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Timestamp: 2018-12-15 14:48:10+00:00
Document Index: 169183619

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'arte 1', 'art. 138', 'art. 77', 'art. 75', 'art.116', 'art. 123', 'art. 117', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 10', 'art 5', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 18', 'art. 123', 'art. 25', 'arte 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art 79', 'art 96', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 81', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 79', 'art. 79', 'art. 96', 'art. 16', 'art. 77', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 32', 'art.134', 'sentenza ']

LA DOCUMENTAZIONE GIURIDICA[1]
1. Introduzione : documentazione cartacea ed elettronica ; criteri di indicizzazione e di ricerca dei documenti. 2. Dati normativi :fonti normative;identificazione degli atti normativi ;documentazione su supporto cartaceo : pubblicazioni ufficiali e private, repertori ; banche dati legislativi. 3. Dati giurisprudenziali :la documentazione ufficiale ; la documentazione cartacea non ufficiale : massimari e repertori ; la documentazione per via informatica. 4. Dati dottrinali : libri e riviste ; enciclopedie giuridiche ; bibliografie.5. Sistema informativo del Parlamento
1. 1. Documentazione cartacea e documentazione elettronica
Una ricerca di carattere giuridico, dalla più semplice alla più complessa, ha logicamente come prima fase o punto di partenza la individuazione degli atti o documenti giuridici pertinenti alla ricerca stessa, alla quale seguono le fasi di ricerca materiale dei testi, e quindi di interpretazione e valutazione degli stessi.
Nella realtà la ricerca non si sviluppa mai secondo questa sequenza ma procede spesso per salti in avanti ed indietro da una fase all'altra, in un gioco di reciproco condizionamento. Determinante è la professionalità del ricercatore.
I documenti oggetto di ricerca possono consistere in un atto normativo, in un atto di applicazione di una norma ( sentenza o atto amministrativo), in uno scritto dottrinale attinente al diritto[2] Dipende dall'oggetto della ricerca se sono interessate tutte queste categorie di atti o soltanto qualcuno di essi.
Il documento giuridico è costituito, di norma, da un testo scritto in linguaggio naturale su supporto cartaceo (in passato di argilla, legno, pietra, bronzo, cuoio, papiro, pergamena), ma può essere scritto anche in linguaggio binario (bit) registrato su supporto idoneo alla elaborazione elettronica ( nastri e dischi magnetici, dischi ottici, ecc.).
Una distinzione deve quindi essere fatta tra documentazione cartacea e documentazione elettronica.
Un’altra distinzione importante si riferisce alla provenienza della pubblicazione contenente il testo dell’atto giuridico per cui la documentazione (cartacea o elettronica) può essere pubblica o privata.
I sistemi e le metodologie di conservazione, trasferimento e recupero dell’informazione sono stati radicalmente trasformati con l’applicazione delle tecniche informatiche. Nel campo del diritto ciò ha consentito la formazione di imponenti banche dati giuridici.
Che cosa è una banca dati? Una biblioteca o un archivio tradizionale ( in quanto formato da un complesso di documenti e da un sistema di classificazione o di indicizzazione che ne consenta il reperimento) costituiscono in senso lato una banca dati. Il concetto non è nuovo. Tuttavia nel linguaggio odierno il sintagma banca dati si è affermato per designare sistemi di raccolta, conservazione, elaborazione e ricerca di dati di qualsiasi natura mediante strumenti elettronici (computers)
Concorrono alla formazione e gestione di una banca dati: i dati, il computer, le telecomunicazioni. In relazione alle tre componenti si possono distinguere tre categorie di operatori: il produttore di dati, il gestore della banca dati ( serveur-host) e il distributore.
Il produttore raccoglie o produce i dati in forma leggibile per il computer. Un produttore di dati può rifornire più banche dati.
Il serveur (host computer) organizza e conserva nel computer le differenti fonti di dati provenienti dai produttori. Esso possiede o crea il software necessario per elaborare i dati e per renderli consultabili da parte dell’utente. Un host computer può gestire più banche dati e all’inverso una stessa raccolta di dati può essere disponibile presso diversi host computers.
Il distributore è colui che realizza o dispone di una rete di telecomunicazioni specializzate per la trasmissione dati che consente di collegare l’utente (terminale) ad un serveur o host computer posto in una qualsiasi parte del mondo.
Le tre figure di operatori, benché concettualmente distinte, tendono ad integrarsi in una sola entità, specialmente le prime due.
Quella cosi descritta è una banca dati on line, in cui grandi masse di informazioni sono gestite con un programma di information retrieval da un computer (host computer) al quale, tramite una rete telematica, può essere collegata una grande quantità di terminali .
Ma una banca dati può essere anche off line ossia contenuta (memorizzata) in un cd-rom (compact disk-reading only memory). Con questa più recente tecnologia viene meno la necessità del collegamento ad una rete.
Rispetto alla memoria magnetica di un floppy disk (memoria volatile, soggetta a smagnetizzazione e quindi a perdita di dati) la memoria del CD-Rom è indelebile, perché “incisa” su di una superficie metallica da un raggio laser. Per tale ragione il CD-Rom è un disco di memoria di sola lettura, in quanto il suo contenuto non può essere modificato. Il CD-Rom ha inoltre una capacità di memoria di gran lunga superiore a quella assai limitata di un floppy disk. Per la sua inalterabilità e per l’ampiezza di memoria il CD-Rom si è rivelato lo strumento più idoneo per l’editoria elettronica. Se un inconveniente esso presenta è proprio nella editoria giuridica ove esistono documenti a struttura aperta, le leggi, che sono soggette a modifica, per cui l’aggiornamento, date le caratteristiche del CD-Rom, è possibile soltanto con la produzione di un nuovo disco. Nel campo della editoria giuridica ciò avviene di solito con un intervallo non inferiore a due mesi. A fronte di questo inconveniente, peraltro superabile ricorrendo agli strumenti della editoria tradizionale, sta il grande vantaggio di avere presso di sé in pochi dischi l’intera raccolta della legislazione e della giurisprudenza di un paese ed essere svincolati da problemi di collegamento. Il vantaggio diventa particolarmente sensibile quanto più la consultazione è frequente.
Ormai tutti gli editori che pubblicano raccolte di testi normativi o repertori giuridici generalmente affiancano alla editoria tradizionale (stampa) la versione degli stessi testi in cd-rom.
Le banche dati giuridici on line e quelle off line non devono essere considerate come alternative ma piuttosto come complementari. Grosso modo, in Europa le banche dati off line sono appannaggio prevalente delle case editrici di testi giuridici, le quali intervengono in settori del diritto più suscettibili, ratione materiae, di profitto. Ciò è accaduto anche in passato ed accade ancora con i mezzi tradizionali di diffusione della informazione giuridica come la stampa di determinati codici o di repertori di legislazione o di giurisprudenza. In compenso tali testi sono spesso dotati di valore aggiunto ( annotazioni, richiami, indici ecc.).
Le grandi banche europee di dati giuridici on line sono invece gestite dallo Stato o da società in cui esso ha la maggioranza azionaria (caso tedesco) . La giustificazione è che tali banche dati giuridiche, in quanto coprono 1’intera produzione del diritto (non limitate cioè a particolari settori del diritto né concepite in funzione di una particolare categoria di utenti) assolvono ad un pubblico servizio che può essere garantito soltanto dalla mano pubblica soprattutto con riguardo alla continuità delle prestazioni e all’aggiornamento dei dati che non possono essere messi in forse da una decisione privata[3] come è accaduto con la banca dati inglese Eurolex di natura privata.
I. 2. Criteri di indicizzazione e di ricerca dei documenti
I.2.1. Metodi tradizionali. Prima della comparsa dei computers 1’archiviazione dei documenti veniva effettuata soltanto manualmente mediante 1’uso di parole chiave o di schemi di classificazione.
Nei sistemi manuali 1’archiviazione mediante parole chiave dei documenti, giuridici o non, avviene sostanzialmente nel modo seguente :
I documenti sono letti ad uno ad uno da personale ad hoc il quale deve individuare di ciascuno di essi 1’argomento o gli argomenti principali che vi sono trattati designandoli con una o più parole rappresentative del loro contenuto.
Queste parole, dette parole chiave o descrittori, costituiranno in sede di ricerca la chiave di ingresso ai documenti stessi.
L’insieme delle parole chiave o descrittori ordinati alfabeticamente costituisce un soggettario, un indice analitico.
L’insieme delle schede compilate in conformità al soggettario (una scheda per ogni voce del soggettario) costituisce un catalogo per soggetti.
Le parole chiave o descrittori possono risultare unicamente dalla selezione di termini contenuti nei documenti da indicizzare (key word in context o indice kwic) o essere costituite anche da termini non presenti nel testo (key word out context o indice kwoc).
Nel primo caso la scelta dei descrittori è condizionata dal vocabolario usato dall’autore del documento; nel secondo caso 1’indicizzatore è svincolato dalla precedente condizione e può creare i descrittori in forma organizzata (thesaurus).
Un thesaurus è un insieme di descrittori ordinati alfabeticamente e muniti di termini ad essi correlati secondo rapporti di preferenzialità, di gerarchia, di affinità od altro.
I thesauri contengono di solito due tipi di termini :
a) i descrittori (o termini accettati) che devono essere usati per indicare, al momento della indicizzazione, gli argomenti trattati nel documento e per rintracciare, a1 momento della ricerca, gli argomenti che interessano;
b) i non descrittori, che sono termini da non impiegare per la indicizzazione e per il reperimento del documento e sono accompagnati da rinvii ai descrittori da usare in loro vece (criterio preferenziale). La relazione preferenziale serve a risolvere anticipatamente problemi di sinonimia, omonimia, polisemia. I simboli usati per indicare tali relazioni sono use o use for
Il criterio gerarchico invece mette in evidenza tra i descrittori il rapporto genus-species, generalità - specificità. I simboli usati per esprimere questo rapporto sono bt (broader term) e nt (narrower term).
Le relazioni di affinità si possono considerare una categoria residuale. Esprimono tutte le possibili relazioni tra descrittori diverse dalle precedenti. Il simbolo usato è rt (related term). ( vedi tabella 1)
Use..................
Bt.................
Nt................
Termine più ristretto
Termine correlato
Mentre il soggettario si costruisce giorno per giorno con le nuove accessioni di documenti, i sistemi di classificazione sono nelle grandi linee preordinati.
In un sistema di classificazione a carattere generale come la classificazione decimale universale (cdu), tutto lo scibile è diviso in 10 classi e ciascuna di queste in 10 sottoclassi ed, occorrendo, ciascuna di queste sottoclassi in ulteriori 10 divisioni e via di seguito. Poiché ad ogni notazione numerica corrisponde una data disciplina ad un diverso livello di specificità, compito del classificatore è quello di classificare il documento sotto la notazione numerica appropriata. Sistemi siffatti, nati per la catalogazione bibliotecaria, sono poco adatti alla documentazione legislativa.
1.2.2. Metodo informatico. Come è evoluta la situazione con 1’avvento dei computers ‘? Innanzitutto il computer ha esaltato le possibilità dei sistemi manuali. Si pensi ad un catalogo (cartaceo) per soggetti di una biblioteca e precisamente ai seguenti aspetti :
- numero dei descrittori utilizzabili
- sicurezza ed integrità del catalogo
- spazio occupato dal catalogo
- accesso materiale al catalogo
- tempi di aggiornamento e di fruibilità del catalogo.
Sono tutti aspetti di cui il sistema informatico ha ridotto fortemente i vincoli.
Mediante 1’uso del computer possono individuarsi fondamentalmente due metodi di archiviazione e ricerca della documentazione: quello basato sull’uso delle parole chiave (key word system) e quello basato sull’uso di tutte le parole presenti nel testo (text based system); un terzo metodo adottato risulta dalla combinazione dei primi due (text and combined key words system).
La scelta del metodo più idoneo è un problema in cui entrano in gioco diversi elementi e tra questi la natura del documento da trattare assume un certo rilievo.
Il metodo della indicizzazione per parole chiave, è nei sistemi informatizzati uno dei metodi praticabili, ma è vantaggioso, in sede di ricerca soltanto per alcune categorie di documenti. Infatti la parola chiave (che indicizza dati documenti) è poi lo strumento con il quale l’utente ricerca e raggiunge i documenti medesimi. Questo strumento presenta un diverso grado di efficacia in relazione alla materia trattata. In un settore, ad esempio, come la chimica che ha una nomenclatura standardizzata, esso risulta efficacissimo. Ma in settori come le c.d. scienze umanistiche, in cui la terminologia è meno precisa e soggetta a modificazioni evolutive, a lungo andare il sistema delle parole chiave può determinare perdite di informazioni pertinenti, a meno che non si proceda - ma è difficile ed oneroso farlo - ad una nuova indicizzazione di tutti i documenti.
Per i documenti giuridici ed in particolare per quelli normativi tale metodo è abbandonato in favore del metodo de1 full text, metodo praticamente realizzabile soltanto con il computer.
Il metodo del full text consiste in questo: nell’assumere come parole chiave tutte le parole (ogni parola) presenti nel testo memorizzato. In pratica, (in passato soprattutto), per non gravare le memorie del computer (un tempo costose), sono generalmente escluse (a meno che non vi siano specifiche ragioni come nel caso di programmi di ricerche linguistiche o stilistiche) le cosiddette parole vuote. Queste sono costituite da preposizioni, pronomi relativi, aggettivi possessivi, avverbi, ecc. Ossia parole non significative ai fini di una ricerca giuridica, tenendo tuttavia presente che anche una parola significativa (piena) può in certi casi essere considerata vuota (non significativa) per la sua alta frequenza nell’archivio, ad esempio la parola legge in una banca dati legislativi.
La procedura è grosso modo la seguente: mediante un programma il computer acquisisce 1’elenco delle parole da considerare vuote. Quando viene memorizzato un testo il computer confronta le parole del testo con 1’elenco delle parole vuote e registra a parte 1’elenco di tutte le parole del documento che non coincidono con 1’elenco delle parole vuote. Ciascuna di queste parole (piene) costituisce un canale di entrata diretta nel documento stesso.
1.2.3. Vantaggi e svantaggi dei sistemi informatici- Mentre il metodo della indicizzazione manuale richiede un esame preventivo del contenuto del documento e cioè una sua interpretazione (da cui deriva la scelta del descrittore) fatta una volta per tutte (ma con gli inevitabili rischi di soggettive interpretazioni e distorsioni), con il metodo della indicizzazione full text il documento si autoscheda, senza cioè l’intervento umano. Questo è importante per i testi legislativi.
Il metodo della indicizzazione automatica dispensando dall’intervento umano consente un immediato inserimento del documento nella banca dati e la sua immediata fruibilità da parte dell’utente. Il fatto che il metodo presuppone necessariamente la memorizzazione integrale del testo, ciò oltre a rendere disponibile il testo del documento permette anche il conseguimento di altre utilità come la diffusione telematica dei testi o la stampa automatica di raccolte selezionate per argomenti dei testi memorizzati.
Ma è soprattutto in sede di ricerca (query) che le potenzialità dei sistemi informatici si esprimono al meglio. Ciò è dovuto alla possibilità di effettuare una ricerca mirata combinando liberamente tra di loro due o più parole (ricerca pluridato) mediante gli operatori logici booleani (dal nome del matematico inglese G. Boole) i quali esprimono il tipo di relazione che si stabilisce tra le parole (c.d. operandi), relazione che può essere di :
compresenza (operatore AND che consente di ricercare (selezionare) soltanto i documenti in cui le parole date siano compresenti nel documento o parte di esso ;
alternatività (operatore OR,che consente di selezionare i documenti che contengono almeno uno degli operandi. Una variante è l’operatore XOR che invece esprime la condizione di aut-aut) ;
negazione (operatore NOT, che consente di selezionare i documenti in cui compare il primo operando ma non il secondo).
Il metodo del full text tuttavia presenta anche degli svantaggi, poiché esso lascia irrisolti i problemi posti dall’uso del linguaggio naturale (con cui sono scritte le leggi e gli altri documenti giuridici) : problemi di sinonimia, di omonimia, di polisemia, che con i metodi tradizionali si tenta di risolvere (almeno in parte) in via preventiva, cioè nella fase di indicizzazione (selezione dei descrittori, thesauri positivi, ecc.)
Con 1a indicizzazione automatica la soluzione di tali problemi è invece trasferita in sede di ricerca ; è accollata cioè all’utente finale. Per rimediare a questa situazione, tuttavia, vengono apprestati e sono resi sempre più sofisticati strumenti vari (programmi ad hoc e tecniche di interrogazione) di aiuto nella ricerca della informazione pertinente
2. Dati normativi
2. 1. Fonti normative
Sono denominate fonti sulla produzione le norme sulla normazione, ossia le norme che stabiliscono la procedura di formazione, la competenza e la efficacia delle fonti di produzione (regole sulle regole).
Nell’ordinamento italiano norme sulla normazione sono espressamente contenute nella Costituzione (o trovano legittimazione nella Costituzione o in leggi costituzionali), e, per fonti inferiori alla legge, nella legge 1988 n.400 ed in altri testi.
Sono denominate fonti di produzione gli atti (una legge, un decreto legislativo, un regolamento) o fatti (consuetudine) che producono o siano idonei a produrre norme giuridiche.
Ogni fonte di produzione ha una denominazione ed una forma tipica da cui deriva 1’efficacia formale delle norme da essa prodotte.
Poiché negli ordinamenti giuridici odierni vi è una molteplicità di fonti di produzione si pone il problema dei loro rapporti il cui coordinamento secondo dati criteri (gerarchico o di prevalenza, cronologico, di competenza territoriale o materiale) determina ii sistema delle fonti.
Sono fonti di produzione dirette quelle previste e regolate dallo stesso ordinamento. Sono fonti indirette quelle disciplinate in un ordinamento diverso.
