Source: http://www.gildaprofessionedocente.it/news/dettaglio.php?id=639
Timestamp: 2020-02-27 17:56:11+00:00
Document Index: 79865940

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 6', 'art. 29', 'art. 33', 'art. 20', 'art 74', 'art. 22', 'art. 40']

CCNL 2016/2018 - Gilda Professione Docente
24 Agosto 2018 | di Gianluigi Dotti
Il 19 aprile aprile 2018 è stato firmato ed è entrato in vigore il testo definitivo del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2016/2018 (CCNL) del Comparto Istruzione e Ricerca, nel quale è inserita la Sezione Scuola.
Come abbiamo già ricordato su questo giornale (vedi il numero di marzo 2018) la riduzione del numero di comparti, voluta dal d.lgs 150/2009 e attuata dal CCNQ del 13 luglio 2016, ha fatto sì che in un unico CCNL fossero concentrati i contratti che riguardano il personale di ben quattro ex-comparti: Istituzioni scolastiche ed educative, Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica, Università e Aziende ospedaliero-sanitarie (solo gli amministrativi) e Istituzioni ed Enti di ricerca e sperimentazione.
Se a questo si aggiunge che l’ARAN ha dettato una tempistica della contrattazione molto serrata, chiudendo le trattative in due mesi (dopo ben 9 anni senza contratto) il risultato è un CCNL 2016/2018 che aumenta la confusione normativa, che già nella scuola è al livello rosso di sicurezza.
Il CCNL 2016/2018 (il testo lo trovate sul sito dell’ARAN https://www.aranagenzia.it/) presenta una prima parte comune a tutti i comparti (in tutto 21 articoli) e una parte specifica per la scuola (in tutto 20 articoli).
I problemi nascono però già con l’art. 1, c. 10, che recita: “Per quanto non espressamente previsto dal presente CCNL, continuano a trovare applicazione le disposizioni contrattuali dei CCNL dei precedenti comparti di contrattazione e le specifiche norme di settore, in quanto compatibili con le suddette disposizioni e con le norme legislative, nei limiti del d.lgs n. 165/2001”.
Con questo comma si chiede in pratica all’insegnante che voglia conoscere i propri diritti e i propri doveri di improvvisarsi studioso di diritto e ricercatore per mettere a confronto il testo del CCNL 2016/2018 con quelli precedenti, così da sapere come comportarsi per svolgere correttamente la propria professione. Lavoro decisamente difficoltoso per i docenti che, giustamente, tendono a privilegiare l’insegnamento e la relazione con gli studenti.
Tuttavia condividiamo ciò che, fin dalla propria nascita, sostiene la Gilda degli Insegnanti, cioè che il CCNL è il documento ufficiale nel quale sono indicati i diritti e i doveri dei docenti e che ogni insegnante deve essere messo nella condizione di poter accedere al testo contrattuale e alla sua comprensione per poter promuovere la professione docente in modo autonomo dalle strutture burocratiche di Amministrazione e OOSS.
Questo anche in virtù della consapevolezza che la professione docente è una professione intellettuale e che ogni insegnante è in grado di leggere e comprendere e soprattutto usare le norme contrattuali al fine di migliorare la qualità dell’insegnamento.
Per permettere a tutti i docenti di accedere al testo contrattuale completo, la Gilda degli Insegnanti, dopo aver verificato che l’ARAN non ha intenzione di produrre il testo coordinato del CCNL 2016/2018, ha deciso di redarre e pubblicare, con la collaborazione dell’avv. Fabio Petracci, il “Testo coordinato dei Contratti Collettivi Nazionali del 2016/2018 e del 2006/2009 del Comparto Istruzione e Ricerca - sezione Scuola”.
Il testo stampato dalla Gilda degli Insegnanti, con un significativo investimento di risorse, si sforza di coordinare gli articoli dei due CCNL per fornire al docente un testo completo che gli permetta di individuare diritti e doveri così da non rimanere in balia del Dirigente scolastico (Ds) di turno che potrebbe essere tentato di approfittare della confusione creata dal nuovo CCNL per negare le giuste richieste dell’insegnante.
