Source: https://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202011/circ240.htm
Timestamp: 2018-08-18 09:05:53+00:00
Document Index: 18047774

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 18', 'in fine', 'in fine']

Circolare n.240/2011
Oggetto: Lavoro – Statuto delle imprese – Legge 11.11.2011, n. 180, su G.U. n. 265 del 14.11.2011.
E’ stato approvato in via definitiva lo Statuto delle imprese finalizzato a promuovere lo sviluppo e la competitività soprattutto delle PMI attraverso misure di semplificazione e un rapporto più equilibrato con la pubblica amministrazione. Il provvedimento è composto da 21 articoli di cui alcuni immediatamente applicabili ed altri che invece necessitano di apposite disposizioni attuative. Si segnalano di seguito le principali misure già operative.
Procedura di valutazione (art. 6) – E’ stato introdotto l’obbligo per Stato, regioni, enti locali e enti pubblici di valutare preventivamente l’impatto sulle imprese delle iniziative legislative e regolamentari, anche di natura fiscale, che si intendono adottare. In particolare l’applicazione di tali iniziative, soprattutto se comportano nuovi adempimenti e oneri a carico delle imprese, dovrà avvenire secondo criteri di proporzionalità e di gradualità tenendo conto delle relative dimensioni e del settore merceologico di appartenenza.
Compensazione degli oneri (art. 8) – E’ stato stabilito il divieto, per gli atti normativi o amministrativi a carattere generale che regolano l’esercizio di poteri autorizzatori o la concessione di benefici, di introdurre nuovi oneri regolatori, informativi e amministrativi a carico delle imprese senza contestuale riduzione o eliminazione di oneri già esistenti per un pari importo stimato.
Riduzione degli adempimenti amministrativi (art. 9) – Allo scopo di incentivare la nascita di nuove imprese le pubbliche amministrazioni dovranno ridurre o eliminare ove possibile gli oneri puramente burocratici relativi all’avvio dell’attività imprenditoriale, nonché gli adempimenti non sostanziali a carico delle imprese e dei lavoratori.
Garante per le PMI (art. 17) – E’ stato istituito presso il Ministero dello sviluppo economico la figura del Garante per le PMI, da nominarsi con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che avrà il compito di elaborare proposte finalizzate a favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese nonché di segnalare al Governo e al Parlamento le iniziative legislative o amministrative comportanti oneri finanziari o amministrativi a carico delle stesse.
Giunte camerali (art. 3) – In vista dell’imminente avvio della stagione dei rinnovi degli organi delle Camere di Commercio, è stato ampliato il numero massimo dei componenti delle Giunte che passa ora da 5 ad 1/3 dei componenti del Consiglio (il cui numero, come è noto, varia da un minimo di 20 ad un massimo di 30 unità a seconda del totale di imprese iscritte alla locale Camera di Commercio).
Tra le disposizioni non ancora operative si segnalano in particolare la delega al Governo per il recepimento entro 12 mesi della direttiva 2011/7/UE sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (art. 10); l’obbligo in capo alle associazioni di imprese di integrare entro un anno i propri statuti prevedendo, da un lato, un codice etico secondo cui le imprese associate riconoscono tra i valori fondanti dell’associazione il rifiuto di ogni rapporto con organizzazioni criminali o mafiose e, dall’altro lato, apposite sanzioni in caso di violazione del codice stesso (art. 3); la presentazione da parte del Governo, entro il 30 giugno di ogni anno, del disegno di legge annuale per la tutela e lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese volto a definire gli interventi in materia per l’anno successivo (art. 18).
Per riferimenti confronta circ.ri conf.li nn. 211/2011 e 203/2011
G.U. n.265 del 14.112011 (fonte Guritel)
Norme per la tutela della liberta' d'impresa. Statuto delle  imprese.
La Camera  dei  deputati ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
1.  La  presente  legge  definisce  lo  statuto  delle  imprese   e
dell'imprenditore al fine di assicurare  lo  sviluppo  della  persona
attraverso il valore del lavoro, sia esso svolto  in  forma  autonoma
che d'impresa, e di garantire la  liberta'  di  iniziativa  economica
di   riforma   economico-sociale   della   Repubblica   e    principi
dell'ordinamento giuridico dello Stato e hanno lo scopo di  garantire
la piena applicazione della comunicazione della  Commissione  europea
COM(2008) 394 definitivo, del 25 giugno  2008,  recante  «Una  corsia
preferenziale per la piccola impresa  -  Alla  ricerca  di  un  nuovo
quadro fondamentale per la Piccola Impresa (uno "Small Business  Act"
per l'Europa)», e la coerenza delle normative adottate dallo Stato  e
dalle regioni con i provvedimenti dell'Unione europea in  materia  di
3. In ogni caso sono fatte salve  le  competenze  delle  regioni  a
statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano  ai
sensi dei rispettivi statuti  speciali  e  delle  relative  norme  di
4.   Nelle   materie   attribuite   alla   competenza   legislativa
concorrente,  ai  sensi  dell'articolo  117,   terzo   comma,   della
Costituzione, le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano esercitano la potesta' legislativa nel rispetto dei  principi
5. Lo statuto  delle  imprese  e  dell'imprenditore,  di  cui  alla
crescita dell'occupazione e alla prosperita'  economica,  nonche'  al
riconoscimento dei doveri cui l'imprenditore e' tenuto  ad  attenersi
contesto sociale e culturale  volti  a  favorire  lo  sviluppo  delle
d) a promuovere l'inclusione delle problematiche  sociali  e  delle
