Source: http://www.prefettura.it/milano/contenuti/Cittadinanza-10857.htm
Timestamp: 2020-04-07 23:15:53+00:00
Document Index: 82411390

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 3', 'art.1']

Cittadinanza - Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Milano
Dirigente Dell'Area:Dott. Fabrizio DONATIELLO
Email Dirigente Dell'Area: fabrizio.donatiello(at)interno.it
Responsabile del procedimento: Mara CORTINI
Addetto: Stefania ZANRE', Cesare PELLONE, Rosa Alba VITAGGIO, Filomena LAURITO, Bruna BALZARINI, Linda Ginevra RAPPI, Antonietta GAI, Valentina ADDIS
cittadinanza.pref_milano(at)interno.it
NOVITÀ DECRETO LEGGE 113/2018
COSÌ COME CONVERTITO DALLA LEGGE 132/2018
Si avvisa che a decorrere dal 5 ottobre 2018, ai sensi dell'art. 14 del D.L.4 ottobre 2018, n. 113, il contributo economico al cui pagamento sono soggette le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza italiana, è pari ad € 250.
Inoltre, ai sensi della medesima normativa, il termine per la conclusione del procedimento è aumentato a quarantotto mesi dalla data di presentazione della domanda, anche per i procedimenti già in corso alla data del 5 ottobre 2018.
Si fa presente, infine, che a far data dal 4 dicembre 2018 occorre allegare alla domanda, pena l'immediata dichiarazione di inammissibilità della stessa, idonea documentazione atta a comprovare la conoscenza della lingua italiana almeno al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento, e specificamente a ) titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario in Italia o all'estero, riconosciuto dal MIUR e dal MAECI, oppure b ) certificazione rilasciata da uno dei seguenti enti certificatori: Università per Stranieri di Perugia, Università per Stranieri di Siena, Università di Roma Tre e Società Dante Alighieri. I cittadini stranieri che alleghino alla propria domanda un accordo di integrazione sottoscritto di cui all'articolo 4-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, o un valido permesso di soggiorno CE/UE per soggiornanti di lungo periodo di cui all'articolo 9 del medesimo testo unico, sono esonerati dall'obbligo di cui sopra.
REQUISITI PER IL CONFERIMENTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA
A) Acquisto per matrimonio con cittadino italiano
Il cittadino straniero o apolide coniugato con un cittadino italiano può chiedere di acquistare la cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 5 della Legge 5 febbraio 1992, n. 91, nel caso in cui:
risieda legalmente in Italia da almeno due anni dalla data del matrimonio;
risieda all'estero da almeno tre anni dalla data del matrimonio.
Il coniuge straniero di un cittadino italiano che si sia trasferito in Italia dopo tre anni di matrimonio trascorsi all'estero può presentare istanza di cittadinanza senza dover attendere ulteriori due anni, in quanto è da ritenersi che il requisito sia già maturato durante la residenza all'estero.
Se il coniuge è stato naturalizzato cittadino italiano, i termini di cui sopra decorrono dalla data del relativo giuramento.
Tutti i sopracitati termini sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.
Ai fini del conferimento della cittadinanza, è necessario che il matrimonio sia stato trascritto nei registri dello Stato Civile del Comune di residenza.
Dal momento della presentazione della domanda e fino all'adozione del decreto di concessione della cittadinanza, non deve essere intervenuto lo scioglimento, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, né la separazione personale dei coniugi , pena il rigetto della domanda . Nel caso in cui intervenga, nelle more del procedimento, la riconciliazione dei coniugi, tutti i termini di cui sopra ricominceranno a decorrere dalla data della stessa.
La domanda è rigettata, oltre che per carenza dei sopracitati requisiti, anche in caso di gravi motivi inerenti la sicurezza della Repubblica e in caso di condanna definitiva del richiedente, pronunciata in Italia o all'estero, per i reati di cui all'art. 6 della L. 91/1992.
