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Timestamp: 2020-07-10 11:06:24+00:00
Document Index: 79425213

Matched Legal Cases: ['art. 109', 'art. 65', 'art. 65', 'art. 101', 'art. 159', 'art. 141', 'art. 12', 'art. 65']

Lawbrary | LParl - Legge federale sull'Assemblea federale
Disposizioni generali(1 - 5)
Membri dell'Assemblea federale
Diritti e doveri(6 - 13)
Incompatibilità(14 - 15)
Immunità e garanzia di partecipazione alle sessioni(16 - 21)
Responsabilità per danni(21 - 21)
Compiti dell'Assemblea federale(22 - 30)
Organizzazione dell'Assemblea federale
Disposizioni generali(31 - 33)
Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati(34 - 38)
Assemblea federale plenaria(39 - 41)
Disposizioni generali(42 - 49)
Commissioni delle finanze(50 - 51)
Commissioni della gestione(52 - 53)
Relazione alla Camera (54 - 55)
Commissione di redazione(56 - 59)
Delegazioni in assemblee internazionali e per la cura delle relazioni bilaterali(60 - 60)
Gruppi parlamentari(61 - 62)
Intergruppi parlamentari(63 - 63)
Amministrazione parlamentare(64 - 70)
Procedura nell'Assemblea federale
Disposizioni procedurali generali(71 - 82)
Procedura bicamerale
Cooperazione delle Camere(83 - 88)
Divergenze tra le Camere(89 - 95)
Iniziativa popolare per la revisione totale della Costituzione federale(96 - 96)
Iniziativa popolare per la revisione parziale della Costituzione federale
a. Disposizioni comuni(97 - 99)
b. Iniziativa popolare elaborata(100 - 102)
c. Iniziativa popolare generica(103 - 104)
d. Proroga e decadenza dei termini(105 - 106)
Procedura in caso di iniziative parlamentari(107 - 114)
Procedura in caso di iniziative cantonali(115 - 117)
Procedura in caso di interventi parlamentari
Disposizioni generali(118 - 119)
Mozione(120 - 122)
Postulato(123 - 124)
Interpellanza e interrogazione(125 - 125)
Procedura in caso di petizioni e di domande concernenti la gestione
Petizioni (126 - 128)
Domande concernenti la gestione (129 - 129)
Procedura in caso di reclamo contro trattati intercantonali o contro trattati conclusi dai Cantoni con l'estero(129 - 129)
Elezioni, conferma di elezioni e accertamento dell'incapacità
Disposizioni generali relative alle elezioni (130 - 131)
Elezione del Consiglio federale(132 - 134)
Elezione dei tribunali della Confederazione(135 - 138)
Altre elezioni(139 - 139)
Conferma di elezioni(140 - 140)
Accertamento dell'incapacità di un membro del Consiglio federale o del cancelliere della Confederazione di esercitare la carica(140 - 140)
Relazioni tra l'Assemblea federale e il Consiglio federale
Testi del Consiglio federale(141 - 149)
Relazioni delle commissioni con il Consiglio federale(150 - 158)
Rappresentanza del Consiglio federale nell'Assemblea federale(159 - 161)
Relazioni tra l'Assemblea federale e i tribunali della Confederazione nonché l'autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (162 - 162)
Commissione parlamentare d'inchiesta(163 - 171)
Disposizioni finali(172 - 174)
Disposizione transitoria della modifica del 5 ottobre 2007
Disposizione transitoria degli art. 109 cpv. 2 e 3 e 116 cpv. 3 secondo la modifica del 21 giugno 2013
del 13 dicembre 2002 (Stato 26 novembre 2018)
visto l'articolo 164 capoverso 1 lettera g della Costituzione federale1; visto il rapporto della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale del 1° marzo 20012; visto il parere del Consiglio federale del 22 agosto 20013,
i di­rit­ti e i do­ve­ri dei mem­bri dell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
i com­pi­ti e l'or­ga­niz­za­zio­ne dell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
le pro­ce­du­re nell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
i rap­por­ti tra l'As­sem­blea fe­de­ra­le e il Con­si­glio fe­de­ra­le;
i rap­por­ti tra l'As­sem­blea fe­de­ra­le e i tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
1Il Con­si­glio na­zio­na­le e il Con­si­glio de­gli Sta­ti si riu­ni­sco­no pe­rio­di­ca­men­te in ses­sio­ni or­di­na­rie.
2Cia­scu­na Ca­me­ra può de­ci­de­re di riu­nir­si in ses­sio­ni spe­cia­li qua­lo­ra le ses­sio­ni or­di­na­rie non ba­sti­no per far fron­te ai la­vo­ri par­la­men­ta­ri.
3Un quar­to dei mem­bri di una Ca­me­ra o il Con­si­glio fe­de­ra­le pos­so­no esi­ge­re la con­vo­ca­zio­ne del­le Ca­me­re o dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria in ses­sio­ne straor­di­na­ria per la trat­ta­zio­ne dei se­guen­ti og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne:
di­se­gni del Con­si­glio fe­de­ra­le o pro­get­ti di una com­mis­sio­ne par­la­men­ta­re di un at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
mo­zio­ni di ugual te­no­re pre­sen­ta­te nel­le due Ca­me­re;
ele­zio­ni;
di­chia­ra­zio­ni del Con­si­glio fe­de­ra­le o pro­get­ti di di­chia­ra­zio­ne del Con­si­glio na­zio­na­le e del Con­si­glio de­gli Sta­ti di ugual te­no­re pre­sen­ta­ti nel­le due Ca­me­re.1
4Di nor­ma le Ca­me­re si riu­ni­sco­no in ses­sio­ne or­di­na­ria o in ses­sio­ne straor­di­na­ria nel cor­so del­le stes­se set­ti­ma­ne.2
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085).
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085).
1Pri­ma di en­tra­re in fun­zio­ne cia­scun mem­bro dell'As­sem­blea fe­de­ra­le pre­sta giu­ra­men­to o pro­mes­sa so­len­ne.
2Ad ele­zio­ne av­ve­nu­ta e sem­pre che la leg­ge non di­spon­ga al­tri­men­ti, le per­so­ne elet­te dall'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria pre­sta­no giu­ra­men­to o pro­mes­sa so­len­ne din­nan­zi all'As­sem­blea me­de­si­ma.
3Chi si ri­fiu­ta di pre­sta­re giu­ra­men­to o pro­mes­sa so­len­ne ri­nun­cia al man­da­to.
4La for­mu­la del giu­ra­men­to è la se­guen­te:
«Giu­ro din­nan­zi a Dio on­ni­po­ten­te di os­ser­va­re la Co­sti­tu­zio­ne e le leg­gi e di adem­pie­re co­scien­zio­sa­men­te gli ob­bli­ghi ine­ren­ti al mio man­da­to.»
5La for­mu­la del­la pro­mes­sa è la se­guen­te:
«Pro­met­to di os­ser­va­re la Co­sti­tu­zio­ne e le leg­gi e di adem­pie­re co­scien­zio­sa­men­te gli ob­bli­ghi ine­ren­ti al mio man­da­to.»
1Le se­du­te del­le Ca­me­re e dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria so­no pub­bli­che. I di­bat­ti­ti so­no pub­bli­ca­ti in­te­gral­men­te nel Bol­let­ti­no uf­fi­cia­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le. I par­ti­co­la­ri del­la pub­bli­ca­zio­ne so­no re­go­la­ti in un'or­di­nan­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
2Per tu­te­la­re im­por­tan­ti in­te­res­si in ma­te­ria di si­cu­rez­za o per mo­ti­vi ine­ren­ti al­la pro­te­zio­ne del­la per­so­na­li­tà, può es­se­re chie­sta la de­li­be­ra­zio­ne se­gre­ta. Han­no di­rit­to di chie­de­re la de­li­be­ra­zio­ne se­gre­ta:
un se­sto dei mem­bri di una Ca­me­ra, ri­spet­ti­va­men­te dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria;
la mag­gio­ran­za di una Com­mis­sio­ne;
il Con­si­glio fe­de­ra­le.
3La de­li­be­ra­zio­ne sul­la pro­po­sta stes­sa è pu­re se­gre­ta.
4Chiun­que par­te­ci­pi a una de­li­be­ra­zio­ne se­gre­ta de­ve ser­ba­re il se­gre­to sul con­te­nu­to del­la me­de­si­ma.
1Le Ca­me­re e i lo­ro or­ga­ni in­for­ma­no tem­pe­sti­va­men­te e esau­rien­te­men­te sul­la lo­ro at­ti­vi­tà, sem­pre che in­te­res­si pub­bli­ci o pri­va­ti pre­pon­de­ran­ti non vi si op­pon­ga­no.
2Le tra­smis­sio­ni so­no­re o vi­deo dal­le sa­le di se­du­ta non­ché l'ac­cre­di­ta­men­to di ope­ra­to­ri dei me­dia so­no di­sci­pli­na­ti da un'or­di­nan­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le o dai re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re.
Titolo secondo: Membri dell'Assemblea federale
1I mem­bri dell'As­sem­blea fe­de­ra­le (par­la­men­ta­ri) han­no il di­rit­to di pre­sen­ta­re ini­zia­ti­ve, in­ter­ven­ti e can­di­da­tu­re.
2Pos­so­no pre­sen­ta­re pro­po­ste in me­ri­to a og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne e in me­ri­to a que­stio­ni pro­ce­du­ra­li.
3Il di­rit­to di pa­ro­la e il tem­po di pa­ro­la pos­so­no es­se­re li­mi­ta­ti dai re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re.
4Se un'ini­zia­ti­va, una mo­zio­ne o un po­stu­la­to so­no con­tro­ver­si, una vo­ta­zio­ne può es­se­re ef­fet­tua­ta sol­tan­to se l'au­to­re ha avu­to la pos­si­bi­li­tà di espor­re oral­men­te le pro­prie mo­ti­va­zio­ni. Ha inol­tre di­rit­to di pa­ro­la al­me­no chi per pri­mo ha pro­po­sto la reie­zio­ne dell'in­ter­ven­to.1
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085).
Art. 7 Diritti d'informazione
1I par­la­men­ta­ri han­no il di­rit­to di es­se­re in­for­ma­ti dal Con­si­glio fe­de­ra­le e dall'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le cir­ca qual­sia­si af­fa­re del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e di con­sul­ta­re la re­la­ti­va do­cu­men­ta­zio­ne, sem­pre che sia ne­ces­sa­rio per l'eser­ci­zio del man­da­to par­la­men­ta­re.
2Il sin­go­lo par­la­men­ta­re non ha di­rit­to a in­for­ma­zio­ni:
ine­ren­ti al­le pro­ce­du­re di co­rap­por­to e al­le de­li­be­ra­zio­ni del­le se­du­te del Con­si­glio fe­de­ra­le;
clas­si­fi­ca­te co­me con­fi­den­zia­li o se­gre­te nell'in­te­res­se del­la pro­te­zio­ne del­lo Sta­to o dei ser­vi­zi del­le at­ti­vi­tà in­for­ma­ti­ve, op­pu­re la cui tra­smis­sio­ne a per­so­ne non au­to­riz­za­te può cau­sa­re un dan­no agli in­te­res­si na­zio­na­li;
che de­vo­no es­se­re trat­ta­te in mo­do con­fi­den­zia­le per ra­gio­ni ine­ren­ti al­la pro­te­zio­ne del­la per­so­na­li­tà.1
3Se tra un par­la­men­ta­re e il Con­si­glio fe­de­ra­le non vi è una­ni­mi­tà di ve­du­te cir­ca l'esten­sio­ne dei di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne, il par­la­men­ta­re può ap­pel­lar­si al­la pre­si­den­za del­la Ca­me­ra cui ap­par­tie­ne. La pre­si­den­za cer­ca di me­dia­re tra il par­la­men­ta­re e il Con­si­glio fe­de­ra­le.
4La pre­si­den­za del­la Ca­me­ra de­ci­de de­fi­ni­ti­va­men­te nel ca­so in cui tra un par­la­men­ta­re e il Con­si­glio fe­de­ra­le sia con­tro­ver­so se le in­for­ma­zio­ni ri­chie­ste sia­no ne­ces­sa­rie per l'eser­ci­zio del man­da­to par­la­men­ta­re.
5Qua­lo­ra ri­ten­ga che un par­la­men­ta­re non ab­bia di­rit­to al­le in­for­ma­zio­ni se­con­do il ca­po­ver­so 2 e la me­dia­zio­ne del­la pre­si­den­za del­la Ca­me­ra sia riu­sci­ta in­frut­tuo­sa, il Con­si­glio fe­de­ra­le, in­ve­ce di con­sen­ti­re al par­la­men­ta­re la con­sul­ta­zio­ne dei do­cu­men­ti, può pre­sen­tar­gli un rap­por­to.
6Per pre­pa­ra­re la me­dia­zio­ne, la pre­si­den­za del­la Ca­me­ra può pren­de­re in­con­di­zio­na­ta­men­te vi­sio­ne dei do­cu­men­ti del Con­si­glio fe­de­ra­le e dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Pre­ci­sa­zio­ne dei di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne del­le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za), in vi­go­re dal 1° nov. 2011 (RU 2011 4537; FF 2011 1683 1705).
Art. 8 Segreto d'ufficio
I par­la­men­ta­ri so­no vin­co­la­ti al se­gre­to d'uf­fi­cio in quan­to, nell'am­bi­to del­la lo­ro at­ti­vi­tà uf­fi­cia­le, ven­ga­no a co­no­scen­za di fat­ti che de­vo­no es­se­re te­nu­ti se­gre­ti o trat­ta­ti in mo­do con­fi­den­zia­le a tu­te­la di in­te­res­si pre­pon­de­ran­ti pub­bli­ci o pri­va­ti, se­gna­ta­men­te per la pro­te­zio­ne del­la per­so­na­li­tà o per ri­guar­do a un pro­ce­di­men­to in cor­so.
I par­la­men­ta­ri so­no re­tri­bui­ti dal­la Con­fe­de­ra­zio­ne per la lo­ro at­ti­vi­tà uf­fi­cia­le e ri­ce­vo­no dal­la stes­sa un con­tri­bu­to a co­per­tu­ra del­le re­la­ti­ve spe­se. I par­ti­co­la­ri so­no re­go­la­ti dal­la leg­ge del 18 mar­zo 19881 sul­le in­den­ni­tà par­la­men­ta­ri.
I par­la­men­ta­ri so­no te­nu­ti a par­te­ci­pa­re al­le se­du­te del­le Ca­me­re e del­le Com­mis­sio­ni.
Art. 11 Indicazione delle relazioni d'interesse
1All'en­tra­ta in fun­zio­ne e all'ini­zio di ogni an­no, cia­scun par­la­men­ta­re in­for­ma per scrit­to l'Uf­fi­cio su:
le sue at­ti­vi­tà pro­fes­sio­na­li;
le sue at­ti­vi­tà in or­ga­ni di di­re­zio­ne e di sor­ve­glian­za, non­ché in or­ga­ni di con­su­len­za e si­mi­li, di en­ti, isti­tu­ti e fon­da­zio­ni sviz­ze­ri ed este­ri, di di­rit­to pub­bli­co e pri­va­to;
le sue at­ti­vi­tà di con­su­len­za o pe­ri­zia per ser­vi­zi fe­de­ra­li;
le sue at­ti­vi­tà di di­re­zio­ne o con­su­len­za per grup­pi di in­te­res­se sviz­ze­ri ed este­ri;
la sua par­te­ci­pa­zio­ne a com­mis­sio­ni o ad al­tri or­ga­ni del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
2I Ser­vi­zi del Par­la­men­to com­pi­la­no un re­gi­stro pub­bli­co del­le in­di­ca­zio­ni for­ni­te dai par­la­men­ta­ri.
3I par­la­men­ta­ri che han­no un in­te­res­se per­so­na­le di­ret­to in un og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne so­no te­nu­ti ad in­di­car­lo quan­do si espri­mo­no nel­la Ca­me­ra o in una Com­mis­sio­ne.
4È fat­to sal­vo il se­gre­to pro­fes­sio­na­le ai sen­si del Co­di­ce pe­na­le1.
Art. 11a Ricusazione
1Nell'eser­ci­zio dell'al­ta vi­gi­lan­za se­con­do l'ar­ti­co­lo 26, i mem­bri di com­mis­sio­ni o di de­le­ga­zio­ni si ri­cu­sa­no in qual­sia­si og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne in cui ab­bia­no un in­te­res­se per­so­na­le di­ret­to op­pu­re qua­lo­ra la lo­ro im­par­zia­li­tà ri­schi di es­se­re mes­sa in dub­bio per al­tri mo­ti­vi. La di­fe­sa di in­te­res­si po­li­ti­ci, in par­ti­co­la­re a no­me di en­ti pub­bli­ci, par­ti­ti o as­so­cia­zio­ni, non co­sti­tui­sce mo­ti­vo di ri­cu­sa­zio­ne.
2Nei ca­si con­tro­ver­si la com­mis­sio­ne in­te­res­sa­ta o la de­le­ga­zio­ne de­ci­de de­fi­ni­ti­va­men­te sul­la ri­cu­sa­zio­ne do­po aver sen­ti­to il mem­bro in­te­res­sa­to.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Pre­ci­sa­zio­ne dei di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne del­le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za), in vi­go­re dal 1° nov. 2011 (RU 2011 4537; FF 2011 1683 1705).
I par­la­men­ta­ri non pos­so­no eser­ci­ta­re fun­zio­ni uf­fi­cia­li per uno Sta­to este­ro né ac­cet­ta­re ti­to­li o ono­ri­fi­cen­ze da par­te di au­to­ri­tà este­re.
1Se, no­no­stan­te ri­chia­mo for­ma­le o in ca­so di re­ci­di­va, un par­la­men­ta­re con­trav­vie­ne al­le nor­me di­sci­pli­na­ri e pro­ce­du­ra­li del­le Ca­me­re, il pre­si­den­te può:
to­glier­gli la pa­ro­la; o
espel­ler­lo, ma al mas­si­mo per il tem­po ri­ma­nen­te del­la se­du­ta.
2Se un par­la­men­ta­re con­trav­vie­ne gra­ve­men­te al­le nor­me di­sci­pli­na­ri e pro­ce­du­ra­li o vio­la il se­gre­to d'uf­fi­cio, l'Uf­fi­cio com­pe­ten­te può:
am­mo­nir­lo; o
esclu­der­lo fi­no a sei me­si dal­le Com­mis­sio­ni del­la Ca­me­ra.
3La Ca­me­ra de­ci­de sul­le op­po­si­zio­ni del par­la­men­ta­re in­te­res­sa­to.
Art. 14 Motivi d'incompatibilità
Non pos­so­no far par­te dell'As­sem­blea fe­de­ra­le:
le per­so­ne da es­sa elet­te o con­fer­ma­te in ca­ri­ca;
i giu­di­ci da es­sa non elet­ti dei tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
il per­so­na­le dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le cen­tra­le e de­cen­tra­liz­za­ta, dei Ser­vi­zi del Par­la­men­to, dei tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, del­la se­gre­te­ria dell'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, del Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, non­ché i mem­bri del­le com­mis­sio­ni ex­tra­par­la­men­ta­ri con com­pe­ten­ze de­ci­sio­na­li, sem­pre che leg­gi spe­cia­li non di­spon­ga­no al­tri­men­ti;
i mem­bri del­la di­re­zio­ne dell'eser­ci­to;
i mem­bri de­gli or­ga­ni di­ret­ti­vi di or­ga­niz­za­zio­ni o per­so­ne di di­rit­to pub­bli­co o pri­va­to ester­ne all'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le al­le qua­li so­no af­fi­da­ti com­pi­ti am­mi­ni­stra­ti­vi, sem­pre che la Con­fe­de­ra­zio­ne vi ab­bia una po­si­zio­ne do­mi­nan­te;
le per­so­ne che rap­pre­sen­ta­no la Con­fe­de­ra­zio­ne in or­ga­niz­za­zio­ni o per­so­ne di di­rit­to pub­bli­co o pri­va­to ester­ne all'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le al­le qua­li so­no af­fi­da­ti com­pi­ti am­mi­ni­stra­ti­vi, sem­pre che la Con­fe­de­ra­zio­ne vi ab­bia una po­si­zio­ne do­mi­nan­te.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 2 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
1Se su­ben­tra un mo­ti­vo d'in­com­pa­ti­bi­li­tà se­con­do l'ar­ti­co­lo 14 let­te­ra a, l'in­te­res­sa­to di­chia­ra per qua­le del­le due ca­ri­che op­ta.
2Se su­ben­tra un mo­ti­vo d'in­com­pa­ti­bi­li­tà se­con­do l'ar­ti­co­lo 14 let­te­ra b-f, il man­da­to par­la­men­ta­re dell'in­te­res­sa­to de­ca­de sei me­si do­po l'ac­cer­ta­men­to dell'in­com­pa­ti­bi­li­tà, sem­pre che nel frat­tem­po non ab­bia ces­sa­to di eser­ci­ta­re l'al­tra fun­zio­ne.
I par­la­men­ta­ri non pos­so­no es­se­re chia­ma­ti a ri­spon­de­re in giu­di­zio per quan­to da lo­ro espres­so nel­le Ca­me­re e ne­gli or­ga­ni del Par­la­men­to.
Art. 17 Immunità relativa: definizione e competenze
1Con­tro un par­la­men­ta­re non può es­se­re pro­mos­so al­cun pro­ce­di­men­to pe­na­le per un rea­to di­ret­ta­men­te con­nes­so con la sua con­di­zio­ne o at­ti­vi­tà uf­fi­cia­le, se non con l'au­to­riz­za­zio­ne del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti di am­bo le Ca­me­re. Il re­go­la­men­to di cia­scu­na Ca­me­ra de­si­gna la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te.
2Se sem­bra giu­sti­fi­ca­to dal­le cir­co­stan­ze del ca­so, le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti pos­so­no af­fi­da­re al­le au­to­ri­tà pe­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne il per­se­gui­men­to e il giu­di­zio di un rea­to sot­to­stan­te al­la giu­ri­sdi­zio­ne can­to­na­le.
3L'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria può eleg­ge­re un pro­cu­ra­to­re ge­ne­ra­le straor­di­na­rio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
3bisDi co­mu­ne in­te­sa, i pre­si­den­ti del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti pos­so­no rin­via­re all'au­to­ri­tà di per­se­gui­men­to pe­na­le, per­ché le com­ple­ti, le ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà non suf­fi­cien­te­men­te mo­ti­va­te.2
4Le ri­chie­ste ma­ni­fe­sta­men­te in­fon­da­te pos­so­no es­se­re di­ret­ta­men­te li­qui­da­te, di co­mu­ne in­te­sa, dai pre­si­den­ti del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti. Que­sti ne in­for­ma­no pre­via­men­te le com­mis­sio­ni. Se la mag­gio­ran­za di una com­mis­sio­ne chie­de che si de­li­be­ri sul­la ri­chie­sta, la stes­sa è trat­ta­ta se­con­do la pro­ce­du­ra or­di­na­ria di cui all'ar­ti­co­lo 17a.3
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà), in vi­go­re dal 5 dic. 2011 (RU 2011 4627; FF 2010 6497 6537).
