Source: http://www.europadeidiritti.it/TblogdirittiMargomento.htmSAnimali.html
Timestamp: 2014-09-17 11:32:28+00:00
Document Index: 26696129

Matched Legal Cases: ['art. 844', 'art. 844', 'art. 674', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 184', 'sentenza ']

Inserita il 2009-06-03 - categoria Animali
Vivo in un condominio con parcheggio condominiale. Premetto che adoro gli animali e ho 2 gatti in casa però ci sono 2 famiglie ognuna delle quali possiede un cane che quotidianamente porta fuori per fare i loro bisognini sprovvisti di guinzaglio e di palettina per raccoglierli. Questi cani vengono lasciati liberi di correre e di sporcare le parti comuni del condominio, quindi parcheggio e corridoi che portano alle 3 entrate del condominio, creando una cattiva immagine per gli ospiti dei condomini e cattivi odori già dal mattino per i condomini stessi in quanto in 2 anni mai una volta i proprietari hanno provveduto alla pulizia dei bisogni dei loro cani. I proprietari sono stati richiamati molte volte anche dall'amministratore di condominio che ha anche provveduto a scrivere dei cartelli che a nulla sono serviti, nessun risultato neanche con le lamentele facendogli capire che è pericoloso per i cani girare senza guinzaglio perchè oltre a fare i bisogni nel parcheggio condominiale attraversano la strada per andare nel parcheggio di un locale chiuso da qualche anno. Tutto questo liberi con le macchine che passano.
Per risolvere il caso da Lei prospettato di cose se ne possono fare tante, potendo ricorrere anche all'autorità giudiziaria civile o penale. Sotto il profilo civilisto, potendo nascere il problema che gli animali ammessi in condominio turbino la quiete e la sicurezza dei condomini, a ques'ultimi è concessa la tutela prevista dall'art. 844 del codice civile in materia di immissioni. Sul punto, è stato affermato in giurisprudenza che "la detenzione di un animale può integrare in astratto la fattispecie di cui all'art. 844 cod. civ., in quanto tale norma, interpretata estensivamente, è suscettibile di trovare applicazione in tutte le ipotesi di immissioni che abbiano carattere materiale, mediato o indiretto e provochino una situazione di intollerabilità attuale...". Sotto quello penalistico, recentemente la Cassazione è intervenuta per rispondere al seguente quesito: per le emissioni di odori nauseabondi causati dalla presenza nel giardino di casa di numerosi animali domestici che cosa rischia il proprietario? Ebbene, ecco la risposta: rischia di essere ritenuto responsabile del reato di cui all’art. 674 c.p.. E’ quanto accaduto ad una signora condannata alla pena di un’ammenda e al risarcimento dei danni nei confronti della parte civile (la vicina di casa) per avere, mediante la detenzione nel proprio giardino di trenta gatti e quattro cani, provocato emissioni di gas nauseabondi, provenienti da escrementi ed urine degli animali, atti a creare molestie ai vicini. La condanna inflitta alla signora dal Tribunale è stata confermata dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 19206 del 13.05.2008), la quale ha ricordato che il reato previsto dall’art. 674 c.p. non punisce soltanto “le emissioni di gas, vapori o fumo idonei ad imbrattare o cagionare molestie alle persone provenienti da attività produttive nei casi non consentiti dalla legge, ma anche tutte quelle esalazioni maleodoranti comunque imputabili all’attività umana, quali ad esempio quelle provenienti dalla presenza nel proprio giardino di numerosi animali senza l’adozione di cautele idonee ad evitare disturbo o molestie ai vicini”. La Suprema Corte ha, inoltre, precisato che “in tema di emissioni idonee a creare molestie alle persone, laddove trattandosi di odori manchi la possibilità di accertare obiettivamente, con adeguati strumenti, l’intensità delle emissioni, il giudizio sull’esistenza e sulla non tollerabilità delle emissioni stesse ben può basarsi sulle dichiarazioni dei testi, quando tali dichiarazioni non si risolvano nell’espressione di valutazioni meramente soggettive o in giudizi di natura tecnica, ma si limitino a riferire quanto oggettivamente percepito dagli stessi dichiaranti, soprattutto se si tratta di persone a diretta conoscenza dei fatti, come i vicini, o particolarmente qualificate, come gli agenti di polizia e gli organi di controllo della USL”. In definitiva, prima di ricorrere all'estremo rimedio delle suddette azioni legali, consiglio - tramite avvocato - di inviare una raccomanda a/r ai condomini "maleducati" invitandoli ad adottare per il loro cani cautele idonee - guinzaglio, pulizia degli escrementi - ad evitare disturbo e molestie agli altri condomini e soprattutto illustrando nella stessa missiva i rischi civili o penali che potrebbero correre in caso di mancato accoglimento delle sopra elencate legittime richieste.
