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Timestamp: 2016-10-26 00:59:07+00:00
Document Index: 18833193

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 40', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 7', 'art. 73', 'art. 5', 'art. 73', 'art. 55', 'art. 149', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 73', 'art. 143', 'art. 73', 'art. 143', 'art. 18', 'art. 74', 'art. 148', 'art. 18', 'art. 148', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 145', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 168', 'art. 73', 'art. 23', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 148', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 7', 'arte 10', 'art. 44', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 39', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 24', 'art. 36', 'art. 91', 'art. 166', 'art. 166', 'art. 168', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 156', 'art. 45', 'art. 51', 'art. 11', 'art. 23', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 3']

⭐1 Soggetti obbligati alla presentazione del Modello UNICO Enti non commerciali ed equiparati 7 2 Compilazione del frontespizio 10
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1 genzia ntrate UNICO Enti non commerciali ed equiparati 2014 Dichiarazione degli enti non commerciali residenti e delle società ed enti non residenti equiparati soggetti all Ires - Periodo d imposta 2013 ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE I. ISTRUZIONI GENERALI PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO UNICO DEGLI ENTI NON COMMERCIALI ED EQUIPARATI 2 II. ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI 7 1 Soggetti obbligati alla presentazione del Modello UNICO Enti non commerciali ed equiparati 7 2 Compilazione del frontespizio 10 DETERMINAZIONE DEL REDDITO 3 Le novità della disciplina del reddito d impresa e di lavoro autonomo 18 4 Istruzioni comuni ai quadri RE - RF - RG 21 5 Quadro RA - Redditi dei terreni 22 6 Quadro RB - Redditi dei fabbricati 27 7 Quadro RC - Reddito d impresa Enti a contabilità pubblica 33 8 Quadro RD - Reddito di allevamento di animali e reddito derivante da produzione di vegetali e da altre attività agricole 35 9 Quadro RE - Redditi di lavoro autonomo derivanti dall esercizio di arti e professioni Quadro RF - Reddito d impresa in regime di contabilità ordinaria Quadro RG - Reddito d impresa in regime di contabilità semplificata e regimi forfetari Quadro RH - Redditi di partecipazione in società di persone e in società di capitali trasparenti Quadro RL - Altri redditi 66 DETERMINAZIONE DELLE IMPOSTE 14 Quadro RM - Redditi di capitale, redditi derivanti da imprese estere partecipate Quadro RQ - Imposte sostitutive e addizionali Quadro RN - Determinazione del reddito complessivo - Calcolo delle imposte Quadro PN - Imputazione del reddito del trust Quadro FC - Redditi dei soggetti controllati o collegati residenti in Stati o territori con regime fiscale privilegiato Quadro RT - Plusvalenze di natura finanziaria 92 PROSPETTI VARI 20 Quadro RK - Cessione delle eccedenze dell Ires nell ambito del gruppo Quadro RO - Elenco degli amministratori, dei rappresentanti e dei componenti dell organo di controllo Quadro RS - Prospetti comuni ai quadri RC, RD, RE, RF, RG, RH e prospetti vari Quadro RW - Investimenti all estero e/o attività estere di natura finanziaria monitoraggio Quadro RZ - Dichiarazione dei sostituti d imposta relativa a interessi, altri redditi di capitale e redditi diversi Quadro AC - Comunicazione dell amministratore di condominio Quadro RI - Fondi pensione e forme pensionistiche complementari Applicazione dell imposta sostitutiva Quadro RU - Crediti d imposta Quadro CE - Credito di imposta per redditi prodotti all estero Quadro TR - Trasferimento della residenza all estero 181 VERSAMENTI 30 Quadro RX - Compensazioni - Rimborsi Criteri generali: versamenti, acconti, compensazione e rateazione 184 III. SERVIZIO TELEMATICO DI PRESENTAZIONE DELLE DICHIARAZIONI 188 APPENDICE 1962 I. ISTRUZIONI GENERALI PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO UNICO DEGLI ENTI NON COMMERCIALI ED EQUIPARATI Premessa Per una chiara identificazione del modello da utilizzare sono state evidenziate nei quadri che compongono i singoli modelli le lettere iniziali che individuano la tipologia dei contribuenti che devono utilizzare il modello di dichiarazione e in particolare: ENC quello riservato agli enti non commerciali ed equiparati, SP per il Mod. UNICO riservato alle società di persone ed equiparate; SC quello riservato alle società di capitali, enti commerciali ed equiparati; PF quello riservato alle persone fisiche. 1. COS È IL MODELLO UNICO 2014 E COM È COMPOSTO Il Modello UNICO 2014 è un modello unificato delle dichiarazioni tramite il quale è possibile presentare più dichiarazioni fiscali e, in particolare, la dichiarazione dei redditi e dell IVA. Si ricorda che, sulla base delle disposizioni previste dal d.p.r. 22/07/1998 n. 322 e successive modificazioni, sono tenuti alla presentazione della dichiarazione in forma unificata i contribuenti che ai fini dell IRES hanno un periodo di imposta coincidente con l anno solare e che sono tenuti alla presentazione delle seguenti dichiarazioni: dei redditi; dell IVA. Il Modello UNICO 2014 ENC - Enti non commerciali ed equiparati si compone di due modelli, così diversificati, a seconda del loro utilizzo: Modello per la dichiarazione dei redditi, i cui quadri sono contrassegnati prevalentemente dalla lettera R; Modello per la dichiarazione annuale IVA, i cui quadri sono contrassegnati dalla lettera V. I contribuenti nei confronti dei quali si applicano gli studi di settore o i parametri, sono tenuti altresì a presentare l ulteriore modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli stessi. I modelli per la dichiarazione dei redditi e dell IVA utilizzabili per la presentazione della dichiarazione unificata, sono identici a quelli previsti per la presentazione delle stesse dichiarazioni in forma non unificata. Il contribuente deve utilizzare i soli modelli necessari, compilando esclusivamente i quadri occorrenti per la presentazione della dichiarazione, avendo cura di non compilare o inserire più frontespizi, in quanto i dati identificativi e quelli riepilogativi sono presenti nel frontespizio del Modello UNICO Nelle istruzioni contenute nella presente dichiarazione dei redditi e dell IVA sono indicati i contribuenti obbligati alla presentazione di ciascuna di queste dichiarazioni. Si ricorda che, ai sensi del comma 1 dell art. 3 del d.p.r. n. 322 del 1998 possono presentare la dichiarazione IVA in via autonoma i soggetti che intendono utilizzare in compensazione ovvero chiedere a rimborso il credito d imposta risultante dalla dichiarazione annuale. È, inoltre, consentita la presentazione della dichiarazione IVA in via autonoma entro il mese di febbraio al fine di beneficiare dell esonero dalla presentazione della comunicazione annuale dati IVA anche nel caso in cui dalla dichiarazione emerga un saldo a debito (cfr. Circ. dell Agenzia delle Entrate n. 1/E del 25 gennaio 2011). Tutti i modelli e le relative istruzioni per la compilazione non sono più stampati né distribuiti a cura dell Agenzia delle Entrate ma sono resi disponibili gratuitamente in formato elettronico e possono essere prelevati dal sito Internet dell Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) o da altro sito, purché nel rispetto delle caratteristiche tecniche stabilite nel provvedimento di approvazione del modello. Nel predetto sito Internet dell Agenzia delle Entrate i modelli e le relative istruzioni sono disponibili inoltre in uno speciale formato elettronico riservato ai i soggetti che utilizzano sistemi tipografici al fine della loro riproduzione. 23 Le istruzioni per la compilazione del modello di dichiarazione dei redditi sono state raggruppate in funzione della sequenza logica delle operazioni che il contribuente pone in essere, ossia: determinazione del reddito; determinazione delle imposte; versamenti, compensazioni e rimborsi. 2. COME SI UTILIZZA IL MODELLO UNICO Il presente modello contiene i quadri da utilizzare per compilare la dichiarazione dei redditi. Questo modello deve essere utilizzato per dichiarare i redditi relativi al periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013 sia nel caso in cui la dichiarazione venga presentata in forma unificata sia quando non ricorra tale obbligo. Ai fini dell utilizzazione dei modelli per la compilazione della dichiarazione, si tenga presente che l obbligo di presentazione della dichiarazione unificata è previsto per i contribuenti con periodo d imposta coincidente con l anno solare. È considerato periodo di imposta coincidente con l anno solare anche quello avente durata inferiore a 365 giorni, a condizione che lo stesso termini il 31 dicembre (ad esempio, società costituita in data 1 luglio 2013 ed il cui primo esercizio abbia termine il 31 dicembre 2013). I contribuenti che ai fini dell IRES hanno un periodo di imposta non coincidente con l anno solare non possono presentare la dichiarazione in forma unificata. È considerato periodo di imposta non coincidente con l anno solare, non solo quello cosiddetto a cavallo, a prescindere dalla durata inferiore o superiore a 365 giorni (ad es. un periodo di imposta con durata dal mese di marzo 2013 al mese di febbraio 2014 ovvero dal 1 ottobre 2012 al 31 dicembre 2013), ma anche quello infrannuale chiuso in data anteriore al 31 dicembre 2013 (ad es. il periodo 1 gennaio-30 settembre 2013, nel caso di trasformazione da ente non commerciale in società di persone intervenuta in data 30 settembre 2013). Per i periodi di imposta chiusi, ai fini dell IRES, anteriormente al 31 dicembre 2013, anche se iniziati nel corso del 2012 (ad esempio: periodo dal 1 luglio 2012 al 30 giugno 2013), si applicano le seguenti regole: la dichiarazione dei redditi va presentata in forma non unificata, utilizzando il Modello UNICO 2013 approvato nel corso del In questo caso, qualora il Modello UNICO 2013 non consenta l indicazione di taluni dati necessari per la dichiarazione, richiesti invece nei modelli approvati nel 2014, tali dati dovranno essere forniti, solo a richiesta dell Agenzia delle Entrate; la dichiarazione IVA va presentata utilizzando il modello IVA 2014, relativamente all anno d imposta 2013; la dichiarazione dei sostituti di imposta e degli intermediari va presentata utilizzando il modello 770/2014 ORDINARIO, relativo all anno d imposta I curatori fallimentari sono tenuti alla presentazione in forma non unificata delle dichiarazioni relative al soggetto fallito, nei termini previsti per ciascuna di esse. 3. COME SI COMPILA Gli importi devono essere indicati in unità di euro, arrotondando l importo per eccesso se la frazione decimale è uguale o superiore a 50 centesimi di euro o per difetto se inferiore a detto limite. A tal fine, negli spazi relativi agli importi sono stati prestampati i due zeri finali dopo la virgola. Qualora il contribuente provveda alla presentazione telematica direttamente dovrà conservare la dichiarazione trasmessa avendo cura di stamparla su modello cartaceo debitamente sottoscritto e conforme a quello approvato. In caso di presentazione della dichiarazione per il tramite di un intermediario abilitato, a tale soggetto va presentata la dichiarazione originale sottoscritta dal contribuente; lo stesso contribuente conserverà poi l originale della dichiarazione che gli verrà restituita dall intermediario dopo la presentazione in via telematica nella quale è stata apposta la sua firma e nella quale l intermediario stesso avrà compilato il riquadro relativo all assunzione dell impegno alla presentazione in via telematica (cfr. par. 5.2). 