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Timestamp: 2019-08-23 19:31:43+00:00
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Per scomputare le ritenute non è necessaria la certificazione dei sostituti d'imposta - Il tuo tributarista
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Per scomputare le ritenute non è necessaria la certificazione dei sostituti d’imposta
La certificazione del sostituto d’imposta attestante le ritenute operate non assurge più a prova unica ed esclusiva dell’adempimento dell’obbligo fiscale. Lo ha precisato la Ctp di Caltanissetta con la sentenza n. 67/01/19 depositata il 16/01/19.
In seguito alla mancata presentazione da parte del sostituto d’imposta del modello 770, l’Agenzia delle entrate, con controllo ai sensi dell’ex art. 36 ter dpr n. 600/73, aveva rettificato le ritenute riportate dal contribuente nel proprio Modello Unico.
Il contribuente pur ammettendo di non avere a disposizione le certificazioni attestanti il versamento, da parte del sostituto di imposta, relativamente alle somme non riconosciute dall’Ufficio, per evitare il doppio prelievo, si è attenuto a quanto fissato dalla risoluzione ministeriale n. 68/09.
Solo nel corso del giudizio, il contribuente ha provveduto ad allegare la documentazione attestante l’emissione della fattura, con i calcoli relativi anche alle somme non percepite perché trattenute dal sostituto di imposta, dimostrando la non contestata mancata percezione delle somme dovute all’erario e che il sostituto avrebbe dovuto versare e non ha versato.
Secondo la CTP siciliana “non è decisivo il fatto che la prova delle ritenute subite non si basi sulla relativa certificazione rilasciata al contribuente stesso dal sostituto d’imposta. L’art.3 del D.P.R. n.600/1973 è stato modificato dall’art. 1 del DL. n.330/1994 (convertito in legge n.473/1994) che ha soppresso l’obbligo di allegazione, alla propria denuncia dei redditi, della certificazione del sostituto d’imposta attestante le ritenute operate ha quindi riconosciuto come tale attestazione non assurga più a relativa prova unica ed esclusiva dell’adempimento dell’obbligo fiscale.
La giurisprudenza ha conseguentemente affermato che tale modifica normativa “ha attenuato la rilevanza formale della certificazione, che in ogni caso non può travolgere la realtà sostanziale del rapporto trilatero fra sostituito, sostituto e fisco, sicché la norma sul controllo formale delle dichiarazioni, usualmente intesa come fonte del recupero delle ritenute non certificate, deve essere integrata secondo i principi generali della prova; motivo per cui quando stabilisce che gli uffici possono escludere lo scomputo delle ritenute d’acconto non risultanti da certificazioni dei sostituti d’imposta, l’art. 36 ter D.P.R. n. 600/1973 deve essere interpretato nel senso che gli uffici finanziari (e a fortiori i giudici tributari) possono apprezzare anche le prove diverse dal certificato, ad esso equipollenti” (Cass. 7/6/2017 n. 14138)”.
CTP di CALTANISSETTA con la sentenza n. 67/01/19 depositata il 16/012/19
Nastasi Marco
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