Source: https://www.comune.ancona.gov.it/ankonline/sui/tag/scia/
Timestamp: 2019-02-20 17:14:48+00:00
Document Index: 154688718

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art.  10', 'art.  76', 'art. 5', 'art.  3', 'art.   8', 'art.  8', 'art.  17', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 12', 'in fine', 'art. 38', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 31', 'art. 19', 'art.  2', 'art.\n483', 'art. 19', 'art.  20', 'art. 117', 'art.  8', 'art. 29', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 29']

scia | Sportello Unico Integrato
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Edilizia Modulistica Unificata 2017
I moduli unificati e standardizzati, approvati con accordo in Conferenza Unificata il 4 maggio 2017, relativi alle attività edilizie sono i seguenti:
(modulo – in formato .word)
(modulo completo – in formato .word)
Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) alternativa al permesso di costruire
Comunicazione di inizio lavori (CIL) per opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee
Soggetti coinvolti – allegato comune a CILA, SCIA e CIL
La Regione Marche con DGR n.670 del 20.06.2017, in ottemperanza a quanto stabilito con l’accordo tra il Governo, le Regioni e gli Enti Locali in sede di Conferenza Unificata del 04.05.2017, pubblicata sul Supplemento Ordinario n.26 della G.U. n.128 del 05.06.2017, che ha sancito un accordo in base al quale sono stati adottati i moduli unificati e standardizzati in materia di attività edilizia, ha adeguato, in relazione alle normative regionali, i contenuti informativi dei moduli.
La modulistica per i titoli abilitativi edilizi, già adottata con precedenti accordi, viene adeguata alle novità introdotte dai decreti legislativi n. 126 e n. 222 del 2016.
Tutto quello che non può più essere richiesto a cittadini e imprese
Non possono più essere richiesti certificati, atti e documenti che la pubblica amministrazione già possiede (per esempio i precedenti titoli abilitativi edilizi, gli atti di proprietà, la visura catastale e il DURC), ma solo gli elementi che consentano all’amministrazione di acquisirli o di effettuare i relativi controlli, anche a campione (articolo 18, legge n. 241 del 1990).
Non è più richiesta la presentazione delle autorizzazioni, segnalazioni e comunicazioni preliminari all’avvio dell’attività. Ci pensa lo sportello unico del Comune ad acquisirle: è sufficiente presentare una domanda (CILA o SCIA più autorizzazioni)o le altre segnalazioni/comunicazioni in allegato alla SCIA unica (CILA e SCIA più altre segnalazioni o comunicazioni). In questo modo l’Italia si adegua al principio europeo secondo cui “l’amministrazione chiede una volta sola” (“Once only”).
Le amministrazioni comunali, alle quali sono rivolte domande, segnalazioni e comunicazioni, hanno l’obbligo di pubblicare sul loro sito istituzionale entro e non oltre il 30 giugno 2017 i moduli unificati e standardizzati, adottati con il presente accordo e adattati, ove necessario, dalle Regioni alle specifiche normative regionali entro il 20 giugno 2017 (con le modalità previste dall’art. 1). L’obbligo di pubblicazione della modulistica è assolto, naturalmente, anche attraverso il rinvio alle piattaforme sulle quali è disponibile la modulistica informatizzata. La mancata pubblicazione dei moduli e delle informazioni indicate sopra entro il 30 giugno costituisce illecito disciplinare punibile con la sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da tre giorni a sei mesi (articolo 2, comma 5, decreto legislativo n. 126 del 2016).
Per i dati che devono essere specificati a livello locale quali ad esempio gli oneri e diritti o per le autorizzazioni per le quali ancora non è stata adottata la modulistica a livello nazionale, le amministrazioni devono pubblicare comunque l’elenco delle informazioni, dei dati e delle eventuali attestazioni richieste a corredo della domanda, della segnalazione o della comunicazione.
E’, comunque, vietato chiedere ai cittadini e alle imprese documenti diversi da quelli indicati nella modulistica e pubblicati sul sito istituzionale. In particolare:
è vietata la richiesta di informazioni, documenti ulteriori diversi o aggiuntivi, rispetto a quelli indicati nella modulistica unica standardizzata adottata con il presente accordo o comunque pubblicati sul sito. Le richieste di integrazione documentale sono limitate ai soli casi in cui non vi sia corrispondenza tra il contenuto dell’istanza, della segnalazione, della comunicazione e quanto pubblicato sui siti istituzionali. (articolo 2, comma 4, decreto legislativo n. 126 del 2016)
è vietato richiedere documenti o informazioni in possesso della stessa o di altre pubbliche amministrazioni (art. 2, comma 4, decreto legislativo n. 126 del 2016).
La richiesta di informazioni e documenti non corrispondenti a quelli pubblicati sul sito istituzionale costituisce illecito disciplinare punibile con la sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da tre giorni a sei mesi (art. 2 comma 5, decreto legislativo n. 126 del 2016).
