Source: http://safe.uniud.it/newsconsulence/Incendi.asp
Timestamp: 2018-07-16 16:36:13+00:00
Document Index: 130097839

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 17', 'art.3']

home > informazioni > NEWS > Prevenzione Incendi
Con Decreto del 21 marzo 2018 del Ministero dell'Interno e del Ministero Istruzione vengono pubblicate le indicazioni programmatiche per l'adeguamento antincendio per locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, nonché agli edifici e ai locali adibiti ad asili nido. Si tratta di indicazioni prioritarie per l'adeguamento alla normativa antincendio, fatti salvi gli obblighi stabiliti dalla vigente legislazione in materia di prevenzione incendi (articoli 3 e 4 del DPR 1° agosto 2011, n. 151) e ferma restando l'integrale osservanza del decreto del Ministro dell'interno 26 agosto 1992 e per la sicurezza sul lavoro, quanto disposto nel Testo unico di Sicurezza (D.Lgs. n.81/2008). L'adeguamento antincendio delle scuole e le priorità di intervento Alla data del 31 dicembre 2017 è scaduto il termine di adeguamento alla normativa antincendio, più volte prorogato, degli edifici e dei locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado; Inoltre, è scaduto il termine di adeguamento degli edifici e locali adibiti ad asili nido, relativamente alle prescrizioni indicate all'art. 6, comma 1, lettera a), del decreto del Ministro dell'interno 16 luglio 2014 (Regola tecnica asili nido); Le attività di adeguamento degli edifici e dei locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, spiega il Ministero dell'Interno, potranno essere realizzate secondo i tre seguenti livelli di priorità (con riferimento al DM 26/8/92 - Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica): livello di priorità a): disposizioni di cui ai punti 7.1 7. (7.1. Impianto elettrico di sicurezza), limitatamente al secondo comma, lettere a) e b) (*vedi sotto); 8 (SISTEMI DI ALLARME); 9.2 (Estintori.); 10 (SEGNALETICA DI SICUREZZA); 12 (NORME DI ESERCIZIO); livello di priorità b): disposizioni di cui ai punti 6.1(Spazi per esercitazioni); 6.2(Spazi per depositi); 6.4(Spazi per l'informazione e le attività parascolastiche); 6.6(Spazi per servizi logistici), limitatamente al punto 6.6.1 (Mense); 9.3(Impianti fissi di rilevazione e/o di estinzione degli incendi); livello di priorità c): restanti disposizioni del citato decreto ministeriale. *Art. 7 del DM 26 agosto 1992 L'impianto elettrico di sicurezza deve alimentare le seguenti utilizzazioni, strettamente connesse con la sicurezza delle persone: a) illuminazione di sicurezza, compresa quella indicante i passaggi, le uscite ed i percorsi delle vie di esodo che garantisca un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux; b) impianto di diffusione sonora e/o impianto di allarme. Nessun'altra apparecchiatura può essere collegata all'impianto elettrico di sicurezza.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.74 del 29.03.2018 Riferimento Normativo: DM 21.03.2018
Reazione al fuoco: pubblicato regolamento (UE) relativo alla classificazione della prestazione dei prodotti da costruzione
E’ stato pubblicato il regolamento delegato (UE) 2016/364 della Commissione, dal 1° luglio 2015, relativo alla classificazione della prestazione dei prodotti da costruzione in relazione alla reazione al fuoco a norma del regolamento (UE) n. 305/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio. Quando l'uso previsto di un prodotto da costruzione è tale da contribuire alla generazione e alla propagazione del fuoco e del fumo all'interno del locale o della zona d'origine od oltre, la prestazione del prodotto in relazione alla sua reazione al fuoco è classificata in conformità del sistema di classificazione riportato nell'allegato di questa norma. La decisione 2000/147/CE che adotta un sistema di classificazione della prestazione dei prodotti da costruzione per quanto riguarda la loro reazione al fuoco è abrogata.
