Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?print=1&idverbale=150225
Timestamp: 2019-11-19 12:32:44+00:00
Document Index: 19141736

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Resoconto della seduta n.225 del 28/03/2017
Seduta n.225 del 28/03/2017
CCXXV Seduta
GAIA ANTONIO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 15 marzo 2017 (221), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Ugo Cappellacci, Giorgio Oppi e Antonio Solinas hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 28 marzo 2017.
Inserimento nella programmazione bimestrale dei lavori
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la richiesta di inserimento, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento, di una proposta di legge nella programmazione bimestrale dei lavori.
Preliminarmente risolviamo il problema della richiesta ex articolo 100 di introduzione nella programmazione bimestrale dei lavori della legge sullo spopolamento, su proposta dell'onorevole Pittalis.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, per chiedere che la richiesta del collega Pittalis venga integrata anche con la legge di tema analogo, la proposta di legge numero 309 del 25 febbraio 2016, che riguarda il medesimo tema e che è stata presentata dal mio Gruppo e credo che possa essere considerata unitariamente, Presidente.
PRESIDENTE. Quindi la proposta include anche il progetto di legge numero 309. È possibile un intervento di cinque minuti per ciascun Gruppo.
COCCO PIETRO (PD). Semplicemente questo, Presidente, ovviamente il tema della discussione sulle zone interne, su ciò che è necessario fare, quindi disegni di legge presentati di cui parla il collega Pittalis, il collega Cossa eccetera, noi tutti siamo totalmente d'accordo; però io vorrei dire che su un tema come questo non si può non programmare i lavori dell'Aula attraverso l'organismo preposto a organizzare lavori dell'Aula che è la Conferenza di Capigruppo, che è frutto della discussione dei Gruppi che arriva a sintesi quando si riunisce sui lavori che devono essere programmati, per cui una fuga in avanti senza che prima siano stati approfonditi i temi, eventuali proposte che sono in capo ovviamente al Gruppo di Forza Italia, al Gruppo dei Riformatori ma anche a tutti gli altri Gruppi di questa'Aula. Credo che sia necessario, in sintesi, accogliere ovviamente la richiesta in questo caso però non si può votare favorevolmente rispetto alla richiesta formulata immediatamente discutere della proposta di inserire nella programmazione dei lavori, e poi decideremo quando questo dovrà essere fatto, nella Conferenza dei Capigruppo, non si può utilizzare l'articolo 100 del Regolamento forzando la mano per dire perché se noi mettiamo in piedi questo modo di lavorare vuol dire che lo facciamo su ogni questione e non mi sembra assolutamente giusto nei confronti dell'organismo che fino ad oggi abbiamo utilizzato che è previsto dal Regolamento che è la Conferenza dei Capigruppo.
CARTA ANGELO (Psd'Az). Grazie signor Presidente, io sono d'accordo con quanto diceva adesso l'onorevole Cocco, perché giustamente all'interno della Conferenza dei Capigruppo si sono sempre programmati i lavori del Consiglio. Direi che quello che stiamo facendo ora comunque debba seguire anche un indirizzo nei confronti dei Capigruppo perché le proposte di legge che sono state avanzate dall'onorevole Pittalis, la numero 370 e numero 309, vengono comunque calendarizzate e inserite nel programma di lavori dell'Aula. Quindi a me va bene la proposta di riferire e di rinviare alla Conferenza Capigruppo con questo impegno.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Anche io aderisco di buon grado, perché in effetti è la Conferenza dei Capigruppo che organizza. Però volevo ricordare che ci sono ormai da tempo messe in calendario molte cose ma mai esitate e che mai si è dato luogo, questo lo voglio dire perché si capisca esattamente che non solo la prassi ma anche il Regolamento prevede che ci sia sempre una proposta di legge della minoranza in tutte le sessioni di Consiglio.
Noi non abbiamo mai fatto barricate, obbiamo sempre cercato la disponibilità, ma qui mi corre l'obbligo anche di ricordare non solo quello che si è proposto adesso ma che giace, e io spero che si trovi la soluzione in altra Commissione, anche una norma che è da due legislature che non si muove - sto parlando di tartufi e funghi, che sembra una cosa così "pochina" ma è sempre uno dei prodotti di nicchia della nostra produzione agroalimentare - che dovrebbe essere esitata, e fa un po' specie e vergogna che un Consiglio regionale in cinque minuti, cinque, dopo che già si è trovata l'unanimità, non trovi l'accordo in Commissione per definirla in via definitiva. Per cui io auspico che il Presidente ricordando gli impegni possa essere proficuo nella sua azione e far sì che tutto l'insieme delle cose che danno lustro al Consiglio non alla minoranza, perché quando vengono fuori del Consiglio è di tutti in definitiva, credo che sia opportuno qualche volta ascoltare il buon senso.
COCCO DANIELE (SDP). Credo che dovrò dire la stessa cosa che hanno detto i colleghi. Io ringrazio l'onorevole Pittalis e i Riformatori che stamattina hanno fatto la proposta per poter parlare e affrontare immediatamente un tema tanto importante quanto quello delle zone interne. Siamo assolutamente d'accordo, anche in discussione generale ne abbiamo parlato, non è più tema rinviabile, però la proposta fatta dal Capogruppo del PD credo che possa avere supporto e condivisione da parte di tutti, quindi sono d'accordo sulla proposta fatta, appunto, dal presidente Cocco.
RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Il tema sollevato dal collega Capogruppo Pietro Pittalis stamattina ovviamente è un tema attualissimo, che riporta la nostra attenzione verso una serie di atti che questo Consiglio in questi tre anni ha omesso di discutere. Mi riferisco alle proposte di legge, ma anche a tutte le mozioni, a tutte le interrogazioni, a tutte le interpellanze che non hanno mai avuto risposta. Quindi, applicando l'articolo 100 del Regolamento, anche noi siamo d'accordo che si debba discutere urgentemente il tema delle zone interne. È chiaro che è un tema talmente importante che richiama tutti noi ad una serie di problematiche. Le confesso che anch'io sono d'accordo questa volta con il Capogruppo del PD perché è meglio che si decidano all'interno della Conferenza dei Capigruppo le scadenze e il programma dei lavori.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Mi allineo al pensiero di quanti coloro auspicano una calendarizzazione, ma auspicano anche che sia la Conferenza dei Capigruppo a scandire i termini, e soprattutto l'impegno dei singoli Gruppi politici ad affrontare un tema spinoso, complicato come quello della situazione delle zone interne. Non è affrontabile quell'argomento soltanto con una proposta di legge singola. Quell'argomento è affrontabile con una pluralità di interventi ispirati da un fine ben preciso, che seguono una scansione ordinata dei rimedi attuabili e praticabili. Ecco perché ritengo che: a) la Conferenza dei Capigruppo sia il luogo più opportuno; b) in quel luogo stabiliremo quelle che sono le metodiche di intervento. Non è il caso su un argomento come questo di fare interventi spot che probabilmente non avrebbero quel respiro che noi tutti ci aspettiamo perché si inizi un cammino auspicabilmente risolutivo.
PITTALIS PIETRO (FI). Io ho fatto un richiamo al Regolamento perché l'argomento è di tale portata e di tale importanza che necessitava un'attenzione particolare da parte dell'Aula e della stessa Giunta regionale. Mi pare che da questo punto di vista abbiamo colto tutti insieme l'obiettivo, per cui non ho nessun problema per ritirare la proposta per sottoporre a votazione il richiamo in Aula della legge numero 370 e quella a firma dei Riformatori, purché nella Conferenza dei Capigruppo il tema venga trattato, discusso, e soprattutto individuata anche un'ipotesi di lavoro prima in Commissione e poi in Aula che auspichiamo, come è avvenuto per altri provvedimenti, in tempi celerissimi.
PRESIDENTE. Grazie. Quindi mi sembra di capire che è ritirata la richiesta di votazione in Aula secondo l'articolo 100.
Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Legge di stabilità 2017". (393/S/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 393, dobbiamo procedere con la votazione degli emendamenti all'articolo 2. Siamo arrivati all'emendamento numero 124, che è uguale al numero 239, che è uguale al numero 382, con parere contrario della Commissione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 124, che è uguale al numero 239, che è uguale al numero 382.
Metto in votazione l'emendamento numero 155, con parere favorevole della Commissione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 155.
Metto in votazione l'emendamento numero 36, parere contrario della Commissione.
Metto in votazione l'emendamento numero 69, a cui è stato presentato un emendamento sostitutivo totale, il numero 598. C'è un invito al ritiro.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Siccome ho visto l'emendamento dei colleghi, che chiedevano di stanziare 200 mila euro per l'esposizione permanente di Biasi, alla luce anche dei fatti incresciosi di questi giorni e per cercare di stemperare questo clima di rivalità che si è acceso tra Cagliari e Sassari, ho proposto in questo emendamento all'emendamento di aumentare di ulteriori 100 mila lo stanziamento per questa importante esposizione permanente, anche in ricordo di Biasi, che sicuramente è un personaggio che ha dato lustro alla Sardegna e a tutta l'arte italiana.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione è contrario e c'è un invito al ritiro sull'emendamento di base.
Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.
LOTTO LUIGI (PD). Ritirato.
PRESIDENTE. È ritirato l'emendamento, quindi decade il numero 598.
SABATINI FRANCESCO (PD). Questo emendamento lo abbiamo rivisto…
PRESIDENTE. Sto mettendo in votazione il testo dell'articolo.
SABATINI FRANCESCO (PD). Chiedo scusa.
Passiamo all'emendamento numero 116. Per questo emendamento ci si rimette all'Aula.
