Source: https://www.to.camcom.it/cessazione-revoca-sindaco
Timestamp: 2020-05-29 07:18:14+00:00
Document Index: 106405328

Matched Legal Cases: ['art. 2400', 'art. 38', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 2401', 'art. 2397', 'art. 2193', 'art. 2193', 'art.1', 'art. 2409', 'art. 2404']

Cessazione - revoca sindaco | Camera di commercio di Torino
Registro delle imprese della provincia nella quale è ubicata la sede legale della società
Artt. 2477, 2400 e 2401 c.c.
Nota del MISE prot. n. 185970 del 22/10/2014
Nota del MISE prot. n. 6100 del 19/01/2015
entro 30 giorni dalla data della cessazione
entro 30 giorni dalla data del deposito in Cancelleria del decreto del Tribunale (in caso di revoca)1
1Ai sensi del 2° comma dell’art. 2400 c.c. “I sindaci possono essere revocati solo per giusta causa. La deliberazione di revoca deve essere approvata con decreto dal tribunale, sentito l’interessato”.
Firma digitale del soggetto che presenta la domanda (amministratore, procuratore o professionista incaricato).
Nel caso in cui l’amministratore, quale soggetto obbligato alla presentazione della domanda, sia privo del dispositivo di firma digitale, lo stesso può:
conferire procura ad altro soggetto ai sensi dell’art. 38 del D.P.R. n. 445/2000. In tal caso, deve essere allegata la procura portante il numero identificativo della pratica, firmata autografamente dall’amministratore; a perfezionamento di questa modalità di firma occorre allegare, in un file separato, codificato con il codice E20, copia semplice del documento di identità dell’amministratore;
conferire l’incarico alla presentazione della domanda ad un professionista incaricato, commercialista, ragioniere, perito commerciale regolarmente iscritto nella sezione A o B dell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (ex art. 31, legge n. 340/2000, commi 2-quater e quinquies ed ex art. 1, D.Lgs. n. 139/2005, comma 3, lettera q), e comma 4, lettera f)), mentre il professionista deve indicare, nel Modello Note della domanda, di essere stato incaricato alla presentazione dall’amministratore della società.
La dichiarazione d’incarico da rendere nel Modello Note, nel caso di professionista che firma con dispositivo contenente il “certificato di ruolo”, è la seguente: “Il sottoscritto… dottore commercialista/ragioniere, consapevole delle responsabilità penali previste in caso di falsa dichiarazione, ai sensi degli artt. 46 e 47 D.P.R. n. 445/2000, dichiara di presentare la domanda su incarico di… (nome e cognome dell’amministratore )”.
La dichiarazione d’incarico da rendere nel Modello Note, nel caso di dispositivo di firma privo del “certificato di ruolo”, è la seguente: “Il sottoscritto… dottore commercialista/ragioniere, consapevole delle responsabilità penali previste in caso di falsa dichiarazione, ai sensi degli artt. 46 e 47 D.P.R. n. 445/2000, dichiara di essere iscritto nella sezione… (A o B) dell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di…, al n…. Dichiara, inoltre, di non avere a proprio carico provvedimenti disciplinari ostativi all’esercizio della professione e di presentare la domanda su incarico di… (nome e cognome dell’amministratore)”.
Nel caso in cui l’incarico sia conferito al professionista da più amministratori, nella dichiarazione d'incarico occorre precisare il nome e cognome di ciascuno di essi.
A08per la cessazione o revoca1 del sindaco
Un modello intercalare P per ciascun sindaco cessato o revocato
Un modello intercalare P (eventuale) per ogni sindaco supplente subentrante2
la dichiarazione d’incarico resa da un professionista nel caso in cui l’amministratore, privo del dispositivo di firma digitale, conferisca allo stesso l’incarico alla presentazione della domanda.
Esempio di domanda di iscrizione della cessazione di un sindaco effettivo e del subentro automatico del sindaco supplente:
Distinta R.I. risultante dalla compilazione della modulistica
Esempio di domanda di iscrizione della cessazione del sindaco per revoca
1In caso di cessazione del sindaco per revoca la “data atto” è la data di deposito in Cancelleria del decreto del Tribunale che approva la delibera di revoca.
2Ai sensi dell’art. 2401 c.c. il subentro è previsto esclusivamente in caso di decesso, dimissioni o decadenza, nel rispetto dell’art. 2397 c.c., 2° comma.
