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Timestamp: 2020-04-09 14:50:38+00:00
Document Index: 63910057

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'in fine', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

V Commissione - Resoconto di martedì 9 ottobre 2007
Martedì 9 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Intervengono il viceministro per la pubblica istruzione Mariangela Bastico e il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Antonangelo Casula.
Lino DUILIO, presidente, comunica che cessano di far parte della Commissione i deputati Paolo Fadda e Marco Calgaro ed entrano a farne parte i deputati Giacomo Bezzi e Antonio Borghesi. Formula ai colleghi i migliori auguri di buon lavoro in Commissione bilancio.
C. 782 e abb.-A.
(Seguito esame e conclusione - Parere su emendamenti).
La Commissione prosegue l'esame delle proposte emendative in oggetto.
Lino DUILIO, presidente, in sostituzione del relatore, avverte che l'Assemblea ha trasmesso il fascicolo n. 2 degli emendamenti sul progetto di legge C. 782-A, recante modifiche al codice di procedura penale ed al codice penale in materia di accertamenti tecnici idonei ad incidere sulla libertà personale. Segnala che il fascicolo contiene l'articolo aggiuntivo Contento 6.01, non ricompreso nel fascicolo n. 1, su cui la Commissione si è già espressa nella seduta del 14 marzo 2007, il quale prevede che con regolamento adottato dal Ministero della giustizia, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, è disciplinata l'istituzione di apposite banche dati per la raccolta e la gestione dei prelievi di materiale biologico finalizzate all'analisi e al confronto del DNA. Osserva che sulle eventuali conseguenze finanziarie di tale proposta emendativa appare necessario acquisire l'avviso del Governo.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA esprime l'avviso contrario del Governo sul citato articolo aggiuntivo, in quanto suscettibile di determinare nuovi oneri privi della necessaria copertura finanziaria.
Lino DUILIO, presidente, formula la seguente proposta di parere:
sull'articolo aggiuntivo 6.01 in oggetto.»
C. 2272-ter-A, Governo.
Lino DUILIO, presidente, ricorda che nella seduta del 3 ottobre 2007 il rappresentante del Governo non ha fornito chiarimenti in ordine alle eventuali conseguenze finanziarie di alcune proposte emendative. Si tratta in particolare degli emendamenti: 1.70, 1.69, 1.71, 1.104, 1.38, 1.89, 1.92, 1.107 e dell'articolo aggiuntivo 1.013. Aggiunge che, ad integrazione delle richieste di chiarimento sottoposte al rappresentante del Governo nella precedente seduta, appare opportuno acquisire l'avviso in ordine alle eventuali conseguenze finanziarie derivanti dall'articolo aggiuntivo 1.011, il quale prevede che, nell'ambito dei programmi delle scuole di ogni ordine e grado deve essere inserito l'insegnamento degli elementi fondamentali della tradizione culturale cristiana, anche come strumento di integrazione degli alunni e degli studenti extracomunitari. In proposito, ricorda che, nel corso dell'esame del disegno di legge C. 3025-A, di conversione in legge del decreto-legge n. 147 del 2007, recante disposizioni urgenti per l'ordinato avvio dell'anno scolastico, era stato presentato l'articolo aggiuntivo 1.01 di identico contenuto. Su tale articolo era stato richiesto l'avviso del Governo, che in tale occasione non aveva ritenuto di doversi pronunciare in senso contrario.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA esprime il proprio nulla osta sugli emendamenti 1.70, 1.69, 1.71, 1.104, 1.38, 1.89,
1.92 e sull'articolo aggiuntivo 1.013 in quanto non comportano oneri aggiuntivi. Esprime invece parere contrario sull'emendamento 1.107, osservando che la proposta si pone in contrasto con la politica intesa al contenimento dei livelli occupazionali nelle amministrazioni pubbliche. Ribadisce il parere contrario, già espresso nella seduta di mercoledì 3 ottobre, sull'articolo aggiuntivo 1.012 che prevede, al fine di accelerare le procedure per la definizione delle domande di riscatto, la possibilità di presentare una dichiarazione sostitutiva delle informazioni contenute nelle predette istanze, prevedendo che al relativo onere valutato in 5 milioni di euro si provveda a carico dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 634 della legge finanziaria per il 2007. Esprime infine parere contrario sull'articolo aggiuntivo 1.011, rilevando che la proposta emendativa, dal momento che non precisa che all'insegnamento degli elementi fondamentali della tradizione culturale cristiana debba provvedersi nell'ambito delle risorse umane e finanziarie esistenti a legislazione vigente, è suscettibile di recare oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato privi della necessaria copertura finanziaria.
Lino DUILIO, presidente, sottolinea l'opportunità di ulteriori precisazioni in merito al parere contrario sull'articolo aggiuntivo 1.012. Osserva infatti che la proposta emendativa riguarda centinaia di migliaia di persone e individua nell'autocertificazione uno strumento idoneo a definire un gran numero di pratiche di riscatto e ricongiunzione che l'amministrazione scolastica non è in grado di evadere. Rileva in proposito che l'autocertificazione si è ampiamente diffusa nell'ambito dei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione ed è utilizzata anche in relazione a procedimenti che hanno considerevoli effetti finanziari; la stessa autoliquidazione delle imposte può essere assimilata ad una forma di autocertificazione. Osserva altresì che il ritardo dell'amministrazione nel computo degli oneri a carico del lavoratore si traduce in un danno sotto il profilo finanziario per l'INPDAP. In conclusione ritiene opportuno, per le ragioni illustrate, acquisire anche la valutazione del Ministero delle pubblica istruzione sulle proposte emendative.
