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Timestamp: 2014-04-24 20:28:05+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1', 'art.1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.2', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ']

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ENPAM : l'esperto Marco Perelli Ercolini risponde ai quesiti più frequenti
Dom, 22/09/2013 - 11:40 da admin
Estratto dalla relazione tenuta in occasione del convegno organizzato dall'Ordine dei Medici di Piacenza sabato 14 settembre 2013 intitolato "La previdenza del Medico e dell’Odontoiatra
ieri, oggi, domani"
1 PENSIONE ORDINARIA DI VECCHIAIA Quando spetta ? Cosa deve fare il medico per averla ? risposta
2 MEDICO CHE PERCEPISCE LA PENSIONE ORDINARIA DI VECCHIAIA ED ESERCITA LA LIBERA PROFESSIONE Deve continuare i versamenti nelle Quota B ? Ha diritto ad aliquote ridotte ? Quale il tetto entro il quale si pagano i contributi ordinari ? risposta
3 LA PENSIONE SUPPLEMENTARE QUOTA B LIBERA PROFESSIONE A chi spetta ? Chi fa i calcoli ? risposta
4 LA PENSIONE ANTICIPATA Quali sono i requisiti minimi per maturare il diritto ? Quali sono i fondi ? Quali sono gli abbattimenti sul trattamento economico rispetto al trattamento ordinario? risposta
5 LA RIFORMA ALL’ENPAM Quali le nuove aliquote contributive ? risposta
6 LE PENSIONI DI REVERSIBILITA’ AI SUPERSTITI A chi spetta ? Quali le aliquote nelle reversibilità ? risposta
7 CALCOLO DELLE PENSIONE Metodo contributivo e Metodo contributivo indiretto. Quale la differenza? risposta
8 VERSAMENTI CONTRIBUTIVI Quali i risvolti fiscali dei contributi versati ? Quale la differenza tra deducibile e detraibile ? risposta
9 I pensionati del Fondo, se conservano l’iscrizione agli Albi professionali anche dopo i 65 anni (o l’età pro tempore vigente) sono ancora obbligati ai versamenti contributivi ? risposta
10 La riforma ENPAM appena varata, nonostante vada dato atto alla Dirigenza Enpam di avere contenuto il più possibile le pretese ministeriali, è molto pesante. risposta
11 In un sistema pensionistico a ripartizioni, quale sostanzialmente è l’Enpam, le pensioni vengono pagate con i contributi degli iscritti (il cosidetto patto di solidarietà generazionale). Visto che l’onere della riforma cade esclusivamente sugli attivi, in misura (pur con qualche correttivo) tanto maggiore quanto più sono lontani dalla pensione, si chiede se sono allo studio altre misure di compensazione per evitare una possibile rottura del patto tra generazioni. risposta
12 I contributi che dal 2013 si versano per la quota A con il sistema contributivo verranno rivalutati con tasso di capitalizzazione legato alle variazioni del PIL. Se il PIL è negativo, come in questi anni, il montante contributivo individuale (cioè i soldi che abbiamo versato sommando i contributi annuali) se ne sta fermo oppure addirittura diminuisce ? risposta
13 Alcuni consigli - tenendo presente che dopo una certa età è difficile costruire la pensione, bisogna allora far tesoro di tutto leggi 14 VERSIONE COMPLETA DEI QUESITIleggi
Circolare Spending review. Lo Stato non molla le Casse Gio, 08/11/2012 - 21:06 da admin
la Ragioneria dello stato ha diramato nei giorni scorsi una circolare (la n. 31 del 23 ottobre 2012) per chiarire quali sono i «consumi intermedi» ai quali applicare il taglio del 5% per il 2012 e il 10% per il 2013.
(ItaliaOggi - 26 ottobre 2012) Lo Stato non molla le Casse. Verificato che sono stati pochi gli enti di previdenza che hanno effettuato i versamenti dei risparmi forzosi imposti dalla Spending review (legge 135/2012), la Ragioneria dello stato ha diramato nei giorni scorsi una circolare (la n. 31 del 23 ottobre 2012) per chiarire quali sono i «consumi intermedi» ai quali applicare il taglio del 5% per il 2012 e il 10% per il 2013. Un chiarimento invocato da tempo dai presidenti delle Casse che, in assenza delle opportune precisazioni, alla vigilia della scadenza del 30 settembre avevano anche fatto una stima di quanto versare. Salvo, poi, cambiare rotta e decidere in massa (a parte commercialisti, ragionieri, avvocati e ingegneri secondo l'ultimo aggiornamento) di accantonare al proprio interno quanto stimato e di aspettare sia una circolare interpretativa che la decisione del Consiglio di stato sulla natura giuridica degli istituti previdenziali dei professionisti. Se infatti il prossimo 30 ottobre i giudici di Palazzo Spada dovessero confermare che gli enti (in base al dlgs 509/94 e al dlgs 103/96) hanno natura privata, a quel punto, nulla sarebbe più dovuto. «Oltre al problema tecnico di capire cosa sono i consumi intermedi», spiega Paolo Pedrazzoli, il presidente della Cassa del notariato che per primo ha annunciato pubblicamente che non avrebbe versato un euro fino alla decisione del giudice amministrativo, «qui c'è una battaglia politica che vogliamo combattere fino in fondo: noi non percepiamo finanziamenti pubblici e quindi se dobbiamo risparmiare lo facciamo a patto che queste risorse restino all'interno degli enti». Vediamo dunque la situazione aggiornata. I consumi intermedi. Il Mef nel suo documento si rifà a una precedente circolare (la n. 5 del 2009) e spiega che nei consumi intermedi rientrano «tutti i beni e i servizi consumati o ulteriormente trasformati. Pertanto sono comprese tutte le voci di spesa incluse all'interno della categoria “Uscite per l'acquisto di beni e consumo di servizi”, così come elencate dall'allegato 3 del dpr 97/2003». Va precisato che in tale voce rientrano «le spese per missioni, sia del personale dipendente che di quello degli organi di amministrazione e controllo, mentre sono da ritenere escluse le spese per indennità e compensi dovuti agli stessi organi di amministrazione e controllo». C'è poi la questione della manutenzione degli immobili. A tal proposito la circolare fa delle distinzioni. «Debbono in primo luogo escludersi le manutenzioni straordinarie, in quanto, riguardando la spesa in conto capitale od essendo ammortizzate, sono espressamente escluse. Se si tratta, invece, di spesa per manutenzione ordinaria, la stessa è qualificabile spesa per consumo intermedio qualora riguardi la sede, gli uffici ed altri locali strumentalmente funzionali all'attività, mentre va esclusa la quota della spesa per manutenzione ordinari a carico del proprietario che riguardi gli immobili da reddito, in quanto è funzionale ad acquisire una rendita». Da ridurre, ancora, le spese per consulenze legali ma non quelle per la tutela legale. L'applicazione dei tagli. Riguardo alle modalità applicative, continua la circolare firmata da Mario Canzio, la norma consente una certa discrezionalità nell'individuazione delle voci di spesa oggetto di riduzione in quanto, laddove vi siano obbligazioni giuridicamente perfezionate che hanno dato luogo all'assunzione degli impegni, la riduzione potrà essere operata tra le voci di spesa che presentano sufficienti disponibilità, garantendo comunque nel complesso la riduzione della spesa complessiva. Si segnala, inoltre, che le riduzioni previste dalla Spending review si sommano alle altre disposizioni vigenti. News
Ven, 02/11/2012 - 20:52 da admin
Solo due mesi, novembre e dicembre 2012, sono ancora utilizzabili da medici e dentisti per accedere alla pensione con gli attuali requisiti di età e di contribuzione. Da gennaio 2013 prenderà il via la riforma pensionistica progettata dall'Enpam
(da "Avvenire" 16 ottobre 2012)
Solo due mesi, novembre e dicembre 2012, sono ancora utilizzabili da medici e dentisti per accedere alla pensione con gli attuali requisiti di età e di contribuzione. Da gennaio 2013 prenderà il via la riforma pensionistica progettata dall'Enpam (la previdenza di categoria con la veste di fondazione di diritto privato) che ridisegna le pensioni professionali alla luce dei nuovi requisiti stabiliti dalla riforma Fornero. Sulla riforma dell'Enpam - già apprezzata dalla Ragioneria generale e dal Ministero del lavoro - è attesa a giorni l'approvazione ufficiale. In sintesi: ferma restando l'età pensionabile per la vecchiaia a 65 anni se raggiunta entro il 2012, dal prossimo gennaio il requisito dell'età salirà fino a 68 anni per tutti i medici di qualsiasi settore e specialità, con aumenti graduali fino al 2018. In particolare, dal 1° gennaio 2013 saranno richiesti 65 anni e 6 mesi, dal 2014 66 anni, proseguendo poi ogni anno con altri 6 mesi, fino all'età di 68 anni interi a partire dal 2018. Ultimi giorni anche per chi è interessato alla "pensione anticipata". La classica pensione di anzianità è ancora raggiungibile entro il 2012 con 58 anni di età e con l'applicazione delle finestre di decorrenza. Dal prossimo anno l'età salirà a 59 anni e 6 mesi, nel 2014 a 60 anni e proseguirà per fermarsi a 62 anni dal 2018 in poi. A questo si aggiungono i requisiti di 30 anni di anzianità di laurea e di 35 anni di anzianità contributiva, oppure 42 ani di contributi senza contare l'età ma rispettando i 30 anni di laurea. L'insieme delle misure di riforma consente all'Enpam di conseguire la sostenibilità dei bilanci per un periodo ben oltre i 50 anni richiesti dal Governo a tutte le casse professionali. Medici pensionati. I medici titolari di pensione di vecchiaia - raggiunta prima o nel corso della prossima riforma - e che proseguono l'attività professionale, sono ancora tenuti a pagare i contributi previdenziali, peraltro in misura ridotta e totalmente deducibili dall'imponibile fiscale. Il versamento dovuto all'Enpam, introdotto da pochi anni, evita ogni ulteriore rapporto dei medici con l'Inps-gestione separata, interessata agli over 65 delle professioni. I contributi aggiuntivi danno diritto ad un supplemento sulla pensione, che viene liquidato d'ufficio ogni tre anni sulla base di tutti i contributi del periodo di riferimento. 31 ottobre. I 152mila medici che svolgono la libera professione (quota B del Fondo generale) pagano entro ottobre in unica soluzione il contributo proporzionale, calcolato dall'ente sulla base del reddito netto professionale del 2011, come segnalato dall'iscritto col mod.D 2012. L'aliquota ora applicata del 12,5% non cambia per tutto il 2013 e il 2014, fino ad un massimale di reddito di 70 mila (2013) e 85 mila euro (2014). Dal 2015 l'aliquota salirà al 13,5% e gradualmente fino al 19,5% entro il 2021. Il rendimento di questo contributo sarà pari all'1,25%.
