Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2007/12/novita-fiscali-del-7-dicembre-2007-in-evidenza-esenzione-irap-per-i-lavoratori-autonomi-studi-di-settore-ddl.html
Timestamp: 2018-02-24 02:39:38+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 62', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art.136', 'art. 65', 'art. 10', 'art, 10', 'art. 43', 'art. 37', 'art. 43']

in IRAP, Novità legislative, Studi di settore
1) Esenzione IRAP per i lavoratori autonomi: Come determinare il valore minimo delle attrezzature<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Anche la Commissione Tributaria Regionale di Napoli, V Sezione, con Sentenza n. 309/5/2007, è intervenuta in materia di soggettività passiva IRAP.
In particolare, tale commissione regionale, in conformità a quanto hanno stabilito di recente alcune decisioni della Corte di Cassazione, ha escluso l’esistenza dei presupposti di imposizione per i lavoratori autonomi che, nell’esercizio della loro attività, utilizzano beni strumentali che non eccedono il valore minimale e non si avvalgono di lavoratori subordinati o parasubordinati.
Pur sottolineando che ancora rimane da chiarire quale sia il criterio di determinazione del valore minimo delle attrezzature,e che pertanto sarebbe auspicabile un intervento chiarificatore del legislatore.
Peraltro, la Suprema Corte rimette ai giudici di merito tale valutazione.
Occorre ricordare, a tale proposito, che con il disegno di legge alla finanziaria 2008, il Legislatore intende istituire un nuovo regime tributario per i soggetti minimi e marginali.
E che per avvalersi del suddetto regime occorre che nell’anno solare precedente il contribuente non abbia superato un ammontare di ricavi/compensi, ragguagliati ad anno, pari a 30.000 euro.
Inoltre nel triennio precedente non deve avere acquisito beni strumentali, anche in leasing, per un ammontare complessivo superiore a 15.000 euro.
Avendone i citati requisiti ed aderendo a tale regime (di tipo naturale, quindi, non optando per il regime ordinario), i contribuente usufruisce di talune agevolazioni fiscali, tra cui l’esclusione dalla disciplina degli studi di settore e, particolarmente, l’esclusione dall’IRAP.
Pertanto, potrebbe essere proprio tale neo misura (se definitivamente approvata dal Parlamento) ad essere eventualmente presa come riferimento dai giudici delle commissioni tributarie, anche se limitatamente all’importo dei beni strumentali utilizzati per l’attività, mentre il riferimento al reddito minimo non sarebbe ritenuto opportuno considerato che il professionista anche con beni ammortizzabili irrilevanti può arrivare tranquillamente a superare la soglia di 30.000 euro.
In conclusione, i vari giudici tributari potrebbero, ad esempio, decidere per l’esclusione dell’esistenza dei presupposti di imposizione IRAP per i lavoratori autonomi che, nell’esercizio della loro attività, utilizzano beni strumentali che non eccedono, in linea di massima, il valore di 15.000 euro e che non si avvalgono di lavoratori subordinati o parasubordinati.
(Commissione Tributaria Regionale di Napoli, V Sezione, Sentenza n. 309/5/2007)
2) Finanziaria 2008: In arrivo restrizioni sulla disciplina dei crediti d’imposta per nuovi investimenti
Il Disegno di Legge Finanziaria per il 2008 prevede la soppressione dell’art. 4, comma 4-bis, D.L. n. 300/2006, recante la proroga del termine per il completamento (oltre la data di scadenza dell’agevolazione del 31/12/2006) degli investimenti per i quali è possibile usufruire del credito d’imposta, ai sensi dell’art. 8, legge n. 388/2000, nelle aree svantaggiate.
In particolare, il Sottosegretario all’Economia, in risposta ad un’interrogazione parlamentare ha chiarito che il Bonus Sud, agevolazione originariamente prevista dall’art. 8, Legge 388/2000, per usufruire dei crediti d’imposta sugli investimenti agevolati effettuati al Sud, non è applicabile per gli anni 2007/2008.
Pertanto, gli investimenti realizzati nell’anno 2007/2008 non potranno beneficiare di tale agevolazione fiscale.
