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Timestamp: 2017-06-26 02:06:07+00:00
Document Index: 37795234

Matched Legal Cases: ['§ 1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6']

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 02/04/2013Diritti Europa
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3 aprile 2013	La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha deciso ieri, 02-04-03, – ma pubblicato soltanto stamattina – 12 casi di presunte violazioni della Convenzione Europea. Anche l’Italia è stata coinvolta e conclude la giornata con un sostanziale pareggio: in un caso è stata condannata per violazione del principio dell’equo processo, nell’altro ha superato indenne le accuse di violazione del diritto all’istruzione.
Il secondo caso, Tarantino and Others v. Italy, è certamente il più interessante. I giudici di Strasburgo hanno infatti fatto salvo il sistema dei test di ammissione alle Facoltà di Medicina e Odontoiatria, scagionando l’Italia dalle accuse di violazione del diritto all’istruzione dei ricorrenti. Per Approfondire: La CEDU fa salvi i test di ammissione in Medicina/Odontoiatria.
Mentre, nel caso Angelo Caruso v. Italy l’Italia è stata condannata per la lunghezza dei suoi processi. In questo caso, il ricorrente è stato privato del proprio terreno nel 1994, tramite un’occupazione d’urgenza realizzata dal Comune di Benevento. Egli si oppone subito a quella occupazione, imbarcandosi in una avventura giudiziaria che si concluderà soltanto nel 2007, raggiungendo un accordo transattivo con l’amministrazione comunale. Dal 1994 al 2007: sono 14 anni di spese di giustizia, compensi agli avvocati e attesa. Attesa perché quel terreno – di cui il ricorrente era stato espropriato – venisse pagato dal Comune, e venisse pagato il giusto.
Il processo serve a far giustizia Ma un processo di 14 anni, non è già di suo un’ingiustizia? La Corte EDU ci insegna che un processo troppo lungo va risarcito. E a risarcirlo deve essere lo Stato, affinché o si attivi – con le leggi – a risolvere quel problema o ne subisca a malincuore le conseguenze.
Ma allora, quanto ci è costata l’inerzia del legislatore e il problema irrisolto della lentezza della giustizia, questa volta? Facendo due conti, lo Stato Italiano ha pagato complessivamente 8972 €, ossia 6972 € euro per risarcire i danni materiali, 1000 € per il danno morale e 700 € per i costi processuali per il procedimento ex Legge Pinto e 500 € per il procedimento davanti alla CEDU.
8972 € sono certamente pochi per chi è rimasto senza casa e senza il prezzo di quella casa per 14 anni. Ma sono troppi per lo Stato, per il quale il bilancio Pinto – ossia i costi di risarcimento dei ritardi della macchina della giustizia – si ingrossa sempre più e diventa insostenibile. Purtroppo il risarcimento è una toppa su un abito sgualcito e irrecuperabile: o buttiamo il vecchio sistema di giustizia e coniamo una nuova macchina processuale, efficiente, funzionante e davvero giusta, oppure non ci rimane che attendere inermi che questo lento dissanguamento – a suon di (giustissimi e sacrosanti) risarcimenti – ci faccia pentire di non aver fatto nulla.
Lo Stato ci deve giustizia: esiste un vero e proprio debito, che lo Stato ha verso i suoi cittadini e che rinvia e non onora. Ma ogni giorno paghiamo gli interessi su un debito: arriveremo al punto, un domani, che guardandoci indietro vedremo che quei soldi, pagati in interessi per i continui ritardi, erano la somma che cercavamo per fare la grande riforma della giustizia. E allora resteremo senza riforma, e con sempre gli stessi interessi da pagare.
Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 02 Aprile 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Tarantino and Others v. Italy25851/09, 29284/09,
2I ricorrenti sono 8 studenti italiani che hanno tentato, senza successo, i test di ammissione alle facoltà di Medicina e Odontoiatria. Oggi contestano non quei risultati, ma la legittimità stessa dei test: sarebbero sproporzionati e incompatibili col diritto all’istruzione dei ricorrenti, nonché favorirebbero, nel complesso, i candidati più giovani rispetto a quelli più maturi. Oltre a violare il diritto CEDU, i ricorrenti ritengono che il sistema dei test così come previsto in Italia contrasterebbe con la normativa dell’Unione Europea: tale osservazione era stata promossa anche davanti al giudice italiano, il quale tuttavia l’ha ritenuta infondata ed ha omesso di investire della questione la Corte di Giustizia dell’UE.Articolo 2 del protocollo
N ° 1 (diritto all'istruzione)
Nessuna violazione dell'Articolo 2 del Protocollo n ° 1 - Diritto all'istruzione-{generale } (Articolo 2 del Protocollo n ° 1 - Diritto all'istruzione)
Olszewski v. Poland21880/032Grzegorz Olszewski, cittadino polacco, è stato condannato a cinque anni per rapina e sconta la pena nel carcere di Płock. Lamenta un regime detentivo degradante, a causa del sovraffollamento, e inadeguato alle sue condizioni di salute – Mr. Olszewski soffre infatti di problemi motori.Articolo 3 (divieto di pene o
Momčilović v. Serbia23103/073Milan Momčilović, cittadino serbo, cita davanti al giudice il proprio datore di lavoro. In primo e secondo grado ottiene pronunce (parzialmente) favorevoli, ma in ultimo grado la Corte Suprema serba muta la decisione per ragioni di diritto e gli nega quanto prima riconosciutogli dagli altri giudici. Oggi Mr. Momčilović contesta la decisione del tribunale supremo, ritenendola per vari aspetti incompatibile coi principi dell’equo processo.Articolo 6 § 1 (diritto ad un equo processo)Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un equo processo (art. 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - Tribunale, istituito per legge)
Angelo Caruso v. Italy24817/033Il ricorrente è un cittadino italiano che ha subito un esproprio per pubblica utilità. Oggi contesta, di quell’esproprio, la legittimità, la durata e infine l’ammontare dell’indennizzo corrispostogli, perché troppo basso e certamente non equo. Articolo 1 del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà)
entro un termine ragionevole)
Ferreira Alves v. Portugal54312/103Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - procedura civile; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Alhan v. Turkey8163/073Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Kıranel v. Turkey26964/093Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Mehmet Salih Uçar v. Turkey5485/07Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Florin Macovei v. Romania38128/033Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Şercaru v. Romania13088/093Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedura civile
Gökhan Özdemir v. Turkey33625/093Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Italia Polonia Portogallo Romania Serbia Turchia Tutte le sentenze	2013-04-03
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