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Timestamp: 2017-01-20 03:55:17+00:00
Document Index: 1291448

Matched Legal Cases: ['art. 141', 'art. 31', 'art. 25', 'art. 141', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 31', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 31', 'art. 3']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 359 del 10.12.2007
IVA - Art.3 del DPR n. 633 del 1972 -
Prestazione di servizi - Realizzazione e affidamento di opere del servizio
idrico integrato indicate nel Piano Stralcio
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è stato esposto il seguente
La Beta S.p.a., società a totale capitale
pubblico, fa presente di aver ottenuto nel 2003 dall'Autorità d'Ambito
Territoriale Ottimale n. 5 -Marche (ATO 5) l'affidamento del servizio idrico
integrato nel territorio dei 58 Comuni associati ricadenti nella provincia di..
e riferisce che i suoi rapporti con l'Autorità affidante sono regolati, oltre
che dalla legge regionale Marche 22 giugno 1998, n. 49, anche dalla
"Convenzione di affidamento del Servizio Idrico Integrato" e dal
Disciplinare integrativo denominato "Patti aggiunti".
L'istante evidenzia che tra gli aspetti disciplinati
nella Convenzione e nei Patti aggiunti vi sono la gestione ed il finanziamento
del c.d. Piano Stralcio, in attuazione di quanto previsto dall'art. 141, comma 4, della legge 23
dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001). Tale ultima disposizione
stabilisce che le Autorità d'Ambito, per l'adempimento degli obblighi
comunitari in materia di fognatura, collettamento e depurazione, sono tenute a
predisporre ed attuare un programma di interventi urgenti (c.d. Piano Stralcio).
La società interpellante rileva, inoltre, che per
garantire parzialmente il finanziamento del suddetto piano di interventi è
stato disposto, con delibera CIPE n. 93 del 15 novembre 2001, un aumento
cumulato delle tariffe di fognatura e depurazione che deve essere riscosso dal
gestore del servizio idrico integrato e da questo successivamente versato
all'Autorità d'Ambito, ai sensi dell'art. 31 della Convenzione.
L'interpellante fa presente, altresì, che l'Autorità
ATO 5 ha emesso fattura per l'acconto relativo all'aumento tariffario degli anni
2002-2003, applicando l'IVA con l'aliquota del 10 per cento.
Ciò premesso, la Beta S.p.a chiede di conoscere il
trattamento tributario, ai fini IVA, della somma corrispondente all'aumento
tariffario che la stessa è tenuta a versare all'Autorità d'Ambito.
L'istante chiede, inoltre, di sapere se, nel caso in
cui si ritenga di escludere dal campo di applicazione dell'IVA la somma in
argomento, sia comunque possibile portare in detrazione la relativa imposta già
erroneamente ad essa addebitata in fattura dall'Autorità ATO 5.
In merito al primo quesito, la Beta S.p.a. ritiene
che le somme versate all'Autorità ATO 5 a titolo di parziale finanziamento del
Piano Stralcio siano escluse dal campo di applicazione dell'IVA per carenza del
Al riguardo la società interpellante, dopo aver
rilevato che l'Autorità ATO 5 "ha assunto la forma di consorzio
obbligatorio ex art. 25 L. 142/90 prevista per le funzioni o i servizi di
rilevante interesse pubblico", osserva che le "funzioni di
programmazione e controllo delle attività e degli interventi necessari per
l'organizzazione e la gestione del servizio idrico integrato" svolte
dall'Autorità d'Ambito "nei rapporti con il gestore manifestano
l'esistenza di un rapporto di tipo autoritativo e non di natura privatistica".
Ciò premesso, a parere dell'istante,
"l'attuazione degli interventi previsti nel Piano Stralcio nonché il loro
finanziamento parziale tramite aumenti tariffari rientra nell'esercizio
dell'attività svolta dall'ATO quale pubblica autorità" e, come tale, è
sottratta all'applicazione dell'IVA, ai sensi della sesta direttiva CEE n. 388
del 17 maggio 1977 (ora direttiva CE n. 112 del 28 novembre 2006).
In merito alla seconda problematica rappresentata, nel
presupposto che l'Autorità d'Ambito abbia erroneamente assoggettato ad IVA le
somme percepite per il finanziamento del Piano Stralcio, la società
interpellante ritiene di non avere diritto alla detrazione dell'anzidetta
Nella fattispecie in esame, la Beta S.p.a. ha
ricevuto in affidamento la gestione del servizio idrico integrato nel territorio
Marche dall'Autorità ATO 5, costituita ai sensi della legge regionale Marche 22
giugno 1998, n. 49.
La citata legge regionale n. 49 del 1998 prevede che i
Comuni e le Province compresi in ciascun Ambito territoriale ottimale
costituiscano, ai fini dell'organizzazione del servizio idrico integrato, un
consorzio obbligatorio.
