Source: https://gse.it/servizi-per-te/supporto/aste-co2/il-sistema-d-asta
Timestamp: 2019-05-20 16:59:02+00:00
Document Index: 110945678

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 24', 'art17', 'art 17', 'art. 24']

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Il sistema d'asta
Come è organizzata un’asta?
​Ciascun offerente, durante una specifica finestra temporale, avanza la propria offerta (quantità di quote e prezzo unitario) senza conoscere le offerte altrui; l’offerta può essere modificata o ritirata solo prima della fine del periodo d’offerta. Il prezzo è unico per ciascuna seduta (clearing price). I partecipanti all’asta possono richiedere quantità di quote in multipli del lotto minimo pari a 500 quote.
Il periodo d’offerta deve estendersi per almeno due ore. Immediatamente dopo la chiusura della finestra temporale, la piattaforma d’asta determina e pubblica il prezzo unico di aggiudicazione: prezzo per cui la quantità di quote domandata dai partecipanti all’asta eguaglia quella offerta dagli Stati membri.
Sono aggiudicatari, i partecipanti che hanno offerto al prezzo di aggiudicazione o sopra il medesimo. Tutti gli aggiudicatari pagheranno lo stesso prezzo, indipendentemente da quanto effettivamente offerto in seduta d’asta.
Quali sono le modalità di accesso alle aste di CO2 del mercato primario?
Le modalità di accesso alle piattaforme d’asta sono definite dai gestori delle piattaforme stesse nei limiti di quanto previsto dal Regolamento Aste. Ciò in particolare discende da quanto prescritto dagli articoli 18 e 19: e.g. aver un conto corrente nominale; un conto presso il Registro UE; nomina di almeno un rappresentante per le funzioni di bidder; accordi tecnici per render effettivo l’avanzamento di un’offerta massima del Regolamento Aste.
A livello nazionale, trader di energia e commodity devono disporre delle necessarie autorizzazioni rilasciate dalle Autorità nazionali competenti ai sensi del par. 2 dell’art. 18 del Regolamento. Lo stesso vale per Enti creditizi ed imprese d’investimento, nel caso in cui, come nella condizione attuale del mercato primario, il prodotto negoziato (EUA e EUA A) sia di natura non finanziaria (dal gennaio 2018 la quota di emissione e relativi derivati sono equiparabili a strumenti finanziaria ai sensi della MiFID II. Cfr. Rapporto GSE sulle Aste, III trimestre 2014).
Per quanto riguarda la piattaforma d’asta britannica gestita da ICE, a titolo esemplificativo, per poter accedere alle aste è necessario stipulare un accordo con una Clearing member della Camera di compensazione di ICE (ICE Clear Europe) o con uno Exchange member che agisce come Auction only access provider (link).
Per quanto riguarda la piattaforme d’asta CAP2 e la piattaforma nazionale tedesca (EEX DE), entrambe attualmente gestite da EEX, oltre a quanto già indicato sopra, figurano tre modalità di accesso:
•	Full EEX membership (Accesso a tutti i mercati spot e derivati) e prodotti (energia, gas naturale, emissioni e carbone);
•	Emissions-only membership per l’accesso ai prodotti relativi al mercato delle emissioni (prodotti spot e derivati – EUA, EUA A, CER, ERU);
•	Auction-only membership: Per questa modalità di partecipazione non è prevista né una fee annuale di membership né il requisito di capitale sociale minimo di 50.000 euro. Tale categoria di partecipazione si divide in due ulteriori sotto-categorie.
•	la Free Access, in cui EEX imputa le offerte di acquisto nell’interesse del membro. In questo caso non sono previste tariffe tecniche né di membership. In questo caso un Auction coordinator, designato dal partecipante alle aste, predispone un format recante indicazione della sessione d’asta, del prezzo e del quantitativo di quote per cui si avanza proposta di acquisto. Sarà poi EEX Market Supervision ad avanzare concretamente l’ordine d’acquisto.
•	la Trader Access che consente l’accesso diretto del soggetto al mercato spot dei prodotti di emissione. Per questa casistica è prevista una tariffa tecnica.
Quali sono i soggetti legittimati a partecipare alle aste? Produttori di energia rinnovabile, Banche e Società d'investimento partecipare alle aste?
I soggetti legittimati a partecipare alle aste sono indicati dall’art. 18 del Regolamento Aste. Si tratta di gestori di impianti fissi rientranti nelle attività indicate nell’allegato I della Direttiva 2003/87/CE (c.d. energivori, ovvero cartiere, siderurgie, raffinerie, cokerie, impianti di lavorazione di prodotti minerali, vetro, ceramica e dal 2013 anche alcuni settori della chimica e la produzione d’alluminio), operatori aerei, imprese d’investimento, raggruppamenti di operatori aerei o di impianti fissi.
