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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10']

Guida pratica alla progettazione di un Corso di Studio ai sensi del D.M. 270/04 - PDF
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Guido Viviani
1 Roma, ottobre 2009 Guida pratica alla progettazione di un Corso di Studio ai sensi del D.M. 270/04 Interazioni con il processo di autovalutazione
2 GUIDA PRATICA ALLA PROGETTAZIONE DI UN CORSO DI STUDIO AI SENSI DEL D.M. 270/04: INTERAZIONI CON IL PROCESSO DI AUTOVALUTAZIONE ROMA, OTTOBRE 2009
3 La presente guida è frutto di una collaborazione tra la Fondazione CRUI e l'università di Cagliari nell'ambito del Progetto Qualità Campus-Unica. Il Gruppo di Lavoro di Ateneo del Progetto Qualità Campus-Unica è composto da: Emanuela Stefani, Direttore operativo della CRUI e della Fondazione CRUI; Vincenzo Solinas, Università degli Studi di Cagliari, Delegato per il Sistema di Gestione della Qualità; Mariano Porcu, Università degli Studi di Cagliari, Delegato del Nucleo di Valutazione di Ateneo; Anna Musinu, Università degli Studi di Cagliari, Esperta di assicurazione interna della qualità; Marina Quartu, Università degli Studi di Cagliari, Esperta di modelli e metodologie di valutazione; Cecilia Tasca, Università degli Studi di Cagliari, Esperta in organizzazione della didattica; Alessandra Carucci, Università degli Studi di Cagliari, Esperta in attuazione della riforma universitaria; Fabrizio Cherchi, Università degli Studi di Cagliari, Direttore Amministrativo. La stesura del presente documento è stata coordinata da Alessandra Carucci (Presidente del Corso di studio in Ingegneria per l'ambiente e il Territorio), con la supervisione del Prof. Vincenzo Zara, esperto della Fondazione Crui. La redazione è a cura di: Carla Anolfo, Università degli Studi di Cagliari, Referente Gestionale Progetto Qualità Campus-Unica; Grazia Contu, Università degli Studi di Cagliari, Gestore Sistema Qualità del Team d'ateneo; Fabrizio Cancedda, Università degli Studi di Cagliari, Manager Didattico della Facoltà di Giurisprudenza; Michela Farci, Università degli Studi di Cagliari, Manager Didattico della Facoltà di Ingegneria; Giuseppina Onnis, Università degli Studi di Cagliari, Manager Didattico della Facoltà di Scienze MM.FF.NN.; Teresa Pilichi, Università degli Studi di Cagliari, Manager Didattico della Facoltà di Medicina e Chirurgia; Alessia Portas, Università degli Studi di Cagliari, Gestore Sistema Qualità del Team d'ateneo. Fondazione CRUI 2009 Il volume è pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - non opere derivate Informazioni sugli usi consentiti all'indirizzo: Per utilizzi commerciali rivolgersi a: ISBN:
4 INDICE Premessa p. 4 Acronimi p. 5 Normativa nazionale p. 6 Documenti per la gestione dei processi p. 8 Organizzazione del sistema universitario p. 9 Capitolo I Fasi di progettazione di un Corso di Studio p. 10 Capitolo II Fasi di attivazione di un Corso di Studio p. 19 Capitolo III Fase Off.F pubblica p. 26 Appendice p. 29 Fonti p. 30 Allegato Tabella riepilogativa delle fasi di progettazione e relative scadenze p. 31 3
5 PREMESSA Il presente documento, nato nell ambito del Progetto Qualità Campus-Unica, ha lo scopo di fornire un supporto ai Corsi di Studio nelle fasi di progettazione e attivazione dei percorsi ai sensi del D.M. 270/04, tenendo conto delle norme attuative che si sono succedute negli ultimi mesi (e che ancora si succederanno secondo gli annunci ministeriali). Tali norme hanno reso più complicato il compito dei Corsi di Studio che devono rispondere a precise scadenze con la verifica attenta di una serie di criteri e requisiti, spesso dispersi nei diversi documenti sia ministeriali che del CNVSU. La Guida fa quindi riferimento alle varie norme ed ai relativi articoli da considerare in ogni passaggio delle fasi di progettazione, attivazione e diffusione dell offerta formativa, riportandone i punti essenziali e consentendo anche un facile accesso alla documentazione relativa. Altro scopo della Guida, più direttamente legato al Progetto Qualità, è quello di evidenziare i punti di contatto che la progettazione e l attivazione di un Corso di Studio hanno con la predisposizione dei Rapporti di Autovalutazione (RAV), che diventano sempre più un documento necessario anche per rispondere alle richieste ministeriali. Nella Guida pertanto, ogni qualvolta è stato possibile, si è riportato il riferimento ai punti del RAV nei quali quegli stessi argomenti sono trattati. Ciò anche per rendere evidente a quanti mostrano tuttora perplessità circa il processo, pur oneroso, di autovalutazione, che tale lavoro è ormai essenziale per poter predisporre in maniera efficace gli Ordinamenti Didattici (RAD) e per far fronte al soddisfacimento dei requisiti necessari, inclusi in primis quelli di efficienza ed efficacia, nonché di trasparenza, senza tralasciare naturalmente quelli qualificanti. 4
