Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6796:chimici-olii-grassi-e-saponi-industria-ccnl-3-febbraio-1962&catid=113&tmpl=component&print=1&layout=default&Itemid=139
Timestamp: 2020-01-18 22:58:44+00:00
Document Index: 108188333

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 6', 'art. 38', 'art. 42', 'art. 27', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10']

Chimici - Olii, grassi e saponi, Industria: CCNL, 3 febbraio 1962
Parti: Associazione nazionale dell’industria olearia, dei grassi, saponi ed affini e Filcep-Cgil, Federchimici-Cisl, Uilchimici-Uil e Federazione nazionale lavoratori chimici - Cisnal e Federazione autonoma, italiana lavoratori chimici e saponieri - Cisal
Settori: Chimici, Olii, grassi e saponi, Industria
Art. 24. - Indennità per lavorazioni nocive pericolose e svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Minimi contrattuali orari per le categorie operaie
Minimi contrattuali mensili per gli appartenenti alle qualifiche speciali
Art. 1. - Assunzione - Documenti - Residenza e domicilio. Art. 2. - Visita medica.
Art.14. - Trattamento economico minimo.
Art. 18. - Trattamento in caso di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro.
Minimi contrattuali di stipendio mensile per gli impiegati
Disposizioni comuni alle tre regolamentazioni
A) Istituti inerenti al trattamento bel singolo lavoratore
Art. 26. - Abrogazione dei precedenti contratti - Opzione.
Operai - Tabella dei minimi salariali in vigore per gli operai
Qualifiche speciali - Tabella dei minimi di paga in vigore per le qualifiche speciali
Impiegati - Tabella dei minimi stipendiali in vigore per gli impiegati
Tabella dei minimi stipendiali per il personale femminile
Tabella dei minimi di stipendio in vigore per il personale impiegatizio femminile
Tabelle dei minimi di salario e di stipendio in vigore nelle provincie di Latina, Caltanissetta, Enna e Reggio Calabria
Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti all’industria olearia dei grassi, della margarina, saponi e prodotti della detergenza ed affini, 3 febbraio 1962
Addì 3 febbraio 1962, in Roma, tra l’Associazione nazionale dell’industria olearia, dei grassi, saponi ed affini [...], con la partecipazione di una Delegazione industriale [...] e la Federazione italiana lavoratori chimici e petrolieri (Filcep) [...], con la partecipazione di una Delegazione di lavoratori [...], con l’intervento della Confederazione generale italiana del lavoro [...], l’Organizzazione sindacale tra lavoratori chimici ed affini (Federchimici) [...], con la partecipazione di una Delegazione di lavoratori [...] e con l’assistenza della Confederazione italiana sindacati lavoratori (Cisl) [...], l’Unione italiana lavoratori chimici (Uilchimici) [...], con la partecipazione di una Delegazione di lavoratori e con l’assistenza del Segretario Nazionale responsabile della Unione italiana lavoratori chimici [...] e dei Segretari Confederali dell’Uil [...]
Addì 3 febbraio 1962, in Roma, tra l’Associazione nazionale dell’industria olearia, dei grassi, saponi ed affini [...], con la partecipazione di una Delegazione industriale [...] e la Federazione nazionale lavoratori chimici (Cisnal) [...], con l’assistenza della Confederazione italiana sindacati nazionali lavoratori (Cisnal) [...]
Addì 3 febbraio 1962, in Roma, tra l’Associazione nazionale dell’industria olearia, dei grassi, saponi ed affini [...], con la partecipazione di una Delegazione industriale [...] e la Federazione autonoma, italiana lavoratori chimici e saponieri [...], con l’assistenza della Confederazione italiana sindacati autonomi lavoratori (Cisal) [...]
si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i dipendenti delle Aziende rappresentate dalla anzidetta Associazione nazionale dell’industria olearia, grassi, saponi e affini.
