Source: http://processo.microsoft.oasi.asti.it/0806.html
Timestamp: 2017-08-20 09:33:30+00:00
Document Index: 153981290

Matched Legal Cases: ['art.82', 'art.3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

La mia tesi di Laurea verte sui tying contracts nell'abuso di posizione dominante (art.82 lett.d Trattato Istitutivo della Comunità Europea, art.3 lett.d Legge Antitrust n.287 del 1990), ed in particolare sul processo Microsoft. Chiunque sia interessato all'argomento o voglia scambiare del materiale è invitato a scrivermi.
Microsoft condannata...anzi salva
La Microsoft dovrà essere divisa...ma chissà quando. In queste poche parole si possono riassumere la sentenza per l'applicazione delle sanzioni e il memorandum depositati ieri pomeriggio (in Italia era già la mezzanotte dell'8 giugno) dal giudice Thomas Penfield Jackson presso la Corte del Distretto federale: sebbene sia stata confermata la pena della divisione in due aziende, in attesa del giudizio d'appello tale provvedimento non dovrà essere eseguito, per cui la Microsoft ha almeno altri due anni di autonomia.
Nella sua sentenza il giudice ha ripreso fedelmente la proposta di sanzioni presentata dal Dipartimento di Giustizia, accogliendo però la richiesta della Microsoft di definire il procedimento in atto spoliazione (in inglese divestiture), e non riorganizzazione (l'accusa nei documenti ufficiali parlava sempre di reorganization, implicando quindi un concetto di modificazione più profonda, come già spiegato la settimana scorsa).
Inoltre la Microsoft dovrà conservare per un periodo di almeno quattro anni le e-mail di tutti i manager e programmatori alle sue dipendenze; alcune e-mail di Bill Gates avevano costituito una delle prove più schiaccianti durante il dibattimento, e proprio per questo gli avvocati dell'azienda di Redmond hanno cercato fino all'ultimo di evitare tale misura.
Nel memorandum invece il giudice Jackson ha respinto le accuse della Microsoft di avere adottato delle sanzioni non adeguate agli illeciti commessi: Jackson aveva comunicato le sue intenzioni agli avvocati della difesa fin dal novembre del 1999, che quindi erano a conoscenza di cosa sarebbe successo in caso di fallimento delle trattative stragiudiziali, poi effettivamente verificatosi ad aprile di quest'anno con le dimissioni del mediatore Richard Posner.
Proprio per questa ragione la Borsa ha reagito in maniera euforica alla comunicazione della sentenza: scambiato in mattinata a 69 dollari, dopo la notizia della sentenza il titolo Microsoft ha chiuso a 70,5 dollari la seduta ufficiale, per poi toccare i 72 dollari nel mercato after hours; anche i volumi di scambio sono in aumento, a conferma del trend positivo.
Per le banche di commercio il titolo, non essendo imminente la divisione, vale molto più di quanto sia quotato, e anche la divisione stessa presenta le sue attrattive per gli investitori: secondo gli analisti della Goldman Sachs, due aziende separate deprezzerebbero il valore dell'azienda di circa il 15%, mentre in questo mese il titolo è stato quotato al 50% di quanto valesse un anno fa.
Intanto nei prossimi giorni si avrà il deposito formale del ricorso da parte degli avvocati della Microsoft; come anticipato, il Ministero di Giustizia chiederà allora di sottoporre immediatamente il caso alla Corte Suprema, ma questa volta i federali hanno pochissime possibilità di spuntarla.
Microsoft condannata...al rialzo
La sentenza con cui il giudice federale Thomas Penfield Jackson ieri ha deciso che, per le sue attività anticoncorrenziali, la Microsoft debba essere divisa in due aziende, ha paradossalmente dato nuovo vigore al titolo, che ha chiuso in rialzo a 70,5 dollari la seduta ufficiale, per poi toccare i 72 dollari nel mercato after hours, con volumi di scambio in aumento a conferma del trend positivo.
Peraltro la sentenza, contrariamente a quanto si temeva, non dovrà essere applicata in pendenza di giudizi d'appello: grazie alla possibilità di ricorrere in secondo grado Gates potrebbe rimandare l'eventuale sanzione fino al 2002, o addirittura al 2005.
Questa è solo una delle ragioni che spiegano la terza seduta positiva di questa settimana: il titolo Microsoft nell'ultimo anno ha visto dimezzare il suo valore, ed è ora decisamente sottovalutato.
Se anche la divisione andasse in porto, tutto ciò dovrebbe comportare un deprezzamento del titolo intorno al 15/20%, e non l'attuale 50%; inoltre, come insegnano gli analoghi casi di scissione giudiziale della Standard Oil (1911) e AT&T (1982), la divisione potrebbe rivelarsi un affare per gli azionisti.
Infatti l'esperto di antitrust Herbert Hovenkamp è giunto alla conclusione che la divisione in due compagnie favorirebbe gli utili degli investitori: se per esempio fosse sviluppata una versione di Office per Linux si potrebbero avere ricavi per circa 450 milioni di dollari (senza divisione la Microsoft non avrebbe invece nessun interesse a sviluppare software per una piattaforma rivale).
La maggior parte degli analisti è peraltro convinta che in appello la Microsoft riuscirà a prevalere, poichè la valutazione di mercato rilevante adottata dal giudice Jackson, limitata ai personal computer Intel-compatibile, è errata.
Il clima di fiducia e di rilancio dovrebbe crescere ancora in occasione della presentazione della nuova architettura Next Generation Windows Services prevista per il 22 giugno, con cui Gates conta di acquisire nuove fette di mercato, grazie alla sempre più ardita integrazione tra il sistema operativo e la suite Office.