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Timestamp: 2019-06-27 02:22:29+00:00
Document Index: 3214451

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 5', 'art. 39', 'art. 6', 'art. 371', 'art. 97', 'art. 51', 'art. 40']

1.3 il contesto generale
2. interventi di e-government
3. iniziative ulteriori dell’amministrazione
3.1 centro di responsabilità dipartimento affari di giustizia
3.1.1 sistema informativo del casellario
3.1.2 sistema informativo DNA/DDA
3.2 centro di responsabilità dipartimento organizzazione giudiziaria
3.2.1 sistema informativo penale
3.2.2 sistema informativo civile
3.3 centro di responsabilità dipartimento giustizia minorile
3.4 centro di responsabilità dipartimento amministrazione penitenziaria
5. infrastrutture e sistemi condivisi
7. cooperazione applicativa
Scopo del presente documento è di rappresentare gli interventi progettuali dell’Amministrazione della Giustizia per il triennio 2010-2012. Considerando il contesto normativo, tecnologico ed organizzativo il Piano si prefigge lo scopo di tradurre ed armonizzare le linee strategiche generali e quelle specifiche dell’Amministrazione in progetti ICT finalizzati al perseguimento di obiettivi di efficienza ed efficacia dell’azione giudiziaria ed amministrativa.
Il Piano recepisce i principi del D.L. vo 13 febbraio 1993 n° 39 e si ispira alle linee guida adottate dal Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) in merito alla struttura del documento ed agli strumenti di supporto previsti e forniti dal Centro stesso.
Il presente documento è finalizzato alla definizione ed alla programmazione degli interventi che interessano l’Amministrazione della Giustizia e presenta il quadro di sviluppo dei sistemi informatici per il prossimo triennio, secondo le priorità indicate dal Ministro ai sensi dell’art. 14 D.L. 3 febbraio 1993 n° 29 nonché secondo le valutazioni e considerazioni della Conferenza dei Capi Dipartimento, organo collegiale consultivo, propositivo e di coordinamento in materia informatica.
In particolare, il programma complessivo di informatizzazione dell’Amministrazione è orientato al conseguimento di una serie di obiettivi strategici prioritari in linea con quanto definito in materia di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione.
Il presente piano tiene conto delle “Linee strategiche per il triennio 2010-2012” emanate dal CNIPA e si sviluppa pertanto secondo due direttrici strategiche complementari:
la prosecuzione delle iniziative riguardanti il raggiungimento degli obiettivi dell’Amministrazione che attengono alla sfera del mandato istituzionale, in termini di informatizzazione dei processi di servizio dei vari settori della giustizia e di funzionamento ed evoluzione dei sistemi informativi delle diverse aree istituzionali (civile, penale, amministrazione penitenziaria, minorile).
In linea con quanto sopra esposto, pertanto, il piano è articolato in due sezioni logiche.
La prima, denominata “Interventi di e-government”, finalizzata a presentare in una visione integrata le iniziative ICT che afferiscono agli indirizzi prioritari in tema di digitalizzazione della P.A., per il conseguimento degli obiettivi generali. In particolare in materia di adesione ai criteri enunciati nelle summenzionate linee strategiche con riferimento agli interventi di:
Innovazione per i cittadini e le imprese;
Miglioramento delle performance della P.A.;
Innovazione nelle tecnologie ICT.
Più in generale in termini di razionalizzazione, efficienza ed efficacia dei sistemi informativi.
La seconda, denominata “Iniziative ulteriori dell’Amministrazione”, finalizzata a delineare le iniziative progettuali e gli interventi di evoluzione e gestione dei sistemi informativi attuali non riconducibili necessariamente agli obiettivi di cui sopra, ma riguardanti comunque il funzionamento e l’evoluzione dei sistemi “core” dell’Amministrazione, in linea con gli obiettivi enunciati nella “Direttiva sull’azione amministrativa del Ministro della Giustizia per il 2010”.
Una sezione allegata al presente documento, di cui rappresenta parte integrante, è dedicata alla sintesi del fabbisogno finanziario complessivo previsto.
Gli interventi attuati nel corso del 2009 si sono incentrati su tre macrodirettrici fondamentali: sul piano tecnico (applicativo e infrastrutturale), su quello organizzativo e su quello della programmazione e controllo delle attività nel loro insieme. In particolare, in concomitanza anche dell’elaborazione del presente Piano, si sta procedendo ad una revisione della programmazione delle attività sulla base delle seguenti linee guida:
Assicurare la gestione corrente;
Diffondere il più possibile i sistemi che hanno subito evoluzioni non ancora rese disponibili agli utenti al fine di valorizzare gli investimenti effettuati;
Indirizzare gli sviluppi secondo le seguenti priorità:
Razionalizzazione delle infrastrutture e dei servizi di comunicazione ed elaborazione;
Apertura dei sistemi all’esterno (cittadini, operatori della giustizia, altre amministrazioni, altri enti, …);
Centralizzazione di piattaforme applicative (es. gestione documentale);
Ricorso al riuso (attraverso CNIPA ed altre istituzioni).
In considerazione della situazione di partenza esposta in precedenza e della consistente riduzione delle risorse determinata dalla legge di bilancio 2009, a partire dall’inizio dell’anno corrente, la DGSIA ha identificato i seguenti criteri da utilizzare come driver per l’indirizzamento delle attività informatiche.
Le linee di intervento derivanti dagli obiettivi strategici individuati testé descritti, consentiranno a breve - medio termine di:
o Valorizzare gli investimenti ed i sistemi realizzati;
o Assegnare alta priorità realizzativa agli interventi previsti dal protocollo d’intesa fra il Ministro della Giustizia e il Ministro dell’Innovazione e della Pubblica Amministrazione;
o Ottimizzare l’utilizzo delle piattaforme hardware, software e applicative conseguendo economie di scala e uniformità di processo e di trattamento dei dati nel rispetto dell’autonomia decisionale degli operatori della giustizia;
o Consolidare le sale server riducendone il numero, ottimizzando le funzioni elaborative ed incrementando la sicurezza fisica e logica;
o Completare e potenziare i sistemi informativi gestionali della Giustizia ed avviare la realizzazione di sistemi di supporto all’informazione ed alla decisione;
o Utilizzare al massimo delle potenzialità gli strumenti e le risorse (tecnologiche, finanziarie, contrattuali, ecc.) messe a disposizione dal CNIPA;
o Ricorrere al riuso delle applicazioni (nelle forme più idonee rispetto ai diversi contesti operativi) ed all’open-source (ove possibile);
o Accrescere la sensibilità degli operatori interni verso forme di partecipazione più consapevole e impegnata nei confronti del raggiungimento dei risultati e del miglioramento complessivo del servizio (chiarezza degli obiettivi, trasparenza, coinvolgimento, responsabilizzazione, teamwork);
o Identificare sistematicamente le priorità ed incrementare l’incisività degli interventi anche mediante il conseguimento di obiettivi intermedi auto consistenti;
o Incrementare adeguatamente e progressivamente la sicurezza applicativa dei sistemi critici;
o Utilizzare i finanziamenti derivanti da PON e POR in una logica di sinergia ed integrazione.
Tali linee di intervento stanno consentendo già la realizzazione di importanti risultanze sia sul piano della riduzione dei fabbisogni generali di spesa sia sulla riprogrammazione della stessa per il 2010, con consistenti economie attestabili nell’ordine del 20%.
Progetto PASS – Punti di accesso ai servizi per i cittadini
L’iniziativa comprende dei progetti finalizzati alla realizzazione di sistemi per l’accesso dei dati della giustizia da parte del cittadino:
Il sistema PASS consente la diffusione di sportelli al pubblico dove il cittadino possa usufruire dei servizi certificativi dell’Amministrazione Giudiziaria;
Il sistema SIGP@internet consente agli avvocati ed ai cittadini di visionare lo stato dei procedimenti che li riguardano e di procedere alla pre-iscrizione dei ricorsi accedendo ai dati del sistema informatico dei Giudici di pace;
Il nuovo sistema di Gestione Documentale ha lo scopo di realizzare l’infrastruttura per l’erogazione dei servizi documentali integrati della giurisdizione civile e penale, verso utenti interni ed esterni, salvaguardando, nel settore penale, i vincoli di riservatezza dei dati e dei documenti relativi alla fase delle indagini preliminari.
Con i finanziamenti già ottenuti è stato realizzato il sw di gestione del sistema PASS; nell’ambito dei progetti Ire sud Campania e Molise sono stati realizzate modifiche applicative per l’utilizzo del sistema anche da parte di altre pubbliche amministrazioni (reti amiche) secondo le linee guida del protocollo del Ministero per la pubblica amministrazione e l’Innovazione ed il Ministero della Giustizia. Sono state attivate le richieste per le certificazioni di chiusura inchiesta (certificato richiesto dalle società assicuratrici per il pagamento del premio in caso di furto d’auto), il certificato di pagate spese di giustizia, il certificato dei carichi pendenti.
SIGP@internet
E’ stato realizzato il SW per consentire l’accesso via Web ai dati del Giudice di Pace ed il sistema è stato attivato presso gli uffici di Napoli, Palermo e Roma.
Nell’ambito delle indicazioni delineate dal Protocollo d’Intesa tra i Ministri per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e della Giustizia, definito nel novembre 2008, si sta procedendo alla riorganizzazione e razionalizzazione dei sistemi informativi per la realizzazione di un unico sistema di gestione documentale finalizzato alla dematerializzazione degli atti e dei fascicoli nelle due principali aree del processo civile e del processo penale presso gli Uffici Giudiziari.
I benefici attesi dall’innovazione tecnologica sono legati alla riduzione del volume di documentazione cartacea, alla razionalizzazione e velocizzazione dei flussi informativi (es. in termini di personale addetto alla produzione, movimentazione ed archiviazione dei fascicoli cartacei), all’abbattimento dei costi (es. materiali di consumo come carta, toner, traffico telefonico, spese postali di trasporto), e ad un miglioramento dell’azione amministrativa attraverso strumenti che rendano possibile un effettivo esercizio del diritto d’accesso allo stato dei procedimenti ed ai relativi documenti da parte degli avvocati, delle forze di polizia e degli altri soggetti interessati (cittadini ed utenti esterni).