Ai lavoratori addetti a lavorazioni che arrechino facile deterioramento al vestiario o che ne richiedano uno speciale, devono essere fomiti dalle aziende, gratuitamente in uso, gli abiti da lavoro nella misura di uno o più all’anno a seconda del grado di usura che, per la loro natura, possono produrre le lavorazioni stesse, tenendo presente anche la necessità di assicurare l’efficienza degli abiti agli effetti della sicurezza e dell’igiene sul lavoro.
Ai lavoratori addetti a lavori particolarmente imbrattanti l’azienda deve assicurare la possibilità del ricambio dell’abito durante il lavoro. Per casi eccezionali di operazioni, particolarmente imbrattanti o deterioranti, effettuate saltuariamente, il ricambio dell’abito da lavoro in occasione di dette operazioni può esser fatto a mezzo di dotazione di reparto.
I. - Premesso che la durata massima dell’orario normale di lavoro è disciplinata dalle vigenti norme di legge (8 ore giornaliere o 48 ore settimanali), salve le deroghe ed eccezioni e che nessuna variazione si è inteso di apportare a tale disciplina, è stato convenuto che la durata annuale dell’orario di lavoro venga ridotta di 60 (sessanta) ore, a fronte delle quali verrà tuttavia corrisposto un compenso pari ad altrettante quote orarie della paga di fatto e indennità di contingenza.
Stante le caratteristiche del settore, la riduzione dell’orario verrà effettuata dalle aziende mediante la concessione durante l’anno di corrispondenti periodi di riposo (riposi di conguaglio) aventi ciascuno durata non inferiore a mezza giornata, o mediante una riduzione dell’orario di lavoro settimanale, nel qual caso, oltre a retribuire le ore lavorate, le aziende corrisponderanno, per ogni gruppo di 8 ore di effettiva prestazione, un compenso ragguagliato alla corrispondente quota parte di 60 ore annuali.
Nel caso in cui in relazione alle esigenze aziendali non si renda disponibile la riduzione dell’orario di lavoro settimanale o la concessione dei corrispondenti riposi di conguaglio, sentita la Commissione Interna agli operai che ne abbiano diritto saranno corrisposte al termine dell’anno solare o della campagna stagionale, in sostituzione, tante quote orarie di paga di fatto e contingenza quante sono le correlative ore già maturate. I riposi di conguaglio verranno anche essi compensati con la paga di fatto e contingenza ed analogamente si procederà in caso di riduzione effettiva dell’orario di lavoro settimanale.
II. - L’orario giornaliero di lavoro è fissato dall’azienda ed esposto in apposita tabella, da affiggersi secondo le norme di legge.
Ai lavoratori addetti a lavori discontinui, di semplice attesa o custodia si applicano le norme ed i criteri indicati all’art. 10 circa la riduzione di 60 ore annuali e circa la possibilità di sostituire tale riduzione con riposi di conguaglio o con il pagamento delle relative quote orarie.
Gruppo A (Categoria 1a) - Vi appartengono: autisti meccanici con patente di terzo grado e con mansioni relative, infermieri patentati, motoscafisti, conduttori patentati ed esercenti altre mansi(£i
- sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia | che richiedano analogo grado di specializzazione.
Gruppo C (Categoria 3a) - Vi appartengono: portieri in genere, addetti alla guardia dei fiumi, dei canali e delle opere idrauliche, uscieri ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo
o di semplice attesa o custodia - che non richiedano specifiche capacità ma solamente attitudini e conoscenze conseguibili con breve tirocinio.
Per i lavoratori che rientrano nelle esclusioni sotto indicate la azienda stabilirà dei turni che consentano loro la sospensione de l lavoro nel pomeriggio del sabato per 24 volte in ogni anno solare opportunamente ripartite nelle diverse stagioni.
