Source: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/1880524
Timestamp: 2019-11-12 02:53:25+00:00
Document Index: 70748841

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 53', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 39', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 22']

Incompatibilità nel rapporto di pubblico impiego: comunicazione di dati... - Garante Privacy
Lavoro pubblico , Enti pubblici , INPS , Trasparenza amministrativa
Trattamento dei dati personali - Ispezioni e controlli effettuati dalle UU SS LL presso studi sanitari privati - 30 novembre 1999 [30931]
[doc. web n. 1880524]
Incompatibilità nel rapporto di pubblico impiego: comunicazione di dati personali tra l´INPS e un´azienda ospedaliera - 24 novembre 2011
n. 450 del 24 novembre 2011
VISTA la comunicazione dell´Istituto Nazionale Previdenza Sociale - Direzione provinciale di Ancona (nota prot. n. 85984, del 24 giugno 2011);
1. L´Istituto Nazionale Previdenza Sociale - Direzione provinciale di Ancona (di seguito INPS) ha rappresentato di aver ricevuto, dall´azienda ospedaliera universitaria "Ospedali Riuniti" di Ancona, una richiesta volta ad ottenere le "informazioni concernenti l´eventuale sussistenza di posizioni previdenziali nel Casellario dei lavoratori attivi nel periodo compreso dal 1.12009 al 5.11.2010 in riferimento a 38 dipendenti" dell´azienda medesima.
A detta di quest´ultima, le finalità istituzionali che giustificherebbero la menzionata comunicazione, risiederebbero nell´esigenza che il proprio servizio ispettivo, istituito ai sensi dell´art. 1, comma 62, l. n. 23 dicembre 1996, n. 662, "possa procedere a verifiche a campione sui propri dipendenti al fine di accertare l´osservanza del divieto di svolgere attività incompatibili con rapporto di pubblico impiego, così come previsto dagli artt. 60-64 del d.P.R. n. 3/1957, dall´art. 53 del d.lgs. n. 165/2001 e [dall´]art. 1, commi da 56 a 65, della stessa l. n. 662/1996".
2. Con successiva comunicazione del 1° settembre 2011 l´INPS – che con propria nota del 19 maggio 2011 aveva comunicato all´azienda di ritenere ammissibile l´esercizio del diritto d´accesso alle informazioni richieste ai sensi dell´art. 22, l. n. 241/1990 (nei limiti e con le garanzie previste da tale disciplina) – ha precisato che:
a. "i dati di cui l´Istituto è in possesso riguardano sia la sussistenza della posizione previdenziale nel Casellario dei lavoratori attivi sia informazioni ulteriori relative alla singola gestione previdenziale interessata comprensiva dell´indicazione dell´azienda (datore o committente), dell´imponibile contributivo, dei contributi versati nonché del periodo cui si riferisce il versamento";
b. l´eventuale comunicazione all´azienda richiedente verrebbe "effettuata in busta chiusa";
c. "il rischio di fornire informazioni su omonimi è radicalmente escluso dal fatto che l´individuazione della persona interessata avviene non solo [grazie ai] meri dati anagrafici ma anche attraverso il codice fiscale, così come validato dall´Anagrafe tributaria".
3. Nel confermare le informazioni fornite dall´INPS (cfr. nota dell´8 settembre 2011), l´azienda sanitaria ha altresì puntualizzato che:
a. l´elenco dei dipendenti (composto da nome, cognome e data di nascita) per i quali è stata richiesta all´INPS la comunicazione delle eventuali posizioni previdenziali attive "si riferisce a dirigenti medici e non medici ospedalieri e universitari convenzionati, per questi ultimi in ottemperanza con quanto previsto dal decreto del Ministro della Sanità 28 febbraio 1997" (art. 2, comma 3);
b. la comunicazione sarebbe necessaria per l´espletamento dei compiti istituzionali attribuiti al servizio ispettivo dell´azienda ospedaliera (istituito con determina del direttore generale n. 272 del 6 luglio 2010 e successivamente disciplinato con determina n. 315 DG del 30 luglio 2010);
c. rispetto a ciascuno dei soggetti interessati dagli accertamenti "è stata predisposta una scheda di accertamento documentale, cui ha fatto seguito un´attività istruttoria di carattere documentale consistente nell´esame del fascicolo personale, nell´esame dei tabulati di presenza nella richiesta di informazioni ad istituzioni pubbliche e private, nella richiesta di informazioni di responsabili delle varie strutture aziendali in particolare, per quanto attiene l´attività libero-professionale intra moenia autorizzata, le giornate e gli orari nei quali la stessa viene svolta";
d. "ai sensi dell´art. 7 della legge n. 241/1990 è stata inviata una formale comunicazione al soggetto sottoposto a verifica, contenente le informazioni riguardanti la natura e la finalità dell´ispezione, le modalità di raccolta dei dati personali ed i responsabili del procedimento".
4. L´Istituto Nazionale Previdenza Sociale - Direzione provinciale di Ancona ha effettuato una comunicazione al Garante, ai sensi degli artt. 19, comma 2, e 39, comma 2, del Codice, al fine di poter comunicare all´azienda ospedaliera universitaria "Ospedali Riuniti" di Ancona, su richiesta della stessa, i dati personali concernenti la sussistenza di eventuali posizioni previdenziali nel Casellario dei lavoratori attivi relativi a un gruppo di propri dipendenti identificato in un arco temporale predeterminato.
