Source: http://www.corecomlombardia.it/opencms/download/pdf/deliberazioni/Deliberazione_n_8_2017.html
Timestamp: 2019-02-18 18:46:00+00:00
Document Index: 130210637

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 12']

ATTI 1.21.1. – 2015/2227/GU14
Deliberazione n. 8 del 2 marzo 2017
Oggetto: Definizione della controversia XXX /Vodafone Italia S.p.A. - BT Italia S.p.A.
VISTA la propria Del. 7 novembre 2013, n. 63 Modifiche e integrazioni al Regolamento Interno del Comitato Regionale per le Comunicazioni;
VISTA la Del. A.G.Com. 73/11/CONS, Approvazione del regolamento in materia di indennizzi applicabili nella definizione delle controversie tra utenti ed operatori e individuazione delle fattispecie di indennizzo automatico ai sensi dell’articolo 2, comma 12, lett. g), della legge 14 novembre 1995, n. 481, ed in particolare il Regolamento di cui all'allegato A (di seguito “Regolamento indennizzi”);
VISTA l’istanza presentata in data 16 aprile 2015 con cui la società XXX ha chiesto l’intervento del Co.Re.Com. Lombardia per la definizione della controversia in essere con gli operatori Vodafone Italia S.p.A. e BT Italia S.p.A., ai sensi degli artt. 14 e ss. del Regolamento;
L'istante ha chiesto la definizione della controversia in essere con gli operatori Vodafone Italia S.p.A. (d'ora in avanti “Vodafone”) e BT Italia S.p.A. (di seguito “BT”), ai sensi degli art. 14 e ss. del Regolamento, in relazione alla mancata migrazione della propria utenza fissa XXX.
Nell’istanza introduttiva del procedimento, l'istante ha dichiarato quanto segue:
di essere cliente dell'operatore BT e, in data 20 gennaio 2014, di avere chiesto la migrazione delle utenze fisse XXX e XXX verso l'operatore Vodafone;
che l'utenza XXX risultava da subito inattiva e tale disservizio cagionava gravissimi danni alla attività professionale della società istante;
nonostante i numerosi reclami inoltrati dall'istante, l'utenza non veniva ripristinata;
l'istante continuava a ricevere fatture dal precedente gestore BT;
alla data di presentazione dell'istanza, perdurava l'assenza di linea telefonica.
In base a quanto premesso, l’istante ha formulato la seguente richiesta: la liquidazione dell'indennizzo previsto dal c.d. Regolamento indennizzi nell'importo di euro 7,50 per mancata o ritardata attivazione del servizio aumentato del doppio trattandosi di utenza business.
In riscontro alla richiesta di integrazione istruttoria del Co.Re.Com., ai sensi dell'art. 18 Regolamento, l'istante depositava in atti copia del contratto sottoscritto con BT, copia del contratto sottoscritto con Vodafone, le fatture emesse da Vodafone ed i reclami trasmessi agli operatori.
Nei rispettivi scritti difensivi gli operatori hanno ricostruito la vicenda contrattuale nei termini che seguono.
La Società Vodafone, con memoria difensiva, rappresentava che “la numerazione XXX relativa al servizio fax, come linea aggiuntiva, non è mai entrata nella disponibilità della Vodafone” e richiamava quanto già comunicato a seguito del procedimento finalizzato all'adozione di un provvedimento temporaneo, avviato dall'utente con istanza GU5, per ottenere il ripristino della linea.
In riscontro alla richiesta di integrazione istruttoria del Co.Re.Com., ai sensi dell'art. 18 Regolamento, la Società BT comunicava che “l'utenza XXX (analogica e nativa TI come Accesso Base ISDN) è migrata per NP Pura verso il gestore Vodafone in data 01/04/2014. (…) In Pegaso ULL invece non è presente alcun dato relativo all'utenza telefonica XXX (analogica e nativa TI come linea aggiuntiva all'accesso base ISDN). (…) A seguito ricezione dell'email automatica di Pegaso che notificava la migrazione della numerazione XXX verso altro gestore l'Ufficio Disdette in data 14, 22 e 28 aprile tentava di stabilire un contatto telefonico con il cliente per chiarimenti in merito alla numerazione XXX legata da vincolo contrattuale sulla medesima offerta ma non otteneva alcuna risposta. In data 22/09/2014 è stata inserita l'offerta di cessazione totale delle 2 linee su tutti i sistemi di BT ITALIA completata il 15/10/2014”.
