Source: https://www.exeo.it/Articoli/6457/variante-urbanistica-piani-peep-e-piani-particolareggiati.aspx
Timestamp: 2019-08-26 01:04:43+00:00
Document Index: 67179478

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 8', 'art. 3', 'art.8', 'art. 34', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2']

La scadenza di un Piano particolareggiato come il PEEP, se da un lato, non comporta che le aree interessate dal Piano rimangano prive di disciplina, dall’altro non consente l’adozione di adeguamenti o varianti, in quanto il Piano è privo di efficacia. L’unica procedura consentita in tali casi è quella ordinaria che, nel rispetto della legge, si conclude con l’adozione di un rinnovato PEEP.
E' illegittima la variante al PEEP che, traslando determinate opere in area su cui non è consentito realizzarle, sottragga di fatto alla cooperativa convenzionata il diritto di costruire e mantenere edifici adibiti a servizi connessi alla residenza.
Il P.E.E.P. rientra in un disegno normativo volto a consentire che l'acquisizione di aree fabbricabili per l'edilizia economica e popolare sia inquadrato in uno strumento urbanistico più ampio, sicché esso non può essere in contrasto con un precedente piano urbanistico generale, di cui costituisce pur sempre l'attuazione nella versione originaria o in quella modificata dal P.E.E.P., che del P.R.G. ha effetto di variante.
Ove la zona oggetto del PEEP non sia già prevista come zona di espansione destinata ad edilizia residenziale, come nel caso di destinazione agricola nel Piano regolatore generale, l'approvazione del P.E.E.P. costituisce un provvedimento a duplice effetto, in quanto è ad un tempo approvazione di variante allo strumento urbanistico fondamentale o di secondo livello (Piano regolatore generale o Piano di fabbricazione) ed approvazione di piano di zona attuativo di terzo livello.
Ove la zona inclusa nel PEEP non sia già prevista come zona di espansione destinata ad edilizia residenziale, come nel caso di destinazione agricola nel Piano regolatore generale, l'approvazione del P.E.E.P. costituisce un provvedimento a duplice effetto, in quanto è ad un tempo approvazione di variante allo strumento urbanistico fondamentale o di secondo livello (Piano regolatore generale o Piano di fabbricazione) ed approvazione di piano di zona attuativo di terzo livello.
Il P.E.E.P. rientra in un disegno normativo volto a consentire che l’acquisizione di aree fabbricabili per l’edilizia economica e popolare sia inquadrato in uno strumento urbanistico più ampio, sicché esso non può essere in contrasto con un precedente piano urbanistico generale, di cui costituisce pur sempre l’attuazione nella versione originaria o in quella modificata dal P.E... _OMISSIS_ ...to di variante.
Ove la zona oggetto del PEEP non sia già prevista come zona di espansione destinata ad edilizia residenziale, come in ipotesi in cui abbia destinazione agricola nel Piano regolatore generale, l’approvazione del P.e.e.p. costituisce un provvedimento a duplice effetto, in quanto è ad un tempo approvazione di variante allo strumento urbanistico fondamentale o di secondo livello (Piano regolatore generale o Piano di fabbricazione) ed approvazione di piano di zona attuativo di terzo livello.
La facoltà per l'Amministrazione di reperire le aree da comprendere nel p.e.e.p. in zona diversa da quella legislativamente prescelta, discende ex lege dalla dizione “di norma” contenuta nell' art. 3 comma 2 L. n. 167/1962 e dalla facoltà prevista dall’art. 8 della legge medesima di introdurre varianti al P.r.g.
Alla luce dell'art. 3 L. n. 167/1962, la localizzazione dei piani per l'edilizia economica e popolare nelle zone di generale destinazione residenziale privata non costituisce variante al piano regolatore generale e non necessita dell'approvazione regionale.
Una variante ad un Piano di zona per l'edilizia economica e popolare (P.E.E.P.) che si differenzi dal piano originario precedentemente approvato solo per la variazione di alcuni dati progettuali, non comportando (nel caso di specie) incidenza sul dimensionamento del Piano né modifiche al perimetro dello stesso, rientra fra le varianti che, a norma dell’art.8 della L. n. 167/62, comma aggiunto dall'art. 34 della L. n. 865/71, per la loro ridotta incidenza, non abbisognano di approvazione regionale.
Il piano per l'edilizia economica e popolare, non potendo essere in contrasto con il piano regolatore generale, assume anche natura di variante con il conseguente mutamento nella zona delle pregresse previsioni; in tal caso pertanto la destinazione dell'area interessata dal P.E.E.P. muta da agricola ad edificabile, qualora già non sia tale.
Ove la zona oggetto del piano per l’edilizia economico – popolare non sia già prevista come zona di espansione destinata ad edilizia residenziale, come nel caso di destinazione agricola nel Piano regolatore generale, l'approvazione del P.E.E.P. costituisce un provvedimento a duplice effetto, in quanto è ad un tempo approvazione di variante allo strumento urbanistico fondamentale o di secondo livello (Piano regolatore generale o Piano di fabbricazione) ed approvazione di piano di zona attuativo di terzo livello.
Gli strumenti particolareggiati di terzo livello, di regola meramente attuativi dei piani generali, uniscono a tale funzione quella, di contenuto conformativo, di mutare, nella zona, le precedenti opzioni del piano regolatore con riferimento allo "ius aedificandi" dei proprietari dei suoli interessati. Ciò... _OMISSIS_ ... piani di edilizia economica e popolare (P.E.E.P.).
Il piano per l'edilizia popolare ed economica non può essere in contrasto con il piano regolatore generale (o con il programma di fabbricazione) cui dà esecuzione, ma può prevedere una diversa (generale) destinazione delle aree o una modifica della volumetria fabbricabile, costituendo per tale via (anche) variante del piano di livello superiore.
Nella parte in cui modifica la destinazione urbanistica dell'area il peep è strumento di conformativo di programmazione urbanistica.
Il piano di zona non può porsi, per definizione, in contraddizione con lo strumento generale, ed ove localizzi insediamenti residenziali in zona agricola, muta la propria natura da strumento attuativo a strumento generale di programmazione del territorio.
Le localizzazioni delle aree per l'attuazione dei piani di PEEP, di norma, devono essere reperite nelle zone destinate dal piano regolatore generale ad edilizia residenziale, con preferenza per le zone di espansione; ove si manifesti l'esigenza di utilizzare aree con diversa destinazione, devono essere adottate varianti allo strumento urbanistico generale.
L’art. 3 comma 4° l. n. 167/62 prevede che il piano per l'edilizia economica e popolare, formato dai comuni, ai sensi dell'art. 1 della stessa legge, possa derogare alle disposizioni del piano regolatore generale; in tal caso, costituisce variante al piano regolatore stesso, come è ribadito dal successivo art. 8, il quale stabilisce criteri diversi di approvazione a seconda che il piano comporti, o meno, variante al piano regolatore generale.
Per quanto concerne la possibilità di adottare uno strumento attuativo in variante con le formalità previste dall’art. 3 d.l. n. 115/74 va rilevato che la localizzazione c.d. accelerativa, prevista dalla norma in esame, riguarda i piani di zona anche solo adottati (ovvero le varianti adottate ad un precedente PEEP), e, pertanto, può comportare essa stessa, in linea con la previsione più generale posta dall'art. 3 comma 4 L. 18 aprile 1962 n. 16, la contemporanea adozione di una variante al piano regolatore generale.
Con l'adozione del piano di zona si realizza, contestualmente, per l'area interessata, l'adozione di una variante al piano regolatore generale.
Per l’efficacia della dichiarazione di pubblica utilità connessa ad un piano di zona non è necessaria l’approvazione della competente autorità regionale successivamente intervenuta a seguito dell’invio degli atti alla stessa da parte del Comune.
La disposizione contenuta nell'art. 3 l. 18 aprile 1962 n. 167, secondo cui le aree pubbliche da comprendere nei piani per l'edilizia residenziale pubblica sono, di norma, scelte nelle zone destinate all... _OMISSIS_ ...ni regolatori vigenti, con preferenza per quelle di espansione dell'aggregato urbano, costituisce una mera indicazione di principio che non vincola il Comune il quale, in base al comma 4 del medesimo articolo, può adottare un piano di zona in variante allo strumento generale, ove si manifesti l'esigenza dei piani in zone non aventi la citata destinazione.
La regola è che i piani di zona riguardino aree classificate come di espansione, anche se nella pratica accade che il peep riguardi zone agricole; in tal caso l'approvazione dello strumento costituisce, prima ancora di dichiarazione di pubblica utilità abilitante alla procedura espropriativa, variante al piano regolatore generale, nel senso di mutare la destinazione dell'area allo sfruttamento edilizio.
Il PEEP rientra, ai sensi dell’art. 2 della Legge n. 10/1977, fra i piani di zona e, conseguentemente, fra gli strumenti urbanistici attuativi o di terzo livello; non può essere in contrasto con il PRG ed ha natura di variante dello stesso Piano.
Il piano per l'edilizia economica e popolare, oltre a svolgere la funzione di dare esecuzione al piano di livello superiore, può anche assumere consistenza di variante del piano regolatore e cio' si verifica quando le disposizioni del PEEP trasformano la destinazione delle aree da agricola in edificatoria o quando aumentano o riducono la volumetria fabbricabile importando una variante dell'indice medio di fabbricabilità.
La localizzazione dei PEEP può avvenire in variante al PRG.
L’introduzione di destinazioni urbanistiche non previste da un piano particolareggiato (nella specie una destinazione urbanistica residenziale in un piano attuativo di zona D a vocazione eminentemente produttiva) e sostanzialmente disomogenee rispetto a quelle proprie e caratterizzanti dello strumento urbanistico, incidono sull'assetto complessivo e necessitano di una specifica procedura di variante per essere introdotte.
La riscontrata idoneità della variante a modificare la sistemazione edilizia del comparto, per come definita nella convenzione di lottizzazione, implica, in conclusione, di qualificare la stessa come essenziale e di esigere, di conseguenza, per la sua approvazione, l'assenso di tutti i proprietari delle aree comprese nel piano.
L’approvazione di un piano attuativo non costituisce in alcun modo un affidamento qualificato del proprietario dei beni interessati, potendo il piano stesso essere modificato da nuove determinazioni dell’Amministrazione attraverso varianti allo strumento urbanistico generale.
Le prescrizioni di strumenti di terzo livello (quali i piani particolareggiati), di regola attuativi dei piani generali, posso... _OMISSIS_ ...la loro funzione tipica quella ulteriore di contenuto conformativo, innovando, nella zona contemplata, le pregresse opzioni del piano regolatore con riguar... _OMISSIS_ ...