Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/05/novita-fiscali-del-19-maggio-2011.html
Timestamp: 2018-04-23 05:47:23+00:00
Document Index: 182668165

Matched Legal Cases: ['art. 2135', 'art. 2083', 'art. 4', 'art. 35', 'art. 37', 'art. 32', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 83', 'art 22', 'art. 39', 'art. 2']

Novità fiscali del 19 maggio 2011
1) Registro Imprese e Rea: Prorogato anche il pagamento del diritto annuale 2011
2) Pubblicate in G.U. le modalità di calcolo e di versamento dell’imposta unica sui giochi
3) Prevenzione e contrasto dell’evasione nel 2011: circolare delle Entrate
4) Grandi contribuenti sotto tutoraggio
5) Imprese di medie dimensioni: mappatura del rischio evasione con l’applicativo RADAR
6) Piccole imprese e professionisti: percorsi di analisi del rischio e selezione per i controlli fiscali
7) Per i controlli nei confronti degli enti non commerciali attesi maggiori risultati qualitativi
8) Sotto “torchio” anche cooperative ed agriturismi
9) Accertamenti parziali per le persone fisiche e redditometro
10) Accertamenti esecutivi: istanza di sospensione alle Direzione delle Entrate per esigenze di equità fiscale
Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 maggio 2011 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 111 del 14 maggio 2011) è stato disposto, in “automatica” (come è noto i termini del versamento camerale sono legati a quelli previsti in relazione al Modello Unico), lo slittamento del termine di versamento dal 16 giugno al 6 luglio 2011, senza alcuna maggiorazione.
E’ quanto emerge da un comunicato della Camera di Commercio di Milano.
Il Dpcm concede poi la facoltà di effettuare i versamenti dal 7 luglio al 5 agosto 2011, versando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.
Infine, il Decreto ha precisato che le scadenze di versamento comprese tra il 1° e il 20 agosto sono tutte spostate a sabato 20 e, quindi, automaticamente a lunedì 22 agosto e che non rientrano, in ogni caso, in questa ultima finestra i versamenti con la maggiorazione dello 0,40%, che devono essere eseguiti dal 7 luglio al 5 agosto.
Tutte le imprese già iscritte all’01/01/2011 al registro delle Imprese tenute al versamento del diritto annuale per l’anno 2011 riceveranno specifica lettera in base alla sezione ordinaria o speciale.
Il diritto annuale è un tributo che tutte le imprese iscritte o annotate nel Registro delle Imprese devono versare ogni anno a favore della Camera di Commercio competente territorialmente.
Tutti i soggetti che hanno l’obbligo di iscrizione o annotazione nel Registro Imprese e dal 2011 i soggetti R.E.A. (ma pagano solo € 30,00), devono versare il diritto annuale.
Hanno l’obbligo di iscrizione alla sezione speciale del Registro delle Imprese i seguenti soggetti:
– imprenditore individuale che esercita una attività agricola (art. 2135 c.c.);
– imprenditore individuale piccolo (come definito nell’art. 2083 c.c.), quale ad es. l’artigiano, il piccolo commerciante (le imprese individuali pagato € 88,00), e cosi via;
– Società semplice (paga € 200,00);
– società semplice agricola (paga € 100,00);
– Società tra avvocati (paga € 200,00)),
(Comunicato della Camera di Commercio di Milano)
Sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 113 del 17 maggio 2011 le modalità di calcolo e di versamento dell’imposta unica sui giochi (Decreto 11 aprile 2011).
Il citato Decreto 11 aprile 2011 individua le caratteristiche generali dell’imposta unica sui giochi (di cui al Decreto Direttoriale prot. n. 2011/666/Giochi/GAD del 10 gennaio 2011) e le relative modalità di versamento.
Imposta unica sui giochi di abilità a distanza (compresi i giochi di carte organizzati in forma di torneo):
L’imposta unica viene applicata nella misura del 3% della raccolta, al netto degli importi dei diritti di partecipazione restituiti ai giocatori, a seguito dell’eventualmente annullamento di sessioni di gioco, autorizzato da AAMS.
