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Timestamp: 2020-07-05 22:04:26+00:00
Document Index: 21087608

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Risultati ricerca per "benefici penitenziari"
benefici penitenziari | 25 Giugno 2019
È il giudice della cognizione ad accertare quale delle condotte oggetto di esame sia collocabile oltre il termine di entrata in vigore della disciplina “indulgenziale” e dunque quale frazione sanzionatoria sia riferibile ad esse.
(Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 27813/19; depositata il 24 giugno)
benefici penitenziari | 19 Novembre 2018
Alla Consulta il riconoscimento dei benefici penitenziari ai condannati per sequestro di persona attenuato dalla lieve entità
La Suprema Corte approfondisce una tematica sempre attuale: il bilanciamento tra i diritti dei detenuti, anche in rapporto alla finalità rieducativa della pena, e l’esigenza di tutelare la collettività dalla (potenziale) recidiva di comportamenti di particolare offensività.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 51877/18; depositata il 16 novembre)
benefici penitenziari | 31 Ottobre 2018
Continuazione del reato e mancato riconoscimento della sospensione condizionale della pena
Settant’anni e “non sentirli”…
Se sussistono più condotte delittuose, legate dal nesso della continuazione, di cui alcune integrate prima del compimento dei settant’anni, non trova applicazione il beneficio di cui all’art. 163, comma 3, c.p. (sospensione condizionale della pena): tutti i fatti devono essere stati realizzati dopo il raggiungimento del limite di età prescritto per legge.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 49700/18; depositata il 30 ottobre)
benefici penitenziari | 24 Ottobre 2018
Un’illegittima revoca della sospensione condizionale della pena
La revoca della sospensione condizionale della pena è consentita se i fatti oggetto di un successivo giudizio risultino commessi entro il quinquennio dal passaggio in giudicato della sentenza concedente il beneficio. Peraltro, non sono sindacabili ulteriori sentenze avvenute medio tempore che abbiano optato per una soluzione differente, riguardo la stabilità del beneficio, rispetto all’ultimo giudizio incorso.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 48276/18; depositata il 23 ottobre)
benefici penitenziari | 06 Settembre 2018
Nel caso in cui l’istante abbia subito tre condanne per distinti reati, quali sono gli accertamenti a cui è chiamato il giudice di merito nella valutazione della richiesta di revoca della sospensione condizionale della pena?
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 39946/18; depositata il 5 settembre)
In sede esecutiva non è possibile modificare la data del reato, accertata nel giudizio di cognizione con sentenza ormai definitiva, salvo che questa non indichi in modo preciso e ben definito il tempus commissi delicti e che sia rilevante ai fini della decisione, come nel caso di revoca dell’indulto.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 39943/18; depositata il 5 settembre)
benefici penitenziari | 24 Gennaio 2017
Condannati “pericolosi”: l’osservazione scientifica sulla personalità è presupposto essenziale per la concessione dei benefici penitenziari
La legge subordina la concessione dei benefici penitenziari, nel caso di condanna per una serie di delitti a sfondo sessuale, alla sussistenza di una osservazione scientifica sulla personalità del reo, osservazione che dovrebbe essere condotta collegialmente per almeno un anno (art. 4-bis, comma 1-quater, Legge n. 354/1975 sull’Ordinamento penitenziario).
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 3259/17; depositata il 23 gennaio)
benefici penitenziari | 14 Gennaio 2016
Collaboratore di giustizia in detenzione domiciliare: non ha diritto alla liberazione anticipata speciale
La liberazione anticipata speciale, a differenza di quella ordinaria, può essere riconosciuta e concessa ai detenuti soltanto in relazione ai periodi di espiazione della pena all’interno degli istituti carcerari.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n.987/16; depositata il 13 gennaio)
benefici penitenziari | 07 Aprile 2015
Liberazione anticipata speciale: possibile lo scioglimento del cumulo con i reati ostativi
Anche se la liberazione anticipata speciale “integrativa” (maggiorazione di 30 giorni, da 45 a 75, ai detenuti che abbiano ottenuto nel triennio pregresso la concessione della liberazione anticipata ordinaria), prevista dall’art. 4, comma 4, d.l. n. 146/2013 per i condannati ex art. 4-bis dell’ordinamento penitenziario, è stata eliminata, in sede di conversione, dalla l. n. 10/2014, in presenza di un titolo esecutivo che ricomprende plurimi reati, solo in parte rientranti nel catalogo dell’art. 4-bis, per l’accesso alla liberazione anticipata speciale si deve procedere allo scioglimento del cumulo per verificare se sia stata espiata la porzione di pena riferibile al reato preclusivo del beneficio e se, per la restante porzione di pena riguardante reati non ostativi, sussistano i presupposti per il riconoscimento dello stesso.
(Tribunale di Sorveglianza di Catania, ordinanza del 19 febbraio 2015)
benefici penitenziari | 02 Febbraio 2015
La norma del decreto legge, nella parte non riprodotta in sede di conversione, non rimane vigente, anche se favor rei
La giurisprudenza costituzionale e quella della Corte EDU costantemente escludono che in materia di benefici penitenziari in genere e di liberazione anticipata in particolare sia applicabile il principio della irretroattività della legge più sfavorevole; non si applicano, quindi, le disposizioni di cui agli artt. 2 c.p., 25 Cost. e 7 CEDU. L’art. 77 della Costituzione, al comma 3, prevede, inoltre, come «i decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti». Di contro, l’art. 15,comma 5. l. n. 400/1988, che prevede come «Le modifiche eventualmente apportate al decreto-legge in sede di conversione hanno efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della legge di conversione, salvo che quest'ultima non disponga diversamente. Esse sono elencate in allegato alla legge», fa sì che l’efficacia del decreto-legge non convertito che può farsi salva è circoscritta ai soli atti o rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti e non può in alcun modo essere estesa sino al riconoscimento di un diritto o di una aspettativa per comportamenti o situazioni precedenti quando la relativa domanda era ancora sub iudice al momento della conversione del decreto.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 4451/15; depositata il 30 gennaio)