Source: https://www.asle-rlst.it/2008/12/
Timestamp: 2019-03-24 00:56:32+00:00
Document Index: 80879535

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 90', 'art. 157', 'art. 90', 'art. 21', 'art. 157']

dicembre 2008 - Asle-Rlst
L’indagine empirica sulle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori edili in provincia di Milano, Bergamo, Brescia.
Presentati in un convegno che si è svolto il 19 dicembre 2008 i principali risultati di un’indagine empirica sulle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori edili nelle tre province di Milano, Bergamo, Brescia. Obiettivo: osservare le condizioni di lavoro e di vita nel settore edile “dall’interno”. L’indagine è stata condotta su un campione di circa 800 lavoratori.
Emerge un quadro in cui i lavoratori sono sostanzialmente consapevoli dei rischi a cui sono sottoposti svolgendo la mansione e percepiscono una scarsa attenzione alla salvaguardia della loro sicurezza e tutela della salute sul luogo di lavoro.
1998 – 2008. IL DECENNALE DI ASLE
L’intervento del Presidente Mario Ielapi presentato all’Assemblea dei Soci del 16 dicembre
Il 7 Dicembre è stata ricordata da molti e in diverse forme la tragedia Thissen Krupp.
Sono stati momenti di commozione e di riflessione non solo per i sette lavoratori scomparsi un anno fa, ma per quella strage ininterrotta che caratterizza vergognosamente il mondo del lavoro nel nostro paese. La denuncia della insostenibilità sociale e morale di questa situazione si è levata in questi anni da molte voci, prime fra tutte quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e delle Organizzazioni Sindacali e datoriali, ma anche di tanta società civile. Nonostante ciò sembra però, davvero, di trovarsi davanti ad un muro di gomma che indignazione, commozione, solidarietà e senso civico non riescono a scalfire.
In questa situazione a noi dell’Asle sembra opportuno utilizzare le pagine de L’elemetto giallo, il nuovo periodico d’informazione di Asle, per tentare di dare un contributo al dibattito sulle ragioni di tante morti bianche, a partire dall’esperienza accumulata in questi nostri primi dieci anni di attività.
Non entreremo in questa sede nel merito delle scelte legislative, che trovano, da tempo, tavoli di discussione ben più qualificati, ma vorremmo invece soffermarci su quello che consideriamo un aspetto cruciale dell’attività di prevenzione degli infortuni, e cioè la comunicazione.
Vogliamo portare alcuni spunti di riflessione sull’argomento, non tanto perché parlare di comunicazione sia di moda, o perché, come il “prezzemolo”, è onnipresente nella nostra società, ma piuttosto perché riteniamo che uno dei punti critici del sistema della sicurezza nel nostro paese sia costituito proprio dall’atteggiamento, dalla cultura che circonda il problema.
Troppo spesso davanti all’atteggiamento culturale della nostra società si è pervasi da una sorta di fatalismo: “che ci vuoi fare siamo fatti così…”. E’ lo stesso commento che, alzando gli occhi al cielo, viene fatto davanti alle auto in doppia fila, o a chi ci passa davanti in coda, o chi non paga le tasse, oppure davanti al lavoro nero, oppure, oppure, oppure…. Ma davanti a chi esce al mattino per andare a lavorare e non rientra più a casa perché è morto sul lavoro questo atteggiamento non è più sopportabile. Gli atteggiamenti culturali si possono e si debbono cambiare, anche e soprattutto con una comunicazione efficace. Nei corsi sulla comunicazione ci spiegano che il messaggio è fatto di contenuto e relazione, cioè di che cosa si dice e di come lo si dice. Sul che cosa dire non abbiamo che l’imbarazzo della scelta dato che in merito alla sicurezza sul lavoro esistono vere e proprie montagne di direttive, leggi, regolamenti, buone pratiche e relative elaborazioni. Il problema vero è che quello che continuiamo ad utilizzare è un linguaggio da addetti ai lavori, da iniziati, quasi che ci si rapportasse all’interno di una setta.
Noi pensiamo è giunto il momento di farci capire dai nostri utenti: i lavoratori del settore edile. Tutti i lavoratori, anche quelli stranieri che faticano a comprendere la nostra lingua.
