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Timestamp: 2018-06-19 21:02:51+00:00
Document Index: 13088919

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 59', 'art. 6', 'art. 63', 'art. 67', 'art. 23', 'art. 1', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 63', 'art. 67', 'art. 37']

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Regolamento recante disposizioni per le società di gestione del risparmio.
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Adelina Rota
1 Provvedimento 20 settembre 1999 Regolamento recante disposizioni per le società di gestione del risparmio. IL GOVERNATORE DELLA BANCA D ITALIA Visto il decreto legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58 (testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di seguito testo unico ); Visto l articolo 6, comma 1, lett. a) del testo unico, ai sensi del quale la Banca d Italia, sentita la CONSOB, determina le partecipazioni detenibili dalle società di gestione del risparmio (di seguito SGR ); Visto l articolo 6, comma 1, lettera c), numeri 1) e 2) del testo unico, che stabilisce che la Banca d Italia, Sentita la CONSOB, disciplina le regole applicabili agli OICR aventi ad oggetto i criteri e i divieti relativi all attività di investimento, avuto riguardo anche ai rapporti di gruppo, nonché le norme prudenziali di contenimento e frazionamento del rischio; Visto l art. 6, comma 1, lettera c), numeri 4) e 5) del testo unico, che demanda alla Banca d Italia, Sentita la CONSOB, il compito di determinare: i metodi di calcolo del valore delle quote o azioni di OICR; i criteri e le modalità da adottare per la valutazione dei beni e dei valori in cui è investito il patrimonio dell OICR e la periodicità della valutazione; Visto l articolo 34, comma 4 del testo unico, che prevede che la Banca d Italia, sentita la CONSOB, autorizza le operazioni di fusione o di scissione di SGR e l art. 3, comma 2 del testo unico ai sensi del quale la Banca d Italia stabilisce i termini e le procedure per l adozione degli atti e dei provvedimenti di propria competenza; Visto l articolo 36, comma 7 del testo unico, che attribuisce alla Banca d Italia, sentita la CONSOB, il compito di disciplinare le procedure di fusione tra fondi comuni di investimento; Visto l articolo 36, comma 8 del testo unico, che demanda alla Banca d Italia, sentita la CONSOB, la determinazione delle caratteristiche dei certificati rappresentativi delle quote dei fondi comuni di investimento; Visto l articolo 38, comma 3 del testo unico, che prevede che la Banca d Italia, sentita la CONSOB, stabilisce le condizioni per l assunzione dell incarico di banca depositaria e le modalità di sub-deposito dei beni del fondo; Visto l articolo 50, comma 1 del testo unico, che dispone che l articolo 38 del medesimo testo unico si applica anche alle SICAV; Visto il Decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica n. 228 del 24 maggio 1999 recante norme per la determinazione dei criteri generali cui devono essere uniformati i fondi comuni di investimento; Sentita la CONSOB; EMANA l unito regolamento per l attuazione delle norme sopra richiamate. Esso entra in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Roma, 20 settembre 1999 IL GOVERNATORE A. Fazio
2 I N D I C E CAPITOLO I: PARTECIPAZIONI DETENIBILI DALLE SOCIETÀ DI GESTIONE DEL RISPARMIO0. CAPITOLO II: ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO: DIVIETI E NORME PRUDENZIALI DI CONTENIMENTO E FRAZIONAMENTO DEL RISCHIO. SEZIONE I - DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE SEZIONE II - FONDI APERTI SEZIONE III - FONDI CHIUSI SEZIONE IV - DISPOSIZIONI DI COMUNE APPLICAZIONE ALLEGATO A CAPITOLO III: CRITERI DI VALUTAZIONE DEL PATRIMONIO DEL FONDO E CALCOLO DEL VALORE DELLA QUOTA SEZIONE I - DISPOSIZIONI GENERALI SEZIONE II - CRITERI E MODALITÀ DI VALUTAZIONE DEI BENI IN CUI È INVESTITO IL PATRIMONIO DEL FONDO SEZIONE III - VALORE DELLA QUOTA SEZIONE IV - SICAV ALLEGATO A CAPITOLO IV: OPERAZIONI DI FUSIONE E SCISSIONE DI SOCIETÀ DI GESTIONE DEL RISPARMIO.. SEZIONE I - DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE.. SEZIONE II - OPERAZIONI DI FUSIONE SEZIONE III - OPERAZIONI DI SCISSIONE SEZIONE IV - MODIFICHE AI REGOLAMENTI DEI FONDI COMUNI E RILASCIO DELL AUTORIZZAZIONE SEZIONE V - ADEMPIMENTI SUCCESSIVI CAPITOLO V: PROCEDURA DI FUSIONE TRA FONDI COMUNI SEZIONE I - DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE SEZIONE II - CONDIZIONI PER LA FUSIONE SEZIONE III - PROCEDURA PER LA FUSIONE CAPITOLO VI: CARATTERISTICHE DEI CERTIFICATI DI PARTECIPAZIONE AI FONDI COMUNI SEZIONE I - DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE SEZIONE II - CARATTERISTICHE DEI CERTIFICATI DI PARTECIPAZIONE AI FONDI COMUNI CAPITOLO VII: CONDIZIONI PER L ASSUNZIONE DELL INCARICO DI BANCA DEPOSITARIA E MODALITÀ DI SUB-DEPOSITO DEI BENI DEL FONDO SEZIONE I - DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE SEZIONE II - CONDIZIONI PER L ASSUNZIONE DELL INCARICO SEZIONE III - SUB-DEPOSITO DEI BENI DELL OICR SEZIONE IV - INVESTIMENTI IN DEPOSITI BANCARI CAPITOLO VIII: DISPOSIZIONI TRANSITORIE CAPITOLO I PARTECIPAZIONI DETENIBILI DALLE SOCIETÀ DI GESTIONE DEL RISPARMIO 1. Premessa Le presenti disposizioni prevedono la possibilità per le società di gestione del risparmio di assumere partecipazioni nel settore bancario, finanziario e assicurativo, nonché quelle di natura strumentale, mentre resta esclusa la possibilità di acquisire interessenze in società che operano in settori non finanziari. Nell acquisire partecipazioni le SGR devono porre attenzione al fine di evitare un grado eccessivo di immobilizzo dell attivo e di salvaguardare l equilibrio della struttura finanziaria aziendale. È necessario che le SGR si dotino di strutture e procedure interne idonee a presidiare adeguatamente i rischi insiti in tale forma di impiego, monitorando con attenzione l andamento delle società partecipate, anche al fine di accertare la congruità del valore ad esse attribuito e di assicurare l integrità del proprio patrimonio aziendale. 2. Fonti normative Art. 6, comma 1, lett. a) del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di seguito T.U.). 3. Definizioni Ai fini delle presenti disposizioni, si definiscono: a) partecipazione, il possesso di azioni o quote nel capitale di altre imprese, secondo quanto previsto dall art. 4, comma 1 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87 ( 1 ); 1 Art. 4, comma 1, d.lgs. 87/92: Ai fini del presente decreto per parteb) controllo, il rapporto indicato nell art. 23 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (di seguito, T. U. bancario); c) società finanziarie : le società di gestione del risparmio (SGR); le società di investimento a capitale variabile (SICAV); le SIM e le imprese di investimento; gli intermediari finanziari iscritti negli elenchi previsti dagli artt. 106 e 107 del T.U. bancario; le società di partecipazione che detengono partecipazioni esclusivamente nel settore finanziario; le società, con sede in Italia o all estero, esercenti, in via esclusiva o prevalente, altre attività finanziarie indicate nell art. 59, comma 1, lett. b) del T.U. bancario; d) imprese di assicurazione, le imprese italiane autorizzate ai sensi dei decreti legislativi nn. 174 e 175 del 17 marzo 1995, nonché quelle estere ritenute tali dal rispettivo ordinamento; e) società strumentali, le società che esercitano in via e- sclusiva o prevalente attività non finanziarie che hanno carattere ausiliario dell attività della SGR, quali, ad esempio, attività di studio, ricerca o analisi economica e finanziaria, gestione di immobili o di servizi anche informatici; f) patrimonio di vigilanza, l aggregato come definito nel Capitolo III, Sezione V del Provvedimento emanato dalla Banca d Italia il 1 luglio 1998 in attuazione del T.U. 4. Ambito di applicazione Le presenti disposizioni si applicano su base individuale a tutte le SGR. cipazioni si intendono i diritti, rappresentati o meno da titoli, nel capitale di altre imprese i quali, realizzando una situazione di legame durevole con esse, sono destinati a sviluppare l attività del partecipante. Si ha partecipazione quando un soggetto è titolare di almeno un decimo dei diritti di voto esercitabili nell assemblea ordinaria.
3 5. Partecipazioni detenibili e limiti all assunzione di partecipazioni Le SGR possono assumere partecipazioni in banche ( 2 ), società finanziarie e imprese di assicurazione nonché in società strumentali, con sede legale in Italia o all estero. Le partecipazioni detenute dalle SGR, non detratte dal patrimonio di vigilanza, non possono eccedere il 50 per cento del patrimonio di vigilanza medesimo. 6. Comunicazione preventiva alla Banca d Italia Le SGR che intendono assumere partecipazioni di controllo ( 3 ) in società finanziarie, imprese di assicurazione, banche o società strumentali effettuano almeno 60 giorni prima dell acquisizione dell interessenza apposita comunicazione alla Banca d Italia. La comunicazione è corredata dello statuto e degli ultimi due bilanci approvati della società di cui si intende assumere la partecipazione nonché di ogni notizia utile a inquadrare l operazione nell ambito della complessiva strategia aziendale. Sono, inoltre, fornite informazioni concernenti l impatto dell operazione sulla situazione finanziaria attuale e prospettica del partecipante nonché sul rispetto delle disposizioni in materia di adeguatezza patrimoniale delle SGR. La Banca d Italia, nel termine massimo di 60 giorni dal ricevimento della comunicazione, può vietare l assunzione della partecipazione tenuto conto della situazione tecnica della SGR. 7. Informativa alla Banca d Italia Le SGR comunicano alla Banca d Italia, entro dieci giorni dall acquisto, le partecipazioni assunte. Gli incrementi o i decrementi delle partecipazioni devono essere comunicati solo ove determinino l acquisizione o la perdita del controllo della partecipata. CAPITOLO II ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO: DIVIETI E NORME PRUDENZIALI DI CONTENIMENTO E FRAZIONAMENTO DEL RISCHIO 1. Premessa SEZIONE I DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE Il T.U. affida alla Banca d Italia il compito di stabilire le regole applicabili agli OICR in materia di divieti all attività di investimento nonché di contenimento e frazionamento del rischio (art. 6, comma 1, lett. c, numeri 1 e 2). Le presenti disposizioni e il decreto emanato dal Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica in materia di struttura dei fondi il 24 maggio 1999 (pubblicato sulla G.U. n. 164 del 15 luglio 1999) consentono di costituire fondi comuni rientranti nelle seguenti tipologie di carattere generale: A) fondi aperti. I fondi comuni di investimento aperti i cui partecipanti hanno diritto di chiedere, in qualsiasi tempo, il rimborso delle quote secondo le modalità previste dalle regole di funzionamento del fondo investono il proprio patrimonio in: I. strumenti finanziari quotati e non quotati; II. depositi bancari. Nell ambito dei fondi aperti, si distinguono i fondi armonizzati. Si tratta dei fondi che, rispettando le previsioni delle direttive comunitarie in materia di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari, possono essere commercializzati nel territorio dell Unione Europea in regime di mutuo riconoscimento; B) fondi chiusi. Nei fondi comuni di investimento chiusi il diritto al rimborso delle quote viene riconosciuto ai partecipanti solo a 2 In proposito, si richiamano le disposizioni in materia di partecipazione al capitale delle banche previste nelle vigenti Istruzioni di Vigilanza per le banche. 3 La comunicazione deve essere effettuata sia in caso di assunzione diretta o indiretta del controllo sia in caso di adesione a sindacati di voto. scadenze predeterminate. Sono obbligatoriamente istituiti in forma chiusa i fondi che investono in: I. beni immobili e diritti reali immobiliari; II. crediti e titoli rappresentativi di crediti; III. strumenti finanziari non quotati diversi dagli OICR aperti in misura superiore al 10 per cento del patrimonio; IV. altri beni - diversi dagli strumenti finanziari e dai depositi bancari - per i quali esiste un mercato e che abbiano un valore determinabile con certezza con una periodicità almeno semestrale; C) fondi riservati a investitori qualificati. Il regolamento di un fondo comune di investimento, sia di forma aperta sia di forma chiusa, può prevedere che la partecipazione sia riservata a investitori qualificati. In tal caso, nel regolamento del fondo possono essere fissate norme prudenziali diverse da quelle stabilite in via generale dalle presenti disposizioni. Sono considerati investitori qualificati: le imprese di investimento, le banche, gli agenti di cambio, le SGR, le SICAV, i fondi pensione, le imprese di assicurazione, le società finanziarie capogruppo di gruppi bancari e i soggetti iscritti negli elenchi previsti dagli artt.106, 107 e 113 del T.U. bancario; i soggetti esteri autorizzati a svolgere, in forza della normativa in vigore nel proprio Paese di origine, le medesime attività svolte dai soggetti di cui al precedente alinea; le fondazioni bancarie; le persone fisiche e giuridiche e gli altri enti in possesso di specifica competenza ed esperienza in operazioni in strumenti finanziari espressamente dichiarata per iscritto dalla persona fisica o dal legale rappresentante della persona giuridica o dell ente; D) fondi speculativi. Possono essere istituiti sia in forma aperta sia in forma chiusa. Nel regolamento del fondo possono essere fissate norme prudenziali diverse da quelle stabilite in via generale dalle presenti disposizioni. Essi: non sono sottoposti a predefiniti vincoli in materia di oggetto dell investimento; non possono avere più di 100 partecipanti; devono prevedere una sottoscrizione minima iniziale non inferiore a un milione di euro; non possono essere oggetto di sollecitazione all investimento; devono menzionare nel regolamento la rischiosità dell investimento e la circostanza che esso avviene in tutto o in parte in deroga ai divieti e alle norme prudenziali di contenimento e frazionamento del rischio stabilite dalla Banca d Italia per i fondi ordinari. In considerazione dei potenziali effetti che i fondi comuni di investimento speculativi possono avere sulla stabilità della SGR, i fondi della specie possono essere istituiti o gestiti solo da SGR che abbiano come oggetto esclusivo l istituzione o la gestione di fondi speculativi. * * * Il regolamento di ciascun fondo comune dovrà indicare a quale delle richiamate tipologie il prodotto faccia riferimento e definirne la politica di investimento nel rispetto delle presenti disposizioni. Nel caso di fondi riservati a investitori qualificati e di fondi speculativi, le disposizioni che seguono possono essere derogate in tutto o in parte, fermo restando che il regolamento dovrà chiaramente indicare la particolare natura del fondo e definire nel dettaglio la politica di investimento perseguita e gli eventuali limiti o divieti posti all attività di investimento. In generale, la composizione dell attivo di un fondo comune (indipendentemente dalla tipologia di fondo) deve risultare costantemente coerente con lo scopo del fondo indicato nel regolamento. Alle SICAV si applicano le disposizioni previste per i fondi comuni di investimento aperti. 2. Fonti normative Art. 6, comma 1, lett. c), n. 1 e 2 del T.U. e decreto del Ministro
