Source: http://www.studiocelentano.it/codici/cc/lItVII.htm
Timestamp: 2015-09-02 00:16:11+00:00
Document Index: 67541643

Matched Legal Cases: ['art. 241', 'sentenza ', 'art. 254', 'sentenza ', 'art. 316', 'art. 251', 'art. 274', 'art. 250', 'sentenza ', 'art. 284']

Titolo VII: Della filiazione
Capo I: Dello Stato di figlio legittimo
Sezione I: Dello stato di figlio legittimo
Art. 231 Paternit� del marito
Il marito � padre del figlio concepito durante il matrimonio.
Il figlio nato prima che siano trascorsi centottanta giorni dalla celebrazione del matrimonio � reputato legittimo se uno dei coniugi, o il figlio stesso, non ne disconoscono la paternit�.
Ciascuno dei coniugi e i loro eredi possono provare che il figlio, nato dopo i trecento giorni dall'annullamento, dallo scioglimento o dalla cessazione degli effetti civili del matrimonio, � stato concepito durante il matrimonio.
In ogni caso il figlio pu� proporre azione per reclamare lo stato di legittimo.
Art. 235 Disconoscimento di paternit�
L'azione per il disconoscimento di paternit� del figlio concepito durante il matrimonio � consentita solo nei casi seguenti: se i coniugi non hanno coabitato nel periodo compreso fra il trecentesimo ed il centottantesimo giorno prima della nascita; se durante il tempo predetto il marito era affetto da impotenza, anche se soltanto di generare; se nel detto periodo la moglie ha commesso adulterio o ha tenuto celata al marito la propria gravidanza e la nascita del figlio. In tali casi il marito � ammesso a provare che il figlio presenta caratteristiche genetiche o del gruppo sanguigno incompatibile con quello del presunto padre, o ogni altro fatto tendente ad escludere la paternit�. La sola dichiarazione della madre non esclude la paternit�.
L'azione di disconoscimento pu� essere esercitata anche dalla madre o dal figlio che ha raggiunto la maggiore et� in tutti i casi in cui pu� essere esercitata dal padre.
Sezione II: Delle prove della filiazione legittima
In ogni caso devono concorrere i seguenti fatti: che la persona abbia sempre portato il cognome del padre che essa pretende di avere; che il padre l'abbia trattata come figlio e abbia provveduto in questa qualit� al mantenimento, alla educazione e al collocamento di essa; che sia stata costantemente considerata come tale nei rapporti sociali;
che sia stata riconosciuta in detta qualit� dalla famiglia. Art. 238 Atto di nascita conforme al possesso di stato
Salvo quanto disposto dagli artt. 128, 233, 234, 235 e 239, nessuno pu� reclamare uno stato contrario a quello che gli attribuiscono l'atto di nascita di figlio legittimo e il possesso di stato conforme all'atto stesso.
Parimenti non si pu� contestare la legittimit� di colui il quale ha un possesso di stato conforme all'atto di nascita.
Qualora si tratti di supposizione di parto o di sostituzione di neonato (Cod. Pen. 566 e seguenti), ancorch� vi sia un atto di nascita conforme al possesso di stato, il figlio pu� reclamare uno stato diverso, dando la prova della filiazione anche a mezzo di testimoni nei limiti e secondo le regole dell'art. 241.
Parimenti si pu� contestare la legittimit� del figlio dando anche a mezzo di testimoni, nei limiti e secondo le regole sopra indicati, la prova della supposizione o della sostituzione predette.
La legittimit� del figlio di due persone, che hanno pubblicamente vissuto come marito e moglie e sono morte ambedue, non pu� essere contestata per il solo motivo che manchi la prova della celebrazione del matrimonio (130), qualora la stessa legittimit� sia provata da un possesso di stato (237) che non sia in opposizione con l'atto di nascita.
Quando mancano l'atto di nascita e il possesso di stato, o quando il figlio fu iscritto sotto falsi nomi (Cod. Pen. 495) o come nato da genitori ignoti, la prova della filiazione pu� darsi col mezzo di testimoni.
Questa prova non pu� essere ammessa che quando vi � un principio di prova per iscritto (242), ovvero quando le presunzioni e gli indizi sono abbastanza gravi da determinare l'ammissione della prova.
