Source: https://www.foroeuropeo.it/codice-procedura-civile-2/677-del-procedimento-davanti-al-tribunale-163-310/4207-263-presentazione-e-accettazione-del-conto
Timestamp: 2019-08-20 10:36:26+00:00
Document Index: 180259436

Matched Legal Cases: ['§ 1', '§ 2', '§ 3', '§ 4', '§ 5', '§ 6', '§ 7', '§ 8', '§ 9', '§ 10', 'art. 44', 'art. 723', 'art. 723', 'art. 112', 'art. 723', 'art. 112', 'art. 116', 'art. 264', 'art. 263', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.2261', 'art. 1713', 'art. 263', 'art. 84', 'art. 263', 'art. 263', 'art 265', 'art 116', 'artt 264', 'art 263', 'art 266', 'art 14', 'art 14', 'art 14', 'art 14', 'artt 263', 'art 14']

263. (Presentazione e accettazione del conto) - Foroeuropeo
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263. (Presentazione e accettazione del conto)
Codice di procedura civile Libro secondo: DEL PROCESSO DI COGNIZIONE Titolo I: DEL PROCEDIMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE Capo II: DELL'ISTRUZIONE DELLA CAUSA Sezione I: DEI POTERI DEL GIUDICE ISTRUTTORE IN GENERALE Sezione II: DELLA TRATTAZIONE DELLA CAUSA Sezione III: DELL'ISTRUZIONE PROBATORIA § 1: DELLA NOMINA E DELLE INDAGINI DEL CONSULENTE TECNICO § 2: DELL'ASSUNZIONE DEI MEZZI DI PROVA IN GENERALE § 3: DELL'ESIBIZIONE DELLE PROVE § 4: DEL RICONOSCIMENTO E DELLA VERIFICAZIONE DELLA SCRITTURA PRIVATA § 5: DELLA QUERELA DI FALSO § 6: DELLA CONFESSIONE GIUDIZIALE E DELL'INTERROGATORIO FORMALE § 7: DEL GIURAMENTO § 8: DELLA PROVA PER TESTIMONI § 9: DELLE ISPEZIONI, DELLE RIPRODUZIONI MECCANICHE E DEGLI ESPERIMENTI § 10: DEL RENDIMENTO DEI CONTI 263. (Presentazione e accettazione del conto)
Art. 263. (Presentazione e accettazione del conto)
1. Se il giudice ordina la presentazione di un conto, questo deve essere depositato in cancelleria con i documenti giustificativi, almeno cinque giorni prima dell'udienza fissata per la discussione di esso.
2. Se il conto viene accettato, il giudice istruttore ne dà atto nel processo verbale e ordina il pagamento delle somme che risultano dovute. L'ordinanza non è impugnabile e costituisce titolo esecutivo.
Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale – Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 14737 del 19/07/2016
Requisiti - Domanda del curatore ex art. 44 l.fall. di inefficacia delle rimesse relative all'incasso di cambiali ricevute in pegno dalla banca - Interruzione della prescrizione relativa all'azione di rendiconto per le stesse cambiali proposta dal debitore tornato "in bonis" - Esclusione. La prescrizione è interrotta unicamente se l'attore abbia specificamente chiesto il riconoscimento e la tutela giuridica del diritto in relazione al quale la stessa sia stata eccepita, sicché l'azione, promossa dal curatore, diretta a far dichiarare l'inefficacia nei confronti della massa delle rimesse accreditate, dopo il fallimento, sul conto corrente del fallito in dipendenza dei pagamenti ricevuti dalla banca per cambiali ricevute in pegno dal debitore, non interrompe la prescrizione relativa alla domanda, formulata nei confronti dell'istituto di credito dal debitore tornato "in bonis", di rendimento del conto per il mandato conferito per l'incasso dei predetti titoli. Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 14737 del 19/07/2016 &nbsp...