L’obiettivo è quello di realizzare un’infrastruttura unica di servizi documentali (cd “piattaforma di servizi documentali”) a supporto delle applicazioni per la gestione automatizzata del Processo Civile e del Processo Penale e che raccolga i differenti applicativi diffusi presso gli Uffici con installazioni localizzate ed attualmente non integrate. La necessità di avere un sistema in tempi relativamente ridotti, impone un massiccio riuso delle esperienze applicative già maturate.
Il sistema dovrà fornire un quadro dettagliato e completo dei processi e delle attività di produzione dei documenti, sia nell’ambito del processo civile sia in quello penale, con la considerazione anche di tutti gli attori esterni al mondo Giustizia che entrano nei flussi operativi in diverse fasi e con diversi “diritti”, comportando un’attenta definizione sia dei requisiti funzionali che dei permessi autorizzativi della soluzione.
Al fine di porre le condizioni del successo dell’iniziativa, accurata attenzione è stata rivolta anche alla descrizione del successivo piano di dispiegamento, da attuarsi in seguito ad una fase di installazione pilota volta a validare “sul campo” gli ambiti funzionali (dominio applicativo) e tecnologici (performances).
Ciò premesso, l’iniziativa è pianificata su due macro fasi di intervento:
La prima fase è finalizzata all’implementazione della componente basilare del progetto complessivo, vale a dire la piattaforma di servizi documentali, e il conseguente adeguamento sul parco applicativi esistente, al fine di far dialogare questo con la piattaforma unica detta. Inoltre, tale piattaforma, ottenuta in riuso da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze (di seguito MEF), deve essere ovviamente personalizzata secondo le esigenze del dominio applicativo del Ministero della Giustizia. La fase avrà una durata stimata, compatibilmente con i finanziamenti disponibili, di 12 mesi.
La seconda fase, è invece finalizzata alla completa messa in esercizio, su tutto il territorio nazionale, del sistema così implementato. Tale fase prevede l’indizione di una gara europea, volta a definire un unico global contractor responsabile del dispiegamento, degli interventi evolutivi e della conduzione tecnico/applicativa. La complessità dell’obiettivo impone un pianificazione temporale delle attività su un arco di più anni, mentre la preparazione della documentazione di gara avverrà parallelamente alla fase di sperimentazione di quanto realizzato nella prima fase.
progetto NDR1 (trasmissione telematica dei dai sintetici delle notizie di reato da s.d.i.)
Il progetto in questione consiste nella realizzazione di un sistema informatico integrato. Tale sistema gestisce i flussi informativi tra le Forze di Polizia che trasmettono i dati sintetici delle notizie di reato acquisite e inserite in S.D.I. (Sistema di Indagine) presso la Banca dati Interforze (legge n. 121\81) e la Procura della Repubblica competente che le acquisisce per la successiva iscrizione nel registro degli indagati.
Fase1: tale fase è finalizzata alla realizzazione e all’avvio in esercizio di una prima versione del progetto che permette di interfacciare NDR1 esclusivamente con Re.Ge. 2.2.;
Fase2: tale fase è finalizzata alla realizzazione e all’avvio in esercizio della versione del progetto in questione, permettendo l’interfacciamento sia con il sistema Re.Ge. 2.2, con il sistema Re.Ge. Relazionale e con SICP.
Nell'ambito di questo progetto, considerato il parere favorevole dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, in data 28 ottobre 2009 è stato firmato un Protocollo d'Intesa tra il Ministero della Giustizia e il Ministero dell'Interno per la cooperazione applicativa tra la Banca dati Interforze e il Registro Generale delle Procure.
E’ stata collaudata la Fase 1, che sarà in parte aggiornata con le modifiche necessarie all’utilizzo della porta di dominio messa a disposizione nell’ambito del SPC. È stata, altresì, realizzata l’acquisizione della denuncia infortuni sul lavoro e comunicazione verso l’INAIL.
A seguito della firma del Protocollo le attività saranno riprese a partire da gennaio 2010, con la seguente tempistica:
aggiornamenti sw entro aprile 2010
inizio della formazione entro fine settembre 2010
inizio dispiegamento entro fine settembre 2010
dispiegamento completato entro fine febbraio 2010
durata manutenzione 7 mesi a partire dalla fine del dispiegamento
inizio delle attività di progettazione e realizzazione a febbraio 2010 e completamento entro ottobre 2010
collaudo software definitivo entro novembre 2010
avvio, test e collaudo sistema pilota da dicembre 2010 a fine febbraio
dispiegamento (in 2 mesi) completato entro aprile 2011
durata manutenzione un mese a partire dalla fine del dispiegamento, quindi termine del progetto entro maggio 2011
Sempre a seguito della firma del Protocollo e in funzione della diffusione di SICP, sarà necessario prevedere una forte integrazione tra il sistema Ndr 1 e il SICP stesso, ciò sia per gli evidenti vantaggi che ne seguiranno in punto di celerità dell’acquisizione della notizia di reato e di maggiore qualità dei dati dei registri penali.
Allo stato attuale, la realizzazione dell’hub nazionale presso il Centro Gestione dell’Amministrazione ha consentito l’avvio dell’integrazione verso il progetto “Accesso Sicuro”, basato su Active Directory e certificati a chiave pubblica. Nel corso del 2010, è previsto il dispiegamento dell’Active Directory secondo la nuova architettura distrettuale. Si procederà inoltre all’adeguamento dell’infrastruttura PKI per consentire il rilascio e la verifica di validità di certificati anche per entità esterne che abbiano necessità di interagire con il dominio Giustizia.
Il Ministero della Giustizia ha in essere un servizio di gestione delle videoconferenze, di tipo multi punto, denominato Multivideoconferenza, riservato ai detenuti in regime carcerario per ovviare alla necessità di traduzione in aula di udienza. Questo servizio rappresenta un’attività strategica per il MdG, e di estrema delicatezza in considerazione dell’assoluta riservatezza della materia trattata. In particolare, durante lo svolgimento di alcune udienze, tale servizio è utilizzato per collegare in videoconferenza collaboratori di giustizia posti sotto protezione; quindi è indispensabile garantire l’assoluta segretezza della località dalla quale si sta svolgendo la videoconferenza. Inoltre un altro dei componenti costituenti parte del servizio, la fonia riservata, ha lo scopo di garantire l'assoluta riservatezza della conversazione tra imputato ed il proprio avvocato.
Seguendo le indicazioni del CNIPA e gli attuali trend tecnologici che prevedono la progressiva convergenza tra piattaforme relative alla rete e quelle relative ai servizi multimediali, l’Amministrazione intende migrare la tecnologia di trasporto utilizzata da ISDN a rete IP. Ciò consentirà un significativo abbattimento dei costi ricorrenti legati ai volumi delle chiamate su rete commutata. Inoltre l’utilizzo di una infrastruttura IP consentirà di condividere i servizi di videoconferenza consentendone utilizzi ulteriori rispetto a quello storico.
Attualmente il servizio è erogato, per quanto attiene il trasporto, in tecnologia ISDN sotto la responsabilità della direzione generale per le risorse materiali, i beni e servizi del Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria; tenuto conto delle modifiche tecnologiche da attuare il sistema sarà gestito dal Responsabile SIA del Ministero della giustizia, d’intesa con la citata direzione generale cui sono attribuiti i relativi stanziamenti di bilancio.
Il servizio prevederà la migrazione di alcune salette e aule dibattimentali verso sistemi HD che consente una percezione diretta ed un forte coinvolgimento di tutti i partecipanti. Ulteriori servizi di video collaborazione saranno acquisiti dall’Amministrazione allo scopo di ridurre i costi di missione del personale.
Il sistema di Identity Management, integrato al servizio di directory e opportunamente connesso alle applicazioni, consentirà un controllo granulare sulle politiche di accesso ai dati. Nel corso del triennio è previsto il dispiegamento del sistema di Identity Management e l’attività necessaria ad integrarlo con le applicazioni.
L’Amministrazione ha aderito ai servizi previsti in questo ambito nel Contratto Quadro SPC Coop Lotto 2, denominati IAAA. Il sistema di Identity Management sarà connesso, mediante specifici connettori, con l’Active Directory Nazionale e con le fonti autoritative dei dati utente. L’integrazione con gli applicativi avverrà progressivamente, e partendo dai nuovi applicativi in corso di dispiegamento.
La tecnologia VoIP (acronimo di Voice over IP) consente, come noto, la trasmissione delle conversazioni telefoniche sulle reti IP. I vantaggi, generalmente indicati in letteratura, derivanti dall’introduzione di questa tecnologia sono legati alla possibilità all’interno degli edifici di utilizzare un unico sistema di cablaggio strutturato che consenta la trasmissione di dati e fonia e alla possibilità di veicolare il traffico tra differenti edifici appartenenti alla stessa organizzazione sulla rete geografica di trasmissione dati con un impatto significativo sui costi legati alla gestione ed alla gestione del traffico.
Nell’ambito della Pubblica Amministrazione Centrale occorre evidenziare alcune criticità che hanno fino ad esso rallentato in maniera significativa l’adozione del VoIP. Le elenchiamo in modo sintetico:
Competenza di bilancio: in molte PAC (come nel caso del Ministero della Giustizia) sussistono due distinti centri di competenza e di spesa per la fonia e per i dati;
Contratti quadro e convenzioni: la PAC deve avvalersi per le forniture fonia di apposite convenzioni stipulate dalla CONSIP. D’altro canto la PAC può avvalersi, per la predisposizione delle infrastrutture VoIP, di un contratto quadro stipulato dal CNIPA. Sarebbe pertanto necessario, in ipotesi, costruire le infrastrutture con il fornitore CNIPA e consegnare il traffico (mediante le medesime infrastrutture) al fornitore CONSIP;
Infrastrutture LAN: Per consentire livelli di qualità comparabili a quelli della fonia tradizionale il VoIP necessità di infrastrutture LAN (reti e cablaggi) di qualità e di una gestione efficiente delle stesse reti locali. Purtroppo questo risulta essere raramente il caso e pertanto occorre mettere in conto significativi aggiornamenti infrastrutturali che impattano fortemente sulla effettiva convenienza del sistema nel suo complesso.
Nodo di interconnessione voce: il progetto CNIPA, nell’ambito del Sistema Pubblico di Connettività) aveva previsto la implementazione di un nodo di interconnessione voce (NIV) tra le Pubbliche Amministrazioni che consentisse l’annullamento dei costi relativi al traffico tra Amministrazioni dello Stato. Purtroppo questo progetto è stato più volte rinviato e quindi, alla data, una eventuale adesione generalizzata delle PA alla tecnologia VoIP non consentirebbe di giovare di significativi risparmi di spesa corrente.
