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Timestamp: 2018-07-22 02:51:18+00:00
Document Index: 54758705

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ']

licenziamento | 02 Maggio 2018
Legittimo il licenziamento del lavoratore che pubblica su Facebook commenti denigratori del datore di lavoro
La condotta di postare un commento su Facebook realizza la pubblicizzazione e la diffusione di esso, per l’idoneità del mezzo utilizzato a determinare la circolazione del commento tra un gruppo di persone, comunque, apprezzabile per composizione numerica. Ciò comporta che se lo stesso è offensivo nei riguardi di soggetti facilmente individuabili (nella specie, il datore di lavoro) la relativa condotta integra gli estremi della diffamazione. Pertanto tale condotta integra giusta causa di licenziamento in quanto la stessa è idonea a recidere il vincolo fiduciario nel rapporto lavorativo.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 10280/18; depositata il 27 aprile)
licenziamento | 27 Aprile 2018
Sì alla compensazione tra crediti da TFR e da risarcimento
In tema di estinzione delle obbligazioni, è configurabile la cosiddetta compensazione atecnica allorché i crediti abbiano origine da un unico rapporto - la cui identità non è esclusa dal fatto che uno di essi abbia natura risarcitoria derivando da inadempimento - nel qual caso la valutazione delle reciproche pretese comporta l'accertamento del dare e avere, senza che sia necessaria la proposizione di un'apposita domanda riconvenzionale o di un'apposita eccezione di compensazione, che postulano, invece, l'autonomia dei rapporti ai quali i crediti si riferiscono.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 10132/18; depositata il 26 aprile)
licenziamento | 24 Aprile 2018
Dall’inadempimento del datore di lavoro all’ordine di reintegrazione del lavoratore illegittimamente licenziato deriva un’obbligazione risarcitoria: il novellato testo dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, quindi, non è irragionevole ma è coerente al contesto della fattispecie disciplinata, connotata dalla correlazione dell’indennità ad una condotta contra ius del datore di lavoro e non ad una prestazione di attività lavorativa da parte del dipendente.
(Corte Costituzionale, sentenza n. 86/18; depositata il 23 aprile)
licenziamento | 23 Aprile 2018
La Corte Costituzionale ha pubblicato la prima sentenza sul Jobs Act, la n. 86/18, nella quale ha dichiarato l’infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 18 stat. lav., quanto alla natura risarcitoria dell’indennità dovuta dall’azienda che rifiuti l’esecuzione dell’ordine provvisorio di riammissione in servizio del lavoratore licenziato.
licenziamento | 18 Aprile 2018
L’uomo è stato inchiodato dai resoconti forniti da alcuni investigatori. Nessun dubbio sul fatto che abbia svolto lavori manuali, come tinteggiatura e riparazione al soffitto, approfittando del periodo di malattia concessogli dall’azienda.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 9590/18; depositata il 17 aprile)
Le censure relative all’omessa affissione del codice disciplinare non devono essere generiche, soprattutto qualora nei precedenti gradi di giudizio sia stata affermata la non necessaria affissione in presenza di contestazioni mosse al lavoratore attinenti ai doveri di fedeltà e di rispetto del patrimonio del datore di lavoro.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 9420/18; depositata il 17 aprile)
licenziamento | 17 Aprile 2018
In tema di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo il giudice adito è tenuto ad accertare in concreto «la reale entità e gravità delle infrazioni addebitate al dipendente» e il rapporto di proporzionalità tra quest’ultime e la sanzione del licenziamento.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 9339/18; depositata il 16 aprile)
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