prova civile - rendimento dei conti - tra coeredi - presupposti –Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014
Buona o mala fede del coerede possessore dei beni ereditari - Rilevanza - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014 Il coerede che abbia goduto in via esclusiva dei beni ereditari è obbligato, agli effetti dell'art. 723 cod. civ., per il fatto oggettivo della gestione, sia al rendiconto che a corrispondere i frutti agli altri eredi a decorrere dalla data di apertura della successione (o dalla data posteriore in cui abbia acquisito il possesso dei beni stessi), senza che abbia rilievo la sua buona o mala fede (nella specie, indipendentemente dalla conoscenza della falsità del testamento), non trovando applicazione, in tal caso, gli artt. 535 e 1150 cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014 &nbsp...
prova civile - rendimento dei conti - tra coeredi - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014
Buona o mala fede del coerede possessore dei beni ereditari - Rilevanza - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014 Il coerede che abbia goduto in via esclusiva dei beni ereditari è obbligato, agli effetti dell'art. 723 cod. civ., per il fatto oggettivo della gestione, sia al rendiconto che a corrispondere i frutti agli altri eredi a decorrere dalla data di apertura della successione (o dalla data posteriore in cui abbia acquisito il possesso dei beni stessi), senza che abbia rilievo la sua buona o mala fede (nella specie, indipendentemente dalla conoscenza della falsità del testamento), non trovando applicazione, in tal caso, gli artt. 535 e 1150 cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014 &nbsp...
prova civile - rendimento dei conti - Domanda di rendiconto - Effetti – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014
Condanna al pagamento delle somme dovute - Necessità di espressa richiesta - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014 La domanda di rendimento del conto (nella specie, tra coeredi) include la domanda di condanna al pagamento delle somme che risultano dovute, in quanto il rendiconto, ai sensi degli artt. 263, secondo comma, e 264, terzo comma, cod. proc. civ., è finalizzato proprio all'emissione di titoli di pagamento. Ne consegue che non viola l'art. 112 cod. proc. civ. il giudice che, pur senza un'espressa domanda al riguardo, condanni chi rende il conto alla corresponsione delle somme dovute. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014 &nbsp...
Prova civile - rendimento dei conti – Tra coeredi - Presupposti – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014
Buona o mala fede del coerede possessore dei beni erri - Rilevanza - Esclusione - Fondamento. Il coerede che abbia goduto in via esclusiva dei beni erri è obbligato, agli effetti dell'art. 723 cod. civ., per il fatto oggettivo della gestione, sia al rendiconto che a corrispondere i frutti agli altri eredi a decorrere dalla data di apertura della successione (o dalla data posteriore in cui abbia acquisito il possesso dei beni stessi), senza che abbia rilievo la sua buona o mala fede (nella specie, indipendentemente dalla conoscenza della falsità del testamento), non trovando applicazione, in tal caso, gli artt. 535 e 1150 cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014 &nbsp...
Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - petizione di eredità - in genere (nozione, distinzioni) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014
Differenza dall'azione di accertamento della qualità di erede - Domanda accessoria di rendiconto della gestione dei beni ereditari - Incidenza - Esclusione - Fondamento. La petizione di eredità e l'azione di accertamento della qualità di erede differiscono tra loro in quanto, pur condividendo l'accertamento della qualità ereditaria, la prima è azione necessariamente recuperatoria, volta ad ottenere la restituzione dei beni ereditari da chi li possegga a titolo di erede o senza titolo, mentre l'altra è azione essenzialmente dichiarativa, eventualmente corredata da domanda accessoria di condanna non attinente alla restituzione dei beni ereditari. Pertanto, l'azione di accertamento della qualità di coerede, proposta nei confronti di chi possegga i beni ereditari a titolo di erede, corredata dalla domanda di rendiconto della gestione e corresponsione dei relativi frutti, non integra "petitio hereditatis", ma costituisce azione di accertamento con domanda accessoria di condanna. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014 &nbsp...
