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Timestamp: 2017-02-27 04:30:14+00:00
Document Index: 75995401

Matched Legal Cases: ['art 1118', 'art 1118', 'art 1118', 'art. 1065', 'art 35', 'art. 17']

Art 1118 comma 2, ma è contraddittorio? | immobilio - Forum Immobiliare
Art 1118 comma 2, ma è contraddittorio?
Discussione in 'Comunione e Condominio' iniziata da luigiraimondo, 11 Febbraio 2013.
Si vuole sapere se secondo voi l'art 1118 del cc al comma 2 nella parte che dice
''il condomino non può rinunziare al suo diritto sulle parti comuni.'' norma imperativa!
Se secondo voi contraddice lo stessa comma 1 nella parte :
'' il diritto di ciascun condomino sulle parti comuni, salvo che il titolo non disponga altrimenti, è proporzionale al valore dell'unità immobiliare che gli appartiene .'' ( può disporre anche la rinuncia??)
Ed inoltre entra in contrasto con l'art 1118 cc ::
parti comuni dell'edificio.
Sono oggetto di proprieta' comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell'edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo:
non ho capito il condomino non può rinunciare ai suoi diritti, ma il titolo può disporre diversamente???? Ma che cavolo di contraddizione è questa!!
Aspetto un vostro parere........ Cordialmente luigi raimondo luigiraimondo,
Dove sta il quesito? Ognuno può rinunciare ad un suo diritto. Ma nessuno glielo può imporre.ad esempio un regolamento di condominio non può disporre che una parte comune senza il mio consenso non sia più anche mia. MA io posso rinunciarvi in ogni caso
MA io posso rinunciarvi in ogni casoClicca per allargare...
.... se ho letto bene, ... fino ad un certo punto.
Ad ogni diritto, corrisponde solitamente un dovere, ad esempio quello di contribuire al mantenimento del bene comune: un condomino non può sottrarsi al suo diritto/dovere: può però cedere ad un altro il suo diritto, e conseguente dovere.
Luigi, non scivere in maiuscolo: nel forum equivale ad urlare...
L'art in questione sancisce il principio alla proporzionalità cioè l'unione tra le singole proprietà e le parti condominiali che diventano indissolubili. In poche parole il singolo condomino dovrà sempre versare le spese per le parti comuni condominiali anche se vi rinuncia e vi potrà rinunciare solo quando rinuncerà alla sua proprietà individuale. Rinuncia da un lato all'uso ma dall'altro ha l'obbligo a pagare le spese di conservazione. Pensa a quanti si sono staccati dal riscaldamento condominiale
Ad ogni diritto, corrisponde solitamente un dovere, ad esempio quello di contribuire al mantenimento del bene comune: un condomino non può sottrarsi al suo diritto/dovere: può però cedere ad un altro il suo diritto, e conseguente dovere.Clicca per allargare...
Come ha specificato Rosa non puoi sottrarti ai doveri, ma puoi rinunciare ai diritti, essendo quella del condominio di edifici una comunione forzosa. Es.classico è la caldaia, appunto, puoi staccarti dal centralizzato, e rinunci così al tuo diritto. Ma non puoi sottrarti alle spese straordinarie.
Il diritto al riscaldamento, perché di questo e simili si parla, non puoi cederlo
Discorso totalmente a parte è la cessione del diritto di proprietà dell immobile in sé. Con il nuovo proprietario il giro ricomincia.
Come ha specificato Rosa non puoi sottrarti ai doveri, ma puoi rinunciare ai diritti, essendo quella del condominio di edifici una comunione forzosa.
Es.classico è la caldaia, appunto, puoi staccarti dal centralizzato, e rinunci così al tuo diritto. Ma non puoi sottrarti alle spese straordinarie.
Discorso totalmente a parte è la cessione del diritto di proprietà dell immobile in sé. Con il nuovo proprietario il giro ricomincia.Clicca per allargare...
voi scrivete che il condomino non può rifiutarsi di pagare gli oneri condominiali, e questa è una cosa, ma la dice diversamente che cioè non può rinunciare ad un diritto quello sulle parti comuni....cioè se il lastrico solaio è una parte in comune, la proprietà del lastrico non può essere venduta? o se sei è venduta la vendita è nulla???
luigiraimondo,
Il problema nasce dalla ratio della norma civilistica. Non si può rinunciare a una quota di una comunione se non vi è una espansione dei diritti di altri che devono espressamente accettarli. Dinnazi a questo concetto 1000 millesimi devono rimanere sempre tali.
