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Timestamp: 2018-05-21 11:12:33+00:00
Document Index: 135528587

Matched Legal Cases: ['in fine', 'art.\n2', 'art. 8', 'art.  6', 'art. 6', 'art.  6', 'art.  6', 'art. 6', 'art. 382', 'art. 6', 'art.  1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art.  2', 'art.  6', 'art. 339', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 12', 'art.17', 'in fine', 'art.  2', 'art.\n2', 'art.  2', 'art.   2', 'art. 1253', 'art.\n2', 'art. 74', 'art. 129', 'art.\n2', 'art. 2', 'art. 3', 'art.  7', 'art. 2', 'art. 1', 'art.  2', 'art. 2', 'art.\n10', 'art. 4', 'art.  1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 32', 'in fine', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art.  3', 'art. 11', 'art.  1374', 'art.118', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'art. 6', 'art.  3', 'art.\n3', 'art. 3', 'art. 3', 'art.  3', 'art.  3', 'art. 3', 'art.  17', 'art. 22', 'art. 3', 'art.    54', 'art. 20', 'sentenza ', 'art.  24', 'art.  24', 'art. 12', 'art.  12', 'art. 10', 'art.  10']

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 12 novembre 2010, n. 187 - Testo del decreto-legge 12 novembre 2010, n.187 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 265 del 12 novembre 2010), coordinato con la legge di conversione 17 dicembre 2010, n. 217 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Misure urgenti in materia di sicurezza». (10A15268) - (GU n. 295 del 18-12-2010 | Ingegneri.info
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 12 novembre 2010, n. 187 – Testo del decreto-legge 12 novembre 2010, n.187 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 265 del 12 novembre 2010), coordinato con la legge di conversione 17 dicembre 2010, n. 217 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Misure urgenti in materia di sicurezza». (10A15268) – (GU n. 295 del 18-12-2010
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 12 novembre 2010, n. 187 - Testo del decreto-legge 12 novembre 2010, n.187 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 265 del 12 novembre 2010), coordinato con la legge di conversione 17 dicembre 2010, n. 217 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Misure urgenti in materia di sicurezza». (10A15268) - (GU n. 295 del 18-12-2010 )
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 12 novembre 2010 , n. 187
Testo  del  decreto-legge  12  novembre  2010,  n.187  (in   Gazzetta
Ufficiale – serie generale – n. 265 del 12 novembre 2010), coordinato
con la legge di conversione 17  dicembre  2010,  n.  217  (in  questa
stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Misure  urgenti  in
materia di sicurezza». (10A15268)
Capo I   MISURE PER GLI IMPIANTI SPORTIVI
ufficiali della Repubblica italiana, approvato conD.P.R. 28  dicembre
Disposizioni urgenti per garantire la sicurezza
dei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive
(( 1. All’articolo 8 della  legge  13  dicembre  1989,  n.  401,  e
«1-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi  1-ter  e  1-quater
hanno efficacia a decorrere dal 13 novembre 2010 fino  al  30  giugno
2013». ))
2.  All’articolo  1  del  decreto-legge  8  febbraio  2007,  n.  8,
il comma 3-quinquies, e’ aggiunto, in fine, il seguente: «3-sexies. A
garanzia  della  sicurezza,  fruibilita’  ed   accessibilita’   degli
impianti sportivi la sanzione di cui al comma 3-quinquies si  applica
anche alle societa’ sportive che impiegano personale di cui  all’art.
2-ter, in numero inferiore a quello previsto nel piano approvato  dal
Gruppo operativo sicurezza di cui al decreto attuativo  del  medesimo
articolo 2-ter.».
– Si riporta il testo integrale dell’art. 8 della legge
13 dicembre 1989, n. 401 (Interventi nel settore del giuoco
e delle scommesse clandestini e  tutela  della  correttezza
nello  svolgimento  di   manifestazioni   sportive),   come
«Art. 8 (Effetti dell’arresto in flagranza durante o in
occasione di manifestazioni sportive). –  1.  Nei  casi  di
arresto in flagranza o di  arresto  eseguito  a  norma  dei
commi 1-bis  e  1-ter  per  reato  commesso  durante  o  in
occasione di manifestazioni sportive,  i  provvedimenti  di
remissione in liberta’ conseguenti a convalida di  fermo  e
arresto o di  concessione  della  sospensione  condizionale
della pena  a  seguito  di  giudizio  direttissimo  possono
contenere prescrizioni in ordine al divieto di accedere  ai
1-bis.  Oltre  che  nel  caso  di  reati  commessi  con
violenza alle persone o alle cose in occasione o a causa di
manifestazioni sportive, per  i  quali  e’  obbligatorio  o
facoltativo l’arresto ai sensi degli articoli 380 e 381 del
codice  di  procedura   penale,   l’arresto   e’   altresi’
consentito nel caso di reati di cui all’art.  6-bis,  comma
1, all’art. 6-ter  ed  all’art.  6,  commi  1  e  6,  della
presente legge, anche nel caso di divieto non  accompagnato
dalla prescrizione di cui al comma 2 del medesimo  art.  6.
L’arresto e’, inoltre, consentito nel  caso  di  violazione
del  divieto  di  accedere  ai  luoghi  dove  si   svolgono
manifestazioni sportive previsto dal comma 7 dell’art. 6.
1-ter. Nei casi di cui al comma 1-bis,  quando  non  e’
possibile procedere immediatamente all’arresto per  ragioni
di sicurezza o incolumita’ pubblica, si considera  comunque
in stato di flagranza ai sensi dell’art. 382 del codice  di
procedura  penale   colui   il   quale,   sulla   base   di
documentazione  video  fotografica   dalla   quale   emerge
inequivocabilmente il fatto, ne risulta autore, sempre  che
l’arresto sia compiuto non oltre il tempo  necessario  alla
sua identificazione e, comunque, entro quarantotto ore  dal
1-quater. Quando l’arresto e’ stato  eseguito  per  uno
dei  reati  indicati  dal  comma  1-bis,  e  nel  caso   di
violazione del  divieto  di  accedere  ai  luoghi  dove  si
svolgono  manifestazioni  sportive  previsto  dal  comma  7
dell’art. 6,  l’applicazione  delle  misure  coercitive  e’
disposta anche al di fuori  dei  limiti  di  pena  previsti
dagli articoli 274, comma 1, lettera c), e 280  del  codice
1-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi 1-ter  e
1-quater hanno efficacia a decorrere dal 13  novembre  2010
fino al 30 giugno 2013.».
– Si  riporta  il  testo  integrale  dell’art.  1   del
decreto-legge  8  febbraio  2007,  n.  8,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 4 aprile  2007,  n.  41  (Misure
urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni  di
violenza connessi a competizioni calcistiche, nonche’ norme
a  sostegno  della   diffusione   dello   sport   e   della
partecipazione  gratuita  dei  minori  alle  manifestazioni
sportive), come modificato dal presente decreto:
«Art.  1  (Misure  per  la  sicurezza  degli   impianti
sportivi).  -1.  Fino   all’attuazione   degli   interventi
strutturali ed organizzativi richiesti per dare  esecuzione
all’articolo 1-quater del decreto-legge 24  febbraio  2003,
n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile
2003, n. 88, e dei decreti ivi  previsti,  le  competizioni
riguardanti il gioco del calcio, negli stadi non  a  norma,
sono svolte in assenza di pubblico.  Le  determinazioni  in
proposito  sono  assunte  dal   prefetto   competente   per
territorio,  in  conformita’  alle   indicazioni   definite
dall’Osservatorio nazionale sulle  manifestazioni  sportive
di cui all’art. 1-octies del medesimo decreto-legge  n.  28
del 2003. Potra’ essere consentito l’accesso di coloro  che
sono in possesso di un abbonamento annuale,  acquistato  in
data anteriore alla data di entrata in vigore del  presente
decreto,  non  destinatari   dei   provvedimenti   di   cui
all’articolo 6  della  legge  13  dicembre  1989,  n.  401,
allorche’  l’impianto  sportivo  risultera’  almeno  munito
degli specifici requisiti previsti in attuazione dei  commi
1, 2 e 4 dell’articolo 1-quater del citato decreto-legge n.
28 del 2003.
2. All’articolo 1-quater del decreto-legge 24  febbraio
2003, n. 28, convertito, con modificazioni,  dallalegge  24
aprile 2003, n. 88, dopo il comma 7, e’ aggiunto, in  fine,
«7-bis. E’ fatto divieto alle  societa’  organizzatrici
di competizioni nazionali riguardanti il gioco  del  calcio
di  porre  in  vendita  o  cedere,  a   qualsiasi   titolo,
direttamente od indirettamente, alla societa’ sportiva  cui
appartiene la squadra  ospitata,  titoli  di  accesso  agli
impianti  sportivi  ove  tali  competizioni  si  disputano,
riservati ai sostenitori della stessa. E’, altresi’,  fatto
divieto di porre in vendita o cedere, a  qualsiasi  titolo,
alla stessa persona fisica o giuridica titoli di accesso in
numero superiore a quattro. In  caso  di  violazioni  delle
disposizioni del presente comma si  applicano  le  sanzioni
previste dal comma 5 dell’art. 1-quinquies».
3. I divieti di cui all’art. 1-quater, comma 7-bis, del
citato decreto-legge n. 28 del 2003,  come  introdotto  dal
comma  2  del  presente   articolo,   si   applicano   alle
competizioni  sportive  riguardanti  il  gioco  del  calcio
programmate per i giorni successivi alla data di entrata in
vigore del presente decreto. I titoli di accesso  ceduti  o
venduti anteriormente non possono essere utilizzati.
3-bis. La richiesta di acquisto dei titoli  di  accesso
agli impianti sportivi di  cui  all’articolo  1-quater  del
decreto-legge 24 febbraio  2003,  n.  28,  convertito,  con
modificazioni, dalla  legge  24  aprile  2003,  n.  88,  e’
corredata dalla presentazione di  un  valido  documento  di
identita’ per ogni intestatario di ciascun titolo.
3-ter. Il personale addetto agli impianti  sportivi  di
cui al comma 3-bis accerta la conformita’ dell’intestazione
del titolo di accesso alla persona fisica che lo  esibisce,
richiedendo  la  esibizione  di  un  valido  documento   di
identita’, e negando l’ingresso  in  caso  di  difformita’,
nonche’ a coloro che sono sprovvisti del documento.
3-quater. Salvo che  il  fatto  costituisca  reato,  il
personale addetto alla vendita ed al controllo  dei  titoli
di accesso, che omette di osservare le disposizioni di  cui
ai  commi  3-bis  e  3-ter,  e’  soggetto   alla   sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da 5.000 a 20.000
3-quinquies. E’ fatto divieto alle societa’ sportive  o
concessionarie del servizio  di  vendita  e  controllo  dei
titoli di accesso di adibire a tale servizio personale  nei
cui  confronti  il  prefetto  abbia  irrogato  la  sanzione
amministrativa  di  cui  al  comma  3-quater.  In  caso  di
violazione, e’ irrogata dal prefetto della provincia in cui
le medesime societa’ hanno la sede legale  o  operativa  la
sanzione amministrativa  del  pagamento  di  una  somma  da
20.000 a 100.000 euro.
