Source: https://ancnapolinord.it/index.php/tutti-gli-articoli/668-informativa-anc-napoli-nord-n-18-2019.html
Timestamp: 2020-05-28 02:47:50+00:00
Document Index: 50976710

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 35', 'art. 52', 'art. 2476', 'art. 2476', 'art. 2392', 'art. 2390', 'art. 2476', 'art. 2476', 'art. 2476', 'art. 2476']

Informativa ANC Napoli Nord n° 18-2019
Ti trasmettiamo il numero 18-2019 della nostra newsletter settimanale, sperando di fare cosa gradita. Ti invitiamo a consultare il nostro portale internet, dove potrai trovare tutti i riferimenti per effettuare o rinnovare l'iscrizione, che ti consentirà di accedere a tutti i nostri servizi associativi. Nel segnalarti che potrai seguire le attività dell’Associazione Napoli Nord anche sul nostro profilo Facebook, ti ricordiamo che le informative precedenti, relative agli anni precedenti ed all’anno in corso, sono consultabili sul sito nell'apposita sezione. Un caro saluto e una buona lettura!
Informativa ANC Napoli Nord n° 18-2019 – 11 maggio 2019
Appello di ANC al governo.
Dalla splendida cornice barocca della città di Scicli, patrimonio dell’Unesco, dove si è tenuto il convegno nazionale promosso dalla Associazione territoriale di Ragusa, l’ANC lancia un appello al Governo e alle istituzioni affinché venga immediatamente istituito un tavolo di confronto sullo stato attuale del processo di digitalizzazione del Paese. Si tratta di un processo che dovrebbe porre l’Italia all’avanguardia e che, una volta a regime, dovrebbe semplificare il sistema fiscale sia per il contribuente che per la pubblica amministrazione, ma che non può essere imposto tout-court senza una preventiva verifica del funzionamento del sistema.
L’Associazione Nazionale Commercialisti ha più volte denunciato i gravissimi disservizi, le gravissime lacune e le gravissime difficoltà, tutte a discapito dei professionisti e dei contribuenti, riscontrati nelle procedure sinora avviate. A partire dalla fatturazione elettronica per arrivare alle procedure adottate per la rottamazione, saldo e stralcio delle cartelle esattoriali. Non osiamo pensare a cosa potrà accadere in luglio e poi a gennaio 2020 con l’avvio dell’invio telematico dei corrispettivi.
Le criticità finora riscontrate sono agli antipodi con quanto proclamato a gran voce dalle istituzioni, una sterile propaganda a favore della P.A. e totalmente disallineata con la realtà dei fatti.
Dunque ribadiamo e rilanciamo: si istituisca un tavolo di confronto che ci veda parte attiva in ragione della nostra esperienza sul campo, al fine di migliorare il processo di digitalizzazione, per un fisco migliore e per una vera tutela del contribuente.
Lo si faccia subito, perché il tempo è più che maturo!
Solo un atto di concreto e immediato ascolto delle istituzioni nei nostri confronti può essere motivo di riflessione sui tempi e le modalità di proclamazione dell’astensione già annunciata.
Comunicato Stampa 02.05.2019 _Appello al Governo
Cancellazione dal Registro dei revisori legali per 12.000 professionisti.
Pubblicato sul sito del MEF l'elenco degli oltre 12.500 revisori legali che sono stati cancellati dal Registro per il mancato versamento del contributo annuale. In particolare, il decreto MEF del 3 maggio 2019 ha reso noti i nomi di coloro che, dopo la sospensione dal Registro comunicata lo scorso anno con due provvedimenti del 9 gennaio 2018 e del 10 gennaio 2018, non avevano ugualmente regolarizzato la posizione contributiva.
