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Timestamp: 2019-07-15 18:53:42+00:00
Document Index: 170674660

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2953', 'sentenza ']

Prescrizione dei tributi locali.
TARI. La tassa sui rifiuti il cui acronimo è TARI, è stata istituita con la legge di stabilità per l'anno 2014 (legge n.147 del 27 dicembre 2013) ed è destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e dev'essere corrisposta da chi lo utilizza.
Il ragionamento della CTR MILANO. Gli importi dovuti per i tributi locali riguardino prestazioni periodiche e pertanto devono rientrare nell'applicazione della norma civilistica che prevede una prescrizione quinquennale tenendo conto della notifica della cartella di pagamento, o della stessa ingiunzione.
Invero, il principio preso come riferimento è l'articolo 2948 del Codice Civile, secondo cui il termine per recuperare il credito è limitato a 5 anni per i pagamenti versati annualmente o a cadenza più breve, quindi rientrano in questa normativa tutte le entrate locali versate periodicamente.
In precedenza la commissione tributaria regionale di Roma (sentenza 47/2017) ha precisato che il recupero forzoso del credito riguardante la tassa rifiuti è soggetto al termine di prescrizione quinquennale, poiché si tratta di una prestazione periodica a carico del contribuente.
Di conseguenza, le azioni esecutive esperite da Equitalia, o da altri soggetti incaricati dalle amministrazioni comunali che riscuotono a mezzo ingiunzione, non possono essere adottate oltre il termine di 5 anni, a meno che non sia stato notificato un atto interruttivo della prescrizione.
Per il giudice d'appello, questo breve termine prescrizionale si applica a tutti i tributi e entrate locali che si pagano ad anno o frazione di anno.
Per tali motivi "mentre i crediti relativi ai tributi erariali si prescrivono in 10 anni, quelli riguardanti le entrate locali si prescrivono in 5 anni. A differenza dei crediti erariali, le somme dovute per tributi, contributi e canoni locali sono collegate a prestazioni periodiche e, come tali, rientrano nell'ambito di applicazione della norma civilistica che prevede la prescrizione quinquennale. Questo è quanto disposto dalla Commissione Tributaria Regionale Milano, sez. XII, sentenza 2479 del 29 maggio 2018).
Il precedente della Cassazione (sentenza 28576/2017). In punto di diritto alla riscossione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste per la violazione di norme tributarie non derivanti da un provvedimento giurisdizionale irrevocabile, la Cassazione ha precisato che si applica il termine di prescrizione di cinque anni.
Quando, invece, il diritto alla riscossione deriva da sentenza passata in giudicato esso si prescrive entro il termine di dieci anni, per diretta applicazione dell'art. 2953 c.c.
Per meglio dire, la corte di legittimità ha chiarito che la prescrizione ordinaria decennale scatta solo nei casi in cui il credito vantato dall'amministrazione comunale sia stato riconosciuto da una sentenza passata in giudicato e non già quando risulti dovuto in seguito a un accertamento divenuto definitivo per omessa impugnazione.
In conclusione, per stoppare il termine quinquennale è necessario notificare al debitore un atto interruttivo della prescrizione, che blocchi il suo decorso e lo faccia ripartire da zero.
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Prescrizione dei tributi locali. La tassa rifiuti è soggetto al termine di prescrizione...
Cristina Ciccarelli domenica 22 luglio 2018 alle ore 20:17
Ho sempre pagato anche la tari ma ora non la pago più perché nonostante le segnalazioni -2014,2016- di servizio comunale pulizia ambientale inefficiente hanno spedito la cartella esattoriale 2017,i clienti buoni pagatori come la sottoscritta che ha sempre pagato tasse e vede un mutismo istituzionale illegittimo fanno una guerra lecita.
Ted (@Ben7Ted) martedì 24 luglio 2018 alle ore 21:54
Mi si permettano alcune osservazioni! Premesso che un box auto avuto in locazione al SOLO SCOPO di ricovero auto (e NON adibito né a officina né a hobbies vari...) NON produce rifiuti, a parte i pochi grammi di polvere all'anno, quindi è assurdo e criminale imporre al locatario del detto box una Tari (ex Tarsu); per quel che riguarda la raccolta rifiuti per l'occupazione di un appartamento è da mentecatti pretenderne la quantificazione in base all'ampiezza dello stesso: due persone in 50 mq possono produrre molti più rifiuti di una sola persona che vive in 500 (cinquecento) mq, ergo è assurda la tassazione commisurata all'ampiezza dei locali occupati. LA TASSAZIONE DOVREBBE ESSERE COMMISURATA ALL'EFFETTIVA PRODUZIONE DI RIFIUTI E NON COME VIENE FATTO DAI COMUNI, RASENTANDO SUBDOLAMENTE IL LATROCINIO LEGALIZZATO, SUI METRI QUADRATI OCCUPATI! Tenuto poi conto che tu, COMUNE, mi obblighi - GIUSTAMENTE - alla raccolta differenziata da anni, QUINDI TI Dò ANCHE LA POSSIBILITà DI REPERIRE QUASI A COSTO ZERO - A PARTE QUELLO DELLA RACCOLTA - DEL MATERIALE DA RIUTILIZZARE DI GRANDE VALORE ECONOMICO, sia esso carta o vetro o plastica o... umido, etc. In merito a quanto accennato QUA SOPRA, un appello: BRUNETTA, sono passati più di dieci anni da quando ti ho scritto in questi termini... aspetto ancora la risposta!!! Puahhhhhh...
Cristina Ciccarelli mercoledì 25 luglio 2018 alle ore 13:59
Anch'io uso la parola mentecatti perché appropriata verso un modo di ragionare irrazionale. Pago tasse per avere servizi o prodotti e nel vedere luoghi pubblici di un piccolo borgo -oggettivamente facilmente gestibile rispetto ad una città o metropoli- rifiuti di ogni tipo -anche in aree verdi pubbliche- mi ha fatto vomitare e non oso immaginare la quantità di germi batteri presenti, segnalai al comune il seguente: assorbenti sporchi per donne, pannoloni per minori, guanti in lattice, bottiglie di vetro rotte, carta per salumi, vomito, bicchierei di plastica, garze sporche di liquidi biologici idem fazzoletti di carta, cicche di sigarette, feci umane e di animali, confezione di preservativi, vestiario, rifiuti di rami e foglie gettati sull'area verde che emanano una puzzainconfondibile, sacchetti di patatine, ventilatori, tavole da stiro, mobilio ecc ecc, un letamaio ed il comune che fa?
Mutismo alle mie segnalazioni con data e firma e continua a mandarmi cartelle esattoriali per la tari e non hanno mai provveduto ad installare videosorveglianza per individuare questa gentaglia che sporca e probabilmente non paga tasse.
Non sono quasi mai vissuta in questo borgo dove ho alloggio ad uso gratuito PERÒ CI HO SEMPRE PAGATO TASSE COMPRESA ADDIZIONALE COMUNALE, COD COMUNE ITALIANO I156.
La norma è che chi inquina paga di più
Canone per la fornitura del servizio idrico. Dopo cinque anni va in prescrizione.