Source: http://www.studiominoccheri.com/2012/02/
Timestamp: 2020-02-21 18:25:43+00:00
Document Index: 81796123

Matched Legal Cases: ['art. 2215', 'art. 8', 'art. 2421', 'art. 2215', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 31', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 8', 'art.4', 'art.74', 'art.74', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 39', '§ 2', 'sentenza ', 'art. 327', 'sentenza ', 'art. 327', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 63', 'art. 45', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 59', 'art. 1', 'art. 17']

STUDIO MINOCCHERI: febbraio 2012
Tassa libri sociali 2012: pagamento entro il 16 marzo 2012
Entro il 16 marzo 2012 deve essere versata la tassa annuale forfetaria per la numerazione dei libri e registri di cui all’art. 2215 del codice civile.
L’obbligo di versamento, infatti, permane anche a seguito dell’abolizione dell’obbligo di numerazione e bollatura iniziale dei principali libri contabili obbligatori, disposta dall’art. 8 della L. 383/2001.
Sono tenuti al versamento le società di capitali (ad esempio spa, sapa e srl), fatta eccezione per le società cooperative e le mutue assicuratrici (in tal senso la C.M. n. 108 del 3 maggio 1996).
Peraltro, la tassa rimane applicabile sempreché permanga l’obbligo della tenuta di libri numerati (ad esempio libro giornale e libro inventari) e bollati (ad esempio libri sociali ex art. 2421 del codice civile) nei modi previsti dall’art. 2215 del codice civile. Lo stesso Ministero ha rilevato che sono soggetti passivi anche gli enti dotati di capitale o fondo di dotazione aventi per oggetto, esclusivo o principale, l’esercizio di attività commerciali (ris. n. 90 del 27 maggio 1996).
A parere dell’Amministrazione finanziaria (C.M. n. 108/96, in risposta al quesito 12.1.3), la tassa si applica anche alle società di capitali in liquidazione ordinaria o sottoposte a procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza), purché permanga l’obbligo di tenuta di libri numerati e bollati, nei modi previsti dal codice civile (per completezza si rileva che, secondo un orientamento giurisprudenziale, invece, non sono soggetti all’obbligo di pagamento le società o enti dichiarati falliti o in liquidazione coatta amministrativa; cfr. Tribunale di Udine, 7 marzo 1996).
- 309,87 euro, se il capitale sociale o fondo di dotazione è inferiore o uguale a 516.456,90 euro;
- 516,46 euro, se il capitale sociale o fondo di dotazione supera 516.456,90 euro.
L’ammontare del capitale sociale di riferimento deve essere verificato alla data del 1° gennaio 2012.
Le modalità di versamento sono diverse, a seconda che la tassa venga corrisposta per il primo anno di attività oppure per gli anni successivi.
Per le società di nuova costituzione il versamento va effettuato con apposito bollettino di conto corrente postale, intestato all’Ufficio del Registro di Roma – Tasse di concessioni governative – c/c postale n. 6007, prima della presentazione della dichiarazione di inizio attività (modello AA7/10) (su cui vanno riportati gli estremi di versamento). Unica eccezione, i versamenti di competenza della Regione Sicilia, per i quali occorre utilizzare il conto corrente postale n. 210906.
Per gli anni successivi al primo, il versamento deve essere eseguito mediante il modello F24, utilizzando il codice tributo 7085 (“Tassa annuale vidimazione libri sociali”), indicando, quale periodo di riferimento, l’anno 2012.
Se il contribuente vanta crediti compensabili con il modello F24, questi possono essere utilizzati in compensazione con le somme dovute a titolo di tassa di concessione governativa.
In conclusione, si ricorda che l’Amministrazione finanziaria, con la risoluzione n. 170 del 20 novembre 2000, ha chiarito che i pubblici ufficiali (ad esempio notai, funzionari del Registro delle imprese) sono autorizzati a provvedere alla numerazione (ed eventuale bollatura) dei libri e dei registri delle società di capitali, senza richiedere l’esibizione della ricevuta di pagamento della tassa forfetaria di concessione governativa, se tali libri e registri vengono presentati prima che sia decorso il termine del 16 marzo.
Gli eventuali controlli sul regolare pagamento della tassa, pertanto, saranno effettuati in un momento successivo, anche in occasione di accessi, verifiche o ispezioni da parte degli organi preposti.
Permesso di soggiorno a punti 2012: dal 10 marzo 2012 le nuove regole per i lavoratori extracomunitari
Dal 10 marzo 2012 l'ingresso ed il soggiorno dei lavoratori extracomunitari in Italia non sarà subordinato unicamente al rispetto dei flussi e delle prescrizioni di carattere economico e abitativo, ma anche all'effettiva integrazione nel nostro tessuto socio-culturale. In particolare, come condizione necessaria per il rilascio del permesso di soggiorno allo straniero che entri in Italia per la prima volta, è richiesta la stipula di un Accordo di integrazione, da sottoscrivere contestualmente alla presentazione dell'istanza del permesso di soggiorno. Nei successivi due anni il lavoratore è tenuto a raggiungere specifici obiettivi di integrazione da valutarsi in sede di verifica ad opera dello Sportello Unico. Il presente approfondimento illustra i criteri e le modalità per la sottoscrizione da parte dello straniero dell'Accordo di integrazione, le ipotesi di esenzione e di sospensione, e le modalità di riconoscimento, o di decurtazione, dei crediti. In conclusione vengono analizzate le disposizioni in materia di verifiche finali ed il ruolo dell'Anagrafe nazionale degli intestatari degli accordi di integrazione. In calce il fac-simile del modello da utilizzare per la stipula dell'Accordo di integrazione.
