Source: https://diazilla.com/doc/1104765/sd01a---pdf---agenzia-delle-entrate
Timestamp: 2019-09-22 12:58:53+00:00
Document Index: 59609355

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 14', 'art. 35', 'art. 121', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 59', 'art. 59', 'art.\n60', 'art. 60', 'art.\n36', 'art. 19', 'art. 76', 'art. 3', 'art. 62', 'art. 53', 'art. 87', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 20', 'art. 26', 'art. 74', 'art. 36', 'art. 81', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 74', 'art. 36', 'art. 74', 'art. 35']

SD01A - pdf - Agenzia delle Entrate
PERIODO D’IMPOSTA 2001
Fabbricazione di gelati;
Fabbricazione di fette biscottate e di biscotti; fabbricazione di
prodotti di pasticceria conservati;
Fabbricazione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie.
DEL MODELLO SD01A
Il presente modello per la comunicazione dei
dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore SD01A va compilato con riferimento al periodo d’imposta 2001 ed è così
• quadro A - Personale addetto all’attività;
• quadro B - Unità produttiva destinata all’esercizio dell’attività;
• quadro C - Modalità di svolgimento dell’attività;
• quadro D - Elementi specifici dell’attività;
• quadro E - Beni strumentali;
• quadro F - Elementi contabili;
• quadro X - Altre informazioni rilevanti ai fini
• quadro Z - Dati complementari.
Da quest’anno i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore sono stati predisposti in
due versioni grafiche:
– in lire (di colore verde con prestampati tre
zeri finali);
– in euro (di colore azzurro con prestampati
due zeri dopo la virgola).
Il contribuente dovrà utilizzare la stessa versione grafica scelta per la compilazione della dichiarazione Unico 2002.
1. i contribuenti con periodo d’imposta non
coincidente con l’anno solare devono comunicare i dati che nel presente modello
vengono richiesti con riferimento alla data
del 31 dicembre tenendo in considerazione la situazione esistente alla data di chiusura del periodo d’imposta;
2. i dati contabili contenuti nei quadri destinati
all’indicazione dei dati strutturali devono
essere comunicati senza considerare eventuali variazioni fiscali derivanti dall’applicazione di disposizioni tributarie, in quanto
il dato rilevante è quello risultante dalle scritture contabili. Viceversa, i dati contabili da
indicare nel quadro F e nel quadro X devono essere forniti tenendo conto delle
eventuali variazioni fiscali determinate dall’applicazione di disposizioni tributarie;
3. il riferimento alle spese “sostenute”, contenuto nelle istruzioni, deve intendersi come
un rinvio al criterio di imputazione dei costi
previsto per la categoria di reddito presa in
considerazione che, per quanto riguarda
le attività d’impresa, è quello di competenza mentre per le attività degli esercenti arti
e professioni è quello di cassa.
Il presente modello è parte integrante della dichiarazione dei redditi modello Unico 2002
e deve essere inviato in via telematica unitamente alla dichiarazione.
I soggetti tenuti alla compilazione del presente modello devono barrare la casella “studi di
settore” collocata nella seconda facciata del
frontespizio del modello Unico 2002, in corrispondenza del tipo di dichiarazione.
Il presente modello può essere utilizzato dai
soggetti che svolgono come attività prevalente una tra quelle di seguito elencate:
“Fabbricazione di gelati” - 15.52.0;
“Fabbricazione di fette biscottate e di biscotti; fabbricazione di prodotti di pasticceria conservati” - 15.82.0;
“Fabbricazione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie” - 15.84.0.
Per attività prevalente si intende l’attività dalla
quale è derivato il maggiore ammontare dei
ricavi conseguiti nel 2001.
Si precisa che l’indicazione del codice di attività prevalente non precedentemente comunicato o comunicato in modo errato, unitamente alla variazione dati da effettuare presso gli Uffici locali dell’Agenzia delle Entrate
entro il termine di presentazione del modello
Unico 2002, ai sensi dell’art. 35, 3° comma, del D.P.R. n. 633/72, preclude l’irrogazione delle sanzioni. Si ricorda che non è, invece, necessaria la dichiarazione di variazione dati quando si verifica uno spostamento della prevalenza nell’ambito di codici di attività già in possesso dell’Amministrazione finanziaria. E’ sufficiente, in tal caso, che il codice riguardante l’attività divenuta prevalente
sia indicato nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dello studio di settore e nel relativo quadro per la determinazione del reddito di impresa e/o di lavoro
autonomo (RE, RF, RG).
Il modello può essere, altresì, utilizzato dai
soggetti che svolgono una delle attività sopra
indicate come attività secondaria per la quale abbiano tenuto annotazione separata dei
componenti rilevanti ai fini dell’applicazione
Lo svolgimento di una attività stagionale o per
parte di anno nel corso di periodi di imposta
di durata non diversa da dodici mesi non è
causa di esclusione o inapplicabilità degli studi di settore.
Il modello deve essere utilizzato anche dai
contribuenti che si avvalgono del regime fiscale delle attività marginali di cui all’art. 14,
della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Il diritto ad accedere o a permanere nel regime
agevolato va verificato confrontando i ricavi
del contribuente con quelli normalizzati, ottenuti applicando ai ricavi e ai compensi minimi di riferimento, derivanti dall’applicazione
degli studi di settore, le riduzioni stabilite dal
provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del
2 gennaio 2002 (pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale, Serie generale, n. 15 del 18 gennaio 2002). I ricavi normalizzati devono risultare di importo non superiore ai limiti individuati con appositi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
I soggetti che determinano il reddito con criteri
“forfetari”, ancorché sia precluso nei loro con-
fronti l’accertamento in base agli studi di settore, sono tenuti a compilare il presente modello,
ad eccezione dei dati contabili richiesti nel
quadro F. I dati comunicati saranno utilizzati
per valutare se le caratteristiche strutturali dell’impresa sono coerenti con i ricavi dichiarati.
In presenza delle cause di esclusione e delle cause di inapplicabilità elencate nei successivi paragrafi non è invece necessario
compilare ed inviare il presente modello
(fermo restando quanto precisato per i soggetti “forfetari”).
3. CAUSE DI ESCLUSIONE DALL’APPLICAZIONE DEGLI STUDI DI SETTORE
Sono esclusi dall’applicazione degli studi di
settore e dei parametri i contribuenti che:
1. hanno dichiarato ricavi di cui all’articolo
53, comma 1, esclusi quelli di cui alla lett.
c), del TUIR, di ammontare superiore ai 10
miliardi di lire, pari a euro 5.164.569;
2. hanno un periodo di imposta di durata diversa da 12 mesi, indipendentemente dalla circostanza che tale arco temporale sia
o meno a cavallo di due esercizi;
3. hanno iniziato o cessato l’attività nel corso
del periodo d’imposta. Si ricorda che il periodo che precede l’inizio della liquidazione è considerato periodo di cessazione
dell’attività. Costituisce causa di esclusione
dall’applicazione degli studi di settore la
modifica in corso d’anno dell’attività esercitata. E’ il caso, ad esempio, di un imprenditore che fino ad aprile ha svolto l’attività di commerciante e da maggio in poi
quella di artigiano. Non costituisce, invece, causa di esclusione la modifica in corso d’anno dell’attività esercitata qualora le
due attività (quella cessata e quella iniziata) siano contraddistinte da codici di attività
compresi nel medesimo studio di settore;
4. determinano il reddito con criteri “forfetari”;
5. sono incaricati alle vendite a domicilio;
6. non si trovano in un periodo di normale
A titolo esemplificativo, si considerano di non
normale svolgimento dell’attività:
a) i periodi nei quali l’impresa è in liquidazione ordinaria, ovvero in liquidazione
coatta amministrativa o fallimentare;
b) i periodi nei quali l’impresa non ha ancora
iniziato l’attività produttiva prevista dall’oggetto sociale, ad esempio, perché:
– la costruzione dell’impianto da utilizzare
per lo svolgimento dell’attività si è protratta oltre il primo periodo d’imposta,
per cause non dipendenti dalla volontà
– non sono state rilasciate le autorizzazioni
amministrative necessarie per lo svolgimento dell’attività, a condizione che le stesse
siano state tempestivamente richieste;
– viene svolta esclusivamente un’attività di ricerca propedeutica allo svolgimento di altra attività produttiva di beni e servizi, sempreché l’attività di ricerca non consenta di
per sé la produzione di beni e servizi e
quindi la realizzazione di proventi;
c) il periodo in cui si è verificata l’interruzione dell’attività per tutto l’anno a causa
della ristrutturazione dei locali. In questa
ipotesi è però necessario che la ristrutturazione riguardi tutti i locali in cui viene
esercitata l’attività;
d) il periodo in cui l’imprenditore individuale o
la società hanno affittato l’unica azienda;
e) il periodo in cui il contribuente ha sospeso
l’attività ai fini amministrativi dandone comunicazione alla Camera di Commercio,
Sono, altresì, esclusi dall’applicazione degli
studi di settore i contribuenti che nel corso del
periodo d’imposta sono stati interessati da:
– scissioni. In tal caso, gli studi di settore restano però eventualmente applicabili con riferimento alle attività che continuano ad essere esercitate dalle due società scisse.
4. CAUSE DI INAPPLICABILITÀ DEGLI STUDI
Costituisce condizione di inapplicabilità degli studi di settore l’esercizio dell’attività da
a) società cooperative, società consortili e
b) società cooperative costituite da utenti non
imprenditori che operano esclusivamente a
favore degli utenti stessi.
