Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/ProcCivile/ultime_pubblicate/4
Timestamp: 2020-02-19 13:23:55+00:00
Document Index: 67980142

Matched Legal Cases: ['art. 617', 'art. 567', 'art. 567', 'art. 630', 'art. 617', 'art. 587', 'art. 645', 'art. 650', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 1189', 'art. 560', 'sentenza ', 'art. 619', 'art. 363', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 373', 'art. 647', 'art. 13']

Ricorso per cassazione contro il provvedimento di chiusura della fase sommaria privo del termine giudiziale per l'introduzione del giudizio di merito o per la riassunzione davanti al giudice competente.
In tema di opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c., è inammissibile il ricorso straordinario per cassazione avverso il provvedimento con il quale il giudice dell'esecuzione, rilevato il mancato rispetto del termine perentorio per notificare il ricorso introduttivo, abbia dichiarato chiusa la fase sommaria ed inammissibile l'opposizione senza adottare i provvedimenti indilazionabili previsti dall'articolo 618 c.p.c., né concedere il termine per instaurare il giudizio di merito, atteso che la pronuncia conclusiva della fase sommaria, benché illegittimamente emesso, è privo del carattere della definitività, la parte ben potendo proporre reclamo al collegio per ottenere le misure cautelari invocate ovvero dare inizio autonomamente al giudizio a cognizione piena, all'esito del quale conseguire una decisione sull'opposizione; non assume neppure rilievo, in senso contrario, la circostanza che si sia provveduto sulle spese, posto che nella struttura delle opposizioni, ai sensi degli artt. 615, comma 2, 617 e 619 c.p.c., emergente dalla riforma di cui alla l. n. 52 del 2006, il giudice dell'esecuzione, quando chiude la fase sommaria davanti a sé, deve pronunciarsi necessariamente sulle relative spese, potendosi, peraltro, ridiscutere tale statuizione nell'ambito del giudizio di merito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 20 November 2019, n. 30300.
Sulla rilevabilità d'ufficio dell'estinzione del processo esecutivo per il mancato deposito della documentazione di cui all'art. 567, comma 2, c.p.c..
In tema di esecuzione forzata immobiliare, la rilevabilità d'ufficio dell'estinzione del processo esecutivo per il mancato deposito della documentazione di cui all'art. 567, comma 2, c.p.c. (sia nel testo anteriore che successivo all'entrata in vigore del d.l. n. 35 del 2005, conv. con modif. dalla l. n. 80 del 2005), fa sì che ad essa non possano applicarsi le preclusioni relative all'eccezione di estinzione riservata alla parte ex art. 630 c.p.c. (nel testo anteriore alle modifiche introdotte dalla l. n. 69 del 2009), con la conseguenza che il rilievo d'ufficio è consentito sino alla data di aggiudicazione dell'immobile pignorato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 19 November 2019, n. 30110.
Spedizione in forma esecutiva del titolo e conseguenze della erronea indicazione del difensore richiedente.
In tema di spedizione in forma esecutiva della copia del titolo rilasciata al creditore, il debitore che proponga opposizione ex art. 617 c.p.c. non può limitarsi, in base ai principi di economia processuale, di ragionevole durata del processo e dell'interesse ad agire, a dedurre l'irregolarità formale in sé considerata del titolo medesimo perché lo stesso conterrebbe l'erronea, ma facilmente riconoscibile, indicazione del difensore richiedente, dovendo egli allegare il concreto pregiudizio cagionato da tale irregolarità ai diritti tutelati dal regolare svolgimento del processo esecutivo. (Nella specie, il procuratore del richiedente era stato per errore menzionato come avvocato del debitore e non del creditore). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 18 November 2019, n. 29804.
L’aggiudicatario decaduto non ha diritto a ricevere la notificazione dell’avviso della successiva vendita.
L’aggiudicatario all’asta giudiziaria di un immobile, che sia dichiarato decaduto per omesso versamento del saldo del prezzo nel termine stabilito, non ha diritto a ricevere, diversamente dal debitore esecutato, la notificazione dell’avviso della successiva vendita, sebbene dall’esito della stessa dipenda la misura in cui egli sarà tenuto nei confronti della procedura ai sensi dell’art. 587 c.p.c., comma 2. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 15 November 2019, n. 29732.
La nullità della notificazione del decreto ingiuntivo non determina in sé l’inesistenza del titolo esecutivo.
La nullità della notificazione del decreto ingiuntivo non determina in sé l’inesistenza del titolo esecutivo e, pertanto, non può essere dedotta mediante opposizione a precetto o all’esecuzione intrapresa in forza dello stesso, ai sensi degli artt. 615 e 617 c.p.c., restando invece attribuita alla competenza funzionale del giudice dell’opposizione al decreto - ai sensi dell’art. 645 c.p.c. e, ricorrendone le condizioni, dell’art. 650 c.p.c. - la cognizione di ogni questione attinente all’eventuale nullità o inefficacia del provvedimento monitorio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 15 November 2019, n. 29729.
