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Timestamp: 2014-11-29 08:20:26+00:00
Document Index: 62412608

Matched Legal Cases: ['art. 86', 'sentenza ', 'art. 637', 'art. 1965', 'art. 68', 'sentenza ']

Venerdì 23 Aprile 2010 18:50	amministratore	R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANOIl Giudice di Pace di Rossano ha pronunciato la seguente SENTENZAnella causa civile iscritta al ruolo n. 1933/04 RGAC promossa DAEnel Distribuzione SpA in persona del suo procuratore Avv. TTTY, rappresentata e difesa OMISSISIS attore/opponente CONTROxxxxxxx rappresentato e difeso da se medesimo ex art. 86 c.p.c. ed elettivamente domiciliato presso il proprio studio sito in Rossano a; convenuto/opposto
Oggetto: opposizione avverso decreto ingiuntivo n. 136/04 emesso dal Giudice di Pace di Rossano in data 11.10.2004;Conclusioni: i procuratori precisano le conclusioni riportandosi ai rispettivi atti di causa, verbali di causa e note autorizzate e ne chiedono l’accoglimento.Svolgimento del processoA seguito di ricorso depositato in cancelleria il 04.10.2004 da xxx il Giudice di Pace di Rossano ingiungeva, in data 11.10.2004 con decreto n. 136/04, all’ Enel Distribuzione SpA in persona del l.r.p.t. di pagare al ricorrente la somma di € 258,23, oltre alle spese della procedura monitoria. Avverso il decreto, notificato 3.11.2004, l’ingiunto, proponeva opposizione con citazione regolarmente notificata, contestando la fondatezza della pretesa del ricorrente in quanto eccepiva l’incompetenza per materia a favore del Tribunale, vertendo la domanda su un diritto reale immobiliare, ed inoltre deduceva che il decreto ingiuntivo fosse stato emesso in carenza dei presupposti di legge. In particolare rilevava la inefficacia dell’atto transattivo non sottoscritto dal legale rappresentante dell’Enel SpA, che la transazione fosse sottoposta ad una condizione sospensiva non ancora avverata. Chiedeva, quindi, in via preliminare l’incompetenza per materia del giudice adito, dichiarare non dovuta la somma ingiunta e revocare il decreto ingiuntivo opposto,oltre rivalutazione ed interessi.Si costituiva l’oppostO che chiedeva il rigetto dell’opposizione, con la conferma integrale del gravato decreto, ed in via riconvenzionale condannare l’opponente al risarcimento dei danni per la violazione degli obblighi di correttezza e buona fede di cui agli artt. 1175,1337, 1358, 1366, 1375 c.c., da liquidarsi in via equitativa, con vittoria di spese e competenze di lite. Venivano ammessi i mezzi istruttori richiesti da parte opponente ritenuti pertinenti e rilevanti ai fini del giudizio. Escussi i testi ammessi, esaurita l’istruzione probatoria venivano precisate le conclusioni. La causa veniva assegnata a sentenza con il deposito di note conclusive.Motivi della decisioneL’opposizione non è fondata e va rigettata.La competenza ex art. 637 c.p.c. è attribuita al giudice che sarebbe competente a conoscere la domanda proposta in via ordinaria, e pertanto, trattandosi di credito di denaro la sollevata eccezione di incompetenza per materia del giudice adito è infondata.Riguardo alla sussistenza dei presupposti per la valida emissione del decreto ingiuntivo, va sottolineato che la prova scritta di cui agli artt. 633 e 634 cpc può essere costituita da qualunque documento, di sicura autenticità, anche non proveniente dal debitore, da cui risulti con certezza l'esistenza del diritto di credito fatto valere in giudizio (Cass. 9232/2000) ed ancora da qualsiasi documento, ancorché privo di efficacia probatoria assoluta da cui risulti il diritto fatto valere a fondamento della richiesta ingiunzione, mentre la completezza o meno della documentazione esibita dal richiedente va accertata nel giudizio di opposizione nel quale egli, per la pienezza di indagine da cui tale giudizio è caratterizzato, ha il potere di fornire nuove prove che