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Timestamp: 2020-05-31 00:26:13+00:00
Document Index: 91792112

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 12', 'art.13', 'art. 1915', 'art. 1370']

﻿ Interpretazione dell’art. 42, comma 2, d.l. n. 18/2020 in contesto di polizza privata: momento di riflessione medico giuridica | ridare.it
Interpretazione dell’art. 42, comma 2, d.l. n. 18/2020 in contesto di polizza privata: momento di riflessione medico giuridica
13 Maggio 2020 | Enrico Pedoja La consulenza tecnica medico legale
Inquadramento normativo | Presupposti contrattuali di indennizzabilità dell’infezione virale Covid 19 in Polizza Infortuni Privata | Evoluzione delle condizioni contrattuali di Polizza Infortuni | La costante dottrina medico legale “assicurativa” in tema “ infezione” | La stima tecnica medico legale delle conseguenze indennizzabili |
L’art. 42 del recente d.l. 17 marzo 2020 n. 18 (cui ha fatto seguito l’operatività della Circolare INAIL) ha ribadito i già noti concetti interpretativi, di rilevanza Contrattuale di Polizza Infortuni/ Malattia, in tema di “Infezione”: soprattutto in relazione al valore dell’interesse tutelato per il contraente che attiene alla perdita o diminuzione temporanea e/o permanente della capacità lavorativa. Nel testo si legge infatti: «Nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro, il medico certificatore redige il consueto certificato di infortunio e lo invia telematicamente all’INAIL che assicura, ai sensi delle vigenti disposizioni, la relativa tutela dell’infortunato. Le prestazioni INAIL nei casi accertati di infezioni da coronavirus in occasione di lavoro sono erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell’infortunato con la conseguente astensione dal lavoro. I predetti eventi infortunistici gravano sulla gestione assicurativa e non sono computati ai fini della determinazione dell’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico di cui agli articoli 19 e seguenti del Decreto Interministeriale 27 febbraio 2019. La presente disposizione si applica ai datori di lavoro pubblici e privati».
Inoltre, è opportuno ricordare quanto affermato da Cass. civ., sez. lav., 28 ottobre 2004, n. 20941 in tema di Infezione virale/microbica: «In materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, si configura la causa violenta anche nell'azione di fattori microbici o virali i quali, penetrando nell'organismo umano, ne determinino l'alterazione dell'equilibrio anatomo-fisiologico, purché tale azione, anche se gli effetti si manifestino dopo un certo lasso di tempo, sia in rapporto con lo svolgimento della attività lavorativa anche in difetto di una specifica causa violenta alla base dell'infezione».
La “ratio” giuridica della recente normativa è dunque inquadrabile nel contesto di una “tutela compensativa del reddito”, che non può escludere differenti ipotesi indennizzative, anche di ordine Privatistico , ove il soggetto assicurato non rientri nelle fasce protette dall’ Inail.
In tale contesto va ricordato, peraltro, che il significato sociale dell’assicurazione per gli infortuni sul lavoro e malattie professionali è completamente differente rispetto al contratto privato di polizza infortuni.
Presupposti contrattuali di indennizzabilità dell’infezione virale Covid 19 in Polizza Infortuni Privata
Il problema in discussione è, in sintesi, se un’infezione acutamente contratta, virulenta, come l’infezione da Covid-19, rientri negli eventi indennizzabili nel contesto di un contratto di polizza privata infortuni, considerato che il Rischio assicurato, secondo quanto emerge in tema di Covid 19 dalle attuali statistiche sanitarie (pandemia riconosciuta dall’ OMS il giorno 11 marzo 2020), appare, di per sè già limitato per due aspetti sostanziali.
La stragrande maggioranza dei soggetti che hanno manifestato complicanze gravi, esitate con il decesso ( evento morte indennizzabile) ha età superiore ai 70 anni, cioè persone di fatto “non assicurabili” o assicurabili esclusivamente con “patto speciale” e ,quindi , con premio assicurativo necessariamente già incrementato per il maggior “rischio assicurato”.
Inoltre, le conseguenze di danno permanente alla capacità lavorativa ( calcolata secondo tabella di Contratto) saranno comunque soggette ad adeguate verifiche “ indennizzative” in relazione alla oggettiva efficienza causale dell’evento “ esterno” nel determinismo delle varie poste “assicurative” di interesse contrattuale (condizione che di fatto delinea un ulteriore decremento sugli effettivi impegni di copertura assicurativa ).
Il presupposto indennizzativo medico legale – ora sostanzialmente confermato per legge – si impernia quindi esclusivamente sul differente concetto di Infortunio ancorato ai presupposti di causa “ violenta, esterna e fortuita” rispetto al concetto di “Malattia” ove la condizione “ causale “ si basa sul presupposto eziopatogenetico di causalità “ interiore’” e “diluizione nel tempo della vis lesiva “ : si pensi ad esempio a tutte le patologie degenerative, a quelle tumorali, a quelle dismetaboliche ecc.. Motivo per cui si realizzano spesso, per questa fattispecie (c.d. contratti di polizza malattie) problematiche liquidative ancorate sostanzialmente all’effettiva epoca di manifestazione clinica della infermità rispetto alla data di stipula del contratto.
