Source: http://www.tidona.com/pubblicazioni/settembre01_3.htm
Timestamp: 2015-01-31 03:54:39+00:00
Document Index: 44680026

Matched Legal Cases: ['art. 45', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 2', 'art. 45', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 43', 'art. 41', 'art. 45', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 43', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41']

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Le filiali e le altre unit� subordinate di societ� commerciali in Romania
Emanuele Guglielmo Bagnasco
Bagnasco & Bagnasco Consulting � Bucarest
1. cenni introduttivi Ad oggi in Romania si contano oltre 10.000 presenze imprenditoriali italiane. Esse per la maggior parte vengono rappresentate da societ� di diritto romeno costituite in loco ma, anche da unit� supplementari di societ�, appunto, estere. Il motivo della massiccia presenza italiana in Romania desta un particolare interesse al diritto di quel Paese, di cui forniamo qui sommari, certo non esaustivi cenni, di un suo peculiare aspetto.
Il termine unit� supplementari non viene utilizzato a caso, anzi, esso sta a denotare sino da ora la difficolt� che si evidenzier� in corso di trattazione e che ogni operatore economico incontra quando desidera sviluppare la propria attivit� sul mercato romeno tramite l�insediamento di filiali, succursali, rappresentanze e sedi secondarie di societ� estere oppure, perch� no, locali.
Il riferimento normativo principale � la L. 31/90 (legge romena) sulle societ� commerciali.
La L. 31/90, modificata dalla Ordinanza Governativa di Urgenza n. 32/97, stabilisce le condizioni per la costituzione di queste unit�, dipendenti in massima o minor parte dalla persona giuridica di origine: la casa madre. In base alle relazioni internazionali tra la Romania e l�Unione Europea, ex art. 45 dell�Accordo Europeo tra Romania e C. E., ratificato nel 1993 ed entrato in vigore il primo febbraio 1995, si � espressamente statuito a favore �... (de)l diritto di stabilimento ... (che presuppone) ... il diritto di iniziare e svolgere attivit� economiche con l�insediamento e la conduzione di filiali, succursali o rappresentanze. �. Si fa d�uopo premettere, ancora, che l�ordinamento romeno tratta, con la L. 31/90, delle succursali e delle filiali in via principale e richiama solo incidentalmente ma, non marginalmente - nella norma dedicata alle succursali -, il regime da applicarsi alle �... altre sedi secondarie ...� - �celealte sedii secundare� - che specifica in �... agenzie, rappresentanze od altre simili sedi. �.
Il quadro di insieme delle norme in oggetto risulta fuorviante; sopra tutto, il lettore deve porre attenzione al significato da attribuirsi alla menzionata espressione �... altre sedi secondarie ...�.
E� bene tenere presente che nell�accezione comune della lingua italiana si intende: con il lemma filiale una azienda od ufficio che, con determinate competenze territoriali o di esercizio, svolge la propria attivit� nell�ambito di una organizzazione di vaste proporzioni. La filiale �, quindi, una unit� subordinata che si trova alle dipendenze o sotto la direzione di una societ� principale e pu� ben essere una societ� fondata da quest�ultima; essa ha una gestione autonoma ed una posizione giuridica indipendente che la differenzia dalla succursale. Con il lemma succursale si intende, invece, la sede secondaria e distaccata di un ufficio, di una societ� industriale o commerciale, di un�azienda, ecc..
Richiamiamo, poi, gli artt. 2295, 2328 e 2475 c.c. (italiano) i quali contengono la dizione �... sede della societ� e le eventuali sedi secondarie ...�; ove il termine sede secondaria si deve interpretare, qui, alla luce del disposto degli artt. 2299 e 2197 c.c. (italiano) Pertanto � da considerarsi sede secondaria - per l�ordinamento italiano - solo quell�unit� subordinata alla casa madre e dotata di rappresentanza stabile. In ambito comunitario, poi, la nozione di succursale, agenzia e filiale � stata formulata nella nota sentenza De Bloos c. Bouyer. Da essa si evince che agenzia, succursale e filiale sono nozioni assimilabili e richiedono la soggezione a sindacato e direzione dell�ente da cui promanano, ovvero dipendono.