Competenze presso gli Uffici Giudiziari: Le spese di gestione e manutenzione degli Uffici Giudiziari, in base ad una Legge del 1941, competono ai Comuni che debbono provvedere a tutte le forniture essenziali (tra cui la fonia), salvo poi chiedere il versamento di un contributo percentuale posticipato, erogato dal Ministero della Giustizia sulla base delle verifiche sulle spese effettuate e delle disponibilità di bilancio sullo specifico capitolo di spesa. Questa norma rende particolarmente complessa la diffusione del VoIP presso gli Uffici Giudiziari perché i Comuni (e non il Ministero centrale) controllano le centrali e la consegna del traffico voce ai propri fornitori locali.
Tutto ciò premesso, in conformità alla normativa vigente (Legge Finanziaria 2007) questa Amministrazione ha intrapreso alcune iniziative di adozione della tecnologia VoIP, inizialmente limitato agli edifici di diretto controllo ministeriale, in collaborazione con il fornitore qualificato SPC (BT Italia Spa) usufruendo sei servizi VoIP presenti nel listino SPC. L’intervento dovrà tener conto delle specifiche peculiarità dei sistemi attualmente in uso e della necessità di garantire comunque la continuità del servizio.
In una fase successiva, nella seconda metà del triennio in oggetto, è prevista un’estensione dell’adozione della tecnologia VoIP anche agli Uffici Giudiziari, ove consentito dall’infrastruttura locale e dalla qualità e ampiezza di banda della rete geografica.
Data la complessità ed eterogeneità delle infrastrutture presenti (centrali, terminali etc.) il VoIP dovrà essere “declinato” in modalità differenti da sito a sito prevedendo in alcuni casi la completa sostituzione dei sistemi esistenti (ove particolarmente obsoleti) ed in altri la integrazione o addirittura la semplice trasmissione del traffico.
L’esigenza sempre più pressante di avere la disponibilità continua di dati statistici attendibili ed aggiornati ha spinto l’Amministrazione ad avviare un progetto per la realizzazione di un data warehouse a fini statistici per l’ottimizzazione della gestione delle risorse informative locali, che, combinate con altre risorse in possesso dall’Amministrazione centrale, possono integrare il patrimonio informativo. La continua evoluzione della statistica giudiziaria, dagli aspetti socio-economici agli aspetti gestionali ed organizzativi, è stata recepita anche dal nuovo riassetto della struttura centrale del Ministero, con la costituzione, all’interno del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi, della Direzione Generale di Statistica, le cui competenze, stabilite ai sensi dell’ art. 5 del D.P.R. 6 marzo 2001, n. 55 comma 2 lettera e), riguardano i compiti attribuiti all'Ufficio di Statistica del Ministero dal decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e la predisposizione degli strumenti conoscitivi necessari alle attività di programmazione, organizzazione e controllo. Il progetto riveste particolare importanza strategica poiché la realizzazione del data warehouse assume un ruolo di sostegno importante per la definizione dei parametri di valutazione, sia quantitativa sia qualitativa, delle attività che vengono svolte negli Uffici Giudiziari. Il sistema costituisce pertanto il primo elemento fondamentale per procedere all’organizzazione e alla gestione degli Uffici sulla base di elementi oggettivi, quali i carichi di lavoro e il tipo di attività svolte messe in relazione con le effettive risorse a disposizione.
Per il triennio in oggetto si prevede l’aggiornamento tecnologico ed applicativo della piattaforma implementata e di diffondere il sistema ai fini del completamento del processo.
Le linee progettuali per il triennio 2010 – 2012 prevedono i seguenti ambiti di intervento con riferimento al Sistema Informativo del Casellario Giudiziale (NSC):
proseguire nella integrazione tra il NSC e i sistemi informatici preposti alla gestione delle informazioni di pertinenza del Casellario giudiziale, nell’intento di conseguire, attraverso l’alimentazione automatica di detto sistema da parte dei cc.dd. sistemi fonte, tempestività di aggiornamento delle banche dati del Casellario. In particolare, dovrà essere garantito lo scambio dei dati tra il NSC ed il SIPPI che è il Sistema Informativo per la gestione per la gestione dei dati e delle informazioni relative ai beni sequestrati e confiscati alle organizzazioni criminali ;
procedere all’attuazione delle disposizioni del T.U. del Casellario giudiziale in materia di acquisizione del codice identificativo, onde rendere sicura l’attribuibilità di un provvedimento ad un soggetto determinato e quindi maggiormente affidabile il servizio certificativo del Casellario, soprattutto alla luce del registrato incremento delle iscrizioni relative a soggetti extracomunitari;
proseguire negli interventi volti a consentire la consultazione diretta del NSC da parte delle amministrazioni pubbliche e dei gestori di pubblici servizi, in attuazione dell’art. 39 del Testo Unico del Casellario e nel quadro delle strategie di governo per il conseguimento degli obiettivi di miglioramento dei servizi e potenziamento dei supporti conoscitivi per le decisioni pubbliche. Tale iniziativa è coerente con il protocollo d’intesa del 26 novembre 2008 fra il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e il Ministro della Giustizia per la realizzazione di programmi di innovazione digitale. Tale protocollo, fra l’altro, prevede all’art. 6 non solo l’accesso diretto ai dati del Casellario Giudiziario (per acquisizione di certificati) da parte di pubbliche amministrazioni ma anche aumento degli sportelli sul territorio dove gli utenti possono richiedere i certificati.
Nell’ambito del progetto promosso dalla Commissione Europea per la realizzazione dell’interconnessione tra i Casellari centrali degli Stati membri (European Criminal Record) sono previste ulteriori attività integrative, cofinanziate dall’U.E., volte alla soluzione di problematiche tecniche e giuridico - funzionali conseguenti anche all’allargamento del novero dei paesi partecipanti all’iniziativa.
Occorre infine garantire la continuità del servizio di certificazione erogato dal Casellario giudiziale e il miglioramento della qualità dei servizi resi agli utenti interni ed esterni, attraverso l'erogazione dei servizi di help desk di I e II livello, di conduzione applicativa e di manutenzione dell'hardware e del software di base e d'ambiente, la manutenzione correttiva ed evolutiva e il potenziamento dell'infrastruttura tecnologica.
Il sistema SIDDA/SIDNA è finalizzato alla gestione di tutte le attività investigative, e più in generale conoscitive, che riguardano le indagini nei confronti della criminalità organizzata. Presso la Direzione Nazionale Antimafia, in Roma, è presente una banca dati basata sulle informazioni che vengono ottenute da investigazioni condotte sul territorio nazionale da parte delle Direzioni Distrettuali Antimafia. Queste ultime, in numero di 26, sono strutture presenti presso le Procure della Repubblica delle città sedi di Corti di Appello. La banca dati centrale gestita dalla Direzione Nazionale può essere consultata dai magistrati che operano presso le Direzioni Distrettuali per ottenere informazioni indispensabili alle indagini da svolgere e viene continuamente arricchita da contributi provenienti dalle stesse Direzioni Distrettuali. Essa consente, inoltre, al Procuratore Nazionale di disporre dei necessari costanti riferimenti sulla evoluzione dei fenomeni criminosi e di esercitare, laddove necessario, attività di coordinamento per le operazioni condotte sul territorio dalle diverse Procure. Ciò in applicazione della disposizione di cui all’art. 371 bis, comma 3, lett. c) c.p.p., che assegna al Procuratore Nazionale lo specifico compito di provvedere all’acquisizione ed elaborazione di notizie, informazioni e dati attinenti alla criminalità organizzata .
L’Amministrazione è al momento impegnata in un’opera di reingegnerizzazione/diffusione del Sistema Informativo della Cognizione Penale (SICP); la linea evolutiva perseguita è stata improntata ad una totale convergenza con il sistema SIDDA\SIDNA per far sì che alla messa in esercizio del SICP si possa pensare ad un unico sistema di Procura dove le componenti SIDDA e Antiterrorismo sono una particolare vista, sia in termini dati che funzionale di un unico sistema che opera sulla medesima base di dati .
Per consentire l’operatività di tale sistema sia in sede centrale che nelle 26 sedi periferiche si stima sia necessario prevedere 1.500 punti funzione annuii per opere di manutenzione evolutiva. Tale stima rappresenta il 5% del patrimonio software dei sistemi.
L’obiettivo prioritario, già da tempo presente a questa Amministrazione, è quello di migliorare l’efficienza del sistema penale in tutte le fasi in cui si articola il processo, a partire dall’attività investigativa fino al momento dell’esecuzione penale garantendo il trasferimento delle informazioni tra i diversi uffici e rendendo fruibili agli operatori del diritto gli elementi necessari per le decisioni in tempi sempre più veloci.
Diversi gli interventi previsti, strettamente correlati ed integrati, che partono dal presupposto e dalla necessità di razionalizzare ed implementare i sistemi già esistenti sul territorio, in uno con lo sviluppo di nuovi sistemi per il miglioramento dell’efficienza del sistema complessivo. Di seguito vengono descritte sinteticamente le azioni previste .
È stata adottata una strategia indirizzata innanzitutto a ridurre i programmi informatici presenti sul territorio nazionale, attraverso un’attività di aggregazione e semplificazione dei sistemi esistenti finalizzata a ricondurre i molteplici software utilizzati a tre sistemi informativi:
il sistema informativo dell’esecuzione (SIES) deputato alla informatizzazione della fase di esecuzione del processo penale;
il sistema informativo telematico delle misure di prevenzione (SITMP ex SIPPI) deputato alla gestione delle misure di prevenzioni personali e reali.
il sistema informativo della cognizione (SICP) deputato alla informatizzazione della fase di cognizione del processo penale.
Il raggiungimento di tale obiettivo di semplificazione e riorganizzazione dei sistemi informativi ha richiesto notevoli interventi differenziati per ciascuna delle tre aree.
La realizzazione di tale intervento innesca a sua volta una serie di ricadute sull’informatizzazione dell’intera area penale permettendo la realizzazione di soluzioni di gestione documentale e di interoperabilità e cooperazione applicativa con altri sistemi nonché di introduzione di sistemi di firma digitale e trasmissione elettronica dei documenti.
