Source: http://www.giustiziaquotidiana.it/dblog/storico.asp?s=&m=&pagina=290&ordinamento=asc
Timestamp: 2019-08-24 11:42:53+00:00
Document Index: 136925987

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Busta con Proiettili a Raffaele Marino, Procuratore Aggiunto Torre Annunziata
Di Loredana Morandi (del 15/04/2010 @ 08:21:37, in Magistratura, linkato 1474 volte)
Minacciati anche gli uomini della scorta ...
Busta con proiettili a Raffaele Marino,
procuratore aggiunto di Torre Annunziata
Una busta con proiettili e un messaggio di manacce che coinvolge anche la sua scorta sono stati indirizzati al procuratore aggiunto di Torre Annunziata Raffaele Marino. Secondo quanto si è appreso, la busta è stata recapitata in Procura.
Già pm della Direzione distrettuale antimafia partenopea, Marino è stato impegnato in delicate inchieste sui clan napoletani, come quella sugli "affari" della criminalità organizzata nell'ospedale "Cardarelli", e processi contro esponenti della camorra, tra i quali quello per l'omicidio della 14enne Annalisa Durante in un conflitto a fuoco contro Salvatore Giuliano nel quartiere di Forcella.
A Torre Annunziata ha diretto indagini su illecità in appalti pubblici e usura. Il magistrato è spesso anche presente in dibattiti pubblici sulla legalità. Indagini in corso.
Procuratore Marino riceve lettera con proiettili
Il plico è stato recapitato qualche giorno fa nell'ufficio del magistrato a Torre Annunziata. Il giudice si è occupato dei clan del Vomero, di Posillipo e della Sanità. Minacciati anche gli uomini della scorta Una lettera di minaccia con alcuni ...
Lettera con proiettili a procuratore aggiunto T. Annunziata
ANSA - ‎16 ore fa‎
(ANSA) - NAPOLI, 14 APR - Una lettera di minaccia con alcuni proiettili e' stata recapitata al procuratore aggiunto di Torre Annunziata (Napoli), Raffaele Marino. Le minacce sono rivolte anche agli uomini della scorta. Negli anni scorsi Marino era ...
busta con proiettili al procuratore aggiunto di Torre Annunziata
NAPOLI - Sono sette i proiettili calibro 7.65 inviati nei giorni scorsi al procuratore aggiunto di Torre Annunziata Raffaele Marino. Il plico è stato consegnato lunedì mattina dal furgoncino delle Poste; è stato l'addetto alla ricezione ad accorgersi ...
Castellammare - Minacce al procuratore Marino: la solidarietà del ...
StabiaChannel.it - ‎8 ore fa‎
"Esprimo la mia più sincera solidarietà a Raffaele Marino, magistrato coraggioso e capace, per le gravissime intimidazioni ricevute". E' quanto ha dichiarato il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio alla notizia della lettera di minaccia con ...
Busta con proiettili a Raffaele Marino, procuratore aggiunto di ...
Il Denaro - ‎14 ore fa‎
Una busta con proiettili e un messaggio di manacce che coinvolge anche la sua scorta sono stati indirizzati al procuratore aggiunto di Torre Annunziata Raffaele Marino. Secondo quanto si è appreso, la busta è stata recapitata in Procura. ...
Giudice minacciato con una lettera con proiettili
ReveNews (Blog) - ‎13 ore fa‎
Torre Annunziata, (Napoli) nell'ufficio del Procuratore Raffaele Marino arriva un plico per posta e all'apertura lo stupore dei presenti, all'interno infatti spuntano fuori dei proiettili. Il segnale sembra chiaro, una minaccia per il procuratore di ...
Proiettili a v.procuratore T.Annunziata
(ANSA) – NAPOLI, 14 APR – Una lettera di minaccia con alcuniproiettili e' stata recapitata al procuratore aggiunto di TorreAnnunziata (Napoli), Raffaele Marino. Le minacce sono rivolteanche agli uomini della scorta. Negli anni scorsi Marino erastato in ...
Candida giustizia (sulle proposte PD Orlando), articolo di Giancarlo Caselli
Di Loredana Morandi (del 15/04/2010 @ 08:42:06, in Magistratura, linkato 1396 volte)
Candida giustizia
Andrea Orlando è intervenuto sul quotidiano Il Foglio per esporre le proposte del Pd nel settore Giustizia, di cui è responsabile. Vari commentatori temono che possa esservi troppa disponibilità al dialogo purchessia. Orlando (anche sul Fatto di domenica scorsa) ha respinto l’ipotesi e gliene va dato atto. Ma forse vi sarebbero state meno perplessità senza lo strano invito a fingere che in Italia il problema sia “solo quello di far funzionare la giustizia”, dimenticando il premier con i “suoi processi da aggiustare e le sue vendette da consumare”. Anche il Candide di Voltaire faticherebbe ad astrarsi così tanto, essendo impresa davvero ardua fingere di vivere nel migliore dei mondi mentre la realtà che incombe è tutt’affatto diversa. Del resto, l’interlocutore prescelto da Orlando non gli ha reso un gran servizio intitolando il suo intervento: "Caro Cav, il Pd ti offre giustizia". Dove - a parte il tu confidenziale - sintomatica è soprattutto la parola "offre": posto che offerta (Devoto-Oli) è l’atto rituale di riconoscimento della divinità, mediante destinazione ad essa dei prodotti del proprio lavoro. Come a dire che in fondo interessa non tanto il dialogo ma piuttosto l’ossequio…Altre perplessità potrebbero sorgere proprio per la scelta dell’interlocutore, se si considera che Il Foglio si è spesso segnalato per l’insofferenza verso i magistrati (maledetti giustizialisti!) colpevoli di concepire le garanzie come veicolo di eguaglianza, mostrando invece di preferire un garantismo "strumentale" che depotenzi la magistratura di fronte al potere politico ed economico. Per cui suona un po’ singolare che si rammenti alla sinistra che “tra le sue radici c’è la cultura delle garanzie”, come fa Orlando, proprio mentre ci si applica su Il Foglio. Ma ciascuno è ovviamente libero di chiedere ospitalità a chi crede.
Ma veniamo alle proposte di Orlando. Impossibile non essere d’accordo con lui quando chiede di puntare l’attenzione sulle cause civili, mentre ricorda che il processo penale obiettivamente punisce secondo criteri di classe. E’ giusto pretendere una revisione dei meccanismi delle notifiche e una semplificazione delle impugnazioni. E’ sacrosanto definire fondamentale il tema dell’organizzazione e delle risorse. Anche se non si può fare a meno di osservare come sia fuorviante porre oggi un problema di "qualificazione del personale amministrativo", quando in verità si tratta di una specie in via di estinzione per la voragine ormai cronica fra organici e forze effettive.
Fin qui però siamo nel perimetro entro cui non è difficile, se davvero si vuole migliorare un sistema allo sbando, trovare una base comune. Dove il gioco si fa duro è quando si passa a parlare di giusti tempi del processo, obbligatorietà dell’azione penale, sistema elettorale del Csm, distinzione dei ruoli fra pm e giudici, azioni disciplinari. Qui le proposte di Orlando rivelano – a mio giudizio – un limite. L’opposizione rinunzia ad un suo autonomo programma. Assume una posizione subalterna adattandosi passivamente all’agenda di gran parte della maggioranza, senza chiedersi se siano proprio questi i nodi reali della questione giustizia oggi in Italia, posto che tale agenda ha come principale obiettivo (come non accorgersene?) la riforma non della giustizia ma dei giudici, oggi troppo indipendenti per poter essere ancora tollerati da quelli che gli viene l’orticaria se solo si accenna a legalità, regole e controlli. Un limite: tanto più che mettersi in scia, giocando solo di rimessa senza schemi propri, comporta il rischio di perdere e perdersi.
Nel merito, meriterebbero di essere commentate tutte le proposte di Orlando, ma c’è spazio solo per alcune. Scelgo innanzitutto l’obbligatorietà dell’azione penale. Una pietra angolare della democrazia, che va difesa. Partire dallo sfascio del sistema per rimuoverla può far comodo a chi non crede nell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Ma chi ci crede dovrebbe lavorare perché il sistema funzioni consentendo al principio dell’obbligatorietà di diventare effettivo. Non accettare di fatto la logica di chi vorrebbe buttar via il classico bambino profittando dell’acqua sporca. Quanto alla polemica sulle correnti, condivido l’opinione di Rita Sanlorenzo (segretaria di quella banda di irriducibili iconoclasti che è Md…) secondo cui il loro dominio sull’elezione dei componenti togati del Csm si contrasta introducendo un sistema elettorale proporzionale su liste, che riporti il potere di scelta in mano ai magistrati, come vuole la Costituzione. E’ il sistema positivamente sperimentato per l’elezione dei Consigli giudiziari: preferire un sistema elettorale maggioritario su base regionale sostituirebbe inevitabilmente, ai difetti del correntismo, lo sfacelo del clientelismo localistico. Orlando pone poi il problema della "efficacia delle attuali azioni disciplinari".
Mai come in questo caso occorre partire dai dati di fatto. Nel 2009 ci sono state 62 condanne e 17 uscite dall’ordine giudiziario, su un corpo di circa 9000 magistrati. Una "efficacia delle attuali azioni disciplinari" che è nettamente superiore a quella di ogni altra amministrazione pubblica o ordine professionale. Dunque non un plotone di esecuzione, ma neppure quella "giurisdizione domestica" spacciata dalla propaganda di coloro che - provando fastidio per l’indipendenza della magistratura - vorrebbero regolare alcuni conti con il suo organo di autogoverno. Dunque, va bene discutere di tutto, ma partendo dalla realtà, non assumendo posizioni subalterne all’agenda altrui che possono favorire compromessi al ribasso.
Infine, sbaglia a mio giudizio Orlando quando dice che "intanto…si parla troppo, solo, di intercettazioni". E no: proprio qui sta la cartina di tornasole di ogni possibile riforma della giustizia. Cambiare la disciplina delle intercettazioni, pretendendo indizi non più di “reato” ma di “colpevolezza” (l’aggettivazione in un modo o nell’altro non sposta le cose) significa che ad esse si potrà di fatto ricorrere soltanto quando si conosce già il colpevole, e cioè quando le intercettazioni non servono più a nulla. Peggiore mortificazione della giustizia non si può immaginare, trattandosi di una mortificazione che sacrifica la sicurezza di tutti i cittadini sull’altare dell’interesse di pochi. Ma mortificare la giustizia è in rotta di collisione con qualunque seria volontà di riforma. Altro che parlarne troppo! Tutto ciò va gridato preliminarmente a piena voce, sostenuto con contrapposizione dialettica forte e senza riserve. Altrimenti può riaffiorare la preoccupazione (o l’accusa) che una parte dell’opposizione in tema di giustizia non voglia poi differenziarsi troppo dalla maggioranza politica contingente, ma preferisca una sostanziale omogeneizzazione.