Dal 10 marzo 2012 l’ingresso ed il soggiorno dei lavoratori extracomunitari in Italia non sara` subordinato unicamente al rispetto dei flussi e delle prescrizioni di carattere economico e abitativo, ma anche all’effettiva integrazione nel nostro tessuto socio-culturale. Con l’obiettivo di garantire un’armonica convivenza tra culture differenti, il D.P.R. 14 settembre 2011, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 263 dell’11 novembre 2011, ha previsto che, nel periodo di validita` del permesso di soggiorno, tutti gli stranieri, salvo specifiche e rare eccezioni, debbano raggiungere specifici obiettivi di integrazione. In particolare, come condizione necessaria per il rilascio del permesso di soggiorno allo straniero che entri in Italia per la prima volta, e` richiesta la stipula di un Accordo di integrazione, da sottoscrivere contestualmente alla presentazione dell’istanza del permesso di soggiorno. Nei successivi due anni il lavoratore e` tenuto a raggiungere specifici obiettivi di integrazione da valutarsi in sede di verifica ad opera dello Sportello Unico. Una valutazione insufficiente puo` portare alla revoca del permesso di soggiorno e all’espulsione dello straniero dal territorio dello Stato. Nelle presenti note, dopo aver richiamato le disposizioni in materia di integrazione previste dall’art. 4-bis del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (il Testo Unico dell’immigrazione, d’ora in avanti T.U.I.), si verificheranno i criteri e le modalita` per la sottoscrizione da parte dello straniero dell’Accordo di integrazione, le ipotesi di esenzione e di sospensione, e le modalita` di riconoscimento, o di decurtazione, dei crediti. Si concludera` analizzando le disposizioni in materia di verifiche finali ed il ruolo dell’Anagrafe nazionale degli intestatari degli accordi di integrazione.
Il MODELLO IVA 2012 BASE: breve guida per la dichiarazione annuale IVA 2012
- Frontespizio che deve essere utilizzato esclusivamente se la dichiarazione IVA viene presentata in via autonoma (in caso di presentazione della dichiarazione unificata deve essere utilizzato il frontespizio del modello Unico)
- Quadro VA, esclusi i righi
- Quadro VE, esclusi i righi
- Quadro VF
- Quadro VJ, esclusi i righi
- Quadro VH, esclusi i righi da VH20 a VH31 – relativi ad immatricolazione auto UE
- Quadro VL, esclusi i righi
- Quadro VR
- Quadro VT
- Quadro VX per l’inserimento dei dati relativi alla determinazione dell’Iva da versare o del credito d’imposta ed utilizzato da coloro che presentano la dichiarazione in via autonoma
Fonte: Fisco 7
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DURC 2012: le novità di febbraio 2012 da INPS e Ministero del Lavoro
- L'INPS, con il Messaggio n. 2860 del 17 febbraio 2012, che annulla e sostituisce il precedente Messaggio n. 2826/2012 di pari oggetto, rende noto l'aggiornamento dell'applicativo dello Sportello Unico Previdenziale 4.0 dovuto al recepimento delle più recenti disposizioni normative in materia di DURC.
In particolare, viene comunicata la chiusura (a partire dal 14 febbraio 2012) dell'applicativo alle aziende e loro intermediari con riferimento alle richieste di DURC per il settore degli appalti pubblici, in ragione dell'obbligo da parte delle Stazioni Appaltanti pubbliche e delle Amministrazioni procedenti di effettuare l'acquisizione d'ufficio del DURC nel caso di appalto, subappalto, affidamento di contratti pubblici di lavori, forniture e servizi, contratti pubblici di forniture e servizi in economia con affidamento diretto, agevolazioni, finanziamenti, sovvenzioni ed autorizzazioni. Inoltre, l'Istituto fornisce indicazioni sulla sospensione del servizio di regolarità contributiva AGR-CAU.
- Il Ministero del Lavoro, nella Circolare n. 3 del 16 febbraio 2012, fornisce chiarimenti in merito al regolamento di esecuzione ed attuazione del D.Lgs 12 aprile 2006, n. 163 (codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture) ed in particolare in merito alle disposizioni di cui all'articolo 4, commi 2 e 3, D.P.R. n. 207/2010 relativo all'intervento sostitutivo della stazione appaltante in caso di inadempienza.
