Source: http://www.fiomcgilbrianza.it/it/Maternita-paternita
Timestamp: 2018-01-24 07:53:37+00:00
Document Index: 67726170

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.16', 'art.2', 'art. 2', 'art.16', 'art. 3', 'art.54', 'art. 4', 'art. 5', 'art.28', 'art. 5', 'art.28', 'art. 6', 'art.31', 'art.7', 'art.32', 'art.34', 'art. 34', 'art.7', 'art.32', 'art. 8', 'art.36', 'art.53', 'art.11', 'art. 13', 'art. 64', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 66', 'art. 24']

Maternità e paternità | Fiom Cgil Brianza
Decreto Legislativo n. 80 del 15/06/2015 (G.U. n. 144 del 24/06/2015) Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell’art. 1 comma 8 e 9 della legge n. 183 del 10/12/2014. In attesa circolare interpretativa Inps. Note filt cgil veneto aggiornate al 10 luglio 2015.
Con tali disposizioni il legislatore predispone alcune innovazioni rispetto al Dlgs 151/2001 (testo unico sulla maternità e paternità) che, pur considerato un testo valido ed innovativo al momento della sua approvazione, negli anni ha mostrato carenze di tutela verso i «nuovi lavori» e verso il lavoro autonomo e le libere professioni. Questo decreto colma alcune lacune, in particolare per queste ultime tipologie di lavoratori, con ampliamento del diritto genitoriale. Inoltre è indispensabile sottolineare come questo decreto (nella maggior parte dei suoi articoli) abbia carattere «sperimentale» unicamente per il 2015, dall’entrata in vigore, 25 giugno 2015, fino al 31/12/2015. I fondi destinati a finanziare le misure previste, affinché diventino strutturali, dovranno trovare adeguata copertura finanziaria nei prossimi anni.
CONGEDO DI MATERNITA’ PER PARTO PREMATURO PER LE LAVORATRICI DIPENDENTI
L’art.16 del Dlgs 151/2001 (comma1, lettera d) prevedeva, nel caso di parto anticipato, che i giorni non usufruiti prima del parto potessero essere aggiunti al periodo dopo il parto, per un totale di cinque mesi. Con il nuovo decreto, art.2 comma 1, lettera a) , i giorni non utilizzati prima del parto, se il parto avviene in data anticipata rispetto a quella presunta, vanno aggiunti al periodo di maternità dopo il parto stesso, anche superando il limite complessivo di cinque mesi.
CONGEDO DI MATERNITA’ PER LAVORATRICI DIPENDENTI IN CASO DI RICOVERO
Sempre l’art. 2,comma 1, lettera b, aggiunge all’art.16 del T.U. il comma 16 bis, stabilendo che in caso di ricovero del neonato presso una struttura pubblica o privata, la madre ha diritto a chiedere la sospensione del congedo di maternità per il periodo di congedo anticipato non usufruito e per il periodo dopo il parto durante il ricovero del neonato, facendo decorrere l’astensione dal lavoro al rientro a casa del bambino. Questo diritto può essere esercitato una sola volta per ogni figlio ed è subordinato al rilascio di certificazione medica comprovante lo stato di salute della madre idoneo a tornare al lavoro.
INDENNITA’ DI MATERNITA’ NEI CASI DI RISOLUZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO
L’art. 3 prevede l’erogazione dell’indennità di maternità in caso di licenziamento per giusta causa. Inoltre si riconferma l’erogazione dell’indennità nei casi previsti alle lettere b) e c) dell’art.54 del T.U., cioè cessazione dell’attività dell’azienda dove lavora la madre e cessazione del rapporto di lavoro (contratto a tempo determinato). In ogni caso il diritto all’indennità è previsto se il congedo obbligatorio inizia durante la prestazione lavorativa o entro 60 giorni dall’ultimo giorno lavorato.
ADOZIONI E AFFIDAMENTO IN CASO DI RICOVERO
L’art. 4 prevede anche per i neonati in adozione e in affidamento la possibilità di rinviare il congedo obbligatorio in caso di ricovero del neonato, fino all’effettivo ingresso in famiglia, equiparandolo ai figli biologici.
