Source: https://www.kockspartners-law.be/it/news-it/pillole/118-nieuws/newsletter-unternehmensrecht/474-newsletter-it-2016-1
Timestamp: 2020-07-08 04:47:42+00:00
Document Index: 48528980

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1382', 'art 1167', 'art.1167', 'art. 1167', 'art. 20', 'sentenza ']

Newsletter - Pillole di Diritto belga 2016/1
L’anno 2016 e già in corso da più di 4 mesi, con tutte le sorprese, buone e cattive, che ha portato. Durante questo periodo il mondo giudiziario prosegue gli obbiettivi attenenti alla giustizia in tutti i settori, che siano commerciali, giudiziari o penali.
La prima pillola di diritto belga di 2016 si concentra sull’informatizzazione della giustizia – fatto che tutti gli attori della giustizia belga aspettano con impazienza – che però prendo un po’ (troppo) di tempo…
Interessante è anche la sentenza della Corte di cassazione belga che riconosce l'applicazione del principio fraus omnia corrumpit nel settore della responsabilità civile.
Più basso nell’articolo, La invitero’ a leggere l’articolo sulla la sentenza della stessa Corte di cassazione sull’effetto dell’’azione pauliana in caso di fallimento, un caso seguito dal nostro Studio.
Per finire vorrei informarLa della redazione dal nostro desk di una guida contendo informazioni giuridiche ed economiche per fare affari in Belgio. Con questa guida abbiamo anche avuto l’onore di essere intervisto dalla Camera di Commercia Belga-Italiana!
Informatizzazione della Giustizia Belga – piano piano
Da anni il Belgio cerca di implementare l'informatizzazione della giustizia. Lungo dall’essere eseguita, la famosa legge chiamata "Potpourri I" del 19 ottobre 2015 che modifica il codice giudiziario belga introduce finalmente la possibilità di comunicare con i servizi giudiziari attraverso un sistema informatico. Vediamo le implicazioni portate da questa legge nella vita di tutti i giorni dei principali attori della giustizia.
Fraus omnia corrumpit e condivisione delle responsabilità con la vittima
Secondo una sentenza recente della Corte di cassazione Belga, il principio generale del diritto fraus omnia corrumpit, vietando ogni frode o disonestà allo scopo di danneggiare o realizzare un profitto, esclude che l'autore di un reato intenzionale, che coinvolge la sua responsabilità civile, possa rivendicare una riduzione dei risarcimenti alla vittima del reato a causa di imprudenza o negligenza da parte della vittima.
Licenziamento per giusta causa e elementi di prova
Quando un datore di lavoro licenzia un dipendente per giusta causa, deve fornire le prove di questa causa in virtù delle condizioni stabilite dalla legge sui contratti di lavoro del 3 luglio 1978. La prova di rispetto del termine dei tre giorni lavorativi per annunciare il licenziamento e la prova della giusta causa non possono essere stabilite da immagini ottenute con l'uso di una telecamera nascosta.
In seguito alla dichiarazione di fallimento, l’azione pauliana mira a soddisfare la massa dei creditori
​In Belgio, l’azione giudiziaria è condotta attraverso lo scambio di “conclusioni” che dettagliano la posizione delle parti. Questa fase è seguita da una difesa orale delle conclusioni che consiste in una discussione interattiva tra le parti ed il Tribunale.
Prima di depositare le conclusioni alla cancelleria del Tribunale, bisogna stabilire un calendario che fissa le date alle quale le parti devono presentare le loro conclusioni e le loro prove, quest’ultimo sarà confermato o imposto dal Tribunale.
In pratica, il deposito deve essere effettuato direttamente al tribunale, per posta o per fax e ciò durante le ore di apertura della cancelleria, che sono dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 13:30 alle 16:00.
Se una parte deposita le sue conclusioni dopo le 16:00, il deposito sarà considerato come se fosse stato effettuato il giorno dopo alle 8:30. Le cancellerie richiedono anche una copia originale firmata dei documenti.
Dal 1° gennaio 2016, in virtù del nuovo articolo 32 ter del Codice Giudiziario Belga, un nuovo sistema informatico chiamato "e-deposit" è stato introdotto. Le parti possono finalmente depositare le loro conclusioni e prove elettronicamente utilizzando un programma legato alla loro carta d’identità. Il vantaggio di questo deposito elettronico e che è disponibile 24/24, 7/7; Quindi non e più necessario rispettare le ore di apertura della cancelleria del Tribunale.
Purtroppo, allo stato attuale, il deposito elettronico è solo possibile nei tribunali civili e solo per le conclusioni e le prove. Altre notifiche e comunicazioni al Tribunale si fanno ancora seguendo il sistema “normale”.
Il lettore capirà che questo è solo un primo passo in avanti e che gli attori della giustizia aspettano con impazienza un’informatizzazione più avanzata, come ad esempio la possibilità di depositare elettronicamente il calendario per le conclusioni e le domande di rinvio dell'udienza in data successiva, senza il bisogno di perdere mezza giornata a recarsi in tribunale e mettersi in fila davanti ai giudici.
Il principio generale fraus omnia corrumpit implica un comportamento colpevole che coinvolge l'inganno intenzionale, la slealtà al fine di danneggiare o realizzare un profitto e quindi pregiudicare i diritti o gli interessi di una parte contraente o di un terzo.