4 del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 24 maggio Definizioni Ai fini delle presenti disposizioni s intendono per: a) mercati regolamentati, i mercati regolamentati iscritti nell elenco previsto dall art. 63, comma 2 o nell apposita sezione prevista dall art. 67, comma 1 del T.U. o altri mercati regolamentati, specificati nel regolamento del fondo, regolarmente funzionanti e riconosciuti, per i quali siano stabiliti criteri di accesso e di funzionamento; b) strumenti finanziari quotati, gli strumenti finanziari: 1) negoziati in mercati regolamentati; 2) emessi recentemente e per i quali sia prevista nella delibera di emissione, o sia stata presentata, domanda di ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato. Trascorso un anno dalla emissione senza che gli strumenti finanziari siano stati ammessi alla negoziazione, essi si considerano come strumenti finanziari non quotati. Sono equiparati agli strumenti finanziari quotati i titoli normalmente negoziati sul mercato monetario. Sono viceversa equiparati ai titoli non quotati gli strumenti finanziari: individualmente sospesi dalla negoziazione da oltre 6 mesi; per i quali i volumi di negoziazione poco rilevanti e la ridotta frequenza degli scambi non consentono la formazione di prezzi significativi; c) titoli di rapida e sicura liquidabilità : i titoli di debito emessi da banche di Stati appartenenti all OCSE ovvero emessi o garantiti da Stati appartenenti all OCSE, prontamente liquidabili, aventi una durata residua non superiore a dodici mesi; d) controllo, il rapporto indicato nell art. 23 del T.U. bancario; e) gruppo di appartenenza della SGR, i soggetti italiani ed esteri che: 1) controllano la SGR; 2) sono controllati dalla SGR; 3) sono controllati dallo stesso soggetto che controlla la SGR; f) totale delle attività, l insieme delle attività detenute da un fondo, come determinate ai sensi delle disposizioni in materia di valutazione delle attività del fondo, al netto dei depositi costituiti a fronte dei finanziamenti in valuta accesi per l acquisto di beni da immettere nel fondo (c.d. prestiti back to back ) ( 4 ) Ove non diversamente specificato, ai fini delle presenti disposizioni valgono le definizioni contenute nell art. 1 del T.U. SEZIONE II FONDI APERTI ( 5 ) 1. Oggetto dell investimento e composizione complessiva del portafoglio I fondi comuni aperti investono il proprio patrimonio in: a) strumenti finanziari quotati; b) parti di OICR rientranti nell ambito di applicazione della Direttiva 85/611/CEE; c) depositi bancari presso banche aventi sede in uno Stato membro dell Unione Europea o appartenente al Gruppo dei dieci (G-10). Tali depositi: non possono avere vincolo di durata superiore a 12 mesi; per almeno il 50 per cento devono essere rimborsabili a vista o con un preavviso inferiore a 15 giorni; d) strumenti finanziari non quotati. 4 Per le SICAV il totale delle attività è determinato deducendo anche le immobilizzazioni materiali e immateriali. 5 Ai fondi armonizzati le disposizioni della presente Sezione si applicano con le particolarità indicate nel paragrafo 6. In ogni caso nell acquisto di strumenti finanziari non quotati, le società si orientano verso quelli per i quali esiste un mercato attivo; e) strumenti finanziari derivati, nel rispetto delle disposizioni previste nel paragrafo 4 della presente Sezione. I fondi aperti possono detenere liquidità per esigenze di tesoreria. L investimento in parti di altri OICR è soggetto alle seguenti condizioni: la composizione del portafoglio degli OICR acquistati, quale risulta dalle previsioni regolamentari o dallo statuto, deve essere compatibile con la politica di investimento del fondo acquirente; la possibilità di acquistare quote di altri OICR promossi o gestiti dalla stessa SGR o da altra SGR del gruppo (OICR collegati ) deve essere prevista dal regolamento del fondo. In particolare, il regolamento del fondo deve prevedere che: 1) sul fondo acquirente non verranno fatti gravare spese e diritti di qualsiasi natura relativi alla sottoscrizione e al rimborso delle parti degli OICR acquisiti; 2) la parte del fondo rappresentata da parti di OICR collegati non viene considerata ai fini del computo delle commissioni di gestione. 1.1 Limite all investimento in strumenti finanziari non quotati L ammontare complessivo degli strumenti finanziari non quotati detenuti da un fondo, ivi compreso il valore corrente dei contratti derivati OTC (valore del premio per le opzioni, ecc.), non può eccedere il 10 per cento del totale delle attività del fondo medesimo. 2. Divieti di carattere generale Nella gestione del fondo aperto non è consentito: a) concedere prestiti in forme diverse da quelle previste in materia di operazioni a termine su strumenti finanziari (cfr. successivo paragrafo 4.2); b) vendere allo scoperto strumenti finanziari; c) investire in strumenti finanziari emessi dalla SGR; d) acquistare metalli o pietre preziosi o certificati rappresentativi dei medesimi. Il patrimonio del fondo non può essere investito in beni direttamente o indirettamente ceduti da un socio, amministratore, direttore generale o sindaco della SGR, o da una società del gruppo, né tali beni possono essere direttamente o indirettamente ceduti ai medesimi soggetti. 3. Limiti alla concentrazione dei rischi 3.1 Limiti agli investimenti in strumenti finanziari di uno stesso emittente Il fondo aperto non può essere investito in strumenti finanziari di uno stesso emittente o in parti di uno stesso OICR per un valore superiore al 5 per cento del totale delle attività. Detto limite è elevato: a) al 15 per cento, a condizione che si tratti di strumenti finanziari quotati e il totale degli strumenti finanziari degli emittenti in cui il fondo investe più del 5 per cento delle proprie attività non superi il 40 per cento del totale delle attività del fondo medesimo. Non si tiene conto degli investimenti superiori al 5 per cento di cui alle successive lettere b), c) e d); b) al 35 per cento, quando gli strumenti finanziari sono e- messi o garantiti da uno Stato aderente all OCSE o da organismi internazionali di carattere pubblico di cui fanno parte uno o più Stati membri dell Unione Europea; c) al 100 per cento, quando gli strumenti finanziari sono e- messi da uno Stato aderente all OCSE, a condizione che: tale facoltà di investimento sia contemplata nel regolamento di gestione del fondo; il valore di ciascuna emissione non superi il 30 per cento del totale delle attività del fondo; d) al 10 per cento, nel caso di investimento in parti di OICR rientranti nell ambito di applicazione della Direttiva 85/611/CEE.
5 Tale limite è ulteriormente elevato al 20 per cento, ove il regolamento del fondo preveda, come politica di investimento, di investire esclusivamente in parti di altri OICR. 3.2 Limiti agli investimenti in strumenti finanziari di uno stesso gruppo di emittenti Gli investimenti complessivi in strumenti finanziari di più emittenti appartenenti al medesimo gruppo, cioè legati da rapporti di controllo, non possono eccedere il 30 per cento del totale delle attività del fondo. Tale limite è ridotto al 15 per cento quando il gruppo è quello di appartenenza della SGR. I limiti indicati nel presente paragrafo non si applicano: nel caso dei fondi che prevedono, come politica di investimento, di riprodurre la composizione di un determinato indice di borsa sufficientemente diversificato, di comune utilizzo, gestito e calcolato da soggetti di elevato standing e terzi rispetto alla SGR; agli investimenti in parti di OICR rientranti nell ambito di applicazione della direttiva 85/611/CEE. 3.3 Limiti agli investimenti in depositi bancari Il patrimonio di un fondo non può essere investito in misura superiore al 20 per cento del totale delle attività in depositi presso un unica banca. Tale limite è ridotto al 10 per cento nel caso di investimenti in depositi presso la banca depositaria del fondo. In ogni caso i depositi presso banche di uno stesso gruppo, cioè legate da rapporti di controllo, non possono eccedere il 30 per cento del totale delle attività del fondo. Nel caso di depositi presso banche del gruppo di appartenenza della SGR le condizioni praticate al fondo devono essere almeno equivalenti a quelle applicate dalla banca medesima alla propria clientela primaria. Fermo restando il rispetto dei limiti previsti nel precedente paragrafo 3.1, ove il fondo detenga strumenti finanziari emessi da una banca presso la quale ha effettuato depositi, i limiti del presente paragrafo sono calcolati sommando il valore di tali strumenti a quello dei depositi bancari in essere. Ai fini della verifica dei limiti previsti nel presente paragrafo non si tiene conto della liquidità detenuta per esigenze di tesoreria presso la banca depositaria. 4. Strumenti finanziari derivati e altre operazioni a termine 4.1 Strumenti finanziari derivati OGGETTO DELL INVESTIMENTO L investimento in strumenti finanziari derivati è consentito a condizione che il regolamento del fondo ne definisca i criteri di utilizzo e le finalità perseguite (es. copertura dei rischi) e che tale investimento non alteri il profilo di rischio indicato tra gli obiettivi del fondo espressi nel regolamento stesso. Non sono consentite operazioni in derivati equivalenti a vendite allo scoperto. Ai fini della presente disciplina, i warrant e i diritti di opzione connessi ad operazioni sul capitale delle società emittenti non sono considerati strumenti finanziari derivati. Il loro valore va a incrementare la posizione nel titolo cui danno diritto OPERAZIONI AMMESSE E LIMITI AGLI IMPEGNI ASSUNTI Nella gestione del fondo la SGR può effettuare, in coerenza con le politiche di investimento definite nel regolamento del fondo, operazioni su: contratti derivati standardizzati negoziati su mercati regolamentati; altri strumenti finanziari derivati c.d. over the counter (OTC) a condizione che siano negoziati con controparti di elevato standing sottoposte alla vigilanza di un autorità pubblica e che abbiano ad oggetto titoli quotati, tassi di interesse o di cambio nonché indici di borsa o valute. L ammontare degli impegni assunti dal fondo, determinato secondo quanto indicato nell Allegato A, non può essere superiore al valore complessivo netto del fondo stesso. Nella determinazione degli impegni assunti dal fondo le operazioni di compravendita a termine con regolamento oltre 5 giorni sono equiparate ai contratti future, secondo quanto previsto nell Allegato A. Le operazioni su strumenti finanziari non derivati effettuate su mercati regolamentati, da regolare alla prima data utile di liquidazione, non sono considerate operazioni di compravendita a termine. A fronte degli impegni rivenienti dalle operazioni in strumenti finanziari derivati che superano il 10 per cento del valore complessivo netto del fondo, nel patrimonio dello stesso devono esistere, per un ammontare pari all eccedenza e per tutta la durata delle operazioni, alternativamente: 1) i titoli o le altre attività che il fondo si è impegnato a consegnare; 2) i titoli o le altre attività idonee a generare i flussi di cassa ceduti nell ambito dei contratti derivati aventi ad oggetto tassi, indici o valute (es. IRS); 3) disponibilità liquide o titoli di rapida e sicura liquidabilità il cui valore corrente sia almeno equivalente a quello degli impegni assunti. Nel calcolo dei limiti di investimento: le operazioni in strumenti finanziari derivati su tassi e valute non si riflettono sulla posizione in titoli riferita a ciascun emittente; gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di singoli emittenti (es. future o equity swap relativi a titoli specificamente individuati) sono equiparati ad operazioni a termine sui titoli sottostanti e, pertanto, determinano, alternativamente, un incremento o una riduzione della posizione assunta dal fondo su tali titoli; nel caso di acquisto di indici di borsa in cui vi sia una presenza significativa di alcuni titoli, la SGR verifica che la posizione complessiva riferita ai singoli emittenti tali titoli - tenendo anche conto degli altri strumenti finanziari dell emittente detenuti dal fondo - sia coerente con i limiti indicati al paragrafo Pronti contro termine, riporti, prestito di titoli e altre operazioni assimilabili Ai fini di una più efficiente gestione del portafoglio del fondo, è consentito effettuare operazioni di compravendita di titoli con patto di riacquisto (pronti contro termine), riporto, prestito di titoli ed altre assimilabili, a condizione che le operazioni siano effettuate all interno di un sistema standardizzato, organizzato da un organismo riconosciuto di compensazione e garanzia ovvero concluse con intermediari di elevato standing e sottoposti alla vigilanza di un autorità pubblica. Alle operazioni in questione si applicano le disposizioni seguenti: a) le operazioni andranno concluse su strumenti finanziari nei quali il fondo può essere investito in conformità con le previsioni del regolamento; b) nelle operazioni di pronti contro termine e di riporto dovranno essere rispettati, nella fase di acquisto a pronti, i limiti posti all attività del fondo; c) i titoli acquisiti a pronti e da consegnare a termine non possono essere utilizzati per altre operazioni; d) le operazioni di pronti contro termine e di riporto devono avere caratteristiche di accessorietà e di transitorietà, configurandosi come investimenti o disinvestimenti ponte in funzione di una più efficiente gestione della liquidità del fondo; e) i pronti contro termine in cui i titoli del fondo sono ceduti a pronti e i riporti passivi danno luogo a forme di indebitamento da contenere entro il limite di cui al paragrafo 5.4; f) nel caso di pronti contro termine in cui i titoli del fondo sono acquistati a pronti e di riporti attivi stipulati con intermediari del gruppo di appartenenza della SGR il valore corrente complessivo di tali operazioni non può essere superiore al 15 per cento del totale delle attività del fondo; g) la SGR può concedere in prestito titoli del fondo a condi-