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Può essere accettato a patto che… l'abbiamo rivisto anche con i funzionari e propongo, se i Gruppi sono d'accordo, un emendamento orale di cui do lettura. L'abbiamo anche distribuito, perché è di una certa complessità. Ne do lettura: "Dopo il comma 3 dell'articolo 2 è aggiunto il seguente: 3 bis. Negli enti locali della Sardegna, anche in seguito all'entrata in vigore delle leggi regionali numero 2 e numero 7 del 2000 e 16, l'interpretazione autentica dell'articolo 2, comma 1, della legge regionale numero 4 del 2012 è da intendersi nel senso che sull'intero territorio regionale è esclusa l'applicazione del comma 21 dell'articolo 16 del decreto legislativo numero 138 del 2011 e successive modificazioni, ed è di conseguenza consentito ai componenti degli organi elettivi di usufruire del permesso retribuito per l'intera giornata in cui sono convocati i rispettivi organi; gli oneri inerenti ai permessi retribuiti per i consiglieri degli enti locali gravano sul fondo unico di cui all'articolo 10 della legge regionale 29 maggio 2007, numero 2.". Quindi è riferito a tutto il sistema degli enti locali.
SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto) (…) l'abbiamo capito, quindi mi fa piacere che anche il Presidente della Commissione abbia capito il senso. Oggi gli amministratori locali hanno difficoltà anche a candidarsi, soprattutto nei piccoli centri, quindi molte volte chi lavora fuori dice: "Mi devo pure perdere la giornata, non percepisco un euro, sono messo alla berlina dai cittadini", anche perché gli strumenti a disposizione per far bene purtroppo non ci sono, per cui credo sia un atto dovuto nei confronti di tutti gli amministratori che devono avere questa possibilità di vedersi rimborsata almeno la giornata lavorativa, per prepararsi, per esempio, quando si parla di bilancio non è che possono guardarlo in mezz'ora, quindi devono anche studiarsi le cose e andare poi in Consiglio per votare come meglio credono.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Avevamo già apprezzato insieme all'assessore Erriu il testo dell'emendamento proposto dall'onorevole Satta, e nella formulazione adesso presentata con l'emendamento orale mi sembra che sia scritto con ulteriore precisione, quindi esprimiamo parere favorevole.
PRESIDENTE. Chiedo quindi all'Aula se è accettato e se ci sono osservazioni sull'emendamento orale.
PITTALIS PIETRO (FI). Non ci sono osservazioni e sul merito siamo assolutamente d'accordo, tant'è che lo sosterremo anche. Pongo solo un problema, anzi, due ordini di problemi. Uno, che mi pare questa sia una norma che in realtà non interpreta ma sta creando ex novo una disposizione; un conto è la norma interpretativa, altro conto è invece introdurre nel nostro ordinamento una ipotesi che è del tutto nuova rispetto al testo che richiamate in questo emendamento orale. La seconda questione è che deroga ad una disposizione di un decreto legge, quindi sicuramente avrete valutato la compatibilità e la coerenza perché sia poi una norma che possa reggere anche al vaglio di un ipotetico giudizio di non perfetta costituzionalità e di coerenza col sistema. Questo mi permetto di rilevare, ad evitare che creiamo un'aspettativa inutile. Beninteso, tutti d'accordo, noi siamo d'accordo per sostenerla, perché mi pare che la ratio, quella indicata dal collega Satta, sia assolutamente di buon senso, perché tutti devono essere messi nella condizione di poter svolgere un mandato elettivo e non per questo perdere anche quello che è il sacrosanto diritto alla retribuzione per l'ora, le ore o la giornata che si dedica allo svolgimento del mandato elettivo.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Per condividere in questo caso, e solo in questo caso, il giudizio dell'onorevole Pittalis, in particolare riguardo al fatto che non si tratterebbe, ad onor del vero, di una interpretazione autentica, perché non è stato motivo di dibattito all'interno della legge numero 2 l'argomento che oggi ci troviamo a trattare. E' senz'altro argomento meritevole di attenzione, è stato anche oggetto dei lavori della Commissione che, ad onor del vero, non aveva trovato una soluzione per bypassare il fatto che una norma statale invece imponesse un comportamento diverso. Dal giudizio dei colleghi che sono intervenuti in quell'occasione, non era certo il fatto che si potesse con norma regionale soprassedere rispetto a un decreto legge che in questo caso, almeno a mio giudizio, avrebbe anche valore per gli enti locali della Regione Sardegna. È chiaro che ci fidiamo anche di chi ha preparato l'emendamento e di chi quindi sosterrà poi in giudizio la tesi della Regione, credo però, e chiudo, che il riferimento al fondo unico debba essere ulteriormente verificato, che il fondo unico è un fondo indistinto per eccellenza, inserire in questo caso un vincolo al fondo unico, a mio giudizio è qualcosa che va ulteriormente verificato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica
ERRIU CHRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sia sull'emendamento dell'onorevole Satta che su questo riformulato, che contiene l'elemento aggiuntivo di far gravare sul fondo unico le spese derivanti e gli oneri derivanti dall'applicazione della norma, su cui l'alea della possibile impugnazione, credo che sia chiara a tutti, io quando si parlava dell'emendamento e se ne è discusso, che faceva seguito a moltissime richieste che pervengono da parte dei consiglieri comunali, dei sindaci e delle autonomie locali, i quali ritengono sacrosanta l'applicazione di un principio che consenta l'esercizio democratico della lettura, dell'approfondimento e dei tempi necessari per lo svolgimento delle attività politiche. Tuttavia il disegno di legge numero 138 è una norma di coordinamento di finanza pubblica e i profili applicativi sono molto stringenti, dipende dall'interpretazione che ne verrà data. Noi possiamo sostenere i contenuti e le finalità, e quando io ho suggerito di rimettersi alla volontà dell'Aula, intendevo dire che ci deve essere la consapevolezza che si tratta di una norma che va sostenuta, ma che è a rischio di impugnazione. Questo credo debba essere chiaro a tutti.
DERIU ROBERTO (PD). Non è per contraddire il presidente Agus però l'argomento in realtà lo abbiamo trattato in sede di discussione della legge 2, e lo abbiamo risolto ponendo in capo al Consiglio la futura approvazione di un regolamento di attuazione, in questo caso della previsione costituzionale dell'articolo 51 della Costituzione, cioè la possibilità di svolgere un mandato elettivo.
Nel merito io penso che questa proposta sia giusta, all'interno della nostra legislazione dovrebbe entrarci tramite quel regolamento, se vogliamo stare dentro il sistema già disegnato. Questo lo dico per dire che quella legge ha previsto questo caso, ha individuato una strada, se noi introduciamo questa norma abbiamo forse qualche problema, quelli che ha detto giustamente il presidente Pittalis, io penso nel merito che comunque si debba fare, quindi se l'Aula è concorde direi che è un vulnus al sistema che possiamo accettare.
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Potremmo ulteriormente modificarlo senza superare però i pericoli di un'impugnazione del Governo, potremmo dopo "numero 7 del 2016" cancellare "interpretazione autentica" e scrivere: "si applica l'articolo 2, comma 1, della legge regionale 4 del 2012", va via tutta la parte "da intendersi nel senso…" eccetera, eccetera e si riprende "e si applica l'articolo 2, comma 1 della legge regionale numero 4 del 2012", di conseguenza, "consentito ai componenti degli organi elettivi…" e così via. Mi sembra più chiaro, non interpretiamo ciò che non ci compete e mi pare possa andare meglio.
PRESIDENTE. Poiché non ci sono osservazioni a questa modifica proposta, metto in votazione l'emendamento così emendato.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 116, modificato.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 567.
Metto in votazione l'emendamento numero 213.
TEDDE MARCO (FI). Presidente, questo emendamento è quello di cui parlavamo in sede di discussione dell'articolo 2. È un emendamento che in parte può essere definito una provocazione, ma in parte invece è un emendamento che punta a far crescere i contenuti di questa finanziaria. Si propone di utilizzare parte di risorse del fondo a favore dei Comuni per la rete metropolitana. È una cosa semplicissima. Visto e considerato che tutti gli impegni assunti dalla Giunta, allorché in sede di riforma degli enti locali noi chiedemmo conto per il Nord Ovest della Sardegna di un trattamento quantomeno pari a quello usato nei confronti di Cagliari, in quell'occasione la Giunta ci disse: "Penseremo alla rete metropolitana in finanziaria", finanziaria 2016 però, non 2017! Noi adesso chiediamo conto per l'ennesima volta alla Giunta affinché mantenga le promesse e gli impegni assunti. Mi pare che questi impegni siano ormai diventati lettera morta, mi pare che la rete metropolitana, come più volte ho detto, non sia sufficiente e non sia idonea neanche per pescare un povero serrano ed ecco che il Nord-Ovest della Sardegna continua a boccheggiare senza avere la possibilità di avere un minimo di risorse per avviare progetti di sviluppo di quell'area. È anche vero però - e lo sottolineo per l'ennesima volta - che a detta di qualche autorevole esponente del Governo regionale questa mancanza di risorse per il Nord-Ovest della Sardegna deriva soprattutto dalla mancanza dei progetti necessari per attribuire le risorse, nel senso che questa rete metropolitana è debole in tema di programmazione, e questo è grave ugualmente. Però io credo che il Governo regionale abbia la responsabilità principale: ha fatto delle promesse, ha assunto degli impegni che sono stati completamente disattesi e non è assolutamente giusto e corretto nei confronti di una parte dell'isola che soffre troppo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento all'emendamento numero 599.
L'emendamento numero 67 è privo di copertura finanziaria, quindi è inammissibile.
Metto in votazione l'emendamento numero 72. C'è un invito al ritiro anche qua però non c'è copertura finanziaria, quindi è inammissibile. C'è un invito al ritiro anche per l'emendamento numero 68.
