Source: http://www.legislazionetecnica.it/4563634/prd/approfondimento/normativa-tecnica-le-costruzioni
Timestamp: 2019-04-22 06:55:30+00:00
Document Index: 8276781

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 6', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

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Linee Guida per l’identificazione, la qualificazione, la certificazione di valutazione tecnica ed il controllo dei calcestruzzi fibrorinforzati FRC (Fiber Reinforced Concrete).
- Istruzioni CSLP 08/01/2019, n. 1 (Vai al testo R)
- Istruzioni CSLP 26/09/2017 (Vai al testo R)
Approvazione di aggiornamenti delle Linee Guida per la messa in opera e per la valutazione delle caratteristiche meccaniche del calcestruzzo indurito.
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- D. Min. LL.PP. 03/06/1981 R (G.U.
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Le Linee guida forniscono le procedure per l’identificazione, la qualificazione e l’accettazione di materiali di compositi fibrorinforzati a matrice inorganica (FRCM - Fiber Reinforced Cementitious Matrix), allo scopo di consentire lo svolgimento delle attività del Servizio Tecnico Centrale relative al rilascio delle Certificazioni di Valutazione Tecnica per l'impiego di materiali e prodotti da costruzione per uso strutturale non soggetti a marcatura CE.
Il presente documento si affianca al precedente D. Cons. Sup. LL.PP. 09/07/2015, n. 220, concernente i materiali compositi fibrorinforzati a matrice polimerica (FRP).
A partire dalla pubblicazione del decreto del Consiglio superiore dei lavori pubblici in commento, è possibile inoltrare al Servizio Tecnico Centrale istanze di qualificazione dei materiali in oggetto, in conformità a quanto riportato nelle Linee guida.
È peraltro previsto un periodo transitorio: è infatti consentito, per un periodo di un anno successivo al decreto stesso, e quindi fino al 08/01/2020 - per quanto concerne l’impiego di composti fibrorinforzati a matrice inorganica (FRCM) da utilizzarsi per il consolidamento di costruzioni esistenti - continuare a fare riferimento a quanto disposto in merito al punto 8.6 delle Norme tecniche per le costruzioni (NTC 2018) di cui al D.M. 17/01/2018. Si richiama in proposito il Parere 20/07/2017, n. 31, del Consiglio superiore dei LL.PP.
Trascorso detto periodo transitorio, per il consolidamento di costruzioni esistenti tramite composti fibrorinforzati a matrice inorganica (FRCM), potranno essere impiegati solo materiali qualificati ai sensi della Linea guida in commento.
Con il presente decreto, il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha approvato le “Linee guida sulla messa in opera del calcestruzzo strutturale” e le “Linee guida per la valutazione del calcestruzzo in opera”, al fine di adeguare agli sviluppi tecnici, scientifici e normativi intercorsi le precedenti Linee guida del febbraio 2008, che conseguentemente sono sostituite.
Entrambi i documenti si applicano prevalentemente al calcestruzzo per uso strutturale, armato e non, ordinario e precompresso, usualmente impiegato nelle costruzioni. Talune disposizioni, laddove applicabili, possono anche essere ritenute valide in relazione ai numerosi altri tipi di calcestruzzo conosciuti ed utilizzati (ad esempio: calcestruzzo leggero, calcestruzzo ad alta resistenza, calcestruzzo fibro-rinforzato, calcestruzzo autocompattante, calcestruzzo proiettato, ecc.), che peraltro potranno essere – che potranno essere oggetto di future specifiche Linee guida.
Le Linee guida per la messa in opera del calcestruzzo strutturale hanno lo scopo di illustrare ed esaminare l’insieme delle lavorazioni e dei processi finalizzati ad una corretta messa in opera, intendendo con tale accezione l’insieme delle specifiche operazioni di movimentazione, getto, compattazione e maturazione, atte a realizzare un calcestruzzo strutturale con le caratteristiche di resistenza e di durabilità previste dal progetto.