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
Art. 17a Immunità relativa: procedura
1La ri­chie­sta di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà è trat­ta­ta dap­pri­ma dal­la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la Ca­me­ra cui ap­par­tie­ne il par­la­men­ta­re in­da­ga­to.
2Se le de­ci­sio­ni del­le due com­mis­sio­ni cir­ca l'en­tra­ta nel me­ri­to del­la ri­chie­sta o la sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà di­ver­go­no, si svol­ge una pro­ce­du­ra di ap­pia­na­men­to del­le di­ver­gen­ze tra le com­mis­sio­ni. La se­con­da de­ci­sio­ne di reie­zio­ne da par­te di una com­mis­sio­ne è de­fi­ni­ti­va.
3Le com­mis­sio­ni de­li­be­ra­no va­li­da­men­te al­la pre­sen­za del­la mag­gio­ran­za dei ri­spet­ti­vi mem­bri. Il quo­rum de­ve es­se­re espres­sa­men­te ac­cer­ta­to.
4Le com­mis­sio­ni sen­to­no il par­la­men­ta­re in­da­ga­to. Que­sti non può far­si né rap­pre­sen­ta­re né ac­com­pa­gna­re.
5La de­ci­sio­ne del­le com­mis­sio­ni è de­fi­ni­ti­va.
6Co­mu­ni­ca­ta la sua de­ci­sio­ne al par­la­men­ta­re in­te­res­sa­to, cia­scu­na com­mis­sio­ne in­for­ma sen­za in­du­gio l'opi­nio­ne pub­bli­ca. In­for­ma nel con­tem­po per scrit­to i mem­bri del­le due Ca­me­re.
7Se è mem­bro di una del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti, il par­la­men­ta­re in­da­ga­to si ri­cu­sa.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà), in vi­go­re dal 5 dic. 2011 (RU 2011 4627; FF 2010 6497 6537).
1Per to­glie­re il se­gre­to po­sta­le o il se­gre­to del­le te­le­co­mu­ni­ca­zio­ni a te­no­re dell'ar­ti­co­lo 321ter del Co­di­ce pe­na­le1 è ne­ces­sa­ria un'au­to­riz­za­zio­ne del­le pre­si­den­ze del­le Ca­me­re se:
si trat­ta di per­se­gui­re un rea­to com­mes­so da un par­la­men­ta­re;
si de­vo­no pren­de­re prov­ve­di­men­ti nei con­fron­ti di un par­la­men­ta­re per sor­ve­glia­re un ter­zo con cui egli è in re­la­zio­ne in vir­tù del suo man­da­to uf­fi­cia­le.
2Il ca­po­ver­so 1 si ap­pli­ca per ana­lo­gia an­che nei ca­si in cui, per un pri­mo chia­ri­men­to dei fat­ti o per as­si­cu­ra­re le pro­ve, si ren­da­no ne­ces­sa­ri al­tri prov­ve­di­men­ti in­ve­sti­ga­ti­vi o d'istru­zio­ne pe­na­le nei con­fron­ti di un par­la­men­ta­re.
3Ap­pe­na ese­gui­ti i prov­ve­di­men­ti au­to­riz­za­ti dal­le pre­si­den­ze del­le Ca­me­re, de­ve es­se­re ri­chie­sta, per il pro­ce­di­men­to pe­na­le, l'au­to­riz­za­zio­ne del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti di am­bo le Ca­me­re se­con­do l'ar­ti­co­lo 17, sal­vo che la pro­ce­du­ra ven­ga so­spe­sa.2
4L'in­car­ce­ra­zio­ne è inam­mis­si­bi­le sen­za l'au­to­riz­za­zio­ne del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti di am­bo le Ca­me­re.3
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà), in vi­go­re dal 5 dic. 2011 (RU 2011 4627; FF 2010 6497 6537).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà), in vi­go­re dal 5 dic. 2011 (RU 2011 4627; FF 2010 6497 6537).
Art. 19 Procedura d'autorizzazione da parte delle presidenze delle Camere
1Le pre­si­den­ze del­le due Ca­me­re de­li­be­ra­no con­giun­ta­men­te e in se­gre­to. La con­ces­sio­ne dell'au­to­riz­za­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 18 ri­chie­de il con­sen­so di al­me­no cin­que mem­bri.
2L'au­to­riz­za­zio­ne di to­glie­re il se­gre­to po­sta­le o il se­gre­to del­le te­le­co­mu­ni­ca­zio­ni può es­se­re da­ta sol­tan­to se l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te ap­pro­va l'or­di­ne di ef­fet­tua­re la sor­ve­glian­za con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 7 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 6 ot­to­bre 20001 con­cer­nen­te la sor­ve­glian­za del­la cor­ri­spon­den­za po­sta­le e del­le te­le­co­mu­ni­ca­zio­ni.
1Du­ran­te la ses­sio­ne, nes­sun par­la­men­ta­re può, sen­za il suo con­sen­so scrit­to o pre­ven­ti­va au­to­riz­za­zio­ne del­la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la Ca­me­ra cui ap­par­tie­ne, es­se­re per­se­gui­to pe­nal­men­te per cri­mi­ni o de­lit­ti non di­ret­ta­men­te con­nes­si con la sua con­di­zio­ne o at­ti­vi­tà uf­fi­cia­le. Il re­go­la­men­to di cia­scu­na Ca­me­ra de­si­gna la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te.1
2Ri­ma­ne sal­vo l'ar­re­sto pre­ven­ti­vo in ca­so di pe­ri­co­lo di fu­ga o, se si trat­ta di cri­mi­ne, in ca­so di fla­gran­te rea­to. En­tro 24 ore, l'au­to­ri­tà che ha or­di­na­to l'ar­re­sto de­ve chie­de­re di­ret­ta­men­te il be­ne­pla­ci­to del­la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la Ca­me­ra cui ap­par­tie­ne il par­la­men­ta­re in cau­sa, sal­vo che que­sti non lo dia egli stes­so per scrit­to.2
3Il par­la­men­ta­re che, all'aper­tu­ra di una ses­sio­ne, ri­sul­ta già og­get­to di un pro­ce­di­men­to pe­na­le per un rea­to men­zio­na­to nei ca­po­ver­si 1 o 2 può do­man­da­re al­la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la Ca­me­ra cui ap­par­tie­ne che ven­ga­no so­spe­si sia l'ar­re­sto sia le ci­ta­zio­ni ad udien­ze. La do­man­da non ha ef­fet­to so­spen­si­vo.3
4Il di­rit­to di par­te­ci­pa­re al­le ses­sio­ni non può es­se­re in­vo­ca­to quan­do si trat­ta di una pe­na de­ten­ti­va pro­nun­cia­ta con sen­ten­za pas­sa­ta in giu­di­ca­to la cui ese­cu­zio­ne è sta­ta or­di­na­ta già pri­ma del­la ses­sio­ne.
Art. 21 Contestazione circa la necessità dell'autorizzazione
Se la ne­ces­si­tà dell'au­to­riz­za­zio­ne se­con­do gli ar­ti­co­li 17-20 è con­tro­ver­sa, la de­ci­sio­ne spet­ta all'or­ga­no com­pe­ten­te per l'au­to­riz­za­zio­ne me­de­si­ma.
Capitolo 4: Responsabilità per danni
1La re­spon­sa­bi­li­tà pa­tri­mo­nia­le dei par­la­men­ta­ri nell'eser­ci­zio del­le lo­ro fun­zio­ni è di­sci­pli­na­ta dal­la leg­ge del 14 mar­zo 19581 sul­la re­spon­sa­bi­li­tà.
2In me­ri­to al­la re­spon­sa­bi­li­tà dei par­la­men­ta­ri se­con­do gli ar­ti­co­li 7 e 8 del­la leg­ge del 14 mar­zo 1958 sul­la re­spon­sa­bi­li­tà de­ci­de la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va.
3Il par­la­men­ta­re può im­pu­gna­re con ri­cor­so al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le la de­ci­sio­ne del­la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va.
Titolo terzo: Compiti dell'Assemblea federale
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le ema­na sot­to for­ma di leg­ge fe­de­ra­le tut­te le di­spo­si­zio­ni im­por­tan­ti che con­ten­go­no nor­me di di­rit­to.
2Può ema­na­re sot­to for­ma di leg­ge fe­de­ra­le an­che al­tre di­spo­si­zio­ni con­te­nen­ti nor­me di di­rit­to o, sem­pre che au­to­riz­za­ta dal­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le o dal­la leg­ge, ema­nar­le sot­to for­ma di or­di­nan­za.
3Se lo ri­chie­do­no, le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ven­go­no con­sul­ta­te pri­ma che il Con­si­glio fe­de­ra­le ema­ni di­spo­si­zio­ni con­te­nen­ti nor­me di di­rit­to, sem­pre che l'ur­gen­za del­le stes­se lo con­sen­ta.
4Con­ten­go­no nor­me di di­rit­to le di­spo­si­zio­ni che, in for­ma di­ret­ta­men­te vin­co­lan­te e in ter­mi­ni ge­ne­ra­li ed astrat­ti, im­pon­go­no ob­bli­ghi, con­fe­ri­sco­no di­rit­ti o de­ter­mi­na­no com­pe­ten­ze.
L'As­sem­blea fe­de­ra­le sot­to­po­ne le mo­di­fi­che del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le al vo­to del Po­po­lo e dei Can­to­ni sot­to for­ma di de­cre­to fe­de­ra­le.
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le se­gue l'evo­lu­zio­ne in­ter­na­zio­na­le e coo­pe­ra al­la for­ma­zio­ne del­la vo­lon­tà in me­ri­to al­le que­stio­ni fon­da­men­ta­li e al­le de­ci­sio­ni im­por­tan­ti di po­li­ti­ca este­ra.
2Ap­pro­va i trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li nel­la mi­su­ra in cui il Con­si­glio fe­de­ra­le non sia au­to­riz­za­to a con­clu­der­li au­to­no­ma­men­te in vir­tù di una leg­ge fe­de­ra­le o di un trat­ta­to in­ter­na­zio­na­le da es­sa ap­pro­va­to.
3Ap­pro­va me­dian­te de­cre­to fe­de­ra­le i trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li sot­to­stan­ti al re­fe­ren­dum. Ap­pro­va gli al­tri trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li me­dian­te de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce.
4Col­la­bo­ra nel­le as­so­cia­zio­ni par­la­men­ta­ri in­ter­na­zio­na­li e cu­ra le re­la­zio­ni con i Par­la­men­ti este­ri.
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le sta­bi­li­sce le spe­se e le usci­te per in­ve­sti­men­ti nel pre­ven­ti­vo e nel­le re­la­ti­ve ag­giun­te.1 Stan­zia ed even­tual­men­te rin­no­va cre­di­ti d'im­pe­gno e li­mi­ti di spe­sa nel pre­ven­ti­vo e nel­le re­la­ti­ve ag­giun­te ov­ve­ro me­dian­te de­cre­ti spe­cia­li. Ap­pro­va il con­sun­ti­vo.
2A tal fi­ne si av­va­le del­la for­ma del de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce.
3Nei de­cre­ti di stan­zia­men­to, l'As­sem­blea fe­de­ra­le spe­ci­fi­ca lo sco­po e l'am­mon­ta­re dei cre­di­ti. Vi può inol­tre pre­ci­sa­re le con­di­zio­ni qua­dro d'im­pie­go, i tem­pi d'at­tua­zio­ne del pro­get­to e le mo­da­li­tà di re­so­con­to da par­te del Con­si­glio fe­de­ra­le.2
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 65 n. 1 del­la LF del 7 ott. 2005 sul­le fi­nan­ze del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, in vi­go­re dal 1° mag. 2006 (RU 2006 1275; FF 2005 5).
2 In­tro­dot­to dall'art. 65 n. 1 del­la LF del 7 ott. 2005 sul­le fi­nan­ze del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, in vi­go­re dal 1° mag. 2006 (RU 2006 1275; FF 2005 5).
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le eser­ci­ta l'al­ta vi­gi­lan­za sul­la ge­stio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le e dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le, dei tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, dell'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, del Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e di al­tri en­ti in­ca­ri­ca­ti di com­pi­ti fe­de­ra­li.1
2Eser­ci­ta l'al­ta vi­gi­lan­za sul­la ge­stio­ne fi­nan­zia­ria nell'am­bi­to dell'ar­ti­co­lo 8 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 28 giu­gno 19672 sul con­trol­lo fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze.
3L'As­sem­blea fe­de­ra­le eser­ci­ta l'al­ta vi­gi­lan­za at­te­nen­do­si ai se­guen­ti cri­te­ri:
le­ga­li­tà;
con­for­mi­tà all'or­di­na­men­to vi­gen­te;
ade­gua­tez­za;
ef­fi­ca­cia;
eco­no­mi­ci­tà.
4L'al­ta vi­gi­lan­za non in­clu­de la com­pe­ten­za di abro­ga­re o mo­di­fi­ca­re de­ci­sio­ni. È esclu­so il con­trol­lo di me­ri­to del­le de­ci­sio­ni giu­di­zia­rie e del­le de­ci­sio­ni del Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.3
3 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. II 2 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
Art. 27 Verifica dell'efficacia
Gli or­ga­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le de­si­gna­ti dal­la leg­ge prov­ve­do­no af­fin­ché sia ve­ri­fi­ca­ta l'ef­fi­ca­cia dei prov­ve­di­men­ti del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. A tal fi­ne pos­so­no:
chie­de­re che il Con­si­glio fe­de­ra­le fac­cia svol­ge­re ve­ri­fi­che dell'ef­fi­ca­cia;
esa­mi­na­re i con­trol­li dell'ef­fi­ca­cia svol­ti su man­da­to del Con­si­glio fe­de­ra­le;
far svol­ge­re es­si stes­si ve­ri­fi­che dell'ef­fi­ca­cia.
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le coo­pe­ra:
al­le pia­ni­fi­ca­zio­ni im­por­tan­ti dell'at­ti­vi­tà del­lo Sta­to;
al­la de­ter­mi­na­zio­ne de­gli obiet­ti­vi stra­te­gi­ci del­le uni­tà re­se au­to­no­me di cui all'ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 5 del­la leg­ge del 21 mar­zo 19971 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del Go­ver­no e dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne.2
1bisEs­sa coo­pe­ra:
in­for­man­do­si me­dian­te i rap­por­ti che le sot­to­po­ne il Con­si­glio fe­de­ra­le sul­le at­ti­vi­tà di cui al ca­po­ver­so 1 o pren­den­do at­to di ta­li rap­por­ti;
im­par­ten­do al Con­si­glio fe­de­ra­le il man­da­to di:
in­tra­pren­de­re una pia­ni­fi­ca­zio­ne o di mo­di­fi­car­ne le prio­ri­tà, o
de­fi­ni­re gli obiet­ti­vi stra­te­gi­ci del­le uni­tà re­se au­to­no­me o di mo­di­fi­ca­re ta­li obiet­ti­vi;
pren­den­do de­ci­sio­ni di prin­ci­pio o pro­gram­ma­ti­che. 3
2Le de­ci­sio­ni di prin­ci­pio e pro­gram­ma­ti­che so­no de­ci­sio­ni pre­li­mi­na­ri che in­di­ca­no co­me de­ter­mi­na­ti obiet­ti­vi deb­ba­no es­se­re per­se­gui­ti, de­ter­mi­na­ti prin­ci­pi e cri­te­ri os­ser­va­ti o de­ter­mi­na­te mi­su­re pia­ni­fi­ca­te.
3Le de­ci­sio­ni di prin­ci­pio e pro­gram­ma­ti­che so­no ema­na­te sot­to for­ma di de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce. Per le de­ci­sio­ni di prin­ci­pio e pro­gram­ma­ti­che di am­pia por­ta­ta può es­se­re scel­ta la for­ma del de­cre­to fe­de­ra­le.
4Qua­lo­ra si sco­sti da man­da­ti o de­ci­sio­ni di prin­ci­pio e pro­gram­ma­ti­che il Con­si­glio fe­de­ra­le de­ve in­di­car­ne i mo­ti­vi.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 1 del­la LF del 17 dic. 2010 sul­la par­te­ci­pa­zio­ne dell'As­sem­blea fe­de­ra­le al­la de­ter­mi­na­zio­ne dell'orien­ta­men­to stra­te­gi­co del­le uni­tà re­se au­to­no­me, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 5859; FF 2010 2933 2969).
3 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 17 dic. 2010 sul­la par­te­ci­pa­zio­ne dell'As­sem­blea fe­de­ra­le al­la de­ter­mi­na­zio­ne dell'orien­ta­men­to stra­te­gi­co del­le uni­tà re­se au­to­no­me, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 5859; FF 2010 2933 2969).
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le ema­na sin­go­li at­ti non sot­to­stan­ti al re­fe­ren­dum sot­to for­ma di de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce.
2Sin­go­li at­ti dell'As­sem­blea fe­de­ra­le per i qua­li non sus­si­ste la ne­ces­sa­ria ba­se giu­ri­di­ca né nel­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le né in una leg­ge fe­de­ra­le so­no sot­to­po­sti al re­fe­ren­dum me­dian­te de­cre­to fe­de­ra­le.
L'As­sem­blea fe­de­ra­le adem­pie gli al­tri com­pi­ti che le so­no at­tri­bui­ti dal­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le e dal­la le­gi­sla­zio­ne fe­de­ra­le.
Titolo quarto: Organizzazione dell'Assemblea federale
Gli or­ga­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le so­no:
il Con­si­glio na­zio­na­le;
il Con­si­glio de­gli Sta­ti;
l'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria;
le pre­si­den­ze del­le Ca­me­re;
gli Uf­fi­ci;
la Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to e la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va;
le Com­mis­sio­ni e le lo­ro sot­to­com­mis­sio­ni e de­le­ga­zio­ni;
i grup­pi par­la­men­ta­ri.
Art. 32 Sede dell'Assemblea federale
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le si riu­ni­sce in Ber­na.
2Con de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce può de­ci­de­re di riu­nir­si ec­ce­zio­nal­men­te al­tro­ve.
1Il Con­si­glio na­zio­na­le e il Con­si­glio de­gli Sta­ti so­no con­vo­ca­ti dai ri­spet­ti­vi Uf­fi­ci.
2L'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria è con­vo­ca­ta dal­la Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to.
3Il pre­si­den­te del Con­si­glio na­zio­na­le o, se im­pe­di­to, il pre­si­den­te del Con­si­glio de­gli Sta­ti è te­nu­to a con­vo­ca­re le Ca­me­re se la si­cu­rez­za del­le au­to­ri­tà fe­de­ra­li è in pe­ri­co­lo o se il Con­si­glio fe­de­ra­le non è in gra­do di agi­re.
La pre­si­den­za di cia­scu­na Ca­me­ra con­sta del pre­si­den­te non­ché del pri­mo e del se­con­do vi­ce­pre­si­den­te.
1Cia­scu­na Ca­me­ra de­si­gna un Uf­fi­cio per la pro­pria di­re­zio­ne e per al­tre in­com­ben­ze in­ter­ne.
2L'Uf­fi­cio di cia­scu­na Ca­me­ra con­sta del­la pre­si­den­za del­la me­de­si­ma e di al­tri mem­bri de­si­gna­ti dai re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re.
3I di­rit­ti e i do­ve­ri che la pre­sen­te leg­ge as­se­gna al­le com­mis­sio­ni val­go­no an­che per gli Uf­fi­ci.
Cia­scu­na Ca­me­ra ema­na un pro­prio re­go­la­men­to con­te­nen­te le di­spo­si­zio­ni ese­cu­ti­ve per la pro­pria or­ga­niz­za­zio­ne e pro­ce­du­ra.
1L'Uf­fi­cio del Con­si­glio na­zio­na­le e l'Uf­fi­cio del Con­si­glio de­gli Sta­ti co­sti­tui­sco­no la Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to.
2La Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to ha i com­pi­ti se­guen­ti:
sta­bi­li­sce le set­ti­ma­ne in cui si svol­go­no le ses­sio­ni or­di­na­rie e le ses­sio­ni straor­di­na­rie;
cu­ra le re­la­zio­ni tra le due Ca­me­re e tra que­ste e il Con­si­glio fe­de­ra­le;
può im­par­ti­re istru­zio­ni per l'as­se­gna­zio­ne di per­so­na­le e di mez­zi fi­nan­zia­ri agli or­ga­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
eleg­ge il se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le. L'ele­zio­ne va con­fer­ma­ta dall'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria;
ap­pro­va la co­sti­tu­zio­ne di nuo­vi grup­pi par­la­men­ta­ri se­con­do i cri­te­ri di cui all'ar­ti­co­lo 61.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le può par­te­ci­pa­re al­le se­du­te con vo­to con­sul­ti­vo.
4Le de­ci­sio­ni del­la Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to ri­chie­do­no l'ap­pro­va­zio­ne de­gli Uf­fi­ci del Con­si­glio na­zio­na­le e del Con­si­glio de­gli Sta­ti. L'ele­zio­ne se­con­do il ca­po­ver­so 2 let­te­ra d av­vie­ne a mag­gio­ran­za as­so­lu­ta dei mem­bri vo­tan­ti.
2 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, con ef­fet­to dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
1La De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va con­sta di tre mem­bri di cia­scun Uf­fi­cio del­le Ca­me­re no­mi­na­ti dal­la Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to. Es­sa de­si­gna un pro­prio mem­bro in ve­ste di de­le­ga­to. Si co­sti­tui­sce da sé.
2La De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va è in­ca­ri­ca­ta del­la di­re­zio­ne su­pre­ma dell'am­mi­ni­stra­zio­ne par­la­men­ta­re.
3Le sue de­ci­sio­ni so­no pre­se a mag­gio­ran­za dei mem­bri vo­tan­ti.
Art. 39 Ufficio dell'Assemblea federale plenaria
1L'Uf­fi­cio dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria con­sta del­le pre­si­den­ze del­le due Ca­me­re.
2Le se­du­te so­no di­ret­te dal pre­si­den­te del Con­si­glio na­zio­na­le o, se que­sti è im­pe­di­to, dal pre­si­den­te del Con­si­glio de­gli Sta­ti.
3L'Uf­fi­cio pre­pa­ra le se­du­te dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria.
4Può isti­tui­re com­mis­sio­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria. Que­ste com­mis­sio­ni con­sta­no di do­di­ci mem­bri del Con­si­glio na­zio­na­le e di cin­que mem­bri del Con­si­glio de­gli Sta­ti.
1La Com­mis­sio­ne del­le gra­zie e dei con­flit­ti di com­pe­ten­za esa­mi­na pre­li­mi­nar­men­te le do­man­de di gra­zia e le de­ci­sio­ni in me­ri­to a con­flit­ti di com­pe­ten­za tra le su­pre­me au­to­ri­tà fe­de­ra­li.
