Source: https://www.snals.it/allegati.aspx?file=cost.htm&tipo=htm&tab=12&segnalibro=art_119
Timestamp: 2019-07-24 02:27:41+00:00
Document Index: 74496082

Matched Legal Cases: ['art. 131', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 10', 'art. 27', 'art. 40', 'art. 48', 'art. 56', 'art. 57', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 60', 'art. 68', 'art. 75', 'art. 79', 'art. 88', 'art. 96', 'art. 1', 'art. 107', 'art. 111', 'art. 114', 'art. 1', 'art. 115', 'art. 116', 'art. 2', 'art. 117', 'art. 118', 'art. 4', 'art. 119', 'art. 5', 'art. 120', 'art. 6', 'art. 121', 'art. 122', 'art. 2', 'art. 123', 'art. 124', 'art. 125', 'art. 125', 'art. 9', 'art. 126', 'art. 4', 'art. 127', 'art. 8', 'art. 128', 'art. 129', 'art. 130', 'art. 131', 'art. 1', 'art. 57', 'art. 132', 'art. 9', 'art. 134', 'art. 135', 'art. 135', 'art. 135', 'art. 135', 'art. 136', 'art. 137', 'art. 137', 'art. 138', 'art. 131', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3']

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27-12-1947 n° Costituzione - Leggi
(Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298).
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale. (1)
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. (2)
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici. (3)
Non può in alcun caso essere ammessa per reati politici. (4)
Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra. (5)
Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano. (6)
La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge. (7)
Art. 56. (8)
Art. 57 (9)
La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni. (10)
Art. 68. (11)
La legge determina le modalità di attuazione del referendum. (12)
Art. 79. (13)
L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi della assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura. (14)
Art. 96. (15)
Ha l’iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principî ed entro i limiti stabiliti dalla legge.
I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni (16) se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’ordinamento giudiziario o con il loro consenso.
Art. 111. (17)
TITOLO V (18)
Art. 114. (19)
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principî fissati dalla Costituzione.
Abrogato. (20)
Art. 116 (21)
Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principî di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.
Art. 117. (22)
Art. 118. (23)
Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principî di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
Art. 119. (24)
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principî generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento. E’ esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti.
Art. 120. (25)
Art. 121. (26)
Art. 122. (27)
Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei principî fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.
Art. 123. (28)
Ciascuna Regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i principî fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo statuto regola l’esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.
Abrogato. (29)
Art. 125. (30)
Art. 126. (31)
Art. 127. (32)
Abrogato. (33)
Abrogato. (34)
Abrogato. (35)
Art. 131. (36)
Art. 132. (37)
Si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un’altra.
sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione. (38)
Art. 135. (39)
I giudici della Corte costituzionale sono scelti fra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni d’esercizio.
La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il Presidente, che rimane in carica per un triennio, ed è rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza dall’ufficio di giudice. (40)
L’ufficio di giudice della Corte è incompatibile con quello di membro del Parlamento, di un Consiglio regionale, con l’esercizio della professione di avvocato e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge. (41)
Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica, intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari. (42)
La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinché, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali. (43)
Una legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilità dei giudizi di legittimità costituzionale, e le garanzie d’indipendenza dei giudici della Corte. (44)
Con legge ordinaria sono stabilite le altre norme necessarie per la costituzione e il funzionamento della Corte. (45)
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti. (46)
Per la prima elezione del Senato il Molise è considerato come Regione a sé stante, con il numero dei senatori che gli compete in base alla sua popolazione. (47)
VII (48)
Fino a cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione si possono, con leggi costituzionali, formare altre Regioni, a modificazione dell’elenco di cui all’art. 131, anche senza il concorso delle condizioni richieste dal primo comma dell’articolo 132, fermo rimanendo tuttavia l’obbligo di sentire le popolazioni interessate. (49)
XIII (50)
Con l’entrata in vigore della Costituzione si ha per convertito in legge il decreto legislativo luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, sull’ordinamento provvisorio dello Stato. (51)
Fino al giorno delle elezioni delle nuove Camere, l’Assemblea Costituente può essere convocata, quando vi sia necessità di deliberare nelle materie attribuite alla sua competenza dagli articoli 2, primo e secondo comma, e 3, comma primo e secondo, del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98. (52)
* Il testo della Costituzione italiana con le successive modifiche costituzionali, qui riprodotto, è in tutto conforme a quello pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (del 1947 e degli anni successivi). Questa edizione con le note che seguono è stata curata dal Servizio Studi.
