Source: https://www.diritto.it/quando-la-societa-sordina-s-p-a-ha-presentato-le-due-istanze-di-riesame-e-annullamento-in-autotutela-in-particolare-quella-piu-articolata-del-452010-era-gia-in-vigore-il-d-lgs-n-532010-che-ha/
Timestamp: 2018-07-15 23:03:58+00:00
Document Index: 32007687

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 243', 'art. 6', 'art. 243', 'art. 6', 'art. 243', 'art. 243', 'art. 243']

Quando la società Sordina s.p.a. ha presentato le due istanze di riesame e annullamento in autotutela (in particolare quella più articolata del 4/5/2010) era già in vigore il D.Lgs. n. 53/2010, che ha tra l'altro introdotto (art. 6) l’art. 243-bis del D.L
Quando la società Sordina s.p.a. ha presentato le due istanze di riesame e annullamento in autotutela (in particolare quella più articolata del 4/5/2010) era già in vigore il D.Lgs. n. 53/2010, che ha tra l’altro introdotto (art. 6) l’art. 243-bis del D.L
Qui la sentenza: Quando la società Sordina s.p.a. ha presentato le due istanze di riesame e annullamento in autotutela (in particolare quella più articolata del 4/5/2010) era già in vigore il D.Lgs. n. 53/2010, che ha tra l'altro introdotto (art. 6) l’art. 243-bis del D.Lgs. n. 163/2006 recante Informativa in ordine all'intento di proporre ricorso giurisdizionale(TAR N. 00488/2011)
Il subprocedimento innovativamente disciplinato da tale norma, finalizzato a prevenire possibili contenziosi in sede giurisdizionale, prevede un contraddittorio tra la stazione appaltante e il concorrente insoddisfatto in cui quest’ultimo espone le ragioni per cui ritiene illegittime le decisioni assunte dall’amministrazione, che a sua volta valuta se intervenire o meno in autotutela;
in sostanza, gli elementi caratterizzanti il subprocedimento in questione sono costituiti dalla sollecitazione all’esercizio dell’autotutela, motivatamente rivolta dal concorrente alla stazione appaltante e dalle conseguenti scelte di quest’ultima;
a tale schema è esattamente riconducibile il contraddittorio attivato dalla società ricorrente con le istanze datate 28/4/2010 e 4/5/2010 e concluso da ESTAV Centro con il provvedimento dirigenziale di conferma dell’aggiudicazione datato 25/5/2010; quest’ultimo atto dunque andava impugnato nel termine decadenziale di 15 giorni, ai sensi del comma 6 del citato art. 243-bis, nella formulazione all’epoca vigente; tale termine era però scaduto quando sono stati notificati i motivi aggiunti di cui si discute; non vale opporre che il comma 6 fa riferimento al “provvedimento con cui si dispone il non luogo a provvedere”, mentre nel caso in esame la stazione appaltante ha adottato un provvedimento di ben più ampio contenuto e non meramente confermativo: ciò che rileva è la circostanza che con il provvedimento in questione ESTAV Centro ha deciso di non esercitare l’autotutela richiesta; non vale neppure evidenziare che non era stato ancora impugnato il presupposto provvedimento di aggiudicazione definitiva, posto che questo è stato impugnato (come previsto dalla norma) congiuntamente con il successivo atto di conferma; in tale quadro il decorso del termine decadenziale di impugnazione previsto dal citato comma 6 dell’art. 243-bis comporta l’integrale irricevibilità, per tardività, dei motivi aggiunti depositati in data 1/7/2010.
Il primo motivo aggiunto, con cui si deduce il difetto di motivazione dell’atto impugnato, è infondato in quanto: