Source: https://riformamdv.wordpress.com/2013/08/29/proposta-di-riforma-costituzionale/
Timestamp: 2017-08-21 02:49:27+00:00
Document Index: 1952879

Matched Legal Cases: ['art. 56', 'art. 84', 'art. 56', 'art. 76', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 72', 'art. 75']

Proposta di Riforma Costituzionale | Riforma MDV
Al fine di interpretare le esigenze dei cittadini e di proporre un nuovo sistema elettorale senza i partiti nazionali, che preveda nuove funzioni di governo in sinergia con la nostra costituzione, propongo la presente e necessaria proposta di riforma costituzionale.
Dalla prima pubblicazione delle proposte di riforma della nostra cara repubblica, scritta a gennaio del 2012, grazie a diversi commenti, suggerimenti e opinioni anche critiche, ricevuti dalle persone che mi hanno onorato della loro disponibilità, ho riflettuto e maturato, l’esigenza di effettuare ad agosto del 2013, una ulteriore revisione del sistema elettorale e delle nuove funzioni politiche.
La riforma del sistema elettorale e le nuove funzioni politiche, prevedono una diversa visione democratica dell’evoluzione della politica, non più attraverso i partiti nazionali così come oggi li conosciamo, ma attraverso una libera partecipazione attiva dei cittadini o tramite movimenti e associazioni politiche locali. Gli stessi, hanno il fondamentale compito di ricercare e proporre volontariamente tra i cittadini, quelle persone che possiedono le qualità necessarie per diventare Sindaci e amministrare i Comuni nell’interesse primario della collettività, secondo parametri democratici definiti nella riforma.
Anche il successivo e necessario sviluppo delle funzioni politiche per governare le regioni e la nazione, non prevedono più i partiti come proponenti dei soggetti candidabili, bensì, attraverso un nuovo percorso democratico, definito secondo parametri molto semplici, che disciplinano l’evoluzione dei sistemi elettorali da Comunali a Regionali e successivamente Nazionali, proponendone le nuove funzioni politiche.
Nella riforma, i cittadini sono veramente il popolo sovrano, gli stessi, hanno il diritto di scegliere chi li governa, e i candidati scelti, nominati con il voto dei cittadini, alle cariche di Sindaco, Presidente di Regione o Presidente della Repubblica, hanno finalmente la possibilità di attuare i programmi presentati ai cittadini stessi, secondo l’attuazione di nuove norme che garantiscono lo svolgimento democratico delle nuove funzioni politiche.
Nella proposta di riforma, Il Senato della Repubblica viene abolito e la Camera dei Deputati sostanzialmente modificata e diminuita nel numero dei suoi rappresentanti,, passando dagli attuali 630 a 140 deputati. L’innovazione, consiste inoltre nei soggetti aventi diritto alla carica stessa che, secondo la riforma, deve essere assunta contestualmente alle elezioni, direttamente dai 20 Presidenti di Regione e dai 110 Sindaci delle città Provincie più 10 Deputati per meriti. Inoltre, tutti i Deputati di nomina politica, per poter garantire maggiormente la propria partecipazione all’attività Parlamentare, dovranno entro trenta giorni dall’assunzione del proprio incarico, nominare un Deputato Delegato.
Negli ultimi venti anni, i Governi, hanno legiferato prevalentemente attraverso decreti legge o decreti legislativi, spesso contestati non solo dai cittadini ma paradossalmente dai sindaci e dai presidenti di regione perché ritenuti distanti dalle esigenze del territorio. Queste importanti e sostanziali motivazioni, mi hanno fatto ritenere necessaria la trasformazione della composizione del Parlamento, per renderla più vicina alle esigenze locali, mantenendo l’importanza dell’unità nazionale.
La formazione dei disegni di legge, potrà continuare ad essere effettuata dai nuovi Parlamentari e forse sarà più vicina alle esigenze locali.
La riduzione del numero dei Parlamentari da quasi 1.000 a non più di 300, compresi i Deputati Delegati e l’abolizione delle strutture partitiche nazionali, determinerà da una parte un grandissimo risparmio economico e dall’altra la possibilità che meno persone, democraticamente elette e diretti rappresentanti dei propri territori, potranno sviluppare con più semplicità, quella necessaria funzione legislativa in sinergia con gli interessi nazionali e locali.
