Source: http://leonia.izmo.it/st/law/509d80d91bf8d8d164000001
Timestamp: 2017-08-20 22:53:28+00:00
Document Index: 136466452

Matched Legal Cases: ['art. 2575', 'art.1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 14', 'arte 2', 'arte 3', 'art. 18', 'art. 115', 'art. 2', 'art 2', 'art 3']

Leonia - How to put self made design in the market of Italy
How to put self made design in the market of Italy
Oggetti di design autoprodotto - Come metterli sul mercato?
Qui di seguito si forniscono a designer, artisti, artigiani che operano in Italia alcune indicazioni su come collocare sul mercato oggetti di design autoprodotti realizzati con materiali di recupero.
In questa parte ricerca, aggiornata a giugno 2012, si è scelto di intervistare una serie di operatori del settore (designer, artisti, artigiani) al fine di ricostruire e analizzare le modalità di vendita più diffuse, non essendo in Italia prevista fiscalmente la figura del "designer autoproduttore" che segue in prima persona tutte le fasi, dalla progettazione alla realizzazione sino alla vendita del prodotto.
Le due prassi più comuni per mettere sul mercato un oggetto di design autoprodotto qualificano il prodotto, da un lato, come “opera d’arte”, dall'altro, come “prodotto di artigianato”.
Vendere l’oggetto come Opera d’arte
In assenza di una definizione univoca ed esplicita dei concetti di arte e di opera d’arte l’ordinamento italiano ha delineato un quadro giuridico di riferimento sostanzialmente incentrato su un duplice livello: quello rappresentato dalle norme costituzionali (artt. 9, 33 e 34 della Costituzione) e dalla normativa speciale del settore e quello proprio della normativa, altrettanto speciale, del diritto d’autore[1].
Occorre quindi fare riferimento all’art. 2575 del Codice Civile, che stabilisce che “formano oggetto del diritto di autore le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione”, e all’art.1 della L. 633/1941 (Legge sul diritto d’autore), che stabilisce che “sono protette ai sensi di questa legge le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione”.
La norma generale richiede pertanto la sussistenza della sola caratteristica della creatività per la tutela delle opere.
Il diritto d’autore tutela il soggetto creatore dell’opera d’arte in tutte le sue forme espressive, assicurando allo stesso la difesa dello sfruttamento economico e di quello c.d. morale che ne consegue, così come garantisce l’opera da qualsivoglia alterazione che ne possa pregiudicare tanto l’integrità che il suo valore espressivo[2].
L’attività dell’artista può essere occasionale o abituale (per una definizione si può vedere questo link).
Se l’attività dell’artista è occasionale per la vendita di un quadro è sufficiente una semplice ricevuta per vendita occasionale (a questo link è possibile vedere un esempio di ricevuta per vendita occasionale di opera d’arte).
Se l’attività dell’artista è abituale occorre richiedere la partita IVA all’Agenzia delle Entrate e adempiere da quel momento a tutti gli obblighi di un lavoratore autonomo.
Tra gli obblighi del’artista abituale, il primo è certamente l’emissione della fattura all’atto della vendita del quadro o se precedente al momento dell’incasso, con l’applicazione dell’IVA nella misura del 10%, salvo che non sia possibile rientrare in regime minimi o forfettari che consentono di non applicare l’IVA: la vendita di un’opera d’arte da parte dell’artista gode infatti di una aliquota agevolata rispetto a quella ordinaria del 21%[3].
La cessione di un’opera d’arte[4], anche se effettuata direttamente dall’autore, si qualifica infatti senza dubbio come cessione di bene, e non prestazione di servizi: i Paesi aderenti alla Comunità europea non hanno dunque il potere di esentare da IVA tale attività[5].
Per ciò che attiene strettamente al design, soltanto con il D.Lgs. 95/2001, e con espresso riferimento alla materia dell’industrial design, si è giunti a concedere spazio e tutela a questa disciplina nell’ambito del diritto d’autore: tale Decreto, modificando l’art. 2, punto 10, della L. 633/1941 (Legge sul diritto d’autore) ha posto tra le opere meritevoli di tutela le attività di disegno industriale che presentino caratteri di creatività e di valore artistico. La norma citata condiziona pertanto la protezione mediante le norme sul diritto d’autore delle “opere del disegno industriale” alla sussistenza di un requisito ulteriore rispetto alle altre opere dell’ingegno, rappresentato appunto dal valore artistico[6].
Il combinato disposto degli artt. 2, punto 10, Legge sul diritto d’autore e 44 Codice della proprietà industriale (come modificato dal D.L. 216/2011), prevede oggi il cumulo tra tutela della registrazione come disegno e tutela d’autore per quelle opere che presentano “di per sé” carattere creativo e valore artistico[7]. Tale disciplina subordina la protezione al valore di mercato delle forme e non più soltanto al loro valore estetico, legando la tutela alla percezione dell’impatto estetico da parte di utilizzatori informati e alla ricorrenza di caratteristiche esterne, connesse all’aspetto di un prodotto, idonee a contribuire all’affermazione commerciale del prodotto[8].
Vendere l’oggetto come prodotto di artigianato
Perché l’oggetto di design autoprodotto sia definibile “prodotto di artigianato” è necessario che il produttore dell’oggetto sia effettivamente un artigiano: occorre dunque fare riferimento alla normativa che regola l’attività artigianale.
