Source: https://renatodisa.com/2014/07/01/corte-di-cassazione-sezione-vi-sentenza-9-giugno-2014-n-12928-con-la-riforma-dellarticolo-360-c-p-c-n-5-si-e-avuta-la-riduzione-al-minimo-costituzionale-del-sindacato-sulla-motivazione-in-s/
Timestamp: 2018-11-12 20:53:10+00:00
Document Index: 118577319

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 9 giugno 2014, n. 12928. Con la riforma dell'articolo 360 c.p.c., n. 5, si è avuta la riduzione al minimo costituzionale del sindacato sulla motivazione in sede di giudizio di legittimita', per cui l'anomalia motivazionale denunciabile in questa sede e' solo quella che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante e attiene all'esistenza della motivazione in se', come risulta dal testo della sentenza e prescindendo dal confronto con le risultanze processuali, e si esaurisce, con esclusione di alcuna rilevanza del difetto di sufficienza, nella mancanza assoluta di motivi sotto l'aspetto materiale e grafico, nella motivazione apparente, nel contrasto irriducibile fra affermazioni inconciliabili, nella motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile. - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 9 giugno 2014, n. 12928. Con la riforma dell’articolo 360 c.p.c., n. 5, si è avuta la riduzione al minimo costituzionale del sindacato sulla motivazione in sede di giudizio di legittimita’, per cui l’anomalia motivazionale denunciabile in questa sede e’ solo quella che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante e attiene all’esistenza della motivazione in se’, come risulta dal testo della sentenza e prescindendo dal confronto con le risultanze processuali, e si esaurisce, con esclusione di alcuna rilevanza del difetto di sufficienza, nella mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico, nella motivazione apparente, nel contrasto irriducibile fra affermazioni inconciliabili, nella motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile.
Home/Cassazione civile 2014, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze/Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 9 giugno 2014, n. 12928. Con la riforma dell’articolo 360 c.p.c., n. 5, si è avuta la riduzione al minimo costituzionale del sindacato sulla motivazione in sede di giudizio di legittimita’, per cui l’anomalia motivazionale denunciabile in questa sede e’ solo quella che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante e attiene all’esistenza della motivazione in se’, come risulta dal testo della sentenza e prescindendo dal confronto con le risultanze processuali, e si esaurisce, con esclusione di alcuna rilevanza del difetto di sufficienza, nella mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico, nella motivazione apparente, nel contrasto irriducibile fra affermazioni inconciliabili, nella motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile.
Infatti, il giudice di primo grado – solo la pronunzia del quale puo’ essere presa in considerazione, per quanto sviluppato al paragrafo precedente – identifica nella sola condotta di guida del danneggiato, in relazione alle condizioni di avvistabilita’ dell’anomalia della strada, la causa esclusiva del fatto dannoso (pag. 8 sentenza di primo grado, poi ripetuta a pie di pag. 9 e seg. del ricorso) e cosi’ ritiene efficacemente eliso in radice il nesso di causalita’ e quindi la responsabilita’ della convenuta P.A. proprietaria della strada.
9. – Nondimeno, nonostante la disposta compensazione (Cass. 14 marzo 2014, n. 5955), deve trovare applicazione il Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, articolo 13, comma 1 quater, inserito dalla Legge 24 dicembre 2012, n. 228, articolo 1, comma 17, in tema di contributo unificato per i gradi o i giudizi di impugnazione: ai sensi di tale disposizione, il giudice dell’impugnazione e’ vincolato, pronunziando il provvedimento che la definisce, a dare atto – senza ulteriori valutazioni discrezionali – della sussistenza dei presupposti (rigetto integrale o inammissibilita’ o improcedibilita’ dell’impugnazione) per il versamento, da parte dell’impugnante soccombente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione da lui proposta, a norma del medesimo articolo 13, comma 1 bis.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2014-07-01T18:17:23+00:001 luglio 2014|Cassazione civile 2014, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti