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Timestamp: 2017-01-18 22:18:38+00:00
Document Index: 86066751

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 51', 'art. 43', 'art.18', 'art.3']

Corso prevenzione e sicurezza. IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) Prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori, durante il lavoro; - ppt scaricare
PubblicatoSergio Antonucci
Presentazione sul tema: "Corso prevenzione e sicurezza. IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) Prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori, durante il lavoro;"— Transcript della presentazione:
Corso prevenzione e sicurezza 2
IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) Prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori, durante il lavoro; si estende in tutti i settori di attività privati o pubblici; tutela i lavoratori subordinati o ad essi equiparati; disciplina lorganizzazione della sicurezza nei luoghi di lavoro coinvolgendo datori di lavoro e lavoratori. Il datore di lavoro (DL) designa, organizza e gestisce la prevenzione attraverso strutture qualificate: Servizio di prevenzione e protezione, Medico competente, Addetti allemergenza (antincendio, emergenza e pronto soccorso), ecc.. Valuta i rischi per tutte le attività lavorative, adotta i necessari provvedimenti di prevenzione e bonifica, cura linformazione, la consultazione e la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti. I lavoratori da soggetti tutelati divengono partecipi ed autori della sicurezza nei luoghi di lavoro. 3
IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) Lart. 15 del D.Lgs. n. 81/08 stabilisce le misure generali per la protezione della salute e per la sicurezza dei lavoratori: a) valutazione ed eliminazione dei rischi per la salute e la sicurezza; b)programmazione della prevenzione nel complesso azienda; c)rispetto dei principi ergonomici nelle attività lavorative; d)Riduzione dei rischi alla fonte; e)la sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è; f)la limitazione al minimo di lavoratori esposti al rischio; g)lutilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici; h)la priorità delle misure di protezione collettiva; i)il controllo sanitario dei lavoratori; j)lallontanamento del lavoratore dallesposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e ladibizione, ove possibile, ad altra mansione; k)linformazione e formazione adeguate per i lavoratori; I PRINCIPI 4
IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) l) linformazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti; m) linformazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; n) listruzioni adeguate ai lavoratori; o) la partecipazione e consultazione dei lavoratori; p) la partecipazione e consultazione dei RLS; q) la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; r) le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato; s) l uso di segnali di avvertimento e di sicurezza; t) il regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti. I PRINCIPI 5
IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) Lavoratori Dirigenti e preposti Progettisti, fabbricanti, fornitori, installatori e commercianti Progettisti, fabbricanti, fornitori, installatori e commercianti Datore di lavoro (DL) Datore di lavoro (DL) Respons. del Servizio di prevenzione e protezione (RSPP) Respons. del Servizio di prevenzione e protezione (RSPP) Medico competente Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) Strutture pubbliche Addetti allemergenza Persone o servizi esterni allazienda Persone o servizi esterni allazienda Imprese appaltatrici e lavoratori autonomi Imprese appaltatrici e lavoratori autonomi I soggetti della prevenzione 6
IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) Nel settore privato (ai sensi dellart. 2, lett. b, del D.Lgs. n. 81/08, e della consolidata giurisprudenza in materia) il DL è il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e lorganizzazione dellimpresa, ha la responsabilità dellimpresa stessa, ovvero dellunità produttiva, ed è in grado (anche se sfornito della legale rappresentanza) di esercitare leffettivo potere di organizzare lazienda ed il lavoro dei dipendenti, essendo munito dei poteri decisionali e di spesa. La giurisprudenza ammette la delega specialmente quando il ricorso ad essa è giustificato dalla complessità dellattività dellimpresa che non consentirebbe al suo titolare di attendere personalmente alla costante e puntuale applicazione delle norme di sicurezza del lavoro. IL DATORE DI LAVORO 7
IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) Nel settore pubblico (di cui allart. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165 del 30/03/2001) Il DL è il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale preposto ad ufficio avente autonomia gestionale (con autonomi poteri di spesa). Per gli Enti strumentali, le Aziende USL e le Scuole, soggetti pubblici con autonomia organizzativa, finanziaria e contabile, il DL è il rispettivo organo di vertice: il Presidente per gli Enti strutturati su base rappresentativa (come ad esempio gli Enti Universitari per il diritto allo studio), il Direttore Generale per le Aziende USL e le Aziende regionali e municipalizzate. IL DATORE DI LAVORO 8
DATORE DI LAVORO DIRIGENTI PREPOSTI R.S.P.P. Medico Competente LAVORATORI R.L.S. LORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE E I SOGGETTI COINVOLTI 9
ATTORI ESTERNI Organi di vigilanza Organi di vigilanza : SPISAL per le ASL Ispettorato del lavoro Vigili del fuoco Organismo paritetico Organismo paritetico: Organizzazioni sindacali Organizzazioni datoriali 10
LAVORATORI INCARICATI DI ATTUARE LE MISURE DI EMERGENZA Primo soccorso Evacuazione dei lavoratori Prevenzione e lotta antincendio Gestione dellemergenza 11
Alcune definizioni: Pericolo: proprietà intrinseca di un fattore (attrezzature, sostanze, pratiche di lavoro ecc.) di poter causare danni Rischio: probabilità che un pericolo determini eventi dannosi Valutazione del rischio: tentativo di prevedere il danno che può essere provocato da un determinato pericolo Dipende da: Probabilità che il pericolo scateni levento dannoso Entità del danno Quantità di persone esposte 12
Diritti dei lavoratori …alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro …ad essere informato e formato …alla tutela (ovvero il lavoratore non è sanzionabile): Se si allontana in caso di pericolo grave Se assume iniziative in caso di pericolo grave poiché impossibilitato ad avvisare un superiore 13
IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) I LAVORATORI -DIRITTI- Sono diritti dei lavoratori (ai sensi dellart. 20 e altri del D.Lgs. n. 81/08): 1.Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. 2. I lavoratori devono in particolare: a)contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, alladempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale; c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e, nonché i dispositivi di sicurezza; 14
IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) I LAVORATORI -DIRITTI- d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione; e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori; h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro; i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente. 15
OBBLIGHI DEI LAVORATORI (Art. 20) Devono prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro (azioni - omissioni) Utilizzano correttamente macchine, apparecch, utensili, dispositivi di sicurezza e di protezione Segnalano immediatamente al DDL, dirigenti, preposti le deficienze delle macchine, impianti, dispositivi Osservano le disposizioni e le istruzioni impartite dal DDL, dirigenti, preposti Non manomettono dispositivi di sicurezza, segnalaz., ecc. Non compiono di propria iniziativa operazioni non di loro competenza Si sottopongono ai controlli sanitari previsti Contribuiscono alladempimento degli obblighi imposti dallautorità competente I LAVORATORI USL R.E. SMPIL 16
Il datore di lavoro Chi è? Il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque il soggetto che ha la responsabilità dellimpresa ovvero dellunità produttiva, in quanto titolare dei poteri decisionali e di spesa 17
Il datore di lavoro Cosa deve fare? 1) La valutazione dei rischi e la conseguente individuazione delle misure di prevenzione e protezione 2) Il programma di attuazione delle misure di prevenzione e protezione 3) Designare: il RSPP il medico competente gli addetti alle emergenze 18
Il datore di lavoro 4) Indice la riunione periodica 5) Forma e informa i lavoratori 6) Consulta il RLS 7) Fa rispettare le norme di sicurezza (culpa in eligendo, culpa in vigilando) 8) Consegna al lavoratore copia della cartella sanitaria e di rischio al momento della risoluzione del rapporto di lavoro 9) Fornisce i DPI 19
OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO, DEL DIRIGENTE, DEL PREPOSTO (Art ) DATORE DI LAVORO Designa Responsabile e Addetti (anche con esterni) del S.P.P. DIRIGENTE PREPOSTO Adottano e aggiornano le misure di prevenzione necessarie Resp. S.P.P. Med. Comp. Rappr. Sicur. (consultaz.) Nomina, nei casi previsti, il Medico Competente Per az. famil. e fino a 10 dip. autocertificazione su valutaz. e misure Elabora, custodisce e aggiorna il Documento contenente : - Valutazione dei rischi - Misure di prevenzione - Programma di attuazione Responsabilità di valutazione e attuazione continuativa 20
