Source: http://docplayer.it/50586-Deliberazione-n-105.html
Timestamp: 2016-12-07 11:30:56+00:00
Document Index: 81625210

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 11', 'art. 46', 'art. 21', 'art. 573', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 49', 'art. 97', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 65', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 17', 'art. 34', 'art. 61', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 18', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 30', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 47', 'art. 52', 'art. 55', 'art. 59', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 25', 'art. 30', 'art. 58', 'e contrario', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 42', 'art. 44', 'art. 55', 'art. 57', 'art. 59', 'art. 24', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 30', 'art. 32', 'art. 55', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 42', 'art. 44', 'art. 59', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 51', 'art. 4', 'art. 49', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 44', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 8', 'art. 4', 'arta 18', 'art. 44', 'art. 2', 'art. 4']

⭐Deliberazione n. 105
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Bonaventura Daniele Battaglia
1 Protocollo RC n. 856/03! Anno 2005 VERBALE N. 32 Deliberazione n. 105 ESTRATTO DAL VERBALE DELLE DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE Seduta Pubblica del 12 maggio 2005 Presidenza: MANNINO - CIRINNA' L anno duemilacinque, il giorno di giovedì dodici del mese di maggio, alle ore 16,20, nel Palazzo Senatorio, in Campidoglio, si è adunato il Consiglio Comunale in seduta pubblica, previa trasmissione degli avvisi per le ore 16 dello stesso giorno, per l esame degli argomenti iscritti all ordine dei lavori e indicati nei medesimi avvisi. Partecipa alla seduta il sottoscritto Vice Segretario Generale dott. Massimo SCIORILLI. Assume la presidenza dell Assemblea la Vice Presidente del Consiglio Comunale Monica CIRINNA, la quale dichiara aperta la seduta. (O M I S S I S) Alla ripresa dei lavori sono le ore 16,55 la Presidente dispone che si proceda al secondo appello. Eseguito l appello, la Presidente comunica che sono presenti l on. Sindaco Walter VELTRONI e i sottoriportati n. 32 Consiglieri: Alagna Roberto, Argentin Ileana, Baldi Michele, Battaglia Giuseppe, Berliri Luigi Vittorio, Carli Anna Maria, Cau Giovanna, Cipressa Alessandro, Cirinnà Monica, Cosentino Lionello, De Lillo Fabio, Della Portella Ivana, De Luca Pasquale, Di Francia Silvio, Di Stefano Marco, Failla Giuseppe, Fayer Carlo Antonio, Galeota Saverio, Gasparri Bernardino, Giansanti Luca, Giulioli Roberto, Iantosca Massimo, Laurelli Luisa, Marchi Sergio, Marsilio Marco, Milana Riccardo, Orneli Paolo, Panecaldo Fabrizio, Poselli Donatella, Smedile Francesco, Spera Adriana e Vizzani Giacomo. ASSENTI: Bafundi Gianfranco, Bartolucci Maurizio, Bertucci Adalberto, Carapella Giovanni, Casciani Carlo Umberto, Coratti Mirko, Dalia Francesco, D Erme Nunzio, Eckert Coen Franca, Foschi Enzo, Galloro Nicola, Germini Ettore, Ghera Fabrizio, Lorenzin Beatrice, Lovari Gian Roberto, Malcotti Luca, Mannino Giuseppe, Mariani Maurizio, Marroni Umberto, Nitiffi Luca, Piso Vincenzo, Prestagiovanni Bruno, Rizzo Gaetano, Sabbatani Schiuma Fabio, Santini Claudio, Sentinelli Patrizia, Ta`ani Antonio e Zambelli Gianfranco. La PRESIDENTE constata che il numero degli intervenuti è sufficiente per la validità della seduta agli effetti deliberativi e comunica che la Consigliera Sentinelli ha giustificato la propria assenza.2 2 Nomina poi, ai sensi dell art. 18 comma 2 del Regolamento, per l espletamento delle funzioni di Consigliere Segretario i Consiglieri Cipressa e Vizzani. Partecipano alla seduta, ai sensi dell art. 11 del Regolamento, i Consiglieri Aggiunti Darif Aziz, Rusu Ionut Gabriel e Taboada Zapata Santos. Partecipano altresì alla seduta, ai sensi dell art. 46 del Regolamento, gli Assessori Calamante Mauro ed Esposito Dario. (O M I S S I S) (O M I S S I S) A questo punto il Presidente Giuseppe MANNINO assume la presidenza dell Assemblea. Il PRESIDENTE pone quindi in votazione, con procedimento elettronico, la 206ª proposta nel sottoriportato testo risultante dalle modifiche apportate dalla Giunta Comunale e dall accoglimento degli emendamenti: 206ª Proposta (Dec. G.C. del 14 ottobre 2003 n. 176) Regolamento Comunale per la gestione dei rifiuti urbani. Premesso che l art. 21 del Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 prevede che i Comuni disciplinano la gestione dei rifiuti urbani con appositi regolamenti che, nel rispetto dei principi di efficienza, efficacia ed economicità, stabiliscono: a) le disposizioni per assicurare la tutela igienico-sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti urbani; b) le modalità del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani; c) le modalità del conferimento, della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti urbani al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli stessi; d) le norme atte a garantire una distinta ed adeguata gestione dei rifiuti urbani pericolosi, e dei rifiuti da esumazione ed estumulazione di cui all articolo 7, comma 2, lettera f); e) le disposizioni necessarie a ottimizzare le forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio in sinergia con altre frazioni merceologiche, fissando standard minimi da rispettare; f) le modalità di esecuzione della pesata dei rifiuti urbani prima di inviarli al recupero e allo smaltimento; g) l assimilazione per qualità e quantità dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani ai fini della raccolta e dello smaltimento sulla base dei criteri fissati ai sensi dell articolo 18, comma 2, lettera d) del D.Lgs. n. 22/97. Che sono comunque considerati rifiuti urbani, ai fini della raccolta, del trasporto e dello stoccaggio, tutti i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade ovvero, di qualunque natura e provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle strade marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d