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Timestamp: 2018-06-25 05:57:14+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 39', 'art. 26', 'art. 2', 'art- 2', 'art. 7']

Novità fiscali del 22 agosto 2011, tra cui chiusura liti fiscali pendenti, manovra correttiva bis, produttività e codici tributo | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 22 agosto 2011, tra cui chiusura liti fiscali pendenti, manovra correttiva bis, produttività e codici tributo
1) Chiusura liti fiscali pendenti: Codice tributo da utilizzare nel Mod. F24
2) Mod. F24: Istituito codice tributo per versare ritenuta da partecipazioni OICR
3) Consulenza giuridica: Dalle Entrate tutte le regole per richiederla
4) Modello F24 enti pubblici: Istituiti due nuovi codici tributo
5) Richiesta di rimborso per somme erogate a titolo di incremento della produttività negli anni 2008 e 2009: Compilazione di Unico 2011 e rettifica rimborso
6) Istituiti anche i codici tributo, utilizzabili per la restituzione spontanea di somme erogate dall’Agenzia delle Entrate, indebitamente percepite
7) Crisi economica: Manovra correttiva bis subito in G.U.
8) Sisma: differiti termini col Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2011
L’Agenzia delle Entrate ha emesso la risoluzione n. 82/E del 05 agosto 2011 riguardante sia l’istituzione del codice tributo per il versamento, tramite modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, delle somme relative alla chiusura delle liti fiscali pendenti, sia l’istituzione del codice identificativo “71”.
Ciò ai sensi dell’art. 39, comma 12, del Decreto Legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111.
Il citato art. 39, comma 12, del medesimo D.L. n. 98/2011, dispone che “Al fine di ridurre il numero delle pendenze giudiziarie e quindi concentrare gli impegni amministrativi e le risorse sulla proficua e spedita gestione del procedimento di cui al comma 9, le liti fiscali di valore non superiore a 20.000 euro in cui è parte l’Agenzia delle entrate, pendenti alla data del 1° maggio 2011 dinanzi alle commissioni tributarie o al giudice ordinario in ogni grado del giudizio e anche a seguito di rinvio, possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio, con il pagamento delle somme determinate ai sensi dell’articolo 16 della legge 27 dicembre 2002, n. 289”.
Pertanto, per consentire il versamento delle suddette somme, tramite il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, l’Agenzia ha istituito il seguente codice tributo:
– “8082” denominato “Liti fiscali pendenti – Definizione ai sensi dell’articolo 39, comma 12, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98.
Il suddetto codice tributo va esposto in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati” con l’indicazione nel campo “codice ufficio” del codice della Direzione provinciale o regionale dell’Agenzia delle entrate competente parte nel giudizio, nel campo “tipo” è indicato il carattere “R”, nel campo “elementi identificativi” è indicato la sigla “DLF” (= definizioni liti fiscali), mentre nel campo “anno di riferimento” va indicato l’anno d’imposta cui si riferisce l’atto impugnato, nel formato “AAAA”.
In sede di compilazione del modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, nella sezione “CONTRIBUENTE”, nel campo “Codice Fiscale” va indicato il codice fiscale del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio in primo grado.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 82/E del 05 agosto 2011)
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 83/E del 08 agosto 2011, ha istituito il codice tributo per il versamento, tramite modello “F24”, della ritenuta sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ad OICR italiani e lussemburghesi storici, ai sensi dell’art. 26-quinquies del D.P.R. n. 600/1973, introdotto dal comma 63 dell’art. 2 del D.L. n. 225/2010, convertito in Legge 26 febbraio 2011, n. 10.
L’Agenzia con tale documento di prassi ha, quindi, istituito il seguente codice tributo:
– “1061” denominato “Ritenuta sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ad OICR italiani e lussemburghesi storici, ai sensi dell’articolo 26-quinquies del D.P.R. n. 600/73”
In sede di compilazione del modello F24, il codice tributo va esposto nella “Sezione Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi
a debito versati” con indicazione nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” E nel campo “anno di riferimento” rispettivamente del mese e dell’anno cui la ritenuta si riferisce, nei relativi formati “00MM” e “AAAA”.
Perché è stato istituito il neo codice tributo
L’art- 2, commi da 62 a 84, del D.L. n. 225/2010, convertito in Legge n. 10/2011 ha modificato l’attuale regime dei fondi comuni di investimento mobiliare italiani ed esteri realizzando la riforma della fiscalità del risparmio gestito a monte.
In particolare, per i fondi italiani e per quelli ad essi equiparati (fondi lussemburghesi storici) a partire dal 1° luglio 2011 viene abrogato il regime di
tassazione dei redditi del fondo basato sul principio della maturazione spostando il momento della tassazione alla percezione dei proventi da parte dei partecipanti e del disinvestimento delle quote o azioni possedute, alla stregua di quanto già avviene per i fondi istituiti all’estero.
La stessa Agenzia con la circolare n. 33 del 15 luglio 2011 ha fornito i primi chiarimenti in merito alle disposizioni che regolano il nuovo regime dei fondi di diritto italiano mentre si è rinviato ad un successivo documento di prassi la disamina delle norme riferite ai fondi di diritto estero.
Pertanto, adesso per consentire il versamento, con il modello F24, della suddetta ritenuta è stato istituito l’apposito codice tributo.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 83/E del 08 agosto 2011)
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato nel mese di agosto una circolare (n. 42/E del 05 agosto 2011), sulla consulenza giuridica, che chiude “il cerchio” sui “pareri fiscali”, dopo la precedente circolare n. 32/E del 2010 che, invece, si è soffermata sul diritto di interpello.
La consulenza giuridica, a differenza dell’interpello, oltre a svolgersi al di fuori di una disciplina normativa tipica, consiste nell’”attività interpretativa finalizzata all’individuazione del corretto trattamento fiscale di fattispecie riferite a problematiche di carattere generale”, non riconducibili a uno specifico
Quindi, generalità e atipicità sono i connotati propri della consulenza giuridica che la distinguono dall’istituto dell’interpello.
Come l’interpello, invece, assume rilevanza giacché costituisce uno strumento di supporto a disposizione del contribuente al fine di agevolare la tax compliance.
I soggetti legittimati a farsi portatori di problematiche di carattere generale, risolvibili tramite la consulenza giuridica, sono gli uffici dell’Amministrazione finanziaria (specialmente in caso di attività istruttorie in corso di svolgimento), le associazioni di categoria, gli ordini professionali e gli enti pubblici in generale, comprese le amministrazioni dello Stato.
Focus del Fisco sulla consulenza giuridica.
Come presentarla, cosa indicare nella richiesta, come formulare i quesiti e con quali effetti. Sono i punti toccati dalla circolare 42/E pubblicata il 09 agosto 2011 dalle Entrate, che si sofferma così su questo importante strumento di supporto per il contribuente, ripercorrendo le differenze rispetto all’interpello e dettando le istruzioni agli Uffici competenti.
Il contribuente può consegnare la richiesta a mano o spedirla in un plico raccomandato con ricevuta di ritorno. La domanda deve essere scritta in carta libera e non occorre pagare il bollo. Se il contribuente invia per errore la richiesta all’ufficio non competente, quest’ultimo provvede a trasmetterla rapidamente alla direzione opportuna e s’impegna a informarne l’interessato.
Come formulare le domande – Tutte le richieste di consulenza giuridica devono
specificare il tipo di istanza (“consulenza giuridica”), l’indirizzo, il recapito telefonico, l’e-mail e il numero di fax del richiedente, oltre ai suoi dati identificativi.
In particolare, le domande di consulenza esterna, ossia quelle presentate da amministrazioni statali, enti pubblici, istituzioni con finalità di interesse pubblico, associazioni sindacali, di categoria e ordini professionali devono essere sottoscritte dal rappresentante legale o dal suo delegato e riportare l’indicazione del domicilio fiscale, del codice fiscale o della partita Iva.
Ammessi gli allegati “di nuova generazione”
Anche per la consulenza giuridica, così come accade già per l’interpello, il contribuente può presentare la documentazione non solo su carta ma anche su Cd, Dvd e altri supporti informatici. Questa opportunità vale sia se si consegna la richiesta a mano, sia se si spedisce con raccomandata.
Gli stessi supporti possono essere utilizzati anche per integrare la documentazione già presentata, laddove necessario.
Consulenza a indirizzo non vincolante
Il documento di prassi chiarisce che il contribuente è libero di non attenersi alla soluzione prospettata dalle Entrate. Nella consulenza giuridica, infatti, l’Amministrazione fornisce un’interpretazione d’indirizzo per il destinatario, relativamente alla questione sollevata.
Tra consulenza e assistenza, questione d’interpretazione
Il documento di prassi spiega cosa distingue l’attività di informazione/assistenza e quella di consulenza giuridica, ponendo l’accento sul carattere interpretativo di quest’ultima.
Mentre l’assistenza si limita a fornire un aiuto personalizzato al singolo contribuente sugli adempimenti fiscali da sbrigare (ad esempio, come si registra un contratto d’affitto o quali sono le scadenze per versamenti specifici), la consulenza giuridica, così come l’interpello, richiedono uno sforzo d’interpretazione.
(Agenzia delle Entrate, circolare n. 42/E del 05 agosto 2011)
Il mese di agosto 2011 si contraddistingue anche per l’ennesima istituzione dei codici tributo da parte delle Entrate.
