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Timestamp: 2019-10-20 20:21:33+00:00
Document Index: 3611653

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 22', 'art. 25', 'art. 42', 'art. 43', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 48', 'art. 50', 'art. 45', 'art. 33', 'art. 10']

LIMITI PROFESSIONALI DELLA FIGURA DELL’ARCHITETTO Le modifiche apportate dal d.P.R. 328/2001 agli ordini professionali, in precedenza indicate, non cambiano sostanzialmente i limiti professionali della figura dell’architetto iscritto alla sezione “A”, settore architettura
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Legge Regionale n.14 del 25/08/1989
Pratica professionale dellarchitetto
1.1. LIMITI PROFESSIONALI DELLA FIGURA DELLARCHITETTO
N.B. Le modifiche apportate dal d.P.R. 328/2001 agli ordini professionali, in precedenza indicate, non cambiano sostanzialmente i limiti professionali della figura dellarchitetto iscritto alla sezione A, settore architettura, di seguito riportati, mentre,
come gi visto, sono ancora oggetto di dibattito le mansioni dei nuovi settori della
sez. A e B.
A titolo succinto ed esemplificativo larchitetto iscritto ad un ordine professionale
nella sez. A settore architettura ha, come oggetto della pratica professionale, i seguenti campi di attivit:
a) progettazione architettonica, urbanistica, strutturale;
b) restauro architettonico;
c) consolidamento statico;
d) direzione lavori e relativa contabilit;
e) coordinatore alla sicurezza nei cantieri temporanei e mobili (dopo la partecipazione ad un corso di 120 ore organizzato da un ente riconosciuto, con esame finale)
pi un anno di esperienza nei cantieri;
f) progettazione antincendio (dopo appositi corsi abilitanti con esame finale);
g) collaudo statico (dopo 10 anni di iscrizione allalbo);
h) collaudo amministrativo per opere pubbliche (dopo 5 anni di iscrizione allalbo);
i) arredamento;
l) design;
m) stime e perizie (CTU consulente tecnico dufficio, CTP consulente tecnico di parte);
n) dipendente della pubblica amministrazione (Provincia, Regione, Comunit Montane, Vigili del Fuoco, ASL, Catasto, vari enti pubblici) con varie mansioni, comprese
quelle di progettazione, direzione lavori e/o controllo delle suddette attivit (RUP).
1.2. LA RIFORMA DELLE PROFESSIONI DEL 2012
La struttura degli ordini delle professioni regolamentate, e quindi, tra le altre, anche degli
ordini delle professioni di Architetto e Ingegnere, ha subito alcune modifiche nel 2012.
La struttura generale degli ordini rimasta invariata e quindi ogni provincia sede di
corte d'appello pu costituire un ordine, quando siano presenti minimo 25 iscritti.
Gli iscritti, attraverso elezioni, designano il Consiglio dell'ordine, formato da un numero di membri pari a:
7 fino a 100 iscritti
9 da 101 a 500 iscritti
11 da 501 a 1.500 iscritti
15 oltre 1.500 iscritti
Il Consiglio resta in carica 4 anni e designa gli incaricati:
presidente (legale rappresentante dell'Ordine);
tesoriere-economo (responsabile dei fondi e delle propriet dell'Ordine).
Mansioni dellOrdine
Le mansioni dell'Ordine, a livello generale, sono:
vigilanza e tutela dell'esercizio professionale;
repressione di abusi e mancanze degli iscritti.
A livello pi specifico l'Ordine e il Consiglio hanno funzione:
certificativa (l'iscrizione all'albo obbligatoria per l'esercizio della professione e il
Consiglio obbligato a certificare ci, a chiunque ne abbia interesse);
consultiva (il Consiglio d pareri su argomenti attinenti alla professione);
rappresentativa (in quanto eletto democraticamente, il Consiglio ha un mandato
rappresentativo per la tutela degli interessi della categoria);
designativa (il Consiglio designa colleghi tra gli iscritti per lo svolgimento di funzioni professionali su specifiche richieste: terna di professionisti per il collaudo,
nominativi per le commissioni d'esame di Stato, nominativi per la commissione
edilizia, nominativi per arbitrati, commissioni di concorso ecc.);
tributaria (il Consiglio ha il potere di imporre e riscuotere la tassa di iscrizione);
tariffaria (al Consiglio riconosciuta la funzione di esprimere parere sulla liquidazione degli onorari e delle spese degli iscritti in caso di contenzioso);
tutela dell'esercizio professionale (anche attraverso la vigilanza e denuncia
alle autorit dei casi di esercizio abusivo della professione di cui venga a conoscenza);
disciplinare (attraverso il nuovo Consiglio di disciplina, i cui componenti sono
nominati dal presidente del tribunale del circondario su nominativi proposti dal
Consiglio dell'ordine, avviene la vigilanza sul rispetto della deontologia professionale degli iscritti).
