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Timestamp: 2018-06-24 17:43:06+00:00
Document Index: 59789530

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 648', 'art, 53', 'art. 106', 'art. 12', 'art.12', 'art. 25', 'art. 49', 'art. 38', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 28', 'art. 28', 'art 19', 'art 19', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 30', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 45', 'art. 54', 'art. 56']

Accertamenti e verifiche in ordine al rispetto degli obblighi antiriciclaggio da parte dei professionisti - PDF
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Nicolo Deluca
1 Accertamenti e verifiche in ordine al rispetto degli obblighi antiriciclaggio da parte dei professionisti Pontassieve, 14 marzo 2014 Col. t. ST Antonino RAIMONDO Comandante del G.I.C.O. Nucleo Polizia Tributaria Guardia di Finanza di Firenze 1
2 Diritto del contrasto al riciclaggio fonti normative 1. Discipline di organismi internazionali titolari di: standard-setter coordinamento delle autorità nazionali competenti emanazione di strumenti regolamentari valutazione dell adeguatezza degli ordinamenti antiriclaggio. Consiglio d Europa, Comitato Cooke della Banca dei Regolamenti Internazionali, Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale (G.A.F.I.) o F.A.T.F. (Financial Action Task Force) - Gruppo EGMONT 2. Norme comunitarie 3. Normativa nazionale (penale e preventiva amministrativa)
3 Riciclaggio Definizione: attività volta a dissimulare l origine illecita dei proventi criminali Ovvero l ampia gamma di attività volta ad oscurare l origine illecita dei proventi e a creare l apparenza che la loro origine sia lecita Fonte: The International Organization of Securities Commissions (IOSCO), Technical Committte, 1992, Report on Money Laundering 3
4 Diritto del contrasto al riciclaggio Disciplina normativa internazionale Raccomandazione del Consiglio d Europa del 27 giugno 1980 Principio generale: prevenzione idonee misure per prevenire l ingresso dei capitali illeciti all interno delle strutture finanziarie e creditizie 1. Controllando identità clienti che entrano in contatto con una banca 2. Fornendo, quando richieste, tali informazioni alla Autorità 4
5 Diritto del contrasto al riciclaggio: pilastri 1. Assunzione di appropriate iniziative per assicurare a. l armonizzazione delle legislazioni penali b. un effettiva assistenza in campo giudiziario 2. Individuazione di efficienti misure preventive in ambito finanziario 3. Previsione di adeguate procedure volte a favorire la c.d. collaborazione di polizia 5
6 DEFINIZIONE DI RICICLAGGIO (art. 2, D.lgs 231/2007) La definizione di Riciclaggio ai soli fini del decreto : la conversione o il trasferimento di beni, effettuati essendo a conoscenza che essi provengono da un attività criminosa o da una partecipazione a tale attività, allo scopo di occultare o dissimulare l origine illecita dei beni medesimi o di aiutare chiunque sia coinvolto in tale attività a sottrarsi alle conseguenze giuridiche delle proprie azioni; l occultamento o la dissimulazione della reale natura, provenienza, ubicazione, disposizione, movimento, proprietà dei beni o dei diritti sugli stessi, effettuati essendo a conoscenza che tali beni provengono da un attività criminosa o da una partecipazione a tale attività; l acquisto, la detenzione o l utilizzazione di beni essendo a conoscenza, al momento della loro ricezione, che tali beni provengono da un attività criminosa o da una partecipazione a tale attività; la partecipazione ad uno degli atti di cui alle lettere precedenti, l associazione per commettere tale atto, il tentativo di perpetrarlo, il fatto di aiutare, istigare o consigliare qualcuno a commetterlo o il fatto di agevolarne l esecuzione. 6
7 Adeguata verifica Registrazione e conservazione dei dati OBBLIGHI DI COLLABORAZIONE Comunicazione al Ministero delle infrazioni al trasferimento di denaro contante Segnalazione operazioni sospette
8 L ispezione antiriciclaggio è un attività di polizia amministrativa che si sviluppa attraverso l esecuzione di una serie ordinata di riscontri, con la finalità di: verificare la corretta e puntuale osservanza degli obblighi previsti dalla disciplina antiriciclaggio; contrastare il riciclaggio dei proventi illeciti nella sua fase prodromica evitando l utilizzo illecito del sistema finanziario per la commissione dei reati di cui all art. 648 bis e ter del codice penale; prevenire, ricercare e reprimere le violazioni amministrative e penali previste dalla normativa di settore, che dovessero emergere nel corso dell attività ispettiva
9 Autorità di vigilanza ai fini antiriciclaggio, ai sensi dell art, 53, commi 2 e 3, del decreto 231/2007: Guardia di Finanza e Ordini professionali, in via concorrente, relativamente ai soggetti iscritti nell albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, nell albo dei consulenti del lavoro, nonché per i notai e gli avvocati; Guardia di Finanza in via esclusiva, per i soggetti iscritti nel registro dei revisori contabili, i prestatori di servizi relativi a società e trust, nonché per ogni altro soggetto che rende i servizi forniti da periti, consulenti e altri soggetti che svolgono in maniera professionale attività in materia di contabilità e tributi.
