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Timestamp: 2018-12-14 04:11:49+00:00
Document Index: 45798114

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 19', 'art. 1', 'art.  2', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 17', 'art.  16', 'art.  16', 'art.  16', 'art. 3', 'art.  6', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 4', 'art.  17', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art.  117', 'art.  117']

DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010, n. 267 - Attuazione della direttiva 2009/145/CE, recante talune deroghe per l'ammissione di ecotipi e varieta' orticole tradizionalmente coltivate in particolari localita' e regioni e minacciate da erosione genetica, nonche' di varieta' orticole prive di valore intrinseco per la produzione a fini commerciali ma sviluppate per la coltivazione in condizioni particolari per la commercializzazione di sementi di tali ecotipi e varieta'. (11G0033) (GU n. 34 del 11-2-2011 | Ingegneri.info
DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010, n. 267 – Attuazione della direttiva 2009/145/CE, recante talune deroghe per l’ammissione di ecotipi e varieta’ orticole tradizionalmente coltivate in particolari localita’ e regioni e minacciate da erosione genetica, nonche’ di varieta’ orticole prive di valore intrinseco per la produzione a fini commerciali ma sviluppate per la coltivazione in condizioni particolari per la commercializzazione di sementi di tali ecotipi e varieta’. (11G0033) (GU n. 34 del 11-2-2011
DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010, n. 267 - Attuazione della direttiva 2009/145/CE, recante talune deroghe per l'ammissione di ecotipi e varieta' orticole tradizionalmente coltivate in particolari localita' e regioni e minacciate da erosione genetica, nonche' di varieta' orticole prive di valore intrinseco per la produzione a fini commerciali ma sviluppate per la coltivazione in condizioni particolari per la commercializzazione di sementi di tali ecotipi e varieta'. (11G0033) (GU n. 34 del 11-2-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 26/02/2011
DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010 , n. 267
Attuazione della direttiva 2009/145/CE, recante  talune  deroghe  per
l’ammissione  di  ecotipi  e   varieta’   orticole   tradizionalmente
coltivate in particolari localita’ e regioni e minacciate da erosione
genetica, nonche’ di varieta’ orticole prive di valore intrinseco per
la produzione a fini commerciali ma sviluppate per la coltivazione in
condizioni particolari per la commercializzazione di sementi di  tali
ecotipi e varieta’. (11G0033)
Capo I   Campo di applicazione e definizioni
Vista  legge  4  giugno  2010,  n.  96,  recante  disposizioni  per
alle Comunita’ europee  –  Legge  comunitaria  2009,  in  particolare
Vista  la  legge  25  novembre  1971,   n.   1096,   e   successive
modificazioni,  ed  in  particolare   l’articolo   19-bis,   relativo
all’iscrizione   nei   registri   nazionali   delle    varieta’    da
Visto l’articolo 2-bis del decreto-legge 15 febbraio 2007,  n.  10,
convertito, con modificazioni, dalla legge  6  aprile  2007,  n.  46,
recante disposizioni volte a dare attuazione ad  obblighi  comunitari
ed internazionali che sostituisce l’articolo 19-bis  della  legge  25
novembre 1971, n. 1096;
Visto il decreto legislativo  29  ottobre  2009,  n.  149,  recante
attuazione  della  direttiva  2008/62/CE  concernente   deroghe   per
l’ammissione di ecotipi e  varieta’  agricole  naturalmente  adattate
nonche’ per la commercializzazione di sementi e tuberi  di  patata  a
Vista  la  legge  6  aprile  2004,  n.  101,  recante  ratifica  ed
esecuzione del Trattato internazionale  delle  risorse  fitogenetiche
per l’alimentazione e l’agricoltura, con  appendici,  adottato  dalla
trentunesima conferenza della FAO a Roma il 3 novembre 2001;
Vista la direttiva 2009/145/CE della Commissione, del  26  novembre
2009, recante talune deroghe per l’ammissione di ecotipi  e  varieta’
orticole  tradizionalmente  coltivate  in  particolari  localita’   e
regioni e  minacciate  da  erosione  genetica,  nonche’  di  varieta’
orticole  prive  di  valore  intrinseco  per  la  produzione  a  fini
commerciali  ma  sviluppate  per  la   coltivazione   in   condizioni
particolari per la commercializzazione di sementi di tali  ecotipi  e
varieta’;
economica, con la quale e’ stato  soppresso  l’Ente  nazionale  delle
sementi elette le cui funzioni  sono  state  attribuite  all’Istituto
nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione;
Vista la direttiva 2002/55/CE, del Consiglio, del 13  giugno  2002,
relativa alla commercializzazione delle sementi di ortaggi;
con il Ministro degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e
1. Il presente  decreto  stabilisce  le  deroghe  applicabili  alle
specie orticole disciplinate dalla legge 25 novembre 1971,  n.  1096,
nonche’  dalla  legge  20  aprile  1976,   n.   195,   e   successive
modificazioni,   in   merito    alla    conservazione    in-situ    e
all’utilizzazione sostenibile di risorse fitogenetiche attraverso  la
a) per l’iscrizione nei  registri  nazionali  delle  varieta’  di
specie di piante orticole  di  ecotipi  e  varieta’  tradizionalmente
genetica, in seguito varieta’ da conservazione;
b) per l’iscrizione nei  registri  nazionali  delle  varieta’  di
specie di piante orticole di varieta’ prive di valore intrinseco  per
la produzione orticola a  fini  commerciali,  ma  sviluppate  per  la
coltivazione  in  condizioni   particolari,   in   seguito   varieta’
sviluppate per la coltivazione in condizioni particolari;
c) per la commercializzazione delle sementi di tali  varieta’  da
conservazione e delle varieta’  sviluppate  per  la  coltivazione  in
– Il testo dell’art. 1 e dell’allegato A della legge  4
«Allegato A (Articolo 1, commi 1 e 3)
direttiva 69/465/CE (3) ;
– Il testo dell’art. 19-bis  della  legge  25  novembre
1971  n.  1096   (Disciplina   dell’attivita’   sementiera)
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 22  dicembre  1971,  n.
