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Timestamp: 2017-10-20 01:29:42+00:00
Document Index: 59512895

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 32', 'art.4', 'art.4', 'art. 19', 'art.61', 'art. 13', 'art 3', 'art. 24', 'art. 18', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 104', 'art.104', 'art. 104', 'art. 17', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 5', 'art. 33', 'art. 34']

Confcommercio Venezia MATERIA FISCALE
Bonus straordinario per famiglie, lavoratori, pensionati e non autosufficienti (art. 1)
Due miliardi e quattrocento milioni di euro è lo stanziamento previsto dal provvedimento per finanziare questo tipo di intervento straordinario.
La misura rappresenta un importante iniziativa per sostenere economicamente le famiglie più disagiate a fronte dell'eccezionale situazione di crisi internazionale, favorendone l'incremento del potere d'acquisto.
Da sottolineare la circostanza che l'agevolazione in questione è diretta esclusivamente ai percettori di redditi diversi da quelli di lavoro autonomo svolto abitualmente.
L'attribuzione del bonus è, peraltro, limitata al solo anno 2009.
Detassazione contratti di produttività (art.5)
Prosegue, anche se con intensità circoscritta, lo sforzo di attenuare il carico fiscale sul lavoro dipendente iniziato, in via sperimentale, nel secondo semestre del 2008.
Viene infatti prorogata la detassazione delle somme erogate a livello aziendale in relazione a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all'andamento economico dell'impresa, già prevista fino al 31 dicembre 2008. L'agevolazione, che come è noto consiste nell'applicazione di una imposta del 10% sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali regionali e comunali, vale dal 1° gennaio al 31 dicembre 2009, in via sperimentale.
La misura, però, non si applicherà più alle prestazioni di lavoro straordinario, né a quelle di lavoro supplementare, come invece prevede, fino al prossimo 31 dicembre 2008 , l'articolo 2, comma 1, lettere a) e b) del decreto legge n. 93 del 27 maggio 2008.
Cresce, poi, il limite di reddito agevolato, che passa dagli attuali 3000 € a 6000 €.
I soggetti interessati sono, anche per il 2009, esclusivamente i lavoratori dipendenti del settore privato con un reddito da lavoro dipendente non superiore (nel 2008) a 35.000 € (in luogo dei 30.000 previsti dal citato decreto n.93) computato al lordo delle somme assoggettate ad imposta sostitutiva del 10% nel 2008.
Nell'ipotesi in cui il lavoratore cambia sostituto nel corso del 2009, sarà obbligato, per consentire a quest'ultimo il corretto calcolo dell'agevolazione, ad attestargli per iscritto l'importo del reddito di lavoro dipendente conseguito nel medesimo anno 2008.
Deduzione della quota Irap relativa al costo del lavoro e degli interessi (art. 6)
La norma si inscrive, anche dopo le recenti pronunce della Corte Costituzionale sulla legittimità della deducibilità dell'imposta, nel processo di rimodulazione dell'Irap che dovrà approdare alla sua completa eliminazione, come peraltro originariamente previsto dalla riforma fiscale varata nel 2003 che sanciva, come si ricorderà, l'abolizione a partire dalla esclusione del costo del lavoro dalla base imponibile.
Dalla formulazione letterale della disposizione, che fa espresso riferimento anche alle società di persone ed alle imprese individuali, la deducibilità è così connotata:
• persone fisiche e società semplici;
periodo d'imposta: la deduzione si applica dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2008, quindi anche con immediata operatività sugli acconti in corso;
misura della deduzione: è possibile dedurre dall'Irpef e dall'Ires un importo pari al 10% dell'Irap forfetariamente riferita sulla quota imponibile degli interessi passivi e delle spese per il personale dipendente (al netto delle deduzioni spettanti).
E' inoltre prevista la possibilità di ottenere il rimborso (fino ad un massimo del 10%) dell'Irap versata negli anni precedenti, a favore di quei contribuenti che, tempestivamente entro i 48 mesi dal versamento, hanno a suo tempo presentato la relativa istanza riferita alle stesse componenti della base imponibile (costo del lavoro e interessi passivi).
Lo stesso diritto al rimborso viene attribuito ai contribuenti che al 29 novembre 2008 non hanno presentato la relativa domanda.
In questo caso sarà possibile inviare, esclusivamente per via telematica, una apposita istanza alla Agenzia delle entrate, qualora sia ancora pendente il termine di 48 mesi prescritto per l'esercizio del diritto al rimborso dalla normativa vigente.
A copertura dei rimborsi eseguibili sulla base della data di presentazione delle istanze, sono stanziate le somme seguenti:
• 100 milioni di € per l'anno 2009;
• 500 milioni di € per l'anno 2010;
• 400 milioni di € per l'anno 2011.
Tutte le modalità per la concreta operatività della norma saranno stabilite con un apposito provvedimento direttoriale dell'Agenzia delle entrate, per il quale, però, non vengono fissati termini temporali di approvazione.
Iva - pagamento al momento dell'effettivo incasso del corrispettivo (art. 7)
E' una misura che viene recepita nel decreto legge per fronteggiare, seppure in via sperimentale, l'attuale congiuntura negativa.
Viene generalizzata, in buona sostanza, a tutte le operazioni imponibili la norma che la legge Iva (D.P.R. n. 633/72) già riservava alle cessioni di prodotti farmaceutici e per quelle fatte nei confronti delle pubbliche amministrazioni in materia di esigibilità dell'Iva.
Ora l'imposta, per gli anni 2009-2010-2011 in via sperimentale, diventa esigibile al momento della effettiva riscossione del corrispettivo e non più al momento della emissione della fattura, evitando così l'anticipo finanziario dell'imprenditore per un'imposta addebitata ma non ancora percepita.
E' stabilito il termine di un anno dopo il quale l'imposta diventa comunque esigibile (questo vincolo non si applica se nel frattempo il cessionario o il committente sia stato assoggettato a procedure concorsuali o esecutive).
Sono esclusi dalla modalità sperimentale di applicazione dell'imposta tutti i contribuenti che si avvalgono di regimi speciali o soggetti alla applicazione della cosiddetta inversione contabile (il reverse charge è presente in particolare nel settore edile).
Sotto il profilo degli adempimenti connessi si segnala che la fattura relativa ad una operazione assoggettata al nuovo regime dovrà portare l'annotazione che trattasi di "operazione con Iva ad esigibilità differita ex art. 7 D.L. 29/11/2008, n. 185".
L'indicazione di questo riferimento testuale è validante, nel senso che in sua assenza l'imposta si applicherà nei modi normali e, quindi, sarà esigibile dal momento della emissione della fattura.