Per quanto concerne lo Stato italiano poiché buona parte della normativa in esso vigente è anteriore alla Costituzione del 1948 occorre tenere presenti anche le fonti di produzione disciplinate dallo statuto albertino e quelle sorte extra ordinem sotto lo Statuto stesso. [4] Un elenco non esaustivo né gerarchicamente ordinato delle fonti di produzione predisposte o riconosciute dall’ordinamento oggi vigente è il seguente:
Legge costituzionale :(art. 138 costituzione) atto normativo deliberato da1 parlamento con una procedura rafforzata in quanto sia la Camera che i1 Senato approvano due volte il progetto e, nel caso in cui nella seconda deliberazione non sia stata raggiunta la maggioranza dei due terzi, può essere richiesto il referendum confermativo;
Legge ordinaria:(artt. 70-74 costituzione) atto normativo deliberato dal Parlamento e promulgato dal Capo dello Stato;
Regolamento comunitario:atto normativo adottato dai competenti organi della Unione europea ed immediatamente applicabile negli Stati membri;
Direttiva comunitaria:atto normativo adottato dai competenti organi della Unione europea e destinato a fornire agli Stati membri indicazioni di scopi da perseguire con autonome scelte di mezzi e di forme;
Decreto legislativo: (artt. 76 costituzione e 14 legge 23/8/1988, n. 400) atto normativo deliberato dal governo su delega del parlamento ed emanato dal presidente della repubblica;
Decreto-legge:(art. 77 costituzione e 15 legge n. 400/1988) atto normativo provvisorio adottato dal governo ed emanato da1 presidente della repubblica, che perde efficacia sin dall’inizio se non viene convertito in legge entro i sessanta giorni dalla pubblicazione;
Regolamenti degli organi costituzionali: documenti normativi adottati autonomamente da organi costituzionali (parlamento e corte costituzionale) per disciplinare la loro organizzazione ed il loro funzionamento;
Referendum popolare abrogativo(art. 75 cost.) : abrogazione totale o parziale di una legge o di un atto avente valore di legge a seguito di referendum popolare;
Statuti regionali speciali (art.116 cost.), adottati con legge costituzionale;
Statuti regionali ordinari (art. 123 cost.) : documenti normativi di organizzazione delle regioni, deliberati dal consiglio regionale e approvati con legge della repubblica;
Leggi regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano (art. 117 e 121 cost.) : atti normativi adottati dai consig1i regionali, nell’ambito della propria autonomia legislativa ;
Regolamenti delle Autorità indipendenti, previsti dalle leggi istitutive
Regolamenti governativi(art. 17, commi 1 e 2, legge n. 400/1988) : atti normativi dell’esecutivo, subordinati alla legge, emanati con decreto del presidente della repubblica, previa deliberazione del consiglio dei ministri;
Regolamenti ministeriali e interministeriali (art. 17, comma 3, legge n. 400/1988) : atti normativi adottati, quando la legge espressamente conferisca tale potere, con decreto ministeriale e, per materie di competenza di più ministri, con decreto interministeriale
Regolamenti comunali e provinciali(art. 5 legge 8/6/1990, n. 142) : documenti normativi di organizzazione interna dei comuni e delle province;
Contratti collettivi : i contratti collettivi di lavoro, previsti dall’articolo 39 della costituzione hanno,per la mancata attuazione del predetto articolo, efficacia inter partes, pur se di fatto hanno acquisito un sorta di efficacia erga omnes, soprattutto per via giurisprudenziale sicché sono considerati fonte del diritto, sia pure extra ordinem;
Bandi militari in stato di guerra: atti normativi adottati in tempo di guerra dal presidente della repubblica nella veste di comandante supremo delle forze armate;
Consuetudine: fatto normativo previsto dalle norme sulla produzione giuridica, prassi sociale costante ripetuta uniformemente per lungo tempo, con la convinzione di osservare una norma giuridica;
Diritto internazionale consuetudinario (art. 10 costituzione) : insieme delle norme che nascono dal comportamento abitualmente tenuto dagli Stati nei loro rapporti e che entrano automaticamente a far parte del diritto interno;
Accordi internazionali : norme che regolano i rapporti tra singoli Stati in virtù di specifici patti stipulati tra uno Stato e 1’altro e che acquistano efficacia nell’ordinamento interno grazie alle leggi che, di volta in volta, le rendono esecutive;
Fonti di ordinamenti stranieri richiamate nell’ordinamento italiano: rinvio operatodall’ordinamento italiano ad ordinamenti stranieri.
Sono infine dette fonti di cognizione i documenti o pubblicazioni ufficiali attraverso i quali si può prendere conoscenza delle disposizioni normative (Gazzetta ufficiale, ecc.)
2.2. Identificazione degli atti normativi
Gli atti normativi sono identificati normalmente dal titolo che comprende i seguenti e1ementi:
L’indicazione del tipo di atto (legge, decreto, ecc.);
La data (giorno di promulgazione della legge o di emanazione del decreto, ecc.;
Il numero d’ordine (progressivo ed annuale di inserzione nella Raccolta ufficiale: le leggi costituzionali hanno una numerazione a parte, mentre gli atti di normazione secondaria non tutti sono numerati);
L’argomento (così denominato dall’art 5 del DPR 14 marzo 1986 n.217), ossia l’insieme di parole indicative del contenuto dell’atto.
tipo atto data promulgazione numero d’ordine argomento
legge 15 marzo 1997 n.59 delega al Governo,ecc.
2. 3. la documentazione legislativa su supporto cartaceo
Come si è accennato, vi è netta differenza qualitativa tra i sistemi manuali e quelli elettronici relativamente ai metodi di archiviazione e recupero dell’informazione. Invece il procedimento di stampa dei testi ormai passa soltanto attraverso gli strumenti elettronici. Prendiamo il caso della pubblicazione delle leggi nella Gazzetta ufficiale. Un tempo il testo della legge veniva composto (o meglio ricomposto in conformità al messaggio del parlamento) con il sistema della composizione a caldo (piombo) cui seguiva, la riproduzione su supporto cartaceo. Ai fini della formazione di una banca dati legislativi (e ciò vale ancora per i testi anteriori all’uso della videoscrittura) il testo stampato nella Gazzetta ufficiale costituiva la base per una nuova acquisizione del testo stesso nelle memorie del computer.
Oggi vi è un solo atto di composizione - acquisizione del testo, quello mediante la videoscrittura (che potrebbe teoricamente iniziare dal progetto di legge).
Il testo memorizzato nella sua versione finale serve sia per la stampa tradizionale su supporto cartaceo sia per 1’immissione del testo della legge in una banca dati on line sia per il trasferimento del testo stesso in un cd-rom.
Pertanto si può affermare che nella editoria più evoluta tutti i documenti su supporto cartaceo traggono origine da un procedimento elettronico.
Gli strumenti di documentazione normativa di questo tipo possono essere divisi in pubblicazioni che contengono il testo integrale dell’atto normativo e pubblicazioni che contengono “elenchi” di atti normativi con 1’indicazione di tipo, data e numero del documento.
Le pubblicazioni che riportano il testo integrale dell’atto normativo possono essere, in relazione alla loro provenienza, ufficiali o private.
2. 4. Le pubblicazioni ufficiali
Condizione necessaria per l’entrata in vigore di un atto normativo è che esso sia pubblicato in giornali ufficiali: la Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana (guri) per gli atti statali; la Gazzetta ufficiale della comunità europea (guce) per gli atti normativi dell’Unione europea; il Bollettino ufficiale delle singole regioni (bur) per le leggi e regolamenti regionali.
Il giornale ufficiale dello Stato italiano è la Gazzetta ufficiale dellaRepubblica italiana, che è disciplinata dal decreto Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985 n. 1092, recante approvazione del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi sulla emanazione dei decreti de1 presidente della repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della repubblica italiana, e dal relativo regolamento di esecuzione (d.p.r.. 14 marzo 1986, n. 217).
La Gazzetta Ufficiale è redatta dall’ufficio pubblicazione delle leggi e dei decreti del ministero di grazia e giustizia, mentre la stampa viene effettuata dall’Istituto poligrafico e zecca dello Stato, che ne cura anche la distribuzione su tutto il territorio nazionale.
Fino a quando non se ne provi 1’inesattezza, mediante esibizione di atto autentico rilasciato dal ministro guardasigilli o dall’archivio centrale dello Stato, la pubblicazione degli atti normativi nella gazzetta ufficiale della Repubblica italiana si presume conforme all’originale e costituisce testo legale degli atti medesimi. In caso di difformità rispetto all’originale il ministro guardasigilli ne ordina la correzione con un comunicato da pubblicarsi nella Gazzetta, che ne indica la parte erronea (art. 8 citato t.u. sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica).
La Gazzetta ufficiale ha periodicità quotidiana (con esclusione dei giorni festivi) ed è distinta in due parti, stampate e vendute separatamente.
La prima può essere divisa, con decreto del ministro di grazia e giustizia in più serie distinte per tipi di atti da pubblicare.
Attualmente, la prima parte comprende la serie generale, cui sono affiancate quattro serie speciali ciascuna con autonoma numerazione:
1° - corte costituzionale (pubblicata il mercoledì);
2° - comunità europee (pubblicata il lunedì ed il giovedì);
3° - regioni (pubblicata il sabato);
4° - concorsi e esami (pubblicata il martedì e il venerdì)
La seconda parte, denominata “foglio delle inserzioni” contiene avvisi di carattere privato, come le convocazioni di assemblee di società. Ha periodicità quotidiana.
Nella prima parte vengono pubblicati i seguenti atti :
- le leggi costituzionali, le leggi ordinarie, gli atti aventi forza di legge nonché i decreti del presidente della repubblica, del presidente del consiglio dei ministri e dei ministri, gli atti interministeriali, tra cui le delibere del cipe - comitato interministeriale per la programmazione economica (art. 2 legge 12 agosto 1977, n. 675), che siano strettamente necessari per 1’applicazione di atti aventi forza di legge e che abbiano contenuto normativo.Con annotazione in calce al testo delle singole leggi vengono pubblicati inoltre gli estremi dei lavori preparatori delle leggi stesse. Trattasi di testi pubblicati nella Gazzetta ufficiale soltanto a fini notiziali ;[5]
- gli accordi internazionali conclusi dallo Stato italiano, purché la loro ratifica non sia sottoposta ad autorizzazione legislativa oppure la loro esecuzione non avvenga mediante decreto del presidente della repubblica perché in questi casi gli accordi sono pubblicati unitamente alla legge di autorizzazione o a1 decreto di esecuzione. Gli accordi internazionali sono pubblicati trimestralmente in un apposito supplemento.Annualmente, a cura del ministro degli affari esteri, viene pubblicato un allegato al volume degli indici annuali della Gazzetta con l’elenco degli accordi internazionali di cui lo Stato italiano è parte e degli Stati esteri con i quali essi intercorrono (art. 13 t.u.1985 n.1092) .
- i regolamenti e i provvedimenti delle Autorità amministrative indipendenti
- i testi integrali delle sentenze e delle ordinanze della corte costituzionale e gli atti di promovimento dei giudizi davanti alla corte stessa (art. 21 t.u.1985 n.1092) ;
- gli atti e i comunicati che interessano la generalità dei cittadini e le circolari esplicative di provvedimenti legislativi la cui pubblicità in questa forma sia richiesta dal ministro competente e ritenuta opportuna dal Presidente del Consiglio dei ministri (art. 18 t.u.1985 n.1092).
A fini puramente notiziali vengono pubblicati anche le leggi, i regolamenti nonché gli atti amministrativi di particolare rilievo emanati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, le direttive e i rego1amenti comunitari, le decisioni della ceca.
La Gazzetta ufficiale è dotata di due categorie di indici: gli indici mensili e l’indice annuale.Ciascuno comprende tre tipi di indici: per materia, nel quale vengono indicate in ordine alfabetico le materie oggetto degli atti pubblicati ; numerico, nel quale le leggi e gli atti dello Stato (meno i decreti ministeriali che non sono numerati) pubblicati nella Gazzetta, sono suddivisi in base al numero loro attribuito ; cronologico in base alla data degli atti.
La Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana
La Raccolta è una pubblicazione ufficiale (legge 11 dicembre 1984, n. 839 e artt. 14, 15 e 16 de1 DPR 20 dicembre 1985, n. 1092) edita dall’Istituto poligrafico dello Stato, anche se, come già accennato, il testo facente fede degli atti normativi è quello pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
La raccolta riproduce:
- le leggi costituzionali;
- le leggi ordinarie dello Stato;
- i decreti aventi forza di legge (decreti legislativi e decreti legge) ;
- gli altri decreti : del presidente delle repubblica, del presidente del consiglio dei ministri e dei ministri, nonché le delibere e gli altri atti dei comitati di ministri che siano strettamente necessari per 1’applicazione di atti aventi forza di legge e che abbiano contenuto normativo;
- gli accordi internazionali conclusi dalla Repubblica italiana, nel caso in cui non si debba provvedere alla loro ratifica previa autorizzazione legislativa oppure alla 1oro esecuzione mediante decreto presidenziale;
- i soli dispositivi delle sentenze della corte costituzionale che dichiarano la illegittimità costituzionale di leggi o di atti aventi forza di legge.[6]
La raccolta è fornita di due tipi di indici annuali: analitico - alfabetico per materia e cronologico degli atti pubblicati.
La Gazzetta ufficiale delle comunità europee
La Gazzetta ufficiale delle comunità europee viene pubblicata in tante edizioni quante sono le lingue degli Stati facenti parte dell’Unione europea.
La Gazzetta si articola in due parti: la prima parte,denominata legislazione è contrassegnata dalla lettera “L” (esempio) ; la seconda, denominata comunicazioni e informazioni, è contrassegnata dalla lettera ‘C.’
I supplementi riguardano : bandi di assunzione, bandi di gara e appalti pubblici e discussioni.
Nella parte Legislazione (L) sono pubblicati :
. gli atti per i quali la pubblicazione è una condizione di applicabilità (regolamenti ceca, cee, euratom, decisioni e raccomandazioni ceca);
- gli atti per i quali la pubblicazione non è una condizione necessaria per la applicabilità (accordi, bilanci, convenzioni, decisioni, direttive, emendamenti, pareri, protocolli, raccomandazioni, regolamenti finanziari, regolamenti interni, risoluzioni).
Nella parte Comunicazioni e informazioni (C) sono pubblicati :
gli atti relativi alla Corte di giustizia (comunicazioni varie, cause promosse, sentenze, ordinanze, cancellazioni dal ruolo) e al Parlamento europeo.
La Gazzetta ufficiale delle comunità europee è fornita di due tipi di indici, mensili e annuali: l’indice alfabetico e l’indice metodologico.
L’indice annuale alfabetico, preceduto da un elenco di sigle e abbreviazioni e da un piano di classificazione (una sorta di indice dell’indice), è suddiviso in capitoli, relativi ciascuno ad un particolare soggetto, che può essere un organo dell’Unione europea, un’istituzione oppure una materia disciplinata con provvedimenti normativi comunitari. Ciascun capitolo racchiude a sua volta parecchie rubriche, sotto le quali sono elencati, in ordine alfabetico, tutti gli argomenti attinenti al soggetto.
L’indice metodologico, preceduto anch’esso da un apposito piano di classificazione, è strutturato secondo lo schema di partizione della Gazzetta stessa (Legislazione e Comunicazioni e informazioni).
Il Bollettino ufficiale delle Regioni
Il Bollettino ufficiale[7]delle Regioni pubblica i testi degli atti normativi delle singole Regioni, pubblicazione necessaria per 1’entrata in vigore degli atti stessi. Tali atti sono anche riprodotti nella Gazzetta ufficiale della Repubblica, ma a semplice scopo d’informazione,cioè senza valore legale.
I Bollettini delle regioni a statuto ordinario trovano la loro fonte normativa, oltre che nella Costituzione (art. 123 cost.), nella legge 10 febbraio1953, n. 62, sulla costituzione ed il funzionamento degli organi regionali.
E’ previsto che in essi vengano pubblicati gli atti legislativi e regolamentari regionali, nonché il testo integrale degli statuti ed i decreti di scioglimento dei relativi consigli. I singoli statuti delle regioni possono poi prevedere che nei Bollettini vengano pubblicati anche altri atti emanati dai vari organi regionali (es.circolari aventi rilevanza esterna, comunicati, estratti).
La Raccolta degli usi (consuetudine)
Nell’ordinamento italiano gli usi, non sono soggetti a forme di pubblicazione ufficiale, vincolante ed esclusiva. La prova della loro esistenza può essere fornita utilizzando i normali mezzi di prova concernenti i fatti giuridici (testimonianze, documenti).
Pur con i limiti suddetti, esistono peraltro raccolte “ufficiali” degli usi, cioè provenienti da autorità pubbliche autorizzate.
Le raccolte degli usi in materia agricola, commerciale e industriale sono espressamente previste dall’ordinamento italiano e sono curate dalle varie camere di commercio provinciali.
2. 5. Raccolte private
Le raccolte private di legislazione si presentano sotto forma di pubblicazioni correnti o cumulative.
Sono pubblicazioni private correnti:
Le leggi e i decreti secondo l’ordine di inserzione nella Gazzetta ufficiale.
La Lexedita dalla Utet, è una raccolta cronologica di testi, suddivisa in cinque parti di contenuto difforme:
- provvedimenti legislativi della Repubblica italiana (leggi costituzionali, ordinarie, atti aventi forza di legge e regolamenti);
- relazioni parlamentari e istruzioni ministeriali;
- legislazione regionale;
- corte costituzionale : dispositivi delle sentenze;
- regolamenti e direttive dell’Unione europea.
La Lex è corredata di un indice numerico e di un indice cronologico degli atti pubblicati e di indici dei soggetti.
La Legislazione italiana,edita da Giuffrè,è una raccolta strutturata in maniera simile alla precedente
leggi e decreti dello Stato;
leggi e decreti delle Regioni;
atti normativi dell’Unione europea;
disegni e proposte di legge;
E’ corredata di indici numerico, cronologico, per soggetti)
Le leggi e i decreti secondo l’ordine di inserzione nella Gazzetta ufficiale è pubblicata dalla società editrice del Foro italiano.
legislazione statale;
Essa è corredata di indici numerico, crono1ogico, per soggetti.
Tra le principali pubblicazioni private cumulative sono:
La Raccolta generale di legislazione
Le leggi d’ Italia nel testo vigente.
La Raccolta generale di legislazione, pubblicata da Giuffrè è una raccolta selettiva dei più importanti testi di atti normativi statali vigenti. Sono anche riportati i dispositivi delle sentenze della Corte costituzionale di accoglimento di questioni di legittimità costituzionale.
Gli indici sono due: uno analitico - alfabetico e l’ altro cronologico
Le leggi d’Italia nel testo vigente (De Martino,) edito dalla De Agostini, contiene il testo degli atti normativi statali.
La raccolta è a schede mobili e risulta aggiornata mensilmente.
Gli atti sono suddivisi per soggetti nei quali ogni argomento costituisce una voce autonoma contenente, eventualmente, partizioni più analitiche. I soggetti sono ordinati alfabeticamente e numerati progressivamente. Ai soggetti nuovi viene attribuito il numero di quello che lo precede alfabeticamente, ma integrato da una lettera. Anche questa opera risulta fornita di due tipi di indici, uno analitico - alfabetico e l’altro cronologico.
Vi sono infine pubblicazioni private cumulative, ma speciali, in quanto si riferiscono a settori o a specifiche tematiche. Si tratta dei c.d. codici privati, raccolte di notevole utilità pratica,ma, come le opere sopraccennate, sono privi di valore giuridico. La loro autorevolezza si fonda sulla accuratezza della compilazione.
2. 6. Repertori o elenchi di atti normativi
Le principali pubblicazioni che forniscono meri elenchi di atti normativi, ordinati in modo da poterli individuare rapidamente, sono: i repertori, alcune pubblicazioni periodiche di supplemento a riviste di legislazione e le appendici legislative di articoli enciclopedici.
Nei repertori tutto il materiale è suddiviso secondo argomenti, che vengono ordinati alfabeticamente. Fra i più importanti, il Repertorio generale annuale dilegislazione, bibliografia, giurisprudenza edito da Giuffrè, pubblicazione annuale che, nella parte che qui interessa, elenca sotto ogni soggetto gli atti normativi vigenti. L’elenco, contenendo anche 1’indicazione di tutti gli atti adottati prima dell’anno cui si riferisce 1’annata che si sta consultando, ha carattere cumulativo.
Tra i supplementi a riviste di legislazione : La legislazionevigente edita dall’Utet e La legislazione italiana - repertorio delle leggi statali vigenti - edita da Giuffrè (rlsv) che raggruppano, suddivisi per materie, gli estremi di identificazione delle fonti normative in vigore negli anni di riferimento.
