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Timestamp: 2018-04-20 08:43:02+00:00
Document Index: 53708089

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 25', 'art. 41', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 40', 'art. 11', 'art. 28', 'art.  40', 'art. 16', 'art. 31', 'art.  41', 'art.  33', 'art.  40', 'art.  18', 'art. 25', 'art.\n25', 'art. 11', 'art. 11', 'art.  29', 'art.  18', 'art.  32', 'art.  2']

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 28 settembre 2011 | Edilone.it
<DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 30 giugno 2011, n. 163 – Individuazione dei termini superiori ai novanta giorni per la conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza dell’Istituto nazionale di statistica, ai sensi dell’articolo 2, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241, come modificato dall’articolo 7 della legge 18 giugno 2009, n. 69. (11G0204) – (GU n. 231 del 4-10-2011
DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2011, n. 165 – Attuazione della direttiva 2009/18/CE che stabilisce i principi fondamentali in materia di inchieste sugli incidenti nel settore del trasporto marittimo e che modifica le direttive 1999/35/CE e 2002/59/CE. (11G0206) – (GU n. 233 del 6-10-2011>
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 28 settembre 2011
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 28 settembre 2011 - Individuazione degli Stati extracomunitari e dei territori stranieri che impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla direttiva 2005/60/CE, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita' criminose e di finanziamento del terrorismo e che prevedono il controllo rispetto a tali obblighi. (11A13067) - (GU n. 232 del 5-10-2011 )
Individuazione degli Stati extracomunitari e dei territori  stranieri
che impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla  direttiva
2005/60/CE,  relativa   alla   prevenzione   dell’uso   del   sistema
finanziario  a  scopo  di  riciclaggio  dei  proventi  di   attivita’
criminose e di  finanziamento  del  terrorismo  e  che  prevedono  il
controllo rispetto a tali obblighi. (11A13067)
Vista  la  Direttiva  2005/60/CE  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio del 26 ottobre 2005 relativa alla prevenzione dell’uso  del
sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di  attivita’
criminose e di finanziamento del terrorismo;
Vista la Direttiva 2006/70/CE della Commissione del 1° agosto  2006
recante  misure  di  esecuzione  della   Direttiva   2005/60/CE   del
Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la definizione
di «persone  politicamente  esposte»  e  i  criteri  tecnici  per  le
procedure semplificate di adeguata verifica  della  clientela  e  per
l’esenzione nel caso di un’attivita’ finanziaria esercitata  in  modo
occasionale o su scala molto limitata;
Visto il decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 di attuazione
della Direttiva 2005/60/CE concernente la  prevenzione  dell’utilizzo
del sistema finanziario  a  scopo  di  riciclaggio  dei  proventi  di
attivita’ criminose e di finanziamento del terrorismo  nonche’  della
Direttiva  2006/70/CE  che  ne  reca  misure  di  esecuzione  e,   in
particolare, l’art. 25, comma 2, nonche’ l’art. 25, comma 1,  lettera
c) del medesimo decreto legislativo;
Vista  la  Sezione  IV  del  Capo  I  del  Titolo  II  del  decreto
legislativo 21 novembre 2007, n. 231 di  attuazione  della  Direttiva
2005/60/CE  concernente  la  prevenzione  dell’utilizzo  del  sistema
criminose e di finanziamento del terrorismo nonche’  della  Direttiva
2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione;
Visto l’accordo tra gli Stati membri sugli Stati extracomunitari  e
territori stranieri da considerare equivalenti, raggiunto  a  margine
della riunione del 15 giugno 2011 del Comitato per la prevenzione del