1 (Nota all’art. 7, secondo comma).
2 (Nota all’art. 8, terzo comma).
A regolare tali rapporti sono intervenute le leggi 11 agosto 1984, n. 449, 22 novembre 1988, n. 516, 22 novembre 1988, n. 517 e 8 marzo 1989, n. 101 (G.U. 13 agosto 1984, n. 222; 2 dicembre 1988, n. 283; 23 marzo 1989, n. 69), emesse sulla base di previe «intese» intercorse, rispettivamente, con la Tavola valdese, le Chiese cristiane avventiste, le Assemblee di Dio e le Comunità ebraiche, e più di recente le leggi 5 ottobre 1993, n. 409 (G.U. 11 ottobre 1993, n. 239), 12 aprile 1995, n. 116 (G.U. 22 aprile 1995, n. 94), 29 novembre 1995, n. 520 (G.U. 7 dicembre 1995, n. 286), 20 dicembre 1996, nn. 637 e 638 (G.U. 21 dicembre 1996, n. 299), per la regolamentazione dei rapporti con altre confessioni o per la modifica delle precedenti intese.
3 (Nota all’art. 10, quarto comma).
A norma dell’articolo unico della legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1 (G.U. 3 luglio 1967, n. 164), «l’ultimo comma dell’art. 10 della Costituzione non si applica ai delitti di genocidio».
4 (Nota all’art. 26, secondo comma).
A norma dell’articolo unico della legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1 «l’ultimo comma dell’art. 26 della Costituzione non si applica ai delitti di genocidio». Cfr. art. 10.
5 (Nota all’art. 27, quarto comma).
Cfr. Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali - «Protocollo n. 6 sull’abolizione della pena di morte» (adottato a Strasburgo il 28 aprile 1983), reso esecutivo con legge 2 gennaio 1989, n. 8 (G.U. 16 gennaio 1989, n. 12, suppl. ord.), nonché legge 13 ottobre 1994, n. 589 sull’«Abolizione della pena di morte nel codice penale militare di guerra» (G.U. 25 ottobre 1994, n. 250).
6 (Nota all’art. 40).
7 (Nota all’art. 48, terzo comma).
8 (Nota all’art. 56).
9 (Nota all’art. 57).
Articolo così sostituito dapprima con l’art. 2 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, e, successivamente, modificato nel terzo comma dalla legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, istitutiva della Regione Molise (G.U. 4 gennaio 1964, n. 3) nonché nel primo, secondo e quarto comma con l’art. 2 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1 recante «Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione concernenti il numero dei deputati e senatori in rappresentanza degli italiani all’estero» (G.U. 24 gennaio 2001, n. 19). V., altresì, legge costituzionale 9 marzo 1961, n. 1 per l’assegnazione in via transitoria di seggi alla Regione Friuli-Venezia Giulia (G.U. 1° aprile 1961, n. 82).
10 (Nota all’art. 60, primo comma).
11 (Nota all’art. 68).
Articolo così sostituito con la legge costituzionale 29 ottobre 1993, n. 3 (G.U. 30 ottobre 1993, n. 256).
«I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.
12 (Nota all’art. 75, quinto comma).
13 (Nota all’art. 79).
Articolo così sostituito con la legge costituzionale 6 marzo 1992, n. 1 (G.U. 9 marzo 1992, n. 57).
