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Timestamp: 2020-08-10 21:28:00+00:00
Document Index: 496716

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2652', 'art. 2915', 'art. 1453']

Azione revocatoria ordinaria in pendenza di esecuzione immobiliare - Forum FALLIMENTI - VARIE
Azione revocatoria ordinaria in pendenza di esecuzione immobiliare
Marcello Piacenza
La società A (oggi fallita) un anno e mezzo prima del fallimento ha venduto un immobile alla società B.
In data successiva alla dichiarazione di fallimento è stato regolarmente trascritto un pignoramento sull'immobile contro la società B a favore della banca che aveva concesso il mutuo (che si sarebbe accollata parte compratrice) ed è pendente un esecuzione immobiliare contro B (in cui non è ancora stata depositata la perizia da parte del CTU).
Il sottoscritto curatore della società A intenderebbe presentare citazione per revocatoria ordinaria contro l'atto di trasferimento dell'immobile a titolo oneroso alla società B (ciò in quanto la società fallita non ha mai ricevuto il pagamento del prezzo - a titolo esemplificativo non è mai stato consegnato l'assegno citato in atto - avendo poi le parti, con scritture a parte, compensato diverse partite contabili; stessa sorte per il mutuo che parte compratrice si sarebbe accollata e da questa mai onorato) e pertanto trascriverebbe la domanda giudiziale in data successiva al pignoramento effettuato dalla banca.
Contestualmente chiederei la sospensione dell'esecuzione pendente in attesa della sentenza di revocatoria ovvero, in alternativa - munendosi di titolo (l'atto pubblico di compravendita munito di formula esecutiva), interverrei direttamente nell'esecuzione immobiliare per l'intero valore di vendita.
Vorrei una vostra opinione sulle due soluzioni sopra prospettate e su quale sia preferibile intraprendere o su ogni altra possibile soluzione che potrebbe percorrere il sottoscritto in qualità di curatore della società A al fine di evitare che l'E.I. dovesse arrivare al riparto ed alla sua possibile estinzione prima che il fallimento ottenga la sentenza della revocatoria ordinaria che costituirebbe titolo per intervenire nell'esecuzione immobiliare.
RE: Azione revocatoria ordinaria in pendenza di esecuzione immobiliare
In primo luogo, non sembrano sussistere le condizioni pe runa revocatoria in quanto ciò che lei imputa all'acquirente è l'inadempimento, che legittimerebbe una azione per risoluzione.
In ogni caso la sentenza di revoca non sarebbe opponibile al creditore che eseguito e trascritto il pignoramento in data anteriore alla trascrizione della domanda revocatoria, sia essa ordinaria che fallimentare. Principio affermato anche dalla Cassazione, seppur in una sentenza risalente (Cass. 05/06/1987, n.4915), per la quale, appunto, "La sentenza, che accolga la domanda di revocatoria ordinaria della vendita di bene immobile o bene mobile iscritto in pubblico registro, è inopponibile non solo al terzo acquirente in base ad atto trascritto prima della data di trascrizione della domanda stessa (art. 2652 c.c.), ma anche al creditore che abbia promosso esecuzione in danno del convenuto compratore (ed al creditore intervenuto nell'esecuzione) in base a pignoramento anteriore alla suddetta data, stante l'espressa equiparazione di tale creditore al terzo acquirente, contemplata, al fine indicato, dall'art. 2915, comma 2, c.c.". Tanto meno può chiedere la sospensione della esecuzione pendente nei confronti dell'acquirente.
Lo stesso varrebbe anche in caso di risoluzione per inadempimento ex art. 1453 c.c., che ha egualmente natura costitutiva per cui i suoi effetti decorrerebbero dalla trascrizione della domanda, successiva alla trascrizione del pignoramento.
Probabilmente conviene spiegare intervento nel procedimento esecutivo per far valere il credito costituito dal prezzo della vendita non pagato (salvo che non sia stato, come lei accenna, diversamente e validamente, estinto per compensazione). Si può intervenire anche senza un titolo esecutivo, ma sarebbe preferibile averlo chiedendo un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo.