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Timestamp: 2018-01-20 10:37:15+00:00
Document Index: 41979344

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 4', 'art. 117', 'art. 118', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2']

I pareri sulle Leggi statali - Il parere delle Regioni sul decreto legislativo n.469/1997
Il parere delle Regioni sul decreto legislativo n.469/1997
delle Regioni, delle Province, dei Comuni e della Comunità Montane
S U L L O
SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO DI ATTUAZIONE DELLA DELEGA CONFERITA DALLA LEGGE 15 MARZO 1997, N. 59, RELATIVAMENTE AL CONFERIMENTO ALLE REGIONI ED AGLI ENTI LOCALI DI FUNZIONI E COMPITI INERENTI IL MERCATO DEL LAVORO
La imminente riforma dei servizi per limpiego rappresenta unoccasione importante nel cammino della più complessiva riforma del marcato del lavoro e un momento fondamentale per il rilancio delle politiche occupazionali.
A fronte di importanti risultati raggiunti, a livello nazionale, sul piano del risanamento dei conti pubblici e del controllo dellinflazione, la possibilità di poter contare su strumenti moderni di incentivazione alla nuova occupazione e alla promozione di nuove imprese, come pure di strumenti adeguati ed efficaci di incontro domanda ed offerta di lavoro, significa, per le Regioni, e per il complesso delle Autonomie, un momento fondamentale per la definizione di opportune politiche per il lavoro e soprattutto, significano un presupposto qualificato per il rilancio delloccupazione.
Questa riforma si propone la complessiva qualificazione del sistema pubblico di gestione del mercato del lavoro rispetto al quadro generale di riferimento che vedrà la presenza concorrente del sistema privato e quindi diventa occasione importante per portare il nostro Paese a livelli di offerta di servizi più alti e più efficaci al pari almeno delle migliori esperienze europee.
Base fondamentale del nuovo assetto è individuabile nella ricomposizione delle funzioni necessarie allincontro tra domanda ed offerta di lavoro, in particolare nellintegrazione tra i servizi della formazione professionale, dellassistenza, dellorientamento e del collocamento, per cui al cittadino ed alle imprese saranno offerti servizi più ampi e più adeguati a rispondere alle richieste del mercato del lavoro.
In questo quadro appare determinante, quindi, il ruolo centrale delle realtà locali e la funzione delle istituzioni locali, delle Province in primo luogo, dei Comuni e delle Comunità Montane, che a vari livelli, e a gradi diversi di partecipazione, costituiscono il cardine del nuovo sistema dei servizi allimpiego, e più in generale, delle iniziative locali per lo sviluppo e loccupazione.
Peraltro, occorre innanzitutto rilevare come le materie del collocamento e dei mercato del lavoro non rientrano tra quelle di cui allart. 117 della Costituzione così che i compiti e le funzioni cui fa riferimento lo schema di decreto legislativo attengono allipotesi disciplinata dallart. 4, comma secondo, della legge 59/97 e, pertanto, il conferimento a Comuni, Province e Comunità Montane deve avvenire sulla base del principio di sussidiarietà.
Così, nel valutare la complessità di questo settore e lintreccio forte tra materie comprese nellart. 117 della Costituzione e competenze conferite dalla legge 59/97 ai sensi dellart. 118 della Costituzione, si è reso necessario un impianto di distribuzione delle competenze basato su un ruolo primario delle Regioni e su un successivo processo di attribuzione alle Autonomie locali, si condivide lo schema della riforma proposto dal Governo nella misura in cui si affidano i compiti di programmazione ed indirizzo e di garanzia della integrazione delle funzioni, in base al loro potere legislativo ed organizzatorio, alle Regioni e i compiti e le funzioni di orientamento, formazione professionale e collocamento) alle province e alle autonomie locali, anche se tale conferimento avviene straordinariamente in forma indiretta rispetto agli indirizzi delle legge 59/97 (come rilevato sia dagli enti locali che dal Governo in sede di Conferenza Unificata del 13 novembre 97).