Gli allegati sono richiesti esclusivamente nel caso in cui il sindaco cessi per revoca
Copia informatica5 semplice6 del decreto del Tribunale che ha approvato la deliberazione di revoca
2Trattandosi di atto/i non soggetto/i ad iscrizione nel Registro delle imprese, da allegare alla domanda a scopo meramente probatorio, non occorre che lo/gli stesso/i sia/siano allegato/i in formato pdf/A-1 e che sia/siano sottoscritto/i digitalmente dal presidente e, se nominato, segretario, dal socio, né da altro soggetto che presenta la domanda.
3Per poter riepilogare il risultato conseguito dalle decisioni dei soci o dalle decisioni degli amministratori assunte tramite consenso/consultazione espressi per iscritto, è prassi diffusa che le stesse siano completate da un verbale riepilogativo di chiusura, redatto dall'organo amministrativo, nel quale vengono verbalizzate le fasi della procedura stessa e i risultati conseguiti. Sebbene le norme del codice civile non prevedono che lo stesso debba essere obbligatoriamente allegato alla domanda, questo si rende necessario tutte le volte in cui dalle decisioni dei soci o dalle decisioni degli amministratori, assunte tramite consenso/consultazione espressi per iscritto, non si evinca chiaramente il risultato conseguito. La data di cessazione del sindaco sarà comunque quella del deposito in Cancelleria del decreto del Tribunale che approva la delibera di revoca.
5Copia per immagine su supporto informatico (acquisita tramite scansione ottica) dell’atto cartaceo (ossia del decreto del Tribunale).
6Trattandosi di un atto non soggetto ad iscrizione nel Registro delle imprese, da allegare alla domanda a scopo meramente probatorio, non occorre che lo stesso sia allegato in formato pdf/A-1 e che sia sottoscritto digitalmente dal soggetto che presenta la domanda.
Imposta di bollo: euro 65,002, se assolta tramite la Camera di Commercio di Torino – autorizzazione Ministero delle Finanze – Direzione Generale delle Entrate in Piemonte – n. 9/2000 del 26/09/2000
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I componenti dell’organo di controllo interno delle società a responsabilità limitata, sia esso costituito da un collegio sindacale o da un sindaco unico, cessano per:
revoca decisa dai soci.
La legge stabilisce che nel caso di nomina dell’organo di controllo, anche monocratico, si applicano le disposizioni sul collegio sindacale previste per le società per azioni, di conseguenza anche la cessazione1 è disciplinata da tali norme.
L’efficacia del decesso è evidentemente immediata.
Per quanto riguarda la cessazione per scadenza termine, le norme stabiliscono che i sindaci restano in carica per tre esercizi, e scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica. La cessazione dei sindaci per scadenza termine, tuttavia, per espressa previsione di legge, ha effetto dal momento in cui il collegio sindacale è stato ricostituito e non dal momento della scadenza del termine (e lo stesso vale per il sindaco unico).
I sindaci possono decadere per perdita dei requisiti necessari a ricoprire la carica previsti dall’articolo 2399 c.c., dall’atto costitutivo oppure, in caso di gravi negligenze2.
Con riguardo al momento in cui diviene efficace la decadenza, si evidenzia che rispetto ad alcune delle situazioni che la determinano non è sempre così immediato cogliere il momento in cui le stesse si sono verificate, rendendo problematico definire il momento di operatività della decadenza stessa.
Secondo l’opinione prevalente, la decadenza ha effetto immediato se connessa a cause oggettive che non richiedono alcun accertamento (per esempio, in caso di inabilitazione). Nel caso, invece, di cause che richiedono un’ulteriore fase di accertamento (per esempio, in caso di incompatibilità), la decadenza non avrebbe effetto immediato, ma solo una volta appurata la sua effettiva esistenza eventualmente confermata da una decisione dei soci.
Per questa ragione la dottrina distingue le cause di decadenza in:
immediatamente accertabili (fallimento, interdizione e inabilitazione)
che necessitano di essere accertate dagli organi sociali (incompatibilità, indipendenza, professionalità).
La giurisprudenza, invece, considera sempre automatica l’operatività della decadenza3.
Con le dimissioni (o rinuncia) il singolo componente l’organo di controllo (il sindaco) esercita una facoltà riconosciutagli e che può esercitare in qualsiasi momento, quella di sciogliere unilateralmente il suo rapporto con la società.