Le appendici legislative di articoli enciclopedici sono elenchi degli atti normativi relativi all’argomento trattato nella singo1a voce di una enciclopedia giuridica. Tali elenchi contengono indicazioni essenziali,selezionate da uno studioso specializzato nella singola materia, ma presentano 1’inconveniente di essere fermi alla data di pubblicazione dell’enciclopedia.
2.7. Le banche dati legislativi
7.1Banche dati legislativi on line :
a) Corte di cassazione.
Il più importante centro di documentazione legislativa per via informatica è certamente quello del Centro elettronico di documentazione (CED) della Corte di cassazione. Presso il ced sono stati creati archivi di dati normativi, giurisprudenziali, dottrinali ed altri dati. Riguardano la legislazione :
1.Archivi delle leggi dello Stato (LEXS e LEXPRE)
Sono memorizzati i testi delle leggi e degli atti aventi forza di legge dal 1904. E’ in corso la memorizzazione dei testi anteriori al 1904 ;
2. Archivio delle leggi delle Regioni (LEXR)
Contiene i testi delle leggi regionali a partire dalla loro istituzione ;
3. Archivio titoli (TITLEX)
Contiene i titoli delle leggi e degli altri provvedimenti pubblicati nella Gazzetta ufficiale a partire dal 1860 ;
4. Archivio codici
Contiene il testo del nuovo codice di procedura penale e del nuovo codice della strada ;
5. Archivio circolari (CIR):c ontiene il testo di circolari ministeriali.
6. Archivio Lavoro: contiene il testo dei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle Confederazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro ;
7. Archivio trattati (TITCON): contiene i titoli dei trattati e delle convenzioni internazionali sottoscritti dall’Italia e attualmente in vigore ;
8. Archivio accordi internazionali (CONVES): contiene gli accordi internazionali non pubblicati nella Gazzetta ufficiale.
b) Istituto Poligrafico.
Gran parte della informazione ufficiale dello Stato passa attraverso l’Istituto Poligrafico dello Stato che tradizionalmente provvede alla pubblicazione su supporto cartaceo. In primo luogo la Gazzetta ufficiale. Poiché le nuove tecnologie consentono di trasferire i dati su supporti diversi senza la ridigitazione dei testi,ciò consente di utilizzare gli stessi dati per altre applicazioni. Nasce cosi presso il Poligrafico GURITEL(facente parte di un più ampio sistema informativo del Poligrafico), che è una banca dati on line contenente i testi della Gazzetta ufficiale nelle sue varie serie.
La stessa Gazzetta è riprodotta anche su CD-Rom. Ogni CD-Rom contiene un anno completo della Gazzetta ufficiale.
Banche dati legislativi su CD-Rom :
Oltre ai CD-Rom del Poligrafico dello Stato, la legislazione è contenuta in :
CD juris data-legislazione (Giuffrè editore): raccoglie il testo storico integrale di tutti i provvedimenti legislativi dello Stato italiano dal 1945 ad oggi, nonchè i provvedimenti anteriori, fino al 1861, ancora in vigore.
Le norme sono riportate nel loro testo storico integrale, suddiviso per articoli ed eventuali allegati.
La banca dati è suddivisa in due CD-Rom. Il primo contiene i provvedimenti degli anni 1960-1993 ; il secondo, le annate ante 1960, fino al 1861, con i provvedimenti antecedenti al 1945 da ritenersi ancora in vigore.
Ogni anno viene realizzata una nuova edizione del primo CD con i provvedimenti della più recente annata.
Le modalità di ricerca, utilizzate anche in tutte le altre banche dati Juris-data, sono: per estremi del provvedimento; per voci e “sottovoci”, secondo la codificazione del repertorio di giustizia civile; in full-text, attraverso termini-chiave che si presume possano far parte del titolo del provvedimento normativo o del testo dello stesso.
CD-Le leggi d’Italia nel testo vigente ( De Martino)
E’ la trasposizione su compact disc dell’omonima opera di De Martino,edita su fogli mobili dell’editore De Agostini.
3. La documentazione giurisprudenziale
Per conoscere il diritto non basta conoscere le leggi nel loro dato testuale. E’ necessario conoscere anche come le leggi sono nel tempo interpretate ed applicate, il cosiddetto diritto vivente o law in action.
Se la giurisprudenza, ovvero lo studio delle decisioni giudiziarie, è rilevante sotto molteplici aspetti, particolarmente prezioso risulta il contributo per la politica legislativa e de iure condendo: non poche modifiche ed innovazioni legislative, infatti, traggono origine da situazioni evidenziate dalla applicazione delle leggi.
3. 2. La documentazione ufficiale della giurisprudenza
Il nostro ordinamento prevede come unica forma di pubblicità erga omnes delle sentenze il deposito presso la cancelleria dell'organo giudicante. Le uniche sentenze sottoposte a "pubblicazione legale” sono quelle della Corte costituzionale.
Sono soggette alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale le ordinanze con le quali si sollevano questioni di legittimità costituzionale ( art. 25 e 34 l. 11 marzo 1953 , n.87) e le sentenze ed ordinanze della Corte costituzionale. Queste sono pubblicate sia nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, parte 1, serie speciale l, (dal 1986 pubblica settimanalmente le sentenze e le ordinanze della Corte costituzionale) sia nella Raccolta ufficiale delle sentenze e delle ordinanze della Corte costituzionale (dal 1956 annualmente riporta in ordine cronologico il testo integrale di tutte le pronunce della Corte).
3.3. La documentazione giurisprudenziale non ufficiale
Il deposito in cancelleria non costituisce, tranne che per le parti in causa, uno strumento di conoscenza idoneo. A questa manchevolezza supplisce l’iniziativa dei privati. Gli strumenti di conoscenza della produzione giurisprudenziale sono costituiti da massimari, repertori, basi di dati, codici di settore, periodici specializzati. Nel complesso raggiungono un soddisfacente livello di copertura dell’informazione sia sul piano qualitativo (decisioni più rilevanti) sia sul piano quantitativo.Va, tuttavia, precisato che quasi tutte queste fonti di cognizione non riportano le sentenze nel testo integrale e quando lo fanno si limitano a quelle che appaiono rilevanti vuoi per la novità del caso vuoi per la innovazione dell’indirizzo giurisprudenziale. Esse possono essere divise in due grandi categorie in relazione alla natura del supporto cartaceo o informatico
3. 3. 1. La documentazione su supporto cartaceo.
a) le riviste-massimario
Queste riviste pubblicano soltanto la massima, cioè una serie di parole-concetti chiave in cui è condensato il principio o la regola applicata dal giudice nella sentenza.
Le massime sono conoscibili nella loro quasi totalità attraverso riviste di varia tipologia che offrono molteplici possibilità di ricerca integrandosi o differenziandosi tra di loro a seconda delle esigenze. Le principali pubblicazioni sono certamente :
1. Massimario delle decisioni civili -1966- mensile
2. Massimario delle decisioni penali - 1966- mensile
Entrambe sono pubblicate dall’Ufficio del massimario della Corte di cassazione
3. Massimario del Foro italiano. Raccolta di tutte le massime delle sentenze della cassazione civile formulate dell‘ufficio massimario della corte di cassazione - 1930­ - mensile. La pubblicazione è posteriore di circa sei mesi rispetto alla data della pronuncia. L'indice della riedizione cumulativa annuale non comprende, a differenza degli indici mensili, l'indice dei nomi delle parti.
4. Massimario della giurisprudenza italiana. Tutte la massime ufficiali della cassazionecivile -1931 - mensile. La pubblicazione è posteriore di circa sei mesi rispetto alla data della pronuncia.
5. Massimario completo della giurisprudenza del Consiglio di Stato. A cura della rassegna Il Consiglio di Stato.Roma, Italedi
6 . Il Consiglio di Stato. Rassegna di giurisprudenza e dottrina - 1953 - mensile
E' la fonte più completa di dati di giurisprudenza amministrativa. Riporta le massime di tutte le sentenze del Consiglio di Stato (salvo quelle di mera conferma o di esecuzione del giudicato), della Corte costituzionale (salvo decisioni che dichiarano inammissibile o manifestamente infondate le questioni proposte), delle sezioni civili e penali della Corte di cassazione interessanti direttamente o indirettamente la pubblica amministrazione, del Tribunale superiore delle acque pubbliche, nonché una selezione delle decisioni delle sezioni di controllo della Corte dei conti, e le massime delle sentenze più rilevanti e pertinenti della Corte di giustizia delle comunità europee. La pubblicazione segue mediamente di alcuni mesi il deposito della sentenza.
7. Il Foro amministrativo - 1925 - mensile
Riporta il testo delle pronunce degli organi della giustizia amministrativa ritenute di maggiore interesse. Dottrina (note, rassegne, articoli e documentazione). Molto utile è dettagliato l'indice annuale, con ricco repertorio analitico - alfabetico.
8. Giurisprudenza costituzionale - 1956 - mensile.
E' divisa in due parti: la prima dedicata alle sentenze ed ordinanze della Corte e ad articoli di dottrina; la seconda alle decisioni delle giurisdizioni ordinarie e speciali di rilievo costituzionale, agli atti di promovimento di giudizi davanti alla Corte, alle questioni pendenti. E' corredata di numerosi indici (tra i quali i riferimenti allo schema generale di classificazione del Repertorio generale annuale della rivista Giustizia civile per consentire un allargamento della ricerca sia giurisprudenziale che dottrinale).
9. I Tribunali amministrativi regionali - 1975 - mensile
Pubblica tutte le sentenze dei tar suddivise per regione ed in ordine cronologico (per esteso le più significative); elenca le sentenze e decisioni confermate o annullate in appello; dottrina, bibliografia (rassegna della stampa periodica di diritto pubblico).E’ dotata di indici : alfabetico-sistematico, cronologico delle leggi citate nelle masssime, dei nomi dei ricorrenti, cronologico delle sentenze e delle decisioni. La pubblicazione è posteriore mediamente di quattro-sei mesi rispetto alla data della pronuncia.
b) i repertori.
I repertori generali di giurisprudenza sono pubblicazioni comulative,generalmente a periodicità annuale, nelle quali sono elencate, sotto voci ordinate alfabeticamente, tutte le massime delle decisioni emesse dai giudici e pubblicate in riviste o massimari a fascicoli mensili. La presenza di più indici permette di moltiplicare gli accessi alla ricerca. La cadenza annuale della pubblicazione non consente la tempestività dell'informazione che tuttavia è assicurata dal ricorso ai fascicoli mensili. I repertori annuali di giurisprudenza più diffusi sono :
1. Repertorio del Foro italiano. Legislazione, bibliografia, giurisprudenza - 1971.
E’ ordinato alfabeticamente per voci (le cui denominazioni sono tratte dalla terminologia legislativa e dall'uso corrente), con rinvii "fissi" (cioè costanti in ogni edizione del repertorio), rinvii "mobili" (variabili per ogni edizione), e voci di richiamo. Ogni voce comprende l'indicazione della legislazione vigente aggiornata annualmente, la bibliografia (monografie, articoli e note a sentenza pubblicate nei periodici spogliati dal repertorio) apparsa nell'anno di riferimento, le massime di tutte le sentenze pubblicate nell'anno dai periodici considerati dal repertorio indici: delle voci; per articoli "fisso" della costituzione e dei codici; per articoli "variabile" della costituzione, dei codici, delle leggi, dei provvedimenti delle comunità europee e dei contratti collettivi di lavoro; cronologico delle decisioni; alfabetico degli autori; alfabetico delle parti. Questo repertorio costituisce una rielaborazione ed una appendice di: Il Foro italiano - 1876 - mensile
Il repertorio riporta il testo delle più importanti pronunce della giurisprudenza costituzionale, civile e penale, amministrativa, comunitaria e straniera.
2. Repertorio generale della Giurisprudenza italiana con notizie bibliografiche e di legislazione- 1970 -
Ha una struttura analoga al repertorio del Foro italiano. Ogni voce si articola infatti nella ripartizione: legislazione, bibliografia, giurisprudenza. Comprende tutte le massime pubblicate, nell'anno di riferimento, nella Giurisprudenza italiana, nel Massimario della giurisprudenza italiana e nei periodici spogliati; l' indicazione di tutte le note a sentenza e di tutti gli articoli di dottrina ivi pubblicati; l'indicazione delle monografie edite successivamente al volume precedente. Indici: cronologico con l'indicazione delle parti; degli articoli dei codici e delle leggi speciali a cui le massime si riferiscono; degli autori; delle parti in causa. Anche questo repertorio costituisce una rielaborazione ad appendice di: Giurisprudenza italiana - 1862 - mensile
Il repertorio riporta i1 testo delle pronunce più significative delle corti internazionali, della corte costituzionale, della corte di cassazione, delle corti d'appello, dei tribunali civili, della giurisprudenza penale, amministrativa, tributaria; dottrina; note a sentenza. La pubblicazione segue mediamente di sei mesi il deposito delle sentenze.
3. Giustizia civile repertorio generale annuale di legislazione, bibliografia, giurisprudenza 1955 -
Alfabetico per voci, sottovoci e, per le materie più complesse, seconde e terze sottovoci. Ogni voce comprende legislazione vigente con indicazione delle circolari e delle norme dichiarate incostituzionali; bibliografia (recensioni di monografie, articoli di dottrina, note a sentenze, note redazionali); tutte le massime (in materia costituzionale, civile, penale, processuale, amministrativa, tributaria) estratte nell'anno di riferimento dalle pronunce della corte costituzionale, della corte di cassazione e del consiglio di stato e tutte le massime anche da decisioni di altri organi giurisdizionali se comprese nelle riviste che il repertorio spoglia. E’ dotato di un indice analitico, di un indice cronologico delle decisioni, di un indice delle disposizioni di legge; di un indice degli degli autori.
4. Repertorio delle decisioni della Corte costituzionale - 1969 -.Editore Giuffrè.
Ha un ordine alfabetico-sistematico per voci, sottovoci e, per le materie più complesse, seconde sottovoci, comprendenti il dispositivo delle pronunce della Corte e, per quelle ritenute più rilevanti, l'intero testo. Fino al 1991 riporta anche le massime. Elenco cronologico delle decisioni, indice delle leggi sottoposte al sindacato della Corte.
c) repertori e riviste settoriali.
Una alternativa all'utilizzazione degli strumenti a carattere generale descritti nei paragrafi precedenti è data dalle riviste e dai repertori specializzati in determinati ambiti o in determinate discipline. I1 vantaggio che questi strumenti offrono è insito nella stessa specializzazione che consente una ricerca più veloce e mirata su materiale spesso già selezionato (la giurisprudenza più significativa ed innovativa), corredato da note e correlato ad articoli di dottrina.
3. 3.2. La documentazione giurisprudenziale per via informatica
a) le banche dati on line
In Italia la più importante banca dati giurisprudenziali è certamente quella del CED della Corte di cassazione,che comprende i seguenti archivi :
1. Archivio delle sentenze della Corte costituzionale (costsn): contiene il testo integrale delle decisioni della Corte costituzionale dal 1986. E’ in corso il recupero dell’arretrato (1956-1985) ; ’archivio è completato dall’ Archivio costituzionale (costit) che contiene i dispositivi e delle ordinanze emesse dalla Corte costituzionale dall’inizio del suo funzionamento(1956),nonché i dispositivi delle ordinanze di remissione delle questioni di legittimità costituzionale, i ricorsi con i quali sono stati sollevati conflitti tra i poteri dello Stato, tra Stato e Regione e tra Regioni e le decisioni della Corte sui referendum ; e dall’ Archivio delle massime (costms)
2. Archivio della giurisprudenza civile della Corte di cassazione (civile)
L'archivio contiene tutte le massime ufficiali che l'Ufficio del massimario della Corte di cassazione trae dalle decisioni (sentenze ed ordinanze) delle sezioni civili della Corte stessa a partire dal 1 gennaio 1961.
3. Archivio della giurisprudenza penale della Corte di cassazione (penale)
L'archivio contiene tutte le massime ufficiali che l’Ufficio del massimario della Corte di cassazione estrae dalle decisioni delle sezioni penali della Corte a partire dal 1 gennaio 1966.
4. Archivio della giurisprudenza di merito (merito)
L’archivio contiene le massime estratte dalle decisioni dei giudici ordinari di merito segnalate al CED per la loro importanza,sia per il fatto che esse affermano principi in contrasto con quelli della Suprema Corte sia perché si riferiscono a questioni nuove,sia,infine, in quanto contengono giudizi di valore su fattispecie difficilmente oggetto del sindacato di legittimità ;
5. Archivio della giurisprudenza del Consiglio di Stato (Consta)
L'archivio contiene tutte le massime ufficiali che l'ufficio massimario del Consiglio di Stato estrae dalle decisioni del Consiglio stesso a partire dall'anno 1972, una selezione di quelle degli anni anteriori al 1972 e una selezione di quelle tratte dalle decisioni dei tar.
6. Archivio della giurisprudenza dei tribunali amministrativi regionali (tar)
L'archivio contiene le massime estratte dalle sentenze dei tribunali amministrativi regionali.
7. Archivio della giurisprudenza della Corte dei conti (Cortec)
L'archivio contiene tutte le massime ufficiali che l'ufficio massimario della Corte dei conti estrae dalle decisioni della Corte stessa, concernenti il contenzioso contabile, il pubblico impiego e le pensioni civili militari e di guerra a partire dall'anno 1907.
8. Archivio della giurisprudenza dei tribunali militari (Milit)
L'archivio contiene le massime tratte dalle decisioni del tribunale supremo militare dal 1° gennaio 1978 al febbraio 1980, nonché le massime delle sentenze emesse dal tribunale anzidetto dal l 952 a] febbraio 1980 in materia di circostanze del reato
9. Archivio della giurisprudenza delle commissioni tributarie (Tribut)
L'archivio contiene le massime ufficiali tratte dalle decisioni della Commissione tributaria centrale estrae ;
10. Archivio della giurisprudenza dei tribunali delle acque
L’archivio contiene le massime estratte dalle decisioni del tribunale superiore della acque pubbliche e dei tribunali regionali delle acque.
11. Archivi della giurisprudenza della corte di giustizia delle Comunità europee
Contiene le massime che la Corte di cassazione trae dalle decisioni della Corte di giustizia delle Comunità europee
12. Archivio della giurisprudenza sulla convenzione europea dei diritti dell'uomo (Libert)
L'archivio contiene le massime tratte dalle decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo dal 1960, nonché della Commissione europea dei diritti dell'uomo.
13. Archivio della giurisprudenza dei paesi della Comunità economica europea in materia di ambiente (Enlex)
L'archivio raccoglie 1a giurisprudenza maggiormente significativa degli Stati membri dell’Unione europea in materia ecologica. Le massime sono redatte e memorizzate sia nella lingua originale del provvedimento da cui sono state estratte, sia in lingua inglese.
