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Timestamp: 2019-06-16 09:15:47+00:00
Document Index: 31896876

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8']

MODULO: Sicurezza e bio sicurezza del laboratorio di analisi di genomi vegetali - PDF
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1 MODULO: Sicurezza e bio sicurezza del laboratorio di analisi di genomi vegetali Ing. Iannuzzelli Vincenzo Lezione n 2 del 09 Dicembre 2013 Valorizzazione di produzioni ortive campane di eccellenza con strumenti di genomica avanzata (PON02_00395_ ) (ACRONIMO: GENHORT) CUP Formazione E28H finanziato dal MiUR
2 09/12/13 Il Decreto Legislativo 19 settembre 1994 n 626 D.Lg. 81/08
3 Prevenzione Infortuni DPR 547/55 Decreto Legislativo 626/94 Igiene del Lavoro DPR 303/56 Programmazione miglioramento delle condizioni di sicurezza e salute DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela 09/12/13
4 Decreto Legislativo 626/94 recepimento della CEE/391 e direttive figlie D.P.R. 27/04/55 N 547 Prevenzione degli infortuni D.P.R. 07/01/56 N 164 Prevenzione in edilizia D.P.R. 14/08/96 N 494 Cantieri Temporanei D.P.R. 19/03/56 N 303 Igiene del lavoro D.L.vo 15/08/91 N 277 Agenti nocivi Piombo Amianto Rumore D.L.vo 17/03/95 N 230 Radiazioni Ionizzanti DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela 09/12/13
5 SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE Il decreto legislativo n. 626/1994 prevede una "funzione" di prevenzione e protezione che deve essere svolta in ogni azienda o unità produttiva. Per servizio di prevenzione e protezione si intende l'insieme di persone, interessi e mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati all'attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali nell'azienda ovvero nell'unità produttiva. - art. 4, quarto comma, con riferimento all'obbligo di nominare il responsabile del "servizio";
6 RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA Il decreto legislativo n. 626 del 19 settembre 1994 disciplina le rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza. I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto a controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, di promuovere la ricerca e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute ed integrità fisica
7 DATORE DI LAVORO LEGALE RAPPRESENTANTE RLS RESPONSABILE SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DIRIGENTE PREPOSTI LAVORATORI RSPP RESPONSABILE SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE ORGANI DI VIGILANZA
8 Ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione ed alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.
9 In particolare i lavoratori: a) osservano le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale; b) utilizzano correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonché i dispositivi di sicurezza; c) utilizzano in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione; d) segnalano immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dispositivi di cui alle lettere b) e c), nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui vengono a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare o ridurre tali deficienze o pericoli, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; e) non rimuovono o modificano senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; f) non compiono di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori; g) si sottopongono ai controlli sanitari previsti nei loro confronti; h) contribuiscono, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all'adempimento di tutti gli obblighi imposti dall'autorità competente o comunque necessari per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori durante il lavoro.