Inoltre, possono partecipare alle aste enti creditizi, trader di energia e commodity se autorizzati dalle rispettive Autorità nazionali competenti. I soggetti produttori di energia da fonti rinnovabili potrebbero accedere alle aste CO2 nel caso in cui avessero anche un impianto rientrante nell’ambito di applicazione della Direttiva 2003/87/CE (cd. Direttiva ETS).
L’articolo 18 del Regolamento Aste (“Soggetti legittimati a presentare domanda di partecipazione all'asta”) disciplina l’eleggibilità a partecipare al processo d’asta ai sensi della Direttiva ETS (2003/87/CE e successive modificazioni).
L’articolo 18 prevede che siano legittimati a presentare domanda di partecipazione diretta all'asta non solo i compliance buyer ma anche altre tipologie di soggetti. In particolare, è garantito l'accesso all'asta ai seguenti soggetti:
a) il gestore di impianti o l'operatore aereo titolare di un conto di deposito, che presenta l'offerta per conto proprio, nonché l'eventuale impresa madre o le imprese figlie o affiliate che fanno parte dello stesso gruppo di società cui appartiene il gestore o l'operatore;
b) le imprese d'investimento autorizzate ai sensi della direttiva 2004/39/CE (Dir. MiFID) che presentano un'offerta per conto proprio o dei loro clienti;
c) gli enti creditizi autorizzati ai sensi della direttiva 2006/48/CE (Dir. relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi ed al suo esercizio) che presentano un'offerta per conto proprio o dei loro clienti;
d) raggruppamenti di soggetti di cui alla lettera a), che agiscono in qualità di rappresentanti dei loro membri;
e) organismi pubblici o enti di proprietà pubblica che controllano soggetti di cui alla lettera a).
Inoltre l’articolo 18 (comma 3) stabilisce che le imprese di investimento e gli enti creditizi (art. 18, par. 1, lettere b o c) possono chiedere di essere ammessi a partecipare direttamente all’asta per conto dei loro clienti in riferimento a prodotti non costituiti da strumenti finanziari (quali sono le EUA fino al gennaio 2018), purché lo Stato membro in cui essi sono stabiliti abbia adottato una normativa (Direttive europee di riferimento MiFID e/o MAD) che consenta alle autorità nazionali competenti di autorizzare tali soggetti a presentare offerte per conto dei loro clienti. Dovrebbe quindi verificare se la normativa svizzera regola questo aspetto.
A titolo di esempio, in UK e Germania, le Autorità che possono rilasciare l’autorizzazione sono l’Autorità inglese “FSA” o quella tedesca “BaFIN”.
Ad ogni modo i soggetti autorizzati possono, a prescindere dalla loro nazionalità, operare presso qualsiasi delle piattaforme attiva.
Le attuali piattaforme d’asta collocano le quote di emissione (prodotto di per sé non finanziario fino alla piena operativià del pacchetto MiFID II ossia a partire da gennaio 2018 – cfr. Rapporto GSE sulle Aste, III trimestre 2014 in “Risultati Aste” della pagina Aste CO2 della sezione Gas, CO2 e servizi energetici del sito) attraverso contratti di natura non finanziaria. I gestori delle piattaforme perciò richiedono alle banche e SIM che fanno richiesta di accesso alle aste un’autorizzazione specifica da parte delle autorità nazionali competenti. A titolo meramente indicativo, EEX, nella sezione “Special rules for investment firms & credit institutions” conferma che banche ed istituti finanziari devono essere autorizzati dalla propria autorità nazionale competente a presentare offerte per conto di propri clienti su quote di emissione non in forma di strumenti finanziari. Sono citate, a tale riguardo, le autorità che possono concedere un’autorizzazione, tra gli esempi troviamo l’Autorità inglese (FSA) e quella tedesca (BaFIN) di regolamentazione dei mercati finanziari [“Must be authorized to bid on behalf of clients in EUA spot auctions by their relevant competent national authority (e.g. FSA, BaFIN)”]. Per un approfondimento sul tema si rimanda ai rapporti annuali e trimestrali pubblicati sul sito internet del GSE.
Il contesto italiano sembra presentare un vuoto normativo su questa materia, in quanto non è stato ancora definito a norma di legge quale sia l’autorità nazionale competente ad autorizzare gli operatori finanziari e i trader a partecipare a tale tipologia di aste.