La prova contraria pu� darsi con tutti i mezzi atti a dimostrare che il reclamante non � figlio della donna che egli pretende di avere per madre, oppure che non � figlio del marito della madre, quando risulta provata la maternit�.
Sezione III: Dell'azione di disconoscimento e delle azioni di contestazione e di reclamo di legittimit�
L'azione di disconoscimento della paternit� da parte della madre deve essere proposta nel termine di sei mesi dalla nascita del figlio.
Il marito pu� disconoscere il figlio nel termine di un anno che decorre dal giorno della nascita quando egli si trovava al tempo di questa nel luogo in cui � nato il figlio; dal giorno del suo ritorno nel luogo in cui � nato il figlio o in cui � la residenza familiare (144) se egli ne era lontano. In ogni caso, se egli prova di non aver avuto notizia della nascita in detti giorni, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto notizia.
L'azione di disconoscimento della paternit� pu� essere proposta dal figlio, entro un anno dal compimento della maggiore et� o dal momento in cui viene successivamente a conoscenza dei fatti che rendono ammissibile il disconoscimento.
L'azione pu� essere altres� promossa da un curatore speciale nominato dal giudice, assunte sommarie informazioni, su istanza del figlio minore che ha compiuto i sedici anni, o del pubblico ministero quando si tratta di minore di et� inferiore.
NOTA Il secondo comma � stato dichiarato in parte illegittimo dalla Corte Costit. (sentenza 134 del 2 maggio 1985).
Se la parte interessata a promuovere l'azione di disconoscimento della paternit� si trova in stato di interdizione per infermit� di mente (414), la decorrenza del termine indicato nell'articolo precedente � sospesa, nei suoi confronti, sino a che dura lo stato di interdizione. L'azione pu� tuttavia essere promossa dal tutore.
Art. 246 Trasmissibilit� dell'azione
Se il titolare dell'azione di disconoscimento della paternit� muore senza averla promossa, ma prima che ne sia decorso il termine, sono ammessi ad esercitarla in sua vece: nel caso di morte del presunto padre o della madre, i discendenti e gli ascendenti; il nuovo termine decorre dalla morte del presunto padre o della madre, o dalla nascita del figlio se si tratta di figlio postumo;
nel caso di morte del figlio, il coniuge o i discendenti; il nuovo termine decorre dalla morte del figlio o dal raggiungimento della maggiore et� da parte di ciascuno dei discendenti. Art. 247 Legittimazione passiva
Se una delle parti � minore o interdetta, l'azione � proposta in contraddittorio con un curatore nominato dal giudice davanti al quale il giudizio deve essere promosso.
Se una delle parti � un minore emancipato o un maggiore inabilitato, l'azione � proposta contro la stessa assistita da un curatore parimenti nominato dal giudice.
Art. 248 Legittimazione all'azione di contestazione della legittimit�. Imprescrittibilit�
L'azione per contestare la legittimit� spetta a chi dall'atto di nascita del figlio risulti suo genitore e a chiunque vi abbia interesse.
L'azione � imprescrittibile.
Quando l'azione � proposta nei confronti di persone premorte o minori o altrimenti incapaci, si osservano le disposizioni dell'articolo precedente.
Art. 249 Reclamo della legittimit�
L'azione per reclamare lo stato legittimo spetta al figlio; ma, se egli non l'ha promossa ed � morto in et� minore o nei cinque anni dopo aver raggiunto la maggiore et�, pu� essere promossa dai discendenti di lui. Essa deve essere proposta contro entrambi i genitori, e, in loro mancanza, contro i loro eredi (att. 121).
L'azione � imprescrittibile riguardo al figlio.
Capo II: Della filiazione naturale e della legittimazione
Sezione I: Della filiazione naturale
�1 Del riconoscimento dei figli naturali
Il figlio naturale pu� essere riconosciuto, nei modi previsti dall'art. 254, dal padre e dalla madre, anche se gi� uniti in matrimonio con altra persona all'epoca del concepimento. Il riconoscimento pu� avvenire tanto congiuntamente quanto separatamente.
Il riconoscimento del figlio che non ha compiuto i sedici anni non pu� avvenire senza il consenso dell'altro genitore che abbia gi� effettuato il riconoscimento.
