Source: http://www.giustizia.arbitrale.org/index.php?cmd=regolamento_arbitrale
Timestamp: 2019-08-22 05:36:55+00:00
Document Index: 136673204

Matched Legal Cases: ['art.16', 'art. 3', 'art. 51', 'art. 816', 'art.92', 'art. 815', 'art. 820']

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Associazione Giustizia Arbitrale
Clausole Arbitrali
1.Natura del procedimento
Per effetto dell’accettazione del presente Regolamento, le parti conferiscono ad un arbitro unico, o ad un Collegio Arbitrale, il mandato di decidere la controversia tra di esse insorta, secondo la disciplina qui di seguito stabilita.
Il procedimento arbitrale sarà regolato dal presente regolamento e solo per quanto da esso non previsto, e dall’Arbitro, anche ex artt.. 806 e segg. c.p.c.
La Procedura è amministrata, nei modi previsti dal presente Regolamento, dall’associazione “Giustizia Arbitrale” con sede in Firenze, presso il Presidente pro-tempore dell'Associazione (in seguito l’Associazione), sotto il controllo del “Garante di Giustizia Arbitrale" (in seguito il Garante).
L’Associazione sceglie il Garante tra figure distintesi, per competenza e correttezza, nel campo giuridico, ove anche già fuori ruolo. Il Garante non può essere nominato Arbitro, CTU e CTP o difensore nelle procedure per arbitrati disciplinate dal Regolamento. Il suo mandato viene svolto gratuitamente. Il Garante resta in carica tre anni e può essere riconfermato per uguale periodo. Il Garante fruisce della Segreteria dell’Associazione.
Qualora le parti modifichino anche solo in parte il Regolamento, l’Associazione si riserva insindacabilmente di non accettare di amministrare l’arbitrato.
Della decisione dell’arbitro potrà essere richiesta la esecutorietà all’autorità giudiziaria.
2.Rinuncia all’impugnazione e ricusazione
Le parti accetteranno le determinazioni dell’Arbitro Unico o del Collegio Arbitrale, relative alla procedura in questione, rinunciando ad impugnarle sotto ogni profilo, ferma restando la possibilità di ricusare l’arbitro o gli arbitri come previsto all’art.16.
3.Controversie disciplinate dal presente regolamento
Il presente Regolamento si applica esclusivamente alle controversie aventi tutti i seguenti requisiti:
- nazionalità o domicilio italiano di tutte le parti;
- sede della procedura in Italia;
- assoggettabilità della procedura alla legge procedurale italiana.
Non ricorrendo i presupposti di cui sopra, la controversia sarà disciplinata dal Regolamento Internazionale della Corte Arbitrale Europea, a meno che le parti abbiano indicato espressamente che intendono che essa venga regolata dal presente regolamento.
4.Accettazione del regolamento
La sottoposizione di una delle controversie di cui all’art. 3 al regolamento dell’Associazione Giustizia Arbitrale, comporta, in assenza di diverse indicazioni delle parti, l’accettazione del Regolamento stesso, nonché delle tariffe in vigore al momento del deposito della domanda.
5.La domanda di arbitrato
La domanda di arbitrato deve contenere:
- il nome, cognome, sede o domicilio, p.iva e/o c.f., delle parti;
- il nominativo e domicilio del suo eventuale difensore, e l'eventuale elezione di domicilio
presso lo stesso;
-l'indicazione della sede dell'arbitrato prevista dalla convenzione arbitrale (o in difetto
da essa proposta);
- l'esposizione chiara e concisa dei fatti;
- le proprie domande;
- le prove orali delle quali la parte intende avvalersi;
- l’indicazione dell’arbitro nel caso di devoluzione della controversia al Collegio Arbitrale.
- certificato della Camera di Commercio o di residenza del ricorrente;
- copia del contratto contenente la clausola compromissoria o del compromesso;
- procura alle liti, con firma autenticata dal Notaio, ovvero autenticata dal difensore nei modi previsti dal c.p.c.;
- i documenti di cui la parte intende avvalersi e il relativo elenco;
La domanda di arbitrato deve essere notificata a mezzo Ufficiale Giudiziario direttamente dal ricorrente alle altre parti, e la prova del ricevimento della stessa, unitamente a due copie della domanda e dei documenti allegati, deve essere trasmessa tramite racc. a.r. alla Segreteria dell’Associazione Giustizia Arbitrale ovvero mediante deposito a mani presso la Segretaria dell’Associazione., entro e non oltre dieci giorni dalla data di notifica di cui sopra.
