Source: https://www.scribd.com/doc/104890079/Via-Costone-Regione-Puglia-2-12-2009
Timestamp: 2016-10-24 08:01:27+00:00
Document Index: 153578321

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 186', 'art. 11', 'art. 28', 'art. 13', 'art. 3']

BrowseBrowseInterestsBiography & MemoirBusiness & LeadershipFiction & LiteraturePolitics & EconomyHealth & WellnessSociety & CultureHappiness & Self-HelpMystery, Thriller & CrimeHistoryYoung AdultBrowse byBooksAudiobooksComicsSheet MusicBrowse allUploadSign inJoinBooksAudiobooksComicsSheet MusicDETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE DELL’UFFICIO PROGRAMMAZIONE, V.I.A. E POLITICHE ENERGETICHE 2 dicembre 2009, n.582 L. R. n. 11/2001 e ss.mm.ii.- Procedura di Valutazione Impatto Ambientale con Valutazione di Incidenza Ambientale - Lavori di consolidamento del costone roccioso in santa Cesarea Terme (Le), in loc. Porto Miggiano - Proponente:Comune di Santa Cesarea Terme (Le) - Settore 3° Lavori Pubblici.
L’anno 2009 addì 02 del mese di Dicembre in Modugno (Ba), presso il Settore Ecologia, IL DIRIGENTE L’UFFICIO VIA/VAS Ing. Gennaro RUSSO, sulla scorta dell’istruttoria espletata dall’Ufficio Programmazione V.I.A. e Politiche Energetiche, ha adottato il seguente provvedimento: • Con nota acquisita al prot. n. 14473 del 16.10.2008 il Comune di Santa Cesarea Terme (Le) - Settore 3° Lavori Pubblici - trasmetteva istanza di Valutazione di Impatto Ambientale ai sensi dell’art. 4, comma 3 della L.R. n. 11/01 e ss.mm.ii. per l’intervento concernente i “Lavori di consolidamento del costone roccioso in Santa Cesarea Terme (Le), in loc. Porto Miggiano”, essendo lo stesso ricadente nel perimetro del Parco Naturale Regionale “Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco Tricase” . Con la stessa nota richiedeva quindi il nulla osta per l’esecuzione dei lavori ai sensi della L.R. n. 30/2006, nonché la valutazione di incidenza ai sensi del D.P.R. 357/97 come modificato dal D.P.R. n. 120/2003, in quanto l’opera proposta ricade anche nel SIC “Costa d’Otranto-S. Maria di Leuca” cod. IT915002. Con la predetta istanza veniva depositato il progetto definitivo dell’opera in argomento, corredato dallo Studio di Impatto ambientale redatto in conformità alle disposizioni contenute nell’art. 8 della L.R. n. 11/01 e s.mm.ii. Si allegava inoltre il parere dell’Autorità di Bacino della Puglia espresso con nota prot. n. 9145 del 18.09.2008 e di seguito riferito: “…Alla luce delle valutazioni del Comitato Tecnico nella…seduta del 15.09.2008, e tenuto conto che il progetto esaminato si trova allo stato di definitivo, questa Autorità di Bacino esprime la condizione che lo stesso progetto, per risultare compatibile con gli obiettivi e le finalità del Piano di bacino stralcio Assetto Idrogeologico, approvato dal Comitato Istituzionale con Delibera n. 39/2005, debba essere preventivamente modificato e integrato in accordo alle indicazioni di seguito riportate: - Dovranno essere eseguiti adeguati calcoli numerici delle condizioni di stabilità geotecnica dei singoli tratti di costone roccioso interessati dagli interventi, in condizioni ante e post operam, espressi in termini di coefficiente di sicurezza così come previsto dal D.M. 11/03/1988. I risultati di dette verifiche dovranno essere tenuti in debito conto, da parte degli Enti competenti al rilascio dell’autorizzazione all’esecuzione dei lavori, anche in rapporto alla verifica dell’adeguatezza dell’organizzazione dei cantieri di lavoro, in corso di esecuzione delle opere, alle potenziali condizioni di pericolosità presenti sui costoni rocciosi; - Dovranno essere eseguiti adeguati calcoli numerici delle superfici scolanti delle aree interessate dalle opere di regimazione delle acque meteoriche previste in progetto, e conseguentemente, in rapporto agli obiettivi che le stesse dovrebbero svolgere (regimazione acque urbane o regimazione piene a scala di bacino), essere valutate le portate di progetto in termini di tempo di ritorno, il dimensionamento idraulico delle opere di collettamento e l’adeguatezza delle opere di recapito finale;