Il Decreto legislativo 20 novembre 2016, n. 222
IMPORTANTE! dal 11/12/2016
Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124
2016_0222_allegato_A
IL PORTALE PER L’INVIO TELEMATICO NON COMPILA LA MODULISTICA AUTOMATICAMENTE
SCARICARE LA MODULISTICA (dedere sotto)
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SE NECESSARIO INVIARE PROCURA (non serve la procura nel caso si avvia il procedimento a proprio nome)
ANDARE SU “NUOVA PRATICA”, E’ POSSIBILE UTILIZZARE LA RICERCA TESTUALE SCRIVENDO PARTE DEL PROCEDIMENTO CHE SI DEVE RICERCARE
SELEZIONARE LA TIPOLOGIA DI PRATICA CHE SI VUOLE INVIARE (andare con il mouse a destra)
COMPILARE IL BREVE “FORM” RICHIESTO
SALVARE E CONTINUARE ALLEGANDO NELLA “CARTELLA” DOCUMENTAZIONE I FILE CREATI PRECEDENTEMENTE
INVIARE I FILE
ANDARE SU PRATICHE INVIATE E CLICCARE IN SUCCESSIONE 2 VOLTE PER ENTRARE ALL’INTERNO DELLA PRATICA INVIATA
ANDARE SU DOCUMENTAZIONE-TUTTI I DOCUMENTI E SE SI HA LA NECESSITA’ SCARICARE LA RICEVUTA
PROCURA 2018 privacy
MODULISTICA UNIFICATA NAZIONALE
(VAI ALLA PAGINA DEDICATA)
TARI (clicca qui per le informazioni sulla TARI)
(TARI-Denuncia-utenze-non-domestiche)
Regolamento e Modulistica Acustica
Imprenditori agricoli – vendita al dettaglio in locali aperti al pubblico
imprenditore-agricolo
DEHORS (spazio di ristoro all’aperto)
ModDomandaDehors
ModelloRichiestaRinnovo
Vanno inviati esclusivamente tramite portale web
Somministrazione alimenti e bevande e comunicazioni
sab_criteri-_consiglio
sab-4-domanda-autorizzazione-21022013
sab-5-scia-per-subentro-21022013
sab-6-scia-bar-interni_11072013_nuova
piccoli-trattenimenti-musicali
comunicazioni-relative-a-sospensione-attivita
SCIA – VENDITA TOELETTATURA ADDESTRAMENTO ALLEVAMENTO CUSTODIA DI ANIMALI DA COMPAGNIA
SCIA attività di tintolavanderie
SCIA TATUATORI -1
Regolamento Reg_tatuaggio e piercing
quadro aggiornato delle procedure
I diritti di segreteria ASUR Marche di € 20,00 vanno pagati presso le varie casse ticket o tramite bollettino di ccp. 12048609 intestato a ASUR MARCHE – Area Vasta n. 2
IBAN ASUR IT87I0311102600000000008172
Aggiornamento Diritti di segreteria con DGRM 158/2018
Collegamento al sito AREA VASTA2
Che cos’é l’AUA
Legge quadro sull’inquinamento acustico – n. 447_1995
UPI Nuovo Modello Dichiarazione Impatto acustico
istanza_auav2
Variazione titolarità ISTANZA AUA
Scarico di acque reflue assimilate alle domestiche in pubblica fognatura
DAALR 26/01/2010 n.145 – Norme Tecniche d’Attuazione del PTA Piano Tutela delle acque
Licenze di pubblica sicurezza soggette a segnalazione certificata di inizio attività
(Agenzie di affari – Noleggio veicoli/natanti senza conducente – Autorimessa veicoli/natanti – Vendita ambulante di strumenti da punta e da taglio – Mestieri di Fochino)
unico SCIA
accettazione nomina
ModVidimazioneRegistro
ModRegistroElettronico
SOTTO E’ RIPORTATA LA VECCHIA MODULISTICA
SCAI per l’esercizio della attività presso strutture ricettive extra-alberghiere
all-e-case-per-ferie-edit
all-d-case-e-appartamenti-per-vacanze-edit
all-c-attivit-ricettive-rurali-edit
all-f-ostelli-gioventu-edit
all-g-rifugi-alpini-edit
SCIA AFFITTACAMERE MODELLO H (1)
SCIA per l’esercizio delle attività di villaggi turistici e campeggi
all-b-strutture-ricettive-aria-aperta-edit
SCAI per l’esercizio della attività di stabilimento balneare
all-l-stabilimenti-balneari-edit
SCIA Agriturismo apertura subentro
Comunicazione di inizio attività di offerta del servizio di alloggio e prima colazione (bed and breakfast)
comunicazione-bed-breakfast PDF
comunicazione-bed-breakfast3 DOC
modello B & B
SCIA per l’esercizio delle attività di alberghi, residenze turistiche-alberghiere, alberghi diffusi
modello-strutture-ricettive-alberghiere
Comunicazione appartamenti ammobiliati per uso turistico
Comunicazione Appartamenti Ammobiliati Uso Turistico
Variazioni – Comunicazione di variazioni da apportare al titolo abilitativo di una struttura ricettiva alberghiera ed extra-alberghiera
comunicazione-variazione-attivita-ricettiva-alberghiera
Autorizzazione direttore ed istruttore di tiro
SPUN_Istruttorte_tiro-RICHIESTA_AUTORIZZAZIONE
Impianti produttivi di beni e di servizi
Riconversione, Riattivazione, Esecuzione di opere interne,Ristrutturazione, Classificazione, industria insalubre, Realizzazione, Cessazione, Ampliamento
suap_domanda-procedimento-unico
industrie-insalubri-modulo-per-relazione-tecnica
industria-insalubre-domanda-di-richiesta-di-classificazione
industrie-insalubri-allegato-a-elenco
Esercizio impianti ed attrezzature
Apertura ed Esercizio di Palestre Private
scia-apertura-palestra-privata
Attività di Acconciatore ed Estetista
Apertura Attività di Estetista e Acconciatore
Estetista-acconciatore-scia-apertura-trasferimento-subentro-ampliamento-1
Estetista-acconciatore-elenco-apparecchi-elettromeccanici
Variazione Attività di Estetista ed Acconciatore
Estetista-acconciatore-comunicazione-variazioni
Cessazione attività acconciatore ed estetista
Estetista-acconciatore-modello-cessazione
Affitto di poltrona o cabina in attività di acconciatore ed estetista
Estetista-acconciatore-scia-affitto-di-poltrona-cabina
Apertura acconciatori presso ospedali
Estetista-acconciatore-scia-apertura-ospedali
Apertura e subentro attività artigiana alimentare e non alimentare
laboratori-artigiani-modulo-per-relazione-tecnica
SCIA_Laboratori_artigiani
Apertura e Variazioni dell’autorizzazione delle agenzie di viaggi e turismo
agenzia-viaggi-variazioni-autorizzazione
agenzia-viaggi-scia
antimafia-dlgs-159_2011
Istallazione giochi leciti presso esercizi in possesso di altra licenza
Giochi-Leciti-seg-in-att-inst-giochi-eserc-con-altra-licenza
Giochi-Leciti-tipologie-di-punti-vendita
Giochi-Leciti-scheda-informativa
Attività distribuzione e gestione giochi leciti
Giochi-Leciti-ricevuta-distribuzione-e-gestione
Giochi-Leciti-allegato-a–dichiaraz–soci
Sala pubblica da gioco
Modello-Domanda-per-Sala-Pubblica-da-Gioco
richiesta-tabella-giochi-proibiti
CessazioneAttivitaSala-Giochi
Somministrazione alimenti e bevande in circoli aderenti /non aderenti ad un ente assistenziale a carattere nazionale
SAB-variazione-presidente-circolo-20122012
SAB-scia-circolo-aderente-02102013
SAB-richiesta-autorizzazione-circolo-non-aderente-0210
SAB-testo-articolo-148_dpr-917_1986
Attività funebri e cimiteriali
funebri-e-cimiteriali-autorizzazione-attivita
Apertura / Subentro Media e Grande Struttura di vendita al dettaglio
Grandi-medie-strutture-subentro
Grandi-medie-strutture-autorizzazione-apertura
Vendita al dettaglio presso il domicilio dei consumatori – Segnalazione Certificata di Inizio Attività
scia-vendita-presso-il-domicilio-dei-consumatori
Vendita al dettaglio per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione
vendita-per-corrispondenza-tramite-televisione
Spacci interni – Segnalazione Certificata di Inizio Attività
spacci-interni
Commercio al dettaglio tramite internet – Segnalazione Certificata di Inizio Attività
commercio-tramite-internet
Esercizio commercio al dettaglio di vicinato utilizzare anche per: apertura, subentro, trasferimento rivendita quotidiani e periodici
segnalazione-certificata-di-inizio-attivita-commercio al dettaglio
Distribuzione di prodotti per mezzo di apparecchi automatici
apparecchi-automatici
Centri di telefonia e Servizi Internet
centri-telefonia-e-servizi-internet
D.lgs SCIA2: INDIVIDUAZIONE DI PROCEDIMENTI OGGETTO DI AUTORIZZAZIONE, SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ (SCIA), SILENZIO ASSENSO E COMUNICAZIONE E DI DEFINIZIONE DEI REGIMI AMMINISTRATIVI APPLICABILI A DETERMINATE ATTIVITA E PROCEDIMENTI
Dal Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione lo schema del decreto legislativo redatto per l’individuazione dei procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio attività, silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti.
