Source: http://gis.lazzate.org/Piano/Art28
Timestamp: 2018-05-20 15:30:17+00:00
Document Index: 23423685

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 36', 'art. 18', '§3', 'art. 15', '§4', '§5', '§6', 'art. 9', '§7', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 8', '§8', '§9', 'art. 2']

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3 - DENSITA’ EDILIZIA (IF)
6 - DESTINAZIONE
7 - MODALITÀ D'INTERVENTO
9 - ALLEGATI
Art. 28 - ZONA A - CENTRI STORICI E NUCLEI DI ANTICA FORMAZIONE
La perimetrazione delle zone A si basa sul rilevamento I.G.M. del 1888 così come previsto dall’art. 19 del P.T.P.R. e dall’art. 36 del P.T.C.P.
a) è consentito di effettuare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo degli edifici di maggior interesse ambientale o con caratteristiche architettoniche pregevoli. Detti interventi dovranno avvenire con particolare cura ed attenzione affinché siano rispettati e recuperati tutti gli originali caratteri tipologici, architettonici ed ambientali, senza alterazione alcuna, ad eccezione di eventuali sovrastrutture di epoca più recente o di carattere provvisorio, prive dei valori sopra indicati o contrastanti con i caratteri tipologici della zona;
d) sui lotti ancora liberi non è ammessa la costruzione di nuovi edifici, salvo diverse previsioni che si rendessero opportune all’interno dei Piani Attuativi, per l’accorpamento di edifici previsti da demolire o da trasferire all’interno della zona A.
Gli interventi di cui ai suddetti punto a) sono subordinati a DIA o al permesso di costruire, di cui alla legge vigente, limitatamente al recupero abitativo dei singoli edifici; punto b)
sono subordinati a permesso di costruire o D.I.A. per gli interventi di ristrutturazione edilizia di singole unità immobiliari o di parte di esse, con il mantenimento delle destinazioni d'uso residenziali;
sono subordinati a permesso di costruire disciplinato da convenzione per gli altri interventi di ristrutturazione edilizia di singoli edifici e di loro parti con cambio della destinazione d’uso in atto, da attuarsi secondo le modalità di intervento di cui al presente articolo ed all’allegato n°. 2 alle presenti norme.
Gli interventi di cui ai suddetti punti c) – d) dovranno essere inquadrati in appositi Piani di Recupero del patrimonio edilizio di iniziativa pubblica o privata, o Piani Particolareggiati, o al permesso di costruire convenzionato, per gli aspetti planivolumetrici, anche riferiti alle singole unità immobiliari, tesi al rispetto, al recupero ed alla valorizzazione delle tipologie urbanistiche ed edilizie originarie.
L'unità minima di pianificazione attuativa così come risulta dagli elaborati di P.R.G. può, con la procedura di variante prevista dalle vigenti disposizioni regionali, essere frazionata al fine di consentire il recupero anche di singole parti della stessa: tale frazionamento potrà però formare oggetto della ricordata variante solo ove sia esclusa la disponibilità di tutti i proprietari degli immobili posti nell'unità minima a partecipare alla predisposizione dello strumento di pianificazione attuativa.
Il progetto degli interventi di cui ai precedenti punti a), b), c), d), se riferiti alla singola unità immobiliare, saranno estesi ad interessare la tipologia edilizia di appartenenza così come individuata dall’art. 18b e dagli Artt. 6, 10 e 12 delle N.T.A. di cui all'Allegato n°. 2 delle presenti norme. Gli interventi sulla singola unità immobiliare non potranno in particolare variare il numero piani, l’altezza dell'edificio e della gronda, l’imposta dei balconi dell'edificio di appartenenza.
§3 - DENSITA’ EDILIZIA (IF)
La densità edilizia degli interventi di cui al punto 2-a) non potrà superare quella esistente, computata senza tenere conto delle soprastrutture di epoca recente, prive di valori storico - ambientale - artistico.
La densità edilizia degli interventi di cui ai punti 2-b) e 2-c) non potrà superare quella esistente calcolato come previsto dall'art. 15, anche con cambio di destinazione d’uso, verificata con apposito planivolumetrico, sul rilievo dello stato di fatto.
La densità edilizia ed il rapporto di copertura degli interventi di cui al suddetto punto 2-d), su lotti liberi, nel rispetto degli altri indici, non devono superare, rispettivamente,
If = 2,00 mc./mq.
il 50% della densità edilizia (If) media della zona compresa nell’ambito del Piano Attuativo ed il 25% del rapporto di copertura medio della stessa zona.
Il volume esistente in caso di ristrutturazione urbanistica, o per adeguamenti strutturali di cui al successivo capitolo 7-f (edifici di tipo G), potrà avere un incremento volumetrico nei limiti di cui al successivo articolo 38 e di cui agli allegati n°. 2 alle presenti norme, nel rispetto degli altri indici di altezza e distanze, di zona.
Per il comparto PR-C1 è prevista una integrazione volumetrica, con il trasferimento di volumi da demolire o già demoliti per ordinanza sindacale.
Per il comparto PR/PP3, la volumetria massima è fissata in 12.236 mc. con cessione minima di standard pari a 1.600 mq.
Per il comparto PR/PP7, la volumetria massima è pari all’esistente con cessione delle aree individuate.
§4 - ALTEZZE
Per gli interventi subordinati a DIA e permesso di costruire non è consentito superare l'altezza degli edifici preesistenti, computati senza tener conto di soprastrutture o sopraelevazioni aggiunte.