Quanto invece alle Linee guida per la valutazione del calcestruzzo in opera, queste si propongono di fornire indicazioni finalizzate a normalizzare le procedure, evitare errori riconducibili a procedure improprie che possano pregiudicare le attese, in termini di resistenza e di durabilità, alla base del progetto nonché di scongiurare gli errori derivanti dalla inappropriata interpretazione dei risultati delle prove distruttive e non. Esse pertanto illustrano i sistemi di valutazione delle caratteristiche meccaniche del calcestruzzo in opera effettuata, sia con metodi diretti (carotaggio), che con metodi indiretti (metodo sclerometrico, metodo a ultrasuoni, metodo basato sulla forza di estrazione di inserti, metodo basato sulla profondità di penetrazione di sonde).
Sono altresì indicati, per ogni metodo, i relativi principi di funzionamento, la taratura della strumentazione utilizzata, le modalità di esecuzione delle prove, nonché l’idonea elaborazione delle misure, per la quale sono necessarie appropriate curve di correlazione, evidenziando i limiti e le precauzioni nell’applicazione di ciascuno dei metodi indiretti per la valutazione della resistenza meccanica in situ che a volte, nell’uso corrente, viene affidata a generici grafici di correlazione forniti dal fabbricante a corredo delle apparecchiature di prova. Al riguardo, con riferimento alle vigenti Norme tecniche per le costruzioni, si richiama l’attenzione sul paragrafo relativo alle prescrizioni generali per il collaudo statico che, tra gli accertamenti discrezionali “utili per formarsi il convincimento della sicurezza di un’opera”, cita il ricorso alle prove non distruttive.
Qualificazione di gabbioni e reti metalliche ad uso strutturale.
Il documento ha lo scopo di fornire ai tecnici ed operatori del settore, alle stazioni appaltanti ed agli organi di controllo competenti, i riferimenti per le procedure da seguire ai fini dell'utilizzo strutturale (ad esempio con funzione di paramassi) di gabbioni e reti metalliche.
In particolare il Consiglio superiore dei lavori pubblici richiama l'obbligo da parte del fabbricante di identificare e qualificare i prodotti per uso strutturale secondo le procedure previste dal D.M. 14/01/2008 e dalla Circolare 02/02/2009, n. 617. Con riferimento anche alle Linee guida 02/07/2013 relative all'utilizzo di prodotti in rete metallica a doppia torsione, sono sinteticamente riassunte le responsabilità del direttore dei lavori e del collaudatore in materia di controlli sui materiali e prodotti impiegati con finalità strutturali.
Le Linee guida forniscono le procedure per l’identificazione, la qualificazione e l’accettazione dei sistemi di rinforzo FRP; pertanto, con riguardo ai menzionati argomenti, le nuove Linee guida sostituiscono le corrispondenti parti contenute nelle “Linee guida per la progettazione, l’esecuzione ed il collaudo di interventi di rinforzo di strutture di c.a., c.a.p. e murarie mediante FRP”, approvate sempre dal Consiglio superiore dei lavori pubblici in data 24/07/2009 (in particolare è da intendere sostituito tutto il Capitolo 5).
È peraltro previsto un periodo transitorio: è infatti consentito, per un periodo di un anno successivo alla pubblicazione del decreto stesso, e quindi fino al 08/07/2016 - per quanto concerne l’impiego di composti fibrorinforzati a matrice polimerica (FRP) da utilizzarsi per il consolidamento di costruzioni esistenti - continuare a fare riferimento a quanto disposto in merito al punto 8.6 delle Norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14/01/2008.
Linee Guida per la certificazione di idoneità tecnica all'impiego e l'utilizzo di prodotti in rete metallica a doppia torsione.
Il documento ha lo scopo di fornire ai tecnici ed operatori del settore, alle stazioni appaltanti ed agli organi di controllo competenti, i riferimenti normativi, teorici e sperimentali per la redazione di capitolati, per la produzione e l’utilizzo di prodotti in rete metallica a doppia torsione, nonché alcune indicazioni in merito alla durabilità ed il collaudo di opere realizzate con i suddetti prodotti con particolare riferimento alle caratteristiche prestazionali specifiche della rete metallica e delle sue applicazioni.