La base imponibile, per il calcolo dell’imposta, è costituita dai diritti di partecipazione convalidati dal sistema centrale nell’arco delle 24 ore di ciascun giorno del mese.
A tal fine fanno fede la data e l’ora restituiti dal sistema centrale, a seguito della convalida dei citati diritti.
Il sistema centrale rende disponibile entro il primo giorno di ogni mese, a ciascun concessionario, l’imposta dovuta in base ai diritti di partecipazione convalidati per le sessioni di gioco del mese precedente.
Giochi di sorte a quota fissa e giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo
L’imposta unica é determinata nella misura del 20% della base imponibile su base mensile.
Il concessionario effettua il versamento degli importi dovuti nei termini e con le modalità di cui all’art. 4 del DPR del 8 marzo 2002, n. 66, mediante il modello F24 accise.
I codici tributo da utilizzare per i versamenti sono pubblicati sul sito www.aams.gov.it..
L’imposta unica dovuta in base ai conteggi resi disponibili ai concessionari mensilmente deve essere versata in unica soluzione entro il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento.
Approfondita analisi del rischio di evasione a livello territoriale che consenta di concentrare i controlli sulle posizioni caratterizzate da rischio più elevato, oltre che l’esecuzione dei controlli stessi in modo professionalmente adeguato.
E’ questa una prima affermazione (ben evidenziata) dell’Agenzia delle Entrate che è contenuta nella circolare n. 21/E del 18 maggio 2011, incentrata sulla prevenzione e contrasto dell’evasione – Anno 2011 – Indirizzi operativi.
Se non siano state individuate violazioni sostanziali adeguatamente provabili, non viene ritenuto opportuno “accanirsi” con operazioni ispettive al solo scopo di rilevare violazioni di natura meramente formale.
L’analisi di rischio deve essere focalizzata soprattutto sui comportamenti evasivi che, per loro natura, si prestano ad essere sistematicamente reiterati (ad es., l’omessa contabilizzazione di una parte dei ricavi conseguiti) e determinano quindi una perdita di gettito costante nel tempo.
E’ ormai entrata a regime la riorganizzazione dell’Agenzia varata nel 2009 e, con essa, la gestione delle attività di controllo a livello provinciale e regionale (per i Grandi contribuenti), la quale, sotto la diretta responsabilità dei Direttori provinciali e Regionali, deve garantire sempre meglio il presidio dei rischi di evasione specifici di ciascuna macro-tipologia di contribuenti, mediante una pianificazione dei controlli idonea ad intercettare le posizioni a maggior rischio.
In particolare, i Direttori provinciali devono sviluppare ulteriormente i rapporti cooperativi tra i responsabili degli Uffici Controllo e Territoriali, in cui sono articolate le Direzioni, nell’ambito di una visione strategica unitaria delle varie attività con le quali si realizza la complessiva azione svolta dalle Direzioni provinciali stesse.
In tale contesto, viene rinnovata la raccomandazione, già contenuta nella circolare n. 20/E del 2010, di assicurare una conoscenza approfondita della realtà fiscale della Provincia (così come di quella dei Grandi contribuenti operanti nella Regione).
Gli indirizzi forniti con le circolari n. 13/E del 2009 e n. 20/E del 2010 vengono tutti sostanzialmente confermati, con le implementazioni, già emerse nell’ambito delle riunioni propedeutiche alla programmazione delle attività per il 2011:
– Attività di controllo fiscale destinate, in modo specifico, alle diverse macrotipologie di contribuenti e che quindi integrano nel loro complesso la peculiare strategia da adottare per ridurre i rischi di evasione/elusione che caratterizzano ciascuna delle dette macro-tipologie (Attività specifiche);
– alle attività che per loro natura non possono specificamente riferirsi alle suddette macro-tipologie di contribuenti, ma le riguardano tutte “trasversalmente”, in modo più o meno marcato (Attività trasversali).
L’adesione al regime degli oneri documentali sulle operazioni rientranti nella disciplina di cui all’articolo 110, comma 7, del TUIR in materia di prezzi di trasferimento, viene considerata nell’ambito dell’attività di tutoraggio, ai fini della graduazione del rischio di evasione/elusione, quale indice di trasparenza e collaborazione nei rapporti con l’Amministrazione finanziaria.
