Source: https://www.tuttononprofit.com/2012/07/enti-non-profit-e-raccolte-fondi.html
Timestamp: 2019-05-22 14:42:07+00:00
Document Index: 23920030

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 143', 'art. 148', 'art. 143', 'art.2', 'art. 25']

26 Luglio 2012 Aprile Adempimenti, Agevolazioni fiscali, Tutto Non Profit 37 commenti
In un contesto storico come questo, vista la drammatica situazione economica, è ovvio come la fonte principale di finanziamento per gli enti non profit e le pro-loco in genere sia rappresentata dallo strumento della raccolta fondi. Per raccolta fondi si fa riferimento ai fondi raccolti in occasione di manifestazioni che abbiano:
– carattere occasionale;
– siano aperte al pubblico;
– avvengano in occasione di ricorrenze, campagne di sensibilizzaizone, celebrazioni.
Il vero problema consiste però nel comprendere cosa debba intendersi per “carattere occasionale”. Un limite numerico può essere indicativamente tratto dal disposto dell’art. 37, comma 2, della L. 21 novembre 2000 n. 342, avente a oggetto le c.d. a.s.d. (associazioni sportive dilettantistiche), il quale, ai fini dell’esclusione da tassazione, fissa i seguenti limiti:
– il numero di eventi durante un periodo d’imposta non può essere superiore a due;
– il limite massimo di fondi raccolti nell’anno non deve superare l’importo di 51.645,69 euro.
Il rispetto di tali parametri consente anche ad associazioni diverse dalle a.s.d. di essere comunque al riparo da eventuali contestazioni in merito, da parte dell’Ufficio accertatore.
Dal punto di vista fiscale l’art. 143 co. 3 lett. a) del Tuir prevede che non concorrano alla formazione del reddito imponibile, ai fini IVA e delle imposte sui redditi, i fondi pervenuti a enti non commerciali a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione. L’agevolazione della detassazione del reddito derivante dagli eventi comporta, d’altro lato per gli enti non commerciali (associazioni di promozione sociale, associazioni di volontariato, ONLUS, …) l’obbligo per ogni raccolta pubblica di fondi effettuata, un apposito e separato rendiconto entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio dal quale devono risultare in modo chiaro e trasparente le entrate e le uscite relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione realizzate, anche corredato di una relazione illustrativa, indipendentemente dalla redazione del rendiconto annuale economico e finanziario.
ATTENZIONE! Il decreto legislativo 175/2014 induce a ritenere che possa considerarsi di “modico valore” un bene del costo unitario non superiore a 50 euro.
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29 Gennaio 2013 @ 15:32
sono la presidente di una ass Onlus con codice fiscale. Per raccogliere fondi stiamo organizzando un concerto e mi chiedevo come gestire il "biglietto di entrata" visto che se non sbaglio non possiamo venderli ad un costo prestabilito ma dovremmo permettere alla gente di fare una offerta libera. E' corretto questo? Quale è la formula più giusta?
Grazie e complimenti al sito!
29 Gennaio 2013 @ 15:37
La libera offerta può essere una soluzione per non aprire partita IVA come Associazione, ma ovviamente anche 1 euro deve andare bene.
Diversamente, potete aprire partita iva come Associazione e vendere i biglietti di ingresso. Ovviamente questa è attività commerciale e preventivamente devo aver comunicato alla SIAE dell'evento richiedendo i biglietti d'ingresso.
29 Gennaio 2013 @ 15:53
La ringrazio della risposta, non abbiamo intenzione di aprire partita iva. Ma le offerte possono essere raccolte indifferentemente a inizio concerto (all'entrata) che all'uscita?
Mi hanno detto che la siae è cmq da pagare (anche sulle offerte) lei me lo conferma?
Le offerte possono essere raccolte in qualsiasi momento del concerto (anche se per logica il momento migliore sarebbe prima dell'inizio dell'evento stesso).
La SIAE è comunque da pagare, ma non perchè venga richiesta un'offerta, ma per l'evento di per se.
