Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/03/novita-fiscali-del-28-marzo-2008-in-evidenza-detrazione-delliva-le-nuove-norme-per-i-telefonini-deduzione-dei-costi.html
Timestamp: 2018-01-23 09:30:37+00:00
Document Index: 93522102

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 7', 'art. 210', 'art. 184', 'art. 19', 'art. 74', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 74', 'art. 2', 'art. 264', 'art. 183', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 2558', 'art. 2559']

Novità fiscali del 28 marzo 2008. In evidenza: detrazione dell’IVA: le nuove norme per i telefonini; deduzione dei costi telefonici ai fini del reddito
1) Sicurezza degli impianti: Chiarimenti ministeriali
2) Testamento olografo: Sentenza sulla sua verifica
3) Detrazione dell’IVA: Le nuove norme per i telefonini
4) La deduzione dei costi telefonici ai fini del reddito
5) Chiarimenti in tema di negozi fiduciari e imposta sulle successioni e donazioni
6) Trattamento Iva progetto di forestazione
7) Niente imposta di bollo sulle istanze presentate da produttori agricoli al fine di ottenere il risarcimento di danni causati da animali selvatici
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con il parere giuridico 26 marzo 2008, ha risposto ai quesiti concernenti il Decreto ministeriale 22/1/2008, n. 37, di riordino della disciplina per la sicurezza degli impianti all’interno degli edifici, che è entrata in vigore dal 27 marzo 2008.
In particolare, è stato chiarito che i documenti da consegnare in caso di trasferimento dell’immobile, sono solo quelli obbligatori secondo le norme applicabili all’epoca della costruzione o modifica dell’impianto e cioè:
– la dichiarazione di conformità, se già prevista, dalla Legge n. 46/1990 per gli edifici adibiti ad uso civile e, fino ad oggi, per i soli impianti elettrici degli altri edifici (salvo che le parti si accordino ai sensi dell’art. 13 per non allegarla);
– il progetto ed il collaudo dell’impianto, solo se imposti dalle norme vigenti all’epoca della realizzazione o della modifica. Per gli impianti la cui realizzazione inizia dopo l’entrata in vigore del decreto, in molti casi é sufficiente il più semplice elaborato tecnico (previsto dall’art. 7, comma 2, del decreto);
– il libretto d’uso e manutenzione solo se obbligatorio: Nelle abitazioni civili è obbligatorio solo per l’eventuale impianto di riscaldamento autonomo;
– la dichiarazione di rispondenza per gli impianti realizzati prima dell’entrata in vigore del decreto e che non hanno la dichiarazione di conformità, ma solo se le parti non si accordino per escluderla.
La possibilità del proprietario di ricorrere a tale dichiarazione costituisce una novità e può anche riguardare l’intero edificio.
Inoltre, la responsabilità sullo stato dell’impianto dovrà essere a carico del venditore o del compratore secondo quanto espressamente dichiarato nell’atto di compravendita, per evitare che ci siano incertezze circa la responsabilità della sicurezza degli impianti.
(Ministero dello Sviluppo Economico, parere giuridico 26/3/2008, in Notiziario Seac del 27/3/2008)
In ipotesi di azione petizione ereditaria e di dichiarazione dell’erede legittimo di non riconoscere la grafia o la sottoscrizione del de cuius asseritamente apposta al testamento olografo, il soggetto beneficiato dallo stesso ha l’onere di proporre istanza di verificazione, operando anche per gli eredi e gli aventi causa il meccanismo delineato dagli artt. 214 e ss. c.p.c.. La verificazione di un testamento olografo può essere compiuta solo sull’originale, il quale può essere acquisito al processo mediante produzione delle parti ovvero istanza ex art. 210 c.p.c. da formularsi nel rispetto delle preclusioni istruttorie di cui all’art. 184 c.p.c.
(Sentenza del Tribunale di Marsala, sez. civile, dell’11/3/2008, in Diritto.it del 27/03/2008)
Alessandro Antonelli (noto autore de Il Sole 24 Ore), in una propria circolare di Studio (n. 9/2008) si è occupato anche di chiarire le nuove norme in tema di detrazione dell’IVA per apparecchiature terminali per il servizio telefonia mobile.
Esaminiamole di seguito.