Il Legislatore ha previsto due aspetti il primo generico che stabilisce qual'è la quota che ognuno dei condomini possiede delle parti comuni (proporzionalità rispetto al valore) il secondo di irrinunciabilità rispetto alla quota così stabilita quale atto unilaterale.
In ogni caso se talvolta è possibile rinunciare alla propria parte di una parte di proprietà comune bisognerebbe ricorrere a un atto pubblico (notaio) che raccolga nello stesso momento tutte le firme dei proprietari per modificare gli atti originari.
Un esempio di cosa è cedibile: l'appartamento del custode o parte di un pianerottollo che viene utilizzato solo da un singolo appartamento (classico caso è lo spostamento in avanti della porta di ingresso);
Incedibile : la quota delle scale o del tetto.
Per la rinuncia al riscaldamento l'aspetto è differente in quanto non si rinuncia alla proprietà ma al suo utilizzo tant'è che si pagano le spese straordinarie ma non il carburante e la manutenzione ordinaria (esiste però il problema del riscaldamento passivo di cui beneficia il distaccato ma ritengo esuli dal contesto)
Scusate non ho sottolineato che rinmunciare è un atto unilaterale mediante il quale un soggetto decide di spogliarsi di un diritto mentre la cessione (compravendita) è atto bilaterale in cui una parte (composta da uno o più soggetti) cede ad altra parte (a sua volta compostra da uno o più soggetti) che accetta un diritto. Se a titolo oneroso si tratta di compravendita, se a titolo gratuito si tratta di donazione
l'art 1118 del cc al comma 2 nella parte che dice
da dove si evince che vale solo se l'atto è unilaterale ma tale irrinunciabilità decade se l'atto è ricevuto da notaio o in forma pubblica o meno, in un trasferimento di diritti fra persone........?
Perchè se interviene un notaio non si tratta di rinuncia. Giuridicamente la rinuncia è un atto unilaterale con il quale un soggetto rinuncia a un proprio diritto ma nel caso di un condominio, come avevo indicato, la proprietà di un soggetto non può divenire res nullius o derelicta. Deve per forza di cose essere trasferita a un altro soggetto in quanto i millesimi devono rimanere sempre 1000 millesimi. Se uno rinuncia ai suoi e nessuno se ne assume l'onere di fatto anche coloro che non vogliono assumerselo ne verrebbero gravati, cosa impossibile giuridicamente.
Pensa alla donazione (atto simile in cui uno rinuncia a un bene), se un altro non l'accetta la donazione non si perfeziona. Trattandosi di un immobile è obbligatorio un atto solenne per il trasferimento della proprietà, a qualsiasi titolo venga eseguito (sia donazione sia compravendita). Ecco perchè se c'è il notaio si può eseguire il trasferimento di titolarità. Non si tratta di rinuncia ma, appunto, di trasferimento
mi è venuto in mente un esempio per chiarire il tutto. Immagina di essere proprietario di una bicicletta. Se rinunci ad essa la puoi abbandonare in un centro raccolta rottami e te ne sei liberato (rinuncia come atto unilaterale) ma se possiedi la biciclatta con un amico che non vuole rinunciare alla bici non ti puoi comportare nello stesso modo e i casi sono solo due o convinci anche lui oppure regali la tua parte al tuo amico.
Mutatis mutandis trasferisci l'esempio nel settore immobiliare in cui gli atti di disponibilità devono essere rappresentati mediante atto solenne (atto con intervento di notaio) se non la puoi abbandonare la deve accettare un altro soggetto (altro condomino) a titolo gratuito (donazione come nel caso della bici) oppure a titolo oneroso (comravendita).
Spero di averti chiarito il punto
Dalla vs discussione traggo una risposta alla mia domanda: se ho un diritto di passaggio (x accedere al box e all'appartamento di mia proprietà) in un giardino di proprietà privata la cui proprietaria ha preteso che nella formazione dei millesimi condominiali la sua proprietà fosse dichiarata ESCLUSIVA, posso pretendere l'installazione di luci esterne (lei nn vorrebbe), la messa a norma e quadro elettrico x le parti comuni, l'apertura del cancello dal citofono nell'appartamento SOLO contribuendo alle spese? Inoltre: può lei rifiutarsi al pagamento in parte delle spese poichè nn utilizza (ad esempio) il citofono perchè ha un secondo ingresso esclusivo con un secondo citofono/campanello?
premetto che senza conoscere gli atti e la morfologia del luogo qualsiasi risposta può essere data solo applicando il famoso grano salis.