(Interrogazione Camera dei deputati 05/12/2007, n. 5-01839 – Commissione Finanze)
3) Efficacia probatoria degli studi di settore
La Commissione Finanze della Camera dei Deputati ha risposto ad un’interrogazione sull’efficacia probatoria degli studi di settore, precisando che le risultanze derivanti dall’applicazione degli studi di settore costituiscono presunzioni relative, dotate dei requisiti di gravità, precisione e concordanza.
Proprio in merito alla disciplina dell’accertamento sulla base degli studi di settore, in particolare sugli scostamenti derivanti dall’applicazione di GERICO, era parso che, nel frattempo, la posizione del governo fosse cambiata.
Infine, gli scostamenti di scarsa rilevanza rispetto ai risultati di GERICO possono rilevarsi non sufficienti a legittimare l’accertamento presuntivo.
Di recente la Commissione tributaria provinciale Reggio Emilia, sez. I, n. 491 del 10/10/2007, ha stabilito che, in virtù dell’art. 62-bis del D.L. n. 331/1993, l’accertamento in base a studi di settore può basarsi anche sull’esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi ed i corrispettivi dichiarati e quelli fondatamente desumibili dagli studi di settore: Le gravi incongruenze non devono essere interamente “desumibili” dagli studi, ma devono essere “fondatamente” desumibili dagli studi, con scarsa probabilità di errore, in modo, cioè, praticamente certo.
I risultati, quindi, non devono essere passivamente accettati, ma criticamente valutati, calandoli nella realtà d’impresa specifica.
In sostanza, va verificato se nel caso di specie siano identificabili elementi, sia di natura contabile che di natura extracontabile che consentano una ricostruzione induttiva del volume d’affari che concordi, sostanzialmente, con quello desumibile dallo studio di settore rendendolo, così, fondatamente desumibile dallo stesso, per poi procedere alla comparazione con quello dichiarato dall’imprenditore, onde verificare se tra i due sussistano quelle gravi incongruenze che sono l’ulteriore condizione necessaria per legittimare questo tipo di accertamento.
Anche gli stessi (taluni) componenti dell’Amministrazione Finanziaria, sono del parere che, una grossa responsabilità, spetterà agli uffici dell’Agenzia delle Entrate, per consentire una corretta applicazione della normativa sugli studi di settore, al fine di non trasformare i relativi accertamenti, in accertamenti di un “reddito normale” di tipo catastale.
(Interrogazione Camera dei deputati 05/12/2007, n. 5-01837)
4) Credito d’imposta agricoltura per l’anno 2007: Resa disponibile la versione del software 1.0.0
Il 06/12/2007, l’Agenzia ha reso disponibile sul proprio sito il software ai fini delle presentazione di apposita richiesta del bonus fiscale nel settore agricolo.
In particolare, si tratta del software CreditAgricoltura che consente la compilazione della istanza per l’attribuzione del credito d’imposta in agricoltura per l’anno 2007 (mod. IIA).
5) Disegno di Legge Finanziaria 2008: Tra le ulteriori novità sale la franchigia IRAP, nuovo emendamento per il 5 per mille
L’apposita Commissione parlamentare ha dato il via libera, con alcune modifiche, agli articoli su nuova Ires, Irap, con l’aumento a 9.500 euro della franchigia.
Confermata anche l’esenzione dal pagamento del canone Rai per gli “over 75”.
Bonus club calcistici
Parere positivo anche per il bonus del 55% per l’acquisto di caldaie ecologiche (alimentate con scarti della lavorazione del legno e dell’agricoltura) e per gli sconti ICI, a partire dal 2009) per chi installa pannelli solari.
Un emendamento dovrebbe allentare la stretta inserita nella Finanziaria sulle società di calcio: Viene cancellato il tetto attraverso il quale era possibile scontare solo un terzo delle perdite anche da parte delle holding che controllano i club.
Sì anche all’Iva agevolata per gli spettacoli fatti con le maschere e non solo con i burattini.
Viene ridotta l’Iva dal 20 al 10% nell’organizzazione di corsi mascherato e in costume: Una agevolazione che vuole favorire carnevali storici e manifestazioni rievocative in costume. In pratica viene estesa l’aliquota Iva agevolata al 10%, già prevista per gli spettacoli di burattini e marionette.
Ires, Irap e forfettone
Tra le misure approvate dalla commissione vi è l’art. 3 sulla tassazione delle imprese, con alcune modifiche.
Prima tra tutte quella che aumenta a 9.500 euro la franchigia Irap.
