Source: http://www.calaciura.com/blog/2015/10/14/il-nuovo-regolamento-europeo-sulle-procedure-di-insolvenza/
Timestamp: 2017-09-19 15:09:53+00:00
Document Index: 13308916

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 41', 'art. 42', 'art. 43', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 4', 'art. 24', 'art. 2', 'art. 86', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 90']

Il Nuovo Regolamento Europeo sulle procedure di insolvenza – Dott. Pietro Calaciura & C. s.r.l.
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Il 20 maggio 2015 il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione Europea hanno adottato il Regolamento n. 848/2015 relativo alle procedure di insolvenza.
Il Regolamento abroga e sostituisce l’attuale regolamento n. 1346/2000. In questo articolo verrà presentato il contenuto del Regolamento con particolare attenzione alle novità introdotte.
Il procedimento di revisione del regolamento è stato avviato nel 2010, quando la Commissione europea aveva proposto una modernizzazione delle norme sull’insolvenza transfrontaliera contenute nelregolamento 1346/2000. Così, nel marzo 2012, la Commissione ha avviato una consultazione pubblica per la revisione del regolamento, che ha portato all’adozione del nuovo regolamento nel maggio di quest’anno.
Il nuovo regolamento sembra volto a cogliere la più recente percezione del diritto fallimentare, secondo cui le procedure fallimentari non sono più considerate in termini meramente liquidatori, bensì come strumenti per garantire la conservazione dei mezzi organizzati dell’impresa, assicurandone, ove possibile, la sopravvivenza (concedendo una “seconda possibilità” agli imprenditori).
Tra i propositi perseguiti, si segnala che il nuovo regolamento mira:
da un lato a rendere le procedure di insolvenza “efficaci ed efficienti” per garantire il buon funzionamento del mercato interno
dall’altro, a prevenire gli abusi del forum shopping.
I contenuti e le principali novità
In merito alle più significative novità del regolamento 848/2015 rispetto al precedente (attualmente ancora in vigore), si segnala quanto segue.
Innanzitutto, risulta ampliato l’ambito di applicazione materiale del regolamento (cfr. art. 1), non più limitato alle sole procedure concorsuali fondate sull’insolvenza del debitore che comportano lo spossessamento parziale o totale del debitore e la nomina di un curatore, bensì esteso anche alle procedure volte al “salvataggio, ristrutturazione del debito, riorganizzazione o liquidazione” del debitore. Inoltre, il nuovo regolamento si applicherà oltre che alle procedure che prevedono lo spossessamentodel debitore, anche a quelle che prevedono la sottoposizione dei beni e affari del debitore al controllo/sorveglianza di un giudice o a quelle in cui “una sospensione temporanea delle azioni esecutive individuali è concessa da un giudice o per legge al fine di consentire le trattative tra il debitore e i suoi creditori, purché le procedure per le quali è concessa la sospensione prevedano misure idonee a tutelare la massa dei creditori e, qualora non sia stato raggiunto un accordo, siano preliminari a una delle procedure di cui alle lettere a) o b)”.
In buona sostanza, dunque, non è più richiesto che le procedure siano fondate sull’insolvenza e neppure che il debitore sia spossessato dei propri beni o che sia nominato un curatore. Da ciò conseguel’ampliamento dell’elenco (contenuto nell’Allegato A) delle procedure concorsuali che rientrano nell’applicazione del Regolamento, rispetto a quelle indicate nel medesimo allegato al regolamento attualmente vigente. Nel nuovo allegato A, infatti, per quanto riguarda l’Italia, risultano inseriti anche:
le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento del consumatore (accordo o piano)
Ovviamente, in conseguenza dell’ampliamento di cui sopra, nell’art. 2 del nuovo regolamento -dedicato alle definizioni – sono stati introdotti diversi nuovi concetti e definizioni, come ad esempio:
il termine di procedura concorsuale, oltre a quello di procedura di insolvenza usato nel regolamento precedente;
il concetto di debitore non spossessato introdotto proprio al fine di poter indicare, in conformità con l’ampliamento di cui all’art. 1, il debitore nei confronti del quale è stata aperta una procedura d’insolvenza. Ciò non implica necessariamente la nomina di un amministratore delle procedure di insolvenza o il trasferimento integrale dei diritti e doveri di amministrazione dei beni del debitore a un amministratore delle procedure di insolvenza: il debitore mantiene, quindi, un controllo totale o almeno parziale sui suoi beni e affari;
la definizione di gruppo di società, di cui diremo infra.
Per quanto riguarda la competenza giurisdizionale (cfr. art. 3), in linea generale è stato riconfermato il principio per cui la procedura debba essere aperta innanzi al giudice del luogo in cui è situato il centro di interessi principali del debitore.
Sono state però introdotte alcune specificazioni con riferimento alla nozione di centro di interessi principali del debitore, che viene definito come “il luogo in cui il debitore esercita la gestione dei suoi interessi in modo abituale e riconoscibile dai terzi”.
In particolare poi, oltre alla presunzione relativa alle società e persone giuridiche, sono state introdotte altre due presunzioni con riferimento alle persone fisiche. Così:
per le società e le persone giuridiche si presume che il centro di interessi coincida con il luogo ove è situata la sede legale;
per le persone fisiche, che esercitano un’attività imprenditoriale o professionale indipendente, il centro di interessi è il luogo in cui si trova la sede principale di tali attività, mentre per le altre persone fisiche è il luogo della residenza abituale.
