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Timestamp: 2017-09-23 16:34:25+00:00
Document Index: 96093563

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 320', 'art. 322', 'art. 11', 'art. 320', 'art. 322', 'art. 5', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ']

SIM - Sindacato Italiano Mediatori
PETIZIONE IN CORSO
PETIZIONE POPOLARE PERMANENTE SULLA MODIFICA DELLA NORMATIVA DELLA MEDIAZIONE CIVILE
L'obbligatorieta' nella Mediazione Civile secondo la Petizione SIM è secondo te
Indispensabile solo a "tempo determinato"
Dipende dal tipo di materia della controversia
Day before yesterday: 31
Week before last week: 238
Ecco la circolare di chiarimento del responsabile del Registro sul "comunicato della Corte Costituzionale
Scritto da Redazione SIM	Mercoledì 14 Novembre 2012 19:51
Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Novembre 2012 19:53
Scritto da Redazione SIM	Martedì 06 Novembre 2012 06:36
Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Marzo 2017 15:08
Scritto da Redazione SIM	Sabato 27 Ottobre 2012 12:12
Cavour, Presidenza 25 Ottobre 2012
Cari Colleghi, la sentenza della Corte costituzionale che ovviamente non ci aspettavamo, non deve farvi Agitare, come ha detto il ministro Severini : La Mediazione stava iniziando a dare i suoi risultati e per questo, punteremo sull’incentivarla.
Parole forse migliori di quelle che avrebbe potuto dire la Corte, perché alla fine i veri e potenziali Clienti sono la gente, il Popolo, quelli che non possono spendere troppo e possono recuperare i soldi col credito d’imposta.
Io l’ho dico da diverso tempo, come in tutte le cose nuove ci va il Tempo necessario per farle conoscere alla Gente, e per questo non solo il Ministro, ma anche Noi faremo più Seminari, più interviste sui giornali per far comprendere bene ai cittadini queste cose; in effetti in tutta Europa la Mediazione Civile c’è da anni, come in molti altri Paesi, non è obbligatoria, eppure i tribunali civili sono quasi senza Lavoro: vedi Francia , Proprio perché la gente ha ben compreso quanto conviene andare in mediazione, sia per i tempi, sia per i costi, sia per il credito d’imposta
(che permette la detrazione fiscale dalle tasse). E’ questo che Vuole la gente, tempi certi, senza spendere troppo. E poi, Ricordiamoci che deve ancora esprimersi la Corte di Giustizia Europea, che potrebbe ribaltare la sentenza della nostra corte Costituzionale.
Come ilo Ministro della Giustizia ora inizierà ad incentivare la Mediazione, Ora anche noi faremo lo stesso, come tutti gli altri organismi. Quindi insieme con seminari o singolarmente dobbiamo fare solo la nostra parte. Far capire alla gente che cosa conviene di più, e col tempo, (perché per ogni Legge nuova ci va il tempo necessario perché la gente si abitui e conosca), come jn Francia e in tutti i paesi Europei e Anglosassoni ANCHE QUI LENTAMENTE la MEDIAZIONE SARA’ SEMPRE PIU’ CONOSCIUTA E UTLIZZATA. Se poi la Corte di Giustizia Europea ci desse una mano, ancora Meglio, ma tutti insieme (parlo di noi e tutti gli altri organismi), TUTTI
Compreso lo stato che è con noi, sono certo che la Mediazione diverrà una volta veramente conosciuta, la prima scelta da parte di tutti.
Non abbassate la guardia ora, ma anzi ora è il Nostro momento, (rilascerò questo documento ad un giornalista, per iniziare in prima persona a far comprendere ai cittadini che la MEDIAZIONE CONVIENE SEMPRE.
Il Presidente CDA OMCI Dr. Claudio Salusso
IMPORTANTE SENTENZA DI UN GIUDICE DI TORINO
Scritto da Redazione SIM	Domenica 14 Ottobre 2012 07:33
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Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Gennaio 2016 09:24
LE COMPAGNIE ASSICURATIVE MEDIAZIONE..IN
Scritto da Redazione SIM	Giovedì 14 Giugno 2012 18:46
Spett.le Ufficio
Con la presente per sottoporre alla Vostra attenzione il comportamento tenuto dalle Compagnie di Assicurazioni in qualità di parti chiamate in mediazione.
A far corso dal 21.03.12, data da cui è prevista l’obbligatorietà della mediazione anche per il risarcimento danni da circolazione di veicoli e natanti, sono aumentate le istanze di mediazione con controparte una Compagnia di Assicurazioni.
