Source: https://www.scribd.com/document/38901825/Tesi-Frodi-Carosello-Cap-1-e-2
Timestamp: 2017-05-28 02:53:50+00:00
Document Index: 87031001

Matched Legal Cases: ['art 53', 'art 6', 'art 19', 'art 6', 'art 6', 'art 6', 'art 6', 'art 60', 'art 26', 'art 1', 'art 8', 'art.6', 'art 1731', 'art 56', 'art 39', 'art 43', 'art 41', 'art 8', 'art 41', 'art 50', 'art 21', 'art 56', 'art 42', 'art 46', 'art 8', 'art 38', 'art 44', 'art 40', 'sentenza ']

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è connesso al prezzo di vendita praticato al consumo finale. relativamente ad ogni singolo prodotto. L’IVA è quindi un’imposta “indiretta”. e deve a sua volta versarlo all’erario. 7 LUPI R. al netto del tributo da lui stesso corrisposto ai propri fornitori. op. Purché un’operazione integri il presupposto oggettivo dell’IVA deve essere
Poiché i consumatori finali subiscono in materia definitiva il peso dell’imposta. arti o professioni. in proporzione al corrispettivo contrattuale.. LUPI R. La detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti e il diritto al rimborso dell’eccedenza non sono quindi un’agevolazione. commercianti e professionisti6. il carico fiscale globale infatti.economico partecipante al ciclo produttivo. pag. senza tuttavia che la durata abbia alcuna rilevanza. ma uno strumento per colpire il solo consumo finale7. i clienti e l’erario. con aliquota proporzionale al corrispettivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato e nell’esercizio delle imprese. che devono essere imprenditori o lavoratori autonomi. di arti o professioni. l’IVA corrisposta ai fornitori di beni e servizi acquistati nell’esercizio di imprese. 2007.. possiamo dire che l’IVA riguarda tre categorie di soggetti: i fornitori. “Diritto tributario. può infatti essere detratta dall’IVA sulle operazioni attive. il suo scopo è infatti quello di gravare sulle movimentazioni di ricchezza e costituire quindi un prelievo generale sui consumi5 attraverso la tassazione. GIUFFRE’. pag 248. 52
. cit. Riassumendo schematicamente il meccanismo strutturale di funzionamento del tributo. mostrandosi invece neutrale nei passaggi intermedi di beni e servizi tra produttori. Il fornitore deve addebitare al cliente il tributo. È così che l’IVA giunge a colpire il consumo finale. Parte speciale”. col diritto al rimborso di eventuali eccedenze..
n. comma 3. Per capire il funzionamento dell’IVA occorre distinguere due tipologie di contribuenti: il contribuente di fatto (il consumatore finale). è inciso nell’imposta) e il contribuente di diritto (imprenditore e lavoratore autonomo) su cui gravano tutti gli obblighi del soggetto passivo d’imposta. oltre che nei casi espressamente previsti dall’art. In qualsiasi caso il rimborso va richiesto nel caso di cessazione dell’attività.r. contributi INPS e premi INAIL ai sensi dell’art. grazie ai meccanismi della “rivalsa” e della “detrazione”. pur con molti limiti. visto che l’imposta sulle cessioni dei beni o prestazioni di servizi da essi effettuate (IVA a debito) viene traslata sui clienti (meccanismo della rivalsa). l’onere fiscale grava infatti solo sul consumatore finale. 17 del d. sia infine. non può essere superiore al minore degli importi delle predette eccedenze. del d. Sono però considerate altresì cessioni di beni anche una serie di cessioni gratuite.p. solo sull’incremento di valore subito dal bene o dal servizio (valore aggiunto). e l’IVA sugli acquisti (IVA a credito) è recuperata compensandola con quella a debito (meccanismo della detrazione).
Perché si abbia una “cessione dei beni” occorre il trasferimento a titolo oneroso della proprietà o di altro diritto reale di godimento su beni di ogni genere. comunque. n. nel corso delle singole intermediazioni. il contribuente potrà sia chiedere la detrazione del credito nell’anno successivo. 241. chiedere il rimborso dell’eccedenza dell’imposta liquidata10. ritenute. 30. di fatto.
. Quindi.lgs. 10 Il contribuente può chiedere in tutto o in parte il rimborso dell’eccedenza detraibile. IRAP. qualora la loro destinazione sia oggetto di scambio nell’ambito di attività di impresa (con esclusione dei campioni di modico valore appositamente contrassegnati) 9 Delle somme dovute per imposte sui redditi. se tale IVA a credito supera quella a debito. In tal caso il rimborso può essere richiesto per un ammontare che. l’imposta viene applicata. ma per il quale l’imposta stessa è dal punto di vista economico “neutrale”. se dalle dichiarazioni dei due anni precedenti risultino eccedenze detraibili.inquadrabile tra le cessioni dei beni o tra le prestazioni di servizi8. 9-7 1997. 633. che pur non essendo soggetto passivo dell’imposta stessa ne sopporta l’onere economico (o come si usa dire. Quanto alla dichiarazione annuale. sia utilizzare l’importo in compensazione9.
Art. 2007. quindi l’indice di capacità contributiva (art 53 Cost. che colpisce ogni singola operazione imponibile e che. l’ultima importante distinzione da fare è quella tra IVA come obbligazione anticipatorie e IVA come obbligazione definitiva.L’IVA. 53 Cost: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. op. pag. L’IVA come mera obbligazione anticipatoria fa capo ai “soggetti IVA”.. rappresenta pertanto un costo solamente per l’ultimo anello della catena (il così detto consumatore finale). in quanto è applicata ad ogni anello del ciclo produttivo – distributivo. ha il suo presupposto di fatto nelle singole operazioni imponibili di acquisto. appunto perché i soggetti passivi IVA. riscuotono il tributo (che graverà giuridicamente sui consumatori finali) per conto dello Stato.11 ) è ravvisato per questa imposta sull’acquisto da parte dei consumatori finali. quindi. risiede nel tassare il consumo e nel rendere neutrale il prelievo nelle fasi precedenti. ed è periodica e neutrale. cit. al contrario l’IVA come obbligazione definitiva è un’imposta istantanea. ma l’Erario acquisisce solo la differenza (o frazione) tra l’imposta sulle operazioni di vendita e quelle sugli acquisti. il quale pur non essendo debitore verso l’Erario. poste in essere dal contribuente di fatto12. un’imposta plurifase non cumulativa. 508. subisce la rivalsa giuridica senza poter detrarre l’imposta ed è dunque. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. a guisa di “sostituti d’imposta”. 12 FALSITTA G. alla luce di quanto detto. La giustificazione costituzionale del tributo..
. Infine. CEDAM.
D’AMICO. 633/1972).r. art 6 del d. 140. arti e professioni.  presupposto territoriale: le operazioni devono essere effettuate all’interno dello Stato (rientrano infatti nel campo di applicazione dell’imposta le operazioni poste in essere nel territorio dello Stato. 1997.I. comma 2. pag. l’applicazione dell’imposta viene a dipendere dal contestuale verificarsi di tre presupposti:  presupposto oggettivo: deve trattarsi di una cessione di beni o una prestazione di servizi rientranti tra quelle previste dalla normativa. Nel secondo caso.  presupposto oggettivo: le operazioni di cui al punto precedente devono essere effettuate nell’esercizio di imprese. 14 Art 7. l’imposta colpisce tutte le importazioni. Nel primo caso. di Campione d’Italia e delle acque italiane del lago di Lugano14). CACUCCI EDITORE. a seconda che i beni e i servizi vengano prodotti nel territorio dello Stato. n. “Le rilevazioni economiche-amministrative d’azienda”.p.p. invece.r. 633/1973)13. 633 del 1972
. ad eccezione dei comuni di Livigno. occorre verificare il momento preciso in cui le cessioni o le prestazioni divengono rilevanti ai fini IVA (cosiddetto momento impositivo.2 PRESUPPOSTI DI APPLICABILITA’
I presupposti per l’applicazione dell’imposta possono essere ricondotti a due categorie. ovvero siano collegati ad operazioni di importazioni (articolo 1 del d.r.
PAOLONE.p. lettera b) del d.
Verificata la sussistenza dei presupposti per l’importazione.
Per controverso in mancanza di uno (o più) degli elementi costitutivi suddetti. solo sull’incremento di valore subito dal bene o dal servizio (valore aggiunto) nel corso delle singole intermediazioni. 19 del decreto). di fatto. Grazie a queste due fasi. ma anche le altre operazioni rilevanti ai fini IVA. l’onere fiscale grava esclusivamente sul consumatore finale e l’imposta viene riscossa. 18 del decreto) e la detrazione (art.
I. che l’attività anche se organizzata
. producono altri effetti sia sul piano formale che su quello della determinazione del debito d’imposta. ancorché non organizzate in forma di impresa. l’imposta viene applicata. che racchiudono ognuna un distinto meccanismo. il legislatore ha previsto un procedimento che si compone di due fasi.Questi requisiti identificano non solo le operazioni soggette ad imposta (operazioni imponibili). in modo frazionato.3 L’IVA TRA RIVALSA E DETRAZIONE
Per portare la tassazione al solo consumo finale. L’IVA è un’imposta che viene applicata nell’ambito di tutte le attività produttive. con il fondamentale requisito. e tassare quindi il valore aggiunto. che pur non comportando l’applicazione dell’imposta (in quanto non imponibili ed esenti). l’operazione si considera “fuori campo” o “esclusa”. dalle imprese e dagli esercenti arti e professioni per conto dell’Amministrazione Finanziaria. la rivalsa (art. in quest’ultimo caso. essa comprende tutte le attività di cessione di beni e prestazione di servizi a contenuto materiale.
l’importo versato (e quelli compensati come somme a credito). paradiso e inferno”. se da tale differenza scaturirà un debito verso l’Erario tale differenza sarà versata tramite il modello F2418. di arti e professioni. Sist. anche tramite intermediari. IPSOA 2008. 241. Tuttavia. Trib. Giur.. n. pag 300-332. delle regioni e degli enti previdenziali. “Evasione fiscale. 17. L’istituto della rivalsa prevede che il soggetto che effettua cessioni di beni e prestazioni di servizi imponibili ha il diritto/dovere di addebitare l’imposta all’acquirente.. si svolga in maniera continuativa nel tempo 15. Trib. contestualmente.solo ed esclusivamente sulla base del proprio lavoro. 2001. “Il diritto di detrazione” in AA. “Il diritto di rivalsa” in AA. F24 cartaceo presso gli sportelli degli uffici bancari e postali o dei concessionari della riscossione. 2001. l’istituto della detrazione prevede che le acquisizioni effettuate nell’esercizio di attività d’impresa. Di contro. pag 43 . comma 2. L’imposta sul valore aggiunto... pag. l’importo totale di tali crediti viene portato in detrazione dall’importo totale dei debiti verso l’Erario sorti al momento della vendita dei beni e di servizi. 9-7-1997. La rivalsa è quindi il principio in base al quale il soggetto obbligato al pagamento dell’imposta. esigendola per conto dell’Erario e divenendone. dei contributi e dei premi di cui all’art. i contributi dovuti dall’INPS e le altre somme a favore dello Stato. Per il singolo soggetto passivo. Passiamo ora all’approfondimento delle due fasi.
