Source: https://it.vlex.com/vid/direttiva-24-giugno-2019-811321645
Timestamp: 2020-07-12 03:48:05+00:00
Document Index: 105020456

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 57', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 9', 'art. 39', 'art. 9', 'art. 39', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 38', 'art. 5']

DIRETTIVA 24 giugno 2019 - Chiarimenti e linee guida in materia di collocamento obbligatorio delle categorie protette. Articoli 35 e 39 e seguenti del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 - Legge 12 marzo 1999, n. 68 - Legge 23 novembre 1998, n. 407 - Legge 11 marzo 2011, n. 25. (Direttiva n. 1/2019). (19A05574) - 11 Settembre 2019 - Gazzetta Ufficiale - Legislazione - VLEX 811321645
Sezione seconda: legge 23 novembre 1998, n. 407. Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalita' organizzata;
Sezione terza: le categorie protette equiparate alle vittime del terrorismo e della criminalita' organizzata dell'art. 1, comma 2 della legge 23 novembre 1998, n. 407. Le predette tre sezioni sono precedute dal richiamo di disposizioni normative di carattere trasversale nonche' da necessari chiarimenti preliminari. Si evidenzia che la legge n. 68/1999 si applica sia al lavoro privato, sia al lavoro pubblico. Nel contesto della presente direttiva e' stato seguito il criterio di richiamare gli orientamenti interpretativi elaborati per il settore privato laddove compatibili con il settore pubblico, in assenza di una diversa e specifica disciplina per le pubbliche amministrazioni. La presente direttiva, tuttavia, fornisce indicazioni solo per quanto riguarda il datore di lavoro pubblico e, conseguentemente, le amministrazioni pubbliche applicheranno la disciplina normativa in materia tenendo conto delle presenti linee di indirizzo. Rimangono salve le disposizioni speciali vigenti per il personale delle istituzioni scolastiche ed educative statali e delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica nonche' del personale in regime di diritto pubblico di cui all'art. 3 del decreto legislativo n. 165/2001. In relazione agli indirizzi di cui alla presente direttiva si considerano superati, ove non espressamente riportati, i contenuti della Circolare del 14 novembre 2003, n. 2. Disposizioni generali 1. Ruolo del Comitato unico di garanzia per le pari opportunita', la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni. Si ricorda che a seguito delle modifiche normative apportate dalla legge n. 183/2010, all'art. 57, comma 01, del decreto legislativo n. 165/2001, le amministrazioni istituiscono il «Comitato unico di garanzia per le pari opportunita', la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni», che sostituisce, unificando le competenze in un solo organismo, i comitati per le pari opportunita' ed i comitati paritetici sul fenomeno del mobbing, costituiti in applicazione della contrattazione collettiva, dei quali assume tutte le funzioni previste dalla legge, dai contratti collettivi relativi al personale delle amministrazioni pubbliche o da altre disposizioni. Il Comitato contribuisce all'ottimizzazione della produttivita' del lavoro pubblico, migliorando l'efficienza delle prestazioni collegata alla garanzia di un ambiente di lavoro caratterizzato dal rispetto dei principi di pari opportunita', di benessere organizzativo e dal contrasto di qualsiasi forma di discriminazione e di violenza morale o psichica per i lavoratori. La mancata costituzione del Comitato unico di garanzia comporta responsabilita' dei dirigenti incaricati della gestione del personale, da valutare anche al fine del raggiungimento degli obiettivi. 2. Misure di sostegno alle categorie protette. L'art. 39-quater del decreto legislativo n. 165/2001 detta una nuova disciplina in materia di «Monitoraggio sull'applicazione della legge 12 marzo 1999, n. 68». Con nota protocollo n. 7571 del 10 luglio 2018 il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l'Agenzia nazionale politiche attive del lavoro hanno fornito chiarimenti per la corretta ed omogenea attuazione della predetta disciplina, richiamando le amministrazioni pubbliche destinatarie degli obblighi di cui agli articoli 3 e 18 della legge n. 68/1999 all'invio, ai sensi dell'art. 39-quater, comma 1, decreto legislativo n. 165/2001, del prospetto informativo di cui all'art. 9, comma 6 della legge n. 68/1999. Nella medesima nota sono stati chiariti gli effetti della mancata osservanza delle disposizioni contenute nell'art. 39-quater o del mancato rispetto dei tempi concordati ai fini della copertura delle quote d'obbligo. E' in corso di adozione, anche in ragione delle nuove disposizioni sopra richiamate, il nuovo decreto interministeriale, previsto dall'art. 9, comma 6 della citata legge n. 68/1999, per la definizione del modulo per l'invio del prospetto informativo, nonche' per la definizione della periodicita' e delle modalita' di trasferimento dei dati. In esito alla compilazione dei prospetti informativi e del modello di comunicazione, il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri ed il Ministero del lavoro e delle politiche sociali provvederanno ad attivare monitoraggi annuali sull'adempimento degli obblighi previsti dalla legge n. 68/1999. 