Rif. Gazzetta Ufficiale: GUUE L 68 del 15/03/2016 Riferimento Normativo: REG 364/2016
E’ stato pubblicato il decreto del Ministro dell’Interno 3 agosto 2015 recante “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell'art. 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139” . L’importante provvedimento, che entrerà in vigore il novantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (i.e. 19/11/2015), è volto a semplificare e razionalizzare l’attuale corpo normativo relativo alla prevenzione degli incendi attraverso l’introduzione di un unico testo organico e sistematico, contenente disposizioni applicabili a molte delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, indicate all’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151. Caratteristica che contraddistingue il testo riguarda l’utilizzo di un nuovo approccio metodologico, più aderente al progresso tecnologico e agli standard internazionali. Si tratta di un importante progetto innovativo delle norme di prevenzione incendi che consentirà il passaggio da un sistema più rigido, caratterizzato da regole prescrittive, ad uno che predilige l’approccio prestazionale, capace cioè di raggiungere elevati livelli di sicurezza antincendio attraverso un insieme di soluzioni tecniche più flessibili e aderenti alle peculiari esigenze delle diverse attività. Il decreto si compone di cinque articoli e di un corposo allegato tecnico. L’articolato specifica le attività cui potrà essere applicata nuova normativa e precisa, anche, le modalità di adozione della nuova metodologia introdotta in alternativa alle vigenti disposizioni di prevenzione incendi, per consentire l’introduzione del nuovo approccio con la necessaria gradualità. L’allegato è strutturato in quattro sezioni: Sezione G Generalità, con i principi fondamentali per la progettazione della sicurezza antincendio, applicabili indistintamente alle diverse attività; Sezione S Strategia antincendio, contiene le misure antincendio di prevenzione, protezione e gestionali applicabili alle diverse attività, per comporre la strategia antincendio al fine di ridurre il rischio di incendio; Sezione V Regole tecniche verticali, contiene le regole tecniche di prevenzione incendi applicabili a specifiche attività o ad ambiti di esse, le cui misure tecniche previste sono complementari o integrative a quelle generali previste nella sezione “Strategia antincendio”. Tale sezione sarà nel tempo implementata con le regole tecniche riferite ad ulteriori attività; Sezione M Metodi, con la descrizione delle metodologie progettuali ".
Rif. Gazzetta Ufficiale: S.O.G.U. n.51 del 20/08/2015 Riferimento Normativo: D.M. del 03/08/2015
NOVITA' IN MATERIA DI PREVENZIONE INCENDI
E’ stato pubblicato un decreto ministeriale recante “Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di protezione attiva contro l'incendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi” che disciplina la progettazione, la costruzione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti di protezione attiva contro l'incendio (ovvero gli impianti di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio; gli impianti di estinzione o controllo dell'incendio, di tipo automatico o manuale, gli impianti di controllo del fumo e del calore), installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, qualora previsti da specifiche regole tecniche in materia o richiesti dai Comandi provinciali dei vigili del fuoco nell'ambito dei procedimenti di prevenzione incendi. Fra le varie altre prescrizioni al paragrafo 3.3 “DOCUMENTAZIONE INERENTE L'ESERCIZIO” si legge che “le operazioni di controllo, manutenzione ed eventuale verifica periodica, eseguite sugli impianti oggetto del presente decreto, devono essere annotate in apposito registro istituito ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni, ovvero, dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151. Tale registro deve essere mantenuto aggiornato e reso disponibile ai fini dei controlli di competenza del Comando provinciale”.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 3 del 04/01/ 2013 Riferimento Normativo: D.M. 20/12/2012
NOVITÀ SULLA PREVENZIONE INCENDI
