Source: http://ww2.gazzettaamministrativa.it/opencms/opencms/_gazzetta_amministrativa/_aree_tematiche/sett_i_proamm_tuel_rqpist/2014/
Timestamp: 2018-12-14 13:47:40+00:00
Document Index: 149269131

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 73', 'sentenza ', 'art. 105', 'sentenza ', 'art. 73', 'art. 92', 'art. 26', 'art. 30', 'art. 1227', 'art. 1227', 'art. 116', 'art. 45', 'art. 116', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 25', 'art. 11', 'art. 1']

domenica 21 dicembre 2014 12:17
Il TAR Puglia, Lecce con sentenza del 18 dicembre ha accolto parzialmente il ricorso proposto da un componente monocratico dell'OIV di un Comune contro il provvedimento di revoca dell'incarico.La sentenza è interessante sotto tre profili. Il primo profilo riguarda la giurisdizione in quanto il giudice ha rigettato l'eccezione di difetto di giurisdizione formulata dal Comune rilevando che "alle controversie relative ai funzionari onorari non si applicano le norme sul pubblico impiego, sicché la giurisdizione va ripartita tra giudice ordinario e giudice amministrativo in conseguenza della natura della posizione giuridica fatta valere in giudizio, attribuendosi al primo le cause aventi ad oggetto i diritti soggettivi e al secondo quelle riguardanti gli interessi legittimi (Cass. Sez. Un. Civili , 07 luglio 2011, n. 14954). Il componente monocratico dell’organismo di valutazione ex art. 14 d.lgs. n. 150/2009 è riconducibile alla figura del funzionario onorario (Cons. St., V, ord. n. 3897/2014): la posizione giuridica fatta valere dall’interessato che aspira alla nomina o, come nel caso di specie, si oppone alla revoca ha la consistenza di interesse legittimo (arg. in base a Cons. St., V, sentenza n. 6692/2012).".Il secondo profilo analizzato nella sentenza riguarda le corrette modalità di revoca dell'incarico in questione.L'art. 10 della Delibera Anac n. 12/2013 prevede espressamente che: “L’eventuale revoca dell’incarico prima della scadenza deve essere adeguatamente motivata e preceduta dal parere della Commissione”) .Su tale presupposto il TAR ha ritenuto illegittima la revoca sia per l'omessa previa acquisizione del suddetto preventivo parere dell’ANAC nonché per la mancanza dell'invio della comunicazione di avvio del procedimento richiesta dall’art. 7 L. n. 241/1990.Il terzo profilo che si segnala riguarda invece "il preteso danno all’immagine" che il TAR ha ritenuto non risarcibile sia perché la revoca è stata pubblicata sul sito del comune in adempimento di un obbligo di trasparenza imposto dalla L. n. 33/2013 sia perché il ricorrente non ha provato le conseguenze dannose derivategli da tale pubblicazione.Per approfondire scarica la sentenza cliccando su Accedi al Provvedimento".
domenica 14 dicembre 2014 11:33
venerdì 12 dicembre 2014 13:34
Amministrazione Trasparente: on line la Scheda Standard per la predisposizione della Relazione Annuale. Pubblicazione nella sottosezione “Altri contenuti – Corruzione" entro il 31 dicembre 2014
L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha pubblicato la scheda standard che i Responsabili della prevenzione della corruzione sono tenuti a compilare per la predisposizione della Relazione prevista dall’art. 1, comma 14, della legge n. 190/2012 e dal Piano Nazionale Anticorruzione (paragrafo 3.1.1., p.30) sull’efficacia delle misure di prevenzione definite dai Piani triennali di prevenzione della corruzione.La Relazione dovrà essere pubblicata esclusivamente sul sito istituzionale di ogni ente, entro il 31 dicembre 2014, nella sezione Amministrazione trasparente, sottosezione “Altri contenuti – Corruzione" con lo stesso formato rilasciato dall’Autorità e non scannerizzato, in modo da permettere all’Autorità l’elaborazione dei dati.La Relazione, ai sensi dell’art. 1, comma 14, della legge n. 190 del 2012, è atto proprio del Responsabile della prevenzione della corruzione e non richiede né l’approvazione né altre forme di intervento degli organi di indirizzo dell’amministrazione di appartenenza.Qualora all’interno dell’ente manchi temporaneamente, per qualunque motivo, il Responsabile della prevenzione della corruzione, la Relazione dovrà essere comunque predisposta e pubblicata a cura dell’organo competente all’adozione del Piano triennale di prevenzione della corruzione che, come previsto dall’art. 1, comma 8, della legge n. 190/2012 è l’organo di indirizzo politico. Per maggiori informazioni cliccare su "Accedi al provvedimento".