Ogni anno i revisori legali iscritti nell'apposito Registro devono corrispondere un contributo annuale entro il 31 gennaio di ogni anno. Decorsi tre mesi dal termine, in caso di inadempienza, il MEF concede ulteriori 30 giorni per effettuare il versamento, termine decorso il quale scatta la sospensione. Lo scorso gennaio, con i due Provvedimenti di cui sopra, il MEF ha comunicato la sospensione per oltre 14.400 professionisti che non avevano corrisposto il contributo annuale per almeno un'annualità nel periodo 2013-2017. Dalla data di sospensione, ci sono sei mesi per regolarizzare la posizione contributiva ma allo scadere di questo ennesimo termine, è prevista la cancellazione dal Registro dei Revisori. Il 30 aprile 2019 il MEF ha rilevato che ancora 12.554 revisori tra i 14.408 colpiti dalla sospensione, non avevano provveduto a regolarizzarsi motivo per cui sono stati definitivamente cancellati. Decreto cancellazione.pdf
Esterometro: serve un provvedimento d’urgenza.
Il mese di aprile è passato all’insegna dell’accavallarsi di adempimenti nuovi e/o prorogati grazie alle note difficoltà (non ancora completamente superate) legate alla prima fase di applicazione della fatturazione elettronica.
Il mese di maggio non sarà da meno per intensità e difficoltà, tra deposito dei bilanci e avvio delle dichiarazioni dei redditi (con il 730 in primis), ma anche per altre scadenze straordinarie legate alla “pace fiscale” di cui al D.L. 119 (sanatoria delle irregolarità formali, adesione ai PVC) a cui ci si augura faccia seguito la riapertura dei termini di quelle scadute ad aprile, come preaanunciato dai rappresentanti del Governo. Ulteriori preoccupazioni per gli operatori derivano poi dal fatto che, al momento, non c’è ancora alcun provvedimento che riposizioni l’esterometro in periodicità e scadenze più consone alle criticità operative. Per questo adempimento, infatti, serve un provvedimento d’urgenza: dodici scadenze dedicate alle operazioni con controparti estere sono esagerate. Si tratta di una questione tutt’altro che banale tanto nelle aziende quanto negli studi professionali, in quanto la presenza di acquisti da non residenti (si pensi a quelli effettuati via internet) viene spesso intercettata attraverso l’analisi degli estratti conti di banca e carte di credito che è difficile poter recuperare così velocemente
Trasparenza contributi: bene la moratoria ma i dubbi rimangono.
Si accoglie - temporaneamente - con favore la riformulazione dell’art. 1 della legge 124/2017 e, in particolare, del comma 125-ter operata con l’art. 35 del D.L. 34. “Il rinvio a partire (solo) dal 2020 (e non già da quest’anno) delle sanzioni per l’inosservanza degli obblighi di trasparenza di cui alla normativa in questione va nella direzione auspicata anche da Confimi e ANC”, sottolinea Flavio Lorenzin Vice Presidente di Confimi Industria con delega alla semplificazione e ai rapporti con la PA (vedi nota congiunta dello scorso 11/04/2019).
Positiva anche la rimodulazione della sanzione (1% e non l’intera somma) in caso di inosservanza fermo restando che il minimo di € 2.000 non ha evidentemente lo stesso peso per una grande azienda come potrebbe averlo in una micro impresa. “Anche se ne comprendiamo la ratio”, continua Lorenzin, “siamo piuttosto sopresi della conferma degli obblighi pubblicitari (verosimilmente attraverso il sito che però non tutti potrebbero avere) anche per imprese individuali, società di persone e microimprese.”
