Source: http://www.ordineavvocati.vr.it/node/2946
Timestamp: 2017-10-17 22:29:00+00:00
Document Index: 1089367

Matched Legal Cases: ['art.17', 'art. 17', 'art. 17', 'art.51', 'art.51', 'art.3', 'art.17', 'art.17']

Verbale riunione 17 febbraio 2010 | Ordine degli Avvocati di Verona
Verbale riunione 17 febbraio 2010
Convocata a mezzo e-mail, la Commissione si è riunita oggi 19 febbraio 2010 alle ore 11,30 presso la sede del Consiglio dell’Ordine in Verona, Piazza dei Signori. Presenti: il Coordinatore Avv. Giannantonio Danieli, il Segretario Avv. M. Bonanno, i Consiglieri Avv, Paolo Bogoni, Avv. Paolo Pezzo, i Commissari Avv.ti: Luigi Pasetto, Franco Vinci, Michele Tommasi. Assenti giustificati gli Avv.ti: Mauro Regis, Giuliano Dalfini, Luca Venturini, Emanuela Pasetto.
Preliminarmente, il Coordinatore precisa che, in attesa che il C.O. provveda a costituire la nuova, questa Commissione opera, su conforme autorizzazione del Presidente, in regime di prorogatio.
Si procede quindi all’esame dei punti che sono all’ Ordine del giorno:
- conferme componenti Commissione per il nuovo biennio;
- completamento operazioni di verifica siti web già visionati;
- esame nuovi pareri e siti web trasmessi dal Consiglio;
- proposte formazione;
- Sul punto 1): I presenti esprimono la loro disponibilità a partecipare alla costituenda Commissione per il biennio 2010-2011, demandando al segretario di interrogare anche gli assenti e di riferire al Consiglio.
- Sul punto 2): Si procede all’esame dei siti web da revisionare (delib. Consiglio 27.7.2009), di cui al punto 2) lett.C) verb. Commissione 30.10.2009.
- xxx (segnalazione 17.02.2009 – esame Commissione 27.3.2009): il sito contiene alcuni decorosi filmati con esposizioni a contenuto giuridico. Null’altro da rilevare se non che permane la registrazione del dominio presso il competente NIC parzialmente incompleta, riportando solo nome cognome e indirizzo del titolare dello studio, mentre la Commissione ritiene che vadano comuncati all’autorità di registrazione i dati integrali identificativi del professionista di cui all’art.17-bis CFD o, quantomeno, la sua qualifica di Avvocato.
- yyy (segnalazione 27.03.2009 – esame Commissione 3.7.2009) il sito non è on-line da diversi giorni e quindi si rinvia alla prossima riunione.
- zzz (segnalazione 27.03.2009 – esame Commissione 3.7.2009) Il sito web, in precedenza non esaminabile perché fornito solo su carta e non disponibile in rete, appare gravemente irregolare: mancano tutte le indicazioni necessarie ex art. 17 bis, co. 1, CDF, ad esclusione dei numeri di telefono e di telefax. Gli studi (non correttamente indicati come “sedi”) sono solo parzialmente individuati con l’indicazione del comune. Il segretrio riferisce che dalla ricerca relativa alla registrazione del dominio il sito risulta registrato il 15.4.2009 a nome di tale 123web Snc con sede in via degli alpini 13 37010 Costermano e amministrato da tale xx. Osserva la Commissione che CDF afferma che l'avvocato può utilizzare esclusivamente i siti web con domini propri e direttamente riconducibili a sè. L'espressione del Codice non risulta particolarmente felice sotto il profilo tecnico (migliore sarebbe stata:”con domini di esclusivamente utilizzati e registrati a nome proprio, dallo studio legale associato …. ); in ogni caso un dominio che corrisponda ad un sito su cui appare uno studio legale ma che risulti intestato ad un'azienda non è riconducibile allo studio e soprattutto il professionista (che qui non ne è neppure amministratore) non ne conserva la disponibilità e direzione. Nel caso, dunque, è da ritenere che non sia rispettata neppure la norma dell’art. 17 bis, co.3, CDF.
- www (esame Commissione 15.06.2007) Questo sito non risulta registrato nel registro informatico in quanto visionato su segnalazione di uno dei titolari in data antecedente all’istituzione del registro stesso, insieme con una brochure che la Commissione non aveva ritenuto corretta.
