Source: http://report.eni.com/annual-report-2013/it/bilancio-di-esercizio/bilancio-di-esercizio-di-eni-spa/note-al-bilancio-di-esercizio/passivita-non-correnti/33-patrimonio-netto.html
Timestamp: 2017-08-19 09:26:06+00:00
Document Index: 51775252

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 88', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 172', 'art. 2430', 'art. 2430', 'art. 172', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 88', 'art. 173', 'art. 172', 'art. 88', 'art. 14', 'art. 67', 'art. 172', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 172', 'art. 2433']

Altre riserve di capitale:
Riserve di rivalutazione:
- Legge n. 576/1975
- Legge n. 72/1983
- Legge n. 408/1990
- Legge n. 413/1991
- Legge n. 342/2000
- Legge n. 448/2001
Riserva conferimenti Leggi n. 730/1983, 749/1985, 41/1986
Riserva fair value partecipazioni disponibili per la vendita al netto dell’effetto fiscale
Altre riserve di utili non disponibili:
Riserva art. 6, comma 1 lettera a) D.Lgs. 38/2005
Riserva valutazione di piani a benefici definiti per i dipendenti al netto dell’effetto fiscale
Altre riserve di utili disponibili:
Riserva da contributi in c/capitale art. 88 DPR n. 917/1986
Riserva art. 14 Legge n. 342/2000
Riserva plusvalenza da realizzo titoli azionari Legge n. 169/1983
Riserva art. 13 D.Lgs. n. 124/1993
Al 31 dicembre 2013, il capitale sociale di Eni è costituito da n. 3.634.185.330 azioni ordinarie, prive di valore nominale come deliberato dall’Assemblea straordinaria del 16 luglio 2012, di cui: (i) n. 157.552.137 azioni, pari al 4,34%, di proprietà del Ministero dell’Economia e delle Finanze; (ii) n. 936.179.478 azioni, pari al 25,76%, di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti SpA; (iii) n. 11.388.287 azioni, pari allo 0,31%, di proprietà di Eni; (iv) n. 2.529.065.428 azioni, pari al 69,59%, di proprietà di altri azionisti.
Secondo quanto dispone l’art. 172, comma 5, del DPR n. 917/1986, le riserve di rivalutazione iscritte a seguito delle incorporazioni avvenute in esercizi precedenti di Snam SpA (ora Divisione Gas & Power), Somicem SpA ed Enifin SpA di complessivi €474 milioni e dalle stesse imputate in aumento del proprio capitale sociale devono considerarsi trasferite per effetto della fusione nel capitale sociale di Eni e concorreranno alla formazione del reddito imponibile ai soli fini IRES in caso di riduzione del capitale sociale per rimborso ai soci. Alla formazione dell’importo di €474 milioni concorrono, perché precedentemente imputate ad aumento del capitale sociale, le seguenti riserve: (i) per Snam, le riserve di rivalutazione: a) Legge n. 576/1975 di €258 milioni, b) Legge n. 72/1983 di €70 milioni, c) Legge n. 413/1991 di €137 milioni, d) Legge n. 342/2000 di €8 milioni; (ii) per Somicem, la riserva di rivalutazione Legge n. 576/1975 di €0,05 milioni; (iii) per Enifin SpA, la riserva di rivalutazione Legge n. 576/1975 di €0,8 milioni.
La riserva legale di €959 milioni include la differenza di conversione (€132 milioni) derivante dalla ridenominazione del capitale sociale in euro deliberata il 1° giugno 2001 dall’Assemblea che non viene considerata ai fini del raggiungimento del limite fissato dall’art. 2430 del Codice Civile (“il quinto del capitale sociale”). La riserva è disponibile per la sola copertura perdite. La riserva legale, anche al netto della differenza di conversione, ha raggiunto il quinto del capitale sociale richiesto dall’art. 2430 c.c.
Le azioni proprie acquistate, al netto degli utilizzi, ammontano a €201 milioni (€201 milioni al 31 dicembre 2012) e sono rappresentate da n. 11.388.287 azioni ordinarie (n. 11.388.287 azioni al 31 dicembre 2012).
Le azioni proprie per €53 milioni, rappresentate da n. 2.980.725 azioni ordinarie (n. 8.259.520 azioni ordinarie al 31 dicembre 2012) sono al servizio dei piani di stock option 2006-20088.
Il decremento di n. 5.278.795 azioni proprie al servizio dei piani di stock option si analizza come segue:
Numero azioni al 31 dicembre 2012
- diritti esercitati
- diritti decaduti
Numero azioni al 31 dicembre 2013
Informazioni sugli impegni assunti a fronte dei piani di stock option sono fornite alla nota n. 36 – Costo lavoro – Piani di incentivazione dei dirigenti con azioni Eni.
