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Timestamp: 2017-08-19 01:48:34+00:00
Document Index: 110090414

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 2']

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 16/01/2014 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Rassegna sulla Corte Europea 16 gennaio 2014
Oggi, 16 Gennaio 2013, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è pronunciata su 12 casi. Oggetto del suo giudizio le violazioni dei diritti umani che i cittadini europei (e non solo) hanno denunciato, muovendo un ricorso contro i singoli Stati.
A risultare colpevoli sono stati Croazia, Ucraina e Russia. Piuttosto, escono indenni dal giudizio internazionale Germania, Normandia e Svezia.
Tra i colpevoli, brilla la Russia, già tristemente nota alle statistiche della Corte Europea per essere fra i paesi più condannati dal giudice europeo; ad accompagnarla nel (triste) primato, anche Turchia e Italia. Nel caso Akhmatov and Others v. Russia, la Federazione Russa è stata richiamata alle sue responsabilità sulle sparizioni forzate in Cecenia. Dalla conclusione delle due guerre cecene(1996-2009), si susseguono infatti nella Repubblica autonoma di Cecenia rapimenti e violenze, perpetrati nella più assoluta illegalità dalle forze armate russe. Nella notte, irriconoscibili ed armati, i soldati russi colpiscono sospettati di terrorismo: nessuna legge, nessuna giustizia. Le vittime di queste sparizioni scompaiono, spesso, per sempre. E sull’accaduto la ricerca della verità trova un pantano istituzionale: la polizia investigativa russa non trova mai i colpevoli, concludendo le proprie ricerche in un nulla di fatto ciclico e scandaloso. Su tutto la violenza repressiva di uno stato che, pur dicendosi democratico e sottoponendosi al controllo del giudice dei diritti umani, calpesta con assoluta indifferenza la dignità delle persone che dovrebbe servire.
Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Giovedì 16 Gennaio 2014, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Brletić v. Croatia 42009/10 3 Ana Brletić è una cittadina croata che si scontra contro la società datrice di lavoro del marito: l’oggetto del contenzioso è il pagamento di uno stipendio arretrato. Se in un primo processo la sign. Brletić ottiene per conto del marito, ormai deceduto, il pagamento degli arretrati, in un successivo e diverso procedimento la società ribalta la situazione, ottenendo la restituzione della somma. Oggi Ana Brletić accusa la giustizia croata di essersi pronunciata una seconda volta (a favore della società) su un caso deciso già deciso, con forza di giudicato, nel primo procedimento. Articolo 6 Violazione dell'Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - Accesso al tribunale)
Tierbefreier E.V. v. Germany 45192/09 3 All’associazione animalista Tierbefreier E.V. è stata vietata la diffusione del filmato “Avvelenamento a scopo di lucro”, contenente scene crude e forti sulla sperimentazione animale realizzate da un giornalista tedesco presso i locali di una laboratorio locale. L’associazione grida alla repressione della libertà d’espressione e alla discriminazione: infatti quelle stesse riprese usate nel video dell’Associazione sarebbero state usate in altro video, realizzato dal giornalista e diffuso (quasi) liberamente in molte televisioni. Articolo 10
Nessuna Violazione dell’Articolo 10 - Libertà di espressione - {Generale} (art. 10-1 - Libertà di espressione)
Nessuna violazione dell'Articolo 14 +10 - Divieto di discriminazione (Articolo 14 - Discriminazione) (Articolo 10 - Libertà di espressione - {Generale})
Lillo-Stenberg and Sæther v. Norway 13258/09 3 Lars Lillo-Stenberg e Andrine Sæther sono personaggi noti nella società norvegese: lui cantautore, lei attrice. I due vip norvegesi si sposano in un isolotto davanti un fiordo norvegese, ma lì sono raggiunti dai paparazzi: la rivista “Se og Hor” realizza un servizio di due pagine sul loro matrimonio, immortalando negli scatti anche il padre e alcune damigelle, oltre naturalmente agli sposi. I coniugi fanno causa al giornale, e se vincono in primo e secondo grado, sarà infine la Suprema Corte a ribaltare le sentenze precedenti: non c’è alcuna violazione della privacy perché il fiordo era un luogo pubblico ed il servizio non aveva contenuti negativi o diffamatori. Oggi, contro quella pronuncia, i ricorrenti agiscono davanti alla Corte Europea. Articolo 8 Nessuna violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 - Rispetto della vita privata)
Abdulayeva v. Russia 38552/05 3 In questo e nei successivi tre casi la Corte Europea è chiamata a giudicare sulla responsabilità della Russia nella mancata restituzione alle famiglie dei corpi di quattro terroristi uccisi durante scontri armati da soldati russi. Le famiglie, nel ruolo di ricorrenti, chiedono la restituzione dei corpi per dargli degna sepoltura e denunciano la violazione dei loro diritti: come parenti, la sofferenza di non riavere i copri dei cari; ma anche, per alcune delle vittime, l’indecoroso ammassamento dei corpi, l’uno sull’altro, nell’obitorio; infine, l’assenza di strumenti efficaci per far valere le proprie ragioni in Russia, da leggere anche alla luce della discriminazione religiosa (i ricorrenti sono musulmani). Articolo 8
Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 - Il rispetto della vita familiare; Il rispetto della vita privata)
Violazione dell'Articolo 13 + 8-1 - Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 - ricorso effettivo) (Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare; Articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare; Il rispetto della vita privata)
Kushtova and Others v. Russia 21885/07 3 [come sopra] Articolo 8
Arkhestov and Others v. Russia 22089/07 2 [come sopra] Articolo 3
Nessuna Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamenti disumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'Articolo 13 +8 - Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 - ricorso effettivo) (Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare)
Danno non patrimoniale – accertamento dell’infrazione da solo sufficiente
Zalov and Khakulova v. Russia 7988/09 2 [come sopra] Articolo 3
Danno non patrimoniale - accertamento dell’infrazione da solo sufficiente
Akhmatov and Others v. Russia 38828/10, 2543/11, 2650/11, 2685/11, 7409/11,
14321/11, 26277/11
3 14 cittadini russi di origine cecena sono rapiti tra il 2001 ed il 2005, in diversi episodi. Nessuna risposta dalle autorità investigative e soltanto un sospetto molto reale: a rapirli sarebbero stati agenti russi, realizzando l’ennesimo caso di sparizione forzate a danno di ceceni, in palese violazione dei diritti umani. Articolo 3
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 – Libertà della persona; Sicurezza della persona)
Violazione dell'Articolo 13 + 2-1 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 2 - Diritto alla vita; Articolo 2-1 - Life)
Violazione dell'Articolo 13 +3 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 3 - Divieto della tortura; Trattamento degradante; Trattamento inumano)
Pelipenko v. Russia 69037/10 3 Svetlana e Aleksandr Pelipenko sono madre e figlio cacciati di casa dopo la privatizzazione di una stazione climatica sulla costa. I giudici nazionali avevano riconosciuto il loro diritto a vivere nel vicino resort, presso la residenza garantita ai dipendenti della stazione climatica, ma la sentenza era rimasta priva di effetti. La Corte Europea, il 2 Ottobre 2012, aveva riconosciuto le loro ragioni, accertando la violazione degli articoli 6 e 8. Oggi ha stabilito che l’importo dovuto, a titolo di equa riparazione, dalla Russia ai ricorrenti è di 23.000 €, oltre le spese. Articolo 41 Danni patrimoniale e non patrimoniale - aggiudicato
Shchiborshch and Kuzmina v. Russia 5269/08 2 Kirill Shchiborshch è un cittadino russo con gravi problemi mentali: durante una sua violenta crisi, erano intervenuti alcuni agenti di polizia per internarlo in un ospedale psichiatrico. Tuttavia morirà prima di arrivarvi: la ragione ufficiale è che ha fatto resistenza agli agenti. Oggi i genitori accusano lo stato russo: gli agenti intervenuti non erano competenti e capaci, e per causa loro la situazione – già difficile – sarebbe degenerata in quella tragica morte; le investigazioni svolte dalla polizia russa sarebbero state inefficaci e improduttive – il caso è stato presto archiviato; i parenti avrebbero subito un danno psicologico notevole da questa vicenda, nell’impossibilità inoltre di rivolgersi ad un giudice per ottenere giustizia. Articolo 2
F.G. v. Sweden 43611/11 F.G. è un cittadino iraniano emigrato in Svezia nel Novembre 2009. Oggi chiede alla Corte Europea di impedire alla Svezia di espellerlo verso il suo paese natale: lì rischierebbe trattamenti inumani e degradanti, poiché oppositore politico e convertito alla religione cristiana. A nulla è valsa la sua richiesta di asilo, respinta dalle autorità svedesi. Articolo 2
Nessuna Violazione dell’Articolo 2 - Diritto alla vita (Articolo 2 - Espulsione) (Condizionale) (Svezia) (Iran)
Nessuna Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - Espulsione) (Condizionale) (Svezia) (Iran)
Valeriy Fuklev v. Ukraine 6318/03 2 Valeriy Fuklev denuncia due episodi in cui la polizia investigativa ucraina avrebbe mancato di fare il proprio dovere. Innanzitutto, denuncia l’ineffettività delle indagini sulla morte della moglie, deceduta per peritonite e sepsi dopo 9 giorni dall’intervento chirurgico a cui era stata sottoposta. Ulteriormente, lamenta l’inefficacia delle indagini svolte su una rissa verificatasi nel proprio negozio, al momento di una visita fiscale. Articolo 2
Violazione_dell'Articolo_2 - Diritto alla vita (art. 2-1 - Efficace dell'inchiesta) (aspetto procedurale)
Croazia Germania Normandia Russia Svezia Tutte le sentenze Ucraina	2014-01-16
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