Peraltro la stessa disposizione reca in calce la precisazione che la modifica di legge è subordinata alla preventiva autorizzazione comunitaria. Una volta concessa l'autorizzazione, e compatibilmente con le risorse messe a disposizione del decreto legge, il Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio decreto, fisserà le modalità applicative della norma che, comunque, potrebbe applicarsi soltanto ai contribuenti con una determinata soglia di ricavi.
Revisione congiunturale speciale degli studi di settore (art. 8)
L'impegno di Confcommercio per spingere l'Amministrazione finanziaria ad adeguare gli studi di settore all'attuale crisi economica, impegno già formalmente recepito dalla Commissione degli esperti e dalla Agenzia delle Entrate trova ora espressa collocazione in una legge dello Stato.
L'articolo 8 sancisce infatti che gli effetti della crisi economica e dei mercati, definita "eccezionale" nel preambolo del decreto legge, dovranno essere tenuti in conto nella costruzione degli studi di settore.
Si tratterà di integrare i risultati degli studi per determinati settori od aree territoriali tramite apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze adottato su parere della Commissione degli esperti nella quale Confcommercio è rappresentata dal momento della sua istituzione.
L'integrazione dei dati ed elementi importanti per una "registrazione" fedele delle conseguenze della crisi su settori e aree considerati terrà conto anche di ulteriori elementi acquisibili presso istituti ed enti specializzati nell'analisi economica.
Centrali ed insostituibili, in quest'opera di affinamento degli studi, le segnalazioni provenienti da tutti gli Osservatori regionali per gli studi di settore ai quali si richiede un particolare impegno nel segnalare ed approfondire elementi utili a rendere il sistema più aderente al reale contesto economico nell'ottica di una condivisa equità fiscale.
A questo riguardo seguiranno a breve, da parte di Confcommercio, ulteriori comunicazioni per consentire di operare al meglio.
Riduzione dell'acconto Ires ed Irap (art. 10)
La misura dell'acconto per le due tipologie di imposte in oggetto è ridotta, con decorrenza immediata, del 3%.
L'agevolazione si applica soltanto al periodo d'imposta in corso e ha, quindi, riflesso sugli acconti effettuati in questi giorni; proprio a causa del sovrapporsi dell'emanazione della disposizione con il termine ultimo degli adempimenti, circostanza che renderebbe nella maggior parte dei casi inapplicabile il beneficio, si è provveduto ad attribuire ai contribuenti che avessero pagato l'acconto per intero un credito d'imposta da utilizzare in compensazione con le consuete modalità (la prima occasione è il versamento Iva del prossimo 16 dicembre).
Rivalutazione degli immobili d'impresa (art. 15, commi da 16 a 22)
Come è noto, in base ad una direttiva europea dal 2005 tutte le società quotate o appartenenti a gruppi quotati, sono obbligate, per finalità di trasparenza e comparabilità dei bilanci, a redigere il bilancio applicando i principi contabili internazionali IAS (International Accounting Standards).
A tutte le imprese che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio l'articolo 15, comma 16 del decreto legge consente di rivalutare gli immobili strumentali risultanti dal bilancio in corso al 31 dicembre 2007.
Soggetti interessati sono:
• società in accomandita semplice ed equiparate;
• società per azioni e in accomandita per azioni;
• società a responsabilità limitata;
• società cooperative e società di mutua assicurazione;
• società cooperative europee residenti nel territorio dello Stato;
• enti pubblici e privati, diversi dalle società, che hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali.
Il saldo attivo della rivalutazione, da eseguirsi nel bilancio o rendiconto dell'esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, deve essere imputato al capitale o accantonato in una speciale riserva qualificata con riferimento espresso al decreto legge in esame, con esclusione di ogni diversa utilizzazione, trattata ai fini fiscali come riserva in sospensione d'imposta.
Sarà consentito affrancare il saldo attivo versando un'imposta sostitutiva dell'Irpef, dell'Ires e dell'Irap e di eventuali addizionali in misura pari al 10%.
Il maggior valore attribuito ai beni con la rivalutazione può essere riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell'Irap a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita, tramite il versamento di una imposta sostitutiva del 10% (Irpef, Ires e Irap e eventuali addizionali) per gli immobili ammortizzabili e del 7% per quelli non ammortizzabili, da computare in diminuzione del saldo attivo della rivalutazione (affrancabile, come detto, con il pagamento dell'imposta sostitutiva del 10%).
I versamenti delle imposte dovute possono essere effettuati in unica soluzione entro il termine del versamento a saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d'imposta con riferimento al quale è effettuata la rivalutazione, oppure in tre rate (la prima con la stessa scadenza detta) e le altre due nei rispettivi termini del versamento a saldo delle imposte per i due periodi d'imposta successivi.
Il 3% è il tasso d'interesse annuo da applicare e versare contestualmente alle imposte dovute e rateizzate.
Riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese (art. 16)
• Invio telematico dei corrispettivi (comma 2)
La norma, introdotta dal decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, che imponeva, a decorrere dal 2008 (successivamente, prorogata al 2009), l'obbligo di inviare per via telematica da ciascun punto vendita alla Agenzia delle entrate, i corrispettivi giornalieri, compresi quelli percepiti attraverso le cessioni poste in essere dai distributori automatici, è stata ora abrogata.
• Compensazione su comunicazione (comma 3)
Come si ricorderà, la legge finanziaria per il 2007 aveva stabilito l'obbligo di comunicare preventivamente e telematicamente alla Agenzia delle entrate, l'importo e i crediti oggetto della successiva compensazione, per importi superiori a 10.000 €.
• Ravvedimento - Riduzione delle sanzioni (comma 5)
Sono ridotte le sanzioni, che passano da 1/8' ad 1/12' del minimo, dovute per violazioni (in materia di pagamenti di tributi o di acconti) che non siano già state constatate o per le quali non siano iniziati accessi, ispezioni e verifiche, se il pagamento avviene entro 30 giorni dalla data della violazione.
Passa da 1/5' ad 1/10' del minimo, la sanzione se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore.
Ridotta da 1/8' ad 1/12' del minimo la sanzione prevista per l'omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a 90 giorni. Stessa riduzione per l'omessa presentazione della dichiarazione Iva, presentata con ritardo non superiore a 30 giorni.
