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Timestamp: 2019-10-19 01:56:53+00:00
Document Index: 60213154

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3']

Studio Avvocato Duchemino Torino | Archivi Mensili: Dicembre 2015
Patrocinio a spese dello Stato: compensazioni e procedure più veloci
Pubblicato su 16 Dic 2015 di Studio Duchemino
Approvato un emendamento alla Legge di Stabilità 2016, il quale prevede sostanzialmente due novità:
la possibilità per i professionisti di compensare i loro crediti per prestazioni rese in regime di patrocinio a spese dello Stato con debiti di imposta, inclusa l’I.V.A.;
la velocizzazione della liquidazione, il cui decreto dovrà essere emesso al termine della fase processuale unitamente al provvedimento che la chiude – sono stanziati ogni anno 10.000.000 di euro per questo, al fine di velocizzare i pagamenti.
Si tratta certamente di novità che, se attuate, renderanno più equo l’istituo del patrocinio a favore dei non abbienti.
Articolo redatto a Torino da Studio Duchemino il 16 dicembre 2015
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Piemonte: semplificazioni burocratiche
Pubblicato su 14 Dic 2015 di Studio Duchemino
La Piemonte, LR 11/03/2015, n. 3, legge regionale in materia di semplificazioni, si è occupata attivamente di sfoltire la normativa burocratico amministrativa in vari ambiti, introducendo quindi semplificazioni in materia di commercio, turismo, ambiente, tutela del suolo e delle foreste, usi civici, agricoltura, operazioni estrattive, energia, edilizia e urbanistica, trasporti, montagna, sanità, politiche sociali, cultura e beni culturali e semplificazione in generale.
Si tratta di una sforbiciata di non poca importanza, di cui non è possibile dare conto in questa sede, se non solo in parte. Vediamo, quindi, gli aspetti più importanti.
In materia di commercio, le novità riguardano gli esercizi di vicinato e le forme speciali di vendita, nonché le vendite di fine stagione.
In materia di turismo, la normativa si occupa di classificazioni alberghiere, quindi anche tipologie alberghiere, con le seguenti definizioni:
b) villaggio albergo: esercizio ricettivo caratterizzato dalla centralizzazione dei servizi in funzione di più stabili facenti parte di uno stesso complesso e inserito in area attrezzata per il soggiorno e lo svago degli ospiti;
c) albergo meublè o garnì: esercizio ricettivo che fornisce solo il servizio di alloggio, eventualmente con prima colazione, senza ristorante;
d) albergo-dimora storica: esercizio ricettivo la cui attività si svolge in immobile di pregio storico o monumentale, con struttura e servizi minimi della classe quattro stelle;
e) albergo-centro benessere: esercizio ricettivo dotato di impianti e attrezzature adeguate per fornire agli ospiti servizi specializzati per il relax, il benessere e la rigenerazione fisica, con strutture e servizi minimi della classe tre stelle. In caso di offerta di servizi termali o trattamenti estetici e dietetici, l’albergo centro-benessere può fregiarsi della denominazione rispettivamente di albergo termale o di albergo beauty farm;
f) albergo diffuso: esercizio ricettivo caratterizzato dalla centralizzazione in un unico stabile dell’ufficio ricevimento e delle sale di uso comune nonché dalla dislocazione delle unità abitative in uno o più stabili separati, integrate tra loro da servizi centralizzati, ed organizzate attraverso la valorizzazione di più immobili esistenti, purché coerente con il funzionamento unitario dell’esercizio alberghiero;
g) condhotel: esercizio ricettivo aperto al pubblico composto da una o più unità immobiliari ubicate nello stesso comune o da parti di esse, che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto, in camere destinate alla ricettività e, in forma integrata e complementare, in appartamenti a destinazione residenziale, dotate di servizio autonomo di cucina, la cui superficie non può superare il 40 per cento della superficie complessiva dei compendi immobiliari interessati.
2. In alternativa all’indicazione albergo può essere usata l’indicazione hotel, grand hotel o palace hotel se la struttura è collocata nelle due posizioni di vertice della classifica alberghiera, oppure resort se la struttura è collocata in contesti ambientali o paesaggistici di particolare suggestione o rilevanza artistico-storico-culturale-architettonica che offrono servizi di pregio ludico-sportiviricreativi alla clientela.
