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Timestamp: 2020-02-22 19:50:55+00:00
Document Index: 162765445

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 90', 'art. 15', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 433', 'art. 51', 'art.12']

Guida al 730 2010: documenti da allegare e istruzioni per le detrazioni - Da rigo E15 a E32 | Studio Zanin - Contabilità online - Consulenza del Lavoro online - Rieti - Studio Zanin - Contabilità online - Consulenza del Lavoro online - Rieti | Studio Zanin - Contabilità online - Consulenza del Lavoro online - Rieti
Guida al 730 2010: documenti da allegare e istruzioni per le detrazioni - Da rigo E15 a E32
Mercoledì 24 Marzo 2010 18:28	Approfondimenti	- Ultime
RIGO E15
- Spese per addetti all’assistenza personale -
Detrazione spettante anche per spese sostenute per familiari fiscalmente a carico
Può essere detratto dall’imposta lorda un importo pari al 19 per cento delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale.
Rientrano in tale categoria per un importo non superiore a euro 2.100, (dando origine ad una detrazione massima ottenibile di 399 euro), l’ammontare delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale, nell’ipotesi di non autosufficienza nel compimento degli atti quotidiani, se il reddito complessivo non supera euro 40.000.
La detrazione spetta anche per le spese sostenute per i propri familiari. Non è necessario tuttavia, che il familiare per il quale si sostiene la spesa sia fiscalmente a carico del contribuente o conviva con il medesimo.
Sono considerati non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana i soggetti che non sono in grado, ad esempio, di assumere alimenti, di espletare le funzioni fisiologiche e provvedere all’igiene personale, di deambulare, di indossare gli indumenti.
Inoltre, può essere considerata non autosufficiente anche la persona che necessita di sorveglianza continuativa. Lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica.
Il limite di euro 2.100 deve essere considerato con riferimento al singolo contribuente a prescindere dal numero dei soggetti cui si riferisce l’assistenza. Ad esempio, se un contribuente ha sostenuto spese per sé e per un familiare, l’importo da indicare in questo rigo non può essere comunque superiore a euro 2.100.
Nel caso in cui più familiari hanno sostenuto spese per assistenza riferite allo stesso familiare, il limite massimo di euro 2.100 dovrà essere ripartito tra coloro che hanno sostenuto la spesa.
Le spese devono risultare da idonea documentazione, che può anche consistere in una ricevuta debitamente firmata, rilasciata dall’addetto all’assistenza.
La documentazione deve contenere gli estremi anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento e di quello che presta l’assistenza. Se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo.
La possibilità di beneficiare della detrazione opera:
•se le prestazioni di assistenza sono rese da una casa di cura o di riposo;
•se le prestazioni di assistenza sono rese da parte di una cooperativa di servizi, a favore di un soggetto ricoverato presso una casa di cura o di riposo.
Nel primo caso la documentazione rilasciata dalla casa di riposo deve certificare distintamente i corrispettivi riferiti all’assistenza rispetto a quelli riferibili ad altre prestazioni fornite dall’istituto operante.
Nel secondo caso la documentazione fiscale:
•deve essere rilasciata dalla cooperativa che intrattiene il rapporto contrattuale di assistenza;
•deve contenere i dati anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento, i dati identificativi della cooperativa e la specificazione della natura del servizio reso.
Sono comprese nell’importo indicato in tale rigo anche le spese per addetti all’assistenza personale indicate con il 15 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
RIGO E16
- Spese per attività sportive dei ragazzi -
E’ possibile detrarre dall’Irpef il 19% delle spese sostenute per l’iscrizione annuale e per l’abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica (art. 15, comma 1, lettera i-quinquies del Tuir).
L’importo massimo di spese agevolata è pari a 210 euro, pertanto la detrazione che potrà diminuire l’Irpef non supererà i 40 euro.
Il limite agevolabile rimane tale anche se la spesa è sostenuta da entrambi i genitori. La detrazione può quindi spettare ai due coniugi in relazione a quanto pagato da ciascuno di essi, ma comunque su un importo complessivo di 210 euro. (Risoluzione Agenzia Entrate n. 50/E del 25.02.2009).
Il decreto interministeriale del 28.03.2007, emanato dal Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 09.05.2007), ha individuato le caratteristiche delle strutture sportive di cui alla suddetta norma e le modalità di certificazione delle spese sostenute per iscrizione o l'abbonamento. Per quanto concerne le caratteristiche delle strutture sportive il citato decreto fa
riferimento alle "associazioni sportive", società e le associazioni sportive dilettantistiche indicate dall'art. 90, commi 17 e seguenti, della legge 289/2002, che abbiano nella propria denominazione sociale l'espressa indicazione della finalità sportiva e della ragione o denominazione sociale dilettantistica.