La riserva per acquisto azioni proprie è di €6.201 milioni. L’Assemblea straordinaria del 16 luglio 2012 ha deliberato l’annullamento di 371.173.546 azioni proprie e ha altresì autorizzato il Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell’articolo 2357, secondo comma, del Codice Civile, ad acquistare sul Mercato Telematico Azionario – in una o più volte e comunque entro diciotto mesi dalla data della delibera – fino a un massimo di numero 363.000.000 di azioni ordinarie Eni, per un corrispettivo non inferiore a €1,102 e non superiore al prezzo ufficiale di Borsa registrato dal titolo nella seduta di Borsa precedente ogni singola operazione aumentato del 5% e comunque fino all’ammontare complessivo di €6 miliardi secondo le modalità operative stabilite nei regolamenti di organizzazione e gestione di Borsa Italiana SpA. Al fine di rispettare il limite previsto dal terzo comma dell’articolo 2357 del Codice Civile, il numero di azioni da acquistare e il relativo ammontare terranno conto del numero e dell’ammontare delle azioni Eni già in portafoglio.
Altre riserve di capitale
Le altre riserve di capitale di €9.990 milioni riguardano:
riserve di rivalutazione: €9.927 milioni. Accolgono l’imputazione, al netto della relativa imposta sostitutiva quando dovuta, dei saldi attivi risultanti dalle rivalutazioni monetarie consentite dalle diverse leggi che si sono succedute nel tempo. Parte delle riserve (€8.001 milioni) derivano dalle ricostituzioni delle corrispondenti riserve risultanti dai bilanci delle società incorporate effettuate in conformità al disposto dell’art. 172, comma 5, del DPR n. 917/1986. Queste riserve sono in sospensione di imposta ai soli fini IRES;
riserva conferimenti Leggi nn. 730/1983, 749/1985, 41/1986: €63 milioni. Accoglie i rimborsi effettuati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla base delle Leggi citate che hanno autorizzato Eni a contrarre mutui con la Banca Europea degli Investimenti (Leggi nn. 730/1983 e 41/1986) e a emettere il prestito obbligazionario Eni 1986/1995 (Legge n. 749/1985) con ammortamento a carico dello Stato.
La riserva negativa di €179 milioni riguarda la riserva per la valutazione al fair value degli strumenti finanziari derivati di copertura cash flow hedge stipulati dalla Divisione Gas & Power al netto del relativo effetto fiscale, come di seguito indicato:
Derivati di copertura cash flow hedge
La riserva di €76 milioni, costituita ai sensi dell’art. 6 comma 1, lettera b) D.Lgs. 38/2005, riguarda la riserva per la valutazione al fair value delle partecipazioni disponibili per la vendita, in particolare la partecipazione in Galp Energia SGPS SA e la partecipazione in Snam SpA non al servizio dei prestiti obbligazionari come di seguito indicato:
Altre riserve di utili non disponibili
Le altre riserve di utili non disponibili di €1.489 milioni riguardano:
riserva art. 6 comma 1, lettera a) D.Lgs. 38/2005: la riserva di €1.515 milioni è stata costituita a seguito della delibera dell’Assemblea ordinaria del 10 maggio 2013 in sede di attribuzione dell’utile 2012 e corrispondente alle plusvalenze iscritte nel conto economico, al netto del relativo onere fiscale e diverse da quelle riferibili agli strumenti finanziari di negoziazione e all’operatività in cambi e di copertura, che discendono dall’applicazione del criterio del valore equo (fair value) ai sensi dell’art. 6, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 28 febbraio 2005 per €2.603 milioni. La riserva si riduce di €1.088 milioni ai sensi dell’art. 6, comma 3, del D.Lgs. 28 febbraio 2005 in misura corrispondente all’importo realizzato nel corso del 2013 come di seguito indicato:
Attribuzione utile 2012
riserva valutazione di piani a benefici definiti per i dipendenti al netto dell’effetto fiscale: la riserva negativa di €26 milioni riguarda la rilevazione delle variazioni dei fondi per benefici ai dipendenti che per effetto delle disposizioni dello IAS 19 sono rilevate nel prospetto dell’utile complessivo. Gli utili e le perdite attuariali rilevati nel prospetto dell’utile complessivo non sono oggetto di successiva imputazione a conto economico.
