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Timestamp: 2016-10-22 23:43:06+00:00
Document Index: 57942352

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⭐PROVE DI RIFERIMENTO RICHIAMATE NEL CATALOGO
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1 PROVE DI RIFERIMENTO RICHIAMATE NEL CATALOGO Norme e prove Le norme e le prove prese in considerazione, sono le norme tecniche armonizzate CENELEC che danno la presunzione di conformità alle direttive europee. Sono prese in considerazione le prove richiamate nelle prescrizioni di alcune delle Norme di prodotto relative alle principali apparecchiature di produzione Palazzoli, come ad esempio: Serie EN Apparecchiature a bassa tensione ; Serie EN spine e prese per uso industriale ; Serie EN apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT) Prova del filo incandescente (glow wire test, norme serie EN 60695) È una prova per le materie plastiche di costruzione delle apparecchiature ed è necessaria a determinarne il comportamento al calore anormale e al fuoco. LA PROVA VERIFICA IL COMPORTAMENTO DI UN PARTICOLARE ISOLANTE IN SEGUITO A SURRISCALDA- MENTI DI PARTI METALLICHE ADIACENTI, CAUSATI DA CATTIVI CONTATTI O GUASTI NELL'IMPIANTO Un filo incandescente viene premuto per 30 secondi contro il provino oppure il prodotto finito, penetrando all'interno fino a 7 mm; sotto il punto di contatto è posizionato un foglio di carta velina. Le temperature del filo previste dalle Norme ( ad esempio EN ) sono di 850 C per i particolari destinati a trattenere parti che portano corrente e le parti dei circuiti di terra, e di 650 C per gli altri particolari isolanti. La prova è considerata positiva (provino o apparecchio resistente alla temperatura di prova) se il provino o il prodotto finito non si incendia, oppure se si spegne entro 30 secondi dall'allontanamento del filo senza bruciare completamente e senza provocare l'accensione permanente della carta velina sottostante. Prova di autoestinguenza UL (Norma Underwriter's Laboratories UL94 e Norme serie EN 60695) E una procedura di applicazione di una fiamma, orizzontale o verticale, a provini di un dato materiale plastico, al fine di darne una classificazione in relazione alla resistenza alla fiamma. Il metodo di prova è utilizzato in genere in qualità di prove di preselezione per la scelta del materiale idoneo alla realizzazione dell apparecchiatura finita, ma si utilizza anche per la verifica del comportamento al fuoco del prodotto finito. La norma prevede due metodi che differiscono per la posizione orizzontale o verticale del campione in prova. La posizione orizzontale (combustione orizzontale HB) è adatta a valutare la lunghezza bruciata e/o la velocità della propagazione della fiamma (velocità lineare di combustione) La posizione verticale (combustione verticale V) è indicata per valutare la lunghezza bruciata dopo aver ritirato la fiamma. I risultati con i metodi HB e V non sono equivalenti. Prova di fiamma orizzontale, si applica la fiamma per 30 s e si verifica se, quando la fiamma è rimossa, il provino continua a bruciare e se il fronte di fiamma raggiunge il limite di 100 mm dal punto di applicazione della fiamma, misurandone la velocità di avanzamento. Il materiale è classificato come: 1. HB40 se presenta uno dei seguenti criteri: - Non brucia al ritiro della fiamma, - Il campione continua a bruciare con fiamma ma, dopo il ritiro della fiamma, il fronte non supera 100 mm, - Se il fronte supera i 100 mm non deve avere velocità lineare > 40 mm/min. 2. HB75 se ha velocità lineare > 40 ma < 75 mm/min, quando il fronte supera 100 mm. Prova alla fiamma verticale, un bruciatore con fiamma verticale viene posizionato in linea con il campione posto longitudinalmente al bruciatore. Un cuscino di cotone viene posizionato sotto il campione, la fiamma viene applicata sul bordo inferiore del provino per 10 s e poi rimossa. Si cronometra il tempo t1 dell eventuale fiamma residua sul campione, fino all autoestinguenza. Si applica nuovamente la fiamma verticale per 10 s e si rimuove il bruciatore. Si misura il tempo t2 della durata di fiamma residua ed il tempo t3 della durata di incandescenza residua t3. Si prova un lotto di 10 provini, di cui 5 sottoposti a condizionamento e 5 non condizionati. Criteri Classificazione V-0 V-1 V-2 Durata della fiamma residua del singolo campione (t1 e t2) 10 s 30 s 30 s Durata della fiamma residua del lotto complessivo t1 50 s 250 s 250 s Durata della fiamma residua + incandescenza dopo la seconda applicazione (t2 + t3) 30 s 60 s 60 s La fiamma residua e/o l incandescenza residua sono arrivate al supporto? NO NO NO Il tappetino di cotone è stato incendiato da particelle o gocce infiammate? NO NO SI Prova di resistenza alle correnti superficiali Indice di resistenza alla traccia (CTI, norme della serie EN 60112) I materiali plastici vengono utilizzati in primo luogo in qualità di isolanti. Pertanto nella costruzione delle apparecchiature elettriche che portano corrente (interruttori, sezionatori, prese a spina, ecc.) sono di fondamentale importanza le qualità dielettriche del materiale isolante. La definizione dell indice di resistenza alla traccia di un materiale fornisce una indicazione sulla tensione che il materiale riesce a sopportare, prima di cedere in presenza di polluzione. 3842 NORME E CERTIFICAZIONI DEI PRODOTTI LA SUPERFICIE IN PROVA DEL PROVINO IN MATERIALE ISOLANTE VIENE DISPOSTA IN SENSO ORIZZONTALE E SU DI ESSA VENGONO POSIZIONATI DUE ELETTRODI DI PLATINO, DISTANTI 4 mm, COLLEGATI AD UNA SORGENTE DI ALIMENTAZIONE A 50Hz. Viene applicata agli elettrodi una tensione alternata compresa tra 100 e 600 V. Tra i due elettrodi viene fatta cadere, ogni 30 secondi, una goccia di soluzione elettrolitica in acqua distillata. La prova è superata se non si verificano scariche permanenti tra gli elettrodi prima che siano cadute 50 gocce. I risultati dipendono, ovviamente, dal valore della tensione di prova applicata agli elettrodi, che viene assunto come indice della resistenza alle correnti superficiali (indice PTI o CTI). Grado di delle custodie Grado IP Il Grado di IP è un sistema di codifica atto a indicare i gradi di protezione degli involucri contro pericolose e contro la penetrazione di corpi solidi estranei, e/o l ingresso di acqua. A seconda dell ambiente di installazione, del grado di inquinamento (presenza di polvere, particelle metalliche e non, umidità, ecc.) o della presenza di acqua, un apparecchio elettrico protetto da custodia, potrebbe essere soggetto alla penetrazione di corpi solidi e/o acqua all interno della custodia ed andare a contatto con le parti in tensione generando pericoli e/o fenomeni quali correnti verso terra, tracking, arco elettrico, cortocircuito, ecc. Per questo motivo le Norme di prodotto richiedono la verifica del grado IP (in alcune occasioni ne prescrivono anche il valore minimo) e le Norme impiantistiche prescrivono il grado IP minimo a seconda dell ambiente d installazione. Inoltre il Grado di IP permette di attuare la protezione delle persone contro i contatti diretti. Struttura del codice IP International Protection IP 6 6 Prima cifra da 0 a 6 Seconda cifra da 0 a 8 Prima cifra: protezione contro pericolose e penetrazione corpi estranei solidi IP 0X Nessuna protezione IP 1X pericolose con dorso della mano. corpi solidi estranei di diametro 50 mm. IP 2X pericolose con un dito. IP 3X pericolose con un attrezzo (es. cacciavite). IP 4X IP 5X corpi solidi estranei corpi solidi estranei di diametro 2.5 mm. di diametro 1 mm. la penetrazione pericolose con un filo. dannosa di polvere. IP 6X totale contro la polvere. (non ammessa la penetrazione di polvere). Seconda cifra: protezione contro l ingresso di acqua Fino alla seconda cifra caratteristica 6 compresa, la designazione implica la conformità anche ai gradi di protezione inferiori. IP X0 Nessuna protezione IP X1 contro la caduta verticale IP X2 contro la caduta verticale di gocce IP X3 di gocce d acqua. d acqua con una inclinazione dell involucro fino a 15. contro la pioggia. (da una direzione fino a 60 rispetto alla verticale). IP X4 contro gli spruzzi d acqua (da tutte le direzioni). IP X5 i getti d acqua. (da tutte le direzioni). IP X6 IP X7 IP X8 i getti d acqua potenti (da tutte le gli effetti dannosi dell immersione temporanea. direzioni). gli effetti dannosi dell immersione continua, in condizioni concordate tra costruttore e utente. 