“La previdenza del medico e dell’odontoiatra” - Piacenza - 13 ottobre 2012
Sab, 27/10/2012 - 23:00 da admin
Su richiesta di molti colleghi che non hanno potuto partecipare all'interessante convegno che si è svolto il 13 ottobre 2012 a Piacenza, si riportano la introduzione del Dott. Augusto Pagani, Presidente OMCeO Piacenza e le relazioni del Dott. Alberto Oliveti, Presidente della Fondazione ENPAM, del Dott. Ugo Tamborini, Segretario OMCeO Milano, e dei medici esperti in problematiche previdenziali Prof. Marco Perelli Ercolini e Dott. Renato Mele.
"La previdenza del Medico e dell'Odontoiatra", 13 ottobre 2012
Introduzione Dott. Augusto Pagani, Presidente OMCeO
La previdenza ENPAM del medico e dell'odontoiatra Dott. Alberto Oliveti, Presidente della Fondazione ENPAM scarica la relazione Quando il medico e l'odontoiatra possono andare in pensione? Prof. Marco Perelli Ercolini, Medico e Pubblicista scarica la relazione Quando il medico e l'odontoiatra devono cominciare a pensare alla pensione? Dott. Ugo Tamborini, Segretario OMCeO Milano
scarica la relazione Solidarietà intergenerazionale: il pilastro della tenuta del nostro sistema previdenziale Dott. Renato Mele, Membro della Consulta ENPAM della Libera Professione scarica la relazione News
25 ottobre 2012-ENPAM-10 Presidenti di Ordine, compreso quello di Latina, invitano i Ministri vigilanti ad attivarsi e a procedere con le dovute verifiche ponendo in essere ogni e qualsivoglia individuanda procedura a fronte delle riscontrate criticità Sab, 27/10/2012 - 11:52 da admin
Enpam, ancora critiche sulla sostenibilità - E' quanto emerge dal convegno sull'ENPAM svoltosi a Piacenza il 13 ottobre 2012
Mar, 16/10/2012 - 18:51 da admin
Nel valutare lo stato di salute dell'Enpam non si può non tenere conto dell'ingente "debito previdenziale" che è di quasi tre volte superiore al tanto decantato patrimonio. Questo l'allarme lanciato da Renato Mele, membro della Consulta Enpam per la libera professione, nel corso di un Convegno organizzato dall'Omceo di Piacenza, sul futuro previdenziale del medico e dell'odontoiatra. «L'Enpam» ha spiegato «ha sempre promesso all'iscritto un rendimento dei suoi versamenti troppo elevato rispetto al rendimento del suo patrimonio. Finora la Fondazione è riuscita a compensare con la crescita numerica e occupazionale della categoria, finendo però per accumulare nel tempo un «debito» che, in assenza di dati ufficiali, non è possibile quantificare se non molto empiricamente». In soldoni, secondo i dati presentati, nella sue casse l'Istituto avrebbe ad oggi circa 12 miliardi e mezzo di euro, ma le uscite sarebbero destinate a raddoppiare entro il 2022. «Il sistema previdenziale pubblico» ha ricordato ancora Mele «ha intrapreso un percorso di stabilizzazione fin dal '95 con la legge Dini. Noi mai, neanche quando nel 2003 uno studio affidato a Tiziano Treu lo raccomandava caldamente. Oggi le correzioni all'attenzione del Ministro sono molto pesanti, e i colleghi più giovani sono quelli che prima se ne accorgeranno». «L'Istituto previdenziale non rischia oggi il collasso» spiega Augusto Pagani, presidente Omceo Piacenza «ma a causa del ritardo con cui si è provveduto alla correzione degli errori di calcolo sia dei contributi che delle pensioni non si può escludere che le misure proposte al Ministro Fornero, per quanto dolorose, non saranno sufficienti a garantire la sostenibilità del sistema». «Sono anni che denuncio questa situazione» spiega Mele «è ora di correre ai ripari prima che la situazione diventi irreversibile». «Il nostro unico obiettivo», specifica Pagani «è quello di informare i medici e dar loro gli elementi utili per decidere del loro futuro pensionistico».
QUANDO IL MEDICO E L’ODONTOIATRA POSSONO ANDARE IN PENSIONE ?
Lun, 15/10/2012 - 20:35 da admin
da Marco Perelli Ercolini, 15 ottobre 2012
Conviene ancora il riscatto all'INPS degli anni di laurea quando si è inoccupati (per la legge si intende il medico non ancora iscritto all'Ordine) ?
Dom, 23/09/2012 - 20:23 da admin
La risposta de "Il Sole 24 Ore"
I BENEFICI DEL RISCATTO PER I CONTRIBUTIVI PURI - da Sole 24 ore Risposta 3095 D - A mia figlia ho fatto fare richiesta nel 2009 di riscatto degli annidi laurea (2004-2007) in qualità di inoccupata e, a breve, deve versare all’Inps 14.096 euro o 117,47 euro al mese per 10 anni. Attualmente la figlia lavora saltuariamente in Francia versando contributi ad un fondo complementare francese. Ora, l’esperto di un fondo complementare italiano mi ha detto che con la riforma Fornero, il riscatto non conviene più e che il riscatto incrementa la pensione quando mia figlia (nata nell’ottobre ‘85) raggiungerà nel luglio 2052 il requisito anagrafico; ma i coefficienti di trasformazione si adegueranno alle aspettative di vita e il tasso di rivalutazione dei contributi sarà pari alla media degli ultimi 5 anni del Pil. Perciò è meglio contribuire ad un fondo complementare. Per cui non so cosa consigliare a mia figlia. Vorrei avere un vostro parere. R - Il riscatto del titolo di studio per i soggetti contributivi puri, cioè privi di anzianità contributiva antecedentemente il 1996, è utile sia ai fini del diritto, sia ai fini della misura della pensione, dopo le modifiche apportate dalla legge 247/2007 all’articolo 2 del Dlgs 184/1997. La pensione di vecchiaia, secondo quanto previsto dalla riforma Monti-Fornero, subirà le variazioni legati all’aumento alla speranza di vita, tali da non rendere possibile alcuna previsione circa l’esatto anno di uscita dal mondo del lavoro. Come giustamente asserito dal lettore, tra le variabili che verranno prese a riferimento ai fini della determinazione del montante contributivo, da cui scaturirà l’importo del trattamento pensionistico, c’è la variazione media quinquennale del Pil, nonché la contribuzione versata presso l’Inps, in stretta correlazione con le retribuzioni effettivamente percepite. Tali variabili, su periodi temporali così lunghi, non consentono di poter definire con certezza il quadro previdenziale dell’interessata. Per quanto attiene l’adesione al Fondo pensione complementare, occorre prestare attenzione alla tipologia: se a contribuzione definita o a prestazione definita.
