Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-63-codice-civile-effetti-della-dichiarazione-di-morte-presunta-dellassente
Timestamp: 2020-06-06 01:58:48+00:00
Document Index: 75354801

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 58', 'art. 50', 'art. 54', 'art. 192', 'art. 196']

Art. 63 codice civile: Effetti della dichiarazione di morte presunta dell'assente | La Legge per tutti
Divenuta eseguibile la sentenza indicata nell’art. 58, coloro che ottennero l’immissione nel possesso temporaneo dei beni dell’assente o i loro successori possono disporre liberamente dei beni (1).
Si estinguono inoltre le obbligazioni alimentari indicate nel quarto comma dell’art. 50.
Beni dell’assente: [v. 50]; Obbligazione: [v. Libro IV, Titolo I]; Obbligazione alimentare: [v. 433].
(1) Vengono meno i limiti posti dall’art. 54 in relazione agli atti di disposizione sui beni dell’assente dei quali si sia ottenuto il possesso.
La norma mira a rendere più stabili gli effetti che si erano prodotti a seguito della dichiarazione di assenza, ferme restando le conseguenze giuridiche che derivano dall’eventuale dimostrazione dell’esistenza della persona che era stata dichiarata morta [v. 66].
Consulenza tecnica in materia civile
L'art. 192, comma 2, c.p.c., nel prevedere che l'istanza di ricusazione del consulente tecnico d'ufficio dev'essere presentata con apposito ricorso depositato in cancelleria almeno tre giorni prima dell'udienza di comparizione, preclude definitivamente la possibilità di far valere successivamente la situazione di incompatibilità, con la conseguenza che la consulenza rimane ritualmente acquisita al processo. A tale principio non è consentita deroga per l'ipotesi in cui la parte venga a conoscenza solo successivamente della situazione di incompatibilità, potendosi in tal caso solo prospettare le ragioni che giustificano un provvedimento di sostituzione affinché il giudice, se lo ritenga, si avvalga dei poteri che gli conferisce in tal senso l'art. 196 c.p.c. La valutazione operata al riguardo è insindacabile in Cassazione se la motivazione è immune da vizi logici.
Cassazione civile sez. I 08 aprile 1998 n. 3657