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Timestamp: 2019-05-21 16:57:52+00:00
Document Index: 69478717

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 48', 'sentenza ', 'art. 64', 'art. 258', 'sentenza ', 'art. 1227', 'art. 243', 'art. 30']

Avviso di rettifica del d.lgs. n. 50 del 2016
È stata pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 164 del 15 luglio 2016 il seguente avviso di rettifica: “Comunicato relativo al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante.
La Corte di Giustizia precisa la distinzione tra la concessione per lo sfruttamento economico di beni demaniali e la concessione di servizi
16 Luglio 2016 | di Ginevra Greco
Non sono concessioni di servizi le concessioni che non vertono su una prestazione di servizi determinata dell’ente aggiudicatore, bensì sull’autorizzazione a esercitare un’attività economica in un’area demaniale. Sia la disciplina di armonizzazione prevista dall’articolo 12, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno, sia la disposizione del diritto primario ex art. 49 TFUE devono essere interpretate nel senso che ostano a una misura nazionale che prevede la proroga automatica delle autorizzazioni demaniali marittime e lacuali in essere per attività turistico‑ricreative, in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati
L’autentica di firma nell’attestazione, resa a favore dell’offerente, da un acquirente privato non può essere richiesta a pena di esclusione
15 Luglio 2016 | di Ginevra Greco
L’art. 48, par. 2, lett. a), sub ii), secondo trattino, della direttiva 2004/18 osta all’applicazione di norme, fissate dall’amministrazione aggiudicatrice, le quali impongono, a pena di esclusione della candidatura dell’offerente, che l’attestazione dell’acquirente privato contenga l’autentica di firma da parte di un notaio, avvocato o altro soggetto competente.
Limiti soggettivi dell’efficacia diretta verticale delle Direttive UE
L’articolo 48, paragrafo 2, lettera a), sub ii), secondo trattino, della direttiva 2004/18/CE dev’essere interpretato nel senso che esso soddisfa le condizioni per conferire ai singoli, in assenza di recepimento nel diritto interno, diritti che gli stessi possono far valere dinanzi ai giudici nazionali nei confronti di un’amministrazione aggiudicatrice, purché quest’ultima sia un ente pubblico o sia stata incaricata, mediante atto dell’autorità pubblica, di prestare, sotto il controllo di quest’ultima, un servizio di interesse pubblico e disponga a tal fine di poteri che oltrepassano quelli risultanti dalle norme che si applicano nei rapporti tra privati (c.d. efficacia diretta verticale).
Il TAR Lazio sulle cause di incompatibilità giustificative dell’esclusione dalla gara
15 Luglio 2016 | di Giusj Simone
La circostanza che il legale rappresentante della società mandante del RTI aggiudicatario di un lotto relativo ad ASL operante nell’ambito territoriale in cui il medesimo ricopre anche la carica di Sindaco non costituisce causa di incompatibilità tanto da determinarne l’esclusione, laddove non emerga lo svolgimento di alcuna attività interferente con la gara di appalto né, più a monte, di attività decisionale in grado di incidere sul processo deliberativo della Stazione Appaltante così da poterne risultare favorito, a discapito delle altre ditte partecipanti alla procedura.
Sulla disponibilità di determinati beni (nel caso di specie: centri cottura) quale condizione di aggiudicazione della gara e di stipulazione del contratto, e non di partecipazione alla gara
Il Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, chiarisce che la previsione della lex specialis di gara circa la disponibilità di determinati beni (nel caso di specie: centri cottura) – non deve intendersi quale condizione di partecipazione alla gara, bensì quale condizione di aggiudicazione e di stipulazione del contratto, ponendosi una diversa interpretazione in palese e irrimediabile contrasto con i principi di libera concorrenza, di libertà di stabilimento, di libera prestazione dei servizi e di parità di trattamento. Peraltro, pur costituendo detta disponibilità dei centri di cottura anche un parametro di valutazione dell’offerta, si deve ritenere che la natura duplice e “ancipite” di questa previsione e l’apparente contraddizione che essa può comportare debba essere ricomposta e superata, in applicazione del superiore principio del favor partecipationis, dalla considerazione che l’impegno assunto dall’impresa nell’offerta non cristallizza ad aeternum la disponibilità di quegli stessi centri in favore della stazione appaltante per un periodo superiore ai giorni previsti dalla legge di gara, assumendo altrimenti tale impegno, sia per ragioni topologiche (la prossimità dei centri di cottura agli enti aggiudicatori) che cronologiche (la durata di tale impegno per un tempo indefinito), una valenza irragionevolmente onerosa e intollerabilmente anticoncorrenziale.
Aste elettroniche: è irrilevante la pubblicità della fase di apertura delle offerte tecniche
14 Luglio 2016 | di Ester Santoro
È legittima la procedura di gara che si svolge mediante asta elettronica ancorché l’apertura delle offerte tecniche non sia avvenuta in seduta pubblica, laddove il sistema informatizzato utilizzato consenta di tracciare ogni passaggio della procedura e non permetta alcuna alterazione dei dati inseriti dai concorrenti, garantendo il rispetto della segretezza e riservatezza delle offerte.
Sull’imputabilità delle offerte ad un unico centro decisionale
É legittima l’esclusione da una gara per collegamento sostanziale tra due concorrenti dedotto da una pluralità di elementi indiziari gravi, precisi e concordanti, consistenti nel legame di parentela dei rispettivi rappresentanti, nell’analogia nelle modalità di presentazione delle offerte e nella coincidenza tra sedi o residenze dei titolari delle rispettive imprese. A fronte del sospetto di collegamento sostanziale, non occorre il sub-procedimento di verifica in contraddittorio con le imprese interessate, che è, invece, richiesto nella diversa fattispecie del controllo societario tra imprese.
Niente obbligo di sede legale in Italia per le SOA
14 Luglio 2016 | di Andrea Trotta
L’articolo 5 della l. 7 luglio 2016, n. 122 (recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea - Legge europea 2015-2016”) ha soppresso la parte dell’art. 64, comma 1, del d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 che imponeva alle SOA di stabilire la sede legale in Italia. Permane, invece, l’obbligo per tali società di avere una sede nel territorio della Repubblica. L’intervento del legislatore si è reso necessario per far fronte a una procedura di infrazione della Commissione europea nei confronti dell’Italia (n. 4212 del 2013) giunta alla fase di messa in mora ex art. 258 del TFUE. Tale obbligo era stato già ritenuto in contrasto con il diritto dell’Unione europea dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Grande Sezione), sentenza 16 giugno 2015, causa C-593/13, che si era pronunciata sulla base di un rinvio pregiudiziale disposto dal Consiglio di Stato.
La mancata impugnativa giurisdizionale come elemento di riduzione del quantum risarcibile
14 Luglio 2016 | di Paolo Del Vecchio, Filippo Borriello
In caso di azione risarcitoria autonoma, quanto alla condotta positiva richiesta al danneggiato per assolvere l’onere di ordinaria diligenza secondo quanto previsto dall’art. 1227, comma 2, c.c. («Il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l'ordinaria diligenza») va considerato, da una parte, il mero sollecito dell’esercizio del potere di autotutela da parte dell’intimata amministrazione attraverso la notifica del preavviso di ricorso ex art. 243-bis d.lgs. n. 163 del 2006 (che rientra negli “strumenti di tutela” di cui all’art. 30, comma 3, cod. proc. amm.) e, dall’altra, l’omessa proposizione di un’azione giudiziale di annullamento avverso l’atto amministrativo ritenuto illegittimo (che costituisce elemento da valutare ai fini della riduzione del quantum risarcibile).