Di Loredana Morandi (del 15/04/2010 @ 09:42:35, in Sindacati Giustizia, linkato 1363 volte)
Minacce a magistrati napoletani
Di Loredana Morandi (del 15/04/2010 @ 13:10:58, in Magistratura, linkato 1550 volte)
Se è vera la regola in cui tre indizi formano una prova, credo di non essere la sola a rilevare la peculiare stranezza di queste minacce pervenute a tre magistrati, che hanno un nome simile o identico a quello di Cutolo. L.M.
le ipotesi: minacce dai gionta o da i clan del vomero colpiti quando era alla dda
«Dai fastidio». Proiettili per il magistrato
Lettera con 7 pallottole per il pm Marino, procuratore aggiunto a Torre Annunziata. Indagano i Ros
NAPOLI – Sette proiettili e una scritta in napoletano: se non la smetti di dare fastidio, questi saranno per te e per chi ti sta intorno. Dopo Raffaello Falcone e Raffaello Magi, un altro magistrato ha ricevuto terribili minacce: è Raffaele Marino, procuratore aggiunto di Torre Annunziata, una vita passata a combattere i clan e gli illeciti piccoli e grandi. La lettera è arrivata lunedì negli uffici della Procura, portata dal furgoncino delle Poste; l’impiegato addetto alla ricezione si è accorto dei proiettili e ha dato l’allarme.
L’intimidazione è clamorosa: sette pallottole calibro 7.65 non sono nella disponibilità di chiunque. Numerose le ipotesi sugli autori del gesto: dai Gionta di Torre Annunziata, che Marino sta cercando di allontanare dalla loro roccaforte di Palazzo Fienga, ai clan del Vomero, che il magistrato colpì quando era ancora alla Dda di Napoli e per i quali giovedì prossimo dovrebbe arrivare la sentenza. Il foglio, la busta e i proiettili sono stati consegnati ai carabinieri del Ris per le indagini scientifiche; dopo gli atti urgenti, il fascicolo sarà inviato alla Procura di Roma, competente per i reati di cui sono vittime i magistrati del distretto di Napoli. Non è stato possibile sapere dove la lettera sia stata imbucata perché il francobollo non era annullato.
L'articolo segue sul Corriere del Mezzogiorno
Il procuratore di Torre Annunziata, Diego Marmo, ha intanto informato il prefetto, Alessandro Pansa, che presiede il comitato per l’ordine e la sicurezza: bisognerà valutare la possibilità di rafforzare la scorta. Marino, infatti, ha già avuto minacce in passato; inoltre, alcuni collaboratori di giustizia hanno riferito che era odiato negli ambienti criminali: per questo motivo è scortato, anche se ora da una sola auto, prima da due. Chi ha spedito la busta con i proiettili e perché ce l’ha con Marino? Due, al momento, le ipotesi più accreditate. La prima riguarda Torre Annunziata, dove il magistrato lavora da due anni. È vero che non segue direttamente indagini di criminalità organizzata, per le quali è competente la Dda, ma è anche vero che il procuratore aggiunto si occupa delle misure di prevenzione, grazie alle quali si riesce a intaccare il patrimonio dei clan, e dell’esecuzione delle sentenze. Soprattutto, poi, Marino è impegnato ora nella difficile battaglia di scacciare i Gionta da Palazzo Fienga, il loro fortino. Decine le famiglie che vivono (e delinquono) nella roccaforte, pronte a ribellarsi alle forze di polizia. Palazzo Fienga sarebbe già dovuto essere sgomberato, il procuratore aggiunto vuole capire perché ciò non sia accaduto e per questo ha delegato polizia e carabinieri a svolgere attività di indagine; un centinaio le persone già interrogate nell’ambito di un’inchiesta che si sta avviando verso la conclusione. Perdere il centro del loro potere sarebbe, per i Gionta, un colpo forse mortale. L’altra pista porta al Vomero. Si avvia alla conclusione il processo per i boss che spadroneggiavano nella zona collinare i cui scontri costarono la vita, nel 1997, a Silvia Ruotolo: 64 imputati tra i quali Maurizio Brandi, Antonio Caiazzo, Giovanni Alfano. L’inchiesta che nel 2007 portò al loro arresto era proprio di Raffaele Marino, poi sostituito da Michele Del Prete; quest’ultimo ha chiesto, lo scorso febbraio, 400 anni di carcere per i 64 imputati.
La sentenza, prevista per oggi, è slittata a giovedì prossimo. Non si può escludere che, sia pure dopo tanto tempo, in vista della sentenza qualcuno abbia voluto intimidire l’allora pm anticamorra. Raffaele Marino è il terzo magistrato in pochi mesi a subire pesanti intimidazioni. A Raffaello Falcone, pm della Dda impegnato nelle indagini sui casalesi, nel gennaio del 2009 arrivò una lettera con cinque proiettili 9 per 21. Solo pochi giorni fa, invece, Raffaello Magi, il giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che scrisse la sentenza di primo grado del processo Spartacus, ha trovato una striscia di sangue fuori alla sua casa. Episodi da brivido.
Corriere del Mezzogiorno - 15 aprile 2010
Rep. Ceca/ Ministro giustizia: abbassare età punibile a 10 anni
Di Loredana Morandi (del 15/04/2010 @ 13:28:59, in Estero, linkato 1353 volte)
Accogòie richiesta petizione dopo omicidio commesso da tredicenne
Praga, 14 apr. (Ap-Nuova Europa) - Il ministro della Giustizia della Repubblica ceca Daniela Kovarova ha annunciato oggi che intende proporre l'abbassamento dell'età di punibilità per i casi di omicidio a 10 anni.
La presa di posizione viene dopo che è pervenuta una petizione firmata da 400mila cechi che hanno chiesto un cambio nella normativa in questo senso.