. 17 PACE A. possono utilizzare la procedura telematica. Giur. 18 Il modello F24 è un modulo di versamento unificato di delega conferito ad una banca convenzionata o ad uno sportello postale che rilascia un’attestazione contenente il periodo cui si riferisce la liquidazione d’imposta.. 279-299.. del d. Vv.50. tutti i soggetti titolari di partita IVA sono tenuti a utilizzare. Dir. i dati identificativi del contribuente. Se viceversa scaturirà un credito questo potrà essere riportato al periodo
LUPI R. debitore del pari importo16. FLORENZANO F. modalità di pagamento telematiche delle imposte. Gli altri contribuenti sono esclusi dall’obbligo per cui possono continuare ad effettuare versamenti con il Mod. Il versamento va eseguito in maniera unitaria per le imposte..lgs. consentono all’acquirente il recupero totale dell’imposta pagata mediante il sorgere di un credito dell’Erario per pari importo17. A partire dal giorno 1-1-2007. trasferisce il carico tributario su un altro soggetto. L’imposta sul valore aggiunto. Sist. Vv.
salvo eccezioni. l’obbligo di addebitare l’imposta al cessionario o al committente. per cui nessuno dei due soggetti sopporterà il costo di tale tributo. il cui soggetto che compie le operazioni imponibili addebita la relativa imposta alla controparte. Essa opera quindi in modo differente a seconda che le parti tra cui interviene l’operazione. non si potrà in alcun modo recuperare l’imposta pagata a monte e.
. come già accennato. Nel caso in cui siano entrambi soggetti passivi. il rispetto della neutralità dell’IVA viene assicurato. attribuisce all’acquirente del bene o al committente del servizio il diritto alla detrazione.successivo per essere scalato dalla successiva dichiarazione o a certe condizioni potrà essere chiesto a rimborso o utilizzato in compensazione. con l’obbligo di applicazione dell’IVA da parte del cedente o prestatore nelle operazioni attive effettuate. siano o meno soggetti passivi d’imposta.1 LA RIVALSA E I CASI DI NON OBBLIGATORIETA’
La rivalsa è un meccanismo che impone al cedente o prestatore del servizio.3. Vi è quindi piena corrispondenza tra la somma dovuta dal cedente e quella ammessa in detrazione per il cessionario. Ciò in quanto l’addebito in fattura dell’imposta per effetto della rivalsa. è il meccanismo dell’IVA. Tipico esempio di rivalsa è. di conseguenza. verrà realmente inciso dall’onere fiscale. Nell’ipotesi invece di cessione o prestazione del servizio al consumatore finale (soggetto privato). salvi naturalmente i casi di indetraibilità o di limitata detraibilità dell’imposta.
Essi sono:  le cessioni gratuite di beni. l’obbligo ha per oggetto l’addebito dell’imposta al committente o cessionario. a titolo di rivalsa. si concreta. L’apparente difficoltà logica di concepire l’esistenza di un diritto il cui esercizio è doveroso per il titolare si può spiegare considerando che. in cui la rivalsa non solo non è obbligatoria ma è addirittura vietata.
. autoconsumo). naturalmente quando sono considerate imponibili dalla legge.La rivalsa è generalmente obbligatoria e qualsiasi patto contrario è nullo.
Oltre ai casi sopraindicati.d. dell’artista o del professionista e ad altre finalità estranee all’esercizio dell’impresa (il c. Si tratta del:  caso di IVA dovuta a seguito di accertamento o di rettifica. se soggetto IVA in Italia.  le prestazioni di servizi costituenti autoconsumo.soggetto passivo. nel rapporto privatistico cedente . Vi sono dei casi in cui l’obbligo di rivalsa. Tale IVA è infatti destinata a rimanere a carico del contribuente nei cui confronti l’accertamento è stato eseguito.  caso di IVA dovuta in base al meccanismo del reverse charge (si tratta dell’IVA dovuta dall’acquirente.  la destinazione di beni al consumo personale o familiare dell’imprenditore. Una volta adempiuto tale dovere. nel rapporto Stato .cessionario. il diritto avente ad oggetto la pretesa di pagamento della relativa somma facente capo il primo. può non essere esercitato. ve ne sono altri invece. anziché dal cedente o prestatore).
Nel corso dell’anno. le cessioni imponibili di oro e argento ecc. la detrazione dell'IVA assolta sugli acquisti spetta nel caso in
.Nell’ultimo caso vanno individuate: le prestazioni di servizi rese da subappaltatori nei confronti di imprese che operano nel settore edile. il diritto alla detrazione può essere esercitato in occasione delle singole liquidazioni periodiche dell’imposta che i contribuenti sono tenuti ad effettuare. La detrazione è ammessa soltanto se vengono rispettate determinate condizioni. ad esempio ed a titolo di anticipazione di quanto verrà detto successivamente.
I. nonché delle cessioni di rottami a soggetti passivi. nel diritto di sottrarre dall’IVA dovuta (ed ottenuta esercitando il diritto . cioè l’anno solare. nel caso in cui il totale delle imposte passive superi quello di quelle attive. materia che tratteremo in maniera più approfondita più avanti. in linea generale. Sarà la differenza tra le due imposte a costituire l’ammontare dell’imposta dovuta definitivamente all’Erario o. l’IVA relativa agli acquisti o importazioni riferiti dal contribuente al medesimo periodo.obbligo di rivalsa) sulle operazioni attive effettuate nel periodo d’imposta. le cessioni di fabbricati strumentali imponibili ad IVA per opzione.3. del credito che il soggetto vanta verso l’erario.2 LA DETRAZIONE TRA INERENZA E DEROGHE ALLE REGOLE GENERALI
La detrazione consiste.
reale. senza cioè attendere l’effettivo impiego dei beni acquistati. sia nell’ipotesi in cui ad essi sia data una destinazione diversa da quella considerata ai fini della detrazione operata al momento dell’acquisto. viene esercitato correttamente il diritto alla detrazione.d. Altre limitazioni sono previste per chi effettua sia operazioni che danno diritto alla detrazione sia operazioni diverse (c. Ciò comporta la necessità di procedere alle rettifica dell’IVA detratta.rata). Se invece il soggetto effettua fra le imposte attive solo operazioni esenti o non soggette. meccanismo del pro . l’imposta pagata sulle imposte passive non potrà mai essere dedotta19. In generale l'imposta è detraibile se:     è relativa ad un operazione inerente all'attività svolta. è addebitata in una fattura corretta. cit. pag 254-265. arte e professione). Condizione determinante il diritto alla detrazione dell'imposta è innanzitutto quella dell'inerenza dell'operazione all'attività del soggetto (impresa. op. nonché per l’acquisto di particolari beni con IVA solo parzialmente detraibile o addirittura completamente indetraibile. veritiera e non fraudolenta. Tale requisito implica una corrispondenza tra gli acquisti e/o importazioni effettuati e le finalità dell’imprenditore o dell’esercente arte o
.cui il soggetto effettua operazioni imponibili o non imponibili. l'operazione non rientra nei casi di indetraibilità.. il diritto alla detrazione è ammesso con carattere di immediatezza.
Nei casi in cui sono presenti tutti i requisiti. sia nell’ipotesi di utilizzazione pluriennale da parte del soggetto passivo.
le spese di rappresentanza di costo unitario non superiore a 25. Anche in questi casi la valutazione va adottata caso per caso. in base alle prove fornite dal contribuente. L’individuazione in concreto delle operazioni inerenti alle finalità dell’impresa. le prestazioni alberghiere.82 euro. ma deve essere provata concretamente dalla società stessa. In caso di importazioni. si tratta ad es.p. Ciò al fine di evitare che i beni utilizzati per bisogni personali giungano al consumo completamente detassati. di quelli relativi ai veicoli.
Del d. non è necessario che l’importatore abbia acquisito la proprietà dei beni importati. il trasporto di persone.professione. Per certi tipi di acquisti. 633/1972. può essere difficoltosa nell’ipotesi di beni suscettibili di utilizzazione indifferenziata (ad esempio una autovettura) perché non connessi direttamente all’attività specifica oggetto dell’impresa. Infatti. i problemi dell’inerenza sono stati risolti a priori dal legislatore (art 19-bis)20. la somministrazione o l’acquisto di alimenti e bevande. Il requisito dell’inerenza deve inoltre permanere anche successivamente all’acquisto. il legislatore ha previsto inoltre l’obbligo di rettifica delle detrazioni relative ad acquisti inizialmente inerenti ma in seguito utilizzati per l’effettuazione di operazioni non inerenti. essendo sufficiente che abbia assolto l’IVA in dogana e che il bene importato sia impiegato nell’esercizio dell’attività imprenditoriale o professionale. ecc.r.
. L’inerenza non può presumersi per il semplice fatto che il soggetto acquirente sia una società commerciale. La detrazione deve quindi riguardare l’IVA assolta o dovuta dal contribuente per operazioni pertinenti o rilevanti rispetto alla sua attività imprenditoriale o professionale. argomento che analizzeremo nel dettaglio in seguito.
Così ad esempio. potrà essere esercitato dall'acquirente. ma può essere esercitato entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa al secondo anno successivo a quello in cui sorge il diritto alla detrazione. ecc. non deve necessariamente essere esercitato nello stesso momento di effettuazione dell'acquisto del bene o servizio (momento impositivo) o di ricevimento della relativa fattura.. cioè. Tale diritto. tuttavia. E' infatti stabilito che il diritto alla detrazione "sorge" nel momento in cui l'imposta "diviene esigibile". Restano comunque ferme le condizioni di detraibilità esistenti al momento della nascita del diritto medesimo. è altresì strettamente correlato al momento in cui nasce nel cedente o prestatore il corrispondente obbligo di versamento. Va aggiunto che se il contribuente riceve in ritardo una fattura.
. o non soggette all’imposta perché sottoposte a regimi speciali IVA. il ricevimento e la registrazione delle fatture di acquisto.Il diritto di detrazione inoltre non spetta se il bene o servizio è afferente ad operazioni esenti o escluse. generalmente il momento in cui l'operazione si considera effettuata. la quale ultima deve avvenire entro il termine suddetto. la limitazione non si applica alle operazioni non imponibili (cessioni all’esportazione o cessioni intracomunitarie) o non territoriali. determinate operazioni escluse riguardanti l’azienda. Il diritto alla detrazione dell'imposta da parte del cessionario o committente. al più tardi nella dichiarazione annuale relativa all'anno 2010 (secondo anno successivo) da presentare nel 2011. il diritto alla detrazione (sorto nel 2008). l’organizzazione societaria. per un acquisto di beni effettuato nel 2008 (beni ricevuti nel 2008). quali ad esempio l'inerenza.
anche se non si sia provveduto alla regolarizzazione nei 4 mesi dal termine in cui la fattura stessa avrebbe dovuto essere emessa.la detrazione spetta purché la registrazione avvenga entro il predetto termine.
Per detrarre l'IVA è necessario inoltre. indetraibilità pro-rata in presenza di attività che danno luogo ad operazioni esenti e attività che danno luogo a operazioni che consentono la detrazione. operazioni non soggette e manifestazioni a premi. arte o professione. la legge individua varie ipotesi di indetraibilità dell’imposta che possono essere così elencate:  indetraibilità totale per destinazione per gli acquisti efferenti operazioni esenti. In deroga alle regole generali. l’amministrazione finanziaria può recuperare a tassazione l’imposta detratta. infatti.  indetraibilità pro-quota per beni o servizi ad uso promiscuo in presenza di operazioni non soggette e per l’utilizzo per fini privati o estranei all’esercizio dell’imposta. che se il contribuente non è in grado di esibire le fatture che dimostrano la legittimità e la correttezza della detrazione. È stabilito infatti. Il diritto alla detrazione è esercitabile.  indetraibilità parziale per enti non commerciali in presenza di beni o servizi utilizzati promiscuamente per attività commerciali. a carico del soggetto che ha acquistato il bene o ha ricevuto il servizio. indipendentemente dall'effettivo pagamento del tributo da parte del cedente e dal versamento a
.   indetraibilità oggettiva per determinati beni o servizi. che la stessa sia stata addebitata in fattura a titolo di rivalsa.
il problema della competenza emerge solo per le operazioni in corso al termine del periodo d’imposta.