Ora, fatti i necessari richiami, passiamo ad analizzare quanto stabilisce l�ordinamento romeno.
E� bene suddividere l�esposizione per parti, in base ai due diversi casi che potrebbero presentarsi: il primo inerisce alla costituzione di unit� subordinate a societ�
interne � cio� formate per derivazione da societ� romene �, il secondo alla costituzione di unit� subordinate a societ� estere � cio� formate per derivazione da societ�, nel nostro caso, italiane -.
2. le unit� subordinate romene di societ� commerciali romene
Cominciamo, per semplicit� espositiva, con il trattare delle filiali e succursali romene, compresi gli enti ad esse assimilati, - operanti cio� in territorio romeno - di societ� romene. E� possibile insediarle in tutto il territorio dello Stato, anche nella localit� ove si trova la sede della societ� madre ovvero casa madre. Definiamo la societ� dalla quale promana l�attivit� volitiva indirizzata alla creazione di enti minori con il termine societ� mamma o casa madre e, non societ� principale, per evitare, in corso di trattazione, eventuali fraintendimenti sui rapporti intercorrenti tra le due entit�. Spieghiamo. L�idea che il termine societ� principale d�, � quella di una unit� che assume il controllo su una unit� minore, anch�essa societ� - cio� dotata di personalit� giuridica -. Si intende quindi un rapporto tra entit� equiordinate sul piano della capacit�. A parere di chi scrive, invece, il termine societ� mamma - pur sempre di societ� trattandosi - lascia pi� spazio ad immaginare che il soggetto �figlio� possa essere sprovvisto di capacit� giuridica. Ci� assume maggior rilievo nell�ordinamento giuridico romeno, ove la capacit� giuridica delle societ� commerciali � data dall�insieme della capacit� di uso - folosinta - (che potremmo pensare, nel caso di specie cui ora trattiamo - ma non solo -, come una sorta di capacit� giuridica propria dei minori) e da quella di esercizio � exercitiu - (immaginabile, sempre in riferimento al paragone portato sopra, come l�equivalente della capacit� di agire).
L�art. 42 L. 31/90, definisce la filiale come una societ� dotata di personalit� giuridica; essa possiede, per disposizione della casa madre, un capitale ben determinato e sotteso allo sviluppo delle attivit� previste nell�atto costitutivo ed organi direttivi propri. L�art. 42 L. 31/90 stabilisce che: �Le filiali sono societ� commerciali dotate di personalit� giuridica e si costituiscono in una delle forme societarie descritte all�art. 2 e nelle condizioni previste per quella forma. Esse avranno il regime giuridico della forma societaria in cui si sono costituite. �, definendo pertanto le filiali quali societ� commerciali provviste di personalit� giuridica. Esse vengono costituite dalla casa madre.
La filiale � dotata di personalit� giuridica, per cui partecipa in nome proprio al circuito civile e vanta la qualit� e capacit� processuale, cos� come tutti gli elementi di identificazione di una persona giuridica . Pur se dipendente economicamente dalla societ� dalla quale trae origine (e per mezzo del cui capitale � stata costituita), dal punto di vista giuridico, � indipendente da questa. Possedendo la capacit� giuridica, la filiale possiede propri rappresentanti, la capacit� di folosinta e quella di exercitiu.
Ancora, essendo la filiale una persona giuridica, essa deve venire costituita nelle forme delle societ� commerciali previste per legge. Non � stabilito se essa debba assumere - o meno - la medesima denominazione sociale della societ� principale; a nostro sommesso avviso, stando al tenore della legge, � lasciata ampia libert� di determinazione.
