Source: https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-ii/art605.html
Timestamp: 2020-03-28 21:22:32+00:00
Document Index: 157101446

Matched Legal Cases: ['art. 605', 'art. 61', 'art. 605', 'art. 50', 'art. 47', 'art. 13', 'art. 630', 'art. 605', 'sentenza ', 'art. 607', 'art. 379', 'art. 595']

Art. 605 codice penale - Sequestro di persona - Brocardi.it
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Dispositivo dell'art. 605 Codice penale
Chiunque priva taluno della libertà personale (1) è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni.
1) in danno di un ascendente, di un discendente, o del coniuge (2);
Se il colpevole cagiona la morte del minore sequestrato si applica la pena dell’ergastolo(3).
1) affinchè il minore riacquisti la propria libertà(4);
3) per evitare la commissione di ulteriori fatti di sequestro di minore.
(1) Tale privazione non deve necessariamente essere assoluta al punto che non è possibile l'auto liberazione del soggetto, essendo infatti sufficiente che la libertà personale venga limitata o comunque sia relativa quindi tale da non consentire un facile superamento degli ostacoli interposti.
(2) Si tratta di una circostanza aggravante incompatibile con quella ex art. 61, n. 11, che viene dunque assorbita dall'aggravante in esame alla luce del maggior disvalore del fatto.
(3) La morte rappresenta un'aggravante oggettiva del delitto, che si esclude solo quando si tratti di evento eccezionale ed imprevedibile.
(4) E' una particolare forma di recesso attivo (v. 56), che crea una separazione tra la condotta del partecipe e quella dei correi, dal momento che questo mostra un atteggiamento psichico contrastante con l'azione, di qui la necessità che vi sia un coefficiente di volontarietà nell'atto, che non deve essere conseguenza di fatti esterni, com ad esempio la fuga del sequestrato.
Il delitto di sequestro di persona trova il proprio fondamento nell'esigenza di garantire la libertà personale di movimento dei soggetti, diritto fondamentale dell'individuo.
“ Plagium ”
Plagio, rapimento
Spiegazione dell'art. 605 Codice penale
I delitti contro la libertà personale sono posti a tutela della libertà di movimento e di spostamento, che solo lo Stato, per mezzo dei suoi organi giurisdizionali, può limitare. La libertà personale rappresenta un diritto inviolabile ai sensi dell'articolo 13 della Costituzione, prevedendosi all'uopo la riserva assoluta di legge.
La norma in esame punisce la privazione della libertà personale per una durata di tempo apprezzabile,e costituisce una ipotesi di reato permanente.
Per la configurabilità del delitto è richiesto che il soggetto passivo non possa riuscire da solo a recuperare la libertà, anche qualora il soggetto passivo non si attivi in tal senso, quando la libertà non sia recuperabile con immediatezza, agevolmente e senza rischi.
Il reato si consuma nel momento in cui la libertà personale viene privata per un tempo apprezzabile, in maniera tale da superare la soglia di offensività.
La norma richiede il dolo generico, ovvero la coscienza e volontà di privare il soggetto passivo della libertà personale.
È prevista l'applicazione di circostanze aggravanti specifiche qualora il soggetto privato della libertà sia un ascendente, un discendente o il coniuge, o qualora il soggetto agente sia un pubblico ufficiale, se il fatto è commesso con abuso dei poteri.
Qualora il colpevole cagioni la morte del soggetto passivo minorenne si applica la pena dell'ergastolo.
La disposizione in esame disciplina inoltre l'applicazione di una circostanza attenuante specifica, da riconoscersi nei casi in cui vi sia ravvedimento operoso da parte dell'autore del delitto.
Affinchè la diminuente possa operare è però necessario un concreto aiuto nei confronti dell'autorità al fine di contrastare il delitto di sequestro (dalla formulazione della norma pare potersi intendere che l'aiuto possa essere prestato anche per contrastare attività criminose di persone sconosciute al reo), nonché per la raccolta di elementi decisivi per l'individuazione e la cattura dei concorrenti, ovvero per evitare la commissione di ulteriori fatti di sequestro di minore.
Il delitto di sequestro di persona consiste nella privazione o restrizione volontaria della libertà personale fisica di una persona, quale illegittimo impedimento posto volontariamente ad una persona al fine di privarla delle sue possibilità di locomozione e movimento.
La condotta tipica è rappresentata dal compimento di atti idonei a privare qualcuno della propria libertà personale, i quali possono consistere in atti di costringimento fisico, in atti, anche moralmente, violenti, o fraudolenti. Tali atti possono avere natura commissiva, come ad es. il legare una persona, od omissiva, quali ad es. non liberare il soggetto passivo prolungandone la privazione della libertà personale, ecc.