Tale norma ha introdotto un meccanismo in base al quale, in presenza di Durc irregolare, le stazioni appaltanti si sostituiscono al debitore principale, versando in tutto o in parte, direttamente agli istituti previdenziali e casse edili interessate, le somme dovute in forza del contratto di appalto.
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TFM amministratori 2012: tassazione ordinaria ed abrogazione della tassazione separata
La norma prevede, infatti, la tassazione ordinaria se il “diritto alla percezione” è sorto dal 1° gennaio 2011. Nell’ambito della prassi amministrativa relativa al TFR dei lavoratori dipendenti, l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito che il diritto alla percezione dell’indennità si considerava acquisito il giorno successivo alla cessazione del rapporto.
Canone RAI: non è dovuto per il mero possesso di pc, tablet e smartphone (Comunicato stampa 20 febbraio 2012)
Con Comunicato stampa 20 febbraio 2012 la RAI ha chiarito che il pagamento del canone non è dovuto per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, un tablet o uno smartphone.
L’invito a sottoscrivere l’abbonamento speciale Rai, infatti, pareva rivolta a chiunque disponesse di un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive.
Sulla base dell’analisi normativa in materia, il canone speciale potrebbe però essere richiesto solo con riferimento a soggetti in grado di porre in essere audizioni in locali pubblici o aperti al pubblico
Il pagamento del canone speciale, pertanto, è obbligatorio per imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage); il canone non va corrisposto se tali imprese, società ed enti abbiano già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più televisori.
Comunicazione dati iva 2012: esonero per chi presenta la dichiarazione iva autonoma entro il 29/02/2012
Entro la fine del mese di febbraio 2012, è dovuta la presentazione della comunicazione annuale dati IVA da parte di tutti i contribuenti, secondo le disposizione previste dall’art. 8-bis del DPR n. 322/1998.
Tale dichiarazione, come noto, è dovuta in sostituzione dell’obbligo di presentazione delle dichiarazioni IVA periodiche, abrogato dall’art. 11 del DPR n. 435/2001, a partire dal periodo d’imposta 2002, al fine di uniformare la normativa IVA nazionale a quella comunitaria.
Da notare, al riguardo, come sia tuttavia possibile ovviare a tale obbligo procedendo con la presentazione della dichiarazione annuale IVA in via autonoma, in luogo della comunicazione dati IVA. Tale opportunità, introdotta con il DL 78/2009, era inizialmente riservata ai contribuenti che “intendono utilizzare in compensazione ovvero chiedere a rimborso il credito risultante dalla dichiarazione annuale” (cfr. art. 3, comma 1, secondo periodo del DPR 322/1998) ed è stata successivamente estesa a tutti i contribuenti, “indipendentemente dalla presenza di un credito o di un debito annuale” (cfr. circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 1 del 25 gennaio 2011).
Ciò risulta essere un’alternativa all’obbligo di presentazione del modello IVA nella dichiarazione unificata annuale entro il 30 settembre, cui sono soggetti i contribuenti (persone fisiche, società di persone e di capitali, enti anche non commerciali) con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare (cfr. art. 3, comma 1, primo periodo del DPR 322/1998). In coerenza con quanto sopra, è stato inoltre previsto che quei “contribuenti che presentano la dichiarazione annuale entro il mese di Febbraio” sono esonerati dall’obbligo di presentare la comunicazione annuale dati IVA (cfr. art. 8-bis, comma 2, ultimo periodo del DPR 322/1998).
Tale alternativa rappresenta un importante beneficio per quei contribuenti che vantano posizioni creditorie nei confronti dell’Erario. La presentazione della dichiarazione IVA è, infatti, presupposto essenziale per poter beneficiare della compensazione del credito IVA eventualmente disponibile sul presupposto della inesistenza di cartelle esattoriali scadute e non pagate di importo superiore a 1.500 euro. La presenza di importi iscritti a ruolo inibisce, infatti, la possibilità di utilizzare somme in compensazione nel modello F24 e un comportamento contrario a questa regola implica una sanzione pari al “50 per cento dell’importo dei debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori e per i quali è scaduto il termine di pagamento fino a concorrenza dell’ammontare indebitamente compensato” (cfr. art. 31 DL 122/2010 e DM 10 febbraio 2011).
Da notare, inoltre, che laddove non vi fossero iscrizioni a ruolo che inibiscano la compensazione in F24, la dichiarazione annuale dovrà essere munita del visto di conformità o della sottoscrizione del revisore legale, qualora si volesse utilizzare in compensazione un credito IVA per un importo superiore a 15.000 euro (ex art. 10, comma 7 del DL 78 citato). Coloro i quali presentano un posizione annuale IVA a debito, invece, dovranno procedere al versamento del saldo IVA esposto in dichiarazione a partire dal 16 marzo. Tale versamento potrà essere effettuato, anche ratealmente, maggiorando dello 0,33% mensile l’importo di ciascuna rata successiva alla prima. È pertanto preclusa, come già accennato, la possibilità di effettuare i versamenti entro le scadenze del modello UNICO (cfr. circ. 1/2011 e istruzioni al modello IVA 2012, pagine 8, 9).
