Source: http://www.gaspari.it/news/notizia.aspx?id=522
Timestamp: 2018-06-24 01:06:37+00:00
Document Index: 78564216

Matched Legal Cases: ['art.68', 'art.68', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.68', 'art. 666', 'art. 17', 'sentenza ']

Festa privata senza fine di lucro: non serve l'autorizzazione ex art.68 Tulps
Cassazione: i trattenimenti non indetti nell'esercizio di attività imprenditoriale non necessitano del rilascio della licenza da parte del questore
Una festa privata svoltasi in mancanza di un fine di lucro non richiede l'autorizzazione ex art.68 del Tulps, poiché manca il requisito dell'imprenditorialità.
Lo ha affermato la Corte di Cassazione (Penale, Sez. I) con la sentenza 36228/2017, dove si evidenzia che, come pronunciato dalla sentenza 56/1070 della Corte Costituzionale, le disposizioni contenute nell'art.68 Tulps e nell'art. 666 del cod. pen., i quali dispongono che per trattenimenti di qualsiasi genere da tenere in luogo aperto al pubblico occorre la licenza del questore - violano l'art. 17 della Costituzione nella parte in cui si riferiscono a trattenimenti non indetti nell'esercizio di attività imprenditoriale.
I trattenimenti senza scopo di lucro, quindi, implicano esercizio della libertà di riunione e possono essere indetti senza necessità della licenza del questore. Gli ermellini aggiungono che "se la riunione è indetta anche in luogo aperto al pubblico da persone che intendono riunirsi per attuare gli scopi anzidetti, fra i quali i trattenimenti di cui parlano le disposizioni ex artt. 68 R.D. 18 giugno 1931, n.773, e 666 cod. pen., nessuna autorizzazione e nessun preavviso occorre".
Situazione diversa, ovviamente, sarebbe se "la riunione, avente per oggetto un trattenimento di danza, di giuoco, di sport, ecc., è invece indetta in un pubblico locale da parte del titolare nell'esercizio della sua attività imprenditoriale. In tal caso non è il diritto di riunione quello che egli intende esercitare, bensì il diritto di libera iniziativa economica che gli consente di organizzare la propria azienda e di svolgervi le attività lecite inerenti alla sua impresa".
In allegato, la sentenza 36228/2017 della Corte di Cassazione.