Source: https://www.nicolavitopoliseno.com/2011/
Timestamp: 2020-08-05 16:47:59+00:00
Document Index: 109808210

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 38', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 373', 'sentenza ', 'art. 373', 'sentenza ', 'art. 373']

2011 ~ Avv. Nicolavito Poliseno - Studio Legale e Tributario in Bari
l’incidenza dell’auto di grossa cilindrata nel redditometro
Corte di Cassazione n.27545 del 19.12.2011
L’auto di grossa cilindrata e la proprietà di quote legittimano l’accertamento sintetico se il contribuente non fornisce la prova contraria. In tema di accertamento delle imposte sui redditi e con riguardo alla rettifica, con metodo sintetico, del reddito complessivo delle persone fisiche, è legittima l'applicazione agli anni anteriori dei coefficienti presuntivi di reddito adottati ai sensi dell'art. 1 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, posto che, rimanendo sul piano dell'accertamento e delle prove, l'applicabilità dei cosiddetti redditometri contenuti in decreti ministeriali emanati successivamente al periodo d'imposta da verificare deve ritenersi insita nell'art. 38 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600. Grava sul contribuente che contesti l'applicazione di tali coefficienti l'onere di dimostrare in concreto che il proprio reddito effettivo è diverso ed inferiore a quello scaturente dalle presunzioni adottate dall'ufficio.
Etichette: redditometro, Sentenze
La mancata indicazione del responsabile del procedimento rende nulla l’ipoteca
CTP BARI N. 106/7/11
E’ illegittimo il provvedimento di iscrizione ipotecaria privo dell’indicazione del responsabile del procedimento.
Difatti, secondo il Collegio barese, l’Agente della riscossione è tenuto ad applicare le norme sul procedimento amministrativo nell’emettere i relativi atti e deve pertanto indicare il responsabile del procedimento, con la conseguenza che il provvedimento privo di detto requisito deve reputarsi inequivocabilmente illegittimo.
Inoltre, il rispetto di tale requisito, previsto dall’art. 7 della legge 212/2000, assolve anche la funzione di individuare il soggetto persona fisica alla quale il debitore, o il coobbligato, può muovere i propri rilievi e nei confronti della quale esperire, eventualmente, le azioni civili (risarcitorie) o penali (abuso d’ufficio).
Etichette: commissione provinciale, CTP, ipoteca
IRAP - Piccoli professionisti - Organizzazione modesta o minimale - Prelievo - Sussiste
CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 27 settembre 2011, n. 19688
Il libero professionista deve pagare l’rap anche se la sua organizzazione è di modesta entità. Secondo i Giudici di via Cavour “i contribuenti sono dei liberi professionisti, che perciò operano con autonoma organizzazione, e quindi non in maniera subordinata o di collaborazione, né saltuaria od occasionale, bensì con struttura propria, ancorché di modesta entità, tale da costituire la base reale dell'imposizione specifica, e ciò anche prescindendo dal reddito finale”.
La CTR. osservava che non era dato riscontrare la presenza di un'autonoma organizzazione nei confronti dea professionisti di che trattasi, posto che invece si trattava di attività svolta con un assetto organizzativo di rilievo minimale, che quindi non consentiva di ravvisare gli elementi sufficienti per farne scaturire la tassazione, anche perché "l'elemento organizzativo di regola non e riscontrabile nell'attività di lavoro autonomo" .
L'assunto non e esatto, se si considera che in realtà per l'Irap è necessaria la presenza di una struttura che costituisca un di più rispetto agli elementi minimi richiesti per l'esercizio dell'attività professionale, la quale, in mancanza di essi, costituisce l'unico dato che e fonte del reddito derivatone. Ciò posto, tuttavia va osservato che in tema dì IRAP l'applicazione dell'imposta è esclusa soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata. Infatti il requisito dell'autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente:
b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l'"id quod pierumque accidit", il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza dell'organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui. Costituisce onere del contribuente, che chieda il rimborso dell'imposta assentamente non dovuta, dare la prova dell'assenza delle predette condizioni, e che tuttavia non era stato assolto nel caso in esame dai B. (Cfr. anche Sent. n. 3673 del 2007).
Sospensione della esecuzione della sentenza di appello
COMMISSIONE TRIBVUTARIA REGIONALE BARI - Ordinanza 20 giugno 2011, n. 27
- che l’istituto della inibitoria di cui all’art. 373 c.p.c. è direttamente applicabile nel processo tributario in forza dell’interpretazione costituzionalmente orientata, di cui alla ordinanza della Corte Costituzionale 17 giugno 2010, n. 217;
che pertanto, secondo la Corte, nel processo tributario sono applicabili le “eccezioni” costituita dalla sospendibilità della sentenza d’appello in presenza di ricorso per Cassazione;
- che, da ciò, discende l’immediata applicabilità dell’istituto di cui all’art. 373 c.p.c.
Tanto premesso, preso atto:
- del certificato attestante il ricorso proposto in Cassazione, depositato in giudizio;
- che, è in corso un’esecuzione coattiva (pignoramento presso terzi delle somme in denaro);
- che sussiste danno grave ed irreparabile derivante dall’esecuzione del pignoramento.
Sospende l’esecuzione della sentenza n. 22/7/2010, depositata in data 16/02/2010, del giudice di appello, ai sensi dell’art. 373 c.p.c. e per l’effetto l’esecuzione del pignoramento presso terzi.