Le norme deontologiche
Le nuove norme deontologiche, in vigore dal 1 settembre 2009, aggiornano le precedenti, sulla scorta delle nuove leggi che regolano l'attivit professionale degli architetti, specificando meglio:
l'uso dei titoli derivanti dalla riforma degli Ordini, dettati dal d.P.R. 328/2001;
le modalit, sotto il profilo deontologico, dell'attivit svolta all'estero;
l'obbligo di un continuo aggiornamento tecnico e legislativo;
le regole da rispettare nei rapporti intercorrenti con colleghi, collaboratori, dipendenti e tirocinanti.
In attesa di nuove modifiche da parte del C.N.A.P.P.C. conseguenti la recentissima
riforma delle professioni, oggi il Codice deontologico degli architetti italiani suddiviso, con lievi differenze, per sezioni e settori. Quanto di seguito riportato riguarda gli
iscritti alla sez. A settore Architettura. Gli otto capitoli, suddivisi in 50 articoli, dopo un
preambolo sull'attivit professionale dell'architetto, trattano le seguenti problematiche
deontologiche:
Titolo I - Parte generale (art. 1)
Finalit e ambiti di applicazione del Codice, oltre alla disciplina da tenersi in caso di
incarichi all'estero con committente straniero, nel qual caso, ove esista una diversa
disciplina deontologica, questa prevale su quella italiana, salvo che il committente sia
Titolo II - Principi e doveri generali (dall'art. 2 all'art. 10)
Migliori e pi aggiornate precisazioni legate ai principali doveri dell'architetto nell'esercizio della professione, in quanto a lealt e correttezza, indipendenza, riservatezza,
competenza e aggiornamento professionale e rispetto di leggi e regolamenti; obbligo
di capacit patrimoniale per eventuali risarcimenti dovuti ad errori o negligenze previa
assicurazione contro i rischi professionali.
Titolo III - Rapporti esterni (dall'art. 11 all'art. 22)
Abbraccia e specifica meglio, rispetto al codice deontologico precedente, i rapporti
che l'architetto ha con i colleghi, l'Ordine, le istituzioni e i committenti, evidenziando i
casi di concorrenza sleale, il divieto di utilizzo di titoli non conseguiti, specificando
anche le modalit da porre in essere nel caso di sostituzione di un collega deceduto
o sospeso, nonch le attivit di assistenza a gare, concorsi, e partecipazione a commissioni e giurie, nonch alla partecipazione a campagne elettorali.
Titolo IV - Rapporti interni (artt. 23-24)
Disciplina dei rapporti con collaboratori, dipendenti e tirocinanti.
Titolo V - Esercizio professionale (dall'art. 25 all'art. 42)
Norme sull'esercizio professionale in relazione agli incarichi, ad eventuali conflitti di
interessi, a interferenze tra interessi economici e professione, alle modalit di accettazione di incarico, alla riservatezza da tenere, a subentri o sostituzioni di colleghi, ai
compensi e alle relative modalit di richiesta, all'esecuzione degli incarichi e ai relativi
standard prestazionali, a inadempimenti, a cessazioni e/o rinunce di incarico, a informative da dare al cliente sulla propria persona e sulle relative competenze e specializzazioni, oltre ai limiti e modalit di pubblicit dell'attivit professionale svolta.
Titolo VI - Potest disciplinare (dall'art. 43 all'art. 46)
Potest disciplinare dei Consigli degli Ordini provinciali, in relazione alle violazioni del
Codice deontologico da parte degli iscritti, e possibilit del Consiglio nazionale di
riformare o confermare queste decisioni.
Titolo VII - Sanzioni (art. 47)
Sanzioni previste in caso di violazioni alle norme deontologiche: avvertimento, censura, sospensione e cancellazione (radiazione).
Titolo VIII - Disposizioni transitorie e finali (dall'art. 48 all'art. 50)
Disposizioni transitorie, aggiornamento annuale del codice ed entrata in vigore delle
presenti norme a partire dal 1 settembre 2009.
N.B. Sul CD-Rom allegato sono inseriti i codici completi per architetti e per ingegneri, promulgati dai rispettivi Consigli nazionali.