Testo in PDF dello schema di decreto
Comunicazioni Avvisi Aggiornamenti
D.lgs SCIA 1: Modifica L. 241/90 – Nuova disciplina della SCIA
Attuazione della delega in materia  di  segnalazione  certificata  di
inizio attivita' (SCIA), a norma dell'articolo 5 della legge 7 agosto
2015, n. 124. (16G00140)
(GU n.162 del 13-7-2016)
Vigente al: 28-7-2016
Visto l'articolo 5 della legge  7  agosto  2015,  n.  124,  recante
delega al Governo per  la  precisa  individuazione  dei  procedimenti
oggetto di segnalazione certificata di inizio attivita' o di silenzio
assenso, ai sensi degli articoli 19 e 20 della legge 7  agosto  1990,
n. 241, nonche' di quelli per i quali e' necessaria  l'autorizzazione
espressa e di quelli per i quali  e'  sufficiente  una  comunicazione
Vista la legge 7 agosto  1990,  n.  241,  recante  nuove  norme  in
documenti amministrativi;
adottata nella riunione del 20 gennaio 2016;
Vista l'intesa intervenuta in sede di Conferenza unificata  di  cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  nella
riunione del 3 marzo 2016;
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 15 marzo 2016;
Acquisito  il  parere  della  Commissione   parlamentare   per   la
semplificazione  e  delle  commissioni  parlamentari  competenti  per
materia e per i profili finanziari;
riunione del 15 giugno 2016;
Sulla proposta del Ministro per la semplificazione  e  la  pubblica
Liberta' di iniziativa privata
1. Il presente decreto, in attuazione dell'articolo 5 della legge 7
agosto 2015, n. 124,  reca  la  disciplina  generale  applicabile  ai
procedimenti  relativi  alle  attivita'  private  non   soggette   ad
autorizzazione espressa e  soggette  a  segnalazione  certificata  di
inizio di attivita', ivi incluse le modalita' di presentazione  delle
segnalazioni o istanze alle pubbliche amministrazioni. Resta ferma la
disciplina  delle   altre   attivita'   private   non   soggette   ad
autorizzazione espressa.
2. Con successivi decreti legislativi, ai  sensi  e  in  attuazione
della delega di cui all'articolo 5 della legge n. 124 del 2015,  sono
individuate  le   attivita'   oggetto   di   procedimento   di   mera
comunicazione o segnalazione certificata di inizio di  attivita'  (di
seguito «SCIA») od oggetto di silenzio assenso, nonche' quelle per le
quali e' necessario il  titolo  espresso.  Allo  scopo  di  garantire
certezza  sui  regimi  applicabili  alle  attivita'  private   e   di
salvaguardare la  liberta'  di  iniziativa  economica,  le  attivita'
private non espressamente individuate ai sensi dei medesimi decreti o
specificamente  oggetto  di  disciplina  da  parte  della   normativa
europea, statale e regionale, sono libere.
dall'amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi
dell'art.  10,  commi  2  e  3,  del  testo   unico   delle
modificate o alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano
invariati il valore e l'efficacia  degli  atti  legislativi
-  L'art.  76   della   Costituzione   stabilisce   che
l'esercizio della  funzione  legislativa  non  puo'  essere
- Si riporta il testo dell'art. 5 della legge 7  agosto
2015, n. 124:
«Art. 5 (Segnalazione certificata di inizio  attivita',
silenzio assenso, autorizzazione espressa  e  comunicazione
preventiva). - 1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro
dodici mesi dalla data di entrata in vigore della  presente
legge, uno  o  piu'  decreti  legislativi  per  la  precisa
individuazione dei  procedimenti  oggetto  di  segnalazione
certificata di inizio attivita' o di silenzio  assenso,  ai
sensi degli articoli 19 e 20 della legge 7 agosto 1990,  n.
241,  nonche'  di  quelli  per  i   quali   e'   necessaria
l'autorizzazione espressa  e  di  quelli  per  i  quali  e'
sufficiente una comunicazione preventiva,  sulla  base  dei
principi  e  criteri  direttivi  desumibili  dagli   stessi
articoli, dei  principi  del  diritto  dell'Unione  europea
relativi  all'accesso  alle  attivita'  di  servizi  e  dei
principi di ragionevolezza e proporzionalita', introducendo
anche  la   disciplina   generale   delle   attivita'   non
assoggettate   ad   autorizzazione   preventiva   espressa,
compresa la definizione delle modalita' di presentazione  e
dei contenuti standard degli atti degli  interessati  e  di
svolgimento  della  procedura,  anche  telematica,  nonche'
degli strumenti per documentare  o  attestare  gli  effetti
prodotti dai predetti atti, e prevedendo altresi' l'obbligo
di  comunicare  ai  soggetti  interessati,  all'atto  della
presentazione  di  un'istanza,  i  termini  entro  i  quali
l'amministrazione e' tenuta a  rispondere  ovvero  entro  i
quali  il   silenzio   dell'amministrazione   equivale   ad
accoglimento della domanda.