Kovarova ha parlato dopo aver incontrato Ludek Kvapil, sindaco di Kmetineves, una città a nord-ovest di Praga, dove un 13enne ha violentato e trucidato una ragazza della stessa età sei anni fa.
Proprio il sindaco è stato il primo firmatario della petizione, dopo che il giovane condannato è stato rilasciato quest'anno dal riformatorio.
Attualmente il limite minimo d'età per la punibilità è di 15 anni. I principali partiti politici si sono detti d'accordo sull'abbassamento.
I pm: Nessuno sconto per Amanda e Raffaele
Di Loredana Morandi (del 15/04/2010 @ 13:40:40, in Osservatorio Famiglia, linkato 1540 volte)
I pm: "Nessuno sconto
per Amanda e Raffaele"
Amanda Knox e Raffaele Sollecito, continuano dal carcere a proclamarsi innocenti e chiedono di essere assolti, la procura li vuole condannati all’ergastolo per l’omicidio di Meredith Kercher. Nessuno sconto agli ex fidanzati che hanno agito con tanta "freddezza"
Perugia, 15 aprile 2010 - Con l’appello proposto dai pm Manuela Comodi e Giuliano Mignini contro la concessione delle attenuanti generiche e l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi, riconosciuti dalla Corte d’assise, è stato fatto il primo passo verso il processo bis per il drammatico delitto della studentessa. Violentata e uccisa in via della Pergola la notte del primo novembre 2007.
Sabato le difese potrebbero però depositare i motivi d’appello. La procura si è intanto già mossa. In tredici pagine i sostituti procuratori chiedono alla Corte una "pena di giustizia" per gli imputati (condannati a 26 e 25 anni). Che però, senza attenuanti e con i motivi futili, significherebbe carcere a vita. "Nella sua approfondita e rigorosa motivazione a sostegno della sentenza, la Corte d’Assise, dopo aver ricostruito in modo ineccepibile l’evento per il quale è processo e la responsabilità dei due imputati, risolve in una riga - scrivono i pm - l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi e si sofferma, poi, sulle attenuanti generiche che ha ritenuto, con argomenti non convincenti, di concedere agli imputati".
In particolare, dicono Comodi e Mignini, "l’intera ricostruzione che ha condotto la Corte a ritenere che non vi fosse alcun ‘buon’ motivo (né astio tra Amanda e Meredith; né questioni di denaro; né un litigio degenerato) per uccidere, ma adesione estemporanea ai propositi sessuali di Rudy Guede, impone viepiù la valorizzazione della futilità dei motivi".
L'articolo prosegue su La Nazione
Inoltre "ciò che la Corte ha descritto come movente costituisce addirittura il paradigma della assoluta e riprovevole sproporzione tra ‘motivo’ ed ‘azione’. Senza considerare, poi, che se l’aggravante in questione è stata riconosciuta sussistere per il concorrente Rudy Guede anche dal Giudice di secondo grado - è scritto nell’appello -, non può non ricorrere in capo ai due concorrenti che hanno assecondato il proposito criminoso del complice: se il motivo era futile per Rudi, lo doveva essere ancora di più per gli attuali imputati che, nella prospettazione della Corte, si sono mossi in preda alla ‘eccitante’ curiosità di sperimentare violenze su una giovane ragazza che era, oltretutto, la coinquilina di Amanda".
‘Forzata’, per la procura, è anche la concessione del beneficio di legge che ha consentito agli imputati evitare una pena più severa. La Corte ha riconosciuto ad Amanda e Raffaele le attenuanti sulla base di sei motivi: incesuratezza, l’assenza di comportamenti disdicevoli nei confronti di altri, l’essere diligenti nello studio, l’inesperienza e la lontananza dalle famiglie di origine, le contingenze casuali e la condotta post crimen. Per la procura invece non solo non sono sufficienti ma possono essere ribaltati a sfavore degli imputati.
Essere incensurati ad appena vent’anni poco conta mentre ‘pesa’ il porto del coltello da parte di Sollecito ("presuppone un atteggiamento potenzialmente aggressivo") e la multa inflitta ad Amanda a Seattle al termine di una serata di alcol e frastuono. Quanto al fatto "che si trovassero al di fuori dell’ala protettrice delle rispettive famiglie, si tratta di considerazioni che, soprattutto nel caso della Knox, sono vistosamente contrastate da elementi di segno opposto" anche "a proposito della gravissima attività calunniosa contro Diya Lumumba" e poi "agli appartenenti alla Squadra Mobile, fatti oggetto, nel corso degli interventi in dibattimento della Knox, di ulteriori espressioni calunniose".
"Comportamenti tutti che denotano una singolare freddezza - scrivono i pm - e determinazione e che non sono certo indice di un’indole docile e di una condizione di inesperienza e di abbandono". Critici i pm anche nei confronti delle famiglie, finite tutte sotto inchiesta: i loro interventi (il riferimento è a Knox, ndr) non sono mai stati volti a porre riparo alla calunnia iniziale contro Diya Lumumba, anche quando la madre della Knox aveva ricevuto le confidenze della figlia circa la sua innocenza... Nessuna influenza positiva avrebbe potuto produrre la vicinanza delle famiglie".
La procura stigmatizza anche la ‘casualità’ del delitto: "Se davvero, come afferma la Corte, i due imputati hanno agito in uno stato di totale impassibilità, come se violentare ed uccidere una coetanea, per la Knox coinquilina, fosse alternativo ad andare in un pub, in una discoteca, o a consumare stupefacenti o ad avere un rapporto sessuale o, più semplicemente, ad andarsene a dormire, com’è sostenibile che questa ‘contingenza casuale’ possa essere utilizzata per una valutazione di minor gravità del fatto?". Nessun "pentimento", infine come riconosciuto dalla Corte, dopo il delitto. E’ vero hanno coperto il corpo "per pietas femminile" ma poi Amanda e Raffaele "hanno manifestato un’impressionante freddezza".
