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Timestamp: 2019-09-18 01:23:07+00:00
Document Index: 57950357

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 8', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 21', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 11', 'art. 138', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2']

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Direzione Generale - PDF
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1 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Direzione Generale Prot. 4765/P Napoli, 24 febbraio 2006 AI DIRIGENTI SCOLASTICI DEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE SECONDARIA DI SECONDO GRADO DELLA REGIONE CAMPANIA LORO SEDI E, P.C., AI DIRIGENTI DEI CENTRI SERVIZI AMMINISTRATIVI DELLA REGIONE CAMPANIA LORO SEDI ALLE OO.SS. REGIONALI DEL COMPARTO SCUOLA LORO SEDI OGGETTO: Riforma del Secondo Ciclo indizione conferenze di servizio Questa Direzione Generale ritiene opportuno riprendere e continuare gli incontri con i Dirigenti Scolastici ed i loro docenti referenti, nell ambito di un ampio e articolato percorso di informazione e confronto in ordine ai vari aspetti innovativi del disegno riformatore del Secondo Ciclo, come già avvenuto per la Riforma del Primo Ciclo. Tanto premesso, si invitano le SS. LL. e i docenti referenti a partecipare agli incontri programmati come di seguito indicato. In uno alla presente si trasmettono i seguenti documenti relativi al DM n 775 de l 31 gennaio 2006: a. Circolare n. 11 prot. 848 del 1 febbraio 2006 b. DM n 775 del 31 gennaio 2006 c. DM 28 dicembre 2005 relativo alle tabelle di confluenza dei percorsi d. Tabelle di confluenza dei percorsi Tabelle di corrispondenza dei titoli di studio (allegate al DM di cui al punto c) e. DM 28 dicembre 2005 relativo alla quota del 20% Tale documentazione sarà oggetto di illustrazione e confronto nelle programmate conferenze di servizio. Nel ringraziare per la collaborazione che ancora una volta le SS. LL. vorranno assicurare e nell inviare cordiali saluti, si ravvisa la necessità di rappresentare la delicatezza e l importanza degli argomenti in discussione. IL DIRETTORE GENERALE F.TO ALBERTO BOTTINO
2 SEDE E DATA RELATORI AVELLINO C/O C.S.A ORE DIEGO BOUCHÉ, PIETRO ESPOSITO ANTONIO LEPRE CASERTA C/O C.S.A ORE DIEGO BOUCHÈ, PIETRO ESPOSITO UMBERTO MAZZARELLA, LUCIANO DI RIENZO SALERNO IST. S. CATERINA ORE PIETRO ESPOSITO ASSUNTA FIENGO, ALFONSO LOMBARDI, LUCIANO DI RIENZO NAPOLI C/O CONVITTO NAZIONALE ** - ORE ** Licei Classici e Scientifici, Licei linguistici e sociopsicopedagogici, istituti di istruzione artistica VITTORIO PONGIONE, BIAGIO SCOGNAMIGLIO PAOLO ALLOCCA, ALDO CALZA NAPOLI C/O CONVITTO NAZIONALE VENERDÌ * ** - ORE *** Istituti tecnici commerciali e per geometri VITTORIO PONGIONE, BIAGIO SCOGNAMIGLIO PAOLO ALLOCCA, ALDO CALZA sociali NAPOLI C/O CONVITTO NAZIONALE LUNEDÌ **** ORE **** Istituti tecnici industriali, agrari, nautici, per attivit à DIEGO BOUCHE, UGO BOUCHE VITTORIO PONGIONE,VITTORIO COPPOLA ASSUNTA FIENGO, ALDO CALZA
4 PERCORSI PREVIGENTE ORDINAMENTO PERCORSI LICEALI DI NUOVO ORDINAMENTO FOTOGRAFIA Percorsi di LICEO ARTISTICO PRIMA SEZIONE (ACCADEMIA) Percorsi di ISTITUTO D ARTE SEZIONI: ARTE PUBBLICITARIA ARTE DELLA GRAFICA PUBBLICITARIA E ARTI GRAFICHE DECORAZIONE PITTORICA DECORAZIONE PLASTICA FOTOGRAFIA ARTISTICA ARTE DEL MOSAICO ARTE DELLA STAMPA Percorsi di PROGETTO SPERIMENTALE MICHELANGELO * PITTORICHE PITTURA E DECORAZIONE PITTORICA ARTE E RESTAURO DELLE OPERE SCULTURA E DECORAZIONE PLASTICA ARTE E RESTAURO DELLE OPERE LAPIDEE GRAFICA RILIEVO E CATALOGAZIONE Percorsi di LICEO ARTISTICO ARTI FIGURATIVE Percorsi di PROGETTO SPERIMENTALE LEONARDO * CATALOGAZIONE E CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI FIGURATIVO GRAFICO VISIVO Percorsi di PROGETTO SPERIMENTALE LICEO D ARTE ( BROCCA) * ARTI E COMUNICAZIONE VISIVA BENI CULTURALI E DELLA CONSERVAZIONE
