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Timestamp: 2020-01-26 02:09:11+00:00
Document Index: 26656741

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 24', 'art. 9', 'art. 403', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 27', 'art. 17', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 2127', 'art. 68', 'art. 67', 'art. 5']

Edilizia - Lapidei, Industria: CCNL, 15 giugno 1983
Data firma: 15 giugno 1983
Parti: Assomarmo e Flc (Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil)
Settori: Edilizia, Lapidei, Industria
Parte I Norme comuni
Art. 6 - Nuovi minimi tabellari mensili
Art. 7 - Indennità di contingenza
Art. 8 - Determinazione della retribuzione oraria
Art. 9 - Pagamento della retribuzione
Art. 10 - Orario di lavoro - Riduzione orario di lavoro - Trattamento delle festività soppresse
2) Riduzione orario di lavoro
3) Trattamento delle festività soppresse
Art. 11 - Lavoro supplementare, straordinario, festivo e notturno
Art. 15 - Passaggi di qualifica
Art. 16 - Premi di produzione
Art. 17 - Lavori speciali e disagiati
Art. 18 - Prevenzione infortuni - Mezzi protettivi
Art. 20 - Indumenti
Art. 21 - Mensa
Art. 22 - Appalti
Art. 23 - Chiamata e richiamo alle armi
Art. 25 - Movimenti irregolari di schede o di medaglie
Art. 27 - Missioni temporanee e trasferte
Art. 28 - Cessione, trasformazione e fallimento dell’azienda
Art. 29 - Disposizioni speciali - Regolamento aziendale
Art. 32 - Inscindibilità delle disposizioni del Contratto - Trattamento di miglior favore
Art. 36 - Contrattazione territoriale
Art. 37 - Facilitazioni per i lavoratori studenti
Art. 38 - Consiglio di fabbrica
Art. 39 - Assemblea sindacale
Art. 40 - Permessi per cariche sindacali
Art. 41 - Affissioni
Art. 42 - Aspettative per cariche pubbliche o sindacali
Art. 43 - Versamento di contributi sindacali
Art. 44 - Patronati
Parte II Norme operai
Art. 47 - Addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa e custodia
Art. 48 - Modalità di corresponsione della retribuzione agli operai
Art. 49 - Passaggio di mansioni
Art. 50 - Interruzione e sospensione di lavoro
Art. 51 - Divieti Art. 52 - Recuperi
Art. 53 - Riduzione di lavoro
Art. 54 - Cottimi
Art. 55 - Indennità speciale cavatori
Art. 56 - Conservazione degli utensili
Art. 57 - Visite di inventario e visite personali
Art. 58 - Permessi di entrata e di uscita
Art. 59 - Assenze
Art. 60 - Malattia
Art. 62 - Anticipazioni indennità infortunio
Art. 63 - Permessi
Art. 65 - Tredicesima mensilità - ex gratifica natalizia
Parte III Norme intermedi
Art. 73 - Passaggio temporaneo di mansioni
Art. 74 - Sospensione o riduzione di lavoro
Art. 76 - Malattia
Art. 77 - Infortuni sul lavoro e malattie professionali
Art. 78 - Doveri del lavoratore
Art. 79 - Provvedimenti disciplinari
Art. 80 - Permessi e brevi congedi
Art. 83 - Trattamento di fine rapporto
Parte IV Norme impiegati
Art. 84 - Periodo di prova
Art. 85 - Contratto a termine
Art. 86 - Mutamento di mansioni
Art. 87 - Benemerenze nazionali
Art. 88 - Indennità di cassa
Art. 89 - Ferie
Art. 90 - Tredicesima mensilità
Art. 91 - Malattia
Art. 92 - Infortuni sul lavoro e malattie professionali
Art. 93 - Doveri dell’impiegato
Art. 95 - Assenze, permessi di breve congedo e aspettativa per motivi privati
Art. 97 - Trattamento di fine rapporto
Art. 98 - Certificato di lavoro
Regolamentazione apprendisti
Art. 99 - Norme generali
Art. 101 - Corsi complementari
Art. 102 - Tirocinio presso diverse aziende
Art. 103 - Durata dell’apprendistato
Art. 104 - Minimi di paga base e contingenza
Art. 105 - Ferie
Art. 106 - Rinvio alle norme contrattuali
