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Timestamp: 2017-06-28 20:45:55+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.37', 'art.1', 'art.1', 'art.8', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 53', 'art. 97', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 18', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 94']

legislatore dovrà tener presente in materia fiscale. La legge ha reso effettivo
semplificazione degli adempimenti, alla tutela dell'affidamento, all'equità e
Irretroattività delle norme tributarie
Per gli anni 1995 e successivi i termini per l'attività di liquidazione a
31/12/2002, Per gli anni 1998 e successivi i termini per l'attività di
Anno 2004: Dl 269 art.37 differimento dei termini per l'iscrizione a ruolo per la liquidazione dei tributi sui natanti e L.350/2003 per la proroga al 31/12/2004 dei termini scadenti al 31/12/2003 per tutte le annualità dal 1999 in poi ai fini ici.
Anno 2005: L.311/2004 art.1 c.67 finanziaria 2005 differimento dei termini per accertamento e liquidazione ici dal 2000 in poi al 31/12/2004 - L.311/2004 art.1 comma 424 proroga dei termini per l'iscrizione a ruolo del 2003 al 31/12/2006 Anno 2006: Finanziaria 2006, Esclusione della possibilità di rimborso a seguito di esenzione ICI immobili religiosi (Art. 1, comma 133) adeguamento studi di settore per gli anni precedenti contestuale alla programmazione (commi 510-518) , Studi di settore formulati senza consultare le associazioni di categoria con conseguenza disastrose per la sopravvivenza delle imprese e degli studi professionali. L'art.8 della legge 212/2000 tutela l'integrità patrimoniale del contribuente e in barba a questa norma, vengono concessi piu' poteri ai concessionari della riscossione e agli organi ispettivi per consentire anche l'accesso ai conti correnti e ai risparmi dei contribuenti, ma nel frattempo i politici si blindano le loro informazioni istituendo un archivio per i vip, impedendo a qualunque ufficio di accedere alle proprie informazioni.3.L'efficacia dello Statuto
Il principio è stato affermato dalla Corte di Cassazione , con la sentenza 17576 del 2002
dell'amministrazione finanziaria, quest'ultima non può ripensarci ed emettere
un avviso di accertamento. Perciò il Fisco non può annullare il precedente
atto con cui veniva archiviata la pendenza a seguito della sanatoria così
senso più conforme ai principi statutari.
dell'attività del futuro legislatore tributario, ma anche nell'esercizio
dell'attività dell'interprete, che tali principi è chiamato ad applicare anche
delegato, e cioè a "tutte le altre" leggi tributarie vigenti.
dei principi sulla retroattività. Questo perché lo Statuto si pone come
debbono ritenersi "immanenti" nell'ordinamento stesso già prima
di legittimità, che porta a individuare la tutela dell'affidamento del
diritto, che costituisce un preciso limite all'esercizio sia dell'attività
legislativa, sia dell'attività amministrativa in particolare. Il principio
fede, comporta per il Fisco il dovere di esercitare la propria attività e
coerente. Per di più, precisa la Corte di Cassazione, qualsiasi comportamento dell'amministrazione stessa non conforme a tali
canoni può essere idoneo a costituire, secondo le circostanze del caso
senso soggettivo) delle apparenti legittimità e coerenza dell'attività
"statutarie". La Corte di Cassazione distingue tra disposizioni espressive di principi già "immanenti"
contenuto totalmente o parzialmente innovativo. Nel gruppo dei principi già
e motivazione, già riconosciuti come tali dalla giurisprudenza della Corte
nel primo comma dell'articolo 1 della legge n. 212 del 2000 (e cioè:
giudizio di costituzionalità delle leggi) è certo, però, che alle specifiche
"principi generali dell'ordinamento tributario" è costituito,
quantomeno, dalla "superiorità assiologica" dei principi espressi o
legge n. 212 del 2000, deve essere risolto dall'interprete nel senso più
Lo Statuto dei diritti del contribuente, contenuto nella legge n. 212 del 27 luglio 2000, dà attuazione ai principi di democraticità e trasparenza del sistema impositivo, contribuendo a migliorare il rapporto tra Fisco e cittadini.
Ai contribuenti lo Statuto attribuisce strumenti di tutela e di garanzia nei confronti dell'amministrazione finanziaria, sia in materia di conoscibilità del sistema normativo tributario, sia nell'ambito delle attività di accertamento e riscossione esercitate dagli uffici fiscali.
Lo Statuto contiene (art. 1 "Principi generali") disposizioni generali dell'ordinamento tributario in attuazione dei principi costituzionali di uguaglianza di tutti i cittadini nei confronti delle disposizioni di legge (art. 3 Cost.); di riserva di legge in materia di prestazioni patrimoniali (art. 23 Cost.); di capacità contributiva e progressività del sistema tributario (art. 53 Cost.); di buon andamento e imparzialità dell'amministrazione (art. 97 Cost.).
Lo Statuto ha portata applicativa generale e, infatti, come precisato all'art. 17 ("Concessionari della riscossione"), le sue disposizioni investono anche i concessionari della riscossione e gli organi indiretti dell'amministrazione finanziaria, compresi i soggetti incaricati di esercitare attività di accertamento, liquidazione e riscossione di qualunque tributo.
La concreta attuazione delle disposizioni dello Statuto è avvenuta, tra l'altro, con il Dlgs. n. 32 del 26 gennaio 2001, che contiene disposizioni correttive di leggi tributarie in vigore, al fine di renderle aderenti ai principi dello Statuto.
Per assicurare l'accessibilità e la comprensibilità delle norme fiscali con l'art. 2 ("Chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie"), lo Statuto richiede che l'oggetto delle disposizioni tributarie di leggi ed altri atti aventi forza di legge sia esplicitamente richiamato nel titolo.
Per un'adeguata trasparenza delle norme è inoltre richiesto che, quando vi siano richiami ad altre norme, sia riportata una sintesi delle disposizioni a cui si fa rinvio.
Importanti precisazioni sul principio di chiarezza normativa sono state formulate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in due successive circolari (Circolare n. 1 del 2001 "Guida alla redazione dei testi normativi", e Circolare n. 10888 del 2001 "Regole o raccomandazioni per la formulazione tecnica dei testi legislativi"). Razionalità delle fonti tributarie All'art. 3 ("Efficacia temporale delle norme tributarie") lo Statuto ribadisce il principio della efficacia non retroattiva delle disposizioni tributarie, che divengono efficaci solo dopo la loro emanazione.
L'irretroattività delle norme tributarie costituisce principio generale del nostro sistema tributario, come affermato più volte dalla Corte di Cassazione (Sentenza del 02/04/2003 n. 5015, Sentenza del 13/06/2002 n. 8415) che, con la Sentenza del 14/04/2004 n. 7080, ha riconosciuto l'intenzione del legislatore di attribuire ai principi espressi nelle disposizioni dello statuto, o desumibili da esso una rilevanza del tutto particolare nell'ambito della legislazione tributaria ed una sostanziale superiorità rispetto alle altre disposizioni vigenti in materia.
Questo orientamento è stato confermato dalla recente Sentenza del 6/5/2005 n. 9407.
Esso, inoltre, precisa che il ricorso a norme interpretative, finalizzate cioè ad esplicitare il significato di disposizioni di legge non sufficientemente chiare, deve essere eccezionale e le stesse devono essere espressamente qualificate come "interpretazioni autentiche".
Importanti precisazioni sul principio di chiarezza normativa sono state formulate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in due successive circolari (Circolare n. 1 del 2001 "Guida alla redazione dei testi normativi", e Circolare n. 10888 del 2001 "Regole o raccomandazioni per la formulazione tecnica dei testi legislativi"). Informazione del contribuente Lo Statuto ribadisce all'art. 5 ("Informazione del contribuente") la necessità di assicurare in materia fiscale la conoscenza delle leggi e della documentazione amministrativa collegata. A tal fine sollecita la produzione di testi di legge coordinati.
Lo Statuto richiama espressamente la necessità di ricorrere alle nuove tecnologie della comunicazione.
Conoscenza degli atti e semplificazione Ai sensi dell'art. 6 ("Conoscenza degli atti e semplificazione"), gli uffici finanziari devono: accertare l'effettivo domicilio del contribuente destinatario di un atto; tutelare la riservatezza dei suoi dati personali; informare il contribuente di ogni fatto o circostanza dai quali possa derivare il mancato riconoscimento di un credito o l'irrogazione di una sanzione; astenersi dal richiedere documenti o altre informazioni già in possesso della stessa amministrazione finanziaria o di altri uffici pubblici (come previsto dalla legge n. 241 del 1990, art. 18); invitare i contribuenti, in caso di dichiarazioni fiscali dal contenuto incerto o non esaustivo, a produrre i documenti mancanti entro un congruo termine (comunque non inferiore a 30 giorni). Le comunicazioni ai contribuenti (modulistica e istruzioni) debbono, in ogni caso, essere scritte con una terminologia e una sintassi il più possibile chiara e comprensibile anche per chi non possiede specifiche conoscenze tributarie.