1) I lavoratori addetti ad attività a fuoco continuo o a processi tecnici continui o stagionali o ad attività o mansioni rispondenti ai bisogni collettivi che si manifestano continuamente per tutti i giorni della settimana per cui ricorre il riposo settimanale a turno; cioè:
c) mansioni che, pur non rientrando nelle attività sopraindicate, vi sono connesse in modo che la sospensione del pomeriggio del sabato pregiudicherebbe il normale andamento del lavoro e cioè:
a) attività soddisfacenti bisogni che ricorrano anche ed in modo particolare il sabato e la domenica mattino, come: manutenzione, pulizia e riparazione degli impianti in quanto dette operazioni j non possano compiersi in altri giorni senza danno per l’esercizio o pericolo per il personale;
c) attività rivolte alla raccolta o alla lavorazione di materie
prime o di prodotti soggetti a facile deterioramento;
Per il lavoro delle donne e dei minori si fa rimando alle disposizioni delle relative leggi. In particolare si richiamano i seguenti
divieti, per i quali la legge disciplina anche specificatamente le deroghe ed eccezioni:
2) è vietato adibire i minori di 16 anni al sollevamento di pesi su carriole o su carretti a braccia a due ruote, quando questi lavori si svolgano in condizioni di particolare disagio e pericolo;
Alle donne ed ai minori che lavorano in squadre avvicendate dalle ore 6 alle ore 22, la mezz’ora di riposo prevista dalla legge n. 653 del 26 aprile 1934 (sulla tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli) dovrà essere retribuita, ma in tal caso resta assorbita la maggiorazione prevista per i turni dal punto 4 del presente articolo
2) sottopone - ove lo ritenga opportuno o quando i singoli interessati lo richiedano - i lavoratori addetti a lavorazioni considerate nocive (anche se non comprese tra quelle considerate stretta- mente tali dalla legge) a periodiche visite mediche;
Da parte sua il lavoratore è tenuto all’osservanza scrupolosa delle1 prescrizioni che, nell’osservanza della legge, gli verranno impartite dall’azienda, per la tutela della sua salute; in particolare è tenuto a servirsi dei mezzi protettivi fornitigli dall’azienda soltanto durante il lavoro, curando altresì la perfetta conservazione dei mezzi stessi.
Egli deve conservare rapporti di educazione verso i compagni di lavoro e di subordinazione verso i superiori, gli ordini dei quali i' tenuto ad osservare.
Le infrazioni disciplinari alle norme della presente regolamentazione o alle altre norme speciali indicate nell’art. 6 parte comune,
potranno essere punite, a seconda della gravità delle mancanze, con i provvedimenti seguenti:
2) multa lino all’importo di 3 ore di paga e della eventuale contingenza;
а) che non si presenti al lavoro come previsto all’art. 38 o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
f) recidiva nella colpa di cui al punto f), dell’art. 42 qualora vi sia dolo.
indennità di zona malarica; trattenute per risarcimento danni; liquidazione delle indennità in caso di morte; certificato di lavoro, restituzione dei documenti di lavoro, lavoro effettuato in turni avvicendati, tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri.
Per la disciplina dell’apprendistato si fa riferimento alla legge 19 gennaio 1955, n. 25, nonché al relativo regolamento approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1956, n. 1668.
A) Licenza di Istituto professionale di Stato o di scuola tecnica industriale o ammissione al 3° anno di istituto tecnico industriale o titolo equipollente, quando tali istituti o scuole siano ad indirizzo corrispondente alle attività ed ai processi produttivi delle industrie cui è applicabile il presente contratto nazionale
B) Licenza di scuola tecnica o di scuola professionale o di scuola d’arte o ammissione al 3° anno di Istituto tecnico industriale o titolo equipollente
C) Licenza di avviamento professionale o di scuola media inferiore o ammissione al 4° anno di scuola d’arte o titolo equipollente
Al fini della durata dell’apprendistato i periodi di servizio prestati presso altri datori di lavoro vengono cumulati a tutti gli effetti purché essi non siano separati l’uno dall’altro da interruzioni superiori ad' un anno e purché i precedenti periodi siano stati prestati presso altra azienda industriale svolgente attività nello stesso genere di produzione.