Il consenso non pu� essere rifiutato ove il riconoscimento risponda all'interesse del figlio. Se vi � opposizione, su ricorso del genitore che vuole effettuare il riconoscimento, sentito il minore in contraddittorio con il genitore che si oppone e con l'intervento del pubblico ministero, decide il tribunale con sentenza che, in caso di accoglimento della domanda, tiene luogo del consenso mancante.
I figli nati da persone, tra le quali esiste un vincolo di parentela (74) anche soltanto naturale, in linea retta all'infinito o in linea collaterale nel secondo grado, ovvero un vincolo di affinit� (78) in linea retta, non possono essere riconosciuti (128, 278) dai loro genitori, salvo che questi al tempo del concepimento ignorassero il vincolo esistente tra di loro o che sia stato dichiarato nullo il matrimonio da cui deriva l'affinit�. Quando uno solo dei genitori � stato in buona fede, il riconoscimento del figlio pu� essere fatto solo da lui.
Il riconoscimento � autorizzato dal giudice, avuto riguardo all'interesse del figlio ed alla necessit� di evitare allo stesso qualsiasi pregiudizio.
L'eventuale inserimento del figlio naturale nella famiglia legittima di uno dei genitori pu� essere autorizzato dal giudice qualora ci� non sia contrario all'interesse del minore e sia accertato il consenso dell'altro coniuge e dei figli legittimi che abbiano compiuto il sedicesimo anno di et� e siano conviventi, nonch� dell'altro genitore naturale che abbia effettuato il riconoscimento. In questo caso il giudice stabilisce le condizioni che il genitore cui il figlio � affidato deve osservare e quelle cui deve attenersi l'altro genitore.
Qualora il figlio naturale sia riconosciuto anteriormente al matrimonio, il suo inserimento nella famiglia legittima � subordinato al consenso dell'altro coniuge, a meno che il figlio fosse gi� convivente con il genitore all'atto del matrimonio o l'altro coniuge conoscesse l'esistenza del figlio naturale.
E' altres� richiesto il consenso dell'altro genitore naturale che abbia effettuato il riconoscimento.
Il riconoscimento del figlio naturale � fatto nell'atto di nascita, oppure con una apposita dichiarazione, posteriore alla nascita o al concepimento, davanti ad un ufficiale dello stato civile o davanti al giudice tutelare o in un atto pubblico o in un testamento (587), qualunque sia la forma di questo.
La domanda di legittimazione di un figlio naturale presentata al giudice o la dichiarazione della volont� di legittimarlo espressa dal genitore in un atto pubblico (2699) o in un testamento (587) importa riconoscimento, anche se la legittimazione non abbia luogo.
L'atto di riconoscimento di uno solo dei genitori non pu� contenere indicazioni relative all'altro genitore. Queste indicazioni, qualora siano state fatte, sono senza effetto.
Il figlio naturale assume il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto. Se il riconoscimento � stato effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori il figlio naturale assume il cognome del padre.
Se la filiazione nei confronti del padre � stata accertata o riconosciuta successivamente al riconoscimento da parte della madre, il figlio naturale pu� assumere il cognome del padre aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre.
Nel caso di minore et� del figlio, il giudice decide circa l'assunzione del cognome del padre.
Art. 263 Impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicit�
Il riconoscimento pu� essere impugnato per difetto di veridicit� dall'autore del riconoscimento, da colui che � stato riconosciuto e da chiunque vi abbia interesse.
L'impugnazione � ammessa anche dopo la legittimazione (280 e seguenti).
Colui che � stato riconosciuto non pu�, durante la minore et� o lo stato d'interdizione per infermit� di mente, impugnare il riconoscimento.
Tuttavia il giudice, con provvedimento in camera di consiglio su istanza del pubblico ministero o del tutore o dell'altro genitore che abbia validamente riconosciuto il figlio o del figlio stesso che abbia compiuto il sedicesimo anno di et�, pu� dare l'autorizzazione per impugnare il riconoscimento, nominando un curatore speciale (715).
Il riconoscimento pu� essere impugnato per violenza dall'autore del riconoscimento entro un anno (2964) dal giorno in cui la violenza � cessata.
