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Timestamp: 2020-01-21 17:33:02+00:00
Document Index: 151418182

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 167', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 98', 'art. 42']

Numero 40 25 ottobre 2017
AGEVOLAZIONI FISCALI RICONOSCIUTE AI CONDOMINI
Accertamento, Iva e professionisti
Terzo Settore: nuovi regimi contabili forfetari
Con la pubblicazione del D.Lgs. 3.7.2017, n. 117 nel S.O. n. 43 alla G.U. n.179 del 2.8.2017, divengono finalmente definitive le previsioni riguardanti il nuovo Codice del Terzo Settore , in applicazione di quanto disposto dall’ art. 1, co. 2, lett. b), L. 6.6.2016, n. 106 [CFF6281] . Sebbene il decreto sia generalmente entrato in vigore il 3.8.2017 (giorno successivo alla sua pubblicazione nella G.U. ), molte disposizioni dello stesso produrranno la loro efficacia solo dopo che il previsto Registro Unico nazionale del Terzo Settore (RUNTS) avrà raggiunto la sua piena operatività e sarà intervenuta la necessaria autorizzazione da parte degli organi comunitari . Tra queste vi sono le previsioni contenute negli artt. 80 e 86, D.Lgs. 117/2017 che disciplinano i nuovi e particolari regimi forfetari applicabili ai nuovi Enti del Terzo Settore (ETS). In attesa che tali regimi esplichino la loro efficacia , nell’obiettivo di «preparare» gli operatori del settore a quella che si profila essere una vera e propria «rivoluzione», vediamo a chi si rivolgono e quali caratteristiche presentano.
Cartelle di pagamento e avvisi notificati via Pec
Con riferimento esclusivamente alle persone fisiche e ai soggetti diversi dalle persone fisiche (come fondazioni, condomini, associazioni, enti non commerciali) che non sono obbligati per legge a dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata ( Pec ), l’Agenzia delle Entrate, con il Provv. prot. n. 120768 del 28 giugno scorso, descrive le modalità di comunicazione , attraverso i propri servizi telematici , dei dati relativi all’ indirizzo di posta elettronica certificata presso cui ricevere la notifica degli atti della stessa Agenzia e dell’ Agente della riscossione . La modalità di notifica tramite Pec si applica alle notificazioni degli avvisi , delle cartelle di pagamento e degli atti della procedura di riscossione coattiva mediante ruolo effettuate a decorrere dall’ 1.7.2017 . Tale modalità di notifica costituisce prova legale dell’avvenuta ricezione del messaggio da parte del destinatario e del momento di ricevimento.
Il fondo patrimoniale è un istituto contemplato dagli art. 167 e seguenti c.c., introdotto con la riforma del diritto di famiglia negli anni ‘70, che permette di creare un vincolo di destinazione su un determinato patrimonio al fine di soddisfare i bisogni della famiglia . Il vincolo segregativo consente di ottenere un effetto protettivo del patrimonio , che potrà essere aggredito da terzi solo in relazione ad obbligazioni contratte per soddisfare i bisogni della famiglia e non anche per obbligazioni estranee . Il fondo è ammesso solo in presenza di un vincolo di matrimonio o un’ unione civile tra persone dello stesso sesso ex L. 20.5.2016, n. 76. La fiscalità diretta del fondo è disciplinata dall’art. 4, co. 1, lett. b), D.P.R. 22.12.1986, n. 917 [CFF5104] . In relazione alla fiscalità indiretta , invece, il fondo è trattato come gli altri vincoli di destinazione .
Bonus alberghi e super ammortamento
In generale, il credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive , ex art. 10, D.L. 31.5.2014, n. 83, conv. con modif. dalla L. 29.7.2014, n. 106 [CFF8471c] , è alternativo e non è cumulabile , in merito agli stessi investimenti, con altre misure di favore di natura tributaria. Tuttavia, tale beneficio risulta cumulabile, anche con riferimento alle medesime voci di spesa, con la maggiorazione del 40% del costo di acquisizione degli investimenti in beni materiali strumentali nuovi di cui all’art. 1, co. 91 – 94, L. 28.12.2015, n. 208 [CFF6277] , con buona pace del divieto di cumulo riconosciuto dall’art. 3, co. 3, D.M. 7.5.2015. Ad affermarlo, chiarendo il dubbio sollevato da più parti, è la R.M. 15.9.2017, n. 118/E , di recente emanazione, dal momento che le finalità perseguite dal bonus alberghi sono molto differenti rispetto a quelle che si prefigge il beneficio del super ammortamento .
