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Timestamp: 2020-02-25 06:43:57+00:00
Document Index: 140177583

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 25', 'art. 13', 'art. 30', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 29', 'art. 2187', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1227', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Superamento due anni nel quinquennio - GrNet.it
Superamento due anni nel quinquennio
pippo19812014
Iscritto il: ven mag 02, 2014 2:19 pm
Messaggio da pippo19812014 » mer mag 28, 2014 1:51 pm
Buongiorno sono un 1Cm in spe dell'esercito.
mi servirebbe aiuto in quanto in caserma nessuno puo' o vuole darmi spiegazioni.
purtroppo a seguito di un incidente, occorsomi due anni fa, ho fatto molti mesi di convalescenza.
Ora sono tornato in servizio ma dopo alcuni mesi mi sono infortunato non gravemente ad un ginocchio mentre ero di guardia.
Alla cmo di competenza mi hanno accettato la causa di servizio e mi hanno dato 40 gg di convalescenza.
la mia domanda e': se dovessi superare i due anni mentre sono in infortunio senza un riconoscimento di inabilita', in quanto infortunio non grave, cosa succederebbe?
altro dubbio nei due anni si conteggiano solo l'aspettativa o anche i gg di convalescenza?
Messaggio da pietro17 » mer mag 28, 2014 3:19 pm
Se fai una ricerca nel forum dovresti trovare che tutte le assenze derivanti da evento traumatico non concorrono a formare i famosi due anni di assenza massima nel quinquennio.
Messaggio da antoniomlg » mer mag 28, 2014 9:41 pm
pippo19812014 ha scritto: Buongiorno sono un 1Cm in spe dell'esercito.
non avendoci spiegato le modalità dell'incidente di due anni fà, a seguito del quale ha fatto
molti mesi di convalescenza ( quanti molti?) non possiamo sapere se sei sul filo del rasoio oppure
oppure di una ragnatela.
comunque sia se quello che dici al secondo punto che a seguito del secondo infortunio mentre eri di guardia, ti è stata già accettata la causa di servizio da parte della cmo, stai tranquillo che tutti i giorni di assenza derivati da fatto traumatico in servizio non fanno cumulo per il conteggio dei due anni nel quinquennio.
per quanto riguarda al'ultimo punto pur facendo confusione (dove parli di aspettativa) , la risposta alla tua domanda generica è SI!
tutte le assenze comprese la convalescenza, riposo medico di base, ecc ecc fanno cumulo nei 2 anni del quinquennio.
Messaggio da panorama » gio mag 29, 2014 6:19 pm
collocamento in congedo categoria riserva per il superamento del periodo massimo di aspettativa di giorni 731 nel quinquennio
Quanto qui sotto pubblicato dovrebbe chiarirti le idee.
1) - Con motivi aggiunti notificati il 7/1/2014, il ricorrente, nel riferire che con decreto n. 2950 del 29/10/2009 veniva riconosciuta l’infermità dipendente da causa di servizio con esito -OMISSIS-, impugnava il sopravvenuto provvedimento con cui era annullato in sede di autotutela il precedente collocamento in congedo e adottato un nuovo provvedimento in merito con decorrenza 7/1/2008.
2) - il collocamento in congedo non terrebbe conto della pendenza dal 1999 di un procedimento finalizzato al riconoscimento di infermità dipendente da causa di servizio a seguito di un sinistro verificatosi a bordo di un automezzo militare;
IL TAR di Napoli scrive:
3) - Al riguardo va preliminarmente rilevato che, con decreto n. 456 del 7/11/2013, sono state annullate in autotutela le determinazioni in merito a vari periodi di aspettativa fruiti dal ricorrente (ivi compreso quello relativo al periodo dal 20/12/2007) nonché al collocamento in congedo, con contestuale rideterminazione dei periodi di aspettativa e della decorrenza della cessazione dal servizio.
