Source: https://www.e-glossa.it/wiki/circolare_4_aprile_2011%2C_regolamento_di_procedura_e_requisiti_dei_mediatori%2C_chiarimenti.aspx
Timestamp: 2018-04-21 07:22:19+00:00
Document Index: 44854202

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 20', 'art. 20']

In sede di concreta attuazione dell’attività di tenuta del registro degli organismi di mediazione, si ritiene necessario dare specifica indicazione su alcuni profili problematici inerenti la corretta applicazione delle previsioni contenute nel D.Lgs. n. 28/2010 nonché nel D.M. n. 180/2010.
Una siffatta previsione non può, infatti, essere considerata conforme alla disciplina normativa in esame nei casi di operatività della condizione di procedibilità di cui all’art. 5 del D.Lgs. n. 28/2010.
L’inserimento di tale previsione nel regolamento di procedura di un organismo di mediazione non può che essere ritenuta in contrasto con la norma primaria (art. 5 del D.Lgs. n. 28/2010) che esige che, per determinate materie, deve essere preliminarmente esperito il procedimento di mediazione: il che postula che si compaia effettivamente dinanzi al mediatore designato, il quale solo può constatare la mancata comparizione della parte invitata e redigere il verbale negativo del tentativo di conciliazione.
A dare ulteriore conforto a tale impostazione è la circostanza che ai sensi dell’art. 11 del D.Lgs. n. 28/2010 e dell’art. 7 del D.M. n. 180/2010, il mediatore può formulare la proposta anche in caso di mancata partecipazione di una o più parti al procedimento di mediazione; in ogni caso, è il mediatore che deve verificare se effettivamente la controparte non si presenti, essendo tale comportamento valutabile dal giudice nell’effettivo successivo giudizio, ai sensi dell’art. 8, comma quinto, del D.Lgs. n. 28/2010.
È, inoltre, rilevante considerare che, nel corso del procedimento di mediazione, il mediatore potrebbe ragionare con l’unica parte presente sul ridimensionamento o sulla variazione della sua pretesa da comunicare all’altra parte come proposta dello stesso soggetto in lite e non del mediatore.
Ai sensi dell’art. 4, comma quinto, del D.M. n. 180/2010, il possesso dei requisiti di cui ai commi 2 e 3, eccetto che per quello di cui al comma 2, lettera b), può essere attestato dall’interessato mediante autocertificazione.
Sicchè, ai nostri fini, anche i requisiti di qualificazione dei mediatori di cui all’art. 4, comma terzo, lett. a), b), c), del D.M. n. 180/2010, possono essere attestati mediante autocertificazione.
In questo contesto, preme evidenziare l’esigenza di una piena e chiara consapevolezza del dichiarante circa l’effettivo contenuto di quanto il medesimo dichiara, tenuto conto delle conseguenze penali che potrebbero prodursi in caso di non corrispondenza al vero di quanto dichiarato.
Si è, a tal proposito, predisposta una appendice terza, in cui il mediatore dovrà indicare, oltre che i propri dati personali, anche la sussistenza dei requisiti idonei per l’inserimento negli elenchi di un organismo di mediazione; si è, in particolare, previsto che sia espressamente indicato il titolo di studi posseduto, ovvero l’ordine od il collegio professionale presso il quale è iscritto; e si è, inoltre, richiesto di specificare di avere frequentato un corso di formazione presso un ente abilitato ai sensi dell’art. 18 del D.M. n. 180/2010, nonché la durata del corso e la valutazione finale.
In particolare, con specifico riferimento alla dichiarazione sul possesso dei requisiti, si è chiesto espressamente di indicare: a) il titolo di studi posseduto; b) l’iscrizione ad un ordine o collegio professionale; c) l’esperienza nella materia dei rapporti di consumo; d) la frequentazione di un corso di formazione presso un ente di formazione abilitato a svolgere l’attività di formazione dei mediatori ai sensi dell’art. 18 del D.M. 18 ottobre 2010, n. 180, con l’indicazione della durata e della valutazione finale.
Preme, a questo punto, precisare che il possesso del requisito di cui al punto d) potrà essere dichiarato, tenuto conto della normativa prevista dal D.M. n. 222/2004 nonché dell’innesto normativo di cui al D.M. n. 180/2010, solo ove il mediatore abbia:
frequentato e superato con esito positivo un percorso formativo di durata non inferiore a 50 ore tenuto ed attestato dall’ente di formazione accreditato presso il Ministero della Giustizia, ai sensi degli artt. 18 e 19 del D.M. 18 ottobre 2010, n. 180;
frequentato e superato con esito positivo: a) un percorso formativo di durata non inferiore a 40 ore tenuto ed attestato dall’ente di formazione accreditato presso il Ministero della Giustizia, ai sensi dell’art. 10, comma quinto, del D.M. 23 luglio 2004, n. 222, nonché del D.Dirett. 24 luglio 2006 del direttore generale della Giustizia civile; b) frequentato e superato con esito positivo un percorso formativo di durata non inferiore a 10 ore tenuto ed attestato dall’ente di formazione accreditato presso il Ministero della Giustizia, ai sensi degli artt. 18 e 19 del D.M. 18 ottobre 2010, n. 180;
ottenuto l’iscrizione, quale “conciliatore di diritto” ai sensi dell’art. 4, comma quarto, lett. a) del D.M. n. 222/2004, presso l’organismo di mediazione accreditato presso il Ministero della Giustizia, ai sensi dell’art. 10, comma quinto, del D.M. 23 luglio 2004, n. 222, nonché del D.Dirett. 24 luglio 2006 del direttore generale della Giustizia civile; b) frequentato e superato con esito positivo un percorso formativo di durata non inferiore a 10 ore tenuto ed attestato dall’ente di formazione accreditato presso il Ministero della Giustizia, ai sensi degli artt. 18 e 19 del D.M. 18 ottobre 2010, n. 180;
ottenuto l’iscrizione, quale “conciliatore di diritto” ai sensi dell’art. 4, comma quarto, lett. a) del D.M. n. 222/2004, ovvero quale “conciliatore” presso l’organismo di mediazione accreditato presso il Ministero della Giustizia, ai sensi dell’art. 10, comma quinto, del D.M. 23 luglio 2004, n. 222, nonché del D.Dirett. 24 luglio 2006 del direttore generale della Giustizia civile; b) fatto riserva, ai sensi dell’art. 20, comma secondo, del D.Lgs. n. 28/2010, di acquisizione dei requisiti anche formativi previsti dal medesimo decreto ovvero avere attestato l’avvenuto svolgimento di almeno venti procedure di mediazione, conciliazione o negoziazione volontaria e paritetica, in qualsiasi materia, di cui almeno cinque concluse con successo anche parziale, entro il termine di scadenza di sei mesi dall’entrata in vigore del decreto ministeriale.
Quest’ultimo caso, per completezza, si verifica in applicazione della previsione di cui all’art. 20, comma secondo, del D.M. n. 180/2010, secondo cui i mediatori già iscritti, possono continuare a esercitare l’attività di mediazione fino alla scadenza dei sei mesi sopra indicato, salvo comunicare, a mezzo dell’organismo cui è iscritto, l’avvenuta acquisizione dei requisiti aggiuntivi.
PRASSI Circolari Ministeriali Ministero della Giustizia 2011