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Timestamp: 2019-01-21 01:13:29+00:00
Document Index: 182705398

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 1', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 18', 'art. 21', 'art. 24', 'art. 96']

La privacy in ambito penale. Ecco il nuovo Statuto | Sicurezza e Giustizia
La privacy in ambito penale. Ecco il nuovo Statuto
Con il decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51 anche l’Italia ha recepito la direttiva (UE) 2016/680 del 27 aprile 2016 relativa al trattamento dei dati in ambito penale.
Con il decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51 anche l’Italia ha recepito la direttiva (UE) 2016/680 del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali. Tale direttiva e l’ormai famoso nuovo Regolamento sulla privacy 2016/679 rappresentano il “pacchetto protezione dati” presentato nel 2012 dalla Commissione Europea con lo scopo di garantire in Europa un quadro coerente e armonizzato sulla privacy. Era necessario recepirla, perché a differenza del Regolamento, che è un atto legislativo vincolante e deve essere applicato in tutti i suoi elementi a tutti gli Stati membri, la Direttiva è un atto legislativo che stabilisce un obiettivo che tutti i paesi dell’UE devono realizzare, ma spetta poi ai singoli paesi definire – attraverso disposizioni nazionali – come tali obiettivi vadano raggiunti.
Dal 25 maggio 2018 in Italia è, dunque, in vigore sia la Direttiva 680/2016, così come recepita dal D.lgs 51/2018, sia il Regolamento 679/2016. A questo punto ci chiediamo che fine abbia fatto il nostro buon vecchio Codice della privacy, che ha regolamentato il trattamento dei dati in Italia negli ultimi 15 anni. Abbiamo una situazione che si chiarirà negli prossimi mesi e sicuramente entro il 22 agosto, quando scadrà la delega al Governo: la delega, infatti, che scadeva a maggio, è stata prorogata di altri 3 mesi per effetto dell’art. 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234. Nel futuro decreto, che aggiornerà il Codice ad una versione coerente col Regolamento, ovviamente, troveremo disciplinate solo quelle materie che lo stesso ha lasciato libere alla legislazione italiana. Nella bozza di decreto oggi disponibile si è scelto di mantenere l’impostazione del vecchio Codice laddove possibile. Inoltre, è utile ricordarlo, restano efficaci i provvedimenti specifici adottati dal Garante verso specifici soggetti, in quanto compatibili sia con il Regolamento UE sia con le disposizioni del futuro decreto. La nuova normativa supera e sostituisce in gran parte quella attualmente presente nei titoli I e II della seconda parte del Codice dedicate a specifici settori, in particolare quello giudiziario e quello dei trattamenti da parte delle forze di polizia. Agli effetti pratici il d.lgs 51/2018 è un vero e proprio Statuto sulla raccolta ed il trattamento dei dati in ambito penale. Vediamone gli aspetti principali.
L’art. 1 comma 2 specifica che l’ambito di applicazione viene circoscritto al trattamento di dati personali delle persone fisiche contenute in un archivio (anche cartaceo) o ad esso destinati, svolti dalle autorità competenti. Al comma 3 si precisa tuttavia che il decreto non si applica ai trattamenti di dati personali effettuati nello svolgimento di attività concernenti la sicurezza nazionale ed effettuati da istituzioni, organi, uffici e agenzie dell’UE.L’art. 4 stabiliste che il titolare del trattamento deve distinguere i dati personali in relazione alle diverse categorie di interessati previste dalla legge e i dati fondati su fatti da quelli fondati su valutazioni. La distinzione in relazione alle diverse categorie di interessati si applica alle seguenti categorie: persone sottoposte a indagine; imputati; persone sottoposte a indagine o imputate in procedimento connesso o collegato; persone condannate con sentenza definitiva; persone offese dal reato; parti civili; persone informate sui fatti; testimoni.
L’art. 8 vieta che vengano prese decisioni basate unicamente su un trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produce effetti negativi nei confronti dell’interessato, salvo che siano autorizzate dal diritto dell’Unione europea o da specifiche disposizioni di legge. L’art. 9 obbliga il titolare del trattamento ad adottare misure adeguate a fornire all’interessato tutte le informazioni di cui all’articolo 10 e ad effettuare le comunicazioni relative al trattamento in forma concisa, intellegibile e facilmente accessibile, con un linguaggio semplice e chiaro. Il comma 5 demanda al Ministero competente l’individuazione dei trattamenti non occasionali effettuati a fini di prevenzione e repressione dei reati con l’indicazione del relativo titolare. L’art. 14 prevede che chiunque abbia interesse, durante il procedimento penale o dopo la sua definizione, può chiedere, con le modalità di cui all’articolo 116 del codice di procedura penale, la rettifica, la cancellazione o la limitazione dei dati personali che lo riguardano.