Vodafone riscontrava la richiesta di integrazione istruttoria trasmettendo copia delle schermate del proprio sistema in uso relativo alle richieste di portabilità delle due utenze intestate alla società istante.
In riscontro alla richiesta di integrazione istruttoria rivolta all'operatore Telecom Italia S.p.A., quest’ultimo comunicava che: “per il numero XXX (…) sono presenti i seguenti ordini: - attivazione standard ULL/NP olo BT data ricezione ordine 03/04/13 data attesa consegna 11/04/13 data consegna rimodulata ed espletamento 24/04/13 – attivazione standard di NPG su ULL/NP olo Vodafone con risorsa associata U501000528 data ricezione ordine 17/03/14 data attesa consegna ed espletamento 27/03/14 Il cliente fino a novembre 2012 con Telecom aveva una linea ISDN MULTI e ha chiesto la trasformazione da Multi a Mono, con tale Ordine di lavoro probabilmente è andato in cessazione la linea XXX, non abbiamo certezza di tali informazioni in quanto il sistema non ritorna ulteriori informazioni. Si visualizzano inoltre richieste di OLO Vodafone di attivazione NPG scartate per Directory Number non attivo: per il numero XXX – attivazione standard NPG olo Vodafone data ricezione ordine 22/02/14 data attesa consegna 06/03/14 scartato per directory number non attivo – attivazione standard NPG olo Vodafone data ricezione ordine 26/03/14 data attesa consegna 07/04/14 scartato per directory number non attivo – attivazione standard NPG olo Vodafone data ricezione ordine 09/10/14 data attesa consegna 21/10/14 scartato per directory number non attivo”.
Nel merito, alla luce dell’istruttoria condotta, le domande formulate dall’utente possono trovare accoglimento nei termini di cui si dirà per i motivi qui di seguito esposti.
Il corredo probatorio in atti ha consentito di accertare che Vodafone ha avviato tre richieste di portabilità pura dell'utenza XXX con ordinativi rispettivamente inseriti sul sistema in data 21 febbraio 2014, 25 marzo 2014 e 8 ottobre 2014. Tutti i predetti ordinativi sono stati rifiutati con la medesima causale “directory number non attivo” dall'operatore donor Telecom Italia S.p.A. Occorre rammentare che nelle procedura di portabilità pura delle utenze fisse, come disciplinata dalla Del. A.G.Com. 35/10/CIR “Integrazioni e modifiche relative alle procedure di number portability per numeri geografici di cui alla delibera n. 41/09/CIR ai fini della implementazione del codice segreto”, l’operatore recipient invia al donor la richiesta di NP ed, entro 1 giorno lavorativo dalla ricezione di richiesta, l’operatore donor, effettuate le verifiche formali e tecniche, invia in caso di esito negativo delle verifiche una notifica al recipient di KO formale o tecnico. Alla luce delle informazioni comunicate dagli operatori in relazione alle procedure di migrazione e di portabilità che hanno interessato le utenze intestate dell'istante e allo stato delle stesse, è emerso che nel novembre 2012 le due utenze attive sui sistemi Telecom, sono state interessate dalla trasformazione della linea ISDN MULTI in linea ISDN Mono e che, probabilmente, con tale ordine di lavoro è andata in cessazione la linea XXX. Tuttavia, in considerazione della circostanza che l'istante ha dichiarato che la linea fax XXX era attiva, quantomeno sino al gennaio 2014, e che l'operatore BT ha rappresentato che la stessa utenza era attiva sui propri sistemi sino all'ottobre 2014, risulta che, nel corso della migrazione dell'utenza n. XXX da Telecom a BT, nell'aprile 2013 sia migrata anche la linea XXX ma che la stessa, probabilmente, non risultasse attiva come directory number sul sistema, come comunicato da Telecom a Vodafone in occasione della NP pura oggetto di controversia.
Tanto considerato in merito alle ragioni tecniche della mancata portabilità del numero, occorre rilevare altresì che le doglianze dell'istante non risultano precise in relazione alla tipologia di disservizio subito.
