Source: http://dirittoegiustizia.it/news/13/0000098447/Il_coronavirus_contagia_l_economia_novita_normative_e_riflessioni_in_tema_di_crisi_di_impresa.html
Timestamp: 2020-07-12 10:22:49+00:00
Document Index: 103679546

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 2423', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 56', 'art. 49', 'art. 56', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 54', 'art. 18', 'art. 36', 'art. 83', 'art. 55', 'art. 13', 'art. 182', 'art. 47', 'art. 173', 'art. 9']

Il coronavirus contagia l'economia: novità normative e riflessioni in tema di crisi di impresa - SOCIETÀ e FALLIMENTO | Diritto e Giustizia
- da un lato, perché molte imprese in bonis al 31 dicembre 2019 sono probabilmente destinate ad entrare in crisi, in conseguenza delle misure adottate a livello mondiale per il contenimento della pandemia;
- dall'altro lato, perché comunque la situazione in atto esplica importati effetti anche nei confronti di quelle imprese che già avevano intrapreso un percorso di risanamento in passato (percorso, al momento dell'avvento della pandemia, concluso e in fase di esecuzione oppure ancora in corso);
- dall'altro lato ancora, perché essa esplica effetti non minori persino nella gestione delle procedure di natura meramente liquidatoria, il cui andamento influisce in maniera forse meno visibile ma certamente apprezzabile sull'economia, sia in termini di tempi ed entità di soddisfacimento dei creditori, sia soprattutto avuto riguardo a quegli operatori che in maniera sempre più professionale da qualche anno si interfacciano con le procedure per effettuare investimenti e, in vario modo, re-immettere sul mercato gli asset che compongono il patrimonio delle società sottoposte a procedura concorsuale.
- la novità più rilevante del Codice è rappresentata dalla introduzione del sistema delle c.d. misure di allerta, volte a provocare l'emersione anticipata della crisi delle imprese: in una situazione in cui l'intero tessuto economico mondiale risulta colpito da una gravissima forma di crisi, il sistema dell'allerta potrebbe produrre risultati marcatamente disfunzionali, anche a danno di imprese sane (e che vivono una fase di temporanea crisi proprio per la pandemia in atto);
- l'obiettivo perseguito dal Codice è quello di garantire nella forma più ampia possibile il salvataggio delle imprese e della loro continuità: la sua applicazione in questa fase frustrerebbe irrimediabilmente tale obiettivo;
- in una situazione di sofferenza economica generalizzata, è preferibile che gli operatori possano utilizzare strumenti noti, che garantiscono una maggiore stabilità a livello applicativo;
- il differimento consentirà di allineare il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza alla emananda normativa di attuazione della Direttiva UE 1023/2019 in materia di ristrutturazione preventiva delle imprese.
- esonero temporaneo (dalla data di entrata in vigore del decreto e fino al del 31 dicembre 2020) dall'obbligo di assumere le iniziative (liquidazione, ricapitalizzazione o ristrutturazione) conseguenti alla constatazione di una perdita di capitale rilevante; sospensione della operatività della causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale (art. art. 6); permane l'obbligo di rilevare la perdita nella nota integrativa;
- disposizioni temporanee in materia di principi di redazione del bilancio, che consentono di redigere e approvare i bilanci nella prospettiva della continuazione dell'attività di cui all'art. 2423-bis, 1 comma, n. 1), cod. civ. nei casi in cui tale continuità risulti sussistente nell'ultimo bilancio di esercizio chiuso in data anteriore al 23 febbraio 2020 (art. 7), ciò anche con riferimento al bilancio 2019, laddove la perdita della continuità sia da imputarsi alla emergenza sanitaria;
- esclusione della postergazione dei finanziamenti effettuati dai soci a favore della società dalla data di entrata in vigore del decreto e sino alla data del 31 dicembre 2020 (art. 8);
- improcedibilità di tutte le istanze di fallimento presentate nel periodo 9 marzo 2020 ed il 30 giugno 2020 (con eccezione di quelle formulate dal Pubblico Ministero, con richiesta di misure cautelari), come temporaneo ombrello protettivo che pone al riparo da iniziative aggressive dei creditori; la finestra temporale sopra indicata non viene computata nella determinazione dei termini a ritroso rilevanti ai sensi dell'art. 10 e 69-bis L. Fall. (art. 10).
