Source: https://www.rivistaaic.it/it/rivista/ultimi-contributi-pubblicati/gabriella-mazzotta/rassegna-delle-decisioni-rese-nei-giudizi-per-i-conflitti-di-attribuzione-aec
Timestamp: 2019-10-20 19:32:43+00:00
Document Index: 71328008

Matched Legal Cases: ['art. 68', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 68', 'sentenza ', 'art. 21']

Rivista AIC - Rassegna delle decisioni rese nei giudizi per i conflitti di attribuzione
Conflitto di attribuzione tra poteri dello stato - Parlamento - Immunità parlamentari - Procedimento penale per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa a carico di un senatore - Deliberazione di insindacabilità delle opinioni del parlamentare adottata dal Senato della Repubblica - Ricorso per conflitto di attribuzione promosso dal Tribunale di Milano - Insussistenza del nesso funzionale tra dichiarazioni rese extra moenia dal parlamentare ed espletamento delle funzioni - Inesistenza di atti parlamentari tipici, anteriori o contestuali, ai quali riferire le dichiarazioni - Insufficienza del mero riferimento all'attività parlamentare - Non spettanza al Senato della Repubblica del potere esercitato - Conseguente annullamento della deliberazione di insindacabilità.
Oggetto: Deliberazione di insindacabilità del Senato del 19 febbraio 2009.
Parametro: Costituzione, art. 68, primo comma; legge 11 maggio 1953 n. 87, art. 37; legge 11maggio 1953, n. 87, art. 38.
Con ricorso del 7 aprile 2010 il Tribunale di Milano ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti del Senato della Repubblica, in relazione alla deliberazione adottata il 19 febbraio 2009, con la quale è stato dichiarato, su conforme proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, che i fatti per i quali è in corso il procedimento per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa a carico di Raffaele Iannuzzi,debbono ritenersi insindacabili ai sensi dell’articolo 68 della Costituzione, costituendo opinioni espresse nell’esercizio delle funzioni di parlamentare. Il conflitto è stato dichiarato ammissibile dalla Consulta con ordinanza n. 288 del 6 novembre 2009.
La Corte ribadisce l’orientamento già espresso in molte sentenze (tra le molte, sentenze n. 420, n. 410, n. 134 e n. 171 del 2008, n. 11 e n. 10 del 2000), secondo il quale per l’esistenza di un nesso funzionale tra le dichiarazioni rese extra moenia da un parlamentare e l’espletamento delle sue funzioni di membro del Parlamento – al quale è subordinata la prerogativa dell’insindacabilità di cui all’art. 68, primo comma, Cost. – è necessario che tali dichiarazioni possano essere identificate come espressione dell’esercizio di attività parlamentare
Nella specie, ad avviso della Corte, la relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari non indica atti parlamentari tipici anteriori o contestuali alle dichiarazioni in esame, compiuti dallo stesso senatore, ai quali, per il loro contenuto, possano essere riferite le opinioni oggetto di conflitto.
Inoltre il mero riferimento all’attività parlamentare o comunque all’inerenza a temi di rilievo generale (pur anche dibattuti in Parlamento), entro cui le dichiarazioni si possano collocare, non vale in sé a connotarle quali espressive della funzione, in quanto esse, non costituendo la sostanziale riproduzione di specifiche opinioni manifestate dal parlamentare nell’esercizio delle proprie attribuzioni, sono non già il riflesso del peculiare contributo che ciascun deputato e ciascun senatore apporta alla vita parlamentare mediante le proprie opinioni e i propri voti (come tale coperto dall’insindacabilità, a garanzia delle prerogative delle Camere e non di un «privilegio personale [...] conseguente alla mera “qualità” di parlamentare»: sentenza n. 120 del 2004), bensì un’ulteriore e diversa articolazione di siffatto contributo, elaborata ed offerta alla pubblica opinione nell’esercizio della libera manifestazione del pensiero assicurata a tutti dall’art. 21 Cost. (sentenze n. 330 del 2008 e n. 135 del 2008, n. 302, n. 166 e n. 152 del 2007).