Il segretario provvederà alla registrazione. Il sito appare ancora sovrabbondante quanto a riproduzioni fotografiche della sede (affreschi murali), attività prevalenti svolte “dallo studio” ed alla indicazione di “esperienza pluriennale, maturata in alcune materie anche in ambito accademico” che non corrisponde all’età anagrafica e di iscrizione dei titolari. Risultano ancora incompleti i dati di registrazione presso il NIC: “xx”. Il sito non è sostanzialmente adeguato ai rilievi già formulati dalla Commissione in data 15.06.2007.
- Si rinvia il riesame dei sss e ttt per lasciare spazio alle altre richieste all’ODG, più urgenti.
- Il Segretario riferisce e rammostra le Comunicazioni ricevute dal Consiglio in merito all’adeguamento di due siti, già esaminati, ai rilievi della Commissione: qqq e ppp. I siti risultano effettivamente adeguati. La Commissione approva.
- Sul punto 3): - A. PARERI:
I. parere richiesto da Avv. xx, inviato dal Consiglio a mezzo e-mail in date 26.11.2009 e 8.2.2010:
Trattasi di individuare la sussistenza di conflitto d’interessi ai sensi dell’art.51 CDF nell’ipotesi di Avvocato che abbia assistito giudizialmente una SNC in persona dei due soci, fratelli, con mandato congiunto, in una vicenda avente per oggetto rapporti di vicinato con terzi. In seguito alla definizione della prima controversia ed alla cessazione del rapporto clientelare con uno dei due soci, l’Avvocato è richiesto di assumere nuovo mandato per divisione ereditaria conferito, stavolta, personalmente da un fratello nei cfr. dell’altro, ex cliente.
Dopo approfondita discussione la Commissione rileva:
- deve darsi per assodato, perché riferito dall’istante, che il nuovo mandato nulla abbia a che vedere con l’oggetto di quello precedente e che non vi siano notizie acquisite nel corso del primo mandato tali da poter essere utilizzate per la seconda difesa;
- deve darsi pure per pacifico che il primo mandato sia stato acquisito per la difesa degli interessi di una società di persone e non per interessi personali dei due soci.
Con queste premesse, il punto nodale della questione risulta essere la valutazione di intensità del rapporto fiduciario preesistente. Ed in effetti, nel commentare, sul punto, la novella del 2007 all’art.51 CDF (Commentario della Commissione alla riforma CDF edito a Cura del Consiglio nell’aprile 2007) la Commissione così si esprimeva:
“Le modifiche introdotte sono le seguenti:
a)	al vecchio limite del “ragionevole periodo di tempo” viene sostituito il preciso limite temporale di “almeno un biennio”.
La modifica è intesa ad eliminare ogni discrezionalità nel valutare il lasso di tempo dopo il quale è consentito all’avvocato assumere incarichi contro ex-clienti: c’è ora maggiore certezza e uniformità di trattamento, ma questo si traduce in eccessiva rigidità e nell’impossibilità di considerare le particolarità dei casi concreti (in certi casi il decorso del biennio può essere addirittura eccessivo, mentre in altri casi può risultare insufficiente). Sembra preferibile il vecchio, più elastico, concetto del “ragionevole periodo di tempo”, che consentiva appunto di valutare caso per caso, calibrando la ragionevolezza sull’intensità del rapporto di clientela (previdente Can. I ). Si propone la sostituzione della nuova formula con la più elastica: “almeno un biennio o minore termine determinato dalla scarsa intensità del rapporto”. Si pensi in proposito alle ipotesi di azioni collettive, di recupero crediti seriali o, tanto più, per domiciliazione.
b)	Nella previgente formulazione, uno dei limiti alla possibilità di assumere incarichi contro ex-clienti era costituito dalla possibilità di utilizzare notizie precedentemente acquisite, nel senso che, sussistendo tale possibilità, l’assunzione di incarichi contro ex-clienti era preclusa a prescindere dal lasso temporale intercorso dalla fine dell’ultimo mandato.
Ora tale divieto è sostituito da quello, per l’avvocato che assuma incarichi contro ex-clienti, di utilizzare, nell’espletamento del nuovo incarico, notizie acquisite in ragione del rapporto professionale già esaurito.”