- Dovrà essere integrato lo studio meteo marino con adeguate valutazioni in termini numerici, della compatibilità (in termini di resistenza, stabilità e durabilità) delle opere a ridosso della costa previste in progetto, sia con gli effetti del moto ondoso caratteristico ed stremo del sito di intervento, sia con il regime delle coerenti marine sottocosta, al fine di verificare in quest’ultimo caso che siano nulli gli spostamenti dei materiali solidi posti in opera all’interno della insenatura di Porto Miggiano; - Dovrà essere prodotto anche uno studio di compatibilità geologica e geotecnica, così come previsto dall’art. 13 delle N.T.A. del PAI dell’Autorità di bacino della Puglia, che analizzi compiutamente e complessivamente gli effetti degli interventi previsti nel progetto sulle condizioni di stabilità delle aree interessate. Questa Autorità…ritiene che le modifiche e integrazioni sopra elencate possano essere eseguite anche all’atto di progettazione esecutiva dell’intervento in oggetto, fermo restando che le stesse, in uno all’intera progettazione esecutiva, dovranno nuovamente essere sottoposte a valutazione da parte di questa stessa Autorità, dal cui esito potrà definitamente derivare il parere in merito al progetto in oggetto…”; • Con nota prot. n. 16411 del 18.11.2008 l’Ufficio Parchi e Riserve Naturali presso l’Assessorato all’Ecologia della Regione Puglia trasmetteva il parere relativo alla valutazione di incidenza dell’intervento proposto e l’autorizzazione ai sensi dell’art. 9 della L.R. n. 30/06 che di seguito si riportano: “L’istanza riguarda le opere di consolidamento di una falesia rocciosa calcarenitica (delibera CIPE 35/2005 - Accordo di Programma Quadro in materia di difesa del suolo - Codice D.S. Adb “05”), ove si è riscontrata l’occorrenza di crolli e ribaltamenti di blocchi di roccia. Gli interventi previsti, ascrivibili alle seguenti categorie progettuali (come indicato alla pag. 9 Relazione di compatibilità al PUTT/p), sono: 1. disgaggio di blocchi aggettanti; 2. risagomatura e risanamento delle pareti della falesia mediante interventi puntuali di taglio degli spuntoni di roccia, intasamenti di cavità e riprofilatura delle porzioni di roccia meno cementata con getti di aria ed acqua in pressione; 3. fissaggio dei blocchi più stabili con chiodature, micropali e tiranti con l’obiettivo di garantire condizioni di sicurezza per i fruitori del sito. L’area in oggetto, ubicata nel territorio comunale di Santa Cesarea Terme a sud-ovest del nucleo abitato, in località ‘Torre Miggiano’, è tipizzata dal vigente strumento urbanistico come “area soggetta a vincolo panoramico” (come dichiarato alla pag. 8 della ‘relazione di compatibilità al PUTT/p’). Essa coincide con un tratto della fascia costiera del Salento meridionale, l’insenatura naturale di Porto Miggiano, che si incunea nella linea di costa in direzione nord est e termina con una piccola spiaggia, stretta fra la ripida falesia ad est, alla cui sommità è presente un’ampia superficie di abrasione marina, ed il costone roccioso con pendenza più dolce ad ovest. A monte la spianata è delimitata da assi viari e da un modesto taglio antropico nel deposito calcarenitico, posizionato grossomodo est-ovest a delimitare la zona pianeggiante posta a ridosso di un complesso turistico. Il lato ovest è definito da una falesia, con pareti inclinate di circa 60°, delimitata a monte della strada che collega Santa Cesarea a Castro. L’intervento è racchiuso ad est e sud est da scale in muratura addossate alle pareti rocciose che consentono l’accesso al mare, a nord-est e nord, dal tratto di costone che sovrasta la spiaggia e comprende un modesto alto morfologico, lambito per un breve tratto in sezione dalla SS n. 173; a nord ovest, ovest e sud-ovest, dalla linea di costa; e dal lato di valle (Est, Sud-Est) della SS n. 173. Come specificato nella relazione descrittiva, il progetto individua diverse zone di intervento: - Zona A. In tale area, in cui in passato sono stati già eseguiti alcuni interventi al piede, finalizzati alla protezione delle calcareniti, attualmente è previsto: - il rinforzo puntuale in corrispondenza della base, dove il moto ondoso ha provocato l’asportazione di blocchi calcarenitici di rivestimento; - il rimodellamento delle superfici dei manufatti di rinforzo secondo profili scalettati, in armonia con le tracce delle antiche attività estrattive.