Per palestre, piscine, altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica si intendono tutti gli impianti, comunque organizzati, destinati all’esercizio della pratica sportiva non professionale, agonistica e non agonistica, che siano gestiti da soggetti giuridici, diversi dalle associazioni sportive, pubblici o privati, anche in forma di impresa, individuale o societaria, secondo le norme del codice civile.
La certificazione della spesa deve avvenire secondo precise modalità (decreto interministeriale 28/03/2007).
•Bollettino bancario o postale;
•Fattura, ricevuta o quietanza di pagamento.
•la ditta, la denominazione o ragione sociale ovvero cognome e nome (se persona fisica) e la sede ovvero la residenza nonché il codice fiscale, del precettore;
•la causale del pagamento (iscrizione, abbonamento ecc..);
•l’attività sportiva esercitata (es. nuoto, pallacanestro ecc..);
•l’importo corrisposto per la prestazione resa;
•i dati anagrafici del ragazzo praticante l’attività sportiva dilettantistica e il codice fiscale del soggetto che effettua il versamento.
Sono comprese nell’importo indicato in tale rigo anche le spese per l’attività sportiva per ragazzi riportate con codice 16 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
RIGO E17
- Spese per intermediazione immobiliare -
In base all’art. 15 lettera b-bis) del Tuir i compensi, comunque denominati, pagati a soggetti di intermediazione immobiliare in dipendenza dell’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale sono detraibili per un importo pari al 19 per cento.
La detrazione si applica su un importo non superiore ad euro 1.000 per ciascuna annualità.
Se l’acquisto è effettuato da più proprietari, la detrazione, nel limite complessivo di euro 1.000, dovrà essere ripartita tra i comproprietari in ragione della percentuale di proprietà.
La detrazione in oggetto compete solo all’acquirente dell’immobile, e non ad altri soggetti coinvolti nell’atto ad altro titolo. In ordine al titolo di immobile acquistato, dal contesto normativo nel quale la disposizione è collocata, troviamo la definizione di abitazione principale. Infatti nello stesso articolo 15 lettera b) del Tuir, ai fini della detrazione degli interessi passivi di mutuo si precisa che per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. Da ciò, se ne deduce che per fruire dell’agevolazione in discorso l’immobile per il quale è stata pagata la mediazione può anche non costituire la prima casa per l’acquirente, purché sia adibito ad abitazione principale da lui o dai suoi familiari. Si intendono per familiari, ai fini delle imposte sui redditi, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.
Ovviamente, in molti casi, alla data del rogito e del pagamento del compenso al mediatore immobiliare questo presupposto di fatto potrebbe non essere ancora realizzato; si ritiene, comunque, che sia sufficiente che l’immobile venga adibito a tale uso dall’acquirente entro un anno dall’anno di acquisto.
L’Agenzia delle Entrate con la Ris. n.26 del 30 gennaio 2009 ha precisato che se viene pagato, a seguito della stipula del preliminare di vendita, il compenso all’agenzia immobiliare per l’intermediazione, la spesa può essere portata in detrazione nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui la stessa è stata sostenuta, a condizione che tale preliminare risulti regolarmente registrato. Nel caso in cui l’acquisto non vada a buon fine il contribuente sarà tenuto poi a restituire la relativa detrazione con la prima dichiarazione dei redditi utile.
Sono comprese nell’importo indicato in tale rigo anche le spese per l’intermediazione immobiliare riportate con codice 17 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
•fattura emessa dal mediatore immobiliare;
•copia del rogito notarile relativo alla compravendita dell’immobile nel quale sono riportati:
l’ammontare della spesa sostenuta per l’attività di mediazione, le analitiche modalità di pagamento della stessa e il numero di partita IVA o del codice fiscale dell’agente immobiliare.
RIGO E18
- Spese per canoni di locazione per studenti universitari fuori sede -
Sarà detraibile il 19 per cento della spesa, sostenuta dagli studenti universitari per alloggi siti in città universitarie per un importo non superiore a 2.633 euro della stessa per ciascun periodo d’imposta (la detrazione massima risulta pari a 500,27 euro).
L’importo di 2.633 euro costituisce il limite complessivo di spesa di cui può usufruire ciascun contribuente anche se ci si riferisce a più contratti intestati a più di un figlio.