4) - il collocamento in congedo non terrebbe conto del sopravvenuto riconoscimento della causa di servizio;
5) - a causa dell’incidente subito durante il servizio nel 1999, il ricorrente avrebbe patito continui aggravamenti che lo avrebbero costretto ad assentarsi dal servizio anche nelle annualità in contestazione;
Ricorso tutto Ok.
28/05/2014	201402928 Sentenza	7
N. 02928/2014 REG.PROV.COLL.
N. 06004/2008 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 6004 del 2008, integrato da motivi aggiunti, proposto da: -OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'avv. Luigi De Pascale, con domicilio eletto presso lo stesso in Napoli, viale A. Gramsci n. 19;
- Ministero della Difesa, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli, presso la stessa domiciliato per legge in Napoli, via Diaz n. 11;
- Direzione Generale del Personale Militare, II Reparto, 7^ Divisione Stato Giuridico e Avanzamento truppa in servizio permanente ed in ferma o rafferma, in persona del legale rappresentante p.t., non costituito;
- quanto al ricorso introduttivo: del decreto dirigenziale n. 209/2008 del 1/7/2008 recante collocamento in congedo nella categoria della riserva; nonché degli atti connessi ivi compresi i provvedimenti prot. n. 0002278 e n. 10 del 18/2/2008 concernenti l’aspettativa dal 20/12/2007 all’11/2/2008; con declaratoria del diritto del ricorrente alla permanenza in servizio ed alla retribuzione e conseguente condanna dell’amministrazione alla ricostruzione della carriera computando anche il periodo di illegittimo collocamento in congedo, con corresponsione della retribuzione spettante maggiorata di interessi e rivalutazione;
- quanto ai motivi aggiunti: del provvedimento DGPM n. 456 del 7/11/2013, recante l’annullamento del precedente decreto n. 209 del 1/7/2008 e dei provvedimenti di aspettativa, con collocamento in congedo categoria riserva per il superamento del periodo massimo di aspettativa di giorni 731 nel quinquennio; nonché degli atti connessi;
con declaratoria del diritto del ricorrente alla permanenza in servizio ed alla retribuzione e conseguente condanna dell’amministrazione alla ricostruzione della carriera computando anche il periodo di illegittimo collocamento in congedo, con corresponsione della retribuzione spettante maggiorata di interessi e rivalutazione;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 22 maggio 2014 il dott. Fabio Donadono e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Con ricorso notificato il 29/10/2008, -OMISSIS-, già caporal maggiore scelto VSP in servizio presso il Reparto Comando e Supporti Tattici “Friuli” di Bologna, propone l’impugnativa in epigrafe contro gli atti relativi al collocamento in congedo categoria riserva per il superamento del periodo massimo di aspettativa nel quinquennio con decorrenza 11/2/2008.
Con motivi aggiunti notificati il 7/1/2014, il ricorrente, nel riferire che con decreto n. 2950 del 29/10/2009 veniva riconosciuta l’infermità dipendente da causa di servizio con esito -OMISSIS-, impugnava il sopravvenuto provvedimento con cui era annullato in sede di autotutela il precedente collocamento in congedo e adottato un nuovo provvedimento in merito con decorrenza 7/1/2008.
Il Ministero della difesa si costituiva in giudizio.
1. Nel merito, con il ricorso introduttivo, si deduce che:
- nel calcolo del superamento del periodo massimo di aspettativa nel quinquennio, non risulterebbe scomputata dal periodo di aspettativa riferito al 2008, la licenza straordinaria di 45 giorni ex art. 15 della legge n. 599 del 1954 e art. 25 del d. lgs. n. 196 del 1995, nonché 4 giorni di licenza ordinaria;
- il collocamento in congedo non terrebbe conto della pendenza dal 1999 di un procedimento finalizzato al riconoscimento di infermità dipendente da causa di servizio a seguito di un sinistro verificatosi a bordo di un automezzo militare; i periodi di assenza del militare dovuti a ferite o lesioni riportate in servizio non andrebbero considerati ai fini del compimento del periodo massimo di aspettativa; la pronuncia sull’istanza di riconoscimento della causa di servizio costituirebbe presupposto necessario per la determinazione sul collocamento in congedo;
- ai sensi dell’art. 13 del d.P.R. n. 163 del 2002, l’aspettativa conseguente al giudizio di non idoneità parziale al servizio in attesa della pronuncia sul riconoscimento della causa di servizio non avrebbe limiti e non sarebbe quindi cumulabile con l’aspettativa ordinaria per infermità;
- mancherebbe la comunicazione di avvio del procedimento;
- mancherebbe una adeguata istruttoria;
- mancherebbe una congrua motivazione.