3. In alternativa all’indicazione residenza turistico-alberghiera possono essere utilizzate le denominazioni hotel residence, albergo residenziale o aparthotel.
Viente contemplato l’albergo diffuso:
Art. 7 Albergo diffuso.
1. L’albergo diffuso assicura i requisiti minimi di ospitalità alberghiera, può includere la prima colazione, nonché la preparazione e somministrazione di alimenti e bevande ed altri servizi accessori.
2. Le unità abitative devono essere integrate tra loro e con la realtà socio-culturale del territorio e non possono distare più di 1000 metri dallo stabile adibito ad uso comune, preferibilmente ubicato nel centro storico.
3. In ragione della particolarità e della valenza del contesto architettonico ove l’albergo diffuso è localizzato, che deve essere pienamente salvaguardato, nonché dell’obiettivo strategico volto ad assicurare la rivitalizzazione del relativo tessuto sociale e urbanistico, il regolamento di cui all’articolo 8 può disciplinare deroghe ai parametri urbanistico-edilizi, quali superfici ed altezze minime dei vani abitativi esistenti, in quanto prevalente il principio del restauro conservativo e del recupero filologico delle antiche tipologie abitative storiche.
4. Negli alberghi diffusi è consentita la presenza di unità abitative dotate di servizio autonomo di cucina, a condizione che il numero dei posti letto non sia superiore al 30 per cento della capacità ricettiva totale.
5. Con il regolamento di cui all’articolo 8, comma 2, è definita la disciplina di dettaglio degli alberghi diffusi.
Chi intende iniziare un’attività alberghiera, deve inviare la SCIA:
1. Chiunque intende gestire un’azienda alberghiera, presenta, ai sensi dell’articolo 19 della legge 241/1990, una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), in modalità telematica, al SUAP del comune sul cui territorio insistono le strutture e gli immobili da destinare all’attività. La SCIA è presentata su apposita modulistica predisposta e resa disponibile dalla struttura regionale competente.
Circa i bed and breakfast:
1. Entro quindici giorni dall’entrata in vigore della presente legge, l’esercente l’attività di bed and breakfast comunica all’ATL competente per territorio l’articolazione del calendario di apertura per l’anno 2015 che sostituisce il precedente inviato ai sensi dell’articolo 15-bis, comma 10, della L.R. 31/1985.
Sono considerati centri e servizi vacanza per minori i seguenti impianti:
In materia di agricoltura, si introduce e sviluppa il procedimento amministrativo informatico:
1. In attuazione del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’amministrazione digitale), a partire dall’anno 2015, i procedimenti amministrativi in materia di agricoltura e sviluppo rurale sono gestiti prioritariamente in modalità informatica.
E’ istituita la dichiarazione d’uso dei terreni agricoli:
2. La dichiarazione d’uso dei terreni di cui al comma 1, inserita nel fascicolo aziendale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1° dicembre 1999, n. 503 (Regolamento recante norme per l’istituzione della Carta dell’agricoltore e del pescatore e dell’anagrafe delle aziende agricole, in attuazione dell’articolo 14, comma 3, del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173), costituisce titolo di conduzione al fine della determinazione della consistenza aziendale, fatte salve eventuali contestazioni degli aventi diritto e non dà diritto a usucapione.
Articolo redatto a Torino da Studio Duchemino il 14 dicembre 2015
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L’uso della canapa in Piemonte: normativa sulla canapa e sulle sperimentazioni
La legge regionale del Piemonte LR 15/06/2015, n. 11 introduce novità circa l’uso della canapa in Piemonte e a Torino.
La legge è rubricata:
A livello di principio, la Regione riconosce un vero diritto ad ogni cittadino a fare uso della canapa. L’incipit della legge, infatti, recita così:
1. La Regione riconosce il diritto di ogni cittadino a ricevere cure a base di cannabis (di seguito canapa) e principi attivi cannabinoidi, in considerazione dei dati scientifici a sostegno della loro efficacia.