Certo è che il nuovo disposto non è stato poi modificato e, sul limite temporale biennale, deve quindi prevalere la chiara interpretazione letterale della norma vigente. Ritengono quindi alcuni commissari che nella fattispecie di mandato congiunto conferito dai soci nell’interesse della società di persone, l’intuitus fiduciario fra avvocato e socio-cliente debba considerarsi sovraordinato ad ogni altra valutazione e che non possa in alcun modo derogarsi al prescritto termine minimo biennale, che, si sottolinea, appare postulato in via congiunta (e non alternativa) con l’ulteriore requisito della diversità di oggetto. Altri commissari rilevano invece che, da una parte l’autonomia patrimoniale della società, se pur di persone, rispetto agli interessi personali o anche patrimoniali del socio–persona fisica, dall’altra la non interferenza oggettiva fra i due incarichi riferita dall’istante, debbano portare a diversa conclusione. Ciò anche per non paralizzare “ a tempo” ed oltre il limite di ragionevolezza l’attività di difesa, con pregiudizio dell’interesse, concreto ed attuale, di un cliente ad essere assistito dal proprio legale di fiducia per maggior riguardo a quello, formale e ipotetico, di altro (ex) cliente.
Con le opposte motivazioni che precedono, non avendo raggiunto unanime deliberazione, la Commissione rimette al Consiglio la decisione finale sulla richiesta di parere in oggetto.
II. parere Avv. yy, trasmesso dal Consiglio a mezzo e-mail in data 8.2.2010.
L’istante chiede se può iscriversi ad una associazione di consulenti finanziari indipendenti di nome NAFOP, indicandone il sito web, e quindi, in sostanza, se l’esercizio della conseguente attività possa ritenersi compatibile con la professione di avvocati ai sensi dell’art.3 LP e 16 CDF.
Esaminato il sito ed il regolamento dell’Associazione, la Commissione osserva che non è chiaro quali specifiche attività verrebbe a svolgere l’iscritto. Presumendo trattarsi di attività di consulente finanziario nei confronti di terzi, messi in contatto con i singoli professionisti associati da parte dell’associazione, la Commissione osserva:
Occorre dare per pacifico che il professionista non sia legato da vincolo di subordinazione e che operi in totale autonomia, perché ciò appare dal sito visionato. Diversamente, l’attività non sarebbe certo compatibile.
Ciò non di meno, secondo costante giurisprudenza CNF, l’avvocato che svolga attività di promotore finanziario versa in regime di incompatibilità “anche in considerazione della ratio posta alla base del RDL 1578/1933, di precludere all’Avvocato un coivolgimento professionale in vicende di tipo affaristico” (CNF 16.11.1996 n.160. Conforme CNF 13.5.1998 n.46).
Ora, è vero che l’attività di “consulenza indipendente” è cosa diversa dall’attività legata alla diretta “promozione” di un particolare prodotto o profilo finanziario, ma è anche vero che anche la prima, se pur resa sotto immaginabili profili giuridici, appare legata a finalità di investimento e/o speculazione finanziaria che nulla hanno a che vedere con le attività di assistenza e difesa (cfr. preambolo CDF)..
Si consideri inoltre il risvolto pubblicitario e di accaparramento che l’appartenenza all’associazione può concretare, con violazione degli artt. 17 e 17-bis (sotto il profilo delle modalità informative) e 19 (sotto il profilo del procacciamento clientela). La Commissione esprime pertanto parere negativo.
III. Parere Avv. ff trasmesso dal Consiglio in data 8.2.2010.
Chiede la Collega se un network di avvocati debba chiedere “il preventivo assenso” per il sito internet.
Occorre premettere che l’art.17-bis non ha mai previsto un assenso preventivo del Consiglio, non rientrante peraltro fra le funzioni istituzionali e ipoteticamente confliggente con le funzioni di vigilanza e disciplinare.
Trattasi invece di una mera comunicazione “tempestiva” della forma e del contenuto in cui il sito è espresso, utile alla vigilanza consiliare.
La Commissione ritiene peraltro che tale comunicazione debba effettuarsi dopo che il sito web sia attivato e raggiungibile e non in via preventiva, esibendo bozze di stampa. Ciò per l’ovvia considerazione secondo cui il Consiglio (o per esso la Commissione) possa visionare e tener monitorati nel tempo tanto la forma, quanto i contenuti delle pagine web, nonché i dati di registrazione del dominio risultanti dal pubblico registro.
