Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-816-codice-civile-universalita-di-mobili
Timestamp: 2018-10-15 14:02:47+00:00
Document Index: 23497634

Matched Legal Cases: ['art. 816', 'art. 1153', 'art. 1156', 'art. 2555', 'art. 1497', 'art. 2556', 'art. 816', 'art. 823']

È considerata universalità di mobili la pluralità di cose (1) che appartengono alla stessa persona e hanno una destinazione unitaria.
Universalità di mobili: complesso di più cose mobili materialmente separate, appartenenti alla stessa persona destinate a svolgere una funzione economica comune.
(1) Esiste oltre all’universalità di mobili (universitas facti) anche una universalità di diritto (universitas iuris), pluralità di beni e diritti ridotti ad unità dalla legge, come ad esempio l’eredità [v. 457] e l’azienda [v. 2555].
La norma ribadisce che la comune destinazione economica data al complesso di cose destinato ad universalità non fa venir meno però la loro individualità, potendo esse, come espressamente previsto, formare oggetto di atti e rapporti separati.
Cassazione civile sez. II 26 settembre 2007 n. 20191
Qualora l'acquirente di un'azienda con patto di riservato dominio ne effettui a sua volta la vendita, tale vendita non è nulla ma integra una ipotesi di acquisto "a non domino" (e pertanto deve qualificarsi come vendita di cosa altrui) anche se l'acquirente non sia stato a conoscenza dell'esistenza del patto di riservato dominio, giacché il complesso di beni costituito in azienda costituisce una tipica universalità di beni ai sensi dell'art. 816 c.c., per la quale non può trovare applicazione il principio dell'acquisto immediato in virtù del possesso, ai sensi dell'art. 1153 c.c., in virtù dell'esplicita esclusione sancita dall'art. 1156 c.c..
Ai sensi dell'art. 2555 c.c. l'azienda, quale complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa, è compiutamente identificata mediante la specificazione del tipo di attività svolta e dei locali nei quali essa è esercitata, trattandosi di indicazioni idonee a comprendere l'insieme degli elementi organizzati in detti locali e destinati allo svolgimento dell'attività dell'impresa, mentre la analitica individuazione di detti beni rileva al solo scopo di prevenire eventuali contestazioni in ordine alla riconducibilità degli stessi alla azienda; pertanto, deve ritenersi correttamente pronunciata dal giudice di merito, ex art. 1497 c.c., la risoluzione del contratto per mancanza delle qualità promesse ed essenziali per l'uso a cui la cosa è destinata, qualora l'azienda, trasferita ai sensi dell'art. 2556 c.c., sia risultata priva di un elemento essenziale per l'esercizio dell'attività commerciale dedotta in contratto anche se esso non sia stato menzionato tra i beni aziendali. (Nella specie, è stata pronunciata la risoluzione della cessione di un'azienda alimentare che, essendo sprovvista delle canne fumarie - peraltro non indicate fra i beni aziendali - non era stata in grado di svolgere l'attività di cottura dei cibi alla quale era preordinata per mancanza delle prescritte autorizzazioni amministrative, di cui il cedente aveva dichiarato l'esistenza).
Cassazione civile sez. II 15 maggio 2006 n. 11130
Il comma 2 dell'art. 816 c.c. non può derogare a quanto sancito nell'art. 823 c.c., dovendosi ritenere prevalente la normativa relativa alla tutela del demanio pubblico e dei beni che vi appartengono. Pertanto, non è ammissibile alcun atto di disposizione di un singolo bene appartenente ad una universalità di mobili avente carattere di bene demaniale in quanto a seguito dell'inserimento nella stessa il bene viene ad essere assoggettato al regime dei beni demaniali.
Cassazione civile sez. I 28 agosto 1998 n. 8589