Source: https://www.tifosobilanciato.it/2016/04/15/le-proposte-di-modifica-del-daspo/
Timestamp: 2020-04-01 12:08:32+00:00
Document Index: 42236984

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 6']

Le proposte di modifica del DASPO | Tifoso Bilanciato – bilanci e finanza nel calcio
Postato da: Tifoso Bilanciatoil: Aprile 15, 2016 Nessun commento
Grazie al prezioso lavoro del sito InfoAzionariatoPopolareCalcio possiamo pubblicare il testo delle modifiche al Decreto Legge che ha istituito i DASPO presentato lo scorso 6 aprile al Senato della Repubblica, a valle dell’incontro con il mondo ultras.
Il concetto del dibattito era più semplice di quello che è passato, un piccolo passo da parte dei diretti interessati, i tifosi, per poter risolvere le evidenti problematiche che affliggono gli stadi italiani, dalla sicurezza alla libera fruibilità dell’evento sportivo per tutti, con analisi e proposte concrete per definire linee in collaborazione con il mondo istituzionale. Un metodo che nel nord Europa è da tempo applicato: per risolvere problematiche ampie si portano ad un tavolo comune tutti gli attori interessati(istituzioni, leghe, club e FdO) e si tenta di trovare una soluzione condivisa attraverso il confronto di esperienze e punti di vista differenti.
In Inghilterra gli ultras, e tifosi in generale, non vanno solo al Parlamento ma bensì lavorano con il Governo, in un gruppo formale, per migliorare le leggi che li riguardano, oppure in Francia dove hanno trovato sponde trasversali nella politica per presentare idee o nel Nord Europa, con Germania in primis, dove i club appartengono alle associazioni di tifosi e quindi, attraverso la lega, dialogano costantemente con la politica e forze d’ordine. Un dialogo serio, corretto e concreto, con tutti i protagonisti, è forse la via migliore per trovare una vera soluzione ai problemi negli stadi, da cui avrebbero giovamento sopratutto i club e di riflesso tutti i supporters. Andrebbe colto lo spirito propositivo di queste iniziative per instaurare un dialogo costruttivo per risolvere i problemi, dal lato dei tifosi questo passo è stato fatto.
Modifiche al Decreto-Legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge 4 aprile 2007, n. 41, concernenti applicazione dei provvedimenti di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 (c.d. “DASPO”)
ONOREVOLI SENATORI! – negli ultimi anni numerose sono state le leggi emanate sull’onda emotiva di accadimenti violenti avvenuti in occasione di manifestazioni sportive, e nel tempo le norme si sono stratificate creando delle situazioni di difficile interpretazione o, in casi come questo, di dubbia costituzionalità. Con questo disegno di legge si intende porre rimedio ad un iniquo trattamento a cui sono sottoposti i soggetti destinatari dei provvedimenti di allontanamento dallo stadio (c.d. DASPO).
Gli artt. 8 e 9 della legge 41/07 sono stati pensati come strumenti per garantire l’allontanamento dagli stadi di soggetti che hanno conseguito provvedimenti di divieto d’accesso allo stadio (DASPO) ovvero condanne per reati dello stesso tipo.
Per far fronte all’esigenze di esclusione immediata da un certo contesto del soggetto pericoloso vi è il DASPO emesso dal Questore (“Daspo questorile”) in presenza di mera denuncia o segnalazione o annotazione di PG (quindi senza l’approfondimento processuale penale sulla condotta incriminata) e introdotto nel nostro ordinamento dalla legge 401/89 art. 6 poi modificata da numerosi decreti.
Per garantire ulteriormente l’assenza dagli stadi vi è anche la possibilità del “DASPO giudiziale” quindi emesso da Giudice penale insieme alla sentenza di condanna per reato da stadio, art. 6 c. 7 l. 401/89 e succ. mod.