Studi di settore in vigore a partire dal
Con riferimento alle attività per le quali sono
stati approvati i relativi studi di settore a decorrere dall’anno 2001 (vedere nell’appendice alle istruzioni per la compilazione del modello UNICO 2002 l’elenco degli studi approvati con decorrenza dal 1° gennaio 2001),
è previsto che gli stessi non si applicano:
1) nel settore delle manifatture se l’esercizio
dell’attività di impresa è svolto attraverso
l’utilizzo di più punti di produzione e di
vendita in locali non contigui a quelli di
2) nei settori del commercio e dei servizi se l’esercizio dell’attività di impresa è svolto attraverso l’utilizzo, rispettivamente, di più punti
di vendita e di più punti di produzione;
3) nel caso di esercizio di due o più attività
d’impresa non rientranti nel medesimo studio di settore ed in assenza di annotazione separata, se l’importo complessivo dei
ricavi dichiarati relativi alle attività non prevalenti (non rientranti tra quelle prese in
considerazione dallo studio di settore) supera il 20 per cento dell’ammontare totale
dei ricavi dichiarati.
La causa di inapplicabilità di cui al punto 1),
sussiste qualora l’attività sia esercitata attraverso l’utilizzo di più punti di produzione (in
presenza o meno di punti vendita) ovvero di
un punto di produzione e di più punti di vendita in locali non contigui a quello di produzione. Tale condizione di inapplicabilità non
sussiste, invece, qualora l’attività sia svolta attraverso l’utilizzo di un punto di produzione
(anche con annesso punto vendita) e di un
punto di vendita in locali non contigui a quello di produzione.
Per le cause di inapplicabilità di cui ai punti
1) e 2), si configura l’esercizio dell’attività di
produzione o di vendita in più punti, qualora
questi ultimi siano diversi, ad esempio, da locali o spazi adibiti a depositi, magazzini,
centri di raccolta, uffici.
Si rammenta che la condizione di inapplicabilità di cui al punto 2) non si verifica quando
la presenza di più punti di produzione o di
vendita costituisce una caratteristica fisiologica dell’attività esercitata. E’ il caso delle attività per le quali sono stati approvati gli studi
di settore contraddistinti dai seguenti codici:
SG66U; SG73A; SG73B; SG75U;
SG88U; SG89U; SM11B; SM18B;
SM22A; SM22B; SM22C; SM23U;
SM24U; SM29U; SM31U; SM36U;
SM37U.
Si precisa che qualora, in via facoltativa, sia
stata tenuta separata annotazione per ciascun
punto di produzione e/o di vendita, ovvero
per ciascuna attività esercitata, di tutti gli elementi rilevanti ai fini della applicazione degli
studi di settore, non si configurano le fattispecie di inapplicabilità di cui ai punti 1), 2) e 3).
Nel caso di annotazione separata effettuata
volontariamente, si applicano le disposizioni
illustrate con riferimento agli studi di settore in
vigore antecedentemente al 1° gennaio
Studi di settore in vigore antecedentemente
al 1° gennaio 2001
Per gli studi di settore in vigore antecedentemente al 1° gennaio 2001 (vedere nell’appendice alle istruzioni per la compilazione
del modello UNICO 2002 l’elenco dei 45
studi applicabili con decorrenza dal periodo
d’imposta 1998, dei 41 studi applicabili con
decorrenza dal periodo d’imposta 1999 e
degli ulteriori 43 studi applicabili con decorrenza dal periodo d’imposta 2000) il decreto dirigenziale del 24 dicembre 1999, pubblicato sulla G.U. 29 dicembre 1999, n.
304, introducendo l’obbligo dell’annotazione separata dei componenti rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore, rimuove, in linea di principio, le seguenti cause di inapplicabilità stabilite dai decreti ministeriali di approvazione degli studi stessi:
– esercizio dell’attività nel settore delle manifatture, dei servizi e del commercio, rispettivamente, in più punti di produzione e di
vendita in locali non contigui alla produzione, in più punti di produzione e in più punti di vendita. Si rammenta, tuttavia, che la
causa di inapplicabilità in esame, non si verifica quando la presenza di più punti di
produzione o di vendita costituisce una caratteristica fisiologica dell’attività esercitata.
È il caso delle attività per le quali sono stati approvati gli studi di settore contraddistinti dai seguenti codici: SG39U; SG50U;
SG61A; SG61B; SG61C; SG61D;
SG61E; SG61F; SG61G; SG61H;
SG68U; SG69A; SG69B; SG69C;
SG69D; SG69E; SG70U; SG71U;
SG72A; SG72B; SM03A; SM03B;
SM03C; SM03D. Per gli studi di settore:
SM17U, SM18A, SM19U, SM21A,
SM21B, SM21C, SM21D, SM21E,
SM21F, SM25A, SM25B e SM26U, la
predetta condizione di inapplicabilità non
sussiste soltanto nel caso in cui i diversi punti vendita siano situati nell’ambito dello stesso territorio comunale;
– esercizio di due o più attività d’impresa,
non rientranti nel medesimo studio di settore, se i ricavi provenienti dalle attività non
prevalenti sono superiori al 20% del totale
L’introduzione dell’obbligo di annotazione separata fa venir meno le citate condizioni di
inapplicabilità a seguito della rilevazione separata degli elementi, strutturali e contabili, sui
quali si basa l’applicazione degli studi di settore relativamente ai diversi punti di produzione o di vendita ovvero alle diverse attività esercitate. Si ricorda che tale prescrizione sussiste
solo se per tutte le attività esercitate è possibile applicare gli studi di settore. In presenza di
una o più attività, anche marginali in termini di
ricavi, non "soggette" a studi di settore, tale obbligo non sussiste. In tal caso occorre verificare l’eventuale sussistenza di cause di inapplicabilità al fine di stabilire l’assoggettamento
agli studi di settore o ai parametri.
L’obbligo di annotazione separata non sussiste, inoltre, per i contribuenti che pur esercitando due o più attività d’impresa per le quali risultano applicabili gli studi, ovvero una o
più attività in diverse unità di produzione o di
vendita, presentano i seguenti requisiti:
a) ammontare complessivo di ricavi non superiore a lire 100 milioni, pari a
51.645,69 euro;
b) ricavi derivanti, in tutto o in parte, da attività svolte in comuni con popolazione residente inferiore a 3.000 abitanti.
Detti contribuenti hanno, comunque, la facoltà di effettuare le annotazioni separate
previste dal decreto del 24 dicembre 1999.
I contribuenti obbligati all’annotazione separata, per il periodo d’imposta 2001, devono
indicare i dati contabili e strutturali relativi ai
singoli punti o alle singole attività per le quali
è stato osservato l’obbligo di separata annotazione degli elementi rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore con le moda-
lità indicate nelle istruzioni per la compilazione del modello appositamente predisposto.
L’indicazione dei suddetti dati consentirà, mediante il software GE.RI.CO., l’applicazione
degli studi di settore all’insieme delle attività o
dei punti di produzione e/o di vendita per i
quali sia stata tenuta annotazione separata.
5. MODALITÀ DI COMPILAZIONE
Per l’applicazione degli studi di settore si tiene conto di variabili di natura contabile ed extracontabile. Tali variabili sono individuate
nei decreti di approvazione dei singoli studi
di settore. Le istruzioni per la determinazione
del valore delle variabili di tipo contabile sono contenute in quelle relative alla compilazione del quadro “Elementi contabili” i cui righi, in analogia con i campi del prodotto
informatico GE.RI.CO., sono individuati dalla lettera “F”. Nelle istruzioni per la compilazione del presente modello è definito il valore da attribuire alle variabili di carattere extracontabile.
I dati richiesti in percentuale possono essere
forniti con una approssimazione tale da non
inficiare la sostanziale attendibilità dell’informazione richiesta.
Eventuali errate indicazioni assumeranno rilievo solo se tali da rendere palesemente non significativo il dato preso in considerazione ai
fini dell’applicazione dello studio di settore.
Non vanno mai indicati importi con i decimali, neanche per i dati percentuali.
6. RISULTATI DELL’APPLICAZIONE
Inserendo i valori delle variabili contabili ed extracontabili nel prodotto software reso gratuitamente disponibile dall’Amministrazione finanziaria è possibile verificare la posizione del
contribuente. L’applicazione GE.RI.CO. è prelevabile dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate all’indirizzo www.agenziaentrate.it e
dal Servizio telematico (per gli utenti del predetto Servizio). Per conoscere l’ammontare dei
ricavi presunti sulla base degli studi di settore i
contribuenti possono anche rivolgersi agli uffici
locali dell’Agenzia delle Entrate o a quelli delle imposte dirette in caso di mancata istituzione dei predetti uffici. A tali uffici dovrà essere
presentato il modello debitamente compilato.
L’applicazione denominata GE.RI.CO. fornisce indicazioni in ordine:
– alla coerenza dei principali indicatori economici (ad esempio, la produttività per addetto, la rotazione del magazzino) che caratterizzano l’attività svolta dal contribuente, rispetto ai valori minimi e massimi assumibili con riferimento a comportamenti normali degli operatori del settore che svolgono l’attività con analoghe caratteristiche.
Al riguardo si ricorda che, in conformità al
parere espresso dalla Commissione degli
esperti, agli studi di settore inerenti le attività
professionali nonché, ad altri studi individuati
nell’appendice alle istruzioni per la compilazione del modello UNICO 2002, è stato attribuito, inizialmente, carattere sperimentale.