In ogni caso la condotta tenuta dal soggetto agente deve essere illegittima, cioè non ordinata o autorizzata dalla legge, nè resa lecita dell'esistenza di una causa di giustificazione. Non integrano, dunque, la fattispecie in esame le ipotesi, ad es., di arresto legale o di esercizio del proprio dovere professionale da parte del medico. L'illegittimità della condotta, peraltro, deve essere considerata avendo riguardo all'elemento oggettivo del reato, non rilevando l'apprezzamento dell'agente, il quale potrebbe cadere in errore. Qualora, inoltre, ne sussistano i requisiti, l'illiceità della condotta può essere esclusa dal consenso dell'avente diritto (art. 50 del c.p.).
Per quanto riguarda, poi, l'errore sulla legittimità del fatto, ricadendo su un requisito di quest'ultimo, può scusare ai sensi dell'art. 47 del c.p., se, però, il fatto non costituisce altro reato.
La condotta tipica del sequestro di persona si deve, inoltre, protrarre per un arco di tempo apprezzabile, costituendo un'ipotesi di reato permanente, ed è al trascorrere di tale arco temporale che essa si considera consumata.
E' ammesso il tentativo.
Oggetto materiale del reato è la persona, titolare del diritto fondamentale della libertà personale riconosciuto dall'art. 13 Cost..
Evento tipico è costituito dalla privazione o restrizione della libertà personale, quale conseguenza della condotta criminosa posta in essere dall'agente. Esso può consistere nella privazione della libertà di movimento e di spostamento, che si realizza, ad es., legando gli arti di una persona o chiudendola in una stanza.
La norma richiede che l'agente abbia agito con dolo generico, cioè al fine di privare qualcuno della propria libertà personale o, quantomeno, di restringerla.
Talvolta, però, il fine concretamente perseguito dall'agente può modificare il titolo di reato. Si avrà, per es., la fattispecie autonoma di sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 del c.p.), qualora il fatto sia commesso per conseguire denaro come prezzo della liberazione.
Il delitto di sequestro di persona è sanzionato con la reclusione da sei mesi a otto anni. La norma prevede, inoltre, l'applicazione di circostanze aggravanti specifiche nei casi in cui la condotta sia realizzata ai danni di un ascendente, di un discendente, del coniuge o di un minore, nonché quando il soggetto agente sia un pubblico ufficiale che l'abbia posta in essere con abuso dei poteri inerenti alle proprie funzioni.
La norma prevede, poi, la pena dell'ergastolo qualora soggetto passivo sia un minore di cui il colpevole abbia cagionato la morte.
La disposizione in esame prevede infine l'applicazione di una circostanza attenuante specifica nei casi di ravvedimento operoso da parte dell'autore del reato.
Ai fini della sua operatività serve, tuttavia, che l'agente abbia fornito un aiuto concreto all'autorità al fine di contrastare il delitto di sequestro, nonchè per contrastare attività criminose realizzate da persone da lui conosciute, per la raccolta di elementi decisivi per l'individuazione e la cattura dei concorrenti, o, ancora, per evitare la commissione di ulteriori fatti di sequestro di minore.
Massime relative all'art. 605 Codice penale
Cass. pen. n. 46566/2017
Ai fini della configurabilità dell'elemento materiale del delitto di sequestro di persona, non è necessario che la costrizione si estrinsechi con mezzi fisici, dovendosi ritenere sufficiente anche una condotta che comporti una coazione di tipo psicologico, tale, in relazione alle particolari circostanze del caso, da privare la vittima della capacità di determinarsi ed agire secondo la propria autonoma ed indipendente volontà.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 46566 del 11 ottobre 2017)
relative all'articolo 605 Codice penale
Norma di riferimento: Articolo 605 Codice penale - Sequestro di persona | Quesito Q201821228
Giovanni I. chiede
martedì 17/04/2018 - Lazio
“Mentre assistevo ad una presentazione di vini, discutevo con la presentatrice circa qualità dei vini, improvvisamente due carabinieri della vicina caserma, si presentavano - evidentemente chiamati dalla presentatrice - e prendendomi sottobraccio uno per lato, mi portavano in caserma, accusandomi, falsamente, aver versato un bicchiere d vino sul pavimento. Giunto in caserma il sovraintendente telefonava alla presentatrice la quale negava assolutamente ed onestamente, che avessi compiuto quanto i due militi mi attribuivano. Avevo la netta impressione che tra il responsabile della caserma e la presentatrice dei vini sussistesse un rapporto ambiguo di amicizia. Tuttavia , dopo la dichiarazione della predetta con cui era chiarito che io nulla avevo compiuto, la vicenda veniva chiusa senza conseguenze, . Ed io non ho sporto denunzia.
Tuttavia io ero stato prelevato a forza e portato via dai due militi senza giustificazione alcuna, e patendo una brutta figura davanti a tutti.
Domando quindi se nell'episodio si può ravvisare un reato e quale possa essere.
Fatto accaduto molti anni fa.
ringrazio.”
