Source: https://www.immediatenews.it/2019/12/04/art-2944-codice-civile-interruzione-per-effetto-di-riconoscimento/
Timestamp: 2019-12-15 13:17:30+00:00
Document Index: 149216720

Matched Legal Cases: ['art. 2944', 'sentenza ', 'art. 2944', 'art. 2937', 'art. 2944', 'art. 2937', 'art. 2944', 'art. 2944']

Art. 2944 codice civile - Interruzione per effetto di riconoscimento - Adessonews Finanziamenti Agevolazioni Investimenti Norme e Tributi
Art. 2944 codice civile – Interruzione per effetto di riconoscimento
Il pagamento di una somma che si assume pienamente satisfattoria della pretesa del creditore, pretesa della quale si contesti  contestualmente al pagamento  il maggior ammontare, non assume il significato di riconoscimento del diritto, idoneo ad interrompere la prescrizione ai sensi dell'art. 2944 c.c. (Nella specie, la sentenza impugnata, confermata dalla S.C., ha escluso che la presentazione, da parte di un datore di lavoro, all'INPS del modello 01/M, contenente il riepilogo delle retribuzioni corrisposte nell'anno precedente ai propri dipendenti, integrasse un riconoscimento del debito contributivo  in quanto tale idoneo ad interrompere la prescrizione  in relazione alle retribuzioni ivi indicate, risultanti di importo superiore a quello mensilmente documentato con i modelli DM 10 relativi al medesimo periodo, in relazione alle quali i contributi erano stati regolarmente versati, contestandosi tuttavia l'obbligazione contributiva relativamente alle maggiori retribuzioni risultanti dal riepilogo annuale).
Le trattative per comporre bonariamente la vertenza, non avendo quale precipuo presupposto l'ammissione totale o parziale della pretesa avversaria e non rappresentando, quindi, riconoscimento del diritto altrui ai sensi dell'art. 2944 c.c., non hanno efficacia interruttiva della prescrizione, né possono importare rinuncia tacita a far valere la stessa, perché non costituiscono fatti incompatibili in maniera assoluta  senza cioè possibilità alcuna di diversa interpretazione  con la volontà di avvalersi della causa estintiva dell'altrui diritto, come richiesto dall'art. 2937, terzo comma, c.c.
Il riconoscimento del diritto da parte di colui contro il quale il diritto stesso può essere fatto valere interrompe  ai sensi dell'art. 2944 c.c.  la prescrizione che sia ancora in corso, mentre se la prescrizione è già compita può solo ipotizzarsi la rinuncia alla prescrizione secondo la diversa disciplina dettata dall'art. 2937 c.c.
Il riconoscimento del diritto, al fine della interruzione della prescrizione, </p><em>ex</em><p> art. 2944 c.c., è configurabile in presenza dei requisiti della volontarietà, della consapevolezza, della inequivocità, della esternazione e della recettizietà (seppur non direttamente nei confronti del titolare del diritto), requisiti che devono coesistere nello stesso atto, restando escluso che questo possa essere ricomposto a posteriori attraverso l'integrazione a mezzo dei risultati di attività probatoria svolta nel processo. Ne consegue che la ricognizione interruttiva della prescrizione non può essere ricollegata alla correlazione tra una singola voce, complessiva e generica, di bilancio, ed un atto interno di contabilità specificativo, in quanto, in tale ipotesi, il bilancio non è fornito di quel carattere specificatorio necessario per integrare la manifestazione di consapevolezza idonea alla ricognizione del singolo debito, mentre l'atto interno, pur dotato di specificità, è, però, privo della esteriorizzazione implicante la manifestazione di consapevolezza. (Alla stregua del principio richiamato in massima, la Suprema Corte, nella specie, ha confermato la decisione del giudice di merito che, in sede di opposizione allo stato passivo proposta da un legale che si dichiarava creditore della società fallita per prestazioni professionali svolte per la stessa, aveva escluso il valore ricognitivo, ai fini della interruzione della prescrizione, del credito nell'affermazione resa dal curatore in giudizio, di aver rinvenuto in bilancio una posta debitoria denominata «debito verso professionisti», con un dettaglio allegato nel quale rientrava anche la posizione dell'opponente).
Il riconoscimento dell’altrui diritto, che ne interrompe la prescrizione ai sensi dell’art. 2944 c.c., non esige formule speciali e può risultare – secondo un accertamento riservato al giudice del merito ed incensurabile in sede di legittimità, se immune da vizi logici o da errori di diritto – da qualsiasi inequivoca manifestazione di volontà, ancorché non esplicita, del debitore, purché sopravvenuta allorché la prescrizione ha già iniziato il suo corso. Lo stesso riconoscimento, inoltre, costituendo un atto non eccedente l’ordinaria amministrazione, ha efficacia interruttiva, in virtù dell’apparenza del diritto e della tutela dell’affidamento del terzo, ancorché, nel caso in cui il debitore sia un ente a struttura articolata provenga da organo che, investito della cura degli interessi cui l’atto stesso si riconnette, sia peraltro privo della rappresentanza esterna dell’ente. (Nella specie, la Suprema Corte, confermando, sul punto, l’impugnata sentenza, ha disatteso la tesi dell’ente Ferrovie dello Stato circa l’inidoneità di circolari amministrative aziendali a configurare atti di riconoscimento del diritto dei dipendenti a differenze retributive a titolo di compenso per lavoro straordinario).
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