B) Acquisto per residenza legale ininterrotta in Italia
Il cittadino straniero o apolide può chiedere di acquistare la cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9 della Legge 5 febbraio 1992, n. 91, nel caso in cui:
sia nato in Italia e vi risieda legalmente da almeno 3 anni, o sia figlio o nipote in linea retta di cittadini italiani per nascita e risiedi legalmente in Italia da almeno 3 anni;
sia maggiorenne, adottato da cittadino italiano o figlio di cittadino straniero naturalizzato, e risieda legalmente in Italia da almeno 5 anni, successivi all'adozione o alla naturalizzazione del genitore;
abbia prestato servizio, anche all'estero, per almeno 5 anni alle dipendenze dello Stato Italiano (nel caso di servizio all'estero, non occorre stabilire la residenza in Italia ed è possibile presentare domanda tramite la competente autorità consolare);
sia cittadino U.E. e risieda legalmente in Italia da almeno 4 anni;
sia apolide o titolare di protezione internazionale e risieda legalmente in Italia da almeno 5 anni successivi al riconoscimento del rispettivo status;
sia cittadino straniero e risieda legalmente in Italia da almeno 10 anni.
È inoltre necessario che l'interessato dichiari, a pena d'inammissibilità della domanda, un reddito nell'ultimo triennio superiore ai parametri stabiliti dall'art. 3 del D.L. 382/1989 (convertito dalla L. 8/1990). Nel caso in cui il richiedente non possegga redditi propri, o abbia prodotto un reddito inferiore, dovranno essere comprovati i redditi degli altri componenti il nucleo familiare presenti nel medesimo stato di famiglia del richiedente.
Fino alla conclusione del procedimento, la residenza legale deve essere mantenuta ininterrottamente nel territorio italiano.
LE DOMANDE INCOMPLETE, CONTENENTI DATI ERRATI E/O DOCUMENTAZIONE MANCANTE O ILLEGIBILE SARANNO DICHIARATE INAMMISSIBILI
Si prega di prestare la massima attenzione all'atto di presentazione dell'istanza
Il cittadino straniero può presentare domanda di concessione della cittadinanza italiana esclusivamente on-line al seguente indirizzo web: https://cittadinanza.dlci.interno.it
Eseguita la registrazione, occorre compilare accuratamente il modulo telematico di domanda in tutte le sue parti, ponendo estrema attenzione alla corretta scansione e alla leggibilità fronte/retro dei seguenti documenti da allegare:
estremi della marca da bollo;
certificato di nascita rilasciato dalle Autorità del proprio Paese di origine, debitamente legalizzato;
traduzione italiana del certificato di nascita, anch'essa legalizzata;
certificato penale rilasciato dalle Autorità del proprio Paese di origine (e degli eventuali Paesi terzi di residenza), debitamente legalizzato;
ricevuta del pagamento del contributo obbligatorio di € 250 da effettuarsi su C/C n. 809020 intestato a: MINISTERO INTERNO D.L.C.I. - CITTADINANZA con causale: "Cittadinanza - contributo di cui all'art.1, comma 12, legge 15 luglio 2009, n. 94";
titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario, in Italia o all'estero, riconosciuto dal MIUR e dal MAECI, oppure certificazione rilasciata da un ente certificatore autorizzato (Università per Stranieri di Perugia, Università per Stranieri di Siena, Università di Roma Tre e Società Dante Alighieri), che attesti la conoscenza della lingua italiana almeno pari al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento (NB: è sufficiente l'autocertificazione in caso di certificazioni rilasciate da enti pubblici, mentre è necessaria copia autenticata dell'atto in caso di enti paritari o privati);
un documento di riconoscimento in corso di validità (carta di identità, passaporto o permesso di soggiorno).