LOTTO LUIGI (PD). È ritirato.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 171 con l'emendamento sostitutivo parziale numero 600.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Questo emendamento l'ho presentato per rispondere ad una richiesta dei "balneari" di tutta la Sardegna che, in occasione della mareggiata del 21 gennaio, hanno visto gli stabilimenti gravemente compromessi. Mi sembrava una richiesta ragionevole perché davanti ad altre categorie che molto spesso chiedono dei contributi a fondo perduto, in questo caso hanno fatto un ragionamento assolutamente apprezzabile, ovvero chiedevano alla Regione un sostegno nel caso in cui avessero attivato loro direttamente degli investimenti per cercare di rimettere in sesto gli stabilimenti danneggiati e per acquistare le attrezzature distrutte da tali eventi.
Penso che sia una cosa che riguardi un po' tutti, anche perché più volte ci siamo detti che attraverso il turismo dobbiamo cercare di far crescere il PIL dell'Isola ed ancora l'incidenza del turismo nel PIL prodotto dalla regione Sardegna è assolutamente bassa, se poi non abbiamo stabilimenti in grado di offrire servizi adeguati ai turisti, sicuramente non potremo andare molto lontano.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 600.
L'emendamento numero 171 è privo di copertura finanziaria quindi non va messo in votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 601.
L'emendamento numero 172 è anch'esso privo di copertura finanziaria.
Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 602.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Volevo illustrare questo emendamento che prende spunto da un'iniziativa portata avanti da un brillante sindaco delle zone interne che quest'anno con molto coraggio ha deciso di investire 80 mila euro del bilancio del proprio comune per porre fine ad una brutta abitudine che c'è nelle nostre comunità, ovvero per avviare un programma di edilizia che avesse l'obiettivo di cancellare dalla faccia dei nostri comuni il cosiddetto non finito. È un'iniziativa che secondo me ha il dovere di essere presa in considerazione perché con questa soluzione si raggiungono due obiettivi, da un lato un obiettivo prettamente economico che è quello di ridare parzialissimo ristoro al settore dell'edilizia che in questi anni ha conosciuto una crisi profonda e che alcune scelte un po' irrazionali hanno portato ancor più nel baratro (le statistiche che ci ricordano tutti coloro che operano nel settore dell'edilizia, sia i sindacati che le associazioni dei costruttori sono drammatiche, si parla di ulteriori 10 mila posti di lavoro persi negli ultimi due anni), l'altra caratteristica di questo emendamento è quella di avere un occhio di tutela per il paesaggio e per la bellezza dei nostri borghi e delle nostre città.
Badate, può sembrare una cosa superficiale e, come dire, molto aleatoria ma se noi nel fare l'attività politica non ci riappropriamo del concetto di bello, siamo destinati a scomparire perché la bellezza ha un grande valore ed è quello di costituire un argine all'individualismo, all'io, a quanti soldi ho, a chi sono e cosa faccio, e invece recupera il concetto del noi, delle comunità che tutti noi rappresentiamo, dello stare insieme, e se noi ci dimentichiamo di questo concetto e non lo mettiamo in atto per primi, sicuramente non riusciremo a indicare alla Sardegna una strada verso il riscatto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 602.
L'emendamento numero 173 è anch'esso inammissibile perché non ha la copertura finanziaria.
Passiamo all'emendamento sostitutivo parziale numero 622, emendamento all'emendamento numero 568.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 622.
Passiamo all'emendamento numero 568.
PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, per ritirare la richiesta di voto elettronico.
PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione l'emendamento numero 568. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'emendamento numero 156, parere favorevole della Commissione.
PISCEDDA VALTER (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, solo per chiedere su questo emendamento orale, se i colleghi sono d'accordo ma ci ho già parlato, il comma 9 inizia con "al fine", si tratterebbe di aggiungere un aggettivo "prioritario". Quindi: "Al fine prioritario…". E quindi non esclusivo, ma basta scrivere "prioritario".
PRESIDENTE. Onorevole, non c'è nel testo dell'emendamento numero 156 "Al fine…".
PISCEDDA VALTER (Cristiano Popolari Socialisti). No, il testo dell'articolo. Cioè che al comma 9 dopo le parole "al fine" che venga aggiunta la seguente parola "prioritario".
PRESIDENTE. Adesso stiamo votando l'emendamento numero 156.
PISCEDDA VALTER (Cristiano Popolari Socialisti). Che sto chiedendo di emendare.
PRESIDENTE. Si, ma si può emendare, ma deve essere attinente al testo. Non c'è quello che sta chiedendo lei di inserire qua. Il testo dell'emendamento è: "Al comma 9, dopo le parole finali "stesso obiettivo" sono aggiunte le seguenti parole…".
No, non è ammissibile adesso un emendamento al testo dell'articolo.
Quindi procediamo. Metto in votazione l'emendamento numero 156. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'emendamento numero 79, parere favorevole della Commissione.
FASOLINO GIUSEPPE (FI). Dovrei presentare un emendamento orale. Cancellare le parole "inutilizzati".
PRESIDENTE. Quindi non solo i beni inutilizzati, ma tutti i beni immobili regionali rientrerebbero nell'emendamento.
FASOLINO GIUSEPPE (FI). Esatto, perché molti sono utilizzati e quindi…
PRESIDENTE. Sì, entrambe le volte che è citata la parola. L'emendamento è accolto.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 79, così emendato. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 40. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 481. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 482. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Passiamo all'emendamento numero 593. C'è un invito al ritiro.
FORMA DANIELA (PD). Presidente, io vorrei riportare alla memoria dell'Aula un fatto che ha profondamente turbato la comunità di un piccolo paese del Nuorese, la comunità di Sindia, ai primi del mese di febbraio, quando è stato appiccato un incendio doloso all'interno di una chiesa, ed è una chiesa campestre, la chiesa di San Demetrio, che è molto cara alla comunità non solo di Sindia ma anche dei paesi dei dintorni, del Marghine. Una chiesa che vorrei ricordare è stata costruita per volontà di un nobile ecclesiastico di Sindia, Gavino Pintor Serra, che è stato anche inquisitore del Santo uffizio nel Regno di Sardegna ai primi del diciassettesimo secolo, intorno al 1610. Quindi un piccolo gioiello incastonato nelle campagne del Marghine, che a causa di questo incendio ha visto profondamente danneggiato non solo l'altare, ma anche un bel retablo e la statua lignea del Santo. Ora, la comunità di Sindia ha reagito con grande commozione a questo gesto oltraggioso, ha anche avviato una raccolta di fondi per poter restaurare queste preziose opere d'arte, però c'è anche la necessità di una mano d'aiuto da parte della comunità regionale, da parte di questa Amministrazione regionale, perché questo piccolo gioiello, questa piccola chiesetta campestre ritrovi la propria agibilità e veda un minimo di sostegno perché venga al più presto restituita alla comunità e alle popolazioni del Marghine. Quindi io chiedo a quest'Aula e chiedo alla Giunta di poter prendere un impegno per predisporre un intervento specifico per questo atto scellerato che per fortuna non ha pari in altre situazioni, e quindi gli interventi che vengono previsti sulle altre chiese non riguardano certamente un episodio di questo tipo. Grazie.
DERIU ROBERTO (PD). Presidente, a sostegno di quello che diceva la collega ora, vorremmo sapere dalla Giunta se è possibile assumere l'impegno che è stato citato dalla collega, avendo compreso, anche dall'invito al ritiro della Commissione, che evidentemente non si è trovata la provvista finanziaria adeguata, però vorremmo conoscere l'impegno della Giunta rispetto alla possibilità di usufruire dei fondi dedicati a questo argomento per questo specifico intervento che, come ha detto l'onorevole Forma, sta molto a cuore a quelle popolazioni.
TEDDE MARCO (FI). Io devo fare i miei complimenti alla collega Forma perché ha rappresentato questo emendamento in un modo quantomeno emozionante, se non commovente per altro verso, però io credo che San Demetrio sarebbe felice e soddisfatto se con queste risorse per il comune di Sindia fossero state previste all'interno del comma che complessivamente prevede risorse ai Comuni per il restauro e consolidamento degli edifici di culto e di chiese di particolare interesse storico e artistico questo perché? Perché sono sicuro che San Demetrio con le marchette non va d'accordo! Quindi sarebbe stato preferibile prevedere complessivamente risorse per tutti i Comuni e poi darle anche al Comune per la chiesa di San Demetrio. Non voglio dire che sono contrario, è un problema di metodo, se poi c'è la possibilità di dare risorse a questo Comune all'interno di un quadro di normalità e di decoro è meglio, siamo favorevoli a fateci dire almeno quello che pensiamo, basta con queste marchette!
SABATINI FRANCESCO (PD). Sì Presidente, solo per ricordare intanto che in Commissione abbiamo stanziato 1 milione per gli edifici di culto, capiamo che certamente la somma non è sufficiente a dare risposte a tutte le esigenze che sono pervenute alla Commissione, voglio anche ricordare però che la Regione ha sottoscritto un protocollo d'intesa con la Conferenza episcopale sarda con cui verranno riparate 100 chiese sarde e quindi questo è certamente un ottimo segnale, è necessario incrementare quella cifra non credo che dobbiamo andare a segnalare chiesa per chiesa con singoli finanziamenti ma piuttosto pensare ad un programma integrato in cui prendiamo in considerazione quelle che sono le emergenze e credo che questa chiesa sia tra quelle.
