Source: https://www.leggioggi.it/2011/12/22/che-il-natale-2011-porti-la-nuova-alba-della-costituzione-italiana/
Timestamp: 2019-03-23 15:01:49+00:00
Document Index: 171804207

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 27', 'art. 18']

Che il Natale 2011 porti la nuova alba della Costituzione Italiana | LeggiOggi
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Che il Natale 2011 porti la nuova alba della Costituzione Italiana
Che il Natale 2011 porti Lavoro, perché l’Italia rimanga una “Repubblica democratica fondata sul lavoro” (art. 1 della Costituzione);
Che il Natale 2011 porti Solidarietà, “politica, economica e sociale” (art. 2 della Costituzione);
Che il Natale 2011 porti Eguaglianza e “pari dignità sociale davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (art. 3 della Costituzione);
Che il Natale 2011 porti “Progresso, materiale o spirituale della società” e promuova le condizioni che rendano effettivo il diritto al lavoro (art. 4 della Costituzione);
Che il Natale 2011 porti Unità e l’Italia rimanga “una e indivisibile” (art. 5 della Costituzione);
Che il Natale 2011 porti Amore tra le più diverse etnie e “tuteli con apposite norme le minoranze linguistiche” (art. 6 della Costituzione);
Che il Natale 2011 porti l’Indipendenza e la sovranità dello Stato e della Chiesa cattolica, “ciascuno nel proprio ordine” (art. 7 della Costituzione);
Che il Natale 2011 porti Libertà, “davanti alla legge”, di “tutte le confessioni religiose” (art. 8 della Costituzione);
Che il Natale 2011 porti “Sviluppo della Cultura”, “Ricerca scientifica e tecnica”, “Tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione” (art. 9 della Costituzione);
Che il Natale 2011 porti Rispetto “per le norme di diritto internazionale” e per lo “straniero” (art. 10 della Costituzione);
Che il Natale 2011 porti Pace e giustizia tra le Nazioni (art. 11 della Costituzione);
Che il Natale 2011 porti sempre alta “la bandiera della Repubblica”, “verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni” (art. 12 della Costituzione).
Che il Natale 2011 faccia rinascere – ogni giorno come quell’alba luminosa di quel 22 dicembre 1947 in cui l’Assemblea Costituente la portò alla luce – la Costituzione Italiana, dal primo all’ultimo dei suoi 139 articoli, e protegga insieme ad Essa il senso del Diritto, della Giustizia e dell’Equità nei confronti degli uomini, delle donne, dei bambini, degli anziani, degli stranieri, dei diversi, dei poveri, dei malati, dei bisognosi, degli animali, della natura … di tutto ciò che possa necessitare di tutela e di protezione da parte di uno Stato degno della sua grandezza …..
P.S. Con l’augurio che le vacanze natalizie possano rendere piacevole un’ora di serena lettura, si riporta di seguito, in PDF, il testo integrale della Costituzione Italiana.
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stefano di iorio 23 dicembre 2011 at 09:09
cara franzina, grazie per aver ricordato la nascita della costituzione italiana, la bistrattata cenerentola di questo paese, sempre accusata di impedire lo sviluppo di questo paese, come se ci si fosse dimenticati che è grazie alla costituzione italiana che in questo paese si è evitata la guerra civile fra democratici e comunisti, che è sotto la vigenza della costituzione che si è avuto il periodo di sviluppo economico più ampio mai realizzato da questo paese (e per tanto definitio miracolo economico), che è sempre con questa costituzione che si è sconfitto il terrorismo e la violenza politica e si è consentita un’alternanza fra poli contrapposti.
Vito 22 dicembre 2011 at 19:06
Spero che l’essere umano prenda coscienza,finchè ne ha il tempo,prima che accada l’irreparabile.
Alessandro 22 dicembre 2011 at 14:31
Bellissima letterina di natale Franzina! Forse uno dei modi più simpatici per riproporre la consistenza e la validità della Costituzione un documento che per molti è una ormai carta straccia e superata. Da pasdaran dei principi e feroce oppositore di regole e prescrizioni non posso non rielogiare un simpatico documento che ricorda alcuni principi che se capiti e seguiti renderebbero inutili i ponderosi tomi di regolette e molto difficili le scappatoie e i sotterfugi che questi consentono. Bravissima e …….. che il nuovo anno ci porti un cambiamento in tal senso.
Giuseppe 22 dicembre 2011 at 10:43
Che bello parlare di cose belle ….
A leggere la Costituzione, che gentilmente LeggiOggi ci ha regalato anche per poterla stampare e conservare gelosamente, viene davvero la voglia di guardare avanti con occhi diversi!
franzina bilardo 22 dicembre 2011 at 10:38
…. Prof. Corradini H. Broussard proporrò ufficialmente la sua clonazione….
Ci basterebbe qualche decina di teste e di culture come la Sua e avremmo risolto tanti nostri problemi…..
anna longo 22 dicembre 2011 at 09:38
Grazie collega di avere ricordato a tutti con il tuo articolo il nostro prezioso dettato Costituzionale, ormai dimenticato da tutti .
Ci sono tante leggi inutili ed una sola vera, che giace piena di polvere, dimenticata in soffitta.
E’ Natale, e dobbiamo apparecchiare la nostra tavola con la tovaglia più bella, la Nostra Costituzione, preziosa saggia, frutto di anime che anelavano alla libertà dopo secoli di oppressione.