1.1. Al riguardo va preliminarmente rilevato che, con decreto n. 456 del 7/11/2013, sono state annullate in autotutela le determinazioni in merito a vari periodi di aspettativa fruiti dal ricorrente (ivi compreso quello relativo al periodo dal 20/12/2007) nonché al collocamento in congedo, con contestuale rideterminazione dei periodi di aspettativa e della decorrenza della cessazione dal servizio.
Ne consegue che le censure dedotte con il ricorso introduttivo risultano improcedibili per sopravvenuta carenza d’interesse.
2. Con i motivi aggiunti il ricorrente deduce che:
- il collocamento in congedo non terrebbe conto del sopravvenuto riconoscimento della causa di servizio;
- a causa dell’incidente subito durante il servizio nel 1999, il ricorrente avrebbe patito continui aggravamenti che lo avrebbero costretto ad assentarsi dal servizio anche nelle annualità in contestazione;
- non potrebbero rientrare nel computo del limite massimo di aspettativa nel quinquennio 2003-2008 i periodi di aspettativa fruiti per il riconoscimento della causa di servizio: infatti, ai sensi dell’art. 30, co. 3, del d.P.R. n. 170 del 2007, l’aspettativa, fino al riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell’infermità che ha causato la non idoneità, andrebbe disposta anche oltre il limite massimo previsto; ai sensi dell’art. 13 del d.P.R. n. 163 del 2002, l’aspettativa conseguente al giudizio di non idoneità parziale al servizio in attesa della pronuncia sul riconoscimento della causa di servizio non sarebbe quindi cumulabile con l’aspettativa ordinaria per infermità;
- al ricorrente non sarebbe stato consentito l’eventuale transito nel personale civile del Ministero della difesa, ai sensi dell’art. 14, co. 5, della legge n. 266 del 1999.
2.1. Il ricorrente è cessato dal servizio permanente per non aver acquistato l’idoneità fisica al servizio allo scadere del periodo massimo di aspettativa fruibile in un quinquennio, con collocamento in congedo nella riserva, ai sensi del combinato disposto degli artt. 25 e 30 del d. lgs. n. 196 del 1995, dell’art. 29 della legge n. 599 del 1954 e dell’art. 2187 del d. lgs. n. 66 del 2010.
A sostegno della determinazione sono stati conteggiati i periodi di aspettativa fruiti dal ricorrente per complessivi giorni 731, contestualmente corretti in sede di autotutela, sulla base della documentazione relativa ai giudizi all’epoca formulati sulla non idoneità temporanea al servizio militare per infermità non dipendenti da causa di servizio nei periodi dal 4/2/2003 al 15/4/2005, dal 19/7/2004 al 23/1/2005, dal 9 al 25/4/2005, dal 27/4 al 12/6/2005, dal 18 al 22/7/2005, dal 17 al 29/11/2005, dal 8 al 11/2/2007, dal 7/6 al 4/12/2007 e dal 20/12/2007 al 6/1/2008.
Orbene, secondo quanto allegato e dedotto dal ricorrente, l’infermità relativa ad esiti di -OMISSIS--OMISSIS- è stata riconosciuta dipendente da causa di servizio con decreto n. 2950 del 29/10/2009. Sennonché non risulta che il provvedimento impugnato abbia tenuto conto del sopravvenuto riconoscimento né risulta se e quali delle aspettative fruite dal ricorrente derivino da inidoneità al servizio dovuta ai postumi del pregresso trauma risalente al 1999.