Prova civile - rendimento dei conti – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014
Domanda di rendiconto - Effetti - Condanna al pagamento delle somme dovute - Necessità di espressa richiesta - Esclusione - Fondamento. La domanda di rendimento del conto (nella specie, tra coeredi) include la domanda di condanna al pagamento delle somme che risultano dovute, in quanto il rendiconto, ai sensi degli artt. 263, secondo comma, e 264, terzo comma, cod. proc. civ., è finalizzato proprio all'emissione di titoli di pagamento. Ne consegue che non viola l'art. 112 cod. proc. civ. il giudice che, pur senza un'espressa domanda al riguardo, condanni chi rende il conto alla corresponsione delle somme dovute. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014 &nbsp...
Prova civile - rendimento dei conti – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 25302 del 11/11/2013
Inosservanza dell'ordine del giudice in ordine al rendimento del conto - Effetti - Inversione dell'onere della prova - Esclusione. L'inosservanza dell'ordine del giudice in ordine al rendimento del conto non comporta, a carico del convenuto, l'inversione dell'onere della prova, che resta pur sempre a carico dell'attore che si assume creditore, potendo al più il giudice, nel suo prudente apprezzamento, trarre da tale inosservanza un argomento di prova a norma dell'art. 116, secondo comma, cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 25302 del 11/11/2013 &nbsp...
Prova civile - rendimento dei conti – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19991 del 14/11/2012
Specificazione delle partite contestate - Onere della parte impugnante il conto - Condizioni e limiti. In tema di rendimento dei conti, la disposizione dell'art. 264 cod. proc. civ., secondo la quale la parte che impugna il conto deve specificare le partite che intende contestare, è applicabile solo nel caso in cui il conto sia reso nella forma e per gli effetti di cui all'art. 263 cod. proc. civ. e la relativa procedura sia stata prescelta dal giudice mediante l'adozione dei provvedimenti all'uopo occorrenti, poiché solo un rendimento del conto ordinato e completo può consentire una sua impugnativa specifica, laddove in ogni altra ipotesi il conto è soggetto agli apprezzamenti del giudice di merito come qualsiasi elemento indiziario di prova. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19991 del 14/11/2012 &nbsp...
Modalità di adempimento - Rispetto dei criteri di buona amministrazione - Prova - Necessità. L'obbligo di rendiconto è legittimamente adempiuto quando chi vi sia tenuto fornisca la prova, attraverso i necessari documenti giustificativi, non soltanto delle somme incassate e dell'entità causale degli esborsi, ma anche di tutti gli elementi di fatto funzionali alla individuazione ed al vaglio delle modalità di esecuzione dell'incarico, onde stabilire se il suo operato si sia adeguato a criteri di buona amministrazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19991 del 14/11/2012 &nbsp...
PROVA CIVILE - RENDIMENTO DEI CONTI – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17283 del 23/07/2010
Obblighi di rendiconto discendenti da rapporti sostanziali - Disciplina processuale - Instaurazione del procedimento con domanda in via principale o incidentale - Definizione con ordinanza non impugnabile del giudice istruttore o con sentenza idonea a passare in cosa giudicata - Rendiconto dell'amministratore di società di persone. Il procedimento di rendiconto di cui agli artt. 263 e s. cod. proc. civ. è fondato sul presupposto dell'esistenza dell'obbligo legale o negoziale di una delle parti di rendere il conto all'altra, facendo conoscere il risultato della propria attività in quanto influente nella sfera di interessi patrimoniali altrui o, contemporaneamente, nella altrui e nella propria, e, come tale, si ricollega all'esistenza di un rapporto di natura sostanziale e si instaura a seguito di domanda di rendiconto proposta in via principale od incidentale, sviluppandosi, quindi, come un giudizio di cognizione di merito, sia pure speciale, il cui atto terminale - in caso di accettazione del conto - è un'ordinanza non impugnabile del giudice istruttore, mentre - in caso contrario - è una sentenza (se del caso parziale quando trattasi di procedimento promosso in via incidentale) avente attitudine ad acquisire efficacia di giudicato sul modo di essere della situazione sostanziale inerente l'obbligo di rendiconto (e ciò, o in via esclusiva, o in via strumentale, rispetto ad altra situazione costituente il diritto principale cui si ricollega l'obbligo di rendiconto). (Principio affermato dalla S.C. con riguardo al diritto che, ai sensi dell'art.2261 cod. civ., compete al socio di società di persone di ottenere il rendiconto dagli amministratori, al fine di proporre contro i medesimi un'eventuale azione di responsabilità). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17283 del 23/07/2010 &nbsp...
