Source: http://neldiritto.it/appgiurisprudenza.asp?id=14948
Timestamp: 2018-02-21 17:00:29+00:00
Document Index: 110863040

Matched Legal Cases: ['art. 2947', 'art. 2947', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 2947', 'art. 2947', 'art. 2947', 'art. 2947']

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - ORDINANZA 5 luglio 2017, n.16481
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CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - ORDINANZA 5 luglio 2017, n.16481MASSIMA
Il diritto al risarcimento del danno derivante da reato è soggetto al più lungo termine prescrizionale, previsto dall’art. 2947, comma terzo, c.c., sia quando il risarcimento sia domandato dalla vittima del reato, sia quando sia richiesto da persone che, pur avendo risentito danno in conseguenza del fatto reato, non siano titolari dell’interesse protetto dalla norma incriminatrice.
Nel 2006 il Ministero della Difesa convenne dinanzi al Giudice di pace di Sessa Aurunca L.L. e la INA Assitalia s.p.a., esponendo che:
(-) il proprio dipendente D.S.E. l’(...) era rimasto coinvolto in un sinistro stradale, che gli procurò lesioni personali;
(-) il sinistro andava ascritto a responsabilità di L.L. , che lo aveva provocato alla guida di un veicolo assicurato contro i rischi della r.c.a. dalla società Assitalia s.p.a.;
Per quanto ancora rileva in questa sede, il Tribunale ritenne che il danno di cui il Ministero chiese il risarcimento era derivato dalla circolazione di veicoli, ed il relativo credito risarcitorio fosse perciò soggetto al termine di prescrizione biennale, ai sensi dell’art. 2947, comma secondo, c.c..
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - ORDINANZA 5 luglio 2017, n.16481 - Pres. Spirito – est. Rossetti
1.1. Con l’unico motivo di ricorso, il ricorrente sostiene che la sentenza impugnata sarebbe affetta da un vizio di violazione di legge, ai sensi dell’art. 360, n. 3, c.p.c.. È denunciata, in particolare, la violazione dell’art. 2947 c.c..
Deduce, al riguardo, che il Tribunale erroneamente ha applicato il termine di prescrizione biennale. Infatti, poiché il sinistro aveva provocato lesioni personali a D.S.E. , sussistevano gli estremi del delitto di lesioni colpose, e di conseguenza al credito risarcitorio del Ministero si sarebbe dovuto applicare il più lungo termine di prescrizione previsto per tale reato, ai sensi dell’art. 2947, comma terzo, c.c., a nulla rilevando che il risarcimento fosse invocato da soggetto diverso dalla vittima primaria.
Questa estensione giova a qualunque persona abbia patito danno in conseguenza del reato, a nulla rilevando che ne sia stata vittima diretta od indiretta, né se chi domanda il risarcimento sia il titolare dell’interesse protetto dalla norma incriminatrice.
L’art. 2947, comma terzo, c.c., infatti, estende il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno aquiliano non già per il fatto che la domanda di risarcimento sia proposta dalla vittima diretta del reato, ma per il fatto che la condotta causativa del danno abbia integrato gli estremi del reato.
'il diritto al risarcimento del danno derivante da reato è soggetto al più lungo termine prescrizionale, previsto dall’art. 2947, comma terzo, c.c., sia quando il risarcimento sia domandato dalla vittima del reato, sia quando sia richiesto da persone che, pur avendo risentito danno in conseguenza del fatto reato, non siano titolari dell’interesse protetto dalla norma incriminatrice'.