venerdì 5 dicembre 2014 20:57
MIUR: in Gazzetta Ufficiale il Calendario delle festivita' e degli esami per l'anno 2014/2015
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti dell'ordinanza del Ministero dell'istruzione
È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 283 del 5 dicembre 2014 l'ordinanza 6 agosto 2014 del Ministero dell'istruzione, dell'Università e della Ricerca recante " Calendario delle festivita' e degli esami per l'anno 2014/2015."Per scaricare l'ordinanza cliccare su "Accedi al Provvedimento".
venerdì 5 dicembre 2014 20:27
Processo amministrativo: va annullata la sentenza di primo grado se a fondamento è stata posta una questione rilevata d'ufficio senza previa indicazione in udienza o assegnazione di un termine per controdedurre
Il porre a fondamento della sentenza di primo grado una questione rilevata d'ufficio senza previa indicazione in udienza o assegnazione di un termine per controdedurre al riguardo costituisce violazione del diritto di difesa − anche rilevabile d'ufficio ai sensi dell'art. 73 comma 3 Cod. proc. amm. −, pertanto, il giudice d'appello deve annullare la sentenza e rimettere la causa al giudice di primo grado ai sensi dell'art. 105 comma 1 stesso codice (Cons. St., Sez. V, 24 luglio 2013, n. 3957).
Il porre a fondamento della sentenza di primo grado una questione rilevata d'ufficio senza previa indicazione in udienza o assegnazione di un termine per controdedurre al riguardo costituisce violazione del diritto di difesa − anche rilevabile d'ufficio ai sensi dell'art. 73 comma 3 Cod. proc. amm. ... Continua a leggere
venerdì 5 dicembre 2014 19:01
Nel processo amministrativo il giudice ha ampi poteri discrezionali in ordine al riconoscimento, sul piano equitativo, dei giusti motivi per far luogo alla compensazione delle spese giudiziali, ovvero per escluderla sulla base del criterio equitativo, potendo a tal fine valutare ogni elemento utile, senza peraltro essere tenuto ad indicare specificamente le ragioni della decisione presa (Consiglio di Stato, sez. V, 23 giugno 2014, n. 3131), con il solo limite, in pratica, che non può condannare alle spese la parte risultata vittoriosa in giudizio, o disporre statuizioni abnormi.La pronuncia inerente alle spese processuali risulta, quindi, censurabile solo se le spese sono state poste, totalmente o parzialmente, a carico della parte vittoriosa mentre, viceversa, la valutazione di merito sulla compensazione delle spese non è sindacabile per difetto di motivazione (Consiglio di Stato, sez. VI, 6 dicembre 2013, n. 5861).I giusti motivi, in base ai quali il giudice amministrativo dispone la compensazione tra le parti in causa delle spese del giudizio in deroga al criterio generale della soccombenza, ai sensi dell'art. 92 c.p.c., richiamato dall'art. 26 c.p.a., anche se non puntualmente specificati, possono quindi essere desumibili dal contesto della decisione (Consiglio di Stato, sez. III, 14 luglio 2014, n. 3682).