Il Regolamento sulla riforma degli ordinamenti professionali (d.P.R. 137/2012)
A partire dal 15 dicembre 2012 sono cambiate le regole dei procedimenti disciplinari
e vengono istituiti, presso gli ordini territoriali i Consigli di Disciplina, i cui componenti sono nominati dal Presidente del Tribunale del circondario, su proposta degli
Ordini provinciali, con incompatibilit dei membri del Consiglio dell'ordine.
Compito dei Consigli di Disciplina di ogni Ordine sar quello di gestire il regime sanzionatorio degli iscritti in caso di mancato rispetto delle norme deontologiche.
Gli iscritti all'Albo, infatti, sono vincolati a conformare il proprio comportamento a dette norme, e la trasgressione passibile di azione disciplinare, sanzionata con pene
graduate, a seconda della gravit, e previste nell'art. 45 della legge 2537/1925.
censura, cio dichiarazione formalizzata;
sospensione temporanea;
radiazione, cio cancellazione dall'albo.
Liscritto sanzionato pu ricorrere contro le sanzioni al C.N.A.P.P.C., che operer in tal
senso attraverso il nuovo Consiglio di Disciplina nazionale, che potr esclusivamente
ribadire o diminuire la sanzione applicata a livello territoriale.
Il C.N.A.P.P.C. ha gi promulgato il regolamento dei Consigli di disciplina, che, succintamente fissa le seguenti regole:
Compiti e composizione dei Consigli di disciplina
I Consigli di disciplina svolgono compiti di valutazione preliminare, istruzione e decisione
delle questioni disciplinari riguardanti gli iscritti all'albo. Sono composti da un numero di
consiglieri pari a quello dei consiglieri dei corrispondenti Consigli dell'Ordine.
Nel Consiglio di disciplina prevista la suddivisione interna in collegi di disciplina,
composti ciascuno da tre consiglieri.
Incompatibilit e decadenza dalla carica
La carica di consigliere dei Consigli di disciplina dell'Ordine incompatibile con la
carica di consigliere dell'Ordine e con la carica di consigliere del Consiglio nazionale.
I componenti dei Consigli di disciplina dell'Ordine sono nominati dal Presidente del
Tribunale nel cui circondario ha sede il corrispondente Consiglio dell'Ordine, tra l'elenco
di nominativi redatto dal Consiglio dell'Ordine.
Gli iscritti all'Ordine che intendano partecipare alla selezione per la nomina a componente del Consiglio di disciplina devono presentare la loro candidatura nei 30 giorni
successivi all'insediamento del nuovo Consiglio dell'ordine.
Ogni componente del Collegio di disciplina che si trovi in conflitto di interessi ha
l'obbligo di astenersi dalla trattazione del procedimento che determina tale condizione, dandone immediata comunicazione al presidente del Consiglio di disciplina, che
proceder alla sostituzione del consigliere con altro componente.
N.B. Costituisce conflitto di interessi l'aver intrattenuto rapporti lavorativi o laver collaborato con il soggetto sottoposto a procedimento disciplinare o con il denunciante.
Fino all'insediamento dei nuovi Consigli di disciplina, la funzione disciplinare svolta
dai Consigli dell'Ordine in conformit alle disposizioni vigenti.
Oltre ai Consigli di disciplina, altri aspetti che incidono sulle professioni di Architetto
e Ingegnere, introdotte dal D.P.R. 137/2012, succintamente sono:
invariato l'obbligo di esame di Stato cosi come riportato dalla Costituzione all'art. 33;
nessun tirocinio obbligatorio per ingegneri e architetti;
obbligo di assicurazione professionale a partire da agosto 2013;
obbligo di formazione continua da agosto 2013 (in vigore dal 1/1/2014);
possibilit di pubblicit relativa all'attivit professionale.
N.B. Vedere anche da pag. 378.
Organo rappresentativo autonomo degli architetti, istituito con il d.lgs. n. 382 del 1944,
con sede nella citt di Roma.
Con le modifiche introdotte dal D.P.R. 169/2005, oggi composto da 15 membri eletti,
ogni 5 anni, dagli Ordini provinciali. I compiti del Consiglio sono:
esame dei ricorsi avversi le delibere degli Ordini provinciali (iscrizioni, cancellazioni, trasferimenti, provvedimenti disciplinari, ecc.);
pareri sui progetti di legge riguardanti la professione;
rappresentanza della professione a livello nazionale;
coordinamento delle attivit degli ordini provinciali.
