Source: http://www.ambientesicurezzaweb.it/idrocarburi-il-disciplinare-sulle-licenze-minerarie/
Timestamp: 2018-03-23 01:01:46+00:00
Document Index: 139039358

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 40', 'art. 41', 'art. 1', 'art. 27', 'art.\xa0 1', 'art. 1', 'art.\xa0 57', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 3', 'art. 6', 'art.\xa0 9', 'art. 1', 'art. 27', 'art.\xa0 38', 'art. 20', 'art.\xa0 8', 'art. 3', 'art.\n13', 'art.\xa0 8', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 1', 'art.\xa0 20', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 9', 'art.\n12', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 7', 'art.\xa0 6', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 34', 'art. 38', 'art. 38', 'art.\xa0 20', 'art.\xa0 20', 'art.\xa0 38', 'art. 20', 'art.\xa0 38', 'art.\xa0 20', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 38', 'art. 11', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 8', 'art.\n20', 'art. 38', 'art.\xa0 20', 'art.\xa0 6', 'art.\xa0 1', 'art.\n20', 'art.\n1', 'art. 14', 'art.\xa0 18', 'art.\xa0 18', 'art.\xa0 19', 'art.\xa0 38']

Idrocarburi: il disciplinare sulle licenze minerarie
Home Ambiente & risorse Idrocarburi: il disciplinare sulle licenze minerarie
Anche profili di tutela ambientale e sicurezza sul lavoro nel D.M. 7 dicembre 2016 sul rilascio e l'esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale
Pubblicato il disciplinare tipo per il rilascio e l'esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale.
In particolare, all'interno del decreto del ministero dello Sviluppo economico 7 dicembre 2016 (in gazzetta ufficiale del 3 aprile 2017, n. 78) non mancano elementi riconducibili alla tutela ambientale e alla sicurezza sul lavoro.
la subordinazione a valutazione ambientale preliminare del programma lavori complessivo ai fini del conferimento delle licenze;
la commisurazione di idonee fidejussioni bancarie al valore delle opere di recupero ambientale;
il rispetto di standard di salvaguardia ambientale in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori.
mentre l'art. 11 «Disposizioni per la sicurezza degli impianti e delle lavorazioni e garanzie di continuità dell'esercizio» richiama in più parti il D.Lgs. n. 81/2008.
Decreto del ministero dello Sviluppo economico 7 dicembre 2016
Disciplinare tipo per il rilascio e l'esercizio dei  titoli  minerari
per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi  liquidi  e
gassosi in terraferma, nel  mare  territoriale  e  nella  piattaforma
continentale. (17A02414)
Visto il regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443,  recante  norme  di
delle miniere;
Vista la legge 11 gennaio 1957, n. 6, recante norme sulla ricerca e
coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi e,  in  particolare,
l'art. 40  che  istituisce,  alle  dipendenze  dell'allora  Ministero
dell'industria e del commercio, l'Ufficio nazionale minerario per gli
idrocarburi avente la  competenza  specifica  per  la  materia  degli
idrocarburi liquidi e gassosi, con Sezioni a Bologna, Roma e Napoli;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959,  n.
128, recante norme di polizia delle miniere e delle cave;
Vista la legge 21 luglio 1967, n. 613, recante norme sulla  ricerca
e  coltivazione  degli  idrocarburi  liquidi  e  gassosi   nel   mare
territoriale e nella piattaforma continentale;
886, recante integrazione ed adeguamento delle norme di polizia delle
mineraria e delle cave, contenute nel decreto  del  Presidente  della
Repubblica 9 aprile 1959, n. 128, al fine di regolare le attivita' di
prospezione, di ricerca e di coltivazione degli idrocarburi nel  mare
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241  e  successive  modificazioni,
recante norme in materia di procedimento amministrativo e di  diritto
del piano energetico nazionale;
484, recante la  disciplina  dei  procedimenti  di  conferimento  dei
permessi di prospezione o ricerca e di concessione di coltivazione di
idrocarburi in terraferma ed in mare;
Visto  il  decreto  legislativo  25  novembre  1996,  n.  624,   di
dei lavoratori nelle industrie estrattive per trivellazione  e  della
direttiva 92/104/CEE relativa alla sicurezza e salute dei  lavoratori
Visto  il  decreto  legislativo  25  novembre  1996,  n.  625,   di
attuazione della direttiva  94/22/CEE  relativa  alle  condizioni  di
rilascio  e  di  esercizio  delle  autorizzazioni  alla  prospezione,
ricerca e coltivazione di idrocarburi;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998,  n.  112  e  successive
modificazioni,  che  ha   dettato   nuove   disposizioni   circa   il
conferimento di funzioni e compiti amministrativi  dello  Stato  alle
Visto il decreto legislativo  29  ottobre  1999,  n.  443,  che  ha
dettato disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo
Visto il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, di  attuazione
della direttiva n. 98/30/CE  recante  norme  comuni  per  il  mercato
interno del gas naturale, a norma dell'art. 41 della legge 17  maggio
Visto l'Accordo del 24 aprile 2001 fra il Ministro  dell'industria,
del commercio e dell'artigianato, le regioni e le  Province  autonome
di Trento e Bolzano sulle modalita' procedimentali  da  adottare  per
l'intesa  tra  lo  Stato  e  le  Regioni,  in  materia  di   funzioni
amministrative relative a  prospezione,  ricerca  e  coltivazione  di
idrocarburi in terraferma, ivi comprese quelle di polizia mineraria;
Vista la legge 20 agosto 2004, n. 239, recante riordino del settore
energetico,  nonche'  delega  al  Governo  per  il  riassetto   delle
in materia ambientale, e le successive modificazioni, intervenute  in
particolare con il decreto legislativo 26 agosto 2010, n. 128;
78 recante il regolamento per il riordino  degli  organismi  operanti
presso il Ministero dello sviluppo economico,  che  ha  istituito  la
Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie (CIRM);
