Source: http://www.confetra.com/it/archivio/doc_html/Circolari_2001/circ012.htm
Timestamp: 2017-11-19 04:50:43+00:00
Document Index: 16648738

Matched Legal Cases: ['art.120', 'art. 78', 'art.72', 'art.75', 'art.116', 'art.119', 'art.80', 'in fine']

Circolare 12/2001
CIRCOLARE N.12/2001
OGGETTO: PREVIDENZA - MANOVRA FINANZIARIA 2001 – LEGGE 23.12.2000, N.388, SU S.O. ALLA G.U. N.302 DEL 29.12.2000.
Si evidenziano le novità in materia previdenziale introdotte dalla legge finanziaria 2001.
Costo del lavoro (art.120). A decorrere dall’1 febbraio 2001 i contributi INPS dovuti dalle imprese sono stati ridotti dello 0,8%. La riduzione va applicata sull’aliquota per la CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari) che pertanto diventa pari all’1,68% per le imprese inquadrate previdenzialmente sia nell’industria che nel terziario. Secondo quanto precisato dall’INPS per le vie brevi, nessuna riduzione si applica ai datori di lavoro (tra cui associazioni di categoria) che sono esonerati dal versamento della suddetta aliquota in quanto garantiscono a proprie spese gli assegni familiari ai lavoratori interessati.
CIGS e mobilità (art. 78, comma 15). Sono state prorogate sino al 31 dicembre 2001 (precedente scadenza 31 dicembre 2000) la CIGS e la mobilità per le imprese commerciali con oltre 50 dipendenti. Come è noto, alla luce di quanto stabilito dalla circolare INPS n.58/2000, tale proroga riguarda anche le imprese esercenti attività di logistica che, essendo state assimilate alle imprese commerciali in senso stretto, come quest’ultime sono inquadrate nel settore terziario e applicano gli stessi ammortizzatori sociali.
E’ stato inoltre prorogato sempre sino al 31 dicembre 2001 (in precedenza 31 dicembre 2000) il diritto di iscrizione nelle liste di mobilità dei lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo da imprese sino a 15 dipendenti. Al riguardo si rammenta che detta iscrizione, pur non dando diritto alla percezione di alcuna indennità, ha lo scopo di favorire la ricollocazione dei lavoratori in questione attraverso il riconoscimento, alle imprese che li assumono, dei consistenti benefici contributivi previsti dalla legge 223/91 (fiscalizzazione quasi totale per 18 o 12 mesi, rispettivamente a seconda che l’assunzione sia a tempo indeterminato o a termine).
Cumulo pensione/reddito (art.72). A decorrere da quest’anno è stata alleggerita la disciplina del cumulo tra pensione e reddito. In primo luogo è stata ammessa, per i titolari di pensione di vecchiaia o di anzianità con almeno 40 anni di contributi, la totale cumulabilità con i redditi sia da lavoro dipendente che autonomo (in precedenza il cumulo totale era consentito solo per i redditi da lavoro autonomo).
Regole più favorevoli sono state introdotte anche per i pensionati di anzianità con meno di 40 anni di contributi. La pensione di costoro infatti, pur continuando ad essere totalmente incumulabile con i redditi da lavoro dipendente, subirà un abbattimento più contenuto allorché siano percepiti redditi da lavoro autonomo. In particolare la quota di pensione usufruibile sarà pari al trattamento minimo INPS (pari per il 2001 a lire 738.900 mensili) più il 70% (anziché il 50%) della parte eccedente; in ogni caso l’ammon-
tare della trattenuta sulla pensione non potrà superare il 30% dei redditi percepiti.
Incentivi al rinvio del pensionamento (art.75). Allo scopo di incoraggiare il rinvio del pensionamento anticipato sono stati introdotti, a decorrere dall’1 aprile 2001, consistenti incentivi contributivi per quei lavoratori che, avendo maturato i requisiti minimi per la pensione di anzianità, decidano di proseguire il rapporto di lavoro per almeno altri due anni. Durante tale periodo viene infatti meno ogni obbligo contributivo a carico dei datori di lavoro e degli stessi lavoratori, i quali, al termine del biennio, beneficeranno della pensione maturata al momento dello slittamento. Le modalità di attuazione della norma in esame saranno stabilite con decreto del Ministero del Lavoro.
