Source: https://www.studiomarchetti.net/it/news/2019-10-24-ritenute-fiscali-appalti-subappalti-paga/
Timestamp: 2020-02-17 15:57:08+00:00
Document Index: 31835942

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art.395', 'art. 23', 'art. 73', 'art. 5', 'art. 51']

Ritenute fiscali in appalti e subappalti: chi paga? - Studio Marchetti Osimo - Ancona
Ritenute fiscali in appalti e subappalti: chi paga?
Il committente sostituto d’imposta che affida ad un’impresa l’esecuzione di un’opera o di un servizio è tenuto al versamento delle ritenute fiscali operate sulle retribuzioni dei lavoratori impiegati nell’opera o nel servizio. Secondo il decreto fiscale 2020 collegato alla legge di Bilancio, l’impresa appaltatrice/subappaltatrice versa al committente, almeno 5 giorni prima del termine per il versamento delle ritenute, l’importo trattenuto sulle retribuzioni erogate ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio. Entro lo stesso termine al committente deve essere trasmesso tramite PEC l’elenco di tutti i lavoratori impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione di opere e servizi affidati dal committente, col dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascuno, la retribuzione corrisposta e le ritenute fiscali eseguite nel mese precedente.
Con l’intento di contrastare l’interposizione di manodopera illecita e tutelare l’erario avverso il mancato versamento delle ritenute fiscali da parte di imprese appaltatrici e subappaltatrici o comunque impiegate nell’esecuzione di opere e servizi, il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 aggiunge al D.Lgs. n. 241 del 1997 l’art. 17-bis che pone a carico del committente l’obbligo di versamento di dette ritenute.
Il comma 1 del nuovo art. 17-bis stabilisce che ogni qualvolta un committente sostituto di imposta affida ad un’impresa l’esecuzione di un’opera o di un servizio, il versamento delle ritenute fiscali operate sulle retribuzioni dei lavoratori impiegati nell’opera o nel servizio venga effettuato dal committente, laddove il committente sia un sostituto di imposta residente nel territorio dello stato ai fini delle imposte sui redditi.
A ciò si aggiunge l’estensione del meccanismo IVA del reverse charge a tutti coloro che eseguono prestazioni di servizi tramite contratti di appalto e subappalto o comunque rapporti negoziali caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente, con utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili. Quest’ultimo intervento, da cui sono comunque escluse le PA e le agenzie per il lavoro, sarebbe però subordinato al rilascio dell’autorizzazione da parte del Consiglio dell’Unione Europea, a norma dell’art.395 della direttiva 2006/112/CE.
L’operazione di reverse charge riferita alle ritenute fiscali si presenta, invece, di possibile attuazione immediata ma presenta aspetti di forte complessità e criticità.
Innanzi tutto, ad essa sono interessati tutti i soggetti di cui all’art. 23, comma 1, D.P.R. n. 600/1973, residenti nello Stato italiano a norma degli articoli 2, comma 2, e 7, comma 3, che “affidano il compimento di un’opera o di un servizio ad un’impresa sono tenuti al versamento delle ritenute di cui agli articoli 23 e 24 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, 50 comma 4 del decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 446 e 1 comma 5 decreto legislativo 28 settembre 1998 n. 360 trattenute dall’impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici, ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio”.
Sarebbero pertanto soggetti obbligati gli enti e le società indicati nell'art. 73, comma 1, TUIR, le società e associazioni indicate nell'art. 5 TUIR e le persone fisiche che esercitano imprese commerciali, ai sensi dell'art. 51 TUIR, o imprese agricole, le persone fisiche che esercitano arti e professioni nonché il condominio quale sostituto d'imposta.
Qualora non effettuino il versamento nei termini previsti né trasmettano la richiesta di compensazione, le imprese appaltatrici e subappaltatrici restano responsabili per la corretta determinazione delle ritenute e per la corretta esecuzione delle stesse, nonché per il versamento, senza possibilità di compensazione. Nessuna possibilità di compensazione con posizioni creditorie proprie è prevista nemmeno a favore del committente che ha regolarmente ricevuto le somme in oggetto e che provvede al relativo versamento.
Oltre che la provvista fondi, al committente deve essere trasmesso (tramite PEC) almeno 5 giorni prima del temine previsto per il versamento, sia per le imprese appaltatrici che per quelle in subappalto:ue
a) un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione di opere e servizi affidati dal committente, con il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell’opera o del servizio affidato, l’ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione e il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti di detto lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente;
b) tutti i dati utili alla compilazione delle deleghe di pagamento necessarie per l’effettuazione dei versamenti da parte del committente;
c) i dati identificativi del bonifico effettuato a favore del committente.
Il committente che ha effettuato il pagamento delle ritenute per conto delle imprese appaltatrici, affidatarie o subappaltatrici, deve darne loro comunicazione (tramite PEC) entro cinque giorni.
Salvo ripensamenti dell'ultima ora…
Fonte: http://www.ipsoa.it/documents/lavoro-e-previdenza/sostituto-dimposta/quotidiano/2019/10/24/ritenute-fiscali-appalti-subappalti-paga