6 zione che: 1) sia costituita a favore del fondo una garanzia sotto forma di liquidità o di titoli emessi o garantiti da Stati aderenti all OCSE. I valori ricevuti in garanzia, la cui custodia rientra nei compiti della banca depositaria, non possono essere utilizzati per altre operazioni. Il valore della garanzia deve essere in ogni momento almeno pari al valore corrente dei titoli prestati; 2) la durata del prestito non sia superiore a 90 giorni; 3) il valore corrente dei titoli prestati non ecceda il 30 per cento del totale delle attività del fondo. Le disposizioni di cui alle precedenti lettere d) e f) non si applicano ai fondi specializzati in depositi bancari limitatamente alle operazioni poste in essere con controparti bancarie. 4.3 Fondi orientati all investimento in strumenti derivati I fondi che, sulla base delle previsioni regolamentari, sono orientati all investimento in strumenti finanziari derivati devono prevedere sottoscrizioni minime non inferiori a cinquantamila euro. Tali fondi operano nel rispetto di quanto stabilito nel paragrafo Inoltre, essi possono assumere impegni rivenienti esclusivamente da opzioni acquistate per un importo che non ecceda il 20 per cento del valore complessivo netto del fondo. Restano ferme le altre previsioni concernenti l operatività in strumenti finanziari derivati e altre operazioni a termine stabilite nelle presenti disposizioni. 5. Altre regole prudenziali 5.1 Limiti alla detenzione di diritti di voto Una SGR non può detenere, attraverso l insieme dei fondi comuni di investimento aperti o patrimoni di SICAV che essa gestisce, diritti di voto nel capitale di una stessa società per un ammontare rapportato all intero capitale con diritto di voto della società medesima pari o superiore al: 10 per cento se la società è quotata; 20 per cento se la società è non quotata. In ogni caso una SGR non può, tramite i fondi aperti o patrimoni di SICAV che gestisce, esercitare il controllo sulla società emittente. Ai soli fini dei presenti limiti non rileva la sospensione dalla quotazione degli strumenti finanziari che attribuiscono i diritti di voto. Tenuto conto che il T.U. prevede la possibilità che un fondo sia gestito da una SGR diversa da quella che lo ha promosso e che, in tal caso, l esercizio dei diritti di voto detenuti dal fondo spetta al gestore salvo patto contrario, si precisa che i limiti stabiliti nel presente paragrafo si applicano con riferimento a tutti i diritti di voto relativi a fondi aperti e SICAV esercitabili dalla medesima SGR. Pertanto, ciascuna SGR deve computare i diritti di voto concernenti: 1) i fondi aperti e i patrimoni di SICAV che essa gestisce, salvo che i diritti di voto siano attribuiti ai sensi dell art. 40, comma 3 del T.U. alle SGR promotrici o alle SICAV stesse; 2) i fondi aperti che essa promuove, nel solo caso in cui l esercizio dei diritti non spetti al gestore, ai sensi del citato art. 40, comma 3 del T.U Operazioni di collocamento del gruppo Per ciascuna operazione di collocamento di strumenti finanziari operata da società del gruppo di appartenenza della SGR, quest ultima non può acquistare strumenti finanziari in misura complessivamente superiore al 60 per cento dell ammontare dell impegno di collocamento assunto da ciascuna società in questione. 5.3 Titoli strutturati Nell attuazione della politica di investimento dei fondi, le SGR pongono particolare attenzione in considerazione dei rischi di varia natura che vi sono connessi (di liquidità, di insolvenza, ecc.) nell eventuale acquisizione di posizioni in titoli strutturati. Per tali si intendono quei titoli il cui rimborso e/o la cui remunerazione dipendono in tutto o in parte anche secondo meccanismi che equivalgono all assunzione di posizioni in strumenti finanziari derivati dal valore di determinati titoli o altre attività, dall andamento di tassi di interesse, valute, indici o altri parametri o dal verificarsi di determinati eventi o condizioni. In ogni caso: ove i titoli presentino il profilo di rischio di altri strumenti finanziari sottostanti (es. titoli di debito il cui valore e le cui modalità di rimborso sono legati all andamento di uno o più titoli di capitale), ai fini dell applicazione delle presenti disposizioni si deve fare riferimento alle posizioni assunte sui predetti strumenti finanziari sottostanti; per la componente derivata eventualmente incorporata in tali titoli devono essere rispettati le condizioni e i limiti stabiliti nelle presenti disposizioni per le operazioni in strumenti finanziari derivati. 5.4 Assunzione di prestiti Nell esercizio dell attività di gestione, la SGR può entro il limite massimo del 10 per cento del valore complessivo netto del fondo assumere prestiti finalizzati a fronteggiare, in relazione ad esigenze di investimento o disinvestimento dei beni del fondo, sfasamenti temporanei nella gestione della tesoreria. La durata dei prestiti assunti deve essere correlata alla finalità dell indebitamento e comunque non può essere superiore a 6 mesi. Nel caso di indebitamento a vista, il relativo utilizzo deve caratterizzarsi per un elevato grado di elasticità. Per l acquisto di strumenti finanziari denominati in valuta estera da includere nel fondo, la SGR può inoltre assumere prestiti in valuta estera con deposito presso il mutuante di un corrispondente importo di valuta nazionale. A tali operazioni non si applicano i limiti quantitativo e temporale di cui sopra. 6. Fondi armonizzati Ai fondi comuni di investimento armonizzati aperti si applicano le disposizioni in materia di oggetto dell investimento, divieti generali e limiti prudenziali contenute nella Direttiva 85/611/CEE, che prevedono in alcuni casi regole più restrittive di quelle definite nei paragrafi precedenti della presente Sezione per i fondi aperti. In particolare, trovano applicazione le disposizioni di seguito indicate. 6.1 Composizione complessiva del portafoglio e divieti di carattere generale I fondi armonizzati investono il proprio patrimonio nei medesimi beni e con le medesime limitazioni indicati nel paragrafo 1, fatto salvo che: non è consentito l investimento in depositi bancari; l acquisto di parti di altri OICR aperti rientranti nell ambito di applicazione della Direttiva 85/611/CEE è consentito entro il limite complessivo del 5 per cento del totale delle attività. In tale ambito, ove sia prevista la possibilità di investire in parti di OICR collegati, il regolamento del fondo, oltre a quanto indicato nel paragrafo 1 per i fondi non armonizzati, deve precisare che l acquisto può riguardare esclusivamente parti di OICR specializzati in un determinato settore economico o geografico. Ai fondi armonizzati non si applica il divieto di carattere generale previsto dall ultimo capoverso del paragrafo Limiti alla concentrazione dei rischi Ai fondi armonizzati si applicano i limiti alla concentrazione dei rischi indicati nei paragrafi 3.1 e 3.2, con le seguenti modifiche: nel caso indicato al paragrafo 3.1, lett. a), ferme restando le altre condizioni, il limite generale è elevato al 10 per cento anziché al 15 per cento; nel caso previsto al paragrafo 3.1, lett. c), è inoltre richiesto che il fondo detenga almeno sei emissioni differenti.
7 6.3 Strumenti finanziari derivati e altre operazioni a termine Ai fondi armonizzati sono consentite le medesime operazioni su strumenti finanziari derivati e altre operazioni a termine (pronti contro termine, prestito di titoli e assimilabili), entro gli stessi limiti di cui ai paragrafi 4.1 e 4.2. Tuttavia, nella gestione del fondo armonizzato le operazioni in strumenti finanziari derivati aventi ad oggetto valute sono ammesse esclusivamente al fine di coprire dal rischio di cambio le attività e le passività del fondo. A tal fine, le operazioni devono mantenere una costante e stretta correlazione per durata, valuta ed importo con le posizioni in valuta presenti nel fondo e oggetto di copertura; qualora, nel corso della durata del contratto, venga meno la citata correlazione, la posizione deve essere chiusa. 6.4 Limiti alla detenzione di strumenti finanziari senza diritto di voto Un fondo non può detenere, con riferimento al totale degli strumenti finanziari di un unico emittente, un ammontare superiore al: 10 per cento del totale delle azioni senza diritto di voto; 10 per cento del totale delle obbligazioni; 10 per cento del totale delle quote di uno stesso OICR rientrante nell ambito di applicazione della Direttiva 85/611/CEE. Tali limiti non si applicano agli strumenti finanziari di cui al paragrafo 3.1, lett. b). 6.5 Altre regole prudenziali Ai fondi armonizzati si applicano le disposizioni in materia di: limiti alla detenzione di diritti di voto previste al precedente paragrafo 5.1; operazioni di collocamento del gruppo previste al precedente paragrafo 5.2; titoli strutturati previste al precedente paragrafo 5.3; assunzione di prestiti previste al precedente paragrafo 5.4. SEZIONE III FONDI CHIUSI 1. Composizione complessiva del portafoglio Il fondo comune istituito in forma chiusa investe il proprio patrimonio in: a) strumenti finanziari non quotati; b) beni immobili e diritti reali immobiliari; c) crediti e titoli rappresentativi di crediti; d) altri beni per i quali esiste un mercato e che abbiano un valore determinabile con certezza con una periodicità almeno semestrale; e) depositi bancari; f) strumenti finanziari quotati. Nel caso di acquisto di quote di OICR collegati si applicano le disposizioni previste per i fondi aperti nella Sezione II, paragrafo 1. I fondi chiusi possono detenere liquidità per esigenze di tesoreria. 2. Divieti di carattere generale Nella gestione del fondo chiuso non è consentito: a) concedere prestiti in forme diverse dalle operazioni a termine su strumenti finanziari (pronti contro termine, riporti, prestito titoli e operazioni assimilabili). Nella gestione dei fondi chiusi che prevedono l investimento in beni immobili, questi possono essere concessi in locazione con facoltà di acquisto per il locatario; b) vendere allo scoperto strumenti finanziari e altri beni; c) investire in strumenti finanziari emessi dalla SGR; d) investire in strumenti finanziari non quotati emessi da società del gruppo al quale appartiene la SGR; e) svolgere attività diretta di costruzione di beni immobili. Il patrimonio del fondo non può essere investito in beni direttamente o indirettamente ceduti da un socio, amministratore, direttore generale o sindaco della SGR, o da una società del gruppo, né tali beni possono essere direttamente o indirettamente ceduti ai medesimi soggetti. 3. Limiti alla concentrazione dei rischi 3.1 Strumenti finanziari Il fondo chiuso non può essere investito in strumenti finanziari non quotati di uno stesso emittente per un valore superiore al 20 per cento del totale delle attività. Si applicano inoltre le disposizioni previste per i fondi aperti nella Sezione II, paragrafo 3.1, lettere a), b) e c). 3.2 Limiti agli investimenti in strumenti finanziari di uno stesso gruppo di emittenti Gli investimenti complessivi in strumenti finanziari di più emittenti appartenenti al medesimo gruppo, cioè legati da rapporti di controllo, non possono eccedere il 30 per cento del totale delle attività del fondo. Tale limite è ridotto al 20 per cento quando il gruppo è quello di appartenenza della SGR. 3.3 Depositi bancari Si applicano le disposizioni previste per i fondi aperti nella Sezione II, paragrafo Beni immobili e diritti reali immobiliari Il fondo non può essere investito, direttamente o attraverso società controllate, in misura superiore ad un terzo delle proprie attività in un unico bene immobile avente caratteristiche urbanistiche e funzionali unitarie. 3.5 Altri beni Per l investimento nei beni di cui al paragrafo 1, lettera d), la SGR dovrà indicare, nel regolamento di gestione del fondo, limiti di frazionamento che, tenuto conto della natura dei beni e delle caratteristiche dei mercati di riferimento, assicurino una ripartizione del rischio almeno equivalente a quella riveniente dall applicazione delle limitazioni stabilite nelle presenti disposizioni. 4. Strumenti finanziari derivati Si applicano le disposizioni previste per i fondi aperti orientati all investimento in strumenti derivati (cfr. Sezione II, paragrafi 4.1 e 4.3). 5. Investimenti in crediti Nel caso di fondi istituiti per realizzare operazioni di cartolarizzazione di crediti ai sensi della legge 30 aprile 1999, n. 130, il patrimonio del fondo è investito per intero in tali crediti. 6. Altre regole prudenziali 6.1 Limiti alla detenzione di diritti di voto Si applicano le disposizioni previste per i fondi aperti nella Sezione II, paragrafo 5.1, limitatamente ai diritti di voto in società quotate. 6.2 Assunzione di prestiti Nella gestione dei fondi chiusi che prevedono l investimento in beni immobili o diritti reali immobiliari, le SGR possono assumere prestiti nel limite massimo del 30 per cento del valore degli immobili detenuti, esclusivamente nella forma di finanziamenti ipotecari finalizzati all acquisto o alla ristrutturazione di beni immobili o all assunzione di partecipazioni in società immobiliari non quotate. Fuori dai casi sopra indicati, nell esercizio dell attività di gestione, le SGR possono assumere prestiti unicamente per fronteggiare sfasamenti temporanei nella gestione della tesoreria, al fine di regolare pagamenti connessi con le spese ordinariamente a carico del fondo (es. compenso della banca depositaria; oneri inerenti all acquisizione e alla dismissione delle attività del fondo; oneri connessi all eventuale quotazione dei certificati rappresentativi delle quote; ecc.). In ogni caso l ammontare dei prestiti in
8 questione non può eccedere il 10 per cento del valore complessivo netto del fondo; inoltre, la loro durata deve essere correlata alla finalità dell indebitamento e comunque non può essere superiore a 6 mesi. 6.3 Operazioni di collocamento del gruppo Si applicano le disposizioni previste per i fondi aperti nella Sezione II, paragrafo Titoli strutturati Si applicano le disposizioni previste per i fondi aperti nella Sezione II, paragrafo 5.3. SEZIONE IV DISPOSIZIONI DI COMUNE APPLICAZIONE 1. Rispetto dei limiti e dei divieti Il rispetto delle regole previste nelle presenti disposizioni deve essere assicurato in via continuativa. I limiti posti all investimento dei fondi non pregiudicano l esercizio, da parte delle SGR, dei diritti di opzione derivanti dalle azioni in portafoglio. Nelle ipotesi in cui l esercizio di tali diritti comporti il superamento dei limiti di investimento, la posizione deve essere riportata nei limiti stabiliti nel più breve tempo possibile, tenendo conto dell interesse dei partecipanti al fondo. Analogo criterio andrà seguito per i casi di superamento dei limiti determinati da mutamenti del valore dei titoli in portafoglio in epoca successiva all investimento ovvero da altri fatti non dipendenti dalla SGR. Nel caso di fondi suddivisi in comparti, le disposizioni in materia di limiti all attività di investimento dei fondi comuni, di cui alle Sezioni II e III, trovano applicazione nei confronti di ciascun comparto. Ove non sia diversamente specificato, le disposizioni concernenti i limiti e i divieti che fanno riferimento a rapporti di qualunque natura esistenti tra il fondo e la SGR si applicano sia alla SGR che lo ha istituito, sia a quella, se diversa dalla prima, che lo gestisce. 1.1 Fondi aperti Il superamento dei limiti di investimento non è consentito in conseguenza dell esercizio di altri diritti acquisiti dal fondo (es. esercizio di opzioni in portafoglio, ecc.). 1.2 Fondi chiusi Il superamento dei limiti di investimento è consentito: a seguito di ammissione a quotazione di strumenti finanziari in portafoglio, che risultino acquistati prima che la società emittente abbia deliberato la relativa richiesta; in conseguenza di riduzioni del patrimonio rivenienti da rimborsi parziali delle quote realizzati nell interesse dei sottoscrittori. Nei casi sopra citati la SGR provvede a riportare l investimento nei limiti previsti in un congruo lasso temporale, tenendo conto dell interesse dei partecipanti. Allegato A CRITERI PER LA DETERMINAZIONE DEGLI IMPEGNI ASSUNTI NELLA GESTIONE DEL FONDO IN RELAZIONE AD OPERAZIONI IN STRUMENTI DERIVATI 1. COMPENSAZIONE DELLE OPERAZIONI Ai fini della determinazione degli impegni possono essere compensati gli strumenti finanziari derivati e le operazioni di compravendita a termine che rispondono ai criteri seguenti: 1. le operazioni devono avere identico sottostante e scadenza. E consentito un disallineamento delle scadenze solo se queste differiscono: per non più di sette giorni, ove le operazioni da compensare abbiano durata residua compresa tra un mese e un anno; per non più di trenta giorni, ove le operazioni da compensare abbiano durata residua superiore a un anno; 2. l esposizione a un rischio creata da un operazione deve essere di segno opposto rispetto a quella creata dall altra ( 6 ). Ove la compensazione riguardi operazioni di segno opposto che determinano impegni di valore diverso, la differenza deve essere computata tra gli impegni assunti dal fondo. 