2Eleg­ge co­me pre­si­den­te, a tur­no, un mem­bro del Con­si­glio na­zio­na­le o del Con­si­glio de­gli Sta­ti.
3Tra­smet­te le do­man­de di gra­zia al Con­si­glio fe­de­ra­le af­fin­ché pre­sen­ti un rap­por­to cor­re­da­to di pro­po­sta.
4Può pren­de­re vi­sio­ne del­le do­man­de non­ché de­gli at­ti istrut­to­ri, giu­di­zia­ri ed ese­cu­ti­vi.
Art. 40a Commissione giudiziaria
1La Com­mis­sio­ne giu­di­zia­ria è com­pe­ten­te per la pre­pa­ra­zio­ne dell'ele­zio­ne e del­la de­sti­tu­zio­ne:
dei giu­di­ci dei tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
dei mem­bri dell'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
del pro­cu­ra­to­re ge­ne­ra­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei so­sti­tu­ti pro­cu­ra­to­ri ge­ne­ra­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.2
2Met­te a pub­bli­co con­cor­so i po­sti di giu­di­ce va­can­ti e i po­sti di pro­cu­ra­to­re ge­ne­ra­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei so­sti­tu­ti pro­cu­ra­to­ri ge­ne­ra­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. Nel ban­do di con­cor­so è in­di­ca­to il gra­do di oc­cu­pa­zio­ne, per quan­to la leg­ge con­sen­ta l'eser­ci­zio a tem­po par­zia­le del­la fun­zio­ne.3
3La Com­mis­sio­ne giu­di­zia­ria sot­to­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria le pro­prie pro­po­ste di ele­zio­ne e di de­sti­tu­zio­ne.
4Sta­bi­li­sce in det­ta­glio il rap­por­to di la­vo­ro dei giu­di­ci, del pro­cu­ra­to­re ge­ne­ra­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei so­sti­tu­ti pro­cu­ra­to­ri ge­ne­ra­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.4
5In se­no al­la Com­mis­sio­ne, ogni grup­po ha di­rit­to ad al­me­no un seg­gio.
6Le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne e la De­le­ga­zio­ne del­le fi­nan­ze co­mu­ni­ca­no al­la Com­mis­sio­ne giu­di­zia­ria i lo­ro ac­cer­ta­men­ti che met­to­no se­ria­men­te in dub­bio l'ido­nei­tà pro­fes­sio­na­le o per­so­na­le dei giu­di­ci, del pro­cu­ra­to­re ge­ne­ra­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dei so­sti­tu­ti pro­cu­ra­to­ri ge­ne­ra­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.5
1 In­tro­dot­to dal n. II del­la LF del 13 dic. 2002, in vi­go­re dal 1° ago. 2003 (RU 2003 2119; FF 2001 3764, 2002 1073).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 2 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 2 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 2 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 2 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
Art. 41 Procedura nell'Assemblea federale plenaria
1Per quan­to non di­sci­pli­na­to al­tri­men­ti dal­la pre­sen­te leg­ge, al­la pro­ce­du­ra nell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni del re­go­la­men­to del Con­si­glio na­zio­na­le.
2Gli scru­ta­to­ri e gli scru­ta­to­ri sup­plen­ti di am­bo le Ca­me­re ac­cer­ta­no i ri­sul­ta­ti del­le ele­zio­ni e vo­ta­zio­ni
3Per quan­to non sia ap­pli­ca­bi­le il re­go­la­men­to del Con­si­glio na­zio­na­le, l'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria può do­tar­si di un pro­prio re­go­la­men­to.
1Cia­scu­na Ca­me­ra isti­tui­sce al pro­prio in­ter­no le com­mis­sio­ni per­ma­nen­ti pre­vi­ste dal­la leg­ge e dal pro­prio re­go­la­men­to.
2In ca­si ec­ce­zio­na­li le Ca­me­re pos­so­no isti­tui­re com­mis­sio­ni spe­cia­li.
1I mem­bri e le pre­si­den­ze (pre­si­den­te e vi­ce­pre­si­den­te) del­le com­mis­sio­ni so­no elet­ti dal ri­spet­ti­vo Uf­fi­cio.
2Le pre­si­den­ze del­le com­mis­sio­ni con­giun­te del­le due Ca­me­re e del­le com­mis­sio­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria so­no no­mi­na­te dal­la Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to, sem­pre che la leg­ge non pre­ve­da al­tri­men­ti. Il pre­si­den­te e il vi­ce­pre­si­den­te non pos­so­no ap­par­te­ne­re al­la stes­sa Ca­me­ra.
2bisLa Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to prov­ve­de af­fin­ché i pre­si­den­ti del­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne del­le due Ca­me­re non fac­cia­no par­te del­lo stes­so grup­po par­la­men­ta­re.1
3La com­po­si­zio­ne del­le com­mis­sio­ni e l'as­se­gna­zio­ne del­le pre­si­den­ze si im­pron­ta­no al­la for­za dei grup­pi par­la­men­ta­ri all'in­ter­no di ogni Ca­me­ra. Per quan­to pos­si­bi­le, è te­nu­to ade­gua­ta­men­te con­to del­le lin­gue uf­fi­cia­li e del­le re­gio­ni del Pae­se.
4La du­ra­ta del man­da­to dei mem­bri del­le com­mis­sio­ni per­ma­nen­ti è de­ter­mi­na­to dai re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re.
1Nell'am­bi­to del­le com­pe­ten­ze at­tri­bui­te lo­ro dal­la leg­ge o dai re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re, le com­mis­sio­ni:
esa­mi­na­no pre­li­mi­nar­men­te, a de­sti­na­zio­ne del­la ri­spet­ti­va Ca­me­ra, gli og­get­ti lo­ro at­tri­bui­ti;
de­li­be­ra­no e de­ci­do­no su­gli og­get­ti che la leg­ge as­se­gna lo­ro per de­li­be­ra­zio­ne de­fi­ni­ti­va;
se­guo­no gli svi­lup­pi so­cia­li e po­li­ti­ci nei lo­ro set­to­ri di com­pe­ten­za;
ela­bo­ra­no pro­po­ste nei lo­ro set­to­ri di com­pe­ten­za;
prov­ve­do­no al con­trol­lo dell'ef­fi­ca­cia nei set­to­ri di lo­ro com­pe­ten­za. Sot­to­pon­go­no pro­po­ste agli or­ga­ni com­pe­ten­ti dell'As­sem­blea fe­de­ra­le o con­fe­ri­sco­no man­da­ti al Con­si­glio fe­de­ra­le;
ten­go­no con­to dei ri­sul­ta­ti dei con­trol­li dell'ef­fi­ca­cia.
2Le com­mis­sio­ni fan­no rap­por­to al­la ri­spet­ti­va Ca­me­ra su­gli og­get­ti lo­ro at­tri­bui­ti e pre­sen­ta­no pro­po­ste in me­ri­to.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2008 (Di­rit­to par­la­men­ta­re. Di­ver­se mo­di­fi­che), in vi­go­re dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
1Per l'adem­pi­men­to dei lo­ro com­pi­ti, le com­mis­sio­ni pos­so­no:
pre­sen­ta­re ini­zia­ti­ve, in­ter­ven­ti e pro­po­ste non­ché ela­bo­ra­re rap­por­ti;
far ca­po a pe­ri­ti ester­ni;
sen­ti­re rap­pre­sen­tan­ti dei Can­to­ni e del­le cer­chie in­te­res­sa­te;
pro­ce­de­re ad ispe­zio­ni.
2Le com­mis­sio­ni pos­so­no isti­tui­re al pro­prio in­ter­no sot­to­com­mis­sio­ni. Le sot­to­com­mis­sio­ni pre­sen­ta­no rap­por­to al­la com­mis­sio­ne cor­re­dan­do­lo di una pro­po­sta. Più com­mis­sio­ni pos­so­no isti­tui­re sot­to­com­mis­sio­ni con­giun­te.
1Nel­le com­mis­sio­ni si ap­pli­ca­no le nor­me pro­ce­du­ra­li del­la ri­spet­ti­va Ca­me­ra, sem­pre che la leg­ge o i re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re non pre­ve­da­no al­tri­men­ti.
2Le de­ci­sio­ni del­le com­mis­sio­ni con­giun­te ri­chie­do­no l'ap­pro­va­zio­ne del­la mag­gio­ran­za dei mem­bri vo­tan­ti di cia­scu­na Ca­me­ra, sem­pre che la leg­ge non pre­ve­da al­tri­men­ti.
3Di nor­ma, le per­so­ne al ser­vi­zio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne pre­sen­ta­no al­le Com­mis­sio­ni i do­cu­men­ti scrit­ti e il ma­te­ria­le per le pre­sen­ta­zio­ni in due lin­gue uf­fi­cia­li. Nell'in­vi­to a una se­du­ta di com­mis­sio­ne si ren­do­no at­ten­ti i pe­ri­ti ester­ni, non­ché i rap­pre­sen­tan­ti dei Can­to­ni e del­le cer­chie in­te­res­sa­te al fat­to che de­vo­no, per quan­to pos­si­bi­le, te­ne­re con­to del plu­ri­lin­gui­smo in se­no al­la com­mis­sio­ne.1
1Le de­li­be­ra­zio­ni del­le com­mis­sio­ni so­no con­fi­den­zia­li; in par­ti­co­la­re non vie­ne di­vul­ga­ta la po­si­zio­ne as­sun­ta dai sin­go­li par­te­ci­pan­ti, né re­so no­to co­me es­si han­no vo­ta­to.
2Le com­mis­sio­ni pos­so­no de­ci­de­re di pro­ce­de­re ad au­di­zio­ni pub­bli­che.
Art. 48 Informazione dell'opinione pubblica
Le com­mis­sio­ni in­for­ma­no l'opi­nio­ne pub­bli­ca sui ri­sul­ta­ti del­le lo­ro de­li­be­ra­zio­ni.
1Le com­mis­sio­ni di cia­scu­na Ca­me­ra coor­di­na­no le at­ti­vi­tà tra di lo­ro non­ché con le com­mis­sio­ni dell'al­tra Ca­me­ra che trat­ta­no le stes­se o ana­lo­ghe que­stio­ni.
2La rac­col­ta di in­for­ma­zio­ni o il chia­ri­men­to di una que­stio­ne può av­ve­ni­re in se­du­te con­giun­te od es­se­re af­fi­da­to a un'uni­ca com­mis­sio­ne.
3Le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne e le Com­mis­sio­ni del­le fi­nan­ze pos­so­no pro­ce­de­re con­giun­ta­men­te all'esa­me pre­li­mi­na­re del rap­por­to di ge­stio­ne e del con­sun­ti­vo.
4In ca­so di af­fa­ri in­ter­set­to­ria­li, al­tre com­mis­sio­ni pos­so­no pre­sen­ta­re rap­por­ti al­le com­mis­sio­ni in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re.
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008, con ef­fet­to dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
1Le Com­mis­sio­ni del­le fi­nan­ze (CdF) si oc­cu­pa­no del­la ge­stio­ne fi­nan­zia­ria del­la Con­fe­de­ra­zio­ne; esa­mi­na­no pre­li­mi­nar­men­te la pia­ni­fi­ca­zio­ne fi­nan­zia­ria, il pre­ven­ti­vo e le re­la­ti­ve ag­giun­te, non­ché il con­sun­ti­vo del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. Eser­ci­ta­no l'al­ta vi­gi­lan­za sull'in­te­ra ge­stio­ne fi­nan­zia­ria se­con­do l'ar­ti­co­lo 26 ca­po­ver­so 2, sem­pre che la leg­ge non pre­ve­da al­tri­men­ti.
2In me­ri­to ai di­se­gni di at­ti le­gi­sla­ti­vi che ri­ve­sto­no im­por­tan­za sot­to il pro­fi­lo del­la po­li­ti­ca fi­nan­zia­ria pos­so­no pre­sen­ta­re rap­por­ti al­le com­mis­sio­ni in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re. Ta­li di­se­gni pos­so­no es­se­re lo­ro sot­to­po­sti per co­rap­por­to o at­tri­bui­ti per esa­me pre­li­mi­na­re.1
3Le Com­mis­sio­ni del­le fi­nan­ze so­no in­vi­ta­te a pre­sen­ta­re un co­rap­por­to in me­ri­to ai di­se­gni di cre­di­ti d'im­pe­gno e li­mi­ti di spe­sa che non so­no lo­ro at­tri­bui­ti per esa­me pre­li­mi­na­re. Per di­fen­de­re le lo­ro pro­po­ste nel­le Ca­me­re han­no gli stes­si di­rit­ti del­le com­mis­sio­ni in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re.2
2 In­tro­dot­to dal n. 1 dell'all. al­la LF del 26 set. 2014 (Nuo­vo mo­del­lo di ge­stio­ne dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le), in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1583; FF 2014 711).
1Le Com­mis­sio­ni del­le fi­nan­ze no­mi­na­no al pro­prio in­ter­no tre mem­bri cia­scu­na qua­li mem­bri del­la De­le­ga­zio­ne del­le fi­nan­ze (Del­Fin) e un sup­plen­te per­ma­nen­te per ogni mem­bro. La De­le­ga­zio­ne si co­sti­tui­sce da sé.1
2La De­le­ga­zio­ne del­le fi­nan­ze è in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me di det­ta­glio e del­la sor­ve­glian­za dell'in­te­ra ge­stio­ne fi­nan­zia­ria.
3Le re­la­zio­ni del­la De­le­ga­zio­ne del­le fi­nan­ze con il Con­trol­lo fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze so­no ret­te da­gli ar­ti­co­li 14, 15 e 18 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 28 giu­gno 19672 sul con­trol­lo fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze.
4La De­le­ga­zio­ne del­le fi­nan­ze fa rap­por­to al­la Com­mis­sio­ne del­le fi­nan­ze, cor­re­dan­do­lo di pro­po­ste.
5Può oc­cu­par­si di al­tri og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne e sot­to­por­re per co­no­scen­za i suoi ac­cer­ta­men­ti al­le Com­mis­sio­ni del­le fi­nan­ze o ad al­tre com­mis­sio­ni.
6De­ci­de a mag­gio­ran­za dei mem­bri vo­tan­ti.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 17 dic. 2010 con­cer­nen­te la sal­va­guar­dia del­la de­mo­cra­zia, del­lo Sta­to di di­rit­to e del­la ca­pa­ci­tà di agi­re in si­tua­zio­ni straor­di­na­rie, in vi­go­re dal 1° mag. 2011 (RU 2011 1381; FF 2010 1393 2473).
1Le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne (CdG) eser­ci­ta­no l'al­ta vi­gi­lan­za sul­la ge­stio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 26 ca­po­ver­si 1, 3 e 4.
2Im­po­sta­no la lo­ro at­ti­vi­tà di con­trol­lo sui cri­te­ri di le­ga­li­tà, ade­gua­tez­za ed ef­fi­ca­cia.
1Le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne no­mi­na­no al pro­prio in­ter­no tre mem­bri cia­scu­na qua­li mem­bri del­la De­le­ga­zio­ne del­la ge­stio­ne (Del­CG). La De­le­ga­zio­ne si co­sti­tui­sce da sé.
2La De­le­ga­zio­ne sor­ve­glia l'at­ti­vi­tà nel set­to­re del­la pro­te­zio­ne del­lo Sta­to e dei ser­vi­zi del­le at­ti­vi­tà in­for­ma­ti­ve ed esa­mi­na l'azio­ne del­lo Sta­to nei set­to­ri che de­vo­no ri­ma­ne­re se­gre­ti poi­ché la lo­ro co­no­scen­za da par­te di per­so­ne non au­to­riz­za­te può cau­sa­re un gra­ve dan­no agli in­te­res­si na­zio­na­li.1
3Svol­ge gli al­tri in­ca­ri­chi spe­cia­li che le so­no con­fe­ri­ti da una Com­mis­sio­ne del­la ge­stio­ne.
3bisIl Con­si­glio fe­de­ra­le in­for­ma la De­le­ga­zio­ne al più tar­di 24 ore do­po ave­re ema­na­to una de­ci­sio­ne a sal­va­guar­dia de­gli in­te­res­si del Pae­se o del­la si­cu­rez­za in­ter­na o ester­na.2
4La De­le­ga­zio­ne pre­sen­ta al­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne un pro­prio rap­por­to cor­re­da­to di pro­po­ste.3
5De­ci­de a mag­gio­ran­za dei mem­bri vo­tan­ti.
2 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 17 dic. 2010 con­cer­nen­te la sal­va­guar­dia del­la de­mo­cra­zia, del­lo Sta­to di di­rit­to e del­la ca­pa­ci­tà di agi­re in si­tua­zio­ni straor­di­na­rie, in vi­go­re dal 1° mag. 2011 (RU 2011 1381; FF 2010 1393 2473).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 17 dic. 2010 con­cer­nen­te la sal­va­guar­dia del­la de­mo­cra­zia, del­lo Sta­to di di­rit­to e del­la ca­pa­ci­tà di agi­re in si­tua­zio­ni straor­di­na­rie, in vi­go­re dal 1° mag. 2011 (RU 2011 1381; FF 2010 1393 2473).
Sezione 4: Relazione alla Camera
Le Com­mis­sio­ni del­le fi­nan­ze e del­la ge­stio­ne ri­fe­ri­sco­no una vol­ta all'an­no al­la pro­pria Ca­me­ra sui ri­sul­ta­ti prin­ci­pa­li dei lo­ro la­vo­ri.
1 Abro­ga­ta dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008, con ef­fet­to dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
1La Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne (CdR) è una com­mis­sio­ne con­giun­ta del­le due Ca­me­re.
2Con­sta di tre sot­to­com­mis­sio­ni, una per ogni lin­gua uf­fi­cia­le.
3La Com­mis­sio­ne si co­sti­tui­sce da sé.
4Pren­de le sue de­ci­sio­ni a mag­gio­ran­za dei mem­bri vo­tan­ti.
1La Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne ve­ri­fi­ca i te­sti de­gli at­ti le­gi­sla­ti­vi e ne sta­bi­li­sce la ver­sio­ne de­fi­ni­ti­va per la vo­ta­zio­ne fi­na­le.
1bisAp­por­ta inol­tre le ret­ti­fi­che re­da­zio­na­li agli at­ti le­gi­sla­ti­vi che non so­no po­sti in vo­ta­zio­ne fi­na­le.1
2Prov­ve­de af­fin­ché i te­sti sia­no chia­ri e con­ci­si e si as­si­cu­ra che sia­no con­for­mi al­la vo­lon­tà dell'As­sem­blea fe­de­ra­le. Ba­da af­fin­ché vi sia con­cor­dan­za del­le ver­sio­ni nel­le tre lin­gue uf­fi­cia­li.
3La Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne non pro­ce­de a mo­di­fi­che ma­te­ria­li. Se ac­cer­ta la­cu­ne, im­pre­ci­sio­ni o con­trad­di­zio­ni ma­te­ria­li, ne in­for­ma i pre­si­den­ti del­le Ca­me­re.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
1Se, do­po la vo­ta­zio­ne fi­na­le, in un at­to le­gi­sla­ti­vo si ac­cer­ta­no er­ro­ri for­ma­li o for­mu­la­zio­ni che non ri­spec­chia­no l'esi­to dei di­bat­ti­ti par­la­men­ta­ri, la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne or­di­na le ne­ces­sa­rie ret­ti­fi­che pri­ma del­la pub­bli­ca­zio­ne nel­la Rac­col­ta uf­fi­cia­le del­le leg­gi fe­de­ra­li. Ta­li ret­ti­fi­che de­vo­no es­se­re in­di­ca­te co­me ta­li.
2Do­po la pub­bli­ca­zio­ne nel­la Rac­col­ta uf­fi­cia­le del­le leg­gi fe­de­ra­li, la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne può or­di­na­re ret­ti­fi­che sol­tan­to di er­ro­ri ma­ni­fe­sti, non­ché mo­di­fi­che di me­ra tec­ni­ca le­gi­sla­ti­va. Ta­li ret­ti­fi­che e mo­di­fi­che de­vo­no es­se­re in­di­ca­te co­me ta­li.
3I par­la­men­ta­ri ven­go­no in­for­ma­ti del­le ret­ti­fi­che im­por­tan­ti.
Art. 59 Disposizioni d'esecuzione
Un'or­di­nan­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le di­sci­pli­na in det­ta­glio la com­po­si­zio­ne e i com­pi­ti del­la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne, non­ché la pro­ce­du­ra di esa­me dei te­sti pri­ma del­la vo­ta­zio­ne fi­na­le e la pro­ce­du­ra per or­di­na­re le ret­ti­fi­che do­po la vo­ta­zio­ne fi­na­le e do­po la pub­bli­ca­zio­ne.
L'or­ga­niz­za­zio­ne, i com­pi­ti e la pro­ce­du­ra di de­le­ga­zio­ni che rap­pre­sen­ta­no l'As­sem­blea fe­de­ra­le in as­sem­blee par­la­men­ta­ri in­ter­na­zio­na­li o nel­le re­la­zio­ni bi­la­te­ra­li con par­la­men­ti di Sta­ti ter­zi so­no di­sci­pli­na­ti in un'or­di­nan­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
1I grup­pi con­sta­no dei par­la­men­ta­ri di uno stes­so par­ti­to.
2I sen­za par­ti­to e i mem­bri di par­ti­ti di­ver­si pos­so­no unir­si in grup­po se so­no di ana­lo­go orien­ta­men­to po­li­ti­co.
3Un grup­po può es­se­re co­sti­tui­to se vi ade­ri­sco­no al­me­no cin­que mem­bri di una Ca­me­ra.
4I grup­pi an­nun­cia­no al Se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le la lo­ro co­sti­tu­zio­ne, l'elen­co dei mem­bri, la com­po­si­zio­ne del­la pre­si­den­za e il no­me del se­gre­ta­rio.
1I grup­pi esa­mi­na­no in via pre­li­mi­na­re gli og­get­ti sot­to­po­sti al­le Ca­me­re.
2Han­no il di­rit­to di pre­sen­ta­re ini­zia­ti­ve, in­ter­ven­ti, pro­po­ste e can­di­da­tu­re.
3I re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re pos­so­no pre­ve­de­re al­tri di­rit­ti per i grup­pi.
4I grup­pi pos­so­no isti­tui­re se­gre­te­rie. Que­ste ot­ten­go­no gli stes­si do­cu­men­ti dei par­la­men­ta­ri e sot­to­stan­no al se­gre­to d'uf­fi­cio giu­sta l'ar­ti­co­lo 8.
5I grup­pi ri­ce­vo­no un con­tri­bu­to a co­per­tu­ra del­le spe­se di se­gre­te­ria. I par­ti­co­la­ri so­no di­sci­pli­na­ti dal­la leg­ge del 18 mar­zo 19881 sul­le in­den­ni­tà par­la­men­ta­ri.
