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Timestamp: 2019-06-17 08:00:25+00:00
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Numero 29 7 luglio 2018
Sulla “compensatio” il percorso tracciato è di grande equilibrio
IL TEMA DELLA SETTIMANA Dopo le quattro sentenze delle sezioni Unite civili in materia di compensatio lucri cum damno il professor Comandé analizza il principio indicato dalla Suprema corte: ancorato alla dimensione europea delle regole di responsabilità civile e all’ iter indicato dalle più recenti acquisizioni della giustizia amministrativa. Il risultato ottenuto raggiunge un flessibile coordinamento tra le risposte istituzionali: da una parte si evita che il danneggiato ottenga un risarcimento sovracompensativo e dall’altra che il danneggiante benefici dell’assenza di cumulo.
Inagibilità tribunale di Bari: il decreto che sospende i termini e i procedimenti penali per la “messa in sicurezza”
Il Dl 73/2018 contiene misure urgenti e indifferibili per assicurare il regolare e ordinato svolgimento dei procedimenti e dei processi penali nel periodo necessario a consentire interventi di edilizia giudiziaria per il Tribunale di Bari e la Procura della Repubblica presso il medesimo tribunale.
Necessario uno sforzo degli “attori” in gioco per superare la crisi
La previsione della sospensione ex lege dei termini dei procedimenti e dei processi penali, sia pure con le condivisibili eccezioni, dovrebbero restare un’ipotesi limite, perché comunque incidente a vario titolo sull'esercizio della funzione giurisdizionale, non potendosi certamente ritenere del tutto imprevedibile l'inagibilità di un edificio
Lavoro in era digitale, qualificazione in cerca di conferme
Lo sviluppo tecnologico è destinato a incidere in maniera sempre più marcata sulle dinamiche che connotano la domanda e l'offerta delle prestazioni lavorative, le modalità di svolgimento delle stesse e la loro riconducibilità agli schemi negoziali tipici. Tra gli esempi maggiormente rilevanti vi è sicuramente quello del lavoro tramite piattaforma digitale.
I riders addetti al food delivery svolgono attività autonoma e non possono essere sottoposti alle regole dell'azienda
I riders addetti al food delivery sono da considerarsi lavoratori autonomi in quanto utilizzano propri mezzi di trasporto e un proprio smartphone, non hanno l’obbligo di effettuare la prestazione lavorativa e non sono sottoposti al potere direttivo, organizzativo e disciplinare dell’azienda. Lo dice la sezione VI lavoro del tribunale di Torino con la sentenza n. 778 del 2018.
Non c’è subordinazione se il datore indica solo luogo e orario
In attesa di interventi legislativi necessari anche in considerazione della sempre più crescente estensione del fenomeno, non resta che capire se l'orientamento del tribunale di Torino si consoliderà o meno, ovvero se altri giudici riterranno di dare una valutazione diversa a elementi non ritenuti sintomatici di un rapporto di lavoro subordinato.
Corrispondenza tra cliente e avvocato sempre segreta
Perimetro applicativo del sequestro e ruolo dell'avvocato in primo piano in questa settimana. Da una parte, la Cassazione ha precisato che è illegittimo il sequestro di computer, cellulari e notebook dell'avvocato, indagato per il reato di bancarotta, se tali oggetti sono estranei al reato e legati all'attività. Dall'altra parte, la Cedu ha rimarcato che il sequestro e l'apertura della corrispondenza tra cliente e avvocato, a prescindere da contenuto e forma del documento, costituiscono un'ingerenza nel diritto alla corrispondenza che spetta al legale.
Protezione del know-how e delle informazioni commerciali riservate: l'Italia si adegua alle regole Ue
Con il Dlgs 63/2018 viene data attuazione alla direttiva (Ue) 2016/943 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2016, sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro l’acquisizione, l’utilizzo e la divulgazione illeciti.
La frammentazione rischia di indebolire l’effetto deterrente
Il Dlgs 11 maggio 2018 n. 63 ha dato attuazione alla direttiva 2016/943 del Parlamento europeo e del Consiglio datata 8 giugno 2016 e dedicata alla protezione del know-how e delle informazioni commerciali, intervenendo sul codice della proprietà industriale e introducendo norme non irrilevanti, soprattutto sotto il profilo della tutela processuale.
Oggetto di tutela diventano adesso i segreti commerciali
Al di là delle modifiche di forma, il nuovo comma 1-bis dell'articolo 99 prevede che l'acquisizione, l'utilizzazione o la rivelazione dei segreti commerciali sono illecite anche quando il soggetto, al momento dell'acquisizione, dell'utilizzazione o della rivelazione, era a conoscenza o, secondo le circostanze, avrebbe dovuto essere a conoscenza.