La durata, delle ferie, di cui all’art. 27 della Regolamentazione operai, è elevata a 30 giorni di calendario per gli apprendisti di età inferiore a 16 anni e a 20 giorni di calendario per quelli che hanno superato i 16 anni di età.
Per gli istituti non previsti nella presente regolamentazione si intendono richiamate! le norme contenute nella parte distinta della collegata regolamentazione per gli operai, ad eccezione delle norme relative agli articoli 7, 10, 20, 21, 23.
Per il lavoro delle donne e del minori si rimanda alle disposizioni delle relative leggi, mentre in particolare si richiama il divieto di cui alla legge stessa di far lavorare di notte i giovani inferiori ai 18 anni e le donne di qualunque, età, salvo le eccezioni e le deroghe previste dalla legge.
La detta riduzione potrà essere attuata dalle aziende con la riduzione dell’orario di lavoro settimanale ovvero mediante la concessione, durante l’anno, di periodi di riposo (riposi di conguaglio) aventi ciascuno durata non inferiore a mezza giornata. Nel caso in cui in relazione alle esigenza aziendali non si renda possibile la riduzione dell’orario di lavoro settimanale o la concessione di corrispondenti riposi di conguaglio, ai lavoratori che ne abbiano diritto saranno corrisposte, al termine dell’anno solare o della campagna stagionale, in sostituzione, tante quote orarie di retribuzione quante sono le correlative ore già maturate in relazione al servizio prestato.
Nel caso di inizio o cessazione del rapporto di lavoro durante, il corso dell’anno, il lavoratore ha diritto a tanti dodicesimi dei sopra previsti riposi di conguaglio o indennizzo sostitutivo, per quanti sono i mesi di servizio prestato presso l’azienda, computando come mese intero la frazione di mese superiore ai 15 giorni.
Salve le esclusioni sotto indicate, nel pomeriggio del sabato il lavoro deve terminare non oltre le ore 14 ed è consentito che le ore per tal modo mancanti al compimento dell’orario settimanale di lavoro siano recuperate nei precedenti giorni della settimana, in aggiunta all’orario normale e senza dar luogo ad alcun compenso, salvo quello speciale previsto dal successivo art. 16.
Qualora durante il lavoro il lavoratore avverta disturbi che ritenga attribuibili all’azione nociva delle sostanze adoperate o prodotta nell’ambiente di lavoro, dovrà immediatamente avvertirne il proprio superiore diretto perché questi ne informi la Direzione per il provvedimenti del caso.
Restando ferme le condizioni di miglior favore, non derivanti da circostanze contingenti o di natura transitoria.
Tuttavia, premesso che il regime legale consente di effettuare un orario normale di 8 ore giornaliere o 48 settimanali, salvo le deroghe ed eccezioni previste dalle disposizioni in vigore, si conviene che la durata media del lavoro sia ridotta, nel ciclo annuo, di 48 ore. La detta riduzione potrà essere attuata dalle aziende con la riduzione dell’orario di lavoro settimanale ovvero mediante la concessione, durante l'anno, di periodi di riposo (riposi di conguaglio) aventi ciascuno durata non inferiore a mezza giornata. Nel caso in cui in relazione alle esigenze aziendali non si renda possibile la riduzione dell’orario di lavoro settimanale o la concessione di corrispondenti riposi di conguaglio, ai lavoratori che ne abbiano diritto saranno corrisposte, al termine dell’anno solare o della campagna stagionale, in sostituzione, tante quote orarie di retribuzione quante sono le correlative ore già maturate in relazione al servizio prestato.
Per gli impiegati, nello stabilire le norme sulla disciplina della durata del lavoro e del lavoro straordinario, non si è inteso introdurre alcuna modifica a quanto disposto dall’art. 1 del R.D.L. 15 marzo 1923, n. 692, il quale esclude dalla limitazione dell’orario impiegati con funzioni direttive svolgenti determinate mansioni.