9 Aprile 2015 @ 12:22
salve siamo una aps che si occupa di attività ricreative per i bambini, per far conoscere la nostra ass. (come campagna tesseramenti) vorremmo partecipare ad una sagra organizzata da un'altra ass del mio paese facendo delle attività con i bambini in piazza tipo giochi, regaliamo palloncini ecc e diamo volantini informativi. per tutto questo l'ass ci concede un piccolo compenso possiamo considerare tutto questo come raccolta fondi o come rimborso spese?come si contabilizza ? devo fare una convenzione con l'altra ass.?devo comunicarlo hai soci o deve essere verbalizzato dal consiglio?….scusa le mie 1000 domande ma abbiamo iniziato da poco e siamo in un mare di confusione non vorrei avere problemi per 2denari! grazie 1000
9 Aprile 2015 @ 12:27
Buongiorno. Legga qui http://www.tuttononprofit.com/2013/10/come-distinguere-le-attivita.html . Vi invito a contattarmi privatamente all'indirizzo gabriele@movidastudio.it
9 Aprile 2015 @ 12:49
si l'avevo letto ma la confusione è rimasta!ma fate consulenza privata?prezzi?cmq le invio una mail per info grazie1000
9 Aprile 2015 @ 12:53
Esatto! Ci aggiorniamo via mail
Silvia Centro Risorse ha detto:
13 Giugno 2015 @ 10:41
le scrivo a nome di un'associazione Culturale, stiamo per organizzare un intero mese di raccolta fondi nel quale però saremo presenti solo nei giorni festivi (sabato e domenica)
Il dubbio è questo, e penso possa interessare moltissimi dei vostri lettori: se si organizza un mese di raccolta fondi all'anno, si può considerare con un unico evento o diventano tanti eventi quante sono le giorante lavorate? Sarebbe un bel problema perchè per un unico evento di un mese di attività, diventerebbero 8 eventi!!!
Abbiamo cercato ovunque questa info ma nessun riferimento legislativo ne fa menzione con chiarezza.
Grazie per qualsiasi indicazione sarete in grado di fornirci. Complimenti per la vostra chiarezza e per la qualità degli e-book che ci sono stati utilissimi per chiarire numerosi dubbi.
15 Giugno 2015 @ 13:36
Quanto Lei ha scritto è assolutamente lo specchio della realtà, nel senso che anche a noi non risultano indicazioni chiare e precise in merito al quesito posto.
Il consiglio è di fare un interpello all'Agenzia delle Entrate.
20 Ottobre 2015 @ 22:05
Salve, siamo un gruppo di insegnanti di scuole elementari, medie e superiori e da un po' di anni organizziamo un presepe vivente in ambito cittadino. Di anno in anno, le scuole dispongono di sempre meno somme da destinare a progetti. Potremmo chiedere un'offerta libera ai visitatori per coprire le spese di acquisto materiali, beni e servizi utilizzati per l'organizzazione dell'evento?
Buon giorno. Giuridicamente quel Ente organizza l'evento? Chiarito questo è possibile configurare, e di conseguenza disciplinare, le offerte che possono venire raccolte in quell'occasione. Cordialità, Stefano Bertoletti
Maria Clementina ha detto:
21 Ottobre 2015 @ 12:07
L'evento è organizzato dagli istituti dei tre gradi scolastici che per questa occasione si costituiscono in rete. Non c'è nessun altro ente.
Il dubbio è se la scuola, in quanto ente pubblico, può chiedere l'offerta libera e, se sì, se deve rendicontarla ecc..
Buona sera Maria. Trattandosi di enti pubblici la disciplina di riferimento è differente, e come tale lontana dal nostro settore operativo. Diversa è l'ipotesi in cui levento fosse stato organizzato da un'associazione, per le quali vigevano le regole precisate in guida. Cordialità, Stefano Bertoletti
23 Ottobre 2015 @ 15:58
La ringrazio lo stesso per la disponibilità
Buongiorno siamo un'associazione culturale affiliata a ente nazionale. Avremmo delle domande sulla normativa.
1.le raccolte fondi sono 2 all'anno ma ogni singola raccolta fondi per quanti giorni consecutivi può protrarsi?
2. vorrei usare uno strumento di crouwdfunding online tipo Eppla. È possibile?
3. se si, è un problema che la durata minima per raggiungere la cifra stabilita sia di 15 o 30 giorni?