In questo contesto appare allora necessario modificare gli articoli 2 e 4 dello schema di decreto legislativo in modo da garantire un equilibrio istituzionale tra i livelli di governo interessati al conferimento.
A tal fine si propone una riformulazione di tali articoli (v. Allegato).
In questa prospettiva diventa prioritario che "allEnte regionale" previsto dallart. del decreto legislativo proposto, siano "riservati esclusivamente compiti leggeri di monitoraggio e di assistenza tecnica ai servizi decentrati, evitando che su di esso si concentrino compiti propri della Province Comuni", come indicato dalla Commissione Parlamentare istituita ai sensi della legge 59/97.
Si ritiene allora che il processo di attribuzione individuato, in questo testo, per la complessità e la particolarità della materia, non sia lesivo degli interessi delle autonomie locali ma che anzi vada a garantire gli opportuni ruoli e le opportune funzioni nellambito di un necessario ed essenziale "sistema regionale" di servizi unitario e coordinato e nel quadro di una corretta attuazione del principio di sussidiarietà.
A completamento del giudizio si rileva che nel DPCM previsto dalla legge 59/97 riguardante lindividuazione delle risorse necessarie al funzionamento e alla sviluppo del nuovo sistema di dovrà tener conto, oltre che della necessaria adeguatezza delle stesse risorse, anche di una loro destinazione diretta ai soggetti istituzionali che a vari gradi e livelli saranno chiamati a costituire il sistema stesso, così come evidenziato nel documento presentato dalle Regioni nella precedente seduta della Conferenza.
Si raccomanda, inoltre: che rispetto allart. 6, deve prevedersi esplicitamente al Presidente della provincia la presidenza della Commissione provinciale; rispetto agli artt. 10 e 11 deve essere maggiormente garantito da parte del Governo, il ruolo ed il potere delle Regioni e della Autonomie locali, riguardo alla verifica e al controllo dellattività privata e un maggior coinvolgimento nella programmazione e gestione del sistema informativo, in particolare per quanto riguarda lutilizzo e la funzione di questo strumento a livello di territorio.
(funzioni e compiti conferiti)
c) collocamento dei lavoratori non appartenenti allUnione Europea;
d) autorizzazione allespletamento di attività lavorativa allestero;
e) collocamento dei lavoratori a domicilio;
f) collocamento dei lavoratori domestici;
g) avviamento a selezione negli enti pubblici e nella Pubblica amministrazione, ad eccezione di quello riguardante le amministrazioni centrali dello Stato e gli uffici centrali degli enti pubblici;
h) preselezione ed incontro tra domanda ed offerta di lavoro;
i) iniziative volte ad incrementare loccupazione e ad incentivare lincontro tra domanda ed offerta di lavoro;
2. Sono conferiti altresì alle Regioni le funzioni ed i compiti in materia di politica attiva del lavoro ed in particolare:
a) la programmazione e il coordinamento delle iniziative volte ad incrementare loccupazione e ad incentivare lincontro tra domanda e offerta di lavori;
b) il concorso nella elaborazione di progetti relativi alloccupazione di soggetti tossicodipendenti;
c) la programmazione di iniziative volte a favorire loccupazione degli iscritti alle liste di collocamento con particolare riferimento ai soggetti destinatari di riserva di cui allarticolo 25 della legge 23 luglio 1991, n. 223;
d9 la programmazione e il coordinamento delle iniziative finalizzate al reimpiego dei lavoratori posti in mobilità e allinserimento lavorativo di categorie svantaggiate;
e) lindirizzo e la programmazione dei tirocini formativi e delle borse lavoro ai sensi della legge 24 giugno 1997, n. 196;
f) lindirizzo, la programmazione e la verifica dei lavori socialmente utili ai sensi del decreto legislativo n.......del.......;
g) la compilazione e la tenuta delle liste di mobilità dei lavoratori ai sensi della legge 23 luglio 1991 n. 223.