Con Oscar Magi Senza Se e Senza Ma
Di Loredana Morandi (del 15/04/2010 @ 14:38:23, in Magistratura, linkato 1833 volte)
Appena lette le news sulle minacce ricevute via Facebook dal dott. Oscar Magi ho inoltrato a lui la mia umile "richiesta di amicizia", sono invisibile sotto pseudonimo ma spero egualmente possa accettare.
Il web ha urgente bisogno di una seria regolamentazione, perché negli anni è passato dal far west all'attuale paleolitico, ma rischia di piombare nel giurassico. Il giudice Magi, oltre ad essere un ottimo magistrato, è certamente da onorare per essere divenuto di "diritto" la leggenda del "Santo Precursore" della Legalità e della vera Libertà in rete.
A lui la mia solidarietà, senza se e senza ma.
Devo dire che tutto quello che vedo in questi giorni è preoccupante, dalla festa dei Pirati in Roma alle odierne dichiarazioni del senatore Vincenzo Vita, lette sul quotidiano online "La Rosa Rossa". Dichiarazioni contro il giudice Magi, che di buon mattino mi inducevano a prendere contatto con la segreteria particolare per esporre la mia preoccupazione per le recenti frequentazioni del senatore e la vera natura del "violento carrozzone" sul quale egli è salito. Ho chiesto un appuntamento e mi richiameranno per conferma.
Il file sharing illegale non si è mai dato una "deontologia" e a rappresentarlo in Italia c'è una intera generazione di incalliti venditori di pornografia e di pedopornografia. Più l'orrido orpello di quello che gli operatori dell'antipedofilia nazionale e internazionale definirebbero una "agenzia legale per pedofili".
La morale: in un dì lontano uno dei quotidiani del Capitale potrebbe pubblicare in violazione del segreto istruttorio le intercettazioni del politico di turno implicato in un caso di pedofilia. "Quel politico è un pedofilo, griderebbe ogni pagina d'informazione.
Io la multinazionale della pedofilia online la vedo oggi, passa a sinistra, ma non la voglio sulla coscienza.
Data la presenza di numerose associazioni e organi di stampa radicali sono disposta al gesto forte di uno sciopero della fame, pur di veder sparire una certa nomenclatura dagli incontri dello scenario politico italiano.
Invito: Scaricate tutti i trombati politici e giudiziari.
Il Voto di Popolo e il Massimario di Cassazione sono l' "esperienza e l'informazione".
I due articoli di riferimento..
«ai tre manager ho inflitto il minimo dei minimi»
Il giudice che ha condannato Google:
«Su Facebook centinaia di minacce»
Oscar Magi si è occupato del video del disabile vessato: «Ma la mia sentenza non è contro la Rete»
MILANO - Centinaia di minacce su Facebook. Perché? Per aver scritto la sentenza con cui il 24 febbraio scorso ha condannato a sei mesi di carcere, per violazione della privacy, tre manager di Google, accusati di aver messo in rete il video di un ragazzino disabile.
«MINACCE DALL'ITALIA» - In una intervista al Sole 24 Ore il giudice Oscar Magi spiega di essere stato insultato sul suo profilo sul social netework e sottolinea che le critiche sono piovute soprattutto dall'estero, mentre le minacce sono arrivate dall'Italia e qualche messaggio di approvazione è giunto dalla Spagna. «Mi sono arrivate centinaia di lettere offensive di protesta e soprattutto di minaccia. Su alcune ho dovuto addirittura chiedere l’intervento dei gestori della piattaforma, segnalando l’esistenza di persone minacciose».
«ERA IL MINIMO» - Il magistrato milanese tuttavia mostra di non lasciarsi intimorire dalle minacce e difende la sua scelta, precisando che con la condanna a sei mesi di carcere per i tre manager ha inflitto «il minimo dei minimi», previsto dalla legge sulla privacy. «Forse in Italia queste norme sulla privacy puntano troppo sul meccanismo della pena intesa come carcere e poco su pene alternative». Non solo. Magi si dice anche convinto di aver emanato «una sentenza favorevole al mondo di Internet in generale e a Google in particolare».
Signor giudice, si il web ha bisogno
di essere difeso, ma dai censori
Signor giudice, si il web ha bisogno di essere difeso, ma dai censori. Signor giudice, ci spieghi. Un processo sotto i riflettori mondiali, il caso “Google- Vivi Down” rappresenta un fenomeno tra i più visti e sentiti dell’epoca del web 2.0.
Per il Tribunale di Milano il provider del servizio risulta responsabile del contenuto messo online. Al contrario, secondo la direttiva europea sul commercio elettronico gli intermediari – che hanno un ruolo passivo nel trasporto di informazioni provenienti da terzi – sono esonerati da qualsiasi responsabilità.
E per il decreto legislativo n. 70 del 2003 il provider non è responsabile per i contenuti immessi dagli utenti, se li rimuove appena viene effettivamente a conoscenza di un fatto illecito. Eppure la sentenza, nelle sue 111 pagine, non ha ben chiarito questo punto. Anzi, per il giudice Magi, Google Italia avrebbe dovuto avvertire la ragazza che pubblicava il video e che stava così ledendo la privacy di un compagno di classe autistico.