4.è possibile vendere online magliette dell'associazione, a un prezzo di 15 euro l'una, come raccolta fondi?
5.se si, per quanti giorni consecutivi può protrarsi la vendita?
6.in caso si organizzi un evento con ingresso a pagamento per la raccolta fondi, per tali biglietti bisogna comuincare/pagare qualcosa alla siae?
7.in questo evento si possono vendere oggetti come magliette, calendari, portachiavi, ecc di valore inferiore a 25 euro? O essendo oggetti prodotti appositamente a tale scopo verrebbero considerate come vendite da attività commerciale?
Per finire un piccolo off topic:
8. nel momento in cui una persona si associa, al prezzo stabilito uguale per tutti di 15 euro, è possibile offrire dei “pacchetti di benvenuto” diversificati? Ad esempio: con 5 euro in più hai il calendario, con 15 euro in più hai la maglietta più il calendario e così via?O questa sarebbe attività commerciale?
11 Dicembre 2015 @ 13:12
Buongiorno. Trova dettagliate le modalità di organizzazione e gestione delle raccolte fondi nella Guida indicata. In relazione all'ultimo quesito la cessione dietro corrispettivo di un bene nuovo prodotto per la vendita rappresenta sempre attività commerciale ex art. 148 n.4. Cordialità, Stefano Bertoletti
11 Marzo 2016 @ 2:33
Salve, siamo un'associazione culturale musicale. Offriamo vari servizi ai nostri associati (corsi, supporto creativo etc.) promuoviamo la cultura musicale attraverso manifestazioni e seminari.
Una delle nostre recenti iniziative è stata il recupero di oggetti musicali specialmente d'epoca (ad esempio vecchi strumenti e vinili…quindi rimessi a nuovo…e salvati dall'abbandono).
Per sostenere le nostre attività avevamo pensato di vendere gli oggetti recuperati (che quindi non sono nuovi). Vorremmo sapere:
1) è possibile attuare questa iniziativa?
2) se si, questo tipo di attività è da considerarsi commerciale?
3) si può configurare come una raccolta fondi?
11 Marzo 2016 @ 8:40
1 – verificate le previsioni statutarie assolutamente sì;
2 – le cessioni di beni per la vendita si configura come come attività non decommercializzata;
3 – se immaginate di organizzare un evento ad hoc secondo le previsoni ed i parametri di quanto indicato nell'articolo di cui sopra e nella guida prodotta in tema di raccolta fondi assolutamente sì.
Alessandro Iuzzolino ha detto:
3 Aprile 2016 @ 14:24
Le erogazioni liberali raccolte presso aziende che vengono ringraziate con la proiezione del loro logo durante l'evento possono essere intese come pubblicità anche se l'Associazione realizza incassi annui inferiore ad € 51.645,00 ?
4 Aprile 2016 @ 9:03
Buongiorno. La raccoltà di pubblicità effettuata da un'Associazione rientra nel novero dei proventi commerciali, con tutte le conseguenze del caso (http://www.tuttononprofit.com/2014/03/pubblicita-per-le-associazioni-non-profit.html); discorso diverso per le erogazioni liberali, le quali rappresentano per l'Ente un incasso istituzionale in quanto privo di alcun rapporto sinallagmatico tra le parti. Cordialità, Stefano Bertoletti
Vi scrivo per conto di un’Associazione Culturale che organizza parte dei festeggiamenti del Santo Patrono della città.
Ho letto la vostra pubblicazione “Raccolta Fondi”, ho dei dubbi pertanto sono qui a porre un quesito.
Le nostre attività si svolgono in tre giorni consecutivi e comprendono più iniziative (concerti di musica folk, stand di distribuzione di prodotti tipici, pranzo per le vie del Centro).
Il reperimento delle risorse economiche avviene nelle seguenti modalità:
1. Raccolta fondi durante la distribuzione di prodotti tipici (il beneficiario è libero di corrispondere qualsiasi cifra);
2. Raccolta fondi per l’organizzazione del pranzo (viene fissato un contributo minimo);
3. Erogazioni liberali da imprese ed aziende locali (le quali hanno il nostro ringraziamento mediante la proiezione del loro logo durante i concerti di musica folk);
4. Contributi da enti pubblici;
5. Crowdfunding;
6. La raccolta fondi finalizzata alla realizzazione degli eventi si sviluppa nell’arco di più mesi e quindi non solo nei giorni degli eventi.