L’art. 19-bis1, comma 1, lettera g), del D.P.R. n. 633/1972, nelle formulazione in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che “…l’imposta relativa all’acquisto, all’importazione, alle prestazioni di servizi di cui al terzo comma dell’articolo 16, nonché alle spese di gestione, di apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazioni soggette alla tassa sulle concessioni governative di cui all’articolo 21 della tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, come sostituita dal decreto del Ministro delle finanze 28 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre 1995, è ammessa in detrazione nella misura del 50 per cento; la predetta limitazione non si applica agli impianti di telefonia dei veicoli utilizzati per il trasporto di merci da parte delle imprese di autotrasporto limitatamente ad un solo impianto per ciascun veicolo…”.
In sostanza, l’IVA relativa ai telefoni cellulari risultava detraibile nella misura del 50%.
Tale limite alla detrazione riguardava:
– l’IVA relativa all’acquisto, importazione, noleggio e leasing di telefoni cellulari,
– l’IVA relativa alle spese di gestione, ossia al canone ed al traffico degli stessi.
Tuttavia, riguardo il cd. traffico prepagato, soggetto al particolare regime IVA monofase di cui all’art. 74, comma 1, lettera d), del D.P.R. n. 633/1972, non era possibile portare in detrazione l’IVA neppure nella misura ridotta del 50%, proprio in ragione del particolare meccanismo di applicazione dell’imposta che risulta infatti dovuta dal gestore sulla base del corrispettivo dovuto all’utente.
Inoltre l’art. 1, comma 261, lettera c), della L. n. 244/2007 (Finanziaria 2008) ha modificato gli art. 13 e 14 del D.P.R. n. 633/972 prevedendo che per la messa a disposizione delle apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di telecomunicazioni e delle relative prestazioni di gestione effettuata dal datore di lavoro nei confronti del proprio personale dipendente la base imponibile è costituita dal valore normale dei beni e dei servizi se è dovuto un corrispettivo inferiore a tale valore.
L’art. 3 del D.P.R. n. 633/1972 a seguito delle modifiche introdotte dall’art. 1, comma 261, lett. a), della Legge n. 244/2007 prevede che non sono considerate prestazioni di servizi soggette ad IVA l’utilizzo personale o familiare dell’imprenditore ovvero la messa a disposizione a titolo gratuito nei confronti dei dipendenti delle apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di telecomunicazioni e delle relative prestazioni di gestione, qualora sia stata computata in detrazione una quota dell’imposta relativa all’acquisto delle predette apparecchiature, pure sulla base di contratti di locazione, anche finanziaria, e di noleggio, ovvero alle suddette prestazioni di gestione, non superiore alla misura in cui tali beni e servizi sono utilizzati per fini diversi da quelli di cui all’art. 19, comma 4, secondo periodo.
Anche per i telefoni cellulari si applicano le disposizioni introdotte dalla Legge Finanziaria per l’anno 2008 in materia di uso personale o familiare, ed in materia di base imponibile. Ulteriori disposizioni in materia di IVA e telefoni cellulari.
A tale riguardo l’autore citato pone in evidenza che l’art. 1, comma 255, della L. n. 244/2007 stabilisce che gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, per il quinquennio 2008-2012, nel fissare criteri selettivi per l’accertamento ai fini dell’IVA concentreranno l’attività di controllo sui contribuenti che abbiano computato in detrazione in misura superiore al 50% del relativo ammontare l’imposta afferente gli acquisti e delle connesse prestazioni di gestione di apparecchiature terminali per il servizio radiomobile.
L’applicazione pratica di tale principio, tuttavia, non appare agevole trattandosi di beni per i quali, si può verificare una promiscuità di usi, privati e professionali, risulta talora difficile stabilire in che misura gli stessi siano utilizzati per fini privati e, di conseguenza, quantificare l’imponibile relativo a tali utilizzazioni e quindi la relativa imposta dovuta; difficoltà che, inevitabilmente, oltre ad aggravare gli oneri afferenti l’applicazione dell’imposta (sia per il contribuente che per l’amministrazione finanziaria ai fini dei controlli), potrebbero determinare forme di abuso e quindi di evasione dal tributo difficilmente contrastabili. Ciò comporta, in sostanza, che tale detrazione spetterà nella misura corrispondente all’effettivo utilizzo delle apparecchiature terminali per il servizio radiomobile nell’esercizio dell’impresa, arte o professione.