Vengono corretti i criteri di deducibilità degli oneri diretti ad ampliare la base imponibile dell’Ires.
Viene eliminato il limite temporale di cinque anni al riporto degli interessi passivi deducibili. Inoltre per i periodi d’imposta 2008 e 2009 il limite di deducibilità viene aumentato rispettivamente a 10mila e 5mila euro.
È poi prevista la possibilità di ammortamento anticipato per i beni di nuova acquisizione, in attesa della revisione dei coefficienti di ammortamento.
Viene istituita una commissione di studio per la riforma del trattamento fiscale degli immobili.
Alla base imponibile Irap concorrono anche le plusvalenze, o le minusvalenze, derivanti dalla cessione di immobili non strumentali né oggetto dell’attività dell’impresa. Una misura che riguarda le industrie così come le banche e le assicurazioni.
In arrivo una sanzione, pari al 50% del compenso percepito, ai revisori dei conti che non sottoscrivono correttamente i bilanci, al quale si aggiungerà un’ulteriore multa fino a 2.065 euro in caso di mancata sottoscrizione della dichiarazione dei redditi o dell’Irap.
L’emendamento del relatore ha poi sancito la deducibilità di un diciottesimo dei costi sostenuti per l’acquisto di marchi d’impresa a titolo di avviamento.
In merito al cd. forfettone verrebbero confermate le misure già previste.
Misure approvate in commissione
– Approvato in Commissione l’art. 3, che contiene il nucleo principale della riforma dell’Ires e dell’Irap. La franchigia Irap sale a 9.500 euro (dai precedenti 8.000 euro);
– Via libera all’art. 4 che istituisce il “forfettone” per i contribuenti minimi
– Niente modifiche all’art. 5 che esonera dal pagamento del canone Rai gli over 75 “con un reddito proprio e del coniuge non superiore a 516,46 euro mensili”
– Via libera all’art. 6 sui confidi, nessun emendamento all’art. 7 (recupero delle prestazioni indebitamente percepiti dall’Inps).
Misure non ancora approvate
– Diventerà strutturale la misura del “5 per mille” , nella platea dei beneficiari entrano le fondazioni e sale a 400 milioni il tetto di spesa
Un nuovo emendamento e una richiesta al Governo per rendere strutturale e permanente il 5 per mille.
Promotori dell’emendamento l’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, organismo che raccoglie oltre 260 parlamentari di maggioranza e opposizione.
Sono tre le modifiche sul 5 per mille
“All’art.136 Sostituire i commi 3,4,5,6 con i seguenti
3. Fermo quanto già dovuto dai contribuenti a titolo di imposta sul reddito delle persone fisiche, una quota pari al cinque per mille dell’imposta netta, diminuita del credito d’imposta per redditi prodotti all’estero e degli altri crediti d’imposta spettanti, è destinata, nel limite dell’importo di cui al comma 6, in base alla scelta del contribuente, alle seguenti finalità:
a) sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni, nonché delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali previsti dall’articolo 7, commi 1, 2, 3 e 4, della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e delle fondazioni e associazioni riconosciute che senza scopo di lucro operano nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460;
4. Con decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della solidarietà sociale, del Ministro dell’università e della ricerca e del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalità di richiesta, le liste dei soggetti ammessi al riparto e le modalità del riparto delle somme stesse.
5. Per le finalità di cui ai commi da 3 a 5 è autorizzata la spesa nel limite massimo di 400 milioni di euro per l’anno 2009. “
6) Impianti fotovoltaici: tariffa incentivante
I responsabili degli impianti fotovoltaici di potenza fino a 20 kw, usufruiscono della tariffa incentivante, sia nel caso in cui utilizzino direttamente l’energia prodotta, sia nel caso in cui optino per lo “scambio sul posto”.
Lo ha chiarito la circolare 66/E/2007 dell’Agenzia delle Entrate che ha fornito ulteriori precisazioni, oltre a quelle contenute nella con circolare 46/E, sul trattamento fiscale riservato alla tariffa incentivante erogata a titolari di impianti fotovoltaici.
Per gli impianti incentivati ai sensi del Decreto ministeriale del 19/2/2007, la tariffa incentivante spetta a prescindere dalle modalità di utilizzo dell’energia prodotta, mentre il contributo continua ad essere corrisposto solo in relazione all’energia prodotta e consumata in loco, per gli impianti incentivati ai sensi del Decreto ministeriale del 28/7/2005.