Visto il decreto legislativo 9 aprile 2008, n.  81,  di  attuazione
dell'art. 1 della legge 3 agosto  2007,  n.  123,  recante  norme  in
ed il decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106, recante disposizioni
Vista la legge 23 luglio 2009, n. 99, recante disposizioni  per  lo
Visto il decreto  legislativo  11  febbraio  2010,  n.  22  recante
riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione  delle
risorse geotermiche, a norma dell'art. 27, comma 28, della  legge  23
luglio 2009, n. 99 che, in  particolare,  all'art.  1,  comma  7,  ha
disposto  l'aggiunta,  alla  denominazione   di   Ufficio   nazionale
minerario per gli idrocarburi, delle parole «e le georisorse»;
Visto il decreto-legge  9  febbraio  2012,  n.  5,  convertito  con
modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35  recante  disposizioni
urgenti  in  materia  di  semplificazione  e  sviluppo  e  successive
Visto il decreto-legge  22  giugno  2012,  n.  83,  convertito  con
modificazioni dalla legge 7  agosto  2012,  n.  134,  recante  misure
urgenti per la crescita del Paese;
modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n.  164,  recante  misure
delle attivita' produttive e successive modifiche;
Vista la legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante  disposizioni  per
di stabilita' 2015) e, in particolare, l'art. 1, commi 552 e 553  che
modificano l'art.  57  del  decreto-legge  9  febbraio  2012,  n.  5,
convertito con modificazioni, dalla legge  n.  35/2012,  al  fine  di
semplificare  la   realizzazione   delle   opere   strumentali   alle
infrastrutture energetiche strategiche e  di  promuovere  i  relativi
investimenti e le connesse ricadute anche in termini occupazionali;
Visto il decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105  di  attuazione
della direttiva 2012/18/UE relativa  al  controllo  del  pericolo  di
incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose;
Visto il decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 145  di  attuazione
nel settore degli idrocarburi e che modifica la direttiva 2004/35/CE;
Vista la legge 28 dicembre 2015, n. 208 recante disposizioni per la
stabilita' 2016) ed in particolare l'art. 1, commi 239,  240,  241  e
Visto il decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  5
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo  economico  17  luglio
2014, di individuazione e organizzazione degli uffici dirigenziali di
livello non generale;
Visto il decreto del Ministro dello  sviluppo  economico  25  marzo
2015  recante  aggiornamento  del  disciplinare  tipo  in  attuazione
dell'art. 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito,
con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164;
Visto il decreto direttoriale 15  luglio  2015,  recante  procedure
operative di attuazione del decreto  ministeriale  25  marzo  2015  e
modalita' di svolgimento delle attivita' di  prospezione,  ricerca  e
coltivazione  di  idrocarburi  liquidi  e  gassosi  e  dei   relativi
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico  30  ottobre
2015 con il quale sono state delegati al direttore  generale  per  la
sicurezza dell'approvvigionamento e le infrastrutture  energetiche  i
compiti e le risorse  finanziarie  necessari  all'espletamento  delle
funzioni di regolamentazione riguardanti lo sviluppo economico  delle
risorse minerarie ed energetiche, compresi il rilascio delle  licenze
e la gestione dei ricavi, in  base  a  quanto  disposto  dal  decreto
legislativo 18 agosto 2015, n. 145;
2015 recante modifiche al decreto  ministeriale  17  luglio  2014  di
2016 con cui e' stata ricostituita la  CIRM,  riorganizzando  le  tre
Sezioni: la Sezione a) e b) sono state  mantenute  nell'ambito  della
Direzione generale per la sicurezza - UNMIG (di seguito DGS-UNMIG)  e
la Sezione c) e' stata invece assegnata alla Direzione  generale  per
la sicurezza dell'approvvigionamento e le infrastrutture  energetiche
(di seguito DGSAIE), date le nuove competenze da questa acquisite;
Ritenuto necessario provvedere all'aggiornamento  del  disciplinare
tipo di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 25 marzo
2015, per tenere conto delle nuove norme in  materia  di  prospezione
Ministero, le modalita' di conferimento dei titoli concessori  unici,
dei permessi di  prospezione,  di  ricerca  e  delle  concessioni  di
coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi nella  terraferma,  nel
mare  territoriale  e  nella  piattaforma  continentale,  nonche'  le
modalita' di  esercizio  delle  attivita'  nell'ambito  degli  stessi
titoli minerari.
a) «Permesso di prospezione»: titolo non esclusivo che consente  le
attivita' di prospezione, rilasciato ai sensi dell'art. 3 della legge
n. 9/1991;
b)  «permesso  di  ricerca»:  titolo  esclusivo  che  consente   le
«attivita' di ricerca», rilasciato ai sensi dell'art. 6  della  legge
n. 9/1991 e s.m.i.;
c) «concessione di coltivazione»: titolo esclusivo che consente  le
attivita' di sviluppo e coltivazione di un giacimento di  idrocarburi
liquidi e gassosi, rilasciato ai sensi dell'art.  9  della  legge  n.
9/1991 e s.m.i.;
d) «attivita' di prospezione»:  attivita'  consistente  in  rilievi
geografici, geologici, geochimici e geofisici eseguiti con  qualunque
metodo e mezzo, escluse le perforazioni meccaniche di ogni specie, ad
eccezione dei sondaggi geotecnici e geognostici, intese ad  accertare
la natura del sottosuolo e del sottofondo marino;
e)  «attivita'  di  ricerca»:  insieme   delle   operazioni   volte
all'accertamento dell'esistenza di  idrocarburi  liquidi  e  gassosi,
comprendenti  le  attivita'  di  indagini  geologiche,   geotecniche,
geognostiche, geochimiche e geofisiche, eseguite con qualunque metodo
e mezzo, nonche'  le  attivita'  di  perforazione  meccanica,  previa
acquisizione dell'autorizzazione di cui all'art. 1,  commi  78  e  80
della legge n. 239/2004, come sostituiti dall'art. 27 della legge  n.
