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Timestamp: 2015-11-27 17:10:58+00:00
Document Index: 177777385

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 68', 'art. 440', 'art 10', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 37', 'sentenza ', 'art. 5']

News sul concorso | Il concorso a Cattedra
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Concorso cattedra 2015: 63.000 posti a bando
Pubblicato il 5 novembre 2015 da Redazione	Risposta	Sono attesi per fine mese i bandi del prossimo concorso a cattedra in cui verranno banditi circa 63.000 posti. A questi andranno ad aggiungersi 30mila posti destinati agli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento non ancora stabilizzati, per un totale di circa 93mila assunzioni per il triennio 2016/18.
Leggi anche: http://www.concorsoacattedra.it/nuovo-concorso-a-cattedra-20152016-in-arrivo-il-bando/
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Pubblicato il 30 ottobre 2015 da Redazione	Risposta	La recentissima emanazione del DM 27 ottobre n. 850 sulla valutazione dei docenti neo-assunti lascia non poche perplessità.
Sul periodo di prova / formazione dei docenti neoassunti con contratto a tempo indeterminato la legge n. 107 dice tre semplicissime cose (art. 1, c. 117):
la valutazione compete al dirigente scolastico;
il dirigente valuta sulla base dell’istruttoria del docente delegato alla funzione di tutor;
il dirigente valuta sentito il comitato per la valutazione.
Il successivo comma 118 prescrive l’emanazione di un decreto ministeriale che individui:
le modalità di valutazione del grado di raggiungimento degli stessi;
le attività formative;
i criteri per la valutazione del personale docente ed educativo
All’emanazione del decreto il Ministro ha provveduto il 27 ottobre, con la firma del DM n. 850: un testo dettagliato, di 12 ben pagine su 16 articoli (a fronte delle scarne disposizioni di legge).
La materia è sicuramente lievitata sotto la penna dell’estensore, che, per giunta, sembra averci messo qualcosa di suo.
Andiamo con ordine, soffermandoci anzitutto su due elementi del decreto che difficilmente si possono ricondurre alla legge:
l’anno di formazione esteso ai docenti che ottengono il passaggio di ruolo;
l’intervento degli ispettori nella valutazione dei neodocenti che ripetono l’anno di prova / formazione.
1) L’anno di formazione esteso ai docenti che ottengono il passaggio di ruolo
L’art. 2 del decreto elenca le categorie di personale docente tenuto al periodo di formazione e di prova: i docenti che si trovano al primo anno di servizio con incarico a tempo indeterminato; i docenti per i quali sia stata richiesta la proroga del periodo di formazione e prova o che non abbiano potuto completarlo negli anni precedenti; infine “i docenti per i quali sia stato disposto il passaggio di ruolo”.
Questa categoria di docenti non è menzionata nel testo della legge, né potrebbe esserlo: infatti, i docenti che ottengono il passaggio di ruolo non sono neodocenti in quanto sono già di ruolo. Nel passato, in casi analoghi, essi hanno sostenuto l’anno di prova ma non le procedure dell’anno di formazione. Lo dice l’art. 68 del CCNL ”Formazione in ingresso”, che esordisce “Per i docenti a tempo indeterminato di nuova assunzione l’anno di formazione trova realizzazione (…)”.
Il TU, art. 440, comma 6, afferma “Compiuto l’anno di formazione il personale docente consegue la conferma in ruolo (…)”: sappiamo invece che i docenti che ottengono il passaggio di ruolo sono già di ruolo!
Su questa linea si è mosso il Ministero nel passato. Una circolare fra le tante è la nota n. 196 del 3 febbraio 2006, la quale ribadisce che i docenti che “abbiano ottenuto il passaggio di ruolo o di cattedra di cui all’ art 10 commi 1 e 5 del CCNL 23 luglio 2003, non sono tenuti a frequentare l’anno di formazione”; e ancora chiarisce che “il periodo di prova va sempre effettuato quando vi sia stata l’assegnazione ad un ruolo diverso, mentre l’obbligo della formazione in ingresso è da configurarsi esclusivamente nei confronti dei docenti assunti in ruolo per la prima volta”.