Con il presente intervento ci si sofferma sulla nuova possibilità concessa dal Legislatore di potere ora trasformare l’ associazione senza fine di lucro in società di capitali , in particolare a seguito di quanto adesso stabilito dal D.Lgs. 3.7.2017, n. 117 (cd. Codice del Terzo Settore). Ancor prima che entrasse in vigore la Riforma degli enti del Terzo Settore , già in giurisprudenza veniva ammessa tale circostanza, proprio di recente il Tribunale di Bologna, con la Sentenza 16.6.2017, n. 1109 ha legittimato la trasformazione da associazione non riconosciuta in società di capitali . Mentre adesso il D.Lgs. 117/2017, pubblicato nella G.U. 2.8.2017, n. 179 ha regolato la questione tramite il proprio art. 98 che ha introdotto nel Codice civile il nuovo art. 42-bis che, così, adesso disciplina più compiutamente le operazioni di trasformazione , fusione e scissione concernenti i soggetti facenti parte del cd. Terzo Settore (Ets).
Irap su sindaci o amministratori sottoposta a precisi vincoli
Il requisito dell’ autonoma organizzazione , che costituisce presupposto per l’assoggettamento ad Irap , ricorre quando il contribuente sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’ organizzazione , e impieghi beni strumentali eccedenti , secondo l’ id quod plerumque accidit , il minimo indispensabile per l’esercizio dell’ attività , oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui . L’ultimo pronunciamento della Corte di Cassazione in materia di Irap nei confronti dei commercialisti , che svolgono l’attività di sindaco o amministratore , ci offre l'occasione per fare il punto giurisprudenziale sul filone aperto, fissando un principio: l’ esonero dall’ Irap si ha solo quando il professionista riesce a dimostrare la separazione delle attività e la divisione dei compensi e non si sia avvalso di una autonoma organizzazione .
Pignoramento e cartella di pagamento
Di seguito quanto ha disposto la Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite in concomitanza della Sentenza 5.6.2017, n. 13913 . Si tratta di una questione molto dibattuta che ha alimentato non poco contenzioso in ordine al quale si sono delineati due orientamenti di pensiero contrapposti. Il primo è quello secondo cui l’ omessa notificazione dell’ atto presupposto da cui è scaturito l’ultimo atto ricevuto, legittima l’opposizione di quest’ultimo davanti al giudice tributario; un secondo orientamento, ritiene diversamente percorribile la strada del giudice ordinario ed in particolare quella del giudice dell’esecuzione. Nella pronuncia in commento le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, al fine di dirimere i molti dubbi interpretativi hanno dato adito alla prima soluzione, ritenendo che in materia di esecuzione forzata tributaria, l’opposizione agli atti esecutivi avente ad oggetto l’atto di pignoramento presso terzi che si ritiene viziato per omessa notificazione della cartella di pagamento stessa quale atto presupposto da cui l’ultimo atto è scaturito è ammissibile e va pertanto proposta davanti al giudice tributario anziché davanti al giudice ordinario in qualità di giudice dell’ esecuzione.
Responsabilità dei sindaci che non rilevano violazioni degli amministratori
La Corte di Cassazione, con la Sentenza 18.9.2017, n. 21566, afferma che è sufficiente a determinare la responsabilità dei sindaci l'evidenza che gli stessi non abbiano rilevato macroscopiche violazioni degli amministratori e non abbiano reagito dinnanzi ad atti di dubbia regolarità , non adempiendo l'incarico con diligenza , correttezza e buona fede . Questo poiché se i sindaci avessero segnalato dette violazioni all'assemblea dei soci o denunciato il tutto alle autorità competenti, il dissesto della società si sarebbe potuto prevenire o quantomeno contenere. I sindaci sono, quindi, chiamati a vigilare in merito al fatto che la gestione sia improntata a criteri di ragionevolezza economica . Tale criterio, ovviamente, comporta responsabilità dei sindaci qualora gli amministratori compiano operazioni manifestamente imprudenti e prive di logiche economiche e l’organo di vigilanza ometta di formulare a riguardo i propri rilievi e attivare i propri poteri di reazione.