Source: http://vincesko.ilcannocchiale.it/2014/10/25/bce_il_re_e_nudo_colpevole_di.html
Timestamp: 2020-08-14 12:11:51+00:00
Document Index: 43201689

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art.2', 'art. 7', 'art. 35', 'art.2', 'art. 7', 'art. 35', 'art. 2']

BCE, il re è nudo (dialogo con Carlo Clericetti) - diario - Vincesko
La BCE è colpevole di gravi violazioni statutarie e passibile di denuncia alla Corte di Giustizia Europea
Dialogo tra Carlo Clericetti e me sull’efficacia degli appelli e le violazioni statutarie della BCE
Un altro appello. Ecco perché non è inutile
http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2014/10/22/un-altro-appello-ecco-perche-non-e-inutile/
magnagrecia7 22 ottobre 2014 alle14:59
Citazione: “Piuttosto l’unica direzione di marcia possibile”
L’appello non è l’unica soluzione, anzi, come insegna l’esperienza, è la meno efficace. La soluzione di gran lunga più efficace – ribadisco – è la denuncia della BCE, in forza dell’art. 35 dello statuto BCE, alla Corte di Giustizia Europea per violazione dello statuto: sicuramente dell’art.2-Obiettivi e forse anche dell’art. 7-Indipendenza.
Il fatto che nessuno dei professori pensi a quest’altra soluzione molto più efficace è dovuto, a mio avviso, essenzialmente a 2 motivi: il primo, al paradosso che quasi nessuno di loro conosce affatto o bene lo statuto della BCE ed, il secondo, al fatto che quei pochi che lo conoscono probabilmente non sanno che è possibile o non ardiscono mettersi contro la BCE e Draghi, promuovendo un’azione legale.
Tra quelli che non lo conoscono affatto o lo conoscono male, in base ad un esame puntuale dei loro scritti, ci sono: Luigi Zingales, Joseph Stiglitz, Romano Prodi(?), Nicola Melloni, Domenico Moro, Felice Roberto Pizzuti, Lucrezia Reichlin(?), Riccardo Realfonzo, Luigi Pandolfi; Paolo Pini, che è uno dei quattro promotori dell’Appello al Governo, e Antonio Lettieri (prima che glielo spiegassi io).
In questo post ho riportato la discussione svoltasi in calce al precedente articolo di questo blog, in cui ho spiegato perché è molto più efficace la denuncia della BCE (vedi anche l’altro post in esso linkato Appelli o minacce forti?),e dove ho anche allegato le prove documentali di alcuni di coloro che non conoscono lo statuto della BCE (elenco in divenire):
Dialogo sui poteri, gli obiettivi e le violazioni statutarie della BCE
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820833.html
magnagrecia7 22 ottobre 2014 alle16:41
@Carlo Clericetti
Mi rivolgo a lei come giornalista esperto, oltre che come persona intelligente, e, da umile “allievo” di Auguste Dupin, ma forse più propriamente in questo caso da specialista del 2+2, quale mi considero e sono, le rivolgo 3 quesiti ed un quarto nella conclusione:
1. Le sembra casuale che Mario Draghi ometta puntualmente, ogni qual volta parla in pubblico dei compiti della BCE, l’obiettivo subordinato (e sappiamo chi pretese che fosse tale: la Germania, assecondata dalla Francia) e menzioni soltanto quello principale del controllo dei prezzi?
2. Le sembra casuale che nel sito della BCE – come ho già segnalato più volte – ci sia stata alcuni mesi fa una strana modifica e del testo e del link delle funzioni della BCE, che ha messo la sordina all’obiettivo subordinato e posta l’enfasi sul fatto che l’obiettivo principale fosse importante anche per l’UE?
3. Le sembra casuale che sul sito della Unione Europea, al link trasmessomi recentemente dal Centro di contatto EUROPE DIRECT http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/ecb/index_it.htm, sia menzionato – al singolare! – soltanto l’obiettivo principale (come ho contestato anche a Manuel Barroso nella lettera che gli ho inviato ieri, v. PS)?