E’ ora di eliminare il superfluo,quello che ci opprime e non ci rende liberi di essere noi stessi, belli nelle nostre diversità … facciamolo e saremo felici .
Dobbiamo avere il coraggio di essere diversi, di amare il nostro Paese e la nostra Costituzione e di lottare per la sua affermazione .
Domenico Corradini H. Broussard 22 dicembre 2011 at 06:47
«Primi pensieri aggiuntivi per Franzina, dalla mia buca di suggeritore: che il Natale spenga le fiamme dell’inferno carcerario».
L’ultimo provvedimento di clemenza, in più di 50 anni di quella storia repubblicana che cominciò con il referendum del 2 giugno 1946, fu la concessione dell’indulto attuata con la legge 31 luglio 2006 n. 241, promulgata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e controfirmata dal presidente del Consiglio Romano Prodi e dal ministro della Giustizia Clemente Mastella. Una legge approvata dal Parlamento con una maggioranza trasversale che al Senato per poco non sfiorò l’unanimità: 254 voti favorevoli e 56 contrari e 6 astenuti. Una legge che nel suo complesso non funzionò: le carceri in parte svuotate per estinzione o commutazione della pena tornarono ben presto a riempirsi. E non funzionò perché mai si è riuscito ad organizzare la vita carceraria secondo il principio costituzionale della rieducazione del condannato: le carceri incattiviscono, si entra per furto e quando si riacquista la libertà non di rado si passa dal furto alla rapina.
Il vizio non sta a valle. Sta a monte. Sta nel disinteresse o nello scarso interesse che tutti i governi e tutte le legislature, e qui davvero i colori delle diverse coalizioni non contano, hanno dimostrato dal 1948 in poi per l’art. 27 comma 3 della Costituzione. Il vizio sta nel non aver considerato a sufficienza che la somministrazione della pena è parte integrante dell’amministrazione della giustizia penale. E che non c’è giusta amministrazione della giustizia penale senza una giusta somministrazione della pena.
Il problema non è che chi delinque non debba essere punito. Il problema è la qualità della pena. Il problema è la «disumanità» con cui ancora oggi, e non solo a causa del sovraffollamento carcerario, la pena è scontata. A questa «disumanità» sono da imputare i suicidi dei carcerati e delle guardie carcerarie: le fiamme dell’inferno carcerario bruciano tanto i custoditi che i custodi, gli uni e gli altri privati della loro dignità di persone, gli uni esasperati per il trattamento subíto e gli altri spesso costretti dall’inerzia della magistratura di sorveglianza e dall’irrisoria presenza di medici e infermieri e psicologi ed educatori a trasformarsi in belve.
La violenza è di casa nelle carceri. Le carceri vivono di violenza. E là dove c’è violenza, non c’è legalità democratica.
La ministra Severino non ha proposto molto, alcune misure tampone ha proposto, in una direzione apprezzabile le ha proposto, in una direzione che prelude a una strada: la strada di una riforma organica della giustizia penale, di cui non c’è traccia nel programma del governo Monti, impegnato a suo modo, forse al modo più conveniente per le banche e il capitale finanziario e forse al modo meno conveniente per i pensionandi e i pensionati e i lavoratori a cui si vuol togliere pure la garanzia dell’art. 18 dello Statuto del 1970, a risanare la nostra economia. Ma quel poco che la ministra Severino ha proposto, lo si esegua. E con speditezza. Meglio un cerotto su una ferita che una ferita senza cerotto. E in sede di conversione del decreto legge «svuota carceri», non si manchi di provvedere alla vergogna delle vergogne: agli Ospedali psichiatrici giudiziari. Vanno evacuati e chiusi per sempre. E si trasferiscano i «matti», così li chiamano, altrove. Li si trasferiscano in strutture sanitarie adeguate, perché anche per questi «matti» il diritto alla salute e alle cure è diritto inviolabile per Costituzione.
In quel poco che la ministra Severino ha proposto c’è un poco di quel che all’inizio dell’ultimo governo Berlusconi propose Alfano e che la radicale Bernardini giudicò «significativo». In commissione giustizia alla Camera sembrava fatta. Finché non saltò tutto perché il Pd, proprio in commissione giustizia alla Camera, a un certo punto si tirò indietro e tolse il suo sostegno all’iniziativa. Se il Pd ebbe allora ragione, è storia che la storia s’incaricherà di giudicare. Qui, nello spazio ristretto di un commento a un blog, che sempre un blog di «opinioni» rimane e tale rimane solo se un’«opinione» rispetta l’altra e non la getta nell’immondezzaio del pettegolezzo o della polemica personale, il mio augurio è che le misure tampone della ministra Severino abbiano una corsia preferenziale in Parlamento e in Parlamento siano corrette là dove è necessario correggerle.
Non credo che un provvedimento «svuota carceri», pur modesto, possa rischiare lo svuotamento. Né credo che per apprendere il diritto costituzionale si debba andare a lezione dal Capo dello Stato Città del Vaticano.
Grazie. Franzina. A te il meritato onore di un palcoscenico dove «omne ius hominum causa consitutum est». A me, la buca del suggeritore. Si sta al calduccio, là. E da là, alla maniera di Joyce, ti farò sempre «buona guardia».