2) Gli ispettori nella valutazione del servizio.
Le polemiche iniziali sulla legge della “buona scuola” puntavano il dito sui poteri del preside- sceriffo. Ora, giustamente, il ruolo dirigente è stato ricondotto alla dialettica del “rispetto delle competenze degli organi collegiali” (art. 1, comma 78 della legge n. 107).
Ma l’art. 14 del DM n. 850 introduce disposizioni che suscitano perplessità: anzitutto perché la legge n. 107 non fa menzione del ruolo degli ispettori nella valutazione dei neodocenti e, in secondo luogo, perché l’autonomia del capo d’istituto appare sminuita rispetto alla stessa funzione direttiva del 1974.
Dice infatti il DM che, nel caso di ripetizione dell’anno di formazione / prova a seguito di giudizio sfavorevole sul primo “è obbligatoriamente disposta una verifica, affidata ad un dirigente tecnico, per l’assunzione di ogni utile elemento di valutazione dell’idoneità del docente. La relazione rilasciata dal dirigente tecnico è parte integrante della documentazione che sarà esaminata in seconda istanza dal Comitato al termine del secondo periodo di prova.
E ancora afferma che “Nel caso del manifestarsi di gravi lacune di carattere culturale, metodologico-didattico e relazionale, il dirigente scolastico richiede prontamente apposita visita ispettiva”.
Nello stato giuridico del 1974, il direttore didattico /preside sentiva il parere del Comitato di valutazione al termine dell’anno di prova: e, nella sua responsabilità, emanava il motivato decreto di conferma in ruolo; oppure di rinvio dell’anno di prova; oppure di dispensa dal servizio.
Paradossalmente, in una legge che muove dal proposito di rafforzare il ruolo dirigente nella scuola:
- il docente valutato negativamente ha il diritto, ope legis, di ripetere l’anno di prova: non può quindi essere dispensato dal servizio neppure in presenza di evidenti incapacità o di gravi disturbi relazionali, ma occorre attendere che dia prova di sé per un secondo anno;
- durante l’anno successivo la verifica deve essere obbligatoriamente compiuta da un ispettore tecnico;
- nel caso in cui le stesse carenze si rivelassero anche nel secondo anno, presupposto necessario per il provvedimento di dispensa è la visita ispettiva.
Eppure, dice la legge “Il personale docente ed educativo in periodo di formazione e di prova è sottoposto a valutazione da parte del dirigente scolastico”.
C’è stato un evidente cambio di rotta, nel senso della messa sotto tutela i dirigenti scolastici. Ma, una domanda va posta, se cioè questa procedura sia coerente con il profilo giuridico della dirigenza scolastica delineato nel D. Lgs. n. 165 e ribadito nella stessa legge n. 107 (art. 1, comma 78). Oltrettuto bisogna anche chiedersi a quanto ammonta il superstite contingente assegnato a ciascuna delle Direzioni regionali…
Altre perplessità sono meno inquietanti, ma certamente sollevano interrogativi sull’eccesso di “creatività” (rispetto alla legge) in cui il decreto si è esercitato.
Due i punti di attenzione:
A) l’allargamento del concetto di “attività didattiche”;
B) l’eccesso di compiti a casa assegnati al neodocente
A) L’allargamento del concetto di “attività didattiche”.
Il comma 116 della legge recita: “Il superamento del periodo di formazione e di prova è subordinato allo svolgimento del servizio effettivamente prestato per almeno centottanta giorni, dei quali almeno centoventi per le attività didattiche”.
Ora, si sa che, a rigore, le attività didattiche sono le attività di insegnamento: in tutte le Regioni, esse hanno termine nella seconda settimana di giugno.