venerdì 5 dicembre 2014 18:54
La regola della non risarcibilità dei danni evitabili con l'impugnazione del provvedimento e con la diligente utilizzazione degli altri strumenti di tutela previsti dall'ordinamento, oggi sancita dall'art. 30, comma 3, del c.p.a., è infatti ricognitiva di principi già evincibili alla stregua di un'interpretazione evolutiva del capoverso dell'art. 1227 del c.c., sicché, pur non sussistendo una pregiudizialità di rito già nel quadro normativo anteriore all'entrata in vigore del codice del processo amministrativo, deve (e doveva) ravvisarsi immanente nell'ordinamento il principio che la mancata impugnazione del provvedimento amministrativo costituisce un comportamento contrario a buona fede, qualora sia accertato che una tempestiva reazione avrebbe evitato o mitigato il danno (Consiglio di Stato, sez. VI, 21 maggio 2014, n. 2610).La mancata tempestiva impugnazione di un provvedimento amministrativo impedisce infatti di considerare illecita la condotta della Pubblica Amministrazione e di conseguire il risarcimento del danno derivante da quel medesimo atto, con la conseguenza che l'applicazione del principio della “pregiudiziale amministrativa” non comporta una preclusione di ordine processuale all'esame nel merito della domanda risarcitoria, ma determina un esito negativo nel merito dell'azione, perché la domanda di risarcimento del danno derivante da provvedimento non, o tardivamente, ovvero inammissibilmente, impugnato è ammissibile ma infondata nel merito, in quanto la mancata corretta impugnazione dell'atto fonte del danno consente a tale atto di operare in modo precettivo (dettando la regola del caso concreto, autorizzando la produzione dei relativi effetti e imponendone l'osservanza ai consociati), così impedendo che il danno possa essere considerato ingiusto o illecita la condotta tenuta dalla P.A. in esecuzione dell'atto in oppugnato (Consiglio di Stato, sez. IV, 31 marzo 2009, n. 1917).Nel caso di specie non può ritenersi che la posizione del ricorrente fosse di diritto soggettivo e comunque l'omessa rituale proposizione del ricorso per l'annullamento del provvedimento lesivo (a causa del tardivo deposito della copia del ricorso notificata) denota una condotta che, nell'ambito di una valutazione complessiva del comportamento delle parti in causa, autorizza il giudice ad escludere il risarcimento, in quanto la ammissibile proposizione del ricorso per l'annullamento dell'atto lesivo avrebbe potuto evitare i danni da quest'ultimo derivanti.Non deve essere quindi risarcito il danno che l’attuale appellante non avrebbe subito se avesse serbato il comportamento collaborativo cui era tenuto, secondo correttezza; ciò con la precisazione che la giurisprudenza più recente ha adottato un'interpretazione estensiva ed evolutiva del comma 2 dell'art. 1227 del c.c., secondo cui il creditore è gravato non soltanto da un obbligo negativo (astenersi dall'aggravare il danno), ma anche da un obbligo positivo (tenere quelle condotte, anche positive, esigibili, utili e possibili, rivolte ad evitare o ridurre il danno).
venerdì 5 dicembre 2014 18:14
Nel caso del c.d. rito dell’accesso, disciplinato dall’art. 116 c.p.a., opera la dimidiazione di tutti i termini processuali, prevista per la generalità dei riti camerali dal comma 3 dell’articolo 87 del c.p.a. (con la sola eccezione del termine per la notificazione del ricorso di primo grado).La dimidiazione in questione concerne anche il termine per il deposito del ricorso, il quale resta fissato, nell’ottica acceleratoria del processo, in soli 15 giorni dall’avvenuta notifica ( e cioè nella metà del termine previsto dall’art. 45 c.p.a. in via generale per il deposito in trenta giorni e che la disposizione medesima qualifica come perentorio).Sul punto è concorde la giurisprudenza di questo Consiglio (cfr. Cons. St. sez. VI, n. 1403 del 12 marzo 2012; n. 2516 del 2 maggio 2012 – in tema specifico di accesso – e in via generale per i procedimenti in camera di consiglio sez. V, n. 6074 del 18 dicembre 2013; n. 5246 del 31 ottobre 2013).
