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Timestamp: 2018-07-16 20:24:21+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 12']

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CASSAZIONE. INVALIDO IN ZTL. ACCESSO.
codice della strada | 15 Settembre 2017
Chi ha il contrassegno invalidi può accedere alle ZTL
Il possessore del contrassegno invalidi di cui all’art. 12 d.P.R. n. 503/1996 può liberamente transitare all’interno di zone a traffico limitato laddove sia altresì autorizzato l’accesso a veicoli di trasporto pubblico – secondo quanto previsto dall’art. 11 del medesimo decreto – senza la necessità di comunicare entro le 48 ore successive l’avvenuto passaggio.
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 21320/17; depositata il 14 settembre)
È quanto stabilito dalla seconda sezione civile della Corte di Cassazione con sentenza n. 21320/17 depositata il 14 settembre 2017.
Il caso. Il comune di Busto Arsizio, in persona del Sindaco pro tempore, propone ricorso avverso la sentenza del Tribunale di Busto Arsizio che accoglie il ricorso in opposizione di un cittadino, possessore di contrassegno invalidi, circa la nullità della sentenza del Giudice di Pace – per errata ed insufficiente motivazione -, in merito all’annullamento di n. 21 provvedimenti amministrativi sanzionatori per transito in una zona a traffico limitato.
In particolare, il ricorso del Comune consta di cinque motivi. Con il primo motivo viene denunciata la violazione e falsa applicazione dell’art. 11 d.P.R. n. 503/1996 (Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici); con il secondo ed il quarto motivo, il ricorrente si duole della violazione e falsa applicazione degli artt. 35, 36 e 37 d.lgs. n. 285/1992 (codice della strada); con il terzo ed il quinto motivo, il comune lamenta la violazione degli artt. 112, 115 e 360, n. 5, c.p.c. in quanto la sentenza impugnata ingiustamente avrebbe posto in capo al ricorrente l’onere di provare un fatto pacifico e non contestato, nonché per insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, giudicando il primo motivo infondato e i successivi non meritevoli di accoglimento.
Il transito nella ZTL è permesso ai possessori del contrassegno invalidi. L’art. 11 d.P.R. n. 503/1996 recante norme in merito alla eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, negli spazi e servizi pubblici prescrive, in maniera chiara ed indubbia, che ai possessori del contrassegno speciale per disabili (art. 12) è permessa la circolazione ovvero la sosta nelle c.d. zone a traffico limitato, nonché nelle aree pedonali urbane, qualora sia autorizzato l’accesso anche ad una sola categoria di veicoli per l’espletamento di servizi di trasporto di pubblica utilità.
Nel caso di specie la condizione de qua ricorre, data la presenza di una delibera del Comune di Busto Arsizio che permette il transito nella zona in questione di veicoli adibiti al pubblico servizio. Premesso ciò, la Corte di Cassazione, analogamente al Tribunale in sede di appello, precisa che il fatto che l’autorizzazione all’interessato ad accedere sia stata concessa ai soli fini del prelievo ed accompagnamento del soggetto invalido (come da delibera della Giunta comunale), non può avere alcuna rilevanza per far venir meno il diritto di transito ai possessori del contrassegno invalidi.
Non occorre la comunicazione dell’avvenuto transito. Gli artt. 36 e 38 d.lgs. n. 285/1992 (codice della strada) stabiliscono l’obbligo di comunicare il transito in una zona a traffico limitato entro le 48 ore successive, al fine di agevolare la correttezza e la speditezza dei controlli amministrativi. Tale ratio, in particolare, si evince dalla circostanza che tale comunicazione è effettuata ex post. Se tale prescrizione rispondesse, infatti, come non è, alla finalità di ottenere il miglioramento delle condizioni di circolazione e della sicurezza stradale, allora l’obbligo di comunicazione avrebbe avuto senso solo se imposto ex ante.
A parere della Corte, il Tribunale lombardo correttamente, in virtù e sulla base della finalità ultima della comunicazione del transito, non ha dato rilevanza all’omessa comunicazione del transito: la violazione di tale prescrizione non inficia la legittimità dell’accesso dell’utente dotato di contrassegno disabili.
Per tale ragione il motivo di ricorso, a parere della Corte, non merita accoglimento. La pronuncia su tale motivo comporta l’assorbimento dei successivi.
Mattarelli2017-09-16T13:59:15+00:00