- Tratto AB. In tale tratto, in cui si verificano fenomeni di caduta di blocchi isolati a mare, è previsto: - il disgaggio dei blocchi isolati instabili (con l’utilizzo del paranchino, eventualmente con l’ausilio del presplitting o smooth blasting, impiegando cariche esplosive di modeste entità) e la rimozione del materiale detritico, accumulato nelle zone pressoché orizzontali liberate dalle antiche attività estrattive; - la riprofilatura delle pareti che si innalzano dal mare (al fine di eliminare le porzioni in aggetto e di rimuovere i volumi superficiali delle formazioni di rocce poco cementate), e la realizzazione di una striscia della larghezza di 2 m circa lungo la base della parete; - la sistemazione di massi naturali (visibili sul fondo ed accumulatisi in seguito ai crolli originati da precedenti distacchi del costone) ed il loro spostamento a ridosso della base della parete. - Tratto BC. Nel tratto sono previsti (oltre al disgaggio e riprofilatura della scarpata): - il rinforzo, la sistemazione e la protezione della base della scarpata dai fenomeni erosivi, attraverso l’intasamento delle cavità alla base del costone mediante massi, eventualmente legati con malta, e l’accumulo di altri blocchi naturali contro le pareti; - la realizzazione di locali avvallamenti alla sommità e lungo i fianchi dell’innaturale cumulo di massi, con la messa a dimora di essenze autoctone; - la pulitura della spiaggia allontanando gli artificiali blocchi calcarei trasportati dal mare ed asportando eventuali immondizie e materie plastiche accumulate; - l’eventuale ripristino dell’originale arenile mediante sabbia di ripascimento; - il ripristino e la risagomatura dei gradini della scala di accesso alla spiaggia ovvero ricavare un nuovo accesso nel fronte della parete. - Zona C. Nell’area sono previsti: - il disgaggio dei blocchi instabili e riprofilatura della scarpata; - il rinforzo delle formazioni rocciose affioranti attraverso micropali disposti verticalmente distribuiti sul lato di monte, in prossimità della sede stradale, e chiodature distribuite sull’ampia spianta che si apre a ridosso del ciglio di scarpata esistente e chiodature di tiranti; - il drenaggio delle eventuali acque di infiltrazione. - Tratto CD. Nel tratto in oggetto sono previste: - il disgaggio localizzato di alcuni blocchi isolati che potrebbero scivolare o staccarsi al piede; - la realizzazione di interventi alla base con calcestruzzo ciclopico, confinato utilizzando i medesimi blocchi per occultare il getto; - la realizzazione di una paratia di micropali (tavola 5 dell’allegato D-G1). - Tratto DE. In tale tratto è prevista la realizzazione di un intervento strutturale attraverso una paratia in micropali, provvista di robusta trave in cordolo, sulla quale saranno ammorsati i tiranti, che a loro volta avranno un bulbo iniettato nella formazione calcarea. La struttura potrà essere completamente interrata, con trave di cordolo rivestita mediante pietrame in modo da riprodurre i muri a secco che nell’area delimitano le singole proprietà. - Tratto EF. Il tratto sarà sede del disgaggio localizzato di modesti blocchi e porzioni superiori delle rocce calcarenitiche che potrebbero diventare instabili. È prevista inoltre la regimazione delle acque meteoriche che mira a limitare gli apporti d’acqua sulle rocce calcarenitiche affioranti, in modo da evitare locali infiltrazioni che possono originare moti nel sottosuolo ed in particolare l’incremento delle pressioni interstiziali, con la conseguente riduzione delle condizioni di sicurezza nei riguardi dei fenomeni di rottura globali. L’intervento si articola in: - raccolta ed allontanamento delle acque, che provengono dalla piattaforma stradale della SS n. 173 e che defluiscono verso mare, attraverso l’installazione di caditoie e di una tubazione di allontanamento delle acque bianche lungo il bordo lato mare della sede carrabile (tubazione PEAD con diametro costante pari a 800 m). Non saranno drenate le portate che defluiscono verso monte. - intercettazione delle acque che defluiscono da un modesto impluvio in prossimità di un campeggio, poco ad est e della zona C. Per la raccolta è prevista l’installazione di un pozzetto di confluenza ed una tubazione di allontanamento delle portate. Anche in tal caso è stata scelta la soluzione con
