Source: https://studiolegaleramelli.it/2018/10/19/omesso-versamento-iva-e-soglia-di-punibilita-per-la-cassazione-gli-interessi-sullimposta-evasa-non-vanno-calcolati/
Timestamp: 2019-09-22 20:51:00+00:00
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Omesso versamento IVA e soglia di punibilità: per la Cassazione gli interessi sull’imposta evasa non vanno calcolati – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Omesso versamento IVA e soglia di punibilità: per la Cassazione gli interessi sull’imposta evasa non vanno calcolati.
Con la sentenza n. 46953/2018, depositata il 13.10.2018, la Corte di Cassazione – III Sezione penale si è pronunciata in materia di reati tributari affrontando il tema della rilevanza penale della condotta del contribuente quando la fattispecie di reato è legata al superamento della soglia di punibilità.
La Corte, in particolare, ha fissato il principio di diritto per cui gli interessi, non essendo voce dell’imposta ma sanzione a tutti gli effetti, non sono da computare nel calcolo dell’ammontare dell’imposta evasa e, dunque, ai fini della valutazione del superamento della soglia di punibilità predeterminata dal D.lgs. 74/2000.
La questione sottoposta allo scrutinio di legittimità riguardava una fattispecie di omesso pagamento IVA per una somma pari a € 250.808,00.
Il ricorrente deduce come motivo di ricorso la violazione di legge per mancato superamento della soglia di punibilità fissata dalla norma che, come noto, attualmente è fissata in € 250.000,00.
Difatti, secondo la deduzioni del ricorrente, l’IVA a debito risultante è di soli € 248.325,00 mentre l’importo di € 2.483,00 è relativo agli interessi, dovuti per la scelta del versamento trimestrale, ma non costituenti voce dell’imposta.
Il giudice di legittimità accoglie il ricorso ed annulla senza rinvio la sentenza impugnata.
“… ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera F), d. lgs. 74 del 2000 per «imposta evasa si intende la differenza tra l’imposta effettivamente dovuta e quella indicata nella dichiarazione, ovvero l’intera imposta dovuta nel caso di omessa dichiarazione, al netto delle somme versate dal contribuente o da terzi a titolo di acconto, di ritenuta o comunque in pagamento di detta imposta prima della presentazione della dichiarazione o della scadenza del relativo termine; non si considera imposta evasa quella teorica e non effettivamente dovuta collegata a una rettifica in diminuzione di perdite dell’esercizio o di perdite pregresse spettanti e utilizzabili». Nel calcolo dell’imposta quindi devono certamente detrarsi gli interessi pagati per il versamento trimestale(…).
Nel reato di omesso versamento di IVA, previsto dall’art. 10-ter del D.Lgs. n. 74 del 2000, il superamento della soglia di punibilità – fissata, in 250.000 euro, in seguito alle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 158 del 2015, in 250.000 euro – non configura una condizione oggettiva di punibilità, bensì un elemento costitutivo del reato, con la conseguenza che la sua mancata integrazione comporta l’assoluzione con la formula “il fatto non sussiste”. (In motivazione, la Corte ha precisato che l’integrazione della soglia non dipende, infatti, da un evento futuro ed incerto ma dallo stesso comportamento dell’agente che, con una condotta omissiva, contribuisce alla realizzazione del fatto tipico). (Sez. 3, n. 3098 del 05/11/2015 – dep. 25/01/2016, Vanni, Rv. 265938).
Può conseguentemente affermarsi il seguente principio di diritto: «Ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera F) del d. Igs n. 74 del 2000 per valutare il superamento della soglia di punibilità di C 250.000,00, per il reato di cui all’art. 10 ter, d. lgs. 74 del 2000, deve tenersi conto solo ed esclusivamente dell’IVA evasa e non anche degli interessi dovuti per il versamento trimestrale»”.
Art. 10-ter d.lgs. n. 74/2000: omesso versamento di IVA
Quadro giurisprudenziale di riferimento delle più recente pronunce di legittimità in tema di omesso versamento dell’IVA:
In caso di omesso versamento, la confisca va disposta anche se non risultano disponibilità di beni da parte dell’imputato. A ricordarlo è la Cassazione che ha accolto il ricorso della pubblica accusa contro la scelta del Tribunale di condannare l’imputato per violazione dell’ articolo 10-ter del Dlgs 74/2000, senza disporre, però, la confisca per insussistenza dei mezzi. Si tratta, infatti di un preciso obbligo di legge che sfugge a qualunque considerazione da parte del giudice, potendo essere colpiti anche beni futuri. L’applicazione di tale confisca, in sostanza, è sottratta alla discrezionalità del giudice.
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