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Timestamp: 2020-06-05 07:30:10+00:00
Document Index: 78595899

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 245', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 26']

la valutazione della congruità dell’offerta costituisce esplicazione paradigmatica di discrezionalità tecnica che compete all’amministrazione aggiudicatrice
N. 07388/2010 REG.SEN.
N. 03009/2010 REG.RIC.
Sul ricorso numero di registro generale 3009 del 2010, proposto da:
Ricorrente ***********, rappresentato e difeso dall’avv. *******************, con domicilio eletto presso ************* in Roma, via Augusto Bevignani, n. 12;
Controinteressata **********************, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. ****************, con domicilio eletto presso ************ in Roma, via L. Mantegazza 24;
della sentenza breve del T.A.R. PUGLIA – SEZ. STACCATA DI LECCE: SEZIONE III n. 00733/2010, resa tra le parti, concernente AFFIDAMENTO SERVIZIO DI MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA DEGLI IMPIANTI DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE..
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Controinteressata **********************;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 13 luglio 2010 il Cons. ******************** e uditi per le parti gli avvocati *****, su delega dell’ avv. ***********, e *****;
Visto l’art. 245, comma 2 decies, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
1.Con la sentenza appellata i Primi Giudici hanno accolto il ricorso proposto dalla ditta Controinteressata Mario Elettromeccanica per l’annullamento degli atti relativi all’appalto del servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di pubblica illuminazione installati nel territorio di Manduria, procedura culminata nell’aggiudicazione in favore della s.r.l. Ricorrente *******.
Detta ultima società appella, eccependo la tardività del ricorso originario e contestando gli argomenti posti a fondamento della sentenza gravata.
Resiste la ricorrente originaria.
2.1. Non merita positiva valutazione, in primo luogo, il motivo di ricorso con il quale si deduce la tardività del ricorso di primo grado sulla base dell’assunto che la notifica sarebbe intervenuta il 22 gennaio 2010 a fronte delle piena conoscenza dell’aggiudicazione definitiva (determinazione dirigenziale n. 1042 dell’11.11.2009) evincibile dall’istanza di accesso del 18.11.2009. Dalla documentazione in atti si ricava, infatti, che l’istanza di accesso del 18.11.2009, nel reiterare la precedente istanza del 22.9.2009, si limita a rammentare la disponibilità manifestata dall’amministrazione a rendere disponibile la documentazione in seguito all’aggiudicazione definitiva, senza dare alcuna indicazione in ordine all’effettiva e piena conoscenza dell’aggiudicazione definitiva. Se si aggiunge che, a seguito del mancato inoltro dell’aggiudicazione definitiva, la ricorrente ha proposto un’altra istanza di accesso in data 11.1.2010 al fine di ottenere copia dell’atto terminale della procedura, si deve concludere che l’appellante non ha assolto all’onere probatorio, che per pacifica giurisprudenza compete a chi eccepisce la tardività, di dimostrare l’intervento della piena conoscenza dell’atto gravato in un’epoca anteriore ai sessanta giorni calcolati a ritroso dalla notificazione del ricorso di primo grado.
2.2. Non coglie nel segno neanche il motivo di gravame con cui parte appellante contesta l’affermazione del Primo Giudice secondo cui la Commissione non avrebbe valutato la sussistenza di adeguate giustificazioni in ordine al costo della proposta migliorativa.
Dalla documentazione in atti si ricava che l’appellante non ha fornito alcuna giustificazione, in sede di gara, in merito ai costi delle significative migliorie proposte ed alla conseguente sopportabilità degli stessi nell’ambito del prezzo globale dell’offerta economica. Ne deriva che, anche ad accedere alla ricostruzione offerta dall’appellante secondo cui le giustificazioni anticipate previste dalla lex specialis della procedura dovessero riferissi alle sole voci di prezzo che concorrono a formare l’importo complessivo posto a base di gara, rimane ferma la mancanza di qualsiasi valutazione, da parte dell’amministrazione, dell’effettiva realizzabilità delle migliorie offerte alla stregua del prezzo proposto per la realizzazione della proposta tecnica integrata. Si deve in definitiva convenire con la sentenza gravata che, a fronte dell’importanza e della peculiarità delle migliorie proposte, è mancato il necessario giudizio globale in merito alla congruità ed all’affidabilità dell’offerta in tutte le sue componenti, ivi comprese le componenti relative alle voci che, pur non concorrendo a formare l’importo complessivo a base di gara, fanno parte dell’offerta perché relative ai miglioramenti offerti e, quindi, incidono fatalmente sul prezzo offerto.
Si deve altresì osservare che la valutazione della congruità dell’offerta costituisce esplicazione paradigmatica di discrezionalità tecnica che compete all’amministrazione aggiudicatrice. Ne deriva che, a fronte delle divergenti valutazioni tecniche offerte al riguardo dalle parti, il relativo compito spetta alla pubblica amministrazione nel riesercizio del potere valutativo fatto salvo, ai sensi dell’art. 26 della legge n. 1034/2071, dal giudicato di annullamento.