L’art. 5 estende la possibilità di usufruire del congedo obbligatorio post - parto nei casi previsti dall’art.28 del T.U., cioè morte, grave malattia della madre, abbandono e affidamento esclusivo al padre “anche qualora la madre sia lavoratrice autonoma” . In questo modo viene inclusa nel testo legislativo in modo esplicito anche questa fattispecie.
INDENNITA’ DI PATERNITA’ LAVORATORI AUTONOMI
L’art. 5 inoltre estende la possibilità al padre lavoratore autonomo di usufruire del congedo obbligatorio post - parto nei casi previsti dall’art.28 del T.U., cioè morte, grave malattia della madre, abbandono e affidamento esclusivo al padre. Questa possibilità era preclusa dal T.U.
PATERNITA’ ADOTTIVA
Con l’art. 6 viene riconosciuto il diritto del padre lavoratore dipendente a usufruire del congedo obbligatorio per adozione anche quando la madre non è lavoratrice e non solo alternandosi , come previsto dall’art.31 del T.U. Si tratta di un importante passo avanti nel riconoscimento del ruolo paterno. I genitori adottivi potevano scegliere l’alternanza, visto che non è necessario il periodo di riposo obbligatorio post parto della madre, come per il figlio biologico, ma che il padre possa usufruirne in proprio va sottolineato ed apprezzato.
Il congedo parentale (art.7) può essere usufruito fino ai 12 anni dei figli . Il precedente limite temporale di 8 anni (art.32 T.U) viene elevato a 12 anni, prolungando significativamente il periodo. Inoltre, i 6 mesi retribuiti al 30%, nel T.U. (art.34) fino ai 3 anni di età del figlio/a, ora vengono retribuiti fino ai 6 anni. Secondo il T.U. (art. 34) ma anche con il Decreto in oggetto, i 6 mesi indennizzati al 30% della retribuzione mensile possono essere utilizzati sia interamente da un solo genitore, sia alternativamente da entrambi, senza mai superare il limite appunto di 6 mesi. Riteniamo che i periodi complessivamente usufruibili dai due genitori rimangano di 11 mesi, con le modalità precedentemente previste. Il periodo di congedo parentale usufruito dai 6 anni agli 8 anni viene retribuito, sempre nella percentuale del 30%, se il reddito individuale non supera il limite di 2,5 volte l’importo del trattamento minimo, che per quest’anno è di 16.327,68 euro. I periodi di congedo parentale fruiti tra gli 8 e i 12 anni di vita del bambino non sono in ogni caso indennizzabili. Il termine per la richiesta del congedo parentale viene ridotto da 15 a 5 giorni , indicando l’inizio e la fine del periodo di congedo. Vengono rispettate le modalità e i criteri dei contratti collettivi, che nei casi di oggettiva impossibilità, per alcuni contratti, specie nel pubblico impiego, prevedono 48 ore di preavviso. Con messaggio n. 4576 del 06/07/2015 l’INPS comunica che in attesa dell’adeguamento delle procedure informatiche per la presentazione della domanda on line, l’Istituto permette la presentazione, per il solo mese di luglio 2015 , della domanda in modalità cartacea utilizzando il modello con codice SR23 rinvenibile sul sito internet dell’INPS nella sezione modulistica.
CONGEDO PARENTALE ORARIO
L’art.7 lettera b ) inserisce un nuovo comma (nell’art.32 del T.U.) che lascia piena libertà di scelta ai lavoratori dipendenti tra la fruizione giornaliera del congedo parentale e quella oraria. La scelta individuale può essere effettuata anche in caso di mancata regolamentazione, da parte della contrattazione collettiva nazionale e aziendale, del diritto al congedo parentale orario. Il preavviso per richiedere il congedo parentale orario è di due giorni. La fruizione su base oraria è prevista in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente quello in corso del quale comincia il congedo parentale. Il decreto prevede inoltre che ”è esclusa la cumulabilità della fruizione oraria del congedo parentale con permessi o riposi di cui al presente decreto legislativo” . Ad una prima lettura, possiamo presumere che, ad esempio, non si possa usufruire nello stesso giorno dei riposi orari per allattamento e del congedo parentale orario. Vanno esaminate però specificamente le ulteriori fattispecie che possano presentarsi. Secondo la nostra valutazione il termine “lavoratori” usato genericamente nel Dlgs n. 80, può indicare l’estensione anche ai lavoratori pubblici per i quali prima non era prevista. Rimaniamo in attesa di ulteriori precisazioni da parte dei Ministeri competenti. Il congedo parentale orario non si applica al personale del comparto sicurezza e difesa, e a quello dei vigili del fuoco e del soccorso pubblico.
