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Timestamp: 2018-10-24 03:15:43+00:00
Document Index: 28067095

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 48', 'art. 360', 'art. 52', 'art. 366']

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO SEZIONE TRIBUTARIA CIVILE. Dott. MARIA GIOVANNA C. SAMBITO - Consigliere - - PDF
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1 04088 il, - REPUBBLICA ITALIANA Oggetto IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: R.G.N /2009 Cron. CL082 Rep. Dott. ANTONIO MERONE - Presidente - Ud. 21/01/2015 Dott. DOMENICO CHINDEMI - Consigliere - PU Dott. MARIA GIOVANNA C. SAMBITO - Consigliere - Dott.LUCIO NAPOLITANO - Rel. Consigliere - Dott.ERNESTINO LUIGI BRUSCHETTA - Consigliere - ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: TRENTI GIOVANNI, elettivamente domiciliato in ROMA VIA G. NICOTERA 29, presso lo studio dell'avvocato ANDREA MICCICHE', rappresentato e difeso dall'avvocato CLAUDIO MAGGIOLO giusta delega a margine; contro - ricorrente - AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'avvocatura GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;
2 controricorrente - avverso la sentenza n. 39/2008 della COMM.TRIB.REG. di VENEZIA, depositata il 21/10/2008; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 21/01/2015 dal Consigliere Dott. LUCIO NAPOLITANO; udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. GIOVANNI GIACALONE che ha concluso per il rigetto del ricorso.
3 .. R.G.N. Svolgimento del processo 27052/09 Il sig. Giovanni Trenti con atto per notaio Bonvicini di Arsiero, registrato il , vendette al sig. Luciano Maraschin un terreno per il valore dichiarato di 55,00 al mq. L'Agenzia delle Entrate Ufficio di Schio notificò avviso di rettifica e liquidazione per il recupero a tassazione delle maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale conseguenti alla rettifica del valore del terreno, elevato ad 80,00 al mq in ragione del fatto che detto cespite era sito in "zona residenziale di espansione in ambito perequato C2AP/11 con indice di edificabilità territoriale di 0,7 Mc/Mq". Il solo venditore impugnò detto avviso dinanzi alla CTP di Vicenza, deducendo che la delibera di Giunta comunale n. 30 gennaio 2004, n. 05 che aveva adottato la succitata classificazione come variante al PRG era decaduta per mancato inoltro nei termini alla Regione Veneto per la relativa approvazione. La CTP accolse il ricorso. La sentenza fu appellata dall'ufficio dinanzi alla CTR del Veneto, che accolse il gravame, osservando come il terreno dovesse essere valutato per le qualità esistenti al momento della stipula dell'atto e, poiché in quel momento il bene era edificabile, come tale doveva essere valutato. Avverso detta sentenza ricorre per cassazione il contribuente in forza di due motivi. L'Agenzia delle Entrate resiste con controricorso. Motivi della decisione 1. Con il primo motivo il ricorrente deduce "in relazione all'art. 360 n. 3 c.p.c., violazione e falsa applicazione art. 48, comma 7 bis 4 Legge 3
4 Regionale del Veneto 23 aprile 2004, n. 11". Il ricorrente lamenta l'erroneità in diritto della pronuncia impugnata per avere ritenuto, ai fini della determinazione della base imponibile dell'imposta di registro (e di quelle ipotecaria 'e catastale) il terreno in oggetto edificabile in forza di una variante al PRG mai approvata dalla competente Autorità regionale, circostanza in fatto non contestata, dovendo in proposito ritenersi che l'intervento delle Regioni in materia di piani regolatori e programmi di fabbricazione non ha solo efficacia di controllo, ma s'inserisce, quale elemento costitutivo, in una fattispecie a formazione progressiva, come pure evidenziato dalla giurisprudenza costituzionale in materia. 2. Con il secondo motivo il ricorrente deduce "in relazione all'art. 360, n. 3, c.p.c., violazione e falsa applicazione art. 52, co. 4. D.P.R. n. 131/1986", avendo il giudice tributario d'appello erroneamente ritenuto legittima la rettifica e liquidazione dell'imposta di registro in forza della determinazione della base imponibile basata sul criterio del valore venale in comune commercio, in luogo del criterio del valore catastale, dovendosi considerare il terreno compravenduto, per effetto della mancata approvazione della delibera di variante al PRG, come suolo agricolo. 3. I due motivi sono conclusi da quesiti di diritto, richiesti ai sensi dell'art. 366 bis c.p.c., norma ancora applicabile, ratione temporis, al presente giudizio. Ove anche si ritenga che i quesiti di diritto, così come formulati, assolvano alla funzione loro demandata, ritenendosi sufficiente, ai fini del riferimento alla fattispecie concreta, la dedotta violazione della legge regionale veneta innanzi citata, i motivi, che possono essere congiuntamente esaminati, in 4
5 quanto tra loro connessi, sono infondati, ciò determinando il rigetto del ricorso. La giurisprudenza di questa Corte, componendo l'originario contrasto tra il c.d. indirizzo sostanzialistico e quello formalistico, ha affermato (con riferimento alla determinazione della base imponibile dell9ci) il principio secondo cui "l' edificabilità di un'area, ai fini dell'applicabilità del criterio di determinazione della base imponibile fondato sul valore venale, dev'essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita nel piano regolatore generale adottato dal Comune, indipendentemente dall'approvazione dello stesso da parte della Regione e dall'adozione di strumenti urbanistici attuativi" (cfr. Cass. civ. sez. unite 30 novembre 2006, n , cui si è uniformata la successiva giurisprudenza: cfr. Cass. civ. sez. V 27 luglio 2007, n ; Cass. civ. sez. V 16 novembre 2012, n ; Cass. civ. sez. V 5 marzo 2014, n. 5161). Il ricorso non contiene riflessioni o spunti idonei a sollecitare una revisione dell'indirizzo che appare utile ricordarlo sul piano storico fu sancito dalla succitata pronuncia delle Sezioni Unite della Corte indipendentemente dalla, nelle more sopraggiunta, approvazione della norma d'interpretazione autentica di cui all'art comma del D.L. n. 223/2006, convertito, con modificazioni, in L. n. 248/2006 che, come è noto, stabilisce che "ai fini dell'applicazione del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n_ 633, del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, un'area è da considerare fabbricabile se utilizzabile a 5
6 Now scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal comune, indipendentemente dall'approvazione della regione e dall'adozione di strumenti attuativi del medesimo". Richiamate le ragioni esposte dalla citata Cass. n /2006, il ricorso va dunque rigettato, dovendosi ritenere legittima la rettifica del valore del terreno sulla base del criterio di cui all'art comma del D.P.R. n. 131/1986 ai fini della determinazione della base imponibile dell'imposta di registro, oltre che di quelle ipotecaria e catastale in forza degli artt. 2 e 10 del D. Lgs. n , dovute sull'atto di compravendita su menzionato, alla data di stipula del quale in forza della variante al PRG adottata dal comune l'area doveva ritenersi edificabile. 4. Al rigetto del ricorso consegue, secondo soccombenza, la condanna del ricorrente alla rifusione in favore dell'agenzia delle Entrate delle spese del presente giudizio di legittimità, liquidate come da dispositivo. P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alla rifusione in favore dell'agenzia delle Entrate delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in E 2.000,00 per compenso, oltre spese prenotate a debito. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 21 gennas 2015 Il Co 1 F igliereptensore i, DEPOSITATO IN CANCELLERIA "." Il Funzionario Giudiziario li Funzionario Giudiziario FREZZA 6