Le Linee Guida sostituiscono la Circolare del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici n. 2078 del 27/08/1962, relativa alle «Norme da inserire nei Capitolati di lavori idraulici per la zincatura dei gabbioni di filo di ferro per difese e sistemazioni montane» e le precedenti «Linee guida per la redazione di capitolati per l’impiego di rete metallica a doppia torsione» del mese di maggio 2006.
Attraverso gli Annessi (o Appendici) i contenuti degli Eurocodici hanno piena operatività nel settore della progettazione strutturale e geotecnica, in coerenza con il quadro delle Norme Tecniche per le Costruzioni di cui al D.M. 14/01/2008.
Valutazione della vulnerabilità e interventi per le costruzioni ad uso produttivo in zona sismica.
Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha elaborato con urgenza le Linee Guida «Valutazione della vulnerabilità e interventi per le costruzioni ad uso produttivo in zona sismica» atte a fornire utili indicazioni operative ai tecnici incaricati ed ai responsabili delle strutture produttive, in conseguenza dei danni rilevanti subiti in particolar modo da tali immobili nel sisma dell'Emilia, oggetto del D.L. 74/2012.
Il documento fornisce indicazioni per la valutazione della vulnerabilità sismica delle costruzioni ad uso produttivo e delle relative attrezzature, con particolare riferimento alle scaffalature, e per il rilascio, in via provvisoria, del certificato di agibilità sismica.
Riguardo ai criteri per l’esecuzione delle verifiche di sicurezza sismica e alle indicazioni per l’eventuale miglioramento sismico, finalizzati al rilascio, in via definitiva, del certificato di agibilità sismica si fa riferimento alle norme tecniche vigenti. Le indicazioni contenute descrivono comunque, con riferimento alla specifica tipologia strutturale, aspetti rilevanti da considerare anche ai fini della verifica ai sensi delle norme vigenti e degli eventuali interventi di miglioramento.
Il documento è redatto con riferimento alla tipologia di costruzioni ad uso produttivo più diffusa sul territorio interessato dagli eventi sismici del maggio-giugno 2012, ovvero i capannoni monopiano a elementi verticali lineari di calcestruzzo armato, mono o pluri-campata, sia gettati in opera sia prefabbricati.
Le linee guida analizzano le carenze più frequentemente riscontrabili nei capannoni realizzati con elementi verticali portanti lineari (pilastri), partendo da quelle elencate nel D.L. 74/2012, all’art. 3, comma 8, inserendole in un’ottica di sistema, e dettagliandole con riferimento: al sistema strutturale nel suo complesso, ai singoli elementi costruttivi, compresi gli elementi di copertura e gli elementi di tamponamento, agli elementi di unione, all’interazione fra elementi strutturali e non strutturali, al contenuto del capannone stesso, con particolare riferimento alle scaffalature di acciaio, ed agli impianti.
Linea guida per la certificazione di idoneità tecnica dei tiranti di ancoraggio per uso geotecnico di tipo attivo.
La Linea Guida descrive la procedura per il rilascio, da parte del Servizio Tecnico Centrale, del certificato di idoneità tecnica all’impiego di tiranti di ancoraggio per uso geotecnico ai sensi delle NTC 2008 di cui al D.M. 14/01/2008, che al capitolo 11.5.2 dispongono che «per quanto riguarda i tiranti permanenti e provvisori di ancoraggio per uso geotecnico, tutti i materiali e componenti utilizzati devono essere conformi alle prescrizioni contenute nelle presenti norme, per quanto applicabili».
Il documento è finalizzato a fornire le procedure per la qualificazione degli elementi costituenti il singolo tirante per uso geotecnico, e pertanto non fornisce indicazioni per gli aspetti geotecnici del sistema di ancoraggio, che dovrà essere valutato caso per caso.