Agevolazioni fiscali: Detrazioni per le spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici (art. 29, commi da 6 a 11)
Viene previsto che i contribuenti, al fine di poter usufruire della detrazione d'imposta per le spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici negli anni 2008, 2009 e 2010, oltre all'invio all'ENEA della documentazione (così come prescrive la normativa attuativa della legge finanziaria per il 2007, DM 18 febbraio 2008) devono inviare all'Agenzia delle Entrate, esclusivamente in via telematica, un'apposita istanza. L'Agenzia delle Entrate esamina le istanze secondo l'ordine cronologico di invio delle stesse e comunica, esclusivamente in via telematica, entro 30 giorni dalla ricezione delle stesse, l'esito della verifica agli interessati. La fruizione della detrazione d'imposta è subordinata alla ricezione dell'assenso da parte dell'Agenzia. L'assenso si intende non fornito qualora siano decorsi 30 giorni dalla presentazione della predetta istanza senza che sia stata fornita una esplicita comunicazione di accoglimento da parte dell'Agenzia delle Entrate.
Con apposito provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate verrà approvato il modello da utilizzare per la presentazione delle istanze.
Circa i termini di presentazione delle istanze, viene previsto che:
• per le spese sostenute nel periodo d'imposta 2008, le istanze devono essere presentate a decorrere dal 15 gennaio 2009 e fino al 27 febbraio 2009;
• per le spese sostenute nei periodi d'imposta 2009 e 2010, le istanze devono essere presentate a decorrere dal 1° giugno e fino al 31 dicembre di ciascun anno.
Viene, inoltre, disposto - relativamente alle spese sostenute nel periodo d'imposta 2008 - che i contribuenti persone fisiche che non presentino la predetta istanza o che ricevano la comunicazione di diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate, possano beneficiare di una detrazione dall'imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, pari al 36% delle spese sostenute, sino ad un importo massimo delle stesse pari a 48.000 euro per ciascun immobile, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.
Controlli sui circoli privati ed enti di tipo associativo (art. 30)
Viene previsto che le somme versate agli enti di tipo associativo dagli associati o partecipanti a titolo di quote o contributi associativi non siano imponibili a condizione che i predetti enti associativi:
• siano in possesso dei requisiti previsti dalla normativa tributaria per poter usufruire della predetta agevolazione fiscale;
• trasmettano per via telematica all'Agenzia delle Entrate i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali mediante un apposito modello che deve essere approvato entro il 31 gennaio 2009 con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate.
Con il medesimo provvedimento verranno stabiliti sia i tempi che le modalità di trasmissione del suddetto modello anche da parte delle associazioni già costituite alla data del 29 novembre 2008, nonché le modalità di comunicazione da parte della stessa Agenzia dell'esclusione dai benefici fiscali di cui sopra, in mancanza dei presupposti previsti dalla normativa tributaria.
Osserviamo, al riguardo, che la formulazione della norma, contrariamente a quanto si evince dalla sua intitolazione, non ne circoscrive l'operatività ai soli "circoli privati", ma estende le procedure descritte a tutti gli enti associativi disciplinati dalle norme fiscali integralmente richiamate dall'art. 30, sia per quanto attiene alle imposte sui redditi che per quanto riguarda l'Iva.
Dunque, secondo l'attuale formulazione della norma le incombenze in questione dovranno essere compiute anche dalle associazioni sindacali.
Iva sui servizi televisivi (art. 31)
Viene soppresso, a decorrere dal 1° gennaio 2009, il n. 123-ter della Tabella A, Parte III, del D.P.R. n. 633 del 1972, che prevede un'aliquota agevolata Iva del 10% per i canoni di abbonamento alle radiodiffusioni circolari trasmesse in forma codificata, nonché alla diffusione radiotelevisiva effettuata in forma digitale a mezzo reti via cavo o via satellite. Di conseguenza, a decorrere dal 1° gennaio 2009, su tali servizi televisivi si applicherà l'Iva ordinaria nella misura del 20%.
La disposizione, inoltre, al comma 3, stabilisce che l'addizionale alle imposte sul reddito dovuta in relazione a materiali e servizi a carattere pornografico (ex art. 1, comma 466 L. 266/2005) si applica a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto sulla base delle indicazioni fornite da un apposito DPCM da emanarsi entro 60 giorni dalla medesima data.
Potenziamento delle procedure di riscossione coattiva in caso di omesso versamento delle somme dovute a seguito del "condono fiscale 2003" (art. 32, comma 7)
Con riferimento ai contribuenti che hanno aderito al condono fiscale di cui alla L. 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003), ma che non hanno completato il versamento delle somme dovute, viene prevista:
• l'espropriazione immobiliare se il debito tributario supera 5.000 euro (si ricorda che, per gli altri contribuenti, tale soglia è di 8.000 euro);
• al fine dell'espropriazione immobiliare di cui sopra, la non applicazione della norma secondo cui occorre prima iscrivere l'ipoteca sull'immobile se il debito tributario non supera il 5% del valore dell'immobile stesso;
• la possibilità da parte dell'agente della riscossione, decorso inutilmente il termine di sessanta giorni dalla notificazione della cartella di pagamento, di poter accedere ai dati sui conti del debitore presenti presso l'Anagrafe tributaria.
DISPOSIZIONI IN MATERIA PREVIDENZIALE E DI AMMORTIZZATORI SOCIALI
Fondo per il credito per i nuovi nati (art.4, comma 1)
E' istituito il Fondo per il credito per i nuovi nati, per agevolare l'accesso al credito delle famiglie con un figlio nato od adottato nell'anno di riferimento. Il Fondo ha una dotazione di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011 ed è finalizzato al rilascio di garanzie dirette, anche fidejussorie, alle banche ed agli intermediari finanziari.
Le risorse proverranno dal Fondo per le politiche della famiglia e i criteri e le modalità di organizzazione e funzionamento del fondo, nonché per il rilascio e l'operatività delle garanzie, saranno fissati con un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministro dell'Economia.
Disposizioni previdenziali per i volontari del Servizio Civile Nazionale (art.4, comma 2 e seguenti)
Dall'1 gennaio 2009 per i lavoratori iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti INPS e alle Gestioni dei lavoratori autonomi, ai Fondi sostitutivi ed esclusivi dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, i periodi di servizio civile nazionale su base volontaria, saranno utilizzabili ai fini previdenziali unicamente mediante riscatto a titolo oneroso, da versare in unica soluzione o in 120 rate mensili senza interessi.
Ammortizzatori sociali (art. 19)
• Stanziamenti ed interventi (comma 1)
Sono previsti interventi per il sostegno del reddito, mediante appositi stanziamenti -che confluiscono nel Fondo per l'occupazione - di 289 milioni per il 2009, di 304 milioni per ciascuno degli anni 2010 e 2011 e 54 milioni a decorrere dal 2012.