1I par­la­men­ta­ri che si in­te­res­sa­no a un da­to set­to­re pos­so­no riu­nir­si in in­ter­grup­pi par­la­men­ta­ri. Gli in­ter­grup­pi de­vo­no es­se­re aper­ti a tut­ti i par­la­men­ta­ri.
2Gli in­ter­grup­pi an­nun­cia­no la pro­pria co­sti­tu­zio­ne e i pro­pri mem­bri ai Ser­vi­zi del Par­la­men­to, i qua­li ten­go­no un re­gi­stro pub­bli­co de­gli in­ter­grup­pi.
3Per quan­to pos­si­bi­le, gli in­ter­grup­pi ot­ten­go­no age­vo­la­zio­ni am­mi­ni­stra­ti­ve e sa­le di riu­nio­ne per i lo­ro la­vo­ri.
4Gli in­ter­grup­pi non pos­so­no agi­re in no­me dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
1I Ser­vi­zi del Par­la­men­to coa­diu­va­no l'As­sem­blea fe­de­ra­le nell'adem­pi­men­to dei suoi com­pi­ti.
2Es­si:
pia­ni­fi­ca­no e or­ga­niz­za­no le ses­sio­ni e le se­du­te del­le com­mis­sio­ni;
sbri­ga­no i la­vo­ri di se­gre­ta­ria­to, di tra­du­zio­ne e di ver­ba­liz­za­zio­ne del­le de­ci­sio­ni e dei di­bat­ti­ti del­le Ca­me­re, dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria e del­le com­mis­sio­ni;
ge­sti­sco­no un cen­tro di do­cu­men­ta­zio­ne e of­fro­no ser­vi­zi nel set­to­re del­la do­cu­men­ta­zio­ne e del­le tec­no­lo­gie dell'in­for­ma­zio­ne;
ge­sti­sco­no si­ste­mi d'in­for­ma­zio­ne per va­lu­ta­re i da­ti ai fi­ni dell'adem­pi­men­to dei com­pi­ti dell'As­sem­blea fe­de­ra­le, dei suoi or­ga­ni e dei par­la­men­ta­ri; il trat­ta­men­to dei da­ti può ri­guar­da­re an­che da­ti per­so­na­li de­gni di par­ti­co­la­re pro­te­zio­ne; un'or­di­nan­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le sta­bi­li­sce le fon­ti uti­liz­za­te a ta­le sco­po e di­sci­pli­na le au­to­riz­za­zio­ni d'ac­ces­so e la co­mu­ni­ca­zio­ne di ta­li da­ti;
pre­sta­no con­su­len­za ai par­la­men­ta­ri, in par­ti­co­la­re al­le pre­si­den­ze del­le Ca­me­re e al­le com­mis­sio­ni, in que­stio­ni tec­ni­che e pro­ce­du­ra­li;
in­for­ma­no l'opi­nio­ne pub­bli­ca sull'As­sem­blea fe­de­ra­le e sul­le sue at­ti­vi­tà;
coa­diu­va­no l'As­sem­blea fe­de­ra­le nel­la cu­ra del­le sue re­la­zio­ni in­ter­na­zio­na­li;
fat­te sal­ve le com­pe­ten­ze de­gli or­ga­ni del­le Ca­me­re, sbri­ga­no tut­ti gli al­tri com­pi­ti dell'am­mi­ni­stra­zio­ne par­la­men­ta­re.
1 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 16 mar. 2018 (Of­fer­te d'in­for­ma­zio­ne e di do­cu­men­ta­zio­ne del Par­la­men­to al pas­so con i tem­pi), in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3547; FF 2017 5885 5897).
1I Ser­vi­zi del Par­la­men­to sot­to­stan­no al­la vi­gi­lan­za del­la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va.
2So­no di­ret­ti dal se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
3Quan­do ope­ra­no per or­ga­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le, le uni­tà am­mi­ni­stra­ti­ve dei Ser­vi­zi del Par­la­men­to si at­ten­go­no al­le istru­zio­ni tec­ni­che dei me­de­si­mi.
Gli or­ga­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le e il se­gre­ta­rio del­la me­de­si­ma so­no au­to­riz­za­ti per or­di­nan­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ad as­su­me­re il per­so­na­le dei Ser­vi­zi del Par­la­men­to.
Art. 67 Diritti d'informazione
Le uni­tà am­mi­ni­stra­ti­ve dei Ser­vi­zi del Par­la­men­to di­spon­go­no de­gli stes­si di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne de­gli or­ga­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le per cui ope­ra­no.
Art. 68 Collaborazione dell'Amministrazione federale
1Gli or­ga­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le e, su lo­ro man­da­to, i Ser­vi­zi del Par­la­men­to pos­so­no far ca­po, per l'adem­pi­men­to dei lo­ro com­pi­ti, ai ser­vi­zi dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le.
2Le mo­da­li­tà di col­la­bo­ra­zio­ne so­no sta­bi­li­te d'in­te­sa con il di­par­ti­men­to com­pe­ten­te o la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le.
3In ca­so di di­ver­gen­ze de­ci­de la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va, sen­ti­to il Con­si­glio fe­de­ra­le.
1Nel­le sa­le del­le Ca­me­re il di­rit­to di po­li­zia è eser­ci­ta­to dai pre­si­den­ti del­le Ca­me­re; ne­gli al­tri lo­ca­li dell'As­sem­blea fe­de­ra­le e dei Ser­vi­zi del Par­la­men­to, dal­la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va.
2I par­la­men­ta­ri pos­so­no far­si ri­la­scia­re per due per­so­ne da lo­ro de­si­gna­te una tes­se­ra cia­scu­na che, per una du­ra­ta de­ter­mi­na­ta, au­to­riz­za ad ac­ce­de­re al­le par­ti non aper­te al pub­bli­co del Pa­laz­zo del Par­la­men­to. I no­mi e le fun­zio­ni di que­ste per­so­ne de­vo­no es­se­re iscrit­ti in un re­gi­stro pub­bli­ca­men­te con­sul­ta­bi­le.
Art. 70 Disposizioni d'esecuzione
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le ema­na me­dian­te or­di­nan­za le di­spo­si­zio­ni nor­ma­ti­ve ese­cu­ti­ve cir­ca l'am­mi­ni­stra­zio­ne par­la­men­ta­re.
2Le di­spo­si­zio­ni nor­ma­ti­ve ese­cu­ti­ve che si ap­pli­ca­no all'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le, ema­na­te dal Con­si­glio fe­de­ra­le o da ser­vi­zi che gli so­no su­bor­di­na­ti, so­no ap­pli­ca­te an­che nel set­to­re dell'am­mi­ni­stra­zio­ne del Par­la­men­to sem­pre che un'or­di­nan­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le non di­spon­ga al­tri­men­ti.
3Le com­pe­ten­ze che si­mi­li di­spo­si­zio­ni con­fe­ri­sco­no al Con­si­glio fe­de­ra­le o a ser­vi­zi che gli so­no su­bor­di­na­ti so­no in tal ca­so eser­ci­ta­te dal­la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va o dal se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
Titolo quinto: Procedura nell'Assemblea federale
L'As­sem­blea fe­de­ra­le de­li­be­ra se­gna­ta­men­te su:
pro­get­ti del­le com­mis­sio­ni par­la­men­ta­ri o di­se­gni del Con­si­glio fe­de­ra­le in me­ri­to ad at­ti le­gi­sla­ti­vi par­la­men­ta­ri;
ini­zia­ti­ve par­la­men­ta­ri e in­ter­ven­ti di par­la­men­ta­ri, di grup­pi par­la­men­ta­ri o di com­mis­sio­ni par­la­men­ta­ri, non­ché ini­zia­ti­ve can­to­na­li;
rap­por­ti del­le com­mis­sio­ni par­la­men­ta­ri o del Con­si­glio fe­de­ra­le;
can­di­da­tu­re e pro­po­ste di con­fer­ma di no­mi­ne;
pro­po­ste pro­ce­du­ra­li di par­la­men­ta­ri, di grup­pi par­la­men­ta­ri, di com­mis­sio­ni par­la­men­ta­ri o del Con­si­glio fe­de­ra­le;
di­chia­ra­zio­ni del­le Ca­me­re o del Con­si­glio fe­de­ra­le;
pe­ti­zio­ni e do­man­de con­cer­nen­ti la ge­stio­ne;
ri­cor­si, do­man­de e op­po­si­zio­ni.
1Gli og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne pro­po­sti da par­la­men­ta­ri o da or­ga­ni del­le Ca­me­re so­no iscrit­ti nel ruo­lo quan­do so­no de­po­si­ta­ti pres­so la se­gre­te­ria del­la Ca­me­ra.
2Le ini­zia­ti­ve po­po­la­ri non­ché le do­man­de dei Can­to­ni di con­fe­ri­re la ga­ran­zia fe­de­ra­le al­le lo­ro co­sti­tu­zio­ni so­no iscrit­te nel ruo­lo quan­do so­no de­po­si­ta­te pres­so la Can­cel­le­ria fe­de­ra­le.
3Gli al­tri og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne so­no iscrit­ti nel ruo­lo in am­bo le Ca­me­re quan­do so­no de­po­si­ta­ti pres­so l'As­sem­blea fe­de­ra­le.
1Gli og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne pos­so­no es­se­re ri­ti­ra­ti dai lo­ro au­to­ri fin­ché la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria non ab­bia de­ci­so in me­ri­to.
2Un'ini­zia­ti­va par­la­men­ta­re o can­to­na­le non può più es­se­re ri­ti­ra­ta se una com­mis­sio­ne in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re le ha da­to se­gui­to.
3Gli og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne pro­po­sti dal Con­si­glio fe­de­ra­le non pos­so­no da que­sto es­se­re ri­ti­ra­ti.
1Cia­scu­na Ca­me­ra de­li­be­ra e de­ci­de dap­pri­ma se in­ten­de en­tra­re in ma­te­ria su un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo (di­bat­ti­to di en­tra­ta in ma­te­ria).
2Se de­ci­de l'en­tra­ta in ma­te­ria, de­li­be­ra sul di­se­gno di leg­ge ar­ti­co­lo per ar­ti­co­lo (de­li­be­ra­zio­ne di det­ta­glio).
3L'en­tra­ta in ma­te­ria è ob­bli­ga­to­ria se si trat­ta di ini­zia­ti­ve po­po­la­ri, pre­ven­ti­vi, rap­por­ti di ge­stio­ne, con­sun­ti­vi, re­cla­mi sol­le­va­ti con­tro trat­ta­ti in­ter­can­to­na­li o con­tro trat­ta­ti con­clu­si dai Can­to­ni con l'este­ro, con­fe­ri­men­to del­la ga­ran­zia a co­sti­tu­zio­ni can­to­na­li, pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra e pia­no fi­nan­zia­rio.1
4Ter­mi­na­ta la pri­ma de­li­be­ra­zio­ne di det­ta­glio, nel­la Ca­me­ra si pro­ce­de al­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so. Non vi è vo­ta­zio­ne sul com­ples­so se l'en­tra­ta in ma­te­ria è ob­bli­ga­to­ria, ec­cet­to in ca­so di pre­ven­ti­vi e con­sun­ti­vi.
5La reie­zio­ne di un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo nel­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so equi­va­le a una non en­tra­ta in ma­te­ria. La reie­zio­ne di pre­ven­ti­vi e con­sun­ti­vi com­por­ta rin­vio al Con­si­glio fe­de­ra­le.
6Un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo su cui si è de­ci­sa l'en­tra­ta in ma­te­ria può es­se­re tol­to dal ruo­lo, su pro­po­sta del­la com­mis­sio­ne in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re o del Con­si­glio fe­de­ra­le, se è di­ve­nu­to pri­vo di og­get­to.2
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF del 26 set. 2014 (Nuo­vo mo­del­lo di ge­stio­ne dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le), in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 1583; FF 2014 711).
1Una Ca­me­ra può rin­via­re al Con­si­glio fe­de­ra­le o al­la com­mis­sio­ne in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re, per rie­sa­me o mo­di­fi­ca, un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo sul qua­le es­sa è en­tra­ta in ma­te­ria ov­ve­ro un al­tro og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne.
2Sin­go­le se­zio­ni o di­spo­si­zio­ni pos­so­no es­se­re rin­via­te an­che in se­con­da let­tu­ra.
3Le pro­po­ste di rin­vio in­di­ca­no che co­sa deb­ba es­se­re rie­sa­mi­na­to, mo­di­fi­ca­to o com­ple­ta­to.
1Cia­scun par­la­men­ta­re può pre­sen­ta­re pro­po­ste al­la Ca­me­ra e al­la com­mis­sio­ne in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re in me­ri­to a un og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne. Può pro­por­re al­la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te di pre­sen­ta­re un'ini­zia­ti­va o un in­ter­ven­to par­la­men­ta­re.
1bisUn pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo può es­se­re pre­sen­ta­to in for­ma di pro­po­sta sol­tan­to se me­dian­te lo stes­so:
un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo pen­den­te è sud­di­vi­so in va­rie par­ti;
un con­tro­pro­get­to ver­ten­te sul­la stes­sa que­stio­ne co­sti­tu­zio­na­le è con­trap­po­sto a un'ini­zia­ti­va po­po­la­re (art. 101).1
2Di nor­ma, le pro­po­ste con­cer­nen­ti la pro­ce­du­ra (mo­zio­ni d'or­di­ne) de­vo­no es­se­re trat­ta­te im­me­dia­ta­men­te.
3Me­dian­te mo­zio­ne d'or­di­ne si può chie­de­re di ri­ve­ni­re su una de­ci­sio­ne fin­tan­to che una Ca­me­ra non ab­bia con­clu­so le de­li­be­ra­zio­ni su un og­get­to.2
3bisUna mo­zio­ne d'or­di­ne non può chie­de­re di ri­ve­ni­re sul­la de­ci­sio­ne di en­tra­ta in ma­te­ria.3
3terUna mo­zio­ne d'or­di­ne che chie­de di ri­pe­te­re la vo­ta­zio­ne con cui la Ca­me­ra con­clu­de la de­li­be­ra­zio­ne su un og­get­to può es­se­re pre­sen­ta­ta sol­tan­to im­me­dia­ta­men­te do­po ta­le vo­ta­zio­ne.4
4Le pro­po­ste re­spin­te dal­la mag­gio­ran­za del­la com­mis­sio­ne pos­so­no es­se­re pre­sen­ta­te co­me pro­po­ste di mi­no­ran­za.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
Art. 77 Clausola d'urgenza
1In ca­so di di­se­gni di leg­ge fe­de­ra­le ur­gen­te, la clau­so­la d'ur­gen­za è ec­cet­tua­ta dal­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so.
2Sul­la clau­so­la d'ur­gen­za si de­ci­de sol­tan­to do­po l'ap­pia­na­men­to del­le di­ver­gen­ze.
3Se la clau­so­la d'ur­gen­za è re­spin­ta, la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne met­te a pun­to il te­sto del­le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti il re­fe­ren­dum e l'en­tra­ta in vi­go­re do­po aver con­sul­ta­to i pre­si­den­ti del­le com­mis­sio­ni in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re.1
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
1Su ri­chie­sta, le que­stio­ni scin­di­bi­li so­no de­ci­se in vo­ta­zio­ni se­pa­ra­te.
2Le pro­po­ste che si ri­fe­ri­sco­no al­la stes­sa par­te di te­sto o che si esclu­do­no re­ci­pro­ca­men­te so­no con­trap­po­ste nel­la vo­ta­zio­ne.
4Le pro­po­ste non con­tro­ver­se non ven­go­no po­ste in vo­ta­zio­ne.
5I vo­ti so­no sem­pre con­teg­gia­ti:
nel­le vo­ta­zio­ni sul com­ples­so;
nel­le vo­ta­zio­ni sul­le pro­po­ste di con­ci­lia­zio­ne;
nel­le vo­ta­zio­ni su di­spo­si­zio­ni che ri­chie­do­no il con­sen­so del­la mag­gio­ran­za dei mem­bri di cia­scu­na Ca­me­ra (art. 159 cpv. 3 Co­st.);
nel­le vo­ta­zio­ni fi­na­li.2
1Se in me­ri­to a uno stes­so og­get­to in vo­ta­zio­ne si è in pre­sen­za di più di due pro­po­ste, que­ste van­no va­glia­te per mez­zo di una vo­ta­zio­ne even­tua­le, fin­tan­to che si pos­sa­no con­trap­por­re due so­le pro­po­ste.
2Si vo­ta dap­pri­ma sul­le pro­po­ste che pre­sen­ta­no la più pic­co­la di­ver­gen­za con­te­nu­ti­sti­ca e poi, pro­gres­si­va­men­te, sul­le ri­ma­nen­ti, in mo­do da ri­sa­li­re a quel­le con la di­ver­gen­za mag­gio­re.
3Se non si può de­ter­mi­na­re un chia­ro or­di­ne di vo­ta­zio­ne se­con­do i cri­te­ri di cui al ca­po­ver­so 2, me­dian­te vo­ta­zio­ne even­tua­le si vo­ta dap­pri­ma, con­trap­po­nen­do­le, sul­le pro­po­ste dei par­la­men­ta­ri, poi su quel­le del­le mi­no­ran­ze di com­mis­sio­ne ed in­fi­ne su quel­la del Con­si­glio fe­de­ra­le. L'esi­to dell'ul­ti­ma vo­ta­zio­ne è con­trap­po­sto al­la pro­po­sta del­la mag­gio­ran­za del­la com­mis­sio­ne.
4Il de­po­si­to di una pro­po­sta su­bor­di­na­ta non mo­di­fi­ca l'or­di­ne di vo­ta­zio­ne.1
1Il pre­si­den­te non par­te­ci­pa al­la vo­ta­zio­ne. In ca­so di pa­ri­tà di vo­ti, de­ci­de.
2Se è ne­ces­sa­rio il con­sen­so del­la mag­gio­ran­za dei mem­bri di cia­scu­na Ca­me­ra, il pre­si­den­te par­te­ci­pa al­la vo­ta­zio­ne.
1Si pro­ce­de al­la vo­ta­zio­ne fi­na­le su:
le leg­gi fe­de­ra­li;
le or­di­nan­ze dell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
i de­cre­ti fe­de­ra­li sot­to­stan­ti al re­fe­ren­dum ob­bli­ga­to­rio o fa­col­ta­ti­vo.1
1bisSi pro­ce­de al­la vo­ta­zio­ne fi­na­le non ap­pe­na le Ca­me­re ab­bia­no pre­so de­ci­sio­ni con­cor­dan­ti sull'at­to le­gi­sla­ti­vo e ap­pro­va­to il te­sto mes­so a pun­to dal­la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne. Le due Ca­me­re pro­ce­do­no al­la vo­ta­zio­ne fi­na­le lo stes­so gior­no.2
2Se am­bo le Ca­me­re ap­pro­va­no il te­sto co­sì ela­bo­ra­to, l'at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le è con­si­de­ra­to va­li­da­men­te adot­ta­to.
3Se una od am­bo le Ca­me­re re­spin­go­no il te­sto, l'at­to le­gi­sla­ti­vo è con­si­de­ra­to non adot­ta­to.
Art. 82 Pubblicazione dell'esito della votazione
I re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re sta­bi­li­sco­no in qua­li ca­si l'esi­to del­la vo­ta­zio­ne è pub­bli­ca­to sot­to for­ma d'elen­co no­mi­na­ti­vo.
1Le de­ci­sio­ni dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ri­chie­do­no con­cor­dan­za tra le due Ca­me­re.
2Non oc­cor­re una de­ci­sio­ne con­cor­dan­te per le pe­ti­zio­ni e per i rap­por­ti pre­sen­ta­ti uni­ca­men­te af­fin­ché le Ca­me­re ne pren­da­no at­to.
1Gli og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne che de­vo­no es­se­re trat­ta­ti se­pa­ra­ta­men­te dal­le due Ca­me­re so­no at­tri­bui­ti a una Ca­me­ra per la pri­ma de­li­be­ra­zio­ne (Ca­me­ra prio­ri­ta­ria).
2I pre­si­den­ti si ac­cor­da­no sull'at­tri­bu­zio­ne. Se non giun­go­no a un'in­te­sa, de­ci­de la sor­te.
1I di­se­gni di mo­di­fi­che co­sti­tu­zio­na­li e di leg­gi fe­de­ra­li non ur­gen­ti so­no di re­go­la di­scus­si per la pri­ma vol­ta dal­le due Ca­me­re in ses­sio­ni di­stin­te.
2Su pro­po­sta del Con­si­glio fe­de­ra­le o di una com­mis­sio­ne la Con­fe­ren­za di coor­di­na­men­to può de­ci­de­re che un og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne se­con­do il ca­po­ver­so 1 ven­ga ec­ce­zio­nal­men­te di­scus­so per la pri­ma vol­ta in am­bo le Ca­me­re nel­la stes­sa ses­sio­ne.
Art. 86 Inoltro degli oggetti in deliberazione all'altra Camera
1Gli og­get­ti in de­li­be­ra­zio­ne che de­vo­no es­se­re di­scus­si dal­le due Ca­me­re e sui qua­li una Ca­me­ra ha già de­ci­so ven­go­no tra­smes­si per de­li­be­ra­zio­ne all'al­tra Ca­me­ra.
2Una Ca­me­ra può ini­zia­re la di­scus­sio­ne sol­tan­to quan­do l'al­tra ab­bia già de­ci­so.
3Se all'As­sem­blea fe­de­ra­le ven­go­no sot­to­po­sti con un mes­sag­gio o un rap­por­to più di­se­gni di at­ti le­gi­sla­ti­vi, ognu­no di es­si può es­se­re tra­smes­so al­la se­con­da Ca­me­ra do­po la ri­spet­ti­va vo­ta­zio­ne sul com­ples­so.
4Il de­cre­to fe­de­ra­le con­cer­nen­te un con­tro­pro­get­to a un'ini­zia­ti­va po­po­la­re è tra­smes­so all'al­tra Ca­me­ra in­sie­me al de­cre­to con­cer­nen­te l'ini­zia­ti­va in que­stio­ne.1
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008, in vi­go­re dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
1Se una Ca­me­ra rin­via in bloc­co al Con­si­glio fe­de­ra­le un og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne, la de­ci­sio­ne di rin­vio è sot­to­po­sta all'esa­me dell'al­tra Ca­me­ra.
2Se l'al­tra Ca­me­ra non ac­cet­ta la de­ci­sio­ne di rin­vio, il rin­vio è non­di­me­no ef­fi­ca­ce qua­lo­ra la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria lo ri­ba­di­sca.
3La stes­sa pro­ce­du­ra si ap­pli­ca an­che nel ca­so in cui una Ca­me­ra de­ci­da di so­spen­de­re la trat­ta­zio­ne di un og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne per un pe­rio­do pro­ba­bil­men­te su­pe­rio­re a un an­no (so­spen­sio­ne).