6.La risposta
La risposta deve contenere:
- il nome, cognome, sede o domicilio, p.iva e/o c.f..di parte resistente;
- le osservazioni di parte relative, anche all'esposizione dei fatti di parte attrice, seguendo l'ordine dei fatti di parte attrice e indicando chiaramente per ciascuno se esso è riconosciuto o contestato;
- le difese di parte resistente dalle domande del ricorrente, comprese le eccezioni di compensazione, anche se il controcredito non è compreso nell’ambito della convenzione arbitrale e le eventuali domande riconvenzionali;
- le prove orali delle quali la parte intende avvalersi,
Alla risposta devono essere allegati:
- il contratto contenente la clausola compromissoria o il compromesso;
- il nominativo e domicilio del suo eventuale difensore, l'eventuale elezione di domicilio
presso lo stesso, unitamente a:
- i documenti dei quali la parte intende avvalersi e relativo elenco;
- certificato della Camera di Commercio o certificato di residenza relativo alla parte resistente;
- la risposta deve essere notificata a mezzo Ufficiale Giudiziario alle altre parti, e la prova del ricevimento della stessa, unitamente a due copie della domanda e dei documenti allegati, deve essere trasmessa tramite racc. a.r. alla Segreteria dell’Associazione Giustizia Arbitrale, ovvero mediante deposito a mani presso della Segretaria stessa.
7.Termine per il deposito della risposta
Ciascuna parte resistente entro il termine di 40 giorni dal ricevimento della domanda di arbitrato dovrà notificare alle altre parti la risposta a mezzo Ufficiale Giudiziario, e la prova del ricevimento della stessa, unitamente a due copie della domanda e dei documenti allegati, deve essere trasmessa tramite racc. a.r. alla Segreteria dell’Associazione Giustizia Arbitrale, ovvero mediante deposito a mani presso della Segretaria stessa..
8.Manifesta non arbitrabilità
L’Associazione si asterrà dal procedere alla nomina dell’arbitro o dall’accettare l’incarico ove rilevi la manifesta inapplicabilità della convenzione arbitrale.
9.Nomina dell'arbitro – albo degli arbitri
L’Associazione, senza indugio, provvede alla nomina di un arbitro unico, ove questo non sia già stato indicato nella clausola compromissoria, ovvero designato concordemente dalle parti.
In caso di mancato accordo delle parti circa la scelta dell’Arbitro Unico, questi viene designato, senza indugio, dal Garante, tra i soci iscritti nell’Albo.
L’accettazione dell’Arbitro dovrà essere comunicata da quest’ultimo alle parti a mezzo racc. a r. entro 10 giorni dal ricevimento dell’atto di nomina.
Il Garante provvede alla nomina dell’arbitro Unico o degli arbitri, nel caso di Arbitrato Collegiale, tenendo in considerazione, oltre la specializzazione, il principio della rotazione tra gli iscritti all’Albo ed il rispetto delle prescrizioni in materia di formazione ed aggiornamento professionale permanente. A tal fine i soci iscritti all'Albo potranno depositare presso la Segreteria dell'Associazione la certificazione comprovante i crediti professionali acquisiti. L’Arbitro che è stato designato dal Garante, salvo casi eccezionali, non potrà avere in corso più di due procedure per volta. La deroga a questo principio deve essere motivata dal Garante, con esclusivo criterio della connessione dei giudizi.
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione forma “l’Albo degli Arbitri, dell'Associazione Giustizia Arbitrale” (in seguito l’”Albo”). L’Albo è pubblicato tramite il sito web dell’Associazione - ( www.giustizia.arbitrale.org ).
Fanno parte dell’Albo degli Arbitri, salvo che nella domanda abbiano declinato la propria disponibilità a svolgere detta funzione, tutti i professionisti che abbiano aderito alla Associazione e che siano iscritti ai rispettivi albi professionali previsti per legge, con una anzianità di iscrizione e di effettivo esercizio della professione di almeno cinque anni da dichiararsi all’atto della presentazione della domanda. Nella domanda di adesione alla Associazione dovrà essere precisato in quale settore specifico l’aderente è esperto.
Purché non siano di età superiore agli anni 75, possono far parte dell’Albo anche coloro i quali non risultino più iscritti agli Albi dei rispettivi Ordini o Collegi per ragioni di età o quiescenza ovvero Magistrati non esercenti più la funzione.