Il ritardo con cui sta partendo la Fase C delle immissioni in ruolo fa sorgere il dubbio che il periodo di prova non possa avere a disposizione i 180 giorni necessari e, all’interno di essi, il 120 giorni di attività didattiche. Ecco quindi che, nel loro novero, sono fatti rientrare sia i giorni effettivi di insegnamento sia i giorni impiegati “presso la sede di servizio per ogni altra attività preordinata al migliore svolgimento dell’azione didattica, ivi comprese quelle valutative, progettuali, formative e collegiali”: esami di Stato inclusi. E, almeno qui, è prevalso il buon senso.
B) l’eccesso di documentazione progettuale richiesta al neodocente.
Al neodocente è richiesto l’approntamento di una serie di adempimenti documentali, nel convincimento (forse) che la molteplicità delle relazioni richieste sia in relazione diretta con la bontà della formazione iniziale.
Leggiamo con ordine:
1) La programmazione annuale, di cui all’art. 4, comma 2,del DM.
2) Un primo “bilancio di competenze”, in forma di autovalutazione strutturata, alla luce delle prime attività didattiche svolte.
3) Il vero e proprio “bilancio di competenze”, predisposto entro il secondo mese dalla presa di servizio”, al fine di compiere “una analisi critica delle competenze possedute, di delineare i punti da potenziare e di elaborare un progetto di formazione in servizio coerente con la diagnosi compiuta”.
4) Un nuovo “bilancio di competenze” al termine del periodo di formazione e prova, con la supervisione del docente tutor: in esso registra “i progressi di professionalità, l’impatto delle azioni formative realizzate, gli sviluppi ulteriori da ipotizzare” (art. 5).
5) Il portfolio professionale (art. 11), in formato digitale, che dovrà contenere:
- uno spazio per la descrizione del proprio curriculum professionale;
- l’elaborazione di un bilancio di competenze, all’inizio del percorso formativo;
- la documentazione di fasi significative della progettazione didattica, delle attività didattiche svolte, delle azioni di verifica intraprese;
- la realizzazione di un bilancio conclusivo e la previsione di un piano di sviluppo professionale.
Tale portfolio, a fine anno, sarà consegnato preliminarmente al dirigente scolastico che lo trasmette al Comitato almeno cinque giorni prima della data fissata per il colloquio.
Nel frattempo, il neodocente dovrà seguire (art. 11) le attività formative organizzate in quattro fasi, per la durata complessiva di 50 ore (art. 6 sgg.):
− fase 1: incontri propedeutici e di restituzione finale (6 ore);
− fase 2: laboratori formativi (12 ore);
− fase 3: “peer to peer” e osservazione in classe da parte del tutor (12 ore);
− fase 4: formazione on-line (20 ore).
Ovviamente, oltre a queste attività di specifiche per l’anno di formazione, il neodocenti dovrà altresì seguire tutte le altre attività formative previste dal Piano annuale di aggiornamento deliberato dall’istituzione scolastica (legge n. 107/2015, art. 1, comma 124).
Una domanda viene spontanea: in quali tempi il neodocente si potrà occupare dei propri studenti, preparare le lezioni, individualizzare l’insegnamento, correggere i compiti?
I grandi assenti di questo decreto sembrano essere le persone: degli studenti, ma anche degli insegnanti.
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Pubblicato il 28 ottobre 2015 da admin	Risposta	Sembra ormai questione di giorni la presentazione del bando per il nuovo concorso a cattedra che prevederà l’assunzione di circa 90 mila docenti e il coinvolgimento di una platea che si stima intorno ai 130 mila candidati. Cerchiamo dunque di fare un po’ di chiarezza su quanto emerge dalla normativa.
Il numero dei posti messi a concorso doveva inizialmente essere di 60 mila, ma raggiungerà probabilmente quota 90 mila, poiché ad essi si sommeranno i posti delle Graduatorie a Esaurimento non assegnati con il piano straordinario della “Buona scuola”.
Il bando è atteso entro il primo dicembre, il concorso dovrebbe avere luogo in primavera e concludersi in tempo utile per effettuare le assunzioni entro il 1° settembre 2016.
Da quanto fin’ora trapelato, il concorso dovrebbe prevedere due procedure distinte: una per posto comune, con accesso tramite abilitazione, e l’altra per posto di sostegno, riservata a chi è in possesso della specializzazione in attività di sostegno didattico.