322, cosi’ recita:
«Art. 19-bis. 1.- 5. (omissis).
6. Ai produttori agricoli, residenti nei luoghi dove le
“varieta’ da conservazione” iscritte nel registro di cui al
comma 1 hanno evoluto le loro proprieta’ caratteristiche  o
che  provvedano  al  loro  recupero  e   mantenimento,   e’
riconosciuto il diritto  alla  vendita  diretta  in  ambito
locale di modiche  quantita’  di  sementi  o  materiali  da
propagazione relativi a  tali  varieta’,  qualora  prodotti
nella  azienda  condotta.  Il  Ministro   delle   politiche
agricole alimentari e  forestali  stabilisce,  con  proprio
decreto, previo parere della Conferenza  permanente  per  i
Trento e di Bolzano, le modalita’ per l’esercizio  di  tale
8. Sono escluse dal campo di applicazione del  presente
articolo  le  varieta’   geneticamente   modificate,   come
definite dall’art. 1  del  decreto  legislativo  24  aprile
9. Per il funzionamento del registro di cui al comma 1,
e’ autorizzata la spesa annua di 30.000  euro  a  decorrere
a  decorrere   dall’anno   2007,   si   provvede   mediante
fini  del   bilancio   triennale   2007-2009,   nell’ambito
dell’unita’ previsionale di base di parte  corrente  “Fondo
speciale”  dello  stato   di   previsione   del   Ministero
dell’economia e delle finanze per l’anno 2007,  allo  scopo
Ministero   delle   politiche   agricole    alimentari    e
–  Il  testo  dell’art.  2-bis  del  decreto-legge   15
febbraio 2007, n. 10 (Disposizioni volte a dare  attuazione
ad obblighi comunitari ed internazionali), pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 15 febbraio 2007, n. 38, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6  aprile  2007,  n.  46,  cosi’
«Art.  2-bis  (Disposizioni  per   l’attuazione   degli
articoli 5, 6 e 9 del Trattato internazionale sulle risorse
fitogenetiche   per   l’alimentazione   e    l’agricoltura,
ratificato ai sensi della legge 6 aprile 2004, n. 101).».
1. L’art. 19-bis della legge 25 novembre 1971, n. 1096,
«Art.  19-bis.  –  1.  Al   fine   di   promuovere   la
conservazione in situ e l’utilizzazione  sostenibile  delle
risorse fitogenetiche, il Ministro delle politiche agricole
alimentari  e  forestali,  in  attuazione   degli   impegni
previsti  dagli  articoli   5,   6   e   9   del   Trattato
internazionale    sulle    risorse    fitogenetiche     per
l’alimentazione e l’agricoltura, ratificato ai sensi  della
legge 6 aprile 2004, n.  101,  acquisito  il  parere  della
provvede all’istituzione di un apposito registro  nazionale
nel quale sono iscritte, su richiesta delle regioni e delle
province autonome, di altri enti pubblici,  di  istituzioni
scientifiche,  organizzazioni   sociali,   associazioni   e
singoli  cittadini,   previa   valutazione   dell’effettiva
unicita’, le “varieta’ da conservazione”, come definite  al
2. Si intendono  per  “varieta’  da  conservazione”  le
varieta’,  le  popolazioni,  gli  ecotipi,  i  cloni  e  le
cultivar  di  interesse  agricolo  relativi  alle  seguenti
specie di piante:
a) autoctone e non autoctone,  mai  iscritte  in  altri
registri nazionali, purche’ integratesi da almeno cinquanta
anni negli agroecosistemi locali;
b) non piu’ iscritte in alcun registro e minacciate  da
erosione genetica;
c)  non  piu’  coltivate  sul  territorio  nazionale  e
conservate presso  orti  botanici,  istituti  sperimentali,
banche del germoplasma pubbliche  o  private  e  centri  di
ricerca, per le  quali  sussiste  un  interesse  economico,
scientifico,  culturale  o  paesaggistico  a  favorirne  la
3. Il Ministero delle politiche agricole  alimentari  e
forestali, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, nell’ambito delle rispettive competenze,  tutelano
il patrimonio agrario costituito  dalle  risorse  genetiche
delle piante di cui al comma 2 e  provvedono  affinche’  le
comunita’ locali  che  ne  hanno  curato  la  conservazione
partecipino ai benefici derivanti dalla loro  riproduzione,
come  previsto  dalla  Convenzione   internazionale   sulla
biodiversita’, ratificata ai sensi della legge 14  febbraio
1994, n. 124.
4. L’iscrizione delle “varieta’ da  conservazione”  nel
registro  di  cui  al  comma  1  e’  gratuita  ed  esentata
dall’obbligo  di  esame  ufficiale,  anche  sulla  base  di
adeguata considerazione dei risultati  di  valutazioni  non
ufficiali, delle  conoscenze  acquisite  dagli  agricoltori
nell’esperienza   pratica   della    coltivazione,    della
riproduzione e dell’impiego.  Ai  fini  dell’iscrizione  e’
altresi’ disposta la deroga alle condizioni di omogeneita’,
stabilita’ e differenziabilita’ previste dall’art. 19.