Inoltre, tutti i rappresentanti del Parlamento, dovranno avere un unico corrispettivo economico, comprensivo delle loro funzioni locali.
La funzione del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio, sono state unificate in un’unica figura, individuata nel nuovo Presidente della Repubblica eletto direttamente dai cittadini e scelto secondo parametri democratici ed evolutivi della politica.
Con un pizzico di spirito d’iniziativa, ma nel rispetto della nostra bella costituzione e di tutti i suoi principi fondamentali, ho provato a proporre una revisione degli articoli costituzionali che dovrebbero essere modificati per attuare la proposta della nuova forma di governo.
Mi permetto di sostenere che i nostri padri costituenti sono stati molto lungimiranti, costruendo una costituzione che nelle forme di governo e nella formazione delle leggi, in quel contesto storico determinarono una grande e importante innovazione.
Ma la loro lungimiranza, fu anche quella di ritenere di non aver scritto un dogma immodificabile, bensì, una costituzione alla quale è concesso apportare modifiche anche sostanziali nel rispetto di procedure definite.
I nostri padri costituenti, con le regole scritte nella nostra costituzione, ci hanno permesso di raggiungere il nostro conosciuto benessere, messo oggi in grande difficoltà dalla nostra politica, incapace di adeguare le regole ai tempi, in una società globalizzata dove gli imperatori economici senza confini, acquisiscono ogni giorno maggiore potere a discapito degli interessi nazionali.
Al fine di una maggiore comprensione degli articoli costituzionali modificati, evidenzio in colore rosso le frasi da eliminare, in colore blu le frasi da integrare al testo complessivo lasciato in colore nero.
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente e volontariamente in partiti associazioni politiche e movimenti locali per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale del proprio Comune, contribuendo nel rispetto degli articoli costituzionali allo sviluppo della politica regionale e nazionale.
Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camereal Parlamento per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.
Ordinamento della Repubblica –
(testo aggiornato in seguito alla legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1 “Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale”)
Sezione I – Le CamereLa Camera
La Camera dei deputati è composta da:
N 20 Presidenti della Regione
N 110 Sindaci delle città Provincie
N 10 Deputati per Merito; cittadini italiani che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario che abbiano compiuto cinquanta anni di età e non abbiano superato gli ottantacinque anni.
Da chi è stato Presidente della Repubblica salvo rinuncia.
Lo status di Parlamentare dei componente di carica politica della Camera dei Deputati definiti all’art. 56, si acquisisce e perde, contestualmente alla nomina e/o cessazione del mandato da Presidente di Regione e/o da Sindaco delle città Provincie, nel rispetto delle norme che disciplinano tali elezioni.
I Deputati, Presidenti di Regione e i Sindaci delle città Provincie, devono nominare un Deputato Delegato entro 30 giorni dalla nomina del proprio mandato.
I Deputati Delegati, sostituiscono i Deputati nei casi in cui essi siano impossibilitati a partecipare alle riunioni del Parlamento.
Lo stipendio e le funzioni dei Deputati Delegati vengono stabilite da legge.
Il Parlamento, propone quattro dei sei candidati alla carica di Presidente della Repubblica.
I candidati, vengono rispettivamente scelti tra i componenti della Camera dei Deputati e tra i Cittadini secondo quanto stabilito dall’art. 84 della costituzione.
Al Parlamento, spetta la prima valutazione dei programmi presentati da tutti e sei i candidati alla Presidenza della Repubblica.
I Deputati esprimono un voto di preferenza, lo stesso è reso pubblico ai cittadini prima delle elezioni.
Il voto espresso in Parlamento dai Deputati, determina la preferenza dei programma depositati, tutti e sei i candidati hanno comunque il diritto di partecipare alle elezioni, trasferendo al popolo sovrano la scelta della nomina del Presidente della Repubblica.
Il Presidente della Repubblica può nominare senatori Deputatoper Meriti a vita cinquedieci cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario che abbiano compiuto i cinquanta anni di età.
La nomina è condizionata al voto di approvazione della maggioranza della Camera dei Deputati e al numero massimo di Deputati per Meriti eleggibili previsti all’art. 56.
I Deputati di carica politica si avvicendano in corrispondenza del proprio mandato, la durata delle rispettive legislature è di cinque anni e la loro eleggibilità non può superare due mandati complessivi.