Quali tipologie di crediti internazionali possono essere utilizzati per la compliance dopo il 2012?
​Dal punto di vista qualitativo, dal 1 gennaio 2013 non possono più essere utilizzati ai fini di adempimento degli obblighi di emissione i crediti CER o ERU provenienti da progetti di riduzione di gas industriali (riduzione di HFC-23 e N2O da produzione acido adipico), cosiddetti crediti internazionali “grigi”. Ciò significa che potranno essere utilizzati per la compliance 2012 (entro 31 aprile 2013) e non per le compliance degli anni successivi. CER rilasciati dopo il 2013 devono esser convertiti con crediti derivanti da progetti avviati in Paesi meno sviluppati.
Con riferimento agli ERU inoltre il nuovo Regolamento sul registro del 2 maggio 2013 introduce alcune restrizioni aggiuntive rilevanti a partire dalla compliance 2013 – III fase dell’EU ETS. In particolare le nuove disposizioni restringono la possibilità di utilizzo di ERU in base ai seguenti criteri:
• Paese: gli ERU, se rilasciati da Paesi UE dopo il 31-12-2012 da progetti registrati nella prima fase d’impegni Kyoto, non devono provenire da attività rientranti nel campo di applicazione della Direttiva ETS. Gli ERU generati in Paesi non UE, che adottano target al 2020 (KP-Phase2), e rilasciati dopo il 31-12-2012 dovranno seguire il percorso c.d. JI track II (sotto la supervisione del Joint Implementation Supervisory Committee) o se seguono il percorso JI track I devono essere oggetto di verifica da parte di verificatori accreditati (c.d. Accredited Independet Entity);
• Tipologia di progetti: ERU rilasciati dopo 2013, utilizzabili solo se ricadono fuori dall’ambito di applicazione della Direttiva ETS o, in caso ricadano nell’ambito di applicazione della Direttiva ETS, siano stati rilasciati prima del 30-04-2013.
Per maggiori approfondimenti, si rimanda allo Schema orientativo sull’uso di ERU nell’EU ETS, nella sezione documenti della pagina EU ETS e CO2 in ambito internazionale: tale strumento è privo di valore giuridico e si invita a fare riferimento al testo del Regolamento stesso.
Certificazioni ambientali e bilanci carbonici positivi danno diritto di partecipazione alle aste CO2?
Le aste del sistema EU ETS sono un meccanismo di assegnazione, agli operatori soggetti alla Direttiva ETS, di permessi di emissione necessari all’adempimento degli obblighi previsti dalla Direttiva. Tramite asta sono infatti collocate a titolo oneroso le quote di emissione (EUA e EUA A) valide per compensare 1 tonnellata di CO2 equivalente.
I soggetti che possono partecipare a questa tipologia di aste di quote di emissione sono disciplinati puntualmente dall’articolo 18 del Regolamento UE 1031/2010 e successive modificazioni (Regolamento Aste):
 Gestori di impianti fissi o operatori aerei che ricadono nell’ambito della Direttiva ETS;
 Imprese d’investimento autorizzate ai sensi della Direttiva 2004/39/CE (MiFID) che presentano un’offerta per conto proprio o per conto dei loro clienti;
 Enti creditizi autorizzati ai sensi della Direttiva 2006/48/CE (Direttiva relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi ed al suo esercizio) che presentano un’offerta per conto proprio o per conto dei loro clienti;
 I raggruppamenti di gestori di impianti o di operatori aerei che agiscono in qualità di rappresentanti dei loro membri;
 I trader di energia e commodity a patto che la normativa dello Stato Membro in cui sono stabiliti lo consenta;
 Gli organismi pubblici o enti di proprietà pubblica che controllano gestori di impianti o operatori aerei.
Le certificazioni ambientali non danno quindi diritti di accesso alle aste.
Per quanto riguarda invece la valorizzazione sul mercato di bilanci carbonici positivi, le aste non sono lo strumento adatto, in quanto le uniche quote collocate dalle aste sono EUA e EUA A di proprietà degli Stati membri dell’Unione europea. Per questo tipo di valorizzazione è possibile ricorrere ai cosiddetti mercati volontari del carbonio, che funzionano in parallelo al sistema ETS e in base a regolamentazioni stabilite a livello di enti non governativi.
È previsto un soggetto per il monitoraggio indipendente delle aste?
Si, un ente terzo preposto alla sorveglianza è previsto ed è il Sorvegliante Unico d’Asta (art. 24 del regolamento Aste), ma allo stato attuale ancora non è stato identificato Il Sorvegliante Unico d’Asta. Esso deve essere designato sulla base di una gara condotta congiuntamente da Commissione e Stati membri.