99/2009;
f) «attivita' di coltivazione»: insieme delle operazioni necessarie
per la produzione di idrocarburi liquidi e gassosi;
g) «titolo concessorio unico»: titolo minerario  esclusivo  per  la
ricerca e la coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, conferito
ai sensi dell'art.  38,  comma  5,  del  decreto-legge  n.  133/2014,
convertito con modificazioni dalla legge n. 164/2014, sulla  base  di
un programma generale dei lavori, articolato in  una  prima  fase  di
ricerca e in una successiva fase di coltivazione;
h) «fase di ricerca»: nell'ambito  del  titolo  concessorio  unico,
fase dell'attivita' che consiste nell'insieme delle operazioni  volte
e mezzo, nonche' le attivita' di perforazioni meccaniche;
i) «fase  di  coltivazione»:  nell'ambito  del  titolo  concessorio
unico, insieme delle  operazioni  necessarie  per  la  produzione  di
idrocarburi liquidi e gassosi che inizia dopo il  riconoscimento  del
rinvenimento di idrocarburi e l'attestazione del passaggio di fase;
j) «giacimento»: formazione rocciosa sotterranea costituita da  uno
o piu' livelli contenenti idrocarburi tale da consentire tecnicamente
ed economicamente la coltivazione mineraria;
k) «CIRM»: Commissione per gli idrocarburi e le  risorse  minerarie
del Ministero dello sviluppo economico,  istituita  con  decreto  del
Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 78;
l) «mare continentale»: mare sul quale lo Stato  italiano  esercita
la  propria  sovranita'  costituito  dalle   acque   interne,   acque
territoriali, acque della zona economica  esclusiva,  della  zona  di
protezione ecologica e della piattaforma continentale, come  indicate
dallo Stato italiano, conformemente alla  convenzione  delle  Nazioni
Unite sul diritto del mare del 10  dicembre  1982,  ratificata  dalla
legge 2 dicembre 1994 n. 689;
m) «Ministero»: le direzioni generali del Ministero dello  sviluppo
economico, individuate in base alle competenze definite  nel  decreto
direttoriale di cui all'art. 20, comma 6;
n) «progetti sperimentali»: progetti sperimentali  di  coltivazione
di giacimenti finalizzati alla produzione di idrocarburi  subordinata
alla   dimostrazione   dell'assenza   di   effetti   di    subsidenza
dell'attivita' sulla costa, sull'equilibrio dell'ecosistema  e  sugli
insediamenti  antropici  di  cui  all'art.  8,   comma   1-bis,   del
decreto-legge n. 112/2008, convertito con modificazioni  dalla  legge
n. 133/2008 e s.m.i.;
o) «Regione»: Regione a statuto  ordinario  con  cui  il  Ministero
perviene ad intesa per le determinazioni da assumere  in  materia  di
prospezione, ricerca e coltivazione idrocarburi in terraferma;
p)  «Sezione  UNMIG»:  uffici  dirigenziali  della  DGS-UNMIG   del
Ministero nonche' autorita' di  vigilanza  per  l'applicazione  delle
norme di polizia mineraria, in materia di  sicurezza  dei  luoghi  di
lavoro e di tutela della salute dei lavoratori addetti alle attivita'
minerarie di prospezione, ricerca  e  coltivazione,  ai  sensi  degli
articoli 4 e  5  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  n.
128/1959, del decreto del Presidente della  Repubblica  n.  886/1979,
dell'art. 3, comma 1, del decreto legislativo n. 624/1996 e dell'art.
13 del decreto legislativo  n.  81/2008,  competenti  in  materia  di
gestione   tecnica   delle   attivita'   di   prospezione,   ricerca,
coltivazione e stoccaggio di idrocarburi;
q) «Comitato»: Comitato per la sicurezza delle operazioni  in  mare
nel settore degli idrocarburi, istituito ai  sensi  dell'art.  8  del
decreto legislativo n. 145/2015;
Modalita' per il conferimento del permesso di prospezione, permesso
di ricerca e concessione di coltivazione, del titolo concessorio
unico e del passaggio alla fase di coltivazione nel titolo
concessorio unico
1. Ai sensi dell'art. 1, comma 1, del decreto del Presidente  della
Repubblica n. 484/1994 e dell'art. 38, comma 5, del decreto-legge  n.
133/2014, convertito con modificazioni dalla legge  n.  164/2014,  le
operazioni di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sono
svolte a seguito del conferimento di un titolo  minerario.  I  titoli
minerari sono il permesso di prospezione, il permesso di ricerca,  la
concessione di coltivazione e il titolo concessorio unico.
2. Fatte salve le competenze delle regioni  a  statuto  speciale  e
delle province autonome di Trento e di Bolzano, i titoli minerari  di
cui al comma 1 sono rilasciati con decreto  del  Ministero,  d'intesa
con la regione interessata per  i  titoli  in  terraferma,  ai  sensi
dell'art. 1, comma 7, lettera n) della legge n. 239/2004, secondo  le
modalita' stabilite con decreto  direttoriale  di  cui  all'art.  20,
comma 6,  del  presente  decreto.  Per  i  permessi  di  ricerca,  le
concessioni di coltivazione e i titoli concessori  unici  a  mare  il
Ministero richiede al Comitato il parere di cui all'art. 4, comma  5,
del decreto legislativo n. 145/2015 e  puo'  richiedere  al  Comitato
anche il parere di cui all'art. 4, comma 3, del medesimo decreto.
3. Ai sensi dell'art. 9, comma 1, della legge n. 9/1991 e dell'art.
12, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 484/1994,
la concessione e' accordata al titolare del permesso di  ricerca  che
abbia  rinvenuto  idrocarburi  liquidi  o  gassosi  nel  caso   siano
soddisfatte le condizioni di cui agli articoli citati.