La legge 107/2015 stabilisce che le assunzioni avvengano sia sulle cattedre vacanti sia per i posti che rimarranno liberi durante il triennio. L’obiettivo del Miur, per usare le parole del Ministro dell’istruzione, università e ricerca Stefania Giannini, è quello di “ripristinare un ciclo naturale all’interno della scuola”. “ Le assunzioni di ruolo - sostiene infatti il Ministro - riequilibreranno la situazione inaccettabile che per ora vede insegnanti venire assunti a 50 anni, quando si tratta di un passaggio che dovrebbe avvenire a 25 anni”.
Come previsto dall’art. 1, comma 114 della legge 107/15, potranno accedere al concorso:
- i candidati abilitati all’insegnamento, ossia i docenti iscritti nel secondo gruppo delle graduatorie di circolo e di istituto, che abbiano ottenuto titolo abilitativo tramite percorsi di selezione pubblica;
- gli insegnanti non inclusi nelle graduatorie ad esaurimento (GaE) ma in possesso di titolo abilitante;
- i candidati che hanno conseguito l’abilitazione tramite TFA (Tirocini Formativi Attivi) o PAS (Percorsi Speciali Abilitanti);
- i laureati in Scienze della formazione primaria.
Ad essi si aggiungono i candidati in possesso del diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/02, come recentemente stabilito dal Consiglio di Stato.
Per quanto riguarda i posti di sostegno per la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, accedono al concorso gli aspiranti con pertinente titolo di specializzazione per il sostegno didattico di alunni disabili.
L’esperienza costituirà punteggio: chi ha maturato almeno 180 giorni di servizio presso le scuole statali di ogni ordine e grado (art. 1, comma 114, legge 107/2015) partirà avvantaggiato: i 180 giorni non sono un requisito per accedere al concorso, ma un titolo che sarà valutato al fine graduatoria finale.
Chi non può partecipare al concorso a cattedra 2015/16:
- i docenti di ruolo;
- i laureati (anche prima dell’a.a. 2001/02) che non abbiano conseguito l’abilitazione.
I contenuti delle prove
Secondo le dichiarazioni ufficiali, le prove saranno volte a valutare le reali capacità didattiche e formative dei candidati, basandosi sul presupposto che le conoscenze del docente siano già state verificate in sede di laurea e al momento dell’abilitazione. Il prossimo concorso, nella volontà del ministro Giannini, sarà incentrato sulla verifica delle competenze didattiche, metodologiche e delle conoscenze pedagogiche. Resta da vedere in che modo sarà possibile dimostrare tali competenze davanti ad una commissione e in assenza di una classe vera!
Sembra infatti ormai certo che la prova scritta si eseguirà al computer e avrà come oggetto la simulazione di una lezione; particolare rilevanza, anche in sede di colloquio orale sarà data alla conoscenza della lingua inglese.
C’è ancora incertezza sull’eventuale preselezione dei candidati. Dato il numero ridotto dei candidati per le cattedre della scuola secondaria è molto probabile che tutti i partecipanti accederanno direttamente alle prove concorsuali, senza dover sostenere alcuna prova preliminare. Diverso è invece il discorso per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria per le quali si prevede un più elevato numero di candidati e dunque potrebbe rendersi necessaria una prima scrematura per velocizzare le procedure concorsuali.
È attualmente in atto il tentativo di riformare le classi di concorso. Una bozza di riforma ha già ottenuto il parere della Conferenza unificata Stato-Regioni ma l’iter di approvazione è ancora lungo e sembra improbabile possa concludersi in tempo utile per il concorso 2015.
I contingenti verranno calcolati tenendo in considerazione le scelte dei dirigenti e degli Uffici Scolastici Regionali (USR) in merito alla fase C del piano straordinario di assunzioni: il numero di posti da riservare per ciascuna classe di concorso dovrebbe essere tarato su reali esigenze di programmazione.
