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Timestamp: 2020-05-25 10:19:10+00:00
Document Index: 62134830

Matched Legal Cases: ['art. 89', 'art. 118', 'art. 11', 'art. 12', 'sentenza ', 'in fine', 'in fine', 'sentenza ', 'art. 14', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine']

LEGGE 20 novembre 2017, n. 167.
(Gazzetta Ufficiale n. 277 del 27 novembre 2017)
DI LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI,
DELLE PERSONE E DEI SERVIZI
Disposizioni in materia di avvocati stabiliti.
Completo adeguamento alla Direttiva n. 98/5/CE
"2. L'iscrizione nella Sezione speciale dell'Albo indicato al comma 1 può essere richiesta al Consiglio nazionale forense dall'avvocato stabilito che dimostri di aver esercitato la professione di avvocato per almeno 8 anni in uno o più degli Stati membri, tenuto conto anche dell'attività professionale eventualmente svolta in Italia, e che successivamente abbia lodevolmente e proficuamente frequentato la Scuola superiore dell'avvocatura, istituita e disciplinata con regolamento dal Consiglio nazionale forense, ai sensi dell'articolo 22, comma 2, della legge 31 dicembre 2012, n. 247".
Disposizioni in materia di diritto d'autore. Completo adeguamento alle Diretive n. 2001/29/CE e n. 2004/48/CE
1. Ai fini dell'attuazione di quanto previsto dall'articolo 8 della Direttiva n. 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, e dagli articoli 3 e 9 della Direttiva n. 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, su istanza dei titolari dei diritti, può ordinare in via cautelare ai prestatori di servizi della società dell'informazione di porre fine immediatamente alle violazioni del diritto d'autore e dei diritti connessi, qualora le violazioni medesime risultino manifeste sulla base di un sommario apprezzamento dei fatti e sussista la minaccia di un pregiudizio imminente, e irreparabile per i titolari dei diritti.
2. L'Autorità disciplina con proprio regolamento le modalità con le quali il provvedimento cautelare di cui al comma 1 è adottato e comunicato ai soggetti interessati, nonchè i soggetti legittimati a proporre reclamo avverso il provvedimento medesimo, i termini entro quali il reclamo deve essere proposto e la procedura attraverso la quale è adottata la decisione definitiva dell'Autorità.
Disposizioni in materia di tracciabilità
dei medicinali veterinari e dei mangimi medicati
per il conseguimento degli obiettivi delle
Direttive n. 2001/82/CE e n. 90/167/CEE
a) all'art. 89, dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:
"2-bis. I produttori, i depositari, i grossisti, le farmacie, le parafarmacie, i titolari delle autorizzazioni alla vendita diretta e al dettaglio di medicinali veterinari nonchè i medici veterinari attraverso la prescrizione del medicinale veterinario inseriscono nella banca dati centrale finalizzata a monitorare le confezioni dei medicinali all'interno del sistema distributivo, istituita con decreto del Ministro della Salute 15 luglio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 2 del 4 gennaio 2005, le seguenti informazioni, secondo le modalità definite con decreto del Ministro della Salute:
a) l'inizio dell'attività di vendita, ogni sua variazione intervenuta successivamente e la sua cessazione, nonchè l'acquirente;
2-ter. La banca dati di cui al comma 2-bis è alimentata esclusivamente con i dati delle ricette elettroniche. E' fatto obbligo al medico veterinario di inserire i dati identificativi del titolare dell'allevamento.
2-quater. L'attività di tenuta e di aggiornamento della banca dati di cui al comma 2-bis è svolta senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente";
b) all'art. 118, dopo il c. 1 sono aggiunti i seguenti:
"1-bis. In alternativa alla modalità di redazione in formato cartaceo secondo il modello di cui al comma 1, la prescrizione dei medicinali veterinari, ove obbligatoria, può essere redatta secondo il modello di ricetta elettronica disponibile nella banca dati di cui all'articolo 89, comma 2-bis. A decorrere dall'1 settembre 2018, la prescrizione dei medicinali veterinari è redatta esclusivamente secondo il predetto modello di ricetta elettronica.
1-ter. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque falsifichi o tenti di falsificare ricette elettroniche è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 1 dell'articolo 108".
"1-bis. In alternativa alla modalità di redazione in formato cartaceo secondo il modello di cui al comma 1, lettera a), la prescrizione dei mangimi medicati, ove obbligatoria, può essere redatta secondo il modello di ricetta elettronica disponibile nella banca dati di cui all'articolo 89, comma 2-bis, del decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193. A decorrere dall'1 settembre 2018, la prescrizione dei mangimi medicati è redatta esclusivamente secondo il predetto modello di ricetta elettronica".