Nel caso del c.d. rito dell’accesso, disciplinato dall’art. 116 c.p.a., opera la dimidiazione di tutti i termini processuali, prevista per la generalità dei riti camerali dal comma 3 dell’articolo 87 del c.p.a. (con la sola eccezione del termine per la notificazione del ricorso di primo grado).La d ... Continua a leggere
venerdì 5 dicembre 2014 17:54
mercoledì 3 dicembre 2014 16:48
lunedì 24 novembre 2014 23:40
Accesso ai documenti: l’esigenza della tutela della riservatezza dei lavoratori che hanno reso dichiarazioni in sede ispettiva nella giurisprudenza del Consiglio di Stato
La Sesta Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza in esame ha confermato l'indirizzo (Cons. Stato, Sez. VI, n. 863 del 2014), secondo cui cui l’esigenza della tutela della riservatezza dei lavoratori che hanno reso dichiarazioni in sede ispettiva:a) assume una particolare rilevanza “volta sia a prevenire eventuali ritorsioni o indebite pressioni da parte del datore di lavoro, sia a preservare, in un contesto più ampio, l’interesse generale ad un compiuto controllo della regolare gestione dei rapporti di lavoro”;b) ciò alla luce della normativa costituzionale ed europea (art. 4, 32 e 36 Cost. e art. 8 CEDU), nonché in base all’art. 8 dello Statuto dei lavoratori (legge n. 300 del 1970), per cui si deve ritenere “in via generale prevalente, se non assorbente, la tutela apprestata dall'ordinamento alle esigenze di riservatezza delle suddette dichiarazioni, contenenti dati sensibili la cui divulgazione potrebbe comportare, nei confronti dei lavoratori, azioni discriminatorie o indebite pressioni”;c) non essendo peraltro l’ostensione dei detti documenti indispensabile per curare o difendere gli interessi giuridicamente rilevanti dei datori di lavoro, considerato che la compiuta conoscenza dei fatti e delle allegazioni loro contestati risulta di norma assicurata dal verbale di accertamento relativo alle dette dichiarazioni, ferma la possibilità, in ultima istanza, di ottenere accertamenti istruttori in giudizio;d) costituendo “la prevalenza del diritto alla riservatezza dei lavoratori che hanno reso le dichiarazioni rispetto alla tutela garantita dall’art. 24, comma 7, della legge n. 241 del 1990…un principio generale che, come tale, opera a prescindere dalla circostanza che l’istante sia o meno il datore di lavoro dei soggetti che hanno reso le dichiarazioni”.Per approfondire leggere la sentenza cliccando su "Accedi al Provvedimento".
La Sesta Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza in esame ha confermato l'indirizzo (Cons. Stato, Sez. VI, n. 863 del 2014), secondo cui cui l’esigenza della tutela della riservatezza dei lavoratori che hanno reso dichiarazioni in sede ispettiva:a) assume una particolare rilevanza “volta sia ... Continua a leggere
lunedì 24 novembre 2014 22:46
Notizia da Il Quotidiano della P.A.
Nonostante le grandi parate del portiere Romani, i magistrati capitanati dal giudice Rotondo hanno travolto la compagine amaranto della Gazzetta Amministrativa. Il capitano Michetti dichiara: "Oggi i giudici erano troppo forti!...".
sabato 22 novembre 2014 15:41
Città metropolitane: la legge Delrio non introduce deroghe al regime delle incompatibilità e inconferibilità di cui al d.lgs. n. 39/2013
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti dell'Orientamento ANAC n.70/2014
La legge 7 aprile 2014, n. 56, nella parte in cui definisce il sistema delle città metropolitane e ridefinisce il sistema delle province e detta disposizioni in materia di funzionamento e organizzazione di tali enti, non introduce alcuna deroga al regime delle incompatibilità e inconferibilità di cui al d.lgs. n. 39/2013.Ad integrazione dell’orientamento n. 7/2014.