5.  Per  quanto  non  previsto  dal  presente  articolo
l’iscrizione delle “varieta’ da conservazione” nel registro
di cui al comma 1 e’ disciplinata dal regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973,  n.
1065, e dalla legge 20 aprile 1976, n. 195.
7. Il Ministro delle politiche  agricole  alimentari  e
forestali puo’ definire,  previo  parere  della  Conferenza
province  autonome  di  Trento  e  di   Bolzano,   adeguate
restrizioni  quantitative  ed  eventuali  deroghe  ai  fini
dell’iscrizione nei registri di cui all’art. 19 nel caso di
coltivazione e commercializzazione di sementi di  specie  e
varieta’ prive  di  valore  intrinseco  per  la  produzione
vegetale, ma sviluppate per la coltivazione  in  condizioni
– Il decreto legislativo del 29 ottobre 2009 n. 149  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 ottobre 2009, n.
–  La  Direttiva  20  giugno  2008  n.  2008/62/CE   e’
pubblicata nella G.U.U.E. 21 giugno 2008, n. L 162.
– Il decreto legislativo  19  agosto  2005  n.  214  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  24  ottobre  2005,  n.
– La  Direttiva  28  novembre  2002  n.  2002/89/CE  e’
pubblicata nella G.U.C.E. 30 dicembre 2002, n. L 355.
– La legge 6 aprile 2004 n.  101  e’  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 23 aprile 2004, n. 95, S.O.
1973, n. 1065 (Regolamento di  esecuzione  della  legge  25
novembre 1971, n. 1096,  concernente  la  disciplina  della
produzione e del commercio  delle  sementi)  e’  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 10 aprile 1974, n. 95, S.O.
–  La  Direttiva  26  novembre  2009,  n.   2009/145/CE
(Direttiva della Commissione che prevede talune deroghe per
l’ammissione    di    ecotipi    e    varieta’     vegetali
tradizionalmente  coltivati  in  particolari  localita’   e
regioni e minacciati  dall’erosione  genetica,  nonche’  di
varieta’  vegetali  prive  di  valore  intrinseco  per   la
produzione vegetale a fini commerciali ma sviluppate per la
coltivazione   in   condizioni   particolari   e   per   la
commercializzazione di sementi di tali ecotipi  e  varieta’
(Testo rilevante ai  fini  del  SEE)  e’  pubblicata  nella
G.U.U.E. 27 novembre 2009, n. L 312.
urgenti in materia  di  stabilizzazione  finanziaria  e  di
competitivita’  economica),   pubblicato   nella   Gazzetta
Ufficiale 31 maggio 2010, n. 125, S.O. e’ stato  convertito
in legge, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30 luglio 2010,  n.
176, S.O.
–  La  Direttiva  13  giugno  2002,  n.  2002/55/CE  e’
pubblicata nella G.U.C.E. 20 luglio 2002, n. L 193.
– La legge 25  novembre  1971  n.  1096,  citata  nelle
premesse,  e’  pubblicata  nella  Gazzetta   Ufficiale   22
dicembre 1971, n. 322.
–  La  legge  20  aprile  1976  n.  195  (Modifiche   e
integrazioni alla legge 25 novembre 1971,  n.  1096,  sulla
disciplina della attivita’ sementiera) e’ pubblicata  nella
a) conservazione in-situ: la conservazione  di  materiale  genetico
nel  suo  ambiente  naturale  e,  nel  caso  delle  specie   vegetali
coltivate, nell’ambiente  di  coltivazione  dove  tali  specie  hanno
b) erosione genetica: perdita, nel tempo, della diversita’ genetica
tra popolazioni o varieta’ della stessa specie e all’interno di esse,
o riduzione della base genetica di una specie a causa dell’intervento
umano o di un cambiamento climatico;
c) ecotipi: un  insieme  di  popolazioni  o  cloni  di  una  specie
vegetale adatti alle condizioni ambientali della propria regione.
Capo II   Ammissione delle varieta’ da conservazione
1. E’ ammessa l’iscrizione, nei registri nazionali  delle  varieta’
delle specie  di  piante  orticole  le  cui  sementi  possono  essere
certificate  come   «sementi   certificate   di   una   varieta’   da
conservazione» oppure  controllate  come  «sementi  standard  di  una
varieta’ da conservazione» degli ecotipi  e  delle  varieta’  di  cui
all’articolo 1, comma 1, lettera a), alle  condizioni  previste  agli
articoli 4 e 5. Tali ecotipi o varieta’  sono  ammesse  nei  registri
nazionali delle varieta’ di specie di piante orticole come  «varieta’
da  conservazione»  le  cui   sementi   devono   essere   certificate
conformemente all’articolo 10 del presente decreto ovvero controllate
conformemente all’articolo 11.
2. E’ ammessa l’iscrizione, nei registri nazionali  delle  varieta’
controllate come «sementi standard di una varieta’ da conservazione»,
degli ecotipi e delle varieta’  di  cui  all’articolo  1,  comma,  1,
lettera a), alle condizioni  previste  agli  articoli  4  e  5.  Tali
ecotipi o varieta’ sono ammesse nei registri nazionali delle varieta’
di specie di piante orticole come «varieta’ da conservazione» le  cui
sementi devono essere controllate conformemente all’articolo 11.