Cosa distingue allora una filiale da una societ� commerciale tout court? Pur essendo strutturata come una societ� autonoma, la capacit� de folosinta e de exercitiu risultano statutariamente determinate dalla casa madre della quale la filiale �, comunque, una unit� dipendente.
Ci� si desume con chiarezza dall�art. 45 n. 5 lett. b dell�Accordo Europeo di Associazione con la Romania che contribuisce a dare un sicuro indirizzo interpretativo al disposto della L. 31/90. Esso descrive la filiale come �... una societ� che � effettivamente controllata dalla prima societ�. �.
Proprio per il fatto di potere assumere una forma differente da quella della societ� madre � che ne ha, lege lata, il solo �controllo� -, saremmo propensi a ritenere che la filiale possa non essere interamente posseduta da quest�ultima. Per esempio B&B Consulting s.r.l. e Tizio sono soci della filiale B&B Consulting s.r.l. di cui B&B Consulting s.r.l., interamente in propriet� di Caio, � socio di maggioranza. E� nello statuto della casa madre, infatti, che viene determinato l�ambito di attivit� della filiale ed i poteri conferiti ai suoi rappresentanti. Essi - attivit� statutariamente conferita e potere di rappresentanza (esercitabili) - possono differire notevolmente rispetto a quelli propri della societ� originaria. Al solo scopo di portare un esempio, una societ� commerciale romena operante nei settori siderurgico, agricoltura ed import export, potrebbe senza problemi costituire una filiale operante esclusivamente - poich� a ci� vincolata per statuto - nel settore della coltivazione delle barbabietole; ancora, i poteri di rappresentanza conferiti agli amministratori della filiale possono risultare pi� ristretti o pi� ampi di quanto non siano quelli propri dei rappresentanti della societ� madre. Importante � notare che, se la filiale � un ente dotato di personalit� giuridica, oltre alla immatricolazione, essa sar� soggetta pure ad iscrizione presso gli uffici finanziari. Una norma fondamentale � comunque da dovere tenersi presente. L�art. 14 L. 31/90, stabilisce la impossibilit� per le societ� a responsabilit� limitata unipersonali di essere soci di altre societ� a responsabilit� limitata unipersonali. Quando invece, il principale problema interpretativo, per l�ordinamento italiano � quello di stabilire se sia possibile la partecipazione di societ� di capitali in societ� di persone.
Pertanto, alla luce di quanto appena esposto, � agevole dedurre che, essendo la filiale una persona giuridica ad ogni effetto, l�operatore italiano unico quotista di societ� a responsabilit� limitata di diritto romeno, non potr� costituire filiali a responsabilit� limitata di cui sia, appunto, unico quotista. Trascurando il disposto dell�art. 14 citato, si perviene alla medesima conclusione seguendo un iter logico semplicissimo: se la filiale � una societ� �figlia� di cui la societ� madre detiene la maggioranza di quote, l�appartenere di queste allo stesso soggetto porta a risultati aberranti.
Potrebbe darsi il caso, quindi, che l�operatore italiano si trovi a disagio nel volere trasporre le discipline in oggetto di analisi dei due ordinamenti; in Italia � infatti permesso che una societ� a responsabilit� limitata unipersonale istituisca filiali.
Ex art. 43 L. 31/90 (romena) la succursale � una �appendice� - �dezmembraminte� - della societ� mamma e pertanto non gode di personalit� giuridica. La traduzione letterale del lemma �dizmembraminte� � smembramenti ma, dato il significato italiano di �Menomazione dell�unit� o della compattezza di un organismo�, preferiamo tradurlo con appendice (non immaginando altro termine altrettanto congruo).
Non godendo di personalit� giuridica, alla succursale pu� imputarsi la titolarit� degli atti compiuti esclusivamente per il tramite dei rappresentanti preposti ad essa dalla societ� madre. Le succursali tuttavia debbono venire immatricolate presso l�Ufficio del Registro per il Commercio competente per territorio.
La succursale dispone di una autonomia limitata, stabilita dalla societ� mamma, � costituita integralmente con il capitale di questa ed agisce per il di lei nome e conto.