10 Attività commercio in oro Attività di fabbricazione mediazione e commercio di preziosi Attività commercio cose antiche Case d asta Gallerie d arte Uffici della P.A. Mediazione Professionisti (**) Revisori legali Altri soggetti (recupero crediti, custodia e trasporto contante titoli e valori, case da gioco, offerta attraverso internet e punti fissi di giochi e scommesse, mediazione immobiliare) Art. 10 Art. 11 Art. 11 previe intese con l autorità di vigilanza di riferimento Fiduciarie statiche Confidi Cambiavalute Operatori microcredito, casse peota e agenzie prestite su pegno Mediatori creditizi Agenti in attività finanziaria Intermediari finanziari iscritti nell elenco di cui all art. 106 TUB e Istituti di pagamento (**) In concorso con gli ordini professionali di appartenenza del soggetto (per le categorie di cui all art. 12, 1 co. let. a) e c))
11 Professionisti : art.12 del decreto 231/2007 i notai e gli avvocati quando: in nome e per conto dei propri clienti, compiono qualsiasi operazione di natura finanziaria o immobiliare; e quando assistono i propri clienti nella predisposizione o nella realizzazione delle operazioni di: trasferimento a qualsiasi titolo di diritti reali su beni immobili o attività economiche; gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni; apertura o gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti di titoli; organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, alla gestione o all amministrazione di società; costituzione, gestione o amministrazione di società, enti, trust o soggetti giuridici analoghi. 11
12 Oggetto attività esercitata Trasferimento a qualsiasi titolo di diritti reali su beni immobili o attività economiche Gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni Apertura o gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti di titoli Organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, alla gestione o all amministrazione di società Costituzione, gestione o amministrazione di società, enti, trust o soggetti giuridici analoghi Prestatori di servizi relativi a società e trust ad esclusione dei soggetti indicati dalle lettere a), b) e c), ossia dottori commercialisti, esperti contabili, notai ed avvocati, nonché ogni altro soggetto che rende i servizi dei periti, consulenti e altri soggetti che svolgono attività in materia di contabilità e tributi 12
13 Ispezioni antiriciclaggio: le procedure di controllo 1. Controlli preliminari 2. Accertamenti di merito: a. Istituzione dell archivio informatizzato o del registro della clientela b. Adeguata verifica dei clienti: selezione del campione c. Riscontri documentali (1) Verifica «semplificata» (2) Verifica «indiretta» (3) Verifica «rafforzata» (4) Verifica «ordinaria» (5) Esecuzione da parte di terzi (6) Registrazione e conservazione dei dati (7) Conservazione dei dati d. Segnalazione delle operazioni sospette (1) Attività propedeutica (2) Selezione del campione (3) La verifica delle ipotesi di omessa segnalazione delle op. sospette (4) Riservatezza delle segnalazioni e. I doveri degli Organi di controllo f. Formazione del personale 13
14 Obblighi antiriciclaggio Adeguata verifica - approccio basato sul rischio - verifica ordinaria - verifica semplificata - verifica indiretta - verifica rafforzata - astensione - esecuzione da parte di terzi Esecuzione SI SI SI SI SI SI SI Riferimenti decreto 231/2007 Art. 20 Artt. 17, 18, 19, 21 e 22 Art. 25 Art. 28, comma 4 Art. 28, commi 1, 2, 4, 5, 7 Artt. 23 e 28, comma 7 ter Artt. 29, 30, 32 e 34 Registrazione e conservazione dei dati SI / (deroga ex art. 25) Artt. 36 e 38 Segnalazione di operazioni sospette Comunicazioni al Ministero dell Economia e delle Finanze delle infrazioni all art. 49 decreto 231/2007 Comunicazione dei dati aggregati Adozione di misure di controllo interne e formazione del personale Adempimenti degli Organi di controllo (qualora presenti) SI Artt. 41, 43, 45, 46, e 48, commi 1 e 4 SI Art. 51 NO SI (limitatamente alla formazione del personale) Art. 54, comma 1 SI Art. 52
15 Ispezioni antiriciclaggio 1. Controlli preliminari verificare, qualora non effettuato nelle fasi di preparazione dell intervento, la legittimazione all esercizio dell attività da parte del professionista ispezionato (iscrizioni in albi o registri); acquisire una completa cognizione della struttura organizzativa e commerciale del professionista; individuare i ruoli, i compiti e le responsabilità eventualmente affidate dal professionista all interno della struttura a fini antiriciclaggio. 15
