Source: http://www.anolf.it/archivio/circolari/dec._pres.cons._14_02_02.htm
Timestamp: 2019-09-18 05:52:43+00:00
Document Index: 17181607

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 18', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 42', 'art. 46', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 3']

Decreto Presidente Consiglio dei Ministri del 9/04/2001, G.U. del 14/03/02 S.G. n. 62
Gazzetta Ufficiale S. G. n. 62 del 14 febbraio 2002
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 aprile 2001
Delega di specifiche funzioni al Ministro senza portafogli per le pari opportunità on. Stefania Prestigiacomo.
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno 2001 con il quale l'on. Stefania Prestigiacomo è stata nominata Ministro senza portafoglio;
Visto il proprio decreto 11 giugno 2001 con il quale al predetto Ministro senza portafoglio è stato conferito l'incarico per le pari opportunità;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 agosto 2000 recante l'ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed, in particolare, l'art. 18 relativo al Dipartimento per le pari opportunità, nonché il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 ottobre 1997, n. 405, recante il regolamento per l'istituzione ed. organizzazione del predetto Dipartimento;
Vista la piattaforma di azione adottata dalla IV Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne, svoltasi a Pechino nel settembre del 1995, che indica come obiettivo dell'azione dei Governi l'acquisizione di poteri e responsabilità da parte delle donne e come metodo la verifica della non discriminazione dei sessi;
Vista la legge 6 febbraio 1996, n. 52, ed in particolare l'art. 18;
Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 Marzo 1997 "Azioni volte a promuovere l'attribuzione di poteri e responsabilità alle donne, a riconoscere e garantire libertà di scelte e qualità sociale a donne e uomini";
Visti gli articoli 13, 137 e 141 del Trattato sull'Unione europea come modificato dal Trattato di Amsterdam, ratificato dal Parlamento italiano con la legge 16 giugno 1998, n. 209;
Vista la relazione della Commissione delle Comunità europee sull'attuazione della raccomandazione 96/694 del Consiglio, del 2 dicembre 1996, sulla partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini al processo decisionale, COM (2000) 120 del 7 marzo 2000, nonché le comunicazioni della medesima commissione sull'attuazione di una strategia quadro comunitaria per la parità fra donne e uomini (2001-2005) n. 355 del 7 giugno 2000 e n. 119 del 2 marzo 2001;
Vista la direttiva 2000/43 CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica, nonché la direttiva 2000/78 del medesimo Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro;
Vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 7 dicembre 2000, ed in particolare l'art. 21;
A decorrere dall' 11 giugno 2001, il Ministro senza portafoglio per le pari opportunità on. Stefania Prestigiacomo è delegato ad esercitare le funzioni di programmazione, indirizzo e coordinamento di tutte le iniziative, anche normative, nonché ogni altra funzione attribuita dalle vigenti disposizioni al Presidente del Consiglio dei Ministri nelle materie concernenti la promozione di pari opportunità fra uomini e donne, nonché la prevenzione e rimozione di ogni forma e causa di discriminazione.
In particolare, salve le competenze attribuite dalla legge ai singoli Ministri, il Ministro per le pari opportunità è delegato:
a) a promuovere e coordinare le azioni di Governo volte ad assicurare l'attuazione delle politiche in materia di pari opportunità tra uomo e donna con riferimento ai terni della salute, della scuola, dell'ambiente, della famiglia, dei lavoro e delle cariche elettive;
b) a promuovere e coordinare le azioni di Governo volte a prevenire e rimuovere le discriminazioni per cause direttamente o indirettamente fondate, in particolare, sulla razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età e le tendenze sessuali;
c) ad adottare le iniziative necessarie per la programmazione, l'indirizzo, il coordinamento ed il monitoraggio dei fondi strutturali europei in materia di pari opportunità;
d) ad esercitare tutte le attribuzioni del Presidente del Consiglio dei Ministri previste dalla legge 22; giugno 1990, n. 164, e successive modifiche;
e) a sottoporre al Presidente del Consiglio dei Ministri la proposta di esercitare i poteri previsti dall'art. 5, comma 2, lettera c), della legge 23 agosto 1988, n. 400, in tutte le materie delegate, in caso di persistente violazione del principio della non discriminazione.
Al Ministro per le pari opportunità sono delegate le funzioni di coordinamento delle attività svolte da tutte le pubbliche amministrazioni, relative alla prevenzione, assistenza, anche in sede legale, e tutela dei minori dallo sfruttamento e dall'abuso sessuale ai sensi dell'art. 17, comma 1, della legge 3 agosto 1998, n. 269.
Il Ministro per le pari opportunità e altresì delegato ad esercitare le funzioni di indirizzo politico nella materia delle adozioni dei minori stranieri, in raccordo con la commissione istituita dalla legge 31 dicembre 1998, n. 476, ed operante nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il Ministro per le pari opportunità e delegato a pre-siedere la consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie di cui all'art. 42, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in raccordo con la commissione per le politiche di integrazione di cui all'art. 46 del medesimo decreto legislativo.
Il Ministro per le pari opportunità assiste il Presidente del Consiglio dei Ministri ai fini dell'esercizio del potere di nomina alla presidenza di enti, istituti o aziende di carattere nazionale, di competenza dell'amministrazione statale ai sensi dell'art. 3, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
Il Ministro per le pari opportunità é delegato ad adottare tutte le iniziative di competenza del Presidente del Consiglio dei Ministri volte all'attuazione di quanto previsto dall'art. 18 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, per l'emanazione dei regolamenti per l'adeguamento dell'ordinamento nazionale all'ordinamento comunitario e per la realizzazione dei programmi comunitari in materia di parità, pari opportunità, azioni positive.
Il Ministro per: le pari opportunità rappresenta il Governo italiano in tutti gli organismi internazionali e comunitari aventi competenza in materia di pari opportunità, anche ai fini della formazione e dell'attuazione della normativa comunitaria. Rappresenta, inoltre, il Governo nel comitato consultivo europeo per le pari opportunità presso la Commissione delle Comunità europee, ai sensi dell'art. 3, comma 1, lettera a), della decisione 82/43/CEE della commissione, del 9 dicem-bre 1981, come modificata dalla decisione 95/420/CE del 19 luglio 1995.
Nelle materie oggetto del presente decreto, il Ministro per le pari opportunità e altresì delegato:
a) a nominare esperti, a costituire organi di stu-dio, commissioni e gruppi di lavoro, nonché a designare rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri in organismi analoghi operanti presso altre amministrazioni o istituzioni;
b) a provvedere ad intese e concerti di competenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, necessari per le iniziative, anche normative, di altre amministrazioni;
c) a curare il coordinamento tra le amministrazioni competenti per l'attuazione dei progetti nazionali e locali, nonché. tra gli organismi nazionali di parità e pari opportunità.
Restano salve tutte le competenze attribuite dalla legge o dai regolamenti direttamente al Ministro o al Dipartimento per le pari opportunità.
Registrato alla Corte dei conti d 12 marzo 2002
Ministeri istituzionali, Presidenza del Consiglio dei Ministri, registro n. 3, foglio n. 22