L’art. 1, comma 261, lettera e), n. 3, della Legge n. 244/2007 (Legge Finanziaria per il 2008) ha abrogato la disposizione che limitava al 50% la detrazione dell’IVA relativa ai telefoni cellulari contenuta nella richiamata lettera g) dell’art. 19-bis1 del D.P.R. n. 633/1972.
Per conseguenza, alla luce delle nuove disposizioni, la detrazione delle suddette spese va calcolata tenendo conto dei criteri generali di detrazione di cui all’art. 19 del D.P.R. n. 633/1972, ossia in base ai criteri reali di inerenza, quindi, se ricorre il caso, la detrazione IVA sui telefonini può arrivare anche fino al 100%.
L’art. 1, comma 264, della Legge n. 244/2007 prevede espressamente che le disposizioni di cui al comma 261, lettera e) si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2008.
Tenuto conto di quanto previsto dall’art. 19, primo comma, secondo periodo, del D.P.R. n. 633/1972, che dispone che “il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni ed ai servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile”, e dall’art. 6, quinto comma, del medesimo decreto, che prevede che l’imposta diviene esigibile “nel momento in cui le operazioni si considerano effettuate”, il diritto alla parziale detrazione dell’imposta assolta al momento dell’acquisto, dell’importazione e dell’acquisizione mediante contratti di locazione finanziaria, noleggio e simili dei suddetti beni e servizi, nella nuova misura stabilita dalla Legge n. 244/2007, può essere esercitato per tutte le operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2008.
Pertanto, in caso di acquisto dei beni (ad esempio, acquisto di un cellulare), si fa riferimento al momento della consegna degli stessi, mentre nel caso di prestazioni di servizi (ad esempio per traffico telefonico senza applicazione del regime monofase) si fa riferimento al momento di pagamento del corrispettivo o, se anteriore, al momento di emissione della fattura.
Si evidenzia infine che le disposizioni in materia di base imponibile introdotte dall’art. 1, comma 261, lettera c), della L. n. 244/2007, per espressa previsione normativa, trovano applicazione a decorrere dal 1° marzo 2008.
Base imponibile per le cessioni di beni per i quali l’imposta a monte è stata parzialmente detratta.
L’art. 1, comma 261, lett. c), con una modifica all’art. 13 del D.P.R. n. 633/1972 relativo alla base imponibile IVA ha disposto che per le cessioni che hanno per oggetto beni per il cui acquisto o importazione la detrazione è stata ridotta ai sensi dell’art. 19bis-1 o di altre disposizioni di indetraibilità oggettiva, la base imponibile è determinata moltiplicando il corrispettivo per la percentuale detraibile ai sensi di tali disposizioni.
La nuova previsione non fa altro che recepire il principio comunitario secondo cui se un soggetto passivo acquista un bene destinato in parte a un consumo privato, in parte all’attività d’impresa (e quindi con IVA “a monte” detratta in proporzione all’utilizzo “d’impresa”), la rivendita di tale bene si considera soggetta ad IVA limitatamente alla parte destinata all’uso professionale, mentre per la parte destinata a consumo privato la cessione rimane esclusa dal tributo operando il predetto soggetto come un privato consumatore; conseguentemente la base imponibile della cessione rimane circoscritta ad una percentuale dell’imponibile corrispondente al predetto uso professionale (v. sentenza 4 ottobre 1995, causa C-291/92).
Secondo quanto previsto dall’art. 1, comma 264, della L. n. 244/2007 tale previsione si applica a decorrere dal 1° marzo 2008.
(Alessandro Antonelli, Esperto Il Sole 24 Ore, circolare di Studio n. 9 del 12/2/2008)
– Telefonia – Carte prepagate: vincoli diffusi
Sempre in tema di telefonia ed IVA, Benedetto Santacroce ha rilevato, nel quotidiano Il Sole 24 Ore del 27/3/2008, che le frodi relative all’imposta sul valore aggiunto nel campo della telefonia finiscono nel mirino del Fisco.
In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha fornito con la circolare n. 25/E del 25/3/2008 (si veda il nostro articolo pubblicato sulla Rubruca Diario giornaliero del 26/3/2008) i primi chiarimenti sul regime introdotto dalla Finanziaria del 2008 per contrastare l’evasione nel settore.
Infatti è stata modificato l’art. 74, comma 1, lett. d) del D.P.R. n. 633/1972.
