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Timestamp: 2018-12-13 13:07:41+00:00
Document Index: 94893210

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 11', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 5', 'art. 34', 'art. 11', 'art. 76', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 34', 'art. 45']

N. 340 ORDINANZA 8 - 12 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Giustizia amministrativa - Procedure espropriative - Controversie su diritti soggettivi connessi a comportamenti della pubblica amministrazione - Riserva alla cognizione del giudice amministrativo, anziche' a quella del giudice ordinario - Lamentato eccesso di delega | Edilone.it
N. 340 ORDINANZA 8 – 12 luglio 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Giustizia amministrativa – Procedure espropriative – Controversie su diritti soggettivi connessi a comportamenti della pubblica amministrazione – Riserva alla cognizione del giudice amministrativo, anziche’ a quella del giudice ordinario – Lamentato eccesso di delega
N. 340 ORDINANZA 8 - 12 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Giustizia amministrativa - Procedure espropriative - Controversie su diritti soggettivi connessi a comportamenti della pubblica amministrazione - Riserva alla cognizione del giudice amministrativo, anziche' a quella del giudice ordinario - Lamentato eccesso di delega - Mancata verifica in ordine .........
N.  340 ORDINANZA 8 – 12 luglio 2002.
Giustizia  amministrativa – Procedure espropriative – Controversie su
diritti   soggettivi   connessi   a  comportamenti  della  pubblica
amministrazione    –    Riserva   alla   cognizione   del   giudice
amministrativo, anziche’ a quella del giudice ordinario – Lamentato
eccesso  di  delega  –  Mancata  verifica  in ordine ad una diversa
ipotesi  interpretativa  –  Difetto  di motivazione sulla rilevanza
della questione – Manifesta inammissibilita’.
– D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80, artt. 34, commi 1 e 2, e 35, comma 1.
– Costituzione, artt. 76 e 77, comma primo.
nei  giudizi  di  legittimita’  costituzionale  dell’  articolo  34 e
dell’articolo  35,  comma  1,  del decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 80  (Nuove disposizioni in materia di organizzazione e di rapporti
di  lavoro  nelle  amministrazioni  pubbliche, di giurisdizione nelle
controversie  di lavoro e di giurisdizione amministrativa, emanate in
attuazione  dell’articolo  11,  comma  4,  della legge 15 marzo 1997,
n. 59),  promossi  con  ordinanze  emesse il 10 maggio e il 18 giugno
2001  dal  Tribunale  di  Firenze  e  il  9 marzo 2001 dalla Corte di
cassazione,  rispettivamente  iscritte  ai  numeri 598, 775 e 912 del
registro  ordinanze  2001 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica numeri 33, 40 e 45, 1a serie speciale, dell’anno 2001.
Visti  l’atto  di  costituzione  della  Rete Ferroviaria Italiana
s.p.a.,  nonche’  gli atti di intervento del Presidente del Consiglio
relatore Franco Bile.
Ritenuto  che  con  ordinanza in data 10 maggio 2001 (iscritta al
n. 598   r.o.   2001)  il  Tribunale  di  Firenze  ha  sollevato,  in
riferimento   all’articolo   76   della  Costituzione,  questione  di
legittimita’  costituzionale dell’articolo 34 del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 80 (Nuove disposizioni in materia di organizzazione
e   di   rapporti  di  lavoro  nelle  amministrazioni  pubbliche,  di
giurisdizione   nelle  controversie  di  lavoro  e  di  giurisdizione
amministrativa,  emanate  in  attuazione  dell’articolo  11, comma 4,
della   legge   15 marzo  1997,  n. 59),  nel  testo  anteriore  alla
sostituzione  disposta dall’art. 7 della legge 21 luglio 2000, n. 205
(Disposizioni  in materia di giustizia amministrativa),nella parte in
cui,  in  violazione  dei  limiti  della  delega conferita dal citato
art. 11,  comma  4,  lettera  g),  della  legge  15 marzo 1997, n. 59
(Delega  al  Governo  per  il conferimento di funzioni e compiti alle
e  per  la  semplificazione  amministrativa),  avrebbe sottratto alla
giurisdizione del giudice ordinario e devoluto alla giurisdizione del
giudice  amministrativo  “le  cause  su diritti soggettivi connessi a
comportamenti  materiali  della pubblica amministrazione in procedure
espropriative finalizzate alla gestione del territorio”;
che  la questione e’ stata sollevata nel corso di un giudizio
instaurato  dalla  S.T.I.L.A.,  Societa’ Toscana Industria Laterizi e
Affini,  di  Vasco  Guarducci  &  C. s.a.s. avverso le Ferrovie dello
Stato-Societa’  di  Servizi e Trasporti per azioni e la s.r.l. C.I.R.