Quando un virus informatico impedisce la notifica dell’appello.
Qualora l’atto di appello non venga notificato a causa di un virus informatico, l’avvocato deve chiedere tempestivamente la rimessione in termini. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 15 November 2019, n. 29757.
La concisione della motivazione non può prescindere dall'esistenza di una pur succinta esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione impugnata.
In tema di contenuto della sentenza, la concisione della motivazione non può prescindere dall'esistenza di una pur succinta esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione impugnata, la cui assenza configura motivo di nullità della sentenza quando non sia possibile individuare il percorso argomentativo della pronuncia giudiziale, funzionale alla sua comprensione e alla sua eventuale verifica in sede di impugnazione. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto nulla la sentenza gravata la cui motivazione, costituita da una sola pagina, era priva dell'esposizione degli elementi in base ai quali la Corte territoriale ha ritenuto che "l'appello non contesti la sentenza del tribunale nella parte rilevante della decisione"). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 15 November 2019, n. 29721.
Perfezionamento della notificazione di atto giudiziario in altro Stato membro dell'Unione Europea.
In tema di notificazione di un atto giudiziario in altro Stato membro dell'Unione Europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1393 del 2007, per la verifica del perfezionamento della notifica sono sufficienti gli elementi informativi riportati nel certificato di espletamento delle formalità previsto dall'art. 10 del citato Regolamento e redatto secondo il "modulo standard" dell'Allegato I, la cui effettiva provenienza dall'organo che ha proceduto alla notificazione è validamente attestata dall'apposizione del timbro dell'ufficio, alternativa alla sottoscrizione autografa del funzionario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 15 November 2019, n. 29716.
Inopponibilità alla procedura esecutiva della locazione stipulata dal non proprietario.
In materia di esecuzione forzata, il contratto di locazione di immobile stipulato, quale locatore, da parte del non proprietario prima del pignoramento del medesimo bene, ancorché valido, non è opponibile alla procedura esecutiva, essendo invece ad essa opponibile il pagamento liberatorio effettuato al locatore, anche dopo la trascrizione del pignoramento, dal conduttore in buona fede ex art. 1189 c.c, in deroga alla regola dell'inefficacia del pagamento al non legittimato (art. 560, comma 2, c.p.c.); sicché, il custode, che non ha titolo di pretendere il pagamento dei canoni di locazione essendo stati riscossi con effetto liberatorio nei confronti del "solvens", può agire per ottenere, previa dimostrazione dell'ammontare del danno da occupazione "sine titulo", la differenza tra questa, ove maggiore, e quanto già corrisposto al locatore a titolo di canoni di locazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 14 November 2019, n. 29491.
Chiusura del procedimento esecutivo e preclusione all'ulteriore azionamento del titolo esecutivo.
In tema di esecuzione forzata, la irretrattabilità dei risultati del procedimento esecutivo consegue alla sua conclusione con l'attuazione concreta dell'obbligo posto in esecuzione (nella specie, relativa ad obblighi di fare, con la realizzazione materiale delle concrete modalità disposte dal giudice dell'esecuzione), sicché ogni diverso esito della procedura che non implichi una valutazione del giudice dell'esecuzione sulla consumazione del diritto a procedere esecutivamente non preclude al creditore - salva la eventuale prescrizione del diritto - di azionare ulteriormente il titolo esecutivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 13 November 2019, n. 29347.
Opposizione all'esecuzione e partecipazione al giudizio di creditore garantito da ipoteca iscritta anteriormente alla trascrizione della domanda di usucapione.
Nel giudizio avente ad oggetto l'usucapione di beni immobili è litisconsorte necessario il creditore garantito da ipoteca iscritta anteriormente alla trascrizione della domanda, in quanto titolare di un diritto reale - risultante dai pubblici registri ed opponibile erga omnes - di cui l'usucapione produce l'estinzione. Ne deriva che la sentenza resa in pretermissione di tale creditore non spiega effetti nei suoi confronti e può essere apprezzata quale mero elemento di prova nella opposizione di terzo ex art. 619 c.p.c. promossa dall'usucapente avverso l'espropriazione dello stesso bene immobile. (Principio enunciato nell'interesse della legge ex art. 363, comma 3, c.p.c.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 13 November 2019, n. 29325.
Sospensione dell’esecutività della sentenza d’appello impugnata con ricorso per cassazione: quando ricorre il danno grave e irreparabile.