Tali studi sono definiti sperimentali in quanto,
fino alla approvazione di una nuova versione
dello stesso studio:
• le indicazioni relative alla coerenza ed alla congruità, possono essere utilizzate per
la formulazione dei criteri di selezione per
• i risultati derivanti dall’applicazione
GE.RI.CO. non possono essere usati direttamente per l’azione di accertamento. Tale attività sarà fondata sull’utilizzo delle ordinarie
metodologie di controllo rispetto alle quali i
risultati della applicazione degli studi di settore costituiranno uno strumento di ausilio;
• i contribuenti che dichiarano ricavi o compensi di importo non inferiore a quello risultante dagli studi sperimentali, ovvero vi si
adeguano spontaneamente, evitano l’eventuale accertamento sulla base delle risultanze dello studio di settore che verrà approvato al termine della fase sperimentale,
a seguito di nuove elaborazioni. Tali contribuenti eviteranno il predetto accertamento
anche nel caso in cui l’ammontare stimato
dal nuovo studio risulti superiore a quello determinato con l’applicazione GE.RI.CO.
predisposta per il periodo d’imposta 2001;
• nei confronti dei contribuenti che non risultano congrui, i ricavi o compensi derivanti
dall’applicazione dello studio di settore
approvato al termine della fase sperimentale potranno essere utilizzati per effettuare
accertamenti in relazione a tutti i periodi di
imposta che si sono succeduti nel periodo
Ai soggetti che esercitano le attività economiche comprese negli studi di settore a carattere sperimentale, non si applicano i parametri
di cui al D.P.C.M. 29 gennaio 1996, come
modificato dal D.P.C.M. 27 marzo 1997.
7. ASSEVERAZIONE DEI DATI PRESI A BASE
PER L’APPLICAZIONE DEGLI STUDI DI
In base all’articolo 35 del decreto legislativo
9 luglio 1997, n. 241, così come introdotto
dall’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 28 dicembre 1998, n. 490, i responsabili dell’assistenza fiscale dei centri costituiti dai soggetti di cui all’articolo 32, comma
1, lettere a), b) e c) (CAF imprese) e i soggetti
abilitabili alla trasmissione telematica delle dichiarazioni indicati alle lettere a) e b) del
comma 3, dell’articolo 3, del Decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n.
322, (professionisti abilitabili) possono rilasciare, su richiesta dei contribuenti, l’asseverazione prevista nel comma 1, lett. b), dello
stesso articolo. A tal fine, i predetti soggetti
devono verificare che gli elementi contabili
ed extracontabili comunicati all’Amministrazione finanziaria nei modelli di dichiarazione
e rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi
di settore corrispondano a quelli risultanti dalle scritture contabili e da altra idonea documentazione. Dovrà, ad esempio, essere accertato che:
– il costo del venduto risulti effettivamente
uguale alla differenza tra le esistenze iniziali più gli acquisti dell’esercizio e le rimanenze finali così come risultanti dalla contabilità, senza necessità di effettuare, a tal
fine, accertamenti in ordine alla reale consistenza delle giacenze fisicamente esistenti in magazzino;
– i dati relativi ai beni strumentali, diversi dagli immobili, di cui si è tenuto conto nell’applicazione degli studi di settore trovino
corrispondenza con quanto annotato nel registro dei beni ammortizzabili o nel libro
degli inventari o, per i soggetti in regime di
contabilità semplificata, nel registro degli
acquisti tenuto ai fini IVA;
– le altre spese indicate nelle dichiarazioni e
rilevanti ai fini degli studi, corrispondano effettivamente ai relativi importi annotati nelle
a) per i quali è necessario esaminare l’intera
documentazione contabile o gran parte di
essa come nel caso della rilevazione dei
fatti la cui rappresentazione è richiesta attraverso l’indicazione di dati espressi in
forma percentuale;
b) che implicano valutazioni non rilevabili documentalmente e che, come tali, non possono che essere effettuate dal contribuente;
c) relativi alle unità destinate all’esercizio dell’attività.
Con decreto ministeriale 18 gennaio 2001 è
stata modificata la disciplina del visto di
conformità e dell’asseverazione. Per effetto di
tali modifiche con l’asseverazione di cui all’art. 35, comma 1, lettera b), del citato decreto legislativo n. 241 del 1997 viene attestata la congruità dell’ammontare dei ricavi o
dei compensi dichiarati a quelli determinabili
sulla base degli studi di settore ovvero le cause che giustificano l’eventuale scostamento.
Possono essere, altresì, attestate le cause che
giustificano un’incoerenza rispetto agli indicatori economici individuati dai rispettivi studi.
Per poter rilasciare l’asseverazione devono,
quindi, essere congiuntamente attestate le seguenti circostanze:
• la corrispondenza dei dati contabili e di
quelli extracontabili comunicati all’Amministrazione finanziaria e rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore con
quelli desunti dalle scritture contabili o da
altra documentazione idonea;
• la congruità dei ricavi dichiarati ovvero l’esistenza di cause che giustificano un eventuale scostamento dei ricavi dichiarati rispetto a quelli derivanti dall’applicazione
dello studio di settore;
• l’esistenza di cause che giustificano la non
coerenza economica rispetto agli indici individuati dai singoli studi di settore.
8. FRONTESPIZIO
Nel frontespizio va indicato, in alto a destra, il
codice fiscale. Il numero progressivo dell’unità
produttiva va indicato soltanto dai contribuenti
che hanno tenuto annotazione separata, seguendo le modalità indicate nelle istruzioni per
la compilazione del modello appositamente
Occorre indicare, inoltre, barrando la relativa
casella, il codice dell’attività esercitata secondo le indicazioni fornite nel paragrafo 2.
9. QUADRO A - PERSONALE ADDETTO ALL’ATTIVITÀ
Nel quadro A sono richieste informazioni relative al personale addetto all’attività. Per individuare il numero dei collaboratori coordinati e continuativi, degli associati in partecipazione e dei soci è necessario far riferimento alla data del 31 dicembre 2001. Con riferimento al personale dipendente, compresi
gli apprendisti e gli assunti con contratti di formazione e lavoro o a termine e i lavoranti a
domicilio va, invece, indicato il numero delle
giornate retribuite a prescindere dalla durata
del contratto e dalla sussistenza, alla data del
31 dicembre 2001, del rapporto di lavoro.
Pertanto, ad esempio, un dipendente con
contratto a tempo parziale dal 1° gennaio al
30 giugno e con contratto a tempo pieno dal
1° luglio al 20 dicembre, va computato sia
tra i dipendenti a tempo parziale che tra quelli a tempo pieno e va indicato per entrambi i
rapporti di lavoro il numero delle giornate retribuite. Non vanno indicati gli associati in
partecipazione ed i soci che apportano
esclusivamente capitale, anche se soci di società in nome collettivo o di società in accomandita semplice. Si precisa che non possono essere considerati soci di capitale quelli
per i quali sono versati contributi previdenziali e/o premi per assicurazione contro gli infortuni, nonché i soci che svolgono la funzione
di amministratori della società.
– nei righi da A01 a A05, distintamente per
qualifica, il numero complessivo delle giornate retribuite relative ai lavoratori dipendenti che svolgono attività a tempo pieno, desumibile dai modelli DM10 relativi al 2001;
– nel rigo A06, il numero complessivo delle
giornate retribuite relative ai lavoratori dipendenti a tempo parziale, determinato
moltiplicando per sei il numero delle settimane indicato al punto 23 della parte C,
sez. 1 della “Comunicazione dati certificazioni lavoro dipendente, assimilati ed assistenza fiscale” del modello 770/2002
semplificato. In tale rigo devono essere indicati anche i dati relativi ai lavoratori di-
pendenti a tempo parziale assunti con contratto di formazione e lavoro;
– nel rigo A07, il numero complessivo delle
giornate retribuite relative agli apprendisti
che svolgono attività nell’impresa, determinato moltiplicando per sei il numero delle
settimane desumibile dai modelli DM10 relativi al 2001;
– nel rigo A08, il numero complessivo delle
giornate retribuite relative agli assunti con
contratto di formazione e lavoro, ai dipendenti con contratto a termine e ai lavoranti
a domicilio, desumibile dai modelli DM10
relativi al 2001;
– nel rigo A09, il numero dei collaboratori
coordinati e continuativi di cui all’articolo 47,
comma 1, lett. c-bis), del TUIR, che prestano
la loro attività prevalentemente nell’impresa interessata alla compilazione del modello;
– nel rigo A10, il numero dei collaboratori
coordinati e continuativi di cui all’articolo
47, comma 1, lett. c-bis), del TUIR, diversi
da quelli indicati nel rigo precedente;
– nel rigo A11, nella prima colonna, il numero dei collaboratori dell’impresa familiare di cui all’articolo 5, comma 4, del TUIR,
ovvero il coniuge dell’azienda coniugale
non gestita in forma societaria;
– nel rigo A12, nella prima colonna, il numero dei familiari che prestano la loro attività nell’impresa, diversi da quelli indicati
nel rigo precedente (quali, ad esempio, i
cosiddetti familiari coadiuvanti per i quali
vengono versati i contributi previdenziali);
– nel rigo A13, nella prima colonna, il numero degli associati in partecipazione
che apportano lavoro prevalentemente
nell’impresa interessata alla compilazione
– nel rigo A14, nella prima colonna, il numero degli associati in partecipazione diversi da quelli indicati nel rigo precedente;
– nel rigo A15, nella prima colonna, il numero dei soci, inclusi i soci amministratori, con
occupazione prevalente nell’impresa interessata alla compilazione del modello. In tale rigo non vanno indicati i soci, inclusi i soci amministratori, che hanno percepito compensi
derivanti da contratti di lavoro dipendente
ovvero di collaborazione coordinata e continuativa. Tali soci vanno indicati nei righi appositamente previsti per il personale retribuito
in base ai predetti contratti di lavoro;
– nel rigo A16, nella prima colonna, il numero
dei soci, inclusi i soci amministratori, che non
hanno occupazione prevalente nell’impresa
interessata alla compilazione del modello;
– nei righi da A11 ad A16, nella seconda
colonna, le percentuali complessive dell’apporto di lavoro effettivamente prestato
dal personale indicato nella prima colonna
di ciascun rigo rispetto a quello necessario
per lo svolgimento dell’attività a tempo pieno da parte di un dipendente che lavora
per l’intero anno. Considerata, ad esempio, un’attività nella quale il titolare dell’impresa è affiancato da due collaboratori familiari, il primo dei quali svolge l’atti-
vità a tempo pieno e il secondo per la
metà della giornata lavorativa ed a giorni
alterni, nel rigo in esame andrà riportato
125 risultante dalla somma di 100 e 25,
percentuali di apporto di lavoro dei due
– nel rigo A17, il numero degli amministratori non soci. Al riguardo, si precisa che vanno indicati soltanto coloro che svolgono l’attività di amministratore caratterizzata da
apporto lavorativo direttamente afferente all’attività svolta dalla società e che non possono essere inclusi nei righi precedenti.
