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Timestamp: 2020-01-27 16:12:56+00:00
Document Index: 173705614

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 29', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5']

Parere su una istanza di acceso civico - 21 febbraio 2019 [9103063] - Garante Privacy
Pubblica Amministrazione , Enti locali , Trasparenza amministrativa , Accesso civico
[doc. web n. 9103063]
Parere su una istanza di acceso civico - 21 febbraio 2019
n. 47 del 21 febbraio 2019
Con la nota in atti il Difensore civico della Toscana ha chiesto al Garante il parere previsto dall’art. 5, comma 8, del d. lgs. n. 33 del 14 marzo 2013, nell’ambito del ricorso avverso un provvedimento di diniego di un accesso civico, adottato dal Comune di Pieve a Nievole.
Nello specifico, la richiesta di accesso civico aveva a oggetto «l’elenco dei capitoli e delle operazioni (accertamenti di entrata ed impegni di spesa)» relative al bilancio dell’esercizio 2017 che «devono contenere le informazioni [identificate in atti]», tra le quali emergono il «codice fiscale soggetto», «partita iva soggetto», «nome o ragione sociale soggetto».
Dagli atti emerge che il Comune ha parzialmente accolto l’accesso, fornendo la documentazione richiesta priva dei dati relativi ai «soggetti».
Per tale ragione, l’istante ha presentato richiesta di integrazione alla documentazione fornita dal Comune, in quanto «i dati che ci sono stati forniti per l'anno 2017 sono privi dei soggetti. Non è pertanto possibile capire da chi provengano o a chi siano destinati i vari importi. Sono quindi a chiedere di rinviare i dati di bilancio 2017 completi dei soggetti».
A fronte di tale istanza, il Comune ha chiarito che «alla luce dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo in materia di Privacy, che ha limitato la diffusione e l’utilizzo dei dati personali, i dati da Voi sollecitati non possono essere diffusi in quanto ritenuti non necessari a soddisfare la Vs. richiesta».
Avverso tale diniego, l’istante ha presentato ricorso al Difensore Civico sostenendo che i dati richiesti sono «pubblici, e la diffusione ne è consentita in forza del Dlgs 33/2013, citato nella nostra richiesta, e dell'ancora più esplicito FOIA, introdotto con Dgs 97 nel 2016, ove il diritto di accesso è indicato come "diritto fondamentale". Il Regolamento europeo sulla privacy da voi citato non incide in nulla su tali diritti. Infatti i dati da noi richiesti non sono affatto "personali" come da voi interpretato, ma pubblici […]» e che nell’art. 4 del Regolamento «vi si parla di persone fisiche e non certo di partite iva. Dunque ben venga la protezione dei dati di privati cittadini, che pure abbiano da avere o da dare all'amministrazione comunale; tutt'altra cosa è nascondere società e cooperative che lavorano e vengono retribuite avendo magari vinto appalti, oppure avendo avuto assegnazioni dirette dalla pubblica amministrazione».
Il Difensore civico ha chiesto, pertanto, al Garante il parere previsto dall’art. 5, comma 8, del d. lgs. n. 33 del 14 marzo 2013 in quanto «la domanda di accesso del ricorrente […] è da ascriversi all'accesso civico "generalizzato", di cui al comma 2 art. 5 Dlgs 33/2013 come introdotto dal Dlgs n. 97/2016, essendo che i dati richiesti, relativi ai soggetti a cui si riferiscono le voci di bilancio, sono "ulteriori" rispetto ai documenti e dati dei quali è obbligatoria la pubblicazione (nel caso di specie, il bilancio, preventivo e consuntivo, di cui per l'appunto l'art. 29 Dlgs 33/2013, e successive modifiche e integrazioni, dispone la pubblicazione)».
La disciplina di settore in materia di accesso civico, contenuta nel d. lgs. n. 33/2013, prevede che l’accesso civico è preordinato a «favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico» e che, in tale contesto, «chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi del presente decreto, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti secondo quanto previsto dall’articolo 5-bis» (art. 5, comma 2).