In sede di valutazione dei presupposti per la concessione della sospensione dell’esecutività della sentenza ex art. 373 c.p.c., ai fini della ricorrenza del danno grave e irreparabile, sono considerati indici di insolvibilità dell’accipiens e, conseguentemente, di sicura irripetibilità delle somme, la circostanza che la società sia inattiva, che non risulti proprietaria di immobili aggredibili in via esecutiva e che nei precedenti esercizi abbia depositato bilanci in perdita. (Maria Maddalena Giungato) (riproduzione riservata) Appello Roma, 13 November 2019.
Domanda di restituzione del mutuante e oneri probatori.
Domanda fondata su contratto di mutuo - Causale versamento - Contestazione da parte dell'asserito mutuatario - Natura di eccezione in senso sostanziale - Esclusione - Onere probatorio a carico dell'attore - Permanenza..
L’attore che chiede la restituzione di una somma di denaro, affermando di averla in precedenza corrisposta a titolo di mutuo, è tenuto a provare, oltre all’avvenuta consegna del denaro, anche che questa è stata effettuata per un titolo che comporti l’obbligo di restituzione, atteso che una somma di denaro può essere consegnata per varie causali: consegue che la contestazione del convenuto, il quale, pur riconoscendo di avere ricevuto la somma di denaro, neghi però la sussistenza di un mutuo ed adduca una causale diversa, non si configura come eccezione in senso sostanziale, tale da far ricadere su di lui l’onere di provare la diversa causale, poiché negare l’inesistenza di un contratto di mutuo non significa eccepirne l’inefficacia o la sua estinzione, ma significa soltanto contestare l’accoglibilità dell’azione per mancanza della prova a supporto della domanda, rimanendo onere dell’attore provare l’esistenza dell’obbligo di restituzione, posto che esso non è dal convenuto riconosciuto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 06 November 2019.
Principio di ultrattività del rito: l'accertamento di quali siano state le forme processuali in concreto adottate compete al giudice del merito.
Il principio di ultrattività del rito comporta che se il giudice abbia trattato la causa seguendo un rito errato, il giudizio deve proseguire nelle stesse forme, ma l'accertamento di quali siano state le forme processuali in concreto adottate compete al giudice del merito, condizionando anche la valutazione sulla tempestività dell'impugnazione. (Nella specie la S.C., ha confermato la decisione della corte di merito che aveva dichiarato inammissibile l'appello proposto con ricorso anziché con citazione, avendo accertato che il giudizio di primo grado era stato effettivamente trattato con il rito ordinario, ancorché introdotto nella forma camerale e senza che fosse intervenuta ordinanza di mutamento del rito). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 November 2019, n. 28519.
Rifiuto del cancelliere di rilasciare copia autentica del decreto ingiuntivo in favore dell’antistatario.
Eseguita la notifica del decreto ingiuntivo nel solo interesse del creditore e, pronunciata l’esecutività ex art. 647 c.p.c. per mancata opposizione, l’avvocato distrattario delle spese liquidate in proprio favore ha diritto al rilascio, nel proprio interesse, delle copie autentiche con la spedizione in forma esecutiva del decreto ingiuntivo. (Franco Lucia) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 31 October 2019.
Raddoppio del contributo unificato: rileva soltanto l'elemento oggettivo del tenore della pronuncia che ne determina il presupposto.
Raddoppio del contributo unificato - Presupposto - Reiezione del ricorso - Conseguenze - Obbligo di attestazione della S.C. - Ammissione del ricorrente al patrocinio a spese dello Stato - Irrilevanza - Fondamento.
Nel caso in cui il ricorso per cassazione venga respinto, perché rigettato integralmente ovvero dichiarato inammissibile o improcedibile, la Corte di cassazione attesta l'obbligo del ricorrente, ancorché ammesso in via anticipata e provvisoria al patrocinio a spese dello Stato, di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, rilevando a tal fine soltanto l'elemento oggettivo costituito dal tenore della pronuncia che ne determina il presupposto, mentre le condizioni soggettive della parte devono invece essere verificate, nella loro specifica esistenza e permanenza, da parte della cancelleria al momento dell'eventuale successiva attività di recupero del contributo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 October 2019, n. 27867.
Il CTU non può mai avvalersi di documenti non prodotti dalle parti nei tempi e modi permessi dalla scansione processuale.
In tema di consulenza tecnica d'ufficio, anche quando questa sia percipiente, ossia disposta per l'acquisizione di dati la cui valutazione sia rimessa all'ausiliario, quest'ultimo non può avvalersi, per la formazione del suo parere, di documenti non prodotti dalle parti nei tempi e modi permessi dalla scansione processuale, pena l'inutilizzabilità delle conclusioni del consulente fondate sui detti documenti in violazione delle regole di riparto dell'onere probatorio, essendo in conseguenza irrilevante la mancata tempestiva proposizione dell'eccezione di nullità della consulenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 30 October 2019, n. 27776.
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