5 PERCORSI PREVIGENTE ORDINAMENTO PERCORSI LICEALI DI NUOVO ORDINAMENTO Percorsi di LICEO ARTISTICO SECONDA SEZIONE (ARCHITETTURA) Percorsi di ISTITUTO D ARTE SEZIONI: DISEGNATORI DI ARCHITETTURA DISEGNATORI DI ARCHITETTURA E ARREDAMENTO ARREDAMENTO ARTE DEL MOBILE ARTE DELLA CERAMICA TECNOLOGIA CERAMICA OREFICERIA ARTE DEI METALLI E OREFICERIA MODA E COSTUME Percorsi di PROGETTO SPRIMENTALE MICHELANGELO * PREZIOSI ARCHITETTURA E ARREDO DISEGNO INDUSTRIALE MODA E COSTUME ARTE E RESTAURO DELLA CERAMICA ARTE E RESTAURO DELL ORO E METALLI Percorsi di PROGETTO SPERIMENTALE LEONARDO * ARCHITETTURA E DESIGN Percorsi di LICEO ARTISTICO ARCHITETTURA DESIGN E AMBIENTE Percorsi di PROGETTO SPERIMENTALE LICEO D ARTE ( BROCCA) * COMPOSIZIONE E PROGETTAZIONE Percorsi di ISTITUTO D ARTE SEZIONI: DISEGNO ANIMATO SCENOTECNICA Percorsi di PROGETTO SPERIMENTALE MICHELANGELO * IMMAGINE FOTOGRAFICA, FILMICA, TELEVISIVA Percorsi di LICEO ARTISTICO AUDIOVISIVO MULTIMEDIA SCENOGRAFIA
6 * I corsi sperimentali di tali progetti hanno sostituito quasi interamente i corsi di ordinamento PERCORSI PREVIGENTE ORDINAMENTO PERCORSI LICEALI DI NUOVO ORDINAMENTO Percorsi di ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE RAGIONIERI PROGRAMMATORI Sperimentazione Mercurio - Programmatori Percorsi di LICEO ECONOMICO ECONOMICO AZIENDALE PERITI AZIENDALI E CORRISPONDENTI LINGUA ESTERA Sperimentazione Erica - PACLE Percorsi di ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE GIURIDICO ECONOMICO AZIENDALE Percorsi di LICEO ECONOMICO ECONOMICO ISTITUZIONALE SPERIMENTAZIONI AD GIURIDICO ECONOMICO Percorsi di ISTITUTO TECNICO PER IL TURISMO TURISTICO Percorsi di LICEO ECONOMICO ECONOMICO AZIENDALE: SETTORE DEL TURISMO Percorsi di ISTITUTO TECNICO PER LE ATTIVITÀ SOCIALI: GENERALE Percorsi di LICEO ECONOMICO ECONOMICO AZIENDALE: SETTORE DEI SERVIZI DIRIGENTI DI COMUNITÀ Percorsi di ISTITUTO TECNICO PER LE ATTIVITÀ SOCIALI: ECONOMO-DIETISTE Percorsi di LICEO ECONOMICO ECONOMICO AZIENDALE: SETTORE AGRO-ALIMENTARE
7 PERCORSI PREVIGENTE ORDINAMENTO PERCORSI LICEALI DI NUOVO ORDINAMENTO ISTRUZIONE TECNICA* Percorsi di ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE MECCANICA TERMOTECNICA MATERIE PLASTICHE COSTRUZIONI AERONAUTICHE INDUSTRIA NAVALMECCANICA INDUSTRIA CARTARIA Percorsi di LICEO TECNOLOGICO MECCANICO - MECCATRONICO Percorsi di ISTITUTO TECNICO NAUTICO COSTRUZIONI NAVALI MACCHINISTI Percorsi di ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE ELETTROTECNICA ED AUTOMAZIONE ELETTRONICA E TELECOMUNICAZIONE ENERGIA NUCLEARE FISICA INDUSTRIALE Percorsi di LICEO TECNOLOGICO ELETTRICO - ELETRONICO INDUSTRIA OTTICA
8 PERCORSI PREVIGENTE ORDINAMENTO PERCORSI LICEALI DI NUOVO ORDINAMENTO Percorsi di ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE INFORMATICA ARTI GRAFICHE ARTI FOTOGRAFICHE Percorsi di LICEO TECNOLOGICO INFORMATICO, GRAFICO E COMUNICAZIONE: PERCORSO INFORMATICO E COMUNICAZIONE Percorsi di LICEO TECNOLOGICO INFORMATICO, GRAFICO E COMUNICAZIONE: PERCORSO GRAFICO Percorsi di ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE CHIMICO TECNOLOGIE ALIMENTARI INDUSTRIA TINTORIA CHIMICA CONCIARIA Percorsi di LICEO TECNOLOGICO CHIMICO E MATERIALI METALLURGIA INDUSTRIA MINERARIA Percorsi di ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE TESSILE CON SPECIALIZZAZIONE CONFEZIONE INDUSTRIALE TESSILE CON SPECIALIZZAZIONE PRODUZIONI TESSILI Percorsi di LICEO TECNOLOGICO TECNOLOGIE TESSILI, DELL ABBIGLIAMENTO E DELLA MODA DISEGNO DI TESSUTI
9 PERCORSI PREVIGENTE ORDINAMENTO PERCORSI LICEALI DI NUOVO ORDINAMENTO Percorsi di ISTITUTO TECNICO AGRARIO AGRARIO VITICULTURA ED ENOLOGIA Percorsi di LICEO TECNOLOGICO PRODUZIONI BIOLOGICHE E BIOTECNOLOGIE ALIMENTARI Percorsi di ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE EDILIZIA Percorsi di ISTITUTO TECNICO PER GEOMETRI Percorsi di LICEO TECNOLOGICO COSTRUZIONI, AMBIENTE E TERRITORIO GEOMETRI Percorsi di ISTITUTO TECNICO AERONAUTICO ASSISTENZA ALLA NAVIGAZIONE AEREA NAVIGAZIONE AEREA Percorsi di ISTITUTO TECNICO NAUTICO Percorsi di LICEO TECNOLOGICO LOGISTICA E TRASPORTI CAPITANI * Le sperimentazioni, sia autonome che assistite, attivate negli istituti tecnici i cui indirizzi sono dichiarati confluenti nel nuovo Liceo Tecnologico presentano le stesse caratteristiche dei corrispondenti percorsi del previgente ordinamento.