1. Per essere  ammesse  in  quanto  varieta’  da  conservazione  un
ecotipo o una varieta’ di cui all’articolo 1, comma  1,  lettera  a),
deve presentare un  interesse  per  la  conservazione  delle  risorse
2. Al fine della distinguibilita’ e della stabilita’  si  applicano
a)  questionari   tecnici   associati   ai   protocolli   d’esame
dell’Ufficio Comunitario delle  varieta’  vegetali  (UCVV),  elencati
nell’allegato  I  della  direttiva  2003/91/CE  per  le   specie   in
questione, o,
b)   questionari   tecnici   delle   linee   guida    dell’Unione
internazionale per  la  protezione  delle  novita’  vegetali  (UPOV),
elencate nell’allegato II della direttiva 2003/91/CE per tali specie.
3. Per la valutazione  dell’omogeneita’  si  applica  la  direttiva
2003/91/CE. Se il livello di  omogeneita’  e’  stabilito  sulla  base
– La Direttiva 6 ottobre 2003 n. 2003/91/CE  (Direttiva
della Commissione che stabilisce modalita’ di  applicazione
dell’art. 7 della direttiva 2002/55/CE  del  Consiglio  per
quanto riguarda i caratteri minimi sui quali  deve  vertere
l’esame e  le  condizioni  minime  per  l’esame  di  alcune
varieta’ delle  specie  di  ortaggi)  e’  pubblicata  nella
G.U.U.E. 8 ottobre 2003, n. L 254. Entrata in vigore il  15
a)  descrizione   della   varieta’   da   conservazione   e   sua
c) conoscenze  acquisite  con  l’esperienza  pratica  durante  la
coltivazione, la riproduzione e l’impiego, cosi’ come notificate  dal
d) altre  informazioni,  in  particolare  quelle  ottenute  dalle
regioni e dalle province autonome o  dalle  autorita’  competenti  in
materia di risorse fitogenetiche o da organizzazione  riconosciute  a
1. Una  varieta’  da  conservazione  non  e’  ammessa  al  Registro
a) figura gia’ nel catalogo comune delle varieta’  di  specie  di
piante orticole, ma non come varieta’ da conservazione,  o  e’  stata
cancellata dal medesimo catalogo comune nel corso  degli  ultimi  due
anni o da almeno due  anni  a  partire  dalla  scadenza  del  periodo
previsto  dall’articolo  17-bis,  quinto  comma,  del   decreto   del
b)  e’  protetta  da  una  privativa  comunitaria  per  ritrovati
vegetali ai sensi del regolamento (CE) 94/2010  o  da  una  privativa
nazionale per ritrovati vegetali o sia stata presentata  una  domanda
– Il testo dell’art. 17-bis del decreto del  Presidente
della Repubblica 8  ottobre  1973  n.  1065,  citato  nelle
premesse, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  10  aprile
1974, n. 95, S.O., cosi’ recita:
«Art. 17-bis. – Spetta al Ministero dell’agricoltura  e
delle foreste provvedere in  ordine  ai  dubbi  sorti  dopo
l’iscrizione  di  una  varieta’  per  quanto  concerne   la
valutazione  della  sua  differenziabilita’  o  della   sua
denominazione al momento della iscrizione medesima.
Se, dopo l’iscrizione di una varieta’  risulta  che  la
condizione della differenziabilita’ ai sensi del precedente
art.  16-bis  non   e’   stata   soddisfatta   al   momento
dell’iscrizione, quest’ultima e’ annullata e sostituita  da
un’altra decisione a termini del presente  regolamento.  In
tal caso, la varieta’ non  e’  piu’  considerata  come  una
varieta’  nota  nella  Comunita’  europea  ai   sensi   del
precedente  art.  16-bis,  a  partire  dal  momento   della
iscrizione iniziale.
Se, dopo l’iscrizione di una varieta’, risulta  che  la
denominazione ai  sensi  del  precedente  art.  16-ter  non
poteva essere accettabile al  momento  dell’iscrizione,  la
denominazione viene  adattata  in  modo  tale  da  renderla
conforme  al   presente   regolamento.   La   denominazione
precedente puo’ essere temporaneamente utilizzata a  titolo
Il  Ministero  dell’agricoltura  e  delle  foreste  con
proprio decreto dispone la cancellazione  di  una  varieta’
a) in sede di esame, risulti che detta varieta’ non  e’
piu’ distinta, stabile o sufficientemente omogenea;
b) il responsabile o i responsabili della conservazione
in purezza della varieta’ ne facciano richiesta a meno  che
una selezione conservatrice resti assicurata;
c) all’atto dell’inoltro della domanda di iscrizione  o
nel corso della  procedura  l’esame,  siano  state  fornite
indicazioni false o fraudolenti in merito agli elementi  da
cui dipende l’iscrizione;
d) risulti, dopo la iscrizione, la  mancata  osservanza
delle    disposizioni    legislative,    regolamentari    o
e) la validita’ dell’iscrizione sia giunta a scadenza.
Nella ipotesi di cui alla  precedente  lettera  e)  nel
decreto  di  cancellazione  puo’  stabilirsi   un   periodo
transitorio   per   la   certificazione,    il    controllo
la commercializzazione delle sementi o dei  tuberi-seme  di
patate che si protragga al massimo fino al  30  giugno  del
terzo anno successivo alla scadenza dell’iscrizione.
Per la varieta’  compresa  nel  catalogo  comune  delle
varieta’ di specie di  piante  agricole  o  di  ortaggi  il
periodo  transitorio  che  scade  per  ultimo  fra   quelli
accordati dai vari Stati  membri  in  cui  la  varieta’  e’
iscritta si  applica  alla  commercializzazione  in  Italia
quando  le  sementi  o  i  tuberi-seme  della  varieta’  in
questione non sono state sottoposte ad  alcuna  restrizione
di commercializzazione per quanto riguarda la varieta’.
