Source: http://divorzio.ch/node/573
Timestamp: 2018-01-22 14:17:56+00:00
Document Index: 151311489

Matched Legal Cases: ['art. 285', 'art. 129', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

38c Art. 285 cpv. 1 CC | divorzio.ch
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RTiD II 2017
Estratto da Rivista ticinese di diritto I-2006, III. Diritto di famiglia
3. In secondo luogo l’appellante censura il fabbisogno in denaro del figlio, che il Segretario assessore ha fissato in base alle raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo, cui questa Camera si ispira da un ventennio per prassi costante. Egli afferma che il reddito cui si rapportano le citate raccomandazioni si situa tra i fr. 7000.– e i fr. 7500.– mensili, quando nella fattispecie il guadagno delle parti rimane di un buon 15% sotto tale fascia. Nel fabbisogno in denaro del figlio andrebbero ridotte così a fr. 300.– le voci relative al vitto e al vestiario, come andrebbe diminuita a fr. 250.– mensili (fr. 300.– mensili dopo i 6 anni) quella relativa agli «altri costi» e a fr. 326.– mensili la spesa per l’alloggio (un terzo della locazione effettiva pagata dalla madre affidataria).
a) La tabella correlata alle note raccomandazioni dell’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo prevedeva (nell’edizione 2003 applicata dal Segretario assessore), trattandosi di un figlio unico, il seguente fabbisogno medio in denaro:
Fino ai 6 anni Dal 6° al 12° anno
fr. 310.–
fr. 505.–
fr. 620.–
cura e educazione
fr. 1910.–
fr. 1820.–
Rispetto alla tabella, il Segretario assessore ha modificato la posta per cura e educazione, ridotta da fr. 680.– mensili (rispettivamente fr. 435.–) a fr. 200.– mensili, pari al costo effettivo della baby-sitter che nella fattispecie si occupa del figlio mentre l’istante è al lavoro. Egli ha stabilito quindi il fabbisogno in denaro di M. in fr. 1247.– mensili (fr. 1430.– meno l’assegno familiare di fr. 183.–) fino ai 6 anni e in fr. 1402.– mensili (fr. 1585.– meno l’assegno familiare) dai 6 anni in poi.
b) L’appellante assevera – come detto – che i citati fabbisogni in denaro vanno moderati in funzione dei minori introiti conseguiti dalle parti rispetto a quelli cui si riferiscono le note raccomandazioni. In realtà l’edizione 2000 delle raccomandazioni (cui si ricollega la tabella aggiornata al 2003) non è più commisurata a quello che poteva ritenersi il reddito «medio» conseguito nel Canton Zurigo. Tale era ancora il caso delle raccomandazioni apparse nel gennaio del 1984, le quali si richiamavano esplicitamente a entrate coniugali comprese tra fr. 3200.– e fr. 4400.– mensili (pag. 8 in alto). Già l’edizione del gennaio 1988 aveva abbandonato però quei limiti di valore, rilevando che il fabbisogno medio in denaro dei figli si rapportava al costo di economie domestiche «piuttosto modeste», al tenore di vita di lavoratori con classi di reddito inferiori, come impiegati e funzionari senza mansioni dirigenti (pag. 6 a metà). Nell’esempio numerico in calce a tali raccomandazioni il reddito dei coniugi assommava, indicativamente, a fr. 5400.– mensili (pag. 11). A quel tempo le raccomandazioni erano ancora commisurate, in ogni modo, al costo della vita nel Canton Zurigo, sicché questa Camera riduceva dal 5 al 10% i valori tabellari – dandosi il caso – per tenere calcolo dei minori oneri nel Ticino (Breitschmid in: Basler Kommentar, ZGB I, 2ª edizione, n. 7 ad art. 285).
c) Le raccomandazioni diramate dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo nel gennaio del 2000 sono calibrate ormai al costo delle economie domestiche su scala nazionale, per di più in base a valori statisticamente medio-bassi, nel senso che tre quarti delle economie domestiche dispongono a livello svizzero di un reddito coniugale superiore a quello su cui si fondano le raccomandazioni (Empfehlungen zur Bemessung von Unterhaltsbeiträgen für Kinder, Zurigo 2000, pag. 10 in basso).
I fabbisogni riportati corrispondono, dunque, a quelli di ragazzi appartenenti a famiglie di ceto relativamente umile (op. cit., pag. 11 in alto). Diminuzioni per rapporto alle cifre indicate nella tabella sono possibili, ma devono giustificarsi alla luce delle circostanze concrete (ad esempio perché il ragazzo fruisce di vitto e alloggio a condizioni particolarmente favorevoli: op. cit., pag. 12 lett. C). Il fabbisogno in denaro del figlio non si decurta nemmeno ove i genitori non siano economicamente in grado di assicurarlo: in tale ipotesi ci si limita ad accertare in che misura tale fabbisogno rimanga scoperto (op. cit., pag. 16 nel mezzo; analogo criterio prevede, del resto, l’art. 129 cpv. 3 CC per quel che è della rendita al coniuge divorziato).