Modifiche all'articolo 98 del Codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1 agosto 2003,
n. 259. Caso EU Pilot 8925/16/CNECT
1. Dopo il comma 16 dell'articolo 98 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, sono inseriti i seguenti:
"16-bis. In caso di violazione dell'articolo 3, paragrafi 1, 2, 5, 6 e 7, dell'articolo 4, paragrafi 1., 2. e 3., dell'articolo 5, paragrafo 1., dell'articolo 6-bis, dell'articolo 6-ter, paragrafo 1., dell'articolo 6-quater, paragrafi 1. e 2., dell'articolo 6-sexies, paragrafi 1., 3. e 4., dell'articolo 7, paragrafi 1., 2. e 3., dell'articolo 9, dell'articolo 11, dell'articolo 12, dell'articolo 14, dell'articolo 15, paragrafi 1., 2., 3., 5. e 6., o dell'articolo 16, paragrafo 4., del Regolamento (UE) n. 531/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2012, relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all'interno dell'Unione, come modificato dal Regolamento (UE) n. 2015/2120 e dal Regolamento (UE) n.2017/920, l'Autorità irroga una sanzione amministrativa pecuniaria da € 120.000 a € 2.500.000 e ordina l'immediata cessazione della violazione. L'Autorità ordina inoltre all'operatore il rimborso delle somme ingiustificatamente addebitate agli utenti, indicando il termine entro cui adempiere, in ogni caso non inferiore a 30 giorni. Qualora l'Autorità riscontri, ad un sommario esame, la sussistenza di una violazione dell'articolo 3, paragrafi 1., 2., 5. e 6., dell'articolo 4, paragrafi 1., 2. e 3., dell'articolo 5, paragrafo 1., dell'articolo 6-bis, dell'articolo 6-ter, paragrafo 1., dell'articolo 6-quater, paragrafo 1., dell'articolo 6-sexies, paragrafi 1. e 3., dell'articolo 7, paragrafo 1., dell'articolo 9, paragrafi 1. e 4., dell'art. 11, dell'art. 12, paragrafo 1., dell'articolo 14 o dell'articolo 15, paragrafi 1., 2., 3., 5. e 6., del citato Regolamento (UE) n. 531/2012, e successive modificazioni, e ritenga sussistere motivi di urgenza dovuta al rischio di un danno di notevole gravità per il funzionamento del mercato o per la tutela degli utenti, può adottare, sentiti gli operatori interessati e nelle more dell'adozione del provvedimento definitivo, provvedimenti temporanei per far sospendere la condotta con effetto immediato.
16-ter. In caso di violazione dell'articolo 3, dell'articolo 4, paragrafi 1. e 2., o dell'articolo 5, paragrafo 2., del Regolamento (UE) n. 2015/2120 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, che stabilisce misure riguardanti l'accesso a un'internet aperta e che modifica la Direttiva n. 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica e Regolamento (UE) n. 531/2012 relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all'interno dell'Unione, l'Autorità irroga una sanzione amministrativa pecuniaria da € 120.000 a € 2.500.000 e ordina l'immediata cessazione della violazione. Qualora l'Autorità riscontri, ad un sommario esame, la sussistenza di una violazione dell'articolo 3, paragrafi 1., 2., 3. e 4., del citato Regolamento (UE) n. 2015/2120 e ritenga sussistere motivi di urgenza dovuta al rischio di un danno di notevole gravità per il funzionamento del mercato o per la tutela degli utenti, può adottare, sentiti gli operatori interessati e nelle more dell'adozione del provvedimento definitivo, provvedimenti temporanei per far sospendere la condotta con effetto immediato.
DI GIUSTIZIA E SICUREZZA
Disposizioni per la completa attuazione della Decisione quadro n. 2008/913/GAI sulla lotta contro talune forme
ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale. Caso EU Pilot n. 8184/15/JUST
1. Al comma 3-bis dell'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, dopo le parole: "si fondano in tutto o in parte sulla negazione" sono inserite le seguenti: ", sulla minimizzazione in modo grave o sull'apologia".
"Art. 25-terdecies. (Razzismo e xenofobia) - 1. In relazione alla commissione dei delitti di cui all'articolo 3, comma 3-bis, della legge 13 ottobre 1975, n. 654, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da 200 a 800 quote.
3. Se l'ente o una sua unità organizzativa è stabilmente utilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei delitti indicati nel comma 1, si applica la sanzione dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attività ai sensi dell'articolo 16, comma 3".
Disciplina dell'accesso alle prestazioni del Fondo
per l'indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti. Procedura di infrazione n. 2011/4147
b) all'articolo 12, comma 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:
"b) che la vittima abbia già esperito infruttuosamente l'azione esecutiva nei confronti dell'autore del reato per ottenere il risarcimento del danno dal soggetto obbligato in forza di sentenza di condanna irrevocabile o di una condanna a titolo di provvisionale; tale condizione non si applica quando l'autore del reato sia rimasto ignoto oppure quando quest'ultimo abbia chiesto e ottenuto l'ammissione al gratuito patrocinio a spese dello Stato nel procedimento penale o civile in cui è stata accertata la sua responsabilità";
c) all'articolo 12, comma 1, lettera e), dopo la parola: "somme" sono inserite le seguenti: "di importo superiore a € 5.000";
d) all'articolo 13, comma 1, lettera b), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", salvo il caso in cui lo stesso sia rimasto ignoto oppure abbia chiesto e ottenuto l'ammissione al gratuito patrocinio a spese dello Stato nel procedimento penale o civile in cui è stata accertata la sua responsabilità";
e) all'articolo 13, comma 2, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "ovvero dalla data del passaggio in giudicato della sentenza penale";
f) all'art. 14, comma 2, le parole: "pari a € 2.600.000 a decorrere dall'anno 2016" sono sostituite dalle seguenti: "pari a € 2.600.000 per l'anno 2016, a € 5.400.000 per l'anno 2017 e a 4 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2018".