«L’amnistia e l’indulto sono concessi dal Presidente della Repubblica su legge di delegazione delle Camere.
14 (Nota all’art. 88, secondo comma).
Comma così sostituito con la legge costituzionale 4 novembre 1991, n. 1 (G.U. 8 novembre 1991, n. 262).
15 (Nota all’art. 96).
Articolo così sostituito con l’art. 1 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1. V., altresì, legge 5 giugno 1989, n. 219.
«Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri sono posti in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni».
16 (Nota all’art. 107, primo comma).
Nel testo pubblicato nella edizione straordinaria della G.U. 27 dicembre 1947, per errore tipografico, in luogo di «funzioni» compariva la parola «funzionari»: cfr. errata-corrige in G.U. 3 gennaio 1948, n. 2.
17 (Nota all’art. 111).
«1. La legge regola l’applicazione dei principî contenuti nella presente legge costituzionale ai procedimenti penali in corso alla data della sua entrata in vigore».
18 (Nota al Titolo V).
19 (Nota all’art. 114).
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata con l’art. 1 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (G.U. 24 ottobre 2001, n. 248). Il testo originario era il seguente:
20 (Nota all’art. 115).
«Le Regioni sono costituite in enti autonomi con propri poteri e funzioni secondo i principî fissati nella Costituzione».
21 (Nota all’art. 116).
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata con l’art. 2 della legge cost. n. 3 del 2001, supra cit. Il testo originario era il seguente:
22 (Nota all’art. 117).
«La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principî fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, sempreché le norme stesse non siano in contrasto con l’interesse nazionale e con quello di altre Regioni:
23 (Nota all’art. 118).
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata con l’art. 4 della legge cost. n. 3 del 2001, supra cit. Il testo originario era il seguente:
24 (Nota all’art. 119).
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata con l’art. 5 della legge cost. n. 3 del 2001, supra cit. Il testo originario era il seguente:
25 (Nota all’art. 120).
Articolo risultante dalla sostituzione del precedente testo operata con l’art. 6 della legge cost. n. 3 del 2001, supra cit. Il testo originario era il seguente:
26 (Nota all’art. 121).
Articolo così modificato, nel secondo e quarto comma, con la legge cost. 22 novembre 1999, n. 1 (G.U. 22 dicembre 1999, n. 299).
«Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative e regolamentari attribuite alla Regione e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Può fare proposte di legge alle Camere».
«La Giunta regionale è l’organo esecutivo delle Regioni».
«Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; promulga le leggi e i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo centrale».
27 (Nota all’art. 122).
Articolo risultante dalla sostituzione operata con l’art. 2 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 (G.U. 22 dicembre 1999, n. 299).
«1. Fino alla data di entrata in vigore dei nuovi statuti regionali e delle nuove leggi elettorali ai sensi del primo comma dell’articolo 122 della Costituzione, come sostituito dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, l’elezione del Presidente della Giunta regionale è contestuale al rinnovo dei rispettivi Consigli regionali e si effettua con le modalità previste dalle disposizioni di legge ordinaria vigenti in materia di elezione dei Consigli regionali. Sono candidati alla Presidenza della Giunta regionale i capilista delle liste regionali. E’ proclamato eletto Presidente della Giunta regionale il candidato che ha conseguito il maggior numero di voti validi in ambito regionale. Il Presidente della Giunta regionale fa parte del Consiglio regionale. E’ eletto alla carica di consigliere il candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato eletto Presidente. L’Ufficio centrale regionale riserva, a tal fine, l’ultimo dei seggi eventualmente spettanti alle liste circoscrizionali collegate con il capolista della lista regionale proclamato alla carica di consigliere, nell’ipotesi prevista al numero 3) del tredicesimo comma dell’articolo 15 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, introdotto dal comma 2 dell’articolo 3 della legge 23 febbraio 1995, n. 43; o, altrimenti, il seggio attribuito con il resto o con la cifra elettorale minore, tra quelli delle stesse liste, in sede di collegio unico regionale per la ripartizione dei seggi circoscrizionali residui. Qualora tutti i seggi spettanti alle liste collegate siano stati assegnati con quoziente intero in sede circoscrizionale, l’Ufficio centrale regionale procede all’attribuzione di un seggio aggiuntivo, del quale si deve tenere conto per la determinazione della conseguente quota percentuale di seggi spettanti alle liste di maggioranza in seno al Consiglio regionale.