Le dimissioni hanno, infatti, natura di dichiarazione unilaterale e come tale non richiedono, al fine di produrre i propri effetti, l’accettazione da parte della società.
Pur non essendo prescritte particolari formalità, è prassi diffusa e si ritiene in genere necessario che il sindaco rediga una lettera di dimissioni da inviare all’organo amministrativo e, per conoscenza, al presidente del collegio sindacale ed eventualmente anche agli altri componenti del collegio, evidenziando i motivi di tale decisione.
Un punto controverso e non chiarito, neanche dalla riforma, riguarda il momento di efficacia delle dimissioni.
Ci si chiede se abbiano efficacia immediata, e cioè, in quanto atto unilaterale recettizio, dal momento in cui le stesse pervengono a conoscenza della società (per il tramite degli amministratori), oppure, condizionata alla possibilità di ricostituire il collegio sindacale4. Si sottolinea al riguardo, tuttavia, che il negare efficacia immediata alla rinuncia impedirebbe al sindaco di dimettersi e di sottrarsi da subito alle responsabilità connesse al ruolo.
Posto il silenzio della norma al riguardo, le dimissioni sembrerebbero avere effetto immediato nella sola ipotesi in cui sia possibile sostituire il sindaco dimissionario con il subentro del sindaco supplente; in caso contrario, sembrerebbe invece valere il regime della “prorogatio”.
Secondo l’orientamento prevalente, infatti:
le dimissioni hanno effetto dal momento in cui sono rese conoscibili agli amministratori e quando sia possibile la sostituzione automatica del sindaco dimissionario con il sindaco supplente;
se i sindaci supplenti sono in numero insufficiente a sostituire i sindaci cessati e, in particolare, in caso di cessazione simultanea di tutti i sindaci per dimissioni, si ritiene che i sindaci dimissionari rimangano in carica5 sino a quando l’assemblea nominerà i nuovi sindaci.
La cessazione per revoca è infine sempre conseguenza di una decisione dei soci.
La revoca è decisa dai soci, con metodo assembleare oppure con uno dei metodi alternativi della consultazione o del consenso espresso per iscritto, e la decisione deve indicare i motivi della revoca.
Per garantire l’indipendenza dell’organo di controllo tale possibilità è subordinata alla presenza di due condizioni:
decreto del Tribunale, che dopo avere sentito l’interessato, approvi la decisione dei soci.
I sindaci possono, quindi, essere revocati solo per giusta causa e la relativa decisione deve essere approvata con decreto del Tribunale, sentito l’interessato.
Il decreto del Tribunale ha natura costitutiva, in quanto, solo con questo decreto si completa la procedura prevista dalla legge per la revoca e questa diventa efficace.
LA SOSTITUZIONE AUTOMATICA E TEMPORANEA DEL SINDACO DECEDUTO, DIMISSIONARIO O DECADUTO
In caso di morte, rinuncia o decadenza di un sindaco effettivo subentra il sindaco supplente più anziano, dal momento in cui ne abbia avuto notizia e senza necessità di accettazione.
Questo meccanismo opera in caso di nomina del collegio sindacale, non opera invece in caso di nomina del sindaco unico in ordine al quale la legge non ha previsto la nomina di un sindaco unico supplente.
A tale riguardo occorre, tuttavia, tenere presente che, a seguito della riforma introdotta dal D.Lgs. n.6/2003, non sono più previsti per tutti i sindaci gli stessi requisiti di professionalità, pertanto, di volta in volta si rende necessario sostituire il sindaco cessato con un altro sindaco avente analoghi requisiti professionali.
In linea di principio, infatti, solo un sindaco effettivo ed uno supplente devono necessariamente essere iscritti nel registro dei revisori legali, posto che tutti gli altri, invece, se non iscritti in tale registro, devono essere iscritti negli albi professionali tenuti dai seguenti ordini e collegi: avvocati, dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali, consulenti del lavoro6, oppure devono essere professori universitari di ruolo in materie economiche o giuridiche.
Nell’ipotesi poi in cui il collegio sindacale sia investito anche della funzione di controllo contabile, tutti i sindaci devono essere iscritti nel registro dei revisori.
In generale, si ritiene che l’autonomia statutaria possa liberamente esplicarsi nel prevedere criteri di avvicendamento alternativi a quello dell’età, ma non a quelli relativi alla composizione professionale del collegio sindacale in quanto inderogabili.