I. i successivi obblighi di fatturazione. Nelle imposte dirette invece. un’eventuale emissione della
Una differenza è che. da adempiere tempestivamente anche in corso d’anno. Sia per le cessioni che per le prestazioni. come quello della fatturazione. Tale disposizione si applica anche alle operazioni di importazione.r. A tal fine l’art 6 del d. le seconde invece quando il bene viene consegnato o spedito21. nell’IVA. non ha importanza se e quando la fattura sarà pagata. ma anche qualora non sia ancora avvenuto il pagamento. sotto pena di sanzione anche in caso di solo ritardo. dai quali decorrono.4 L’IVA E LA SUA ESIGIBILITA’
Dato che molte cessioni e prestazioni hanno uno svolgimento articolato nel tempo. Pertanto. I criteri per stabilire il momento di effettuazione dell’operazione si distinguono a seconda che si tratti di cessione di beni o prestazione di servizi: le prime si considerano infatti effettuate al momento della stipula dell’atto traslativo. per le quali è consentito detrarre l’imposta dovuta non soltanto nell’ipotesi in cui essa sia stata assolta dal soggetto. direttamente o indirettamente. salvo considerate ipotesi di variazione per vizi del contratto.p.quest'ultimo di pari importo. i momenti di effettuazione dell’operazione fanno scattare gli obblighi formali. registrazione e versamento. 633/ 1972 individua i “momenti di effettuazione delle operazioni” in relazione ai quali viene scelta l’aliquota applicabile.
. occorre identificare il momento preciso in cui esse divengono rilevanti ai fini IVA. in via di rivalsa da parte del cessionario.
anche se solo limitatamente all’importo fatturato. regime “delle fatture in sospeso” che era stato elaborato quando l’ultimo comma dell’art 6 differiva il momento di effettuazione dell’operazione. sarà equiparata all’effettuazione dell’operazione. pag 261-265. con il decreto legislativo 313. op. il concetto di esigibilità viene svincolato dal momento di effettuazione delle operazioni nell’ipotesi di operazioni verso una serie di enti pubblici. e non la semplice “esigibilità” dell’imposta. proprio
Viene superato in tal modo il c.d. e che occorreva rimettere quando il cliente procedeva al pagamento. non trattandosi infatti di un importo materialmente verificabile. che in genere coincide con i momenti di effettuazione delle operazioni. da parte del cliente. invece.fattura prima del pagamento o della consegna.. ad eccezione dell’ipotesi in cui il cliente sia un ente pubblico. appare chiaro che la detrazione IVA da parte del cliente non possa essere condizionata al suo versamento allo Stato da parte del fornitore. in tal caso l’esigibilità scatta solo quando l’ente pubblico procede al pagamento e solo in questo momento il fornitore ha l’obbligo di versare l’IVA su quelle che restano ordinarie fatture di vendita22 .. è che l’IVA diventa esigibile in relazione al momento dell’emissione. da parte del fornitore. così come simmetricamente. ma la relativa imposta non viene computata a debito fintanto che l’ente non procede al pagamento. LUPI R. della fattura anche se il fornitore non ha ancora incassato il pagamento. Con il regime attuale. Per garantire la snellezza dei traffici commerciali. Ne derivavano fatture emesse prima del momento di effettuazione dell’operazione. notoriamente ritardatari nei pagamenti. Esiste quindi un obbligo di anticipare all’erario importi di IVA ancora non incassati dai clienti. Nell’art 6 è stato introdotto. e della ricezione. Nell’ultimo comma dell’art 6. il concetto di “esigibilità” dell’imposta. le fatture emesse nei confronti degli enti pubblici hanno pari dignità rispetto alle altre. è detraibile l’IVA non ancora pagata ai fornitori. cit. Il concetto che emerge dalla normativa.
che calcolare la differenza tra la somma dell’IVA relativa agli acquisti effettuati e la somma dell’IVA relativa alle vendite effettuate nello stesso periodo d’imposta. Da ciò può derivare infatti la possibilità che l’IVA incassata dal fornitore non venga mai versata al Fisco.perché l’IVA. non essendo applicata alla singola operazione ma bensì “per masse”. op. non potrà lasciare evidenti riscontri daI quaLI possa emergere la corrispondenza tra “i versamenti fatti all’erario” e le singole operazioni a cui si ricollega la “detrazione a monte”. La presumibilità di un tacito accordo tra fornitore e cliente. rendendo difficile. ai fini del versamento dell’IVA. dimostrare che il fornitore abbia realmente versato l’IVA. per determinati beni. è ravvisabile in tutti quei casi in cui l’acquisto avviene ad un prezzo inferiore a quello corrente.. senza responsabilità dell’acquirente.. nel nostro sistema vigente. non farà altro quindi. è stata introdotta. una responsabilità solidale del compratore per l’imposta non versata dal venditore (art 60-bis decreto IVA). pag 42-43
. in materia di mancato versamento dell’imposta. come potrebbe apparentemente sembrare. La detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti e il diritto al rimborso delle eventuali eccedenze risultano essere quindi non uno strumento di agevolazione. bensì uno strumento per colpire il solo consumo finale. salva la prova di un coinvolgimento occulto con fornitore23. cit. con l’eventuale diritto al rimborso in caso di eccedenze. A tal proposito. con il semplice scopo di evitare il diffondersi di comportamenti fraudatori. ai fini della detrazione da parte del cliente. viene fatto in maniera algebrica considerando non la singola operazione ma l’insieme totale: ogni azienda.
LUPI R. Il calcolo dell’imposta da detrarre o da versare all’erario infatti.
. ossia l’ufficio provinciale nella cui circoscrizione rientra il proprio domicilio fiscale. A decorrere dall’inizio dell’attività. la partita IVA25. mediante il quale verrà identificato in tutte le operazioni inerenti l’imposta. La partita IVA è un codice numerico composto da 11 cifre le prime 7 rappresentano un numero progressivo. deve adempiere ad un primo obbligo previsto dalla normativa IVA consistente nel dare comunicazione entro 30 giorni dall’avvenuto inizio dell’attività all’ufficio IVA competente. ma con l’apposita e studiata interposizione di società prive di una solida struttura patrimoniale che una volta incassata l’IVA dai clienti provvedeva a sparire nel nulla24 senza quindi mai riversare l’imposta all’erario. “frodi carosello” di cui tratteremo ampiamente nel capitolo successivo. per il contribuente scatta l’obbligo della tenuta di una speciale contabilità IVA che prevede annotazioni in appositi registri stabili in base al tipo di attività svolta ed al tipo di documenti da rilasciare
È il caso delle c.Con lo sfruttamento fraudolento dei meccanismi di rivalsa e detrazione. Innanzitutto il soggetto che avvia l’esercizio di impresa. è stato possibile infatti mettere in piedi particolari frodi basate sì su forniture reali di merci o di servizi.d.
I. l’ufficio IVA attribuisce al contribuente un codice anagrafico. In tale circostanza. ovvero di arti e professioni. per i soggetti diversi dalle persone fisiche la partita IVA attribuita all’inizio dell’attività coincide anche con il codice fiscale.5 GLI ADEMPIMENTI
Nell’IVA gli adempimenti formali sono numerosi. le seconde 3 identificano l’ufficio provinciale competente. nascondendosi dietro adempimenti formali apparentemente regolari. mentre l’ultima cifra è un contro codice.
Questi importi ogni mese sono raffrontati per procedere alla liquidazione del tributo. D’AMICO. entro 15 giorni. tant’è che. derivante dal registro degli acquisti. se l’operazione è non imponibile o esente. Il rilascio della fattura è condizione inderogabile per la detrazione dell’imposta applicata nella relativa operazione. op. al fine di detrarre l’imposta. pag 150. l’aliquota e l’ammontare dell’imposta (o. il titolo di applicabilità dell’IVA e la relativa disposizione). per i quali la fattura è sostituita dallo scontrino fiscale. nei casi particolari di mancata emissione della fattura. in un apposito registro. Il documento principale previsto dalla normativa IVA è rappresentato dalla fattura. il corrispettivo o gli altri dati necessari a determinare la base imponibile. ecc…). Le registrazioni delle fatture di acquisto e di vendita realizzano importi denominati: IVA a credito27 e IVA a debito28. l’oggetto dell’operazione o il servizio fornito. nell’ordine della loro numerazione con l’indicazione delle generalità dei soggetti tra cui è compiuta l’operazione. cit.obbligatoriamente al momento della cessione dei beni o dalla erogazione dei servizi. ristoratori. 28 Iva risultante del registro delle fatture emesse. Le fatture emesse devono essere annotate. nel qual caso è previsto l’obbligo del rilascio della ricevuta fiscale. e per alcune categorie di esercenti arti e professioni (albergatori. l’acquirente. calcolando entro il 15 di ogni mese (o di ogni trimestre) la differenza tra l’imposta divenuta esigibile nel
Un caso particolare di autofattura è costituito dalla carta carburante. il cui rilascio è obbligatorio in via generale per tutti i contribuenti ad esclusione dei commercianti al minuto.. nella quale vengono annotati gli acquisti del carburante per autotrazione. 27 Iva detraibile.
. è autorizzato all’emissione dell’autofattura26. PAOLONE.
cit. entro il giorno non festivo successivo. op. L’ammontare che ne risulta deve essere: se a debito versato entro il 15 del mese all’ufficio competente. È prevista altresì la possibilità di emettere un’unica fattura “differita”. ognuno a loro volta. Quanto agli obblighi formali dell’acquirente.r. dovranno emettere la fattura o documento simile (come ricevuta o scontrino fiscale) applicando l’imposta IVA e registrandone l’importo sia a debito che ha credito: dal loro punto di vista l’operazione rimarrà “neutrale”. Dunque sia l’acquirente che il venditore. I soggetti. 3 d. nonché distintamente i corrispettivi di quelle non imponibili ed esenti. La fattura si considera emessa con la consegna o spedizione al cliente. se a credito computato in detrazione per il mese successivo. Vi è infine la dichiarazione annuale IVA29 che ha la funzione di riepilogare gli adempimenti attuati dal soggetto passivo nell’anno precedente. effettuate in ciascun grado. entro il 15 del mese
Art. invece.p. non obbligati al rilascio della fattura tengono un registro nel quale va annotato. l’importo globale dei corrispettivi e delle imposte relative alle operazioni imponibili. per le cessioni effettuate dallo stesso cliente nello stesso mese. ricadendo infatti sul consumatore finale (o contribuente di fatto).mese precedente e quella divenuta detraibile nello stesso mese.
. le fatture e le bollette doganali relative ai beni e servizi acquistati o importati nell’esercizio di imprese. 527. arti o professioni devono essere numerate progressivamente e annotate in apposito registro. 322/1998 FALSITTA.. prima della liquidazione periodica o della dichiarazione in cui esercita il diritto di detrarre l’imposta30. pag. suddivise per aliquota.
il soggetto potrà annullare l’emissione della fattura con l’emissione di una “nota di accredito” pari all’importo definitivo. in quanto indicanti un valore superiore a quello con cui si è effettivamente conclusa la transazione.