34 4. MODALITÀ E TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE 4.1 Come si presenta Soggetti obbligati alla presentazione telematica 4.2 Dichiarazione presentata tramite il servizio telematico In base alle disposizioni contenute nel d.p.r. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, sono obbligati alla presentazione per via telematica delle dichiarazioni previste dallo stesso decreto, direttamente ovvero tramite gli intermediari abilitati alla trasmissione telematica, i seguenti soggetti: i contribuenti tenuti alla presentazione della dichiarazione relativa all imposta sul valore aggiunto; i soggetti tenuti alla presentazione della dichiarazione dei sostituti d imposta di cui all art. 4 dello stesso d.p.r. n. 322 del 1998; i soggetti tenuti alla presentazione della dichiarazione ai fini dell imposta regionale sulle attività produttive; i soggetti tenuti alla presentazione del modello per la comunicazione dei dati relativi all applicazione degli studi di settore e dei parametri. Devono, inoltre, essere presentate per via telematica le dichiarazioni predisposte dagli intermediari abilitati, dai curatori fallimentari e dai commissari liquidatori. L obbligo della trasmissione telematica si applica per tutti i modelli di dichiarazione (redditi, IVA, e sostituti d imposta) che i predetti soggetti sono tenuti a presentare, sia in forma unificata che disgiunta. Pertanto, le dichiarazioni presentate tramite un ufficio postale da parte dei contribuenti obbligati alla presentazione per via telematica sono da ritenersi non redatte in conformità al modello approvato e, conseguentemente, si rende applicabile la sanzione da 258 a euro ai sensi dell art. 8, comma 1, del d.lgs. 471 del 1997 (cfr. circolare n. 54/E del 19 giugno 2002). I soggetti non obbligati alla presentazione telematica possono presentare la dichiarazione, Modello UNICO 2014, presso un ufficio postale. Tuttavia, gli stessi possono presentare la propria dichiarazione direttamente, tramite il servizio telematico Entratel o Fisconline, ovvero tramite un intermediario abilitato (si veda, in proposito, la Parte III, Servizio telematico di presentazione delle dichiarazioni ). La dichiarazione da presentare per via telematica all Agenzia delle entrate può essere trasmessa: a) direttamente; b) tramite intermediari abilitati. I servizi telematici dell Agenzia delle entrate, Entratel e Fisconline, sono accessibili via Internet all indirizzo Rimane ferma la possibilità di accedere a Entratel attraverso rete privata virtuale, per gli utenti che ne fanno ancora uso. A) PRESENTAZIONE TELEMATICA DIRETTA I soggetti che predispongono la propria dichiarazione possono scegliere di trasmetterla direttamente, senza avvalersi di un intermediario abilitato; in tal caso la dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell Agenzia delle entrate. La prova della presentazione della dichiarazione è data dalla comunicazione rilasciata dall Agenzia delle entrate che ne attesta l avvenuto ricevimento. I soggetti che scelgono di trasmettere direttamente la dichiarazione devono obbligatoriamente avvalersi: del servizio telematico Entratel, qualora sussista l obbligo di presentare la dichiarazione dei sostituti d imposta (Mod. 770 Semplificato o Ordinario), in relazione ad un numero di soggetti superiore a venti; del servizio telematico Fisconline, qualora sussista l obbligo di presentare la dichiarazione dei sostituti d imposta in relazione ad un numero di soggetti non superiore a venti ovvero, pur avendo l obbligo di presentare telematicamente le altre dichiarazioni previste dal d.p.r. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei sostituti d imposta. ATTENZIONE Secondo quanto previsto dal provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate 10 giugno 2009, i soggetti diversi dalle persone fisiche effettuano la trasmissione telematica della presente dichiarazione tramite i propri gestori incaricati o operatori incaricati, i cui nominativi vengono comunicati: a) per via telematica, tramite il proprio rappresentante legale, abilitato ai servizi telematici dell Agenzia delle entrate; b) con modalità cartacea, presentando la relativa richiesta di inserimento, redatta sull apposita modulistica, all ufficio dell Agenzia delle entrate che ha rilasciato l abilitazione, se l utente è già abilitato, ovvero presso qualsiasi ufficio della regione in cui l ente ha il proprio domicilio fiscale, se l utente non è ancora abilitato; la richiesta può essere presentata sia dal rappresentante legale che dal rappresentante negoziale. 45 I gestori incaricati designati con le modalità sopra descritte possono, in via eventuale, nominare altri operatori incaricati di utilizzare i servizi telematici dell Agenzia delle entrate in nome e per conto del soggetto diverso dalle persona fisica. I gestori incaricati effettuano tale comunicazione esclusivamente per via telematica e per questo devono possedere valida abilitazione al canale Entratel o Fisconline. Per le informazioni di dettaglio, si rinvia al predetto Provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate, illustrato dalla Circolare n. 30/E del 25 giugno 2009 e dal relativo allegato tecnico, consultabili sul sito internet dell Agenzia delle entrate B) PRESENTAZIONE TELEMATICA TRAMITE INTERMEDIARI ABILITATI (SOGGETTI INCARICATI E SOCIETÀ DEL GRUPPO) Soggetti incaricati (art. 3, comma 3, del d.p.r. n. 322 del 1998) Gli intermediari individuati ai sensi dell art. 3, comma 3, del d.p.r. n. 322 del 1998, ed elencati nella PARTE III del presente modello, SERVIZIO TELEMATICO DI PRESENTAZIONE DELLE DICHIA- RAZIONI, sono obbligati a trasmettere all Agenzia delle entrate per via telematica, avvalendosi del servizio telematico Entratel, sia le dichiarazioni da loro predisposte per conto del dichiarante sia le dichiarazioni, predisposte dal contribuente, per le quali hanno assunto l impegno della presentazione per via telematica. L accettazione delle dichiarazioni predisposte dal contribuente è facoltativa e l intermediario del servizio telematico può richiedere un corrispettivo per l attività prestata. Gli intermediari diversi dalle persone fisiche accedono ai servizi telematici tramite i gestori incaricati e/o gli operatori incaricati ad operare in nome e per conto delle medesime in base a quanto definito dal Provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate 10 giugno 2009 già citato. Dichiarazione trasmessa da società appartenenti a gruppi (art. 3, comma 2-bis, del d.p.r. n. 322 del 1998) Nell ambito del gruppo, la trasmissione telematica delle dichiarazioni dei soggetti appartenenti al gruppo stesso, nel quale almeno una società o ente sia obbligato alla presentazione delle dichiarazioni per via telematica, può essere effettuata da uno o più soggetti dello stesso gruppo esclusivamente attraverso il servizio telematico Entratel. Si considerano appartenenti al gruppo l ente (anche non commerciale) o la società (anche di persone) controllante e le società controllate. Si considerano controllate le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata le cui azioni o quote sono possedute dall ente o società controllante o tramite altra società controllata da questo per una percentuale superiore al 50 per cento del capitale fin dall inizio del periodo d imposta precedente. Tale disposizione si applica, in ogni caso alle società e agli enti tenuti alla redazione del bilancio consolidato ai sensi del d.lgs. 9 aprile 1991, n. 127 e del d.lgs. 27 gennaio 1992, n. 87 e alle imprese soggette all imposta sul reddito delle società (IRES) indicate nell elenco di cui al comma 2, lett. a), dell art. 38 del predetto decreto n. 127 del 1991 e nell elenco di cui al comma 2, lett. a), dell art. 40 del predetto decreto n. 87 del La società del gruppo può effettuare la presentazione per via telematica delle dichiarazioni delle altre società che appartengono al medesimo gruppo per le quali assume l impegno alla presentazione della dichiarazione. Possono altresì avvalersi delle stesse modalità di presentazione telematica le società appartenenti al medesimo gruppo che operano come rappresentanti fiscali di società estere, ancorché queste ultime non appartengano al medesimo gruppo. È possibile presentare, contemporaneamente o in momenti diversi, alcune dichiarazioni direttamente ed altre tramite le società del gruppo o un intermediario. Le società e gli enti che assolvono all obbligo di presentazione per via telematica rivolgendosi ad un intermediario abilitato o ad una società del gruppo non sono tenuti a richiedere l abilitazione alla trasmissione telematica. Per incaricare un altra società del gruppo della presentazione telematica della propria dichiarazione, la società deve consegnare la sua dichiarazione, debitamente sottoscritta, alla società incaricata; quest ultima società dovrà osservare tutti gli adempimenti previsti per la presentazione telematica da parte degli intermediari abilitati e descritti nel paragrafo seguente. Le società accedono ai servizi telematici tramite i gestori incaricati e/o gli operatori incaricati ad operare in nome e per conto delle medesime in base a quanto definito dal Provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate 10 giugno 2009 già citato. Documentazione che l intermediario deve rilasciare al dichiarante e prova della presentazione della dichiarazione Secondo quanto previsto dal d.p.r. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, l intermediario abilitato, compresa la società del gruppo incaricata alla trasmissione telematica, deve: 56 rilasciare al dichiarante, contestualmente alla ricezione della dichiarazione o dell assunzione dell incarico per la sua predisposizione, l impegno a presentare per via telematica all Agenzia delle entrate i dati in essa contenuti, precisando se la dichiarazione gli è stata consegnata già compilata o verrà da lui predisposta; detto impegno dovrà essere datato e sottoscritto dall intermediario o dalla società del gruppo, seppure rilasciato in forma libera. La data di tale impegno, unitamente alla personale sottoscrizione ed all indicazione del proprio codice fiscale, dovrà essere successivamente riportata nello specifico riquadro Impegno alla presentazione telematica posto nel frontespizio della dichiarazione; rilasciare altresì al dichiarante, entro 30 giorni dal termine previsto per la presentazione della dichiarazione per via telematica, l originale della dichiarazione i cui dati sono stati trasmessi per via telematica, redatta su modello conforme a quello approvato dall Agenzia delle entrate, debitamente sottoscritta dal contribuente, unitamente a copia della comunicazione dell Agenzia delle entrate che ne attesta l avvenuto ricevimento. Detta comunicazione è prova per il dichiarante di avvenuta presentazione della dichiarazione e dovrà essere conservata dal medesimo, unitamente all originale della dichiarazione ed alla restante documentazione per il periodo previsto dall art. 43 del d.p.r. n. 600 del 1973 in cui possono essere effettuati i controlli da parte dell Amministrazione Finanziaria; conservare copia delle dichiarazioni trasmesse, anche avvalendosi di supporti informatici, per lo stesso periodo previsto dall art. 43 del d.p.r. n. 600 del 1973, ai fini dell eventuale esibizione all Amministrazione Finanziaria in sede di controllo. Il contribuente dovrà pertanto verificare il puntuale rispetto dei suddetti adempimenti da parte dell intermediario, segnalando eventuali inadempienze al competente Ufficio dell Agenzia delle entrate, e rivolgersi eventualmente ad altro intermediario per la trasmissione telematica della dichiarazione per non incorrere nella violazione di omissione della dichiarazione. ATTENZIONE Per la conservazione dei documenti informatici rilevanti ai fini delle disposizioni tributarie occorre osservare le modalità previste dal decreto ministeriale 23 gennaio 2004 e le procedure contemplate nella delibera CNIPA n. 11 del 19 febbraio 2004 (si rimanda ai chiarimenti forniti con la circolare n. 36/2006 dell Agenzia delle entrate). Più precisamente, è necessario che detti documenti siano memorizzati su supporto informatico, di cui sia garantita la leggibilità nel tempo purché sia assicurato l ordine cronologico e non vi sia soluzione di continuità per ciascun periodo d imposta; inoltre, devono essere consentite le funzioni di ricerca e di estrazione delle informazioni dagli archivi informatici in relazione al cognome, al nome, alla denominazione, al codice fiscale, alla partita IVA, alla data o associazioni logiche di questi ultimi. Tale procedura di conservazione termina con la sottoscrizione elettronica e l apposizione della marca temporale. Comunicazione di avvenuta presentazione della dichiarazione La comunicazione dell Agenzia delle entrate attestante l avvenuta presentazione della dichiarazione inviata per via telematica, è trasmessa telematicamente all utente che ha effettuato l invio. Tale comunicazione, consultabile attraverso il servizio telematico utilizzato per la trasmissione della dichiarazione (Entratel o Fisconline) resta disponibile per trenta giorni dalla sua emissione. Trascorso tale periodo la comunicazione può essere richiesta (sia dal contribuente che dall intermediario) a qualunque Ufficio dell Agenzia delle entrate senza limiti di tempo. In relazione poi alla verifica della tempestività delle dichiarazioni presentate per via telematica, si considerano tempestive le dichiarazioni trasmesse entro i termini previsti dal d.p.r. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, ma scartate dal servizio telematico, purché ritrasmesse entro i cinque giorni lavorativi successivi alla data di emissione della comunicazione dell Agenzia delle entrate che attesta il motivo dello scarto. Per maggiori informazioni in ordine alle comunicazioni di avvenuta presentazione delle dichiarazioni, può essere utile consultare la PARTE III del presente modello, SERVIZIO TELEMATICO DI PRESEN- TAZIONE DELLE DICHIARAZIONI. Responsabilità dell intermediario abilitato In caso di tardiva od omessa trasmissione delle dichiarazioni, è prevista a carico degli intermediari una sanzione amministrativa da euro 516 a euro (art. 7-bis del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241). È prevista altresì la revoca dell abilitazione quando, nello svolgimento dell attività di trasmissione delle dichiarazioni, vengano commesse gravi o ripetute irregolarità, ovvero in presenza di provvedimenti di sospensione irrogati dall ordine di appartenenza del professionista o in caso di revoca dell autorizzazione all esercizio dell attività da parte dei centri di assistenza fiscale. Modalità di abilitazione Le modalità per ottenere l abilitazione al servizio telematico Fisconline o al servizio telematico Entratel, sono descritte nella parte III del presente modello, SERVIZIO TELEMATICO DI PRESENTAZIONE DELLE DICHIARAZIONI. 67 4.3 Quando si presenta 4.4 Dichiarazione annuale IVA In base al d.p.r. n. 322 del 1998 e successive modificazioni, il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, compresa quella unificata (redditi ed IVA) scade l ultimo giorno del nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d imposta. Ai fini dell adempimento della presentazione, non assume quindi rilevanza la data di approvazione del bilancio o del rendiconto, ma solo la data di chiusura del periodo d imposta. Ad esempio, un ente non commerciale, con periodo d imposta coincidente con l anno solare, dovrà presentare la dichiarazione per via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato o società del gruppo, entro il 30 settembre Un ente non commerciale invece, con periodo d imposta 1 luglio giugno 2014, dovrà presentare la dichiarazione dei redditi (Modello UNICO 2014) per via telematica entro il 31 marzo I termini di presentazione, invece, delle dichiarazioni da presentare autonomamente (IVA, 770 SEMPLIFICATO e 770 ORDINARIO) nei casi in cui non è consentito includere tali dichiarazioni nella dichiarazione unificata, sono indicati nelle istruzioni relative alle specifiche dichiarazioni e disponibili sul sito Internet Si ricorda che, la dichiarazione trasmessa telematicamente si considera presentata nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell Agenzia delle Entrate (cfr. circolare n. 6/E del 25 gennaio 2002). Si ricorda, inoltre, che, ai sensi degli articoli 2 e 8 del d.p.r. n. 322 del 1998, e successive modificazioni, le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza dei suddetti termini sono valide, salva l applicazione delle sanzioni previste dalla legge. Quelle presentate, invece, con ritardo superiore a novanta giorni si considerano omesse, ma costituiscono titolo per la riscossione dell imposta che ne risulti dovuta. Le istruzioni per la compilazione della dichiarazione annuale IVA 2014 (approvate con provvedimento del direttore dell Agenzia delle Entrate) sono comuni sia ai contribuenti obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA all interno del modello UNICO 2014, sia ai soggetti tenuti a presentare detta dichiarazione in via autonoma (per l elenco di questi ultimi soggetti si veda il paragrafo 1.1 delle istruzioni per la compilazione del modello di dichiarazione IVA 2014). Si evidenzia che per la presentazione della dichiarazione annuale IVA è possibile utilizzare il modello IVA BASE/2014. Per l individuazione dei contribuenti che possono utilizzare il modello IVA BASE/2014 consultare le relative istruzioni per la compilazione. In particolare, per i contribuenti tenuti a comprendere la dichiarazione IVA nel modello UNICO, si precisa quanto segue: i quadri della dichiarazione IVA da utilizzare per la compilazione della dichiarazione unificata sono quelli previsti per la dichiarazione IVA da presentare in via autonoma, ad eccezione del frontespizio. Infatti, nel caso di compilazione della dichiarazione unificata Modello UNICO 2014 deve essere utilizzato il frontespizio di quest ultimo modello. Inoltre, i dati richiesti nel quadro VX, sezione III (determinazione dell IVA da versare o del credito d imposta) devono essere, invece, indicati nel quadro RX del modello unificato. Pertanto si deve fare riferimento alle istruzioni di quest ultimo modello per la compilazione del frontespizio e del quadro RX; non vanno, inoltre, tenute in considerazione le istruzioni particolari riguardanti gli enti e le società partecipanti alla liquidazione dell IVA di gruppo (comprese quelle riguardanti il quadro VK), in quanto tali contribuenti non possono comprendere la dichiarazione IVA nella dichiarazione unificata modello UNICO 2014 ma sono obbligati a presentarla in via autonoma. II. ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI 1- SOGGETTI OBBLIGATI ALLA COMPILAZIONE DEL MODELLO UNICO - ENTI NON COMMERCIALI ED EQUIPARATI 1.1 Generalità Il Modello UNICO - Enti non commerciali ed equiparati deve essere utilizzato dagli enti pubblici e privati diversi dalle società, i trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l esercizio di attività commerciale, nonché gli organismi di investimento collettivo del risparmio, residenti nel territorio dello Stato, ad esclusione degli organi e delle amministrazioni dello Stato 78 (compresi quelli ad ordinamento autonomo, anche se dotati di personalità giuridica), dei comuni, dei consorzi fra enti locali, delle associazioni e degli enti gestori di demanio collettivo, delle comunità montane, delle province e delle regioni. L art. 73, comma 1, del TUIR individua detti enti, classificando sub lett. b), quelli che hanno per oggetto esclusivo o principale l esercizio di attività commerciali, sub lett. c), quelli che non hanno per oggetto esclusivo o principale l esercizio di attività commerciali e, sub lett. d), quelli di ogni tipo con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato (ivi comprese le società e le associazioni indicate nell art. 5 del TUIR). Si considerano residenti le società e gli enti che per la maggior parte del periodo d imposta hanno la sede legale o la sede dell amministrazione o l oggetto principale nel territorio dello Stato. Si considerano, altresì, residenti nel territorio dello Stato gli organismi di investimento collettivo del risparmio istituiti in Italia. Si precisa che, ai sensi dell art. 73, comma 5-quinquies, del TUIR, i redditi degli organismi di investimento collettivo del risparmio istituiti in Italia, diversi dai fondi immobiliari, e quelli con sede in Lussemburgo, già autorizzati al collocamento nel territorio dello Stato, di cui all articolo 11-bis del decreto-legge 30 settembre 1983, n. 512, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre 1983, n. 649, e successive modificazioni, sono esenti dalle imposte sui redditi purché il fondo o il soggetto incaricato della gestione sia sottoposto a forme di vigilanza prudenziale. L elemento distintivo degli enti non commerciali è costituito dal fatto di non avere quale oggetto esclusivo o principale lo svolgimento di un attività di natura commerciale, intendendo per tale l attività che determina reddito d impresa ai sensi dell art. 55 del TUIR. Nessun rilievo assume, invece, ai fini della qualificazione dell ente non commerciale la natura (pubblica o privata) del soggetto, la rilevanza sociale delle finalità perseguite, l assenza del fine di lucro o la destinazione dei risultati di gestione. Per gli enti residenti, l oggetto esclusivo o principale dell attività è determinato in base alla legge, all atto costitutivo o allo statuto, se esistenti in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata. In mancanza delle predette forme (atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata) l oggetto principale dell ente è determinato in base all attività effettivamente esercitata nel territorio dello Stato; tale disposizione si applica in ogni caso agli enti non residenti. Per oggetto principale si intende l attività essenziale per realizzare direttamente gli scopi primari dell ente indicati dalla legge, dall atto costitutivo o dallo statuto. Pertanto, ai fini della qualificazione dell ente come commerciale o non commerciale, occorre anzitutto avere riguardo alle previsioni contenute nello statuto, nell atto costitutivo o nella legge. Nell ipotesi in cui i menzionati atti prevedano lo svolgimento di più attività, di cui alcune di natura commerciale ed altre di natura non commerciale, per la qualificazione dell ente occorre fare riferimento all attività che per lo stesso risulta essere essenziale, vale a dire quella che gli consente il raggiungimento degli scopi primari e che tipicizza l ente medesimo. La qualifica di ente non commerciale, risultante dall atto costitutivo o dallo statuto, va verificata sulla base dell attività effettivamente svolta ai sensi dell art. 149 del TUIR (vedere in Appendice la voce Perdita della qualifica di ente non commerciale ). Si ricorda che il presente modello deve essere utilizzato dai curatori di eredità giacenti se il chiamato all eredità è soggetto all IRES e se la giacenza dell eredità si protrae oltre il periodo di imposta nel corso del quale si è aperta la successione. 