16 Istituzione dell archivio informatizzato o del registro della clientela 1/2 Riscontrare l istituzione dell archivio formato e gestito a mezzo di strumenti informatici o, in alternativa, del registro della clientela, coerentemente con quanto sancito dall art. 38 del decreto 231/2007. Verificare, qualora il professionista utilizzi un applicativo informatico, (con l ausilio del professionista ispezionato o di personale appositamente incaricato), che l applicativo garantisca la corretta conservazione e la reperibilità dei dati e delle informazioni oggetto di registrazione. A tal fine, si potrà procedere ad una consultazione a campione delle operazioni/prestazioni professionali ivi registrate. 16
17 Istituzione dell archivio informatizzato o del registro della clientela 2/2 Nel caso di istituzione del registro della clientela in luogo dell applicativo informatico, va accertata la rispondenza delle caratteristiche del registro, ovvero che: sia numerato progressivamente; sia siglato in ogni pagina a cura del professionista ovvero di un collaboratore o dipendente autorizzato per iscritto; l ultimo foglio riporti il numero delle pagine di cui è composto e la firma dei predetti soggetti; sia tenuto in maniera ordinata e chiaramente leggibile, senza spazi bianchi o abrasioni; non sia a fogli mobili e/o ad anelli. 17
18 Adeguata verifica dei clienti: selezione del campione Selezionare un idoneo e rappresentativo campione di operazioni e/o prestazioni professionali perfezionate nel contesto dell attività istituzionale esercitata dal professionista, potenzialmente da assoggettare al preliminare obbligo di adeguata verifica. A tal fine, è opportuno richiedere: un elenco anagrafico dei clienti (c.d. schermata anagrafica clienti ) e conoscere, qualora possibile, la data di conferimento dell incarico professionale, nonché i processi logici di adeguata verifica riscontrando il tutto tramite visione ed acquisizione di evidenze documentali a supporto; un elenco delle operazioni e delle prestazioni professionali, distinte per rilevanza di importi; in caso di studi di piccole dimensioni, anche i fascicoli dei clienti 18
19 Riscontri documentali Rispetto al campione selezionato, andrà acquisita tutta la documentazione conservata dal professionista ritenuta rilevante ai fini di una compiuta ricostruzione dell effettiva operatività della clientela e del relativo profilo rischio. In un primo momento, sarà accertata, in relazione alle operazioni/prestazioni professionali riconducibili ai clienti selezionati, la procedura antiriciclaggio posta in essere dal professionista, verificando, cioè, se i casi in esame: siano stati sottoposti all applicazione degli obblighi antiriciclaggio di adeguata verifica dei clienti; in caso positivo, siano stati ricondotti correttamente alle fattispecie che impongono l applicazione degli obblighi ordinari di adeguata verifica della clientela, oppure in quelli di verifica semplificata, indiretta o rafforzata. 19
20 Riscontri documentali - Verifica «semplificata» Nel caso in cui il professionista abbia fatto ricorso alla verifica semplificata, che comporta l esenzione dagli obblighi di adeguata verifica della clientela, si accerta se: sussistono i presupposti soggettivi o oggettivi ex art. 25 del decreto 231/2007; in questo senso, coerentemente con quanto sancito dall art. 25, comma 4, appurare se il soggetto ispezionato abbia raccolto informazioni sufficienti per stabilire se il cliente potesse beneficiare di tali esenzioni; riscontri documentali, escussioni in atti del professionista costituiranno gli strumenti per approfondire simili circostanze; pur in presenza dei presupposti soggettivi, riscontrare se sussistevano quelle circostanze in presenza delle quali diventava necessario applicare sempre l adeguata verifica ordinaria (sospetti di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, ovvero fondato motivo di ritenere che l identificazione effettuata non sia attendibile o non consenta l acquisizione delle informazioni necessarie). 20
21 Riscontri documentali - Verifica «indiretta» Se è stata utilizzata la procedura di verifica indiretta, sarà accertata se la fattispecie oggetto di controllo rientri in una delle circostanze richieste dalla legge ex art. 28, comma 3, del decreto 231/2007. Particolare attenzione va posta qualora la procedura sia stata adottata perché il cliente è stato già identificato per un operazione o una prestazione professionale già in essere. In tale circostanza, si può: accertare l esistenza dell operazione o della prestazione professionale in essere presso il professionista; verificare le modalità di effettuazione dell identificazione e degli altri obblighi di adeguata verifica per quell operazione o prestazione professionale; appurare se le informazioni che sono utilizzate per la verifica indiretta siano state comunque aggiornate dall operatore. 21