Il Ministro delle politiche agricole e  forestali,  con
proprio   decreto,   in   conformita’   alle   disposizioni
comunitarie, determina le  modalita’  di  applicazione  del
primo, del secondo e del terzo comma.».
– Il  Regolamento  (CE)  3  febbraio  2010  n.  94/2010
(Regolamento della Commissione  recante  fissazione  di  un
limite quantitativo supplementare per  le  esportazioni  di
zucchero fuori quota per la campagna di commercializzazione
2009/2010) e’ pubblicato nella G.U.U.E. 4 febbraio 2010, n.
1. Per le denominazioni delle varieta’ da conservazione  conosciute
prima del 25 maggio 2000 sono ammesse deroghe al regolamento (CE)  n.
637/2009, salvo che tali deroghe violino i diritti pregressi di terzi
2. E’ ammesso l’uso di piu’ denominazioni per  la  stessa  varieta’
nel  caso  in  cui  si  tratti  di   denominazioni   tradizionalmente
– Il Regolamento (CE) 22 luglio 2009  n.  637/2009  (Il
Regolamento della Commissione che stabilisce  le  modalita’
di applicazione per quanto riguarda l’ammissibilita’  delle
denominazioni varietali delle specie di piante  agricole  e
delle  specie  di  ortaggi  –  Versione  codificata  -Testo
rilevante ai fini del SEE), e’ pubblicato nella G.U.U.E. 23
luglio 2009, n. L 191.
1. Al momento dell’ammissione  di  una  varieta’  da  conservazione
viene determinata la zona (o le zone) di coltivazione tradizionale di
tale  varieta’  alle  cui  condizioni  la   varieta’   medesima   sia
naturalmente  adattata  «zona  di  origine».  Per  procedere  a  tale
materia di risorse fitogenetiche o da organizzazioni  riconosciute  a
2. Se la zona  d’origine  e’  situata,  oltre  che  sul  territorio
3. La zona di origine identificata e’ notificata  alla  Commissione
1. La selezione conservatrice  di  una  varieta’  da  conservazione
ammessa al Registro nazionale deve essere effettuata nella  sua  zona
Capo III   Produzione e commercializzazione di sementi
1. In deroga all’articolo 3 della legge 20 aprile 1976, n.  195,  e
successive modificazioni, e’ stabilito che le sementi di varieta’  da
conservazione possono essere certificate come sementi certificate  di
una varieta’ da conservazione se soddisfano le condizioni di  cui  ai
modalita’ previste per il mantenimento della selezione conservatrice.
3. Le sementi devono soddisfare i requisiti per  la  certificazione
delle sementi della categoria  sementi  certificate  stabilite  dalla
legge 20 aprile 1976, n. 195, e  dal  decreto  del  Presidente  della
Repubblica n. 1065 del 1973, con esclusione di quelle riguardanti  la
purezza varietale minima e di quelle riguardanti l’esame ufficiale  o
l’esame effettuato sotto sorveglianza ufficiale  di  cui  al  decreto
legislativo 2 agosto 2007, n. 150.
4. Le sementi devono  presentare  un  grado  di  purezza  varietale
Il testo dell’art. 3 della citata legge 20 aprile 1976,
n. 195, cosi’ recita:
«Art. 3.  –  Le  sementi  di  cicoria  industriale  non
possono  essere  commercializzate  a  meno  che  non  siano
ufficialmente certificate come sementi di  base  o  sementi
Le sementi di  altre  specie  di  ortaggi  non  possono
essere  commercializzate  a  meno  che  non   siano   state
certificate o siano sementi standards.
Gli  imballaggi  di  sementi  di  base  e  di   sementi
certificate – ad eccezione, per quest’ultima categoria, dei
piccoli imballaggi – debbono essere muniti.
a)  all’esterno:  di  un  cartellino  ufficiale,  non
utilizzato in precedenza, conforme all’allegato n. 1  della
presente legge, di colore bianco per le sementi di base  ed
azzurro per le sementi certificate. Nel caso di  imballaggi
trasparenti il cartellino puo’ figurare all’interno  quando
esso e’ leggibile attraverso l’imballaggio.  E’  consentito
l’impiego di etichette ufficiali adesive;
b) all’interno:  di  un  attestato  ufficiale,  dello
stesso  colore  del  cartellino  ufficiale,   di   cui   al
precedente punto a), che riporti le indicazioni previste ai
punti 4, 5, 6 e 7 dell’allegato n. 1 della presente  legge.
Esso  non  e’  indispensabile  quando,   conformemente   al
medesimo  punto  a),  il  cartellino   figura   all’interno
dell’imballaggio trasparente, o e’ utilizzata  un’etichetta
adesiva  od,  infine,  il  cartellino  sia  costituito   da
materiale non lacerabile.
Gli  imballaggi  di  sementi  standard  ed  i   piccoli
imballaggi di sementi della categoria «sementi certificate»
devono essere muniti di un cartellino del produttore.
I  rivenditori  di  sementi,  muniti   della   apposita
autorizzazione prefettizia, di cui  alla  legge  18  giugno
1931,  n.  987,  possono  sconfezionare  e   riconfezionare
sementi della categoria standard a condizione che appongano
alle  nuove  confezioni  poste  in   vendita   un   proprio
cartellino, in sostituzione di quello del produttore.