La Linea Guida si riferisce ai soli tiranti attivi, ossia ai tiranti in trefolo o in barra di acciaio, composti da testa di ancoraggio, dal tratto di armatura libera e dal tratto di fondazione, nei quali al termine del collegamento è indotta una forza di tesatura, e non contempla, dunque, i sistemi alternativi di ancoraggio, come pali a trazione, ancoraggi a vite, ancoraggi meccanici, chiodature, ancoraggi ad espansione e, in generale, tutti gli ancoraggi passivi.
Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha pubblicato le «Linee Guida per la certificazione dell'idoneità tecnica dei sistemi di precompressione a cavi post-tesi», destinate a tutti gli operatori del processo edilizio, quali progettisti, produttori, imprese di costruzione, pubbliche amministrazioni.
Le Linee Guida hanno lo scopo di indicare le modalità attraverso le quali dimostrare, per i sistemi di precompressione a cavi post-­tesi di cui agli artt. 11, lettera c), e 11.5, del D.M. 14/01/2008 (Norme Tecniche per le Costruzioni), la garanzia dei requisiti di qualità previsti dalle medesime NTC 2008 e dal D.P.R. 246/1993.
Il documento definisce i dati essenziali per il riconoscimento dell'idoneità tecnica dei sistemi di precompressione a cavi post-tesi, attraverso la qualificazione sia del prodotto che delle ditte preposte alla sua produzione e/o installazione.
Viene altresì descritta la procedura per il rilascio, da parte del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, del certificato di idoneità tecnica all’impiego per i sistemi di precompressione a cavi post-tesi, ai sensi delle citate NTC 2008.
Linee guida per l’utilizzo di travi tralicciate in acciaio conglobate nel getto di calcestruzzo collaborante e procedure per il rilascio dell'autorizzazione all'impiego.
Il documento in oggetto dà seguito a quanto previsto dai punti 4.6 «Costruzioni civili e industriali - Costruzioni in altri materiali» e 11.1 «Materiali e prodotti per uso strutturale - Generalità», del D.M. 14/08/2011 (Norme Tecniche per le Costruzioni 2008).
Al paragrafo 4 delle suddette Linee Guida è previsto che ogni ditta produttrice di travi reticolari miste che ritenga che la trave prodotta appartenga ad una delle categorie «Travi composte acciaio-calcestruzzo» e «Travi in calcestruzzo armato normale o precompresso» di cui alle lettere a) e b) del paragrafo 2, dovrà documentare tale circostanza al Servizio Tecnico Centrale con apposita relazione descrittiva e di calcolo, idonea a dimostrare il rispetto delle caratteristiche e dei requisiti richiesti per la specifica categoria. Il Servizio Tecnico Centrale, esaminata la documentazione e accertata l’appartenenza ad una delle due categorie predette, ne darà conferma al richiedente.
Ove la trave appartenga alla lettera c) del paragrafo 2, o comunque il Servizio Tecnico Centrale rilevi tale circostanza, ciascun produttore richiederà il rilascio dell’autorizzazione all’impiego, come previsto dal punto 4.6 del D.M. 14/01/2008, completando adeguatamente la documentazione.
Linee guida per sistemi costruttivi a pannelli portanti basati sull’impiego di blocchi cassero e calcestruzzo debolmente armato gettato in opera.
Le Linee Guida hanno lo scopo di fornire ai progettisti, ai tecnici del settore ed agli organi di controllo competenti, i riferimenti teorici e sperimentali e le indicazioni progettuali e costruttive, per la progettazione ed il calcolo di edifici realizzati con sistemi costruttivi a pannelli portanti basati sull’impiego di blocchi cassero e calcestruzzo debolmente armato gettato in opera, ai sensi del capitolo 12 del D.M. 14/01/2008 (Norme Tecniche per le Costruzioni 2008).
I criteri di progetto contenuti nelle linee guida in oggetto non sono applicabili ai sistemi costruttivi basati sui pannelli sandwich di calcestruzzo armato con interposto materiale isolante.