14. Archivio ecologia (eco)
L'archivio contiene normativa, giurisprudenza e dottrina su ambiente, urbanistica e pianificazione territoriale dal 1986.
b) le banche dati su CD-Rom
Tra le basi di dati giurisprudenziali disponibili su CD-Rom :
1. Jurisdata- Giurisprudenza (Giuffrè editore)
E' ricavato dai Repertori annuali di giustizia civile editi dalla stessa Giuffrèe comprende tutte le massime in materia di giurisprudenza civile, penale, processuale, amministrahva e tributaria estratte dalle decisioni pronunciate dalla Corte costituzionale,dalla Corte di cassazione e dal Consiglio di Stato,nonché le massime delle decisioni di altre autorità tratte da riviste pubblicate negli stessi anni; l’indicazione della legislazione vigente emanata fino al 31 dicembre dell’anno di aggiornamento della banca dati ; notizie bibliografiche relative allo stesso periodo (articoli di dottrina, note a sentenze, principali note redazionali).
2. Jurisdata-Sentenze della cassazione civile. Editore Giuffrè
La banca dati contiene iltesto integrale delle decisioni pronunciate dalla Corte di cassazione a partire dal 1986 e ufficialmente massimate: oltre 31.000 sentenze riportate fedelmente per esteso e complete di estremi.
Ogni anno viene realizzata una nuova edizione aggiornata del cd.Rom.
Il sistema di ricerca è lo stesso del CD.Rom Jurisdata-Giurisprudenza,che prevede varie modalità di ricerca ( full-text sulle parole contenute nei testi, sui sommari per argomenti collegati a ciascuna sentenza, per estremi norma­tivi, per parti. ecc.),.
3. Repertorio del Foro italiano (editore Zanichelli).
Su un unico Cd-rom sono contenute le annate 1981.1988 del “Repertorio del Foro italiano” - legislazione, bibliografia, giurisprudenza.
.L’aggiornamento è annuale.
4. Italedi CD-Rom (banca dati italedi)
Contiene tutte le sentenze della corte costituzionale e della corte di cassazione civile e penale in materia di diritto pubblico; le pronunce delle sezioni di controllo e le decisioni più significative delle sezioni giurisdizionali della Corte dei conti. Aggiornamento annuale.
5. Banca dati fiscali - tributari ( Giuffrè editore )
La banca dati permette di seguire l’evoluzione della materia fiscale.
Cinque edizioni aggiornate all’anno comprendenti oltre che la legislazione (leggi e decreti successivi alla riforma del 1972 organizzati per tipologia di imposta o istituto), la prassi amministrativa (.provvedimenti emanati dopo il 1972 dal ministero delle finanze e da organi periferici dell’amministrazione finanziaria. Riguardanti i tributi compresi nella banca dati), il formulario (oltre 700 formule relative al contenzioso tributario), lo scadenzario ( in cui sono sintetizzati, sulla base della normativa pubblicata nella banca dati, i tempi e le modalità degli adempimenti fiscali dei professionisti e delle società e consente la ricerca con varie modalità di consultazione: a testo libero per estremi dei documenti , per tipologie di imposte , per argomenti) anche la giurisprudenza. Quest’ultima banca dati contiene le più importanti pronunce in materia emesse dagli organi del contenzioso tributario, dalla corte di cassazione e da giudici di merito e di legittimità
4. La letteratura giuridica
La letteratura giuridica, ossia l’insieme degli scritti a stampa intorno al diritto, è immensa.[8]Queste pubblicazioni assumono forme, dimensioni e denominazioni diverse e sono variamente classificabili.
La suddivisione del diritto nei vari rami (diritto costituzionale, civile, penale,ecc.) è uno dei criteri di classificazione.
Tradizionale è poi la distinzione tra libri e riviste. Tra le caratteristiche discriminanti è rilevante il carattere periodico della pubblicazione delle riviste rispetto al libro.
In relazione al tipo di trattazione dei contenuti, al libro giuridico sono correntemente attribuite le denominazioni di manuale, trattato, monografia, commentario, ecc.[9]
Le riviste giuridiche sono pubblicazioni a carattere periodico e di norma dedicate o prevalentemente ad uno solo ambito del diritto, la legislazione (ad es.Lex), la giurisprudenza ( ad es.il Massimario del Foro italiano), la dottrina (ad es.la Rassegna parlamentare) ; ovvero a tutti e tre gli ambiti (ad es. il Repertorio del Foro italiano).
Il numero delle riviste è elevato. Nel dizionario bibliografico delle riviste giuridiche italiane sono spogliate non meno di 250 riviste.[10]
Tra le pubblicazioni a volume (libro) un posto a sé hanno le enciclopedie e le bibliografie giuridiche.
Le enciclopedie giuridiche sono opere che sotto forma di articoli (di diversi autori) espongono le cognizioni relative a tutti i rami del diritto o a sue grandi partizioni. Gli articoli hanno come titolo una ‘voce’ che esprime un soggetto o argomento. Le voci sono disposte in ordine alfabetico. Quando le voci sono complesse esse sono suddivise in sottovoci. Il carattere enciclopedico dell’opera è indipendente dal numero dei volumi di cui l’opera stessa si compone.
Come di un qualsiasi libro, anche di una enciclopedia possono aversi successive edizioni[11], ma più spesso sono edite delle appendici o dei volumi di aggiornamento.
Tra le enciclopedie giuridiche italiane, attualmentele più note sono :
il Digesto, quarta edizione. UTET, Torino ;
l’Enciclopedia del Diritto.Giuffrè, Milano ;
l’Enciclopedia giuridica. Istituto della Enciclopedia italiana, Roma.
Le bibliografie sono strumento indispensabile per iniziare una ricerca documentaria tant’è che spesso sono denominate ‘guide bibliografiche’[12]
Le bibliografie possono essere generali o specializzate. La più importante bibliografia generale italiana è costituita dalla Bibliografia nazionale italiana (BNI) che contiene l’elenco dei libri stampati in Italia e di cui copia deve essere depositata per legge presso la Biblioteca nazionale di Firenze. Una versione informatica di tale bibliografia è consultabile tramite il CED della Corte di cassazione (archivio BNI).
Tra le bibliografie italiane specializzate nel campo del diritto la più nota è quella di V.Napoletano :
Dizionario bibliografico delle riviste giuridiche italiane edito da Giuffrè,Milano. Nel Dizionario la materia è suddivisa per voci e sottovoci e nell’ambito di ciascuna voce o sottovoce sono indicati gli autori (per ordine alfabetico) seguiti dal titolo dell’articolo e dagli estremi della rivista.
Nella collezione Guide bibliografiche della casa editrice Garzanti compare la bibliografia giuridica di :
G.Armani, Diritto.Milano Garzanti,1989.
Tra le bibliografie giuridiche specializzate si cita, anche per la rilevanza dell’argomento, :
G.B. Arista, La Costituzione italiana. Saggio bibliografico.Tip. del Senato, 1976, 2 voll.
5. Il sistema informativo del Parlamento
5.1. Gli atti parlamentari
Ai fini della interpretazione delle leggi non è infrequente il ricorso ai lavori preparatori come documentati dagli atti parlamentari.
Gli atti parlamentari si suddividono in due ampie categorie: gli atti e documenti e i resoconti.
Gli atti e documenti raccolgono:
- le proposte e i disegni di legge presentati presso le due Camere. Sono contrassegnati da un numero arabo progressivo all’interno di ogni legislatura;
- i documenti che possono pervenire dall’esterno come ad esempio la relazione previsionale e programmatica o dall’interno come le relazioni di commissioni parlamentari d’inchiesta,le proposte di modifica ai regolamenti parlamentari. I documenti sono contrassegnati per categoria da un numero romano.
I resoconti servono ad assicurare la conoscenza dei dibattiti delle Camere.
I resoconti parlamentari sono di due tipi: resoconti sommari e stenografici.
Il resoconto sommario riporta la sintesi dei dibattiti redatta dai funzionari parlamentari ed è disponibile per tutte le discussioni, sia in aula che in commissione o ingiunta.
Il resoconto stenografico contiene invece la trascrizione integrale di tutto quanto viene detto o fatto in ogni seduta ed è redatto per le sedute dell’aula e delle commissioni in sede legislativa.
Per poter accedere ad una particolare discussione o ad un atto parlamentare relativo ad un dato oggetto, quando non si conosce il numero dell’atto o la data della sua discussione, è indispensabile utilizzare i repertori parlamentari e, per le ultime legislature, le banche dati on line del Parlamento.
I repertori parlamentari sono volumi di indici dell’attività parlamentare pubblicati alla fine di ogni legislatura. La loro consultazione consente di individuare i disegni e le proposte di legge e le relative discussioni sia partendo dalla materia sia partendo dal proponente, nonché i documenti presentati alle Camere e le discussioni relative all’attività ispettiva del Parlamento (interrogazioni, mozioni, interpellanze, ordini del giorno, ecc.).Quest’ultimo materiale può essere di una qualche utilità in sede di progettazione legislativa, poiché non di rado si riferiscono a disfunzioni relative alla applicazione delle leggi.
5.2. Le banche dati del parlamento
Il sistema informativo del parlamento su base informatica è costituito da una serie di archivi o banche dati realizzate e gestite dalla camera dei deputati e dal senato della repubblica.
Gli archivi della camera e del senato sono tra di loro complementari ed interconnessi e consentono di coprire l’informazione giuridica, parlamentare e bibliografica in modo da fornire una informazione per quanto possibile completa su un determinato argomento. Se consideriamo infatti una qualsiasi legge statale ( a partire dal 1948), è possibile conoscere i dati del suo iter parlamentare dal momento della presentazione del progetto alla sua approvazione; si può conoscere quali ordini del giorno sono stati rivolti al governo al momento della approvazione; e inoltre sapere se su quella stessa legge c’è stata una pronuncia della corte costituzionale; se vi sono interrogazioni in ordine alla sua applicazione; se vi sono commenti o interpretazioni dottrinali della legge apparse su riviste giuridiche:è,infine, se trattasi di materia di competenza regionale, domandare quali sono le leggi regionali o le regioni che hanno legiferato su quella materia. (Il collegamento con la corte di cassazione consente di avere la giurisprudenza relativa all’applicazione della medesima legge).
In particolare sono da ricordare ai fini della documentazione legislativa i seguenti archivi :
L’archivio Iter legis: contiene a partire dal 20 giugno 1979, data di inizio della VIII legislatura,i dati esenziali relativi al procedimento di esame ed approvazione delle leggi nei due rami del parlamento.[13] Di ausilio, ai fini della ricerca, è la presenza, nella prima parte di ogni documento, del paragrafo “materia”, che contiene i termini usati per la classificazione del disegno di legge. Il soggettario adottato a partire dall’ottava legislatura è stato recentemente riorganizzato in un tesauro (elenco strutturato di descrittori) denominato TE.SE.O. che utilizza, come schema di riferimento su cui costruire la rete delle relazioni, quello della classificazione decimale universale. L’aggiornamento di iter legis è giornaliero e viene effettuato utilizzando i dati dei resoconti stampati ogni giorno, relativi di solito al giorno precedente; l’immissione e l’elaborazione di tali dati vengono effettuate nello stesso giorno di uscita degli stampati, ma la messa in linea avviene il giorno successivo. L’archivio è, quindi, aggiornato ai dati del penultimo resoconto , o ultimo se sono trascorsi più di due giorni dall’ultima seduta.
La banca generale dei testi: contiene , a partire dalla XI legislatura (1992), i testi dei resoconti sommari e stenografici dell’assemblea, dei resoconti sommari delle giunte e commissioni e dei disegni di legge e relazioni del senato. L’utente dispone di un indice generale dei testi , espandibile a vari livelli di dettaglio, e di un archivio per mezzo del quale può organizzare dossier relativi, ad esempio, ai lavori preparatori delle leggi. E’ attivo anche un collegamento automatico fra gli archivi dei disegni di legge e l’archivio dei testi, che rende disponibili tutti i testi parlamentari relativi ad un determinato iter. L’aggiornamento dell’archivio avviene, di norma, un giorno dopo la stampa degli atti.
L’archivio sindacato ispettivo comprende il testo integrale delle mozioni, interpellanze, interrogazioni del Senato e della Camera dei deputati e la loro classificazione secondo il tesauro TE.SE.O.
La documentazione su base informatizzata della camera dei deputati relativa alla attività legislativa comprende i seguenti tre gruppi di archivi :
- archivi di dati relativi al procedimento di esame ed approvazione delle leggi ;
- archivio delle leggi regionali ;
- archivi dati bibliografici
1. Archivio informazioni camera (inca): contiene notizie continuamente aggiornate sulle convocazioni e sull’andamento dei lavori della camera e dei suoi organi (assemblea, commissioni, giunte, ecc. ). Tramite informazioni camera si accede anche al testo del resoconto sommario prodotto in corso di seduta.
2. Resoconto sommario telematico : contiene il testo del resoconto sommario prodotto in corso di seduta e relativo alle ultime quattro sedute dell’assemblea, consultabile tramite l’indice degli oratori intervenuti e degli argomenti trattati. Sotto forma di allegati sono presenti anche i testi dei documenti esaminati.
3. Testi integrali degli atti parlamentari : contiene i testi integrali dei principali atti parlamentari della camera dei deputati , a partire dalla XI legislatura (1992) :
- Resoconto sommario delle sedute plenarie
- Allegato a ai resoconti di seduta plenaria
- Bollettino delle giunte e commissioni parlamentari ( contenente i resoconti sommari dei relativi lavori)
- Stampati dei progetti di legge ( di cui sia iniziato l’esame) e delle relative relazioni
- Resoconti stenografici delle commissioni bicamerali antimafia e riforme istituzionali. Dalla XII legislatura sono inseriti anche i resoconti stenografici dell’assemblea e tutti gli stampati dei progetti di legge dal momento della presentazione.
4. Dati iter parlamentare leggi statali: contiene, per ciascuna legge nazionale, dal 1 gennaio 1948 al novembre 1990, i dati relativi al suo iter parlamentare ( camera e senato) e gli estremi di eventuali sentenze della corte costituzionale riguardanti la legge stessa. Per gli anni successivi al 1990 occorre interrogare l’archivio Iter legis del Senato (che non contiene riferimenti alle sentenze della Corte costituzionale) o l’archivio Guritel dell’Istituto poligrafico dello Stato.
Fa parte del secondo gruppo :
l’archivio Leggi regionali (Lreg)[14] che contiene il testo integrale (compresi gli allegati con l’eccezione dei soli bilanci) delle leggi in senso formale di tutte le regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano dalla rispettiva costituzione in poi
L’archivio contiene inoltre
la costituzione della Repubblica e le leggi costituzionali di modifica;
le leggi costituzionali ed ordinarie di approvazione degli statuti delle regioni e successive modifiche.
I decreti legislativi della regione Sicilia
Gli archivi di documentazione bibliografica sono costituiti da :
Catalogo biblioteca (cabi). Catalogo delle opere acquisite dalla biblioteca della camera a partire dal 1 gennaio 1984. Contiene tutte le schede bibliografiche relative alle nuove accessioni, con possibilità di ricerca secondo varie chiavi di accesso ( autore, titolo, soggetto ecc.). Questo archivio trae origine dalla automazione della biblioteca della camera attuata con il sistema dobis/libis; “un software ponte” consente di trasferire i dati delle nuove accessioni nell’archivio cabi permettendo anche agli utenti collegati con il sistema informativo della camera di effettuarvi ricerche, linguaggio di interrogazione stairs.
b) Archivio Rivi. Contiene i dati di spoglio di alcune centinaia di riviste di diritto, storia, economia, sociologia, scienze sociali e attualità politica, italiane e straniere.
c) Archivio doct. Contiene riferimenti bibliografici e riassunti relativi allo spoglio selezionato di riviste giuridiche e quotidiani: la base informativa è curata dall’istituto di documentazione giuridica del cnr di Firenze.
d) Bibliografia nazionale italiana (birl). Nell’archivio prodotto dalla biblioteca nazionale centrale di Firenze e messo a disposizione dall’istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche, sono registrate le schede bibliografiche di tutte le opere pubblicate in Italia a partire dal 1975.L’archivio in formato Stairs, è interrogabile per autore, titolo, indicazioni di collana, ecc. E’ un archivio fondamentale, ma il suo aggiornamento non è garantito.
e) letteratura grigia on line (lego). La banca dati cataloga e gestisce la cosidetta “letteratura grigia” prodotta sia in ambito parlamentare sia da diversi soggetti esterni (in particolare ministeri, enti pubblici, istituti di ricerca) che presenti interesse per i lavori parlamentari. La definizione di “letteratura grigia” comprende tutte le pubblicazioni che, al di là della veste tipografica, non abbiano finalità e distribuzione commerciale, (studi, indagini, ricerche e ricognizioni, pre-print etc....)
Scopo della banca dati è la raccolta e la conservazione di questo materiale e la diffusione delle notizie all’interno e all’esterno delle strutture parlamentari al fine di facilitarne il reperimento e la condivisione.
La banca dati comprende, tra l’altro, i dossier del servizio studi della camera dei deputati, a partire dalla x legislatura (1987)
Sito Parlamento (www.Parlamento.it)
E’ in atto presso il Parlamento la riconversione di molti degli archivi di dati sopra menzionati ai fini della loro collocazione nel sito del Parlamento o nei siti specifici delle due Camere della rete internet.[15]
Già da ora sono consultabili via Internet i seguenti archivi :
- i testi dei progetti di legge presentati alle due Camere ;
- i testi delle leggi approvate nel corso della legislatura , a partire dalla XIII ;
- i resoconti stenografici dei dibattiti in Aula (versione non definitiva) e i comunicati relativi ai lavori delle Commissioni (Bollettini delle sedute) ;
- le leggi regionali ;
- testi del sindacato ispettivo a partire dalla XI legislatura (1992)
Le sentenze della Corte costituzionale in testo integrale sono consultabili nel sito dell’archivio CONSULTA ONLINE, coordinato dal prof. Pasquale Costanzo (www.giurcost.org/decisioni/index.html)
Progetto Norme in Rete (NIR)
Ferma restando la convinzione che la documentazione legislativa debba essere gestita da un unico centro dello Stato, ponendo fine ad un policentrismo (in particolare Parlamento, Cassazione, Istituto Poligrafico) duro a morire per ragioni intuibili ma non conformi ad una gestione economica e soprattutto a criteri di completezza e di trattamento omogeneo dei dati , si segnala che è in via di attuazione,un progetto NIR (di cui è già in funzione un prototipo) che offre mediante un portale ad hoc (www.normeinrete.it) un servizio di accesso unificato e gratuito ai materiali giuridici nazionali e comunitari presenti sui siti internet delle istituzioni partecipanti al progetto ( Parlamento, Ministeri, Regioni, Istituto Poligrafico, ma assente il CED della Corte di Cassazione). Soltanto il materiale del Parlamento presenta a partire da certe date un carattere di completezza e di organicità, trattandosi negli altri casi di selezioni di materiali giuridici.
Numerose sono infine le biblioteche giuridiche accessibili via Internet.Un elenco con gli indirizzi dei relativi siti è riportato nel volume di F.Brugaletta, Internet pergiuristi.
- Circolare della Presidenza del Consiglio dei ministri del 29 aprile 1988, sul coordinamento in materia di esame delle iniziative legislative nella fase di formazione ed in quella di discussione parlamentare.
- Lettera circolare del Presidente della Camera dei deputati del 10 gennaio 1997, sulla istruttoria legislativa nelle Commissioni.
- Regolamento della Camera dei deputati: art. 16-bis, art 79, art 96-bis e 96-ter.