La norma stabilisce le seguenti condizioni al fine di poter usufruire della detrazione delle spese per canoni di locazione pagati agli studenti:
1.l’università deve essere ubicata in un comune distante da quello di residenza dello studente almeno 100 km;
2.il comune di residenza dello studente in ogni caso deve appartenere ad una provincia diversa da quella in cui è situata l’università;
3.i canoni di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della Legge 9.12.1998 n. 431 (con una recente risoluzione l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che qualsiasi tipologia di contratto di locazione è da intendersi disciplinata dalla Legge 431/98 anche se non espressamente menzionata e pertanto detraibili); i canoni devono riferirsi ad una unità immobiliare condotta in forza di un contratto di locazione regolarmente registrato;
E’ stato ampliato l’ambito di applicazione del beneficio anche per:
− i contratti di ospitalità e gli atti di assegnazione in godimento o locazione;
− i contratti stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti,
− i contratti stipulati con enti senza fine di lucro e cooperative.
Lo studente, o il familiare di cui lo stesso risulta fiscalmente a carico, non può beneficiare della detrazione in relazione ai contratti di locazione immobiliare, se le predette condizioni non sono contemporaneamente soddisfatte.
Sono comprese nell’importo indicato in tale rigo anche le spese per l’intermediazione immobiliare riportate con codice 18 nelle annotazioni del CUD 2010 e/o del CUD 2009.
(Circolare 34 del 04/04/08) (Risoluzione n.200/E del 16.05.08)
•i contratti di locazione richiamati dalla Legge 431/1998;
•autocertificazione nella quale il contribuente dichiari di essere studente universitario e di aver rispettato tutte le condizioni per il beneficiare della detrazione;
•ricevute o quietanze di pagamento relative al 2009;
•nel caso in cui ci si trovi in presenza di un contratto che riporti una scadenza precedente all’anno di imposta 2009 è necessario verificare il modello F23 da cui risulti l’imposta di registro sostenuta per la registrazione del contratto.
RIGO E22
- Contributi previdenziali e assistenziali deducibili -
Deduzione spettante anche per familiari fiscalmente a carico
Sono deducibili le somme versate a titolo di contributi previdenziali e assistenziali nonché i contributi volontari versati alla gestione della forma pensionistica obbligatoria d’appartenenza.
Sono altresì deducibili nei periodi d’imposta in cui i termini di versamento sono sospesi in conseguenza di calamità pubbliche; ai sensi della medesima disposizione è previsto, in via transitoria, che coloro che non hanno dedotto negli anni della sospensione possano fruirne nell’anno del versamento.
-i contributi sanitari obbligatori versati per l’assistenza erogata nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, compresi quelli versati con il premio di assicurazione Responsabilità civile autoveicoli (Rca),
-il contributo previdenziale versato alla gestione separata dell’Inps nella misura effettivamente rimasta a carico del contribuente risultante da idonea documentazione;
-i contributi agricoli unificati all’Inps – Gestione ex Scau per costituire la propria posizione previdenziale e assistenziale (è indeducibile la parte dei contributi che si riferisce ai lavoratori dipendenti)
-i contributi previdenziali e assistenziali versati facoltativamente alla gestione della forme pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi. Sono pertanto deducibili anche i contributi versati per il riscatto degli anni di laurea, per la prosecuzione volontaria..
-i contributi versati per l’assicurazione obbligatoria Inail riservata alle persone del nucleo familiare per la tutela contro gli infortuni domestici (cosiddetta assicurazione casalinghe).
Le somme versate all’INPS per ottenere l’abolizione del divieto di cumulo tra pensione di anzianità e di attività di lavoro e quelle relative alla regolarizzazione dei periodi pregressi non possono essere considerati come contributi previdenziali obbligatori o facoltativi in quanto non generano una prestazione futura da parte dell’istituto previdenziale, ma costituiscono una sorta di autorizzazione necessaria per superare il divieto di cumulo ovvero una regolarizzazione per aver violato il divieto negli anni passati.
(Circolare 07/06/2002, n.48/E) (Circolare 10.06.2004, n. 24/E)
Contributo al SSN versato con il premio di assicurazione di responsabilità civile per veicoli:
•quietanza relativa al premio pagato.
Contributi previdenziali versati a gestioni separate da particolari categorie di soggetti (farmacisti, medici…):
•ricevute bancarie e postali relative ai versamenti eseguiti.
Contributi previdenziali versati alla gestione separata INPS e all’INAIL ove previsto:
•certificazione del sostituto che attesti il versamento alla gestione separata INPS e all’INAIL per le quote a carico del lavoratore.