2. I  decreti  legislativi  di  cui  al  comma  1  sono
adottati  su  proposta  del  Ministro   delegato   per   la
semplificazione e la pubblica amministrazione, di  concerto
con   il   Ministro   dell'interno   in   relazione    alle
autorizzazioni previste dal  testo  unico  delle  leggi  di
pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931,
n. 773, previa intesa, ai sensi  dell'art.  3  del  decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, in sede  di  Conferenza
unificata  di  cui  all'art.   8   del   medesimo   decreto
legislativo n. 281 del 1997 e previo parere  del  Consiglio
di Stato, che e' reso nel termine di  trenta  giorni  dalla
data  di  trasmissione  di  ciascuno  schema   di   decreto
legislativo, decorso il  quale  il  Governo  puo'  comunque
procedere. Lo schema  di  ciascun  decreto  legislativo  e'
successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei
pareri  delle  commissioni  parlamentari   competenti   per
materia e per i  profili  finanziari  e  della  commissione
parlamentare per la semplificazione, che si pronunciano nel
termine di sessanta  giorni  dalla  data  di  trasmissione,
decorso  il  quale  il  decreto  legislativo  puo'   essere
comunque adottato. Se il termine  previsto  per  il  parere
cade nei  trenta  giorni  che  precedono  la  scadenza  del
termine previsto al comma 1 o successivamente, la  scadenza
medesima  e'  prorogata  di  novanta  giorni.  Il  Governo,
qualora non intenda  conformarsi  ai  pareri  parlamentari,
trasmette  nuovamente  i  testi  alle  Camere  con  le  sue
osservazioni e con eventuali modificazioni,  corredate  dei
necessari   elementi   integrativi   di   informazione    e
motivazione. Le commissioni competenti per materia  possono
esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il  termine
di  dieci  giorni  dalla  data  della  nuova  trasmissione.
Decorso tale termine, i  decreti  possono  comunque  essere
3. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di
ciascuno dei decreti legislativi di  cui  al  comma  1,  il
Governo puo' adottare, nel rispetto dei principi e  criteri
direttivi e della procedura di cui  al  presente  articolo,
uno  o  piu'  decreti  legislativi   recanti   disposizioni
integrative e correttive.».
- Legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme  in  materia
di procedimento amministrativo e di diritto di  accesso  ai
documenti amministrativi),  e'  pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale il 18 agosto 1990, n. 192.
-  Si  riporta  il  testo  dell'art.  8   del   decreto
legislativo  28  agosto  1997,  n.  281   (Definizione   ed
ampliamento delle attribuzioni della Conferenza  permanente
per i rapporti tra lo  Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di  Trento  e  Bolzano  ed  unificazione,  per  le
materie ed i compiti di  interesse  comune  delle  regioni,
delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta'
ed autonomie locali):
«Art. 8 (Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali  e
Conferenza unificata). - 1. La Conferenza  Stato-citta'  ed
autonomie locali e' unificata per le materie ed  i  compiti
di interesse comune  delle  regioni,  delle  province,  dei
comuni  e  delle  comunita'  montane,  con  la   Conferenza
2. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  e'
presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri o, per
sua delega, dal Ministro dell'interno o  dal  Ministro  per
gli  affari   regionali   nella   materia   di   rispettiva
competenza; ne fanno parte altresi' il Ministro del  tesoro
e  del  bilancio  e  della  programmazione  economica,   il
Ministro della  sanita',  il  presidente  dell'Associazione
nazionale  dei  comuni  d'Italia  -  ANCI,  il   presidente
dell'Unione  province  d'Italia  -  UPI  ed  il  presidente
dell'Unione nazionale comuni, comunita' ed enti  montani  -
UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.
Dei  quattordici   sindaci   designati   dall'ANCI   cinque
rappresentano le  citta'  individuate  dall'art.  17  della
legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni  possono  essere
invitati altri membri del Governo,  nonche'  rappresentanti
di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.
3. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  e'
convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i  casi
il presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne  faccia
richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM.
4. La  Conferenza  unificata  di  cui  al  comma  1  e'
convocata dal Presidente del  Consiglio  dei  ministri.  Le
sedute sono presiedute dal  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri o, su sua delega,  dal  Ministro  per  gli  affari
regionali  o,  se  tale  incarico  non  e'  conferito,  dal
Ministro dell'interno.».
- Per l'art. 5 della  legge  7  agosto  2015,  n.  124,
vedasi nelle note alle premesse.
Informazione di cittadini e imprese
1. Le amministrazioni statali, con decreto del Ministro competente,
di concerto con il Ministro delegato  per  la  semplificazione  e  la
pubblica amministrazione, sentita  la  Conferenza  unificata  di  cui
all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,
adottano  moduli   unificati   e   standardizzati   che   definiscono
esaustivamente, per tipologia di procedimento, i contenuti  tipici  e
la relativa organizzazione dei dati delle istanze, delle segnalazioni
e delle  comunicazioni  di  cui  ai  decreti  da  adottare  ai  sensi
dell'articolo  5  della  legge  n.  124  del  2015,   nonche'   della
documentazione da allegare. I suddetti moduli prevedono, tra l'altro,
la  possibilita'  del  privato  di  indicare  l'eventuale   domicilio
digitale  per  le  comunicazioni  con   l'amministrazione.   Per   la
presentazione  di  istanze,   segnalazioni   o   comunicazioni   alle
amministrazioni regionali o locali, con  riferimento  all'edilizia  e
all'avvio di attivita' produttive, i suddetti moduli  sono  adottati,
in attuazione del principio  di  leale  collaborazione,  in  sede  di
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo n.
281 del 1997, con accordi  ai  sensi  dell'articolo  9  dello  stesso
decreto legislativo o con intese ai sensi della legge 5 giugno  2003,
n. 131, tenendo conto delle specifiche normative regionali.
2. Fermi restando gli obblighi di cui  al  decreto  legislativo  14
marzo 2013, n. 33, le pubbliche  amministrazioni  destinatarie  delle
istanze, segnalazioni e comunicazioni  pubblicano  sul  proprio  sito
istituzionale i moduli di cui al comma 1. In relazione alla tipologia
del procedimento, nei casi in  cui  la  documentazione  debba  essere
individuata dall'amministrazione procedente ovvero fino  all'adozione
dei moduli di cui al comma 1, le medesime  pubbliche  amministrazioni
pubblicano sul  proprio  sito  istituzionale  l'elenco  degli  stati,
qualita' personali e fatti oggetto di dichiarazione  sostitutiva,  di
certificazione o di atto di notorieta', nonche' delle attestazioni  e
asseverazioni  dei  tecnici  abilitati  o  delle   dichiarazioni   di
conformita' dell'agenzia delle imprese,  necessari  a  corredo  della
segnalazione, indicando le norme che ne prevedono la produzione.
