Source: https://www.exeo.it/Articoli/10022/contraddittorio-itolo-edilizio-10022.aspx
Timestamp: 2019-08-23 20:53:23+00:00
Document Index: 133822751

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 31', 'art. 7', 'e contrario', 'art. 20', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art.20', 'art. 9', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 612', 'art. 21', 'art. 21']

La funzione dell’articolo 10-bis del D.P.R. 380/2001 non è solo quella di consentire al privato al quale siano rappresentate le ragioni che impediscono l’accoglimento della sua istanza di permesso di costruire di contestare tali ragioni (sul piano giuridico e/o fattuale) ma anche – e si potrebbe sostenere soprattutto - quella di (eventualmente) modificare l’istanza nel senso indicato dall’amministrazione così rendendo astrattamente possibile un suo accoglimento (così anche da prevenire la formazione di contenzioso).
La previsione normativa di cui all’art. 19, ultimo comma, della legge n. 241 del 1990 implica che, in caso di presentazione di una DIA o di una SCIA reputate illegittime, i soggetti che si considerano lesi dall’attività edilizia possono sollecitare l’esercizio delle verifiche spettanti all’ente locale e, in caso di inerzia di quest’ultimo, esperire l’azione avverso il silenzio ex art. 31 cod. proc. amm.
Le garanzie partecipative sono incompatibili con la sequenza delineata dall’articolo 22 del d.P.R. 380/2001, che fissa tempi ristretti per l’esercizio del potere di reagire alla DIA, anche nella prospettiva di ammettere in ogni caso possibili integrazioni e/o modifiche da parte dell’interessato.
Non è ravvisabile la violazione dell’art. 7 L. n. 241/1990 in sede di rilascio del permesso di costruire dal momento che lo stesso è un provvedimento rilasciato su espressa istanza di parte, e perché il rilascio del permesso di costruire al diretto interessato non comporta, né in capo ai proprietari di fabbricati posti su area limitrofa, né in capo a soggetti operatori economici eventuali potenziali concorrenti della struttura commerciale da realizzare, l’insorgere di alcuna posizione qualificata di soggetto utile alla dialettica procedimentale.
In materia edilizia, a fronte della denuncia di inizio attività è ammessa la tutela dei controinteressati configurandosi uno strumento di tutela compatibile con la natura privatistica della D.I.A. costituito, in particolare, da un’azione di accertamento autonomo che il terzo può esperire per veder acclarata la insussistenza dei presupposti che legittimano lo svolgimento dell’attività sulla scorta di una semplice denuncia.
Di fronte ad una presentazione di d.i.a./s.c.i.a., la P.A. non è tenuta a fornire alcuna comunicazione di avvio del procedimento ad eventuali controinteressati, anche perché l’adempimento sarebbe del tutto superfluo e contrario ai principi di econom... _OMISSIS_ ...’azione amministrativa, risolvendosi in una vuota formalità rispetto ad un procedimento di cui tutti gli interessati sono ben consapevoli.
La comunicazione del preavviso di rigetto non è applicabile alla D.I.A./S.C.I.A., in relazione alla particolare natura di tale procedimento, nel quale l'Amministrazione può intervenire in un arco temporale ristretto.
Non indicare alla ditta richiedente quali siano i punti critici del progetto costituisce violazione di consolidati principi in materia edilizia, ai sensi dell'art. 20, comma 4, T.U. n. 380/2001.
Ove l’amministrazione procedente venga a conoscenza di dati acquisiti mediante passaggi non obbligatori ed “innominati” (nel caso di specie, una diffida regionale successiva all'accertata conformità urbanistica del titolo edilizio), appare del tutto conforme a legge che nel caso in cui questi vengano ad apportare fondamenti per la definizione del procedimento, si debba forzosamente prenderne atto.
Il vicino controinteressato non è un soggetto cui dev’essere inviata la comunicazione di avvio del procedimento per un titolo edilizio, ai sensi dell'art. 7, l. n. 241 del 1990, pur se egli già si sia opposto in precedenti occasioni all'attività edilizia dell'altro soggetto confinante.