La domanda di adesione deve contenere inoltre l’accettazione del Regolamento, nonché l’irrevocabile impegno a rinunciare, ove nominato Arbitro, agli onorari minimi di categoria così da accettarli nelle inferiori misure risultanti dalla Tariffa di cui al Prosieguo del regolamento La domanda deve contenere infine l’irrevocabile impegno ad accettare almeno una procedura a trimestre.
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione delibera sulle domande di adesione.
Non potranno essere nominati dal Garante come Arbitri i membri del Consiglio Direttivo.
È motivo di radiazione dall'Albo la cancellazione definitiva dell'iscritto, per un qualsiasi motivo che non dipenda da ragioni di età o quiescenza, dall’albo professionale di appartenenza ovvero la condanna definitiva per un delitto non colposo.
È motivo di radiazione dall’Albo anche l’accoglimento di due istanze di ricusazione.
È motivo di cancellazione dall’Albo il raggiungimento dell’76° anno di età.
L’iscritto puo’ essere sospeso qualora nei suoi confronti penda procedimento penale per delitto non colposo ovvero procedimento disciplinare.
L’Arbitro, deve essere stato, essere e rimanere indipendenti dalle parti, nonché mantenere nel procedimento un comportamento di assoluta probità ed imparzialità. Sono motivi di incompatibilità, oltre quelli di cui all'art. 51 c.p.c., l'esistenza di rapporti di collaborazione, consulenza, assistenza, associativi, societari o di lavoro subordinato, con le parti, con i difensori o con i C.T.P. ovvero l’essere legati da rapporti associativi con uno dei difensori o dei C.T.P. Contestualmente all’accettazione dell’incarico di Arbitro, l’interessato deve dichiarare per iscritto alle parti l’inesistenza di qualsiasi circostanza che possa incidere sulla sua indipendenza o imparzialità. Parimenti egli deve immediatamente comunicare qualsiasi circostanza intervenuta successivamente che possa avere il medesimo effetto o gli impedisca di svolgere con imparzialità e serenità le proprie alte funzioni..
10.Nomina dell’arbitro nelle procedure tra più di due parti
Qualora vi siano più parti resistenti o ricorrenti, ed esse non si raggruppino automaticamente rispettivamente in un unico gruppo o comunque i componenti di ciascun gruppo non abbiano piena convergenza di interessi, le parti, con la stipula del presente Regolamento, accettano che l’Associazione nomini un arbitro unico.
11.Sede dell’arbitrato
Al momento della nomina dell’arbitro, l’Associazione determinerà nell’ambito del territorio italiano la sede dell’arbitrato valutando le eventuali proposte delle parti e proponendosi di contenere nei limiti del possibile eventuali disagi per le parti e/o per l’arbitro.
In caso di Arbitrato Collegiale sarà il Collegio a determinare nell’ambito del territorio italiano la sede dell’arbitrato valutando le eventuali proposte delle parti e proponendosi di contenere nei limiti del possibile eventuali disagi per le parti e/o per il Collegio.
L’arbitro Unico o il Collegio, in quest’ultimo caso delegandone un componente, potrà procedere ad alcuni incombenti anche fuori dalla sede, ove lo suggeriscano motivi di particolare opportunità.
Qualora una o più parti non siano di lingua italiana e le parti non abbiano scelto una lingua diversa per la procedura, la lingua della procedura sarà la lingua italiana.
La nomina dell’arbitro o del Collegio arbitrale non subirà modifiche ove si verifichino interventi di terzi o successione nel diritto controverso, nei casi in cui ciò è consentito dall’art. 816 quinquies cpc.
12.Costi e spese
I costi della procedura sono rappresentati dalle spese amministrative e dai compensi dell’Arbitro Unico o del Collegio. I costi della Procedura ed i tempi di versamento delle somme a copertura sono determinati dall’Arbitro sulla base della Tariffa allegata sotto la lettera “A” al presente Regolamento o dal Collegio sulla base della Tariffa allegata sotto la lettera “B” al presente Regolamento
Ai fini della determinazione dei costi di Procedura, il valore della controversia viene determinato sulla base delle domande, riconvenzionali comprese, proposte delle parti applicando la Tariffa vigente al momento della notifica della domanda.
Nell’ipotesi di causa di valore indeterminabile viene considerato lo scaglione da €. 25.000 a €. 50.000.