PITTALIS PIETRO (FI). Io intervengo perché ritengo che ogni attenzione rivolta verso strutture come la chiesa di San Demetrio, in Sindia, per chi non la conoscesse rappresenta non solo un patrimonio anche per i non credenti, quindi va al di là del significato proprio che riassume l'edificio, però l'onorevole Forma pone un problema, e secondo me ha fatto bene a porlo anche nei termini dando il nome e il cognome perché se lei si invoca San Demetrio per cercare di capire come viene fatto un programma sugli edifici di culto bisogna cambiare Santo? Bisogna invocarsi a San Paolo? Allora, lo dico ironicamente e simpaticamente, cioè io non mi scandalizzo che venga posto un problema di una chiesa con un nome ed un cognome anche perché io penso di interpretare anche il pensiero della collega Forma e di invitarvi a visitare il posto e forse vi renderete conto del significato che ha anche sotto il profilo culturale, archeologico e non solo per chi crede e ha vocazione verso San Demetrio, quindi il problema vero è capire come le risorse che sono allocate in quel capitolo omnicomprensivo vengono poi ripartite e, secondo qualche criterio vengono destinate, quindi un occhio di riguardo io penso che dopo questo anche breve dibattito sul problema sicuramente un occhio di riguardo all'Assessore competente possa riservarlo anche per questa importante struttura. Poi, caro collega Tedde, io non mi scandalizzo più, quando si approvano emendamenti di una specificità come quello che abbiamo approvato per Oschiri e che noi abbiamo sostenuto, scandalizzarsi per un luogo di culto davvero io non mi scrivo al partito dei vaticanisti ma non voglio scadere neanche in un laicismo per cui dove c'è un edificio di culto alziamo le barricate. Anzi, verso questo settore penso che si possa e si debba fare, proprio perché patrimonio culturale, qualcosa di più.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, siccome non sono laicista, al massimo sono laico, perché il laicismo è ben altro, voglio dire che l'onorevole Forma ha sollevato un problema serio e vero, al di là del posizionamento della chiesa identificata. Ma vorrei anche ricordare all'onorevole Franco Sabatini che nel 2001 predisposi io il primo accordo con i vescovi sardi, la CEI sarda, tra la Regione e i vescovi per organizzare la possibilità di utilizzo al 50 per cento di quelle che erano le possibilità di intervento dell'8 per mille nelle parrocchie, mi pare che allora l'Assessore alla programmazione fosse l'onorevole Pittalis, per cui conosciamo bene come funziona e sappiamo anche i fondi che mi pare non ci siano nell'Assessorato ai lavori pubblici perché dotazione altresì oltre che nella pubblica istruzione era presente il finanziamento dell'Assessorato ai lavori pubblici, che non sono pochi danari messi tutti insieme, quello che è grave è che spesso e volentieri, anziché fare le cose serie si fanno, passatemi il termine, le "marchette", anche se non le piace il termine carissima onorevole, il problema è fare cose serie che abbiano una rete ma voi pensate, questo lo dico all'Assessore alla programmazione. Pensi per esempio cosa vuol dire sistemare le cumbessias di tutti quei paesi in cui vige un sistema di cumbessias che potrebbero essere un modello a rete per fare turismo e sfruttare quei posizionamenti come punti di partenza. Io dico che probabilmente se fossimo capaci a ragionare, a stare insieme un attimino, ad ascoltarci, anziché funzionare a maggioranza e faccio quello che mi pare e piace, probabilmente riusciremo a costruire qualcosa di meglio per la Sardegna e dare giusta soddisfazione anche a questo intervento che c'è stato proposto stasera. Io quantomeno mi astengo dal voto contrario certamente, sono già per il voto favorevole perché vorrei che così fosse per un futuro diverso da quello che sino ad ora… si sottoscriva invece una posizione maggioritaria.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Vorrei riferire al Consiglio che io sto seguendo su delega del Presidente l'attuazione del protocollo sottoscritto con la Conferenza episcopale sarda che si articola su tre ambiti operativi di lavoro rispetto ai quali c'è l'impegno della Regione di inserire nell'ambito della misura sugli attrattori culturali, il restauro e la sistemazione di chiese di valenza storica nell'ambito dell'attività di programmazione territoriale, che è quello che già si sta facendo e si è fatto con i progetti di programmazione territoriale in Ogliastra, nell'alta Gallura, con decine di chiese che vengono ristrutturate. È in corso il tavolo di lavoro per l'individuazione degli attrattori culturali nell'ambito dell'area da cui ci riferiamo, nella diocesi di Bosa-Alghero, con un elemento in più che voglio sottolineare. Non solo all'interno del protocollo che è stato sottoscritto vengono individuate le chiese tra cui San Demetrio, ma la Chiesa sarda destina in cofinanziamento nella ristrutturazione delle chiese che fondi propri derivanti dall'8 per mille. Quindi, c'è un progetto organico sia nell'individuazione delle risorse, sia nell'individuazione della provvista finanziaria destinata alla ristrutturazione e alla sistemazione delle stesse. Quindi questa iniziativa rientra senz'altro all'interno di questo programma e l'impegno è di fare in modo che le aspettative, le esigenze manifestate vengano soddisfatte in questo sistema.
PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Forma se intende ritirare l'emendamento.
FORMA DANIELA (PD). A seguito delle rassicurazioni dell'assessore Erriu, ritiro ben volentieri l'emendamento.
PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'emendamento numero 23.
Ha domandato di parlare il consigliere Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
USULA EMILIO (Gruppo Misto). Questo emendamento è coerente e conseguente all'emendamento numero 22, che ho già illustrato stamattina che purtroppo è stato anche respinto. Colgo l'occasione per ringraziare i colleghi che hanno colto il significato di quell'emendamento e di quella proposta e hanno espresso voto favorevole. Tornando all'emendamento in discussione, questo ha una finalità precisa, permetterebbe tanti e diffusi interventi di ristrutturazione, efficientamento energetico e messa in sicurezza di edifici pubblici e privati, visto che ne stavamo parlando sino adesso, forse anche interventi di recupero e di restauro di edifici di culto. In buona sostanza, vengono previste e proposte azioni e finanziamenti per enti locali che potrebbero avviare tanti piccoli, medi cantieri, tanti interventi capaci e in grado di dare fiato a piccole e medie imprese, artigianato locale e manodopera locale. Questo sì, avrebbe un valore keynesiano di sostegno allo sviluppo con il ritorno positivo di tanti posti di lavoro, ricordo, a questo proposito, che questa proposta ha visto anche recentissimamente l'ANCI e la stessa presidenza della CNA esprimersi esattamente nella stessa direzione. Come vedete non si tratta di interventi per il mio vicinato, o per la mia piccola referenza territoriale, o elettorale. Invito e ringrazio tutti per un voto favorevole.
LEDDA GAETANO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 23.
L'emendamento numero 28 è spostato all'articolo 4.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 80. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 81. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 82. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 603. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Decade l'emendamento numero 174. Per l'emendamento numero 445 c'è un invito al ritiro.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Lo ritiro, Presidente.
PRESIDENTE. Allora è ritirato. E' ritirato anche l'emendamento numero 475.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 620. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 621. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 494, con invito al ritiro.
PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, un analogo emendamento, sia pure con diversa copertura finanziaria e importo, è stato presentato dal sottoscritto, dall'onorevole Carta Angelo e dall'onorevole Luigi Crisponi, siccome tratta della stessa materia mi pare che il nostro emendamento sia all'articolo 5, allora o si anticipa oppure…
PRESIDENTE. È stato già votato, l'emendamento numero 620, e respinto.
(Interruzioni dell'onorevole Busia)
PRESIDENTE. È stato votato l'emendamento numero 620 e il numero 621.
PITTALIS PIETRO (FI). Allora Presidente, no chiedo scusa, noi stiamo seguendo i lavori allora forse c'è stata anche troppa fretta, io le chiedo Presidente che sull'argomento si ritorni perché è passato senza che nessuno di noi si accorgesse quantomeno Presidente per una valutazione sul merito. Poi l'Aula può anche bocciarlo, non è quello, però le chiedo cortesemente proprio perché tratta materia relativa al 494, ragione per la quale si riteneva anzi eventualmente di poter fare anche sintesi, visto che trasversalmente c'è una disponibilità a valutare il problema.
PRESIDENTE. Annullo la votazione sugli emendamenti numero 620 e 621, metto quindi in votazione l'emendamento all'emendamento numero 620, con parere contrario della Commissione.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). C'è anche l'emendamento all'emendamento numero 643, sempre sul punto.
PRESIDENTE. Il 643 non mi risulta.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Sì, è il numero 643.
PRESIDENTE. È all'articolo 4.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Aspetti che allora trovo il numero, perché c'è un nostro emendamento all'emendamento, per un'altra copertura finanziaria.
PRESIDENTE. E' il 621.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Ah sì, è il 621, chiedo scusa.
Allora, Presidente, chiedo scusa, l'ho detto prima ma non avevo preso la parola: c'è una difficoltà a rinvenire gli emendamenti agli emendamenti in quanto non c'è la numerazione delle pagine, le chiederei quindi per cortesia sugli emendamenti agli emendamenti di andare con un po' di calma, perché ho votato sulla fiducia in qualche caso.
PRESIDENTE. Siccome stiamo rivotando non c'è un voto sulla fiducia e lei può votare in piena coscienza, perché adesso stiamo rivotando l'emendamento numero 620.
Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 620.
CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Io credo che fare un passaggio con eccessiva Velocità, immaginando che il gran premio di Melbourne in Australia sia già passato da alcuni giorni…. Ci sono elementi sui quali vale la pena soffermarsi, come questo che è stato presentato unitariamente ai colleghi, e che, guarda caso, riguarda un tema di strettissima attualità.
C'è un dissesto che sta mettendo in ginocchio uno dei capoluoghi di Provincia della Sardegna, che è quello di Nuoro, che guarda caso fa il paio con elementi che sono stati più volte richiamati quest'oggi relativamente al disinteresse e alla disattenzione verso le zone interne della Sardegna, in questo caso il capoluogo della zone interne certamente può essere definito quello della città di Nuoro, che oggi soffre un dissesto finanziario ed economico gravissimo, che ha messo in ginocchio le attività in seno a quella giunta e a quel consiglio comunale, e credo che il Consiglio regionale abbia l'interesse e il dovere di occuparsene.
