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Timestamp: 2018-09-21 15:17:32+00:00
Document Index: 144745618

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 127', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 167', 'art. 11', 'art. 167', 'art. 11']

Antievasione ed antielusione al centro della manovra d’estate | Commercialista Telematico
Antievasione ed antielusione al centro della manovra d’estate
Le nuove norme introdotte con gli artt. 12 e 13 del D.L. n. 78/2009 sono tese a rendere più efficace il contrasto ai fenomeni evasivi ed elusivi esteri.
L’art. 12 del D.L. n. 78/2009
Si rileva subito che l’art. 12 del D.L. n. 78/2009 apre con una dichiarazione programmatica, secondo cui le norme antievasive ed antielusive introdotte danno attuazione alle intese raggiunte tra gli Stati aderenti alla OCSE in materia di emersione di attività economiche e finanziarie detenute in Paesi aventi regimi fiscali privilegiati, per migliorare l’attuale insoddisfacente livello di trasparenza fiscale e di scambio di informazioni, nonchè di incrementare la cooperazione amministrativa tra Stati.
Il comma 2, dell’art. 12, del D.L. n.78/2009 prevede che, in deroga ad ogni vigente disposizione di legge, gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenute negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui al D.M. 4 maggio 1999 e al D.M. 21 novembre 2001, senza tener conto delle limitazioni ivi previste, in violazione degli obblighi di dichiarazione di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’art. 4 del D.L. 28 giugno 1990, n. 167, convertito dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, ai soli fini fiscali si presumono costituite, salva la prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione.
Nei casi di investimenti e attività di natura finanziaria detenute negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato, le sanzioni previste dall’art. 1 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, sono raddoppiate.
Tabella 1: D.M. 4 maggio 2009. Paesi a fiscalità privilegiata
Alderney (Aurigny); Andorra (Principat d’Andorra); Anguilla; Antigua e Barbuda (Antigua and Barbuda); Antille Olandesi (Nederlandse Antillen); Aruba; Bahama (Bahamas); Bahrein (Dawlat al-Bahrain); Barbados; Belize; Bermuda; Brunei (Negara Brunei Darussalam); Cipro (Kypros); Costa Rica (Republica de Costa Rica); Dominica; Emirati Arabi Uniti (Al-Imarat al-‘Arabiya al Muttahida); Ecuador (Republica del Ecuador); Filippine (Pilipinas); Gibilterra (Dominion of Gibraltar); Gibuti (Djibouti); Grenada; Guernsey (Bailiwick of Guernsey); Hong Kong (Xianggang); Isola di Man (Isle of Man); Isole Cayman (The Cayman Islands); Isole Cook; Isole Marshall (Republic of the Marshall Islands); Isole Vergini Britanniche (British Virgin Islands); Jersey; Libano (Al-Jumhuriya al Lubnaniya); Liberia (Republic of Liberia); Liechtenstein (Furstentum Liechtenstein); Macao (Macau); Malaysia (Persekutuan Tanah Malaysia); Maldive (Divehi); Malta (Republic of Malta); Maurizio (Republic of Mauritius); Monserrat; Nauru (Republic of Nauru); Niue; Oman (Saltanat’Oman); Panama (Republica de Panamà); Polinesia Francese (Polynésie Francaise); Monaco (Principautè de Monaco); San Marino (Repubblica di San Marino); Sark (Sercq); Seicelle (Republic of Seychelles); Singapore (Republic of Singapore); Saint Kitts e Nevis (Federation of Saint Kitts and Nevis); Saint Lucia; Saint Vincent e Grenadine (Saint Vincent and the Grenadines); Svizzera (Confederazione Svizzera);Taiwan (Chunghua MinKuo); Tonga (Pule’anga Tonga); Turks e Caicos (The Turks and Caicos Islands); Tuvalu (The Tuvalu Islands); Uruguay (Republica Oriental del Uruguay); Vanuatu (Republic of Vanuatu); Samoa (Indipendent State of Samoa).
Tabella 2: D.M. 21 novembre 2001. Paesi a fiscalità privilegiata, ai fini dell’applicazione dell’art. 127-bis del T.U.n.917/86
Alderney (Isole del Canale), Andorra, Anguilla, Antille Olandesi,
Aruba, Bahamas, Barbados, Barbuda, Belize, Bermuda, Brunei, Cipro, Filippine, Gibilterra, Gibuti (ex Afar e Issas), Grenada, Guatemala, Guernsey (Isole del Canale), Herm (Isole del Canale), Hong Kong, Isola di Man, Isole Cayman, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini britanniche, Isole Vergini statunitensi, Jersey (Isole del Canale), Kiribati (ex Isole Gilbert), Libano, Liberia, Liechtenstein, Macao, Maldive, Malesia, Montserrat, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Oman, Polinesia francese, Saint Kitts e Nevis, Salomone, Samoa, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Sant’Elena, Sark (Isole del Canale), Seychelles, Singapore, Tonga, Tuvalu (ex Isole Ellice), Vanuatu.
Tabella 3: Stati e territori inclusi – art. 1, del D.M. 21 novembre 2001- a determinate condizioni:
Con esclusione delle società che svolgono attività di esplorazione, estrazione e raffinazione nel settore petrolifero
Con esclusione delle società operanti nei settori petrolifero e petrolchimico assoggettate ad imposta
Con esclusione delle società che realizzano almeno il 25% del fatturato fuori dal Principato.
