Source: https://www.dirittiregionali.it/2012/06/06/decreto-legislativo-n-61-del-18-aprile-2012-roma-capitale-fra-conferimenti-di-nuove-funzioni-amministrative-e-nuove-addizionali-comunali/
Timestamp: 2018-04-25 08:52:48+00:00
Document Index: 174069262

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 119', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 119', 'art. 3', 'art. 4']

[Decreto legislativo n. 61 del 18 aprile 2012] Roma capitale, fra conferimenti di (nuove) funzioni amministrative e (nuove) addizionali comunali - Diritti Regionali
/ Archivio (2011-2015) / [Decreto legislativo n. 61 del 18 aprile 2012] Roma capitale, fra conferimenti di (nuove) funzioni amministrative e (nuove) addizionali comunali
Il decreto legislativo n. 61 del 2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 maggio scorso ed in vigore dal 2 giugno prossimo, reca le norme di attuazione in particolare dell’art. 24 della legge n. 42 del 5 maggio 2009 (delega al Governo in materia di federalismo fiscale in attuazione dell’art. 119 Cost.) relativamente all’ordinamento di Roma Capitale.
Prima di analizzare il decreto delegato, è bene ricordare che il summenzionato art. 24 della legge delega dispone che Roma capitale è un ente territoriale, i cui attuali confini sono quelli del comune di Roma, e dispone di speciale autonomia, statutaria, amministrativa e finanziaria, nei limiti stabiliti dalla Costituzione, ciò al fine di garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli organi costituzionali nonché delle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, ivi presenti presso la Repubblica italiana, presso lo Stato della Città del Vaticano e presso le istituzioni internazionali.
Lo stesso art. 24 co. III della legge delega disponeva già l’attribuzione a Roma Capitale di funzioni amministrative ulteriori rispetto a quelle già spettanti al comune, ed in particolare:
Ai sensi del successivo co. IV, l’esercizio delle suddette funzioni sarebbe disciplinato con regolamenti adottati dal consiglio comunale, che assume la denominazione di Assemblea capitolina, nel rispetto della Costituzione, dei vincoli comunitari ed internazionali, della legislazione statale e di quella regionale nel rispetto dell’articolo 117, sesto comma, della Costituzione nonché in conformità al principio di funzionalità rispetto alle speciali attribuzioni di Roma capitale.
A fondamento dell’emanazione del decreto legislativo n. 61 del 2012, il co. V dello stesso art. 24 della legge delega disponeva che con specifico decreto legislativo l’ordinamento, anche finanziario, di Roma Capitale sarebbe stato disciplinato, specificando le funzioni di cui al co. III, definendo le modalità per il trasferimento a Roma capitale delle relative risorse umane e dei mezzi e assegnandole, tenendo conto delle specifiche esigenze di finanziamento derivanti dal ruolo di capitale della Repubblica.
In attuazione di quanto sopra specificato, il co. II dell’art. 1 del D. Lgs. n. 61 del 2012 dispone che con legge regionale, sentiti la Provincia e Roma Capitale, possono essere conferite a quest’ultima ancora ulteriori funzioni amministrative nell’ambito di materie di competenza della Regione, mentre con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sarà determinato il maggior onere derivante per Roma Capitale dall’esercizio delle funzioni connesse al ruolo di capitale della Repubblica, tenuto conto anche dei benefici economici derivanti da tale ruolo e degli effetti che si determinano sul gettito delle entrate tributarie statali e locali (art. 2).
Per individuare e attuare gli interventi di sviluppo infrastrutturale, Roma Capitale adotterà il metodo della programmazione pluriennale, al fine di utilizzare le risorse finanziarie ad essa spettanti in conformità ai documenti di finanza pubblica. La realizzazione di tali interventi sarà perseguita mediante apposita intesa istituzionale di programma con la Regione Lazio e le amministrazioni centrali competenti (art. 3 co. I e II) da adottarsi in una apposita sessione della Conferenza Unificata Stato-Regioni-Autonomie locali, presieduta dal Presidente del Consiglio o da un ministro da lui delegato, e composta dal Sindaco di Roma Capitale, dal Presidente della Regione Lazio, dal Presidente della Provincia di Roma e dal Ministro competente per materia (art. 4)
Il capo II del decreto conferisce a Roma Capitale importanti funzioni relative alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali. Ad essa infatti sono conferite le funzioni amministrative concernenti il concorso alla valorizzazione dei beni presenti nel suo territorio e appartenenti allo Stato, ferma la facoltà del Ministero per i beni e le attività culturali di stipulare uno o più accordi per la valorizzazione di specifici beni. Mentre restano esclusi da tale conferimento di funzioni i compiti e le attività connessi ai beni ricadenti sul territorio della città di Roma, amministrati dal Fondo Edifici di Culto (art. 6).