tematiche ambientali nello svolgimento delle attivita' delle  imprese
f) a valorizzare il potenziale di crescita, di produttivita'  e  di
innovazione delle imprese, con particolare  riferimento  alle  micro,
g) a favorire la competitivita' del  sistema  produttivo  nazionale
h) ad adeguare l'intervento pubblico e l'attivita'  della  pubblica
amministrazione alle esigenze delle micro, piccole  e  medie  imprese
a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per  la  finanza
1. Sono principi generali della presente legge,  che  concorrono  a
societario, di stabilimento e di prestazione di servizi,  nonche'  di
b) la sussidiarieta' orizzontale quale principio informatore  delle
politiche pubbliche, anche con riferimento alla creazione  d'impresa,
in  particolare  da  parte  dei   giovani   e   delle   donne,   alla
semplificazione,  allo  stimolo  del  talento  imprenditoriale,  alla
c) il diritto dell'impresa di  operare  in  un  contesto  normativo
certo e in un quadro di servizi pubblici tempestivi  e  di  qualita',
d) la progressiva riduzione degli  oneri  amministrativi  a  carico
delle imprese, in particolare delle micro, piccole e  medie  imprese,
e) la partecipazione e  l'accesso  delle  imprese,  in  particolare
delle micro,  piccole  e  medie  imprese,  alle  politiche  pubbliche
attraverso  l'innovazione,   quale   strumento   per   una   maggiore
f) la reciprocita' dei  diritti  e  dei  doveri  nei  rapporti  fra
g) la tutela della capacita' inventiva e tecnologica delle  imprese
h) il diritto delle imprese a godere nell'accesso al credito di  un
quadro informativo completo e trasparente e di condizioni eque e  non
i)  la  promozione  della  cultura  imprenditoriale  e  del  lavoro
autonomo nel sistema dell'istruzione  scolastica  di  ogni  ordine  e
grado e della  formazione  professionale,  valorizzando  quanto  piu'
possibile la formazione svolta  in  azienda  soprattutto  per  quelle
tipologie di contratto che  costituiscono  la  porta  d'ingresso  dei
l) la promozione di misure che semplifichino la trasmissione  e  la
m) il  sostegno  pubblico,  attraverso  misure  di  semplificazione
amministrativa  da   definire   attraverso   appositi   provvedimenti
legislativi, alle micro, piccole e medie imprese,  in  particolare  a
n) la promozione di politiche volte all'aggregazione  tra  imprese,
o)  la  riduzione,  nell'ambito  di   un   apposito   provvedimento
legislativo, della durata dei processi civili  relativi  al  recupero
dei crediti vantati dalle imprese verso altre imprese  entro  termini
p) il  riconoscimento  e  la  valorizzazione  degli  statuti  delle
equita' funzionale operando interventi di  tipo  perequativo  per  le
aree territoriali sottoutilizzate gia' individuate dalla  legge,  con
particolare  riguardo   alle   questioni   legate   alle   condizioni
infrastrutturali,  al  credito  e  ai  rapporti   con   la   pubblica
3. Le disposizioni di cui ai commi 1, lettere d), l), m), n) e  o),
e 2 si applicano  purche'  non  comportino  nuovi  o  maggiori  oneri
2.  Per  garantire  la  piu'  ampia  rappresentanza   dei   settori
economicamente  piu'  rilevanti  nell'ambito   della   circoscrizione
territoriale di competenza, il numero  dei  componenti  degli  organi
amministrativi non puo' essere comunque superiore  ad  un  terzo  dei
3. Il comma 2 si applica anche agli enti del sistema  delle  camere
di  commercio,  industria,   artigianato   e   agricoltura   a   base
4. Entro un anno dalla data di entrata  in  vigore  della  presente
legge, le associazioni di imprese integrano i propri statuti  con  un
codice etico con il quale si prevede che le  imprese  associate  e  i
loro   rappresentanti   riconoscono,   tra    i    valori    fondanti
dell'associazione, il rifiuto di  ogni  rapporto  con  organizzazioni
criminali o mafiose e con soggetti che fanno ricorso a  comportamenti
contrari alla legge, al fine di contrastare e  ridurre  le  forme  di
controllo delle imprese e dei  loro  collaboratori  che  alterano  di
fatto la libera concorrenza. Le imprese che aderiscono alle  suddette
o altre  tipologie  di  reato,  poste  in  essere  da  organizzazioni
criminali o mafiose, e collaborano con  le  forze  dell'ordine  e  le
istituzioni, denunciando, anche con  l'assistenza  dell'associazione,
ogni episodio di attivita' illegale di cui sono soggetti passivi.  Il
mancato rispetto del codice  etico  dell'associazione  e  dei  doveri
degli associati e' sanzionato nei termini previsti  dallo  statuto  e
1. Le associazioni di  categoria  rappresentate  in  almeno  cinque
denominate «camere di  commercio»,  ovvero  nel  Consiglio  nazionale
dell'economia e del lavoro e le loro articolazioni territoriali e  di
categoria professionale, sia a tutela di interessi omogenei  relativi
2. Le associazioni  di  categoria  maggiormente  rappresentative  a
livello  nazionale,  regionale  e  provinciale  sono  legittimate  ad
a)  si  definiscono  «microimprese»,  «piccole  imprese»  e  «medie
imprese» le imprese che  rientrano  nelle  definizioni  recate  dalla
raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE  del  6  maggio
b) si  definiscono  «distretti»  i  contesti  produttivi  omogenei,
caratterizzati   da    un'elevata    concentrazione    di    imprese,
prevalentemente di micro, piccole e medie dimensioni,  nonche'  dalla
c) si definiscono «distretti  tecnologici»  i  contesti  produttivi
omogenei, caratterizzati  dalla  presenza  di  forti  legami  con  il
d) si definiscono «meta-distretti tecnologici» le  aree  produttive
innovative   e   di   eccellenza,   indipendentemente   dai    limiti
iniziative nelle quali  i  cittadini,  le  imprese  e  le  formazioni