11 DI LICEO ARTISTICO SEZIONE I ACCADEMIA PROGETTO MICHELANGELO PITTURA E DECORAZIONE PITTORICA SCULTURA E DECORAZIONE PLASTICA RILIEVO E CATALOGAZIONE PROGETTO LEONARDO CATALOGAZIONE E CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI DI LICEO ARTISTICO ARTI FIGURATIVE FIGURATIVO GRAFICO VISIVO LICEO D ARTE (BROCCA) ARTI E COMUNICAZIONE VISIVA BENI CULTURALI E DELLA CONSERVAZIONE DI ISTITUTO D ARTE SEZIONI: ARTE PUBBLICITARIA ARTE DELLA GRAFICA PUBBLICITARIA E FOTOGRAFIA FOTOGRAFIA ARTISTICA ARTI GRAFICHE ARTE DELLA STAMPA DECORAZIONE PITTORICA DI LICEO ARTISTICO ARTI FIGURATIVE DECORAZIONE PLASTICA ARTE DEL MOSAICO PROGETTO MICHELANGELO GRAFICA ARTE E RESTAURO DELLE OPERE PITTORICHE ARTE E RESTAURO DELLE OPERE LAPIDEE
12 DI LICEO ARTISTICO SEZIONE II ARCHITETTURA PROGETTO MICHELANGELO ARCHITETTURA E ARREDO PROGETTO LEONARDO DI LICEO ARTISTICO ARCHITETTURA, DESIGN E AMBIENTE ARCHITETTURA E DESIGN LICEO D ARTE (BROCCA) COMPOSIZIONE E PROGETTAZIONE DI ISTITUTO D ARTE SEZIONI: DISEGNATORI DI ARCHITETTURA DISEGNATORI DI ARCHITETTURA E ARREDAMENTO ARREDAMENTO ARTE DEL MOBILE ARTE DELLA CERAMICA TECNOLOGIA CERAMICA OREFICERIA ARTE DEI METALLI E OREFICERIA DI LICEO ARTISTICO ARCHITETTURA, DESIGN E AMBIENTE MODA E COSTUME PROGETTO MICHELANGELO DISEGNO INDUSTRIALE MODA E COSTUME ARTE E RESTAURO DELLA CERAMICA ARTE E RESTAURO DELL ORO E METALLI PREZIOSI DI ISTITUTO D ARTE
13 SEZIONI: DISEGNO ANIMATO SCENOTECNICA PROGETTO MICHELANGELO DI LICEO ARTISTICO AUDIOVISIVO MULTIMEDIA SCENOGRAFIA IMMAGINE FOTOGRAFICA, FILMICA, TELEVISIVA DI ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE RAGIONIERI PROGRAMMATORI Sperimentazione Mercurio - Programmatori PERITI AZIENDALI E CORRISPONDENTI LINGUA ESTERA Sperimentazione Erica - PACLE DI ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE GIURIDICO ECONOMICO AZIENDALE DI LICEO ECONOMICO ECONOMICO AZIENDALE DI LICEO ECONOMICO ECONOMICO ISTITUZIONALE SPERIMENTAZIONI AD GIURIDICO ECONOMICO DI ISTITUTO TECNICO PER IL TURISMO TURISTICO Sperimentazione Iter Turistico DI ISTITUTO TECNICO PER LE ATTIVITÀ SOCIALI: GENERALE DIRIGENTI DI COMUNITÀ DI ISTITUTO TECNICO PER LE ATTIVITÀ SOCIALI: ECONOMO-DIETISTE DI LICEO ECONOMICO ECONOMICO AZIENDALE: SETTORE DEL TURISMO DI LICEO ECONOMICO ECONOMICO AZIENDALE: SETTORE DEI SERVIZI DI LICEO ECONOMICO ECONOMICO AZIENDALE: SETTORE AGRO-ALIMENTARE DI ISTITUTO TECNICO
14 INDUSTRIALE MECCANICA TERMOTECNICA MATERIE PLASTICHE COSTRUZIONI AERONAUTICHE INDUSTRIA NAVALMECCANICA INDUSTRIA CARTARIA DI LICEO TECNOLOGICO MECCANICO - MECCATRONICO DI ISTITUTO TECNICO NAUTICO COSTRUZIONI NAVALI MACCHINISTI DI ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE ELETTROTECNICA ED AUTOMAZIONE ELETTRONICA E TELECOMUNICAZIONE ENERGIA NUCLEARE FISICA INDUSTRIALE DI LICEO TECNOLOGICO ELETTRICO - ELETRONICO INDUSTRIA OTTICA DI ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE INFORMATICA DI LICEO TECNOLOGICO INFORMATICO, GRAFICO E COMUNICAZIONE: PERCORSO INFORMATICO E COMUNICAZIONE DI ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE ARTI GRAFICHE ARTI FOTOGRAFICHE DI LICEO TECNOLOGICO INFORMATICO, GRAFICO E COMUNICAZIONE: PERCORSO GRAFICO
15 DI ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE CHIMICO TECNOLOGIE ALIMENTARI INDUSTRIA TINTORIA DI LICEO TECNOLOGICO CHIMICO E MATERIALI CHIMICA CONCIARIA METALLURGIA INDUSTRIA MINERARIA DI ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE TESSILE CON SPECIALIZZAZIONE CONFEZIONE INDUSTRIALE TESSILE CON SPECIALIZZAZIONE PRODUZIONI TESSILI DI LICEO TECNOLOGICO TECNOLOGIE TESSILI, DELL ABBIGLIAMENTO E DELLA MODA DISEGNO DI TESSUTI DI ISTITUTO TECNICO AGRARIO AGRARIO VITICOLTURA ED ENOLOGIA DI LICEO TECNOLOGICO PRODUZIONI BIOLOGICHE E BIOTECNOLOGIE ALIMENTARI DI ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE EDILIZIA DI ISTITUTO TECNICO PER GEOMETRI DI LICEO TECNOLOGICO COSTRUZIONI, AMBIENTE E TERRITORIO GEOMETRI
16 DI ISTITUTO TECNICO AERONAUTICO ASSISTENZA ALLA NAVIGAZIONE AEREA NAVIGAZIONE AEREA DI LICEO TECNOLOGICO LOGISTICA E TRASPORTI CAPITANI DI ISTITUTO TECNICO NAUTICO
17 Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA VISTI gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione; VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275 (Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59), e, in particolare l articolo 8 (Definizione dei curricoli); VISTA la legge 28 marzo 2003, n. 53, recante Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale, in particolare gli articoli 1,2,3 e 7; VISTO il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76 recante Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all istruzione e alla formazione, a norma dell articolo 2, comma 1, lettera c) della legge 28 marzo 2003, n.53 ; VISTO il decreto legislativo 15 aprile 2005, n.77 recante Definizione delle norme generali relative all alternanza scuola-lavoro, ai