d) I principi testé riassunti sono già stati esposti dalla Camera anni addietro (sentenza inc. 11.2000.12 del 18 dicembre 2001, consid. 10b e 10c), sono stati ripetuti ancora in seguito (sentenza inc. 11.2002.60 del 9 settembre 2002, parzialmente ripresa nel Bollettino dell’Ordine degli avvocati n. 24, pag. 11 in alto; sentenza inc. 11.2000.5 del 23 gennaio 2003, consid. 11b pubblicato in: RtiD II-2004 pag. 567) e sono stati riepilogati in opere recenti (Epiney-Colombo, Prime esperienze nel nuovo diritto del divorzio, Lugano 2002, pag. 13 in alto). In una sentenza dell’11 novembre 2003 evocata dall’appellante (riprodotta in: FamPra.ch 2004 pag. 377) il Tribunale federale reputa, per vero, che le raccomandazioni dell’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo si riferiscano a una fascia «media» di reddito coniugale stimata tra i fr. 7000.– e i fr. 7500.– mensili (consid. 3.3, pag. 381). A parte il fatto però che quella sentenza sembra richiamarsi alle vecchie raccomandazioni del 1988 (con tabella aggiornata al 1996: RDT 51/1996 pag. 33) e che non è chiaro quale sia l’origine del dato sui redditi di riferimento, ciò non basta a giustificare tagli lineari nel fabbisogno in denaro di un figlio. A tal fine occorre rendere verosimile sulla scorta di dati oggettivi – come detto – in che misura vada ridimensionato il costo del vitto (ad esempio perché il figlio approfitti di economie di scala, ricevendo i pasti in comunioni domestiche «allargate», come quelle di talune regioni agricole, o nella cucina di un esercizio pubblico gestito dai genitori) o in che misura il costo dell’alloggio vada rettificato sulla scorta di quanto paga effettivamente l’affidatario (un terzo, trattandosi del primo figlio: Empfehlungen zur Bemessung von Unterhaltsbeiträgen für Kinder, op. cit., pag. 13 in alto). Il fabbisogno in denaro del minorenne, in altri termini, va individualizzato fondandosi su elementi concreti, non su considerazioni generiche.
e) Nella fattispecie l’interessato pretende di ridurre del 20% le voci del fabbisogno in denaro che riguardano il vitto e il vestiario di M. La sua unica motivazione si àncora tuttavia al minor reddito conseguito dai genitori rispetto a quello cui si riferirebbero le raccomandazioni del Canton Zurigo. Ora, a prescindere dalla circostanza che in concreto il reddito dell’appellante risulta artificialmente basso poiché egli nulla riceve per i lavori di portineria svolti nel palazzo in cui abita, compensati con la gratuità dell’appartamento (il cui valore è di fr. 800.– mensili: verbale del 15 gennaio 2004, pag. 2 in basso), e per tacere del fatto che mal si comprende come mai un minor reddito del 15% giustificherebbe un minor costo del 20% per quanto riguarda il vitto e il vestiario del figlio, già si è visto che dal 2000 il criterio del reddito di riferimento nell’applicazione della tabella è un parametro superato. La tesi dell’appellante cade dunque nel vuoto.
Per quel che attiene al costo dell’alloggio nel fabbisogno del figlio, è vero che un terzo della locazione effettiva pagata dalla madre affidataria corrisponderebbe a fr. 326.– mensili, sicché il valore medio di fr. 345.– mensili previsto dalla tabella (sopra, consid. a) andava rettificato di conseguenza. È anche vero però che dopo il 1° gennaio 2005 il Segretario assessore avrebbe dovuto rivalutare l’intero fabbisogno in denaro del figlio sulla base della più recente tabella elaborata dall’Ufficio della gioventù e dell’orientamento professionale del Canton Zurigo (in: www.ajb.zh.ch). Dal giugno del 2003 al dicembre del 2004 (19 mesi) il fabbisogno in denaro sarebbe stato inferiore perciò di fr. 19.– mensili, ma dal gennaio del 2005 sarebbe aumentato di fr. 15.– mensili per tutto il tempo successivo. In ultima analisi, quindi, la sentenza impugnata risulta ancora favorevole all’appellante.
Quanto agli «altri costi» di cui è postulata la riduzione a fr. 250.– mensili (fr. 300.– dopo i 6 anni del figlio), l’appellante mostra di non sapere – come lui stesso ammette – in che cosa essi consistano, credendo che riguardino solo il premio della cassa malati e l’acquisto di giocattoli. In realtà gli «altri costi» comprendono le spese per la cura del corpo e della salute, i trasporti pubblici, gli interventi dentari, lo sport, il consumo di elettricità, l’uso del telefono, i piccoli articoli casalinghi, l’eventuale assicurazione contro la responsabilità civile, i prodotti di pulizia, la cultura, la formazione professionale, il diporto, le vacanze e lo spillatico (Empfehlungen zur Bemessung von Unterhaltsbeiträgen für Kinder, op. cit., pag. 11 a metà). Le cifre previste nella tabella possono certo essere individualizzate, ma solo sulla base di indicazioni concrete relative al caso specifico e relative a una prognosi sufficientemente lunga. Ridurre massicciamente le previsioni della tabella sulla semplice base di vaghe asserzioni, come pretende di fare l’interessato, è fuori questione. Una volta ancora il ricorso è destinato perciò all’insuccesso.
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