E’ quanto ha precisato l’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 21/E del 18 maggio 2011.
Un’ulteriore novità, che rileva anche per le altre macro tipologie di imprese, è data dalle disposizioni di cui all’art. 35 del D.L. n. 78 del 20102, con le quali è stato introdotto un nuovo procedimento di accertamento nei confronti dei soggetti che aderiscono al regime del consolidato nazionale.
La previsione di un atto unico di accertamento, notificato sia alla consolidata sia alla consolidante, e di un unico procedimento di adesione, consentono di superare le numerose criticità, riscontrate dagli Uffici e dai contribuenti, derivanti dal previgente sistema basato sul “doppio livello” di accertamento.
Accanto alla previsione dell’atto unico, riveste carattere di assoluta novità l’attribuzione alla consolidante della facoltà di chiedere, tramite la presentazione telematica di apposita istanza, il computo in diminuzione dai maggiori imponibili accertati delle perdite del consolidato non utilizzate.
Le attività di tutoraggio da svolgere nel corso del 2011 sono state estese alle imprese che nel 2009 hanno conseguito un volume d’affari o di ricavi non inferiore a centocinquanta milioni di euro (limite così modificato dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 20 dicembre 2010).
La platea dei soggetti da sottoporre a tutoraggio risulta pertanto ampliata rasentando le 2000 posizioni, che rappresentano i due terzi dei contribuenti della macrotipologia in parola (la cui numerosità complessiva è scesa nel 2009 a circa 3000 posizioni, rispetto alle 4000 del 2008).
Dato che entro la fine del 2011 il tutoraggio andrà esteso all’intera platea dei Grandi contribuenti, viene raccomandata l’adozione, in tempo utile, delle misure organizzative necessarie per garantire il rilevante impegno richiesto dalla estensione, che sarà operativa già dal 2012.
Riguardo alla selezione dei contribuenti da sottoporre ad attività istruttorie esterne, l’azione di controllo, come di consueto, viene orientata sulle posizioni per le quali siano stati riscontrati rischi di evasione/elusione di particolare rilevanza.
Le attività di analisi e di controllo svolte nel corso degli ultimi due anni hanno confermato, tra i maggiori fattori di rischio, il ricorso a operazioni di arbitraggio internazionale.
Le attività istruttorie esterne vengono indirizzate preferibilmente sulle annualità più recenti (2008 il 2009), salvo poi andare a ritroso nel tempo se ne ricorre l’opportunità.
Priorità viene riservata per:
– periodi di imposta per i quali il potere di accertamento decade alla data del 31 dicembre 2011;
– elementi che necessitano di ulteriore attività istruttoria (ad esempio, le segnalazioni ex art. 37-bis del D.P.R. n. 600 del 1973 o relative alla deducibilità di costi connessi ad operazioni con soggetti residenti in Paesi “black list”);
– situazioni che evidenziano rischi connessi con la tutela del credito erariale (erogazione di rimborsi, decadenza di polizze fideiussorie, situazioni debitorie di particolare rilevanza, ecc.).
Per il 2011 vengono previsti dall’Agenzia delle Entrate, nella circolare n. 211/E del 18 maggio 2011, specifici piani di intervento, elaborati sulla base di analisi di rischio a livello locale, che riguardino almeno un quinto delle imprese di medie dimensioni.
A tal fine, rilevano gli accertamenti, realizzati ai fini delle imposte dirette, dell’Irap e dell’IVA, consuntivati nel 2011 per ciascuna Direzione Provinciale, in coerenza con i criteri di formazione del budget di produzione per il 2011 che hanno tenuto conto della predetta previsione normativa.
La persistenza di un diffuso sottodimensionamento delle basi imponibili, che si traduce in una bassa redditività, impone, anche per quest’anno, l’intensificazione ed il miglioramento dell’attività di controllo.
L’effettività e l’efficacia del detto coordinamento forma peraltro oggetto di specifico monitoraggio da parte delle Direzioni regionali.
L’analisi del rischio di evasione/elusione viene articolata in tre distinte ma concatenate fasi: mappatura, censimento dei rischi e selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo.