3-sexies. A garanzia della sicurezza, fruibilita’  ed
accessibilita’ degli impianti sportivi la sanzione  di  cui
al  comma  3-quinquies  si  applica  anche  alle   societa’
sportive che impiegano personale di cui all’art. 2-ter,  in
numero inferiore a quello previsto nel piano approvato  dal
Gruppo operativo sicurezza di cui al decreto attuativo  del
medesimo art. 2-ter. » .
1. All’articolo 2-ter del decreto-legge 8 febbraio  2007,  n.  8,
il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Ferme restando le attribuzioni e i compiti dell’autorita’
di pubblica sicurezza, al personale di cui al comma 1 possono  essere
affidati, in aggiunta ai compiti previsti in attuazione del  medesimo
comma, altri servizi, ausiliari dell’attivita’ di  polizia,  relativi
ai  controlli  nell’ambito  dell’impianto  sportivo,   per   il   cui
espletamento non e’ richiesto l’esercizio  di  pubbliche  potesta’  o
l’impiego operativo di appartenenti alle Forze di polizia.».
2. Con decreto del Ministro dell’interno, da  adottare  entro  ((
quarantacinque giorni )) dalla data di entrata in vigore della  legge
di conversione del presente decreto,  ((  sono  definiti  i  servizi,
ausiliari  dell’attivita’  di  polizia,  di  cui   al   comma   1-bis
dell’articolo  2-ter  del  decreto-legge  8  febbraio  2007,  n.   8,
convertito, con modificazioni, dalla legge  4  aprile  2007,  n.  41,
modalita’ per il loro espletamento, )) attraverso l’integrazione  del
decreto del Ministro dell’interno in data 8 agosto  2007,  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 195  del  23  agosto  2007,  adottato  in
attuazione dell’articolo 2-ter, comma 1, del decreto-legge 8 febbraio
2007, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2007,
n. 41.  ((  Lo  schema  di  decreto  e’  trasmesso  alle  Camere  per
l’espressione del parere delle  Commissioni  parlamentari  competenti
per materia, che si  esprimono  entro  venti  giorni  dalla  data  di
trasmissione.  ))  Decorso  tale  termine,  il  decreto  puo’  essere
3. All’articolo 6-quater, comma 1, della legge 13 dicembre  1989,
n. 401, dopo il primo periodo, e’ inserito il seguente:
«Si applicano le disposizioni  di  cui  all’articolo  339,  terzo
comma, del codice penale.».
4. Dopo l’articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401,
e’ inserito il seguente: «Art. 6-quinquies  (Lesioni personali  gravi
o gravissime nei confronti degli addetti ai controlli dei luoghi  ove
si svolgono manifestazioni sportive). -1. Chiunque commette  uno  dei
fatti  previsti  dall’articolo  583-quater  del  codice  penale   nei
confronti dei soggetti indicati nell’articolo 2-ter del decreto-legge
8 febbraio 2007, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla  legge  4
aprile 2007, n. 41, (( nell’espletamento  delle  mansioni  svolte  in
occasione delle manifestazioni sportive, )) e’ punito con  le  stesse
pene previste dal medesimo articolo 583-quater.».
– Si riporta il testo  integrale  dell’art.  2-ter  del
citato decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito, con
modificazioni, dalla legge  4  aprile  2007,  n.  41,  come
«Art. 2-ter – 1. Con decreto del Ministro dell’interno,
da emanare entro sessanta giorni dalla data di  entrata  in
sono stabiliti i requisiti, le modalita’ di selezione e  la
formazione  del  personale  incaricato   dei   servizi   di
controllo dei titoli di  accesso  agli  impianti  sportivi,
nonche’ di instradamento degli spettatori e di verifica del
rispetto del regolamento d’uso degli impianti medesimi.  Il
medesimo decreto stabilisce le modalita’ di  collaborazione
con le Forze  dell’ordine.  Il  decreto  e’  sottoposto  al
parere delle Commissioni  parlamentari  competenti  che  vi
provvedono entro sessanta giorni. Decorso tale termine,  il
decreto puo’ essere egualmente emanato.
1-bis. Ferme  restando  le  attribuzioni  e  i  compiti
dell’autorita’ di pubblica sicurezza, al personale  di  cui
al comma 1 possono essere affidati, in aggiunta ai  compiti
previsti in attuazione del medesimo comma,  altri  servizi,
ausiliari dell’attivita’ di polizia, relativi ai  controlli
nell’ambito dell’impianto sportivo, per il cui espletamento
non  e’  richiesto  l’esercizio  di  pubbliche  potesta’  o
l’impiego operativo di appartenenti alle Forze di polizia.
2. Le societa’ sportive e incaricate dei servizi di cui
al  comma  1  comunicano  i  nominativi  del  personale  da
impiegare nei predetti servizi al prefetto della  provincia
che, se constata  la  mancanza  dei  requisiti  per  taluni
soggetti, ne dispone il divieto  di  impiego  comunicandolo
alla societa’. ».
– Si riporta il  testo  integrale  dell’art.  6-quater,
della  citata  legge  13  dicembre  1989,  n.   401,   come
«Art. 6-quater  (Violenza o  minaccia  nei  confronti
degli addetti ai  controlli  dei  luoghi  ove  si  svolgono
manifestazioni sportive). – 1. Chiunque  commette  uno  dei
fatti previsti dagli articoli 336 e 337 del  codice  penale
nei confronti dei soggetti  incaricati  del  controllo  dei
titoli di accesso e dell’instradamento degli  spettatori  e
di  quelli  incaricati  di  assicurare  il   rispetto   del
regolamento   d’uso   dell’impianto   dove   si    svolgono
manifestazioni  sportive,  purche’   riconoscibili   e   in
relazione alle mansioni svolte, e’  punito  con  le  stesse
pene  previste  dai  medesimi  articoli.  Si  applicano  le
disposizioni di cui all’art. 339, terzo comma,  del  codice
penale. Tali incaricati devono possedere i requisiti morali
di cui all’art. 11 del testo unico delle leggi di  pubblica
sicurezza, di cui al  regio  decreto  18  giugno  1931,  n.
773.».
Fondo di solidarieta’ civile
1. A favore delle vittime di reati  commessi  in  occasione  o  a
causa di manifestazioni sportive ovvero di manifestazioni di  diversa
natura, e’ istituito, presso il Ministero dell’interno, il  Fondo  di
solidarieta’ civile, di  seguito  denominato  «Fondo».  Il  Fondo  e’
a) da  una  quota  del  ondo  unico  giustizia  in  misura  non
del  decreto-legge  16  settembre  2008,   n.143,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008,  n.  181,  e  successive
b)  dall’ammontare  delle  somme  riscosse  per   le   sanzioni
c) da contribuzioni volontarie, da donazioni e  da  lasciti  da
chiunque effettuati.
2. Il Fondo, nell’ambito delle risorse  annualmente  disponibili,
a) nella misura del 30 per cento, all’elargizione di una  somma
di denaro, a titolo di contributo al  ristoro  del  danno  subito,  a
favore delle vittime di reati commessi con l’uso  della  violenza  su
b) nella misura del 70 per cento, ad interventi di solidarieta’
civile nei confronti delle vittime di azioni delittuose  avvenute  in
occasione o a causa di manifestazioni diverse da quelle di  cui  alla
lettera a), per le quali  la  vigente  normativa  non  prevede  altre
provvidenze, comunque denominate, a carico del bilancio dello  Stato,
compresi il concorso economico ad iniziative di riduzione del  danno,
finalizzato anche alla definizione transattiva di liti concernenti il
risarcimento dei danni alla persona  e  l’eventuale  pagamento  delle
somme disposte dal giudice.
3. All’elargizione delle somme e agli interventi di cui al  comma
2, nonche’ all’individuazione delle modalita’ relative  all’esercizio
del diritto di rivalsa o all’eventuale rinuncia ad esso, provvede  il
Ministero dell’interno, previo parere di un collegio,  presieduto  da
un prefetto,  la  cui  composizione  e’  stabilita  con  decreto  del
Ministro dell’interno da adottare entro trenta giorni dalla  data  di
4. Al  funzionamento  e  alla  gestione  del  Fondo  provvede  il
5. Con decreto del Ministro  dell’interno,  di  concerto  con  il
dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto  1988,  n.  400,  le
confronti del medesimo soggetto. ))
– Si riporta l’art. 2, comma 7,  del  decreto-legge  16
settembre 2008,  n.  143,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 13 novembre 2008, n. 181 (Interventi urgenti in
materia di funzionalita’ del sistema giudiziario):
«Art. 2 (Fondo unico giustizia) (Omissis).
c) all’entrata del bilancio dello Stato.».
– Si riporta il testo integrale dell’art. 12 del codice
«Art.  12  (Casi  di  connessione).  –   1.   Si   ha
connessione di procedimenti:
a) se il reato per cui si procede e’ stato commesso
da piu’ persone in concorso o cooperazione fra loro,  o  se
piu’ persone con condotte  indipendenti  hanno  determinato
b)  se  una  persona  e’  imputata  di  piu’  reati
commessi con una sola azione od omissione ovvero  con  piu’
azioni  od  omissioni  esecutive  di  un  medesimo  disegno
criminoso;
c) se dei reati per cui si  procede  gli  uni  sono
stati commessi per eseguire o per occultare gli altri.».
– Si riporta il testo integrale  dell’art.17,  comma  3
della   legge   23   agosto   1988,    n.400    (Disciplina
«Art.17 (Regolamenti) (Omissis).
Capo II  POTENZIAMENTO DELL’ATTIVITA’ DI CONTRASTO ALLA CRIMINALITA’
Interventi   urgenti   a   sostegno   dell’Agenzia   nazionale    per
l’amministrazione  e  la  destinazione  dei  beni   sequestrati   e
confiscati alla criminalita’ organizzata.
1. Alla legge 31 maggio 1965, n. 575, sono  apportate  le  seguenti
1) al comma 2, dopo la lettera a), e’ inserita  la  seguente:
«a-bis) mantenuti al patrimonio dello Stato e, previa  autorizzazione
del Ministro  dell’interno,  utilizzati  dall’Agenzia  per  finalita’
economiche;»;
(( 1-bis) al comma 2, alla lettera b) e’ aggiunto,  in  fine,
il seguente periodo: «Alla scadenza di sei mesi il sindaco  invia  al
Direttore dell’Agenzia una relazione sullo stato della procedura»; ))
2) dopo il comma 2, e’ inserito il seguente: «2.1. I proventi
derivanti dall’utilizzo dei beni di cui al comma 2,  lettera  a-bis),
affluiscono,   al   netto   delle   spese   di    conservazione    ed
amministrazione,  al  Fondo  unico  giustizia,  per  essere   versati
all’apposito  capitolo  di  entrata  del  bilancio  dello   Stato   e
riassegnati allo stato di previsione del  Ministero  dell’interno  al
fine di assicurare il potenziamento dell’Agenzia.»;
b) all’articolo 2-sexies, comma 15, e’ aggiunto, in fine,  il
seguente periodo: «Entro i limiti degli importi  dei  debiti  che  si
estinguono per confusione, non si applicano le  disposizioni  di  cui
all’articolo 31, comma 1, del decreto-legge  31  maggio  2010,  n.78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.122.».