Il Sorvegliante Unico d’asta dovrebbe supervisionare il corretto svolgimento delle aste. Ogni mese, esso dovrebbe riferire agli Stati membri ed alla Commissione, fornendo un report consolidato annualmente sul mercato delle quote. Tali report dovrebbero essere pubblicati sul sito della Commissione.
Il Sorvegliante Unico potrebbe altresì essere incaricato di preparare report ad hoc su tematiche specifiche connesse. Inoltre, a fronte di una sospettata violazione della normativa in tema d’aste da parte della piattaforma, il Sorvegliante constatata la natura della violazione presunta, dovrebbe avanzare raccomandazioni e rimedi alla situazione e, se appropriato, raccomandare la sospensione della piattaforma d’asta.
Resta ad oggi ancora sospesa l’individuazione del Sorvegliante Unico d’Asta (SAM).
In assenza del SAM, al quale è demandata anche l’attività di reportistica sul sistema delle aste previste dalla Direttiva ETS, la Commissione europea, la German Emissions Trading Authority (DEHSt) e il Department for Energy and Climate Change del governo britannico pubblicano rapporti periodici riguardanti il funzionamento delle relative piattaforme d’asta. Le pubblicazioni sono scaricabili dal sito della Commissione Europea (https://ec.europa.eu/clima/policies/ets_en).
Esiste una lista di broker riconosciuti?
Non è presente una lista ufficiale di trader. Inoltre, poiché molte transazioni avvengono in modalità c.d. OTC (over the counter) non esistono neppure elenchi completi di tutti i soggetti che operano sul mercato. A titolo indicativo, è possibile cominciare la ricerca a partire dagli elenchi di soggetti che che scambiano le quote sulle diverse piattaforme di mercato su cui si scambiano quote di emissione e crediti di carbonio.
Quale è la destinazione dei proventi?
I proventi rientrano nella disponibilità degli Stati membri. La Direttiva ETS raccomanda che almeno la metà dei proventi, e la totalità dei proventi da quote del settore aviazione sia impiegata per azioni di contrasto ed adattamento ai cambiamenti climatici, principalmente all’interno della UE ma anche a beneficio dei paesi in via di sviluppo. In particolare per:
•	ridurre le emissioni dei gas a effetto serra, favorire l’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici, finanziare attività di ricerca e sviluppo e progetti dimostrativi nell’Unione europea e nei Paesi in via di sviluppo;
•	sviluppare le energie rinnovabili e l’efficienza energetica anche al fine di rispettare gli impegni europei al 2020, sviluppare altre tecnologie che contribuiscano alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio sicura e sostenibile;
•	favorire misure per evitare la deforestazione ed accrescere l'afforestazione e la riforestazione nei paesi in via di sviluppo;
•	favorire il sequestro mediante silvicoltura;
•	incentivare la cattura e lo stoccaggio geologico ambientalmente sicuri di CO2;
•	incoraggiare il passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse emissioni;
•	sostegno finanziario per affrontare le problematiche sociali dei nuclei a reddito medio-basso.
Annualmente gli Stati membri dell’Unione europea rendicontano, notificando alla Commissione e pubblicando sul sito dell’Agenzia europea dell’Ambiente (http://cdr.eionet.europa.eu/it/eu/mmr/art17_auctioning), la destinazione d’uso dei proventi delle aste di quote di emissione, in adempimento agli obblighi europei previsti dall’art 17 del Regolamento europeo 525/2013 e dall’art. 24 del relativo atto di esecuzione.
Dove è’ possibile consultare i risultati delle aste?
​Note informative aggiornate sull’esito delle aste di quote di emissione sono pubblicate nel sito GSE, sezione Aste CO2. La comunicazione è aggiornata per ogni sessione d’asta presso la piattaforma europea comune (CAP2), attualmente il lunedì, martedì e giovedì. Nello stesso riquadro è inoltre disponibile il Calendario consolidato delle aste che aggrega informazioni rilevanti relative alle sessioni d’asta presso le piattaforme attive ed è accompagnato da news che riportano il motivo dell’aggiornamento. Il venerdì è pubblicato inoltre un report comprensivo dei risultati delle aste avvenute durante la settimana su tutte e tre le piattaforme attive, CAP2, la piattaforma nazionale britannica (ICE UK) e, la piattaforma nazionale tedesca (EEX DE). Nella pagina web relativa al “Contatore Aste CO2” sono disponibili dati aggregati, con cadenza settimanale, sui proventi incassati, quote collocate e prezzo indicativo di aggiudicazione.
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