Source: http://iviniditalia.it/disciplinari/atina.html
Timestamp: 2018-05-27 09:33:30+00:00
Document Index: 47350393

Matched Legal Cases: ['art 1', 'art 3', 'art 1', 'art 1', 'art 7', 'art 1', 'art 1', 'art 5', 'art 1', 'art 1', 'art 1']

D.D. 26/APRILE/1999
La denominazione di origine controllata “Atina” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
Atina Cabernet riserva.
possono concorrere alla produzione di detto vino, fino ad un massimo del 20%, altri vitigni a bacca nera, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Frosinone.
Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc minimo 85%
possono concorrere alla produzione di detto vino, fino ad un massimo del 15%, altri vitigni a bacca nera, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Frosinone.
La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a DOC “Atina” ricade nella provincia di Frosinone e comprende i terreni vocati alla qualità di tutto o in parte il territorio amministrativo dei seguenti comuni:
Atina Gallinaro Belmonte Castello
Picinisco Sant’Elia Fiumerapido Alvito
Villa Latina San Donato Valcomino Vicalvi
Casalattico Casalvieri Settefrati
Dalla croce di Valanziera il limite si getta a valle della ex 509 ed inizia a seguire la curva di livello di 600 metri , nella regione pedemontana di San Donato Val di Comino, tirando
diritto verso il Colle Arceto fino al fosso Vagnaro; qui il limite segue per un tratto l’incisione, quindi piega versa il rio Malafede fino a raggiungere la località San Fedele.
Dalla località Borgo il limite esclude tutta l’area della piana a sud di Tiravento fino a reintercettare il rio Valle Mozza; quindi inizia a seguire l’alveo e dopo un breve tratto si dirige verso il rio Noceto allineandosi con esso fino al confine di Vicalvi.
Il limite passa quindi a monte del centro storico includendo tutta l’area de La Creta fino ad incontrare la via di accesso sud all’abitato, si estende a valle di essa includendo l’area di San
Sebastiano, quindi si allinea con la curva di livello dei 70 metri comprendendo tutto il territorio a monte di questa.
Le condizioni ambientali dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC “Atina” devono essere quelle normali della zona e atte a conferire alle uve e ai vini derivati le loro specifiche caratteristiche di qualità.
I vigneti devono trovarsi su terreni ritenuti idonei per la produzione della denominazione di cui si tratta e comunque situati ad un’altitudine compresa tra i 70 e i 600 metri s.l.m.
Sono da escludersi i terreni eccessivamente umidi o insufficientemente soleggiati e, in particolare quelli ubicati nelle zone alluvionali in corrispondenza dei fiumi Melfa e Mollarino e quelli ubicati in zone collinari superiori ai 600 metri s.l.m.
Per i nuovi impianti e reimpianti la densità dei ceppi per ettaro di vigneto in cotura specializzata non deve essere inferiore a:
3.400 ceppi/ettaro
E’ vietata ogni pratica di potatura.
Le produzioni massime di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata non devono essere superiori a:
Atina rosso 10,00 tonnellate/ettaro
Atina rosso riserva 10,00 tonnellate/ettaro
Atina Cabernet 8,00 tonnellate/ettaro
Atina Cabernet riserva 8,00 tonnellate/ettaro
Le uve destinate alla produzione dei vini a DOC “Atina” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
Atina rosso 11,50%
Atina rosso riserva 12,00%
Atina Cabernet 11,50%
Atina Cabernet riserva 12,00%
Le operazioni di vinificazione dei vini di cui all’art 1, ivi compreso l’invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate nell’ambito dei territori amministrativi dei comuni in cui ricade, in tutto o in parte, la zona di produzione delle uve di cui all’art 3.
Nelle operazioni di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti atte a conferire ai vini a DOC “Atina” le loro peculiari caratteristiche.
E’ consentito che le operazioni di vinificazione siano effettuate in cantine situate fuori della zona di produzione delle uve se producevano vini con uve della zona di produzione di cui all’art 1 prima dell’entrata in vigore del presente disciplinare di produzione.
Le deroghe come sopra previste sono concesse dal Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, sentita la regione Lazio e comunicate all’Ispettorato repressione frodi e alla competetene C.C.I.A.A.
E’ consentita la correzione dei mosti e dei vini di cui all’art 1 nei limiti stabiliti dalle norme comunitarie e nazionali, con mosti concentrati ottenuti da uve dei vigneti iscritti all’albo della stessa denominazione di origine controllata oppure con mosti concentrati e rettificati o a mezzo di concentrazione a freddo o altre tecnologie consentite.
Atina rosso/rosso riserva 70% 70,00 ettolitri/ettaro
Atina Cabernet/Cabernet riserva 70% 56,00 ettolitri/ettaro
Qualora la resa uva/vino superi i limiti sopra indicati ma non il 75%, anche se la produzione resta al di sotto del massimo consentito, l’eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata.
I seguenti vini devono essere sottoposti ad un periodo minimo di invecchiamento:
Atina rosso riserva due anni di cui almeno sei mesi in legno
Atina Cabernet riserva due anni di cui almeno sei mesi in legno
Ai sensi dell’art 7, comma 7 della legge n. 164 del 10/02/1992, per ciascuna superficie vitata, iscritta separatamente all’Albo dei vigneti della DOC “Atina” è consentita la scelta vendemmiale.
sapore: asciutto, armonico lievemente erbaceo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo;: 12,00% vol.;
Atina rosso riserva:
profumo: etereo, intenso, gradevolmente erbaceo;
sapore: asciutto, di corpo, vellutato, armonico;
Atina Cabernet riserva:
profumo: etereo, complesso, elegante, gradevolmente erbaceo;
Nella etichettatura, designazione e presentazione dei vini di cui all’art 1 è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, selezionato e similari.
Sono consentite le menzioni facoltative previste dalle norme comunitarie e nazionali, oltre alle menzioni tradizionali, cioè quelle del colore, della varietà della vite, del modo di elaborazione ed altre, purché pertinenti ai vini di cui all’art 1.
Il riferimento alle indicazioni geografiche o toponomastiche di unità amministrative, frazioni, aree, zone e località, dalle quali provengono le uve è consentito soltanto in conformità al disposto del decreto ministeriale 22/Aprile/1992.
Le menzioni facoltative esclusi i marchi e i nomi aziendali possono essere riportate nell’etichettatura soltanto in caratteri tipografici non più grandi o evidenti di quelli utilizzati per la denominazione di origine controllata del vino, salve le norme generali più restrittive.
La menzione “riserva” è consentita per le tipologie “rosso e Cabernet”, alle condizioni previste all’art 5 del presente disciplinare di produzione, purché le relative partite siano specificate nella dichiarazione del raccolto come destinate a “riserva”.
Nell’etichettatura dei vini, di cui all’art 1, l’indicazione dell’annata di produzione delle uve è obbligatoria.
I vini di cui all’art 1 possono essere immessi al consumo soltanto in recipienti di vetro aventi un volume nominale compreso tra 0,200 e 3,000 litri.
Qualora i vini di cui all’art 1 sono confezionati in bottiglie di contenuto nominale compreso tra 0,375 e 3,000 litri è obbligatorio l’uso del tappo di sughero raso bocca salvo che per le bottiglie fino a 0,375 litri per le quali è previsto l’uso del tappo a vite.