La determinazione in esame si rivale pertanto illegittima sotto il profilo del difetto di motivazione che ne comporta l’annullamento, fatti salvi i conseguenti provvedimenti dell’autorità amministrativa.
2.2. La fondatezza della esaminata doglianza è assorbente rispetto alle ulteriori censure dedotte.
3. Va respinta ogni ulteriore pretesa avanzata dal ricorrente, la cui posizione resta ancora da definire all’esito delle nuove determinazioni da adottare.
4. Attese le peculiarità della vicenda e delle questioni sollevate, si ravvisano comunque giusti motivi per la compensazione delle spese di giudizio.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Settima) dichiara l’improcedibilità dell’impugnativa proposta con il ricorso introduttivo ed, in accoglimento per quanto di ragione dei motivi aggiunti, annulla il provvedimento DGPM n. 456 del 7/11/2013, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione, ogni altra domanda reietta.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 22 maggio 2014 con l'intervento dei magistrati:
Messaggio da pippo19812014 » ven mag 30, 2014 2:04 am
sinceramente non riesco a capire troppo linguaggio burocratico/legale
dice: impugnava il sopravvenuto provvedimento con cui era annullato in sede di autotutela il precedente collocamento in congedo
quindi si opponeva all annullamento del suo congedo?
Messaggio da pippo19812014 » ven mag 30, 2014 2:07 am
se sono in infortunio non posso essere congedato anche se supero i 730gg?
Messaggio da pippo19812014 » ven mag 30, 2014 2:15 am
vi spiego le modalita
incidente in moto nel 2011, certificati per 7 mesi
qualche altro certificato per malattie varie nel 2012 per circa un mese
qualche altro certificato per malattie varie nel 2013 per circa un mese
convalescenza per uso sostanze stupefacenti, 3 mesi nel 2013
sospensione per stesso motivo 4 mesi (non so se si conta) nel 2014
adesso 35 gg per infortunio durante guardia con causa di servizio riconosciuta
scusatemi ma faccio fatica a capire i testi dei ricorsi e cose del genere me li sono letti quasi tutti e ci ho capito ben poco.
Messaggio da vspultimo » ven mag 30, 2014 4:16 pm
Ciao collega un informazione per quanto riguarda l avanzamento hai avuto problemi????se potresti spiegarmi come funziona l iter dopo una sospensione grazie
Messaggio da pippo19812014 » dom giu 08, 2014 2:52 pm
certo per l avanzamento perdi i mesi di sospensione in piu se succede a cavallo dei due anni slitta tutto di un blocco.
Messaggio da aeronatica » dom lug 06, 2014 8:36 am
Fate molta attenzione al conteggio dell'aspettativa che vie effettuato molto spesso con superficialità inserendo nel computo anche giorni che non devono concorrere.
Consiglio di chiedere parere ad esperti se giunge notifica di atti dispositivi che collocano in aspettativa il personale...il conteggio dei giorni al 99% è sbagliato con vizio di legge.
Gli atti dispositivi errati conducono alla cessazione di servizio errata.
Messaggio da rocco61 » dom lug 06, 2014 2:03 pm
buongiorno Aeronatica. ho fatto istanza di scorporarmi i giorni che sono stato a disposizione CMO.
la mia amministrazione continua a contarmeli come aspettativa. che devo fare? posso avere un consiglio?
Messaggio da panorama » dom lug 06, 2014 3:14 pm
Ho rimandato nel pubblicare questa sentenza IMPORTANTE del Consiglio di Stato datata 28/11/2012 che ha dato ragione al collega V.Brig. ma la pubblico oggi per coloro che ne abbiano bisogno.