Il viceministro Mariangela BASTICO rileva che l'articolo aggiuntivo 1.012 interessa persone che già percepiscono la pensione, le quali hanno domandato non soltanto il riscatto degli anni del corso di laurea, ma anche la ricongiunzione dei servizi prestati come supplenti e come precari. Si tratta pertanto di un'operazione di grandi dimensioni, che comporta caso per casol'intera ricostruzione della carriera. Condivide le considerazioni del Presidente in merito alla diffusione dell'autocertificazione, anche in procedimenti di notevole rilevanza finanziaria. Ritiene pertanto che sarebbe opportuno stabilire in sede legislativa una norma generale che preveda la possibilità di ricorso all'autocertificazione e demandare ad un decreto ministeriale emanato dal Ministro della pubblica istruzione di concerto con il Ministro dell'economia la precisa definizione delle modalità con le quali potrà essere effettuata l'autocertificazione. In relazione a tale modalità sarà altresì possibile una puntuale determinazione degli eventuali oneri connessi all'operazione. Al riguardo ritiene che dovrebbe essere espunta la parte dell'articolo aggiuntivo che definisce l'onere e ne individua la copertura finanziaria. In conclusione ribadisce l'idoneità dell'autocertificazione a permettere la definizione in tempi rapidi di un numero molto elevato di pratiche amministrative, che in molti casi possono risultare assai complesse.
Lino DUILIO, presidente, condivide la soluzione prospettata dal viceministro Bastico, osservando che essa comporta una riformulazione della proposta emendativa. Si tratta pertanto di verificare se vi siano i tempi per intervenire nell'ambito del provvedimento in esame o se invece si debba individuare una sede diversa, che può essere offerta dallo stesso disegno di legge finanziaria. Osserva inoltre che rimangono
aperte anche altre questioni evidenziate dalle proposte emendative in esame, tra cui in particolare il mancato pagamento della TARSU da parte degli istituti scolastici. Rileva infatti che, come emerso anche nel corso dell'audizione dell'ANCI sui documenti di bilancio svoltasi nella giornata di ieri, i debiti accumulati dagli istituti scolastici nei confronti dei comuni per effetto di questo inadempimento hanno raggiunto cifre considerevoli. Ritiene pertanto necessario che si individui una soluzione idonea sotto il profilo giuridico e finanziario, che può assumere anche la forma di una transazione.
Il viceministro Mariangela BASTICO, in relazione alla questione sollevata da ultimo dal Presidente, preannuncia che il Ministero della pubblica istruzione sta considerando la possibilità di una riformulazione dell'emendamento 1.125. Prospetta altresì la possibilità di una riformulazione per l'emendamento 1.126, che prevede che le spese effettuate dalle istituzioni scolastiche per il funzionamento amministrativo e didattico siano esenti da IVA.
Lino DUILIO, presidente, osserva che l'esenzione da IVA deve essere considerata anche sotto il profilo della compatibilità con la normativa comunitaria.
In sostituzione del relatore, formula quindi la seguente proposta di parere:
sugli emendamenti, 1.35, 1.48, 1.53, 1.54, 1.60, 1.61, 1.72, 1.75, 1.97, 1.98, 1.101, 1.107, 1.112, 1.120, 1.125, 1.126, 2.2, e sugli articoli aggiuntivi 1.01, 1.02, 1.03, 1.010, 1.011, 1.012 in quanto suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura;
sui restanti emendamenti in oggetto.»
Ratifica Accordo Italia-India sulla cooperazione nel campo della difesa.
C. 2267-A, Governo, approvato dal Senato.
Francesco NAPOLETANO (Com.It), relatore, ricorda che la Commissione ha già esaminato il provvedimento da ultimo nella seduta del 25 settembre 2007, esprimendo in quella occasione un parere di nulla osta. Rileva che nella seduta del 26 settembre 2007 la III Commissione Affari esteri ha concluso l'esame del provvedimento, approvando l'emendamento 1.100 della Commissione che riformula il comma 1 dell'articolo 1-bis, specificando, tra le altre cose, che le intese governative di cui all'articolo 5 dell'Accordo devono indicare con precisione il contenuto delle relative operazioni. Al riguardo, osserva che la modifica appare di carattere formale e pertanto non suscettibile di determinare effetti finanziari e che, conseguentemente il testo all'esame dell'Assemblea non sembra quindi presentare profili problematici dal punto di vista finanziario. Nel segnalare, infine, che sul provvedimento non sono stati presentati emendamenti in Assemblea, propone di esprimere sullo stesso un parere di nulla osta, nel presupposto che il provvedimento venga definitivamente approvato entro il 31 dicembre 2007; osserva infatti che, in caso contrario, risulterebbe necessario procedere ad un aggiornamento della clausola
di copertura al nuovo triennio finanziario 2008-2010.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA concorda con il parere di nulla osta formulato dal relatore.
Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee ed i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Albania, dall'altra.
Francesco NAPOLETANO (Com.It), relatore, con riferimento ai profili finanziari del provvedimento, rileva che andrebbe chiarito se possano determinarsi oneri finanziari con riferimento all'attuazione di alcune norme dell'Accordo, non considerate dalla relazione tecnica. Ricorda l'articolo 47, che prevede la possibilità di agevolazioni per l'accesso all'occupazione dei lavoratori albanesi, ivi compresa la possibilità di ammissione alla formazione professionale; l'articolo 48, che prevede l'introduzione di norme per coordinare i sistemi di previdenza sociale per i lavoratori albanesi, inclusi il cumulo dei periodi di assicurazione, occupazione o residenza trascorsi da tali lavoratori negli Stati membri, nonché la trasferibilità dei trattamenti di tipo previdenziale e il versamento degli assegni familiari; l'articolo 54, in materia di reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali; l'articolo 78, che promuove l'indipendenza del sistema giudiziario e il miglioramento della sua efficienza, nonché la formazione degli operatori del settore. Osserva poi, in ordine all'articolo 11, che prevede la possibilità che il dialogo politico si svolga anche a livello regionale o multilaterale, andrebbe chiarito se gli oneri connessi alle conseguenti eventuali attività diplomatiche possano essere sostenuti nell'ambito delle ordinarie disponibilità di bilancio. Con riferimento alla clausola di copertura finanziaria di cui all'articolo 3, comma 1, rileva che l'accantonamento di competenza del Ministero degli affari esteri presenta la necessaria disponibilità sia per l'anno 2007 sia con riferimento agli anni successivi, anche alla luce di quanto disposto dalla tabella A allegata al disegno di legge finanziaria per il 2008 (A.S. 1817). Osserva infine che il riferimento ai fondi speciali relativi al triennio 2007-2009 appare corretto e non richiede un aggiornamento nel presupposto che il provvedimento venga definitivamente approvato entro il 31 dicembre 2007.
Lino DUILIO, presidente, preso atto dell'esigenza manifestata dal rappresentante del Governo, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
Nuovo testo C. 2221.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA, in risposta alle richieste di chiarimento avanzate nella seduta precedente, esprime l'avviso contrario del Governo sull'articolo 1, comma 2, primo periodo, in quanto l'attività dell'ente pubblico non può essere esclusivamente disciplinata da
norme di diritto privato. Conseguentemente andrebbe riformulato anche il secondo periodo. Rileva poi l'esigenza di sopprimere l'articolo 1, comma 3, in quanto la classificazione degli enti nell'ambito dell'aggregato della finanza pubblica avviene sulla base di criteri economico-statistici a prescindere dalla configurazione giuridica dell'ente o da altre eventuali previsioni normative di esclusione da misure di finanza pubblica, nonostante il fatto che la SIAE non sia attualmente compresa nel conto consolidato delle pubbliche amministrazioni, come definito da ultimo con provvedimento dell'ISTAT pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 luglio 2007. Con riferimento all'articolo 1, comma 3, inoltre, al secondo periodo, vanno eliminate le parole «la quale si concretizza nell'approvazione annuale del bilancio consuntivo», in quanto risulta opportuno non limitare l'ambito della vigilanza sulla SIAE al solo bilancio consuntivo. Rileva poi che l'abrogazione, di cui all'articolo 1, comma 5, dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 419 del 1999 comporta altresì l'abrogazione delle disposizioni di cui ai commi 6 e 7 del medesimo articolo 7, che andrebbero invece riconfermate, tenuto conto delle finalità di cura di interessi di carattere generale perseguite dalla SIAE.
Francesco PIRO (Ulivo), relatore, osserva che i rilievi critici avanzati dal rappresentante del Governo sull'articolo 1, comma 2, non appaiono attenere ai profili di competenza della Commissione. Condivide invece le osservazioni del Governo sull'articolo 1, comma 3. Esprime infine l'avviso di rimettere alla Commissione di merito, con un'osservazione da inserire nel parere, la valutazione dell'opportunità di mantenere in vigore la separazione contabile tra le due gestioni della SIAE, posto che, se, da un lato, risultano corrette le valutazioni del rappresentante del Governo, dall'altro lato è vero che è necessario porre rimedio ad alcune incongruenze manifestatasi per effetto della separazione delle gestioni.