Se l'autore del riconoscimento � minore, l'azione pu� essere promossa entro un anno dal conseguimento dell'et� maggiore (267).
Il riconoscimento pu� essere impugnato per l'incapacit� che deriva da interdizione giudiziale (414 e seguenti) dal rappresentante dell'interdetto e, dopo la revoca dell'interdizione, dall'autore del riconoscimento, entro un anno dalla data della revoca (267).
Art. 267 Trasmissibilit� dell'azione
Nei casi indicati dagli artt. 265 e 266, se l'autore del riconoscimento � morto senza aver promosso l'azione, ma prima che sia scaduto il termine, l'azione pu� essere promossa dai discendenti, dagli ascendenti o dagli eredi.
Quando � impugnato il riconoscimento, il giudice pu� dare, in pendenza del giudizio, i provvedimenti che ritenga opportuni nell'interesse del figlio.
� 2 Della dichiarazione giudiziale della paternit� e della maternit� naturale
Art. 269 Dichiarazione giudiziale di paternit� e maternit�
La paternit� e la maternit� naturale possono essere giudizialmente dichiarate nei casi in cui il riconoscimento � ammesso.
La prova della paternit� e della maternit� pu� essere data con ogni mezzo.
La maternit� � dimostrata provando la identit� di colui che si pretende essere figlio e di colui ce fu partorito dalla donna, la quale si assume essere madre.
La sola dichiarazione della madre e la sola esistenza di rapporti tra la madre e il preteso padre all'epoca del concepimento non costituiscono prova della paternit� naturale.
L'azione per ottenere che sia dichiarata giudizialmente la paternit� o la maternit� naturale � imprescrittibile riguardo al figlio.
Se il figlio muore prima di avere iniziato l'azione, questa pu� essere promossa dai discendenti legittimi, legittimati o naturali (258) riconosciuti, entro due anni dalla morte.
L'azione promossa dal figlio, se egli muore, pu� essere proseguita dai discendenti legittimi, legittimati o naturali riconosciuti.
L'azione per ottenere che sia giudizialmente dichiarata la paternit� o la maternit� naturale pu� essere promossa, nell'interesse del minore, dal genitore che esercita la potest� prevista dall'art. 316 o dal tutore. Il tutore per� deve chiedere l'autorizzazione del giudice, il quale pu� anche nominare un curatore speciale.
Occorre il consenso del figlio per promuovere o per proseguire l'azione se egli ha compiuto l'et� di sedici anni.
Per l'interdetto l'azione pu� essere promossa dal tutore previa autorizzazione del giudice.
Art. 274 Ammissibilit� dell'azione
L'azione per la dichiarazione giudiziale di paternit� o di maternit� naturale � ammessa solo quando concorrono specifiche circostanze tali da farla apparire giustificata.
Sull'ammissibilit� il tribunale decide in camera di consiglio con decreto motivato, su ricorso (Cod. Proc. Civ. 125, 737) di chi intende promuovere l'azione, sentiti il pubblico ministero e le parti e assunte le informazioni del caso. Contro il decreto si pu� proporre reclamo con ricorso alla Corte d'appello, che pronuncia anche essa in camera di consiglio.
L'inchiesta sommaria compiuta dal tribunale ha luogo senza alcuna pubblicit� e deve essere mantenuta segreta. Al termine dell'inchiesta gli atti e i documenti della stessa sono depositati in cancelleria ed il cancelliere deve darne avviso alle parti le quali, entro quindici giorni dalla comunicazione di detto avviso, hanno facolt� di esaminarli e di depositare memorie illustrative.
Il tribunale, anche prima di ammettere l'azione, pu�, se trattasi di minore o d'altra persona incapace, nominare un curatore speciale che la rappresenti in giudizio.
La domanda per la dichiarazione di paternit� o di maternit� naturale deve essere proposta nei confronti del presunto genitore o, in mancanza di lui, nei confronti dei suoi eredi (Cod. Proc. Civ. 102).
Alla domanda pu� contraddire chiunque vi abbia interesse.
Il giudice pu� anche dare i provvedimenti che stima utili per il mantenimento, l'istruzione e l'educazione del figlio e per la tutela degli interessi patrimoniali di lui.
