Source: https://www.neldiritto.it/appgiurisprudenza.asp?id=18192&id=18192
Timestamp: 2020-08-14 05:28:25+00:00
Document Index: 40898148

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 4', 'art. 182', 'art. 199', 'art. 199', 'art. 182', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 184', 'art. 182', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 267', 'sentenza ']

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - ORDINANZA 1 luglio 2020, n.4196
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | VENERDÌ 14 AGOSTO AGGIORNATO ALLE 5:28
Alla Cgue il trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati ai fini del recupero energetico
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - ORDINANZA 1 luglio 2020, n.4196ANNOTAZIONE
Con ordinanza n.4196 del 2020 il Consiglio di Stato rinvia in via pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell'Unione europea i seguenti quesiti di diritto:
-se in riferimento ad una fattispecie in cui rifiuti urbani indifferenziati, non contenenti rifiuti pericolosi, siano stati trattati meccanicamente da un impianto ai fini del recupero energetico (operazione R1/R12, ai sensi dell’allegato C) del Codice dell’Ambiente) e, all’esito di tale operazione di trattamento, risulti, in tesi, che il trattamento non abbia sostanzialmente alterato le proprietà originarie del rifiuto urbano indifferenziato, ma agli stessi venga assegnata la classificazione CER 19.12.12., non contestata dalle parti;
-il Catalogo Europeo rifiuti (nella fattispecie CER 19.12.12., rifiuti prodotti da impianti di trattamento meccanico per operazioni di recupero R1/R12) e le relative classificazioni interferiscano o meno ed, in caso di risposta positiva, in quali termini e confini, con la disciplina euro-unitaria relativa alla spedizione di rifiuti che, prima del trattamento meccanico, erano rifiuti urbani indifferenziati;
-in particolare, se, con riferimento alle spedizioni di rifiuti risultanti dal trattamento di rifiuti urbani indifferenziati, le previsioni dell’art. 16 della direttiva del 2008 richiamata ed il relativo considerando n. 33, espressamente concernenti la spedizione di rifiuti, siano o meno prevalenti rispetto alla classificazione risultante dal Catalogo Europeo Rifiuti;
-precisando, qualora ritenuto opportuno e utile dalla Corte, se il suddetto Catalogo abbia carattere normativo o costituisca, invece, una mera certificazione tecnica idonea alla omogenea tracciabilità di tutti i rifiuti.
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - ORDINANZA 1 luglio 2020, n.4196 -
N. 01009/2017 REG.RIC.�����������
sul ricorso numero di registro generale 1009 del 2017, proposto dalla Regione Veneto, in persona del legale rappresentante�pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Andrea Manzi, Tito Munari, Francesco Zanlucchi ed Ezio Zanon, con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Andrea Manzi in Roma, via F. Confalonieri, n. 5;�
Plan Eco S.r.l., in persona del legale rappresentante�pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Daniele Vagnozzi e Pierfrancesco Zen, con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Daniele Vagnozzi in Roma, via Giunio Bazzoni, n. 3;
Futura S.r.l., non costituita in giudizio;�
1. La presente controversia ha per oggetto l’autorizzazione preventiva richiesta, ai sensi dell’art. 4 Reg CE n. 1013 del 2006 (Regolamento del Parlamento e del Consiglio relativo alle spedizioni di rifiuti), dalla società di trasporto Plan-eco srl alla Regione Veneto, per l’esportazione di rifiuti trattati dall’impianto della società Futura srl. e diretti ad una cementeria sita in Slovenia per l’utilizzo del rifiuto trattato in co-combustione.�
1.2.1. Secondo la prospettazione della società, sarebbe errata, di conseguenza, l’applicazione dei principi di autosufficienza e di prossimità di cui all'art. 182-bis�cit., valevole per i rifiuti urbani indifferenziati, mentre trattandosi di rifiuti speciali varrebbe il principio della specializzazione dell’impianto per assicurarne la più efficace gestione e il recupero (ndr il riferimento è all’art. 199 del Codice dell’Ambiente).