Quindi, ad esempio, gli amministratori assunti con contratto di lavoro dipendente non
dovranno essere inclusi in questo rigo bensì nel rigo A01.
10. QUADRO B - UNITÀ PRODUTTIVA
DESTINATA ALL’ESERCIZIO DELL’ATTIVITÀ
Nel quadro B sono richieste informazioni relative all’unità produttiva e agli spazi che, a qualsiasi titolo, vengono utilizzati per l’esercizio dell’attività. L’unità produttiva da indicare è quella
esistente alla data del 31 dicembre 2001.
La superficie deve essere quella effettiva, indipendentemente da quanto risulta dalla
eventuale licenza amministrativa. In particolare, indicare:
– nel rigo B01, il comune in cui è situata l’unità produttiva;
– nel rigo B02, la sigla della provincia;
– nel rigo B03, la potenza elettrica complessivamente impegnata, espressa in Kw. In caso di più contatori sommare le potenze elettriche impegnate;
– nel rigo B04, la superficie complessiva,
espressa in metri quadrati, dei locali utilizzati per la produzione;
– nel rigo B05, la superficie complessiva,
espressa in metri quadrati, dei locali destinati a magazzino di materie prime, semilavorati, attrezzature, ecc.;
– nel rigo B06, la superficie complessiva,
espressa in metri quadrati, degli spazi all’aperto destinati a magazzino di materie prime,
semilavorati, attrezzature, ecc., comprendendo anche gli spazi coperti con tettoie;
– nel rigo B07, la superficie complessiva,
espressa in metri quadrati, dei locali destinati all’esposizione della merce;
– nel rigo B08, la superficie complessiva,
espressa in metri quadrati, dei locali adibiti
ad uffici;
– nel rigo B09, la superficie complessiva,
espressa in metri quadrati, dei locali destinati a servizi diversi da quelli indicati nei righi precedenti (ad esempio, spogliatoi, garage, box, ecc.);
– nel rigo B10, il codice 1, 2 o 3, se viene
svolta attività stagionale per un periodo non
superiore, rispettivamente, ai tre, ai sei o ai
nove mesi nell’anno. La casella non va compilata, pertanto, nei casi in cui l’attività viene svolta per un periodo superiore a nove
mesi nell’anno;
– nel rigo B11, la superficie complessiva,
espressa in metri quadrati, dei locali destinati alla vendita contigui all’unità produttiva.
Punto destinato all’esercizio esclusivo della
vendita al dettaglio (non annesso all’unità
produttiva)
Nei successivi righi sono richieste informazioni concernenti l’unità locale e gli spazi non
contigui all’unità produttiva che, a qualsiasi titolo, vengono utilizzati per l’esercizio esclusivo della vendita al dettaglio.
Si precisa che non devono essere indicati i dati relativi all’unità locale destinata alla vendita
dei prodotti aziendali ai dipendenti.
– nel rigo B12, la potenza elettrica complessivamente impegnata, espressa in Kw. In caso di più contatori sommare le potenze elettriche impegnate;
– nel rigo B13, la superficie complessiva,
espressa in metri quadrati, dei locali destinati alla vendita.
11. QUADRO C – MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITÀ
Nel quadro C sono richieste informazioni che
consentono di individuare le concrete modalità di svolgimento dell’attività.
sono richieste nformazioni relative agli autocarri posseduti e/o detenuti a qualsiasi titolo
per lo svolgimento dell’attività alla data del 31
– nel rigo C01, il numero degli autocarri;
– nel rigo C02, la portata complessiva degli
stessi, espressa in quintali, così come indicata alla corrispondente voce sul libretto di circolazione. Ovviamente, nel caso di disponibilità di più autocarri, dovrà essere indicata
la somma delle relative portate complessive.
Si precisa che i dati da indicare nei righi C01
e C02 riguardano i veicoli di cui alla lettera
d) dell’articolo 54, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice
– nel rigo C03, le spese sostenute per servizi di trasporto effettuati da terzi, integrativi o sostitutivi dei servizi effettuati con mezzi propri, comprendendo tra queste anche
quelle sostenute per la spedizione attraverso corrieri o altri mezzi di trasporto (navi, aerei, treni, ecc.);
– nel rigo C04, la percentuale dei ricavi derivanti da attività svolte in conto proprio in rapporto ai ricavi complessivamente derivanti
dall’attività. Per attività svolta in conto proprio,
si intende la produzione e/o la lavorazione
effettuata, in assenza di commissione, ordine,
accordo, ecc., all’interno e/o all’esterno delle unità produttive dell’impresa, anche avvalendosi di terzi. Si considera svolta in conto
proprio la produzione e/o la lavorazione effettuata con propri modelli e proprie tipologie
di prodotti offerti direttamente sul mercato;
– nel rigo C05, la percentuale dei ricavi derivanti da attività svolte per conto terzi in
rapporto ai ricavi complessivamente derivanti dall’attività. Per attività svolta per conto terzi si intende la produzione e/o la lavorazione effettuata per conto di terze imprese in presenza di commissione, ordine,
accordo, ecc., indipendentemente dalla
provenienza del materiale utilizzato. Come
già precisato al punto precedente, si configura l’ipotesi di attività svolta in conto proprio qualora i prodotti finiti, semilavorati o
componenti vengano offerti direttamente sul
mercato a privati o imprese.
Il totale delle percentuali indicate deve risultare pari a 100;
Lavorazione affidata a terzi
– nei righi da C06 a C08, qualora una parte
del processo produttivo sia affidata a terzi,
indicare la spesa sostenuta per prestazioni
eseguite in Italia, nell’Unione Europea o al
di fuori dell’Unione Europea compilando, rispettivamente, il primo, il secondo e/o il terzo rigo;
– nel rigo C09, indicare il numero di agenti e
procacciatori con obbligo di esercitare la propria attività esclusivamente per il soggetto interessato alla compilazione del modello (cosiddetti rappresentanti monomandatari), con
riferimento alla data del 31 dicembre 2001;
– nel rigo C10, indicare il numero di agenti e
procacciatori senza obbligo di esercitare la
propria attività esclusivamente per il soggetto
interessato alla compilazione del modello (cosiddetti rappresentanti plurimandatari), con riferimento alla data del 31 dicembre 2001;
– nel rigo C11, indicare l’ammontare complessico delle spese di pubblicità, propaganda e rappresentanza di cui all’articolo
74, comma 2, del TUIR, senza tener conto, per le spese di rappresentanza, dei limiti di deducibilità previsti dalla disposizione, nonché quelle sostenute per la partecipazione a fiere e mostre;
– nel rigo C12, indicare il numero dei giorni
di partecipazione a fiere e mostre;
– nel rigo C13, riportare il codice 1, 2, 3, 4 o
5, a seconda che l’area nazionale di mercato in cui l’impresa opera coincida, rispettivamente, con il comune, la provincia, la regione, più regioni o con l’intero territorio nazionale;
– nel rigo C14, indicare se si effettuano esportazioni nei confronti di clientela appartenente a Paesi dell’Unione Europea, barrando la
relativa casella;
– nel rigo C15, indicare se si effettuano espor-
tazioni in paesi al di fuori dell’Unione Europea, barrando la relativa casella.
Nel caso in cui vengano effettuate entrambe
le tipologie di esportazioni, vanno barrate ambedue le caselle;
– nei righi da C16 a C24, indicare per ciascuna tipologia di clientela individuata (italiana e/o straniera), in percentuale, i ricavi conseguiti in rapporto ai ricavi complessivi. Si precisa che nell’ambito della “grande distribuzione” rientrano gli ipermercati,
i supermercati e i grandi magazzini, mentre in quello della “distribuzione organizzata” rientrano i gruppi di acquisto, le catene di negozi e l’affiliazione commerciale
(franchising). Nel rigo C24, “Altri” sono
da indicare anche i privati.
– nel rigo C25, indicare la percentuale dei ricavi conseguiti per esportazioni effettuate
nei confronti di clientela appartenente all’Unione Europea e/o a Paesi al di fuori di detta Unione, in rapporto ai ricavi complessivamente conseguiti.
12. QUADRO D – ELEMENTI SPECIFICI DELL’ATTIVITÀ
Nel quadro D vengono richieste informazioni
riguardanti le materie prime utilizzate, le fasi
della produzione ed i prodotti ottenuti.
– nei righi da D01 a D09, la quantità, espressa in quintali, di ciascuna tipologia di materia prima utilizzata nella lavorazione;
– nei righi da D10 a D34, barrando le relative
caselle, le fasi della produzione che caratterizzano il proprio processo produttivo;
– nei righi da D35 a D46, barrando le relative caselle, le tipologie di prodotti ottenuti. Si precisa che i surrogati del cioccolato e i prodotti a base di cacao vanno indicati nel rigo D38;
– nel rigo D47, l’ammontare delle spese sostenute per l’acquisto di materiale utilizzato per il
confezionamento e l’imballaggio.