acqua. ; Considerato che il Regolamento Comunale per la disciplina del servizio dei rifiuti urbani ai sensi del D.P.R. 10 settembre 1982, n. 915, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 370 del 24 ottobre 1988 e tuttora vigente in forza dell art. 573 3 (disposizioni transitorie) del D.Lgs. n. 22/97, non è più rispondente all attuale quadro normativo; Considerato pertanto che occorre procedere all aggiornamento del predetto Regolamento anche al fine di coordinare tutte le disposizioni comunali in materia di gestione rifiuti coerentemente con le finalità perseguite dalla normativa attuativa della disciplina comunitaria in materia di gestione dei rifiuti urbani; Visto il Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti Locali di cui al D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e successive modifiche, che all art. 7 stabilisce che nel rispetto dei principi fissati dalla legge e dello Statuto, il Comune e la Provincia adottano regolamenti nelle materie di propria competenza ed in particolare per l organizzazione e il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli organi e degli uffici e per l esercizio delle funzioni e all art. 7 bis stabilisce altresì che salvo diversa disposizione di legge, per le violazioni delle disposizioni dei Regolamenti Comunali e Provinciali si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 25 Euro a 500 Euro e che la sanzione amministrativa di cui al comma 1 si applica anche alle violazioni alle ordinanze adottate dal Sindaco e dal Presidente della Provincia sulla base di disposizioni di legge, ovvero di specifiche norme regolamentari ; Visti gli articoli 50 e 55 bis del D.Lgs. n. 22/97 che individuano, tra l altro, le sanzioni pecuniarie amministrative devolute ai comuni per la violazione delle disposizioni concernenti l abbandono dei rifiuti; Preso atto che in data 3 luglio 2003 il Direttore del X Dipartimento ha espresso per quanto di competenza il parere che di seguito integralmente si riporta: Ai sensi e per gli effetti dell'art. 49 del D.Lgs. n. 267 del 18 agosto 2000, si esprime parere favorevole in ordine alla regolarità tecnico-amministrativa della proposta di deliberazione indicata in oggetto. Il Direttore F.to: S. Mastrangelo ; Che sul testo originario della proposta in esame è stata svolta, da parte del Segretario Generale, la funzione di assistenza giuridico-amministrativa ai sensi dell'art. 97, comma 2 del Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti Locali, approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267; Che la proposta, in data 24 novembre 2003, è stata trasmessa, ai sensi dell art. 6 del Regolamento del Decentramento Amministrativo, ai Presidenti dei Municipi per l espressione del parere da parte dei Consigli Municipali entro il termine di 30 giorni; Che, con deliberazioni in atti, dai Municipi sono pervenuti i seguenti pareri: Municipi I, V e XVII: parere favorevole; Municipi II, IV, VI, VII, VIII, IX, XII, XV e XVI: parere favorevole con richiesta di modifiche; Che le modifiche richieste sono quelle di seguito indicate: Municipio Roma II: a) laddove non siano rispettate le regole, siano applicate le dovute sanzioni con maggiore presenza della Polizia Municipale. Municipio Roma IV: a) art. 13, comma 2: prevedere 120 giorni, anziché 60 giorni per l approvazione da parte dei Municipi del piano di posizionamento dei cassonetti;4 4 b) art. 13, comma 3: sostituire le prime due righe con Su richiesta dei Municipi, il soggetto gestore effettuerà revisioni e aggiornamenti al piano. Tali revisioni e aggiornamenti sono poi approvati dal Municipio entro 60 giorni ; c) art. 13: aggiungere 4) Istituire un apposita Commissione del Municipio per verificare un piano di localizzazione e quindi evitare che i contenitori vengano spostati in continuazione ; Municipio Roma VI: a) il contratto di servizio stipulato tra A.M.A. e il Comune di Roma recepisca, adeguandosi allo stesso, il regolamento Comunale per la gestione dei rifiuti urbani. Municipio Roma VII: a) art. 15, comma 2: eliminare l obbligo di conferimento dei rifiuti nelle ore serali con le relative sanzioni tra i 25 e i 500 Euro stabilite dall art. 65, ritenute eccessive e improponibili; b) art. 20, comma 2: sostituire può attivare servizi integrativi con deve attivare servizi integrativi, semplificando le forme di pagamento ; c) art. 21, comma 3: sostituire può attivare servizi integrativi con deve attivare servizi integrativi, semplificando le forme di pagamento. Municipio Roma VIII: a) si preveda l istituzione di una Commissione di verifica e controllo composta da rappresentanti del Comune di Roma, del Municipio e dell Ente gestore. Municipio Roma IX: a) art. 14, comma 2: sostituire 500 con 200 ; b) art. 17, comma 3: sostituire 500 con 200 ; c) art. 18, comma 3: sostituire 500 con 200 ; d) art. 17, comma 4: sostituire deve con deve essere giornaliera per ; e) art. 34, comma 1: aggiungere dopo uso pubblico : e le aree verdi adibite a gioco per animali ; f) art. 61: aggiungere un nuovo comma 4. L Amministrazione consulterà l Autority per il controllo dei servizi pubblici nel rispetto del presente regolamento da parte dell Ente gestore, applicando i necessari correttivi e le eventuali sanzioni previste ; g) art. 14, comma 1: sostituire è stabilita dal soggetto gestore con è stabilita dall Amministrazione d intesa con il soggetto gestore ; h) dopo l art. 14: aggiungere art. 14 bis. La raccolta dei rifiuti deve essere effettuata con frequenza e modalità idonee a garantire la tutela igienica e sanitaria (anche dei luoghi di raccolta). Deve, quindi, essere rigorosamente evitato che i contenitori siano riempiti oltre la propria ordinaria capacità. Il soggetto gestore è tenuto a provvedere, ogni volta che si renda necessario, a svuotamenti integrativi ; i) art. 15, comma 5: aggiungere alla fine sempre in accordo all art. 14 bis del presente regolamento ; `) art. 17, comma 4: aggiungere alla fine sempre in accordo all art. 14 bis del presente regolamento ; k) art. 18, comma 4: aggiungere alla fine sempre in accordo all art. 14 bis del presente regolamento ; l) art. 16: sostituire all art. 15 con all art. 14 bis ; Municipio