3. La domanda di concessione dell'indennizzo ai sensi del comma 2 del presente articolo è presentata, a pena di decadenza, entro il termine di 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, alle condizioni e secondo le modalità di accesso all'indennizzo previste dagli articoli 11, 12, 13, comma 1, e 14 della legge 7 luglio 2016, n. 122, come modificati, da ultimo, dal presente articolo.
4. Agli oneri derivanti dal comma 1, lettera f), pari a 2,8 milioni di euro per l'anno 2017 e a 1,4 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2018, nonchè agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 2, valutati in 10 milioni di euro per l'anno 2017 e in 30 milioni di euro per l'anno 2018, si provvede:
Disposizioni in materia di rimborsi dell'imposta
sul valore aggiunto. Procedura d'infrazione n. 2013/4080
1. Ai soggetti passivi dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) di cui all'articolo 38-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, che richiedono un rimborso dell'IVA prestando la garanzia richiesta dallo stesso comma è riconosciuta, a titolo di ristoro forfetario dei costi sostenuti per il rilascio della garanzia stessa, una somma pari alla 0,15% dell'importo garantito per ogni anno di durata della garanzia. La somma è versata alla scadenza del termine per l'emissione dell'avviso di rettifica o di accertamento ovvero, in caso di emissione di tale avviso, quando sia stato definitivamente accertato che al contribuente spettava il rimborso dell'imposta.
2. Le disposizioni del comma 1 si applicano a decorrere dalle richieste di rimborso fatte con la dichiarazione annuale dell'IVA relativa all'anno 2017 e dalle istanze di rimborso infrannuale relative al 1° trimestre dell'anno 2018.
Modifiche alla disciplina delle restituzioni
dell'IVA non dovuta. Caso EU Pilot 9164/17/TAXU
"Art. 30-ter. (Restituzione dell'imposta non dovuta) - 1. Il soggetto passivo presenta la domanda di restituzione dell'imposta non dovuta, a pena di decadenza, entro il termine di 2 anni dalla data del versamento della medesima ovvero, se successivo, dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione.
2. Nel caso di applicazione di un'imposta non dovuta ad una cessione di beni o ad una prestazione di servizi, accertata in via definitiva dall'Amministrazione finanziaria, la domanda di restituzione può essere presentata dal cedente o prestatore entro il termine di 2 anni dall'avvenuta restituzione al cessionario o committente dell'importo pagato a titolo di rivalsa.
3. La restituzione dell'imposta è esclusa qualora il versamento sia avvenuto in un contesto di frode fiscale".
2. All'onere derivante dal presente articolo, valutato in € 500.000 annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Il Ministro dell'Economia e delle Finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Modifiche al regime di non imponibilità ai fini dell'IVA delle cessioni all'esportazione, in attuazione dell'articolo 146, paragrafo 1., lettera c), della Direttiva n. 2006/112/CE
1. All'articolo 8, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo la lettera b) è inserita la seguente:
"b-bis) le cessioni con trasporto o spedizione fuori del territorio dell'Unione europea entro 180 giorni dalla consegna, a cura del cessionario o per suo conto, effettuate, secondo modalità stabilite con decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze, nei confronti delle Amministrazioni pubbliche e dei soggetti della cooperazione allo sviluppo iscritti nell'elenco di cui all'articolo 26, comma 3, della legge 11 agosto 2014, n. 125, in attuazione di finalità umanitarie, comprese quelle dirette a realizzare programmi di cooperazione allo sviluppo. La prova dell'avvenuta esportazione dei beni è data dalla documentazione doganale;".
2. All'articolo 7, comma 1, 1° periodo, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, le parole: "lettera b)" sono sostituite dalle seguenti: "lettere b) e b-bis)".
3. Il comma 5 dell'articolo 26 della legge 11 agosto 2014, n. 125 (1), è abrogato.
(1) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2015, pag. 884.
Agevolazioni fiscali per le navi iscritte nei Registri
degli Stati dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo. Caso EU Pilot n. 7060/14/TAXU
1. Dal periodo d'imposta a decorrere dal quale entra in vigore il decreto di cui al comma 3 del presente articolo, le disposizioni dell'articolo 4 del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, dell'articolo 12, comma 3, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e dell'articolo 155, comma 1, del Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (2), si applicano anche ai soggetti residenti e ai soggetti non residenti aventi stabile organizzazione nel territorio dello Stato che utilizzano navi adibite esclusivamente a traffici commerciali internazionali iscritte nei Registri degli Stati dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo.
3. Con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di attuazione delle disposizioni dei commi 1 e 2.
(2) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2016, pag. 1587; I.L.P. 2016, pag. 771.
Disposizioni relative agli ex lettori di lingua straniera. Caso EU Pilot n. 2079/11/EMPL
1. Il Fondo per il finanziamento ordinario delle università è incrementato di € 8.705.000 a decorrere dall'anno 2017, finalizzati, in coerenza con quanto previsto dall'articolo 1 del decreto-legge 14 gennaio 2004, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2004, n. 63, al superamento del contenzioso in atto e a prevenire l'instaurazione di nuovo contenzioso nei confronti delle Università statali italiane da parte degli ex lettori di lingua straniera, già destinatari di contratti stipulati ai sensi dell'articolo 28 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.