2. Al decreto-legge 4 febbraio  2010,  n.  4,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 31 marzo 2010, n. 50,  sono  apportate  le
a) all’articolo 3, comma 4, dopo la lettera c),  e’  inserita
la seguente: «c-bis)  richiede  all’autorita’  di  vigilanza  di  cui
all’articolo 1,  comma  2,  l’autorizzazione  ad  utilizzare  i  beni
immobili di cui all’articolo 2-undecies,  comma  2,  lettera  a-bis),
della legge 31 maggio 1965, n. 575, per le finalita’ ivi indicate;»;
((  a-bis)  all’articolo  3,  comma  4,  la  lettera  i)   e’
«i) provvede all’istituzione, in  relazione  a  particolari
criminalita’ organizzata»; ))
b) all’articolo 7, dopo il comma 3-ter e’ aggiunto, in  fine,
il seguente:  «3-quater.  L’Agenzia  puo’,  altresi’,  disporre,  con
delibera del Consiglio direttivo,  l’estromissione  di  singoli  beni
immobili dall’azienda non in liquidazione e il loro trasferimento  al
si tratti di beni che gli enti territoriali medesimi gia’  utilizzano
a qualsiasi titolo  per  finalita’  istituzionali.  La  delibera  del
Consiglio direttivo e’ adottata fatti salvi i diritti  dei  creditori
dell’azienda confiscata.».
(( 3. Al fine  di  garantire  il  potenziamento  dell’attivita’
dalla  legge  31  marzo   2010,   n.   50,   nei   limiti   stabiliti
l’anno 2012.
4. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 3, pari  a  2
milioni di euro per l’anno 2011 e a 4  milioni  di  euro  per  l’anno
Fondo per interventi strutturali di politica economica. ))
5. Il Ministro dell’economia e delle finanze  e’  autorizzato  ad
– Si riporta il testo dell’art.  2-sexies  e  dell’art.
2-undecies della legge 31 maggio 1965, n. 575 (Disposizioni
straniere), come modificati dal presente decreto:
«Art. 2-sexies. – 1. Con il provvedimento con il  quale
dispone il sequestro previsto dagli articoli precedenti  il
tribunale nomina il giudice delegato alla  procedura  e  un
2.  L’amministratore  e’  scelto   tra   gli   iscritti
nell’Albo  nazionale   degli   amministratori   giudiziari.
L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione
dei  beni  sequestrati  e  confiscati   alla   criminalita’
organizzata promuove le intese con l’autorita’  giudiziaria
per  assicurare,  attraverso  criteri  di  trasparenza,  la
rotazione  degli   incarichi   degli   amministratori,   la
corrispondenza  tra  i  profili  professionali  e  i   beni
sequestrati, nonche’ la pubblicita’ dei compensi percepiti,
secondo modalita’  stabilite  con  decreto  di  natura  non
regolamentare  emanato  dal  Ministro  dell’interno  e  dal
3. Non possono  essere  nominate  le  persone  nei  cui
confronti il provvedimento e’ stato disposto, il coniuge, i
parenti, gli affini e le persone con esse  conviventi,  ne’
le   persone   condannate   ad   una   pena   che   importi
l’interdizione, anche temporanea,  dai  pubblici  uffici  o
coloro cui sia stata irrogata una misura di prevenzione. Le
stesse persone non possono, altresi’, svolgere le  funzioni
di  ausiliario  o  di   collaboratore   dell’amministratore
4. Il giudice delegato  puo’  adottare,  nei  confronti
della  persona  sottoposta  alla  procedura  e  della   sua
famiglia, i provvedimenti  indicati  nell’articolo  47  del
regio  decreto  16  marzo  1942,  n.  267,   e   successive
modificazioni, quando ricorrano le condizioni ivi previste.
Egli puo’ altresi’  autorizzare  l’amministratore  a  farsi
coadiuvare, sotto la sua responsabilita’, da tecnici  o  da
altre persone retribuite.
5. Fino al decreto di confisca di primo grado l’Agenzia
coadiuva l’amministratore giudiziario  sotto  la  direzione
del giudice delegato.  A  tal  fine  l’Agenzia  propone  al
tribunale l’adozione di tutti i provvedimenti necessari per
la migliore utilizzazione  del  bene  in  vista  della  sua
destinazione o assegnazione.  L’Agenzia  puo’  chiedere  al
tribunale la revoca o  la  modifica  dei  provvedimenti  di
amministrazione  adottati  dal  giudice   delegato   quando
ritenga  che   essi   possono   recare   pregiudizio   alla
destinazione o all’assegnazione del bene.
6. All’Agenzia sono comunicati  per  via  telematica  i
provvedimenti di modifica o revoca del sequestro  e  quelli
di autorizzazione al compimento di atti di  amministrazione
7.  Dopo  il  decreto  di  confisca  di  primo   grado,
l’amministrazione dei beni  e’  conferita  all’Agenzia,  la
quale puo’ avvalersi di uno o  piu’  coadiutori.  L’Agenzia
comunica al  tribunale  il  provvedimento  di  conferimento
dell’incarico. L’incarico ha durata annuale, salvo che  non
intervenga revoca espressa, ed e’ rinnovabile  tacitamente.
L’incarico   puo’   essere   conferito   all’amministratore
giudiziario designato dal tribunale.  In  caso  di  mancato
conferimento    dell’incarico    all’amministratore    gia’
nominato, il tribunale provvede  agli  adempimenti  di  cui
all’art.  2-octies   e   all’approvazione   di   un   conto
provvisorio. L’Agenzia  puo’  farsi  coadiuvare,  sotto  la
propria responsabilita’, da  tecnici  o  da  altre  persone
retribuite    secondo    le    modalita’    previste    per
l’amministratore giudiziario.
8. L’amministratore viene immesso nel possesso dei beni
sequestrati,  ove  occorre,   per   mezzo   della   polizia
giudiziaria. L’amministratore ha il compito  di  provvedere
alla custodia, alla conservazione e all’amministrazione dei
beni sequestrati anche nel corso dell’intero  procedimento,
anche  al  fine   di   incrementare,   se   possibile,   la
redditivita’ dei beni medesimi.
9. Entro sei mesi dal  decreto  di  confisca  di  primo
grado, al fine di facilitare le richieste  di  utilizzo  da
parte degli aventi diritto, l’Agenzia pubblica nel  proprio
sito  internet  l’elenco  dei  beni  immobili  oggetto  del
10. Nel caso in  cui  il  sequestro  abbia  ad  oggetto
aziende, costituite ai sensi degli articoli 2555 e seguenti
del codice civile, il tribunale  nomina  un  amministratore
giudiziario scelto nella sezione  di  esperti  in  gestione
aziendale   dell’Albo   nazionale   degli    amministratori
giudiziari. Egli deve presentare al  tribunale,  entro  sei
mesi dalla nomina, una  relazione  particolareggiata  sullo
stato e sulla consistenza dei beni  aziendali  sequestrati,
nonche’ sullo stato dell’attivita’ aziendale. Il tribunale,
sentiti  l’amministratore   giudiziario   e   il   pubblico
ministero, ove rilevi concrete prospettive di  prosecuzione
dell’impresa, approva il programma con decreto  motivato  e
impartisce le direttive per la gestione dell’impresa.
11. L’amministratore, con la  frequenza  stabilita  dal
giudice    delegato,    presenta    relazioni    periodiche
sull’amministrazione, che trasmette anche all’Agenzia.
12. L’amministratore giudiziario provvede agli atti  di
ordinaria    amministrazione    funzionali    all’attivita’
economica dell’azienda. Il giudice delegato,  tenuto  conto
dell’attivita’ economica svolta dall’azienda,  della  forza
lavoro da essa occupata, della sua capacita’  produttiva  e
del suo mercato di riferimento, puo’ indicare il limite  di
valore entro il quale gli atti si  ritengono  di  ordinaria
13.  Si  osservano  per  la  gestione  dell’azienda  le
disposizioni  di   cui   all’art.   2-octies,   in   quanto
14. Le procedure esecutive, gli atti di pignoramento  e
i provvedimenti cautelari in corso da parte della  societa’
Equitalia Spa  o  di  altri  concessionari  di  riscossione
pubblica sono sospesi nelle ipotesi di sequestro di aziende
o societa’ disposto  ai  sensi  della  presente  legge  con
nomina    di    un    amministratore    giudiziario.     E’
conseguentemente sospeso il decorso dei relativi termini di
15. Nelle ipotesi  di  confisca  dei  beni,  aziende  o
societa’ sequestrati, i crediti erariali si estinguono  per
confusione ai sensi dell’art. 1253 del codice civile. Entro
i limiti degli importi dei debiti  che  si  estinguono  per
confusione,  non  si  applicano  le  disposizioni  di   cui
all’articolo 31, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010,
2010, n. 122.».
«Art.  2-undecies.  –  1.   L’Agenzia   nazionale   per
confiscati alla criminalita’ organizzata  di  cui  all’art.
2-sexies versa all’ufficio del registro:
a) le somme di  denaro  confiscate  che  non  debbano
essere utilizzate per la gestione di altri beni  confiscati
o che non debbano essere  utilizzate  per  il  risarcimento
delle vittime dei reati di tipo mafioso;
b) le somme ricavate dalla  vendita,  anche  mediante
trattativa privata,  dei  beni  mobili  non  costituiti  in
azienda, ivi compresi quelli registrati, e dei  titoli,  al
netto del ricavato della vendita dei  beni  finalizzata  al
risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso. Se la
procedura di vendita e’ antieconomica l’Agenzia dispone  la
cessione gratuita o la distruzione del bene;
c)  le  somme  derivanti  dal  recupero  dei  crediti
personali. Se la procedura di  recupero  e’  antieconomica,
ovvero, dopo accertamenti sulla solvibilita’  del  debitore
svolti dal competente ufficio del territorio del  Ministero
delle finanze, avvalendosi anche degli organi  di  polizia,
il debitore risulti insolvibile, il  credito  e’  annullato
con provvedimento del dirigente dell’ufficio del territorio
del Ministero delle finanze.