Addì 15 giugno 1983, in Roma tra l’Associazione dell’industria marmifera italiana e delle industrie affini, l’Associazione degli industriali della provincia di Massa e Carrara, l’Associazione degli industriali della provincia di Lucca, con l’assistenza della Confederazione generale dell’Industria Italiana, e la Federazione dei lavoratori delle costruzioni (Flc) costituita dalla Federazione nazionale lavoratori edili ed affini del legno (Feneal) aderente alla Uil, dalla Federazione italiana lavoratori costruzioni ed affini (Filca) aderente alla Cisl, dalla Federazione italiana lavoratori legno, edilizia, industrie affini ed estrattive (Fillea), aderente alla Cgil; si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i lavoratori dipendenti da aziende esercenti le attività di escavazione e lavorazione dei materiali lapidei, con la seguente sfera di applicazione:
Le Associazioni stipulanti forniranno annualmente di norma entro il primo semestre, in sede nazionale, alla Flc, informazioni aggregate riferite al settore rappresentato riguardanti:
d) previsioni riferite a significativi ampliamenti e trasformazioni degli impianti esistenti, per grandi aree geografiche;
e) prevedibili implicazioni sulla occupazione per i punti b), c) e d) e sulle condizioni ambientali ed ecologiche.
Le Associazioni imprenditoriali competenti forniranno annualmente, di norma entro il primo trimestre, in sede regionale, alle organizzazioni sindacali dei lavoratori, su richiesta delle stesse, informazioni aggregate riguardanti:
b) programmi di investimento relativi a nuovi insediamenti produttivi, significativi ampliamenti e trasformazioni di quelli esistenti con le prevedibili implicazioni sull’occupazione e sulla formazione professionale e sulle condizioni ambientali ed ecologiche;
Le parti, in tale occasione, effettueranno un esame congiunto dell’andamento del settore, collegando l’esame medesimo all’elaborazione ed alla attuazione dei piani di settore di competenza delle singole Regioni, fornendo altresì agli Enti regionali tutte le indicazioni utili per la loro attività istituzionale a favore di una politica di settore che - nel rispetto dell’ambiente - non ne penalizzi lo sviluppo.
Le Associazioni territoriali degli industriali forniranno annualmente, di norma non oltre il bimestre successivo alla scadenza di cui al punto 2), alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, su richiesta delle stesse, informazioni aggregate in sede provinciale riguardanti:
- i programmi di investimento relativi a nuovi insediamenti industriali, con i criteri generali delle loro localizzazioni, inclusi quelli ecologico-ambientali;
- i programmi di investimento relativi ad ampliamenti, ristrutturazioni e trasformazioni degli impianti esistenti che comportino significativi riflessi sull’occupazione;
- le eventuali esigenze di interventi di formazione e riqualificazione degli addetti connessi ad iniziative dei competenti organismi pubblici.
Per quanto concerne i lavori eventualmente affidati a terzi, nell’ambito degli incontri sopra richiamati, al solo fine di disporre di elementi conoscitivi idonei alla valutazione del fenomeno, nelle provincie con significative concentrazioni di attività potranno essere richiesti, a partire dal 1984, dati aggregati relativi alla natura ed ai volumi delle attività produttive conferite a terzi.
Dichiarazione delle associazioni imprenditoriali
Le associazioni imprenditoriali stipulanti, con riferimento ai lavori affidati a terzi, confermano che l’integrazione produttiva comportante il coinvolgimento di più aziende nell’effettuazione di fasi di lavorazione o di parti di commesse, costituisce caratteristica strutturale del settore.
