Source: http://www.dossier.net/guida/forum/quesiti/094a.htm
Timestamp: 2017-10-20 17:56:34+00:00
Document Index: 11223984

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 5', 'art. 31', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 59']

Forum Ici - Risposte quesiti imposta comunale immobili - Pagina 094a
L' Ici per il box va pagata dai coniugi in misura paritaria
Quesito inviato da Fabrizio in data 23 giugno 2003.
Io e mia moglie possediamo ciascuno il 50% dell'appartamento nostra abitazione principale. Mia moglie è proprietaria inoltre del 100% del box di pertinenza che ha rendita catastae separata. Come calcorare le quote ICI?
Se il box rientra nella comunione legale dei beni, anche se acquistato separatamente da sua moglie durante il matrimonio, l'imposta dovuta per l'abitazione principale e per il box pertinenza va pagata da ciascun contitolare nella misura del 50%.
La semplice attribuzione della rendita catastale non richiede la dichiarazione Ici
Quesito inviato da Francesco in data 23 giugno 2003.
Nel febbraio 2003 ho ricevuto una comunicazione dell' Agenzia del territorio con la quale mi viene rivalutata la rendita di un immobile in seguito ad accertamrnto. Ai fini del calcolo dell'acconto devo tenerne conto? devo fare la dichiarazione ICI?
Se la rendita rivalutata risulta agli atti alla data del 1° gennaio 2003, deve tenerne conto per il calcolo dell'imposta relativa alla prima rata di giugno. Secondo le istruzioni ministeriali per la compilazione della dichiarazione Ici, non vanno dichiarati i fabbricati per i quali l'unica variazione è rappresentata dall'attribuzione o dal cambiamento della rendita catastale che non dipende da modificazioni strutturali.
Terreno non edificabile per mancanza di opere di urbanizzazione
Quesito inviato da Ivan in data 23 giugno 2003.
Possiedo un terreno edificabile acquistato dal comune attraverso una procedura agevolata regolamentata da un bando. A causa della mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione da parte del Comune (nel costo del terreno erano però previste e anticipate dall'acquirente a termini di bando di assegnazione delle aree), non ho potuto costruire la casa. Ho sempre pagato l'ICI calcolandola sul valore indicato nel contratto di acquisto, in quanto si tratta di un'area assegnata e non disponibile commercialemte per 20 anni (che ancora non sono trascorsi). Praticamente io ne sono proprietario ma non posso venderla. Posso solo restituirla al Comune che, a sua volta, può riassegnarla ad altro richiedente, al costo indicato nel bando. Il Comune mi chiede, oggi, con una procedura di accertamento, la differenza tra il valore di mercato e quello stabilito dal comune stesso al momento dell'acquisto e del vincolo imposto. E' corretta la richiesta del Comune?
Sotto il profilo procedurale, il comportamento del Comune è corretto.
Al riguardo giova però ricordare che per esplicita previsione (art. 11, comma 2-bis, del D.Lgs. 504/92), gli avvisi di accertamento devono essere motivati in relazione ai presupposti di fatto e alle ragioni giuridiche che li hanno determinati. Se la motivazione fa riferimento a un altro atto non conosciuto né ricevuto dal contribuente, l'atto sconosciuto va allegato all'atto impositivo, salvo che quest'ultimo non ne riproduca il contenuto essenziale.
Nel caso di specie, inoltre, va rilevato che la particolare situazione in cui è venuto a trovarsi il terreno edificabile influenza senz'altro la quantificazione della base imponibile.
Contro l'avviso di accertamento, lei può presentare ricorso alla Commissione tributaria provinciale, allegando possibilmente una relazione di stima dell'area da parte di esperto, entro il termine perentorio di 60 giorni dalla data di notifica dell'atto. In alternativa, può presentare domanda di accertamento con adesione (cosiddetto "concordato") all'ufficio Ici che ha emesso l'atto impositivo, sempreché il Comune impositore abbia introdotto tale istituto in materia di Ici. Con questa seconda soluzione, il termine per impugnare l'avviso di accertamento è sospeso per un periodo di 90 giorni a decorrere dalla data di presentazione della domamda di concordato, come pure viene sospeso per 90 giorni il termine per il pagamento dell'imposta accertata. Se non riesce a mettersi d'accordo con l'ufficio non perde la possibilità di ricorrere al giudice tributario.
In caso di ristrutturazione può essere prevista una riduzione dell'imposta
Quesito inviato da Monica in data 24 giugno 2003.
In caso di ristrutturazione di un immobile, l'Ici va pagata per intero oppure ridotta?
Nel caso prospettato può essere invocata l'applicazione del comma 6 dell'art. 5 del D.Lgs. 504/92, nella parte in cui sancisce che in caso "di interventi di recupero a norma dell'art. 31, comma 1, lettere c), d) ed e) della legge 5 agosto 1978 n. 457, la base imponibile è costituita dal valore dell'area".
Occorre inoltre rimarcare che il Comune può "disciplinare le caratteristiche di fatiscenza sopravvenuta del fabbricato, non superabile con interventi di manutenzione, agli effetti dell'applicazione della riduzione alla metà dell'imposta prevista nell'art. 8, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n.504, come sostituito dall'art. 3, comma 55, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 59, comma 1, lettera h, del D.Lgs. 446/97).
Per quanto premesso, le unità immobiliari oggetto di lavori di "ristrutturazione" potrebbero fruire della riduzione d'imposta del 50% prevista per i fabbricati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono queste condizioni.
Quesito inviato da Max Gabrielli in data 24 giugno 2003.
Ho acquistato una casa nel '99 pagando regolarmente l' Ici, ma non ho presentato la dichiarazione.
Cosa devo fare e quali sono le conseguenze?
Risposta inviata da Redazione dossier.net in data 26 giugno 2003.
Può presentare adesso la dichiarazione Ici. La tardiva presentazione non fa scattare la violazione di omessa presentazione, né l'accertamento d'ufficio.