Source: https://www.provincia.imperia.it/attivita/territorio-pianificazione/ptc/qs-proposte-urbano
Timestamp: 2020-07-03 23:13:13+00:00
Document Index: 150243250

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 4', 'art.20', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 24', 'art. 21', 'art.30', 'art. 32', 'art.20']

QUADRO STRUTTURALE Proposte di Piano - Ambiente Urbano (e il paesaggio costruito) | Provincia di Imperia
QUADRO STRUTTURALE Proposte di Piano - Ambiente Urbano (e il paesaggio costruito)
IL MIGLIORAMENTO DELLA VIVIBILITA’ DELL’AMBIENTE URBANO E LA VALORIZZAZIONE DELL’IDENTITA’ STORICA
Tra i compiti di livello generale ascritti al P.T.C. provinciale vi è quello del coordinamento dei contenuti della pianificazione dei Comuni nei loro effetti sovracomunali.
In relazione al sistema degli insediamenti e alle funzioni di tipo urbano il P.T.C. provinciale deve sviluppare alcune importanti indicazioni e fornire indirizzi ad uso dei Comuni (L.R. 36/97, art. 20 c.1 - e combinato con artt. 33 - punto 3 e 35/36 - punto 1 nonché art. 4 della L.R. 22.01.1999 n° 3 sull'edilizia residenziale pubblica):
"individua le preminenti caratteristiche dimensionali e tipologiche, nonché i principali livelli di prestazione funzionale da attribuire alla struttura insediativa in generale e alle strutture urbane ad alta densità insediativa in particolare, con riferimento ad ambiti territoriali omogenei di livello sovracomunale, stabilendo in tale contesto l'organizzazione complessiva:
1. del sistema del verde a livello provinciale
2. delle attrezzature e degli impianti pubblici e di interesse pubblico di scala sovracomunale ... "
"provvede al coordinamento dei fabbisogni abitativi, della domanda abitativa nelle sue differenti articolazioni, nonché dell'offerta insediativa di recupero, di riqualificazione, di nuova costruzione definiti dai Comuni… per conseguirne la coerenza con le prestazioni funzionali della struttura insediativa relativa ad ambiti territoriali omogenei e delle strutture urbane ad alta densità e tensione abitativa, definite nel Piano Territoriale di Coordinamento...
definisce le azioni di tutela e riqualificazione degli assetti idrogeologici del territorio e coordina gli effetti dei piani di bacino sulla pianificazione locale."
A fronte dei proponimenti d'indirizzo espressi nel Documento degli Obiettivi, per il settore tematico in argomento, che costituisce primario riferimento per le attività istituzionali degli Enti locali, precipuamente i Comuni, si intende dare corpo e cogenza d'indirizzo ad una complessiva strategia per il conseguimento di un buon livello di vivibilità per i residenti ed insieme di recupero della qualità d'immagine del nostro territorio.
Quindi l'attenzione e lo sforzo vanno alle iniziative di reinserimento, in ambito urbano, di spazi adeguati per servizi, di miglioramento funzionale ed organizzativo della struttura esistente, di equilibrato sviluppo edilizio-residenziale lungo la linea di costa, già troppo affollata, a favore delle zone interne, privilegiando la riqualificazione urbanistico-edilizia in generale ed in particolare il restauro attento e il recupero per fini abitativi, residenziali o turistici, dei numerosi nuclei storici, che sono principale ricchezza culturale ed architettonica del nostro entroterra.
In particolare nel settore più interno, a fronte delle diffuse problematiche di carattere socio-economico, il processo di riutilizzo del patrimonio edilizio-abitativo è anche dipendente dalla possibilità di sviluppo di nuove prospettive e/od iniziative forti a sostegno del presidio.
A scala generale i valori storico-culturali del Paesaggio Costruito costituiscono Beni da tutelare (obiettivo "non negoziabile") per il ruolo di testimonianza palese delle radici culturali, oltre che per le prospettive di utilizzo anche in chiave di sviluppo dell'economia turistica, che deve comunque basarsi anche sulla conoscenza di tali beni, da sviluppare in dettaglio.
