Source: https://www.laleggepertutti.it/304909_omicidio-doloso-ultime-sentenze
Timestamp: 2019-10-15 17:47:40+00:00
Document Index: 36715239

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 425', 'art. 423', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 589', 'art. 584', 'art. 575', 'art. 579', 'art. 2']

Omicidio doloso: ultime sentenze
Leggi le ultime sentenze su: omicidio volontario; differenza tra omicidio doloso e omicidio del consenziente; utilizzo indebito dell’arma; elemento psicologico dell’omicidio volontario; dolo diretto o eventuale; previsione dell’evento-morte; trattamento sanzionatorio.
1 Divieto di detenzione di armi e familiare pregiudicato
2 Dolo d’impeto: è compatibile con l’aggravante dei motivi abietti?
3 Configurabilità dell’omicidio del consenziente
4 Omicidio volontario e preterintenzionale: quali sono le differenze?
5 Omicidio colposo e omicidio volontario
6 Come riconoscere l’esecuzione della sentenza straniera?
7 Vittima imbavagliata durante la rapina, muore per soffocamento
8 Omicidio volontario e trattamento sanzionatorio
9 Morte del paziente causata da intervento compiuto per fini estranei alla tutela della salute
10 Vittima in condizioni patologiche di deficienza psichica
11 Omicidio volontario: tentativo incompiuto
Divieto di detenzione di armi e familiare pregiudicato
È del tutto legittimo che l’Autorità di Pubblica Sicurezza, possa ritenere l’interesse pubblico della sicurezza e dell’incolumità delle persone, minacciato dalla vicinanza del titolare della licenza di porto di fucile per uso caccia con un soggetto (cognato) che, per quanto inserito in un percorso di rieducazione efficace (che lo ha portato a beneficiare della semilibertà), resta pregiudicato per omicidio volontario.
Il legame familiare e la frequentazione abituale comportano reciproci condizionamenti e tolleranze. In tali circostanze non occorre uno specifico giudizio di pericolosità sociale del destinatario del provvedimento di divieto di detenzione di armi, poiché ciò che conta è il pericolo in sé che vi siano occasioni per l’utilizzo indebito dell’arma.
T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria) sez. I, 03/12/2018, n.716
Dolo d’impeto: è compatibile con l’aggravante dei motivi abietti?
Il cosiddetto dolo d’impeto è compatibile con la circostanza aggravante dei motivi abietti e futili. (Fattispecie in tema di omicidio volontario).
Cassazione penale sez. I, 21/11/2018, n.12930
Configurabilità dell’omicidio del consenziente
Affinché si configuri un’ipotesi di omicidio del consenziente, e non di omicidio volontario, è necessario che il consenso della vittima sia serio, esplicito, non ambiguo e perdurante sino al momento della commissione del fatto, in guisa da esprimere un’evidente volontà della stessa di morire, la cui prova deve essere univoca, chiara e convincente, in considerazione dell’assoluta prevalenza da riconoscersi al diritto personalissimo alla vita, non disponibile ad opera di terzi.
(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che correttamente i giudici di merito avessero qualificato come omicidio doloso, e non come omicidio del consenziente, la condotta dell’imputato che, con un grosso coltello da cucina, aveva inferto plurimi fendenti mortali alla moglie gravemente malata, non risultando che questa, durante la fase di lucidità, riconducibile ad epoca remota della progressione della malattia, avesse espresso una scelta certa di voler essere uccisa per porre fine alle proprie sofferenze) .
Cassazione penale sez. I, 19/04/2018, n.747
Omicidio volontario e preterintenzionale: quali sono le differenze?
Si configura il delitto di omicidio volontario – e non quello di omicidio preterintenzionale, caratterizzato dalla totale assenza di volontà omicida – qualora la condotta dell’agente, alla stregua delle regole di comune esperienza, dimostri la consapevole accettazione da parte del medesimo anche solo dell’eventualità che dal suo comportamento potesse derivare la morte del soggetto passivo.
(Fattispecie in cui i colpevoli, nel corso di una rapina commessa nell’abitazione di una persona anziana, le avevano oppresso ed occluso il naso e la bocca con un cuscino ed un canovaccio, impedendole di respirare e cagionandone la morte, intervenuta per soffocamento).
Cassazione penale sez. I, 22/12/2017, n.3619
Omicidio colposo e omicidio volontario
La qualificazione del fatto-reato come omicidio colposo, aggravato dalla previsione dell’evento, anziché come omicidio volontario, sorretto da dolo diretto o eventuale, operata dal giudice dell’udienza preliminare con la sentenza di proscioglimento dell’imputato ex art. 425 cod. proc. pen., non viola le disposizioni di cui all’art. 423 cod. proc. pen., perché non realizza la modificazione dell’imputazione originaria elevata dal pubblico ministero all’atto dell’esercizio dell’azione penale, non alterando i tratti essenziali dell’addebito inteso quale episodio naturalistico e concreto, che viene soltanto rapportato alla fattispecie astratta, ritenuta giuridicamente più corretta.