sensi dell articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n.53 ; VISTO il Decreto legislativo del 17 ottobre 2005, n. 226, recante Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, a norma dell articolo 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53 ; CONSIDERATA la necessità di definire, a norma dell articolo 27, comma 1, lettera c) del predetto decreto legislativo del 17 ottobre 2005, n. 226, l incremento, fino al 20%, della quota dei piani di studio rimessa alle istituzioni scolastiche, nell ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni in coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale in uscita dal percorso di cui all articolo 2, comma 3 del citato decreto legislativo del 17 ottobre 2005, n. 226; Sentita la Conferenza unificata di cui all articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; D E C R E T A Articolo 1 1. La quota oraria nazionale obbligatoria, riservata alla realizzazione del nucleo fondamentale dei piani di studio, omogeneo su base nazionale, è pari all 80% del monte ore annuale delle singole attività e discipline obbligatorie per tutti gli studenti, così come definito negli allegati C2, C4, C5, C6 e C7 al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226.
18 Nei licei articolati in indirizzi (liceo artistico, liceo economico, liceo tecnologico) la predetta quota oraria nazionale obbligatoria è pari all 80% del monte ore annuale delle singole discipline e attività obbligatorie per tutti gli studenti nonché, a partire dal primo anno del secondo biennio, delle singole attività e discipline obbligatorie di indirizzo, così come definito negli allegati C1, C3 e C8 al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n La quota oraria riservata alle singole istituzioni scolastiche, e da esse determinata nell ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni, sulla base dell esercizio della loro potestà legislativa, ai sensi dell articolo 27, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, è costituita dal restante 20% del monte ore annuale obbligatorio di cui al comma Ai sensi dell articolo 27, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, la quota oraria di cui al comma 2 è determinata dalle istituzioni scolastiche nell ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni in coerenza con il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente a conclusione del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e di formazione per il sistema dei licei (Allegato B al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226) e con le Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati dei percorsi liceali (Allegati C, C/1, C/2, C/3, C/4, C/5, C/6, C/7 e C/8 al predetto decreto legislativo). 4. Le istituzioni scolastiche utilizzano, anche parzialmente, la quota di cui ai commi 2 e 3: a) per confermare il piano ordinamentale degli studi; b) per realizzare compensazioni tra le attività e le discipline previste nei piani di studio; c) per introdurre nuove discipline, avvalendosi per l insegnamento di esse dei docenti in servizio nell istituto, nei limiti delle disponibilità del bilancio dell istituto medesimo e secondo le norme dettate dai vigenti contratti collettivi di lavoro. 5. Il decremento orario di ciascuna disciplina e attività non può essere comunque superiore al 20% del relativo monte orario annuale. 6. L adozione, nell ambito del piano dell offerta formativa, di unità di insegnamento non coincidenti con l unità oraria non può comportare la riduzione dell orario obbligatorio annuale, costituito dalle quote di cui ai commi 1 e 2, nell ambito del quale debbono essere recuperate le residue frazioni di tempo. 7. In vista della definizione, da parte delle Regioni, degli indirizzi di cui ai commi 2 e 3, i direttori degli Uffici scolastici regionali, previa ricognizione delle esigenze delle istituzioni scolastiche, offriranno, a richiesta delle medesime Regioni, ogni opportuna collaborazione ai fini dell individuazione dei bisogni formativi del territorio da correlare anche alle reali potenzialità delle istituzioni scolastiche. Roma, 28 dicembre 2005 IL MINISTRO f.to Moratti