2. Con decreto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, sentiti il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è predisposto uno schema tipo per la definizione di contratti integrativi di sede, a livello di singolo ateneo. Con il medesimo decreto sono altresì stabiliti i criteri di ripartizione dell'importo di cui al comma 1 a titolo di cofinanziamento, a copertura dei relativi oneri, esclusivamente tra le Università che entro il 31 dicembre 2017 perfezionano i relativi contratti integrativi.
3. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a € 8.705.000 annui a decorrere dall'anno 2017, si provvede, quanto a € 8.705.000 per l'anno 2017, a € 5.135.000 per l'anno 2018 e a € 8.705.000 a decorrere dall'anno 2019, mediante corrispondente riduzione del Fondo per il recepimento della normativa europea, di cui all'articolo 41-bis della legge 24 dicembre 2012, n. 234, e, quanto a € 3.570.000 per l'anno 2018, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per il medesimo anno, dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma Fondi di riserva e speciali della missione Fondi da ripartire dello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle Finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. Il Ministro dell'Economia e delle Finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Disposizioni di attuazione della Direttiva (UE)
n. 2015/2203 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 25 novembre 2015, sul ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative alle caseine
e ai caseinati destinati all'alimentazione umana
e che abroga la Direttiva n. 83/417/CEE del Consiglio.
a) caseina acida alimentare: il prodotto del latte ottenuto mediante separazione, lavaggio ed essiccatura del coagulo acido precipitato del latte scremato o di altri prodotti ottenuti dal latte, di cui all'allegato I, Sezione I, della Direttiva (UE) n. 2015/2203 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015;
b) caseina presamica alimentare: il prodotto del latte ottenuto mediante separazione, lavaggio ed essiccatura del coagulo del latte scremato o di altri prodotti ottenuti dal latte; il coagulo è ottenuto dalla reazione del presame o di altri enzimi coagulanti, di cui all'allegato I, Sezione II, della Direttiva (UE) n. 2015/2203;
c) caseinati alimentari: i prodotti del latte ottenuti dall'azione della caseina alimentare o dal coagulo della cagliata della caseina alimentare con agenti neutralizzanti, seguita da essiccatura, di cui all'allegato II della Direttiva (UE) n. 2015/2203.
a) la denominazione stabilita per i prodotti lattiero-caseari ai sensi del comma 2, lettere a), b) e c), del presente articolo, seguita, per i caseinati alimentari, dall'indicazione del catione o dei cationi elencati all'allegato II, lettera d), della Direttiva n. (UE) 2015/2203;
1) la dicitura miscela di, seguita dall'indicazione dei vari prodotti di cui la miscela è composta, in ordine ponderale decrescente;
2) per i caseinati alimentari, un'indicazione del catione o dei cationi elencati all'allegato II, lettera d), della Direttiva (UE) n. 2015/2203;
5. Quando risulta superato il tenore minimo di proteine del latte stabilito nell'allegato I, Sezione I, lettera a), punto 2., nell'allegato I, Sezione II, lettera a), punto 2., e nell'allegato II, lettera a), punto 2., della Direttiva (UE) n. 2015/2203, è consentito indicarlo in modo adeguato sugli imballaggi, sui recipienti o sulle etichette dei prodotti.
6. I lotti di prodotti fabbricati anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge e le etichette stampate anteriormente a tale data, non conformi a quanto stabilito dal presente articolo, possono essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte e comunque non oltre 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, purchè siano conformi alla normativa previgente.
8. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque utilizza per la preparazione di alimenti le caseine e i caseinati che non soddisfano le norme stabilite nell'allegato I, Sezione I, lettere b) e c), nell'allegato I, Sezione II, lettere b) e c), o nell'allegato II, lettere b) e c), della Direttiva (UE) n. 2015/2203 è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.000 a € 10.000.
9. Le sanzioni previste al comma 8 non si applicano a chi utilizza caseine e caseinati in confezioni originali, qualora la mancata corrispondenza alle prescrizioni di cui al medesimo comma 8 riguardi i requisiti intrinseci o la composizione dei prodotti o le condizioni interne dei recipienti, purchè l'utilizzatore non sia a conoscenza della violazione o la confezione originale non presenti segni di alterazione.
10. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque denomina ed etichetta le caseine e i caseinati, legalmente commercializzati per usi non alimentari, in modo da indurre l'acquirente in errore sulla loro natura o qualità o sull'uso al quale sono destinati è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da € 500 a € 5.000.
11. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque pone in commercio, con le denominazioni indicate al comma 2 ovvero con altre denominazioni similari che possono indurre in errore l'acquirente, prodotti non rispondenti ai requisiti stabiliti dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da € 500 a € 5.000.
12. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque pone in commercio i prodotti di cui al comma 2 con una denominazione comunque diversa da quelle prescritte dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da € 250 a € 2.500.
13. Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di violazione delle disposizioni stabilite dal c. 3, relative alle indicazioni obbligatorie che devono essere apposte su imballaggi, recipienti, etichette o documenti, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da € 500 a € 5.000.
Disposizioni in materia di Anagrafe equina
per l'adeguamento al Regolamento (UE) n. 2016/429
e al Regolamento (UE) n. 2015/262
2. Con decreto del Ministro della Salute, da adottare entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le procedure tecnico-operative per la gestione e il funzionamento dell'Anagrafe degli equidi.