4. Qualora  il  titolare  abbia  rinvenuto  idrocarburi  liquidi  o
gassosi nell'ambito del  titolo  concessorio  unico  e  ricorrano  le
stesse condizioni previste per il conferimento della  concessione  di
coltivazione, agli art. 9, comma 1, della legge n. 9/1991 e 12, comma
1, del decreto  del  Presidente  della  Repubblica  n.  484/1994,  il
Ministero riconosce il  rinvenimento  di  idrocarburi  e  attesta  il
passaggio dalla fase di ricerca alla fase di coltivazione,  definendo
la superficie interessata dal rinvenimento e asservita  all'attivita'
5. Ai sensi dell'art. 6, commi 4 e  6,  della  legge  n.  9/1991  e
dell'art. 7, commi 1, 2 e 3 del decreto  legislativo  n.  625/1996  e
s.m.i., il permesso di ricerca ha durata di  sei  anni;  il  titolare
puo' ottenere due proroghe triennali e, ai sensi dell'art.  6,  comma
6, della  legge  9/1991  un'ulteriore  proroga  per  un  periodo  non
superiore ad un anno, nel caso siano soddisfatte le condizioni di cui
agli articoli citati.
6. Ai sensi dell'art. 13,  comma  1,  del  decreto  legislativo  n.
625/1996 e s.m.i. e dell'art. 9, comma 8, della legge n.  9/1991,  la
concessione di coltivazione ha durata non superiore a venti anni;  il
titolare ha diritto ad una proroga non superiore a dieci  anni  e  ad
ulteriori proroghe, non superiori a cinque anni ciascuna, nei  limiti
della durata di vita utile del giacimento, purche' siano  soddisfatte
le condizioni di cui agli articoli citati.
7. Ai sensi dell'art. 34, comma 19, del  decreto-legge  18  ottobre
2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla  legge  17  dicembre
2012, n. 221, i titoli abilitativi di cui al comma 1, qualora in base
a  quanto  previsto  dalle  rispettive  leggi  di  riferimento  venga
presentata istanza  di  proroga,  devono  intendersi  automaticamente
prorogati fino al  completamento  del  procedimento  di  conferimento
della  proroga  stessa.  Durante   tale   periodo   potranno   essere
autorizzate le attivita' previste dal  programma  lavori  del  titolo
abilitativo oggetto di proroga.
8. Ai sensi dell'art. 38, comma 5, del decreto-legge  n.  133/2014,
convertito con modificazioni  dalla  legge  n.  164/2014,  il  titolo
concessorio unico si articola in una prima  fase  di  ricerca  a  cui
segue, in caso di  rinvenimento  di  un  giacimento  tecnicamente  ed
economicamente coltivabile, riconosciuto dal Ministero,  la  fase  di
coltivazione e la fase di ripristino finale. La fase  di  ricerca  ha
durata di sei anni, al termine della quale il Ministero, con  proprio
decreto, puo' ridurre la superficie del titolo concessorio unico alla
sola superficie asservita all'attivita' di  coltivazione  di  cui  al
comma 4. La fase di coltivazione ha durata  non  superiore  a  trenta
anni, cui segue la fase di ripristino finale.
9. Il procedimento unico per il conferimento dei titoli minerari di
cui al comma 1 e' svolto nel termine di 180 giorni, tramite  apposita
conferenza di servizi,  nel  cui  ambito  e'  svolta  la  valutazione
d'impatto  ambientale  o,  per  il  titolo  unico,   la   valutazione
ambientale  preliminare  del  programma  lavori  complessivo,  ed  e'
acquisita l'intesa di cui al comma 2.
10. I progetti di opere e gli  interventi  relativi  alla  fase  di
ricerca ed alla fase di coltivazione  del  titolo  concessorio  unico
sono sottoposti a valutazione d'impatto ambientale nel rispetto della
normativa dell'Unione europea e secondo le modalita' e le  competenze
previste dalla parte II del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.
11. La documentazione da allegare alle istanze per il  conferimento
dei titoli unici o alle istanze per la conversione  in  titoli  unici
gia' presentate ai sensi dell'art. 38, comma 8, del decreto-legge  n.
133/2014, convertito  con  modificazioni  dalla  legge  n.  164/2014,
dovra' essere presentata al Ministero entro novanta giorni dalla data
di entrata in vigore del decreto direttoriale  di  cui  all'art.  20,
12. Nel periodo intercorrente tra la data dell'istanza  e  la  data
del rilascio da parte del Ministero del provvedimento di  conversione
in  titolo  unico,  restano   in   vigore   tutti   i   provvedimenti
autorizzativi ed i procedimenti in corso relativi ai titoli  ed  alle
istanze originari che si trasferiscono ai corrispondenti titoli unici
o richieste di  titolo  unico.  In  tale  periodo  il  titolare  puo'
svolgere tutte le attivita' previste ed autorizzate, nell'ambito  del
titolo originario, alla data dell'istanza di  conversione  in  titolo
Requisiti di ordine generale e capacita'  tecnica  ed  economica  del
1. I permessi di prospezione, i permessi di ricerca, le concessioni
di  coltivazione  di  idrocarburi  liquidi  e  gassosi  e  i   titoli
concessori  unici  sono  accordati  agli  enti  di  cui  al   decreto
legislativo  n.  625/1996  e  s.m.i.  (persona  fisica  o  giuridica,
pubblica o privata, o associazione di tali persone) che dispongano di
requisiti di  ordine  generale,  capacita'  tecniche,  economiche  ed
organizzative, che offrano garanzie adeguate ai programmi  presentati
e che siano persone fisiche o giuridiche con sede legale in Italia  o
in altri Stati membri dell'Unione europea, nonche', a  condizioni  di
reciprocita', ad enti di altri Paesi, secondo  quanto  stabilito  con
decreto direttoriale di  cui  all'art.  20,  comma  6,  del  presente
2. Le modalita' di presentazione di idonee fidejussioni bancarie  o
assicurative  di  cui  all'art.  38,  comma   6,   lettera   c)   del
decreto-legge n. 133/2014, convertito con modificazioni  dalla  legge
n. 164/2014, commisurate al valore delle opere di recupero ambientale
previste nel programma lavori presentato,  sono  specificate  con  il
decreto direttoriale di cui all'art. 20, comma 6.