Il Dlgs. n. 32 del 26 gennaio 2001 e la Circolare n. 77/E del 03/08/2001 hanno introdotto, in proposito, importanti elementi di novità.
Inoltre, con la Circolare n. 68/E del 16/07/2001, l'Agenzia delle Entrate ha dettato chiarimenti ed istruzioni agli uffici in merito alle nuove modalità per la conservazione ed eventuale esibizione della documentazione probatoria da parte dei contribuenti all'amministrazione finanziaria richiedente.
Viene, ad esempio, specificato che gli uffici operativi, nel procedere all'esame della posizione del contribuente, sono invitati ad effettuare, caso per caso, attente valutazioni in ordine alla legittimità delle richieste di documentazione e all'opportunità delle stesse, anche in relazione alla prevedibile proficuità degli esiti dei riscontri effettuabili per comprovare la correttezza dei dati dichiarati.
Precisa, inoltre, che l'invito al contribuente a trasmettere o esibire la documentazione probatoria dei dati esposti in dichiarazione, effettuato in forma scritta, deve essere inoltrato mediante corrispondenza ordinaria, in busta chiusa. L'obbligo di informare i contribuenti è richiamato nella Sentenza del 16/07/2001 n. 57 - Commissione Tributaria Provinciale Como - Sezione V, che ha affermato che la dichiarazione fiscale presentata all'Ufficio incompetente non può comportare conseguenze sfavorevoli per il contribuente, nei confronti del quale, dunque, non è applicabile alcuna sanzione.
Come ricordato nella sentenza, ai sensi dell'art. 6 dello Statuto: "L'amministrazione deve informare il contribuente di ogni fatto o circostanza a sua conoscenza dai quali possa derivare il mancato riconoscimento di un credito". Se l'Ufficio delle Imposte Dirette avesse, in quel caso, rilevato immediatamente l'errore in cui era incorso il contribuente, avrebbe potuto tempestivamente disporre la trasmissione delle stesse dichiarazioni all'Ufficio competente. Con la Sentenza del 12/10/2001 n. 12462 la Corte di Cassazione - Sezione V, ha chiarito che il principio di obbligatorietà di informazione, sancito dal secondo e dal quinto comma dell'art. 6 dello Statuto, non può trovare applicazione con riferimento all'attività accertativa dell'amministrazione finanziaria relativa a precedenti anni d'imposta. La decisione ha trovato conferma nella Sentenza del 10/12/2002 n. 720 della Commissione Tributaria Regionale Umbria - Sezione VI. Chiarezza e motivazione degli atti Allo scopo di assicurare maggiore chiarezza e trasparenza agli atti dell'amministrazione finanziaria, lo Statuto richiama all'art. 7 ("Chiarezza e motivazione degli atti") l'obbligo generale di motivazione già previsto all'art. 3 della legge 241/1990 e prevede che, in ogni comunicazione ai contribuenti, siano specificati i presupposti di fatto e le ragioni di diritto che sono alla base dell'atto.
Individua gli elementi tassativi degli atti dell'amministrazione finanziaria e dei concessionari della riscossione. Con la Sentenza del 28/08/2001 n. 141 la Commissione Tributaria Provinciale di Grosseto - Sezione II - ha chiarito che il processo verbale di constatazione è "un mero atto portatore dei fatti accertati, e non già l'atto che motiva l'accertamento, la rettifica o la comminazione delle sanzioni".