6 ACRONIMI Legenda delle sigle e degli acronimi utilizzati nella presente guida: CdS CFR CFU CL CLM CNVSU CRUI CUN DR ECTS Istat L LM LS MIUR NVA PI Off.F RAD RAV SSD TAF Corso di Studio Credito di Formazione alla Ricerca Credito Formativo Universitario Corso di Laurea Corso di Laurea Magistrale Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario Conferenza dei Rettori delle Università Italiane Consiglio Universitario Nazionale Decreto Rettorale European Credit Transfer and Accumulation System Istituto nazionale di statistica Laurea Laurea Magistrale Laurea Specialistica Ministero Università e Ricerca Scientifica e Tecnologica Nucleo di Valutazione di Ateneo Parti Interessate Offerta Formativa Regolamento Didattico di Ateneo (deve contenere gli Ordinamenti didattici dei CdS) Rapporto di Autovalutazione Settore Scientifico Disciplinare Tipologia Attività Formativa 5
7 NORMATIVA NAZIONALE Legge 2 agosto 1999, n. 264, Norme in materia di accessi ai corsi universitari, Decreto ministeriale 3 novembre 1999 n. 509, Regolamento recante norme concernenti l autonomia didattica degli atenei, Decreto ministeriale 22 ottobre 2004 n. 270, Modifiche al regolamento recante norme concernenti l autonomia didattica degli atenei, approvato con decreto del Ministro dell università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, Decreto ministeriale 26 ottobre 2005 prot. n. 49/2005, Diploma Supplement, Decreti ministeriali 16 marzo 2007, Determinazione delle classi delle lauree universitarie, Decreto ministeriale 3 luglio 2007, n. 362, Attuazione art. 1 ter (programmazione e valutazione delle Università) comma 2, del D.L. 31 gennaio 2005 n.7, convertito con la legge 31 marzo 2005 n. 43 definizione delle linee generali d indirizzo della programmazione delle università per il triennio 2007/2009, Decreto ministeriale 26 luglio 2007, n. 386, Attuazione dei DD.MM. in data 16 marzo 2007 (classi di laurea e di laurea magistrale) Definizione delle linee guida per l istituzione e l attivazione da parte delle Università dei corsi di studio, CNVSU, I requisiti necessari per l attivazione dei nuovi corsi di studio universitari: percorso verso l obiettivo dell accreditamento (DOC 7/07), Decreto ministeriale 18 ottobre 2007, n. 506, Attuazione art. 1 ter (programmazione e valutazione delle Università), comma 2, del DL. 31 gennaio 2005 n. 7, convertito nella legge 31 marzo 2005 n. 43 individuazione dei parametri e criteri (indicatori) per il monitoraggio e la valutazione (ex post) dei risultati e dell attuazione dei programmi delle Università, Decreto ministeriale 31 ottobre 2007 n. 544, Definizione dei requisiti dei corsi di Laurea e di Laurea magistrale afferenti alle classi ridefinite con i DD.MM. 16 marzo 2007, delle condizioni e criteri per il loro inserimento nella Banca dati dell offerta formativa e dei requisiti qualificanti per i corsi di studio attivati sia per le classi di cui al D.M. 3 novembre 1999 n. 509 e sia per le classi di cui al D.M. 22 ottobre 2004 n. 270, CUN, Criteri per una valutazione omogenea degli ordinamenti didattici dei corsi di studio formulati ai sensi del D.M. 270 del 2004, (14 novembre 2007). 6
8 Decreto direttoriale 10 giugno 2008, n. 61 Requisiti di trasparenza, CUN, Documento di lavoro inerente le indicazioni per la scrittura degli ordinamenti didattici (Ottobre 2008). 7