Naturalmente la Regione coordina la normativa con le disposizioni vigenti in materia di stupefacenti e non solo. Il comma III dell’art. 2 sancisce il principio secondo cui l’acquisto all’estero di canapa è consentito, in mancanza di altri validi rimedi terapeutici. Inoltre:
La somministrazione potrà avvenire sia in ambito ospedaliero, sia in ambito disciplinare, come recita l’art. 3, tenendo conto che la spesa per l’acquisto di questi principi attivi e medicinali ricade sul bilancio pubblico nella misura in cui è ritenuta indispensabile. L’art. 5 prevede che la Giunta regionale debba verificare se sussiste la possibilità di importare/acquistare cannabinoidi in modo centralizzato, cioè con una centrale di spesa, per ragioni di risparmio. In materia, invece, di sperimentazioni, si ricorda – art. 6 – che:
1. La Giunta regionale, ai fini della presente legge e per ridurre il costo della canapa e dei principi attivi cannabinoidi importati dall’estero, è autorizzata ad avviare azioni sperimentali o specifici progetti pilota con lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze o con altri soggetti autorizzati, secondo la normativa vigente, per la produzione di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di canapa.
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Giunta regionale è altresì autorizzata ad avviare progetti di ricerca e azioni sperimentali prodromici alla produzione, da parte di soggetti autorizzati secondo la normativa vigente, di sostanze e preparazioni vegetali a base di canapa, con gli atenei piemontesi, le associazioni di soggetti privati affetti da patologie e altri soggetti portatori di interesse o di specifiche competenze.
La Regione promuove la canapa anche in altro modo, in particolare:
b) i corsi di formazione e di aggiornamento periodici per gli operatori sanitari, finalizzati alla conoscenza degli sviluppi sperimentali e scientifici per l’impiego terapeutico della canapa e dei principi attivi cannabinoidi;
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Torino e Piemonte: modalità di esercizio delle medicine non convenzionali
Pochi sanno che a giugno del 2015, la Regione Piemonte ha promulgato la LR 23/06/2015, n. 13, in materia di medicine non convenzionali, con il preciso scopo di – art. 1 legge citata – di disciplinare
l’esercizio delle medicine non convenzionali nel rispetto dell’Accordo Stato-regioni e province autonome di Trento e di Bolzano sottoscritto in data 7 febbraio 2013 concernente i criteri e le modalità per la certificazione di qualità della formazione e dell’esercizio dell’agopuntura, della fitoterapia e dell’omeopatia da parte dei medici chirurghi, degli odontoiatri, dei medici veterinari e dei farmacisti.
Il primo passaggio fondamentale per disciplinare la materia riguarda l’accreditamento ufficiale degli enti che si occupano di formazione, quindi l’accreditamento dei soggetti pubblici e privati responsabili della formazione in agopuntura, fitoterapia, omeopatia ivi compresa l’omotossicologia e la antroposofia.
Quali sono, a detta della legge, le discipline mediche “non convenzionali”?
La normativa si applica – art. 2 – a:
c) omeopatia suddivisa nei seguenti sottoelenchi:
1) omeopatia;
2) omotossicologia;
3) antroposofia.
I medici chirurghi, gli odontoiatri, i medici veterinari e i farmacisti che hanno effettuato i percorsi formativi ai sensi dell’articolo 4 posso iscriversi, a norma dell’art. 3, agli elenchi speciali degli Ordini professionali, che enumerano i professionisti abilitati alle cure non convenzionali. Il corso di formazione è a spese dell’interessato, e viene svolto nel rispetto della normativa statale e regionale.
E’ istituita anche una Commissione regionale permanente per le discipline mediche non convenzionali, che dura in carica 4 anni.
A livello di disciplina transitoria, è previsto che:
Le disposizioni previste dalla presente legge non si applicano alle professioni di medico veterinario e di farmacista fino alla definizione dell’ulteriore accordo previsto dall’articolo 10, comma 5, dell’Accordo, previa l’acquisizione di parere delle rispettive federazioni nazionali per l’estensione di tali disposizioni.
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Torino: situazione smog preoccupante
Pubblicato su 8 Dic 2015 di Studio Duchemino
L’intossicazione della città è a livelli record.
L’Agenzia giornalistica ANSA annuncia che nei prossimi giorni, giovedì e venerdì prossimo, gli autobus e i tram saranno gratuiti per due giorni, ovviamente in Torino, ma anche nel circondario.
La delibera presa con GTT e la Città di Torino è dovuta al livello di inquinamento record della città, con le pm10 tra i 50 ed i 100 microgrammi al metro cubo. L’iniziativa ‘Lascia l’auto, viaggia gratis’, riguarda la metro (150 mila passeggeri) e 88 linee urbane e suburbane (600 mila), riferisce l’ANSA.
Articolo redatto a Torino da Studio Duchemino l’8 dicembre 2015
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