sociali, liberamente aggregati, esercitano il commercio come  fattore
f) si definiscono «reti di impresa» le aggregazioni funzionali  tra
imprese che rientrano nelle definizioni recate dal  decreto-legge  10
febbraio 2009, n. 5, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  9
aprile 2009, n. 33, e dall'articolo 42 del  decreto-legge  31  maggio
g) si definiscono «consorzi per il commercio estero» i  consorzi  e
le societa' consortili che  abbiano  come  scopi  sociali  esclusivi,
anche  disgiuntamente,  l'esportazione  dei  prodotti  delle  imprese
h) si definiscono «imprese dell'indotto» le  imprese  che  sono  in
rapporti contrattuali con altra impresa tali che le determinazioni  o
gli   eventi   gestionali   riguardanti   quest'ultima   ne   possano
condizionare  in  maniera   determinante   il   ciclo   economico   o
che hanno meno di cinque anni di attivita', le cui  quote  non  siano
detenute in maggioranza da altre imprese, ovvero che non siano  state
istituite nel quadro di una concentrazione o di una  ristrutturazione
l)  si  definiscono  «imprese  femminili»  le  imprese  in  cui  la
maggioranza delle quote sia nella titolarita'  di  donne,  ovvero  le
imprese cooperative in cui la maggioranza delle persone sia  composta
m)  si  definiscono  «imprese  giovanili»  le  imprese  in  cui  la
maggioranza delle quote sia nella titolarita' di  soggetti  con  eta'
inferiore a trentacinque anni, ovvero le imprese cooperative  in  cui
la maggioranza delle  persone  sia  composta  da  soggetti  con  eta'
inferiore a trentacinque anni e le  imprese  individuali  gestite  da
n) si definiscono «imprese tecnologiche» le imprese che  sostengono
o) si definisce «seed capital» il finanziamento  utilizzato  da  un
imprenditore per l'avvio di  un  progetto  imprenditoriale,  compresi
prodotti e servizi, a monte della fase  d'avvio  dell'impresa  stessa
1. Lo Stato, le regioni, gli enti locali e gli enti  pubblici  sono
tenuti  a  valutare  l'impatto   delle   iniziative   legislative   e
regolamentari, anche di natura fiscale, sulle  imprese,  prima  della
a)   l'integrazione   dei   risultati   delle   valutazioni   nella
b) l'effettiva applicazione della disciplina  di  cui  all'articolo
14, commi 1 e 4, della legge  28  novembre  2005,  n.  246,  relativa
c) l'applicazione dei criteri di proporzionalita' e, qualora  possa
determinarsi un pregiudizio eccessivo per le imprese, di  gradualita'
in occasione dell'introduzione di nuovi adempimenti e oneri a  carico
delle imprese, tenendo conto delle loro  dimensioni,  del  numero  di
2. All'articolo 14 della legge  28  novembre  2005,  n.  246,  sono
a) al comma 1, e' aggiunto, in fine, il  seguente  periodo:  «Nella
individuazione  e  comparazione  delle  opzioni  le   amministrazioni
competenti tengono conto della necessita' di assicurare  il  corretto
funzionamento concorrenziale del mercato e la tutela  delle  liberta'
«a) i criteri generali e le procedure dell'AIR,  da  concludere
«5-bis. La relazione AIR di cui al comma  5,  lettera  a),  da'
conto,  tra  l'altro,  in   apposite   sezioni,   della   valutazione
dell'impatto sulle piccole e medie imprese e degli oneri  informativi
e dei relativi costi amministrativi, introdotti o eliminati a  carico
di cittadini e imprese. Per onere informativo  si  intende  qualunque
adempimento   comportante   raccolta,   elaborazione,   trasmissione,
conservazione e produzione di informazioni e documenti alla  pubblica
3.  I  criteri  per   l'effettuazione   della   stima   dei   costi
amministrativi di cui al comma 5-bis dell'articolo 14 della legge  28
novembre 2005, n. 246, introdotto dal comma 2 del presente  articolo,
sono stabiliti, entro centoventi giorni  dalla  data  di  entrata  in
dei  ministri,   su   proposta   del   Ministro   per   la   pubblica
25  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con
4.  Le  regioni  e  gli  enti  locali,  nell'ambito  della  propria
pubblica, individuano l'ufficio responsabile del coordinamento  delle
attivita' di cui al comma 1. Nel caso  non  sia  possibile  impiegare
risorse interne o di  altri  soggetti  pubblici,  le  amministrazioni
5. I soggetti di cui  al  comma  1  prevedono  e  regolamentano  il
ricorso  alla   consultazione   delle   organizzazioni   maggiormente
destinata ad avere conseguenze  sulle  imprese,  fatto  salvo  quanto
disposto ai sensi dell'articolo 14, comma 5, lettera a), della  legge
28 novembre 2005, n. 246, come sostituita dal comma  2  del  presente
6.  Le  disposizioni  che  prevedono  l'obbligo  per  le  pubbliche
amministrazioni,  di  cui  all'articolo  1,  comma  2,  del   decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  e  successive  modificazioni,  di
pubblicare sui propri siti istituzionali,  per  ciascun  procedimento
amministrativo  ad  istanza  di  parte   rientrante   nelle   proprie
competenze, l'elenco degli atti e documenti che l'istante ha  l'onere
di produrre a corredo dell'istanza si applicano  anche  agli  atti  o
documenti la cui produzione a corredo  dell'istanza  e'  prevista  da
norme  di  legge,  regolamenti  o  atti  pubblicati  nella   Gazzetta
Riduzione e trasparenza degli adempimenti amministrativi a carico  di
1.  Allo  scopo  di  ridurre  gli  oneri  informativi  gravanti  su
cittadini e imprese, i regolamenti ministeriali o  interministeriali,
nonche' i provvedimenti amministrativi a carattere generale  adottati
dalle amministrazioni dello Stato al fine di regolare l'esercizio  di
poteri autorizzatori, concessori o certificatori,  nonche'  l'accesso
ai servizi pubblici ovvero la concessione di benefici  devono  recare
