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Timestamp: 2020-08-11 03:13:40+00:00
Document Index: 171969523

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 194', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 102', 'art. 103', 'art. 172']

Circolare Crisi e Insolvenza - Abbonamenti FISCOeTASSE.com
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Il presente contributo esamina il Titolo VII del nuovo Codice della Crisi, recante le disposizioni in materia di liquidazione coatta amministrativa.
Mancando di recepire i principi contenuti nella Legge Delega n. 155/2017, che, all’art. 15, comma 1, lettera a), auspicava l’applicazione della disciplina concorsuale ordinaria anche alle imprese in crisi soggette alla liquidazione coatta, il legislatore della Riforma ha adottato una soluzione di continuità rispetto alla normativa previgente.
Nel coordinamento di norme generali e speciali in materia di imprese soggette alla liquidazione, scompare nel nuovo Codice della Crisi il complesso sistema gerarchico sancito nel previgente art. 194 L.F.
Restano sostanzialmente invariate le disposizioni in materia di apertura della procedura, formazione del passivo e liquidazione dell’attivo, nonché quelle relative ai poteri riconosciuti al commissario liquidatore e al regime autorizzatorio dell’Autorità che vigila sulla liquidazione.
1. Premessa. Le fonti, le finalità, i presupposti oggettivi e soggettivi.
2. Il rapporto con la procedura di liquidazione giudiziale.
3. L’accertamento giudiziario dello stato di insolvenza.
3.1. Accertamento dello stato di insolvenza anteriore all’apertura della liquidazione coatta.
3.2. Accertamento dello stato di insolvenza successivo all’apertura della liquidazione coatta.
4. Gli organi.
5. Il procedimento di liquidazione coatta.
5.1. L’apertura: il provvedimento di liquidazione.
5.2. La formazione dello stato passivo.
5.3. La liquidazione e la ripartizione dell’attivo. La chiusura della liquidazione.
6. Il concordato nella liquidazione coatta amministrativa.
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Le novità in tema di procedure concorsuali alla luce del D.L. 23/2020
Il presente contributo esamina le novità in tema di procedure concorsuali alla luce del DL 23/2020.
Il decreto legge 8 aprile 2020, n. 23 (“Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché di interventi in materia di salute e lavoro, di proroga dei termini amministrativi e processuali”), c.d. Decreto Liquidità, ha dettato inter alia non marginali disposizioni in ambito concorsuale, destinate ad avere un impatto considerevole sulle procedure concorsuali in essere e su quelle avviate ad esito dell’entrata in vigore dello stesso (9 aprile 2020).
Pur trattandosi di un quadro normativo ancora suscettibile di modifiche all’atto della conversione in legge del decreto, è parso opportuno tracciare una prima analisi delle disposizioni di nuova introduzione.
Per ragioni di completezza il quadro normativo così tracciato deve poi essere integrato – per quanto concerne la disciplina dei termini processuali applicabili alle procedure concorsuali – con una sintetica analisi di talune previsioni già precedentemente introdotte dal decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 (“Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”), c.d. Cura Italia.
1. Art. 5 D.L. 23/2020. Il differimento dell’entrata in vigore del codice della crisi
2. Art. 9 D.L. 23/2020. Le disposizioni relative ai termini di esecuzione dei piani di ristrutturazione e delle procedure in corso.
2.1. Il termine di esecuzione delle proposte di concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione del debito omologati.
2.2. Il termine di esecuzione delle proposte di concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione del debito non ancora omologati.
2.3. La proroga del termine per il deposito della proposta di concordato preventivo e dell’accordo di ristrutturazione del debito.
3. Art. 10 D.L. 23/2020. L’improcedibilità delle istanze di fallimento ed il computo dei termini per l’esercizio delle azioni revocatorie.
3.1. L’improcedibilità dei ricorsi per la dichiarazione di fallimento.
3.2 La richiesta di fallimento presentata dal PM.
3.3 Il computo dei termini per l’esercizio delle azioni revocatorie e per la dichiarazione di fallimento dell’impresa cessata.
4. Art. 83 D.L. 18/2020. La sospensione dei termini processuali.
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La crisi dei gruppi di imprese nelle procedure di risanamento della crisi o dell'insolvenza
I GRUPPI DI IMPRESE NEL CCI
Il presente contributo esamina il Titolo VI del nuovo Codice della Crisi, recante le disposizioni in materia di gruppi di imprese in crisi o in stato di insolvenza.