Passando nel concreto. Ai sensi dell’articolo 1027 c.c., la servitù consiste nel peso imposto sopra un fondo (fondo servente) per l’utilità di un altro fondo (fondo dominante), appartenente a diverso proprietario. I pesi sulle proprietà non danno altro diritto che utilizzare il bene in funzione della servitù. Infatti, colui che ha un diritto di servitù non può usarne se non a norma del suo titolo o del suo possesso. Nel dubbio circa la estensione e le modalità di esercizio, la servitù deve ritenersi costituita in guisa da soddisfare il bisogno del fondo dominante col minor aggravio del fondo servente (art. 1065 c.c.). Pertanto la risposta se le luci si possono mettere o meno si può fornire solo considerando questo limite e il vantaggio che ne viene al fondo dominante. Senza questa analisi una risposta non può essere data. Proseguendo, quando dici che la proprietaria ha voluto la tabella millesimi ecc. non capisco. I millesimi sono relativi alla suddivisione delle parti comuni mentre la proprietà individuale non entra - logicamente - in questa fattispecie.
Per la messa a norma nessun dubbio che deve essere eseguita e che lei non possa impedirlo o rifiutarsi di sostenere la sua parte di spesa.
Per il citofono se lei ha un apparato in casa non importa se lo usa o meno (è una sua scelta) deve contribuire comunque.
Ma se siete un condominio avete anche un amministratore? qual'è la sua posizione?
Kurt...grazie!
Allora credo di aver capito...I pesi sulle proprietà non danno altro diritto che utilizzare il bene in funzione della servitù. Infatti, colui che ha un diritto di servitù non può usarne se non a norma del suo titolo o del suo possesso........poichè io devo PER FORZA entrare in questo giardino di proprietà esclusiva x entrare in CASA MIA e per ENTRARE NEL MIO BOX deduco che nn possa rifiutarsi alla messa in opera di luci: di notte come entriamo se nn vediamo dove mettiamo i piedi? Tra l'altro c'è la ghiaia talmente grossa (costa meno!) che ci fa sprofondare mettendo a dura prova le ns caviglie (mia madre 86enne esce il meno possibile!). Tra l'altro anche la proprietaria usa questo giardino x parcheggiare (mettendo la sua macchina davanti al mio box impedendomi così di entrare nello stesso...ma questa è un'altra storia!) e, dopo cena, esce con i suoi cani x la "boccata d'aria". Prova della necessità anche x lei di una luce è che ne ha messa una posticcia attaccata ad un muro...
Per i millesimi nessuno capisce perchè abbia insistito tanto...ma tant'è! L'amministratore???? Ha dato le dimissioni...per fortuna! Quando c'era da mettere in campo la propria professionalità se l'è data a gambe!!! Ora proviamo con la prossima (è una donna! speriamo!). Un tecnico da me portato ha cercato di spiegare... far capire...ma si è giunti allo scontro...che fare? Nn vogliono assolutamente la messa a norma delle luci nelle parti comuni....dovrò sporgere denuncia? Che fare in questo caso? Io nn vorrei ma...Scendo dal 2° piano fino al cancello x aprirlo con la chiave....elettrico nn si può xchè l'elettricista nn rappezza...
Attendi il nuovo amministratore e notifica a lei la situazione. Manda una raccomandata aperta (detta anche francese) informandola prima che la mandi e che la può utilizzare per agire a sua tutela. Con la riforma del condominio e con le sentenze che sono state emanate l'amministratore ora deve prendersi le sue responsabilità.
Se non lo fa entro un congruo termine agisci e denuncia agli organi competenti. Del resto sei anche tu corresponsabile in qualità di comproprietaria. Pensa se qualcuno si fa male.
Per la luce posticcia considera che il muro condominiale è parte comune ed è soggetto alla normativa riguardo l'estetica e il decoro.
6bianca ha scritto:
Dalla vs discussione traggo una risposta alla mia domanda: se ho un diritto di passaggio (x accedere al box e all'appartamento di mia proprietà) in un giardino di proprietà privata la cui proprietaria ha preteso che nella formazione dei millesimi condominiali la sua proprietà fosse dichiarata ESCLUSIVA, posso pretendere l'installazione di luci esterne (lei nn vorrebbe), la messa a norma e quadro elettrico x le parti comuni, l'apertura del cancello dal citofono nell'appartamento SOLO contribuendo alle spese?