COL CONTRIBUTIVO CONVIENE ANCORA IL RISCATTO DEGLI ANNI DI LAUREA ?
Dom, 02/09/2012 - 08:41 da admin
da Marco Perelli Ercolini, in breve n.35 del 31/08/2012)
Difficile fare delle previsioni a lunga scadenza dati i continui cambiamenti normativi che non sempre rispettano i diritti acquisiti. Comunque va tenuto che con le modifiche introdotte dalla legge 247/2007 il riscatto dei periodi di studio per coloro che si trovano in regime contributivo è utile sia ai fini della misura che ai fini del diritto. In precedenza valeva solo per la misura avendo maturato i 40 anni di contribuzione effettiva. Va tenuto presente che per quanto previsto dal comma 5 dell’articolo 2 dal DLgs 184/1997 :
5. Per il calcolo dell'onere dei periodi di riscatto, da valutare con il sistema contributivo, si applicano le aliquote contributive di finanziamento vigenti nel regime ove il riscatto opera alla data di presentazione della domanda. La retribuzione di riferimento e' quella assoggettata a contribuzione nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda ed e' rapportata al periodo oggetto di riscatto. Detta retribuzione e' attribuita temporalmente e proporzionalmente ai periodi riscattati. La rivalutazione del montante individuale dei contributi disciplinato dalla citata legge n. 335 del 1995, ha effetto dalla data della domanda di riscatto. La rivalutazione del montante per questi periodi, utile per il calcolo del trattamento di pensione, matura dalla data di inoltro della domanda di riscatto e che i contributi versati sono totalmente deducibili ai fini fiscali e pertanto non depauperate dal fisco, ma col beneficio di un recupero immediato nella denuncia dei redditi in base all’aliquota marginale.
ITALIANI e SPERANZE DI VITA, MA QUALI?
Dom, 02/09/2012 - 08:23 da admin
Ancora una messa a punto sui "FONDI PENSIONE" da parte dell'esperto Marco Perelli Ercolini (in breve n.35 del 31/08/2012) "... Gli unici che guadagnano coi fondi pensione sono, infatti, i gestori ! ..." Dati INPS (La mortalità dei percettori di rendita in Italia): nel 1040 le speranze di vita dei pensionati saranno 88 anni per gli uomini e 92 per le donne, attualmente 84 per gli uomini e 88 per le donne. Si vivrà di più….e un merito va riconosciuto senz’altro ai medici italiani e all’attuale nostro sistema sanitario, molto invidiato da tanti Paesi. Contro questa bomba demografica sulla tenuta della Casse previdenziali un aiuto all’equilibrio del sistema viene dal “contributivo” ….ma quali saranno gli assegni di pensione e soprattutto con quale potere di acquisto? Inoltre l'attuale -sociale- è adeguato all’impatto di questo esercito di anziani? Con indici di sostituzione tra ultima retribuzione e primo rateo di pensione col massimo dell’anzianità contributiva ben sotto al 50%, molta enfasi è stata data ai fondi pensione, come vera panacea a futuro sostegno del reddito nell’età postlavorativa, venendo meno una adeguatezza dell’assegno di pensione obbligatoria stretta dalla morsa della sostenibilità e minata sin dall’inizio da un accesso tardivo nel mondo del lavoro, dalla molta precarietà nella vita lavorativa con grossi buchi contributivi e, infine, come detto, limata dagli indici di rendimento in un sistema previdenziale che esige altissimi contributi previdenziali: INPS e INPDAP 33%, un terzo della busta paga! Sui Fondi pensione siamo sempre stati scettici, vedendoli come un istituto di molte promesse, ma con nessuna certezza. Il 4 agosto, si è letto sul Corriere della sera: ….il “vecchio” Tfr batte ancora i fondi pensione…negli ultimi 5 anni la rivalutazione della liquidazione è doppia rispetto agli investimenti gestiti dagli intermediari finanziari. In particolare, l’articolista Sergio Bocconi scrive: “Fatto 100 l’anno Duemila, i fondi negoziali (il 18% circa dei fondi del nostro Paese è rappresentato da quelli pensione, che in Italia sono ancora esclusivamente negoziali, cioè di categoria) hanno chiuso il 2011 cumulando un rendimento del 27,1% contro una rivalutazione del Tfr (esente da rischi) pari al 34,8%. Facendo riferimento solo agli ultimi cinque anni, quelli cioè successivi alla crisi avviata nel 2007, la rivalutazione del Tfr è stata del 14,6%, pari quindi al doppio di quanto hanno reso i fondi pensione di categoria”. Gli unici che guadagnano coi fondi pensione sono, infatti, i gestori! Sono troppi anni che i mercati finanziari hanno una tendenza negativa….quanti anni, ammesso il risorgere dell’economia, sono necessari al recupero dei punti persi? In campo previdenziale attenzione agli investimenti, l’errore si ripercuote nel futuro previdenziale talvolta in modo molto pesante…non si può azzardare: meglio un uovo oggi, che una gallina domani. Insomma, attenti negli investimenti alla cosiddetta tosatura delle pecore…. Ed ecco la triste prospettiva: un esercito di anziani poveri, alcuni o forse purtroppo tanti molto poveri.
PREVIDENZA INTEGRATIVA - I FONDI PENSIONE - UN PUNTO INTERROGATIVO
Ven, 24/08/2012 - 14:35 da admin
da Marco Perelli Ercolini, in breve n.034/2012
L’allungamento della vita media soprattutto nei Paesi sviluppati e una diminuzione della popolazione lavorativa, oltre la mancata capitalizzazione dei contributi previdenziali per un passaggio al sistema di ripartizione, adottato dalle pregresse amministrazioni e dai politici molto opportunisticamente nelle gestioni passate, hanno portato a revisioni molto drastiche per la tenuta dei conti della previdenza pubblica. Innalzamento dell’età pensionabile, diminuzione delle aliquote di rendimento, non essendo possibile l’innalzamento dell’aliquote contributive, già al massimo tollerabile. Sostenibilità, equità e adeguatezza (ma quale?) i motti sbandierati dai riformatori….ma alla fine tra pochi anni saremo invasi da un esercito di pensionati poveri, molti dei quali con pensioni sotto i limiti della sopravvivenza. Per attutire l’impatto (e anche per grossi interessi degli stessi mercati finanziari) si spinge alla previdenza integrativa: la pensione pubblica dopo una vita lavorativa non sarà più sufficiente a garantire un postlavorativo dignitoso e pertanto si cercato di incentivare il lavoratore ad un risparmio forzoso per riempire il vuoto economico che lasciato tra ultima retribuzione e primo rateo di pensione. Idea molto bella, ma con degli interrogativi cui nessun fondo pensione da risposta: quale sarà il rendimento a termine dopo anni di sacrifici contributivi al fondo pensione? quanto incidono i caricamenti e quanto rendono realmente gli investimenti di questi capitali, agganciati ai mercati finanziari? Vengono illustrati i vari fondi negoziali, i fondi aperti, i piani individuali pensionistici….ma nessuno dà e può dare dati certi…e questo particolare non trascurabile lascia molti lavoratori molto perplessi, senza contare che in questi tempi di crisi economica (e specialmente i giovani) si hanno grosse difficoltà a togliere mensilmente dalle spese della vita corrente quei cento, duecento, trecento euro da versare alla previdenza integrativa e, inoltre, moltissimi hanno grosse incertezze a deviare il Tfr ai fondi pensione negoziali, anche se incentivati da contributi datoriali, non vedendo una chiara risposta.
Dom, 29/07/2012 - 09:03 da admin
Ringraziamo il Dott. Marco Perelli Ercolini per averci fornito la risposta al quesito
Il riscatto INPS può essere ricongiunto alla Cassa presso la quale si versano contributi previdenziali da attività lavorativa in atto (Enpam fondo speciale medicina generale se si ha una convenzione come medico o pediatra del SSN - oppure - exINPDAP se si entra in rapporto di dipendenza ospedaliera - ecc.). Nel caso il riscatto sia stato effettuato in base alla legge 247/2007, articolo 77 lettera b), anche i soggetti non ancora iscritti ad alcuna forma di previdenza obbligatoria (cioè non abbiano ancora iniziato una attività lavorativa, nel caso specifico non ancora iscritta all'Ordine la cui iscrizione comporta la contemporanea iscrizione al Fondo generale Quota A dell'ENPAM - forma di previdenza obbligatoria) possono riscattare il corso legale di laurea. Il contributo viene versato all’INPS in apposita gestione e rivalutato secondo le regole del sistema contributivo; il montante maturato potrà essere successivamente, a richiesta dell’interessato, “trasferito” presso la gestione previdenziale nella quale l’interessato si iscriverà. Trattandosi -trasferimento- e non di -ricongiunzione- l’operazione non dovrebbe comportare oneri economici.