L’Agenzia delle Entrate, ha, infine, precisato che nessun cambiamento si è verificato dal lato fiscale.
(Agenzia delle Entrate, circolare n. 66/E del 6/12/2007)
7) Corpo forestale dello Stato: La vendita di legname è soggetta ad IVA
La vendita di legname sia pure effettuata da un ente pubblico è soggetta ad IVA.
Ciò si verifica qualora l’attività non venga esercitata nella veste di pubblica autorità e, nel caso inverso, può generare distorsione della concorrenza.
Le attività eseguite in veste di pubblica autorità sono quelle esercitate nell’ambito del regime giuridico degli enti pubblici, escluse quelle “da essi svolte in base allo stesso regime cui sono sottoposti gli operatori economici privati”.
Quindi, non basta il solo status di ente pubblico ad esonerare dal versamento dell’IVA le operazioni di vendita da esso svolte.
Rilevano, invece, le modalità con le quali l’attività viene esercitata.
In conclusione, ha rilevato l’Agenzia delle Entrate, nel caso di specie (vendita di legname, proveniente da piante abbattute per particolari eventi), la vendita di legname, anche se svolta da un ente pubblico, viene esercitata “senza manifestazioni di poteri pubblicistici”, e le relative entrate ottenute, senza l’applicazione dell’IVA, sono tali da potere provocare effetti distorsivi della concorrenza.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 352/E del 5/12/2007)
8) Atti nel Registro delle Imprese: Chiarimenti sull’Imposta di Bollo, TCG, Registro
L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 353/E/2007 ha dato risposta a taluni quesiti posti, a seguito di una istanza di interpello, sulle imposte indirette.
Imposta di bollo dovuta per la domanda di iscrizione al Registro delle imprese: Per gli atti propri delle società e degli altri enti, diversi da quelli relativi a diritti su immobili sottoposti a registrazione telematica, l’imposta di bollo comprende sia quella dovuta per la copia dell’atto sia quella per la domanda per il Registro delle imprese.
Per le procure, gli atti di cessione di quote sociali e tutti gli altri atti, l’imposta di bollo è giustificata unicamente ai fini della registrazione.
L’eventuale successiva presentazione presso il Registro delle imprese e la richiesta di copie degli atti è soggetta a una ulteriore imposta di bollo.
Per la presentazione all’ufficio del Registro delle imprese, su supporto cartaceo, degli atti rogati o autenticati da notai e pubblici ufficiali relativi a imprenditori individuali, è invece previsto il pagamento dell’imposta di bollo di 14,62 euro per ogni foglio; se l’operazione viene effettuata per via telematica o su supporto informatico è dovuta una somma cumulativa di 42 euro.
E’ stato chiesto di sapere se le attività di facchinaggio, impresa di pulizia, impiantistica e autoriparazione, sottoposte a denuncia di inizio attività al Registro delle imprese, sono soggette al pagamento della tassa sulle concessioni governative e se tali concessioni devono essere corrisposte anche per il commercio all’ingrosso, attività attualmente disciplinata da una legge regionale.
L’Agenzia ha spiegato che anche la denuncia che abilita all’esercizio delle attività industriali o commerciali, professioni, arti o mestieri è soggetta alla tassa sulle concessioni governative fissata nella misura di 168 euro. Se poi per tali iscrizioni è prevista una tassa di concessione fissata a livello regionale o comunale, allora la seconda assorbe la prima. Ciò comporta che la tassa di concessione viene meno in presenza di un provvedimento stabilito a livello locale.
Inoltre, la tassa di concessione governativa va corrisposta indipendentemente dal fatto che possa trattarsi tra attività all’ingrosso o al dettaglio.
Infine, per quanto riguarda le attività menzionate nell’interpello (facchinaggio, impresa di pulizia, impiantistica e autoriparazione), il ministero delle Attività produttive del 2003 ha precisato che i registri e gli albi in cui queste imprese devono essere iscritte abilitano all’esercizio dell’attività; di conseguenza, ai fini fiscali, sono soggette al pagamento della tassa di concessione governativa.
Il bilancio che contiene anche una distribuzione di utili in denaro è soggetto all’obbligo di registrazione e sconta l’imposta di registro in misura fissa (168 euro).