SIES (sistema informativo esecuzione penale e sorveglianza)
Il Sistema Informativo Esecuzione Sorveglianza, che comprende i sottosistemi SIEP, SIUS, SIGE destinati rispettivamente a gestire le attività delle Procure in materia di esecuzione, dei Tribunali ed Uffici di Sorveglianza e del Giudice dell’Esecuzione è stato interamente realizzato e sono in corso ulteriori implementazioni di alcuni moduli che integrano alcune funzioni. La distribuzione dei sottosistemi (SIUS e SIEP) è stata ultimata, pertanto, il sistema è al momento utilizzato presso tutti gli Uffici Esecuzioni delle Procure e tutti Tribunali ed Uffici di Sorveglianza. E’ stato, altresì, rilasciato il primo modulo per la gestione dell’attività del Giudice dell’Esecuzione (SIGE) che è attivo presso alcuni uffici individuati come poli pilota nei distretti di Torino, Genova, Firenze, Ancona. A breve il sistema sarà esteso ai restanti uffici.
Come detto, il piano di sviluppo prevede da una parte il completamento dei moduli ancora mancanti e dall’altro la realizzazione dell’interoperabilità con gli altri sistemi (in particolare SICP, Casellario e Dap). L’automazione delle attività della Magistratura di Sorveglianza è quasi completata, mancando solo il rilascio del modulo per la gestione delle misure di sicurezza, mentre è coperta più dell’80 % dell’attività delle Procure. In corso di analisi e sviluppo sono il modulo per la gestione del cumulo ed il nuovo modello di office automation. Ulteriori obiettivi del progetto sono l’integrazione il Casellario, SICP, la Corte di Cassazione e l’Amministrazione Penitenziaria, nonché la creazione di un’interfaccia con altre articolazioni dell’Amministrazione come la Direzione Statistica, l’Ispettorato, il CSM. L’integrazione con il Casellario è già in parte realizzata ed è stato creato un tavolo di lavoro con il DAP per la realizzazione dell’interoperabilità con gli uffici giudiziari. E’ iniziato, altresì, in collaborazione con la Direzione Generale di Statistica, l’esame dei modelli con l’obiettivo di consentire l’estrazioni dei dati statistici direttamente dall’applicativo e sono stati avviati i contatti con l’Ispettorato e la Commissione Flussi del CSM. Ulteriore sviluppo sarà l’integrazione con il sistema documentale.
Nel triennio continuerà la formazione e l’aggiornamento degli utenti in considerazione dell’importanza strategica dimostrata dagli interventi finora realizzati. Si prevedono, dunque, nel triennio le seguenti attività:
completamento moduli mancanti (cumulo, misure di sicurezza, sanzioni amministrative, sanzioni giudici di pace);
completamento consolle PM e Magistrato;
completamento sviluppo e distribuzione SIGE;
completamento sistema statistico;
realizzazione centralizzazione banche dati distrettuali;
realizzazione integrazione con DAP/SICP;
realizzazione punto di accesso avvocati;
realizzazione integrazione con modulo trasmissione ordini di esecuzione;
realizzazione integrazione con Corte di Cassazione;
integrazione con modulo banca dati sentenze (progetto sistema documentale);
SIT.MP (sistema informativo telematico delle misure di prevenzione)
Nel corso del triennio 2010-12, con il Progetto Sistema informativo telematico delle misure di prevenzione (SIT.MP), che costituisce una evoluzione del sistema SIPPI , l’Amministrazione si prefigge di realizzare un sistema telematico, completo e integrato delle misure di prevenzione, per supportare e informatizzare procedure, registri, atti e flussi documentali relativi dell’intero iter di prevenzione. Si conta di attuare il progetto attingendo sia a fondi del P.O.N. Regioni Obiettivo Convergenza che ai fondi del bilancio ministeriale.
Il nuovo Progetto SIT.MP si svilupperà secondo due direttrici principali. Da un lato si lavorerà al completamento, all’ampliamento e all’evoluzione del sistema informatico delle misure di prevenzione, sia nella sua dimensione tecnologica che in quella funzionale. Dall’altro, si implementeranno l’integrazione tra applicativi interni all’Area penale e la cooperazione applicativa verso altre amministrazioni (Ministero dell’Interno, Agenzia del Territorio, regioni, provincie e comuni, ecc.) secondo il modello SPC. L’orientamento verso interoperabilità e cooperazione applicativa rappresenta la principale componente di’evoluzione dell’intero sistema, saranno definiti i flussi dati e flussi comunicativi, formalizzando gli accordi di cooperazione, mentre la porta di dominio è già stata realizzata. Il sistema sarà inoltre integrato con la componente della Gestione documentale e con la Consultazione web della Banca Dati Nazionale dei beni sequestrati e confiscati.
La parte tecnica e di gestione della sicurezza del Progetto prevede adeguate politiche di sicurezza per mettere in protezione il Sistema, e comprende non solo l’intero ciclo di vita dell’informazione, ma affronta la sicurezza secondo un modello di rete integrato multilivello in grado di gestire criticità e tutti i possibili rischi (sicurezza fisica, logica, applicativa e dei dati, organizzativa). Obiettivi e pianificazione degli interventi, a fini descrittivi, possono essere schematizzati come segue.
Interventi di sviluppo, manutenzione adeguativa ed evolutiva, e interoperabilità
Evoluzione dell’architettura applicativa dei registri informatici MP, completamento e sviluppo di moduli funzionali mancanti. Cooperazione applicativa con altri sistemi (FUG, INA-SAIA )
Accordi di cooperazione applicativa con Ministero dell’Interno, questure, DIA – informatizzazione procedure e scambio dati, con riferimento anche alla Legge n. 94/2009.
Dispiegamento e formazione utenti centro nord e follow up su tutto il territorio nazionale.
Conclusione della virtualizzazione dei distretti e centralizzazione presso il CED di Napoli delle infrastrutture hardware e software delle sistema informatico delle misure di prevenzione
Avvio in esercizio Cooperazione applicativa con Ministero dell’Interno;
Consultazione web della Banca Dati Nazionale dei beni sequestrati e confiscati;
Avvio in esercizio Sistema gestione documenti (SGD) delle misure di prevenzione;
Sistema conoscitivo per la direzione, gestione e monitoraggio delle misure di prevenzione;
Erogazione attività di formazione e supporto utenti.
Estensione accesso web Banca Dati;
Estensione di accordi di cooperazione applicativa ad altre Amministrazioni pubbliche;
Interventi correttivi ed adeguativi del sistema informativo telematico delle misure di prevenzione;
Assistenza, Gestione e mantenimento del sistema.
S.I.C.P. (sistema informativo della cognizione penale)
L’attività di razionalizzazione dei sistemi dell’area penale, portata avanti attraverso il progetto SICP, presuppone la loro realizzazione in ambiente web al fine di favorire la cooperazione applicativa tra i sistemi medesimi. Tale scelta appare in sintonia con le scelte perseguite in ordine alla costituzione di sale server distrettuali e interdistrettuali e alla riorganizzazione dei servizi di assistenza sistemistica e applicativa permettendo:
di concentrate le risorse dedicate all’assistenza sistemistica applicativa presso le sale server;
di accrescere il livello di specializzazione delle risorse sistemistiche presso le sale server acquisendo risorse più qualificate per gli interventi più complessi;
una sensibile riduzione dei costi e delle difficoltà nella fase di installazione del software e di distribuzione di nuove release.
La scelta di concentrare i sistemi informativi automatizzati dell’area penale persegue peraltro, oltre al già citato obiettivo di carattere generale di riduzione dei costi, il più specifico obiettivo di migliorare la sicurezza dei sistemi medesimi e di aumentare il livello qualitativo dell’assistenza .
Nell’ambito del processo di cognizione si è provveduto innanzitutto a ricondurre ad unità, attraverso un’opera di forte integrazione, i tre sistemi informatici che oggi automatizzano rispettivamente il registro generale (REGE), il registro delle misure cautelari personali (BDMC) e il registro dei corpi di reato (MCR). Per tale opera di riprogettazione si è proceduto alla reingegnerizzazione della versione relazionale di REGE, attualmente diffusa solo in una parte circoscritta del territorio nazionale; si è optato inizialmente per la realizzazione di una unica base dati distrettuale in linea con gli obiettivi di distrettualizzazione degli applicativi nazionali. Il sistema, tuttavia, non è ancora collaudato e neppure diffuso a livello distrettuale (le 4 installazioni in pre-esercizio concernono soltanto gli uffici aventi sede nel capoluogo del distretto) ed anzi ha mostrato, oltre ad un ritardo di quasi due anni nei tempi di rilascio (l’avvio era previsto per il febbraio 2008), alcune criticità tecnologiche ed architetturali che sembrano sconsigliarne una immediata ampia diffusione.
A seguito dello studio di fattibilità effettuato in attuazione del Protocollo di Intesa tra il Ministro della giustizia e il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, è emersa la necessità di suddividere la base dati della fase delle indagini preliminari rispetto a quella del giudizio; questa operazione permetterà di concentrare le basi dati della Procura e di aumentare in maniera ancor più efficiente i livelli di sicurezza, consentendo di realizzare la comunicazione digitale tra forze di polizia e uffici di procura per la trasmissione della notizia di reato, sfruttando le reti ad alte prestazioni già create per le forze di polizia; dall’altro lato, la concentrazione delle basi dati del Giudicante permetterà di iniziare l’operazione di unificazione delle basi dati del civile e del penale con evidenti economie di scala nella gestione; anche il rapporto con il cittadino troverà giovamento da quest’ultima operazione, in quanto più facilmente potranno essere realizzati sistemi di comunicazione con gli utenti esterni al mondo giustizia che porteranno a ridurre drasticamente i tempi di rilascio delle certificazioni emesse dagli uffici giudiziari.
Mentre sarà avviata questa attività di riprogettazione delle basi di dati, si porterà a conclusione lo sviluppo funzionale del SICP che provvederà a gestire l’informatizzazione dei registri generali della cognizione penale, dei registri delle udienze e delle sentenze e dei decreti penali, dei registri delle misure cautelari personali e reali e dei beni in sequestro. Il sistema ospiterà anche servizi nuovi, quali la comunicazione con il Casellario sia per la banca dati nazionale del carico pendente, sia per l’invio del precedente penale (ovvero certificato penale), quale la banca dati delle misure cautelari personali prevista dall’art. 97 disp. Att. C.p.p., quali i registri delle rogatorie nazionali ed internazionali. Il sistema è, tuttora, in fase di collaudo la cui fine è prevista per gli inizi del 2010.