b) nel caso in cui il Consiglio regionale approvi a maggioranza assoluta una mozione motivata di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta regionale, presentata da almeno un quinto dei suoi componenti e messa in discussione non prima di tre giorni dalla presentazione, entro tre mesi si procede all’indizione di nuove elezioni del Consiglio e del Presidente della Giunta. Si procede parimenti a nuove elezioni del Consiglio e del Presidente della Giunta in caso di dimissioni volontarie, impedimento permanente o morte del Presidente».
«Il sistema d’elezione, il numero e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità dei consiglieri regionali sono stabiliti con legge della Repubblica.
28 (Nota all’art. 123).
«Ogni Regione ha uno statuto il quale, in armonia con la Costituzione e con le leggi della Repubblica, stabilisce le norme relative all’organizzazione interna della Regione. Lo statuto regola l’esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.
Lo statuto è deliberato dal Consiglio regionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ed è approvato con legge della Repubblica».
Ai sensi dello stesso articolo, secondo comma, gli statuti regionali sono stati approvati con leggi della Repubblica del 22 maggio 1971 (nn. 338, 339, 340, 341, 342, 343, 344, 345, 346, 347, 348, 349, 350), del 22 luglio 1971 (n. 480) e del 28 luglio 1971 (n. 519) (pubblicate in G.U. 14 giugno 1971, n. 148, suppl.; 28 luglio 1971, n. 190, suppl.; 3 agosto 1971, n. 195) e, successivamente, modificati con leggi 9 novembre 1990, n. 336 (G.U. 21 novembre 1990, n. 272, suppl. ord.), 31 maggio 1991, n. 180 (G.U. 18 giugno 1991, n. 141), 23 gennaio 1992, n. 44 (G.U. 1° febbraio 1992, n. 26, suppl. ord.).
29 (Nota all’art. 124).
«Un commissario del Governo, residente nel capoluogo della Regione, sopraintende alle funzioni amministrative esercitate dallo Stato e le coordina con quelle esercitate dalla Regione».
30 (Nota all’art. 125).
Il primo comma dell’art. 125 è stato abrogato con l’art. 9, comma 2, della legge cost. n. 3 del 2001, supra cit. Il comma abrogato era il seguente:
«Il controllo di legittimità sugli atti amministrativi della Regione è esercitato, in forma decentrata, da un organo dello Stato, nei modi e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica. La legge può in determinati casi ammettere il controllo di merito, al solo effetto di promuovere, con richiesta motivata, il riesame della deliberazione da parte del Consiglio regionale».
31 (Nota all’art. 126).
Articolo risultante dalla sostituzione del testo originario operata con l’art. 4 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 (G.U. 22 dicembre 1999, n. 299).
«Il Consiglio regionale può essere sciolto, quando compia atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge, o non corrisponda all’invito del Governo di sostituire la Giunta o il Presidente, che abbiano compiuto analoghi atti o violazioni.
Col decreto di scioglimento è nominata una Commissione di tre cittadini eleggibili al Consiglio regionale, che indice le elezioni entro tre mesi e provvede all’ordinaria amministrazione di competenza della Giunta e agli atti improrogabili, da sottoporre alla ratifica del nuovo Consiglio».
32 (Nota all’art. 127).
Articolo risultante dalla sostituzione operata con l’art. 8 della legge cost. n. 3 del 2001, supra cit.