E allora l’unica ricetta possibile è quella di elaborare strumenti di comunicazione adeguati per chi, in cantiere, è concretamente più esposto al rischio.
LAVORATORI AUTONOMI, IDONEITA’ ALLA MANSIONE E PERCORSO DI FORMAZIONE
L’idoneità tecnico-professionale degli artigiani – lavoratori autonomi e gli obblighi del Committente sono due questioni da analizzare in parallelo alla luce dagli artt. 21, 90, 157 e dell’Allegato XVII del D.Lgs 81/08…
L’idoneità tecnico-professionale degli artigiani – lavoratori autonomi e gli obblighi del Committente sono due questioni da analizzare in parallelo alla luce dagli artt. 21, 90, 157 e dell’Allegato XVII del D.Lgs 81/08.
A sei mesi di distanza dall’entrata in vigore del Testo Unico sulla Sicurezza è giunto il momento di fare un po’di chiarezza sui requisiti minimi che afferiscono all’idoneità tecnico-professionale degli artigiani, ovvero i lavoratori autonomi, dei cantieri edili. Dopo aver sentito argomentare in modo spesso contraddittorio sul D.Lgs 80/81, anche nei consessi pubblici, diversi ed autorevoli come seminari e corsi di aggiornamento, relativamente agli obblighi dei lavoratori autonomi, prendiamo spunto dalle risposte ai “Quesiti sul decreto legislativo 81/08” formulate dalla Regione Piemonte nel documento di ottobre 2008, per ribadire quanto inequivocabilmente emerge dall’art. 21 comma 2, dall’art. 90 comma 9, dall’Allegato XVII e dall’art. 157 punto 1 lettera b) del D.Lgs. 81/08.
Il punto 2.1 lettera d) dell’Allegato XVII stabilisce che gli artigiani-lavoratori autonomi devono esibire gli “attestati inerenti la propria formazione e la relativa idoneità sanitaria” al Committente, che ha l’obbligo (art. 90 comma 9), di verificare l’idoneità tecnico-professionale degli stessi con le modalità previste dall’Allegato sopra citato.
E’ vero che i lavoratori autonomi relativamente ai rischi propri delle attività svolte e con oneri a proprio carico hanno facoltà di beneficiare della sorveglianza sanitaria e di partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro organizzati dall’Impresa Appaltatrice (art. 21 comma 2). Resta l’obbligo in carico al Committente, di verificare che i lavoratori autonomi abbiano gli attestati sopra richiamati per poter accedere ad un cantiere edile, obbligo per il quale il Committente viene sanzionato se risulta inadempiente (art. 157 punto 1 lettera b). Quindi, se l’artigiano-lavoratore autonomo può legittimamente non sottoporsi a sorveglianza sanitaria e a percorsi di formazione, da parte sua il Committente può legittimamente allontanarlo da un cantiere edile e risolvere il contratto.
ETICA PARTECIPATA, IL CONVEGNO DI FEDERMANAGEMENT E APQ-CISL
Per non dimenticare la tragedia dei lavoratori della Thyissen Krupp di Torino
Si è svolto venerdì 5 dicembre 2008 a Milano il Convegno “Etica partecipata”
promosso da Federmenagement e APQ Cisl, a un anno di distanza dalla tragedia che ha colpito i lavoratori della Thyssen Krupp di Torino, per evidenziare come la ricerca di un’eccellenza collettiva, di comportamenti etici e la garanzia della qualità della vita delle persone siano elementi fortemente sentiti nel nostro paese. Sono intervenuti, tra gli altri, Luigi di Marco, Presidente Federmenagement, Roberto De Santis, Presidente APQ Cisl Mario Ielapi, Presidente Asle (Associazione per la Sicurezza dei Lavoratori dell’Edilizia) e Raffaello Borghi, Presidente Esem (Ente Scuola Edile Milanese).
Dichiarazione – L. Di Marco “Per la prima volta in questa edizione – dice Luigi Di Marco – abbiamo voluto coinvolgere le scuole, perché pensiamo che esse siano il luogo dove poter parlare agli studenti futuri manager, e fa crescere in loro la sensibilità alla cultura della responsabilità sociale e all’etica partecipata, in modo che il futuro sia sempre più permeato di questi valori, che siano patrimonio culturale condiviso e possano davvero animare la società attraverso l’azione concreta di comportamenti virtuosi ed etici”.
