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Timestamp: 2020-07-15 02:20:12+00:00
Document Index: 30714243

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 425', 'art. 595', 'art. 425', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 585', 'art. 172', 'art. 425']

Diffamazione - Cassazione Penale 04/04/2017 N° 16612 - Legge semplice
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Diffamazione – Cassazione Penale 04/04/2017 N° 16612
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Numero: 16612
Testo completo della Sentenza Diffamazione – Cassazione Penale 04/04/2017 n° 16612:
Sentenza 10 gennaio – 4 aprile 2017, n. 16612
U.L., nato il (OMISSIS);
C.V. nato il (OMISSIS);
avverso la sentenza del 07/01/2016 del GIUDICE UDIENZA PRELIMINARE di ROMA;
sentita la relazione svolta dal Consigliere EDUARDO DE GREGORIO;
lette/sentite le conclusioni del PG MARILIA DI NARDO.
Il Gup del Tribunale di Roma ha prosciolto, ai sensi dell’art. 425 c.p.p. , gli imputati T. e C. dal delitto di cui all’art. 595 c.p. , per aver offeso la reputazione di tale U.L., partecipe dell’associazione “scienza per amore”, la prima quale autore dell’articolo di stampa pubblicato sul (OMISSIS) in cui erano riportate le dichiarazioni di tale L. sulle violenze subite presso la predetta associazione da S.D., con la specificazione che gli altri componenti sapevano ma nessuno mi ha aiutata; il secondo quale direttore responsabile per aver omesso il necessario controllo; fatto compiuto nel (OMISSIS).
1. Avverso la decisione ha proposto ricorso la parte civile, che, col primo motivo, ha lamentato la violazione dell’art. 425 c.p.p., poiché il Giudice avrebbe adottato regole di giudizio proprie del processo di merito e non quelle tipiche dell’udienza preliminare.
1.1 Col secondo motivo ha dedotto il travisamento della prova, in quanto il Giudice aveva affermato in sentenza che S. sarebbe stato condannato in primo grado insieme ad altri sedici soci dell’associazione mentre dagli atti del processo risulterebbe chiaro che la condanna per abusi sessuali riguardava solo lo stesso S.. Per altro profilo la motivazione sarebbe stata illogica, poiché il Gup aveva ritenuto che nell’articolo incriminato non vi sarebbero stati riferimenti specifici alla parte civile e che il collegamento di U. all’associazione in parola avrebbe potuto essere ravvisato solo da una ristrettissima cerchia di parenti ed amici; tale ultima affermazione, secondo il ricorso, sarebbe stata contraria all’interpretazione di questa Corte per la quale la diffamazione è configurabile anche nel caso in cui lo scritto offensivo è conosciuto da un numero limitato di persone.
1. Deve preliminarmente rispondersi in senso negativo all’eccezione di tardività del ricorso proposta in udienza dal difensore del’imputato. Sul punto dagli atti in possesso del Giudice di legittimità si ricava che la sentenza di proscioglimento è stata pronunziata all’udienza del 7 Gennaio 2016 ed il termine per il suo deposito sarebbe scaduto il 6 Febbraio 2016; da tale data, quindi, decorrevano i quindici giorni per l’impugnazione previsti dall’art. 585 c.p.p. , comma 1, lett.) a), con perenzione al 21 Febbraio 2016 del relativo termine per l’impugnazione;esso è stato prorogato di diritto al giorno successivo ex art. 172 c.p.p. , comma 3, essendo il 21 Febbraio Domenica ed il ricorso in Cassazione, depositato in data 22 Febbraio è, quindi, tempestivo.
2. Passando all’esame dei motivi, va osservato che la doglianza di violazione della regola di giudizio ex art. 425 c.p.p. , risulta formulata in modo del tutto generico, essendosi limitato il ricorrente ad enunciare il capo di imputazione ed a riportare i noti principi elaborati da questa Corte in tema di poteri di proscioglimento da parte del Gup e finalità dell’udienza preliminare, senza fare alcuno specifico riferimento ai passaggi motivazionali che avrebbero ecceduto i primi e travisato la seconda.
4. Applicando tali principi al caso in esame, va osservato che l’esposizione motivazionale del Giudice di merito ha chiaramente esplicitato l’assenza nell’articolo incriminato di ogni riferimento a persone diverse dall’imputato S., che, infatti, non erano individuabili nel testo; gli stessi giudizi negativi verso gli altri soci del sodalizio erano del tutto generici e privi di indicazioni ricollegabili a persone determinate. Il nome della parte civile, pertanto, non era emerso in nessun modo dal contenuto del pezzo giornalistico, nè risultava agli atti processuali che il querelante fosse individuabile dalla maggioranza dei lettori come componente dell’associazione in parola. Ha soggiunto il Giudice – forse per eccessivo zelo motivazionale che solo una ristrettissima cerchia di parenti ed amici poteva essere nella condizione, per la conoscenza personale della parte civile, di ricollegarla alla predetta associazione, ma tale eventualità era irrilevante ai fini della decisione.
offese-generiche