HANDICAP E PROLUNGAMENTO DEL CONGEDO PARENTALE
Con l’art. 8 viene esteso il prolungamento del congedo parentale per handicap ai sensi della L.104/82 fino al dodicesimo anno di età del figlio/a, invece che l’ottavo (sempre nel limite massimo di 36 mesi retribuiti al 30%).
CONGEDO PARENTALE IN CASO DI ADOZIONE O AFFIDAMENTO
In modo correlato al congedo per i figli biologici, continua il processo di parificazione con i figli adottati e viene pertanto elevata (art.36 T.U) l’età per la fruizione del congedo parentale fino a 12 anni dall’ingresso del minore in famiglia, con l’indennità al 30% prevista fino ai 6 anni dall’ingresso in famiglia.
LAVORO NOTTURNO MADRE ADOTTIVA
All’art.53 del T.U. viene aggiunto, con l’art.11 del Decreto, la lettera b) bis che prevede per la madre adottiva di un minore entro il terzo anno dall’ingresso in famiglia o comunque non oltre il dodicesimo anno di età, o in alternativa il lavoratore padre alle stesse condizioni, di non essere obbligati a prestare lavoro notturno.
ADOZIONI NELLA GESTIONE SEPARATA
L’art. 13 del Decreto modifica l’art. 64 del T.U. riconoscendo alle madri iscritte alla gestione separata i diritto a percepire l’indennità i maternità per 5 mesi successivi all’ingresso in famiglia del figlio/a adottivo così come previsto per il congedo obbligatorio delle lavoratrici dipendenti.
LAVORATORI AUTONOMI E PATERNITà
Il titolo della parte (Capo XI) del T.U., dedicato alle «Lavoratrici autonome» viene modificato in «Lavoratori autonomi», per sottolineare l’intenzione del legislatore nel conferire ai padri che svolgono queste attività un ruolo maggiore presso i figli, migliorando i loro diritti (art. 14). L’art. 15 stabilisce che l’indennità di maternità spetta al padre lavoratore autonomo per il periodo che sarebbe spettato alla madre lavoratrice autonoma o per la sua parte residua, in caso di morte o di grave infermità della madre o di abbandono da parte della madre e in caso di affidamento esclusivo al padre. I lavoratori autonomi vengono quindi equiparati ai lavoratori dipendenti.
LAVORO AUTONOMO E ADOZIONI
L’art. 16 sostituisce il comma 2 dell’art. 66 del T.U. stabilendo che per le adozioni e gli affidamenti si ha diritto a 5 mesi di congedo obbligatorio fino all’età di 18 anni.
CONGEDO PER DONNE VITTIME DI VIOLENZA
Le lavoratrici dipendenti pubbliche e private, con esclusione delle lavoratrici domestiche, le titolari di collaborazione coordinata e continuativa, inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere debitamente certificati, hanno diritto a 3 mesi di sospensione dell’attività lavorativa (art. 24). Il congedo prevede una indennità corrispondente all’ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento. Il periodo di assenza è coperto da contribuzione figurativa ed è computato ai fini dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, ai fini della maturazione delle ferie, della 13^ mensilità e del trattamento di fine rapporto. Il congedo può essere utilizzato su base oraria o giornaliera nell’arco temporale di 3 anni , secondo quanto previsto da successivi accordi collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In caso di mancata regolamentazione da parte della contrattazione collettiva la dipendente può scegliere tra la fruizione giornaliera e quella oraria. La fruizione su base oraria è consentita in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo. La lavoratrice ha diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno in lavoro part - time verticale o orizzontale. Il rapporto di lavoro part - time su richiesta della lavoratrice deve essere nuovamente trasformato in rapporto di lavoro a tempo pieno.
Decreto Legislativo n. 80 del 15/06/2015 66.45 KB
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