Source: https://www.advokatur.it/Post?postid=3
Timestamp: 2020-08-08 03:59:51+00:00
Document Index: 173630411

Matched Legal Cases: ['art. 1158', 'art. 1161', 'art. 1140', 'art. 1163', 'art. 816', 'art. 2555', 'art. 2556', 'art. 670', 'art. 2555', 'art. 816', 'sentenza ']

L’usucapione, è un esempio di prescrizione acquisitiva, in cui il decorso del tempo, in concorso con altri fattori, consente il sorgere di un diritto di proprietà a titolo originario. A tal proposito, l’art. 1158 c.c. precisa che la proprietà dei beni immobili e degli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del possesso ininterrotto per venti anni, così come accade per i beni mobili il cui possesso sia stato acquisito in mala fede e cioè con la consapevolezza dell’esistenza di altrui diritto (art. 1161, secondo comma, c.c.). Al contrario se il possesso viene acquistato in buona fede – assieme ad un titolo astrattamente idoneo a trasferire la proprietà, per ciò che riguarda gli immobili – è sufficiente che trascorra un periodo temporale di dieci anni (artt. 1159, 1161, primo comma. c.c.).
Le precipue caratteristiche che deve avere il possesso sono quelle di cui all’art. 1140 c.c., in base al quale esso si compone di un elemento esteriore, ossia l’esercizio di un potere di fatto su una cosa, corrispondente all’esercizio del diritto di proprietà (o di altro diritto reale, nel caso di c.d. possesso minore) e di un elemento interiore ossia l’animus possidendi, ovverosia l’intima convinzione di tenere per sé la cosa in questione, come se fosse propria (c.d. animus rem sibi habendi). Tale animus deve essere espressamente manifestato all’esterno, anche nei confronti del proprietario. Per l’usucapione le caratteristiche del possesso sono: deve essere conseguito senza violenza o clandestinità (art. 1163 c.c.); il possesso idoneo all’usucapione si verifica nel momento in cui la violenza o la clandestinità è cessata; deve protrarsi per i periodi stabiliti dalla legge; deve essere continuo e ininterrotto.
Usucapione del diritto di propreità di azienda
Assai discussa è la questione se un’azienda possa formare oggetto di possesso e se conseguentemente sia suscettibile di usucapione.
Al riguardo, infatti, c’è chi nega l’usucapibilità del diritto di proprietà di un’azienda per non potere essere considerata alla stregua di un`universalità di beni (art. 816 c.c.:“È considerata universalità di mobili la pluralità di cose che appartengono alla stessa persona e hanno una destinazione unitaria”), non essendo riconducibile in tale nozione la complessa varietà di rapporti giuridici inerenti al suo esercizio.
Difatti, la possibilità di acquistare l`azienda per usucapione è questione strettamente connessa a quella, più generale, della natura dell`azienda.
Invero, l`art. 2555 c.c. definisce l`azienda come il complesso dei beni organizzato per l`esercizio dell`impresa. Dipoi, l’art. 2556 c.c. prevede la possibilità che l’azienda sia autonomamente oggetto di proprietà e di godimento, sottendendo così che possa essere anche posseduta indipendemtemente dai beni che la compongono. Inoltre, l’art. 670 c.p.c. ammette espressamente la possibilità di controversie in merito al possesso dell’azienda, definendola quale universalità di beni, presupponendo così detto istituto:”… aziende (art. 2555 c.c.) o altre universalità di di beni (art. 816 c.c.), …”.
Ne deriva, pertanto, la compatibilità dell’azienda con gli istituti del possesso e dell’usucapione.
Orbene, essendo stata ravvisata nell`usucapibilità dell`azienda una questione di massima, di particolare importanza, tale questione è stata sottoposta all`esame delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione Civile, la quale con sentenza del 05.03.2014, n. 5087, ha statuito che “Ai fini della disciplina del possesso e dell`usucapione, l`azienda, quale complesso dei beni organizzati per l`esercizio dell`impresa, deve essere considerata come un bene distinto dai singoli componenti, suscettibile di essere unitariamente posseduto e, nel concorso degli altri elementi indicati dalla legge, usucapito.”