e1) infatti, il Codice dell’Ambiente (art. 199, co. 3 lett. g) demanda ai piani regionali il compito di assicurare il recupero dei rifiuti speciali in luoghi prossimi alla produzione per favorire la riduzione della movimentazione, enunciando il principio di prossimità solo in via tendenziale, a differenza della natura prescrittiva dell’art. 182-bis�cit., che riguarda i rifiuti urbani;
In particolare, ha richiamato l’obbligo dell’amministrazione di rispettare i principi caposaldo della direttiva 2008/98/CE, quali quello della protezione della salute umana e dell’ambiente (art. 13) e quello di autosufficienza e prossimità, stabilito dall’art. 16, secondo il quale “Gli Stati membri adottano, di concerto con altri Stati membri qualora ciò risulti necessario od opportuno, le misure appropriate per la creazione di una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento dei rifiuti e di impianti per il recupero dei rifiuti urbani non differenziati provenienti dalla raccolta domestica, inclusi i casi in cui detta raccolta comprenda tali rifiuti provenienti da altri produttori, tenendo conto delle migliori tecniche disponibili.”.�
b) il considerando 22 (recte�21) del Reg CE relativo alla spedizione dei rifiuti, secondo cui, nel caso di spedizioni di rifiuti destinati al recupero “Gli Stati membri dovrebbero inoltre poter garantire che i rifiuti siano trattati nell'osservanza delle norme giuridicamente vincolanti di protezione dell'ambiente stabilite dalla normativa comunitaria riguardo alle operazioni di recupero e che, tenendo conto dell'articolo 7, paragrafo 4, della direttiva 2006/12/CE, i rifiuti siano trattati conformemente ai piani di gestione dei rifiuti elaborati a norma di detta direttiva allo scopo di garantire l'attuazione degli obblighi giuridicamente vincolanti in materia di recupero o di riciclo stabiliti dalla legislazione comunitaria”.
1.2. Il nucleo delle censure dell’appellante consiste nel sostenere l’erroneità della tesi secondo cui i rifiuti classificati con codice CER 19.12.12. sarebbero speciali, in quanto prodotti derivanti dal trattamento meccanico dei rifiuti urbani, sulla base dell’all. D) del Codice dell’Ambiente, con conseguente erroneità della sottrazione ai principi di autosufficienza e prossimità nella circolazione.�
b) nella disciplina nazionale, con la modifica del 2008 all’art. 184 del Codice dell’Ambiente, è stata eliminata dall’elenco dei rifiuti speciali la lett. n), che comprendeva “i rifiuti derivanti dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani”;�
b1) la�ratio�della soppressione è che la selezione meccanica non altera la composizione del rifiuto, ma serve ad agevolare l’attività successiva di recupero o di smaltimento;�
c1) di conseguenza, l’autorità competente per l’autorizzazione deve adottare le misure affinché il recupero energetico dei RUI avvenga negli impianti più prossimi al luogo di produzione, come prevede l’art. 182-bis del Codice dell’Ambiente;�
e) con la conseguenza, che per i rifiuti restati urbani dopo il trattamento meccanico operano i principi di autosufficienza e prossimità, mentre per il recupero dei rifiuti speciali rileva la specialità dell’impianto.�
2. La Plan-Eco si è costituita ed ha chiesto, in via principale, il rigetto dell’appello.�
<<�Qualora il verificatore possa rispondere al quesito sulla base della documentazione in atti e degli altri elementi di conoscenza di cui disponga in ragione delle sue funzioni, verifichi, sulla base di argomentazioni tecniche, se operazioni di “trattamento” corrispondenti a quelle descritte nella notifica IT 019249, comprensiva del relativo dossier, datata 12 ottobre 2015, inviata da Plan Eco alla Regione Veneto – Direzione regionale tutela dell’ambiente, e successive integrazioni (documenti in atti in quanto depositati in data 30 giugno 2016 in allegato al ricorso di primo grado), siano idonee a mutare o meno la composizione dei rifiuti stessi sotto il profilo chimico fisico, in modo tale da determinarne una natura sostanzialmente diversa dai rifiuti, urbani prima di tale trattamento, idonea ad operazioni di recupero energetico (R.1, R.12), giustificandosi così (o meno) sotto il profilo tecnico-scientifico, relativo alla fisica e alla chimica dei materiali, il fatto che tali rifiuti dopo il “trattamento” siano o meno da includersi nella diversa categoria giuridica dei rifiuti speciali>>.
