Source: https://informa-press.it/cane-malato-trascurarlo-reato-cassazione/
Timestamp: 2020-04-03 06:24:04+00:00
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Home Toolbox Consigli Utili Cane malato? Trascurarlo è reato, lo dice la Cassazione
La Cassazione torna a pronunciarsi sul tema del maltrattamento di animali. Nella sentenza 22579/2019, la Corte stabilisce che è reato trascurare il proprio cane malato, negandogli le cure veterinarie. Il caso riguarda il proprietario di un cane condannato a pagare una multa di 10.000€ per non aver provveduto a far curare l’animale, nonostante le evidenti condizioni della sua malattia.
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Cane malato: il caso oggetto della sentenza
Il quarantaduenne leccese protagonista della vicenda è stato condannato al pagamento di una maxi multa, per i maltrattamenti ai danni della sua cagnolina. La Cassazione ha confermato la sentenza della Corte di Appello di Bologna. Quest’ultima aveva evidenziato lo stato di estrema sofferenza del cane, non sottoposto alle opportune cure.
Il cane era stato ritrovato in pessime condizioni dagli operatori del canile. Il medico del servizio veterinario AUSL locale ha riscontrato diversi tumori mammari ulcerati, artrosi agli arti posteriori e anteriori, dermatite e calli da decubito. Il protrarsi della malattia ha reso necessario un intervento chirurgico. Tempestivi controlli dal veterinario avrebbero scongiurato una situazione così difficile e degradante. I giudici hanno condannato l’imperizia e l’incuria dell’uomo asserendo quanto segue.
“L’assenza di cure deve ritenersi dolosa, intenzionale e non colposa, in quanto la condizione della cagnetta era riscontrabile in maniera evidente“.
Il padrone del cane malato è stato condannato a pagare 2.500€ all’associazione animalista che si era costituita parte civile. Tale somma si aggiunge alle spese del processo e alla maxi multa.
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La straordinarietà della sentenza
La Cassazione non si limita a configurare il maltrattamento nella condotta omissiva del proprietario. Qualifica come lesione – rilevante ai fini del reato di maltrattamenti – anche l’aggravamento della malattia dovuto alle mancate cure. A tal proposito, infatti, la Corte enuncia il seguente principio di diritto: “Configura la lesione rilevante per il delitto di maltrattamento di animali, art. 544 ter, in relazione all’art. 582, del codice penale, l’omessa cura di una malattia che determina il protrarsi della patologia con un significativo aggravamento, fonte di sofferenze e di un’apprezzabile compromissione dell’integrità dell’animale“.
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La responsabilità del padrone
L’imputato era ricorso in Cassazione lamentando l’insussistenza di prove che dimostrassero la sua volontà di recare danni al cane malato. L’uomo sosteneva di non essersi reso conto della gravità della malattia, non essendo un veterinario. Per questo, poteva essergli imputata una trascuratezza e non una volontà nel cagionare sofferenza. I giudici hanno rigettato il ricorso, concludendo che la malattia e il suo aggravarsi (dovuto alla condotta omissiva del padrone) configurano quelle “lesioni rilevanti” che confermano il reato di maltrattamento di animali.
La sentenza segna una svolta nel panorama dei delitti contro il sentimento degli animali. Fin troppo spesso i nostri amici a quattro zampe sono oggetto di sevizie, barbarie, incuria e abbandono. Eppure, proprio loro sono capaci di fedeltà e amore incondizionato. Purtroppo, però, “la riconoscenza è una malattia dei cani non trasmissibile all’uomo” (A. Bernheim).
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