Altre riserve di utili disponibili
Le altre riserve di utili disponibili di €15.976 milioni riguardano:
riserva disponibile: €15.462 milioni con un incremento di €3.609 milioni dovuto essenzialmente: (i) alla riclassifica della riserva facoltativa costituita in sede assembleare per effetto della cessione avvenuta in data 25 luglio 2013 a CNPC del 28,57% delle azioni della Società Eni East Africa, nell’offshore del Mozambico (€3.392 milioni); (ii) alla riclassifica della riserva art. 6, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 28 febbraio 2005 costituita in sede assembleare per effetto delle plusvalenze realizzate nel corso del 2013 (€1.088 milioni). Tali incrementi sono stati parzialmente compensati: (i) dall’utilizzo della riserva per la distribuzione del saldo dividendo 2012 (€829 milioni); (ii) dalle operazioni under common control (€32 milioni), in particolare dall’acquisizione del ramo di azienda “Amministrazione, Bilancio e Attività Transazionali” da Eni Adfin SpA e dall’acquisto del 100% del capitale sociale di Floaters SpA da Saipem SpA (iii) dal fair value dei diritti decaduti relativi ai piani di stock option (€13 milioni);
riserva da contributi in c/capitale art. 88 DPR n. 917/1986: €412 milioni. Accoglie: (i) ai sensi dell’art. 173, comma 9, del DPR n. 917/1986, la ricostituzione per la parte relativa al patrimonio netto scisso delle riserve risultanti dal bilancio 2003 dell’Italgas SpA in sospensione d’imposta in quanto costituite con contributi in conto capitale incassati fino all’esercizio 1988 (€43 milioni); (ii) ai sensi dell’art. 172, comma 5, del DPR n. 917/1986, la ricostituzione delle corrispondenti riserve risultanti dagli ultimi bilanci delle società incorporate relative ai contributi in conto capitale per la parte accantonata in sospensione di imposta ai soli fini IRES in conformità alle diverse formulazioni dell’art. 88 del DPR n. 917/86 che si sono succedute nel tempo;
riserva art. 14 Legge n. 342/2000: €74 milioni. Accoglie il riallineamento dei valori fiscalmente riconosciuti ai maggiori valori civilistici delle immobilizzazioni materiali per le quali erano stati stanziati ammortamenti anticipati in sede di attribuzione dell’utile dell’esercizio 1999. La riserva è stata costituita riclassificando la “Riserva ammortamenti anticipati ex art. 67 DPR n. 917/1986” per la parte da considerarsi in sospensione di imposta ai fini IRES;
riserva plusvalenze da realizzo titoli azionari Legge n. 169/1983: €19 milioni. Accoglie la ricostituzione, ai sensi dell’art. 172, comma 5, del DPR n. 917/1986, della corrispondente riserva dell’incorporata Agip relativa alle plusvalenze in sospensione d’imposta ai fini IRES realizzate nel 1986 a fronte di cessioni di partecipazioni;
riserva da avanzo di fusione: €8 milioni. Accoglie l’avanzo di fusione di €8 milioni derivante dall’incorporazione di Eni Hellas SpA, decorsa dal 1° novembre 2012. Alla riserva è attribuita la natura di riserva di utili;
riserva art. 13 D.Lgs. n. 124/1993: €1 milione. Accoglie, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 124/1993, la quota dell’utile dell’esercizio attribuito dalle assemblee in misura pari al 3% dello stanziamento al trattamento di fine rapporto versato nel corso dell’esercizio ai fondi pensione Fopdire e Fondenergia ai quali partecipano, rispettivamente, i dirigenti e gli altri dipendenti del Gruppo. Quanto a €0,5, €0,2 e €0,06, €0,006 e €0,006, €0,007 e €0,006 milioni la riserva rappresenta la ricostituzione, ai sensi dell’art. 172, comma 5, del DPR n. 917/1986, delle corrispondenti riserve delle incorporate AgipPetroli, Snam, EniData, EniTecnologie, Enifin, AgipFuel e Praoil. La riserva è in sospensione d’imposta ai soli fini IRES.
Riguarda per €1.993 milioni l’acconto sul dividendo dell’esercizio 2013 di €0,55 per azione deliberato il 19 settembre 2013 dal Consiglio di Amministrazione ai sensi dell’art. 2433-bis, comma 5, del Codice Civile e messo in pagamento a partire dal 26 settembre 2013.
Il patrimonio netto comprende riserve soggette a tassazione in caso di distribuzione, sulle quali tuttavia non sono state stanziate imposte differite perché non se ne prevede la distribuzione. In tal caso sarebbero dovute imposte per circa €1,32 miliardi. Le riserve vincolate a fronte di rettifiche di valore ed accantonamenti dedotti ai soli fini fiscali ammontano a €0,5 miliardi. Le riserve che possono essere distribuite senza concorrere alla formazione del reddito imponibile ammontano a €24,08 miliardi.
(8) Il periodo di esercizio previsto per le assegnazioni 2005 e 2007 è giunto a scadenza nel corso del 2013.