Sanzioni previdenziali (art.116). Sono state alleggerite le sanzioni previdenziali a carico dei datori di lavoro per il mancato o ritardato pagamento dei contributi previdenziali e dei premi INAIL. In particolare il nuovo sistema riduce l’entità delle sanzioni civili, distingue in maniera netta le differenti ipotesi di morosità e di evasione contributiva (in passato la non chiara demarcazione tra le due fattispecie aveva spesso comportato che semplici ritardi di pagamento fossero pesantemente sanzionati come evasione vera e propria), abolisce le sanzioni amministrative accessorie e restringe il campo di applicazione delle sanzioni penali facendole scattare solo nei casi di evasione di una certa entità.
Libro matricola (art.119). E’ stata ammessa l’adozione di fogli mobili anche per la tenuta del libro matricola, oltre che per quella del libro paga come previsto attualmente; tale novità non è tuttavia immediatamente operativa occorrendo uno specifico decreto ministeriale di attuazione.
Congedi per figli disabili (art.80, comma 2). E’ stata aggiunta una nuova ipotesi di congedo straordinario a quelle già previste dalla recente legge n. 53/2000 (cosiddetta legge sui congedi parentali). E’ stato infatti riconosciuto alla lavoratrice, madre di figlio disabile grave, il diritto ad un congedo della durata massima di due anni a totale carico dello Stato. Alla lavoratrice sarà corrisposta dall’INPS un’indennità pari all’ultima retribuzione (fino ad un massimo di 70 milioni di lire annue); l’indennità verrà anticipata dal datore di lavoro che ne recupererà l’importo dai versamenti contributivi.
Per riferimenti confronta circ.ri conf.li n.83 e 46/2000 e n. 7/1999
S.O. alla G.U. n.302 del 29.12.2000 (fonte Guritel)
Stato (legge finanziaria 2001).
(Cumulo tra pensione e reddito da lavoro)
1. A decorrere dal 1o gennaio 2001 le pensioni di vecchiaia e le
pensioni liquidate con anzianita' contributiva pari o superiore a 40
anni a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme
sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, anche se
liquidate anteriormente alla data di entrata in vigore della presente
legge, sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e
2. A decorrere dal 1o gennaio 2001 le quote delle pensioni dirette
di anzianita', di invalidita' e degli assegni diretti di invalidita'
a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme
sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, eccedenti
l'ammontare del trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori
dipendenti, sono cumulabili con i redditi da lavoro autonomo nella
misura del 70 per cento. Le relative trattenute non possono, in ogni
caso, superare il valore pari al 30 per cento dei predetti redditi.
Per i trattamenti liquidati in data precedente al 1o gennaio 2001 si
applica la relativa previgente disciplina se piu' favorevole.
(Incentivi all'occupazione dei lavoratori anziani)
1. Per favorire l'occupabilita' dei lavoratori anziani, a
decorrere dal 1o aprile 2001, ai lavoratori dipendenti del settore
privato che abbiano maturato i requisiti minimi di cui alla tabella B
allegata alla legge 8 agosto 1995, n. 335, come modificata ai sensi
dell'articolo 59, commi 6 e 7, della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
e successive modificazioni, per l'accesso al pensionamento di
anzianita', e' attribuita la facolta' di rinunciare all'accredito
contributivo relativo all'assicurazione generale obbligatoria per
l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti
e alle forme sostitutive della medesima. In conseguenza
dell'esercizio della predetta facolta' e per il periodo considerato
ai commi 2 e 3, viene meno ogni obbligo di versamento contributivo da
parte del datore di lavoro a tali forme assicurative.