Il riferimento all'obiettivo del raggiungimento di un adeguato livello di "vivibilità" per tutti comporta il riscontro d'indirizzo o d'indicazione di azioni che vengano a sopperire, già a livello d'attività pianificatoria, ad alcune consolidate carenze per disapplicazioni di norme aventi effetto anche a scala sovracomunale. In questo ambito si pongono anche gli interventi per la riduzione dei rischi e la salvaguardia della pubblica incolumità, in attuazione dei Piani di Bacino e di altre disposizioni vigenti.
Tenuto conto della suddivisione in ambiti territoriali d'insediamento descritta nella relazione fondativa ed in riferimento all'onere a carico del P.T.C. provinciale della formulazione di indirizzi normativi ad uso dei Comuni nella redazione dei PUC vengono proposte argomentazioni a ciò riferite, di attuazione degli obiettivi prefissati per il Settore dell'Ambiente Urbano.
Si fa richiamo agli Ambiti omogenei d'insediamento descritti nella Relazione Fondativa ed indicati sulla Tav. 47, dove gli elementi areali rappresentati costituiscono il riferimento ai caratteri complessivi degli insediamenti, tenuto conto della morfologia fisica del territorio, del popolamento, degli usi del suolo, delle attività economiche e delle articolazioni amministrative già operanti.
I PROCESSI INSEDIATIVI.
La residenza primaria
In questa fase storica e in questa area geografica, la progressione demografica evidenzia un costante rallentamento, ma di contro è in evoluzione il numero delle unità familiari ed è quindi ragionevole che aumenti in misura corrispondente anche il numero delle abitazioni disponibili per la residenza primaria.
Si deve poi considerare la tendenza, là dove vi sia una domanda turistica, a destinare alla fruizione secondaria le abitazioni nei centri storici per trasferire la residenza primaria in edifici di nuova o recente costruzione. Analogamente, nei centri urbani maggiori è ancora presente, benché attenuata rispetto al passato, la tendenza a convertire a usi terziari alcuni alloggi nelle zone più congestionate e inquinate dal traffico, spesso con trasferimento dei residenti in centri minori.
L'insieme di queste tendenze fa sì che si mantenga una certa domanda nei confronti del mercato edilizio, pur in una situazione di stagnazione demografica se non di declino. A fronte di questa domanda è ragionevole prefigurare un possibile incremento della capacità insediativa, che deve però essere commisurato all'entità e alla natura dei processi in atto, senza eccessi né in un senso né nell'altro.
È compito della pianificazione locale provvedere in tal senso, disponendo una capacità insediativa "adeguata" ai processi in atto, valutando da un lato la domanda, dall'altro la capacità del territorio di accoglierla senza subire impatti dannosi di ordine urbanistico, paesistico, ambientale.
Si deve infatti distinguere tra capacità insediativa e impatto insediativo, considerando che questo dipende da un lato dalle caratteristiche dell'ambiente che riceve l'intervento e dal suo livello di infrastrutturazione, dall'altro lato dalla qualità dei progetti e delle realizzazioni.
È stata già segnalata ed è comunque evidente, sulla base degli andamenti demografici, la tendenza del mercato residenziale ad assumere maggiore vivacità nei comuni del primo entroterra, vivacità che pare potersi mantenere anche nel prossimo futuro. Questa tendenza si manifesta in termini generali in Liguria e altrove, e può essere vista favorevolmente, nella misura in cui corregge l'eccesso di concentrazione urbana nella fascia costiera che si era manifestato nel secondo dopoguerra e fino all'inizio degli anni '70 del secolo scorso.
È quindi fisiologico, in questa fase evolutiva del sistema insediativo, che i comuni medi e minori, soprattutto quelli posti in seconda fascia rispetto alla linea di costa, prevedano dimensionamenti della capacità insediativa tendenzialmente superiori ai valori medi provinciali d'incremento relativo dello stock, mentre il contrario vale per i comuni maggiori e in generale per quelli costieri. Per i comuni montani e dell'entroterra più profondo il problema della capacità insediativa è secondario, e comunque non si pone in termini quantitativi (stante anche l'esiguità dei valori assoluti in gioco) ma essenzialmente qualitativi e di opportunità.