Roma XII: a) venga rinnovato il parco cassonetti esistente, vecchio di 8 anni;5 5 b) venga ristrutturata l organizzazione territoriale con la creazione della III Zona già deliberata dal Municipio; c) il personale A.M.A. operante nel Municipio Roma XII sia sufficientemente equiparato allo sviluppo del territorio e al conseguente aumento della densità abitativa; d) venga definita la costruzione e l apertura della nuova sede presso l isola ecologica di Via Laurentina Via Acqua Acetosa e che la vecchia sede A.M.A. presso l asilo nido I Ponte venga altresì ripristinata per la funzione specifica. Municipio Roma XV: a) art. 13, comma 1: alla fine del comma aggiungere nei tempi temporali stabiliti dall Amministrazione e anche per stralci successivi, secondo le priorità concordate con il Municipio stesso. Tale piano è redatto sulla base dei criteri generali di posizionamento dei contenitori stradali, articolato secondo le specifiche tipologie di frazione di rifiuti, da definirsi di concerto tra il soggetto gestore e l Amministrazione ; b) art. 13, comma 2: dopo il Municipio approva tale piano aggiungere o i relativi stralci ; c) art. 14, comma 5: alla fine aggiungere o intralciare l agevole conferimento dei rifiuti nel contenitore stesso ; d) art. 14, comma 8: alla fine aggiungere A tal fine il soggetto gestore (oppure il competente Ufficio dell Amministrazione) partecipa alle relative Conferenze dei Servizi ; e) art. 30, comma 3: aggiungere dopo densità di insediamento della presenza o meno di alberate stradali ; f) art. 32: aggiungere 1 bis. Il posizionamento dei cestini porta rifiuti è definito di concerto con il Municipio territorialmente competente ; g) aggiungere dopo l art. 32: Art. 32 bis. L'Amministrazione Comunale di concerto con il Municipio territorialmente competente provvede all installazione dei distributori di palette di cartone per la raccolta delle deiezioni canine ad opera dei proprietari di cani ; h) aggiungere dopo l art. 47: Art. 47 bis (Condizioni per il compostaggio non domestico) 1. Possono aderire alla pratica del compostaggio domestico anche le utenze non domestiche (pubbliche o private) quali, a titolo esemplificativo, scuole, complessi religiosi, centri sportivi, centri sociali, condomini, aziende, purché dotate di adeguate pertinenze esterne, scoperte, non pavimentate e di uso esclusivo; l accertamento della sussistenza e della permanenza delle condizioni tecnicoigieniche ed oggettive, necessarie e funzionali al compostaggio volontario, sono accertate dal soggetto gestore ai fini della relativa autorizzazione e conseguente, eventuale, riduzione tariffaria ; i) art. 52, alla fine aggiungere 3. Al fine di prevenire l abbandono di siringhe ed il contagio da HIV, sia tra tossicodipendenti che verso la generalità della Cittadinanza, il soggetto gestore, su richiesta dell Amministrazione, provvede alla dislocazione e gestione di scambiatore di siringhe; il posizionamento di detti scambiatori è effettuato di concerto tra il Municipio e l Azienda USL territorialmente competente ; `) art. 55, comma 1: dopo materiali da avviare a raccolta differenziata aggiungere frazione verde ; k) art. 59, comma 2: dopo promuovono la pratica degli acquisti aggiungere e soluzioni gestionali.6 6 Municipio Roma XVI: a) art. 11, comma 3: dopo: provvedimenti attuativi dell Amministrazione aggiungere acquisito il parere preventivo dei Municipi ; b) art. 13, comma 1: dopo soggetto gestore aggiungere di concerto con i Municipi ; c) art. 14, comma 2: sostituire 500 con 300 ; d) art. 25, comma 1: dopo soggetto gestore aggiungere acquisito il parere preventivo dei Municipi ; e) art. 30, comma 3: dopo sono stabilite d intesa aggiungere con i Municipi e ; f) art. 58, comma 1: aggiungere dopo più appropriate concordate preventivamente con i Municipi. Che i Municipi XIX e XX hanno espresso parere contrario con le seguenti motivazioni: Municipio Roma XIX: in quanto nel Regolamento non è prevista la funzione di indirizzo, gestione e controllo da parte dei Municipi che vengono esclusi dalla programmazione degli interventi. Municipio Roma XX: non sono previste disposizioni innovative tali da migliorare i servizi di gestione dei rifiuti urbani; non è stato mai trasmesso ai Municipi il piano di posizionamento dei cassonetti; non si evincono modalità, criteri e norme finalizzate al rispetto dei parametri fissati dal Decreto Ronchi sulla raccolta differenziata; non si desumono fasi ed indirizzi per il miglioramento del servizio di spazzamento; non è stabilito un orario di conferimento dei rifiuti; si rilevano genericità e indeterminatezza di alcune parti sostanziali. Che da parte degli altri Municipi non è pervenuto alcun parere; Che inoltre nell ambito dei lavori della Commissione di concertazione Osservatorio sperimentale tariffa rifiuti del Progetto di Roma i rappresentanti delle associazioni presenti, nell esprimere un generale apprezzamento sui contenuti dello schema di regolamento hanno proposto alcune ulteriori integrazioni e in particolare: a) art. 2, comma 3: aggiungere alla fine ed alla riduzione della produzione di rifiuti ; b) art. 9: precisare i criteri quantitativi per l assimilazione dei rifiuti provenienti da mense interne e locali di preparazione dei pasti, facenti parte di complessi destinati ad attività industriali; c) art. 9, comma 4: precisare che il superamento dei limiti quantitativi stabiliti per ciascuna frazione merceologica comporta la non assimilazione dell intera quantità prodotta e non solo della quota parte eccedente; d) art. 42, comma 1: sostituire ove ritenuto necessario da quest ultimo con una formulazione meno rigida; e) art. 44, comma 1: aggiungere alla fine salvo diversi specifici accordi ; f) art. 55, comma 2: si richiede il coinvolgimento delle associazioni imprenditoriali nel definire le possibilità di accesso alle isole ecologiche anche da parte delle utenze non domestiche; g) art. 57: prevedere adeguate forme di pubblicità della carta dei servizi; h) art. 59, comma 1: inserire la promozione e l incentivazione dei sistemi di gestione ambientali certificati ISO o registrati EMAS ; e hanno raccomandato un allineamento dell organizzazione gestionale