1.2 Enti non commerciali ed equiparati residenti nel territorio dello Stato Reddito complessivo Il reddito complessivo degli enti non commerciali residenti in Italia è formato dai redditi fondiari (da dichiarare nel quadro RA e/o RB), di capitale e diversi (da dichiarare nel quadro RL), di impresa (da dichiarare nel quadro RF o RG o RC o RD) ovunque prodotti e quale ne sia la destinazione, con esclusione dei redditi esenti e di quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva. I redditi (o le perdite) da partecipazione in società di persone di cui l ente sia socio, devono essere dichiarati nel quadro RH. Per i redditi di fonte estera percepiti direttamente e soggetti ad imposta sostitutiva, deve essere compilato il quadro RM. Per le plusvalenze soggette ad imposta sostitutiva, ai sensi del d.lgs. n. 461 del 1997, deve essere compilato il quadro RT. Gli enti che hanno esercitato attività commerciali, escluse quelle di carattere meramente occasionale, devono presentare la dichiarazione anche in mancanza di reddito. Ai sensi dell art. 143, comma 1, del TUIR non si considerano attività commerciali, le prestazioni di servizi non rientranti nell art del codice civile rese in conformità alle finalità istituzionali dell ente senza specifica organizzazione e verso pagamento di corrispettivi che non eccedono i costi di diretta imputazione. Il comma 3, lett. a), dell art. 143 del TUIR prevede che i fondi pervenuti a seguito di raccolte pubbliche occasionali, anche con scambio/offerta di beni di modico valore (es. cessioni di piante o frutti) o di servizi a coloro che fanno le offerte, non concorrono alla formazione del reddito degli enti non commerciali di cui alla lett. c) del comma 1 dell art. 73 del TUIR alle seguenti condizioni: 89 deve trattarsi di iniziative occasionali; la raccolta dei fondi deve avvenire in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione; i beni ceduti per la raccolta dei fondi devono essere di modico valore. La lettera b) del comma 3 dello stesso art. 143 del TUIR stabilisce che i contributi corrisposti da amministrazioni pubbliche per lo svolgimento di attività in regime di convenzione o di accreditamento (d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e d.lgs. 7 dicembre 1993, n. 517) non concorrono alla formazione del reddito degli enti non commerciali di cui alla lett. c) del comma 1 dell art. 73 del TUIR, sempre che si tratti di attività aventi finalità sociali, svolte in conformità alle finalità istituzionali dell ente (vedere in Appendice la voce Agevolazioni per le raccolte pubbliche di fondi Redazione del rendiconto ). Rientrano nella sfera applicativa dell agevolazione anche i contributi che assumono la natura di corrispettivi. L agevolazione di cui all art. 143, comma 3, lett. b), del TUIR, per espressa previsione dell art. 18 della l. 30 marzo 2001, n. 152, si applica anche ai contributi ricevuti dagli Istituti di patronato e di assistenza sociale, derivanti da convenzioni stipulate con la pubblica amministrazione. Per gli enti non commerciali di tipo associativo non è considerata commerciale l attività svolta nei confronti degli associati o partecipanti sempre che la stessa sia esercitata in conformità alle finalità istituzionali e in assenza di una specifica corrispettività. Conseguentemente le somme versate dagli associati o partecipanti a titolo di quote o contributi associativi non concorrono a formare il reddito complessivo. Non si considerano commerciali, inoltre, ai sensi dell art. 74, comma 2, lett. a) e b) del TUIR, l esercizio di funzioni statali da parte di Enti pubblici nonché le attività assistenziali, previdenziali e sanitarie, poste in essere da enti pubblici istituiti esclusivamente a tal fine, comprese le aziende sanitarie locali. Per gli enti di tipo associativo individuati dall art. 148, commi 3, 5, 6 e 7, del TUIR non si considerano attività commerciali quelle svolte nel rispetto delle condizioni stabilite dal comma 8 di quest ultimo articolo (vedere in Appendice la voce Vincoli statutari per gli enti di tipo associativo ). Ai sensi dell art. 18, comma 2, l. n. 152 del 2001, gli Istituti di patronato possono svolgere attività istituzionali proprie delle associazioni promotrici, a fronte del pagamento di corrispettivi specifici. Per tali attività trova applicazione il regime fiscale dell art. 148, comma 3, del TUIR nei confronti delle associazioni sindacali, a condizione che dette attività siano svolte dagli Istituti di patronato in luogo dell associazione promotrice. Contabilità separata e regimi forfetari Gli enti non commerciali residenti in Italia che hanno esercitato attività commerciali, escluse quelle di carattere occasionale, hanno l obbligo di tenere la contabilità separata. Detti enti devono determinare il reddito di impresa prendendo a base l utile o la perdita risultante dal conto economico redatto a norma del codice civile o di leggi speciali e apportandovi, nell ambito del quadro RF (redditi di impresa in regime di contabilità ordinaria), le variazioni in aumento e in diminuzione conseguenti all applicazione dei criteri stabiliti nelle disposizioni del TUIR. Ai sensi dell art. 18 del d.p.r. n. 600 del 1973, sono esonerati dalla tenuta delle scritture contabili, salvi gli obblighi di tenuta delle scritture previste da disposizioni diverse dal citato decreto, gli enti che nel precedente periodo di imposta hanno conseguito ricavi derivanti da attività commerciali di importo non superiore a euro ,00, se dette attività hanno avuto per oggetto prestazioni di servizi, ovvero a euro ,00, se hanno avuto per oggetto altre attività e non è stata esercitata l opzione per il regime ordinario. Detti soggetti determinano il reddito di impresa nel quadro RG (redditi di impresa in regime di contabilità semplificata - regimi forfetari). Gli enti non commerciali ammessi alla tenuta della contabilità semplificata ai sensi dell art. 18 del d.p.r. n. 600 del 1973, possono determinare forfetariamente il reddito d impresa ai sensi dell art. 145 del TUIR nell ambito del quadro RG (vedere in Appendice la voce Regime forfetario di determinazione del reddito degli enti non commerciali ). 1.3 Società ed enti non commerciali non residenti nel territorio dello Stato Le società e gli enti non commerciali, compresi i trust, di cui all art. 73, comma 1, lett. d) del TUIR, non residenti nel territorio dello Stato, in quanto per la maggior parte del periodo di imposta non hanno nel territorio stesso la sede legale o quella dell amministrazione o l oggetto principale dell attività, sono assoggettati ad imposizione in Italia soltanto per i redditi ivi prodotti, ad esclusione dei redditi esenti e di quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva. Sono comprese tra le società, a questi effetti, anche le società di tipo personale e le società di tipo diverso da quelle regolate dalla legge italiana (cfr. art del codice civile). 910 L art. 73 del TUIR prevede una presunzione legale relativa di localizzazione in Italia della sede dell amministrazione, e quindi della residenza, di società ed enti; salvo prova contraria, si considera esistente nel territorio dello Stato la sede dell amministrazione di società ed enti, che detengono partecipazioni di controllo, ai sensi dell articolo 2359, primo comma, del codice civile, nei soggetti di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell art. 73 del TUIR, se, in alternativa: a) sono controllati, anche indirettamente, ai sensi dell articolo 2359, primo comma, del codice civile, da soggetti residenti nel territorio dello Stato; b) sono amministrati da un consiglio di amministrazione, o altro organo equivalente di gestione, composto in prevalenza di consiglieri residenti nel territorio dello Stato. Inoltre, ai sensi del comma 3 dell art. 73 del TUIR si considerano residenti nel territorio dello Stato, salvo prova contraria, i trust e gli istituti aventi analogo contenuto istituiti in Stati o territori diversi da quelli di cui al decreto del Ministro dell economia e delle finanze da emanarsi ai sensi dell art. 168-bis del Tuir in cui almeno uno dei disponenti ed almeno uno dei beneficiari del trust siano fiscalmente residenti nel territorio dello Stato. Si considerano, altresì, residenti nel territorio dello Stato i trust istituiti in uno Stato diverso da quelli di cui al decreto sopra citato quando, successivamente alla loro costituzione, un soggetto residente nel territorio dello Stato effettui in favore del trust un attribuzione che importi il trasferimento di proprietà di beni immobili o la costituzione o il trasferimento di diritti reali immobiliari, anche per quote, nonché vincoli di destinazione sugli stessi. Per gli enti non residenti l esame dell oggetto principale dell attività deve essere, in ogni caso, svolto sulla base dell attività effettivamente esercitata nel territorio dello Stato. Pertanto, ai fini della qualificazione dell ente non residente, occorre aver riguardo soltanto alla natura dell attività svolta in Italia, prescindendo dalla connotazione che l ente medesimo assume nell ordinamento del paese di appartenenza. Il Modello UNICO - Enti non commerciali ed equiparati deve essere presentato per dichiarare i redditi prodotti nel territorio dello Stato e, in ogni caso, dai soggetti che hanno esercitato attività commerciale con stabile organizzazione nel territorio stesso. Il reddito complessivo di detti soggetti è formato dai redditi fondiari, di capitale, di impresa, diversi, nonché dai redditi di lavoro autonomo prodotti nel territorio dello Stato. Ai fini della determinazione del reddito di impresa, derivante dall esercizio da parte di un ente non commerciale non