Source: http://www.rivistadelleimprese.it/diritto-societario/revisori-e-sindaci-brevi-riflessioni-sui-profili-di-responsabilita/
Timestamp: 2018-08-19 16:01:07+00:00
Document Index: 132330775

Matched Legal Cases: ['art. 2946', 'art. 2409', 'art. 15', 'art. 2941', 'sentenza ', 'art. 2393', 'art. 2949', 'art. 2407', 'art. 2343', 'sentenza ']

Revisori e sindaci. Brevi riflessioni sui profili di responsabilità. | Rivista delle Imprese e dei Mercati Internazionali
Revisori e sindaci. Brevi riflessioni sui profili di responsabilità.
I delicati aspetti attinenti le responsabilità, e le azioni che possono essere mosse nei confronti delle figure professionali di revisori e sindaci di società, sono stati recentemente affrontati dal Tribunale di Milano, che con Sentenza 14 marzo 2014 n. 3628 ha avuto occasione di fornire le proprie indicazioni in merito al calcolo dei termini di prescrizione legati all’esercizio di dette azioni di responsabilità.
E nell’applicazione di tale principio, trovandosi di fronte al caso in cui è paventata con azione contrattuale la responsabilità nei confronti del revisore per un bilancio “certificato” nel 2001 – l’ordinario termine prescrizionale applicabile è quello decennale ex art. 2946 c.c. – non è possibile, in applicazione della disciplina introdotta dalla riforma del diritto societario (DLgs. 6/2003) e recante il più breve termine quinquennale “decorrente dalla cessazione dell’incarico” (art. 2409-sexies c.c.), reputarsi maturata la prescrizione rispetto ad un’azione esercitata nel 2009.
Peraltro, per questa interpretazione fa propendere anche la disciplina introdotta dalla riforma del diritto societario, come modificata, e che prevede all’art. 15 comma 3 del DLgs. 39/2010, che il termine quinquennale di prescrizione dell’azione di risarcimento inizia a decorrere dalla data della relazione di revisione emessa – momento finale dell’attività oggetto dell’incarico al revisione e verso cui l’azione di responsabilità è rivolta.
Il Giudice si è dunque espresso in questi termini: “Deve innanzitutto reputarsi infondata in diritto la pretesa della convenuta (omissis) di invocare a proprio favore, rispetto alla azione contrattuale di responsabilità̀, il più̀ breve termine quinquennale di prescrizione (in luogo dell’ordinario termine decennale previsto ex 2946 cc) “decorrente dalla cessazione dell’incarico”, quale introdotto dal D.Lgs 6/03, dunque con applicazione retroattiva della nuova disciplina a vicende pregresse – alla luce del consolidato orientamento della S.C. secondo cui: “il principio della irretroattività̀ della legge comporta che la legge nuova non possa essere applicata, oltre che ai rapporti giuridici esauriti prima della sua entrata in vigore, a quelli sorti anteriormente ed ancora in vita, se in tal modo si disconoscano gli effetti già̀ verificatisi del fatto passato o si venga a togliere efficacia, in tutto o in parte, alle conseguenze attuali future dello stesso. Lo stesso principio comporta invece che la legge nuova possa essere applicata ai fatti, agli status e alle situazioni esistenti o sopravvenute alla data della sua entrata in vigore, ancorché̀ conseguenti ad un fatto passato, quando essi, ai fini della disciplina disposta dalla nuova legge, debbano essere presi in considerazione in se stessi, prescindendosi totalmente dal collegamento con il fatto che li ha generati, in modo che resti escluso che, attraverso tale applicazione, sia modificata la disciplina giuridica del fatto generatore” (SS.UU 2926/67; Cass 2433/2000, 14073/02, 18618/06)
Il Tribunale di Milano ha poi il merito di occuparsi anche di precisare come calcolare i termini di prescrizione per l’esercizio dell’azione sociale di responsabilità nei confronti dei sindaci e optano per la seguente soluzione: anche ai sindaci si applicherebbe la sospensione della decorrenza fino alla permanenza in carica, sancita per gli amministratori dall’art. 2941 n. 7 c.c. (soluzione contraria, tuttavia, da quanto stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione, in ultimo con sentenza n. 19051/2011).
La questione è, in ogni caso, ancora incerta in quanto la riforma del diritto societario non ha fatto alcuna luce sul punto e, da un lato, nell’art. 2393 comma 4 c.c., relativo agli amministratori, ha recepito sia il termine quinquennale di cui all’art. 2949 c.c., che il principio di sospensione fino alla permanenza in carica, e dall’altro, nell’art. 2407 comma 3 c.c. ha lasciato il rinvio all’art. 2343 c.c., ma nei soli limiti dell’applicazione dei principi di compatibilità.
Diritto Civile, Diritto Societario, Giurisprudenza di Merito 2433/2000, 2926/67, azione sociale di responsabilità, cassazione, responsabilità, responsabilità sindaci e revisori, rivista, sentenza 14 marzo 2014 n. 3628, sezioni unite, tribunale, tribunale di milano
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