- per la riforma
quanto al ricorso n. 10457 del 2005:
della sentenza del T.a.r. Lazio – Roma - Sezione I Bis n. 08292/2005, resa tra le parti, concernente aspettativa d'ufficio per motivi sanitari; RESPINTO (Capo A)
- quanto al ricorso n. 8412 del 2007:
della sentenza del T.a.r. Lazio – Roma - Sezione I Bis n. 08037/2006, resa tra le parti, concernente collocamento in congedo con effetto immediato per aver superato il periodo di aspettativa per malattia non dipendente da causa di servizio. ACCOLTO (Capo B)
IL CONSIGLIO DI STATO AFFERMA:
1) - Quanto al congedo assoluto per superamento del periodo massimo di malattia – oggetto del secondo giudizio - l’appello è invece fondato.
2) - Non si può considerare il lungo lasso temporale intercorso tra il verbale di mancata sottoposizione a visita e la ripresa del servizio, quale assenza per “malattia”.
- La comunicazione, a mente della quale, in caso di mancata sottoposizione a visita, deve ritenersi persistente lo stato di inidoneità, avvalora infatti una presunzione di continuità dello stato di malattia che non ha fondamento alcuno dal punto di vista medico.
3) - Il periodo di malattia da computare nel periodo biennale è solo quello qualificato tale da certificazioni mediche contenenti l’indicazione di una patologia che impedisce lo svolgimento del servizio, nonchè i giorni necessari per la guarigione, id est, con riferimento al caso di specie, un periodo complessivo pari a giorni 35 (15 dati dal sanitario dell’ufficio e 20 dalla CMO).
Per completezza leggete il tutto qui sotto, mentre, per chi vuole sapere di più sulla sentenza T.A.R. Lazio – Roma - Sezione I Bis, n. 8037/2006 del 06/09/2006 basta andare sul sito del Tar.
28/11/2012 201206030 Sentenza 4
N. 06030/2012REG.PROV.COLL.
N. 10457/2005 REG.RIC.
N. 08412/2007 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 10457 del 2005, proposto da:
T. O., rappresentato e difeso dagli avv. Liliana Farronato, Anna Orlando, Stefano Mosillo, con domicilio eletto presso Stefano Mosillo in Roma, via Costabella N.26;
sul ricorso numero di registro generale 8412 del 2007, proposto da:
T. O., rappresentato e difeso dagli avv. Liliana Farronato, Stefano Mosillo, con domicilio eletto presso Liliana Farronato in Roma, via Costabella, 26;
della sentenza del T.a.r. Lazio – Roma - Sezione I Bis n. 08292/2005, resa tra le parti, concernente aspettativa d'ufficio per motivi sanitari;
quanto al ricorso n. 8412 del 2007:
della sentenza del T.a.r. Lazio – Roma - Sezione I Bis n. 08037/2006, resa tra le parti, concernente collocamento in congedo con effetto immediato per aver superato il periodo di aspettativa per malattia non dipendente da causa di servizio.
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 16 ottobre 2012 il Cons. Giulio Veltri e uditi per le parti gli avvocati Liliana Farronato e Carlo Maria Pisana, Avvocato dello Stato;
Il sig. T.., vicebrigadiere dei Carabinieri, il 2/4/2003 era colto da un malore durante il servizio. Rifiutava di sottoporsi a visita medico psichiatrica, ma ciò nonostante era temporaneamente giudicato non idoneo al servizio militare per “disturbo dell’umore con note di eccitamento e manifesta sospettosità” (venivano dati 15 gg. di licenza straordinaria “d’ufficio”) con obbligo di presentarsi, alla scadenza, al CMO di Roma.
Quest’ultima fissava la visita psichiatrica per il 5/5/2003, alla quale il sig. T.. si presentava, continuando tuttavia ad opporre un rifiuto in ordine alla concreta visita. La CMO, senza averlo sottoposto a visita refertava comunque “reattività ansiosa ambientale” con conseguente temporanea inidoneità per ulteriori giorni 20.