Mandato - obbligazioni del mandatario - obbligo di rendiconto – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9264 del 19/04/2010
Conferimento di mandato "ad litem" al difensore - Conseguente configurabilità del suddetto obbligo a carico del professionista su richiesta del mandante - Esclusione per incompatibilità. L'istituto del rendiconto, previsto dall'art. 1713, comma primo, cod. civ. (che trova il suo riferimento in sede processuale nell'art. 263 cod. proc. civ.) è incompatibile con il mandato "ad litem" di cui all'art. 84, comma primo, cod. proc. civ., che abilita il difensore a compiere e ricevere nell'interesse della parte che lo ha conferito tutti gli atti del processo, non essendo, invero, riconducibile ad un mandato "ad negotia" e, quindi, ad una figura che attenga al diritto sostanziale in senso proprio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9264 del 19/04/2010 &nbsp...
Divisione - divisione ereditaria - operazioni divisionali - formazione dello stato attivo dell'eredità - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1509 del 19/02/1997
Rendimento dei conti - Modalità - Discrezionalità del giudice - Sussistenza - Procedura ex art. 263 cod. proc. civ. - Applicazione - Necessità - Esclusione. Prova civile - rendimento dei conti - Divisione giudiziale - Rendimento dei conti - Modalità - Discrezionalità del giudice - Sussistenza - Procedura ex art. 263 cod. proc. civ. - Applicazione - Necessità - Esclusione. Quando la resa dei conti è inserita in un giudizio di divisione, la procedura di cui agli artt. 263 e seguenti cod. proc. civ. è meramente facoltativa e l'ammissione del rendiconto rientra nei poteri discrezionali del giudice di merito, il quale può preferire il ricorso ad altri mezzi di prova. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1509 del 19/02/1997 &nbsp...
Prova civile - rendimento dei conti - ordine del giudice – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 485 del 20/01/1981
Inosservanza - conseguenze.* La inosservanza dell'ordine del giudice in ordine al rendimento del conto non comporta a carico del convenuto l'inversione dello Onere della prova, che resta pur sempre a carico dell'attore che si assume creditore, ma - oltre che dar luogo al deferimento del giuramento, ai sensi dell'art 265 cod proc civ - puo essere al piu valutata dal giudice, nel suo prudente apprezzamento, come argomento di prova, in conformita di quanto previsto dall'art 116, secondo comma, cod proc civ. ( Conf 889/73, mass n 363222; ( Conf 2876/67, mass n 330483).* Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 485 del 20/01/1981 &nbsp...
Prova civile - rendimento dei conti - omessa presentazione del conto – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 485 del 20/01/1981
Conseguenze sfavorevoli alla parte tenuta - condizioni.* In tema di rendimento dei conti, poiche le norme di cui agli artt 264 e 265 cod proc civ sono applicabili unicamente nel caso in cui il conto sia reso nelle forme e con gli effetti di cui all'art 263 cod proc civ, eventuali implicazioni sfavorevoli alla parte tenuta alla presentazione del conto, che ometta di adempiere all'incombente, possono trarsi soltanto quando tale procedura sia stata prescelta dal giudice, mediante l'adozione dei provvedimenti all'uopo occorrenti. ( Conf 3278/73, mass n 367133).* Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 485 del 20/01/1981 &nbsp...