22 Riscontri documentali - Verifica «rafforzata» In caso di ricorso alla verifica rafforzata, sarà accertato se siano stati posti in essere gli ulteriori adempimenti richiesti dall art. 28 del decreto 231/
23 Riscontri documentali - Verifica «rafforzata» Procedure da adottare per il riscontro: qualora il cliente non sia stato fisicamente presente nel momento dell identificazione, si verifica se la sua identità sia stata accertata correttamente tramite altri documenti, dati o informazioni supplementari; ovvero se siano state adottate misure supplementari per la verifica o la certificazione dei documenti forniti, o ancora se la modalità del primo pagamento sia avvenuto tramite un conto del cliente accesso presso un ente creditizio; in caso di persona politicamente esposta, si accerta se l avvio del rapporto professionale con tali clienti sia stato autorizzato, ovvero siano state adottate misure adeguate per stabilire l origine del patrimonio e dei fondi impiegati nel rapporto o nell operazione, o ancora se sia stato effettuato un controllo continuo nel corso dell intera durata della relazione professionale con il cliente; in caso di rischio più elevato di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, occorre riscontrare gli ulteriori adempimenti posti in essere dal professionista, atteso che - in questa circostanza - la norma non delinea specifici adempimenti, aggiuntivi rispetto a quelli in cui si sostanzia l ordinaria adeguata verifica della clientela 23
24 Riscontri documentali Verifica «ordinaria» (art 19 D.lgs 231/2007) 1/3 Attenzione innanzitutto, sull identificazione e la verifica del cliente e del titolare effettivo, appurando il rispetto degli adempimenti relativi a: la tempistica di esecuzione. Per detto ambito, verificare se: il cliente ed il titolare effettivo siano stati identificati prima del conferimento dell incarico professionale o dell esecuzione dell operazione. Per la clientela già acquisita, si accerta il rispetto delle procedure previste dalla circolare del Ministero dell Economia e delle Finanze n del 6 aprile 2009; il titolare effettivo sia stato identificato contestualmente al cliente, 24
25 Riscontri documentali Verifica «ordinaria» (art 19 D.lgs 231/2007) 2/3 in caso di persone giuridiche, trust e soggetti giuridici analoghi (fiduciarie), se siano state adottate misure adeguate e commisurate alla situazione di rischio per comprendere la struttura di proprietà e di controllo del cliente; si accerta, pertanto, se siano state adottate tutte le modalità necessarie per conoscere il titolare effettivo, dal ricorso ai pubblici registri, agli elenchi o ai documenti conoscibili da chiunque, fino alle informazioni fornite dal cliente ai sensi dell art. 21 del decreto 231/2007; modalità di esecuzione. Appurare se l identificazione del cliente e del titolare effettivo sia avvenuta eventualmente mediante un documento d identità non scaduto all epoca del controllo, e qualora il cliente sia una società o un ente, se l operatore abbia verificato anche l effettiva esistenza del potere di rappresentanza, acquisendo le informazioni necessarie per individuare e verificare l identità dei rappresentanti delegati alla firma per l operazione da svolgere. 25
26 Riscontri documentali - Verifica «ordinaria» 3/3 Quindi, si procede ad appurare l applicazione degli adempimenti di: acquisizione delle informazioni sullo scopo e la natura dell operazione o della prestazione professionale: il fascicolo personale del cliente deve contenere le informazioni richieste dalla legge, tra cui eventuali dichiarazioni fornite direttamente dal cliente ex art. 21 del decreto 231/2001 Controllo costante nel corso della prestazione professionale: se l incarico professionale non è stato conferito di recente, verificare se esista ulteriore documentazione nel fascicolo del cliente attestante il monitoraggio periodico eseguito astensione, laddove previsto, da parte del professionista dall esecuzione di un operazione o dalla prestazione: Ad esempio se non è stato possibile adempiere agli obblighi di identificazione del cliente e del titolare effettivo o di acquisizione delle informazioni sullo scopo e la natura dell operazione/prestazione professionale 26