- effettuino verifiche costanti ed a breve termine dell'indice di indebitamento in rapporto con il cash flow;
- verifichino senza indugio se, come oramai imposto dalla legge, l'assetto organizzativo, amministrativo e contabile di cui l'impresa è dotata sia idoneo a consentire una tempestiva rilevazione della crisi;
- gestiscano l'attività aziendale in modalità conservativa, evitando ove possibile ogni atto di straordinaria amministrazione;
- qualora le attività abbiano ad oggetto settori con riguardo ai quali è stata imposta la sospensione dai recenti provvedimenti governativi, o comunque che abbiano subito una notevole contrazione in ragione della situazione in atto:
1. avviino una negoziazione che abbia ad oggetto un adeguamento delle condizioni contrattuali pattuite (contratti di locazione/affitto, contratti di fornitura, ovvero, se le prestazioni hanno perso di utilità;
2. aprano un percorso finalizzato alla risoluzione (legale o consensuale), avvalendosi degli istituti all'uopo invocabili della impossibilità (totale o parziale) sopravvenuta, della eccessiva onerosità sopravvenuta, della forza maggiore, a seconda evidentemente delle diverse fattispecie configurabili in concreto. Tanto al fine di operare, ove possibile, risparmi sui costi.
- la sospensione del pagamento delle rate di mutuo, dei canoni di leasing e dei prestiti non rateizzati (art. 56);
- il rafforzamento/ampliamento del sistema delle garanzie prestate dallo Stato al fine di agevolare l'accesso delle imprese al credito bancario mediante la previsione di numerose deroghe alla normativa sulle garanzie rilasciate dal Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, istituito con la L. n. 662/1996 (art. 49, 51, 55 e 57);
- la previsione di una moratoria straordinaria di cui possono beneficiare, facendone semplice richiesta alla banca o all'intermediario finanziario creditore, previa autocertificazione di avere subìto carenze di liquidità correlate direttamente all'emergenza Covid, le micro-piccole e medie imprese che, alla data di entrata in vigore del decreto, abbiano già ottenuto prestiti o che siano titolari di linee di credito e i cui crediti non siano già stati classificati come “deteriorati” (art. 56).
- la possibilità di accedere alla cassa integrazione ordinaria per tutte le imprese rientranti nel campo di applicazione della CIGO nonché per i datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 dipendenti iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che nell'anno 2020 sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza epidemiologica da COVID-19 (art. 19);
- la possibilità di fruire della cassa integrazione in deroga al CIGD per i datori di lavoro del settore privato (ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore) che non hanno accesso alla CIGO, FIS o Fondi Bilaterali (art. 20);
- un alleggerimento del carico fiscale mediante la sospensione di numerosi termini di pagamento nonché dell'attività dell'Agenzia delle Entrate (artt. 62, 67 e 68);
- incentivi per cessione a titolo oneroso dei crediti «deteriorati» finanziari e commerciali mediante possibilità di trasformare in credito d'imposta le imposte anticipate relative a perdite fiscali ed eccedenze ACE (art. 54).
- queste imprese (particolarmente se si è in presenza di procedure in continuità) al pari delle altre subiscono le conseguenze che scaturiscono dal blocco delle attività disposte dalle pubbliche autorità per contenere la pandemia (ovvero comunque dalle limitazioni operative per esigenze sanitarie), con tutto ciò che ne consegue in termini di cessazione/riduzione di flussi attivi;
- vi è poi una fase di stallo sul piano procedurale: il D.L. 17 marzo 2020, n. 18, all'art. 18, ha sancito una sospensione di tutti i termini processuali nel periodo compreso tra il 9 marzo 2020 ed il 15 aprile 2020, con rinvio di a data successiva al termine di sospensione di tutte le udienze. Il termine è stato ulteriormente prorogato, dal D.L. 8 aprile 2020, n. 23 (art. 36), all'11 maggio 2020. In particolare, si intendono rinviate a data successiva all'11 maggio 2020, ai fini che qui rilevano, tutte le udienze previste nell'ambito del Titolo II (il Fallimento) e del Titolo III (il concordato preventivo e gli accordi di ristrutturazione dei debiti) della Legge Fallimentare a meno che non si ricada nell'ambito dell'eccezione prevista nel punto i) dell'art. 83, 3° comma, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (i procedimenti la cui ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti). In questo caso, l'eccezione si realizza solo quando l'urgenza venga attestata con decreto del Giudice delegato o dal Presidente del Tribunale, dietro ricorso della parte interessata, che dovrà attestare e dimostrare quali siano i motivi dell'urgenza.