3. Ai  sensi  dell'art.  38,  comma  6-ter,  del  decreto-legge  n.
133/2014, convertito con modificazioni dalla legge n. 164/2014, per i
titoli unici e per gli altri titoli minerari, il  rilascio  di  nuove
autorizzazioni per lo svolgimento delle attivita' e' subordinato alla
dimostrazione, da parte della societa' richiedente, dell'esistenza di
tutte le garanzie economiche per coprire  i  costi  di  un  eventuale
incidente durante le attivita', commisurati a  quelli  derivanti  dal
piu' grave incidente nei diversi scenari ipotizzati nell'analisi  dei
rischi del progetto per cui si richiede l'autorizzazione, secondo  le
modalita' specificate nel decreto direttoriale di  cui  all'art.  20,
4. Il titolare, ai fini degli adempimenti di cui al comma  3,  puo'
fare  riferimento  alla  totalita'  delle  attivita'   previste   nel
programma lavori approvato unitamente al titolo abilitativo.  In  tal
caso all'atto dell'esecuzione  di  ogni  singola  opera  deve  essere
confermato il perdurare delle condizioni inizialmente analizzate.
5. Per i titoli minerari vigenti, le fideiussioni di cui  al  comma
2, nonche' le garanzie di cui  al  comma  3,  sono  presentate  dalla
societa' titolare entro un  anno  dalla  data  di  pubblicazione  del
6. L'accertamento dei  requisiti  di  cui  al  comma  1  e'  svolto
nell'ambito  del  procedimento  di  conferimento  del  titolo,  prima
dell'avvio dell'esame  tecnico  dell'istanza,  secondo  le  modalita'
stabilite con decreto direttoriale di cui all'art. 20, comma 6.
Decadenza del titolare,  revoca  e  cessazione  del  permesso,  della
concessione e del titolo concessorio unico
1. Il Ministero dichiara la decadenza del titolare del permesso  di
prospezione o di ricerca, della concessione  di  coltivazione  o  del
titolo concessorio unico quando:
a) il titolare non adempia agli obblighi imposti  con  l'atto  di
b) il titolare non abbia osservato le disposizioni contenute  nel
presente decreto od impartite dal Ministero  o  dalle  Sezioni  UNMIG
c)  sia  stata  omessa  richiesta  al   Ministero   di   apposita
autorizzazione in tutti i casi previsti;
d) non siano stati corrisposti il  canone,  i  tributi  e  quanto
altro stabilito dal decreto di conferimento.
2. Per le attivita' a mare, il Ministero valuta  l'opportunita'  di
revocare la licenza anche sulla base delle informazioni del  Comitato
di cui all'art. 6, comma 2, del decreto  legislativo  n.  145/2015  e
comunque adotta tutte le misure necessarie a garantire  la  sicurezza
3. La pronuncia di decadenza e' disposta con decreto del Ministero,
sentito il titolare e previo parere della CIRM.
4. In caso di  pronuncia  di  decadenza  di  cui  al  comma  3,  il
Ministero  provvede  all'attribuzione   ad   altro   titolare   della
concessione o del titolo concessorio unico in  fase  di  coltivazione
secondo modalita' di gara ovvero, in caso di non  economicita'  della
coltivazione, ne dispone la revoca previo  ripristino  a  carico  del
5. Il permesso di prospezione e di ricerca,  la  concessione  e  il
titolo concessorio unico cessano:
d) qualora al termine della  fase  di  ricerca,  nell'ambito  del
titolo concessorio unico, non sia stato riconosciuto dal Ministero il
rinvenimento  di  un  giacimento   tecnicamente   ed   economicamente
coltivabile, ai sensi dell'art. 38, comma 6-ter, del decreto-legge n.
133/2014, convertito con modificazioni dalla legge n. 164/2014.
6. In caso di decadenza o rinuncia totale o  parziale  e'  comunque
dovuto il canone per l'anno in corso.
7.  Tutti  i  dati  (grezzi  ed  elaborati)  relativi  ai   rilievi
geochimici,  geofisici  e  geologici,  ai   sondaggi   geotecnici   e
geognostici e sulle perforazioni,  acquisiti  nell'ambito  di  titoli
cessati di cui al comma 5 sono trasmessi al Ministero  entro  6  mesi
dalla cessazione del titolo. Per le finalita' di  interesse  pubblico
individuate  dal  Ministero,  tali  dati  possono  essere   messi   a
disposizione degli operatori,  secondo  le  modalita'  stabilite  dal
8. Il titolare della concessione o  del  titolo  concessorio  unico
nella fase di coltivazione, in seguito alla cessazione  della  stessa
per scadenza del termine, revoca, rinuncia o decadenza, e' costituito
custode,  a  titolo  gratuito,  del  giacimento  e   delle   relative
pertinenze sino al ripristino dei  luoghi  ed  alla  restituzione  ai
proprietari superficiali o, qualora ne ricorrano i presupposti,  alla
riconsegna degli stessi allo Stato.
9. Ai  fini  della  cancellazione  del  titolo  minerario  e  della
relativa pubblicita' sul BUIG, la Sezione UNMIG competente attesta la
cessazione dell'attivita' mineraria, previo accertamento che tutti  i
pozzi afferenti al titolo minerario risultano chiusi  minerariamente,
le aree pozzo e quelle di  raccolta  e  trattamento  risultano  prive
delle installazioni di superficie e, nel caso di  attivita'  offshore
delle piattaforme, le condotte di collegamento interrate  sono  state
bonificate, inertizzate e flangiate agli estremi.