2. La facolta' di cui al comma 1 e' esercitabile a condizione che:
a) il lavoratore si impegni, al momento dell'esercizio della
facolta' medesima, a posticipare l'accesso al pensionamento per un
periodo di almeno due anni rispetto alla prima scadenza utile
prevista dalla normativa vigente e successiva alla data
dell'esercizio della predetta facolta';
b) il lavoratore e il datore di lavoro stipulino un contratto a
tempo determinato di durata pari al periodo di cui alla lettera a).
3. La facolta' di cui al comma 1 e' esercitabile piu' volte. Dopo
il primo periodo, tale facolta' puo' essere esercitata anche per
periodi inferiori rispetto a quello indicato al comma 2, lettera a).
4. All'atto del pensionamento il trattamento liquidato a favore
del lavoratore che abbia perfezionato il diritto al pensionamento
esercitando la facolta' di cui al comma 1 risulta pari a quello che
sarebbe spettato alla data di inizio del periodo di cui al comma 2,
sulla base dell'anzianita' contributiva maturata a tale data. Sono in
ogni caso salvi gli adeguamenti del trattamento pensionistico
spettanti per effetto della rivalutazione automatica al costo della
vita durante il periodo di posticipo di cui ai commi 2 e 3.
5. Per i lavoratori i quali abbiano raggiunto un'anzianita'
contributiva non inferiore ai 40 anni, prima del raggiungimento
dell'eta' di 60 anni se donna e 65 anni se uomo, e che scelgano di
restare in attivita', il 40 per cento della contribuzione versata sul
reddito di attivita' lavorativa e' destinato alle regioni di
residenza ed e' finalizzato al finanziamento di attivita' di
assistenza agli anziani non autosufficienti e alle famiglie; il
restante 60 per cento concorre all'incremento dell'ammontare della
pensione, calcolato secondo il metodo contributivo, a decorrere dal
compimento dell'eta' di quiescenza.
6. Con uno o piu' decreti del Ministero del lavoro e della
previdenza sociale, di concerto con il Ministero del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, sono stabilite le
modalita' di attuazione del presente articolo, con particolare
riferimento all'esercizio della facolta' di cui al comma 1, alla
verifica della sussistenza delle condizioni di cui al comma 2 e alla
reiterabilita' della facolta' medesima di cui al comma 3.
(Interventi urgenti in materia di ammortizzatori sociali, di previdenza
e di lavori socialmente utili)
15. Nei limiti delle risorse rispettivamente indicate a carico del
Fondo di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio
1993, n. 236, per l'anno 2001:
a) sono prorogati, in attesa della riforma degli ammortizzatori
sociali e comunque non oltre il 31 dicembre 2001, i trattamenti di
cassa integrazione guadagni straordinaria e di mobilita' di cui
all'articolo 62, comma 1, lettera g), della legge 23 dicembre 1999,
n. 488, limitatamente alle imprese esercenti attivita' commerciali
con piu' di cinquanta addetti. L'onere differenziale tra prestazioni,
ivi compresa la contribuzione figurativa, e gettito contributivo e'
pari a lire 50 miliardi;
b) all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 20 gennaio 1998, n.
4, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 1998, n. 52,
come modificato dall'articolo 62, comma 5, della legge 23 dicembre
1999, n. 488, le parole: "31 dicembre 2000" sono sostituite dalle
seguenti: "31 dicembre 2001" e le parole: "per ciascuno degli anni
1999 e 2000" sono sostituite dalle seguenti: "per ciascuno degli anni
1999, 2000 e 2001". L'onere derivante dalla presente disposizione e'
pari a lire 9 miliardi;
c) all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 20 gennaio 1998, n.
le parole: "31 dicembre 2000" sono sostituite dalle seguenti: "31
dicembre 2001". All'onere derivante dalla presente disposizione si
provvede entro il limite massimo di lire 40 miliardi;
d) il comma 5 dell'articolo 16 della legge 7 agosto 1997, n. 266,
"5. A decorrere dal 10 gennaio 1999 all'articolo 49, comma 1,
lettera a), della legge 9 marzo 1989, n. 88, dopo le parole:
"trasporti e comunicazioni" sono inserite le seguenti: ""delle
lavanderie industriali"";
e) le disposizioni previste dall'articolo 7, comma 5, della legge
23 luglio 1991, n. 223, si applicano anche nei casi in cui i
lavoratori licenziati beneficiano del trattamento di cui all'articolo
11 della citata legge n. 223 del 1991. L'onere derivante dalla
presente disposizione e' pari a lire 2 miliardi.