Tali fondi sono destinati a rafforzare ed estendere i seguenti istituti di tutela del reddito in caso di sospensione dal lavoro:
a) Indennità di disoccupazione ordinaria per i lavoratori sospesi per crisi aziendali o occupazionali.
L'indennità è subordinata all'erogazione di un trattamento almeno pari al 20% da parte degli enti bilaterali previsti dal CCNL.
L'eventuale ricorso nel 2009 alla CIGS o alla mobilità in deroga alla normativa vigente è subordinato all'esaurimento del periodo di tutela.
b) Indennità di disoccupazione per gli apprendisti
Tale indennità è prevista in via sperimentale per il triennio 2009-2011 ed è subordinata all'erogazione di un trattamento almeno pari al 20% da parte degli enti bilaterali previsti dal CCNL. La prestazione è pari alla misura dell'indennità ordinaria di disoccupazione ed è erogata per la durata massima di 90 giorni agli apprendisti assunti alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge e con almeno tre mesi di anzianità di servizio aziendale
L'intervento è previsto nei casi di sospensione dovuta a crisi aziendale o occupazionale o di licenziamento.
Con riferimento ai lavoratori di cui alle sopraindicate lettere a) e b) il datore di lavoro deve comunicare all'INPS ed ai Servizi per l'impiego la sospensione dell'attività lavorativa, le relative motivazioni ed i nominativi dei lavoratori interessati, che devono dichiarare l'immediata disponibilità al lavoro al centro per l'impiego.
• Collaboratori a progetto (comma 2)
Nei confronti dei collaboratori a progetto (art.61, comma 1, decreto legislativo 276/2003) iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata INPS è riconosciuta, in via sperimentale per il periodo 2009-2011, una somma una tantum pari al 10% del reddito percepito nell'anno precedente. Tale erogazione è disposta entro i limiti di finanziamento sopraindicati al comma 1 e in presenza delle seguenti condizioni:
• monocommittenza;
• reddito nell'anno precedente compreso fra 5.000 e 13.800 euro circa;
• almeno tre mesi di contribuzione alla Gestione Separata INPS, nell'anno precedente ed in quello di riferimento;
• atività svolta in zone o settori dichiarati in stato di crisi.
Le modalità operative dei provvedimenti contenuti nel presente articolo, ivi previste le modalità di comunicazione all'INPS saranno individuate con apposito decreto interministeriale, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge.
• Abrogazioni (comma 5)
Per motivi di coordinamento sistematico, il comma 5 abroga le precedenti disposizioni di legge (commi da 7 a 12 dell'art. 13 del decreto legge n.35/2005) che regolavano diversamente la materia escludendo, ad esempio, i contratti a tempo determinato ed a tempo parziale verticale e non considerando i collaboratori coordinati e continuativi.
• Enti bilaterali (comma 7)
Gli enti bilaterali erogano la quota integrativa indicata in precedenza fino a concorrenza delle risorse disponibili. I contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale stabiliscono le risorse minime a valere sul territorio nazionale.
• Fondi interprofessionali per la formazione continua (comma 7)
I Fondi interprofessionali per la formazione continua possono destinare interventi temporanei ed eccezionali per la tutela dei lavoratori, ivi compresi gli apprendisti o i collaboratori a progetto a rischio di perdita del posto di lavoro.
• Interventi in deroga (comma 8)
Le risorse finanziarie per gli ammortizzatori sociali in deroga possono essere utilizzate con riferimento ai lavoratori subordinati a tempo indeterminato e determinato, agli apprendisti ed ai lavoratori somministrati
La concessione di trattamenti in deroga è subordinata alla sottoscrizione, da parte dei lavoratori interessati, di un patto di servizio con i Servizi per l'Impiego, da definire con DM.
• Trattamenti in deroga (commi 9 e 10)
Nell'ambito delle risorse per l'anno 2009 destinate alla CIGS in deroga, alla mobilità ed alla disoccupazione, i trattamenti possono essere prorogati con decreto del Ministro del Lavoro, con accordi da stipulare entro il 20 maggio 2009 per settori produttivi od aree territoriali, recepiti in sede governativa entro il successivo 15 giugno.
L'erogazione dei trattamenti in deroga sia come prima concessione che come proroga è subordinata alla sottoscrizione da parte dei lavoratori interessati di appositi "patti di servizio" presso i centri per l'impiego, competenti per territorio. I lavoratori destinatari delle somme di sostegno del reddito, perdono il diritto a qualsiasi erogazione (fermi restando i diritti maturati) nel caso in cui rifiutino la sottoscrizione degli stessi. Sarà il Ministero del Lavoro a definire le modalità attuative del patto di servizio con proprio decreto.
• CIGS ed indennità di mobilità (comma 11)
In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali, è disposta la proroga al 31.12.2009 della cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) e dell'indennità di mobilità a favore delle imprese commerciali con più di 50 dipendenti, delle agenzie di viaggio e turismo compresi gli operatori turistici con più di 50 dipendenti e delle imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti.
Tali prestazioni sono concesse entro il limite di spesa di 45 milioni di euro.
• Lavoratori portuali (comma 12)
Anche ai lavoratori portuali che prestano lavoro temporaneo ex lege n. 84/1994 è riconosciuto il trattamento di CIGS.
• Iscrizione liste mobilità e contratti di solidarietà (commi 13 e 14)
E' prorogata fino al 31.12.2009 anche la possibilità dell'iscrizione nelle liste di mobilità dei lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo da aziende che occupano fino a 15 dipendenti (legge 20.3.98,n.52). Alla stessa data sono anche prorogati i sussidi per contratti di solidarietà. I relativi stanziamenti sono rispettivamente pari a 45 milioni di euro ed a 5 milioni di euro.
• Proroghe a 24 mesi della CIGS (comma 15) *1
E' prevista, infine, anche la proroga al 31.12.2009 per tale finalità, con lo stanziamento di 30 milioni di euro per il 2009
[*1] Ai sensi del D.L. 5.ottobre 2004, n. 249, nei casi di cessazione dell'attività dell'intera azienda, di un settore di attività, di uno o più stabilimenti o parte di essi, il trattamento straordinario di integrazione salariale straordinaria per crisi aziendale può essere prorogato per un periodo di dodici mesi nel caso di programmi, che comprendono la formazione ove necessaria, finalizzati alla ricollocazione dei lavoratori, qualora il Ministero del lavoro e delle politiche sociali accerti nei primi dodici mesi il concreto avvio del piano di gestione delle eccedenze occupazionali.