Per quanto riguarda la mappatura, sono disponibili sull’applicativo RADAR le principali dimensioni in base alle quali saranno classificate le imprese di medie dimensioni: fasce di ricavi e di volume d’affari, natura giuridica, settori economici, redditi e perdite dichiarati, valore della produzione netta IRAP, IVA dovuta e IVA a credito, IRPEF/IRES e IRAP dovute.
La selezione avviene seguendo i seguenti criteri:
1) assenza di controlli negli ultimi quattro anni e 2) presenza di perdite “sistemiche”, così come definite dall’arti. 24, comma 1, del D.L. n. 78 del 2010.
Una specifica attenzione viene riservata al controllo del corretto adempimento degli obblighi in materia di Iva (tenendo presenti la metodologia sul settore immobiliare del 16 aprile 2010 e quella sul controllo delle esportazioni del 22 ottobre 2010, nonché quelle sui profili soggettivi IVA nei rapporti internazionali e sul controllo del plafond di imminente emanazione).
Anche per il 2011 vale l’indirizzo già impartito di differenziare la tipologia di intervento in funzione delle caratteristiche e della specificità delle posizioni da sottoporre a controllo, privilegiando le attività istruttorie esterne (controlli mirati e/o verifiche) per i casi a maggior rischio di evasione/elusione fiscale.
Per le imprese di minori dimensioni ed i lavoratori autonomi sono esempi (contenuti nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 21/E del 18 maggio 2011) di percorsi di analisi del rischio e selezione – da realizzare mediante gli applicativi informatici d’ausilio messi a disposizione delle Direzioni Regionali e Provinciali:
– Soggetti che hanno presentato il modello studi di settore e sono risultati non congrui (nei confronti dei quali i controlli vengono sviluppati tenendo rigorosamente presenti le istruzioni metodologiche riferite all’invito al contraddittorio e alla motivazione dell’atto di accertamento);
– soggetti congrui e “appiattiti” alle risultanze degli studi di settore nonché i soggetti congrui a seguito di adeguamento significativo alle risultanze degli studi stessi;
– soggetti che, seppure rientranti nel campo di applicazione degli studi di settore, non hanno presentato il relativo modello (con riferimento a tale platea di soggetti, resta valida l’indicazione della circolare 20/E del 2010 riguardante la quota minima di accertamenti da eseguire, pari ad almeno il 5% del totale degli atti previsti);
– soggetti che esercitano attività per le quali non risultano applicabili gli studi di settore;
– soggetti che hanno evidenziato una perdita per più periodi d’imposta consecutivi.
– soggetti titolari di partita IVA che hanno omesso di dichiarare in tutto o in parte compensi di lavoro autonomo certificati nei modelli 770;
– soggetti che hanno evidenziato comportamenti anomali nella gestione delle rimanenze di magazzino;
– soggetti che hanno dichiarato componenti negativi di reddito, rientranti nella
categoria dei “costi residuali”, di ammontare significativo;
– soggetti che, pur avendo effettuato operazioni rilevanti ai fini IVA per i periodi d’imposta 2006 e 2007, non risultano aver presentato la relativa dichiarazione essendone obbligati;
– soggetti che, destinatari nel corso del 2010 delle apposite comunicazioni concernenti la rilevata esistenza di anomalie, relative al triennio 2006-2008, degli indicatori economici ricostruiti dai dati dichiarati ai fini degli studi di settore, risultano – dai dati dichiarati per il periodo d’imposta 2009 – non aver mutato il comportamento ritenuto anomalo.
Una quota crescente – rispetto alle annualità precedenti – verrà riservata al comparto degli esercenti arti e professioni, privilegiando – ricorrendone i presupposti – le indagini finanziarie quale modalità istruttoria e utilizzando, per la selezione delle posizioni a maggior rischio, anche gli elenchi d’ausilio forniti centralmente.
