Source: http://affidamentocondiviso.it/ordinanzacollegiale13_17.htm
Timestamp: 2017-04-23 23:31:28+00:00
Document Index: 1835250

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 3', 'art. 116', 'art. 1', 'art. 112', 'art. 15']

V, Febbraio 2010
TRIBUNALE DI CATANIA; Sezione Prima Civile; ordinanza collegiale 13/17 novembre 2009; Pres. MORGIA; Est. PAPPALARDO. Solleva questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 15, della legge 15 luglio 2009 n. 94.
Matrimonio - Matrimonio dello straniero nello stato - Requisiti - Presentazione di un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano - Denunciata violazione del principio di eguaglianza per irragionevolezza - Lesione del diritto fondamentale a contrarre matrimonio (Cost., artt. 2, 3, 29, 31 e 117, comma 1; cod. civ., art. 116).
«E' rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 116, comma 1, cod. civ., limitatamente alle parole "nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano", per contrasto con gli artt. 2, 3, 29, 31 e 117, comma 1, della Costituzione» (massima affidamentocondiviso.it) (1)
_______ (1) il Tribunale di Catania dubita, principalmente in riferimento all'art. 3 Cost. (principio di ragionevolezza), della legittimità costituzionale dell'art. 116, comma 1, cod. civ. (a seguito delle modifiche introdotte dall'art. 1, comma 15, della legge 15 luglio 2009 n. 94), in quanto la prescrizione allo straniero, che intenda contrarre matrimonio in Italia, di presentare all'ufficiale dello stato civile un documento attestante la regolarità del suo soggiorno nel territorio italiano è priva di ogni ragionevole giustificazione, in quanto, per un verso, «non appare sussistente alcuna esigenza di salvaguardia di altri valori costituzionalmente rilevanti di pari grado» del diritto dello straniero di contrarre liberamente matrimonio e di formarsi una famiglia, e, per altro verso, incide, limitandola gravemente, sulla libertà di contrarre matrimonio.
Per il Giudice remittente, il fine perseguito dal legislatore del 2009 (consentire un controllo sulla presenza di immigrati irregolari nel territorio italiano ed evitare matrimoni di convenienza, volti ad eludere le norme sull'immigrazione) non è adeguato e congruo rispetto alla limitazione del diritto inviolabile della libertà matrimoniale.
La vicenda. Il giudice a quo è stato adito, con ricorso ex art. 112 cod. civ., avverso il rifiuto dell'Ufficiale dello stato civile di celebrare il matrimonio, a cagione della "mancanza dei requisiti per cittadino straniero a contrarre matrimonio con cittadina italiana nella Repubblica in adempimento dell'art. 15, comma 1, della legge n. 94 del 15/7/2009".
Il Tribunale di Catania dopo aver affermato, sotto il profilo della rilevanza della questione, che la nuova disciplina introdotta dalla legge n. 94/2009 è applicabile a tutti i matrimoni da celebrarsi dopo la sua entrata in vigore, anche là dove la pubblicazione sia stata effettuata precedentemente, ha rilevato, sotto il profilo della non manifesta infondatezza della questione, che la norma in esame appare limitativa della libertà matrimoniale, sia per lo straniero che per i cittadini italiani, e non appare ragionevole con la ratio legis sottesa a tale limitazione.
Riferimenti dottrinali. Un autorevole interprete, utilizzando gli stessi parametri costituzionali del Tribunale di Catania (artt. 2, 3, 29, 31 e 117 Cost.), ha evidenziato che: "la previsione, per i cittadini stranieri che si sposano in Italia (con un italiano o con altro straniero) di un requisito ulteriore relativo alla regolarità del soggiorno appare limitativa della libertà matrimoniale, costituisce un'inammissibile penalizzazione di una condizione personale, determina una discriminazione nell'esercizio di un diritto fondamentale" (Ferrando, Matrimonio e filiazione nella l. n. 94/2009 (c.d. "Pacchetto sicurezza"), in Fam., pers. e succ., 2009, 12, 959, secondo cui, per questi motivi, una disposizione analoga, introdotta dal legislatore francese, è già stata dichiarata illegittima dal Conseil Constutionnel). [C. PADALINO].
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