Source: https://www.prontoprofessionista.it/articoli/costi-indeducibili-black-list-e-dta-ultima-parte-consulenti-fiscali-e-tributari-fisco-e-tributi-dott-ernesto-cherici-tributarista-fiscalita-039-internazionale-consulenza-aziendale-como-como-lombardia-5034.html
Timestamp: 2018-09-21 14:17:50+00:00
Document Index: 11400468

Matched Legal Cases: ['art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art.9', 'art.11', 'art.12', 'art. 24', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 27']

Costi indeducibili Black-list e DTA (ultima parte) | ProntoProfessionista.it
In tale circostanza, il Collegio ha deciso che in caso di conflitto tra la norma interna (nel caso esaminato l'art. 110, comma 10, del Tuir) e le disposizioni contenute nelle Convenzioni, le ultime devono prevalere sulla base del criterio di specialità (secondo il principio di diritto generi per speciem derogatur) con la conseguente deroga all'art. 110, comma 10, del Tuir e non, come ritenuto dall'Agenzia delle Entrate in relazione al criterio della successione temporale. In particolare è stato sostenuto dal Collegio "che le disposizioni contenute in una Convenzione internazionale, in quanto destinate a disciplinare in via esclusiva i rapporti tra i soggetti appartenenti ad uno Stato estero ed i soggetti appartenenti allo Stato italiano, ovvero i rapporti tra uno Stato Estero e l'Italia, assumono il carattere di specialità e, quindi, assumano rilievo rispetto alle normative nazionali quali, nel caso in esame, il Tuir."
La decisione presa con la Sentenza de qua, sottolinea l'esistenza di profili di incompatibilità tra la disposizione ex art. 110, comma 10, del Tuir e la "Clausola di non discriminazione" inserita nelle Convenzioni redatte secondo il modello OCSE, in base alla quale "Fatta salva l'applicazione delle disposizioni dell'art.9, del paragrafo 6 dell'art.11 o del paragrafo 4 dell'art.12, gli interessi, i canoni ed altre spese pagati da un'impresa di uno Stato contraente ad un residente dell'altro Stato contraente sono deducibili ai fini della determinazione degli utili imponibili di detta impresa, nelle stesse condizioni in cui sarebbero deducibili se fossero pagate ad un residente del primo Stato. Parimenti, i debiti di un'impresa di uno Stato contraente nei confronti dei residenti dell'altro Stato contraente sono deducibili, ai fini della determinazione del patrimonio imponibile di detta impresa, nelle stesse condizioni in cui sarebbero deducibili se fossero contratti nei confronti di un residente del primo Stato".
Inoltre, il Commentario OCSE all'art. 24, paragrafo 4, rubricato "Non discriminazione" dispone che ".... È tuttavia lasciata agli Stati contraenti la possibilità di modificare questa disposizione nelle convenzioni bilaterali per evitarne l’uso per finalità elusive". Nella pratica, quindi, gli Stati contraenti possono prevedere limitazioni al principio di non discriminazione inserendo nelle Convenzioni una clausola di salvaguardia del tipo "Tuttavia, le disposizioni dei paragrafi precedenti del presente articolo non pregiudicano l’applicazione delle disposizioni interne per prevenire l’evasione e l’elusione fiscale", permettendo così l'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 110, comma 10 e segg., del Tuir., in quanto la clausola in argomento è contenuta in una Convenzione internazionale che è destinata a disciplinare in via esclusiva i rapporti tra i soggetti appartenenti ad uno Stato estero ed i soggetti appartenenti allo Stato italiano, ovvero i rapporti tra uno Stato Estero e l'Italia. Il nostro legislatore al fine di consentire l'applicazione dell'art. 110, comma 10. del Tuir sta procedendo all'implementazione degli accordi già sottoscritti con l'inserimento di tale clausola di salvaguardia che, ad esempio, è stata inserita in sede di redazione dell'accordo, non ancora reso esecutivo in Italia, con Hong Kong firmata in data 14 gennaio 2013 (art. 27 rubricato "Varie").
Articolo del: 02 dic 2016
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