Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-13073-del-23-06-2016
Timestamp: 2020-08-08 03:59:54+00:00
Document Index: 923565

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 60', 'art. 148', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 617', 'art. 615', 'art. 111', 'art. 618', 'art. 140', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 360', 'art. 140', 'art. 140', 'art. 4', 'art. 385', 'art. 26', 'art. 60', 'art. 148', 'art. 112', 'art. 360', 'art. 140', 'art. 112', 'art. 140', 'art. 39', 'art. 112', 'art. 360', 'art. 320', 'art. 39', 'art. 106', 'art. 480', 'art. 125', 'art. 360', 'art. 140', 'art. 112', 'art. 360', 'art. 140', 'art. 5', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 23', 'art. 26', 'art. 2697', 'art. 360', 'art. 18', 'art. 2697', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 13073 del 23/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13073 del 23/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 23/06/2016, (ud. 03/12/2015, dep. 23/06/2016), n.13073
sul ricorso 10263/2013 proposto da:
D.B.D., ((OMISSIS)) domiciliato ex lege in
rappresentato e difeso dall’avv.to SALVATORE LO GIUDICE, come da
avverso la sentenza n. 237/2012 del GIUDICE DI PACE di CANICATTI’,
03/12/2015 dal Consigliere Ippolisto Parziale.
Precisa il ricorrente di aver proposto i seguenti motivi di opposizione: “1) Inesistenza della notificazione. Violazione e falsa applicazione D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, e artt. 139 e 140 c.p.c.; 2) Inesistenza della notificazione. Violazione D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, e art. 148 c.p.c.; 3) Illegittimità delle cartelle esattoriali poste in essere da soggetto incompetente privo della qualifica di agente della riscossione; 4) inesistenza e/o nullità della cartella di pagamento per assenza di sottoscrizione; 5) Nullità della cartella di pagamento per violazione della L. n. 241 del 1990, art. 3, comma 4, e L. n. 212 del 2000, art. 7, comma 2. Carenza/assenza della clausola di impugnazione; 6) Illegittimità della pretesa azionata. Procedura nolificatoria atto prodromico illegittima e/o irregolare; 7) Ruolo esattoriale inesistente, illegittimo e privo di validità ed esecutività”.
2. Aggiunge il ricorrente che il giudice di pace, nel respingere la sua opposizione, qualificava l’opposizione proposta “quale opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c., e opposizione ex art. 615 nella parte in cui eccepisce l’inesistenza del diritto fatto valere dagli enti impositori”, con conseguente impugnabilità direttamente in cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost. e art. 618 c.p.c., comma 3.
1. Col primo motivo si deduce: “violazione e falsa applicazione dell’art. 140 c.p.c., L. n. 890 del 1982, art. 12, e D.Lgs. n. 261 del 1999, art. 4, commi 1 e 5, in relazione all’art. 360 c.c., n. 3”.
Il ricorrente contesta “l’inesistenza giuridica degli atti opposti per violazione dell’art. 140 c.p.c., per essere stata effettuata la notificazione con raccomandata A/r n. (OMISSIS) da una società postale privata, la TNT Post Notifiche Srl, che risulta essere soggetto incompetente a certificare la notificazione in quanto sprovvisto della qualifica ex lege e, pertanto, non si è perfezionato il procedimento notificatorio”.
Rileva il ricorrente che “L’agente della riscossione ha affidato ad una società postale privata, la TNT Post notifiche srl, nell’ultimo segmento del procedimento notificatorio adottato ex art. 140 c.p.c., consistente nell’invio al destinatario irreperibile della raccomandata con avviso di ricevimento con funzione informativa, le operazioni di raccolta della raccomandata presso l’agente della riscossione, la compilazione della ricevuta di raccomandata e dell’avviso di ricevimento, la compilazione della busta di spedizione, la consegna del plico raccomandato all’Ufficio postale per il successivo inoltro al destinatario, il pagamento delle tasse postali e la raccolta degli avvisi di ricevimento sottoscritti dal destinatario da smistare all’agente della riscossione”. Aggiunge che tali attività sono “esclusive dell’Ufficiale giudiziario ai sensi e per gli effetti della L. n. 890 del 1982, artt. 3 e 4”, che dovevano essere curate da Poste Italiane. Di qui l’inesistenza della notifica.
a) “In tema di notificazione a mezzo posta, la riserva in via esclusiva prevista dal D.Lgs. n. 261 del 1999, art. 4, comma 5, a favore del fornitore del servizio universale, volta a garantire l’attestazione fidefacente della puntualità e regolarità degli adempimenti, è rispettata allorquando il plico, inizialmente affidato ad un’agenzia postale privata, sia da quest’ultima veicolato all’Ente Poste, il quale provveda all’integrale esecuzione della procedura ed in particolare alla consegna, con attestazione, sulla cartolina di ricevimento, della relativa data, sicchè la notifica non può considerarsi inesistente o omessa” (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 15347 del 21/07/2015, Rv. 636053);
b) “La notificazione a mezzo posta, è validamente eseguita anche se il plico sia consegnato al destinatario da un’agenzia privata di recapito, qualora il notificante si sia rivolto all’ufficio postale, e l’affidamento del plico all’agenzia privata sia avvenuto per autonoma determinazione dell’Ente Poste, al quale il D.Lgs. 22 luglio 1999, n. 261, continua a riservare in via esclusiva gli invii raccomandati attinenti alle procedure amministrative e giudiziarie, perchè in tal caso l’attività di recapito rimane all’interno del rapporto tra l’Ente Poste e l’agenzia di recapito, e permane in capo al primo la piena responsabilità per l’espletamento del servizio”.