E’ tempo di portare avanti la causa dell’”Internet Bill of Rights”. Dice bene il giudice Magi che il web necessita di norme. Sì, per salvaguardalo, signor giudice. Non per cacciarlo tra i peccatori.
15 Aprile, Vincenzo Vita, parlamentare pd
«MINACCE DALL'ITALIA» - In una intervista al Sole 24 Ore il giudice Oscar Magi spiega di essere stato insultato sul suo profilo sul social netework e sottolinea che le critiche sono piovute soprattutto dall'estero, mentre le minacce sono arrivate ...
Google/ Il giudice Magi: Dopo condanna, mi minacciano su Facebook
Roma, 15 apr. (Apcom) - Ha condannato i dirigenti di Google per il video sul pestaggio di un ragazzo disabile, ma ora il giudice milanese Oscar Magi denuncia di avere ricevuto delle minacce. Intervistato dal Sole 24 Ore, racconta che dopo la sua ...
Sentenza Google, minacce al giudice
Il magistrato che ha condannato i tre dirigenti ha ricevuto centinaia di offese e intimidazioni sul suo profilo di Facebook. «Ho solo fatto il mio dovere» Oscar Magi, il giudice che ha condannato tre dirigenti di Google, rivela: ho ricevuto «centinaia ...
Ha condannato Google, centinaia di minacce su Facebook
ROMA - Ha scritto la sentenza con cui il 24 febbraio scorso ha condannato per violazione della privacy tre manager di Google a sei mesi di reclusioni, accusati di aver messo in rete il video di un ragazzino disabile. Il giudice Oscar Magi, ...
La Repubblica - ‎12/apr/2010‎
Il giudice Magi insultato su Facebook. Gli chiederò l'amicizia
Il giudice della sentenza Google Vividown ha ricevuto molti messaggi di insulti su Facebook, soprattutto dall'estero. Lo dice in un'intervista al blog di Daniele Lepido, che è uno cui piacciono i miei stessi film, pare. Per alcuni messaggi Magi si è ...
Condanna Google, dito puntato sul profitto
Il Sole 24 Ore - ‎13/apr/2010‎
Torna alla ribalta sui siti web della stampa estera la polemica sulla libertà di Internet, dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 24 febbraio il giudice di Milano Oscar Magi aveva condannato tre dirigenti di Google. ...
Intervista al giudice che ha condannato Google per video. È stato ...
WebMasterPoint.org - ‎33 minuti fa‎
Minacce su Facebook per Oscar Magi, il magistrato del caso Google-Vivi Down, che difende il suo operato. Le critiche avanzate dall'avvocato Guido Scorza. Il giudice che ha emesso la sentenza di condanna a sei mesi di carcere per i tre dirigenti ed ex ...
TGCOM - ‎12/apr/2010‎
Depositata la sentenza del caso Vividown
PcTuner.net - ‎12/apr/2010‎
E' stata depositata la sentenza che, nel febbraio scorso, aveva visto la condanna a 6 mesi di reclusione di tre dirigenti di Google per la vicenda di un video pubblicato su Google Video nel 2006 e riguardante le angherie subite da un ragazzo affetto da ...
Sentenza Google, le motivazioni: "In Internet non è tutto permesso"
Zeus News - ‎12/apr/2010‎
Pubblicate le motivazioni della sentenza sul caso Vividown. Dirigenti di Google condannati per mancato rispetto della privacy. Sono finalmente note le motivazioni della sentenza con cui il giudice Oscar Magi ha condannato tre dirigenti di Google per il ...
Google? Condannato!
Cellulare Magazine - ‎12/apr/2010‎
Martedi 13-04-2010 - Una sentenza del tribunale di Milano cerca di dare un "limite" a Internet, infliggendo una condanna di sei mesi di reclusione ad alcuni dirigenti di Google, costretti a rispondere in proprio dei contenuti caricati da altri utenti. ...
Caso Vividown, le motivazioni
Punto Informatico - ‎12/apr/2010‎
Da un documento di oltre cento pagine, i primi estratti per spiegare il perché della condanna ai tre dirigenti di Google. Informativa sulla privacy del tutto carente e un principio: Internet non è una prateria Roma - Estratti delle ampie motivazioni ...
Internet non è il far west
Macworld - ‎13/apr/2010‎
Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza con la quale il Tribunale di Milano ha condannato tre dirigenti di Google Italia per violazione della legge sulla privacy. Al centro della controversia stava un video che mostrava il maltrattamento di ...
Perché Google è stata condannata lo scorso febbraio
PCWorld - ‎12/apr/2010‎
Sono state rese note le motivazioni che hanno portato, lo scorso febbraio, il tribunale di Milano alla condanna a sei mesi di reclusione, di tre dirigenti Google per omesso controllo sui dati personali e violazione della privacy. ...
Responsabilità del Web ai tempi di Google
PMI.it - ‎13/apr/2010‎
Le motivazioni della condanna a Google e ai suoi dirigenti, per aver pubblicato il video shock sul ragazzo disabile senza tutelarne il diritto alla privacy e per la carenza in termini di informativa «talmente nascosta nelle condizioni generali del ...
IL GIUDICE CHE HA CONDANNATO GOOGLE: "RICEVO MINACCE SU FB"
Leggo Online - ‎3 ore fa‎
Dopo aver scritto la sentenza che ha condannato tre manager di Google a sei mesi di carcere, per aver messo in rete il video di un ragazzino disabile, il giudice Oscar Magi ha ricevuto centinaia di minacce sul suo profilo di Facebook. ...