3. Fermi restando i rimedi previsti dal decreto legislativo  n.  33
del 2013, qualora gli enti locali non provvedano  alla  pubblicazione
dei documenti di cui al  presente  articolo,  le  regioni,  anche  su
segnalazione  del  cittadino,  assegnano  agli  enti  interessati  un
congruo termine per provvedere, decorso inutilmente il quale adottano
le misure  sostitutive,  nel  rispetto  della  disciplina  statale  e
regionale applicabile nella relativa materia. In caso di inadempienza
della regione si provvede in via sostitutiva ai sensi dell'articolo 8
della legge n. 131 del 2003.
4. L'amministrazione puo' chiedere all'interessato  informazioni  o
documenti solo  in  caso  di  mancata  corrispondenza  del  contenuto
dell'istanza, segnalazione o comunicazione e dei relativi allegati  a
quanto  indicato  nel  comma  2.  E'  vietata   ogni   richiesta   di
informazioni o documenti ulteriori  rispetto  a  quelli  indicati  ai
sensi del comma 2, nonche' di documenti in possesso di  una  pubblica
5. Ferme restando le sanzioni previste dal decreto  legislativo  n.
33 del 2013,  la  mancata  pubblicazione  delle  informazioni  e  dei
documenti di cui al presente articolo e la richiesta di  integrazioni
documentali non  corrispondenti  alle  informazioni  e  ai  documenti
pubblicati  costituiscono  illecito  disciplinare  punibile  con   la
sospensione dal servizio con privazione  della  retribuzione  da  tre
giorni a sei mesi.
- Per l'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto  1997,
n. 281, vedasi nelle note alle premesse.
- Si riporta il testo dell'art. 9  del  citato  decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281:
«Art. 9 (Funzioni). - 1. La Conferenza unificata assume
deliberazioni,  promuove  e  sancisce  intese  ed  accordi,
esprime pareri, designa rappresentanti  in  relazione  alle
materie ed ai compiti di  interesse  comune  alle  regioni,
alle province, ai comuni e alle comunita' montane.
2. La Conferenza unificata e'  comunque  competente  in
tutti i casi in cui regioni, province, comuni  e  comunita'
montane ovvero la Conferenza Stato-regioni e la  Conferenza
Stato-citta' ed autonomie locali debbano esprimersi  su  un
medesimo oggetto. In particolare la Conferenza unificata:
1) sul disegno di legge finanziaria e  sui  disegni
di legge collegati;
2) sul  documento  di  programmazione  economica  e
finanziaria;
3) sugli schemi di decreto legislativo adottati  in
base all'art. 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
b) promuove e sancisce intese tra  Governo,  regioni,
province, comuni e comunita' montane. Nel caso  di  mancata
intesa o di urgenza si applicano  le  disposizioni  di  cui
all'art. 3, commi 3 e 4;
c) promuove e sancisce accordi tra Governo,  regioni,
province, comuni e comunita' montane, al fine di coordinare
l'esercizio  delle  rispettive  competenze  e  svolgere  in
collaborazione attivita' di interesse comune;
d)  acquisisce  le  designazioni  dei  rappresentanti
delle  autonomie  locali  indicati,  rispettivamente,   dai
presidenti delle regioni e province autonome di Trento e di
Bolzano, dall'ANCI, dall'UPI e dall'UNCEM nei casi previsti
e) assicura lo scambio di  dati  e  informazioni  tra
Governo, regioni, province, comuni e comunita' montane  nei
casi di sua competenza, anche attraverso l'approvazione  di
protocolli di intesa  tra  le  amministrazioni  centrali  e
locali secondo le modalita' di cui all'art. 6;
f) e' consultata sulle linee generali delle politiche
del personale pubblico e sui processi di riorganizzazione e
mobilita'  del  personale  connessi  al   conferimento   di
funzioni e compiti alle regioni ed agli enti locali;
g) esprime gli indirizzi per l'attivita' dell'Agenzia
per i servizi sanitari regionali.
3.  Il  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  puo'
sottoporre alla Conferenza unificata,  anche  su  richiesta
delle autonomie regionali e locali, ogni altro  oggetto  di
preminente interesse comune delle regioni, delle  province,
dei comuni e delle comunita' montane.
4.  Ferma  restando  la  necessita'  dell'assenso   del
Governo per l'adozione delle  deliberazioni  di  competenza
della Conferenza unificata, l'assenso delle regioni,  delle
province, dei comuni e delle comunita' montane  e'  assunto
con il consenso distinto dei membri dei  due  gruppi  delle
autonomie che compongono,  rispettivamente,  la  Conferenza
Stato-regioni e la  Conferenza  Stato-citta'  ed  autonomie
locali. L'assenso e' espresso di regola all'unanimita'  dei
membri  dei  due  predetti  gruppi.  Ove  questa  non   sia
raggiunta  l'assenso  e'  espresso  dalla  maggioranza  dei
rappresentanti di ciascuno dei due gruppi.
5. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  ha
compiti di:
a) coordinamento nei  rapporti  tra  lo  Stato  e  le
autonomie locali;
b)   studio,   informazione   e    confronto    nelle
problematiche connesse agli indirizzi di politica  generale
che possono incidere sulle funzioni proprie o  delegate  di
province e comuni e comunita' montane.
6. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie  locali,  in
particolare, e' sede di discussione ed esame:
a)  dei  problemi  relativi  all'ordinamento  ed   al
funzionamento  degli  enti  locali,  compresi  gli  aspetti
relativi alle politiche finanziarie  e  di  bilancio,  alle
risorse  umane  e  strumentali,  nonche'  delle  iniziative
legislative  e  degli  atti  generali  di  governo  a  cio'
attinenti;
b) dei problemi relativi alle attivita'  di  gestione
ed erogazione dei servizi pubblici;
c) di ogni altro problema connesso con gli  scopi  di
cui al  presente  comma  che  venga  sottoposto,  anche  su
richiesta del Presidente dell'ANCI, dell'UPI e  dell'UNCEM,
al parere della Conferenza dal Presidente del Consiglio dei
ministri o dal Presidente delegato.
7. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  ha
inoltre il compito di favorire:
a)   l'informazione   e   le   iniziative   per    il
miglioramento dell'efficienza dei servizi pubblici locali;
b) la promozione di accordi o contratti di  programma
ai sensi dell'art. 12 della legge 23 dicembre 1992, n. 498;
c)  le  attivita'  relative  alla  organizzazione  di
manifestazioni che coinvolgono piu' comuni  o  province  da
celebrare in ambito nazionale.».
- La legge 5 giugno  2003,  n.  131  (Disposizioni  per
l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla  Legge
costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3), e' pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 10 giugno 2003, n. 132.
- Il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (Riordino
della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e
gli obblighi di pubblicita', trasparenza  e  diffusione  di
informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni),  e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 5  aprile  2013,  n.
