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Timestamp: 2018-07-17 00:45:33+00:00
Document Index: 43885076

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 11']

MOVIMENTO PER LA VITA ITALIANO Federazione dei Movimenti per la Vita e dei Centri di Aiuto alla Vita d Italia STATUTO - PDF
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1 MOVIMENTO PER LA VITA ITALIANO Federazione dei Movimenti per la Vita e dei Centri di Aiuto alla Vita d Italia STATUTO Art. 1 E costituito il Movimento per la vita italiano, Federazione dei Movimenti per la vita e dei Centri di aiuto alla vita d Italia, associazione di promozione sociale, che riunisce in vincolo federativo le associazioni locali denominate Movimento per la vita, Centro di aiuto alla vita, Servizio di aiuto alla vita, Case d accoglienza o con altro nome, che abbiano scopi consimili ai suoi, costituite nel territorio della Repubblica e che sono ammesse a farne parte secondo le norme di questo Statuto. La sede della Federazione è in Roma, Lungotevere dei Vallati, 2. Il mutamento di sede nell ambito dello stesso Comune può essere deliberato dal Consiglio Direttivo della Federazione. Art. 2 L ordinamento e l organizzazione del Movimento per la Vita Italiano sono regolati dagli articoli 36, 37 e 38 del Codice Civile e dal presente Statuto. La Federazione non ha fini di lucro e svolge attività di solidarietà e utilità sociale, avvalendosi in via prevalente delle prestazioni rese in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati e solo in caso di particolare necessità ricorrendo al lavoro dipendente o autonomo anche dei propri associati; non può distribuire fra gli associati, anche in forme indirette, proventi e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitali, se non nei casi consentiti dalla legge; gli utili o gli avanzi di gestione vanno impiegati soltanto per la realizzazione delle attività statutarie e di quelle direttamente connesse. Art. 3 La Federazione opera per un generale rinnovamento della società e considera a tal fine il diritto alla vita come prima espressione della dignità umana, fondamento di ogni altro diritto dell uomo, garanzia di una corretta definizione e promozione della libertà, del diritto, della democrazia e della pace. Tenendo in particolare considerazione la dignità della persona e la crescita e lo sviluppo della stessa nell ambito naturale di una stabile famiglia, la Federazione svolge attività negli ambiti dell assistenza sociale e socio sanitaria, della beneficenza, dell educazione e formazione, della cultura, dell informazione, dello spettacolo, della tutela dei diritti umani e civili, dell aggiornamento e ricerca, della legislazione. In tale contesto la Federazione si propone di difendere la vita di ogni essere umano senza eccezioni, dal concepimento e in tutto l arco del suo sviluppo, fino alla morte naturale. La Federazione promuove, sia a livello individuale che di gruppi sociali naturali od organizzati, l affermazione di una cultura autenticamente aperta al riconoscimento, all accoglienza e alla protezione di ogni essere umano, in qualsiasi fase del suo sviluppo ed in qualsiasi condizione esso si trovi. Sono pertanto compiti specifici della Federazione la tutela e la promozione della vita umana, con particolare riferimento a quelle fasi in cui maggiormente il diritto all esistenza o l uguale dignità degli esseri umani siano negati o posti in forse dal costume o dalle leggi. Per tali ragioni la Federazione si oppone anche alla legge 194/78, così come ad ogni provvedimento che voglia 1
