Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2019/09/guida-tenuta-scritture-contabili.html
Timestamp: 2020-06-02 12:15:25+00:00
Document Index: 131280240

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 2214', 'art. 2238', 'art. 13', 'art. 2215', 'art. 2219', 'art. 22']

Guida alla tenuta delle Scritture contabili | Commercialista Telematico
Per le imprese, la determinazione del reddito da dichiarare ai fini fiscali si fonda sull’utile civilistico risultante dal bilancio, che a sua volta si basa sulle scritture contabili che consentono la redazione del bilancio stesso.
Dopo aver illustrato termini e modalità di presentazione, trasmissione e conservazione delle Dichiarazioni dei Redditi, IVA e IRAP, focalizziamoci sulla tenuta delle scritture contabili, essenziali per la corretta predisposizione delle suddette Dichiarazioni annuali.
Scritture contabili: quali sono e chi è obbligato alla tenuta
Modalità di tenuta di documenti e scritture contabili
Come vanno conservate le scritture contabili
Contabilità semplificata per soggetti “minori”
Al di là degli obblighi contabili previsti dal codice civile per le imprese individuali e societarie, le regole fiscali prevedono la tenuta obbligatoria delle scritture contabili per le finalità di accertamento fiscale, da parte dei seguenti soggetti (art. 13 D.P.R. n. 600/1973):
società soggette all’IRES;
enti pubblici e privati diversi dalle società, soggetti all’IRES, nonché trust commerciali;
n.c., s.a.s. e società ad esse equiparate;
persone fisiche che esercitano imprese commerciali (ditte individuali).
le società o associazioni tra artisti e professionisti;
gli enti pubblici e privati diversi dalle società, soggetti all’IRES, nonché i trust, non commerciali (che possono esercitare una “collaterale” attività commerciale).
Sotto il profilo civilistico, l’obbligo di tenere le scritture contabili è fissato:
dall’art. 2214 c.c. per l’imprenditore (non piccolo) che esercita un’attività commerciale;
dall’art. 2238 c.c. per gli esercenti arti o professioni.
I registri obbligatori sono il libro giornale, il libro degli inventari, nonché le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa.
Ai fini fiscali, sono obbligati a tenere le scritture contabili tutti i soggetti che esercitano un’attività di impresa, oppure di arti o professioni, ed è disciplinato dagli artt. 13 – 22 del D.P.R. n. 600/1973.
Tale obbligo assume contenuto differente in base:
alla natura del soggetto (impresa individuale, società, professionista);
al regime contabile adottato (contabilità ordinaria o semplificata);
alla fruizione di eventuali disposizioni agevolative.
Se i soggetti tenuti agli obblighi contabili sono obbligati ad operare ritenute alla fonte a titolo di acconto su redditi di lavoro dipendente (se, quindi, sono sostituti di imposta), devono effettuare determinate annotazioni contabili ai fini dell’accertamento del reddito dei percipienti (art. 13 comma 2 D.P.R. n. 600/1973).
I libri, i repertori, le scritture e la documentazione la cui tenuta è obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento o che sono richiesti dalla natura o dalle dimensioni dell’impresa possono essere tenuti, alternativamente:
secondo modalità “analogiche”, cioè su supporto cartaceo (artt. 2215 e 2219 c.c.);
con modalità informatiche (documenti informatici) (art. 2215-bisc.).
La tenuta delle scritture in forma cartacea
In caso di tenuta in forma cartacea, le scritture devono essere tenute (art. 2219 c.c., richiamato dall’art. 22 comma 1 del D.P.R. n. 600/1973):
secondo le norme di un’ordinata contabilità;
senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti in margine.
Non vi si possono fare abrasioni e, se è necessario effettuare cancellazioni, queste devono eseguirsi in modo che le parole cancellate siano leggibili.
La tenuta delle scritture con modalità informatiche
Per le scritture contabili tenute con modalità informatiche, è stabilito che esse devono essere rese consultabili in ogni momento e costituiscono…