L’art. 2 CCI fornisce talune definizioni rilevanti in materia di insolvenza del gruppo e di individuazione del Tribunale competente.
Saranno oggetto di disamina le norme in materia di piano unico di risanamento e la più articolata disciplina dei concordati preventivi e degli accordi di ristrutturazione dei debiti di gruppo, ove particolare rilevanza assume la previsione di un procedimento unitario per le imprese facenti parte del gruppo, con la facoltà di presentare un piano di concordato misto, che preveda per talune imprese del gruppo la continuità dell’operatività aziendale, per altre la soluzione liquidatoria.
2. I gruppi di imprese prima e dopo la riforma: un primo confronto.
2.1. I gruppi di imprese nel preesistente quadro normativo.
2.2. Le definizioni di cui all’art. 2 CCI. La competenza del Tribunale in materia di gruppi di imprese.
3. La disciplina dei gruppi di imprese nel CCI.
3.1. Il piano unitario di risanamento.
3.2. Il concordato e gli accordi di ristrutturazione di gruppo.
3.2.1. Il piano di concordato di gruppo.
3.2.2. Il procedimento unitario del concordato di gruppo.
4. La liquidazione giudiziale di gruppo.
4.1. Un unico curatore per una pluralità di comitati di creditori.
4.2. L’individuazione del Tribunale competente.
5. La disciplina dei finanziamenti infragruppo.
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Liquidazione controllata del sovraindebitato e l'esdebitazione
LA DOMANDA DEL DEBITORE
LE AZIONI DEL LIQUIDATORE
Il presente contributo illustra la procedura di liquidazione controllata del sovraindebitato, disciplinata dal capo IX del nuovo CCII. Possono accedere tutti i soggetti sovraindebitati, a differenza delle altre due procedure di sovraindebitamento.
E’ una procedura liquidatoria molto simile alla Liquidazione giudiziale prevista per le procedure maggiori, con alcune semplificazioni rispetto alla stessa. Trattasi in sostanza di un mini-fallimento, nel quale svolge un ruolo fondamentale il Liquidatore nominato.
La seconda parte è dedicata all’esdebitazione del debitore meritevole e alla importante novità del CCII dell’esdebitazione a costo zero per il debitore che non può offrire alcuna attività.
2. La liquidazione controllata del sovraindebitato secondo il CCII
3. Domanda del debitore
4. APERTURA DELLA LIQUIDAZIONE CONTROLLATA
5. CONCORSO DI PROCEDURE
6. ELENCO DEI CREDITORI, INVENTARIO DEI BENI E PROGRAMMA DI LIQUIDAZIONE
7. FORMAZIONE DEL PASSIVO
8. AZIONI DEL LIQUIDATORE
9. ESECUZIONE DEL PROGRAMMA DI LIQUIDAZIONE
10. CHIUSURA DELLA PROCEDURA
11. CREDITORI POSTERIORI
12. L’ESDEBITAZIONE SECONDO IL CCII
13. L’ESDEBITAZIONE DI DIRITTO DEL SOVRAINDEBITATO
14. IL DEBITORE INCAPIENTE
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La liquidazione giudiziale delle società
Il presente contributo ripercorre l’ultima fase della procedura di liquidazione giudiziale, ovverosia quella della sua chiusura. Per quanto concerne i casi di chiusura, il CCI ripropone le medesime ipotesi già contemplate dalla Legge Fallimentare.
Resta invariata anche la disciplina della riapertura della liquidazione giudiziale, quando nel patrimonio del debitore sopraggiungano attività che rendano utile tale provvedimento, mentre non è più prevista la possibilità di riaprire la procedura quando il fallito offra la garanzia di pagare almeno il dieci per cento ai creditori vecchi e nuovi.
Il Capo VII del Titolo V del CCI reca la disciplina del “vecchio” concordato fallimentare, di cui è mantenuta la struttura. Un’importante novità riguarda la legittimazione del debitore a proporre la domanda di concordato, riconosciuta solo ove questi sia in grado apportare risorse che incrementino il valore dell’attivo di almeno il dieci per cento.
Infine, il Capo VIII, recante la disciplina della liquidazione giudiziale delle società, introduce talune novità in materia di esercizio delle azioni di responsabilità verso gli amministratori da parte del curatore.
