Source: http://www.linformalavoro.com/2013/01/nuovo-articolo-sistema-ammortizzatori.html
Timestamp: 2019-09-17 16:41:09+00:00
Document Index: 111253598

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.2', 'art.2', 'art.2', 'art.2', 'art.10', 'art.11', 'art.3', 'art.19', 'art.3', 'art.1', 'art.1', 'art.5', 'art.1', 'art.3', 'art.3', 'art.3', 'art.1', 'art.8', 'art.16', 'art.5', 'art.2', 'art.1', 'art. 21', 'art.3']

L'INFORMALAVORO: [Nuovo articolo] SISTEMA AMMORTIZZATORI SOCIALI VIGENTI DALL’1.1.2013
[Nuovo articolo] SISTEMA AMMORTIZZATORI SOCIALI VIGENTI DALL’1.1.2013
francescocolaci posted: "In relazione alle novita' normative introdotte dalla legge n.92/112 di riforma del lavoro , dalla legge sviluppo n.221/12 e dalla legge stabilita' n.228/12 ,si ritiene confacente precisare di seguito gli istituti che costituis"
SISTEMA AMMORTIZZATORI SOCIALI VIGENTI DALL’1.1.2013
In relazione alle novita' normative introdotte dalla legge n.92/112 di riforma del lavoro , dalla legge sviluppo n.221/12 e dalla legge stabilita' n.228/12 ,si ritiene confacente precisare di seguito gli istituti che costituiscono il sistema degli ammortizzatori sociali a disposizione delle imprese e dei lavoratori dall'1.1.2013, ricordando che i suddetti si distinguono tra ordinari ed in deroga, intervengono sia in caso di perdita che di mantenimento del rapporto di lavoro da parte dei beneficiari , ed infine che vengono utilizzati in funzione delle difficolta' aziendali esistenti ,che possono essere tanto temporanee e transitorie quanto prolungate e persino irreversibili.
A) AMMORTIZZATORI SOCIALI GENERALI RIGUARDANTI DISOCCUPATI
1) ASSICURAZIONE SOCIALE PER L'IMPIEGO-ASPI
L'Aspi ,destinata a sostituire l'indennita' ordinaria non agricola con i requisiti normali, che peraltro continua ad applicarsi ai casi di cessazione dalla precedente occupazione intervenuti fino al 31 dicembre 2012, per i nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2013 ,risulta istituita presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti con la funzione di fornire ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione un'indennità mensile di disoccupazione,secondom la regolamentazione corrispondente contenuta nell'art.2 ,commi da 1 a 30,,da 36 a 38e da 40 a 45 della legge n. 92/2012 e s.m.i.
2) MINI ASPI
Sostituisce l'indennita' ordinaria con i requisiti ridotti e cponsente ai lsavoratori rimasti involontariamente disoccupati a decorrere dall'1.1.2013 ,se in possesso dei requisiti previsti di percerpire un trattamento economico diverso rispetto a quello dell'Aspi ,secondo la disciplina contenuta nei commi da 20 a 25 dell'art.2 della legge n.92/2012 e s.m.i.
Per informazioni confacenti su Aspi e Mini Aspi si rinvia alla consultazione della seguente documentazione:
-Post pubblicato sul blog DISCIPLINA ASPI E MINI ASPI CON MODIFICHE LEGGE STABILITA' 2013 cliccando sul seguente linkhttp://francescocolaci.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=22970&action=edit&message=10
- Circolare Inps n.142/2012 cliccando suLinkhttp://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2fCircolari%2fCircolare%20numero%20142%20del%2018-12-2012.htm
-Circolare Inps n.140/2012 cliccasdo su Linkhttp://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2fCircolari%2fCircolare%20numero%20140%20del%2014-12-2012.htm
3) INDENNITA' LAVORATORI CO CO CO ART . 61 DEC.LEGVO 276/03
L'indennita' in questione dall'1.1.2013 è regolamentata dai commi da 51 a 56 dell'art.2 della legge n.92/12 il cui contenuto si espone di seguito,premettendo che con le dette disposizioni va a regime l'indennita' una tantum in favore dei co co pro ,iscritti in via esclusica alla gestione separata dell'Inps .