in allegato l'elenco di tutti  gli  oneri  informativi  gravanti  sui
cittadini e  sulle  imprese  introdotti  o  eliminati  con  gli  atti
medesimi. Per onere informativo si intende qualunque adempimento  che
comporti   la   raccolta,   l'elaborazione,   la   trasmissione,   la
conservazione e  la  produzione  di  informazioni  e  documenti  alla
2. Gli atti di cui al comma 1, anche se pubblicati  nella  Gazzetta
Ufficiale,  sono  pubblicati  nei  siti  istituzionali  di   ciascuna
amministrazione  secondo  i  criteri  e  le  modalita'  definiti  con
apposito regolamento  da  emanare  con  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri, su proposta  del  Ministro  per  la  pubblica
amministrazione e l'innovazione, entro novanta giorni dalla  data  di
3. Il Dipartimento della funzione pubblica predispone, entro il  31
marzo  di  ciascun  anno,  una  relazione  annuale  sullo  stato   di
attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, valuta  il  loro
impatto in termini di semplificazione e riduzione  degli  adempimenti
amministrativi per  i  cittadini  e  le  imprese,  anche  utilizzando
strumenti  di  consultazione   delle   categorie   e   dei   soggetti
4. Con il regolamento di cui al comma 2, ai fini della  valutazione
degli eventuali profili di  responsabilita'  dei  dirigenti  preposti
agli  uffici  interessati,   sono   individuate   le   modalita'   di
presentazione dei reclami da parte dei cittadini e delle imprese  per
1. Negli  atti  normativi  e  nei  provvedimenti  amministrativi  a
carattere generale che regolano l'esercizio di poteri  autorizzatori,
concessori o certificatori, nonche' l'accesso ai servizi  pubblici  o
regolatori, informativi  o  amministrativi  a  carico  di  cittadini,
imprese e altri soggetti  privati  senza  contestualmente  ridurne  o
eliminarne altri, per un pari importo  stimato,  con  riferimento  al
2. Per la finalita' di  cui  al  comma  1,  fermo  restando  quanto
previsto dall'articolo 14, commi da 1 a 11, della legge  28  novembre
2005, n. 246, e' obbligatoria una  specifica  valutazione  preventiva
degli oneri  previsti  dagli  schemi  di  provvedimenti  normativi  e
amministrativi. La suddetta valutazione deve,  altresi',  individuare
altri oneri regolatori, informativi o amministrativi  previsti  dalle
norme gia' in vigore, da ridurre o eliminare allo scopo di  garantire
l'invarianza degli oneri sui privati  connessi  alle  nuove  norme  o
Rapporti con la pubblica  amministrazione  e  modifica  dell'articolo
decreto  legislativo  30   marzo   2001,   n.   165,   e   successive
modificazioni, informano i rapporti con le  imprese  ai  principi  di
trasparenza,  di  buona  fede  e  di  effettivita'  dell'accesso   ai
documenti amministrativi, alle informazioni e  ai  servizi  svolgendo
l'attivita'  amministrativa  secondo  criteri  di  economicita',   di
efficacia, di efficienza,  di  tempestivita',  di  imparzialita',  di
uniformita' di trattamento, di  proporzionalita'  e  di  pubblicita',
riducendo o eliminando, ove possibile, gli oneri meramente formali  e
burocratici  relativi  all'avvio  dell'attivita'  imprenditoriale   e
gli  obblighi  e  gli  adempimenti  non  sostanziali  a  carico   dei
2. Le pubbliche amministrazioni di cui  al  comma  1  garantiscono,
delle norme e  dei  requisiti  minimi  per  l'esercizio  di  ciascuna
tipologia  di  attivita'  d'impresa.  A  questo  fine,  le   medesime
amministrazioni comunicano alle camere  di  commercio,  entro  il  31
dicembre di ogni anno, l'elenco delle norme e  dei  requisiti  minimi
3. All'articolo 10-bis della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e'
aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Non possono  essere  addotti
4. Fermo restando quanto previsto  dal  comma  1  dell'articolo  19
della legge 7 agosto 1990, n. 241,  e  successive  modificazioni,  le
certificazioni relative all'impresa devono  essere  comunicate  dalla
dicembre 1993, n. 580,  e  successive  modificazioni,  anche  per  il
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  e  sono  inserite
dalle camere di commercio  nel  repertorio  economico  amministrativo
(REA). Alle pubbliche amministrazioni di cui al comma 1 del  presente
articolo, alle quali le  imprese  comunicano  il  proprio  codice  di
iscrizione  nel  registro  delle  imprese,  e'  garantito   l'accesso
telematico  gratuito  al  registro  delle   imprese.   Le   pubbliche
5. Al fine di rendere piu' equo il sistema delle sanzioni cui  sono
sottoposte le imprese relativamente alle denunce, alle  comunicazioni
e ai depositi da effettuarsi presso il registro delle imprese  tenuto
dalle camere di commercio,  l'articolo  2630  del  codice  civile  e'
«Art. 2630.  -  (Omessa  esecuzione  di  denunce,  comunicazioni  e
depositi). - Chiunque, essendovi  tenuto  per  legge  a  causa  delle
funzioni rivestite in una societa'  o  in  un  consorzio,  omette  di
eseguire, nei termini prescritti, denunce, comunicazioni  o  depositi
presso il registro delle imprese,  ovvero  omette  di  fornire  negli
atti, nella corrispondenza e nella rete  telematica  le  informazioni
prescritte dall'articolo 2250, primo, secondo, terzo e quarto  comma,
e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria  da  103  euro  a
1.032 euro. Se la denuncia, la comunicazione o il deposito  avvengono
Se  si  tratta  di  omesso  deposito  dei  bilanci,   la   sanzione
del  decreto  legislativo  9  ottobre   2002,   n.   231,   nonche'
differimento di termini per l'esercizio di deleghe  legislative  in
di entrata in vigore della presente  legge,  un  decreto  legislativo
recante modifiche al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231,  per
