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Timestamp: 2020-08-12 01:46:04+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 366', 'art. 112', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 27367 del 29/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27367 del 29/12/2016
Cassazione civile, sez. II, 29/12/2016, (ud. 11/11/2016, dep.29/12/2016), n. 27367
sul ricorso 12794-2012 proposto da:
C. FRACASSINI, 4, presso lo studio dell’avvocato RICCARDO NODARI,
S.A. C.F. (OMISSIS), S.P. C.F. (OMISSIS),
unitamente agli avvocati ANTONIO FARINI, ALVARO MARABINI;
avverso la sentenza n. 48/2012 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
11/11/2016 dal Consigliere Dott. VINCENZO CORRENTI;
udito l’Avvocato Nodari Riccardo difensore del ricorrente che si
udito l’Avv. Marabini Alvaro difensore dei controricorrenti che si
Il Tribunale di Ravenna rigettava la domanda di B.C. clic aveva dedotto come vizi contrattuali la violenza ed il dolo (artt. 1434 e 1439 c.c.) perchè S.P. avrebbe approfittato del suo indebitamento verso di lui per ottenere l’intestazione di un immobile di valore assai superiore all’indebitamento stesso. Proposto appello dal B.C., nella resistenza di S.P. ed S.A., la Corte di appello di Bologna, con sentenza 5.1.2012, rigettava il gravame ordinando la cancellazione della trascrizione della domanda, sul presupposto che i motivi di appello concernevano vizi di motivazione in relazione a dedotte carenze istruttorie e giustamente il Tribunale si era concentrato sul corrispettivo della compravendita sotto il doppio profilo della congruità e del pagamento accertando la prima grazie alla ctu ed il secondo grazie alla quietanza del rogito non impugnato di falso.
Ricorre B. con quattro motivi, resistono i S., che hanno anche presentato memoria.
Il ricorrente ha depositato revoca dell’incarico del precedente difensore e nomina di nuovo difensore con procura autenticata da notaio.
Col primo motivo si denunzia illogicità della motivazione che si è limitata all’esame della congruità del prezzo ed all’effettivo pagamento.
Col secondo motivo si lamenta insufficienza e carenza della motivazione in ordine al dolo ed alla violenza.
Col terzo motivo si deduce carenza della motivazione sugli ulteriori mezzi di prova dedotti.
Col quarto motivo si denunzia carenza della motivazione sulla pretermissione dei testi B.A. e S.C., figlio e moglie del ricorrente.
Il ricorso, pur ammissibile dovendosi rigettare l’eccezione di difetto di autosufficienza, va rigettato.
Si ripete l’impostazione dei motivi di appello sui quali è stata data sufficiente risposta manifestando mero dissenso rispetto alla congrua, logica e sufficiente sentenza.
Per costante insegnamento di questa Corte, in vero, il motivo di ricorso per cassazione con il quale alla sentenza impugnata venga mossa censura per vizi di motivazione ex art. 360 c.p.c., n. 5 dev’essere inteso a far valere, a pena d’inammissibilità ex art. 366 c.p.c., n. 4 in difetto di loro specifica indicazione, carenze o lacune nelle argomentazioni, ovvero illogicità nell’attribuire agli elementi di giudizio un significato fuori dal senso comune, od ancora mancanza di coerenza tra le varie ragioni esposte per assoluta incompatibilità razionale degli argomenti ed insanabile contrasto tra gli stessi; non può, invece, essere inteso a far valere la non rispondenza della ricostruzione dei fatti operata dal giudice del merito al diverso convincimento soggettivo della parte ed, in particolare, non vi si può proporre un preteso migliore e più appagante coordinamento dei molteplici dati acquisiti, atteso che tali aspetti del giudizio, interni all’ambito della discrezionalità di valutazione degli elementi di prova e dell’apprezzamento dei fatti, attengono al libero convincimento del giudice e non ai possibili vizi dell’iter formativo di tale convincimento rilevanti ai sensi della norma in esame; diversamente, il motivo di ricorso per cassazione si risolverebbe – com’è, appunto, per quello di cui trattasi – in un’inammissibile istanza di revisione delle valutazioni e dei convincimenti del giudice del merito, id est di nuova pronunzia sul fatto, estranea alla natura ed alle finalità del giudizio di legittimità.
Si richiedeva una puntuale censura ex art. 112 c.p.c. riportando compiutamente le difese svolte in entrambi i gradi del giudizio ed in ogni caso la sentenza richiama quella di primo grado e confuta i motivi di gravame ritenendo corretto che il tribunale si fosse concentrato sul corrispettivo della compravendita sotto il doppio profilo della congruità e del pagamento accertando la prima grazie alla ctu ed il secondo grazie alla quietanza del rogito non impugnato di falso.
Queste due circostanze, del resto, escludevano il prospettato approfittamento.
La sentenza ha fatto riferimento alla testimonianza dell’avvocato del B. ed ha escluso la violenza ed il dolo in relazione ad una vendita autonomamente concepita, protetta dall’assistenza del legale di fiducia e stipulata per un congruo prezzo, circostanze decisive per cui ogni altro elemento diventava irrilevante.
Ha ulteriormente fatto riferimento alla decadenza delle testimonianze ed al mancato deposito del fascicolo dell’appellante che non consentiva di valutare le osservazioni alla ctu.
Le prime due censure genericamente contestano la motivazione e non indicano elementi a suffragio del dolo e della violenza prospettati.
Le altre due doglianze non riportano i capitoli di prova non mettendo la Corte in grado di valutarne la decisività.