Non tutti i dubbi sono chiariti comunque, anzi: alcuni risultano amplificati dal richiamo del criterio dell’erogazione. Tale criterio (apparentemente il più semplice) mal si concilia sia con le regole di contabilizzazione a conto economico (per competenza) della gran parte dei contributi, sia con la soluzione offerta dal comma 125-quinquies (che sostituisce analoga previsione del DL 135/2018) secondo la quale “Per gli aiuti di Stato e gli aiuti de minimis contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA) di cui all’art. 52 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la registrazione degli aiuti nel predetto sistema, con conseguente pubblicazione nella sezione trasparenza ivi prevista, operata dai soggetti che concedono o gestiscono gli aiuti medesimi ai sensi della relativa disciplina, tiene luogo degli obblighi di pubblicazione posti a carico dei soggetti di cui ai commi 125-125-bis, a condizione che venga dichiarata l’esistenza di aiuti oggetto di obbligo di pubblicazione nell’ambito del Registro nazionale degli aiuti di Stato nella nota integrativa del bilancio oppure, ove non tenute alla redazione della nota integrativa, sul proprio sito internet o, in mancanza, sul portale digitale della associazioni di categoria di appartenenza”. La pubblicazione in detto registro avviene, solitamente, in base alla concessione del beneficio (si pensi ad esempio alla Sabatini) mentre l’incasso segue epoche successive (6 anni nel caso della citata Sabatini). Vi sono poi gli incentivi fiscali automatici (non subordinati cioè all’emanazione di provvedimenti di concessione o autorizzazione) il cui monitoraggio – quando aiuti di Stato e aiuti de minimis oppure subordinati a provvedimenti di concessione o autorizzazione alla fruizione il cui importo è determinabile solo a seguito della presentazione della dichiarazione – passa (da quest’anno) anche per l’obbligo di compilazione della nuova sezione presente nel quadro RS della dichiarazione REDDITI e del quadro IS del modello IRAP da cui poi l’Agenzia delle entrate aggiornerà il suddetto RNA; il tutto ancorché il beneficio già transiti per il relativo quadro (RU o RF).
Alla provvisoria “moratoria” dovranno pertanto fare seguito chiarimenti ufficiali ed esaustivi che spieghino per bene cos’è coinvolto e cose non lo è, fermo restando che in un paese in cui si continuano ad annunciare semplificazioni (che gli operatori non vedono) l’unico ragionamento serio da fare – possibilmente prima del prossimo anno – ci parrebbe quello di porre detti obblighi di pubblicità e trasparenza (presso il RNA o altri punti di raccolta) esclusivamente a carico delle Amministrazioni che concedono o gestiscono i benefici in questione.
ANC – Comunicazione Ufficio Stampa Confimi Industria
Comunicato Stampa ANC-CONFIMI 02.05.2019 – Esterometro
Autoliquidazione INAIL 2019. Ennesima prova di inefficienza.
E’ ormai prossima la scadenza del 16 maggio per l’autoliquidazione Inail 2019 con le nuove basi di calcolo introdotte con l’ultima legge di bilancio.
L’Inail avrebbe dovuto già da tempo mettere a disposizione dei datori di lavoro tutte le basi di calcolo, questo però non solo non si è verificato, tenuto conto che il rilascio è avvenuto a scaglioni, ma ancora oggi il completamento non c’è stato e sono numerose le aziende in difficoltà nel calcolare il premio dovuto.
Sebbene infatti il termine per il rilascio degli elementi di calcolo previsto dalla normativa fosse inizialmente il 31 marzo, questo è poi slittato al 21 aprile con il calendario degli scaglioni reso noto dall’Inail, termine evidentemente procrastinato ancora una volta considerato che ad oggi, a meno di due settimane dalla scadenza per l’autoliquidazione, non ci sono le condizioni per permettere a tutti i datori di lavoro di ottemperare all’obbligo.
Le Associazioni ADC e ANC avevano già denunciato questo ritardo ed evidentemente il loro appello all’Istituto affinché lo stesso si adoperasse per mettere a disposizione dei datori di lavoro tutti gli elementi di calcolo del premio assicurativo nel minor tempo possibile è rimasto inascoltato.
A giudizio del Presidente ADC Enzo De Maggio e del Presidente ANC Marco Cuchel si tratta dell’ennesima prova di inefficienza e di inadeguatezza dell’Amministrazione Pubblica che, è evidente, ha in spregio il lavoro dei professionisti e la dignità dei contribuenti.
