Source: https://studiocominottocantoni.it/it/articoli-approfondimento/previdenziale/inps/142-gestione-separata-inps-2015.html
Timestamp: 2019-04-22 15:11:41+00:00
Document Index: 72046235

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art. 46', 'art. 51', 'art. 50', 'art. 34', 'art. 2', 'art. 53', 'art. 55', 'art. 51', 'art. 53', 'art. 5', 'art. 54', 'art. 50']

Con successive disposizioni di legge sono stati assicurati alla Gestione Separata anche:
Le aliquote di finanziamento della Gestione Separata sono quelle che vengono applicate al reddito imponibile ai fini previdenziali, determinando l'importo del contributo dovuto per una data prestazione lavorativa.
La Finanziaria 2007 ha introdotto una notevole semplificazione riducendo a due le aliquote per tutte le categorie di soggetti iscrivibili alla Gestione Separata e per qualunque livello di reddito, ovviamente fino a concorrenza del massimale vigente nell'anno; pertanto, ai fini pensionistici, è prevista oggi l'applicazione di:
un'aliquota piena, per tutti i soggetti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria e non pensionati;
un'aliquota ridotta per tutti i soggetti già iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria o già titolari di pensione (diretta o indiretta).
L’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.147 (legge di stabilità 2014), ai commi 491 e 744, ha modificato le aliquote contributive per la gestione separata già previste per il 2014 sulla scorta del combinato disposto dell’articolo 2, comma 57, della legge 28 giugno 2012, n. 92 e dell’art. 46 bis, comma 1, lett. g) del Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.
Infatti, il comma 491 del citato articolo 1 ha disposto che per i soggetti iscritti alla gestione separata, già assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie o titolari di pensione, l’aliquota contributiva e di computo per l’anno 2014 sia elevata al 22 per cento, mentre il successivo comma 744 ha previsto che per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (liberi professionisti), iscritti in via esclusiva alla gestione separata, per l’anno 2015 l’aliquota contributiva rimane fissata al 27 per cento.
Per tutti gli altri soggetti iscritti in via esclusiva alla gestione separata, invece, rimane immodificata la disposizione del già citato art. 46 bis, comma 1, lett. g) della legge n.134/2012, che ha previsto che l’aliquota contributiva e di computo venga elevata al 30 per cento. Rientrano in questa tipologia tutti gli iscritti alla gestione separata diversi dai liberi professionisti e per i quali l’obbligo contributivo è in capo ad un soggetto terzo (associati in partecipazione, venditori porta a porta, borsisti, etc.).
Le aliquote dovute per la contribuzione alla Gestione separata nell’anno 2015 e le relative aliquote di computo sono complessivamente fissate come segue:
(27,00% IVS + 0,72
(30,00% IVS + 0,72
Si rammenta che il versamento dei contributi deve essere eseguito dal titolare del rapporto contributivo (committente o associante) entro il giorno 16 del mese successivo a quello di corresponsione del compenso, mediante il modello F24 telematico.
Si rammenta, inoltre, che per i professionisti iscritti alla Gestione separata l’onere contributivo è tutto a carico dei soggetti stessi ed il versamento dei contributi deve essere eseguito, tramite il modello F24 telematico, alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi (es. saldo 2014, primo acconto 2015 e secondo acconto 2015).
Compensi corrisposti ai collaboratori entro il 12 gennaio dell’anno successivo
Le predette aliquote del 27,72 e del 23,50 per cento, sono applicabili, con i criteri sopra esposti, facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione separata fino al raggiungimento del massimale di reddito previsto dall’articolo 2, comma 18, della legge n. 335/1995, che per l’anno 2015 è pari a euro 100.324,00.
L’art. 51 del TUIR dispone che le somme corrisposte entro il 12 del mese di gennaio si considerano percepite nel periodo di imposta precedente (c.d. principio di cassa allargato).
Consegue che il versamento dei contributi in favore dei collaboratori – di cui all’art. 50, comma 1, lett. c-bis, i cui compensi, ai sensi dell’art. 34 della legge 21 novembre 2000, n. 342 sono assimilati a redditi da lavoro dipendente- è riferito a prestazioni effettuate entro il 31 dicembre 2014 e pertanto devono essere applicate le aliquote contributive previste per l’anno di imposta 2014 (22 per cento per i titolari di pensione e per chi è già assoggettato ad altra previdenza obbligatoria e 28,72 per cento per coloro che sono privi da altra previdenza obbligatoria).
Coerentemente col principio di cassa, cui la Gestione è ispirata, i contributi vengono accreditati nell'estratto conto del lavoratore nell'anno in cui sono stati pagati i compensi cui si riferiscono, indipendentemente da quando essi sono maturati (ovvero indipendentemente da quando si è svolta l'attività lavorativa).
L'accredito viene riconosciuto per mesi di copertura.
se nell'anno si consegue un reddito almeno pari a quello minimale, sul quale quindi viene versata la relativa contribuzione, si ha diritto alla copertura contributiva completa di 12 mesi; in caso contrario i mesi di copertura sono contratti in proporzione ed accreditati a decorrere dal mese di gennaio, indipendentemente dal mese o dai mesi dell'anno in cui i compensi vengono percepiti. Solo per il primo anno di iscrizione alla Gestione Separata, l'accredito contributivo decorre dal mese di iscrizione.