residente di attività commerciale svolta in Italia, si tiene conto anche delle plusvalenze e delle minusvalenze dei beni destinati, o comunque relativi alle attività commerciali esercitate nel territorio dello Stato, ancorché non conseguite attraverso le stabili organizzazioni, nonché degli utili distribuiti da società ed enti di cui all art. 73, comma 1, lett. a) e b), del TUIR e delle plusvalenze relative alle partecipazioni sociali indicate nell art. 23, comma 1, lett. f), del TUIR. Deve essere predisposto e conservato l apposito conto economico relativo alla gestione della stabile organizzazione e alle eventuali altre attività produttive di redditi imponibili svolte in Italia, corredato di una situazione patrimoniale, se l ammontare dei ricavi delle attività commerciali conseguiti nel precedente periodo di imposta è stato superiore a euro ,00, se dette attività hanno avuto per oggetto prestazioni di servizi, ovvero a euro ,00, se hanno avuto per oggetto altre attività o se è stata esercitata l opzione per il regime ordinario. Il predetto conto economico e il bilancio o rendiconto generale della società o ente dovranno essere esibiti su richiesta del competente ufficio finanziario. Nella dichiarazione vanno indicate le generalità di almeno un rappresentante per i rapporti tributari in Italia. Gli enti non commerciali non residenti che svolgono attività commerciali in Italia mediante stabile organizzazione ai fini dell applicabilità dell art. 30 della legge n. 724 del 1994, concernente la disciplina delle società di comodo, devono compilare il quadro RS dal quale risultino i valori dei beni e delle immobilizzazioni relativi alla stabile organizzazione, indicati nel comma 1 del citato art. 30, tenendo conto di quanto precisato nelle istruzioni al prospetto per la verifica dell operatività e per la determinazione del reddito imponibile minimo dei soggetti non operativi. 2 - COMPILAZIONE DEL FRONTESPIZIO 2.1 Generalità Il frontespizio del Modello UNICO ENC va utilizzato per la presentazione: della dichiarazione in forma unificata; della sola dichiarazione dei redditi da parte dei soggetti non tenuti alla dichiarazione in forma unificata. Il frontespizio del Modello UNICO ENC si compone di tre facciate. 1011 Nella parte superiore della prima facciata devono essere compilati i campi relativi ai dati identificativi. La seconda facciata si riferisce al tipo di dichiarazione, ai dati riguardanti la società o l ente, ai dati riguardanti le ONLUS, ai dati riguardanti il rappresentante che sottoscrive la dichiarazione, alla sottoscrizione della dichiarazione, all impegno dell intermediario alla presentazione telematica, al visto di conformità, rilasciato alle imprese dai centri di assistenza fiscale e dai professionisti, secondo le disposizioni dell art. 35 del d.lgs. n. 241 del 1997 e alla certificazione tributaria, rilasciata dai professionisti secondo le disposizioni dell art. 36 del d.lgs. n. 241 del Dati identificativi Denominazione Va indicata la denominazione risultante dall atto costitutivo; per le società irregolari o di fatto non residenti, la cui denominazione comprende cognomi e nomi dei soci, deve essere indicato il nome e il cognome di uno dei soci. La denominazione deve essere riportata senza abbreviazioni ad eccezione della natura giuridica che deve essere indicata in forma contratta. Si ricorda che nella denominazione deve essere utilizzata la locuzione organizzazione non lucrativa di utilità sociale o l acronimo ONLUS dai soggetti che assumono tale qualifica ai sensi dell art. 10 del d.lgs. n. 460 del L uso dell anzidetta locuzione o dell acronimo non è richiesto agli enti di cui all art. 10, comma 8, del menzionato d.lgs. n. 460 del 1997 (ONLUS di diritto). Codice fiscale In caso di fusione, di scissione totale o di trasformazione, vanno indicati, rispettivamente, i dati relativi alla società fusa (o incorporata), scissa o trasformata per la quale si presenta la dichiarazione. ATTENZIONE È necessario che il codice fiscale indicato sia quello rilasciato dall Amministrazione finanziaria al fine di una corretta presentazione della dichiarazione. 2.3 Tipo di dichiarazione Il contribuente deve barrare le caselle relative ai quadri ed ai modelli compilati. La casella Redditi deve essere barrata se viene presentata la dichiarazione dei redditi. Il contribuente che presenti la dichiarazione dell IVA deve barrare la rispettiva casella, mentre quella relativa al quadro RW deve essere barrata nel caso in cui nel 2013 si siano effettuati investimenti o detenute attività finanziarie all estero. La casella Quadro VO deve essere barrata esclusivamente dal soggetto esonerato dall obbligo di presentazione della dichiarazione annuale IVA per l anno 2013 il quale, al fine di comunicare opzioni o revoche esercitate con riferimento al periodo d imposta 2013 sulla base del comportamento concludente previsto dal d.p.r. 10 novembre 1997, n. 442, deve allegare alla propria dichiarazione il quadro VO contenuto nella dichiarazione IVA/2014 relativa all anno Di conseguenza le caselle IVA e Quadro VO sono alternative. La casella relativa al Quadro AC deve essere barrata dal contribuente obbligato ad effettuare la comunicazione annuale all Anagrafe Tributaria dell importo complessivo dei beni e servizi acquistati dal condominio nell anno solare, e dei dati identificativi dei fornitori, nonché dei dati catastali identificativi dell immobile in caso di interventi di recupero del patrimonio edilizio. I soggetti nei confronti dei quali si applicano gli studi di settore o i parametri devono: barrare la casella corrispondente; compilare ed allegare gli appositi modelli. La casella Trust deve essere compilata per indicare il codice: 1 in caso di Trust senza beneficiari individuati cd. Trust opaco ; 2 in caso di Trust con beneficiari individuati cd. Trust trasparente ; 3 in caso di Trust in parte opaco ed in parte trasparente cd. Trust misto, qualora l atto istitutivo preveda che una parte del reddito resti in capo al Trust e una parte invece sia attribuita ai beneficiari individuati. Correzione ed integrazione della dichiarazione Dichiarazione correttiva nei termini Nell ipotesi in cui il contribuente intenda, prima della scadenza del termine di presentazione, rettificare o integrare una dichiarazione già presentata, deve compilare una nuova dichiarazione, completa di tutte le sue parti, barrando la casella Correttiva nei termini. Integrazione della dichiarazione 1112 Scaduti i termini di presentazione della dichiarazione, il contribuente può rettificare o integrare la stessa presentando, secondo le stesse modalità previste per la dichiarazione originaria, una nuova dichiarazione completa di tutte le sue parti, su modello conforme a quello approvato per il periodo d imposta cui si riferisce la dichiarazione. Presupposto per poter presentare la dichiarazione integrativa è che sia stata validamente presentata la dichiarazione originaria. Per quanto riguarda quest ultima, si ricorda che sono considerate valide anche le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dal termine di scadenza, fatta salva l applicazione delle sanzioni. 1) Dichiarazione integrativa a favore Tale casella va barrata nei seguenti casi: presentazione di una dichiarazione integrativa, ai sensi dell art. 2, comma 8-bis, del d.p.r. n. 322 del 1998, entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d imposta successivo, per correggere errori od omissioni, che abbiano determinato l indicazione di un maggior reddito o, comunque, di un maggior debito d imposta o di un minor credito. In tal caso l eventuale credito risultante da tale dichiarazione può essere utilizzato in compensazione ai sensi del d.lgs. n. 241 del 1997, ovvero richiesto a rimborso; presentazione di una dichiarazione integrativa, ai sensi dell art. 2, commi 8 e 8-bis, del d.p.r. n. 322 del 1998, per la correzione di errori od omissioni non rilevanti per la determinazione della base imponibile, dell imposta, né per il versamento del tributo e che non siano di ostacolo all esercizio dell attività di controllo. Per ulteriori chiarimenti sulle modalità di recupero di una mancata deduzione tramite dichiarazione integrativa a favore, si veda la circolare n. 31 del 24 settembre ) Dichiarazione integrativa Tale casella va barrata in caso di presentazione di una dichiarazione integrativa: nelle ipotesi di ravvedimento previste dall art. 13 del d.lgs. n. 472 del 1997, ovvero entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all anno successivo. Tale dichiarazione può essere presentata sempreché non siano iniziati accessi, ispezioni o verifiche e consente l applicazione delle sanzioni in misura ridotta, oltre ovviamente agli interessi; nell ipotesi prevista dall art. 2, comma 8 del d.p.r. n. 322 del 1998, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, per correggere errori od omissioni che abbiano determinato l indicazione di minor reddito o, comunque, di un minor debito d imposta o di un maggior credito e fatta salva l applicazione delle sanzioni. Nel caso di presentazione della dichiarazione integrativa è necessario evidenziare nella stessa quali quadri o allegati della dichiarazione originaria sono oggetto di aggiornamento e quali non sono stati invece modificati. Pertanto, nelle caselle relative ai quadri compilati presenti nel riquadro Firma della dichiarazione e nelle caselle presenti nel riquadro Tipo di dichiarazione del frontespizio della dichiarazione integrativa, in sostituzione della barratura, dovrà essere indicato uno dei seguenti codici: 1, quadro o allegato compilato sia nella dichiarazione integrativa che nella dichiarazione originaria senza modifiche; 2, quadro o allegato compilato nella dichiarazione integrativa, ma assente o compilato diversamente nella dichiarazione originaria; 3, quadro o allegato presente nella dichiarazione originaria ma assente nella dichiarazione integrativa. 3) Dichiarazione integrativa (art. 2, comma 8-ter, d.p.r. n. 322/98) Tale casella va barrata unicamente in caso di presentazione di una dichiarazione integrativa nell ipotesi prevista dall art. 2, comma 8-ter, del d.p.r. n. 322 del 1998, allo scopo di modificare la originaria richiesta di rimborso dell eccedenza d imposta esclusivamente per la scelta della compensazione, sempreché il rimborso stesso non sia stato già erogato anche in parte. Tale dichiarazione va presentata entro 120 giorni dalla scadenza del termine ordinario di presentazione, secondo le disposizioni di cui all articolo 3 del citato d.p.r. n. 322 del 1998, utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo d imposta cui si riferisce la dichiarazione. In caso di presentazione di dichiarazione integrativa che, oltre alla modifica consentita dal comma 8-ter, contenga anche la correzione di errori od omissioni non va barrata la presente casella ma deve essere barrata la casella Dichiarazione integrativa a favore ovvero Dichiarazione integrativa a seconda della tipologia di correzioni effettuate. 