Source: http://www.tecnoteca.it/tesi/ecommerce/responsabilita/5
Timestamp: 2013-05-23 21:32:35+00:00
Document Index: 54779

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 110', 'art. 1', 'art.40', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art 40', 'art.\n110', 'art.\n635']

Portale delle tecnologie informatiche - Tecnoteca.it - divulgazione - La l. 62/2001 e responsabilit� del provider
Un progetto di Tecnoteca srl 2001 - 2008
CMDBuild software
» La l. 62/2001 e responsabilit� del provider
Per attribuire una responsabilit� del provider in reazione
ad un fatto-reato commesso da terzi dovrebbe sussistere una norma�
giuridica, che attribuisce in capo al provider dei precisi obblighi. Infatti, ai sensi dell�art. 40 c.p.: �Non impedire un evento, che si ha l�obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo�, mentre ai sensi dell�art. 110 c.p.: �Quando pi� persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questa stabilita [�]�. La responsabilit� del provider dovrebbe essere dunque a
titolo di concorso per omissione nel reato commesso da terzi, non
avendo impedito, bench� obbligato, il realizzarsi della fattispecie
criminosa. La legge 62/2001, approvata il 21 febbraio 2001, reca
�Nuove norme sull�editoria e sui prodotti editoriali�, nonch�
�modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416�. Fra le altre cose, essa
ha� introdotto (art. 1, 1� comma) una definizione innovativa di
�prodotto editoriale�, che copre anche il prodotto informativo
multimediale �on line": quello realizzato cio� su supporto informatico,
destinato alla pubblicazione di informazioni o, comunque alla
diffusione delle stesse presso il pubblico con ogni mezzo, anche
elettronico. Dalla definizione di �prodotto editoriale� restano invece esclusi, i prodotti �destinati esclusivamente all�informazione aziendale sia ad uso interno sia presso il pubblico�. Ci si � dunque domandati14
se la nuova normativa comporti obblighi giuridici quali quelli
richiamati dall�art.40, 2� co. c.p. ai fini di una responsabilizzazione
All�art. 1, comma 3� si stabilisce che tutti i prodotti che
rientrino nella rinnovata definizione di prodotto editoriale devono
contenere le indicazioni prescritte dall�articolo 2 della legge n. 47
del 1948 (�Disposizioni sulla stampa�). Il predetto art. 2, l. 47/1948, richiede che sugli �stampati� trovino posto talune indicazioni obbligatorie: il luogo e l'anno della pubblicazione;
il nome e il domicilio dello stampatore; il nome e il domicilio dell'editore, se quest�ultimo esiste. Stabilito questo, il citato comma dell�art. 1 della legge
62/2001 introduce una distinzione fra il regime applicabile ai
siti-prodotti editoriali che non abbiano una periodicit� regolare nella
diffusione di informazioni presso il pubblico e il regime applicabile
ai quei siti attraverso i quali, invece, vengono diffuse informazioni
presso il pubblico con periodicit� regolare. In realt� la legge associa la periodicit� regolare ad un
ulteriore requisito: l�esistenza di una testata che, in qualit� di
elemento identificativo, contraddistingua il prodotto editoriale. Tuttavia nel caso dei siti web, la testata pi� che
distinguere i prodotti editoriali sembra accomunarli praticamente
tutti, poich� ogni sito ha una testata, a prescindere dalla regolare
periodicit� con cui diffonde notizie al pubblico. Cosicch�, il criterio
decisivo nella distinzione tra i siti, rimane quello della periodicit�,
regolare o no, con cui i prodotti editoriali vengono diffusi al
pubblico. Ora, se il sito � della prima specie (cio�, informativo ma
non aggiornato con periodica regolarit�), per essere in regola baster�
che la pagina web contenga le indicazioni richieste dall�articolo 2
della legge n. 47 del 1948 (vedi sopra). Eventuali omissioni o inesattezze in tali indicazioni,
comporteranno la sanzione amministrativa prevista dall�articolo 17
della legge 47/1948 (quando non integrino il reato di stampa
clandestina previsto all�articolo 16).� Se invece il sito � della seconda specie, oltre a inserire
queste indicazioni, chi se ne occupa deve far iscrivere la testata nel
registro pubblico tenuto presso le cancellerie del tribunale, �nella
cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi.� Ci� stante, appare difficile configurare una responsabilit�
per l�Internet provider per fatto commesso da un cliente, titolare di
un sito web assimilabile a prodotto editoriale. Gli obblighi sinora ricordati sono imputati al direttore
responsabile della �testata� e l�ordinamento italiano non contempla
alcuna norma che attribuisca al provider l�onere di controllare e/o
supervisionare l�attivit� del proprio cliente, foss�anche questi il
responsabile di una testata di giornale �on line�.
La disciplina dei reati di stampa non� pu� quindi
estendersi al provider ai sensi dell�art 40 c.p. comma2, e dell�art.
110 c.p., almeno quando nel provider sia assente la volont� e
consapevolezza di contribuire alla determinazione del reato di stampa. Quanto ai siti aventi un contenuto informativo a carattere
aziendale, ossia che recensiscano i loro prodotti e presentino
l�azienda ai visitatori �on line�, essi sono esclusi dalla disciplina
della l.62/2001: ne consegue che il provider, gi� non punibile � come
visto -� nel caso di siti web equiparati a stampa periodica, lo
sar� ancor meno nel caso di siti informativi prettamente aziendali.
Ben diversa � la posizione del provider che sia a
conoscenza di un fatto-reato commesso da terzi (responsabile della
testata �on line�) e nulla faccia per contrastarlo e metterne a
conoscenza l�Autorit� giudiziaria.
Egli infatti, consentendo all�utente di usufruire dei
servizi concessi per contratto e dell�accesso ad Internet, gli permette
di commettere un fatto penalmente rilevante15. E solo con un
proprio intervento atto a contrastare il compimento dell�illecito, egli
potr� certamente essere escluso dalla responsabilit� a titolo di
V�� da dire che l�ordinamento non impone in capo al
provider dei precisi obblighi che per� possono derivare da una precisa
disposizione contrattuale, contenuta nelle condizioni generali di
contratto, che l�utente � tenuto a sottoscrivere per avere accesso ad
Internet. Il tipo di intervento pi� frequente � in questi casi la deattivazione del sito. D�altro canto ci�, qualora tale intervento si qualificasse
come indebito, comporterebbe l�incriminazione del provider a titolo di
danneggiamento di sistemi informatici e telematici ai sensi dell�art.
635 bis c.p.16! Ad evitare tali rischi, v�� chi ritiene� sufficiente
che egli denunzi alle pubbliche autorit� il fatto ritenuto penalmente
rilevante prima di deattivare il sito oggetto di reato.
Ci�, comunque, varrebbe �ad escludere una volont� di danneggiamento informatico�17.
14G. Scorza, I veri rischi della legge 62/01, in http://www.interlex.it/stampa/scorza.htm 15ibidem16ibidem17ibidem
Tecnoteca srl su Facebook Notizie