(Disposizioni in materia di politiche sociali)
2. Dopo il comma 4 dell’articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n.
53, e’ aggiunto il seguente:
“4-bis. La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore
padre, anche adottivi, o, dopo la loro scomparsa, uno dei fratelli o
delle sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di
gravita’ di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992,
n. 104, accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge
medesima da almeno cinque anni e che abbiano titolo a fruire dei
benefici di cui all’articolo 33, commi 1, 2 e 3, della predetta legge
n. 104 del 1992 per l’assistenza del figlio, hanno diritto a fruire
del congedo di cui al comma 2 del presente articolo entro sessanta
giorni dalla richiesta. Durante il periodo di congedo, il richiedente
ha diritto a percepire un’indennita’ corrispondente all’ultima
retribuzione e il periodo medesimo e’ coperto da contribuzione
figurativa; l’indennita’ e la contribuzione figurativa spettano fino
ad un importo complessivo massimo di lire 70 milioni annue per il
congedo di durata annuale. Detto importo e’ rivalutato annualmente, a
decorrere dall’anno 2002, sulla base della variazione dell’indice
ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
L’indennita’ e’ corrisposta dal datore di lavoro secondo le modalita’
previste per la corresponsione dei trattamenti economici di
maternita’. I datori di lavoro privati, nella denuncia contributiva,
detraggono l’importo dell’indennita’ dall’ammontare dei contributi
previdenziali dovuti all’ente previdenziale competente. Per i
dipendenti dei predetti datori di lavoro privati, compresi quella per
i quali non e’ prevista l’assicurazione per le prestazioni di
maternita’, l’indennita’ di cui al presente comma e’ corrisposta con
le modalita’ di cui all’articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre
1980, n. 33. Il congedo fruito ai sensi del presente comma
alternativamente da entrambi i genitori, anche adottivi, non puo’
superare la durata complessiva di due anni; durante il periodo di
congedo entrambi i genitori non possono fruire dei benefici di cui
all’articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, fatte salve le
disposizioni di cui ai commi 5 e 6 del medesimo articolo”.
(Misure per favorire l'emersione del lavoro irregolare)
1. Alle imprese che recepiscono, entro un anno dalla decisione
assunta dalla Commissione delle Comunita' europee sul regime di aiuto
di Stato n. 236/A/2000, contratti di riallineamento regolati ai sensi
e alle condizioni dell'articolo 5 del decreto-legge 1o ottobre 1996,
n. 608, e successive modificazioni, e' concesso, per la durata del
programma di riallineamento e, comunque, per un periodo non superiore
a cinque anni, uno sgravio contributivo nelle misure di cui al comma
2 per i lavoratori individuati secondo le modalita' di cui al comma
3-sexies dell'articolo 5 del citato decreto-legge n. 510 del 1996,
introdotto dall'articolo 75 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, mai
denunciati agli enti previdenziali.
2. Lo sgravio contributivo di cui al comma 1, determinato sulle
retribuzioni corrisposte, e' fissato nella misura del 100 per cento
per il primo anno, dell'80 per cento per il secondo anno, del 60 per
cento per il terzo anno, del 40 per cento per il quarto anno e del 20
per cento per il quinto anno.
3. Per i lavoratori gia' denunciati agli enti previdenziali e
interessati dai contratti di riallineamento di cui al comma 1 per
periodi e retribuzioni non denunciate, e' concesso uno sgravio
contributivo pari alla meta' delle misure di cui al comma 2.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 trovano applicazione
anche nei confronti delle imprese che hanno in corso, alla data di
entrata in vigore della presente legge, il programma di
riallineamento ai sensi dell'articolo 5 del citato decreto-legge n.