13. QUADRO E – BENI STRUMENTALI
Nel quadro E va indicato, per ciascuna tipologia individuata, il numero dei beni strumentali posseduti e/o detenuti a qualsiasi titolo al
14. QUADRO F – ELEMENTI CONTABILI
Nel quadro F devono essere indicati gli elementi contabili necessari per l’applicazione
dello studio di settore. Come già precisato nel
paragrafo 2, i soggetti che determinano il reddito con criteri forfetari non devono indicare i
dati contabili richiesti nel presente quadro.
Per la determinazione del valore dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di
settore da indicare nel presente quadro, occorre avere riguardo alle disposizioni previste
dal TUIR. Pertanto, ad esempio, le spese e i
componenti negativi relativi ad autovetture,
autocaravan, ciclomotori e motocicli utilizzati
nell’esercizio dell’impresa vanno assunti tenendo conto di quanto previsto dall’art. 121bis del TUIR.
Si precisa che i dati da indicare nel quadro
in commento devono essere comunicati applicando i criteri forniti nelle istruzioni a questo modello, prescindendo da quanto stabilito nelle istruzioni per la compilazione dei
quadri del modello UNICO 2002 finalizzati
alla determinazione del risultato di esercizio.
– nel rigo F01, il valore delle esistenze iniziali
relative a materie prime e sussidiarie, semilavorati, merci e prodotti finiti nonché ai
prodotti in corso di lavorazione e ai servizi
non di durata ultrannuale.
Non si deve tener conto delle esistenze iniziali relative ai generi di monopolio, valori
bollati e postali, marche assicurative e valori similari e ai generi soggetti a ricavo fisso (ad esempio, schede telefoniche, abbonamenti, biglietti e tessere per i mezzi pubblici, viacard, tessere e biglietti per parcheggi), nonché delle esistenze iniziali relative ai carburanti ed ai beni commercializzati dai rivenditori in base a contratti estimatori di giornali, di libri e di periodici, anche su supporti audiovideomagnetici;
– nel rigo F02, il valore delle sole esistenze
iniziali relative a prodotti finiti. Si precisa
che l’ammontare indicato in questo rigo è
anche compreso nel valore da riportare
nel rigo F01;
– nel rigo F03, il valore delle esistenze iniziali
relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale (art. 60 del TUIR);
– nel rigo F04, il valore delle esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi
di durata ultrannuale valutate ai sensi dell’art. 60, comma 5, del TUIR. Si precisa
nel rigo F03;
– nel rigo F05, il valore delle rimanenze finali relative a:
1) materie prime e sussidiarie, semilavorati,
prodotti finiti e merci (art. 59, comma 1,
del TUIR);
2) prodotti in corso di lavorazione e servizi
non di durata ultrannuale (art. 59, comma 5, del TUIR).
Non si deve tener conto delle rimanenze finali relative ai generi di monopolio, valori
bollati e postali, marche assicurative e valori similari e ai generi soggetti a ricavo fisso (ad esempio, schede telefoniche, abbonamenti, biglietti e tessere per i mezzi pubblici, viacard, tessere e biglietti per parcheggi), nonché delle rimanenze finali relative ai carburanti e ai beni commercializzati dai rivenditori in base a contratti estimatori di giornali, di libri e di periodici, anche su
supporti audiovideomagnetici;
– nel rigo F06, il valore delle sole rimanenze finali relative a prodotti finiti. Si precisa che l’ammontare indicato in questo rigo è anche compreso nel valore da riportare nel rigo F05;
– nel rigo F07, il valore delle rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale in corso di esecuzione (art.
60 del TUIR);
– nel rigo F08, il valore delle rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale in corso di esecuzione, valutate ai sensi dell’art. 60, comma 5, dello
stesso TUIR. Si precisa che l’ammontare indicato in questo rigo è anche compreso nel
valore da riportare nel rigo F07;
– nel rigo F09, l’ammontare del costo di acquisto di materie prime e sussidiarie, semilavorati e merci, incluse le spese sostenute
per le lavorazioni effettuate da terzi esterni
Non si deve tener conto dei costi di acquisto relativi ai generi di monopolio, valori
bollati e postali, marche assicurative e valori similari e ai generi soggetti a ricavo fisso (ad esempio, schede telefoniche, abbonamenti, biglietti e tessere per i mezzi pubblici, viacard, tessere e biglietti per parcheggi), nonché dei costi di acquisto relativi ai carburanti e ai beni commercializzati
dai rivenditori in base a contratti estimatori
di giornali, di libri e di periodici, anche su
– nel rigo F10, l’ammontare dei costi relativi
all’acquisto di beni e servizi strettamente
correlati alla produzione dei ricavi che originano dall’attività di impresa esercitata.
Non vanno considerati, ai fini della compilazione di questo rigo, i costi di tipo gestionale
che riguardano il complessivo svolgimento
dell’attività, quali, ad esempio, quelli relativi
alle tasse di concessione governativa, alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e,
in genere, alle imposte e tasse non direttamente correlate alla produzione dei ricavi.
Per attività di produzione di servizi devono
intendersi quelle aventi per contenuto prestazioni di fare, ancorché, per la loro esecuzione, siano impiegati beni, materie prime o materiali di consumo.
A titolo esemplificativo, vanno considerate:
le spese per i carburanti e i lubrificanti sostenute dalle imprese di autotrasporto di cose per conto di terzi, dagli agenti e rappre-
sentanti di commercio e dai titolari di licenza per l’esercizio taxi; le spese per l’appalto di trasporti commissionati a terzi dalle imprese di autotrasporto; le spese per l’acquisto dei prodotti utilizzati dai barbieri e dai
parrucchieri per lo svolgimento della loro attività (ad esempio, per il lavaggio e la cura
dei capelli); i costi sostenuti per l’acquisto di
materiale elettrico dagli installatori di impianti elettrici; i diritti pagati alla SIAE dai
gestori delle sale da ballo; i costi sostenuti
per l’acquisto dei diritti d’autore; i costi sostenuti per il pagamento delle scommesse e
per il prelievo UNIRE dalle agenzie ippiche;
le spese per i pedaggi autostradali sostenute dalle imprese di autotrasporto di cose per
conto di terzi. Devono essere incluse nel rigo
in oggetto anche le spese sostenute per prestazioni di terzi ai quali è appaltata, in tutto
o in parte, la produzione del servizio.
Le spese per consumi di energia vanno, di regola, computate nella determinazione del valore da indicare al rigo F13 “spese per acquisti di servizi”. Tuttavia, qualora in contabilità le spese sostenute per il consumo di energia direttamente utilizzata nel processo produttivo siano state rilevate separatamente da
quelle sostenute per l’energia non direttamente utilizzata nell’attività produttiva, le prime
possono essere collocate in questo rigo. A titolo esemplificativo, nel caso in cui un’impresa utilizzi energia elettrica per “usi industriali”
ed energia elettrica per “usi civili” e contabilizzi separatamente le menzionate spese, può
inserire il costo per l’energia ad uso industriale tra le spese da indicare nel rigo in oggetto;
– nel rigo F11, il valore dei beni strumentali
ottenuto sommando:
a) il costo storico, comprensivo degli oneri
accessori di diretta imputazione e degli
eventuali contributi di terzi, dei beni materiali e immateriali, escluso l’avviamento, ammortizzabili ai sensi degli artt. 67
e 68 del TUIR, da indicare nel registro
dei beni ammortizzabili o nel libro degli
inventari ovvero nel registro degli acquisti tenuto ai fini IVA, al lordo degli ammortamenti, considerando le eventuali rivalutazioni a norma di legge effettuate
prima dell’entrata in vigore delle disposizioni di cui agli artt. da 10 a 16 della
b) il costo di acquisto sostenuto dal concedente per i beni acquisiti in dipendenza
di contratti di locazione finanziaria, al
netto dell’imposta sul valore aggiunto. A
tal fine non assume alcun rilievo il prezzo
di riscatto, anche successivamente all’esercizio dell’opzione di acquisto;
c) il valore normale al momento dell’immissione nell’attività dei beni acquisiti in comodato ovvero in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria. In caso di
affitto o usufrutto d’azienda, va considerato il valore attribuito ai beni strumentali
nell’atto di affitto o di costituzione in usufrutto o, in mancanza, il loro valore normale determinato con riferimento al momento di stipula dell’atto.
Si ricorda che, concluso il periodo transitorio
disposto al paragrafo 12.3 della circolare n.
54/E del 13 giugno 2001, per la determinazione del valore dei beni strumentali vanno
considerati i beni esistenti alla data di chiusura del periodo d’imposta (31 dicembre per i
soggetti con periodo coincidente con l’anno
solare). Ne deriva che non si tiene conto del
valore dei beni ceduti, mentre va considerato
l’intero valore dei beni acquisiti nel corso del
periodo d’imposta. Non è, pertanto, più consentito l’utilizzo del criterio di determinazione
del valore dei beni strumentali ragguagliando
il valore di detti beni al periodo di possesso.
Nella determinazione del “Valore dei beni
strumentali”:
– non si tiene conto degli immobili, incluse
le costruzioni leggere aventi il requisito
– va computato il valore dei beni il cui costo unitario non è superiore ad un milione di lire, pari a euro 516,46, ancorché
gli stessi beni non siano stati rilevati nel
registro dei beni ammortizzabili o nel libro degli inventari ovvero nel registro degli acquisti tenuto ai fini IVA;
– le spese relative all’acquisto di beni mobili adibiti promiscuamente all’esercizio
dell’impresa ed all’uso personale o familiare vanno computate nella misura del
50 per cento;
– è possibile non tener conto del valore dei
beni strumentali inutilizzati nel corso del
periodo d’imposta a condizione che non
siano state dedotte le relative quote di ammortamento.
