Source: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/2819019
Timestamp: 2020-02-22 10:56:54+00:00
Document Index: 41788752

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 26', 'art. 90', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 10']

Autorizzazione n. 6/2013 - Autorizzazione al trattamento dei dati... - Garante Privacy
Authorisation No 6/2013 Concerning Processing of Sensitive Data by Private Detectives [3026179]
Autorizzazione n 7/2013 - Autorizzazione al trattamento dei dati giudiziari da parte di privati, di enti pubblici economici e di soggetti pubblici [2819064]
[doc. web n. 2819019]
Autorizzazione n. 6/2013 - Autorizzazione al trattamento dei dati sensibili da parte degli investigatori privati
Visto il comma 4, lett. c), del medesimo art. 26, il quale stabilisce che i dati sensibili possono essere oggetto di trattamento anche senza consenso, previa autorizzazione del Garante, quando il trattamento medesimo è necessario per svolgere una investigazione difensiva ai sensi della legge 7 dicembre 2000, n. 397 o, comunque, per far valere o difendere in sede giudiziaria un diritto, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento, e che, quando i dati siano idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale dell´interessato il diritto sia di rango pari a quello dell´interessato, ovvero consista in un diritto della personalità o in altri diritti o libertà fondamentali;
Considerato che il Garante ha rilasciato un´autorizzazione di ordine generale relativa ai dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale (n. 2/2013), anche in riferimento alle predette finalità di ordine giudiziario;
Considerato che numerosi trattamenti aventi tali finalità sono effettuati con l´ausilio di investigatori privati, e che è pertanto opportuno integrare anche le prescrizioni dell´autorizzazione n. 2/2013 mediante un ulteriore provvedimento di ordine generale che tenga conto dello specifico contesto dell´investigazione privata, anche al fine di armonizzare le prescrizioni da impartire alla categoria;
Considerato che ulteriori misure ed accorgimenti sono state prescritti dal Garante con il codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali effettuati per svolgere investigazioni difensive emanato ai sensi dell´art. 12 del Codice (deliberazione del Garante n. 60 del 6 novembre 2008, in G.U. 24 novembre 2008, n. 275);
a) nell´ambito dei rapporti di lavoro (autorizzazione n. 1/2013);
Fermi restando gli obblighi previsti dagli artt. 11 e 14 del Codice, nonché dagli artt. 31 e seguenti del Codice e dall´Allegato B) al medesimo Codice, il trattamento dei dati sensibili deve essere effettuato unicamente con operazioni, nonché con logiche e mediante forme di organizzazione dei dati strettamente indispensabili in rapporto alle finalità di cui al punto 2).
Nel caso in cui i dati siano raccolti presso terzi, è necessario informare l´interessato e acquisire il suo consenso scritto (art. 13, commi 1, 4 e 5 e art. 26, comma 4, del Codice), solo se i dati sono trattati per un periodo superiore a quello strettamente necessario per esercitare il diritto in sede giudiziaria o per svolgere le investigazioni difensive, oppure se i dati sono utilizzati per ulteriori finalità non incompatibili con quelle precedentemente perseguite.
L´investigatore privato deve eseguire personalmente l´incarico ricevuto e non può avvalersi di altri investigatori non indicati nominativamente all´atto del conferimento dell´incarico, oppure successivamente in calce a esso qualora tale possibilità sia stata prevista nell´atto di incarico.
Nel caso in cui si avvalga di collaboratori interni designati quali responsabili o incaricati del trattamento in conformità a quanto previsto dagli artt. 29 e 30 del Codice, l´investigatore privato deve vigilare con cadenza almeno settimanale sulla puntuale osservanza delle norme di legge e delle istruzioni impartite. Tali soggetti possono avere accesso ai soli dati strettamente pertinenti alla collaborazione ad essi richiesta.
Per quanto non previsto nella presente autorizzazione, il trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale deve essere effettuato nel rispetto delle ulteriori prescrizioni contenute nell´autorizzazione generale n. 2/2013 e, per ciò che riguarda le informazioni relative ai dati genetici, nel rispetto dell´autorizzazione adottata ai sensi dell´art. 90 del Codice.
Il trattamento dei dati deve inoltre rispettare le prescrizioni del codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali effettuati per svolgere investigazioni difensive emanato ai sensi dell´art. 12 del Codice (deliberazione del Garante n. 60 del 6 novembre 2008, in G.U. 24 novembre 2008, n. 275).
Nel quadro del rispetto dell´obbligo previsto dall´art. 11, comma 1, lett. e), del Codice i dati sensibili possono essere conservati per un periodo non superiore a quello strettamente necessario per eseguire l´incarico ricevuto.
Una volta conclusa la specifica attività investigativa, il trattamento deve cessare in ogni sua forma, fatta eccezione per l´immediata comunicazione al difensore o al soggetto che ha conferito l´incarico i quali possono consentire, anche in sede di mandato, l´eventuale conservazione temporanea di materiale strettamente personale dei soggetti che hanno curato l´attività svolta, ai soli fini dell´eventuale dimostrazione della liceità e correttezza del proprio operato. Se è stato contestato il trattamento il difensore o il soggetto che ha conferito l´incarico possono anche fornire all´investigatore il materiale necessario per dimostrare la liceità e correttezza del proprio operato, per il tempo a ciò strettamente necessario.
La sola pendenza del procedimento al quale l´investigazione è collegata, ovvero il passaggio ad altre fasi di giudizio in attesa della formazione del giudicato, non costituiscono, di per se stessi, una giustificazione valida per la conservazione dei dati da parte dell´investigatore privato.
I dati idonei a rivelare lo stato di salute possono essere comunicati alle autorità competenti solo se ciò è necessario per finalità di prevenzione, accertamento o repressione dei reati, con l´osservanza delle norme che regolano la materia.
a) dagli artt. 4 (impianti e apparecchiature per finalità di controllo a distanza dei lavoratori) e 8 (indagini sulle opinioni del lavoratore o su altri fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell´attitudine professionale) della legge 20 maggio 1970, n. 300 e dall´art. 10 (indagini sulle opinioni del lavoratore e trattamenti discriminatori) del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276;
Restano fermi, in particolare, gli obblighi previsti in tema di liceità e di correttezza nell´uso di strumenti o apparecchiature che permettono la raccolta di informazioni anche sonore o visive, ovvero in tema di accesso a banche dati o di cognizione del contenuto della corrispondenza e di comunicazioni o conversazioni telefoniche, telematiche o tra soggetti presenti.