Sono un appassionato di equitazione e da tanti anni vado spesso in campagna per lunghi trekking. Puroppo io e tanti altri appassionati come me, abbiamo notato che è sempre più difficile percorrere strade non asfaltate, carraie, mulattiere, ecc. perchè spesso queste sono situate sul fondo di qualcuno che, dichiarandosi proprietario, non vuole che si passi, anche se non facciamo alcun danno. E' allora mi chiedo e vi chiedo: questi proprietari possono impedire il passaggio? Se queste carraie o sentieri sono cd "interpoderali", significa che collegano un sentiero ad un altro e quindi significa pure che, pur private, devono poter essere percorse da tutti, giusto? Ultima domanda: spesso a cavallo passiamo su campi cercando di stare al limite con il fosso di scolo delle acque che si trova a fianco di quasi tutti i poderi e/o li separa dall strada (un tempo tra il campo coltivato e questi argini i contadini lasciavano comuqnue questi sempre almeno mezzo metro); il fatto è che stare sul margine di questi fossetti è diventato sempre più difficile perchè i contadini ormai non rispettano più nulla e se possono arano la terra fin quasi dentro i fossi ed i torrenti. Domanda: ma lo possono fare? Non devono rispettare delle distanze legali e lasciar stare la terra che si trova entro una certa misura da argini, rive di fiumi o torrenti o canali o fossi?
Premesso che la giurisprudenza, in più di un’occasione, ha chiarito che “rientra nella nozione di strada ai sensi del nuovo codice della strada, quale area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali, anche una strada interpoderale, restando escluse da tale nozione solo le strade riservate all’uso esclusivo di privati proprietari” è evidente che laddove non vi sia alcun segnale che vieti l’accesso o il passaggio (perché per l’appunto proprietà privata), questo sarà liberamente consentito. Le ricordo, inoltre, che ai sensi dell’art. 184 del Nuovo Codice della Strada “per ogni animale indomito o pericoloso occorre almeno un conducente, il quale deve avere costantemente il controllo dei medesimi e condurli in modo da evitare intralcio e pericolo per la circolazione” oltre ad evitare che possano causare danno anche all’ambiente naturale. Quanto al secondo quesito, la risposta è contenuta generalmente nei regolamenti comunali o nei regolamenti di polizia rurale sempre approvati mediante delibera comunale e generalmente tali norme vietano ai frontisti confinanti con le strade pubbliche comunali, vicinali e interpoderali o con i fossi di uso pubblico o privato, di arare i loro fondi sul lembo delle strade o dei fossi; tuttavia Le consiglio di leggere attentamente cosa prevede la normativa del Suo comune, prima di intraprendere qualsiasi iniziativa.
Inserita il 2008-09-23 - categoria Animali
Per i trasferimenti all'estero di cani e di gatti quale documentazione è necessaria?
Se ci si reca all'estero col proprio animale, prima di partire sarebbe buona norma raccogliere tutte le informazioni possibili circa le norme sanitarie richieste (es. vaccinazioni) dal Paese che s'intende visitare; infatti gli obblighi sanitari per il cane o per il gatto variano da Stato a Stato. E' necessario, dunque, informarsi direttamente al Servizio sanitario o al Consolato.