9 DOCUMENTI PER LA GESTIONE DEI PROCESSI Nella Guida pratica, accanto ad alcuni argomenti è riportato il riferimento al Rapporto di Autovalutazione (RAV: Dimensione e/o Elemento e/o Domanda) in cui è trattato lo stesso tema. In alcuni casi quanto indicato nel RAV dovrà essere opportunamente adattato alle richieste specifiche del RAD al fine di poter uniformare quanto più possibile i due documenti. Cabina di regia della Fondazione CRUI, Linee guida per l applicazione della riforma ex D.M. 270/2004 secondo criteri di qualità, Fondazione CRUI, febbraio 2007, Fondazione CRUI, Requisiti per l Assicurazione della Qualità dei Corsi di Studio universitari, Fondazione CRUI, Modello CRUI per la valutazione e certificazione della qualità di Corsi di laurea e Corsi di Laurea magistrale erogati con modalità in presenza, 2006, Fondazione CRUI, Introduzione alla Gestione per la Qualità dei Corsi di Laurea e dei Corsi di Laurea Magistrale secondo il Modello CRUI associata al Modello CL e CLM 2006 presenza, Fondazione CRUI, Guida alla Compilazione del Rapporto di AutoValutazione dei Corsi di Laurea e dei Corsi di Laurea Magistrale, Fondazione CRUI, Presentazione delle Schede DAT. 8
10 ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA UNIVERSITARIO Durata dei tre cicli (D.M. 22 ottobre 2004, n.270 Artt. 7-8) Primo ciclo: 180 crediti ECTS, Corsi di Laurea, titolo accademico di 1 ciclo, dà accesso al 2 ciclo. Secondo ciclo: 120 crediti ECTS, Corsi di Laurea Magistrale, titolo accademico di 2 ciclo dà accesso al 3 ciclo; 60 crediti ECTS, Corsi di Master Universitario di I livello. Ciclo unico: 240, 300 e 360 crediti ECTS, Corsi di Laurea Magistrale, titolo accademico ciclo unico dà accesso al 3 ciclo. Terzo ciclo: 3 anni, Corsi di Dottorato di Ricerca 180 CFR; 2-6 anni, Scuole di Specializzazione; 60 crediti ECTS, Corsi di Master Universitario di II livello. Per ogni ciclo devono essere definiti i descrittori di Dublino basati sui risultati di apprendimento attesi per il conseguimento del titolo. Titoli di studio e le nuove qualifiche accademiche (D.M. 22 ottobre 2004, n.270 Art.3) Laurea (Dottore) Laurea Magistrale (Dottore Magistrale) Laurea Specialistica (Dottore Magistrale) Laurea quadriennale o quinquennale V.O. (Dottore Magistrale) Dottorato di Ricerca (Dottore di ricerca) Il Diploma Supplement (D.M. 26 ottobre 2005 prot. n.49/2005) Il Diploma Supplement è una certificazione integrativa del titolo ufficiale conseguito al termine di un corso di studi in una università o in un istituto di istruzione superiore e corrisponde al modello europeo sviluppato per iniziativa della Commissione Europea, del Consiglio d Europa e dell Unesco. È rilasciato in italiano e in inglese come supplemento al diploma e riporta la descrizione della natura, del livello, del contesto, del contenuto e dello status degli studi effettuati e completati dallo studente (è costituito da otto sezioni: dati anagrafici, titolo di studio, livello del titolo, curriculum e voti, funzioni del titolo, informazioni aggiuntive, certificazione, descrizione del sistema nazionale di istruzione superiore). È fondamentale per: rendere più trasparente il titolo di studio, integrandolo con la descrizione del curriculum di studi effettivamente seguito; valorizzare il contenuto della nuova offerta didattica degli atenei e la loro autonomia, accompagnando l evoluzione sempre più rapida del titolo; favorire la mobilità degli studenti, l accesso a studi ulteriori e alla formazione permanente; facilitare la conoscenza e la valutazione dei nuovi titoli accademici da parte dei datori di lavoro; rendere più agevole il riconoscimento accademico e professionale dei titoli italiani all estero e la libera circolazione internazionale dei nostri laureati. 9
11 1. FASI DI PROGETTAZIONE DI UN CORSO DI STUDIO Fase RAD (ordinamenti) scadenza istituzione dei corsi 31 Gennaio di ogni anno (chiusura RAD da parte dell Ateneo). Gli ordinamenti sono approvati dal CUN entro il 30 aprile sino al 2010/2011, entro il 15 marzo dal 2011/2012. Informazioni da inserire nel RAD: 1. le motivazioni che stanno alla base delle proposte; 2. una breve sintesi della relazione tecnica a cura del NVA; 3. le sintesi delle consultazioni con le PI del sistema socio-economico; 4. gli obiettivi formativi qualificanti della classe; 5. gli obiettivi formativi specifici del corso e descrizione del percorso formativo; 6. i risultati di apprendimento attesi, espressi tramite i Descrittori europei del titolo di studio (D.M. 16/03/2007, Art.3, co.7); 7. le conoscenze richieste per l accesso (D.M. 270/04, Art.6, co.1 e 2); 8. le caratteristiche della prova finale; 9. gli sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati (DD.MM. 16 marzo 2007, Art.3, co.7); 10. il quadro generale delle attività formative. 10