3. Alla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2 del presente articolo è abrogato il comma 15 dell'articolo 8 del decreto-legge 24 giugno 2003, n. 147, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 agosto 2003, n. 200. Conseguentemente, a decorrere dall'anno 2018 le risorse di cui al capitolo 7762, iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nell'ambito della missione "Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca", programma "Politiche competitive, della qualità agroalimentare, della pesca, dell'ippica e mezzi tecnici di produzione", pari a € 43.404 annui, sono trasferite in apposito capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero della Salute.
Modifica all'articolo 12, comma 5,
del decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 71,
in materia di norme sanitarie per la gente di mare.
Caso EU Pilot n. 8443/16/MOVE
1. Al comma 5 dell'articolo 12 del decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 71, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", purchè tale periodo non sia comunque superiore a 3 mesi".
Disposizioni sanzionatorie per la violazione
dell'articolo 48 del Regolamento (CE) n. 1272/2008
relativo alla classificazione, all'etichettatura
e all'imballaggio di sostanze e miscele
1. Dopo l'articolo 10 del decreto legislativo 27 ottobre 2011, n. 186 (3), è inserito il seguente:
"Art. 10-bis. (Violazione degli obblighi derivanti dall'articolo 48 del regolamento in materia di pubblicità) - 1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque viola le prescrizioni in materia di pubblicità di cui all'articolo 48, paragrafi 1. e 2., comma 1, del regolamento è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da € 10.000 a € 60.000".
(3) Ved. Boll. Lav. e Trib. 2012, pag. 324.
DI TUTELA DELL'AMBIENTE
Disposizioni in materia di tutela delle acque.
Monitoraggio delle sostanze chimiche.
1. All'articolo 78-sexies, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Le Autorità di bacino distrettuali promuovono intese con le regioni e con le province autonome ricadenti nel distretto idrografico di competenza, al fine di garantire l'intercomparabilità, a livello di distretto idrografico, dei dati del monitoraggio delle sostanze prioritarie di cui alle Tabelle 1/A e 2/A e delle sostanze non appartenenti alla lista di priorità di cui alla Tabella 1/B dell'allegato 1 alla Parte Terza. Ai fini del monitoraggio e della valutazione dello stato della qualità delle acque, le Autorità di bacino distrettuali promuovono altresì intese con i medesimi soggetti di cui al periodo precedente finalizzate all'adozione di una metodologia di valutazione delle tendenze ascendenti e d'inversione della concentrazione degli inquinanti nelle acque sotterranee. A tale fine, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, l'ISPRA rende disponibile mediante pubblicazione nel proprio sito internet istituzionale l'elenco dei laboratori del sistema delle Agenzie dotati delle metodiche di analisi disponibili a costi sostenibili, conformi ai requisiti di cui al paragrafo A.2.8-bis dell'allegato 1 alla Parte Terza. Le Autorità di bacino distrettuali rendono disponibili nel proprio sito internet istituzionale, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, i dati dei monitoraggi periodici come ottenuti dalle analisi effettuate da tali laboratori".
Corretta attuazione della Direttiva n. 91/271/CEE
in materia di acque reflue urbane, con riferimento all'applicazione dei limiti di emissione
degli scarichi idrici
3. Dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma 1 non devono derivare effetti sulle materie disciplinate ai sensi dell'articolo 92 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nè conseguenze sull'applicazione del medesimo articolo 92 in relazione ai limiti di utilizzo di materie agricole contenenti azoto, in particolare degli effluenti zootecnici e dei fertilizzanti, nelle zone vulnerabili da nitrati di origine agricola.
Disposizioni in materia di emissioni industriali.
Caso EU Pilot 8978/16/ENVI
a) all'articolo 5, comma 1, lettera 1-bis), dopo le parole: "producano effetti negativi e significativi sull'ambiente" sono aggiunte le seguenti: "o sulla salute umana";
3) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", nonchè delle proposte di riesame pervenute dalle Autorità competenti in materia ambientale ai sensi dell'articolo 29-octies, comma 4, ovvero dal Sindaco ai sensi del comma 7, del presente articolo";
"b) alla diffida e contestuale sospensione dell'attività per un tempo determinato, ove si manifestino situazioni che costituiscano un pericolo immediato per la salute umana o per l'ambiente o nel caso in cui le violazioni siano comunque reiterate più di 2 volte in un anno. Decorso il tempo determinato contestualmente alla diffida, la sospensione è automaticamente prorogata, finchè il gestore non dichiara di aver individuato e risolto il problema che ha causato l'inottemperanza. La sospensione è inoltre automaticamente rinnovata a cura dell'Autorità di controllo di cui al comma 3, alle medesime condizioni e durata individuate contestualmente alla diffida, se i controlli sul successivo esercizio non confermano che è stata ripristinata la conformità, almeno in relazione alle situazioni che, costituendo un pericolo immediato per la salute umana o per l'ambiente, avevano determinato la precedente sospensione";
f) all'articolo 32-bis, dopo il comma 2 e aggiunto il seguente: "2-bis. Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare provvede, attraverso il proprio sito internet istituzionale, a rendere disponibili al pubblico in modo appropriato le informazioni ricevute da altri Stati dell'Unione europea, in attuazione degli obblighi recati dall'articolo 26, par. 1., della Direttiva n. 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, circa le decisioni adottate in tali Stati su domande presentate per l'esercizio di attività di cui all'allegato VIII alla Parte Seconda del presente decreto";