Nel corso del 2010 sono previste le seguenti attività:
avvio in esercizio dei distretti dei poli pilota (Firenze, Genova, Palermo e Napoli );
completamento della Banca dati centrale delle misure cautelari personali;
integrazione con il sistema documentale;
integrazione con modulo trasmissione notizie di reato e portale indagini telematiche del P.m., già previsto come modulo all’interno del sistema SICP, ma da rendere operativo con appositi protocolli con le forze di polizia.
Si prevede inoltre il ricorso ad un ampio intervento di formazione ed aggiornamento degli utenti in concomitanza con l’introduzione dei nuovi sistemi .
Per quanto riguarda la diffusione del SICP negli uffici circondariali dei distretti pilota, si prevede che dovrà concludersi entro il settembre 2010; dopo tale data sarà definito il programma da attuare tenuto conto dello stato reingegnerizzazione del sistema. Qualora le attività di reingegnerizzazione non siano prossime al completamento, si procederà alla diffusione del SICP secondo la seguente tempistica:
Settembre 2010, distretti di Milano, L’Aquila, Trento e Bolzano, Ancona;
Gennaio 2011, distretti di Bari, Trieste, Bologna, Perugia, Campobasso, Catania, Messina;
Settembre 2011, distretti di Cagliari e Sassari, Potenza, Lecce e Taranto, Brescia;
Gennaio 2012, distretti Venezia, Caltanissetta, Reggio Calabria, Catanzaro;
Settembre 2012, distretti Salerno, Roma, Torino.
In coerenza con le scelte normative proposte dal Ministero sia nell’ambito della riforma del processo penale che nell’ambito dell’ufficio del giudice si prevede l’adozione di una serie di misure specifiche volte alla predisposizione di strumenti per la trasmissione e la ricezione telematica degli atti giudiziari.
Tale azione si svilupperà attraverso le seguenti direttrici:
diffusione del sistema NdR2 (avviato sperimentalmente a Napoli e in fase di avvio a Milano) per la trasmissione telematica delle notizie di reato dalle forse di polizia alle Procure della Repubblica, con strumenti di firma digitale e PEC;
utilizzo della porta di dominio del sistema giustizia (già realizzata nell’ambito del sistema SITMP) per colloquiare con le autorità istituzionali pubbliche che utilizzano la busta di e-governement per il dialogo con altri domini;
utilizzo della PEC per le comunicazioni dirette ad autorità istituzionali o privati con i quali non può essere utilizzata la porta di dominio ovvero realizzazione di specifici punti di accesso per tali autorità (es. avvocati, banche, gestori telefonia);
realizzazione di infrastrutture web-services per l’interoperabilità con sistemi interni al mondo giustizia (unep, dap);
riuso ed estensione del sistema di interconnessione con il mondo esterno (punto di accesso e portale web) per gli avvocati e i cittadini.
Attraverso l’utilizzo di diverse architetture verranno realizzate distinte azioni:
- Cooperazione applicativa con banche dati di altre amministrazioni ed in particolare: Anagrafe presso il Ministero dell’Interno relativa alle anagrafiche dei cittadini italiani; Motorizzazione (PRA, ACI); Richiesta e ricezione di informazioni catastali ed ipotecarie (Banca Dati catastale ed ipotecaria) anche georeferenziate (agenzia del demanio);
- Cooperazione applicativa con banche dati altre amministrazioni per la gestione dei beni ed in particolare: nell’applicazione delle misure di prevenzione (beni sequestrati e confiscati) e Integrazione con SI esistenti, trasmissione delle richieste di misure di prevenzione (Questure); nell’applicazione delle misure di prevenzione con i sistemi informativi delle Prefetture; in ordine alle informazioni in merito alle Indagini patrimoniali (colloquio con le Conservatorie) Cooperazione applicativa per la gestione del Fondo Unico Giustizia (FUG);
- Realizzazione di un portale per lo scambio di informazioni e documenti verso altre autorità giudiziarie internazionali (progetto europeo EPOC IV).
Presupposto di tali scelte è la razionalizzazione dei sistemi informativi e la realizzazione di un sistema di archiviazione documentale e l’utilizzo della firma digitale per quanto riguarda la validità degli atti. Tale azione comporta indubbiamente degli impatti organizzativi sugli uffici di notevole portata: per tale motivo si procederà ad alcune sperimentazioni locali preliminari relativi a specifici settori di attività degli uffici di Procura nonché ad alcuni approfondimenti tematici mediante studio preliminare.
Realizzazione sistema di cooperazione applicativa con banche dati di altre amministrazioni;
Realizzazione sistema di cooperazione applicativa con banche dati del Dap.
Il completamento è previsto entro la fine del 2011 con le ulteriori attività elencate di seguito:
Realizzazione sistema di cooperazione applicativa con banche dati delle Forze di Polizia;
Realizzazione di un portale per lo scambio di informazioni e documenti verso altre autorità giudiziarie internazionali.
Informatizzazione uffici unep
Il progetto prevede la realizzazione del "Sistema UNEP DISTRETTUALE" per la gestione delle notifiche, delle esecuzioni, dei protesti a richiesta di parte e dell’autorità giudiziaria, dell’esecuzioni e dei protesti cambiari. Il software di gestione dei servizi degli ufficiali giudiziari si dovrà configurare come parte del sistema integrato della cognizione civile ed della cognizione penale. L’attività degli uffici UNEP è essenziale per l’informatizzazione completa del processo civile e penale. Il sistema, nel suo complesso, si compone dei seguenti moduli:
Gestione uffici UNEP: tale modulo, rivolto agli uffici UNEP ed al suo personale consente la tenuta dei registri informatizzati e prevede la possibilità di predisporre automaticamente le richieste di notifica;
Servizi di interoperabilità conformi al Processo Civile Telematico: sistema che consente la trasmissione telematica degli atti da notificare e di ricevere le informazioni di interesse per l’ufficio UNEP, utilizzando i dati contenuti nei registri civili e penali ed assegnando all’atto da notificare un codice univoco che ne consenta la tracciabilità in ogni fase della procedura; si prevede inoltre la pubblicazione on-line dei dati formativi e informativi per gli utenti interni ed esterni;
Sistema di gestione giuridica e contabile del personale UNEP: Riguarda la gestione sia giuridica che contabile del personale, partendo dalla quantificazione dei dati provenienti dai registri per la ripartizione dei diritti, delle trasferte e della percentuale, verbale di riparto, stato mensile, decreti di pagamento, buste paga, cassa pensione, opera di previdenza, IRPEF.
Si ritiene di completare la realizzazione dell’intero sistema nel corso del 2010 (attualmente sono già in fase di realizzazione i primi due moduli). Nei successivi due anni si procederà alla diffusione del sistema in tutte le sedi distrettuali.
Il processo civile telematico (PCT) è disciplinato da una specifica normativa e realizza l’interoperabilità tra utenti esterni (avvocati, ausiliari del giudice, altre Pubbliche Amministrazioni) ed utenti interni (magistrati e cancellieri). L’architettura prevede che gli utenti esterni interagiscano con il sistema previa autenticazione con un punto di accesso esterno, autorizzato dal Ministero della Giustizia; i punti di accesso sono collegati al gestore centrale, unica porta di accesso al SICI, il sistema informatico della giustizia civile.
Esternalizzazione della responsabilità di autenticare l’utente, certificare lo status del difensore e fornire assistenza ai singoli utenti (a cura dei punti di accesso); esternalizzazione degli strumenti software per i professionisti;
Garanzia di sicurezza, autenticità e riservatezza delle trasmissioni;
Elevata affidabilità, monitorata dal Ministero;
Utilizzo degli standard allo stato dell’arte (XML, PDF, SOAP/web services);
Piena integrazione dei software esterni, in grado di sincronizzare in automatico i dati rispetto a quelli dell’ufficio giudiziario.
La consultazione via internet
Tramite il sistema denominato “PolisWeb” è possibile per gli avvocati consultare via internet i dati relativi ai procedimenti civili relativi alla cognizione e alle esecuzioni; il PolisWeb per i giudici di pace è attualmente in corso di diffusione.
L’utente accede ai procedimenti ove è parte in causa, sempre previa autenticazione sul proprio punto di accesso; attualmente sono stati autorizzati 121 punti di accesso a PolisWeb (pari al 72% degli Ordini italiani). L’accesso è inoltre consentito all’Avvocatura dello Stato, all’INPS, all’INAIL e al Notariato.
La consultazione internet, che consente di ridurre le code agli sportelli, è disponibile per oltre 130 uffici e 60 sezioni distaccate; gli utenti registrati sono circa 160.000. Ai punti di accesso autorizzati al processo telematico è inoltre consentito l’accesso al fascicolo informatico, ossia agli atti in formato elettronico, depositati dalle parti o dal giudice, nonché ai documenti scansionati. Reperito il documento, è possibile richiedere telematicamente la copia semplice o autentica dell’atto.
Questa tipologia di consultazione è possibile su 20 tribunali italiani.
Il deposito telematico degli atti di parte
L’infrastruttura consente il deposito telematico di documenti informatici a valore legale, firmati digitalmente e trasmessi tramite punto di accesso e gestore centrale su canali sicuri (autenticati e criptati); gli atti, accettati dalla cancelleria, vengono archiviati e conservati nel fascicolo informatico (repository documentale); essi sono in formato PDF e vengono accompagnati da dati strutturati (in formato XML) che alimentano in automatico i registri di cancelleria. Ciò consente in sintesi i seguenti risparmi:
riduzione degli oneri di accesso agli uffici giudiziari;
riduzione degli oneri relativi alla gestione cartacea dei procedimenti;
riduzione dei tempi di lavoro amministrativi all’interno degli uffici giudiziari;
possibilità di recuperare personale per attività connesse alla giurisdizione.
Il deposito telematico è attivo a valore legale per il procedimento di ingiunzione presso 17 tribunali (Bergamo, Brescia, Catania, Genova, Busto Arsizio, Como, Lecco, Lodi, Milano, Monza, Pavia, Sondrio, Varese, Vigevano, Voghera, Napoli e Padova). In totale vengono depositati circa 4.000 ricorsi al mese.
A Milano il decreto ingiuntivo telematico ha notevolmente ridotto i tempi di emissione:
prima del telematico: media 45 giorni (con picchi di 150 giorni);
decreto telematico: media 19 giorni (moda 6 giorni).
