Source: https://www.idscvallo.com/statuto/
Timestamp: 2020-07-16 15:38:26+00:00
Document Index: 4328004

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 2', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 32', 'art. 17', '§ 2', 'art. 13', 'art. 10']

Statuto – Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero – Vallo della Lucania
LOCAZIONE QUARTINO CENTRO DI NAPOLI
LOCAZIONE DEPOSITO CENTRO DI NAPOLI
L’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero della diocesi di Vallo della Lucania (qui di seguito più brevemente denominato «I.D.S.C»), costituito dal Vescovo diocesano in attuazione dell’art. 21 delle Norme sugli enti e sui beni ecclesiastici approvate dalla Santa Sede e dal Governo Italiano con Protocollo del 15 novembre 1984 (qui di seguito richiamate con la dizione «Norme»), è persona giuridica canonica pubblica.
L’I.D.S.C, della diocesi di Vallo della Lucania ha sede in Vallo della Lucania, alla via Francesco Cammarota, 2.
Fini e attività dell ‘ente L’I.D.S.C, ha i seguenti scopi:
a) provvedere, ove occorra, all’integrazione, fino al livello fissato dalla Conferenza Episcopale Italiana (di seguito più brevemente denominata C.E.I.), della remunerazione spettante al clero, che svolge servizio a favore della diocesi, per il suo congruo e dignitoso sostentamento;
b) svolgere eventualmente, previe intese con l’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero (I.C.S.C), funzioni assistenziali e previdenziali integrative e autonome per il clero;
c) intrattenere gli opportuni contatti con le Amministrazioni civili locali, nell’ambito delle proprie competenze;
d) provvedere, con l’osservanza dei criteri contenuti nell’art. 2 bis, alle necessità di cui all’art. 27, comma secondo, delle Norme, che si dovessero manifestare.2
Art. 2 bis3
Criteri per l’applicazione dell’art. 27, comma secondo delle Norme
la sovvenzione è concessa su richiesta scritta del sacerdote interessato, corredata dalla documentazione atta a dimostrare i tentativi esperiti per la ricerca di un’occupazione e il protrarsi, ciononostante, della condizione di necessità, nonché dall’attestazione circa l’inesistenza di altre fonti di reddito;
la sovvenzione ha durata ordinariamente non superiore ad un anno, e cessa, in ogni caso, al venir meno della condizione di necessità;
la misura della sovvenzione assegnata è pari alla misura iniziale unica della remunerazione prevista dalle disposizioni vigenti in materia di sostentamento del clero;
L’Istituto intrattiene rapporti di collaborazione con l’I.C.S.C, nel quadro di organica connessione stabilita dalle Norme, per attuare secondo criteri di solidarietà e di perequazione il sistema di sostentamento del Clero italiano. In particolare:
c) si avvale, secondo l’opportunità, dell’assistenza dell’I.C.S.C, per i propri compiti di gestione.
b) da eventuali donazioni o lasciti di beni mobile e immobili;
c) dalle liberalità di cui all’art. 32, comma primo, delle Norme;
d)dai beni ad esso devoluti a norma del can. 1303, paragrafo secondo;
e) dalle eventuali eccedenze attive di bilancio destinate con delibera del Consiglio di amministrazione, osservato il disposto dell’art. 17, a fini incrementativi del patrimonio.
Per il raggiungimento dei propri fini l’I.D.S.C, si avvale:
L’I.D.S.C, è amministrato da un Consiglio composto da cinque a nove membri, chierici o laici, tra i quali un Presidente e un Vice Presidente, nominati dal Vescovo diocesano. Almeno un terzo di questi sono designati dal clero diocesano su base elettiva, secondo modalità stabilite dal Vescovo in conformità alle disposizioni emanate dalla C.E.I.
Gli Amministratori che manchino di assistere, senza giustificato motivo a tre sedute consecutive del Consiglio di Amministrazione decadono dalla carica.
Nei casi di morte, di dimissioni, di decadenza, di revoca o di permanente incapacità all’esercizio delle funzioni di uno o più membri del Consiglio di Amministrazione, il Vescovo diocesano provvede entro quindici giorni dalla notizia dell’evento o dal provvedimento di revoca a nominare i sostituti. Qualora si tratti di sostituire membri designati dal clero, il Vescovo stesso nominerà nell’ordine i candidati che all’atto della designazione hanno riportato il maggior numero di voti.