riciclaggio e del finanziamento del terrorismo previsto dall’art. 41,
paragrafo 1 della Direttiva 2005/60/CE;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del  12
agosto 2008 e la necessita’  di  modificarlo  a  seguito  del  citato
accordo raggiunto a margine della riunione del  15  giugno  2011  del
Comitato per la prevenzione del riciclaggio e del  finanziamento  del
Rilevato che l’inclusione nell’elenco degli Stati extracomunitari e
territori  stranieri  da  considerare  equivalenti  non  preclude  la
necessita’ di operare in base  all’approccio  basato  sul  rischio  e
costituisce una  presunzione  confutabile  per  l’applicazione  delle
misure semplificate di adeguata verifica della clientela nei rapporti
con enti aventi sede in detti Stati e territori;
Considerato altresi’ che, nonostante l’inclusione nell’elenco degli
Stati  extracomunitari   e   territori   stranieri   da   considerare
equivalenti e’ ribadito l’obbligo di cui all’art. 13 della  Direttiva
2005/60/CE di applicare  obblighi  rafforzati  di  adeguata  verifica
della clientela, sulla base della valutazione del rischio  esistente,
nelle situazioni che per loro natura possono  presentare  un  rischio
piu’ elevato  di  riciclaggio  o  finanziamento  del  terrorismo  nei
rapporti con enti, che siano clienti, ed abbiano sede in detti  Stati
e territori;
Vista la necessita’ di assicurare l’uniformita’  dell’elenco  degli
equivalenti redatto a margine della riunione del 15 giugno  2011  del
terrorismo e la rilevanza a tale fine  della  concertazione  con  gli
Stati membri e con la Commissione europea anche nell’ipotesi prevista
dal successivo art. 3 del presente decreto;
Viste le informazioni  disponibili  a  livello  internazionale,  le
informazioni risultanti  dai  rapporti  di  valutazione  dei  sistemi
nazionali di prevenzione del  riciclaggio  e  del  finanziamento  del
terrorismo adottati dal Gruppo  d’azione  finanziaria  internazionale
(GAFI), dai gruppi regionali costituiti sul  modello  del  GAFI,  dal
Fondo monetario internazionale o  dalla  Banca  mondiale  sulla  base
delle Raccomandazioni e della  Metodologia  GAFI  riviste  nel  2003,
nonche’ le ulteriori  informazioni  aggiornate  fornite  dagli  Stati
Considerato che gli Stati appartenenti all’Area  economica  europea
(Islanda, Liechtenstein e Norvegia) sono destinatari della  Direttiva
2005/60/CE e a questi fini non sono considerati «terzi»;
Considerato che  la  Commissione  non  ha  finora  adottato  alcuna
decisione ai sensi dell’art. 40, paragrafo 4 della  citata  Direttiva
2005/60/CE ove si prevede che la Commissione europea, qualora  rilevi
che uno Stato extracomunitario non  soddisfa  le  condizioni  di  cui
all’art. 11, paragrafo 1 o 2, all’art. 28, paragrafi 3, 4 o 5, o alle
misure definite a norma del paragrafo 1, lettera b)  dell’art.  40  o
dell’art. 16, paragrafo 1, lettera b) della Direttiva stessa o che la
legislazione   di   tale   Stato   extracomunitario   non    consente
l’applicazione delle misure richieste all’art. 31, paragrafo 1, primo
comma della Direttiva, adotti una decisione di accertamento  di  tale
situazione, secondo la procedura di  cui  all’art.  41,  paragrafo  2
della Direttiva medesima;
Considerato che l’art.  33  della  citato  decreto  legislativo  21
novembre 2007, n. 231 prevede che, quando la Commissione  adotta  una
decisione  a  norma  dell’art.  40,  paragrafo  4,  della   Direttiva
2005/60/CE,  i  destinatari  del  decreto  non  possano  ricorrere  a
soggetti terzi dello Stato extracomunitario oggetto  della  decisione
per l’assolvimento degli  obblighi  di  cui  all’art.  18,  comma  1,
lettere a), b), e c) del medesimo decreto;
Considerato che l’art. 25, comma 1 del citato  decreto  legislativo
21 novembre 2007, n. 231 prevede che gli enti creditizi e  finanziari
situati  in  Stati  extracomunitari  ritenuti   equivalenti   saranno
assoggettati a obblighi semplificati di identificazione e che  l’art.