Per le regioni e le provincie con scarsa concentrazione di unità produttive nel settore, le parti stipulanti individueranno consensualmente aree interregionali ed interprovinciali.
Le parti non hanno inteso, col presente articolo, modificare o comunque alterare nella lettera e nella portata eventuali consuetudini o accordi regionali, provinciali o locali esistenti.
Norma per la lavorazione a ciclo continuo del granito
In presenza di particolari esigenze produttive connesse alla utilizzazione a ciclo continuo di impianti per la lavorazione del granito, l’azienda ed il consiglio di fabbrica potranno concordare particolari forme di distribuzione dell’orario di lavoro settimanale con scorrimento dei giorni di riposo, in deroga al quarto comma del presente articolo.
L’azienda comunicherà periodicamente al Consiglio di fabbrica i dati consuntivi del complesso delle ore di lavoro supplementare e straordinario effettuate.
Il riposo settimanale dovrà cadere, normalmente, di domenica, salvo le eccezioni previste dalla legge in quanto applicabili alle aziende e ai lavoratori regolati dal presente Contratto.
Per i lavori che presentano condizioni di particolare difficoltà quali i lavori su scale aeree, con funi in tecchia o parete, su ponti a sbalzo, su bilance o zattere, saranno corrisposti particolari compensi la cui misura verrà determinata con accordi territoriali o in mancanza aziendali.
Ai lavoratori richiesti di prestazioni di lavoro disagiato quali i lavori sotto la pioggia o la neve, in presenza di condizioni di disagio per stillicidio continuo o con i piedi nell’acqua anche per spurgo di canali e di pozzi di scolo delle acque delle lavorazioni, sarà corrisposto per tutto il tempo della prestazione nelle condizioni predette un compenso la cui misura verrà determinata con accordi territoriali o in mancanza aziendali.
Per quanto concerne altre particolari situazioni di disagio, dipendenti dall’ambiente di lavoro, le parti, ferme restando le disposizioni di legge per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, confermano l’obiettivo di operare per un miglioramento delle condizioni generali ambientali, con la gradualità che potrà essere imposta dalla natura tecnica degli interventi che potranno rendersi necessari.
Per quanto riguarda l’igiene sul lavoro e gli ambienti di lavoro si fa riferimento alle norme del DPR 19 marzo 1956, n. 303.
Le parti convengono sulla necessità di evitare, correggere ed eliminare le condizioni ambientali nocive o insalubri e, a tal fine, per quanto riguarda i valori-limite dei fattori di nocività di origine chimica, fisica e biologica, fanno riferimento a quanto previsto dall’art. 4, ultimo comma, e dall’art. 24, paragrafo 14, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 "Istituzione del servizio sanitario nazionale". Nelle more dell’attuazione di quanto disposto nei citati articoli, e quindi in attesa dell’emanazione del Testo unico in materia di sicurezza del lavoro, le parti stesse convengono di far riferimento al documento allegato.
Le parti stesse, in conformità ai criteri stabiliti dall’art. 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300, riconoscendo ai lavoratori mediante loro rappresentanze il diritto di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori, convengono quanto segue.
Effetuate le prime rilevazioni dei fattori di nocività e d’insalubrità, le successive eventuali saranno effettuate in dipendenza di obiettive alterazioni dell’ambiente di lavoro o di modifiche strutturali significative degli impianti che le rendessero necessarie ai fini della tutela della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori. Anche in tale ipotesi, la scelta dell’Ente di diritto pubblico specializzato nel campo specifico cui la rilevazione attiene, sarà effettuata di comune accordo tra Direzione aziendale e Consiglio di fabbrica.
In caso di innovazioni tecnologiche che comportino modifiche ambientali o l’impiego di nuove sostanze suscettibili d’esporre a rischio i lavoratori, le Aziende si atterranno alle acquisizioni scientifiche (tecnico-mediche) esistenti, dando immediata informazione al CdF delle sostanze stesse, dei rischi potenziali, dei mezzi e delle procedure di prevenzione che l’azienda intende adottare.