Nel quadro descritto è compito della pianificazione locale argomentare le scelte alla luce di una serie di fattori quali:
a) l'evoluzione demografica (con particolare riferimento alle famiglie) nel contesto comunale e d'ambito, atteso che la previsione di crescita
demografica non può essere avulsa dal riconoscimento delle effettive tendenze in atto e dal rapportarle con coerenza allo scenario territoriale complessivo;
b) il quadro comunale dei volumi esistenti e della relativa utilizzazione (o meno) per le diverse tipologie e funzioni;
c) il bilancio dello stato di attuazione, in questo caso relativamente alle volumetrie per la residenza, dello strumento urbanistico vigente;
d) il quadro complessivo delle dotazioni ricettive e di "seconda casa", delle presenze turistiche distinte per tipologia di struttura ricettiva.
Agli effetti della valutazione delle previsioni bisogna poi considerare alcuni fattori che possono suggerire o imporre di apportare variazioni:
-- la possibilità/opportunità di recuperare all'uso stabile abitazioni esistenti non occupate, in conformità con le direttive in tal senso formulate
da strumenti di pianificazione sovraordinati;
-- l'eventuale mancanza o scarsità di spazi idonei e/o l'indispensabilità di recupero degli standard ex Decreto 02.04.1968 n° 1444;
-- eventuali carenze infrastrutturali da recuperare;
-- l'elevata percentuale del territorio comunale interessata da usi che comportano un'elevata pressione antropica;
-- l'esigenza di salvaguardare spazi per attività produttive agricole o per altre attività strategiche;
-- la presenza di valori paesaggistico-ambientali molto elevati o di vincoli derivanti da specifiche norme di tutela od indirizzi di tutela, recupero e valorizzazione;
-- sfavorevoli caratteristiche idrogeologiche e geotecniche dei suoli;
-- l'autonoma scelta dell'amministrazione comunale di adottare politiche di contenimento.
- il "fattore di attrito" o margine di scarto tra previsioni urbanistiche ed effettiva disponibilità delle aree sul mercato;
- l'eventuale apporto di domanda derivante da comuni adiacenti o vicini che hanno carenza di spazi idonei all'insediamento (o praticano politiche insediative di contenimento).
La residenza secondaria
Nel nostro territorio, accanto alla domanda dei residenti vi è quella espressa da non residenti, italiani e stranieri. Soddisfare la prima è un dovere per la pianificazione, soddisfare la seconda è una scelta, che deve essere adeguatamente argomentata e rapportata a determinate condizioni. In linea pratica, le due domande sono almeno in parte sovrapposte; sono molteplici gli scambi trai due mercati, tali per cui non è di fatto possibile trattarli del tutto separatamente.
Le condizioni e argomentazioni che sorreggono l'offerta di residenza secondaria devono riferirsi ai seguenti criteri:
criterio 1: uso appropriato delle risorse di spazio. La fascia costiera è congestionata. Le aree pianeggianti e quelle poco acclivi sono scarse e devono essere riservate a usi strategici (logistica, grandi servizi, produzione agricola e altri fini produttivi, funzioni turistiche pregiate), anche in una prospettiva di medio e lungo termine;
criterio 2: equilibrio funzionale tra ricettività e attrezzature. In alcune parti della costa la capacità complessiva di accoglienza supera largamente la dotazione di spiagge e di altre attrezzature per il tempo libero, nonché la dotazione di parcheggi e la capacità delle reti. Pertanto, non è opportuno aggravare ulteriormente tale squilibrio funzionale aggiungendo nuove case, se non si è prima provveduto a migliorare l'attrezzatura del territorio, laddove ciò è possibile;
criterio 3: tutela del paesaggio. Se le aree più agibili devono essere riservate ad altre funzioni (strategiche), le pendici collinari rivolte verso il mare, e soprattutto i capi, devono essere attentamente tutelati sotto il profilo paesistico, in particolare rispettando le indicazioni del Piano della Costa e del regime normativo IS-MA del P.T.C.P come interpretato dalla circolare R.L. prot. 145739-5966 del 20.12.1999 (Documento congiunto Regione/Soprintendenza);
criterio 4: valorizzazione del patrimonio esistente. Deve essere compiuto ogni sforzo, ivi compreso il contenimento dell'offerta di aree per nuova edificazione per indirizzare la domanda verso il patrimonio esistente, storico e non , inutilizzato o sotto utilizzato.