510 del 1996, e successive modificazioni, secondo le seguenti
a) per il periodo successivo secondo le annualita' e con le
entita' dello sgravio previste dai commi 1, 2 e 3;
b) per il periodo del contratto di riallineamento antecedente, lo
sgravio si applica sotto forma di conguaglio sulle spettanze
contributive gia' versate per i lavoratori interessati al contratto
stesso nelle misure di cui ai commi 1, 2 e 3. L'importo del
conguaglio cosi' determinato, usufruibile entro il termine del
periodo di riallineamento e, comunque, entro il periodo di fruizione
dello sgravio di cui alla lettera a), e' utilizzato secondo le
modalita' fissate dagli enti previdenziali, a valere anche sulle
regolarizzazioni in corso di cui al comma 3-sexies dell'articolo 5
del citato decreto-legge n. 510 del 1996, introdotto dall'articolo 75
5. Agli oneri derivanti dai commi da 1 a 4, valutati nel limite
massimo di lire 200 miliardi per ciascuno degli anni 2001, 2002 e
2003, e di lire 100 miliardi per ciascuno degli anni 2004, 2005 e
2006, si provvede mediante l'utilizzo delle risorse del Fondo per
l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20
maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni dalla legge 19
6. All'articolo 63 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, il comma
3 e' abrogato.
7. All'articolo 78 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, sono
a) al comma 3, la parola: "nove" e' sostituita dalla seguente:
"dieci", dopo le parole: "della programmazione economica," e'
inserita la seguente: "due" ed e' aggiunto, in fine, il seguente
periodo: "Per il funzionamento del Comitato e' autorizzata la spesa
di lire 1000 milioni a decorrere dall'anno 2001";
b) al comma 4, dopo il primo periodo, e' inserito il seguente: "A
tale fine le commissioni possono affidare l'incarico di durata non
superiore a quindici mesi, rinnovabile una sola volta per una durata
non superiore a quella iniziale e comunque non oltre il 31 dicembre
2003, a soggetto dotato di idonea professionalita', previo parere
favorevole espresso dal Comitato di cui al comma 3 che provvede,
altresi' a verificare e valutare periodicamente l'attivita' svolta
dal tutore, segnalandone l'esito alla rispettiva commissione per
l'adozione delle conseguenti determinazioni; per la relativa
attivita' e' autorizzata la spesa di lire 5 miliardi per ciascuno
degli anni 2001, 2002 e 2003; qualora la commissione non sia
costituita od operante, all'affidamento dell'incarico e all'adozione
di ogni altra relativa determinazione provvede direttamente il
Comitato di cui al comma 3";
"5-bis. All'onere per il funzionamento del Comitato di cui al
comma 3 e a quello relativo agli incarichi di tutore di cui al comma
4 si provvede mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 66, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144. Le
somme occorrenti sono attribuite in conformita' agli indirizzi e
criteri determinati dal Ministro del lavoro e della previdenza
8. I soggetti che non provvedono entro il termine stabilito al
pagamento dei contributi o premi dovuti alle gestioni previdenziali
ed assistenziali, ovvero vi provvedono in misura inferiore a quella
dovuta, sono tenuti:
a) nel caso di mancato o ritardato pagamento di contributi o
premi, il cui ammontare e' rilevabile dalle denunce e/o registrazioni
obbligatorie, al pagamento di una sanzione civile, in ragione d'anno,
pari al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti; la
sanzione civile non puo' essere superiore al 40 per cento
dell'importo dei contributi o premi non corrisposti entro la scadenza
b) in caso di evasione connessa a registrazioni o denunce
obbligatorie omesse o non conformi al vero, cioe' nel caso in cui il
datore di lavoro, con l'intenzione specifica di non versare i
contributi o premi, occulta rapporti di lavoro in essere ovvero le
retribuzioni erogate, al pagamento di una sanzione civile, in ragione
d'anno, pari al 30 per cento; la sanzione civile non puo' essere
superiore al 60 per cento dell'importo dei contributi o premi non
corrisposti entro la scadenza di legge. Qualora la denuncia della
situazione debitoria sia effettuata spontaneamente prima di
contestazioni o richieste da parte degli enti impositori e comunque
entro dodici mesi dal termine stabilito per il pagamento dei
contributi o premi e sempreche' il versamento dei contributi o premi
sia effettuato entro trenta giorni dalla denuncia stessa, i soggetti
sono tenuti al pagamento di una sanzione civile, in ragione d'anno,
dell'importo dei contributi o premi, non corrisposti entro la
scadenza di legge.