Costruzioni,  per  ottenerne  la  condanna  al risarcimento del danno
determinato    dalla    non   retrocedibilita’,   per   irreversibile
destinazione  ad  opera pubblica, di alcuni terreni di sua proprieta’
occupati in base a decreti di occupazione temporanea, non seguiti nei
termini da decreti di esproprio;
che,  ad  avviso  del  rimettente,  la  controversia in esame
sarebbe  sottratta alla sua giurisdizione, avendo l’impugnato art. 34
devoluto  al giudice amministrativo tutte le controversie concernenti
atti  e  comportamenti  delle  amministrazioni  pubbliche  in materia
urbanistica  ed edilizia, con la sola eccezione di quelle riguardanti
le  indennita’  dovute  a  seguito di atti di natura espropriativa od
che infatti nel giudizio a quo iniziato il 10 maggio 1999, la
giurisdizione  dovrebbe ritenersi regolata dall’art. 34 nel suo testo
originario  e  non  in quello sostituito dalla legge n. 205 del 2000,
entrata  in  vigore  in epoca successiva (il 10 agosto 2000) e quindi
priva  di  rilevanza,  a  norma  dell’art. 5  del codice di procedura
che  ne discende la rilevanza della questione di legittimita’
costituzionale,   in  quanto  una  pronuncia  di  incostituzionalita’
dell’art. 34  lascerebbe  il  giudizio  a  quo alla giurisdizione del
giudice ordinario adito, che altrimenti dovrebbe essere declinata;
che  la  questione  non  appare  al rimettente manifestamente
infondata,  in  quanto  –  secondo  i principi ed i criteri direttivi
della  norma delegante (art. 11, comma 4, lett. g), della legge n. 59
del  1997)  –  il  legislatore  delegato  avrebbe  dovuto, in materia
urbanistica  e  edilizia, limitarsi ad estendere la giurisdizione del
giudice  amministrativo  alle  controversie aventi ad oggetto diritti
patrimoniali consequenziali, comprese quelle relative al risarcimento
del  danno, ma non anche trasferire alla giurisdizione amministrativa
la  cognizione  delle  controversie  su  diritti  soggettivi  traenti
origine  da  “fatti  e  comportamenti”,  come  quella  relativa  alla
fattispecie  concreta,  che  il  rimettente  qualifica  in termini di
occupazione appropriativa;
che  nel  giudizio  si  e’  costituita  la parte privata Rete
Ferroviaria   Italiana-Societa’   per  azioni,  gia’  Ferrovie  dello
Stato-Societa’  di  trasporti  e  di  servizi per azioni, depositando
memoria,   nella   quale   ha   sostenuto  l’irrilevanza  e  comunque
l’infondatezza della questione;
dei  ministri,  tramite  l’Avvocatura  generale  dello  Stato, che ha
depositato  memoria,  nella  quale  ha sostenuto l’infondatezza della
questione, in quanto sarebbe possibile interpretare la legge delegata
in modo conforme a Costituzione, nel senso che non avrebbe attribuito
al    giudice   amministrativo   le   controversie   sull’occupazione
appropriativa;
che  con ordinanza in data 22 giugno 2001 (iscritta al n. 775
r.o.  2001)  lo  stesso  Tribunale  di  Firenze  ha sollevato, con la
medesima  motivazione,  identica  questione, nel corso di un giudizio
introdotto   in   data  22 giugno  1999  da  Aimone  Bellandi,  quale
procuratore  speciale  di  altre  persone,  contro  la  s.p.a.  Poste
Italiane, per ottenere il risarcimento del danno, derivante dalla non