La fonte normativa di riferimento in questo caso è la L. 443/1985 (Legge Quadro sull’Artigianato), che fissa i principi in base ai quali le Regioni devono emanare norme legislative in materia di artigianato. Spetta infatti alle autorità regionali l'adozione di provvedimenti diretti alla tutela ed allo sviluppo dell'artigianato ed alla valorizzazione delle produzioni artigiane nelle loro diverse espressioni territoriali, artistiche e tradizionali.
Definizione: è imprenditore artigiano colui che esercita personalmente, professionalmente e in qualità di titolare, l'impresa artigiana, assumendone la piena responsabilità con tutti gli oneri ed i rischi inerenti alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo. L'imprenditore artigiano, nell'esercizio di particolari attività che richiedono una peculiare preparazione ed implicano responsabilità a tutela e garanzia degli utenti, deve essere in possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti dalle leggi statali.
Forme: è artigiana l'impresa che, esercitata dall'imprenditore artigiano, abbia per scopo prevalente lo svolgimento di un'attività di produzione di beni, anche semilavorati. Tale imprese deve essere costituita ed esercitata in forma di società, anche cooperativa, escluse le società per azioni ed in accomandita per azioni, a condizione che la maggioranza dei soci svolga in prevalenza lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo e che nell'impresa il lavoro abbia funzione
preminente sul capitale.
a) per l'impresa che non lavora in serie: un massimo di 18 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 9;
b) per l'impresa che lavora in serie, purchè con lavorazione non del tutto automatizzata: un massimo di 9 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5;
c) per l'impresa che svolge la propria attività nei settori delle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura: un massimo di 32 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 16;
Albo provinciale delle imprese artigiane: sono tenute ad iscriversi tutte le imprese aventi i requisiti per essere classificate come imprese artigiane, secondo le formalità previste per il registro delle ditte dagli articoli 47 ss. del R.D. 2011/1934. La domanda di iscrizione al predetto albo e le successive denunce di modifica e di cessazione esimono dagli obblighi di cui ai citati articoli e sono annotate nel registro delle ditte entro quindici giorni dalla presentazione. L'iscrizione all'albo è costitutiva e condizione per la concessione delle agevolazioni a favore delle imprese artigiane. Nessuna impresa può adottare, quale ditta o insegna o marchio, una denominazione in cui ricorrano riferimenti all'artigianato, se essa non è iscritta all'Albo.
Gli atti di istruzione e certificazione ai fini dell'iscrizione all'albo delle imprese artigiane sono di competenza dei Comuni[9]. La Commissione provinciale per l'artigianato[10], dopo aver esaminato l'istruttoria e la certificazione, delibera sulle eventuali iscrizioni, modificazioni e cancellazioni delle imprese artigiane dall'albo provinciale, in relazione alla sussistenza, modificazione o perdita dei requisiti.
Per quanto riguarda l’attività di vendita al pubblico delle merci da loro prodotte, l’art. 4 comma 2 lettera f del D.Lgs. 114/1998 stabilisce che a tale attività non sono applicabili le norme relative al commercio, a patto che i prodotti posti in vendita siano esclusivamente di produzione propria e la vendita avvenga obbligatoriamente nei locali di produzione dei beni stessi o in locali a questi adiacenti.
Se si qualificano e si decide di vendere gli oggetti di design autoprodotti come “prodotti di artigianato”, occorre tenere, inoltre, in considerazione la normativa a tutela del consumatore.
In Italia il riferimento è il D.Lgs 206/2005 (Codice del consumo), applicabile anche ai prodotti di artigianato in base all'art. 3, lett. e)[11].
Tale Codice stabilisce i diritti del consumatore (chi compra un bene per farne un uso proprio), tra cui spiccano (art. 2) quelli “alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e dei servizi”, “ad una adeguata informazione e ad una corretta pubblicità” e “alla correttezza, alla trasparenza e all'equità nei rapporti contrattuali”.
Il Codice disciplina istituti e tematiche quali: regole pubblicitarie; standard qualitativi di produzione del bene; responsabilità nei confronti del consumatore (introducendo livelli minimi di sicurezza attraverso l’obbligo della certificazione); vendita del prodotto (prevedendo una garanzia di 2 anni a favore del consumatore)[12]; diritto di recesso; tutela giudiziale e class-action.
Il consumatore ha diritto a ricevere un bene conforme al contratto, ovvero ai requisiti e alle qualità tecniche che il venditore ha promesso. Vizi e mancanza di qualità essenziali o promesse sono difetti di conformità rispetto ai quali vige la garanzia di 24 mesi dalla data di acquisto. In caso di difformità delle caratteristiche e prestazioni rispetto alle informazioni ricevute, in caso di difetto di funzionamento o guasto del bene, si ha diritto alla riparazione, sostituzione (a scelta del consumatore) o, qualora ciò sia impossibile, anche alla riduzione ovvero restituzione del prezzo pagato. Il consumatore ha tempo 60 giorni dalla scoperta del vizio di conformità per chiedere l’attivazione della garanzia, ovvero le azioni riparatorie[13].