Questi criteri delineano un indirizzo di cautela nei confronti di nuove edificazioni per "residenza secondaria" in ambito costiero, le quali pertanto devono trovare specifiche e rilevanti giustificazioni, sia in relazione all'impatto paesistico-ambientale, sia in relazione alle "contropartite" che l'operatore immobiliare offre alla comunità per compensare gli oneri o gli eventuali aspetti negativi del nuovo insediamento, fermo restando che questo deve comunque soddisfare alle regole di qualità paesistica e funzionale. È evidente che dal computo delle contropartite devono essere escluse (come anche nel caso della residenza primaria):
- le opere di urbanizzazione primaria di interesse esclusivo del nuovo insediamento,
- le sistemazioni del terreno, il verde privato, le attrezzature e i parcheggi di diritto o di fatto utilizzati solo dai diretti fruitori dell'insediamento.
I criteri indicati sono validi per l'intero territorio. Tuttavia, a mano a mano che ci si allontana dalla costa, è ragionevole che le condizioni diventino meno restrittive, fatte evidentemente salve le regole di tutela della qualità degli interventi. Già nel recente passato il mercato della seconda casa ha assunto forme diverse nelle aree interne, orientandosi prevalentemente verso il recupero di edifici in abbandono, sia isolati che nei nuclei.
Al di là della scarna enunciazione della LUR sul sistema del verde di cui all'art.20 si assiste positivamente alla costruzione urbanistico-territoriale da parte della Regione di un nuovo scenario ecosistemico non compreso nelle nozioni giuridico-formali della vigente normativa.
Esplicitazioni più precise di approccio si riscontrano negli articolati della proposta di PTR (D.G.R. n° 33/06.08.2003) che sostanzialmente cominciano a trattare il “sistema del verde” come un insieme organizzato di tutti gli elementi esistenti e potenziali che costituiscono il territorio della Regione non interessato dall'edificazione. Risulta evidente che il concetto appare innovativo sia rispetto al D.M. 02.04.1968 sugli standard urbanistici e sia a quanto contenuto nella LUR relativamente ai PUC e che allo stesso tempo necessita di doverose specificazioni di indirizzo disciplinare regionale sui contenuti e gli effetti, sia prestazionali che attinenti al regime proprietario dei suoli.
ATTREZZATURE E SERVIZI PUBBLICI (RIF. ARTT. 20, 32 e 33 DELLA LUR)
La qualità della vita si misura oggi, sul piano sociale, con riferimento anche alla qualità dei servizi, che devono essere rapportati con i numeri della domanda. Si registrano situazioni di disagio e carenze con logiche differenziazioni tra fascia costiera ed entroterra, laddove nella prima ha sicuramente la prevalenza l'aspetto relativo ai parcheggi, al verde urbano e spazi per la fruizione attiva, mentre nella seconda sono i servizi alla persona e quelli per la mobilità che evidenziano le maggiori criticità.
Nei documenti degli strumenti urbanistici comunali è quindi richiesto che sia espressa la definizione quantitativa e qualitativa dei servizi offerti (esistenti e di previsione) e le relative attrezzature, tenuto conto delle previsioni del P.T.C. provinciale relativamente a quelle di livello sovracomunale, documentandone i bacini d'utenza e gli effetti indotti sulle infrastrutture.