Si conclude sull'argomento sottolineando che il comma 69 dell'art.2 prevede che :". A decorrere dal 1° gennaio 2013, sono abrogate le seguenti disposizioni: a) articolo 19, comma 2 , del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2-,secondo cui :
2. Invia sperimentale per il biennio 2010-2011, a valere sulle risorse di cui al comma 1 e comunque nei limiti di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011, e nei soli casi di fine lavoro, fermo restando quanto previsto dai commi 8, secondo periodo, e 10, e' riconosciuta una somma liquidata in un'unica soluzione, pari al 30 per cento del reddito percepito l'anno precedente e comunque non superiore a 4.000 euro, ai collaboratori coordinati e continuativi di cui all'articolo 61, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata presso l'INPS di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con esclusione dei soggetti individuati dall'articolo 1, comma 212, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i quali soddisfino in via congiunta le seguenti condizioni:
4) TRATTAMENTO SPECIALE
Il trattamento speciale di disoccupazione per l'edilizia è una prestazione riservata ai lavoratori con la qualifica di operai ,impiegati e quadri licenziati da imprese edili ed affini,anche artigiane e cooperative per una delle seguenti cause : a)cessazione dell'attività aziendale ,ultimazione del cantiere o delle singole fasi lavorative,riduzione di personale( legge 6 agosto 1975, n. 427;
b)stato di grave crisi occupazionale conseguente al previsto completamento d'impianti industriali o di opere pubbliche di grandi dimensioni (Art.11 legge n.223/91);
c)mancata ripresa al termine di un programma di cigs
Per ogni ulteriore informazione in materia si rinvia al posto di cui al seguente linkhttp://francescocolaci.wordpress.com/2009/03/29/trattamento-speciale-disoccupazione-edilizia/
Si segnala peraltro che ,correggendo un errata dicitura contenuta nella lettera c) del comma 71 dell'art.2 legge 92/12 ,la legge di stabilita' n.228/12 ha precisato che dall'1.1.2017 è abrogato non gia' l'art.10 comma 2 ,bensì l'art.11 comma 2 della legge n.223/91,vale a dire la disposizione che disciplina il trattamento speciale di disoccupazione dell'edilizianelle aree nelle quali il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, accerta la sussistenza di uno stato di grave crisi dell'occupazione conseguente al previsto completamento di impianti industriali o di opere pubbliche di grandi dimensioni, così che ai lavoratori edili che siano stati impegnati, in tali aree e nelle predette attività, per un periodo di lavoro effettivo non inferiore a diciotto mesi e siano stati licenziati dopo che l'avanzamento dei lavori edili abbia superato il settanta per cento, il trattamento speciale di disoccupazione è corrisposto nella misura prevista dall'articolo 7 e per un periodo non superiore a diciotto mesi, elevabile a ventisette nelle aree di cui al testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218.
5)INDENNITA' DISOCCUPAZIONE OPERAI AGRICOLI
Due sono le tipologie di trattamento di disoccupazione per gli operai agricoli ,ossia l'indennità ordinaria di disoccupazione ed il trattamento speciale. ed in proposito si rinvia alla consultazione del posto di cui al seguente linkhttp://francescocolaci.wordpress.com/2009/03/29/indennita-disoccupazione-operai-agricoli/
6) INDENNITA' DI MOBILITA'
L'indennità di mobilità ,che trova la sua fonte normativa principale nella legge n.223/91 e s.m.i.,è una prestazione di disoccupazione che viene riconosciuta ai lavoratori che , perduto il posto di lavoro per licenziamento collettivo, risultano iscritti nelle liste di mobilità.
Detta prestazione previdenziale ha una durata più lunga delle altre prestazioni di disoccupazione ,determina benefici particolari in favore delle aziende che intendano assumere dalle liste di mobilità i lavoratori iscritti, facilitando così la mobilità dei lavoratori da un'azienda ad un'altra.
Sull'indennità di mobilità sono stabilite disposizioni particolari per ciò che concerne i requisiti soggettivi ed oggettivi che i lavoratori debbono far valere per accedere a tale prestazione e una procedura particolare che l'azienda deve eseguire prima di procedere ai licenziamenti dei dipendenti ed in merito si rinvia alla consultazione del post pubbliucato sul blog cliccando sul linkhttp://francescocolaci.wordpress.com/2009/03/31/disciplina-indennita-di-mobilita/
Inoltre si richiama l'attenzione sulle modifiche che sia la legge n.92/12 ,che la legge n.134/12 hanno apportato alla disciplina della dursata dell'indennita' di mobilita' che ad alcuni apdetti della regolamentazione della legge n.223/91 riguardantio la procvedura di mobilita' ,in merito a cui si rinvia all'apposito post pubblicato sul blo ,cliccando il seguente link:http://francescocolaci.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=20692&action=edit&message=1
B) AMMORTIZZATORI SOCIALI GENERALI RIGUARDANTI OCCUPATI
1) CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI ORDINARIA INDUSTRIA
La Cassa integrazione guadagni appare lo strumento con cui è possibile intervenire per sostenere le imprese che ,per eventi conseguenti a situazioni di crisi o difficoltà indicate dalla legge, sono indotte a sospendere o contrarre transitoriamente l'attività , essendo responsabili per i danni patiti dai dipendenti .
L' Inps interviene erogando , in sostituzione della retribuzione , un'indennità in favore dei lavoratori delle predette aziende che nel periodo considerato risultano sospesi dal lavoro, ovvero utilizzati al lavoro ad orario ridotto per i detti eventi.