i) all'articolo 237-sexies, comma 3, lettera a), le parole:
"Allegato 2" sono sostituite dalle seguenti: "Allegato 1";
m) all'articolo 237-nonies, dopo il comma 1 è inserito il seguente:
q) all'articolo 275, dopo il c. 5 è inserito il seguente:
u) all'articolo 298-bis, introdotto dall'articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 46, dopo il comma 3 è inserito il seguente:
1) al paragrafo C, punto 1.:
1.2.1) al 2° capoverso sono aggiunti i seguenti periodi: "Il campionamento e l'analisi di tutte le sostanze inquinanti, ivi compresi le diossine e i furani, sono effettuati conformemente alle norme CEN. Se non sono disponibili norme CEN, si applicano norme ISO, norme nazionali o altre norme internazionali che assicurino dati equivalenti sotto il profilo della qualità scientifica.";
1.2.2) al 3° capoverso è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ". I sistemi automatici sono sottoposti a controllo per mezzo di misurazioni parallele in base ai metodi di misurazione di riferimento almeno una volta all'anno.";
1.2.3) al 6° capoverso, dopo il periodo: "Non più di 10 valori medi giornalieri all'anno possono essere scartati a causa di disfunzioni o per ragioni di manutenzione del sistema di misurazione in continuo." è aggiunto il seguente: "I valori medi durante il periodo di campionamento e i valori medi in caso di misurazioni periodiche di HF, HC1 e SO2 sono determinati in fase di autorizzazione dall'Autorità competente, insieme con la localizzazione dei punti di campionamento e misurazione da utilizzare per il controllo delle emissioni, secondo quanto previsto nel presente paragrafo C.";
2) al paragrafo E, punto 1., dopo la lettera d) è aggiunta la seguente:
z) al punto 1. del paragrafo C dell'allegato 2 al Titolo III-bis della Parte Quarta:
2.1) al 2° capoverso sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Il campionamento e l'analisi di tutte le sostanze inquinanti, ivi compresi le diossine e i furani, sono effettuati conformemente alle norme CEN. Se non sono disponibili norme CEN, si applicano norme ISO, norme nazionali o altre norme internazionali che assicurino dati equivalenti sotto il profilo della qualità scientifica.";
2.2) al 3° capoverso è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ". I sistemi automatici sono sottoposti a controllo per mezzo di misurazioni parallele in base ai metodi di misurazione di riferimento almeno una volta all'anno.";
1) al punto 3.1., dopo le parole: "ossidi di azoto," sono inserite le seguenti: "il monossido di carbonio,";
2) al punto 4.4., le parole: "delle polveri" sono sostituite dalle seguenti: "degli ossidi di azoto";
3) il punto 5.1. è sostituito dal seguente:
"5.1. In caso di misurazioni continue, i valori limite di emissione indicati nella Parte II, Sezioni da 1 a 5, si considerano rispettati se la valutazione dei risultati evidenzia che, nelle ore operative, durante un anno civile: nessun valore medio mensile convalidato supera i pertinenti valori limite, e nessun valore medio giornaliero convalidato degli impianti nuovi supera i pertinenti valori limite, nessun valore medio giornaliero convalidato degli impianti anteriori al 2002 e anteriori al 2013 supera il 110% dei pertinenti valori limite, il 95% di tutti i valori medi orari convalidati nell'arco dell'anno non supera il 200% dei pertinenti valori limite";
4) il punto 5.3. è soppresso;
bb) alla Parte I dell'allegato III alla Parte Quinta, al punto 3.4., le parole: "In alternativa alle apparecchiature di cui al punto 3.2.," sono sostituite dalle seguenti: "In caso di emissioni che, a valle dei dispositivi di abbattimento, presentano un flusso di massa di COV, espressi come carbonio organico totale, non superiore a 10 kg/h,".
E DI FONTI RINNOVABILI
alla comunicazione 2014/C 200/01 della Commissione, in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente
e dell'energia 2014-2020. Imprese a forte consumo
Decisione n. C(2017) 3406 della Commissione
1. Nell'ambito dell'adeguamento di cui al presente articolo e al fine di assicurare una reale riduzione degli oneri tariffari sul consumo di energia elettrica, le risorse derivanti dal minor fabbisogno economico relativo alla componente A3 per gli anni 2018, 2019 e 2020 rispetto all'anno 2016 sono destinate, dall'1 gennaio 2018 e nella misura minima del 50%, alla riduzione diretta delle tariffe elettriche degli utenti che sostengono gli oneri connessi all'attuazione delle misure di cui ai commi 2, 3, 4, 5, 6 e 7. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico adotta i provvedimenti necessari ai fini dell'applicazione del presente comma.
2. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, al fine di adeguare la normativa nazionale alla comunicazione della Commissione europea n. 2014/C 200/01, del 28 giugno 2014, recante "Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020", e alla decisione della Commissione europea n. C(2017) 3406, del 23 maggio 2017, con uno o più decreti del Ministro dello Sviluppo Economico, sentita l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, da esprimere entro 30 giorni dalla data di trasmissione degli schemi di decreto, decorsi i quali essi possono essere comunque adottati, sono ridefinite le imprese a forte consumo di energia elettrica e le agevolazioni di cui all'articolo 39, comma 3, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, per le medesime imprese. Con gli stessi decreti sono definiti criteri e modalità con cui l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico provvede all'attuazione della misura e del piano di adeguamento, per gli ambiti di competenza.
