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Timestamp: 2019-06-20 18:32:17+00:00
Document Index: 59820959

Matched Legal Cases: ['art. 358', 'art. 18', 'art. 358', 'art. 358', 'art. 358', 'art. 358', 'art. 357', 'art. 358']

Art. 358 codice penale: Nozione della persona incaricata di un pubblico servizio | La Legge per tutti
Art. 358 codice penale: Nozione della persona incaricata di un pubblico servizio
Agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio (1) (2).
Per pubblico servizio (3) deve intendersi un’attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di questa ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale (4).
Persona incaricata di un pubblico servizio: ai sensi dell’art. 358, come riformulato dalla l. 86/90, va considerata (—) colui il quale, a qualunque titolo, presta un pubblico servizio.
Deve anzitutto trattarsi di un’attività disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi, intendendosi questi ultimi come gli atti posti in essere nell’esercizio delle potestà autoritative della pubblica amministrazione.
Tale attività non deve però consistere nella formazione e manifestazione della volontà della P.A., né nell’esercizio di poteri autoritativi e certificativi, in quanto in tal caso sussisterebbero non già gli estremi del pubblico servizio, bensì della pubblica funzione. Infine la legge esclude dal concetto di pubblico servizio le attività che si traducono nello svolgimento di semplici mansioni di ordine e nella prestazione di opera meramente materiale.
Pubblico servizio: attività consistente prevalentemente in prestazioni, caratterizzata dalla mancanza di poteri autoritativi e certificativi propri della funzione pubblica con la quale è solo in rapporto di accessorietà o complementarietà.
Pubblica funzione: indica l’esercizio di un potere-dovere che la legge non si limita a riconoscere al privato o all’ente pubblico, ma che impone di esercitare per soddisfare pubblici interessi. Le funzioni sono, perciò, pubbliche, anche se sono talvolta affidate a soggetti privati.
Mansione: è il compito concreto assegnato al singolo dipendente nell’ambito di una determinata organizzazione amministrativa.
Mansione di ordine: è una nozione giuridicamente superata, soprattutto a seguito del riordino del pubblico impiego non più secondo le tradizionali carriere impiegatizie (di concetto, esecutiva, ausiliaria) ma secondo otto qualifiche funzionali, distinte secondo i contenuti di professionalità costituiti dalla complessità del lavoro, valutata secondo certi indici. In generale, può dirsi che per (—) devono intendersi le attività prive di discrezionalità e di potere decisionale (proprie, invece, della carriera di concetto) concretantesi in compiti di natura applicativa ed esecutiva.
Prestazione d’opera meramente materiale: si tratta anche qui di una nozione ormai obsoleta. Sono (—) tutte le prestazioni che per la genericità o semplicità del loro contenuto richiedono soprattutto l’utilizzo di forza fisica.
(1) Art. così sostituito ex l. 26-4-1990, n. 86 (art. 18).
(2) Sono dunque, incaricati di un pubblico servizio coloro che svolgono un’attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma che sono carenti di poteri tipici della pubblica funzione medesima, pur non esercitando mansioni d’ordine o meramente materiale.
Quanto ai singoli soggetti, la qualità di incaricato di pubblico servizio è stata, ad esempio, riconosciuta dalla giurisprudenza: agli esattori di una società concessionaria dell’erogazione del gas; a tutti gli impiegati degli enti pubblici che prestano la loro collaborazione ai pubblici ufficiali nell’opera da questi espletata; al custode del cimitero; alla guardia giurata che conduca un furgone portavalori; ai presentatori-conduttori delle trasmissioni televisive. Nessun dubbio poi che, per l’incaricato di pubblico servizio, come per il pubblico ufficiale [v. 357], la qualifica competa a chi, senza regolare atto di nomina e senza formale investitura, esplichi di fatto e non abusivamente un servizio pubblico. Non sono considerati, al contrario, incaricati di un pubblico servizio: i dipendenti di istituti bancari, i quali svolgono un’attività imprenditoriale di natura privata; l’assuntore della gestione di un apparecchio telefonico pubblico, installato nel proprio esercizio commerciale.
(4) La nozione di incaricato di pubblico servizio è, dunque, definita in negativo ed ha carattere residuale: la categoria, difatti, comprende tutti coloro che non possono definirsi né pubblici ufficiali [v. 357], né esercenti un servizio di pubblica necessità [v. 359]. È un incaricato di un pubblico servizio quel soggetto che svolge attività pertinente allo Stato o ad altro ente pubblico se, da un lato, non ha poteri d’autorità, di concorso nella formazione della volontà dell’ente e, dall’altro, non svolge mansioni puramente manuali o di fatica. È inoltre una nozione di carattere formale, perché definita in base alla disciplina di diritto positivo, e si differenzia dalla nozione di servizio pubblico propria del diritto amministrativo, di natura sia formale che sostanziale.