(Criteri per lorganizzazione del sistema regionale per limpiego)
1. Lorganizzazione amministrativa e le modalità di esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti ai sensi del presente decreto sono disciplinati, anche al fine di assicurare lintegrazione tra i servizi per limpiego, le politiche attive del lavoro e le politiche formative, con legge regionale da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, secondo i seguenti principi e criteri direttivi:
a) ai sensi dellart. 4, comma 3, lettere f), g) e h), della legge 15 marzo 1997 n. 59, attribuzione alle Province delle funzioni e dei compiti di cui allarticolo 2, comma 1, del presente decreto, finalizzata alla realizzazione dellintegrazione delle funzioni di cui al comma 1;
b) costituzione di una Commissione regionale tripartita quale sede concertativa di progettazione, proposta, valutazione e verifica rispetto alle linee programmatiche e alle politiche del lavoro di competenza regionale; la composizione di tale organo collegiale deve prevedere la presenza del rappresentante regionale competente per materia di cui alla lettera c), delle parti sociali sulla base della rappresentatività determinata secondo i criteri previsti dallordinamento, rispettando la pariteticità delle posizioni delle parti sociali stesse, nonché quella del consigliere di parità nominato ai sensi della legge 10 aprile 1991 n. 125;
c) testo proposto dalla Regioni:
individuazione, ai sensi dellart. 1, comma 1, lett. c), della legge 59 del 1997, di idonee procedure e istanze di raccordo tra Regione e Province, al fine di concorrere alla realizzazione dellintegrazione tra lattività del sistema regionale dei servizi per limpiego, le politiche formative e le politiche attive del lavoro;
c) testo proposto dalla Autonomie Locali:
costituzione di un organismo istituzionale permanente avente i compiti di proposta, valutazione e verifica circa lintegrazione tra i servizi allimpiego, le politiche attive del lavoro e le politiche formative, composta dai rappresentanti istituzionali della Regione, delle Province, dei Comuni e delle Comunità Montane.
d) affidamento delle funzioni di assistenza tecnica e monitoraggio, nelle materie di cui al comma 2, dellart. 2, ad apposita struttura regionale dotata di personalità giuridica, patrimoniale e contabile, a garanzia della realizzazione dellintegrazione dei servizi di cui al comma 1 e nel rispetto delle attribuzioni di cui alle lettere a) e b). Tale struttura dovrà garantire inoltre il collegamento con il Servizio Sistemi per l'impiego di cui allart. 11 del presente decreto.
e) gestione ed erogazione, da parte delle Province, in accordo con i Comuni, dei servizi connessi alle funzioni di cui allart. 2 e, per i compiti attribuiti ai sensi del comma 1, lettera a) tramite strutture denominate "centri per limpiego";
f) la distribuzione territoriale dei centri per limpiego sulla base di bacini provinciali con utenza non inferiore a 100.000 abitanti, fatte salve motivate esigenze socio geografiche;
g) testo proposto dalle Regioni:
possibilità di attribuzione alla struttura di cui alla lett. d) di ulteriori funzioni e compiti rispetto a quelli conferiti ai sensi del presente decreto e comunque nel rispetto delle attribuzioni di cui alle lettere a) e b), potendo anche prevedere leventuale erogazione a titolo oneroso per i servizi offerti a privati che ne facciano richiesta:
(le Autonomie locali ne propongono la soppressione considerandolo superfluo in quanto già rientrante nelle potestà regionali);
h) testo proposto dalla Autonomie locali:
indirizzi, per lerogazione, anche a titolo oneroso, da parte delle Province di servizi specialistici tramite soggetti pubblici o privati, relativamente alle funzioni loro attribuite ai sensi del presente decreto.
2. Le Province, ai sensi dellart. 3, comma 1, lett. c) della legge 59 del 1997, individuano adeguati strumenti di raccordo con i Comuni e le Comunità Montane, prevedendo la partecipazione degli stessi alla individuazione degli obiettivi e allorganizzazione dei servizi connessi alle funzioni e ai compiti di cui allart. 2, comma 1, del presente decreto legislativo.