Conclusione: Qui è in atto da tempo un tentativo sistematico ed intenzionale di disinformare l’opinione pubblica europea, di cui sono vittime anche i professori universitari di Economia e maitre à penser vari, da un lato, per giustificare la disastrosa politica economica basata sull’ossimorica austerità espansiva e, dall’altro, obliterare (termine squisitamente giuridico) scientemente le prove patenti delle violazioni statutarie della BCE (e dell’UE).
Perché, dunque, lei asseconda, facendole da cassa di risonanza, questa iniziativa consistente in un inefficace appello, che asseconda indirettamente e inconsapevolmente (?) il disegno disinformativo della BCE e dell’UE, e non grida invece, assieme a me, da par suo, che il re-BCE è nudo, colpevole di gravi violazioni statutarie e perciò passibile di denuncia alla Corte di Giustizia Europea?
magnagrecia7 22 ottobre 2014 alle16:42
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2820971.html
cclericetti 22 ottobre 2014 alle17:24
Caro Vincesko, credo di essere tra i pochissimi giornalisti a criticare costantemente e duramente la Bce, non solo dai tempi della gestione demenziale di Trichet, ma quella di “San” Mario Draghi. Perché continua a dare indicazioni politiche invece di premere per le riforme della finanza e adottare quelle che competono alla banca centrale; perché non ha risolto il problema delle agenzie di rating, nonostante lo avesse indicato come rilevante da presidente del Financial stability board; perché ha sposato l’interpretazione secondo cui la Bce non poteva finanziare i Fondi salva-Stato; perché si è permesso di invitare i governi a cedere sovranità ai tecnocrati; eccetera. Lei segue quello che scrivo, quindi queste cose le ricorderà sicuramente. Ho anche scritto che la Bce è indipendente dagli Stati, tranne che dalla Germania; e che non sta facendo quanto dovrebbe in relazione all’inflazione, non rispettando le sue stesse deliberazioni. Non mi pare di poter essere rimproverato di timore reverenziale verso la Bce. Nell’articolo ho cercato di spiegare perché non considero inutile questo appello e i prossimi che certamente arriveranno: finché avremo questi politici al potere non ci potrà essere nessun cambiamento di linea, e siccome i politici al potere ce li mandano gli elettori, è loro che bisogna convincere a cambiarli. Il potere applica le regole secondo le sue convenienze, anche forzando le interpretazioni di quelle stesse regole che ha scritto: nel caso della Germania lo abbiamo verificato in vari casi, a cominciare dallo sfondamento del 3% non sanzionato per finire con la regola del surplus eccessivo che viene platealmente ignorata e sconfessata. Inoltre sono convinto che anche una politica monetaria espansiva da sola non basterebbe a tirarci fuori dai guai: deve cambiare anche la politica fiscale. Cioè, appunto, deve cambiare la politica. Senza quello, non ne usciamo.
magnagrecia7 22 ottobre 2014 alle19:13
Caro Carlo Clericetti,
1. Premetto, scusandomi preventivamente della lunghezza della mia risposta, che io la seguo da più tempo su “Eguaglianza e Libertà” e solo da pochi mesi qua, quindi non conosco tutti i suoi articoli; leggo quelli suoi vecchi perché li linka lei o perché frutto, casualmente, di una ricerca in Internet.
2. Assolutamente le riconosco coraggio, in generale e nelle critiche a Draghi e alla BCE, anche per questo la leggo molto volentieri.
3. Tuttavia, scusi, anche lei, forse non conoscendo bene lo statuto della BCE(?), ha posto finora – mi pare – l’accento soltanto sulle inadempienze di Draghi relative all’obiettivo principale (controllo dei prezzi). Ma, come penso di aver dimostrato allegando lo statuto della BCE, Draghi (con tutto il Consiglio direttivo) è ora inadempiente anche – e soprattutto – relativamente al secondo obiettivo (sostenere la crescita economica e dell’occupazione), e ciò significa che sta disattendendo entrambi gli obiettivi statutari, con gravi conseguenze sui popoli dell’Eurozona, in particolare i Piigs, visto che – come ho scritto qui pochi giorni fa in calce al suo articolo precedente – la Francia troverà il modo di arrangiarsi con l’aiuto della Germania (v. sanzioni – ancora inapplicate dall’UE nel caso del suo precedente sforamento del 3% -, acquisti ABS francesi da parte della BCE, ecc.).