Art. 43 L. 31/90: �Le succursali sono appendici (dislocazioni) senza personalit� giuridica della societ� commerciale e si (devono) immatricolare prima che comincino la propria attivit�, nel Registro del Commercio del Distretto nel quale opereranno. Se la succursale si costituisce in una localit� dello stesso distretto o nella medesima localit� della (societ�) fondatrice, si dovr� immatricolare nel medesimo registro del commercio ma distintamente, come immatricolazione indipendente.
Il regime giuridico delle sedi secondarie si applica a qualsiasi altra sede secondaria indifferentemente dalla denominazione sua rispetto alla societ� che la stabilisce e gli attribuisce lo statuto di succursale.
Le altre sedi secondarie - agenzie, rappresentanze o altre simili sedi - si menzionano solo nel quadro di immatricolazione delle societ� presso il Registro per il Commercio (ove si trova) della sede principale (per noi casa madre).
Non si possono costituire sedi secondarie con la denominazione di filiale �.
Con il termine sede secondaria si intende: la sede secondaria propriamente detta, le agenzie, le rappresentanze (interne). Cio� rappresentanze romene di societ� commerciali romene, le rappresentanze appena nominate non vanno confuse, poi, con le rappresentanze romene di societ� estera di cui tratteremo tra poco.Esse debbono venire immatricolate sempre presso l�Ufficio del Registro per il Commercio ove si trovi la sede della societ� madre. Il concetto di sede secondaria non corrisponde completamente a quello dato nell�ordinamento italiano. Il riferimento viene fatto, in particolare, alle sedi secondarie con rappresentanza stabile: esse sono entit� operative dipendenti dalla impresa dalla quale promanano costituendone parte integrante e subordinata.
3. le unit� subordinate romene di societ� estere
Passiamo ora a trattare delle unit� subordinate romene di societ� estere.
La filiale costituita - in Romania - da una persona giuridica estera � una persona giuridica romena; da ci� ne deriva che la legge regolatrice del suo statuto � quella romena. Vedasi l�art. 41 L. 105/92 �... lo statuto organico della filiale � sottoposto alla legge dello stato nel cui territorio ha stabilito la propria sede, indipendentemente dalla legge applicabile alla persona giuridica che la ha costituita. �.
Le societ� commerciali straniere possono costituire in Romania filiali, succursali, agenzie, rappresentanze e sedi secondarie nel rispetto di due condizioni essenziali: la prima � che esse vengano costituite nelle forme e nei limiti previsti dalla legge romena, la seconda � che l�ordinamento di origine e l�atto costitutivo societario prevedano la possibilit� di costituzione all�estero di tali enti. Ex art. 45 L. 31/90 ( legge romena), i legali rappresentanti delle societ� estere, cos� come i rappresentanti di succursali, agenzie e sedi secondarie, debbono deporre presso l�Ufficio del Registro la propria firma.
Ci� che complica la visuale di insieme �, qui, il disposto della L. 105/92 (legge romena).
Lo statuto organico della succursale costituita da una persona giuridica estera, ex art. 41 comma secondo L. 105/92, � regolato legge nazionale di quest�ultima. La natura giuridica delle succursali di persone giuridiche estere viene regolata dall�art. 41 comma secondo L. 105/92: �Lo statuto organico delle succursali costituite da una persona giuridica estera, � sottoposto alla sua legge nazionale. �. In altre parole, la succursale della persona giuridica estera � governata dalla legge nazionale della societ� fondatrice. L�art. 43 L. 31/90 prevede pure che il regime giuridico delle succursali venga applicato ad ogni altra sede secondaria.