LE AREE DI PRODUZIONE AGRICOLA
Ai fini dell'individuazione delle zone di produzione agricola (rif. artt. 20 e 35 della LUR), avuto riguardo alle analisi fondative sviluppate e tenuti a riferimento, per gli aspetti di vocazione prevalente del territorio, gli ambiti agricoli individuati sulla Tav. 17 sono stati connotati alcuni criteri di base utili allo scopo:
idoneità tecnica (natura pedologica e morfologica, accessibilità, disponibilità di acqua…);
compatibilità ambientale e paesistica in relazione agli impatti che si producono; con riguardo ad esempio alle colture floricole intensive a fronte di evidenti problemi di compatibilità con gli usi residenziali e turistici, si deve tendere ad evitare la promiscuità e la frammentazione delle zone;
massa critica (gli spazi a disposizione è opportuno risultino adeguati a mantenere un numero sufficiente di aziende e di livello di produzione).
Gli ulteriori indirizzi espressi nell'art. 24 delle Norme di Attuazione sono volti a tutelare l'effettiva produzione nelle aree prescelte e a garantirne il più efficace inserimento ambientale.
I TERRITORI DI PRESIDIO AMBIENTALE (rif. artt. 20 e 36 della LUR)
Distinti dai territori non insediabili (art. 25 delle Norme di Attuazione) e da quelli di produzione agricola (art. 24) sono concettualmente posti in un contesto tale da risultare comunque marginalmente produttivi, utilizzati in genere per usi agricoli tradizionali. Risultano evidentemente esclusi dalle perimetrazioni dei territori di presidio ambientale gli ambiti urbani.
ELABORATO DI SINTESI DEI CONTENUTI PROPOSITIVI DEGLI STRUMENTI URBANISTICI COMUNALI.
In relazione alla indispensabilità di un efficace ed omogeneo confronto con gli indirizzi e contenuti dei livelli pianificatori sovraordinati nonché alle esigenze di informatizzazione "a sistema" dei dati identificativi dei vari strumenti di pianificazione comunale, ai Comuni viene richiesta (art. 21 delle Norme di Attuazione) la predisposizione di una carta di sintesi delle previsioni (secondo una legenda ed una impostazione grafica univocamente definita), carta da redigersi in scala 1/10.000 e da accompagnare con un sintetico rapporto esplicativo dei contenuti essenziali dello strumento urbanistico comunale e delle eventuali difformità dalla pianificazione sovraordinata e da quella dei comuni contermini.
AREE DI ELEVATO RISCHIO O DISAGIO RILEVANTE
Altro indicatore delle condizioni di vivibilità è la situazione di elevato rischio o disagio rilevante cui la comunità è sottoposta. Varie specifiche normative di settore impongo la rilevazione e il monitoraggio nel tempo dei rischi di ordine ambientale, idrogeologico o comunque relativo all'assetto del territorio e la considerazione delle risultanze conoscitive negli strumenti di pianificazione, con preciso e principale ruolo attivo assegnato ai Comuni.
