Source: https://www.tedioli.com/Giurisprudenza_di_Legittimita.htm
Timestamp: 2019-05-24 09:20:41+00:00
Document Index: 3994690

Matched Legal Cases: ['art. 1223', 'art. 619', 'art. 617', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 141', 'art. 8', 'art. 180']

Cassazione Civile, S.U., 11-11-2008, n. 26972
Il danno non patrimoniale è categoria generale non suscettibile di suddivisione in sottocategorie variamente etichettate. Non può, dunque, farsi riferimento ad una generica sottocategoria denominata "danno esistenziale". Il pregiudizio non patrimoniale è risarcibile solo entro il limite segnato dalla ingiustizia costituzionalmente qualificata dell'evento di danno. La lesione dei diritti inviolabili della persona che abbia determinato un danno non patrimoniale comporta l'obbligo di risarcire tale danno, quale che sia la fonte della responsabilità, contrattuale o extracontrattuale. Nell'ambito della perdita subita e mancate utilità, ex art. 1223 c.c., vanno ricompresi anche i pregiudizi non patrimoniali. Al danno biologico va riconosciuta portata tendenzialmente omnicomprensiva. Nel caso di danno da morte immediata (o danno tanatologico), il giudice potrà correttamente riconoscere e liquidare il solo danno morale, a ristoro della sofferenza psichica provata dalla vittima di lesioni fisiche, alle quali sia seguita dopo breve tempo la morte, che sia rimasta lucida durante l'agonia in consapevole attesa della fine. Il danno non patrimoniale, anche quando sia determinato dalla lesione di diritti inviolabili della persona, costituisce danno conseguenza che deve essere allegato e provato.
Cassazione Civile, 6-06-2008, n. 15030
il terzo che si pretende legittimato all'opposizione ai sensi dell'art. 619 c.p.c., non è ammesso - sia che proponga anche questa opposizione, sia che non la proponga - a far valere la situazione che lo legittimerebbe a tale azione come situazione che lo abilita a dolersi delle nullità del processo esecutivo e, quindi, lo legittima alla proposizione dell'opposizione ai sensi dell'art. 617 c.p.c.
Cassazione Civile, 29-02-2008, n. 5493
S.R.L. ESPROPRIAZIONE FORZATA DI QUOTE DI SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA NON LIBERAMENTE TRASFERIBILI
In tema di espropriazione forzata di quote di società a responsabilità limitata non liberamente trasferibili, qualora, pur in presenza di una clausola statutaria di previsione della necessità del consenso del consiglio di amministrazione per il trasferimento delle quote, la facoltà di designare un altro acquirente in sostituzione dell'aggiudicatario sia stata esercitata dal presidente del consiglio di amministrazione, quale legale rappresentante della società, senza una conforme deliberazione del consiglio di amministrazione, la relativa questione non è deducibile da parte dell'aggiudicatario con l'opposizione agli atti esecutivi, poichè, concernendo una violazione di norme attinenti alla formazione della volontà della società, non integra una questione afferente alla validità della rappresentanza in giudizio della società ai fini della dichiarazione di designazione e, quindi, all'atto processuale di designazione. Né tale regola soffre eccezione nell'ipotesi in cui il soggetto aggiudicatario sia un socio della società.
Cassazione Civile, sez. I, 10-03-2006, n. 5302
FAMIGLIA. ACCORDI IN SEDE DI SEPARAZIONE ATTRIBUZIONE DELL'ASSEGNO DI DIVORZIO. L'art. 5 comma 8 l. n. 898/1970 nel testo di cui alla l. n. 74 del 1987, a norma del quale su accordo delle parti la corresponsione dell'assegno di divorzio può avvenire in un'unica soluzione, ove questa sia ritenuta equa dal tribunale, e in tal caso non può essere proposta alcuna successiva domanda a contenuto economico - non è applicabile al di fuori del giudizio di divorzio, e gli accordi di separazione, dovendosi interpretare secundum ius, non possono implicare alcuna rinuncia all'assegno di divorzio.
Cassazione Civile, sez. III, 10-11-2004, n. 21367
SENTENZA CIVILE. PROVVISORIA ESECUTIVITA' EX ART. 282 C.P.C. - CAPO RELATIVO ALLE SPESE. - Sentenza di rigetto della domanda proposta dall'attore - Statuizione accessoria di condanna alle spese. Esistenza di un valido titolo esecutivo senza necessità di attendere il giudicato sul capo principale della sentenza.
Cassazione Civile, sez. Unite, 02-07-2004, n. 12139
ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE (O UTILITA') - OCCUPAZIONE TEMPORANEA E D'URGENZA - INDENNITA' - Occupazione appropriativa - Indennità di occupazione legittima - Determinazione - Parametro dell'indennità "virtuale" di espropriazione - Decurtazione del 40 per cento ex art. 5 bis l. n. 359/1992 - Applicabilità - Limiti.
Cassazione Civile, sez. Unite, 17-06-2004, n. 11353
PROCEDIMENTI SPECIALI - PROCEDIMENTI IN MATERIA DI LAVORO E DI PREVIDENZA - PROCEDIMENTO DI PRIMO GRADO - PROVA - POTERI DEL GIUDICE - Poteri istruttori di ufficio - Esercizio - Presupposti - Verificarsi di preclusioni o decadenze in danno delle parti - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie.
Cassazione Civile, sez. II, 28-05-2004, n. 10320
IMPUGNAZIONI CIVILI. IMPUGNAZIONI IN GENERALE. NOTIFICAZIONE DELL'ATTO DI IMPUGNAZIONE - LUOGO DI NOTIFICAZIONE - DOMICILIO ELETTO - Morte del domiciliatario - Inefficacia dell'elezione di domicilio (art. 141 cod. proc. civ.) - Conseguenze. Notifica nel domicilio reale dell'intimato - Necessità - Notifica presso lo studio legale del difensore deceduto - Inesistenza della notifica - Inammissibilità dell'impugnazione.
Cassazione Civile, sez. I, 10-03-2004, n. 4903
FAMIGLIA - MATRIMONIO - SCIOGLIMENTO - DIVORZIO - PROCEDIMENTO - COMPARIZIONE PERSONALE DELLE PARTI - Regime conseguente alle modifiche introdotte dall'art. 8 della legge n. 74/87 - Natura fin dall'origine contenziosa del procedimento di divorzio - Portata - Limiti - Parificabilità dell'udienza presidenziale a quella prevista dall'art. 180 cod. proc. civ. - Esclusione - Conseguenze - In tema di termini di costituzione del convenuto e di decadenza dalla domanda di assegno divorzile.