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Timestamp: 2016-12-06 21:58:54+00:00
Document Index: 40284251

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ']

Circolare INPS n. 107 del 06.10.2006
CIGS - annullamento del punto 2 della
circolare INPS n° 84 del 29.4.1988 in adesione ai criteri della sentenza del
T.A.R. del Lazio n° 8138 del 10.10.2005
Con sentenza n° 8138
del 10.10.2005 il T.A.R. del Lazio ha accolto i ricorsi proposti dalle società
Simetrafo s.r.l., Simair s.r.l., Sime Sitemi s.p.a. e Igla s.p.a. contro il
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed altre Pubbliche
Amministrazioni, nonché nei confronti dellINPS, per lannullamento di
alcuni provvedimenti con i quali era stato negato lintervento straordinario
di integrazione salariale per i dipendenti assunti con contratto di formazione e
La sopra citata sentenza appare conforme allorientamento
espresso sia dalla Suprema Corte di Cassazione (sentenze n. 18296 del
23.12.2002, n. 2510 del 1.3.1993, n. 4227 del 13.4.1995) sia dal Consiglio di
Stato (sentenza n. 1412 del 25.10.1996) e, pertanto, lAvvocatura Centrale
dellIstituto non ha ritenuto opportuno ricorrere in appello avverso la
suddetta decisione.
Si riportano di seguito le motivazioni di tale decisione.
«Lart. 3 quinto comma del d.l. 30 ottobre
1984, n. 726 (convertito in L. 19 dicembre 1984, n. 863) dispone che Ai
contratti di formazione e lavoro si applicano le disposizioni legislative che
disciplinano i rapporti di lavoro subordinato in quanto non siano derogate dal
Sulla scorta della decisione della Sesta Sezione del Consiglio di Stato 25
ottobre 1996 n. 1412 si deve pertanto rilevare che, in materia, il legislatore
ha posto il principio generale di una sostanziale identità della disciplina del
contratto di formazione e lavoro con il contratto di lavoro subordinato
in senso stretto. Ancorché i tempi e le modalità di svolgimento dellattività
di formazione e lavoro possano essere differenti (dato che sono stabiliti
mediante progetti predisposti dagli Enti pubblici economici, dalle imprese e
loro consorzi), non vi sono reali ragioni per negare la sostanziale identità
della causa (civilisticamente intesa) del negozio che è individuabile nello
scambio lavoro contro retribuzione. In conseguenza è dunque evidente che,
non ricorrendo specifici divieti, ai rapporti di formazione e lavoro debba - in
linea di principio - applicarsi lidentico regime delle integrazioni sociali,
che è valido per i rapporti di lavoro ordinari. Questo è del resto lorientamento
della Corte di cassazione, la quale ha precisato che, per il contratto di
formazione e lavoro disciplinato dalle disposizioni legislative che regolano i
rapporti di lavoro subordinato, non sono previste deroghe allapplicazione
della normativa in materia di cassa integrazione guadagni straordinaria per cui
tale trattamento è applicabile anche nei confronti dei lavoratori assunti
con contratto di formazione e lavoro (Cass. dec. n. 2510 del 1 marzo 1993),
non sussistendo alcun motivo per sottoporre i contratti di formazione e
lavoro, ai fini della cassa integrazione, ad un regime diverso da quello degli
ordinari rapporti di lavoro (Cass. dec. n. 4227 del 13 aprile 1995).
Dato che, né nella normativa e né nei singoli provvedimenti concessivi della
C.I.G., alle imprese ricorrenti, vi era stata unespressa esclusione nel senso
voluto dalle amministrazioni resistenti, nessun rilievo giuridico poteva darsi
allargomentazione della Circolare INPS per cui per la durata del contratto di
formazione e lavoro, limitata a ventiquattro mesi, impediva la concessione della
CIG anche ai predetti lavoratori.
E infatti evidente come, al verificarsi di tali circostanze, i rapporto di
formazione e lavoro sono automaticamente sospesi: in tali casi lesecuzione
delle prestazioni è oggettivamente impedita dal verificarsi di fatti non
riconducibili alla volontà delle parti. Per tale ordine di ragioni, la
sospensione del rapporto di lavoro per collocamento in cassa integrazione del
lavoratore con contratto di formazione e lavoro è compatibile con la proroga
del termine naturale del negozio (analogamente alle ipotesi: gravidanza,
puerperio, malattia, servizio militare: cfr. Corte Cost. 8 aprile 1993 n. 1493;
Cassazione civile, sez. lav., 13 dicembre 1995, n. 12741, ecc.). Con la
conseguenza che il provvedimento ministeriale di autorizzazione al collocamento
di lavoratori in cassa integrazione abilita il datore di lavoro ad includere tra
il personale sospeso anche coloro che siano stati assunti al lavoro mediante il
suddetto contratto (cfr. Cassazione civile, Sez. Lav., 23 dicembre 2002, n.
18296). Del resto, ragioni di giustizia sostanziale rendono del tutto
incomprensibile latteggiamento dellINPS, nei confronti di una categoria
particolarmente debole di lavoratori.
In conclusione il ricorso è fondato e deve essere accolto. Deve perciò
procedersi allannullamento in parte qua della Circolare INPS n. 84 del
29.4.1988 ()»
Viste le summenzionate motivazioni, e in ottemperanza
al dispositivo della medesima sentenza (T.A.R. Lazio n° 8138 del 10.10.2005),
si deve considerare superato il criterio al punto 2 della circolare INPS n° 84
del 29.4.1988, estendendo, inoltre, tale nuova disciplina anche alle
integrazioni salariali straordinarie concesse in deroga alla normativa vigente.