1213 La casella Eventi eccezionali deve essere compilata dai soggetti che, essendone legittimati, hanno fruito per il periodo d imposta, delle agevolazioni fiscali previste da particolari disposizioni normative emanate a seguito di calamità naturali o di altri eventi eccezionali. I soggetti interessati devono indicare nell apposita casella il relativo codice riportato in Appendice alla voce Eventi eccezionali. Nella particolare ipotesi in cui un contribuente abbia usufruito di agevolazioni disposte da più provvedimenti di legge dovrà indicare il codice relativo all evento che ha previsto il maggior differimento del termine di presentazione della dichiarazione o dei versamenti. 2.4 Dati relativi alla società o ente Numero di partita IVA Deve essere indicato il numero di partita IVA del soggetto dichiarante. Sede legale Vanno indicati: il Comune (senza alcuna abbreviazione), la sigla della provincia (per Roma: RM), la frazione, la via, il numero civico, il codice di avviamento postale ed il numero telefonico. Nel caso di soggetto non residente in Italia che operi attraverso una stabile organizzazione devono essere indicati i dati relativi alla sede estera. Se la sede legale è variata rispetto alla dichiarazione dello scorso periodo d imposta, devono essere indicati nelle apposite caselle il mese e l anno di variazione. Stato estero di residenza Va compilato solo dalle società o enti non residenti; il codice dello Stato estero va desunto dall Elenco dei Paesi e territori esteri riportato nell Appendice alle presenti istruzioni. Domicilio fiscale Questo dato deve essere indicato soltanto dalle società il cui domicilio fiscale è diverso dalla sede legale. Nel caso di soggetto non residente che operi attraverso una stabile organizzazione, deve essere indicata la sede di quest ultima. Se il domicilio fiscale è variato rispetto alla dichiarazione dello scorso periodo d imposta, devono essere indicati nelle apposite caselle il mese e l anno di variazione. Si ricorda che le variazioni del domicilio fiscale hanno effetto dal 60 giorno successivo a quello in cui si sono verificate. Data di approvazione del bilancio/rendiconto o di efficacia giuridica della fusione/scissione Il presente campo va utilizzato per indicare la data: di approvazione del bilancio o del rendiconto; di efficacia giuridica della fusione o della scissione. Deve essere indicata, nell ultima dichiarazione della società fusa o scissa, relativa alla frazione di esercizio compresa tra l inizio del periodo d imposta e la data in cui ha effetto l operazione straordinaria, la data di efficacia giuridica della fusione o della scissione totale, qualora diversa dalla data di decorrenza degli effetti fiscali dell operazione straordinaria. Codici statistici Stato: il relativo codice deve essere desunto dalla tabella A. Natura giuridica: il relativo codice deve essere desunto dalla tabella B. Situazione: il relativo codice deve essere desunto dalla tabella C. Enti associativi Gli enti di tipo associativo di cui all art. 148, commi 3 e ss. del TUIR, devono barrare l apposita casella. Fusione Scissione Deve essere indicato il codice fiscale del soggetto risultante dalla fusione o beneficiario della scissione. Numeri telefonici e indirizzo di posta elettronica L indicazione del numero di telefono, del fax e dell indirizzo di posta elettronica è facoltativa. Indicando il numero di telefono, fax e l indirizzo di posta elettronica, si potranno ricevere gratuitamente dall Agenzia delle Entrate informazioni ed aggiornamenti su scadenze, novità, adempimenti e servizi offerti. 1314 TABELLA A CODICE TABELLA B STATO DELLA SOCIETÀ O ENTE ALL ATTO DELLA PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE 1 Soggetto in normale attività 2 Soggetto in liquidazione per cessazione di attività 3 Soggetto in fallimento o in liquidazione coatta amministrativa 4 Soggetto estinto CODICE TABELLA GENERALE DI CLASSIFICAZIONE NATURA GIURIDICA SOGGETTI RESIDENTI 1 Società in accomandita per azioni 2 Società a responsabilità limitata 3 Società per azioni 4 Società cooperative e loro consorzi iscritti nei registri prefettizi e nello schedario della cooperazione 5 Altre società cooperative 6 Mutue assicuratrici 7 Consorzi con personalità giuridica 8 Associazioni riconosciute 9 Fondazioni 10 Altri enti ed istituti con personalità giuridica 11 Consorzi senza personalità giuridica 12 Associazioni non riconosciute e comitati 13 Altre organizzazioni di persone o di beni senza personalità giuridica (escluse le comunioni) 14 Enti pubblici economici 15 Enti pubblici non economici 16 Casse mutue e fondi di previdenza, assistenza, pensioni o simili con o senza personalità giuridica 17 Opere pie e società di mutuo soccorso 18 Enti ospedalieri 19 Enti ed istituti di previdenza e di assistenza sociale 20 Aziende autonome di cura, soggiorno e turismo 21 Aziende regionali, provinciali, comunali e loro consorzi 22 Società, organizzazioni ed enti costituiti all estero non altrimenti classificabili con sede dell amministrazione od oggetto principale in Italia 23 Società semplici ed equiparate ai sensi dell art. 5, comma 3, lett. b), del TUIR 24 Società in nome collettivo ed equiparate ai sensi dell art. 5, comma 3, lett. b), del TUIR 25 Società in accomandita semplice 26 Società di armamento 27 Associazione fra artisti e professionisti 28 Aziende coniugali 29 GEIE (Gruppi europei di interesse economico) 50 Società per azioni, aziende speciali e consorzi di cui agli artt. 31, 113, 114, 115 e 116 del d.lgs 18 agosto 2000, n. 267 (Testo Unico delle leggi sull ordinamento degli enti locali) 51 Condomìni 52 Depositi IVA 53 Società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di lucro 54 Trust 55 Amministrazioni pubbliche 56 Fondazioni bancarie 57 Società europea 58 Società cooperativa europea 59 Rete di imprese SOGGETTI NON RESIDENTI 30 Società semplici, irregolari e di fatto 31 Società in nome collettivo 32 Società in accomandita semplice 33 Società di armamento 34 Associazioni fra professionisti 35 Società in accomandita per azioni 36 Società a responsabilità limitata 37 Società per azioni 38 Consorzi 39 Altri enti ed istituti 40 Associazioni riconosciute, non riconosciute e di fatto 41 Fondazioni 42 Opere pie e società di mutuo soccorso 43 Altre organizzazioni di persone e di beni 44 Trust 45 GEIE (Gruppi europei di interesse economico) 1415 TABELLA C CODICE SITUAZIONE DELLA SOCIETÀ O ENTE RELATIVAMENTE AL PERIODO DI IMPOSTA CUI SI RIFERISCE LA DICHIARAZIONE 1 Periodo d imposta che inizia dalla data di messa in liquidazione per cessazione di attività, per fallimento o per liquidazione coatta amministrativa 2 Periodi d imposta successivi a quello di dichiarazione di fallimento o di messa in liquidazione 3 Periodo d imposta in cui ha avuto termine la liquidazione per cessazione di attività, per fallimento o per liquidazione coatta amministrativa 4 Periodo d imposta in cui si è verificata l estinzione del soggetto per fusione o incorporazione 5 Periodo d imposta in cui è avvenuta la trasformazione da società soggetta ad IRES in società non soggetta ad IRES o viceversa 6 Periodo normale d imposta e periodo compreso tra l inizio del periodo d imposta e la data di messa in liquidazione 7 Periodo d imposta in cui si è verificata l estinzione del soggetto per scissione totale 2.5 Altri dati CANONE RAI La casella canone RAI deve essere compilata dai contribuenti che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radio (indicando il codice 1) o radio televisive (indicando il codice 2) in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto. Va indicato il codice 3 qualora il contribuente non detenga alcun apparecchio di cui sopra. ONLUS Nella casella Onlus dovrà essere indicato il codice: 1 dai soggetti in possesso dei requisiti di cui all art. 10, comma 1, del d.lgs. n. 460 del 1997; 2 dagli enti che si configurano come ONLUS limitatamente ad alcune attività ai sensi dell art. 10, comma 9, del d.lgs. n. 460 del 1997; 3 dagli enti considerati in ogni caso ONLUS (ONLUS di diritto), ai sensi dell art. 10, comma 8, del d.lgs. n. 460 del 1997 (ad esclusione delle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381 e dei consorzi di cui all art. 8 della predetta legge che abbiano la base sociale formata per il cento per cento da cooperative sociali). Il codice relativo al settore di attività va desunto dalla tabella D. TABELLA D CODICE ELENCO CODICI SETTORE DI ATTIVITÀ 1 Assistenza sociale e socio sanitaria 2 Assistenza sanitaria 3 Beneficenza 4 Istruzione 5 Formazione 6 Sport dilettantistico 7 Tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico di cui alla legge 1 giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al d.p.r. 30 settembre 1963, n Tutela e valorizzazione della natura e dell ambiente, con l esclusione dell attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all art. 7 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n Promozione della cultura e dell arte 10 Tutela dei diritti civili 11 Ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente da fondazioni ovvero da esse affidata ad università, enti di ricerca ed altre fondazioni che la svolgono direttamente, in ambiti e secondo modalità stabilite con Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2003, n16 2.6 Dati relativi al rappresentante firmatario della dichiarazione Nel riquadro del frontespizio riguardante i dati del rappresentante della società o dell ente firmatario della dichiarazione, devono essere indicati i dati anagrafici, il codice fiscale e il codice carica, rivestita all atto della presentazione della dichiarazione, del rappresentante stesso. A tali fini, nell apposito spazio si dovrà indicare il codice desumibile dalla tabella generale dei codici di carica. La seguente tabella è comprensiva di tutti i codici relativi alla diversa modulistica dichiarativa ed utilizzabili solo in funzione della specificità di ogni singolo modello, in relazione alla carica rivestita. CODICI DI CARICA 1 Rappresentante legale, negoziale o di fatto, socio amministratore 2 Rappresentante di minore, inabilitato o interdetto, ovvero curatore dell eredità giacente, amministratore di eredità devoluta sotto condizione sospensiva o in favore di nascituro non ancora concepito e amministratore di sostegno 3 Curatore fallimentare 4 Commissario liquidatore (liquidazione coatta amministrativa ovvero amministrazione straordinaria) 5 Commissario giudiziale (amministrazione controllata) ovvero custode giudiziario (custodia giudiziaria), ovvero amministratore giudiziario in qualità di rappresentante dei beni sequestrati 6 Rappresentante fiscale di soggetto non residente 7 Erede 8 Liquidatore (liquidazione volontaria) 9 Soggetto tenuto a presentare la dichiarazione ai fini IVA per conto del soggetto estinto a seguito di operazioni straordinarie o altre trasformazioni sostanziali soggettive (cessionario d azienda, società beneficiaria, incorporante, conferitaria, ecc.); ovvero, ai fini delle imposte sui redditi e/o dell IRAP, rappresentante della società beneficiaria (scissione) o della società risultante dalla fusione o incorporazione 10 Rappresentante fiscale di soggetto non residente con le limitazioni di cui all art. 44, comma 3, del d.l. n. 331/ Soggetto esercente l attività tutoria del minore