l'integrale recepimento  della  direttiva  2011/7/UE  del  Parlamento
europeo e del  Consiglio,  del  16  febbraio  2011,  sulla  base  dei
a) contrasto degli effetti negativi della posizione dominante  di
imprese sui propri  fornitori  o  sulle  imprese  subcommittenti,  in
particolare nel caso in cui si  tratti  di  micro,  piccole  e  medie
b) fermo quanto previsto dall'articolo 12 della legge 10  ottobre
1990, n. 287, previsione che l'Autorita' garante della concorrenza  e
del mercato possa  procedere  ad  indagini  e  intervenire  in  prima
2. Al comma 3-bis dell'articolo 9 della legge 18  giugno  1998,  n.
192,  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  «In  caso  di
violazione diffusa e reiterata della disciplina  di  cui  al  decreto
legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, posta in essere  ai  danni  delle
imprese, con  particolare  riferimento  a  quelle  piccole  e  medie,
3.  La  legittimazione  a  proporre  azioni  in  giudizio,  di  cui
all'articolo 4, comma 1, della presente legge, si  applica  anche  ai
casi di abuso di dipendenza economica di  cui  all'articolo  9  della
4. Alla legge 23 luglio 2009, n. 99,  e  successive  modificazioni,
a) all'articolo 3, comma 2, alinea, le  parole:  «diciotto  mesi»
b) all'articolo 12, comma 2, alinea, le parole:  «diciotto  mesi»
1. Le certificazioni  relative  a  prodotti,  processi  e  impianti
rilasciate  alle  imprese  dagli  enti  di  normalizzazione  a   cio'
sono   sostitutive   della   verifica   da   parte   della   pubblica
amministrazione e delle autorita' competenti, fatti salvi  i  profili
2.  Le  pubbliche  amministrazioni  non  possono  richiedere   alle
rispetto ai requisiti minimi di cui  all'articolo  9,  comma  2,  ne'
irrogare sanzioni che non riguardino esclusivamente il  rispetto  dei
3. Nelle more dei procedimenti di verifica di cui al  comma  2  del
presente  articolo  e  degli   eventuali   termini   concordati   per
l'adeguamento ai requisiti minimi di cui  all'articolo  9,  comma  2,
della presente legge, il procedimento di  cui  all'articolo  2  della
legge 7 agosto 1990, n. 241, e  successive  modificazioni,  non  puo'
essere sospeso per piu' di una volta e, in ogni caso, per un  periodo
non superiore a trenta giorni e  l'attivita'  dell'impresa  non  puo'
essere sospesa, fatti salvi i casi di gravi difformita' o di  mancato
rispetto  dei  requisiti  medesimi,  ne'  l'amministrazione  pubblica
Modifica all'articolo 91 del decreto legislativo 12 aprile  2006,  n.
1. Al fine di favorire  l'accesso  delle  micro,  piccole  e  medie
imprese agli appalti pubblici di lavori e servizi  di  progettazione,
all'articolo 91, comma 1, del codice dei contratti pubblici  relativi
a lavori, servizi e forniture,  di  cui  al  decreto  legislativo  12
aprile 2006, n. 163,  e  successive  modificazioni,  le  parole:  «di
importo pari o  superiore  a  100.000  euro»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «di importo pari  o  superiore  alle  soglie  di  cui  alle
lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 28».
1. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, attraverso i  rispettivi
siti  istituzionali,  rendono  disponibili  le   informazioni   sulle
procedure di evidenza  pubblica  e,  in  particolare,  sugli  appalti
pubblici di  importo  inferiore  alle  soglie  stabilite  dall'Unione
2. Nel rispetto della normativa dell'Unione europea in  materia  di
appalti pubblici, al fine di favorire l'accesso delle micro,  piccole
e  medie  imprese,  la  pubblica  amministrazione  e   le   autorita'
competenti,  purche'  cio'  non  comporti  nuovi  o  maggiori   oneri
a) suddividere, nel rispetto di quanto  previsto  dall'articolo  29
del codice dei  contratti  pubblici  relativi  a  lavori,  servizi  e
forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,  gli
appalti in lotti o lavorazioni  ed  evidenziare  le  possibilita'  di
subappalto, garantendo la corresponsione  diretta  dei  pagamenti  da
effettuare tramite bonifico  bancario,  riportando  sullo  stesso  le
motivazioni del pagamento, da parte  della  stazione  appaltante  nei
b) semplificare  l'accesso  agli  appalti  delle  aggregazioni  fra
micro, piccole e medie imprese privilegiando associazioni  temporanee
di imprese, forme consortili e reti  di  impresa,  nell'ambito  della
comuni con popolazione inferiore  a  5.000  abitanti  e  per  importi
1)  l'assegnazione  tramite  procedura  di  gara  ad   evidenza
pubblica   ovvero   tramite    assegnazione    a    societa'    miste
pubblico-private, a condizione che la  selezione  del  socio  privato
avvenga mediante procedure  competitive  ad  evidenza  pubblica,  nel
rispetto dei  principi  di  economicita',  efficacia,  imparzialita',
trasparenza, adeguata pubblicita', non  discriminazione,  parita'  di
trattamento,  mutuo  riconoscimento   e   proporzionalita'   previsti
qualita' di socio e l'attribuzione  dei  compiti  operativi  connessi
2)  nel  rispetto  di  quanto  previsto   dalla   lettera   a),
l'individuazione di  lotti  adeguati  alla  dimensione  ottimale  del
3) l'individuazione di ambiti di servizio  compatibili  con  le
caratteristiche della comunita' locale, con  particolare  riferimento
alle aree  dei  servizi  di  raccolta,  smaltimento  e  recupero  dei
riparazione nelle filiere energetiche,  dell'illuminazione  pubblica,
dei servizi cimiteriali, di riqualificazione del patrimonio  edilizio
pubblico,  di  manutenzione  delle   infrastrutture   viarie   e   di
d) introdurre modalita' di coinvolgimento nella realizzazione  di
grandi infrastrutture, nonche' delle  connesse  opere  integrative  o
compensative, delle imprese residenti nelle regioni e  nei  territori
nei  quali  sono  localizzati  gli  investimenti,   con   particolare
3. Le micro, piccole e medie imprese che partecipano alle  gare  di
appalto  di  lavori,   servizi   e   forniture   possono   presentare
autocertificazioni per l'attestazione  dei  requisiti  di  idoneita'.