Coloro i quali non intendono presentare la dichiarazione annuale sono obbligati, entro il 29 febbraio, alla presentazione della comunicazione annuale dati IVA riferita all’anno solare precedente. Tale Comunicazione, al contrario della dichiarazione, non ha alcun effetto dichiarativo ma una mera valenza informativa e, soprattutto, non permette la compensazione di eventuali crediti IVA annuali.
Infine, per coloro i quali non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale unificata in ragione del periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, resta fermo l’obbligo, ex art. 8, comma 1 della L. 322/1998, di presentare “secondo le disposizioni di cui all’art. 3, tra il 1 Febbraio e il 30 Settembre, in via telematica, la dichiarazione relativa all’imposta sul valore aggiunto dovuta per l’anno solare precedente”. Tali contribuenti saranno tenuti, nel caso in cui non presentassero entro il 29 Febbraio la dichiarazione annuale IVA, a presentare la comunicazione annuale dati IVA entro la medesima scadenza del 29 febbraio (cfr. art. 8-bis, comma 2 del DPR 322/1998, istruzioni alla comunicazione annuale dati IVA 2012).
CUPE 2012: certificazioni degli utili e riserve corrisposti ai soci nel 2011 consegna entro il 28/02/2012
I soggetti che nel 2011 hanno corrisposto utili o proventi ad essi equiparati devono rilasciare, entro il 28/02/2012, la relativa certificazione ai percettori di dette somme. Tale obbligo di : certificazione degli utili è disciplinato dall’art.4, comma 6-ter e 6-quater del DPR n.322/98.
La comunicazione annuale dati IVA 2012: guida per la presentazione entro il 29 febbraio 2012
I soggetti passivi IVA, in caso di normale svolgimento dell’attività presentano telematicamente ogni anno due tipi di dichiarazione riepilogative dei dati relativi alle operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate nel corso del periodo d’imposta precedente.
Il primo adempimento a cui sono chiamati i soggetti passivi è la Comunicazione dati IVA, mentre il secondo, più dettagliato, è la Dichiarazione annuale IVA.
Il modello di comunicazione annuale dati IVA è previsto dalla normativa comunitaria al solo fine di ottemperare al calcolo delle risorse proprie che ogni Stato membro deve versare al bilancio comunitario e costituisce un’anticipazione dei dati complessivi che lo stesso soggetto dovrà poi fornire dettagliatamente nella Dichiarazione annuale.
• i soggetti persone fisiche con un volume d’affari uguale o inferiore a Euro 25.000,00
• lo Stato e gli Enti pubblici
• i soggetti sottoposti a procedure concorsuali
• i soggetti che presentano la Dichiarazione annuale IVA in forma autonoma
• i soggetti di cui all’art.74 TUIR
• gli agricoltori in regime di esonero
• l’imprenditore individuale con affitto di unica azienda
• i soggetti residenti in Stati UE che si avvalgono del “rappresentante leggero” e che hanno effettuato solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette o senza l’obbligo di pagamento dell’IVA
• i soggetti che effettuato solo operazioni esenti
• i soggetti in regime 398/91
• i giornalai e i tabaccai
• i soggetti domiciliati o residenti fuori della Comunità europea, identificati ai fini dell’IVA nel territorio dello Stato con le modalità previste dall’art.74-quinquies DEL dpr 633/72 (in quanto esonerati dagli obblighi IVA) e cioè gli operatori non comunitari che esercitano attività di e-commerce e che effettuato servizi nei confronti di committenti non soggetti passivi d’imposta, domiciliati o residenti in Italia o in altro Stato UE
• i contribuenti minimi di cui alla Legge 244/2007
• i soggetti a credito d’imposta che presentano la Dichiarazione annuale IVA in forma autonoma entro il mese di febbraio.
Il 25 gennaio 2011, con il solo fine di eliminare la disparità creatasi concedendo la facoltà di presentazione della Dichiarazione annuale autonoma ai soli contribuenti a credito, è intervenuta l’Amministrazione finanziaria che, con la Circolare n. 1 ha concesso a tutti i contribuenti, indipendentemente dalla posizione creditoria o debitoria, la possibilità di presentare la Dichiarazione annuale sganciata da Unico.
Pertanto, anche i soggetti passivi con IVA annuale a debito potranno beneficiare di tale facoltà.
Fonte: fisco7 – Rita Martin
Scudo fiscale: prorogato il termine per il pagamento del bollo speciale annuale in scadenza il 15/02/2012
Con un comunicato stampa diffuso il 15/02/2012, il Ministero dell’Economia e delle finanze ha reso nota l’attesa proroga del termine per il versamento delle nuove imposte sulle attività finanziarie oggetto di emersione in applicazione delle diverse edizioni dello scudo fiscale.
In ragione – si legge del comunicato – delle obiettive difficoltà operative rappresentate dagli intermediari finanziari tenuti al versamento, il Ministero comunica che la scadenza, fissata per oggi, verrà differita con il primo provvedimento legislativo utile. Inoltre, tale provvedimento disporrà che i versamenti non effettuati fino alla data di entrata in vigore della disposizione di proroga non costituiranno una violazione in materia.