2. La cessazione della procedura di liquidazione giudiziale.
3. Il concordato nella liquidazione giudiziale.
4. La liquidazione giudiziale delle società.
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La verifica del passivo
Il presente contributo propone un raffronto tra le disposizioni in materia di verifica del passivo nell’ambito della liquidazione giudiziale nel nuovo CCI e quelle contenute nella Legge Fallimentare.
Se, da un lato, rimangono sostanzialmente invariate le norme riferite alla fase di apertura dell’accertamento ed alla fase di formazione del progetto di stato passivo; dall’altro lato, subisce una serie di importanti modifiche la disciplina delle impugnazioni.
Infine, è ridotto da dodici a sei mesi il termine massimo per la presentazione di domande tardive, mentre rimane invariata la disciplina della chiusura anticipata della procedura, di cui all’art. 102 L.F., e delle domande di restituzione e rivendica di cui al “vecchio” art. 103 L.F.
2. L’accertamento del passivo. L’avviso ai creditori
3. La domanda di insinuazione al passivo
4. Il progetto di stato passivo: formazione, esecutività e comunicazione ai creditori
5. Il sistema delle impugnazioni
6. Le domande tardive
7. I procedimenti di rivendica e restituzione. La previsione di insufficiente realizzo
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Gli effetti dell'apertura della procedura sui rapporti giuridici pendenti (segue)
Il presente contributo continua la disamina delle disposizioni che il Codice della Crisi e dell’Insolvenza riserva alla nuova “liquidazione giudiziale”, concentrandosi sugli effetti che l’apertura della procedura determina con riferimento ad una prima parte dei contratti pendenti.
Anche in questo caso la disciplina dettata dal Codice della Crisi e dell’Insolvenza riprende in buona parte la normativa già tracciata dalla Legge Fallimentare, innestando su di una struttura conforme a quella già conosciuta talune innovazioni che, pur limitate da un punto di vista numerico, determineranno significative modifiche nella gestione dell’impresa nella fase di esercizio provvisorio.
La presente circolare prosegue quindi la trattazione della restante parte dei rapporti contrattuali disciplinati dal Codice della Crisi.
1.. Premessa
2.. Le fattispecie contrattuali in linea con le previsioni della legge fallimentare
3.. Il contratto di affitto di azienda
4.. Il contratto di assicurazione
5.. I contratti di lavoro
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Gli effetti dell'apertura della procedura sui rapporti giuridici pendenti
Considerando l’importanza dell’argomento, la presente circolare avrà ad oggetto solo una prima parte delle figure contrattuali disciplinate dal Codice della Crisi, essendo rinviata alla prossima circolare la restante parte dei rapporti contrattuali disciplinati dalla norma.
2. La disciplina dei contratti pendenti.
2.1 I principi di carattere generale di cui all’art. 172 CCI.
2.2 La disciplina dei contratti preliminari.
2.3 I contratti relativi ad immobili da costruire.
2.4 La disciplina dei contratti di carattere personale.
2.5 La disciplina dei finanziamenti destinati ad uno specifico affare.
2.6 La disciplina dei contratti preliminari.
2.7 La vendita con riserva della proprietà.
2.8 I contratti ad esecuzione continuata o periodica.
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Gli effetti dell'apertura della procedura sugli atti pregiudizievoli per i creditori
Il presente contributo prosegue nell’esame della nuova “liquidazione giudiziale”, prendendo in considerazione gli effetti che l’apertura dell’apertura della procedura determina con riferimento agli atti pregiudizievoli per i creditori.
La disciplina dettata dal Codice della Crisi e dell’Insolvenza sul punto riprende la disciplina già tracciata dalla Legge Fallimentare, mantenendo inalterata la struttura di fondo.
Non mancano, tuttavia, talune innovazioni che paiono meritevoli di attenzione in ragione dei riflessi concreti che potranno avere nella prassi applicativa.
1.1 Gli atti a titolo gratuito
1.2 I pagamenti di crediti non scaduti e postergati
1.3 L’azione revocatoria ordinaria
1.4 Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie
1.5 I patrimoni dedicati ad uno specifico affare
1.6 Il pagamento di cambiali scadute
1.7 Gli atti compiuti tra coniugi, parti di un’unione civile tra persone dello stesso sesso o conviventi di fatto
1.8 I limiti temporali delle azioni revocatorie e d’inefficacia
1.9 Gli effetti della revocazione
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