del servizio alle norme regolamentari.7 7 Che con D.P.R. 15 luglio 2003, n. 254, pubblicato sulla G.U. dell 11 settembre 2003, è stato emanato il Regolamento recante la disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell art. 24 della legge 31 luglio 2002, n. 179, e che si rende pertanto necessario integrare coerentemente gli artt. 8, 9 e 51 del Regolamento; Che la Giunta Comunale nella seduta del 26 maggio 2004 in relazione alle richieste dei Municipi ha controdedotto come segue: 1. relativamente alle richieste concernenti le modalità di formazione del Piano di posizionamento cassonetti (Municipio IV lett. b, Municipio XV lett. a) e b), Municipio XVI lett. b) è stato modificato l art. 13 prevedendo: l intesa dei Municipi nella predisposizione del piano e dei relativi aggiornamenti; 60 giorni anziché 30 per l approvazione da parte dei Municipi degli aggiornamenti e delle revisioni del piano; la redazione del Piano anche per stralci; 2. relativamente alla richiesta concernente l eliminazione dell obbligo di conferimento in orario serale (Municipio VII lett. a) è stato modificato l art. 15 prevedendo: che dove è attiva la raccolta stradale, il conferimento dei rifiuti sia effettuato negli orari stabiliti dall Amministrazione o, comunque, preferibilmente in orario serale o secondo le indicazioni del soggetto gestore, in modo da limitarne al massimo la permanenza nei contenitori; 3. relativamente alla richiesta di rendere cogente la previsione di attivazione da parte del soggetto gestore dei servizi integrativi a pagamento per rifiuti ingombranti e per rifiuti speciali da lavori edili (Municipio VII lett. b) e c) sono stati modificati il comma 2 dell art. 20 e il comma 3 dell art. 21 sostituendo può attivare con attiva ; 4. relativamente alla richiesta di precisare che le aree ad uso pubblico dove vigono gli obblighi relativi alla rimozione delle deiezioni animali comprendono anche quelle relative al gioco degli animali (Municipio IX lett. e) è stata apportata la precisazione nella definizione di aree di uso pubblico alla lettera x dell art. 4, comma 1; 5. relativamente alla richiesta di prevedere che la tipologia e il numero dei contenitori per i rifiuti siano stabiliti dall Amministrazione d intesa con il soggetto gestore anziché dal soggetto gestore (Municipio IX lett. g) è stata prevista all art. 14, comma 1, l intesa dell Amministrazione, ferma restando in capo al soggetto gestore la responsabilità dell organizzazione del servizio in base a quanto stabilito dal Contratto di Servizio e dai provvedimenti attuativi emessi dall Amministrazione (vedi comma 2 e 3 dell art. 11); 6. relativamente alla richiesta di integrare i divieti concernenti il deposito di oggetti o il parcheggio in adiacenza dei contenitori stradali (Municipio XV lett. c) è stato aggiunto al comma 5 dell art. 14 o da intralciare l agevole conferimento dei rifiuti nei contenitori ; 7. relativamente alla richiesta di coinvolgere il soggetto gestore nella fase di approvazione dei progetti dove prevedere appositi spazi dedicati ai contenitori dei rifiuti urbani (Municipio XV lett. d) è stato integrato il comma 8 dell art. 14 con sentito il soggetto gestore ; 8. relativamente alla richiesta di inserire tra elementi a base della definizione delle modalità di espletamento e delle frequenze del servizio di spazzamento la presenza o meno di alberate stradali (Municipio XV lett. e) è stato integrato in tal senso il comma 3 dell art. 30; 9. relativamente alla richiesta di prevedere il concerto dei Municipi nella installazione dei cestini porta rifiuti (Municipio XV lett. f) è stato integrato in tal senso il comma 1 dell art. 32;8 8 10. relativamente alla richiesta di prevedere tra i materiali conferiti in raccolta differenziata presso le isole ecologiche anche la frazione verde (Municipio XV lett. `) è stato integrato in tal senso il comma 1 dell art. 55; 11. relativamente alla richiesta di prevedere tra i principi generali per l organizzazione della gestione dei rifiuti urbani anche la riduzione della produzione di rifiuti (Osservatorio sperimentale tariffa rifiuti lett. a) è stato integrato in tal senso il comma 3 dell art. 2; 12. relativamente alla richiesta di precisare i criteri quantitativi per l assimilazione dei rifiuti provenienti da mense interne e locali di preparazione dei pasti facenti parte di complessi destinati ad attività industriali ( Osservatorio sperimentale tariffa rifiuti lett. b) è stato integrato il punto 22 della Tabella A dell art. 9; 13. relativamente alla richiesta di precisare che il superamento dei limiti quantitativi stabiliti per ciascuna frazione merceologica comporta la non assimilazione dell intera quantità prodotta e non solo della quota parte eccedente ( Osservatorio sperimentale tariffa rifiuti lett. c) è stato integrato in tal senso il comma 5 dell art. 9; 14. relativamente alla richiesta di utilizzare una formulazione meno rigida per quanto concerne la valutazione delle necessità di potenziamento dei contenitori e del servizio nei periodi di attività degli esercizi stagionali eccedente ( Osservatorio sperimentale tariffa rifiuti lett. d) è stato sostituito al comma 1 dell art. 42 ove ritenuto necessario da quest ultimo (il soggetto gestore) con ove necessario ; 15. relativamente alla richiesta di inserire all art. 44, comma 1, dove si prevede l obbligo di manutenzione dei manufatti ad uso ornamentale posti sul suolo pubblico, di far salvi eventuali specifici accordi con l Amministrazione ( Osservatorio sperimentale tariffa rifiuti lett. e), è stato modificato in tal senso il comma in questione; 16. relativamente alla richiesta di prevedere tra le azioni di prevenzione anche la promozione e l incentivazione di sistemi di gestione ambientale certificati (Municipio XV lett. k; Osservatorio sperimentale tariffa rifiuti lett. h), è stato modificato in tal senso l art. 59, comma 1; 17. relativamente all entrata in vigore del D.P.R. 15 luglio 2003, n. 254, recante la disciplina della gestione dei rifiuti sanitari, sono stati coerentemente modificati l art. 8, comma 1, lett. b), l art. 9 (vedi nuovo comma 3) e l art. 51 (vedi nuovo comma 2); 18. relativamente alle