Source: https://directory.toplegal.it/la-nuova-direttiva-ue-in-materia-di-pacchetti-turistici/
Timestamp: 2019-09-18 07:59:17+00:00
Document Index: 45635801

Matched Legal Cases: ['art. 195', 'art. 13', 'art. 43', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 15', 'art. 14']

LA NUOVA DIRETTIVA UE IN MATERIA DI PACCHETTI TURISTICI - TopLegal Directory
Il settore del turismo, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona nel 2007, ha trovato esplicito riconoscimento nel diritto primario europeo. L’art. 195 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) stabilisce, infatti, che “l’Unione completa l’azione degli Stati membri nel settore del turismo, in particolare promuovendo la competitività delle imprese dell’Unione in tale settore”. Tra gli obiettivi perseguiti in tale campo vi è sicuramente quello di favorire la cooperazione tra Stati membri, in particolare attraverso lo scambio delle buone pratiche.
La Direttiva introduce e disciplina una nuova figura negoziale, distinta dai pacchetti turistici, ossia quella dei “servizi turistici collegati”, consistenti nella vendita di almeno due servizi turistici principali con la conclusione di contratti distinti con i singoli fornitori dei servizi attraverso l’intervento di un professionista. Al fine di garantire una concorrenza leale e la protezione dei viaggiatori, è previsto l’obbligo di informare i viaggiatori che non stanno acquistando un pacchetto turistico, e di fornire prove sufficienti della sussistenza di garanzie a fronte dei rimborsi delle somme versate e del rimpatrio in caso d’insolvenza.
Esaminando il capo IV della Direttiva, intitolato “Esecuzione del contratto di pacchetto turistico”, l’art. 13. 1 della Direttiva 2015/2302 attribuisce all’organizzatore la responsabilità per la corretta esecuzione dei servizi compresi nel pacchetto, rimettendo ai legislatori nazionali la facoltà di introdurre un’eventuale responsabilità solidale del venditore. Si ricordi che già oggi, ai sensi dell’art. 43 del Codice del Turismo, l’organizzatore o l’intermediario che si avvale di altri prestatori di servizi é comunque tenuto a risarcire il danno sofferto dal turista, salvo il diritto di rivalersi nei loro confronti.
Innovativo è il successivo art. 13.7 che introduce a carico dell’organizzatore uno specifico obbligo di assistenza nel caso in cui si verifichi l’impossibilità di proseguire il viaggio e di rimpatriare il viaggiatore per circostanze inevitabili e straordinarie, ponendo a suo carico i costi di alloggio del viaggiatore per un periodo non superiore a tre notti. L’art. 17, invece, sulla falsariga di quanto già previsto nella Direttiva del 1990, prevede che gli organizzatori di pacchetti turistici forniscano una garanzia per il rimborso di tutte le somme pagate dai viaggiatori nella misura in cui i servizi pertinenti non siano eseguiti a causa del loro stato di insolvenza. Ove i servizi includano il trasporto passeggeri, la garanzia deve prevedere anche il rimpatrio dei viaggiatori. La garanzia deve coprire i costiragionevolmente prevedibili, vale a dire “gli importi dei pagamenti effettuati da o per conto dei viaggiatori in relazione a pacchetti, tenendo conto della durata del periodo compreso tra gli acconti e il saldo finale e del completamento dei pacchetti, nonché del costo stimato per i rimpatri in caso di insolvenza dell’organizzatore” (art. 17.2).
Rispetto alla disciplina precedente, il legislatore europeo ha rimosso il riferimento alla necessità di dimostrare di disporre di sufficienti garanzie, Limitandosi a disporre che “gli Stati membri provvedono affinché i professionisti che agevolano servizi turistici collegati forniscano una garanzia per il rimborso di tutti i pagamenti che ricevano dai viaggiatori” (art. 19). Ai viaggiatori deve essere inoltre sempre essere concessa la possibilità di contattare l’organizzatore tramite il venditore (art. 15), che ha l’onere di inoltrare i messaggi ricevuti senza ritardi. La stessa norma dispone inoltre che “ai fini del rispetto dei termini o dei periodi di prescrizione, la data in cui il venditore riceve messaggi, richieste o reclami di cui al primo comma è considerata data di ricezione anche per l’organizzatore”.
Anche la nuova Direttiva, così come la precedente, prevede deilimiti risarcitori per i danni, diversi da quella alla persona, derivanti dall’inadempimento o dalla inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del servizio tutto compreso. Tuttavia la Direttiva del 2015 dispone che gli Stati membri, nella misura in cui convenzioni internazionali non vincolanti l’Unione Europea limitano l’indennizzo dovuto da un fornitore di servizi, hanno facoltà applicare tale limitazione purché non sia inferiore al triplo del prezzo totale del pacchetto. Rispetto invece alle convenzioni internazionali che vincolano l’Unione Europea non sembrano esservi margini di discrezionalità per gli Stati membri: l’art. 14.4 della Direttiva prevede, infatti, che “all’organizzatore si applicano le stesse limitazioni”.