Naturalmente, ai fini del calcolo dei 12 mesi di copertura, data la diversità di aliquote cui si può essere soggetti nell'anno a seconda della propria situazione contributiva (v. aliquote di finanziamento ), non esiste un contributo minimo fisso e uguale per tutti ma solo un reddito minimo di riferimento su cui calcolarlo.
La copertura contributiva si determina, arrotondando sempre per difetto, con il seguente calcolo:
mesi di copertura contributiva = importo versato: (contributo dovuto sul minimale / 12) (non vanno considerate le cifre decimali, quindi, ad es., i valori 3,1 e 3,9 daranno luogo sempre e solo a 3 mesi di copertura contributiva)
Per quanto concerne l’accredito dei contributi, basato sul minimale di reddito di cui all’articolo 1, comma 3, della legge n. 233/1990, si comunica che per l’anno 2015 detto minimale è pari ad euro 15.548,00.
Conseguentemente, gli iscritti per i quali è applicata l’aliquota del 23,50 per cento, avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di euro 3.653,78, gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota del 27,72 per cento avranno l’accredito con un contributo annuale pari a € 4.309,91 (di cui € 4.197,96 ai fini pensionistici), mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota del 30,72 per cento avranno l’accredito con un contributo annuale pari a € 4.776,35 (di cui € 4.664,40 ai fini pensionistici).
GESTIONE SEPARATA PER PROFESSIONISTI SENZA CASSA DI PREVIDENZA
La L. 335/95 (art. 2, c. 26) ha previsto l’iscrizione alla Gestione Separata dei liberi professionisti titolari di Partita Iva, così come definiti ai sensi dell’art. 53, c. 1 del TUIR.
Si possono quindi esaminare alcuni requisiti identificativi:
1.contenuto artistico o professionale dell’attività di lavoro autonomo, secondo la definizione data dal TUIR;
2.autonomia del lavoro: l’attività deve essere svolta senza vincoli di subordinazione, decidendo autonomamente tempi, modalità e mezzi necessari per l’esecuzione;
3.abitualità e professionalità del lavoro: questa condizione si ritiene realizzata quando il soggetto pone in essere una pluralità di atti coordinati e finalizzati ad un risultato, soprattutto se svolti nei confronti di una pluralità di soggetti. Non occorre che tale attività sia esclusiva né prevalente, basta solo che sia abituale;
4.natura non di impresa: l’attività di lavoro autonomo si caratterizza per la personalità della prestazione e per la prevalenza del fattore “lavoro” sul capitale, mentre nell’attività condotta sotto forma di impresa prevale il fattore “organizzazione” delle risorse produttive (beni, servizi e risorse umane). Si consideri comunque che ai fini fiscali (e quindi anche previdenziali) non si considera esercizio di arte e professione lo svolgimento delle attività elencate nell’art. 55 del TUIR (ex art. 51 – Redditi d’impresa). Viceversa sono sicuramente da inquadrare nel lavoro autonomo le attività protette da appositi albi professionali o che comunque richiedono un titolo abilitante per il loro esercizio;
5.esercizio in forma associata, mediante la riunione di persone fisiche in associazioni senza personalità giuridica. Tale possibilità è espressamente prevista dall’art. 53, c. 1 del TUIR: ai fini fiscali tali associazioni sono equiparate alle società semplici (art. 5, c. 3, lett. c del TUIR) e ciascun professionista dichiara singolarmente la propria quota di partecipazione sul modello unico.
La base imponibile previdenziale è pari all’imponibile fiscale, così come risulta dalla dichiarazione dei redditi e dagli accertamenti definitivi : è quindi definita per differenza fra i compensi percepiti e le spese di gestione, secondo i criteri previsti dall’art. 54 del TUIR (ex art. 50).
agli ascendenti dell’artista o professionista ovvero della società o associazione non sono più deducibili dal reddito complessivo. Ne consegue che tali compensi non costituiscono neanche più reddito imponibile per i percettori. Venendo a mancare l’imponibile fiscale, essi sono quindi esclusi dalla contribuzione alla Gestione Separata.
E' interamente a carico del professionista, che tuttavia ha facoltà di addebitare al cliente in fattura, a titolo di rivalsa, un’aliquota pari al 4% dei compensi lordi.
L'esercizio di tale facoltà ha rilevanza solo nei rapporti fra il professionista ed il cliente ed è del tutto ininfluente ai fini del versamento alla Gestione Separata, poiché a quest'ultimo dovrà provvedere sempre e comunque il professionista e per l'intero importo.
16 giugno dell’anno successivo all’anno di competenza (es. 16 giugno 2015 per l’anno di competenza 2014) per il versamento del saldo 2014 e del primo acconto 2015, pari al 40% dell’importo dovuto sui redditi risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno precedente (base imponibile previdenziale anno 2014) e dagli accertamenti definitivi;
30 novembre per il versamento del secondo acconto 2015, di importo pari al primo (40%).
Legge 335/95;
D.M. 166/96;
Circolari INPS 201/96 – 83/97 – 72/98 – 78/99;
Circolare INPS numero 27 del 5-02-2015;
Circolare INPS numero 58 del 11-03-2015;