richieste del Municipio II lett. a, Municipio IV lett. c, Municipio VI lett. a, Municipio VIII lett. a, Municipio IX lett. f-h-i-`-k-l-, Municipio XII lett. a-b-c-d, Municipio XV lett. g-i, Osservatorio sperimentale tariffa rifiuti lett. g si rileva che le stesse attengono fattispecie di carattere gestionale e non regolamentare; 19. relativamente alla richiesta del Municipio IV lett. a di prevedere 120 giorni, anziché 60 per l approvazione del Piano di posizionamento dei cassonetti, si evidenzia che è stata introdotta (vedi punto 1) l intesa con i Municipi in corso di predisposizione del Piano; 20. relativamente alla richiesta di ridurre da 500 a 200 o 300 la distanza massima dall uscita delle utenze per il posizionamento dei cassonetti (Municipio IX lett. a-b-c, Municipio XVI lett. c) si rileva che tale previsione comporterebbe più del raddoppio dell attuale parco cassonetti pari a circa con i conseguenti problemi di ordine economico e di occupazione di suolo pubblico; 21. relativamente alla richiesta di prevedere una frequenza giornaliera per la raccolta della frazione umida (Municipio IX lett. d) si evidenzia che il provvedimento stabilisce i principi e le regole generali a cui uniformarsi e demanda a successivi provvedimenti attuativi le modalità di svolgimento dei servizi che possono articolarsi, nell ambito del territorio comunale e nel tempo, in maniera differenziata;9 9 22. relativamente alla richiesta di estendere la pratica del compostaggio domestico anche alle utenze non domestiche (Municipio XV lett. h) si evidenzia che allo stato delle esperienze consolidate di altre amministrazioni e della vigente normativa non è opportuno generalizzare tale previsione dovendosi, per quantità significative, stabilire preventivamente le norme igienico-sanitarie e gestionali da rispettare, le modalità di verifica dell effettivo utilizzo del compost prodotto e i casi per i quali si ricade nelle attività di recupero soggette ad autorizzazione ai sensi del D.Lgs. n. 22/97; 23. relativamente alle richieste di prevedere l intesa, il parere o il concerto dei Municipi nell emanazione di provvedimenti attuativi del Regolamento (Municipio XVI lett. a- d-e) si evidenzia che per Amministrazione (vedi art. 4, comma 1, lett. s) si intende il Comune di Roma, nei suoi organi politici e uffici competenti e che il Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani in nessuna parte regola i rapporti tra gli organismi centrali e decentrati dell Amministrazione; 24. relativamente alla richiesta di concordare preventivamente con i Municipi le modalità di svolgimento delle campagne informative e la pubblicità sui servizi resi (Municipio XVI lett. f), si evidenzia che la norma riguarda anche informazioni e servizi volti alla generalità dei cittadini e una previsione tassativa di accordo preventivo con tutti i Municipi rischia di irrigidire e ritardare la comunicazione stessa. Atteso che la III Commissione Consiliare Permanente, nella seduta del 12 novembre 2004, ha espresso parere favorevole all ulteriore iter della proposta; Visto il parere favorevole del Dirigente responsabile del Servizio espresso, ai sensi dell art. 49 del D.Lgs. n. 267/2000, in ordine agli emendamenti approvati; IL CONSIGLIO COMUNALE per i motivi di cui in premessa, delibera di approvare il Regolamento Comunale per la gestione dei rifiuti urbani, allegato alla presente deliberazione di cui costituisce parte integrante, che entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione all Albo Pretorio.10 1011 1112 1213 13 TITOLO I DISDOSIZIONI GENERALI Art. 1 Oggetto e contenuto del Regolamento 1. Il presente Regolamento, ai sensi dell art. 21 del Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e successive modifiche ed integrazioni disciplina: a) lo svolgimento dei servizi relativi alla gestione dei rifiuti urbani e assimilati; b) le norme per garantire la tutela igienico-sanitaria in tutte le fasi di gestione; promuove la riduzione nella produzione dei rifiuti e il recupero di materiali dai rifiuti; prevede una distinta ed adeguata gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti cimiteriali non assimilati; stabilisce, altresì, i diritti dell utenza all informazione, promuovendo la partecipazione dei cittadini nella corretta gestione dei rifiuti e per la pulizia della città. Art. 2 Drincipi generali per la gestione dei rifiuti urbani 1. La gestione dei rifiuti urbani costituisce attività di pubblico interesse, finalizzata ad assicurare un elevata protezione dell ambiente e controlli efficaci in relazione alla specificità e pericolosità dei rifiuti. 2. I rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell uomo e con procedimenti che non comportino, in particolare: a) rischi per l acqua, l aria, il suolo e per la fauna e la flora; b) inconvenienti da rumori e/o odori; c) danneggiamenti per i siti di particolare interesse, tutelati dalla normativa vigente. 3. L organizzazione del servizio di gestione deve tendere alla riduzione della quantità di rifiuti destinata allo smaltimento finale, incentivando le forme di reimpiego, di riciclaggio e di recupero di materia e di riduzione della produzione di rifiuti. 4. L Amministrazione, il soggetto gestore e le Aziende direttamente controllate promuovono ed incentivano le azioni di prevenzione e cooperazione, attraverso la stipula di accordi e forme di agevolazione e premialità, per la riduzione della produzione dei rifiuti, il riuso dei materiali, lo sviluppo della pratica degli acquisti ambientalmente compatibili e l incentivazione dei sistemi di gestione ambientale certificati. Art. 3 Campo di applicazione del Regolamento 1. Le attività di gestione dei rifiuti urbani sono esercitate dal Comune di Roma nelle forme previste dal Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni e integrazioni, e in coerenza con il Piano di Gestione di rifiuti della 414 14 Regione Lazio, approvato con deliberazione del Consiglio Regionale 10 luglio 2002, n. 112 e con il vigente Piano provinciale. TITOLO II DEJINIZIONI Art. 4 Definizioni 1. Ai fini del presente Regolamento, si intende per: a) D.Lgs. n. 22/97, il Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 nel testo