Source: https://www.portaleagentifisici.it/fo_rumore_calcolo_esposizione.php
Timestamp: 2020-05-28 19:06:28+00:00
Document Index: 58923247

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art.192', 'art. 192', 'art. 193', 'art. 195', 'art. 196', 'art.190', 'art.29', 'art. 181', 'art.6', 'art.6']

Proposta di metodo di calcolo dell'esposizione a Rumore
Proposta di metodo di calcolo dell'esposizione a Rumore in applicazione
dell'art.6, comma 8, lettera f, del DLgs.81/2008
funzionale alla valutazione del rischio rumore
3. Modalità di valutazione del LEX dei singoli lavoratori
3a – Valutazione della possibilità di giustificare
3b - Identificazione della settimana ricorrente a massimo rischio (SRMR)
3c - Identificazione degli LAeq e dei relativi tempi di esposizione della SRMR
3d – Correzioni sui livelli delle sorgenti di rumore considerate nella SRMR
3e –Calcolo del livello di esposizione (LEX) nella SRMR
Allegato n° 1 - Elenco di lavorazioni con elevati livelli di picco
Allegato n° 2 - Elenchi di attività e mansioni con LEX normalmente minori di 80 dB(A)
Allegato n° 3 - Calcolo del livello di esposizione settimanale ricorrente a massimo rischio
Premesso che il calcolo dell'esposizione a rumore non esaurisce tutti gli obiettivi della valutazione del rischio rumore, l’obiettivo di questa proposta di procedura standardizzata specifica per il rischio rumore è quello di permettere ai datori di lavoro di classificare correttamente i lavoratori nelle 3 fasce di esposizione previste dal Capo II del Titolo VIII del DLgs.81/2008:
fino a 80 dB(A) di LEX
da 80 a 85 dB(A) di LEX
oltre 85 dB(A) di LEX
obbligo o meno di redigere il piano delle misure ex art.192, comma 2 e di attuare la segnalazione, delimitazione, limitazione d’accesso delle aree rumorose ex art. 192, comma 3;
obbligo o meno di fornire e di richiedere l’uso dei DPI uditivi ex art. 193;
obbligo o meno di effettuare l’informazione e la formazione dei lavoratori ex art. 195;
obbligo o meno di far effettuare la sorveglianza sanitaria ex art. 196 a cura del medico competente.
Questa proposta di procedura standardizzata si applica alle aziende qualunque siano i livelli di rischio (non rendendo quindi più necessarie, in particolare, le misurazioni acustiche previste al superamento dei valori inferiori di azione ex art.190, comma 2), fermo restando che la misurazione resta il metodo di riferimento.
Questa proposta di procedura standardizzata non si applica alla valutazione dei livelli di picco; la classificazione dei lavoratori nelle fasce di rischio sulla base dei livelli di esposizione di picco può essere correttamente effettuata tramite misurazioni. In Allegato 1 è riportata una lista non esaustiva di lavorazioni con elevati livelli di picco.
Questa proposta di procedura standardizzata si può applicare in tutti i settori produttivi per le aziende fino a 10 occupati.
Per le aziende da 11 a 50 occupati, l’applicazione facoltativa di questa proposta di procedura non è comunque prevista per le aziende richiamate dal comma 7 dell’art.29, DLgs.81/2008, vale a dire:
aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, connessi all’esposizione ad amianto.
Per le aziende con più di 50 occupati non è consentito il ricorso alle procedure standardizzate per la valutazione del rischio.
La valutazione e l’identificazione del LEX del singolo lavoratore avviene sulla base di una sequenza che prevede:
La valutazione della possibilità di giustificare il mancato approfondimento della valutazione del rischio rumore (art. 181, comma 3) per il lavoratore o per il Gruppo Acusticamente Omogeneo[1].
In caso di impossibilità a giustificare, l’identificazione della settimana ricorrente a massimo rischio per il lavoratore o per il Gruppo Acusticamente Omogeneo.
L’identificazione delle condizioni espositive mediante:
la determinazione dei tempi di esposizione riferiti alla settimana ricorrente a massimo rischio
la determinazione dei livelli presenti sul Portale Agenti Fisici–banche dati Rumore validate dalla Commissione Consultiva ex art.6 DLgs.81/2008[2].
Una indagine sulle condizioni di lavoro e sulle sorgenti acustiche considerate nella settimana ricorrente a massimo rischio per l’identificazione di appropriati fattori correttivi ai livelli precedentemente stimati.
L’applicazione di un algoritmo per il calcolo del LEX ai fine dell’assegnazione del lavoratore o del gruppo acusticamente omogeneo (GAO) ad un specifica fascia di rischio.