Si ricorda, inoltre, che il Garante deve essere sentito dal Difensore civico nel caso di ricorso a esso presentato, laddove l’accesso sia stato negato o differito per motivi attinenti alla tutela della «protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia» (artt. 5, comma 8; 5-bis, comma 2, lett. a), d. lgs. n. 33/2013).
Nel caso sottoposto all’attenzione del Garante, risulta che sia stata presentata un’istanza di accesso civico volta ad ottenere diverse informazioni, attinenti a capitoli e operazioni (accertamenti di entrata ed impegni di spesa), con riferimento al bilancio e conto consuntivo del 2017.
Dagli atti risulta che l’amministrazione ha parzialmente negato l’accesso, fornendo le informazioni richieste «prive dei soggetti» e motivando tale esclusione per generici motivi attinenti «l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo in materia di Privacy, che ha limitato la diffusione e l’utilizzo dei dati personali» senza motivare specificamente in ordine alle ragioni del pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali che si assumerebbe arrecato, con la loro ostensione, ai soggetti controinteressati, i quali, in ogni caso, non sono stati coinvolti nel procedimento (art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013).
Preliminarmente si osserva che quanto riportato nella motivazione del Comune, circa la conseguenza che l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2016/679 esplica sulle valutazioni in ordine all’accesso civico, non è corretta. Il nuovo quadro normativo non muta, infatti, i presupposti giuridici da valutare in questo contesto.
Nel caso particolare, non risulta, inoltre, possibile comprendere se i «soggetti» ai quali i dati si riferiscono siano persone fisiche o persone giuridiche, non essendo stata allegata, alla richiesta di parere, la documentazione oggetto dell’accesso civico o anche una descrizione dettagliata della stessa.
Ai sensi del citato art. 4, par. 1, numero 1) del Regolamento – sono sottratte dall’ambito di applicazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali le persone giuridiche, gli enti e le associazioni, che non possono beneficiare della tutela di cui al citato art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013.
Per tali ragioni, l’Autorità non è in grado di valutare l’ammissibilità della richiesta.
Laddove, invece, i dati presenti all’interno della documentazione di cui si chiede l’accesso siano da intendersi come riferiti ad altri soggetti (persone fisiche), il soggetto destinatario dell’istanza di accesso civico è tenuto a verificare – considerando, peraltro, che «Tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto di accesso civico […] sono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell'articolo 7» (art. 3, comma 1, del d.lgs. n. 33/2013) – se l’accesso civico debba essere rifiutato «per evitare un pregiudizio concreto alla tutela [della] protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia» (art. 5-bis, comma 1, lett. a)), seguendo, a tale scopo, le indicazioni fornite nelle Linee guida dell’ANAC in materia di accesso civico al cui contenuto, pertanto, si rinvia integralmente (cfr., in particolare, il par. 8 intitolato «I limiti derivanti dalla protezione dei dati personali») e previo coinvolgimento dei soggetti controinteressati come sopra precisato.
Si evidenzia, inoltre, che nelle Linee guida dell’ANAC in materia di accesso civico è precisato che «Nella risposta negativa o parzialmente tale, sia per i casi di diniego connessi all’esistenza di limiti di cui ai co. 1 e 2 che per quelli connessi all’esistenza di casi di eccezioni assolute di cui al co. 3, l’amministrazione è tenuta a una congrua e completa, motivazione ... La motivazione serve all’amministrazione per definire progressivamente proprie linee di condotta ragionevoli e legittime, al cittadino per comprendere ampiezza e limiti dell’accesso generalizzato, al giudice per sindacare adeguatamente le decisioni dell’amministrazione» (parr. 4.2, 5.3; nonché «Allegato. Guida operativa all’accesso generalizzato», n. 13).
3. Sulla possibilità per coloro che dimostrino un interesse qualificato di ottenere informazioni e dati personali più dettagliati ai sensi della legge n. 241/1990
esprime parere nei termini suesposti in merito alla richiesta del Difensore civico della Toscana, ai sensi dell’art. 5, comma 8, del d. lgs. n. 33/2013.