Modifiche alla legge 7 agosto 1990, n. 241
1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241,  sono  apportate  le  seguenti
a) dopo l'articolo 18 e' inserito il seguente:
«Art.   18-bis   (Presentazione   di   istanze,   segnalazioni    o
comunicazioni).  -  1.  Dell'avvenuta   presentazione   di   istanze,
segnalazioni o comunicazioni e' rilasciata immediatamente,  anche  in
via telematica, una ricevuta, che  attesta  l'avvenuta  presentazione
dell'istanza, della segnalazione e della  comunicazione  e  indica  i
termini entro i quali l'amministrazione e' tenuta,  ove  previsto,  a
rispondere, ovvero entro i  quali  il  silenzio  dell'amministrazione
equivale ad accoglimento dell'istanza. Se  la  ricevuta  contiene  le
informazioni di cui all'articolo 8, essa costituisce comunicazione di
avvio  del  procedimento  ai  sensi  dell'articolo  7.  La  data   di
protocollazione dell'istanza, segnalazione o comunicazione  non  puo'
comunque essere diversa da  quella  di  effettiva  presentazione.  Le
istanze, segnalazioni o comunicazioni producono effetti anche in caso
di mancato rilascio della ricevuta, ferma restando la responsabilita'
del soggetto competente.
2. Nel caso di istanza, segnalazione o comunicazione presentate  ad
un ufficio diverso da  quello  competente,  i  termini  di  cui  agli
articoli 19, comma 3,  e  20,  comma  1,  decorrono  dal  ricevimento
dell'istanza,   segnalazione   o   della   comunicazione   da   parte
dell'ufficio competente.»;
b) all'articolo 19,
1) al comma 2, dopo le parole «puo' essere iniziata» sono  inserite
le seguenti: «, anche nei casi di cui all'articolo 19-bis, comma 2,»;
2) al comma 3,
a) le parole «, disponendo la sospensione dell'attivita' intrapresa
e» sono soppresse;
b) la parole «stesse» e' sostituita dalle seguenti: «da  parte  del
privato»;
c) e' aggiunto in fine il seguente periodo:  «Con  lo  stesso  atto
motivato, in presenza di attestazioni non veritiere o di pericolo per
la tutela dell'interesse pubblico in materia di ambiente,  paesaggio,
beni  culturali,  salute,  sicurezza  pubblica  o  difesa  nazionale,
l'amministrazione dispone la sospensione  dell'attivita'  intrapresa.
L'atto motivato interrompe il termine di cui al  primo  periodo,  che
ricomincia  a  decorrere  dalla  data  in  cui  il  privato  comunica
l'adozione  delle  suddette   misure.   In   assenza   di   ulteriori
provvedimenti, decorso lo stesso termine, cessano gli  effetti  della
sospensione eventualmente adottata.»;
c) dopo l'articolo 19 e' inserito il seguente:
«Art. 19-bis (Concentrazione dei regimi amministrativi). -  1.  Sul
sito  istituzionale  di  ciascuna  amministrazione  e'  indicato   lo
sportello unico, di regola telematico, al quale presentare  la  SCIA,
anche in  caso  di  procedimenti  connessi  di  competenza  di  altre
amministrazioni   ovvero    di    diverse    articolazioni    interne
dell'amministrazione ricevente. Possono essere istituite piu' sedi di
tale sportello, al solo scopo di garantire la pluralita' dei punti di
accesso sul territorio.
2. Se per lo svolgimento  di  un'attivita'  soggetta  a  SCIA  sono
necessarie altre SCIA, comunicazioni, attestazioni,  asseverazioni  e
notifiche, l'interessato presenta un'unica SCIA allo sportello di cui
al comma  1.  L'amministrazione  che  riceve  la  SCIA  la  trasmette
immediatamente alle altre  amministrazioni  interessate  al  fine  di
consentire,  per  quanto  di  loro  competenza,  il  controllo  sulla
sussistenza dei  requisiti  e  dei  presupposti  per  lo  svolgimento
dell'attivita' e la presentazione, almeno cinque giorni  prima  della
scadenza dei termini di cui all'articolo 19,  commi  3  e  6-bis,  di
eventuali proposte motivate  per  l'adozione  dei  provvedimenti  ivi
3. Nel caso in cui l'attivita'  oggetto  di  SCIA  e'  condizionata
all'acquisizione di atti di assenso comunque denominati o  pareri  di
altri uffici e amministrazioni, ovvero  all'esecuzione  di  verifiche
preventive, l'interessato presenta allo sportello di cui al  comma  1
la relativa istanza, a seguito della quale e' rilasciata ricevuta  ai
sensi  dell'articolo  18-bis.  In  tali  casi,  il  termine  per   la
convocazione della conferenza di cui all'articolo  14  decorre  dalla
data di presentazione dell'istanza e  l'inizio  dell'attivita'  resta
subordinato al rilascio degli atti medesimi, di cui lo sportello  da'
comunicazione all'interessato.»;
d) all'articolo 20, comma 1, e' aggiunto, in  fine,  il  seguente
periodo: «Tali termini decorrono  dalla  data  di  ricevimento  della
domanda del privato.»;
e) all'articolo 21, dopo il comma 2-bis e' aggiunto il seguente:
«2-ter. La decorrenza del termine previsto dall'articolo 19,  comma
3, e la formazione del silenzio assenso ai sensi dell'articolo 20 non
escludono la responsabilita'  del  dipendente  che  non  abbia  agito
tempestivamente  nel  caso  in  cui  la  segnalazione  certificata  o
l'istanza del privato non fosse conforme alle norme vigenti.»;
f) all'articolo 29, comma 2-ter,  dopo  la  parola  «concernenti»
sono inserite le seguenti: «la presentazione di istanze, segnalazioni
e comunicazioni,».