Tale intervento è diversamente articolato a seconda delle circostanze che originano la situazione di difficoltà del settore economico di appartenenza dell'azienda interessata,si riospetto a cui si rinvia a quanto esposto nel post del blog consultabile cliccanddo sul seguente linkhttp://francescocolaci.wordpress.com/2009/03/05/scheda-conoscitiva-sulla-cassa-integrazione-guadagni-ordinaria-industria/
2) CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI EDILIZIA
Una normativa specifica in materia di cig ordinaria , discendente soprattutto dalle leggi n.77/1963 , n.14/1970,n. 1058/1971 e n.427/1975 , concerne il settore edile e dei materiali lapidei e per ogni informazione in merito si puo' consultare lo specifico post cliccasndo sul seguente link
:http://francescocolaci.wordpress.com/2009/03/18/disciplina-cassa-integrazione-guadagni-edilizia/
3) CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI IN AGRICOLTURA
Considerato che difficoltà e problematiche transitorie e durevoli,contingenti e strutturali possono intervenire anche nel settore produttivo dell'agricoltura a causa di eventi non determinati dagli imprenditori e dai lavoratori,il legislatore ha apprestato specifiche norme in materia di integrazione salariale (CISOA),contenute nella legge n.457 dell'8.8.1972 e nella legge n.223 del 23 .7.1991 (.artt.14 e 21), la cui previsioni sono esposte nell'apposioto post del blog consultabile cliccando sul seguente link: https://francescocolaci.wordpress.com/2009/03/06/disciplina-cassa-integrazione-guadagni-in-agricoltura/
4) CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI STRAORDINARIA
Gli aspetti che caratterizzano la cassa integrazione guadagni straordinaria,distinguendola da quella ordinaria, s'individuano soprattutto nel le cause integrabili e nella durata dell'intervento .
Infatti questo ammortizzatore sociale è collegato a condizioni di difficolta' e problemi aziendali dalle prospettive incerte ed ha bisogno di essere gestito con iniziative specifiche ed interventi dalle caratteristiche diverse ed avente una durata superiore rispetto a quelli dell'integrazione ordinaria.
Per informazioni sui varii aspetti dellas cigs ,si rinvia alla consultazione dello spdecifico post del blog cliccando sul seguente link:http://francescocolaci.wordpress.com/2009/03/23/disciplina-cassa-integrazione-guadagni-straordinaria/
Inoltre ,tenuto conto che le leggi n. 92/12 e n.134/12 hanno apportato modifiche alla previsione dell'art.3 della legge n.223/91 ,riguardante l'intervento della cigs per le imprese coinvolte in procedure concorsual,si ritiene confacente suggerire la consultazione in proposito dello specifico post pubblicato sul blog cliccando il seguente link:http://francescocolaci.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=20606&action=edit
Infine , si sottolinea che la legge di stabilita' n.228/2912.ha finanziato sino al 31.12.2013 la proroga della cigs a 24 mesi di cui al comma 15 dell'art.19 del dec.legge n.185/08 ,convertito in legge n.2/09, riguarda per le sitiuazioni di crisi aziendale con cessazione dell'attivita'.
5) ESTENSIONE TRATTAMENTO CIGS E RELATIVI OBBLIGHI CONTRIBUTIVI A DETERMINATE IMPRESE
Si ritiene confacente ricordare che sino al 31.12.2012, allo stato della normativa vigente , la cigs spetta agli operai, impiegati, quadri, soci e non soci di cooperative di produzione e lavoro, lavoratori poligrafici e giornalisti, dipendenti da:
imprese edili ed affini
imprese artigiane il cui fatturato nel biennio precedente dipendeva per oltre il 50% da un solo committente destinatario di CIGS
aziende appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione le cui imprese committenti siano interessate da CIGS
imprese appaltatrici di servizi di pulizia la cui impresa committente sia destinataria di CIGS
imprese editrici di giornali quotidiani, periodici e agenzie di stampa a diffusione nazionale per le quali si prescinde dal limite dei 15 dipendenti
imprese commerciali con più di 200 dipendenti.
Su tale argomento,il comma 1 dell'art.3 della legge n.92-2012ha previsto l'aggiunta all'articolo 12 della legge 23 luglio 1991, n. 223, dopo il comma 3 ,del comma 3 bis ,il cui testo comèplressivo pertanto sara' così formato,sottolineando che la parter'aggiunta risulta evidenziata in grassetto :
In virtù della citata integrazione della disciplina legislativa , le imprese di cui alle lettere da a) ad e) ,a far data dall'1.1.2013 , saranno destinatarie, non piu 'in maniera sperimentale e transitoria ,ma definita e stabile dell'intervento della cigs e dei relativi obblighi contributivi ,superando quanto la normativa vigente prevede sino al 31.12.2012, in base a cui gli interventi della cigs nelle predette imprese ridsultano venir autorizzati annualmente.
Si sottolinea peraltro che ,dall'anno 2013 ,diventa definitiva anche la relativa contribuzione obbligatoria dello 0,90 % ,tenendo conto inoltre che le aziende appartenenti alle tipologie elencate , quando ricorreranno alla cigs ,avranno l'obbligo di versare il contributo addizionale del 4,5% (se occupano piu' di 50 dipendenti) ovvero del 3% (se occupoano sino a 50 dipendenti),da determonasre sull'importo dell'integrazione salariale utilizzsata,che va versato all'atto delle operazioni di conmguaglio concernenti la cigs.
6) CONTRATTI DI SOLIDARIETA' CON CIGS
In riferimento al Decreto del Ministro del Lavoro n.46448 del 10.7.09 ,che , nella prospettiva di semplificazione delle modalità attuative ,ha introdotto rilevanti novità alla disciplina dei contratti di solidarietà previsti dall'art.1 della legge n.863/84, preliminarmente si ricorda che si distinguono contratti di solidarietà "difensivi" ed "espansivi ".
