Source: http://www.iccastelverderoma.it/regolamento-consiglio-d-istituto.php
Timestamp: 2017-10-24 09:15:51+00:00
Document Index: 133406515

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.2', 'art.3', 'art.4', 'art.42', 'art.5', 'art.6', 'art.10', 'art.7', 'art.8', 'art.9', 'art.10', 'art.11', 'art.12', 'art.13', 'art.14', 'art.15', 'art.10', 'art.16', 'art.17', 'art.18', 'e contrario', 'art.19', 'art.20']

Regolamento Consiglio D'Istituto - IC Castelverde Roma
art. 1: NATURA – MISSIONE – FUNZIONI
1. Il Consiglio di Istituto (Consiglio) è l’Organo collegiale di governo dell’Istituto scolastico comprensivo di Castelverde. Esercita funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definisce gli obiettivi ed i programmi da attuare e verifica la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti. In particolare, il Consiglio:
a) ispira la propria azione ad un ideale di Scuola capace di offrire stimolo allo studio ed un solido senso civico, che esalti la partecipazione alla vita civile nel nome dei valori rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, che alimenti il desiderio di arricchimento umano e culturale;
b) opera per realizzare un’istituzione autorevole, dinamica, solidale, in stretto rapporto con il territorio, aperta al rinnovamento didattico-metodologico e ad iniziative di sperimentazione che favoriscano lo sviluppo degli alunni, nel rispetto della libertà di insegnamento e delle leggi vigenti;
c) favorisce e promuove concrete forme di cooperazione tra la Scuola, le Famiglie e le Istituzioni, che devono esercitare in modo diverso, ma integrato, una funzione educativa, nel rispetto dei reciproci ruoli;
d) favorisce e promuove la partecipazione delle famiglie alla vita scolastica quale momento di efficace collegamento tra le famiglie e la scuola stessa.
2. La composizione, le competenze e gli adempimenti specifici del Consiglio sono disciplinati dal Testo Unico 16 aprile 1994, n.297, dal D.P.R. n……. e dal D.M. n.44 del 2001.
art.2: COSTITUZIONE DEL CONSIGLIO – NOMINA DEI COMPONENTI – PRIMA CONVOCAZIONE
1. Il Consiglio è validamente costituito anche nel caso in cui non tutte le componenti abbiano espresso le proprie rappresentanze e dura in carica per tre anni scolastici.
2. I componenti del Consiglio sono nominati con decreto del Provveditore agli Studi, ovvero, se da questi delegati, dal Dirigente Scolastico.
3. La prima convocazione del Consiglio è disposta dal Dirigente Scolastico entro il 20esimo giorno dalla data in cui sono stati proclamati gli eletti.
art.3: ELEZIONI DEL PRESIDENTE E DEL VICE PRESIDENTE
1. Nella prima seduta, il Consiglio è presieduto dal Dirigente Scolastico ed elegge, tra i rappresentanti della componente genitori del Consiglio stesso, il proprio Presidente.
2. L’elezione ha luogo a scrutinio segreto. Sono candidati tutti i genitori componenti del Consiglio.
3. Il Presidente viene eletto a maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Consiglio. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente viene eletto a maggioranza relativa dei votanti, ferma restando la presenza alla seduta della metà più uno dei componenti in carica. A parità di voti viene eletto il più anziano di età.
4. Qualora, per qualsiasi causa, non sia presente nel Consiglio la rappresentanza dei genitori, il Consiglio è presieduto dal consigliere più anziano di età.
5. Il Consiglio può deliberare di eleggere anche un vice-Presidente, da votarsi fra i genitori componenti del Consiglio stesso, secondo le stesse modalità previste per l’elezione del Presidente.
art.4: ATTRIBUZIONI DEL PRESIDENTE
1. Il Presidente rappresenta il Consiglio, ne assicura il corretto funzionamento e svolge tutte le iniziative necessarie per una piena realizzazione della missione e dei compiti ad esso attribuiti. In particolare:
a) convoca le adunanze del Consiglio, le presiede ed adotta tutti i necessari provvedimenti per il regolare svolgimento dei lavori; per il mantenimento dell’ordine esercita, ai sensi dell’art.42, comma 5, del decreto legislativo n.297/1994, gli stessi poteri a tal fine conferiti dalla legge a chi presiede le riunioni del Consiglio Comunale;
b) scioglie l’adunanza in mancanza del numero legale dei consiglieri; può sospenderne temporaneamente i lavori per esaminare delibere e mozioni; dispone la sospensione della seduta e la sua ulteriore prosecuzione in forma non pubblica, qualora il comportamento del pubblico sia causa di disordine;
c) firma gli atti adottati dal Consiglio e, unitamente al Segretario del Consiglio, il verbale delle adunanze dello stesso;
d) firma unitamente al Dirigente Scolastico ed al Direttore dei Servizi Amministrativi, i documenti di bilancio della Scuola.