Per ogni sistema costruttivo, comprendente un tipo particolare di pannello, dovrà essere studiata e proposta una procedura di verifica della sicurezza ai diversi stati limite, basata su criteri consolidati (ad esempio si potranno considerare come riferimento le CNR 10025/98, ove contemplano pannelli eseguiti in opera, fatti i dovuti adeguamenti compatibili con il D.m. 14/01/2008) e sui risultati della sperimentazione specifica. Inoltre, dovranno essere esposti in dettaglio i particolari costruttivi specifici del sistema, e le modalità esecutive, basati sulle indicazioni delle Linee Guida in commento.
Linee guida per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Collaudo di Interventi di Rinforzo di strutture di c.a., c.a.p. e murarie mediante FRP.
Il documento in oggetto è finalizzato a fornire, in accordo con le norme vigenti, princìpi e regole per la progettazione, l’esecuzione ed il controllo di interventi di consolidamento strutturale mediante l’utilizzo di compositi fibrorinforzati.
-Concetti basilari del rinforzo con FRP e problematiche speciali;
-Rinforzo di strutture di c.a. e di c.a.p.;
-Rinforzo di strutture murarie;
-Materiali.
Nella trattazione degli interventi di rinforzo delle strutture esistenti di conglomerato cementizio armato normale e precompresso e di muratura, sono inoltre fornite specifiche indicazioni concernenti le costruzioni in zona sismica, in linea con i più recenti orientamenti recepiti nella normativa nazionale ed in quelle internazionali.
Linee guida per il rilevamento della vulnerabilità degli elementi non strutturali nelle scuole (Intesa Rep. 7/CU 28/1/2009).
Queste linee guida costituiscono uno strumento di supporto ai tecnici incaricati di svolgere la ricognizione degli edifici scolastici disposta dall'Intesa Stato-Regioni-Autonomie locali Rep. 7/CU del 28.1.2009, pubblicata sulla G.U. del 10/02/2009, n. 33, e definiscono i criteri e le impostazioni generali per l'effettuazione delle visite ispettive e per la compilazione delle schede di rilievo della vulnerabilità di elementi non strutturali negli edifici scolastici, fermo restando che la stessa compilazione della scheda è affidata alla capacità e competenza della squadra tecnica, e non è un mero atto automatico. In esse sono inclusi suggerimenti relativi a possibili situazioni di rischio generalmente presenti negli edifici scolastici, oltre che indicazioni circa le informazioni ricavabili dall'Anagrafe dell'edilizia scolastica e da altre fonti, i criteri adottati per stabilire le priorità dei sopralluoghi, acquisizioni di informazioni e segnalazioni da parte dei dirigenti scolastici, modalità di carattere generale di esecuzione delle ispezioni da parte delle squadre, aspetti generali e di dettaglio per la compilazione delle scheda, indicazioni circa la stima dei costi degli eventuali interventi.
Importante sottolineare l'introduzione del metodo delle unità tecnologiche, un metodo di organizzazione delle informazioni sulle unità tecnologiche tipicamente presenti in un edificio, finalizzato all'omogeneizzazione del linguaggio delle squadre tecniche e la conseguente agevolazione di tutta la procedura di accertamento. Tale metodo è basato sulla scomposizione dell'organismo edilizio in categorie omogenee, a loro volta scindibili in sottocategorie, considerando l'edificio come un sistema di elementi strutturati che rispondono nel loro insieme, e ciascuno per la sua parte, a una funzione assegnatagli. La norma guida per una scomposizione di un sistema edilizio in più livelli con regole omogenee è la Norma UNI 8290 “Edilizia residenziale. Sistema tecnologico”.
L'Ordinanza proroga ulteriormente fino al 23.10.2005 l'entrata in vigore dell'Ordinanza 3274/2003 in materia antisismica. In tal modo l'entrata in vigore della citata disposizione viene portata alla stessa data dell'entrata in vigore delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, adottate con il D.M. 14.9.2005.