2. I beni immobili sono:
a) mantenuti al patrimonio dello Stato per  finalita’
di giustizia, di ordine pubblico e di protezione civile  e,
ove idonei, anche per  altri  usi  governativi  o  pubblici
connessi allo svolgimento delle attivita’ istituzionali  di
amministrazioni  statali,  agenzie   fiscali,   universita’
statali, enti pubblici e istituzioni culturali di rilevante
interesse, salvo che si debba procedere alla vendita  degli
stessi finalizzata al risarcimento delle vittime dei  reati
di tipo mafioso;
a-bis) mantenuti al patrimonio dello  Stato  e,  previa
autorizzazione  del   Ministro   dell’interno,   utilizzati
dall’Agenzia per finalita’ economiche;
b) trasferiti per finalita’ istituzionali o  sociali,
in via prioritaria, al patrimonio del comune ove l’immobile
e’ sito, ovvero  al  patrimonio  della  provincia  o  della
regione. Gli enti  territoriali  provvedono  a  formare  un
apposito elenco dei beni confiscati ad essi trasferiti, che
viene periodicamente aggiornato.  L’elenco,  reso  pubblico
con adeguate forme e in modo permanente, deve  contenere  i
dati  concernenti  la  consistenza,   la   destinazione   e
l’utilizzazione dei beni nonche’, in caso di assegnazione a
terzi, i  dati  identificativi  del  concessionario  e  gli
estremi, l’oggetto e la durata  dell’atto  di  concessione.
Gli enti territoriali, anche  consorziandosi  o  attraverso
associazioni, possono amministrare direttamente il bene  o,
sulla  base  di   apposita   convenzione,   assegnarlo   in
concessione, a titolo gratuito e nel rispetto dei  principi
di  trasparenza,  adeguata   pubblicita’   e   parita’   di
trattamento, a comunita’,  anche  giovanili,  ad  enti,  ad
associazioni  maggiormente   rappresentative   degli   enti
locali, ad organizzazioni di volontariato di cui alla legge
11 agosto 1991, n. 266, a cooperative sociali di  cui  alla
legge 8 novembre 1991, n. 381, o a comunita’ terapeutiche e
centri di recupero e cura di tossicodipendenti  di  cui  al
testo unico delle leggi  in  materia  di  disciplina  degli
stupefacenti e sostanze  psicotrope,  prevenzione,  cura  e
riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza,  di
cui al decreto del Presidente della  Repubblica  9  ottobre
1990, n.  309,  nonche’  alle  associazioni  di  protezione
ambientale riconosciute ai  sensi  dell’articolo  13  della
legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni. La
convenzione  disciplina  la  durata,  l’uso  del  bene,  le
modalita’ di controllo sulla sua utilizzazione, le cause di
risoluzione del rapporto e le modalita’ del rinnovo. I beni
non  assegnati  possono  essere   utilizzati   dagli   enti
territoriali per finalita’ di lucro e i  relativi  proventi
devono  essere  reimpiegati  esclusivamente  per  finalita’
sociali. Se  entro  un  anno  l’ente  territoriale  non  ha
provveduto alla destinazione del bene, l’Agenzia dispone la
revoca del trasferimento ovvero la nomina di un commissario
con poteri  sostitutivi.  Alla  scadenza  di  sei  mesi  il
sindaco invia al Direttore dell’Agenzia una relazione sullo
stato della procedura.
c) trasferiti al patrimonio del comune ove l’immobile
e’ sito, se confiscati per il reato di cui all’art. 74  del
citato testo unico approvato  con  decreto  del  Presidente
della Repubblica 9 ottobre 1990, n.  309.  Il  comune  puo’
amministrare direttamente il bene oppure,  preferibilmente,
assegnarlo in concessione, anche a titolo gratuito, secondo
i criteri di cui all’art. 129 del medesimo testo unico,  ad
associazioni,  comunita’  o  enti  per   il   recupero   di
tossicodipendenti  operanti  nel  territorio  ove  e’  sito
l’immobile. Se entro un anno  l’ente  territoriale  non  ha
con poteri sostitutivi.
2.1. I proventi derivanti dall’utilizzo dei beni di cui
al comma 2, lettera a-bis),  affluiscono,  al  netto  delle
spese di conservazione ed amministrazione, al  Fondo  unico
giustizia, per  essere  versati  all’apposito  capitolo  di
entrata del bilancio dello Stato e riassegnati  allo  stato
di  previsione  del  Ministero  dell’interno  al  fine   di
assicurare il potenziamento dell’Agenzia.
2-bis. I beni di  cui  al  comma  2,  di  cui  non  sia
possibile effettuare la destinazione o il trasferimento per
le finalita’ di pubblico interesse  ivi  contemplate,  sono
destinati  con  provvedimento  dell’Agenzia  alla  vendita,
osservate,  in  quanto  compatibili,  le  disposizioni  del
codice  di  procedura  civile.  L’avviso  di   vendita   e’
pubblicato nel sito internet dell’Agenzia, e  dell’avvenuta
pubblicazione viene data altresi’ notizia nei siti internet
dell’Agenzia del  demanio  e  della  prefettura  –  Ufficio
territoriale del Governo della  provincia  interessata.  La
vendita e’ effettuata per un corrispettivo non inferiore  a
quello determinato dalla stima formulata ai sensi dell’art.
2-decies, comma 1. Qualora, entro novanta giorni dalla data
di pubblicazione dell’avviso  di  vendita,  non  pervengano
all’Agenzia  proposte  di  acquisto  per  il  corrispettivo
indicato al terzo periodo, il prezzo minimo  della  vendita
non puo’, comunque, essere determinato in misura  inferiore
all’80 per cento del valore  della  suddetta  stima.  Fatto
salvo il disposto dei commi 2-ter e 2-quater  del  presente
articolo, la  vendita  e’  effettuata  agli  enti  pubblici
aventi tra le altre finalita’  istituzionali  anche  quella
dell’investimento    nel    settore    immobiliare,    alle
associazioni di categoria che assicurano maggiori  garanzie
e utilita’ per il perseguimento dell’interesse  pubblico  e
alle fondazioni bancarie. I beni  immobili  acquistati  non
possono essere alienati, nemmeno parzialmente,  per  cinque
anni dalla data di trascrizione del contratto di vendita  e
quelli diversi dai fabbricati sono assoggettati alla stessa
disciplina prevista per questi ultimi dall’articolo 12  del
decreto-legge  21  marzo  1978,  n.  59,  convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge  18  maggio  1978,   n.   191.
L’Agenzia richiede al prefetto della provincia  interessata
un parere obbligatorio, da esprimere  sentito  il  Comitato
provinciale per l’ordine e la sicurezza  pubblica,  e  ogni
informazione utile affinche’ i beni non  siano  acquistati,
anche per interposta persona, dai soggetti ai quali  furono
confiscati,  da  soggetti  altrimenti  riconducibili   alla
criminalita’ organizzata  ovvero  utilizzando  proventi  di
natura illecita.
2-ter. Il personale delle Forze armate e  il  personale
delle  Forze  di  polizia  possono  costituire  cooperative
edilizie alle quali e’ riconosciuto il diritto  di  opzione
prioritaria sull’acquisto dei beni destinati  alla  vendita
di cui al comma 2-bis.
2-quater. Gli enti territoriali possono  esercitare  la
prelazione  all’acquisto  degli  stessi.  Con   regolamento
adottato ai sensi dell’ articolo 17, comma 1,  della  legge
23 agosto 1988, n. 400, e  successive  modificazioni,  sono
disciplinati  i  termini,  le  modalita’  e  le   ulteriori
disposizioni  occorrenti  per  l’attuazione  del   presente
comma. Nelle more dell’adozione del predetto regolamento e’
comunque possibile procedere alla vendita dei beni  di  cui
al comma 2-bis del presente articolo.
3. I beni aziendali sono mantenuti al patrimonio  dello
Stato e destinati, con provvedimento  dell’Agenzia  che  ne
disciplina le modalita’ operative:
a) all’affitto, quando vi siano  fondate  prospettive
di continuazione o di ripresa dell’attivita’ produttiva,  a
titolo  oneroso,  a  societa’  e  ad  imprese  pubbliche  o
private, ovvero a titolo gratuito,  senza  oneri  a  carico
dello  Stato,  a  cooperative  di   lavoratori   dipendenti
dell’impresa confiscata. Nella scelta dell’affittuario sono
privilegiate le soluzioni che garantiscono il  mantenimento
dei  livelli  occupazionali.  I  beni  non  possono  essere
destinati  all’affitto  alle  cooperative   di   lavoratori
dipendenti dell’impresa confiscata se taluno  dei  relativi
soci e’  parente,  coniuge,  affine  o  convivente  con  il
destinatario della confisca, ovvero nel  caso  in  cui  nei
suoi confronti sia stato adottato taluno dei  provvedimenti
indicati nell’articolo 15, commi 1  e  2,  della  legge  19
b) alla vendita, per un corrispettivo non inferiore a
quello determinato dalla  stima  eseguita  dall’Agenzia,  a
soggetti che ne abbiano fatto richiesta, qualora vi sia una
maggiore utilita’ per l’interesse  pubblico  o  qualora  la
vendita medesima  sia  finalizzata  al  risarcimento  delle
vittime dei reati di tipo  mafioso.  Nel  caso  di  vendita
disposta alla scadenza del contratto di affitto  dei  beni,
l’affittuario puo’  esercitare  il  diritto  di  prelazione
entro trenta giorni dalla comunicazione della  vendita  del
bene da parte dell’Agenzia;
c) alla liquidazione, qualora  vi  sia  una  maggiore
utilita’ per l’interesse pubblico o qualora la liquidazione
medesima sia finalizzata al risarcimento delle vittime  dei
reati di tipo mafioso, con le  medesime  modalita’  di  cui
alla lettera b).
3-bis. I  beni  mobili,  anche,  iscritti  in  pubblici
registri,  le  navi,  le  imbarcazioni,  i  natanti  e  gli
aeromobili   sequestrati   sono   affidati   dall’autorita’
giudiziaria in custodia giudiziale agli organi di  polizia,
anche per le esigenze di polizia giudiziaria,  i  quali  ne
facciano richiesta per l’impiego in attivita’  di  polizia,
ovvero possono  essere  affidati  all’Agenzia  o  ad  altri
organi dello Stato o ad altri enti pubblici non  economici,
per finalita’ di  giustizia,  di  protezione  civile  o  di
4 (Abrogato).
5. Le somme ricavate ai sensi del comma 1, lettere b) e
c),  nonche’  i  proventi  derivanti  dall’affitto,   dalla
vendita o dalla liquidazione dei beni, di cui al  comma  3,
sono versati  all’entrata  del  bilancio  dello  Stato  per
essere riassegnati in egual misura al  finanziamento  degli
interventi    per    l’edilizia    scolastica     e     per
l’informatizzazione del processo.