3. Con i decreti di cui al comma 2, le agevolazioni sono definite in modo progressivo per classi di intensità di consumo elettrico calcolata sul fatturato dell'impresa, purchè nel rispetto dei livelli di contribuzione minima stabiliti dalla comunicazione della Commissione europea di cui al comma 2, applicando parametri di riferimento per l'efficienza del consumo di energia elettrica a livello settoriale o, qualora tali parametri non siano disponibili, utilizzando la media aritmetica del consumo dell'impresa calcolata sugli ultimi 3 anni, nonchè tenendo eventualmente conto dell'intensità degli scambi a livello internazionale definita a livello settoriale. Con i decreti di cui al comma 2 sono altresì definite le modalità di applicazione della clausola sul valore aggiunto lordo (VAL) di cui ai punti 189 e 190 della medesima comunicazione.
"b) ad adeguare, con decorrenza dall'1 gennaio 2018, in tutto il territorio nazionale, la struttura delle componenti tariffarie relative agli oneri generali di sistema elettrico, applicate ai clienti dei servizi elettrici per usi diversi da quelli domestici, almeno in parte ai criteri che governano la tariffa di rete per i servizi di trasmissione, distribuzione e misura in vigore alla medesima data, tenendo comunque conto dei diversi livelli di tensione e dei parametri di connessione, oltre che della diversa natura e delle peculiarità degli oneri rispetto alla tariffa".
"1. Il regime tariffario speciale al consumo della società RFI-Rete ferroviaria italiana Spa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 maggio 1963, n. 730, è applicato a decorrere dall'1 gennaio 2015 ai servizi di trasporto ferroviari eserciti sull'infrastruttura ferroviaria nazionale della società RFI, con esclusione dei servizi di trasporto di passeggeri effettuati sulle linee appositamente costruite per l'alta velocità e alimentate a 25 kV in corrente alternata";
e dell'energia 2014-2020. Sostegno alla produzione
1. Allo scopo di proseguire la politica di sostegno alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in conformità a quanto previsto dalla comunicazione della Commissione europea n. 2014/C 200/01, del 28 giugno 2014, recante "Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020", all'articolo 24 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, sono apportate le seguenti modificazioni:
c) al comma 4, lettera c), le parole: "a un contingente di potenza da installare per ciascuna fonte o tipologia di impianto" sono sostituite dalle seguenti: "a contingenti di potenza, anche riferiti a più tecnologie e specifiche categorie di interventi".
Adeguamento alla normativa nazionale
e dell'energia 2014-2020.
Imprese a forte consumo di gas naturale
1. Al fine di consentire, in modo conforme ai criteri di cui alla comunicazione della Commissione europea n. 2014/C 200/01, del 28 giugno 2014, recante "Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020", la rideterminazione dell'applicazione al settore industriale dei corrispettivi a copertura degli oneri generali del sistema del gas il cui gettito è destinato al finanziamento di misure volte al raggiungimento di obiettivi comuni in materia di decarbonizzazione, con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, da emanare entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, sono definite le imprese a forte consumo di gas naturale, in base a requisiti e parametri relativi ai livelli minimi di consumo, all'incidenza del costo del gas naturale sul valore dell'attività d'impresa e all'esposizione delle imprese alla concorrenza internazionale. Le imprese che ne fanno richiesta, previa verifica della sussistenza dei requisiti di cui al precedente periodo, sono inserite in un apposito elenco delle imprese a forte consumo di gas naturale.
2. Entro 120 giorni dalla data di emanazione del decreto di cui al comma 1, su indirizzo adottato dal Ministro dello Sviluppo Economico, l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il Sistema idrico provvede alla rideterminazione dei corrispettivi a copertura degli oneri generali del sistema del gas, il cui gettito è destinato al finanziamento di misure volte al raggiungimento di obiettivi comuni in materia di decarbonizzazione, e dei criteri di ripartizione dei medesimi oneri a carico dei clienti finali, tenendo conto della definizione delle imprese a forte consumo di gas naturale di cui al comma 1, nel rispetto dei requisiti e dei limiti stabiliti nella citata comunicazione della Commissione europea n. 2014/C 200/01 e applicando parametri di riferimento per l'efficienza del consumo di gas a livello settoriale. Il sistema risultante dalla rideterminazione dei corrispettivi di cui al comma 1 assicura il rispetto dei limiti di cumulo degli aiuti di Stato stabiliti dalle norme europee e l'invarianza del gettito tributario e non determina nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Disposizioni per l'integrale attuazione della Direttiva
n. 2014/33/UE relativa agli ascensori e ai componenti
di sicurezza degli ascensori nonchè
per l'esercizio degli ascensori
1. Al fine di assicurare l'integrale attuazione della Direttiva n. 2014/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, relativa agli ascensori e ai componenti di sicurezza degli ascensori nonchè per l'esercizio degli ascensori, il certificato di abilitazione previsto dall'articolo 15, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, è valido in tutto il territorio nazionale ed è rilasciato dal Prefetto in seguito all'esito favorevole di una prova teorico-pratica innanzi a un'apposita Commissione esaminatrice, dal medesimo nominata e composta da 5 funzionari, in possesso di adeguate competenze tecniche, dei quali almeno uno, oltre al Presidente, con laurea in ingegneria, designati rispettivamente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal Ministero dello Sviluppo Economico, dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e da un'Azienda sanitaria locale, ovvero da un'Agenzia regionale per la protezione ambientale, qualora le disposizioni regionali di attuazione del decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61, attribuiscano a tale Agenzia le competenze in materia. La Commissione è presieduta dal funzionario designato dal Ministero del Lavoro o delle Politiche Sociali. Alla prova teorico-pratica sono presenti almeno 3 membri della Commissione, compreso il Presidente. Al Presidente e ai componenti della Commissione non spetta alcun compenso.