Contributi agricoli unificati versati all’INPS gestione ex SCAU:
•ricevuta del versamento.
Contributi previdenziali volontari e contributo INAIL pagato alle casalinghe:
•ricevute relative ai versamenti dei contributi volontari effettuati nel 2009.
RIGO E23
- Assegno periodico corrisposto al coniuge con esclusione della quota di mantenimento -
In questa categoria rientrano gli assegni periodici corrisposti al coniuge, anche se residente all’estero, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento, annullamento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nella misura in cui risultino da provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Ai fini del riconoscimento della deduzione i contribuenti devono indicare, nel punto 1 del rigo E22 del modello 730, il codice fiscale del soggetto beneficiario, ovvero del coniuge al quale sono stati corrisposti gli assegni periodici.
L'assegno di mantenimento, ai sensi della lettera c), del comma 1, dell'art. 10 del TUIR, e' deducibile solo per la parte spettante al coniuge. Tale quota, se non e' diversamente esplicitato, si presume essere pari al 50 per cento dell'importo totale.
Si fa presente che la somma corrisposta al coniuge è ammessa in deduzione solo nella misura determinata dal provvedimento dell’autorità giudiziaria.
L'assegno alimentare, ai sensi della successiva lettera d), e', invece, deducibile per il suo intero importo (andrà indicato al rigo E27 codice 5).
(C.M. 12/05/2000 n. 95)
Assegno periodico per il coniuge separato o divorziato:
•sentenza di separazione o di divorzio;
•bonifici ovvero ricevute rilasciate dal soggetto che ha percepito la somma.
RIGO E24
- Contributi per gli addetti ai servizi domestici e familiari -
Sono deducibili i contributi previdenziali ed assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici ed all’assistenza personale o familiare (es. colf, baby-sitter e assistenti delle persone anziane) fino all’importo massimo di euro 1.549,37. Gli importi versati sono rilevabili dai bollettini di pagamento effettuati dal contribuente intestati all’INPS ed eseguiti con conto corrente postale.
La deducibilità e' consentita in relazione alla quota dei contributi obbligatori a carico del datore di lavoro privato che, in assenza di una disposizione normativa specifica, non potevano essere dedotti in quanto non riferiti a lavoratori assunti nell'ambito di un'attività d'impresa o nell'esercizio di un'arte o professione. La disposizione in esame consentirà ai datori di lavoro di portare in deduzione i contributi pagati per i domestici e per gli addetti ai servizi personali o familiari (es. baby-sitter e assistenza delle persone anziane).
Il contribuente sarà tenuto a conservare per tutto il tempo in cui e' possibile effettuare l'accertamento, ai sensi dell'articolo 43, del DPR 600 del 1973, la documentazione comprovante i versamenti effettuati, e ad esibirla agli uffici dell'Amministrazione Finanziaria in caso di richiesta. L'importo massimo che il datore di lavoro potrà dedurre dal proprio reddito complessivo e' di 1.549.37 euro annue; tale tetto massimo e' stato introdotto al fine di evitare che la nuova disposizione arrechi un maggior vantaggio a soggetti particolarmente agiati.
La norma risponde ad una duplice esigenza: da un lato alleviare il carico economico che il contribuente sopporta allorquando ricorre all'ausilio di personale per la gestione delle attività familiari (come ad es. i servizi domestici, la cura dei bambini o l'assistenza alle persone anziane) e dall'altro far emergere, come effetto indiretto, il lavoro nero e favorire la regolarizzazione di tali posizioni lavorative.
Inoltre sono deducibili le somme effettivamente versate applicando il principio di cassa senza tener conto dei trimestri di competenza. Esempio: I contributi relativi al IV trimestre 2009 e pagati a partire dal mese di gennaio 2010 potranno essere dedotti nel 730/2011. Analogamente saranno deducibili nel 730/2010 i contributi relativi al IV trimestre 2008 pagati nel mese di gennaio 2009.