I primi sono così definiti perche' comportano una riduzione dell'orario di lavoro finalizzata ad evitare il licenziamento del personale in azienda.
I secondi ,che non hanno registrato un seguito pari a quello dei primi, assumono tale denominazione in quanto sono caratterizzati dall'aumento dei lavoratori neo assunti a tempo indeterminato per compensare la riduzione dell'orario di lavoro al personale già in forza dell'azienda interessata.
In questa sede vengono trattati i contratti di solidarietà così detti difensivi , il cui scopo precipuo, nell'ambito di una situazione di crisi aziendale temporanea ,appare quello di concorrere alla difesa dei livelli di occupazione ,evitando dei licenziamenti , precisando che gli stessi sono di due tipi, a seconda che le imprese interessate sono ovvero non sono destinatarie della disciplina della cassa integrazione guadagni straordinaria.
Rispetto ai contratti di solidarieta' difenzivi con l'intervento della CIGS si ritiene consono rinviare alla consultazionev dello specifico post pubblicato sul blog cliccando il seguente link:http://francescocolaci.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=3688&action=edit
Inoltre si evidenzia che tra le disposizioni approvate con la legge di stabilita' n.228/12 risulta quella che consente anche nel 2013 Llintervento di cui al comma 6, dell'articolo 1, del decreto legge 1ºluglio 2009, n. 102, è nel limite di 60milioni di euro ,ricordado a che il citato comma 6 dell'art.1 legge n.102/09 dispone:" In via sperimentale ....l'ammontare del trattamento di integrazione salariale per i contratti di solidarieta' di
cui all'articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, e'aumentato nella misura del venti per cento del trattamento perso a seguito della riduzione di orario .."
7) CONTRATTI SOLIDARIETA' SENZA CIGS
La seconda tipologia di contratti di solidarietà "difensivi",che si applica alle imprese non destinatarie della disciplina della cigs,è quella prevista dall'art.5,comma 5, del decreto legge n.148/93,convertito in legge n.236/93, e dall'art.1 comma 5 legge n.102/09 i cui aspetti sono stati illustrati con la circolare del Ministero del Lavoro n.20/ 2004 ,la cui appplicazione risulta prorogata al 31.12.2013 dalla legge di stabilita' n.228/2012
Anche tali contratti, caratterizzati dalla riduzione dell'orario di lavoro in azienda,perseguono lo scopo di evitare o ridurre le eccedenze di personale, non già con l'intervento della cigs,ma attraverso la corresponsione per un periodo massimo di 24 mesi di un contributo , non avente natura di retribuzione ai fini contrattuali e di legge,compresi gli obblighi contributivi previdenziali ed assistenziali,di ammontare pari alla metà del monte retributivo non dovuto dalle imprese a seguito della riduzione di orario,e che va ripartito in parti uguali tra le stesse imprese ed i lavoratori interessati
Per tutte le iformazioni inn mderito a tali contratti di solidarieta' si trinvia allo specifico post pubblicato dal blog ,consultabile cliccando su link seguente:http://francescocolaci.wordpress.com/2009/01/21/la-disciplina-dei-contratti-di-solidarieta-parte-seconda/
8) COSTITUZIONE FONDI SOLIDARIETA' BILATERALI
L'argomento trova regolamentazione nei commi da 4 a 16 dell'art.3 della legge di riforma n.92/12 ,che stabiliscono quanto segue
Al fine di assicurare la definizione, entro l'anno 2013, di un sistema inteso ad assicurare adeguate forme di sostegno per i lavoratori dei diversi comparti, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale stipulano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, accordi collettivi e contratti collettivi, anche intersettoriali, aventi ad oggetto la costituzione di fondi di solidarietà bilaterali per i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, con la finalità di assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria.
Entro i successivi tre mesi, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, si provvede all'istituzione presso l'INPS dei fondi citati
Con le medesime modalità di cui sopra possono essere apportate modifiche agli atti istitutivi di ciascun fondo. Le modifiche aventi ad oggetto la disciplina delle prestazioni o la misura delle aliquote sono adottate con decreto direttoriale dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze, sulla base di una proposta del comitato amministratore
I decreti del ministro del lavoro determinano, sulla base degli accordi, l'ambito di applicazione dei fondi ion questione, con riferimento al settore di attività, alla natura giuridica dei datori di lavoro ed alla classe di ampiezza dei datori di lavoro. Il superamento dell'eventuale soglia dimensionale fissata per la partecipazione al fondo si verifica mensilmente con riferimento alla media del semestre precedente.
I fondi di cui si parla non hanno personalità giuridica e costituiscono gestioni dell'INPS,mentre gli oneri di amministrazione di ciascun fondo sono determinati secondo i criteri definiti dal regolamento di contabilità dell Istituto
L'istituzione dei fondi in parola è obbligatoria per tutti i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale in relazione alle imprese che occupano mediamente più di quindici dipendenti. Le prestazioni e i relativi obblighi contributivi non si applicano al personale dirigente se non espressamente previsto.
Detti fondi , oltre alla finalità di assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria possono avere le seguenti finalità:
b) prevedere assegni straordinari per il sostegno al reddito, riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione all'esodo, a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni; c) contribuire al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi nazionali o dell'Unione europea.