. si configura il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di operazioni inesistenti.solare successivo a quello di consegna o spedizione. Se la variazione dell’imposta o dell’imponibile aumenta il soggetto che ha emesso la fattura deve emetterne una nuova denominata “nota di addebito” per la differenza.p. dopo che un’operazione è stata fatturata o registrata. ci siano fatti che modifichino in aumento o diminuzione l’ammontare imponibile o l’imposta applicabile. 633/1972 disciplina le ipotesi in cui. Qualora nella contabilità siano rinvenute fatture o altri documenti che riportino operazioni solo parzialmente veritiere. L’art 26 del d. messo in atto in occasione di comportamenti fraudatori e lesivi della leale concorrenza che regola il nostro mercato. “falsa fatturazione”. Se la variazione dell’imposta o dell’imponibile diminuisce. Ma di questo se ne parlerà più avanti in occasione dell’analisi dei meccanismi fraudatori in materia d’IVA che si possono instaurare all’interno degli scambi commerciali tra operatori economici comunitari e intracomunitari. permette infatti all’acquirente di incrementare artificiosamente i costi beneficiando di un diritto di detrazione IVA illegittimamente costituito e di rivendere i beni a prezzi “eccessivamente ribassati”.r. Il fenomeno della cd.
occorre distinguere tra:    operazioni nazionali (o interne). 2001. rilevano due ambiti territoriali: quello statale nazionale (territorio della Repubblica Italiana) e quello comunitario (territorio dell’Unione europea). Ai fini di tale principio. di importazioni ed esportazioni. L’imposta sul valore aggiunto. in senso tecnico.I. più in generale. in AA. della rilevanza di una operazione ai fini del
BAGGIO R. Dal punto di vista spaziale.. il campo di applicazione IVA è il territorio dello Stato: cessioni di beni e prestazioni di servizi rilevano in quanto sono effettuate nel territorio dello Stato. dal punto di vista della territorialità. in vigore dal 1993. pag 783. Le operazioni extracomunitarie sono quelle che comportano uno scambio tra un paese della Comunità ed un paese extracomunitario.
(transitoriamente) ad un particolare regime.. operazioni intracomunitarie. Trib.6 L’IVA NEI RAPPORTI CON L’ESTERO: IL PRINCIPIO DI TERRITORIALITA’
Il principio di territorialità svolge un ruolo di grande rilievo nella disciplina dell’IVA31. è solo con riferimento a questi scambi che si può parlare. “Il principio di territorialità e le esportazioni”. la territorialità è dunque una condizione “sine qua non” dell’imponibilità e. Dir. Sit.
.. Giur. Vv. Perciò. operazioni extracomunitarie.
. il criterio del domicilio o residenza nel territorio dello Stato del soggetto che presta il servizio. 7 del d. 633/1972. 34 MATTARELLI F.6.. 33 Cfr. Trib. Giur. Con una normativa assai complessa ed articolata.tributo32.1 LE IMPORTAZIONI
In materia di trattamento degli scambi con l’estero. Circa le localizzazioni delle operazioni. invece. l’imposta si applica anche “sulle importazioni da chiunque effettuate”. dall’altro. in AA. la disciplina delle importazioni e della delle esportazioni. sulla scorta delle direttive comunitarie. art. il legislatore definisce il territorio statale ed i criteri che localizzano nel territorio dello Stato le operazioni soggette ad imposta33.. la tassazione delle importazioni e. Inoltre. Dir. quindi. condiziona l’imponibilità delle cessioni dei beni e delle prestazioni di servizi. la territorialità. Per le prestazioni di servizi vale..p. e condiziona la nozione stessa di importazione (e di esportazione). 2001. da un lato. l’Italia e gli altri paesi dell’Unione europea hanno adottato il principio di “tassazione nel paese di destinazione”: ciò comporta. la detassazione delle esportazioni34. pag 847.r. le nozioni di importazione e di esportazione presuppongono la nozione di territorio. perciò si ha cessione nel territorio dello Stato al momento della cessione. “Le importazioni”. quindi postulano il principio di territorialità. Sist. I concetti di esportazione e di importazione sono limitati ai soli scambi
A norma dell’art 1 del decreto IVA. VV. L’imposta sul valore aggiunto.
I. per le cessioni di beni vale il luogo in cui si trovano i beni ceduti.
L’immissione in libera pratica attribuisce la posizione doganale di merce comunitaria a una merce non comunitaria. 36 Si tratta di soggetti passivi IVA. è un’operazione rilevante ai fini IVA (artt. posto che per le operazioni intracomunitarie è previsto uno specifico regime. 633/1972). n.p. A seguito dell’introduzione di un unico spazio doganale europeo.p. L’IVA assolta in dogana da soggetti passivi36 potrà essere portata in detrazione secondo le ordinarie regole (artt. 633/1972). d. che non sono stati già immessi in libera pratica in altro Paese UE35.
Sono considerati in libera pratica in uno Stato UE i prodotti provenienti da Paesi o territori terzi per i quali siano state adempiute nello Stato membro le formalità d’importazione. Non è rilevante che l’operazione sia effettuata nell’esercizio di imprese. dopo l’abolizione delle frontiere fiscali all’interno dell’U.r. 1203/1957). 19 e ss. però. con il termine “importazioni” si intende l’introduzione in Italia di beni originari da Paesi o territori extra UE. da chiunque effettuate. 1 e 67. 10. n. n. d. nonché riscossi i dazi doganali e le tasse di effetto equivalente esigibili in base alla tariffa doganale comune (art.
. soltanto l’importazione da uno Stato extracomunitario (per i beni provenienti da altri Paesi europei si parla di “acquisti intracomunitari”)..r. mentre i soggetti privati ne restano definitivamente incisi. mentre quelli esportati non sono soggetti ad imposta (la cessazione all’esportazione è operazione “non imponibile”) e comportano la restituzione dell’imposta che ha gravato su tali beni dell’interno dello Stato. l. L’importazione di un bene o di un servizio è dunque operazione imponibile: importazione è. L’effettuazione di operazioni di importazioni di beni costituisce autonomo presupposto di applicazione dell’IVA. l’importazione.E. arti o professioni.commerciali con i Paesi extra UE. I beni importati sono tassati come quelli prodotti nello Stato.
MANDO’ G. l’IVA all’importazione ha come base imponibile il valore della merce determinato secondo le disposizioni doganali (aumentato dei diritti doganali dovuti e delle spese di inoltro fino al luogo di destinazione). “Corso di diritto tributario internazionale”. quindi. 2002. Per quanto riguarda il momento impositivo. caratteristiche sostanzialmente diverse dall’IVA applicabile sui prodotti nazionali e si avvicina piuttosto ad un’imposta monofase37. pag. costituiscono operazioni imponibili: l’IVA sulle importazioni è un tributo doganale (un “diritto di confine”). L’IVA all’importazione è accettata.. cit. il valore aggiunto di tutte le fasi precedenti di produzione e di distribuzione della medesima merce: essa ha. 1043. Più precisamente.
MANDO’ M..Le importazioni. amministrato dagli uffici doganali ed applicato secondo le leggi doganali. le norme doganali si applicano altresì anche in materia sanzionatoria. pertanto. L’IVA sulle importazioni ha una funzione diversa rispetto all’IVA sugli scambi interni: essa “duplica” il tributo interno.
. applicata su ciascuna operazione di importazione. liquidata e riscossa per ciascuna operazione secondo le norme della legislazione doganale. op. allo scopo di uniformare il trasferimento fiscale dei beni provenienti dal territorio extracomunitario a quello dei beni prodotti all’interno della Comunità. e di conseguenza con l’assoggettamento ad IVA nella dogana stessa38. quindi. UCKMAR VICTOR. pag 962. L’IVA all’importazione ha come base imponibile il valore pieno della merce importata e colpisce. CEDAM. esso sorge con la presentazione in dogana della dichiarazione dell’importazione..
poiché rientrano nel volume d’affari.
Costituiscono operazioni assimilate alle esportazioni: le cessioni di navi. la regola generale è quella della non imponibilità)39. Le esportazioni sono altresì soggette a tutte le formalità previste in materia di fatturazione. le cessioni all’esportazione si distinguono in:    esportazioni dirette (art..2 LE ESPORTAZIONI
Dal 1 gennaio 1993. le cessioni di beni trasportati o spediti al di fuori della Comunità sono assoggettate a norme diverse da quelle riguardanti le cessioni intracomunitarie (pur se. cit. 1° comma.I..p. 1° comma. dichiarazione e danno quindi diritto alla detrazione o al rimborso dell’IVA assolta sugli acquisti. 633/1972. In base agli art 8 e 8-bis del d. 8-bis del d. pag. registrazione.p. lettera c). 8. 800. 8. Esse sono dette convenzionalmente “operazioni non imponibili” (dizione che le differenzia dalle operazioni “escluse” e da quelle “esenti”) o anche definite “operazioni ad aliquota zero”. nei due casi. op. 8-bis). esportazioni indirette (art.6. 633/1972) non sono soggette ad imposta.
. esportazioni assimilate (art. perché devono essere fatturate senza l’applicazione dell’imposta ma. le
BAGGIO R.r. sono rilevanti ai fini IVA. come le operazioni imponibili. 8. Le esportazioni e le operazioni assimilate (artt. lettere a e b).r.
1° comma.cessioni di aeromobili.c. del d. sono definite esportazioni dirette tutte le cessioni. L’intervento del commissionario si configura come una prestazione di servizi che non pregiudica la condizione di “esportazione”. 8. In linea generale.
. di beni il cui trasporto fuori dal territorio dell’Unione Europea.p. Tali esportazioni sono definite “dirette” poiché il cedente provvede direttamente. alla consegna dei beni al proprio cliente. le cessioni di beni e prestazioni di servizi incorporate nelle navi o negli aeromobili o relative al vettovagliamento. quale secondo acquirente e destinatario finale dei beni. Inoltre. L’esportazione è definita triangolare a fronte dell’intervento di tre distinti soggetti: un operatore nazionale (A) quale primo cedente. lettera b). purchè
L’art 1731 c. 1° comma. le prestazioni di servizi relative a lavori navali e accessorie. definisce il contratto di commissione come “un mandato che ha per oggetto l’acquisto o la vendita di beni per conto del committente ed in nome del commissionario”. All’interno della categoria delle esportazioni dirette rientrano anche:   esportazioni dirette a triangolo (o esportazioni triangolari). sono considerate cessioni all’esportazioni dirette le consegne all’estero di beni esportati. 633/1972. un operatore nazionale (B) quale primo acquirente e secondo cedente ed un operatore estero (C). viene effettuato a cura o a nome del cedente o del proprio commissionario40. cioè a propria cura e spese.
Sono considerate esportazioni triangolari le transazioni nelle quali intervengono due operatori nazionali e un terzo operatore estero. 8. La lettera c) dell’art. estende il beneficio della non imponibilità alle cessioni di beni (anche tramite commissionari). esportazioni improprie (art.r. anche tramite commissionari.
op. viene concessa a coloro che. La finalità della normativa in esame è chiaramente quella di realizzare il principio della detassazione delle operazioni rese nei confronti dei soggetti che svolgono prevalentemente la loro attività economica nei confronti dell’estero. costretto a versare al proprio fornitore somme di cui dovrà attendere il rimborsi dal fisco). MANDO’ G. prevedendo per gli stessi la possibilità di usufruire. La facoltà di fare acquisti senza pagamento dell’imposta è prevista dall’art. ed alle prestazioni di servizi rese a soggetti che.