integrino con efficacia retroattiva quelle prodotte nella fase monitoria (Cass.n. 6879/1994).Sebbene, l’eventuale mancanza delle condizioni che legittimano l’emanazione del provvedimento monitorio, come anche l’esistenza di eventuali vizi nella relativa procedura, non impediscono al giudice nell’ordinario giudizio di cognizione scaturente dalla proposizione dell’opposizione di accertare il fondamento della pretesa fatta valer con ricorso per ingiunzione, e di accoglierla qualora se ne appuri la sussistenza (Cass.11762/2004, 7188/2003,6663/2002). In particolare nel caso che ci occupa, l’istruttoria svolta ha provato l’esistenza di un accordo fonte di un credito liquido ed esigibile. La scrittura privata, non contestata nella sua esistenza, essendosi limitata la parte opponente a richiedere l’esibizione dell’originale, la cui esistenza non veniva mai espressamente negata, è da definirsi come transazione, pienamente efficace tra le parti e stipulata tra le parti legittimate. Infatti l’Enel SpA con la procura notarile del 29.09.1999 rep. n. 31287 e racc. n. 8608 conferiva mandato a xxx per il compimento di una serie di atti relativi alla gestione della società includendo tra queste anche il potere di transigere e di nominare altri avvocati e conferire incarichi a legali. L’accordo transattivo in atti firmato dal responsabile dell’ufficio legale dell’Enel e dall’avv yyyy (nella qualità di legale esterno della SpA convenuta e in nome e per conto di questa) mandatario del primo, relativo ad un procedimento intrapreso da tttttttt contro l’Enel, manifesta la volontà di porre fine ad una lite già incominciata (art. 1965 c.c.), attraverso reciproche concessioni che possono assumere vario contenuto, e non richiedono necessariamente la corrispondenza tra il datum e retentum. Pertanto, sulla scorta di quanto riferito nella scrittura in menzione può dirsi provato che l’odierno opposto ha effettivamente svolto la prestazione a favore della sig.ra sssss assistendola nel giudizio a suo tempo da quest’ultimo intrapreso nei confronti dell’Enel spa a cui veniva posto transattivamente fine, e ha diritto a pretendere pure nei riguardi dell’odierna opponente, il compenso per altro pattiziamente fissato, sulla scorta dell’operante vincolo di solidanza (ai sensi dell’art. 68 della legge n.36/1934). Anche la prova testimoniale dell’avv.to yyyyy milita nel senso appena esposto.Quanto infine in riferimento alla domanda riconvenzionale sollevata dall’opposto, essa va rigettata in quanto non è stata provata la sussistenza di alcun pregiudizio come invece avrebbe dovuto essere adeguatemente fatto secondo le ordinarie disposizioni in tema di onere probatorio.Per tali motivi l’opposizione va rigettata, e confermato per intero il contenuto dell’opposto decreto ingiuntivo, disponendone l’immediata esecutività. Le spese di lite seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.P.Q.M.Il Giudice di Pace di Rossano, definitivamente decidendo, sulla domanda proposta da Enel Distribuzione SpA, in p.l.r.p.t., contro l’avv. xxxxxXX, con atto di citazione in opposizione al decreto ingiuntivo n. 136/04, emesso dal Giudice di Pace di Rossano in data 11.10.2004, ogni diversa istanza, eccezione e difesa disattesa e respinta, così decide:così provvede:· rigetta l’opposizione;· conferma integralmente il decreto ingiuntivo n. 136/04 dell’11.10.2004 dichiarandone l’immediata esecutività; · rigetta la domanda riconvenzionale; · condanna l’opponente al pagamento in favore dell’avv. XXXXX, delle spese e competenze di questo giudizio che si liquidano in complessivi € 300,00 di cui €. 30,00 per spese, €. 270,00 per diritti ed onorari, oltre a rimb. forf. IVA e CAP come per legge. Dichiara la presente sentenza immediatamente esecutiva ope legis.Così deciso in Rossano il Il Giudice di Pace
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