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Timestamp: 2020-08-14 15:11:20+00:00
Document Index: 35141724

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 152', 'art. 13', 'art. 1', 'Cass. Sez. ', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 17232 del 19/08/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17232 del 19/08/2016
Cassazione civile sez. VI, 19/08/2016, (ud. 08/06/2016, dep. 19/08/2016), n.17232
sul ricorso 23524/2014 proposto da:
M.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ANDREA BAFILE
3, presso lo studio dell’Avvocato SERGIO MASSIMO MANCUSI, che lo
EMANUELA CAPANNOLO, MAURO RICCI, CLEMENTINA PULLI, giusta procura a
avverso la sentenza n. 8240/2013 della CORTE D’APPELLO di ROMA del
08/01/2013, depositata il 22/10/2013;
udito l’Avvocato RICCI MAURO, difensore del controricorrente, il
2. Con la sentenza impugnata la Corte d’appello di Roma respingeva il gravame svolto dall’attuale ricorrente avverso la sentenza di primo grado che aveva rigettato la domanda per il riconoscimento della pensione di inabilità, in difetto del requisito reddituale, computato anche il reddito del coniuge.
3. Avverso detta sentenza ricorre la parte privata, deducendo violazione di legge.
5. Il Ministero dell’economia è rimasto intimato.
7. La Corte territoriale si è conformata alla consolidata giurisprudenza della Corte (cfr., sulla rilevanza del reddito familiare affermata da Cass. 28714/2011 e successive conformi) sulla quale è intervenuto lo jus superveniens rappresentato dal D.L. n. 76 del 2013, art. 10, commi 5 e 6, convertito in L. n. 99 del 2013, in vigore dal 28 giugno 2013 (v, ex multis, Cass. 27812/2013, 28565/2013, 1829/2014, e numerose successive conformi), alla stregua del quale, per il periodo anteriore al 28 giugno 2013 deve continuare a farsi riferimento ai redditi familiari mentre per il periodo posteriore a tale data deve farsi riferimento al reddito personale.
8. Nella presente controversia il nuovo requisito reddituale (tenuto conto del predetto discrimine temporale) è tuttavia inapplicabile posto che, ai sensi del richiamato comma 6, il diritto alla pensione di inabilità L. n. 118 del 1971, ex art. 12 (con il nuovo requisito reddituale previsto nel comma 5) è riconoscibile a decorrere dalla data di entrata in vigore della suddetta disposizione (28 giugno 2013), ossia da una data nella quale il ricorrente (nato nel 1947), per aver già compiuto il 65^ anno di età, aveva diritto soltanto alla pensione sociale, giusta la previsione del D.Lgs. 23 novembre 1988, n. 509, art. 8 comma 1, che consente la concessione della ripetuta pensione di inabilità solamente a soggetti di età compresa fra il diciottesimo e il sessantacinquesimo anno.
10. Le spese di lite, liquidate come in dispositivo in favore dell’INPS, seguono la soccombenza, non sussistendo le condizioni previste dall’art. 152 disp. att. c.p.c., nel testo applicabile ratione temporis, per l’esonero dal pagamento delle spese; nulla spese in favore della parte rimasta intimata.
11. La circostanza che il ricorso sia stato proposto in tempo posteriore al 30 gennaio 2013 impone di dar atto dell’applicabilità del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17 (sulla ratio della disposizione si rinvia a Cass. Sez. Un. 22035/2014 e alle numerose successive conformi).
12. Essendo il ricorso in questione (avente natura chiaramente impugnatoria) da rigettarsi integralmente, deve provvedersi in conformità.
La Corte rigetta il ricorso il ricorso; condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali liquidate, in favore dell’INPS, in Euro 100,00 per esborsi, Euro 2.000,00 per compensi professionali, oltre accessori di legge e rimborso forfettario del 15 per cento. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dichiara sussistenti i presupposti per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso ex art. 13, comma 1-bis.