L’atto costitutivo potrebbe, quindi, stabilire che, per esempio, al sindaco cessato succeda il supplente che riveste la medesima caratteristica professionale, oppure potrebbe limitarsi a riprodurre semplicemente il dettato legislativo secondo il quale “In caso di morte, di rinunzia o di decadenza di un sindaco, subentrano i supplenti, in ordine di età, nel rispetto dell’articolo 2397 c.c., secondo comma”. Ecco perché l’operatività del meccanismo della sostituzione dipende, in concreto, anche dal tenore dell’atto costitutivo.
Nel primo caso il criterio stabilito dall’atto costitutivo prevale su quello anagrafico e, solo a parità di qualifica fra supplenti subentra quello più anziano.
Nel secondo caso, se viene meno un sindaco revisore, deve subentrargli il sindaco più anziano a condizione che vi sia almeno un altro sindaco effettivo iscritto nel registro dei revisori.
Se viene meno l’unico sindaco revisore, gli succederà il supplente revisore e, nel caso entrambi i supplenti rivestano tale qualifica, il più anziano di essi.
Se, infine, viene meno un sindaco non revisore, il supplente più anziano prenderà il suo posto.
Quindi, in assenza di una specifica previsione statutaria, è destinato ad operare il criterio anagrafico, il quale deve essere disapplicato però quando lo stesso non consente di garantire l’osservanza delle regole stabilite in merito alla composizione professionale del collegio sindacale.
E’ superfluo sottolineare che non si pongono problemi nell’ipotesi in cui l’atto costitutivo abbia affidato al collegio sindacale il controllo contabile, poiché in questo caso tutti i sindaci, sia effettivi sia supplenti, devono essere iscritti nel registro dei revisori.
La sostituzione dei sindaci cessati opera automaticamente, nel senso che non richiede alcuna specifica accettazione da parte del sindaco supplente che subentra, valendo a tal fine la dichiarazione di accettazione resa alla società dallo stesso sindaco supplente al momento della sua nomina7. Se il sindaco supplente non intende accettare il subentro, deve rinunciare all’ufficio di sindaco mediante dimissioni.
Quando il meccanismo della sostituzione automatica non risulti possibile, gli amministratori devono senza indugio convocare l’assemblea per l’integrazione del collegio sindacale.
Il testo letterale dell’articolo 2401, primo comma, del codice civile, secondo il quale in caso di morte, rinuncia o di decadenza, subentrano i supplenti in ordine di età, pone l’interrogativo se il meccanismo della sostituzione automatica dei sindaci cessati trovi applicazione anche nelle altre ipotesi di cessazione della carica e cioè, in caso di scadenza del termine e di revoca .
Al riguardo si ritiene che l’istituto della sostituzione automatica sia chiaramente diretto a garantire la funzionalità dell’organo di controllo nei soli casi in cui la cessazione dall’ufficio dipenda da eventi riconducibili agli stessi sindaci e non anche quando essa derivi, come appunto nel caso della revoca e della scadenza del termine, da una manifestazione di volontà dei soci o addirittura dalla legge. In questi casi, l’assemblea è chiamata a nominare i nuovi sindaci e, in caso di revoca, questo può farlo anche contestualmente, fermo restando che la revoca e la conseguente nomina restano entrambe sospensivamente condizionate all’approvazione della decisione dei soci da parte del Tribunale.
Peraltro, posto che il meccanismo della sostituzione automatica presuppone la permanenza in carica dei sindaci supplenti, tale meccanismo non può operare nel caso della cessazione dei sindaci per scadenza temine, venendo meno in questo caso tutto il collegio sindacale, sindaci supplenti compresi.
Un caso particolare è rappresentato dalla cessazione del presidente del collegio sindacale.
Secondo quanto dispone l’articolo 2401 del codice civile, in caso di cessazione del presidente, la presidenza è assunta fino alla prossima assemblea dal sindaco più anziano.
I sindaci subentrati in via automatica sostituiscono solo temporaneamente i sindaci cessati, infatti, restano in carica fino alla prossima assemblea.
Nell’assemblea immediatamente successiva alla cessazione del sindaco effettivo, i soci devono nominare il nuovo sindaco effettivo ed, eventualmente, i sindaci supplenti, necessari all’integrazione del collegio sindacale.
I soci possono liberamente confermare il sindaco supplente nel ruolo di effettivo o nominare un nuovo sindaco, non è previsto l’obbligo di conferma del sindaco supplente.
I nuovi sindaci, in ogni caso, scadono contemporaneamente a quelli già in carica.
