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Timestamp: 2018-12-11 04:40:28+00:00
Document Index: 100818436

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 1491', 'art. 1490', 'art. 15']

Decreto Bersani sugli impianti: Quesiti interpretativi concernenti l’articolo 13 del Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37 | Mondocasablog
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Decreto Bersani sugli impianti: Quesiti interpretativi concernenti l’articolo 13 del Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37
di Blogger 27 marzo 20082
a )gli obblighi documentali in caso di trasferimento dell’immobile
L’art. 13 disciplina gli obblighi documentali in caso di “trasferimento dell’immobile a qualsiasi titolo” e, quindi, in caso di trasferimento della proprietà dell’immobile, sia a titolo oneroso che gratuito (compravendita, donazione).
L’ultimo capoverso dello stesso art. 13, peraltro, impone che sia consegnata all’utilizzatore “copia della stessa documentazione” anche al soggetto che “utilizza a qualsiasi titolo l’immobile”. Quindi, in caso di locazione o concessione in uso, anche gratuita, a qualunque altro titolo, gli stessi documenti dovranno essere consegnati (con le stesse possibilità di deroga previste nella prima parte dell’articolo) in copia fatta eccezione per il caso in cui destinatario della prescrizione fosse già il precedente utilizzatore, che consegnerà al nuovo utilizzatore l’originale, così come avviene per il libretto di impianto di riscaldamento autonomo. Peraltro, in molti casi nessun documento concernente la sicurezza deve essere consegnato alla stipula dell’atto, e ciò costituisce una rilevante novità rispetto alla precedente disciplina che, all’art. 9, comma 3, del DPR n. 447 del 1991 (che viene ora abrogato) imponeva espressamente al proprietario di consegnare tutta la documentazione amministrativa e tecnica, senza eccezioni.
Infatti i documenti da consegnare in caso di trasferimento dell’immobile, sono solo quelli obbligatori secondo le norme applicabili all’epoca della costruzione o modifica dell’impianto e cioè:
– il progetto ed il collaudo dell’impianto, solo ove imposti dalle norme vigenti all’epoca della realizzazione o della modifica. Per gli impianti la cui realizzazione inizierà dopo l’entrata in vigore del decreto, in molti casi l’ art. 5, comma 1, chide non il progetto ma il più semplice elaborato tecnico previsto dall’art. 7, comma 2, del decreto che andrà consegnato;
Occorre ricordare che secondo l’art. 7, comma 1, il progetto o l’elaborato tecnico fanno “parte integrante” della dichiarazione di conformità pertanto:
L’art. 13, contestualmente alla indicata semplificazione documentale, rafforza la tutela sostanziale della sicurezza di chi vive o lavora negli edifici, disponendo che “L’atto di trasferimento riporta la garanzia del venditore in ordine alla conformità degli impianti alla vigente normativa in materia di sicurezza”. La norma si riferisce solo al “venditore”. Tuttavia, considerata l’affinità della fattispecie e le finalità della norma, deve ritenersi che la disciplina della clausola di garanzia debba valere non solo per la compravendita, ma anche per tutti gli atti di trasferimento a titolo oneroso della proprietà o di altro diritto reale dell’immobile.
L’introduzione di questa clausola nel contratto è obbligatoria, nell’atto definitivo di trasferimento della proprietà dell’immobile, in quanto il carattere vincolante della norma per il venditore emerge sia dal tenore letterale della disposizione, sia dalla sua oggettiva finalità di interesse generale, volta a tutelare la pubblica incolumità ed il diritto alla salute delle persone.
L’art. 1491, esclude la garanzia se i vizi erano conosciuti o facilmente conoscibili dal compratore, ma ciò non vale se il venditore ne ha dichiarato l’assenza o si è comunque accollato il relativo rischio, così come accade con l’apposizione della clausola in esame. In ogni caso, la non conformità di un impianto tecnico infisso in un immobile alle norme di sicurezza costituisce di regola un vizio occulto, che difficilmente consente la prova della conoscenza o facile conoscibilità.