Il Codice del consumo non si applica invece agli oggetti d’arte, come stabilito dall’art. 14, comma 5, lettera c).
Si forniscono, di seguito, una serie di definizioni, ricavate dagli artt. 3, 103, 115 e 117 del D.Lgs. 205/2006. Per un'informazione esaustiva si rimanda al testo di legge.
consumatore o utente: la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.
produttore: il fabbricante del bene, del prodotto finito o di una sua componente, il produttore della materia prima o il fornitore del servizio, o un suo intermediario, nonche' l'importatore del bene o del servizio nel territorio dell'Unione europea o qualsiasi altra persona fisica o giuridica che si presenta come produttore identificando il bene o il servizio con il proprio nome, marchio o altro segno distintivo; il rappresentante del fabbricante se quest'ultimo non è stabilito nella Comunità o, qualora non vi sia un rappresentante stabilito nella Comunita', l'importatore del prodotto; gli altri operatori professionali della catena di commercializzazione nella misura in cui la loro attivita' possa incidere sulle caratteristiche di sicurezza dei prodotti
prodotto: ogni bene mobile, anche se incorporato in altro bene mobile o immobile. Qualsiasi prodotto destinato al consumatore, anche nel quadro di una prestazione di servizi, o suscettibile, in condizioni ragionevolmente prevedibili, di essere utilizzato dal consumatore, anche se non a lui destinato, fornito o reso disponibile a titolo oneroso o gratuito nell'ambito di un'attività commerciale, indipendentemente dal fatto che sia nuovo, usato o rimesso a nuovo; tale definizione non si applica ai prodotti usati, forniti come pezzi d'antiquariato, o come prodotti da riparare o da rimettere a nuovo prima dell'utilizzazione, purche' il fornitore ne informi per iscritto la persona cui fornisce il prodotto.
prodotto sicuro: qualsiasi prodotto che, in condizioni di uso normali o ragionevolmente prevedibili, compresa la durata e, se del caso, la messa in servizio, l'installazione e la manutenzione, non presenti alcun rischio oppure presenti unicamente rischi minimi, compatibili con l'impiego del prodotto e considerati accettabili nell'osservanza di un livello elevato di tutela della salute e della sicurezza delle persone in funzione, in particolare, dei seguenti elementi:
a) delle caratteristiche del prodotto, in particolare la sua composizione, il suo imballaggio, le modalità del suo assemblaggio e, se del caso, della sua installazione e manutenzione;
b) dell'effetto del prodotto su altri prodotti, qualora sia ragionevolmente prevedibile l'utilizzazione del primo con i secondi;
c) della presentazione del prodotto, della sua etichettatura, delle eventuali avvertenze e istruzioni per il suo uso e la sua eliminazione, nonché di qualsiasi altra indicazione o informazione relativa al prodotto;
d) delle categorie di consumatori che si trovano in condizione di rischio nell'utilizzazione del prodotto, in particolare dei minori e degli anziani.
prodotto pericoloso: qualsiasi prodotto che non risponda alla definizione di prodotto sicuro di cui alla lettera a).
prodotto difettoso: un prodotto è difettoso quando non offre la sicurezza che ci si può legittimamente attendere tenuto conto di tutte le circostanze, tra cui:
Infine, è possibile che per determinati prodotti esistano specifiche norme tecniche.
A titolo di esempio, si citano di seguito quelle relative alle sedie da lavoro per ufficio (specifici requisiti funzionali e principi ergonomici per permettere al lavoratore di mantenere una postura corretta):
UNI EN 1335-1, “Mobili per ufficio – Sedia da lavoro per ufficio – Dimensioni – Determinazione delle dimensioni”;
UNI EN 1335-2, “Mobili per ufficio – Sedia da lavoro per ufficio – Parte 2: Requisiti di sicurezza”;
UNI EN 1335-3, “Mobili per ufficio – Sedia da lavoro per ufficio – Parte 3: Metodi di prova”.
Da vedere anche i Requisiti minimi richiesti dal D.Lgs. 626/1994 (ad es. allegato VII)
Per quanto riguarda le procedure di iscrizione all’Albo delle imprese Artigiane, si è fatto riferimento al sito della Camera di commercio di Torino - Albo imprese artigiane.
Costi di iscrizione all’Albo imprese Artigiane
Diritti di segreteria per iscrizione all'A.I.A. ConUnica Euro 15.00 (su supporto informatico Euro 21.00)
Maggiorazione dei diritti di segreteria esclusivamente per le imprese di pulizia, di facchinaggio, di autoriparazione e di installazione Euro 9.00
Tassa di concessione governativa su c/c postale 8003 (esclusivamente nei casi di inizio di attività di installazione di impianti, di imprese di pulizia, di autoriparazione e di facchinaggio) Euro 168.00
Maggiorazione dei diritti di segreteria esclusivamente per le imprese di pulizia, di facchinaggio, di autoriparazione e di installazione Euro 15.00
(Fonte; Normativa sull’artigianato)
Alcuni oggetti di design autoprodotti possono rientrare all’interno dei settori prioritari di intervento per il Green Public Procurement (GPP), di cui si fornisce di seguito una definizione, e che può dunque rappresentare un ulteriore canale di vendita.
