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Timestamp: 2018-03-25 02:31:28+00:00
Document Index: 98896940

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 6']

Dlgs D.lgs. 231/01. e Modelli di organizzazione, gestione e controllo - PDF
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1 Dlgs D.lgs. 231/01 Responsabilità amministrativa delle società e Modelli di organizzazione, gestione e controllo 1
2 D.lgs. 231/2001: introduce 2 grandi novità per l ordinamento italiano (Necessità di allinearsi agli altri paesi economicamente evoluti e all obbligo di recepimento di direttive Europee). A. INTRODUCE LA RESPONSABILITA DIRETTA PER LE SOCIETA In caso di commissione di reato: Prima del decreto veniva considerata solo la colpa di chi ha materialmente commesso il fatto (solo responsabilità penale del soggetto) Dopo il decreto si considera anche la Colpa di Organizzazione i (alla responsabilità del soggetto si aggiunge quella la responsabilità patrimoniale dell Ente) 2
3 FOCUS COMMISSIONE REATO: CHI e COME? COME CHI a) SOGGETTI APICALI persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso b) DIPENDENTI E COLLABORATORI persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a) La responsabilità amministrativa viene attribuita alla società solo se il reato è stato commesso, nell interesse o a vantaggio della stessa (No se nell interesse/vantaggio esclusivo di terzi, ma sempre difficile da dimostrare) 3
4 B. INTRODUCE UNA CLAUSOLA ESIMENTE No responsabilità amministrativa se l azienda ha adottato ed efficacemente attuato un Modello di Organizzazione, gestione e controllo come previsto dal decreto NO SOLO FINALITA PUNITIVA MA PREVENTIVA: incentivare le aziende a dotarsi di un sistema organizzativo che comporti una maggior valutazione dei rischi in cui queste possono incorrere e ad adottare tutte le misure preventive necessarie impostando una serie di regole e controlli N.B. il legislatore con il Modello non pretende di eliminare il rischio di commissione reato ma almeno di abbassarlo ad un livello accettabile (adottare tutte le cautele possibili con la «diligenza del buon padre di famiglia») 4
6 ART. 6 (comma 2): definisce gli elementi principali di un Modello prevedere specifici i individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi reati; prevedere obblighi di protocolli diretti a programmare la informazione nei confronti dell'organismo formazione e l'attuazione deputato a vigilare sul I Modelli devono delle decisioni dell'ente funzionamento e rispondere alle in relazione ai reati da l'osservanza dei seguenti esigenze prevenire modelli; individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello 6
7 2) PRINCIPALI REATI Elenco completo reati (Ultimo aggiornamento legislativo 6 Novembre 2012) art. 24 art. 24-bis art. 24-ter art. 25 art. 25-bis art. 25-bis.1 art. 25-ter art. 25-quater art. 25-quater.1 art. 25-quinquies art. 25-sexies art. 25-septies art. 25-octies art. 25-novies art. 25-decies art. 25-undecies art. 25-duodecies Legge 16 marzo 2006 n. 146, artt. 3 e10 Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione Delitti informatici e trattamento illecito di dati Delitti di criminalità organizzata Reati di concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità e corruzione Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento Delitti contro l'industria e il commercio Reati societari Reati con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico previsti dal c.p. e dalle leggi speciali Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili Delitti contro la personalità individuale Reati di abuso di mercato Reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Delitti in materia di violazione del diritto d'autore Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria Reati ambientali Impiego di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Reati transnazionali 7
8 3) RISCHI E SANZIONI SANZIONI PECUNIARIE Minimo: Massimo: ALTRE SANZIONI Confisca del prezzo o del profitto del reato Pubblicazione della sentenza SANZIONI INTERDITTIVE a. interdizione dall esercizio dell attività b. sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell illecito it c. divieto di contrarre con la P.A. d. esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e/o revoca di quelli concessi e. divieto di pubblicizzare beni o servizi 8
9 4) UTILITA E VANTAGGI DEL MODELLO Quando il Modello Organizzativo 231 è effettivamente applicato e gestito, comporta i seguenti vantaggi: 1) Maggiore prevenzione (meno rischi reato) 2) Esimente e da eventuali e illeciti 3) Miglioramento dell organizzazione aziendale 4) Strumento di maggior controllo interno 5) Punteggio in sede di trattativa contrattuale 6) Riduzione dei premi assicurativi e tassi INAIL 9
Autostrada Regionale Cispadana S.p.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi dell art. 6, comma 3, del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 «Disciplina della responsabilità amministrativa