4. Lei ritiene giustamente che la soluzione sia politica, ma la affida alla crescita della maturità dell’elettorato, cioè la rinvia praticamente alle cosiddette calende greche; ed invece, come anche lei sottolinea, le scelte sono urgenti.
5. Ritiene anche che la Germania non farà mai approvare il P.A.D.R.E., come probabilmente non lo farà per gli EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio), garantiti dall’oro e da quote di aziende pubbliche degli Stati, per non parlare degli Eurobond (caldeggiati anche dal premio Nobel Stiglitz), privi invece di garanzie collaterali, e perciò particolarmente invisi ai Tedeschi.
6. Dunque, che si fa? A) Io ho lanciato il 10/10, apposta per superare il veto della arrogante ed egoista Germania, una petizione alla Corte di Giustizia Europea contro la BCE per violazione dello statuto, ma la proposta ha raccolto finora soltanto 15 adesioni (ho constatato che anche parecchi che la apprezzano non la firmano). B) Esaminati, però, attentamente le risposte e i link che ho ricevuto dal Centro di contatto EUROPE DIRECT, ho scoperto che non è possibile inviare alla Corte di Giustizia Europea petizioni, ma è possibile inviare ricorsi diretti, tramite però un avvocato, nel caso si sia subito un danno diretto dalle azioni o omissioni della BCE (o dell’UE), e non è il mio caso. C) Per cui, ieri, ho partecipato a Napoli alla riunione dell’Associazione di Civati “E’ possibile” ed ho proposto al suo coordinatore nazionale Paolo Cosseddu di farla propria, la denuncia della BCE, trasmettendogli poi via e-mail la documentazione e scrivendo: “Nell’incontro di Napoli, mi pare di aver capito che la corrente Civati non abbia né la struttura né l’orientamento a intraprendere iniziative dirompenti di tal genere, ma certo sarebbe un bel botto se Civati intraprendesse un’azione legale del genere e ottenesse un pronunciamento appena appena negativo da parte della Corte di giustizia contro la BCE, utile anzi necessario per uscire dalla crisi economica”.
7. In conclusione, io non ritengo che sia del tutto sbagliato aderire agli appelli, se non altro perché possono essere uno strumento per far maturare la consapevolezza dell’opinione pubblica, tuttavia li reputo inefficaci a raggiungere lo scopo che si prefiggono, mentre reputo la denuncia della BCE alla Corte di giustizia la strada più celere ed efficace per superare il veto della Germania, che blocca indebitamente l’azione della BCE, indispensabile per uscire velocemente dalla crisi economica e scongiurare il destino altrimenti inevitabile della depressione economica e del declino.
cclericetti 23 ottobre 2014 alle 00:16
Le posso dare la mia opinione sul perché la sua petizione ha raccolto poche firme? Lei ha scritto un programma politico, elencando vari provvedimenti. Molti possono non essere d’accordo con l’una o con l’altra delle misure che lei propone. Io credo che se si limitasse a una petizione sul mancato perseguimento degli obiettivi della Bce, e in particolare il secondo di cui non si è mai parlato (non a caso), raccoglierebbe molti più consensi.