GPP - Green Public Procurement in Italia (Acquisti verdi della Pubblica Amministrazione)
Con la sigla GPP (Green Public Procurement) ci si riferisce all’approccio in base al quale le pubbliche amministrazioni devono integrare considerazioni di carattere ambientale nelle procedure di acquisto di beni, servizi o lavori, allo scopo di mettere in atto strategie di sviluppo sostenibile. Questo significa che le pubbliche amministrazioni devono ripensare le procedure per l’acquisto di beni e servizi, inserendo criteri che permettano di tener conto degli impatti ambientali che il bene/servizio acquistato può avere nel corso del suo ciclo di vita, dall’estrazione della materia prima allo smaltimento del rifiuto.
Il GPP è uno strumento di politica ambientale volontario, per cui sono gli Stati membri a poterne determinare il grado di implementazione. Le autorità pubbliche che intraprendono azioni di GPP si impegnano a razionalizzare acquisti e consumi e ad incrementare la qualità ambientale delle proprie forniture e affidamenti.
diffusione di modelli di consumo e di acquisto sostenibili.
Il Libro verde sulla politica integrata dei prodotti, al paragrafo 4.2.2 (Approvvigionamenti pubblici) stabilisce che le amministrazioni pubbliche dovrebbero assumersi la responsabilità di fungere da traino nel processo di gestione ecologica e nel riorientamento dei consumi verso prodotti più "verdi".
Si può affermare che un soggetto pubblico abbia adottato il Green Public Procurement se:
si è dotato di una politica degli acquisti verdi, impegnandosi ad attuarla mediante un atto formale;
ha intrapreso le necessarie attività di informazione/formazione all’interno dell’ente;
ha definito gli obiettivi di miglioramento ambientale, la quota percentuale di beni e servizi da eco-riconvertire, i beni e servizi sui quali intervenire con l’introduzione dei criteri ecologici;
ha iniziato ad inserire i criteri ecologici nelle forniture pubbliche.
Accogliendo le indicazioni della Commissione europea, in Italia il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha elaborato il “Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione” (adottato con Decreto Interministeriale 135/2008).
Il Piano d’Azione Nazionale (PAN) ha l’obiettivo di promuovere la diffusione del GPP presso gli enti pubblici e favorire le condizioni necessarie per far sì che il GPP possa dispiegare in pieno le sue potenzialità come strumento per il miglioramento ambientale.
Gli enti pubblici sono chiamati a:
effettuare un’analisi preliminare volta a valutare come razionalizzare i propri fabbisogni
mettere in atto le azioni necessarie per conformarsi agli obiettivi e principi del PAN: in particolare dovrà articolare un piano che documenti il livello d’applicazione e i propri obiettivi specifici.
identificare le funzioni competenti per l'attuazione del GPP coinvolte nel processo d'acquisto, le modalità di raggiungimento degli obiettivi stabiliti e garantire gli adeguati livelli di conoscenza e formazione al fine di svolgere le funzioni atte al raggiungimento degli obiettivi di acquisto ambientalmente preferibili.
monitorare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Inoltre, il PAN identifica i settori prioritari di intervento per il GPP, sulla base degli impatti ambientali e dei volumi di spesa, e rinvia ad appositi decreti, emanati dal Ministero dell’Ambiente l’individuazione di un set di “criteri ambientali minimi” per ciascuna tipologia di acquisto che ricade nell’ambito delle seguenti categorie di beni e servizi:
servizi urbani al territorio (gestione del verde pubblico, arredo urbano);
servizi energetici (illuminazione, riscaldamento, segnaletica luminosa);
elettronica (attrezzature da ufficio e apparati di telecomunicazione);
trasporti (sistema di mobilità sostenibile).
I “Criteri ambientali minimi” riportano indicazioni generali volte ad indirizzare l’ente a perseguire una razionalizzazione dei consumi e degli acquisti e forniscono le “considerazioni ambientali” collegate alle diverse fasi delle procedure di gara (oggetto dell’appalto, specifiche tecniche, caratteristiche tecniche premianti collegati alla modalità di aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa, condizioni di esecuzione dell’appalto) volte a qualificare ambientalmente sia le forniture che gli affidamenti lungo l’intero ciclo di vita ambientale.
Per assicurare la gestione del PAN, e in particolare per individuare i requisiti ambientali da introdurre nelle procedure di acquisto (Criteri ambientali minimi) e per programmare e realizzare le attività relative alla formazione alla comunicazione, sono previsti 2 organismi:
il “Comitato di Gestione”, cui è affidata l’attività di coordinamento e alcuni compiti squisitamente tecnici, composto dai rappresentanti dei tre Ministeri di riferimento (Ministero dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e dell’Economia e delle Finanze), dell’ISPRA, della CONSIP, dell'ENEA, da esperti di alcune ARPA e da due rappresentanza delle regioni;
il “Tavolo di lavoro permanente”, organo con funzioni prevalentemente consultive, composto dai rappresentanti delle Regioni, delle ARPA, del gruppo di lavoro GPP del Coordinamento Agenda 21, dalle associazioni dei produttori, dai sindacati, dalle associazioni dei consumatori e degli ambientalisti.