- nei casi in cui un Piano sia già stato redatto, la sua tenuta è messa a dura prova dallo stop delle attività imposto dalle pubbliche autorità: la situazione è resa vieppiù difficile non solo dal fatto che un imprenditore in procedura è più fragile per definizione, ma anche dal fatto che gli è inibito per lo più l'accesso alle misure straordinarie di sostegno messe a disposizione dal legislatore alle imprese in bonis (cfr. ad esempio, art. 55 e 56 Decreto “Cura Italia”); nonostante una apparente apertura contenuta all'art. 13, comma 1, lett. g) del Decreto Liquidità (a mente del quale “la garanzia è concessa anche alle imprese che, in data successiva al 31 dicembre 2019, sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale di cui all'articolo 186-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, hanno stipulato accordi di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis del R.D. n. 267/1942 o hanno presentato un piano attestato di cui all'articolo 67 del predetto regio decreto”), gli spazi di effettiva operatività della norma appaiono pressoché inesistenti alla luce dei presupposti di accesso (“le loro esposizioni non siano più in una situazione che ne determinerebbe la classificazione come esposizioni deteriorate, non presentino importi in arretrato successivi all'applicazione delle misure di concessione e la banca, sulla base dell'analisi della situazione finanziaria del debitore, possa ragionevolmente presumere il rimborso integrale dell'esposizione alla scadenza, ai sensi dell'art. 47-bis, comma 6, lettere a) e c) del regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013”;
- nei casi in cui il Piano non sia ancora stato redatto è certamente ardua la sua formulazione e la sua attestazione, in ragione della difficoltà di formulare, in questa fase, previsioni attendibili nel breve, medio termine.
1. la generalizzata dilatazione dei tempi, dovuta alla sospensione dei termini nel c.d. periodo cuscinetto (9 marzo 2020-11 maggio 2020);
2. la necessità in ogni caso di aggiornamento del Piano ove lo stesso ancora non sia stato portato alla approvazione dei creditori, per verificarne la attualità e la tenuta.
- procedure pendenti, nelle quali non sia ancora stato depositato il Piano: qui vi è massima libertà per il debitore di adeguamento ai fatti sopravvenuti del Piano in corso di redazione: dunque, nessuna difficoltà da un punto di vista procedurale, ma solo le criticità connesse alla difficoltà/impossibilità (per l'advisor finanziario e per l'attestatore) di formulare previsioni attendibili nel breve/medio termine, con tutto ciò che ne consegue. Essenziale in questa fase un dialogo costante con gli Organi della Procedura, per offrire un quadro aggiornato della situazione e valorizzare, ove vi siano, gli elementi che rendono preferibile la coltivazione della procedura, piuttosto che il suo arresto ai sensi dell'art. 173 L. Fall.; il D.L. 8 aprile 2020, n. 23 ha per vero introdotto una facoltà di proroga eccezionale di ulteriori novanta giorni per il deposito del Piano;
- procedure pendenti con Piano depositato, per le quali non sia ancora stata celebrata l'adunanza dei creditori: anche in questo caso vi è ampia libertà di manovra per l'aggiornamento del Piano (con rinvio dell'adunanza, per consentire il rispetto anche dei termini per la presentazione di eventuali proposte concorrenti);
- procedure per le quali sia già stato acquisto il voto favorevole dei creditori e si sia in attesa dell'omologa. È, questa, la fattispecie più critica, che non a caso ha visto l'intervento del Legislatore (D.L. 8 aprile 2020, n. 23, art. 9) per disciplinare la fattispecie in cui si manifestassero scostamenti rilevanti tali da incidere sul giudizio di fattibilità giuridica del Piano approvato dai creditori.
- a tutte le attività finalizzate a distribuire liquidità ai creditori (riparti, rendiconti, mandati di pagamento in forma telematica, chiusure);
- alle attività che possono svolgersi in forma scritta (omessa cioè la celebrazione dell'udienza), senza pregiudizio per il diritto di difesa e del contraddittorio: tanto al fine di garantire per quanto possibile l'operatività della sezione.
- la sospensione dei termini in linea generale interessa anche le procedure di concordato fallimentare (salva la dimostrazione di ragioni di urgenza, che consentano di derogare alla regola generale);
- la dilatazione dei tempi si registra anche nella celebrazione delle aste: in data 10 marzo 2020, la sezione fallimentare del Tribunale di Milano, al fine di assicurare la regolare operatività dei procedimenti di vendita e scongiurare possibili effetti negativi sulla competitività (che è un vero e proprio principio cardine della liquidazione in sede concorsuale), ha disposto:
- delle attività di perizia che necessitano di accesso ai pubblici uffici e non possano essere svolte in via telematica sino al 31 maggio 2020 (termine che deve ritenersi prorogato al 30 giugno 2020 per effetto del D.L. 8 aprile 2020, n. 23);
- dell'attività di visita se l'immobile abitativo è occupato sino al 31 maggio 2020 o se per immobili diversi non è possibile scaglionare con agio le visite (termine che deve ritenersi prorogato al 30 giugno 2020 per effetto D.L. 8 aprile 2020, n. 23);