Premesso ciò si domanda:
• In merito al punto 3 se la proiezione del logo può essere intesa come sponsorizzazione anche se la raccolta fondi annuale è inferiore ad € 51.645,69;
• In merito al punto 4 se i contributi pubblici rientrano nel computo dei fondi raccolti nell’anno;
• In merito al punto 6 se potrebbe venir meno il carattere dell’occasionalità.
e grazie per aver effettuato l’acquisto.
1) L’art. 143 comma 3 lett. a) del T.U.I.R. dispone: “Non concorrono in ogni caso alla formazione del reddito degli enti non commerciali di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 73:
a) i fondi pervenuti ai predetti enti a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione". In altre parole nel limite delle due raccolte fondi annuali ed entro i citati 51.645,69 € complessivi non si considerano reddito imponibile i proventi incassati.
2) I contributi pubblici non rientrano nel computo del limite annuale a meno che siano erogati esclusivamente durante le due raccolte fondi di cui sopra;
3) Occorre valutare caso per caso ed assumere comportamenti prudenziali, non essendo stato precisato dal legislatore quale sia il significato di “occasionale”.
4 Aprile 2016 @ 19:56
21 Febbraio 2017 @ 8:30
in occasione di un nostro evento la banca ci ha donato 2000 euro tramite bonifico con specifica causale, si tratta di raccolta fondi? avendo organizzato poi noi due sagre durante l’anno, abbiamo superato il numero limite con questo contributo?
21 Febbraio 2017 @ 16:00
Buongiorno. Se la banca ha erogato i denari a titolo di vero e proprio contributo (esclusa qualsiasi controprestazione da parte dell’Ente), questi sono da ritenersi un provento istituzionale detassato (che nulla ha a che fare con una raccolta fondi, consistendo quest’ultima in un evento specifico organizzato dall’Ente). Se invece i denari sono stati versati “in cambio” dello svolgimento di una certa attività da parte dell’associazione, questi rappresentano un provento commerciale, con tutte le conseguenze del caso (http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html). Cordialità, Stefano Bertoletti
26 Maggio 2017 @ 10:03
sono il presidente di una aps ambientalista e vorrei promuovere una raccolta fondi all’interno di una campagna di sensibilizzazione dedicata alla promozione della cucina solare.
Al proposito, le chiedo anzitutto se sia possibile per noi vendere dei libri di prezzo non superiore a 16 euro, dopo averli acquistati scontati online, ottenendo in questo modo una piccola entrata per l’associazione.
In secondo luogo, stiamo cercando di organizzare quattro iniziative tra giugno e luglio, tre delle quali all’interno di altre manifestazioni, iniziative che da parte nostra sono tutte riconducibili alla stessa campagna di sensibilizzazione relativa alla cucina solare. Quindi volevo sapere se secondo lei è possibile considerarle come un’unica raccolta fondi, oppure se sia necessario considerarle come quattro raccolte fondi.
Buongiorno. Premessa l’opportunità di valutare l’acquisto della nostra guida specifica sul tema (http://movidastudio.it/ebook_dettaglio.php?pag=16), se le quattro iniziative convergono tutte al medesimo scopo e pertanto nella medesima linea di “finanziamento” di un progetto comune, può essere legittimo ritenere che le stesse si possano configuare come una sola raccolta fondi, suddivisa in quattro date. E’ altresì possibile effettuare la cesisone di beni in occasione della raccolta fondi. Cordialità, Stefano Bertoletti
26 Maggio 2017 @ 17:10
Grazie mille per la risposta. Cordiali saluti, Davide Bianchini
Serena Maulini ha detto:
29 Marzo 2018 @ 9:28
siamo un’associazione che, per incarico del comune, sta realizzando una campagna di raccolta fondi per realizzare una guida turistica. Il Comune, che non mette niente, ha lasciato carta bianca sulla raccolta: una volta raccolta la cifra necessaria alla realizzaione, tutto il surplus di quello che raccogliamo, è lasciato a noi come fondo cassa. Sì può fare una cosa del genere? Come va legittimata ai fini fiscali? Grazie
29 Marzo 2018 @ 15:57
Buongiorno. Questo il dettato dall’art.2, lett. a), del D. Lgs 460/97: “Non concorrono in ogni caso alla formazione del reddito degli enti non commerciali di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 87… i fondi pervenuti ai predetti enti a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione”. I proventi incassati in forza di dette attività, pertanto, risultano istituzionali (http://www.tuttononprofit.com/2016/02/enti-non-profit-quando-un-corrispettivo-e-istituzionale-e-quando-commerciale.html), e come tali non soggetti ad imposizione fiscale alcuna. Cordialità, Stefano Bertoletti
Carla Ronga ha detto:
buongiorno, siamo un’associazione culturale no profit neonata e abbiamo organizzato una manifestazione pubblica a favore dell’arredo urbano con il patrocinio e il sostegno economico del comune e di uno sponsor privato. Dobbiamo emettere fattura con iva?