per “materiale riciclato” si intende un materiale che sia realizzato utilizzando rifiuti derivanti dal post-consumo;
per “manufatti e beni ottenuti con materiale riciclato” si intendono manufatti e beni realizzati con una prevalenza in peso di materiale riciclato;
i “destinatari” dell’approccio GPP sono enti pubblici e società a prevalente capitale pubblico, anche di gestione dei servizi.
http://www.buy-smart.info/home/welcome-page-english
Principale Legislazione nazionale in tema di GPP
D.M. 8 maggio 2003, n. 203 (Norme affinchè gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura noninferiore al 30% del fabbisogno medesimo)
Circolare del Ministero Ambiente 4 agosto 2004
D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 (Codice dei contratti pubblici)
Decreto interministeriale 11 aprile 2008, n. 135 (approva il Piano d’Azione Nazionale sul GPP)
GPP in Provincia di Torino
[1] Delfino, L. M., Caratterizzazione giuridica e tutela dell’opera d’arte, in Filodiritto.com, 2011.
[2] Delfino, L. M., ibidem.
[3] Il numero 127-septiesdecies della Tabella “A”, parte III, allegata al DPR 633/1972 inserisce tra i beni e servizi soggetti all’aliquota del 10% gli oggetti d'arte, di antiquariato, da collezione, importati, ceduti dagli autori, dai loro eredi o legatari; nonché gli oggetti d’arte, sempre ceduti dagli autori, dai loro eredi o legatari, individuati dalla lettera a) della Tabella allegata al D.L. 41/1995, convertito, con modificazioni, dalla L. 85/1995, come di seguito definiti:
- quadri "collages" e quadretti simili ("tableautins"), pitture e disegni, eseguiti interamente a mano dall'artista, ad eccezione dei piani di architetti, di ingegneri e degli altri progetti e disegni industriali, commerciali, topografici e simili, degli oggetti manufatturati decorati a mano, delle tele dipinte per scenari di teatro, sfondi di studi d'arte o per usi simili;
- incisioni, stampe e litografie originali, precisamente gli esemplari ottenuti in numero limitato direttamente in nero o a colori da una o più matrici interamente lavorate a mano dall'artista, qualunque sia la tecnica o la materia usata, escluso qualsiasi procedimento meccanico e fotomeccanico;
- opere originali dell'arte statuaria o dell'arte scultoria, di qualsiasi materia, purché siano eseguite interamente dall'artista; fusioni di sculture a tiratura limitata ad otto esemplari, controllata dall'artista o dagli aventi diritto; a titolo eccezionale in casi determinati dagli Stati membri, per fusioni di sculture antecedenti il 1° gennaio 1989, é possibile superare il limite degli otto esemplari;
- arazzi e tappeti murali eseguiti a mano da disegni originali forniti da artisti, a condizione che non ne esistano più di otto esemplari;
- fotografie eseguite dell'artista, tirate da lui stesso o sotto il suo controllo, firmate e numerate nei limiti di trenta esemplari, di qualsiasi formato e supporto.
[4] http://www.galleriatedofra.it/cessione-opera-arte-compiuta-direttamente-dallautore-e-cessione-di-bene-o-prestazione-di-servizi#more-3826
[5] Corte di giustizia delle Comunità europee (62000J0169). Per approfondimenti si veda: http://www.fiscoetasse.com/normativa-prassi/10122-trattamento-fiscale-indennita-risarcitoria-diretta-a-rimborsare-il-professionista.html
[6] Balboni, C., La tutela d’autore delle opere di design: questioni di coordinamento normativo, in www.bugnion.it
[7] La Rotonda, C., Mastrolilli, F., Brevi osservazioni sulle ultime iniziative legislative in materia di applicazione del diritto d'autore alle opere del disegno industriale, in Diritto Mercato Tecnologia, 2012.
[8] Colangelo G., Tutela del design: compatibilità tra la normativa italiana e quella comunitaria, tratto da Ipsoa - Gruppo Wolters Kluwer Italia.
[9] Articolo 63, quarto comma, lettera a), del Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.
[10] La commissione provinciale per l'artigianato, che svolge le funzioni riguardanti la tenuta degli albi e l'accertamento dei requisiti di cui agli articoli 2, 3, 4 e 5 terzo comma della Legge Quadro 443/1985, nonchè gli altri compiti attribuiti dalle leggi regionali.
[11] In base a tale articolo, si intende per prodotto: fatto salvo quanto stabilito nell'art. 18, comma 1, lettera c), e nell'art. 115, comma 1, qualsiasi prodotto destinato al consumatore, anche nel quadro di una prestazione di servizi, o suscettibile, in condizioni ragionevolmente prevedibili, di essere utilizzato dal consumatore, anche se non a lui destinato, fornito o reso disponibile a titolo oneroso o gratuito nell'ambito di un'attività commerciale, indipendentemente dal fatto che sia nuovo, usato o rimesso a nuovo; tale definizione non si applica ai prodotti usati, forniti come pezzi d'antiquariato, o come prodotti da riparare o da rimettere a nuovo prima dell'utilizzazione, purché il fornitore ne informi per iscritto la persona cui fornisce il prodotto.
[12] Comba D., Rosano M., Quando il consumatore lamenta un difetto, in http://www.cna.to.it/CNA/corriere/archivio/Cat122/Notizie/News2124, 2009.