a) nonostante il fatto che la SIAE non sia attualmente compresa nel conto consolidato delle pubbliche amministrazioni, come definito da ultimo con provvedimento dell'ISTAT pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 luglio 2007, non appare opportuno disporne direttamente per via legislativa l'esclusione dal suddetto aggregato, posto che l'individuazione dello stesso è rimesso a criteri economico-statistici concordati a livello comunitario;
b) risulta opportuno non limitare l'ambito della vigilanza sulla SIAE al solo bilancio consuntivo;
rilevata l'esigenza di riformulare la clausola di invarianza di cui al comma 6 dell'articolo 1 in termini conformi alla prassi consolidata;
considerato che appare opportuno valutare se mantenere in vigore i commi 6 e 7 dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 419 del 1999 in base ai quali la SIAE è tenuta a garantire la separazione contabile tra la gestione relativa alla tutela del diritto d'autore e dei diritti connessi e la gestione relativa agli ulteriori servizi;
all'articolo 1, comma 3, sopprimere il primo periodo;
all'articolo 1, comma 6, sostituire le parole: «non derivano» con le seguenti: «non devono derivare»;
con la seguente ulteriore condizione:
all'articolo 1, comma 3, secondo periodo, sopprimere le parole da: «la quale» fino a: «bilancio consuntivo»;
all'articolo 1, comma 5, si valuti l'opportunità di aggiungere in fine le seguenti parole: «fatta eccezione per i commi 6 e 7».
Martedì 9 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Antonangelo Casula.
La Commissione prosegue l'esame dello schema di regolamento, rinviato nella seduta del 4 ottobre scorso.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA, al fine di rispondere alle richieste di chiarimenti avanzate nella precedente seduta, consegna alla Commissione la relazione tecnica e il piano operativo di cui all'articolo 1, comma 407, lettere a) e b) della legge finanziaria per il 2007, asseverati dal competente ufficio centrale di bilancio. (vedi allegato). In particolare, osserva che nei documenti consegnati, si chiarisce che la conferma del numero delle direzioni generali, operata dal regolamento in questione, deriva dalle esigenze di funzionamento dell'amministrazione. La riduzione del 10 per cento dei posti di livello dirigenziale generale avrebbe inciso in maniera determinante (ed eccessivamente penalizzante) su un Ministero di piccole dimensioni come il Ministero dell'università e della ricerca, tenendo altresì conto del fatto che la separazione dal Ministero della pubblica istruzione, pur ad invarianza della spesa, comporta necessariamente la costituzione di direzioni. generali (quale, ad esempio, quella del personale) destinate ad assolvere i compiti in precedenza svolti trasversalmente. Al fine di conciliare l'esigenza di garantire il funzionamento del Ministero con quella di assicurare il risparmio di spesa previsto dalla legge finanziaria per il 2007, si è ritenuto di dover compensare la mancata riduzione di un posto di livello dirigenziale generale, con la riduzione di due uffici di livello dirigenziale non generale in più rispetto a quelli previsti. Tale compensazione ed il risparmio di spesa che derivano dalle predette operazioni vengono quantificati nella relazione tecnica. Segnala che, su tale aspetto si è, peraltro, già pronunciato favorevolmente il Consiglio di Stato nel parere reso sullo schema di regolamento.
Con riferimento, in particolare, alle funzioni assegnate alle direzioni generali dagli articoli da 2 a 8, fa presente che si tratta di funzioni già demandare dal decreto del Presidente della Repubblica n. 319 de1 2003 al dipartimento per l'università, l'alta formazione artistica musicale e coreutica e per la ricerca scientifica e tecnologica del preesistente Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
Per quel che riguarda il personale non dirigenziale già appartenente ai ruoli del Ministero della Pubblica Istruzione in data anteriore a quella di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica n. 319 del 2003 e che alla data del 14 luglio svolgeva le proprie mansioni «presso il Ministero dell'università e della ricerca», precisa che con tale espressione si fa riferimento al personale che a tale data
svolgeva le attività successivamente attribuite al Ministero dell'università e della ricerca per effetto del cosiddetto spacchettamento dei due Ministeri. Per quanto concerne, infine, gli effetti del transito di tale personale nei ruoli del Ministero dell'università fa presente che esso non determina alcun incremento della dotazione organica definita con il DPCM del 14 luglio 2006, come peraltro si evince dalle tabelle allegate alla relazione tecnica, e che potrà avvenire solo previa positiva manifestazione di volontà degli interessati.
Lino DUILIO, presidente, in sostituzione del relatore, tenuto conto dei chiarimenti forniti dal rappresentante del Governo, formula la seguente proposta di rilievi:
la mancata riduzione delle posizioni dirigenziali di livello generale discende dalla necessità di far fronte alle esigenze di funzionamento del Ministero le cui limitate dimensioni non consentirebbero tale riduzione. I medesimi effetti in termini finanziari sono stati peraltro conseguiti mediante riduzione di due uffici di livello dirigenziale non generale;
le funzioni previste dagli articoli da 2 a 8 risultano corrispondenti a quelle già demandate al Dipartimento per l'università, l'alta formazione musicale e coreutica e per la ricerca scientifica e tecnologica del preesistente Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;
il transito al Ministero dell'università del personale già appartenente ai ruoli non dirigenziali del Ministero della pubblica istruzione, ai sensi dell'articolo 9, comma 3, non determinerà alcun incremento della dotazione organica né, di conseguenza, nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato,
Schema di regolamento di organizzazione del Ministero delle infrastrutture.
Atto n. 164.