I costi di cui sopra non sono soggetti al principio della soccombenza e fanno carico alle parti in misura eguale, con il vincolo della solidarietà passiva.
Non rappresentano costi della Procedura le competenze dei difensori delle parti e dei Consulenti Tecnici d'Ufficio nonché del C.T.U.. Tali competenze devono essere liquidate dall’Arbitro a carico della parte soccombente e possono essere compensate in modo integrale nel solo caso di equivalente reciproca soccombenza, con espressa esclusione della concorrenza di altri giusti motivi di cui all'art.92 c.p.c.
I compensi dei C.T.U. saranno liquidati ai sensi delle tariffe previste dal DPR n. 352 del 27.07.78 e successivi aggiornamenti.
13.Repliche del ricorrente
Qualora la risposta del convenuto contenga una domanda riconvenzionale, ovvero eccezioni di merito o di rito, nonché la formulazione di mezzi istruttori, il ricorrente potrà depositare, entro 40 giorni dalla notificazione della risposta, una replica la quale avrà il seguente contenuto:
- presa di posizione circa i fatti sui quali si basa la domanda riconvenzionale, sulle eccezioni di cui sopra, e sui mezzi istruttori formulati;
- formulare mezzi istruttori che siano direttamente dipendenti dalle domande, eccezioni, richieste istruttorie avversarie;
allegando i documenti sui quali si basano tali difese.
14.Comunicazioni
Le comunicazioni tra le parti e l’arbitro unico o il Collegio, dovranno essere effettuate per lettera raccomandata o per fax (seguito da lettera raccomandata) o per corriere di rilevanza nazionale o mediante lettera consegnata a mano. Le comunicazioni vanno recapitate nell'ultimo luogo indicato dal destinatario.
Ove sia prescritta la notifica, essa sarà effettuata a mezzo di Ufficiale Giudiziario.
15.Comunicazioni delle parti con l'arbitro Unico o Il Collegio
Le parti comunicano con l'arbitro Unico o Il Collegio tramite i propri difensori, rispettando rigorosamente il contraddittorio. Altrettanto avverrà per le comunicazioni dell'arbitro con i difensori delle parti o, in mancanza, con le parti stesse.
16.Ricusazione degli arbitri
Ciascuna parte può ricusare l'arbitro Unico o un arbitro componente il Collegio Arbitrale entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione della sua accettazione. La ricusazione dell'arbitro dovrà essere motivata e su di essa deciderà il Garante, accogliendola o rigettandola, dopo averla portata a conoscenza dell'altra parte e dell'arbitro, trascorsi 10 giorni dal ricevimento dell’atto di ricusazione. In caso di accoglimento il Garante nominerà un nuovo arbitro; in caso di rigetto dell’istanza la parte potrà ricorrere al Presidente del tribunale ai sensi dell’art. 815 c.p.c.
17.Sostituzione dell'arbitro
Il Garante potrà sostituire d'ufficio l’Arbitro Unico, che non proceda con la celerità necessaria, per il rispetto del termine entro il quale deve rendere la propria decisione, oppure non svolga le proprie funzioni in conformità al regolamento o al comportamento al quale un arbitro è tenuto.
In caso di morte, di impedimento, di sostituzione o di dimissioni dell'arbitro, il Garante
provvederà alla nomina di altro arbitro secondo la disciplina prevista dal presente Regolamento.
In caso di sostituzione, il nuovo arbitro Unico dovrà rinnovare l’audizione dei testi eventualmente già assunti, salvo che su sua espressa richiesta le parti non lo dispensino concordemente ed egli non lo ritenga necessario.
18.Prima udienza - Ordinanza istruttoria. Discussione.
Salvo ove le parti concordemente lo dispensino ed egli acconsenta, l’arbitro Unico o il Collegio convocherà le parti per una prima udienza in cui individuare le questioni da decidere e redigere il calendario dell’arbitrato.
L'udienza si concluderà con un'ordinanza istruttoria che potrà essere resa anche a seguito di riserva.
In mancanza di udienza a ciò sarà provveduto mediante ordinanza.
L'arbitro Unico o il Collegio normalmente articolerà il procedimento su non oltre tre udienze, di cui la prima sarà quella prevista al primo comma del presente articolo, la seconda sarà destinata all’assunzione delle prove e la terza a breve distanza per la discussione.
Ove almeno una parte lo richieda, l’Arbitro Unico o il Collegio potrà assegnare alle parti un breve termine per il deposito di note difensive, da depositarsi prima dell’udienza di discussione e da scambiarsi tra le parti secondo le modalità stabilite dall’Arbitro.
