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Timestamp: 2016-10-23 06:24:01+00:00
Document Index: 122474401

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'DTF ', 'art. 4', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 28']

I 489/02 (04.02.2003)
Giudici federali Borella, Presidente, Lustenberger, B�rki Moreni, supplente; Sch�uble, cancelliere
Il cittadino italiano T.________, nato nel 1948, ha lavorato in Svizzera quale falegname dal 1966 al 1981, versando i contributi di legge. Dopo il rimpatrio ha continuato a lavorare quale commerciante di mobili e arredamenti. Il 26 ottobre 2000 ha presentato una domanda volta all'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidit�, lamentando diverse affezioni, tra l'altro una cirrosi epatica, diabete mellito, morbo di Dupuytren alle mani e ernia inguinale destra. T.________ beneficia in patria di un assegno ordinario per invalidi dal 1� aprile 2000.
Esperiti gli accertamenti del caso, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero, con decisione del 9 novembre 2001, ha messo il richiedente al beneficio di una mezza rendita d'invalidit� limitatamente al periodo dal 1� dicembre 2000 al 30 giugno 2001.
T.________ ha presentato ricorso alla Commissione federale di ricorso in materia d'AVS/AI per le persone residenti all'estero, chiedendo il riconoscimento della mezza rendita d'invalidit� anche dopo il 30 giugno 2001.
La Commissione con pronunzia del 25 giugno 2002 ha accolto il ricorso nel senso che, annullata la decisione litigiosa del 9 novembre 2001, ha retrocesso gli atti all'amministrazione perch� si determinasse nuovamente previo complemento istruttorio, segnatamente perch� disponesse preventivamente una perizia polispecialistica.
T.________ interpone ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, riproponendo la richiesta di versamento della mezza rendita d'invalidit� anche nel periodo successivo al 30 giugno 2001.
2.1 La decisione amministrativa impugnata � stata emanata precedentemente all'entrata in vigore (il 1� giugno 2002) dell'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunit� europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone. Questo Accordo, in particolare il suo Allegato II, che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, non si applica pertanto nella presente procedura (sentenza del 9 agosto 2002 in re S., C 357/01, consid. 1, destinata alla pubblicazione nella Raccolta Ufficiale).
2.2 Nei considerandi del querelato giudizio, al quale si rinvia, il primo giudice ha gi� compiutamente esposto i presupposti che un cittadino italiano residente in Italia - secondo l'ordinamento giuridico determinante, in vigore al momento della decisione amministrativa querelata (DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a e riferimenti) - deve adempiere per avere diritto a una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidit� (art. 4, 28, 29 e 41 LAI). A tale esposizione pu� essere fatto riferimento e prestata adesione.
2.3 Giova comunque ribadire per chiarezza che, ai sensi dell'art. 28 cpv. 2 LAI, l'invalidit� � determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidit� e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attivit� lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido. Inoltre, l'art. 28 cpv. 1 LAI consente di erogare non solo la rendita intera se l'assicurato � invalido almeno al 66 2/3% e la mezza rendita se � invalido almeno al 50%, ma anche il quarto di rendita se � invalido almeno al 40%. Tuttavia, secondo l'art. 28 cpv. 1ter LAI, applicabile in concreto, le rendite per un grado d'invalidit� inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera.
3.1 Come rilevato dalla precedente autorit� di giudizio, dopo il rimpatrio avvenuto alla fine del 1981, T.________ ha continuato a lavorare quale commerciante nel ramo della vendita al minuto di mobili. La licenza rilasciatagli dal Comune di M.________ il 7 gennaio 1982 � stata depositata il 7 febbraio 2001 dopo che l'interessato, a seguito dell'acuirsi della cirrosi epatica, era stato ricoverato in ospedale, cessando di conseguenza la propria attivit� a partire dal dicembre 1999.
Per le conseguenze delle affezioni di cui � portatore, i medici dell'INPS lo hanno riconosciuto invalido secondo la legge italiana nella misura del 75%. Di diverso avviso invece il consulente medico dell'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero, dott. L.________, il quale ha ammesso un'incapacit� lavorativa del 50% dal 10 dicembre 1999 come commerciante in proprio di mobili e del 30% dal 10 marzo 2001, rispettivamente del 20% in attivit� leggere adeguate.
Esaminata la documentazione medica prodotta dall'interessato con il ricorso in sede commissionale, la dott.ssa E.________, altra consulente medico dell'amministrazione, ha elevato il grado d'incapacit� lavorativa nel campo del commercio di mobili e in ogni altra occupazione medio-pesante al 70% dal 10 dicembre 1999. Essa ha nel contempo ritenuto che la capacit� lavorativa in attivit� leggere fosse limitata solo in misura ridotta, non superiore al 30% dal 10 dicembre 1999 e del 20% dal 10 marzo 2001. Secondo il raffronto dei redditi effettuato dall'apposito servizio amministrativo la perdita di guadagno conseguente all'incapacit� lavorativa era del 42% circa.
3.2 Il primo giudice, ritenendo che la documentazione medica agli atti non gli consentiva di esprimersi con la necessaria certezza, non � entrato nel merito di queste divergenze di valutazione. A suo dire, l'inserto medico metterebbe infatti in evidenza un quadro di indubbia gravit�, che spazia dalla patologia epatica ingravescente alla comparsa di varici esofagee, dall'ascite all'ipertensione e alla encefalopatia post-sistemica, senza dimenticare il diabete mellito, il morbo di Dupuytren alle mani, con relative limitazioni funzionali e le affezioni artrosiche alla colonna vertebrale. Tale quadro meriterebbe, secondo il giudice commissionale, un esame pi� attento di natura polispecialistica, che renda possibile un giudizio pi� sereno sulla gravit� effettiva delle affezioni e sulle loro ripercussioni sulla capacit� di guadagno.
Il Tribunale federale delle assicurazioni non pu� quindi che aderire alla pronunzia del primo giudice, che per altro non � neppure stata contestata dall'Ufficio AI.
Appare infatti in concreto indispensabile chiarire a fondo i diversi risvolti delle affezioni del ricorrente e disporre di una valutazione maggiormente tranquilizzante del grado d'incapacit� lavorativa nella professione di commerciante di mobili esercitata fino al dicembre del 1999, rispettivamente - se ve ne sono - in altri mestieri ancora compatibili con la situazione valetudinaria complessiva.