1Ec­ce­zio­nal­men­te, un di­se­gno vo­lu­mi­no­so di at­to le­gi­sla­ti­vo può es­se­re sud­di­vi­so me­dian­te de­ci­sio­ne con­cor­de del­le due Ca­me­re e tra­smes­so per par­ti al­la se­con­da Ca­me­ra già pri­ma del­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so.
2I par­la­men­ta­ri pos­so­no, si­no al­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so, pro­por­re di ri­ve­ni­re su di­spo­si­zio­ni dell'in­te­ro di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo.
3Se le de­ci­sio­ni del­le due Ca­me­re di­ver­go­no per quan­to con­cer­ne la sud­di­vi­sio­ne del di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo e se la Ca­me­ra che ha re­spin­to la sud­di­vi­sio­ne con­fer­ma la pro­pria de­ci­sio­ne, il di­se­gno è tra­smes­so al­la se­con­da Ca­me­ra sol­tan­to do­po la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so.
1Se do­po la de­li­be­ra­zio­ne su un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo sus­si­sto­no di­ver­gen­ze tra le Ca­me­re, le de­ci­sio­ni di­scor­dan­ti di una Ca­me­ra ri­tor­na­no per de­ci­sio­ne all'al­tra Ca­me­ra, fin­tan­to che sia rag­giun­ta un'in­te­sa.
2Do­po la pri­ma de­li­be­ra­zio­ne in cia­scu­na Ca­me­ra, l'ul­te­rio­re de­li­be­ra­zio­ne si re­strin­ge esclu­si­va­men­te al­le que­stio­ni per le qua­li non è sta­ta rag­giun­ta un'in­te­sa.
3Una Ca­me­ra può ri­ve­ni­re su al­tre que­stio­ni sol­tan­to se ne­ces­sa­rio in se­gui­to a nuo­ve de­ci­sio­ni ov­ve­ro se le com­mis­sio­ni del­le due Ca­me­re in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re pro­pon­go­no con­giun­ta­men­te di ri­ve­ni­re sul­le me­de­si­me.
Art. 90 Stralcio di un disegno di atto legislativo
Su pro­po­sta con­giun­ta del­le com­mis­sio­ni in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re, le Ca­me­re pos­so­no to­glie­re dal ruo­lo un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo du­ran­te la pro­ce­du­ra di ap­pia­na­men­to del­le di­ver­gen­ze o al ter­mi­ne del­la stes­sa.
1Se do­po tre de­li­be­ra­zio­ni di det­ta­glio in cia­scu­na Ca­me­ra sus­si­sto­no an­co­ra di­ver­gen­ze, vie­ne isti­tui­ta una con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne. La con­fe­ren­za de­ve cer­ca­re di con­se­gui­re un'in­te­sa.
2Le com­mis­sio­ni in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re in­via­no ognu­na 13 mem­bri nel­la con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne. Se la com­mis­sio­ne di una del­le Ca­me­re an­no­ve­ra me­no di 13 mem­bri, es­sa è com­ple­ta­ta fi­no a rag­giun­ge­re que­sto nu­me­ro di mem­bri. La com­po­si­zio­ne del­le de­le­ga­zio­ni del­le due com­mis­sio­ni è ret­ta dall'ar­ti­co­lo 43 ca­po­ver­so 3.
3La con­fe­ren­za è di­ret­ta dal pre­si­den­te del­la com­mis­sio­ne del­la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria. La sup­plen­za in ca­so d'im­pe­di­men­to del pre­si­den­te e dei mem­bri del­la con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne è ret­ta dal­le per­ti­nen­ti di­spo­si­zio­ni con­te­nu­te nei re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re.1
1 Per. in­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085).
1La con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne de­li­be­ra va­li­da­men­te al­la pre­sen­za del­la mag­gio­ran­za dei mem­bri di ognu­na del­le de­le­ga­zio­ni. Il quo­rum de­ve es­se­re espres­sa­men­te ac­cer­ta­to.
2La con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne de­ci­de a mag­gio­ran­za dei mem­bri vo­tan­ti. Il pre­si­den­te par­te­ci­pa al­la vo­ta­zio­ne. In ca­so di pa­ri­tà di vo­ti, de­ci­de.
3La con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne pre­sen­ta una pro­po­sta di con­ci­lia­zio­ne che ap­pia­ni glo­bal­men­te tut­te le di­ver­gen­ze ri­ma­ste.
1La pro­po­sta di con­ci­lia­zio­ne è tra­smes­sa dap­pri­ma al­la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria e poi, sem­pre che que­sta ab­bia ap­pro­va­to la pro­po­sta nel com­ples­so, all'al­tra Ca­me­ra.
2Se la pro­po­sta di con­ci­lia­zio­ne è re­spin­ta da una Ca­me­ra, l'in­te­ro di­se­gno è tol­to dal ruo­lo.
Se per il de­cre­to fe­de­ra­le sul pre­ven­ti­vo del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o su un'ag­giun­ta al me­de­si­mo vie­ne re­spin­ta una pro­po­sta di con­ci­lia­zio­ne, pre­va­le la de­ci­sio­ne del­la ter­za de­li­be­ra­zio­ne che pre­ve­de l'im­por­to più bas­so.
Art. 94a Appianamento delle divergenze in materia di programma di legislatura e di piano finanziario
1Per il de­cre­to fe­de­ra­le sul pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra si fa ca­po al­la con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne qua­lo­ra sus­si­sta­no di­ver­gen­ze do­po la pri­ma de­li­be­ra­zio­ne nel­le due Ca­me­re.
2Per il de­cre­to fe­de­ra­le sul pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra e il de­cre­to fe­de­ra­le sul pia­no fi­nan­zia­rio la con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne pre­sen­ta una pro­po­sta di con­ci­lia­zio­ne ri­guar­do a ogni di­ver­gen­za. Su ogni pro­po­sta si vo­ta se­pa­ra­ta­men­te.3
3Se una pro­po­sta è re­spin­ta, la re­la­ti­va di­spo­si­zio­ne è stral­cia­ta.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 22 giu. 2007 (Pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra), in vi­go­re dal 1° dic. 2007 (RU 2007 5231; FF 2006 1715 1735).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF del 26 set. 2014 (Nuo­vo mo­del­lo di ge­stio­ne dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le), in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 1583; FF 2014 711).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF del 26 set. 2014 (Nuo­vo mo­del­lo di ge­stio­ne dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le), in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 1583; FF 2014 711).
Se le de­ci­sio­ni di­ver­gen­ti del­le due Ca­me­re si ri­fe­ri­sco­no a un og­get­to nel suo com­ples­so, la se­con­da de­ci­sio­ne di reie­zio­ne da par­te di una Ca­me­ra è de­fi­ni­ti­va. Ciò va­le in par­ti­co­la­re per:
l'en­tra­ta in ma­te­ria su un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo;
l'ac­cet­ta­zio­ne di un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo nel­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so;
l'ap­pro­va­zio­ne di un trat­ta­to in­ter­na­zio­na­le;
il con­fe­ri­men­to del­la ga­ran­zia a una co­sti­tu­zio­ne can­to­na­le;
il pa­re­re su un'ini­zia­ti­va po­po­la­re pre­sen­ta­ta in for­ma di pro­po­sta ge­ne­ri­ca;
la clau­so­la d'ur­gen­za;
la de­ci­sio­ne di dar se­gui­to o me­no a un'ini­zia­ti­va can­to­na­le;
l'ap­pro­va­zio­ne di or­di­nan­ze del Con­si­glio fe­de­ra­le;
il man­te­ni­men­to di un og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne di cui è sta­to pro­po­sto lo stral­cio dal ruo­lo.
2 Abro­ga­ta dal n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà), con ef­fet­to dal 5 dic. 2011 (RU 2011 4627; FF 2010 6497 6537).
Se un'ini­zia­ti­va po­po­la­re di­chia­ra­ta for­mal­men­te riu­sci­ta chie­de la re­vi­sio­ne to­ta­le del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le, l'As­sem­blea fe­de­ra­le la sot­to­po­ne al vo­to del Po­po­lo.
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le pre­sen­ta all'As­sem­blea fe­de­ra­le:
il più tar­di un an­no do­po il de­po­si­to di un'ini­zia­ti­va po­po­la­re for­mal­men­te riu­sci­ta, il mes­sag­gio con il di­se­gno di de­cre­to fe­de­ra­le per il pa­re­re dell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
il più tar­di un an­no do­po l'ap­pro­va­zio­ne da par­te del Po­po­lo o dell'As­sem­blea fe­de­ra­le di un'ini­zia­ti­va pre­sen­ta­ta in for­ma ge­ne­ri­ca, il mes­sag­gio con il di­se­gno di de­cre­to fe­de­ra­le per la re­vi­sio­ne par­zia­le del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le.
2Se il Con­si­glio fe­de­ra­le de­ci­de di ela­bo­ra­re un di­se­gno di de­cre­to fe­de­ra­le con­cer­nen­te un con­tro­pro­get­to op­pu­re un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo stret­ta­men­te con­nes­so all'ini­zia­ti­va po­po­la­re, il ter­mi­ne è pro­ro­ga­to a di­ciot­to me­si.1
3Se il Con­si­glio fe­de­ra­le non sot­to­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le il mes­sag­gio con il di­se­gno di de­cre­to fe­de­ra­le en­tro il ter­mi­ne, una com­mis­sio­ne com­pe­ten­te può ela­bo­ra­re il ne­ces­sa­rio pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo.2
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le di­chia­ra to­tal­men­te o par­zial­men­te nul­la l'ini­zia­ti­va po­po­la­re che non adem­pia le esi­gen­ze dell'ar­ti­co­lo 139 ca­po­ver­so 3 del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le.
2Se le de­ci­sio­ni del­le due Ca­me­re cir­ca la va­li­di­tà di un'ini­zia­ti­va o di par­ti del­la stes­sa di­ver­go­no e se la Ca­me­ra che si è pro­nun­cia­ta per la va­li­di­tà con­fer­ma la sua de­ci­sio­ne, l'ini­zia­ti­va o la sua par­te con­tro­ver­sa è ri­te­nu­ta va­li­da.
3Se la pro­po­sta di con­ci­lia­zio­ne con­cer­nen­te la rac­co­man­da­zio­ne di vo­to è re­spin­ta, in de­ro­ga all'ar­ti­co­lo 93 ca­po­ver­so 2 è stral­cia­ta so­lo la di­spo­si­zio­ne re­la­ti­va.1
1L'ini­zia­ti­va de­ve es­se­re po­sta in vo­ta­zio­ne po­po­la­re in tut­te le sue par­ti va­li­de, nel lo­ro te­no­re ori­gi­na­le.1
2È fat­ta sal­va la com­pe­ten­za del­la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne di ret­ti­fi­ca­re er­ro­ri di tra­du­zio­ne ma­ni­fe­sti e di prov­ve­de­re agli ade­gua­men­ti for­ma­li ne­ces­sa­ri al fi­ne di in­se­ri­re nel­la Co­sti­tu­zio­ne la mo­di­fi­ca pro­po­sta. La Com­mis­sio­ne dà al co­mi­ta­to d'ini­zia­ti­va la pos­si­bi­li­tà di espri­mer­si.2
En­tro tren­ta me­si dal de­po­si­to di un'ini­zia­ti­va pre­sen­ta­ta in for­ma di pro­get­to ela­bo­ra­to, l'As­sem­blea fe­de­ra­le de­ci­de se rac­co­man­dar­ne al Po­po­lo e ai Can­to­ni l'ac­cet­ta­zio­ne o il ri­fiu­to.
Art. 101 Controprogetto
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le può sot­to­por­re al Po­po­lo e ai Can­to­ni, con­tem­po­ra­nea­men­te all'ini­zia­ti­va, un con­tro­pro­get­to ver­ten­te sul­la stes­sa que­stio­ne co­sti­tu­zio­na­le.
2Il de­cre­to fe­de­ra­le con­cer­nen­te il con­tro­pro­get­to dell'As­sem­blea fe­de­ra­le è esa­mi­na­to dal­le Ca­me­re pri­ma che que­ste de­ci­da­no sul­la rac­co­man­da­zio­ne di vo­to da in­se­ri­re nel de­cre­to fe­de­ra­le con­cer­nen­te l'ini­zia­ti­va.
3La vo­ta­zio­ne fi­na­le sul de­cre­to fe­de­ra­le con­cer­nen­te il con­tro­pro­get­to ha luo­go al più tar­di ot­to gior­ni pri­ma del­la fi­ne del­la ses­sio­ne pre­ce­den­te la sca­den­za del ter­mi­ne di trat­ta­zio­ne dell'ini­zia­ti­va. Se una del­le Ca­me­re re­spin­ge il de­cre­to fe­de­ra­le in vo­ta­zio­ne fi­na­le, la con­fe­ren­za di con­ci­lia­zio­ne pro­po­ne una rac­co­man­da­zio­ne di vo­to da in­se­ri­re nel de­cre­to fe­de­ra­le con­cer­nen­te l'ini­zia­ti­va. Non è in tal ca­so più pos­si­bi­le pro­por­re un con­tro­pro­get­to.
Art. 102 Procedura decisionale per la raccomandazione di voto e il controprogetto
1Se l'As­sem­blea fe­de­ra­le sot­to­po­ne con­tem­po­ra­nea­men­te al Po­po­lo e ai Can­to­ni un'ini­zia­ti­va po­po­la­re e un con­tro­pro­get­to, può:
rac­co­man­da­re di re­spin­ge­re l'ini­zia­ti­va e di ac­cet­ta­re il con­tro­pro­get­to; o
rac­co­man­da­re di ac­cet­ta­re sia l'ini­zia­ti­va che il con­tro­pro­get­to.
2Se rac­co­man­da di ac­cet­ta­re sia l'ini­zia­ti­va che il con­tro­pro­get­to, rac­co­man­da pu­re di da­re la pre­fe­ren­za al con­tro­pro­get­to in ri­spo­sta al­la do­man­da ri­so­lu­ti­va.
Art. 103 Parere dell'Assemblea federale e votazione popolare
1En­tro due an­ni dal de­po­si­to di un'ini­zia­ti­va pre­sen­ta­ta in for­ma di pro­po­sta ge­ne­ri­ca l'As­sem­blea fe­de­ra­le de­ci­de se la con­di­vi­de o me­no.
2Se non la con­di­vi­de, la sot­to­po­ne al vo­to del Po­po­lo.
Art. 104 Elaborazione di una modifica costituzionale da parte dell'Assemblea federale
1Se l'As­sem­blea fe­de­ra­le con­di­vi­de l'ini­zia­ti­va op­pu­re se il Po­po­lo ap­pro­va l'ini­zia­ti­va, l'As­sem­blea fe­de­ra­le ela­bo­ra en­tro due an­ni una re­vi­sio­ne par­zia­le del­la Co­sti­tu­zio­ne fe­de­ra­le.
2Nell'ela­bo­ra­zio­ne del pro­get­to, l'As­sem­blea fe­de­ra­le si at­tie­ne al con­te­nu­to e agli sco­pi dell'ini­zia­ti­va.
3Se, nell'ela­bo­ra­zio­ne del­la re­vi­sio­ne par­zia­le, le Ca­me­re non rie­sco­no ad ac­cor­dar­si su un per­ti­nen­te pro­get­to ov­ve­ro se que­st'ul­ti­mo è re­spin­to da una o da am­bo le Ca­me­re, le de­ci­sio­ni del­le Ca­me­re ri­sul­tan­ti dall'ul­ti­ma de­li­be­ra­zio­ne so­no sot­to­po­ste al vo­to del Po­po­lo e dei Can­to­ni sot­to for­ma di va­rian­ti.
1Se una Ca­me­ra si pro­nun­cia per un con­tro­pro­get­to o per un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo stret­ta­men­te con­nes­so all'ini­zia­ti­va, l'As­sem­blea fe­de­ra­le può pro­ro­ga­re di un an­no il ter­mi­ne di trat­ta­zio­ne.
2Se le de­ci­sio­ni del­le Ca­me­re in me­ri­to al­la pro­ro­ga del ter­mi­ne di­ver­go­no, la pro­ro­ga è con­si­de­ra­ta non riu­sci­ta.
1 In­tro­dot­to dal n. II del­la LF del 25 set. 2009 (Ri­ti­ro con­di­zio­na­to di un'ini­zia­ti­va po­po­la­re (RU 2010 271; FF 2009 3019 3037). Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), con ef­fet­to dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085).
Se una de­ci­sio­ne con­cor­de del­le Ca­me­re non è con­se­gui­ta en­tro il ter­mi­ne le­ga­le, il Con­si­glio fe­de­ra­le in­di­ce la vo­ta­zio­ne po­po­la­re.
Art. 107 Oggetto e forma
1Me­dian­te un'ini­zia­ti­va par­la­men­ta­re si può pro­por­re che una com­mis­sio­ne ela­bo­ri un pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
2L'ini­zia­ti­va va mo­ti­va­ta. La mo­ti­va­zio­ne de­ve con­tem­pla­re in par­ti­co­la­re gli obiet­ti­vi dell'at­to le­gi­sla­ti­vo.
3Una com­mis­sio­ne può pre­sen­ta­re al­la pro­pria Ca­me­ra un pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo per mez­zo di un'ini­zia­ti­va par­la­men­ta­re.
L'ini­zia­ti­va pre­sen­ta­ta da un par­la­men­ta­re o da un grup­po par­la­men­ta­re è inam­mis­si­bi­le qua­lo­ra sia for­mu­la­bi­le co­me pro­po­sta di emen­da­men­to re­la­ti­vo a un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo già sot­to­po­sto all'As­sem­blea fe­de­ra­le. Sul­le ec­ce­zio­ni de­ci­de l'Uf­fi­cio del­la Ca­me­ra.
Art. 109 Procedura dell'esame preliminare
1Le ini­zia­ti­ve pre­sen­ta­te da un par­la­men­ta­re o da un grup­po par­la­men­ta­re, non­ché le pro­po­ste pre­sen­ta­te in se­de di com­mis­sio­ne e vol­te all'ela­bo­ra­zio­ne di un'ini­zia­ti­va di com­mis­sio­ne sot­to­stan­no a un esa­me pre­li­mi­na­re.
2La com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la Ca­me­ra in cui è sta­ta de­po­si­ta­ta l'ini­zia­ti­va de­ci­de, en­tro un an­no dall'at­tri­bu­zio­ne dell'ini­zia­ti­va, se dar­le se­gui­to o se pro­por­re al­la Ca­me­ra di non dar­le se­gui­to. Se la Ca­me­ra ap­pro­va la pro­po­sta del­la com­mis­sio­ne, l'ini­zia­ti­va è li­qui­da­ta.1
3La de­ci­sio­ne di da­re se­gui­to all'ini­zia­ti­va o di ela­bo­ra­re un'ini­zia­ti­va di com­mis­sio­ne ri­chie­de il con­sen­so del­la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la se­con­da Ca­me­ra. Que­sta com­mis­sio­ne in­vi­ta la com­mis­sio­ne del­la pri­ma Ca­me­ra a far di­fen­de­re la sua de­ci­sio­ne da una de­le­ga­zio­ne. Se que­sta com­mis­sio­ne non dà il pro­prio con­sen­so, la de­ci­sio­ne di da­re se­gui­to all'ini­zia­ti­va ri­chie­de l'ap­pro­va­zio­ne del­le due Ca­me­re. Se la se­con­da Ca­me­ra non dà il pro­prio con­sen­so, l'ini­zia­ti­va è con­si­de­ra­ta de­fi­ni­ti­va­men­te re­spin­ta.2
3bisLa com­mis­sio­ne dell'al­tra Ca­me­ra e, in man­can­za di una de­ci­sio­ne con­cor­de, le com­pe­ten­ti com­mis­sio­ni del­le Ca­me­re di­spon­go­no di un an­no a par­ti­re dall'ul­ti­ma de­ci­sio­ne pre­sa da una com­mis­sio­ne o da una Ca­me­ra in me­ri­to all'ini­zia­ti­va, per pren­de­re la de­ci­sio­ne di cui al ca­po­ver­so 3 o per sot­to­por­re la lo­ro pro­po­sta al­la lo­ro Ca­me­ra.3
4Se non è mem­bro del­la com­mis­sio­ne, l'au­to­re dell'ini­zia­ti­va o il de­pu­ta­to che ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di ela­bo­ra­zio­ne di un'ini­zia­ti­va ha il di­rit­to di par­te­ci­pa­re con vo­to con­sul­ti­vo al­le se­du­te del­la com­mis­sio­ne del­la pro­pria Ca­me­ra in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re.4
5Se l'au­to­re dell'ini­zia­ti­va non fa più par­te del­la Ca­me­ra e nes­sun al­tro par­la­men­ta­re la ri­pren­de nel­la pri­ma set­ti­ma­na del­la ses­sio­ne suc­ces­si­va, l'ini­zia­ti­va è tol­ta dal ruo­lo sen­za de­ci­sio­ne del­la Ca­me­ra, sal­vo che la com­mis­sio­ne non le ab­bia già da­to se­gui­to.5
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
2 Per. in­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008, in vi­go­re dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085).
5 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008, in vi­go­re dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
Art. 110 Oggetto dell'esame preliminare
1Si dà se­gui­to a un'ini­zia­ti­va o a una pro­po­sta di ela­bo­ra­zio­ne di un'ini­zia­ti­va se in li­nea di prin­ci­pio si ri­tie­ne ne­ces­sa­rio di­sci­pli­na­re la ma­te­ria e se l'ul­te­rio­re iter par­la­men­ta­re è ri­te­nu­to ap­pro­pria­to.
2L'iter di un'ini­zia­ti­va par­la­men­ta­re è con­si­de­ra­to ap­pro­pria­to se­gna­ta­men­te se:
l'ini­zia­ti­va pro­po­ne un pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo nel set­to­re del di­rit­to par­la­men­ta­re; o
l'ela­bo­ra­zio­ne di un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo chie­sta da mo­zio­ni tra­smes­se al Con­si­glio fe­de­ra­le non è av­ve­nu­ta tem­pe­sti­va­men­te; o
l'ela­bo­ra­zio­ne di un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo può ve­ro­si­mil­men­te es­se­re con­se­gui­ta in mo­do più tem­pe­sti­vo di quan­to con­sen­ti­to dal­la via del­la mo­zio­ne.
3La com­mis­sio­ne esa­mi­na co­me un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo pos­sa es­se­re ela­bo­ra­to tem­pe­sti­va­men­te e cor­ret­ta­men­te da una com­mis­sio­ne con i mez­zi a di­spo­si­zio­ne.
1 Cor­re­zio­ne del 17 feb. 2016 (RU 2016 657).
1Se si dà se­gui­to all'ini­zia­ti­va, la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la Ca­me­ra in cui è sta­ta de­po­si­ta­ta l'ini­zia­ti­va ela­bo­ra en­tro due an­ni un pro­prio pro­get­to.