Per le finalità di cui al periodo precedente i fondi in considerazione possono essere istituiti, con le medesime modalità , anche in relazione a settori e classi di ampiezza già coperti dalla normativa in materia di integrazioni salariali.
Per le imprese nei confronti delle quali trovano applicazione gli articoli 4 e seguenti della legge 23 luglio 1991, n. 223,contenenti norme in materia di mobilita', gli accordi e contratti collettivi possono prevedere che il fondo di solidarietà sia finanziato, a decorrere dal 1º gennaio 2017, con un'aliquota contributiva nella misura dello 0,30 per cento delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali.
Gli accordi ed i contratti relativi alla costituzione dei Fondi nbilaterali possono prevedere che nel fondo stesso confluisca anche l'eventuale fondo interprofessionale istituito dalle medesime parti firmatarie ai sensi dell'articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni. In tal caso, al fondo affluisce anche il gettito del contributo integrativo stabilito dall'articolo 25, quarto comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, e successive modificazioni, con riferimento ai datori di lavoro cui si applica il fondo e le prestazioni derivanti dall'attuazione del primo periodo del presente comma sono riconosciute nel limite di tale gettito.
Si segnala rispetto a quanto sopra che la òlegge dio stabilita' n.228/2012 ha prorogato al 17 luglio 2013 il termine entro cui le associazioni imprenditorioali e le organizzazioni sindacali devono sottoscrive gli accordi per i Fondi bilateriali in parola
9)ADEGUAMENTO FONTI ISTITUTIVE FONDI BILATERALI GIA' ESISTENTI
L'adeguamento delle fonti dei fondi gia esistenti e collaudati in determinati settori (es.artigianato) è previsto dai commi da 14 a 16 dell'art.3 della legge n.92/12.
Infatti si dispone che in alternativa al modello previsto dai commi da 4 a 13 dell'art.3 e dalle relative disposizioni attuative di cui ai commi 22 e seguenti, in riferimento ai settori nei quali siano operanti, alla data di entrata in vigore della presente legge, consolidati sistemi di bilateralità e in considerazione delle peculiari esigenze dei predetti settori, quale quello dell'artigianato, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali cpompasrastivamente maggiormente rappresentastive possono, nel termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, quindi entro il 18 gernnaio 2013,adeguare le fonti istitutive dei rispettivi fondi bilaterali alle finalità perseguite dai commi da 4 a 13, prevedendo misure intese ad assicurare ai lavoratori una tutela reddituale in costanza di rapporto di lavoro, in caso di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa, correlate alle caratteristiche delle attività produttive interessate.
. Per le finalità predette gli accordi e i contratti collettivi definiscono:
Infine nel comma 16 si legge che: in considerazione delle finalità perseguite dai fondi di cui ai periodi precedenti, volti a realizzare ovvero integrare il sistema, in chiave universalistica, di tutela del reddito in costanza di rapporto di lavoro e in caso di sua cessazione, con decreto, di natura non regolamentare, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le parti sociali istitutive dei rispettivi fondi bilaterali, sono dettate disposizioni per determinare: requisiti di professionalità e onorabilità dei soggetti preposti alla gestione dei fondi medesimi; criteri e requisiti per la contabilità dei fondi; modalità volte a rafforzare la funzione di controllo sulla loro corretta gestione e di monitoraggio sull'andamento delle prestazioni, anche attraverso la determinazione di standard e parametri omogenei.
Anche per detto adeguamento vale la proroga al 17 luglio2013 prevista dalla legge di stabilita'n.228/12
C) AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA
La disciplina degli ammortizzatori sociali in deroga ,comprendente l'intervento dell'integrazione salariale ,dell'indennità di mobilità e di disoccupazione ,fa riferimento all'art.1 comma 1190 della legge 296/06 ,prevedendo che il Ministero delLavoro può disporre la concessione o la proroga di detti trattamenti per periodi non superiori a 12 mesi ,che possono essere concessi in unica soluzione ovvero in periodi frazionati.
Le relative risorse ,predisposte di anno in anno in occasione dell'approvazione della legge finanziaria,vengono utilizzate dal Ministero del Lavoro ,predisponendo direttamente i provvedimenti di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga , nonche' assegnandole annualmente alle singole Regioni che le utilizzano in modo autonomo in relazione alle esigenze ed alle problematiche produttive ed occupazionali registrate nei rispettivi territori.
In Abruzzo la Regione ha istituito il CICAS ,ossia il Comitato d'intervento per le situazioni di crisi aziendali e territoriali , composto da rappresentanti istituzionali ,delle associazioni datoriali e sindacali ed altresì di Italia Lavoro,che si riuniscisce periodicamente per le determinazioni in materia di ammortizzatori sociali,sulla base delle risorse finanziarie annualmente assegnate.
Premesso quanto sopra ,si segnala che sono pervenute segnalazioni di incertezze operative sui seguenti aspetti degli ammortizzatori sociali in deroga :
a) prescritta riduzione percentuale dell'indennita' da corrispondere;
b) contributi dovuti dalle imprese che utilizzano gli ammortizzatori sociali i deroga.