(Sez. 5, Sentenza n. 9111 del 06/06/2012, Rv. 622973);
c) “In tema di sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, la notifica del verbale di accertamento, ai sensi dell’art. 385, comma 3, del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada avviene mediante invio al destinatario di uno degli originali o di copia autenticata a cura del responsabile dell’ufficio o comando, o da un suo delegato, potendo, tuttavia, essere validamente affidate a soggetti terzi, anche privati, le attività intermedie di natura materiale, relative all’imbustamento ed alla consegna dei plichi al servizio postale”. (Sez. 2, Sentenza n. 7177 del 10/05/2012, Rv. 622484, principio applicabile anche alla notifica di cartelle di pagamento).
2 – Col secondo motivo si deduce: “Violazione e falsa applicazione D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60 e art. 148 c.p.c., violazione art. 112 c.p.c.. Omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5”.
Si contesta “l’inesistenza giuridica della notificazione dell’atto impugnato per assenza nelle relate di notifica consegnate al contribuente della data di notifica”. Si deduce che “l’omissione della data di notifica nella relata di una cartella esattoriale assume fondamentalmente rilievo atteso che dalla notificazione decorre un termine perentorio entro il quale il destinatario deve esercitare determinati diritti, venendo ad ostacolare in maniera grave l’esercizio di quei diritti”.
3 – Col terzo motivo si deduce: “Violazione e falsa applicazione art. 140 c.p.c.. Violazione art. 112 c.p.c.. Omessa insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia in relazione agli arti. 360 c.p.c., nn. 3 e 5”.
Si contesta la violazione dell’art. 140 c.p.c., per non avere il soggetto notificatore affisso dietro la porta del destinatario l’avviso di deposito dell’atto notificando presso la casa comunale.
4 – Col quarto motivo si deduce: “Violazione e falsa applicazione della L. n. 112 del 1999, art. 39, violazione art. 112 c.p.c., omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo nella controversia, in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5”.
Chiarisce il ricorrente che “con l’atto introduttivo sono state impugnate sia le cartelle di pagamento che tutti gli atti prodromici posti a loro fondamento. Con memoria ex art. 320 c.p.c., udienza 09/07/2012 è stata contestata la mancata chiamata in causa dell’ente impositore in violazione del D.Lgs. n. 112 del 1999, art. 39, l’iscrizione a ruolo sine titulo, l’omessa produzione degli atti prodromici a cui conseguiva la nullità delle cartelle di pagamento impugnate”.
4.1 – Come si è visto, la questione degli atti presupposti è rimasta estranea al giudizio, riguardante la sola cartella (per il mancato coinvolgimento dell’Ente impositore. In ogni caso, la chiamata in causa dell’ente impositore, prevista dalla norma richiamata, deve essere ricondotta all’art. 106 c.p.c., ed è come tale rimessa alla esclusiva valutazione discrezionale del giudice di merito, il cui esercizio non è censurabile nè sindacabile in cassazione (vedi Cass. 2014 n. 7406).
5 – Col quinto motivo si deduce: “Violazione e falsa applicazione art. 480 c.p.c., comma 4 e art. 125 c.p.c., per omessa sottoscrizione di atto equiparato a precetto in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 3”.
5.1 – Il motivo è infondato, perchè la cartella è emessa secondo la specifica normativa che consente l’emissione dell’atto con forme automatizzate che non richiedono la sottoscrizione da parte di chi ha adottato l’atto.
6 – Col sesto motivo si deduce: “Violazione e falsa applicazione art. 140 c.p.c.. Omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia. Violazione art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360, nn. 3 e 5”. Si sostiene l’inesistenza delle notifiche per la mancata produzione della copia della raccomandata informativa e dell’avviso di ricevimento ex art. 140 c.p.c..
7 – Col settimo motivo di ricorso si deduce: “Violazione e/o falsa applicazione D.L. n. 669 del 1996, art. 5, comma 5, D.P.R. n. 445 del 2000, art. 18, comma 2, e art. 20, comma 3, D.Lgs. n. 82 del 2005, art. 23, comma 2 bis, D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, comma 5, violazione art. 2697 c.c., omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia in relazione all’art. 360, nn. 3 e 5”.
Si deduce l’inidoneità della produzione da parte dell’agente della riscossione di n. 3 estratti di ruolo autenticati D.P.R. n. 445 del 2000, ex art. 18. Tali produzioni non consentivano al giudice di ritenere assolto l’onere della prova ex art. 2697 c.c., la contestata notificazione.
8. Nulla per le spese in mancanza di attività in questa sede della parte intimata. Sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.
La Corte rigetta il ricorso. Nulla per le spese. Ai sensi del D.P.R. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.