La legge 7 aprile 2014, n. 56, nella parte in cui definisce il sistema delle città metropolitane e ridefinisce il sistema delle province e detta disposizioni in materia di funzionamento e organizzazione di tali enti, non introduce alcuna deroga al regime delle incompatibilità e inconferibilità di c ... Continua a leggere
sabato 22 novembre 2014 15:36
Anticorruzione: niente incompatibilità e inconferibilità per i consiglieri di municipalità
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti dell'orientamento ANAC n.69/2014
Le cause di incompatibilità e inconferibilità di cui al d.lgs. n. 39 del 2013 sono tassative e non sono applicabili ai consiglieri di municipalità, anche con riferimento ai consiglieri di municipalità di Roma Capitale. Questo il contenuto dell'orientamento n. 69/2014 adottato dall'Autorità Nazionale Anticorruzione.
Le cause di incompatibilità e inconferibilità di cui al d.lgs. n. 39 del 2013 sono tassative e non sono applicabili ai consiglieri di municipalità, anche con riferimento ai consiglieri di municipalità di Roma Capitale. Questo il contenuto dell'orientamento n. 69/2014 adottato dall'Autorità Nazio ... Continua a leggere
venerdì 14 novembre 2014 22:47
Amministrazione Trasparente: in Gazzetta Ufficiale gli schemi e le modalita' per la pubblicazione su internet dei dati relativi alle entrate e alla spesa dei bilanci preventivi e consuntivi e dell'indicatore annuale di tempestivita' dei pagamenti delle P.A.
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del DPCM pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 265 del 14.11.2014
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 265 del 14.11.2014 il Decreto del Presidente del Consiglio del Ministri del 22 settembre 2014 che si compone di 11 articoli ed un allegato recante "Definizione degli schemi e delle modalita' per la pubblicazione su internet dei dati relativi alle entrate e alla spesa dei bilanci preventivi e consuntivi e dell'indicatore annuale di tempestivita' dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni." Per scaricare il DPCM cliccare su "Accedi al Provvedimento".
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 265 del 14.11.2014 il Decreto del Presidente del Consiglio del Ministri del 22 settembre 2014 che si compone di 11 articoli ed un allegato recante "Definizione degli schemi e delle modalita' per la pubblicazione su internet dei dati relativi alle entr ... Continua a leggere
In attuazione dell'art. 1, comma 92 della legge Delrio n. 56/2014 è stato registrato alla Corte dei Conti il 24 ottobre 2014 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Per scaricare il DPCM cliccare su "Accedi al Provvedimento".
mercoledì 12 novembre 2014 11:13
Sblocca Italia: in Gazzetta Ufficiale la legge di conversione n. 164/2014
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del testo del decreto legge n. 133/2014 coordinato con la legge di conversione n. 164/2014 in G.U. n. 262 del 11.11.2014
Entra in vigore oggi la legge 11 novembre 2014, n. 164 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, recante misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attivita' produttive. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 262 del 11.11.2014 è stata pubblicata sia la legge n. 164/2014 che il testo del decreto legge coordinato con la legge di conversione. Per scaricare il testo coordinato cliccare su "Accedi al provvedimento"
Entra in vigore oggi la legge 11 novembre 2014, n. 164 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, recante misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, ... Continua a leggere
martedì 11 novembre 2014 20:49
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti delle Linee guida editoriali e modelli di provvedimento A.N.AC.
Al fine di realizzare una maggiore omogeneità degli atti emanati dall’Autorità, nella considerazione che la semplificazione e la standardizzazione degli stessi è uno degli elementi che compongono un’organizzazione strutturata e coerente che attua, anche nella forma, trasparenza nei procedimenti, sono state adottate dall'Autorità Anticorruzione le Linee guida editoriali degli atti dell’Autorità ed i modelli attuativi dei provvedimenti di competenza dell’ANAC, con particolare riguardo alle diverse tipologie sanzionatorie. Sono, altresì, stati adottati i modelli concernenti le determinazioni e le deliberazioni.L’applicazione delle regole linguistiche e di modelli standard, precisa l'A.N.AC. nel comunicato diramato dal Presidente Cantone, rappresenta un tassello contributivo, con riferimento agli atti emanati dall’Autorità, per l’applicazione dei principi espressi nel Codice dell’amministrazione digitale (d. lgs. 7/03/2005 n. 82 e s.m.i.), nella normativa anticorruzione (l. 6/11/2012 n. 190), e in quella riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni (d. lgs. 14/03/2013 n. 33).Per scaricare i modelli e le linee guida cliccare su "Accedi al Provvedimento".