Il R.S.P.P. Chi è? Persona designata dal datore di lavoro in possesso di attitudini e capacità adeguate, a capo del servizio di prevenzione e protezione 21
Il RSPP: 3 tipologie In base alle caratteristiche e dimensioni aziendali: 1 o più persone interne allazienda cioè dipendenti esterni datore di lavoro = RSPP 22
IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) Il requisito delleffettivo potere del delegato è strettamente correlato alla consistenza dei fondi posti a sua disposizione (Vedi Cassazione 27 giugno 1975, n. 1062, in Giur. It., 1977, II, 173, e Cassazione penale sez. IV, 19/4/1989, n. 5962). IL DATORE DI LAVORO -DELEGA- 23
SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Cosè? E linsieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni allazienda, finalizzati allattività di prevenzione e protezione dai rischi professionali in azienda, ovvero unità produttiva. 24
SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE COMPITI: 1) Individua e valuta i fattori di rischio 2) Individua le misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti 3) Elaborare le misure di prevenzione e protezione e ne verifica lefficacia 25
SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE 4) Elabora le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali 5) Propone i programmi di formazione e informazione 6) Partecipa alla riunione periodica 7) Informa i lavoratori sui rischi, sulle misure di prevenzione e sicurezza 26
LUOGHI DI LAVORO (Art ) ADEGUAMENTO DI: ADEGUAMENTO DI: TENER CONTO DI LAVORATORI PORTATORI DI HANDICAP (Non per i luoghi di lavoro già utilizzati prima del ) SCADENZA SCADENZA Per i luoghi di lavoro costruiti o utilizzati prima del : adeguamento entro il Per i luoghi di lavoro costruiti o utilizzati prima del : adeguamento entro il VIE E USCITE DI EMERGENZA VIE DI CIRCOLAZ., PAVIM., ECC. PORTE E PORTONI PAVIM., MURI, SOFFITTI, FINESTRE ILLUM. NATURALE E ARTIFICIALE TEMPERATURA DEI LOCALI AERAZ. DI LUOGHI DI LAVORO CHIUSI POSTI DI LAV., DI PASS. ED ESTERNI DOCCE E LAVABI SPOGLIATOI E ARMADI LOCALI DI RIPOSO USL R.E. SMPIL Se esistono vincoli urbanistici, misure alternative autorizzate da USL Se occorrono concessioni o autorizzazioni procedere alle rispettive richieste immediatam. 27
Il medico competente Chi è? 1) dipendente di una struttura pubblica (se non esplica attività di vigilanza) 2) libero professionista 3) dipendente del datore di lavoro …E specializzato in medicina del lavoro..o altre specializz.ni …E autorizzato dalla regione (almeno 4 anni di attività) 28
Il medico competente Svolge la sorveglianza sanitaria, obbligatoria per i lavoratori: esposti a piombo, amianto, rumore addetti alla movimentazione manuale dei carichi che utilizzano videoterminali che utilizzano agenti cancerogeni o biologici 29
Il medico competente Collabora col datore di lavoro e con il RSPP: Alla valutazione dei rischi Al programma di attuazione delle misure di tutela Allorganizzazione del servizio di pronto soccorso Alla formazione e informazione dei lavoratori 30
Il medico competente Deve istituire e aggiornare per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza una cartella sanitaria e di rischio da custodire in azienda Deve comunicare in riunione periodica i risultati anonimi collettivi Deve effettuare visite mediche ulteriori, su richiesta del lavoratore, se correlate ai rischi professionali Deve visitare gli ambienti di lavoro almeno 2 volte lanno 31
Implicazioni per il lavoratore non più idoneo Il DLGS. 81/08 stabilisce lobbligo di assegnare il lavoratore, in quanto possibile, ad altro posto di lavoro nella stessa azienda, conservando la retribuzione precedente e la qualifica originaria qualora sia adibito a mansioni inferiori. Contro il giudizio di inidoneità è ammesso ricorso allASL entro 30 giorni dalla comunicazione 32
Il RLS = Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza E eletto dai lavoratori al loro interno E designato allinterno delle rappresentanze sindacali (RSU) oppure 1 RLS fino a 200 dipendenti 3 RLS da 200 a 1000 dipendenti 6 RLS oltre 1000 dipendenti N° RLS Il numero, le modalità di elezione, i permessi retribuiti, la formazione e gli strumenti per lo svolgimento delle funzioni sono stabiliti nella contrattazione collettiva 33
IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA - Formazione: a) programma minimo di 32 ore di cui 12 rischi specifici in azienda; b)aggiornamento periodico di durata 4 – 8 ore per imprese da 15 a 50 dipendenti o oltre La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all'art. 51 del D.Lgs. n. 81/08 del 1994, durante l'orario di lavoro (non pare tuttavia che sia vietata durante ore di lavoro straordinario come tali debitamente retribuite) e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori. 34
Il RLS Il RLS ha diritto: Di fare di propria iniziativa in merito a: Verificare lapplicazione delle misure di sicurezza Proporre attività di prevenzione e formazione Avvertire il responsabile aziendale dei rischi individuati Ricorrere alle autorità competenti se ritiene che le misure di prevenz. e protez. non siano idonei 35
Formazione e Informazione Lobbligo di formazione è stato introdotto dal D.Lgs.626. Educare luomo nella sua globalità: mente, cuore, mano. Obbligo già presente nella legislazione precedente. Fornire notizie (a livello verbale o scritto). 36
Informazione Il datore di lavoro deve assicurare a ciascun lavoratore (anche ai lavoratori a domicilio) informazione adeguata e specifica su: I rischi ambientali, legati allintero processo produttivo; I rischi legati alla mansione specifica (vd. normativa e disposizioni aziendali); Sulle misure di prevenzione e protezione adottate. 37
Informazione Inoltre su: I pericoli relativi alluso di sostanze e preparati pericolosi Le procedure di 1) Pronto soccorso 2) Lotta antincendio 3) Evacuazione Il RSPP e il medico competente I nominativi degli addetti alle emergenze P.S. Il compito di fornire informazioni ai lavoratori spetta al RSPP sebbene le sanzioni per la violazione dellobbligo sono a carico del datore di lavoro. 38
Formazione e Informazione QUANDO? Al momento dellassunzione Al momento del trasferimento o cambiamento di mansione In occasione di cambiamenti dellorganizzazione aziendale: 1) Nuove attrezzature 2) Nuove tecnologie 3) Nuove sostanze o preparati pericolosi 39
Formazione A CHI? AI LAVORATORI: avviene durante lorario di lavoro; senza oneri a carico dei lavoratori. AGLI ADDETTI ALLE SITUAZIONI DI EMERGENZA: sulla base dei rischi specifici dellazienda o unità produttiva; formazione organizzata previa consultazione RLS. AL RLS 40
INFORMAZIONE E FORMAZIONE DEI LAVORATORI (Art ) IL DATORE DI LAVORO DEVE INFORMARE CIASCUN LAVORATORE SU : Rischi per la sicurezza e la salute connessi con lattività Misure e attività di protezione e prevenzione Rischi specifici, norme e disposizioni aziendali Sostanze pericolose Antincendio, evacuazione, pronto soccorso Responsabile SPP e medico competente Lavoratori incaricati delle procedure di emergenza Durante orario di lavoro - Allassunzione - Cambio mansione - Cambio attrezz., tecnol., sostanze In modo periodico In modo particolare per il Rappr. per la Sicur. In modo mirato gli addetti allantincendio, ecc. USL R.E. SMPIL Formazione sufficiente e adeguata in materia di sicurezza e salute con particolare riferim. al proprio posto di lavoro e alle proprie mansioni IL DDL DEVE FORMARE CIASCUN LAVORATORE : (Possibilità di delega) IL DDL DEVE FORMARE CIASCUN LAVORATORE : (Possibilità di delega) 41
IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) GLI ADDETTI ALLA GEST. DELLE EMERGENZE Il DL adotta le misure di gestione dellemergenza (ai sensi degli artt del D.Lgs. n. 81/08), ed in particolare: designa preventivamene i lavoratori incaricati dellattuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque, di gestione dellemergenza, tenendo conto delle dimensioni dellazienda ovvero dei rischi specifici; adotta le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza ed impartisce le istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, siano informati ed abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; continua 42
IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) si astiene, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato; organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di pronto soccorso e con gli organismi della protezione civile competenti in tema di salvataggio, lotta antincendio e gestione emergenze; sentito il Medico competente, predispone (ai sensi degli artt del D.P.R. n. 303/56) dei pacchetti di medicazione, delle cassette di pronto soccorso (di cui al D.M. 02/07/58) o delle camere di medicazione, a seconda del numero dei lavoratori e dellubicazione e tipologia rischi; organizza gli addetti allemergenza prevedendo turni e sostituzioni per ferie, malattie ed altro. GLI ADDETTI ALLA GESTIONE DELLE EMERGENZE E DEL PRIMO SOCCORSO 43
IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) GLI ADDETTI ALLA GESTIONE DELLE EMERGENZE E DEL PRIMO SOCCORSO I lavoratori incaricati di attuare le misure di gestione dellemergenza non possono rifiutare la designazione se non per giustificato motivo (ai sensi dellart. 43, c. 3, del D.Lgs. n. 81/08). Essi, inoltre, devono essere formati (vedi D.M. 10 marzo 1988 ), essere in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni ovvero dei rischi specifici dellazienda ovvero dellunità produttiva. 44
FORMAZIONE PRIMO SOCCORSO (D.M. 388/2003) 1. Gli addetti al pronto soccorso, designati ai sensi dellart.18, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 81/08, sono formati con istruzione teorica e pratica per lattuazione delle misure di primo intervento interno…. 2. Per le aziende o unità riproduttive di gruppo A (aziende con più di 5 addetti e con grado di inabilità INAIL superiore a 4, riconducibili al tariffario INAIL) il corso di formazione deve avere la durata di 16 ore. 3. Per le aziende appartenenti ai gruppi B e C il corso deve avere la durata di 12 ore. 4. La formazione dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico (art.3, comma 5, D.M. 388/2003). FORMAZIONE 45
FORMAZIONE ANTINCENDIO – EMERGENZE (D.M ) 1. Il DL deve eseguire una valutazione del rischio di incendio allinterno della propria attività. 2. Allesito della valutazione dei rischi di incendio, il DL deve: - fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui rischi di incendio - designare uno o più lavoratori incaricati dellattuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze. - fornire agli addetti antincendio la strumentazione necessaria per gli interventi antincendio e di protezione personale. - garantire lefficienza dei sistemi di protezione antincendio. 3. La durata del corso per addetti antincendio deve essere di 8 ore, nel caso in cui dalla valutazione del rischio scaturisca il rischio medio, in caso di rischio elevato la durata del corso deve essere di 16 ore. FORMAZIONE Per la presenza contemporanea di oltre 300 persone, il personale addetto deve conseguire lAttestato di idoneità tecnica, rilasciato dal Comando dei VV.F. (D.L. 1° ottobre 1996 convertito dalla L. 18 novembre 1996, n. 609) 46
INFORTUNIO Evento avvenuto nellorganismo per causa violenta in occasione dello svolgimento di attività da cui derivi inabilità (totale o parziale, temporanea o permanente) o morte del prestatore d'opera. va messo in relazione alla effettiva capacità dell'agente lesivo di produrre il danno, che deve pertanto essere direttamente ricollegabile alla violenza subita dal prestatore, indipendentemente dalla valutazione quantitativa dell'agente (anche un piccolo graffio sopracutaneo se può servire all'ingresso di virus o malattie in caso di contatto diretto per lavoro). Tale violenza è normalmente, ma non necessariamente, esterna e deve agire rapidamente sulla persona interessata provocando comunque una lesione. Questa lesione, poi, deve essere a sua volta la causa dell'inabilità o del decesso del prestatore di lavoro e deve avvenire comunque sempre in occasione del lavoro stesso. INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI 47
MALATTIA PROFESSIONALE La malattia professionale, o tecnopatia, è un evento dannoso di tipo lesivo che provoca lo stesso effetto dell'infortunio, cioè l'inabilità lavorativa, ma in tempi e modi diversi, non esistendo la necessarietà del fatto violento ed immediato. La causa deve risiedere nella esposizione per lo meno normale ed essenziale, sebbene non quotidiana, ad ambienti od agenti chimici, fisici biologici o tecnici che siano necessari all'espletamento del lavoro svolto ed ai quali si possa ragionevolmente far risalire la causa dell'insorgenza della malattia. INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI 48
PERICOLO Una proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore (materiali di lavoro, materie prime o intermedie, metodi di lavoro, macchine e strumenti) in grado di causare danni alle persone o allambiente. RISCHIO Indica la concreta probabilità che, nelle condizioni di impiego o di esposizione, sia raggiunto il livello potenziale di danno e le dimensioni possibili del danno eventuale. DANNO Lesione fisica o alterazione dello stato di salute (infortunio sul lavoro, malattia professionale, eventi con ripercussioni sulla popolazione e lambiente esterno) causata da un pericolo. INFORTUNIO SUL LAVORO Evento lesivo da causa violenta durante il lavoro. MALATTIA PROFESSIONALE Processo morboso per esposizione prolungata ad agenti nocivi durante il lavoro. PREVENZIONE Il complesso delle disposizioni o misure adottate o previste in tutte le fasi dell'attività lavorativa per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dellintegrità dell'ambiente esterno. 49
