Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/codice_mediazione/5
Timestamp: 2020-03-29 20:39:09+00:00
Document Index: 47043081

Matched Legal Cases: ['art.5', 'art.8', 'art.5', 'art.84', 'art.5', 'art.8', 'art.77', 'art.5', 'art.3', 'art.3', 'art. 5', 'art. 111', 'art. 5', 'art.5', 'art. 8', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 5']

È l’esperimento del procedimento di mediazione che è condizione di procedibilità della azione davanti al Giudice ordinario e nel caso di specie la mediazione iniziata solo con 15 giorni di ritardo rispetto al termine (ordinatorio) ha avuto regolare sviluppo e si è conclusa. Appello Firenze, 13 Gennaio 2020. Segue...
Mediazione obbligatoria – Mancato rispetto del termine assegnato dal giudice – Effetti – Natura ordinatoria del termine – Improcedibilità – Fattispecie.
In tema di mediazione obbligatoria, poiché la condizione di procedibilità si considera, per espressa disposizione di legge, avverata solo dopo che si sia tenuto il primo incontro davanti al mediatore, la domanda deve essere dichiarata improcedibile quando il suo mancato effettivo esperimento dipenda dalla colpevole inerzia della parte che abbia presentato la domanda di mediazione ben oltre tale termine all’uopo dato dal Giudice e solo quattro giorni prima dell’udienza fissata per la verifica dell’effettivo esperimento della mediazione, a cui è subordinata la procedibilità dell’azione.
Giova sottolineare che la qualificazione del termine in questione come ordinatorio non è decisiva ai fini della presente fattispecie, perché la dichiarazione d’improcedibilità non postula la natura perentoria del termine concesso dal giudice, bensì l’effettivo mancato esperimento della mediazione alla data dell’udienza fissata dal giudice per consentire l’avveramento della condizione di procedibilità. In altre parole, la natura ordinatoria del termine è compatibile con la declaratoria d’improcedibilità nei casi di mancato effettivo esperimento della mediazione entro la data dell’udienza fissata per tale scopo. Infatti, pur ritenendo che, in considerazione della natura ordinatoria del termine, la domanda di mediazione possa essere presentata oltre il termine di quindici giorni assegnato dal giudice, è comunque necessario, per l’avveramento della condizione di procedibilità, che il primo incontro dinanzi al mediatore avvenga entro l’udienza di rinvio, fissata proprio per la verifica dell’effettivo esperimento della mediazione, a cui è subordinata la procedibilità dell’azione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 04 Luglio 2019. Segue...
[Il giudice, ritenendo non condivisibile il principio affermato da Cass. 8473/2019, dichiarava improcedibile la domanda, a seguito della conclusione del procedimento obbligatorio di mediazione al primo incontro, nel quale il procuratore dell’istante dichiarava riguardo al procedimento di mediazione che “non era possibile iniziarlo” ritenendo assolutamente superfluo l’esperimento del procedimento, che avrebbe solamente comportato un aggravio di spese.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 08 Maggio 2019. Segue...
Mediazione obbligatoria – Profili di illegittimità costituzionale del Decreto Legge introduttivo del comma 1-bis dell’art.5 e del comma 4-bis dell’art.8 D.Lgs. 28/2010 – Esclusione
Profili di illegittimità costituzionale del dell’art.5 D.Lgs. 28/2010 per disparità rispetto alla negoziazione assistita in materia di opposizione a decreto ingiuntivo – Esclusione.
È infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art.84, comma 1, lett.b), del D.L. n.69 del 2013 che ha inserito il comma 1-bis all’art.5 del D.Lgs. 4 marzo 2010, n.28 e nella parte in cui ha aggiunto il comma 4-bis, secondo periodo, all’art.8 del citato decreto legislativo. Deve escludersi infatti che il mero differimento dell’efficacia delle disposizioni censurate provi il difetto dei presupposti di straordinaria necessità e urgenza richiesti dall’art.77, secondo coma, Cost., sia l’esistenza di una disomogeneità finalistica delle norme censurate rispetto alle altre contenute nel decreto legge.
È altresì infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art.5, comma 4, lettera a), del D.Lgs. n.28 del 2010, laddove prevede l’obbligatorietà della mediazione nei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo, con riferimento all’art.3 Cost. in relazione al raffronto con la disciplina legislativa della negoziazione assistita da uno o più avvocati, che non deve essere esperita né nella fase monitoria né nel successivo, eventuale giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo.
Il procedimento di mediazione è connotato dal ruolo centrale svolto da un soggetto, il mediatore, terzo e imparziale, là dove la stesa neutralità non è ravvisabile nella figura dell’avvocato che assiste le parti nella procedura di negoziazione assistita. L’evidenziata disomogeneità delle due fattispecie ne preclude, dunque, una comparabilità idonea a integrare l’asserita violazione dell’art.3 Cost.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 18 Aprile 2019, n. 97. Segue...