3a – Valutazione della possibilità di “giustificare”
Verificare se il tipo di produzione/servizio della propria azienda consente di escludere con certezza la possibilità di avere lavoratori esposti a LEX di oltre 80 dB(A), Lpicco di oltre 135 dB(C) e condizioni a contorno che determinano un rischio uditivo incrementato, confrontandosi con le indicazioni dell’Allegato 2.
1 - Il tipo di produzione/servizio della sua azienda le consente di collocarsi tra le tipologie di aziende che certamente non superano gli 80 dB(A) e hanno rischi acustici irrilevanti ?
Se la risposta è Si, “giustificare” (non è necessaria la determinazione del LEX degli addetti)
Se non è possibile giustificare ai sensi del punto precedente occorre identificare la terza settimana peggiore dal punto di vista dell’esposizione al rumore intervenuta nell’anno precedente e che è ragionevole attendersi negli anni successivi[3],
3c - Identificazione dei livelli sonori LAeq e dei relativi tempi di esposizione della settimana ricorrente a massimo rischio
5- Nella SRMR quali sono in ordine di rumorosità decrescente le 5 condizioni espositive (sorgenti/lavorazioni) che più espongono a rumore ? Per le 5 condizioni identificate, definire i relativi tempi di esposizione e inserire i dati nello schema sottostante:
LAeq,1* = ____,_ (dB(A)) e T1 = ___ (min)
LAeq,2* = ____,_ (dB(A)) e T2 = ___ (min)
LAeq,3* = ____,_ (dB(A)) e T3 = ___ (min)
LAeq,4* = ____,_ (dB(A)) e T4 = ___ (min)
LAeq,5* = ____,_ (dB(A)) e T5 = ___ (min)
* : I valori di LAeq sono desumibili dai dati presenti sul Portale Agenti Fisici–banche dati Rumore validate dalla Commissione Consultiva ex art.6[4]. Ai lavoratori esposti a rumori provenienti da sorgenti prossimali va attribuito il rumore emesso da quella sorgente. In tutti i casi in cui non è possibile identificare con chiarezza la situazione espositiva (es. operatore mobile in contesti con molte sorgenti –carrellisti/addetti a controlli impiantistici nei molini/ mangimifici/ ceramiche) o qualora il valore assegnato dalle banche dati non sia ritenuto consono, occorrerà ricorrere a misurazioni.
3d – Correzioni sui livelli sonori LAeq considerati nella settimana ricorrente a massimo rischio
Per ciascuno dei non più di 5 LAeq così sinora definiti occorre ora apportare le seguenti correzioni:
LAeq CORRETTO = LAeq + C +D + E +F
Correzione per bonifiche acustiche*
C (dBA)
Bonifiche molto efficienti
(es.: separazioni acustiche, silenziatori, cappottature, cabine operatore) che intervengono su tutte le sorgenti che influiscono apprezzabilmente sul LAeq
Bonifiche efficienti (es.: coibentazione di condotti, cappottature parziali, schermi) che intervengono su tutte le sorgenti che influiscono apprezzabilmente sul LAeq
Altre bonifiche (es.: sistemi antivibranti, trattamenti ambientali) o bonifiche che intervengono solo su talune delle sorgenti che influiscono apprezzabilmente sul LAeq
*: considerando le bonifiche successive all’acquisto delle attrezzature di lavoro o i trattamenti ambientali; non i DPI uditivi, secondo le 10 categorie indicate dalla UNI/TR 11347:2010.
Correzione per riverbero
D (dBA)
Nessun riverbero (ambiente aperto)
Ambiente chiuso poco riverberante
Gallerie o spazi molto ristretti (stive, cisterne). Ambienti molto riverberanti
Correzione per affollamento
E (dBA)
Presenza contemporanea di più lavoratori/sorgenti di rumore nelle immediate vicinanze
Lavoratore o sorgente singoli o comunque molto distanti tra loro
Correzione per manutenzione
F (dBA)
Macchine/attrezzature nuove
Macchine/attrezzature con buona manutenzione
Macchine/attrezzature senza manutenzione
3e –Calcolo del livello di esposizione (LEX) nella settimana ricorrente a massimo rischio
Fare riferimento alla formula dell’Allegato 3 e al software fornito con questa proposta di procedura.
Il risultato dell’applicazione della proposta di procedura standardizzata nelle modalità sopra descritte include il calcolo dell’incertezza. Pertanto il risultato del calcolo consente di collocare immediatamente il lavoratore o il GAO in una delle 3 fasce di rischio indicate al punto 1.