E’ stato pubblicato un decreto interministeriale recante “Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell'articolo 2, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151.” Il decreto attua quanto anticipato all’art. 2 comma 7 del DPR. 151/2011 che ha recentemente modificato in modo sostanziale la disciplina di prevenzione incendi, con particolare riferimento ai soggetti obbligati e alle modalità di richiesta del Certificato Prevenzione Incendi. Erano infatti attesi, a norma dell’art. 2 comma 7 del DPR 151/2011, chiarimenti “al fine di garantire l'uniformità delle procedure, nonché la trasparenza e la speditezza dell'attività amministrativa, le modalità di presentazione delle istanze oggetto del presente regolamento e la relativa documentazione, da allegare” per il deposito e l'esame dei progetti, per le visite tecniche, per l'approvazione di deroghe a specifiche normative, la verifica delle condizioni di sicurezza antincendio che, in base alla vigente normativa, sono attribuite alla competenza del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il nuovo DM introduce, ai fini degli adempimenti previsti, la suddivisione delle attività soggette in sottoclassi, da indicazioni sui contenuti per l’Istanza di valutazione dei progetti (art. 3), sulla Segnalazione Certificata di Inizio Attività (art. 4), Attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio (art. 5), Istanza di deroga (art. 6), Istanza di nulla osta di fattibilità (art. 7), di verifiche in corso d'opera (art. 8), Voltura (art. 9) e Modalità di Presentazione delle istanze.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 201 del 29/08/2012 Riferimento Normativo: D.M. 7 agosto 2012
Pubblicate lettere circolari sull'uso delle vie e uscite d'emergenza
Con due lettere circolari datate 4 aprile 2012, la Prot. n. 4962 e la Prot. n. 4963, il Ministero degli Interni, attraverso il dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica, è intervenuto sull’uso delle vie e uscite di emergenza. In particolare, prendendo spunto dalle frequenti richieste di chiarimenti, da parte delle strutture periferiche dei VV.F., relativamente all'uso delle vie e uscite di emergenza, sono state indicate nella Prot. n. 4962 le condizioni minime da applicare per l’uso delle vie e uscite di emergenza in presenza di sistemi di controllo, mentre nella Prot. n. 4963 sono state elencate le condizioni che consentono il rispetto delle esigenze di apertura delle porte scorrevoli orizzontalmente munite di dispositivi di apertura automatici ridondanti
Novità nella disciplina per il rilascio del Certificato Prevenzione Incendi
Il nuovo D.P.R. introduce sostanziali modifiche nella previgente regolamentazione in materia di Prevenzione incendi, con particolare riferimento alle pratiche per il rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi. Tre le differenze principali, su cui risulta subito necessario confrontarsi in modo da modificare, ove pertinente, le preesistenti procedure, istruzioni operative e prassi consolidate negli oltre 50 anni precedenti: 1. Modifica sostanziale dell’elenco delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi e loro suddivisione specifica in tre classi, A, B e C; 2. Sostanziale modifica della procedura per la prima domanda di rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi, ora espletata mediante autocertificazione in sede di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), seguita da controlli (anche a campione per le attività in classe A e B) entro i 60 gg sucessivi all’avvio dell’attività volti ad accertare il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione degli incendi, nonché la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio. 3. Sostanziale modifica della periodicità di rinnovo del CPI, ora fissata in modo uniforme a 5 anni per tutte le attività soggette (escluse le categorie 6, 7, 8, 64, 71, 72 e 77 per le quali la periodicità è di 10 anni) Ulteriori obblighi derivano inoltre dalle disposizioni transitorie che prevedono, fra l’altro che: • gli enti e i privati responsabili delle nuove attività rientranti ora nel nuovo campo di applicazione (di cui all’All. I del D.P.R.), esistenti al 22/09/2011, devono espletare i prescritti adempimenti entro il 07/10/2012 • gli enti e i privati responsabili delle attività soggette a controllo nel nuovo elenco, esistenti al 22/09/2011 ed in possesso del Certificato di prevenzione incendi, alla scadenza del medesimo Certificato devono presentare richiesta di rinnovo periodico • gli enti e i privati responsabili delle attività delle categorie 6, 7, 8, 64, 71, 72 e 77, presentano la prima attestazione di rinnovo periodico, entro i seguenti termini: a) entro sei anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento (i.e. 07/10/11) per le attività con certificato di prevenzione incendi una tantum rilasciato