Al riguardo, si ricorda che l’art. 19, commi 6 e ss. del DL n. 201/2011 convertito ha previsto che le attività finanziarie rimpatriate ancora in regime di riservatezza a seguito dell’adesione a uno degli scudi fiscali approvati negli anni scorsi sono soggette a un’imposta di bollo speciale annuale pari all’1% per il 2012, all’1,35% per il 2013 e allo 0,4% per gli anni successivi.
Tale imposta è determinata con riferimento al valore delle attività ancora segretate al 31 dicembre dell’anno precedente. Per il solo versamento relativo al periodo d’imposta 2011, tuttavia, il valore delle attività segretate è quello al 6 dicembre 2011.
Per il solo 2012, inoltre, il citato art. del DL ha istituito un’imposta straordinaria dell’1% per le attività finanziarie oggetto di emersione che, alla data del 6 dicembre 2011, sono state in tutto o in parte prelevate dal rapporto di deposito, amministrazione o gestione acceso per effetto della procedura di emersione ovvero comunque dismesse.
Solo ieri, l’Agenzia delle Entrate, dopo aver approvato, con la risoluzione n. 14/2012, i codici tributo per il versamento delle due imposte e della sanzione per omesso versamento ha emesso un provvedimento contenente una serie di chiarimenti in materia, ricordando come sia compito degli intermediari finanziari provvedere a effettuare, con riferimento all’anno d’imposta 2011, il versamento entro oggi sia dell’imposta di bollo annuale, sia dell’imposta straordinaria sui prelievi, dovuta per il solo 2012 . Nessun riferimento, invece, a una possibile proroga per il versamento, di cui si vociferava nei giorni scorsi.
A poche ore dall’ultimo giorno utile per il pagamento, è però intervenuto il Ministero dell’Economia, stabilendo uno slittamento del termine i cui contorni saranno definiti nei prossimi giorni. A questo punto, anche in considerazione delle indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi, il rinvio potrebbe essere inserito nel decreto sulle semplificazioni fiscali, che potrebbe arrivare all’esame del Consiglio dei Ministri venerdì 24 febbraio.
Ricordiamo a tal proposito che con la risoluzione n. 14, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per versare, mediante il modello F24, l’imposta di bollo “speciale” annuale sulle attività finanziarie oggetto di emersione in applicazione delle diverse edizioni dello scudo fiscale, ai sensi dell’art. 19, commi 6, 10 e 12 del DL n. 201/2011 (conv. L. n. 214/2011).
Si ricorda, infatti, che i commi citati hanno istituito, per le attività finanziarie oggetto di emersione (ex artt. 13-bis del DL n. 78/2009 convertito e 12 e 15 del DL n. 350/2001 convertito), un’imposta di bollo annuale pari allo 0,4%. In via transitoria, per gli anni 2012 e 2013, tale prelievo è invece stato fissato a un’aliquota, rispettivamente, pari al 10 e al 13,5 per mille (art. 19, comma 6 del DL 201/2011 convertito).
Inoltre, per l’omesso versamento di tale imposta, il DL n. 201/2011 ha stabilito una sanzione pari all’importo non versato (art. 19, comma 10 del decreto) e che, per le attività oggetto di emersione che, alla data del 6 dicembre 2011, sono state in tutto o in parte prelevate dal rapporto di deposito, amministrazione o gestione acceso per effetto della procedura di emersione ovvero comunque dismesse, è dovuta, per il solo anno 2012, un’imposta straordinaria pari al 10 per mille (art. 19, comma 12 del DL).
Alla luce di tali disposizioni, la risoluzione n. 14 istituisce i seguenti tre codici tributo:
- “8111”, denominato “Imposta di bollo speciale di cui all’articolo 19, comma 6, d.l. 201/2011”;
- “8112”, denominato “Imposta straordinaria di cui all’articolo 19, comma 12, d.l. 201/2011”;
- “8113”, denominato “Sanzione per omesso versamento di cui all’articolo 19, comma 10, d.l. 201/2011”.
Infine, in sede di compilazione del modello F24, tali codici vanno esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza della colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione, nel campo “anno di riferimento”, dell’anno cui si riferisce il versamento nel formato “AAAA”.
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Contributi colf e badanti 2012: gli importi e le scadenze per il 2012
L'INPS, con la Circolare n. 17 del 3 febbraio 2012, ha reso noto l'importo dei contributi dovuti per l'anno 2012 per i lavoratori domestici.
• 1° trimestre 2012 (gennaio - marzo): entro martedì 10 aprile 2012;
• 2° trimestre 2012 (aprile - giugno): entro martedì 10 luglio 2012;
• 3° trimestre 2012 (luglio - settembre): entro mercoledì 10 ottobre 2012;
• 4° trimestre 2012 (ottobre - dicembre): entro giovedì 10 gennaio 2013.