Gli accessi brevi verranno prevalentemente finalizzati alla verifica della veridicità dei dati dichiarati ai fini dell’applicazione degli studi di settore, nonché al contestuale controllo del rispetto degli “obblighi strumentali” e della regolarità del personale impiegato; tali accessi andranno a sommarsi al controllo capillare effettuato dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’attività di presidio del territorio e, pertanto, il coordinamento con i competenti reparti della Guardia di Finanza rappresenta il presupposto affinché gli accessi vengano articolati sul territorio in modo razionale ed idoneo a consentire gli auspicati effetti di incremento della compliance.
Le attività di verifica si dovranno concentrare nel corso del primo semestre sul periodo di imposta 2008, e nel secondo semestre su quello 2009, ferma restando l’esecuzione di attività della specie su uno o più periodi precedenti, in presenza di specifici e circostanziati indizi di evasione.
Per l’attività di accertamento viene privilegiato il controllo delle annualità più recenti, compreso il 2009 (quest’ultima annualità a partire dal secondo semestre), fermo restando che, in presenza di elementi relativi a periodi d’imposta precedenti, l’attività viene indirizzata anche su questi ultimi.
Infine, i rapporti di collaborazione e coordinamento, oltre che con la Guardia di Finanza, anche con altri enti che svolgono attività ispettiva che possa produrre o innescare attività accertative di competenza dell’Agenzia delle entrate (in particolare l’INPS, la SIAE e i Comuni) verranno mantenuti e sviluppati in maniera sempre più strutturata.
Il punto 2.4 della circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 21/E del 18 maggio 2011 è riservato all’attività di controllo volta ad intercettare i soggetti che abusano delle norme agevolative, che anche nel 2011, assume una rilevanza strategica e da essa sono attesi risultati sempre più significativi, in termini sia di recupero dell’evasione pregressa, sia dissuasivi, determinando la fuoriuscita dei soggetti privi degli specifici requisiti previsti dai settori agevolati.
Enti associativi ed onlus
In merito al contrasto all’utilizzo abusivo delle agevolazioni riservate agli enti associativi, per il 2011 viene atteso il conseguimento di obiettivi superiori, prevalentemente sotto il profilo qualitativo.
Verrà adottata ogni iniziativa diretta ad assicurare che l’analisi del rischio di abuso dei regimi agevolativi in materia sia eseguita con la massima cura, atteso che solo l’attenta valutazione degli indici di rischio determina una selezione mirata e la massima efficacia dell’azione di controllo.
In proposito, i verificatori devono considerare attentamente la diffusa esistenza di abusi di particolare rilevanza economica, alla quale va data priorità assoluta nella attività operativa, evitando di perseguire situazioni di minima rilevanza, senza avere prima destinato il numero dei controlli programmati alle dette, più rilevanti situazioni di abuso, la cui individuazione va effettuata seguendo le indicazioni fornite dalle apposite metodologie emanate dalla Direzione Centrale Accertamento.
La platea degli enti associativi presenti nella Provincia, appositamente censiti secondo le direttive impartite, va dunque analizzata approfonditamente a cura della funzione di governo ed analisi delle Direzioni provinciali, in stretta sinergia con l’Ufficio controlli (Area persone fisiche ed enti non commerciali, ove istituita) e gli Uffici Territoriali, sotto il necessario coordinamento del Direttore Provinciale, il quale è responsabile della qualità delle selezioni effettuate.
Nell’ambito dell’analisi di rischio relativa alle Onlus verrà riservata una cura particolare nei confronti delle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri istituiti presso le Regioni o le Province, al fine di intercettare specifici profili di rischio circa lo svolgimento di attività produttive e commerciali non marginali.
Le informazioni riguardanti tali organizzazioni verranno acquisite presso le strutture pubbliche regionali o provinciali deputate alla tenuta dei suddetti registri, utilizzando le procedere di richiesta ai sensi dell’art. 32, comma 1, n. 5), del D.P.R. n. 600 del 1973.
Non mancheranno i controlli per le cooperative e per il settore agricolo.
Infine, all’interno del comparto agricolo l’attività di controllo verrà indirizzata anche nei confronti dei soggetti per i quali le informazioni a disposizione degli Uffici evidenzino la possibile esistenza di vere e proprie imprese commerciali di ristorazione ed alberghiere dissimulate sotto forma di agriturismo.
Lo ha reso noto l’Agenzia delle Entrate, all’interno della circolare n. 21/E del 18 maggio 2011.