29 Agosto 2018 @ 16:56
Buongiorno. Le sponsorizzazioni per le associazioni si configurano sempre come attività rilevanti ai fini commerciali, e pertanto per queste l’Ente deve essere titolare di partita IVA e versare sul relativi corrispettivi incassati le imposte oltre che l’IVA secondo le aliquote ed alle scadenze previste dal regime fiscale di riferimento. Qualora il regime opzionato in sede di apertura ddella partita IVA fosse quello dispclinato dalla L. 398/91, segnaliamo un nostro articolo specifico di approfndimento sul tema: http://www.tuttononprofit.com/2014/12/legge-39891-il-regime-fiscale-agevolato-enti-non-profit-associazioni-societa-sportive.html. Cordialità, Stefano Bertoletti
Salve amici di Studio Movida,
Sono vicepresidente di una APS (che non ha Partita IVA); giorni fa mi sono imbattuta per caso in questo sito: https://www.lilo.org/it, dove è possibile avviare una raccolta fondi online. La piattaforma non funziona però come quelle tipiche, in cui le donazioni vengono fatte tramite carta di credito o altre forme di pagamento, si tratta infatti di un motore di ricerca solidale che redistribuisce la metà dei propri profitti ai progetti sociali e ambientali che hanno aderito al loro programma. Siccome i guadagni della piattaforma derivano dalla pubblicità, e le associazioni, diffondendo il link di riferimento del loro progetto, ne fanno a loro volta (indirettamente) al motore di ricerca, mi domandavo, sotto il profilo fiscale e ai fini della rendicontazione, a che tipologia appartengono i proventi provenienti dalle suddette raccolte fondi? Sono considerate entrate decommercializzate o è necessaria l’apertura della Partita IVA?
Buongiorno. Premessa la necessità di verificare nel dettaglio l’Ente che gestisce la piattaforma, le impostazioni del motore di ricerca oltre che le modalità di erogazione del denaro,se viene erogato un contributo liberale o una donazione ad un’Associaizone per consentire a questìultima di merglio perseguire le proprie finalità sociali ideali, detti proventi rientrano nel novero di quelli commerciali. Discroso diverso, ad esempio, seun’Associazione venisse pagata per ospitare sul proprio website/blog il banner di lilo, poichè in tal caso tale rpovento rientrerebbe senza dubbio alcuno tra quelli rilevanti ai fini del calcolo delle imposte. Cordialità, Stefano Bertoletti
7 Dicembre 2018 @ 10:07
Buongiorno, mi servirebbe un chiarimento riguardo la raccolta fondi. Mettiamo il caso che il ricavato di una raccolta fondi sia 100, per il nostro progetto ne serviranno alla fine solo 80, come possono essere utilizzati i 20 rimanenti? Come devono essere inquadrati?
7 Dicembre 2018 @ 12:44
Buongiorno. I denari raccolti per il tramite di una raccolta pubblica di fondi che risponda alle previsioni normative di riferimento (art. 25, co, 2 lett. a) e b) L. 133/99) rappresentano per l’Ente un provento istituzionale de-commercializzato, e potranno perciò essere utilizzati per il perseguimento delle finalità sociali ed istituzionali dell’Ente. Cordialità, Stefano Bertoletti