Per scaricare la circolare vai su:
http://www.inps.it/bussola/visualizzadoc.aspx?svirtualurl=%2Fcircolari%2Fcircolare%20numero%2017%20del%2003-02-2012.htm
Chiusura liti fiscali pendenti: con il “decreto mille proroghe” prorogato al 31/12/2011 i limite delle liti sanabili con versamento da effettuare entro il 02/04/2012
In sede di conversione del “Decreto Milleproroghe“, sono stati spostati in avanti alcuni termini relativi alla definizione delle liti pendenti, siccome:
- la data in cui, per fruire della sanatoria, doveva essere pendente la lite, è stata postergata dal 1° maggio 2011 al 31 dicembre 2011;
- l’ultimo giorno utile per l’esecuzione dei versamenti è stato spostato dal 30 novembre 2011 al 2 aprile 2012.
La modifica di cui sopra costituisce l’occasione per meditare sulla validità, o meglio, sull’attualità di alcune considerazioni effettuate dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 48/2011 (si ricorda che la definizione è possibile solo per i processi in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, di valore non superiore a 20.000 euro).
In detta sede era stato affrontato il problema del momento finale di pendenza della lite (la lite è pendente dal momento di notifica del ricorso a controparte e rimane tale sino a quando non si è formato il giudicato).
Il problema si è posto in quanto, da un lato, l’art. 39, comma 12, del DL 98/2011, ha fatto coincidere la data utile di pendenza della lite per fruire della sanatoria con il 1° maggio 2011, dall’altro, è entrato in vigore successivamente, il 6 luglio 2011.
Era quindi aperta la questione dei giudicati formatisi nel periodo compreso tra il 1° maggio 2011 e il 5 luglio 2011: resasi conto del problema, l’Agenzia delle Entrate ha prospettato una soluzione strumentale a non intaccare il carattere irrevocabile del giudicato.
A tale fine, infatti, è stato specificato che le liti ove il giudicato si fosse formato nel predetto lasso temporale, non avrebbero potuto essere definite (circ. n. 48 § 2.1 del 24 ottobre 2011). Da ciò derivava che la causa sarebbe risultata definibile se il giudicato non si fosse ancora formato al 5 luglio 2011, non al 1° maggio 2011.
Tale soluzione, peraltro criticata sulla base di varie ragioni, appare non più attuale.
Il termine di pendenza della lite è stato pertanto postergato al 31 dicembre 2011, data successiva e non antecedente al 6 luglio 2011, giorno in cui è entrato in vigore il decreto 98/2011.
Allora, dovrebbe essere chiaro che la definizione è possibile se, da un lato, il ricorso introduttivo è stato notificato al massimo il 31 dicembre 2011 e, dall’altro, se, sempre in detta data, non si è formato il giudicato.
Si rammenta che il giudicato si forma:
- per i ricorsi introduttivi notificati sino al 4 luglio 2009, decorso un anno dal deposito della sentenza senza che la parte abbia notificato l’appello o il ricorso per Cassazione (art. 327 c.p.c. ante L. 69/2009);
- per i ricorsi introduttivi notificati successivamente al 4 luglio 2009, decorsi sei mesi dal deposito della sentenza senza che la parte abbia notificato l’appello o il ricorso per Cassazione (art. 327 c.p.c. post L. 69/2009);
- in caso di notifica della sentenza ad opera della controparte, decorsi sessanta giorni dalla notifica stessa senza che sia stato proposto appello o ricorso per Cassazione (art. 51 del DLgs. 546/92).
Per ciò che concerne la riassunzione in rinvio è allora necessario che al 31 dicembre 2011 non fosse spirato il termine per la riassunzione (art. 63 del DLgs. 546/92).
Imposta sostitutiva irpef su Tfr 2011: versamento del saldo entro il 16 febbraio 2012
Sostituti d'imposta in cassa entro giovedì 16 febbraio per rispettare, senza sanzioni, l'appuntamento con il saldo dell'imposta sostitutiva dell'Irpef sulle rivalutazioni del trattamento di fine rapporto dei dipendenti, che si sono determinate nel 2011. L'importo da pagare è ciò che rimane scalando dall'importo complessivo l'acconto corrisposto a dicembre.
Rivalutazione Tfr e imposta sostitutiva
Innanzitutto è bene chiarire che la scadenza del 16 febbraio non riguarda la liquidazione "finale" del Tfr, che segue le regole ordinarie, ma la sua rivalutazione annuale, prevista dall'articolo 2120 del codice civile che disciplina la materia. Esclusi dal tributo, inoltre, i fondi pensionistici complementari.
Le quote di trattamento di fine rapporto accantonate al 31 dicembre di ogni anno (escluse quelle maturate nell'anno stesso) dai sostituti d'imposta per i loro assistiti vengono, dunque, "maggiorate" applicando un coefficiente costituito da un tasso fisso dell'1,5%, più uno variabile, pari al 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, accertato dall'Istat, rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente.
L'11% per cento di questo aumento di capitale costituisce l'imposta sostitutiva dell'Irpef da versare al Fisco.