2. CALCOLO DEGLI IMPEGNI Fatto salvo quanto previsto nel successivo paragrafo 3, rientrano nel calcolo degli impegni complessivi assunti dal fondo: a) nel caso delle opzioni, il valore corrente delle attività sottostanti moltiplicato per il fattore delta dell opzione ( 7 ). Le SGR che gestiscono fondi con una consistente operatività in opzioni adottano idonee misure organizzative al fine di tenere sotto controllo i fattori di rischio diversi dal delta ; b) nel caso dei future acquistati o venduti, nonché di operazioni di compravendita a termine( 8 ), il valore del contratto (es. capitale di riferimento moltiplicato per il valore dell indice nel caso di future su indici, prezzo di regolamento del contratto nel caso di compravendita a termine); c) nel caso di strumenti finanziari derivati la cui esecuzione avvenga attraverso il pagamento di differenziali in contanti, diversi da quelli indicati sub a) e b), l impegno corrisponde al capitale di riferimento del contratto. 3. OPERAZIONI DI COPERTURA DEL RISCHIO DI CAMBIO Non danno origine ad impegni le operazioni volte a coprire dal rischio di cambio le attività e le passività del fondo. A tal fine, le operazioni devono mantenere una costante e stretta correlazione per durata, valuta ed importo con le posizioni in valuta presenti nel fondo e oggetto di copertura. CAPITOLO III CRITERI DI VALUTAZIONE DEL PATRIMONIO DEL FONDO E CALCOLO DEL VALORE DELLA QUOTA 1. Fonti normative SEZIONE I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 6, comma 1, lett. c), numeri 4) e 5) del T.U. 2. Definizioni Ai fini del presente capitolo si intende: a) per mercati regolamentati, i mercati regolamentati iscritti nell elenco previsto dall art. 63, comma 2 o nell apposita sezione prevista dall art. 67, comma 1 del T.U. o altri mercati regolamentati, specificati nel regolamento del fondo, regolarmente funzionanti e riconosciuti, per i quali siano stabiliti criteri di accesso e di funzionamento; b) per partecipazioni, la detenzione con finalità di stabile investimento, da parte di un fondo comune chiuso, di titoli di capitale con diritti di voto nel capitale di società non quotate. Si ha in ogni caso partecipazione quando si detiene oltre il 20 per cento di titoli di capitale con diritti di voto esercitabili nell assemblea ordinaria. SEZIONE II CRITERI E MODALITÀ DI VALUTAZIONE DEI BENI IN CUI È INVESTITO IL PATRIMONIO DEL FONDO 1. Principi generali 6 Così, ad esempio, un future venduto o una vendita a termine sul titolo X compensa (ed è compensato da) un future acquistato o da un acquisto a termine sul titolo X; una call option acquistata sul titolo Y compensa (ed è compensata da) una call option venduta sul titolo Y; un future acquistato o un acquisto a termine sul titolo Z compensa (ed è compensato da) una put option acquistata sul titolo Z 7 Come noto, il fattore delta esprime il rapporto tra la variazione attesa del prezzo di un opzione e la variazione unitaria di prezzo dell attività sottostante. Esso approssima la probabilità di esercizio del contratto. 8 Si ricorda che sono equiparate ai future le operazioni di compravendita a termine con regolamento oltre 5 giorni, ad eccezione di quelle su strumenti finanziari non derivati effettuate su mercati regolamentati da regolare alla prima data utile di liquidazione
9 1.1 Adeguatezza del processo valutativo Nella valutazione dei beni del fondo le SGR devono porre ogni cura affinché i valori determinati esprimano correttamente la situazione patrimoniale dell OICR. Gli strumenti informativi, le risorse tecniche e le figure professionali dedicate a tale attività devono essere di qualità adeguata, in relazione alla tipologia di beni nei quali è investito il patrimonio del fondo, al fine di fornire una rappresentazione fedele e corretta del patrimonio del fondo, particolarmente nell ipotesi di beni per i quali non esista un mercato attivo, spesso e regolarmente funzionante. La valutazione del patrimonio di ciascun comparto in cui è eventualmente ripartito un fondo comune deve avvenire separatamente da quella relativa agli altri comparti del medesimo fondo. Il processo di valutazione rappresenta uno dei momenti più delicati dell attività della SGR. Rientra tra i compiti del consiglio di amministrazione: a) accertare l adeguatezza delle procedure adottate per la valutazione del patrimonio del fondo; b) valutare quando anche in assenza di apposite disposizioni emanate in tal senso dalla Banca d Italia sia opportuno avvalersi di esperti indipendenti per definire procedure e tecniche di valutazione appropriate nonché per esprimere giudizi di congruità sulla valutazione di determinate tipologie di beni. Nello svolgimento dei propri compiti gli organi di controllo interno sono chiamati, tra l altro, a verificare l osservanza delle presenti disposizioni. La società di revisione, nell ambito dell attività espletata, deve verificare il rispetto delle presenti disposizioni facendo riferimento ai principi di revisione contabile. 1.2 Valore complessivo netto del fondo Il valore complessivo netto del fondo è pari al valore corrente alla data di riferimento della valutazione determinato in base ai criteri indicati nel successivo paragrafo 2 delle attività che lo compongono al netto delle eventuali passività. Nel caso dei fondi chiusi, l estensione dell orizzonte temporale dell investimento e il grado di incertezza connesso con le condizioni di liquidabilità del medesimo richiedono che gli elementi della valutazione a valori correnti di alcune categorie di beni siano ponderati alla luce di un generale principio di prudenza. In tale contesto si inquadra l esigenza di una sostanziale costanza nel tempo dei criteri di valutazione utilizzati. L adozione di criteri di valutazione differenti da quelli utilizzati in occasione dell ultima valutazione (ove consentito dalle presenti disposizioni) deve trovare giustificazione in circostanze, debitamente documentate, oggettivamente rilevabili dai responsabili organi della SGR, attinenti ad esempio alla situazione economico-finanziaria di imprese partecipate o a mutamenti delle caratteristiche di un bene. Il valore complessivo netto a una determinata data deve tenere conto delle componenti di reddito maturate di diretta pertinenza del fondo e degli effetti rivenienti dalle operazioni stipulate e non ancora regolate; a tal fine: con riferimento agli strumenti finanziari, ivi compresi quelli derivati, occorre fare riferimento alla posizione netta quale si ricava dalle consistenze effettive del giorno rettificate dalle partite relative ai contratti conclusi alla data, anche se non ancora eseguiti. L effetto finanziario di tali contratti si riflette, per l importo del prezzo convenuto, sulle disponibilità liquide del fondo; è necessario procedere alla valorizzazione di ogni altra operazione non ancora regolata (es. assunzione di impegni, ecc.) e computarne gli effetti nella determinazione del valore del fondo. La rilevazione dei proventi e degli oneri avviene nel rispetto del principio di competenza, indipendentemente dalla data dell incasso e del pagamento. Pertanto, nella valutazione del patrimonio netto del fondo va tenuto conto, tra l altro, della quota parte di competenza delle seguenti componenti di reddito: gli interessi attivi, ivi compresi quelli sui depositi bancari oggetto di investimento del fondo, e quelli passivi; la provvigione di gestione; il compenso da riconoscere alla banca depositaria per le funzioni da questa svolte; le spese di revisione della contabilità e del rendiconto del fondo; gli oneri fiscali di pertinenza del fondo; il contributo di vigilanza che la SGR è tenuta a versare annualmente alla CONSOB per il fondo; l eventuale compenso spettante agli esperti indipendenti; le spese di manutenzione dei beni del fondo; i premi per polizze assicurative sui beni del fondo; gli altri ricavi e costi di diretta pertinenza del fondo. Le poste denominate in valute diverse da quella di denominazione del fondo sono convertite in quest ultima valuta sulla base dei tassi di cambio correnti alla data di riferimento della valutazione, accertati su mercati di rilevanza e significatività internazionale da indicare nel regolamento del fondo. Le operazioni a termine in valuta sono convertite al tasso di cambio a termine corrente per scadenze corrispondenti a quelle delle operazioni oggetto di valutazione. 1.3 Periodicità della valutazione La determinazione del valore complessivo netto del fondo è effettuata almeno con la periodicità prevista per il calcolo del valore unitario delle quote di partecipazione. 2. Criteri di valutazione 2.1 Strumenti finanziari quotati Il valore degli strumenti finanziari ammessi alla negoziazione su mercati regolamentati è determinato in base all ultimo prezzo disponibile rilevato sul mercato di negoziazione. Per gli strumenti trattati su più mercati, si fa riferimento al mercato più significativo, avendo presenti le quantità trattate presso lo stesso e l operatività svolta dal fondo. Anche se risultano ammessi alla negoziazione su un mercato regolamentato, sono valutati sulla base dei criteri previsti per quelli non quotati, tenendo anche conto dell ultima quotazione rilevata, gli strumenti finanziari: a) individualmente sospesi dalle negoziazioni; b) per i quali i volumi di negoziazione poco rilevanti e la ridotta frequenza degli scambi non consentono la formazione di prezzi significativi. Con riferimento alla fattispecie sub b), le SGR devono definire i criteri in base ai quali gli strumenti finanziari ammessi alla negoziazione su mercati regolamentati sono valutati secondo le disposizioni previste per gli strumenti finanziari non quotati. Tali criteri e le procedure adottate per la verifica del rispetto degli stessi devono risultare dalla documentazione interna delle società. 2.2 Strumenti finanziari non quotati I titoli non ammessi alla negoziazione su mercati regolamentati, diversi dalle partecipazioni (per le quali valgono i criteri indicati nel successivo paragrafo 2.4), sono valutati al costo di acquisto. Essi devono essere svalutati ovvero rivalutati al fine di ricondurre il costo di acquisto al presumibile valore di realizzo sul mercato, individuato su un ampia base di elementi di informazione, oggettivamente considerati dai responsabili organi della SGR, concernenti sia la situazione dell emittente e del suo Paese di residenza sia quella del mercato Strumenti finanziari derivati OTC Gli strumenti finanziari derivati trattati over the counter (OTC) sono valutati al valore corrente (costo di sostituzione) secondo le pratiche prevalenti sul mercato. Tali pratiche devono essere basate su metodologie di calcolo affermate e riconosciute dalla comunità finanziaria, tenere conto di tutti gli elementi rilevanti di informazione disponibili ed essere applicate su base continuativa, mantenendo costantemente aggiornati i dati che alimentano le procedure di calcolo.
10 In ogni caso, le tecniche di valutazione adottate devono assicurare una corretta attribuzione degli effetti finanziari (positivi e negativi) dei contratti stipulati lungo tutto l arco della loro durata, indipendentemente dal momento in cui vengono percepiti i profitti o subite le perdite. Ove dalla valutazione del contratto emerga una passività a carico del fondo, della stessa si dovrà tenere conto ai fini della determinazione del valore netto complessivo. La Banca d Italia fornisce le metodologie di base maggiormente diffuse sul mercato da adottare per la valutazione degli strumenti finanziari derivati OTC aventi la natura di opzioni (cfr. Allegato A). Le SGR possono tuttavia utilizzare altre metodologie, a condizione che queste siano sottoposte a preventivo esame della Banca d Italia Titoli strutturati Nel caso di titoli strutturati, la valutazione va effettuata procedendo alla valutazione distinta di tutte le singole componenti elementari in cui essi possono essere scomposti. 2.3 Quote di OICR Le quote o azioni di altri OICR detenute vanno valutate sulla base dell ultimo valore reso noto al pubblico, eventualmente rettificato o rivalutato per tenere conto: dei prezzi di mercato, nel caso in cui le quote o azioni in questione siano ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato; nel caso di OICR di tipo chiuso, di eventuali elementi oggettivi di valutazione relativi a fatti verificatisi dopo la determinazione dell ultimo valore reso noto al pubblico. 