magnagrecia7 23 ottobre 2014 alle 10:01
Grazie del suggerimento. In effetti, ho solo indicato le tre proposte a mio avviso risolutive per reperire le risorse finanziarie per uscire dalla crisi economica (imposta patrimoniale corposa sui ricchi, EuroUnionBond di Prodi e Quadrio Curzio e intervento congruo della BCE) e sono legate da un e/o, ma la lunghezza del testo può ingenerare l’impressione che siano di più, quasi un programma politico… Il problema è che era la mia prima petizione e non conoscevo la procedura, quindi ho modificato più volte il testo ed una volta anche il titolo, aggiungendo man mano altre osservazioni. Questo soprattutto perché Change.org richiedeva un indirizzo email del destinatario ed ho perciò contattato la Corte di Giustizia Europea, ricevendo dal Centro di contatto EUROPE DIRECT, dopo uno scambio di email (che riporterò assieme a questo dialogo in un prossimo post del mio blog), tra l’altro, l’informazione che non era possibile inviare alla Corte di giustizia delle petizioni e dovevo trasformarla in una denuncia formale, che – come forse è noto – va circostanziata il più possibile. All’insuccesso delle firme di adesione, come lei dice, ha contribuito quasi certamente l’antipatia individuale (da me messa in conto, comunque) vuoi dei poveri per l’imposta patrimoniale sui ricchi, vuoi per Prodi, vuoi per l’invito a sottoscrivere indirettamente una denuncia della BCE alla Corte di giustizia (come recitava già il titolo). Per averne la riprova, la petizione in sostituzione della precedente (già in gestazione) la farò tenendo conto di questa prima esperienza.
cclericetti 23 ottobre 2014 alle 10:22
Non so se sia una procedura praticabile, ma forse la petizione si potrebbe rivolgere alla nostra Corte Costituzionale, con la motivazione che il comportamento della Bce mette in pericolo la nostra sovranità. Insomma, fare come i tedeschi, in modo da far deflagrare l’assurdità che gli impegni internazionali di un governo possano essere smentiti, a posteriori, dalla Corte costituzionale di un paese (semmai il governo in questione dovrebbe acquisire un parere preventivo). In realtà la petizione dovrebbe essere diretta al presidente della Repubblica, ma mandarla a Napolitano sarebbe come mandarla alla Merkel.
magnagrecia7 23 ottobre 2014 alle 12:14
Non sono un esperto, ma ritengo che un cittadino non possa adire la Corte Costituzionale neppure per inviarle una petizione. Sono andato poco fa nel sito della Corte ed ho cliccato sul pulsante “Rapporto con i cittadini”: viene spiegato soltanto Come assistere alle udienze pubbliche. Comunque, esiste anche il pulsante “Scrivi alla Corte” ed almeno in via informale lo si potrebbe fare, ma non credo che ne possa sortire alcun effetto.
Invece è possibile inviare una petizione, che è addirittura classificato Uno dei diritti fondamentali dei cittadini europei, sia individualmente che come gruppo, al Parlamento Europeo, che ha nella sua struttura una apposita commissione per le petizioni.
A seconda delle circostanze, la commissione per le petizioni può:
• chiedere alla Commissione europea di avviare un’indagine preliminare e fornire informazioni riguardo al rispetto della legislazione comunitaria pertinente o contattare SOLVIT,
• deferire la petizione ad altre commissioni del Parlamento europeo con richiesta di informazioni o di ulteriori azioni (una commissione parlamentare può ad esempio tenere conto di una petizione nell’ambito delle proprie attività legislative),
• in casi eccezionali, elaborare e presentare una relazione completa al Parlamento da sottoporre a votazione in Aula o effettuare un sopralluogo informativo nel paese o nella regione in questione e pubblicare una relazione della commissione contenente le sue osservazioni e raccomandazioni,
• o compiere qualsiasi altro passo giudicato opportuno per risolvere un determinato problema o fornire una risposta adeguata al firmatario della petizione.
Ovviamente, il Parlamento Europeo, al termine della procedura, non può applicare sanzioni alla BCE, ma certo una sua eventuale deliberazione non sarebbe senza conseguenze, soprattutto se potesse “passare la palla” in qualche modo alla Corte di giustizia, unica Autorità – che io sappia – che (a norma dell’art. 35 del medesimo statuto) può esaminare ed interpretare lo statuto della BCE ed applicare eventuali sanzioni.