19 Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA VISTI gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione; VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275 (Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59), e, in particolare l articolo 8 (Definizione dei curricoli); VISTA la legge 28 marzo 2003, n. 53, recante Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale, in particolare gli articoli 1,2,3 e 7; VISTO il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76 recante Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all istruzione e alla formazione, a norma dell articolo 2, comma 1, lettera c) della legge 28 marzo 2003, n.53 ; VISTO il decreto legislativo 15 aprile 2005, n.77 recante Definizione delle norme generali relative all alternanza scuola-lavoro, ai sensi dell articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n.53 ; VISTO il Decreto legislativo del 17 ottobre 2005, n. 226, recante Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, a norma dell articolo 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53 ; CONSIDERATA la necessità di definire, a norma dell articolo 27, c 1, lett. a) e lett. b) del predetto decreto legislativo, le tabelle di confluenza dei percorsi di istruzione secondaria superiore e le tabelle di corrispondenza dei titoli di studio in uscita dai percorsi di istruzione secondaria di secondo grado dell ordinamento previgente rispettivamente con i percorsi di istruzione liceale ed i titoli di studio in uscita dai percorsi liceali previsti dal già citato d. lvo n. 226/2005; Sentita la Conferenza unificata di cui all art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; D E C R E T A Articolo 1 Ai sensi e per gli effetti di cui al c. 1 lett. a) dell art. 27 del d. lvo , n. 226 a decorrere dall anno scolastico 2007/2008 i percorsi di istruzione secondaria superiore dell ordinamento previgente confluiscono nei percorsi liceali di cui al Capo II del medesimo
20 d. lvo n. 226/2005 secondo la tabella A allegata al presente decreto di cui costituisce parte integrante. Articolo 2 Ai sensi e per gli effetti di cui al comma 1 lett. b) dell art. 27 del d. lvo , n. 226 i titoli di studio in uscita dai percorsi di istruzione secondaria di secondo grado dell ordinamento previgente sono dichiarati corrispondenti ai titoli di studio in uscita dai percorsi liceali del secondo ciclo del sistema formativo di istruzione e formazione, previsto dal Capo II del medesimo decreto legislativo n. 226/2005 secondo la tabella B allegata al presente decreto di cui costituisce parte integrante. Articolo 3 I titoli di studio che si conseguono in uscita dai corsi avviati prima dell anno scolastico 2007/2008 sono quelli del previgente ordinamento, conservando il valore a tutti gli effetti previsti dalla legge. Roma, 28 dicembre 2005 IL MINISTRO f.to Moratti
21 Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca Dipartimento per l istruzione Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici Circolare n. 11 Prot. n. 848 Roma, 1 febbraio 2006 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI Al Sovrintendente scolastico per la Provincia di BOLZANO All Intendente scolastico per le Scuole in lingua tedesca BOLZANO All Intendente scolastico per le Scuole delle località ladine BOLZANO Al Sovrintendente scolastico per la Provincia di TRENTO Al Sovrintendente agli Studi per la Regione autonoma della Valle d Aosta AOSTA Ai Centri Servizi Amministrativi LORO SEDI e, p.c. Al Gabinetto del Ministro
22 SEDE All Ufficio Legislativo SEDE OGGETTO: Decreto di attuazione del progetto di innovazione, in ambito nazionale, ex art. 11 del D.P.R. n. 275/1999 Istituti di istruzione secondaria superiore. Si trasmette il D.M. 31 gennaio 2006, n. 775 con il quale, aderendo alle numerose richieste pervenute dalle scuole, è stato elaborato un progetto di innovazione, in ambito nazionale, ex art. 11 del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, rivolto agli istituti di istruzione secondaria superiore che volontariamente decidono di aderirvi. Si trasmettono, altresì, i decreti ministeriali 28 dicembre 2005, concernenti le tabelle di confluenza dei percorsi di istruzione secondaria previsti dall ordinamento previgente nei percorsi liceali di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 e di corrispondenza dei relativi titoli di studio in uscita, nonché l incremento fino al 20% della quota dei piani di studio rimessa alle istituzioni scolastiche, nell ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni in coerenza con il profilo educativo, professionale e culturale dello studente in uscita dai percorsi liceali. Le SS.LL. vorranno trasmettere i documenti sopra indicati alle istituzioni scolastiche, invitandole ad elaborare, su base volontaria, i propri progetti di innovazione da presentare a codesti Uffici scolastici regionali. Si confida nello sperimentato spirito di collaborazione. IL DIRETTORE GENERALE - Silvio Criscuoli -