L’art. 6 dell’Ordinanza P.C.M. n. 3452/2005, ha disposto l’ulteriore slittamento di due mesi, e quindi fino all’8.10.2005, dell’entrata in vigore dell’Ordinanza n. 3274/2003, contenente «Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica». Detto slittamento segue a breve distanza quello già recentemente disposto dall’Ordinanza 3431/2005, che ha inoltre introdotto modifiche ed integrazioni rispettivamente all’Allegato 2 (Norme tecniche per il progetto, la valutazione e l’adeguamento sismico degli edifici) ed all’Allegato 3 (Norme tecniche per il progetto sismico dei ponti) della citata Ord. 3274/2003.
L’ultima proroga, peraltro da tempo annunciata, è finalizzata a favorire il delicato allineamento tra l’Ordinanza 3274/2005, promossa dalla Presidenza del Consiglio e dalla Protezione civile, e le nuove Norme Tecniche per le costruzioni (in precedenza denominate «Testo Unico»), commissionate dal Ministero delle Infrastrutture. Si ha infatti notizia di una prossima emanazione del Decreto Ministeriale di adozione delle nuove Norme Tecniche, cosa che permetterebbe a tali norme di entrare ufficialmente in vigore prima della scadenza dell’8.10.2005 prevista dalla nuova proroga della 3274/2003.
In questo scenario, l’adozione delle nuove Norme Tecniche entro la nuova scadenza eviterà di fatto l’entrata in vigore dell’Ordinanza 3274/2003, permettendo a tecnici e progettisti di usufruire del periodo di transizione di 18 mesi previsto per l’entrata in vigore di dette norme tecniche, durante il quale sarà possibile operare alternativamente in base alle vecchie o alle nuove normative. A tale proposito infatti è stato convertito nella L. 17.8.2005, n. 166 (pubblicata in questo stesso fascicolo), il D.L. 115/2005 che all’art. 14-undevicies contiene la norma che prevede, per le nuove Norme Tecniche di prossima emanazione, una fase sperimentale dell’applicazione delle stesse della durata di 18 mesi dalla data di entrata in vigore, con la possibilità di applicazione, in alternativa, della precedente normativa, contenuta nella L. 5.11.1971, n. 1086 e nella L. 2.2.1974, n. 64.
Di fatto è quindi probabile che le norme contenute nell’Ordinanza 3274/2003, nate a tutti gli effetti come vincolanti prescrizioni per la progettazione antisismica, costituiscano per ora solo un metodo di calcolo alternativo.
Ulteriori modifiche ed integrazioni all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, recante "Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica."
Sul Suppl. Ord. alla G.U. 10.5.2005, n. 107, è stata pubblicata l’attesa Ordinanza P.C.M. 3431/2005 che ha ulteriormente differito di tre mesi, e quindi fino all’8.8.2005, la piena entrata in vigore delle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche contenute nell’Ordinanza P.C.M. 20.3.2003, n. 3274. La nuova Ordinanza contiene inoltre negli Allegati modifiche ed integrazioni alle già citate norme tecniche.
La portata della nuova Ordinanza è stata già esaminata, unitamente ai rapporti tra la normativa antisismica in commento ed il nuovo Testo Unico delle norme tecniche per le costruzioni, approvato lo scorso 30 marzo dal Consiglio superiore dei LL.PP. ed il cui iter sta proseguendo verso la promulgazione.
In questa sede giova solo ricordare che, dal momento che l’Ordinanza 3431 non ha fatto altro che prolungare di ulteriori tre mesi il periodo, inizialmente stabilito in diciotto mesi dall’art. 2, comma 2 della citata Ordinanza 3274/2003 (peraltro già precedentemente prorogato dall’Ordinanza 3379/2004, possono essere considerate valide le considerazioni allora formulate in proposito della vigenza delle nuove norme tecniche.
In particolare fino all’8.8.2005 è possibile scegliere se utilizzare il nuovo o il vecchio assetto normativo (norme tecniche e zonizzazione sismica), mentre le norme tecniche e la classificazione sismica previgenti si continuano ad applicare per tutti i lavori già iniziati e per le opere pubbliche già appaltate o i cui progetti non siano ancora stati approvati alla data del 20.3.2003 (data di emanazione dell’Ordinanza 3274/2003).