- Circolare del Presidente del Consiglio dei ministri del 15 aprile 1998, sugli adempimenti del Governo relativi all’attuazione dei principi posti dalla riforma del Regolamento della Camera dei deputati in materia di istruttoria legislativa.
- Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 marzo 2000, analisi tecnico-normativa e analisi dell’impatto della regolamentazione(art. 16)
Circolare del Presidente del Consiglio dei ministri 29 aprile 1988, n. 7237
Coordinamento in materia di esame delle iniziative legislative nella fase di formazione ed in quella di discussione parlamentare.
Nel contesto dei provvedimenti volti ad assicurare il piu' efficacecoordinamento dell'attivita' legislativa del Governo, particolareimportanza assumono le disposizioni di cui all'art. 2, commi 1, 2, 3,4 e 7, della legge 11 marzo 1988, n. 67 (legge finanziaria 1988), che disciplinano le modalita' cui deve conformarsi il processo diformazione delle iniziative di legge destinate a produrre effetti
sulla finanza pubblica; disciplina che attiene all'esigenza di
garantire, nella prospettiva di una maggiore capacita' di controllo
del processo allocativo delle risorse e di una piu' coerente e
consapevole impostazione della politica di bilancio, un assolvimento
non meramente formalistico ne' forzatamente riduttivo dell'obbligo di
copertura delle leggi di spesa disposto dall'art. 81, quarto comma,
della Costituzione. Cio' anche ai fini della ricevibilita' delle
iniziative legislative da parte delle presidenze delle due Camere.
Il Governo non ha mancato, anche in precedenti occasioni, di
dettare indirizzi volti ad assicurare la necessaria trasparenza e
correttezza delle amministrazioni nelle decisioni incidenti sulla
spesa. E' sufficiente a tal riguardo richiamare il contenuto delle
circolari della Presidenza del Consiglio dei Ministri n.
1.1.26/10888/9.58 dell'11 agosto 1987, n. 16414/10.1 del 7 settembre
1987 e n. 08497633 del 27 ottobre 1987, nonche' delle circolari del
Ministero del tesoro 1› luglio 1978, n. 138689, 14 maggio 1985, n. 31
e 19 settembre 1987, n. 58, che qui si intendono confermate per
quanto non diversamente previsto dalle presenti istruzioni.
Peraltro, la disciplina normativa sopravvenuta impone di
riconsiderare in senso piu' generale ed organico la problematica in
questione, cosi' da stabilire piu' incisivamente le modalita' e le
condizioni cui deve conformarsi l'attivita' dei Ministeri in materia
D'altra parte, l'impegno programmatico del Governo, nel prevedere
un'adeguata revisione delle strutture ministeriali ai fini di
assicurare maggiore efficienza e trasparenza all'attivita' della
pubblica amministrazione, contempla la determinazione in via
normativa di criteri di formulazione degli indirizzi amministrativi e
dei controlli sui risultati dell'azione amministrativa. In attesa che
cio' venga definito nell'ordinamento, appare utile anticipare alcune
coerenti modalita' operative.
All' uno e all'altro fine, le amministrazioni devono conformarsi
alle seguenti direttive.
II - Procedure di coordinamento.
1. I Ministeri proponenti devono corredare gli schemi di
provvedimenti legislativi (disegni di legge, decreti-legge e decreti
legislativi) oltre che della consueta relazione illustrativa, anche
di una relazione tecnica redatta sulla base delle indicazioni che
vengono precisate nel successivo capo III.
Acquisiti i necessari concerti delle altre amministrazioni
interessate - per i quali si raccomanda la massima celerita', specie
per quanto riguarda i provvedimenti attuativi dal programma di
Governo e quelli relativi alla ratifica di accordi internazionali ed
al recepimento di direttive comunitarie - lo schema e la relazione
tecnica saranno quindi inviati al Ministero del tesoro - Ragioneria
generale dello Stato, per la prescritta verifica, le cui favorevoli
conclusioni costituiscono condizione per la richiesta di iscrizione
del relativo provvedimento all'ordine del giorno del Consiglio dei
In nessun caso, dunque, i Ministeri potranno richiedere
l'iscrizione di provvedimenti all'ordine del giorno del Consiglio dei
Ministri diramando i provvedimenti stessi ed invitando le
Amministrazioni interessate a comunicare direttamente a questa
Presidenza la propria adesione. Si tratta del resto di prassi che la
richiamata circolare n. 16414/10.1 del 7 settembre 1987 ha inteso
escludere, nella prospettiva di assicurare il piu' efficace e
penetrante coordinamento dell'attivita' del Governo.
E' appena il caso di precisare che, stante la complessita' tecnica
delle verifiche che la normativa impone al Ministero del tesoro, gli
schemi in questione e le relative relazioni tecniche devono essere
trasmesse con congrui margini temporali.
Nelle ipotesi in cui il Ministero del tesoro verifichi la
incompletezza dei dati o la incongruita' delle valutazioni, ovvero la
carenza di copertura finanziaria e l'amministrazione proponente non
si conformi alle indicazioni dallo stesso fornite, le problematiche
saranno sottoposte alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
nell'esercizio delle funzioni costituzionali di coordinamento
dell'attivita' di Governo.
E' di tutta evidenza, poi, che, ove il Consiglio dei Ministri
deliberi significative modificazioni del provvedimento, i Ministeri
proponenti provvederanno a modulare conseguentemente la relazione
tecnica, d'intesa con il Ministero del tesoro, anche recependo le
indicazioni al riguardo scaturite dalla sede collegiale.
Le direttive di cui sopra dovranno essere osservate anche per gli
schemi di provvedimenti legislativi gia' diramati in data anteriore
alla presente circolare e non ancora esaminati da parte del Consiglio
dei Ministri, quando i Ministri proponenti intendano confermare gli
schemi medesimi ai fini del loro ulteriore iter.
2. Nel richiamare la particolare attenzione delle SS.LL. sui
principi enunciati dalla Corte costituzionale con sentenza n.
302/1988, si ricorda l'esigenza espressa anche nel programma di
Governo che sui decreti-legge debba intervenire la deliberazione
delle Camere entro il termine costituzionale dei sessanta giorni. In
attesa, peraltro, che il Parlamento si dia tale nuova
regolamentazione - cio' che farebbe venir meno il problema stesso
della reiterazione - si ritiene opportuno precisare che la
reiterazione dei decreti-legge, non tempestivamente convertiti, possa essere proposta soltanto quando, attraverso il complessivo andamento dei lavori delle Camere, non sia stato riscontrato un orientamento parlamentare negativo in ordine all'iniziativa del Governo nella materia. Esclusa, pertanto, la possibilita' di reiterare disposizioni che siano state espressamente respinte, la relazione illustrativa dello schema di disegno di legge di conversione dovra' enunciare gli elementi oggettivi dai quali si ricavi che la mancata conversione nei termini non e' ascrivibile a motivazioni negative. In ogni caso, l'eventuale recepimento, in occasione della reiterazione, di proposte emendative scaturite dalla sede parlamentare, dovra' costituire oggetto dell'apposita relazione tecnica verificata dal Ministero del tesoro.
3. Per cio' che concerne la presentazione di emendamenti a disegni
o proposte di legge, in corso di esame parlamentare, i Ministeri
interessati devono trasmettere tempestivamente alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Ufficio del Ministro per i rapporti con il
Parlamento, il relativo testo, corredato della relazione tecnica,
positivamente verificata dal Ministero del tesoro, quando tali
emendamenti comportino nuove o maggiori spese, ovvero diminuzioni di
L'Ufficio del Ministro per i rapporti con il Parlamento provvede ad
informare l'uffico legislativo della stessa Presidenza del Consiglio
dei ministri e, sulla base degli accertamenti espletati anche ai fini
del necessario coordinamento, esprime al Ministero proponente
l'eventuale assenso all'ulteriore corso degli emendamenti.
Per gli emendamenti d'iniziativa parlamentare, il rappresentante
del Governo deve con immediatezza dare notizia degli stessi al
Ministro per i rapporti con il Parlamento e, quando tali emendamenti
comportino maggiori spese o minori entrate, anche al Ministro del
tesoro, per l'acquisizione dell'assenso, secondo le modalità dianzi
precisate per gli emendamenti di iniziativa governativa. All'esito
positivo delle procedure di cui sopra, e' subordinato il parere
favorevole del rappresentante del Governo all'ulteriore corso degli emendamenti.
4. Quanto alla fattispecie disciplinata dal comma 3 dell'art. 2, il
Presidente del Consiglio dei Ministri o, per sua delega, il Ministro
per i rapporti con il Parlamento, acquisite le richieste delle
Commissioni parlamentari, assicura la tempestiva esecuzione degli
adempimenti dovuti, in analogia a quanto sopra precisato.
5. Particolare attenzione dovrà essere posta per il puntuale
rispetto del disposto di cui al comma 7 dell'articolo 2. A tal fine i
Ministeri dovranno verificare, per le materie di rispettiva
competenza, gli eventuali scostamenti, nel corso dell'attuazione
delle leggi, rispetto alle previsioni di spesa o di entrata, dandone
comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro
del tesoro, con l'indicazione delle occorrenti iniziative intese a
correggere gli squilibri rilevati.
Si tratta, anche in questo caso, di una innovazione di profondo
rilievo, motivata dalla medesima esigenza di assicurare una corretta
e continuativa azione conoscitiva sull'effettività delle previsioni
concernenti la finanza pubblica e destinata anch'essa ad arricchire
l'ordinaria operatività delle amministrazioni nel senso di una
costante attività di controllo sia dei risultati conseguiti, sia
delle tendenze progressivamente emerse in sede di attuazione degli
interventi di propria competenza.
Sotto tale peculiare profilo, la collaborazione che si richiede
alle amministrazioni e' volta non solo ad ottenere una pronta
comunicazione degli scostamenti tra previsioni ed andamenti effettivi
di entrata e di spesa, non appena questi si siano verificati, ma
prima ancora ad avere tempestiva notizia di tutti quegli elementi che
appaiano in grado di determinare significative modifiche rispetto
Iniziative analoghe a quelle sopra enunciate dovranno essere,
altresì, assunte dalle amministrazioni interessate in caso di
costituzionale, suscettibili di determinare maggiori oneri.
In tale quadro, le amministrazioni interessate evidenzieranno
inoltre, con apposita relazione al Presidente del Consiglio dei
Ministri ed al Ministro del tesoro, le implicazioni finanziarie
derivanti dall'eventuale accoglimento di eccezioni di illegittimità
costituzionale ritenute non manifestamente infondate sulla base delle
ordinanze di rimessione alla Corte costituzionale.
III . Modalità e contenuti della relazione tecnica.
1. La indifferibile necessità di pervenire a una più
circostanziata conoscenza ed evidenza delle conseguenze finanziarie
delle iniziative legislative di spesa, ha indotto il Parlamento, come
dinnanzi precisato, a proporre la questione nei termini,
legislativamente vincolanti, di una articolata disciplina.
Nell'ambito di tale disciplina che si colloca nel solco degli
orientamenti già in materia a suo tempo formulati dal Tesoro con le
richiamate circolari, trovano in particolare conferma (art. 2, comma
2) le indicazioni secondo cui i disegni di legge e gli emendamenti di
iniziativa governativa che comportino nuove o maggiori spese, ovvero
diminuzioni di entrate, devono essere corredati da una relazione
tecnica che dia conto in maniera puntuale degli oneri recati da
ciascuna disposizione, con la specificazione, per le spese di natura
corrente e per le minori entrate, degli oneri destinati a prodursi
annualmente fino al momento della completa attuazione delle norme e,
per le spese in conto capitale, della modulazione relativa ai primi
tre anni di attuazione e dell'onere complessivo in relazione agli
obiettivi fisici previsti.
A questi preliminari adempimenti di natura informativa fa riscontro
l'esigenza di una corrispondente individuazione delle modalità di
copertura degli oneri, secondo una tassativa tipologia che fa
esclusivo riferimento (art. 2, comma 1) alle seguenti ipotesi:
a) utilizzo di accantonamenti preordinati nei fondi speciali;
b) utilizzo di somme derivanti dalla riduzione di precedenti
autorizzazioni legislative di spesa;
c) utilizzo di disponibilità formatesi su capitoli di natura non
d) utilizzo di nuove o maggiori entrate derivanti da
Le condizioni e i limiti specificamente identificati dalla legge
finanziaria 1988, in relazione alle singole fattispecie di copertura,
vengono piu' avanti illustrati dettagliatamente, nell'ambito delle
indicazioni che si forniscono ai fini di una corretta compilazione,
da parte delle competenti amministrazioni, sia delle schede
riassuntive di valutazione economico-finanziaria che si trasmettono
in allegato alla presente circolare, sia della relazione tecnica
nella quale andranno analiticamente illustrati e motivati gli
elementi e i dati riportati nelle schede ed esplicitate le fonti e le
2. La procedura codificata con le richiamate disposizioni della
legge finanziaria 1988, nel prescrivere i comportamenti e gli
adempimenti che si rende d'ora innanzi necessario assicurare per
consentire la verifica dei dati e dei criteri metodologici delle
relative coperture, pone un doppio argine di regole dirette, da un
lato, ad evitare il rischio che, per effetto di una carente attività
di analisi, le reali dimensioni della spesa abbiano a precisarsi
compiutamente solo in fase realizzativa, con gravi ripercussioni sul
piano dell'attendibilità delle previsioni di bilancio e degli
equilibri finanziari conseguentemente delineati; dall'altro, a
ridisegnare un quadro fisiologico delle possibili modalità di
E' opportuno al riguardo sottolineare che sull'uno e sull'altro
versante un ruolo di decisiva importanza viene in tal modo attribuito
alle amministrazioni proponenti, cui e' richiesto di provvedere in
prima istanza alla evidenziazione degli elementi di valutazione da
sottoporre, con le modalità di cui al precedente capo II, al
conclusivo giudizio del Parlamento.
L'individuazione di questa puntuale responsabilità delle
amministrazioni nell'accertamento delle implicazioni finanziarie dei
provvedimenti di spesa da esse proposti, pone un delicato problema di
diffusione della cultura e della politica di bilancio; postula anche
un impegno non indifferente delle amministrazioni stesse, chiamate a
cimentarsi con tematiche ritenute normalmente estranee o eccentriche
rispetto ai modi correnti di approccio alle problematiche settoriali
Nella consapevolezza della gravosità di tale impegno, al fine
dell'indispensabile coordinamento finalizzato alla costruzione e al
consolidamento della nuova prospettiva entro la quale dovrà
stabilmente collocarsi la capacità' propositiva delle
amministrazioni, si e' ritenuto pertanto necessario apportare un
fattivo contributo all'impostazione di una appropriata e uniforme
metodologia di rilevazione dei costi recati o indotti dalle
iniziative legislative con effetti sulla finanza pubblica.
A tal fine, d'intesa col Ministero del tesoro, e' stata predisposta
l'allegata scheda di valutazione economico-finanziaria, attraverso
cui si intende non gia' imporre alle amministrazioni un modello
definitivo e obbligato per la comunicazione dei dati di rilievo
finanziario che connotano le proprie iniziative, bensì prospettare i
principali elementi e passaggi di un possibile percorso logico, da
svolgere compiutamente nell'apposita relazione tecnica, percorso che
appare congruo al raggiungimento degli scopi in questione e che
servira' in ogni caso al Ministero del tesoro in sede di verifica
delle valutazioni fornite dalle amministrazioni proponenti.
Di tali indicazioni orientative le amministrazioni potranno
ovviamente avvalersi, curandone tutti gli adattamenti che si
rendessero necessari in relazione alla specificita' delle diverse
esigenze e situazioni e sviluppandone i contenuti con le integrazioni
che risultassero opportune.
3. L'allegata scheda riassuntiva delle valutazioni
economico-finanziarie relative alle iniziative legislative con
riflessi sulla finanza pubblica, da trasmettere a corredo della
relazione tecnica che, ai sensi dell'art. 2, comma 2, della legge
finanziaria 1988, le amministrazioni proponenti sono tenute ad
elaborare e sottoporre alla verifica del Ministero del tesoro,
individua i principali dati ed elementi informativi da evidenziare
nella predetta relazione.
In tal senso, la struttura complessiva e l'articolazione puntuale
della scheda, unitamente alle precisazioni e ai chiarimenti che si
forniscono con la presente circolare, offrono alle amministrazioni
un'utile traccia di ragionamento da svolgere compiutamente in termini
analitici in sede di relazione tecnica.
SCHEDA A.
Circa le disposizioni per le quali si rende necessario procedere
all'analisi e valutazione dell'impatto finanziario, si ricorda che il
citato art. 2, comma 2, della legge finanziaria 1988 prescrive tale
obbligo per tutte le iniziative legislative e gli emendamenti di
origine governativa. La scheda puo' peraltro essere utilizzata anche
ai fini degli analoghi adempimenti che si possono rendere necessari
in relazione all'ipotesi di cui al comma 3, del medesimo art. 2, che
consente alle Commissioni parlamentari di richiedere al Governo una
verifica tecnica della quantificazione degli oneri recati da tutte le
disposizioni legislative al loro esame, quale ne sia l'origine.
Si e' inoltre ritenuto opportuno, inserendo l'apposita voce
"decreto delegato", prevedere la possibilita' di utilizzare la scheda
anche ai fini - non contemplati espressamente dalla citata normativa,
ma ad essa direttamente riconducibili - della quantificazione e
valutazione degli oneri recati da disposizioni normative proposte in
attuazione di leggi di delega, laddove queste ultime non provvedano a
determinare gli oneri stessi, ma si limitino a individuarne il solo
criterio di copertura finanziaria.
SCHEDA B.
La scheda e' articolata in sei sezioni, rispettivamente riguardanti
le nuove o maggiori spese di natura corrente (punto 1) e in conto
capitale (punto 2), le minori entrate (punto 3), le minori spese di
natura corrente (punto 4) e in conto capitale (punto 5), le nuove o maggiori entrate (punto 6).
In relazione alla sezione 1 (e alle successive sezioni, laddove
richiesto), si precisa che per enti del settore pubblico allargato
devono intendersi quelli individuati negli appositi decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 giugno 1986 e del 10
settembre 1986 (rispettivamente pubblicati nella Gazzetta Ufficiale
n. 128 del 5 giugno 1986 e n. 214 del 15 settembre 1986).