Rilevante novità riguarda i trasferimenti degli animali da compagnia all'interno degli Stati dell'Unione Europea. Infatti, dal 1° ottobre 2004 è operativo il regolamento CE n. 998 del 2003 che ha introdotto l'obbligo, a carico dei proprietari di cani, gatti e furetti, di avere il passaporto europeo (rilasciato dai veterinari delle Aziende sanitarie locali e da rinnovare ogni 5 anni) per spostarsi al di fuori dei confini nazionali, ma all'interno dell'Unione Europea. Il provvedimento riguarda quattordici milioni di cani e di gatti e qualche migliaio di furetti e di fatto sancisce l'obbligo di un documento identificativo per questi animali da compagnia. Nel documento devono essere indicati: razza, nome, sesso, data di nascita, peso, altezza al garrese, colore del manto; facoltativa è la foto. Il passaporto deve contenere inoltre la certificazione di tutte le vaccinazioni effettuate (es. antirabbica; nel caso di Gran Bretagna, Irlanda e Svezia, sarà necessario anche un test immunologico di verifica degli anticorpi). Sulla prima pagina del documento deve essere indicato obbligatoriamente il numero (a nove cifre) di identificazione dell'animale. Tale numero corrisponde a quello del tatuaggio o del microchip inserito nel corpo dell'animale, obbligatorio già dal 1° gennaio 2005 per gli animali di recente acquisto.
Inserita il 2008-07-25 - categoria Animali
Il guinzaglio è obbligatorio per tutti i cani?
E? di poco tempo fa la notizia uscita su tutti i giornali di una decisione della Corte di Cassazione che ha stabilito l?obbligo di guinzaglio anche per cani addestrati. Precisamente, la Cassazione ha stabilito che tutti i cani che hanno una altezza al garrese superiore ai trenta centimetri e abbiano compiuto 8 mesi ? anche se non compresi tra le razze pericolose indicate nell?ordinanza del Ministero della sanità del 2004 ? devono essere tenuti al guinzaglio dal padrone che li porta a spasso, anche se hanno ricevuto un addestramento ?alla convivenza? con gli altri cani e le persone.
Nella sentenza è stato spiegato che ?le regole di prudenza vanno usate indipendentemente dal fatto che il cane sia mansueto o meno, addestrato o meno a convivere con altri cani o persone, essendo prevedibile che per le più svariate ragioni esso possa avere un comportamento pericoloso?. Di conseguenza ?il proprietario di un animale, anche docile, ma con una certa prestanza fisica dovuta alla taglia e tale da costituire un pericolo per altri animali e persone quando viene lasciato libero, ha il dovere di custodia che gli impone di adottare le precauzioni che eliminano questo pericolo, non bastando il solo addestramento alla convivenza?.
Inserita il 2008-06-16 - categoria Animali
Che cosa prevede la legge in materia di accesso dei cani guida delle persone prive di vista sui mezzi di trasporto pubblico e negli esercizi aperti al pubblico?
Secondo la legge 8 febbraio 2006, n. 60, che ha modificato la legge 14 febbraio 1974, n. 37, rischia una multa da 500 a 2500 euro chiunque ostacolerà l'ingresso dei cani guida per privi di vista negli esercizi pubblici e sui mezzi di trasporto pubblico.
Esattamente l'articolo unico del provvedimento in materia di accesso dei cani guida delle persone prive di vista sui mezzi di trasporto pubblico e negli esercizi aperti al pubblico recita quanto segue:
"Il privo di vista ha diritto di farsi accompagnare dal proprio cane guida nei suoi viaggi su ogni mezzo di trasporto pubblico senza dover pagare per l'animale alcun biglietto o sovrattassa.
Al privo di vista è riconosciuto altresì il diritto di accedere agli esercizi aperti al pubblico con il proprio cane guida.
I responsabili della gestione dei trasporti di cui al primo comma e i titolari degli esercizi di cui al secondo comma che impediscano od ostacolino, direttamente o indirettamente, l'accesso ai privi di vista accompagnati dal proprio cane guida sono soggetti ad una sanzione amministrativa pecu