Il 27 maggio, riconvocato, non si presentava, e la CMO redigeva verbale di constatazione dell’assenza, senza effettuare alcuna diagnosi. Il successivo 30 maggio, gli uffici della CMO comunicavano che il sig. T.. era da considerare temporaneamente inidoneo sino a quando non si fosse sottoposto ad accertamenti.
Superato nel frattempo il limite massimo di 45 gg., l’amministrazione collocava il sig. T.. in aspettativa per motivi sanitari.
Tale ultimo provvedimento era gravato dinanzi al TAR Lazio
Nel frattempo il T.. si sottoponeva a visita medica presso la CMO (alla quale esibiva un’attestazione medica già rilasciata da struttura pubblica) e veniva giudicato idoneo alla ripresa del servizio.
Il TAR dichiarava improcedibile la domanda di annullamento (su dichiarazione dello stesso interessato, stimolata dal nuovo giudizio di idoneità e dall’avvenuta riammissione in servizio) e procedeva all’esame della connessa domanda risarcitoria; la rigettava evidenziando l’inoppugnabilità del provvedimento di collocamento in aspettativa, a motivo della mancata tempestiva impugnazione dei verbali e delle comunicazioni precedenti, considerati atti autonomamente lesivi.
Il sig. T.. proponeva appello domandando al contempo l’inibitoria dei provvisori effetti della sentenza gravata; domanda che veniva però respinta dalla Sezione.
Nelle more l’appellante accumulava ulteriori 65 gg di malattia così superando il periodo massimo di malattia nel biennio, ragion per cui l’amministrazione lo collocava in congedo.
Anche quest’ultimo provvedimento è stato impugnato per vizi derivati (non si sarebbero dovuti – secondo il ricorrente - computare i giorni di aspettativa oggetto di contenzioso) e per vizi autonomi (decorso il periodo massimo, sarebbe occorsa una ulteriore e specifica visita medica).
Il TAR Lazio ha respinto con sentenza breve, pure gravata.
Entrambi i giudizi sono stati assunti in decisione alla pubblica udienza del 16 ottobre 2012.
Ragioni di evidente connessione ne impongono in questa sede la trattazione congiunta.
A - L’originario appello, avverso il collocamento in aspettativa è infondato, con conseguente rigetto della domanda risarcitoria, sia pur per motivi in parte diversi da quelli indicati dal Giudice di prime cure.
Quest’ultimo, dopo aver dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse la domanda di annullamento, ha rigettato quella risarcitoria per assenza di illegittimità del provvedimento posto a base della fattispecie risarcitoria: in particolare, il Giudice di prime cure ha accertato in via incidentale la legittimità del provvedimento, non in relazione al quadro normativo o al corretto uso del potere, ma in ragione della mancata tempestiva impugnazione degli atti sanitari pregressi, considerati autonomamente lesivi.
L’appellante, in proposito, articola convincenti motivi di gravame imperniati sulla natura non provvedimentale degli accertamenti sanitari – eccezion fatta per quelli aventi ad oggetto un giudizio definitivo di inidoneità - e comunque, sull’assenza di una intelligibile ed immediata lesività tale da far sorgere un onere di immediata impugnazione. Insiste sulla domanda risarcitoria, ma omette di gravare il capo della sentenza che ha dichiarato improcedibile la domanda annullatoria, sul quale è quindi calato il giudicato.
Il giudicato sull’improcedibilità della domanda di annullamento non inibisce tuttavia lo scrutinio, in via incidentale, dell’illiceità del comportamento dell’amministrazione, del quale l’illegittimità dell’atto costituisce solo una componente.
Può quindi ancora accertarsi se il citato comportamento integri gli estremi dell’illecito aquiliano.
La risposta è affermativa. L’amministrazione ha collocato l’appellante in aspettativa per malattia senza averlo mai visitato, sulla base di una fictio per la quale, la mancata sottoposizione a visita equivale al perdurare dello stato di malattia. Trattasi invero di un episodio scolastico di sviamento di potere: anziché far valere la responsabilità disciplinare del dipendente per la mancata sottoposizione alla visita medica, lo si è sanzionato considerandolo inidoneo ad oltranza.