ELENCO DI LAVORAZIONI CON ELEVATI LIVELLI DI PICCO
Uso di esplosivi (artificieri nelle cave o gallerie, per scopi militari …)
Fucili o armi da fuoco (guardie ecologiche, operatori dei poligoni di tiro, polizia, militari …)
Pistole sparachiodi (su legno, metallo, pietra, cemento …)
Martellatura di strutture metalliche (lamiere, acciaio, alluminio …)
Punzonatrici, magli (metalmeccanica …)
Presse a vibro-scossa (fonderie …)
ELENCO DI ATTIVITÀ E MANSIONI CON LEX NORMALMENTE MINORI DI 80 dB(A) [5]
L’appartenenza di un’attività o di una mansione esercitata nell’ambito di una specifica azienda ad una delle categorie elencate nella colonna di sinistra della Tabella a seguito, non è di per sé una garanzia assoluta di non superamento degli 80 dB(A) di LEX; quanto detto vale ovviamente in maniera simmetrica per le attività e mansioni della colonna destra.
Per ridurre le probabilità dei possibili errori nell’applicazione del protocollo a seguito esposto si consiglia alle aziende di:
verificare la propria collocazione avendo a mente le attività e le mansioni esercitate dall’addetto maggiormente esposto nella settimana più rumorosa dell’ultimo anno;
definire quanto tempo sono utilizzate le attrezzature di lavoro più rumorose della propria azienda considerando che bastano anche pochi minuti di uso di macchine o utensili rumorosi per superare gli 80 dB(A) di LEX.
Per avere LEX > 80 dB(A) bastano:
Livello di rumore tipico di:
30 minuti a 92 dB(A)
saldatori, uso di mazze con scalpelli per lavori edili, trattori non cabinati ...
15 minuti a 95 dB(A)
avvitadadi, smerigliatrici di testa, seghe circolari per taglio alluminio...
8 minuti a 98 dB(A)
smerigliatrici angolari a disco, martelli demolitori, taglio jolly ceramici...
Il datore di lavoro che, in ragione delle peculiarità della propria azienda, ritenesse di non riconoscersi nell’assegnazione effettuata, può sempre verificare le proprie convinzioni affidando ad una persona competente il mandato di testare strumentalmente solamente una o alcune situazioni-limite, riservandosi solo successivamente di commissionare l’eventuale intera valutazione con misurazioni prevista dal D.Lgs.81/08.
Tabella di classificazione di attività e mansioni
ai fini dell’obbligo di misurazione strumentale
Attività che generalmente non superano gli 80 dB(A) e per le quali generalmente non ricorre l’obbligo della misurazione strumentale
Attività per le quali le conoscenze attualmente disponibili non consentono un inquadramento predefinito
Attività che generalmente superano gli 80dB(A) e per le quali generalmente ricorre l’obbligo della misurazione strumentale
Confezione in tessuto
Confezione di maglieria
Modelliste, figuriniste
Produzione calzature (escluso montaggio e suolatura)
Stampa su tessuto per applicazione a caldo
Taglio, ripasso, imbusto
Asolatura, applicazione bottoni
Produzione tessuti a mano, decorazioni su tessuti senza macchine
Confezioni borse, cinture in pelle
Lavorazione e produzione pellicce
Concerie, tintorie pellame
Tessitura (rettilinee, circolari, cotton)
Lavorazione e produzione pelli
Produzione occhiali, ombrelli, penne
Disossatura manuale
Rosticcerie, friggitorie e produzione pizze al taglio
Allevamenti non di suini
Lavorazione e confezione spezie
Produzione caffè, estratti, lievito
Produzione grassi
Produzione industriale pasta
Lavorazione budella
Produzione industriale di pane, piadine, biscotti
Disossatura con macchine
Imbottigliamento in vetro (acqua, vini, liquori ...)
Lavorazione e conservazione prodotti
alimentari in genere (pomodori, ortaggi...)