Non è ammessa la rinuncia o la non concessione delle ferie ed in caso di giustificato impedimento il mancato godimento delle ferie deve essere compensato con una indennità sostituiva corrispondente alla retribuzione dovuta per le giornate di ferie non godute, da calcolare nella misura della retribuzione in atto al momento della liquidazione.
Egli deve conservare i rapporti di educazione verso i col leghi ed i dipendenti, di subordinazione verso i superiori, gli ordini dei quali è tenuto ad osservare.
Le infrazioni disciplinari alle norme della presente regolamentazione e alle altre norme speciali indicate nell’art. 19 della parte comune possono essere punite, a seconda della gravità della mancanza, con i provvedimenti seguenti:
ti) che ritardi l’inizio del lavoro o lo sospenda o ne anticipi la cessazione senza preavvertire il superiore diretto e senza giustificato motivo;
a) inosservanza al divieto di fumare quando tale infrazione sia gravemente colposa perché suscettibile di provocare incidenti alle persone, agli impianti, ai materiali.
indennità di zona malarica; trattenute per risarcimento di danni;
Ferme restando le disposizioni di legge per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e, per gli aventi diritto, le altre eventuali disposizioni vigenti in materia, mentre si riconferma la necessità che nulla sia omesso, sia da parte delle aziende sia da parte dei lavoratori, per eliminare o ridurre le cause che determinano condizioni di particolare pericolo o nocività, si conviene che agli operai normalmente addetti a lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose in relazione alle tipiche condizioni di lavoro proprie della industria olearia, dei grassi, margarina, saponi e prodotti della detergenza e affini, e agli impiegati ed agli appartenenti alle qualifiche speciali che partecipino normalmente e sovraintendano direttamente con carattere di continuità alle lavorazioni stesse, venga corrisposta una speciale indennità proporzionata alla nocività, pericolosità o particolare gravosità ambientale di lavoro.
1) lavoratori esposti all’azione di sostanze ad elevato grado di tossicità, allorché, nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica prescritti dalla legge possano ad essi derivarne gravi intossicazioni (acute, subacute e croniche);
3) lavoratori esposti all’azione di sostanze a tossicità di grado minore o di sostanze meno irritanti, allorché, nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica, prescritti dalla legge, possano ad essi derivarne temporanee intossicazioni o lesioni irritative della pelle, degli occhi e delle mucose, nonché lavoratori operanti normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Le indennità da corrispondere ai lavoratori aventi diritto, a decorrere dal 1° gennaio 1962 sono le seguenti:
1° Gruppo L. 25,75 orarie
2° Gruppo L. 14,95 orarie
Allo scopo di indicare alle parti direttamente interessate criteri orientativi uniformi in relazione alla esistenza nelle aziende rappresentate dall’Associ azione industriale stipulante di comuni caratteristiche di lavorazione, si conviene che:
preparatori di essicativi con processo di produzione in apparecchi aperti;
Rientrano nel terso gruppo le seguenti lavorazioni:
Le suddette indennità non sono cumulabili, intendendosi che la maggiore assorbe la minore. Esse saranno aggiornate di sei mesi in sei mesi, al 1° gennaio ed al 1° luglio di ogni anno, nella misura percentuale in cui sarà variato nel semestre il minimo contrattuale nazionale per il manovale comune, aumentato della indennità di contingenza da calcolarsi nella media delle variazioni intervenute nello stesso periodo per le città di Torino, Milano, Terni, Foggia.