Massimo VANNUCCI (Ulivo), relatore, con riferimento ai profili di carattere finanziario, rileva che appare necessario che il Governo fornisca informazioni ed elementi quantitativi atti a verificare che la nuova articolazione proposta possa essere realizzata ad invarianza di spesa rispetto al precedente assetto amministrativo, costituito dal Ministero a competenze unificate (infrastrutture e trasporti). Rileva in proposito che il decreto legge n. 181 del 2006 ha sancito che l'intero processo di riordino dei Ministeri da esso previsto sia soggetto a vincoli di invarianza di spesa con riferimento sia alla riorganizzazione complessiva sia ai singoli Ministeri. L'effettivo rispetto di tali criteri può pertanto essere verificato soltanto sulla base di elementi quantitativi che diano conto dello stato di realizzazione del complessivo processo di riordino riferito alle singole strutture interessate. Peraltro il provvedimento in esame non risulta corredato di relazione tecnica, né elementi di informazione in ordine all'effettiva invarianza della spesa possono essere tratti dalla documentazione riferita al precedente DPCM 5 luglio 2006, tenuto conto che quest'ultimo
non è stato sottoposto all'esame della Commissione bilancio in quanto, come si rammenta, è stato emanato prima della conversione in legge del decreto n. 181 del 2006 (e, pertanto, non è stato possibile verificarne gli effetti finanziari). Sulla base di queste considerazioni, evidenzia la necessità di acquisire ulteriori elementi di valutazione, nonché dati di carattere quantitativo idonei a suffragare il rispetto dei suddetti vincoli di invarianza della spesa. Con riferimento alla riorganizzazione del Ministero nel suo complesso, ritiene necessario che il Governo confermi che la stessa possa essere disposta, sulla base delle norme in esame, senza che si determinino criticità concernenti la funzionalità di singole strutture: a titolo di esempio rileva che a fronte della istituzione della funzione di Provveditore interregionale aggiunto, da attribuire a dieci dirigenti di seconda fascia, la relazione illustrativa non indica quali siano le corrispondenti funzioni dirigenziali di cui si ipotizza la soppressione. Ritiene poi necessario che il Governo confermi che dalle disposizioni di cui all'articolo 8, le quali stabiliscono che la Cassa di previdenza e assistenza del per i dipendenti dell'ex Ministero delle infrastrutture e dei trasporti continua ad operare in favore di tutto il personale in servizio presso il Ministero, non discendano nuovi oneri, considerando anche le prestazioni eventualmente dovute al personale del Registro italiano dighe che confluisce nelle nuove dotazioni organiche come rideterminate dal regolamento in esame. Pur prendendo atto dell'inserimento di una clausola generale di invarianza all'articolo 11, ritiene, infine, necessario che il Governo confermi che l'incremento del numero dei componenti il Comitato tecnico amministrativo non sia suscettibile di determinare oneri a carico del bilancio dello Stato. Relativamente all'articolo 6, commi da 4 a 6, rileva che appare opportuno acquisire l'avviso del Governo in ordine alla eventualità di integrare la norma prevedendo esplicitamente che ai componenti del comitato non sono corrisposti emolumenti, gettoni di presenza o rimborsi spese. Relativamente all'articolo 6, comma 9, segnala l'opportunità, dal punto di vista formale, di modificare la clausola di invarianza al fine prevedere, come da prassi consolidata in casi analoghi, l'esclusione di nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.Relativamente all'articolo 11, comma 1, rileva l'opportunità di acquisire l'avviso del Governo in ordine alla eventualità di riferire la clausola di invarianza anziché al bilancio dello Stato, come previsto dalla norma in esame, al più ampio aggregato della finanza pubblica, anche alla luce delle disposizioni di cui ai commi da 4 a 6 dell'articolo 6 del provvedimento, relativi all'istituzione e ai compiti del comitato tecnico amministrativo, del quale possono far parte anche un avvocato dello Stato designato dalle avvocature distrettuali oltre che studiosi e tecnici non appartenenti alle amministrazioni dello Stato.
Schema di regolamento concernente la struttura e il funzionamento dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR).
Atto n. 166.
(Esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del regolamento, e conclusione - Valutazione favorevole).