vigente; b) D.P.R. n. 158/99, il Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158 nel testo vigente; c) Regolamento, il presente Regolamento ed ogni provvedimento attuativo adottato dall Amministrazione ovvero dal soggetto gestore; d) rifiuto, qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie elencate nell allegato A del D.Lgs. n. 22/97 e di cui il detentore si disfi o abbia deciso ovvero sia in obbligo di disfarsi; e) produttore, la persona la cui attività ha prodotto rifiuti ( produttore iniziale ) e la persona che ha effettuato operazioni di pretrattamento, o di miscuglio o altre operazioni che hanno mutato la natura o la composizione dei rifiuti; f) detentore, il produttore dei rifiuti o la persona fisica o giuridica che li detiene; g) gestione, la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni; h) servizi, le attività necessarie alla gestione dei rifiuti urbani; i) conferimento, le modalità secondo le quali i rifiuti vengono consegnati al servizio di raccolta da parte del produttore o del detentore; `) raccolta, l operazione di prelievo, di cernita e di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto; k) raccolta differenziata, la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee; l) raccolta differenziata monomateriale, la raccolta di rifiuti aventi la medesima natura merceologica, effettuata con modalità specifiche, che permettono di avviare al recupero i rifiuti senza operazioni di separazione; m) raccolta differenziata multimateriale, la raccolta differenziata di rifiuti di diversa composizione (ad esempio la raccolta congiunta di vetro, lattine, barattoli e plastica oppure di lattine, barattoli e plastica) i quali possono essere raccolti in un unico tipo di contenitore, ovvero con modalità specifiche, per essere poi separati nelle successive fasi di recupero; n) smaltimento, le operazioni previste nell allegato B al D.Lgs. n. 22/97; o) recupero, le operazioni previste nell allegato C al D.Lgs. n. 22/97; p) prevenzione, ogni attività tendente a ridurre la produzione dei rifiuti o la loro pericolosità; q) stoccaggio, le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti di cui al punto D15 dell allegato B al D.Lgs. n. 22/97, nonché le attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di materiali di cui al punto R13 dell allegato C dello stesso D.Lgs. n. 22/97; 515 15 r) soggetto gestore, il soggetto che effettua la gestione dei rifiuti urbani e assimilati in regime di privativa nelle forme di cui al D.Lgs. n. 267/2000 e del D.Lgs. n. 22/97 ovvero l Amministrazione Comunale ove operi in gestione diretta; s) Amministrazione, il Comune di Roma, nei suoi organi politici e uffici competenti in materia; t) utenze domestiche, le utenze di unità abitative adibite a civile abitazione; u) utenze non domestiche, le categorie non abitative individuate con la deliberazione del Consiglio Comunale 3 marzo 2003 n. 24 e le altre utenze (ove non diversamente individuate); v) grandi utenze, le utenze non domestiche caratterizzate da sedi la cui produzione di rifiuti è costituita da frazioni conferibili a recupero in quantità consistente; p) accordi volontari, modalità e forme di collaborazione tra soggetti pubblici e privati finalizzata alla prevenzione e recupero, riciclo di materiale anche mediante modalità premiali e in forma di amministrazione negoziata; x) aree di uso pubblico, le aree in manutenzione all Amministrazione del Comune di Roma, di proprietà pubblica di uso pubblico e private aperte al pubblico transito, quali le strade comunali, inclusi i tratti urbani di strade statali e provinciali, le piazze, i parcheggi pubblici non in concessione, i sottopassi pedonali e le uscite di sicurezza pedonali di sottovia veicolari, i marciapiedi destinati al transito pedonale, le aree spartitraffico asfaltate e pavimentate, i franchi laterali, le piccole aree di risulta non classificabili come spartitraffico, i giardini pubblici e le aree di verde pubblico urbano, ivi comprese le aiuole, le pendici collinari e le aree dedicate agli animali; y) aree pubbliche esterne, le aree di uso pubblico in manutenzione, in forza di legge o altra norma, a soggetti pubblici o privati, diversi dall Amministrazione del Comune di Roma; z) isola ecologica, un centro di raccolta del soggetto gestore recintato e presidiato, dove sono disposti dei contenitori per la raccolta differenziata; aa) area intermedia attrezzata (AIA) e sedi territoriali, aree di servizio del soggetto gestore accessibili anche alle utenze, dove sono anche disposti dei contenitori per la raccolta differenziata. Art. 5 Classificazioni e riferimenti normativi 1. Il presente Regolamento è stato predisposto ai sensi dell art. 21 del D.Lgs. n. 22/97, in conformità al piano regionale di settore vigente e alle disposizioni finanziarie e fiscali vigenti per gli Enti Locali. 2. Le classificazioni del presente Regolamento sono quelle di cui all art. 7 del D.Lgs. n. 22/97 e ai fini del presente Regolamento i rifiuti vengono così suddivisi: a) rifiuti urbani : a.1) rifiuti urbani domestici, intendendo come tali: 1. i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; 2. i rifiuti speciali non pericolosi assimilati agli urbani, secondo quanto riportato al successivo titolo III, capo I, provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di civile abitazione; 616 16 a.2) rifiuti urbani esterni, intendendo come tali: 1. i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; 2. i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o su quelle private comunque soggette ad uso pubblico; 3. i rifiuti giacenti sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d acqua; 4. i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali; 5. i rifiuti cimiteriali provenienti da esumazioni ed estumulazioni, quali residui lignei, metallici, stoffe, cuoio e simili. b) rifiuti speciali, intendendo come tali: 1. i rifiuti da attività agricole e agro-industriali; 2. i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo; 3. i rifiuti da lavorazioni industriali; 4. i rifiuti da lavorazioni artigianali; 5. i rifiuti da attività commerciali; 6. i rifiuti da attività di servizio; 7. i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi; 8. i rifiuti derivanti da attività sanitarie; 9. i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti; 10. i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti; 11. il combustibile derivato da rifiuti. 