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Timestamp: 2019-03-22 10:28:44+00:00
Document Index: 82585480

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 128', 'art. 2', 'art. 6', 'e contrario', 'art. 4', 'art. 7']

La mediazione obbligatoria in materia di contratti bancari | Studio Legale Tidona e Associati
12 Marzo 2012 In Diritto bancario
1. L’obbligo di mediazione in generale. – 2. Le materie oggetto di mediazione obbligatoria e le mediazioni speciali. – 3. I contratti bancari in generale. – 4. Conti correnti, mutui e strumenti di pagamento. – 5. La deliberazione CICR e la mediazione speciale in materia bancaria. – 6. Le caratteristiche e la natura della decisione dell’arbitro bancario finanziario.
L’art. 5 d.lgs n. 28/2010, di attuazione della direttiva comunitaria, prevede le materie nelle quali il ricorso alla mediazione è obbligatorio.
Si tratta di uno spettro molto ampio di contenzioso, e segnatamente della controversie in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.
In questo articolo non ci occuperemo però della mediazione in tutte le materie citate, ma solo delle particolarità sostanziali e processuali che la mediazione pone nell’ambito dei contratti bancari.
Nel contesto bancario l’art. 5, comma 1, d.lgs. n. 28/2010 prevede che il potenziale attore debba esperire il procedimento di mediazione disciplinato da tale decreto oppure, in alternativa, il procedimento istituito in attuazione dell’art. 128-bis t.u.b.[5].
L’economia processuale vuole che della risoluzione della medesima questione non siano investiti contemporaneamente più soggetti. Anche la deliberazione CICR si occupa di questo aspetto, prevedendo che non possono essere proposti ricorsi inerenti a controversie già sottoposte all’autorità giudiziaria, rimesse a decisione arbitrale ovvero per le quali sia pendente un tentativo di conciliazione ai sensi di norme di legge (art. 2, comma 6, delib. CICR N. 275/2008). La disposizione regola tre diversi casi. Se della questione si occupa già l’autorità giudiziaria, non sarà possibile la mediazione bancaria. Bisogna peraltro dire che il ricorso all’autorità giudiziaria può avvenire solo quando sia stato esperito altro tentativo di conciliazione. L’ipotesi applicativa – peraltro piuttosto inverosimile nella prassi – è dunque quella di un iniziale procedimento di mediazione secondo il d.lgs. n. 28/2010 (fallito), del successivo inizio dell’azione giudiziaria e infine della mediazione bancaria. Se la decisione è stata rimessa a decisione arbitrale, il procedimento arbitrale – in quanto procedimento che termina con una decisione vincolante fra le parti – prevale rispetto alla mediazione bancaria che termina sì con una decisione, ma che non può essere eseguita coattivamente in caso di rifiuto (cfr. l’art. 6, comma 7, delib. CICR n. 275/2008). Vi può poi essere il terzo caso, quello in cui è già pendente altro tentativo di conciliazione. Si tratta di un tentativo instaurato in via generale ai sensi del d.lgs. n. 28/2010. Nuovamente, per ragioni di economia processuale, si evita di raddoppiare gli sforzi per il raggiungimento di un obiettivo unico (la conciliazione).
Sarebbe contrario a una ragionevole economia processuale ricorrere alla mediazione bancaria quando non ve ne è realmente bisogno. Per evitare questo possibile risultato, la deliberazione CICR prevede che il ricorso è preceduto da un reclamo all’intermediario (art. 4, comma 1, delib. CICR n. 275/2008). L’obiettivo perseguito dal meccanismo del reclamo è – auspicabilmente – che la banca accolga il reclamo, evitando così che si dia seguito alla controversia. Dunque, prima dell’attivazione di un organo terzo come l’ABF, vi deve essere un tentativo di soluzione della controversia fra le parti, nella forma di un reclamo presentato dal cliente rispetto al quale la banca è tenuta a prendere posizione. Non vi sono disposizioni precise nella deliberazione CICR in ordine alle modalità con cui va presentato il reclamo. È tuttavia ragionevole assumere che il reclamo debba essere presentato per iscritto (per lettera, fax o posta elettronica).
[2] In materia di mediazione cfr. AA.VV., La mediazione per la composizione delle controversie civili e commerciali, a cura di M. BOVE, Padova, 2011; AA.VV, La mediazione nelle controversie civili e commerciali, a cura di A. CASTAGNOLA – F. DELFINI, Padova, 2010; AA.VV., Mediazione e conciliazione nel nuovo processo civile, a cura di B. SASSANI – F. SANTAGADA, 2a ed., Roma, 2011; G. P. CALIFANO, Procedura della mediazione per la conciliazione delle controversie civili e commerciali, Padova, 2011. V. inoltre G. BATTAGLIA, La nuova mediazione “obbligatoria” e il processo oggettivamente e soggettivamente complesso, in Riv. dir. proc., 2011, 126 ss.; C. CICERO, Osservazioni alla nuova mediazione civile e commerciale (D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28), in Riv. giur. sarda, 2011, II, 265 ss.; V. CUFFARO, Spontaneità della conciliazione e obbligatorietà della mediazione, in Corr. mer., 2011, 5 ss.; F. DANOVI, Per uno statuto giuridico del mediatore, in Riv. dir. proc., 2011, 771 ss.; A. GRECO, La mediazione obbligatoria, in Resp. civ. prev., 2011, 1674 ss.; L. ZANUTTIGH, Mediazione e processo civile, in Contratti, 2011, 205 ss.
[18] Per completezza, si noti infine che – a complicare ulteriormente il già articolato set di fonti in materia di ABF – sono intervenute le disposizioni di attuazione della Banca d’Italia: Disposizioni sui sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di operazione e servizi bancari e finanziari, 18 giugno 2009, in www.arbitrobancariofinanziario.it. L’art. 7, comma 1, delib. CICR n. 275/2008 prevede difatti che la Banca d’Italia emani disposizioni applicative della delibera CICR. Le disposizioni di attuazione, peraltro, aggiungono poco rispetto a quanto già previsto dalla legge e dalla delib. CICR n. 275/2008: in genere si limitano a illustrare il significato delle norme di rango legislativo e regolamentare. Nelle disposizioni di attuazione si prevede che non possono essere sottoposte all’ABF controversie relative a operazioni o comportamenti anteriori al 1° gennaio 2007. Resta fermo che non possono essere sottoposte alla decisione dell’ABF le controversie per le quali sia intervenuta la prescrizione ai sensi della disciplina generale.