All'anzidetto consorzio, denominato Autorità d'Ambito,
sono attribuite funzioni di programmazione e controllo del servizio idrico
integrato, con il compito, tra l'altro, di predisporre il programma degli
interventi necessari all'erogazione del servizio in argomento.
Per quanto riguarda gli interventi da realizzare,
l'art. 141, comma 4, della
citata legge n. 388 del 2000 ha previsto che "per l'adempimento degli
obblighi comunitari in materia di fognatura, collettamento e depurazione",
le Autorità d'Ambito "attuano un programma di interventi a stralcio e con
gli stessi effetti di quello previsto dall'articolo 11, comma 3" della
legge 5 gennaio 1994, n. 36 (c.d. Piano Stralcio).
L'art. 11, comma 3, della legge n. 36 del 1994 sopra
richiamato ha previsto a carico di Comuni e Province l'obbligo di predisporre,
sulla base dei criteri e degli indirizzi fissati dalle Regioni, un programma di
interventi necessari per la gestione del servizio "accompagnato da un piano
finanziario" recante l'indicazione delle risorse disponibili e di quelle da
reperire, ivi compresi i "proventi da tariffa".
A tal fine, il CIPE, con delibera del 15 novembre 2001,
ha disposto "per il parziale finanziamento dei programmi stralcio (...) un
aumento cumulato delle tariffe di fognatura e depurazione nella misura massima
del 20 %".
In particolare, la citata delibera CIPE del 2001
stabilisce che l'aumento tariffario viene incassato "dal gestore che pone
le somme riscosse a disposizione degli enti attuatori dei programmi
Dall'esame della "Convenzione di affidamento del
Servizio Idrico Integrato" allegata all'istanza di interpello, stipulata
tra l'Autorità d'Ambito e la società istante in qualità di gestore del
servizio idrico integrato, emerge, altresì, che:
a) l'Autorità d'Ambito:
- mette a disposizione del
gestore i beni e le opere pubbliche afferenti il servizio ad esso affidato, sia
quelle già realizzate o in corso di realizzazione sia quelle che saranno
eventualmente realizzate direttamente dai Comuni e dalla Provincia (art. 1,
- si impegna a predisporre ed
approvare un piano quinquennale di interventi e il relativo piano tecnico
economico e finanziario (art. 15);
- approva la tariffa da
applicare all'utenza del servizio idrico integrato;
- gestisce il Piano Stralcio e,
ad intervenuta realizzazione delle relative opere, affida le stesse in gestione
alla Beta s.p.a (art. 31, comma 1);
b) il gestore:
- realizza il servizio idrico
integrato in conformità alla convenzione, impegnandosi alla manutenzione
ordinaria e straordinaria dei beni ad esso affidati (art. 2, comma 3);
- riscuote la tariffa, la quale
costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato, compreso
l'incremento tariffario relativo al Piano Stralcio, riversa all'Autorità
d'Ambito (art. 17);
- versa all'Autorità d'Ambito,
in due rate semestrali, la quota parte di aumento tariffario generato
dall'approvazione del Piano Stralcio (art. 31, comma 2).
Dalla ricostruzione operata emerge che l'Autorità
d'Ambito ha l'obbligo, tra l'altro, per espressa previsione normativa, di
gestire il Piano Stralcio, concernente la realizzazione delle opere necessarie
per l'adempimento degli obblighi comunitari in materia di fognatura,
collettamento e depurazione.
La medesima Autorità si impegna, mediante la
menzionata convenzione, a concedere in uso al gestore del servizio idrico
integrato le opere che realizzerà in attuazione del citato Piano Stralcio.
Dette opere, infatti, sono strumentali alla gestione
del servizio idrico integrato, realizzato dalla società istante.
Sulla base della stessa convenzione, la società
interpellante è tenuta a versare all'Autorità d'Ambito una somma pari
all'aumento tariffario applicato all'utenza e da essa incassata a titolo di
Pertanto, tra l'Autorità ATO 5 e la Beta S.p.a. si
instaura, sostanzialmente, un rapporto bilaterale a prestazioni corrispettive.
In particolare, l'Autorità d'Ambito, realizza e affida
alla società istante, che gestisce il servizio idrico integrato, le opere
indicate nel Piano Stralcio a fronte di un corrispettivo di importo pari
all'aumento tariffario applicato all'utenza, ponendo in essere una prestazione
di servizi riconducibile nell'ambito applicativo dell'IVA ai sensi dell'art. 3 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
istanza di interpello presentata alla Direzione Regionale delle Marche, viene
resa dalla scrivente ai sensi dell'articolo 4, comma 1, ultimo periodo del D.M.
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