[13] http://www.ecc-netitalia.it/BeniConsumo/le%20garanzie%20dei%20prodotti.htm
Self-produced design objects - How to put them on the Italian market?
Below we provide designers, artists, craftsmen working in Italy with some pointers on how to put self-produced design objects made from recycled materials on the market.
In this part of the research, updated in June 2012, it was decided to interview a number of professionals (designers, artists, craftsmen) in order to reconstruct and analyze the most common modes of sale, for tax purposes in Italy not being provided the figure of "designer auto-producer" which follows strictly all stages, from design to manufacturing to the sale of the product.
The two most common practices for putting a self-produced design object on the market qualify the product on the one hand as a "work of art" or on the other hand as "craft."
Sell the item as a Work of Art
In the absence of a clear definition and explicit concepts of art and of a work of art, the Italian legal system has established a legal framework mainly focused on two levels: one represented by the constitutional provisions (Articles 9, 33 and 34 of Constitution) and by the special regulations of the industry and that of copyright legislation, which is just as special.
It is therefore necessary to refer to Article. 2575 of the Civil Code, which states that "the copyrighted objects are formed by works of creative ingenuity belonging to science, literature, music, visual arts, architecture, theater and cinema, in whatever may be the mode or form of its expression"and Article 1 of Law 633/1941 (Copyright law), which states that "creative works of Intellectual property belonging to literature, music, visual arts, architecture, theater and cinematography, are protected under this law, whatever may be the mode or form of their expression."
The general rule therefore requires the existence of only one characteristic of creativity for the protection of the works.
The copyright protects the individual creator of a work of art in all its forms of expression, while ensuring the protection of economic exploitation and the morality that goes with it, as well as guarantees the work to any alteration which adversely affect the integrity of its expressive value.
The artist's work can be occasional or habitual.
If the artist's sale of a painting is occasional, a simple receipt for occasional sale is sufficient.
If the artist's activity of sale is habitual, it is necessary to apply the VAT to the tax authorities and from that time to fulfill all the obligations of a self-employed person.
Among the obligations of the habitual sale artist, the first is of course the issue of the invoice at the time of sale of the painting, or if prior to the time of collection, with the application of VAT at 10%, unless it can fall under minimum or standard that does not allow charging VAT upon the sale of a work of art by the artist who in fact enjoys a reduced rate with respect to the ordinary 21%.
The sale of a work of art, even if made directly by the artist, in fact qualifies no doubt as supply of goods, not services, and countries belonging to the European Community have therefore the power to exempt VAT from such activity.
As for that which pertains strictly to the design, only with the Legislative Decree no. 95/2001, and with specific reference to the field of industrial design, space and protection for this discipline in the context of copyright has been granted: this Decree, amending Article. 2, paragraph 10, of Law 633/1941 (Law on Copyright) has placed among the works worthy of protection industrial design activities that present characteristics of creativity and artistic value. The regulations cited therefore condition by means of the rules the protection of copyrighted "works of industrial design" from the existence of an additional requirement compared to other intellectual properties, represented precisely by their artistic value.
The combined provisions of Articles. 2, section 10, Law on Copyright and 44 Industrial Property Code (as amended by Law 216/2011) provides today the overlap between the protection of registration as a design and copyright protection for works that are "in and of themselves" of creative character and artistic value. This regulation makes the protection relate to the market value of the forms and not only to their aesthetic value, linking the perception of the aesthetic impact to informed users and the recurrence of external characteristics related to appearance of a product, suitable to contribute to the commercial success of the product.
Sell the item as a product of craft
Because the object of self-produced design is described as a "craft product" it requires that the manufacturer of the item is actually a craftsman: it must therefore refer to the regulations governing the craft.
The standard source of reference in this case is the L. 443/1985 (Framework Law on craft), which lays down the principles according to which the regions must enact legislation in the field of handicrafts. It is up to the regional authorities to adopt measures aimed at protecting and promoting handicrafts and appreciation of craft production in their various territorial, artistic and traditional expressions.
Definition: a craftsman entrepreneur is one who practices the craft business personally, professionally and as owner, assuming full responsibility for all costs and risks inherent in its management and in his being in charge and mainly carrying out autonomously, in the production process, his own work, including the practical one. The craftsman entrepreneur, in carrying out particular tasks that require special preparation and imply a responsibility to protect and provide a guarantee to the users, must be in possession of the technical and professional requirements set by state laws.
Forms: a company is artisan that, exerted by the craftsman entrepreneur, has the main purpose of carrying out an activity of production of goods, even semi-worked goods. Such companies must be established and practiced in the form of a company, including a cooperative, excluding corporations and partnerships limited by shares, provided that the majority of the members carry out mostly personal work, including manual work, in the production process and in the enterprise the work has a preeminent function on capital.
Size limits: They are:
a) for the company who does not work serially: a maximum of 18 employees, including apprentices numbering no more than 9;
b) for the company that works serially, as long as the work is not fully automated: a maximum of 9 employees, including apprentices numbering no more than 5;
c) for the company that operates in the fields of artistic, traditional and tailored clothing work: a maximum of 32 employees, including apprentices numbering no more than 16;
Provincial Register of craft businesses: are required to enroll all firms eligible to be classified as small businesses, according to the formalities required for the registration of companies in Articles 47 et seq. the R.D. 2011/1934. The application for admission to the above mentioned book and subsequent complaints of modification and termination exempt from the obligations referred to in these Articles and shall be entered in the register of companies within fifteen days of submission. The entry into the register is constitutive and a condition for the granting of subsidies in favor of small businesses. No company can adopt, as a company or name or brand, a name in which they make use of references to craftsmanship, if it is not listed in the Register.