3. Responsabile dei processi di inserimento delle persone con disabilita'. L'art. 39-ter del decreto legislativo n. 165/2001, introduce la figura del responsabile dei processi di inserimento delle persone con disabilita'. In base al disposto normativo, le amministrazioni pubbliche con piu' di duecento dipendenti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, hanno l'obbligo di nominare il predetto responsabile, al fine di garantire un'efficace integrazione nell'ambiente di lavoro delle persone con disabilita'. L'obbligo per le predette amministrazioni tiene conto dell'esigenza di garantire misure adeguate in contesti organizzativi di maggiore dimensione. Resta fermo che le amministrazioni pubbliche con meno di duecento dipendenti possono comunque procedere alla nomina del predetto responsabile. Il responsabile dei processi di inserimento, collaborando con le strutture organizzative competenti sulle rispettive materie e ferme restando le relative attribuzioni, svolge, con poteri di impulso e verifica, le seguenti funzioni: a) cura i rapporti con il centro per l'impiego territorialmente competente per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilita', nonche' con i servizi territoriali per l'inserimento mirato;
IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Alle amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 Premessa Dalla complessita' delle disposizioni normative in materia di collocamento obbligatorio presso le amministrazioni pubbliche emerge, anche in ragione delle richieste che provengono dalle amministrazioni pubbliche e dalle associazioni di categoria, l'opportunita' di dettare indirizzi applicativi e linee guida per una corretta ed omogenea applicazione della normativa di riferimento. La presente direttiva, che gia' tiene conto degli orientamenti interpretativi definiti, ai sensi dell'art. 9, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le regioni e le province autonome, e gli enti locali, con Accordi del 21 dicembre 2017 e del 24 gennaio 2018, e' stata oggetto di condivisione, anche in sede di apposite riunioni, con il Ministro per la famiglia e le disabilita', con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Ministero della difesa, il Ministero dell'interno, il Ministero dell'economia e delle finanze, il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, il Ministero della salute, con l'ANPAL, l'INL, l'INPS, preventivamente inviata alla Consulta nazionale per l'integrazione nell'ambiente di lavoro delle persone con disabilita' ed alle principali associazioni di categoria. E' stato, altresi', acquisito il parere favorevole della Conferenza unificata nella seduta del 20 giugno 2019. La finalita' perseguita dalle indicazioni che seguono e' quella di rendere piu' efficaci gli strumenti approntati dalla legge per i beneficiari del collocamento obbligatorio, in coerenza con: l'art. 3 della Costituzione che sancisce il principio di eguaglianza per cui tutti i cittadini hanno pari dignita' sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, imponendo alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta' e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese;
l'art. 4 della Costituzione, il quale sancisce il diritto al lavoro di tutti i cittadini e afferma che compito della Repubblica e' quello di promuovere le condizioni che questo diritto rendono effettivo, e anche in considerazione dei principi di diritto comunitario ed internazionale in materia, nonche' con l'art. 38 della Costituzione che prevede per gli inabili ed i minorati il diritto all'educazione e all'avviamento professionale;
la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilita', ratificata con legge 3 marzo 2009, n. 18, e la direttiva 2000/78/CE del Consiglio dell'Unione europea del 27 novembre 2000 sulla parita' di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro che, all'art. 5, cosi' recita: «Per garantire il rispetto del principio della parita' di trattamento dei disabili, sono previste soluzioni ragionevoli. Cio' significa che il datore di lavoro prende i provvedimenti appropriati, in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, per consentire ai disabili di accedere ad un lavoro, di svolgerlo o di avere una promozione o perche' possano ricevere una formazione, a meno che tali provvedimenti richiedano da parte del datore di lavoro un onere finanziario sproporzionato. Tale soluzione non e' sproporzionata allorche' l'onere e' compensato in modo sufficiente da misure esistenti nel quadro della politica dello Stato membro a favore dei disabili». Tale direttiva e'...