Sebbene parte istante abbia dedotto che subito dopo la sottoscrizione del contratto con Vodafone, nel gennaio 2014, la linea fax è risultata inattiva, di tali doglianze non vi è alcuna evidenza nei reclami trasmessi a Vodafone a partire dal mese di maggio 2014, nei quali, piuttosto, le contestazioni riguardano l'instabilità dei servizi attivi sull'utenza XXX regolarmente migrata verso l'operatore nel mese di marzo 2014. Le doglianze dell'istante, inoltre, hanno riguardato la proseguita fatturazione del servizio da parte di BT, la quale, come detto, ha mantenuto attiva sui propri sistemi la numerazione 0392124028 sino al mese di ottobre. Non risulta puntualmente allegato dall'istante l'eventuale verificarsi di malfunzionamenti del servizio fax a partire da gennaio 2014; invero, con l'email in atti del 19 settembre 2014 sono state rivolte a Vodafone le prime doglianze relative alla mancata portabilità del numero XXX.
Le richieste dell'istante possono, dunque, essere accolte nei seguenti termini.
Quale operatore recipient, Vodafone ha omesso di informare l'istante in ordine alle ragioni di carattere tecnico ostative al perfezionamento della portabilità dell'utenza, pertanto, l'operatore è tenuto a corrispondere all'istante l'indennizzo pro die di euro 1,50 previsto dall'art. 3, comma 3, c.d. Regolamento indennizzi, raddoppiato – ai sensi dell'art. 12 Regolamento cit. – trattandosi di utenza business, a decorrere dal 22 febbraio 2014 (data in cui ha ricevuto il primo KO alla richiesta di NP da parte del donor Telecom) sino al 16 aprile 2015 (data di presentazione dell'istanza di definizione) per un totale di 418 giorni e, dunque, a corrispondere all'istante l'importo complessivo di euro 1.254,00 (milleduecentocinquantaquattro/00).
Quanto alle doglianze dell'istante relative al mancato ripristino della linea fax, deve ritenersi che le stesse siano fondate a decorrere dal 15/10/2014 e siano imputabili alla avvenuta cessazione della predetta linea da parte di BT nella suindicata data, in ragione, a dire dell'operatore, degli esiti negativi dei tentativi di contatto con l'istante, intrapresi nel mese di aprile 2014, volti a conoscere l'interesse dello stesso al mantenimento della numerazione. Deve ritenersi, pertanto, che tale cessazione dell'utenza sia illegittima in ragione della carenza dei relativi presupposti, difettando qualsivoglia manifestazione di volontà dell'utente in tal senso. Ne deriva che BT è tenuta alla corresponsione dell'indennizzo giornaliero previsto dall'art. 4 Regolamento indennizzi, pari ad euro 7,50, raddoppiato – ai sensi dell'art. 12 Regolamento cit. – trattandosi di utenza business, per ogni giorno di cessazione dal 15/10/2014 al 16 aprile 2015 (data di presentazione dell'istanza di definizione) per complessivi 183 giorni ed un importo totale pari ad euro 2.745,00 (duemilasettecentoquarantacinque/00).
Considerato l’accoglimento delle domande dell’istante, si ritiene equo prevedere il pagamento da parte di Vodafone e BT, in favore dell'istante dell’importo di € 100,00 a titolo di rimborso delle spese di procedura, nella misura del 50% ciascuna.
L'accoglimento dell'istanza nei confronti della società Vodafone Italia S.p.A. e BT Italia S.p.A. per le motivazioni di cui in premessa.
La società Vodafone Italia S.p.A. è tenuta a rimborsare in favore dell’istante, oltre all’importo di euro 50,00 (cinquanta/00) per le spese di procedura, i seguenti importi, con maggiorazione degli interessi legali a decorrere dalla data di presentazione dell’istanza: euro 1.254,00 (milleduecentocinquantaquattro/00) a titolo di indennizzo per inadempimento degli oneri informativi relativi agli impedimenti tecnici della portabilità dell'utenza business XXX (euro 3,00 per 418 giorni);
La società BT Italia S.p.A. è tenuta a rimborsare in favore dell’istante, oltre all’importo di euro 50,00 (cinquanta/00) per le spese di procedura, i seguenti importi, con maggiorazione degli interessi legali a decorrere dalla data di presentazione dell’istanza: euro 2.745,00 (duemilasettecentoquarantacinque/00) a titolo di indennizzo per la cessazione amministrativa dell'utenza business XXX (euro 15,00 per 183 giorni).
Le società Vodafone Italia S.p.A. e BT Italia S.p.A. sono tenute, infine, a comunicare a questo Corecom l’avvenuto adempimento alla presente delibera entro il termine di 60 giorni dalla notifica della medesima.