Source: http://ilgiuslavorista.it/rubriche/giurisprudenza-commentata?page=27
Timestamp: 2018-10-19 17:56:45+00:00
Document Index: 7804218

Matched Legal Cases: ['art. 2725', 'art. 1324', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 3']

Licenziamento in caso di svolgimento di altra attività lavorativa durante la malattia
18 Agosto 2015 | di Elisabetta Rebagliati, Federico Torzo
Deve essere confermato il licenziamento per giusta causa irrogato ad un lavoratore, assente per malattia dovuta ad infortunio sul lavoro, il quale era stato sorpreso a svolgere attività lavorativa, in qualità di addetto alle pulizie, per conto della società cooperativa di cui faceva parte la moglie”.
Licenziamento: il requisito della forma scritta non può essere provato per testimoni
11 Agosto 2015 | di Vincenzo Fabrizio Giglio
Non è dunque ammissibile la prova testimoniale della esistenza della lettera di licenziamento, considerato che l’art. 2725, comma 2, Cod. civ., norma di ordine pubblico, non consente la prova per testi di un contratto (o di un atto unilaterale ex art. 1324 Cod. civ.) per il quale la legge prevede la forma scritta a pena di nullità, ad eccezione del caso in cui il datore di lavoro dimostri di aver smarrito, senza colpa, il documento.
L’abrogazione dell’indennità di anzianità aggiuntiva ha effetti retroattivi?
06 Agosto 2015 | di Luigi Santini
Il trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici, di cui al D.P.C.M. 20 dicembre 1999, ha sostituito, a decorrere dalla sua entrata in vigore (30 maggio 2000), l'indennità di anzianità prevista in favore dei dipendenti regionali dalla L.R. Lombardia n. 38 del 1981, artt. da 16 a 18 avendo entrambi gli emolumenti natura retributiva (sia pure con funzione previdenziale), e dovendo escludersi - sulla base, oltre che del generale principio di irretroattività della legge, delle esigenze di omogeneizzazione del trattamento di previdenza del personale regionale perseguite dalla legge regionale disciplinatrice dell'indennità di anzianità, in attesa della modifica delle norme che regolano l'indennità di fine servizio, nonché della coerenza sistematica con il criterio del pro rata introdotto dalla nuova disciplina in relazione ai diversi trattamenti - l'efficacia retroattiva dell'abrogazione della normativa regionale; con la conseguenza che, per il periodo successivo alla data dalla quale opera l'effetto abrogativo, i dipendenti regionali non hanno più diritto al trattamento integrativo accordato dalla citata L.R. n. 38 del 1981, mentre mantengono il diritto maturato nel periodo precedente.
L'ambito di applicabilità della Legge Fornero alla luce del principio di irretroattività
03 Agosto 2015 | di Sabrina Apa
La circostanza che l'art. 1, comma 67, L. n. 92/2012 preveda l'applicabilità delle nuove norme processuali solo alle controversie instaurate dopo l'entrata in vigore della legge stessa non significa, a contrariis, che le nuove norme sostanziali in essa contenute siano applicabili ai licenziamenti anteriormente intimati, ma semplicemente che queste ultime seguono, in assenza di esplicita disposizione contraria, la regola dell'irretroattività sancita dall'art. 11 delle preleggi, regola a cui può derogarsi solo se ciò è espressamente previsto da apposita disposizione di diritto transitorio, che nel caso di specie manca. In assenza di un'espressa disposizione derogatoria, il principio dell'irretroattività della legge, previsto dall'art. 11 delle preleggi, fa sì che la nuova legge non possa essere applicata, oltre che ai rapporti giuridici esauritisi prima della sua entrata in vigore, anche a quelli sorti anteriormente e ancora in vita ove, in tal modo, si disconoscano gli effetti già verificatisi nel fatto passato o si venga a togliere efficacia, in tutto o in parte, alle conseguenze attuali o future di esso, come si verifica nell'ipotesi di un licenziamento giudicato illegittimo.
I criteri per l’individuazione della fattispecie di mobbing da demansionamento
28 Luglio 2015 | di Gustavo Danise
La fattispecie del mobbing è integrata in presenza di sette parametri tassativi, che sono: l'ambiente, la durata, la frequenza, il tipo di azioni ostili, il dislivello tra gli antagonisti, l'andamento secondo fasi successive, l'intento persecutorio.
Il principio della territorialità dell’obbligo contributivo
24 Luglio 2015 | di Emanuele Petrilli
In materia di contribuzione previdenziale, l'impresa straniera che operi in Italia è tenuta, in forza del principio della territorialità delle assicurazioni sociali, al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali per i lavoratori impiegati nel territorio, ancorché essi siano cittadini dello Stato di provenienza dell'impresa, salva solo l'esistenza di eventuali deroghe previste in accordi internazionali.
Nullità della cessione di ramo di azienda e risarcimento del danno da mancato ripristino del rapporto di lavoro
14 Luglio 2015 | di Francesca Chietera
La nullità della cessione di ramo d’azienda produce il diritto al risarcimento del danno a favore del lavoratore che, nonostante la dichiarazione giudiziale di nullità, non sia stato ammesso a riprendere il lavoro nell’impresa cedente. Questo diritto tuttavia non sussiste qualora lo stesso lavoratore abbia accettato l’estinzione dell’unico rapporto di lavoro, di fatto proseguito con l’impresa cessionaria, sottoscrivendo insieme a quest’ultima un verbale di messa in mobilità.
Onere della prova sul superamento del limite massimo di contratti a termine stipulabili
13 Luglio 2015 | di Maria Luisa Vallauri
L’onere della prova dell’osservanza del rapporto percentuale tra lavoratori stabili e lavoratori assunti con un contratto a tempo determinato, fissato dalla contrattazione collettiva, è a carico del datore di lavoro, secondo quanto previsto dall’art. 3 l. 18 aprile 1962, n. 230 applicabile ratione temporis.
Preavviso per dimissioni: valido il patto di estensione in deroga al CCNL
25 Giugno 2015 | di Vincenzo Fabrizio Giglio
Nel rapporto di lavoro subordinato, il preavviso non può essere preventivamente escluso dalla volontà delle parti né essere limitato nella sua durata rispetto a quello fissato dalla contrattazione collettiva; è lecito invece, mediante accordo individuale, pattuirne una maggior durata giacché tale pattuizione può giovare al datore di lavoro ed è sicuramente favorevole al lavoratore.