Source: https://www.contenzioso-bancario.it/documento/it/news/dirittoecontenziosobancario.it/2020/p0104
Timestamp: 2020-06-02 09:32:36+00:00
Document Index: 68420858

Matched Legal Cases: ['art. 1283', 'art. 1283', 'art. 1283', 'art. 1284', 'art. 7', 'art. 1283', 'sentenza ']

DCB - Diritto e Contenzioso Bancario :: Contratti bancari e anatocismo: i chiarimenti del Tribunale di Viterbo
Contratti bancari e anatocismo: i chiarimenti del Tribunale di Viterbo
La capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi prevista da clausole anatocistiche in ossequio agli usi bancari e stipulate prima dell'entrata in vigore del D.Lgs. 342/1999, nonché della delibera CICR 09.02.2000, è illegittima in quanto siffatte clausole, secondo i principi che regolano la successione delle leggi nel tempo, sono disciplinate dalla normativa anteriore in vigore e, quindi, sono da considerarsi nulle, in quanto stipulate in violazione dell'art. 1283 c.c., poiché agli usi bancari non è riconosciuta la rilevanza riservata dall'art. 1283 c.c. agli usi contrari, avendo natura negoziale e non già normativa, atteso che mancano dell'opinio iuris ac necessitatis, trattandosi di condizioni generali di contratto introdotte dall'ABI ed inserite in formulari che i clienti sono costretti a sottoscrivere.
Ne discende l'inefficacia della clausola contrattuale che prevede la capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi per il periodo intercorrente tra la stipula del contratto e il 30 giugno 2000.
Dichiarata la nullità della previsione negoziale di capitalizzazione trimestrale, per contrasto con il divieto di anatocismo stabilito dall'art. 1283 c.c. (il quale osterebbe anche ad un'eventuale previsione negoziale di capitalizzazione annuale), gli interessi a debito del correntista nel periodo intercorrente tra la data di apertura del conto e il 30.06.2000 dovranno essere calcolati senza operare capitalizzazione alcuna e sulla base del solo tasso legale ex art. 1284 c.c.
Per quanto riguarda il periodo successivo, invece, si rileva quanto segue.
La delibera del CICR del 09.02.2000 è entrata in vigore in data 01.07.2000. L'art. 7 della medesima prevede che le condizioni stabilite nei rapporti di conto corrente in corso al momento della sua entrata in vigore devono essere adeguate ai criteri ivi indicati entro il 30.06.2000, con la precisazione che nel caso vengano modificate in senso peggiorativo per la clientela devono essere approvate specificamente.
Ebbene, posto che prima della delibera del CICR le clausole che prevedevano la capitalizzazione degli interessi erano nulle per violazione dell'art. 1283 cod. civ., ogni successiva previsione anatocistica (pur introdotta in modo conforme alle disposizioni del CICR) deve considerarsi peggiorativa. Rispetto alla situazione precedente la delibera CICR, in cui il correntista non era tenuto a corrispondere alcun interesse sugli interessi (per nullità accertata della relativa pattuizione contrattuale), l'introduzione di una clausola di capitalizzazione (sebbene rispondente ai requisiti previsti dal CICR) deve considerarsi sicuramente peggiorativa. Ne discende che le nuove clausole devono essere sempre approvate espressamente dalla clientela, non essendo sufficiente la comunicazione dell'adeguamento (ammesso che si possa "adeguare" una clausola affetta da nullità).
E' quanto si legge nella recentissima sentenza del Tribunale di Viterbo, 24 marzo 2020, n. 387.