2.4 Partecipazioni di fondi chiusi in società non quotate Principi generali La valorizzazione delle partecipazioni in società non quotate, in mancanza di prezzi di riferimento espressi dal mercato, richiede procedimenti di stima legati ad una molteplicità di elementi. Detti procedimenti influenzano in modo significativo la determinazione del valore del fondo. Ne consegue che, nella valutazione delle attività in esame, le SGR devono porre ogni attenzione affinché il valore di dette attività rifletta le condizioni economiche, patrimoniali e finanziarie delle imprese partecipate viste anche in chiave prospettica, tenuto conto che trattasi di investimenti effettuati in una logica di medio-lungo periodo. A tal fine le SGR si dotano dei necessari strumenti informativi e di adeguate strutture organizzative. Le presenti disposizioni non dettano rigidi criteri uniformi, ma delimitano, con l indicazione di una serie di criteri operativi, un area all interno della quale i gestori dei fondi scelgono, secondo la propria autonoma valutazione, il metodo considerato più appropriato Criterio generale di valutazione In generale, le partecipazioni in società non quotate sono valutate al costo di acquisto, fatto salvo quanto previsto nei paragrafi successivi con riferimento alle imprese che, rispettivamente, si trovino tuttora o abbiano già superato la fase di avviamento ovvero esercitino in prevalenza attività immobiliari Imprese in fase di avviamento Trascorso un periodo che, di norma, potrà essere pari a 3 anni dalla data dell investimento, i titoli di imprese che si trovano nella fase di avviamento potranno essere rivalutati sulla base dei criteri di seguito indicati: a) valore risultante da una o più transazioni - ivi compresi gli aumenti di capitale - successive all ultima valutazione, sul titolo dell impresa partecipata, a condizione che: l acquisizione dei titoli sia effettuata da un terzo soggetto non legato, in modo diretto o indiretto, né all impresa partecipata né alla società di gestione del fondo; la transazione riguardi una quantità di titoli che sia significativa del capitale dell impresa partecipata (comunque non inferiore al 2 per cento del medesimo); la transazione non interessi un pacchetto azionario tale da determinare una modifica degli equilibri proprietari dell impresa partecipata; b) valore derivante dall applicazione di metodi di valutazione basati su indicatori di tipo economico-patrimoniale. Tali metodi prevedono, di norma, la rilevazione di determinate grandezze dell impresa da valutare (esempio: risultato operativo, utili prima o dopo le imposte, cash flow) ed il calcolo del valore della medesima attraverso l attualizzazione di tali grandezze con un appropriato tasso di sconto. Le grandezze possono essere un dato storico ovvero la loro proiezione futura. L applicazione di tali metodi è ammissibile a condizione che: l impresa valutata abbia chiuso per almeno tre esercizi consecutivi il bilancio in utile; le grandezze reddituali utilizzate siano depurate di tutte le componenti straordinarie e, se basate su dati storici, tengano conto del valore medio assunto da tali grandezze negli ultimi tre esercizi; il tasso di sconto o di attualizzazione utilizzato sia la risultante del rendimento delle attività finanziarie prive di rischio a medio-lungo termine ( 9 ) e di una componente che esprima il maggior rischio connaturato agli investimenti della specie. Tale ultima componente andrà individuata tenendo conto del tipo di prodotto dell impresa, dell andamento del settore economico di appartenenza e delle caratteristiche patrimoniali e finanziarie dell impresa medesima; c) è inoltre possibile, in presenza di imprese che producono rilevanti flussi di reddito, ricorrere a metodologie del tipo price/earnings, ponendo però una particolare attenzione affinché il rapporto utilizzato sia desunto da un campione sufficientemente ampio di imprese a quella da valutare per tipo di prodotto, caratteristiche economico- finanziarie, prospettive di sviluppo e posizionamento sul mercato Imprese che hanno superato la fase di avviamento Trascorso, di norma, un anno dall investimento, i titoli di imprese per le quali sia superata la fase di avviamento potranno essere rivalutati sulla base dei criteri di seguito indicati: valore risultante da transazioni significative avvenute sui titoli medesimi (nel rispetto delle condizioni previste alla lett. a) del paragrafo precedente); valore determinato applicando metodi di valutazione basati su indicatori di tipo economico-patrimoniale (nel rispetto delle condizioni previste alla lett. b) del paragrafo precedente); valore derivante dall applicazione di metodologie del tipo price/earnings. Tale metodologia risulta applicabile qualora trattasi di imprese per le quali siano verificate le condizioni per l ammissione a quotazione e a condizione che il valore del rapporto price/earnings utilizzato sia desunto da un campione sufficientemente numeroso di imprese quotate, comparabili, per tipo di prodotto e per caratteristiche economico-finanziarie, a quella da valutare Partecipazioni in società immobiliari Trascorso, di norma, un anno dall acquisizione da parte del fondo, alle partecipazioni in società non quotate la cui attività prevalente consiste nell investimento in beni immobili va attribuito un valore pari alla frazione di patrimonio netto di pertinenza del fondo ( 10 ). 9 Orientativamente può essere utilizzato il rendimento effettivo a scadenza risultante dall asta più recente sui Buoni del Tesoro Poliennali con scadenza superiore a 5 anni. 10 Nel caso delle società immobiliari non quotate controllate dal fondo, il patrimonio netto è determinato applicando ai beni immobili ed ai diritti reali immobiliari risultanti dall ultimo bilancio approvato i criteri di valutazione descritti al successivo paragrafo 2.5 Beni immobili. Le altre poste attive e passive del bilancio della partecipata non sono di norma oggetto di nuova valutazione. Le eventuali rivalutazioni o svalutazioni dei beni
11 Al fine di tener conto nella valutazione della partecipata di ulteriori componenti economicamente rilevanti rivenienti, ad esempio, dalle caratteristiche della struttura organizzativa, da specifiche competenze professionali, ecc., il valore del patrimonio netto può essere rettificato, alla luce di un generale principio di prudenza, sulla base del valore risultante: a) da transazioni riguardanti quantità di titoli significative rispetto alla partecipazione detenuta dal fondo ed a condizione che tale trasferimento sia effettuato da un terzo soggetto non legato, in modo diretto o indiretto, né all impresa partecipata né alla società di gestione del fondo; b) dall applicazione di metodi di valutazione basati su indicatori di tipo economico-finanziario DISPOSIZIONI COMUNI In tutti i casi descritti nel presente paragrafo 2.4, le caratteristiche degli elementi di tipo reddituale utilizzati ai fini dell eventuale rivalutazione della partecipazione (grandezze utilizzate, tassi di attualizzazione e di rendimento considerati, orizzonte temporale adottato, ipotesi formulate sulla redditività dell impresa valutata, rapporto P/E utilizzato, ecc.) e la metodologia seguita dovranno essere sottoposte a verifica almeno semestralmente e illustrate in dettaglio per ciascun cespite nella relazione semestrale e nel rendiconto del fondo. Inoltre, ove attraverso l adozione dei metodi in questione si pervenga a risultati che si discostano in maniera significativa dal valore corrispondente alla frazione di patrimonio netto della partecipata di pertinenza del fondo, tale differenza deve essere opportunamente motivata. Per tenere conto delle caratteristiche di scarsa liquidità e di rischio degli investimenti in società non quotate, alle rivalutazioni risultanti dall utilizzo dei metodi sopra descritti dovrà essere applicato un idoneo fattore di sconto almeno pari al 25 per cento. Le partecipazioni in società non quotate devono essere oggetto di svalutazione in caso di deterioramento della situazione economica, patrimoniale o finanziaria dell impresa ovvero di eventi che del pari possano stabilmente influire sulle prospettive dell impresa medesima e sul presumibile valore di realizzo dei relativi titoli (ad esempio difficoltà a raggiungere gli obiettivi di sviluppo prefissati, problemi interni al management o alla proprietà). In ogni caso si dovrà provvedere alla svalutazione in presenza di riduzioni del patrimonio netto delle partecipate. 2.5 Beni immobili Ciascun bene immobile detenuto dal fondo è oggetto di singola valutazione. Più beni immobili possono essere valutati in maniera congiunta ove gli stessi abbiano destinazione funzionale unitaria; tale circostanza è opportunamente illustrata dagli amministratori nella relazione semestrale e nel rendiconto di gestione del fondo. Il valore corrente di un immobile indica il prezzo al quale il cespite potrebbe essere ragionevolmente venduto alla data in cui è effettuata la valutazione, supponendo che la vendita avvenga in condizioni normali, cioè tali che: il venditore non sia indotto da circostanze attinenti alla sua situazione economico-finanziaria a dover necessariamente realizzare l operazione; siano state espletate nel tempo ordinariamente richiesto le pratiche per commercializzare l immobile, condurre le trattative e definire le condizioni del contratto; i termini dell operazione riflettano le condizioni esistenti nel mercato immobiliare del luogo in cui il cespite è ubicato al momento della valutazione; l acquirente non abbia per l operazione uno specifico interesse legato a fattori non economicamente rilevanti per il mercato. Il valore corrente degli immobili è determinato in base alle loro caratteristiche intrinseche ed estrinseche e tenendo conto della loro redditività. immobili e dei diritti reali immobiliari determinano, rispettivamente, un aumento o una diminuzione del patrimonio netto contabile della partecipata medesima, tenendo anche conto dei possibili effetti fiscali. Sono considerati anche gli eventi di rilievo intervenuti tra la data di riferimentodel bilancio ed il momento della valutazione. Sono caratteristiche di tipo intrinseco quelle attinenti alla materialità del bene (qualità della costruzione, stato di conservazione, ubicazione, ecc.), di tipo estrinseco quelle rivenienti da fattori esterni rispetto al bene, quali ad esempio la possibilità di destinazioni alternative rispetto a quella attuale, vincoli di varia natura e altri fattori esterni di tipo giuridico ed economico, quali ad esempio l andamento attuale e prospettico del mercato immobiliare nel luogo di ubicazione dell immobile. La SGR predispone idonee misure organizzative per rilevare (direttamente ovvero avvalendosi dei servizi di organismi specializzati) l andamento dei settori di interesse per gli investimenti del fondo. Il riferimento a destinazioni del cespite diverse da quella attuale può essere effettuato solo ove le caratteristiche dell immobile oggettivamente valutate lo consentano. Le metodologie di tipo patrimoniale utilizzate per la determinazione del valore degli immobili sono integrate con quelle di tipo finanziario basate sull attualizzazione dei flussi di reddito ordinari attesi. Si ricorda che il tasso di attualizzazione va individuato considerando il rendimento reale delle attività finanziarie a basso rischio a medio-lungo termine a cui si applica una componente rettificativa, in aumento ovvero in diminuzione, che tenga conto delle caratteristiche del cespite. Per i beni immobili dati in affitto il valore corrente tiene conto del reddito riveniente dal contratto in relazione alla data di scadenza del contratto medesimo, alle eventuali clausole di revisione del canone e alle ipotesi di revisione dello stesso. Ove siano disponibili informazioni attendibili sui prezzi di vendita praticati recentemente per immobili a quello da valutare (per tipologia, caratteristiche, destinazione, ubicazione, ecc.) il valore del bene può essere determinato tenendo conto dei suddetti prezzi di vendita e applicando le rettifiche ritenute adeguate, in relazione alle caratteristiche morfologiche del cespite, allo stato di manutenzione, alla redditività, alla qualità dell eventuale conduttore e ad ogni altro fattore ritenuto pertinente. Il valore corrente degli immobili dati in locazione con facoltà di acquisto è determinato, per la durata del contratto, attualizzando i canoni di locazione ed il valore di riscatto dei cespiti, secondo un tasso individuato facendo riferimento al rendimento delle attività finanziarie a basso rischio a medio-lungo termine. Alternativamente il valore dei cespiti è determinato sulla base del valore corrente all atto in cui gli stessi sono concessi in locazione, ridotto della differenza maturata tra il valore corrente di cui sopra e il valore di riscatto alla conclusione della locazione. Per gli immobili in corso di costruzione, il valore corrente può essere determinato tenendo anche conto del valore corrente dell area e dei costi sostenuti fino alla data della valutazione ovvero del valore corrente dell immobile finito al netto delle spese che si dovranno sostenere per il completamento della costruzione. Il valore corrente dell immobile è determinato al netto delle imposte di trasferimento della proprietà del bene. Il valore corrente dei diritti reali immobiliari è determinato applicando, per quanto compatibili, i criteri di cui al presente paragrafo. 2.6 Crediti I crediti acquistati nell ambito di operazioni di cartolarizzazione di cui alla legge 30 aprile 1999, n. 130, sono valutati secondo il valore di presumibile realizzo. Quest ultimo è calcolato, tenendo anche conto: delle quotazioni di mercato, ove esistenti; delle caratteristiche dei crediti. Nel calcolo del presumibile valore di realizzo può inoltre tenersi conto di andamenti economici negativi relativi a particolari settori di operatività nonché a determinate aree geografiche. Le relative svalutazioni possono essere determinate anche in modo forfettario. 2.7 Altri beni I beni detenuti dal fondo, diversi da quelli di cui ai paragrafi precedenti, sono valutati in base al prezzo più recente rilevato sul mercato di riferimento, eventualmente rettificato anche sulla
12 base di altri elementi oggettivi di giudizio disponibili, compresa l eventuale valutazione degli stessi effettuata da esperti indipendenti. 2.8 Operazioni pronti contro termine e di prestito titoli Per le operazioni pronti contro termine e assimilabili, il portafoglio degli investimenti del fondo non subisce modificazioni, mentre a fronte del prezzo pagato (incassato) a pronti viene registrato nella situazione patrimoniale una posizione creditoria (debitoria) di pari importo. La differenza tra il prezzo a pronti e quello a termine viene distribuita, proporzionalmente al tempo trascorso, lungo tutta la durata del contratto, come una normale componente reddituale. In alternativa, in presenza di un mercato regolamentato di operazioni della specie, i pronti contro termine e le operazioni assimilabili possono essere valutati in base ai prezzi rilevati sul mercato. Per i prestiti di titoli, il portafoglio del fondo non viene interessato da alcun movimento ed i proventi delle operazioni sono distribuiti, proporzionalmente al tempo trascorso, lungo tutta la durata del contratto, come una normale componente reddituale. 2.9 Altre componenti patrimoniali Sono valutati in base al loro valore nominale: le disponibilità liquide; le posizioni debitorie. Per i finanziamenti con rimborso rateizzato, si fa riferimento al debito residuo in linea capitale. I depositi bancari a vista sono valutati al valore nominale. Per le altre forme di deposito si tiene conto della caratteristiche e del rendimento delle stesse. 3. Esperti indipendenti Per la valutazione dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari in cui è investito il patrimonio del fondo nonché delle partecipazioni in società immobiliari non quotate controllate dal fondo, la SGR deve avvalersi di esperti indipendenti aventi i requisiti stabiliti dal decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 24 maggio Gli esperti provvedono, entro 30 giorni dalla data di riferimento della valutazione del patrimonio del fondo, a presentare alla SGR una relazione di stima del valore dei suddetti cespiti, nella quale vanno indicati la consistenza, la destinazione urbanistica, l uso e la redditività dei beni immobili facenti parte del patrimonio del fondo nonché di quelli posseduti dalle società immobiliari controllate dal fondo. Nell indicazione della redditività gli esperti devono tenere conto di eventuali elementi straordinari che la determinano, dei soggetti che conducono le unità immobiliari, delle eventuali garanzie per i redditi immobiliari, del loro tipo e della loro durata, nonché dei soggetti che le hanno rilasciate. Per gli immobili non produttivi di reddito, gli esperti devono indicare la redditività ordinariamente desumibile da quella di immobili similari per caratteristiche e destinazione. La SGR, qualora intenda discostarsi dalle stime effettuate dagli esperti, ne comunica le ragioni agli esperti stessi nonché alla Banca d Italia, allegando copia della relazione da essi redatta. La SGR deve inoltre richiedere agli esperti indipendenti un giudizio di congruità del valore di ogni bene immobile che intende vendere nella gestione del fondo. Il giudizio di congruità dovrà essere corredato da una relazione analitica contenente i criteri seguiti e la loro rispondenza a quelli previsti dalle presenti disposizioni. 