Il Deputato Delegato decade dal proprio mandato in corrispondenza alla cessazione del Deputato Delegante.
Le elezioni delle nuove Camere luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.
Le Camere si riunisconoLa Camera si riunisce di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.
CiascunaLa Camera può essere convocata in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente o del Presidente della Repubblica o di un terzo dei suoi componenti.
CiascunaLa Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l’Ufficio di presidenza il cui mandato dura cinque anni.
CiascunaLa Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Le sedute sono pubbliche: tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento, solo per motivi di sicurezza nazionale puòa Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta.
I membri del Governo, anche se non fanno parte delleCamere della Camera, hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono.
Ciascuna La Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità.
Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni nel rispetto degli interessi del territorio da esso rappresentato in sinergia con gli interessi di unità nazionale. senza vincolo di mandato.
I membri del Parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge che prevede un solo corrispettivo economico comprensivo delle rispettive funzioni locali.
La funzione legislativa è esercitata dalla Camera dei Deputati collettivamente dalle due Camere.
L’iniziativa delle leggi appartiene al Presidente della Repubblica per le sole leggi dichiarate nel proprio documento programmatico di legislatura nazionale, al Governo, a ciascun membro delle Cameredella Camera, ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
Nessuna iniziativa legislativa può essere esercitata dal Parlamento, dal Governo, dal Presidente della Repubblica, dalle Regioni e dai Comuni, senza una preventiva e vincolante consultazione popolare, nel rispetto delle materie di propria competenze, siano esse, nazionali, regionali o locali, relative ai seguenti argomenti:
– atti che introducano cambiamenti radicali e sostanziali per i cittadini, riguardanti questioni morali, etiche e sociali
– atti che implichino rischi per i cittadini su questioni ambientali, sanitarie, relative alla sicurezza e allo sviluppo
( La pena di morte, l’uso di cellule staminali, l’eutanasia, cambiamenti macro-economici e giurisdizionali, la costruzione di centrali nucleari, inceneritori, fabbriche con alti fattori di rischio esplosione e inquinamento, aeroporti e/o questioni assimilabili ai rischi in fattispecie ).
Fanno eccezione gli atti, espressamente previsti e approvati nei “documenti programmatici di legislatura”che non siano in antinomia con norme costituzionali.
Le leggi proposte dal Presidente della Repubblica, prima della loro promulgazione devono essere sottoposte alla Camera per la verifica del controllo di conformità con quanto dichiarato nel documento programmatico di legislatura nazionale.
La Camera, entro 30 giorni esamina la legge e può respingerla con motivazione, qualora il suo contenuto si discosti sostanzialmente da quanto dichiarato ai cittadini nel documento programmatico di legislatura depositato prima delle elezioni. La legge respinta, deve essere modificata e nuovamente presentata alla Camera. La legge conforme, riceve entro trenta giorni il visto della Camera e successivamente può essere promulgata.
Ogni altro disegno di legge, presentato ad una Cameraalla Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.
Le commissioni esaminano la forma, la struttura e la conformità del disegno di legge con leggi costituzionali.
Può altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte da politici e/o persone competenti nelle materie da disciplinare. in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della commissione richiedono che sia discusso o votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle commissioni.
Se le Camere la Camera, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l’urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito.
Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere alla Camera chiedere una nuova deliberazione.
Se le Camere approvanola Camera approva nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.
È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge anche costituzionale o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori, cinque Consigli regionali o un quinto dei componenti della Camera.
Il Presidente della Repubblica, riceve delegazione dai cittadini a emanare decreti che abbiano valore di legge, solo nelle materie espressamente dichiarate nel documento programmatico di legislatura nazionale, depositato e divulgato ai cittadini stessi, durante la campagna elettorale del Presidente eletto.
Il Governo non può, senza delegazione delle Camere della Camera, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria fatta eccezione di quelli espressi all’art. 76.
Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camerealla Camera che, anche se scioltesciolta, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni viene appositamente convocata e riunita entro cinque giorni.
Le Camere possono La Camera può tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.
Le CamereLa Cameradeliberanodelibera lo stato di guerra e conferisconoconferisce al Governo i poteri necessari.
L’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascunadella Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale.
Le Camere autorizzanoLa Camera autorizza con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.
Le Camere approvano La Camera approva ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Cameredella Camera adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.