Nei casi di particolare urgenza la convocazione può essere fatta senza il rispetto del preavviso di cui sopra e per le vie brevi, dandosi atto nel verbale di seduta delle ragioni dell’urgenza. Sono comunque valide le adunanze del Consiglio nelle quali sia presente la totalità dei suoi Membri (e dei Revisori dei Conti).
II Consiglio di Amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione dell’Istituto. Spetta pertanto al Consiglio di Amministrazione:
a) redigere l’inventario, lo stato di previsione ed il bilancio consuntivo annuali;
l’alienazione di beni immobili di valore superiore a quello minimo determinato dal Vescovo diocesano con il decreto dato a norma del can. 1281, § 2, seconda parte;
l’esecuzione di lavori di costruzione, ristrutturazione o straordinaria manutenzione per un valore superiore alla somma minima definita dalla C.E.I. in esecuzione della disposizione del can. 1292, § l5;
l’assunzione di personale dipendente a tempo indeterminato.6
Per quanto riguarda le alienazioni e gli atti pregiudizievoli del patrimonio previsti dal can. 1295 del codice di diritto canonico di valore superiore alla somma minima stabilita dalla delibera C.E.I. n. 20 occorre acquisire il parere previo dell’I.C.S.C.”;7
delegare all’occorrenza i propri poteri a uno o più componenti del Consiglio, fissando i limiti delle deleghe e la remunerazione spettante al (o ai) delegato (i);
nominare, ove lo ritenga opportuno, il direttore dell’Istituto stabilendone la retribuzione.
Presidente del Consiglio dì Amministrazione Spetta al Presidente:
a) rappresentare l’LD.S.C, anche di fronte a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa, tanto canonica quanto civile;
sostituire il Presidente, assumendone tutte le funzioni previste nel precedente art. 13, nei casi di assenza o di impedimento di lui, dal medesimo dichiarati con lettera inviata al Consiglio, salvo il caso di sua incapacità;
con il consenso dell’Ordinario (oppure: del Presidente del Collegio dei Revisori), surrogarsi al Presidente, nell’ipotesi in cui quest’ultimo non provveda alla convocazione del Consiglio di Amministrazione alla scadenza trimestrale prevista dall’art. 10 o in caso di urgenza..
L’esercizio annuale va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Il primo esercizio inizia a decorrere dal giorno dell’erezione dell’Istituto e si chiude comunque al 31 dicembre dell’anno stesso.
Sulla base degli schemi uniformi predisposti dalla C.E.I:
a) entro il 15 settembre di ciascun anno, il Consiglio di Amministrazione provvede a redigere ed approvare lo stato di previsione e a trasmetterlo non oltre il 30 dello stesso mese, con il visto del Vescovo diocesano, all’I.C.S.C. per l’approvazione di competenza; tale approvazione costituisce il presupposto per l’erogazione da parte dello stesso I.C.S.C. dell’integrazione eventualmente richiesta;
b) entro il mese di aprile di ciascun anno, il Consiglio di Amministrazione compila ed approva il bilancio consuntivo e la relazione relativi all’esercizio precedente e, con il visto del Vescovo diocesano, li trasmette non oltre il 31 maggio allo stesso Istituto Centrale per la definitiva approvazione; tale approvazione costituisce il presupposto per l’effettuazione degli eventuali conguagli e la condizione per eventuali future integrazioni.
L’eventuale eccedenza attiva di bilancio, previo versamento all’Istituto Centrale della quota stabilita dalla C.E.I., potrà essere destinata con delibera del Consiglio di Amministrazione a copertura degli oneri relativi al sostentamento del clero dell’esercizio seguente, oppure essere investita, previa autorizzazione dell’Istituto Centrale, a fini incrementativi del patrimonio.
Questo organo si compone di tre membri, chierici o laici, di cui almeno uno, se possibile, iscritto nell’albo dei revisori ufficiali dei conti, nominati dal Vescovo diocesano. La designazione di uno di detti membri è riservata al Consiglio Presbiterale locale (o al clero diocesano). La presidenza del Collegio spetta al membro all’uopo designato dal Vescovo.
II Collegio dei Revisori deve riunirsi, su convocazione scritta del suo Presidente, almeno una volta al trimestre per l’effettuazione della sorveglianza demandatagli. I Revisori dei Conti sono invitati ad assistere alle adunanze del Consiglio di amministrazione. L’ingiustificata assenza a tre adunanze successive del Consiglio di Amministrazione o quella a tre successive riunioni trimestrali del Collegio comporta l’automatica decadenza dalla carica.
Vacanza di seggi nel Collegio dei Revisori
Via Mons. F. Cammarota, 2
presso Seminario Diocesano
+39 0974 4088
C.F. 93002150659
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