23 Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca Progetto Nazionale di Innovazione Decreto Ministeriale n. 775 Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca VISTO il D. Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, concernente il testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione relative alle scuole di ogni ordine e grado; VISTO l art. 21 della Legge 15 marzo 1997, n. 59 e successive modificazioni; VISTO il regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, emanato con D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, e, in particolare, l art. 11, che prevede la possibilità di adottare iniziative finalizzate all innovazione degli ordinamenti degli studi, la loro articolazione e durata, l integrazione fra sistemi formativi, i processi di continuità e orientamento; VISTA la Legge 10 marzo 2000, n. 62, recante Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all istruzione ; VISTA la Legge 18 dicembre 1997, n. 440, riguardante l istituzione del fondo per l arricchimento e l ampliamento dell offerta formativa e per gli interventi perequativi; VISTA la Legge 28 marzo 2003, n. 53, contenente delega al Governo per la definizione delle norme generali sull istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale; VISTO il Decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, concernente la definizione delle norme generali relative alla scuola dell infanzia e al primo ciclo dell istruzione; VISTO il Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112; VISTO il Decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, recante norme generali ed i livelli essenziali delle prestazioni relative al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione a norma dell art. 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53 ed i documenti di seguito specificati che del decreto in questione costituiscono parte integrante: 1) Profilo educativo, culturale e professionale dello studente a conclusione del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e di formazione; 2) Profilo educativo, culturale e professionale dello studente a conclusione del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e di
24 formazione per il sistema dei licei; 3) Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati dei percorsi liceali; 4) Piani degli studi e Obiettivi specifici di apprendimento per le otto tipologie liceali previste dalla legge di riforma; 5) Orari di insegnamento e livelli di apprendimento in uscita dalla scuola primaria, dalla scuola secondaria di I grado, dal primo biennio, dal secondo biennio e dal quinto anno dei licei, per la lingua inglese, la seconda lingua comunitaria e la terza lingua straniera; 6) Obiettivi specifici di apprendimento per la lingua inglese nella scuola primaria e per la lingua inglese e per la seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di I grado; 7) Obiettivi specifici di apprendimento per le scienze nella scuola secondaria di I grado; CONSIDERATO che numerose istituzioni scolastiche nell esercizio dell autonomia loro riconosciuta si sono proposte per l attuazione di percorsi di studio coerenti con le nuove previsioni ordinamentali dei licei e in grado di rispondere ai bisogni formativi emergenti, anche riferiti a contesti territoriali specifici; RITENUTO che le richieste avanzate dalle scuole possano essere tradotte e trovare assetto sistematico attraverso un progetto di innovazione, in ambito nazionale, ai sensi dell art. 11 del D.P.R , n. 275, che consenta di realizzare, pur con diverse modalità di attuazione coerenti con l autonomia delle singole istituzioni scolastiche, una approfondita e puntuale riflessione sui vari ambiti di praticabilità dell azione riformatrice, una accurata stima dei fabbisogni delle scuole in termini di strutture, personale e finanziamenti, nonchè l elaborazione di modelli più efficaci di organizzazione didattico-metodologica; SENTITO il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, che ha espresso il proprio parere nella seduta del 15 settembre 2005; VISTI i DD.MM. 28 dicembre 2005, con i quali, in applicazione del comma 1 lettere a, b e c dell art. 27 del dlvo , n. 226, sono stati definiti, rispettivamente, le tabelle di confluenza dei previgenti percorsi di istruzione secondaria superiore nei percorsi liceali previsti dal medesimo decreto legislativo; le tabelle di corrispondenza dei titoli di studio in uscita previsti dai previgenti percorsi di istruzione secondaria di secondo grado con i titoli di studio in uscita dai percorsi liceali di cui al capo II del citato decreto legislativo 226; l incremento fino al 20% della quota dei piani di studio rimessa alle istituzioni scolastiche, nell ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni, in coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale in uscita dai percorsi liceali di cui al medesimo decreto legislativo n. 226/2005; CONSIDERATO, pertanto, che ricorrono le condizioni di cui al comma 4 dell art. 27 del più volte citato decreto legislativo n. 226/2005 per l attivazione delle innovazioni richieste dalle scuole nell ambito della loro autonomia; D E C R E T A: Art. 1 Progetto di innovazione 1. Per le motivazioni e le finalità espresse in premessa, è promosso, ai sensi dell art. 11 del D.P.R , n. 275, un progetto, in ambito nazionale, concernente l introduzione di innovazioni riguardanti gli ordinamenti liceali e l articolazione dei relativi percorsi di studio, come previsti dal d.l.vo n. 226/2005.