. Per attenuare questo fenomeno (che può essere anche di grave pregiudizio per l’operatore economico..diversi dai fabbricati e dalle aree fabbricabili. 29 dicembre 1983. 8. conv. Il fondamento di tale norma va ravvisato nella presunzione che vi sia continuità nelle esportazioni di un’impresa.746. Da 1 a 5 del D. e che hanno quindi compiuto cessioni all’esportazione o operazioni
intracomunitarie. si avvalgono della facoltà di acquistare. pag 166. ed è disciplinata dagli artt. in un dato periodo d’imposta. beni e servizi senza il pagamento dell’imposta. L’acquisto senza il pagamento di imposta42 non equivale a non tassazione di
MANDO’ M. in luogo del normale sistema delle detrazioni. cit. hanno venduto all’estero una certa parte dei loro beni. del regime di acquisto senza pagamento dell’imposta e di evitare così l’onere finanziario dell’esborso del tributo afferente i beni e i servizi acquistati in attesa della procedura di rimborso41. Le imprese che vendono all’estero larga parte della loro produzione sono infatti. permanentemente in credito verso il Fisco.. del decreto IVA. il diritto di acquistare (nell’anno successivo) la stessa quantità di beni senza pagamento dell’IVA. comma 2. n. insieme alla legge 27 febbraio 1984.l. n. anche tramite commissionari. avendo effettuato cessioni all’esportazione od operazioni intracomunitarie.17.
Dichiarazione annuale” TEAMSYSTEM. cioè della facoltà di acquisire/importare beni e servizi senza l’applicazione dell’IVA.7 GLI SCAMBI INTRACOMUNITARI
Sono stati esclusi l’acquisto di fabbricati. esclusivamente per via telematica entro il giorno 16 del mese successivo. Verificate tali condizioni. l’importo del plafond è pari alle esportazioni e cessioni intracomunitarie registrate nell’anno precedente. Vv. AA.r. 2008. di aree fabbricabili e dei beni oggettivamente non detraibili a norma dell’art. se il bene non verrà esportato infatti. costituiscano più del 10% del volume d’affari. 72.. è necessario che le operazioni che concorrono alla formazione del plafond registrate nell’anno solare precedente o nei 12 mesi precedenti. 44 Si rammenta che la Finanziaria 2005. solo perché acquistato da un’impresa che abitualmente opera con l’estero. i dati contenuti nella dichiarazione nella dichiarazione d’intento con la quale il cliente chiede la non applicazione dell’IVA sulle forniture di beni e/o servizi. compreso il contratto di leasing avente ad oggetto il fabbricato.p. “IVA 2008. l’importo del plafond è pari a ciascun mese alle esportazioni e cessioni intracomunitarie registrate nei 12 mesi precedenti.
Per avvalersi della facoltà prevista per gli “esportatori abituali”.quel bene. con decorrenza 1-1-2’’5.
. Il limite (comunemente chiamato plafond) per effettuare gli acquisti agevolati può essere determinato secondo due metodologie:  metodo solare. ha introdotto l’obbligo per il cedente o prestatore (fornitore) di comunicare all’agenzia delle Entrate. verrà in seguito assoggettato ad IVA in occasione della rivendita nel mercato interno. il contribuente può decidere di inviare ai propri fornitori sia di beni che di servizi43 apposita dichiarazione d’intento per la non applicazione dell’IVA44. 19-bis del d. pag.
I.  metodo mensile. 633/1972.
le vendite tra operatori economici (tra soggetti passivi IVA) all’interno della Comunità sono tassate a carico del compratore. ossia nello Stato di destinazione. fino a quando non sarà realizzato il regime fondato sulla tassazione del paese d’origine. in dettaglio. come per l’IVA interna. sarà il soggetto IVA che cede il bene a
. Il regime in esame resta ancorato al principio di tassazione nel paese di destinazione. ma “acquisti intracomunitari” e “cessioni intracomunitarie”. esso è stato posto in essere in via transitoria. attraverso un sistema di scambio rapido di informazioni tra le amministrazioni fiscali nazionali e le imprese che devono dichiarare trimestralmente le transazioni effettuate con imprese di altri paesi comunitari. I controlli delle amministrazioni fiscali vengono fatte a posteriori. Vediamo ora. il regime degli acquisti e delle cessioni intracomunitarie. invece.Dal 1° gennaio 1993 sono state abolite le frontiere fiscali tra gli Stati dell’Unione europea ed è divenuta operante la disciplina delle “operazioni intracomunitarie”. in base alla quale il trasferimento di merci all’interno della Comunità ha cessato di essere soggetto a controlli fiscali e alla tassazione doganale (IVA sulle importazioni). Altro è. nel caso di acquisti comunitari invece. la riscossione dell’IVA avviene direttamente ad opera della Dogana al momento dello sdoganamento. Gli scambi intracomunitari non sono più importazioni ed esportazioni in senso tecnico. Per le importazioni da paesi extracomunitari. il regime vigente quando uno dei due soggetti è un consumatore finale. In forza del regime transitorio.
vale in luogo del pagamento dell’imposta in dogana. deve essere annotata dall’acquirente sia sul libro delle fatture emesse che su quello degli acquisti. Disposizioni particolari sono previste infine per i soggetti che effettuano operazioni esenti e per i produttori agricoli operanti in regime speciale (detrazione
Secondo le disposizioni appositamente dettate per gli acquisti intracomunitari. il bene così acquistato (tassato con IVA nel paese in cui avviene l’acquisto) è liberamente trasportabile e consumabile in altri paesi differenti da quello di acquisto (ad esempio. Trib. come se l’operazione avvenisse all’interno di quel mercato). con le opportune integrazioni. L’annotazione sul libro delle fatture emesse infatti.provvedere all’emissione della fattura su cui l’operazione sarà indicata “non imponibile” e la liquidazione dell’imposta dovuta dall’acquirente. MASPES P. come si una dire “un privato”). La fattura estera. in AA. in linea di principio. 2001.. nello Stato di residenza). l’operazione sarà imponibile a carico del venditore (e quindi nel Paese del cedente. verrà effettuata dallo stesso45.
. Giur. La disciplina in esame ha per oggetto gli acquisti fatti da soggetti passivi IVA. acquisti intracomunitari in senso tecnico. nel caso invece in cui l’acquirente sia un consumatore finale (o.. Ai consumatori finali è assicurata ampia libertà di effettuare acquisti in qualsiasi paese intracomunitario. ma lo diventano al di sopra di una soglia. Dir. “Gli scambi intracomunitari”. sulla base della fattura estera. Sist.. VV. che equivale all’annotazione della bolletta doganale46. pag 867. il debito che ne scaturisce viene però neutralizzato dall’annotazione nel registro degli acquisti. L’imposta sul valore aggiunto. Per quanto riguarda gli acquisti intracomunitari fatti da enti non commerciali essi non sono.
cit. pag..
. Le cessioni intracomunitarie (ad esempio la vendita di una merce da parte di un imprenditore italiano ad un commerciante francese) sono operazioni non imponibili in Italia. a condizione che il cessionario sia un soggetto passivo (o un ente non commerciale) esse risultano essere infatti imponibili nel paese di destinazione (vale cioè un regime analoghi a quello delle esportazioni47). op.
TESAURO. 254.forfetaria).
1 Introduzione – II.2 Modalità di applicazione dell’imposta sugli acquisti intracomunitari – II.1 Presupposti.1 Le quadrangolazioni
.1 Presupposti.4.2. operazioni e adempimenti – II.4 Le operazioni triangolari comunitarie e nazionali – II.1 Operazioni interessate dalla disciplina – II.3 Detrazione dell’imposta relativa agli acquisti intracomunitari – II.3.2. operazioni e adempimenti – II.2.1.2 Disciplina applicabile alle cessioni intracomunitarie – II.CAPITOLO II° L’IVA INTRACOMUNITARIA
SOMMARIO: II.3.2 Gli acquisti intracomunitari – II.3 Le cessioni intracomunitarie – II.
949. che ha inoltre notevolmente modificato le precedenti previsioni della sesta direttiva CEE del 1977. 92/111). n. “Manuale dell’imposta sul valore aggiunto”.L. 131. 2001. n. 47. 30 giugno 1993. ad un regime definitivo di tassazione nel Paese d’origine. Per evitare o almeno limitare tali effetti distorsivi. è stato adottato un sistema transitorio di applicazione dell’IVA che imponeva la tassazione delle merci nel Paese di destinazione. 331. In relazione alle divergenze tra le aliquote applicabili nei vari Stati membri. dir.. Con il sistema definitivo. derivanti dalla mancata armonizzazione delle aliquote IVA. in attuazione delle disposizioni di cui alla direttiva CEE n. 30 agosto 1993. “L’imposta sul valore aggiunto”. pag 870.1 INTRODUZIONE
L’abolizione delle frontiere fiscali tra i Paesi appartenenti alla Comunità economica europea – a far data dal 1° gennaio 1993 – ha comportato profonde modifiche alla disciplina dell’IVA relativa alle operazioni commerciali intercorrenti con altri Stati della stessa Comunità48 garantendo che il tributo venisse acquistato dallo Stato membro in cui si verificasse il consumo. 2 marzo 1993... nel gennaio del 1997. Giur. Della legge n. MANDO’ M. MANDO’ G. 28 aprile 1993. sist.. 427 del 1993. 31 dicembre 1992. 513. “Gli scambi intracomunitari”. Il regime transitorio avrebbe dovuto cedere il passo.. VV. trib. pag. l’applicazione integrale del “principio della tassazione dello Stato membro d’origine” avrebbe presentato particolari complessità che avrebbero potuto determinare notevoli effetti distorsivi al commercio tra gli Stati medesimi49.
.II. n. 91/680 (a sua volta modificata dalla direttiva n. L. conv. IPSOA. n. 49 MASPES P. in AA. le cessioni intracomunitarie di merci rappresentano
Tali innovazioni sono state introdotte prima dai DD. pertanto. 2008. 213 non convertiti tempestivamente in legge e poi dal D. n.
331. Questa disciplina ha come cardine i seguenti principi generali:  i movimenti dei beni all’interno del territorio dell’U..p. “Corso istituzionale di diritto tributario”. n.l. n. rimanda “per quanto diversamente disposto”. l’IVA si applica secondo le regole indicate dagli artt.operazioni imponibili equivalenti a quelle realizzate all’interno di ciascun Paese. disciplina speciale rispetto a quanto è stabilito dal d. 30-08-1993.
.E.  le dogane sono assenti per i rapporti commerciali all’interno dell’U.E.l. PAG. sono operazioni denominate “acquisti intracomunitari” e “cessioni intracomunitarie”. CEDAM. 30-81993. continuando infatti l’applicazione del sistema transitorio della tassazione nel Paese di destinazione50.
FALSITTA G.r.E.E. n. 633/1972.. da 38 a 58 del d. 2007.  i soggetti passivi IVA debbono autoliquidare l’IVA sugli acquisti intracomunitari. Quest’ultimo regime non risulta però essere ancora operante. per cui i consumatori possono acquistare liberamente le merci di un altro Stato membro senza subire tassazione alcuna al passaggio della “frontiera politica” tra gli Stati membri dell’U. computandola direttamente in detrazione
(circostanza che evita di effettuare distinti versamenti per ciascuna operazione).  le nozioni di “esportazione” e di “importazione” riguardano solamente gli scambi con i Paesi terzi. 579. Per i rapporti di scambio commerciale con altri Stati membri dell’U. il quale limita la sua efficacia ai rapporti interni ed alle operazioni con i Paesi terzi ma al quale l’art 56 d. 331..
il trasbordo.
ciascun operatore51 è identificato con un numero individuale che corrisponde al numero di partita IVA integrato con un suffisso relativo allo Stato di appartenenza (codice ISO).1 LE OPERAZIONI INTERESSATE DALLA DISCIPLINA
L’IVA intracomunitaria non ha per oggetto tutte le motivazioni di beni e le operazioni connesse che vedono come controparti soggetti domiciliati in differenti Stati membri dell’U. “Guida pratica di diritto tributario internazionale: l’IVA nei rapporti con l’estero”. anche se ciò avviene mediante l’attraversamento di acque internazionali o il territorio di un Paese terzo. Le cessioni intracomunitarie (e gli acquisti intracomunitari) quando sono
presenti le seguenti condizioni:     le parti sono soggetti passivi IVA. 4Le intermediazioni aventi per oggetto sia i beni che i servizi. ma soltanto: 1. 11.E.