Rincresce vedere come siano proprio le stesse, chiamate per il tentativo obbligatorio di mediazione oltre che per detta materia anche per risolvere le controversie riguardanti proprio i contratti assicurativi già dal 21.03.2011, ad essere le prime ad eludere la procedura.
Rileviamo come ad oggi, nonostante la previsione, nel caso di successivo giudizio ove le stesse si costituiscono, del pagamento di una somma pari al contributo unificato previsto per la causa, le Compagnie quasi mai si presentano all’incontro di mediazione, a volte comunicando di non aderire adducendo presunti giustificati motivi, sintomo sia di una scarsa conoscenza dell’Istituto, sia della volontà di eludere, quasi boicottare, la procedura; caso ultimo di Compagnia di Assicurazione che ha comunicato la non adesione a mezzo prestampato con indicata la voce per cui non aderivano…transeat…
Secondo una più profonda indagine è facile intuire il motivo per cui le Compagnie non si presentano: la somma dovuta in caso di costituzione in successivo giudizio pari al contributo unificato è minore rispetto all’indennità di mediazione dovuta per pari valore: di fatto è una questione economica, costa meno alla Compagnia non aderire alla procedura, dovendo retribuire anche l’Avvocato che partecipa (ci sia concesso, nei rari casi in cui avviene, solo con spirito transattivo e mai conciliativo), e poi costituirsi in giudizio, che aderire.
A tal proposito se solo la somma prevista fosse il doppio del contributo unificato non sarebbe più così conveniente per le parti chiamate non aderire.
A ciò si aggiunga il comportamento oltremodo scorretto tenuto da alcune Compagnie le quali, ricevuto l’invito a comparire, oltre a non aderire, la settimana immediatamente successiva al primo incontro, e quindi alla conclusione con esito negativo della mediazione, contattano direttamente la parte istante formulando una proposta, sempre negata sino al momento dell’invito a comparire in mediazione.
In questo modo il rischio per gli Organismi di Mediazione è quello di diventare la seconda “segreteria” degli Studi Legali, compito a cui si spera di non dover essere adibiti! 1edpillsforhealth.com
Tale situazione emerge purtroppo anche dal confronto con altri Organismi di Mediazione, pertanto si sente il dovere di comunicarlo così che possiate valutare la possibilità di assumere i giusti provvedimenti al fine di permettere l’effettivo svolgimento della Mediazione, che, in questi casi, viene agevolmente eluso.
Per il compito che il SIM (Sindacato Italiano Mediatori) si propone, ovvero la tutela dei Mediatori e degli Organismi di Mediazione, si invitano gli operatori del settore a riscontrare la situazione così come descritta e a comunicare eventuali altre difficoltà nell’esperimento della mediazione.
I più distinti saluti.
L’obbligatorietà della mediazione necessaria per il cambiamento culturale
Scritto da Redazione SIM	Giovedì 07 Giugno 2012 20:49
Il Dott. Ernesto Lupo, Primo Presidente della Corte di Cassazione, nel corso di un suo intervento al convegno "Il giusto rapporto tra giurisdizione e mediazione: prima e dopo la Direttiva europea", tenutosi presso la Corte d’Appello di Milano il 6 Giugno 2012, ha affermato che in Italia la scelta di rendere il tentativo di conciliazione obbligatorio in diverse materie "è dovuta alla necessità di forzare un cambiamento culturale che altrimenti sarebbe sicuramente mancato".
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Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Gennaio 2016 09:25
Disapplicata la mediazione obbligatoria davanti al Giudice di Pace
Scritto da Redazione SIM	Lunedì 23 Aprile 2012 16:51
Una interessante sentenza del Giudice di Pace di Napoli del 23/3/2012, aggira il problema della mediazione obbligatoria per quanto riguarda le cause da tenersi davanti allo stesso giudice.
Nella causa la controparte aveva sollevato l'eccezione di improcedibilità (!) della domanda per mancato esperimento del tentativo di mediaconciliazione obbligatorio di cui al d. lgs 28/2010. Il giudice di pace rigetta l'eccezione sostenendo che il procedimento dinanzi al Giudice di Pace già prevede sia la conciliazione in sede contenziosa, in virtù dell'art. 320 comma 1 c.p.c, che in sede non contenziosa (non prevista invece davanti al Tribunale) ai sensi dell'art. 322 c.p.c. Tale istituto è preesistente al d. lgs. 28/2010, essendo stato introdotto sin dall'istituzione del Giudice di Pace con la legge 374/1991, per cui, non avendo il d. lgs 28/2010 previsto alcuna abrogazione delle suddette norme del codice di procedura civile, "nel procedimento dinanzi al giudice di pace vanno applicate le disposizioni di cui al libro II, titolo II, dall'art. 11 al 322 c.p.c.".