Va premesso che i contratti di polizza infortuni, che in passato erano sostanzialmente uguali tra Compagnie, sono invece ora differenti l’uno dall’altro per molti aspetti, pur rimanendo sostanzialmente eguale, per tutti, la definizione di infortunio e la definizione di malattia quali indicate nelle Condizioni Generali di Polizza.
Le polizze attuali hanno tutte un capitolo iniziale di “definizioni”, ovvero un glossario in cui si chiarifica l’oggetto dell’assicurazione.
Venendo al “nocciolo” della questione dobbiamo quindi verificare se un’infezione virale acuta (virulenta, come definite dall’INAIL), quale quella da Covid-19, sia un infortunio, nel senso che rientri o meno nella definizione di “infortunio” prevista dei contratti di polizza: cioè evento dovuto a causa fortuita, violenta ed esterna.
L’infezione virale è chiaramente fortuita, non è certamente un atto volontario entrare a contatto con persona infetta e non può esserci un comportamento imprudente: questo nelle polizze non esclude l’indennizzabilità, essendo infatti ammessi anche i comportamenti colposi. Ad esempio non è escluso dall’indennizzo affrontare in auto una curva a 200 all’ora.
L’infezione virale è chiaramente esterna (il virus non è una malattia degenerativa del corpo, come una arteriosclerosi coronarica che produce infarto ma è un fattore lesivo che viene dall’esterno).
Il concetto di “violenza” per l’infezione da COVID 19 (ma di fatto estensibile ad altre infezioni similari) va quindi ancorato ai casi in cui l’agente “infettante” (cioè esterno) abbia avuto una carica infettiva di per sè idonea a determinare nei termini di rilevanza contrattuale conseguenze di lesione corporali obiettivabili, che possano tradursi in un danno alla capacità lavorativa dell’Assicurato.
D’altra parte, proprio considerando l’etimologia del termine “virulenza“ ( che deriva -secondo fonte Treccani- dal termine “virus” che significa “veleno” ), ben si comprende come qualsiasi contratto di Polizza che preveda l’indennizzo per gli infortuni conseguenti ad avvelenamenti (che possono manifestarsi anche con un relativo lasso di tempo rispetto all’epoca del preciso momento causale lesivo) deve -in via analogica contrattuale -riconoscere l’indennizzabilità anche delle conseguenze di infortunio dovuto ad “Infezione” nei termini cronologici contrattualmente previsti (in genere entro i due anni dall’epoca di denuncia) indipendentemente dalle modalità dell’azione lesiva” dell’agente “esterno” sempre che l’evento lesivo sia documentabile e non sia prevista una clausola di esclusione.
Peraltro, prassi o procedure o interpretazioni unilaterali poste in essere da una delle Parti non possono essere interpretate come norme contrattuali: una determinata clausola di “esclusione” di indennizzo deve essere sempre richiamata nel contratto (in osservanza al Regolamento IVASS n.41 del 2 agosto 1918: art. 12, par. 8, comma C ed art.13 commi B e C ).
La necessità che l’evento deve essere chiaro non ha nessun supporto contrattuale. Il fatto che serva la denuncia non vuol dire che l’evento, se certamente c’è stato, perché non può non esserci stato, non sia indennizzabile, secondo le previsioni dell’art. 1915 c.c. (confermato da Cass. civ., sez. III, ord. n. 24210/2019).
Che l’evento infezione produca delle lesioni corporali è evidentemente fuor di dubbio, per fortuna non in tutti i casi. Non c’è nessuna norma contrattuale che dica che la lesione corporale debba essere “immediata” ed esistono molteplici fattispecie in cui la lesione corporale indennizzabile (anche di natura traumatica meccanica) si manifesta con una certa latenza temporale rispetto all’evento infortunio (basti pensare ad esempio alla manifestazione clinica di un ematoma sub durale cronico post traumatico, alla rottura post traumatica tardiva di milza, .ecc). Ciò che cambia è solo la modalità con cui la natura biologica del singolo fattore lesivo dotato di “violenza causale“ si estrinseca in modo obiettivamente constatabile, ovvero con una certa latenza o con un vero e proprio “intervallo libero” asintomatico.
Evoluzione delle condizioni contrattuali di Polizza Infortuni
Questo significa che per gli estensori della polizze dell’epoca le “infezioni” sarebbero state infortunio, a meno che non fossero state escluse con una clausola particolare. In caso contrario la clausola non sarebbe stata necessaria!