In base alla normativa vigente (art. 65, comma 1, del Testo Unico dell’imposta Registro), sia il bilancio di esercizio, sia il bilancio finale di liquidazione contenenti una distribuzione di utili devono essere registrati prima della presentazione al Registro delle imprese, mentre per quello finale di liquidazione che non distribuisce utili, anche se presenta un credito Iva, non sussiste analogo obbligo.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 353/E del 5/12/2007)
9) Carte prepagate: Compensi esenti Iva per l’emittente e per il distributore
Si applica lo stesso trattamento, sia per i compensi spettanti a chi emette lo strumento di pagamento (per l’attività di acquiring), sia al soggetto che le distribuisce e ricarica (per l’attività di issuing)
L’attività del distributore delle carte prepagate (moneta elettronica), anche nella fase della loro attivazione e ricarica, è riconducibile all’intermediazione finanziaria, pertanto, i compensi spettanti possono usufruire del trattamento di esenzione dall’Iva previsto per le mediazioni delle operazioni finanziarie, ai sensi dell’art. 10, n. 9), del D.P.R. n. 633/72.
Il medesimo trattamento fiscale, anche se ai sensi dell’art, 10, n. 1), del D.P.R. n. 633/1972, viene riservato al compenso corrisposto dall’esercizio commerciale al soggetto che emette le carte prepagate.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 354/E/2007.
Carte prepagate: Attività di acquiring
Spetta al soggetto emittente di tali strumenti finanziari un aggio per lo svolgimento dell’attività di acquiring, consistente nel mettere a disposizione degli esercizi commerciali la struttura telematica, a mezzo della quale questi ultimi ricevono il pagamento elettronico delle vendite effettuate a favore dei titolari delle carte prepagate.
L’attività di issuing
Alla distribuzione sul mercato, alle relative attivazione e ricarica, provvedono soggetti terzi rispetto all’emittente, operazioni per le quali viene loro riconosciuta una commissione da imputare alla attività di issuing delle carte prepagate.
Un’operazione finanziaria può ritenersi, ai fini Iva, realizzata anche da un soggetto “non bancario”, quando questi incide sulle posizioni giuridiche dei soggetti coinvolti da tale operazione, assumendone piena responsabilità.
A seguito di ciò, le operazioni di distribuzione, attivazione e ricarica delle carte prepagate hanno natura finanziaria.
Rientrano nell’ambito dell’intermediazione anche quegli accordi contrattuali in cui l’incaricato provvede, per conto del committente e sulla base di specifiche istruzioni, a porre in essere gli adempimenti necessari alla concreta esecuzione dell’operazione esente.
Per l’Agenzia delle Entrate, quindi, l’attività di issuing, per la quale l’esercente provvede a incassare per conto del soggetto emittente gli importi di denaro caricati sulla carta (consentendo in tal modo al possessore di usufruire dei servizi a essa connessi), è riconducibile alla tipologia di detti rapporti contrattuali e, per conseguenza, i compensi riguardanti tali servizi finanziari possono usufruire dell’esenzione dall’Iva.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 354/E del 6/12/2007)
10) Cessione delle eccedenze IRES nell’ambito del consolidato nazionale
La consolidante può concedere alla neocostituita consolidata i crediti IRES prodotti nel 2006 mediante compilazione del quadro CK del modello dichiarativo riguardante il consolidato nazionale e mondiale (in presenza del requisito sancito dall’art. 43-ter, comma 4, primo periodo, del D.P.R. n. 602/1973)
Peraltro, rimane la possibilità di sindacare eventuali profili elusivi della prospettata operazione in virtù dell’art. 37-bis del D.P.R. n. 600/1973, con le ben note conseguenze configurabili nell’eventualità che siano cedute le partecipazioni nella conferitaria (parere del comitato consultivo per l’applicazione delle norme antielusive n. 36 del 14/10/2005)
E’ stata, pertanto, accolta la tesi del contribuente che riteneva, come nel caso di specie, che quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate in merito al procedimento di liquidazione dell’IVA di gruppo possa trovare applicazione anche nella cessione dei crediti IRES ex art. 43-ter del D.P.R. n. 602/1973, giacché entrambe le norme che aggiungono un vincolo temporale al possesso del controllo di diritto hanno analogo contenuto antielusivo e, pertanto, possono essere disattese sulla base dei medesimi presupposti.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 355/E del 6/12/2007)