Inoltre le amministrazioni pubbliche e le  autorita'  competenti  non
possesso della pubblica amministrazione o  documentazione  aggiuntiva
rispetto a quella prevista dal codice di cui al  decreto  legislativo
4. La pubblica amministrazione e le autorita' competenti, nel  caso
di  micro,  piccole  e  medie  imprese,  chiedono  solo   all'impresa
aggiudicataria  la  documentazione  probatoria   dei   requisiti   di
2006, n. 163.  Nel  caso  in  cui  l'impresa  non  sia  in  grado  di
comprovare  il  possesso  dei  requisiti  si  applicano  le  sanzioni
dalla partecipazione alle procedure di affidamento per un periodo  di
5. E' fatto divieto alla pubblica  amministrazione,  alle  stazioni
appaltanti, agli enti aggiudicatori e ai  soggetti  aggiudicatori  di
1 requisiti finanziari sproporzionati rispetto al valore dei  beni  e
1. E' costituito dalle imprese del settore dei laterizi,  ai  sensi
dell'articolo 2616 del codice  civile,  produttrici  di  prodotti  in
laterizio  rientranti  nel  codice   Ateco   23.32.,   un   consorzio
obbligatorio  per  l'efficientamento  dei  processi  produttivi   nel
settore dei laterizi (COSL), per la riduzione del loro impatto  e  il
miglioramento delle performance ambientali e  per  la  valorizzazione
della qualita' e l'innovazione dei prodotti, con sede  legale  presso
2. Il COSL, senza fini di lucro, ha durata  ventennale  e  comunque
connessa  alla  permanenza  dei  presupposti  normativi   della   sua
costituzione.  Puo'  essere   anticipatamente   sciolto   qualora   i
3. Il COSL ha personalita' giuridica di  diritto  privato,  non  ha
fini di lucro  ed  e'  costituito  per  creare  e  gestire  un  Fondo
alimentato dai consorziati sulla base di un  versamento  obbligatorio
espresso in percentuale, il quale viene  riportato  su  ogni  fattura
emessa per la vendita e cessione di prodotto, al fine di  incentivare
la chiusura di unita' produttive di  laterizi  piu'  vetuste  e  meno
efficienti in termini di elevati costi energetici  ed  ambientali.  A
tale scopo il COSL fissa a carico dei  consorziati  un  contributo  a
fondo  perduto  per   ogni   tonnellata   di   capacita'   produttiva
smantellata, con riferimento ad impianti  caratterizzati  da  consumi
energetici superiori alla soglia minima ambientale,  da  valutare  in
termini di consumo  energetico  medio  per  tonnellata  di  materiale
prodotto.  Puo'  altresi'  essere   destinatario   di   finanziamenti
nazionali o comunitari, di eventuali contributi di terzi, in caso  di
consulenze o servizi resi dal COSL stesso,  di  eventuali  contributi
4.  Una  percentuale  del  Fondo   potra'   essere   destinata   al
finanziamento di  quota  parte  delle  spese  annuali  di  ricerca  e
sviluppo sostenute dalle imprese consorziate riferite allo studio  di
materiali  e  soluzioni  in  laterizio  con  elevata   capacita'   di
isolamento termico, al fine di  ridurre  l'impatto  ambientale  degli
5. Lo statuto del COSL, sottoposto all'approvazione  del  Ministero
dello  sviluppo  economico,  prevede  la  costituzione  degli  organi
sociali secondo la disciplina del codice civile, prevedendo  altresi'
che, in caso di cessazione anticipata o scioglimento,  il  patrimonio
residuo venga redistribuito tra i consorziati  esistenti  al  momento
6.  Il  COSL  svolge  la  propria  attivita'  in   collegamento   e
collaborazione con il Ministero dello sviluppo  economico  e  con  le
7. Il  COSL  e'  sottoposto  alla  vigilanza  del  Ministero  dello
sviluppo economico, secondo modalita' idonee  ad  assicurare  che  la
gestione  sia  efficace  ed  efficiente   in   rapporto   all'oggetto
consortile. A questo scopo, il COSL provvede ad inviare al  Ministero
1. La disposizione prevista dall'articolo  118,  comma  3,  secondo
periodo, del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006,  n.