condotti di PEAD con diametro costante pari a 800 m. L’area costiera, ricade all’interno delle ‘Aree interessate da contaminazione salina’ individuate dal Piano di Tutela delle Acque della Regione Puglia (adottato con Delibera di Giunta n. 883 del 19/6/2007 - BURP n. 102 del 18/7/2007) ed è classificata come ‘PG3 - area a pericolosità geomorfologica molto elevata’ dal PAI. Secondo quanto riportato nella ‘relazione di compatibilità al PUTT/p’ nell’area sono presenti i seguenti vincoli: - cigli di scarpata paralleli alla linea di costa, che appartengono alla classe 2.2. (pendenza del versante inferiore al 30%); - ambito territoriale esteso di tipo “C”; - vincolo ex lege 1497/39; - vincolo derivante dal Decreto Galasso; - vincolo idrogeologico; - biotopo “Invertebrati cavernicoli e flora di scogliera”; - vincolo architettonico “Torre di Porto Miggiano”, presente sul costone est di Porto Miggiano; L’intervento dista circa 220 m dalla ‘Grotta delle Ancore’. L’area ricade nel SIC “Costa Otranto - S. Maria di Leuca” cod. IT915002, di cui qui di seguito si allega la relativa scheda bioitaly. L’area è caratterizzata dall’affioramento di tre formazioni lapidee: i calcari di Castro, le calcareniti del Calabriano e le calcareniti del Tirreniano aventi differenti caratteristiche meccaniche e di resistenza all’erosione. L’azione congiunta dell’azione erosiva del mare e degli agenti atmosferici danno luogo a dissesti caratterizzabili come movimenti franosi del tipo ‘Crolli’ e ‘Ribaltamenti’ secondo la classificazione di Varnes, (1978) che compromettono la fruibilità in sicurezza della zona al piede della falesia. - nel calcare di Castro, i fenomeni erosivi producono localizzate dislocazioni ed asportazioni di blocchi o lastre di roccia, sotto forma di puntuali escavazioni, associate ad ampie zone rugose frastagliate ed indentate, connotate da spigole e guglie; - le calcareniti del Calabriano, in corrispondenza delle pareti prospicienti il mare, sono soggette a intensi rimodellamenti originati da erosione eolica e a tratti anche marina; - le calcareniti del Tirreniano emergono sul piano campagna a partire dalla porzione settentrionale dell’insenatura, Zona C, sino al limite dell’area di intervento. Secondo quanto indicato alla pag. 37 della ‘valutazione di incidenza appropriata - valutazione di impatto paesaggistico’ dal dott. Pietro Medagli e dalla dott.ssa Fiorella Mazzone “Nelle pareti rocciose del sito oggetto di intervento non è stata riscontrata la presenza di habitat prioritari o di interesse comunitario o di specie vegetali della Direttiva 92/43/CEE secondo quanto riportato nella scheda istitutiva. Alcuni aspetti, seppur degradati, di vegetazione di pregio si riscontra sul piano campagna ed è riferibile alla vegetazione di bassa e rada gariga e alla vegetazione erbacea substeppica. Pertanto lungo le pareti soggette ad intervento non vi sono elementi floristico vegetazionali che possono ricevere danno diretto o indiretto dalla realizzazione dell’intervento in progetto. Analogamente si può dire per le specie animali riportate nella scheda istitutiva del SIC che non risultano presenti nel sito…..Il sito in oggetto comprende anche aspetti di vegetazione a gariga, rappresentati dalle garighe a Thymus capitatus. Tale vegetazione, per quanto rada e degradata e soggetta a continua erosione per il crollo dei margini della falesia, è da tutelare in quanto assimilabile a tutti gli effetti a macchia mediterranea e tutelata dal PUTT/p. Pertanto l’intervento di consolidamento e messa in sicurezza ha anche una funzione protettiva nei confronti di tale vegetazione”. Per quel che attiene l’impatto sulle biocenosi marine esistenti, tenendo conto delle finalità di salvaguardia e dei brevi tempi in cui tali organismi riescono ricolonizzare le aree coperte dai massi, si può ritenere che l’impatto su tale componente sia non significativo. L’intervento determina inevitabilmente una modifica della morfologia dei luoghi ed un impatto