Le Camere La Cameraogni anno approvanoapprova con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascunadella Camera, nel rispetto dei principi definiti con legge costituzionale .
Ciascuna Ogni componente dellaCamera può richiederedisporre inchieste su materie di pubblico interesse secondo procedure determinate dalla legge.
A tale scopo la Camera, a maggioranza dei propri componenti, può nominare Commissioni di inchiesta, delegate a procedere alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’Autorità giudiziaria. nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione di inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’Autorità giudiziaria.
Tutte le nomine, sospensioni e revoche di incarichi statali, regionali e comunali, in regime di dipendenza temporanea o indeterminata sono disciplinate da leggi dello stato.
Il Presidente della Repubblica è eletto direttamente dai cittadini. dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.
Ha diritto di Governare la Nazione ed assumere la carica di Presidente della Repubblica, il cittadino conforme ai requisiti previsti dagli art. 84 e 85 della costituzione che ha ottenuto durante le elezioni nazionali, il 50% più uno dei voti.
Qualora nella prima giornata elettorale, non vi sia nessun candidato che raggiunga la maggioranza, hanno diritto di partecipare al ballottaggio, i due candidati che hanno ottenuto la maggiore percentuale di voti.
Con il voto, i cittadini attribuiscono al Presidente della Repubblica il potere monocratico relativo.
Il potere monocratico relativo, può essere attuato dal Presidente solo e limitatamente all’attuazione del programma presentato ai cittadini durante la propria campagna elettorale. Il programma, trascritto nel documento programmatico di legislatura nazionale deve essere depositato e reso pubblico due mesi prima delle votazioni.
Può essere eletto a Presidente della Repubblica uno dei seguenti cittadini che abbia compiuto i quaranta anni di età e goda dei diritti civili e politici.
I primi due Presidenti Regionali che hanno ottenuto durante le proprie elezioni la maggiore percentuale di voti e/o a parità di percentuale il maggior numero.
Due componente della Camera dei deputati, proposti e votati dal 30% dei componenti della stessa Camera, riconosciuti come persone meritevoli di grandi capacità organizzative e/o tecniche, onesti, con grande senso del dovere e un autorevole carisma. In caso di più presentazioni, i due deputati che hanno ottenuto la maggiore percentuale di preferenze dalla Camera.
Due cittadini scelti nella società civile, indipendentemente dal loro status giuridico, proposti e votati dal 30% dei componenti della Camera, riconosciuti come persone meritevoli di grandi capacità organizzative e/o tecniche, onesti, con grande senso del dovere e un autorevole carisma.
Il Presidente della Repubblica in carica al primo mandato.
L’assegno e la dotazione del Presidente e del Vice Presidente sono determinati per legge.
I Candidati alla Presidenza della Repubblica, scelti e definiti secondo le norme costituzionali, devono redigere quattro mesi prima delle elezioni il proprio documento programmatico di legislatura nazionale, predisponendo il proprio curricolo, quello relativo ai ministri e ai dicasteri che intendono assegnare.
I candidati, avranno trenta giorni di tempo per verificare i consensi tra i Parlamentari, entro tale termine, i programmi potranno essere parzialmente modificati al fine di una maggiore condivisione da parte dei componenti la Camera dei Deputati.
I documenti di programmazione nazionale definitivi, dovranno essere depositati inderogabilmente, quindici giorni prima della convocazione del voto di preferenza del Parlamento e comunque entro due mesi dalla data delle elezioni.
Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni cinque anni, il suo mandato è rieleggibile per una sola volta.
Il Presidente della Repubblica, al termine del suo mandato ha diritto a ripresentare la sua candidatura, nel rispetto dei requisiti definiti all’art. 84 e 85 della costituzione.
Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato, Vice Presidente della Repubblica, nominato dal Presidente tra i componenti la Camera dei Deputati.
Il Vice Presidente, su delega del Presidente lo rappresenta nel rispetto dei termini stabiliti dalla legge.
In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il VicePresidentedella Camera dei deputati indice nuove elezioni da tenersi entro quattro mesi dal termine di accertato inadempimento permanente. la elezione del nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione.
Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e del Governo rappresenta l’unità nazionale.
Il Presidente della Repubblica è autorizzato a emanare le leggi dichiarate ai cittadini nel proprio documento di programmazione legislativa nazionale nel rispetto dell’art. 72 della costituzione.