Cassazione penale sez. I, 13/12/2017, n.21732
Come riconoscere l’esecuzione della sentenza straniera?
In tema di riconoscimento per l’esecuzione in Italia della sentenza di condanna emessa in altro Stato membro dell’Unione europea, la Corte d’appello deve preliminarmente verificare a quale fattispecie astratta di reato, prevista dall’ordinamento interno, sia riconducibile il fatto giudicato dalla sentenza da eseguire, per poi accertare che la durata e la natura della pena o della misura di sicurezza inflitta siano compatibili con quelle previste in Italia per reati similari.
(Fattispecie in cui la Corte ha annullato con rinvio la sentenza della corte d’appello, in quanto era stata disposta l’esecuzione della condanna emessa nel Regno Unito alla pena dell’ergastolo, per il reato di “manslaughter”, termine erroneamente tradotto quale “omicidio preterintenzionale”, mentre il fatto giudicato riguardava un omicidio volontario commesso da soggetto con vizio parziale di mente, senza considerare che per tale condotta l’ordinamento italiano non contempla la pena dell’ergastolo, ma solo quella detentiva).
Cassazione penale sez. VI, 22/11/2017, n.3075
Vittima imbavagliata durante la rapina, muore per soffocamento
Affinché possa configurarsi il reato di omicidio preterintenzionale, anziché volontario, gli agenti devono aver escluso ogni possibile previsione dell’evento-morte. Diversamente, in presenza di piena consapevolezza delle conseguenze derivanti dall’azione posta in essere, si configura il reato di omicidio volontario (confermata la condanna degli imputati per i reati di omicidio volontario e rapina ai danni di un anziano il quale, legato ed imbavagliato, decedeva per soffocamento).
Cassazione penale sez. I, 05/10/2017, n.56701
Omicidio volontario e trattamento sanzionatorio
In ipotesi di omicidio volontario, nel caso in cui nel percorso causale si siano inserite, in concorso con l’azione dolosa (nella fattispecie esplosione di colpi di arma da fuoco), cause precedenti o sopravvenute non idonee da sole a determinare l’evento, le stesse, pur non escludendo il nesso di causalità, possono essere legittimamente valutate dal giudice ai fini dell’incidenza sul trattamento sanzionatorio.
Cassazione penale sez. I, 12/09/2017, n.5306
Morte del paziente causata da intervento compiuto per fini estranei alla tutela della salute
In caso di morte del paziente, che costituisca conseguenza causale diretta di un trattamento medico-chirurgico, che abbia provocato coscientemente un’inutile mutilazione, posto in essere per fini estranei alla tutela della salute della vittima, siano essi di natura lucrativa, scientifica, dimostrativa, didattica, esibizionistica, non può trovare alcuno spazio applicativo la fattispecie dell’omicidio colposo ex art. 589 c.p., ma il titolo di reato al quale deve essere ricondotta la responsabilità degli imputati è rappresentato alternativamente dall’omicidio preterintenzionale ex art. 584 c.p. oppure, nel caso di accertata esistenza dell’animus necandi, dall’omicidio volontario ex art. 575 c.p.
Cassazione penale sez. I, 22/06/2017, n.14776
Vittima in condizioni patologiche di deficienza psichica
Secondo quanto disposto dall’art. 579, comma 3, n. 2, c.p., deve trovare applicazione la disposizione relativa all’omicidio volontario allorché il fatto sia commesso in danno di una persona che versi in condizioni (patologiche) di deficienza psichica.
L’unica eccezione per la configurazione del reato meno grave di omicidio del consenziente è che il consenso della vittima alla propria soppressione costituisca il frutto di una deliberazione pienamente consapevole, non inquinata nella sua formazione da un deficit mentale di natura patologica, ciò in quanto deve sempre prevalere il diritto alla vita riconosciuto come inviolabile dall’art. 2 Cost. che non può attribuire a terzi il potere di disporre, in base alla propria percezione della qualità della vita altrui, dell’incolumità e dell’integrità fisica di un’altra persona (esclusa, nella specie, l’ipotesi di omicidio del consenziente per l’imputato che aveva ucciso la moglie e il figlio disabile).
Cassazione penale sez. I, 26/05/2017, n.3392
Omicidio volontario: tentativo incompiuto
Nei reati di danno a forma libera, qual è l’omicidio volontario, l’esimente della desistenza può aver luogo solo nella fase del tentativo incompiuto e non è configurabile una volta che siano posti in essere gli atti da cui origina il meccanismo causale capace di produrre l’evento, rispetto ai quali può, al più, operare la diminuente per il c.d. recesso attivo, qualora il soggetto tenga una condotta che valga a scongiurare l’evento.
Cassazione civile sez. lav., 27/03/2017, n.7784