Secondo il testo della disposizione nella cessione di qualsiasi mezzo tecnico per la fruizione di servizi di telefonia (soprattutto le carte prepagate) effettuata nei confronti di acquirenti che operano nell’esercizio di impresa o arti e professioni è obbligatoria la certificazione degli estremi del soggetto che ha assolto l’Iva nel regime monofase.
Il punto di maggiore criticità nel passaggio al nuovo regime è rappresentato dallo smaltimento delle giacenze dei mezzi tecnici non conformi alle nuove regole.
Secondo l’Amministrazione finanziaria tutti i soggetti che si pongono all’interno della catena di distribuzione (fino alla cessione finale) devono predisporre un inventario entro il 31 maggio del 2008 dei prodotti posseduti fino al 31 marzo dello stesso anno privi delle indicazioni sull’identità di colui che ha assolto l’Iva.
Inoltre all’atto della cessione dei predetti prodotti i rivenditori dovranno rilasciare un documento attestante l’inclusione degli stessi nell’inventario e gli estremi dell’operatore che ne ha curato l’espletamento.
L’inventario deve essere aggiornato mensilmente fino al 31 agosto del 2008.
Invece dal 1 settembre prossimo potranno circolare solo mezzi tecnici conformi alle regole introdotte dalla Finanziaria del 2008.
Diversa è la posizione dei rivenditori che sono tenuti a inventariare le proprie giacenze, mentre all’atto dell’acquisto devono fare attenzione a che i mezzi loro ceduti siano accompagnati dall’attestazione di inventariazione.
Nel corso del periodo transitorio, tali soggetti, potenzialmente, si troveranno a gestire almeno tre diverse tipologie di mezzi:
– quelli inventariati in proprio;
– i prodotti provenienti dai gestori e già inseriti nell’inventario di questi ultimi;
– i mezzi acquistati da grossisti e da questi inventariati.
Alla rivendita, è necessario che i cedenti, a loro volta, rilascino la dichiarazione, ma solo quando la cessione è effettuata nei confronti di acquirenti che agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione
Cessionari soggetti Iva
Su di essi, quando il sistema andrà a regime, graverà l’onere di chiedere al cedente il documento attestante l’identità dell’operatore che ha versato l’Iva in regime monofase e di controllarne l’attendibilità.
Nel periodo transitorio, tale obbligo dovrebbe investire il rilascio del documento attestante l’inventariazione, di cui l’acquirente dovrà valutare anche la sostanziale veridicità.
(Il Sole 24 Ore del 27 marzo 2008, pag. 27 di Benedetto Santacroce)
Deducibilità spese telefoniche (ai fini delle imposte sui redditi): Nell’esercizio di Imprese o professioni
Acquisto (amm.ti, leasing, canoni di noleggio) – gestione (impiego e manutenzione):
Telefonia fissa 80%
Telefonia mobile 80%
(Da guida all’IRPEF 2008 di Vincenzo D’Andò, ebook in vendita sul Sito de Il Commercialista Telematico)
L’imposta sulle successioni e donazioni colpisce il negozio fiduciario solo nel caso in cui lo stesso determina un vero e proprio trasferimento del bene.
L’Agenzia delle Entrate con la circolare 28/E del 27/3/2008 ha fornito ulteriori chiarimenti in merito all’inclusione dei negozi fiduciari nel campo di applicazione della nuova imposta sulle successioni e donazioni.
Si tratta di chiarimenti che seguono l’interpretazione già fornita dalla stessa Agenzia con la circolare 3/E del 22 gennaio 2008.
In considerazione dell’ampiezza della definizione di negozio fiduciario, che non corrisponde a un fenomeno giuridico unitario, viene precisato che, ai fini della tassazione indiretta, assume rilievo la circostanza che il negozio sia strutturato secondo il modello della fiducia germanistica ovvero secondo quello della fiducia romanistica.
Mentre nel primo caso, infatti, non si verifica un vero e proprio trasferimento del diritto, ma solo il passaggio della legittimazione al relativo esercizio, nella seconda ipotesi si è in presenza di un effettivo trasferimento del bene dal fiduciante al fiduciario, valevole nei confronti dei terzi, seppur limitato nei rapporti interni dal contenuto del “pactum fiduciae”.