Negli altri casi, ovviamente la ricongiunzione, utile per avere una anzianità contributiva maggiorata e un maggior montante, comporta il versamento di un contributo per garantire la cosidetta riserva matematica utile per coprire un miglior trattamento economico di pensione. Attenzione! Il contributo viene calcolato in relazione all'età anagrafica, sesso e retribuzione in atto all'atto della domanda e pertanto è più vantaggioso, farlo appena possibile. I contributi versati sono totalmente deducibili fiscalmente, da cui un discreto vantaggio economico: recupero in relazione all'aliquota marginale fiscale e minor reddito imponibile (si calcola che il riscatto comportando un beneficio previdenziale100 possa comportare una spesa di 18-25 a seconda appunto del reddito imponibile). La ricongiunzione al Fondo generale ENPAM quota A non dovrebbe essere onerosa in quanto i contributi per il riscatto fatto all'INPS sono superiori ai contributi richiesti annualmente al medico, in particolare se infraquarantenne. Però ovviamente anche i benefici sono minori, a maggior ragione avendo previsto l'attuale riforma ENPAM per il Fondo generale, ma limitatamente alla quota A, il contributivo puro. In caso di mancata ricongiunzione questi contributi di riscatto effettuati danno la possibilità della totalizzazione, peraltro molto penalizzante.Riguardo alla possibilità o meno della restituzione dei versamenti di un riscatto già effettuati, la risposta è negativa:. non c'è possibilità alcuna di restituzione, ma non sono persi perchè sempre utili in una totalizzazione se non ricongiunti.
Ven, 20/04/2012 - 09:25 da admin
a cura diEolo Giovanni ParodiMarco Perelli ErcoliniRenato Mantovani
Lavoro: tutele disabili e loro famigliari Ven, 20/04/2012 - 09:23 da admin
Lavoro: tutele disabili e loro famigliari a cura di Marco Perelli Ercolini
Sab, 03/03/2012 - 00:01 da admin
Ven, 02/03/2012 - 23:40 da admin
IL MEDICO IN REGIME FATTURA SENZA IVA
Sab, 11/02/2012 - 21:57 da admin
Diventano esenti IVA anche le certificazioni medico legali per coloro che applicano il regime dei minimi
da Sole 24 ore - risposta 474 (riportato in brevia n.6/2012 di Marco Perelli Ercolini)
D - Un mio cliente svolge l’attività di medico e fino al 2011 ha applicato il regime delle nuove attività produttive. Nel 2011 tale regime è scaduto e ha tutti i requisiti per applicare il nuovo regime dei minimi. Egli, oltre alle fatture per prestazioni mediche, emette anche certificati medico-legali per invalidità, che devono essere assoggettati a Iva, come stabilisce l’Ordine dei medici. Vorrei sapere come comportarmi con tali certificati visto che il regime dei minimi non prevede Iva. Se venissero emessi:con Iva, potrebbe verificarsi il caso di passaggio al regime semplificato per comportamento concludente? R - Per le fatture relative ai certificati emessi non deve essere applicata l’Iva. Il regime dei minimi prevede, infatti, in via generale «l’obbligo di certificare i corrispettivi, indicando in luogo dell’ammontare dell’imposta, se è emessa fattura, che l’operazione è effettuata da soggetti che applicano agli effetti dell’imposta stessa, il regime di franchigia» (articolo 7 del Dm 2 gennaio 2008 a cui rinvia l’articolo 6.1del provvedimento del Direttore dell’agenzia delle Entrate n. 185820 de1 22 dicembre 2011). L’emissione di fatture con Iva potrebbe determinare un comportamento concludente per il regime semplificato soggetto a Iva ordinaria. Tutto ciò premesso, si potrebbe applicare il principio previsto dalla circolare dell’agenzia delle Entrate 7/E del 28 gennaio 2008 (paragrafo 3.2), che consenta di emettere note di credito per regolarizzare le fatture erroneamente emesse con Iva da parte dei “minimi”, anche in considerazione delle incertezze normative derivanti dalla sovrapposizione di più regimi: la facoltà di regolarizzazione, però, non potrebbe essere esperita nell’ipotesi m cui il medico non ponga in essere altri adempimenti (come il versamento dell’Iva) che comportano un’inequivocabile opzione per il regime ordinario.
OSPEDALIERI - REQUISITI DI ACCESSO ALLA PENSIONE DAL 1 GENNAIO 2012
Sab, 04/02/2012 - 05:41 da admin
da Marco Perelli Ercolini, brevia n.5/2012
Premesso che le nuove norme della legge Monti (articolo 24 legge n.214 del 22 dicembre 2011) in vigore col 1 gennaio 2012 non riguardano i lavoratori che entro il 31 dicembre 2011 hanno maturato il diritto alla pensione con la vecchia normativa previgente, seppur non esercitato (diritto acquisito con possibilità di certificazione da parte dell’Ente previdenziale di appartenenza), per l’anno 2012 per l’accesso alla pensione al lavoratore pubblico dipendente sono richiesti i seguenti requisiti: PENSIONE DI VECCHIAIAETA´ ANAGRAFICA UOMINI e DONNE: 66 anni REQUISITO CONTRIBUTIVO anni 20 PENSIONE ANTICIPATAETA´ ANAGRAFICA UOMINI e DONNE: 62 anni Con possibilità di anticipare, ma con penalizzazione per età inferiore ai 62 anni e precisamente sulla quota di trattamento relativa all’anzianità contributiva maturata anteriormente al 1 gennaio 2012 di •1 punto percentuale per i primi due anni •2 punti percentuali ogni anno a seguire dopo i primi due REQUISITO CONTRIBUTIVO DONNE - 41 anni e un mese UOMINI - 42 anni e un mese
RIFLESSIONI SUI FONDI PENSIONE - ANCORA RIFLESSIONI SULLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE
Ven, 06/01/2012 - 16:44 da admin
da Marco Perelli Ercolini, brevia n.1/2012
RIFLESSIONI SUI FONDI PENSIONE
Si dice che i Fondi pensione per chi ha ancora più di un decennio di lavoro davanti siano indispensabili per compensare il divario pensionistico tra ultimo stipendio e primo rateo di pensione. Solo un lavoratore dipendente su cinque è iscritto alla previdenza complementare e l’adesione spesso avviene con contribuzione bassa (ma chi con retribuzioni basse di fronte al caro-vita può permettersi di deviare 200-300 e più euro al mese alla previdenza complementare?). Si esorta alla riflessione e porre maggior attenzione nell’analisi del proprio futuro previdenziale. Ma manca un dato certo: quale è -in numeri- la resa effettiva in uscita di quanto versato in previdenza complementare? C’è peraltro grande aspettativa nei mercati finanziari. Tra l’altro è allo studio l’eventuale opportunità inserita colla manovra Monti di destinare parte della contribuzione obbligatoria a un fondo pensione in alternativa al primo pilastro….ma con quali garanzie in uscita? ANCORA RIFLESSIONI SULLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE
“Più anni al lavoro, serve la pensione di scorta” ecco un titolo che mi lascia un poco perplesso. I fondi pensione dovrebbero prevedere l’erogazione di una prestazione che va ad aggiungersi a quella di base, rendendola più solida. Ma ritorno a ripetere e non riesco mai a trovare risposte precise: quanto in realtà renderà in termini numerici e non a parole? Solo così uno potrà fare i suoi calcoli…se conviene o non conviene mettere e quanti soldi eventualmente mettere nella previdenza integrativa. Nell’analisi per una eventuale adesione ad un fondo pensione va anche presa in considerazione l’efficienza e i costi della gestione (nella previdenza integrativa i gestori sono gli unici ad avere una rendita certa!), nonché i benefici fiscali: deduzione fiscale dei contributi volontari e datoriali fino a 5.164,57 euro, tassazione separata della prestazione in uscita con l’aliquota del 15% che scende al 9% in caso di lungo termine, sui rendimenti annui prelievo fiscale dell’11%, ma tutto ciò è sufficiente a valorizzare effettivamente il versato in anni di turbolenze finanziarie, i rendimenti capitalizzati sono sufficienti a garantire la svalutazione che intercorre? In previdenza non si possono fare errori perché si scontano nelle prestazioni e non sempre sono recuperabili.