• Rifinanziamento fondo per l'apprendistato (comma 17)
Attraverso la modifica del comma 16 della Legge 388/2000 sono destinati 80 milioni di euro per l'anno 2009 per il rifinanziamento del fondo dedicato a migliorare le attività di formazione dell'apprendistato, anche se svolte oltre il compimento del diciottesimo anno di età, secondo le modalità di cui all'articolo 16 della legge 24 giugno 1997, n. 196.
• Potenziamento dell'attività ispettiva (comma 18)
Due milioni di euro sono stanziati per il potenziamento dei sistemi informatici.
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ENERGIA E SERVIZI PUBBLICI LOCALI
Blocco e riduzione delle tariffe (art 3, comma 1 e commi da 8 a 13)
Con lo specifico obiettivo di contenere gli oneri a carico dei cittadini e delle imprese, la disposizione prevede che sino al 31 dicembre 2009, fermo restando l'autonomia decisionale degli enti territoriali per quanto riguarda i diritti, i contributi e le tariffe di loro pertinenza, è sospesa l'efficacia delle norme statali che obbligano o autorizzano organi dello Stato ad emanare atti aventi ad oggetto l'adeguamento di diritti, contributi o tariffe a carico di persone fisiche o persone giuridiche in relazione al tasso di inflazione ovvero ad altri meccanismi automatici, fatta eccezione per i provvedimenti volti al recupero dei soli maggiori oneri effettivamente sostenuti.
La norma di cui al comma 1 sembra possa scaturire i suoi effetti sulla quota parte relativa ad oneri di trasporto e distribuzione delle bollette dell'elettricità e del gas, lasciando tali oneri invariati per tutto il 2009.
L'articolo prevede inoltre, al comma 8, l'obbligo in capo all'Autorità per l'energia elettrica e il gas, di presentare ai Ministri competenti, entro il 28 febbraio 2009, in riferimento alle sole utenze domestiche, proposte per ridurre i corrispettivi tariffari relativi all'energia elettrica e al gas in considerazione dei benefici connessi con la riduzione del prezzo del petrolio.
Inoltre viene disposta, a decorrere dal 1° gennaio 2009, l'estensione al settore del gas del beneficio della tariffa sociale già previsto per la fornitura di energia elettrica (cfr. nota Settore Innovazione, Utilities e servizi, n.20 del 9 settembre 2008). Per il gas tale agevolazione, stimabile intorno al 15% di sconto, è valida anche per le famiglie con almeno 4 figli a carico e con ISEE non superiore a 20.000 euro. Nel caso in cui le risorse stanziate a copertura dell'agevolazione (98 milioni di euro) non dovessero essere sufficienti l'Autorità per l'energia elettrica ed il gas istituisce una apposita componente tariffaria a carico dei titolari di utenze non domestiche.
Al comma 10 è previsto - con l'obiettivo di garantire minori oneri per le famiglie e le imprese - un intervento del Ministero dello Sviluppo Economico, sentita l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, da adottarsi entro fine gennaio finalizzato a revisionare la disciplina della Borsa Elettrica in termini di:
• formazione del prezzo dell'energia;
• possibilità di interventi di regolazione temporanei al verificarsi di anomalie nell'offerta.
Sempre entro fine gennaio spetta all'Autorità, al fine di ridurre i prezzi dell'energia elettrica, adeguare le proprie deliberazioni relative al servizio di dispacciamento al fine di ridurre i relativi oneri e introdurre principi concorrenziali. Inoltre, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha due anni di tempo per suddividere la rete rilevante individuata ai fini del funzionamento della Borsa elettrica in non più di tre macro-zone.
Attuazione di decisione europea in materia di recupero di aiuti illegittimi (art. 24)
La norma - ai fini di dare completa attuazione alla decisione 2003/193/CE del 5 giugno 2002 della Commissione in materia di aiuti di Stato illegittimi - attribuisce il compito all'Agenzia delle Entrate di recuperare - entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto - il gettito relativo alle imposte non corrisposte e relativi interessi (Esenzione Irpeg e Ilor) rilasciate in favore di società per azioni a partecipazione pubblica maggioritaria esercenti servizi pubblici locali (Aziende municipalizzate e speciali trasformate in S.p.A).
Le risorse che saranno recuperate saranno riassegnate ad un fondo, da ripartire tra gli enti pubblici territoriali, per il sostegno del trasporto pubblico locale non ferroviario.
DISPOSIZIONI IN MATERIA CREDITIZIA
Mutui prima casa stipulati da persone fisiche (Art.2)
L'importo delle rate dei mutui a tasso non fisso da corrispondere nel corso del 2009 e' calcolato con riferimento al maggiore tra il 4 per cento (senza spread, spese varie o altro tipo di maggiorazione) ed il tasso contrattuale alla data di sottoscrizione del contratto.
La disposizione si applica esclusivamente ai mutui per l'acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell'abitazione principale (ad eccezione di quelle di categoria A1, A8 e A9), sottoscritti da persone fisiche fino al 31 ottobre 2008, inclusi i mutui rinegoziati in applicazione dell'articolo 3 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito in legge dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, (cfr Nota informativa Settore Credito del 27 agosto 2008 n.19).
La differenza tra gli importi, a carico del mutuatario, delle rate determinate secondo le modalità sopra riportate e quelli derivanti dall'applicazione delle condizioni contrattuali dei mutui, è assunta a carico dello Stato.
A partire dal 1° gennaio 2009, le banche che offrono alla clientela mutui garantiti da ipoteca per l'acquisto dell'abitazione principale devono assicurare ai clienti la possibilità di stipulare tali contratti a tasso variabile indicizzato al tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale della Banca centrale europea.
Le banche sono tenute a osservare le disposizioni emanate dalla Banca d'Italia per assicurare adeguata pubblicità e trasparenza all'offerta di tali contratti e alle relative condizioni.
Le banche devono trasmettere altresì alla Banca d'Italia, con le modalità e nei termini da questa indicati, segnalazioni statistiche periodiche sulle condizioni offerte e su numero e ammontare dei mutui stipulati. Per l'inosservanza delle disposizioni sopra descritte e delle relative istruzioni applicative emanate dalla Banca d'Italia, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria in base agli articoli 144, comma 3 e 145 del Testo unico bancario.