12 SCHEDA INFORMATIVA RAD Università Università degli Studi di CAGLIARI Facoltà Classe Nome del corso Denominazione inglese Codice interno all ateneo del corso Il corso è - Trasformazione di (cod ) Data del D.M. di approvazione dell ordinamento didattico Data del D.R. di emanazione dell ordinamento didattico Data di approvazione del consiglio di facoltà Data di approvazione del senato accademico Data della relazione tecnica del NVA Data della consultazione con le organizzazioni rappresentative a livello locale della produzione, servizi, professioni Modalità di svolgimento Indirizzo internet del corso di laurea Massimo numero di crediti riconoscibili (D.M. 16/3/2007 art. 4) Corsi della medesima classe numero di anni trasformati: - O di nuova istituzione. 11
13 Analizzando nel dettaglio: 1.1 Motivazioni che stanno alla base delle proposte La proposta può riguardare l istituzione ex novo di un CL oppure la trasformazione del corso da Ordinamento ex D.M. 509/99 a Ordinamento ex D.M. 270/04. In entrambi i casi devono essere indicate le motivazioni poste alla base delle proposte (RAV: Introduzione). In particolare, nel caso di passaggio di un Corso ex D.M. 509/99 ad un ex D.M. 270/04 devono essere dettagliati i criteri seguiti nella trasformazione del Corso, considerando non solo gli aspetti tecnici del passaggio dal D.M. 509/99 al D.M. 270/04, ma anche quelli più sostanziali (criticità rilevate nei corsi di provenienza, scelte e modifiche effettuate per il miglioramento, adozione di criteri (es. CRUI) di progettazione-riprogettazione dei corsi). In tale fase possono essere istituiti più CL nella stessa classe purché: a) le ragioni che inducono a istituire più corsi di laurea nella medesima classe risultino in maniera chiara e convincente dalle declaratorie degli stessi. Su questo punto è richiesto il parere del CUN; b) condividano le stesse attività formative di base e caratterizzanti comuni per un minimo di 60 CFU prima della differenziazione dei percorsi formativi (D.M. 270/04 art. 11 comma 7 lettera a); possono esserci corsi di studio della stessa classe dichiarati non affini tra loro (di cui va data adeguata motivazione, con delibera dei competenti organi accademici) che non condividono i 60 CFU; c) sia verificato che la somma dei valori assoluti delle differenze dei CFU per ciascun SSD non sia minore di 40 CFU per le Lauree e 30 CFU per le Lauree Magistrali (DD.MM art. 1 co. 2 n. 386 Allegato 1 par. 2.1); tali differenze devono essere garantite tra ciascun curriculum di un CdS e tutti i curricula dell altro CdS. In questo caso è consigliabile effettuare una simulazione dell offerta formativa. Inoltre, possono essere istituiti anche CL interclasse (è preferibile scegliere classi non troppo diverse tra loro) con la condizione che l ordinamento del corso interclasse rispetti i minimi, in termini di CFU, delle attività formative di base e caratterizzanti di ciascuna classe. 1.2 Sintesi della relazione tecnica a cura del Nucleo di Valutazione di Ateneo Il NVA valuterà: a) la correttezza della progettazione (parere non vincolante); b) l adeguatezza e compatibilità con le risorse di docenza e di strutture (già verificata a livello di Facoltà); c) la possibilità che le proposte possano contribuire alla razionalizzazione e qualificazione dell Off.F. 12
14 1.3 Sintesi della consultazione con le organizzazioni rappresentative a livello locale della produzione, servizi, professioni Sono indicate le consultazioni con le organizzazioni rappresentative a livello locale della produzione, dei servizi e delle professioni svolte nel processo di attivazione del CL ed i loro pareri in merito all attivazione stessa. Le consultazioni si svolgono su tre livelli, coinvolgendo l Ateneo, la Facoltà e il singolo CdS (RAV: DIMENSIONE B ESIGENZE E OBIETTIVI; Elemento B1: Esigenze delle PI; Elemento B2: Obiettivi generali; Elemento B3: Obiettivi di apprendimento). 