Source: http://ilfallimentarista.it/rubriche/focus
Timestamp: 2020-07-07 15:26:34+00:00
Document Index: 2799708

Matched Legal Cases: ['art. 182', 'art. 62', 'art. 62', 'art. 9', 'art. 182', 'art. 84']

Sospensione della disciplina sulla riduzione obbligatoria del capitale a copertura di perdite nel periodo di emergenza Covid-19
07 Luglio 2020 | di Girolamo Lazoppina
Sono legittime e possono essere iscritte nel Registro delle imprese le deliberazioni di aumenti di capitale a pagamento, assunte nel periodo dal 9 aprile 2020 al 31 dicembre 2020, che non siano precedute dalla riduzione del capitale sociale a copertura delle perdite anche qualora ad esito dell'aumento di capitale il patrimonio netto della società continui ad essere inferiore ai due terzi del capitale sociale (artt. 2446 e 2482-bis c.c.) o inferiore al minimo legale (artt. 2447 e 2482-ter c.c.).
02 Luglio 2020 | di Claudio Magnanti
Sequestro penale di azienda; quote e azioni di società
Viene affrontata la questione relativa all'esistenza di una legittimazione del curatore fallimentare a richiedere la condanna al pagamento di un'indennità di occupazione di un immobile di proprietà del fallito ma oggetto di sequestro preventivo penale, a fini di confisca obbligatoria.
29 Giugno 2020 | di Giulio Andreani, Angelo Tubelli
Il comma 1 dell'art. 182-ter della legge fallimentare, dopo aver previsto che mediante la proposta di transazione fiscale formulata nell'ambito di un concordato preventivo i contribuenti possono proporre il pagamento parziale di tutti i crediti tributari, impone (al secondo periodo) il cosiddetto “divieto di trattamento deteriore dei crediti tributari ”, stabilendo che “se il credito tributario o contributivo è assistito da privilegio, la percentuale, i tempi di pagamento e le eventuali garanzie non possono essere inferiori o meno vantaggiosi rispetto a quelli offerti ai creditori che hanno un grado di privilegio inferiore o a quelli che hanno una posizione giuridica e interessi economici omogenei a quelli delle agenzie e degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie; se il credito tributario o contributivo ha natura chirografaria, il trattamento non può essere differenziato rispetto a quello degli altri creditori chirografari ovvero, nel caso di suddivisione in classi, dei creditori rispetto ai quali è previsto un trattamento più favorevole”
La convenzione di moratoria ex art. 62 del Codice della Crisi e dell'Insolvenza
25 Giugno 2020 | di Diego Corrado
Convenzione di moratoria con intermediari finanziari
Com'è noto, l'accordo di moratoria di cui all'art. 62 del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza è stato previsto per la prima volta nel nostro ordinamento dal D.L. 83/2015, che con l'art. 9 ha introdotto nella vigente legge fallimentare due nuovi istituti, entrambi disciplinati dall'art. 182-septies: l'accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari e la convenzione di moratoria. Come si legge nella relazione al d.l. citato, questi strumenti miravano a “ togliere ai creditori finanziari che vantano un credito di piccola entità la possibilità di dichiararsi contrari ad operazioni di ristrutturazione concordate fra il debitore e la maggioranza dei creditori finanziari, decretando l'insuccesso complessivo dell'operazione e l'apertura di una procedura concorsuale”.
Il concordato liquidatorio nel CCII. Dubbi interpretativi e limiti di utilizzo
19 Giugno 2020 | di Carlo Pagliughi
Il Codice della crisi di impresa e dell'insolvenza dedica nell'art. 84, 4° co., pochi cenni al concordato con liquidazione del patrimonio. L'intento del legislatore è quello di consentire la sopravvivenza del concordato liquidatorio soltanto a condizione che si renda competitivo rispetto alla liquidazione giudiziale. L'attuale formulazione della norma suscita alcuni dubbi interpretativi sulle potenzialità e sui limiti di utilizzo dello strumento.
La finanza concorsuale: commento agli artt. 99, 101 e 102 del Codice della Crisi
11 Giugno 2020 | di Stefano Morri
Le norme che intendiamo trattare, gli artt. 99, 101 e 102 del Codice della Crisi di impresa, ci inseriscono nel tema, cruciale per il successo delle ristrutturazioni, dell'assistenza finanziaria al debitore per sostenere l'operatività aziendale durante la procedura di regolazione concordata della crisi e successivamente in attuazione del piano. Il commento avverrà sul testo modificato secondo lo schema di decreto correttivo, licenziato dal Consiglio dei Ministri in data 13 febbraio 2020 e in corso di approvazione definitiva (di seguito il “Decreto Correttivo”), sul presupposto, che ci pare realistico, che questo sia poi il testo finale con cui fare i conti. Per l'esame della disciplina abbiamo ritenuto di tenere sempre ben presente la Direttiva UE 2019/1023 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019 (la “Direttiva”) sui quadri di ristrutturazione preventiva, che non può che costituire un punto di riferimento interpretativo e un termine di paragone per valutare la portata delle misure.
Redigere e attestare un piano in tempo di Covid-19. Alcune proposte di ri-declinazione dei principi
08 Giugno 2020 | di Patrizia Riva
Attestare un piano aziendale in tempo di Covid-19 è stato da più parti definito una impresa “difficilissima”, “complessa” e addirittura talmente aleatoria da essere priva di utilità o “inadeguata”. Queste valutazioni partono dalla considerazione della miopia diffusa conseguente alla pandemia che, introducendo elevatissimi gradi di incertezza dipendenti da fattori esogeni, impedirebbe alle aziende di comprendere quali possano essere le evoluzioni possibili del contesto in cui ci si troverà ad operare nel post lockdown . È pertanto opinione di molti che sia più che complesso tracciare le strategie aziendali da perseguire e, di conseguenza, valutare quali debbano essere le decisioni tattiche di più breve periodo .
Commento breve agli articoli 284, 285 e 286 del Codice della Crisi sulla regolazione della crisi di gruppo con qualche spunto e non pochi dubbi interpretativi
03 Giugno 2020 | di Stefano Morri
Uno degli elementi di maggiore innovazione del Codice della crisi d'impresa è la disciplina delle procedure di gruppo. In questo contributo intendiamo ripercorrere quella relativa alle procedure di regolazione della crisi, condividendo con il lettore alcuni spunti e dubbi interpretativi.
29 Maggio 2020 | di Girolamo Lazoppina
Il tema degli effetti del fallimento sul contratto di locazione di immobili è stato da sempre molto dibattuto, tanto che il legislatore è dovuto intervenire a più riprese per modificare la norma che lo disciplina. L'autore analizza l'argomento alla luce delle novità introdotte dal nuovo Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza.