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Timestamp: 2020-06-05 13:41:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 93', 'art. 391', 'art. 93', 'art. 93', 'art. 391']

Cassazione III civile n. 1301 del 30/01/2012 - testo integrale Sentenza
Cassazione III civile n. 1301 del 30/01/2012
Avvocati · distrazione · spese legali · procedura civile · opposizione
http://www.foroeuropeo.it/sen/cas/12/01301.asp
"Il rimedio esperibile, avverso la sentenza (nella specie, di appello) che ha rigettato la richiesta al giudice, avanzata dal difensore della parte, di distrarre in suo favore gli onorari non riscossi e le spese che dichiara di aver anticipato, è il procedimento di correzione degli errori materiali, di cui agli artt. 287 e 288 c.p.c., e non l'ordinario mezzo di impugnazione (nella specie, ricorso per cassazione)."
"In caso di omessa pronuncia sull'istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore, il rimedio esperibile, in assenza di un'espressa indicazione legislativa, è costituito dal procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 288 c.p.c., e non dagli ordinari mezzi di impugnazione, non potendo la richiesta di distrazione qualificarsi come domanda autonoma. La procedura di correzione, oltre ad essere in linea con il disposto dell'art. 93 c.p.c., comma 2, - che ad essa si richiama per il caso in cui la parte dimostri di aver soddisfatto il credito del difensore per onorari e spese - consente il migliore rispetto del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, garantisce con maggiore rapidità lo scopo del difensore distrattario di ottenere un titolo esecutivo, ed è un rimedio applicabile, ai sensi dell'art. 391 bis c.p.c., anche nei confronti delle pronunce della Corte di cassazione". (Sez. Un. 7 luglio 2010, n. 16037)"
2. Con l'unico motivo di ricorso, l'avv. ... deduce la violazione dell'art. 93 cit..
3.1. Le Sezioni Unite della Corte, risolvendo un contrasto di giurisprudenza, hanno di recente affermato il seguente principio di diritto: "In caso di omessa pronuncia sull'istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore, il rimedio esperibile, in assenza di un'espressa indicazione legislativa, è costituito dal procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 288 c.p.c., e non dagli ordinari mezzi di impugnazione, non potendo la richiesta di distrazione qualificarsi come domanda autonoma. La procedura di correzione, oltre ad essere in linea con il disposto dell'art. 93 c.p.c., comma 2, - che ad essa si richiama per il caso in cui la parte dimostri di aver soddisfatto il credito del difensore per onorari e spese - consente il migliore rispetto del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, garantisce con maggiore rapidità lo scopo del difensore distrattario di ottenere un titolo esecutivo, ed è un rimedio applicabile, ai sensi dell'art. 391 bis c.p.c., anche nei confronti delle pronunce della Corte di cassazione". (Sez. Un. 7 luglio 2010, n. 16037).
3.2. Il principio, affermato dalle Sezioni Unite in riferimento all'ipotesi di omessa pronuncia del giudice, vale anche per l'ipotesi (rilevante nella specie) di rigetto della richiesta. Tutte le ragioni a fondamento della decisione delle Sezioni Unite, ed efficacemente sintetizzate nella massima di diritto riportata, valgono per il caso ora all'attenzione della Corte.
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