1. Valore unitario della quota SEZIONE III VALORE DELLA QUOTA Il valore unitario di ogni singola quota di partecipazione al fondo comune di investimento è pari al valore complessivo netto del fondo, riferito al giorno di valutazione del patrimonio, diviso per il numero delle quote in circolazione alla medesima data. Nel caso dei fondi comuni suddivisi in comparti, il valore unitario di ogni singola quota di partecipazione viene determinato con riferimento a ciascun comparto dividendo il valore complessivo netto del comparto, riferito al giorno di valutazione del patrimonio, per il numero delle quote di partecipazione allo specifico comparto in circolazione alla medesima data. SEZIONE IV SICAV Le disposizioni del presente capitolo si applicano alle SICAV compatibilmente con le loro possibilità operative. Allegato A Valutazione del patrimonio del fondo e calcolo del valore della quota: opzioni otc Nella valutazione degli strumenti finanziari derivati non trattati su mercati regolamentati ( OTC ) aventi la natura di opzioni ivi compresi i contratti di borsa del tipo PUT e DONT le SGR si attengono alle seguenti metodologie, ove non adottino metodi alternativi che siano stati comunicati preventivamente alla Banca d Italia. Premessa Nelle formule sono adottate le convenzioni seguenti: S= prezzo corrente dell attività sottostante (opzioni su titoli) o tasso di cambio corrente (opzioni su valute) risultante nel giorno di riferimento; K= prezzo (opzioni su titoli) o tasso di cambio (opzioni su valute) di esercizio dell opzione; Rs= strike rate (opzioni su tassi di interesse); r, q = tasso di interesse esente da rischio risultante nel giorno di riferimento. Operativamente, come tasso esente da rischio sul mercato italiano può essere adottato il rendimento dei BOT a sei mesi. Qualora la SGR ritenga di dover utilizzare un altro parametro, tale scelta dovrà risultare approvata anche in via di ratifica dall organo amministrativo; ó= volatilità del prezzo dell attività sottostante (opzioni su titoli), del tasso di riferimento (opzioni su tassi di interesse) o del tasso di cambio (opzioni su valute). Va utilizzata nella formula la volatilità implicita nelle quotazioni, rilevabili sul mercato, di contratti aventi lo stesso oggetto e differenti solo per il prezzo (tasso) di esercizio e/o la data di scadenza. Ove tali quotazioni mancassero o non fossero significative la volatilità in questione può essere determinata calcolando la deviazione standard delle differenze percentuali giornaliere del fattore di rischio sottostante e annualizzandola; a tal fine la deviazione standard calcolata su dati giornalieri deve venire moltiplicata per la radice quadrata dei giorni lavorativi compresi in un anno (per esempio, 260); t= tempo intercorrente fino alla data di scadenza dell opzione (opzioni su titoli o su valute) ovvero fino alla data di accertamento della differenza (opzioni su tassi); e -rt = fattore di sconto tra la data di determinazione del prezzo dell opzione e quella di scadenza dell opzione stessa (opzioni su titoli o su valute) ovvero fino alla data di accertamento della differenza tra il tasso di riferimento e lo strike rate (opzioni su tassi); N(x)= funzione di distribuzione per una variabile normale standardizzata. 1. Opzioni su titoli e altre attività sottostanti, escluse le valute 1.1 le opzioni PUT non trattate su mercati regolamentati sono valutate sulla base della seguente formula: P=Ke -rt N(-d 2 )-SN(-d 1 ), [1] Log(S/K)+(r+ ó 2 /2)t dove d 1 = ; ó t d 2 =d 1 - ó t; 1.2 le opzioni CALL e i WARRANT non trattate su mercati regolamentati sono valutate sulla base della seguente formula: C=SN(d 1 )-Ke -rt N(d 2 ), [2] Log(S/K)+(r+ ó 2 /2)t Dove d1 = ; ó t d 2 =d 1 - ó t; 1.3 nelle formule [1] e [2], il prezzo corrente S dell attività sottostante: per le azioni che pagano dividendi prima della scadenza dell opzione, è indicato al netto del valore attualizzato sulla base del tasso di rendimento esente da rischio dei dividendi, ove noti o stimabili, erogati nel periodo di vita dell opzione;
13 per le obbligazioni, è pari al prezzo tel quel; per le obbligazioni che pagano cedole prima della scadenza dell opzione, è indicato al netto del valore attualizzato sulla base del tasso di rendimento esente da rischio delle cedole in scadenza nel periodo di vita dell opzione. 2. Opzioni su tassi 2.1 per le opzioni CAP, il valore del contratto è espresso dalla somma dei flussi rivenienti dal contratto stesso. Gli addendi di tale somma sono calcolati con le seguenti formule, che forniscono il valore del pagamento riferito a ciascun periodo (t i ) sotto diverse ipotesi circa il meccanismo di accertamento e di pagamento delle differenze: a) l accertamento della differenza tra tasso di riferimento e strike rate avviene al tempo t, ma il pagamento della stessa è effettuato al tempo (t + 1): 1 C(t i ) = e -rt [FN(d) 1 -R s N(d 2 )]t, [3.a] 1+Fr log (Sw/R s )+( ó 2 /2)t 1 dove d1 = ; d 2 =d 1 - ó t; t =----- ó t n C(t i ) = valore del pagamento nel periodo t i ; F = tasso forward relativo al tasso di riferimento del contratto per il periodo compreso tra la data di accertamento della differenza e quella di pagamento. Operativamente tale tasso può essere desunto dalla struttura dei tassi per scadenze effettivamente osservabile; n = numero di pagamenti in un anno. Nel calcolo del valore dell opzione si dovrà naturalmente tenere conto di eventuali pagamenti già accertati ma non ancora liquidati; b) l accertamento della differenza tra tasso di riferimento e strike rate ed il pagamento della stessa avvengono contestualmente al tempo t, ed il tasso di riferimento è un valore medio rilevato nel periodo tra 0 e t: C(t 1 ) = e -rt [SwN(d 1 ) - R s N(d 2 )]t [3.b] Log (Sw/R s ) + (ó 2 /2)t 1 Dove d1 = ; d 2 = d 1 - ó t ; t = ; ó t n C(t i ) = valore del pagamento nel periodo t i ; Sw = tasso fisso swap per contratti con durata uguale a quella del CAP. L adozione di tale tasso quale stima della media futura dei valori del tasso di riferimento appare, in via approssimata, la metodologia più corretta. Operativamente si può ricorrere ai tassi quotati sul mercato dai principali operatori del settore; n = numero di pagamenti in un anno; c) l accertamento della differenza tra tasso di riferimento e strike rate ed il pagamento della stessa avvengono contestualmente al tempo t, ed il tasso di riferimento è un dato puntuale: C(t 1 ) = e -rt [FN(d 1 ) - R s N(d 2 )]t [3.c] dove i simboli hanno lo stesso significato che in [3.a] ad eccezione di F che rappresenta il tasso forward relativo al tasso di riferimento per il periodo tra le date di pagamento; 2.2 per le opzioni FLOOR, il valore del contratto è espresso dalla somma dei flussi rivenienti dal contratto stesso. Gli addendi di tale somma sono colati con le seguenti formule, che forniscono il valore del pagamento riferito a ciascun periodo (ti) sotto diverse ipotesi circa il meccanismo di accertamento e di pagamento delle differenze: a) l accertamento della differenza tra tasso di riferimento e strike rate avviene al tempo t, ma il pagamento della stessa è effettuato al tempo (t+1): 1 V(t 1 ) = e -rt [Rs N (-d 2 ) -FN (-d 1 )]t, [4.a] 1+ Fr log(f/r s )+ (ó 2 /2)t 1 d1 = ; d 2 = d 1 - ó t; t = ó t n [4.a] V(t i ) = valore del pagamento nel periodo t i ; F = tasso forward relativo al tasso di riferimento del contratto per il periodo compreso tra la data di accertamento della differenza e quella di pagamento. Operativamente tale tasso può essere desunto dalla struttura dei tassi per scadenze effettivamente osservabile; n = numero di pagamenti in un anno. Nel calcolo del valore dell opzione si dovrà naturalmente tenere conto di eventuali pagamenti già accertati ma non ancora liquidati; b) l accertamento della differenza tra tasso di riferimento e strike rate ed il pagamento della stessa avvengono contestualmente al tempo t, ed il tasso di riferimento è un valore medio rilevato nel periodo tra 0 e t: 1 V(t 1 ) = e -rt [R s N(-d 2 ) -FN (-d 1 )]t, [4.b] 1 + Fr log (F/R s ) + (ó 2 /2)t 1 d1 = ; d 2 = d 1 - ó t; t = ; ó t n V(t i ) = valore del pagamento nel periodo t i ; Sw = tasso fisso swap per contratti con durata uguale a quella del FLOOR. L adozione di tale tasso quale stima della media futura dei valori del tasso di riferimento appare, in via approssimata, la metodologia più corretta. Operativamente si può ricorrere ai tassi quotati sul mercato dai principali operatori del settore; n = numero di pagamenti in un anno; c) l accertamento della differenza tra tasso di riferimento e strike rate ed il pagamento della stessa avvengono contestualmente al tempo t, ed il tasso di riferimento è un dato puntuale: V(t i ) = e -rt [R s N(-d 2 ) -FN(-d 1 )] t,, [4.c] dove i simboli hanno lo stesso significato che in [4.a] ad eccezione di F che rappresenta il tasso forward relativo al tasso di riferimento per il periodo tra le date di pagamento. 3. Opzioni su valute 3.1 le opzioni PUT su valuta non trattate su mercati regolamentati sono valutate sulla base della seguente formula: P = Ke -rt N(-d 2 ) -Se -qt N(-d 1 ) [5] Log (S/K s ) + (r - q+ ó 2 /2) t Dove d1 = d 2 = d 1 - ó t; ó t r = tasso di interesse esente da rischio della valuta acquistabile; q = tasso di interesse della valuta vendibile; 3.2 le opzioni CALL su valuta non trattate su mercati regolamentati sono valutate sulla base della seguente formula: C = Se -qt N(d 1 ) -Ke -rt N(d 2 ) [6] Log (S/K) + (r-q + ó 2 /2) t Dove d1 = d 2 = d 1 - ó t; ó t r = tasso di interesse esente da rischio della valuta vendibile; q = tasso di interesse della valuta acquistabile. CAPITOLO IV OPERAZIONI DI FUSIONE E SCISSIONE DI SOCIETÀ DI GESTIONE DEL RISPARMIO SEZIONE I DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE 1. Fonti normative La materia è disciplinata ai sensi degli articoli 3, comma 2 e 34, comma 4 del T.U. 2. Definizioni Nelle presenti disposizioni si intendono per: a) fusioni : le operazioni previste dall articolo 2501 del codice civile che si realizzano mediante la costituzione di una società nuova o mediante l incorporazione in una società di una o più altre; b) scissioni : le operazioni previste dall articolo 2504-septies del codice civile che si realizzano mediante trasferimento dell intero patrimonio di una società a più società preesistenti o di nuova costituzione e assegnazione delle loro azioni ai soci della prima, ovvero mediante trasferimento di parte del patrimonio di una società a più società preesistenti o di nuova costituzione e assegnazione delle loro azioni ai soci della prima. 3. Ambito di applicazione
14 Le presenti disposizioni si applicano alle operazioni di fusione o di scissione di SGR. 4. Criteri di valutazione della domanda L articolo 34, comma 4 del T.U. prevede che le operazioni di fusione o di scissione delle SGR siano autorizzate dalla Banca d Italia. L intervento dell Organo di vigilanza è preordinato ad un duplice obiettivo: a) verificare l adeguatezza dei profili tecnici e organizzativi delle SGR risultanti dalle operazioni in questione e, più in generale, l esistenza di condizioni atte a garantire la sana e prudente gestione degli intermediari medesimi; b) valutare gli impatti che le operazioni in questione comportano sulle società coinvolte nell operazione e sui rapporti intercorrenti tra queste ultime e i partecipanti ai fondi dalle stesse istituiti e/o gestiti. SEZIONE II OPERAZIONI DI FUSIONE 1. Domanda di autorizzazione e documentazione da allegare Le SGR interessate dalle operazioni di fusione inviano alla Banca d Italia, Servizio Vigilanza sull Intermediazione Finanziaria, Divisione Analisi e Interventi I, la domanda di autorizzazione alla fusione prima del deposito del progetto di fusione per l iscrizione nel registro delle imprese ai sensi dell articolo bis del codice civile. La domanda di autorizzazione è corredata del progetto di fusione e di una relazione che illustri: a) il progetto di fusione, fornendo in particolare adeguate indicazioni sulla struttura organizzativa e sulle procedure informatico-contabili della SGR risultante dalla fusione; b) gli obiettivi che si intendono conseguire con l operazione, i relativi vantaggi e i costi, nonché gli impatti che l operazione determina sulle società partecipanti alla fusione; c) le varie fasi in cui si intende articolare l operazione, nelle quali siano descritti i processi di omogeneizzazione delle strutture e degli assetti delle società partecipanti alla fusione. In tale ambito, andranno illustrate le modalità con cui: saranno evitate soluzioni di continuità nella prestazione dei servizi svolti (gestioni di fondi comuni, servizi di gestione individuale, ecc.) dalle società partecipanti alla fusione e nell amministrazione delle stesse; sarà assicurato che la società risultante dalla fusione sia in grado di rispettare fin dall inizio dell operatività tutte le regole ad essa applicabili e di fornire all Autorità di vigilanza i dati e le segnalazioni richiesti dalla vigente normativa. Qualora alla fusione partecipino società non sottoposte a vigilanza della Banca d Italia vanno trasmessi anche gli ultimi due bilanci approvati di queste ultime. SEZIONE III OPERAZIONI DI SCISSIONE 1. Domanda di autorizzazione e documentazione da allegare Le SGR interessate ad operazioni di scissione inviano alla Banca d Italia, Servizio Vigilanza sull Intermediazione Finanziaria, Divisione Analisi e Interventi I, la domanda di autorizzazione prima del deposito del progetto di scissione per l iscrizione nel registro delle imprese ai sensi dell articolo 2504-octies del codice civile. La domanda di autorizzazione è corredata del progetto e di una relazione che : a) descrive il progetto di scissione nel suo complesso e, in dettaglio, gli elementi patrimoniali che vengono trasferiti; b) indica gli obiettivi che si intendono conseguire con l operazione, i relativi vantaggi e costi, gli impatti che l operazione determina sulla società nonché le modifiche all attività e alla struttura organizzativa della stessa; c) indica le varie fasi in cui si intende articolare l operazione, descrivendo i processi di disaggregazione e riaggregazione delle strutture e degli assetti delle società partecipanti alla scissione. In tale ambito, andranno illustrate le modalità con cui: saranno evitate soluzioni di continuità nella prestazione dei servizi svolti (gestioni di fondi comuni, servizi di gestione individuale, ecc.) e nell amministrazione della stessa; sarà assicurato che le SGR risultanti dalla scissione siano in grado di rispettare fin dall inizio tutte le regole ad esse applicabili e di fornire all Autorità di vigilanza i dati e le segnalazioni richiesti dalla vigente normativa. SEZIONE IV MODIFICHE AI REGOLAMENTI DEI FONDI COMUNI E RILASCIO DELL AUTORIZZAZIONE 1. Modifiche ai regolamenti dei fondi comuni ( 11 ) È opportuno che, contestualmente all avvio della procedura di autorizzazione all operazione di fusione o di scissione, le società partecipanti definiscano le modifiche del regolamento dei fondi comuni facenti capo alle stesse, connesse con l operazione di fusione o scissione. Per abbreviare i tempi della procedura di approvazione le relative modifiche potranno essere preventivamente inviate alla Banca d Italia. In ogni caso le modifiche regolamentari dovranno essere efficaci a partire dal giorno in cui la fusione o la scissione hanno effetto ai sensi degli articoli 2504-bis e decies del codice civile. 