Per rispondere al quesito posto occorre tenere in considerazione sia i reati contro la libertà personale che quelli contro l’onore.
Quanto alla prima tipologia, rilevano in particolare i reati di sequestro di persona, arresto illegale e indebita limitazione di libertà personale previsti e puniti dagli articoli 605, 606 e 607 del codice penale.
Va subito escluso il reato di indebita limitazione di libertà personale che si ha solo allorché la privazione della libertà personale sia susseguente all’esecuzione di una pena e/o misura di sicurezza del tutto illegittima.
Si ponga ad esempio il caso del soggetto che conduce con la forza taluno all’interno di un istituto penitenziario per l’esecuzione di una pena mai emessa dall’autorità giudiziaria.
Nel caso che ci occupa non si è verificato un fatto simile, essendo stato il soggetto condotto solo in caserma e, dunque, non risulta applicabile l’art. 607 c.p.
Più complessa è la questione della configurabilità dell’arresto illegale o del sequestro di persona.
Il reato di arresto illegale si ha allorché il pubblico ufficiale privi un soggetto della libertà di locomozione al fine di porre in essere un arresto (secondo le procedure di cui all’art. 379 c.p.p.) pur in mancanza dei requisiti indispensabili per procedere a tale atto costrittivo.
La giurisprudenza ha infatti puntualizzato che sono compresi nella nozione di arresto, « purché effettuati in presenza delle condizioni per procedere all'arresto in senso stretto, il fermo di indiziato e qualsiasi atto autorizzato del pubblico ufficiale che implichi la privazione, eccezionale ed urgente, della libertà di locomozione della persona cui si attribuisca la commissione di un reato, sia per porlo fisicamente a disposizione dell'Autorità Giudiziaria, sia anche solo per identificarlo (C., Sez. V, 19.12.2005, n. 6773)».
Il sequestro di persona non si diversifica molto dalla condotta di arresto illegale, trattandosi pur sempre di privazione della libertà persona. La differenza risiede ovviamente nel fatto che detto reato si ha nel momento in cui manca qualsiasi autorizzazione legale alla privazione della libertà. La giurisprudenza ha rinvenuto l'elemento differenziale nell'elemento soggettivo, che nel sequestro richiede la volontà dell'agente di tenere la persona offesa nella sfera del suo dominio, mentre nell'arresto illegale è diretto a mettere la persona offesa a disposizione dell'autorità competente (C., Sez. VI, 26.3.2010, n. 23423, che ha qualificato come sequestro di persona l'indebito trattenimento di una persona, per alcune ore, presso un posto di polizia ferroviaria; in senso conforme: C., Sez. V, 16.10.2002, n. 38247; C., Sez. I, 27.1.1992).
Nel caso di specie è molto difficile ritenere sussistente sia il reato di arresto illegale che quello di sequestro di persona per il fatto che dal racconto sembra evincersi che gli agenti di polizia, nel condurre il soggetto presso la caserma non abbiano mai fatto riferimento ad un mandato di arresto o ad un fermo indiziato di delitto.
Allo stesso modo, sembra che il soggetto sia stato trattenuto in caserma per un lasso di tempo “trascurabile”, tale da non integrare il reato di sequestro di persona. Va infatti ricordato che ai fini della sussistenza del reato predetto occorre che la privazione della libertà del soggetto si protragga per un lasso temporale apprezzabile: come si legge nella motivazione del precedente citato (C., Sez. VI, 26.3.2010, n. 23423), il sequestro veniva ritenuto sussistente stante il trattenimento “per alcune ore” del soggetto.
Passando ai delitti contro l’onore e la reputazione, di rilievo potrebbe essere il reato di diffamazione previsto dall’art. 595 del codice penale. Tuttavia va ricordato che ai fini della sussistenza della fattispecie in questione è necessario che la condotta del soggetto agente sia realmente lesiva del suo onore e della sua reputazione ed è estremamente difficile che l’ “accusa” di aver rovesciato del vino su un tappeto possa essere ritenuta tale.
Sembra poi che il fatto sia accaduto “molti anni fa”, tale per cui è possibile che una eventuale denuncia querela si possa scontrare col termine di prescrizione dei reati ipotizzati, che non sono lunghissimi. Per il sequestro di persona la prescrizione è 8 anni, per l’arresto illegale e la diffamazione 6 anni.
Considerato che le indagini penali hanno una durata minima di 6 mesi, è altamente probabile che il procedimento si chiuda con un archiviazione per intervenuta prescrizione.
Per questi motivi si sconsiglia di sporgere denuncia querela per il fatto accaduto che, sebbene parecchio fastidioso, sembra essere stato, per come descritto, più che altro uno scherzo di cattivissimo gusto. A ciò si aggiunga che, come anzidetto, è estremamente difficile che il procedimento vada avanti per l’incombente prescrizione.
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