9. Dopo il raggiungimento del tetto massimo delle sanzioni civili
nelle misure previste alle lettere a) e b) del comma 8 senza che si
sia provveduto all'integrale pagamento del dovuto, sul debito
contributivo maturano interessi nella misura degli interessi di mora
di cui all'articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, come sostituito all'articolo 14 del decreto
10. Nei casi di mancato o ritardato pagamento di contributi o
premi derivanti da oggettive incertezze connesse a contrastanti
orientamenti giurisprudenziali o amministrativi sulla ricorrenza
dell'obbligo contributivo, successivamente riconosciuto in sede
giudiziale o amministrativa, sempreche' il versamento dei contributi
o premi sia effettuato entro il termine fissato dagli enti
impositori, si applica una sanzione civile, in ragione d'anno, pari
al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti; la
11. Nelle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato e
negli enti locali il dirigente responsabile e' sottoposto a sanzioni
disciplinari ed e' tenuto al pagamento delle sanzioni e degli
interessi di cui ai commi 8, 9 e 10.
12. Ferme restando le sanzioni penali, sono abolite tutte le
sanzioni amministrative relative a violazioni in materia di
previdenza e assistenza obbligatorie consistenti nell'omissione
totale o parziale del versamento di contributi o premi o dalle quali
comunque derivi l'omissione totale o parziale del versamento di
contributi o premi, ai sensi dell'articolo 35, commi secondo e terzo,
della legge 24 novembre 1981, n. 689, nonche' a violazioni di norme
sul collocamento di carattere formale.
13. Nei casi di tardivo pagamento dei contributi o premi dovuti
alle gestioni previdenziali ed assistenziali per i quali non si fa
luogo all'applicazione delle sanzioni civili e degli interessi di
mora di cui al comma 8 del presente articolo e di cui alla previgente
normativa in materia sanzionatoria, non possono essere richiesti gli
interessi previsti dall'articolo 1282 del codice civile.
14. I pagamenti effettuati per contributi sociali obbligatori ed
accessori a favore degli enti gestori di forme obbligatorie di
previdenza ed assistenza non sono soggetti all'azione revocatoria di
cui all'articolo 67 delle disposizioni approvate con regio decreto 16
marzo 1942, n. 267.
15. Fermo restando l'integrale pagamento dei contributi e dei
premi dovuti alle gestioni previdenziali e assistenziali, i consigli
di amministrazione degli enti impositori, sulla base di apposite
direttive emanate dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica fissano criteri e modalita' per la riduzione
delle sanzioni civili di cui al comma 8 fino alla misura degli
interessi legali, nei seguenti casi:
a) nei casi di mancato e ritardato pagamento di contributi o premi
derivanti da oggettive incertezze connesse a contrastanti ovvero
sopravvenuti diversi orientamenti giurisprudenziali o determinazioni
amministrative sulla ricorrenza dell'obbligo contributivo
successivamente riconosciuto in sede giurisdizionale o amministrativa
in relazione alla particolare rilevanza delle incertezze
interpretative che hanno dato luogo alla inadempienza e nei casi di
mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, derivanti da
fatto doloso del terzo denunciato, entro il termine di cui
all'articolo 124, primo comma, del codice penale, all'autorita'
b) per le aziende in crisi per le quali siano stati adottati i
provvedimenti previsti dalla legge 12 agosto 1977, n. 675, dalla
legge 5 dicembre 1978, n. 787, dal decreto-legge 30 gennaio 1979, n.
26, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 aprile 1979, n. 95,
e dalla legge 23 luglio 1991, n. 223, e comunque in tutti i casi di
crisi, riconversione o ristrutturazione aziendale che presentino
particolare rilevanza sociale ed economica in relazione alla
situazione occupazionale locale ed alla situazione produttiva del
settore, comprovati dalla Direzione provinciale del lavoro - Servizio
ispezione del lavoro territorialmente competente, e, comunque, per
periodi contributivi non superiori a quelli stabiliti dall'articolo
1, commi 3 e 5, della citata legge n.223 del 1991, con riferimento
alla concessione per i casi di crisi aziendali, di ristrutturazione,
riorganizzazione o conversione aziendale.
16. In attesa della fissazione da parte dei medesimi consigli di
amministrazione dei criteri e delle modalita' di riduzione delle
sanzioni civili di cui al comma 8 per i casi di cui alle lettere a) e
b) del comma 15, resta fermo quanto stabilito dall'articolo 3, commi
da 1 a 3, del decreto-legge 29 marzo 1991 n. 103, convertito con
modificazioni, dalla legge 1o giugno 1997, n. 166 e successive
modificazioni. Resta altresi' fermo quanto stabilito dall'articolo 1,
commi 220 e 2121, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, in materia di
riduzione delle sanzioni civili di cui al comma 8 rispettivamente
nelle ipotesi di procedure concorsuali e nei casi di omesso o
ritardato pagamento dei contributi o premi da parte di enti non
economici e di enti, fondazioni e associazioni non aventi fini di
17. Nei casi previsti dal comma 15, lettera a), il pagamento
rateale di cui all'articolo 2, comma 11, del decreto-legge 9 ottobre
1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre
1989, n. 389, puo' essere consentito fino a sessanta mesi, previa
autorizzazione del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di
concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, e sulla base dei criteri di eccezionalita'
18. Per i crediti in essere e accertati al 30 settembre 2000 le
sanzioni sono dovute nella misura e secondo le modalita' fissate dai
commi 217, 218, 219, 220, 221, 222, 223 e 224 dell'articolo 1 della
legge 23 dicembre 1996, n. 662. Il maggiore importo versato, pari
alla differenza fra quanto dovuto ai sensi dei predetti commi del
citato articolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e quanto
calcolato in base all'applicazione dei commi da 8 a 17 del presente
articolo, costituisce un credito contributivo nei confronti dell'ente
previdenziale che potra' essere posto a conguaglio ratealmente
nell'arco di un anno, tenendo conto delle scadenze temporali previste
per il pagamento dei contributi e premi assicurativi correnti,
secondo modalita' operative fissate da ciascun ente previdenziale.
19. L'articolo 37 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e'
"Art. 37 - (Omissione o falsita' di registrazione o denuncia
obbligatoria) - 1. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato,
il datore di lavoro che, al fine di non versare in tutto o in parte
contributi e premi previsti dalle leggi sulla previdenza e assistenza
obbligatorie, omette una o piu' registrazioni o denunce obbligatorie,
ovvero esegue una o piu' denunce obbligatorie in tutto o, in, parte,
non conformi al vero, e' punito con la reclusione fino a due anni
quando dal fatto deriva l'omesso versamento di contributi e premi
previsti dalle leggi sulla previdenza e assistenza obbligatorie per
un importo mensile non inferiore al maggiore importo fra cinque
milioni mensili e il cinquanta per cento dei contributi
complessivamente dovuti.
2. Fermo restando l'obbligo dell'organo di vigilanza di riferire
al pubblico ministero la notizia di reato, qualora l'evasione
accertata formi oggetto di ricorso amministrativo o giudiziario il
procedimento penale e' sospeso dal momento dell'iscrizione della
notizia di reato nel registro di cui all'articolo 335 del codice di
procedura penale, fino al momento della decisione dell'organo
amministrativo o giudiziario di primo grado.
comunicazione all'autorita' giudiziaria dell'avvenuta
regolarizzazione o dell'esito del ricorso amministrativo o
giudiziario".