Il proprietario confinante con l'area oggetto di concessione di occupazione di suolo pubblico non può essere considerato soggetto direttamente interessato al provvedimento, con la conseguenza che non sussiste alcun obbligo per la P.A. di dargli comunicazione dell'avvio del procedimento preordinato al rilascio del titolo concessorio né alcuna lesione delle sue facoltà procedimentali, comunque salvaguardate dalla possibilità di intervento volontario nel procedimento ai sensi dell’art. 9 legge 241/1990.
Il vicino controinteressato non è un soggetto contemplato tra quelli a cui va inviata la comunicazione di avvio del procedimento avviato per il rilascio di un titolo edilizio, ai sensi dell'art. 7 legge 241/1990, pur se lo stesso già risulti essersi opposto in precedenti occasioni all'attività edilizia dell'altro soggetto confinante.
La legittimazione a impugnare il titolo edilizio non comporta di per sé il diritto alla comunicazione ex art. 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241, poiché a tal fine occorre che il soggetto terzo potenzialmente esposto a pregiudizio sia inequivocamente "individuato o facilmente individuabile", e quindi che l'Amministrazione procedente abbia piena e puntuale conoscenza che esista un controinteressato all'emanazione del provvedimento.
L'estensione ai vicini di casa della comunicazione d'avvio del procedimento per il rilascio di un titolo edilizio comporterebbe un aggravio procedimentale in contrasto con i p... _OMISSIS_ ...e di efficienza dell’attività amministrativa, e ciò anche quando si tratti di soggetti in precedenza oppostisi all’attività edilizia del proprietario confinante.
L'obbligo di comunicazione dell'avvio del procedimento amministrativo è rispettato a prescindere dalla qualifica in forza della quale viene comunicato agli interessati (nella specie l'avvio era stato comunicato in qualità di avente causa di un proprietario e non di comproprietario e contitolare del titolo edilizio).
L’obbligo di comunicazione di avvio ex art. 7 della L. n. 241/1990 non è ragionevolmente applicabile ai provvedimenti conclusivi dei procedimenti avviati ad istanza di parte, quale quello relativo ad una domanda di permesso di costruire: osta, infatti, a tale applicazione la finalità di non aggravare inutilmente il procedimento.
In via di principio, a seguito di accoglimento di un primo ricorso proposto avverso un permesso di costruire dal proprietario confinante quest’ultimo assume la veste di soggetto interessato cui è dovuta la comunicazione dell’avvio del procedimento di rilascio di un nuovo titolo ad aedificandum destinato a prendere il posto di quello annullato.
Non è strettamente necessario, di fronte a specifiche diffide a provvedere, che la P.A. solleciti un’integrazione documentale, dovendosi ritenere che il preavviso di rigetto costituisca uno strumento idoneo allo scopo di rendere consapevole il richiedente delle manchevolezze della propria domanda e di permettergli di sanarle prima del provvedimento (negativo) definitivo.
I vicini controinteressati rispetto al rilascio della concessione edilizia non sono annoverabili tra i soggetti destinatari, ai sensi dell'art. 7, legge 241/1990, della comunicazione di avvio del procedimento per il rilascio di un titolo edilizio (anche in sanatoria) poiché l'invocata estensione ad essi della predetta comunicazione comporterebbe un aggravio procedimentale in contrasto con i principi di economicità e di efficienza dell'attività amministrativa.
Dal tenore letterale dell’art.20, comma 4, del D.P.R. n.380/2001, non è configurabile un obbligo per l'amministrazione di cooperare con l'interessato per la predisposizione di un progetto alternativo, ma solo una facoltà, peraltro esercitabile quando si tratti di apportare modifiche di modesta entità, atteso che il funzionario comunale non è tenuto ad indicare al privato le modifiche da apportare al progetto presentato per ricondurlo al rispetto delle norme urbanistiche.