Tipico esempio di fiducia cosiddetta germanistica è il negozio fiduciario avente per oggetto quote, azioni o valori mobiliari in genere le cui regole di circolazione sono compatibili con la scissione tra proprietà e legittimazione.
Ben diverso è quello che accade nei negozi fiduciari aventi per oggetto beni immobili, per i quali i vincoli sia di forma che di circolazione rendono inapplicabile il modello della fiducia germanistica a favore di quello della fiducia romanistica.
Assodato ciò, sotto il profilo fiscale assume particolare rilievo il prodursi di un effetto reale, consistente nell’effettivo trasferimento del bene immobile, il quale, a sua volta, implica che siano stati rispettati i requisiti di forma previsti dal codice civile per i contratti aventi ad oggetto immobili e che siano stati assolti gli oneri pubblicitari.
Ai fini dell’imposizione indiretta, pertanto, il negozio fiduciario avente ad oggetto immobili può rilevare sotto un duplice aspetto:
– in funzione della gratuita’ del trasferimento;
– in alternativa, in funzione della eventuale idoneità del negozio stesso a costituire un vincolo di destinazione.
A prescindere, infatti, dalla possibilità di individuare nel negozio fiduciario, così strutturato, un atto idoneo a costituire un vincolo di destinazione (questione in atto allo studio della stessa dottrina di diritto civile), in ogni caso si realizza un vero e proprio trasferimento a titolo gratuito del bene dalla sfera giuridica del fiduciante a quella del fiduciario, con ciò restando indubbio l’inquadramento dell’atto nell’ambito applicativo della nuova imposta sulle successioni e donazioni.
Infine, viene ricordato che la successiva attribuzione del bene immobile dalla società fiduciaria al fiduciante ovvero ad un terzo indicato da quest’ultimo, sulla base del contenuto del pactum fiduciae così come e’ stato precisato nella circolare n. 3 del 2008 (paragrafo 5.2) é soggetta “… ad autonoma imposizione, a seconda degli effetti giuridici prodotti, indipendentemente da ogni precedente imposizione.”.
Rispetto alla precedente formulazione della normativa riguardante l’imposta sulle successioni e donazioni, la disciplina contenuta nell’art. 2, comma 47, del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262 (convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286) prevede che ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni rilevano anche i trasferimenti a titolo gratuito di beni.
Pertanto, premesso che le donazioni e le liberalità costituiscono una species del genus atti a titolo gratuito e, in quanto tali, sono assoggettate all’imposta suddetta, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che tra gli atti a titolo gratuito sono ricompresi tutti i trasferimenti di beni e diritti privi dell’animus donandi, ossia della volontà del donante di arricchire il donatario con contestuale suo impoverimento.
Rientrano, ad esempio, nella categoria degli atti a titolo gratuito gli atti costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, compresa la rinuncia pura e semplice agli stessi, qualora la causa dei tali atti non sia costituita da una controprestazione economicamente rilevante (in proposito si veda anche la risoluzione n. 25 del 16 febbraio 2007).
(Agenzia delle Entrate, circolare n. 28 del 27 marzo 2008)
Sulle prestazioni relative al progetto di forestazione si applica l’aliquota Iva ordinaria del 20%.
Nel caso di specie, la realizzazione e la gestione del progetto di forestazione, realizzato dalla società per compensare le emissioni di gas serra di una discarica per rifiuti non pericolosi, non è apparsa riconducibile ad alcuna delle operazioni richiamate dalla disposizione agevolativi.
Motivazione dell’Agenzia delle Entrate
Il n. 127-sexiesdecies della Tabella A, Parte III, allegata al DPR n. 633/1972, assoggetta all’aliquota ridotta del 10% le “prestazioni di gestione, stoccaggio e deposito temporaneo, di rifiuti urbani e di rifiuti speciali.
A decorrere dal 29 aprile 2006, il D.Lgs. n. 22/1997 è stato abrogato dall’art. 264, comma 1, lett. i), del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152.
I richiami operati dal citato n. 127-sexiesdecies al D.Lgs. n. 22/1997 devono intendersi riferiti alle corrispondenti disposizioni del D.Lgs. n. 152/2006.
In definitiva, l’aliquota IVA ridotta si applica alle prestazioni di servizi relativi alla gestione, stoccaggio e deposito temporaneo – previste dall’art. 183, comma 1, lettere d), l) e m), del D.Lgs. n. 152/2006 – di rifiuti urbani di cui all’art. 184, comma 2, e di rifiuti speciali di cui alla lettera g) del comma 3, dell’art. 184 del medesimo decreto.