Al fine di assicurare il concorso alla valorizzazione dei suddetti beni fra Stato e Roma Capitale, è istituita senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la Conferenza delle Soprintendenze ai beni culturali di Roma Capitale, con compiti di coordinamento fra la Sovraintendenza ai beni culturali di Roma Capitale e gli organi centrali e periferici del Ministero dei beni e delle attività culturali.
La Conferenza delle Soprintendenze, nel rispetto del principio di leale collaborazione:
a) definisce strategie e obiettivi comuni di valorizzazione, nonché elabora piani strategici e programmi di sviluppo culturale, relativamente ai beni culturali di pertinenza pubblica;
c) promuove la stipula di accordi per la valorizzazione di beni di appartenenza pubblica, nonché forme di collaborazione per regolare servizi strumentali comuni destinati alla fruizione e valorizzazione degli stessi;
d) adotta i piani di gestione dei siti iscritti nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO presenti nel territorio di Roma capitale (art. 5)
Per quanto concerne i beni ambientali e fluviali, a Roma Capitale sono conferite anche le funzioni amministrative relative all’individuazione delle riserve statali non collocate in parchi nazionali e ad essa è affidata la gestione delle stesse. Inoltre concorre col Ministero dei beni e delle attività culturali e con la Regione Lazio:
a) alla definizione delle politiche di tutela e valorizzazione del paesaggio di Roma capitale, tenuto conto anche degli studi, delle analisi e delle proposte formulati dall’Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio, nonche’ dagli Osservatori istituiti in ogni regione e presso Roma capitale con le medesime finalità, ai sensi dell’articolo 133 del codice dei beni culturali e del paesaggio;
b) alla definizione di indirizzi e criteri riguardanti le attività di tutela, pianificazione, recupero, riqualificazione e valorizzazione del paesaggio di Roma capitale e di gestione dei relativi interventi, ai sensi dell’articolo 133 del codice dei beni culturali e del paesaggio;
c) alle attività di formazione e di educazione al fine di diffondere ed accrescere la conoscenza del paesaggio di Roma Capitale;
d) alle attività di vigilanza sui beni paesaggistici del territorio di Roma capitale tutelati dal codice dei beni culturali e del paesaggio (art. 7).
A Roma Capitale, inoltre, nell’ambito del proprio territorio e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, sono conferite le funzioni amministrative relative alla emanazione delle ordinanze per l’attuazione di interventi di emergenza in relazione agli eventi di cui all’art. 2 co. I lett. a) e b) della legge n. 225 del 1992 istitutiva della Protezione civile, e dunque in particolare in relazione a:
b) eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo che per loro natura ed estensione comportano l’intervento coordinato di più enti o amministrazioni competenti in via ordinaria (art. 10).
Quanto alle disposizioni finanziarie è bene rilevare che l’art. 12 del D. Lgs. n. 61 del 2012 dispone che nel saldo finanziario utile ai fini del patto di stabilità interno non siano computate le risorse trasferite dal bilancio dello Stato e le spese relative alle funzioni amministrative conferite a Roma Capitale, come anche quelle relative agli interventi di sviluppo infrastrutturale e al ruolo di capitale della Repubblica, così come disposti dagli art. 2 e 3 dello stesso decreto legislativo, previa individuazione nella legge di stabilità della copertura degli eventuali effetti finanziari.
Roma Capitale concorderà col Ministero dell’Economia e delle Finanze, entro il 31 maggio di ogni anno, le modalità e l’entità del proprio concorso alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica, sulla base di una proposta di accordo a tal fine trasmessa dal Sindaco entro il 31 marzo di ogni anno.
Le risorse destinate dallo Stato ai sensi dell’art. 119 co. V Cost. sono erogate direttamente alla città sulla base di un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Esclusivamente per il finanziamento degli investimenti relativi agli interventi di sviluppo infrastrutturale di cui all’art. 3, Roma Capitale potrà istituire, limitatamente al periodo di ammortamento delle opere, un’ulteriore addizionale comunale sui diritti di imbarco dei passeggeri su aeromobili in partenza dagli aeroporti cittadini fino ad un massimo di 1 euro per passeggero, nonché destinare a tale scopo l’imposta di soggiorno di cui all’art. 4 del D. Lgs. n. 23 del 2011 (Disposizioni in materia di federalismo municipale).
Infine, al fine di garantire a Roma Capitale di godere delle risorse umane e strumentali necessarie all’esercizio delle nuove funzioni amministrative conferitele si provvederà al trasferimento delle stesse, sentite le amministrazioni di provenienza interessate, previa verifica degli organici disponibili e dei fabbisogni dell’amministrazione, con uno o più decreti del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro interessato, di concerto con i Ministri dell’Economia e delle Finanze e per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, da adottarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto in commento.