Pertanto con la clausola in esame il venditore assume su di sè la responsabilità per ogni spesa o danno derivante dall’ eventuale non conformità degli impianti alle norme di sicurezza ad essi applicabili.
La clausola di garanzia del venditore è obbligatoria, ma i suoi contenuti sono disciplinati dal codice civile (norma di legge che prevale sul regolamento), che consente alle parti di pattuire espressamente la limitazione o l’esclusione della garanzia del venditore, a condizione che il venditore non abbia in mala fede (o con colpa grave, aggiunge la giurisprudenza) taciuto al compratore i vizi della cosa (art. 1490, secondo comma).
Per derogare alla prevista responsabilità di chi vende, è, necessario che, nella clausola di garanzia del venditore, le parti limitino o escludano tale garanzia, a seguito della dichiarazione del venditore, e della presa d’atto del compratore, circa la non conformità o la possibile non conformità di ciascun impianto alle norme di sicurezza ad esso applicabili.
Solo l’apposizione di una clausola di questo tipo potrà quindi superare la generale presunzione dell’ordinamento circa la garanzia del venditore. La norma raggiunge così la propria finalità di interesse pubblico, volta ad evitare che vi possano essere incertezze circa le responsabilità relative alla sicurezza degli impianti in caso di compravendita di immobili.
A tale ultimo riguardo, occorre chiarire che il rinvio operato dall’art. 15, comma 3, alle “commissioni che sovrintendono alla tenuta dei registri degli albi” deve necessariamente intendersi come riferito, alla stregua della vigente disciplina di legge, alla commissione o altro soggetto.
(Cons. Raffaello Sestini)
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carla 31 marzo 2008 il 10:53 pm
riguardo questo decreto ministeriale, devo dire che ci troviamo di fronte ad un ulteriore blocco delle transazioni immobiliari. innanzitutto gli stessi notai sono impreparati di fronte a questa normativa, con difficoltà sanno consigliarti, se non che, per togliersi di dosso il problema, ti portano a consigliare l’acquirente di accettare la non messa a norma degli impianti.
ma che ditta ti fa una dichiarazione di conformità?
e cosa ti costa?
riguarda solo gli impianti di casa propria o si riferisce anche a eventuali impianti condominiali? mi riferisco soprattutto a una problematica presenti negli alloggi turistici.
come reperire una ditta autorizzata a redigere la dichiarazione sostitutiva di conformità?
Barbieri 7 aprile 2008 il 9:53 am
U.C.A.S. = Ufficio Complicazioni Affari Semplici.
Dove toccano i politici “GUASTANO” – C’era già la legge 46/90 e relativo regolamento di applicazione che, se pur in alcuni punti avrebbe dovuta essere modificata, questa invece è stata cancellata e sostituita del Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n° 37; decreto che nella sua semplificazione (almeno così è stato catalogato) crea piu confusione di prima.
Domando: ma è mai possibile che con l’intallazione di un interruttore differenziale da 0,03 A un impianto domestico possa essere considerato a norma; quindi sicuro?- Chiedo a questi Signori: ma avete mai provato a farvi attraversare il corpo da una corrente di 0,03 A? – Io sì! Ma quando in laboratorio ho raggiunto il valore di 0,016 A i miei collaboratori ha interrotto perchè ero “paonazzo”. -Signori miei:”OCCORRE SEMPRE L’IMPINATO DI TERRA diveramante la sicurezza va a pallino. Ho 74 anni e per 50 ho operato su impianti di tutti i tipi (dai 130 kV nelle centrali e stazioni elettriche, fino agli impianti di distribuzione domestica dell’energia elettrica). La sicurezza non è quella che Voi avete annunciato. I Decreto in argomento, a mio avviso, e solo un “azzaeca garbugli” che agli Installatori confonde le idee, anzichè migliorarle; che pur ce ne sarebbe stato bisogno.