Source: http://www.consulentidellavoro.lc.it/index.php/ordine/praticantato
Timestamp: 2019-06-17 13:01:31+00:00
Document Index: 155993437

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 33', 'art. 6']

Il Regolamento sul tirocinio professionale obbligatorio, approvato dal Consiglio Nazionale con delibera n. 327 del 23 ottobre 2014, con parere favorevole del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali del 3 ottobre 2014, disciplina il periodo di tirocinio per l’accesso alla professione di Consulente del Lavoro a decorrere dal 1° gennaio 2015
Com’è noto, il Decreto Legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla Legge 24 marzo 2012, n. 27, ed il successivo Decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137, che ha emanato il regolamento recante la riforma degli ordinamenti professionali a norma dell’art. 3, comma 5, del Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni, dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148, hanno modificato le disposizioni sullo svolgimento del Tirocinio professionale ed imposto al Consiglio Nazionale dell’Ordine la completa riformulazione della regolamentazione vigente in materia, il D.M. 20 giugno 2011. Di seguito vengono evidenziate le principali disposizioni legislative che si applicano ai tirocini iniziati dal giorno 16 agosto 2012, fatta eccezione per le disposizione sulla durata massima ed il rimborso spese forfettario che sono in vigore dal 24 gennaio 2012.
Definizione, durata e modalità di svolgimento
Il tirocinio professionale consiste nell’addestramento, a contenuto teorico pratico, del praticante, ed è finalizzato a conseguire le capacità necessarie per l’esercizio e la gestione organizzativa della professione. La durata è di diciotto mesi e senza più alcuna possibilità di proroga. I primi sei mesi di tirocinio possono essere svolti prima della laurea, in concomitanza dell’ultimo anno di studi e in presenza di specifica convenzione quadro tra il Consiglio Nazionale dell’Ordine, il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e il Ministero Vigilante. Le ulteriori modalità di svolgimento del tirocinio, diverse dalla frequenza dello studio e dal suddetto periodo ante laurea sono: a) all’estero per un periodo massimo di sei mesi, presso enti o professionisti di altri Paesi con titolo equivalente e abilitati alla professione di Consulente del Lavoro; b) frequenza, per un periodo non superiore a sei mesi, di specifici corsi di formazione professionale organizzati dall’Ordine, da associazioni di iscritti all’albo e da altri soggetti autorizzati dal Consiglio Nazionale dell’Ordine; c) presso Pubbliche Amministrazioni, previa convenzione con il Consiglio Nazionale e il Ministro della Pubblica Amministrazione e Semplificazione. Il tirocinio può essere svolto in costanza di rapporto di pubblico impiego ovvero di rapporto di lavoro subordinato privato, purché le relative discipline prevedano modalità e orari di lavoro idonei a consentirne l’effettivo svolgimento. Il tirocinio non determina l’instaurazione di un rapporto di lavoro, subordinato anche se part-time o occasionale, o di qualsiasi altra modalità.
Il tirocinio può essere svolto presso un Consulente del Lavoro iscritto all’albo da almeno cinque anni che operi come libero professionista con attività abituale e prevalente, in forma individuale, associata o societaria e sia in regola con gli obblighi e gli adempimenti in materia di formazione continua previsti dall’ordinamento. La lettura del combinato disposto dell’art. 3, comma 5, lett. c) del D.P.R. 138/2011 con l’art. 6, comma 8, del D.P.R. 137/2012, porta a ritenere che non sia più possibile concedere ai praticanti di effettuare il tirocinio presso gli altri professionisti di cui all’art. 1, comma 1, della Legge 11 gennaio 1979. Al tirocinante compete un rimborso spese, sotto forma di rimborso forfettario, dopo i primi sei mesi, art. 9, comma 6, D.L. 1/2012, che potrà essere definito mediante integrazione del patto formativo.
L’interruzione del tirocinio per oltre tre mesi, senza giustificato motivo, comporta l’inefficacia, ai fini dell’accesso, di quello precedentemente svolto. Quando ricorre un giustificato motivo, quali: servizio civile e volontario, gravidanza o puerperio, richiamo alle armi, adozione o affidamento, assistenza ai familiari con handicap ai sensi dell’art. 33 Legge n. 104/1992, motivi di salute dovuti a cause di particolare gravità o altri gravi fatti personali, lo stesso può essere interrotto per un periodo massimo di nove mesi. In tali casi il tirocinio si prolungherà di un periodo pari all’interruzione verificatesi.
Il Consiglio Provinciale dell’Ordine rilascia il certificato di compiuta pratica entro i sessanta giorni successivi alla sua conclusione. Il predetto certificato perde efficacia decorsi cinque anni senza che segua il superamento dell’esame di stato. Durante tale periodo, il praticante resta iscritto, ai soli fini del monitoraggio, nel relativo registro.
Regime disciplinare del Praticante-Azione disciplinare
I praticanti, ai sensi dell’art. 6, comma 8, del D.P.R. n. 137/2012, osservano gli stessi doveri e norme deontologiche degli iscritti all’Ordine dei Consulenti del lavoro e sono soggetti al medesimo potere disciplinare.
Quota di iscrizione al registro praticanti
La quota di iscrizione al registro praticanti è frazionabile in 3 semestri.
Scarica il documento:REGOLAMENTO TIROCINIO OBBLIGATORIO DELIBER. CNO N.327 DEL 23_10_2014
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