10 Il medico competente: a) collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione di cui all'art. 8, sulla base della specifica conoscenza dell'organizzazione dell'azienda ovvero dell'unità produttiva e delle situazioni di rischio, alla predisposizione dell'attuazione delle misure per la tutela della salute e dell'integrità psico-fisica dei lavoratori; b) effettua gli accertamenti sanitari di cui all'art. 16; c) esprime i giudizi di idoneità alla mansione specifica al lavoro, di cui all'art. 16; d) istituisce ed aggiorna, sotto la propria responsabilità, per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria, una cartella sanitaria e di rischio da custodire presso il datore di lavoro con salvaguardia del segreto professionale; e) fornisce informazioni ai lavoratori sul significato degli accertamenti sanitari cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attività che comporta l'esposizione a tali agenti. Fornisce altresì, a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; f) informa ogni lavoratore interessato dei risultati degli accertamenti sanitari di cui alla lettera B) e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria; g) comunica, in occasione delle riunioni di cui all'art. 11, ai rappresentanti per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi degli accertamenti clinici e strumentali effettuati e fornisce indicazioni sul significato di detti risultati;
11 h) congiuntamente al responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, visita gli ambienti di lavoro almeno due volte all'anno e partecipa alla programmazione del controllo dell'esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestività ai fini delle valutazioni e dei pareri di competenza i) fatti salvi i controlli sanitari di cui alla lettera b), effettua le visite mediche richieste dal lavoratore qualora tale richiesta sia correlata ai rischi professionali; l) collabora con il datore di lavoro alla predisposizione del servizio di pronto soccorso di cui all'art. 15; m) collabora all'attività di formazione e informazione di cui al capo VI. 2. Il medico competente può avvalersi, per motivate ragioni, della collaborazione di medici specialisti scelti dal datore di lavoro che ne sopporta gli oneri. 3. Qualora il medico competente, a seguito degli accertamenti di cui all'art. 16, comma 2, esprima un giudizio sull'inidoneità parziale o temporanea o totale del lavoratore, ne informa per iscritto il datore di lavoro e il lavoratore (1). 4. Avverso il giudizio di cui al comma 3 è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, all'organo di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso. 5. Il medico competente svolge la propria opera in qualità di: a) dipendente da una struttura esterna pubblica o privata convenzionata con l'imprenditore per lo svolgimento dei compiti di cui al presente capo; b) libero professionista; c) dipendente del datore di lavoro. 6. Qualora il medico competente sia dipendente del datore di lavoro, questi gli fornisce i mezzi e gli assicura le condizioni necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti. 7. Il dipendente di una struttura pubblica non può svolgere l'attività di medico competente qualora esplichi attività di vigilanza (1).
12 IL datore di lavoro designa il responsabile del SPP, nominandolo tra coloro cui sono affidati i compiti del Servizio. RSPP deve avere attitudini e capacità in base ai adeguare al ruolo di consulente aziendale in materia di sicurezza. Stante la funzione consultiva, RSPP non rientra tra i soggetti sanzionabili per l inosservanza degli obblighi in materia di sicurezza. Ciò non esclude responsabilità. Il DDL deve comunicare al Servizio Ispettivo della Direzione provinciale del lavoro e all ASL territoriale il nominativo della persona designata all incarico con riferimento al periodo e alle caratteristiche professionali. In nessun caso il DDL può delegare al RSPP i propri obblighi
13 Responsabile della sicurezza Ai sensi dell art. 8 bis del D.Lgs. n. 626/ introdotto nel nostro ordinamento dal decreto legislativo 23 giugno 2003, n le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione, interni o esterni, devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. Per lo svolgimento delle suddette funzioni è necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore ed essere in possesso di un attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative (art. 8 bis, comma secondo, D.Lgs. n. 626/1994). Coloro che sono in possesso di laurea triennale di "Ingegneria della sicurezza e protezione" o di "Scienze della sicurezza e protezione" o di "Tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro" sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione di cui sopra (art. 8 bis, comma sesto).
14 Responsabile della sicurezza Per lo svolgimento della funzione di responsabile del servizio prevenzione e protezione, oltre ai requisiti di cui al citato comma secondo, è necessario possedere un attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e psico-sociale, di organizzazione e gestione delle attività tecnicoamministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali (art. 8 bis, comma quarto). I responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione protezione, in ogni caso, sono tenuti a frequentare corsi di aggiornamento con cadenza almeno quinquennale (art. 8 bis, comma quinto).