Nel caso in cui le generalità indicate all'atto della domanda non siano corrispondenti a quelle indicate nel certificato di nascita e nel documento di identità, la domanda sarà rifiutata: tuttavia, è possibile chiarire eventuali incongruenze allegando alla propria domanda un'attestazione consolare di esatte generalità, debitamente legalizzata.
Le donne straniere che desiderano mantenere il cognome del coniuge, devono allegare alla propria domanda il certificato del matrimonio contratto all'estero da cui risulti l'acquisto del cognome in questione. In caso contrario, il cognome attributo sarà quello risultante dal certificato di nascita.
Per conoscere le modalità di legalizzazione delle certificazioni del proprio Paese di origine è possibile consultare la tabella al link : guida legalizzazioni certificati esteri (nascita e penale) .
I cittadini stranieri che hanno fatto ingresso in Italia prima del compimento del 14° anno di età e che abbiano maturato la ininterrotta residenza decennale sul territorio dello Stato, qualora non possano produrre un certificato penale del Paese di origine e degli eventuali Paesi terzi di residenza, possono allegare alla voce "Certificato Penale" la seguente Autocertificazione storico di residenza
o un certificato storico di residenza.
Il richiedente cui sia stato riconosciuto il vero e proprio status di rifugiato dalla competente Commissione Territoriale, in alternativa ai certificati di nascita e penale potrà produrre idonei atti notori sostitutivi, formati in Tribunale, da cui risultino, rispettivamente, le proprie generalità e l'assenza di condanne e procedimenti penali in corso nel proprio Paese d'origine, oltre a copia della documentazione attestante il riconoscimento dello status in questione. Si specifica che i titolari di protezione sussidiaria e di protezione umanitaria non possono presentare alcuna documentazione sostitutiva.
Eventuali cambi di residenza in corso di procedimento devono essere tempestivamente comunicati al seguente indirizzo di posta elettronica: cittadinanza.pref_milano(at)interno.it .
In caso di rifiuto per incompletezza o irregolarità della domanda, è possibile presentare una nuova domanda , riutilizzando la ricevuta del pagamento del contributo di € 250 già versato. Si specifica che il certificato penale del Paese di origine, trascorsi sei mesi dalla data di rilascio, è da considerarsi scaduto ai sensi dell'articolo 41 del D.P.R. 445/2000 e non può essere riutilizzato.
COMUNICAZIONI E ADEMPIMENTI SUCCESSIVI
ALLA PRESENTAZIONE DELL'ISTANZA
Tutte le comunicazioni inerenti il procedimento saranno inviate all'interessato tramite la piattaforma web utilizzata per inoltrare la domanda all'indirizzo di posta elettronica indicato.
Tramite il medesimo portale è anche possibile visualizzare lo stato di avanzamento della propria pratica.
A seguito dell'assegnazione del codice K10 di riferimento, l'interessato sarà convocato, tramite comunicazione sul portale del Ministero dell'Interno, presso lo sportello cittadinanza della Prefettura di Milano sito in Corso Monforte 29 per il controllo della documentazione in originale e la sottoscrizione dell'istanza: a tal fine, è necessario compilare il seguente modulo di accompagnamento .
Per ulteriori informazioni è possibile scrivere all'Ufficio Cittadinanza della Prefettura di Milano all'indirizzo: cittadinanza.pref_milano(at)interno.it oppure all'indirizzo di posta elettronica certificata protocollo.prefmi(at)pec.interno.it
Nel caso di conclusione con esito positivo del procedimento, la Prefettura provvederà a trasmettere telematicamente il decreto di conferimento della cittadinanza al Comune di residenza, il quale provvederà alla relativa notifica e alla fissazione della data del giuramento.
Per esercitare il diritto di accesso agli atti ai sensi della L. 241/90 è necessaria la prenotazione, da effettuarsi tramite il servizio di agenda on-line della Prefettura di Milano all'indirizzo http://agenda.prefmi.it selezionando come materia "Cittadinanza - Richiesta di accesso agli atti".
Ultima modifica il 25/02/2020 alle 10:43