2. Procedura e termini per il rilascio dell autorizzazione La Banca d Italia rilascia l autorizzazione all operazione di fusione o scissione, sentita la CONSOB, entro il termine di 60 giorni dalla data di ricezione della domanda, corredata della richiesta documentazione. La domanda si intende ricevuta nel giorno in cui è stata consegnata alla Banca d Italia, Servizio Vigilanza sull Intermediazione Finanziaria, Divisione Analisi e Interventi I, o è ivi pervenuta per lettera raccomandata A.R. Il termine è interrotto se la documentazione risulta incompleta; in tale ipotesi, un nuovo termine di 60 giorni comincia a decorrere dalla data di ricezione della documentazione mancante. Il termine è sospeso qualora la Banca d Italia: a) chieda ulteriori informazioni a integrazione della documentazione prodotta; b) debba interessare Autorità di vigilanza estere per l esistenza di rapporti societari con banche, imprese di investimento o società di gestione estere. In tali casi, la Banca d Italia comunica alla società interessata l inizio della sospensione del termine. Inoltre: nell ipotesi sub a) precisa le circostanze al verificarsi delle quali il termine ricomincia a decorrere; nell ipotesi sub b) comunica la data a partire dalla quale il termine ricomincia a decorrere. SEZIONE V ADEMPIMENTI SUCCESSIVI Ottenuta l autorizzazione della Banca d Italia, si può dar luogo alla procedura stabilita dagli articoli 2501-bis e seguenti del codice civile. Le SGR partecipanti alla fusione o alla scissione tengono informata la Banca d Italia sugli sviluppi della procedura; esse inviano alla Banca d Italia le deliberazioni di fusione o di scissione (ex art bis c.c.) e l atto di fusione o di scissione (ex art c.c.), comunicando inoltre il giorno a partire dal quale la fusione o la scissione ha effetto ai sensi degli articoli 2504-bis e 2504-decies del codice civile. 11 Per quanto concerne le modifiche ai regolamenti si applicano le disposizioni contenute nel capitolo IV (Criteri generali per la redazione e contenuto minimo del regolamento dei fondi comuni di investimento) del Regolamento della Banca d Italia del 1 luglio 1998
15 1. Premessa CAPITOLO V PROCEDURA DI FUSIONE TRA FONDI COMUNI SEZIONE I DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE Le operazioni di fusione di fondi, o di comparti di fondi rappresentano operazioni di carattere straordinario che le SGR possono adottare al fine di accrescere l efficienza dei servizi dalle stesse offerti. Le motivazioni sottese all avvio di tali processi possono essere di varia natura (es. di tipo organizzativo, per l esigua dimensione di alcuni patrimoni, ecc.). Tuttavia, tenuto conto che in tal modo possono realizzarsi mutamenti anche rilevanti nei rapporti intercorrenti con i partecipanti, le SGR potranno porre in essere operazioni di fusione esclusivamente quando le stesse siano volte a perseguire l interesse dei partecipanti ai fondi comuni interessati dalla fusione. Anche eventuali processi di fusione dettati da esigenze di mera razionalizzazione dei prodotti offerti (in occasione ad es. di processi di fusione tra SGR) dovranno essere esaminati alla luce dell indicato criterio. 2. Fonti normative La materia è disciplinata ai sensi dell articolo 36, comma 7 del T.U. 3. Ambito di applicazione Le presenti disposizioni si applicano alle fusioni tra fondi comuni - facenti capo anche a SGR diverse - o tra più comparti di uno stesso fondo. 4. Definizioni Nelle presenti disposizioni si intendono per: a) fondi comuni : i fondi comuni di investimento e i comparti di fondi comuni di investimento; b) SGR : le società di gestione del risparmio come definite nel T.U. Nel caso in cui la gestione del fondo sia affidata ad una SGR distinta da quella che lo ha promosso, il termine SGR si riferisce di volta in volta al gestore o alla società promotrice, in funzione della ripartizione dei compiti adottata tra le due società; c) vecchio fondo : il fondo comune (o il comparto) che viene fuso; d) nuovo fondo : il fondo comune (o il comparto) risultante dalla fusione. SEZIONE II CONDIZIONI PER LA FUSIONE All operazione di fusione si ricollegano una serie di effetti, che possono incidere sia sulla situazione della SGR sia sugli elementi essenziali del rapporto contrattuale che intercorre tra partecipanti ai fondi comuni e SGR. Essa richiede, pertanto un attenta valutazione da parte della SGR dei profili strategici ed economici dell operazione, nonché dell impatto che questa determina sull assetto organizzativo della SGR medesima e sugli interessi dei partecipanti ai fondi comuni. Le operazioni di fusione possono essere realizzate nel rispetto delle seguenti condizioni: a) l operazione persegua l interesse dei partecipanti ai fondi comuni coinvolti nella fusione; b) i vecchi fondi e il nuovo fondo abbiano la stessa forma (aperta o chiusa); c) le politiche di investimento dei fondi siano omogenee o quantomeno tra di loro compatibili. Qualora la fusione implichi per uno o più fondi una modifica della politica d investimento, la SGR deve: c1) assumere l impegno affinché i partecipanti al fondo la cui politica di investimento risulta modificata a seguito della fusione possano trasferire gratuitamente il proprio investimento in un altro fondo della società, ove esistente, che mantiene caratteristiche analoghe. Nel caso in cui l operazione di fusione riguardi fondi appartenenti a differenti SGR, tale possibilità deve essere assicurata dalla SGR che conferisce il fondo; c2) porre in essere operazioni di disinvestimento e reinvestimento delle attività dei vecchi fondi idonee ad assicurare la capacità del nuovo fondo di rispettare fin dal principio i criteri, i limiti e i divieti di investimento previsti dalla normativa e dal regolamento del fondo stesso; d) il passaggio tra il vecchio e il nuovo fondo avvenga senza oneri o spese per i partecipanti. Le disposizioni indicate alle precedenti lettere c) e c1) possono essere derogate previo espletamento di una procedura disciplinata nel regolamento di gestione che preveda l approvazione da parte di una maggioranza qualificata dei partecipanti al vecchio fondo. SEZIONE III PROCEDURA PER LA FUSIONE 1. Comunicazione preventiva alla Banca d Italia e documentazione da allegare Le SGR che intendono procedere alla fusione tra fondi comuni ne informano preventivamente la Filiale della Banca d Italia competente per territorio. Alla comunicazione è allegata una relazione nella quale sono precisati: a) gli obiettivi perseguiti con la fusione; b) gli effetti derivanti dall operazione sulla struttura organizzativa delle SGR; c) i profili di diversità tra i vecchi fondi e il nuovo fondo, con particolare riferimento allo scopo, alla durata e alle caratteristiche dei fondi, alla SGR e alla banca depositaria; d) gli elementi di valutazione degli interessi dei partecipanti all operazione di fusione; e) gli effetti sui costi a carico sia del fondo (commissioni di gestione, ecc.) sia dei partecipanti (commissioni di sottoscrizione e rimborso, ecc.); f) le varie fasi dell operazione, con indicazione dei tempi necessari. Dovrà in ogni caso essere assicurato che non si verifichino soluzioni di continuità nella gestione dei fondi interessati; g) le iniziative che saranno intraprese per rendere possibile la fusione tra fondi che presentano differenti politiche di investimento e, nel caso di consultazione dei partecipanti, l esito di tale consultazione; h) i criteri seguiti per l attribuzione ai partecipanti delle quote del nuovo fondo e per la determinazione del relativo valore di ingresso nel nuovo fondo; i) le ulteriori informazioni relative alle modalità di pubblicazione e ai termini di efficacia della fusione, richieste ai sensi dei successivi paragrafi 4 e 5. Qualora l operazione di fusione riguardi fondi di differenti SGR, la relazione può essere unica e inviata congiuntamente dalle società interessate. 2. Nulla osta della Banca d Italia La Banca d Italia rilascia il nulla osta sul progetto di fusione entro il termine di 60 giorni dalla data di ricezione della comunicazione prevista dal paragrafo 1, corredata della documentazione richiesta. La domanda si intende ricevuta nel giorno in cui è stata consegnata alla Banca d Italia o è ivi pervenuta per lettera raccomandata A.R. Il termine è interrotto se la documentazione risulta incompleta; in tale ipotesi, un nuovo termine di 60 giorni comincia a decorrere dalla data di ricezione della documentazione mancante. Il termine è sospeso qualora la Banca d Italia chieda ulteriori informazioni a integrazione della documentazione prodotta. In tali casi, la Banca d Italia comunica alle SGR l inizio della sospensione del termine e precisa le circostanze al verificarsi delle quali il termine ricomincia a decorrere. Dalla data di rilascio del nulla osta è fatto divieto alle SGR di raccogliere sottoscrizioni di quote dei fondi oggetto di fusione. È
16 tuttavia consentita in caso di fusione per incorporazione la sottoscrizione di quote del fondo incorporante. 3. Predisposizione del regolamento del nuovo fondo e approvazione della Banca d Italia Qualora sia necessario redigere un nuovo regolamento, le SGR trasmettono alla Banca d Italia, per l approvazione prevista dal T.U., copia del regolamento del nuovo fondo approvato dai competenti organi aziendali. Il regolamento del nuovo fondo può essere inviato contestualmente alla comunicazione prevista dal paragrafo Pubblicazione La relazione prevista al paragrafo 1 individua anche le modalità con cui le SGR informano i partecipanti dell operazione di fusione. La Banca d Italia può prescrivere modalità differenti da quelle indicate dalle SGR quando queste ultime non appaiono adeguate alle caratteristiche dei partecipanti. L informativa deve riguardare tutti gli aspetti, connessi con la fusione, che rilevano per i partecipanti e, in particolare: a) gli impatti che la stessa determina: sui rapporti intercorrenti tra i partecipanti ai vecchi fondi e la SGR; sul regime delle commissioni (sia quelle a carico dei partecipanti, sia quelle di gestione); sulle politiche di investimento dei fondi stessi. In caso di parziali modifiche alle politiche di investimento, non preventivamente approvate dai partecipanti, deve essere indicato l impegno della SGR affinché i partecipanti al fondo la cui politica di investimento risulta parzialmente modificata a seguito della fusione possano trasferire gratuitamente il proprio investimento in un altro fondo della SGR, ove esistente, che mantiene caratteristiche analoghe; b) l eventuale sostituzione della SGR e della banca depositaria; c) i criteri seguiti per il calcolo del valore di con cambio o di fusione e per l attribuzione ai partecipanti delle quote del nuovo fondo; d) le eventuali fasi dell operazione che interessano i partecipanti e il momento in cui la fusione ha effetto. 5. Termini di efficacia della fusione La relazione indicata al paragrafo 1 indica la data prevista per la fusione che in ogni caso non può essere inferiore a 30 giorni, né successiva a un anno a decorrere dalla data di pubblicazione dell operazione, effettuata secondo le modalità individuate nel precedente paragrafo. Qualora la fusione comporti il cambiamento della politica di investimento dei fondi, la sostituzione della SGR o della banca depositaria oppure un aggravio degli oneri a carico dei partecipanti, la data dell operazione non può essere anteriore a 180 giorni decorrenti dalla pubblicazione dell operazione stessa. Termini ridotti di efficacia possono essere previsti qualora il regolamento dei vecchi fondi preveda che l operazione di fusione sia sottoposta ad una procedura disciplinata dal regolamento stesso di consultazione dei partecipanti. Nell interesse dei partecipanti la Banca d Italia può fissare caso per caso termini e condizioni di svolgimento delle operazioni anche difformi da quelle sopra illustrate. CAPITOLO VI CARATTERISTICHE DEI CERTIFICATI DI PARTECIPAZIONE AI FONDI COMUNI SEZIONE I DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE 1. Fonti normative Articolo 36, comma 8 del T.U. 2. Ambito di applicazione Le presenti disposizioni disciplinano le caratteristiche dei certificati rappresentativi delle quote dei fondi comuni di investimento. Esse non si applicano nel caso in cui le quote dei fondi siano dematerializzate, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213 e dalle relative disposizioni attuative. SEZIONE II CARATTERISTICHE DEI CERTIFICATI DI PARTECIPAZIONE AI FONDI COMUNI 1. Certificati nominativi e al portatore Le quote di partecipazione ai fondi comuni sono rappresentate da certificati nominativi o al portatore, a scelta del partecipante. I certificati al portatore recano una serie numerica diversa da quelli nominativi. I certificati dei fondi per i quali è prevista la distribuzione dei proventi realizzati ai partecipanti recano inoltre il foglio delle cedole. La firma della società di gestione è apposta da un amministratore e può essere riprodotta meccanicamente purché l originale sia depositato presso la cancelleria del tribunale dove la società medesima è iscritta. La società di gestione stabilisce le dimensioni dei certificati in modo che essi risultino compatibili con le esigenze di ordine tecnico connesse al trattamento automatizzato dei certificati medesimi. 2. Certificati cumulativi In alternativa all emissione di singoli certificati può essere previsto il ricorso al certificato cumulativo, rappresentativo di una pluralità di quote. Il certificato cumulativo va tenuto in deposito gratuito amministrato presso la banca depositaria, con rubriche distinte per singoli partecipanti eventualmente raggruppate per soggetti collocatori. Le quote presenti nel certificato cumulativo possono essere contrassegnate anche soltanto con un codice identificativo elettronico, ferma restando la possibilità della banca depositaria di accedere alla denominazione del partecipante in caso di emissione del certificato singolo o al momento del rimborso della quota. L immissione di quote nel certificato cumulativo deve inoltre garantire la possibilità per: il partecipante di richiedere in ogni momento l emissione del certificato singolo; la banca depositaria di procedere senza oneri per il partecipante e per il fondo al frazionamento del cumulativo, anche al fine di separare i diritti dei singoli partecipanti. CAPITOLO VII CONDIZIONI PER L ASSUNZIONE DELL INCARICO DI BANCA DEPOSITARIA E MODALITÀ DI SUB-DEPOSITO DEI BENI DEL FONDO SEZIONE I DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE 1. Fonti normative Articolo 36, commi 2 e 4, articolo 38 e articolo 50 del T.U. 2. Definizioni Nelle presenti disposizioni si intendono per: a) OICR : fondi comuni di investimento e SICAV; b) parti di OICR : le quote dei fondi comuni di investimento o le azioni di SICAV. 3. Ambito di applicazione Le presenti disposizioni si applicano alle banche che intendono svolgere la funzione di depositaria di OICR. 4. Compiti della banca depositaria La banca depositaria ha il compito di: a) custodire gli strumenti finanziari e la liquidità dell OICR.