2. In caso di assenza o impedimento del Presidente, le sue funzioni sono attribuite al vice-Presidente.
art.5: SEGRETARIO DEL CONSIGLIO
1. Le funzioni di Segretario del Consiglio sono affidate dal Presidente ad un componente del Consiglio stesso. In caso di assenza, il Presidente designa nell’incarico, per quella seduta, un altro componente.
2. Il Segretario del Consiglio svolge i compiti connessi alla redazione dei verbali delle adunanze, alla tenuta degli atti del Consiglio, depositati presso la segreteria della Scuola, ed alla loro pubblicità.
art.6: GIUNTA ESECUTIVA
1. Il Consiglio elegge nel proprio ambito una Giunta Esecutiva (Giunta9, composta da un docente, da un rappresentante del personale non docente, da due genitori. Ne fanno altresì parte di diritto il Dirigente Scolastico, che la presiede, ed il Direttore dei Servizi Amministrativi della Scuola, che svolge anche funzioni di segretario della Giunta stessa.
2. L’elezione della Giunta avviene con le stesse modalità previste per l’elezione del Presidente e del vice-Presidente. Per la validità delle sedute e delle deliberazioni della Giunta si applicano le disposizioni previste per le sedute e le deliberazioni del ……..
3. La Giunta predispone la relazione annuale di cui all’art.10, comma 9, del d.lgs. n.297/1994, ed i documenti di bilancio, il programma annuale, le eventuali variazioni ed il conto consuntivo; prepara, inoltre, i lavori del Consiglio e cura l’esecuzione delle deliberazioni dello stesso.
art.7: DIRITTI DEI CONSIGLIERI
1. Ogni consigliere può chiedere al Presidente informazioni e spiegazioni sull’esecuzione, da parte della Giunta, delle deliberazioni adottate.
2. I consiglieri possono richiedere per iscritto, alla segreteria della Scuola, durante l’orario di servizio, copia degli atti relativi alle materie di competenza del Consiglio.
art.8: DECADENZA E DIMISSIONI
1. I consiglieri che non intervengano, senza giustificati motivi, a tre sedute consecutive del Consiglio, decadono dalla carica e vengono sostituiti. Le giustificazioni devono pervenire al Presidente od alla segreteria della Scuola, prima della riunione.
2. Le assenze dei consiglieri sono registrate nel verbale di ciascuna seduta, annotando se siano state giustificate.
3. Decadono altresì dalla carica i consiglieri che abbiano perso i requisiti stabiliti dalla legge per l’elezione a componenti del Consiglio di Istituto.
4. In caso di decadenza o dimissioni irrevocabili di uno o più consiglieri, il Consiglio ne prende atto e dà mandato al Dirigente di emanare i decreti di surroga dei consiglieri decaduti.
art.9: PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA’
1. Il Consiglio programma le riunioni in relazione alle competenze ed agli adempimenti previsti, allo scopo di realizzare un funzionale svolgimento delle attività, raggruppando per date prestabilite, in linea di massima, la discussione di argomenti su cui sia possibile prevedere la necessità di proposte, decisioni o pareri.
art.10: CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO
1. Il Presidente convoca il Consiglio ogni qualvolta lo ritenga opportuno e, comunque, almeno tre volte l’anno, entro dicembre, entro aprile, entro giugno. Convoca altresì il Consiglio su richiesta del Presidente di Giunta, ovvero di almeno un terzo dei componenti del Consiglio, entro dieci giorni dalla presentazione di detta richiesta.
2. La convocazione è disposta con congruo preavviso, in ogni caso non inferiore a 5 giorni rispetto alla data prevista, con lettera diretta ai singoli consiglieri, anche per e-mail, e mediante affissione, all’albo della Scuola, di apposito avviso; in ogni caso, l’affissione all’albo di tale avviso è adempimento sufficiente per la regolare convocazione del Consiglio.
3. Per le finalità di cui al precedente articolo, e al fine di facilitare la partecipazione dei componenti alle sedute, il Consiglio può approvare un calendario delle adunanze, coordinato ove possibile con quello degli altri organi collegiali. In questo caso, la convocazione del Consiglio per le sedute indicate nel calendario è eseguita mediante affissione all’albo della Scuola.
4. La lettera e l’avviso di convocazione devono indicare:
a) la data, l’ora di inizio e l’ora di fine, il luogo di riunione e gli argomenti iscritti all’ordine del giorno dell’adunanza;
b) le rappresentanze esterne eventualmente invitate a partecipare alla seduta;
c) l’eventuale esclusione del pubblico dalla seduta, quando sia prevista la discussione di argomenti riservati concernenti persone.