"Una diversa interpretazione", continua il giudice, "non solo sarebbe in contrasto con il delineato quadro sistemico ma si rivelerebbe manifestamente illogica. Ed invero l'intento deflattivo che si è proposto il legislatore è stato assecondato proprio dall'istituto del giudice di pace che è nato (nomen omen) con lo scopo di favorire la conciliazione delle controversie che può avvenire nella fase giudiziale ex art. 320 c.p.c. Ovvero in quella stragiudiziale azionabile ex art. 322 c.p.c. E pertanto sarebbe paradossale escludere dal processo conciliativo un istituto che è nato precipuamente per lo svolgimento di tale finalità".
In effetti il ragionamento del giudice appare logico, il giudice di pace nasce proprio con un intento deflattivo, da raggiungere anche attraverso i suoi poteri conciliativi che si aggiungono a quelli coercitivi, a differenza del mediatore che non ne ha alcuno.
Quindi, il Gdp adito ha statuito che, nei giudizi instaurati innanzi al Giudice di Pace ed aventi ad oggetto controversie su materie in ordine a cui costituisca condizione di procedibilità il previo esperimento del tentativo di mediazione ex art. 5 del d. lgs. 28/2010, non si debba applicare la disposizione normativa medesima in quanto a ciò osta la sussistenza degli artt. 320 e 322 del codice di procedura civile, in base ai quali nell'ambito del rito dinanzi al GdP sono già contemplati istituti di composizione bonaria delle controversie.
Il giudice aggiunge, inoltre, che comunque il mancato esperimento del tentativo di mediazione non comporta affatto l'improcedibilità della domanda, quanto piuttosto obbliga il giudice ad assegnare alle parti un termine di 15 giorni per la proposizione dell'istante con la fissazione di una successiva udienza dopo la scadenza del termine previsto dall'art. 6 del decreto suddetto (cioè 4 mesi dalla scadenza dei 15 giorni).
La sentenza appare davvero molto interessante e ben argomentata, e disapplica la norma sulla mediazione obbligatoria per le cause da tenersi davanti al GdP, in quanto il codice già prevede che lo stesso giudice di prossimità possa fare le stesse cose del mediatore.
Sulla sentenza si sono già appuntate alcune critiche delle quali conviene dare conto. Innanzitutto si è ricordato che il Consiglio Superiore della Magistratura, nella seduta del 18 gennaio 2012, ha adottato la seguente delibera: "Il Consiglio, vista la nota in data 21 febbraio 2011 a firma del Presidente e del Segretario Generale dell'Unione Nazionale Giudici di Pace con cui si chiede di conoscere se al giudice di pace sia consentito di esercitare le funzioni di mediatore e, in caso positivo, entro quali limiti; (omissis ...) delibera di rispondere che l'attività di mediatore professionista di cui al D.Lgs. 28/2010 non è compatibile con le funzioni di giudice di pace anche se svolte in ambiti territoriali di circondari di tribunale diversi da quelli nel quale sono esercitate le funzioni onorarie".
Tale delibera, però, non dichiara affatto che le mediazioni svolte dal giudice di pace saranno nulle, come qualcuno ha pure sostenuto, bensì chiarisce che i Gdp non possono fare i mediatori professionisti. Questo non toglie, però, che possano comunque esercitare i poteri previsti dagli artt. 320 e 322 c.p.c.
In realtà è la mediazione di per sé a determinare numerose perplessità. A cominciare dai numeri, laddove spesso si cita una percentuale elevata (circa il 60%) di controversie risolte, dimenticando però di far notare che si tratta solo del 60% delle controversie nelle quali entrambe le parti si presentano dinanzi la mediatore, cosa che avviene molto raramente.
A difesa della mediazione obbligatoria si sostiene che sia un intervento deflattivo a costo zero per lo Stato. Certamente, infatti il costo è scaricato tutto sul cittadino che per avere accesso alla Giustizia dovrà sborsare di fatto il doppio del costo previsto prima (il contributo unificato più il costo della mediazione). Più che altro, quindi, la deflazione sembra derivare non tanto dall'utilità della mediazione, quanto proprio dal costo dell'accesso alla Giustizia che per il cittadino comune è diventato veramente improponibile
Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Marzo 2017 15:07
Mediazione Civile e Commerciale: parte la seconda fase.
L'ARBITRATO PER LE CONTROVERSIE INDIVIDUALI DI LAVORO