LA VALUTAZIONE DEI RISCHI 50
ORIENTAMENTI CEE RIGUARDO LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO SUL LAVORO DEFINIZIONI PERICOLO RISCHIO VALUTAZIONE DEL RISCHIO PROPRIETA O QUALITA INTRINSECA DI UN DETERMINATO FATTORE ( PER ES.: MATERIALI O ATTREZZATURE DI LAVORO, METODI O PRATICHE DI LAVORO, ECC. ) AVENTE IL POTENZIALE DI CAUSARE DANNI PROBABILITA CHE SIA RAGGIUNTO IL LIMITE POTENZIALE DI DANNO NELLE CONDIZIONI DI IMPIEGO, OVVERODI ESPOSIZIONE, DI UN DETERMINATO FATTORE PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DELLA POSSIBILE ENTITA DEL DANNO, QUALE CONSEGUENZA DEL RISCHIO PER LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI NELLESPLETAMENTO DELLE LORO MANSIONI, DERIVANTE DAL VERIFICARSI DI UN PERICOLO SU DI UN LUOGO DI LAVORO 51
CONCETTI GENERALI DEFINIZIONI PERICOLO FONTE DI POSSIBILI LESIONI O DANNI ALLA SALUTE (da UNI EN 292-1) RISCHIO COMBINAZIONE DI PROBABILITà E GRAVITà DI POSSIBILI LESIONI O DANNI ALLA SALUTE IN SITUAZIONI PERICOLOSE (da UNI EN 292-1) 52
FATTORI DI RISCHIO OCCUPAZIONALE RISCHIO INFORTUNI RISCHIO FISICO RISCHIO CHIMICO RISCHIO legato a ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO RISCHIO BIOLOGICO 53
FATTORI CHE CARATTERIZZANO IL RISCHIO RISCHIO IMPIANTI E LORO UTILIZZO AMBIENTE UOMO 54
DANNO Lesione fisica o alterazione dello stato di salute INFORTUNIO Incidente determinato da una causa violenta in occasione di lavoro dal quale derivi la morte o linvalidità permanente o linabilità temporanea 55
Principi generali di PREVENZIONE Eliminazione del rischio Riduzione del rischio alla fonte Prevenzione integrata (misure tecniche, produttive e organizzative) Sostituzione del pericoloso con il meno o il non pericoloso Rispetto dei principi ergonomici Priorità delle misure di protezione collettiva Limitazione al minimo del numero degli esposti Uso limitato di agenti chimici, fisici e biologici Controllo sanitario dei lavoratori in funzione dei ricci, ecc. Art. 15 D.Lgs. 81/08 56
Tabella Scala delle probabilità (P) ValoreLivelloDefinizioni / Criteri 4 Altamente probabile Esiste una correlazione diretta fra la mancanza rilevata e il verificarsi del danno ipotizzato per i lavoratori. Si sono già verificati danni per la stessa mancanza rilevata nella stessa azienda o in azienda simile o in situazioni operative simili (consultare le fonti di dati su infortuni e malattie professionali, dellazienda, dellUSSL, dellISPESI, etc….). Il verificarsi del danno conseguente la mancanza rilevata non susciterebbe alcuno stupore in azienda. 3 Probabile la mancanza rilevata può provocare un danno, anche se non in modo automatico e diretto. E noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito un danno. Il verificarsi del danno ipotizzato, susciterebbe una moderata sorpresa in azienda. 2 Poco probabile La mancanza rilevata può provocare un danno, solo in circostanze sfortunate di eventi. Sono noti solo pochissimi episodi già verificatesi. Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe grande sorpresa 1 Improbabile La mancanza rilevata può provocare un danno, solo in circostanze sfortunate di eventi poco probabili, indipendenti. Non sono noti episodi già verificatisi. Il verificarsi del danno susciterebbe incredulità. 57
Tabella Scala dell entità del danno (D) ValoreLivelloDefinizioni / Criteri 4 Gravissimo Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti letali o di invalidità totale. Esposizione cronica con effetti letali e/o totalmente invalidanti. 3 Grave Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidità parziale. Esposizione cronica con effetti irreversibili e/o parzialmente invalidanti. 2 Medio Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità reversibile. Esposizione cronica con effetti reversibili. 1 Lieve Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità rapidamente reversibile. esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili. 58
Matrice di valutazione del Rischio: R = P x D P D R > 8 Azioni correttive indilazionabili 4 <= R <= 8 Azioni correttive necessarie da programmare con urgenza 2 <= R <= 3 Azioni correttive e/o migliorative da programmare nel breve- medio termine R = 1 Azioni migliorative da valutare in fase di programmazione 59
Schema di Metodologia per la Valutazione dei Rischi Scaricare ppt "Corso prevenzione e sicurezza. IL D.Lgs. 81/08 (ex 626/94) Prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori, durante il lavoro;"
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