o interdetto in relazione alla funzione istituzionale rivestita 12 Liquidatore (liquidazione volontaria di ditta individuale - periodo ante messa in liquidazione) 13 Amministratore di condominio 14 Soggetto che sottoscrive la dichiarazione per conto di una pubblica amministrazione 15 Commissario liquidatore di una pubblica amministrazione Lo spazio, riservato alla data di decorrenza della carica, va compilato solo se il rappresentante è diverso da quello indicato nella dichiarazione relativa al precedente periodo di imposta. I dati relativi alla residenza devono essere compilati esclusivamente da coloro che risiedono all estero. In caso di più rappresentanti, nel frontespizio vanno comunque indicati i dati di un solo soggetto; i dati relativi agli altri rappresentanti vanno indicati nel quadro RO. 2.7 Firma della dichiarazione Questo riquadro, riservato alla firma, contiene l indicazione: 1. dei quadri che sono stati compilati; 2. dei moduli di cui è composta la dichiarazione IVA. Le caselle relative ai quadri compilati sono poste in fondo al quadro VL; 3. dell esercizio dell opzione di cui all art. 2-bis del decreto-legge 30 settembre 2005, n L art. 2-bis del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, modificato, da ultimo, dall art. 39, comma 8-bis, del decreto-legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, disciplina le modalità attuative dell art. 6, comma 5, dello Statuto del contribuente (legge 27 luglio 2000, n. 212) in base al quale l amministrazione finanziaria invita il contribuente a fornire i necessari chiarimenti qualora dal controllo delle dichiarazioni, effettuato ai sensi degli artt. 36-bis del d.p.r. n. 600 del 1973 e 54-bis del d.p.r. n. 633 del 1972, emerga un imposta da versare o un minor rimborso. I chiarimenti possono essere richiesti mediante il servizio postale o con mezzi telematici. Il contribuente può chiedere che l invito a fornire chiarimenti sia inviato all intermediario incaricato della trasmissione telematica della propria dichiarazione (avviso telematico). Se il contribuente non effettua la scelta per l avviso telematico, la richiesta di chiarimenti sarà inviata al suo domicilio fiscale con raccomandata (comunicazione di irregolarità). La sanzione sulle somme dovute a seguito del controllo delle dichiarazioni pari al 30 per cento delle imposte non versate o versate in ritardo, è ridotta ad un terzo (10 per cento) qualora il contribuente versi le somme dovute entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di irregolarità. Il citato termine di 30 giorni, in caso di scelta per l invio dell avviso telematico, decorre dal sessantesimo giorno successivo a quello di trasmissione telematica dell avviso all intermediario. 1617 La scelta di far recapitare l avviso all intermediario di fiducia consente inoltre la verifica da parte di un professionista qualificato degli esiti del controllo effettuato sulla dichiarazione. Il contribuente esercita tale facoltà barrando la casella Invio avviso telematico all intermediario inserita nel riquadro FIRMA DELLA DICHIARAZIONE. L intermediario, a sua volta, accetta di ricevere l avviso telematico, barrando la casella Ricezione avviso telematico inserita nel riquadro IMPEGNO ALLA PRESENTAZIONE TELEMATICA ; 4. della richiesta del contribuente che la comunicazione delle anomalie riscontrate automaticamente nei dati dichiarati ai fini dell applicazione degli studi di settore sia inviata all intermediario incaricato della trasmissione telematica della propria dichiarazione. Il contribuente effettua tale richiesta barrando la casella Invio comunicazione telematica anomalie dati studi di settore all intermediario, inserita nel riquadro FIRMA DELLA DICHIARAZIONE. L intermediario, a sua volta, accetta di ricevere la predetta comunicazione telematica, barrando la casella Ricezione comunicazione telematica anomalie dati studi di settore, inserita nel riquadro IMPE- GNO ALLA PRESENTAZIONE TELEMATICA. Eventuali comunicazioni di anomalie da studi di settore saranno comunque visualizzabili nel Cassetto fiscale, l apposita sezione dell area riservata dei servizi telematici dell Agenzia delle Entrate, nella quale ciascun utente abilitato a Entratel o a Fisconline può consultare le proprie informazioni fiscali. Il contribuente ha la possibilità di evidenziare particolari condizioni che riguardano la dichiarazione, indicando un apposito codice nella casella Situazioni particolari. Tale esigenza può emergere con riferimento a fattispecie che si sono definite successivamente alla pubblicazione del presente modello di dichiarazione, ad esempio a seguito di chiarimenti forniti dall Agenzia delle Entrate in relazione a quesiti posti dai contribuenti e riferiti a specifiche problematiche. Pertanto, questa casella può essere compilata solo se l Agenzia delle Entrate comunica (ad esempio con circolare, risoluzione o comunicato stampa) uno specifico codice da utilizzare per indicare la situazione particolare. La dichiarazione deve essere sottoscritta, a pena di nullità, dal rappresentante legale della società o ente dichiarante e, in mancanza, da chi ne ha l amministrazione anche di fatto o da un rappresentante negoziale. Per le società o enti che non hanno in Italia la sede legale o amministrativa né l oggetto principale dell attività, la dichiarazione può essere sottoscritta da un rappresentante per i rapporti tributari in Italia. La dichiarazione deve essere sottoscritta anche dai soggetti che sottoscrivono la relazione di revisione ossia: dal revisore contabile iscritto nel Registro istituito presso il Ministero della giustizia (in tal caso va indicato, nella casella Soggetto, il codice 1); dal responsabile della revisione (ad esempio il socio o l amministratore) se trattasi di società di revisione iscritta nel Registro istituito presso il Ministero della giustizia (in tal caso va indicato nella casella Soggetto, il codice 2). Occorre compilare, inoltre, un distinto campo nel quale indicare il codice fiscale della società di revisione, avendo cura di riportare nella casella Soggetto il codice 3) senza compilare il campo firma; dal collegio sindacale (in tal caso va indicato, nella casella Soggetto per ciascun membro, il codice 4). Il soggetto che effettua il controllo contabile deve, inoltre, indicare il proprio codice fiscale. Ai sensi dell art. 10, comma 7, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, i contribuenti che intendono utilizzare in compensazione crediti relativi all imposta sul valore aggiunto per importi superiori a euro annui, nonché i contribuenti che, ai sensi dell art. 1, comma 574, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, utilizzano in compensazione, a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013, i crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali e alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito per importi superiori a euro annui,hanno l obbligo di richiedere l apposizione del visto di conformità di cui all art. 35, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, relativamente alle dichiarazioni dalle quali emerge il credito. In alternativa la dichiarazione é sottoscritta dai soggetti di cui all art. 1, comma 5, del citato decreto n. 322 del 1998, relativamente ai contribuenti per i quali è esercitato il controllo contabile di cui all art bis del codice civile, attestante l esecuzione dei controlli di cui all articolo 2, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n A tal fine i soggetti che esercitano il controllo qualora sottoscrivano la presente dichiarazione anche ai fini dell attestazione di cui al predetto decreto n. 164 del 1999, sono tenuti a barrare la relativa casella Attestazione. Si ricorda che l infedele attestazione dell esecuzione dei controlli di cui al precedente periodo comporta l applicazione della sanzione di cui all articolo 39, comma 1, lettera a) primo periodo del decreto legislativo 9 luglio 1997, n In caso di ripetute violazioni, ovvero di violazioni particolarmente gravi, è effettuata apposita segnalazione agli organi competenti per l adozione di ulteriori provvedimenti. 1718 2.8 Impegno alla presentazione telematica 2.9 Visto di conformità 2.10 Certificazione tributaria Istruzioni per la compilazione La nullità della dichiarazione è sanata se il soggetto tenuto a sottoscriverla vi provvede entro 30 giorni dal ricevimento dell invito da parte del competente ufficio dell Agenzia delle Entrate. Il riquadro deve essere compilato e sottoscritto dall intermediario che presenta la dichiarazione in via telematica. L intermediario deve: riportare il proprio codice fiscale; riportare se si tratta di CAF, il proprio numero di iscrizione all albo; riportare la data (giorno, mese e anno) di assunzione dell impegno a presentare la dichiarazione; barrare la casella Ricezione avviso telematico, qualora accetti di ricevere l avviso telematico; barrare la casella Ricezione comunicazione telematica anomalie dati studi di settore, qualora accetti la scelta del contribuente di fargli pervenire l avviso relativo agli esiti del riscontro automatizzato effettuato sulla coerenza dei dati dichiarati nel modello degli studi di settore; apporre la firma. Inoltre, nella casella relativa all impegno a presentare in via telematica la dichiarazione, deve essere indicato il codice 1 se la dichiarazione è stata predisposta dal contribuente ovvero il codice 2 se la dichiarazione è stata predisposta da chi effettua l invio. Questo riquadro deve essere compilato per apporre il visto di conformità ed è riservato al responsabile del CAF o al professionista che lo rilascia. Negli spazi appositi vanno riportati il codice fiscale del responsabile del CAF e quello del relativo CAF, ovvero va riportato il codice fiscale del professionista. Il responsabile dell assistenza fiscale del CAF o il professionista deve inoltre apporre la propria firma che attesta il rilascio del visto di conformità ai sensi dell art. 35 del d.lgs. n. 241 del L art. 36 del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241, prevede la certificazione tributaria nei confronti dei contribuenti titolari di redditi d impresa in regime di contabilità ordinaria, anche per opzione. Con decreto ministeriale sono definiti gli adempimenti e i controlli che il soggetto incaricato della certificazione tributaria deve effettuare prima del rilascio del visto. Questo riquadro deve essere compilato per attestare il rilascio della certificazione tributaria ed è riservato al professionista incaricato. Negli spazi appositi deve: riportare il proprio codice fiscale; indicare il codice fiscale del contribuente che ha predisposto la dichiarazione e tenuto le scritture contabili ovvero la partita IVA della società di servizi o del CAF-imprese di cui all art. 24, comma 2, del d.m. 31 maggio 1999, n. 164, nel caso in cui le attività di predisposizione della dichiarazione e di tenuta delle scritture contabili siano state effettuate dai predetti soggetti sotto il diretto controllo e responsabilità del professionista che rilascia la certificazione tributaria; apporre la firma che attesta il rilascio della certificazione come previsto