Dichiarazione – R. De Santis “Il premio agli accordi sulla sicurezza non vuole premiare chi rispetta la legge, ma chi mette in campo iniziative che non si adagino su essa, ma contribuiscano a migliorarla”.
Dichiarazione – M. Ielapi “E’ necessario che il settore edile impari a comunicare agli altri comparti la propria esperienza di solidarietà e responsabilità sociale. Abbiamo una storia lunga un secolo, dalle prime società di mutuo soccorso dei lavoratori edili sorte all’inizio del Novecento, allo storico Ente di formazione, la Scuola Edile Milanese “Esem”, fondata nel primo dopoguerra come luogo di formazione professionale per i giovani, e che ancora oggi svolge un ruolo molto importante. Il nostro rappresenta un patrimonio di conoscenza per ciò che riguarda esempi e pratiche di solidarietà sociale a favore dei lavoratori. Purtroppo, ancora oggi, tutto ciò risulta sconosciuto ai più. E’ importante, dunque, che per il futuro si faccia qualche cosa per comunicare il nostro prezioso bagaglio di esperienza e dare, così, il nostro contributo alle azioni di etica partecipata in ambito lavorativo, per promuovere, sempre più, la passione per la sicurezza. E’ vero, oggi siamo il settore con un altro tasso di lavoro irregolare, ma basta guardare alla nostra storia, per comprendere che è possibile mettere in atto comportamenti capaci di modificare la tendenza in atto.
Come Asle faremo il possibile, per promuovere ricerche e progetti capaci di stimolare la sensibilità sociale e le azioni responsabili per promuovere la cultura della sicurezza sul lavoro”.
Dichiarazione – R. Borghi “ Il mondo del lavoro, in particolare quello edile, è molto cambiato negli ultimi trent’anni: nell’organizzazione della produzione, nelle figure professionali e nelle aspettative di carriera. Non è invece cambiata, anzi si è rafforzata, la percezione sociale del lavoro edile come opzione transitoria, e dell’edilizia come settore capace di assorbire lavoratori precari, migranti e dequalificati, ma non di trattenerli, migliorandone con continuità la professionalità e la remunerazione. Il fenomeno penalizza fortemente anche l’impresa, la quale lamenta la mancanza di personale affidabile e capace, in grado – anche – di organizzare il lavoro delle squadre esterne, nel limite consentito dall’ esigenza di autonomia organizzativa richiesta al subappaltatore.
Gli analisti del mondo del lavoro attribuiscono questa lacuna all’ incapacità del settore edile, che non riesce ad estrinsecare le potenzialità del proprio sistema di formazione professionale, pur possedendone uno efficiente e ben radicato.
E’ assolutamente necessario valorizzare questo patrimonio, ed il settore edile si è già da tempo attivato lungo molteplici direzioni, con iniziative mirate come il potenziamento dell’istruzione tecnica; l’ allargamento dell’attività post-diploma mediante l’implementazione della collaborazione già in atto con il Politecnico di Milano; l’affermazione della formazione nel luogo di lavoro; il consolidamento del concetto che qualità, ambiente e sicurezza costituiscono un “unicum” inscindibile; l’adesione e la promozione di iniziative virtuose, come il premio Etica e Impresa 2008, iniziativa molto importante per un riconoscimento condiviso dell’importanza di sempre migliori accordi sui diritti-doveri riguardanti l’insegnamento e la pratica di un lavoro intrinsecamente sicuro, svolto con competenza, in posti di lavoro degni di questo nome, nei quali siano garantiti formazione, informazione, protezione, rappresentanza, rifiuto“.