Al fine di realizzare una maggiore omogeneità degli atti emanati dall’Autorità, nella considerazione che la semplificazione e la standardizzazione degli stessi è uno degli elementi che compongono un’organizzazione strutturata e coerente che attua, anche nella forma, trasparenza nei procedimenti, ... Continua a leggere
martedì 11 novembre 2014 20:39
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della testo del decreto legge n. 132/2014 coordinato con la legge di conversione la legge n. 162/2014 in G.U. n. 261 del 10.11.2014
È disponibile cliccando su "Accedi al Provvedimento" il testo del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132 coordinato con la legge di conversione 10 novembre 2014, recante: «Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile.» coordinato con la legge di conversione 10 novembre 2014, n. 162 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile.»
È disponibile cliccando su "Accedi al Provvedimento" il testo del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132 coordinato con la legge di conversione 10 novembre 2014, recante: «Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civil ... Continua a leggere
martedì 11 novembre 2014 20:30
Processo civile: in Gazzetta Ufficiale la legge di conversione n. 162/2014 del decreto legge n. 132/2014 sulle misure di "degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile"
segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della la legge di conversione n. 162/2014 pubblicata in G.U. n. 261 del 10.11.2014
È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 261 del 10.11.2014 la legge 10 novembre 2014, n. 162 di Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, recante misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile. Per scaricare la legge di conversione che entra in vigore oggi 11.11.2014 cliccare su "Accedi al Provvedimento".
È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 261 del 10.11.2014 la legge 10 novembre 2014, n. 162 di Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, recante misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato i ... Continua a leggere
martedì 11 novembre 2014 15:21
È pacifico in giurisprudenza che “in materia di sanzioni amministrative vige il principio di legalità, secondo cui (art. 1 della legge n.689 del 1981) nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione” ed anche a voler interpretare in maniera restrittiva, come generalmente riconosciuto, l'art. 25 Cost., nel senso che esso si riferisca alle sole norme penali, “ciò non toglie che per le sanzioni amministrative debba pur sempre valere il generale canone di irretroattività posto dall'art. 11 disp. prel. cod. civ.” (cfr. Cons. di Stato, V, 15.7.2013, n. 3847 e nello stesso senso Cons. di Stato, V, 11.04.2013, n. 1973).
È pacifico in giurisprudenza che “in materia di sanzioni amministrative vige il principio di legalità, secondo cui (art. 1 della legge n.689 del 1981) nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della viola ... Continua a leggere
martedì 11 novembre 2014 13:22
Incompatibilità dei membri di Organi collegiali: l'obbligo di astensione per incompatibilità è espressione del principio generale di imparzialità e di trasparenza al quale ogni Pubblica amministrazione deve conformare la propria immagine, prima ancora che la propria azione
Ai fini della sussistenza in capo al soggetto membro di un organo collegiale dell'obbligo di astensione per incompatibilità è sufficiente che il medesimo sia portatore di interessi personali anche soltanto potenzialmente confliggenti o divergenti rispetto all'interesse generale affidato alle cure dell'organo di appartenenza, risultando ininfluente che, nel corso del procedimento, il detto organo abbia proceduto in modo imparziale ovvero che non sussista prova del condizionamento eventualmente subito in sede di adozione delle proprie determinazioni dalla partecipazione di soggetti portatori di interessi personali diversi, atteso che l'obbligo di astensione per incompatibilità è espressione del principio generale di imparzialità e di trasparenza al quale ogni Pubblica amministrazione deve conformare la propria immagine, prima ancora che la propria azione (Cons. St., Sez. V, 12 giugno 2009, n. 3744).
Ai fini della sussistenza in capo al soggetto membro di un organo collegiale dell'obbligo di astensione per incompatibilità è sufficiente che il medesimo sia portatore di interessi personali anche soltanto potenzialmente confliggenti o divergenti rispetto all'interesse generale affidato alle cure d ... Continua a leggere