Presso quest’ultimo tribunale, è inoltre stato dato avvio al deposito telematico delle memorie processuali in corso di causa, incrementando in tal modo il flusso informatico e ulteriormente implementando il fascicolo digitale con documenti nativamente informatici trasmessi dagli avvocati attraverso la citata struttura del PCT.
Nell’ambito del protocollo d’intesa con ABI, il processo telematico per le esecuzioni immobiliari è attivo a valore legale nei tribunali di Verona, Genova, Padova, Brescia e Milano. Seguiranno nei primi mesi del 2010 altre importanti sedi giudiziarie (Catania, Firenze, Monza, Napoli, Palermo, Roma e Torino).
I punti di accesso autorizzati sono:
20 Consigli degli ordini degli avvocati (tutti gli ordini della Lombardia, Catania, Padova, Verona e Bologna); seguiranno presto gli ordini del Veneto;
2 privati (Lextel S.p.A. e Datamat S.p.A.); risultano 24 gli ordini (tra cui Roma, Napoli e Bari) che hanno già firmato una convenzione con la società Lextel S.p.A.;
È inoltre in corso l’estensione del sistema alla Suprema Corte di Cassazione, dopo che è stata positivamente dispiegata l’infrastruttura di comunicazione e di interfacciamento con i registri della citata Corte.
Gli strumenti per il giudice
La consolle del magistrato è l’applicazione software (realizzata in linguaggio java) utilizzata dal giudice per gestire il proprio ruolo, per consultare il fascicolo informatico e per redigere e depositare provvedimenti in formato elettronico.
gestione specializzata del ruolo (concetto di scrivania, con cartelle personalizzabili);
redazione flessibile dei provvedimenti, basata su modellazione altamente personalizzabile;
utilizzo anche fuori dal proprio ufficio;
possibilità di associare propri file contenenti documenti (es. dottrina, giurisprudenza);
ricerca full-text e concettuale integrata, sulla base dati documentale dell’ufficio;
elevata sicurezza: autenticazione basata su smart card, crittografia dei dati.
L’accresciuta consapevolezza della necessità di disporre di strumenti di produttività individuale integrati con i normali applicativi commerciali (MS Office, MS Outlook), ha suggerito di concordare con il produttore di tali strumenti lo sviluppo di un plug-in che integri la funzionalità di interscambio con i registri di cancelleria informatizzati sia per produrre gli atti processuali, sia per rendere fruibile il ruolo delle cause mediante il calendar.
L’art. 51 del D.L. 112/2008 del 25 giugno 2008 stabilisce che con decreto del Ministro (per ogni circondario) le notificazioni e le comunicazioni, indirizzate dagli uffici giudiziari agli avvocati o ai consulenti tecnici, vengano effettuate soltanto per via telematica, utilizzando l’infrastruttura PCT.
Il messaggio, con allegato l’eventuale provvedimento del giudice, redatto con la consolle del magistrato o scansionato dalla cancelleria, è inviato all’indirizzo elettronico del destinatario, che corrisponde alla casella di posta elettronica certificata integrata nel punto di accesso.
La funzionalità di invio è integrata nel registro di cancelleria (SICID per la cognizione e SIECIC per le esecuzioni), ed avviene in automatico, a seguito dell’aggiornamento del registro stesso da parte del cancelliere, ai destinatari dotati di indirizzo elettronico; la ricevuta di posta certificata è automaticamente inserita nel fascicolo informatico.
riduzione a “zero” dei tempi di comunicazione ai professionisti (comunicazione “just in time”) e dei tempi successivi all’emissione del provvedimento;
risparmio del tempo di lavoro degli ufficiali giudiziari (dal 30% al 40%);
risparmio del tempo di lavoro degli addetti di cancelleria (dal 20% al 30%);
risparmio dei costi di stampa (toner, buste, notifica e spese postali);
risparmio dei costi per la notifica a mezzo posta.
Da giugno 2009 le comunicazioni telematiche sono obbligatorie presso il tribunale di Milano: vengono inviate mensilmente circa 25.000 comunicazioni da tutte le cancellerie di contenzioso civile, a circa 6.000 avvocati telematici di quel foro.
In coerenza con gli obiettivi del protocollo d’intesa con il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione, il sistema verrà gradualmente diffuso nelle sedi che attiveranno i sistemi telematici. Dal dicembre 2009 il sistema delle comunicazioni telematiche è stato avviato, ancora in via non esclusiva, presso il tribunale di Rimini.
Le notificazioni tramite UNEP
Le regole tecniche del PCT prevedono anche le notificazioni tramite ufficiali giudiziari. Le richieste di notifica, avanzate dagli avvocati o dagli uffici giudiziari, vengono inviate telematicamente, con le stesse modalità del deposito telematico degli atti di parte; l’ufficiale giudiziario, espletate le operazioni di notifica, redige la relazione di notificazione in formato elettronico, la firma digitalmente e la restituisce telematicamente al richiedente. L’operatore UNEP – esattamente come l’operatore di cancelleria – avrà a disposizione apposite funzioni integrate nel proprio sistema di gestione dei registri (GSU). L’infrastruttura che realizza le notificazioni tramite UNEP, nonché l’adeguamento del GSU, sono in corso di realizzazione.
Il sistema RTAG riguarda la completa informatizzazione del flusso riferita alla registrazione degli atti giudiziari, che interessa l’ufficio giudiziario e l’Agenzia delle Entrate competente per territorio. Il sistema è attivo a valore legale nei tribunali di Bologna e Genova (limitatamente ai decreti ingiuntivi esecutivi senza allegati ovvero con allegati già registrati, con esclusione dei decreti ingiuntivi soggetti ad imposta sul valore aggiunto, come previsto dal D.Dirett. 10 maggio 2006 (“Modalità operative di registrazione telematica degli atti giudiziari ed approvazione delle relative specifiche tecniche”). Gli sviluppi futuri riguardano l’estensione a tutti gli atti che sono soggetti a registrazione e la diffusione su tutto il territorio nazionale. RTAG è un modulo applicativo integrato nel registro di cancelleria (SICID), per cui è installato insieme a tale sistema.
I servizi web al cittadino per i giudizi davanti al giudice di pace
Una importantissima innovazione è stata attuata nella seconda metà del 2009 nel settore dell’erogazione on line di servizi ai cittadini e agli avvocati. Dai primi giorni di ottobre è attivo, per oltre 200 uffici giudiziari su tutto il territorio nazionale, un portale web che consente di presentare in maniera telematica i ricorsi al giudice di pace relativi alle opposizioni a sanzione amministrativa. Il sistema consente al cittadino o all’avvocato, di predisporre da casa o dallo studio, in maniera assistita e sicura, il ricorso al giudice di pace inserendo i dati essenziali alla sua automatica registrazione da parte degli uffici giudiziari. Il cittadino riceve una ricevuta informatica e un codice per seguire l’iter del procedimento dopo la effettiva iscrizione nei registri di cancelleria. In questo modo, oltre a presentare il ricorso on line evitando code per la presentazione, il cittadino e l’avvocato possono seguire da casa o da studio l’andamento del processo, ricevendo anche, se ne fanno richiesta, le comunicazioni tramite posta elettronica. Il servizio web, che è stato realizzato esclusivamente con risorse interne della direzione generale sistemi informativi e della sua articolazione avente sede in Palermo, costituisce una concreto apertura del mondo della giustizia ai cittadini ed agli utenti qualificati e consente di risolvere la situazione di difficoltà in cui si trovano gli uffici del giudice di pace di grandi dimensioni che sono destinatari di una massa ingente di ricorsi per opposizione alle sanzioni amministrative. Il sistema, che è già attivo tra gli altri uffici presso quello di Roma, sta riscuotendo un grande successo da parte dei cittadini e degli avvocati tanto che vengono presentati oltre 200 ricorsi telematici al giorno e ci sono circa 1.000 internauti che accedono ai servizi web dell’ufficio romano per seguire l’andamento delle cause che li riguardano.
Le linee di sviluppo e standardizzazione del PCT
Nel corso del 2009 è stata attentamente analizzata la problematica della insufficiente diffusione, rispetto alle risorse investite, del PCT. Tra i principali fattori di ritardo sono stati individuati:
pianificazione della diffusione dei nuovi registri (SICID e SIECIC) e costosa diffusione territoriale delle risorse elaborative in un contesto infrastrutturale (sale server) numericamente inadeguato
coinvolgimento degli stakeholders e piano di comunicazione verso gli utenti
adozione di standard tecnologici e di mercato ed acquisizione di servizi a valore aggiunto nell’ambito del SPC
esposizione di servizi a valore aggiunto in grado di agevolare l’interscambio applicativo con i software dei professionisti
integrazione con strumenti di pagamento elettronico.
Sono, pertanto, state avviate le seguenti iniziative:
definizione e dispiegamento di una nuova architettura informatica dell’amministrazione (si veda il paragrafo relativo alle sale server interdistrettuali) con riduzione e concentrazione dei centri elaborativi e di erogazione di servizi. In tale contesto sono state individuate le sale interdistrettuali ove sono stati fatti confluire gli apparati tecnologici (serventi, di rete, ecc.) già installati nelle strutture territoriali;
pianificazione del percorso di diffusione dei nuovi registri ed attuazione di mirati interventi per l’avvio e la formazione (resi possibili dalle risorse finanziarie liberate per mezzo della nuova organizzazione del contratto di assistenza sistemistica ed applicativa)
coinvolgimento dei consigli degli ordini degli avvocati, dei notai e dei commercialisti, con definizione di una road map per la diffusione e l’avvio del PCT a livello territoriale, contando sulle sinergie possibili in realtà giudiziarie più avanzate e maggiormente orientate ad una politica giudiziaria dell’efficienza
piano di comunicazione verso i giudici e il personale amministrativo volto a far percepire, oltre alle potenzialità del PCT, l’ineluttabile adozione dello strumento in quanto rientrante nelle strategie di alta amministrazione del dicastero in un’ottica di collaborazione che muova, tuttavia, dalla consapevolezza che la scelta tecnologica e organizzativa spetta all’amministrazione
revisione delle regole tecniche del PCT (e dunque del vigente DM 17/7/2008), adottando la PEC in luogo della posta del PCT, prevedendo lo sviluppo di web services, e la realizzazione di un portale dei servizi telematici cui possano accedere i professionisti non dotati di un punto di accesso o i semplici cittadini per dare attuazione alla previsione legale sulla possibilità di consultare lo stato dei procedimenti giudiziari;
piano dei fabbisogni nell’ambito dei contratti quadro SPC per lo sviluppo e la gestione del nuovo gestore centrale del PCT e del nuovo portale web di servizio
progettazione, nell’ambito dell’evoluzione del PCT, di appositi strumenti tecnologici per consentire, in modalità definite, l’interfacciamento con il PCT da parte di applicativi gestionali di stakeholders
definizione, d’intesa con il CNIPA, degli standard di colloquio per l’interscambio applicativo con i sistemi di pagamento elettronico disponibili nel mondo bancario, finanziario e postale e contestuale revisione degli strumenti normativi di supporto (emanazione di d.P.R. attuativo del T.U. spese di giustizia e modifica del vigente DM 17\7\2008 sul PCT).
