Source: http://legislazionetecnica.it/2605230/prd/pagina-informativa/regolamento-edilizio-comunale-tipo-contenuti-valenza-iter
Timestamp: 2018-04-20 16:03:23+00:00
Document Index: 150387489

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 33', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 17']

Pubblicata sulla G.U. del 16/11/2016, n. 268 l'Intesa 20/10/2016 della Conferenza unificata che reca il Regolamento edilizio tipo ai sensi del D.L. “sblocca Italia” 133/2014. Nell'articolo sono fornite indicazioni su che cosa è il Regolamento edilizio comunale, i suoi contenuti ed il procedimento di approvazione, sui contenuti del Regolamento tipo, sull'iter della sua approvazione e del successivo recepimento da parte degli enti territoriali.
Il 20/10/2016 la Conferenza unificata ha sancito intesa sul provvedimento (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16/11/2016, n. 268) che definisce - ai sensi dell’art. 4, comma 1-sexies, del Testo unico dell’edilizia di cui al D.P.R. 380/2001 (comma inserito dal D.L. 12/09/2014, n. 133, convertito in legge dalla L. 11/11/2014, n. 164) - lo schema di regolamento edilizio comunale tipo. Decorrono pertanto dal giorno dell'Intesa, ai sensi dell'art. 2, comma 1, della stessa, i termini per il recepimento regionale (180 giorni, si veda più avanti per dettagli).
Si forniscono di seguito in primo luogo alcuni dettagli su cosa sia il regolamento edilizio comunale e quale sia la sua valenza giuridica e prescrittiva, ed inoltre su iter, contenuti e modalità di attuazione del regolamento edilizio tipo.
COSA È UN REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE, CARATTERISTICHE E CONTENUTI - Il Regolamento edilizio comunale (da ora in poi anche “REC”) è - ai sensi dell’art. 4 del Testo unico dell’edilizia di cui al D.P.R. 380/2001 - lo strumento che disciplina le modalità costruttive degli edifici, garantendo il rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle loro pertinenze.
La sua adozione - un tempo prevista dall’art. 33 della L. 1150/1942 (cosiddetta “Legge urbanistica”) - è ora disciplinata dal menzionato art. 4 del D.P.R. 380/2001, ed è di competenza dei comuni ai sensi dell’art. 2, comma 4, del medesimo D.P.R. 380/2001 (“I comuni, nell'ambito della propria autonomia statutaria e normativa di cui all'art. 3 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, disciplinano l'attività edilizia”).
Il REC è pertanto uno strumento tecnico, poiché come detto definisce i parametri edilizi ed i criteri per la loro misurazione (es.: distanza tra i fabbricati; altezza dei fabbricati; superficie utile (SU); superficie finestrata; dimensione minima dell'unità immobiliare; superficie lorda di pavimento (SLP); altezza dei vani abitabili, ecc.).
Il REC può definire altresì le regole per la presentazione delle istanze nell’ambito delle procedure autorizzative edilizie ed inoltre, nel caso in cui il comune intenda istituire la Commissione edilizia, indica gli interventi sottoposti al preventivo parere di tale organo consultivo.
In virtù delle caratteristiche sopra indicate, il REC si differenzia pertanto dal Piano regolatore generale (“PRG”), poiché quest’ultimo si occupa invece di aspetti di pianificazione e previsionali (destinazioni d'uso ammesse, volumetrie consentite, ecc.), mentre il REC definisce i parametri tecnici con i quali concretizzare tali previsioni. Non sono peraltro infrequenti i casi in cui le regole “tecniche” che dovrebbero trovare posto nel REC confluiscono invece nelle Norme tecniche di attuazione (“NTA”) del PRG, lasciando al REC un ruolo essenzialmente di raccolta di regole procedurali.
PREVISIONE DEL REGOLAMENTO EDILIZIO TIPO - Poiché la materia urbanistica e del governo del territorio è oggetto di legislazione regionale concorrente, contenuti ed articolazione dei REC sono estremamente eterogenei e presentano da comune a comune sostanziali differenze, anche dal punto di vista terminologico e delle definizioni.
Per porre rimedio a questo problema, individuato come un rilevante ostacolo alla semplificazione ed allo snellimento dei procedimenti edilizi, il D.L. 133/2014 (cosiddetto “sblocca Italia”, convertito in legge dalla L. 164/2014) ha previsto all’art. 17-bis l'adozione in sede di Conferenza unificata di uno schema di Regolamento edilizio tipo, proprio al fine di semplificare ed uniformare le norme e gli adempimenti.
Il citato art. 17-bis del D.L. 133/2014 ha inoltre precisato che gli accordi in sede di Conferenza unificata per l’adozione del Regolamento tipo costituiranno livello essenziale delle prestazioni concernenti la tutela della concorrenza e i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale.
CONTENUTI DEL REGOLAMENTO EDILIZIO TIPO - Il Regolamento edilizio tipo approvato - oltre all’articolato nel quale vengono date le prescrizioni concernenti l’attuazione ed il recepimento dello stesso da parte degli enti territoriali (regioni e comuni) - è strutturato in questa maniera.
