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Timestamp: 2018-08-18 23:36:34+00:00
Document Index: 170599156

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.3', 'art.11', 'art.21', 'art.21', 'art.25', 'art.101', 'sentenza ', 'art.41', 'art.5', 'art.111', 'art.76', 'art.72', 'art.72', 'art.283', 'art.289', 'art.290']

fuoriregistro - La legge è uguale per tutti
Italia Democratica - 05-06-2003
Ecco il testo della "denuncia" per attentato alla Costituzione che 15 senatori (Ds, Margherita, Verdi, RC, Pdci) del Comitato LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI hanno inviato al Presidente della Repubblica, al Presidente della Corte Costituzionale, ai Presidenti di Camera e Senato e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma
Noi sottoscritti senatori della repubblica esponiamo quanto segue:
Il Presidente del Consiglio, onorevole Silvio Berlusconi, con un insieme integrato, cumulativo, progressivo, di atti legislativi, comportamenti istituzionali, pubbliche comunicazioni, sta da tempo conducendo un attacco ai principi fondamentali della Costituzione della Repubblica e al suo spirito generale.
Più precisamente il capo del Governo:
attenta al principio della sovranità popolare e alle libere funzioni del Parlamento, al quale ha ripetutamente imposto , direttamente o per interposta persona, le urgenze legate alle esigenze personali proprie e di altri parlamentari a lui legati da vincoli pregressi di amicizie, avvalendosi di un rapporto di proprietà personale nei confronti del partito di maggioranza relativo alla Camera e al Senato;
interpreta, in teoria e in pratica, con modalità sovversive il principio stesso della sovranità popolare che secondo la sua visione della democrazia deve esercitarsi - e si è spesso esercitato nei fatti -
in forme arbitrarie e totalitarie e non (art.1) "nelle forme e nei limiti della Costituzione"
ha ripetutamente violato e tentato di violare il principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge(art.3);
ha pubblicamente sposato la teoria della guerra preventiva in frontale contrasto con il principio fissato nell'art.11, secondo cui l'Italia ripudia la guerra "come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".
Ha costruito , attraverso meccanismi proprietari e di controllo, una straordinaria concentrazione di mezzi di informazione in capo a un solo soggetto, tale da delimitare fortemente l'effettività del principio della libertà di informazione (art.21), tanto più considerando il rapporto di diretta dipendenza di tale concentrazione dal massimo titolare del potere politico;
ha incitato all'esercizio della censura preventiva nella televisione pubblica (art.21) ottenendo obbedienza attraverso l'esclusione dei palinsesti di professionisti di prestigio e ordinando spedizioni a scopo intimidatorio nelle stesse sedi della televisione pubblica, rea di avere trasmesso immagini a lui sgradite;
attraverso una fitta serie di atti legislativi, provvedimenti amministrativi e campagne di opinione riferibili al suo governo e alla sua persona, ha attentato al principio del giudice naturale (art.25) e al principio dell'indipendenza della magistratura (art.101);
ha invitato, con toni spregiativi, il popolo italiano a diffidare di un potere dello Stato, quello giudiziario, dopo una sentenza a lui sgradita, attraverso un intervento imposto a reti unificate sulla televisione pubblica, rafforzando tale invito con una sequenza di insulti continuativamente rivolti verso numerosi magistrati e veso la stessa magistratura;
ha messo sotto accusa pubblicamente, nelle forme da lui notoriamente ritenute più spregiative e offensive ("Costituzione sovietica") l'art.41 relativo ai rapporti economici;
ha sostenuto ­ facendone parte politicamente centrale della sua azione di governo ­ un progetto di riforma istituzionale che colpisce la natura "una e indivisibile" della Repubblica (art.5) prevedendo il trasferimento alle Regioni della funzione che , storicamente, è propria ed esclusiva dello Sato, ovvero quella del mantenimento dell'ordine pubblico;
ha indotto ripetutamente Governo e Parlamento a operare in senso opposto al principio fissato nell'art.111 (ragionevole durata del processo);
ha ripetutamente ottenuto dal Parlamento il pieno svolgimento della previsione dell'art.76 sulla funzione legislativa delegata, utilizzata ogni oltre limite costituzionale e oltre ogni precedente esperienza ;
ha imposto , per garantire i tempi di approvazione a lui personalmente congeniali, la violazione dell'art.72 della Costituzione (nel caso della Legge Cirami) e del regolamento del Senato (Rogatorie, Cirami) che in virtù dello stesso art.72 assume al riguardo piena dignità costituzionale;
ha pubblicamente disconosciuto il valore e il significato di eventi politici civili, umani, che sono storicamente alla base della Costituzione e della Festa del 25 aprile che tutti insieme li simboleggia;
ha manifestamente e regolarmente operato in direzione opposta a quella indicata, nelle sue dichiarazioni ufficiali e nei suoi messaggi, dal Presidente della repubblica, disconoscendo nei fatti e nei gesti l'autorità istituzionale, morale e simbolica del Capo dello Stato;
è stato ripetutamente protagonista attivo di scontri e tensioni nei confronti delle altre istituzioni della Repubblica, immettendo nella vita istituzionale un inedito e permanente livello di instabilità e di incertezza.
Per tali ragioni i sottoscritti ritengono che l'onorevole Silvio Berlusconi, realizzando tali atti e comportamenti, stia attentando alla Costituzione della repubblica. Ritengono che ciascuno di tali atti e comportamenti potrebbe, preso a sé stante, essere considerato una "semplice" violazione della Carta costituzionale . Ma che collegati tra di loro in un insieme coerente, essi esprimano un complessivo disegno volto ad attentare alla stessa Costituzione (art.283 del c.p.), alla quale egli ha prestato solenne giuramento. Più in particolare essi ritengono che, mediante tali violazioni, siano state realizzate le altre ipotesi di attentato contro organi costituzionali (sotto il profilo delle funzioni legislative, art.289) e di vilipendio della repubblica (sotto il profilo del vilipendio dell'ordine giudiziario, art.290).
I sottoscritti chiedono ai cittadini italiani di valutare e di promuovere tutte le azioni necessarie a garanzia della legalità repubblicana e a tutela della Carta Costituzionale.
Roma, 4 giugno 2003
Loredana Depetris
ilaria ricciotti	- 15-06-2003
Ma sarà proprio verò?