.. pag.E. 2I trasporti intracomunitari quando iniziano in uno Stato e terminano in un altro Stato membro dell’U. ecc. 3Le operazioni accessorie al trasporto quali il carico. l’operazione comporta il trasferimento della proprietà dei beni o di altro diritto reale.. 2005.
II. l’operazione è a titolo oneroso. lo scarico..
BARBARA G. GIAPPICHELLI EDITORE.1. i beni vengono spediti da uno Stato ad un altro Stato membro.
. “Iva intracomunitaria”. l. 1 del d. arti o professioni nel territorio dello Stato (art.per conto di privati: gli acquisti effettuati nell’ambito personale o familiare sono infatti soggetti ad imposta nel Paese di origine e nessuna imposta è quindi dovuta all’atto dell’introduzione nei vari Stati membri.r. op.
Va tenuto presente che. 331/1993). pag. 4 del d.p. esenti ed escluse dall’applicazione dell’IVA.  Sugli acquisti intracomunitari effettuati nell’esercizio di imprese. Gli acquisti intracomunitari hanno un trattamento analogo a quello riservato agli acquisti effettuati nel territorio dello Stato: è possibile distinguere le operazioni in operazioni imponibili.. in forza dell’art. si considerano effettuati nell’esercizio di impresa le cessioni di beni o le prestazioni di servizi effettuate nell’esercizio di attività commerciali57.p.. n. In pratica l’IVA si applica:  Sulle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nell’esercizio di imprese arti o professioni nel territorio dello Stato e sulle importazioni da chiunque effettuate (art. n. n. 39-41. i consorzi. si presume che agiscano comunque nell’esercizio di impresa gli enti pubblici e privati. cit.r. Per gli enti di cui sopra che non abbiano per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale. del d. 633/1972. 38.
MOGOROVICH S. commi 1 e 2. 633/1972). le associazioni o altre organizzazioni senza personalità giuridica e le società semplici che abbiano per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali. non imponibili.
non potrà essere individuata alcuna fattispecie di acquisto intracomunitario.Costituiscono acquisti intracomunitari le operazioni realizzate in presenza delle seguenti condizioni:   le acquisizioni sono a titolo oneroso. avviene il trasferimento della proprietà o di altro diritto reale di godimento.  l’operazione avviene tra soggetti passivi d’imposta. il momento di effettuazione dell’operazione. Per quanto attiene alla disciplina applicabile agli acquisti intracomunitari bisogna analizzare:       il momento di effettuazione dell’operazione.E. l’aliquota e la non applicabilità dell’IVA. nel territorio dello Stato (a cura del cedente o dell’acquirente o di terzi per loro conto).
Se manca un solo dei suddetti requisiti. la detrazione. i beni sono trasferiti da uno Stato membro dell’U. la base imponibile. che viene individuato nel momento della consegna dei beni all’acquirente e quindi nel momento in cui i beni pervengono nel luogo di destinazione nel
. la territorialità.   oggetto dell’operazioni sono beni mobili.
per corrispondenza e simili: si considera effettuato nello Stato (e. sono stati ivi ceduti ad altro soggetto o ente assoggettato all’imposta e designato dal venditore quale debitore dell’imposta relativa (ciò avviene ad esempio per “le operazioni triangolari”)59. comma 1. restando comunque esclusi i prodotti soggetti ad accisa.p. essa è costituita dall’ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al cedente (o al prestatore di servizi) secondo gli oneri contrattuali compresi anche gli oneri e le spese inerenti all’esecuzione o ai debiti o agli altri oneri verso terzi accollati al cessionario o al committente. un verbale di consegna o la lettera di vettura). quindi. risulta assoggettabile all’imposta secondo l’aliquota ivi vigente) le cessioni di beni spediti o trasportati da un altro Stato membro quando questa è effettuata nei confronti di persone fisiche non soggetti d’imposta ovvero di cessionari che non hanno optato per l’applicazione dell’imposta sugli acquisti intracomunitari. ove l’operazione è un acquisto intracomunitario). aumentato delle integrazioni direttamente connesse con i corrispettivi dovuti ad altri soggetti (art. ubicata in altro Stato membro. 633/1972) tenendo presente che:  se i beni sono soggetti ad accisa (o è esigibile in dipendenza dell’acquisto). 59 Per le cessioni in base a cataloghi. se si dimostra che l’acquisto ha già scontato l’imposta in altro Stato membro di destinazione del bene (ad esempio. per carenza del requisito territoriale. 331/1993)58. È escluso dall’IVA l’acquisto intracomunitario di beni che spediti o trasportati in altro Stato membro. quando un soggetto passivo acquista in Francia beni che successivamente decide di destinare ad altra sua impresa.L. Venendo alla base imponibile. del d. anche tale imposta concorre a formare la base imponibile.
La prova del momento in cui è avvenuta la consegna (o l’arrivo) è demandato ad una documentazione informale tra le parti (ad esempio. primo comma.r.
In riferimento al secondo punto che tratta la questione della “territorialità” si potrà quindi escludere l’imponibilità dell’acquisto intracomunitario.territorio dello Stato (art 39. del D. 15.
40. della data della fattura.
Se nella fattura manca l’indicazione del cambio. Quando il trasporto è curato dall’acquirente. la conversione in euro va effettuata utilizzando il valore di conversione corrente alla data di emissione del documento. 331/1993. i corrispettivi (e gli oneri accessori) espressi in valuta estera sono computati secondo il cambio del giorno di effettuazione dell’operazione. Va utilizzato il cambio del giorno indicato in fattura soltanto quando l’emissione del documento è contestuale o segue quello di effettuazione dell’operazione che coincide:  per il trasporto effettuato dal cedente (o a sua cura): con il momento della consegna al cessionario (o a terzi per suo conto).  per la fatturazione anticipata (o per acconto): con il momento di emissione della fattura (o di pagamento). assume rilevanza il momento
. L’indicazione del cambio utilizzato è un’operazione riservata al cedente quando la consegna è effettuata in proprio (o per suo conto). comma 3. la base imponibile è ridotta dell’ammontare assoggettato ad IVA destinazione del bene. comma 2).  per il trasporto effettuato da cessionario: nel momento di arrivo dei beni nel luogo di destinazione. nello Stato membro di
Ai sensi dell’art 43.
se l’acquisto intracomunitario è stato assoggettato ad imposta in altro Stato membro di destinazione del bene (art. in mancanza di tale indicazione.l. se indicato nella fattura o. del d.
l’IVA sugli acquisti intercomunitari va liquidata applicando le aliquote IVA indicate all’art. Se la cessione nel territorio dello Stato è considerata un’operazione “non imponibile”.dell’arrivo nel luogo di destinazione nel territorio dello Stato: in questo caso l’integrazione sul documento (art. citato)61. al fine di adempiere agli obblighi sia di liquidazione dell’IVA che di contabilizzazione indicati nel d.
II. In caso contrario. ad esempio la corona danese. cit.l.M. Per quanto attiene all’aliquota.R. e. op..
. l’acquisto intracomunitario sarà attratto dalla stessa norma agevolativa (artt.2
I soggetti che effettuano acquisti o sono committenti di prestazioni intracomunitarie devono comunicare all’altra parte contraente il proprio numero di identificazione fiscale costituito dal numero di partita IVA preceduto dal codice “ISO” cioè dalla sigla “IT”. in euro. 16 del d.p. 74. per rispettare la prescrizioni in materia di elenchi riepilogativi di cui al D. nella valuta dello Stato membro di provenienza.r. “Iva intracomunitaria”. 8 e 8 bis del d. 39 del d.l. La disposizione è applicabile anche per le operazioni non soggette ad IVA ed esenti da IVA (art. ad esempio il dollaro.p. settimo e ottavo comma del D.P. 61 MOGOROVICH S. il fornitore applica l’IVA e per l’acquisto irregolare si rende applicabile la sanzione amministrativa dal 100% al 200% (con un minimo di € 516) all’IVA dovuta anche se applicata correttamente
Se la fattura non è espressa nella valuta dello Stato membro dello Stato di appartenenza del cedente.. 633/1972. secondariamente. 331/1993) dovrà essere conforme alla documentazione di supporto da esibire durante le operazioni di controllo60. l’acquirente nazionale deve operare la conversione della valuta del Paese terzo.r. 633/1972). pag 56. 27-10-2000.2.
La fattura va numerata progressivamente secondo il criterio di
MOGOROVICH S.. pag 459. FRIZZERA B.. del d.
L’integrazione delle fatture può essere fatta sia manualmente che mediante un timbro che contenga tutti gli elementi richiesti dall’art. la misura va da un minimo di € 258 ad un massimo di € 206562. emessa dal fornitore U. deve essere integrata come segue:    va attribuito un numero progressivo. 46. n.
. gli obblighi e i diritti derivanti dall’effettuazione delle operazioni intracomunitarie possono essere adempiuti o esercitati da un rappresentante residente63.. da un lato liquida l’IVA dovuta e dall’altro può anche detrarre l’IVA assolta sull’operazione nei modi e nei termini previsti dalla normativa. L’IVA dovuta sugli acquisti intracomunitari è calcolata a debito direttamente dal soggetto passivo: la fattura di acquisto va annotata nel registro delle fatture emesse e lo stesso documento.nell’altro Stato membro. che costituisce titolo per esercitare la detrazione dell’IVA assolta sull’acquisto. pag 229.E. Se il soggetto che deve l’imposta in Italia non è residente e non ha nessuna stabile organizzazione. Per le operazioni non imponibili o esenti la sanzione va dal 5% al 10% dei corrispettivi (con un minimo di € 516) fermo restando che se la violazione non rileva ai fini delle imposte sui redditi. va calcolata l’IVA. L’operatore economico in questo modo. cit.l. op.. va annotato anche sul registro degli acquisti. il sole 24 ore. La fattura di acquisto intracomunitario. comma 1. 331/1993. 2008. “Guida pratica fiscale”. va determinata la base imponibile.
La registrazione deve invece avvenire
È da rilevare peraltro che. Per quel che concerne i commercianti al minuto. pag 897. la stessa deve essere annotata nel registro delle fatture entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente ma comunque entro 15 giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese. quindi. di determinare il debito di quest’ultimo nei confronti dell’erario. 633/1972. 24. cit.p. MASPES P. l’ammontare degli acquisti intracomunitari non concorre ovviamente alla determinazione del volume d’affari: non si tratta infatti di operazioni attive per il contribuente. come rilevato.annotazione
emesse. Per quanto attiene alla registrazione della fattura di acquisto. ma possano utilizzare a tal fine anche il registro dei corrispettivi64.