L’Agenzia delle Entrate, infatti, con la risoluzione n. 84/E del 12 agosto 2011, ha istituito i codici tributo “143E” e “144”, i quali consentono il versamento delle imposte sostitutive, a seguito di assistenza fiscale, sui salari di produttività e sugli affitti all’Aquila.
Detti codici tributi sono utilizzabili nel modello F24 EP per permettere il versamento, in sede di assistenza fiscale, delle imposte sostitutive dell’Irpef e delle addizionali, comunali e regionali, relative ai compensi da “produttività” e alla locazione degli immobili a uso abitativo ubicati nella provincia dell’Aquila.
Sono rispettivamente il “143E” e il “144E”.
L’Agenzia ha ricordato che il modello F24 EP è utilizzato dagli enti pubblici (tabelle A e B allegate alla legge 29 ottobre 1984, n.720), nonché dalle Amministrazioni centrali dello Stato (art. 7 del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 5 ottobre 2007).
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 84/E del 12 agosto 2011)
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 85/E del 12 agosto 2011, si è soffermata sulla “Richiesta di rimborso per somme erogate a titolo di incremento della produttività negli anni 2008 e 2009. Compilazione del modello Unico Persone Fisiche 2011 e rettifica della richiesta di rimborso presente nel modello 730/2011”.
Nell’articolo sulle novità fiscali di domani, tutti i dettagli.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 85/E del 12 agosto 2011)
Istituzione dei codici tributo per la restituzione, tramite modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, dei rimborsi d’imposta ed altre somme indebitamente percepite.
La restituzione spontanea di rimborsi e altre somme, erogate dall’Agenzia delle
Entrate e indebitamente percepite dal contribuente, va effettuata con “F24 Versamenti con elementi identificativi”).
E’ stato disposto con la risoluzione n. 86/E del 12 agosto 2011, che ha, nel contempo, istituito i seguenti codici tributo:
“8084” (“Restituzione di somme erogate dall’Agenzia delle entrate indebitamente percepite – IMPOSTA”)
“8085” (“Restituzione di somme erogate dall’Agenzia delle entrate indebitamente percepite – INTERESSI”)
“8086” (“Restituzione di somme erogate dall’Agenzia delle entrate indebitamente percepite – SANZIONI”)
Il modello di pagamento va compilato indicando “R” nel campo “tipo”, l’anno d’imposta cui si riferisce il rimborso
non spettante nel campo “anno di riferimento”, mentre nel campo “elementi identificativi” occorre riportare il motivo dell’erogazione, da indicare secondo la seguente classificazione:
IRPEF, per l’imposta sul reddito delle persone fisiche;
IRES, per l’imposta sul reddito delle società;
IVA, per l’imposta sul valore aggiunto;
IRAP, per l’imposta regionale sulle attività produttive;
ADDREG., per l’addizionale regionale all’Irpef;
ADDCOM., per l’addizionale comunale all’Irpef;
BONUSF., per i bonus famiglia di cui all’articolo 1, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito,
con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2;
BONUSI., per i bonus incapienti di cui all’ articolo 44 del decreto legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito,
con modificazioni dalla legge 29 novembre 2007, n. 222;
ALTRO, per tutti i tipi d’imposta non precedentemente elencati.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 86/E del 12 agosto 2011)
Ecco di seguito le prime anticipazioni (nota ANSA del 14 agosto 2011):
Si attende adesso il decreto di attuazione della norma.
Sarà applicata per le società del settore energetico. La Robin Hood Tax consiste in un aumento dell’addizionale sull’imposta sul reddito della società di “quattro punti percentuali” e sarà applicata “per i tre periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2010”.
Non è più possibile pagare in contanti per tutte le transazioni superiori ai 2.500 euro.
Viene, inoltre, previsto l’inasprimento delle sanzioni, fino alla sospensione dell’attività (anche per i professionisti iscritti ad albi o ordini professionali), per la mancata emissione di fatture o scontrini fiscali.
Agevolazioni fiscali: riduzioni anticipate
Tfr, liquidato più tardi
Nuovo intervento sugli studi di settore
Per evitare l’accertamento induttivo, in applicazione degli studi di settore, è necessaria la congruità per due anni consecutivi, mentre il rispetto degli indici di coerenza è necessario solo per il periodo d’imposta accertato.
Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 190 del 17 agosto 2011, si occupa di “Differimento dei termini nonché la disciplina dei versamenti delle rate in scadenza tra il 1 gennaio 2011 e il 31 ottobre 2011 per i soggetti con domicilio fiscale nel cratere del sisma del 6 aprile 2009”.
Art. 1 Presentazione delle dichiarazioni relative agli anni 2009 e 2010;
Art. 2 Versamento delle rate scadenti tra il 1 gennaio e il 31 ottobre 2011;
Art. 3 Termini per l’effettuazione dei versamenti per l’anno 2011.
(Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2011)