Source: https://www.consulentelegaleinformatico.it/2011/05/09/decreto-sviluppo-2011-impatto-privacy/
Timestamp: 2020-01-18 03:16:51+00:00
Document Index: 1620828

Matched Legal Cases: ['in fine', 'art. 34', 'art. 13', 'art. 130', 'art. 13', 'art 130']

Decreto Sviluppo 2011: impatto Privacy - Colin
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All’articolo 5 del Codice (recante l’individuazione dell’ambito di applicazione della normativa) è aggiunto in fine all’articolo il seguente comma: “3-bis. Il trattamento dei dati personali relativi a persone giuridiche, imprese, enti o associazioni effettuato nell’ambito di rapporti intercorrenti esclusivamente tra i medesimi soggetti per le finalità amministrativo – contabili, come definite all’articolo 34, comma 1-ter, non è soggetto all’applicazione del presente codice“. L’art. 34 comma 1-ter prescrive: “Ai fini dell’applicazione delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali, i trattamenti effettuati per finalità amministrativo – contabili sono quelli connessi allo svolgimento delle attività di natura organizzativa, amministrativa, finanziaria e contabile, a prescindere dalla natura dei dati trattati. In particolare, perseguono tali finalità le attività organizzative interne, quelle funzionali all’adempimento di obblighi contrattuali e precontrattuali – intendendosi con tali i dati propedeutici alla conclusione contrattuale, escludendosi pertanto quelli relativi a preventivi o progetti non sfociati in rapporto contrattuale – alla gestione del rapporto di lavoro in tutte le sue fasi, alla tenuta della contabilità e all’applicazione delle norme in materia fiscale, sindacale, previdenziale – assistenziale, di salute, igiene e sicurezza sul lavoro”. Dal tenore normativo pertanto, laddove i dati clienti/fornitori siano utilizzati solo esclusivamente per gli scopi sustanti, cadranno sia l’obbligo di rilasciare l’informativa ai sensi dell’art. 13 del Codice, sia gli obblighi connessi alle misure di sicurezza. Attenzione però: questa forte esclusione sarà annullata laddove quei dati clienti – in particolare – siano oggetto di trattamento per finalità commerciali, pubblicitarie e promozionali, che esulano dai fini amm.vo contabili citati dall’articolo suddetto. Tale aspetto ridimensiona non poco l’esclusione di applicazione del Codice, considerando che quasi la totalità delle aziende utilizza i dati dei clienti anche per attività di marketing, obbligando pertanto il titolare a rientrare nell’applicazione del Codice Privacy. Sicuramente chi trarrà “beneficio” da questa novità saranno quei piccoli esercizi che effettuano trattamenti esclusivamente riconducibili alla tenuta contabile ed all’adempimento contrattuale. Resta pertanto applicabile il Codice a trattamenti quali quelli connessi al rapporto di lavoro ed alla selezione del personale, al trattamento dati per fini promozionali, commerciali od oggetto di videosorveglianza, GPS, biometria, dati sanitari, indirizzi di per l’invio di newsletter, ecc.
In materia di esclusione dell’obbligo di richiesta del consenso preventivo per effettuare il trattamento, il Decreto sopprime il passaggio “anche in riferimento all’attività di gruppi bancari e di società controllate o collegate” avendosi così il seguente testo: “… con esclusione della diffusione, e´ necessario, nei casi individuati dal Garante sulla base dei principi sanciti dalla legge, per perseguire un legittimo interesse del titolare o di un terzo destinatario dei dati qualora non prevalgano i diritti e le libertà fondamentali, la dignità o un legittimo interesse dell´interessato …”; si aggiunge poi altra ipotesi di esclusione dell’obbligo di richiesta di consenso preventivo per quanto riguarda dati contenuti nei curricula, nei casi di cui all’articolo 13, comma 5-bis; così viene aggiunto anche il comma i-ter): con esclusione della diffusione e fatto salvo quanto previsto dall’art. 130 del presente codice, riguarda la comunicazione di dati tra società, enti o associazioni con società controllanti, controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile ovvero con società sottoposte a comune controllo, nonché tra consorzi, reti di imprese e raggruppamenti e associazioni temporanei di imprese con i soggetti ad essi aderenti, per le finalità amministrativo contabili, come definite all’articolo 34, comma 1-ter, e purché queste finalità siano previste espressamente con determinazione resa nota agli interessati all’atto dell’informativa di cui all’articolo 13”.
Altra novità-semplificazione (dettata più dalla logica che altro!!!) riguarda l’abbattimento dell’obbligo di rilascio preventivo dell’informativa in caso di candidati all’assunzione, avendo previsto all’art. 13 comma 5, l’inserimento del comma 5 bis secondo cui: “L’informativa di cui al comma 1 non è dovuta in caso di ricezione di curricula spontaneamente trasmessi dagli interessati ai fini dell’eventuale instaurazione di un rapporto di lavoro. Al momento del primo contatto successivo all’invio del curriculum, il titolare è tenuto a fornire all’interessato, anche oralmente, una informativa breve contenente almeno gli elementi di cui al comma 1, lettere a), d) ed f)”. Questa modifica era d’obbligo considerando che non può certo un datore di lavoro consegnare una informativa sempre a priori rispetto alla ricezione dei curricula dei candidati all’assunzione! Ci si stupisce semmai che una tale precisazione debba essere oggetto di un Decreto di Sviluppo!!!
Una modifica non indifferente riguarda anche la disciplina delle comunicazioni indesiderate, recentemente già intaccata dall’introduzione del registro delle opposizioni. L’art 130 del Codice, comma 3-bis contemplerà anche l’ipotesi di possibilità di opposizione all’invio di posta cartacea. Ecco il testo dell’articolo così modificato: “ In deroga a quanto previsto dall´articolo 129, il trattamento dei dati di cui all´articolo 129, comma 1, mediante l´impiego del telefono e della posta cartacea per le finalità di cui all´articolo 7, comma 4, lettera b), è consentito nei confronti di chi non abbia esercitato il diritto di opposizione, con modalità semplificate e anche in via telematica, mediante l´iscrizione della numerazione della quale è intestatario in un registro pubblico delle opposizioni”. Questo passaggio comporta una modifica a forte impatto: se prima infatti si faceva riferimento solo alle comunicazioni telefoniche ora ci si potrà iscrivere al registro delle opposizioni anche per non ricevere posta cartacea. Sino ad oggi non era stata contemplata l’ipotesi sulla ratio della minor invasività della comunicazione cartacea rispetto alla telefonica, ma evidentemente nel Decreto si è ritenuto dover preservare anche le cassette postali dagli “attacchi commerciali”!!!
Ai fini del Codice Privacy trattasi delle finalità di indagine statistica o di produzione di risultati statistici.