5. In relazione ad eventi straordinari che richiedono la convocazione d’urgenza del Consiglio, il preavviso può essere dato ai consiglieri fino a due giorni prima mediante lettera consegnata a mano o strumenti di comunicazione elettronica, ed al pubblico, mediante affissione all’albo, entro lo stesso termine. In caso di assoluta necessità, il Consiglio può essere convocato entro ventiquattro ore dal verificarsi della necessità stessa.
art.11: ORDINE DEL GIORNO
1. L’ordine del giorno (OdG) delle adunanze è stabilito dal Presidente, sentito il Dirigente Scolastico, sulla base delle competenze e attribuzioni demandate dalla legge al Consiglio e contiene gli argomenti per la discussione:
a) proposti e approvati in Consiglio nella seduta precedente;
b) proposti per iscritto da almeno un terzo dei consiglieri in carica;
c) proposti per iscritto da altri Organi della Scuola.
2. Su ciascun argomento iscritto all’OdG, il Presidente designa fra i consiglieri un relatore, con il compito di introdurre la discussione nella seduta del Consiglio. La documentazione esplicativa dell’argomento in discussione è posta a disposizione dal consigliere relatore presso la sede della Scuola almeno tre giorni prima della riunione.
3. Il Consiglio non può deliberare su argomenti non inclusi nell’OdG, salvo argomenti di particolare urgenza e gravità che, se approvati a maggioranza dei consiglieri votanti, integrano e precedono, nella discussione, gli argomenti già iscritti.
art.12: ADUNANZE E DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO
1. Le adunanze del Consiglio sono valide se è presente almeno la metà più uno dei consiglieri in carica, tra i quali il Presidente o, in sostituzione, il vice-Presidente. Esse si svolgono on orari compatibili con gli impegni di lavoro dei consiglieri, in ore non coincidenti con l’orario delle lezioni.
2. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi, salvo che disposizioni normative speciali prescrivano diversamente. Il voto è palese, salvo nel caso di deliberazioni concernenti le persone. In caso di parità di voti, prevale il voto del Presidente.
3. Nei casi di urgenza, il Presidente può deliberare, salvo ratifica del Consiglio entro 30 giorni, sulle materie di competenza del Consiglio stesso, con esclusione dei regolamenti e dei documenti di bilancio concernenti, rispettivamente, il programma annuale, eventuali variazioni, ed il conto consuntivo.
4. Il Consiglio può fare intervenire estranei alle adunanze. Di tali audizioni è fatta menzione nel verbale.
art.13: ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
1. Accertata la presenza del numero legale, il Presidente dichiara aperta la seduta e dà inizio alla discussione degli argomenti posti all’OdG dell’adunanza nell’ordine ivi esposti, premettendo la sola lettura e l’approvazione del verbale dell’adunanza precedente.
2. L’ordine degli argomenti in discussione può essere mutato dal Consiglio con mozione d’ordine approvata a maggioranza dei votanti.
3. Alla trattazione degli argomenti possono prendere parte i consiglieri, ognuno dei quali si iscrive a parlare chiedendo la parola al Presidente, che modera la discussione e fornisce, ove del caso, elementi di ulteriore approfondimento e/o informazione.
4. Nessun consigliere può intervenire due volte sullo stesso argomento e la eventuale replica dovrà essere contenuta in 5 minuti.
5. Ogni consigliere può domandare la chiusura di una discussione che, se condivisa da almeno quattro consiglieri, è messa ai voti. Da tale momento sull’argomento possono parlare due soli consiglieri, uno a favore e uno contrario, senza diritto di replica. Gli oratori iscritti a parlare prima che sia stata domandata la chiusura conservano la facoltà di parlare sull’argomento, a meno che decidano di rinunciare.
6. In esito alla trattazione dell’argomento all’OdG, il Consiglio vota sulla proposta discussa.
7. Sono approvate le proposte che conseguono la maggioranza dei voti validamente espressi, intendendo per tali la somma dei voti favorevoli e dei voti contrari. Non sono computabili i voti nulli, gli astenuti e le schede bianche.