20. Il pagamento della contribuzione previdenziale, effettuato in
buona fede ad un ente previdenziale pubblico diverso dal titolare, ha
effetto liberatorio nei confronti del contribuente. Conseguentemente,
l'ente che ha ricevuto il pagamento dovra' provvedere al
trasferimento delle somme incassate, senza aggravio di interessi,
all'ente titolare della contribuzione.
(Potenziamento dell'attivita' ispettiva del Ministero del lavoro e deLla
1. Al fine di potenziare l'attivita' ispettiva nelle materie di
competenza con particolare riferimento alle disposizioni concernenti
la sicurezza e salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro, il
Ministero del lavoro e della previdenza sociale, in deroga a quanto
previsto dall'articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e
successive modificazioni, e' autorizzato ad assumere mille unita' di
personale nei ruoli ispettivi di cui seicento nel 2001 e quattrocento
2. E' prorogata di ulteriori dodici mesi la validita' della
graduatoria del concorso espletato dal Ministero del lavoro e della
previdenza sociale di cui al decreto dirigenziale 3 giugno 1997 per
il profilo professionale di ispettore del lavoro.
3. L'articolo 79, comma 2, della legge 23 dicembre 1998, n. 448,
"2. Al medesimo fine di cui al comma 1 una quota pari al 10 per
cento dell'importo proveniente dalla riscossione delle sanzioni
penali e amministrative comminate dalle Direzioni provinciali del
lavoro - servizio ispezione del lavoro per le violazioni delle leggi
sul lavoro e' destinata per il 50 per cento a corsi di formazione e
di aggiornamento del personale da assegnare al predetto servizio e
per l'acquisto dei dispositivi di protezione individuale, delle
attrezzature, degli strumenti e degli apparecchi indispensabili per
lo svolgimento dell'attivita' ispettiva e delle relative procedure ad
essa connesse. Il restante 50 per cento della quota predetta e'
destinato all'incremento del Fondo unico di amministrazione, di cui
al contratto collettivo integrativo di lavoro relativo al personale
del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, per
l'incentivazione dell'attivita' ispettiva di controllo sulle
condizioni di lavoro nelle aziende".
4. La tenuta dei libri matricola e paga puo' altresi' avvenire
mediante l'utilizzo di fogli mobili. Le condizioni e le modalita' di
detta tenuta sono stabilite con apposito decreto del Ministro del
lavoro e della previdenza sociale.
(Riduzione degli oneri sociali)
1. Nell'ambito del processo di armonizzazione delle forme di
contribuzione e della disciplina relative alle prestazioni temporanee
a carico della gestione di cui all'articolo 24 della legge 9 marzo
1989, n. 88, e in attuazione del programma di riduzione del costo del
lavoro stabilito dal Patto sociale per lo sviluppo e l'occupazione
del dicembre 1998, a decorrete dal 1o febbraio 2001 e' riconosciuto
ai datori di lavoro un esonero dal versamento dei contributi sociali
per assegni per il nucleo familiare dovuti dai medesimi alla predetta
gestione pari a 0,8 punti percentuali.
2. In via aggiuntiva rispetto a quanto riconosciuto in
applicazione del comma 1, nei confronti dei datori di lavoro operanti
nei settori per i quali l'aliquota contributiva per assegni per il
nucleo familiare e' dovuta in misura inferiore a 0,8 punti
percentuali, e' riconosciuto un ulteriore esonero nella misura di 0,4
punti percentuali a valere sui versamenti di altri contributi sociali
dovuti dai medesimi datori di lavoro alla gestione di cui al medesimo
comma 1, prioritariamente considerando i contributi per maternita' e
per disoccupazione. In ogni caso il complessivo esonero non puo'
superare la misura di 0,8 punti percentuali.
3. All'articolo 3, comma 9, della legge 23 dicembre 1998, n. 448,