Preparazione di pasti ad uso industriale
Produzione aceto, alcool, vino
Produzione di insaccati e lavorazione carni
ATTIVITÀ ARTIGIANALI ARTISTICHE
Liutai, costruzione artigianale di strumenti a corda
Intagliatori di legno a mano
Lavorazione artistica di cuoio e pelle
Riparazione oreficeria, bigiotteria
Restauri d’arte (dipinti, cornici, mobili, stucchi)
Lavorazione ardesia e marmo
Facchini e stivatori
Allestimento campionari di piastrelle
Produzione e lavorazione artistica del vetro
Produzione manufatti ceramici
Biomedicale: solo assemblaggio
Biomedicale: produzione e trattamento prodotti biomedicali
Produzione e confeziona-mento di prodotti chimici
Mense, ristoranti, pizzerie
Negozi con impianti di diffusione sonora
Cucine per la preparazione industriale dei pasti
Musicisti, Orchestrali
Costruttori edili, muratori
Lavorazione terracotta (fornaci)
Pavimentatori, piastrellisti
Perforazioni suolo, pozzi
GRAFICA E FOTOGRAFI
Decorazioni murali e su tela
Legatoria a mano
Registrazioni video e fonografiche
Tipografia, litografia
Lavorazione clichè in zinco
Montaggio cornici
Montaggio scale, infissi, pareti e pavimenti
Segherie, produzione imballaggi
Carburatoristi
Installatori e riparatori impianti idraulici, termosanitari, elettrici, gas
Installatori antinfurto e antincendio
Riparazione e assemblaggio biciclette
Riparazione radio, tv, elettrodomestici
Meccanici riparatori di auto e moto
Centri controllo numerico
Saldatura (escluso “stagno”)
Estetiste, manicure
Gestione imprese turistiche, noleggio di mezzi di trasporto
Lavanderie al pubblico, tintura capi
Ottici (riparazione occhiali)
Podologi, masso-fisioterapisti, massaggiatori
Vendita e toelettatura animali
Call center e tutte le tipologie di servizi che utilizzano dispositivi sonori situati in prossimità dell’orecchio
In chiusura si ricorda ancora che l’elenco sopra riportato vuole avere un carattere indicativo: resta ferma la responsabilità del datore di lavoro nello stabilire se, nello specifico caso, i livelli di esposizione LEX (dipendenti sia dai livelli di rumore che dai tempi di esposizione) possano ragionevolmente ritenersi inferiori a 80 dB(A).
Nota: un metodo empirico per verificare se la rumorosità in una postazione di lavoro è maggiore di 80 dB(A) e quello di rivolgere la parola con un normale tono di voce ad un lavoratore che non abbia deficit uditivi e non soffra di patologie all’orecchio e che stia svolgendo la normale attività lavorativa. La distanza tra i due deve essere di 1 m (più o meno la distanza di un braccio teso), evitando di metterlo in mezzo tra la sorgente di rumore ed il ricevente;
Se il ricevente non capisce le parole è presumibile che il livello di rumore equivalente (LAeq) della postazione/attrezzatura utilizzata sia superiore ad 80 dB(A).
CALCOLO DEL LIVELLO DI ESPOSIZIONE DELLA SETTIMANA RICORRENTE A MASSIMO RISCHIO
La formula generale si applica utilizzando i dati relativi ai livelli equivalenti sonori e ai tempi di esposizione nella settimana ricorrente a massimo rischio (SRMR) di cui ai punti da 3b a 3e.
LEX,w = livello di esposizione settimanale a rumore [dB(A)]
T0 = tempo di riferimento del LEX,w [2400 minuti o 40 ore]
LAeq,Ti = livello equivalente di esposizione nel tempo iesimo [dB(A)]
Ti = durata dell’esposizione al Leq esimo [minuti o ore]
Ad esempio si supponga di essere esposti alle seguenti 5 diverse condizioni espositive nel corso della settimana ricorrente a massimo rischio, con rumorosità e tempi come dalla tabella seguente:
Livello equivalente Leq,i
Tempo di esposizione Ti
Si ottiene come risultato finale:
LEX,w = 84,2 dB(A)
e quindi la fascia di rischio è quella intermedia, tra il valore inferiore e il valore superiore di azione
[1]È possibile ridurre le misurazioni individuando GAO che devono essere chiaramente identificati quanto a composizione.
I gruppi acusticamente omogenei possono essere individuabili, per esempio, in base alla mansione, funzione, area di lavoro o professione. In alternativa, i GAO sono individuabili mediante analisi del lavoro secondo criteri di produzione, di processi o di attività lavorative.
I GAO così identificati debbono essere verificati consultando i lavoratori e il loro supervisore.
[2]Questa proposta di Procedura verrà estesa anche alla determinazione dei LEX a partire dai dati di certificazione dei produttori appena saranno consolidati gli approfondimenti specifici.
[3]Resta fermo il principio che la valutazione va rifatta ogni qual volta si modifichino significativamente le condizioni espositive, oppure quando i risultati della sorveglianza sanitaria evidenziano peggioramenti della funzione uditiva di lavoratori e comunque ogni 4 anni.
[4]I valori desumibili da banche dati vanno utilizzati nei limiti e con le accortezze indicate dagli Autori. In particolare il dato utilizzato deve derivare da condizione espositiva sovrapponibile a quella che si vuole descrivere.
[5] Elenco desunto e aggiornato dalle Linee guida di CNA - LAPAM-Federimpresa - Confcommercio - Confesercenti - CLAAI e dell’Az.USL di Modena