In realt� la succursale non � altro che un prolungamento della personalit� giuridica della societ� estera, una forma di decentralizzazione della attivit� di quest�ultima. Giuridicamente deve venire considerata come un tutt�uno con la persona giuridica mamma, essendo il suo unico ruolo quello funzionale, di ridurre le distanze tra lo stato si origine e quello sopite. Sempre in forza dell�art. 41 citato, lo statuto organico delle filiali - di societ� estera,
ovviamente - � sottoposto alle leggi dello stato sul cui territorio vi ha stabilito la propria sede, indipendentemente dalla legge regolatrice della persona giuridica da cui trae origine.
In primo luogo dobbiamo, per non incorrere in errori logici nella costruzione dei concetti propri dell�ordinamento romeno, imporci - per scelta metodologica - di scindere le nozioni che sul piano interno - �domestico� - vengono a descrivere e specificare cosa sia una filiale, succursale, etc., da quelle che descrivono le medesime unit� traslate, spostate, sul piano del diritto internazionale privato.
Il problema, per quanto concerne le succursali, viene risolto col volgere l�attenzione sul concetto di �statuto organico�. La disposizione dell�art. 41 comma secondo L. 105/92 � fuorviante. Infatti, tenendo presente che la succursale � priva di personalit� giuridica, lo statuto organico di una societ� ritiene in s� istituti e nozioni - quali la responsabilit� verso terzi, la rappresentanza organica, la capacit�, la liquidazione - di cui non si pu� parlare se non imputandoli a unit� dotate di soggettivit� propria. La succursale non � altro che il prolungamento della personalit� giuridica della societ� estera, una forma di dislocazione dell�attivit� di quest�ultima. Pertanto essa viene giuridicamente considerata come un tutt�uno con la societ� mamma; il suo scopo � quello di �ridurre le distanze� tra il paese di origine - nel nostro caso l�Italia - e lo Stato ospite. Quanto detto per le succursali ha validit� sia sul piano interno che nell�ottica del diritto internazionale privato, il riferimento allo statuto organico delle succursali nella L. 105/92 altro non �, quindi, che una imprecisione del legislatore, poich� lo stesso art. 41 comma secondo della citata legge afferma che la succursale della persona giuridica estera � governata dalla legge nazionale della societ� fondatrice.
Per quanto pertiene le filiali si debbono ancora portare alcune specificazioni.
Abbiamo visto come si possa discutere, ed in dottrina romena si discute, circa le possibilit� ed i modi di acquisto della personalit� giuridica di filiali e succursali di societ� commerciali. Evidenziamo ora come la nozione di filiale propria della L. 105/92 (legge romena) assume il lemma filiale con un significato differente dalla L. 31/90 (legge romena). In entrambe le norme la filiale, ovviamente, viene considerata persona giuridica ma, esiste una ineguaglianza. Nel diritto internazionale privato romeno, - L. 105/92 - la filiale costituita da una persona giuridica estera � una persona giuridica romena a partecipazione estera, essa assume la qualit� di dislocamento della societ� estera. Non � societ� originaria romena, come contrariamente avviene per le filiali romene di societ� commerciali romene.
Non viene mai considerata come societ� romena propriamente detta.
Probabilmente per questo motivo il Filipescu afferma che nella L. 105/92 il termine filiale sta� ad indicare la �societ� filiale� - �societate filiala� - mentre nella L. 31/90 esso indica semplicemente la filiale. Egli non chiarisce il significato proprio di ogni termine ma, in base a quanto fino ad ora esposto possiamo, in ogni caso, dedurre che il termine filiale deve venire interpretato nell�accezione propria dell�ordinamento romeno: ente dotato di personalit� giuridica. Il termine societ� filiale, invece, sta� a significare qualche cosa di diverso: una unit� subordinata (eventualmente sotto totale controllo di societ� non romena) della societ� commerciale estera - poich� � nel diritto internazionale privato che ci �muoviamo� -, anch�essa dotata di personalit� giuridica. La societ� filiale dovr� quindi sottostare alle norme di diritto interno romeno ed alle norme statutarie della societ� madre, in quanto applicabili: essa sar� dotata di quella che ci piace chiamare, capacit� effettiva.