Gli oneri da ricomprendere in tale sezione vanno disaggregati,
utilizzando l'apposita tabella, sulla base delle classificazioni
economica e funzionale, e quindi singolarmente considerati secondo
gli schemi di cui ai punti da 1.1 a 1.5.
a) per gli oneri del personale, da riportare al punto 1.1, la
dimostrazione del relativo costo medio unitario andrà analiticamente
fornita nel contesto della relazione tecnica distinguendo tra oneri
diretti e oneri riflessi a carico dello Stato e dell'ente
b) per gli oneri derivanti da benefici pensionistici, in
considerazione di quanto comma 4, della legge finanziaria 1988, che impone di evidenziare
nella relazione tecnica "un quadro analitico di specificamente previsto dall'articolo 2,
finanziarie almeno decennali, riferite all'andamento delle variabili
collegate ai soggetti beneficiari", lo schema di cui al punto 1.2.
andrà compilato, relativamente al quadro A, sulla base di
valutazioni che tengano conto, per ciascun tipo di pensione, dei
nuovi ingressi e delle probabilita' di uscita; relativamente al
quadro B, indicando il beneficio medio pro-capite proposto, da
aggiornare sulla base dei criteri di perequazione automatica annuale
previsti nei singoli ordinamenti (e specificando inoltre, nella
relazione tecnica, i parametri previsionali ipotizzati);
c) per gli oneri di funzionamento (punto 1.3.), andranno
precisati gli importi previsti per l'acquisto di beni e servizi,
quali risultano dalle analitiche valutazioni da svolgere
compiutamente in sede di relazione tecnica;
d) per gli oneri di trasferimento (punto 1.4.), andranno
individuate, nell'ambito dei quattro gruppi indicati (famiglie,
imprese, enti, organismi esteri) le specifiche categorie di
beneficiari direttamente interessate; andranno altreì fornite delle
stime di massima circa le dimensioni dell'intera platea dei soggetti
beneficiari e di quella che una ragionevole previsione, costruita
sulla base anche di situazioni analoghe o di esperienze precedenti,
può portare a far ritenere realistica.
Si richiama, infine, l'attenzione sull'esigenza di approfondire in
sede di relazione tecnica talune problematiche, già a suo tempo
evidenziate con la citata circolare del Tesoro n. 31 del 1985,
connesse all'"eventuale esistenza di altre categorie nei confronti
delle quali potrebbe venire conseguentemente ad instaurarsi un
trattamento differenziato pur in presenza di situazioni oggettive
sostanzialmente analoghe, con la conseguenza di provocare, in
definitiva, effetti espansivi della spesa originariamente non
considerati. Difetti di valutazione, in tal senso, sono stati spesso
registrati in relazione a provvedimenti recanti benefici liberali o
assistenziali, derivandone poi l'esigenza indotta di estensione delle
provvidenze a favore di altre categorie con ulteriori oneri
originariamente del tutto ignorati".
Si segnala che valutazioni di tale natura andranno in particolare
fornite per le disposizioni in materia di pubblico impiego, tenuto
conto che l'art. 2, comma 4, della legge finanziaria 1988
espressamente impone, al riguardo, di indicare nelle relazioni
tecniche "i dati sul numero dei destinatari, sul costo unitario,
sugli automatismi diretti e indiretti che ne conseguono fino alla
loro completa attuazione, nonché sulle loro correlazioni con lo
stato giuridico ed economico di categorie o fasce di dipendenti
pubblici omologabili".
In relazione agli elementi d'informazione da fornire nell'ambito
della sezione 2, concernente le nuove o maggiori spese di conto
capitale, si ritiene che gli schemi da compilare siano di immediata
comprensione, anche alla luce di quanto già chiarito in riferimento
alla precedente sezione 1.
Si ravvisa peraltro l'opportunità di segnalare che, per quanto
riguarda il tasso d'inflazione da indicare nel quadro di cui al punto
2.1., va utilizzato quello previsto nei documenti programmatici di
Governo, assumendo come costante, per gli anni in relazione ai quali
il tasso stesso non sia stato determinato, il dato relativo
all'ultimo anno disponibile.
Nell'ambito della relazione tecnica andranno poi svolte le
necessarie valutazioni circa l'impatto che gli interventi proposti
potranno avere sulle strutture amministrative interessate (c.d.
"copertura amministrativa").
Nel medesimo contesto, in relazione a quanto espressamente disposto
dall'attuanda normativa, andrà poi fornito ogni utile elemento di
valutazione idoneo a consentire una verifica di congruità degli
oneri complessivi recati dall'iniziativa in rapporto agli "obiettivi
fisici previsti".
Circa le minori entrate, che formano oggetto della sezione 3, si
precisa che le relative valutazioni, qualora non vi sia coincidenza
tra amministrazione proponente e amministrazione competente, andranno
fornite o preliminarmente verificate da quest'ultima.
Le sezioni 4, 5 e 6 andranno compilate, secondo le specifiche
esigenze, esclusivamente nel caso di disposizioni volte a produrre
risultati di riduzione della spesa o di nuovo o maggiore gettito
fiscale, parafiscale o tariffario in correlazione a disposizioni che,
nell'ambito del medesimo provvedimento o di provvedimenti collegati,
siano destinate a produrre nuove o maggiori spese o minori entrate.
Ciò all'evidente fine di consentire una analitica valutazione
circa la correttezza e la congruità, in termini sia quantitativi che
qualitativi, degli effetti compensativi perseguiti.
La sezione 6 andrà invece compilata in via autonoma per ogni
provvedimento recante nuove o maggiori entrate, restando inteso che
la relazione dovrà consentire una valutazione delle eventuali
conseguenze destinate a derivarne in termini di maggiore spesa per
effetto di meccanismi automatici di correlazione (quali, ad esempio,
quelli in materia di aggi, di regolazioni contabili per tributi
acquisiti presso le tesorerie delle regioni Sicilia e Sardegna) e
devoluzioni o trasferimenti rapportati a risultanze di gettito
(quali, ad esempio, le entrate sostitutive di tributi soppressi, il
fondo di solidarietà per la Sicilia, i trasferimenti alle regioni,
SCHEDA C.
Già si e' fatto cenno alle disposizioni contenute nell'art. 2,
comma 1, della legge finanziaria 1988, in materia di copertura
finanziaria delle iniziative legislative che comportano nuove o
maggiori spese o minori entrate.
In sintesi, tali disposizioni prevedono che la copertura debba
essere reperita esclusivamente mediante l'utilizzo degli
accantonamenti di fondo speciale, la riduzione di precedenti
autorizzazioni legislative di spesa, la riduzione di disponibilità
formatesi nel corso dell'esercizio sui capitoli di natura non
obbligatoria, se accertate in sede di assestamento del bilancio, il
reperimento di nuove o maggiori entrate attraverso appositi
Ad integrazione di tali indicazioni di carattere positivo, va poi
ricordato che le stesse disposizioni vietano il ricorso, per il
medesimo scopo di copertura, alle economie (quote di stanziamenti non
impegnate) che si dovessero realizzare nelle spese per interessi e
per stipendi del bilancio dello Stato, alle risorse giacenti presso
conti correnti di Tesoreria, se non dopo che esse siano riaffluite al
bilancio, e all'utilizzazione dei c.d. "slittamenti di copertura" per
gli accantonamenti di parte corrente, salvo casi specificati.
L'utilizzo degli accantonamenti preordinati su base triennale nei
fondi speciali di parte corrente e di conto capitale della legge
finanziaria, che costituisce la modalità prevalente di copertura dei
nuovi o maggiori oneri indotti dalle leggi, viene puntualmente
disciplinato alla lettera a) del citato comma, che vieta sia la
copertura di provvedimenti di parte corrente con accantonamenti
preordinati in quella di conto capitale, sia l'utilizzo difforme di
accantonamenti per regolazioni contabili e provvedimenti da emanare
in adempimento di obblighi internazionali.
Scopo di tale disposizione e' di contrastare i processi di
dequalificazione della spesa pubblica, che non mancherebbero di
conseguire dalla riduzione di quella programmata in conto capitale
per aumentare quella corrente, e di impedire sia l'utilizzo difforme
di accantonamenti riservati alla regolazione di transazioni interne
al settore pubblico, che hanno contenuto esclusivamente contabile in
quanto relative a debiti pregressi e non offrono, pertanto, alcuna
risorsa reale di copertura, sia l'utilizzo difforme di spese
preordinate per l'esecuzione di obblighi internazionali.
Si segnala, in particolare, che l'ultimo periodo della lettera a)
reca una modifica della legge n. 468 del 1978 con riguardo ai c.d.
"slittamenti di copertura", escludendone l'applicabilità in
relazione all'utilizzo degli accantonamenti dei fondi speciali di
parte corrente, a meno che non si tratti di spese strutturalmente
retroattive quali, ad esempio, quelle in attuazione di accordi
internazionali aventi decorrenza prestabilita.
L'esclusione si fonda sul fatto che le spese correnti entrano
stabilmente nei flussi di bilancio non rilevando, perciò,
l'intreccio meramente contabile tra l'esercizio di presentazione, e
quindi di impostazione delle coperture dei relativi provvedimenti, e
quello successivo in cui sono approvati.
Le lettere b) e c) dello stesso primo comma disciplinano, poi,
rispettivamente, le due distinte fattispecie dell'utilizzo degli
stanziamenti iscritti in capitoli sulla base di disposizioni di legge
che ne predeterminano la quantificazione, e dell'utilizzo di
disponibilità formatesi su capitoli concernenti spese discrezionali.
Nel primo caso si impone di modificare la norma della legge
sostanziale riducendo la corrispondente autorizzazione di spesa.
La seconda parte della lettera b) disciplina l'ipotesi in cui tali
autorizzazioni siano affluite a fondi di tesoreria, come viene
sovente disposto per semplificare la gestione pluriennale dei fondi
assegnati a programmi di spesa permanenti o di medio-lungo periodo.
In questo caso le somme giacenti presso i fondi di tesoreria devono
essere riacquisite alla gestione di bilancio, mediante contestuale
iscrizione all'entrata, per poterle utilizzare a fini di copertura.
Nel secondo caso (lettera c), che presuppone anzitutto il divieto
della riduzione di capitoli concernenti spese obbligatorie,
all'utilizzo delle disponibilità formatesi su quelli di natura non
obbligatoria viene connesso il divieto di incrementarli nel corso
dello stesso esercizio, per evitare che la copertura reperita sia
meramente contabile.
Nella stessa logica, qualora il nuovo onere coperto abbia carattere
pluriennale, a garanzia della effettività della copertura viene
prevista la clausola, anch'essa peraltro già applicata nella prassi,
che vieta l'incremento del capitolo nei due esercizi successivi al
primo in misura superiore al tasso di inflazione programmato, dedotte
le somme utilizzate a fini di copertura.
Per l'utilizzo di questa forma di copertura e' stato peraltro
disposto che ad essa si può fare ricorso solo dopo che il Governo,
con la presentazione del disegno di legge di assestamento del
bilancio, abbia accertato che le disponibilità formatesi sui
capitoli di natura non obbligatoria non debbano essere utilizzate per
far fronte alle esigenze di altri capitoli che nel primo semestre di
gestione si siano rivelati sottostimati. Ovviamente, questa regola
non appare applicabile in riferimento ad ipotesi di copertura
nell'ambito di dotazioni iscritte nei bilanci delle Aziende autonome
dello Stato, per le peculiari modalità di assestamento di questi
bilanci, che debbono sempre offrire possibilità di compensazione,
nel loro ambito, ad ogni eventuale variazione.
La lettera c) fa altresì divieto di coprire nuove o maggiori spese
a valere sulle economie (quote non impegnate degli stanziamenti)
risultanti sui capitoli di spesa del bilancio dello Stato per
interessi e per stipendi.
Il divieto dell'utilizzo delle economie sugli interessi, già
peraltro previsto nelle leggi finanziarie per il 1986 e il 1987, si
basa sulla inopportunità di utilizzare per nuove spese la eventuale
riduzione dell'onere per interessi sul debito pubblico.
Circa tale riduzione, e' da evidenziare che si tratta di uno degli
obiettivi essenziali ai fini del risanamento della finanza pubblica,
poiché la spesa per interessi alimenta la crescita del rapporto
debito pubblico/PIL, dato il livello reale che hanno raggiunto i
tassi in questi anni.
Il divieto dell'utilizzo delle economie sui capitoli per stipendi
si basa invece sulla natura di spese obbligatorie che e' propria di
tali capitoli e sulla opportunità di evitarne la sovrastima in sede
di impostazione dei bilanci.
L'ultimo periodo della lettera c) del comma disciplina l'ipotesi di
copertura correlata all'esercizio della facoltà di cui agli articoli
9 (spese impreviste) e 12, comma 1, (assegnazioni di bilancio), della
Con la disposizione all'esame viene disposto che non si possono
integrare i capitoli di bilancio in base agli articoli 9 e 12, comma
1, della "468" se le relative disponibilità sono state utilizzate,
in tutto o in parte, per la copertura di nuove o maggiori spese
disposte con legge.
Questa disposizione, introdotta per la prima volta nella legge
finanziaria 1983 e ripetuta in tutte le successive leggi finanziarie
limitandone però ogni volta l'applicazione al solo anno di
riferimento, diviene ora permanente.
Con la lettera d), infine, del comma si indica, quale ulteriore
forma di copertura, il ricorso a nuove o maggiori entrate disposte
6. Per il 1988 si richiama la limitazione disposta al comma 5
dell'art. 1 della medesima legge finanziaria, secondo cui la parte
del gettito derivante dall'approvazione di provvedimenti di entrata
previsti nel c.d. fondo speciale negativo, che ecceda la
quantificazione di cui ai rispettivi accantonamenti, e' riservata
alla riduzione dei deficit di bilancio e non può perciò destinata al finanziamento di nuove o maggiori spese.
Il Presidente: DE MITA
Lettera circolare del Presidente della Camera dei deputati sulla istruttoria legislativa nelle Commissioni ( 10 gennaio 1997)
Sommario :finalità della circolare - obbligatorietà dell'istruttoria legislativa in Commissione al fine di una consapevole decisione da parte dell'Assemblea - completezza della istruttoria legislativa - conseguenti requisiti della relazione per l'Assemblea e del testo legislativo - ammissibilità degli emendamenti - attività conoscitiva collegata all'istruttoria - pareri delle Commissioni - sentenze della Corte costituzionale.
1. Finalità della circolare.
Obbligatorietà dell'istruttoria legislativa in Commissione al fine di una consapevole decisione da parte dell'Assemblea.
Completezza della istruttoria legislativa.
- la valutazione della necessità di un intervento con legge, avendo riguardo alla possibilità di ottenere i medesimi risultati con norme di altro tipo (regolamenti, contratti collettivi, etc.), preferibili per la loro maggiore flessibilità rispetto alla legge;
- la valutazione della coerenza della disciplina proposta con la Costituzione, anche alla luce delle indicazioni contenute nella giurisprudenza della Corte costituzionale;
- la valutazione della coerenza della disciplina proposta con le normative dell'Unione europea;
- il rispetto delle competenze delle regioni e delle autonomie locali;
- la definizione degli obiettivi dell'intervento e la valutazione di congruità dei mezzi per conseguirli, con la eventuale individuazione dei problemi applicativi;
- l'analisi dei costi e dei benefìci, con particolare verifica dei costi per i cittadini, la pubblica amministrazione e le imprese;
- l'inequivocità del significato delle singole disposizioni, anche in relazione al contesto normativo vigente in cui si inseriscono;
- la congruità dei tempi previsti per l'attuazione delle nuove norme e dei termini da esse stabiliti.
il testo della legge è redatto in modo da rendere esplicite nella formulazione delle singole disposizioni le modificazioni e le abrogazioni di disposizioni vigenti:
- le disposizioni modificate sono sempre esplicitamente richiamate;
- sono esplicitamente elencate le disposizioni abrogate in conseguenza dell'entrata in vigore della nuova disciplina, adottando la formula: "sono abrogate in particolare" (si veda il numero 13, lettera c), della già citata circolare del 1986);
- le norme derogatorie e quelle che disciplinano casi particolari richiamano la norma generale cui fanno eccezione;
- i singoli istituti e i singoli oggetti sono indicati sempre con la medesima denominazione, curando l'uniformità con la legislazione vigente;
- l'argomento deve essere quanto più possibile omogeneo e vi deve essere coerenza tra oggetto e titolo;
- ciascun argomento è definito, quando è necessario per la comprensione della norma, ricorrendo a specifiche disposizioni esplicative;
- l'ambito di applicazione delle norme è definito indicando espressamente eventuali categorie di destinatari;
- sono specificate le autorità amministrative competenti per i singoli procedimenti;
- è salvaguardato l'ambito proprio della discrezionalità della pubblica amministrazione e dell'autonomia negoziale dei privati;
- i procedimenti amministrativi sono ricondotti ai princìpi generali e, ove possibile, a modelli uniformi, ispirati alla massima semplicità compatibile con gli obiettivi e al principio della trasparenza;
- quando l'intervento lo richieda o lo renda possibile, sono sistematicamente introdotte nel testo specifiche disposizioni per il coordinamento con la legislazione vigente nonché disposizioni che semplifichino e riordinino la normativa di settore, anche mediante delega al Governo per l'emanazione di testi unici (clausole di coordinamento legislativo).
Ammissibilità degli emendamenti.
5.1. La disposizione dell'articolo 89 del Regolamento deve essere applicata nel senso di dichiarare inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi affatto estranei all'oggetto della discussione, non solo ove non siano inerenti al contenuto del provvedimento in esame, ma anche ove esulino dalla funzione propria dell'atto legislativo o del tipo di strumento legislativo all'esame della Commissione.
5.2. Debbono quindi essere dichiarati inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi palesemente incongrui rispetto al contesto logico e normativo e quelli manifestamente lesivi della sfera di competenza riservata ad altre fonti del diritto (leggi costituzionali, regolamenti parlamentari, legislazione regionale, regolamenti comunitari) o che comunque modifichino in modo del tutto frammentario e parziale disposizioni contenute in atti normativi non aventi forza di legge.
5.3. Relativamente ai disegni di legge di conversione dei decreti-legge, l'articolo 96-bis, comma 8, del Regolamento prescrive che sono inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi non strettamente attinenti alla materia del decreto. La materia deve essere valutata con riferimento ai singoli oggetti e alla specifica problematicoa affrontata dall'intervento normativo.
5.4. Ciascun deputato ha il diritto di opporsi alla dichiarazione di inammissibilità pronunziata dal presidente della Commissione. In tale ipotesi, ed altresì in tutti i casi in cui l'ammissibilità di emendamenti ed articoli aggiuntivi appaia comunque dubbia, non deve procedersi alla loro votazione la questione deve essere rimessa al Presidente della Camera, al quale spetta adottare le relative decisioni ai sensi dell'articolo 41, comma 2, del Regolamento, conformemente ai pareri più volte espressi dalla Giunta per il regolamento. Ove la pronunzia del Presidente non intervenga in tempi utili, resta fermo il diritto di ripresentare l'emendamento in Assemblea, per verificarne in quella sede l'ammissibilità.
5.5. Gli emendamenti meramente formali non sono posti in votazione, ma sono presi in considerazione ai soli fini del coordinamento formale del testo.
6.1. Nell'ambito dell'istruttoria legislativa, le Commissioni si avvolgono, previa intesa con il Presidente della Camera, delle audizioni, delle indagini conoscitive e delle altre procedure di informazione previste dal Regolamento per acquisire elementi dalla Corte dei conti e dal CNEL dalla pubblica amministrazione, dalle autorità indipendenti, da esperti e dai rappresentanti dei principali interessi coinvolti dal provvedimento (enti, organizzazioni, associazioni di categoria e rappresentative di interessi diffusi).
6.2. La scelta dei soggetti da ascoltare deve avvenire sulla base di criteri predeterminati, tali da assicurare il contributo di una pluralità di opinioni.
6.3. Le procedure conoscitive devono essere organizzate nel rispetto dei tempi disponibili e secondo il principio di massima economia dei lavori, in relazione agli oggetti specifici del provvedimento in esame. A tal fine può essere opportuno ricorrere a forme di consultazione basate su questionari preordinati, anche per orientare successive audizioni.