La Commissione Tributaria Regionale del Piemonte ha anche precisato (Sentenza del 31/10/2003 n. 19) che è nullo l'avviso di accertamento al quale non siano allegati gli atti endoprocedimentali che hanno portato alla determinazione dell'imposta, essendo tale allegazione finalizzata alla tutela del diritto di difesa del contribuente. In attuazione dei principi suddetti il Dlgs. n. 32 del 26 gennaio 2001 ha apportato una serie di modifiche ed integrazioni all'ordinamento tributario, che riguardano l'imposta sui redditi (Art. 1 "Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, concernente l'accertamento delle imposte dei redditi"); l'imposta sul valore aggiunto (Art. 2 "Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, in materia di IVA"); l'imposta di registro ed altri tributi (Art. 4 "Modifiche al testo unico concernente l'imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131" e Art. 5 "Modifiche al testo unico delle disposizioni concernente l'imposta sulle successioni e donazioni, approvato con decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346"); l'irrogazione delle sanzioni (Art. 7, lettera c "Modifiche al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n, 472 concernente le disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie"); l'iscrizione a ruolo e le cartelle di pagamento (Art. 8, lettere a, b "Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, concernente la riscossione dei tributi"); gli istituti doganali (Art. 9 "Modifiche al decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374, concernente il riordinamento degli istituti doganali e la revisione delle procedure di accertamento").
La Circolare n. 77/E del 03/08/2001 fornisce chiarimenti sul significato e la portata delle disposizioni correttive introdotte. Semplificazione degli adempimenti fiscali Il Dlgs. n. 32 del 26 gennaio 2001, art. 3 ("Modifiche al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, concernente l'unificazione ai fini fiscali e contributivi delle procedure di liquidazione, riscossione e accertamento"), in attuazione dei principi dello Statuto, ha introdotto modifiche al Dlgs. 18 dicembre 1997, n. 462 in materia di unificazione ai fini fiscali e contributivi delle procedure di liquidazione, riscossione e accertamento. Tutela dell'integrità patrimoniale del contribuente
Lo Statuto detta all'art. 8 ("Tutela dell'integrità patrimoniale") una serie di disposizioni per la tutela dell'integrità patrimoniale del contribuente. Esso conferma ed amplia il ricorso allo strumento della compensazione per estinguere l'obbligazione tributaria. (La norma, in particolare, dispone che dall'anno d'imposta 2002 la compensazione venga estesa a tutti i tributi). Importanti chiarimenti sull'ambito applicativo dell'istituto della compensazione sono stati forniti con Sentenza del 20/11/2001 n. 14588 della Corte di Cassazione. Questa ha chiarito che, data la specificità-analiticità della regolamentazione in materia di IVA, le comuni disposizioni codicistiche sull'estinzione per compensazione possono essere derogate solo con legge speciale.
Garanzie specifiche sono dettate in materia di prescrizione (non estensibile oltre i limiti previsti dal codice civile) e di conservazione degli atti (che non può eccedere il limite temporale di dieci anni). Rimessione nei termini già scaduti Con l'art. 9 ('Rimessione in termini') lo Statuto prevede la possibilità, a beneficio dei contribuenti, di rimessione nei termini qualora, per cause di forza maggiore, non sia possibile ottemperare agli obblighi tributari alle scadenze previste.
Non sono irrogate sanzioni, né richiesti interessi di mora, nel caso in cui l'errore del contribuente sia stato causato dall'essersi conformato ad indicazioni contenute in atti dell'amministrazione finanziaria e dalla stessa successivamente modificate.
Allo stesso modo il contribuente sarà scusato quando il comportamento che ha determinato la violazione sia stato causato da fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni o errori degli uffici fiscali.
Le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria (in ogni caso non determina obiettiva condizione di incertezza la pendenza di un giudizio in ordine alla legittimità della norma tributaria) o quando si traduce in una mera violazione formale senza alcun debito di imposta.
La regola, dunque, ha portata generale ed è destinata a disciplinare una serie indeterminata di casi concreti.
Ha precisato, inoltre, che il principio della tutela del legittimo affidamento del cittadino nella sicurezza giuridica trova il suo fondamento nel principio costituzionale di 'eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge' (art. 3 Cost.). In forza della regola dell' 'interpretazione adeguatrice a Costituzione' l'affidamento è, pertanto, applicabile anche ai rapporti tributari sorti in epoca anteriore all'entrata in vigore dello Statuto del contribuente. Con Sentenza del 6/10/2006 n. 21513 la Corte di Cassazione, nel ribadire che il principio della tutela dell’affidamento ha valenza costituzionale, ha precisato che il principio risulta applicabile oltre che ai rapporti sorti anteriormente all’entrata in vigore della legge n. 212/2000 anche a quelli fra contribuente ed ente impositore diverso dall’Amministrazione finanziaria e ad elementi dell’imposizione diversi da sanzioni ed interessi. La stessa Corte di Cassazione (Sezione V) nella Sentenza del 14/02/2002 n. 2133, ha precisato che le circolari ministeriali su materie tributarie non sono fonte di diritti ed obblighi. Pertanto, qualora il contribuente si sia conformato ad un'interpretazione erronea fornita dall'amministrazione in una circolare (successivamente modificata), in base al principio di tutela dell'affidamento è esclusa soltanto l'irrogazione delle relative sanzioni.