2 introdurre o legittimare pratiche abortive, eutanasiche e di manipolazione intrinsecamente soppressive della vita umana Art. 4 La Federazione Nazionale (Movimento per la vita Italiano MpVI) è formata dalle associazioni locali denominate Centro di aiuto alla vita, Servizio di aiuto alla vita, Movimento per la Vita o con altri simili nomi, dalle case di accoglienza e dagli altri enti di cui all art. 12 che, perseguendo le stesse finalità, ottengono di esserne ammessi come soci. Alla Federazione nazionale è espressamente riconosciuta e demandata dalle associazioni locali la funzione di unica garante e rappresentante a livello nazionale della loro identità comune. Alla medesima Federazione pertanto competono l adozione ed attuazione con metodo democratico della comune volontà assembleare ed in via esclusiva la titolarità delle denominazioni, dei marchi e dei simboli. Art. 5 Le associazioni locali perseguono i fini indicati nell art. 3 rispettando le linee generali indicate dalla Federazione nazionale. Le iniziative di sostegno concreto delle madri, e quelle educative sociali collegate con la difesa e promozione del diritto alla vita costituiscono un servizio unitario. Nel caso in cui in una medesima località esistano separate strutture tra quelle indicate nell art. 1 l adesione alla Federazione implica l impegno di realizzare uno stretto collegamento operativo tra loro. Qualora nel territorio di un medesimo comune siano costituite più associazioni, il compito di coordinamento unitario delle attività a livello comunale può essere affidato a persona scelta dalle associazioni operanti a livello comunale, o, in mancanza, dal direttivo regionale. Qualora nell unico territorio provinciale siano costituite più associazioni il compito di coordinamento unitario delle attività a livello provinciale può essere effettuato da persona scelta dalle associazioni operanti a livello provinciale, o, in mancanza, dal direttivo regionale. Ogni associazione locale si impegna a sottoscrivere un congruo numero di abbonamenti al periodico del Movimento per la vita Italiano, in proporzione al numero dei propri iscritti Ogni associazione locale: Regola autonomamente la propria struttura e il proprio funzionamento nel rispetto del principio democratico; Risponde autonomamente delle obbligazioni da essa contratte; Tiene regolarmente aggiornato il libro soci, e ne trasmette annualmente copia alla Federazione Nazionale; Versa alla Federazione Nazionale un contributo annuale nella misura fissata di volta in volta dal Consiglio Direttivo della Federazione Nazionale; Aderisce alla Federazione regionale Fornisce annualmente alla Federazione Nazionale e a quella regionale i dati sulle attività compiute. L adesione alla Federazione comporta altresì: L impegno di rispettarne lo Statuto e il Regolamento; La facoltà di un organo di un associazione locale di chiedere l intervento del Presidente regionale per contribuire a risolvere difficoltà non superabili al livello locale e la facoltà altresì del Presidente regionale di chiedere l intervento del Presidente nazionale o di un suo delegato, nel rispetto del principio di sussidiarietà; La facoltà di rivolgersi al Collegio nazionale dei probiviri qualora insorgano controversie attinenti alle attività statutarie dell associazione locale, regionale o nazionale non altrimenti risolvibili. 2
3 Art. 6 A livello regionale, le associazioni si coordinano in Federazioni regionali, le quali hanno il compito: di collaborare con la Federazione nazionale nell attuazione degli scopi da questa perseguiti come indicato dall art. 3; di coordinare le attività delle associazioni locali della regione; di promuovere e sostenere le iniziative concernenti in particolare la regione nel suo complesso; di elaborare e proporre di concerto con gli organi nazionali interventi legislativi e amministrativi che rientrano nella competenza delle istituzioni regionali e provinciali autonome; Le Federazioni regionali rispondono autonomamente delle obbligazioni da esse contratte. Si impegnano a rispettare questo statuto, il regolamento nazionale e le decisioni del Collegio nazionale dei Probiviri; Forniscono annualmente alla Federazione nazionale i dati sulle attività compiute; Un organo della Federazione regionale ha la facoltà di chiedere l intervento del Presidente nazionale o di un suo delegato per contribuire a risolvere difficoltà non superabili a livello locale. Un apposito regolamento può stabilire accorpamenti tra regioni limitrofe. L Assemblea dei Presidenti