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Timestamp: 2019-05-27 01:18:05+00:00
Document Index: 76787773

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 12', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 14', 'art. 26', 'art. 12', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 60', 'art. 26', 'art. 14', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 37', 'sentenza ']

La Cassazione scrive la parola “fine” sulla validità della notifica della cartella effettuata direttamente mediante servizio postale | Tutela Tributaria
La Cassazione scrive la parola ‘fine’ sulla validità della notifica della cartella effettuata direttamente mediante servizio postale
Tutelatributaria2018-07-02T15:08:00+00:00
By Tutelatributaria 2018 1 Comment
Con due ordinanze del mese di giugno (nn. 14169 e 15157), la Corte di cassazione scrive la parola “fine” sulle ultime resistenze dei contribuenti e dei loro stoici difensori in ordine alla (il)legittimità della notifica diretta della cartella di pagamento mediante servizio postale. Entrambe le pronunce, su ricorsi proposti nella prima dal contribuente e nella seconda dall’agente della riscossione, hanno ribadito che la modifica apportata all’art. 26 del d.P.R. n. 602/1973 dall’art. 12 del D.Lgs. n. 46/1999 non ha alcuna pregnanza in ordine alla (im)possibilità di notificare la cartella di pagamento senza avvalersi dei soggetti qualificati, intendendosi per questi: 1) ufficiali della riscossione; 2) altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge; 3) messi comunali; 4) agenti di polizia municipale.
Non pare più proponibile, dunque, la tesi – dagli scriventi comunque condivisa – che pone il portato del co. 1, secondo periodo, dell’art. 26 solo quale mera possibilità tecnica di notifica, cioè quale mezzo a disposizione dei soggetti qualificati di cui al primo periodo (si vedano, al riguardo, tra le tante pronunce di merito: C.T.P. di Treviso n. 44/2002 – C.T.P. di Lecce n. 533/2010 – C.T.P. di Pescara n. 743/2010 – C.T.P. di Lucca n. 127/2009 – C.T.P. di Genova n. 125/2008 – C.T.P. di Lecce n. 909/ 2009 – C.T.R. di Milano n. 61/2010 – CTP di Vicenza nn. 33 e n. 37/2012 – CTP di Foggia n. 233/2011 – CTP di Campobasso n. 133 del 2012 e nn. 36 e 134/2013 – CTP di Roma n. 247/2013 – Giudice di Pace di Genova n. 9628/2011 – Tribunale di Udine n. 1183/2009 – Tribunale di Lecce n. 204/2013, ecc.)
Illuminante, ai fini esplicativi della suddetta tesi, la motivazione di cui alla sentenza n. 533 della C.T.P. di Lecce: “(l)e controdeduzioni di Eq. Le. S.p.a. fanno ricorso al secondo periodo del primo comma dell’art. 26 del citato D.P.R., laddove si legge: “La notifica può esse eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento”. Tale interpretazione non convince il Collegio in quanto la locuzione su citata viene letta in modo estrapolato dal contesto in cui è inserita. La stessa non è altro che la prosecuzione del primo periodo dell’art. 26 del citato d.p.r. tenendo come riferimento il punto principale dell’articolato laddove specifica che “la cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati” e la possibilità di notificare la cartella mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento va riferita sempre agli ufficiali della riscossione o altri soggetti abilitati i quali possono avvalersi del servizio postale mentre sono illegittime le notifiche eseguite direttamente dall’Agente della riscossione”.
Nello stesso senso anche parte significativa della dottrina, la quale ha evidenziato che la norma indica tassativamente i soggetti legittimati a eseguire le notifiche, comprese quelle eseguite a mezzo del servizio postale. L’Amministrazione finanziaria può dunque notificare direttamente per posta ai sensi dell’art. 14 della legge n. 890/1982, mentre lo stesso non può (o, meglio, non potrebbe) fare l’agente della riscossione a causa della modifica apportata al più volte citato art. 26, da parte dell’art. 12 del D.Lgs. n. 46/1999, che ha portato alla soppressione dell’inciso “da parte dell’esattore”.
Questa interpretazione è avvalorabile anche facendo riferimento all’articolo 12 delle “Disposizioni sulla legge in generale” (cosiddette “preleggi”), il quale recita: “(n)ell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore”. Conseguentemente, se l’art. 26 del d.P.R. n. 602/1973, ante modifiche, prevedeva espressamente che “(l)a notificazione può essere eseguita anche mediante invio, da parte dell’esattore, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento”, mentre nella versione successiva è stato soppresso l’inciso “da parte dell’esattore”, qualche significato di voluntas legis, alla soppressione, glielo si dovrebbe riconoscere. Inoltre, l’attuale art. 26, co. 1, del d.P.R. n. 602/1973, “secondo la connessione propria delle parole”, non può non essere interpretato in senso consequenziale: è evidente, infatti, che il medesimo individua, nel primo periodo, i soggetti abilitati alla notifica e, nel secondo periodo, una modalità alternativa alla notifica diretta a disposizione di tali soggetti. Diversamente, il legislatore, nell’operare le modifiche normative delle quali si è detto, avrebbe lasciato (ubi voluit dixit) l’inciso “da parte dell’esattore”, che è stato invece cancellato, senza alcun ripensamento anche in successive occasioni.