Ai fini della deduzione spettante non è deducibile l’intero importo pagato a mezzo bollettini di c/c ma solo la quota rimasta a carico del datore di lavoro dichiarante. (Circolare 16/11/2000 n. 207)
Per effettuare il calcolo corretto è necessario utilizzare le seguenti tabelle:
Contributi lavoratori domestici da gennaio a dicembre 2008 con quota assegni familiari
Fino a € 6.83
Oltre € 6.83 fino € 8.34
Oltre € 8.34
Sup. alle 24 ore settimanali
Contributi lavoratori domestici da gennaio a dicembre 2009 con quota assegni familiari
Fino a € 6.95
Oltre € 6.95 fino € 8.48
Oltre € 8.48
RIGO E25
- Contributi ed erogazioni a favore di istituzioni religiose -
Sono deducibili dal reddito complessivo le erogazioni effettuate esclusivamente a favore di Istituzioni religiose fino a un importo massimo di 1.032,91 euro, per ciascuna erogazione, purché eseguite nei confronti delle seguenti istituzioni:
- le erogazioni liberali in denaro versate a favore dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica italiana;
- le erogazioni liberali in denaro versate a favore dell’Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7º giorno destinate al sostentamento dei ministri di culto e dei missionari e a specifiche esigenze di culto e di evangelizzazione;
- le erogazioni liberali in denaro versate a favore dell’Ente morale Assemblee di Dio in Italia per il sostentamento dei ministri di culto delle Assemblee di Dio in Italia e per esigenze di culto, di cura delle anime e di amministrazione ecclesiastica;
- le erogazioni liberali in denaro a favore della Chiesa valdese, Unione delle chiese metodiste e valdesi, per fini di culto, istruzione e beneficenza che le sono propri e per i medesimi fini delle Chiese e degli enti facenti parte dell’ordinamento valdese;
- le erogazioni liberali in denaro a favore dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia per fini di culto, istruzione e beneficenza che le sono propri e per i medesimi fini della Chiesa e degli enti facenti parte dell’Unione;
- le erogazioni liberali in denaro a favore della Chiesa evangelica luterana in Italia e delle comunità a essa collegate per fini di culto e di evangelizzazione;
- le erogazioni liberali a favore dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, nonché i contributi annuali versati alle Comunità ebraiche.
•ricevute di versamento in conto corrente postale intestate all’istituzione religiosa;
•quietanze liberatorie;
•ricevute dei bonifici bancari.
RIGO E26
- Spese mediche e di assistenza dei portatori di handicap -
Le spese mediche generiche (prestazioni rese da un medico generico, acquisto di medicinali) e di assistenza specifica sostenute dai disabili sono interamente deducibili dal reddito complessivo.
Si considerano di “assistenza specifica” le spese relative all’assistenza infermieristica e riabilitativa, quelle sostenute dal personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale, sempreché esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona, le spese per le prestazioni fornite dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, dal personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.
Le spese sanitarie specialistiche (analisi, prestazioni chirurgiche e specialistiche) invece danno diritto alla detrazione del 19% sulla parte che eccede 129,11 euro e vanno pertanto indicate nel rigo E1.
In caso di ricovero di un portatore di handicap in un istituto di assistenza e ricovero non è possibile portare in deduzione l’intera retta pagata ma solo la parte che riguarda le spese mediche e paramediche di assistenza specifica. A tal fine è necessario che le spese risultino indicate distintamente nella documentazione rilasciata dall’istituto di assistenza.
Ai fini della deduzione sono considerati disabili, oltre alle persone che hanno ottenuto il riconoscimento dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della legge n.104 del 1992, anche coloro che sono stati ritenuti invalidi da altre Commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra, eccetera.
Anche i grandi invalidi di guerra di cui all’articolo 14 del T.U. n.915 del 1978, e le persone ad essi equiparate, sono considerati portatori di handicap e non sono assoggettati agli accertamenti sanitari da parte della Commissione medica istituita ai sensi dell’articolo 4 della legge n.104 del 1992. In tal caso è sufficiente la documentazione rilasciata agli interessati dai ministeri competenti al momento della concessione dei benefici pensionistici.
Con riferimento alle spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali la deduzione spetta se la spesa è certificata da fattura o da scontrino fiscale (c.d. “scontrino parlante”) in cui devono essere specificati la natura, la qualità e la quantità di prodotti acquistati nonché il codice fiscale del destinatario.
•fattura o ricevuta fiscale rilasciata dal soggetto che ha erogato la prestazione attestante che si tratta di assistenza medica o paramedica;
•fattura rilasciata dalla casa di assistenza e ricovero in cui è chiaramente distinta, dalla retta complessiva, la quota relativa all’assistenza;
•certificazione relativa al riconoscimento dell’handicap, ovvero autocertificazione effettuata nei modi e nei termini previsti dalla legge che attesti la sussistenza dell’handicap;
•autocertificazione per le spese sostenute per uno dei familiari indicati all’art. 433 C.C.
