Source: https://www.diritto.it/taratura-ed-omologazione-dell-apparecchio-rilevatore-sicve-c-d-tutor/
Timestamp: 2018-06-22 00:10:45+00:00
Document Index: 84256868

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 142', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 345']

Taratura ed omologazione dell’apparecchio rilevatore SICVe [ c.d. Tutor ]
Interessantissima sentenza del Gdp di Salerno dott.Raffaele Russo , in tema di taratura ed omologazione dell’apparecchio rilevatore SICVe [ c.d. Tutor ] .
nella causa civile promossa da RAGONE ANTONIETTA
Con ricorso depositato il 15/09/10, la ricorrente sig.ra RAGONE Antonietta proponeva opposizione ex L n°689/81 avverso i verbali n°SCV0001633236 del 07/05/10 e notificato il 05/06/10, n°SCV00001650519 del 04/06/10 e notificato il 20/06/10, n°SCV00001692015 del 24/06/10 e n°SCV00001655814 del 09/06/10 entrambi notificati il 27/06/10, redatti tutti dalla Polizia Stradale di Salerno per l’infrazione di cui all’art. 142/8 commessa sulla NA-SA e rilevata a mezzo SICVe. Verificata la regolarità della notifica alle parti del ricorso, pedissequo decreto di fissazione della comparizione e dell’ordinanza del 25/10/10, in via preliminare deve darsi atto della mancata comparizione degli Enti resistenti, che non si sono costituiti e neppure hanno depositato nei termini in Cancelleria la documentazione richiesta ex art. 23 L 689/81. A motivazione della propria impugnazione il ricorrente eccepisce la nullità dei verbali per mancata contestazione immediata ed omissione della motivazione, per erronea applicazione della decurtazione del 5% prevista dal DM del 29/10/97, mancata indicazione della taratura ed omologazione dell’apparecchio rilevatore, nonché per l’irregolarità dello accertamento. Questo Giudice, unitamente alla chiesta sospensiva, ha ritenuto di poter decidere anche dell’opposizione sulla scorta delle eccezioni sollevate, dal mancato deposito della documentazione richiesta, si è riservata la sentenza dandone lettura del dispositivo.
Ad abundantiam, è sicuramente opportuno ricordare l’esistenza delle prescrizioni di cui all’art. 1, comma 4 del D.M. a firma della Dir. Gen. per la Motorizzazione n°3999 del 14/12/04, che ha approvato il Sistema di Controllo dei Limiti di Velocità, denominato SICVe. Tale articolo, infatti, contiene precise indicazioni circa la scelta dell’ubicazione delle unità di rilevamento e stabilisce che, all’interno delle tratte interessate al controllo a mezzo del sistema detto, non debbono essere presenti situazioni “statisticamente rilevanti”, quali svincoli, aree di servizio o di parcheggio, tali da determinare l’introduzione di elementi di discriminazione e di iniquità tra gli stessi automobilisti. Tali indicazioni corrispondono ad una precisa ratio, ossia quella di evitare disparità di trattamento tra gli automobilisti che effettuano soste o uscite dall’autostrada e coloro che, invece, percorrono l’intera tratta soggetta a controllo. Da ciò l’accorgimento inserito nel D.M. citato, adottato su prescrizione della V Sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici; tale prescrizione è stata adottata nell’adunanza del 28/04/04, voto n°71. È stato stabilito che “l’ubicazione delle unità di rilevamento deve essere scelta in modo che fra due sezioni, tra le quali viene accertata la velocità media, non vi siano immissioni od uscite di traffico e, preferibilmente, neppure aree di servizio o di parcheggio”. Essendoci uno svincolo fra i due punti di rilevamento, il ricorrente lamenta la lesione, da parte degli accertatori, del suddetto art. 1, comma 4 del D.M. del 14/12/04 e di converso di evidenti elementi di disparità di trattamento tra gli stessi utenti della strada in quanto detta presenza può indubbiamente sottrarre l’automobilista più incosciente ai rigori del sistema SICVe. Inoltre, nel verbale di contravvenzione non è indicato la presenza del cartello che avverte gli automobilisti della presenza del dispositivo elettronico della velocità. Secondo l’articolo 142 n.6 bis del CdS, infatti, non basta che sia stata posizionata la segnaletica verticale di preavviso obbligatorio agli utenti della rilevazione strumentale della velocità, ma occorre che ne venga dato atto puntualmente nel verbale di contestazione dell’infrazione. Cosa che nella fattispecie non è invece avvenuta. Ancora va rilevata la palese disparità di trattamento (illegittimo di costituzionalità) se si considera che il servizio di rilevamento della velocità SICVE lavora per mezzo di una serpentina, inserita nell’asfalto, lunga circa 3.30 metri, posizionata in ogni corsia della misura di circa 4,55 metri. Il rilevamento si eccepisce quando il veicolo attraversa i sensori posizionati che servono ad indicare il passaggio del veicolo, ma la cosiddetta serpentina non può definire la classe del veicolo: ad esempio, se transitasse una moto ai bordi della striscia tratteggiata alla velocità di X km/h il sistema non sarebbe in grado di percepirne il passaggio, in quanto manca parte del sensore per rilevare i dati; oppure, per esempio, se transitasse al bordo della linea continua una moto o tagliasse il percorso per 10 m sulla corsia di emergenza, il SICVe non sarebbe più in grado di percepirne il passaggio; se si transitasse a cavallo della linea tratteggiata con un qualsiasi mezzo, il sistema di rilevazione ottico non sarebbe in grado di percepire i dati della targa, in quanto lavora solo sulla propria corsia e leggerebbe, quindi, solo mezza targa senza essere in grado di identificare l’utente. E’ di tutta evidenza, dunque, l’illegittima disparità di trattamento del sistema SICVe nel rilevare l’infrazione degli automobilisti piuttosto che dei motociclisti. Infine, va fatto un esplicito richiamo alla sentenza del Giudice di Pace di Viterbo che, il 6 ottobre 2008, ha riconosciuto la diversità del Tutor rispetto all’Autovelox: il primo misura la velocità media, il secondo la velocità istantanea. Rilevando, quindi, la necessità di differenziare con una riduzione diversa in aumento (progressiva del 5, 10 e 15%), come precisato dal comma 3 dell’art. 345 delle disposizioni di attuazione del codice della strada per il Tutor quella percentuale di tolleranza del 5% prevista invece per l’Autovelox.
Questo Giudice, definitivamente pronunciando sul ricorso in del sig. Cascone, così decide:
accoglie l’opposizione e, per l’effetto annulla i verbali n°SCV0001633236, n°SCV0001650519, n°SCV0001692015 e n°SCV0001655814;
condanna l’Ente resistente alla refusione delle spese di lite che si determinano in € 221,00 complessivi (di cui € 41,00 per esborsi), oltre rimb.,CAP ed IVA, con attribuzione al procuratore antistatario;