Art. 278 Indagini sulla paternit� o maternit�
Le indagini sulla paternit� o sulla maternit� non sono ammesse nei casi in cui, a norma dell'art. 251, il riconoscimento dei figli incestuosi � vietato.
Possono essere ammesse dal giudice quando vi � stato ratto o violenza carnale nel tempo che corrisponde a quello del concepimento (Cod. Pen. 519, 523 e seguenti).
Art. 279 Responsabilit� per il mantenimento e l'educazione
In ogni caso in cui non pu� proporsi l'azione per la dichiarazione giudiziale di paternit� o di maternit�, il figlio naturale pu� agire per ottenere il mantenimento, I'istruzione e l'educazione (580, 594). Il figlio naturale se maggiorenne e in stato di bisogno pu� agire per ottenere gli alimenti.
L'azione � ammessa previa autorizzazione del giudice ai sensi dell'art. 274.
L'azione pu� essere promossa nell'interesse del figlio minore da un curatore speciale nominato dal giudice su richiesta del pubblico ministero o del genitore che esercita la potest�.
Sezione II: Della legittimazione dei figli naturali
La legittimazione attribuisce a colui che � nato fuori del matrimonio la qualit� di figlio legittimo.
La legittimazione dei figli premorti pu� anche aver luogo in favore dei loro discendenti legittimi e dei loro figli naturali riconosciuti.
I figli legittimati per susseguente matrimonio acquistano i diritti dei figli legittimi dal giorno del matrimonio, se sono stati riconosciuti da entrambi i genitori nell'atto di matrimonio o anteriormente, oppure dal giorno del riconoscimento se questo � avvenuto dopo il matrimonio.
La legittimazione pu� essere concessa con provvedimento del giudice soltanto se corrisponde agli interessi del figlio ed inoltre se concorrono le seguenti condizioni: che sia domandata dai genitori stessi o da uno di essi e che il genitore abbia compiuto l'et� indicata nel quinto comma dell'art. 250; che per il genitore vi sia l'impossibilit� o un gravissimo ostacolo a legittimare il figlio per susseguente matrimonio; che vi sia l'assenso dell'altro coniuge se il richiedente � unito in matrimonio e non � legalmente separato; che vi sia il consenso del figlio legittimando se ha compiuto gli anni sedici, o dell'altro genitore o del curatore speciale, se il figlio � minore degli anni sedici, salvo che il figlio sia gi� riconosciuto. La legittimazione pu� essere chiesta anche in presenza di figli legittimi o legittimati. In tal caso il presidente del tribunale deve ascoltare i figli legittimi o legittimati, se di eta superiore ai sedici anni.
Se uno dei genitori ha espresso in un testamento o in un atto pubblico la volont� di legittimare i figli naturali, questi possono, dopo la morte di lui, domandare la legittimazione se sussisteva la condizione prevista nel n. 2 dell'articolo precedente.
La domanda di legittimazione di un figlio naturale riconosciuto (250, 277) pu� in caso di morte del genitore essere fatta da uno degli ascendenti legittimi di lui, se il genitore non ha comunque espressa una volont� in contrasto con quella di legittimare (att. 124).
Nei casi in cui � consentito di celebrare il matrimonio per procura, quando concorrono le condizioni per la legittimazione per susseguente matrimonio la legittimazione dei figli naturali con provvedimento del giudice pu� essere domandata in base alla procura a contrarre il matrimonio, se questo non pot� essere celebrato per la sopravvenuta morte del mandante.
Quando i figli sono stati riconosciuti, per domandarne la legittimazione � necessario che dalla procura risulti la volont� di riconoscerli o di legittimarli.
In ogni caso la sentenza che accoglie la domanda � annotata in calce all'atto di nascita del figlio.
Se manca la condizione indicata nel n. 3 dell'art. 284 la contestazione pu� essere promossa soltanto dal coniuge del quale � mancato l'assenso.
La legittimazione per provvedimento del giudice produce gli stessi effetti della legittimazione per susseguente matrimonio, ma soltanto dalla data del provvedimento e nei confronti del genitore riguardo al quale la legittimazione � stata concessa.
Se il provvedimento interviene dopo la morte del genitore, gli effetti risalgono alla data della morte, purch� la domanda di legittimazione non sia stata presentata dopo un anno da tale data.