2012 - QUOTA “A” DEL FONDO GENERALE ENPAM - Per il 2012 i contributi minimi del Fondo generale ENPAM - Quota A per il 2012 obbligatori per tutti Ven, 06/01/2012 - 16:21 da admin
Informazioni dalla Fondazione ENPAM
(Da Marco Perelli Ercolini, brevia n.1/2012)
I laureati in medicina e chirurgia e in odontoiatria iscritti all’Albo professionale sino al compimento del 65esimo anno di età, salvo prolungamento a domanda dell’età di pensionamento sino al 70esimo anno, sono stati ricalcolati in base all’incremento percentuale del numero indice ISTAT del prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegato fatto registrare fra il mese di giugno 2010 e giugno 2011, pari al 2,7%. Il contributo di maternità, attesa l’esigenza di mantenere in equilibrio la gestione al fine di poter accedere alla parziale fiscalizzazione del relativo onere, tenendo conto anche dei risultati finanziari relativi agli esercizi precedenti, l’importo del contributo di maternità è stato aumentato in modo tale da assicurare la copertura delle uscite € 51,50 pro capite. Ricordiamo che il pagamento può essere effettuato in una unica rata oppure in 4 rate (aprile, giugno, settembre e novembre di ciascun anno), attualmente previo invio dell’avviso bonario da parte dell’esattore. Se l’avviso bonario arriva dopo la scadenza di una o più rate, il versamento va effettuato entro 15 giorni dalla data di ricevimento. CONTRIBUTI QUOTA A per il 2012 (indicizzazione Istat giugno 2010-giugno2011 pari all’2,7%) riscossi mediante cartella esattoriale
fasce di età contributo contr.maternità * totale sino al compimento del 30° anno di età 193,92 51,50 245,42 dal 30° sino al compimento del 35° anno 376,42 51.50 427,92 dal 35° sino al compimento del 40° anno 706,39 51.50 757,89 dal 40° sino al compimento del 65° anno 1.304,56 51.50 1.356,06 iscritti ammessi al contributo ridotto 706,39 51.50 757,89 (*) Hanno diritto all’indennità erogata dall’Enpam le professioniste madri (o se aventi titolo anche i padri) nei casi di maternità, adozione e aborto che non percepiscono da altro ente alcuna indennità o retribuzione nel periodo assistibile.
Ven, 30/12/2011 - 11:50 da admin
Copertura 1 gennaio - 31 dicembre 2012
Dom, 21/08/2011 - 12:19 da admin
di Marco Perelli Ercolini e Alberto Oliveti - ENPAM
RISCATTO DI LAUREA INPS
Dom, 21/08/2011 - 10:40 da admin
Domanda: In cosa consiste il riscatto degli anni del corso di laurea presso l'INPS ? Fino a quando può essere presentata la domanda? Quanto costa? Conviene? La domanda obbliga al pagamento? I contributi possono essere interrotti? I contributi possono essere trasferiti a un'altra Cassa di previdenza? A che costo e quando? C'è una rivalutazione dei soldi versati?
Risposta: (Rielaborato da articoli del Prof. Marco Perelli Ercolini che ringraziamo)
I giovani neolaureati, sia per la crisi economica sia per una sfiducia delle istituzioni, pensano poco alla previdenza…è lontana ma, ahimè, poi giunge in un baleno e poi è tardi per ogni impegno previdenziale… Il giovane logicamente si concentra sul presente e poco pensa al remoto. Tuttavia il riscatto degli anni di laurea per chi non ha ancora redditi da lavoro perché deve iniziare ancora a lavorare è un’occasione da non perdere. Tre sono i vantaggi col riscatto della laurea ai fini previdenziali: • andare in pensione prima, • aumentare la propria anzianità contributiva, • pagare meno tasse. E’ una forma sicura d’investimento previdenziale, anche se non prevede grosse cifre: è un poco ma certo, al contrario di altre forme che promettono molto, ma che garantiscono un poco. Il calcolo, infatti, è effettuato su parametri fissi e non sull’andamento dei mercati finanziari come invece avviene nei fondi pensione, ma soprattutto eventuali riforme, come di recente ribadito dalla Cassazione, debbono sempre tenere presente le legittime aspettative in base al maturato. Ricordiamo la nuova normativa entrata in vigore dal 1° gennaio 2008, in base alla legge 247/2007: • possibilità di riscattare tutto o una parte del corso legale universitario e degli altri periodi ammessi, • costo in base alla aliquota contributiva del 33% , ma per chi non lavora costo annuo di 4.800 circa, • i contributi sono deducibili dall’imponibile fiscale, se si posseggono altri redditi non di lavoro, ovvero detraibili da parte dei genitori al 19% dall‘imposta dovuta, con conseguente recupero di una parte del versato, • i contributi (circa 240 euro al mese) possono essere pagati in dieci anni con rate mensili senza interessi di dilazione. • Per i periodi oggetto di riscatto con posizione temporale prima del 1° gennaio 1996 il calcolo è più complesso e si basa su altri fattori variabili: età, sesso, anni di contribuzione versata oltre che all’eventuale reddito lavorativo. Il beneficio previdenziale però è maggiore perché oggetto di calcolo col sistema retributivo. Ricordiamo che la domanda di riscatto fa un punto fermo per il calcolo dei contributi da versare e che in caso di eventuale troppa onerosità può essere rifiutata: la rinuncia, meglio però se comunicata entro 60 giorni dal ricevimento del piano di ammortamento INPS avviene d’ufficio in caso di mancato pagamento dell’intero ammontare o della prima rata entro i 60 giorni dal ricevimento della comunicazione di accettazione della domanda. Nell’INPS la rinuncia espressa (prima della comunicazione di accoglimento) o tacita (mancato pagamento dell’onere o della prima rata) non preclude la possibilità di presentare una nuova domanda di riscatto per lo stesso titolo e periodo, ovviamente variano i periodi e i termini di riferimento economici. Per le rate successive alla prima, il pagamento effettuato oltre la scadenza, ma con un ritardo non superiore a 30 giorni, viene consentito dall’INPS per non più di due volte. Successivi versamenti effettuati oltre i termini assegnati potranno essere, su esplicita richiesta dell’interessato, considerati come nuova domanda e comporteranno la rideterminazione dell’importo da pagare. Ricordiamo che per i non iscritti, all’atto della domanda, ad alcuna forma di previdenza obbligatoria che conseguentemente non hanno iniziato un’attività lavorativa (per il laureato in medicina prima dell’iscrizione all’Ordine, perché da questa data è iscritto obbligatoriamente al Fondo generale ENPAM) il contributo di riscatto è versato all’INPS in un’apposita evidenza contabile separata e viene rivalutato secondo le regola del sistema contributivo; questo montante rivalutato, a richiesta dell’interessato, può essere trasferito presso la gestione previdenziale nella quale sia iscritto o sia stato iscritto (articolo 2 comma 5 bis del D.Lgs. 30 aprile 1997 numero 184). Infatti, non è previsto alcun obbligo di presentazione della domanda di trasferimento all’atto dell’iscrizione alla prima gestione previdenziale obbligatoria. Di conseguenza l’interessato potrà presentare la richiesta anche in un momento successivo indicando, nel caso di diverse gestioni presso le quali sia stato iscritto, quella di preferenza. Da ultimo, va tenuto presente che non è possibile chiedere la rinuncia o la revoca della contribuzione da riscatto laurea legittimamente accreditata dopo il pagamento del relativo onere. RIEPILOGANDO Per i non iscritti che non abbiano iniziato un’attività lavorativa (per il laureato in medicina prima dell’iscrizione all’Ordine perché da questa data è iscritto obbligatoriamente al Fondo generale ENPAM), il contributo di riscatto è versato all’INPS in un’apposita evidenza contabile separata e viene rivalutato secondo le regola del sistema contributivo; questo montante rivalutato a richiesta dell’interessato può essere trasferito presso la gestione previdenziale nella quale sia iscritto o sia stato iscritto (articolo 2 comma 5 bis del D.Lgs. 30 aprile 1997 numero 184 e INPS circolare 77 del 2011). Non è previsto un obbligo di presentazione della domanda di trasferimento all’atto dell’iscrizione alla prima gestione previdenziale obbligatoria. Di conseguenza l’interessato può presentare la richiesta anche in un momento successivo indicando, nel caso di diverse gestioni presso le quali sia stato iscritto, quella di preferenza. La norma non parla di ricongiunzione, ma di trasferimento, pertanto come tale non deve essere oneroso. Nel sistema contributivo (vedi 335/1995) i contributi versati sono rivalutati, non secondo l'indice Istat di svalutazione monetaria, ma secondo la variazione media quinquennale del Pil (calcolato dall'ISTAT) con riferimento al quinquennio precedente l'anno da rivalutare. In particolare, il capitale dei contributi frutterebbe ogni anno un interesse, pari alla variazione del Pil, che va aggiunto al capitale, dando luogo a un montante (capitale + interessi). Dal terzo anno in poi il montante sarebbe rivalutato cioè anche gli interessi maturati darebbero frutto. News
TOTALIZZAZIONE DEI CONTRIBUTI - La totalizzazione dei contributi è l’istituto che permette la...