27 Riscontri documentali - Esecuzione da parte di terzi Qualora il soggetto ispezionato abbia fatto ricorso a terzi per l assolvimento degli obblighi di adeguata veridica, si accerta se: sia stata fornita l idonea attestazione da parte di uno dei soggetti previsti dall art. 30, comma 1, del decreto 231/2007; in caso positivo, l attestazione abbia le caratteristiche previste, ed in particolare sia idonea a confermare l identità nonché l esattezza delle informazioni comunicate a distanza. In caso di opacità o scarsa trasparenza delle procedure adottate saranno avviati opportuni riscontri incrociati anche presso i soggetti terzi verificando, pure sotto il profilo documentale, il rispetto degli adempimenti antiriciclaggio imposti all intera filiera dei soggetti obbligati. 27
28 Registrazione e conservazione dei dati Per l esecuzione del controllo, si potrà: Utilizzare il campione già oggetto di selezione in materia di adeguata verifica della clientela, per verificare se i dati e le informazioni raccolte sulle operazioni/prestazioni professionali siano state correttamente registrate ed i documenti conservati; ovvero, se ritenuto opportuno, potrà individuare un nuovo campione di operazioni e/o incarichi professionali. 28
29 Andrà accertato che: 2. Accertamenti di merito Registrazione e conservazione dei dati Conservazione dei dati per l assolvimento dell obbligo di adeguata verifica del cliente e del titolare effettivo, sia stata conservata la copia o i riferimenti dei documenti richiesti, per un periodo di dieci anni dalla fine della prestazione professionale; per le operazioni e le prestazioni professionali, siano state conservate le scritture e le registrazioni, consistenti nei documenti originali o nelle copie aventi analoga efficacia probatoria nei procedimenti giudiziari, per un periodo di dieci anni dall esecuzione dell operazione o dalla data di instaurazione del rapporto professionale. 29
30 Registrazione e conservazione dei dati Registrazione dei dati Si avrà cura di verificare il rispetto delle disposizioni contenute nell art. 36 del decreto 231/2007, ossia che le registrazioni: siano state effettuate tempestivamente e, comunque: non oltre il trentesimo giorno successivo al compimento dell operazione; dall accettazione dell incarico professionale; dall eventuale conoscenza successiva di ulteriori informazioni al termine della prestazione professionale. Tenuto conto dell incertezza normativa esistente sul punto, tale step di controllo sarà svolto con l ausilio del professionista, acquisendo specifiche dichiarazione sui criteri utilizzati ai fini della registrazione e valutando l uniformità di applicazione degli stessi nell esercizio dell intera attività istituzionale; 30
31 Registrazione e conservazione dei dati Registrazione dei dati contengano le informazioni richieste dalla legge, ossia dall art. 36, comma 2, del decreto 231/2007 e dall art. 1 del Provvedimento dell allora UIC del 24 febbraio 2006, ivi compresa la descrizione sintetica della tipologia di prestazione professionale fornita ed il valore oggetto della stessa prestazione, se conosciuto. Accertare, in particolare: l acquisizione dei dati relativi al titolare effettivo delle transazioni e di eventuali soggetti delegati ad operare; la presenza dei dati identificativi del cliente; la corretta descrizione sintetica della tipologia di prestazione professionale; siano state regolarmente effettuate anche con riferimento alle operazioni frazionate. In questo caso, i dati più significativi sono quelli relativi alla data, la causale, l importo e la tipologia di operazione. 31
32 Segnalazione delle operazioni sospette - Attività propedeutica Necessità di conoscere preliminarmente: le risorse coinvolte nel procedimento di segnalazione di operazioni sospette; il/i responsabile/i cui compete la segnalazione, l eventuale frequentazione di corsi di formazione tesi a favorire la diffusione e la conoscenza dei presupposti e della procedura di segnalazione delle operazioni sospette tra propri dipendenti e collaboratori eventualmente incaricati all assolvimento del citato obbligo antiriciclaggio; le procedure interne di regolamentazione dell iter valutativo per i professionisti operanti nell ambito di strutture associate o societarie che devono garantire omogeneità di comportamenti, assicurare la pronta ricostruibilità a posteriori delle motivazioni delle decisioni assunte e, in caso di richieste da parte delle Autorità competenti, consentire la ripartizione delle rispettive responsabilità. Potrà essere utile verificare altresì l eventuale esistenza di linee guida o griglie d indicatori di anomalia utili per la costruzione del profilo di rischio del cliente, utilizzati in aggiunta e comunque conformi agli indicatori di anomalia emanati dalle 32 Autorità competenti.