163, e successive modificazioni, si applica anche alle  somme  dovute
agli esecutori in subcontratto di forniture con posa in opera le  cui
prestazioni sono pagate in base  allo  stato  di  avanzamento  lavori
1. Al fine di garantire la competitivita' e la produttivita'  delle
micro, piccole e medie imprese e delle reti  di  imprese,  lo  Stato,
nell'attuazione delle politiche pubbliche e attraverso l'adozione  di
appositi provvedimenti normativi, provvede  a  creare  le  condizioni
piu'    favorevoli    per     la     ricerca     e     l'innovazione,
l'internazionalizzazione e la  capitalizzazione,  la  promozione  del
a) garantisce alle micro, piccole e medie imprese e  alle  reti  di
b) favorisce la cooperazione strategica tra  le  universita'  e  le
c) favorisce la  trasparenza  nei  rapporti  fra  gli  intermediari
finanziari e le micro, piccole e medie imprese e le reti di  imprese,
assicurando condizioni di accesso al credito  informato,  corretto  e
mercato dei poteri di cui agli  articoli  12  e  15  della  legge  10
intermediari finanziari  ai  fini  di  verificare  le  condizioni  di
trasparenza del comportamento degli intermediari verso le  imprese  e
2) la previsione dell'obbligo per gli  intermediari  finanziari
di trasmettere periodicamente  al  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze, per la  sua  pubblicazione  telematica,  un  rapporto  sulle
condizioni medie praticate su base nazionale e regionale,  sui  tempi
sulla quantita' di impieghi e sulla  loro  distribuzione  per  classi
d) sostiene la promozione delle micro, piccole e medie imprese  e
delle  reti  di  imprese  nei  mercati  nazionali  e   internazionali
1) la realizzazione, senza nuovi o maggiori oneri finanziari  e
amministrativi, da parte del Ministero dello sviluppo  economico,  di
orientarsi nella ricerca di  prodotti  tipici  italiani,  nonche'  di
2) la  definizione,  da  parte  del  Ministero  dello  sviluppo
economico, tramite uno o piu' accordi di programma  sottoscritti  con
agricoltura (Unioncamere), delle linee guida, delle priorita'  e  del
politica  industriale,  sentite  le   organizzazioni   nazionali   di
rappresentanza delle micro,  piccole  e  medie  imprese  maggiormente
rappresentative a  livello  nazionale,  anche  al  fine  di  un  piu'
efficace impiego delle risorse stanziate dalle  camere  di  commercio
per il sostegno alla partecipazione  delle  micro,  piccole  e  medie
3)  il  sostegno,  da  parte  del  Ministero   dello   sviluppo
economico, sentite le organizzazioni di rappresentanza delle  piccole
e medie imprese maggiormente rappresentative a livello nazionale,  ai
attraverso l'identificazione e il  monitoraggio  degli  strumenti  di
formazione, agevolazione,  incentivazione  e  finanziamento,  nonche'
agli organismi partecipati costituiti per facilitare  e  accompagnare
e) assicura  l'orizzontalita'  tra  i  settori  produttivi  degli
interventi di incentivazione alle imprese, promuovendo la  logica  di
f) favorisce la diffusione dei valori  di  merito,  efficienza  e
responsabilita',  e  sostiene  la  piena  liberta'  di   scelta   dei
g)  promuove  la  partecipazione  dei   lavoratori   agli   utili
h) promuove l'efficacia, la  trasparenza  e  la  concorrenza  del
mercato elettrico e del gas con lo scopo di favorire  la  diminuzione
delle tariffe elettriche e del gas a carico delle  micro,  piccole  e
2.  Per  le  imprese  femminili,  lo  Stato  garantisce,   inoltre,
l'adozione di misure volte a sviluppare e rendere piu'  effettivo  il
a) il potenziamento  delle  azioni  svolte  a  livello  nazionale
finalizzate  ad  assicurare,  per   i   servizi   dell'infanzia,   in
conformita' agli obiettivi fissati dal Consiglio europeo  di  Lisbona
del 23-24 marzo 2000, il conseguimento della  qualita'  standard  dei
b) l'attuazione del piano straordinario per la conciliazione  tra
di un piano strategico di interventi, predisposto dal Ministro  dello
sviluppo  economico,  sentite  le  regioni,  nell'ambito  della  sede
stabile di concertazione di cui all'articolo 1,  comma  846,  secondo
4. Per le imprese presenti nelle  aree  sottoutilizzate,  lo  Stato
garantisce inoltre l'adozione di misure volte a garantire  e  rendere
piu' effettivo il principio di equita' e di  libera  concorrenza  nel
1. E' istituito, presso il Ministero dello sviluppo  economico,  il
a) monitorare l'attuazione nell'ordinamento  della  comunicazione
della Commissione europea COM (2008) 394 definitivo,  del  25  giugno
ricerca di un nuovo quadro fondamentale per la Piccola  Impresa  (uno
''Small Business Act'' per l'Europa)» e della sua revisione,  di  cui
alla  comunicazione  della  Commissione   europea   COM   (2011)   78
definitivo, del 23 febbraio  2011,  recante  «Riesame  dello  ''Small
b) analizzare, in via preventiva e  successiva,  l'impatto  della
c) elaborare proposte finalizzate  a  favorire  lo  sviluppo  del
d) segnalare al  Parlamento,  al  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri, ai Ministri e agli enti territoriali interessati i casi  in
cui  iniziative   legislative   o   regolamentari   o   provvedimenti
amministrativi  di  carattere  generale  possono  determinare   oneri
28 febbraio di ogni anno, una  relazione  sull'attivita'  svolta.  La
valutazione successiva dell'impatto delle politiche  pubbliche  sulle