antecedentemente al 1° gennaio 1988; b) entro otto anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento (i.e. 07/10/11) per le attività con certificato di prevenzione incendi una tantum rilasciato nel periodo compreso tra il 1° gennaio 1988 ed il 31 dicembre 1999; c) entro dieci anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento (i.e. 07/10/11) per le attività con certificato di prevenzione incendi una tantum rilasciato nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 07/10/11; Per quanto riguarda le modalità di presentazione delle istanze per il rilascio del Certificato Prevenzione Incendi, nonché la relativa documentazione da allegare, in attesa del previsto decreto del Ministro dell'interno che ne definirà le specifiche, restano vigenti le precedenti regole del decreto del Ministro dell'interno in data 4 maggio 1998, pubblicato nella G.U. 7 maggio 1998, n. 104 recante disposizioni relative alle modalità di presentazione ed al contenuto delle domande per l'avvio di procedimenti di prevenzione incendi, nonché all'uniformità dei connessi servizi resi dai Comandi provinciali dei vigili del fuoco.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 221 del 22 settembre 2011 Riferimento Normativo: D.P.R. n° 151/2011 del 1° agosto 2011
CALCOLO CARICO D’INCENDIO, TERZO AGGIORNAMENTO DI CLARAF
Terzo aggiornamento per il programma applicativo "ClaRaF" per il calcolo del carico di incendio specifico di progetto e della classe del compartimento in applicazione del D.M. 9/3/2007, elaborato dall'Area Protezione Passiva della DCPST . Diffuso nell’ottobre 2007, era stato aggiornato nel febbraio 2008 implementando una nuova funzione di stampa indipendente dalla risoluzione del monitor, che consentiva di esportare i rapporti finali in vari formati (testo, html, etc.), conferendo una maggiore flessibilità al programma. In questa nuova versione ClaRaF è stato aggiornato con una procedura che consente di tenere conto della presenza di elementi strutturali lignei ai fini della classificazione di resistenza al fuoco, secondo le modalità previste nella Lettera Circolare P414/4122 sott. 55 del 28/3/2008: "DM 9 marzo 2007 - Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del CNVVF. Chiarimenti ed indirizzi applicativi". La nuova versione è disponibile sul sito dei Vigili del fuoco.
Rif. Gazzetta Ufficiale: http://www.vigilfuoco.it/notiziario/notizia.asp?co Riferimento Normativo:
RESISTENZA AL FUOCO, CHIARIMENTI IN UNA CIRCOLARE
Il Ministero dell’Interno ha diffuso una lettera-circolare (prot. n. P414/4122 sott. 55) in cui si forniscono chiarimenti e precisazioni sulla corretta applicazione delle recenti disposizioni, D.M. 9/3/2007 e D.M. 16/2/2007 sulla resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del CNVVF. Viene precisato che qualora nell’ambito di una regola tecnica “verticale” venga richiamato il carico d’incendio ovvero la classe del compartimento rimandando ai criteri di calcolo previsti nella ex Circolare 91/1961, tale riferimento è da ritenersi superato dall’entrata in vigore del DM 9 marzo 2007, dovendosi da tale data (25/09/2007) applicare i criteri ivi stabiliti. Ulteriori chiarimenti riguardano parametri e coefficienti ai fini dell’applicazione del carico d’incendio, di cui si forniscono chiarimenti ai fini della massima uniformità con atti normativi europei in materia.
DAI VV.F. UN PROGRAMMA PER IL CALCOLO DEL CARICO DI INCENDIO
È scaricabile dal sito dei Vigili del fuoco il programma applicativo "ClaRaF" per il calcolo del carico di incendio specifico di progetto e della classe del compartimento in applicazione del D.M. 9/3/2007 elaborato dall'Area Protezione Passiva della DCPST. La pubblicazione dei nuovi decreti sulla resistenza al fuoco (D.M. 16/2/2007 recante "Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da Costruzione" e D.M. 9 marzo 2007 recante "Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco") rappresentano una svolta importante nel panorama normativo nazionale. Tali atti regolamentari costituiscono infatti, nell'ambito della protezione passiva, una prima implementazione sul nostro territorio della Direttiva prodotti da costruzione (CPD 89/106/CEE). Essi, infatti, recepiscono sia gli aspetti strategici della sicurezza antincendio enunciati dal documento interpretativo n. 2 "Sicurezza in caso di incendio" (Documento derivante dalla Direttiva), sia i nuovi aspetti progettuali e classificatori in materia di resistenza al fuoco introdotti dalle nuove norme emanate in sede europea.
