Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25162-del-24-10-2017
Timestamp: 2020-08-04 23:57:42+00:00
Document Index: 175354484

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 53', 'art. 22', 'art. 360', 'art. 22', 'art. 156', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 25162 del 24/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25162 del 24/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 24/10/2017, (ud. 13/09/2017, dep.24/10/2017), n. 25162
sul ricorso 8617-2016 proposto da:
D.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA F.
CIVININI n.105, presso lo studio dell’avvocato ENRICO FIORETTI, che
avverso la sentenza n. 4758/17/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti di D.E. (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia Sezione staccata di Catania n. 4758/17/2015, depositata in data 17/11/2015, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di diniego di rimborso di IRPEF ed ILOR, versate in relazione agli anni d’imposta 1990, 1991 e 1992, – è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso del contribuente.
In particolare, i giudici d’appello hanno dichiarato d’ufficio inammissibile, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, comma 2, e art. 22, il gravame dell’Agenzia delle Entrate, “per omesso deposito, nel termine di legge, della ricevuta postale di spedizione dell’appello”, deposito che doveva essere effettuato, in sede di costituzione dell’appellante, “nel termine di trenta giorni dalla spedizione a mezzo posta” (e non dalla ricezione del ricorso da parte del destinatario).
1. La ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 4, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 22, comma 1, nonchè dell’art. 156 c.p.c., avendo i giudici della C.T.R. errato nel ritenere necessario, a pena di inammissibilità dell’appello, il deposito della ricevuta della spedizione postale dell’atto, ai fini della verifica della tempestività sia dell’impugnazione, sia della costituzione in giudizio dell’appellante, laddove, invece, da un lato, il termine di trenta giorni ivi previsto, per la costituzione, deve farsi decorrere, anche in caso di notificazione a mezzo del servizio postale e non tramite ufficiale giudiziario, dalla data di ricezione del ricorso, e, dall’altro lato, è di norma idoneo ad assolvere alle funzioni proprie dell’avviso di spedizione (data di spedizione, per quanto interessa) l’avviso di ricevimento del plico, nella specie depositato “in calce all’atto di appello”.
Questa Corte a Sezioni Unite, nelle recenti sentenze nn. 13452 e 13453 del 2017, ha affermato, con riguardo alla notificazione dell’appello, nel processo tributario, a mezzo del servizio postale, che: 1) “il termine di trenta giorni per la costituzione in giudizio del ricorrente e dell’appellante, che si avvalga per la notificazione del servizio postale universale, decorre non dalla data della spedizione diretta del ricorso a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, ma dal giorno della ricezione del plico da parte dei destinatario (o dall’evento che la legge considera equipollente alla ricezione)”; 2) “non costituisce motivo d’inammissibilità del ricorso o dell’appello, che sia stato notificato direttamente a mezzo del servizio postale universale, il fatto che il ricorrente o l’appellante, al momento della costituzione entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l’avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purchè nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall’ufficio postale con stampigliatura meccanografica ovvero con proprio timbro datario, solo in tal caso, essendo l’avviso di ricevimento idoneo ad assolvere la medesima funzione probatoria che la legge assegna alla ricevuta di spedizione, laddove, in mancanza, la non idoneità della mera scritturazione manuale o “comunemente dattilografica della data di spedizione sull’avviso di ricevimento può essere superata, ai fini della tempestività della notifica del ricorso o dell’appello, unicamente se la ricezione del plico sia certificata dall’agente postale come avvenuta entro il termine di decadenza per l’impugnazione dell’atto o della sentenza”.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla C.T.R. della Sicilia in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del presente giudizio di egittimità.