RIGO E27 CODICE 1
- Contributi ai fondi integrativi al Servizio sanitario nazionale-
La deduzione spetta per un importo non superiore a euro 3.615,20, anche se sostenuta nell’interesse dei familiari a carico per la sola parte da questi ultimi non dedotta, per prestazioni negli ambiti di intervento stabiliti con decreto del Ministro della salute.
In tale limite devono essere compresi anche i contributi versati a Enti e Casse avente fine assistenziale.
Ai fini del calcolo del predetto limite si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi dell’art. 51 comma 2 lettera a) del TUIR.
Possono ritenersi fondi integrativi del SSN solo quelli istituiti o adeguati a norma dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 che erogano prestazioni negli ambiti di intervento stabiliti con decreto del ministro della Salute del 31.03.08.
(Circolare 19.06.2002, n. 54/E punto 7)
•Ricevute di versamento su conti correnti postali, ricevute dei bonifici o quietanze rilasciate dallo stesso ente per versamenti effettuati in contanti o in assegni. Inoltre verificare che il contribuente non usufruisca delle detrazioni ai righi E19-20-21 cod.20.
RIGO E27 CODICE 2
- Contributi, donazioni e oblazioni erogate alle ONG che operano con Paesi in via di sviluppo-
Sono deducibili tali importi nella misura massima del 2 per cento del reddito complessivo.
Poiché alcuni soggetti, che sono ONLUS o società di mutuo soccorso, compaiono anche nell’elenco delle Organizzazioni non governative riconosciute idonee alla cooperazione con i paesi in via di sviluppo, risulta evidente che eventuali contributi versati a loro favore possono essere indicati in alternativa o nel rigo E27 codice 3 in presenza del quale il CAF dedurrà tali importi nella misura massima del 10 per cento del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro, o nei righi E19-E20-E21, codice 20.
Contributi per i paesi in via di sviluppo:
RIGO E27 CODICE 3
- Erogazioni liberali in denaro o in natura a favore di organizzazioni non lucrative di associazioni di promozione sociale e associazioni riconosciute -
Queste liberalità possono essere dedotte, se erogate a favore di:
•organizzazioni non lucrative di utilità sociale (di cui all’articolo 10, commi 1, 8 e 9 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460);
•associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale previsto dall’articolo 7, commi 1 e 2, della legge 7 dicembre 2000, n. 383;
•fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico (di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42).
Le erogazioni in favore di fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica possono essere dedotte se effettuate dopo l’entrata in vigore del DPCM che individua dette fondazioni e associazioni.
Il soggetto che presta l’assistenza fiscale dedurrà tali importi nel limite del 10 per cento del reddito complessivo dichiarato e, comunque nella misura massima di 70.000 euro.
Erogazioni liberali in denaro o in natura a favore di ONLUS, associazioni di promozione sociale e alcune associazioni o fondazioni riconosciute:
•versamento bancario o postale nonché sistemi di pagamento quali Bancomat, carte di credito, assegni bancari e circolari, il contribuente deve esibire la ricevuta del versamento rilasciata dall’Ente beneficiario nella quale risulti la modalità di versamento utilizzata.
RIGO E27 CODICE 4
- Erogazioni liberali in denaro a favore di enti universitari, di pubblica ricerca e degli enti parco regionali e nazionali -
Sono deducibili senza alcun limite le liberalità erogate in favore di:
•università, fondazioni universitarie (di cui all’articolo 59, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n.388);
•istituzioni universitarie pubbliche;
•enti di ricerca pubblici, ovvero enti di ricerca vigilati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ivi compresi l’Istituto superiore di sanità e l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro;
•enti parco regionali e nazionali.
La deduzione di cui al punto 3 del rigo E27 non può cumularsi con altre agevolazioni fiscali, come la detrazione d’imposta del 19 per cento per liberalità alle Onlus e associazioni di promozione sociale, da riportare con i codici 20 e 23 nei righi da E19 a E21.
Erogazioni liberali in denaro a favore di enti universitari, di ricerca pubblica:
•versamento bancario o postale nonché sistemi di pagamento quali Bancomat, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari. Il contribuente deve esibire la ricevuta del versamento rilasciata dall’Ente beneficiario nella quale risulti la modalità di versamento utilizzata.