25, comma 4 del medesimo decreto legislativo dispone  che,  anche  in
tal caso gli  enti  e  le  persone  soggetti  al  decreto  raccolgano
comunque informazioni sufficienti per stabilire se il  cliente  possa
beneficiare di misure semplificate;
Considerato che l’art. 11, comma 4 del citato  decreto  legislativo
21 novembre 2007, n. 231 prevede l’obbligo per le succursali italiane
degli intermediari finanziari aventi sede in uno Stato estero di  cui
all’art. 11, comma 1, lettera n), e comma 2, lettera d), di osservare
gli obblighi di adeguata verifica della clientela e di  conservazione
anche attraverso misure e procedure equivalenti  a  quelle  stabilite
dal decreto prevedendo altresi’ l’obbligo, per tali soggetti, di dare
notizia  all’autorita’  di   vigilanza   di   settore,   qualora   la
legislazione dello Stato estero non consenta l’applicazione di misure
Considerato  che  l’art.  29  del  citato  decreto  legislativo  21
novembre 2007,  n.  231,  al  fine  di  evitare  il  ripetersi  delle
procedure di adeguata verifica della clientela di  cui  all’art.  18,
consente ai soggetti destinatari degli obblighi di  fare  affidamento
sull’assolvimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela
effettuato da terzi e che responsabili  finali  dell’assolvimento  di
tali obblighi continuano a essere gli enti e le persone  soggetti  al
decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 che ricorrono a terzi;
Considerato  che  l’art.  32  del  citato  decreto  legislativo  21
novembre 2007, n. 231 stabilisce che per  «terzi»  devono  intendersi
gli  enti  o  le  persone  enumerati  nell’art.  2  della   Direttiva
2005/60/CE  o  enti  e  persone  equivalenti  situati  in  uno  Stato
extracomunitario, a condizione che  siano  soggetti  a  registrazione
professionale obbligatoria, riconosciuta dalla legge; che  applichino
misure  di  adeguata  verifica  della   clientela   e   obblighi   di
conservazione dei documenti conformi o equivalenti a quelli  previsti
dalla direttiva e che  siano  soggetti  alla  sorveglianza  intesa  a
garantire il rispetto dei requisiti della direttiva secondo  il  Capo
V, Sezione 2, della direttiva medesima o siano situati in  uno  Stato
extracomunitario che imponga obblighi equivalenti a  quelli  previsti
dal citato decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231;
Sentito il Comitato di sicurezza finanziaria  nella  seduta  del  6
luglio 2011;
Gli Stati extracomunitari che  sono  attualmente  considerati  come
stati che impongono obblighi  equivalenti  a  quelli  previsti  dalla
Direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del  Consiglio  del  26
ottobre  2005  relativa  alla  prevenzione   dell’uso   del   sistema
controllo del rispetto di tali obblighi sono:
2. Brasile;
4. Hong Kong;
5. India;
6. Giappone;
7. Repubblica di Corea;
8. Messico;
9. Federazione Russa;
11. Stati Uniti d’America;
12. Repubblica del Sudafrica;
13. Svizzera.
La lista di cui all’articolo precedente  include,  con  i  medesimi
effetti indicati nell’articolo detto, altresi’ i seguenti territori:
1. Mayotte;
2. Nuova Caledonia;
3. Polinesia francese;
4. Saint-Pierre e Miquelon;
5. Wallis e Futuna;
6. Aruba;
7. Curacao;
8. Sint Maarten;
10. Bonaire;
11. Sint Eustatius;
12. Saba.
L’elenco di Stati extracomunitari e territori stranieri di cui agli
articoli 1 e 2 sara’ soggetta a revisione periodicamente, sulla  base
delle  informazioni  disponibili  a  livello  internazionale,   delle
Fondo monetario internazionale o dalla Banca mondiale, nonche’  delle
ulteriori informazioni aggiornate fornite dagli Stati interessati.
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 28 settembre 2011 redazione redazione 2015-05-19T07:37:52+00:00