Potenziamento finanziario Confidi anche con addizione della garanzia dello Stato (Art. 11)
In attesa dell'avvio dell'operatività del "Fondo per la finanza d'impresa" (istituito dall'articolo 1, comma 848 della legge 27 dicembre 2006, n. 296), al "Fondo centrale di garanzia per le PMI" di cui all'articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266 verranno destinate parte delle risorse derivanti dalla revoca totale o parziale delle agevolazioni di cui alla legge 488/92, fino al limite massimo di 450 milioni di euro.
Il 30 per cento di tali risorse verrà riservato agli interventi di controgaranzia effettuati tramite i confidi.
Nel contempo l'operatività del Fondo centrale di garanzia viene estesa anche alle imprese artigiane.
Inoltre, viene stabilito che gli interventi di garanzia del Fondo centrale siano assistiti dalla garanzia dello Stato, quale garanzia di ultima istanza.
I criteri, le condizioni e le modalità per l'attuazione di tale principio vengono però demandati ad un decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze che dovrà tenere conto dei limiti delle risorse destinate a tale scopo, a legislazione vigente, sul bilancio dello Stato.
La dotazione del Fondo centrale potrà inoltre essere incrementata mediante versamento di contributi da parte delle banche, delle Regioni e di altri enti e organismi pubblici, ovvero con l'intervento della SACE S.p.a., secondo modalita' stabilite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico.
Finanziamento dell'economia attraverso la sottoscrizione pubblica di obbligazioni bancarie speciali e relativi controlli parlamentari e territoriali (Art. 12)
Al fine di assicurare un adeguato flusso di finanziamenti all'economia e un adeguato livello di patrimonializzazione del sistema bancario, il Ministero dell'economia e delle finanze e' autorizzato, fino al 31 dicembre 2009, anche in deroga alle norme di contabilità di Stato, a sottoscrivere, su specifica richiesta delle banche interessate, strumenti finanziari privi dei diritti indicati nell'articolo 2351 (diritto di voto) del codice civile, computabili nel patrimonio di vigilanza ed emessi da banche italiane o da società capogruppo di gruppi bancari italiani, le cui azioni, in entrambi i casi, siano negoziate su mercati regolamentati.
Gli strumenti finanziari sopra citati possono essere rappresentati, su richiesta dell'emittente, da strumenti convertibili in azioni ordinarie. Può essere prevista, a favore della banca emittente, la facoltà di rimborso o riscatto, a condizione che la Banca d'Italia attesti che l'operazione non pregiudichi le condizioni finanziarie o di solvibilità della banca stessa, ne' del gruppo bancario di appartenenza.
Il Ministero dell'economia e delle finanze sottoscrive gli strumenti finanziari di cui sopra a condizione che l'operazione risulti economica nel suo complesso, tenga conto delle condizioni di mercato e sia funzionale al perseguimento delle finalita' di assicurare un adeguato flusso di finanziamenti all'economia ed un adeguato livello di patrimonializzazione del sistema bancario.
La sottoscrizione è, altresì, condizionata:
La sottoscrizione degli strumenti finanziari verrà effettuata sulla base di una valutazione da parte della Banca d'Italia delle condizioni economiche dell'operazione e della computabilità degli strumenti finanziari nel patrimonio di vigilanza.
Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia e da adottarsi entro 30 giorni, verranno stabiliti criteri, condizioni e modalità di sottoscrizione degli strumenti finanziari.
Sul finanziamento all'economia il Ministro dell'economia e delle finanze riferirà periodicamente al Parlamento fornendo dati disaggregati per regione e categoria economica.
A tale fine presso le Prefetture verrà istituito uno speciale osservatorio con la partecipazione dei soggetti interessati.
Partecipazioni dell'industria nelle banche (Art. 14)
Vengono previste nuove norme di autorizzazione per i soggetti che, anche attraverso società controllate, svolgono in misura rilevante attività d'impresa in settori non finanziari e intendono acquisire partecipazioni di rilievo in banche. Per tali soggetti dovrà essere accertata da Banca d'Italia, tra l'altro, anche la competenza professionale generale nella gestione di partecipazioni, ovvero, considerata l'influenza sulla gestione che la partecipazione da acquisire consente di esercitare, la competenza professionale specifica nel settore finanziario.
Escussione delle garanzie prestate a favore della p.a. (Art. 28)
Vengono emanate nuove disposizioni in materia di escussione delle garanzie prestate a favore della pubblica amministrazione, il cui contenuto riportato nel decreto è il seguente.
Le pubbliche amministrazioni (così come definite in base all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165) escutono le fideiussioni e le polizze fideiussorie a prima richiesta acquisite a garanzia di propri crediti di importo superiore a duecentocinquanta milioni di euro entro trenta giorni dal verificarsi dei presupposti dell'escussione; a tal fine, esse notificano al garante un invito, contenente l'indicazione delle somme dovute e dei presupposti di fatto e di diritto della pretesa, a versare l'importo garantito entro trenta giorni o nel diverso termine eventualmente stabilito nell'atto di garanzia.
In caso di inadempimento del garante, i predetti crediti verranno iscritti a ruolo, in solido nei confronti del debitore principale e dello stesso garante, entro trenta giorni dall'inutile scadenza del termine di pagamento contenuto nell'invito.
I dipendenti pubblici che non adempiranno alle disposizioni sopra riportate saranno soggetti al giudizio di responsabilità dinanzi alla Corte dei conti.
Parziale riassegnazione delle risorse F.A.S. (art. 18)
In considerazione della eccezionale crisi economica, vengono riprogrammate le risorse disponibili nel Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS) di competenza dello Stato, in conformità anche a quanto già previsto dagli art. 6 quater e 6 quinquies del decreto legge 112/08, che avevano ridefinito la dotazione del FAS attraverso la ricognizione delle risorse residue della programmazione 2000/2006 e delle risorse dei Programmi 2007/2013 che, alla data del 31 maggio 2008, non erano ancora stati esaminati dal CIPE.
Il Cipe, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, assegnerà, dunque, una quota del FAS a due fondi:
- al nuovo fondo sociale per l'occupazione e la formazione, istituito presso il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, nel quale affluiscono anche le risorse del Fondo per l'occupazione, le risorse ordinarie destinate dallo stesso Cipe per la Formazione, nonché le risorse per gli ammortizzatori sociali concessi in deroga alla normativa vigente. Nell'utilizzo di questo nuovo Fondo, viene data priorità di spesa alle attività di apprendistato svolte in convenzioni, anche con università e scuole pubbliche, e ad interventi di sostegno al reddito;
- al Fondo Infrastrutture (art. 6 quinquies del D.L. 112/08), con priorità per la messa in sicurezza delle scuole, nonché per l'edilizia carceraria, per opere di risanamento ambientale, opere museali o archeologiche e per infrastrutture strategiche per la mobilità.