Pertanto, ero già orientato ad inviare la petizione al Parlamento Europeo e, per conoscenza, alla Corte di Giustizia Europea ed al Governo italiano; aggiungerei ai destinatari la Corte Cost. italiana. Escluderò sicuramente il Presidente della Repubblica, poiché l’ho già fatto nel 2010 ed è stato tempo perso e fatica sprecata. Anticiperò qui il testo della petizione (che redigerò dopo aver letto e approfondito i vari aspetti, incluso il formulario del Parlamento Europeo).
magnagrecia7 23 ottobre 2014 alle 13:02
PS: Ho appena telefonato alla Corte Cost.: mi hanno detto che la si può inviare, ma che non avrà nessun effetto concreto.
magnagrecia7 23 ottobre 2014 alle 23:00
Pubblico il testo della petizione. L’aiuto che mi servirebbe, prima di lanciarla, è quello di dare un’occhiata critica “esterna” al testo, incluso il titolo, che deve essere il più efficace possibile, e vostri franchi e puntuali suggerimenti.
PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E p.c. ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA, ALLA CORTE COSTITUZIONALE ITALIANA E AL GOVERNO ITALIANO
- il presidente Mario Draghi omette puntualmente, ogni qual volta parla in pubblico dei compiti della BCE, di citare l’obiettivo subordinato (e sappiamo chi pretese che fosse tale: la Germania, assecondata dalla Francia) e menziona soltanto quello principale del controllo dei prezzi;
- nel sito della BCE, c’è stata alcuni mesi fa una strana modifica e del testo e del link delle funzioni della BCE, che ha messo la sordina all’obiettivo subordinato e, per contro, posta l’enfasi sul fatto che l’obiettivo principale fosse importante anche per l’UE (noi abbiamo conservato e possiamo produrre la vecchia versione);
- sul sito della Unione Europea, al link trasmessoci recentemente, su nostra richiesta, dal Centro di contatto EUROPE DIRECT (http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/ecb/index_it.htm), è menzionato – al singolare! – soltanto l’obiettivo principale;
- la conclusione che noi ne traiamo è che è in atto da tempo un’opera sistematica ed intenzionale di disinformare l’opinione pubblica europea, di cui – incredibilmente – sono vittime anche i professori universitari di Economia e maitre à penser vari (tra tantissimi altri, i Professori Joseph Stiglitz, Luigi Zingales, Romano Prodi(?), Nicola Melloni, Domenico Moro, Felice Roberto Pizzuti, Lucrezia Reichlin(?), Riccardo Realfonzo, Paolo Pini), da un lato, per giustificare la disastrosa politica economica basata sull’ossimorica austerità espansiva e, dall’altro, obliterare scientemente le prove evidenti delle violazioni statutarie della BCE (e dell’UE).
Premesso anche che:
- gli obiettivi della BCE sono 2 (due), non 1 (uno) soltanto, come pensano quasi tutti: uno principale – il controllo dei prezzi – e l’altro subordinato (fu deciso che fosse tale per imposizione della Germania) – “sostenere la crescita economica e un elevato livello dell’occupazione”;
- l’obiettivo della stabilità dei prezzi è già stato raggiunto, anzi, è anch’esso disatteso dal Consiglio direttivo della BCE, poiché l’obiettivo, che i trattati hanno lasciato decidere alla stessa BCE, è stato fissato dal Consiglio direttivo della BCE “sotto il 2% ma vicino”, ed ora – anzi da tempo –siamo, , prossimi allo zero (con vantaggio dei Paesi creditori – Germania e Paesi del Nord – e svantaggio dei Paesi debitori – Piigs);
- pertanto, la condizione sospensiva, costituita dal raggiungimento dell’obiettivo principale, è (più che) soddisfatta, quindi la BCE è obbligata dal suo statuto a raggiungere il secondo obiettivo – “crescita economica e un elevato livello dell’occupazione”, che – stante l’inflazione dell’Eurozona prossima allo zero – è, peraltro, del tutto concordante e convergente con l’obiettivo principale, che ora è quello di riportare l’inflazione da quasi zero a poco sotto il 2%;
- ne discende anche, detto per inciso, che, attualmente, la BCE ha gli stessi poteri della FED e, come per la FED, entrambi gli obiettivi – controllo dei prezzi e crescita economica e dell’occupazione – sono su un piano perfettamente paritario;
- è la BCE, a causa della sua inazione o azione insufficiente, il maggior responsabile del perdurare della depressione economica italiana e della crisi economica dell’Eurozona, con gravi conseguenze sui popoli europei, nel cui interesse teoricamente essa opera;
- la BCE, infine, sembra ubbidire alla Germania, anziché al suo statuto (vedi, da ultimo, la telefonata del presidente Draghi, reduce dal convegno di Jackson Hole, alla cancelliera Merkel per giustificare le sue dichiarazioni ritenute da tutti i commentatori eterodosse rispetto alla linea dell’austerità propugnata dalla Germania).