Entro il 15 luglio 2011 le Direzioni Regionali invieranno alla Direzione Centrale Accertamento una relazione nella quale saranno indicati i criteri utilizzati per l’analisi e la selezione degli enti associativi, delle Onlus e delle società cooperative sottoposti al controllo da ciascuna Direzione Provinciale nel primo semestre dell’anno, evidenziando altresì i risultati conseguiti (rappresentati, in specie, dalla individuazione degli elementi specifici che hanno determinato l’abuso delle norme agevolative).
Analoga informativa andrà fornita, entro il 15 gennaio 2012, per gli interventi eseguiti nel secondo semestre 2011.
Nell’ambito dell’attività di controllo delle posizioni delle persone fisiche, ai fini delle imposte sui redditi, l’Agenzia delle Entrate, nella circolare n. 21/E del 18 maggio 2011, ha confermato, anche per il 2011, lo sviluppo delle linee direttive previste dalla circolare 20/E del 2010, par. 2.5 (e prima ancora dalla circolare n. 13/E del 2009 par. 2.4), ed in particolare:
– del piano di controlli “formali” delle dichiarazioni dei redditi, ex art. 36-ter del
D.P.R. n. 600 del 1973, calibrato sui più rilevanti rischi di esposizione di deduzioni dal reddito complessivo e/o di crediti o detrazioni d’imposta non spettanti;
– del piano di accertamenti parziali cosiddetti “automatizzati”, in materia di imposte sui redditi, ad alta potenzialità di recupero della “micro-evasione”;
– del piano straordinario di controlli finalizzati alla determinazione sintetica del
reddito delle persone fisiche.
Il piano di controlli “formali” riguarda il periodo d’imposta 2008 con la consueta
segnalazione delle posizioni selezionate, a livello centrale, a seguito di specifiche attività di analisi del rischio, basate su criteri che tengono conto dei più frequenti e significativi rischi di microevasione che caratterizzano generalmente la platea dei contribuenti di riferimento (segnalazione che non preclude la possibilità di attivare il controllo nei confronti di posizioni per le quali si disponga di elementi specifici).
L’avvio del controllo continua ad essere gestito centralmente con la trasmissione delle richieste di documentazione di cui all’art. 36-ter, comma 3, del D.P.R. n. 600 del 1973.
Nel 2011 è peraltro atteso un ulteriore miglioramento di tale linea di attività con conseguente incremento dell’ammontare delle maggiori imposte effettivamente recuperate.
Il piano di accertamenti parziali “automatizzati” riguarda nel 2011 un numero di posizioni superiori a quelle trattate nel 2010. Tali posizioni sono state selezionate centralmente ed afferiscono alle seguenti categorie reddituali:
– “redditi di lavoro dipendente” (in assenza di dichiarazione e con dichiarazione
presentata),
– “redditi di fabbricati” (che vengono curati dal Centro Operativo di Pescara).
Con riferimento alle posizioni selezionate, lavorabili mediante accertamenti parziali non automatizzati, riferibili a “redditi diversi” (anno d’imposta 2006 e 2007) e “redditi di partecipazione” (anni d’imposta 2006 e 2007) si prevede inoltre l’invio di elenchi alle Direzioni Provinciali.
La selezione centralizzata, basata sugli incroci con i dati presenti nel Sistema informativo ed incentrata sulle situazioni di maggiore rilevanza, potrebbe evidenziare, a causa dell’errata o tardiva acquisizione dei dati, posizioni in realtà regolari. Verrà, pertanto, in particolare per gli accertamenti concernenti imposte di particolare entità, effettuato un puntuale riscontro della coerenza contabile degli atti prima della loro notifica.
Viene posta, inoltre, l’attenzione sulla necessità, quando l’avviso di accertamento automatizzato forma oggetto di annullamento a causa di errori contenuti in banche dati, di procedere tempestivamente alla correzione dei dati errati.
Le posizioni segnalate in corso d’anno vengono tempestivamente esaminate ai fini dell’inserimento nel piano dei controlli e della notifica tempestiva degli avvisi relativi ai periodi di imposta per i quali il potere di accertamento decade alla data del 31 dicembre 2011.