Lun, 25/07/2011 - 20:51 da admin
CHE DIFFERENZA C'E' TRA TOTALIZZAZIONE E RICONGIUNZIONE
a cura di Marco Perelli Ercolini, brevia n.31/2011
Il lavoro precario comporta versamenti dei contributi previdenziali presso più enti di previdenza. Ma che fine fanno questi spezzoni contributivi? E’ possibile sommare questi contributi ai fini della pensione? Ora, con la totalizzazione (istituto ammesso per tutti i tipi di pensione: anzianità, vecchiaia, inabilità e superstiti), senza ricorrere alla ricongiunzione (cumulo dei periodi contributivi), è possibile valorizzare, assommandoli, i vari periodi con contribuzione versata in varie gestioni previdenziali; ovviamente i periodi non debbono essere coincidenti con altri periodi utili al trattamento di pensione. La totalizzazione (legge 247/2007 art.1 comma 76 lett. a - b che modifica l’art.1 del Dlgs 42/2006 e l’art.1 co.1 del Dlgs 184/1997) permette di cumulare spezzoni di periodi contributivi purchè nella singola gestione si siano accumulati periodi superiori ai tre anni; inoltre sarà possibile esercitare la totalizzazione anche se il richiedente ha maturato il diritto ad un trattamento pensionistico, purchè non ancora economicamente erogato (cioè non sia titolare di una pensione). Possono esercitare la totalizzazione: • i lavoratori dipendenti • i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, imprenditori agricoli, professionali) • i lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata INPS • i sacerdoti iscritti all’apposito fondo di previdenza • i liberi professionisti iscritti alla Casse privatizzate • gli iscritti alle forme assicurative sostitutive e esclusive dell’AGO. Per esercitare il diritto alla totalizzazione va inoltrata apposita domanda (prima della titolarità di un trattamento di pensione) da parte del lavoratore o del suo avente causa, all’ente gestore della forma assicurativa cui da ultimo è stato iscritto (gestione ove risulta accreditata l’ultima contribuzione), che provvederà a contattare gli altri enti presso i quali il lavoratore ha dichiarato di aver versato spezzoni contributivi, verificandone poi la sussistenza del diritto. Ricordiamo che i periodi totalizzati sono utili al calcolo dell’anzianità contributiva e che danno diritto in relazioni all’anzianità e ai versamenti effettuati nel singolo fondo a trattamenti economici previsti secondo la normativa del fondo stesso. Legge 24 dicembre 2007 n. 247 Articolo 1 - 76. In attesa di una complessiva riforma dell’istituto della totalizzazione dei contributi assicurativi che riassorba e superi la ricongiunzione dei medesimi, sono adottate, a decorrere dal 1º gennaio 2008, le seguenti modifiche legislative: a) all’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 42, le parole: «di durata non inferiore a sei anni» sono sostituite dalle seguenti: «di durata non inferiore a tre anni»; b) all’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184, sono soppresse le parole: «che non abbiano maturato in alcuna delle predette forme il diritto al trattamento previdenziale». • TOTALIZZAZIONE DEI CONTRIBUTI - La totalizzazione dei contributi è l’istituto che permette la liquidazione della pensione in ciascuna gestione sulla base della contribuzione versata, anche se di entità ridotta, in ciascun ente, considerando utili per il conseguimento del diritto tutti i periodi seppur accreditati in diverse gestioni; in altre parole è il cumulo gratuito dei contributi previdenziali sparsi tra più enti. • RICONGIUNZIONE - E' la possibilità di riunire presso un unico fondo previdenziale tutti i periodi precedenti di contribuzione obbligatoria, volontaria e figurativa maturati presso altre forme o fondi di previdenza, che non hanno dato luogo a trattamento di quiescenza, sia sotto forma di pensione o di indennità una tantum o di assegno vitalizio, ai fini del conseguimento del diritto, della anzianità e del calcolo di una unica pensione. News
PROFESSIONISTI OVER 65 E ATTIVITA’ LIBERO PROFESSIONALE
Sab, 12/02/2011 - 08:27 da admin
Una sentenza del tribunale di Aosta del 4 febbraio 2011 ha annullato in quanto illegittima la
cartella di pagamento ...
(da Marco Perelli Ercolini brevia n.8/2011)
PROFESSIONISTI OVER 65 e ATTIVITA’ LIBERO PROFESSIONALE I professionisti in pensione che continuano una attività libero professionale non debbono versare i contributi previdenziali nella gestione separata INPS, né alla propria Cassa se il regolamento della cassa di previdenza prevede la possibilità di non versare i contributi previdenziali dopo il pensionamento. Una sentenza del tribunale di Aosta del 4 febbraio 2011 ha infatti annullato in quanto illegittima la cartella di pagamento notificata a un professionista (perito industriale - Eppi) che aveva proseguito la sua attività dopo i 65 anni.
LA RICONGIUNZIONE PREVIDENZIALE ORA E’ ONEROSA
Sab, 12/02/2011 - 08:23 da admin
In base all’articolo 12 comma 12-septies la ricongiunzione all’Inps dei contributi versati all’Inpdap dal 1 luglio 2010 è onerosa.
LA RICONGIUNZIONE PREVIDENZIALE ORA E’ ONEROSA In base all’articolo 12 comma 12-septies la ricongiunzione all’Inps dei contributi versati all’Inpdap dal 1 luglio 2010 è onerosa. L’ammontare viene calcolato in base ai criteri fissati dall’articolo 2 comma 3 e 5 del DLgs 184/1997. Decreto Legislativo 184/1997 articolo 2 3. L'onere di riscatto e' determinato con le norme che disciplinano la liquidazione della pensione con il sistema retributivo o con quello contributivo, tenuto conto della collocazione temporale dei periodi oggetto di riscatto, anche ai fini del computo delle anzianità previste dall'articolo 1, commi 12 e 13, della citata legge n. 335 del 1995. 5. Per il calcolo dell'onere dei periodi di riscatto, da valutare con il sistema contributivo, si applicano le aliquote contributive di finanziamento vigenti nel regime ove il riscatto opera alla data di presentazione della domanda. La retribuzione di riferimento e' quella assoggettata a contribuzione nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda ed e' rapportata al periodo oggetto di riscatto. Detta retribuzione e' attribuita temporalmente e proporzionalmente ai periodi riscattati. La rivalutazione del montante individuale dei contributi disciplinato dalla citata legge n. 335 del 1995, ha effetto dalla data della domanda di riscatto.
FISCO e RISCATTI DI LAUREA A FINI PREVIDENZIALI Sab, 12/02/2011 - 08:17 da admin
I contributi versati facoltativamente per il riscatto di laurea a fini previdenziali sono deducibili o detraibili anche se sostenuti da un famigliare purchè il beneficiario sia a carico....
(Da Marco Parelli Ercolini - brevia n.8/2011)
FISCO e RISCATTI DI LAUREA A FINI PREVIDENZIALI I contributi versati facoltativamente per il riscatto di laurea a fini previdenziali sono deducibili o detraibili anche se sostenuti da un famigliare purchè il beneficiario sia a carico. Deducibili se versati alla gestione obbligatoria di appartenenza, detraibili nella misura del 19% se il famigliare a carico che riscatta il corso legale di laurea, non ha ancora iniziata una attività lavorativa e non è iscritto ad alcuna forma di previdenza obbligatoria. E’ discutibile se l’iscrizione al Fondo generale Quota A, non derivando da una attività lavorativa ma considerato come una forma di solidarietà categoriale, possa creare incompatibilità.
Se i contributi sono pagati dai genitori per il figlio fiscalmente a carico, il beneficio fiscale compete senza limiti di importo ad entrambi i genitori nella proporzione in cui risulta sostenuta la spesa. Deducibile Viene abbattuto l’imponibile e incide l’aliquota marginale. Detraibile Va in sottrazione all’imposta e non influisce sull’ammontare dell’imponibile. DLgs 184 articolo 2 5-bisLa facoltà di riscatto di cui al comma 5 è ammessa anche per i soggetti non iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza che non abbiano iniziato l'attività lavorativa. In tale caso, il contributo è versato all'INPS in apposita evidenza contabile separata e viene rivalutato secondo le regole del sistema contributivo, con riferimento alla data della domanda. Il montante maturato è trasferito, a domanda dell'interessato, presso la gestione previdenziale nella quale sia o sia stato iscritto. L'onere dei periodi di riscatto è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, moltiplicato per l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell'assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti. Il contributo è fiscalmente deducibile dall'interessato; il contributo è altresì detraibile dall'imposta dovuta dai soggetti di cui l'interessato risulti fiscalmente a carico nella misura del 19 per cento dell'importo stesso. 5-ter. In deroga a quanto previsto dall'articolo 1, comma 7, della legge 8 agosto 1995, n. 335, i periodi riscattati ai sensi dei commi da 5 a 5-bis sono utili ai fini del raggiungimento del diritto a pensione.