Nell’ipotesi di imposta sul valore aggiunto
totalmente indetraibile per effetto dell’opzione per la dispensa degli adempimenti
prevista per le operazioni esenti dall’art.
36-bis del D.P.R. n. 633 del 1972 e in
quella del pro-rata di detraibilità pari a zero secondo i criteri di cui all’art. 19-bis,
dello stesso D.P.R. n. 633 del 1972, l’imposta sul valore aggiunto relativa alle singole operazioni di acquisto costituisce
una componente del costo del bene cui afferisce. Con riferimento, invece, alle ipotesi di pro-rata di detraibilità dell’imposta
sul valore aggiunto rilevante (cioè di valore positivo), tale onere non rileva ai fini
della determinazione della voce in esame.
Si precisa, inoltre, che per la determinazione del “valore dei beni strumentali” si deve
far riferimento alla nozione di costo di cui
all’art. 76, comma 1, del TUIR.
Per i beni strumentali acquisiti nei periodi
1994 e 1995 i valori di cui alle lettere a) e b)
sono ridotti, rispettivamente, del 10 e del 20
per cento. La riduzione è attribuita a tutti gli
esercenti attività di impresa e, quindi, anche a
coloro che di fatto non hanno fruito dell’agevolazione prevista dall’art. 3 del D.L. n. 357
del 1994 (quindi, ad esempio, anche alle imprese costituite dopo il 12 giugno 1994 o in
relazione all’acquisto di beni usati).
– nel rigo F12, l’ammontare delle spese per
prestazioni di lavoro e, in particolare:
1. le spese per prestazioni di lavoro, incluse quelle sostenute per i contributi e per
i premi Inail, rese da lavoratori dipendenti a tempo pieno e a tempo parziale e dagli apprendisti che abbiano prestato l’attività per l’intero anno o per parte di esso, comprensive degli stipendi,
salari e altri compensi in denaro o in natura, delle quote di indennità di quiescenza e previdenza maturate nell’anno, nonché delle partecipazioni agli utili, ad eccezione delle somme corrisposte ai lavoratori che hanno cessato l’attività, eventualmente dedotte in base al
criterio di cassa;
2. le spese per altre prestazioni di lavoro,
diverse da quelle di lavoro dipendente
(cioè quelle sostenute per i lavoratori autonomi, i collaboratori coordinati e continuativi, ecc.), direttamente afferenti l’attività esercitata dal contribuente, comprensive delle quote di indennità di fine
rapporto dei collaboratori coordinati e
continuativi maturate nel periodo di imposta, ad eccezione delle somme corrisposte ai collaboratori che hanno cessato l’attività, eventualmente dedotte in base al criterio di cassa.
Si precisa, altresì, che vanno considerati
nel computo delle spese per prestazioni di
lavoro di cui ai punti precedenti anche i costi sostenuti per le trasferte effettuate fuori
dal territorio comunale dai lavoratori dipendenti e dai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nel rispetto
dei limiti stabiliti dall’art. 62, comma 1-ter,
In relazione ai criteri da adottare per la determinazione del valore da inserire nel rigo in
esame si rileva, inoltre, che per prestazioni di
lavoro direttamente afferenti all’attività svolta
dal contribuente si devono intendere quelle
rese dai prestatori al di fuori dell’esercizio di
un’attività commerciale, a condizione che abbiano una diretta correlazione con l’attività
svolta dal contribuente stesso e, quindi, una
diretta influenza sulla capacità di produrre ricavi. Si considerano spese direttamente afferenti l’attività esercitata, ad esempio, quelle
sostenute: da un’impresa edile per un progetto di ristrutturazione realizzato da un architetto; da un laboratorio di analisi per le prestazioni rese da un medico che effettua i prelievi; da un fabbricante di mobili per un progetto realizzato da un designer.
Non possono, invece, essere considerate
spese direttamente afferenti all’attività quelle sostenute, ad esempio, per le prestazioni di un legale che ha assistito il contribuente per un procedimento giudiziario, né
quelle sostenute per prestazioni rese nell’esercizio di un’attività d’impresa (pertanto
non vanno considerate nel presente rigo,
ad esempio, le provvigioni corrisposte dalle case mandanti agli agenti e rappresentanti di commercio). Si fa presente, infine,
che non vanno computate nel valore da inserire nel rigo in esame le spese indicate al
rigo F13 “Spese per acquisti di servizi”
quali, ad esempio, quelle corrisposte ai
professionisti per la tenuta della contabilità;
– nel rigo F13, l’ammontare delle spese sostenute per l’acquisto di servizi inerenti all’amministrazione; la tenuta della contabilità; il trasporto dei beni connesso all’acquisto o alla vendita; i premi di assicurazione relativi all’attività; i servizi telefonici,
compresi quelli accessori; i consumi di energia; i carburanti, lubrificanti e simili destinati all’autotrazione.
Con riferimento a tale elencazione, da intendersi tassativa, si precisa che:
– le spese per l’acquisto di servizi inerenti
all’amministrazione non includono le spese di pubblicità, le spese per imposte e
tasse, nonché le spese per l’acquisto di
beni, quali quelli di cancelleria. Rientrano, invece, in tali spese, ad esempio, le
provvigioni attribuite dalle case mandanti
agli agenti e rappresentanti di commercio
e quelle attribuite dagli agenti di assicurazione ai propri sub-agenti. Sono, inoltre, compresi i compensi corrisposti agli
amministratori non soci delle società di
persone e agli amministratori delle società ed enti soggetti all’Irpeg;
– le spese di tenuta della contabilità includono quelle per la tenuta dei libri paga e
per la compilazione delle dichiarazioni fiscali; non comprendono, invece, quelle
sostenute, ad esempio, per l’assistenza in
sede contenziosa;
– le spese per il trasporto dei beni vanno
considerate solo se non sono state comprese nel costo degli stessi beni quali oneri accessori;
– non si tiene conto dei premi riguardanti le
assicurazioni obbligatorie per legge, ancorché l’obbligatorietà sia correlata all’esercizio dell’attività d’impresa (quali, ad
esempio, i premi riguardanti l’assicurazione delle autovetture, comprendendo
tra gli stessi, ai fini di semplificazione, oltre alla RCA, anche quelli per furto e incendio, e i premi Inail relativi all’imprenditore, e ai collaboratori familiari);
– tra i consumi di energia vanno comprese
le spese sostenute nel periodo d’imposta
per qualsiasi tipo di fonte energetica (energia elettrica, metano, gasolio, ecc) utilizzata per consentire lo svolgimento del processo produttivo, con esclusione delle spese per il riscaldamento dei locali;
– i costi relativi a carburanti e simili includono tutto ciò che serve per la trazione
degli automezzi (benzina, gasolio, metano, gas liquido, ecc.).
Si precisa, a titolo esemplificativo, che non
rientrano tra le spese in oggetto quelle di
rappresentanza, di custodia, di manutenzione e riparazione e per viaggi e trasferte.
Non si tiene conto, altresì, dei costi considerati
per la determinazione del “Costo per la produzione dei servizi” da indicare al rigo F10;
– nel rigo F14, l’ammontare dei ricavi di cui
alle lett. a) e b) del comma 1 dell’art. 53
del TUIR cioè dei corrispettivi di cessioni di
beni e delle prestazioni di servizi alla cui
produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa e dei corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e di altri beni mobili, esclusi quelli strumentali, acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione.
I ricavi delle attività per le quali si percepiscono aggi o ricavi fissi non vanno compresi nel rigo in esame, ma vanno indicati
nel rigo F15;
Non si deve tenere conto, invece:
– dei ricavi derivanti dalla cessione di azioni o quote di partecipazione in società ed
enti indicati alle lettere a), b) e d) del comma 1 dell’art. 87 del TUIR, comprese
quelle non rappresentate da titoli, nonché
di obbligazioni e di altri titoli in serie o di
massa, che non costituiscono immobilizzazioni finanziarie, anche se non rientrano tra i beni al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa;
– delle indennità conseguite a titolo di risarcimento, anche in forma assicurativa,
per la perdita o il danneggiamento di beni da cui originano ricavi;
– degli aggi conseguiti dai rivenditori di generi di monopolio, valori bollati e postali,
marche assicurative e valori similari, indipendentemente dal regime di contabilità
– dei ricavi derivanti dall’affitto di un ramo
d’azienda, ovvero, da attività di vendita
di generi soggetti a ricavo fisso (ad esempio: la gestione di ricevitorie totocalcio, totogol, totip, totosei; la vendita di schede
telefoniche, abbonamenti, biglietti e tessere per i mezzi pubblici, viacard, tessere e
biglietti per parcheggi; la gestione di concessionarie superenalotto, enalotto, lotto);
– dei ricavi conseguiti per la vendita dei carburanti e dai rivenditori in base a contratti
estimatori di giornali, di libri e di periodici
anche su supporti audiovideomagnetici.
Non vanno, altresì, presi in considerazione
gli altri componenti positivi che concorrono
a formare il reddito, compresi i proventi conseguiti in sostituzione di redditi derivanti dall’esercizio di attività di impresa e le indennità conseguite, anche in forma assicurativa, per il risarcimento dei danni consistenti
nella perdita dei citati redditi, con esclusione dei danni dipendenti da invalidità permanente o da morte.
