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Timestamp: 2019-05-26 07:04:12+00:00
Document Index: 64564835

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 160', 'art. 2']

La prescrizione del reato Ã¨ interrotta dal p.v.c. - Legali.com
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Con unâ€™importante sentenza, la n. 19538 dellâ€™11 maggio 2015, la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione Ã¨ intervenuta chiarendo che il processo verbale di constatazione interrompe la prescrizione del reato.
In particolare, la vicenda ha ad oggetto lâ€™annullamento da parte del Tribunale di Como del decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, emesso dal G.i.p. nei confronti di un legale rappresentante di una societÃ , indagato per il reato di cui allâ€™art. 2 del D.Lgs. n. 74/2000 (dichiarazione fraudolenta mediante lâ€™uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti).
A parere del Tribunale, infatti, anche se il processo verbale non notificato puÃ² costituire atto interruttivo della prescrizione, tuttavia, lo stesso deve essere redatto nei confronti del soggetto indagato e per lo stesso reato, mentre, nel caso di specie, il verbale era stato redato nei confronti di un altro soggetto e si ipotizzava il reato di cui allâ€™art. 8 del D.Lgs. n. 74/2000 (emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti).
Avverso lâ€™ordinanza del Tribunale di Como, proponeva ricorso per Cassazione il P.M. per erronea applicazione dellâ€™art. 17 del D.Lgs. n. 74/2000.
Ebbene, i giudici di legittimitÃ hanno accolto il ricorso ritenendo fondata lâ€™eccezione sollevata dal P.M. e rilevando, innanzitutto, come a norma dellâ€™art. 17 del D.Lgs. n. 74/2000, la prescrizione Ã¨ interrotta, oltre che dagli atti indicati nellâ€™art. 160 c.p., dal verbale di constatazione o dallâ€™atto di accertamento delle relative sanzioni.
Da tale interruzione, peraltro, ne discende il differimento temporale fino ad un massimo di Â¼ del tempo della prescrizione, ovvero nel caso in esame un altro anno e mezzo, oltre ai sei anni previsti.
Ed ancora, la Corte ha aggiunto, che per consolidata giurisprudenza, lâ€™efficacia interruttiva della prescrizione dipende dalla mera emanazione dellâ€™atto, indipendentemente dalla sua comunicazione allâ€™interessato, nonostante per altri fini tale atto ha natura recettizia (Cass. sez. 3 n. 9116 D.L. 27/05/1999; Cass. sez. 3 n. 1945 del 19/12/1996; Cass. sez. 3 n. 11977 del 9/1/2014).
Per di piÃ¹, non Ã¨ nemmeno necessario che lâ€™atto di accertamento sia portato a conoscenza dellâ€™AutoritÃ giudiziaria, in quanto lo stesso dispiega ugualmente lâ€™effetto interruttivo (Cass. sez. 3, n. 7106 del 5/5/1994).
La causa interruttiva â€“ sottolinea la Corte - come correttamente rilevato dal ricorrente, ha pertanto carattere oggettivo, impersonale e non ricettizio.
Eâ€™ sufficiente, infatti, che si tratti di unâ€™attivitÃ nel corso della quale gli Uffici finanziari o la Guardia di Finanza prendano cognizione dellâ€™esistenza del reato, con ciÃ² manifestando la persistenza della volontÃ punitiva dello Stato.
CiÃ² chiarito, la Corte di Cassazione, nellâ€™annullare lâ€™ordinanza impugnata, ha quindi rinviato il procedimento al Tribunale di Como, considerato che lo stesso aveva omesso di verificare se dal verbale di constatazione a carico della societÃ che aveva emesso le fatture relative ad operazioni inesistenti, risultava altresÃ¬ accertata la sussistenza del reato di cui allâ€™art. 2 del D.Lgs. n. 74/2000 nei confronti degli utilizzatori delle medesime fatture.