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Comune di Napoli: il bando esplicato per 370 Maestre e Istruttori socio-educativi
Pubblicato il 24 novembre 2014 da admin	Risposta	Non sarà un vero e proprio concorso a cattedra quello indetto dal Comune di Napoli in intesa col Formez e la Commissione Interministeriale, ma siamo sicuri che attirerà candidati da tutto il sud Italia, creando comunque forte interesse nazionale.
Ecco perchè abbiamo deciso di spiegarvi il bando.
I posti a bando sono 370, divisi in 2 gruppi:
- 185 con procedura ordinaria, ovvero sottoposti a concorso dall’esterno, al quale potranno partecipare tutti i cittadini italiani e comunitari, o cittadini di Paesi terzi aventi i requisiti di legge. QUESTI POSTI DEVONO ANCORA ESSERE BANDITI!
Attualmente invece è stata bandita la cd. “procedura speciale riservata”, ovvero riservata a chi è già o è stato dipendente dipendente del Comune. I posti sono ulteriori :
- 185 unità di personale a tempo indeterminato, riservate a coloro che alla data del 30 ottobre 2013 hanno maturato, nei cinque anni precedenti a tale data, almeno tre anni di servizio (pari a n. 1095 giorni), anche non continuativi, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato alle dipendenze del Comune di Napoli,
Questi 185 posti riservati, verranno suddivisi in 2 categorie:
Categoria con Codice DSI/NA :
n.91 (novantuno) “Maestre” Categoria C posizione economica C1 (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, Comparto Regioni Autonomie Locali).
Categoria con Codice ISE/NA :
n.94 (novantaquattro) “Istruttori socio-educativi”, Categoria C posizione economica C1 (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, Comparto Regioni Autonomie Locali).
Per partecipare ai concorsi bisogna possedere uno (o più) dei seguenti titoli:
per i candidati al Codice DSI/NA – Maestra
A: Diploma di Laurea in Scienze della Formazione Primaria – Indirizzo Scuola dell’Infanzia
E: Diploma quadriennale di Istituto Magistrale conseguito dopo l’anno scolastico 2001/2002 o Diploma quinquennale di Liceo Socio-psico-pedagogico, unitamente all’Abilitazione all’insegnamento nella scuola dell’infanzia statale a seguito di concorso Statale o di corso abilitante.
per i Candidati al Codice ISE/NA – Istruttore socio-educativo
- Diploma di laurea nella classe delle lauree in Scienze dell’educazione o in Scienze della formazione ed equiparate ai sensi del D.M. 9.7.2009;
- sono altresì validi i corsi di laurea di secondo livello o di specializzazione in pedagogia, psicologia o discipline umanistiche ad indirizzo socio-psico-pedagogico; o diploma di maturità magistrale o di maturità rilasciato dal liceo socio-psico-pedagogico o di abilitazione all’insegnamento nelle scuole di grado preparatorio, o diploma di puericultrice (fino ad esaurimento del titolo) o maestra di scuola dell’infanzia (fino ad esaurimento del titolo) o vigilatrice d’infanzia (fino ad esaurimento del titolo).
La data di scadenza per la presentazione delle domande è il 12 Dicembre 2014, e va presentata esclusivamente via internet, tramite il sistema step-one, domanda di ammissione compilando l’apposito modulo elettronico disponibile sul sito http://ripam.formez.it.
Per la partecipazione a ciascun codice dovrà essere effettuato un versamento della quota di partecipazione di € 15,00 (quindici/00 euro)
Vediamo ora come è strutturato il concorso.