Processo civile – Mediazione obbligatoria – Comparizione personale delle parti – Sostituzione della parte con rappresentante sostanziale con apposita procura sostanziale – Condizione di procedibilità può ritenersi realizzata al termine del primo incontro davanti al mediatore.
La condizione di procedibilità può ritenersi realizzata al termine del primo incontro davanti al mediatore, qualora una o entrambe le parti, richieste dal mediatore dopo essere state adeguatamente informate sulla mediazione, comunichino la propria indisponibilità di procedere oltre. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 27 Marzo 2019, n. 8473. Segue...
Opposizione a decreto ingiuntivo - Mediazione obbligatoria - Mancata promozione della mediazione - Conseguenze.
La mancata promozione della mediazione produce la declaratoria di improcedibilità e con essa il definitivo consolidamento del decreto ingiuntivo, al pari di quanto si dà per la mancata opposizione o per la mancata attività dell’opponente o per il rigetto della stessa o infine per l’estinzione del relativo processo. (Renato Perticarari) (riproduzione riservata) Tribunale Macerata, 07 Febbraio 2019. Segue...
Opposizione a decreto ingiuntivo – Mediazione obbligatoria – Onere di promozione della mediazione – Grava sull’opposto – Concessione nuovo termine.
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, l’onere di instaurare il procedimento di mediazione grava sul convenuto opposto. (Valeria Callegari) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 30 Gennaio 2019. Segue...
Mediazione obbligatoria – Partecipazione personale delle parti – Necessità – Sussiste – Possibilità di delega a un terzo – Limiti – Possibilità di delegare il difensore – Esclusione.
Il rappresentante non potrà mai identificarsi nella persona dell’avvocato che rappresenta e difende la parte in giudizio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vasto, 17 Dicembre 2018. Segue...
La mediazione obbligatoria di cui all’art. 5 del d. lgs. 28/2010 deve essere esperita unicamente in relazione alle domande proposte dall’attore nei confronti del convenuto ma non con riguardo alle domande proposte da quest’ultimo nei confronti di terzi chiamati in quanto a) una diversa soluzione comporterebbe un notevole allungamento dei tempi di definizione del processo, in contrasto con il principio di ragionevole durata dello stesso stabilito dall’art. 111 Cost.; b) le disposizioni che prevedono condizioni di procedibilità, costituendo deroga al diritto di azione, sono di stretta interpretazione; c) l’art. 5 del d. lgs. 28/2010 menziona solo il convenuto quale soggetto legittimato a dedurre il difetto del previo esperimento del tentativo di conciliazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 14 Giugno 2016. Segue...
Il termine “convenuto” utilizzato dall’art.5 comma 1 bis D.Lgs. 28/2010 per indicare il soggetto che eccepisce l’improcedibilità della domanda ben può essere riferito all’attore rispetto alla domanda riconvenzionale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 12 Maggio 2016. Segue...
L’esito infruttuoso della negoziazione assistita facoltativa esperita non esonera le parti dall’esperimento della mediazione, qualora quest’ultima costituisca condizione di procedibilità della domanda giudiziale, tanto più sei si considera che una simile sequenza non appare in astratto inutilmente dilatoria, a differenza di quella inversa (negoziazione esperita dopo il fallimento della mediazione) poichè consente il passaggio ad una procedura stragiudiziale che presenta un valore aggiunto rispetto alla prima, costituito dall’intervento di un terzo imparziale, che può favorire l’esto conciliativo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 23 Dicembre 2015. Segue...
La condanna di cui all’art. 8 comma 5 secondo periodo del d. lgs. 28/2010, avendo natura sanzionatoria, va adottata nei confronti di ciascuna delle parti che non abbiano partecipato al procedimento di mediazione senza giustificato motivo, a fortiori quando le loro posizioni non siano inscindibili ed esse possano quindi valutare indipendentemente l’una dall’altra di aderire alla prospettiva conciliativa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 12 Novembre 2015. Segue...