micro, piccole e medie imprese e individua le misure da  attuare  per
f) monitorare  le  leggi  regionali  di  interesse  delle  micro,
piccole e medie imprese e promuovere  la  diffusione  delle  migliori
g) coordinare i garanti delle  micro,  piccole  e  medie  imprese
istituiti presso le  regioni,  mediante  la  promozione  di  incontri
periodici ed il confronto preliminare alla redazione della  relazione
2. Anche ai fini dell'attivita' di analisi di cui al  comma  1,  il
Garante, con proprio rapporto,  da'  conto  delle  valutazioni  delle
e medie imprese relativamente agli oneri  complessivamente  contenuti
negli atti normativi ed amministrativi che  interessano  le  suddette
imprese. Nel caso  di  schemi  di  atti  normativi  del  Governo,  il
Garante, anche  congiuntamente  con  l'amministrazione  competente  a
presentare l'iniziativa normativa, acquisisce le valutazioni  di  cui
all'AIR.  Ai  fini  di  cui  al  secondo  periodo   l'amministrazione
schemi di atti normativi del  Governo  che  introducono  o  eliminano
entro il 30 aprile di ogni anno, rende comunicazioni alle Camere  sui
contenuti della relazione di cui al comma 1, lettera e).  Il  Garante
concentra le attivita' di cui al comma 1,  lettere  b)  e  c),  sulle
misure prioritarie da  attuare  contenute  negli  atti  di  indirizzo
4. Per l'esercizio della propria attivita' il  Garante  di  cui  al
comma 1 si avvale delle analisi fornite  dalla  Banca  d'Italia,  dei
dati  rilevati   dall'Istituto   nazionale   di   statistica,   della
e delle camere di commercio. Puo' stipulare convenzioni  non  onerose
per la collaborazione e la fornitura di dati e analisi  da  parte  di
primari istituti di ricerca, anche di natura privata.  Le  camere  di
commercio,  sulla  base  delle  informazioni  di  cui  al   comma   2
dell'articolo   9,   possono   proporre   al   Garante   misure    di
semplificazione   della   normativa   sull'avvio   e   sull'esercizio
5. Presso il Garante di cui al comma l e' istituito  il  tavolo  di
la funzione di organo di partenariato  delle  politiche  di  sviluppo
delle micro, piccole e medie imprese, in raccordo con le regioni.  Al
fine di attivare un meccanismo di confronto e  scambio  permanente  e
regolare,  le  consultazioni  si  svolgono  con  regolarita'  e  alle
6. Il Garante di cui  al  comma  1  e'  nominato  con  decreto  del
sviluppo economico, tra i dirigenti di  prima  fascia  del  Ministero
dello sviluppo economico, si  avvale  per  il  proprio  funzionamento
delle strutture del medesimo Ministero e svolge i compiti di  cui  al
presente articolo senza  compenso  aggiuntivo  rispetto  all'incarico
dirigenziale attribuito.  All'attuazione  del  presente  articolo  si
provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali  e  finanziarie
1. Al fine di attuare la comunicazione  della  Commissione  europea
COM (2008) 394 definitivo, del 25 giugno 2008,  recante  «Una  corsia
per l'Europa)», entro il 30  giugno  di  ogni  anno  il  Governo,  su
1997, n. 281, e successive modificazioni,  presenta  alle  Camere  un
disegno di legge annuale per la tutela e  lo  sviluppo  delle  micro,
piccole e medie imprese volto a definire gli  interventi  in  materia
a) norme  di  immediata  applicazione,  al  fine  di  favorire  e
promuovere le micro, piccole e medie imprese, rimuovere gli  ostacoli
che ne impediscono lo sviluppo,  ridurre  gli  oneri  burocratici,  e
introdurre   misure   di   semplificazione    amministrativa    anche
relativamente ai  procedimenti  sanzionatori  vigenti  connessi  agli
adempimenti a cui sono tenute le micro, piccole e medie  imprese  nei
b) una o piu' deleghe al  Governo  per  l'emanazione  di  decreti
legislativi, da adottare non oltre centoventi giorni  dalla  data  di
c)  l'autorizzazione   all'adozione   di   regolamenti,   decreti
d) norme integrative o correttive di  disposizioni  contenute  in
3. Al disegno di  legge  di  cui  al  comma  1,  oltre  alle  altre
relazioni  previste  dalle  vigenti  disposizioni,  e'  allegata  una
a) lo stato di conformita' dell'ordinamento rispetto ai  principi
e agli obiettivi  contenuti  nella  comunicazione  della  Commissione
b)  lo  stato  di  attuazione  degli  interventi  previsti  nelle
precedenti leggi annuali per la tutela e  lo  sviluppo  delle  micro,
piccole e medie imprese, indicando gli effetti che ne  sono  derivati
c) l'analisi preventiva e la valutazione successiva  dell'impatto
d)  le  specifiche   misure   da   adottare   per   favorire   la
4. Per i fini di  cui  al  comma  1,  il  Ministro  dello  sviluppo
economico  convoca  il  tavolo  di  consultazione  permanente   delle
associazioni di categoria previsto dall'articolo  17,  comma  5,  per
1. Le regioni promuovono la stipula di accordi e di intese in  sede
province autonome di Trento e di Bolzano,  al  fine  di  favorire  il
ulteriori  livelli  minimi  di  liberalizzazione  degli   adempimenti
connessi allo svolgimento  dell'attivita'  d'impresa  sul  territorio
nazionale, previe individuazione delle migliori pratiche  e  verifica
dei risultati delle iniziative sperimentali adottate dalle regioni  e
1.   Le   amministrazioni    pubbliche    interessate    provvedono
all'attuazione della presente legge avvalendosi delle risorse  umane,