Comuncato Stampa ADC-ANC 03.05.2019 AUTOLIQUIDAZIONE INAIL 2019
On line i corsi gratuiti per la formazione dei Revisori Legali.
Dal 30 aprile 2019 sono accessibili sulla piattaforma digitale del Ministero quattro ulteriori moduli utili alla formazione obbligatoria per l’anno 2019. I nuovi moduli vertono sui principi di revisione nazionali e internazionali nonché sulla disciplina della revisione legale.Come accedere ai corsi
25esima edizione del Maggio dei Monumenti.
Fino al 2 giugno 2019, in occasione del 220esimo anniversario dei moti rivoluzionari del 1799 di cui Gaetano Filangieri, il suo pensiero e la sua opera furono ispirazione e premessa fondamentale, l’Assessorato alla Cultura e al e al Turismo del Comune di Napoli dedica la 25esima edizione del Maggio dei Monumenti al tema “Il diritto alla felicità. Filangieri e il '700 dei Lumi”.
Il programma si articolerà in una serie di iniziative: reading, concerti, spettacoli teatrali e di guarattelle, conferenze, mostre, convegni e visite guidate. Programma completo
Niente determinazione sintetica se l’accertamento non supera il 25% del reddito dichiarato.
Cassazione Civile Ord. Sez. 6 Num. 10555 15/04/2019
Deducibili le quote di ammortamento del bene non utilizzato.
Il costo delle immobilizzazioni materiali, la cui utilizzazione è limitata nel tempo, deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilità di utilizzazione.
La quota di ammortamento imputata a ciascun esercizio si riferisce alla ripartizione del costo sostenuto sull’intera durata di utilizzazione.
Questo è quanto ha precisato la Cassazione Civile Ord. Sez. 5 num. 9252 del 03/04/2019 con la seguente motivazione:
“nessuna norma prevede […] l’interruzione dell’ammortamento a causa della sospensione temporanea dell’attività produttiva, meno che mai se disposta per l’effetto temporaneo di un factum principis, estraneo a scelte imprenditoriali volontarie” “ai fini della determinazione del reddito di impresa, la deduzione delle quote di ammortamento del costo dei beni strumentali deve avvenire in base alle inderogabili regole civilistiche di redazione del bilancio, operanti, in difetto di disposizioni specifiche di segno contrario, anche a fini fiscali”
Responsabilità amministratori di s.r.l. e diritto/obbligo d'informazione ex art. 2476, co. 2.
In tema di responsabilità degli amministratori, nonostante il silenzio dell’art. 2476 c.c. circa il grado di diligenza richiesto, si ritiene ormai pacificamente che, come per gli amministratori di s.p.a. (art. 2392 c.c.), anche per quelli di s.r.l. debba farsi riferimento alla diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle specifiche competenze possedute, la quale si specifica altresì nel dovere di agire in modo informato e di valutare e curare l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile.
In relazione all’onere assertivo incombente sull’attore, non è sufficiente invocare genericamente il compimento di atti di mala gestio e riservare una più specifica descrizione di tali comportamenti nel corso del giudizio, atteso che per consentire alla controparte l’approntamento di adeguata difesa, nel rispetto del principio processuale del contraddittorio, la causa petendi deve fin dall’inizio sostanziarsi nell’indicazione di comportamenti assertivamente contrari ai doveri imposti agli amministratori dalla legge o dallo statuto sociale.
Resta, comunque, preclusa al giudice la valutazione della ragionevolezza e convenienza delle decisioni prese dagli amministratori (discrezionalità imprenditoriale), in ragione della regola generale del “business judgment rule”, secondo cui non sono sindacabili le valutazioni di opportunità e di convenienza fatte dall’organo di amministrazione.
Il mero riferimento ad un generico esito infausto della gestione sociale non è, di per sé, sufficiente all’accertamento e all’affermazione della responsabilità degli amministratori per omesso adempimento dell’obbligo di diligenza, atteso che essi non sono di certo tenuti a garantire in ogni caso la realizzazione di utili.