seppur indiretto sugli habitat, tuttavia esso si rende necessario ai fini della salvaguardia della pubblica incolumità laddove si voglia garantire la fruibilità in sicurezza della piccola spiaggia al piede della falesia. Pertanto, vista la legge regionale n. 11/2001 e considerati gli atti dell’Ufficio, si esprime parere favorevole con le seguenti prescrizioni all’intervento, ai fini della sola valutazione d’incidenza: - gli interventi di consolidamento vengano eseguiti lontano dai periodi di riproduzione per le specie faunistiche presenti; - per le esigenze di trasporto si utilizzi la viabilità già esistente senza realizzazione di altra viabilità e non vengano effettuate azioni di disturbo sul piano campagna; - venga salvaguardata la vegetazione a gariga e la vegetazione erbacea substeppica; - per le nuove piantumazioni vengano utilizzate essenze ed ecotipi locali, impiegando materiale di propagazione “autoctono” o “indigeno” ai sensi del Decreto Legislativo n. 386 del 10.11.2003; - devono essere messi in atto tutti gli accorgimenti tecnici necessari ad evitare l’intorbidamento delle acque ed in particolare l’area marina interessata dai lavori dovrà essere delimitata da panne galleggianti zavorrate al fondo; - non è consentito il ripascimento dell’arenile previsto nel tratto BC, ed in generale in tutti i tratti di cui si compone l’intervento, poiché nello studio non vengono fornite sufficienti informazioni per rilasciare un parere in merito. L’intervento ricade, per la porzione coincidente sostanzialmente con il tratto CF, nel perimetro del Parco Naturale Regionale “Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase” istituito con Legge regionale n. 30 del 26 Ottobre 2006. Ai sensi dell’art. 23 della Legge Regionale n. 19/97 e degli artt. 9 e 13 della L.R. 30/2006, ed in relazione alle norme di cui all’art. 4 della Legge regionale n. 30/2006 si esprime parere favorevole con le seguenti prescrizioni: - sia privilegiato l’utilizzo di interventi a secco e di posa in opera a secco; - sia limitato l’uso di calcestruzzo sia pur ciclopico; - siano privilegiate le opere di ingegneria naturalistica; - siano minimizzate le opere di movimento terra; - la posa in opera dei blocchi ciclopici rinvenienti dal disgaggio e la riprofilatura della spiaggia sia effettuata limitando l’uso del calcestruzzo; - si privilegi l’impiego dei tiranti rispetto agli interventi con micropali; - siano opportunamente mimetizzati i punti di ancoraggio dei tiranti; - la risagomatura dei pendii sia attuata con le tecniche adottate per il disgaggio dei blocchi e la rimozione del materiale detritico, sfruttando le discontinuità naturali preesistenti nell’ammasso, evitando o limitando i tagli che originino pareti planari ex novo in modo da ridurre l’impatto visivo di tali interventi; - per quel che riguarda le opere al piede si rimanda ai progettisti ed agli organi di controllo competenti il dimensionamento delle opere e la verifica della necessità di impiego del calcestruzzo, che deve essere utilizzato solo se strettamente necessario ai fini della funzionalità statica e della sicurezza. Si sottolinea inoltre come non risultano esplicitati i criteri di dimensionamento (elevazione della scogliera di circa 1m sul livello del mare, utilizzo di massi di terza categoria); - i blocchi oggetto di disgaggio siano riutilizzati per le opere di difesa costiera e sia minimizzato lo spostamento del materiale già accumulatosi a seguito dei precedenti crolli; - il riutilizzo del materiale avvenga secondo quanto previsto dall’art. 186 del D.lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale” e s.m.i.. Per quel che attiene la verifica della funzionalità statica dell’area e delle opere si rimanda agli organi di controllo competenti.”; • con nota prot. n. 17570 del 12.12.2008 il Servizio Ecologia invitava il proponente a provvedere alla