1.4 Obiettivi formativi qualificanti della classe Il sistema riporta in automatico gli obiettivi qualificanti la classe come previsti nei DD.MM. del Obiettivi formativi specifici del Corso e descrizione del percorso formativo Tenendo presente il sistema culturale, sociale ed economico, gli obiettivi formativi specifici devono essere riferiti al CL ed alle figure occupazionali e professionali che si vogliono formare (RAV: DIMENSIONE B ESIGENZE E OBIETTIVI; Elemento B2: Obiettivi generali; Elemento B3: Obiettivi di apprendimento) descrivendo il percorso formativo previsto per il loro conseguimento, con le specificazioni dei SSD utilizzati allo scopo (RAV: DIMENSIONE D PROCESSO FORMATIVO; D1.1 c) e d). In particolare: - per i CL orientati anche all acquisizione di specifiche conoscenze professionali, gli obiettivi generali devono riguardare certamente il contesto lavorativo e, quindi, le figure professionali che il CdS intende formare e/o i ruoli per i quali intende preparare gli studenti che conseguiranno il titolo di studio e gli ambiti lavorativi previsti e possono riguardare anche la prosecuzione degli studi e, quindi, essere definiti attraverso i CLM ai quali si prevede che potranno iscriversi i futuri laureati; - per i CL aventi l obiettivo di assicurare agli studenti solo un adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali, gli obiettivi generali debbono riguardare certamente la prosecuzione degli studi nei CLM e possono riguardare anche il contesto lavorativo. 13
15 1.6 Risultati di apprendimento attesi, espressi tramite i Descrittori europei del titolo di studio I CdS devono specificare gli obiettivi formativi in termini di risultati di apprendimento attesi, attraverso un sistema organico adottato in sede europea di cinque descrittori, tra di loro correlati e differenziati per ciclo di formazione, chiamati appunto Descrittori di Dublino (vedi esempi 1 e 2 in Appendice), che spostano l attenzione dall insegnamento all apprendimento dello studente (RAV: DIMENSIONE B ESIGENZE E OBIETTIVI; Elemento B3: Obiettivi di apprendimento). I Descrittori di Dublino sono stati costruiti in base ai seguenti elementi: Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding) Laurea: dimostrare di avere conoscenze e capacità di comprensione in un campo di studi di un livello post secondario, anche di alcuni temi d avanguardia nel proprio campo di studio, con il supporto di libri di testo avanzati; Laurea Magistrale: dimostrare conoscenze e capacità di comprensione che estendono e/o rafforzano quelle tipicamente associate al primo ciclo e consentono di elaborare e/o applicare idee originali, spesso in un contesto di ricerca. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding) Laurea: essere capaci di applicare le loro conoscenze e capacità di comprensione in maniera da dimostrare un approccio professionale al loro lavoro, e possedere competenze adeguate sia per ideare e sostenere argomentazioni che per risolvere problemi nel proprio campo di studi; Laurea Magistrale: risolvere problemi in ambiti nuovi o non familiari, inseriti in contesti più ampi (o interdisciplinari) connessi al loro settore di studio. Autonomia di giudizio (making judgements) Laurea: raccogliere ed interpretare i dati utili a determinare giudizi autonomi, inclusa la riflessione su temi sociali, scientifici o etici ad essi connessi; Laurea Magistrale: integrare le conoscenze e gestire la complessità, e formulare giudizi anche sulla base di informazioni limitate o incomplete, includendo la riflessione sulle responsabilità sociali ed etiche collegate all applicazione delle loro conoscenze e giudizi. Abilità comunicative (communication skills) Laurea: comunicare informazioni, idee, problemi e soluzioni a interlocutori specialisti e non specialisti; Laurea Magistrale: comunicare le loro conclusioni e conoscenze e la ratio ad esse sottesa, a interlocutori specialisti e non specialisti. 14