Il cumulo di cariche gestorie in più società non configura, di per sé, una posizione di conflitto di interessi contrapposti.
Il disposto di cui all’art. 2390 c.c., estensibile in via analogica anche agli amministratori di s.r.l., comporta che in ogni caso, ai fini dell’utile esercizio dell’azione sociale di responsabilità, vi sia la dimostrazione che l’asserito conflitto di interessi abbia provocato concreto danno alla società nel cui interesse l’amministratore agisce.
La mera costituzione, da parte degli amministratori di s.r.l., di una società, pur dotata di oggetto sociale almeno in parte sovrapponibile a quello della società in cui i medesimi amministratori operano, non può, da sola, rappresentare un atto di mala gestio, in difetto di elementi valutazione da cui poter desumere la dannosità di siffatta operazione per la menzionata società.
Sebbene l’art. 2476 non ponga espressamente limiti all’esercizio del diritto/obbligo di informazione e controllo a favore dei soci, lo stesso non deve essere utilizzato in modo strumentale e patologico, perpetrando un vero e proprio abuso del diritto. In particolare, la tutela approntata al socio dall’art. 2476 c.c. deve necessariamente compenetrarsi con la tutela degli interessi della società, in quanto un diritto di indagine così penetrante può avere effetti devastanti con inevitabili conseguenze negative derivanti dalle pregnanti, maliziose intromissioni dei soci non amministratori e dei loro professionisti di fiducia.
Il diritto del socio ex art. 2476, co. 2, non può ricevere tutela laddove si concretizzi in un’ingerenza nell’attività degli amministratori per finalità turbativa o laddove la richiesta di informazioni possa cagionare un pregiudizio alla società, risultando per l’effetto legittimo il rifiuto degli amministratori di divulgare alcuni documenti, se sussistono plausibili timori circa un possibile uso distorto delle informazioni ricavabili dai documenti. Anzi, in tal caso gli amministratori hanno non solo la facoltà, ma addirittura l’obbligo di non divulgare determinate informazioni.
Deve realizzarsi un contemperamento del diritto ex 2476, co.2 rispetto ad esigenze della società meritevoli di tutela da condursi alla stregua del principio di buona fede, la cui applicazione allo specifico rapporto sociale comporta che il diritto alla consultazione della documentazione sociale e alla estrazione di copia possa trovare specifica limitazione (attraverso l’accorgimento del mascheramento preventivo dei dati sensibili presenti nella documentazione, quali, ad esempio, i dati relativi ai nominativi di clienti e fornitori) laddove alle esigenze di controllo “individuale” della gestione sociale (cui è preordinato il diritto del socio ex art. 2476 c.c. co.2) si contrappongono non pretestuose esigenze di riservatezza fatte valere dalla società.
Pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni: con "Siope+": migliorano i tempi medi.
Con il comunicato-stampa 96 del 8 maggio 2019, il MEF rende noto alcuni dati relativi ai tempi di pagamento medi delle P.A., grazie al nuovo Sistema informatizzato “Siope+”, la “Piattaforma dei crediti commerciali” (Pcc) per le circa 22.200 Amministrazioni italiane.
Per 20,3 milioni di fatture su 28,2 milioni emesse, sono stati registrati pagamenti per un totale di 120,7 miliardi di Euro, per cui lo stock dei debiti commerciali per l’anno 2018 risulta ammontare a 26.9 miliardi di Euro (dato che non tiene conto di eventuali pagamenti non ancora registrati e dunque sovrastimato).