Preciso e ricordo anche a quanti conoscono le vicende di quell'Amministrazione che i problemi non arrivano certamente per colpa e in capo agli amministratori che attualmente governano quella collettività e quella città, sono elementi che risalgono al passato in cui mi pare che abbondantemente partiti che fanno riferimento al centrosinistra hanno governato quella città e quel territorio, lasciando però un'eredità pesantissima che immobilizza e ingessa ogni gesto, ogni funzione, ogni atto amministrativo in capo alla collettività nuorese. E allora, se le regole delle attenzioni e del buon senso, così com'è stato ribadito più volte quest'oggi in Aula, della buona politica, ritengono di dover dare senso e sostegno ad una politica del fare seria e profonda, che sappia guardare non solo le questioni che riguardano gli amministratori in quanto tali ma i cittadini in quanto amministrati da un'amministrazione che diventa a suo modo impotente ed ingessata per l'impossibilità di reperire risorse finanziarie, allora, l'emendamento numero 620 ha proprio questo scopo e questa funzione. Creiamo le condizioni per salvare la città di Nuoro dalla debacle; se si riconosce centralità, funzionalità, necessaria attività di intervento che sia anche luce e faro verso il circondario, l'hinterland e anche le stesse zone interne, io credo che diventi automatico e doveroso dare un sostegno di carattere economico e finanziario al Comune di Nuoro. Ed ecco perché, sulla falsariga di quell'emendamento…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Crisponi, il tempo a sua disposizione è terminato.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Intanto un doveroso ringraziamento per aver rimesso in discussione l'emendamento numero 620, cosa che ci consente di affrontare un argomento sicuramente importante e continuare con quello che magari si proponeva, in considerazione dell'uniformità di intenti che c'è tra l'emendamento numero 620 e il numero 494, e per capire come eventualmente si possa fare un'unica norma.
Non sembri una richiesta di marchetta, qui come potete vedere è una richiesta di aiuto che viene amplificata in questo Consiglio regionale a seguito di quella lanciata dal consiglio comunale di Nuoro all'unanimità, che naturalmente chiede che la Regione si faccia carico almeno di una parte, per consentire a quel Comune di riprendere la piena attività. Oggi le zone interne, con il capoluogo bloccato come è bloccato dal bilancio, chiaramente si trovano ulteriormente in difficoltà e hanno un danno ulteriore nel ritrovarsi nella situazione che tutti conosciamo, perché con il bilancio bloccato del Comune capoluogo credo che sia chiaro che è la locomotiva che si è fermata. Quindi, la proposta prevede una somma, noi abbiamo indicato 15 milioni, la collega Busia con i colleghi Agus e Usula hanno indicato 10 milioni, credo che si possa trovare una sintesi e vedere cosa si può fare oggi per dare una risposta subito, immediatamente ad una terra e ad una città che naturalmente, attraverso una proposta di questo genere qualora approvata, potrebbe proseguire e svolgere effettivamente quel ruolo che tutti ci aspettiamo. Per cui il voto è sicuramente favorevole e prima di bocciarla con un rosso tout court, come quello che si sta usando oggi, credo che tutti debbano fare un esame di coscienza perché qui è un problema che riguarda tutti, non riguarda un Comune, non riguarda una forza politica, non riguarda uno o tre consiglieri regionali ma riguarda veramente tutti noi che abbiamo il dovere e l'obbligo di guardare a quella parte della Sardegna in maniera attenta e facendo anche uno sforzo, laddove possibile come oggi è possibile, e certamente al di fuori della finanziaria sarebbe anche difficile trovare un altro momento dove poter stanziare delle risorse.
SABATINI FRANCESCO (PD). Il problema posto è un problema serio, un problema molto grave che ci preoccupa e non poco, che in Commissione abbiamo affrontato, anche in audizione con il sistema degli enti locali che hanno posto il problema. Purtroppo debbo segnalare che non riguarda solo il Comune di Nuoro ma riguarda tantissimi Comuni e quasi tutte le Province. Sulla Provincia di Nuoro siamo intervenuti con 1 milione che però non è assolutamente sufficiente, abbiamo ricevuto da poco la Provincia di Oristano, la Provincia di Sassari ha gli stessi problemi, la ex Provincia di Cagliari ha problemi a chiudere il bilancio, quindi è un tema importante su cui la Giunta regionale si è mossa aprendo un tavolo nazionale che ha già ottenuto una risposta mi pare di 20 milioni per il 2017 e 30 milioni per il 2018, quindi credo che sia un problema che vada affrontato complessivamente.
Ora, lo stesso sindaco di Nuoro ha detto "non possiamo attingere al fondo unico e quindi privare delle risorse altri Comuni per dare copertura al disavanzo della città di Nuoro", sarebbe una cosa ingiusta perché altrimenti andrebbe fatto per tutti. Le altre coperture, io avviso, mettono in forte difficoltà la chiusura del bilancio, quella trovata nel lavoro che la Commissione ha compiuto. Quindi io inviterei la Giunta a farsi carico di prendere in esame questo problema, che va posto a livello nazionale, continuando il lavoro avviato nel confronto con il Governo nazionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Si tratta di un problema di rilevantissima importanza, che è stato sottoposto all'attenzione e alla valutazione istruttoria della Conferenza Regioni-enti locali perché i 30 milioni che sono richiesti dal Comune di Nuoro sono una parte di un complesso di provviste necessarie a decine di Comuni che hanno necessità analoghe. Ricordo qui, solamente perché sono recenti, 3 milioni al Comune di Monastir, Gonnoscodina, ce ne sono tantissimi. Si tratta di vecchi espropri, situazioni pregresse che sono oggetto di misurazione intanto, di monitoraggio ai fini della ricerca di una soluzione che non è rinvenibile nelle politiche di patto e di equilibri finanziari come si faceva con il Patto di stabilità, non servono solo le politiche di patto, serve trovare risorse vere e sono tante e sono rilevanti. Occorre individuare un criterio, intanto nel reperire le risorse e il fabbisogno, e poi trovare un criterio per la distribuzione tra tutti i Comuni che ne hanno bisogno, tanto è vero che lo stesso sindaco di Nuoro ha affermato che non sarebbe comunque disponibile ad una iniziativa una tantum che riguarda un caso specifico sia pure di grande criticità come quella del Comune di Nuoro.
Proprio domani abbiamo una riunione in conferenza permanente cui partecipa anche il sindaco Soddu, il tema viene riportato all'attenzione del tavolo istituito tra la Regione e il sistema delle autonomie locali ed è chiaro che data l'imponenza del problema, che riguarda anche moltissimi Comuni a livello nazionale per i quali periodicamente, ricordo l'intervento "salva Roma" ma ce ne sono anche tanti altri, potrà trovare soluzione con un accordo tra la Regione e lo Stato, e in ogni caso essere soggetto ad una votazione a una proposta di sistema che noi ci impegniamo a valutare insieme con il sistema delle autonomie locali al fine di trovare una risposta al problema specie del Comune di Nuoro e degli altri Comuni coinvolti in queste dinamiche molto critiche e che possono portare a condizioni oggettive di dissesto e di impossibilità all'esercizio dell'attività amministrativa di troppi Comuni sardi.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Presidente, io ovviamente ho presentato un emendamento poi corretto con l'emendamento all'emendamento in ordine alla copertura finanziaria per risolvere questa annosissima questione. Gli argomenti principali sono stati bene illustrati dai colleghi che mi hanno preceduto. La situazione occorreva che venisse discussa non soltanto in Commissione ma anche in Aula, è questo il luogo deputato a discutere di una questione così importante. Il Comune di Nuoro è il Comune capofila sostanzialmente di una serie di Comuni che si trovano in questa situazione, 30 milioni di euro sono un debito importante, risalente come bene ricordava l'assessore Erriu per lo più a una serie di espropri. Occorre intervenire, noi abbiamo corretto la copertura finanziaria, certamente il Presidente del CAL non poteva che stigmatizzare ovviamente la copertura utilizzando il fondo unico, e quindi abbiamo disposto una copertura con altra indicazioni di bilancio. Però mi pare che comunque sia importante che oggi se ne discuta, che si prendano posizioni e che si prendano impegni precisi per una situazione che riguarda tanti Comuni della Sardegna ed è per questo che l'emendamento all'emendamento è volto proprio per cercare di risolvere non soltanto la situazione di Nuoro, che è quella sicuramente più grave per impegno finanziario, ma anche quella degli altri Comuni che si trovano nella medesima situazione. Quindi innanzitutto una sollecitazione che eventualmente davanti ad un impegno preciso io anticipo già, sebbene l'emendamento nostro è quello successivo, a un ritiro purché ci sia un impegno in tal senso.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Io vivo sulla mia pelle in quanto cittadino di un Comune del nuorese che soffre la stessa identica situazione del Comune di Nuoro, è una comunità la mia che ha chiesto ai cittadini una sovra tassazione a partire dal 2014 per cercare di far fronte ad alcuni debiti fuori bilancio, e per fortuna nei giorni scorsi nell'approvazione del bilancio di previsione avendo raggiunto quel risultato del ripianamento abbiamo potuto ridurre le tasse alla città. Dico questo perché il tema del Comune di Nuoro, che conosco e che affronto in ogni occasione in cui il sindaco mi invita a partecipare a dibattiti pubblici per cercare di capire dove ha avuto origine quell'indebitamento e come si può risolvere, vedo che il Comune di Nuoro ha contratto una serie di mutui con la Cassa depositi e prestiti proprio per abbattere quell'esposizione debitoria. Probabilmente rimangono delle poste al di fuori di quell'indebitamento, ebbene, su queste poste è chiaro che si deve aprire una riflessione.