16 Capacità di apprendimento (learning skills) Laurea: sviluppare le competenze necessarie per intraprendere studi successivi con un alto grado di autonomia; Laurea Magistrale: studiare in un modo auto-gestito o autonomo. Gli obiettivi formativi dei singoli insegnamenti (che verranno definiti in FASE Off.F) dovranno essere coerenti e compresi negli obiettivi specifici dei CdS. Pertanto, la progettazione dei corsi di studio si basa su: i risultati di apprendimento attesi piuttosto che sugli input disciplinari; i risultati di apprendimento intesi anche come abilità e non solo come conoscenze; i tempi di apprendimento (crediti) piuttosto che le ore di insegnamento. 1.7 Conoscenze richieste per l accesso Devono essere indicate in maniera dettagliata le specifiche conoscenze richieste per l accesso al CL e le modalità di verifica (RAV: DIMENSIONE D PROCESSO FORMATIVO: D2.1 a) b) c)). 1.8 Caratteristiche della prova finale Vanno descritte le caratteristiche della prova finale e i criteri di valutazione. La prova finale è obbligatoria e ad essa viene attribuito un congruo numero di crediti in base all impegno richiesto allo studente (RAV: DIMENSIONE D PROCESSO FORMATIVO; D1.1c). Il CUN valuterà la coerenza tra i crediti ad essa attribuiti e gli obiettivi formativi del corso di studi. 1.9 Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati Devono essere indicati in forma dettagliata gli sbocchi occupazionali fruibili dai laureati, anche alla luce di quanto emerso dalle consultazioni con le organizzazioni rappresentative a livello locale delle produzioni, dei servizi e delle professioni e da eventuali altre forme di analisi. Inoltre si devono individuare gli sbocchi professionali con riferimento alle attività classificate dall Istat (D.M. 16 marzo art. 3, comma 7) (RAV: DIMENSIONE B ESIGENZE E OBIETTIVI; Elemento B2: Obiettivi generali; DIMENSIONE E RISULTATI, ANALISI E MIGLIORAMENTO: E1.3a). 15
17 1.10 Quadro generale delle attività formative Le università garantiscono l attribuzione a ciascun insegnamento attivato di un congruo numero di crediti formativi, evitando la parcellizzazione delle attività formative. In ciascun corso di laurea non possono comunque essere previsti in totale più di 20 esami o verifiche di profitto (12 per i CLM), anche favorendo prove di esame integrate per più insegnamenti o moduli coordinati 1. In tal caso i docenti titolari degli insegnamenti o moduli coordinati partecipano alla valutazione collegiale complessiva del profitto dello studente con modalità previste nei regolamenti didattici di ateneo (DD.MM art. 4 co. 2). Le attività formative (D.M. 270/2004, art. 10) (RAV: DIMENSIONE D PROCESSO FORMATIVO; D1.1.) possono essere: di base (D.M. 270/2004, art. 10 co. 1 lett. a) (solo per le Lauree); caratterizzanti (D.M. 270/2004, art. 10 co. 1 lett. b); le attività formative di base e quelle caratterizzanti sono qualificanti. affini o integrative (D.M. 270/2004, art. 10 co. 5 lett. b) (almeno 18 CFU per Lauree e 12 per Lauree Magistrali) possono far parte delle attività affini o integrative tutte le attività formative relative a SSD non previsti dai DD.MM per le attività di base e/o caratterizzanti. Qualora si ritenga di utilizzare SSD previsti per attività di base o caratterizzanti anche per le attività affini o integrative, di ciò deve essere data adeguata motivazione. È necessario verificare se sussista una reale esigenza culturale e formativa che induca i CdS a riproporre, tra le attività formative affini o integrative, gli stessi SSD presenti tra quelle di base e/o caratterizzanti. Tale aspetto sarà valutato dal CUN anche in relazione alla struttura della classe e all articolazione e molteplicità delle figure professionali che ne possono derivare. La banca dati RAD consente di organizzare le attività formative affini o integrative raggruppando uno o più SSD, ai quali vengono assegnati intervalli di CFU. Ricorrendo a tale opzione si evita che le attività formative affini o integrative vengano a costituire una lunga e poco comprensibile elencazione di SSD, ai quali è assegnato un indistinto intervallo di CFU. Viceversa, gli ordinamenti formulati raggruppando i SSD in maniera opportuna appaiono di per sé molto più leggibili e rendono più agevole illustrarne il significato. Per quanto esposto la formulazione degli ordinamenti ricorrendo a tale opzione appare di gran lunga preferibile; a scelta dello studente (D.M. 270/2004, art. 10 co. 5 lett. a) purché coerenti con il progetto formativo (almeno 12 CFU per Lauree e 8 CFU per le Lauree Magistrali). Non sono ammissibili interpretazioni limitative o riduttive delle norme, in particolare di quanto stabilito dall art. 10 quinto comma, lettera a) del D.M. 270/04, dove si prevede che le attività a scelta degli studenti siano da loro scelte autonomamente. La precisazione purché coerenti con il progetto formativo non può comportare il diniego di autonomia nella scelta, come