POLIZZA SANITARIA ENPAM 1.1.2011 - 31.12.2011
Lun, 22/11/2010 - 11:35 da admin
testo della polizza e modulo di adesione
E’ stata sottoscritta tra Enpam e Unisalute la nuova Convenzione 2011 per l’assistenza sanitaria integrativa. Sono previsti due Piani sanitari diversi: un Piano sanitario base per Grandi Interventi Chirurgici e Gravi Eventi Morbosi e un Piano sanitario integrativo per ulteriori interventi chirurgici ed altre prestazioni.
Si rende noto che per l'anno 2011 le autorizzazioni a favore dei Medici di Base non verranno tacitamente rinnovate come in precedenza ma sarà necessario presentare una nuova domanda con le consuete modalità adottate e perdurando l'obbligo dei requisiti richiesti.
Il Piano sanitario base è aperto a tutti gli iscritti senza limiti di età e copre i “Grandi Interventi chirurgici” e i “Gravi Eventi Morbosi”Il Piano sanitario integrativo è possibile solo per chi aderisce al Piano base ed è riservato a coloro che al 31/12/2010 non hanno ancora compiuto 80 anni.Prevede la copertura per i ricoveri per interventi chirurgici diversi da “Grandi Interventi Chirurgici” (già coperti dal Piano sanitario base) e per i ricoveri senza intervento chirurgico diversi dai Gravi Eventi Morbosi (già coperti dal Piano sanitario base).Vengono assicurate prestazioni in forma diretta, senza applicazione di scoperti o franchigie, per interventi chirurgici effettuati in Centri clinici convenzionati con Unisalute SpA ed effettuati da equipe mediche anch’esse convenzionate.Sono previsti rimborsi spese se gli interventi sono effettuati in strutture private non convenzionate: in questo caso l’assicurazione rimborsa le rette di degenza con indennizzo di € 200,00 per ogni notte di ricovero e le altre spese con applicazione della franchigia del 30% ed il minimo non indennizabile di € 1000,00.Infine, se i ricoveri avvengono in strutture pubbliche senza alcuna richiesta di rimborso spese a carico della Compagnia, viene rimborsata una indennità sostitutiva di € 120,00 per un massimo di 90 gg., per i ricoveri rientranti nel Piano sanitario base, e una indennità di € 65,00 per ogni notte di ricovero per un massimo di 30 gg. in caso di ricovero rientrante nel piano sanitario integrativo.
Testo della polizza UNISALUTE
INPS e MEDICI ULTRASESSANTACINQUENNI
Gio, 14/01/2010 - 10:14 da admin
Comunicato Stampa dell'ENPAM del 19/01/2010
Armistizio tra INPS e medici ultrasessantacinquenni con redditi da libera professione.
(da Perelli Ercolini,16 gennaio 2010 - ENPAM 14 gennaio 2010 - Ordine Medici Roma 13 gennaio 2010)
Su iniziativa del Presidente dell’Enpam, il giorno 14 gennaio u.s., in un clima di cordiale e fattiva collaborazione, si è tenuta una riunione tecnica presso l’INPS al fine di chiarire la posizione dei medici pensionati di recente destinatari di un accertamento contributivo da parte dell’Istituto.
In tale senso l’Istituto si è impegnato ad emanare un apposito messaggio alle proprie sedi periferiche.
Con l’intervento dell’ENPAM, l’INPS sospende momentaneamente gli accertamenti per sospetta evasione contributiva dei redditi dei medici in pensione che hanno continuato attività libero professionale, ma che non hanno pagato il contributo nella quota B del Fondo generale non avendo optato per la prosecuzione volontaria della contribuzione previdenziale del 2 o 12,50%.Secondo l’INPS questi medici, seppur in pensione e esentati dal proprio ente previdenziale (cui obbligatoriamente sono iscritti), avrebbero dovuto effettuare i versamenti contributivi alla gestione separata INPS. Sempre secondo l’INPS, solo il versamento del contributo previdenziale alla propria Cassa esimerebbe da ulteriori versamenti contributivi.In attesa di ulteriori approfondimenti, anche delle singole posizioni l’INPS, non metterà temporaneamente a ruolo i mancati pagamenti (anno di riferimento il 2006).Ricordiamo che l’avviso di accertamento con l’invito al pagamento dei contributi e relative more e interessi entro 30 giorni è ordinatorio e non perentorio. Comunque è sempre consigliabile, nelle more di ulteriori maggiori precisazioni dell’INPS, avanzare ricorso prima della scadenza dei termini di prescrizione: fino a che punto un altro ente previdenziale può pretendere pagamento di contributi, quando il proprio ente ti esenta? Secondo la Cassazione civile, sezione lavoro (sentenza n. 13218 del 22 maggio 2008) “..i professionisti iscritti negli albi sono esclusi dalla Gestione separata presso l’Inps di cui alla Legge n.335 del 1995,art.2, comma 26,……”.Pertanto, i professionisti iscritti o pensionati della Fondazione E.N.P.A.M. che, per il periodo in contestazione, hanno regolarmente versato il contributo previdenziale ai diversi Fondi gestiti dall’Ente, ovvero hanno posto in essere le opportune azioni per regolarizzare la propria posizione contributiva, al fine di opporsi tempestivamente alla suddetta pretesa impositiva da parte dell’INPS, possono trasmettere via fax al n. 06.48.294.922 la seguente documentazione:
–copia dell’avviso di accertamento notificato dall’INPS;
–in caso di regolarizzazione della posizione contributiva in via di definizione, copia del modello di autodenuncia già spedito all’E.N.P.A.M . (DICH.P, DICH.QB, DICH.QB.CR);
–recapito telefonico e fax.
Gli Uffici,sulla base della documentazione acquisita agli atti, provvederanno tempestivamente a trasmettere all’iscritto l’estratto conto contributivo attestante, per l’anno in contestazione, l’avvenuto adempimento degli obblighi contributivi nei confronti dell’E.N.P.A.M., ovvero, in caso di regolarizzazione in via di definizione, notificheranno la lettera recante il calcolo del contributo dovuto e le relative modalità di pagamento.I professionisti interessati potranno, perciò, contestare formalmente la pretesa impositiva dell’INPS esibendo la suddetta documentazione ed, ove necessario proponendo ricorso entro i termini prescritti.I soggetti che non hanno posto in essere alcuna azione per regolarizzare la propria posizione contributiva presso l’E.N.P.A.M. dovranno effettuare il versamento contributivo richiesto dall’INPS,ovvero,qualora ritenessero illegittima tale pretesa, potranno agire nelle competenti sedi amministrative e giudiziarie a tutela dei propri interessi.L'ENPAM ha dato ampie assicurazioni che gli uffici risponderanno tempestivamente alle richieste degli interessati, al fine di evitare che possano scadere i 30 giorni previsti per un eventuale ricorso.Si suggerisce, laddove malauguratamente non dovessero venire in possesso, nei tempi utili, delle certificazioni Enpam, di seguire le indicazioni fornite, tra gli altri, dall’Ordine di Bergamo, accludendo al ricorso copia del fax inviato all’Enpam a dimostrazione dei contributi previdenziali versati, ovvero della richiesta effettuata per regolamentare la propria posizione contributiva.