25 2. Le innovazioni, da attuarsi nell anno scolastico , limitatamente alle prime classi, sono aperte alla libera adesione degli istituti di istruzione secondaria superiore e si caratterizzano come laboratori di ricerca, di approfondimento e di analisi sugli aspetti connessi ai profili ordinamentali delle otto tipologie liceali previste dal d.l.vo 17 ottobre 2005, n. 226, nonché alle confluenze individuate con il decreto Il progetto è attuato nel rispetto della distribuzione territoriale dell offerta formativa, definita per l anno scolastico 2006/2007, nel contesto della programmazione della rete scolastica di cui all art. 138, comma 1 lett. b) del d.l.vo , n. 112, secondo la tabella di confluenza degli ordinamenti vigenti nei nuovi licei previsti dal d.lvo 226/2005, di cui al DM più volte citato. 4. Le istituzioni scolastiche deliberano la realizzazione del progetto innovativo, anche in maniera parziale e per singoli profili ordinamentali, sempreché le risorse professionali e strumentali disponibili consentano l attivazione dei piani di studio personalizzati nelle forme previste dall art. 3, commi 1 e 2 del decreto legislativo 226/ Nel contesto degli accordi territoriali stipulati tra gli Uffici scolastici regionali e le Regioni per la realizzazione dei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale, previsti dall Accordo quadro in sede di Conferenza unificata del 19 giugno 2003, le istituzioni scolastiche impegnate nel progetto innovativo, in particolare quelle con percorsi liceali articolati in indirizzi, gli istituti professionali e le strutture accreditate dalle Regioni, ove sono attivati i citati percorsi di istruzione e formazione professionale, possono raccordarsi tra loro sul piano logistico ed organizzativo, costituendo insieme un centro polivalente denominato campus o polo formativo. A tal fine i competenti Direttori Generali degli Uffici scolastici regionali stipulano specifiche intese con le Regioni interessate. 6. Il progetto innovativo relativo al Liceo musicale e coreutico, limitatamente alla prima classe, può essere realizzato non solo dagli istituti che si avvalgono di docenti in possesso di abilitazione all insegnamento di strumento musicale, ma anche da istituti che, pur non disponendo in proprio delle necessarie risorse professionali e strumentali, abbiano stipulato, in rapporto alla o alle sezioni da istituire, apposite convenzioni con conservatori musicali, istituti musicali pareggiati, Accademia nazionale di danza. Le convenzioni possono essere altresì stipulate con qualificate strutture accreditate dalla Direzione generale per l alta formazione artistica, musicale e coreutica. Gli istituti assicurano prioritariamente la continuità educativa agli alunni licenziati dalle scuole medie a indirizzo musicale e a quelli che frequentano i conservatori musicali. 7. L adesione al progetto è deliberata dagli organi collegiali di istituto secondo la normativa vigente, con particolare riferimento all art. 3 del D.P.R. n. 275/99. Gli istituti interessati devono preventivamente acquisire l assenso delle famiglie degli alunni destinatari del progetto innovativo. 8. Per la formazione delle classi coinvolte nel progetto valgono le norme vigenti in materia di formazione delle classi. Art. 2 Quadro di riferimento dell iniziativa 1. Il quadro di riferimento del progetto innovativo è rappresentato dal decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 e dai documenti ad esso allegati. 2. Aspetti caratterizzanti del progetto sono: a. l articolazione dell orario annuale delle lezioni in attività e insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti, attività e insegnamenti obbligatori a scelta dello studente, e attività e insegnamenti facoltativi; b. la progettazione, nel quadro degli obiettivi generali del processo formativo e degli obiettivi specifici di apprendimento, così come definiti nelle Indicazioni nazionali per i Piani di studio personalizzati allegate al decreto legislativo, di Unità di Apprendimento caratterizzate da obiettivi formativi adatti e significativi per i singoli allievi e volte a garantire la trasformazione delle capacità di ciascuno in reali e documentate competenze. 3. Le istituzioni scolastiche rivolgono particolare attenzione alle problematiche
26 della valutazione, eventualmente anche attraverso l utilizzo del Portfolio delle competenze personali descritto nell Allegato C al decreto legislativo n. 226/ Nell ambito delle attività e degli insegnamenti obbligatori a scelta dello studente, come individuati nel Piano degli studi relativo al percorso liceale oggetto dell innovazione, gli istituti assicurano prioritariamente la realizzazione degli approfondimenti relativi alle discipline obbligatorie per tutti gli studenti definite nel Piano degli studi relativo al percorso liceale prescelto; e ciò, anche in rapporto al disposto di cui all art. 3, comma 4 del decreto legislativo. 5. Nell ambito delle attività e degli insegnamenti di cui al punto 4, gli istituti assicurano, nei limiti delle risorse professionali a disposizione e tenuto conto del numero dei richiedenti, la realizzazione delle attività e degli insegnamenti diversi dagli approfondimenti relativi alle discipline obbligatorie per tutti gli studenti, con riferimento al percorso liceale considerato. 6. Per la organizzazione delle attività e degli insegnamenti facoltativi, che devono essere coerenti con il profilo educativo, culturale e professionale dello studente al termine del percorso liceale oggetto di innovazione, gli istituti, nell ambito delle risorse professionali, strumentali e finanziarie a disposizione, tengono conto delle richieste degli studenti e delle famiglie. 7. Gli studenti sono tenuti alla frequenza delle attività e degli insegnamenti facoltativi prescelti. La frequenza è gratuita. Al fine di ampliare e razionalizzare le scelte, gli istituti possono organizzarsi in rete. 8. Gli istituti possono incrementare il monte ore annuale relativo alle attività e agli insegnamenti facoltativi, definito dagli articoli 5, 6, 7, 8, 9, 10 e 11 del decreto legislativo n. 226/2005, nei limiti delle risorse a disposizione. 9. Per la scelta delle attività e degli insegnamenti elettivi, obbligatori e facoltativi, gli studenti si avvalgono dei servizi di tutorato organizzati dagli istituti. Art. 3 Articolazione del progetto da parte delle istituzioni scolastiche 1. Gli istituti interessati elaborano il proprio progetto di innovazione in funzione della piena valorizzazione dell autonomia scolastica e in coerenza con i requisiti di cui all articolo 2 del presente decreto. 2. Il progetto attesta l avvenuta verifica delle condizioni di fattibilità ed individua eventuali fabbisogni aggiuntivi nonchè le azioni di monitoraggio delle attività da porre in essere in funzione dei risultati da raggiungere. 3. Il progetto, una volta autorizzato dal Direttore Generale dell ufficio scolastico regionale, secondo quanto previsto dal successivo art. 5, è recepito nel Piano dell Offerta Formativa delle scuole interessate. 4. Ai fini della realizzazione del progetto di innovazione, i docenti e il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario sono utilizzati nel rispetto dei complessivi obblighi di servizio, previsti dai contratti collettivi, che possono essere assolti anche sulla base di una apposita programmazione plurisettimanale. 5. Il progetto è attivato nell ambito della flessibilità organizzativa e metodologico-didattica prevista dal regolamento sull autonomia scolastica e dal nuovo ordinamento. 6. Le innovazioni sono realizzate tenendo conto delle disponibilità di bilancio delle singole istituzioni scolastiche interessate, delle risorse acquisibili in ambito regionale e di finanziamenti mirati a livello nazionale, previsti in bilancio.