Il cartellino, prescritto  dai  precedenti  due  commi,
deve essere conforme all’allegato n. 2 della presente legge
e, di colore azzurro, per le sementi certificate e,  giallo
scuro, per le sementi «standard». Nel  caso  di  imballaggi
esso e’ leggibile attraverso l’imballaggio. Tale cartellino
puo’ essere sostituito da  una  scritta  impressa  in  modo
indelebile sull’involucro.
In caso di varieta’ ampiamente note al 1°  luglio  1970
sull’etichetta si puo’ fare riferimento  ad  una  selezione
conservatrice della varieta’. E’ vietato fare riferimento a
proprieta’  particolari  eventualmente  connesse  con  tale
selezione conservatrice.
Tale riferimento segue la denominazione varietale della
quale deve essere chiaramente separato, preferibilmente con
un  trattino.  Esso   non   prevale   sulla   denominazione
Dopo una data da stabilire anteriormente al  1°  luglio
1992, conformemente alla  procedura  prevista  dall’art.  6
della legge 20  aprile  1976,  n.  195,  sull’etichetta  si
potra’ fare riferimento solo alle  selezioni  conservatrici
dichiarate prima di tale data.
Nel caso di sementi di base e di  sementi  certificate,
l’etichetta o  la  stampigliatura  relativa  al  produttore
devono essere redatte in modo da non poter  essere  confuse
con l’etichetta ufficiale di cui al presente articolo.».
– Per il decreto  del  Presidente  della  Repubblica  8
ottobre 1973 n. 1065, si veda nelle note alle premesse.
–  Il  decreto  legislativo  2  agosto  2007,  n.   150
(Attuazione della direttiva 2004/117/CE,  recante  modifica
2002/55/CE  e  2002/57/CE  sugli   esami   eseguiti   sotto
sorveglianza  ufficiale  e  l’equivalenza   delle   sementi
prodotte in  Paesi  terzi)  e’  pubblicato  nella  Gazzetta
Controllo delle sementi standard
1. In deroga all’articolo 3 della legge 20 aprile 1976, n. 195,  e’
stabilito che le sementi di varieta’ da conservazione possono  essere
controllate come sementi standard di una varieta’ da conservazione se
soddisfano le condizioni di cui ai commi 2 e 3.
2. Le sementi devono soddisfare i requisiti per  la  certificazione
delle sementi della  categoria  standard  stabilite  dalla  legge  20
aprile 1976, n. 195, e dal decreto del Presidente della Repubblica n.
1065 del 1973,  con  esclusione  di  quelle  riguardanti  la  purezza
varietale minima.
3. Le sementi devono  presentare  un  grado  di  purezza  varietale
– Per il testo dell’art. 3 della legge 20 aprile  1976,
n. 195, si veda nelle note all’art. 1.
ottobre 1973, n. 1065, si veda nelle note alle premesse
1. Le analisi delle sementi,  effettuate  per  appurare  che  siano
soddisfatte le prescrizioni di  cui  agli  articoli  10  e  11,  sono
realizzate conformemente ai protocolli internazionali esistenti o, in
loro assenza, secondo metodi condivisi a livello nazionale.
2. Al fine delle analisi di cui  al  comma  1,  i  campioni  devono
essere prelevati da lotti omogenei. Il peso del lotto e del  campione
devono soddisfare le condizioni previste all’allegato II del  decreto
del Presidente della Repubblica n. 1065 del 1973.
ottobre 1973, n. 1065, si veda nelle note alle premesse.
Zona di produzione delle sementi
1. Le sementi di  una  varieta’  da  conservazione  possono  essere
prodotte esclusivamente nella  zona  di  origine.  Se  in  tale  zona
risulta  impossibile  procedere  alla  produzione,  per   un   motivo
specifico connesso all’ambiente, si puo’ autorizzare la produzione di
sementi in altre zone, tenendo conto delle informazioni fornite dalle
regioni e dalle province  autonome  o  dalle  autorita’  responsabili
delle risorse fitogenetiche o da organizzazioni  riconosciute  a  tal
fine. Le  sementi  prodotte  in  queste  altre  zone  possono  essere
utilizzate esclusivamente nelle zone di origine.
2. Le ulteriori zone di produzione delle  sementi,  individuate  ai
sensi del comma 1, devono essere notificate alla Commissione  europea
a) sono state prodotte nella loro zona di origine o in una  delle
zone di cui all’articolo 13;
b) sono commercializzate nella loro zona di origine;
c) soddisfano i requisiti previsti dalla normativa  fitosanitaria
2. In deroga al comma  1,  lettera  b),  possono  essere  approvate
ulteriori zone di commercializzazione a condizione che  queste  siano
comparabili con le zone di  origine  quanto  ad  habitat  naturali  e
semi-naturali  della  varieta’  in  questione.   In   tal   caso   il
quantitativo di sementi necessario per la produzione della  quantita’
minima, di cui all’articolo 15, e’ riservato alla conservazione della
varieta’ nella sua zona  d’origine.  L’approvazione  delle  ulteriori
3. Nel caso sia stata applicata la deroga di cui  all’articolo  13,
comma 1, non si puo’ fare ricorso all’ulteriore deroga  prevista  dal
1. Per ciascuna varieta’ da conservazione, la quantita’ di  sementi
commercializzata annualmente non deve superare quella necessaria  per
la coltivazione delle superfici indicate all’allegato I per le specie
1.  I  produttori  di  sementi  di   varieta’   da   conservazione,
comunicano,  alle  regioni  e  province   autonome   competenti   per
territorio, all’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti  e  la
nutrizione e al  Ministero  delle  politiche  agricole  alimentari  e
forestali,  prima  dell’inizio  della  stagione  di  produzione,   le
superfici e l’ubicazione delle aree di produzione delle sementi.
possibilita’ che siano superate le quantita’ stabilite  dall’articolo
15, l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione,
d’intesa con le regioni e province autonome competenti per territorio
e con il Ministero delle politiche agricole alimentari  e  forestali,
stabilisce,  per  ciascun  produttore,  la  quota  che  puo’   essere
commercializzata nel corso della stagione di produzione in questione.