La comunicazione tra soggetti pubblici di dati personali, diversi da quelli sensibili e giudiziari, è ammessa se espressamente prevista da norma di legge o di regolamento oppure, in mancanza di tale norma, qualora risulti comunque necessaria per lo svolgimento di funzioni istituzionali; in quest´ultimo caso, il titolare deve effettuare una preventiva comunicazione al Garante (artt. 19, comma 2, e 39 del Codice).
5. Dall´esame della normativa di settore applicabile (menzionata in parte dall´azienda ospedaliera, anche nei documenti istruttori predisposti in vista dell´istituzione del servizio ispettivo) risulta che:
a. l´art. 1, comma 62, l. 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica) prevede l´istituzione di servizi ispettivi presso le singole amministrazioni e l´effettuazione, tramite gli stessi ovvero mediante il Dipartimento della funzione pubblica che può avvalersi, (d´intesa con il Ministero delle finanze) della Guardia di finanza, di "verifiche a campione sui dipendenti […], finalizzate all´accertamento dell´osservanza delle disposizioni di cui ai commi da 56 a 65" della legge medesima (disposizioni relative al rapporto di lavoro a tempo parziale e alle incompatibilità);
b. l´art. 1, comma 14, l. n. 662/1996 ha rimesso ad un decreto del Ministro della sanità il compito di stabilire, tra l´altro, "le modalità per il controllo del rispetto delle disposizioni sulla incompatibilità";
c. con decreto del Ministero della sanità del 31 luglio 1997 (Attività libero-professionale e incompatibilità del personale della dirigenza sanitaria del Servizio sanitario nazionale) – con il quale si è sostituito il decreto del 28 febbraio 1997 avente identico oggetto (cfr. Corte cost., 5 febbraio 1998, n. 13) –, l´art. 6, comma 1, ha previsto che "ai sensi del comma 62 dell´art. 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, la U.S.L. provvede all´accertamento dell´osservanza delle disposizioni sull´incompatibilità attraverso periodiche verifiche a campione nonché specifici accertamenti nelle istituzioni sanitarie private, accreditate o non accreditate";
d. con la disciplina regolamentare appena richiamata si è altresì disposto che, "le istituzioni sanitarie private sono tenute a fornire, su richiesta della U.S.L., tutte le informazioni utili all´accertamento di eventuali situazioni di incompatibilità" (comma 3; sul punto, v. anche i chiarimenti forniti dall´Autorità il 30 novembre 1999, doc. web n. 30931) e che, "per agevolare il controllo del rispetto delle disposizioni sull´incompatibilità, il Ministero della sanità pubblica annualmente l´elenco delle case di cura accreditate, anche parzialmente, e di quelle non accreditate" (comma 5);
e. quanto alle modalità per effettuare detti controlli in materia di incompatibilità, l´art. 2, decreto Ministero della sanità, 11 giugno 1997 ha previsto che le stesse dovessero essere stabilite "con separato provvedimento" (comma 1) e che "fino all´entrata in vigore della predetta disciplina […] i controlli del rispetto delle disposizioni sulla incompatibilità sono effettuati dai servizi ispettivi delle aziende secondo i propri ordinamenti, fermo restando l´applicazione delle disposizioni di cui all´art. 1, commi 60 e 61, della legge 23 dicembre 1996, n. 662" (comma 2).
6. All´interno di tale cornice normativa, stratificatasi nel tempo, devono essere considerati, al fine di una compiuta valutazione della liceità della richiesta comunicazione di dati personali da parte dell´INPS, anche ulteriori elementi.
Da un lato, la regolamentazione di settore che (al di là delle regole di protezione dei dati personali) individua i soggetti autorizzati ad accedere al Casellario (vale a dire, gli enti previdenziali e gli iscritti, in base all´art. 4, decreto Ministero del lavoro e delle politiche sociali, 4 febbraio 2005, Istituzione del Casellario centrale delle posizioni previdenziali attive presso l´Istituto nazionale della previdenza sociale). Dall´altro, la disposizione regolamentare che, con puntuale riferimento alla materia in esame, consente alla Guardia di finanza di acquisire la pertinente documentazione: per l´art. 39, comma 28, l. 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica), infatti, "nell´esercizio dei compiti attribuiti dall´art. 1, comma 62, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, il Corpo della guardia di finanza agisce avvalendosi dei poteri di polizia tributaria previsti dal d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, e dal d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600. Nel corso delle verifiche previste dall´art. 1, comma 62, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, non è opponibile il segreto d´ufficio".
7. Nel caso in esame, pertanto, ai sensi degli artt. 19, comma 2 e 39 comma 2 del Codice, considerata la mancanza di un´espressa previsione di legge o di regolamento che in via diretta ammetta la comunicazione di dati richiesta dall´azienda ed in presenza, al contrario, di una puntuale disciplina che, proprio in relazione alle verifiche previste dall´art. 1, comma 62, l. n. 662/1996, consente alla Guardia di finanza di acquisire i dati necessari all´accertamento di eventuali situazioni di incompatibilità, deve ritenersi che non possa essere effettuata da parte dell´INPS la richiesta comunicazione di dati personali nelle forme prefigurate dal servizio ispettivo dell´azienda ospedaliera universitaria "Ospedali Riuniti" di Ancona.
Resta impregiudicato l´esercizio, da parte dell´azienda, del diritto d´accesso ai sensi dell´art. 22, l. n. 241/1990 alle informazioni pertinenti rispetto al perseguimento delle finalità istituzionali, conformemente, peraltro, a quanto già prefigurato dall´INPS.