Intendiamo il termine subordinazione in senso forte, inteso come controllo anche totale.
Per capacit� effettiva, invece intendiamo la capacit� che un ente, in diritto internazionale privato, acquisisce per commistione di norme che derivano da due o pi� ordinamenti differenti. Nel caso di specie norme romene e norme italiane andranno a regolamentare insieme la idoneit� della filiale a compiere determinati atti anzich� altri, etc. . A prevalere saranno sempre le norme di applicazione necessaria romene � per la filiale romena, ovviamente � ed alternativamente le norme dispositive di ogni ordinamento quando sia consentito oppure, quando vi sia un rinvio.
Per quanto attiene il concetto di sede secondaria di societ� estera, nel nostro caso italiana, dobbiamo rilevare che esso � pienamente equiparabile a quello di succursale. Sia le sedi secondarie che le succursali e filiali, rappresentano investimenti esteri e, come tali sono soggetti alla normativa fiscale di settore. Ricordiamo ancora, che detti enti rientrano nella previsione del disposto della L. 704/94 (italiana), sulla reciproca protezione e promozione degli investimenti. 4. le rappresentanze di societ� estere in romania
Un cenno degno di nota, deve ancora venire rivolto alle rappresentanze in Romania di societ� estere.
L�Ordinanza Governativa n. 122/90 regola l�attivit� delle rappresentanze di societ� estere in Romania, esse non possono intraprendere come enti individualmente distinti dalla casa madre attivit� commerciali, anzi possono svolgere principalmente solo attivit� atte a supportare quella della organizzazione dalla quale esse dipendono. Le rappresentanze, devono venire registrate presso il Dipartimento per il Commercio Estero, e sono soggette a licenza. Le rappresentanze si differenziano sia dal concetto di filiale che da quello di succursale, esse compiono infatti una funzione di intermediazione tra la societ� dalla quale dipendono ed i partners contrattuali. La rappresentanza non possiede personalit� giuridica, ci� la assimila alla nozione di succursale ma, da questa si distingue per il fatto che non le � data possibilit� di svolgere attivit� produttive o prestazioni di servizi che non siano strettamente inerenti la promozione e svolgimento della attivit� della societ� fondatrice.
La rappresentanza si comporta come un mandatario od un commissionario.
Per costituire una rappresentanza in Romania, la societ� estera - casa madre - deve depositare presso il Dipartimento per il Commercio Estero - interno al Ministero per il Commercio - la seguente documentazione: l�attestazione riguardante lo status, attivit� e capitale sottoscritto rilasciato dalla Camera di Commercio od altro ente a ci� preposto nel paese ove la casa madre sia registrata - come sede principale -; l�oggetto di attivit� della rappresentanza; le referenze finanziarie rilasciate dalle banche cui la casa madre sia cliente; il periodo di attivit� previsto; il numero e la posizione delle persone elette a rappresentanti - titolari della rappresentanza - ed un mandato legalizzato per atto di notaio attestante che detti individui sono autorizzati ad agire in rappresentanza.
Ex Ordinanza Governativa n. 122/90, nel caso si tratti di persone straniere dovr� inoltre attestarsi quale sia il loro indirizzo all�estero, ruolo e funzioni ricoperti presso la casa madre e presso l�ufficio di rappresentanza.
Non possedendo personalit� giuridica e capitale proprio, le rappresentanze non sono considerate investimenti esteri, conseguentemente a ci�, esse non possono ottenere licenze di importazione esportazione ma, ex L. 30/70 (legge romena), possono portare in Romania tutti i beni necessari allo stabilimento e vita della sede nel Paese, pagando ovviamente i dazi di importazioni previsti. Le rappresentanze non possono godere quindi di nessuna forma di agevolazione a vantaggio degli investitori stranieri; inoltre, non � dato loro possedere beni immobili siti in Romania.
Gli uffici di rappresentanza sono soggetti al sistema di contabilit� adottato dagli operatori economici romeni.
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