1. di accertare e di dichiarare se questo disegno disinformativo della BCE e dell’UE risponde al vero;
2. di accertare e di dichiarare se la BCE è colpevole di violazione statutaria (art.2-Obiettivi e art. 7-Indipendenza) e perciò anche passibile di denuncia alla Corte di Giustizia Europea (art. 35 dello Statuto BCE).
Con alta deferenza,
- Statuto BCE
- Obiettivo inflazione sotto 2%, ma vicino
cclericetti 24 ottobre 2014 alle 00:50
Avrei qualche suggerimento, ma mi scriva in privato all’indirizzo che è sul mio sito personale.
magnagrecia7 24 ottobre 2014 alle 16:45
Le ho trasmesso alle 11:14 il testo della petizione a postmaster@carloclericetti.it.
Date: Friday, 10/10/2014 11:20:12
From: <v >
Subject: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
Vi prego comunicarmi con cortese sollecitudine il Vostro indirizzo email per poterVi trasmettere una petizione.
Da: citizen_reply@edcc.ec.europa.eu
Data: 10/10/2014 16.27
A: <v>
Ogg: [Case_ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
Gentile Signor V.,
La ringraziamo per il Suo messaggio.
Sulla base dei dati da Lei forniti nella sua mail, non siamo riusciti a comprendere esattamente che tipo di petizione vuole inviare e a chi.
Se vuole presentare una petizione al Parlamento europeo, troverà il formulario da riempire al seguente link:
https://www.secure.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/petition.html
Tenga presente tuttavia che si può presentare una petizione al Parlamento europeo solo “su una materia che rientra nel campo d'attività dell'Unione europea”, come può leggere qui:
http://www.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/00533cec74/Petitions.html
Se nella sua mail si riferiva a qualcos’altro o ad altro tipo di petizione,ci riscriva con maggiori informazioni.
Ci auguriamo che queste informazioni possano esserLe di aiuto. La preghiamo di contattarci nuovamente in caso avesse domande sull’UE.
Il Centro di contatto EUROPE DIRECT
http://europa.eu - il tuo link diretto all'UE!
La preghiamo di notare che le informazioni fornite da EUROPE DIRECT non sono giuridicamente vincolanti.
Vorremmo chiederLe gentilmente di rispondere a 4 domande sul quesito appena posto a Europe Direct. Per rispondere al sondaggio avrà bisogno di solamente 3 minuti:
Date: Friday, 10/10/2014 17:21:10
From: <v>
Grazie per la cortese risposta. La petizione è diretta alla Corte Europea di Giustizia (ero convinto di essere entrato nel suo sito, perciò non l'ho specificato). Ho bisogno dell'indirizzo email, da comunicare a Change.org. Grazie anticipatamente. Distinti saluti
Da: citizen reply@edcc.ec.europa.eu
Data: 13/10/2014 10.30
Ogg: [Case ID: xxxxxx / xxxxxxx] Richiesta indirizzo email
Non ci è ancora del tutto chiaro che tipo di contatto cerchi, all’interno della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE), e che tipo di petizione voglia trasmettere.