Oltre al registro infortuni, il cui obbligo è sancito dall’art. 403 DPR 27 aprile 1955, n. 547, vengono istituiti:
- il registro dei dati ambientali, tenuto ed aggiornato a cura dell’azienda, nel quale saranno annotati i risultati delle rilevazioni riguardanti fattori ambientali che possono determinare situazioni di nocività;
- il registro dei dati biostatistici, tenuto ed aggiornato a cura dell’azienda, nel quale sono annotate, in forma anonima, le assenze per malattia, per infortunio o per malattia professionale.
I due registri saranno tenuti a disposizione del Consiglio di fabbrica per la loro consultazione; i dati rilevati potranno formare oggetto di esame fra direzione aziendale e Consiglio di fabbrica.
Infine, è prevista l’istituzione del libretto personale sanitario e di rischio sul quale saranno registrati i dati analitici concernenti:
- controlli effettuati dai servizi ispettivi degli Istituti previdenziali a norma del secondo comma dell’art. 5 della legge 20 maggio 1970, n. 300;
- visite di idoneità fisica effettuate a norma del terzo comma dell’art. 5 della legge 20 maggio 1970, n. 300;
Le parti si danno atto che quanto stabilito nel presente Accordo realizza le finalità previste dall’art. 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300, in materia di ricerca, elaborazione ed attuazione delle misure idonee a tutelare la salute e la integrità fisica dei lavoratori.
Le disposizioni contrattuali di cui alla presente regolamentazione dovranno essere coordinate con le norme di legge disciplinanti in tutto o in parte le stesse materie, con particolare riferimento alle norme, anche di livello regionale, di attuazione della legge 23 dicembre 1978, n. 833.
Tali strumenti sono quelli di cui agli allegati. I medesimi saranno adeguati a quanto verrà stabilito dal Servizio sanitario nazionale, in attuazione dell’art. 27 della legge n. 833/1978.
Le parti riconoscono la validità sociale della istituzione della mensa. Tenuto conto, altresì della struttura del settore e della pratica impossibilità di pervenire ad una regolamentazione generale dell’istituto, in rapporto anche alla varietà di situazioni in atto, viene convenuto che la materia verrà affrontata a livello aziendale o locale.
Inoltre, viene convenuto che le Aziende provvederanno in proprio alla manutenzione ordinaria continuativa - eccezione fatta per quella che necessariamente deve essere svolta al di fuori dei normali turni di lavoro - purché la loro dimensione renda necessaria una prestazione continuativa e ininterrotta del personale in via ordinaria addetto alla manutenzione.
Oltre alle disposizioni del presente Contratto collettivo di lavoro, i lavoratori dovranno osservare le disposizioni speciali stabilite dall’azienda, sempreché non modifichino o non siano in contrasto con quelle del presente contratto.
L’eventuale regolamento interno, da portare preventivamente a conoscenza del Consiglio di fabbrica, deve essere esposto in luogo chiaramente visibile.
Le organizzazioni stipulanti hanno concordemente convenuto che qualsiasi accordo in materia di disciplina collettiva dei rapporti di lavoro sia per quanto riguarda gli elementi economici, sia per quanto attiene alle norme generali e regolamentari, deve essere concluso esclusivamente tra le Organizzazioni sindacali nazionali degli industriali e dei lavoratori, salvo quanto è stato specificatamente demandato alle Organizzazioni locali.
Le Organizzazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori provvederanno a dare attuazione a quanto loro demandato nell’art. 17.
La contrattazione integrativa territoriale o aziendale non potrà avere per oggetto materie già definite dal presente contratto.