Rif. Gazzetta Ufficiale: Suppl. G.U. n. 74 del 29/03/2007 Riferimento Normativo: D.M. del 9/3/2007 e D.M. del 16/2/2007
NUOVE REGOLE DI PREVENZIONE INCENDI PER GLI UFFICI
Il Ministero dell’Interno ha emanato un decreto che stabilisce le disposizioni di prevenzione incendi relative alla progettazione, costruzione ed esercizio di edifici e locali destinati ad uffici all’interno dei quali siano presenti più di 25 persone. Le nuove disposizioni della regola tecnica si applicano sia agli edifici e ai locali destinati ad uffici di nuova costruzione, che agli edifici e ai locali esistenti in cui sono presenti uffici di nuova realizzazione, nonché agli edifici e ai locali esistenti già destinati ad uffici alla data di entrata in vigore del presente decreto ma che hanno subito modifiche sostanziali dopo l'entrata in vigore dello stesso. I locali suddetti devono essere realizzati e gestiti in modo tale da assicurare al loro interno la sicurezza antincendio e questo scopo va perseguito diminuendo al massimo le cause di incendio, garantendo la stabilità delle strutture portanti per assicurare il soccorso alle persone presenti, limitando la produzione e la propagazione dell’incendio agli edifici e locali contigui, consentendo agli occupanti di lasciare i locali indenni o di essere comunque soccorsi, garantendo la possibilità alle squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 51 del 02/03/2006 Riferimento Normativo: D.M. 22/2/2006
PREVENZIONE INCENDI PER IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO
Il Ministro dell'Interno ha emanato un decreto dal titolo "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per i vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi". Una nuova regola tecnica che si applica ai vani degli impianti di sollevamento installati nelle nuove attività soggette ai controlli di prevenzione incendi ed in quelle esistenti al 3 febbraio 2006, in caso di modifiche sostanziali. Sono definiti tre diversi tipi di vano: vano aperto, protetto, a prova di fumo. Le nuove regole abrogano quelle preesistenti e definiscono i particolari dell'installazione e dell'ambiente circostante, come la cartellonistica e la presenza in prossimità dell'accesso agli spazi e/o al locale del macchinario di un estintore di classe 21 A 89 B C, idoneo per l'uso in presenza d'impianti elettrici.
Rif. Gazzetta Ufficiale: GU n. 232 del 05/10/2005 Riferimento Normativo: D.M. 15/09/2005
LE CLASSI DI REAZIONE AL FUOCO PER I PRODOTTI DA COSTRUZIONE
Il Ministero dell’Interno ha emanato un decreto sulle “Classi di reazione al fuoco per i prodotti da costruzione da impiegarsi nelle opere per le quali è prescritto il requisito della sicurezza in caso d'incendio”. Tale decreto nasce dalla necessità di recepire il sistema europeo di classificazione di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione per uniformare le opere in cui vengono inseriti tali prodotti. Si considera materiale da costruzione qualsiasi prodotto realizzato per essere incorporato in modo permanente nelle opere da costruzione e cioè negli edifici e nelle opere di ingegneria civile. I prodotti vengono classificati in base alle loro caratteristiche di reazione al fuoco, stabilite nelle relative specificazioni tecniche laddove siano esistenti. Si stabilisce inoltre che i prodotti legalmente commercializzati in uno degli Stati della UE e quelli provenienti dagli Stati contraenti l'accordo SEE e Turchia, possono essere impiegati in Italia nelle opere in cui è prescritta la loro classe di reazione al fuoco, secondo l'uso conforme alla loro destinazione, se muniti della marcatura CE prevista dalle disposizioni comunitarie o, in mancanza di queste e in attesa della loro emanazione, se conformi al decreto del Ministro dell'interno del 5 agosto 1991. L'impiego dei prodotti, per i quali non si applica la procedura ai fini della marcatura CE, nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, è subordinato all'omologazione rilasciata ai sensi dell'art. 8 del D.M. 26/6/1984 e successive modifiche, ovvero alle certificazioni emesse ai sensi dell'art. 10 del decreto stesso.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 73 del 30/3/2005 Riferimento Normativo: D.M. del 10/3/2005