Nell’apposito campo interno, va indicato
l’ammontare dei ricavi dichiarati ai fini dell’adeguamento agli studi di settore qualora
il contribuente intenda avvalersi delle disposizioni previste dall’articolo 10, della
legge 8 maggio 1998, n. 146;
– nel rigo F15, l’ammontare degli aggi conseguiti dai rivenditori di generi di monopolio, valori bollati e postali, marche assicurative e valori similari, indipendentemente
dal regime di contabilità adottato e dei pro-
venti derivanti dalla vendita di generi soggetti a ricavo fisso (ad esempio, dalla gestione di ricevitorie totocalcio, totogol, totip, totosei; dalla vendita di schede telefoniche, abbonamenti, biglietti e tessere per i
mezzi pubblici, viacard, tessere e biglietti
per parcheggi; dalla gestione di concessionarie superenalotto, enalotto, lotto) nonché dei ricavi conseguiti per la vendita dei
carburanti e dai rivenditori in base a contratti estimatori di giornali, di libri e di periodici, anche su supporti audiovideomagnetici. Si precisa che i ricavi da indicare
in questo rigo vanno considerati per l’entità
dell’aggio percepito e del ricavo al netto
del prezzo corrisposto al fornitore dei beni,
indipendentemente dalle modalità con cui
tali ricavi sono stati contabilizzati.
Nell’apposito campo interno, va barrata la
casella “Annotazione distinta per costi relativi
ad aggi e ricavi fissi” qualora il contribuente
sia in grado di individuare tutti i costi afferenti le attività per le quali si conseguono aggi o
ricavi fissi e di compilare il presente modello
escludendo tali costi da quelli indicati nei precedenti righi.
Se il contribuente non ha la possibilità di individuare i costi direttamente afferenti alle attività per le quali ha conseguito aggi o ricavi
fissi, il software GERICO (in presenza di casella non barrata) provvederà a calcolare la
quota parte dei costi che fa riferimento a tale
attività per neutralizzarne l’effetto ai fini dell’applicazione degli studi di settore nei confronti delle attività diverse da quelle per le
quali si sono conseguiti aggi e ricavi fissi.
– nel rigo F16, l’ammontare degli altri proventi considerati ricavi, diversi da quelli di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 dell’art. 53
del TUIR, evidenziando nell’apposito spazio
quelli di cui alla lett. d) del menzionato comma 1 dell’art. 53 (indennità conseguite a titolo di risarcimento, anche in forma assicurativa, per la perdita o il danneggiamento di
beni da cui originano ricavi);
– nel rigo F17, barrando la relativa casella,
l’esenzione dall’IVA;
– nel rigo F18, ai sensi dell’art. 20 del D.P.R.
n. 633/72, l’ammontare complessivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate nell’anno, registrate o soggette a registrazione, tenendo conto delle variazioni di cui all’art. 26 del citato decreto;
– nel rigo F19, l’ammontare delle altre operazioni, effettuate nell’anno 2001, che hanno dato luogo a ricavi dichiarati ai fini delle imposte sui redditi, quali:
– operazioni “fuori campo di applicazione”
dell’IVA (ad es.: artt. 2, ultimo comma, 3,
4° comma, 7 e 74, 1° comma del D.P.R.
– operazioni non soggette a dichiarazione
di cui agli artt. 36 bis e 74, 6° comma,
del D.P.R. n. 633/72;
– nel rigo F20, l’ammontare complessivo dell’IVA sulle operazioni imponibili;
– nel rigo F21, l’ammontare complessivo dell’IVA relativa alle operazioni di intrattenimento di cui all’art. 74, 6° comma, del D.P.R. n.
633/72 (al lordo delle detrazioni);
– nel rigo F22, l’ammontare complessivo dell’IVA relativa:
– alle cessioni di beni ammortizzabili;
– ai passaggi interni di beni e servizi tra attività separate di cui all’art. 36, ultimo
comma, del D.P.R. n. 633/72;
– ai vari regimi speciali per i quali risulta
detraibile forfetariamente (ad esempio: intrattenimenti, spettacoli viaggianti, agricoltura, agriturismo, ecc.).
15. QUADRO X - ALTRE INFORMAZIONI
RILEVANTI AI FINI DELL’APPLICAZIONE
Nel quadro X possono essere fornite ulteriori
informazioni rilevanti ai fini dell’applicazione
dello studio di settore.
I contribuenti che non risultano congrui hanno,
infatti, la facoltà di rettificare il peso di alcune
variabili per le quali la Commissione di esperti che ha validato gli studi di settore ha introdotto un correttivo. Tale correttivo consente di
verificare se l’eventuale differenza tra l’ammontare dei ricavi contabilizzati e quello risultante dalla applicazione dello studio di settore
derivi, in tutto o in parte, dal peso attribuito alle variabili considerate in misura tale da non
consentire un’esatta rappresentazione della
realtà economica delle imprese interessate. I
contribuenti possono in tal modo segnalare
che la non congruità deriva dalla particolare
rilevanza che tali variabili hanno assunto nella
determinazione dei ricavi presunti evitando,
così, su tali questioni il contraddittorio con
l’Amministrazione finanziaria. Ad esempio, la
variabile “spese sostenute per il lavoro prestato dagli apprendisti” non viene più presa in
considerazione da GE.RI.CO. per il valore
contabile indicato nei quadri dei modelli di dichiarazione dei redditi, ma per il minor importo che risulta dalla applicazione del correttivo.
Nessuna segnalazione deve essere effettuata,
naturalmente, dai contribuenti che risultano
Si fa presente che i dati contabili da prendere a base per il calcolo delle riduzioni devono essere forniti tenendo conto delle eventuali variazioni fiscali determinate dall’applicazione di disposizioni tributarie (ad esempio:
l’ammontare complessivo del valore degli autoveicoli e l’ammontare complessivo del costo
dei carburanti e lubrificanti).
Il software GE.RI.CO. contiene le funzioni di
applicazione per l’esecuzione dei calcoli che
vanno effettuati per determinare l’entità delle ri-
duzioni. Ne deriva che, anche nella ipotesi in
cui è prevista l’applicazione di tali riduzioni, il
quadro degli elementi contabili va compilato
con l’indicazione dei valori al lordo delle riduzioni. Ad esempio, in presenza di spese per
apprendisti per lire 20.000.000, pari a euro
10.329,14, e di spese per lavoro dipendente
ed altre prestazioni diverse da lavoro dipendente e afferenti l’attività d’impresa per lire
50.000.000, pari a euro 25.822,84, nel rigo F12 del quadro degli elementi contabili andrà indicato l’importo complessivo di lire
70.000.000, pari a euro 36.151,98, al lordo della riduzione spettante a seguito dell’applicazione del correttivo per gli apprendisti.
I contribuenti che intendono avvalersi della riduzione in questione devono indicare:
– nel rigo X01, l’ammontare totale delle
spese sostenute per il lavoro prestato dagli
– nel rigo X02, l’importo determinato applicando all’ammontare delle spese sostenute
per il lavoro prestato dagli apprendisti, indicato al rigo X01, la formula indicata nella tabella n. 1.
16. QUADRO Z - DATI COMPLEMENTARI
Nel quadro Z vanno indicati ulteriori dati utili
per l’aggiornamento dello studio di settore.
Lavoro interinale/distacco
– nel rigo Z01, con riferimento ai dipendenti
che svolgono attività a tempo pieno, nella
prima colonna, il numero complessivo di
giornate retribuite relativamente al personale
utilizzato ai sensi della legge 24 giugno
1997, n. 196 (lavoratori “temporanei”), nella seconda colonna, il numero complessivo
di giornate retribuite relativamente al personale utilizzato dall’impresa distaccataria, nella terza colonna, il numero complessivo di
distaccato presso altre imprese. Al riguardo,
si precisa che tale rigo va compilato solo se
nel quadro A del presente modello “Personale addetto all’attività”, è stato richiesto esclusivamente il numero totale delle giornate retribuite riferibili al complesso dei lavoratori dipendenti (senza distinzione di qualifica) che
svolgono attività a tempo pieno;
– nei righi da Z02 a Z06, con riferimento alle
qualifiche individuate, nella prima colonna
dei righi da Z02 a Z04 e Z06, il numero
complessivo di giornate retribuite relativamente al personale utilizzato ai sensi della
legge 24 giugno 1997, n. 196 (lavoratori
“temporanei”), nella seconda colonna, il numero complessivo di giornate retribuite relativamente al personale utilizzato dall’impresa distaccataria, nella terza colonna, il numero complessivo di giornate retribuite relativamente al personale distaccato presso altre imprese. Al riguardo, si precisa che i dati richiesti in tali righi vanno forniti solo se nel
quadro A del presente modello “Personale
addetto all’attività”, è stato richiesto il numero delle giornate retribuite distintamente per
ciascuna qualifica individuata. In tale ipotesi, non deve essere compilato il rigo Z01;
– nel rigo Z07, con riferimento ai lavoratori
dipendenti a tempo parziale, nella prima
colonna, il numero di giornate retribuite relativamente al personale utilizzato ai sensi
della legge 24 giugno 1997, n. 196 (lavoratori “temporanei”), nella seconda colonna, il numero complessivo di giornate retribuite relativamente al personale utilizzato
dall’impresa distaccataria, nella terza colonna, il numero complessivo di giornate retribuite relativamente al personale distaccato presso altre imprese;
– nel rigo Z08, con riferimento agli apprendisti, nella seconda colonna, il numero complessivo di giornate retribuite relativamente
al personale utilizzato dall’impresa distaccataria, nella terza colonna, il numero complessivo di giornate retribuite relativamente
al personale distaccato presso altre imprese;
– nel rigo Z09, con riferimento agli assunti
con contratto a termine, nella prima colon-
na, il numero di giornate retribuite relativamente al personale utilizzato ai sensi della
“temporanei”), nella seconda colonna, il
numero complessivo di giornate retribuite
relativamente al personale utilizzato dall’impresa distaccataria, nella terza colonna, il numero complessivo di giornate retribuite relativamente al personale distaccato
presso altre imprese;
– nel rigo Z10, con riferimento al personale utilizzato ai sensi della legge 24 giugno 1997,
n. 196 (lavoratori “temporanei”), nel primo
campo, le spese complessivamente addebitate dall’impresa fornitrice del lavoro e, nel
secondo campo, la quota di costo rimborsata a titolo di retribuzione e contribuzione;
– nel rigo Z11, con esclusivo riferimento all’impresa distaccataria, il costo sostenuto dalla
distaccante e riaddebitato alla distaccataria;
– nel rigo Z12, con esclusivo riferimento all’impresa distaccante, il costo sostenuto e
riaddebitato alla distaccataria;
– nel rigo Z13, l’ammontare complessivo
dei compensi corrisposti a terzi per prestazioni e servizi direttamente afferenti l’attività esercitata. Vanno compresi, ad
esempio, i compensi corrisposti per prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente di cui all’art. 81, comma
1, lett. l), del Tuir. Si precisa che devono
essere inclusi i compensi corrisposti a società di servizi come corrispettivo di una
pluralità di prestazioni direttamente correlate all’attività svolta dall’impresa non direttamente evidenziate in fattura;
– nel rigo Z14, l’ammontare delle spese complessivamente sostenute per tutti i collaboratori coordinati e continuativi che, nell’anno
2001, hanno prestato la loro attività per l’impresa interessata alla compilazione del modello, a prescindere dalla durata del rapporto di collaborazione e dalla sussistenza dello
stesso alla data del 31 dicembre 2001.