Per rispondere alla richiesta di chiarimenti di cui alle precedenti lettere a) e b),pare confacente riportarsi alla nota del Ministero delLavoro -Direzione Generale Ammortizzatori Soiali e Incentivi Occupazione-n.1/0006658 del 20.06.2007.
Per quanto concerne la questione relativa alla lettera a) ,la nota ministeriale citata , dopo aver ricordato che è la stessa normativa a stabilire che in caso di prima proroga l'abbattimento dell'indennità è del 10″,in ncaso di seconda proroga l'abbattimento è del 30% e del 40% in caso di terza o ulteriore proroga ,aggiunge che. 1) gli abbattimenti previsti si applicano calcolando ogni volta la relativa riduzione sull'indennità originariamente percepita con la prima concessione in deroga.Pertanto ,sia la riduzione percentuale della prima proroga ,che quelle delle proroghe successive ,dovranno essere calcolate solo ed unicamente sull'indennità goduta come prima concessione e non su quelle riultanti dai successivi abbattimenti; 2) l'abbattimento inoltre va applicato,in ossequio ad un principio generale di maggior favore per il lavoratore ,solo dopo 12 mesi ,anche non continuativi ,di erogazione dell'ammortizzatore in deroga previsto nell'accordo di prima concessione e/o di proroga in atto e di cui si dispone la continuazione.
Per la questione di cui alla lettera b) ,la stessa nota prima richiamata affferma che in ordine ai contributi dovuti dalle imprese ,è evidente che il problema si pone unicamente per i datori di lavoro che non rientrano nella normativa a regime degli ammortizzatori sociali.Questi ultimi sono tenuti ,nel caso di cigs in deroga ,al solo pagamento del contributo addizionaledi cui all'art.8 comma 1 del dec.legge n.86/88 convertito in legge n.160/88.Nel caso di erogazione dell'ndennità di mobilità in deroga ,le imprese che non rientrano nelle previsioni dell'art.16 della legge n.223/91,no sono tenute al pagamento della "tassa d'ingresso" di cui all'art.5 ,comma 4 della medesima legge n.223/91.
Si aggiunge che per uniformita' per gli ammortizzatori in deroga si applicano gli stessi requisiti previsti per quelli generale ed in particolare 90 giorni di anzianita' aziendfale per la ciogs e 12 mesi di cui sei di effettivio lavorio per l'indennita0' in mobilita.
Inoltre si richiama l'art.2commi da 64 a 67 della legge n.92/12 ,secondo cui :
64. Al fine di garantire la graduale transizione verso il regime
delineato dalla riforma degli ammortizzatori sociali di cui alla
presente legge, assicurando la gestione delle situazioni derivanti
dal perdurare dello stato di debolezza dei livelli produttivi del
Paese, per gli anni 2013-2016 il Ministro del lavoro e delle
per periodi non superiori a dodici mesi, in deroga alla normativa
vigente, la concessione, anche senza soluzione di continuita', di
trattamenti di integrazione salariale e di mobilita', anche con
riferimento a settori produttivi e ad aree regionali, nei limiti
delle risorse finanziarie a tal fine destinate nell'ambito del Fondo
sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma
1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
come rifinanziato dal comma 65 del presente articolo.
65. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 7, del
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e' incrementata di
euro 1.000 milioni per ciascuno degli anni 2013 e 2014, di euro 700
milioni per l'anno 2015 e di euro 400 milioni per l'anno 2016.
66. Nell'ambito delle risorse finanziarie destinate alla
concessione, in deroga alla normativa vigente, anche senza soluzione
di continuita', di trattamenti di integrazione salariale e di
mobilita', i trattamenti concessi ai sensi dell'articolo 33, comma
21, della legge 12 novembre 2011, n. 183, nonche' ai sensi del comma
64 del presente articolo possono essere prorogati, sulla base di
mesi, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La misura
dei trattamenti di cui al periodo precedente e' ridotta del 10 per
cento nel caso di prima proroga, del 30 per cento nel caso di seconda
trattamenti di sostegno del reddito, nel caso di proroghe successive
alla seconda, possono essere erogati esclusivamente nel caso di
frequenza di specifici programmi di reimpiego, anche miranti alla
riqualificazione professionale. Bimestralmente il Ministero del
lavoro e delle politiche sociali invia al Ministero dell'economia e
delle finanze una relazione sull'andamento degli impegni delle
risorse destinate agli ammortizzatori in deroga.
67. Al fine di garantire criteri omogenei di accesso a tutte le
forme di integrazione del reddito, si applicano anche ai lavoratori
destinatari dei trattamenti di integrazione salariale in deroga e di
mobilita' in deroga, rispettivamente, le disposizioni di cui
all'articolo 8, comma 3, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, e
di cui all'articolo 16, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n. 223.