19.Legge applicabile
Qualora le parti non abbiano effettuato concordemente una diversa scelta, la legge applicabile sarà la legge italiana.
La legge applicabile non potrà in nessun caso confliggere con le norme imperative e i principi di ordine pubblico dell’ordinamento italiano.
L’arbitro Unico o il Collegio, ove richiestone concordemente dalle parti, deciderà secondo equità.
La richiesta all’arbitro rituale di “decidere” come un amichevole compositore si intende come richiesta di decisione in equità e non in via di transazione.
20.Regole della procedura
In forza della facoltà spettante alle parti ex artt. 806 e seguenti cod. proc. civ. il procedimento arbitrale sarà regolato dal presente Regolamento, in vigore al momento della notificazione della domanda di arbitrato, e, per quanto da esso non previsto, da quanto stabilito dall'arbitro.
In ogni caso devono essere rispettati il principio del contraddittorio, il diritto alla difesa e
li altri principi di ordine pubblico processuale.
21.Prova testimoniale
L'arbitro dovrà impedire le domande irrilevanti o aventi il chiaro scopo di protrarre il procedimento, così come evitare che il testimone venga trattato scorrettamente o sottoposto a domande sconvenienti.
Sono escluse dichiarazioni scritte del testimone sostitutive della deposizione.
I testimoni assumeranno un impegno solenne sul loro onore a dire il vero.
Ove il testimone rifiuti di comparire, l’arbitro chiederà al Presidente del Tribunale competente che ne ordini la comparizione dinnanzi all’arbitro.
22.Consulenza tecnica
L'arbitro potrà nominare un consulente tecnico per assisterlo, previa affermazione solenne sul suo onore di fedelmente adempiere all’incarico affidatogli.. In tal caso il consulente riferirà all’arbitro per iscritto e, ove richiestone, fornirà chiarimenti verbali e/o scritti.
Le parti potranno farsi assistere da propri consulenti tecnici, che potranno partecipare a
tutte le operazioni peritali ed assistere all’udienza in cui il consulente tecnico di ufficio fornisca chiarimenti e risponda alle domande.
23.Termini e modalità
I termini e le modalità fissati dall'arbitro e dal presente regolamento si intenderanno perentori, ove il contrario non sia stato espressamente indicato dall’Arbitro stesso.
24.Verbali
Di ciascuna udienza sarà redatto un verbale sottoscritto dall'arbitro. Le udienze non sono pubbliche. Esse sono fissate dall'arbitro con un ragionevole preavviso. L’arbitro deciderà sentite le parti se far registrare l’udienza o rinviare alla stenotipia, purché i costi siano proporzionati al valore della controversia.
25.Decisone arbitrale
La decisione arbitrale deve contenere:
• Il nome degli arbitri
• L’indicazione della sede dell’arbitrato
• L’indicazione delle parti
• L’indicazione della convenzione arbitrale
• Le conclusioni delle parti
• L’esposizione sommaria dei motivi
• Il dispositivo
• La data di sottoscrizione
L'arbitro è tenuto ad emettere la propria decisione entro 6 mesi dalla data della propria accettazione salvo il disposto dell’art. 820 c.p.c.. Il Termine resta sospeso dal 1 agosto al 15 settembre, entrambi compresi.
L’arbitro ha facoltà di chiedere all’Associazione un rinvio di altri 3 mesi per seri motivi
Alla scadenza del termine, l'arbitro cessa dall'incarico e, ove il ritardo non sia giustificato, perde il diritto al compenso e assume l’obbligo di restituire il compenso o la parte di esso eventualmente già percepita.
26.Sentenze parziali e ordinanze
Oltre ad ordinanze, che dovranno essere succintamente motivate, sono consentite decisioni parziali che definiscano parzialmente il merito o definitivamente una o più delle questioni insorte.
L’arbitro Unico o il Collegio potrà, sempre mediante lodo parziale, condannare una o più parti, ricorrendo i presupposti di cui agli artt. 186, ter e quater, c.p.c.
27.Deposito della decisione
La decisione deve essere comunicata dall’arbitro Unico o dal Collegio alle parti, mediante invio tramite racc. a.r., in tanti originali quante sono le parti della procedura più uno da inviarsi alla segreteria dell’Associazione, entro 5 giorni dalla Sua sottoscrizione.
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