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Timestamp: 2019-03-21 22:44:22+00:00
Document Index: 146677296

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 1182', 'art. 1182', 'art. 20', 'art. 1182', 'art. 1182', 'art. 1182', 'art. 1182']

Art. 1182 codice civile: Luogo dell'adempimento | La Legge per tutti
Se il luogo nel quale la prestazione deve essere eseguita non è determinato dalla convenzione (1) o dagli usi e non può desumersi dalla natura della prestazione o da altre circostanze, si osservano le norme che seguono.
L’obbligazione avente per oggetto una somma di danaro deve essere adempiuta al domicilio che il creditore ha al tempo della scadenza (2). Se tale domicilio è diverso da quello che il creditore aveva quando è sorta l’obbligazione e ciò rende più gravoso l’adempimento, il debitore, previa dichiarazione al creditore, ha diritto di eseguire il pagamento al proprio domicilio.
Negli altri casi l’obbligazione deve essere adempiuta al domicilio che il debitore ha al tempo della scadenza (3).
Usi: [v. d. gen. 8]: Obbligazione: [v. Libro IV, Titolo I]; Domicilio: [v. 43].
Natura della prestazione: qualità e caratteristiche della prestazione (es.: la costruzione di un edificio non può eseguirsi che in un luogo determinato).
Scadenza: termine allo scadere del quale la prestazione diviene esigibile, cioè può essere richiesta [v. 1184].
(1) Il patto può formarsi anche tacitamente attraverso il continuo comportamento adottato dall’una e accettato dall’altra parte.
(2) L’obbligazione avente ad oggetto una somma di denaro si dice portable, poiché dev’essere portata (adempiuta) dal debitore al domicilio del creditore.
(3) La regola generale, quindi, è che l’obbligazione sia quérable (chiedibile), in quanto il creditore deve chiedere la prestazione al debitore, nel suo domicilio.
La norma determina il luogo dell’adempimento dell’obbligazione, rimettendo la scelta innanzitutto alla volontà delle parti, e ponendo una serie di criteri, ordinati gerarchicamente (cd. criteri legali di determinazione), qualora le parti non vi abbiano provveduto.
Cassazione civile sez. I 23 luglio 2014 n. 16728
Il compenso per prestazioni professionali, che non sia convenzionalmente stabilito, è un debito pecuniario illiquido, da determinare secondo la tariffa professionale; ne consegue che il foro facoltativo del luogo dove deve eseguirsi l'obbligazione (art. 20 c.p.c., seconda ipotesi) va individuato, ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 1182 c.c., nel domicilio del debitore in quel medesimo tempo.
Cassazione civile sez. VI 10 luglio 2014 n. 15787
La prestazione oggetto di un’obbligazione pecuniaria per un credito liquido ed esigibile va eseguita, ai sensi dell’art. 1182, comma 3 c.c., presso il domicilio del creditore, con conseguente radicamento della competenza del giudice di quel luogo ex art. 20 c.p.c. (“forum contractus” e “forum destinatae solutionis”).
Tribunale Roma sez. III 06 maggio 2014 n. 9824
Nell'ipotesi di richiesta di risarcimento del danno da inadempimento contrattuale, per la determinazione del foro competente deve farsi riferimento non già al luogo ove si è verificato l'inadempimento, ma a quello in cui avrebbe dovuto essere eseguita la prestazione rimasta inadempiuta o non esattamente adempiuta, della quale il risarcimento è sostitutivo, e ciò anche quando il convenuto contesti in radice l'esistenza della obbligazione stessa. Regola competenza
Cassazione civile sez. VI 21 marzo 2014 n. 6762
In assenza di specifiche norme statali o regionali sul punto, le obbligazioni assunte dalle Asl, aventi ad oggetto una somma di danaro, seguono la regola dell’art. 1182 comma 2 c.c. - secondo cui tale obbligazione va adempiuta al domicilio del creditore ma al tempo della scadenza -, in quanto non sono più applicabili le regole sul pagamento da effettuarsi presso gli uffici di tesoreria dell’ente locale per la duplice considerazione che esse risultano abrogate e che comunque concernono i soli enti locali, nel cui novero non rientrano poi le Asl che, a partire dalla riforma del S.s.n. ex d.lg. 30 dicembre 1992 n. 502, hanno assunto un’autonoma personalità giuridica e hanno perso la natura di organo dei comuni che “ab origine” la l. 23 dicembre 1978 n. 833 aveva riservato alle Usl.
Tribunale Salerno 08 maggio 2014 n. 2316
Costituisce obbligazione pecuniaria soltanto il debito che sia sorto originariamente come tale, avente ad oggetto, cioè, fin dalla sua costituzione, la prestazione di una determinata somma di danaro, ed il cui ammontare sia, quindi, già fissato al momento in cui l'obbligazione sia venuta in essere. Ne deriva che costituisce obbligazione pecuniaria, da adempiere, ai sensi dell'art. 1182 cc, comma 3, al domicilio del creditore al tempo della scadenza, l'obbligazione derivante da titolo negoziale o giudiziale in cui questo ne abbia stabilito la misura e la scadenza, mentre qualora tale determinazione non sia stata eseguita ab origine dal titolo, l'obbligazione deve essere adempiuta, salvo diversa pattuizione, al domicilio del debitore ai sensi dell'ultimo comma della norma sopra indicata, non trattandosi di credito liquido ed esigibile. Invero, il fondamento della norma (art. 1182 cc, comma 3) che fissa al domicilio del creditore l'adempimento delle obbligazioni che hanno per oggetto somme liquide ed esigibili sta nel fatto che il debitore è in grado di sapere con certezza, fin dal momento in cui l'obbligazione è venuta in essere, non solo se la prestazione è dovuta, ma anche il termine del pagamento ed il suo ammontare; con la conseguenza che, negli altri casi, riprende la regola generale che stabilisce il principio che l'obbligazione deve considerarsi querable. Poichè l'ammontare e la scadenza dell'obbligazione avente ad oggetto il pagamento di compensi professionali non sono determinati, di norma, dalla convenzione con la quale sia stato conferito l'incarico, ma possono essere stabiliti successivamente solo alla stregua dell'attività posta in essere concretamente dal professionista, dopo cioè che questa sia stata prestata, la relativa obbligazione non costituisce obbligazione pecuniaria liquida ed esigibile, ai sensi dell'art. 1182 cc, comma 3, e non deve essere eseguita al domicilio del creditore, ma a quello del debitore.
Tribunale Bari 13 marzo 2014 n. 1342