5-bis. Le somme ricavate dalla vendita dei beni di  cui
al comma 2-bis, al netto delle spese per la gestione  e  la
vendita  degli  stessi,  affluiscono,   previo   versamento
all’entrata  del  bilancio  dello  Stato,  al  Fondo  unico
giustizia per essere riassegnati, nella misura del  50  per
cento,  al  Ministero  dell’interno  per  la  tutela  della
sicurezza  pubblica  e  del  soccorso  pubblico  e,   nella
restante misura  del  50  per  cento,  al  Ministero  della
giustizia,   per   assicurare   il   funzionamento   e   il
istituzionali, in coerenza con gli obiettivi di  stabilita’
6. Nella scelta del cessionario o dell’affittuario  dei
beni  aziendali  l’Agenzia  procede  mediante   licitazione
privata  ovvero,  qualora  ragioni  di  necessita’   o   di
convenienza,  specificatamente  indicate  e  motivate,   lo
richiedano,  mediante  trattativa  privata.  Sui   relativi
contratti e’ richiesto il parere di organi consultivi  solo
per  importi  eccedenti  euro  1.032.913,80  nel  caso   di
licitazione privata euro 516.456,90 nel caso di  trattativa
privata. I contratti per i quali non e’ richiesto il parere
del  Consiglio  di  Stato  sono  approvati,  dal  dirigente
dell’Agenzia del demanio competente per territorio.
7.  I  provvedimenti  emanati  ai  sensi  del  comma  1
dell’art. 2-decies e dei commi 2 e 3 del presente  articolo
sono immediatamente esecutivi.
8. I trasferimenti e le cessioni  di  cui  al  presente
articolo,  disposti  a  titolo  gratuito,  sono  esenti  da
qualsiasi imposta.».
– Si riporta il testo dell’art. 3  e  dell’art.  7  del
decreto-legge  4  febbraio  2010,  n.  4,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge   31   marzo   2010,   n.   50
(Istituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e
la destinazione dei  beni  sequestrati  e  confiscati  alla
criminalita’ organizzata),  come  modificato  dal  presente
«Art. 3(Attribuzioni degli organi dell’Agenzia).  –  1.
Il  Direttore  dell’Agenzia  ne  assume  la  rappresentanza
legale, puo’ nominare uno o piu’ delegati anche con  poteri
di  rappresentanza,  convoca  il  Consiglio   direttivo   e
stabilisce l’ordine  del  giorno  delle  sedute.  Provvede,
altresi’, all’attuazione  degli  indirizzi  e  delle  linee
guida  fissate  dal  Consiglio  direttivo  in  materia   di
amministrazione,  assegnazione  e  destinazione  dei   beni
sequestrati e confiscati e presenta al Consiglio  direttivo
il bilancio preventivo e il conto consultivo. Il  Direttore
riferisce periodicamente ai Ministri dell’interno  e  della
giustizia   e    presenta    una    relazione    semestrale
sull’attivita’ svolta dall’Agenzia, fermo  restando  quanto
previsto dall’art. 2-duodecies, comma  4,  ultimo  periodo,
2.  L’Agenzia  provvede  all’amministrazione  dei  beni
confiscati  anche  in  via  non  definitiva  e   adotta   i
provvedimenti di destinazione dei beni  confiscati  per  le
prioritarie finalita’ istituzionali e sociali,  secondo  le
modalita’ indicate dalla legge 31 maggio 1965,  n.  575,  e
successive  modificazioni.  Nelle  ipotesi  previste  dalle
norme in materia  di  tutela  ambientale  e  di  sicurezza,
ovvero quando  il  bene  sia  improduttivo,  oggettivamente
inutilizzabile,   non   destinabile   o   non   alienabile,
l’Agenzia, con delibera del Consiglio direttivo,  adotta  i
provvedimenti di distruzione o di demolizione.
3.    L’Agenzia    per    le     attivita’     connesse
all’amministrazione   e   alla   destinazione   dei    beni
sequestrati e confiscati anche in via non  definitiva  puo’
avvalersi, senza nuovi o  maggiori  oneri  per  la  finanza
pubblica delle prefetture territorialmente  competenti.  In
tali casi i prefetti costituiscono senza nuovi  o  maggiori
oneri per la finanza pubblica, un nucleo  di  supporto  cui
possono   partecipare   anche   rappresentanti   di   altre
amministrazioni, enti o associazioni.
4. L’Agenzia con delibera del Consiglio direttivo:
a) adotta gli atti di indirizzo e le linee  guida  in
materia di amministrazione, assegnazione e destinazione dei
beni sequestrati e confiscati;
b) programma l’assegnazione  e  la  destinazione  dei
beni in previsione della confisca;
c) approva piani generali di  destinazione  dei  beni
confiscati;
c-bis) richiede all’autorita’  di  vigilanza  di  cui
all’art. 1, comma 2, l’autorizzazione ad utilizzare i  beni
immobili di  cui  all’art.  2-undecies,  comma  2,  lettera
a-bis),  della  legge  31  maggio  1965,  n.  575,  per  le
finalita’ ivi indicate;
d) richiede la modifica della destinazione d’uso  del
bene confiscato, in  funzione  della  valorizzazione  dello
stesso o del suo utilizzo  per  finalita’  istituzionali  o
sociali, anche in deroga agli strumenti urbanistici;
e)  approva  il  bilancio  preventivo  ed  il   conto
f) verifica l’utilizzo dei beni, da parte dei privati
e degli enti pubblici, conformemente  ai  provvedimenti  di
assegnazione e di destinazione;
g)  revoca  il  provvedimento   di   assegnazione   e
destinazione nel caso di mancato o  difforme  utilizzo  del
bene rispetto alle finalita’ indicate nonche’  negli  altri
casi stabiliti dalla legge;
h) sottoscrive convenzioni e protocolli con pubbliche
amministrazioni,    regioni,    enti     locali,     ordini
professionali, enti ed associazioni per  le  finalita’  del
i) provvede all’istituzione, in relazione a particolari
esigenze,  di  sedi  secondarie  nelle  regioni  ove   sono
presenti in  quantita’  significativa  beni  sequestrati  e
5. Alle riunioni del Consiglio direttivo possono essere
chiamati   a    partecipare    i    rappresentanti    delle
amministrazioni pubbliche, centrali e  locali,  di  enti  e
associazioni di volta in volta  interessati  e  l’autorita’
b) alla verifica del bilancio  di  previsione  e  del
conto consuntivo, redigendo apposite relazioni;
c) alle  verifiche  di  cassa  con  frequenza  almeno
trimestrale.».
«Art. 7 (Disciplina transitoria). – 1.  Nella  fase  di
prima applicazione delle disposizioni del presente decreto:
a) la dotazione organica dell’Agenzia e’ determinata,
con  provvedimento  del  Direttore,   in   trenta   unita’,
ripartite tra le  varie  qualifiche,  ivi  comprese  quelle
dirigenziali.  Il  personale  proveniente  dalle  pubbliche
amministrazioni, dalle Agenzie, dagli enti territoriali, e’
assegnato all’Agenzia, anche in posizione di comando  o  di
distacco,   secondo   quanto   previsto   dai    rispettivi
ordinamenti,  conservando   lo   stato   giuridico   e   il
trattamento economico  in  godimento  con  oneri  a  carico
b)  il  Direttore  dell’Agenzia,  nei  limiti   della
dotazione organica, e’ autorizzato a stipulare contratti  a
tempo  determinato,  al  fine  di   assicurare   la   piena
operativita’ dell’Agenzia.
2. A decorrere dalla nomina di cui all’art. 2, comma 2,
cessa l’attivita’  del  Commissario  straordinario  per  la
gestione  e  la  destinazione  dei   beni   confiscati   ad
organizzazioni   criminali   e   vengono    contestualmente
trasferite  le  funzioni  e  le   risorse   strumentali   e
finanziarie  gia’  attribuite  allo   stesso   Commissario,
nonche’, nell’ambito del contingente indicato al  comma  1,
lettera a), le risorse umane, che  restano  nella  medesima
posizione gia’ occupata presso  il  Commissario.  L’Agenzia
subentra nelle convenzioni, nei protocolli e nei  contratti
di collaborazione stipulati dal Commissario  straordinario.
L’Agenzia, nei limiti degli stanziamenti  di  cui  all’art.
10, puo’ avvalersi di esperti e collaboratori esterni.
3. Fino alla data di entrata in vigore del  regolamento
ovvero, quando piu’ di  uno,  dell’ultimo  dei  regolamenti
previsti dall’art. 4, ai procedimenti di  cui  all’art.  1,
comma 3, continuano ad applicarsi le  disposizioni  vigenti
anteriormente alla data di entrata in vigore  del  presente
decreto. Le predette disposizioni  si  applicano  anche  ai
procedimenti, di cui al medesimo art. 1, comma  3,  lettere
b) e c), pendenti alla stessa data.
3-bis. Al  fine  di  programmare  l’assegnazione  e  la
destinazione dei beni oggetto dei procedimenti  di  cui  al
comma 3, il giudice delegato ovvero il giudice che  procede
comunica tempestivamente all’Agenzia  i  dati  relativi  ai
detti   procedimenti   e   impartisce    all’amministratore
giudiziario  le  disposizioni  necessarie.  L’Agenzia  puo’
avanzare proposte al giudice per la migliore  utilizzazione
del bene ai fini della sua successiva destinazione.
3-ter. Qualora gli enti territoriali in cui ricadono  i
beni confiscati, alla data di entrata in vigore della legge
di  conversione  del   presente   decreto,   abbiano   gia’
presentato una manifestazione d’interesse al  prefetto  per
le finalita’ di cui all’art. 2-undecies, comma  2,  lettera
b), della legge  31  maggio  1965,  n.  575,  e  successive
modificazioni, l’Agenzia  procede  alla  definizione  e  al
compimento del trasferimento di tali beni immobili a favore
degli stessi enti richiedenti.  Qualora  non  sia  rilevata
possibile  la  cessione  dell’intera  azienda  e  gli  enti
territoriali di cui all’art. 2-undecies, comma  2,  lettera
modificazioni, manifestino interesse  all’assegnazione  dei
soli beni immobili dell’azienda e  ne  facciano  richiesta,
l’Agenzia puo’ procedere, valutati i profili occupazionali,
alla liquidazione della stessa  prevedendo  l’estromissione
dei beni immobili a favore degli stessi  enti  richiedenti.
Le spese necessarie alla liquidazione  dei  beni  aziendali
residui  rispetto  all’estromissione  dei   beni   immobili
assegnati agli enti territoriali sono poste a carico  degli
stessi enti richiedenti. Qualora dalla liquidazione  derivi
un attivo, questo e’ versato direttamente allo Stato.
3-quater.  L’Agenzia  puo’,  altresi’,  disporre,   con
delibera  del  Consiglio  direttivo,   l’estromissione   di
singoli beni immobili dall’azienda non in liquidazione e il
loro trasferimento al patrimonio  degli  enti  territoriali
che ne facciano richiesta, qualora si tratti  di  beni  che
gli enti territoriali medesimi gia’ utilizzano a  qualsiasi
titolo  per  finalita’  istituzionali.  La   delibera   del
Consiglio direttivo e’ adottata fatti salvi i  diritti  dei
creditori dell’azienda confiscata.».