Norme processuali, “cut and copy” dalla fonte originaria
Il nuovo comma 5-quater dell’articolo 124 del Cpi prevede una misura nel caso di «abuso di diritto», tutt’altro che infrequente nel settore del diritto industriale. In effetti, nell'ambito dei giudizi aventi a oggetto la proprietà intellettuale e industriale si assiste spesso al ricorso a strumenti decisamente “forti” per ottenere tutela dei propri diritti di privativa.
Separazione: la dichiarazione di nullità ecclesiastica fa cadere il diritto all’assegno di mantenimento
Separazione coniugi: la dichiarazione di nullità ecclesiastica fa cadere il diritto all'assegno di mantenimento. Lo stabilisce la Cassazione con la sentenza n. 11553 dell’11 maggio 2018.
Un effetto che sussiste anche se il giudizio è “passato in giudicato”
Il punto che maggiormente è stato posto al centro dell'attenzione della giurisprudenza è il rapporto tra la delibazione di una sentenza ecclesiastica, che dichiara la nullità del matrimonio concordatario, e il giudizio di separazione o di divorzio, nonché la sorte delle statuizioni economiche e patrimoniali connesse.
Il riconoscimento del figlio da parte del secondo genitore può non essere autorizzato nell’interesse del minore
Il riconoscimento del figlio minore infraquattordicenne nato fuori dal matrimonio, già riconosciuto da un genitore, costituisce un diritto soggettivo dell'altro, tutelato nell'articolo 30 della Costituzione, che può, tuttavia, essere sacrificato in presenza del rischio della compromissione dello sviluppo psicofisico dei minore stesso. lLo ha detto il tribunale di Aosta con la sentenza n. 103 del 2018.
L’inadeguatezza non può escludere le “responsabilità”
Dimostrata l’incapacità dell'attore ad assumere le proprie responsabilità, i giudici hanno ritenuto non sussistesse un interesse della minore al secondo riconoscimento. La conclusione però suscita qualche perplessità: è mancata un’indagine sulla esistenza di un concreto pregiudizio che la ragazza avrebbe potuto patire a seguito del riconoscimento.
Scatta il reato di estorsione se chi minaccia per avere denaro appartiene a una famiglia conosciuta come clan
Scatta la condanna per il tentativo del reato di estorsione se a sostegno di una richiesta di denaro un membro di una famiglia nota per agire come clan e per utilizzare metodi mafiosi minaccia un male ingiusto alla vittima della pretesa. Lo ha detto la Cassazione con la sentenza n. 23075 del 2018.
L’intimidazione deve essere sempre di tipo “mafioso”
Un territorio che deve essere esplorato con grande cautela al fine di evitare che il giudizio di responsabilità si contamini di pre-comprensioni, valutazioni mediatiche, convinzioni incontrollate rispetto alle quali opera efficacemente il divieto secondo cui il testimone non può deporre sulle voci correnti nel pubblico né esprimere apprezzamenti personali.
Alla Corte di giustizia la questione pregiudiziale sulla compatibilità comunitaria dei limiti al subappalto
Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 3553 del 2018 rimette alla Corte di giustizia la questione relativa alla compatibilità comunitaria dei limiti previsti dall'articolo 118 del Dlgs n. 163 del 2006 in tema di subappalto.
“In ballo” ci sono gli ostacoli all’accesso per le piccole imprese
Secondo la corretta prospettazione del Consiglio di Stato la previsione dei limiti generali potrebbe rendere più difficoltoso l'accesso delle imprese, in particolar modo di quelle di piccole e medie dimensioni, agli appalti pubblici, in tal modo ostacolando l'esercizio della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi.
Gli Stati devono lottare con misure effettive contro le attività lesive degli interessi finanziari Ue
Con la sentenza Kolev e a. del 5 giugno 2018 (causa C-612/15), la Corte di giustizia ha affermato con specifico riguardo alla materia doganale la diretta applicabilità dell’articolo 325, par. 1 del Tfeu nella parte in cui impone agli Stati membri di lottare con misure effettive e dissuasive contro la frode e le altre attività illegali lesive degli interessi finanziari dell’Ue (cosiddetto principio di effettività) e, conseguentemente, l’obbligo per il giudice interno di disapplicare, ove necessario, le disposizioni nazionali contrastanti con tale norma.