Sentenza Google: giudice Magi "Ricevo minacce su FB"
In un'intervista su uno dei blog de Il Sole 24 Ore, Oscar Magi, il giudice che ha scritto la sentenza di condanna per violazione della privacy a carico dei dirigenti di Google, ha rivelato di ricevere “centinaia di email di offesa e minaccia” tramite ...
Scarsa attenzione alla privacy
"Google Italia trattava i dati contenuti nel video caricati sulla piattaforma di Google Video e ne era quindi responsabile perlomeno ai fini della legge sulla privacy", è la tesi sostenuta dal giudice monocratico Oscar Magi, per il quale l'informazione ...
TOP STORIES ITALIA: La condanna a Google, violata privacy per profitto
Borsa Italiana - ‎12/apr/2010‎
MILANO (MF-DJ)--La condanna a sei mesi di reclusione per violazione della privacy nei confronti di tre manager di Google comminata nel febbraio scorso in merito ad un video in cui un disabile veniva vessato da alcuni studenti di Torino "non viene qui ...
Una sentenza piccola piccola...
Punto Informatico - ‎13/apr/2010‎
di G. Scorza - 111 pagine per motivare la condanna dei dirigenti Google nel caso Vividown. Molto frastuono mediatico, nessun riferimento alla Direttiva sul commercio elettronico Roma - Il Giudice Oscar Magi, nelle "considerazioni finali" che ha ...
Sentenza ViviDown: perché Google è stata condannata
ITespresso.it - ‎22 ore fa‎
Sono finalmente uscite le motivazioni della sentenza che ha condannato a sei mesi di carcere tre dirigenti di Google. Il Giudice Oscar Magi spiega che servono recinti su Internet e il Web non è una prateria senza leggi. Internet non è il FarWest (o ...
Ecco perché Google è stata condannata
Varese News - ‎12/apr/2010‎
Sono state depositate poche ore fa le motivazioni della sentenza del Tribunale di Milano, con la quale lo scorso febbraio sono stati condannati a sei mesi di reclusione alcuni dirigenti di Google. L'accusa al motore di ricerca deriva da un video in cui ...
Procura di Milano: non esiste la libera prateria della rete
SKY.it - ‎12/apr/2010‎
Pubblicate le motivazioni della sentenza con cui Google è stato condannato per la pubblicazione di un video. Secondo i magistrati milanesi il motore di ricerca non ha rispettato le norme sulla privacy Non mancheranno di fare discutere le 111 pagine di ...
Condanna Google: “non tutto è permesso sul web”
corriereweb.net - ‎12/apr/2010‎
Sono state rese pubbliche le motivazioni della condanna inflitta il 24 febbraio dal Tribunale di Milano, a tre dirigenti Google. “Non esiste la sconfinata prateria di internet dove tutto è permesso e niente è vietato, pena la scomunica mondiale del ...
Video disabile vessato, Google condannata "Internet non è una ...
Quotidiano Nazionale - ‎12/apr/2010‎
Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010. Alla fine del riquadro di spiegazione ne ...
WinTricks.it - ‎13/apr/2010‎
Come alcuni di voi ricorderanno, a fine febbraio abbiamo parlato della discussa sentenza italiana che ha condannato alcuni dirigenti di Google, per la pubblicazione del video in cui un ragazzo down era vittima di atti di bullismo. ...
Privacy online, servono evoluzioni normative
La Stampa - ‎13/apr/2010‎
«Dopo tanto clamore e svariate supposizioni, si conferma la nostra analisi: il giudice Magi ha scritto motivazioni convincenti ed equilibrate per quanto riguarda il profilo di responsabilità privacy degli internet provider che trattano dati di terzi ...
Excite Italia - ‎13/apr/2010‎
Sono state rese note le motivazioni della sentenza che ha portato alla condanna dei tre dirigenti Google Italia, lo scorso 24 febbraio, nell'ambito del procedimento denominato Vividown. Il giudice Oscar Magi, autore della sentenza, scrive infatti che ...
Google/ "Internet non è un luogo virtuale dove tutto è permesso ...
Affaritaliani.it - ‎12/apr/2010‎
Internet non è un luogo virtuale dove tutto è permesso. Lo sostiene il giudice di Milano, Oscar Magi, nelle motivazioni della sentenza con cui ha condannato tre dirigenti di Google a sei mesi di reclusione in relazione a un video che mostrava le ...
Napolitano: donna oggetto porta violenza, porre argine a disprezzo dignità femminile
Di Loredana Morandi (del 15/04/2010 @ 17:35:26, in Politica, linkato 1372 volte)
Irrefrenabile il déjà vu: "Lassù qualcuno mi legge.." L
Napolitano: donna oggetto porta violenza
Porre argine a disprezzo dignita' femminile
(ANSA) - ROMA, 15 APR - 'Uno stile di comunicazione che offende le donne ne puo' offrire un contesto favorevole per atti di violenza', ha detto Napolitano. Il presidente della Repubblica e' intervenuto con un messaggio al convegno 'Donne in Tv e nei media'.
Napolitano ha sottolineato che bisogna 'porre argine all'immagine di una donna ornamentale, vista come un bene di consumo, che ha alla base un evidente disprezzo della dignita' femminile'.
Concia a KlausCondicio, appello all’Anm: Invogliate coming out
Di Loredana Morandi (del 15/04/2010 @ 17:36:35, in Magistratura, linkato 1417 volte)
Sinceramente non credo che l'Italia delle gogne mediatiche consenta il "venite fuori". Ciò nonostante, io ospiterei volentieri le donne magistrato che volessero dichiarare la propria scelta sessuale. Dagli uomini, tutti,e specialmente dalle culture più vaste, come singolo essere umano attendo una rivolta morale contro le prepotenti "offerte" del mercato. L.M.