BOZZA DI RICORSO PER I PENSIONATI DEL FONDO GENERALE DA INTEGRARE ED ADEGUARE SULLA BASE DELLA POSIZIONEPREVIDENZIALE DEL PROFESSIONISTA
AL COMITATO AMMINISTRATORE PER LA GESTIONE DEI CONTRIBUTI E DELLE PRESTAZIONI PREVIDENZIALI DELLA GESTIONE SEPARATA I.N.P.S. (per il tramite della Sede di _____________)
Il/La sottoscritto/a Dott./Dott.ssa __________________________________________nato/a a ______________________________ il ______________ e residente in____________________ ( __ ) alla Via _____________________________________iscritto/a alla Fondazione E.N.P.A.M. (Ente di Previdenza ed Assistenza MediciChirurghi e Odontoiatri) con codice identificativo n°___________________________
-in data ____/____/_______ il sottoscritto ha ricevuto, con raccomandata A/R, ilverbale di accertamento prot. n° ______________ del _______________ emessodall’I.N.P.S. Gestione Separata sede di ___________________ ;-il sottoscritto ha posto in essere le attività necessarie al versamento delcontributo previdenziale obbligatorio dovuto alla “Quota B” del Fondo diPrevidenza Generale E.N.P.A.M. (come da documentazione allegata, all. 1);
-la Fondazione E.N.P.A.M. rappresenta la Gestione previdenziale obbligatoriaper i medici chirurghi e per gli odontoiatri iscritti al relativo albo professionale(art. 1, comma 3 del Decreto Legislativo 30 giugno 1994, n. 509, art. 21 delDecreto legislativo del Capo Provvisorio dello Stato n. 233 del 13 settembre1946, ratificato dalla legge 17 aprile 1956, n. 561);-i pensionati del Fondo di Previdenza Generale, titolari di reddito professionaleprodotto nell’esercizio dell’attività medica e/o odontoiatrica, possono conservarel’iscrizione presso la “Quota B” del suddetto Fondo (art. 4, comma 4 delRegolamento del Fondo di Previdenza Generale E.N.P.A.M.);-il versamento dovuto alla “Quota B” del Fondo di Previdenza Generale consistein un contributo previdenziale obbligatorio soggettivo non vincolato a limititemporali di età e commisurato al reddito professionale annualmente prodotto(artt. 3, 4 e 8 del Regolamento del Fondo di Previdenza Generale);-i redditi assoggettati ad altro titolo a contribuzione previdenzialeobbligatoria sono, per espressa previsione normativa, esclusi dall’obbligocontributivo a favore della Gestione Separata I.N.P.S. (art. 2, commi 26-33della legge 8 agosto 1995, n. 335, e art. 6, comma 1 del D.M. 2 maggio1996, n. 281);
il sottoscritto chiede che l'On.le Comitato adito voglia annullare il verbale diaccertamento n° ______________ del ______________notificato dall’I.N.P.S.Gestione Separata sede di ___________ e conseguentemente dichiarare non dovute lesomme intimate.Si allega:-copia del verbale di accertamento prot. n° __________ del ______________notificatodallaGestioneSeparataI.N.P.S.sededi_____________________________________;-documentazione rilasciata dalla Fondazione E.N.P.A.M.
Cognome e Nome(______________________________________)Firma
LA PENSIONE DI REVERSIBILITA DEI MEDICI DIPENDENTI
Dom, 13/09/2009 - 22:12 da admin
A cura del Dott. Claudio Testuzza : Medico – Pubblicista Esperto Collaboratore de “Il Sole 24 Ore” - 13 settembre 2009
La pensione di reversibilità è il trattamento che alla morte del lavoratore spetta ai suoi superstiti. La pensione indiretta ordinaria è quella spettante ai superstiti dell’iscritto deceduto in attività di servizio.
Distinguiamo due condizioni : A)Iscritto che muore in attività di servizio avendo maturato una contribuzione di almeno 15 anni: ai superstiti spetta la pensione indiretta.
B)Iscritto che sia cessato dal servizio senza aver conseguito il diritto a pensione, ma che abbia maturato almeno 15 anni di contribuzione, e che deceda nel triennio successivo: ai superstiti spetta comunque il diritto alla pensione indiretta. Dal 1996 il diritto al trattamento viene, consentito anche quando l’iscritto alla data del decesso, avvenuta in servizio, sia in possesso di una anzianità contributiva di 5 anni di cui almeno 3 nell’ultimo quinquennio.
La pensione di reversibilità ordinaria, si concretizza quando l’iscritto, al momento del decesso, sia già titolare di un trattamento di pensione diretta d’anzianità, di vecchiaia ovvero di invalidità. Ne usufruisce il coniuge, per il quale non è richiesta nessuna condizione oggettiva ai fini del conseguimento del diritto al trattamento di pensione indiretta. In particolare sono stati dichiarati incostituzionali tutti precedenti limiti riguardanti la differenza d’età tra i coniugi e la durata del matrimonio. Il diritto è valido inoltre per il coniuge separato, anche con addebito della colpa, nel qual caso il conseguimento del diritto alla pensione è condizionato dal possesso dell’assegno alimentare, ai sensi dell’articolo 5 della legge 898 del 1970, e dal non aver contratto nuove nozze.
Nel caso di coniuge divorziato devono ricorrere le seguenti condizioni: sia titolare d’assegno di divorzio ( alimentare ); non sia passato a nuove nozze; la data d’inizio del rapporto assicurativo del pensionato, ovvero dell’assicurato, sia anteriore alla data della sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio; non esiste coniuge superstite. Il trattamento spetta per specifica sentenza del Tribunale competente e per quota al coniuge divorziato anche nell’ipotesi in cui il defunto abbia contratto nuovo matrimonio ed il coniuge sia ancora in vita. Hanno diritto i figli ed equiparati ( legittimi, legittimati, adottivi, naturali, riconosciuti legalmente o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge ) che alla data del decesso siano a carico del genitore e minori di 18 anni, ovvero studenti di scuola media superiore o professionale fino al 21° anno d’età o studenti universitari in corso legale di studi e comunque non oltre il 26° anno d’età. Il trattamento è attribuito anche ai figli inabili a carico del lavoratore defunto. In mancanza del coniuge e dei figli, ovvero se pur esistendo non ne hanno diritto, la pensione spetta ai genitori con almeno 65 anni d’età che non siano titolari dei pensione diretta o indiretta e che siano a carico del lavoratore deceduto. A particolari condizioni la pensione è attribuibile ai fratelli e alle sorelle.
Le quote della pensione di reversibilità
Coniuge : il 60 % della pensione diretta del titolare .
Ciascun figlio : il 20 %, se c’è anche il coniuge, per un massimo del 100 % della pensione del titolare . Un solo figlio superstite ( minore, studente o inabile ) : il 70 % .
Le riduzioni per reddito del superstite
ridotta del 25 % se si ha un reddito superiore a 3 volte il minimo Inps ( da 17.869,40 euro a 23,826,40) ridotta del 40 % se si ha un reddito superiore a 4 volte il minimo Inps ( da 23.826,40 euro a 29.783,00 ) ridotta del 50 % se si ha un reddito superiore a 5 volte il minimo INPS ( da 29.783,00 euro ). n. b Questa regola non vale se sono contitolari i figli minori, studenti o inabili.
L’importo del trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, preso a riferimento, è per il 2009 di euro 5. 956,60
LE PENSIONI DI REVERSIBILITA’ DELL’ENPAM
La pensione di reversibilità ai superstiti è inerente al decesso dell’iscritto, già pensionato, e decorre dal mese successivo al decesso.La prestazione consiste in un’aliquota della pensione in godimento all’atto del decesso.
La pensione indiretta ai superstiti è erogata in caso di decesso dell’iscritto in costanza di contribuzione al Fondo, dal mese successivo al decesso.
La prestazione erogata consiste in un’aliquota della pensione di invalidità che sarebbe spettata al medico ove fosse divenuto invalido al momento del decesso
Sono considerati superstiti il coniuge e i figli infraventunenni ovvero infraventiseienni se studenti e, in loro assenza, ascendenti e collaterali a carico.
Le aliquote sono :
Solo coniuge 70 %
Coniuge + un figlio 60 % + 20 %
Coniuge + 2 o più figli 60 % + 40 %
Solo un figlio 80 %
Due figli 90 %
Tre o più figli 100 %
In caso di decesso prima del compimento dei sessantacinque anni di età dell’iscritto cancellato o radiato dagli Albi professionali, che abbia maturato cinque anni di anzianità contributiva, spetta un’aliquota del trattamento di pensione ordinario che sarebbe spettato al sanitario stesso.
Al coniuge superstite che cessa dal diritto a pensione per aver contratto un nuovo matrimonio spetta un assegno una tantum pari a due annualità della sua quota di pensione.
I contributi vengono restituiti al raggiungimento dei sessantacinque anni di età quando, in tale data, in costanza di iscrizione, si abbiano meno di cinque anni di anzianità contributiva o in caso di cancellazione si abbia un’anzianità contributiva inferiore a quindici anni.
Viene restituita un’indennità formata dall’ 88 % dei contributi versati, maggiorati dagli interessi composti al tasso del 4,50 %.
In caso di morte di un sanitario, con meno di cinque anni di anzianità contributiva e già cancellato o radiato dagli Albi professionali, l’indennità viene liquidata ai superstiti con le stesse aliquote previste per le pensioni indirette o di reversibilità.
I TRATTAMENTI DI REVESIBILITA’ EROGATI DALL’ENPAM NON SONO SOGGETTI AD ALCUNA RIDUZIONE IN CASO DI REDDITI DEI SUPERSTITI
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