Il sottosegretario Antonangelo CASULA, al fine di rispondere alle richieste
di chiarimenti avanzate nella precedente seduta, fa presente, con riferimento all'articolo 2, comma 6 dello schema di regolamento in esame, che le attività di collaborazione, anche mediante scambi di esperienze ed informazioni con organismi internazionali e di altri Paesi, operanti nel campo della valutazione d'istruzione superiore e delle ricerche,costituiscono le normali attività di interazione dell' ANVUR con altri soggetti pubblici e privati e dovranno essere sostenute nell'ambito delle risorse previste dall'articolo 13, comma 5. La possibilità di attivare incarichi di consulenza e di collaborazione esterna con esperti italiani e stranieri, in numero non superiore a 50 risponde ad una diversa esigenza che può prescindere dalle attività di collaborazione previste dalla norma in disamina. Tale possibilità è assicurata attraverso lo stanziamento di euro 700,000, indicato specificamente, nella relazione tecnica. Con riferimento all'articolo 3, commi 2 e 3 conferma che l'individuazione dei costi standard degli studenti universitari da parte dell'ANVUR costituisce un adempimento amministrativo e non comporta alcun onere aggiuntivo. Con riferimento agli articoli 8 e 12, fornisce elementi di chiarimento in ordine alle modalità di determinazione della copertura di euro 1.500.000 riguardante il Consiglio Direttivo. Il trattamento del Presidente risulta pari al trattamento economico del professore ordinario alla classe massima di stipendio, comprensivo degli oneri a carico dell'amministrazione (150685,9362 Euro) incrementato del 50 per cento e ammonta pertanto a 226028,9043 euro. Il trattamento degli altri sei componenti, risulta pari al trattamento economico del professore ordinario alla classe massima di stipendio, incrementato del 40 per cento e ammonta pertanto a 210960,31068 euro; l'onere complessivo relativo ai sei componenti risulta determinato in 1265761,86408 euro. In totale il trattamento del Presidente e il trattamento degli altri sei componenti comportano un onere annuale pari a 1.491.790,76838 Euro. Precisa, inoltre che la previsione di Euro 220.000 corrisponde al trattamento economico medio complessivo di un capo Dipartimento del MUR. Infine l'importo riguardante i rimborsi per le spese di missione, anche per ispezioni e verifiche, è stato determinato in via residuale. Evidenzia che, per un mero errore materia1e, esso è stato fissato in euro 400.000, anziché in euro 280.000. Tale somma è comunque sufficiente per assicurare le attività di cui trattasi. Con riferimento all'articolo 13, con riguardo all'azione preliminare relativa alla differenza di euro 120.000 rispetto allo stanziamento annuale di euro 500.000, richiama le considerazioni già svolte. Precisa, altresì, che la somma di euro 700.000, per spese di consulenza, equivale ad un importo di euro 14.000 annui da corrispondere a ciascun esperto, fino ad un numero massimo di 50. Con riferimento all'articolo 13, comma 5, l'articolo 1, comma 42, del decreto legge n. 262 del 2006, stabilisce un tetto massimo di 5 milioni di euro per il finanziamento dell'ANVUR, che viene alimentato con le risorse stanziate per il funzionamento del CNVSU, che sarà soppresso all'atto dell'effettiva operatività dell'ANVUR, e, per la quota rimanente, a valere sul fondo di finanziamento ordinario delle università. La relazione tecnica ha, a suo avviso opportunamente, fatto riferimento al capitolo 1659, articoli 8 e 9, dello stato di previsione delle spese MUR atteso che per l'anno 2007 essi contenevano la prevista copertura finanziaria di 5 milioni di euro. Tale situazione dovrebbe essere mantenuta a regime, atteso che le risorse del fondo di finanziamento ordinario per l'Università risultano completamente esaurite.
le attività di collaborazione, mediante scambi di esperienze ed informazioni con organismi internazionali e di altri paesi, previste dall'articolo 2 comma 6, costituiscono funzioni proprie dell'ANVUR e dovranno essere sostenute nell'ambito delle risorse di cui all'articolo 13 comma 5;
gli oneri derivanti dai rimborsi per le spese di missione risultano pari a 280.000 euro anziché a 400.000 euro, come indicato, per mero errore materiale, nella relazione tecnica. Complessivamente, pertanto, gli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui allo schema di regolamento ammontano a euro 5.000.000 annui anziché a euro 5.120.000;
le risorse indicate a copertura dell'articolo 13 comma 5 risultano effettivamente disponibili,
lo schema di regolamento, nel presupposto che la misura del trattamento economico da corrispondere ai componenti del collegio dei revisori sia comunque determinata nei limiti delle risorse a disposizione dell'Agenzia».
La Commissione inizia l'esame delle ulteriori proposte emendative riferite al provvedimento.
Lino DUILIO, presidente, in sostituzione del relatore, rileva che l'Assemblea ha trasmesso il subemendamento 0.1.126.200, il quale modifica l'autorizzazione di spesa dell'emendamento 1.126, riducendola da 25 a 18 milioni di euro. Al riguardo, ricorda che sul suddetto emendamento, che prevede che le spese effettuate dalle istituzioni scolastiche per il funzionamento amministrativo e didattico, fatta eccezione per alcune tipologie specificatamente indicate, siano esenti dall'IVA, la Commissione bilancio ha espresso parere contrario nella seduta odierna. Segnala poi che, il testo del medesimo emendamento coincide in larga parte con quello dell'articolo 1, comma 27, del disegno di legge originario del quale la Commissione bilancio aveva richiesto, con una condizione formulata ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, la soppressione. In quella circostanza l'onere derivante della previsione dell'esenzione dell'IVA era stato quantificato dal Governo in 125 milioni di euro. Il subemendamento modifica anche la copertura, prevedendo a tal fine l'utilizzo dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 1238, della legge finanziaria per l'anno in corso. In proposito rileva che tale autorizzazione è limitata al triennio 2007-2009, a fronte di un onere di carattere permanente.