Per la procedura speciale sono previste 3 fasi di concorso, che prevedono 2 prove:
- una fase selettiva scritta, consistente in un’unica prova per la verifica delle conoscenze relative al profilo professionale per il quale si concorre, alle tecnologie informatiche e della comunicazione nonché ad una delle seguenti lingue dell’Unione Europea, inglese, francese, tedesco e spagnolo;
- una fase selettiva orale riservata a coloro che avranno superato la prova scritta, consistente in un colloquio, con apposite Commissioni d’esame che redigeranno una graduatoria sommando i punteggi conseguiti nelle prova scritta e nella prova orale, nonché i punteggi attribuiti ai titoli;
Cominciamo dalla valutazione dei titoli:
ad essa va conferito un valore complessivo massimo di 30 punti; sarà effettuata prima della prova orale sulla base delle dichiarazioni dei candidati acquisite on-line e sulle successive ed evnutali richieste di approfondimento della Commissione.
a) l’esperienza professionale maturata nel Comune di Napoli, eccedente quella necessaria per l’ammissione alla procedura, secondo il punteggio di cui al successivo comma;
b) il diploma di laurea, individuato all’art. 3 del presente bando per ciascun profilo professionale posto a concorso, ulteriore rispetto al titolo dichiarato per la partecipazione alla selezione, secondo i seguenti punteggi:
n. 5 punti se conseguita con votazione 110 e lode (o 100 e lode se espressa in centesimi)
n. 4 punti se conseguita con votazione da 100 a 110 (o da 90 a 100 se espressa in centesimi)
n. 3 punti se conseguita con votazione da 66 a 99 (o da 60 a 89 se espressa in centesimi)
La valutazione del servizio prestato di cui alla precedente lettera a), è effettuata sulla base della domanda compilata on-line, secondo il seguente criterio di calcolo:
n.0,25 punti per ogni mese di esperienza professionale maturata, anche in maniera non continuativa, alle dirette dipendenze del Comune di Napoli nel profilo specifico per il quale si concorre. A tal fine il candidato dovrà sommare tutti i giorni di servizio complessivamente prestati in base alle date espressamente indicate dai contratti stipulati, e riportare il totale di giorni così calcolato, nell’apposito modulo on line. In tale calcolo il candidato dovrà necessariamente escludere i tre anni complessivi di servizio (1095 giorni) necessari per partecipare alla selezione di cui al presente bando.
La prova selettiva scritta verrà espletata mediante la somministrazione di quesiti a risposta multipla afferenti i seguenti contenuti:
Per i candidati al codice DSI/NA:
Cultura generale, Costituzione della Repubblica Italiana, Disciplina del lavoro pubblico, Elementi di Sociologia, Elementi di Pedagogia e di Psicologia dell’età evolutiva, Legislazione Sociale e Scolastica, Elementi di Pronto Soccorso e Igiene. In tale sede, ai sensi dell’art. 37 del D.lgs 165/2001, sarà accertata la conoscenza dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse e di una lingua straniera a scelta tra inglese, francese, tedesco o spagnolo;
Per i candidati al codice ISE/NA:
Cultura Generale, Costituzione della Repubblica Italiana; Disciplina del lavoro pubblico, Elementi di Pronto Soccorso, Igiene, Puericultura, Psicopedagogia. In tale sede, ai sensidell’art. 37 del D.lgs 165/2001, sarà accertata la conoscenza dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse e di una lingua straniera a scelta tra inglese, francese, tedesco o spagnolo.
La prova selettiva orale consiste in un colloquio che verterà sulle materie della prova scritta direttamente riferite alle conoscenze specifiche richieste dal profilo professionale per il quale si concorre.
La prova avrà luogo a partire dal giorno successivo allo svolgimento della prova scritta, nel corso della quale saranno indicati ai candidati gli altri dettagli sulle modalità di convocazione, ordine di presentazione, sede e orari di svolgimento dei colloqui.
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Pubblicato il 20 novembre 2014 da admin	1	Al via i corsi di specializzazione in attività di sostegno didattico per l’anno 2014/2015. Per la prima volta potranno concorrere per uno del 6.602 posti disponibili anche i candidati in possesso del diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02, dichiarato abilitante da una sentenza del consiglio di Stato ( DPR pubblicato sulla GU del 15 maggio 2014). Le prove di selezione vengono elaborate da ciascun ateneo sulla base di un programma ministeriale (allegato C al dm del 30 settembre 2011).
Il programma d’esame è molto vasto ed i temi complessi ed articolati: cosa studiare allora per prepararsi alle selezioni? Da dove partire?