17 Esigenze di certezza e garanzia richiedono che la custodia di tale patrimonio sia affidata ad un unica banca depositaria; b) accertare che siano conformi alla legge, al regolamento o allo statuto, nonché alle prescrizioni degli Organi di vigilanza l emissione e il rimborso delle parti dell OICR, il calcolo del loro valore, la destinazione dei redditi dell OICR. Presso la banca depositaria sono accentrate le operazioni di emissione e di estinzione dei certificati nonché svolte le operazioni connesse con la distribuzione dei proventi dell OICR ai partecipanti; c) accertare che nelle operazioni relative all OICR la controprestazione le sia rimessa nei termini d uso. La banca depositaria controlla in particolare che le negoziazioni di pertinenza dell OICR siano regolate secondo le previsioni vigenti nei mercati in cui le negoziazioni hanno luogo; d) eseguire le istruzioni della SGR o della SICAV se non siano contrarie alla legge, al regolamento o allo statuto, nonché alle prescrizioni degli Organi di vigilanza. Tale verifica ha per oggetto la totalità delle operazioni e riguarda la legittimità di ciascuna di esse anche in relazione alla composizione complessiva degli investimenti dell OICR, o dei relativi comparti (se esistenti) come si determina, man mano, sulla base delle diverse operazioni disposte dalla SGR o dalla SICAV. Al fine di effettuare consapevolmente i controlli di cui sopra nonché provvedere al regolamento delle compravendite, la convenzione che regola i rapporti tra la SGR e la banca depositaria indica, tra l altro, le modalità con cui quest ultima viene interessata in occasione delle transazioni aventi ad oggetto beni diversi dagli strumenti finanziari (es.: per i beni immobili presenza in sede di stipula del contratto di compravendita). Gli amministratori e i sindaci della banca depositaria devono riferire tempestivamente alla Banca d Italia e alla CONSOB, ciascuna per le proprie competenze, sulle irregolarità riscontrate nell amministrazione della SGR o della SICAV e nella gestione degli OICR. 5. Responsabilità La banca depositaria è responsabile nei confronti della SGR e della SICAV nonché dei singoli partecipanti di ogni pregiudizio da essi subito in conseguenza dell inadempimento degli obblighi derivanti dallo svolgimento della sua funzione. 6. Società promotrice distinta dal gestore Qualora l attività di gestione e quella di promozione del fondo siano esercitate da SGR diverse, la banca depositaria dovrà coordinare la propria attività con ambedue i soggetti (promotore e gestore) e - a seconda della ripartizione dei compiti adottata tra promotore e gestore - definire i flussi informativi da instaurare con ciascuno di essi. SEZIONE II CONDIZIONI PER L ASSUNZIONE DELL INCARICO 1. Requisiti di insediamento, patrimoniali e organizzativi Ferme restando le valutazioni di carattere generale riguardanti la situazione tecnica della banca che intende svolgere la funzione di depositaria, l assunzione dell incarico è subordinato al possesso dei requisiti di seguito indicati. 1. La banca depositaria deve essere: a) una banca italiana; b) una banca con sede statutaria in un altro Stato membro dell Unione Europea, avente una succursale in Italia. In tale caso, ferma restando la facoltà per la banca depositaria di avvalersi di sub-depositari secondo quanto stabilito nella Sezione III, le funzioni di banca depositaria devono essere esercitate direttamente dalla succursale italiana; 2. l ammontare del patrimonio di vigilanza non deve essere inferiore a 100 milioni di euro; 3. la banca deve avere maturato un esperienza adeguata all incarico da assumere; 4. l assetto organizzativo dev essere idoneo a garantire l efficiente e corretto adempimento dei compiti ad essa affidati. 2. Requisiti di indipendenza L articolo 36, comma 4 del T.U. prescrive alla banca depositaria, alla SGR promotrice e alla SGR gestore (se diversi) l obbligo di agire, nell esercizio delle rispettive funzioni, in modo indipendente e nell interesse dei partecipanti. Tenuto conto della delicatezza delle funzioni svolte dalla banca depositaria, si richiama l attenzione sulla necessità che l operato della stessa sia costantemente informato a tali principi. In tale quadro, l incarico di depositaria non può essere conferito qualora il presidente del C.d.A., l amministratore delegato, il direttore generale o i membri del comitato di gestione della SGR o della SICAV svolgano anche una delle seguenti funzioni presso la banca che intende assumere l incarico: presidente del C.d.A., amministratore delegato, direttore generale; dirigente responsabile delle strutture organizzative della banca che svolgono funzioni di banca depositaria. SEZIONE III SUB-DEPOSITO DEI BENI DELL OICR 1. Soggetti che possono svolgere funzioni di subdepositario La banca depositaria può - ferma restando la propria responsabilità nei confronti della SGR, della SICAV e dei partecipanti - subdepositare la totalità o una parte degli strumenti finanziari di pertinenza dell OICR presso: a) la Monte Titoli S.p.A.; b) la gestione centralizzata dei titoli presso la Banca d Italia; c) altri organismi italiani o esteri abilitati sulla base della disciplina del Paese di origine all attività di deposito centralizzato di strumenti finanziari; d) banche italiane o estere; e) SIM e imprese di investimento che possono detenere strumenti finanziari e disponibilità liquide della clientela. 2. Modalità di sub-deposito La banca depositaria può procedere al sub-deposito previo consenso della SGR o della SICAV interessata. Il consenso si presume prestato qualora nella convenzione tra banca depositaria e SGR o SICAV sia contenuta l indicazione nominativa dei soggetti eleggibili come sub-depositari. In caso di sub-deposito la banca depositaria indica nei conti intestati all OICR o al comparto per il quale è effettuato il subdeposito, gli strumenti finanziari oggetto di sub-deposito e il nome del sub-depositario. Presso quest ultimo, gli strumenti finanziari di pertinenza di ciascun OICR o di ciascun comparto sono rubricati in conti intestati alla banca depositaria - con indicazione che si tratta di beni di terzi - tenuti separati da quelli relativi agli strumenti finanziari di proprietà della banca medesima. 3. Operazioni su strumenti derivati Ove necessario per consentire agli OICR di effettuare operazioni su strumenti derivati negoziati in mercati che richiedono la costituzione di margini di garanzia, la banca depositaria può effettuare sub-depositi di strumenti finanziari e/o di liquidità presso gli intermediari di cui la SGR o la SICAV si avvale per operare su tali mercati. In tali casi, fermo restando l obbligo della banca depositaria di riportare nei conti intestati all OICR o al comparto per il quale è effettuato il sub-deposito gli strumenti finanziari oggetto di subdeposito e il nome del sub-depositario, i beni di ciascun OICR (o di ciascun comparto) sono rubricati presso il sub-depositario: a) in conti intestati alla banca depositaria - con indicazione che si tratta di beni di terzi - separati da quelli relativi ai beni di proprietà della banca medesima; b) in conti intestati alla SGR o alla SICAV (con indicazione del fondo o comparto cui detti beni appartengono) separati da quelli relativi ai beni di proprietà della società stessa. L intestazione del conto alla SGR o alla SICAV è subordinata alla conclusione di un accordo tra quest ultima, la banca depositaria
18 e l intermediario subdepositario che preveda: l obbligo della SGR o della SICAV di impartire istruzioni su tale conto esclusivamente per il tramite della banca depositaria, che pertanto ha la piena ed esclusiva disponibilità dello stesso; il divieto di modificare il contenuto dell accordo stesso senza l assenso della banca depositaria. 4. Responsabilità La responsabilità della banca depositaria indicata nella Sezione I, punto 5, permane anche in caso di sub-deposito dei beni degli OICR. 1. Banca depositaria SEZIONE IV INVESTIMENTI IN DEPOSITI BANCARI Nel caso in cui le attività dell OICR siano investite nei depositi bancari previsti per i fondi aperti nel Capitolo II, Sezione II, paragrafo 1, lettera c) e per i fondi chiusi nel Capitolo II, Sezione III, paragrafo 1, lettera e), la banca depositaria indica nei propri conti intestati all OICR o al comparto per il quale è effettuato il deposito l importo di ciascun deposito e il nome della banca presso la quale è stato effettuato. 2. Banca presso la quale è stato effettuato il deposito Presso la banca ove sono effettuati i depositi, essi sono rubricati per ciascun OICR (o ciascun comparto) in conti intestati alla banca depositaria - con indicazione che si tratta di beni di terzi - separati da quelli relativi ai beni di proprietà della banca medesima. CAPITOLO VIII DISPOSIZIONI TRANSITORIE Le società di gestione del risparmio e gli OICR operativi o autorizzati alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, si adeguano alle nuove disposizioni nel più breve tempo possibile, tenendo conto dell interesse dei partecipanti agli OICR. Le banche depositarie che alla data di entrata in vigore del presente provvedimento dispongono di un patrimonio di vigilanza di importo inferiore a quello previsto nel precedente Capitolo VII, Sezione II, paragrafo 1, possono continuare a svolgere l attività di banca depositaria limitatamente agli OICR per i quali hanno già assunto l incarico. Allegato A PROSPETTI CONTABILI DEI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO APERTI A1. Schema di prospetto del valore della quota dei fondi aperti FONDO... PROSPETTO DEL VALORE DELLA QUOTA AL.../.../... ATTIVITÀ A. Strumenti finanziari quotati B. Strumenti finanziari non quotati C. Strumenti finanziari derivati D. Depositi bancari E. Pronti contro termine attivi e operazioni assimilate F. Posizione netta di liquidità G. Altre attività Totale attività PASSIVITÀ E NETTO H. Finanziamenti ricevuti I. Pronti contro termine passivi e operazioni assimilate L. Strumenti finanziari derivati M. Debiti verso i partecipanti N. Altre passività Totale passività Valore complessivo netto del fondo Numero delle quote in circolazione Valore unitario delle quote IMPORTO Il prospetto del valore della quota dei fondi comuni aperti deve essere compilato secondo i medesimi criteri adottati per la redazione della situazione patrimoniale del rendiconto, alle cui istruzioni si rinvia. NOTA: È rimessa alle autonome valutazioni delle SGR l opportunità di indicare in calce al presente prospetto l importo non soggetto ad imposta di successione ai sensi della Circolare 37/E del 15 febbraio 1999 del Ministero delle Finanze. A2. Schema di relazione semestrale dei fondi aperti RELAZIONE SEMESTRALE DEL FONDO... AL.../.../... SITUAZIONE PATRIMONIALE Situazione al Situazione a fine xx/xx/xxxx esercizio precedente ATTIVITÀ Valore Valore complessivo complessivo A. STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI A1. Titoli di debito A1.1 titoli di Stato A1.2 altri A2. Titoli di capitale A3. Parti di O.I.C.R. B. STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI B1. Titoli di debito B2. Titoli di capitale B3. Parti di O.I.C.R. C. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI C1. Margini presso organismi di compensazione e garanzia C2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati C3. Opzioni, premi o altri strumenti finanziar i derivati non quotati D. DEPOSITI BANCARI D1. A vista D2. Altri E. PRONTI CONTRO TERMINE ATTIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE F. POSIZIONE NETTA DI LIQUIDITÀ F1. Liquidità disponibile F2. Liquidità da ricevere per operazioni da regolare F3. Liquidità impegnata per operazioni da regolare G. ALTRE ATTIVITÀ G1. Ratei attivi G2. Crediti di imposta G3. Altre In perc. Del tot. In perc. Del tot attività SEGUE TOTALE ATTIVITÀ PASSIVITÀ E NETTO H. FINANZIAMENTI RICEVUTI I. PRONTI CONTRO TERMINE PASSIVI Situazione al xx/xx/xxxx Valore complessivo Situazione a fine esercizio precedente Valore complessivo
19 E OPERAZIONI ASSIMILATE L. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI L1. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati L2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati M. DEBITI VERSO I PARTECIPANTI M1. Rimborsi richiesti e non regolati M2. Proventi da distribuire M3. Altri N. ALTRE PASSIVITÀ N1. Provvigioni ed oneri maturati e non liquidati N2. Debiti di imposta N3. Altre TOTALE PASSIVITÀ VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO (comparto) Numero delle quote in circolazione Valore unitario delle quote Movimenti delle quote nel semestre Quote emesse Quote rimborsate La situazione patrimoniale della relazione semestrale dei fondi comuni deve essere compilata secondo i medesimi criteri adottati per la redazione della situazione patrimoniale del rendiconto, alle cui istruzioni si rinvia. ATTIVITÀ A. STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI A1. Titoli di debito A1.1 titoli di Stato A1.2 altri A2. Titoli di capitale A3. Parti di O.I.C.R. B. STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI B1. Titoli di debito B2. Titoli di capitale B3. Parti di O.I.C.R. C. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI C1. Margini presso organismi di compensazione e garanzia C2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati C3. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati D. DEPOSITI BANCARI D1. A vista D2. Altri A3. Schema di rendiconto dei fondi aperti RENDICONTO DEL FONDO... SITUAZIONE PATRIMONIALE AL.../.../... Situazione al Situazione a fin e xx/xx/xxxx esercizio precedente Valore complessivo In perc. del totale attività Valore complessivo In perc del totale attività E. PRONTI CONTRO TERMINE ATTIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE F. POSIZIONE NETTA DI LIQUIDITÀ F1. Liquidità disponibile F2. Liquidità da ricevere per operazioni da regolare F3. Liquidità impegnata per operazioni da regolare G. ALTRE ATTIVITÀ G1. Ratei attivi G2. Crediti di imposta G3. Altre TOTALE ATTIVITÀ PASSIVITÀ E NETTO H. FINANZIAMENTI RICEVUTI I. PRONTI CONTRO TERMINE PASSIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE L. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI L1. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati L2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati M. DEBITI VERSO I PARTECIPANTI M1. Rimborsi richiesti e non regolati M2. Proventi da distribuire M3. Altri N. ALTRE PASSIVITÀ N1. Provvigioni ed oneri maturati e non liquidati N2. Debiti di imposta N3. Altre TOTALE PASSIVITÀ VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO (comparto) Numero delle quote in circolazione Valore unitario delle quote Situazione al xx/xx/xxxx Valore complessivo Movimenti delle quote nell esercizio Quote emesse Quote rimborsate RENDICONTO DEL FONDO... SEZIONE REDDITUALE Rendiconto al... Situazione a fine esercizio precedente Valore complessivo Rendiconto esercizio precedente
20 A. STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI A1. PROVENTI DA INVESTIMENTI A1.1 Interessi e altri proventi su titoli di debito A1.2 Dividendi e altri proventi su titoli di capitale A1.3 Proventi su parti di O.I.C.R. A2. UTILE/PERDITA DA REALIZZI A2.1 Titoli di debito A2.2 Titoli di capitale A2.3 Parti di O.I.C.R.. A3. PLUSVALENZE/MINUSVALENZE A3.1 Titoli di debito A3.2 Titoli di capitale A3.3 Parti di O.I.C.R. A4. RISULTATO DELLE OPERAZIONI DI COPERTURA DI STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI Risultato gestione strumenti finanziari quotati B. STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI B1. PROVENTI DA INVESTIMENTI B1.1 interessi e altri proventi su titoli di debito B1.2 dividendi e altri proventi su titoli di capitale B1.3 proventi su parti di O.I.C.R. B2. UTILE/PERDITA DA REALIZZI B2.1 Titoli di debito B2.2 Titoli di capitale B2.3 Parti di O.I.C.R. B3. PLUSVALENZE/MINUSVALENZE B3.1 Titoli di debito B3.2 Titoli di capitale B3.3 Parti di O.I.C.R. B4. RISULTATO DELLE OPERAZIONI DI COPERTURA DI STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI Risultato gestione strumenti finanziari non quotati C. RISULTATO DELLE OPERAZIONI IN STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI NON DI COPERTURA C1. RISULTATI REALIZZATI C1.1 Su strumenti quotati C1.2 Su strumenti non quotati C2. RISULTATI NON REALIZZATI C2.1 Su strumenti quotati C2.2 Su strumenti non quotati D. DEPOSITI BANCARI D1. INTERESSI ATTIVI E PROVENTI ASSIMILATI E. RISULTATO DELLA GESTIONE CAMBI E1. OPERAZIONI DI COPERTURA E1.1 Risultati realizzati E1.2 Risultati non realizzati E2. OPERAZIONI NON DI COPERTURA E2.1 Risultati realizzati E2.2 Risultati non realizzati F. ALTRE OPERAZIONI DI GESTIONE F1. PROVENTI DELLE OPERAZIONI DI PRONTI CONTRO TERMINE E ASSIMILATE F2. PROVENTI DELLE OPERAZIONI DI PRESTITO TITOLI Risultato lordo della gestione di portafoglio G. ONERI FINANZIARI G1. INTERESSI PASSIVI SU FINANZIAMENTI RICEVUTI G2. ALTRI ONERI FINANZIARI Risultato netto della gestione di portafoglio H. ONERI DI GESTIONE H1. PROVVIGIONE DI GESTIONE SGR H2. COMMISSIONI BANCA DEPOSITARIA H3. SPESE PUBBLICAZIONE PROSPETTI E INFORMATIVA AL PUBBLICO H4. ALTRI ONERI DI GESTIONE I. ALTRI RICAVI ED ONERI I1. Interessi attivi su disponibilità liquide I2. Altri ricavi I3. Altri oneri Risultato della gestione prima delle imposte L. IMPOSTE L1. Imposta sostitutiva a carico dell esercizio L2. Imposta sostitutiva a credito dell esercizio L3. Altre imposte Utile/perdita dell esercizio ISTRUZIONI DI COMPILAZIONE DEL RENDICONTO DEI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO APERTI Situazione patrimoniale Ai fini della compilazione della situazione patrimoniale del rendiconto dei fondi comuni aperti, si forniscono le seguenti istruzioni. 1) Gli strumenti finanziari sono ripartiti tra quotati e non quotati sulla base dei medesimi criteri adottati ai fini della disciplina in materia di regole prudenziali (cfr. Regolamento della Banca d Italia del 20 settembre 1999, cap. II). Fanno eccezione le parti di O.I.C.R. aperti armonizzati che vanno convenzionalmente ricomprese in ogni caso tra gli strumenti finanziari quotati. 2) La sottovoce A1.1 Titoli di Stato include i titoli emessi o garantiti dallo Stato italiano o da altri Stati aderenti all OCSE. 3) I titoli di debito che prevedono una cedola di interessi periodica sono indicati al corso secco ; i ratei di interesse maturati su tali titoli devono essere riportati nella sottovoce G1. Ratei attivi.
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