Source: https://www.centrostudilivatino.it/category/archivio/corte-di-cassazione/
Timestamp: 2019-06-18 00:41:50+00:00
Document Index: 185935632

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Corte di cassazione | Centro Studi Rosario Livatino
La maternità surrogata nella sentenza delle Sezioni Unite Civili n. 12193/2019
di Aldo Rocco Vitale *
Con la sentenza 12193/2019 le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione hanno posto l’ulteriore – e almeno per ora definitivo – tassello giurisdizionale nel più vasto e fin troppo complesso mosaico giuridico relativo al problema della maternità surrogata che, nonostante l’espresso divieto normativo sancito dal comma 6 dell’articolo 12 della legge 40/2004,[1] sempre più di fatto si diffonde, sollecitando non soltanto sforzi di carattere interdisciplinare, ma altresì coinvolgendo all’interno di ciascuna disciplina, contemporaneamente molteplici profili tra loro interconnessi, come quelli di carattere costituzionalistico (per esempio, i diritti della famiglia o la tutela della salute riproduttiva), o civilistico (per esempio, la determinazione dello status filiationis o la configurazione della stepchild adoption per coppie del medesimo sesso), o penalistico (per esempio, l’effettività del piano sanzionatorio della legge 40/2004 o l’integrazione della fattispecie di reato di falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale sull’identità propria o altrui), o internazionalistico (per esempio, la definizione dei rapporti tra ordine pubblico internazionale e nazionale o l’ampiezza territoriale della giurisdizione penale italiana).[2]
“Pilatesca” la sentenza delle Sezioni Unite sulla maternità surrogata
Quel che non può il Comune con la trascrizione può il giudice con l’adozione
Crioconservazione: si può attribuire il cognome del padre morto?
La Corte di Cassazione è chiamata a pronunciarsi in ordine alla attribuibilità del cognome del padre alla bambina nata a seguito di crioconservazione, dopo la morte del padre medesimo. Pubblichiamo le conclusioni del Sost. Procuratore Generale della Cassazione cons. Luisa De Renzis, per il rigetto della richiesta, a sua volta formulata dalla madre della minore, perché contiene interessanti considerazioni sul contrasto dell’istanza con la legislazione italiana. Daremo conto dell’esito della pronuncia della Suprema Corte, non appena la sentenza verrà depositata. In ossequio alla normativa vigente, sono oscurati i dati identificativi della vicenda. (altro…)
La Cassazione ancora in favore della stepchild adoption
Con l’ordinanza nr. 14007, depositata il 31 maggio 2018 – che pubblichiamo a seguire -, la prima sezione civile della Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da alcuni sindaci contro la sentenza della Corte d’appello di Napoli che aveva accolto il ricorso di due donne di nazionalità francese unite dapprima da un patto civile di solidarietà (Pacs), e successivamente in matrimonio secondo la legislazione francese del 2013. Le due donne avevano chiesto la trascrizione nei registri dello stato civile partenopei della sentenza francese di adozione – la cosiddetta “stepchild adoption” – dei rispettivi figli avuti con la procedura di inseminazione artificiale. (altro…)
Le Sezioni Unite della Cassazione chiamate a decidere su maternità surrogata, trascrizione nei registri dello stato civile e ordine pubblico
Su questo sito se ne è trattato il 28 febbraio 2017 e, con un intervento della prof.ssa Maria Luisa Di Pietro, l’8 marzo 2017. Il caso è quello di due persone dello stesso sesso, unite in matrimonio all’estero, che hanno chiesto la trascrizione nei registri dello stato civile del comune di Trento di un provvedimento della Superior Court of
La Corte di Cassazione tra obliterazione delle rendite parassitarie e dissoluzione del matrimonio
Pubblichiamo la sentenza della prima sezione della Corte di Cassazione (n. 11504 del 10 maggio 2017) sulle relazioni economiche fra coniugi dopo la separazione e il divorzio, al centro delle attenzioni, mediatiche e non, di questi giorni, insieme con una primo commento dell’avv. Simone Pillon. Cassazionista e mediatore familiare, l’avv. Pillon dirige il consultorio familiare La Dimora di Perugia e fa parte del Centro studi Livatino.
Pubblichiamo la sentenza con la quale la Corte di Cassazione conferma l’ordine dato dai giudici di Torino al Comune della stessa città di iscrivere all’anagrafe un bambino quale figlio di due madri. A seguire un primo commento di Alfredo Mantovano, pubblicato da La nuova Bussola Quotidiana, quotidiano on line.