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Timestamp: 2020-08-09 09:45:26+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 19074 del 31/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19074 del 31/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/07/2017, (ud. 21/06/2017, dep.31/07/2017), n. 19074
sul ricorso 15092/2016 proposto da:
R.P.L., elettivamente domiciliato in ROMA, LUNGOTEVERE
DEI MELLINI, 17, presso lo studio dell’avvocato ORESTE CANTILLO, che
lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato GUGLIELMO CANTILLO;
avverso la sentenza n. 11883/9/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
il 23/12/2015;
Nella controversia avente ad origine l’impugnazione da parte di R.P.L. di avviso di accertamento portante maggiori IRAP ed IRPEF per l’anno di imposta 2007, la Commissione Tributaria Regionale della Campania, con la sentenza indicata in epigrafe, dichiarava l’appello, proposto dal contribuente avverso la decisione di primo grado, inammissibile perchè privo di motivi di impugnazione specifici.
Avverso la sentenza ricorre per cassazione il contribuente affidandosi ad unico motivo.
1. Con l’unico motivo il ricorrente lamenta la violazione ed erronea applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, laddove la C.T.R. campana aveva ritenuto l’appello inammissibile per mancanza di censure specifiche alla decisione impugnata mentre, nel caso in specie, l’impugnazione possedeva tutti i requisiti richiesti dal citato art. 53, avendo il contribuente contestato in maniera puntuale ed approfondita le valutazioni dell’ente impositore e dei verbalizzanti.
2. Il motivo appare fondato alla luce del principio reiteratamente affermato secondo cui “nel processo tributario, l’indicazione dei motivi specifici dell’impugnazione, richiesta dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 53, non deve necessariamente consistere in una rigorosa e formalistica enunciazione delle ragioni invocate a sostegno dell’appello, richiedendosi, invece, soltanto una esposizione chiara ed univoca, anche se sommaria, sia della domanda rivolta al giudice del gravame, sia delle ragioni della doglianza. E, pertanto, irrilevante che i motivi siano enunciati nella parte espositiva dell’atto ovvero separatamente, atteso che, non essendo imposti dalla norma rigidi formalismi, gli elementi idonei a rendere specifici i motivi d’appello possono essere ricavati, anche per implicito, purchè in maniera univoca, dall’intero atto di impugnazione considerato nel suo complesso, comprese le premesse in fatto, la parte espositiva e le conclusioni” (v. Cass. n. 1224/2007; n. 7393/2011).
2.1.Questa Corte ha, anche di recente, ribadito che allorchè “il dissenso della parte soccombente investa la decisione impugnata nella sua interezza” ed “esso si sostanzi proprio in quelle argomentazioni che suffragavano la domanda disattesa dal primo giudice”, la sottoposizione al giudice d’appello delle medesime argomentazioni adempie pienamente l’onere di specificità dei motivi (Cass. n. 1200/2016; Cass. n.8185/15; Cass. n. 3200 del 18.2.2015; Cass. n. 14908/2014). In particolare, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, il ricorso in appello deve contenere i “motivi specifici dell’impugnazione e non già nuovi motivi”, atteso il carattere devolutivo pieno dell’appello, che e un mezzo di impugnazione non limitato al controllo di vizi specifici della sentenza di primo grado, ma rivolto ad ottenere il riesame della causa nel merito (Cass. n. 3064/12).
3. La sentenza impugnata si è discostata dai superiori principi per cui va cassata con rinvio alla C.T.R. della Campania la quale provvederà anche sulle spese del presente giudizio.