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Timestamp: 2020-06-06 02:20:42+00:00
Document Index: 159820657

Matched Legal Cases: ['art. 570', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art. 570', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 570']

ABBANDONO TETTO CONIUGALE AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA PUO’ NON ESSERE REATO
da armaroli | Lug 3, 2016 | Senza categoria
ABBANDONO TETTO CONIUGALE AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA PUO’ NON ESSERE REATO Ora è agevole osservare che, come già chiarito da questa Corte regolatrice, il reato di cui all’art. 570 co. 1 c.p., nella forma dell’abbandono del domicilio domestico, non può ritenersi configurabile per il solo fatto storico dell’avvenuto allontanamento di uno dei coniugi dalla casa coniugale (v.: Cass. Sez. 6, 14.7.1989 n. 13724, Chianta, rv. 182278 Cass. Sez. 6, 12.3.1999 n. 11064, Innamorato, rv. 214330). Posto che la fattispecie criminosa si perfeziona soltanto se e quando il contegno del soggetto agente si traduca in un’effettiva sottrazione agli obblighi di assistenza materiale e morale nei confronti del coniuge “abbandonato” (del che, nel caso oggetto di ricorso, nessuna prova è individuata né dall’impugnata sentenza di appello, né da quella di primo grado), occorre ribadire che – alla luce della normativa regolante i rapporti di famiglia e della stessa evoluzione del costume sociale e relazionale – la qualità di coniuge non è più uno stato permanente, ma una condizione modificabile per la volontà, anche di uno solo, di rompere o sospendere il vincolo matrimoniale.
ABBANDONO TETTO CONIUGALE AVVOCATO MARIMONIALISTA BOLOGNA PUO’ NON ESSERE REATO
Ora è agevole osservare che, come già chiarito da questa Corte regolatrice, il reato di cui all’art. 570 co. 1 c.p., nella forma dell’abbandono del domicilio domestico, non può ritenersi configurabile per il solo fatto storico dell’avvenuto allontanamento di uno dei coniugi dalla casa coniugale (v.: Cass. Sez. 6, 14.7.1989 n. 13724, Chianta, rv. 182278 Cass. Sez. 6, 12.3.1999 n. 11064, Innamorato, rv. 214330). Posto che la fattispecie criminosa si perfeziona soltanto se e quando il contegno del soggetto agente si traduca in un’effettiva sottrazione agli obblighi di assistenza materiale e morale nei confronti del coniuge “abbandonato” (del che, nel caso oggetto di ricorso, nessuna prova è individuata né dall’impugnata sentenza di appello, né da quella di primo grado), occorre ribadire che – alla luce della normativa regolante i rapporti di famiglia e della stessa evoluzione del costume sociale e relazionale – la qualità di coniuge non è più uno stato permanente, ma una condizione modificabile per la volontà, anche di uno solo, di rompere o sospendere il vincolo matrimoniale.
La Corte di Appello di Catanzaro con l’indicata sentenza del 19.5.2011 ha confermato la decisione, impugnata dall’imputato, emessa il 22.9.2008 dal Tribunale di Castrovillari, con la quale all’esito di giudizio ordinario la cittadina russa E.B. è stata riconosciuta colpevole del reato di abbandono ingiustificato del domicilio coniugale (art. 570 co. 1 c.p.), perché il 31.3.2005 si allontanava dall’abitazione familiare senza farvi più ritorno, così sottraendosi agli obblighi di assistenza morale nei confronti del marito L.V. con cui aveva contratto matrimonio il (omissis). Responsabilità sanzionata con la condanna, previa concessione di attenuanti generiche, alla pena condizionalmente sospesa di due mesi di reclusione.