L’art. 15 richiama le disposizioni del Regolamento, poiché chiede che il titolare del trattamento metta in atto misure tecniche e organizzative adeguate per garantire che il trattamento sia effettuato in conformità alle norme del decreto e che le stesse misure siano riesaminate e aggiornate qualora necessario, includendo l’attuazione di politiche adeguate in materia di protezione dei dati. In applicazione al successivo art. 16 le misure tecniche e organizzazione devono essere implementate secondo i principi di privacy by design e privacy by default definiti dal Regolamento. L’art. 18 introduce il caso di un trattamento effettuato per conto del titolare, come ad esempio nel caso di affidamenti a terzi di servizi informatici, anche del tipo relativo alle intercettazioni. Il titolare deve ricorrere a responsabili del trattamento (anche esterni) che garantiscono misure tecniche e organizzative adeguate ad assicurare la protezione dei dati personali e la tutela dei diritti dell’interessato. L’esecuzione dei trattamenti è disciplinata da un contratto o da altro atto giuridico. L’art. 21 impone che le operazioni di raccolta, modifica, consultazione, comunicazione, trasferimento, interconnessione e cancellazione di dati, eseguite in sistemi di trattamento automatizzati, siano registrate in appositi file di log, da conservare per la durata stabilita con il decreto sopra richiamato relativo ai trattamenti non occasionali.
Il d.lgs. 51/2018 ha recepito tutte le osservazioni indicate dal Garante nel proprio parere del 22 febbraio 2018, tutte ad eccezione di una. In tale occasione il Garante, infatti, aveva evidenziato l’opportunità di inserire nel provvedimento alcune essenziali modifiche alla normativa sulla conservazione dei dati di traffico per fini di giustizia, sopprimendo la norma di cui all’articolo 24 della legge n. 167 del 2017 (quella che impone la conservazione dei dati di traffico presso gli Operatori per 72 mesi), in ragione della sua incompatibilità con il principio di proporzionalità già affermato dalla Corte di giustizia Ue con le sentenze Digital Rights Ireland e Tele2 / Watson.
LIA#2018 BREVE RESOCONTO FINALE-
di Giovanni Nazzaro (N. IV_MMXVIII)
La quarta edizione della LIA si è svolta nei giorni 7-8-9 novembre 2018 ed è stata ospitata dal Comando delle Unità Mobili e Specializzate Carabinieri “Palidoro”, Caserma Salvo d’Acquisto a Roma. Il 29 settembre 2018 l’evento ha ricevuto il patrocinio del Ministero della giustizia. I partecipanti sono stati 340 in totale, di cui il 31% appartenente all’Arma dei Carabinieri, il 13% alla Polizia di Stato, il 10% alla Guardia di Finanza, il 9% alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 9% alla DIA/DDA, il 3% alla magistratura.
L’unito decreto per immigrazione e sicurezza pubblica, in sintesi-
A primo aspetto e presentato nei suoi minimi termini il decreto sembra assumere per lo più la funzione di strumento regolatore di un decoro pubblico che sembrava ormai perduto o quantomeno dimenticato. In realtà gli interventi introdotti sono tanti, al punto che oggettivamente non si può dare un giudizio completo, positivo o negativo, su un decreto che interviene in modo così complesso.
TABULATI DI TRAFFICO STORICO PER FINALITA’ DI ACCERTAMENTO E REPRESSIONE DEI REATI: CARATTERISTICHE E TEMPI DI CONSERVAZIONE-
di Giovanni Nazzaro (N. III_MMXVIII)
Legge n. 167 del 2017, art. 24. In attuazione dell’articolo 20 della direttiva (UE) 2017/541 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2017, il termine di conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico nonche’ dei dati relativi alle chiamate senza risposta è stabilito in settantadue mesi, in deroga a quanto previsto dall’articolo 132, commi 1 e 1-bis, del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
Quella privacy che non fa bene alle indagini (A dark time for WHOIS)-
Il GDPR si applica anche alla banca dati WHOIS, che, così com’è, è stata considerata non conforme.
