Source: https://www.tonalini.it/casa/casa-imp.html
Timestamp: 2019-10-21 11:07:04+00:00
Document Index: 85930125

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 10']

Imposte per chi compra | Notaio Paolo Tonalini
Dal primo gennaio 2014 agli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili si applicano l’imposta di registro con l’aliquota del 9%, con un minimo di 1.000 euro, e le imposte ipotecarie e catastali nella misura fissa di 50 euro ciascuna.
La stessa aliquota si applica agli atti traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, compresi la rinuncia pura e semplice agli stessi, ai provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità e ai trasferimenti coattivi (art. 10 del d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23, come modificato dall’art. 26 del d.l. 12 settembre 2013, n. 104 e dalla legge di stabilità per il 2014).
La nuova aliquota dell’imposta di registro al 9% ha sostituito quelle precedentemente previste per i fabbricati (7%) e i terreni edificabili o comunque non agricoli (8%).
Fanno eccezione i terreni agricoli acquistati da soggetti diversi dai coltivatori diretti o dagli imprenditori agricoli professionali (IAP), per i quali è prevista l'aliquota del 15% che sostituisce la tassazione “punitiva” del 18% (15% per l’imposta di registro, oltre alle imposte ipotecarie e catastali rispettivamente del 2% e dell’1%), in vigore fino al 31 dicembre 2013, studiata per scoraggiare l’acquisto di terreni agricoli da parte di chi non intende dedicarsi all’agricoltura. Rimane però la possibilità, per i coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali (IAP), di acquistare terreni agricoli e relative pertinenze con l'imposta dell'1%.
La possibilità di accedere all’agevolazione per la prima casa dipende soltanto dalla categoria catastale, essendo espressamente escluse soltanto le abitazioni classificate nelle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli e palazzi di eminente pregio artistico o storico).
E' scomparso il tradizionale riferimento alle “case di abitazione non di lusso secondo i criteri di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 agosto 1969” (che elencava una serie di criteri legati alle dimensioni e alle finiture, al fine di qualificare un’abitazione come “di lusso” e pertanto escluderla dall’applicazione dell’aliquota ridotta).
Questa modifica rappresenta senza dubbio una semplificazione per i controlli da parte dell’agenzia delle entrate, dato che i criteri del d.m. 2 agosto 1969, oltre a essere evidentemente datati, sono sempre stati di difficile applicazione pratica, mentre la categoria catastale è di immediata evidenza.
La modifica comporta comunque una restrizione della possibilità di accedere alle agevolazioni per la prima casa, che in precedenza era concessa anche alle abitazioni classificate in catasto come A1, A8 e A9, se non erano presenti le caratteristiche “di lusso” previste dal d.m. 2 agosto 1969.
Rimane invece fissata al 4% l’aliquota IVA per l’acquisto della prima casa.
Se il trasferimento ha per oggetto case di abitazione, ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9, ove ricorrano le condizioni di cui alla nota II-bis “agevolazione "prima casa": 2%
Se il trasferimento ha per oggetto terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale: 15%
Le imposte ipotecaria e catastale sono oggi dovute nella misura fissa di euro 50 ciascuna (art. 26, primo comma, del d.l. 12 settembre 2013, n. 104).
Gli atti assoggettati all'imposta di registro con queste aliquote (e i relativi adempimenti in catasto e nei registri immobiliari) sono esenti dall'imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie.
Infine, dal primo gennaio 2014, è aumentato a 200 euro l’importo delle imposte fisse di registro, ipotecaria e catastale, che in precedenza era stabilito nella misura fissa di 168 euro (art. 26, secondo comma, del d.l. 12 settembre 2013, n. 104).
-	gli atti di trasferimento immobiliare soggetti a IVA;
-	le donazioni e in genere gli atti traslativi a titolo gratuito di immobili (ai quali non si applica l'art. 1 della tariffa allegata all'imposta di registro, pertanto le imposte ipotecarie e catastali restano al 2% e 1% rispettivamente, ma con il minimo di euro 200 ciascuna);
-	gli atti non traslativi (divisioni senza conguaglio, fondo patrimoniale non traslativo, convenzioni matrimoniali soggette a trascrizione);
-	i contratti preliminari di compravendita;
-	gli atti societari (atti costitutivi, cessioni di quote sociali, verbali di assemblea, modifica dei patti sociali);
-	le cessioni di azienda;
-	le procure;
-	i contratti di comodato;
-	le convenzioni urbanistiche e gli atti unilaterali d’obbligo;
Non è oggetto di modifica la norma che prevede l’applicazione delle imposte ipotecarie e catastali “maggiorate” (3% e 1% rispettivamente) per i trasferimenti di immobili strumentali da parte di soggetti IVA (art. 1-bis della tariffa e art. 10, primo comma, del d.lgs. 31 ottobre 1990, n. 347, con riferimento all'art. 10, primo comma, numero 8-ter, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633).
La tabella delle imposte sulla compravendita immobiliare