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Timestamp: 2014-09-16 15:24:19+00:00
Document Index: 10277511

Matched Legal Cases: ['art. 320', 'art. 322', 'art. 311', 'art. 320', 'art. 320', 'art. 311', 'art. 322', 'art. 5', 'art. 12']

La mediazione non è condizione di procedibilità delle domande proposte innanzi al Giudice di pace
10 Aprile 2012	di Elena Occhipinti	in
Mediazione	> Giurisprudenza	Il Giudice di Pace di Napoli, 23 marzo 2012 ha negato l'applicabilità della disciplina sulla mediazione amministrata, in quanto il D. Lgs. 28/10 non contiene alcun richiamo al giudice di Pace nè dispone espressamente l’abrogazione degli art. 320 e art. 322 c.p.c.: nel procedimento dinanzi al giudice di Pace trovano dunque applicazione le disposizioni di cui al libro II, titolo II, dall’art. 311 al 322 c.p.c. e "una diversa interpretazione non solo sarebbe in contrasto con il delineato quadro sistemico ma si rivelerebbe manifestamente illogica".
Tale orientamento è stato in seguito confermato anche dal Giudice di Pace di Cava dei Tirreni, 21 aprile 2012, che ha con ordinanza ribadito che il procedimento dinanzi al Giudice di Pace già prevede sia la conciliazione in sede non contenziosa in virtù dell’art. 320 c. 1. c.p.c. che in sede non contenziosa (non prevista dinanzi al Tribunale). Il D.Lgs. n. 28/10 non contiene alcun richiamo al giudice di pace né dispone espressamente l’abrogazione degli art. 320 e 322 c.p.c. Ne deriva che nel procedimento innanzi al giudice di pace vanno applicate le disposizioni di cui al libro II, titolo II, dall’art. 311 all’art. 322 c.p.c. "Una diversa interpretazione oltre ad essere paradossale sarebbe in evidente contrasto con il delineato quadro sistemico e finirebbe per vanificare lo scopo del legislatore diretto proprio a favorire la conciliazione delle controversie di competenza del giudice di pace, che già svolge ex lege la funzione affidata con il D.Lgs. n. 28/10 al Mediatore".
Leggi il testo integrale dei provvedimenti
Giudice di Pace di Cava dei Tirreni, 21 aprile 2012
2 Aprile 2012	di Elena Occhipinti	in
Mediazione	> Giurisprudenza	L'art. 5, c. 1, D. Lgs. n. 28/2010 prevede che, per le controversie individuate, l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilita' della domanda giudiziale. L'improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione e' già iniziata, ma non si e' conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di quattro mesi. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non e' stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione.
Mediazione	> Giurisprudenza	L'art. 12, comma 1, D. Lgs. 28/2010 prevede che il verbale di accordo, il cui contenuto non è contrario all'ordine pubblico o a norme imperative, e' omologato, su istanza di parte e previo accertamento anche della regolarita' formale, con decreto del presidente del tribunale nel cui circondario ha sede l'organismo.
La mediazione su invito del giudice: i primi provvedimenti giurisprudenziali
2 Aprile 2012	di Elena Occhipinti	Al di fuori delle ipotesi di mediazione obbligatoria, il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell'istruzione e il comportamento delle parti, puo' invitare le stesse a procedere alla mediazione. L'invito deve essere rivolto alle parti prima dell'udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non e' prevista, prima della discussione della causa. Se le parti aderiscono all'invito, il giudice fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 6 e, quando la mediazione non e' gia' stata avviata, assegna contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione.
Leggi i primi provvedimenti sull'argomento
Trib. Varese, 6 luglio 2011
Trib. Roma, sez. Ostia, 22 novembre 2011
Il danno da perdita dell’animale da affezione e la violazione del diritto di proprietà
30 Marzo 2012	di Martina Gerbi	in
Osservatorio sul Danno alla Persona	> In evidenza	Trib. Bari, sez. dist. Monopoli 22 novembre 2011 Con la pronuncia in evidenza, la sezione distaccata di Monopoli del Tribunale di Bari, in funzione di giudice di secondo grado, torna sul tema della risarcibilità del danno da perdita dell’animale da affezione, ponendosi in netta antitesi rispetto all’orientamento sul punto consolidatosi presso la Suprema Corte e consacrato anche dalle SS.UU. 2008.
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Danni da discriminazione razziale sul luogo di lavoro
29 Marzo 2012	di Luca Nocco	in
Osservatorio sul Danno alla Persona	> In evidenza	http://www.asgi.it/home_asgi.php?n=2109&;l=it
Con l’ordinanza allegata, che ha avuto ampia eco nei mass media locali e nazionali, il Tribunale di Milano ha condannato un datore di lavoro (nella specie, una banca specializzata in clientela extracomunitaria) per una serie di condotte discriminatorie, verificatesi sul luogo di lavoro, a danno di un proprio dipendente originario del Senegal.
Tali condotte sono consistite, fra l’altro, nel reiterato uso di epiteti già in più occasioni ritenuti razzisti e diffamatori dalla giurisprudenza (come i dispregiativi “negri” o “negroni”) e nell’espressione di giudizi volgari ed infamanti nei confronti di particolari categorie di soggetti (come extracomunitari, musulmani e rom).
La “specifica e speciale connotazione razziale della banca” non è stata ritenuta dirimente a fini di attenuazione della responsabilità: essa, al contrario, avrebbe forse dovuto costituire un’aggravante rispetto ai comportamenti in questione.
IL DANNO NON PATRIMONIALE ALLA PERSONA GIURIDICA
On-line il materiale del seminario del 27 marzo 2012
Il danno esistenziale, il ristoratore e la compagnia telefonica
Mancato utilizzo dell’immobile: il danno patrimoniale è in re ipsa
Quale danno non patrimoniale cd. esistenziale in assenza di un contra jus costituzionale?
Il manifesto in cui si dà del “beduino” allo straniero è una discriminazione razziale
Cass. 17 gennaio 2012, n. 610 - Danni intrafamiliari
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