di traffico telefonico e telematico
1. In attuazione dell'articolo 20 della Direttiva (UE) n. 2017/541 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2017, sulla lotta contro il terrorismo e che sostituisce la Decisione quadro n. 2002/475/GAI del Consiglio, al fine di garantire strumenti di indagine efficace in considerazione delle straordinarie esigenze di contrasto del terrorismo, anche internazionale, per le finalità dell'accertamento e della repressione dei reati di cui agli articoli 51, comma 3-quater, e 407, comma 2, lettera a), del Codice di procedura penale il termine di conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico nonchè dei dati relativi alle chiamate senza risposta, di cui all'articolo 4-bis, commi 1 e 2, del decreto-legge 18 febbraio 2015, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 aprile 2015, n. 43, è stabilito in 72 mesi, in deroga a quanto previsto dall'articolo 132, commi 1 e 1-bis, del Codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
Trattamento economico del personale estraneo
alla Pubblica amministrazione selezionato
per partecipare a iniziative e missioni
"1-bis. L'indennità di missione corrisposta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale al personale estraneo alla Pubblica amministrazione selezionato per partecipare a iniziative e missioni del Servizio europeo di azione esterna è calcolata ai sensi dei commi 2, 3, 4 e 6 dell'articolo 5.
1-ter. La corresponsione del trattamento di missione previsto dal comma 1-bis è subordinata all'effettiva autorizzazione della partecipazione del personale di cui al medesimo comma alle iniziative e missioni del Servizio europeo di azione esterna con le procedure previste dagli articoli 2 e 3".
Autorità nazionale competente per la certificazione
e la sorveglianza degli aeroporti nonchè del personale
e delle organizzazioni che operano in essi,
ai sensi del Regolamento (UE) n. 139/2014
con finanziamento dell'Unione europea
Modifiche al Codice in materia di protezione
dei dati personali, di cui al decreto legislativo
"4-bis. Fermo restando quanto previsto ai commi 1, 2, 3 e 4, il titolare può avvalersi, per il trattamento di dati, anche sensibili, di soggetti pubblici o privati che, in qualità di responsabili del trattamento, forniscano le garanzie di cui al comma 2. I titolari stipulano con i predetti responsabili atti giuridici in forma scritta, che specificano la finalità perseguita, la tipologia dei dati, la durata del trattamento, gli obblighi e i diritti del responsabile del trattamento e le modalità di trattamento; i predetti atti sono adottati in conformità a schemi tipo predisposti dal Garante";
"5. Il responsabile effettua il trattamento attenendosi alle condizioni stabilite ai sensi del comma 4-bis e alle istruzioni impartite dal titolare, il quale, anche tramite verifiche periodiche, vigila sulla puntuale osservanza delle disposizioni di cui al comma 2, delle proprie istruzioni e di quanto stabilito negli atti di cui al comma 4-bis";
"Art. 110-bis. (Riutilizzo dei dati per finalità di ricerca scientifica o per scopi statistici). - 1. Nell'ambito delle finalità di ricerca scientifica ovvero per scopi statistici può essere autorizzato dal Garante il riutilizzo dei dati, anche sensibili, ad esclusione di quelli genetici, a condizione che siano adottate forme preventive di minimizzazione e di anonimizzazione dei dati ritenute idonee a tutela degli interessati.
2. Il Garante comunica la decisione adottata sulla richiesta di autorizzazione entro 45 giorni, decorsi i quali la mancata pronuncia equivale a rigetto. Con il provvedimento di autorizzazione o anche successivamente, sulla base di eventuali verifiche, il Garante stabilisce le condizioni e le misure necessarie ad assicurare adeguate garanzie a tutela degli interessati nell'ambito del riutilizzo dei dati, anche sotto il profilo della loro sicurezza".
Disposizioni in materia di funzionamento
1. Al fine di assicurare il regolare esercizio dei poteri di controllo affidati al Garante per la protezione dei dati personali e per fare fronte agli accresciuti compiti derivanti dalla partecipazione alle attività di cooperazione fra Autorità di protezione di dati dell'Unione europea, è attribuito, a decorrere dall'anno 2018, un contributo aggiuntivo pari a € 1.400.000. Per le finalità di cui al 1° periodo, il ruolo organico di cui all'articolo 156, comma 2, del Codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, come incrementato in attuazione dell'articolo 1, comma 542, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (4), e successivamente dall'articolo 1, comma 268, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, è incrementato di 25 unità; è autorizzata a questo fine la spesa di € 887.250 per l'anno 2017 e di € 2.661.750 annui a decorrere dall'anno 2018.
2. All'onere di cui al comma 1, pari a € 887.250 per l'anno 2017 e a € 4.061.750 annui a decorrere dall'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle Finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.