Rileva inoltre che con l'ulteriore articolo aggiuntivo 1.0250 la Commissione di merito propone una riformulazione dell'emendamento 1.125 su cui la Commissione bilancio ha già espresso parere contrario nella odierna seduta. Nella nuova formulazione si stabilisce in 5 euro l'importo che verrebbe corrisposto a decorrere dall'anno 2008 dal Ministero della Pubblica
istruzione ai comuni con riferimento a ciascun alunno delle scuole statali, quale corrispettivo determinato in via forfetaria per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Contestualmente si stabilisce che gli importi dovuti ai comuni per gli anni precedenti al 2008 per l'ammontare complessivo di 50 milioni siano corrisposti dalle istituzioni scolastiche a valere sulle risorse allocate nel fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche. Allo stesso tempo si dispone che le istituzioni scolastiche non sono più tenute a versare il corrispettivo del servizio di cui all'articolo 128 del decreto legislativo n. 152 del 2006. In proposito osserva che l'emendamento sembra presentare gli stessi profili problematici dell'emendamento già esaminato nella seduta odierna della Commissione sia per quanto concerne gli eventuali effetti sui bilanci dei comuni sia per quanto riguarda la copertura finanziaria posta a carico di disponibilità che vengono determinate annualmente in base al fabbisogno.
Ricorda che l'Assemblea ha infine trasmesso l'emendamento 4.200 che individua alcune priorità nell'utilizzo dei finanziamenti già assegnati a sostegno degli interventi sull'edilizia scolastica. In particolare si prevede le risorse siano destinate prioritariamente al risparmio energetico e alla produzione di fonti rinnovabili di energia. Rileva che l'emendamento non sembra presentare profili problematici di carattere finanziario. Sul punto chiede comunque di acquisire una conferma del Governo.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA esprime parere contrario sul subemendamento 0.126.200 in quanto con tale emendamento si prevede, tra l'altro, che, a decorrere dall'anno 2008, le spese effettuate dalle istituzioni scolastiche statali per il funzionamento amministrativo e didattico, ivi comprese le spese in conto capitale, siano esenti dall'imposta sul valore aggiunto. Tale disposizione, seppure contempla la copertura dei relativi oneri, per i quali si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 1238 della legge n. 296 del 2006, dovrebbe essere corredata di un'apposita relazione tecnica idonea a verificare l'attendibilità della copertura prevista. Anche in merito all'articolo aggiuntivo 1.0250 esprime parere contrario in quanto, prevedendo l'esclusione a decorrere dall'anno 2008 delle istituzioni scolastiche statali dal pagamento del corrispettivo per lo svolgimento da parte dei comuni del servizio di recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani di cui all'articolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 è suscettibile di determinare minori entrate a carico dei bilanci comunali, anche in considerazione che il successivo contributo forfetario del Ministero della pubblica istruzione, basato sulla consistenza della popolazione scolastica, potrà risultare insufficiente a coprire integralmente il minor gettito derivante agli enti interessati dall'esclusione in questione. Esprime infine il proprio nulla osta sull'emendamento 4.200.
Lino DUILIO, presidente, chiede chiarimenti con riferimento alla portata e agli effetti di un intervento di tipo forfetario.
Il viceministro Mariangela BASTICO segnala che l'importo di 5 euro ad alunno è stato calcolato con riferimento ad un importo complessivo di 38 milioni di euro fissato in un accordo del 2001 tra Ministero della pubblica istruzione e comuni. Osserva che la spesa in questione risulta spesso pari o addirittura superiore al fondo di funzionamento delle singole istituzioni scolastiche. Al tempo stesso si registrano condotte molto diverse tra i comuni che in alcuni casi hanno rinunciato ai propri crediti e in altri hanno richiesto il pignoramento dei beni delle scuole. Rileva altresì che sussiste una sproporzione tra la superficie degli edifici scolastici, che rappresenta il parametro per il calcolo della tassa o tariffa, e la quantità di rifiuti prodotta. In questa situazione, l'emendamento prospetta una soluzione innovativa che prevede sia una definizione del pregresso, sia un regime per il futuro, che, in base al numero degli
alunni, prevede il pagamento diretto da parte del Ministero della pubblica istruzione e una ripartizione concordata in sede di Conferenza unificata per i rapporti tra lo Stato, le regioni e gli enti locali.
Andrea RICCI (RC-SE) condivide l'urgenza di pervenire ad una soluzione di una questione da lungo tempo discussa. Rileva tuttavia l'impossibilità per la Commissione di esprimere un parere positivo in assenza di una quantificazione degli oneri esistenti e di quelli futuri. Richiede pertanto al Ministero dell'economia di fornire gli elementi necessari a verificare la validità della quantificazione prospettata dal Ministero della pubblica istruzione ed individuare la relativa copertura. Richiede pertanto un impegno formale del rappresentante del Ministero dell'economia in questo senso.
