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Timestamp: 2020-04-02 23:12:50+00:00
Document Index: 87252200

Matched Legal Cases: ['art. 195', 'art. 2560', 'art. 58', 'sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 2167 del 31/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2167 del 31/01/2011
Cassazione civile sez. II, 31/01/2011, (ud. 04/11/2010, dep. 31/01/2011), n.2167
sul ricorso 25173-2005 proposto da:
VIA DI SAN VALENTINO 21, presso lo studio dell’avvocato CARBONETTI
FRANCESCO, che lo rappresenta e difende;
CONSOB, COMMISSIONE NAZIONALE per le SOCIETA’ e la BORSA, in persona
del legale rappresentante in carica (OMISSIS), MINISTERO ECONOMIA
FINANZE, in persona del Ministro pro tempore, elettivamente
udito l’Avvocato FRANCESCO CARBONETTI difensore del ricorrente che ha
CARESTIA ANTONIETTA che ha concluso per preliminarmente rinvio per
A seguito di ispezione svolta dalla CONSOB nei confronti della Banca di Roma nel periodo da 26.10.1998 all’1.07.2000 il Ministero delle Finanze con decreto n. 49315 del 21.5.2002 ingiungeva alla Banca di Roma s.p.a., in qualità di obbligato solidale, il pagamento di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni accertate a carico degli esponenti aziendali della società con regresso verso i responsabili.
Nelle more il Ministero reiterava l’ingiunzione di pagamento delle sanzioni mediante l’emissione del decreto n. 2674 del 13.1.2004, a causa delle difficoltà emerse, a seguito della riorganizzazione della “vecchia” Banca di Roma s.p.a., nell’individuazione del responsabile in solido, procedendo a notificare il decreto direttamente agli esponenti aziendali, nonchè alla Capitalia s.p.a., oltre che alla Banca di Roma s.p.a..
Avvero tale decreto F.R. proponeva opposizione che veniva rigettata dalla Corte di appello con decreto dep. il 3 dicembre 2004.
2) riguardo alla decadenza eccepita dagli opponenti per il decorso del termine di 180 gg, prescritto dal regolamento CONSOB per la conclusione del procedimento amministrativo, tale previsione, che aveva la funzione di velocizzare il procedimento amministrativo, non aveva natura perentoria o tale da incidere sull’illegittimità del provvedimento amministrativo; 3) per quel che concerneva la tempestiva adozione dell’ingiunzione, la stessa era stata emessa nel termine di 90 gg. che decorreva dal 5 marzo 2003, data in cui il Ministero aveva ricevuto dalla CONSOB risposta ai chiarimenti chiesti con nota dell’11-12-2002; 4) era ancora respinta l’eccezione di prescrizione, sul rilievo che la contestazione formulata dalla CONSOB aveva avuto effetto interruttivo; 5) infine, era escluso il denunciato di difetto di motivazione atteso che il decreto opposto aveva fatto riferimento alla dettagliata proposta della CONSOB ed era confermativo del primo decreto che già era stato ritenuto legittimo dalla Corte.
Avverso tale decisione propone ricorso per cassazione F.R. sulla base di dieci motivi.
Con il primo motivo il ricorrente, lamentando violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 58 del 1998, art. 195 in relazione all’art. 2560 c.c., comma 2 e al D.Lgs. n. 385 del 1993, art. 58, censura la sentenza laddove aveva disatteso il primo motivo relativo alla nullità dell’ingiunzione che era stata emessa nei confronti di entrambe le società indicate quali responsabili solidali: poichè la solidarietà è giustificata dall’esistenza di un rapporto contrattuale nell’esecuzione del quale è compiutala la violazione, il responsabile non può che essere uno soltanto, per cui l’ingiunzione non poteva essere emessa nei confronti di entrambe le società ricorrenti.
Con il quarto motivo il ricorrente denuncia il difetto assoluto di motivazione con riferimento al motivo di opposizione n. 4.
Con il quinto motivo il ricorrente denuncia la violazione del principio del contraddittorio, violazione e falsa applicazione degli artt. 12 e 13 regolamento CONSOB 8850/1994, degli artt. 25 e 26 regolamento CONSOB n. 10943/1997 con riferimento alle violazioni n. 1 (e n. 2) del decreto ministeriale nonchè difetto assoluto di motivazione.
Con il sesto motivo il ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione degli artt. 4 del regolamento CONSOB n. 8850/1994 e 4 del regolamento CONSOB n. 10943/1997 con riferimento alle sanzioni irrogate per la violazione n. 3 nonchè difetto assoluto di motivazione. Con il settimo motivo il ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 7 del regolamento CONSOB n. 10943/1997 con riferimento alla violazioni n. 6 nonchè difetto assoluto di motivazione.
Con l’ottavo motivo il ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 12 e 13 regolamento CONSOB 8850/1994, degli artt. 25 e 26 regolamento CONSOB n. 10943/1997 con riferimento alla violazione n. 7 del decreto ministeriale nonchè difetto assoluto di motivazione.
Con il nono motivo il ricorrente denuncia il difetto di motivazione con riferimento alle deduzioni circa la non imputabilità ai soggetti interessati delle ipotizzate violazioni.
Con il decimo motivo il ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981 circa la mancata rideterminazione delle sanzioni irrogate.
Pertanto, con riferimento alla individuazione della società responsabile in solido, la sentenza non ha in alcun modo verificato la legittimità dell’ingiunzione, avendo piuttosto ritenuto che la stessa era stata emessa nei confronti di due soggetti, che erano individuati al tempo stesso quali responsabili in solido L’accoglimento del primo motivo comporta l’assorbimento degli altri.