6.4. Per le attività conoscitive di maggiore ampiezza, le Commissioni avranno cura di informare, tramite il Presidente della Camera, il Presidente dell'altro ramo del Parlamento, in vista delle possibili intese tra Presidenti delle due Camere.
7.1. Il sistema dei pareri realizza la partecipazione delle Commissioni all'istruttoria legislativa secondo le rispettive competenze. Deriva da ciò l'esigenza di una compiuta presa in considerazione, nell'attività referente, dei pareri espressi.
7.2. Per i pareri delle Commissioni I (Affari costituzionali), V (Bilancio) e XI (Lavoro) e per quelli assegnati ai sensi del comma 1-bis dell'articolo 73 del Regolamento (cosiddetti pareri "rinforzati"), vi è l'obbligo di attendere, prima di concludere l'esame in sede referente, che la Commissione consultata si esprima sul testo risultante dalle modifiche introdotte, salvo che ciò risulti impossibile a causa dei tempi imposti dal calendario dei lavori dell'Assemblea. E' altresì, necessario che la relazione motivi l'eventuale inosservanza di tali pareri, dando così compiuto significato alle disposizioni degli articoli 73, comma 1-bis, 74, comma 3, e 75, comma 2, del Regolamento, che ne prevedono la stampa in allegato.
7.3. I pareri della Commissione affari costituzionali debbono in tutti i casi riguardare anche il profilo delle competenze normative e della legislazione generale dello Stato, richiamato dall'articolo 75, comma 1, del Regolamento. Tali pareri tendono a tutelare, oltre alla legittimità costituzionale dei progetti di legge, la coerenza ordinamentale dei medesimi ed il rispetto di un equilibrato rapporto tra le fonti del diritto al fine di evitare un uso inappropriato dello strumento legislativo.
7.4. E' sempre obbligatorio il parere della Commissione bilancio relativamente al profilo della copertura finanziaria. A tale Commissione devono quindi essere tempestivamente trasmessi nuovi testi o emendamenti recanti oneri. L'eventuale presentazione in Assemblea di tali emendamenti, non previamente esaminati in Commissione, richiede tempi adeguati per lo svolgimento dell'istruttoria da parte della Commissione bilancio.
7.5. I progetti di legge assegnati per l'espressione del parere alla Commissione politiche dell'Unione europea si intendono sempre assegnati con gli effetti previsti dall'articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento.
7.6. Saranno sempre assegnati ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento i pareri della Commissione giustizia relativamente alle norme recanti sanzioni, quelli della Commissione finanze relativamente alle disposizioni di carattere tributario e quelli della Commissione lavoro pubblico e privato relativamente alla materia previdenziale ed alla tutela degli spazi propri dell'autonomia contrattuale.
14. La relazione della maggioranza e, se presentate, quelle di minoranza sono stampate e distribuite almeno ventiquattro ore prima che si apra la discussione, tranne che, per urgenza, l'Assemblea deliberi un termine più breve. Qualora l'Assemblea autorizzi la relazione orale, sono stampati e distribuiti nello stesso termine il testo della Commissione e i testi alternativi eventualmente presentati dai relatori di minoranza
Circolare del presidente del Consiglio dei ministri del 15 aprile 1998
sugli adempimenti del Governo relativi all’attuazione dei principi posti dalla riforma del regolamento della Camera dei deputati in materia di istruttoria legislativa
Dal I° gennaio 1998 sono entrate in vigore le nuove disposizioni del Regolamento della Camera , pubblicate nella Gazzetta Ufficiale del 12 Novembre 1997 n. 263 e 13 Novembre 1997 n. 264, che hanno notevolmente modificato la precedente disciplina, in particolare nelle parti relative alla programmazione dei lavori parlamentari, al procedimento legislativo ordinario e speciale per i disegni di legge di conversione dei decreti-legge, all’istruttoria legislativa ed hanno istituito un nuovo organo parlamentare, il comitato per la legislazione, al quale è affidato un compito di consulenza tecnico legislativa sulla qualità delle leggi, secondo i principi fissati dall’art. 16 bis. Per quanto riguarda le modificazioni regolamentari in materia di sindacato ispettivo e di programmazione dei lavori, si rinvia alle circolari del Ministro per i rapporti con il Parlamento prot. 140/9/SEG del 24 novembre 1997 e prot. 164/P/GAB del 20 marzo 1998.
Nel rinviare all’appunto allegato la sintesi dei principi di base della nuova normativa in materia di istruttoria legislativa e degli adempimenti che da essa discendono per l’attività del Governo nella Camera dei deputati, vorrei richiamare l’attenzione delle SS.LL. sul fatto che tali principi acquisiranno un più preciso contenuto normativo in base alla prassi parlamentare di attuazione, all’evoluzione dei rapporti tra Commissione e singoli Ministri, e, più in generale, al primo periodo di sperimentazione.
In questa prima fase di attuazione delle nuove norme da parte degli organi dell’Esecutivo, ritengo utile fornire le seguenti direttive:
Nell’impostazione della riforma, l’analisi e l’istruttoria tecnica dei progetti di legge costituiscono riferimento fondamentale non solo per il miglioramento tecnico della qualità della legge, ma anche per il rispetto concreto della programmazione dei lavori parlamentari
per corrispondere a tali obbiettivi, è opportuno che si adeguino le attuali metodologie di lavoro, sin dalla fase dell’iniziativa legislativa del Governo: a questi fini, le relazioni di accompagnamento dei disegni di legge dovranno essere articolate in tre differenti sezioni, due delle quali sistematizzano quanto già normalmente contenuto nelle attuali relazioni, mentre la terza dovrà perseguire l’obbiettivo di corrispondere alle esigenze istruttorie delineate nelle norme regolamentari e di costituire una preventiva e possibilmente esauriente risposta alle richieste di documentazione formulabili nel corso dell’iter dei provvedimenti.
In particolare, le tre sezioni della relazione dovrebbero di norma contenere:
- nella prima, l’usuale esplicitazione delle motivazioni del provvedimento, delle sue finalità, dei suoi raccordi con la normativa previgente, e dei contenuti normativi delle disposizioni proposte;
- nella seconda, la relazione tecnica sulla quantificazione degli oneri finanziari recati dal provvedimento e sulla relativa copertura, secondo i moduli organizzativi e metodologici finora seguiti;
- nella terza, si dovrà redigere una relazione più strettamente tecnico-normativa, che indichi almeno:
a) la necessità del ricorso ad un atto con forza di legge, in rapporto alla possibilità di ricorrere ad una fonte normativa secondaria;
b) la ricostruzione del contenuto delle disposizioni, con eventuali ulteriori precisazioni rispetto alla sezione generale, con specifico riferimento all’impatto normativo delle norme proposte sulla legislazione previgente; alla loro compatibilità con l’ordinamento comunitario e con quello delle autonomie locali; ed agli effetti abrogativi, espressi o impliciti, sulla normativa previgente;
c) la valutazione dell’impatto amministrativo delle norme sulla struttura amministrativa, anche in termini di capacità attuativa da parte di quelle esistenti, ovvero la necessità di crearne nuove.
Le relazioni tecnico-amministrative così articolate debbono essere inviate ai D.A.G.L. che provvederà, prima dell’iscrizione all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri del provvedimento, alla necessaria opera di verifica e coordinamento.
A questi fini, alla relazione deve essere inoltre allegata una scheda che riporti le linee prevalenti della giurisprudenza costituzionale nella materia oggetto del disegno di legge, qualora ritenuta essenziale rispetto alle disposizioni proposte; nonché lo stato dell’iter di eventuali progetti di legge pendenti dinanzi alle due Camere in materia analoga.
Per le richieste formulate nel corso dell’iter di esame in Commissione, si sottolinea l’importanza di poter corrispondere, immediatamente e anche in via informale, alle richieste puntuali e specifiche, prevenendo l’attivazione della più complessa procedura prevista dal comma 6 dell’art. 79 del Regolamento. Nei casi di richieste complesse o articolate, per le quali non è ipotizzabile una risposta immediata, è affidata alla responsabilità del Governo presente negli Uffici di Presidenza definire nel modo più chiaro e sintetico l’oggetto della richiesta, e fissare termini adeguati per l’adempimento da parte degli organi dell’Amministrazione.
A questo riguardo, si ricorda che l’art. 79 del Regolamento prevede espressamente che le Commissioni possano utilizzare anche gli altri strumenti informativi a loro disposizione, quali le procedure di informazione, indagine e controllo o i rapporti con la Corte dei Conti, l’ISTAT e il CNEL, previsti dal Capo XXXIII del Regolamento oltre richiedere l’ausilio delle strutture interne di documentazione.
In ogni caso, le richieste formali, una volta definiti i contenuti ed i termini, dovranno essere comunicate immediatamente al Ministro per i rapporti con il Parlamento, al quale è stato delegato il compito di coordinare la trasmissione agli organi parlamentari richiedenti delle risposte predisposte dai singoli dicasteri.
A questi fini, gli uffici del Ministro per i rapporti con il Parlamento provvederanno ad attivare con tempestività il concerto tra i Ministri interessati, quando la richiesta coinvolge la competenza di più Amministrazioni, e la verifica da parte del D.A.G.L., quando l’oggetto di essa si riferisce a testi notevolmente diversi da quelli inizialmente proposti dal Governo ovvero proposte di iniziativa parlamentare.
Per quanto riguarda i decreti legge, nel rinviare all’appunto allegato l’analisi delle innovazioni apportate all’iter di conversione presso la Camera dei deputati, si sottolinea la necessità che le relazioni di accompagnamento si adeguino tempestivamente alle previsioni regolamentari , anche per evitare gli aggravamenti procedurali previsti dal comma 1 dell’art. 96 bis e dal comma6 dell’art. 16 bis. Si ricorda che i vincolo ai Decreti Legge sono previsti, principalmente, oltre che dall’art. 77 della Costituzione, nell’art. 15, comma 2 e 3 della Legge n. 400 del 1988, che ribadiscono, in particolare, la necessità che il D.L.. rechi misure di immediata applicazione e abbia un contenuto specifico, omogeneo e corrispondente al titolo.
Si ritiene opportuno sottolineare che gli obblighi connessi alle esigenze dell’istruttoria legislativa costituiscono un importante strumento di garanzia per l’attuazione dell’indirizzo politico del Governo nel lavoro delle Commissioni - ma anche dell’Aula - ; un’intelligente e compiuta attività di informazione, infatti, può ulteriormente attestare, nell’assoluta garanzia di trasparenza e di affidabilità dei dati offerti, la validità delle priorità e delle scelte in merito proposte dal Governo.
L’esecutivo si dovrà rapidamente attrezzare per formare metodologie di lavoro in grado di assicurare omogeneità di tempi e contenuti all’attività istruttoria legislativa ed un miglioramento della qualità della legge. Tale attività dovrà innestare un circuito virtuoso che consenta al Consiglio dei Ministri l’approvazione di disegni di legge motivati e corredati da relazioni tecnico-normative tali da costituire un esauriente istruttoria per la successiva fase di esame parlamentare; di limitare fortemente l’attività emandativa del Governo a se stesso, di costituire un freno all’accesso di legislazione e all’uso del decreto-legge.
Confido in un’attenta valutazione di queste innovazioni regolamentari ed in una loro attuazione graduale e soddisfacente, invitando le SS.LL. a segnalare al Ministro per i rapporti con il Parlamento difficoltà o anomalie intepretative che si dovessero riscontrare nel rapporto con le Commissioni o l’Assemblea della Camera.
DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI del 27 marzo 2000
Analisi tecnico-normativa e analisi dell'impatto e della regolamentazione.
Consiglio dei Ministri, e successive modifiche e integrazioni;
Vista la legge 8 marzo 1999, n. 50 recante delegificazione e testi
unici di norme concernenti procedimenti amministrativi ed in
particolare l'articolo 5, che stabilisce che con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri sono definiti, in via
sperimentale, tempi e modalita' di effettuazione dell'analisi
dell'impatto della regolamentazione (AIR) sull'organizzazione delle
amministrazioni pubbliche e sull'attivita' dei cittadini e delle
imprese in relazione agli schemi di atti normativi adottati dal
Governo e di regolamenti ministeriali e interministeriali;
10 novembre 1993 recante il Regolamento interno del Consiglio dei
Visti la raccomandazione ai Paesi membri adottata dall'OCSE il
9 marzo 1995 sul miglioramento della qualita' della normazione
pubblica e il rapporto OCSE del maggio 1997 sulla riforma della
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante la delega al Governo
per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni e agli enti
semplificazione amministrativa, e successive modifiche e
Vista la dichiarazione n. 39 adottata dalla Conferenza
intergovernativa per la revisione del Trattato sull'Unione europea e
allegata al Trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997 concernente la
qualita' redazionale della legislazione comunitaria;
Vista la circolare del Presidente del Consiglio dei Ministri del
15 aprile 1998 relativa agli adempimenti del Governo in materia di
istruttoria legislativa;
Visto il decreto legislativo n. 303 del 30 luglio 1999, recante
norme sul riordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Considerata la necessita' di definire principi comuni ai fini del
miglioramento della qualita' e della trasparenza del sistema
Valutata l'opportunita' di integrare l'analisi di impatto della
regolamentazione con l'analisi dell'incidenza degli atti normativi
del Governo sull'assetto della regolamentazione di ciascun settore,
anche ai fini di una piu' agevole comprensione delle innovazioni
introdotte;
Sentito il Nucleo per la semplificazione delle norme e delle
procedure di cui all'articolo 3 della legge marzo 1999, n. 50;
20 gennaio 2000 recante delega al Ministro per la funzione pubblica
per la semplificazione del sistema di regolazione e per l'attuazione
della legge 8 marzo 1999, n. 50;
I) Oggetto e ambito di applicazione.
Analisi tecnico-normativa (ATN) e Analisi dell'impatto
della regolamentazione (AIR)
1. La presente direttiva definisce tempi e modalita' di
a) dell'analisi tecnico-normativa (ATN);
b) in via sperimentale e per la durata di un anno, dell'analisi
imprese, ai sensi dell'articolo 5 della legge 8 marzo 1999, n. 50.
2. Le suddette analisi sono contenute in due distinte relazioni che
accompagnano gli schemi di atti normativi adottati dal Governo ed i
regolamenti, ministeriali o interministeriali. Esse sono trasmesse al
Dipartimento affari giuridici e legislativi della Presidenza del
Consiglio dei Ministri (DAGL) dalle amministrazioni proponenti,
insieme con la relazione illustrativa e la relazione
tecnico-finanziaria, ai fini dell'iscrizione alla riunione
preparatoria del Consiglio dei Ministri. Per i regolamenti di cui
all'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, le
relazioni sono trasmesse alla Presidenza del Consiglio dalle
amministrazioni competenti all'atto della comunicazione.
3. Le relazioni di cui al punto 2 debbono essere redatte anche per
le circolari e le regole tecniche contenute in atti non normativi ed
inviate al DAGL prima dell'emanazione definitiva.
Supporto tecnico del DAGL e del Nucleo
4. Durante la fase di sperimentazione, le amministrazioni possono
richiedere il supporto tecnico del Nucleo per la semplificazione
delle norme e delle procedure (Nucleo) nella redazione dell'ATN e
dell'AIR in tutte le relative fasi.
5. Se il DAGL, anche su segnalazione del Nucleo, ritiene carenti o
insufficienti l'ATN o l'AIR, restituisce lo schema
all'amministrazione proponente con le osservazioni e indicazioni
operative cui attenersi nella redazione, integrazione o rettifica. In
ogni caso, la carenza o la insufficienza dell'ATN o dell'AIR sono
rilevate e segnalate dal DAGL, anche su iniziativa del Nucleo, al
Presidente del Consiglio dei Ministri, nonche' al Ministro per la
funzione pubblica allorche' questi sia delegato per la riforma della
regolazione, prima della discussione dello schema in Consiglio dei
Ministri o, in caso di regolamento di cui all'articolo 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, prima della sua adozione.
Casi di esclusione dall'analisi.
6. Durante la fase di sperimentazione, il DAGL, anche su proposta
del Nucleo, puo' individuare alcune categorie di interventi per i
quali, in ragione del limitato impatto a carico dei destinatari o
delle pubbliche amministrazioni, l'AIR non e' necessaria.
7. Le amministrazioni proponenti possono richiedere al DAGL di non
effettuare l'AIR, esponendone le ragioni. Il DAGL, sentito il Nucleo,
puo' autorizzare la prosecuzione dell'istruttoria normativa anche in
assenza dell'AIR. A tal fine le amministrazioni comunicano
quadrimestralmente al DAGL l'elenco degli interventi regolatori che
intendono propone, con l'indicazione di quelli per i quali chiedono
motivatamente di non effettuare l'AIR.
II) L'analisi tecnico-normativa (ATN).
1. L'ATN verifica l'incidenza della normativa proposta
sull'ordinamento giuridico vigente, da' conto della sua conformita'
alla Costituzione e alla disciplina comunitaria nonche' dei profili
attinenti al rispetto delle competenze delle regioni e delle
autonomie locali e ai precedenti interventi di delegificazione.
2. L'ATN, inoltre, da' conto della correttezza delle definizioni e
dei riferimenti normativi contenuti nel testo della normativa
proposta, nonche' delle tecniche di modificazione e abrogazione delle
disposizioni vigenti, riportando eventuali soluzioni alternative
prese in considerazione ed escluse.
3. L'analisi e' condotta anche alla luce della giurisprudenza
esistente e di eventuali progetti di modifica della stessa materia
gia' in corso di esame.
4. La relazione contenente l'ATN e' redatta secondo lo schema di
cui alla scheda A) allegata alla presente direttiva.
III) L'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR).
1. L'ATR e' uno strumento per stabilire la necessita' di un
intervento di regolamentazione e per scegliere quello piu' efficace.
2. L'AIR consiste:
a) nella valutazione dell'impatto della regolamentazione
sull'organizzazione delle amministrazioni pubbliche;
b) nella valutazione dell'impatto della regolamentazione sui
cittadini e sulle imprese.
3. L' AIR contiene la descrizione degli obiettivi del provvedimento
di regolamentazione la cui eventuale adozione e' in discussione e
delle opzioni alternative, nonche' la valutazione dei benefici e dei
costi derivanti dalla misura regolatoria.
4. Nella concreta realizzazione dell'AIR, oltre ad osservare quanto
disposto ai successivi punti IV e V e a utilizzare come modello di
riferimento le schede allegate, le amministrazioni destinatarie della
presente direttiva si' atterranno alle istruzioni della "Guida
essenziale alla redazione dell'AIR" predisposta, con l'ausilio del
Dipartimento della funzione pubblica, dal Nucleo d'intesa con il
IV) L'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR) - Elementi
della scheda preliminare.