Ove il Consiglio regionale la approvi di nuovo a maggioranza assoluta dei suoi componenti, il Governo della Repubblica può, nei quindici giorni dalla comunicazione, promuovere la questione di legittimità davanti alla Corte costituzionale, o quella di merito per contrasto di interessi davanti alle Camere. In caso di dubbio, la Corte decide di chi sia la competenza».
33 (Nota all’art. 128).
«Le Provincie e i Comuni sono enti autonomi nell’ambito dei principî fissati da leggi generali della Repubblica, che ne determinano le funzioni».
34 (Nota all’art. 129).
35 (Nota all’art. 130).
36 (Nota all’art. 131).
Articolo così modificato con l’art. 1 della legge cost. 27 dicembre 1963, n. 3, che ha istituito la Regione «Molise». Cfr. art. 57 e XI delle disposizioni transitorie e finali.
37 (Nota all’art. 132).
Il secondo comma di questo articolo è stato così modificato dall’art. 9, comma 1, della legge cost. n. 3 del 2001, supra cit. Nella formulazione originaria esso così recitava:
«Si può, con referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un’altra».
38 (Nota all’art. 134).
39 (Nota all’art. 135).
Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica e contro i Ministri intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri eletti, all’inizio di ogni legislatura, dal Parlamento in seduta comune tra i cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a senatore».
40 (Nota all’art. 135, quinto comma).
41 (Nota all’art. 135, sesto comma).
42 (Nota all’art. 135, settimo comma).
43 (Nota all’art. 136, secondo comma).
44 (Nota all’art. 137, primo comma).
45 (Nota all’art. 137, secondo comma).
46 (Nota all’art. 138).
47 (Nota alla IV delle disposizioni transitorie e finali).
48 (Nota alla VII delle disposizioni transitorie e finali).
49 (Nota alla XI delle disposizioni transitorie e finali).
Il termine, previsto in questo articolo, è stato prorogato al 31 dicembre 1963, con legge costituzionale 18 marzo 1958, n. 1 (G.U. 1° aprile 1958, n. 79), ed entro lo stesso termine è stata istituita la Regione Molise (cfr. art. 131).
50 (Nota alla XIII delle disposizioni transitorie e finali).
<in corso di aggiornamento>
51 (Nota alla XV delle disposizioni transitorie e finali).
Art. 1 - «Dopo la liberazione del territorio nazionale, le forme istituzionali saranno scelte dal popolo italiano che a tal fine eleggerà, a suffragio universale diretto e segreto, una Assemblea Costituente per deliberare la nuova costituzione dello Stato.
Art. 2 - «E’ abrogata la disposizione concernente la elezione di una nuova Camera dei Deputati e la sua convocazione entro quattro mesi dalla cessazione dell’attuale stato di guerra, contenuta nel comma terzo dell’articolo unico del R. decreto-legge 2 agosto 1943, n. 175, con cui venne dichiarata chiusa la sessione parlamentare e sciolta la Camera dei fasci e delle corporazioni».
Art. 3 - «I Ministri e Sottosegretari di Stato giurano sul loro onore di esercitare la loro funzione nell’interesse supremo della Nazione e di non compiere, fino alla convocazione dell’Assemblea Costituente, atti che comunque pregiudichino la soluzione della questione istituzionale».
Art. 4 - «Finché non sarà entrato in funzione il nuovo Parlamento, i provvedimenti aventi forza di legge sono deliberati dal Consiglio dei Ministri.
Art. 5 - «Fino a quando resta in vigore la disposizione dell’art. 2, comma primo, del R. decreto-legge 30 ottobre 1943, n. 2/B, i decreti relativi alle materie indicate nell’art. 1 della legge 31 gennaio 1926, n. 100, sono emanati dal Luogotenente Generale del Regno con la formula:
Art. 6 - «Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno - serie speciale - e sarà presentato alle Assemblee legislative per la conversione in legge.
52 (Nota alla XVII delle disposizioni transitorie e finali).
