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Timestamp: 2019-07-16 14:42:19+00:00
Document Index: 35936879

Matched Legal Cases: ['art. 156', 'art. 21', 'art. 26', 'art. 60', 'art. 149', 'sentenza ', 'art. 156', 'art. 156', 'art. 22', 'art. 24']

G.d.P. di Ribera: nullità non sanabile della notifica a mezzo Pec con file allegato in formato “.pdf” anziché in formato “.p7m”. :: Studiotributarioferrari
G.d.P. di Ribera: nullità non sanabile della notifica a mezzo Pec con file allegato in formato “.pdf” anziché in formato “.p7m”.
In tema di notificazione degli atti accertativi e riscossivi mediante posta elettronica certificata, qualora il file allegato non sia in formato ".p7m", ma una semplice copia elettronica senza valore perché priva di attestato di conformità da parte del Pubblico Ufficiale, la notificazione a mezzo Pec dovrà dichiararsi inesistente - come tale non suscettibile di sanatoria per raggiungimento dello scopo ex art. 156 c.p.c. - non venendo in discussione la legittimità della notifica ma la stessa validità del provvedimento inoltrato attraverso il messaggio di posta elettronica.
È questo il principio di diritto espresso dal Giudice di Pace di Ribera chiamato a dirimere una controversia avente ad oggetto l'impugnazione di una Comunicazione Preventiva di Ipoteca notificata mediante posta elettronica certificata.
La vicenda processuale sottoposta al Giudice di primo grado afferiva all'impugnazione di una Comunicazione Preventiva di Ipoteca della quale se ne chiedeva l'annullamento, limitatamente a quanto di sua competenza, per difetto di notifica della stessa e per omessa notificazione delle prodromiche Cartelle di pagamento ivi richiamate.
A confutazione della produzione documentale versata in atti dall'Ente riscossore, con Memoria di Replica lo scrivente procuratore eccepiva che dalle mere stampe cartacee delle ricevute di "accettazione" e di "consegna" prodotte in giudizio era dato evincersi che il documento inviato telematicamente possedeva il formato ".pdf", come tale privo dei requisiti di "qualità", "sicurezza", "integrità" ed "immodificabilità" prescritti ex art. 21, commi 1 e 2 del D. Lgs. n. 82/2005 (CAD).
Alcuna prova, invece, veniva fornita in ordine alla contestata "Attestazione di Conformità" della copia all'originale informatico: sicchè, i documenti allegati dall'Agente della Riscossione dovevano considerarsi "mere copie cartacee" inidonee a fa fede, fino a querela di falso, delle informazioni in esse contenute.
Prima di passare all'esame del pronunciamento qui in commento, è opportuno rammentare che in materia tributaria, a seguito della modifica del comma 2 dell'art. 26 del D.P.R. n. 602/73 e dell'introduzione del comma 7 all'art. 60 del D.P.R. n. 600/73 rispettivamente dettati in materia di notifica degli atti riscossivi il primo e di quelli accertativi il secondo, e ferma restando l'inapplicabilità dell'art. 149-bis c.p.c., vige l'obbligo dell'invio a mezzo Pec del solo documento informatico in originale contenente l'estensione ".p7m".
Ciò è quanto si ricava dagli artt. 20, 21, 23, 24 e 48 del D. Lgs. n. 82/2005 che, sintetizzando, subordinano all'opposizione di una valida firma digitale tanto l'esistenza dell'atto informatico quanto la sua corretta trasmissione telematica alla casella di posta elettronica del contribuente.
Ciò posto, la sentenza in commento - depositata lo scorso 7 giugno - è meritevole di approfondimento in quanto, facendo fedele applicazione delle disposizioni normative concernenti la notifica a mezzo Pec fin qui richiamate, ha altresì ritenuto non applicabile al caso di specie il principio della "sanatoria per raggiungimento dello scopo" ex art. 156 c.p.c.
Nel pronunciare la nullità della Comunicazione Preventiva di Ipoteca impugnata per inesistenza giuridica della sua notifica, il Giudice di Pace di Ribera ha motivato nei termini che seguono: «Riscossione Sicilia ha prodotto in giudizio un messaggio di Posta Certificata nel cui corpo è specificato che "il file allegato è in formato PDF" (Cfr. all. in atti), mentre in ordine alla mancata attestazione di conformità nulla ha addotto e allegato. In punto di diritto si osserva: [...] L'unico formato in grado di garantire l'autenticità, il contenuto, l'integrità e la provenienza del documento, è rappresentato dal PDF/A, che munito di firma digitale va a costituire il più noto formato .p7m. Qualora l'atto non sia in detta estensione, dovrà ritenersi nullo ed improduttivo di effetti giuridici. Non si potrà invocare la "sanatoria per raggiungimento dello scopo" di cui all'art. 156 c.p.c., non venendo in discussione la legittimità della notifica ma la stessa validità o invalidità del provvedimento inoltrato attraverso il messaggio di posta elettronica. [...] Il testè citato arresto giurisprudenziale ha puntualizzato inoltre che con la notifica via pec in formato ".pdf" non viene prodotto l'originale della cartella, ma una cola copia elettronica senza valore perché priva di attestato di conformità da parte di un Pubblico Ufficiale; solo l'estensione ".p7m" del file notificato, estensione che rappresenta la c.d. "busta crittografica" contenente al suo interno il documento originale, l'evidenza informatica della firma e la chiave per la sua verifica, può attestare la certificazione della firma; in difetto di detta estensione del file, la notificazione a mezzo pec non è valida con conseguente annullamento della cartella notificata. [...] In altri termini, la semplice trasmissione dell'atto impositivo (in formato .pdf, ossia "la copia per immagine su supporto informatico", come descritta dal citato comma 2 dell'art. 22, in assenza dunque di c.d. firma digitale (art. 24 CAD), determina un insanabile vizio di notifica (c.d. inesistenza giuridica della notifica e non semplice nullità), in quanto solo il formato .p7m garantisce la "genuinità" del contenuto dell'atto esattoriale inviato al destinatario. Circostanze, queste, di facile riscontro documentale ed inconfutabili. ... PQM ... Definitivamente pronunciando sull'opposizione avanzata con atto di citazione in opposizione avverso la Comunicazione Preventiva di Ipoteca, notificata a mezzo PEC dalla Riscossione Sicilia S.p.A. di Agrigento, accoglie l'opposizione e, per l'effetto, l'annulla». (Cfr. G.d.P. Ribera, sent. 07.06.2019, n. 52)
In definitiva il denunziato vizio, nei termini più sopra coniugati, determina inficia ab origine l'atto informatico che, dunque, non sarà produttivo di effetti giuridici ex tunc.