c) la Regione - senza incorrere in violazioni processuali – anche nel giudizio di appello, come in primo grado e nel provvedimento impugnato, ha posto a fondamento del diniego di spedizione transfrontaliera in un Paese Europeo la tesi che assume come rilevante, ai fini della circolazione dei rifiuti, a prescindere dal codice CER attribuito, la qualificazione degli stessi come urbani indifferenziati, quando il trattamento meccanico sugli originari rifiuti non ne abbia sostanzialmente alterato le proprietà originarie.�
b) oppure, se rilevi, comunque, la natura originaria del rifiuto sottoposto al trattamento quando il trattamento meccanico non ne abbia essenzialmente alterato le proprietà originarie (ai sensi del Considerando 33 della direttiva 2008/98/CE, che integra l’art. 3 del Reg (CE) n. 1013/2006, “Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo alla spedizione di rifiuti”), assumendo rilevanza la classificazione secondo il corrispondente CER attribuibile ai rifiuti risultanti dal trattamento solo nel caso di perdita delle caratteristiche originarie del rifiuto�>>.
a) l’allegato C) cit. riproduce l’allegato II della direttiva 2008/98/CE; vi è raccordo con l’art. 2, n. 7 del Reg. CE del 2006, secondo il quale costituiscono <> le operazioni di recupero R12 (oltre che R13), quali definite nell’allegato II B della direttiva 2006/12/CE, che, secondo la tavola di concordanza della direttiva del 2008, corrisponde all’all. II di quest’ultima;
1. La decisione della controversia all’esame del Collegio impone di individuare l’esatta interpretazione da riconoscere al diritto euro-unitario per poterne fare applicazione al caso di specie, anche in assenza della richiesta di una delle parti processuali.�
1.3. Per tutte le considerazioni esposte, la Sezione rimette alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ai sensi dell’art. 267 del TFUE, la seguente questione interpretativa del Diritto dell'Unione:�
in riferimento ad una fattispecie in cui rifiuti urbani indifferenziati, non contenenti rifiuti pericolosi, siano stati trattati meccanicamente da un impianto ai fini del recupero energetico (operazione R1/R12, ai sensi dell’allegato C) del Codice dell’Ambiente) e, all’esito di tale operazione di trattamento, risulti, in tesi, che il trattamento non abbia sostanzialmente alterato le proprietà originarie del rifiuto urbano indifferenziato, ma agli stessi venga assegnata la classificazione CER 19.12.12., non contestata dalle parti;�
precisando, qualora ritenuto opportuno e utile dalla Corte, se il suddetto Catalogo abbia carattere normativo o costituisca, invece, una mera certificazione tecnica idonea alla omogenea tracciabilità di tutti i rifiuti.�
Ai fini della più completa decisione della Corte di Giustizia - in ossequio alle Raccomandazioni della Corte medesima 2012/C 338/01, relative alla presentazione di domande pregiudiziali - alla stessa deve essere trasmessa, a cura della Segreteria della Sezione, oltre a copia conforme all’originale della presente ordinanza, altresì copia dell’intero fascicolo di causa.�
b) ordina alla Segreteria della Sezione di trasmettere alla medesima Corte copia conforme all’originale della presente ordinanza, nonché copia integrale del fascicolo di causa;�
d) riserva alla sentenza definitiva ogni pronuncia in rito, nel merito e sulle spese e sugli onorari di giudizio.