а) Ferie. - Per i lavoratori che al momento dell’invio in ferie siano stati addetti continuativamente da almeno tre mesi alle lavorazioni di cui all’art. 10, la competente indennità sarà computata nella retribuzione da corrispondere per il periodo feriale.
c) Gratifica natalizia o tredicesima mensilità. - Agli effetti di tali istituti l’indennità competente a norma dell’art. 10 sarà calcolata nella retribuzione, ragguagliandola però alla durata effettiva delle prestazioni che il lavoratore avrà dato nell’anno o nel minor periodo di servizio prestato, nelle lavorazioni di cui trattasi.
e) Per i lavoratori fruenti da almeno tre mesi della indennità del primo gruppo di cui all’art. 10, i quali siano trasferiti a reparti di lavorazioni meno nocive o non nocive, l’indennità stessa sarà mantenuta nella misura prevista per il primo gruppo durante le prime quattro settimane di permanenza nella nuova destinazione.
Allo scopo di permettere la rapida soluzione delle controversie, insorgenti nell’ambito aziendale si seguirà la seguente procedura che; verrà adottata per tutte le controversie individuali e collettive da qualsiasi motivo causato.
La Commissione interna o il Delegato di impresa presenteranno entro i successivi 10 giorni il ricorso alla Direzione aziendale che dovrà fornire motivata risposta scritta entro il termine di 20 giorni dal ricevimento del ricorso.
Ove la Commissione interna o il Delegato di impresa lo ritengano opportuno, potranno chiedere un incontro con la Direzione aziendale ed entro i successivi 10 giorni la Direzione aziendale dovrà discutere la controversie con la Commissione interna o con il Delegato di impresa.
La richiesta di esame della controversia in 2° Grado dovrà essere avanzata, entro il termine massimo di 10 giorni dalla risposta negativa al tentativo di conciliazione in 1° Grado, dal lavoratore o dai lavoratori interessati alle Organizzazioni Sindacali Provinciali dei lavora fori, cui conferiscono il mandato, che dovranno trasmetterla entro i successivi cinque giorni all’Organizzazione sindacale provinciale dei datori di lavoro.
Tale procedura ha intenti puramente conciliativi e non comporta, in caso dì mancata conciliazione, alcuna limitazione dei diritti e delle facoltà delle parti.
Le controversie collettive per l’interpretazione e l’applicazione del presente Contratto saranno deferite per la loro definizione all’esame di una Commissione permanente mista nazionale. La Commissione mista nazionale, che sarà composta da tre rappresentanti dei datori di lavoro e da tre rappresentanti dei lavoratori nominati dalle parti stipulanti il presente Contratto, dovrà esaminare il ricorso e decidere sulle controversie entro il termine di 2 mesi dal ricevimento del ricorso stesso.
Il presente contratto annulla e sostituisce, alla data della sua applicazione, i contratti collettivi nazionali e provinciali integrativi preesistenti, per le categorie di lavoratori cui si riferiscono le regolamentazioni del contratto stesso.
Per quanto concerne gli accordi interconfederali, gli altri accordi provinciali e gli accordi aziendali, si intendono superate e sostituite (salvi facendo i casi di esplicito richiamo) le norme afferenti agli istituti disciplinati dalla corrispondente regolamentazione del presente contratto, le cui disposizioni - nell’ambito di ciascuno degli istituti stessi - sono correlative ed inscindibili fra loro e non sono cumula- bili con alcun altro trattamento.
Per quanto riguarda particolarmente le aziende svolgenti attività stagionale, le organizzazioni predette dovranno effettuare il loro esame entro il termine di 30 giorni dalla presentazione delle richieste. Trascorso tale termine o in caso di mancato accordo l’esame della questione sarà deferito alle Organizzazioni sindacali nazionali di categoria, le quali, entro un ugual termine di 30 giorni, concorderanno i temperamenti sopradetti.
Ferme restando le disposizioni di legge sulla tutela delle lavoratrici durante Io stato di gravidanza e puerperio, e senza pregiudizio delle disposizioni sul trattamento in caso di malattia, l’operaia ha diritto di assentarsi dal lavoro dopo il parto, per un periodo di sei mesi, durante il quale le sarà conservato il posto a tutti gli effetti dell’anzianità.