Può inviare messaggi alle Camerealla Camera.
Autorizza la presentazione alle Camerealla Camera dei disegni di legge di iniziativa del Governo.
Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Cameredella Camera.
Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Cameredalla Camera.
Il Presidente della Repubblica può promuovere al Parlamento, mozioni di sfiducia.
Il Presidente della Repubblica, nei casi stabiliti dalla legge, può sospendere dall’incarico e successivamente revocare, qualsiasi Ministro, Sottosegretario, Parlamentare, Componente di Commissioni, Dirigente Generale dello Stato appartenente a corpi o enti anche in partecipazione statale.
Il Presidente della Repubblica, per gravi motivi definiti dalla legge, può sospendere il Presidente della Regione , la giunta e il consiglio Regionale, Il Sindaco la giunta e il consiglio comunale.
Il Presidente della Repubblica firma gli atti che hanno valore di legge. Gli stessi sono controfirmati dal Presidente della Camara e/o dal proponente dell’atto avente valore di legge che ne assume la responsabilità.
Il Presidente della Repubblica, si impegna con i cittadini all’attuazione del programma nel rispetto e nell’interesse delle priorità necessarie alla nazione.
Il Presidente della Repubblica, non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne per quelli espressamente dichiarati nel proprio documento programmatico di legislatura, chehanno arrecato gravi danni alla nazione, secondo parametri stabiliti dalla legge, o per alto tradimento o per il mancato rispetto della Costituzione.
In Tali casi, secondo procedure definite dalla legge, Il Parlamento chiede al Presidente di conferire alla Camera dei Deputati.
Il Parlamento con votazione della maggioranza dei suoi componenti, può accettare le motivazioni conferite dal Presidente della Repubblica, proporre una mozione di sfiducia o mettere in stato di accusa il Presidente.
Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento e al Governoin seduta comune.
Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri dal Presidente della Repubblica e dai ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri. Il Vice Presidente della Repubblica, i ministri e i sottosegretari.
Il Presidente del Consiglio dei ministri eIl Vice Presidente della Repubblica,i ministri e i sottosegretari, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
Il Presidente del Consiglio dei ministri Il Presidente della Repubblica dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile secondo quanto definito dalla costituzione e dalle leggi. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri.
La legge provvede all’ordinamento della nuove funzioni del Presidente della RepubblicaPresidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l’organizzazione dei ministeri.
Lo carica di Ministro e/o Sottosegretario è incompatibile con la carica di Deputato e/o Deputato Delegato.
Il Presidente del Consiglio dei ministriIl Presidente della Repubblica ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.
La Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo, e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato. Partecipa, nei casi e nelle forme stabiliti dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce direttamente alle Camere alla Camera sul risultato del riscontro eseguito.
Rimane la denominazione delle Province, come identificazione di appartenenza ad un territorio definito, le stesse sono abrogate come enti autonomi e i poteri e le funzioni ad essi assegnati vengono trasferiti in parte alle Regioni e in parte ai Comuni.
La legge è approvata dalle Cameredalla Camera a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.
I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelleconferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio disussidiarietà.
Sono organi della Regione: L’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci, suddivisa in gruppi comunali appartenenti ad uno o più territori Provinciali, si riunisce di diritto presso la Regione o in luogo idoneo nei seguenti termini e modi:
A) Sei mesi prima delle elezioni per proporre e contestualmente votare i cittadini, candidabili a Presidente della Regione, nel rispetto dei requisiti di seguito definiti:
N 4 sindaci che hanno compiuto i quaranta anni di età, scelti nei loro comuni tra quelli che hanno ottenuto durante le elezioni, la maggiore percentuale di voti, e a parità di percentuale, il maggior numero come definito nei parametri della tabella degli “aventi diritto”.
TABELLA degli “aventi diritto”
I primi 4 Sindaci dei Comuni con meno di 10.000 abitanti – I primi 4 Sindaci dei Comuni da 10.001 a 30.000 abitanti I primi 4 Sindaci dei Comuni da 30.001 a 100.000 abitanti -I primi 4 Sindaci dei Comuni da 100.001 a 500.000 abitanti – I primi 4 Sindaci al di sopra dei 500.000 abitanti.