Paola Concia (Pd) a KlausCondicio,
Appello all’Anm: Invogliate coming out
Roma, 15 apr (Il Velino) - “Come succede in altri Paesi, come accade negli Stati Uniti o in Germania, se le figure di equilibrio sociale e di grande visibilità pubblica possono vivere serenamente la propria omosessualità è maggiore l’accettazione sociale. Palamara lo capisce meglio di me, perché essendo un giudice e un difensore dell’autorevolezza dei giudici, sa bene quanto questo potrebbe essere importante nel nostro Paese e nella nostra democrazia”. La deputata del Pd, Paola Concia, ha rilasciato queste ed altre dichiarazioni alla trasmissione KlausCondicio, in onda su You Tube e condotta da Klaus Davi. “Intendiamoci – ha spiegato -, il coming out deve essere spontaneo e non intendo certo obbligare nessuno a un simile passo. Mi limito, però, a considerare che nei Paesi civili, più civili del nostro, viene fatto con serenità. I giudici oggi in Italia, per tantissime ragioni, per gli attacchi che ricevono, per i problemi che esistono negli equilibri fra i poteri dello Stato, sono figure importantissime. E’ chiaro che un loro intervento a favore delle battaglie sui diritti civili ne aumenterebbe il gradimento. Questo lo capisce bene anche Luca Palamara”.
Nel corso del programma, Concia ha, inoltre, passato in rassegna i giudici gay e lesbiche che siedono nei massimi organi di giustizia nel mondo: “si va da Paul Feinman, giudice della Corte suprema dello stato di New York, a Sir Terence Etherton, avvocato della Corte d’Appello inglese, fino ad Adrian Fulford, giudice della Corte Suprema inglese e membro della Corte Penale Internazionale. In Spagna si distingue il giudice Fernando Grande-Marlaska, membro dell’Audienca Nacional. Sempre negli Usa, ci sono Deborah Batts, giudice Federale, nominata da Clinton, Thomas Chiola giudice gay a Chicago e Michael Sonberg, giudice di New York. Un altro giudice lesbica siede a capo del Tribunale federale dei reclami, mentre Maria Dameo è stata nominata da Obama alla Corte Superiore di Washington. In Italia – ha concluso - nessuno. E’ mai possibile?”.
(com/gas) 15 apr 2010 11:39
Rassegna di Cronaca - 15 aprile 2010
Di Loredana Morandi (del 15/04/2010 @ 17:50:38, in Varie, linkato 1491 volte)
Addio Raimondo !!!
I social network ricordano Vianello Messaggi su Facebook e Twitter
''Addio Raimondo, che barba, che noia senza di te...'': riprendendo un famoso sketch di qualche anno fa, uno spaccato di vita coniugale con Sandra Mondaini, è questo uno dei tanti messaggi che un fan di Raimondo Vianello ha lasciato sulla pagina di ...
Photostory: Sandra e Raimondo, le immagini inedite del matrimonio ANSA
Ultimo saluto a Raimondo Vianello MyMovies.it
Affaritaliani.it - Tiscali Notizie - Il Messaggero - Libero-News.it
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Laziogate, chiesti due anni per l'ex presidente Storace
Chiesta la condanna per l'ex presidente della Regione Francesco Storace e altre 8 persone coinvolte a vario titolo nel cosiddetto "Laziogate". La vicenda giudiziaria è quella relativa al presunto accesso, avvenuto nel marzo del 2005, tramite i computer ...
Laziogate, pm chiede condanna a due anni per Storace Reuters Italia
Laziogate: pm chiede due anni di reclusione per Storace ANSA
Barimia - AGI - Agenzia Giornalistica Italia - Vivere Italia - Corriere della Sera
Giunta Latina, dimissioni in massa.Dopo un servizio di Striscia la ...
Ventidue consiglieri comunali di Latina hanno depositato le proprie dimissioni facendo ufficialmente cadere l'amministrazione del sindaco Vincenzo Zaccheo. A far dare il colpo di grazia alla giunta è stato un video di 'Striscia la notizia' in cui si ...
Latina, si scioglie il consiglio comunale Corriere della Sera
Comune di Latina nella bufera, valanga di dimissioni dopo Striscia ... Il Messaggero
Il Tempo - PUPIA - AGI - Agenzia Giornalistica Italia - Barimia
Verona: genitori non pagano scuolabus, 16 bimbi lasciati a piedi
Verona, 15 apr. - (Adnkronos) - Sono 16 i ragazzini lasciati a piedi dallo scuolabus perche' i genitori risultano non aver hanno pagato al Comune di Verona le rette dovute. "Pur avendo ricevuto diversi solleciti a mezzo raccomandata con ricevuta di ...
Verona, genitori non pagano Comune: sospeso scuolabus per figli Virgilio
I genitori non pagano la retta Scuolabus sospeso per 16 bambini Corriere della Sera
Style.it - Tutto Scuola - IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - L'Essenziale
Domenica in Piazza per il Papa
Pedofilia: la Chiesa si mobilita a favore del Papa
Tutto questo sull'onda degli strascichi delle polemiche nate per le parole di Bertone sul rapporto tra omosessualità e pedofilia, polemiche che non si sono ...
Pedofilia/ Ruini: Volontà pervicace di accusare il Papa APCOM
PEDOFILIA: CARD. RUINI, PECCATI GRAVI MA SI CERCA DI COINVOLGERE PAPA Agenzia di Stampa Asca
Pianeta News (paid to write) (Blog) - Il Sussidiario.net - ANSA - La Repubblica
24/08/2019 @ 13.42.51