Lo schema non contiene norme prescrittive, ma si limita ad indicare la struttura con la quale devono essere redatti i regolamenti edilizi, i quali avranno:
- una prima parte in cui non sono contenute disposizioni ma - relativamente ai principi generali ed alla disciplina dell’attività edilizia - ci si limita a richiamare la normativa nazionale e regionale, che opera senza necessità di un atto di recepimento (cd. “Normativa uniforme sovraordinata”);
- una seconda parte in cui l’ente locale potrà, nell’esercizio della propria autonomia, individuare requisiti tecnici integrativi e complementari - non disciplinati dalla normativa uniforme sovraordinata - da esprimere anche attraverso norme prestazionali, indicazioni numeriche, azioni e comportamenti progettuali.
Per entrambe le parti lo schema di regolamento edilizio tipo definisce dettagliatamente l’indice, la successione e la strutturazione degli argomenti.
Quadro delle definizioni uniformi (Allegato A)
Si tratta delle definizioni standardizzate dei parametri edilizi di superficie, volumi, ecc., (cd. “Definizioni uniformi e inderogabili”) finalizzate alla creazione di un glossario di riferimento unico ed omogeneo su tutto il territorio nazionale. Le 42 definizioni individuate sono riportate nella tabella più avanti. Il recepimento delle definizioni all’interno dei regolamenti edilizi comunali non comporta la modifica delle previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici (es. PRG) vigenti o adottati alla data di approvazione dell’Intesa Stato-Regioni.
Raccolta delle disposizioni sovraordinate in materia edilizia (Allegato B)
Si tratta di una ricognizione puntuale delle norme che devono essere richiamate nella prima parte dello schema di regolamento edilizio.
ITER E RECEPIMENTO DEL REC TIPO NEGLI ENTI TERRITORIALI - È previsto che dopo l’approvazione del provvedimento in Conferenza unificata, le regioni emanino entro 180 giorni (e pertanto entro il 18/04/2017) un atto di recepimento, conformemente sia alla normativa regionale vigente che alle delle disposizioni sovraordinate in materia edilizia. Detto atto di recepimento dovrà poi stabilire i metodi, le procedure ed i tempi (comunque non superiori a ulteriori 180 giorni) da seguire per l’adeguamento comunale. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano recepiranno l'Intesa secondo i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.
Inoltre le regioni si dovranno impegnare ad utilizzare le definizioni nei propri futuri provvedimenti legislativi e regolamentari.
Qualora la regione non recepisca nei tempi l’atto in questione, i comuni procedono comunque all’adozione dello schema di regolamento tipo ed all’adeguamento dei propri regolamenti entro i successivi 180 giorni.
DEFINIZIONI STANDARDIZZATE DEI PARAMETRI EDILIZI - Si riporta di seguito la tabella delle 42 definizioni standardizzate ed unificate per tutti i comuni d’Italia, di cui si è detto in precedenza, contenuta nello schema di Regolamento edilizio tipo.
8 ‐Superficie coperta
Superficie risultante dalla proiezione sul piano orizzontale del profilo esterno perimetrale della costruzione fuori terra, con esclusione degli aggetti e sporti inferiori a 1,50 m.
9 ‐Superficie permeabile
10 ‐Indice di permeabilità
IPT/IPF
11 ‐Indice di copertura
12 ‐Superficie totale
13 ‐Superficie lorda
Superficie di pavimento degli spazi di un edificio aventi carattere di servizio rispetto alla destinazione d’uso della costruzione medesima, misurata al netto di murature, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre. La superficie accessoria ricomprende:
gli spazi o locali destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli ad esclusione delle autorimesse che costituiscono attività imprenditoriale;
16‐Superficie complessiva
17‐Superficie calpestabile
18 ‐Sagoma
19 ‐Volume totale o volumetria complessiva
20 ‐Piano fuori terra
21 ‐Piano seminterrato
22 ‐Piano interrato
23 ‐Sottotetto
24 ‐Soppalco
25 ‐Numero dei piani
26 ‐Altezza lorda
Differenza fra la quota del pavimento di ciascun piano e la quota del pavimento del piano sovrastante. Per l’ultimo piano dell’edificio si misura l’altezza del pavimento fino all’intradosso del soffitto o della copertura.
27 ‐Altezza del fronte
28 ‐Altezza dell'edificio
29 ‐Altezza utile
Altezza del vano misurata dal piano di calpestio all’intradosso del solaio sovrastante, senza tener conto degli elementi strutturali emergenti. Nei locali aventi soffitti inclinati o curvi, l’altezza utile si determina calcolando l'altezza media ponderata.
30 ‐Distanze
31 ‐Volume tecnico
Sono volumi tecnici i vani e gli spazi strettamente necessari a contenere ed a consentire l'accesso alle apparecchiature degli impianti tecnici al servizio dell’edificio (idrico, termico, di condizionamento e di climatizzazione, di sollevamento, elettrico, di sicurezza, telefonico, ecc.).
32 ‐Edificio
33 ‐Edificio Unifamiliare
34 ‐Pertinenza
35 ‐Balcone
36 ‐Ballatoio
37‐Loggia/Loggiato
38 ‐Pensilina
39‐Portico/Porticato
40 ‐Terrazza
41 ‐Tettoia
42 ‐Veranda
Intesa e Regolamento edilizio tipo approvato