RIGO E27 CODICE 5
- Altri oneri deducibili diversi da quelli contraddistinti da precedenti codici -
In particolare rientrano in questa categoria:
•rendite, vitalizi ed assegni alimentari;
•canoni, livelli e censi gravanti sui redditi degli immobili;
•indennità corrisposte per la perdita dell’avviamento;
•somme restituite al soggetto erogatore se hanno concorso a formare il reddito in anni precedenti;
•somme che non avrebbero dovuto concorrere a formare i redditi di lavoro dipendente e assimilati e che, invece, sono state assoggettate a tassazione;
•50 per cento delle imposte arretrate;
•50 per cento delle spese sostenute dai genitori adottivi di minori stranieri;
•erogazioni liberali per oneri difensivi dei soggetti che fruiscono del gratuito patrocinio previsto dalla L. 30 luglio 1990, n. 217, come modificata dalla L. 9 marzo 2001, n. 134.
Oltre a questi oneri rientrano in questa categoria anche i contributi di assistenza sanitaria versati a enti/casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per un importo non superiore complessivamente a 3.615,20 euro (somma dei versamenti del lavoratore e del datore di lavoro ).
Per i lavoratori dipendenti, la quota versata dal lavoratore e dal datore è già dedotta dal reddito indicato nella casella 1 del CUD.
E’ stata prevista la deducibilità dei contributi versati dai pensionati a casse di assistenza sanitaria istituite da appositi accordi collettivi, che prevedono la possibilità per gli ex lavoratori, che a tali casse hanno aderito durante il rapporto di lavoro, di rimanervi iscritti anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro, continuando a corrispondere in proprio il contributo previsto senza alcun onere a carico del datore di lavoro.
Resta, invece, confermata la indeducibilità della quota dei contributi versati da parte degli ex lavoratori qualora il meccanismo di funzionamento del fondo preveda in favore del pensionato un versamento contributivo anche da parte dell’ex datore di lavoro e non sia possibile rivenire un collegamento diretto tra il versamento stesso e la posizione di ogni singolo pensionato.
(Risoluzione 11.07.2008, n. 293) (Risoluzione 28.05.2004, n. 78)
RIGO E28
- Previdenza complementare contributi a deducibilità ordinaria -
Art. 10 comma 1, lettera e-bis del TUIR sono indicati ai fini della loro deduzione dal reddito complessivo, i contributi versati alle forme pensionistiche complementari su base contrattuale collettiva ed i contributi e premi versati alle forme pensionistiche individuali.
Sono deducibili dal reddito complessivo per un importo non superiore a 5.164,57 euro.
Ai fini del computo del predetto limite, si deve tener conto non solo di tutti i versamenti che affluiscono alle forme pensionistiche, collettive e individuali, ma anche delle quote accantonate dal datore di lavoro ai fondi previdenza di cui all’articolo 105 comma 1 del TUIR.
Il contribuente deve altresì attestare a quale forma pensionistica risulta iscritto; nel caso in cui il contribuente abbia aderito a più di un fondo pensione versando contributi per i quali è applicabile un diverso limite di deducibilità, deve compilare più di un rigo; tale ipotesi, in presenza di CUD 2010 conguagliato, è evidenziata dall’indicazione della lettera “A” nel punto 8 della Sezione “Dati generali” del CUD 2010 e le informazioni relative ai singoli importi sono rilevabili dalle annotazioni al CUD 2010.
I controlli da effettuarsi sul rigo E28, ai fini dell’apposizione del visto di conformità, sono i seguenti:
• se nella casella 8 (Previdenza complementare) della sezione “Dati generali” del CUD 2010 è riportato il codice 1, verificare che gli importi inseriti nella colonna 1 e 2 corrispondano a quello indicato al punto 52 e 53 del CUD 2010 o 45 e 46 del CUD 2009 diminuiti dell’eventuale valore al punto 56 del CUD 2010 e/o 48 del CUD 2009 (previdenza complementare per familiari a carico) desumibile dalle annotazioni del CUD;
• se nella casella 8 è riportato il codice A è necessario fare riferimento alle annotazioni del CUD 2010 o CUD 2009.
Contributi per forme pensionistiche complementari ed individuali:
•modello CUD;
•certificazione rilasciata dal fondo da cui si possa dedurre che siamo in presenza di premi versati alle forme pensionistiche individuali.
RIGO E29
- Contributi versati da lavoratori di prima occupazione -
A quei soggetti che dalla data del 1° gennaio 2007 in poi non erano titolari di una posizione contributiva aperta presso un qualsiasi ente di previdenza obbligatoria è consentita, nei venti anni successivi al quinto anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari, la deduzione di contributi eccedenti il limite di 5.164,57 euro pari alla differenza positiva tra l’importo di 25.822,85 euro e i contributi effettivamente versati nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche e comunque per un importo non superiore a 2.582,29 euro annui.