Pagamento in due tempi
Doppia scadenza per "onorare" il tributo: il 16 dicembre dell'anno di competenza in cassa per l'acconto (nella misura del 90%), calcolato con il metodo storico o previsionale, e il successivo 16 febbraio per il versamento del saldo. In cassa, il 16 febbraio, anche i datori di lavoro che hanno saltato l'acconto di dicembre perché sostituti d'imposta soltanto dall'anno precedente a quello per il quale era dovuto l'anticipo, ossia, nel nostro caso, dal 2010. Non scontano l'imposta, invece, per mancanza di rivalutazioni, i sostituti "nati" nel 2011.
Con il modello F24, via libera alle compensazioni
I titolari di partita Iva possono utilizzare, per il pagamento, soltanto il canale telematico, attraverso il modello F24, che consente di compensare eventuali altri crediti tributari e contributivi: il codice da indicare nella "Sezione Erario" è il 1713.
Gli altri contribuenti possono invece effettuare il versamento anche alle poste, in banca o presso gli agenti della riscossione, presentando il modello F24 in formato cartaceo.
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Privacy 2012: abolito il Documento Programmatico della Sicurezza (DPS) con la pubblicazione in G.U. del DL n. 5/2012
Entra in vigore oggi 10/02/2012 il DL n. 5/2012, meglio conosciuto come DL semplificazioni, per effetto della pubblicazione sulla G.U. n. 33 di ieri (nel S.O. n. 27/2012). Diventano così operative le misure contenute nel Decreto, concepite dal Governo – come si legge nell’introduzione al testo – “al fine di assicurare, nell’attuale eccezionale situazione di crisi internazionale e nel rispetto del principio di equità, una riduzione degli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese e la crescita, dando sostegno e impulso al sistema produttivo del Paese”.
Tra le “semplificazioni” più rilevanti figurano quelle relative ai dati personali. In particolare, l’art. 45 del DL semplificazioni interviene sull’art. 34 del Codice della privacy (DLgs. 196/2003), sopprimendo la lett. g) del comma 1 e abrogando il comma 1-bis. Da oggi, quindi, non sarà più obbligatoria la tenuta di un DPS aggiornato, e viene meno anche la facoltà di avvalersi di un’autocertificazione sostitutiva o di un DPS semplificato per i soggetti che trattano unicamente dati personali non sensibili e, come soli dati sensibili, trattano quelli dei propri dipendenti e collaboratori, inclusi coniuge e parenti. La tenuta del documento programmatico sulla sicurezza è stata infatti giudicata dall’Esecutivo un adempimento superfluo, e la sua soppressione dovrebbe rispondere all’esigenza di sgravare le imprese dagli obblighi in tema di privacy non strettamente necessari.
Eliminazione dell’obbligo di tenuta di un aggiornato Documento Programmatico sulla Sicurezza (DPS) e, conseguentemente, della possibilità di avvalersi di un’autocertificazione o di un DPS semplificato. Inoltre, rimozione dell’obbligo di far riferimento nella relazione accompagnatoria del bilancio d’esercizio dell’avvenuta redazione o aggiornamento dello stesso.
Le altre misure di sicurezza previste dalla normativa vigente non vengono abolite.
A tal proposito, si ricorda che la tenuta di un aggiornato DPS costituisce una misura “minima” di sicurezza prevista, in relazione all’obbligo generale di protezione dei dati personali, dall’art. 34, comma 1, lett. g) e dall’Allegato B, regola 19 del Codice della privacy.
Il DPS va redatto o aggiornato entro il 31 marzo di ciascun anno. Soggetto obbligato alla redazione del DPS è il titolare dei trattamenti di dati “sensibili” o giudiziari con strumenti elettronici, anche attraverso il responsabile, se designato. Il DPS non va inviato al Garante della privacy, ma deve essere conservato presso la propria struttura ed esibito in caso di controllo.
La soppressione del DPS segue una serie di misure introdotte per ridurre gli oneri in materia di privacy per le imprese, fra le quali si segnala quella introdotta dal recente DL 6 dicembre 2011 n. 201 (conv. L. 214/2011).
Nello specifico, il decreto citato aveva già previsto limitazioni all’ambito di applicazione del Codice della privacy, mediante la soppressione del riferimento alle persone giuridiche, enti e associazioni da alcuni articoli del Codice della privacy. Si vedano, in particolare, le lett. b) e i) dell’art. 4, comma 1, del Codice della privacy, recanti le definizioni di “dato personale” e di “interessato”. Alla luce delle modifiche così introdotte, per “dato personale” si deve intendere qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale; per “interessato” si deve intendere la persona fisica cui si riferiscono i dati personali.
Pec obbligatoria per le società: proroga al 30 giugno 2012
Fra le semplificazioni per le imprese, previste nel DL semplificazioni, approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri, si segnala anche lo slittamento al prossimo 30 giugno 2012 del termine entro il quale le società che non hanno ancora provveduto, devono comunicare il loro indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) al Registro delle imprese.