§5 - DISTANZE
§6 - DESTINAZIONE
D’USO Sono ammesse ed escluse le destinazioni di cui all'art. 9-a delle presenti Norme.
§7 - MODALITÀ D'INTERVENTO
La tavola delle modalità di intervento allegata alla presenti norme (allegato n° 2 alle N.T.A.) attribuisce ad ogni edificio ed area della zona A un complesso di interventi possibili:
a) edifici e parchi di valore storico ed architettonico o ambientale (tipo A) (D. Lg. n°. 490/99 e di cui all'Allegato n°. 2 delle presenti norme).
Per gli edifici sono consentiti soltanto interventi di manutenzione, restauro e risanamento conservativo con conservazione integrale dell'involucro esterno, sia architettonico che costruttivo e decorativo, con obbligo di ripristino degli elementi deturpati e l'eliminazione di superfetazioni prive di valore storico - architettonico, in contrasto con il valore ambientale dell'edificio e delle sue pertinenze.
Gli edifici di tipo A già restaurati o ristrutturati in modo coerente con i criteri di cui sopra, sono individuati come edificio di tipo A1 e come edifici di tipo A2 se sono previsti interventi di adeguamento degli interventi di restauro già effettuati.
b) edifici coerenti con l'ambiente (tipo B) sui quali sono consentiti gli interventi di cui al punto precedente.
E' consentita anche la ristrutturazione edilizia e la demolizione e ricostruzione di cui all'art. 18a delle presenti norme, anche con cambio di destinazione d'uso, nei limiti del primitivo volume e superficie coperta, e nel rispetto dell'assetto tipo planivolumetrico e degli allineamenti verso gli spazi pubblici, delle distanze ed altezze preesistenti, secondo le prescrizioni del P.R.G., salvo diverse prescrizioni di volume, superficie coperta e allineamenti dell’Allegato n°. 2 delle presenti norme.
E' prescritta in ogni caso la conservazione degli elementi stilistici o delle decorazioni che costituiscono significativa testimonianza del periodo di costruzione del fabbricato e di momenti storico - artistici e architettonici di epoche successive.
In questo caso possibile il trasferimento del volume o l'accorpamento del volume dell'edificio demolito, secondo le procedure delle presenti norme e di cui all’art. 4 dell’allegato n°. 2 delle presenti norme.
e) edifici di recente costruzione e/o ristrutturazione coerenti con l'ambiente (tipo E)
Gli eventuali ulteriori interventi saranno effettuati nel rispetto delle prescrizioni del P.R.G. oltre che secondo le presenti norme.
In particolare per alcuni edifici sono previsti interventi sull'involucro esterno atti a migliorare ulteriormente l'inserimento nell'ambiente del nucleo di antica formazione (tipo E1)
f) edifici o parte di edifici di recente costruzione o ristrutturazione in contrasto con l'ambiente per destinazione e/o tipologia e/o materiali e/o rifiniture sui quali sono previsti interventi strutturali per l'eliminazione di superfetazioni o soprastrutture o sopraelevazioni o per il loro ccorpamento nell’edificio attraverso integrazioni volumetriche nel rispetto degli altri indici (tipo F) sui quali si prescrivono interventi sull'involucro esterno atti a igliorare l'inserimento nell’ambiente del nucleo di antica formazione (tipo G).
Gli interventi sull'involucro esterno saranno estesi in sede di progettazione, all'intero fronte così come individuato sulle tavole grafiche e secondo le prescrizioni dettate dalla normativa di cui all'allegato n°. 2 alle presenti norme.
g) nuovi edifici (tipo H)
L'edificazione è da definire secondo la normativa del P.R.G. e sarà rganizzata secondo le presenti norme e le indicazioni delle modalità di intervento nelle zone di recupero al fine di migliorare la funzionalità dell'organismo urbano.
h) zone a verde privato (I1) e pubblico (I2)
Gli interventi dovranno essere rivolti alla salvaguardia e alla valorizzazione degli spazi a verde (tipo I): I1 se gli spazi liberi sono privati; I2 se gli spazi liberi sono pubblici.
i) zona di riqualificazione ambientale Gli interventi dovranno essere rivolti al recupero ed alla valorizzazione degli spazi liberi (tipo L): L1 se il cortile è di uso comune; L2 se il cortile è di uso esclusivo.
Nelle zone assoggettate agli interventi tipo I e L, è possibile realizzare parcheggi interrati pertinenziali (art. 8 delle presenti norme) con la sistemazione delle aree soprastanti come previsto per le singole zone.
Le prescrizioni di cui ai punti precedenti, non escludono gli interventi comunque ammessi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
§8 - STANDARD
In sede di pianificazione attuativa o di rilascio del permesso di costruire convenzionato, verrà ceduto lo standard individuato da cedere dall'allegato n°.. 2 alle presenti norme. La rimanente quota dello standard di pertinenza dell'intervento, calcolato sul solo incremento del volume residenziale, verrà o ceduta o monetizzata secondo le procedure di cui all'Allegato n°. 2 delle presenti norme.
§9 - ALLEGATI
Alle presenti norme vengono allegati degli elaborati grafici e normativi di definizione delle modalità di recupero delle zone A. Le indicazioni di cui ai suddetti allegati potranno essere precisate e modificate alle condizioni e secondo le procedure di cui all'art. 2 d) della L.R. n°. 23/1997.
Ultima modifica a questa pagina: December 30, 2005, at 01:52 PM, visitata:868