In relazione a quanto previsto in materia dal protocollo globale d’intesa 22 gennaio 1983, le organizzazioni sindacali dei lavoratori si impegnano a non formulare richieste - non derivanti da disapplicazioni contrattuali - che comportino aumento dei costi, a livello aziendale o territoriale, sino alla data del 31 dicembre 1984.
a) voler affidare, nelle singole unità produttive, anche se con meno di 16 dipendenti, al Consiglio di fabbrica, in quanto unitariamente costituito, la rappresentanza sindacale dei lavoratori, nonché tutti i compiti di tutela e la funzione di agente contrattuale per le materie proprie del livello aziendale;
2) Per i rapporti con la Direzione aziendale fermi restando i propri decreti decisionali e di indirizzo nelle unità produttive che occupano più di 15 dipendenti, il Consiglio di fabbrica si avvarrà di una struttura esecutiva all’uopo costituita nel suo ambito. Il numero dei componenti la struttura in parola non potrà superare, nelle unità maggiori, le 6 unità.
Ai permessi retribuiti di cui al presente articolo si aggiungono ulteriori 15 minuti per ogni dipendente con un massimo di incremento - rispetto all’attuale situazione contrattuale - di 120 ore per stabilimento produttivo. Il singolo dipendente potrà usufruire di tali ulteriori permessi retribuiti per non più di 40 ore.
Tali permessi assorbono, fino a concorrenza, quelli spettanti ai dirigenti la RSA a norma dell’art. 23 della legge n. 300/1970, nonché quelli sinora concessi per consuetudine alla Commissione interna.
I lavoratori hanno diritto a riunirsi in assemblea, nei giorni di attività lavorativa, all’interno dell’unità produttiva, anche se con meno di 16 dipendenti, nel luogo all’uopo indicato ovvero, in caso di impossibilità, in locale messo a disposizione dall’Azienda nelle immediate vicinanze dell’unità produttiva, per la trattazione di materie di interesse sindacale e del lavoro.
I comunicati e le pubblicazioni di cui all’art. 25 della legge 20 maggio 1970, n. 300, nonché quelli dei Sindacati nazionali o locali di categoria dei lavoratori, stipulanti il presente Contratto, vengono affissi su albi posti a disposizione dalle aziende.
L’orario normale contrattuale di lavoro per gli addetti a lavori discontinui o di semplice attesa e custodia, per la cui individuazione si fa riferimento ai criteri fissati dal RD 15 marzo 1923, n. 692 ed alle vigenti disposizioni degli Accordi interconfederali disciplinanti la materia, non può superare le 50 ore settimanali, con un massimo di 10 ore giornaliere.
Art. 52 - Recuperi
È ammesso il recupero, a regime normale, di ore perdute per la sospensione di lavoro, purché concordato tra l’azienda e il Consiglio di fabbrica o tra le Organizzazioni sindacali competenti e purché sia contenuto nel limite di un’ora al giorno oltre le 8 ore e si effettui entro i 15 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l’interruzione.
Allo scopo di conseguire l’incremento della produzione è ammesso il lavoro a cottimo, sia collettivo che individuale, secondo le possibilità tecniche e gli accordi intervenuti o che possono intervenire con gli interessati e nell’osservanza delle seguenti norme.
Le tariffe di cottimo, con i relativi criteri adottati, debbono essere comunicate per iscritto al lavoratore o, nel caso di cottimo collettivo, a tutti i componenti il gruppo interessato, prima dell’inizio delle lavorazioni a cottimo. Copia di tale comunicazione deve essere contestualmente consegnata anche al Consiglio di fabbrica.
Alla comunicazione di cui sopra, potrà seguire, a richiesta, un esame congiunto tra Direzione aziendale e Consiglio di fabbrica.
In relazione all’art. 2127 del Codice civile è vietato all’imprenditore di affidare a propri dipendenti lavori a cottimo da eseguirsi da prestatori di lavoro assunti e retribuiti direttamente dai dipendenti medesimi.
L’infortunio sul lavoro, anche se consente la continuazione dell’attività lavorativa, deve essere denunciato immediatamente dall’operaio al proprio superiore diretto, perché possano essere prestate le previste cure di pronto soccorso ed effettuare le denunce di legge.
Nessun provvedimento può essere comminato senza che sia stata previamente contestata l’infrazione all’operaio, il quale può chiedere di essere ascoltato dalla Direzione dell’azienda prima che il provvedimento disciplinare sia adottato.
