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Timestamp: 2020-01-22 20:50:15+00:00
Document Index: 20979236

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 30', 'art. 38', 'art. 30', 'art. 38', 'art. 148', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 26']

Numero 9 1 marzo 2017
Fatturazione, Irpef, Iva e riscossione
Credito Iva relativo al 2016
L’art. 30, co. 2 e 3, D.P.R. 26.10.1972, n. 633 [CFF230] stabilisce che il saldo a credito derivante dalla dichiarazione annuale Iva possa essere computato in detrazione nell’ anno successivo , oppure utilizzato in compensazione nel Mod. F24, oppure essere chiesto a rimborso qualora sussistano le condizioni di cui al co. 3. Ai sensi del co. 4 del citato art. 30, se il contribuente interessato evidenzia un credito Iva anche nei due esercizi precedenti , ha la facoltà di chiedere il rimborso (per un ammontare comunque non superiore alla minore eccedenza dell’Iva detraibile nel triennio ), indipendentemente dall’esistenza delle condizioni di cui al co. 3 dello stesso articolo. Con il Provv. Agenzia Entrate 16.1.2017 sono stati approvati, con le istruzioni, il Mod. di dichiarazione annuale Iva 2017 ed il Mod. di dichiarazione annuale Iva Base 2017 per la dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2016. I contribuenti Iva che intendono richiedere rimborso del credito Iva direttamente in sede di presentazione della dichiarazione annuale Iva devono compilare il Quadro VX della dichiarazione Iva 2017, da presentare on line solo in forma autonoma entro il 28.2.2017 . L’art. 38-bis, D.P.R. 633/1972 [CFF238a] contiene la disciplina relativa all’ esecuzione dei rimborsi Iva previsti nell’art. 30, D.P.R. 633/1972. Con il D.L. 22.10.2016, n. 193, conv. con modif. dalla L. 1.12.2016, n. 225 («Collegato alla Legge di Bilancio 2017»), in vigore dal 3.12.2016 , è stato modificato l’art. 38-bis, elevando da € 15.000 a € 30.000 il valore dei rimborsi Iva subordinati a prestazione di apposita garanzia da parte del beneficiario.
Art. 30, D.L. 29.11.2008, n. 185, conv. con modif. dalla L. 28.1.2009, n. 2 [CFF6902] : dispone per gli enti di tipo associativo , che siano in possesso dei requisiti di cui all’art. 148, D.P.R. 917/1986 [CFF5248] e dell’art. 4, D.P.R. 633/1972 [CFF204] , l’ onere di comunicare all’Agenzia delle Entrate dati e notizie rilevanti ai fini fiscali a mezzo del Modello Eas . Prov. Agenzia Entrate 2.9.2009: con tale provvedimento è stato approvato il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali (Modello Eas), con le relative istruzioni per la compilazione; sono stati stabiliti i termini e le modalità di presentazione di tale modello. R.M. 110/E/2012: dispone chiarimenti in merito all’ applicabilità dell’istituto della remissione in bonis agli enti che non abbiano provveduto ad inviare il Modello Eas e agli enti che abbiano inviato il Modello Eas oltre i termini previsti. C.M. 38/E/2012: la presente circolare fornisce chiarimenti in merito ad una particolare forma di ravvedimento operoso (c.d. remissione in bonis ) volto ad evitare che mere dimenticanze relative a comunicazioni ovvero, in generale, ad adempimenti formali non eseguiti tempestivamente precludano al contribuente la possibilità di fruire di benefici fiscali o di regimi opzionali . C.M. 6/E/2011: specifica gli effetti della proroga dei termini per la presentazione del Modello Eas e la validità dei Modelli Eas già presentati all’entrata in vigore del D.L. 225/2010. R.M. 125/E/2010: chiarisce che non è obbligatoria la presentazione del Modello Eas nel caso di variazioni dei dati riportati nelle sezioni Dati relativi all’ ente e Rappresentante legale se le stesse sono già state comunicate all’Agenzia delle Entrate a mezzo del Modello AA5/6 e Modello AA7/10. C.M. 51/E/2009: dispone ulteriori precisazioni in materia di compilazione del Modello Eas. Tale circolare precisa l’ambito soggettivo di applicazione dell’ adempimento in esame, nonché le ipotesi di utilizzo della modalità semplificata di compilazione . C.M. 45/E/2009: ha fornito ulteriori precisazioni sulla natura, sul contenuto, sui soggetti tenuti alla presentazione e sulle modalità di compilazione del Modello Eas, che integrano i chiarimenti già forniti con la precedente C.M. 12/E/2009. In particolare, tale circolare ministeriale prevede per talune tipologie di associazioni una compilazione semplificata del Modello Eas, in quanto una buona parte delle informazioni richieste nel modello risultano già ottenibili dalla pubblica Amministrazione. C.M. 12/E/2009: fornisce chiarimenti in merito ai soggetti tenuti alla presentazione del Modello Eas ed alle modalità di trasmissione e contenuti del modello stesso.