Pertanto l’importo massimo annuale complessivamente deducibile è di 7.746,86 euro ricorrendo le condizioni per l’incremento.
I controlli da effettuarsi sul rigo E29, ai fini dell’apposizione del visto di conformità, sono i seguenti:
• se nella casella 8 (Previdenza complementare) della sezione “Dati generali” del CUD 2010 o 2009 è riportato il codice 3, verificare che gli importi inseriti nelle colonne 1 e 2 corrispondano a quello indicato ai punti 52 e 53 del CUD 2010 e/o ai punti 45 e 46 del CUD 2009.
• se nella casella 8 è riportato il codice A si deve far riferimento a quanto indicato nelle annotazioni al CUD 2010 e/o CUD 2009
RIGO E30
- Contributi versati a fondi in squilibrio finanziario -
Sono indicati i contributi versati da quei soggetti iscritti alle forme pensionistiche per le quali è stato accertato lo squilibrio finanziario e approvato il piano di riequilibrio da parte del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Questi soggetti possono dedurre interamente le somme versate.
I controlli da effettuarsi ai fini dell’approvazione del visto di conformità sono i seguenti:
• se nella casella 8 (Previdenza complementare) della sezione “Dati generali” del CUD 2010 o 2009 è riportato il codice 2, verificare che gli importi inseriti nelle colonne 1 e 2 corrispondano a quello indicato ai punti 52 e 53 del CUD 2010 o dei punti 45 e 46 del CUD 2009;
• se nella casella 8 è riportato il codice A è necessario fare riferimento alle annotazioni del CUD 2010 o 2009.
RIGO E31
- Contributi versati per familiari a carico -
Sono indicati i contributi versati per i familiari fiscalmente a carico come indicati nell’art.12 del TUIR per la quota da questi non dedotta.
La deduzione spetta, infatti, prima di tutto alla persona a carico, entro il limite assoluto di 5.164,57 euro, fino a capienza del reddito complessivo.
Se il reddito complessivo di tale soggetto non è capiente per consentire l’intera deduzione delle somme versate, l’eccedenza può essere dedotta dal reddito complessivo del soggetto cui questi è a carico. Naturalmente, quest’ultimo potrà dedurre dette somme eccedenti, oltre quelle versate per la propria previdenza, sempre nel rispetto del limite di 5.164,57 euro.
Per quanto riguarda la comunicazione dei contributi non dedotti, l’informazione al fondo deve essere resa con riferimento al titolare della posizione previdenziale, precisando che l’ammontare complessivo delle somme non dedotte dall’iscritto non è stato dedotto dal soggetto di cui questo è a carico.
Se la persona a favore della quale sono state versate le predette somme è a carico di più soggetti, si applicano le regole generali previste per gli oneri sostenuti nell’interesse delle persone fiscalmente a carico.
Ad esempio l’onere per i contributi versati per un figlio va ripartito tra i genitori in parti uguali o nella proporzione in cui è stato effettivamente sostenuto. Se invece uno dei coniugi è fiscalmente a carico dell’altro , quest’ultimo può dedurre l’intero importo dell’onere.
I controlli da effettuarsi sul rigo E31, ai fini dell’apposizione del visto di conformità, sono i seguenti:
• verificare che sia compilato il punto 56 del CUD 2010 o il punto 48 del CUD 2009 e che gli importi inseriti nelle colonne 1 e 2 corrispondano a quanto indicato nelle annotazioni del CUD.
RIGO E32
- Fondo pensione negoziale dipendenti pubblici -
Tali fondi corrispondono ai contributi versati dai dipendenti pubblici che hanno aderito alle forme pensionistiche di natura negoziale di cui siano destinatari. Per tali soggetti l’importo deducibile non può essere superiore al 12% del reddito complessivo e comunque a 5.164,57 euro.
Inoltre, con riferimento ai soli redditi di lavoro dipendente, la deduzione non può essere superiore al doppio della quota TFR destinata ai fondi pensione.
I controlli da effettuarsi ai fini dell’apposizione del visto di conformità sono i seguenti:
• se nella casella 8 (Previdenza complementare) della sezione “Dati generali” del CUD 2010 è riportato il codice 4, verificare che gli importi inseriti nelle colonne 1 e 3 corrispondano a quelli indicati ai punti 52 e 53 o ai punti 45 e 46 del CUD 2009 e che l’importo inserito nella colonna 2 corrisponda a quanto indicato nelle annotazioni del CUD;
• se nella casella 8 è riportato il codice A è necessario fare riferimento alle annotazioni al CUD 2010 e/o CUD 2009.