27 7. Il progetto innovativo è sostenuto e assistito da strutture di supporto, consulenza e monitoraggio di livello locale e nazionale. Art. 4 Formazione del personale 1. Nel quadro delle iniziative generali di formazione, sono assicurate al personale scolastico coinvolto nella innovazione opportune azioni di formazione in servizio, con metodologie qualificate ed interattive, quali l e-learning integrato. Tali attività possono realizzarsi all interno della scuola, anche in forma di ricercaazione o in gruppi di miglioramento, in collegamento con l INDIRE, gli I.R.R.E., i servizi del territorio, le reti di scuole e gli istituti universitari e di ricerca. 2. Nell ambito degli accordi di cui al comma 5 dell art. 1 sono promosse iniziative di formazione congiunta dei docenti e degli operatori coinvolti nel progetto innovativo, al fine di favorire la circolazione delle esperienze in materia di progettazione dei piani di studio personalizzati e di agevolare la realizzazione di iniziative finalizzate ai passaggi previsti dalla legge n. 53/2003, art. 2, comma 1, lettera i) e dal Decreto legislativo n. 226 del La partecipazione ad attività di formazione deve essere certificata. 4. Nell ambito del progetto le scuole devono prevedere tempi adeguati per attività collegiali di progettazione, documentazione, preparazione dei materiali, verifica e valutazione. Art. 5 Piano regionale delle scuole aderenti al progetto di innovazione 1. Le scuole inviano le delibere di adesione al progetto innovativo al competente Ufficio scolastico regionale. 2. Il Direttore Generale dell Ufficio scolastico regionale, dopo aver constatato che le delibere di adesione attestino l avvenuta verifica delle condizioni di fattibilità, e dopo aver verificato l esistenza della possibilità, da parte dell Amministrazione scolastica, di interventi aggiuntivi e di supporto, atti a superare eventuali difficoltà per l attuazione del progetto, redige il Piano regionale delle istituzioni scolastiche inserite nel progetto medesimo. 3. Il Direttore Generale dell Ufficio scolastico regionale interviene, a seguito di motivate richieste da parte delle scuole interessate alla innovazione, per assicurare le risorse disponibili, eventualmente anche con il ricorso ai finanziamenti messi a sua disposizione ai sensi della legge 18 dicembre 1997, n Il Direttore Generale dell Ufficio scolastico regionale trasmette alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici il Piano regionale delle istituzioni scolastiche inserite nel progetto in questione, corredato di relazione illustrativa
28 degli aspetti salienti delle iniziative di innovazione e dei mezzi con cui farvi fronte. Art. 6 Organismi di supporto e sviluppo del progetto di innovazione 1. Al fine di sostenere le iniziative del progetto e di dare sviluppo al processo di innovazione nella scuola secondaria superiore sono istituiti un Osservatorio nazionale ed Osservatori regionali. Gli Osservatori definiscono, ai diversi livelli di competenza, criteri per il monitoraggio del progetto innovativo. Acquisiscono, altresì, gli elementi informativi necessari per la valutazione degli esiti e per la diffusione e l approfondimento della conoscenza del disegno riformatore. 2. L Osservatorio Nazionale è istituito presso il Dipartimento per lo sviluppo dell istruzione del MIUR. La composizione dell Osservatorio Nazionale è definita con decreto del Ministro. 3. L Osservatorio regionale è istituito, con provvedimento del Direttore Generale presso ogni Ufficio scolastico regionale. Il predetto Osservatorio è composto dal Direttore Generale dell Ufficio scolastico regionale, che lo presiede, da ispettori tecnici della scuola secondaria, da rappresentanti dell I.R.R.E., dell Università, degli Enti Locali interessati nonchè da docenti rappresentanti delle scuole statali e paritarie coinvolte nel progetto. Per lo svolgimento dei suoi compiti l Osservatorio si avvale di gruppi tecnici di supporto alle istituzioni scolastiche interessate. Il presente decreto è sottoposto ai controlli di legge. Roma, 31 gennaio 2006 IL MINISTRO