Il proprietario di immobile confinante con quello oggetto del permesso di costruire può intervenire volontariamente nel procedimento amministrativo di rilascio del titolo abilitativo ai sensi dell'art. 9, l. 7 agosto 1990 n. 241, ma ... _OMISSIS_ ...un caso, qualificato come soggetto direttamente interessato al provvedimento; in conseguenza non vi è alcun obbligo dell'Amministrazione di comunicargli ai sensi dell'art. 7 della stessa l. n. 241 del 1990 l'avvio del procedimento preordinato al rilascio del permesso di costruire.
Il provvedimento di decadenza dei titoli edilizi ha carattere vincolato e non deve necessariamente essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento.
L'obbligo di comunicazione di avvio del procedimento è da escludere nel procedimento che ha inizio con la domanda di concessione edilizia, essendo già informato il destinatario del provvedimento dell'esistenza dell'azione amministrativa.
Non vi è identità tra le posizioni di coloro che siano legittimati ad impugnare il provvedimento finale di concessione edilizia e coloro che possono intervenire o hanno titolo a ricevere l’avviso di avvio del procedimento; infatti ove sia stata proposta una domanda di concessione edilizia il vicino del richiedente o il soggetto legittimato possono intervenire nel procedimento ed impugnare il provvedimento che accoglie l’istanza, ma non hanno titolo a ricevere l’avviso di avvio del procedimento predetto.
L'amministrazione non è obbligata a dare avviso ai controinteressati della pendenza del procedimento di rilascio di un permesso di costruire.
I proprietari di immobili confinanti con quello oggetto di concessione edilizia non devono necessariamente essere destinatari della comunicazione d'avvio del procedimento preordinato al rilascio del titolo edilizio, anche se vi possono partecipare.
Se il comune intende riqualificare l'intervento edilizio è necessario dare la comunicazione d'avvio al soggetto a cui era stato rilasciato il titolo edilizio.
Laddove il permesso di costruire costituisca soltanto un adempimento per dare esecuzione forzata alla sentenza del giudice civile, secondo la procedura disciplinata dall’art. 612 c.p.c., non sussite alcun onere di partecipazione da assolvere nei confronti dei controinteressati.
Non sussiste violazione dell’obbligo di comunicazione di avvio del procedimento, in applicazione dell’art. 21 octies della legge 241/90, come modificata dalla legge 15/2005, nel caso di rigetto di concessione edilizia sui terreni sulla scorta della mancata adozione del piano di recupero previsto dallo strumento urbanistico, tenuto conto che il provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato.
A fronte della DIA deve essere escluso l’obbligo di comunicazione di avvio del procedimento.
Non è necessario che al proprietario del fondo confinante con quello in cui è realizzata l'opera sia comunicato l'avvio del procedimento di rilascio del permesso di costruire... _OMISSIS_ ...ozione di misure sanzionatorie conseguenti alla violazione di disposizioni in materia di denuncia di inizio attività, non sussistono le esigenze di garanzia e trasparenza cui sovviene il principio di partecipazione del privato al procedimento amministrativo, trattandosi di provvedimenti vincolati e basati su presupposti verificabili in modo immediato.
A fronte di istanza di intervento edilizio in zona assoggettata a vincolo di inedificabilità assoluta per essere la stessa destinata ad opera pubblica, nessuno spazio di discrezionalità per autorizzare l’intervento residua all’Ente; ne consegue l’applicabilità al caso di specie dell’art. 21 octies comma 2 L. n. 241/1990.
Le statuizioni che seguono denunce di inizio di attività non vanno precedute dall'avviso di avvio del procedimento poiché costituiscono le misure urgenti che, per impedire lo svolgimento dell'attività non consentita, conseguono alla comunicazione dell'interessato e chiudono il procedimento.
In tema di comunicazione di avvio del procedimento, l’Ente locale non ha l'obbligo di avvertire previamente i confinanti del rilascio di un titolo edilizio a terzi, in quanto all'invocabilità dei canoni partecipativi ostano la varietà e ll'ampiezza degli interessi potenzialmente coinvolti dal procedimento, tali da escludere in radice la ricorrenza del requisito della facile individ... _OMISSIS_ ...