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Timestamp: 2018-07-20 08:57:21+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 157', 'sentenza ']

Cassazione, n. 9265/2012 | LeggiOggi
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Cassazione, n. 9265/2012
Corte di Cassazione, Sezione Seconda Penale, 9 marzo 2012, n. 9265
1. Con sentenza del 29/06/2011, la Corte di Appello di Palermo confermava la sentenza con la quale, in data 23/06/2009, il giudice monocratico del tribunale della medesima città aveva ritenuto B.A. colpevole del reato di cui agli artt. 633 e 639 bis c.p. per avere abusivamente occupato un immobile di proprietà dello IACP di Palermo.
2. Avverso la suddetta sentenza, l’imputata, a mezzo del proprio difensore, ha proposto ricorso per cassazione deducendo i seguenti motivi
1. violazione dell’art. 54 c.p. per non avere la Corte territoriale riconosciuto lo stato di necessità nonostante dalla documentazione in atti risultasse che la ricorrente non aveva alcun reddito, aveva un figlio neonato completamente a suo carico al quale era necessario «fornire rapidamente un tetto per evitare conseguenze letali per la salute dello stesso». D’altra parte, la domanda per ottenere un alloggio non aveva avuto alcun riscontro stante la totale assenza di alloggi popolari nella città di Palermo. Aveva, quindi, errato la Corte territoriale nel ritenere che la ricorrente versava in uno mero stato di disagio abitativo.
2. violazione dell’art., 157 c.p., per non avere la Corte territoriale dichiarato la prescrizione, atteso che il fatto risulta accertato al 27/01/2004.
1. violazione dell’art. 54 c.p.; Il ricorso è infondato per le ragioni di seguito indicate.
Tale ultimo requisito presuppone che, nel momento in cui l’agente agisce contra ius – al fine di evitare “un danno grave alla persona” – il pericolo sia imminente e, quindi, individuato e circoscritto nel tempo e nello spazio (Cass. 3310/1981 riv 148374).
L’attualità del pericolo, per argumentum a contrario, esclude, in linea di massima, tutte quelle situazioni di pericolo non contingenti caratterizzate da una sorta di cronicità essendo datate e destinate a protrarsi nel tempo.
Invero, il pericolo non sarebbe più attuale (rectius: imminente) bensì permanente proprio perchè l’esigenza abitativa – ove non sia transeunte e derivante dalla stretta ed immediata necessità “di salvare sè od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona” – necessariamente è destinata a prolungarsi nel tempo.
In conclusione, la doglianza deve ritenersi infondata in quanto una precaria ed ipotetica condizione di salute non può legittimare, ai sensi dell’art. 54 c.p., un’occupazione permanente di un immobile per risolvere, in realtà, in modo surrettizzio, un’esigenza abitativa.
2. violazione art. 157 c.p.: il reato è di natura permanente, sicchè il dies a quo per la prescrizione va calcolato dalla sentenza di primo grado pronunciata in data 23/06/2009: di conseguenza, ad oggi, il termine di prescrizione (anni sette e mesi sei) non è ancora decorso.
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