In base alla formulazione dell'art. 358 c.p., è incaricato di pubblico servizio chi in concreto lo esercita, indipendentemente anche da qualsiasi rapporto di impiego con un determinato ente pubblico. Il servizio pubblico di riscossione delle tasse automobilistiche rimane disciplinato da una normativa pubblicistica e persegue finalità pubbliche anche se attuato per il tramite di strumenti privatistici. La dedotta natura privatistica del rapporto dell'incaricato alla riscossione con l'Ente pubblico non incide sul carattere pubblicistico dell'attività posta in essere nell'espletamento del servizio (confermata, nella specie, la responsabilità a titolo di peculato per l'imputato che, nella qualità di incaricato di pubblico servizio in quanto mandatario dell'ACI per la riscossione delle tasse automobilistiche si era appropriato di ingenti importi riscossi a detto titolo).
Cassazione penale sez. VI 12 giugno 2013 n. 28424
Ai fini della qualifica di incaricato di pubblico servizio non rileva tanto la formale posizione lavorativa dell'agente, quanto la funzione concretamente svolta dal medesimo, indipendentemente anche da un qualsiasi rapporto di impiego con un determinato ente pubblico. L'art. 358 c.p. infatti non fa alcun riferimento al rapporto di impiego con lo Stato o altro ente Pubblico, contenuto invece nella norma previgente, indicando invece che la funzione può essere svolta a qualunque titolo. È la natura del servizio reso, da analizzarsi sotto il profilo funzionale ed oggettivo, che rileva: deve intendersi quale pubblico quel servizio che realizzi direttamente finalità pubbliche.
Cassazione penale sez. VI 11 giugno 2013 n. 26098
Non può ritenersi investito della qualità di incaricato di pubblico servizio, ai fini penali, atteso il carattere meramente esecutivo delle mansioni a lui affidate, il dipendente dell'ente Poste s.p.a. che svolga il compito di "ripartitore", ossia di addetto allo smistamento della corrispondenza.
Cassazione penale sez. VI 20 novembre 2012 n. 46245
Per gli effetti di cui agli artt. 357 e 358 c.p., la pubblica funzione o il pubblico servizio prescindono da un rapporto di impiego con lo Stato o altro ente pubblico, si che l'attività del soggetto agente debba essere imputabile ad un soggetto pubblico, occorrendo privilegiare la verifica della reale attività esercitata e degli scopi pubblici o non attraverso la stessa perseguiti (rigettato, nella specie, il ricorso avanzato dal direttore di una biblioteca accusato di essersi indebitamente appropriato, abusando della sua qualità ed in concorso con altri coindagati, di volumi antichi costituenti parte del patrimonio librario della biblioteca stessa).
Cassazione penale sez. VI 17 ottobre 2012 n. 12385
L'art. 358 c.p. definisce l'incaricato di un pubblico servizio come colui che, a qualunque titolo, presta un servizio pubblico, a prescindere da qualsiasi rapporto d'impiego con un determinato ente pubblico. Non si richiede, quindi, che l'attività svolta sia direttamente imputabile a un soggetto pubblico, essendo sufficiente che il servizio, anche se concretamente attuato attraverso organismi privati, realizzi finalità pubbliche. Pertanto, in ossequio al criterio oggettivo-funzionale e giusta il disposto del comma 2 dell'art. 358 c.p., per pubblico servizio deve intendersi un'attività, pur non direttamente imputabile a un soggetto pubblico, che sia caratterizzata di una regolamentazione di natura pubblicistica, che vincola l'operatività dell'agente o ne disciplina la discrezionalità in coerenza con il principio di legalità, con esclusione, per un verso, delle mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale e, per altro verso, delle attività proprie della pubblica funzione di cui al precedente art. 357, come tali caratterizzate dai poteri tipici di quest'ultima: poteri deliberativi, autoritativi o certificativi. (Da queste premesse è stata ravvisata la qualità di incaricato di un pubblico servizio nei confronti di un funzionario di una cassa edile, in quanto, pur essendo la cassa un soggetto privato, veniva a svolgere compiti e funzioni pubbliche nel settore previdenziale in favore degli associati: per l'effetto, secondo la Cassazione, correttamente era stato ritenuto il reato di peculato, e non quello di appropriazione indebita, a carico di un impiegato che si era appropriato di somme di denaro di cui aveva la disponibilità, perché le riscuoteva dagli imprenditori del settore edilizio a titolo di accantonamento per la successiva erogazione ai dipendenti).
Cassazione penale sez. VI 07 marzo 2012 n. 39359
I dipendenti della Croce rossa italiana rivestono la qualità di incaricati di pubblico servizio ex art. 358 c.p., prestando un pubblico servizio. (Fattispecie in tema di peculato contestata alla presidente di una sede della C.r.i.).
Cassazione penale sez. VI 12 ottobre 2010 n. 39347