o di furto di una bottiglia di birra in un supermercato? Sei molto preoccupato, è stata soltanto una bravata e temi che possa avere conseguenze negative sul suo futuro e sulla sua fedina penale? Cerca di stare tranquillo perché, molto probabilmente, il giudice lo proscioglierà con una sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto. Cos’è l’irrilevanza del fatto e cosa comporta? In questo articolo cercheremo di delinearne gli aspetti e le conseguenze principali. Bisogna partire da lontano, dalla scelta legislativa degli anni ’80, per comprendere che la giustizia minorile (e di conseguenza gli istituti che prevede, tra cui quello dell’irrilevanza del fatto) è improntata alla finalità di recupero del minore deviato tramite la sua rieducazione ed il suo reinserimento sociale. La finalita’ e’ quella di non punire ma (potremmo dire) aiutare il minore, comprendere le motivazioni dei suoi errori esaminando le sue condizioni di vita, le risorse familiari, sociali ed ambientali in cui vive quotidianamente al fine di valutare il grado di responsabilità e la rilevanza sociale del fatto commesso. Ecco, nel processo penale minorile è essenziale valutare la rilevanza sociale del fatto; in caso di fatto irrilevante, il minore viene tutelato tramite la rapida fuoriuscita dal circuito penale già prima dell’imputazione o del verdetto (proprio con la sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto). Per comprendere meglio la natura del processo minorile dobbiamo sottolineare che il minore dei quattordici anni non è imputabile (non sarà indagato, né mai sottoposto ad alcun processo penale), che il rito minorile non ammette gli istituti del patteggiamento o del procedimento per decreto (sia per l’assenza di capacità valutativa matura e consapevole del minore colpevole di reato, sia per la sua mancanza di autonomia patrimoniale). Ma andiamo con ordine e cerchiamo di analizzare la irrilevanza del fatto: cos’è e cosa comporta.
L’irrilevanza del fatto: cos’è.
L’istituto dell’irrilevanza del fatto [1] è uno degli strumenti del processo penale minorile, attraverso il quale il giudice per le indagini preliminari può pronunciare sentenza di non luogo a procedere quando risulta la tenuità del fatto, l’occasionalità del comportamento e quando l’ulteriore corso del procedimento possa pregiudicare le esigenze educative del minorenne. Con l’irrilevanza del fatto, in pratica, lo stato rinuncia alla irrogazione di una sanzione penale nei confronti del minore di diciotto anni, perché questa potrebbe arrecare pregiudizio alla sua personalità ancora in formazione. Ovviamente il giudice potrà arrivare a tale sentenza di non luogo a procedere soltanto dopo una attenta analisi che concerne due aspetti: da un lato, quello relativo alla personalità del minore, alla fattispecie di reato commessa in concreto ed alla eventuale occasionalità della condotta; dall’altro il giudice dovrà chiedersi se l’ulteriore corso del procedimento possa o meno pregiudicare le esigenze educative del minore. In realtà, la sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto non elimina la qualità di illecito penale del fatto posto in essere dal minore, ma semplicemente dichiara che lo stato non intende più punirlo perché, bilanciando l’interesse alla punizione e quello di rieducazione del soggetto minorenne, fa prevalere quest’ultimo. Dunque, se una condotta (come quella dei nostri esempi):
non desta un particolare allarme sociale;
è tenue;
ed occasionale;
viene esclusa dal processo penale minorile, nel senso che il giudice pronuncia sentenza di non luogo a procedere ed evita che inizi un processo penale. La tenuità del fatto dovrà essere valutata in concreto, facendo riferimento alla natura del fatto stesso, ai suoi effetti, al contesto in cui è stato commesso ed alle modalità che ne hanno caratterizzato l’azione. Perché il fatto possa essere considerato irrilevante la condotta non dovrà essere caratterizzata da un particolare disvalore sociale: il fatto è irrilevante se oggettivamente modesto e posto in essere con modalità che lo rendano ascrivibile alla naturale leggerezza delle persone di giovane età (le quali spesso non riflettono adeguatamente sulle conseguenze della loro condotta).
Un fatto è, invece, ritenuto occasionale quando non è frutto di fondate e precise scelte devianti ma è determinato da pulsioni momentanee (tipiche della condizione adolescenziale) che non richiedono una particolare attività preparatoria. Il procedimento per irrilevanza del fatto ha inizio su impulso del pubblico ministero che, dopo aver svolto le opportune indagini (ascoltando per esempio il minore), quando ne sussistono i presupposti, esercita l’azione penale chiedendo al giudice per le indagini preliminari la definizione del procedimento con sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto. Il giudice fisserà un’udienza e, all’esito delle proprie valutazioni, deciderà se pronunciare sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto oppure, in caso contrario, rinviare gli atti al pubblico ministero per farlo procedere.
Cosa comporta l’irrilevanza del fatto?
La sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto può essere appellata dal minore. In ogni caso, la sentenza non sarà iscritta nel casellario giudiziario. In definitiva, tuo figlio in caso di sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto resterà (potremmo dire) pulito, il suo casellario sarà nitido. Si tratta una occasione che lo stato concede ai cosìdetti bravi ragazzi che hanno semplicemente commesso un errore o avuto un incidente di percorso o vogliono tornare sulla retta via.
[1] Art. 27 D. P.R. n. 448 del 22.9.1988.