dei membri della Federazione nazionale che hanno sede nella regione elegge il Consiglio Direttivo regionale. Il Presidente regionale è eletto all Assemblea regionale o dal Consiglio Direttivo regionale secondo quanto stabilito da apposita normativa regionale. Art. 7 Organi centrali della Federazione Nazionale sono: l Assemblea Generale, il Consiglio Direttivo, la Giunta Esecutiva, il Presidente, i Vice Presidenti, il Collegio dei tre Revisori ed il Collegio dei tre Probiviri. Un apposito regolamento, deliberato dal Consiglio Direttivo, stabilirà le modalità di convocazione e di funzionamento degli Organi statutari, nonché le norme per la loro elezione. Art. 8 L Assemblea Generale è composta dai Presidenti (o loro delegati) delle singole associazioni locali. L Assemblea detta le linee generali dell azione della Federazione; elegge 24 membri del Consiglio Direttivo, il Collegio dei Revisori dei Conti e il Collegio dei Probiviri; approva la relazione sull operato del Consiglio Direttivo ed il bilancio. L Assemblea elegge i 24 membri al Consiglio Direttivo secondo criteri che garantiscono una adeguata rappresentanza di tutte le aree geografiche (Nord, Centro, Sud e Isole). E assicurata una presenza equilibrata tra i soci con attività principalmente rivolta all assistenza diretta alla vita nascente e quelli la cui attività principale persegue le altre finalità descritte nell art. 3. L Assemblea, convocata dal Presidente di propria iniziativa o su richiesta di almeno il 20% dei soci oppure dei Consigli direttivi di almeno cinque federazioni regionali, assume le deliberazioni con la maggioranza assoluta dei presenti, purchè siano o rappresentino almeno il 20% dei soci. Per le modifiche statutarie è necessaria la presenza di almeno il 33% dei soci ed il voto favorevole di almeno i due terzi dei presenti. Ogni associazione può rappresentare per delega solo altre due associazioni. Art. 9 3
4 Il Consiglio Direttivo è composto da tutti i Presidenti delle Federazioni Regionali e dai 24 membri eletti dall Assemblea. Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni, è convocato almeno due volte l anno dal Presidente di propria iniziativa o su richiesta di almeno il 20% dei membri, è validamente costituito con la presenza di più del 50% dei componenti e delibera a maggioranza dei presenti. Nomina il Presidente, uno o più Vice Presidenti, il Segretario, il Tesoriere. Costituisce una Giunta Esecutiva composta da tutti i titolari delle cariche indicate nel comma precedente ed altri due membri scelti all interno del Consiglio Direttivo. La Giunta cura l esecuzione di tutte le delibere assunte dal Consiglio Direttivo e provvede con proprie deliberazioni nei casi urgenti, sottoponendole alla ratifica del Consiglio nella prima riunione successiva. Il Presidente può invitare alle riunioni del Consiglio, senza che abbiano diritto di voto, i responsabili di uffici o servizi del Movimento ed esperti estranei al Consiglio stesso. Art. 10 Il Presidente rappresenta l associazione anche nei rapporti internazionali, convoca e presiede l Assemblea, il Consiglio direttivo e la Giunta, assume tutte le iniziative necessarie e opportune per il conseguimento degli scopi dell associazione dettati dall assemblea e elaborati dal Consiglio Direttivo, coordina l attività esecutiva dei singoli membri della Giunta. In caso di assenza o di impedimento del Presidente, i poteri a lui attribuiti spettano al Vice Presidente vicario, eletto dal Consiglio Direttivo. Art. 11 Il Consiglio Direttivo, su parere non vincolante della Federazione regionale, delibera l ammissione nella Federazione nazionale delle associazioni locali, valutata sia la conformità dell associazione richiedente agli scopi della Federazione, sia la sua capacità operativa di conseguirli. Il Consiglio direttivo, su parere non vincolante della Federazione regionale, può dichiarare decadute dall appartenenza alla Federazione le associazioni la cui attività non risulti più conforme agli scopi statutari della Federazione. Nei casi meno gravi