I REQUISITI DI REAZIONE AL FUOCO DEI PRODOTTI DA COSTRUZIONE
Il Ministero dell’Interno ha emanato un decreto relativo ai “Requisiti di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione installati in attività disciplinate da specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi in base al sistema di classificazione europeo”. Tale normativa si applica ai materiali da costruzione, così come definiti dall'art. 1 della direttiva del Consiglio 89/106/CEE e dall'art. 1 del D.P.R. 21 aprile 1993, n. 246, per i quali sono richiesti specifici requisiti di reazione al fuoco. Sono considerati materiali da costruzione i prodotti fabbricati per essere incorporati in modo permanente nelle opere da costruzione. Il decreto, in conformità a quanto previsto dal decreto del ministero dell’interno 10 marzo 2005, stabilisce, le caratteristiche di reazione al fuoco che devono possedere i prodotti installati nelle attività che ricadono nel campo di applicazione delle vigenti disposizioni tecniche di prevenzione incendi, in luogo delle classi italiane previste dal decreto ministeriale 26 giugno 1984.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 73 del 30/3/2005 Riferimento Normativo: D.M. del 15/3/2005
NORME TECNICHE E PROCEDURALI PER LA CLASSIFICAZIONE ED OMOLOGAZIONE DEGLI ESTINTORI PORTATILI DI INCENDIO
Il Ministero dell’Interno ha emanato un decreto sulla “Norme tecniche e procedurali per la classificazione ed omologazione degli estintori portatili di incendio". Nel decreto vengono illustrati i requisiti minimi che un estintore portatile deve garantire perché possa essere consentito il suo utilizzo in Italia quale mezzo di lotta contro l’incendio. Il proprietario dell’estintore portatile ha l’obbligo di munirsi, qualora prescritto, di estintori portatili di incendio conformi ai rispettivi prototipi omologati, ha l’obbligo di mantenere in efficienza le prestazioni antincendio ed è responsabile della dichiarazione di conformità. Deve inoltre garantire l’applicazione delle disposizioni vigenti per il mantenimento dei requisiti essenziali di sicurezza riscontrati al momento dell’apposizione della marcatura CE ai sensi del D.Lgs. n. 93/2000 “apparecchi a pressione”. Novità del decreto è il vincolo di garantire la conformità della produzione al prototipo omologato mediante un sistema di controllo di produzione in fabbrica. Per il resto, gli obblighi del produttore sono di fatto speculari a quelli previsti per l’ “utilizzatore”.
Rif. Gazzetta Ufficiale: D.M. del 07/01/2005 Riferimento Normativo: G.U. del 04/02/2005
CIRCOLARE ESPLICATIVA DEI VVF SU D.M. 3.11.2004
Il Dipartimento dei Vigili del fuoco ha emanato una Lettera Circolare che esplica i contenuti del D.M. 3 novembre 2004 sull’ l’installazione e la manutenzione dei dispositivi per l’apertura delle porte installate lungo le vie di esodo, relativamente alla sicurezza in caso d’incendio. Il decreto stabilisce i criteri da seguire per la scelta dei dispositivi di apertura manuale che si applicano alle porte installate lungo le vie di esodo nelle attività soggette ai controlli dei VVF ai fini del rilascio del certificato di prevenzione incendi quando ne sia prevista l’installazione. L’installazione di tali dispositivi può essere prevista da specifiche regole tecniche di Prevenzione Incendi o prescritte dal Comando VVF o da altri organi competenti (Commissioni di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo) oppure dallo stesso titolare (D. Lgs. 626/94). Non si prevede l’installazione di dispositivi per l’apertura di porte scorrevoli (anche con funzionamento elettrico) o per porte prive di sistemi di chiusura (es. porte girevoli o porte apribili nei due versi). I dispositivi di apertura manuale devono essere muniti di marcatura CE e la loro l’installazione deve avvenire con le modalità indicate.