1.3. SOCIET TRA PROFESSIONISTI
A rendere concretamente operative le regole per le Societ tra professionisti stato il
D.M. 8 febbraio 2013, n. 34 (G.U. 6 aprile 2013, n. 81) recante il Regolamento in
materia di societ per lesercizio di attivit professionali regolamentate nel sistema
ordinistico, in attuazione dellart. 10, comma 10, L. 183/2011.
La legge 183/2011 abroga la legge 1815/1939, che impediva lesercizio professionale
in forma societaria, e si applica ai professionisti iscritti agli Albi, ad esclusione degli
avvocati e dei notai. Il regolamento non si applica inoltre alle societ di ingegneria,
che sono disciplinate dal Codice Appalti (D.Lgs. 163/2006).
La legge 183/2011, in attesa del presente regolamento, aveva fissato che la societ
tra professionisti poteva essere composta da soci appartenenti ai seguenti ambiti:
professionisti iscritti agli Albi, anche in differenti settori e sezioni;
i cittadini Ue purch in possesso del titolo di studio abilitante;
soci non professionisti, a condizione che il numero dei soci professionisti e la
partecipazione al capitale sociale dei professionisti, determinasse la maggioranza
di due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci.
Con il regolamento in oggetto, vengono fissate le seguenti regole.
La societ tra professionisti iscritta in una sezione speciale del registro delle imprese e anche in una sezione speciale degli albi o dei registri tenuti presso lordine o il
collegio professionale di appartenenza dei soci professionisti. La societ multidisciplinare invece iscritta presso lalbo o il registro dellordine o collegio professionale
relativo allattivit individuata come prevalente nello statuto o nellatto costitutivo.
La domanda di iscrizione rivolta al consiglio dellordine o del collegio professionale
nella cui circoscrizione posta la sede legale della societ tra professionisti e deve
essere corredata dai seguenti documenti:
atto costitutivo e statuto della societ in copia autentica;
certificato di iscrizione nel registro delle imprese;
certificato di iscrizione allalbo, elenco o registro dei soci professionisti che non
siano iscritti presso lordine o il collegio cui rivolta la domanda.
Il consiglio dellordine o collegio professionale presso cui iscritta la societ procede
alla cancellazione della societ tra professionisti dallalbo qualora, venuto meno uno
dei requisiti previsti dalla legge o dal regolamento, la societ non abbia provveduto
alla regolarizzazione nel termine perentorio di tre mesi, decorrente dal momento in
cui si verificata la situazione di irregolarit (mancanza del requisito della propriet
delle quote societarie, pari ad almeno due terzi, per i soci professionisti, e massimo
un terzo per i soci di capitale).
Per quanto riguarda i requisiti obbligatori per i soci, nel caso dei soci professionisti
c lobbligo di iscrizione allAlbo o Collegio professionale, mentre per i soci di capitale, questi possono far parte di una societ professionale solo quando:
siano in possesso dei requisiti di onorabilit previsti per liscrizione allalbo professionale cui la societ iscritta;
non abbiano riportato condanne definitive per una pena pari o superiore a due
anni di reclusione per la commissione di un reato non colposo e salvo che non sia
intervenuta riabilitazione;
non siano stati radiati da un albo professionale per motivi disciplinari.
Da un punto di vista disciplinare (regole deontologiche), il socio professionista soggetto alle regole deontologiche dellordine o collegio al quale iscritto, e la societ
professionale risponde disciplinarmente delle violazioni delle norme deontologiche
dellordine al quale risulti iscritta la societ. Se la violazione deontologica commessa
dal socio professionista, anche iscritto ad un ordine o collegio diverso da quello della
societ, ricollegabile a direttive impartite dalla societ, la responsabilit disciplinare
del socio concorre con quella della societ.
Infine, da un punto di vista operativo, il regolamento prevede che le societ tra professionisti sono obbligate a fornire, al momento del primo contatto con il cliente, le seguenti informazioni:
lelenco scritto dei singoli soci professionisti, con lindicazione dei titoli o delle qualifiche professionali di ciascuno di essi, nonch lelenco dei soci con finalit dinvestimento;
lesistenza del diritto del cliente di chiedere che lesecuzione dellincarico conferito
alla societ sia affidata ad uno o pi professionisti da lui scelti;
la possibilit che lincarico professionale conferito alla societ sia eseguito da ciascun socio in possesso dei requisiti per lesercizio dellattivit professionale;
la possibilit che vi siano situazioni di conflitto dinteresse tra cliente e societ, che
siano anche determinate dalla presenza di soci con finalit dinvestimento.
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