3853 PROVE DI RIFERIMENTO RICHIAMATE NEL CATALOGO Dalla seconda cifra caratteristica 7 compresa:..."un involucro designato solamente con la seconda cifra caratteristica 7 oppure 8 è considerato non adatto per l'esposizione ai getti d'acqua (designati con la seconda cifra caratteristica 5 oppure 6) e non necessita di conformità con le prescrizioni 5 o 6 a meno che sia doppiamente codificato come segue: Getti d'acqua secondacifra Immersione temporanea caratteristica o continua seconda cifra Designazione e marcatura Applicazioni caratteristica 5 7 IPX5/IPX7 Doppia 6 7 IPX6/IPX7 Doppia 5 8 IPX5/IPX8 Doppia 6 8 IPX6/IPX8 Doppia - 7 IPX7 Semplice - 8 IPX8 Semplice Gli involucri indicati per applicazione "doppia" di cui all'ultima colonna, devono soddisfare le prescrizioni sia per l'esposizione ai getti d'acqua sia per l'immersione temporanea o continua. Gli involucri indicati per l'applicazione "semplice" di cui all'ultima colonna, sono ritenuti idonei solo per l'immersione temporanea o continua e inadatti per l'esposizione ai getti d'acqua. Grado di protezione delle custodie contro i danni meccanici Grado IK (norma EN 50102) Struttura del codice IK Resistenza chimica Codice IK Forza d'urto in Joules *) Nessuna protezione. IK00 IK01 IK02 IK03 IK04 IK05 IK06 IK07 IK08 IK09 IK10 *) 0,15 0,2 0,35 0,5 0, La resistenza chimica dei materiali isolanti dipende da molteplici fattori e, in particolare misura, dai seguenti: tipo di agente chimico, concentrazione, tempo di esposizione, temperatura, processo di fabbricazione del manufatto, eventuali tensioni interne, eventuali azioni meccaniche esterne. Risulta quindi oltremodo difficile sintetizzare in una tabella, di semplice e rapida lettura, il comportamento di un determinato prodotto, sottoposto all'azione di uno o più agenti chimici, nelle più svariate condizioni di installazione e di utilizzo. Di conseguenza la tabella sotto riportata può servire come guida generale per una prima valutazione sulla idoneità delle apparecchiature e contenitori Palazzoli all'impiego in ambienti ove sia prevista la possibile presenza di determinati agenti chimici. I dati riportati si riferiscono a temperature di impiego con valori medi non superiori a 35 C nelle 24 ore e valori massimi non superiori a 40 C. SI RACCOMANDA VIVAMENTE DI INTERPELLARE LA PALAZZOLI qualora si preveda l'installazione in ambienti con presenza costante di agenti chimici, soprattutto se in forte concentrazione oppure in presenza di temperature superiori a quelle sopra riportate, tenendo presente che la temperatura di impiego risulta spesso notevolmente superiore alla temperatura ambiente, a causa del riscaldamento introdotto dalle apparecchiature elettriche nel loro funzionamento normale. Resistenza agli agenti chimici ed atmosferici Acqua Atmosfera salina Raggi UV Acido solforico 23% Acido cloridrico 23% Acido acetico 23% Esano Benzolo Benzina Acetone Ammoniaca Diclorometano Olio diesel Olii grassi minerali Olii grassi alimentari Percloroetilene Tricloroetilene Etiletere Toluolo Metanolo/ alcool etilico Vino Succhi di frutta Liscive di bucato Detersivi Termoplastico Termoindurente Alluminio 3864 NORME E CERTIFICAZIONI DEI PRODOTTI CARATTERISTICHE DEI MATERIALI ASPETTI POSITIVI ASPETTI NEGATIVI Policarbonato (PC) Acrilonitrilebutadienestirene (ABS) Termoindurente (GRP) Alluminio (AL) Acciaio verniciato Acciaio INOX (AISI 304) Acciaio INOX resistente alle atmosfere saline (AISI 316L) leggero buona resistenza alle temperature autoestinguente facile da lavorare con attrezzi normali buone capacità di isolamento anche per l'esterno anche trasparente economico peso minimo facile da lavorare con attrezzi normali buone caratteristiche termoisolanti ottima resistenza agli urti buona resistenza anticorrosione adatto per elevate applicazioni industriali più leggero dell'acciaio eccellente resistenza al calore eccellente resistenza anticorrosione ottima resistenza agli urti lavorazione semplice eccellente resistenza anticorrosione eccellente resistenza ai raggi UV anche per l'esterno adatto per l'industria ideale per l'industria alimentare come AISI 304 ed inoltre: elevata resistenza anticorrosione ideale per l'industria off-shore ottimamente adatto per industria cartaria visto l'uso di fibra di vetro le colorazioni ottimali sono relativamente difficili resistenza agli urti minore che PC temperature ammissibili più basse che PC insufficiente resistenza ai raggi UV non adatto per l'esterno non disponibile in versione trasparente difficile da lavorare non riciclabile rischio di corrosione lavorazione più difficile dell'acciaio verniciato lavorazione più difficile dell'acciaio verniciato Ottone (Cu - Zn) buona resistenza alla corrosione buona conducibilità termica buona conducibilità elettrica ottima resistenza agli urti anche a basse temperature facilità di lavorazione sia a caldo che a freddo riciclabile 3875 Installazione Navale Atex Automazione Timbro del rivenditore Organizzazione Vendite Italia all indirizzo: made in Italy Palazzoli S.p.A. Via F. Palazzoli, Brescia - Italy Tel Fax Edizione 2010 Documenti analoghi
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