dall art. 36 del d.lgs. n. 241 del Generalità 3 - LE NOVITÀ DELLA DISCIPLINA DEL REDDITO D IMPRESA E DI LAVORO AUTONOMO I provvedimenti legislativi intervenuti nel 2011, 2012 e nel 2013 che hanno interessato la disciplina del reddito d impresa e di lavoro autonomo e che possono riguardare la presente dichiarazione sono i seguenti: decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27; legge 12 novembre 2011, n. 183; decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134; decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221; legge 24 dicembre 2012, n. 228; decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98; decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99; legge 27 dicembre 2013, n. 147; decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2014, n19 3.2 Decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 L art. 91 ha aggiunto all art. 166 del TUIR i commi 2-quater e 2-quinquies, prevedendo la possibilità di richiedere la sospensione della c.d. exit tax di cui al comma 1 del predetto art. 166 per i soggetti che trasferiscono la residenza, ai fini delle imposte sui redditi, in Stati appartenenti all Unione europea ovvero in Stati aderenti all Accordo sullo Spazio economico europeo inclusi nella lista di cui al decreto previsto dall art. 168-bis, comma 1, con i quali l Italia abbia stipulato un accordo sulla reciproca assistenza in materia di riscossione dei crediti tributari. Con decreto del Ministro dell economia e delle finanze del 2 agosto 2013 sono state adottate le disposizioni di attuazione della norma, al fine di individuare, tra l altro, le fattispecie che determinano la decadenza della sospensione, i criteri di determinazione dell imposta dovuta e le modalità di versamento. 3.3 Legge 12 novembre 2011, n. 183 L art. 18 ha previsto misure di compensazione fiscale per il finanziamento di infrastrutture di interesse strategico nazionale. In particolare, al fine di favorire la realizzazione di nuove infrastrutture, incluse in piani o programmi di amministrazioni pubbliche previsti a legislazione vigente, da realizzare con contratti di partenariato pubblico privato di cui all'art. 3, comma 15-ter, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, riducendo ovvero azzerando il contributo pubblico a fondo perduto, in modo da assicurare la sostenibilità economica dell'operazione di partenariato pubblico privato tenuto conto delle condizioni di mercato, può essere previsto, tra l altro, per le società di progetto costituite ai sensi dell'art. 156 del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, nonché, a seconda delle diverse tipologie di contratto, per il soggetto interessato, ivi inclusi i soggetti concessionari, che le imposte sui redditi generate durante il periodo di concessione possano essere compensate totalmente o parzialmente con il predetto contributo a fondo perduto. 3.4 L art. 45 ha previsto alcune modifiche alla disciplina civilistica del contratto di rete tra cui la possibilità per le reti dotate di fondo patrimoniale comune di acquisire un autonoma soggettività giuridica Decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 mediante l iscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede della rete. convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n Decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 L articolo 29, commi da 4 a 8, ha previsto gli incentivi all'investimento in start-up innovative. In particolare, per i periodi d'imposta 2013, 2014, 2015 e 2016 (annualità, quest ultima, inserita dalla legge di conversione del decreto legge 28 giugno 2013, n. 76), non concorre alla formazione del reddito dei soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle società, diversi da imprese start-up innovative, il 20 per cento della somma investita nel capitale sociale di una o più start-up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società che investano prevalentemente in start-up innovative. L'investimento massimo deducibile ai sensi del comma 4 non può eccedere, in ciascun periodo d'imposta, l'importo di euro e deve essere mantenuto per almeno due anni. L'eventuale cessione, anche parziale, dell'investimento prima del decorso di tale termine, comporta la decadenza dal beneficio ed il recupero a tassazione dell'importo dedotto, maggiorato degli interessi legali. Gli organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società che investano prevalentemente in imprese start-up innovative non beneficiano dell'agevolazione prevista dai commi 4 e 5. Per le start-up a vocazione sociale e per le start-up che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico la deduzione di cui al comma 4 è pari al 27 per cento della somma investita. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 30 gennaio 2014, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico sono individuate le modalità di attuazione delle agevolazioni previste dall articolo 29. L articolo 37 ha previsto il finanziamento delle agevolazioni in favore delle imprese delle Zone Urbane ricadenti nell'obiettivo Convergenza. In particolare, si stabilisce che la riprogrammazione dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali oggetto del Piano di azione coesione nonché la destinazione di risorse proprie regionali possono prevedere il finanziamento delle tipologie di agevolazioni di cui alle lettere da a) a d) del comma 341 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, in favore delle imprese di micro e piccola dimensione localizzate o che si localizzano entro la data fissata dal decreto di cui al comma 4 nelle Zone Urbane individuate dalla delibera CIPE n. 14/2009 dell'8 maggio 2009, nonché in quelle valutate ammissibili nella relazione istruttoria ad essa allegata e nelle ulteriori, rivenienti da altra procedura di cui all'articolo 1, comma 342, della medesima legge n. 296 del 2006 da definire entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, ricadenti nelle regioni 1920 ammissibili all'obiettivo "Convergenza" ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, e successive modificazioni. Rientrano tra le Zone franche urbane di cui all'articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le aree industriali ricadenti nelle regioni di cui all'obiettivo "Convergenza" per le quali è stata già avviata una procedura di riconversione industriale, purché siano state precedentemente utilizzate per la produzione di autovetture e abbiano registrato un numero di addetti, precedenti all'avvio delle procedure per la cassa integrazione guadagni straordinaria, non inferiore a mille unità. Le misure agevolative si applicano altresì sperimentalmente ai comuni della provincia di Carbonia - Iglesias, nell'ambito dei programmi di sviluppo e degli interventi compresi nell'accordo di programma "Piano Sulcis". La relativa copertura è disposta a valere sulle somme destinate alla attuazione del "Piano Sulcis" dalla delibera CIPE n. 93/2012 del 3 agosto 2012, come integrate dal presente decreto. Con decreto ministeriale 10 aprile 2013 sono state stabilite le condizioni, i limiti, le modalità e i termini di decorrenza e durata delle agevolazioni in argomento. 3.6 Legge 24 dicembre 2012, n. 228 L articolo 1, comma 189, lett. d), n.2), ha modificato l art. 51 del d.lgs. n. 159 del 6 settembre 2011 inserendo il comma 3-bis che stabilisce che gli immobili sono esenti da imposte, tasse e tributi durante la vigenza dei provvedimenti di sequestro e confisca e comunque fino alla loro assegnazione o destinazione. Se la confisca è revocata, l'amministratore giudiziario ne dà comunicazione all'agenzia delle Entrate e agli altri enti competenti che provvedono alla liquidazione delle imposte, tasse e tributi, dovuti per il periodo di durata dell'amministrazione giudiziaria, in capo al soggetto cui i beni sono stati restituiti. L articolo 1, comma 412, ha prorogato al 31 dicembre 2013 il termine previsto dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 20 ottobre 2008, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2008, n. 199, riguardante l esecuzione dei provvedimenti di rilascio per finita locazione degli immobili adibiti ad uso abitativo. L articolo 1, comma 501, ha modificato l'articolo 164, comma 1, lettera b), del TUIR, come modificato, da ultimo, dall'articolo 4, comma 72, della legge 28 giugno 2012, n. 92, riducendo dal 27,5 per cento al 20 per cento la percentuale di deducibilità dal reddito di impresa e di lavoro autonomo delle spese e degli altri componenti negativi relativi alle autovetture, agli autocaravan, ai ciclomotori e ai motocicli impiegati nell esercizio di imprese, arti e professioni. L articolo 1, comma 512, ha previsto che, ai soli fini della determinazione delle imposte sui redditi, per i periodi d imposta 2013, 2014 e 2015, il reddito dominicale e quello agrario sono rivalutati del 15%, mentre per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, la rivalutazione è pari al 5 per cento. L incremento si applica sull importo risultante dalla rivalutazione operata ai sensi dell articolo 3, comma 50, della legge 23 dicembre 1996, n Decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98. L art. 11-bis ha previsto che le somme percepite dalle emittenti televisive locali a titolo risarcitorio a seguito del rilascio volontario delle frequenze di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 23 gennaio 2012, vanno qualificate come contributi in conto capitale di cui all'articolo 88, comma 3, lettera b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, e come tali vanno tassati nell'esercizio in cui sono stati incassati o in quote costanti nell'esercizio in cui sono stati incassati e nei successivi esercizi non oltre il quarto. L art. 23 ha modificato l'art. 49-bis del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171 (codice della nautica da diporto). Nel comma 1 del suddetto art. 49-bis è stabilito che i contribuenti che non hanno come oggetto sociale il noleggio o la locazione possano effettuare, in forma occasionale, attività di noleggio dell unità da diporto e che tale forma di noleggio non costituisce uso commerciale dell'unità. Il successivo comma 5 dell art. 49-bis ha previsto che i proventi derivanti dall'attività di noleggio di durata complessiva non superiore a quarantadue giorni, sono assoggettati, a richiesta del percipiente, a un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura del 20 per cento, con esclusione della detraibilità o deducibilità dei costi e delle spese sostenute relative all'attività di noleggio. Con provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate sono stabilite modalità semplificate di documentazione e di dichiarazione dei predetti proventi, le modalità di versamento dell'imposta sostitutiva, nonché ogni altra disposizione utile ai fini dell'attuazione del presente comma. La mancata comunicazione all'agenzia delle entrate prevista dal comma 3, primo periodo, preclude la possibilità di fruire del regime tributario sostitutivo di cui al presente comma, ovvero comporta la decadenza dal medesimo regime. 20 Vedere altro
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