PROPOSIZIONE N° 11
SETTORE TEMATICO Ambiente urbano
DENOMINAZIONE SISTEMA DEL VERDE DI INTERESSE PROVINCIALE:
• per la fruizione naturalistica : zone SIC e ZPS, aree naturalistiche protette istituite ex L.R. 12/95, aree di pregio naturalistico particolare di cui all'art.30 delle N.A. e proposizione N° 1
• per la fruizione attiva, ambientale – ricreativa :
aree a parco o giardino:
11 a ) i Giardini botanici Hanbury e l'adiacente previsione a verde del PUC di Ventimiglia
11 b) il Vallone del Sasso - palmeto (ATA del Piano della Costa)
11 c) il Parco di M. Bignone
11 d) il Parco dell'ex sanatorio di Costarainera
11 e) il promontorio di Capo Berta
11 f) il Parco del Ciappà in aderenza al promontorio di Capo Cervo
11 g) nuove aree verdi attrezzate in corrispondenza di “porte” del Parco delle Alpi Liguri: 1-Triora, 2-Pigna, 3-Mendatica
11 h) nuova area verde, ricreativa e di svago da collocare in ambito media Val Nervia (nei pressi dell'abitato di Dolceacqua);
11 i) area a verde ricreativo-sportivo sul litorale di Riva Ligure- località ex discarica Cogefar
11 l) nuova area verde, ricreativa e di svago da collocare in ambito alta Valle Impero (indicata in comune di Lucinasco);
11 u) Parco di S. Croce in S. Biagio della Cima
11 v) Area verde-ricreativa-sportiva della Piana di Camporosso
tra le aree fluviali prevalentemente focive :
11 m) il tratto terminale del Fiume Roya e il “laghetto” di Varase
11 n) l'oasi fociva T. Nervia e piana T. Nervia
11 o) il tratto terminale Torrente Argentina (a sud del nucleo di Taggia)
11 p) il Torrente Impero (a Sud del viadotto autostradale);
quali percorsi escursionistici :
11 q) la rete dei sentieri di interesse provinciale
11 r) la rete Mountain Bike di interesse provinciale
quali percorsi ciclabili :
11 s) l'itinerario ciclabile costiero dal confine francese a Cervo
11 t) tratti ciclabili di penetrazione nelle piane del Roya, Nervia, Argentina, Prino, Impero, Evigno
DESCRIZIONE Viene espressa sulla Tav. 47 l'individuazione, in un complessivo quadro di sistema di scala provinciale, delle componenti di spazi territoriali a verde di interesse sovracomunale rivolte sia agli aspetti di godimento ed osservazione dei valori naturalistici, sia più concretamente alla fruizione attiva di aree attrezzate o attrezzabili d'uso pubblico o comunque collettivo, anche relazionate agli ambiti territoriali d'insediamento, aree che devono risultare accessibili per attività collettive di svago e ristoro.
PROCEDURE ATTUATIVE Come da vigenti disposizioni legislative e pianificatorie, tenuto conto dell'art. 32 delle Norme di Attuazione
Lo schema-quadro proposto esprime una nuova visione delle offerte di verde territoriale secondo le due direzioni di tipologie, schema che comprende organicamente sia realtà già in essere che ipotesi od idee progettuali da sviluppare.
In particolare la definizione localizzativa di spazi a verde per la fruizione attiva (collegati, così come espresso nell'art.20 della LUR, con la struttura insediativa in generale e le strutture urbane ad alta densità abitativa in particolare) deve essere supportata da un'analisi d'accertamento della effettiva fruibilità (in essere o realizzabile): buone condizioni di accessibilità con tempi di trasferimento ridotti, buone condizioni di manutenzione ed un livello minimo sufficiente di dotazioni d'attrezzature tali da consentire le attività di svago per i residenti e gli ospiti del bacino territoriale di riferimento (ambiti d'insediamento o relativi sottoambiti).
Nel contesto dello sviluppo insediativo provinciale, stanti le elevate concentrazioni degli usi a forte impatto (urbano, agricolo-intensivo) lungo la stretta fascia costiera, il disegno del sistema del Verde di livello provinciale trova particolare esplicitazione nella evidenziazione di alcune aree in tale ambito da valorizzare e promuovere alla specifica funzione, tra le quali in particolare evidenza si pone l'asse di connessione orizzontale costituito dal percorso ciclabile di prevista realizzazione sull'ex sedime ferroviario dismesso con i prospettati prolungamenti sino a coprire l'intera litoranea.
Nell'entroterra più interno l'ampia disponibilità di spazi naturali e il limitatissimo carico di residenza pone in secondo piano la domanda specifica di aree verdi per il tempo libero, che di contro assumono rilievo d'attrazione forte in relazione alle prospettive di fruizione turistica di spazi attrezzati collegati ad es. con il Parco delle Alpi Liguri e con l'esistente (in via di progressivo miglioramento) rete di percorrenze sentieristiche di interesse provinciale che disegna un ampio sistema di relazioni sia longitudinali che trasversali con il sistema delle emergenze naturalistiche ed altri itinerari tematici.