1. Nella prima fase di predisposizione di uno schema di intervento,
al DAGL e al Nucleo e' trasmessa una scheda preliminare di impatto
della regolamentazione, in cui sono descritti almeno i seguenti
elementi, di cui dar conto secondo lo schema di cui alla scheda B)
allegata al presente testo:
a) ambito dell'intervento con particolare riguardo
all'individuazione delle amministrazioni, dei soggetti destinatari e
dei soggetti coinvolti;
b) esigenze sociali, economiche e giuridiche prospettate dalle
amministrazioni e dai destinatari ai fini di un intervento normativo;
c) obiettivi generali e specifici, immediati e di medio/lungo
periodo dell'atto normativo;
d) presupposti attinenti alle sfere organizzativa, finanziaria,
economica e sociale;
e) aree di criticita';
f) opzioni alternative alla regolazione tra cui, almeno, la
"opzione nulla" (consistente nella rinuncia ad alterare la situazione
normativa esistente) e l'opzione di deregolazione di tutta o parte
della materia, nonche' altre eventuali opzioni regolative;
g) strumento tecnico-normativo piu' appropriato.
2. La scheda preliminare contiene una valutazione conclusiva con
cui si dimostra che l'intervento di regolamentazione proposto e' la
soluzione preferibile rispetto alle altre opzioni, inclusa quella di
lasciare immutata la situazione esistente ("opzione nulla").
V) L'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR) - Elementi
della scheda di analisi di impatto.
1. Una volta iniziata l'istruttoria normativa, nella fase di
elaborazione dello schema di atto normativo, l'attivita' di analisi
di impatto dovra' da un lato verificare gli elementi contenuti nella
scheda preliminare, dall'altro simulare gli effetti dell'intervento
sull'organizzazione e sull'attivita' della pubblica amministrazione e
sull'attivita' dei destinatari diretti e indiretti.
2. I risultati di tali attivita' ed operazioni conducono alla
redazione di uno schema definitivo di intervento normativo. Essi sono
riportati - al momento della discussione dello schema in Consiglio
dei Ministri o, in caso di regolamento di cui all'articolo 17, comma
3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, della sua adozione - nella
scheda di AIR di cui al punto I, 2 della presente direttiva, secondo
lo schema riportato nella scheda C) allegata al presente testo.
3. Gli elementi della scheda di analisi dell'impatto sono i
a) ambito dell'intervento; destinatari diretti e indiretti;
b) obiettivi e risultati attesi;
c) illustrazione della metodologia di analisi adottata;
d) impatto diretto e indiretto sull'organizzazione e
sull'attivita' delle pubbliche amministrazioni; condizioni di
operativita';
e) impatto sui destinatari diretti;
VI) Monitoraggio sull'attuazione della direttiva - Manuale di
pratiche di AIR.
1. Il DAGL, in collaborazione con il Nucleo, effettua il
monitoraggio sul recepimento e sullo stato di attuazione delle
disposizioni della presente direttiva.
2. Al termine della fase di sperimentazione, sulla base dei dati
derivanti dal monitoraggio, il DAGL, avvalendosi del Nucleo,
predispone una relazione al Presidente del Consiglio sulla
sperimentazione, con particolare riferimento agli effetti e ai
risultati della medesima.
3. Al termine della fase di sperimentazione, tenendo conto delle
sue risultanze, il Nucleo, con l'ausilio del Dipartimento della
funzione pubblica, puo' curare la produzione e la divulgazione di un
manuale di pratiche di redazione dell'AIR.
GRIGLIA METODOLOGICA PER LA STESURA DELLA RELAZIONE TECNICO-NORMATIVA
a) necessita' dell'intervento normativo;
b) analisi del quadro normativo;
c) incidenza delle norme proposte sulle leggi e i regolamenti
d) analisi della compatibilita' dell'intervento con
l'ordinamento comunitario;
e) analisi della compatibilita' con le competenze delle regioni
ordinarie ed a statuto speciale;
f) verifica della coerenza con le fonti legislative primarie
che dispongono il trasferimento di funzioni alle regioni ed agli enti
g) verifica dell'assenza di rilegificazioni e della piena
utilizzazione delle possibilita' di delegificazione.
2. Elementi di drafting e linguaggio normativo:
a) individuazione delle nuove definizioni normative introdotte
dal testo, della loro necessita', della coerenza con quelle gia' in
b) verifica della correttezza dei riferimenti normativi
contenuti nel progetto, con particolare riguardo alle successive
modificazioni ed integrazioni subite dai medesimi;
c) ricorso alla tecnica della novella legislativa per
introdurre modificazioni ed integrazioni a disposizioni vigenti;
d) individuazione di effetti abrogativi impliciti di
disposizioni dell'atto normativo e loro traduzione in norme
abrogative espresse nel testo normativo.
3. Ulteriori elementi da allegare alla relazione:
a) indicazioni delle linee prevalenti della giurisprudenza
ovvero della pendenza di giudizi di costituzionalita' sul medesimo o
analogo oggetto;
b) verifica dell'esistenza di progetti di legge vertenti su
materia analoga all'esame del Parlamento e relativo stato dell'iter.
SCHEDA PRELIMINARE DI ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE
(Da inviare al DAGL e al Nucleo nella prima fase di predisposizione
di uno schema di intervento):
a) ambito dell'intervento, con particolare riguardo
confini soggettivi e oggettivi entro i quali opera
l'intervento normativo proposto;
individuazione dei "soggetti destinatari" che sono quelli
compresi nelle categorie direttamente menzionate nello schema di
intervento normativo;
individuazione degli eventuali "soggetti coinvolti" cioe' le
categorie socio-economiche sulle quali l'intervento avra' comunque un
amministrazioni e dai destinatari ai fini di un intervento normativo
motivazione della necessita' dell'intervento: aspettative di
chi manifesta le esigenze e di quelle dei potenziali destinatari,
anche differenziandole dagli obiettivi che si pone l'amministrazione;
individuazione di esigenze e aspettative anche attraverso
procedure di consultazione pubblica trasparenti e aperte a tutti i
potenziali destinatari, come quella dell'Osservatorio per la
semplificazione istituito ai sensi dell'art. 1, comma 2, legge n.
50/1999;
indicazione, sulla base delle esigenze di cui alla lettera
b), degli obiettivi del provvedimento, della loro portata (generale o
specifica), dei rapporti tra gli obiettivi medesimi, dell'orizzonte
temporale in cui i risultati auspicati dovrebbero manifestarsi;
presupposti organizzativi: condizioni necessarie per una
corretta attuazione dell'intervento normativo da parte delle
amministrazioni pubbliche, delle strutture intermedie e dei
destinatari. La carenza di tali condizioni costituisce una
"criticita'" (vedasi n. 5);
presupposti finanziari: disponibilita' di bilancio per
l'attuazione dell'intervento;
presupposti economici: esistenza di ricadute su uno o piu'
settori economici non direttamente ricomprese negli obiettivi
presupposti sociali: esistenza di ricadute di natura sociale;
e) aree di "criticita'"
vincoli per i quali non v'e' una ragionevole certezza che
possano essere superati con un costo accettabile. Le aree di
criticita' incorporano una quota non trascurabile di rischio per il
buon fine dell'intervento normativo proposto. Caso particolare ed
importante di criticita' e' quello delle condizioni il cui mancato
soddisfacimento provoca il fallimento degli obiettivi
f) opzioni alternative alla regolazione e opzioni regolatorie
valutazione delle opzioni regolatorie possibili;
valutazione, in primo luogo, della cosi' detta "opzione
nulla", cioe' dell'alternativa di lasciare immutata la situazione
esistente: talvolta una migliore attuazione della regolamentazione
esistente puo' rivelarsi la soluzione migliore;
valutazione di opzioni che non richiedono interventi
regolamentari o legislativi in senso stretto: adozione di codici di
autoregolamentazione, azioni di politica economica, emanazione di
direttive esplicative o informative;
g) strumento tecnico normativo eventualmente piu' appropriato
accertata e motivata l'inevitabilita' dell'intervento
regolatorio, considerazione delle possibili opzioni tra i diversi
livelli regolatori (ad esempio, un intervento sulle fonti primarie -
e di che tipo: disegno di legge, decreto legislativo o decreto-legge
- o su quelle secondarie - e con che tipo di regolamento: di
delegificazione, governativo, ministeriale, etc.).
SCHEDA FINALE DI ANALISI DELL'IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE
(Da allegare allo schema di atto normativo)
a) ambito dell'intervento; destinatari diretti e indiretti
verifica delle indicazioni fornite nella corrispondente parte
della scheda preliminare, integrandola con una lista di tutte le
categorie potenzialmente coinvolte sotto il profilo economico
dall'introduzione della regolamentazione;
gli obiettivi sono definiti nei termini descritti per la scheda
preliminare e costituiscono l'aspetto qualitativo dell'atto
i risultati attesi corrispondono alla stima dell'impatto
immediato dello stesso;
illustrazione e giustificazione della scelta degli strumenti
analitici adottati per l'AIR in relazione all'ambito dell'intervento
nonche' agli obiettivi dello stesso;
- valutazione degli effetti della nuova regolamentazione
sull'amministrazione in relazione alle strutture e a possibili nuovi
modelli organizzativi imposti dall'atto normativo, secondo criteri di
efficienza ed efficacia, per i quali devono essere predisposti
opportuni indicatori. Tali effetti comprendono anche l'analisi delle
risorse interne all'amministrazione necessarie per rendere operativa
la normazione che si vuole introdurre;
- stima degli effetti immediati e differiti della nuova
normativa sulle varie categorie di soggetti interessati. Tale
valutazione si articola nell'individuazione delle categorie di costi
e benefici economici e finanziari inerenti agli aspetti di
produttivita', crescita economica, reddito, concorrenza, occupazione
e comprende la definizione di un'opportuna batteria di indicatori,
nonche' dei criteri per la loro applicazione. Al fine di definire con
precisione le categorie di soggetti titolari di costi e benefici
interni ed esterni, diretti e indiretti, tangibili e intangibili,
sara' necessario attivare procedure di consultazione, ovvero
sviluppare quelle gia' intraprese ai sensi della lettera b)
Decreto del presidente del Consiglio dei ministri 4 agosto 2000
Art. 16. Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi
1. Il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi e' la struttura che, nell'ambito del Segretariato generale, fornisce supporto all'attivita' di coordinamento del Presidente ed assiste il Sottosegretario alla Presidenza e il Segretario generale in materia di attivita' normativa. Il Dipartimento assicura altresì alla Presidenza la consulenza giuridica di carattere generale. Esso in particolare:
a) coordina e promuove l'istruttoria dell'iniziativa legislativa del Governo, verificandone, sulla base delle indicazioni del Dipartimento per i rapporti con il Parlamento, la coerenza con il programma dei lavori parlamentari;
b) provvede, sulla base degli elementi forniti dai Ministri competenti e in coordinamento con il Dipartimento per i rapporti con il Parlamento, all'istruttoria degli emendamenti, governativi o parlamentari, relativi ai disegni di legge;
c) cura, nell'ambito del coordinamento di cui alla lettera a), la qualita' dei testi normativi e degli emendamenti del Governo, anche con riferimento all'omogeneita' e alla chiarezza della formulazione, all'efficacia per la semplificazione e il riordinamento della legislazione vigente, al corretto uso delle diverse fonti;
d) verifica la sussistenza dei presupposti per il ricorso alla decretazione d'urgenza;
e) verifica, con l'ausilio delle amministrazioni dotate delle necessarie competenze tecniche nonche', per quanto di competenza, del Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure, le relazioni e le analisi appositamente previste e predisposte a corredo delle iniziative legislative del Governo, curando che esse indichino il quadro normativo nazionale e comunitario di riferimento, gli eventuali precedenti della Corte costituzionale, gli obiettivi perseguiti e la congruità dei mezzi previsti, gli oneri che le nuove disposizioni impongono ai cittadini, alle pubbliche amministrazioni e alle imprese.
i) esprime pareri giuridici e sovrintende al contenzioso curato dalla Presidenza; cura l'istruttoria delle questioni di costituzionalita' e i relativi rapporti con gli uffici della Corte costituzionale e dell'Avvocatura dello Stato;
j) cura i rapporti con le autorita' amministrative indipendenti relativamente alle questioni riguardanti la normazione;
k) cura, in collegamento con il Dipartimento per gli affari regionali e le segreterie delle Conferenze Stato-regioni e Stato-citta', gli adempimenti preliminari per l'espressione dei pareri sugli atti normativi del Governo;
l) svolge le attivita' di ricerca e documentazione giuridica e cura, per il tramite della biblioteca di Palazzo Chigi, la documentazione economica e tecnica necessaria alla funzionalita' degli uffici della Presidenza; svolge, inoltre, ogni altra attivita' che ad esso venga affidata, nell'ambito delle proprie competenze, dal Presidente, dal Sottosegretario alla Presidenza o dal Segretario generale.
2. Il Dipartimento, ai sensi e con le modalita' dell'art. 9 del decreto del Presidente della Repubblica 19 luglio 1989, n. 366:
a) assiste il Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie nella fase ascendente del processo di adozione dei regolamenti e delle direttive comunitarie, nonche' nelle procedure di infrazione avviate dall'Unione europea;
b) assicura, quanto al processo di formazione e di attuazione in sede nazionale della normativa comunitaria, l'esame preliminare della situazione normativa ed economica interna e la valutazione delle conseguenze dell'introduzione delle norme comunitarie sull'assetto interno.
3. Operano in raccordo funzionale con il Dipartimento, relativamente alle materie di rispettiva competenza, i settori legislativi dei Dipartimenti affidati a Ministri senza portafoglio, che integrano il Dipartimento stesso ove l'affidamento venga a cessare, nonche' il Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure. Il Dipartimento assicura il collegamento funzionale con la segreteria tecnica del Nucleo, nell'ambito delle attivita' previste dall'art. 32.
4. Il Dipartimento si articola in non piu' di tre uffici e non piu' di nove servizi.
GUIDA BIBLIOGRAFICA AL DRAFTING LEGISLATIVO[16]
Questa guida bibliografica, concernente scritti relativi al drafting legislativo e a materie ad esso connesse,non pretende di essere completa e sistematica. In taluni casi si è fatto rinvio ad opere contenenti un’ampia bibliografia sull’argomento specifico, limitandosi a dare soltanto indicazioni di scritti ad esse posteriori.
Aggiornamenti bibliografici possono essere tratti dalla consultazione di periodici o bollettini particolarmente rivolti al drafting legislativo come la Rassegna parlamentare, che reca una rubrica fissa di scienza e tecnica della legislazione; la rivista della Statute Law Society inglese: Statute Law Review; il Bollettino della Società svizzera di legislazione, pubblicato dalla Cancelleria federale: Gesetzgebung Heute; il Bollettino di redazione legislativa e regolamentare del Ministero della giustizia canadese: Légistique; la rivista tedesca Z.G. (Zeitschrift fürGesetzgebung); i Quaderni portoghesi di scienza della legislazione: Legislaçâo, editi dall’INA (Instituto Nacional de Administraçao) e, recente, la rivista olandese di legislazione RegelMaat.
La bibliografia è raggruppata sotto le seguenti voci:
1. Crisi della legge e certezza del diritto
2. Norme sulla normazione
3. Codificazione e semplificazione delle fonti normative
4. Formazione della legge
5. Interpretazione della legge
[1] Estratto dal volume R.Pagano introduzione alla legistica (appendice 1), Giuffrè, 2a ediz, 2001
[3] Sull’aspetto politico della questione vale riportare il seguente passo di una circolare del primo ministro francese : “Il governo ha già più volte sottolineato l’importanza che esso annette alle banche dati in quanto fattore di cambiamenti economici, tecnici e culturali. Le banche di dati giuridici interessano ancor più delle altre lo Stato. Infatti esso è interessato alla raccolta delle informazioni, alla loro utilizzazione da parte dei suoi funzionari e alla loro comunicazione sia ai cittadini che alle istituzioni che hanno il compito di elaborare le leggi e di farle rispettare e di applicare il diritto. Esso è tenuto a garantire il rispetto di certi principi del servizio pubblico quali la neutralità delle selezioni o la parità di accesso alla informazione amministrativa, che può condurlo ad estendere le registrazioni a settori diversi da quelli che appaiono più rapidamente redditizi.....con i suoi interventi lo Stato ha necessariamente una responsabilità da assumere nella organizzazione delle banche dati, delle loro specializzazioni delle loro complementarietà”.
[4] ciò ha creato non poche difficoltà di individuazione della efficacia di determinate norme emanate con regio decreto. Il regio decreto è stato infatti usato indistintamente sia come strumento di normazione primaria sia come strumento di normazione secondaria oltre che come forma tipica dell’atto amministrativo. La questione non ha soltanto valore storico ma presenta tuttora notevole interesse perché non pochi di quegli atti sono ancora vigenti ed è importante sapere quali hanno valore di norma primaria, perché la corte costituzionale può essere chiamata a pronunciarsi su tali atti, ma potrà pronunciarsi soltanto su quei decreti che hanno “forza di legge” (art.134 cost.)
[5] A fini notiziali sono anche le ripubblicazioni dei testi normativi di cui agli articoli 10,11 e 12 del testo unico 1985 n.1092
[6] Il testo integrale della sentenza è pubblicato nella Gazzetta ufficiale
[7] Il bollettino della regione Sicilia ha la denominazione di “ Gazzetta ufficiale della Regione siciliana”
[8] Dato il carattere di questa appendice non se ne può trattare diffusamente e si rinvia pertanto alle opere specializzate. Per un primo approccio si segnalano :
Sciullo (a cura di), Introduzione alla ricerca dei dati giuridici.Torino,Giappichelli,1989 ;
A.Meloncelli, Come si cerca il diritto.Rimini, Maggioli editore,1990 ;
F.Venturini (a cura di), Le fonti per lo studio dell’amministrazione pubblica italiana.Bologna, il Mulino,1994.
[9] Sul significato di queste denominazioni v.G. Sciullo.op. cit. pag113-114
[10] Per un elenco v. F.Venturini.op. cit.pagg 497-525 ; v. anche A. Meloncelli,op.cit. pagg.31-45.
[11] Tale è il caso dell’enciclopedia dell’UTET di cui si sono succedute quattro edizioni :
il Digesto Italiano 1884-1921 ; il Nuovo Digesto Italiano 1937-1940 ; il Novissimo Digesto Italiano 1957-1975 ; il Digesto,quarta edizione.
[12] Per un approfondimento v. A. Meloncelli, Sistema della bibliografia giuridica. Strumento e metodo della ricerca bibliografica per la scienza del diritto.Milano,Giuffrè,1977.
[13] Per il periodo anteriore,a partire dal 1948,è consultabile l’archivio iter delle leggi statali della Camera dei deputati.
[14] Dal 1991, presso il Servizio informatica della Camera dei deputati - d’intesa con il coordinamento permanente dei sistemi informativi di legislazione statale e regionale dell’osservatorio legislativo interregionale - è stata creata, in parallelo a LREG, un’altra banca dati, denominata LREC, alimentata direttamente dalle regioni che partecipano alla sperimentazione, nella quale i testi delle leggi sono corredati da una classificazione per materia e dai riferimenti normativi ad altre leggi. Pur trattandosi di un segmento limitato di legislazione, la banca dati è stata aperta alla consultazione soprattutto per consentire alle altre regioni di prenderne visione direttamente e di partecipare al progetto, con il supporto della camera dei deputati e del gruppo di lavoro ad hoc costituito nell’ambito del coordinamento
[15] per informazioni si rinvia a M. Panizza, Il nuovo sito della Camera dei deputati, in Notiziario di informatica, 1999 n.2,Camera dei deputati.
[16] A cura di M. Ainis e R. Pagano