Infine si ritiene di ricvhiamsatre l'sattenzione sui commi 254 e 255 dell'art.1 della legge di stabilita' 228/12 secondo cui:
254. In considerazione del perdurare della crisi occupazionale e della prioritaria esigenza di assicurare adeguate risorse per gli interventi di ammortizzatori sociali in deroga a tutela del reddito dei lavoratori in una logica di condivisione solidale fra istituzioni centrali, territoriali e parti sociali, in aggiunta a quanto previsto dall'articolo 2, comma 65, della legge 28 giugno 2012, n. 92, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, confluita nel Fondo sociale per l'occupazione e la formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, è incrementata di euro 200 milioni per l'anno 2013. Conseguentemente, si provvede nei seguenti termini: il Fondo di cui all'ultimo periodo dell'articolo 1, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, è ridotto di 118 milioni di euro per l'anno 2013; è disposto il versamento in entrata al bilancio dello Stato da parte dell'INPS, per essere riassegnato al Fondo sociale per l'occupazione e la formazione, di una quota pari a 82 milioni di euro per l'anno 2013 delle entrate derivanti dall'aumento contributivo di cui all'articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, con esclusione delle somme destinate al finanziamento dei fondi paritetici interprofessionali per la formazione di cui all'articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
255. Entro il 30 aprile 2013, qualora dal monitoraggio dell'andamento degli ammortizzatori sociali in deroga e delle relative esigenze di intervento rappresentate dalle regioni e dalle province autonome emerga non sufficiente la provvista finanziaria a tal fine disposta, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali convoca le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale per individuare ulteriori interventi. Sentite le predette organizzazioni sindacali, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con decreto di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, può disporre, in via eccezionale, che le risorse derivanti dal 50 per cento dell'aumento contributivo di cui all'articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, per il periodo dal 1º giugno 2013 al 31 dicembre 2013, siano versate dall'INPS al bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione al Fondo sociale per l'occupazione e la formazione di cui all'articolo 18, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, ai fini del finanziamento degli ammortizzatori. sociali in deroga di cui all'articolo 2, commi 64, 65 e 66 della legge 28 giugno 2012, n. 92. Con il medesimo decreto sono stabilite le necessarie modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente comma anche al fine di garantire la neutralità finanziaria sui saldi di finanza pubblica.
2) INDENNITA' A FAVORE LAVORATORI IMPRESE ED AGENZIE PORTUALI
- 1. Il presente articolo disciplina la fornitura di lavoro temporaneo, anche in deroga all'articolo 1 della legge 23 ottobre 1960, n. 1369, alle imprese di cui agli articoli 16 e 18 per l'esecuzione delle operazioni portuali e dei servizi portuali autorizzati ai sensi dell'articolo 16, comma 3.
2. Le autorità portuali o, laddove non istituite, le autorità marittime, autorizzano l'erogazione delle prestazioni di cui al comma 1 da parte di una impresa, la cui attività deve essere esclusivamente rivolta alla fornitura di lavoro temporaneo per l'esecuzione delle operazioni e dei servizi portuali, da individuare secondo una procedura accessibile ad imprese italiane e comunitarie. Detta impresa, che deve essere dotata di adeguato personale e risorse proprie con specifica caratterizzazione di professionalità nell'esecuzione delle operazioni portuali, non deve esercitare direttamente o indirettamente le attività di cui agli articoli 16 e 18 e le attività svolte dalle società di cui all'articolo 21, comma 1, lettera a), né deve essere detenuta direttamente o indirettamente da una o piùimprese di cui agli articoli 16, 18 e 21, comma 1, lettera a), e neppure deve detenere partecipazioni anche di minoranza in una o più imprese di cui agli articoli 16, 18 e 21, comma 1, lettera a), impegnandosi, in caso contrario, a dismettere dette attività e partecipazioni prima del rilascio dell'autorizzazione.
5. Qualora non si realizzi quanto previsto dai commi 2 e 3, le prestazioni di cui al comma 1 vengono erogate da agenzie promosse dalle autorità portuali o, laddove non istituite, dalle autorità marittime e soggette al controllo delle stesse e la cui gestione è affidata ad un organo direttivo composto da rappresentanti delle imprese di cui agli articoli 16, 18 e 21, comma 1, lettera a). Ai fini delle prestazioni di cui al comma 1, l'agenzia assume i lavoratori impiegati presso le imprese di cui all'articolo 21, comma 1, lettera b), che cessano la propria attività. Con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sono adottate le norme per l'istituzione ed il funzionamento dell'agenzia.
7. Nell'ambito delle trattative per la stipula del contratto collettivo nazionale dei lavoratori portuali previste al comma 13 le parti sociali individuano: a) i casi in cui il contratto di fornitura di lavoro temporaneo può essere concluso ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera a), della legge n. 196 del 1997; b) le qualifiche professionali alle quali si applica il divieto previsto dall'articolo 1, comma 4, lettera a), della legge n. 196 del 1997; c) la percentuale massima dei prestatori di lavoro temporaneo in rapporto ai lavoratori occupati nell'impresa utilizzatrice, secondo quanto previsto dall'articolo 1, comma 8, della legge n. 196 del 1997; d) i casi per i quali può essere prevista una proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della legge n. 196 del 1997; e) le modalità di retribuzione dei trattamenti aziendali previsti all'articolo 4, comma 2, della legge n. 196 del 1997.