Pubblicato da Email: studiominoccheri@tiscali.it a 09:40 Link a questo post
INPS Gestione Separata (professionisti e collaboratori): nuove aliquote contributive 2012
Con Circolare 3 febbraio 2012, n. 16, l'INPS, ha annunciato le nuove aliquote contributive per gli iscritti alla Gestione Separata INPS, conseguenti all'aumento di un punto percentuale stabilito con Legge di stabilità 2012 (art. 22, co. 1, L. n. 183/2011).
Pertanto, le aliquote per l'anno 2012, sono così fissate:
- 7,72% (27,00% IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva), per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie;
- 18,00%, per i soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria.
Tale aumento, pertanto riguarda sia l’aliquota contributiva previdenziale “piena” prevista per i soggetti iscritti solo alla Gestione separata e non pensionati, la quale passa dal 26% al 27%, sia l’aliquota contributiva previdenziale ridotta prevista per i soggetti iscritti anche ad altre forme di previdenza obbligatoria o titolari di pensione, che sale dal 17% al 18%. Solo gli iscritti assoggettati all’aliquota piena continuano, inoltre, ad essere tenuti al versamento di un ulteriore contributo a titolo assistenziale, finalizzato al finanziamento delle prestazioni di maternità, assegno per il nucleo familiare, degenza ospedaliera, malattia e congedo parentale, che resta pari allo 0,72% (con conseguente contribuzione totale del 27,72%).
È stato inoltre stabilito il massimale reddituale nella misura di euro 96.149,00 per l'applicazione delle aliquote sopra indicate.
Infine, è stato indicato anche il minimale reddituale per l'accredito dei contributi, stabilito in euro 14.930,00.
INPS Artigiani e commercianti: nuove aliquote contributive per il 2012
Con Circolare 3 febbraio 2012, n. 14, l'INPS, sulla base dell'aumento di 1,3 punti percentuali deciso dalla c.d. "Decreto Salva Italia" (art. 24, comma 22, Legge n. 201/2011), ha diramato le aliquote contributive dovute da artigiani ed esercenti attività commerciali per il 2012. Nello specifico, si prevede che:
- le aliquote per il finanziamento delle gestioni pensionistiche per il 2012 sono pari al 21,30% per gli artigiani e al 21,39% per i commercianti;
- continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'art. 59, comma 15, Legge n. 449/1997, relative alla riduzione del 50% dei contributi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali con più di 65 anni, già pensionati presso le gestoni dell'Istituto;
- per i coadiuvanti e coadiutori di età inferiore a 21 anni, continuano ad applicarsi le agevolazioni stabilite dall'art. 1, comma 2, Legge n. 233/1990. Per tali soggetti le aliquote risultano quindi pari al 18,30% (artigiani) e 18,39% (commercianti);
- è dovuto il contributo per le prestazioni di maternità pari a euro 0,62 mensili.
- il reddito minimale 2012 è pari ad euro 14.930,00;
- il reddito massimale 2012 è pari ad euro 73.673,00 (euro 96.149,00 per i soggetti privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995).
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Registratori di cassa: nuova carta termosensibile dal 2012
Adeguate le prescrizioni tecniche riguardanti i “rotoli” da impiegare per l’emissione di scontrini e altri documenti fiscali attraverso gli apparecchi misuratori e la loro conservazione
Cambiano le caratteristiche tecniche della carta da utilizzare per il rilascio degli scontrini e degli altri documenti fiscali da parte degli operatori commerciali. La modifica delle prescrizioni riguardanti i “rotoli” da utilizzare con gli apparecchi misuratori fiscali è contenuta nel provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate firmato il 30 gennaio, che sostituisce l’allegato E al decreto ministeriale 23 marzo 1983.
L'art. 17, D.L. n. 201/2011, c.d. "Decreto salva-Italia", prevede, ai fini della verifica del pagamento del canone di abbonamento speciale radiotelevisivo, l'obbligo, per imprese e società, di indicare nel modello UNICO:
• il numero di abbonamento;
• la categoria di appartenenza, ai fini dell'applicazione della tariffa dell'abbonamento;
• altri elementi eventualmente individuati dal Provvedimento di approvazione del modello UNICO.
Autoliquidazione INAIL 2012: i coefficienti per la rateazione del premio
L'INAIL, nella Nota protocollo n. 421 del 20 gennaio 2012, ha reso noto i coefficienti per il calcolo delle rate da applicare al secondo, terzo e quarto rateo del premio relativo all'autoliquidazione 2011/2012, ai sensi delle Leggi n. 449/1997 e n. 144/1999.
I coefficienti, determinati sulla base del tasso medio di interesse dei titoli del debito pubblico dell'anno 2011, pari al 3,61%, da moltiplicare per gli importi delle rate, sono i seguenti:
- 0,0089014 per la seconda rata in scadenza il 16 maggio 2012;
- 0,0180005 per la terza rata in scadenza il 16 agosto 2012;
- 0,0270997 per la quarta rata in scadenza il 16 novembre 2012.
La prima rata, in scadenza il 16 febbraio 2012, è calcolata senza interessi.
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