– Il decreto-legislativo 10  settembre  2003,  n.  276,
(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  9  ottobre  2003,  n.
235)  reca:  «Attuazione  delle  deleghe  in   materia   di
occupazione e mercato del lavoro,  di  cui  alla  legge  14
febbraio 2003, n. 30».
– Si riporta il testo dell’art. 10, commi 1  e  5,  del
decreto-legge 29 novembre 2004,  n.  282,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  27  dicembre  2004,  n.   307
(Disposizioni urgenti  in  materia  fiscale  e  di  finanza
di illeciti edilizi). – 1. Al  decreto-legge  30  settembre
2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326,  e  successive  modificazioni,  sono
apportate le seguenti ulteriori modifiche:
a) nell’allegato 1, le parole: «20 dicembre  2004»  e
«30 dicembre 2004», indicate dopo le parole: «seconda rata»
e: «terza rata», sono  sostituite,  rispettivamente,  dalle
seguenti: «31 maggio 2005» e «30 settembre 2005»;
b) nell’allegato 1, ultimo periodo,  le  parole:  «30
giugno  2005»,  inserite  dopo  le  parole:  «deve   essere
integrata entro il», sono sostituite  dalle  seguenti:  «31
ottobre 2005»;
c) al comma 37 dell’art. 32  le  parole:  «30  giugno
2005» sono sostituite dalle seguenti: «31 ottobre 2005».
5. Al fine di agevolare il perseguimento degli obiettivi di
finanza pubblica,  anche  mediante  interventi  volti  alla
riduzione  della  pressione   fiscale,   nello   stato   di
previsione del Ministero dell’economia e delle  finanze  e’
istituito un apposito «Fondo per interventi strutturali  di
politica economica», alla cui  costituzione  concorrono  le
Integrazione della Commissione centrale consultiva
per l’adozione delle misure di sicurezza personale
1. All’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 6  maggio  2002,  n.
83, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2002, n. 133,
e’ aggiunto, in fine, il  seguente  periodo:  «Per  le  questioni  di
sicurezza relative a magistrati la Commissione  e’  integrata  da  un
magistrato designato dal Ministro della giustizia (( tra quelli  gia’
collocati  fuori  ruolo  con  incarico  presso  il  Ministero   della
giustizia.  Ai  componenti  della  Commissione   non   spetta   alcun
emolumento, compenso o rimborso di spese». ))
– Si riporta il testo dell’art. 3 del  decreto-legge  6
maggio 2002, n. 83, convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge 2  luglio  2002,  n.  133  (Disposizioni  urgenti  in
materia di sicurezza  personale  ed  ulteriori  misure  per
assicurare     la      funzionalita’      degli      uffici
dell’Amministrazione  dell’interno),  come  modificato  dal
«Art.   3.   (Commissione   centrale   consultiva   per
l’adozione delle  misure  di  sicurezza  personale).  –  1.
L’UCIS si avvale della Commissione centrale consultiva  per
l’adozione  delle  misure  di   protezione   e   vigilanza,
presieduta dal direttore del predetto  Ufficio  centrale  e
composta da un rappresentante di ciascuna  delle  Forze  di
polizia di cui all’art. 2, nonche’ da un rappresentante del
Servizio per le informazioni  e  la  sicurezza  democratica
(SISDE)  e  da  un  rappresentante  del  Servizio  per   le
informazioni  e   la   sicurezza   militare   (SISMI),   di
particolare esperienza, rispettivamente, nei settori  della
protezione delle persone esposte a pericolo e  dell’analisi
sui  fenomeni  criminali   e   terroristici,   interni   ed
internazionali. Per le questioni di  sicurezza  relative  a
magistrati la Commissione e’  integrata  da  un  magistrato
designato dal Ministro  della  giustizia  tra  quelli  gia’
collocati fuori ruolo  con  incarico  presso  il  Ministero
della giustizia. Ai componenti della Commissione non spetta
alcun emolumento, compenso o rimborso di spese.
2.  La  Commissione,   su   richiesta   del   direttore
dell’Ufficio centrale di cui  comma  1,  si  esprime  sulla
adozione,  la  modifica  e  la  revoca  delle   misure   di
protezione e di vigilanza, nonche’ in materia di  dotazioni
strumentali e su ogni altra questione, connessa alle misure
di protezione e di vigilanza, che il direttore dell’Ufficio
ritenga di sottoporre.».
Potenziamento della cooperazione
internazionale di polizia
1. Al fine di potenziare l’azione di contrasto della  criminalita’
organizzata e di tutte le condotte illecite, anche transnazionali  ad
essa riconducibili, nonche’ al fine di incrementare  la  cooperazione
internazionale  di  polizia,  anche  in  attuazione   degli   impegni
derivanti  dall’appartenenza  dell’Italia  all’Unione  europea  o  in
esecuzione degli accordi di collaborazione con i  Paesi  interessati,
sono (( predisposte, entro sessanta giorni dalla data di  entrata  in
vigore della legge di conversione del presente decreto, urgenti linee
di indirizzo strategico, aggiornate annualmente,  ))  per  rafforzare
l’attivita’ del personale delle Forze di polizia dislocato all’estero
attraverso  la  massima  valorizzazione  del  patrimonio  informativo
disponibile e dello scambio info-operativo. A tale scopo, nell’ambito
del Dipartimento della pubblica sicurezza – Direzione centrale  della
polizia criminale, e’ istituito,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a
carico della finanza pubblica,  il  Comitato  per  la  programmazione
strategica per la cooperazione internazionale di  polizia  (COPSCIP),
presieduto dal vice direttore generale  della  pubblica  sicurezza  –
direttore centrale della polizia criminale (( e composto da membri di
comprovata esperienza e  professionalita’  nello  specifico  settore,
individuati  con  successivo  atto  del   presidente.   ))   Per   la
partecipazione al Comitato  non  e’  prevista  la  corresponsione  di
Capo III   DISPOSIZIONI SULLA TRACCIABILITA’  DEI FLUSSI FINANZIARI
Disposizioni interpretative e attuative delle norme dell’art. 3 della
legge 13 agosto 2010,  n.136,  in  materia  di  tracciabilita’  dei
1. L’articolo 3 della legge 13 agosto 2010, n.136,  si  interpreta
indicati nello stesso articolo 3  sottoscritti  successivamente  alla
data di entrata in vigore della legge e ai contratti di subappalto  e
2. I contratti stipulati precedentemente alla data di (( entrata in
vigore della legge 13 agosto 2010, n.  136,  ))  ed  i  contratti  di
subappalto e i subcontratti da  essi  derivanti  sono  adeguati  alle
disposizioni di cui all’articolo 3 (( della medesima legge n. 136 del
2010, come modificato dal comma 1, lettera a),  dell’articolo  7  del
presente decreto, )) entro centottanta giorni dalla data  di  entrata
in vigore (( della legge di  conversione  del  presente  decreto.  Ai
sensi  dell’articolo  1374  del  codice  civile,  tali  contratti  si
intendono automaticamente integrati con le clausole di tracciabilita’
previste dai commi 8 e 9 del citato articolo 3 della legge n.136  del
2010, e successive modificazioni. ))
3. L’espressione: «filiera delle imprese» di cui ai  commi  1  e  9
dell’articolo 3  della  legge  13  agosto  2010,  n.136,  si  intende
riferita ai subappalti come definiti dall’articolo 118, comma 11, del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163,  nonche’  ai  subcontratti
stipulati per l’esecuzione, anche non esclusiva, del contratto.
4. L’espressione: «anche in via non esclusiva» di cui  al  comma  1
dell’articolo 3 della legge 13 agosto 2010, n.136, si interpreta  nel
senso che ogni operazione finanziaria relativa a  commesse  pubbliche
deve essere realizzata tramite uno o piu’ conti  correnti  bancari  o
postali, utilizzati anche promiscuamente per piu’  commesse,  purche’
7 del medesimo articolo 3 circa il conto o i conti utilizzati, e  nel
senso che sui medesimi  conti  possono  essere  effettuati  movimenti
5. L’espressione: «eseguiti anche con strumenti diversi» di cui  al
comma 3, primo periodo, dell’articolo 3 della legge 13  agosto  2010,
n.136, e l’espressione: «possono essere utilizzati (( sistemi diversi
)) » di cui al comma 3, secondo periodo, dello stesso articolo 3,  si
interpretano nel senso che e’ consentita l’adozione di  strumenti  di
pagamento differenti dal bonifico bancario o postale,  purche’  siano
idonei  ad  assicurare  la  piena  tracciabilita’  della  transazione
– Si riporta il  testo  dell’art.  3,  della  legge  13
agosto 2010, n. 136, (Piano straordinario contro le  mafie,
antimafia), come modificato dal presente decreto:
«Art. 3 (Tracciabilita’ dei flussi  finanziari),  –  1.
Per assicurare  la  tracciabilita’  dei  flussi  finanziari
finalizzata  a  prevenire  infiltrazioni   criminali,   gli
appaltatori,  i  subappaltatori  e  i  subcontraenti  della
postale, ovvero con altri strumenti di pagamento  idonei  a
consentire la piena tracciabilita’ delle operazioni.
riguardanti  tributi,  possono  essere  utilizzati  sistemi
diversi dal bonifico bancario  o  postale,  fermo  restando
l’obbligo di  documentazione  della  spesa.  Per  le  spese
giornaliere, di importo inferiore o uguale  a  1.500  euro,
relative agli interventi di cui al comma 1, possono  essere
utilizzati sistemi diversi dal bonifico bancario o postale,
fermi  restando  il  divieto  di  impiego  del  contante  e
l’obbligo  di  documentazione  della   spesa.   L’eventuale
appaltante e, ove obbligatorio ai sensi dell’art. 11  della
legge 16 gennaio 2003, n. 3, il codice  unico  di  progetto
(CUP). In  regime  transitorio,  sino  all’adeguamento  dei
sistemi telematici delle  banche  e  della  societa’  Poste
8.La stazione appaltante,  nei  contratti  sottoscritti
– Si riporta il  testo  integrale  dell’art.  1374  del
«Art. 1374 (Integrazione del contratto). – Il contratto
obbliga  le  parti  non  solo  a  quanto  e’  nel  medesimo
espresso, ma anche a tutte le conseguenze che  ne  derivano
secondo la  legge,  o,  in  mancanza,  secondo  gli  usi  e
l’equita’.».
– Si riporta il testo integrale dell’art.118, comma 11,
del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163  (Codice  dei
«Art. 118 (Subappalto, attivita’ che non  costituiscono
subappalto e tutela del lavoro).