Il rappresentante doganale s’identifica con qualsiasi persona nominata da un’altra persona affinché la rappresenti presso le autorità doganali per l’espletamento di atti e formalità previsti dalla relativa normativa. Essa può agire in nome e per conto di un altro soggetto (c.d. rappresentanza diretta ) o in nome proprio ma per conto di un’altra persona (c.d. rappresentanza indiretta ). Nell’esercizio del potere di rappresentanza, il rappresentante doganale è tenuto a dichiarare all’autorità doganale di agire per conto della persona rappresentata nonché a precisare se la rappresentanza è diretta o indiretta. Gli Stati membri, inoltre, possono fissare, conformemente al diritto dell’Unione, le condizioni in base alle quali un rappresentante doganale può prestare servizi nello Stato membro in cui è stabilito. A seguito della completa applicazione del Cdu (Regolamento 952/2013), gli stessi non hanno, tuttavia, più la facoltà di riservare agli spedizionieri doganali la presentazione della dichiarazione doganale. Quanto, poi, alla provenienza del rappresentante doganale, quest’ultimo deve in linea generale essere stabilito nel territorio doganale dell’Unione, salvo che il rappresentante doganale agisca per conto di persone che non sono tenute ad essere stabilite in tale territorio. Ciò nondimeno, in presenza di determinati requisiti in capo al rappresentante, quest’ultimo, in ogni caso, è abilitato a prestare i servizi in questione in uno Stato membro diverso da quello in cui è stabilito.
Sono state pubblicate nel S.O. n. 58 alla G.U. 22.12.2016, n. 298, le Tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli valide per il 2017 , che sono elaborate dall’ Aci entro il 30.11 di ogni anno e pubblicate dall’Agenzia delle Entrate entro il 31.12 di ciascun anno con effetto dal periodo d’imposta successivo. Tali Tabelle , che sono entrate in vigore dall’ 1.1.2017 , contengono i nuovi parametri in base ai quali viene effettuato il calcolo dei rimborsi chilometrici spettanti ai dipendenti , collaboratori e professionisti che utilizzano il proprio mezzo di trasporto , auto o moto che sia, per svolgere l’ attività di lavoro ( art. 3, co. 1, D.Lgs. 2.9.1997, n. 314 ). Le Tabelle nazionali Aci sono anche utilizzate per la determinazione del fringe benefit . Con la Legge di Stabilità 2017, in vigore dall’ 1.1.2017 , restano fuori dall’ambito applicativo del cd. superammortamento al 140% le auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti .
Con il D.M. 7.12.2016, il Mef ha definito le caratteristiche tecniche e l'efficacia della certificazione che deve essere emessa da chi opta per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri . Il decreto è destinato ai soggetti esercenti il commercio al minuto e le attività assimilate che optano per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all'Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate. Le disposizioni del decreto hanno effetto dall' 1.1.2017 .
Presunzione di liberalità tra coniugi e parenti in linea retta
In base all’ art. 26, D.P.R. 26.4.1986, n. 131 [CFF2026] , a determinate condizioni si presumono donazioni i trasferimenti posti in essere tra coniugi o tra parenti in linea retta se l'ammontare complessivo dell' imposta di registro e di ogni altra imposta dovuta per il trasferimento, anche se richiesta successivamente alla registrazione, risulta inferiore a quello delle imposte applicabili in caso di trasferimento a titolo gratuito , al netto delle detrazioni spettanti. Questa presunzione relativa di liberalità ai fini dell'imposta di registro è applicabile anche agli altri tributi , in tutte le controversie la cui soluzione dipende dalla qualificazione dell'atto come oneroso o a titolo gratuito. Il contribuente può quindi invocare tale presunzione per contestare l' accertamento sintetico dell'ufficio finanziario, fondato sul maggior reddito presuntivamente associato a un «investimento patrimoniale» costituito dall’acquisto di un immobile ceduto da parenti in linea retta o dal coniuge del cessionario.