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Timestamp: 2020-06-05 13:01:25+00:00
Document Index: 91175335

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2901', 'art. 434', 'art. 2901', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 10673 del 03/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10673 del 03/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 03/05/2017, (ud. 09/03/2017, dep.03/05/2017), n. 10673
sul ricorso 10301/2016 proposto da:
SOCIETA’ AGRICOLA ROMAGNA DI B.A. & C SNC, in persona del
ROMA, PIAZZA MAZZINI 27, presso lo studio dell’avvocato GIOVAN
CANDIDO DI GIOIA, che la rappresenta e difende unitamente agli
avvocati MARIA GRAZIA BERARDI, FRANCESCO DAMIANI;
FLAMINIA, 133, presso lo studio dell’avvocato ALESSANDRO BERTI
ARNOALDI VELI, rappresentata e difesa dall’avvocato GIULIANO BERTI
ARNOALDI VELI;
avverso la sentenza n. 1620/2015 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
in parziale riforma della sentenza di primo grado, la Corte di Appello di Bologna, Sezione Specializzata Agraria ha dichiarato l’inefficacia, ex art. 2901 c.c., di un accordo (di cui alla scrittura privata datata 5.3.2007) modificativo del contratto di affitto agrario del 3.11.2006 intercorrente fra T.G. (concedente) e la società Agricola Romagna di B.A. e C. (affittuaria) e concernente terreni gravati da ipoteche in favore della Banca Monte dei Paschi di Siena s.p.a.;
esclusa la simulazione dell’accordo modificativo, la Corte ha tuttavia ritenuto che lo stesso determinasse un concreto pregiudizio per il creditore ipotecario e che sussistessero gli estremi della scientia damni anche a carico della società affittuaria;
ricorre per cassazione la Società Agricola Romagna di B.A. &amp; C. s.n.c., affidandosi a tre motivi.
risulta infondata l’eccezione di tardività del ricorso (sollevata dalla Banca intimata) in quanto la notifica al T. è stata sicuramente avviata entro il termine breve per l’impugnazione;
il primo motivo (che deduce la violazione degli artt. 112 e 434 c.p.c.) è inammissibile in quanto il ricorso non trascrive l’atto di appello in misura sufficiente a consentire a questa Corte di apprezzare – sulla base della sola lettura del ricorso medesimo – la dedotta mancanza delle indicazioni richieste dall’art. 434 c.p.c.;
il secondo e il terzo motivo (che denunciano entrambi la violazione dell’art. 2901 c.c.) sono parimenti inammissibili in quanto, senza individuare specifiche erronee affermazioni in iure da parte del giudice di appello, si risolvono nella sollecitazione ad un diverso apprezzamento di merito in punto di sussistenza degli elementi dell’eventus damni e della scientia damni;
trattandosi di controversia agraria, non trova applicazione il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater.
la Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso e condanna la ricorrente a rifondere alla controricorrente le spese di lite, liquidate in Euro 5.000,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 e agli accessori di legge.