Concessioni  di  stoccaggio  di  gas  naturale   e   concessioni   di
1. Fermo restando quanto previsto all'art. 11, comma 2, del decreto
legislativo n. 164/2000, su una stessa area  possono  coesistere  una
concessione di stoccaggio di  gas  naturale  ed  una  concessione  di
coltivazione di idrocarburi, o un titolo concessorio unico nella fase
di coltivazione, relative a distinti livelli nel sottosuolo.
2. Gli impianti della concessione  di  coltivazione  o  del  titolo
concessorio unico nella fase di coltivazione di cui al comma 1 devono
essere  distinti  e  indipendenti  da  quelli  della  concessione  di
stoccaggio di gas naturale che insiste sulla stessa area.
1. Il titolare di un permesso di prospezione o di ricerca, o di una
concessione di coltivazione, o di un  titolo  concessorio  unico,  in
caso di necessita' di integrazioni o modificazioni  significative  al
programma di ricerca, sviluppo o  coltivazione  e  comunque  tali  da
modificare  il  profilo  di   produzione   e   il   quadro   emissivo
originariamente previsto,  e'  tenuto  a  presentare  preventivamente
istanza di variazione del programma dei lavori al Ministero.
2. Il titolare di un permesso di prospezione o di ricerca, o di una
concessione di coltivazione, o di un  titolo  concessorio  unico  non
puo'   sospendere   o   modificare   il   programma   lavori    senza
giustificazione tecnica o riconosciuta  causa  di  forza  maggiore  o
senza la preventiva  autorizzazione  del  Ministero,  secondo  quanto
previsto nel decreto direttoriale di cui all'art. 20, comma 6.
3. Le attivita'  finalizzate  a  migliorare  le  prestazioni  degli
impianti di coltivazione di idrocarburi, compresa la  perforazione  e
la reiniezione  delle  acque  di  strato  o  della  frazione  gassosa
estratta in giacimento, se effettuate a partire da impianti esistenti
e nel rispetto dei limiti di produzione ed emissione dei programmi di
lavoro gia' approvati,ai sensi dell'art. 1,  comma  82-sexies,  della
legge n. 239/2004, sono soggette ad autorizzazione  rilasciata  dalle
Sezioni  UNMIG  competenti  per  territorio,  secondo  le   modalita'
stabilite dal decreto direttoriale di cui all'art. 20,  comma  6.  Le
autorizzazioni relative alla reiniezione  delle  acque  di  strato  o
della frazione gassosa estratta in giacimento sono rilasciate con  la
prescrizione delle precauzioni tecniche necessarie  a  garantire  che
esse non possano raggiungere altri sistemi idrici o nuocere ad  altri
4. Le attivita' di straordinaria manutenzione degli impianti e  dei
pozzi che non comportino modifiche  impiantistiche  sono  soggette  a
comunicazione, da parte del titolare, alla Sezione  UNMIG  competente
per territorio. Nel decreto direttoriale di cui all'art. 20, comma 6,
sono  stabiliti  gli  interventi  e  le  tipologie  di  attivita'  da
classificare quali manutenzione straordinaria.
5. Le modifiche non significative degli impianti che non comportano
variazione alle misure di  protezione  e  prevenzione  incendio  sono
soggette al silenzio  assenso  della  Sezione  UNMIG  competente  per
territorio, secondo le modalita' indicate nel decreto direttoriale di
cui all'art. 20, comma 6.
Giacimenti che si estendono oltre la  linea  di  delimitazione  della
piattaforma continentale nazionale
1. Quando si accerti che un giacimento di idrocarburi si estende da
ambo  le  parti  della  linea  di  delimitazione  della   piattaforma
continentale con altro Stato frontista, con  la  conseguenza  che  il
giacimento puo' essere razionalmente coltivato con  programma  unico,
il titolare rivolge istanza al Ministero per la piu' opportuna azione
diplomatica presso le autorita' dello Stato frontista, per  convenire
le modalita' di coltivazione del giacimento medesimo.
Attivita' di coltivazione nel mare territoriale e  nella  piattaforma
continentale   mediante   utilizzo   delle   migliori    tecnologie
1. Al fine di tutelare le risorse nazionali  idrocarburi  in  mare,
assicurare il relativo gettito fiscale allo  Stato  e  valorizzare  e
provare in campo l'utilizzo  delle  migliori  tecnologie  disponibili
nelle aree dove i titoli minerari sono sospesi a seguito del  divieto
di prospezione, ricerca  e  coltivazione  di  idrocarburi,  ai  sensi
dell'art. 8, comma 1-bis, del decreto-legge n.  112/2008,  convertito
con modificazioni dalla legge n. 133/2008 e s.m.i., il Ministero,  di
e del mare, sentite le Regioni interessate, puo' autorizzare, per  un
periodo  non  superiore  a  cinque  anni,  progetti  sperimentali  di
coltivazione di giacimenti nel mare continentale in ambiti  posti  in
prossimita'  delle  aree  di  altri  Paesi  rivieraschi  oggetto   di
attivita' di ricerca e coltivazione di idrocarburi.
2.  L'autorizzazione  di  cui  al  comma  1  e'  rilasciata  previo
espletamento della procedura di valutazione di impatto ambientale che
dimostri  l'assenza   di   effetti   di   subsidenza   sulla   costa,
sull'equilibrio dell'ecosistema e sugli insediamenti antropici.
3. Il progetto e'  corredato  di  studio  tecnico  scientifico  che
dimostri l'assenza di effetti di cui al comma  2  e  del  progetto  e
programma di monitoraggio e verifica da svolgere sotto  il  controllo
del Ministero e  del  Ministero  dell'ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del mare. L'autorizzazione alla sperimentazione  di  cui
al comma 1 decade qualora nel corso delle attivita' vengano accertati
fenomeni di subsidenza sulla costa causati dalle stesse attivita'.