Viene ribadito che le risorse provenienti sia dal FAS che dall'attuazione del QSN 2007/2013 sono soggette al rispetto del vincolo di ripartizione geografica: 85% alle Regioni del Mezzogiorno e 15% alle Regioni del Centro-Nord.
Agli interventi effettuati con le predette risorse si possono applicare le disposizioni del successivo art. 20, finalizzate a velocizzare le procedure esecutive.
Norme straordinarie per la velocizzazione delle procedure esecutive di progetti facenti parte del Quadro Strategico Nazionale (art. 20)
Con decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro competente per materia, sono individuati gli investimenti pubblici di competenza statale, con particolare riferimento a quelli programmati con il QSN 2007/2013, ritenuti prioritari per lo sviluppo economico ed occupazionale del Paese. Allo stesso modo, per quanto riguarda gli interventi di competenza regionale, si provvede con decreto del Presidente della Giunta Regionale.
I decreti individuano i tempi di tutte le fasi di realizzazione dell'investimento ed il relativo quadro finanziario, alla cui osservanza viene preposto un "Commissario straordinario" nominato con lo stesso decreto e chiamato a monitorare gli atti e i provvedimenti necessari all'esecuzione dell'investimento ed a vigilare sul regolare espletamento di tutte le procedure contabili ed amministrative.
Il Commissario esercita un potere di impulso e di coordinamento per assicurare il rispetto dei tempi e, qualora dovessero intervenire circostanze che impediscono la realizzazione totale o parziale dell'investimento, propone al Ministro o al Presidente della regione, la revoca dell'assegnazione delle risorse. Il suo compenso è compreso nelle risorse assegnate per la realizzazione dell'intervento e non gli sarà erogato qualora non siano rispettati i termini per l'esecuzione dell'intervento stesso.
L'articolo 20 prevede poi procedure velocizzate per eventuali contenziosi amministrativi inerenti la realizzazione di tali progetti "prioritari" ed esclude comunque la sospensione o la caducazione di un contratto già stipulato. Il ricorrente avrà eventualmente diritto al risarcimento danni non superiore all'utile che avrebbe tratto dall'aggiudicazione dell'appalto.
Pedaggi autostradali (Art. 3, commi da 2 a 7)
Per i primi 4 mesi dell'anno vengono sospesi gli incrementi tariffari autostradali previsti e la riscossione dell'incremento del sovrapprezzo sulle tariffe autostradali in favore dell'Anas. Si modificano, inoltre, le regole per stabilire i futuri adeguamenti dei pedaggi autostradali e si prevede un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per introdurre misure finalizzate ad accelerare la realizzazione dei piani di investimento delle concessionarie autostradali.
Finanziamento Legge Obiettivo (Art.21)
Al fine di dare continuità agli interventi sulle grandi infrastrutture prioritarie viene disposta la concessione di contributi quindicennali di 60 milioni di euro annui a decorrere dal 2009 e di 150 milioni di euro annui a decorrere dal 2010.
Ferrovie e trasporto pubblico locale (art. 25)
Per gli investimenti del Gruppo FS viene disposta la costituzione di un Fondo presso il Ministero dell'Economia con una dotazione di 960 milioni di euro nel 2009.
Per assicurare i servizi ferroviari di trasporto pubblico locale, a valere sulle risorse FAS, viene autorizzata la spesa di 480 milioni di euro in ciascun anno 2009, 2010, 2011. L'erogazione delle risorse è subordinata alla stipula di nuovi contratti di servizio che, rispondendo a criteri di efficientamento, non dovranno prevedere aumenti tariffari nel corso del 2009.
Privatizzazione Tirrenia (art. 26)
Per consentire l'avvio del processo di privatizzazione del Gruppo Tirrenia e la stipula delle convenzioni previste dall'art. 1 comma 998 della L.296/2006,viene autorizzata la spesa di 65 milioni di euro in ciascun anno 2009, 2010 e 2011.
Viene prorogato al 1° gennaio 2010 il passaggio dei poteri e delle competenze alle Regioni per la regolazione dei collegamenti con le isole minori e, contestualmente, viene abrogata la norma che prevedeva la possibilità, per quest'ultime, di richiedere a titolo gratuito il trasferimento della partecipazione detenuta dalla capogruppo Tirrenia nelle compagnie regionali.
Velocizzazione pagamenti della PA (art. 9)
Vengono introdotte modifiche normative che permettono all'Amministrazione finanziaria di accelerare il piano dei rimborsi ultradecennali nonché di provvedere all'estinzione dei crediti, maturati nei confronti dei Ministeri alla data del 31 dicembre 2007, il cui pagamento rientri, secondo i criteri di contabilità nazionale, tra le regolazioni debitorie.
Un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze definirà, nei prossimi 60 giorni, le modalità di intervento delle imprese di assicurazione e della SACE S.p.a. finalizzate ad agevolare la riscossione di crediti vantati da imprese fornitrici di beni e servizi nei confronti delle pubbliche amministrazioni.
Semplificazione Amministrativa (art. 16, commi da 6 a 12)
I commi dal 6 all'11 ribadiscono, con alcune precisazioni (in primis, esonero da bollo e dai diritti di segreteria) l'obbligo per le imprese costituite in forma societaria di comunicare al Registro Imprese, all'atto dell'iscrizione, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata. Le imprese già iscritte dovranno adeguarsi nell'arco di un triennio. La consultazione per via telematica dei singoli indirizzi di posta elettronica certificata nel registro Imprese è libera e gratuita. L'estrazione di elenchi di indirizzi è, invece, consentita solamente alle Pubbliche Amministrazioni per le comunicazioni relative agli adempimenti amministrativi di loro competenza.
Il comma 12 introduce una sensibile semplificazione nella conservazione in formato elettronico di documenti originali, unici o meno, formati in origine su supporto cartaceo o comunque non informatico.
Fermo restando il rispetto delle regole tecniche fissate dal CNIPA, la conformità all'originale della copia su supporto informatico può essere infatti attestata con firma digitale di chi detiene il documento originale. Le disposizioni finora in vigore richiedevano, invece, la firma digitale del responsabile della conservazione sostitutiva per i documenti "non unici" e l'attestazione del notaio o di altro pubblico ufficiale per i documenti "unici". In via eccezionale, potranno essere individuati con D.P.C.M. specifici documenti originali "unici" per i quali permarrà l'obbligo di conservazione dell'originale cartaceo ovvero, in caso di conservazione sostitutiva, l'obbligo dell'attestazione del notaio con firma digitale della sua conformità al documento originale.
