Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-settimo/titolo-iii/capo-ii/sezione-iii/art540.html
Timestamp: 2020-02-24 12:17:53+00:00
Document Index: 60257311

Matched Legal Cases: ['art. 540', 'sentenza ', 'art. 540', 'art. 538', 'art. 540', 'art. 539', 'art. 540', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 78', 'art. 540', 'sentenza ', 'art. 600', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 540 codice di procedura penale - Provvisoria esecuzione delle disposizioni civili - Brocardi.it
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Articolo 540 Codice di procedura penale
Provvisoria esecuzione delle disposizioni civili
Dispositivo dell'art. 540 Codice di procedura penale
Fonti → Codice di procedura penale → LIBRO SETTIMO - Giudizio → Titolo III - Sentenza → Capo II - Decisione → Sezione III - Decisione sulle questioni civili
1. La condanna alle restituzioni e al risarcimento del danno è dichiarata provvisoriamente esecutiva, a richiesta della parte civile, quando ricorrono giustificati motivi [612] (1).
2. La condanna al pagamento della provvisionale è immediatamente esecutiva [600 3].
(1) Tali motivi sono valutati discrezionalmente dal giudice.
In un'ottica di logicità, il giudice quando pronuncia la sentenza di condanna decide anche sull'azione civile esercitata nel processo penale.
Spiegazione dell'art. 540 Codice di procedura penale
Mentre la condanna al pagamento della provvisionale è sempre immediatamente esecutiva, e quindi il titolare del diritto al risarcimento può iniziare l'esecuzione dei beni dell'imputato o del responsabile civile con il pignoramento, la condanna alle restituzioni ed al risarcimento del danno (v. art. 538) può essere dichiarata esecutiva solo se ricorrono giustificati motivi e su richiesta della parte civile.
Con il termine “giustificati motivi” si intende la sussistenza dei tradizionali fumus boni iuris e periculum in mora.
Massime relative all'art. 540 Codice di procedura penale
Il provvedimento che liquida somme a titolo di provvisionale alla parte civile non è ricorribile per cassazione, perché è insuscettibile di passaggio in giudicato e destinato a rimanere assorbito nella pronuncia definitiva sul risarcimento che, sola, può essere oggetto di impugnazione con ricorso per cassazione.
Cass. pen. n. 10022/1996
In tema di provvisionale disposta ai sensi dell'art. 539 comma secondo c.p.p., essendo il relativo provvedimento munito di efficacia immediata ex lege (art. 540 comma secondo c.p.), è ammissibile, secondo valutazione discrezionale del giudice di merito, far dipendere la concessione del beneficio della sospensione della pena dalla avvenuta corresponsione della somma, a detto titolo determinata, entro un termine con scadenza anteriore alla sentenza definitiva di condanna.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 10022 del 22 novembre 1996)
Corte cost. n. 94/1996
Non sono fondate, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 78 c.p.p., dell'art. 540 c.p.p., (nella parte in cui non prevede la provvisoria esecutività ex lege delle disposizioni civili contenute nella sentenza di primo grado) e dell'art. 600 dello stesso codice (nella parte in cui, per effetto di tale omessa previsione, consente la revoca della provvisoria esecutività di dette disposizioni).
(Corte costituzionale, sentenza n. 94 del 3 aprile 1996)
Cass. pen. n. 1471/1992
In tema di sospensione dell'esecuzione della condanna civile da parte della Cassazione, per la relativa pronunzia da adottarsi con ordinanza in camera di consiglio, si esige una richiesta di carattere interlocutorio, da introdursi medio tempore, in attesa della decisione del ricorso. Ne consegue che deve ritenersi non correttamente impostata secondo i termini voluti dalla legge una richiesta avanzata nella forma di conclusione terminativa da esaminarsi solo in sede di decisione del ricorso. (Nella specie la Cassazione ha altresì rilevato che neppure l'irreparabile e grave danno paventato dal ricorrente appariva configurabile, giacchè l'impugnata sentenza si era limitata alla condanna «generica» al risarcimento del danno, disponendone la liquidazione in «separata sede»).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 1471 del 12 febbraio 1992)