3. Sono rifiuti pericolosi quelli di cui all art. 7, comma 4, del D.Lgs. n. 22/97. Art. 6 Altre definizioni ai fini del presente Regolamento 1. Si definiscono le seguenti frazioni di rifiuti, sottoinsieme dei rifiuti urbani domestici: a) frazione umida dei rifiuti : la parte putrescibile ad alto tasso di umidità presente nei rifiuti urbani e assimilati; b) frazione secca riciclabile : la frazione del rifiuto non pericolosa, non putrescibile, passibile di recupero, riciclaggio e riutilizzo, composta prevalentemente da vetro, lattine, barattoli, carta, plastica, come definiti alle successive lettere e, f, g, h e i; c) frazione secca residuale : la parte dei rifiuti urbani domestici a cui è stata sottratta la frazione umida e la frazione secca riciclabile, ossia quella parte di rifiuti non pericolosi, non putrescibili e non riciclabili; d) rifiuto indifferenziato : la parte composta da frazione umida (lett. a) mista a frazione secca residuale dei rifiuti (lett. c); e) vetro : i contenitori di vetro colorato ed incolore, completamente vuoti e non contaminati da sostanze pericolose, utilizzati per il contenimento di sostanze alimentari e non, conferiti a raccolta differenziata; f) lattine : gli imballaggi e i rifiuti in alluminio, individuati secondo le indicazioni dell Amministrazione ovvero del soggetto gestore, conferiti a raccolta differenziata; 717 17 g) barattoli : gli imballaggi e i rifiuti in acciaio e/o banda stagnata, individuati secondo le indicazioni dell Amministrazione ovvero del soggetto gestore, conferiti a raccolta differenziata; h) carta : materiali cellulosici quali giornali, riviste, libri, carta, cartone, individuati secondo le indicazioni dell Amministrazione ovvero del soggetto gestore, conferiti a raccolta differenziata; i) plastica : gli imballaggi e i rifiuti in plastica, individuati secondo le indicazioni dell Amministrazione ovvero del soggetto gestore, conferiti a raccolta differenziata; `) legno : gli imballaggi e i rifiuti in legno, individuati secondo le indicazioni dell Amministrazione ovvero del soggetto gestore, conferiti a raccolta differenziata; k) rifiuti urbani pericolosi : i rifiuti pericolosi provenienti da attività domestiche, quali pile, batterie al piombo, lampade alogene, tubi catodici, lampade fluorescenti, farmaci, prodotti T (tossici) e/o F (infiammabili) che comprendono prodotti per giardinaggio, per piccoli lavori domestici, per hobbistica, per pulizia di indumenti e della casa (detergenti, candeggina, acido muriatico, solforico, ecc.), disinfestanti e insetticidi, combustibili solidi e liquidi, vernici, ecc.; l) rifiuti ingombranti : i rifiuti derivanti dalla sostituzione dei beni di impiego domestico, di uso comune, quali arredi (p.e. materassi, armadi, ecc.), beni durevoli, materiali ferrosi ingombranti, ecc.; m) beni durevoli (sottoinsieme dei rifiuti ingombranti): rifiuti per uso domestico di cui all art. 44 del D.Lgs. n. 22/97, quali lavastoviglie, lavatrici, frigoriferi, surgelatori e congelatori, condizionatori d aria, apparecchiature elettriche ed elettroniche, monitor TV e personal computer. 2. Si definisce, inoltre, la seguente frazione di rifiuto, sottoinsieme dei rifiuti urbani esterni: a) frazione verde : gli sfalci, le potature e le foglie derivanti dalle operazioni di manutenzione del verde pubblico e privato. 3. Si definiscono ai fini della gestione dei rifiuti: a) raccolta stradale : la raccolta dei rifiuti urbani domestici effettuata in corrispondenza del piano stradale; b) raccolta porta a porta o domiciliare : la raccolta dei rifiuti urbani domestici effettuata in corrispondenza del limite del confine di pertinenza dell utente o presso punti individuati dal soggetto gestore, secondo modalità e tempi prefissati; c) raccolta su chiamata : la raccolta dei rifiuti urbani ingombranti o di altri tipi di rifiuto, concordata preventivamente dalle utenze con il soggetto gestore; d) compostaggio domestico : la tecnica attraverso la quale è controllato, accelerato e migliorato il processo naturale cui va incontro la sostanza organica, quale sfalci di giardino e scarti alimentari, prodotta in ambito domestico, allo scopo di ottenere prodotti a base di humus da riutilizzare direttamente nelle attività domestiche quali orticoltura, floricoltura e giardinaggio hobbistico; e) spazzamento : le operazioni di pulizia manuale o meccanizzata con l asporto dei rifiuti di piccole dimensioni. 818 18 Art. 7 Derimetri 1. Il perimetro entro il quale il soggetto gestore, ovvero l Amministrazione Comunale qualora operi in gestione diretta, svolge il servizio di spazzamento e di raccolta dei rifiuti, definiti all art. 6, comma 3, lett. a), b) ed e) corrisponde ai confini del territorio comunale. 2. Nell ambito del perimetro di cui al precedente comma, l attività di raccolta di cui all art. 6, comma 3, lettere a), b) e c), è svolta sulle strade pubbliche o aperte al pubblico transito del Comune di Roma, mentre il servizio di spazzamento di cui all art. 6, comma 3, lett. e), si effettua sulle aree di uso pubblico, così come definite al precedente articolo 4, comma 1, lett. x). TITOLO III GESTIONE DEI RIJIUTI URBANI CADO I NORME RELATIVE ALLA ASSIMILAZIONE DEI RIJIUTI SDECIALI NON DERICOLOSI AI RIJIUTI URBANI Art. P Drincipi generali di assimilazione 1. Sono assimilati ai rifiuti urbani i rifiuti speciali classificati non pericolosi, ai sensi delle disposizioni comunitarie e nazionali, che rispettino le seguenti condizioni di provenienza: a) derivino da attività agricole e agro-industriali, da lavorazioni artigianali, da attività commerciali e da attività di servizio di cui all art. 7, comma 3, lett. a), d), e) e f) del D.Lgs. n. 22/97; b) rifiuti sanitari che: derivino da strutture pubbliche e private, individuate ai sensi del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modifiche e integrazioni, che svolgono attività medica e veterinaria di prevenzione, di diagnosi, di cura, di riabilitazione e di ricerca ed erogano le prestazioni di cui alla legge 23 dicembre 1978 n. 833; rientrino tra quelli non a rischio infettivo di cui ai numeri da 1 a 7, lettera g) rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti urbani dell art. 2, comma 1, del D.P.R. 15 luglio 2003, n. 254; c) siano provenienti da locali destinati ad uso ufficio, magazzini, reparti di spedizione, locali accessori, mense interne, locali di preparazione pasti, anche se facenti parte di complessi destinati ad attività industriali di cui all art. 7, comma 3, lett. c) del D.Lgs. n. 22/ I produttori di rifiuti rientranti nei criteri qualitativi e quantitativi dettagliati al successivo art. 9 sono soggetti alla Tariffa per la Gestione dei Rifiuti, secondo quanto stabilito dal Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 24 del 3 marzo I relativi rifiuti sono gestiti nell ambito dell ordinario servizio di raccolta. 