. ma l’annotazione nel registro delle fatture emesse risponde. 633/1972. n.p. “Gli scambi intracomunitari”. esclusivamente alla finalità di evidenziare il debito d’imposta del contribuente. op. n. che tengono il registro dei corrispettivi previsto dall’art.
successivamente annotata nel registro degli acquisti attribuendo il numero progressivo di numerazione proprio. Come rilevato. secondo le normali regole previste dall’art.r. è stato ritenuto che gli stessi non debbano necessariamente avere un registro delle fatture emesse per l’annotazione degli acquisti intracomunitari effettuati. d.r. La fattura integrata deve essere annotata anche nel registro degli acquisti. entro il mese successivo al ricevimento ovvero anche successivamente ma comunque entro 15 giorni dal ricevimento e con riferimento rispettivamente al mese di ricevimento ovvero di emissione. pur se risultante dal registro delle fatture emesse o da quello dei corrispettivi.. il cessionario è infatti debitore dell’imposta relativa al presupposto acquisto intracomunitario ed il modo più agevole per poter evidenziare la sua posizione debitoria nei confronti dell’erario è stato ritenuto quello di prevedere l’annotazione della fattura integrata nel registro che ha naturalmente la funzione di individuare l’ammontare dell’imposta relativa alle operazioni effettuate dal contribuente e. 25 del d..
. per i beni per il cui acquisto è prevista l’indetraibilità. infatti. ai sensi e nei limiti degli artt.distintamente (ad esempio. Il diritto alla detrazione dell’IVA relativa ad un acquisto intracomunitario può essere esercitato nella stessa liquidazione in cui questa è compiuta a debito. op... il diritto alla detrazione della stessa imposta. La detrazione. e il successivo esercizio del diritto a deduzione in sede di liquidazione periodica. a dire il vero più conveniente dell’importazione da un paese extracomunitario: in assenza di limiti all’esercizio della detrazione. su apposita colonna) ma non anteriormente al mese di annotazione nel registro delle fatture emesse65. pag 460. è da ritenersi preclusa. arti o professioni.
MOGOROVICH S. totalmente o parzialmente. 633/1972. la registrazione simultanea nel registro delle fatture emesse ed in quello degli acquisti consente di ottenere la compensazione immediata ed automatica del credito e del debito d’imposta e di superare la sfasatura temporale esistente nel regime doganale tra il versamento in dogana. cit. dell’imposta.r. che di regola compete quando l’acquisto è effettuato nell’esercizio di impresa.. d.3 DETRAZIONE DELL’IMPOSTA RELATIVA AGLI ACQUISTI INTRACOMUNITARI
Se da un lato l’imposta sull’acquisto intracomunitario costituisce un debito per l’acquirente.p.2. all’atto dell’importazione. dall’altro accorda al soggetto medesimo.
II. totale o parziale. configurandosi quindi l’acquisto intracomunitario. sotto un profilo finanziario. 19 ss.
non dovendo le stesse essere più considerate come cessioni all’esportazione. è necessario che l’operazione presenti i seguenti presupposti:  soggettivo: il cedente è un soggetto passivo di imposta nel territorio dello Stato e l’acquirente è un soggetto passivo d’imposta in un altro
Dal capo II del d. sono attualmente solo quelle in forza delle quali i beni vengono spediti o trasportati in territori posti al di fuori della Comunità economica europea. in coerenza con il principio della tassazione nel Paese di destinazione al quale si ispira il regime temporaneo. 633/1972.p. viene dettata una particolare disciplina. In questo modo dal 1 gennaio 1993.
.l..r.3 LE CESSIONI INTRACOMUNITARIE
Nel regime temporaneo delle operazioni introdotto. n. 331/1993.r. la non imponibilità di tali operazioni ha trovato il suo titolo ed il suo fondamento nell’art 41 del d. le quali nel testo modificato dell’art 8 del d. per le cessioni intracomunitarie per le quali è prevista in generale la non imponibilità.p.
II. OPERAZIONI E ADEMPIMENTI
Affinché si possa configurare una cessione intracomunitaria non imponibile ai sensi dell’art 41 del d. 30 agosto 1993. 331.l.1 PRESUPPOSTI. in attuazione delle più recenti direttive comunitarie66.II.3.
69 GALLEANI D’AGLIANO – NORMANNI. ha per oggetto beni mobili materiali e comporta il trasferimento della proprietà dei beni o di altro diritto reale di godimento68. 70 L’operatore nazionale che effettua la lavorazione non realizza una cessione intracomunitaria ma deve annotare l’uscita e l’ingresso di detti beni dal territorio nazionale sia nell’apposito registro delle movimentazioni di merce senza trasferimento della proprietà di cui all’art 50. per le cessioni effettuate nei confronti delle persone fisiche. CENTORE P. “IVA comunitaria – aspetti interpretativi e applicativi”.r.
. nonché dei soggetti passivi d’imposta che effettuano operazioni esenti in misura tale da precludere il diritto alla detrazione dell’imposta a monte e dei produttori agricoli che si avvalgono del regime forfetario di compensazione. delle associazioni e delle altre organizzazioni. pag 100. per le cessioni a titolo gratuito.
La mancanza di uno dei tre presupposti appena delineati rende la cessione del bene soggetta ad IVA in Italia secondo quanto disposto dal d. Vi sono dei casi in cui la cessione dei beni.l. 2001. diverso da quello del cedente67. cit. pag. Trattasi delle seguenti fattispecie:  beni inviati dall’Italia in altro Stato membro per sottoporli a lavorazione70. soggetti passivi o meno. le quali sono quindi imponibili all’imposta sul valore aggiunto nel territorio dello Stato.. IPSOA. non soggetti d’imposta. pur manifestando tutti i requisiti necessari perché possa essere definita “cessione intracomunitaria” non può essere disciplinata dalla relativa normativa. che per le stesse trovi applicazione la disciplina ordinariamente prevista per le cessioni effettuate nel territorio dello Stato. 331/1993 che neo modelli INTRASTAT ai soli fini statistici (solo se la cadenza di presentazione è mensile).p.E. 633/197269. comunque esonerati nello Stato membro di destinazione dall’applicazione dell’imposta sugli acquisti intracomunitari effettuati e che non abbiano comunque optato per l’applicazione dell’imposta in tale Stato. d.  territoriale: il bene viene trasportato o spedito dall’Italia in altro Stato membro dell’U. non soggetti passivi d’imposta.
La disciplina di non imponibilità opera altresì per le cessioni effettuate nei confronti degli enti. La disposizione di non imponibilità non opera. 68 Da ciò si è affermato. invece. ove tali cessionari siano comunque tenuti ad applicare l’imposta sugli acquisti intracomunitari effettuati o per il volume delle transazioni poste in essere o per espressa opzione in tal senso. nonchè dei cessionari. op. 194..Stato membro dell’U.  oggettivo: l’operazione è a titolo oneroso. quinto comma.E.
E.. cioè il codice ISO71.
l’operazione realizzata in presenza delle seguenti condizioni:  la cessione è fatta a titolo oneroso e trasferisce la proprietà o altro diritto reale di godimento.   l’oggetto dell’operazione sono beni mobili.E. tramite rappresentante fiscale e ceduti a operatore comunitario.
beni ammessi in libera pratica in altro paese U. ad un operatore comunitario.
beni introdotti in Italia in temporanea importazione e ceduti nell’U.
beni strumentali inviati dall’Italia in altro Stato membro per eseguire temporanee prestazioni di servizi. cioè il numero di partita IVA rilasciato dallo Stato di appartenenza preceduto dalla sigla attribuita allo Stato stesso. i beni sono trasferiti dal territorio dello Stato (a cura del cedente o dell’acquirente o di terzi per loro conto) in altro Stato membro dell’U.
Se il numero esposto in fattura non permette di identificare il cliente estero. tale numero va verificato per evitare di incorrere nell’irrogazione delle sanzioni. Se invece il numero di
331/1993.
L’adozione di un registro sezionale. secondo cui la disciplina prevista agli effetti dell’imposta di bollo per le fatture e gli altri documenti relativi alle operazioni di importazione ed esportazione si applica anche alle fatture ed agli altri documenti relativi alle operazioni intracomunitarie72. comporta la necessità di procedere ad un’autonoma
numerazione ma non l’obbligo di istituire un registro riepilogativo. 149-153. “Alla ricerca della prova formale delle cessioni intracomunitarie”. 23 del d. 2719/92. L’annotazione della fattura emessa per cessioni intracomunitarie deve avvenire in maniera distinta (ad esempio. emessa ai sensi dell’art. La fattura. d. 72 Per i beni in uscita dal territorio dello Stato e con destinazione verso gli Stati dell’U. che si tratta di un’operazione non imponibile ai sensi dell’art. non sussiste l’obbligo di emissione del documento accompagnatorio salvo che per i beni soggetti ad accisa per i quali è necessaria la compilazione in conformità a quanto è previsto dal Regolamento CEE 11-9-1992. l’indicazione. quarto comma.
. intestato alle sole fatture per cessioni intracomunitarie.p. la fattura dovrà contenere l’addebito dell’IVA.r. 633/1972). comma 5. n. 331/1993.P. in CORRIERE TRIBUTARIO 3/2009 pag.E. utilizzabile per la circolazione in regime sospensivo e per i beni che attraversano i paesi EFTA (associazione europea di libero scambio) per i quali è sufficiente la compilazione del modello T2 accompagnato dalla fattura. 66. 21 del D. su apposita colonna) nel registro delle fatture emesse spettando i tempi e le modalità indicate dall’art.
identificazione non viene rilasciato.r. in luogo dell’ammontare dell’IVA. 41 del d. 633/1972 deve contenere i seguenti dati:   il numero di identificazione fiscale del cedente e del cessionario. pag 44-46 e CENTORE P. La fattura è esente dall’imposta di bollo in base al contenuto dell’art.Nessuna sanzione può essere irrogata al cedente se il codice attribuito dall’Ufficio delle entrate è errato. “La prova delle cessioni comunitarie” in AZIENDA & FISCO 2/2008. del d.p. Il documento di trasporto va emesso qualora si adotti la tecnica di “fatturazione differita” (art 21.R. D’ARDIA CIRO.l.l.
p. il numero progressivo attribuito alla fattura emessa. pag. 331/1993. 14. cit. 6) e la determinazione della base imponibile (da operarsi a norma degli artt. Per quanto riguarda il momento di effettuazione dell’operazione.r... op.l. d.
II. L’adozione di un registro sezionale comporta una numerazione distinta ed autonoma dei documenti emessi. 471. in forza del rinvio contenuto nell’art 56.
. MOGOROVICH S. 331/1972 il momento di effettuazione delle cessioni intracomunitarie (quindi individuato ai sensi delle disposizioni ordinariamente previste per le cessioni di beni dell’art. n. il corrispettivo e il titolo di non imponibilità73 . 15)..l. 13.2
Per quanto riguarda la disciplina applicabile alle fattispecie definibili come “cessioni intracomunitarie” e quelle alle medesime assimilate.r. 331/1993. Risultano altresì disciplinati dalla normativa contenuta nel d. diversa dalla sequenza adottata per il registro delle fatture relative a cessioni all’interno del territorio dello Stato ed all’esportazione74.3. Più in particolare oggetti di annotazione sono: la data del documento. l’indicazione del cliente U. si deve fare riferimento alle disposizioni contenute nel d.633/1972. lo stesso è quindi costituito di regola dal momento della consegna o della spedizione dei
A norma dell’art.p.E. 41 del d. 633/1972.