8. Qualora la discussione non sia stata esaurita nei limiti di tempo prefissati per lo svolgimento della seduta, il Consiglio può deliberare di aggiornare i propri lavori in data successiva, non prima di tre giorni e non dopo otto.
art.14: QUESTIONI CHE DERIVANO DALLA TRATTAZIONE DEGLI ARGOMENTI DELL’O.d.G
1. In relazione agli argomenti in discussione possono darsi:
a) questioni preliminari, con riferimento alla richiesta di decidere se sia o meno il caso di deliberare sull’argomento;
b) questioni sospensive, con riferimento alla proposta fatta per decidere se sia o meno il caso di rinviare il voto deliberativo per un determinato tempo;
c) proposte di emendamenti, con riferimento alle proposte di aggiunta o modifica all’argomento in discussione;
2. Le questioni preliminari e le questioni sospensive possono essere presentate da ogni consigliere prima che si inizi o durante la discussione di merito e sono discusse e poste in votazione prima di procedere o di proseguire nella discussione di merito.
3. Le proposte di emendamento sono poste in votazione, secondo l’ordine di presentazione, prima dell’argomento principale.
art.15: RELAZIONE ANNUALE
1. La relazione annuale del Consiglio prevista all’art.10, comma 9, del d.lgs. n.297/1994, è predisposta nel mese di settembre dalla Giunta ed è oggetto di discussione ed approvazione in apposita adunanza del Consiglio, da convocarsi entro il mese di ottobre e, comunque, quando si dia luogo al rinnovamento dell’organo, prima dell’insediamento del nuovo Consiglio.
2. La relazione, firmata dal Presidente e dal Presidente della Giunta, è inviata al Dirigente Scolastico, al Provveditore agli Studi ed al Consiglio Provinciale Scolastico, entro 15 giorni dalla data della sua approvazione.
art.16: COMMISSIONI
1. Ai fini di una più efficace realizzazione dei propri compiti, il Consiglio può deliberare la costituzione, nel proprio ambito, di specifiche Commissioni deputate all’approfondimento di materie e/o argomenti di particolare rilievo ed importanza.
2. Le Commissioni svolgono la propria attività secondo le direttive, le modalità ed i tempi stabiliti dal Consiglio, al quale riferiscono con propria relazione in esito all’attività svolta. Previo assenso del Consiglio, le Commissioni possono sentire esperti della materia.
art.17: VERBALE DELLE ADUNANZE
1. Il verbale delle adunanze è redatto dal Segretario su apposito registro a pagine numerate e riporta, oltre la data, il luogo, i partecipanti, l’ordine del giorno, gli interventi svolti e l’esito di eventuali votazioni, anche le deliberazioni proposte per iscritto, approvate o ricusate. Per i casi che interessano persone, la verbalizzazione è limitata alla sola deliberazione finale, con indicazione dell’approvazione o non approvazione della stessa, avvenuta a maggioranza o all’unanimità.
2. E’ facoltà dei consiglieri fare inserire a verbale loro dichiarazioni testuali.
3. Il verbale, previa lettura, è approvato nell’adunanza successiva, fatte salve le deliberazioni già adottate dal Consiglio nell’adunanza cui il verbale si riferisce, a stralcio della sua approvazione.
4. Richieste di rettifica e/o puntualizzazioni su quanto riportato nel verbale vanno presentate prima della sua approvazioni al Presidente, che ne prende atto e ne dà lettura al Consiglio in apertura di seduta. Il verbale, con aggiunta delle eventuali integrazioni, viene approvato e quindi sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.
art.18: PUBBLICITA’ DEGLI ATTI
1. Le deliberazioni adottate dal Consiglio, numerate progressivamente, firmate dal Presidente e dal Segretario e conservate agli atti della segreteria della Scuola, sono affisse in copia nell’albo della Scuola entro il termine massimo di 7 giorni dalla relativa data e rimangono esposte per un periodo di 10 giorni. A tal fine, copia delle deliberazioni sono consegnate dal Segretario al Dirigente Scolastico, che ne dispone l’affissione immediata, attestandone la data.
2. I verbali e tutti gli atti scritti preparatori sono depositati presso la segreteria della Scuola e, per lo stesso periodo di esposizione delle relative deliberazioni, sono esibiti a chiunque ne faccia richiesta.
3. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo parere contrario dell’interessato.
4. Si osservano inoltre le norme in materia di accesso ai documenti amministrativi di cui alla legge 7 agosto 1990, n.241, e successive modifiche ed integrazioni.
art.19: FUNZIONAMENTO DELLA BIBLIOTECA, DEI GABINETTI SCIENTIFICI, DEI LABORATORI E DELLE PALESTRE
art.20: VIGILANZA SUGLI ALUNNI
Per gli articoli 19 e 20 vedi applicazione su Regolamento d’Istituto
IL Consiglio può, a maggioranza assoluta dei componenti apportare aggiunte o modifiche al presente regolamento. Le aggiunte e le modifiche proposte dovranno essere depositate in segreteria almeno 5 giorni prima della seduta ed inserite nell’ordine del giorno.