Adeguamento europeo della disciplina in materia di OPA (art. 13)
Vengono modificati gli artt. 104, 104 bis e 104 ter del d.lgs. 24 febbraio 1998 n.58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria) relativi alle offerte pubbliche di acquisto (OPA) e scambio (OPS) di azioni di società quotate.
Il precedente art. 104 limitava la possibilità per gli amministratori della società oggetto di OPA di attivare meccanismi di difesa per contrastare la scalata, stabilendo la necessità di richiedere la previa autorizzazione dell'assemblea e di ottenere il voto favorevole di almeno il 30% del capitale sociale, sia in sede ordinaria che straordinaria (c.d. Passivity rule).
In base alla nuova formulazione spetta invece alle società quotate decidere di inserire o meno tale regola negli statuti. Per le società che scelgono di avvalersi di tale regola resta ferma la previa autorizzazione dell'Assemblea, ma viene cancellato il limite del voto favorevole del 30% del capitale sociale prima previsto per l'autorizzazione da parte dei soci.
Il nuovo testo dell'art.104bis rimette, inoltre, agli statuti la possibilità di introdurre o meno la c.d. Regola di neutralizzazione (Breakthrough rule).
Tale regola - che prima era obbligatoria - prevede che, quando a seguito di un'OPA (o OPS) l'offerente venga a detenere almeno il 75 per cento del capitale con diritto di voto nelle deliberazioni riguardanti la nomina o la revoca degli amministratori o dei componenti del consiglio di gestione o di sorveglianza, nella prima assemblea che segue la chiusura dell'offerta, convocata per modificare lo statuto o per revocare o nominare gli amministratori o i componenti del consiglio di gestione o di sorveglianza, non hanno effetto:
L'art. 104-ter, infine, viene corretto per adeguarlo alle suddette modifiche. Esso stabilisce la c.d. clausola di reciprocità (Reciprocity rule), ovvero la disapplicazione delle disposizioni relative alla passivity rule e alla regola di neutralizzazione qualora l'offerente non ne sia a sua volta soggetto, ciò al fine di rimediare al differente grado di contendibilità delle società regolate da ordinamenti differenti.
Con tale intervento normativo l'ordinamento italiano ha scelto di dare una diversa attuazione alle opzioni offerte dalla Direttiva 2004/25/CE in materia di OPA - attuata in Italia appunto con le disposizioni in commento - che consentiva ai singoli Stati membri di prevedere la c.d. Passivity rule e la c.d. Breakthrough rule a livello normativo oppure di lasciare alle società quotate la scelta se introdurre o meno tali regole negli statuti.
Incentivi per il rientro in Italia dei ricercatori residenti all'estero (art. 17)
Si introduce una specifica agevolazione fiscale volta a favorire il rientro in Italia dei ricercatori e dei docenti. In particolare i redditi di lavoro dipendente o autonomo dei docenti e dei ricercatori che, dal 29 novembre 2008 o in uno dei cinque anni solari successivi, iniziano a svolgere la loro attività in Italia sono imponibili solo nella misura del 10% ai fini Irpef e non rilevano ai fini IRAP
Estensione delle competenze della Cassa Depositi e Prestiti (art. 22)
La Cassa Depositi e Prestiti potrà utilizzare i fondi raccolti con i libretti postali e i buoni postali non solo per finanziare (attraverso mutui a tasso agevolato) lo Stato, le Regioni, gli Enti locali, gli Enti pubblici e gli Organismi di diritto pubblico, ma anche per finanziarie in via diretta il compimento di ogni altra operazione di interesse pubblico prevista nel suo statuto nei confronti dei medesimi soggetti.
Mentre fino ad oggi, quindi, il risparmio postale era utilizzato dalla CDP spa solo per erogare mutui, alle medesime condizioni, a favore degli enti locali e territoriali, a seguito della introduzione della disposizione in oggetto le nuove operazioni saranno finanziate direttamente con condizioni di prestito che terranno conto del merito di credito del debitore.
In particolare la norma consente alla Cassa di effettuare finanziamenti diretti degli interventi (infrastrutturali) purchè:
- gli interventi pubblici siano promossi da Stato, Regioni, Enti locali, Enti pubblici e organismi di diritto pubblico sulla base dei criteri stabiliti dal Ministero dell'economia;
- le nuove operazioni finanziate siano sostenibili sotto il profilo economico finanziario (e quindi non siano a fondo perduto).
Con decreto di natura non regolamentare il Ministero dell'economia e delle finanze determinerà i criteri generali per l'individuazione delle operazioni che, promosse dagli indicati soggetti, siano ammissibili al finanziamento.
Expo Milano 2015 (art. 22, co.3)
Ai fini della costituzione della Società di Gestione EXPO Milano 2015, il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato a compiere qualsiasi atto a tal fine necessario, compresa la sottoscrizione della quota di propria competenza del capitale sociale iniziale della stessa Società, pari a euro 48mila.
Monitoraggio e limiti al credito di imposta per attività di ricerca (art. 29, commi da 1 a 5)
Il primo comma dell'art. 29 sancisce il principio dell'applicabilità a tutti i crediti di imposta ad oggi vigenti del sistema di monitoraggio previsto dall'art. 5 del decreto legge 138/2002, convertito in legge 178/02, finalizzato ad evitare l'utilizzo di crediti di imposta oltre i limiti degli stanziamenti previsti per ciascuno di essi.
In sostanza, prima di poter utilizzare un credito di imposta, occorrerà prenotarlo in via telematica, ed il sistema si bloccherà al momento dell'esaurimento dei fondi disponibili.
I commi dal 2 al 5 definiscono le modalità operative con le quali il predetto principio sarà applicato al credito di imposta concesso dalla legge finanziaria 2007 a favore delle imprese per attività di ricerca e sviluppo, attribuendo una specifica priorità alle imprese che dimostrino di aver già avviato tali attività, a condizione che inoltrino il formulario di prenotazione entro 30 giorni dall'attivazione di questa nuova procedura.
Indennità per la cd vacanza contrattuale (art. 33)
Al personale delle Amministrazioni dello Stato viene erogata con lo stipendio del mese di dicembre l'indennità di vacanza contrattuale riferita al primo anno del biennio economico 2008-2009 nell'importo spettante nell'anno 2008. Tali somme costituiscono anticipazione dei benefici complessivi del biennio 2008-2009 da definirsi in sede contrattuale.
LSU scuola (art. 34)
Si autorizza la spesa di 110 milioni di euro per l'anno 2009 per la proroga delle attività dei lavoratori socialmente utili nel comparto scuola.