Ma la proposta che faccio mia è: collochiamo il tema di Nuoro all'interno del tavolo per le zone interne che quest'Aula si è testé impegnata ad aprire, perché questo è un tema da aree interne; aprire dei capitoli indistinti a favore di tutti i Comuni regionali porta il Comune di Nuoro a competere verosimilmente con il Comune di Cagliari, porto il Comune di Nuoro a competere con altre realtà non marginali che potrebbero frustrare il nobilissimo scopo di questi interventi emendativi. Allora spostiamo l'attenzione, ed è importante che l'Aula abbia alzato il velo sulla situazione di estrema difficoltà degli enti locali ma il tema Nuoro e di indebitamento del Comune di Nuoro e delle aree interne collochiamolo, colleghi, Presidente, all'interno di quel tavolo in cui andremo a disciplinare gli interventi sulle aree marginali, chiedo che questo sia un tema di aree marginali che abbia quantomeno una sua priorità, se vogliamo affrontare con cognizione di causa quel problema. Dico che è un tema da aree marginali perché continuare a spremere i Comuni delle aree marginalizzate sul fronte dell'adempimento di obbligazioni da debiti fuori bilancio significa non metterli in condizioni di erogare servizi, la mancata erogazione dei servizi è un fattore di incremento dell'indice di spopolamento. La mia proposta è quindi: parliamo di Nuoro, parliamo delle aree interne e collochiamo il tema esattamente lì, nel tavolo di ragionamento sulle politiche che possiamo attivare per arginare lo spopolamento delle aree marginalizzate. Grazie.
DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, gli emendamenti dei colleghi hanno posto all'attenzione dell'Aula un problema che riguarda il Comune di Nuoro ma così come purtroppo tanti altri Comuni nella nostra Regione. Io ritengo che è bene affrontare il problema, è bene discutere, è bene cercare di trovare tutte le soluzioni possibili perché si possa fare un ragionamento a 360 gradi per la risoluzione del problema. Però mi permetto di fare una considerazione, di non condividere l'impostazione degli emendamenti per un semplice motivo perché così si dà il via ad una guerra tra poveri ed è una battaglia ed un atteggiamento e un comportamento che non possiamo assolutamente permetterci nella maniera più assoluta, anche perché il Comune di Nuoro così come tutti i Comuni della Sardegna e anche d'Italia, quando gli amministratori si avvicendano tra di loro, purtroppo ereditano delle situazioni che non hanno generato loro che comunque devono affrontare. Faccio un esempio per tutti, quando ho fatto il sindaco del mio Comune di Sennori ho ereditato un debito di oltre 1 milione di euro per un esproprio non formalizzato correttamente nel lontano 1974, anno nel quale io sono nato. È ovvio che la responsabilità non era la mia e neanche dei miei colleghi amministratori e neanche dei cittadini, però è anche vero che coloro i quali in quel momento ricoprano il ruolo di sindaco o di amministratori pro tempore si devono far carico di questi problemi. Allora io chiedo al Presidente, assessore degli enti locali che forse questo è un motivo di confronto con l'Anci nazionale e il Governo, perché il Governo si faccia carico così come è stato fatto per Roma capitale, così come è stato fatto negli anni passati per il Comune di Napoli, di Catania, di Palermo, Comuni in dissesto finanziario che il Governo ha fatto degli interventi straordinari. Forse è il caso di fare un ragionamento collettivo che venga investito il Governo centrale e con l'Anci nazionale preveda di trovare delle soluzioni per affrontare questo tipo di problema. E secondo me l'intervento spot è assolutamente deleterio, anche perché lo stesso sindaco Soddu ha fatto delle precisazioni in merito. Grazie.
PITTALIS PIETRO (FI). Abbiamo capito che il problema lo avete voluto affrontare per non risolverlo, lo avete voluto affrontare per rimandarlo, addirittura ho sentito testé che la soluzione dovrebbe essere un tavolo di negoziazione con il Governo nazionale. Comprendo e apprezzo la sensibilità del collega Congiu di riportare il tema nel più ampio dibattito sul tema delle zone interne, tutte cose pregevoli, che vanno bene, ma che non danno la soluzione al problema, al problema che, è vero, hanno posto diversi amministratori locali, ma che in maniera davvero drammatica ha posto il sindaco del Comune di Nuoro, e se ogni richiesta che viene da certe aree territoriali deve avere questo genere di trattamento, beh, allora capiamo, comprendiamo perché, onorevole Desini, che non vedo ora in Aula, che richiama ad una sorta di disparità di trattamento che si creerebbe nei Comuni, per le opere cantierabili abbiamo visto che ci sono stati comuni che hanno avuto 10 milioni di euro rispetto a chi non ha avuto neanche un centesimo. Non venite a fare la morale della disparità di trattamento fra i comuni, soprattutto quando non si hanno le carte in regola. Allora, qui c'è una richiesta ben chiara, precisa, c'è una richiesta che viene da un Comune, da un'Amministrazione comunale, e la soluzione per voi è: troviamo il modo di rimandare il problema. No, il problema si può e si deve risolvere nella finanziaria di questa Regione, stiamo trattando della finanziaria. Dov'è che lo volete risolvere, in quale altro provvedimento, quello che richiama l'onorevole Dedoni sulla ricerca dei funghi? Vi pare che sia quella la sede, non questa? E allora non prendiamo in giro, anche perché noi abbiamo ipotizzato una copertura finanziaria che non va ad incidere sul fondo unico - leggete bene - va ad incidere su altri fondi di parte corrente che non è il fondo unico, è solo la volontà politica di fare o di non fare. Almeno questo dibattito ha consentito nella chiarezza delle posizioni di capire chi sta vicino agli enti locali, di chi sta vicino realmente…
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Per chiedere una sospensione.
PRESIDENTE. Va bene, sospendiamo il Consiglio per dieci minuti. C'è una richiesta dall'onorevole Busia di sospendere…
PITTALIS PIETRO (FI). Perché questa richiesta?
PRESIDENTE. La richiesta è di sospendere per trovare un accordo su questo argomento.
PITTALIS PIETRO (FI). Ma sull'emendamento, non per ordini del giorno, Presidente?
PRESIDENTE. Immagino sull'emendamento.
PITTALIS PIETRO (FI). Sull'emendamento siamo d'accordo, se troviamo un emendamento di sintesi mi va benissimo.
PRESIDENTE. Onorevole Busia, l'ordine del giorno lo può presentare, va votato alla fine della finanziaria però, quindi lo può presentare in qualsiasi momento. Va bene. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 14, viene ripresa alle ore 18 e 22.)
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Abbiamo raggiunto l'accordo in questa fase per discutere gli emendamenti al termine della discussione che riguarda gli altri articoli.
PRESIDENTE. Sospendiamo la votazione e la discussione su questi emendamenti e li trasferiamo alla fine degli articoli della finanziaria. Quindi sono sospesi il numero 494, il numero 620 e il numero 621.
Procediamo con la votazione dell'emendamento numero 516. C'è un invito al ritiro anche qua.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). L'emendamento si inserisce in una problematica già affrontata congiuntamente dalla prima e della seconda Commissione nel 2016, e riguarda quello che è successo con i recenti appalti relativi alle forniture di guardiania e di facchinaggio dell'amministrazione regionale. Nei capitolati di questi appalti era prevista la clausola di salvaguardia per mantenere i livelli occupativi, purtroppo però tale clausola è stata facilmente elusa attraverso l'applicazione di un contratto diverso con le stesse mansioni, un contratto, lo ricordo ai colleghi, perché questo dato è contenuto anche nella risoluzione votata all'unanimità dalle Commissioni, prevede una paga oraria ai livelli inferiori rispetto a quelli che vengono pagati dai caporali del sud Italia ai raccoglitori di pomodori. Io credo che sarebbe importante inserire nell'ordinamento regionale, in questa occasione, nella discussione di questa legge di stabilità, una norma come questa, volta a salvaguardare il diritto dei lavoratori che appunto svolgono funzioni per la Regione, al posto di lavoro e a una retribuzione degna.
COCCO DANIELE (SDP). Ringrazio Francesco per aver presentato questo emendamento. In effetti questo è un problema vecchio, noi mi ricordo avevamo audito sia in prima Commissione che in terza Commissione i dipendenti delle guardianie regionali, le quali, una volta che sono subentrate le nuove ditte di vigilanza, di fatto avevano demansionato gli stessi dipendenti, alcuni addirittura erano stati licenziati. Quindi credo che sia un discorso di civiltà e di buon senso inserire, se può essere inserita, una norma del genere, perché non è possibile che persone che lavorano da 15, da 20, da 25 anni, se poi una ditta subentra alla ditta che era il loro datore di lavoro, poi queste persone vengano o demansionate o licenziate.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Per dichiarare il voto favorevole a questo emendamento, perché è un problema, come ha detto il collega Cocco, annoso e conosciuto. Questo Consiglio fra l'altro approvato una risoluzione che dava indicazioni abbastanza chiare, che poi è stata assolutamente non considerata. Il problema, tra l'altro, riguarda non solo gli appalti prossimi, ma anche quelli già assegnati, riguarda i facchini, il portierato nella Regione, il portierato nelle aziende sanitarie; parliamo di migliaia di persone che si troveranno ad avere un reddito che passa dai 1000 ai 1100 euro netti, ai 600 euro, che oggettivamente è un reddito al di sotto della soglia di povertà, ed è veramente vergognoso che la Regione, che fa la morale agli altri, poi si trovi per prima ad applicare questo tipo di contratti, che tra l'altro non sono solo una situazione di cambio di gestione dell'azienda, perché quello che succede negli appalti è che l'azienda che c'era prima è costretta ad applicare il vecchio contratto, mentre chi si propone può scegliere di applicare un contratto differente con un costo del lavoro nettamente più basso. Dobbiamo smetterla con queste soluzioni, dobbiamo dire basta, non si può fare economia sulla pelle dei lavoratori. Se c'è un'esigenza di fare risparmi, lo dico chiaramente, è meglio avere un numero di persone in meno negli uffici, piuttosto che costringere a lavorare e a prendere una retribuzione sotto la soglia di povertà.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Noi voteremo a favore dell'emendamento presentato dai colleghi, perché riteniamo che sollevino un problema, anzi, alzino in un velo che questo Consiglio regionale aveva già cercato di sollevare l'anno scorso, approvando un ordine del giorno sulla medesima materia, su una situazione che è sconcertante, cioè, la Regione che manda avanti delle gare stabilendo le condizioni che sono state dette. Se questo emendamento, noi speriamo venga approvato, speriamo che questo emendamento possa contribuire a risolvere il problema, perché ci sono due aspetti, uno, quello che riguarda i lavoratori che vengono in maniera indegna declassati e pagati in alcuni casi con retribuzioni tagliate in maniera sensibile rispetto a quelle originarie, poi c'è un altro aspetto anche che credo che noi dovremmo valutare, il fatto che le espressioni del Consiglio regionale vengano considerate dall'apparato burocratico alla stregua di carta straccia. Io ritengo estremamente grave che l'ordine del giorno, approvato mi pare all'unanimità dal Consiglio regionale l'altra volta, sia stato ignorato dall'apparato burocratico della Regione, ma credo anche che ci sia stato poco impegno da parte della Giunta regionale, spero che l'approvazione di una norma possa avere migliore sorte. Questo è il motivo per cui voteremo a favore di questo emendamento.
SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, non si può che accogliere l'intenzione e l'obiettivo che si pone questo emendamento. Il tema è: rientra nella potestà legislativa della Regione intervenire su questo tema? Il secondo problema che pongo è questo: noi abbiamo nella Commissione competente il progetto di legge numero 398, che riguarda proprio gli appalti, e su cui li si potrebbe studiare con più attenzione un'eventuale norma che vada in questa direzione, adesso mi pare che noi rischiamo di approvare una norma che poi è inapplicabile o illeggittima.
COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Per ricordare che questo è un tema di cui quest'Aula si era già occupata anche con l'approvazione di una risoluzione, quindi un tema molto sentito da tutti i componenti delle varie Commissioni. Proprio per questo, come ricordava il Presidente della terza Commissione, è stata presentata una proposta di legge, la numero 398, che prevede una clausola di salvaguardia, così come hanno fatto in altre regioni, che garantisce in caso di appalti la possibilità che i lavoratori seguano quelli che sono i servizi oggetto dell'appalto. Per cui chiedo che, se c'è la sensibilità che hanno dimostrato chi è intervenuto prima di me di affrontare il problema, più che l'inserimento in una finanziaria, col rischio di impugnazione, ci sia l'impegno dei Capigruppo di approvare in tempi brevissimi la proposta di legge numero 398, che in maniera organica da risposta a tutti i lavoratori che sono oggetto di appalti e di servizi del sistema Regione.
ERRIU CHRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il codice degli appalti è una legge di grande riforma economico sociale, una di quelle riforme che ancora una volta sono a grande rischio di impugnazione qualora si mettano in discussione gli elementi contrattuali, gli elementi dell'appalto, che determinano delle barriere di accesso agli operatori economici, e quindi in qualche misura impediscano il libero dispiegarsi del mercato. Nello specifico il tema riguarda l'applicazione del contratto che fa parte della libertà di impresa, e se coerente con l'attività di impresa svolta dalla ditta appaltatrice, l'introduzione di vincoli normativi come questo sono a forte rischio. Ciò non toglie che abbiamo preso atto della necessità espressa prima in Commissione e adesso in Aula di assicurare non solo la continuità lavorativa, ma anche il conseguimento di un livello retributivo adeguato, credo che il tema possa essere oggetto di una valutazione normativa all'interno di un provvedimento di legge coerente, apposito, come il Codice regionale degli appalti, che è oggetto di uno specifico disegno di legge, lì dentro trovare una risposta coerente con la giurisprudenza costante, che sul merito è copiosa.
PIZZUTO LUCA (SDP). Presidente, per dichiararmi a favore di quest'emendamento, nel senso che io ritengo che ogni qual volta noi abbiamo la possibilità di risolvere qualche problema, anche rischiando, dobbiamo provare a risolverlo. Per colpa di questa mancanza nella legislazione nazionale, noi abbiamo sacrificato nella nostra gestione molti lavoratori; credo che questo sia inaccettabile, e se oggi abbiamo la possibilità di metterci una pezza, per quanto possa essere rischiosa, dovremmo cercare di mettercela. Quindi io, a titolo personale, dichiaro il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. È stato chiesto il voto elettronico.
Metto in votazione l'emendamento numero 517. C'è un invito al ritiro.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Io sono disponibile al ritiro, credo però che il tema delle strade provinciali sia un tema che meriti una riflessione importante da parte di quest'Aula. Le Province, date per defunte qualche anno fa, sono pienamente nelle loro competenze, in particolar modo per ciò che riguarda le competenze in materia di complessi scolastici, di strade e di servizi ambientali. Questi tre ambiti oggi vivono una crisi che non hanno mai visto prima. Io credo che per quello che riguarda le strade in particolare sia necessaria una visione di insieme. Oggi, nel limbo che abbiamo costruito in parte con la legge di riforma degli enti locali, pensate in un periodo prima del referendum del 4 dicembre, siamo in una fase che vede le Province con quelle competenze, ma senza le risorse basilari per portarle avanti, in alcuni casi isolando pezzi di Sardegna e intere comunità costrette a percorrere per raggiungere il proprio paese strade con il limite sotto i 30 kilometri orari e semplicemente perché nessuno tra i dirigenti preposti alla firma è disponibile a dare il via libera su strade in quelle condizioni. Credo che almeno per quanto riguarda i casi più urgenti e più gravi sia necessaria una riflessione regionale e sia necessario un pacchetto di risorse, non questo e non individuate oggi, ma da individuare in seguito, per rispondere in maniera repentina alle emergenze più urgenti. L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 520. C'è un invito al ritiro.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 538. C'è un invito al ritiro.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 583. C'è un invito al ritiro.
CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Presidente, questo emendamento è un emendamento che parla di una città che vede il suo territorio per l'80 per cento vincolato da un rischio idrogeologico grave, un HI4. La città è la città di Bosa e il rischio idrogeologico viene contemplato sia nel PAI che nel piano stralcio delle fasce fluviali in quanto zona ad altissimo rischio con una città che vede una probabilità di un evento avverso atmosferico con un tempo di ritorno inferiore ai cinquant'anni. Questo vuol dire che è molto alta la probabilità di inondazione in un arco temporale molto breve. In questa città sono presenti diversi finanziamenti per ridurre il rischio idrogeologico e queste opere permetteranno di trasformare in alcuni punti, neanche in tutti, il rischio da un tempo di ritorno inferiore ai cinquant'anni a superiore ai cinquant'anni. Per ridurre il rischio idrogeologico in maniera considerevole noi consideriamo che abbiamo bisogno di opere che permettano un tempo di ritorno superiore o quantomeno intorno ai duecento anni. Una delle poche opere che possano permettere una riduzione e che ha permesso negli ultimi vent'anni una riduzione del rischio idrogeologico è il dragaggio del fiume, un'opera immediatamente eseguibile, l'ultima volta è stata eseguita più o meno vent'anni fa, che permettendo un aumento del fondale che adesso (ricordo che è l'unico fiume navigabile della Sardegna con porto fluviale annesso) in alcuni punti è inferiore ai 50 centimetri di altezza come fondale. Questo impedisce anche ai pescatori di poter attraccare spesso nelle banchine. Per questo motivo io non posso ritirare l'emendamento, lo pongo alla votazione dell'Aula in quanto con questo finanziamento si permetterebbe la riduzione del rischio idrogeologico dell'intera città di Bosa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alfonso Marras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRAS ALFONSO (UDC Sardegna). Presidente, per concordare anche con le dichiarazioni fatte dall'onorevole Cherchi e porre all'attenzione dell'Aula il grave problema col quale da anni convive la città di Bosa, perché è soggetta a vincoli che ne hanno ingessato lo sviluppo economico ed edilizio. Noi pensiamo che un'opera come questa per la quale abbiamo chiesto un emendamento specifico certo non sia la panacea di ogni male o comunque la soluzione definitiva, però possa determinare un contributo importante per ridurre quelli che sono i vincoli che in parte sono stati imposti dall'alto, senza neanche conoscere esattamente quelle che sono le peculiarità del territorio. Oltretutto la cifra non è neanche capiente per quello che può determinare l'intervento nella sua interezza, però pensiamo che questo possa essere un primo segnale per andare in questa direzione. Per questo motivo chiediamo che l'Aula si esprima su questo emendamento.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Quando abbiamo analizzato in Commissione questo emendamento abbiamo riconosciuto l'importanza del tema: intervenire su questi problemi di dissesto idrogeologico e di dragaggio del fiume. Abbiamo però allo stesso tempo detto che non era possibile utilizzare questa copertura perché c'è già una gara europea in corso, quindi queste risorse sono già impegnate per la gara dell'elisoccorso. È molto probabile che la gara vada al ribasso e che quindi si liberino delle risorse e abbiamo dato impegno che questo tema sicuramente importante sarà tenuto all'attenzione della Giunta.
PITTALIS PIETRO (FI). Se io dovessi seguire l'impostazione data da qualche collega, anche del Gruppo dell'onorevole Augusto Cherchi, dovrei dire che il problema va visto nell'ambito più generale delle problematiche della Planargia, del centro Sardegna, ma sarebbe un eludere il problema, non affrontarlo. Allora, siccome quello che ha detto l'onorevole Augusto Cherchi mi ha convinto e ha posto un problema serio, io penso che questa sia la sede deputata per la soluzione del problema. Allora, lo sforzo dell'Assessore della programmazione deve essere quello di reperire se non va bene questa copertura altra copertura, altrimenti ritengo che possa e debba essere proprio per le ragioni che ha detto e che non sono negoziabili sotto altro profilo perché altrimenti nessun problema viene portato a soluzione che possa e debba, per quanto ci riguarda, trovare positivo accoglimento.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 583.
