Source: http://dirittoegiustizia.it/ris_ricerca_occ.php?occhiello=Legge+pinto
Timestamp: 2020-07-07 11:41:50+00:00
Document Index: 40074291

Matched Legal Cases: ['art. 327', 'art. 4', 'art. 2233', 'sentenza ', 'art. 188', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 84']

Risultati ricerca per "Legge pinto"
Legge Pinto | 26 Maggio 2020
Posto che il procedimento ex legge Pinto non costituisce una prosecuzione del processo presupposto, ma un giudizio autonomo, in caso di impugnazione in Cassazione del provvedimento della Corte d’Appello si applica il termine semestrale di decadenza di cui all’art. 327 c.p.c..
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza n. 9546/20; depositata il 25 maggio)
I rimedi preventivi, volti a evitare l’eccessiva ed irragionevole durata del processo, eventualmente combinati con quelli indennitari, sono ammissibili a condizione che siano effettivi, ovvero realmente in grado di velocizzare la decisione, da parte del giudice competente.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 2, ordinanza n. 9541/20; depositata il 25 maggio)
legge pinto | 22 Maggio 2020
Il tempo che intercorre tra la definizione della fase cognitiva e l’inizio di quella esecutiva non può essere conteggiato ai fini della valutazione della ragionevole durata del processo.
legge pinto | 14 Aprile 2020
Equa riparazione e criteri di liquidazione del compenso professionale
La Cassazione ha ribadito i criteri che devono essere seguiti per la liquidazione delle spese processuali al legale, chiarendo che, ai sensi dell’art. 4, c.1, d.m. n. 55/2014, il giudice può anche scendere al di sotto dei limiti risultanti dall’applicazione delle misure percentuali di scostamento, a condizione che ne dia specifica motivazione e nel rispetto dell’art. 2233, c.2, c.c..
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 2, ordinanza n. 7780/20; depositata il 10 aprile)
Legge Pinto | 06 Febbraio 2020
(Corte Costituzionale, sentenza n. 12/20; depositata il 5 febbraio)
legge pinto | 28 Novembre 2019
Nel computo della ragionevole durata bisogna tener conto della complessità del giudizio
In materia di determinazione della durata del giudizio presupposto spetta al giudice dell’equa riparazione provare quale avrebbe dovuto essere la durata ragionevole per il medesimo giudizio sulla base della sua complessità, comprensiva anche della fase necessaria alla pronuncia di incompetenza, sottraendo soltanto il periodo non necessario alla sua riassunzione dinanzi al giudice competente.
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza n. 30981/19; depositata il 27 novembre)
legge pinto | 06 Novembre 2019
Richiesta di equo indennizzo e nullità (per incompletezza) della notifica al Ministero del solo decreto
La notificazione al Ministero del solo decreto ingiuntivo e non anche del ricorso non ne comporta l’inesistenza, ma la nullità per incompletezza. Pertanto, non essendo applicabile l’art. 188 disp. att. c.p.c., che presuppone una notifica omessa o giuridicamente inesistente, nell’ipotesi di opposizione da parte dell’amministrazione, il vizio risulta sanato, poiché non vi è stata alcuna lesione del diritto di difesa.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile- 2, ordinanza n. 28432/19; depositata il 5 novembre)
legge pinto | 28 Ottobre 2019
L’equa riparazione per irragionevole durata del processo penale non può essere esclusa per il solo fatto che il ritardo nella definizione del giudizio abbia prodotto l’estinzione del reato per prescrizione, occorrendo invece apprezzare se l’effetto estintivo sia intervenuto per l’utilizzazione, da parte dell’imputato, di tecniche dilatorie o strategie sconfinanti nell’abuso del diritto di difesa ovvero dipenda, in tutto o in parte, dal comportamento delle autorità procedenti senza che, in quest’ultima ipotesi, la mancata rinuncia alla prescrizione ad opera dell’imputato medesimo venga a elidere, di per sé, il danno derivante dall’irragionevole durata.
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 27407/19; depositata il 25 ottobre)
legge Pinto | 21 Ottobre 2019
Sulla scorta di quanto previsto dall’art. 2, comma 2-sexies, l. n. 89/2001, il giudice deve presumere insussistente il pregiudizio da irragionevole durata del processo, salvo prova contraria, anche quando ricorre il caso in cui intervenga l’estinzione del giudizio per rinuncia o inattività delle parti ai sensi degli artt. 306 e 307 c.p.c. e dell’art. 84 c.p.a., di cui al d.lgs. n. 104/2010.