919 19 Art. 9 Criteri Rualitativi e Ruantitativi di assimilazione 1. Nelle more della determinazione dei criteri qualitativi e quantitativi di assimilazione di cui all art. 18, comma 2, lett. d), del D.Lgs. n. 22/1997, si considerano assimilati agli urbani, ai fini del presente Regolamento, i rifiuti speciali non pericolosi prodotti dalle attività individuate al precedente art. 8 che: a) abbiano una composizione merceologica analoga a quella dei rifiuti urbani domestici o, comunque, siano costituiti da manufatti e materiali simili a quelli elencati al punto 1.1.1, lett, a) della deliberazione del 27 luglio 1984 del Comitato Interministeriale, recante Disposizioni per la prima applicazione dell art. 4 del D.P.R. 10 settembre 1982, n. 915, concernente lo smaltimento dei rifiuti ; b) rispondano ai criteri quantitativi, definiti in chilogrammi di rifiuti prodotti per unità di superficie (metro quadrato) all anno, così come riportati nella tabella A. Tabella A n. TIPOLOGIA DI RIFIUTO kg/mq x anno 1 imballaggi in carta e cartone, carta grafica e frazioni cellulosiche similari imballaggi in plastica, metallo, latte, lattine e simili 61 3 imballaggi in vetro imballaggi in legno 53 accoppiati quali: carta plastificata, carta metallizzata, 5 carta adesiva, carta catramata, fogli di carta 18 metallizzata e simili 6 frammenti e manufatti di vimini e sughero 24 7 paglia e prodotti di paglia 24 8 scarti di legno e trucioli provenienti da falegnameria e da produzioni di rivestimenti in legno 54 9 fibra di legno e pasta di legno anche umida purché palabile ritagli e scarti di tessuto di fibra naturale sintetica, stracci e `uta feltri e tessuti non tessuti pelle e similpelle resine termoplastiche e termoindurenti in genere allo stato solido e manufatti composti da tali materiali imbottiture, isolanti termici ed acustici costituiti da sostanze naturali e sintetiche quali lane di vetro e di 26 roccia, espansi elastici e minerali e simili 15 moquette, linoleum, tappezzerie e rivestimenti similari materiali vari in pannelli (di legno, di gesso, plastica e simili) frammenti e manufatti di stucco e gesso essiccati manufatti di ferro tipo paglietta, filo di ferro, spugna di ferro e simili nastri abrasivi senza limiti 1020 20 20 cavi e materiale elettrico in genere pellicole e lastre fotografiche e radiografiche sviluppate scarti in genere della produzione di alimentari e della preparazione dei pasti, purché non allo stato liquido quali ad esempio scarti di caffè, scarti dell industria molitoria e della pastificazione, partite di alimenti deteriorati, anche inscatolati o comunque imballati, 49 scarti derivanti dalla lavorazione di frutta e ortaggi, caseina, sanse esauste e simili ad eccezione dei rifiuti di origine animale giudicati non idonei al consumo umano diretto a norma delle leggi vigenti scarti vegetali in genere (erbe, fiori, piante, verdura) 23 anche derivanti da lavorazioni basate su processi meccanici (bucce, baccelli, pula, scarti di sgranatura e 191 trebbiatura e simili) 24 residui animali e vegetali provenienti dall estrazione di principi attivi apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso purché non classificati come rifiuti pericolosi (con esclusione dei beni compresi tra i beni durevoli così 19 come individuati all art. 44 comma 5 del D.Lgs. n. 22/97) 26 consumabili da stampa purché non classificati come rifiuti pericolosi I rifiuti costituiti da assorbenti igienici, pannolini pediatrici e pannoloni prodotti dalle pulizie di uffici e strutture scolastiche sono assimilati e possono essere conferiti nel normale canale dell indifferenziato o della frazione secca residua, purché posti in involucri protettivi adeguatamente sigillati. 3. I rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti urbani di cui ai numeri 1), 2), 3), 4), 5) e 6) dell art. 2, comma 1, lettera g), del D.P.R. 15 luglio 2003, n. 254, sono conferiti negli ordinari canali dei rifiuti indifferenziati o differenziati. I rifiuti, non pericolosi e non a rischio infettivo, di cui al n. 7 della citata lettera g) possono essere conferiti nel normale canale dell indifferenziato o nella frazione secca residua, purché posti in involucri protettivi adeguatamente sigillati. 4. Gli imballaggi primari e secondari, nonché gli imballaggi terziari non riutilizzabili, e i consumabili da stampa, assimilati ai rifiuti urbani nel rispetto dei criteri di qualità e quantità stabiliti al comma 1, devono essere conferiti esclusivamente in raccolta differenziata o comunque avviati ad operazioni di riciclaggio o recupero. 5. La produzione di rifiuti superiore al valore indicato in tabella A, da considerarsi separatamente per ciascuna delle 26 tipologie sopra individuate, comporta la non assimilazione della frazione stessa ai rifiuti urbani e la classificazione quali rifiuti speciali non pericolosi, con il conseguente obbligo per gli operatori economici di gestire la stessa, per l intera quantità prodotta, a propria cura e spese e nel rispetto della normativa vigente. 6. Sono inoltre considerati assimilati i rifiuti costituiti da potature di alberi e arbusti, sfalci erbosi, derivanti da attività di giardinaggio, di conduzione di orti domestici o 11 Vedere altro
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