il Consiglio direttivo può adottare provvedimenti di sospensione temporanea degli organi locali. Per la deliberazione di esclusione e per quelle di sospensione è necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi dei presenti alla seduta. L ammissione delle associazioni locali alla Federazione è tra i poteri delegabili dal Consiglio direttivo alla Giunta esecutiva, che sottoporrà la deliberazione, con motivazione scritta in caso di non ammissione, alla ratifica del Consiglio nella prima seduta successiva. La ratifica avverrà con voto segreto quando anche uno solo dei membri del Consiglio lo richieda. Contro il provvedimento di cui ai commi 2 e 3 è ammesso il ricorso al Collegio dei Probiviri, che, in caso di giudizio favorevole alla ricorrente, ne riferisce al Direttivo nazionale ai fini di un nuovo esame. In caso di esclusione, come pure in caso di recesso volontario di una associazione locale, è ad essa inibito l uso di denominazioni, simboli, marchi, loghi appartenenti al Movimento per la Vita. Art. 12 Il Consiglio Direttivo può accogliere l adesione di Associazioni, gruppi, enti, che condividendone gli scopi chiedono di collaborare alle attività della Federazione o anche di alcune di esse. Un rappresentante di tali membri aderenti partecipa all Assemblea senza diritto di voto. Art. 13 4
5 Il Consiglio Direttivo delibera l adesione, anche con vincolo federativo, della Federazione a quelle organizzazioni internazionali o nazionali che perseguono le stesse finalità, ovvero si fa promotore della loro costituzione. Art. 14 Per il conseguimento dei suoi scopi associativi la Federazione promuove e mantiene collegamenti con enti, confessioni religiose, organizzazioni, gruppi e movimenti ed ogni persona di buona volontà. Art. 15 Il Collegio dei tre Revisori dei Conti è eletto dall Assemblea e resta in carica tre anni; i suoi membri sono rieleggibili. L Assemblea elegge i due supplenti che comunque scadranno con scadenza del Collegio. Art. 16 Il Collegio dei tre Probiviri è eletto dall Assemblea e dura in carica tre anni; i suoi membri sono rieleggibili. L Assemblea elegge i due supplenti che comunque scadranno alla scadenza del Collegio. La carica di Proboviro è incompatibile con ogni altra carica rappresentativa anche livello regionale e locale. Ai supplenti questa disposizione si applica soltanto quando subentrino in sostituzione di uno dei Probiviri non supplenti. Ferma restando la concorrente competenza dei Probiviri locali ove esistenti, su richiesta del Direttivo nazionale, di una Federazione regionale, o di una singola associazione, al Collegio dei Probiviri è demandato l esame delle questioni relative a comportamenti censurabili in rapporto alle attività istituzionali e agli scopi di organi sociali ovvero di singole persone appartenenti agli organi sociali. Il Collegio procede alla opportuna istruttoria con osservanza del contraddittorio e ne riferisce al Consiglio Direttivo. Il Consiglio Direttivo può provvedere ai sensi dell art. 11 comma 2 e 3. Art. 17 L Associazione chiude il proprio esercizio finanziario al 31 dicembre di ogni anno. L Assemblea ordinaria deve essere convocata per l approvazione del bilancio entro quattro mesi. Art. 18 In ogni caso il socio non ha alcun diritto di ordine patrimoniale né di altra natura nei confronti dell Associazione né potrà rivendicare compensi o restituzione di quote, statuendosi che ogni rapporto è destinato ai fini associativi. Art. 19 In caso di scioglimento o messa in liquidazione, il nome e il patrimonio dell Associazione saranno devoluti, secondo le norme, modalità e tempi che saranno stabiliti dall Associazione, ad altre Onlus o a fini di pubblica utilità, sentito l organismo di controllo di cui all articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge. Art. 20 Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente Statuto, si rinvia alle norme del Codice Civile, al Decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460, e alla legge 7 dicembre 2000, n. 383 Aggiornato da Assemblea Ordinaria