4. Alla scadenza dell'autorizzazione di cui al comma 1, il  periodo
di sperimentazione puo' essere prorogato per  un  periodo  di  cinque
anni, se si accerta, con le stesse modalita' di controllo di  cui  al
comma 3, che le attivita' non hanno prodotto fenomeni  di  subsidenza
1. I titolari di permessi o di concessioni o di titoli unici devono
risarcire ogni danno derivante dall'esercizio della  loro  attivita'.
Essi sono tenuti ad effettuare i versamenti cauzionali a  favore  dei
proprietari  dei  terreni  per  le  opere  effettuate   anche   fuori
dell'ambito dei permessi, delle concessioni e dei  titoli  concessori
unici, ai  sensi  degli  articoli  10  e  31  del  regio  decreto  n.
1443/1927.
Disposizioni per la sicurezza degli impianti e  delle  lavorazioni  e
garanzie di continuita' dell'esercizio
1. Le  operazioni  di  prospezione,  ricerca  e  coltivazione  sono
eseguite nel rispetto delle norme di cui al  decreto  del  Presidente
della Repubblica n. 128/1959, nonche' nel rispetto delle norme di cui
ai decreti legislativi n. 624/1996 e n. 81/2008 e,  per  i  titoli  a
mare, delle norme di cui al decreto del Presidente  della  Repubblica
n. 886/1979 e al decreto legislativo n. 145/2015.
2. Ai sensi dell'art. 13 del decreto  legislativo  n.  81/2008,  la
vigilanza sull'applicazione della vigente  normativa  in  materia  di
sicurezza  dei  luoghi  di  lavoro  e  di  tutela  della  salute  dei
lavoratori addetti alle attivita' minerarie di prospezione, ricerca e
coltivazione, ivi compresa l'emanazione di atti  polizia  giudiziaria
e' svolta, per quanto di specifica competenza, dalle Sezioni UNMIG.
3. La vigilanza sull'applicazione  da  parte  degli  operatori  del
decreto legislativo n. 145/2015 e'  svolta  dal  Comitato,  ai  sensi
dell'art. 8, comma 3, lettera b) del decreto medesimo.
4. Il titolare di un permesso di prospezione o di ricerca, o di una
concessione di coltivazione, o di un titolo  concessorio  unico  deve
fornire al Ministero, alle Sezioni UNMIG e al Comitato  i  mezzi  per
effettuare  ispezioni  sui  luoghi  delle  operazioni  e  presso  gli
impianti destinati  ad  operare  in  Italia.  Nei  casi  in  cui  sia
richiesto il rilascio di autorizzazioni o certificazioni previste dal
presente disciplinare tipo o dal decreto direttoriale di cui all'art.
20, comma 6, resta ferma la facolta' da parte delle Sezioni UNMIG  di
disporre, a carico del richiedente,  l'effettuazione  preliminare  di
sopralluoghi o visite di controllo agli impianti.
5. Il titolare di un permesso di prospezione, o di  ricerca,  o  di
una concessione di coltivazione, o di  un  titolo  concessorio  unico
deve fornire al Ministero  le  informazioni  richieste  di  carattere
economico e tecnico relative alla propria attivita'.
6. L'esplorazione, l'estrazione e la  coltivazione  di  idrocarburi
sono esclusi dall'applicazione del decreto legislativo  n.  105/2015,
ad eccezione delle operazioni in terraferma di trattamento chimico  o
termico e del deposito ad  esse  relativo  che  comportano  l'impiego
delle sostanze pericolose di cui all'allegato I dello stesso decreto.
7. Le operazioni di prospezione, ricerca e coltivazione si svolgono
nel  rispetto  di  ogni  altra  prescrizione  imposta   dalle   altre
amministrazioni interessate, ciascuna  nell'ambito  delle  rispettive
8. Nel  caso  di  evento  che  provochi  interruzioni  o  modifiche
significative allo svolgimento dell'attivita' di prospezione, ricerca
e coltivazione di idrocarburi,  non  dipendente  dalla  volonta'  del
titolare di un permesso di  prospezione,  o  di  ricerca,  o  di  una
concessione di  coltivazione,  o  di  un  titolo  concessorio  unico,
l'operatore deve dare comunicazione tempestiva al Ministero.
1. Ai sensi dell'art. 38, comma  11-quater,  del  decreto-legge  n.
133/2014, convertito con modificazioni dalla legge n. 164/2014,  sono
vietati la ricerca e l'estrazione di shale  gas  e  shale  oil  e  il
rilascio dei relativi titoli minerari. E' vietata  qualunque  tecnica
di iniezione in pressione nel sottosuolo  finalizzata  a  produrre  o
favorire la fratturazione  delle  formazioni  rocciose  in  cui  sono
intrappolati lo shale gas e lo shale oil.
1. Il Ministero,  nell'ambito  dei  provvedimenti  di  conferimento
delle concessioni di coltivazione e nell'attestazione  del  passaggio
di  fase  dei  titoli  concessori  unici,  prevede  l'attuazione   di
programmi di monitoraggio della sismicita',  delle  deformazioni  del
suolo e delle pressioni di poro ed i relativi interventi  secondo  le
specifiche  tecniche  piu'  avanzate  come   definite   nel   decreto
direttoriale  di  cui  all'art.  20,  comma  6.  Tali   misure   sono
progressivamente applicate anche alle attivita' in corso di esercizio
dopo un idoneo periodo di sperimentazione e verifica in campi pilota.
2.  Gli  «Indirizzi  e  linee  guida  per  il  monitoraggio   della
sismicita', delle deformazioni del suolo e delle  pressioni  di  poro
nell'ambito delle attivita' antropiche»  predisposto  dal  Gruppo  di
lavoro istituito con delibera 27 febbraio 2014 del  Presidente  della
CIRM e pubblicato sul sito internet della DGS-UNMIG sono  considerati
specifiche tecniche avanzate.