33 Segnalazione delle operazioni sospette - selezione del campione 1/2 L unità operativa può: avvalersi del campione già oggetto di selezione in materia di adeguata verifica o di registrazione dei dati; individuare un nuovo campione di operazioni o prestazioni professionali ritenute più significative rispetto alla tipologia di professionista sottoposto ad accertamenti ispettivi antiriciclaggio. 33
34 Segnalazione delle operazioni sospette - selezione del campione 2/2 Ad esempio, si potranno selezionare operazioni: in funzione dell importo o della localizzazione territoriale; contraddistinte da determinate causali (ad, esempio, gestione di strumenti finanziari, operazioni di finanza straordinaria, operazioni di vendita di beni mobili ed immobili), ovvero riconducibili ad attività comunque collegate, anche indirettamente, a trust, fiduciarie o ad enti no-profit; operate in Paesi con regime antiriciclaggio non equivalente o comunque noti come centri off shore o paesi a fiscalità privilegiata; riferibili ai nominativi con movimentazioni finanziarie di importo unitario più elevato, ovvero maggiormente ricorrenti. Un approfondimento può essere svolto sulle archiviazioni disposte dal professionista. 34
35 Segnalazione delle operazioni sospette La verifica delle ipotesi di omessa segnalazione delle operazioni sospette Occorre distinguere due fattispecie di illecito, e più precisamente: l omessa segnalazione di operazione sospetta al titolare dell attività da parte del dipendente e/o collaboratore incaricato l omessa trasmissione della segnalazione di operazione sospetta all UIF da parte del professionista direttamente o per il tramite del relativo Ordine professionale nei casi previsti 35
36 Segnalazione delle operazioni sospette La verifica delle ipotesi di omessa segnalazione delle operazioni sospette L unità ispettiva: esegue il controllo del campione selezionato in maniera attiva ed incisiva, non limitandolo cioè a verifiche di natura prevalentemente formale, ma estendendolo ai profili sostanziali della gestione; è necessario, quindi, un confronto costante con i responsabili della procedura di segnalazione sospetta; per l accertamento dei casi di responsabilità di primo livello (omessa segnalazione da parte del professionista direttamente all UIF o ordine professionale, ovvero da parte del dipendente e/o collaboratore incaricato al titolare), tiene conto delle procedure interne istituite, del contenuto del fascicolo del cliente e delle motivazioni addotte dal soggetto obbligato. In questo senso: 36
37 Segnalazione delle operazioni sospette La verifica delle ipotesi di omessa segnalazione delle operazioni sospette viene ricostruito a posteriori, con l ausilio del professionista, l iter logico che sottostà alla decisione di inoltrare la segnalazione o di archiviarla, valutandone la coerenza logica; a tal fine, è importante verificare se il soggetto obbligato abbia o meno effettuato nel momento iniziale dell iter della segnalazione un esame approfondito - oltre che del profilo oggettivo dell operazione/prestazione professionale/rapporto continuativo (caratteristiche, entità e natura) - anche del profilo soggettivo del cliente; vengono esaminate attentamente le motivazioni eventualmente formalizzate dall operatore di primo livello rispetto alle operazioni per le quali si è deciso di procedere all archiviazione; viene riscontrato l utilizzo appropriato degli indicatori di anomalia rispetto al caso esaminato; 37