Ai sensi del citato articolo 183, comma 1, del D.Lgs. n. 152/2006, si intende:
– per gestione: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni, nonchè il controllo delle discariche e degli impianti di smaltimento dopo la chiusura (lettera d));
– per stoccaggio: le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti prima di una delle operazioni di smaltimento, nonchè le attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di materiali per sottoporli a un’operazione di recupero (lettera l));
– per deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti (lettera m)).
In sostanza, nel caso di specie, progetto di forestazione, non rientrando in tali fattispecie non può usufruire dell’aliquota agevolata e pertanto si applica l’aliquota IVA del 20%
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 108 del 27/3/2008)
L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti con le risoluzioni n. 101/2001 e n. 291/2002, nelle quali è stato precisato che sono esenti dall’imposta di bollo le istanze presentate dai produttori agricoli volte ad ottenere il risarcimento dei danni causati alle coltivazioni da animali selvatici.
Il beneficio dell’esenzione da imposta di bollo spetta alla generalità dei soggetti che operano in agricoltura in quanto legittimati alla presentazione di istanze di indennizzo per danno da fauna selvatica.
– Nelle librerie è disponibile il neo libro sugli agenti di commercio e relativi aspetti dichiarativi
Nuovo libro sugli agenti di commercio e dichiarazione dei redditi – edizione marzo 2008
Disponibile nelle librerie, il nuovo libro di Vincenzo D’Andò:
Gli agenti di commercio, edito da Cesi Multimedia.
Il volume è rivolto sia agli operatori del settore sia ai loro consulenti-tecnici-giudiziari” title=”professione consulente”>consulenti, esaminando tutti gli argomenti di loro interesse.
Vengono esaminati gli adempimenti contrattuali e civilistici, compreso il tipo di forma giuridica da adottare, valutandone la convenienza economica, fiscale e previdenziale.
Indi, il Libro Agenti di commercio indirizza gli operatori del settore verso il regime contabile e fiscale più appropriato, in maniera chiara, sintetica ma esaustiva, al fine di meglio comprenderne i concetti.
Infine vengono analizzati tutti gli adempimenti fiscali e i connessi risvolti dichiarativi (modello Unico, dichiarazione dei sostituti d’imposta, trattamento fiscale delle provvigioni italiane ed estere, ecc.), per concludere con gli obblighi Enasarco ed INPS.
Uscito nelle Librerie a marzo 2008.
Il libro é composto di 404 pagine e costa 30,00 euro.
(Segnalazione libro disponibile nelle migliori librerie nazionali da www.diritto.it del 27/03/2008, diretto dal Prof. Brugaletta)
– Franchigia doganale: Aumenta il valore limite per le spedizioni di valore trascurabile
Le merci contenute nei bagagli personali dei viaggiatori provenienti da un Paese terzo sono ammesse in franchigia dai dazi all’importazione, purché tali importazioni siano esenti dall’IVA a norma di disposizioni del diritto nazionale adottate in conformità della direttiva n. 2007/74/CE. Lo prevede il regolamento CE n. 274/2008 – applicabile a decorrere dal 1° dicembre 2008 – che stabilisce anche l’aumento (da 22 a 150 euro) del valore limite per le spedizioni di valore trascurabile.
(Regolamento Consiglio CE 17/03/2008, n. 274/2008, G.U.U.E. 27/03/2008, n. L85, in Ipsodaily – Quotidiano di informazione Ipsoa del 27/3/2008)
– Conferimento di azienda – Credito IVA: il conferitario perde la legittimazione a chiedere il rimborso
Il conferimento di un’azienda individuale in una società – sia essa di persona o di capitali – comporta un fenomeno traslativo soggetto alla disciplina dell’art. 2558 e seguenti c.c.; ne consegue che il credito IVA, già vantato dall’impresa individuale conferita, viene trasferito – per effetto del conferimento e a far tempo da questo – alla società ai sensi dell’art. 2559 c.c., con conseguente perdita di legittimazione del conferitario a pretendere il correlativo rimborso.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 12/03/2008, n. 6578, in Ipsodaily – Quotidiano di informazione Ipsoa del 27/3/2008)