Venendo allo specifico quesito relativo al network, la Commissione già altre volte ha espresso parere positivo, avvalendosi di interpretazione estensiva e non letterale dell’art.17 “siti web con domini propri e direttamente riconducibili a sé” (v. supra).
La struttura del network deve infatti ritenersi ammissibile per esigenze legate alla libera circolazione delle informazioni professionali di cui alla nota direttiva 2000/31/CE ed al D.lgs attuativo n.70/2003, nei limiti di trasparenza e veridicità delle informazioni. Pertanto ritiene la Commissione che il dominio debba essere riferito e registrato a nome di uno degli studi legali appartenenti alla cd “rete”, che i dati di tutti gli studi siano indicati in modo chiaro e preciso, che si possa facilmente intendere che non si tratta di un unico studio legale, associazione o società di avvocati, ma di entità differenti per struttura ed eventuali attività.
B. NUOVI SITI WEB:
I. Segnalazione sito aaa (segnalazione comunicata dal Consiglio il 25.1.2010 prot. 274/10)
Il sito è in costruzione e quindi non visionabile. Dalla corrispondenza trasmessa si deduce che l’istante non ha inteso l’invito del Presidente Trentini ad inoltrare la segnalazione solo quando il sito fosse consultabile on-line. Ed in effetti, dalla stampe prodotte non è possibile verificare la correttezza dei contenuti in relazione alle forme di espressione. Dalla visura presso il registro pubblico effettuata dal segretario il sito risulta registrato a nome di cc via settembrini 5. I dati di registrazione andranno quindi integrati con gli identificativi del titolare avvocato o dello studio legale. La Commissione rinvia l’esame del sito.
II. Segnalazione sito bb (segnalazione comunicata dal Consiglio il 25.1.2010 prot. 130/10)
Nulla da rilevare su forma e contenuti. Dalla visura presso il pubblico registro NIC (anagrafe dei domini Internet .it) il dominio risulta registrato da ss senza altre indicazioni. La Commissione invita al completamento dei dati professionali identificativi.
III. Segnalazione sito ccc (segnalazione comunicata dal Consiglio il 12.2.2010 prot. 1312/10)
Il sito appare oggi costituito da una sola pagina contenente i dati identificativi in forma di biglietto da visita. Dalla visura presso il NIC il dominio risulta registrato da studio legale vv, senza indicazione della sede. La Commissione rinvia l’esame alla prossima seduta perché il sito potrebbe essere ancora in costruzione.
Con riferimento a tutti i siti oggi esaminati, il Segretario provvederà all’aggiornamento del registro informatico. La versione aggiornata sarà depositata in Consiglio come di consueto.
La Commissione delibera inoltre che per il futuro le segnalazioni dei siti ricevute dal segretario siano trasmesse periodicamente a tutti i Commissari, con assegnazione dei relatori, scelti fra i più assidui frequentatori, che relazioneranno in occasione della riunione successiva, preferibilmente con brevi note scritte.
Sempre in tema SITI WEB, su proposta dell’Avv. Tommasi, la Commissione sommessamente suggerisce al Consiglio la diffusione fra gli iscritti, in forma di Circolare, di linee guida per la redazione dei siti professionali, con invito ai colleghi ad effettuare eventuali segnalazioni.
- Sul punto 4): Con riferimento alle proposte da inoltrare al Consiglio per la formazione annuale, il Coordinatore ricorda che, anche per dar modo ad alcuni relatori del ciclo seminariale anno 2009 che furono impediti a relazionare, sarebbe opportuno dedicare un incontro alle conclusioni sul predetto ciclo. La Commissione approva e propone un seminario di taglio teorico, dedicato all’etica professionale ed alla psicologia forense, con intervento di un avvocato, uno psicologo e di un magistrato disponibili a trattare degli aspetti di deontologia giudiziaria.
Su indicazione del segretario altri due seminari, specialistici e di taglio pratico, potrebbero essere dedicati l’uno agli aspetti economici del rapporto con il cliente ed alla parcellazione, aggiornando in sostanza quello del 2008, molto apprezzato dai colleghi (relatori Regis, Rigoli, Carletti e Bogoni), l’altro alla pubblicità ed in particolare al sito web come strumento informativo, sia sotto il profilo deontologico che dal punto di vista della tutela della cd privacy. La Commissione approva, demandando al Coordinatore ed al Segretario di redigere i programmi, richiedere l’approvazione del Consiglio con calendarizzazione degli eventi, contattare i relatori.