Chiusura degli imballaggi
1. Le  sementi  delle  varieta’  da  conservazione  possono  essere
commercializzate esclusivamente in imballaggi chiusi e  appositamente
2. Gli imballaggi di sementi sono sigillati dal produttore, in modo
tale da non poter essere  aperti  senza  danneggiare  il  sistema  di
sigillatura o senza lasciare tracce di  manomissione  sul  cartellino
del produttore o sull’imballaggio.
3. Al fine di garantire la sigillatura, conformemente al  comma  2,
il  sistema  di  chiusura   prevede   l’aggiunta   dell’etichetta   o
l’apposizione di un sigillo come condizione minima.
1. Gli imballaggi o i contenitori  di  sementi  delle  varieta’  da
conservazione sono muniti di un cartellino del produttore  o  di  una
scritta stampata o apposta con un  timbro  comprendente  le  seguenti
b) il nome e l’indirizzo del responsabile del cartellino o il suo
c) l’anno della chiusura, nei seguenti termini: «chiuso …»  cui
segue l’indicazione dell’anno oppure l’anno dell’ultimo  prelievo  di
campioni  per  l’ultima  analisi  di  germinabilita’,  nei   seguenti
termini: «campione prelevato …» cui segue l’indicazione dell’anno;
f)   l’indicazione   «sementi   certificate   di   varieta’    da
conservazione» o «sementi standard di varieta’ da conservazione»;
h) se la zona di produzione delle sementi e’ diversa  dalla  zona
di origine, l’indicazione della zona di produzione delle sementi;
i) il numero di riferimento  del  lotto  indicato  dalla  persona
l) il peso netto o lordo dichiarato oppure il  numero  dichiarato
di semi;
m) in  caso  di  indicazione  del  peso  e  di  utilizzazione  di
antiparassitari granulati, di sostanze di  rivestimento  o  di  altri
dell’additivo e il rapporto approssimativo tra il peso dei  glomeruli
o dei semi puri e il peso totale.
1. L’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione
provvede al controllo ufficiale a posteriori delle  sementi  prodotte
da  varieta’  da  conservazione  mediante  sondaggi  per  verificarne
l’identita’ e la purezza varietale.
provvede a verificare, tramite controlli ufficiali effettuati durante
la produzione e la commercializzazione, che le sementi  soddisfino  i
requisiti del presente capo  III,  con  particolare  attenzione  alla
varieta’, alle zone di produzione delle sementi e alle quantita’.
Capo IV   Ammissione delle varieta’ sviluppate  per la
coltivazione in condizioni particolari
Varieta’ sviluppate per la coltivazione
in condizioni particolari
1. E’  ammessa  l’iscrizione,  delle  varieta’  sviluppate  per  la
coltivazione in condizioni particolari, nei registri nazionali  delle
varieta’ delle specie di  piante  orticole  le  cui  sementi  possono
essere unicamente controllate come «sementi standard di una  varieta’
sviluppata per  la  coltivazione  in  condizioni  particolari».  Tali
varieta’ sono ammesse nei registri nazionali delle varieta’ di specie
di piante orticole come «varieta’ sviluppate per la  coltivazione  in
condizioni particolari» le  cui  sementi  devono  essere  controllate
conformemente all’articolo 26.
1.  Per  essere  ammessa  in  quanto  varieta’  sviluppata  per  la
coltivazione in condizioni particolari di cui all’articolo  1,  comma
1, lettera b), una varieta’ deve essere priva  di  valore  intrinseco
per la produzione orticola a fini commerciali, ma sviluppata  per  la
coltivazione in condizioni particolari. Una varieta’  e’  considerata
sviluppata per la coltivazione in condizioni particolari se e’  stata
costituita   per   la   coltivazione   in   particolari    condizioni
agrotecniche, climatiche e pedologiche.
2. Al fine della distinguibilita’ e della stabilita’ si  applicano,
alle  varieta’  sviluppate  per   la   coltivazione   in   condizioni
particolari, almeno i caratteri previsti nei:
– Per i riferimenti della Direttiva 6 ottobre  2003  n.
2003/91/CE, si veda nelle note all’art. 4.
1. L’ammissione delle varieta’ sviluppate per  la  coltivazione  in
condizioni particolari nei registri nazionali delle varieta’  non  e’
soggetta ad alcun esame ufficiale se,  ai  fini  dell’adozione  delle
relative decisioni, risultano sufficienti le seguenti informazioni:
a) descrizione della varieta’ sviluppata per la  coltivazione  in
condizioni particolari e sua denominazione;
Inammissibilita’ di varieta’ sviluppate
per la coltivazione in condizioni particolari
1. Una  varieta’  sviluppata  per  la  coltivazione  in  condizioni
particolari non e’ ammessa al Registro nazionale delle varieta’ se:
piante orticole, ma non come varieta’ sviluppata per la  coltivazione
in  condizioni  particolari,  o  e’  stata  cancellata  dal  medesimo
catalogo comune negli ultimi due anni o da almeno due anni a  partire
dalla scadenza del  periodo  previsto  dall’articolo  17-bis,  quinto
comma, del decreto del Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973, n.
vegetali ai sensi del regolamento (CE) n. 94/2010 o da una  privativa
–  Per  il  testo  dell’art.  17-bis  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 8 ottobre  1973,  n.  1065,  si
veda nelle note all’art. 6.