8. Al fine di favorire la formazione professionale, l'impresa di cui al comma 2 e l'agenzia di cui al comma 5 realizzano iniziative rivolte al soddisfacimento delle esigenze di formazione dei prestatori di lavoro temporaneo. Dette iniziative possono essere finanziate anche con i contributi previsti dall'articolo 5 della legge n. 196 del 1997. 9. L'impresa di cui al comma 2 e l'agenzia di cui al comma 5 non costituiscono imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale o aventi carattere di monopolio fiscale ai sensi dell'articolo 86, paragrafo 2, del Trattato che istituisce la Comunità europea. 10. Le autorità portuali o, laddove non istituite, le autorità marittime adottano specifici regolamenti volti a controllare le attività effettuate dai soggetti di cui ai commi 2 e 5 anche al fine di verificare l'osservanza dell'obbligo di parità di trattamento nei confronti delle imprese di cui agli articoli 16, 18 e 21, comma 1, lettera a), e della capacità di prestare le attività secondo livelli quantitativi e qualitativi adeguati. Detti regolamenti dovranno prevedere tra l'altro: a) criteri per la determinazione e applicazione delle tariffe da approvare dall'autorità portuale o, laddove non istituita, dall'autorità marittima; b) disposizioni per la determinazione qualitativa e quantitativa degli organici dell'impresa di cui al comma 2 e dell'agenzia di cui al comma 5 in rapporto alle effettive esigenze delle attività svolte; c) predisposizione di piani e programmi di formazione professionale sia ai fini dell'accesso alle attività portuali, sia ai fini dell'aggiornamento e della riqualificazione dei lavoratori; d) procedure di verifica e di controllo da parte delle autorità portuali o, laddove non istituite, delle autorità marittime circa l'osservanza delle regolamentazioni adottate; e) criteri per la salvaguardia della sicurezza sul lavoro. 11. Ferme restando le competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, le autorità portuali o, laddove non istituite, le autorità marittime, che hanno rilasciato le autorizzazioni di cui al comma 2, possono sospenderne l'efficacia o, nei casi più gravi, revocarle allorquando accertino la violazione degli obblighi nascenti dall'esercizio dell'attività autorizzata. Nel caso in cui la violazione sia commessa da agenzie di cui al comma 5, le autorità portuali o, laddove non istituite, le autorità marittime possono disporre la sostituzione dell'organo di gestione dell'agenzia stessa. 12. La violazione delle disposizioni tariffarie, previste dai regolamenti di cui al comma 10, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 10 milioni a lire 60 milioni. 13. Le autorità portuali o, laddove non istituite, le autorità marittime inseriscono negli atti di autorizzazione di cui al presente articolo, nonché in quelli previsti dall'articolo 16 e negli atti di concessione di cui all'articolo 18, disposizioni volte a garantire ai lavoratori e ai soci lavoratori di cooperative un trattamento normativo e retributivo minimo inderogabile. Per i predetti fini il Ministero dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, promuove specifici incontri fra le organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello nazionale, le rappresentanze delle imprese, dell'utenza portuale e delle imprese di cui all'articolo 21, comma 1, e l'associazione fra le autorità portuali, volti a determinare la stipula di un contratto collettivo di lavoro unico nazionale di riferimento. Fino alla stipula di tale contratto le predette parti determinano a livello locale i trattamenti normativi e retributivi di riferimento per l'individuazione del minimo inderogabile.
15. Le parti sociali indicate al comma 13 regolano le modalità di retribuzione delle giornate di mancato avviamento al lavoro dei lavoratori impiegati presso i soggetti di cui ai commi 2 e 5, sulla base delle disposizioni dell'articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Ove ricorrano le condizioni dettate dall'articolo 1 del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 27 novembre 1997, n. 477, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, emana i regolamenti previsti dall'articolo 2, comma 28, della citata legge n. 662 del 1996″;
b) l'art. 21, comma 1, lettera b),della medesima legge n. 84 del 1994 recita : "1. Le compagnie ed i gruppi portuali entro il 18 marzo 1995 debbono trasformarsi in una società o una cooperativa secondo i tipi previsti nel libro quinto, titoli V e VI, del codice civile, per la fornitura di servizi, nonché, fino al 31 dicembre 1996, mere prestazioni di lavoro in deroga all'articolo 1 della legge 23 ottobre 1960, n. 1369
Premessa la sopra esposta normati,va segnalato che i commi 2 e 3 dell'art.3 in esame prevedono quanto segue in favore dei lavoratori impegnati nelle attibvita' svolte dalle imprese ed agenzie portuali:
Quanto esposto significa che dall'1.1.2013 si prevede un ammortizzatore sociale in favore di alcuni lavoratori del settore portuale e viene esteso l'obbligo a carico dei datori di lavoro il contributo dello 0,90 %
3)FINANZIAMENTO CIG IN DEROGA SETTORE PESCA.
La legge di stabilita' n.228/12 ha disposto per l'anno 2013 nell'ambito delle risorse del Fondo sociale per l'occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, destinate al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all'articolo 2, commi 64, 65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92, di destinare la somma di 30 milioni di euro finalizzata al riconoscimento della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore della pesca.
francescocolaci | dicembre 29, 2012 alle 5:57 pm | Categorie: Uncategorized | URL: http://wp.me/piuf7-5WY
http://francescocolaci.wordpress.com/2012/12/29/sistema-ammortizzatori-sociali-vigente-dall1-1-2013/