DISPOSITIVI ANTIPANICO E DISPOSITIVI PER LE USCITE DI EMERGENZA
Il Ministero dell’Interno ha emanato il Decreto Ministeriale del 3 novembre 2004 recante le “Disposizioni relative all'installazione ed alla manutenzione dei dispositivi per l'apertura delle porte installate lungo le vie di esodo, relativamente alla sicurezza in caso d'incendio”. Il decreto stabilisce i criteri da osservare nella scelta dei dispositivi di apertura manuale delle porte collocate lungo le vie di esodo nelle attività soggette al controllo dei Vigili del fuoco. Tali dispositivi, che devono possedere la marcatura CE, devono anche essere conformi alle norme UNI EN 179 o UNI EN 1125 o ad altre disposizioni ad esse equivalenti. Quelli che non hanno il marchio CE, ma che sono già installati nelle attività previste dal presente decreto, devono essere sostituiti, ad opera del titolare, nel caso in cui si verifichi la rottura del dispositivo o nell’eventualità che la porta venga cambiata, o ancora se intervengono modifiche dell'attività tali da implicare un'alterazione peggiorativa delle vie di esodo, oppure entro sei anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. La manutenzione di tali dispositivi dovrà comunque garantire il mantenimento della loro funzionalità originaria.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n. 271 del 18.11.2004 Riferimento Normativo: D.M. del 03/11/2004
MODIFICATO IL DPR 577/82 SULLA PREVENZIONE INCENDI
Il Presidente della Repubblica ha emanato un "Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, concernenti l'attività di formazione e studio affidata al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, la composizione del Comitato tecnico-scientifico ed il certificato di prevenzione incendi". Le modifiche al DPR 577/82 riguardano la sostituzione: - dell'art. 7, attività formative, riguardante attività sia di diffusione della cultura in materia di sicurezza antincendi che di prevenzione incendi rivolte a tecnici dipendenti delle altre amministrazioni dello Stato, ai liberi professionisti e agli addetti ai servizi di sicurezza nei luoghi di lavoro, - del primo comma dell'art. 10 concernente la composizione del comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi, - dell'art. 12 relativo ad attività di studio, ricerca e sperimentazione di prevenzione incendi, - dell'art. 17 riguardante il certificato di prevenzione incendi, che in base al procedimento previsto dal DPR 37/98, attesta il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione degli incendi e la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio richiesti.
Rif. Gazzetta Ufficiale: D.P.R. n. 200 del 10/06/2004 Riferimento Normativo: G.U. n. 184 del 07/08/04
NUOVA CLASSIFICAZIONE PORTE RESISTENTI AL FUOCO
Il Ministero dell'Interno ha emanato un decreto dal titolo "Norme tecniche e procedurali per la classificazione di resistenza al fuoco ed omologazione di parte ed altri elementi di chiusura". Viene introdotta una nuova classificazione delle porte resistenti al fuoco sulla base della norma UNI EN 1634-1 e, per quanto da essa richiamato, delle norme UNI EN 1363-1 e UNI EN 1363-2. La classe di resistenza al fuoco richiesta per porte ed altri elementi di chiusura con la terminologia RE e REI è ora da intendersi equivalente a E ed EI2 rispettivamente. Per mettere in commercio porte resistenti al fuoco occorrono: a) copia dell'atto di omologazione della porta; b) dichiarazione di conformità alla porta omologata; c) libretto di installazione, uso e manutenzione. Inoltre l'installatore è tenuto a redigere a propria firma la dichiarazione di corretta posa in opera.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.155 del 05/07/04 Riferimento Normativo: D.M. 21/06/2004
AGGIORNATA LA MODULISTICA DI PREVENZIONE INCENDI
Disponibili i nuovi moduli di prevenzione incendi. In occasione di tale aggiornamento sono state introdotte limitate modifiche ai modelli attualmente in uso, sia per la presentazione delle istanze per i vari procedimenti di prevenzione incendi che per le certificazioni e dichiarazioni da allegare alla domanda di sopralluogo. Aggiornamento della modulistica di prevenzione incendi http://www.vigilfuoco.it/news/images/circ_040329/let_circ.pdf Principali aggiornamenti apportati alla modulistica di prevenzione incendi http://www.vigilfuoco.it/news/images/circ_040329/Alleg.pdf La modulistica http://www.vigilfuoco.it/modulistica/modulistica.asp