- Si riporta il testo degli articoli 19, 20,  21  e  29
della legge 7 agosto 1990, n. 241,  come  modificati  dalla
presente legge:
«Art. 19 (Segnalazione certificata di inizio  attivita'
-  SCIA).  -  1.  Ogni  atto  di  autorizzazione,  licenza,
concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque
denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o
ruoli    richieste    per    l'esercizio    di    attivita'
imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui  rilascio
dipenda esclusivamente  dall'accertamento  di  requisiti  e
presupposti richiesti dalla legge o da atti  amministrativi
a contenuto generale, e non sia  previsto  alcun  limite  o
contingente   complessivo   o   specifici   strumenti    di
programmazione  settoriale  per  il  rilascio  degli   atti
stessi, e' sostituito da una segnalazione dell'interessato,
con la sola esclusione dei casi in cui  sussistano  vincoli
ambientali,  paesaggistici  o  culturali   e   degli   atti
rilasciati  dalle  amministrazioni  preposte  alla   difesa
nazionale,  alla  pubblica   sicurezza,   all'immigrazione,
all'asilo,  alla  cittadinanza,  all'amministrazione  della
giustizia, all'amministrazione delle finanze, ivi  compresi
gli atti concernenti le reti di acquisizione  del  gettito,
anche derivante dal gioco, nonche' di quelli previsti dalla
normativa per le costruzioni in zone sismiche e  di  quelli
imposti dalla normativa  comunitaria.  La  segnalazione  e'
corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni
e dell'atto di notorieta' per  quanto  riguarda  tutti  gli
stati, le qualita'  personali  e  i  fatti  previsti  negli
articoli 46 e 47 del testo unico  di  cui  al  decreto  del
Presidente della  Repubblica  28  dicembre  2000,  n.  445,
nonche',  ove  espressamente   previsto   dalla   normativa
vigente, dalle  attestazioni  e  asseverazioni  di  tecnici
abilitati, ovvero dalle  dichiarazioni  di  conformita'  da
parte dell'Agenzia delle imprese di cui all'art. 38,  comma
4, del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112,  convertito,
con modificazioni, dalla  legge  6  agosto  2008,  n.  133,
relative alla sussistenza dei requisiti e  dei  presupposti
di cui al primo periodo; tali attestazioni e  asseverazioni
sono  corredate  dagli  elaborati  tecnici  necessari   per
consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione.
Nei casi in cui la normativa vigente prevede l'acquisizione
di  atti  o  pareri  di  organi  o  enti  appositi,  ovvero
l'esecuzione di verifiche preventive,  essi  sono  comunque
sostituiti   dalle   autocertificazioni,   attestazioni   e
asseverazioni o certificazioni di cui  al  presente  comma,
salve  le  verifiche  successive  degli  organi   e   delle
amministrazioni  competenti.  La  segnalazione,   corredata
delle dichiarazioni, attestazioni e  asseverazioni  nonche'
dei relativi  elaborati  tecnici,  puo'  essere  presentata
mediante posta raccomandata con avviso di  ricevimento,  ad
eccezione dei procedimenti per cui e'  previsto  l'utilizzo
esclusivo  della  modalita'  telematica;  in  tal  caso  la
segnalazione  si  considera  presentata  al  momento  della
ricezione da parte dell'amministrazione.
2. L'attivita' oggetto della segnalazione  puo'  essere
iniziata, anche nei casi di cui all'art. 19-bis,  comma  2,
dalla   data   della   presentazione   della   segnalazione
all'amministrazione competente.
3. L'amministrazione competente, in caso  di  accertata
carenza dei requisiti e dei presupposti di cui al comma  1,
nel  termine  di  sessanta  giorni  dal  ricevimento  della
segnalazione di cui  al  medesimo  comma,  adotta  motivati
provvedimenti di divieto di prosecuzione  dell'attivita'  e
di rimozione  degli  eventuali  effetti  dannosi  di  essa.
Qualora sia possibile conformare l'attivita' intrapresa e i
suoi  effetti  alla  normativa  vigente,  l'amministrazione
competente,  con  atto  motivato,  invita  il   privato   a
provvedere,  prescrivendo  le  misure  necessarie  con   la
fissazione di un termine non inferiore a trenta giorni  per
l'adozione di queste ultime. In difetto di  adozione  delle
misure da parte del privato, decorso  il  suddetto  termine
l'attivita'  si  intende  vietata.  Con  lo   stesso   atto
motivato, in presenza di attestazioni non  veritiere  o  di
pericolo per la tutela dell'interesse pubblico  in  materia
di ambiente, paesaggio, beni culturali,  salute,  sicurezza
pubblica o difesa nazionale, l'amministrazione  dispone  la
sospensione  dell'attivita'  intrapresa.  L'atto   motivato
interrompe  il  termine  di  cui  al  primo  periodo,   che
ricomincia  a  decorrere  dalla  data  in  cui  il  privato
comunica l'adozione delle suddette misure.  In  assenza  di
ulteriori provvedimenti, decorso lo stesso termine, cessano
gli effetti della sospensione eventualmente adottata.
4. Decorso il termine per l'adozione dei  provvedimenti
di cui al comma 3, primo periodo, ovvero di  cui  al  comma
6-bis,  l'amministrazione  competente  adotta  comunque   i
provvedimenti previsti dal medesimo  comma  3  in  presenza
delle condizioni previste dall'art. 21-nonies.
4-bis.  Il  presente  articolo  non  si  applica   alle
attivita' economiche a  prevalente  carattere  finanziario,
ivi comprese quelle regolate dal testo unico delle leggi in
materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo
1° settembre 1993, n. 385, e dal testo unico in materia  di
intermediazione finanziaria di cui al  decreto  legislativo
24 febbraio 1998, n. 58.
6. Ove il  fatto  non  costituisca  piu'  grave  reato,
chiunque,   nelle   dichiarazioni    o    attestazioni    o
asseverazioni  che  corredano  la  segnalazione  di  inizio
attivita', dichiara o attesta  falsamente  l'esistenza  dei
requisiti o dei presupposti di cui al comma 1 e' punito con
la reclusione da uno a tre anni.
6-bis. Nei casi di SCIA in materia edilizia, il termine
di sessanta giorni di cui al primo periodo del comma  3  e'
ridotto a trenta giorni. Fatta salva  l'applicazione  delle
disposizioni di cui al  comma  4  e  al  comma  6,  restano
altresi' ferme  le  disposizioni  relative  alla  vigilanza
sull'attivita' urbanistico-edilizia, alle responsabilita' e
alle sanzioni previste dal  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e dalle leggi regionali.
6-ter. La segnalazione certificata di inizio attivita',
la denuncia e la  dichiarazione  di  inizio  attivita'  non
costituiscono     provvedimenti     taciti     direttamente
impugnabili.   Gli    interessati    possono    sollecitare
l'esercizio delle verifiche  spettanti  all'amministrazione
e, in caso di inerzia, esperire esclusivamente l'azione  di
cui all'art. 31, commi 1, 2 e 3 del decreto  legislativo  2
luglio 2010, n. 104.».