2Se non è mem­bro del­la com­mis­sio­ne, l'au­to­re dell'ini­zia­ti­va o il de­pu­ta­to che ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di ela­bo­ra­zio­ne di un'ini­zia­ti­va ha il di­rit­to di par­te­ci­pa­re, du­ran­te l'ela­bo­ra­zio­ne del pro­get­to, al­le se­du­te del­la com­mis­sio­ne del­la pro­pria Ca­me­ra con vo­to con­sul­ti­vo.1
3Il rap­por­to che com­men­ta il pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo de­ve cor­ri­spon­de­re al­le esi­gen­ze po­ste ai mes­sag­gi del Con­si­glio fe­de­ra­le (art. 141).
Art. 112 Collaborazione con il Consiglio federale e con l'Amministrazione federale
1La com­mis­sio­ne può av­va­ler­si del­la col­la­bo­ra­zio­ne del di­par­ti­men­to com­pe­ten­te per ot­te­ne­re tut­te le in­for­ma­zio­ni giu­ri­di­che e tec­ni­che ne­ces­sa­rie per l'ela­bo­ra­zio­ne di un pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo.
2Po­ne in con­sul­ta­zio­ne il pro­get­to pre­li­mi­na­re e il re­la­ti­vo rap­por­to espli­ca­ti­vo se­con­do le di­spo­si­zio­ni del­la leg­ge del 18 mar­zo 20051 sul­la con­sul­ta­zio­ne.2
3Tra­smet­te il suo rap­por­to e il suo pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo che sot­to­po­ne al­la Ca­me­ra si­mul­ta­nea­men­te al Con­si­glio fe­de­ra­le, in­vi­tan­do­lo ad espri­me­re il pro­prio pa­re­re en­tro con­gruo ter­mi­ne; so­no fat­te sal­ve le mo­di­fi­che di ca­rat­te­re or­ga­niz­za­ti­vo o pro­ce­du­ra­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le che non so­no sta­bi­li­te nel­la leg­ge e non con­cer­no­no di­ret­ta­men­te il Con­si­glio fe­de­ra­le.3
4Se il Con­si­glio fe­de­ra­le pro­po­ne una mo­di­fi­ca, la com­mis­sio­ne la esa­mi­na pri­ma del­la trat­ta­zio­ne del pro­get­to nel­la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 12 n. 1 del­la L del 18 mar. 2005 sul­la con­sul­ta­zio­ne, in vi­go­re dal 1° set. 2005 (RU 2005 4099; FF 2004 453).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085).
1Se la com­mis­sio­ne non pre­sen­ta en­tro due an­ni il pro­prio pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo, la Ca­me­ra, su pro­po­sta del­la com­mis­sio­ne stes­sa o dell'Uf­fi­cio, de­ci­de se pro­ro­ga­re il ter­mi­ne o to­glie­re dal ruo­lo l'ini­zia­ti­va.
2La com­mis­sio­ne può pro­por­re al­la Ca­me­ra di to­glie­re dal ruo­lo l'ini­zia­ti­va se:
l'ini­zia­ti­va ri­sul­ta già adem­piu­ta da un al­tro di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo; op­pu­re
non ri­sul­ta ne­ces­sa­rio man­te­ne­re l'in­ca­ri­co con­fe­ri­to al­la com­mis­sio­ne.
1Se la Ca­me­ra ac­co­glie il pro­get­to del­la sua com­mis­sio­ne nel­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so, l'ini­zia­ti­va è tra­smes­sa all'al­tra Ca­me­ra e trat­ta­ta se­con­do la pro­ce­du­ra or­di­na­ria pre­vi­sta per i pro­get­ti di at­ti le­gi­sla­ti­vi.1
1bisSe la Ca­me­ra de­ci­de di non en­tra­re in ma­te­ria sul pro­get­to del­la sua com­mis­sio­ne o lo re­spin­ge nel­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so, l'ini­zia­ti­va è con­si­de­ra­ta li­qui­da­ta.2
2Nel­la com­mis­sio­ne del­la se­con­da Ca­me­ra, il pro­get­to è di­fe­so da un mem­bro del­la com­mis­sio­ne del­la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria.
Art. 115 Oggetto e forma
1Qual­sia­si Can­to­ne può pro­por­re per mez­zo di un'ini­zia­ti­va che una com­mis­sio­ne ela­bo­ri un pro­get­to di at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
Art. 116 Procedura dell'esame preliminare
1Le ini­zia­ti­ve can­to­na­li sot­to­stan­no a un esa­me pre­li­mi­na­re.
2All'esa­me pre­li­mi­na­re si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni dell'ar­ti­co­lo 110.
3La de­ci­sio­ne di da­re se­gui­to all'ini­zia­ti­va ri­chie­de il con­sen­so del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti di am­bo le Ca­me­re. Se una com­mis­sio­ne non dà il pro­prio con­sen­so, la de­ci­sio­ne spet­ta al­la Ca­me­ra. Se an­che la Ca­me­ra non dà il pro­prio con­sen­so, l'ini­zia­ti­va è tra­smes­sa all'al­tra Ca­me­ra. La se­con­da de­ci­sio­ne di ri­fiu­to da par­te di una Ca­me­ra è de­fi­ni­ti­va.
3bisPer le com­mis­sio­ni si ap­pli­ca­no i ter­mi­ni di cui all'ar­ti­co­lo 109 ca­po­ver­si 2 e 3bis.1
4Nell'am­bi­to dell'esa­me pre­li­mi­na­re, la com­mis­sio­ne del­la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria sen­te una rap­pre­sen­tan­za del Can­to­ne.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 21 giu. 2013 (Mi­glio­ra­men­to dell'or­ga­niz­za­zio­ne e del­le pro­ce­du­re del Par­la­men­to), in vi­go­re dal 25 nov. 2013 (RU 2013 3687; FF 2011 6049 6085). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
1Se le è da­to se­gui­to, l'ini­zia­ti­va è nuo­va­men­te at­tri­bui­ta a una del­le Ca­me­re per pri­ma trat­ta­zio­ne con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 84.
2Il se­gui­to del­la pro­ce­du­ra è ret­to per ana­lo­gia da­gli ar­ti­co­li 111-114. Lo stral­cio dal ruo­lo di un'ini­zia­ti­va ri­chie­de il con­sen­so dell'al­tra Ca­me­ra. Vi è stral­cio dal ruo­lo an­che quan­do la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria de­ci­de di non en­tra­re in ma­te­ria sul pro­get­to del­la com­mis­sio­ne o lo re­spin­ge nel­la vo­ta­zio­ne sul com­ples­so.
1So­no in­ter­ven­ti par­la­men­ta­ri:
la mo­zio­ne;
il po­stu­la­to;
l'in­ter­pel­lan­za;
l'in­ter­ro­ga­zio­ne.
2Gli in­ter­ven­ti so­no di nor­ma ri­vol­ti al Con­si­glio fe­de­ra­le.
3So­no ri­vol­ti all'Uf­fi­cio del­la Ca­me­ra in cui so­no sta­ti pre­sen­ta­ti, se con­cer­no­no il set­to­re del di­rit­to par­la­men­ta­re.
4So­no ri­vol­ti ai tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne se si ri­fe­ri­sco­no al­la lo­ro ge­stio­ne o al­le lo­ro fi­nan­ze; le mo­zio­ni so­no esclu­se.
4bisSo­no ri­vol­ti all'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne se si ri­fe­ri­sco­no al­la ge­stio­ne o al­le fi­nan­ze del Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e del­la sua au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za; le mo­zio­ni so­no esclu­se.1
5In ca­so di in­ter­ven­ti ri­vol­ti agli Uf­fi­ci del­le Ca­me­re e al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 120-125.2
2 La cor­re­zio­ne del­la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne dell'AF del 15 feb. 2018, pub­bli­ca­ta il 27 feb. 2018, con­cer­ne sol­tan­to il te­sto fran­ce­se (RU 2018 935).
1Gli in­ter­ven­ti pos­so­no es­se­re pre­sen­ta­ti dal­la mag­gio­ran­za di una com­mis­sio­ne non­ché, du­ran­te la ses­sio­ne, da un grup­po o da un par­la­men­ta­re.
2Se un in­ter­ven­to è scin­di­bi­le ma­te­rial­men­te, i sin­go­li pun­ti pos­so­no es­se­re di­scus­si e vo­ta­ti se­pa­ra­ta­men­te.
3Il te­sto di un in­ter­ven­to de­po­si­ta­to non può più es­se­re mo­di­fi­ca­to; è fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 121 ca­po­ver­so 3 let­te­ra b.1
5Un in­ter­ven­to di un par­la­men­ta­re o di un grup­po par­la­men­ta­re è tol­to dal ruo­lo sen­za de­ci­sio­ne del­la Ca­me­ra se:
la Ca­me­ra non lo ha trat­ta­to de­fi­ni­ti­va­men­te en­tro due an­ni dal­la sua pre­sen­ta­zio­ne; o
il suo au­to­re non fa più par­te del­la Ca­me­ra e nes­sun al­tro par­la­men­ta­re lo ri­pren­de nel­la pri­ma set­ti­ma­na del­la ses­sio­ne suc­ces­si­va.3
2 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008, con ef­fet­to dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2008 (Di­rit­to par­la­men­ta­re. Di­ver­se mo­di­fi­che), in vi­go­re dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
4 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2008, con ef­fet­to dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
1La mo­zio­ne in­ca­ri­ca il Con­si­glio fe­de­ra­le di pre­sen­ta­re un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le o di pren­de­re un prov­ve­di­men­to.
2Se è com­pe­ten­te per pren­de­re il prov­ve­di­men­to ri­chie­sto, il Con­si­glio fe­de­ra­le vi prov­ve­de di­ret­ta­men­te o sot­to­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo che con­sen­ta di con­se­gui­re lo sco­po del­la mo­zio­ne.
3La mo­zio­ne è inam­mis­si­bi­le se si in­ten­de in­flui­re su una de­ci­sio­ne am­mi­ni­stra­ti­va o una de­ci­sio­ne su ri­cor­so da pren­de­re in una pro­ce­du­ra di­sci­pli­na­ta dal­la leg­ge.
Art. 121 Trattazione nelle Camere
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le si pro­nun­cia di nor­ma pro o con­tro una mo­zio­ne al più tar­di en­tro l'ini­zio del­la ses­sio­ne or­di­na­ria suc­ces­si­va al­la sua pre­sen­ta­zio­ne. Se si trat­ta di una mo­zio­ne di com­mis­sio­ne pre­sen­ta­ta me­no di un me­se pri­ma dell'ini­zio del­la ses­sio­ne or­di­na­ria se­guen­te, si pro­nun­cia pro o con­tro la mo­zio­ne al più tar­di en­tro l'ini­zio del­la ses­sio­ne suc­ces­si­va.
2La mo­zio­ne ri­fiu­ta­ta da una Ca­me­ra è con­si­de­ra­ta li­qui­da­ta. Se è ac­col­ta dal­la Ca­me­ra in cui è sta­ta pre­sen­ta­ta, la mo­zio­ne pas­sa all'al­tra Ca­me­ra.
3Se la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria ha ac­col­to una mo­zio­ne, la se­con­da Ca­me­ra può:
ac­co­glier­la o re­spin­ger­la de­fi­ni­ti­va­men­te;
mo­di­fi­car­la, su pro­po­sta del­la mag­gio­ran­za del­la com­mis­sio­ne in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re o su pro­po­sta del Con­si­glio fe­de­ra­le.
4Se la se­con­da Ca­me­ra pro­ce­de a una mo­di­fi­ca, la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria può ac­con­sen­ti­re al­la mo­di­fi­ca in se­con­da let­tu­ra op­pu­re re­spin­ge­re de­fi­ni­ti­va­men­te la mo­zio­ne.
5Una mo­zio­ne ac­col­ta dal­la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria è ac­col­ta de­fi­ni­ti­va­men­te sen­za es­se­re tra­smes­sa al­la se­con­da Ca­me­ra:
se si ri­fe­ri­sce a que­stio­ni or­ga­niz­za­ti­ve e pro­ce­du­ra­li del­la Ca­me­ra in cui è sta­ta pre­sen­ta­ta; o
se si trat­ta di una mo­zio­ne di com­mis­sio­ne e una mo­zio­ne di com­mis­sio­ne di ugual te­no­re è ac­col­ta dal­la se­con­da Ca­me­ra.
Art. 122 Trattazione delle mozioni accolte
1Se una mo­zio­ne non è an­co­ra adem­piu­ta do­po due an­ni, il Con­si­glio fe­de­ra­le ri­fe­ri­sce an­nual­men­te all'As­sem­blea fe­de­ra­le su quan­to ha in­tra­pre­so per l'adem­pi­men­to del man­da­to e su co­me in­ten­da adem­pier­lo. Que­sto rap­por­to è tra­smes­so al­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti.
2Una com­mis­sio­ne o il Con­si­glio fe­de­ra­le pro­po­ne di to­glie­re dal ruo­lo le mo­zio­ni che ri­sul­ta­no adem­piu­te. La pro­po­sta è in­di­riz­za­ta al­le due Ca­me­re, tran­ne che la mo­zio­ne si ri­fe­ri­sca a que­stio­ni or­ga­niz­za­ti­ve e pro­ce­du­ra­li di una sin­go­la Ca­me­ra.
3Lo stral­cio dal ruo­lo può es­se­re pro­po­sto an­che qua­lo­ra non sia più giu­sti­fi­ca­to man­te­ne­re un man­da­to ina­dem­piu­to. I mo­ti­vi del­la pro­po­sta so­no espo­sti in:
un ap­po­si­to rap­por­to; o
un mes­sag­gio a so­ste­gno di un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ma­te­rial­men­te con­nes­so con la mo­zio­ne.
4Se le de­ci­sio­ni del­le due Ca­me­re in me­ri­to al­la pro­po­sta di stral­cio di­ver­go­no, si ap­pli­ca l'ar­ti­co­lo 95.
5Se le due Ca­me­re re­spin­go­no la pro­po­sta di stral­cio, il Con­si­glio fe­de­ra­le de­ve adem­pie­re il man­da­to con­fe­ri­to­gli dal­la mo­zio­ne en­tro un an­no o en­tro il ter­mi­ne im­par­ti­to­gli dal­le Ca­me­re all'at­to del­la reie­zio­ne del­la pro­po­sta di stral­cio.
6Qua­lo­ra il Con­si­glio fe­de­ra­le non ri­spet­ti il ter­mi­ne fis­sa­to, nel cor­so del­la suc­ces­si­va ses­sio­ne or­di­na­ria le due Ca­me­re de­ci­do­no, su pro­po­sta del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti, se pro­ro­ga­re nuo­va­men­te il ter­mi­ne o to­glie­re dal ruo­lo la mo­zio­ne.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 5 ott. 2007 (Ef­fet­to vin­co­lan­te del­la mo­zio­ne), in vi­go­re dal 26 mag. 2008 (RU 2008 2113; FF 2007 1359 1969). Ve­di an­che la di­sp. trans. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
Il po­stu­la­to in­ca­ri­ca il Con­si­glio fe­de­ra­le di esa­mi­na­re l'op­por­tu­ni­tà di pro­por­re un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le o di pren­de­re un prov­ve­di­men­to, non­ché di pre­sen­ta­re un rap­por­to in me­ri­to. Un rap­por­to può es­se­re chie­sto an­che su qual­sia­si al­tro og­get­to.
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le si pro­nun­cia di nor­ma pro o con­tro un po­stu­la­to al più tar­di en­tro l'ini­zio del­la ses­sio­ne or­di­na­ria suc­ces­si­va al­la sua pre­sen­ta­zio­ne. Se si trat­ta di un po­stu­la­to di com­mis­sio­ne pre­sen­ta­to me­no di un me­se pri­ma dell'ini­zio del­la ses­sio­ne or­di­na­ria se­guen­te, si pro­nun­cia pro o con­tro il po­stu­la­to al più tar­di en­tro l'ini­zio del­la ses­sio­ne suc­ces­si­va.1
2Il po­stu­la­to è ac­col­to se una Ca­me­ra lo ap­pro­va.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le adem­pie un po­stu­la­to ri­fe­ren­do­ne in un rap­por­to spe­cia­le, nel rap­por­to di ge­stio­ne o in un mes­sag­gio a so­ste­gno di un di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le.
4Se un po­stu­la­to non è an­co­ra adem­piu­to do­po due an­ni, il Con­si­glio fe­de­ra­le ri­fe­ri­sce an­nual­men­te all'As­sem­blea fe­de­ra­le su quan­to ha fi­no­ra in­tra­pre­so per l'adem­pi­men­to del man­da­to e su co­me in­ten­da adem­pier­lo. Que­sto rap­por­to è tra­smes­so al­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti.
5Su ri­chie­sta mo­ti­va­ta del Con­si­glio fe­de­ra­le o di una com­mis­sio­ne, i po­stu­la­ti ven­go­no tol­ti dal ruo­lo se so­no sta­ti adem­piu­ti o se non de­vo­no più es­se­re man­te­nu­ti. Lo stral­cio dal ruo­lo ri­chie­de il con­sen­so del­la Ca­me­ra che ha ac­col­to il po­stu­la­to.
1Con un'in­ter­pel­lan­za o un'in­ter­ro­ga­zio­ne il Con­si­glio fe­de­ra­le è in­vi­ta­to a da­re in­for­ma­zio­ni su af­fa­ri del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le ri­spon­de di nor­ma en­tro la ses­sio­ne suc­ces­si­va.
3L'in­ter­pel­lan­za e l'in­ter­ro­ga­zio­ne pos­so­no es­se­re di­chia­ra­te ur­gen­ti.
4Un'in­ter­pel­lan­za è li­qui­da­ta se la di­scus­sio­ne chie­sta dall'in­ter­pel­lan­te è av­ve­nu­ta nel­la Ca­me­ra o se que­st'ul­ti­ma ha ri­fiu­ta­to la di­scus­sio­ne.
5Le in­ter­ro­ga­zio­ni non so­no trat­ta­te nel­la Ca­me­ra; so­no li­qui­da­te con la ri­spo­sta del Con­si­glio fe­de­ra­le.
Capitolo 7: Procedura in caso di petizioni e di domande concernenti la gestione
Sezione 1: Petizioni
Art. 126 Disposizioni generali
1La com­mis­sio­ne com­pe­ten­te di ogni Ca­me­ra de­ci­de se da­re se­gui­to a una pe­ti­zio­ne o se pro­por­re al­la pro­pria Ca­me­ra di non dar­le se­gui­to.
2Se una pe­ti­zio­ne può es­se­re for­mu­la­ta co­me pro­po­sta re­la­ti­va a un og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne già pen­den­te di­nan­zi all'As­sem­blea fe­de­ra­le, la com­mis­sio­ne ri­fe­ri­sce al­la Ca­me­ra sul­la pe­ti­zio­ne nell'am­bi­to del­la trat­ta­zio­ne di ta­le og­get­to. La com­mis­sio­ne de­ci­de se pre­sen­ta­re una pro­po­sta re­la­ti­va all'og­get­to in de­li­be­ra­zio­ne. La pe­ti­zio­ne è tol­ta dal ruo­lo sen­za de­ci­sio­ne del­la Ca­me­ra quan­do l'og­get­to è li­qui­da­to.
3Al ter­mi­ne del­la trat­ta­zio­ne del­la pe­ti­zio­ne, i Ser­vi­zi del Par­la­men­to in­for­ma­no i pe­ten­ti del mo­do in cui è sta­to te­nu­to con­to del­la lo­ro ri­chie­sta.
4i pre­si­den­ti del­le com­mis­sio­ni in­ca­ri­ca­te dell'esa­me pre­li­mi­na­re pos­so­no ri­spon­de­re di­ret­ta­men­te al­le pe­ti­zio­ni:
il cui obiet­ti­vo non può es­se­re rea­liz­za­to con un'ini­zia­ti­va par­la­men­ta­re, un in­ter­ven­to o una pro­po­sta;
dal con­te­nu­to ma­ni­fe­sta­men­te fuor­vian­te, que­ru­lo­ma­ne o of­fen­si­vo.
Art. 127 Decisione della commissione di dare seguito alla petizione
Se dà se­gui­to al­la pe­ti­zio­ne, la com­mis­sio­ne re­ce­pi­sce in un'ini­zia­ti­va par­la­men­ta­re o un in­ter­ven­to quan­to chie­sto nel­la pe­ti­zio­ne.
Art. 128 Proposta della commissione di non dare seguito alla petizione
1La com­mis­sio­ne pro­po­ne al­la Ca­me­ra di non da­re se­gui­to al­la pe­ti­zio­ne se:
re­spin­ge la pe­ti­zio­ne;
con­sta­ta che un'al­tra au­to­ri­tà com­pe­ten­te già si ado­pe­ra a fa­vo­re di quan­to chie­sto nel­la pe­ti­zio­ne;
ri­tie­ne adem­piu­to quan­to chie­sto nel­la pe­ti­zio­ne.
2Se, con­tra­ria­men­te al­la pro­po­sta del­la com­mis­sio­ne, dà se­gui­to al­la pe­ti­zio­ne, la Ca­me­ra rin­via la pe­ti­zio­ne al­la com­mis­sio­ne in­ca­ri­can­do­la di re­ce­pi­re in un'ini­zia­ti­va par­la­men­ta­re o un in­ter­ven­to quan­to chie­sto nel­la pe­ti­zio­ne.
Sezione 2: Domande concernenti la gestione
Le do­man­de con­cer­nen­ti la ge­stio­ne ge­ne­ra­le o fi­nan­zia­ria del Con­si­glio fe­de­ra­le, dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le, dei Tri­bu­na­li fe­de­ra­li e di al­tri en­ti in­ca­ri­ca­ti di com­pi­ti fe­de­ra­li so­no tra­smes­se per ri­spo­sta di­ret­ta al­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne o del­le fi­nan­ze.
Capitolo 8: Procedura in caso di reclamo contro trattati intercantonali o contro trattati conclusi dai Cantoni con l'estero
1Se sol­le­va re­cla­mo con­tro un trat­ta­to in­ter­can­to­na­le o con­tro un trat­ta­to con­clu­so dai Can­to­ni con l'este­ro, il Con­si­glio fe­de­ra­le pre­sen­ta all'As­sem­blea fe­de­ra­le un di­se­gno di de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce con­cer­nen­te l'ap­pro­va­zio­ne.
2Se un Can­to­ne sol­le­va re­cla­mo, la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te del­la Ca­me­ra prio­ri­ta­ria pre­sen­ta al ple­num del­la Ca­me­ra il pro­get­to di de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce con­cer­nen­te l'ap­pro­va­zio­ne.
Titolo sesto: Elezioni, conferma di elezioni e accertamento dell'incapacità
Capitolo 1: Disposizioni generali relative alle elezioni
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le eleg­ge a scru­ti­nio se­gre­to.
2Ri­sul­ta­no elet­ti i can­di­da­ti il cui no­me fi­gu­ra su più del­la me­tà del­le sche­de va­li­de.