Attivita' di prospezione, ricerca e coltivazione
di idrocarburi e le relative autorizzazioni
1.  Le  attivita'  di  prospezione,  ricerca  e   coltivazione   di
idrocarburi e  le  relative  opere  previste  nei  programmi  lavori,
incluse  le  opere  strumentali   alle   infrastrutture   energetiche
strategiche ed allo sfruttamento dei titoli  minerari,  anche  quando
localizzate  al  di  fuori  del  perimetro   delle   concessioni   di
coltivazione o dei titoli unici  in  fase  di  coltivazione  sono  di
pubblica utilita'. Il rilascio dei relativi titoli minerari comprende
la dichiarazione di pubblica  utilita',  ai  sensi  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 e s.m.i.  Nel  caso
in cui le opere di cui sopra comportino la variazione degli strumenti
urbanistici, il rilascio delle relative autorizzazioni ha effetto  di
Attivita' consentite all'interno del perimetro delle  aree  marine  e
costiere protette e nelle dodici miglia dal  perimetro  esterno  di
tali aree e dalle linee di costa nazionale
1. Fermo restando  il  divieto  di  conferimento  di  nuovi  titoli
minerari nelle aree marine e costiere protette e nelle 12 miglia  dal
perimetro esterno di tali aree e dalle linee di costa lungo  l'intero
perimetro costiero nazionale, ai sensi dell'art.  6,  comma  17,  del
decreto legislativo n. 152/2006, come modificato dall'art.  1,  comma
239, della legge n. 208/2015, sono consentite, nelle  predette  aree,
le attivita' da svolgere  nell'ambito  dei  titoli  abilitativi  gia'
rilasciati,  anche   apportando   modifiche   al   programma   lavori
originariamente approvato, funzionali a garantire  l'esercizio  degli
stessi, nonche' consentire il recupero delle riserve  accertate,  per
la durata di vita utile del giacimento e fino al completamento  della
coltivazione,  nel  rispetto  degli  standard  di  sicurezza   e   di
2. Sono sempre consentite le attivita' di manutenzione  finalizzate
all'adeguamento tecnologico necessario alla sicurezza degli  impianti
e alla tutela dell'ambiente e  le  operazioni  finali  di  ripristino
a) le attivita' funzionali alla coltivazione, fino ad esaurimento
del giacimento, e all'esecuzione dei programmi di lavoro approvati in
sede di conferimento o di proroga del titolo minerario,  compresa  la
costruzione di infrastrutture e di opere di sviluppo  e  coltivazione
necessarie all'esercizio;
b)  gli  interventi  sugli  impianti  esistenti,   destinati   al
miglioramento  degli  standard  di  sicurezza   e   di   salvaguardia
1. Il  Ministero,  per  la  tutela  del  giacimento,  puo'  imporre
particolari prescrizioni sia all'atto  del  conferimento  del  titolo
minerario   che   successivamente,   qualora   dall'esercizio   della
concessione,  o  del  titolo  concessorio   unico   nella   fase   di
coltivazione, nonostante l'osservanza di tutti gli  obblighi  imposti
dal presente disciplinare e dal decreto direttoriale di cui  all'art.
20, comma 6, derivi pregiudizio al giacimento stesso.
1. L'inosservanza delle prescrizioni del presente  disciplinare  e'
motivo di decadenza del titolare secondo quanto  stabilito  dall'art.
1. Nei procedimenti  del  presente  decreto  in  cui  e'  richiesta
l'intesa con le Regioni, in  caso  di  mancato  raggiungimento  della
stessa, si provvede con le modalita' di cui all'art. 14-quater, comma
3, della legge 7 agosto 1990, n. 241 e s.m.i.
Canoni e aliquote del prodotto di coltivazione nell'ambito del titolo
unico concessorio
1. Il titolare del  titolo  concessorio  unico  deve  corrispondere
anticipatamente allo Stato, per ciascun anno di durata del titolo, un
canone relativo alla superficie  dell'area  asservita  alla  fase  di
ricerca con le stesse modalita' previste  dall'art.  18  del  decreto
legislativo n. 625/1996 e s.m.i. per il permesso  di  ricerca  ed  un
coltivazione, con le  stesse  modalita'  previste  dall'art.  18  del
decreto legislativo n. 625/96 per la concessione di coltivazione.
2. Per le produzioni ottenute durante la fase di  coltivazione,  il
titolare del titolo  concessorio  unico  e'  tenuto  a  corrispondere
annualmente allo Stato il valore di un'aliquota  del  prodotto  della
coltivazione con le  modalita'  previste  dal  art.  19  del  decreto
legislativo n. 625/1996 e s.m.i.
1. Il  presente  decreto,  che  sostituisce  il  disciplinare  tipo
approvato con decreto 25 marzo 2015, si applica  ai  titoli  minerari
vigenti, ai procedimenti in corso  o  attivati  successivamente  alla
data di pubblicazione del presente decreto sul BUIG e nella  Gazzetta
2. E' abrogato il  decreto  ministeriale  25  marzo  2015,  recante
«Aggiornamento del disciplinare tipo in attuazione dell'art.  38  del
modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164».
3. Nelle more dell'emanazione del decreto direttoriale  di  cui  al
comma 6, si applica il decreto direttoriale 15 luglio 2015 «Procedure
4. Dall'attuazione  del  presente  decreto  non  derivano  nuovi  o
5. Avverso gli atti definitivi del Ministero previsti dal  presente
decreto e' ammesso ricorso in via giurisdizionale o, in  alternativa,
6. Con uno o piu' decreti direttoriali sono disposte  le  procedure
operative di attuazione della presente disciplina e le  modalita'  di
svolgimento delle attivita' di prospezione, ricerca e coltivazione di
idrocarburi liquidi e gassosi e dei relativi controlli.
coltivazione idrocarburi
prospezione idrocarburi
L’antincendio nei distributori di carburanti con sistemi di recupero vapori