La Suprema Corte di Cassazione ha però chiarito che nel caso di “Daspo questorile” e, dopo il processo, anche di “Daspo giudiziale” si dovrà accuratamente evitare il ne bis in idem sanzionatorio ovvero scontare due volte la sanzione per lo stesso fatto “…è evidente che in forza del divieto di cumulo della durata di DASPO diversi in relazione allo stesso fatto – principio già sopra evidenziato e qui ribadito – la durata della misura già eseguita andrà scomputata.” (Cass. Pen., Sez. III, dd. 18.04.13 n. 17712/13).
Quindi la Suprema Corte vieta che per il medesimo fatto (accensione di un fumogeno) si possa scontare sia il “Daspo questorile” che il “Daspo giudiziale”: o meglio al seconda andrà dedotta la durata del primo se già interamente o parzialmente scontato.
Gli artt. 8 e 9 legge 41/07 sono stati oggetto di varie interpretazioni anche da parte dell’Osservatorio Nazionale Manifestazioni Sportive che è intervenuto più volte con varie Determinazioni, ma il principio dello “scomputo” per non incorrere nel vietatissimo ne bis in idem non è stato finora applicato con nessuna legge.
Con l’attuale formulazione degli artt. 8 e 9 della legge 41/07, un soggetto può essere immediatamente sottoposto ad una misura cautelare preventiva di allontanamento dallo stadio a seguito di segnalazione/denuncia.
Al termine dell’iter processuale, che può durare per un periodo anche superiore a quello di inibizione dall’accesso allo stadio, con la conseguenza che il soggetto nel frattempo ha regolare accesso allo stadio, in caso di condanna definitiva, allo stesso viene applicata nuovamente una misura di limitazione della libertà personale per un periodo ulteriore di 5 anni, senza tener conto di quanto già scontato.
Il DDL stabilisce che l’applicazione dell’art. 9, e, quindi, l’ulteriore allontanamento dallo stadio a seguito di sentenza di condanna, possa essere attuata solo nei confronti di coloro che non abbiano già ricevuto il Daspo in qualsiasi sua forma. Ulteriormente che l’applicazione dell’art. 8, ovvero l’ulteriore allontanamento dallo stadio per tre anni dal momento della scadenza del Daspo, non possa essere attuata consistendo, anch’essa in una sorta di duplicazione della sanzione.
(Modifiche all’art. 8 del Decreto-Legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge 4 aprile 2007, n. 41, concernenti applicazione dei provvedimenti di cui all’articolo 6 dellalegge 13 dicembre 1989, n. 401)
All’articolo 8, del Decreto-Legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge 4 aprile 2007, n. 41, apportare le seguenti modifiche:
a) al comma 1, dopo la parola «condannati», inserire le seguenti: «nel corso degli ultimi cinque anni,»;
al comma 1, dopo le parole «reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive», inserire le seguenti: «salvo che nei confronti delle medesime persone ed in relazione ai medesimi fatti sia cessato il divieto di cui al comma 1, dell’art. 6, della Legge 13 dicembre 1989, n. 401». / purché non sia stato emesso, per lo stesso episodio, il provvedimento di cui all’art. 6 della legge 13 dicembre 1989 n. 401”.
Al comma 1, dopo la parola “contributi” è abrogata la frase “e facilitazioni di qualsiasi natura”;
Al comma 1 la parola “a prezzo” è sostituita con “a titolo”;
Al comma 1 la parola “agevolato o” è abrogata;
(Modifiche all’art. 9 del Decreto-Legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge 4 aprile 2007, n. 41, concernenti agevolazioni nei confronti di soggetti destinatari dei provvedimenti di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401)
All’articolo 9, comma 1, del Decreto-Legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge 4 aprile 2007, n. 41, dopo le parole «nel corso degli ultimi cinque anni», inserire le seguenti: «salvo che nei confronti delle medesime persone ed in relazione ai medesimi fatti sia cessato il divieto di cui al comma 1, dell’art. 6, della Legge 13 dicembre 1989, n. 401». / “purché non sia stato emesso, per lo stesso episodio, il provvedimento di cui all’art. 6 della legge 13 dicembre 1989 n. 401”.