3Per la de­ter­mi­na­zio­ne del­la mag­gio­ran­za as­so­lu­ta non ven­go­no con­si­de­ra­te le sche­de bian­che e nul­le.
4Se il nu­me­ro dei can­di­da­ti che ot­ten­go­no la mag­gio­ran­za as­so­lu­ta è su­pe­rio­re a quel­lo dei man­da­ti da as­se­gna­re, ven­go­no eli­mi­na­ti i can­di­da­ti che han­no ot­te­nu­to me­no vo­ti.
1So­no nul­le le sche­de con­te­nen­ti espres­sio­ni in­giu­rio­se o con­tras­se­gni ma­ni­fe­sti.
2I suf­fra­gi da­ti a per­so­ne ine­leg­gi­bi­li, già elet­te o eli­mi­na­te dal bal­lot­tag­gio, non­ché a per­so­ne non uni­vo­ca­men­te iden­ti­fi­ca­bi­li ven­go­no can­cel­la­ti.
3Se il no­me di un can­di­da­to fi­gu­ra più di una vol­ta sul­la sche­da, le ri­pe­ti­zio­ni ven­go­no can­cel­la­te.
4Se la sche­da con­tie­ne un nu­me­ro di no­mi su­pe­rio­re a quel­lo dei man­da­ti da as­se­gna­re, i no­mi in so­pran­nu­me­ro so­no stral­cia­ti a co­min­cia­re dal­la fi­ne del­la li­sta.
5Se il nu­me­ro del­le sche­de rien­tra­te su­pe­ra quel­lo del­le sche­de di­stri­bui­te, il tur­no di scru­ti­nio è an­nul­la­to e va ri­pe­tu­to.
1I mem­bri del Con­si­glio fe­de­ra­le so­no elet­ti dall'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria nel­la ses­sio­ne suc­ces­si­va al rin­no­vo in­te­gra­le del Con­si­glio na­zio­na­le.
2I seg­gi so­no as­se­gna­ti sin­go­lar­men­te e in vo­ta­zio­ni suc­ces­si­ve, se­con­do l'or­di­ne di an­zia­ni­tà di ser­vi­zio dei con­si­glie­ri fe­de­ra­li uscen­ti. Ven­go­no as­se­gna­ti dap­pri­ma i seg­gi per i qua­li so­no can­di­da­ti i con­si­glie­ri fe­de­ra­li in ca­ri­ca.
3I pri­mi due tur­ni di scru­ti­nio so­no li­be­ri. In quel­li suc­ces­si­vi non so­no più am­mes­si nuo­vi can­di­da­ti.
4È eli­mi­na­to dall'ele­zio­ne il can­di­da­to che:
ot­tie­ne me­no di 10 vo­ti dal se­con­do tur­no in poi;
ot­tie­ne il mi­nor nu­me­ro di vo­ti dal ter­zo tur­no in poi, sal­vo che al­tri can­di­da­ti ot­ten­ga­no il suo stes­so nu­me­ro di vo­ti.
1I seg­gi va­can­ti so­no di nor­ma as­se­gna­ti nel­la ses­sio­ne suc­ces­si­va al­la ri­ce­zio­ne del­la let­te­ra di di­mis­sio­ni, al­la da­ta in cui il seg­gio è di­ve­nu­to im­pre­ve­di­bil­men­te va­can­te o all'ac­cer­ta­men­to dell'in­ca­pa­ci­tà di un mem­bro del Con­si­glio fe­de­ra­le di eser­ci­ta­re la ca­ri­ca.1
2Il neoe­let­to en­tra in fun­zio­ne il più tar­di due me­si do­po l'ele­zio­ne.
3Se de­vo­no es­se­re as­se­gna­ti più seg­gi va­can­ti, è de­ter­mi­nan­te l'or­di­ne di an­zia­ni­tà di ser­vi­zio del con­si­glie­re fe­de­ra­le uscen­te.
Il pre­si­den­te del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e il vi­ce­pre­si­den­te so­no elet­ti per un an­no, sin­go­lar­men­te e in vo­ta­zio­ne suc­ces­si­ve, fra i mem­bri del Con­si­glio fe­de­ra­le.
1L'ele­zio­ne dei tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne si svol­ge pri­ma dell'ini­zio del nuo­vo pe­rio­do am­mi­ni­stra­ti­vo se­pa­ra­ta­men­te per i di­ver­si tri­bu­na­li non­ché per i giu­di­ci e i giu­di­ci sup­plen­ti.
2Il rin­no­vo av­vie­ne me­dian­te la rie­le­zio­ne dei ma­gi­stra­ti che si ri­pre­sen­ta­no op­pu­re, in ca­so di seg­gi va­can­ti o di man­ca­ta rie­le­zio­ne di un giu­di­ce, me­dian­te ele­zio­ne com­ple­men­ta­re.
1Fun­ge da sche­da una li­sta no­mi­na­ti­va dei ma­gi­stra­ti che si ri­pre­sen­ta­no, elen­ca­ti se­con­do l'or­di­ne di an­zia­ni­tà di ser­vi­zio.
2Gli elet­to­ri pos­so­no can­cel­la­re i no­mi di sin­go­li can­di­da­ti. I no­mi ag­giun­ti non so­no con­si­de­ra­ti. Le sche­de su cui tut­ti i no­mi so­no sta­ti can­cel­la­ti ri­man­go­no va­li­de e con­ta­no per la de­ter­mi­na­zio­ne del­la mag­gio­ran­za as­so­lu­ta.
3L'ele­zio­ne av­vie­ne in un so­lo tur­no. I can­di­da­ti che non ot­ten­go­no la mag­gio­ran­za as­so­lu­ta pos­so­no es­se­re can­di­da­ti nell'ele­zio­ne com­ple­men­ta­re.
1Si pro­ce­de a un'ele­zio­ne com­ple­men­ta­re in ca­so di seg­gi va­can­ti o di man­ca­ta rie­le­zio­ne di un giu­di­ce.
2Se fi­no al gior­no pre­ce­den­te quel­lo dell'ele­zio­ne il nu­me­ro dei can­di­da­ti an­nun­cia­ti all'Uf­fi­cio dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria non su­pe­ra quel­lo dei seg­gi va­can­ti e se l'ele­zio­ne di con­fer­ma non pro­vo­ca nuo­ve va­can­ze, fun­ge da sche­da una li­sta no­mi­na­ti­va do­ve i can­di­da­ti so­no elen­ca­ti in or­di­ne al­fa­be­ti­co, al­tri­men­ti una li­sta non com­pi­la­ta con un nu­me­ro di li­nee pa­ri a quel­lo dei seg­gi da as­se­gna­re.
3I pri­mi due tur­ni so­no li­be­ri. In quel­li suc­ces­si­vi non so­no più am­mes­si nuo­vi can­di­da­ti.
ot­tie­ne me­no di 10 vo­ti dal se­con­do tur­no in poi; o
ot­tie­ne il mi­nor nu­me­ro di vo­ti, dal ter­zo tur­no in poi, sem­pre­ché il nu­me­ro del­le can­di­da­tu­re su­pe­ri quel­lo dei seg­gi va­can­ti e al­tri can­di­da­ti non ot­ten­ga­no il suo stes­so nu­me­ro di vo­ti.
Il pre­si­den­te e il vi­ce­pre­si­den­te di un tri­bu­na­le so­no elet­ti per un bien­nio. So­no elet­ti si­mul­ta­nea­men­te, ma su due sche­de di­stin­te.
L'As­sem­blea fe­de­ra­le pro­ce­de al­le al­tre ele­zio­ni pre­vi­ste dal­la Co­sti­tu­zio­ne o dal­la leg­ge at­te­nen­do­si al­le nor­me ap­pli­ca­bi­li all'ele­zio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le.
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le pro­ce­de al­le con­fer­me di ele­zio­ni de­man­da­te­le per leg­ge.
2Una com­mis­sio­ne dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria dà il pro­prio pre­av­vi­so sull'ele­zio­ne, ec­cet­tua­ta quel­la del se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le dell'As­sem­blea fe­de­ra­le. La com­mis­sio­ne può a tal fi­ne sen­ti­re la per­so­na in­te­res­sa­ta e una rap­pre­sen­tan­za dell'or­ga­no che l'ha elet­ta. La com­mis­sio­ne pro­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria di con­fer­ma­re o no l'ele­zio­ne.
3L'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria de­ci­de a scru­ti­nio se­gre­to, a mag­gio­ran­za dei mem­bri vo­tan­ti, cir­ca la con­fer­ma o non con­fer­ma dell'ele­zio­ne. In ca­so di man­ca­ta con­fer­ma, l'or­ga­no eleg­gen­te de­ve pro­ce­de­re a una nuo­va ele­zio­ne.
Capitolo 6: Accertamento dell'incapacità di un membro del Consiglio federale o del cancelliere della Confederazione di esercitare la carica
1L'As­sem­blea fe­de­ra­le de­ci­de in me­ri­to al­le pro­po­ste di ac­cer­ta­men­to dell'in­ca­pa­ci­tà di un mem­bro del Con­si­glio fe­de­ra­le o del can­cel­lie­re del­la Con­fe­de­ra­zio­ne di eser­ci­ta­re la ca­ri­ca.
2La pro­po­sta di ac­cer­ta­men­to può es­se­re pre­sen­ta­ta so­lo dall'Uf­fi­cio dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria e dal Con­si­glio fe­de­ra­le.
3L'in­ca­pa­ci­tà è pre­sun­ta se so­no adem­piu­te le tre con­di­zio­ni se­guen­ti:
la per­so­na in­te­res­sa­ta non è ma­ni­fe­sta­men­te più in gra­do di eser­ci­ta­re la ca­ri­ca per gra­vi pro­ble­mi di sa­lu­te o per­ché im­pos­si­bi­li­ta­ta a tor­na­re al po­sto di la­vo­ro;
que­sto sta­to è de­sti­na­to ve­ro­si­mil­men­te a du­ra­re a lun­go;
la per­so­na in­te­res­sa­ta non ha ras­se­gna­to va­li­da­men­te le di­mis­sio­ni en­tro un con­gruo ter­mi­ne.
4L'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria de­ci­de al più tar­di nel­la ses­sio­ne suc­ces­si­va al­la pre­sen­ta­zio­ne del­la pro­po­sta.
5L'ac­cer­ta­men­to dell'in­ca­pa­ci­tà pro­du­ce la va­can­za del seg­gio.
Titolo settimo: Relazioni tra l'Assemblea federale e il Consiglio federale
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne i suoi di­se­gni di at­ti le­gi­sla­ti­vi all'As­sem­blea fe­de­ra­le cor­re­dan­do­li di un mes­sag­gio espli­ca­ti­vo.
2Nel mes­sag­gio il Con­si­glio fe­de­ra­le mo­ti­va il di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo e, per quan­to ne­ces­sa­rio, com­men­ta le sin­go­le di­spo­si­zio­ni. Inol­tre, per quan­to sia­no pos­si­bi­li in­di­ca­zio­ni so­stan­zia­te, il­lu­stra in par­ti­co­la­re:
la ba­se giu­ri­di­ca, le ri­per­cus­sio­ni sui di­rit­ti fon­da­men­ta­li, la com­pa­ti­bi­li­tà con il di­rit­to di ran­go su­pe­rio­re e il rap­por­to con il di­rit­to eu­ro­peo;
co­me ha uti­liz­za­to il mar­gi­ne di ma­no­vra di cui di­spo­ne la Sviz­ze­ra nel re­ce­pi­re il di­rit­to in­ter­na­zio­na­le;
l'os­ser­van­za del prin­ci­pio di sus­si­dia­rie­tà nell'as­se­gna­zio­ne e nell'adem­pi­men­to dei com­pi­ti sta­ta­li non­ché le ri­per­cus­sio­ni del di­se­gno per i Co­mu­ni, le cit­tà, gli ag­glo­me­ra­ti ur­ba­ni e le re­gio­ni di mon­ta­gna;
aqua­ter.3
l'ana­li­si del­la ne­ces­si­tà di li­mi­ta­re nel tem­po la va­li­di­tà dell'at­to;
le de­le­ghe di com­pe­ten­za pre­vi­ste nel di­se­gno di leg­ge;
i pun­ti di vi­sta e le al­ter­na­ti­ve di­scus­se nel­la pro­ce­du­ra pre­par­la­men­ta­re, non­ché il re­la­ti­vo pa­re­re dell'Ese­cu­ti­vo;
la pre­vi­sta rea­liz­za­zio­ne del di­se­gno, la pre­vi­sta va­lu­ta­zio­ne del­la rea­liz­za­zio­ne me­de­si­ma e l'esa­me dell'ido­nei­tà all'at­tua­zio­ne nel­la pro­ce­du­ra pre­par­la­men­ta­re;
la com­pa­ti­bi­li­tà tra i com­pi­ti e le fi­nan­ze;
le ri­per­cus­sio­ni del di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo e del­la sua ese­cu­zio­ne a li­vel­lo fi­nan­zia­rio e di ef­fet­ti­vo del per­so­na­le per la Con­fe­de­ra­zio­ne, i Can­to­ni e i Co­mu­ni, non­ché le mo­da­li­tà di co­per­tu­ra dei co­sti e il rap­por­to co­sti-be­ne­fi­ci;
le ri­per­cus­sio­ni sull'eco­no­mia, sul­la so­cie­tà, sull'am­bien­te e sul­le fu­tu­re ge­ne­ra­zio­ni;
la sal­va­guar­dia del­la re­spon­sa­bi­li­tà in­di­vi­dua­le e del mar­gi­ne di ma­no­vra dei pri­va­ti in­te­res­sa­ti da una de­ter­mi­na­ta nor­ma­ti­va;
le ri­per­cus­sio­ni sul fab­bi­so­gno in ter­mi­ni di tec­no­lo­gie dell'in­for­ma­zio­ne e del­la co­mu­ni­ca­zio­ne e le spe­se che ne de­ri­va­no;
il rap­por­to tra il di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo e il pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra non­ché il pia­no fi­nan­zia­rio;
le ri­per­cus­sio­ni sul­la pa­ri­tà dei ses­si;
le ri­per­cus­sio­ni del di­se­gno di at­to le­gi­sla­ti­vo per gli Sviz­ze­ri all'este­ro.
1 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
2 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
3 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2008 (Di­rit­to par­la­men­ta­re. Di­ver­se mo­di­fi­che), in vi­go­re dal 2 mar. 2009 (RU 2009 725; FF 2008 1593 2665).
6 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
7 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
8 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
9 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 15 giu. 2018, in vi­go­re dal 26 nov. 2018 (RU 2018 3461; FF 2017 5807 5873).
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le:
il di­se­gno di pre­ven­ti­vo del­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
i di­se­gni di ag­giun­te or­di­na­rie al pre­ven­ti­vo e cre­di­ti ag­giun­ti­vi, due me­si pri­ma del­la ses­sio­ne in cui de­vo­no es­se­re trat­ta­ti;
il con­sun­ti­vo del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, ogni an­no due me­si pri­ma del­la ses­sio­ne in cui de­ve es­se­re trat­ta­to.
2Ri­pren­de nel suo di­se­gno di pre­ven­ti­vo e nel con­sun­ti­vo del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, sen­za mo­di­fi­car­li, i pro­get­ti di pre­ven­ti­vo e i con­sun­ti­vi dell'As­sem­blea fe­de­ra­le, dei tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, del Con­trol­lo fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze, del Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e dell'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.2
3Il Tri­bu­na­le fe­de­ra­le di­fen­de i pro­get­ti di pre­ven­ti­vo e il con­sun­ti­vo dei tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne din­nan­zi all'As­sem­blea fe­de­ra­le. Per l'As­sem­blea fe­de­ra­le que­sto com­pi­to è as­sun­to dal­la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va, per il Con­trol­lo fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze dal­la De­le­ga­zio­ne del­le fi­nan­ze, per l'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e per il Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne dall'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.3
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le fa al­le­sti­re en­tro il 30 giu­gno e il 30 set­tem­bre di ogni an­no un cal­co­lo ap­pros­si­ma­ti­vo del ri­sul­ta­to pre­ve­di­bi­le dell'eser­ci­zio. Ne ri­fe­ri­sce al­le com­mis­sio­ni del­le fi­nan­ze.4
4 In­tro­dot­to dall'art. 65 n. 1 del­la LF del 7 ott. 2005 sul­le fi­nan­ze del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, in vi­go­re dal 1° mag. 2006 (RU 2006 1275; FF 2005 5).
Art. 143 Piano finanziario
1Il pia­no fi­nan­zia­rio si ri­fe­ri­sce ai tre an­ni se­guen­ti a quel­lo del pre­ven­ti­vo.
2L'ar­ti­co­la­zio­ne e il con­te­nu­to del pia­no fi­nan­zia­rio as­si­cu­ra­no la con­nes­sio­ne tra pia­ni­fi­ca­zio­ne dei com­pi­ti e pia­ni­fi­ca­zio­ne fi­nan­zia­ria (pia­no in­te­gra­to dei com­pi­ti e del­le fi­nan­ze).
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le il pia­no fi­nan­zia­rio sot­to for­ma di de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce, in­sie­me al di­se­gno di pre­ven­ti­vo, af­fin­ché ne pren­da at­to.
4L'As­sem­blea fe­de­ra­le può com­ple­ta­re il de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce con man­da­ti di mo­di­fi­ca del pia­no fi­nan­zia­rio.
5Di nor­ma, il Con­si­glio fe­de­ra­le adem­pie ta­li man­da­ti con il di­se­gno di pre­ven­ti­vo per il se­con­do an­no suc­ces­si­vo.
1Pri­ma che ini­zi l'ul­ti­ma ses­sio­ne or­di­na­ria dell'an­no, il Con­si­glio fe­de­ra­le co­mu­ni­ca i suoi obiet­ti­vi per l'an­no suc­ces­si­vo. Ta­li obiet­ti­vi de­vo­no es­se­re con­for­mi al pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le i rap­por­ti con­cer­nen­ti la sua ge­stio­ne nell'an­no pre­ce­den­te due me­si pri­ma del­la ses­sio­ne in cui de­vo­no es­se­re trat­ta­ti.
3Il rap­por­to di ge­stio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le in­for­ma sui pun­ti sa­lien­ti dell'at­ti­vi­tà go­ver­na­ti­va nell'an­no con­si­de­ra­to. In­for­ma al­tre­sì sul con­se­gui­men­to de­gli obiet­ti­vi de­ter­mi­nan­ti nell'an­no in que­stio­ne, sull'at­tua­zio­ne del pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra e del pro­gram­ma le­gi­sla­ti­vo, non­ché sul­lo sta­to de­gli in­di­ca­to­ri ri­le­van­ti ai fi­ni del­la va­lu­ta­zio­ne ge­ne­ra­le del­la si­tua­zio­ne e ai fi­ni del­la ve­ri­fi­ca del con­se­gui­men­to de­gli obiet­ti­vi. Even­tua­li de­ro­ghe, non­ché pro­get­ti non pia­ni­fi­ca­ti de­vo­no es­se­re mo­ti­va­ti.1
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 22 giu. 2007 (Pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra), in vi­go­re dal 1° dic. 2007 (RU 2007 5231; FF 2006 1715 1735).
1Il pre­si­den­te del­la Con­fe­de­ra­zio­ne di­fen­de din­nan­zi al­le Ca­me­re il rap­por­to di ge­stio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le, sem­pre che i re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re non pre­ve­da­no al­tri­men­ti.1
2L'As­sem­blea fe­de­ra­le ap­pro­va que­sto rap­por­to me­dian­te de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2008 (Rap­por­to di ge­stio­ne del Con­si­glio fe­de­ra­le), in vi­go­re dal 1° mar. 2009 (RU 2009 697; FF 2008 1939 949).
Art. 146 Programma di legislatura
1All'ini­zio del­la le­gi­sla­tu­ra, il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne all'As­sem­blea fe­de­ra­le un mes­sag­gio sul pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra, con re­la­ti­vo di­se­gno di de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce.
2Il de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce de­fi­ni­sce gli in­di­riz­zi po­li­ti­ci e gli obiet­ti­vi del pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra e in­di­ca per cia­scu­no di es­si i pre­vi­sti at­ti le­gi­sla­ti­vi dell'As­sem­blea fe­de­ra­le e al­tri prov­ve­di­men­ti ne­ces­sa­ri per con­se­guir­li.
3Nel mes­sag­gio sul pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra so­no spe­ci­fi­ca­ti gli in­di­ca­to­ri che con­sen­to­no di ve­ri­fi­ca­re il con­se­gui­men­to de­gli obiet­ti­vi. Il mes­sag­gio con­tie­ne al­tre­sì un'ana­li­si del­la si­tua­zio­ne in ba­se a ta­li in­di­ca­to­ri. For­ni­sce inol­tre un com­pen­dio di tut­ti i di­se­gni di at­ti le­gi­sla­ti­vi che il Con­si­glio fe­de­ra­le pre­ve­de di sot­to­por­re all'As­sem­blea fe­de­ra­le nel cor­so del­la le­gi­sla­tu­ra (pro­gram­ma le­gi­sla­ti­vo).
4Nel mes­sag­gio è il­lu­stra­to an­che il pia­no fi­nan­zia­rio di le­gi­sla­tu­ra. Que­sto sta­bi­li­sce il fab­bi­so­gno fi­nan­zia­rio per la le­gi­sla­tu­ra e mo­stra in che mo­do si pre­ve­de di co­prir­lo. Gli obiet­ti­vi e i prov­ve­di­men­ti del pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra e il pia­no fi­nan­zia­rio di le­gi­sla­tu­ra so­no coor­di­na­ti quan­to a ma­te­ria e du­ra­ta.
Art. 147 Trattazione del programma di legislatura
1Le due Ca­me­re de­li­be­ra­no sul pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra in due ses­sio­ni con­se­cu­ti­ve.
2I re­go­la­men­ti del­le Ca­me­re pos­so­no pre­ve­de­re che:
nel trat­ta­re il pro­gram­ma di le­gi­sla­tu­ra, la Ca­me­ra de­li­be­ri sol­tan­to sul­le pro­po­ste, una­ni­mi o di mag­gio­ran­za e di mi­no­ran­za, del­la com­mis­sio­ne in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re; e
le al­tre pro­po­ste deb­ba­no es­se­re pre­sen­ta­te a ta­le com­mis­sio­ne pri­ma che que­sta ini­zi la de­li­be­ra­zio­ne di det­ta­glio sul de­cre­to fe­de­ra­le.
1Ol­tre al­le pia­ni­fi­ca­zio­ni e ai rap­por­ti pre­vi­sti dal­la leg­ge, il Con­si­glio fe­de­ra­le può sot­to­por­re all'As­sem­blea fe­de­ra­le, per in­for­ma­zio­ne o per­ché ne pren­da at­to, al­tre pia­ni­fi­ca­zio­ni e rap­por­ti.