La legge 9 agosto 2013 n. 98 (di conversione del d.l. 21 giugno 2013 n. 69), riscrivendo parzialmente il tessuto normativo del d.lgs. 28/2010, ha previsto la possibilità per il giudice (anche di appello) di disporre l’esperimento del procedimento di mediazione (cd. mediazione ex officio). Si tratta di un addentellato normativo che inscrive, in seno ai poteri discrezionali del magistrato, una nuova facoltà squisitamente processuale: trattasi, conseguentemente, di una norma applicabile ai procedimenti pendenti. Peraltro, il fascio applicativo della previsione in esame prescinde dalla natura della controversia (e, cioè, dall’elenco delle materie sottoposte alla cd. mediazione obbligatoria: art. 5 comma I-bis, d.lgs. 28/2010) e, per l’effetto, può ricadere anche su un controversia quale quella in esame, avente ad oggetto il recupero di un credito rimasto insoddisfatto. Giova, peraltro, ricordare come i mediatori ben potrebbero estendere la «trattativa (rectius: mediazione)» ai fatti emersi successivamente alla instaurazione della lite e non fatti valere nel processo, così essendo evidente che l’eventuale soluzione conciliativa potrebbe definire il conflitto, nel suo complesso, mentre la sentenza conclusiva del procedimento civile potrebbe definire, tout court, solo una lite, in modo parziale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Anche per le mediazioni attivate su disposizione del giudice, è vincolante la previsione di cui al novellato art. 4 comma III d.lgs. 28/2010: la domanda di mediazione, pertanto, va presentata mediante deposito di un’istanza presso un organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia. Ovviamente, trattandosi di norme legate alla mera competenza territoriale, è chiaro che le parti – se tutte d’accordo – possono porvi deroga rivolgendosi, con domanda congiunta, ad altro organismo scelto di comune accordo. La domanda di mediazione presentata unilateralmente dinanzi all’organismo che non ha competenza territoriale non produce effetti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Ottobre 2013. Segue...
Dove le parti del processo, concordemente, in udienza, richiedano un “rinvio per trattative”, il giudice, in luogo del mero differimento del procedimento, può invitare le parti a valutare l’opportunità di avvalersi della mediazione ex art. 5 comma II d.lgs. 28/2010, per attivare o proseguire davanti agli stessi, i canali conciliativi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 11 Gennaio 2013. Segue...
La sentenza della Corte Costituzione n. 272/2012 ha colpito solo la mediazione cd. obbligatoria ma non quella cd. delegata (su invito del giudice): l’art. 5 comma III dlgs 28/2010, infatti, è espressione del diritto del destinatario del Servizio Pubblico di Giustizia di potere sperimentare il tentativo di mediazione. Ne consegue che, espunto dall’ordinamento l’Obbligo della Mediazione, rimane comunque vivo il Diritto alla Mediazione, che trova respiro attraverso l’eventuale adesione delle parti, all’invito sottoposto dal giudice. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 14 Dicembre 2012. Segue...
L’istituto della mediazione cd. delegata (su invito del giudice) «resiste» nell’ordinamento anche all’indomani della declaratoria di incostituzionalità dell’art. 5, comma 1, d.lgs. 28/2010. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 09 Novembre 2012. Segue...
Il sollecito per una mediazione delegata non impedisce alle parti di attivarsi comunque per provocare la cd. mediazione volontaria; in quel caso, la pendenza dell’una impedisce la pendenza anche dell’altra, sugli stessi fatti e tra le stesse parti, poiché pur essendo diversa la fonte (volontà della parte; invito del giudice) uguale resta il procedimento. Da ciò consegue che, se in pendenza dei termini dati dal giudice alle parti per valutare l’invito alla mediazione cd. delegata, uno dei litiganti nelle more presenti spontaneamente istanza di mediazione cd. facoltativa, resta ferma la libertà della controparte di aderire o non all’istanza già depositata e, comunque, resta ferma la libertà del giudice, dinanzi al fallimento di quel procedimento, di provocarne un altro per via giudiziale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 28 Settembre 2012. Segue...
Non è imposto alle parti, in caso di esito favorevole della mediazione, di darne atto nel processo ben potendo semplicemente non comparire per provocare l’estinzione del giudizio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 06 Luglio 2012. Segue...
La domanda di restituzione di un bene, richiede l’obbligo del preliminare tentativo di mediazione, ex d.lgs. 28/2010, solo dove si tratti di azione (reale) di rivendica e non anche se si tratti, invece, di azione (personale) restitutoria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 20 Gennaio 2012. Segue...
L’art. 5 comma 1, d.lgs. 28/2010 deve essere interpretato secundum constitutionem e deve, dunque, essere esclusa la mediazione obbligatoria là dove essa verrebbe imposta nella consapevolezza che i litiganti non potrebbero comunque pervenire ad un accordo conciliativo. L’incostituzionalità sarebbe evidente, in casi del genere, poiché viene frustrata la stessa ratio dell’istituto: operare come un filtro per evitare il processo; ma se il processo non è evitabile, l’istituto è una appendice formale imposta alle parti con irragionevolezza (e, quindi, violazione dell’art. 3 Cost.). Nel caso delle azioni di usucapione, non potendo la sentenza essere surrogata dall’accordo, la mediazione non è obbligatoria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 20 Dicembre 2011. Segue...
La mediazione cd. obbligatoria, prevista dall’art. 5, comma 1, d.lgs. 28/2010, costituisce una limitazione alla regola generale dell’accesso diretto alla Giustizia, e, come tutte le ipotesi di giurisdizione cd. condizionata, costituisce quindi una norma eccezionale non suscettibile di interpretazione estensiva o analogica. Ne consegue che l’azione in materia di da responsabilità da diffamazione è sottoposta alla mediazione obbligatoria solo se realizzata “con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità”, non anche con il telefono o la voce. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 20 Dicembre 2011. Segue...