Nel medio entroterra si rilevano alcune carenze di spazi confacenti alle necessità-opportunità di elevare il grado di soddisfacimento delle esigenze di vivibilità e svago dei residenti e dei fluttuanti, carenze cui si propone di porre rimedio attivando fasi di specificazione progettuale concertata.
Sono in sintesi indicati quali spazi a verde di livello provinciale per la fruizione attiva, ambientale-ricreativa:
aree a parco o giardino, in parte già attrezzate, per la maggior parte da sistemare, in parte da reperire ex novo ed attrezzare;
aree fluviali prevalentemente focive, talora da attrezzare per la fruizione al contorno;
percorsi escursionistici non viabilistici, in parte attrezzati, in parte in progetto, ubicati prevalentemente nelle zone interne;
piste ciclabili, per la gran parte in progetto, in ambito costiero .
PROPOSIZIONE N° 12
DENOMINAZIONE INTERVENTI DI REALIZZAZIONE DI AREE VERDI DI LIVELLO PROVINCIALE PER LA FRUIZIONE ATTIVA, AMBIENTALE- RICREATIVA:
12 a) Vallone del Sasso-palmeto- in Bordighera (A.T.A del Piano della Costa, di iniziativa regionale)
12 b) Nuova area verde ricreativa e di svago da collocare in ambito media Val Nervia (nei pressi dell'abitato di Dolceacqua)
12 c) Nuova area verde ricreativa e di svago da collocare in ambito alta Valle Impero (in comune di Lucinasco)
12 d) Nuova area verde attrezzata in Triora
12 e) Nuova area verde attrezzata in Pigna
12 f) Nuova area verde attrezzata in Mendatica
DESCRIZIONE Rispetto al quadro complessivo degli elementi componenti il Sistema del Verde di interesse provinciale si considerano quelli di nuova proposizione e non certa definizione localizzativa e dei soggetti interessati alla realizzazione, per sviluppare una fase di concertazione e progettuale, stante la rilevanza delle iniziative prospettate nel quadro territoriale complessivo
EFFICACIA DELLE PREVISIONI Previsione di indirizzo e coordinamento
PROPOSIZIONE N° 13
MIGLIORAMENTO QUALITA' D'IMMAGINE DEL PAESAGGIO COSTRUITO
DESCRIZIONE Si prospetta l'attivazione di confronti (Provincia, Regione, Sovrintendenza, Ordini Professionali e Organismi di categoria del settore edilizio e Comuni) al fine di elaborare iniziative e proposte operative di sensibilizzazione al riconoscimento dei valori tipici del costruito nella coerenza attuativa negli interventi edilizi
Si richiama il documento congiunto Regione-Sovrintendenza in data 5 Nov. 1999 denominato "Intesa tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Liguria per la collaborazione in materia paesistica" quale base di partenza per sviluppare un maggior approfondimento nel contesto locale e la ricerca di un codice delle modalità di intervento negli specifici ambiti territoriali d'insediamento e per tipologie di lavori.
Alcuni temi di studio, a titolo d'esempio:
nuclei storici di pregio e relative cornici paesaggistiche,
arredo urbano e delle percorrenze (strade e sentieri)
strutture e insediamenti legati alla balneazione e alla portualità turistica
zone produttive, a servizi, aree agricole
valorizzazione dei materiali di produzione locale (es. ardesia).
PROPOSIZIONE N° 14
CARTA DELLE POTENZIALITA' ARCHEOLOGICHE
DESCRIZIONE Si propone di addivenire ad una collaborazione fra Comuni e Provincia con il coordinamento d'indirizzo e supporto specialistico della Sovrintendenza Archeologica ai fini della stesura di una preliminare mappatura in scala provinciale delle evidenze archeologiche, da utilizzare sia nella prospettiva di possibile valorizzazione turistica, sia di studiare procedure condivise che agevolino le verifiche di tutela dei beni a beneficio anche di una maggior rapidità delle stesse