OBBLIGO DI INTERCETTAZIONE A STANDARD ETSI, NUOVE VOCI DI LISTINO PER LE PRESTAZIONI OBBLIGATORIE E TAVOLO TECNICO PERMANENTE PER IL LORO MONITORAGGIO-
di Giovanni Nazzaro (N. II_MMXVIII)
Ministero della Giustizia - Decreto 28 dicembre 2017. Disposizione di riordino delle spese per le prestazioni obbligatorie di cui all’art. 96 del d.lgs. n. 259 del 2003 - Pubblicato su: G.U. n. 33 del 09/02/2018
LAWFUL INTERCEPTION OF EMAIL SERVICES ACCORDING TO ETSI-
Il 2018 all’insegna della Security e delle (immancabili) Intercettazioni, per effetto della riforma sulla Privacy-
INTRODUZIONE AI TEMI DELLA LIA, TERZA EDIZIONE-
La riforma sulle intercettazioni, in sintesi-
Il sempre più difficile equilibrio tra Privacy e Sicurezza nazionale-
LA RIFORMA DELLE INTERCETTAZIONI TRA CRITICITÀ E UNA PLURALITÀ DI DECRETI ATTUATIVI-
Il futuro della contestata Section 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA)-
SUPERAMENTO DELL’ISTITUTO DELLA ROGATORIA PER LE INTERCETTAZIONI: CRITICITÀ SULLO SCHEMA DI DLGS-
The national legislation must make provision for a data retention within the same State-
ANNOTAZIONE IN REGISTRI INFORMATICI DELLE OPERAZIONI DI INTERCETTAZIONE-
The next generation of location-based service-
BLACKBERRY: INTERCETTABILITÀ DEI SERVIZI (II PARTE)-
LIMITI CIRCA L’UTILIZZABILITÀ DELLE STATISTICHE NAZIONALI SULLE INTERCETTAZIONI-
Looking for the best period of Data Retention-
BLACKBERRY: INTERCETTABILITÀ DEI SERVIZI (I PARTE)-
Attendibilità delle statistiche sulle intercettazioni-
LAWFUL INTERCEPTION ACADEMY REPORT 2015-
The need for encryption grows-
Le startup innovative-
ULTERIORE DIFFERIMENTO IN MATERIA DI MISURE DI SICUREZZA NELLE ATTIVITÀ DI INTERCETTAZIONI-
La difficile vita dell’agente … “captatore”-
Il suolo “mangiato”-
La solita raccomandazione-
Il lavoro potenzialmente utilizzabile o sottoutilizzato-
LE PARTICOLARITÀ DELL’INTERCETTAZIONE DEGLI SMS-
Nasce la “Lawful Interception Academy”-
LE PRESTAZIONI OBBLIGATORIE PER L’AUTORITÀ GIUDIZIARIA COME DISCIPLINA DI STUDIO-
Il tema delle “prestazioni obbligatorie” per gli operatori di telecomunicazioni verso l’Autorità Giudiziaria è poco riconosciuto in Italia se confrontato con altri come l’antifrode o la sicurezza informatica o la sicurezza cibernetica, eppure come questi gode di una naturale autonomia in termini di competenza, al punto che non è sbagliato riferirsi ad esso come disciplina autonoma.
WIFI OFFLOAD OF MOBILE DATA: L’INTERCETTAZIONE DELLE COMUNICAZIONI DI RETE MOBILE CON ACCESSO WIFI-
EU’s Data Retention Directive declared invalid-
Justice delayed is Justice denied-
CLASSIFICAZIONE DEGLI OPERATORI MOBILI VIRTUALI (MVNO) E PRESTAZIONI OBBLIGATORIE PER L’AUTORITÀ GIUDIZIARIA-
Un’occasione mancata per rafforzare la 231-
Il mercato unico europeo delle comunicazioni elettroniche-
Il Rating di legalità-
COS’È LA RETE INTELLIGENTE NELLA TELEFONIA FISSA E MOBILE-
Riflessioni sullo stato della regolamentazione delle intercettazioni legali in Italia-
Regulatory status of lawful interception in Italy-
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE DELLE AZIENDE DI TLC, PER RISPONDERE ALLE RICHIESTE DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA-
I LISTINI DEGLI OPERATORI MOBILI AMERICANI PER LE RICHIESTE DELLE FORZE DELL’ORDINE-
IL NUOVO CENTRO DELLA PROCURA DI ROMA: LE INTERCETTAZIONI IN ITALIA FRA PASSATO E FUTURO-
di Giovanni Nazzaro (N. II_MMXI)
Numero II del MMXVIII
SeG_II_MMXVIII_colophon
SeG_II_MMXVIII_sommario
SeG_II_MMXVIII_editoriale