Art. 1 - «Contemporaneamente alle elezioni per l’Assemblea Costituente il popolo sarà chiamato a decidere mediante 0 sulla forma istituzionale dello Stato (Repubblica o Monarchia)».
Art. 2 - «Qualora la maggioranza degli elettori votanti si pronunci in favore della Repubblica, l’Assemblea, dopo la sua costituzione, come suo primo atto, eleggerà il Capo provvisorio dello Stato, che eserciterà le sue funzioni, fino a quando sarà nominato il Capo dello Stato a norma della Costituzione deliberata dall’Assemblea.
Avvenuta l’elezione del Capo provvisorio dello Stato il Governo in carica gli presenterà le sue dimissioni e il Capo provvisorio dello Stato darà l’incarico per la formazione del nuovo Governo.
Qualora la maggioranza degli elettori votanti si pronunci in favore della Monarchia, continuerà l’attuale regime Luogotenenziale fino alla entrata in vigore delle deliberazioni dell’Assemblea sulla nuova Costituzione e sul Capo dello Stato».
Art. 3 - «Durante il periodo della Costituente e fino alla convocazione del Parlamento a norma della nuova Costituzione il potere legislativo resta delegato, salva la materia costituzionale, al Governo, ad eccezione delle leggi elettorali e delle leggi di approvazione dei trattati internazionali, le quali saranno deliberate dall’Assemblea.
Il Governo potrà sottoporre all’esame dell’Assemblea qualunque altro argomento per il quale ritenga opportuna la deliberazione di essa.
Art. 4 - «L’Assemblea Costituente terrà la sua prima riunione in Roma, nel Palazzo di Montecitorio, il ventiduesimo giorno successivo a quello in cui si saranno svolte le elezioni.
Finché non avrà deliberato il proprio regolamento interno l’Assemblea Costituente applicherà il regolamento interno della Camera dei deputati in data 1° luglio 1900 e successive modificazioni fino al 1922».
Art. 5 - «Fino a quando non sia entrata in funzione la nuova Costituzione le attribuzioni del Capo dello Stato sono regolate dalle norme finora vigenti, in quanto applicabili».
Art. 6 - «I provvedimenti legislativi che non siano di competenza dell’Assemblea Costituente ai sensi del primo comma dell’art. 3, deliberati nel periodo ivi indicato, devono essere sottoposti a ratifica del nuovo Parlamento entro un anno dalla sua entrata in funzione».
Art. 7 - «Entro il termine di trenta giorni dalla data del decreto Luogotenenziale che indice le elezioni dell’Assemblea Costituente i dipendenti civili e militari dello Stato devono impegnarsi, sul loro onore, a rispettare e far rispettare nell’adempimento dei doveri del loro stato il risultato del referendum istituzionale e le relative decisioni dell’Assemblea Costituente.
Art. 8 - « Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio dei Ministri, saranno emanate le norme relative allo svolgimento del referendum, alla proclamazione dei risultati di esso e al giudizio definitivo sulle contestazioni, le proteste ed i reclami relativi alle operazioni del referendum, con facoltà di variare e integrare, a tali fini, le disposizioni del decreto legislativo Luogotenenziale 10 marzo 1946, n. 74, per l’elezione dei deputati all’Assemblea Costituente e di disporre che alla scheda di Stato, prevista dal decreto anzidetto, siano apportate le modificazioni eventualmente necessarie.
Art. 9 - «Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare come legge dello Stato».
DEGLI ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE
INCISI DA LEGGI COSTITUZIONALI
MODIFICHE E INTEGRAZIONI SUCCESSIVE
21 giugno 1967,
17 gennaio 2000,
9 febbraio 1963,
9 marzo 1961,
29 ottobre 1993,
11 marzo 1953,
6 marzo 1992,
4 novembre 1991,
16 gennaio 1989,
23 novembre 1999,
18 ottobre 2001,
22 novembre 1999,
22 novembre 1967,
disp. trans. VII
" " XI
18 marzo 1958,