ISCRIZIONE DELLA CESSAZIONE
Entro trenta giorni, gli amministratori devono richiedere l’iscrizione nel Registro delle imprese della cessazione dei sindaci, qualunque sia la causa di cessazione.
Gli effetti della pubblicità legale della cessazione nel Registro delle imprese sono quelli della pubblicità dichiarativa (art. 2193 c.c.): la cessazione, se non iscritta, non può essere opposta ai terzi da chi è obbligato o interessato a richiederne l’iscrizione, a meno che questi non provi che i terzi ne abbiano avuto conoscenza. L’ignoranza della cessazione non può essere opposta dai terzi dal momento in cui l’iscrizione è avvenuta.
in caso cessazione per revoca, allo scopo di comprovare la veridicità della revoca, alla domanda di iscrizione deve essere allegata copia semplice della decisione dei soci e del decreto del Tribunale che l’ha approvata.
ISCRIZIONE DEL SUBENTRO AUTOMATICO DEL SINDACO SUPPLENTE
La legge non prescrive l’obbligo di pubblicizzare nel Registro delle imprese la sostituzione automatica del sindaco cessato. D’altro canto, pur in assenza di una specifica previsione di legge che imponga l’iscrizione del subentro automatico del sindaco supplente non sembra potersi evincere dal nostro ordinamento giuridico l’esistenza di una norma che consenta di escludere la possibilità di eseguire il suddetto adempimento.
L’iscrizione della subentro automatico del sindaco supplente si rende necessaria al fine di garantire una pubblicità organica, completa e sempre attuale nel Registro delle imprese. Infatti, anche se non espressamente prevista dalla legge, essa costituisce sicuramente una vicenda modificativa di rilievo in quanto relativa a soggetti già iscritti nel Registro delle imprese per espressa previsione di legge, la cui mancata iscrizione determinerebbe certamente un mancato allineamento delle risultanze del registro stesso alla situazione di fatto o giuridica relativa all’impresa interessata.
Per tale ragione, gli effetti della pubblicità legale della sostituzione automatica del sindaco effettivo cessato con il sindaco supplente nel Registro delle imprese sono quelli della pubblicità dichiarativa (art. 2193 c.c.): la sostituzione, se non iscritta, non può essere opposta ai terzi da chi è obbligato o interessato a richiederne l’iscrizione, a meno che questi non provi che i terzi ne abbiano avuto conoscenza. L’ignoranza della cessazione non può essere opposta dai terzi dal momento in cui l’iscrizione è avvenuta.
Trattandosi di un adempimento non obbligatorio ad esso non corrispondono norme che prescrivono un termine per eseguirlo o che individuano il soggetto legittimato a presentare la domanda di iscrizione al Registro delle imprese.
Si evidenzia pertanto che:
l’iscrizione del subentro automatico del sindaco supplente al sindaco effettivo cessato deve essere richiesta da uno degli amministratori in carica;
il sindaco supplente che subentra al sindaco effettivo cessato non deve sottoscrivere la domanda di iscrizione del subentro al fine di comprovare il suo consenso alla designazione alla nuova carica assunta, valendo a tale scopo la firma già apposta sulla domanda di iscrizione già presentata al momento della nomina.
1Ai sensi dell’art.1 del D.M. 28/12/2012 n. 261 “La cessazione dall’ufficio di sindaco è disciplinata dagli articoli 2400 e 2401 del codice civile anche quando la revisione legale dei conti è esercitata dal collegio sindacale, a norma dell’art. 2409-bis, secondo comma, del codice civile”.
2Queste ultime si verificano ex lege in caso di mancata partecipazione, senza giustificato motivo, a due riunioni del collegio sindacale nel corso dello stesso esercizio (art. 2404 c.c.), alle assemblee dei soci o a due riunioni consecutive, nello stesso esercizio, dell’organo amministrativo (2405 c.c.).
3Cioè dal momento del suo verificarsi.
4La Cassazione condivide questa seconda impostazione.
5C.d. “prorogatio”.
6Come previsto dal D.M. 29/12/2004 n. 320.
7Una eventuale clausola statutaria che subordinasse l’operatività della sostituzione ad un’ulteriore manifestazione di assenso da parte del sindaco supplente è ritenuta invalida dalla giurisprudenza e dalla dottrina attesa l’inderogabilità del meccanismo della sostituzione automatica.
Avvertenze cessazione - revoca sindaco