Lo Statuto elenca all'art. 12 ("Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali") specifiche garanzie per il contribuente nel caso in cui la sua attività sia sottoposta a ispezioni e verifiche contabili da parte degli uffici dell'amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza. Le principali regole: l'attività di controllo deve svolgersi durante il normale orario di lavoro dell'azienda;
il contribuente deve essere informato sui motivi e sulle conseguenze del controllo, sulle modalità di svolgimento, sui suoi diritti ed obblighi e sulla possibilità di farsi assistere da un professionista di fiducia;
il contribuente può richiedere che il controllo dei documenti contabili si svolga nello stesso ufficio dei verificatori oppure presso chi lo assiste o lo rappresenta;
il contribuente ha la facoltà di far verbalizzare le osservazioni e i rilievi propri e del legale che lo assiste;
i verificatori devono compiere le attività di verifica entro 30 giorni, prorogabili di altri 30 solo per esigenze motivate;
il contribuente, conclusa la verifica, può contestare di fronte al Garante del contribuente le modalità in cui questa si è svolta;
chiusura delle operazioni di verifica, ha la facoltà di proporre osservazioni e richieste agli uffici competenti. Nella Sentenza del 07/03/2002 n. 12, la Commissione Tributaria Provinciale di Brescia - Sezione IX, ha chiarito che è illegittimo, a prescindere dalla mancata previsione normativa di nullità, l'avviso di accertamento emanato prima del decorso dei sessanta giorni concessi dalla legge all'Ufficio accertatore per porre in essere la propria autonoma attività istruttoria ed al contribuente per predisporre un'adeguata difesa.
Sull'impugnabilità autonoma dell'ordine di accesso emesso dalla Guardia di Finanza, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia - Sezione I, con la Sentenza del 29/01/2002 n. 337, ha affermato l'inammissibilità del ricorso. Il Tribunale, infatti, ha ritenuto il giudice amministrativo carente di giurisdizione in materia, atteso che l'ordine d'accesso, come tutti gli atti strumentali all'accertamento dei tributi, non è impugnabile in via autonoma, ma congiuntamente agli atti terminali del procedimento impositivo, con ricorso proponibile dinanzi al giudice tributario. Lo Statuto prevede all'art. 15 ("Codice di comportamento per il personale addetto alle verifiche tributarie") che venga redatto un Codice di comportamento contenente le regole di attività per il personale addetto alle verifiche tributarie.
Il codice verrà emanato con decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze, sentiti i pareri di Direttori Generali del Dipartimento per le politiche fiscali e del Comandante della Guardia di finanza.
Il Comando Generale della Guardia di Finanza, con la circolare 1/98 del 20 ottobre 1998, ha regolamentato l'attività di verifica per il proprio corpo militare. Interpello
Lo Statuto ha introdotto all'art. 11 ("Interpello del contribuente"), a beneficio della generalità dei contribuenti, l'istituto dell'interpello ordinario.
Il contribuente, se nella normativa vi sono "obiettive condizioni di incertezza", può rivolgere un quesito all'amministrazione finanziaria, che deve rispondere entro 120 giorni.
E' nullo qualunque atto emanato in difformità dalla risposta o dall'interpretazione prospettata dal contribuente e desunta in base al silenzio-assenso dell'Amministrazione.
Il Garante del contribuente, previsto dall'art. 13 della legge 212/2000, come modificato dall'art. 94, commi 7 e 8, della legge 289/2002, c.d. Statuto del contribuente, è stato istituito in tutte le regioni d'Italia.
Esso ha il compito di verificare, attraverso accessi agli uffici e esame della documentazione, le irregolarità, le scorrettezze e le disfunzioni dell'attività fiscale segnalate dai contribuenti.