Nel settore della responsabilità civile (art. 1382-1386 del codice civile belga), la Corte di cassazione ha riconosciuto l'applicazione del principio fraus omnia corrumpit escludendo l’applicazione del principio della responsabilità condivisa tra il danneggiante e la vittima, in modo da escludere che il danneggiante possa tirarne profitto. Ciò significa quindi, per esempio, che l'autore condannato per falso e truffa non può fare valere l'imprudenza commessa dalla vittima al fine di rivendicare una riduzione del risarcimento dovuto alla vittima.
In secondo luogo, la Corte di cassazione ha deciso che neanche nel caso nel quale la colpa intenzionale sia stata commessa da parte di un impiegato del committente contro la controparte del committente durante l'esecuzione del contratto, quest’ultimo possa rivendicare una riduzione del risarcimento dovuto alla vittima (il contraente del committente). Per arrivare a questa conclusione, la Corte di Cassazione si è basata sull’articolo 1384 al.3 CC che prevede una presunzione inconfutabile di responsabilità del committente per i danni causati dal impiegato (responsabilità oggettiva).
La legge sui contratti di lavoro 3 luglio 1978 prevede all'articolo 35 la possibilità di rescindere immediatamente il contratto di lavoro per giusta causa rendendo immediatamente e definitivamente impossibile ogni collaborazione professionale tra il datore di lavoro e il dipendente.
Se il datore di lavoro intende applicare questo mezzo di rottura, deve rescindere il contratto (senza dare un preavviso) nei prossimi tre giorni dal fatto che giustifica il licenziamento. Al seguito di questo licenziamento immediato, il datore di lavoro deve notificare per lettera raccomandata la prova e la realtà della giusta causa.
In applicazione di queste condizioni rigorose, che fanno regolarmente oggetto di discussione dinanzi al giudice del lavoro, la Corte del lavoro di Bruxelles ha recentemente confermato in appello che la prova del rispetto del termine di tre giorni lavorativi e della giusta causa non può essere stabilita con immagini ottenute mediante l'utilizzazione di una telecamera nascosta. L'uso di una macchina fotografica (nascosta) sul posto di lavoro è una violazione della protezione fornita dal Contratto Collettivo di Lavoro n ° 68, firmato il 16 giugno 1998 dal Consiglio nazionale del lavoro, in materia di protezione della privacy dei lavoratori rispetto alla telecamera di sorveglianza sul posto di lavoro.
La società Engel Austria GmbH (creditore), disponendo di un titolo esecutivo, ottiene il 7 gennaio 2009 un sequestro conservativo su un bene immobile della società anonima IPM (debitore); il 10 marzo 2009 questo sequestro diventa esecutivo. Tuttavia, il 12 gennaio 2008 il debitore aveva alienato detto bene immobile a terze persone. Il 30 giugno 2009 il creditore esperisce ex art 1167 C. civ. un’azione pauliana contro i terzi chiedendo che detta cessione sia inefficace nei suoi confronti. Ma il 10 agosto 2009 il debitore viene dichiarato fallito ed il curatore, non ritenendone soddisfatte le condizioni, decide di non proseguire l’azione pauliana.
La Corte di appello di Gand, confermando il giudizio di primo grado, aveva dichiarato ammissibile l’azione pauliana ex art.1167 C. civ. poiché il creditore l’aveva esperita prima della dichiarazione di fallimento, ma nello stesso tempo aveva chiarito che tale azione non era fondata dal momento che, in seguito alla dichiarazione di fallimento del debitore, il creditore individuale perde il suo diritto soggettivo ad esperire o (nel caso di specie) a proseguire detta azione.
La Corte di cassazione conferma questa impostazione ribadendo che, sebbene l’art. 1167 C. civ. consenta al creditore di esperire tale azione per escludere l‘opponibilità della cessione (tra debitore e terzo) nei suoi confronti, compete al curatore, in applicazione dell’art. 20 della legge 8 agosto 1997 (fallimentare), impugnare gli atti e/o i pagamenti compiuti dal debitore al solo scopo di arrecare un danno ai creditori.
Chiarisce, inoltre, che questa azione sarà esperita nell’interesse della massa dei creditori qualunque sia il momento di nascita dei loro rispettivi crediti.
Quindi, in seguito alla sentenza dichiarativa di fallimento del proprio debitore, il creditore non potrà esperire o continuare l’azione pauliana e non potrà, quindi, opporsi alla vendita del bene mobile: questo diritto appartiene unicamente al curatore e la sua eventuale opposizione, esperendo un’azione in responsabilità del fallito, servirà a soddisfare tutti i creditori, anche quelli il cui credito nacque in seguito al compimento dell’atto (ritenuto) dannoso.
Intervista nell’ INFO ITALIE 2015/3
L’Italian Desk ripresentato dall’ Avv. Delphine Keppens è stato intervistato dalla Camera di Commercio Belga Italiana su come fare affari in Belgio. L’intervista è a disposizione su internet: www.ccitabel.com/ccib/images/infoitalie/INFOITALIE3-2015.pdf
Incontro Intermedio AIGLI - maggio 2016
Tenendo fede a quella che è la finalità dell’AIGLI, certamente condivisa dallo studio legale Kocks & Partners, cioè promuovere ed intensificare i rapporti tra giuristi di lingua italiana, il nostro Italian Desk parteciperà all’ Incontro Intermedio del 13-14 maggio 2016 a Milano la cui tematica principale sarà “Le clausole di esonero - limitazione di responsabilità nei contratti internazionali”.