È sufficiente, al riguardo, riportare il testo delle Condizioni Generali di un Assicurazione per Polizza Infortuni in vigore negli anni ’80 (di derivazione ANIA) che afferma che «Sono esclusi dall’ assicurazione …. Le infezioni che non abbiano per causa diretta ed esclusiva una lesione ai sensi dell articolo 1 (definizione di infortunio)» (ex multis, Polizza infortuni Unipol, mod.1/10/08).
La costante dottrina medico legale “assicurativa” in tema “ infezione”
La letteratura Medico – giuridica – di fatto è sempre stata sostanzialmente univoca nel senso di ammettere l’indennizzabilità dell’infezione come “infortunio”.
Il Durante (Il contratto per l’assicurazione privata contro gli infortuni, Aldo Durante, Giuffrè ed. 1974) scriveva nel 1974, che molte delle esclusioni potrebbero dirsi implicite, conseguenze ovvie della definizione di infortunio, tanto che qualche impresa si astiene dall’elencarle partitamente. L’autore si esprime riguardo alle infezioni: «che sono anch’esse escluse, eccetto quelle che abbiano per causa diretta ed esclusiva una lesione». Fa cioè anche Egli riferimento ad una precisa clausola presente nelle polizze dell’epoca. Conclude affermando «le infezioni sono infortuni se ne presentano le caratteristiche».
Ancora il Borri, Trattato di Medicina Legale, da Amleto Loro (L’assicurazione privata contro gli infortuni nei suoi aspetti medico legali, Amleto Loro, Giuffrè ed.1970), «l’infortunio si verifica ogni qualvolta avvenga accidentalmente l’incontro dell’essere uomo con una causa lesiva svolgendosi nell’ambiente esterno».
Ancora il Palmieri (Medicina Forense, Palmieri, Morano ed. 1964), «evento accidentale che, ripercuotendosi dall’esterno in tempo assai breve, determina un danno al corpo o alla salute».
Ancora il Cazzaniga, Programma di Medicina Legale, Milano 1937, «l’immissione di germi patogeni che dia luogo ad infezione è considerata causa violenta, sempre che si realizzi in breve spazio di tempo (carbonchio, tetano ecc.) con che si identifica la causa virulenta con la causa violenta».
E ancora il Di Luca (L’infortunio nella assicurazione privata. Natale Mario Di Luca, Giuffrè ed 1992), nel argomentare di causa fortuita violenta ed esterna, «il carattere dell’esteriorità,, infine, si riferisce al rapporto tra antecedente causale ed organismo umano. La causa della lesione deve essere estranea alla persona dell’Assicurato e deve provenire dall’esterno rispetto al suo organismo».
Nel manuale “Guida alla valutazione del danno in ambito di infortunistica privata” (Guida alla valutazione del danno in ambito dell’infortunistica privata, G.Bruno-L.Cattinelli-P.Cortivo-A.Farneti-A.Fiori-L.Mastroroberto. Giuffrè ed.1998), a commento di variazioni realizzatesi nella polizza “tipo” dell’ANIA, viene segnalato come siano state in questa, rispetto alle precedenti, descritti degli eventi inclusi,(pag.13) «che a rigore potrebbero essere equiparati senza esplicita menzione all’infortunio. Si tratta di una precisazione che è da ricondursi a precedenti esplicite esclusioni, che gli estensori della polizza hanno ritenuto di menzionare in omaggio alle esigenze di chiarezza nei confronti dell’assicurato». Gli autori precisano, riguardo al requisito dell’esteriorità della causa che «l’azione fortuita e violenta provenga dall’esterno agendo sul soggetto assicurato, per escludere quegli eventi che possono avere carattere fortuito violento ma di origine endogena all’organismo umano. In sostanza per escludere dalla garanzia patologie riconducibili ad una malattia». Un’infezione virale come il Covid-19 non ha certamente caratteristiche endogene.
In conclusione, si può ritenere che tutti gli Autori ritenevano che le infezioni caratterizzate da virulenza potessero essere escluse dall’indennizzabilità per la presenza di una clausola di esclusione, e non perché non rientrassero nel concetto di fortuito violento ed esterno.
Le polizze odierne – in vero – possono avere differenti clausole e quindi la richiesta di attivazione indennizzativa andrà verificata in rapporto alla sussistenza o meno di specifica e chiara clausola di “esclusione» per conseguenze dirette ed esclusiva di “Infezione”, tenendo conto che nei casi di “dubbio o vaghezza interpretativa” contrattuale si dovrà prevedere il ricorso all’art. 1370 c.c. a protezione della parte più debole.
La stima tecnica medico legale delle conseguenze indennizzabili
Aspetto che andrà necessariamente considerato con opportuna attenzione, a fronte delle eventuali preesistenze o co-morbilità che potrebbero, qualora presenti, comportare –ove provate oggettivamente dall’Assicuratore - l’esclusione o la riduzione dell’indennizzo.