Una seconda e ficcante motivazione critica, inoltre, attiene alla considerazione che la spedizione eseguita direttamente dall’agente della riscossione, essendo stata omessa l’attività dei soggetti abilitati, non è altro che una semplice comunicazione effettuata dal soggetto tenuto al recupero del credito. Tale procedura, dunque, esorbita dallo schema legale degli atti di notificazione, in sintonia con il disposto dell’art. 60 del d.P.R. n. 600 del 1973 che espressamente richiama gli artt. 137 e seguenti del Codice di procedura civile, che disciplinano la notificazione come atto proprio ed esclusivo dell’ufficiale giudiziario, anche quando si avvale del servizio postale. Autorevole dottrina (C. Glendi), infatti, ha chiaramente precisato che “(n)ella «notificazione» il contatto tra l’autore dell’atto e il suo destinatario avviene per l’indispensabile tramite di un soggetto all’uopo specificamente abilitato dalla legge stessa (ufficiale giudiziario – messo comunale – messo nominato dalla stessa Amministrazione o dal concessionario, e così via). Nella «comunicazione», invece, il contatto tra l’autore dell’atto e il suo destinatario avviene direttamente, cioè senza il tramite di alcun altro soggetto e in specie di un agente della notificazione. L’impiego del servizio postale non incide sulla distinzione anzidetta, in quanto l’agente postale opera quale nuncius, o dell’autore dell’atto (nella comunicazione), o dell’agente della notificazione (in caso di notificazione). In altre parole, si ha «comunicazione a mezzo posta» quando l’autore dell’atto provvede egli stesso a recarsi all’ufficio postale e spedirlo per posta, mentre si ha «notificazione a mezzo posta» quando l’autore dell’atto consegna l’atto all’agente della notificazione e questi provvede a notificarlo per posta recandosi lui stesso all’ufficio postale per la spedizione dell’atto… Nella notificazione in senso proprio, distinta dalla comunicazione, la «relazione di notifica» costituisce elemento essenziale in cui si documenta l’attività notificatoria ad opera dell’agente della notificazione… Sul piano delle conseguenze, è ancora il caso di ben precisare che, proprio in ragione dell’essenzialità dell’attività intermediativa dell’agente della notificazione e della necessità della relata di notificazione con la quale l’agente documenta l’attività da lui svolta, ove difetti l’una o l’altra, non si ha notificazione dell’atto, né si può dunque parlare di nullità sanabile della notificazione, ma si deve parlare di notifica giuridicamente inesistente… Come emerge dalle evidenze in corsivo, la norma (art. 26 del d.P.R. n. 602/1973, n.d.r.), in termini assolutamente chiari, parla dunque di «notifica» e non di comunicazione della cartella di pagamento… L’abolito riferimento alla «lettera» e, soprattutto, all’invio «da parte dell’esattore» sembra escludere specificamente possa trattarsi, in oggi, di una comunicazione, cioè di trasmissione dell’atto attraverso un contatto diretto tra l’autore dell’atto stesso e il suo destinatario … Se la notifica diretta per posta fosse ammissibile anche per la cartella di pagamento …, siccome la notifica diretta per posta è già prevista nella sua generalità dalla prima parte del primo comma dell’art. 14 della legge n. 890/1982, non si riuscirebbe a capire che senso avrebbe la differenziazione operata dalla norma stessa facendo espressamente «salvi i disposti» di cui all’art. 26 del D.P.R. n. 602/1973 e …, nei quali disposti normativi è detto expressis verbis che la notifica viene effettuata per il tramite di un agente della notificazione, di cui vengono anche espressamente specificate le varie figure all’uopo legittimate.”
Senza dubbio, è divenuta diritto vivente la possibilità per l’agente della riscossione di notificare i propri atti mediante utilizzo diretto del servizio postale, dunque è certamente consigliabile – anche per logiche di economia processuale ed efficacia difensiva – evitare di eccepire l’inesistenza della notifica se fondata su tale assunto. A nostro parere, nonostante la recente apertura del servizio postale anche ad altri soggetti privati e dunque la volontà di valorizzare ulteriormente tale procedura, la notifica diretta mediante servizio postale non garantisce la certezza della conoscibilità e andrebbe ripensata in toto; sono molti i casi di notifiche effettuate nelle mani di vicini di casa, dichiarati parenti, colf, oppure di depositi nelle cassette postali di condomini, ecc. che, immancabilmente, non raggiungono lo scopo di informare il destinatario effettivo ed in alcuni casi portano finanche alla querela di falso. Ci si chiede, perciò, nonostante vi siano esigenze di snellezza del procedimento, se non sia il caso di irrobustire la fase di presa di conoscenza dell’atto anziché limitarsi ad apprezzare mere logiche di risparmio di costi che, se si considera il contenzioso che molto spesso comportano, non sembra sia neppure garantito.
Con sentenza n. 175/2018, la Corte costituzionale ha respinto l’eccezione di incostituzionalità, sollevata dalla CTR Lombardia, con riferimento all’art. 26, co. 1, del d.P.R. n. 602/1973 nella parte in cui abilita il Concessionario della riscossione alla notificazione della cartella direttamente a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento e nella parte in cui non prevede(rebbe) l’estensione della garanzia della comunicazione di avvenuta notifica (CAN) a soggetto diverso dall’interessato.
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