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Timestamp: 2020-08-15 14:43:25+00:00
Document Index: 92423726

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 390', 'art. 391', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 23072 del 03/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23072 del 03/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 03/10/2017, (ud. 06/09/2017, dep.03/10/2017), n. 23072
sul ricorso 20011/2013 proposto da:
M.M., elettivamente domiciliata in ROMA, in VIA DEGLI
SCIPIONI n. 265, presso lo studio dell’avvocato TERESA GIGLIOTTI,
avverso la sentenza n. 490/2013 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 26/04/2013;
partecipata del 06/09/2017 dal Presidente Relatore Dott. ADRIANA
con la sentenza impugnata la Corte di appello di Torino ha rigettato l’appello proposto dal Ministero della Istruzione, Università e Ricerca contro la sentenza del Tribunale che, in accoglimento della domanda proposta da M.M., aveva condannato il Ministero a pagare alla suddetta le differenze retributive conseguenti all’accertamento del diritto alla progressione stipendiale attribuita al personale di ruolo sulla base del principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato, come sancito dall’art. 4 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato;
invero, l’atto di rinunzia ha carattere recettizio, esigendo l’art. 390 c.p.c., che esso sia notificato alle parti costituite o comunicata ai loro avvocati che vi appongono il visto (cfr. Cass., Sez. Un., 18 febbraio 2010, n. 3876; Cass. 31 gennaio 2013, n. 2259) e che l’accettazione della controparte rileva unicamente quanto alla regolamentazione delle spese, stabilendo il secondo comma dell’art. 391 c.p.c., che, in assenza di accettazione, la sentenza che dichiara l’estinzione può condannare la parte che vi ha dato causa alle spese;
la rinunzia non notificata, sebbene non idonea a determinare l’estinzione del processo, denota comunque il venire meno di ogni interesse alla decisione e comporta pertanto l’inammissibilità del ricorso (cfr. da ultimo, Cass. 5/7/2017, n. 13408, ed ivi ulteriori richiami, tra cui Cass. Sez. Un., 18/2/2010, n. 3876); il ricorso va, pertanto, dichiarato inammissibile alla stregua di tale rilevata mancanza di interesse della parte ricorrente;
non può trovare applicazione nei confronti delle Amministrazioni dello Stato il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, atteso che le stesse, mediante il meccanismo della prenotazione a debito, sono esentate dal pagamento delle imposte e tasse che gravano sul processo (cfr. Cass. 1778/2016).