Inoltre: può lei rifiutarsi al pagamento in parte delle spese poichè nn utilizza (ad esempio) il citofono perchè ha un secondo ingresso esclusivo con un secondo citofono/campanello?Clicca per allargare...
io credo che il buon senso debba essere usato sempre senza approfittarsene del prossimo solo perchè '''così dice la legge''..........
ma una persona ammettendo che abbia una casa con 50 entrate ed ogni entrata corrisponde con un condominio apparte deve pagare 50 volte il citofono anche se non lo usa?? ma che cretinata sarebbe questa????
mio zio fa dei lavori alll'appartamento di sua proprietà nella sua facciata esteriore. bene pretende da me il 50 %, tutto legale così dice la legge!!!........ma quando a questo punto gli dico che a questo punto visto che gli debbo dare il 50% sui loro lavori,..... anche io farò dei lavori di pittura della balconata, rifacimento dei pavimenti del balcone, sistemazione della ringhiera , e ripittura delle napoletane di legna e che loro mi dovranno dare il 50% , ci sono rimasti male!! dura lex sed lex!!!
la Legge non è una cosa avulsa dalla logica. E' sempre logica, basta conoscerne la ratio. Pertanto dire che uno si approfitta di un altro perchè la Legge dice così è un vero e proprio controsenso. La Legge non consente di approfittarsi di un altro ma di tutelare i propri giusti diritti atrraverso opportune procedure e Organi di Giustizia.
Entrando nel concreto. Se un appartamento avesse più citofoni vorrebbe dire che il proprietario di quello specifico appartamento sarebbe comproprietario di tutti gli impianti citofonici ai quali è attaccato ogni apparato che detiene in casa, ergo dovrebbe pagare per ognuno di essi.
Quindi confermo che se un appartamento ha due linee deve pagare per due linee (spero che sia chiara la differenza tra linea e cornetta citofonica). Nell'esempio che fai inoltre c'è una aggravante ed è relativa a ingressi appartenenti a differenti condominii (ci sono altri post sull'unione di appartamenti appartenenti a differenti condominii). In questo caso è ancora più chiaro che il pagamento è dovuto per ogni impianto citofonico in quanto ognuno appartiene a un diverso condominio.
Ragionando per assurdo (come hai fatto con l'esempio di 50 citofoni) se uno non riceve mai nessuno può rifiutarsi di pagare con la scusa che non beneficia dell'impianto? Mi sembra ovvia la risposta.
Se proprio non vuole pagare e dimostra che la sua rinuncia non compromette l'impianto può chiedere di staccarsi dall'impianto e non pagherà le sole spese di gestione.
Ci sono innumerevoli esempi che si possono fare per similitudine. Se un condomino utilizza semre e solo l'ascensore può chiedere di non pagare le spese di pulizia delle scale?
Chiarito questo punto non si capisce cosa c'entri la storia della verniciatura. A casa vostra ognuno dipinge come vuole le parti comuni? se siete in una villetta fatti vostri, in un condominio non è così.
Infine, vorrei consigliarti maniere più educate. Forse tra le persone che frequenti i modi che utilizzate sono quelli mostrati nel tuo intervento ma ti chiedo la cortesia di utilizzarli solo con loro e non con persone che tra di loro mantengono sempre un tono educato.
Quindi confermo che se un appartamento ha due linee deve pagare per due linee (spero che sia chiara la differenza tra linea e cornetta citofonica).
Nell'esempio che fai inoltre c'è una aggravante ed è relativa a ingressi appartenenti a differenti condominii (ci sono altri post sull'unione di appartamenti appartenenti a differenti condominii). In questo caso è ancora più chiaro che il pagamento è dovuto per ogni impianto citofonico in quanto ognuno appartiene a un diverso condominio.
e fin troppo ovvio che se io uso l'ascensore esclusivamente ,questo non mi giustifica dal non pagare le scale, ma se io ho 5 entrate in 5 condomini differenti per lo stesso appartamento ed ogni condominio ha la scala a parte oltre all'ascensore, non mi sembra neppure giusto che io paghi 5 volte lo stesso importo, per un beneficio pari sempre ad 1, anche se trattasi di eventuali sole spese straordinarie o per le sole pulizie delle scale. esiste un modo ''legalmente'' per sottrarsi a delle spese da cui gli altri beneficiano totalmente e tu di fatto no?
E' una notazione che non capisco nè a chi si riferisca nè quali sarebbero le maniere poco educate incriminate : non ne ho trovate negli scritti degli altri.
Gradirei esser illuminato, altrimenti resterò nella mia idea su chi è poco educato in questa discussione.
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