Va tuttavia tenuto presente che tali presunzioni non operano qualora nei tre mesi (o sei mesi, a seconda dei casi) precedenti l’apertura della procedura, rispettivamente, la sede legale o la sede principale di attività o la residenza abituale siano state spostate in un altro stato membro (ciò proprio al fine di limitare l’abuso della pratica scorretta del c.d. forum shopping).
E’ altresì sempre prevista (cfr. art. 3, comma 2) la possibilità di avviare parallelamente, accanto ad unaprocedura principale di insolvenza aperta innanzi al giudice dello stato in cui è situato il centro di interessi, una procedura secondaria in un altro Stato membro in cui il debitore abbia una dipendenza, con effetti limitati ai beni situati nel territorio di tale stato.
Le procedure secondarie, disciplinate in un apposito capo (il capo III), non devono più essere necessariamente volte alla liquidazione, potendo avere come finalità quella di ristrutturare l’impresa, pertanto è stato soppresso l’allegato B.
Inoltre, l’intento del nuovo regolamento è quello di rendere più armonioso il coordinamento tra procedura principale e procedure secondarie, onde evitare che le ultime intralcino l’efficiente gestione della massa fallimentare.
A tal proposito, l’art. 36 del nuovo regolamento prevede che il curatore della procedura principale, onde evitare l’apertura di una procedura secondaria, possa impegnarsi nei confronti dei creditori locali a conformarsi, in relazione ai beni che si trovano nello Stato membro in cui la procedura secondaria potrebbe essere aperta, alle norme sul riparto dei crediti e sulla distribuzione previste dalla legge di tale stato membro (c.d. procedura secondaria sintetica).
E ancora, sono disciplinate con maggior cura:
la cooperazione e la comunicazione tra amministratori delle procedure di insolvenza (art. 41),
le comunicazioni tra giudici (art. 42) e tra amministratori e giudici (art. 43)
due nuovi articoli disciplinano la cooperazione e comunicazione tra giudici (art. 37) e tra amministrazioni e giudici (art. 38).
Un’altra importante novità è prevista dall’art. 4, secondo il quale il giudice adito per l’apertura di una procedura di insolvenza verifica d’ufficio la propria competenza, specificando altresì se si tratta di procedura principale o secondaria.
Registri fallimentari elettronici
Nell’ottica di un migliore coordinamento dell’esercizio della giurisdizione e per evitare l’apertura di procedure di insolvenza parallele, è stata prevista in capo agli Stati membri la creazione (a partire dal 26.6.2018) di registri fallimentari elettronici, in cui vengano pubblicate tutte le informazioni dettagliate relative all’apertura, chiusura, ecc. delle procedure di insolvenza nei rispettivi stati (art. 24). Tali registri dovranno poi (entro il 26.6.2019) essere interconnessi a cura della Commissione sul portale europeo della giustizia elettronica, in modo da facilitare l’accesso alle informazioni contenute nei registri da parte di creditori e giudici nazionali.
Infine, sono stati inseriti due nuovi capi: il V e il VI.
Il capo V (artt. 56 – 77) introduce una disciplina ad hoc per l’insolvenza di diverse società facenti parte di uno stesso gruppo di società. Secondo la definizione fornita dall’art. 2 del regolamento, per gruppo di società deve intendersi un’impresa madre e tutte le sue figlie, intendendo con la prima un’impresa che controlla, direttamente o indirettamente, una o più imprese figlie. Orbene, nel caso in cui siano aperte procedure di insolvenza per diverse società dello stesso gruppo, si richiede un’adeguata cooperazione tra i vari soggetti coinvolti. Per cui, i giudici e gli amministratori delle varie procedure avranno un obbligo di reciproca cooperazione e comunicazione. Inoltre, è previsto che un amministratore nominato in una procedura di insolvenza aperta nei confronti di una società del gruppo possa richiedere l’apertura di una procedura di coordinamento di gruppo.
Protezione e tutela dei dati
Il capo VI (artt. 78 – 83) è dedicato alla protezione e tutela dei dati, ciò anche in vista della prossima creazione ed interconnessione dei registri fallimentari di cui sopra.
Il nuovo regolamento è entrato in vigore il 25 giugno 2015. Tuttavia, verrà applicato – sostituendo definitivamente il precedente regolamento 1346/2000 – soltanto alle procedure di insolvenza aperte successivamente al 26 giugno 2017. Pertanto, il regolamento 1346/2000 continuerà ad applicarsi a tutte le procedure (rientranti nel suo ambito di applicazione) aperte prima di tale data.
Va detto tuttavia che, come in parte già visto sopra, per alcune disposizioni è prevista una data di applicazione diversa:
l‘art. 86, che richiede agli Stati membri di fornire una breve descrizione della legislazione e delle procedure nazionali in materia di insolvenza, si applicherà a decorrere dal 26 giugno 2016;
l’art. 24, par. 1, relativo alla creazione dei registri fallimentari degli stati membri in cui saranno pubblicate le informazioni relative alle procedure di insolvenza aperte nei rispettivi stati, si applicherà a decorrere dal 26 giugno 2018;
l’art. 25, relativo all’interconnessione dei registri fallimentari, si applicherà a decorrere dal 26 giugno 2019.
Infine, il regolamento all’art. 90 prevede una serie di scadenze entro le quali dovranno essere presentati degli studi e delle relazioni su questioni relative alla responsabilità e all’interdizione degli amministratori(entro il 1.1.2016), al forum shopping pretestuoso (entro il 27.6.2020), all’applicazione delle procedure di coordinamento di gruppo (entro il 27.6.2022), all’applicazione nel suo insieme del regolamento (entro il 27.6.2017). Ciò al fine di valutare se sarà necessario apportare delle modifiche al regolamento.
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