avverrebbe prevedendo una elencazione a priori di coerenze riconosciute. relative alla preparazione della prova finale (D.M. 270/2004, art. 10 co. 5 lett. c): occorre che il numero di CFU indicato per la prova finale sia coerente con il ruolo formativo 1 Le attuali indicazioni ministeriali prospettano che gli insegnamenti erogabili in ciascun corso di studio vengano organizzati in modo tale che a ciascuno di essi, ovvero a ciascun modulo coordinato, corrispondano non meno di 6 CFU (per quanto riguarda gli insegnamenti affini e integrativi potrà essere previsto un numero di crediti inferiore a 6, previa delibera motivata dei Consigli di facoltà o delle altre strutture didattiche competenti). 16
18 dichiarato per la prova stessa. Alla prova finale della L va riconosciuto il ruolo di importante occasione formativa individuale a completamento del percorso, senza richiedere una particolare originalità. Ad essa va attribuito un numero di CFU misurato sul tempo effettivamente da impiegare per la sua preparazione. Dovrebbe comunque risultare condivisa la prassi che le commissioni preposte alle prove finali esprimano valutazioni riferite all intero percorso di studi, i cui criteri potrebbero essere la coerenza tra obiettivi formativi e obiettivi professionali, la maturità culturale e la capacità di elaborazione intellettuale personale. Per la LM i CFU da attribuire dovrebbero essere notevolmente superiori a quelli previsti per la laurea, con un punteggio di merito adeguato alla qualità del lavoro svolto, fermo restando che la tesi di laurea magistrale deve comunque essere elaborata in modo originale dallo studente sotto la guida di un relatore (D.M. 26 luglio 2007 n. 386 Allegato 1 n. 3 lett. i); relative alla verifica della conoscenza di almeno una lingua straniera (D.M. 270/2004, art. 10 co. 5 lett. c) (solo per le lauree); per l acquisizione di ulteriori conoscenze linguistiche, informatiche e telematiche, relazionali, tirocini formativi e di orientamento (D.M. 270/2004, art. 10 co. 5 lett. d ed e) (minimo 1 CFU). La presenza di curricula con carattere professionalizzante e non professionalizzante all interno di uno stesso corso di studio richiede di attribuire alle attività di tirocinio intervalli di crediti oscillanti tra zero e un massimo molto ampio. Ai fini del conteggio dei 20 esami o valutazioni finali di profitto vanno considerate le attività formative: 1) di base; 2) caratterizzanti; 3) affini o integrative; 4) autonomamente scelte dallo studente, nell ambito delle attività proposte dall Ateneo. Considerata possibile varietà e non omogeneità quanto a CFU corrispondenti, si ritiene che gli esami o valutazioni finali, relativi a tali attività, possano essere conteggiati a tal fine nel numero di 1. Le valutazioni relative alle attività formative di cui alle lettere c), d) ed e) dell articolo 10, comma 5 del D.M. 270/04, in ragione della loro natura e modalità e fatta salva diversa decisione assunta in autonomia dagli Atenei in relazione e specifiche esigenze, possono non essere considerate ai fini del conteggio (D.M. 26 luglio 2007, n. 386 Art.4 co. 2). Sarà garantita la possibilità di formulare gli ordinamenti nella modalità a intervalli di CFU per tutte le attività formative previste, comprese quelle di cui alle lettere a), b) ed e) dell art. 10 comma 5, del D.M. 270/04 fino a quelle a scelta dello studente. Tale possibilità è dettata da una triplice esigenza: possibilità di apportare modifiche non sostanziali ad un corso di laurea, senza la necessità di una nuova approvazione del relativo ordinamento; possibilità di attivare più curricula nell ambito di uno stesso ordinamento (il numero dei curricula e le rispettive denominazioni non devono tuttavia essere indicati nell ordinamento). Si sottolinea l importanza che la presenza di curricula molto differenziati tra loro sia 17