Prova civile - rendimento dei conti - revisione del conto approvato – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 1151 del 15/02/1980
Condizioni - presupposti - chiusura del conto per prestazione del giuramento estimatorio deferito dal collegio al creditore - idoneita.* Il principio di cui all'art 266 cod proc civ, secondo cui la revisione del conto che la parte ha approvato puo essere chiesta soltanto in caso di errore materiale, omissione, falsita o duplicazione di partite si applica non solo nella ipotesi di normale accettazione del conto, ma anche allorche, in luogo dell'accettazione, il conto si sia chiuso con la prestazione del giuramento estimatorio che il collegio puo deferire al creditore.* Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 1151 del 15/02/1980 &nbsp...
Normativa della competenza per valore - applicabilità - cause di rendimento del conto - cause di risarcimento del danno - criterio ex art 14 cod proc civ - applicabilità - conseguenze - domanda generica di rendiconto di una comunione ereditaria - generica domanda riconvenzionale di risarcimento del danno - valore delle relative controversie - limite massimo della competenza del giudice adito.* Poichè ai fini della liquidazione degli onorari difensivi il valore della causa si determina in base alle norme del codice di procedura civile concernenti la competenza per valore, per cui le cause aventi ad oggetto l'Obbligo di rendere il conto e quelle di risarcimento del danno essendo sempre valutabili in denaro, rientrano tra quelle di cui all'art 14 cod proc civ, ne deriva che deve presumersi di valore equivalente al limite massimo di Competenza del giudice adito la causa in cui l'attore non precisi la somma pretesa dall'obbligato al rendiconto per la gestione di una comunione ereditaria e questi, dal suo canto, non precisi l'ammontare del risarcimento chiesto in riconvenzionale e dovuto per danni arrecati dall'attore alla comunione stessa. ( V 3969/75, mass n 378256).* Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4805 del 09/11/1977 &nbsp...
Normativa della competenza per valore - applicabilita - cause di rendimento del conto - cause di risarcimento del danno - criterio ex art 14 cod proc civ - applicabilita - conseguenze - domanda generica di rendiconto di una comunione erria - generica domanda riconvenzionale di risarcimento del danno - valore delle relative controversie - limite massimo della competenza del giudice adito.* Poichè ai fini della liquidazione degli onorari difensivi il valore della causa si determina in base alle norme del codice di procedura civile concernenti la Competenza per valore, per cui le cause aventi ad oggetto l'Obbligo di rendere il conto e quelle di risarcimento del danno essendo sempre valutabili in denaro, rientrano tra quelle di cui all'art 14 cod proc civ, ne deriva che deve presumersi di valore equivalente al limite massimo di Competenza del giudice adito la causa in cui l'attore non precisi la somma pretesa dall'obbligato al rendiconto per la gestione di una comunione ereditaria e questi, dal suo canto, non precisi l'ammontare del risarcimento chiesto in riconvenzionale e dovuto per danni arrecati dall'attore alla comunione stessa. ( V 3969/75, mass n 378256).* Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4805 del 09/11/1977 &nbsp...
Prova civile - rendimento dei conti - procedura di rendiconto – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 868 del 12/03/1976
Obbligatorieta - esclusione.* Nessuna norma rende obbligatoria la procedura di rendiconto, di cui agli artt 263 segg cod proc civ, nelle controversie concernenti partite contabili, con reciproci crediti e debiti tra le parti, neppure in materia di divisione ereditaria, ben potendo il giudice del merito trarre aliunde le prove adeguate al regolamento dei conti.* Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 868 del 12/03/1976 &nbsp...
Criterio di determinazione del valore - obbligo di rendiconto - relative controversie - applicabilità del criterio.* L'obbligazione di rendiconto e un'obbligazione di fare, il cui valore può sempre valutarsi pecuniariamente, perche riconducibile, in definitiva, ad una somma di danaro. Pertanto, le controversie aventi ad oggetto l'Obbligo di rendere il conto debbono farsi rientrare tra quelle regolate dall'art 14 cod proc civ, il quale fa riferimento, ai fini della Competenza per valore, alla somma indicata o al valore dichiarato dall'attore, salve le contestazioni che, al riguardo, il convenuto faccia nella sua prima difesa. ( V 3315/71, mass n 354804; 2397/65, mass n 314480).* Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3969 del 27/11/1975 &nbsp...