«Art.  20  (Silenzio  assenso).  -   1.   Fatta   salva
l'applicazione dell'art. 19, nei procedimenti ad istanza di
parte per il rilascio di  provvedimenti  amministrativi  il
silenzio   dell'amministrazione   competente   equivale   a
provvedimento  di   accoglimento   della   domanda,   senza
necessita' di ulteriori istanze o diffide, se  la  medesima
amministrazione non comunica all'interessato,  nel  termine
di cui all'art.  2,  commi  2  o  3,  il  provvedimento  di
diniego, ovvero non procede ai  sensi  del  comma  2.  Tali
termini decorrono dalla data di ricevimento  della  domanda
del privato.
2.  L'amministrazione  competente  puo'  indire,  entro
trenta giorni dalla presentazione dell'istanza  di  cui  al
comma 1, una conferenza di servizi ai sensi  del  capo  IV,
anche tenendo conto delle situazioni giuridiche  soggettive
dei controinteressati.
3. Nei casi in  cui  il  silenzio  dell'amministrazione
equivale ad accoglimento della  domanda,  l'amministrazione
competente  puo'  assumere   determinazioni   in   via   di
autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies 21-nonies.
4.  Le  disposizioni  del  presente  articolo  non   si
applicano  agli  atti   e   procedimenti   riguardanti   il
patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la tutela
dal rischio idrogeologico, la difesa nazionale, la pubblica
sicurezza, l'immigrazione, l'asilo e  la  cittadinanza,  la
salute e  la  pubblica  incolumita',  ai  casi  in  cui  la
normativa comunitaria impone  l'adozione  di  provvedimenti
amministrativi formali, ai casi in cui la  legge  qualifica
il silenzio dell'amministrazione come rigetto dell'istanza,
nonche' agli atti e procedimenti individuati con uno o piu'
decreti del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su
proposta del Ministro per la funzione pubblica, di concerto
con i Ministri competenti.
5. Si applicano gli articoli 2, comma 7, e 10-bis.
5-bis.».
«Art. 21 (Disposizioni  sanzionatorie).  -  1.  Con  la
segnalazione o con la domanda di cui agli articoli 19 e  20
l'interessato   deve   dichiarare   la   sussistenza    dei
presupposti e dei requisiti di legge richiesti. In caso  di
dichiarazioni  mendaci  o  di  false  attestazioni  non  e'
ammessa la conformazione dell'attivita' e dei suoi  effetti
a legge o la sanatoria prevista dagli articoli medesimi  ed
il dichiarante e' punito con la sanzione prevista dell'art.
483 del codice penale, salvo che il fatto costituisca  piu'
grave reato.
2-bis. Restano  ferme  le  attribuzioni  di  vigilanza,
prevenzione e controllo su attivita' soggette  ad  atti  di
assenso da parte di pubbliche amministrazioni  previste  da
leggi vigenti, anche se e' stato dato inizio  all'attivita'
ai sensi degli articoli 19 e 20.
2-ter. La decorrenza del termine previsto dall'art. 19,
comma 3, e la formazione  del  silenzio  assenso  ai  sensi
dell'art.  20  non   escludono   la   responsabilita'   del
dipendente che non abbia agito tempestivamente nel caso  in
cui la segnalazione certificata o l'istanza del privato non
fosse conforme alle norme vigenti.».
«Art. 29 (Ambito di applicazione della legge). - 1.  Le
disposizioni  della  presente  legge  si   applicano   alle
amministrazioni statali e agli enti pubblici nazionali.  Le
disposizioni della presente legge si  applicano,  altresi',
alle societa' con totale o  prevalente  capitale  pubblico,
limitatamente all'esercizio delle funzioni  amministrative.
Le disposizioni di cui agli articoli 2-bis, 11,  15  e  25,
commi 5, 5-bis e 6,  nonche'  quelle  del  capo  IV-bis  si
applicano a tutte le amministrazioni pubbliche.
2. Le regioni e  gli  enti  locali,  nell'ambito  delle
rispettive competenze,  regolano  le  materie  disciplinate
dalla   presente   legge   nel   rispetto    del    sistema
costituzionale e delle garanzie del cittadino nei  riguardi
dell'azione  amministrativa,  cosi'   come   definite   dai
principi stabiliti dalla presente legge.
2-bis.   Attengono   ai   livelli   essenziali    delle
prestazioni di cui all'art. 117, secondo comma, lettera m),
della Costituzione le  disposizioni  della  presente  legge
concernenti gli obblighi per la pubblica amministrazione di
garantire    la    partecipazione    dell'interessato    al
procedimento,   di   individuarne   un   responsabile,   di
concluderlo entro il termine  prefissato  e  di  assicurare
l'accesso  alla  documentazione   amministrativa,   nonche'
quelle relative alla durata massima dei procedimenti.
2-ter. Attengono altresi' ai livelli  essenziali  delle
concernenti la presentazione  di  istanze,  segnalazioni  e
comunicazioni, la dichiarazione di inizio  attivita'  e  il
silenzio assenso e  la  conferenza  di  servizi,  salva  la
possibilita'  di  individuare,  con  intese  in   sede   di
Conferenza  unificata  di  cui  all'art.  8   del   decreto
legislativo  28  agosto  1997,   n.   281,   e   successive
modificazioni, casi ulteriori in cui tali disposizioni  non
2-quater.  Le  regioni   e   gli   enti   locali,   nel
disciplinare  i   procedimenti   amministrativi   di   loro
competenza, non  possono  stabilire  garanzie  inferiori  a
quelle assicurate ai privati dalle  disposizioni  attinenti
ai livelli essenziali delle prestazioni  di  cui  ai  commi
2-bis e 2-ter, ma possono prevedere  livelli  ulteriori  di
2-quinquies.  Le  regioni  a  statuto  speciale  e   le
province autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  adeguano  la
propria  legislazione  alle   disposizioni   del   presente
articolo, secondo i rispettivi statuti e le relative  norme
di attuazione.».
Disposizioni transitorie e di attuazione
1. Ai sensi dell'articolo 29  della  legge  n.  241  del  1990,  le
regioni e gli enti locali si adeguano alle disposizioni di  cui  agli
articoli 18-bis, 19 e 19-bis della stessa legge n. 241 del 1990, come
introdotti o modificati dall'articolo 3, entro il 1° gennaio 2017.
Dato a Roma, addi' 30 giugno 2016
Madia,     Ministro     per      la
semplificazione   e   la   pubblica
- Il testo dell'art. 29 della citata legge n.  241  del
1990 e' riportato nelle note all'art. 3.
- Per il testo dell'art. 19 della citata legge  n.  241
del 1990, vedasi nelle note all'art. 3.
determinazione del valore unitario per il conteggio del contributo straordinario per l’applicazione dell’art. 29bis – Anno 2018
ORDINANZA N. 14 DEL 18/12/2018 TURNI IMPIANTO CARBURANTE ANNO 2019