Fatta questa doverosa premessa e invitati tutti gli insegnanti a leggere e studiare il CCNL, nello spazio di questo articolo mi limito a segnalare brevemente alcuni elementi del CCNL che meritano attenzione.
Innanzitutto le norme del CCNL si applicano a tutto il personale della scuola sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato e scadono il 31 dicembre 2018 (anche se rimangono in vigore fino alla firma del CCNL successivo).
Nel campo delle relazioni sindacali, nella parte comune al comparto, oltre a confermare l’istituto dell’informazione si introduce all’art. 6 quello del confronto, che costituisce una novità. Si tratta della possibilità che le OOSS o la RSU, anche singolarmente, dopo aver ricevuto l’informazione (“elementi conoscitivi sulle misure da adottare”), hanno di chiedere un incontro all’Amministrazione per approfondire le materie oggetto di informazione e contrattazione. A conclusione dell’incontro si redige e si firma un verbale con le posizioni emerse. Il confronto non è la contrattazione e non vi è alcun obbligo per l’Amministrazione o il Ds di modificare le decisioni assunte o che intende assumere.
Un’altra importante informazione da conoscere riguarda le norme disciplinari e le sanzioni, infatti gli articoli dal 10 al 17 del CCNL 2016/2018 non possono essere applicate agli insegnanti, così come ribadito poi dall’art. 29. Per i docenti, in ragione dell’art. 33 della Costituzione che tutela la libertà di insegnamento, la materia rimane normata dal d.lgs 297/1994 in attesa di una sequenza contrattuale successiva.
Disposizioni particolari sono poi previste per le donne vittima di violenze, per le unioni civili e per disincentivare elevati tassi di assenza del personale. Riguardo alla differenziazione dei premi individuali prevista dall’art. 20 non si applica ai docenti e ai non docenti come stabilito dall’art 74, c. 4 del d.lgs. 150/2009.
Nella sezione Scuola l’art. 22 stabilisce che a livello nazionale, regionale e di istituto le delegazioni siano formate in ordine per l’Amministrazione centrale (MIUR), dal Direttore regionale e dal Dirigente scolastico, per i lavoratori dalle OOSS nazionali, regionali e provinciali firmatarie del CCNL, e per l’istituto dalle RSU. Per la mobilità territoriale e professionale viene introdotto il vincolo triennale per chi viene trasferito sulla scuola richiesta.
La contrattazione di istituto interviene nella definizione dei criteri per l’assegnazione del nuovo Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa previsto dall’art. 40 e dei fondi per l’Alternanza scuola-lavoro.
Nel nuovo Fondo confluiscono le risorse: del FIS con i fondi per il recupero, quelle delle ore eccedenti di Educazione fisica per la pratica sportiva, quelle delle funzioni strumentali, quelle degli incarichi specifici del personale ATA, quelle delle aree a rischio, quelle delle ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti, quelli della valorizzazione dei docenti (ex-bonus merito). Tutti questi fondi devono essere contrattati dalle RSU.
Rimangono invece in vigore gli articoli del CCNL 2006/2009 che riguardano i congedi, le ferie, i permessi retribuiti, quelli brevi, le aspettative e le assenze sia per i docenti a tempo indeterminato che a tempo determinato. Allo stesso modo rimangono invariati il profilo professionale docente, l’orario di servizio, le attività aggiuntive (40+40), le norme che riguardano il part-time, la formazione in servizio, la parte relativa al personale educativo e quella delle scuole italiane all’estero (queste ultime però sono state interessate dal d.lgs. 64/2017 che ha modificato la normativa).
In conclusione a settembre presso le sedi provinciali della Gilda degli Insegnanti troverete copia del testo completo del CCNL 2016/2018.