Source: https://www.anaci.it/MONZA/ShowNews.aspx?id=7396
Timestamp: 2020-07-13 02:43:42+00:00
Document Index: 183607990

Matched Legal Cases: ['art. 71', 'art. 1130', 'art. 1131', 'art. 1136', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 1129']

MEDIAZIONE, PARTECIPAZIONE DELL’AMMINISTRATORE SOLO CON MANDATO CONFERITO DALLA MAGGIORANZA DI CUI 2ª COMMA 1136 C.C., SENZA DELIBERA L’AMMINISTRATORE E’ PRIVO DEL POTERE OCCORRENTE PER LA SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIA
CASSAZIONE 08 GIUGNO 2020, N. 10846
Estratto: Non rileva nel senso di escludere la necessità della delibera assembleare ex art. 71 quater disp. att. c.c., comma 3, il fatto che si tratti, nella specie, di controversia che altrimenti rientra nell'ambito delle attribuzioni dell'amministratore, in forza dell'art. 1130 c.c., e con riguardo alla quale perciò sussiste la legittimazione processuale di quest'ultimo ai sensi dell'art. 1131 c.c., senza necessità di autorizzazione o ratifica dell'assemblea. Pur in relazione alle cause inerenti all'ambito della rappresentanza istituzionale dell'amministratore, questi non può partecipare alle attività di mediazione privo della delibera dell'assemblea, in quanto l'amministratore, senza apposito mandato conferitogli con la maggioranza di cui all'art. 1136 c.c., comma 2, è altrimenti comunque sprovvisto del potere di disporre dei diritti sostanziali che sono rimessi alla mediazione, e, dunque, privo del potere occorrente per la soluzione della controversia (arg. da Cass. Sez. 3, 27/03/2019, n. 8473).
Spetta infatti all'assemblea (e non all'amministratore) il "potere" di approvare una transazione riguardante spese d'interesse comune, ovvero di delegare l'amministratore a transigere, fissando gli eventuali limiti dell'attività dispositiva negoziale affidatagli (cfr. Cass. Sez. 2, 16/01/2014, n. 821Cass. civ., Sez. II, Sent., (data ud. 04/12/2013) 16/01/2014, n. 821 ; Cass. Sez. 2, 25/03/1980, n. 1994). Parimenti, l'art. 1129 c.c., comma 9 (sempre introdotto dalla L. 11 dicembre 2012, n. 220) obbliga l'amministratore ad "agire per la riscossione forzosa delle somme dovute dagli obbligati entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio nel quale sia compreso il credito esigibile, a meno che non sia stato espressamente dispensato dall'assemblea", non rientrando, quindi, tra le attribuzioni dell'amministratore il potere di pattuire con i condomini morosi dilazioni di pagamento o accordi transattivi senza apposita autorizzazione dell'assemblea. Il ricorso va perciò rigettato e il ricorrente va condannato a rimborsare alla controricorrente le spese del giudizio di cassazione.
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