Può forse esserle utile sapere, infatti, che i privati cittadini, le imprese o le organizzazioni possono portare un caso all'attenzione della Corte solo se ritengono che un'istituzione dell'UE abbia leso i loro diritti. La Corte di giustizia, infatti, si occupa di giudicare le controversie tra i governi dei paesi membri e le istituzioni dell'UE e interpreta il diritto dell'UE perché esso venga applicato allo stesso modo in tutti i paesi dell'UE. Per farlo essa opera in collaborazione con i giudici degli Stati membri. Per evitare interpretazioni divergenti, i giudici nazionali possono, e talvolta devono, rivolgersi alla Corte per chiederle di precisare una questione di interpretazione del diritto dell'Unione, al fine di poter, ad esempio, verificare la conformità con tale diritto della loro normativa nazionale (rinvio pregiudiziale). Detto rinvio può essere effettuato solo da un giudice nazionale. Per ulteriori informazioni legga qui:
http://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo2 7024/
Se ritiene ancora che la Corte di Giustizia sia il contatto giusto cui trasmettere la sua petizione, troverà i contatti del caso qui:
http://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo2 7030/
Nel menù superiore, cliccando su “come contattarci”, troverà anche un formulario.
Date: Monday, 13/10/2014 11:31:44
Grazie mille per la Vostra cortese risposta. Ho letto le competenze della Corte di
Giustizia Europea, che esclude un ESPOSTO dei singoli cittadini europei, ma non
ho trovato la soluzione, che concerne CHI e COME ha la competenza di vigilare sull’operato
della BCE (che deve essere indipendente dal potere politico) e sanzionare le eventuali
sue omissioni/violazioni del suo statuto fissato dai trattati UE e che hanno un
effetto negativo sui popoli europei e sui singoli cittadini. Pertanto, Vi
trasmetto il link con l’oggetto della petizione, pregandoVi di volermi inviare
un semplice indirizzo e-mail a cui inviare la petizione, eventuali suggerimenti
e di voler considerare che ero già consapevole che trasmetterla alla Corte di
giustizia avrebbe un valore essenzialmente simbolico.
Corte di Giustizia Europea: Messa sotto accusa della BCE per
violazione del suo statuto (art. 2)
Data: 13/10/2014 18.04
Tuttavia la preghiamo di considerare che, in qualità di servizio d’informazione generale dell’UE, EUROPE DIRECT può solo fornire informazioni fattuali sull’UE, per esempio sulle sue leggi e sulle attività delle sue istituzioni, e non siamo in posizione di scegliere per lei dei contatti adeguati a cui inviare la sua petizione e/o di valutare il contenuto del link della petizione che ci ha inviato. Possiamo (come abbiamo fatto nell’ultima mail) solo informarla sulle competenze dei vari organi/istituzioni delle UE di modo che lei possa decidere i contatti più adeguati per il suo caso.
Per informazioni su come funziona la Banca Centrale europea può consultare il seguente sito:
http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/ecb/index_it.htm
Vogliamo sottolineare che, come spiegato nella nostra precedente mail, i privati cittadini, le imprese o le organizzazioni possono portare un caso all'attenzione della Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE) se ritengono che un'istituzione dell'UE abbia leso i loro diritti. Il Tribunale, in particolare, si occupa dei ricorsi diretti proposti dalle persone fisiche o giuridiche e rivolti contro gli atti delle istituzioni e degli organismi e organi dell'Unione europea (di cui esse sono destinatarie o che le riguardano direttamente e individualmente), come può leggere qui:
http://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo2_7033/
Troverà ulteriori contatti qui:
http://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo2_7039/
Se dovesse ritenerlo in caso, inoltre, può presentare una petizione al Parlamento europeo secondo le modalità spiegate nel nostro primo link:
Se lo dovesse ritenere il caso, inoltre, può portare le questioni contenute nella sua petizione all’attenzione dei membri del Parlamento europeo che rappresentano lei e il suo paese. Può usare il seguente sito per trovare contatti adeguati:
http://www.europarl.europa.eu/meps/it/map.html
Scelga il paese per avere una lista di deputati.
Infine, vorremmo attirare la sua attenzione sul forum "La vostra voce in Europa", dove è possibile partecipare ad una vasta gamma di consultazioni, discussioni e altri strumenti che consentono di svolgere un ruolo attivo nel processo decisionale europeo :
http://ec.europa.eu/yourvoice/index_it.htm
Date: Monday, 13/10/2014 18:24
Perfetto! Vi ringrazio moltissimo
bce obiettivi il re è nudo corte di giustizia europea statuto bce violazioni statutarie
permalink | inviato da magnagrecia il 25/10/2014 alle 12:52 | commenti (0) |
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