Acts of education and certification for the purposes of enrollment of small businesses into the Register are the responsibility of the municipalities. The Provincial Commission for Craft, after reviewing the investigation and certification, decides on any entries, changes and removal of small businesses from the province register, in relation to the maintenance, modification, or loss of requirements.
With regard to the business of selling to the public the goods they produce, Article 4, paragraph 2, letter f of Legislative Decree no. 114/1998 stipulates that such activities do not apply to the rules relating to trade, provided that the products offered for sale are exclusively of their own production and the sale must take place in the place where the property is produced or adjacent to these premises.
If you qualify and you decide to sell the design objects as self-produced "crafts", consideration should also be made toward legislation to protect consumers.
In Italy, the reference is the Legislative Decree 206/2005 (Consumer Code), applicable to products of handicrafts under Article. 3, letter. e).
This Code sets out the rights of the consumer (who buys an asset to make proper use of it), among which (art. 2) those "in the safety and quality of products and services", "to adequate information and proper advertising "and "fairness, transparency and equity in contractual relations."
The Code governs institutions and issues such as: advertising rules, production standards of the goods; responsibility towards the consumer (by introducing minimum levels of security through the requirement for certification); sale of the product (providing a warranty of 2 years for the consumer), the right of withdrawal; judicial protection and class-action.
The consumer has the right to receive goods in conformity with the contract, or to the requirements and technical quality that the seller has promised. Defects and lack of essential qualities or promises are considered lack of conformity in respect to the guarantee which is applied for 24 months from date of purchase. In case of differences between the features and performance compared to the information received, in the event of malfunction or failure of the goods, you are entitled to repair, replace (at the consumer’s choice) or, if this is impossible, also the reduction or refund of price paid. The consumer has 60 days from the discovery of the lack of conformity to request the activation of the guarantee, or remedial actions.
The Consumer Code does not apply to works of art, as established by. 14, paragraph 5, letter c).
We provide, below, a number of definitions, derived from the Articles. 3, 103, 115 and 117 of Legislative Decree no. 205/2006. For comprehensive information, please refer to the text of the law.
1. consumer or user: the physical person who is acting for purposes which are outside his business or profession.
2. producer: The manufacturer of the goods, the finished product, or a component thereof; the producer of the commodity or the service provider or an intermediary, as well as the importer of the goods or services in the territory of the European Union or any other person or entity who is a producer identifying the good or service with their name, trade mark or other distinguishing feature; the representative of the manufacturer, if he is not established in the Community or, if there is no representative established in the community, the importer of the product, other professionals in the supply chain, insofar as their activities may affect the safety of the products.
3. Product: all mobile goods even if incorporated into another mobile good or into an immobile good. Any consumer product, including the framework of the provision of services, or likely, under reasonably foreseeable conditions, to be used by consumers even if not intended for him, provided or made available, whether for consideration or part of a business, regardless of whether it is new, used or reconditioned, this definition does not apply to used products supplied as antiques or as products to be repaired or reconditioned prior to being used, provided the supplier shall inform in writing the person to whom he supplies the product.
4. safe product: shall mean any product which, under normal or reasonably foreseeable conditions of use including duration and, where applicable, putting into service, installation and maintenance, does not present any risk or only the minimum risks compatible with the product's use, considered to be acceptable and consistent with a high level of protection of the health and safety of persons on the basis, in particular, of the following:
a) the characteristics of the product, in particular its composition, packaging, instructions for assembly and, where applicable, for installation and maintenance;
b) the effect of the product on other products, where it is reasonably foreseeable that it will be used with the latter;
c) the product's presentation, its labeling, any warnings and instructions for use and disposal and any other indication or information regarding the product;
d) the categories of consumers who are at risk when using the product, in particular children and the elderly.
dangerous product: any product that does not meet the definition of safe product referred to in point a).
defective product: a product is defective when it does not provide the safety which a person is entitled to expect having regard to all the circumstances, including:
a) the way in which the product was put into circulation, its presentation, its evident features, instructions and warnings;
b) the use to which the product can be reasonably allocated and behaviors in relation to it, which can reasonably be expected;
c) the time when the product was put into circulation.
A product is defective if it does not offer the security normally offered by other samples from the same series.
Finally, it is possible that for certain products are there exist specific technical standards.
By way of example, cited below are those relative to office chairs for work spaces (specific functional requirements and ergonomic principles to allow the worker to maintain a correct posture):
UNI EN 1335-1, "Office furniture - Office work chair - Dimensions - Determination of dimensions";
UNI EN 1335-2, "Office furniture - Office work chair - Part 2: Safety requirements";
UNI EN 1335-3, "Office furniture - Office work chair - Part 3: Test methods".
