Source: https://studiolegaleramelli.it/2019/10/25/sempre-responsabile-lamministratore-di-diritto-per-i-fatti-di-bancarotta-fraudolenta-patrimoniale-e-documentale-che-non-adempie-coscientemente-ai-doveri-di-vigilanza/
Timestamp: 2019-11-20 12:02:02+00:00
Document Index: 162660045

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art 217', 'art. 224', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40']

Sempre responsabile l’amministratore di diritto per i fatti di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale che non adempie coscientemente ai doveri di vigilanza. – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Sempre responsabile l’amministratore di diritto per i fatti di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale che non adempie coscientemente ai doveri di vigilanza.
Si segnala ai lettori del blog la recente sentenza n. 37824/2019 con la quale la Suprema Corte, all’esito dello scrutinio di legittimità di diversi fatti di bancarotta (patrimoniale e documentale) ha confermato la condanna dell’amministratore di diritto della società fallita perché destinatario dell’obbligo giuridico diretto di vigilanza circa la regolare tenuta delle scritture contabili.
I reati fallimentari contestati ed il doppio grado di giudizio.
La Corte di appello di Milano con sentenza riformava parzialmente il provvedimento di condanna emesso dal Tribunale di Sondrio, dichiarando di non doversi procedere nei confronti degli imputati, per intervenuta prescrizione dei capi di imputazione di cui al punto c) ed e) dell’art 217 L.F. e dell’art. 224, n. 1, originariamente contestati, rideterminava, per l’effetto, la pena per i residuali reati di cui agli artt. 216 comma 1, n. 2 e 223 L.F. in anni due di reclusione per ciascun imputato.
I prevenuti erano stati tratti a giudizio, rispettivamente, in qualità di amministratore unico e di amministratore di fatto della società fallita, per aver omesso di tenere regolarmente la contabilità della società ostacolando così la ricostruzione del volume patrimoniale di quest’ultima, compiendo, altresì, diverse attività distrattive di natura dolosa, appropriandosi illecitamente ed in danno del ceto creditorio di attrezzatura edili varie e di due autovetture.
Avverso il provvedimento emesso dalla Corte distrettuale milanese interponeva ricorso per cassazione l’amministratore di diritto della società, lamentando per quanto qui di interesse, vizio motivazionale e violazione di legge circa la sussistenza dell’elemento psicologico del reato in capo al giudicabile.
Di seguito si riportano i passaggi estratti dal compendio motivazionale della sentenza in commento.
(i) La responsabilità dell’amministratore di diritto su cui incombe il dovere di vigilanza:
“Secondo la giurisprudenza di legittimità, in tema di reati fallimentari, l’amministratore di diritto risponde del reato di bancarotta fraudolenta documentale per sottrazione o per omessa tenuta, in frode ai creditori, delle scritture contabili anche se sia investito solo formalmente dell’amministrazione della società fallita (cosiddetta testa di legno), in quanto sussiste il diretto e personale obbligo dell’amministratore di diritto di tenere e conservare le predette scritture, purché sia fornita la dimostrazione della effettiva e concreta consapevolezza del loro stato, tale da impedire la ricostruzione del movimento degli affari. (Sez. 5, n. 43977 del 14/07/2017 – dep. 22/09/2017, Pastechi e altro, Rv. 271754)
In altri termini, la giurisprudenza di legittimità ritiene prevalente il dovere di vigilanza e di controllo contabile, direttamente derivante dall’assunzione della qualifica di amministratore di diritto, con l’individuazione, nel contempo, della necessaria consapevolezza, a livello soggettivo, dello stato delle scritture contabili. “
(ii) L’applicazione del principio di diritto al caso di specie.
“Poste tali premesse, si osserva che, a fronte delle argomentazioni svolte dalla difesa circa l’esclusione del dolo, nella sentenza impugnata, i giudici del merito hanno ribadito l’oggettività dei fatti contestati, con riferimento alla tenuta irregolare della contabilità, oltre al fatto che la delega al [omissis] non esonerava comunque la [omissis] dai dovuti controlli.
I testi escussi, si legge nella sentenza, hanno confermato una presenza costante della omissis, sia in ufficio sia nei rapporti con il personale sia nei contatti diretti con il commercialista, sicchè alla stessa deve ricondursi la consapevolezza dell’andamento della gestione, ivi incluse le operazioni distrattive. A questo proposito, secondo i giudici del merito, l’aver consentito al compimento delle operazioni, pur essendo in condizioni di esercitare i dovuti controlli, è indice del carattere fraudolento delle condotte contestate e di una precisa volontà della omissis di violare gli obblighi sulla stessa incombenti.”
Art. 216 . f. n. 267/1942, bancarotta fraudolenta.
Quadro giurisprudenziale in tema di responsabilità penale dell’amministratore di diritto per reati di natura fallimentare:
Cassazione penale sez. V, 14/07/2017, n.43977:
In tema di reati fallimentari, l’amministratore di diritto risponde del reato di bancarotta fraudolenta documentale per sottrazione o per omessa tenuta, in frode ai creditori, delle scritture contabili anche se sia investito solo formalmente dell’amministrazione della società fallita (cosiddetta testa di legno), in quanto sussiste il diretto e personale obbligo dell’amministratore di diritto di tenere e conservare le predette scritture, purché sia fornita la dimostrazione della effettiva e concreta consapevolezza del loro stato, tale da impedire la ricostruzione del movimento degli affari.
Cassazione penale sez. III, 14/05/2015, n.38780:
Del reato di omessa presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte dirette o i.v.a., l’amministratore di fatto risponde quale autore principale, in quanto titolare effettivo della gestione sociale e, pertanto, nelle condizioni di poter compiere l’azione dovuta, mentre l’amministrazione di diritto, quale mero prestanome, è responsabile a titolo di concorso per omesso impedimento dell’evento (art. 40, comma 2, c.p. e 2932 c.c.), a condizione che ricorra l’elemento soggettivo richiesto dalla norma incriminatrice.
Assolto il datore di lavoro se risulta provata la condotta abnorme del lavoratore... Integra il reato di trattamento illecito dei dati la divulgazione di fotomontaggi...