2Può pre­sen­ta­re all'As­sem­blea fe­de­ra­le sot­to for­ma di di­se­gni di de­cre­ti fe­de­ra­li, sem­pli­ci o me­no, gli obiet­ti­vi o le con­clu­sio­ni di im­por­tan­ti pia­ni­fi­ca­zio­ni o rap­por­ti.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le sot­to­po­ne pe­rio­di­ca­men­te all'As­sem­blea fe­de­ra­le un rap­por­to sul­la po­li­ti­ca este­ra del­la Sviz­ze­ra.
3bisIl Con­si­glio fe­de­ra­le ri­fe­ri­sce pe­rio­di­ca­men­te all'As­sem­blea fe­de­ra­le sul rag­giun­gi­men­to de­gli obiet­ti­vi stra­te­gi­ci fis­sa­ti per le uni­tà re­se au­to­no­me di cui all'ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 5 del­la leg­ge del 21 mar­zo 19971 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del Go­ver­no e dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne.2
4Su al­tre pia­ni­fi­ca­zio­ni e rap­por­ti im­por­tan­ti l'As­sem­blea fe­de­ra­le può pren­de­re de­ci­sio­ni di prin­ci­pio e pro­gram­ma­ti­che me­dian­te de­cre­to fe­de­ra­le sem­pli­ce o me­no.
2 In­tro­dot­to dal n. I 1 del­la LF del 17 dic. 2010 sul­la par­te­ci­pa­zio­ne dell'As­sem­blea fe­de­ra­le al­la de­ter­mi­na­zio­ne dell'orien­ta­men­to stra­te­gi­co del­le uni­tà re­se au­to­no­me, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 5859; FF 2010 2933 2969).
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le tra­smet­te ai Ser­vi­zi del Par­la­men­to i suoi mes­sag­gi e rap­por­ti il più tar­di quat­tor­di­ci gior­ni pri­ma del­la se­du­ta del­la com­mis­sio­ne in­ca­ri­ca­ta dell'esa­me pre­li­mi­na­re.
2I Ser­vi­zi del Par­la­men­to inol­tra­no ai par­la­men­ta­ri la do­cu­men­ta­zio­ne che il Con­si­glio fe­de­ra­le e l'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le in­di­riz­za­no all'As­sem­blea fe­de­ra­le o al­le sue com­mis­sio­ni.
Art. 150 Diritti d'informazione generali
1Le com­mis­sio­ni e le sot­to­com­mis­sio­ni da es­se isti­tui­te so­no au­to­riz­za­te, per l'adem­pi­men­to dei lo­ro com­pi­ti, a:
in­vi­ta­re il Con­si­glio fe­de­ra­le al­le pro­prie se­du­te per ot­te­ne­re in­for­ma­zio­ni, ed esi­ge­re rap­por­ti dal me­de­si­mo;
esi­ge­re che il Con­si­glio fe­de­ra­le met­ta a lo­ro di­spo­si­zio­ne do­cu­men­ti;
d'in­te­sa con il Con­si­glio fe­de­ra­le, in­ter­ro­ga­re per­so­ne al ser­vi­zio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
2Le com­mis­sio­ni e le sot­to­com­mis­sio­ni non han­no di­rit­to di esi­ge­re in­for­ma­zio­ni:
clas­si­fi­ca­te co­me se­gre­te nell'in­te­res­se del­la pro­te­zio­ne del­lo Sta­to o dei ser­vi­zi del­le at­ti­vi­tà in­for­ma­ti­ve, op­pu­re la cui tra­smis­sio­ne a per­so­ne non au­to­riz­za­te può cau­sa­re un gra­ve dan­no agli in­te­res­si na­zio­na­li.1
3Es­se pren­do­no prov­ve­di­men­ti ap­pro­pria­ti per tu­te­la­re il se­gre­to. Pos­so­no in par­ti­co­la­re pre­ve­de­re che le in­for­ma­zio­ni sot­to­stan­ti al se­gre­to d'uf­fi­cio con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 8 per­ven­ga­no uni­ca­men­te a una sot­to­com­mis­sio­ne.
4Se tra una com­mis­sio­ne e il Con­si­glio fe­de­ra­le non vi è una­ni­mi­tà di ve­du­te cir­ca l'esten­sio­ne dei di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne, la com­mis­sio­ne può ap­pel­lar­si al­la pre­si­den­za del­la Ca­me­ra cui ap­par­tie­ne. La pre­si­den­za cer­ca di me­dia­re.
5La pre­si­den­za del­la Ca­me­ra de­ci­de de­fi­ni­ti­va­men­te se tra la com­mis­sio­ne e il Con­si­glio fe­de­ra­le è con­tro­ver­so se le in­for­ma­zio­ni ri­chie­ste ser­va­no all'adem­pi­men­to dei com­pi­ti del­la com­mis­sio­ne se­con­do il ca­po­ver­so 1.
6Qua­lo­ra ri­ten­ga che la com­mis­sio­ne non ab­bia di­rit­to al­le in­for­ma­zio­ni se­con­do il ca­po­ver­so 2 e la me­dia­zio­ne del­la pre­si­den­za sia ri­ma­sta in­frut­tuo­sa, il Con­si­glio fe­de­ra­le, in­ve­ce di con­sen­ti­re la con­sul­ta­zio­ne dei do­cu­men­ti, può pre­sen­ta­re al­la com­mis­sio­ne un rap­por­to.
7Per pre­pa­ra­re la me­dia­zio­ne, la pre­si­den­za del­la Ca­me­ra può pren­de­re in­con­di­zio­na­ta­men­te vi­sio­ne dei do­cu­men­ti del Con­si­glio fe­de­ra­le e dell'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le.
1La com­mis­sio­ne com­pe­ten­te può esi­ge­re che le sia sot­to­po­sto per pa­re­re il di­se­gno di un'im­por­tan­te or­di­nan­za del Con­si­glio fe­de­ra­le.
2Se un'or­di­nan­za dev'es­se­re ema­na­ta o mo­di­fi­ca­ta im­me­dia­ta­men­te a com­ple­men­to di un at­to le­gi­sla­ti­vo dell'As­sem­blea fe­de­ra­le, nel vo­to sul com­ples­so dell'at­to le­gi­sla­ti­vo la com­mis­sio­ne de­ci­de se in­ten­da es­se­re con­sul­ta­ta.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le in­for­ma l'As­sem­blea fe­de­ra­le sul­la pre­pa­ra­zio­ne di or­di­nan­ze.
Art. 152 Informazione e consultazione nell'ambito della politica estera
1Le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti per la po­li­ti­ca este­ra e il Con­si­glio fe­de­ra­le cu­ra­no il con­tat­to re­ci­pro­co e lo scam­bio di opi­nio­ni.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le in­for­ma re­go­lar­men­te, tem­pe­sti­va­men­te e in mo­do com­ple­to le pre­si­den­ze del­le Ca­me­re e le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti per la po­li­ti­ca este­ra su­gli svi­lup­pi im­por­tan­ti del­la po­li­ti­ca este­ra. Le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti per la po­li­ti­ca este­ra tra­smet­to­no que­ste in­for­ma­zio­ni al­le al­tre com­mis­sio­ni in­te­res­sa­te.
3In ca­so di pro­get­ti es­sen­zia­li e di mo­di­fi­che pia­ni­fi­ca­te nel­la re­te di rap­pre­sen­tan­ze di­plo­ma­ti­che e con­so­la­ri sviz­ze­re all'este­ro, non­ché pri­ma di sta­bi­li­re o mo­di­fi­ca­re le di­ret­ti­ve e li­nee di­ret­tri­ci con­cer­nen­ti il man­da­to per ne­go­zia­ti in­ter­na­zio­na­li im­por­tan­ti, il Con­si­glio fe­de­ra­le con­sul­ta le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti per la po­li­ti­ca este­ra. Le in­for­ma al­tre­sì sul­lo sta­to di rea­liz­za­zio­ne dei pro­get­ti e sul pro­se­gui­men­to dei ne­go­zia­ti.1
3bisIl Con­si­glio fe­de­ra­le con­sul­ta le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti pri­ma di ap­pli­ca­re a ti­to­lo prov­vi­so­rio un trat­ta­to in­ter­na­zio­na­le la cui ap­pro­va­zio­ne è di com­pe­ten­za dell'As­sem­blea fe­de­ra­le. Ri­nun­cia all'ap­pli­ca­zio­ne prov­vi­so­ria se vi si op­pon­go­no le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti di am­bo le Ca­me­re.2
4In ca­si ur­gen­ti il Con­si­glio fe­de­ra­le con­sul­ta i pre­si­den­ti del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti per la po­li­ti­ca este­ra. I pre­si­den­ti in­for­ma­no im­me­dia­ta­men­te le lo­ro com­mis­sio­ni.
5Le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti per la po­li­ti­ca este­ra o al­tre com­mis­sio­ni in­te­res­sa­te pos­so­no esi­ge­re che il Con­si­glio fe­de­ra­le le in­for­mi o con­sul­ti.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. III 1 dell'all. al­la L del 26 set. 2014 su­gli Sviz­ze­ri all'este­ro, in vi­go­re dal 1° nov. 2015 (RU 2015 3857; FF 2014 1723 2379).
2 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF dell'8 ott. 2004 sull'ap­pli­ca­zio­ne prov­vi­so­ria di trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li (RU 2005 1245; FF 2004 665 883). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 26 set. 2014 sul­la com­pe­ten­za di con­clu­de­re trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li di por­ta­ta li­mi­ta­ta e sull'ap­pli­ca­zio­ne prov­vi­so­ria dei trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li, in vi­go­re dal 1° mag. 2015 (RU 2015 969; FF 2012 969).
Art. 153 Diritti d'informazione delle commissioni di vigilanza
1Ol­tre ai di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 150, le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za han­no il di­rit­to di cor­ri­spon­de­re di­ret­ta­men­te con tut­te le au­to­ri­tà, ser­vi­zi uf­fi­cia­li e al­tri ti­to­la­ri di com­pi­ti fe­de­ra­li, non­ché di ot­te­ne­re da es­si, in ap­pli­ca­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 156, qual­sia­si do­cu­men­to e in­for­ma­zio­ne uti­le ai lo­ro la­vo­ri. Es­se pos­so­no in­ca­ri­ca­re la lo­ro se­gre­te­ria di chia­ri­re sin­go­li fat­ti.
2Pos­so­no rac­co­glie­re in­for­ma­zio­ni e ri­ce­ve­re do­cu­men­ti da per­so­ne e ser­vi­zi ester­ni all'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le, sem­pre­ché ciò sia ne­ces­sa­rio all'eser­ci­zio dell'al­ta vi­gi­lan­za. L'ar­ti­co­lo 156 è pa­ri­men­ti ap­pli­ca­bi­le al­le per­so­ne ester­ne all'Am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le che so­no sta­te pre­ce­den­te­men­te al ser­vi­zio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne. È ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia il di­rit­to di ri­fiu­ta­re la te­sti­mo­nian­za in vir­tù dell'ar­ti­co­lo 42 del­la leg­ge del 4 di­cem­bre 19472 di pro­ce­du­ra ci­vi­le fe­de­ra­le.
3In ap­pli­ca­zio­ne ana­lo­gi­ca de­gli ar­ti­co­li 49, 50 e 201-209 del Co­di­ce di pro­ce­du­ra pe­na­le3, le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za pos­so­no ci­ta­re, su de­ci­sio­ne del pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne, per­so­ne sog­get­te all'ob­bli­go di in­for­ma­re e, in ca­so di as­sen­za in­giu­sti­fi­ca­ta, sot­to­por­le ad ac­com­pa­gna­men­to coat­ti­vo da par­te di or­ga­ni di po­li­zia fe­de­ra­li e can­to­na­li.
4Le de­ci­sio­ni re­la­ti­ve al­le ci­ta­zio­ni e all'ac­com­pa­gna­men­to coat­ti­vo pos­so­no es­se­re im­pu­gna­te me­dian­te op­po­si­zio­ne en­tro die­ci gior­ni di­nan­zi al pre­si­den­te del­la Ca­me­ra a cui ap­par­tie­ne il pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne che ha pre­so la de­ci­sio­ne. L'op­po­si­zio­ne non ha ef­fet­to so­spen­si­vo. Se con­sta­ta che la de­ci­sio­ne è il­le­ga­le o spro­por­zio­na­ta, il pre­si­den­te del­la Ca­me­ra può ac­cor­da­re all'op­po­nen­te una ri­pa­ra­zio­ne. La de­ci­sio­ne su op­po­si­zio­ne è de­fi­ni­ti­va.
5Pri­ma di in­ter­ro­ga­re un mem­bro del Con­si­glio fe­de­ra­le, le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za lo in­for­ma­no esau­rien­te­men­te sull'og­get­to dell'in­ter­ro­ga­to­rio. In­for­ma­no pre­ven­ti­va­men­te il Con­si­glio fe­de­ra­le su­gli in­ter­ro­ga­to­ri di per­so­ne che gli so­no o gli era­no su­bor­di­na­te. Sen­to­no il Con­si­glio fe­de­ra­le, a sua ri­chie­sta, pri­ma di rac­co­glie­re in­for­ma­zio­ni pres­so per­so­ne o pri­ma di far­si con­se­gna­re do­cu­men­ti.
6Le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za de­ci­do­no de­fi­ni­ti­va­men­te sull'eser­ci­zio dei lo­ro di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne. Non han­no al­cun di­rit­to di far­si con­se­gna­re:
i ver­ba­li del­le se­du­te del Con­si­glio fe­de­ra­le;
i do­cu­men­ti clas­si­fi­ca­ti co­me se­gre­ti nell'in­te­res­se del­la pro­te­zio­ne del­lo Sta­to o dei ser­vi­zi del­le at­ti­vi­tà in­for­ma­ti­ve, op­pu­re la cui tra­smis­sio­ne a per­so­ne non au­to­riz­za­te può cau­sa­re un gra­ve dan­no agli in­te­res­si na­zio­na­li.
7Pren­do­no prov­ve­di­men­ti ap­pro­pria­ti a tu­te­la del se­gre­to giu­sta l'ar­ti­co­lo 150 ca­po­ver­so 3. A ta­le sco­po, non­ché per il ca­so in cui i lo­ro di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne non fos­se­ro suf­fi­cien­ti per eser­ci­ta­re l'al­ta vi­gi­lan­za, pos­so­no in­ca­ri­ca­re le lo­ro de­le­ga­zio­ni di chia­ri­re una que­stio­ne con­cre­ta. Ema­na­no istru­zio­ni sul­la tu­te­la del se­gre­to ap­pli­ca­bi­li nel lo­ro set­to­re di com­pe­ten­za. A tal fi­ne li­mi­ta­no in par­ti­co­la­re l'ac­ces­so ai co­rap­por­ti.
Art. 154 Diritti d'informazione delle delegazioni delle commissioni di vigilanza
1Al­le de­le­ga­zio­ni del­le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za non può es­se­re sot­ta­ciu­ta al­cu­na in­for­ma­zio­ne.
2Per adem­pie­re i lo­ro com­pi­ti, le de­le­ga­zio­ni del­le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za han­no, ol­tre ai di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne di cui agli ar­ti­co­li 150 e 153, il di­rit­to di:
far­si con­se­gna­re:
i ver­ba­li del­le se­du­te del Con­si­glio fe­de­ra­le,
i do­cu­men­ti clas­si­fi­ca­ti co­me se­gre­ti nell'in­te­res­se del­la pro­te­zio­ne del­lo Sta­to o dei ser­vi­zi del­le at­ti­vi­tà in­for­ma­ti­ve, op­pu­re la cui tra­smis­sio­ne a per­so­ne non au­to­riz­za­te può cau­sa­re un gra­ve dan­no agli in­te­res­si na­zio­na­li;
in­ter­ro­ga­re per­so­ne in ve­ste di te­sti­mo­ni; per la ci­ta­zio­ne e l'ac­com­pa­gna­men­to coat­ti­vo l'ar­ti­co­lo 153 ca­po­ver­si 3 e 4 è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia.1
3La De­le­ga­zio­ne del­le fi­nan­ze e la De­le­ga­zio­ne del­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne ri­ce­vo­no co­stan­te­men­te tut­te le de­ci­sio­ni del Con­si­glio fe­de­ra­le, pro­po­ste e co­rap­por­ti in­clu­si. Sta­bi­li­sco­no con­giun­ta­men­te i det­ta­gli del­la lo­ro tra­smis­sio­ne, con­sul­ta­zio­ne e con­ser­va­zio­ne.2
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 17 giu. 2011 (Pre­ci­sa­zio­ne dei di­rit­ti d'in­for­ma­zio­ne del­le com­mis­sio­ni di vi­gi­lan­za), in vi­go­re dal 1° nov. 2011 (RU 2011 4537; FF 2011 1683 1705).
Art. 154a Ripercussioni delle inchieste della Delegazione delle Commissioni della gestione su altri procedimenti o indagini
1In­chie­ste di­sci­pli­na­ri o am­mi­ni­stra­ti­ve del­la Con­fe­de­ra­zio­ne ri­guar­dan­ti fat­ti o per­so­ne che so­no og­get­to di un'in­chie­sta del­la De­le­ga­zio­ne del­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne pos­so­no es­se­re av­via­te o pro­se­gui­te uni­ca­men­te con l'au­to­riz­za­zio­ne di que­st'ul­ti­ma.
2 La De­le­ga­zio­ne del­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne de­ci­de sull'au­to­riz­za­zio­ne do­po aver sen­ti­to il Con­si­glio fe­de­ra­le.
3Se è con­tro­ver­sa la ne­ces­si­tà dell'au­to­riz­za­zio­ne, de­ci­de in me­ri­to, a mag­gio­ran­za dei due ter­zi di tut­ti i mem­bri, la De­le­ga­zio­ne del­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne.
4Un'in­chie­sta del­la De­le­ga­zio­ne del­le Com­mis­sio­ni del­la ge­stio­ne non im­pe­di­sce l'ese­cu­zio­ne di pro­ce­di­men­ti giu­di­zia­ri ci­vi­li e am­mi­ni­stra­ti­vi né di istru­zio­ni pre­pa­ra­to­rie e pro­ce­di­men­ti giu­di­zia­ri in ma­te­ria pe­na­le.
1 In­tro­dot­to dal I n. I del­la LF del 17 dic. 2004, in vi­go­re dal 1° mag. 2005 (RU 2005 4793; FF 2004 1271 1279).
1Pri­ma di qual­sia­si in­ter­ro­ga­to­rio, va ac­cer­ta­to se una per­so­na deb­ba es­se­re sen­ti­ta a ti­to­lo di per­so­na in­for­ma­ta sui fat­ti o di te­sti­mo­ne.
2L'esa­me for­ma­le dei te­sti­mo­ni è or­di­na­to sol­tan­to se una fat­ti­spe­cie non può es­se­re suf­fi­cien­te­men­te chia­ri­ta in al­tro mo­do. Ogni per­so­na è te­nu­ta a de­por­re.
3Una per­so­na con­tro cui è di­ret­ta in­te­ra­men­te o pre­va­len­te­men­te un'in­chie­sta può es­se­re in­ter­ro­ga­ta sol­tan­to in ve­ste di per­so­na in­for­ma­ta sui fat­ti.
4I te­sti­mo­ni de­vo­no es­se­re re­si at­ten­ti al lo­ro ob­bli­go di de­por­re e di di­re la ve­ri­tà; le per­so­ne in­for­ma­te sui fat­ti, sul lo­ro di­rit­to di non ri­spon­de­re. È fat­to sal­vo il di­rit­to di non de­por­re se­con­do l'ar­ti­co­lo 42 ca­po­ver­so 1 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 4 di­cem­bre 19471 di pro­ce­du­ra ci­vi­le fe­de­ra­le.
5Gli in­ter­ro­ga­to­ri so­no re­gi­stra­ti su un sup­por­to del suo­no ai fi­ni del­la ver­ba­liz­za­zio­ne. I ver­ba­li so­no pre­sen­ta­ti per fir­ma al­le per­so­ne in­ter­ro­ga­te.
6Al­la pro­ce­du­ra e ai di­rit­ti de­gli in­te­res­sa­ti so­no ap­pli­ca­bi­li gli ar­ti­co­li 166-171.
1Le per­so­ne al ser­vi­zio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne so­no te­nu­te a da­re qual­sia­si in­for­ma­zio­ne in ma­nie­ra ve­ri­di­ca e com­ple­ta, non­ché a in­di­ca­re qual­sia­si do­cu­men­to uti­le.
2È ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia il di­rit­to di non de­por­re se­con­do l'ar­ti­co­lo 42 ca­po­ver­so 1 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 4 di­cem­bre 19471 di pro­ce­du­ra ci­vi­le fe­de­ra­le.
3Al­le per­so­ne al ser­vi­zio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne non può de­ri­va­re al­cun pre­giu­di­zio da quan­to ab­bia­no ve­ri­di­ca­men­te di­chia­ra­to a una com­mis­sio­ne. Pos­so­no es­se­re og­get­to di un pro­ce­di­men­to in se­gui­to al­le di­chia­ra­zio­ni da lo­ro fat­te a una com­mis­sio­ne sol­tan­to pre­vio pa­re­re del­la com­mis­sio­ne me­de­si­ma.
4So­no per­so­ne al ser­vi­zio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne a te­no­re del­la pre­sen­te leg­ge il per­so­na­le fe­de­ra­le non­ché le per­so­ne di­ret­ta­men­te in­ca­ri­ca­te di com­pi­ti fe­de­ra­li di di­rit­to pub­bli­co. Il rap­por­to di im­pie­go non è de­ter­mi­nan­te.
Art. 157 Parere dell'autorità interessata
All'au­to­ri­tà in­te­res­sa­ta è da­ta la pos­si­bi­li­tà di espri­mer­si pri­ma che una com­mis­sio­ne di vi­gi­lan­za o una sua de­le­ga­zio­ne ri­fe­ri­sca su la­cu­ne nel­la ge­stio­ne ge­ne­ra­le o fi­nan­zia­ria.
Art. 158 Raccomandazione all'autorità responsabile
1Nell'am­bi­to dell'al­ta vi­gi­lan­za, una com­mis­sio­ne di vi­gi­lan­za o una sua de­le­ga­zio­ne può ri­vol­ge­re rac­co­man­da­zio­ni all'au­to­ri­tà re­spon­sa­bi­le.
2L'au­to­ri­tà re­spon­sa­bi­le in­for­ma la com­mis­sio­ne di vi­gi­lan­za o la sua de­le­ga­zio­ne sul­la rea­liz­za­zio­ne di ta­li rac­co­man­da­zio­ni.
3Le rac­co­man­da­zio­ni me­de­si­me e i pa­re­ri dell'au­to­ri­tà re­spon­sa­bi­le ven­go­no pub­bli­ca­ti se non vi si op­pon­go­no in­te­res­si de­gni di pro­te­zio­ne.