TABELLA 1 - Apprendisti
La formula di riduzione del peso degli apprendisti
% app = 30% x (TriTot - Tri1)/TriTot +
(TriTot - Tri12)/TriTot)/2
è pari al numero di trimestri della durata
del contratto di apprendistato;
è pari al numero di trimestri di apprendistato complessivamente effettuati alla data
del 1 gennaio 2001 (Tri1 vale zero in
caso di inizio del contratto di apprendistato nel corso dell’anno 2001);
del 31 dicembre 2001 (Tri12 sarà pari a
TriTot in caso di fine del contratto di
apprendistato nel corso dell’anno 2001).
Un artigiano ha un apprendista con un contratto di
1 anno e mezzo iniziato in data 1/12/2000 a
cui corrisponde la spesa per lavoro dipendente
pari a L. 20.000.000 pari a euro 10.329,14:
6 trimestri
0 trimestri
4 trimestri
(6 – 0) (6 – 4)
(––––––– + –––––––)
% app = 30% x –––––––––––––––––––––––– = 20%
La spesa per il lavoro dell’apprendista da utilizzare
nella stima del ricavo sarà pari a L. 16.000.000
pari a euro 8.263,31.
3 anni e mezzo iniziato in data 1/8/99 a cui corrisponde la spesa per lavoro dipendente pari a
L. 20.000.000 pari a euro 10.329,14:
Un artigiano ha un apprendista con un contratto di 5
anni iniziato in data 1/5/2001 a cui corrisponde la
spesa per lavoro dipendente pari a L. 20.000.000
pari a euro 10.329,14:
TriTot 20 trimestri
(20 – 2)
(––––––––– + –––––––––)
% app = 30% x ––––––––––––––––––––––– = 28,5%
nella stima del ricavo sarà pari a L. 14.300.000
pari a euro 7.385,33.
TriTot 14 trimestri
5 trimestri
9 trimestri
(14 – 5)
% app = 30% x –––––––––––––––––––––––– = 15%
nella stima del ricavo sarà pari a L. 17.000.000
pari a euro 8.779,77.
La formula riduce il peso dell’apprendista nella stima
del ricavo in modo decrescente rispetto al periodo
di apprendistato complessivamente effettuato.
Minore è il periodo di apprendistato effettuato,
maggiore sarà la percentuale di sconto.
ESEMPIO DI APPLICAZIONE: DURATA DEL CONTRATTO DI APPRENDISTATO 6 TRIMESTRI
Trimestri di Apprendistato
effettuati al 1/1/2001
effettuati al 31/12/2001
% di riduzione del peso
nella stima del ricavo
Modello SD01A
15.52.0 Fabbricazione di gelati;
15.82.0 Fabbricazione di fette biscottate e di biscotti; fabbricazione di prodotti di pasticceria conservati;
15.84.0 Fabbricazione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie.
giornate retribuite
A01 Dirigenti
Assunti con contratto di formazione e lavoro o a termine e lavoranti a domicilio
A09 Collaboratori coordinati e continuativi che prestano attività prevalentemente nell'impresa
Collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale
Familiari diversi da quelli di cui al rigo precedente che prestano attività nell'impresa
Associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa
Associati in partecipazione diversi da quelli di cui al rigo precedente
Soci con occupazione prevalente nell'impresa
Soci diversi da quelli di cui al rigo precedente
Locali destinati alla produzione
Locali destinati a magazzino
Spazi all'aperto destinati a magazzino
Locali destinati ad esposizione
Locali destinati ad uffici
Locali destinati a servizi diversi da quelli indicati nei righi precedenti
(1 = fino a 3 mesi; 2 = fino a 6 mesi; 3 = fino a 9 mesi)
Locali destinati alla vendita (contigui alla produzione)
Punto destinato all’esercizio esclusivo della vendita al dettaglio (non annesso all’unità produttiva)
B12 Potenza impegnata
B13 Locali destinati alla vendita
C01 Autocarri
C02 Autocarri
C03 Spese per servizi integrativi o sostitutivi dei mezzi propri
Portata in quintali
C05 Produzione conto terzi
Produzione conto proprio
TOT = 100%
C06 Italia
C07 U. E.
C08 Extra U. E.
Agenti e rappresentanti esclusivi
Agenti e rappresentanti non esclusivi
Spese di pubblicità, propaganda e rappresentanza
Giorni di partecipazione a fiere e mostre
C13 Nazionale
C14 U. E.
C15 Extra U. E.
(1 = Comune: 2 = Provincia; 3 = Regione; 4 = più Regioni; 5 = Italia)
Altri (compresi i privati)
C25 Export (U. E., extra U. E.)
D09 Frutta secca
Prodotti a base di cacao e di confetteria
Ingommatura delle anime
Rivestimenti con sciroppo di zucchero
Cottura sciroppo di zucchero
Altri prodotti a base di cacao
D39 Confetti
D40 Caramelle, pastigliaggi e gomme da masticare
D41 Torroni e torroncini
D42 Biscotteria
D43 Fette biscottate e crackers
D44 Prodotti di pasticceria
Prodotti a temperatura controllata
D45 Gelati
D46 Torte, brioches ed altri prodotti di pasticceria conservati nella catena del freddo
Spese relative a materiale per confezionamento ed imballaggio
Freezer / Mantecatori
Esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie,
semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale
Esistenze iniziali relative a prodotti finiti
Esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale
Esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all’art. 60, comma 5, del TUIR
Rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie,
Rimanenze finali relative a prodotti finiti
Rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale
Rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all’art. 60, comma 5, del TUIR
Costi per l’acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci
Costo per la produzione di servizi
Spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l’attività dell’impresa
Spese per acquisti di servizi
Ricavi di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell’art. 53 del TUIR
adeguamento da studi di settore
Aggi e proventi derivanti dalla vendita di generi soggetti a ricavo fisso
annotazione distinta per costi relativi ad aggi e ricavi fissi
di cui all’art. 53, comma 1, lettera d) del Tuir
Altre operazioni sempre che diano luogo a ricavi quali operazioni fuori campo (art. 2, u.c.,
art. 3, 4° c., art. 7 e art. 74, 1° c. del D.P.R. 633/72); operazioni non soggette a dichiarazione
(art. 36-bis e art. 74, 6° c., del D.P.R. 633/72)
IVA sulle operazioni imponibili
IVA sulle operazioni di intrattenimento
Altra IVA (IVA sulle cessioni dei beni ammortizzabili + IVA sui passaggi interni + IVA detraibile forfettariamente)
Spese per le prestazioni di lavoro degli apprendisti
Ammontare delle spese di cui al rigo X01 utilizzate ai fini del calcolo
dall’impresa distaccataria
presso altre imprese
Z01 Dipendenti a tempo pieno
Z02 di cui dirigenti
Z03 di cui quadri
Z04 di cui impiegati
Z05 di cui operai generici
Z06 di cui operai specializzati
Z07 Dipendenti a tempo parziale
Z08 Apprendisti
Z09 Assunti con contratto a termine
Z10 Spese (lavoro interinale)
di cui oneri retributivi e contributivi
Personale utilizzato dall’impresa distaccataria
Z11 Costo sostenuto dalla distaccante, riaddebitato alla distaccataria
Personale distaccato presso altre imprese
Z12 Costo sostenuto e riaddebitato alla distaccataria
Z13 Compensi corrisposti a terzi per prestazioni direttamente afferenti l’attività
Z14 Spese per i collaboratori coordinati e continuativi
Riservato al C.A.F. o al professionista (art. 35 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 e successive modificazioni)
Codice fiscale del responsabile del C.A.F. o del professionista
Margherita racconta il progetto adulti
Importo in lettere Cognome / Nome e Residenza Numero unità
Concorso «CAMMINIAMO INSIEME»
ESEMPIO N.2 Anche in tale caso l`importo indicato nel rigo AR42
OGGETTO: RICHIESTA ESECUZIONE SERVIZI DI RETE
Abbina i suoni uguali