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Timestamp: 2020-05-27 01:01:01+00:00
Document Index: 140162111

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 2704', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 366', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 6878 del 16/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6878 del 16/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 16/03/2017, (ud. 20/12/2016, dep.16/03/2017), n. 6878
sul ricorso 4363/2016 proposto da:
S.M.R., S.M.L.M.,
I.M.B., I.A., queste ultime due quali eredi di
S.M.M., elettivamente domiciliate in ROMA, VIA D
COMPARETTI 30, presso lo studio dell’avvocato LUIGI NAZARENO GRASSI,
rappresentate e difese dall’avvocato MICHELE IAZZETTA, giusta
ENEL DISTRIBUZIONE SPA, società con socio unico soggetta a direzione
e coordinamento da parte di Enel Spa, in persona del suo
procuratore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA IN ARCIONE 71,
e difende unitamente all’avvocato NICOLA PALOMBI giusta procura in
calce al controricorso e per la TERNA RETE ITALIA SRL, in persona
VIA ARCIONE, 71, presso lo studio dell’avvocato NICOLA PALOMBI che
la rappresenta e difende unitamente all’avvocato STEFANO D’ERCOLE,
TERNA LINEE ALTA TENSIONE SRL;
avverso la sentenza n. 647/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
Con sentenza del 29/1/2015 la Corte d’Appello di Roma, in parziale accoglimento del gravame interposto dalla società Enel Distribuzione s.p.a. e in conseguente parziale riforma della pronunzia Trib. Latina n. 1263/2008 di accoglimento della domanda nei confronti della medesima proposta dai sigg. S.M.R. ed altri di risarcimento dei danni lamentati a seguito di costituzione di servitù di elettrodotto su fondo confinante con terreni di loro proprietà e l’abusiva occupazione della particella (OMISSIS) mediante “l’installazione di un basamento in cemento armato, rendendo così i fondi interclusi”, ha ridotto l’ammontare a tale titolo liquidato dal giudice di prime cure limitandolo alle spese occorrenti per la rimozione del basamento.
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito i sigg. S.M.R. ed altri propongono ora ricorso per cassazione, affidato a 3 motivi, illustrati da memoria.
Resiste con controricorso società Enel Distribuzione s.p.a., che ha presentato anche memoria.
Con il 1 motivo i ricorrenti denunziano “inesistente e/o obiettivamente incomprensibile ed illogica” motivazione su fatti decisivi per il giudizio, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Con il 2 motivo denunziano “violazione e/o falsa applicazione” dell’art. 2704 c.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 3 motivo denunziano”violazione e/o falsa applicazione” degli artt. 2043, 1223, 1226, 1227 e 2056 c.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; nonchè “difetto di motivazione” su punto decisivo della controversia, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Esso risulta formulato in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso che i ricorrenti pongono a fondamento della censura atti e documenti del giudizio di merito (es., il “punto “g” dell’atto di appello – all. 7″, “tutto il quadro probatorio oggetto di discussione processuale”, le “prove documentali in atti”, la “missiva inviata dai legali delle ricorrenti (lettera del 12.01.2001 – all. 3 e prodotto anche nel fascicolo di primo grado)”, la “lettera del 30.01.2001, spedita a maggio dello stesso anno – vedi timbro – all. n. 4 e proddotta in primo grado dalle parti – vedi fascicolo originario primo grado parte attrice)”, la CTU, alle “foto scattate dal CTU (all. n. 6)”, le “scritture private in atti (sia il mandato del 25/03/2000 sia la scrittura del 10/06/2000 allegate al fascicolo di primo grado sub 2) e poi 5) del primo fascicolo depositato con l’atto di citazione)”, i “verbali di causa di primo grado pag. 5”, la “memoria allegata fascicolo primo grado sub 4)”, la “lettera raccomandata… del 10/12/08/2000 (vedi “recesso del conduttore” allegato al fascicolo parte attrice primo grado sub 2) e poi 6) fascicolo originario)”, la “doppia testimonianza del B.”) limitandosi a meramente richiamarli, senza invero debitamente – per la parte d’interesse in questa sede – riprodurli nel ricorso nè fornire puntuali indicazioni necessarie ai fini della relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta presso la Corte di Cassazione, al fine di renderne possibile l’esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell’esatta collocazione nel fascicolo d’ufficio o in quello di parte, e se essi siano stati rispettivamente acquisiti o prodotti (anche) in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239, e, da ultimo, Cass., 6/11/2012, n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
A tale stregua non deducono le formulate censure in modo da renderle chiare ed intellegibili in base alla lettura del solo ricorso, non ponendo questa Corte nella condizione di adempiere al proprio compito istituzionale di verificare il relativo fondamento (v. Cass., 18/4/2006, n. 8932; Cass., 20/1/2006, n. 1108; Cass., 8/11/2005, n. 21659; Cass., 2/81/2005, n. 16132; Cass., 25/2/2004, n. 3803; Cass., 28/10/2002, n. 15177; Cass., 12/5/1998 n. 4777) sulla base delle sole deduzioni contenute nel medesimo (v. Cass., 24/3/2003, n. 3158; Cass., 25/8/2003, n. 12444; Cass., 1/2/1995, n. 1161).
Le spese del giudizio di cassazione, liquidate come in dispositivo in favore della controricorrente società Enel Distribuzione s.p.a., seguono la soccombenza.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna i ricorrenti al pagamento, in solido, delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 7.200,00, di cui Euro 7.000,00 per onorari, oltre ad accessori come per legge, in favore della contro ricorrente società Enel Distrubuzione s.p.a..
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, come modif. dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte i ricorrenti dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.