L’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri ha disposto, all’art. 6, la proroga dell’entrata in vigore delle nuove norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche, introdotte dalla Ord. P.C.M. 20.3.2003, n. 3274, della quale anche, per completezza, si riporta il testo. Il testo completo, aggiornato con tutte le successive rettifiche ed integrazioni della citata ordinanza 3274/2003 è disponibile per gli abbonati sul sito Internet, alla sezione «I testi della normativa», insieme all’elenco completo, ad essa allegato, delle zone sismiche di tutta l’Italia, con complete funzionalità di ricerca.
Dal momento che viene semplicemente prolungato di sei mesi, e quindi fino all’8.5.2005, il termine di diciotto mesi già contenuto nel comma 2 dell’art. 2 dell’Ordinanza 3274/2003, fino a tale data sarà possibile scegliere se utilizzare la nuova normativa, e la relativa nuova classificazione delle zone sismiche, o fare ancora riferimento al vecchio assetto (normativa e zonizzazione). Fanno eccezione i lavori già iniziati e le opere pubbliche già appaltate o i cui progetti siano stati già approvati alla data dell’8.5.2003 (data di entrata in vigore dell’Ordinanza 3274/2003), per i quali dovranno essere comunque utilizzate le vecchie norme. Al contrario, per gli edifici di interesse strategico e le opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso sono già da considerarsi in vigore le nuove norme e la nuova classificazione delle zone sismiche.
Modifiche ed integrazioni all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, recante "Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative - tecniche per le costruzioni in zona sismica".
Il testo della Ord. P.C.M. 3316/2003 ha introdotto 122 modifiche ed integrazioni al testo della Ord. P.C.M. 3274/2003, recante "Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica".
Linee guida per la produzione, il trasporto e il controllo del calcestruzzo preconfezionato.
Linee guida sul calcestruzzo strutturale ad alta resistenza.
Modificazioni al D.M. 9 gennaio 1996 contenente norme tecniche per il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle strutture in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche.
Linee guida sul calcestruzzo strutturale.
Istruzioni per l'applicazione delle Norme tecniche per il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche di cui al decreto ministeriale 9 gennaio 1996.
Istruzioni per l'applicazione delle Norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi di cui al decreto ministeriale 16 gennaio 1996.
Proroga del termine di entrata in vigore delle norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi, di cui al decreto ministeriale 16 gennaio 1996.
Proroga del termine di entrata in vigore delle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche, di cui al decreto ministeriale 16 gennaio 1996.
Legge 2 febbraio 1974, n. 64. Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici 11 marzo 1988. Istruzioni applicative per la redazione della relazione geologica e della relazione geotecnica.
Legge 5 novembre 1971, n. 1086. Istruzioni relative alle norme tecniche per l'esecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche, di cui al decreto ministeriale 14 febbraio 1992.
Legge 5 novembre 1971 n. 1086. D.M. 14 febbraio 1992: Acciai per cemento armato e da carpenteria.
Proroga del termine di entrata in vigore delle norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo delle costruzioni prefabbricate.
Istruzioni applicative alle norme tecniche per gli edifici in muratura.
Legge 2 febbraio 1974 art. 1 - D.M. 11 marzo 1988. Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione. Istruzioni per l' applicazione.
Legge 5 novembre 1971, n. 1186. Istruzioni relative alle norme tecniche per l'esecuzione delle opere in cemento armato e cemento armato precompresso e strutture metalliche, di cui al D.M. 27 luglio 1985.
Istruzioni per applicazione norme sismiche.
Legge 14 maggio 1981, n. 219 - art. 10. Istruzioni per l'applicazione della normativa tecnica per la riparazione ed il rafforzamento degli edifici in cemento armato ed a struttura metallica danneggiati dal sisma.
Legge 14 maggio 1981, n. 219 - art. 10. Istruzioni per l'applicazione della normativa tecnica per la riparazione ed il rafforzamento degli edifici in muratura danneggiati dal sisma.