pubblicazione dell’annuncio dell’avvenuto deposito dello Studio di Impatto Ambientale così come disposto dall’art. 11, commi 1 e 2, L.R. n. 11/2001 e ss.mm.i. Con la stessa nota invitava l’ Amministrazione Provinciale di Lecce ad esprimere il parere di competenza, previsto dalla normativa in vigore; • con nota acquisita al prot. n. 2299 del 23.02.2009 l’ente istante trasmetteva le copie delle pubblicazioni di rito effettuate su “Il Messaggero” (quotidiano a diffusione nazionale), “Nuovo Quotidiano di Puglia - Edizione di Lecce” (quotidiano a diffusione locale), entrambi del 06.02.2009, e sul BURP n. 22 del 05.02.2009; • con nota prot. n. 8324 del 09.07.2009 il Servizio Ecologia, a seguito delle determinazioni assunte dal Comitato Reg.le di V.I.A. nella seduta del 07.07.2009, comunicava all’ente istante che: “…Visti gli elaborati progettuali e lo Studio di Impatto Ambientale; Visto il parere dell’Autorità di Bacino della Puglia; Visto il parere dell’Ufficio Parchi che si intende integralmente riportato; Considerato l’assenza: - di uno specifico studio meteo-marino dell’area di interesse con relative batimetrie, correnti ed energie; - dell’analisi degli impatti in fase di cantiere con previsione e distribuzione dei materiali di cava necessari; - di una simulazione attraverso un modello delle traiettorie di caduta dei blocchi di disgaggio; - dell’analisi dello stato attuale del fondo marino con relative biocenosi; - dell’analisi economica di costi e benefici ed in particolare dell’analisi delle fenomenologie di dissesto con relative giustificazioni degli interventi proposti. Considerato altresì che le azioni non tengono adeguatamente conto delle rilevanti peculiarità geologiche e morfologiche della falesia rocciosa ed attesa la particolarità paesaggistica del luogo, il Comitato Reg.le di VIA ritiene di non poter portare a compimento le procedure di assoggettabilità sino a quando non saranno presentate idonee valutazioni tecniche riguardo a quanto sopra citato, con specifici elaborati peraltro tipici di progetto definitivo…”; • con nota prot. n. 7645 dell’08.10.2009 l’amministrazione istante riscontrava la nota sopra esplicitata e trasmetteva quanto richiesto; • con nota prot. n. 11779 del 16.10.2009 il Servizio Ecologia, relativamente al parere espresso dall’ Ufficio Parchi e Riserve Naturali con nota prot. n. 16411/2008 ed indicato in narrativa, invitava l’Ente Parco “Costa d’Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”, nel frattempo costituitosi, “… a far conoscere, con l’estrema urgenza che il caso richiede, eventuali eccezioni in merito al parere espresso e all’iter intrapreso che, per la sua conclusione, attende esclusivamente quest’ultimo pronunciamento..”;. • con nota acquisita al prot. n. 13103 del 30.11.2009 il Comitato Tecnico dell’Ente Parco “Costa d’Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase” dichiarava di non avere nulla da eccepire in merito al precedente parere espresso dall’Ufficio Parchi; • Nella seduta del 13.10.2009 il Comitato Regionale per la V.I.A. esaminati gli elaborati integrativi presentati, rilevato che alla data del presente provvedimento non risulta giunto il parere dell’Amministrazione Provinciale di Lecce e che non sono pervenute osservazioni in merito all’intervento proposto, preso atto del parere dell’Autorità di Bacino che dovrà definitivamente esprimersi sul progetto esecutivo dell’intervento in questione alle luce delle modifiche ed integrazioni richieste dalla stessa Autorità con nota prot. n. 9145/2008, in narrativa esplicitata, rilevava quanto: In riscontro alla richiesta di integrazioni richieste dal Comitato Reg.le di V.I.A. nella seduta del 07.07.2009, formalizzate dal Servizio Ecologia con nota prot. n. 8324 del 09.07.2009, il Comune di Santa Cesarea Terme in data 08.10.2009 trasmetteva n. 4 relazioni integrative a completamento del progetto: ? Integrazioni e valutazioni tecniche finalizzate allo S.I.A.; ? Studio meteomarino;
