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Timestamp: 2020-07-04 01:36:07+00:00
Document Index: 172295655

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 11', 'art. 52', 'art. 78', 'art. 77', 'art. 87', 'art. 90', 'art. 78', 'art. 77', 'art. 77', 'art. 120', 'art. 126']

Sabato, 04/07/2020 - 03:36
L'emergenza nella Costituzione
Gli Istituti dell'emergenza nell'Ordinamento Costituzionale Italiano
-	il primo che contempla e limita il ricorso ai poteri straordinari;
-	il secondo che obbliga o, comunque, vincola lo Stato a tutelare i diritti delle persone anche durante l’attività di prevenzione dei rischi e la gestione dei periodi di emergenza.
a) Lo stato di guerra (esterno o internazionale) è richiamato in otto disposizioni costituzionali e in molte altre leggi ordinarie in cui viene definita sufficientemente la contingenza bellica.
L’art. 11 C. contempla come unica guerra legittima quella difensiva, volta a fronteggiare l’aggressione bellica straniera per garantire la sopravvivenza dello Stato.
Il ricorso alla guerra è, dunque, illegittimo al di fuori della previsione di cui all’art. 11 C.
Il divieto di aggressione non riguarda, tuttavia, le ipotesi di atti ostili non sorrette da animus bellandi come gli interventi umanitari, le operazioni di polizia internazionale etc..
Il “sacro” dovere di difendere la Patria, sancito dall’art. 52 C., è un obbligo non solo per i cittadini ma anche per tutte le autorità.
Da uno studio combinato disposto degli artt. 11, 77, 78 C. si deduce che il presupposto dello stato di guerra debba essere la tassatività.
Sarebbe, pertanto, costituzionalmente illegittima la decretazione dello stato di guerra per la soluzione di problemi di ordine pubblico per i quali l’ordinamento prevede il ricorso a diversi istituti straordinari.
Ai sensi dell’art. 78 C. spetta alle Camere il potere di deliberare lo stato di guerra e di conferire al Governo i poteri necessari.
Trattasi di un potere derogatorio alla regola generale che vede l’Esecutivo come titolare esclusivo dei poteri straordinari (comma 2 - art. 77 C).
Il potere di attivare lo stato di guerra spettante al Parlamento si configura come atto politico per eccellenza e presuppone un giudizio di necessità circa l’instaurazione del regime giuridico di eccezionalità.
detto giudizio segue la dichiarazione dello stato di guerra da parte del Presidente della Repubblica (comma 8 – art. 87 C) in funzione di controllo e di garanzia della decisione parlamentare, senza possibilità di intervento nel merito, eccezione fatta nei casi in cui la dichiarazione possa configurarsi come reato di attentato alla Costituzione o di alto tradimento (art. 90 C.).
Anche se le norme riguardanti lo stato di guerra non sono state mai applicate, si deve sottolineare che esse, sotto il profilo teorico, rappresentano la massima espansione dei poteri eccezionali con sospensioni e deroghe del diritto ordinario.
La dichiarazione dello stato di guerra comporta come effetti sostanziali l’assegnazione, in via esclusiva, al Governo delle attribuzioni straordinarie (poteri necessari ex art. 78 C.) idonee a derogare al sistema costituzionalmente garantito delle competenze e delle libertà.
Essi sono di tipo normativo ed amministrativo, spettando alla magistratura militare l’esercizio dei poteri giurisdizionali speciali.
b) La decretazione d’urgenza è il secondo potere straordinario previsto dalla nostra Carta Costituzionale.
Ha portata generale ed è utilizzabile laddove le emergenze non possano essere gestite con il ricorso alle discipline speciali previste dagli artt. 78 e 126 C.
Per caso straordinario si può intendere ogni fatto naturale o sociale che può comportare un pericolo per la vita, l’incolumità o i beni delle persone; mentre la necessità e l’urgenza derivano da un giudizio espresso dal Governo sull’impossibilità di fronteggiare tali situazioni con il normale assetto di poteri e di competenze.
Detto giudizio consiste, pertanto, in una verifica della sussistenza dei casi straordinari e della necessità di ricorrere al potere di cui all’art. 77 C..
Per corrispondere alle esigenze di disciplina degli effetti dei decreti legge non convertiti, che decadono ex tunc, l’ultimo comma dell’art. 77 C. consente al Parlamento di disciplinare i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.
Sovente la carenza dei presupposti per l’esercizio del potere di decretazione ha fatto pensare all’illegittimità di molte ipotesi di decreti legge conosciuti dalla prassi come i decreti legge che reiterano il contenuto di decreti non convertiti o che rinnovano periodicamente la disciplina di altre materie, i decreti omnibus, i decreti di riforma, i decreti di proroga che procrastinano i termini di scadenza previsti da altre discipline legislative.
Un chiarimento sul corretto ricorso alla decretazione d’urgenza è venuto dalla Consulta che, con una serie di sentenze, ha avuto modo di precisarne i presupposti, gli ambiti di applicazione e i rapporti con la legge di conversione .
c) Il potere sostitutivo, è disciplinato all’art. 120 C. e rientra nelle facoltà attribuite all’Esecutivo, che in questo modo può sostituirsi agli organi della Regione, delle Città Metropolitane, delle Province e del Comune nel caso di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica.
d) Lo scioglimento e la rimozione del Consiglio regionale (art. 126 C.) rientrano tra gli istituti d’emergenza disciplinati espressamente dalla Costituzione .
Assimilabile alla predetta misura è quella dello scioglimento degli organi elettivi degli enti locali nei casi di infiltrazioni o condizionamenti criminali.
Trattasi di un provvedimento di carattere straordinario rigorosamente collegato alle finalità enunciate nel titolo della legge 22 luglio 1991, n. 221, di conversione del decreto legge 31 maggio 1991, n. 164, che lo qualifica “come misura urgente […] conseguente ai fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso”.
Esso evidenzia un carattere sanzionatorio, che a come diretti destinatari gli organi elettivi , cui si accompagnano rilevanti aspetti di prevenzione sciale per la ricaduta sulle comunità locali che la legge intende sottrarre nel suo complesso all’influenza della criminalità organizzata.
Si tratta, quindi, di una misura straordinaria che ha come limiti il luogo ed il tempo in cui si manifesta tale straordinario fenomeno eversivo .