Also worth seeing are the minimum requirements as stated by Legislative Decree no. 626/1994 (eg. Annex VII)
With regard to the procedures for enrollment in the business of Handicraft, reference was made to the website of the Chamber of Commerce of Turin - Register of Craft Businesses.
Cost of enrollment in the Register of Craft Businesses
INDIVIDUAL ENTERPRISE REGISTRATION
Administration fee for registration to A.I.A. ConUnica Euro 15.00 (Euro 21.00 on computer)
Increase of administration exclusively for business cleaning, portering, repair and installation Euro 9.00
Government tax on c/c postal 8003 (only in the case of commencement of equipment installation activity, cleaning companies, car repair and porterage) Euro 168.00
Administration fee for registration to A. I.A. ConUnica Euro 15.00 (Euro 21.00 on computer)
Increase of administration exclusively for business cleaning, portering, repair and installation Euro 15.00
Government tax on c/c postal 8003 (only in the case of commencement equipment installation activity, cleaning companies, car repair and porterage) Euro 168.00
(Source; Statement on craft)
Some self-produced design objects may fall within the priority sectors for Green Public Procurement (GPP), of which a definition is provided below, and may represent an additional sales channel.
GPP - Green Public Procurement in Italy (GPP Public Administration)
The acronym GPP (Green Public Procurement) refers to the approach by which the government must integrate environmental considerations in the procurement of goods, services or works, in order to implement sustainable development strategies. This means that the government must rethink procedures for the purchase of goods and services, entering criteria to take into account the environmental impacts that the good / service purchased may have in the course of its life cycle, from the extraction of the first raw material to the disposal of the waste.
The GPP is a voluntary instrument of environmental policy, for which the Member States are able to determine the degree of implementation. Public authorities which engage GPP actions undertake the streamlining of purchasing and consumption and increasing the environmental quality of its supplies.
Objectives of the GPP
rationalization of public spending;
integration of environmental considerations into other policies of the institution;
distribution of consumption patterns and sustainable purchasing.
The Green Paper on Integrated Product Policy, section 4.2.2 (Public Procurement) states that the government should have the responsibility to tow the line in the process of environmental management and shift consumption towards more "green" products.
It can be said that a public entity has adopted the Green Public Procurement if it:
has adopted a green purchasing policy, pledging to implement it by a formal act;
has undertaken the necessary information activities / training within the institution;
defined the objectives for environmental improvement, the percentage of goods and services to eco-reconvert, goods and services on which to intervene with the introduction of the ecological criteria;
has begun to enter the ecological criteria in public provisions.
Welcoming the indications of the European Commission, in Italy the Ministry of Environment and Protection of Land and Sea has developed the "Action Plan for the environmental sustainability of consumption of public administration" (adopted by the Interministerial Decree 135/2008).
The National Action Plan (NAP) aims to promote the dissemination of GPP in the public sphere and promote the conditions necessary to ensure that the GPP can fulfill in full its potential as a tool for environmental improvement.
Public bodies are required to:
conduct a preliminary analysis to assess how to rationalize their own needs
implement the necessary actions to comply with the objectives and principles of PAN: in particular to draw up a plan that documents the level of application and its specific objectives.
identify the functions responsible for the implementation of GPP involved in the buying process, how to achieve those objectives and ensure the appropriate level of knowledge and training in order to perform the duties that the achievement of environmentally preferable procurement.
monitor the achievement of objectives.
In addition, the NAP identifies the priority sectors for GPP intervention, based on the environmental impacts and the volume of spending, and refers to specific decrees, issued by the Ministry of Environment, to identify a set of "minimum environmental criteria" for each type of purchase that falls within the following categories of goods and services:
furniture (office furniture, school furniture, furniture for storage rooms and reading rooms);
urban services in the area (management of public parks, street furniture);
energy services (lighting, heating, luminous signs);
electronics (office equipment and telecommunications equipment);
management services of buildings;
transport (sustainable mobility system).
The "minimum environmental criteria" shows general guidelines that steer the institution to pursue a rationalization of consumption and purchases and provide "environmental concerns" related to the different phases of the race (the subject of the contract, technical specifications, technical reward connected to the arrangements for awarding the most economically advantageous tender, conditions of performance) designed to both environmentally qualify the supplies and the credibility throughout the environmental impact life cycle.
To ensure the management of PAN, and in particular to determine environmental requirements to be introduced in the procurement procedures (minimum environmental criteria) and to plan and carry out activities related to communication training, there are two bodies:
the "Management Committee", which is responsible for the coordination and some purely technical tasks, composed of representatives of the three reference Ministries (Ministry of Environment, Economic Development, Economy and Finance), ISPRA , CONSIP, ENEA, experts from ARPA and two representatives of the Regions;
the "Permanent Work Board" organ functions mainly in an advisory manner, composed of representatives of the regions, ARPA, the Working Group GPP of Agenda 21, producer associations, trade unions, consumer groups and environmentalists.
Finally, the Plan provides for annual monitoring to verify the application, with its analysis of the environmental benefits obtained and training and dissemination activities to be carried out throughout the country.
"recycled material" means a material that is made using materials derived post-consumption;
"artifacts and goods made from recycled materials" means manufactured goods and goods made with a predominance in weight of recycled material;
the "targets" of the GPP approach are public bodies and companies with a majority of public capital, including management services.