Francesco PIRO (Ulivo) rileva in primo luogo che l'articolo aggiuntivo 1.0250 non chiarisce se dal primo gennaio 2008 le scuole saranno esenti dal pagamento della TARSU ovvero alle stesse verrà applicato il criterio dei 5 euro ad alunno. In secondo luogo, mentre nella prima parte dell'articolo aggiuntivo si fa riferimento al termine «TARSU» nella seconda si sostiene più correttamente di «corrispettivo del servizio». Nel ricordare che la proposta emendativa si inserisce in un quadro normativo molto confuso in cui da ultimo la legge finanziaria per il 2007 ha bloccato per quest'anno il passaggio dalla tassa di smaltimento per i rifiuti alla tariffa, mentre dal 2008 il passaggio dovrebbe essere definitivo, rileva che comunque non si possono usare indifferentemente i due termini, in quanto nei comuni che hanno adottato la tariffa le scuole hanno accumulato debiti non nei confronti del comune ma del gestore del servizio.
Il viceministro Mariangela BASTICO condivide che si è in presenza di una fase di transizione per quanto concerne la disciplina dei servizi di smaltimento dei rifiuti. Osserva peraltro che le scuole non hanno un rapporto diretto con i soggetti che gestiscono il servizio, dal momento che la riscossione del corrispettivo è comunque operata dai comuni.
Maino MARCHI (Ulivo) evidenzia l'esigenza di concordare una soluzione con gli enti locali prima di prevederla a livello legislativo. Propone pertanto di destinare un finanziamento di 50 milioni di euro al Ministero della pubblica istruzione per far fronte al problema, rinviando ad una sede successiva la definizione delle modalità di intervento.
Alba SASSO (SDpSE) sottolinea l'esigenza di intervenire senza ulteriori rinvii.
Michele VENTURA (Ulivo) assicura la collega Sasso sull'impegno dei componenti della Commissione a individuare una soluzione al problema. Ricorda tuttavia che sulla Commissione bilancio spesso vengono scaricati problemi che derivano dalla difficoltà di coordinamento tra i dicasteri di merito e il Ministero dell'economia. Ricorda pure che il compito della Commissione bilancio è comunque limitato alla verifica dei profili finanziari e giudica singolare che i necessari approfondimenti tra il Ministero dell'istruzione e il Ministero dell'economia sulla quantificazione dell'onere dell'articolo aggiuntivo 1.0250 non siano avvenuti. Concorda infine con i rilievi del collega Piro.
Francesco PIRO (Ulivo) ritiene che il problema possa essere risolto aggiungendo nel testo della proposta emendativa il riferimento alle società di gestione del servizio e determinando in modo puntuale la somma dovuta ai comuni in modo da poterla porre a confronto con i pagamenti previsti.
Il sottosegretario Antonangelo CASULA dichiara il proprio impegno ad approfondire i profili problematici delle proposte emendative. Ricorda comunque che il Ministero dell'economia, così come la Commissione bilancio, può procedere unicamente ad una verifica dei profili finanziari degli emendamenti.
Andrea RICCI (RC-SE) non ritiene sufficiente l'impegno del rappresentante del Ministero dell'economia. Ritiene pertanto che non sussistano le condizioni per l'espressione del parere da parte della Commissione.
Michele VENTURA (Ulivo) non ritiene percorribile la strada proposta dal collega Ricci. Occorre pertanto a suo avviso che i due ministeri abbiano modo di svolgere i necessari approfondimenti e pervenire ad una soluzione condivisa.
Alba SASSO (SDpSE) osserva che il percorso ipotizzato dal collega Ventura è di buon senso, tuttavia mal si concilia con la calendarizzazione del provvedimento in Assemblea.
Lello DI GIOIA (RosanelPugno) rileva che la somma di 50 milioni di euro cui fa riferimento l'articolo aggiuntivo 1.0250 deve evidentemente discendere da una quantificazione effettuata sulla base dei decreti ingiuntivi emessi a carico delle scuole.
Titti DE SIMONE (RC-SE) ritiene che l'onere indicato nell'articolo aggiuntiva abbia natura estimativa e sia stato determinato tenendo conto anche dei decreti ingiuntivi. Più in generale osserva che da diversi mesi si trascina la discussione di questo problema e non è ammissibile un ulteriore rinvio. Occorre pertanto definire in un termine rigoroso entro il quale la questione debba essere risolta.
Lino DUILIO, presidente, osserva che allo stato, di fronte al parere contrario del Ministero dell'economia, la Commissione non può esprimere il proprio assenso sull'articolo aggiuntivo in esame. Prospetta peraltro la possibilità che il Governo entro domani si impegni a chiarire i termini della questione e proporre una soluzione adeguata.
Manuela GHIZZONI (Ulivo) riprende la proposta avanzata dal collega Marchi in ordine all'immediato utilizzo dei 50 milioni di euro definiti nell'articolo aggiuntivo 1.0250 per poi individuare una soluzione strutturale nell'esame del decreto-legge collegato al disegno di legge finanziaria.
Lino DUILIO, presidente, sospende brevemente la seduta al fine di approfondire gli elementi emersi nel corso della discussione.
La seduta, sospesa alle 20.55, riprende alle 21.10.
Lino DUILIO, presidente, nel rilevare l'opportunità che il Ministero della pubblica istruzione e il Ministero dell'economia svolgano congiuntamente, in modo tempestivo, un adeguato approfondimento delle soluzioni percorribili con riferimento all'articolo aggiuntivo 1.0250, rinvia il seguito dell'esame alla seduta della Commissione che sarà convocata per domani alle ore 10.30.