38 Segnalazione delle operazioni sospette La verifica delle ipotesi di omessa segnalazione delle operazioni sospette per l accertamento delle responsabilità di secondo livello (omessa trasmissione da parte del professionista), provvede ad appurare l esistenza di eventuali profili di omissione colpevole, che sono alla base della commissione dell illecito in argomento; in particolare, si procede ad accertare: la fondatezza degli elementi di anomalia dell operazione già individuati dal primo livello (dipendente e/o collaboratore); - la corretta circolazione delle informazioni tra chi propone di segnalare l operazione come sospetta e chi assume la decisione di non trasmetterla all Unità di Informazione Finanziaria; - l adeguatezza e la completezza dell istruttoria interna svolta dal professionista quale responsabile di secondo livello, verificando la formalizzazione delle motivazioni poste a base della decisione di non inoltrare la segnalazione all UIF e l esistenza di documentazione di supporto. 38
39 Segnalazione delle operazioni sospette La verifica delle ipotesi di omessa segnalazione delle operazioni sospette in caso di verbalizzazione, andranno evidenziate con chiarezza le aree di criticità individuate e, in genere, tutti i fattori che sono alla base della contestazione dell ipotesi di omessa segnalazione Esempi: non approfondita valutazione dell elemento oggettivo o di quello soggettivo del cliente, assenza o non sufficiente esame della documentazione in possesso, mancata collaborazione dell operatore in sede di controllo 39
40 Segnalazione delle operazioni sospette La verifica delle ipotesi di omessa segnalazione delle operazioni sospette E importante, quindi, descrivere puntualmente l iter logico seguito dall operatore ispezionato: illustrare tutti gli elementi in suo possesso, acquisire in atti le dichiarazioni dei soggetti coinvolti, evidenziare le discrasie riscontrate, argomentando la condotta perfezionata oggettivamente in contrasto con il precetto violato, allegando a supporto la documentazione ritenuta utile ai fini della successiva attività istruttoria del Ministero dell Economia e delle Finanze. 40
41 Segnalazione delle operazioni sospette Riservatezza delle segnalazioni Verificare il rispetto delle disposizioni in materia di riservatezza dei segnalanti, per cui formalizzare in atti le misure e le cautele adottate, coerentemente con quanto sancito dall art. 45, comma 1, del decreto 231/2007. In particolare, si procede ad accertare il rispetto del divieto imposto ai soggetti tenuti alla segnalazione e a chiunque ne sia comunque a conoscenza di darne comunicazione agli interessati e a terzi. A tal fine, la pattuglia operante può prendere a base un campione specifico di operazioni sospette segnalate dall operatore e verificare, per ciascuna di essa, attraverso la documentazione in possesso ed il fascicolo del cliente, eventuali violazioni al divieto di legge, ed in particolare se: è stata data notizia ad alcuno dell avvenuta segnalazione; ne è stata data comunicazione al soggetto interessato. 41
42 I doveri degli Organi di controllo In presenza di Organi di controllo la pattuglia operante può procedere alla: disamina dei verbali delle riunioni del collegio sindacale e/o degli altri organi di controllo di gestione, tendente alla individuazione di eventuali accertamenti e contestazioni di violazioni alle disposizioni del decreto 231/2007; verifica dell'avvenuta trasmissione dell'apposita informativa all Autorità di vigilanza, al Ministero dell Economia e delle Finanze o al legale rappresentante, a seconda della tipologia di violazione riscontrata 42
43 Formazione del personale Un riscontro potrà essere effettuato anche relativamente al rispetto degli obblighi di formazione del personale, previsto dall art. 54 del decreto 231/2007, verificando se il professionista adotta misure di formazione del personale e dei collaboratori e più in particolare se sono stati erogati corsi con carattere di continuità e sistematicità, ovvero se sono stati previsti programmi o moduli formativi attraverso brochure, documenti e simili in linea con l evoluzione normativa. Non è prevista per tale infrazione una sanzione amministrativa pecuniaria analoga a quella di cui all art. 56 comma 1 D.lgs 231/2007, applicabile solo per alcuni operatori finanziari 43
44 Col. t. ST Antonino RAIMONDO Comandante del G.I.C.O. Nucleo Polizia Tributaria Guardia di Finanza di Firenze Grazie per l attenzione 44