Trascorsi due anni dalla comminazione di provvedimenti disciplinari, questi non saranno più considerati agli effetti della recidiva.
3) licenziamento ai sensi dell’art. 68.
f) recideva in qualunque delle infrazioni contemplate nell’art. 67 quando sia già intervenuta la sospensione nei 12 mesi precedenti e sempre quando da tale recidiva derivi grave nocumento alla disciplina, all’igiene, alla morale;
h) atti che pregiudichino la sicurezza della cava o dello stabilimento, anche se nella mancanza non si riscontri il dolo;
l) furto o danneggiamento volontario del materiale nell’ambito dell’azienda;
Nessun provvedimento può essere comminato senza che sia stata previamente contestata l’infrazione al lavoratore, il quale può chiedere di essere ascoltato dalla Direzione dell’azienda prima che il provvedimento disciplinare sia adottato.
Trascorsi due anni dalla comminazione di provvedimenti disciplinari, questi non saranno più considerabili agli effetti della recidiva.
Il licenziamento senza preavviso potrà essere adottato nei confronti del lavoratore colpevole di mancanze relative a doveri anche non particolarmente richiamati nel presente Contratto, le quali siano così gravi da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto di lavoro.
L’assunzione può essere fatta con prefissione di termine, secondo le norme di legge vigenti. In tal caso saranno applicabili le norme previste nel presente Contratto, fino alla scadenza del termine, ad eccezione di quelle relative al preavviso e all’indennità di anzianità, salvo quanto previsto all’ultimo comma dell’art. 5 della legge 18 aprile 1962, n. 230.
L’infortunio sul lavoro, anche se consente la continuazione dell’attività lavorativa, deve essere denunciato immediatamente dall’impiegato al proprio superiore diretto, perché possano essere prestate le previste cure di pronto soccorso ed effettuate le denunce di legge.
Quando l’infortunio accade fuori dell’abituale posto di lavoro la denuncia verrà stesa al più vicino posto di soccorso, procurando le dovute testimonianze.
d) sospensione dal lavoro o dallo stipendio e dal lavoro per un periodo non superiore a cinque giorni;
La sospensione di cui alla lettera d), si può applicare a quelle mancanze le quali, anche in considerazione delle circostanze speciali che le hanno accompagnate, non siano così gravi da rendere applicabile una maggiore punizione, ma abbiano tuttavia tale rilievo da non trovare sanzione adeguata nel disposto delle lettere a), b) e c).
Il licenziamento senza preavviso potrà essere adottato nei confronti dell’impiegato colpevole di mancanze relative a doveri anche non particolarmente richiamati nel presente Contratto, le quali siano così gravi da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto di impiego.
Per la frequenza da parte dell’apprendista ai corsi di insegnamento complementare, istituiti ai sensi della legge 19 gennaio 1955, n. 25 e del regolamento approvato con DPR 30 dicembre 1956, n. 1668, sono concesse quattro ore settimanali retribuite.
In caso di mancata istituzione di specifici corsi complementari da parte degli Enti preposti, l’utilizzo delle ore di cui al precedente comma potrà formare oggetto di esame con il Consiglio di fabbrica per la ricerca di eventuali iniziative che comunque risultino rispondenti alle finalità dei corsi complementari così come disciplinati dalle vigenti disposizioni di legge (legge 19 gennaio 1955, n. 25 e Reg. approvato con DPR 30 dicembre 1956, n. 1668).
I periodi di servizio prestati in qualità di apprendista presso più datori di lavoro si cumulano ai fini del computo della durata massima del periodo di apprendistato, purché non separati da interruzioni superiori ad un anno e si riferiscano alle stesse attività.
Per quanto non previsto dai precedenti articoli valgono le norme contenute nel CCNL 15 giugno 1983.
Sino a 18 anni 1 anno e 6 mesi
Oltre i 18 anni 1 anno