? Rilievo tridimensionale e interventi di protezione della scarpata; ? Indagini geognostiche. I contenuti degli elaborati consentono di valutare compiutamente l’intervento in relazione agli impatti positivi e negativi che la realizzazione delle opere comporterà. • Tutto ciò premesso il Comitato Reg.le di V.I.A. ritiene di poter esprimere parere favorevole di compatibilità ambientale all’intervento proposto. - Vista la L.R. 4 febbraio 1997 n. 7; - Vista la deliberazione della Giunta Regionale n. 3261 del 28/7/98 con la quale sono state emanate direttive per la separazione delle attività di direzione politica da quelle di gestione amministrativa; - Viste le direttive impartite dal Presidente della Giunta Regionale con nota n. 01/007689/1-5 del 31/7/98; - Vista la L.R. n. 11/2001 e ss.mm.ii. ; - Richiamati gli articoli 15, 18 e 21 della L.R. n. 11/2001 e ss.mm.ii.; - Vista la Deliberazione della Giunta Regionale n. 1859 del 13.10.2009 con la quale è stato approvato il Regolamento Regionale del Comitato Reg.le di Valutazione di Impatto Ambientale, ai sensi dell’art. 28, L.R. n. 11/2001 e ss.mm.ii.; - Preso atto delle risultanze dell’istruttoria tecnica resa dal Comitato Reg.le di V.I.A. e dell’istruttoria amministrativa resa dal funzionario preposto; Adempimenti contabili di cui alla L.R. N. 28/2001 e s. m. ed i. Dal presente provvedimento non deriva alcun onere a carico del bilancio regionale DETERMINA • di esprimere, per tutte le motivazioni espresse in narrativa e che qui si intendono integralmente riportate, ed in conformità a quanto disposto dal Comitato Regionale di V.I.A. nella seduta del 13.10.2009, parere favorevole alla compatibilità ambientale per l’intervento concernente i “Lavori di consolidamento del costone roccioso in Santa Cesarea Terme (Le), in loc. Porto Miggiano” , proposto dal Comune di Santa Cesarea Terme (Le) - Settore 3° Lavori Pubblici -; Il presente parere è rilasciato ai soli fini della compatibilità ambientale e non esclude né esonera il soggetto proponente dalla acquisizione di ogni altro parere e/o autorizzazione per norma previste, ivi compreso il parere dell’Autorità di Bacino che dovrà definitivamente esprimersi sul progetto esecutivo dell’intervento in questione alle luce delle modifiche ed integrazioni richieste dalla stessa Autorità con nota prot. n. 9145 del 18.09.2009 in narrativa esplicitata. • Di notificare il presente provvedimento agli interessati a cura del Settore Ecologia; • Di far pubblicare, a cura del proponente, un estratto del presente provvedimento su un quotidiano nazionale e su un quotidiano locale diffuso nel territorio interessato, ai sensi dell’art. 13, comma 3, L.R. n. 11/2001;
• Di far pubblicare il presente provvedimento sul B.U.R.P.; • Di dichiarare il presente provvedimento esecutivo; • Di trasmettere copia conforme del presente provvedimento alla Segreteria della G.R.. I sottoscritti attestano che il procedimento istruttorio affidatogli è stato espletato nel rispetto della normativa nazionale, regionale e comunitaria e che il presente schema di provvedimento, predisposto ai fini dell’adozione dell’atto finale da parte del Dirigente del Settore Ecologia, è conforme alle risultanze istruttorie. Avverso la presente determinazione l’interessato, ai sensi dell’art. 3 comma 4° della L. 241/90 e ss. mm., può proporre ricorso giurisdizionale amministrativo al competente Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia entro il termine di 60 giorni dalla piena conoscenza dell’atto, o, in alternativa ricorso straordinario al presidente della Repubblica (ex D.P.R. 1199/1971) entro il termine di 120 giorni dalla sua conoscenza. Il Funzionario Istruttore Il Dirigente dell’Ufficio VIA/VAS Sig.ra C. Mafrica Ing. G. Russo
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