retrocedibilita’,  per  irreversibile destinazione ad opera pubblica,
di  alcuni  terreni  di proprieta’ dei rappresentati, occupati in via
d’urgenza nel 1997 e mai espropriati;
che  anche  in tale giudizio e’ intervenuto il Presidente del
Consiglio  dei  ministri,  tramite l’Avvocatura generale dello Stato,
che  ha  depositato  memoria di identico contenuto, rispetto a quella
depositata   nel   giudizio   di  cui  all’ordinanza  precedentemente
esaminata;
che  con ordinanza in data 21 giugno 2001 (iscritta al n. 912
r.o.  2001)  le  Sezioni unite civili della Corte di cassazione hanno
sollevato,  in  riferimento all’art. 76 della Costituzione, questione
di  legittimita’  costituzionale  degli  artt. 34, commi 1 e 2, e 35,
comma  1,  del  d.lgs.  n. 80 del 1998, nella versione anteriore alla
sostituzione  operata  dall’art. 7  della  legge n. 205 del 2000, per
violazione  dei  limiti  della  delega  di  cui all’art. 11, comma 4,
lettera g), della legge n. 59 del 1997;
che  l’ordinanza  e’  stata  pronunciata in sede di esame del
ricorso  per  regolamento  preventivo  di  giurisdizione proposto dal
comune  di Cermenate con riferimento al giudizio instaurato nel 1999,
avanti  al  Tribunale di Como, sez. distaccata di Cantu’, da Giovanni
Vergani  contro  il  comune ed altri convenuti (funzionari comunali o
direttori  dei  lavori  delle opere di urbanizzazione) per ottenere –
sulla premessa di esser proprietario di un lotto compreso in un piano
di  lottizzazione  disposto  d’ufficio  dal comune e di avere aderito
alla  correlata  convenzione  di  lottizzazione – la dichiarazione di
illegittimita’  delle  autorizzazioni e concessioni edilizie relative
ad  altri  lotti  e  dell’esecuzione  in  essi,  senza  le necessarie
autorizzazioni e concessioni, di opere lesive del proprio lotto, e la
condanna  solidale del comune e degli altri al risarcimento dei danni
sofferti a causa della mancata vigilanza sull’esecuzione del piano di
lottizzazione e della convenzione di attuazione, e del solo comune al
risarcimento  del  danno  sofferto per la mancata tempestiva adozione
delle varianti al progetto originario;
che,  secondo  il  comune, la controversia rientrerebbe nella
giurisdizione  amministrativa  esclusiva  ex art. 34 del d.lgs. n. 80
che   le   Sezioni  unite  rilevano  che  la  controversia  –
instaurata  dopo  il  30 giugno  1998  –  sarebbe  devoluta, ai sensi
dell’art. 45, comma 18, del d.lgs. n. 80 del 1998, alla giurisdizione
esclusiva  del  giudice  amministrativo,  sulla  base  del  combinato
disposto  degli  artt. 34,  commi  1  e  2, e 35 del medesimo d.lgs.,
essendo le domande risarcitorie fondate su comportamenti tenuti dalla
pubblica  amministrazione  nella  fase  di  attuazione di un piano di
lottizzazione,  strumento  urb…
N. 340 ORDINANZA 8 – 12 luglio 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Giustizia amministrativa – Procedure espropriative – Controversie su diritti soggettivi connessi a comportamenti della pubblica amministrazione – Riserva alla cognizione del giudice amministrativo, anziche’ a quella del giudice ordinario – Lamentato eccesso di delega redazione redazione 2015-05-19T19:06:18+00:00