Sbaglia il giudice di primo grado laddove ritiene le sopradette valutazioni inibite dalla tardività dell’impugnazione, poichè la logica dell’autonomia della tutela risarcitoria, predicabile anche ante codice (Cfr. Adunanza Plenaria, 23.03.2011 n. 3) impone di non tener conto di profili attinenti all’ammissibilità e tempestività dell’azione demolitoria, diversamente finendosi per riproporre surrettiziamente la tesi della pregiudiziale, ormai espunta dall’ordinamento.
Se l’accertamento incidentale dell’illegittimità e l’indubbia sussistenza della colpa sono sufficienti ad integrare la fattispecie aquiliana, ciò non vale però ad assicurare il ristoro del danno che il danneggiato avrebbe potuto evitare utilizzando l’ordinaria diligenza, ex art. 1227 C.c.
L’amministrazione ha chiaramente manifestato, sin da subito l’intenzione di agire nel modo sopra stigmatizzato, ed il ricorrente, non solo non ha tempestivamente contestato la comunicazione, ma non si è prontamente sottoposto a visita nè ha ripreso il servizio, così concorrendo in modo assorbente alla produzione del danno (giova in proposito osservare che quando il ricorrente ha finalmente deciso di sottoporsi a visita, è stato giudicato idoneo).
B - Quanto al congedo assoluto per superamento del periodo massimo di malattia – oggetto del secondo giudizio - l’appello è invece fondato.
Non si può considerare il lungo lasso temporale intercorso tra il verbale di mancata sottoposizione a visita e la ripresa del servizio, quale assenza per “malattia”. La comunicazione, a mente della quale, in caso di mancata sottoposizione a visita, deve ritenersi persistente lo stato di inidoneità, avvalora infatti una presunzione di continuità dello stato di malattia che non ha fondamento alcuno dal punto di vista medico.
Il periodo di malattia da computare nel periodo biennale è solo quello qualificato tale da certificazioni mediche contenenti l’indicazione di una patologia che impedisce lo svolgimento del servizio, nonchè i giorni necessari per la guarigione, id est, con riferimento al caso di specie, un periodo complessivo pari a giorni 35 (15 dati dal sanitario dell’ufficio e 20 dalla CMO).
Tanto è sufficiente ad accogliere l’appello, con conseguente annullamento del provvedimento di congedo.
Per completezza si osserva che non è invece condivisibile la diversa censura, basata sulla necessità di un ulteriore accertamento clinico successivo al decorso del periodo massimo. Sul punto non può che richiamarsi la giurisprudenza della Sezione, secondo la quale il provvedimento di cessazione dal servizio dei militari, adottato al termine del biennio di aspettativa per motivi di salute non dipendenti da causa di servizio, ha natura assolutamente vincolata, tanto che i suoi effetti si producono in modo automatico al compimento del periodo massimo di aspettativa, sicchè l'Amministrazione non deve effettuare un ulteriore accertamento clinico delle condizioni di salute del militare (in termini, Sez. IV, 18 gennaio 2011, n. 354).
In relazione all’esito dei giudizi, le spese possono essere compensate.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) definitivamente pronunciando sull’appello avverso la sentenza T.A.R.. Lazio – Roma - Sezione I Bis n. 08292/2005, lo respinge, con le precisazioni di cui in premessa;
definitivamente decidendo sull’appello avverso la sentenza T.A.R. Lazio – Roma - Sezione I Bis, n. 08037/2006, lo accoglie e, per l’effetto, in riforma della sentenza gravata, annulla il collocamento in congedo per superamento del periodo massimo di aspettativa per malattia (provv. n. 132/4693-89-L-2001 del 4/10/2005).
Messaggio da panorama » ven ott 17, 2014 9:01 am
16/10/2014 201402552 Sentenza 2
Messaggio da panorama » mer set 19, 2018 8:43 pm
Messaggio da panorama » sab feb 15, 2020 12:51 pm