Legge 2 febbraio 1974, n. 64 - art. 1 - D.M. 2 agosto 1980. Istruzioni relative alla normativa tecnica dei ponti stradali.
Controlli sul conglomerato cementizio adoperato per le strutture in cemento armato.
Istruzioni relative ai carichi, sovraccarichi ed ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni.
Il Ministro del Lavori Pubblici ha emanato con il Decreto 03/10/1978 una normativa tecnica concernente i criteri generali per la verifica della sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi. Tale normativa risulta adottata ai sensi dell’art. 1 della L. 02/02/1974, n. 64, recante provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche, ma la disposizione riveste carattere di portata generale e costituisce la prima attivazione dell’art. 1 della L. 64/1974. Secondo l’opinione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici infatti, i carichi e i sovraccarichi, e le loro combinazioni, cioè le azioni che agiscono o si prevede possano agire sulle costruzioni, nonché i criteri generali per le verifiche di sicurezza, sono tema fondamentale e comune ad ogni normativa tecnica.
Per quanto concerne l’individuazione del campo di applicazione delle norme in esame l’espressa indicazione delle “costruzioni ad uso civile ed industriale” e di “tutte le costruzioni da realizzare nel campo dell’ingegneria civile per quanto non in contrasto con vigenti norme specifiche”, sembra risolva i problemi relativi al rapporto con il D.M. 03/10/1978 che detta le norme tecniche per l’esecuzione delle opere in c.a. precompresso e per le strutture metalliche.
La presente Circolare contiene le istruzioni per l’applicazione, per comodità dei nostri abbonati riportata integralmente anche nella parte che ha già trovato collocazione nel D.M. 03/10/1978; nel testo abbiamo cercato di emendare alcune inesattezze che compaiono nella copia diffusa presso Ordini professionali ed altri Enti.
Norme tecniche per la esecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche.
Impiego di materiali con elevate caratteristiche di resistenza per cemento armato normale e precompresso.
Istruzioni per la progettazione delle fognature e degli impianti di trattamento delle acque di rifiuto.
Costruzioni in acciaio. Istruzioni per il calcolo, l'esecuzione e la manutenzione.
Norme tecniche per l'impiego delle strutture in cemento armato precompresso.
Norme per la progettazione, il calcolo, la esecuzione e il collaudo di costruzioni con strutture prefabbricate in zone asismiche e sismiche.
Istruzioni sulle costruzioni realizzate con i sistemi di prefabbricazione.
Impiego delle tubazioni in acciaio saldate nella costruzione di acquedotti.
L. 1224/64. Criteri da seguire nel collaudo delle costruzioni con strutture prefabbricate in c.a. in zone asismiche ed ulteriori istruzioni in merito alle medesime.
Integrazioni della legge 25 novembre 1962 n. 1684, concernente provvedimenti per l'edilizia con particolari prescrizioni per le zone sismiche.
Norme relative ai carichi per il calcolo dei ponti stradali.
Norme per la progettazione di lavori relativi alle reti interne di distribuzione degli acquedotti e reti e impianti di fognatura.
Modificazione al R.D. 16 novembre 1939, n. 2229, che approva le norme per le opere in conglomerato cementizio semplice od armato.
Norme per la esecuzione delle opere in conglomerato cementizio semplice od armato.
Requisiti essenziali cui devono soddisfare i materiali agglomeranti, calci e cementi e i cementi armati, da impiegarsi nell'esecuzione delle opere pubbliche dipendenti dal Ministero dei lavori pubblici, nonché norme da seguire nelle prove e negli assaggi dei materiali stessi.
Il decreto reca tre allegati, concernenti rispettivamente:
Allegato A - Metodi normali di prova per gli agglomeranti idraulici (calci, cementi e cementi armati da impiegarsi nell'esecuzione delle opere pubbliche dipendenti dal Ministero dei lavori pubblici);
Allegato B - Prescrizioni normali per l'esecuzione delle opere in cemento armato;
Allegato C - Condizioni tecniche che debbono soddisfare le forniture di agglomeranti idraulici.