Per quanto riguarda le cessioni di beni per le quali si prevede che gli effetti traslativi si producano posteriormente alla consegna o spedizione. cit. L’operatore residente che abbia lo status di esportatore ed un plafond disponibile. n. 353 e SANTORO. 331/1972. senza applicazione dell’imposta. ai sensi dell’art. in tutto o in parte.l. pag.l. “Gli scambi intracomunitari”. indicando in luogo di essa il titolo di inapplicabilità e la relativa norma. op. Infine. 41. le cessioni intracomunitarie rilevano agli effetti della determinazione dello status di soggetto abilitato ad effettuare acquisti ed importazioni senza applicazione dell’imposta e del relativo plafond spendibile per tali acquisti ed importazioni. pag. 42. cit. “L’IVA e gli scambi intracomunitari”. può utilizzare tale norma agevolativa anche per gli acquisti intracomunitari76.
. se anteriormente a tali eventi è pagato. MILANO. al momento del pagamento o a quello dell’emissione della fattura. le stesse si considerano effettuate quando si producono tali effetti e comunque dopo il decorso di un anno dalla consegna o spedizione. la cessione intracomunitaria si considera effettuata.. l’operatore deve procedere all’integrazione della fattura comunitaria emessa dal cedente residente in un altro Stato membro dell’U. è stato osservato che la medesima è determinata in base agli stessi criteri previsti per le cessioni interne75. 1998. op. 924. 76 MASPES P.E. 2° comma del d. il corrispettivo o è comunque emessa fattura. 331/1993.
CENTORE. In sostanza. 4° comma del d. pag. Per quanto concerne la determinazione della base imponibile delle cessioni intracomunitarie.. L’utilizzo del plafond per gli acquisti intracomunitari di beni e di servizi è previsto dall’art. limitatamente all’importo pagato o fatturato.. 37..beni.
4 LE OPERAZIONI TRIANGOLARI COMUNITARIE
Un’operazione nella quale contemporaneamente intervengono tre operatori economici situati in più Stati si definisce “operazione triangolare”. edizione FAG MILANO. quando i beni sono inviati dall’Italia in uno Stato membro della U. o viceversa.
. quando i beni sono inviati dall’Italia in uno stato membro della U. da presentarsi all’Ufficio IVA in allegato alla dichiarazione annuale77. 331/1993 prevede l’esonero dall’obbligo di emissione di un’apposita dichiarazione d’intento al fornitore comunitario. o viceversa.. Questo tipo di operazione è caratterizzata dal fatto che i beni sono oggetto di due distinti contratti di cessione con la realizzazione di un unico movimento dei beni stessi78.E. Le triangolazioni comunitarie prevedono diversi regimi IVA a seconda della classificazione tra:  triangolazioni comunitarie esterne. pag 270. e i tre operatori economici appartengono a tre diversi paesi dell’U.Va ancora segnalato che. l’art 42 comma 2 del d. in questo caso. “Operazioni con l’estero”. ovvero solo in Italia. 2007. – RIGATO C. I soggetti che utilizzano il plafond devono procedere alla compilazione di un apposito modello IVA.  triangolazioni nazionali (o comunque interne).E.
II.E..
CENTORE P. e due operatori sono residenti in Italia e uno solo in un diverso Stato membro della UE. pag 572-573.. op. CECCACCI G.l. cit..
R. in assenza del meccanismo di “designazione” del debitore dell’imposta80. entrambe le operazioni. nel sistema regolato dal D. a). a) del d.
. 38 comma 7 e art 46 comma 2. 331/1993. art 8. che a sua volta rivende il bene ad una terza impresa (cessionario) residente in un terzo Stato membro. 633/1972.l. note anche nel sistema dell’IVA interna79. comma 1. cede un bene a un’altra impresa (promotore della triangolazione) residente in un diverso Stato membro. hanno assunto ulteriore rilievo per effetto dell’entrata in vigore delle disposizioni che regolano il regime transitorio degli scambi intracomunitari. se almeno uno degli operatori economici è residente in un paese extra UE. 633/1972. Infatti.
Le operazioni triangolari. quando i beni sono inviati dall’Italia in uno Stato membro della UE o in uno Stato extra UE o viceversa. lett.r. La disciplina è volta a semplificare la posizione del promotore della triangolazione. 80 Art. lett.P. con consegna del bene direttamente dal primo cedente al cessionario realizzando quindi una “triangolazione comunitaria esterna”. del d. Si tratta di particolari tipologie di operazioni di cessione intracomunitaria in cui un’impresa (primo cedente) residente in uno Stato membro. designato dal promotore della triangolazione quale debitore d’imposta per la relativa cessione.
triangolazioni comunitarie improprie. del d. il promotore della triangolazione dovrebbe nominare un rappresentante fiscale nello
Cfr. vale a dire la cessione effettuata da B nei confronti di C sono considerate cessioni all’esportazione.p. n. 633/1972.p. per l’ipotesi classica di cessione triangolare all’esportazione: A (primo soggetto passivo residente) cede i beni a B (secondo soggetto passivo residente) con consegna a C (soggetto passivo non residente) su incarico di B. in virtù del fatto che l’operazione è tassata soltanto nel Paese di destinazione dei beni facenti capo al cessionario finale.r. 8 comma 1. non imponibili ad IVA ai sensi dell’art.
vengono da questi trasferiti. cioè gravanti sul soggetto intermedio promotore della triangolazione. i cui obblighi ai fini IVA posti in linea di principio a carico del soggetto che effettua l’operazione. non potrà essere qualificato come acquisto intracomunitario81. 331/1993.l. Nelle triangolazioni comunitarie intervengono tre differenti operatori economici. Trattasi.
. lett a) del d. ciascuno avente la qualifica di soggetto passivo d’imposta e che assume di volta in volta le seguenti qualifiche:    primo cedente. al cessionario designato.
Nel senso disciplinato dall’art 38 del d. ai sensi dell’art 44. comma 2. destinatario finale della merce. come ultimo e definitivo cessionario della triangolazione comunitaria. la tassazione nel territorio di destinazione e la corrispondente detassazione nel territorio di origine. 331/1993. comporta che i passaggi intermedi costituiscano operazioni detassate sia per il primo cedente che per il promotore della triangolazione nei rispettivi territori.Stato membro di designazione dei beni (ovvero procedere all’identificazione diretta ai sensi della Direttiva 2000/65/CEE).
Va sottolineato inoltre che l’acquisto effettuato dal destinatario della merce. mentre il destinatario finale della merce (designato d’imposta dal promotore della triangolazione) è tenuto a tassare l’operazione di acquisto nel proprio territorio. applicata alla cessione in triangolazione. più propriamente. Dunque. promotore della triangolazione. di operazione interna. vale a dire a carico del destinatario finale della merce.l.
Quando negli scambi intracomunitari intervengono due operatori economici nazionali e un operatore economico comunitario si realizza un altro tipo di triangolazione. Al riguardo si deve preliminarmente osservare che la problematica riguardante tali operazioni ha formato oggetto di esame in ambito comunitario ma. n. dall’altro alle difficoltà di controllo
GALLEANI D’AGLIANO – NORMANNI. a differenza di quanto avvenuto per le operazioni triangolari. “L’IVA nelle operazioni con l’estero”.l. non ha trovato soluzione per una serie di motivazioni legate da un lato alla territorialità dell’imposta sul valore aggiunto.1 LE QUADRANGOLAZIONI
Le transazioni cd.
Nelle ipotesi infine in cui uno dei tre soggetti della catena economica sia residente in un territorio terzo rispetto all’U. primo cedente residente in altro Stato membro. primo cedente e acquirente finale residenti in Italia. “a catena” a cui partecipano operatori in numero superiore a tre e dislocati in più Stati membri comunitari si definiscono “quadrangolazioni”.E. che è quella nazionale (o comunitaria interna). 633/1972). operazione che viene regolata non dalla normativa sugli scambi intracomunitari (d. n.
II. pag 108. 2002. EGEA.r. si avrà la fattispecie della “triangolazione comunitaria impropria”. 331/1993) bensì dalle ordinarie disposizioni vigenti ai fini IVA (d.
.E..4. Detti scambi possono realizzarsi ponendo in essere tre possibili fattispecie82:    acquirente residente in altro Stato U.p.
cit. 145/E. ove la stessa venga interpretata nel senso che si verta nell’ipotesi di un acquisto intracomunitario soggetto ad IVA allorquando non venga comprovato che il bene è stato assoggettato ad imposta in altro Stato comunitario. Analizziamo ora i rapporti per capire meglio: 1.
. CECCACCI G. Né può farsi utile riferimento alla disposizione di cui all’art 40. n. non fa venir meno la necessità che per la loro realizzazione debbano essere presenti tutti i requisiti richiesti dal regime transitorio delle transazioni intracomunitarie e cioè lo status di soggetto d’imposta sia del cedente che del cessionario.l.
Circolare del 10-6-1998. dal momento che il primo operatore italiano non assume nei confronti dell’acquirente finale spagnolo la veste di fornitore. identificazione dei soggetti in due Stati membri diversi. comma 2 del d. rapporto FR – IT 1: il primo operatore italiano non effettua un acquisto intracomunitario. 633/1972). – RIGATO C. del d. L’operazione è quindi esclusa dal campo applicativo dell’IVA per carenza del presupposto della territorialità85. non potendolo quindi designare quale debitore d’imposta. a sua volta lo rivende ad un operatore spagnolo (ES). nel determinare la territorialità degli acquisti intracomunitari. Tale norma.. op.. INTRASTAT) da parte di tutti i soggetti partecipanti alle transazioni economiche in discorso. infatti.e alla legittimità della compilazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (mod. Allo stato attuale tale tipologia di operazioni non può godere delle semplificazioni previste per l’operazione triangolare. in quanto non si verifica uno dei requisiti essenziali costituito dal materiale arrivo del bene in Italia 84.p. i beni della Francia vengono inviati direttamente in Spagna.r. n. A titolo esemplificativo si riporta il seguente caso83: un operatore italiano (IT 1) acquista un bene da un soggetto d’imposta identificato in Francia (FR) e lo cede ad un altro soggetto nazionale (IT 2) il quale. l’arrivo dei beni in Italia. comma 2. 85 Art 7. 331/1993. pag 279.
L’operazione non può nemmeno farsi rientrare nella “triangolazione comunitaria”. ma è necessaria
un’interruzione dei rapporti mediante la nomina di un rappresentante fiscale nello Stato membro di partenza o in quello di arrivo dei beni.
d. n.r.
. 10-6-1998. 23-2-1994. n.
D. in quanto i beni. 331/1993. rapporto IT 2 – ES: in relazione a quanto già illustrato ai precedenti punti. all’atto della cessione. 633/1947. “Operazioni con l’estero”. le procedure più idonee da seguire vanno collegate con la nomina di un rappresentante fiscale in Francia o in Spagna da parte di uno dei soggetti nazionali86. 145/E. Di conseguenza. – RIGATO C. CECCACCI G. l’operazione sarà soggetta agli obblighi impositivi in Francia. pag 287-289. rapporto IT 1 – IT 2: come detto. 3. circ. 13. edizione FAG MILANO.p. l’operazione non può costituire in Italia cessione intracomunitaria di beni perché la cessione avviene tra FR ed ES: pertanto è assoggettata ad imposta in Spagna..2. l’operazione è irrilevante ai fini dell’imposta nazionale.l. 2007. trattandosi di una cessione di beni che di trovano in Francia (e non sono inviabili in Italia). non sono fisicamente presenti nel territorio dello Stato. circ. In relazione alla qualifica giuridica della suddetta operazione. n. n. premesso che le transazioni commerciali non hanno alcun effetto ai fini dell’applicazione del tributo in Italia.
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