N 2 sindaci che hanno compiuto i quaranta anni di età, non rientrante nei parametri previsti nella tabella degli “aventi diritto”, proposti e votati dal 30% dell’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci, riconosciuti come persone meritevole di grandi capacità organizzative e/o tecniche, onesti, con grande senso del dovere e un autorevole carisma. In caso di più presentazioni i due sindaci che hanno ottenuto la maggiore percentuale di preferenze dell’assemblea stessa.
N 2 cittadini italiani che hanno compiuto quaranta anni di età, scelti nella società civile, proposti e votati dal 30% dell’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci, riconosciuti come persone meritevole di grandi capacità organizzative e/o tecniche, onesti, con grande senso del dovere e un autorevole carisma. In caso di più presentazioni i due cittadini italiani che hanno ottenuto la maggiore percentuale di preferenze dell’assemblea dei sindaci.
B) Quattro mesi prima delle elezioni per votare la preferenza dei candidati in relazione alla valutazione della persona e del programma presentato. L’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci, rende pubbliche ai cittadini le preferenze espresse ma tutti i candidati hanno diritto di partecipare alle elezioni per la Presidenza della Regione.
C) Ogni qualvolta sia necessario convocare L’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci, nel rispetto delle funzioni attribuite dalla legge.
il Consiglio regionale, la Giunta e il suo presidente.
Art. 122 [28
I Candidati alla Presidenza della Regione, scelti e definiti secondo le norme costituzionali, devono redigere quattro mesi prima delle elezioni il proprio documento programmatico di legislatura regionale, predisponendo il proprio curricolo, quello relativo agli assessori e i mandati che intendono conferire.
I candidati, hanno trenta giorni di tempo per verificare i consensi tra i componenti dell’Assemblea Generale Regionale dei Sindaci, entro tale termine, i programmi possono essere parzialmente modificati al fine di una maggiore condivisione da parte degli stessi componenti.
I documenti di programmazione regionali definitivi, devono essere depositati inderogabilmente, quindici giorni prima della convocazione del voto di preferenza dell’Assemblea e comunque entro due mesi dalla data delle elezioni.
Ha diritto di Governare la Regione ed assumere la carica di Presidente della Regione, il cittadino conforme ai requisiti previsti dalla costituzione che ha ottenuto alle elezioni regionali, il 50% più uno dei voti.
La legislatura regionale ha una durata temporale di cinque anni, Il Presidente della Regione e i Consiglieri Regionali sono eleggibile per soli due mandati complessivi.
Il Presidente della Giunta “ Presidente della Regione” è eletto direttamente dai cittadini.
Con il voto, i cittadini attribuiscono al Presidente della Regione il potere monocratico relativo.
Il potere monocratico relativo, può essere attuato dal Presidente della Regione solo e limitatamente all’attuazione del programma presentato ai cittadini durante la propria campagna elettorale. Il programma, trascritto nel documento programmatico di legislatura regionale deve essere depositato e reso pubblico due mesi prima delle votazioni.
Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione, nel rispetto delle norme costituzionali e/o delle leggi della Repubblica. nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.
Hanno diritto alla carica di Consigliere Regionale, i sindaci che nei loro comuni, hanno ottenuto la maggiore percentuale di voti alle elezioni e a parità di percentuale il maggior numero. Il diritto di priorità, spetterà ai sindaci eletti al primo turno elettorale, in assenza di tale requisito a quelli eletti durante il ballottaggio, nel rispetto della seguente suddivisione:
I primi 4 Sindaci dei Comuni con meno di 10.000 abitanti – I primi 4 Sindaci dei Comuni da 10.001 a 30.000 abitanti I primi 4 Sindaci dei Comuni da 30.001 a 100.000 abitanti -I primi 4 Sindaci dei Comuni da 100.001 a 500.000 abitanti – I primi 4 Sindaci al di sopra dei 500.000 abitanti
i candidati non eletti a Presidente della Regione
Il Presidente della Giunta, in qualità di Presidente della Regione con la nomina è contestualmente Deputato della Camera, entro trenta giorni deve nominare un Deputato Delegato.
La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistratureordinaria ed amministrative.
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna dalla Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre duemesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascunadella Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una dellaCamera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
La Costituzione può essere sottoposta a leggi di revisione quando ne facciano domanda un quinto dei membri della Camera, cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali nel rispetto dei termini stabiliti all’art. 75 della costituzione.