La cosa migliore è partire dalle prove ufficiali dello scorso anno. Sono reperibili on-line le prove di diversi atenei.
Ricordiamo che lo scorso anno diversi atenei hanno tratto integralmente le prove selettive dai volumi Edises in commercio.
http://www.orizzontescuola.it/news/test-ingresso-specializzazione-sostegno-copiati-testo-delledises-commercio
http://www.tecnicadellascuola.it/item/1762-test-sostegno-messina-come-palermo.html
http://www.orizzontescuola.it/news/test-ingresso-specializzazione-sostegno-piattaforma-edises-orizzontescuola-linea-test-universit
http://www.orizzontescuola.it/news/lettera-specializzazione-sostegno-palermo-sia-infanzia-che-primaria-test-gi-presenti-testo-edis
http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=52776&action=view
http://www.tecnicadellascuola.it/item/1714-specializzazione-sul-sostegno-a-palermo-i-test-erano-gia-noti.html
Esercitati con noi!
A disposizione di tutti i candidati ai corsi di specializzazione del Sostegno didattico il Software di Simulazione Edises mediante cui esercitarsi in vista della preselezione
Accedi al Simulatore – Sostegno didattico
Pubblicato in News sul concorso, Simulazione della prova preselettiva	| Contrassegnato con 2015, simulazione collettiva, tfa sostegno	| 1 Risposta
Concorso a cattedra: numeri di ammessi alla prova scritta per classe di concorso. Tutte le regioni.
Pubblicato il 10 gennaio 2013 da concorsoacattedra.it	Risposta	Pubblicato sul sito OrizzonteScuola.it il file contenente i numeri dei candidati ammessi alla prova scritta del concorso, suddivisi per singola classe di concorso.
Per andare all’articolo con il file clicca qui.
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Pubblicato il calendario delle prove scritte.
Pubblicato il 10 gennaio 2013 da concorsoacattedra.it	Risposta	Pubblicato il calendario delle prove scritte. Si inizia l’11 febbraio con la scuola dell’infanzia per terminare il 21. Continua a leggere →
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Calendario delle prove e pubblicazione dei quesiti
Pubblicato il 27 novembre 2012 da concorsoacattedra.it	Risposta	A partire dalle ore 20.00 di oggi sarà disponibile sul sito del Ministero e sui siti degli Uffici Scolastici Regionali, l’elenco delle sedi, delle sessioni e dei candidati alla prova preselettiva divisi per regione.
Sempre a partire dalle ore 20.00 di oggi, inoltre, i candidati potranno prendere visione dell’archivio da cui saranno estratti i quesiti di cui al comma 2 dell’art. 5 del bando di concorso attraverso una procedura che permetterà nello stesso tempo anche di familiarizzare con le modalità con le quali si svolgerà la prova preselettiva. Il simulatore infatti riproduce, in 70 blocchi da 50 quesiti ognuno, le stesse modalità di funzionamento del software che sarà utilizzato nelle aule informatizzate destinate all’espletamento della prova preselettiva.
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A proposito della pubblicazione dei quesiti
Pubblicato il 25 novembre 2012 da concorsoacattedra.it	1	Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, i quiz non saranno pubblicati in elenco, in un ampio faldone in pdf, come era successo per il concorso dei presidi, con l’indicazione della risposta esatta in alto.
Ci saranno 70 blocchi da 50 domande, 70 simulazioni di prova che potranno essere svolte dai candidati per intero o in parte. Bisognerà accedere tramite codice fiscale e il canditato ad ogni accesso avrà sempre davanti la sua paginata personale, con un segnalibro che indicherà quali simulazioni sono già state eseguite. Anche quelle già svolte, comunque, si potranno ripetere.
Alla fine di ogni prova il candidato visualizzerà il proprio voto e le domande che risultano sbagliate, ma senza poterne conoscere la risposta esatta.
Per sapere quale sia la risposta giusta, in pratica, l’aspirante docente dovrà cercare le informazioni necessarie, dovrà documentarsi. Insomma, dovrà studiare le domande, non solo imparare a memoria le risposte.
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