– Per il Regolamento (CE) 3 febbraio 2010, n.  94/2010,
si veda nelle note all’art. 6.
1.  Per  le  denominazioni  delle  varieta’   sviluppate   per   la
coltivazione in condizioni particolari conosciute prima del 25 maggio
2000 sono ammesse deroghe al regolamento (CE) n. 637/2009, salvo  che
tali deroghe violino i diritti pregressi di terzi protetti in  virtu’
dell’articolo 2 di tale regolamento.
– Per i riferimenti  del  Regolamento  (CE)  22  luglio
2009, n. 637/2009, si veda nelle note all’art. 7.
stabilito che le sementi di varieta’ sviluppate per  la  coltivazione
in condizioni particolari possono  essere  controllate  come  sementi
della categoria standard se soddisfano le condizioni di cui ai  commi
soddisfatte le prescrizioni di cui all’articolo 26,  sono  realizzate
conformemente ai protocolli  internazionali  esistenti,  o,  in  loro
assenza, secondo metodi condivisi a livello nazionale.
1. La commercializzazione delle sementi di varieta’ sviluppate  per
la coltivazione in condizioni particolari e’ consentita se realizzata
in imballaggi di piccole dimensioni dal peso non  superiore  al  peso
netto massimo fissato all’allegato II per le specie interessate.
1. Le sementi delle varieta’  sviluppate  per  la  coltivazione  in
condizioni particolari possono essere commercializzate esclusivamente
in imballaggi chiusi e sigillati.
2. Gli imballaggi di sementi sono sigillati dal produttore in  modo
1. Gli  imballaggi  o  i  contenitori  di  sementi  delle  varieta’
sviluppate per la coltivazione in condizioni particolari sono  muniti
di un cartellino del produttore o di una scritta stampata  o  apposta
con un timbro comprendente le seguenti informazioni:
e) la denominazione della varieta’;
f) la  dicitura  «varieta’  sviluppata  per  la  coltivazione  in
condizioni particolari»;
g) il numero di riferimento  del  lotto  indicato  dalla  persona
h) il peso netto o lordo dichiarato oppure il  numero  dichiarato
i) in  caso  di  indicazione  del  peso  e  di  utilizzazione  di
da varieta’ sviluppate per la coltivazione in condizioni  particolari
mediante sondaggi per verificarne l’identita’ e la purezza varietale.
requisiti del presente  capo  IV,  con  particolare  attenzione  alla
varieta’, alle quantita’ e  ai  requisiti  previsti  dalla  normativa
fitosanitaria vigente.
Capo V   Disposizioni generali e finali
1. I  produttori  di  sementi  operanti  sul  territorio  nazionale
provvedono a notificare alle regioni e province  autonome  competenti
per territorio, all’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti  e
la nutrizione e al Ministero delle politiche  agricole  alimentari  e
forestali, per ogni stagione di produzione, i quantitativi di sementi
commercializzati  per  ciascuna  varieta’  da  conservazione  e   per
ciascuna  varieta’  sviluppata  per  la  coltivazione  in  condizioni
2. Su richiesta, i quantitativi di sementi di ciascuna varieta’  da
conservazione e di ogni varieta’ sviluppata per  la  coltivazione  in
condizioni particolari  commercializzati  sul  territorio  nazionale,
sono notificati alla Commissione europea e agli altri Stati membri.
Notifica delle organizzazioni riconosciute
nel campo delle risorse fitogenetiche
provvede a notificare, alla Commissione europea e  agli  altri  Stati
membri, le organizzazioni  riconosciute  ai  sensi  dell’articolo  5,
comma 1, lettera d), dell’articolo  8,  comma  1,  dell’articolo  13,
comma 1, e dell’articolo 23, comma 1, lettera d).
1.  Con  provvedimento  del  Ministero  delle  politiche   agricole
alimentari e forestali, da adottarsi entro sei  mesi  dalla  data  di
entrata  in  vigore   del   presente   decreto,   saranno   stabilite
disposizioni applicative per definire le modalita’  per  l’ammissione
al Registro nazionale delle varieta’ sviluppate per  la  coltivazione
in condizioni particolari.
– Il  terzo  comma  dell’art.  117  della  Costituzione
stabilisce, tra l’altro, che sono materie  di  legislazione
concorrente quelle relative ai  rapporti  internazionali  e
con l’Unione europea delle Regioni,  nonche’  il  commercio
con l’estero; mentre il quinto comma  dell’art.  117  della
Costituzione prevede che Le Regioni e le Province  autonome
di Trento e di Bolzano, nelle materie di  loro  competenza,
partecipano alle decisioni dirette  alla  formazione  degli
atti normativi comunitari  e  provvedono  all’attuazione  e
all’esecuzione degli accordi internazionali  e  degli  atti
dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di  procedura
stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalita’
di  esercizio   del   potere   sostitutivo   in   caso   di
DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010, n. 267 – Attuazione della direttiva 2009/145/CE, recante talune deroghe per l’ammissione di ecotipi e varieta’ orticole tradizionalmente coltivate in particolari localita’ e regioni e minacciate da erosione genetica, nonche’ di varieta’ orticole prive di valore intrinseco per la produzione a fini commerciali ma sviluppate per la coltivazione in condizioni particolari per la commercializzazione di sementi di tali ecotipi e varieta’. (11G0033) (GU n. 34 del 11-2-2011 redazione redazione 2015-05-05T21:21:59+00:00