11.  Ai  fini  del  presente  articolo  e’  considerato
subappalto qualsiasi contratto avente ad oggetto  attivita’
ovunque espletate che richiedono l’impiego  di  manodopera,
quali le forniture con posa in opera e i noli a  caldo,  se
singolarmente  di  importo  superiore  al   2   per   cento
dell’importo  delle  prestazioni  affidate  o  di   importo
superiore a 100.000 euro e qualora  l’incidenza  del  costo
della manodopera e del personale sia superiore  al  50  per
cento  dell’importo   del   contratto   da   affidare.   Il
subappaltatore  non  puo’  subappaltare  a  sua  volta   le
prestazioni salvo che per la fornitura con posa in opera di
impianti e di strutture  speciali  da  individuare  con  il
regolamento; in tali casi il  fornitore  o  subappaltatore,
per la posa in opera o  il  montaggio,  puo’  avvalersi  di
imprese di propria fiducia per le quali non sussista alcuno
dei divieti di cui al comma 2, numero 4). E’ fatto  obbligo
all’affidatario di comunicare alla stazione appaltante, per
tutti   i   sub-contratti   stipulati   per    l’esecuzione
dell’appalto, il nome  del  sub-contraente,  l’importo  del
contratto,  l’oggetto  del  lavoro,  servizio  o  fornitura
affidati.».
Modifiche  alla  legge  13  agosto  2010,  n.136,   in   materia   di
1. Alla legge 13 agosto 2010, n.136,  sono  apportate  le  seguenti
1) al comma 1,  le  parole:  «bonifico  bancario  o  postale»  sono
sostituite dalle seguenti: «bonifico bancario o postale,  ovvero  con
piena tracciabilita’ delle operazioni»;
«2. I pagamenti destinati a dipendenti, consulenti e  fornitori  di
beni e servizi  rientranti  tra  le  spese  generali  nonche’  quelli
destinati alla provvista di immobilizzazioni tecniche  sono  eseguiti
tramite conto  corrente  dedicato  di  cui  al  comma  1,  anche  con
strumenti diversi dal bonifico bancario o postale  purche’  idonei  a
garantire la  piena  tracciabilita’  delle  operazioni  per  l’intero
importo dovuto, anche se questo non e’ riferibile  in  via  esclusiva
2-bis) al comma 3, le parole:  «500  euro»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «1.500 euro» ed e’ aggiunto, in fine, il seguente  periodo:
«L’eventuale costituzione di un fondo cassa cui attingere  per  spese
giornaliere,  salvo  l’obbligo  di   rendicontazione,   deve   essere
effettuata tramite bonifico bancario o postale o altro  strumento  di
pagamento idoneo a consentire la tracciabilita’ delle operazioni,  in
favore di uno o piu’ dipendenti»;
3) al comma 4,  le  parole:  «bonifico  bancario  o  postale»  sono
4) il comma 5 e’ sostituito dal seguente:
«5.  Ai  fini  della  tracciabilita’  dei  flussi  finanziari,  gli
strumenti di pagamento devono  riportare,  in  relazione  a  ciascuna
transazione posta in essere dalla stazione appaltante e  dagli  altri
soggetti di cui al comma 1, il codice identificativo di  gara  (CIG),
attribuito dall’Autorita’ di  vigilanza  sui  contratti  pubblici  di
ove obbligatorio ai sensi dell’articolo 11  della  legge  16  gennaio
2003, n. 3, il codice unico di progetto (CUP). In regime transitorio,
sino all’adeguamento dei sistemi  telematici  delle  banche  e  della
societa’ Poste italiane Spa, il CUP puo’ essere inserito nello spazio
destinato alla trascrizione della motivazione del pagamento»;
5) il comma 6 e’ abrogato;
6) il comma 7 e’ sostituito dal seguente:
«7.  I  soggetti  di  cui  al  comma  1  comunicano  alla  stazione
appaltante   o    all’amministrazione    concedente    gli    estremi
entro sette giorni  dalla  loro  accensione  o,  nel  caso  di  conti
correnti gia’ esistenti, dalla loro prima utilizzazione in operazioni
finanziarie relative ad una commessa pubblica, nonche’, nello  stesso
termine, le generalita’ e il codice fiscale delle persone delegate ad
operare su di essi.  Gli  stessi  soggetti  provvedono,  altresi’,  a
7) il comma 8 e’ sostituito dal seguente:
«8. La stazione appaltante,  nei  contratti  sottoscritti  con  gli
appaltatori relativi ai lavori, ai servizi e alle forniture di cui al
comma 1, inserisce, a pena di nullita’ assoluta, un’apposita clausola
con la quale essi assumono gli obblighi di tracciabilita’ dei  flussi
finanziari  di   cui   alla   presente   legge.   L’appaltatore,   il
subappaltatore o il subcontraente che ha  notizia  dell’inadempimento
della propria controparte agli obblighi di tracciabilita’ finanziaria
di cui al presente  articolo  ne  da’  immediata  comunicazione  alla
stazione  appaltante  e  alla  prefettura-ufficio  territoriale   del
Governo  della  provincia  ove  ha  sede  la  stazione  appaltante  o
l’amministrazione concedente.»;
8) dopo il comma 9 e’ aggiunto, in fine, il seguente:
9-bis. Il mancato utilizzo del bonifico bancario o  postale  ovvero
degli altri strumenti idonei a  consentire  la  piena  tracciabilita’
delle operazioni costituisce causa di risoluzione del contratto.»;
01) al comma 1, le parole: «della clausola risolutiva  espressa  di
cui  all’articolo  3,  comma  8»  sono  sostituite  dalle   seguenti:
«dell’articolo 3, comma 9-bis»;
02) al comma 2, primo periodo, dopo le parole: «bonifico bancario o
postale» sono inserite le seguenti: «o altri strumenti di  incasso  o
operazioni»;
03) al comma 2, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente:  «La
medesima sanzione si applica anche  nel  caso  in  cui  nel  bonifico
bancario o postale,  ovvero  in  altri  strumenti  di  incasso  o  di
pagamento  idonei  a  consentire  la   piena   tracciabilita’   delle
all’articolo 3, comma 5»;
«3. Il reintegro dei conti correnti di cui all’articolo 3, comma 1,
effettuato con modalita’ diverse da quelle indicate  all’articolo  3,
comma 4, comporta, a carico del soggetto inadempiente, l’applicazione
di una sanzione amministrativa pecuniaria dal 2 al 5  per  cento  del
valore di ciascun accredito»;
«In deroga a quanto previsto dall’articolo 17, quinto comma,  della
legge 24 novembre 1981, n. 689, le sanzioni amministrative pecuniarie
per le violazioni di cui  ai  precedenti  commi  sono  applicate  dal
prefetto della  provincia  ove  ha  sede  la  stazione  appaltante  o
l’amministrazione  concedente  e,  in  deroga   a   quanto   previsto
dall’articolo 22, primo comma, della citata  legge  n.689  del  1981,
l’opposizione e’ proposta davanti al giudice del luogo  ove  ha  sede
l’autorita’ che ha applicato la sanzione.».
2) dopo il comma 5 e’ aggiunto, in fine, il seguente:
«5-bis.  L’autorita’   giudiziaria,   fatte   salve   le   esigenze
investigative, comunica al  prefetto  territorialmente  competente  i
fatti di cui e’ venuta a conoscenza che determinano violazione  degli
obblighi di tracciabilita’ previsti dall’articolo 3.».
– Si riporta il testo dell’art. 6 della citata legge 13
agosto 2010, n. 136, come modificato dal presente decreto:
«Art. 6 (Sanzioni). – 1.  Le  transazioni  relative  ai
lavori, ai servizi e alle  forniture  di  cui  all’art.  3,
comma 1, e  le  erogazioni  e  concessioni  di  provvidenze
pubbliche effettuate senza  avvalersi  di  banche  o  della
societa’  Poste  italiane  Spa  comportano,  a  carico  del
soggetto inadempiente, fatta salva l’applicazione dell’art.
3,   comma   9-bis   l’applicazione   di    una    sanzione
amministrativa pecuniaria dal 5 al 20 per cento del  valore
della transazione stessa.
2. Le transazioni relative ai lavori, ai servizi e alle
forniture di cui all’ art. 3, comma  1,  effettuate  su  un
conto corrente  non  dedicato  ovvero  senza  impiegare  lo
strumento del bonifico bancario o postale o altri strumenti
di incasso o di pagamento  idonei  a  consentire  la  piena
tracciabilita’ delle operazioni comportano,  a  carico  del
soggetto  inadempiente,  l’applicazione  di  una   sanzione
amministrativa pecuniaria dal 2 al 10 per cento del  valore
della transazione stessa. La medesima sanzione  si  applica
anche nel caso in cui  nel  bonifico  bancario  o  postale,
ovvero in altri strumenti di incasso o di pagamento  idonei
a consentire  la  piena  tracciabilita’  delle  operazioni,
venga omessa  l’indicazione  del  CUP  o  del  CIG  di  cui
all’art. 3, comma 5.
3. Il reintegro dei conti correnti di cui  all’art.  3,
comma  1,  effettuato  con  modalita’  diverse  da   quelle
indicate all’art.  3,  comma  4,  comporta,  a  carico  del
amministrativa pecuniaria dal 2 al 5 per cento  del  valore
di ciascun accredito;
4. L’omessa, tardiva o incompleta  comunicazione  degli
elementi informativi di cui all’ art. 3, comma 7, comporta,
a carico del soggetto inadempiente, l’applicazione  di  una
sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro.
5.  Per  il   procedimento   di   accertamento   e   di
contestazione delle violazioni di cui al presente articolo,
nonche’ per quello di applicazione delle relative sanzioni,
si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni  della
legge 24 novembre 1981, n. 689, del decreto legislativo  19
marzo 2001, n. 68, e del decreto  legislativo  21  novembre
2007, n. 231. In deroga a  quanto  previsto  dall’art.  17,
quinto comma, della legge 24  novembre  1981,  n.  689,  le
sanzioni amministrative pecuniarie per le violazioni di cui
ai precedenti  commi  sono  applicate  dal  prefetto  della
provincia  ove   ha   sede   la   stazione   appaltante   o
l’amministrazione concedente e, in deroga a quanto previsto
dall’art. 22, primo comma, della citata legge  n.  689  del
1981, l’opposizione e’  proposta  davanti  al  giudice  del
luogo ove ha sede l’autorita’ che ha applicato la sanzione.
5-bis. L’autorita’ giudiziaria, fatte salve le esigenze
investigative,  comunica   al   prefetto   territorialmente
competente i fatti  di  cui  e’  venuta  a  conoscenza  che
determinano violazione  degli  obblighi  di  tracciabilita’
previsti dall’art. 3.
Capo IV   DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA URBANA
Attuazione   dell’articolo   54   del   testo   unico   delle   leggi
sull’ordinamento degli enti locali,
di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267
1. All’articolo 54 del testo  unico  delle  leggi  sull’ordinamento
degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto  2000,  n.