La valenza strategica del piano straordinario di controlli finalizzati alla determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche, previsto dall’art. 83, commi 8 e 9, del D.L. n. 112 del 2008, permane per il 2011, con l’obiettivo di attestare, anche per gli anni a venire, il numero dei controlli della specie su livelli di particolare entità (intorno ai 40.000 controlli annui).
Nel dare attuazione al piano straordinario particolare cura va posta nell’attività di analisi e selezione delle posizioni più significative, onde conseguire un sensibile, ulteriore miglioramento qualitativo dei risultati (in particolare un ammontare mediano della maggiore imposta accertata e definita superiore rispetto a quello ottenuto nel 2010), nonché il raggiungimento dell’obiettivo numerico normativamente previsto (almeno 35.000 controlli della specie).
Nel corso del 2011, l’attività di controllo verrà principalmente incentrata sulle posizioni relative agli anni d’imposta 2007 e 2008, atteso che dall’annualità 2009 si renderà applicabile la nuova normativa in materia, introdotta dall’art 22 del D.L. n. 78 del 2010.
La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 21/E del 18 maggio 2011 non ha poi mancato di trattare la novità sul tema della riscossione “veloce” che sarà in vigore dal 1 luglio 2011.
Riguardo le istanze di sospensione della riscossione presentate, ai sensi dell’art. 39 del D.P.R. n. 602 del 1973, a seguito di ricorso contro il ruolo per vizi propri dello stesso, precisa l’Agenzia, queste dovranno essere tutte puntualmente esaminate.
Parimenti, andrà istruita la totalità delle istanze di sospensione presentate nel caso in cui il contribuente contesti, anche parzialmente, il fondamento dell’avviso di accertamento o rettifica emesso nei suoi confronti, chiedendone l’annullamento in sede di autotutela.
In tale ipotesi, le Direzioni regionali e provinciali opereranno in base all’art. 2-quater del D.L. n. 564 del 1994 ed al D.M. 11 febbraio 1997, n. 37, al fine di evitare danni irreparabili sia per i contribuenti, sia per gli interessi erariali.
Ciò al fine di rendere effettivo il principio di equità fiscale.
Tra le ordinarie attività di tutela verrà ulteriormente incrementato il ricorso alle misure cautelari, sulla base delle istruzioni impartite con la circolare n. 4/E del 2010, con particolare riguardo anche alle ipotesi di decadenza dalla rateazione. Per tali ultime ipotesi viene sottolineata l’opportunità che vengano sollecitamente emessi provvedimenti di fermo amministrativo nei confronti dei fideiussori inadempienti.
In tali fattispecie, infatti, il provvedimento di fermo viene emesso non solo al fine di determinare il blocco delle eventuali somme dovute al soggetto garante da parte di altre Amministrazioni dello Stato, ma altresì al fine di consentire la conoscibilità, da parte delle strutture dell’Agenzia delle entrate, dell’esistenza della situazione debitoria in cui si trova il soggetto, al fine di poterne valutare l’affidabilità in sede di accettazione di ulteriori fideiussioni.
Le Direzioni provinciali e, per quanto di competenza le Direzioni regionali, devono inoltre adottare ogni opportuna misura organizzativa affinché, nei confronti dei contribuenti con carichi a ruolo, gli uffici da esse dipendenti facciano ricorso allo strumento della sospensione dei rimborsi, anche infrannuali, ed alla compensazione di eventuali crediti da essi vantati nei confronti dell’Agenzia (circolare n. 4/E del 2010).
Peraltro, la sospensione dei rimborsi, quale atto prodromico all’incameramento delle somme da erogare, secondo la giurisprudenza più recente, si rende attuabile anche per il tramite del fermo amministrativo, qualora l’Agenzia abbia ragioni di credito nei confronti del contribuente che abbia richiesto un rimborso all’Agenzia stessa.
Tale orientamento, condiviso anche dall’Avvocatura Generale dello Stato, va seguito in tutti i casi in cui le ordinarie cautele non siano sufficienti a garantire idoneamente il credito tributario e non vi siano specifiche ragioni per erogare comunque il rimborso.
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