La Piattaforma permette anche di calcolare i tempi di pagamento relativi a tali fatture, mostrando in media un anticipo di un giorno rispetto ai termini previsti dalla legge (anche se questo dato potrebbe subire un leggero peggioramento man mano che saranno disponibili i dati sul complesso dei pagamenti). Il cruscotto del Mef indica quindi una drastica riduzione dei tempi di ritardo nei pagamenti della P.A. rispetto ai termini ex lege, che ammontavano a 16 giorni nel 2016, 10 giorni nel 2017, contro l’anticipo di 1 giorno nel 2018. Analizzando i dati, è evidente che la tendenza alla riduzione dei tempi di pagamento è omogenea in ogni Comparto delle Pubbliche Amministrazioni, sebbene vi siano alcune differenze rispetto al dato medio nazionale, che vede il Nord con tempi di pagamento mediamente inferiori di 8 giorni, mentre al Sud si registra un valore medio superiore di 11 giorni e al Centro risulta essere di 3 giorni superiore. Andando più nello specifico, si scorge come le Regioni e le Città metropolitane siano tra le più performanti, con una media rispettivamente di 5 e 4 giorni di anticipo nei pagamenti rispetto alle Province che hanno un ritardo medio di 7 giorni. Tra i Comuni, quelli al di sotto dei 10.000 abitanti ottengono risultati migliori rispetto a quelli con popolazione fino a 60.000 abitanti, che presentano un ritardo medio di 8 giorni e quelli superiori a 60.000 abitanti che in media pagano le fatture ai loro fornitori con 6 giorni di ritardo.
Questo processo di miglioramento nei tempi di pagamento, riscontrato nel triennio posto in esame, è stato favorito dai diversi interventi diretti a consentire il rispetto dei termini di pagamento stabiliti dalla Direttiva Europea 2011/7/UE e di conseguenza migliora la situazione del Governo italiano che si trova sotto processo presso la Corte di Giustizia Europea proprio per il mancato rispetto di tali termini (30 giorni per tutti i settori e 60 giorni per la Sanità).
n.d. Fall. 34 19.04.19 Sansone Giorgio Dott. NN Di Giorgio Giovanni
n.d. Fall 33 19.04.19 Griffo Elisabetta Dott. NN De Vivo Maria
Provvedimento del 10/05/2019
Applicazione all’annualità di imposta in corso al 31 dicembre 2018 degli indici sintetici di affidabilità fiscale previsti dall’articolo 9-bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96 e approvazione delle modifiche al decreto dirigenziale 31 luglio 1998, concernente modalità tecniche di trasmissione telematica delle dichiarazioni e dei contratti di locazione e di affitto da sottoporre a registrazione, nonché di esecuzione telematica dei pagamenti, e al provvedimento 30 gennaio 2019 di approvazione della relativa modulistica da utilizzare per il p.i. 2018 - (Pubblicato il 10/05/2019)
Modificazioni del modello di dichiarazione Redditi 2019-PF, Fascicolo 3, e delle relative istruzioni, approvato con provvedimento del 30 gennaio 2019. Modificazioni delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello di dichiarazione Redditi 2019-PF approvate con provvedimento del 14 febbraio 2019 - (Pubblicato il 10/05/2019)
Risoluzione n. 48 del 10/05/2019
Modello F24 - ridenominazione del codice tributo “6494” – articolo 9-bis, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 - pdf
Risoluzione n. 47 del 08/05/2019
Articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 - Memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi – Volume d’affari superiore a 400.000 euro - pdf
Risposta n. 136 del 09/05/2019
Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n.212 - Articolo 6 del decreto-legge n. 119 del 2018 - pdf
Risposta n. 135 del 09/05/2019
Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n.212 - Certificazione dei corrispettivi per la vendita dei titoli di sosta - pdf
Risposta n. 134 del 06/05/2019
Articolo 1, comma 57, lettera d-bis) della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come modificato dall’articolo 1, commi da 9 a 11, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 - pdf
Articolo 1, comma 57, lettera d) della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come modificato dall’articolo 1, commi da 9 a 11, della legge 30 dicembre 2018, n. 145. Cause ostative all’applicazione del regime cd. forfetario - pdf
Consulenza giuridica – Associazione/Ordine – Prestazioni professionali dei medici veterinari - pdf