PREMIO ETICA E IMPRESA 2008. ILLUSTRATO IL 5 DICEMBRE A MILANO AL CONVEGNO “ETICA PARTECIPATA”
Scade sabato 20 dicembre 2008 il termine per la presentazione delle candidature alla terza edizione del premo Etica e Impresa. Promosso da Federmanagement,
Scade sabato 20 dicembre 2008 il termine per la presentazione delle candidature alla terza edizione del premo Etica e Impresa. Promosso da Federmanagement (Federazione italiana di associazioni di maneger), Aidp (Associazione italiana per la direzione del personale) e dalle categorie sindacali del personale direttivo Agenquadri-Cgil, Apq-Cisl e Ciq-Uil, il premio è riservato alle aziende che nel corso del 2008 hanno stipulato accordi partecipati tra le cinque sigle di rappresentanza. Gli argomenti del premio sono stati illustrati nel Convegno dal titolo
“Etica partecipata” che si è svolto venerdì 5 dicembre 2008, a Milano presso la sala assemblee di Intesa San Paolo in via Belgioioso.
Il premio Etica e Impresa 2008 prevede un riconoscimento ai migliori accordi sulla salute e sicurezza nei posti di lavoro. Esso volge la sua attenzione a tutti gli accordi sottoscritti in azienda tra parti contraenti consapevoli che, condividendo il valore della centralità della persona, sia in azienda che nella società, cercano di migliorarne lo standard di vita nei vari e molteplici aspetti.
L’iniziativa si caratterizza e differenzia da altri premi esistenti per la collaborazione tra i promotori rappresentati dai Sindacati e dalle Associazioni Professionali dei Manager d’Impresa, Enti spesso contrapposti ma che, in questo caso, condividono il valore comune della qualità di vita delle persone oinvolte in azienda, e che insieme “eticamente alleati” tendono a individuare imprese pubbliche e private, che realmente ricerchino il miglioramento continuo.
Diventato ormai un appuntamento annuale, riconosciuto con medaglia dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il secondo anno consecutivo, nell’edizione 2008 il premio Etica e Impresa presenta due principali novità: l’introduzione della sezione dedicata alla salute e alla sicurezza sul lavoro e l’apertura alle candidature per le scuole superiori.
Il Convegno “Etica Partecipata” del 5 dicembre 2008 è stato promosso da Federmenagement e Apq-Cisl a un anno di distanza dalla tragedia che ha colpito i lavoratori della Thyssen Krupp di Torino, per evidenziare come la ricerca di un’eccellenza collettiva, di comportamenti etici e la garanzia della qualità della vita delle persone siano elementi fortemente sentiti nel nostro paese. Sono intervenuti, tra gli altri, Mario Ielapi, Presidente Asle (Associazione per la Sicurezza dei Lavoratori dell’Edilizia) , Luigi di Marco, Presidente Federmenagement, Roberto De Santis, Presidente Apq-Cisl e Raffaello Borghi, Presidente Esem (Ente Scuola Edile Milanese).
Come Asle faremo il possibile, per promuovere ricerche e progetti capaci di stimolare la sensibilità sociale e le azioni responsabili per promuovere la cultura della sicurezza sul lavoro”. Dichiarazione – L. Di Marco “Per la prima volta in questa edizione – dice Luigi Di Marco – abbiamo voluto coinvolgere le scuole, perché pensiamo che esse siano il luogo dove poter parlare agli studenti futuri manager, e fa crescere in loro la sensibilità alla cultura della responsabilità sociale e all’etica partecipata, in modo che il futuro sia sempre più permeato di questi valori, che siano patrimonio culturale condiviso e possano davvero animare la società attraverso l’azione concreta di comportamenti virtuosi ed etici”.
Gli interessati a candidarsi al premio Etica e Impresa 2008 trovano le modalità di partecipazione, con bando completo e regolamento,sul sito internet www.eticaimpresa.net.
Per informazioni è possibile contattare la segreteria allo 06. 660.42.967
Sono gradite le partecipazioni di tutte le aziende che nel corso del 2008 hanno stipulato accordi partecipati e attuato buone prassi per il miglioramento delle condizioni di lavoro nell’ambito dell’impresa. Si accettano le candidature anche delle aziende prive dell’apposita certificazione SA8000.
Lo scopo del premio, infatti, è quello di dare visibilità alle buone pratiche effettivamente attuate, anche se non certificate dallo standard internazionale. Il Premio sarà assegnato il 30 gennaio 2009, a Roma, presso il Cnel.