Nuovo Sistema Informativo della Giustizia Minorile: Servizi Minorili e Banca Dati dei Minori Adottabili.
Le attività del progetto consistono nella messa in opera di due diversi sottosistemi che si avvarranno di una server farm hardware, predisposta presso il CED della Balduina in Via Damiano Chiesa, per l’erogazione di tutti i servizi necessari.
Tale server farm, per evidenti motivi di sicurezza, dovrà essere supportata da una struttura di “disaster recovery” da installarsi presso una ulteriore sede che dovrà essere individuata tra quelle in grado di erogare servizi di interoperabilità. Dal momento dello start up, il Nuovo Sistema Informativo dei Servizi Minorili trasferirà, contemporaneamente su un server di appoggio situato presso la struttura del Dipartimento della Giustizia Minorile, sede Casal del Marmo, i dati della base dati Oracle. Tale server sarà in grado di eseguire un recovery costante delle informazioni strutturate.
Per entrambi i sottosistemi sono stati istituiti corsi di formazione in aula ed è stato predisposto un sistema di formazione a distanza(WBT) localizzabile sul Sistema di Controllo e Governo.
Il primo sottosistema riguarda l’informatizzazione delle procedure di competenza dei Servizi minorili, ovvero strutture organizzative coinvolte nella gestione delle problematiche inerenti la prevenzione e il trattamento della devianza del minore: Centri per la Giustizia minorile, Centri di prima accoglienza, Istituti penali per i minorenni, Uffici di Servizio Sociale per i minorenni, Comunità per minori.
Concluse positivamente le attività di collaudo riferite all’esecuzione del contratto principale restano da programmare ed eseguire quelle previste dall’aumento del quinto. Devono essere schedulate, altresì, tutte le attività di dispiegamento dei servizi presso tutti gli uffici precedentemente nominati. A tal fine sono stati predisposti ed eseguiti anche corsi di aggiornamento sulle funzionalità sviluppate. Tali corsi hanno interessato, in maniera massiva, il personale del Dipartimento in servizio preso le strutture di accoglienza esistenti. Contemporaneamente si stanno realizzando le procedure per il recupero e la migrazione dei dati preesistenti l’avvio del nuovo sistema informativo.
E’ prevista l’assistenza di personale del fornitore, presente presso il dipartimento, in grado di sopperire a necessità di manutenzione immediata e fornire chiarimenti per l’utenza.
Un secondo sottosistema riguarda la costituzione della Banca dati dei minori dichiarati adottabili, così come prevista dall’art. 40 della legge n. 149/2001, le cui regole procedurali di carattere tecnico operativo sono contenute in dettaglio nel Decreto del Ministero della Giustizia 14/7/2004; tale Banca Dati ha la finalità di raccogliere tutte le informazioni distribuite sul territorio per offrire alle autorità operanti in materia di adozioni una maggiore conoscenza dei procedimenti.
Banca dati dei minori adottabili.
A norma dell’articolo 2 cpv. 2 del citato decreto la banca dati è costituita presso il Dipartimento per la giustizia Minorile e la gestione della stessa è attribuita al capo del Dipartimento della Giustizia Minorile. Titolari del trattamento dei dati ai sensi dell’articolo 28 del D.Lvo 30/06/2003 n. 196 sono gli uffici della giurisdizione minorile. L’alimentazione della banca dati è automatica e avviene tramite i registri informatizzati presso gli uffici della giurisdizione minorile.
L’accesso alle informazioni è riservato ai Tribunali per i Minorenni e Procure presso i Tribunali per i Minorenni nonché ai magistrati degli altri uffici della giurisdizione minorile; l’accesso è altresì consentito al personale appartenente agli uffici della giurisdizione minorile previa autorizzazione del Capo dell’ufficio. E’ altresì consentito ai diretti interessati con riferimento ai rispettivi dati personali solo per il tramite dei Tribunali per i Minorenni e delle Procure presso i Tribunali per i Minorenni .
I dati contenuti nella banca dati sono conservati per il tempo previsto dalla normativa di cui al D.L,.vo 30/06/2003 n. 196 ovvero in forma tale da consentire l’identificazione dell’interessato per un tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali essi sono stati raccolti o successivamente trattati.
Per il sottosistema della Banca dati dei Minori Adottabili è previsto un servizio di help desk per un anno dal collaudo.
Anche per questo secondo sottosistema è auspicabile un’attività di Manutenzione evolutiva(MEV) quindi un nuovo impegno da parte dell’Amministrazione. Sono state individuate funzionalità in grado di gestire e migliorare l’usabilità della Nuova Banca Dati dei Minori Adottabili. Tali funzionalità, riguarderanno l’interoperabilità e le statistiche d’uso del nuovo sistema; un cruscotto di amministrazione dello stesso e la codifica unica delle tabelle locali in uso presso i Tribunali e le Procure dei Minori.
Il Sistema Informativo Automatizzato dell’Amministrazione Penitenziaria è strutturato funzionalmente ed organizzativamente per fornire i supporti operativi e conoscitivi sia alle funzioni istituzionali ad essa affidate in tema di esecuzione penale: esecuzione delle sentenze di condanna; delle misure cautelari in carcere; delle misure di sicurezza; delle misure alternative alla detenzione sia all’attività di gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali in dotazione all’amministrazione (auto-amministrazione) al fine di modificare e semplificare i processi di lavoro degli Uffici e di migliorare l’efficienza ed il funzionamento interno.
In quest’ottica, esso ha il compito di fornire servizi non solo a tutte le strutture organizzative, centrali e territoriali, ed ai relativi processi dell’Amministrazione Penitenziaria, ma anche nel più vasto contesto degli Uffici Giudiziari e delle Forze di Polizia.
Il sistema, infatti:
assicura, attraverso il sistema SIAP/AFIS, la completa automazione di tutte le attività di competenza degli istituti e servizi penitenziari, finalizzate alla esecuzione della pena;
gestisce la Banca Dati dei soggetti privati della libertà personale (c.d. Anagrafe Penitenziaria), alimentata automaticamente dalle procedure a disposizione degli istituti e servizi territoriali, le cui informazioni consentono l’erogazione di un servizio informativo on-line al quale accedono oltre 100.000 utenti registrati (istituti e servizi penitenziari; uffici giudiziari; tutte le Forze di Polizia);
fornisce i supporti necessari alla attività di auto-amministrazione (gestione del personale, gestione amministrativo-contabile e dei beni strumentali e patrimoniali);
dispone di un sistema direzionale di supporto alle decisioni, che permette di ottenere dati aggregati e statistici in tempo reale.
sistemi server midrange, anch’essi centralizzati a Roma, corredati di due componenti fondamentali: Web Server, cioè il front-end destinato alle funzioni di indirizzamento e connessione delle postazioni di lavoro, ed Application Server, destinato ad ospitare la logica elaborativa delle applicazioni;
Help desk ed assistenza agli utenti.
Il Piano Triennale 2010-2012, costituisce, sostanzialmente, l’adeguamento annuale e lo sviluppo di un piano di evoluzione globale intrapreso dall’Amministrazione negli anni precedenti. In esso vanno distinti gli interventi per la gestione ordinaria e l’evoluzione tecnologica del sistema in esercizio e lo sviluppo di nuove applicazioni e nuovi servizi
Gli interventi relativi alla gestione ordinaria riguardano essenzialmente la locazione, ovvero la manutenzione del software di base e dell’hardware, nonchè la conduzione funzionale dei sistemi.
Gli interventi per l’evoluzione ed il potenziamento dell’infrastruttura tecnologica afferiscono all’esigenza di incrementare le risorse di elaborazione e di archiviazione da perseguire soprattutto attraverso progetti di virtualizzazione ed acquisizione di nuovi sistemi. In adempimento a quanto disposto dal CNIPA in occasione del parere espresso sul rinnovo del contratto per la gestione e manutenzione del sistema mainframe centrale, è stato commissionato uno studio di fattibilità per il down sizigi del sistema, all’esito del quale saranno disponibili una analisi tecnico economica e una road map progettuale. Risulta altresì necessario implementare gli strumenti di system network management sia per la gestione ed il controllo della produzione informatica, sia per la gestione ed il controllo delle risorse informatiche.
Gli interventi per lo sviluppo di nuove applicazioni si sostanziano nella realizzazione di nuovi moduli funzionali, che completano ed integrano applicazioni già in esercizio o comunque già realizzate nelle aree sopraindicate. Tra gli interventi di sviluppo va annoverato il progetto per la realizzazione del sistema informativo direzionale dell’Amministrazione Penitenziaria (SIDAP), finanziato con fondi dell’Unione Europea. Tra gli interventi previsti figurano anche quelli riguardanti l’impiego di tecnologie innovative con i servizi di supporto necessari.
Il 31 luglio 2009 è stato messo in linea il nuovo sito del Ministero della Giustizia. Completamente rifatta, la versione attuale del sito Web è a elevata usabilità e accessibilità (AAA) con codice xhtml con DTD di tipo strict, aderente alla normativa vigente (L. 4/2004; D.Lgs 82/2005; D.Lgs 159/2006).
Frutto della collaborazione con il Raggruppamento di imprese aggiudicatario della gara a procedura ristretta n° 1/2006, Lotto 1, bandita dal Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, nell’ambito del “Sistema pubblico di connettività – SPC2”, il nuovo sito è anche espressione di un grosso lavoro di squadra che ha visto il coinvolgimento di persone provenienti dalle diverse strutture ministeriali che hanno saputo innescare un processo virtuoso di innovazione.