15 DOVE? In tutte le unità produttive ELETTO Sino a 15 dipendenti Oltre i 15 dipendenti Eletto dai lavoratori Eletto o designato nell ambito delle rappresentanze sindacali in azienda secondo contrattazione
16 QUANTI? Sino a 200 dipendenti Da 200 a 1000 dipendenti Minimo 1 rappresentante Minimo 3 rappresentante Da 200 a 1000 dipendenti Minimo 6 rappresentante
17 COMPITI } Riceve una formazione adeguata } Promuove attività di miglioramento, formula osservazioni, partecipa alle riunioni periodiche, fa proposte, avverte il responsabile aziendale dei rischi individuali } Fa ricorso agli organismi paritetici e alle autorità competenti
18 } 1. Il datore di lavoro non puo' delegare le seguenti attivita': } a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall'articolo 28; } b) la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi. 09/12/13
19 Oggetto della valutazione dei rischi 1. La valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonche' nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonche' quelli connessi alle differenze di genere, all'eta', alla provenienza da altri Paesi. 09/12/13
20 2. Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a),redatto a conclusione della valutazione, deve avere data certa e contenere: a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attivita' lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; b) l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a); c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; 09/12/13
21 d) l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare, nonche' dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; e) l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; f) l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacita' professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. 09/12/13
22 3. Il contenuto del documento di cui al comma 2 deve altresi rispettare le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla dei rischi contenute nei successivi titoli del presente decreto. 09/12/13
23 1. I datori di lavoro ed i dirigenti che rispettivamente eserciscono e dirigono le attività disciplinate dal presente decreto ed i preposti che vi sovraintendono devono, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, attuare le cautele di protezione e di sicurezza previste dal presente capo e dai provvedimenti emanati in applicazione di esso. 2. I datori di lavoro, prima dell'inizio delle attività di cui al comma 1, debbono acquisire da un esperto qualificato di cui all'articolo 77 una relazione scritta contenente le valutazioni e le indicazioni di radioprotezione inerenti alle attività stesse. A tal fine i datori di lavoro forniscono all'esperto qualificato i dati, gli elementi e le informazioni necessarie. La relazione costituisce il documento di cui all'articolo 4 comma 2, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, per gli aspetti concernenti i rischi da radiazioni ionizzanti. 09/12/13
24 3. Sulla base delle indicazioni della relazione di cui al comma 2, e successivamente di quelle di cui all'articolo 80, i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti devono in particolare: a) provvedere affinché gli ambienti di lavoro in cui sussista un rischio da radiazioni vengano, nel rispetto delle disposizioni contenute nel decreto di cui all'articolo 82, individuati, delimitati, segnalati, classificati in zone e che l'accesso ad essi sia adeguatamente regolamentato. b) provvedere affinché i lavoratori interessati siano classificati ai fini della radioprotezione nel rispetto delle disposizioni contenute nel decreto di cui all'articolo 82. c) predisporre norme interne di protezione e sicurezza adeguate al rischio di radiazioni e curare che copia di dette norme sia consultabile nei luoghi frequentati dai lavoratori, ed in particolare nelle zone controllate; 09/12/13
25 d) fornire ai lavoratori, ove necessari, i mezzi di sorveglianza dosimetrica e di protezione, in relazione ai rischi cui sono esposti; e) rendere edotti i lavoratori, nell'ambito di un programma di formazione finalizzato alla radioprotezione, in relazione alle mansioni cui essi sono addetti, dei rischi specifici cui sono esposti, delle norme di protezione sanitaria, delle conseguenze derivanti dalla mancata osservanza delle prescrizioni mediche, delle modalità di esecuzione del lavoro e delle norme interne di cui alla lettera c); f) provvedere affinché i singoli lavoratori osservino le norme interne di cui alla lettera c), usino i mezzi di cui alla lettera d) ed osservino le modalità di esecuzione del lavoro di cui alla lettera e); 09/12/13
26 g) provvedere affinché siano apposte segnalazioni che indichino il tipo di zona, la natura delle sorgenti ed i relativi tipi di rischio e siano indicate, mediante appositi contrassegni, le sorgenti di radiazioni ionizzanti, fatta eccezione per quelle non sigillate in corso di manipolazione; h) fornire al lavoratore esposto i risultati delle valutazioni di dose effettuate dall'esperto qualificato, che lo riguardino direttamente, nonché assicurare l'accesso alla documentazione di sorveglianza fisica di cui all'articolo 81 concernente il lavoratore stesso; 09/12/13