19 chiaramente illustrata e le scelte conseguenti siano adeguatamente motivate; 2 possibilità di agevolare il riconoscimento delle attività svolte presso altra sede, sia nel caso di trasferimento da una sede ad un altra che nell ambito di programmi di mobilità di scambio. Per la leggibilità e la trasparenza dell ordinamento è opportuno che l ampiezza di ciascun intervallo di crediti non sia così ampia da rendere poco comprensibile il percorso formativo e la figura professionale che ne deriva; la presenza di intervalli di crediti eccessivamente estesi deve essere adeguatamente motivata. Per le attività a scelta dello studente non vanno previsti incrementi massimi superiori al 50% rispetto ai minimi di legge. Le esigenze di strutturare un corso in curricula possono comportare, in sede di attivazione dell Offerta Formativa, la necessità di attribuire, tra le attività formative caratterizzanti, CFU ad un determinato ambito e non attribuirne alcuno ad un altro e viceversa. L ordinamento didattico di ciascun corso di laurea magistrale può prevedere una pluralità di curricula al fine di favorire l iscrizione di studenti in possesso di lauree differenti, anche appartenenti a classi diverse, garantendo comunque il raggiungimento degli obiettivi formativi del corso di laurea magistrale (D.M. 16 marzo 2007 Art.6 comma 3). In realtà la sezione RAD della banca-dati dall offerta formativa prevede ulteriori informazioni (ubicazione segreteria studenti, servizio orientamento, reperibilità regolamento didattico) rispetto a quelle sopra riportate per l ordinamento didattico e desunte dal D.M. 270/04. La fase RAD consente di simulare l Off.F assegnando i CFU ai SSD, anche per verificare eventuali differenze o condivisioni di crediti. Il CUN 3 esprime il prescritto parere entro: 30 aprile (fino al 2010/2011), 15 marzo (dal 2011/2012). 2 L ultima nota MIUR prevede una differenziazione massima di 40 CFU per i curricula dei CL e di 30 per quelli dei CLM. 3 CUN: In sede di valutazione/approvazione il CUN può selezionare una delle tre opzioni seguenti: da approvare: significa che non vi sono richieste di modifica; da adeguare: significa che il CUN formula specifiche e motivate richieste di modifica che, se introdotte dall Ateneo, rendono automaticamente approvato l ordinamento, che deve comunque tornare al CUN per una verifica; da riformulare: significa che il CUN rileva gravi profili di non conformità e formula di conseguenza rilievi tali da richiedere una profonda riformulazione dell ordinamento prima che esso possa essere riesaminato alla stregua di una nuova proposta. La richiesta di riformulazione da parte dei comitati deve essere supportata da un parere molto ben motivato, dato che essa comporta di fatto il rinvio di un anno della attivazione del corso Successivamente alla data di chiusura della banca dati dell offerta formativa, sezione RAD, il CUN esamina gli ordinamenti entro i termini stabiliti; Gli Atenei possono inserire nella Banca Dati Off.F. i corsi di studio, i cui ordinamenti sono stati approvati o per i quali è stato richiesto l adeguamento, e che siano in regola con i requisiti stabiliti dal D.M. 31 ottobre 2007, n. 544); Gli ordinamenti dei quali il CUN richiede la riformulazione e quelli inseriti in banca dati tardivamente rispetto alla data di chiusura RAD non possono essere istituiti per l anno accademico successivo e sono perciò riesaminati dal CUN a tempo debito e senza necessità di urgenza. 18
20 2. FASI DI ATTIVAZIONE DI UN CORSO DI STUDIO Fase Off.F attivazione dei corsi. Scadenza 15 Maggio fino al 2010/2011 e 15 Aprile dal 2011/2012 previa acquisizione del parere favorevole del NVA. 2.1 Proposta attivazione Corsi di Studio Una volta terminata la fase d istituzione del CdS, i docenti interessati (Presidi o Presidenti di CdS), tramite le password d accesso e le indicazioni fornite dalla Direzione per la Didattica, procedono all inserimento dell Off.F. Il procedimento comprende la determinazione, a livello di ciascun corso, dell offerta da erogare, il caricamento in Off.F Cineca, l invio della documentazione alla Direzione Didattica per la verifica sulla completezza e regolarità, la valutazione da parte del Nucleo sul possesso dei requisiti necessari per l attivazione dei corsi, l approvazione del Senato Accademico e l invio telematico al Ministero. L offerta formativa deve essere caricata ed inviata con la delibera di Facoltà con congruo anticipo (anche 45 giorni) rispetto alla scadenza per consentire l esame della documentazione da parte del NVA. Entro il 15 Maggio: approvazione e delibera del Senato Accademico. Invio telematico al MIUR da parte della Direzione per la Didattica: entro e non oltre il 15 Maggio. 19
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