L’uso del design partecipativo ha consentito di raccogliere, valutare e capire i bisogni dell’utente e le sue aspettative riguardo al sito Web dell’Amministrazione visto ormai quale fornitore di servizi alla collettività, un mezzo importante per fornire informazioni aggiornate e puntuali, anche secondo quanto previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale.
E’ stato, inoltre, adottato un modello di classificazione misto in cui coesistono classificazioni di tipo gerarchico enumerativo con classificazioni di tipo multidimensionale/faccette. Per meglio rispettare tutti i modelli mentali di ricerca delle informazioni, la classificazione a faccette e la classificazione gerarchica enumerativa sono affiancate dai tradizionali meccanismi full- text delle informazioni.
Il progetto del sito Web non può considerarsi concluso con la messa in linea del sito, evoluzioni e consolidamento sono in corso, con particolare riferimento all’esposizione di servizi agli uffici giudiziari, ai cittadini ed agli avvocati.
A tal proposito, un’importantissima iniziativa che ha visto la Direzione Generale SIA in prima linea è stata la creazione di una procedura per l’acquisizione telematica delle domande di concorso. Tale procedura, completata con la collaborazione del fornitore tecnologico esterno, verrà utilizzata nel prossimo concorso per l’accesso alla magistratura ordinaria lo previsto per la fine del 2009. Importanti evoluzioni sono in cantiere, la principale è la creazione di un’apposita sezione da dedicare alla pubblicazione degli atti di grandi processi che hanno avuto forte influenza sulla storia della Repubblica (già disponibili in forma digitalizzata gli atti del processo di Palermo a “cosa nostra” e gli atti del processo per la strage di piazza Fontana).
reti, trasporto e sicurezza - evoluzione rug
Il completamento della migrazione della Rete Unica della Giustizia (RUG) sulla piattaforma SPC, permette di capitalizzare i vantaggi derivanti dalla riduzione dei costi conseguente alla ricontrattualizzazione dei circuiti. Allo stesso tempo l’aumento della capacità trasmissiva e l’integrazione operativa porta significativi miglioramenti nella efficienza e sicurezza dei servizi offerti alla utenza.
Il consolidamento dell'infrastruttura, con l’individuazione di isole di concentrazione e distribuzione/erogazione dei servizi informatici, comporta comunque come conseguenza una maggiore congestione di alcune tratte della rete, cosa che richiede una politica di gestione ed ingegnerizzazione del traffico e delle disponibilità di banda estremamente attenta.
E’ previsto pertanto che nel corso del triennio la RUG evolva verso una conformazione gerarchica che porterà ad una distrettualizzazione della rete. Sarà necessario attuare una ridefinizione degli accessi SPC a partire da quelli relativi alle sedi dei Distretti di Corte di Appello che dovranno consentire l’accesso (contemporaneo) da parte degli utenti del proprio bacino.
L’interconnessione con le reti regionali (RUPAR), come la rete della Regione Autonoma Trentino Alto-Adige, la rete della Regione Toscana, sarà estesa alle altre reti regionali come la Lepida della regione Emilia Romagna utilizzando la infrastruttura QXN prevista nell’ambito del Sistema Pubblico di Connettività. Ciò consentirà tra l’altro l’estensione dei servizi erogati sulla rete RUG ai Giudici di Pace che siano serviti dalle reti regionali.
Nell’ambito del progetto di comunicazione elettronica delle notizie di reato dalle forze di polizia alle Procure della Repubblica (NdR2) è emersa la esigenza di dotare gli uffici requirenti di una rete VPN dedicata, basata su tecnologie IPSEC, sulla quale scambiare dati ed informazioni ed accedere al sistema dei registri penali.
L’evoluzione dell’infrastruttura di sicurezza dovuta all’aggiornamento dei firewall perimetrali ha ridotto in maniera significativa la possibilità di una penetrazione dei sistemi informativi dell’Amministrazione. Ulteriore incremento di sicurezza potrà essere ottenuto incrementando il numero di licenze di antivirus per i PdL ed attingendo al bouquet di servizi di sicurezza SPC, che sono offerti in regime di “outsourcing completo”. Non potrà essere trascurata la dotazione tecnologica per la sicurezza ICT delle sale server distrettuali e interdistrettuali che, a completamento della fase di distrettualizzazione degli applicativi, costituiranno di punti di aggregazione di tutto il traffico del Distretto di Corte d’Appello di pertinenza. Infine l’evoluzione della infrastruttura di sicurezza non potrà prescindere dalla integrazione con i sistemi di identity management e controllo di accesso.
Sale server interdistrettuali
Il Ministero della Giustizia dispone di un ingente patrimonio IT (i soli server sono oltre 6.000) molto frammentato (è dislocato in centinaia di sedi), di caratteristiche disomogenee per età, capacità elaborativa, caratteristiche tecniche etc.
La disponibilità di applicazioni web re ingegnerizzate per la gestione del “processo civile” e del “processo penale”, consente di rivedere la topologia del sistema informatico della Giustizia, in quanto è possibile prevedere che le applicazioni siano installate solo in un numero ridotto di sale server, che offrono il servizio via rete TLC a un numero anche elevato di utenti distribuito sul territorio.
Il Ministero ha individuato in circa 6 il numero di sale server con specifiche caratteristiche di sicurezza ed affidabilità, oltre che di efficienza operativa deputate ad erogare servizi di tipo “interdistrettuale” si rende quindi necessario quindi procedere nel completamento degli allestimenti, al fine di facilitare l’avvio delle nuove applicazioni.
Il Ministero, in collaborazione con il CNIPA e con CONSIP, ha quindi effettuato una rilevazione dello stato degli impianti e della sicurezza delle sale server attualmente disponibili (circa 170), al fine di verificare il gap tra queste sale e le specifiche base definite per la sala server distrettuale “tipo”. Sulla base di tali verifiche sono stati quindi ipotizzati i lavori da effettuare nelle sale server circondariali risultate in migliori “condizioni”, al fine di poterle allestire come sale server distrettuali.
Il completamento dell’intervento, a regime, consentirà notevoli benefici al ministero, sia in termini economici – minori costi di gestione delle infrastrutture ICT – sia in termini di migliore qualità del servizio e di maggiore sicurezza.
L’Amministrazione intende continuare la diffusione della Rete Ponente, utilizzata per la trasmissione delle comunicazioni riservate. Anche in questo settore sarà valutata l’evoluzione tecnologica ed eventuali progetti congiunti con altre Amministrazioni (come il Ministero della Difesa) già dotate di infrastrutture particolarmente avanzate in questo settore.
Reti locali e cablaggi
L’infrastruttura di rete di gran parte dei Palazzi di Giustizia è stata implementata alla fine degli anni ‘90. Mentre l’obsolescenza dei cablaggi è limitata ed alla loro manutenzione si è fatto spesso rimedio attingendo a risorse locali, risulta spesso particolarmente critica la obsolescenza degli apparati attivi di rete. A ciò si è cercato di porre rimedio, nel recente passato, attingendo alle Convenzioni Consip, con alterni risultati.
Per il prossimo futuro l’Amministrazione intende ammodernare le infrastrutture di rete locali introducendo tecnologie che consentano la convergenza tecnologica (come il Power over Ethernet) e un incremento tangibile della sicurezza (mediante meccanismi quali il Network Access Control). Allo stesso tempo si cercherà di garantire, anche e soprattutto sulle reti locali, la Quality of Service necessaria per una esperienza d’uso soddisfacente da parte degli utenti.
L’Amministrazione si impegna a superare i problemi amministrativi e burocratici che di fatto rendono impossibile il passaggio alla tecnologia VoIP e quindi i risparmi conseguenti al cablaggio unificato (fonia e dati) degli uffici, a tutt’oggi disatteso.
L’attenzione, in questo triennio, sarà rivolta sia alla cooperazione interna tra i sistemi informativi della giustizia, sia alla cooperazione con i domini applicativi delle altre amministrazioni centrali e locali. In merito alla cooperazione esterna si farà riferimento al modello SPCoop, che, come previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale, consente lo scambio informativo a valore legale tra le amministrazioni. Per realizzare tutto questo, portando a completa maturazione le esperienze gia acquisite, verrà consolidata la componente Porta di Dominio, che verrà sottoposta alla procedura di qualificazione nei tempi e modi stabiliti dal CNIPA, e verranno redatti gli Accordi di Servizio, secondo gli standard previsti da SPCoop, per tutti i servizi che il Ministero fornisce alle altre amministrazioni e per tutti quelli che da queste fruisce.
In merito alla cooperazione tra i sistemi informativi interni ed alle modalità di accesso dei cittadini al sistema giustizia, si intende portare avanti un’approfondita attività di analisi mirante alla razionalizzazione ed alla armonizzazione delle infrastrutture già esistenti attraverso l’individuazione di un modello, di tecnologie e regole che dovranno rappresentare, in futuro, uno standard per tutti gli applicativi dell’amministrazione. L’obiettivo che si vuole raggiungere è quello di realizzare un “bus” logico di interconnessione attraverso cui gli applicativi colloquiano, internamente al dominio giustizia, in modalità standard predefinite e con l’esterno tramite:
la porta di dominio, con le altre amministrazioni centrali e locali;
INA – SAIA FUG
L’interazione e lo scambio dei dati con altre Amministrazione può consentire un incremento di efficienza nei processi dell’Amministrazione. Avvalendosi dei servizi assicurati dal “Sistema Pubblico di Connettività – SPC” si intende quindi realizzare delle iniziative che consentano la condivisione, l’integrazione e la diffusione del patrimonio informativo tramite iniziative di cooperazione applicativa dei sistemi informatici e dei flussi informativi con altre Amministrazioni, garantendo la sicurezza, la riservatezza, l’autenticità delle informazioni, nonché la salvaguardia e l’autonomia del patrimonio informativo di ciascuna pubblica amministrazione. In particolare, si intende realizzare delle attività di sviluppo di cooperazione applicativa relative all’integrazione FUG e il sistema INA-SAIA, così come descritto nel seguito.
Per realizzare tali comunicazioni è necessario disporre di un nodo centrale, o gateway applicativo, che deve svolgere, principalmente le funzioni di registro delle comunicazioni e gestore dello smistamento delle comunicazioni all’interno del dominio Giustizia. L’uso del gateway per lo smistamento delle comunicazioni all’interno del dominio Giustizia comporta una serie di benefici . Il sistema prevede una interfaccia utente in grado di fornire, a personale opportunamente autorizzato, le informazioni relative al monitoraggio.