Le disposizioni previste nell’art. 1 del D.M. 21 novembre 2001 si applicano anche ai seguenti Stati e territori limitatamente ai soggetti e alle attività per ciascuno di essi indicate:
2) Antigua, con riferimento alle international business companies, esercenti le loro attività al di fuori del territorio di Antigua, quali quelle di cui all’International Business Corporation Act, n. 28 del 1982 e successive modifiche e integrazioni, nonché con riferimento alle società che producono prodotti autorizzati, quali quelli di cui alla locale legge n. 18 del 1975 e successive modifiche e integrazioni;
7) Giamaica, con riferimento alle società di produzione per l’esportazione che usufruiscono dei benefici fiscali dell’Export Industry Encourage Act e alle società localizzate nei territori individuati dal Jamaica Export Free Zone Act;
11) Mauritius, con riferimento alle società «certificate» che si occupano di servizi all’export, espansione industriale, gestione turistica, costruzioni industriali e cliniche e che sono soggette a Corporate Tax in misura ridotta, alle Off-shore Companies e alle International Companies;
L’Unità speciale antievasione
Per garantire la massima efficacia all’azione di controllo fiscale per la prevenzione e repressione dei fenomeni di illecito trasferimento e detenzione di attività economiche e finanziarie all’estero, è stato disposto – art. 12, comma 3, del D.L. n. 78/2009 – l’istituzione di una unità speciale – Agenzia delle entrate e Guardia di finanza – , per il contrasto della evasione ed elusione internazionale, e per l’acquisizione di informazioni utili alla individuazione dei fenomeni illeciti e al rafforzamento della cooperazione internazionale.
Gli arbitraggi fiscali internazionali: le restrizioni imposte
L’art. 13, del D.L. n. 78/2009, per evitare indebiti arbitraggi fiscali, ha previsto – modificando l’art. 167 del T.U. n. 917/86 – che l’accesso a regimi di vantaggio sia sottoposto ad una verifica di effettività sostanziale.
Art.167,comma 1, del T.U.n.917/86
Se un soggetto residente in Italia detiene, direttamente o indirettamente, anche tramite società fiduciarie o per interposta persona, il controllo di una impresa, di una società o di altro ente, residente o localizzato in Stati o territori diversi da quelli di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze emanato ai sensi dell’articolo 168-bis, i redditi conseguiti dal soggetto estero partecipato sono imputati, a decorrere dalla chiusura dell’esercizio o periodo di gestione del soggetto estero partecipato, ai soggetti residenti in proporzione alle partecipazioni da essi detenute. Tali disposizioni si applicano anche per le partecipazioni in soggetti non residenti relativamente ai redditi derivanti da loro stabili organizzazioni situate in Stati o territori diversi da quelli di cui al citato decreto.
Inapplicabilità della norma
Per effetto delle modifiche introdotte dal D.L. n. 78/2009, tale norma non si applica se il soggetto residente dimostra, alternativamente, che:
a) la società o altro ente non residente svolga un’effettiva attività industriale o commerciale, come sua principale attività, nel mercato dello stato o territorio di insediamento; per le attività bancarie, finanziarie e assicurative quest’ultima condizione si ritiene soddisfatta quando la maggior parte delle fonti, degli impieghi o dei ricavi originano nello Stato o territorio di insediamento;
b) dalle partecipazioni non consegue l’effetto di localizzare i redditi in Stati o territori diversi da quelli di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze emanato ai sensi dell’articolo 168-bis. Per i fini di cui al presente comma, il contribuente deve interpellare preventivamente l’amministrazione finanziaria, ai sensi dell’art. 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, recante lo statuto dei diritti del contribuente.
Tuttavia, la previsione di cui alla lettera a) non si applica qualora i proventi della società o altro ente non residente provengono per più del 50% dalla gestione, dalla detenzione o dall’investimento in titoli, partecipazioni, crediti o altre attività finanziarie, dalla cessione o dalla concessione in uso di diritti immateriali relativi alla proprietà industriale, letteraria o artistica, nonché dalla prestazione di servizi nei confronti di soggetti che direttamente o indirettamente controllano la società o l’ente non residente, ne sono controllati o sono controllati dalla stessa società che controlla la società o l’ente non residente, ivi compresi i servizi finanziari.
Ulteriore applicazione normativa
La disciplina di cui al comma 1, dell’art. 167, del T.U. n. 917/86 trova applicazione anche nell’ipotesi in cui i soggetti controllati ai sensi dello stesso comma sono localizzati in stati o territori diversi da quelli ivi richiamati, qualora ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni:
a) sono assoggettati a tassazione effettiva inferiore a più della metà di quella a cui sarebbero stati soggetti ove residenti in Italia;
b) hanno conseguito proventi derivanti per più del 50% dalla gestione, dalla detenzione o dall’investimento in titoli, partecipazioni, crediti o altre attività finanziarie, dalla cessione o dalla concessione in uso di diritti immateriali relativi alla proprietà industriale, letteraria o artistica nonchè dalla prestazione di servizi nei confronti di soggetti che direttamente o indirettamente controllano la società o l’ente non residente, ne sono controllati o sono controllati dalla stessa società che controlla la società o l’ente non residente, ivi compresi i servizi finanziari.
Tale ultima disposizione non si applica se il soggetto residente dimostra che l’insediamento all’estero non rappresenta una costruzione artificiosa volta a conseguire un indebito vantaggio fiscale. Ai fini del presente comma il contribuente deve interpellare l’amministrazione finanziaria secondo le disposizioni previste dall’art. 11 dello Statuto del contribuente.