267, il comma 9 e’ sostituito dal seguente:
«9. Al fine di assicurare l’attuazione dei  provvedimenti  adottati
dai sindaci ai sensi del  presente  articolo,  il  prefetto,  ove  le
ritenga necessarie,  dispone,  fermo  restando  quanto  previsto  dal
secondo periodo del comma 4, le misure  adeguate  per  assicurare  il
concorso delle Forze di polizia. Nell’ambito delle funzioni di cui al
presente articolo, il prefetto puo’ altresi’ disporre  ispezioni  per
accertare il regolare svolgimento dei compiti affidati,  nonche’  per
l’acquisizione di  dati  e  notizie  interessanti  altri  servizi  di
carattere generale.».
–   Si   riporta   il   testo   dell’art.    54,    del
decreto-legislativo 18 agosto 2000, n.  267,  (Testo  unico
delle  leggi  sull’ordinamento  degli  enti  locali),  come
a) all’emanazione degli atti che  gli  sono  attribuiti
b) allo svolgimento delle  funzioni  affidategli  dalla
c) alla vigilanza su tutto quanto possa interessare  la
sicurezza e l’ordine pubblico, informandone preventivamente
9. Al fine di assicurare l’attuazione dei provvedimenti
adottati dai sindaci ai sensi  del  presente  articolo,  il
prefetto,  ove  le  ritenga  necessarie,   dispone,   fermo
restando quanto previsto dal secondo periodo del  comma  4,
le misure adeguate per assicurare il concorso  delle  Forze
di polizia. Nell’ambito delle funzioni di cui  al  presente
articolo, il prefetto puo’ altresi’ disporre ispezioni  per
accertare il regolare  svolgimento  dei  compiti  affidati,
nonche’ per l’acquisizione di dati e  notizie  interessanti
altri servizi di carattere generale.
presente articolo da parte del sindaco».
1. All’articolo 20 della legge 24 novembre 1981, n.  689,  dopo  il
terzo comma e’ inserito il seguente: «In presenza di violazioni gravi
lavoro e  di  prevenzione  degli  infortuni  sul  lavoro,  e’  sempre
destinate a commettere la violazione e delle  cose  che  ne  sono  il
prodotto, anche se non venga  emessa  l’ordinanza  –  ingiunzione  di
pagamento. La disposizione non si applica se  la  cosa  appartiene  a
persona estranea alla  violazione  amministrativa  ovvero  quando  in
relazione ad essa e’ consentita  la  messa  a  norma  e  quest’ultima
risulta effettuata secondo le disposizioni vigenti.».
– Si riporta il testo dell’art. 20 della  citata  legge
24 novembre 1981, n.  689,  come  modificato  dal  presente
«Art.  20.  (Sanzioni  amministrative  accessorie).   –
L’autorita’ amministrativa con l’ordinanza-ingiunzione o il
giudice  penale  con  la  sentenza  di  condanna  nel  caso
previsto  dall’art.  24,  puo’  applicare,  come   sanzioni
amministrative, quelle previste dalle leggi vigenti, per le
singole violazioni, come sanzioni penali accessorie, quando
esse consistono nella privazione o sospensione di facolta’,
e diritti derivanti da provvedimenti dell’amministrazione.
Le  sanzioni   amministrative   accessorie   non   sono
applicabili  fino  a  che  e’  pendente  il   giudizio   di
opposizione contro il provvedimento di condanna o, nel caso
di  connessione  di  cui  all’art.  24,  fino  a   che   il
provvedimento stesso non sia divenuto esecutivo.
Le  autorita’  stesse  possono  disporre  la   confisca
amministrativa delle cose che servirono o furono  destinate
a commettere la violazione e debbono disporre  la  confisca
delle cose che ne sono il  prodotto,  sempre  che  le  cose
suddette appartengano a una delle persone cui  e’  ingiunto
In presenza di violazioni gravi o reiterate, in materia
di tutela del lavoro, di igiene sui luoghi di lavoro  e  di
prevenzione degli infortuni sul lavoro, e’ sempre  disposta
la confisca  amministrativa  delle  cose  che  servirono  o
furono destinate a commettere la violazione  e  delle  cose
che  ne  sono  il  prodotto,  anche  se  non  venga  emessa
l’ordinanza-ingiunzione di pagamento. La  disposizione  non
si applica se la cosa appartiene a  persona  estranea  alla
violazione amministrativa ovvero  quando  in  relazione  ad
essa e’ consentita la messa a norma e quest’ultima  risulta
effettuata secondo le disposizioni vigenti.
E’ sempre disposta  la  confisca  amministrativa  delle
cose, la fabbricazione, l’uso, il porto,  la  detenzione  o
l’alienazione   delle    quali    costituisce    violazione
amministrativa,    anche    se     non     venga     emessa
l’ordinanza-ingiunzione di pagamento.
La disposizione indicata nel comma  precedente  non  si
applica se la  cosa  appartiene  a  persona  estranea  alla
violazione amministrativa e  la  fabbricazione,  l’uso,  il
porto,  la  detenzione  o  l’alienazione   possono   essere
consentiti mediante autorizzazione amministrativa.».
Capo V   DISPOSIZIONI PER LA FUNZIONALITA’ DEL MINISTERO DELL’INTERNO
Disposizioni per assicurare le gestioni commissariali straordinarie e
altri incarichi speciali
1. All’art. 12 del decreto legislativo 19 maggio 2000, n.139,  dopo
il comma 2 e’ inserito il seguente:
«2-bis.   Per   l’espletamento   degli   incarichi   di    gestione
commissariale straordinaria, nonche’ per specifici incarichi connessi
a particolari esigenze di servizio o a  situazioni  di  emergenza,  i
prefetti, i viceprefetti ed i viceprefetti aggiunti, entro l’aliquota
del 3 per cento della dotazione organica, possono essere collocati in
posizione di disponibilita’ per un periodo non superiore al triennio,
prorogabile con provvedimento motivato per un periodo  non  superiore
ad un anno. I prefetti, i viceprefetti e i viceprefetti aggiunti sono
collocati in posizione di disponibilita’  con  decreto  del  Ministro
dell’interno su proposta del Capo del  Dipartimento  delle  Politiche
del  Personale  dell’Amministrazione  Civile   e   per   le   Risorse
Strumentali e Finanziarie del Ministero  dell’interno.  I  funzionari
collocati in posizione di disponibilita’  non  occupano  posto  nella
qualifica cui appartengono. Nella qualifica iniziale  della  carriera
prefettizia e’ reso indisponibile un numero  di  posti,  per  ciascun
funzionario collocato in disponibilita’,  equivalente  dal  punto  di
vista finanziario. Con il procedimento negoziale di cui  al  Capo  II
puo’ essere stabilito il trattamento economico  accessorio  spettante
ai  funzionari  in  disponibilita’,  in   relazione   alle   funzioni
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  12  del   Decreto
legislativo 19 maggio 2000, n. 139 (Disposizioni in materia
di  rapporto  di  impiego  del  personale  della   carriera
prefettizia, a norma dell’art. 10  della  legge  28  luglio
1999, n. 266), come modificato dal presente decreto:
«Art. 12 (Conferimento dei posti di funzione). – 1. Gli
incarichi di capo di dipartimento o di ufficio  di  livello
equivalente, nonche’ gli incarichi di titolare dell’ufficio
territoriale del Governo, sono  conferiti  a  prefetti  con
Ministro   dell’interno.   Gli   incarichi    di    livello
dirigenziale   generale,   non   ricompresi   nel   periodo
precedente, sono  conferiti  a  prefetti  con  decreto  del
Ministro dell’interno, sentito il Presidente del  Consiglio
dei ministri. Restano ferme le disposizioni concernenti  il
collocamento a disposizione, il comando ed il  collocamento
fuori ruolo dei prefetti.
2. I  viceprefetti  ed  i  viceprefetti  aggiunti  sono
destinati  esclusivamente  alla  copertura  dei  posti   di
funzione  individuati  ai  sensi  dell’art.  10,  comma  1,
nonche’, ferma restando la possibilita’ del conferimento di
incarichi  commissariali,  all’espletamento  di   incarichi
speciali conferiti con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri o del Ministro competente  in  relazione  alla
natura   dell’incarico,   d’intesa    con    il    Ministro
2-bis. Per l’espletamento degli incarichi  di  gestione
commissariale   straordinaria,   nonche’   per    specifici
incarichi connessi a particolari esigenze di servizio  o  a
situazioni di emergenza, i prefetti, i  viceprefetti  ed  i
viceprefetti aggiunti, entro l’aliquota  del  3  per  cento
della  dotazione  organica,  possono  essere  collocati  in
posizione di disponibilita’ per un periodo non superiore al
triennio, prorogabile con  provvedimento  motivato  per  un
periodo  non  superiore  ad  un   anno.   I   prefetti,   i
viceprefetti e i viceprefetti aggiunti  sono  collocati  in
posizione  di  disponibilita’  con  decreto  del   Ministro
dell’interno su proposta del Capo  del  Dipartimento  delle
Politiche del Personale dell’Amministrazione Civile  e  per
le  Risorse  Strumentali  e   Finanziarie   del   Ministero
dell’interno.  I  funzionari  collocati  in  posizione   di
disponibilita’  non  occupano  posto  nella  qualifica  cui
appartengono.  Nella  qualifica  iniziale  della   carriera
prefettizia e’ reso indisponibile un numero di  posti,  per
ciascun   funzionario    collocato    in    disponibilita’,
equivalente  dal  punto  di  vista  finanziario.   Con   il
procedimento negoziale  di  cui  al  Capo  II  puo’  essere
stabilito il trattamento economico accessorio spettante  ai
funzionari in disponibilita’, in  relazione  alle  funzioni
3.  Gli  incarichi  di  funzione  sono   conferiti   ai
viceprefetti e ai viceprefetti  aggiunti,  nell’ambito  dei
dipartimenti  e  degli  uffici  equiparati,  dal  capo  del
dipartimento o  dal  titolare  dell’ufficio  equiparato  e,
nell’ambito degli  uffici  territoriali  del  governo,  dal
prefetto in sede.
4. Gli incarichi di viceprefetto vicario e di  capo  di
gabinetto negli  uffici  territoriali  del  governo  e  gli
incarichi  di  diretta  collaborazione  con   i   capi   di
dipartimento   individuati   con   decreto   del   Ministro
dell’interno, sono conferiti dal prefetto o  dal  capo  del
dipartimento  all’atto   dell’assunzione   delle   relative
funzioni. Con le modalita’ di  cui  ai  commi  2  e  3,  si
provvede, ove necessario, al  conseguente  conferimento  di
nuovi incarichi di funzione.».
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 12 novembre 2010, n. 187 – Testo del decreto-legge 12 novembre 2010, n.187 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 265 del 12 novembre 2010), coordinato con la legge di conversione 17 dicembre 2010, n. 217 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Misure urgenti in materia di sicurezza». (10A15268) – (GU n. 295 del 18-12-2010 redazione redazione 2015-05-05T20:42:46+00:00