PREVENZIONE INCENDI NELLE STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE E PRIVATE
Il Ministero dell'Interno il decreto di "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio delle strutture sanitarie pubbliche e private". Il decreto riguarda l'adeguamento antincendio delle strutture che erogano prestazioni: a) in regime di ricovero ospedaliero a ciclo continuativo e/o diurno; b) in regime residenziale a ciclo continuativo e/o diurno; c) di assistenza specialistica in regime ambulatoriale, ivi comprese quelle riabilitative, di diagnostica strumentale e di laboratorio. Il decreto entra in vigore il novantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e cioè il 26 dicembre 2002 e le strutture sanitarie esistenti devono essere adeguate entro cinque anni dalla data di entrata in vigore del decreto. Non sussiste l'obbligo dell'adeguamento per le strutture sanitarie: a) per le quali sia stato rilasciato il certificato di prevenzione incendi; b) per le quali siano stati pianificati, o siano in corso, lavori di modifica, adeguamento, ristrutturazione o ampliamento sulla base di un progetto approvato dal competente Comando provinciale dei Vigili del fuoco.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.227 del 27/09/02 Riferimento Normativo: D.M. 18/09/02
LINEE GUIDA PER L’EMERGENZA CON DISABILI
Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile ha emesso una circolare che presenta in allegato le LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA ANTINCENDIO NEI LUOGHI DI LAVORO OVE SIANO PRESENTI PERSONE DISABILI. Le linee guida sono state elaborate in accordo con la Consulta Nazionale delle Persone Disabili e delle loro Famiglie, con lo scopo dichiarato di essere un ausilio ai datori di lavoro, ai professionisti ed ai responsabili della sicurezza per facilitare la corretta valutazione del rischio dovuto alla presenza negli ambienti di lavoro, di persone con limitazioni permanenti o temporanee alle capacità fisiche, mentali, sensoriali o motorie. Questa parte va quindi vista come una integrazione a quanto disposto in materia dal DM 10/3/98, Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro. Le linee guida sono ispirate ai seguenti principi generali: · prevedere ove possibile (ad esempio, quando sono già presenti lavoratori disabili), il coinvolgimento degli interessati nelle diverse fasi del processo; · considerare le difficoltà specifiche presenti per le persone estranee al luogo di lavoro; · conseguire adeguati standard di sicurezza per tutti senza determinare alcuna forma di discriminazione tra i lavoratori; · progettare la sicurezza per i lavoratori con disabilità in un piano organico, che incrementi la sicurezza di tutti, e non attraverso piani speciali o separati da quelli degli altri lavoratori. Sono evidenziate le misure per facilitare: · la mobilità, · l'orientamento, · la percezione dell'allarme e del pericolo, · la determinazione delle azioni da compiere in caso di emergenza.
Rif. Gazzetta Ufficiale: Riferimento Normativo: Circolare Ministero dell’Interno n.4 del 1/3/2002
CLASSIFICAZIONI MATERIALI AI FINI DELLA PREVENZIONE
Il Ministero dell’Interno ha emanato un decreto di modifiche e integrazioni al decreto 26 giugno 1984 concernente classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi. Vengono sostituiti i precedenti metodi di prova per la determinazione della classe di reazione al fuoco dei materiali e la classificazione dei materiali combustibili sulla base della reazione al fuoco. Vengono inoltre modificate e integrate le parti relative a: certificazione ad opera del C.S.E. o dei laboratori legalmente riconosciuti; classificazione dei materiali ai fini dell’omologazione; autorizzazione ministeriale necessaria a riprodurre il prototipo prima dell’immissione del materiale sul mercato e accertamenti e controlli a campione a cura del Ministero dell’Interno. All’art.3 vengono definite le norme transitorie per consentire la non decadenza o l’eventuale rinnovo delle omologazioni per i materiali appartenenti a numerose classi di reazione al fuoco rilasciate prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto. Il decreto abroga inoltre, i 7 allegati del DM 26/6/84.
Rif. Gazzetta Ufficiale: G.U. n.242 del 17/10/2001 Riferimento Normativo: D.M. 03/09/2001