Metto in votazione l'emendamento numero 43. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 623. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 483. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'emendamento numero 485. C'è un invito al ritiro.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Sono disponibile al ritiro, l'emendamento ha degli ovvi problemi legati alle coperture, visto che prevede una spesa di 200 milioni all'anno per tre anni, credo però sia importante iniziare anche a discutere su cosa fare e su che basi ripartire in virtù anche delle tante battaglie aperte in questa fase nei confronti dello Stato. Noi discutiamo gli accantonamenti e ormai da due finanziarie vediamo in quei 680 milioni la risoluzione di tutti i nostri problemi, ebbene a mio giudizio e a giudizio dei firmatari dell'emendamento avendo una parte di quelle risorse, la prima cosa da fare in questa fase sarebbe dare respiro ai comuni e permettere ai comuni e agli enti locali meglio attrezzati e più vicini ai cittadini, di soddisfare i bisogni di occupazione nel territorio sardo attraverso appunto un piano per il lavoro suggerito dal contenuto dell'emendamento. L'emendamento è ritirato.
All'articolo 3 sono stati presentati degli emendamenti.
1. L'autorizzazione di spesa per gli anni 2017-2019 relativa agli interventi di cui alla legge regionale 14 maggio 2009, n. 1 (legge finanziaria 2009) e alla legge regionale 15 marzo 2012, n. 6 (legge finanziaria 2012), è determinata in euro 7.860.000 (missione 09 - programma 05 - titolo 1 - capitolo SC02.0890), così ripartiti:
a) una quota pari a euro 3.054.000 per gli interventi di cui all'articolo 3, comma 2, lettera b), punto 2), della legge regionale n. 1 del 2009, relativi all'incremento del patrimonio boschivo;
b) la restante somma di euro 4.806.000 a favore dei comuni che hanno subito una rilevante diminuzione degli occupati nel settore della forestazione, da ripartire sulla base della graduatoria dell'avviso 2015.
2. Sono recepite le disposizioni contenute nell'articolo 3, commi dal 24 al 41, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), così come modificati dagli articoli 32, 34 e 35 della legge 28 dicembre 2015, n. 221 (Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali), istitutiva del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti; il tributo è dovuto nella misura minima definita dall'articolo 3, comma 38, della predetta legge ed è versato entro il mese successivo alla scadenza del trimestre solare in cui sono effettuate operazioni di deposito. Il gettito, comprensivo degli interessi, derivante dall'applicazione del tributo istituito dall'articolo 3, comma 24, della legge n. 549 del 1995, è destinato all'esecuzione di interventi di tipo ambientale, specificatamente richiamati nell'articolo 3, comma 27; il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della difesa dell'ambiente.
3. Sono recepite le disposizioni contenute nell'articolo 205, commi dal 3 al 3-octies, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), così come modificati dall'articolo 32 della legge n. 221 del 2015, istitutiva dell'addizionale al tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti; l'addizionale al tributo è dovuta nella misura definita dall'articolo 205, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 2006, ed è versata entro il mese successivo alla scadenza del trimestre solare in cui sono effettuate le operazioni di deposito. Il gettito, comprensivo degli interessi, derivante dall'applicazione dell'addizionale al tributo è destinato all'esecuzione degli interventi specificatamente richiamati nel comma 3-octies del citato articolo 205; il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della difesa dell'ambiente.
4. Sono abrogati i commi 3 e 4 dell'articolo 37 della legge regionale n. 37 del 1998.
5. Per gli anni 2017, 2018 e 2019 il contributo annuo alle province di cui all'articolo 2, comma 1, della legge regionale 1° giugno 1999, n. 21 (Trasferimento alle Province delle funzioni in materia di controllo e lotta contro gli insetti nocivi ed i parassiti dell'uomo, degli animali e delle piante e soppressione di ruoli speciali ad esaurimento), è determinato in misura non inferiore a euro 6.618.000 (missione 13 - programma 07 - titolo 1 - capitolo SC05.0229).
6. Al fine di garantire la gestione da parte dell'Assessorato della difesa dell'ambiente delle attività di prevenzione fitosanitaria e di lotta contro gli insetti nocivi volte alla tutela, salvaguardia e salute delle piante forestali, è autorizzata una spesa valutata in euro 800.000 nell'anno 2017, in euro 1.400.000 per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e in euro 800.000 per gli anni successivi (missione 13 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC05.0077).
7. È autorizzata, per l'anno 2017, la spesa di euro 300.000 per l'attività di prevenzione sanitaria e di lotta alla Lymantria dispar (missione 13 - programma 07 - titolo 1).
8. Al fine di garantire la prosecuzione delle attività inerenti al servizio di assistenza sanitaria, gestione, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio ambientale e faunistico dei cavallini della Giara, è autorizzato lo stanziamento, in favore dell'Agenzia regionale per la ricerca in agricoltura (AGRIS), per l'anno 2017 di euro 100.000 (missione 09 - programma 05 - titolo 1).
9. È autorizzata, per l'anno 2017, la spesa di euro 500.000 a favore della Fondazione Cammino minerario di Santa Barbara di Iglesias per il completamento degli interventi di riqualificazione e valorizzazione dell'itinerario "Cammino minerario di Santa Barbara" (missione 09 - programma 02 - titolo 2).
10. Al fine di rimuovere le gabbie galleggianti in stato di abbandono in località Porto Managu, nel mare territoriale di Bosa, e di mettere in sicurezza l'area, è autorizzata la spesa di euro 250.000, per l'anno 2017 (articoli 49 e 54 del Codice della navigazione), (missione 16 - programma 02 - titolo 2 - capitolo SC06.1365).
11. È autorizzata, per l'anno 2017, la spesa di euro 50.000 a favore dell'Agenzia FoReSTAS quale contributo straordinario a sostegno del progetto di gestione e valorizzazione della Trota macrostigma sarda (missione 16 - programma 02 - titolo 1).
12. Le disposizioni previste dall'articolo 9 della legge regionale n. 5 del 2015 si applicano alle misure a favore dei gruppi di sviluppo locale previsti dal Programma di sviluppo rurale (PSR) 2014-2020. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente comma sono valutati, per l'anno 2017, in euro 40.000 (missione 16 - programma 01 - titolo 2 - capitolo SC06.0909).
13. Ai fini dell'ampliamento e della costruzione di cimiteri di cui all'articolo 34 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1 (legge finanziaria 1999), è autorizzata la spesa di euro 400.000 nell'anno 2017 ed euro 1.000.000 per ciascuno degli anni 2018 e 2019 (missione 08 - programma 01 - titolo 2 - capitolo SC08.6870).
14. La revoca del finanziamento degli interventi inseriti nel piano di realizzazione delle opere e infrastrutture di cui all'articolo 4 della legge regionale n. 5 del 2015, e successivi aggiornamenti, a causa del mancato rispetto del cronoprogramma di spesa, comporta la restituzione delle risorse erogate, che sono iscritte in bilancio con vincolo di destinazione per le finalità di cui al medesimo articolo 4 della legge regionale n. 5 del 2015, per la realizzazione di nuovi interventi e con l'eventuale individuazione di nuovi beneficiari. La rimodulazione è disposta con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio di concerto con gli Assessorati competenti per materia.
15. Una quota non superiore all'1,5 per cento delle risorse finanziarie regionali assegnate per la realizzazione degli interventi da attuare nel territorio regionale di competenza del commissario straordinario per accelerare la progettazione e la realizzazione degli interventi necessari all'adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione oggetto di procedura di infrazione o di provvedimento di condanna della Corte di giustizia dell'Unione europea in ordine all'applicazione della direttiva n. 91/271/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1991, concernente il trattamento delle acque reflue urbane, ai sensi dell'articolo 7, comma 7, del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, recante misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive), può essere impiegata per l'acquisizione di risorse umane dalle amministrazioni pubbliche, dagli enti e da società pubbliche dei quali lo stesso commissario può avvalersi al fine di far fronte agli oneri derivanti dall'applicazione dei diversi istituti contrattuali, nonché per l'acquisizione di beni strumentali e per missioni. La quota di cui al presente comma grava sui quadri economici dei singoli interventi.
16. Nel quadro delle attività previste nel Programma regionale triennale per l'internazionalizzazione è autorizzato, per le annualità 2017 e 2019, lo stanziamento di euro 800.000 per la realizzazione di iniziative istituzionali all'estero volte a supportare i processi di internazionalizzazione delle imprese regionali e le attività di promozione del fondo di capitale di rischio per investimenti in equity nel capitale di imprese innovative regionali. Possono essere inoltre supportate iniziative istituzionali che favoriscano l'incontro tra imprese regionali e buyers e investitori esteri (missione 14 - programma 01 - titolo 2 - capitolo SC08.6701).)
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Soppressivo totale numero 240 uguale al 383 parere contrario, 241 uguale al 384 parere contrario, 242 parere contrario, 243 parere contrario, 125, 144 e 385 identici parere contrario, 126, 245, 386 identici parere contrario, 246 uguale al 387 parere contrario, 247 uguale al 388 parere contrario, 248 uguale al 390 parere contrario, 249 uguale al 391 parere contrario, 250 uguale al 392 parere contrario, 251 uguale al 393 parere contrario, 252 uguale al 394 parere contrario, 253 uguale al 395 parere contrario, 254 uguale al 396 parere contrario, 157 uguale al 255 e al 397 parere contrario, 256 uguale al 398 parere contrario, soppressivi parziali numero 257 uguale al 399 parere contrario, 129, 258 e 400 identici parere contrario, 127 parere contrario, 584 parere favorevole, 136 parere contrario…
PRESIDENTE. Un attimo, sul 584 c'è un sostitutivo parziale il 629, emendamento all'emendamento.
All'emendamento numero 175 c'è il 604 parere contrario e 175 parere contrario, 128 parere contrario, 167 invito al ritiro, 160 invito al ritiro, 154 invito al ritiro, 595 invito al ritiro…
PRESIDENTE. C'è anche l'emendamento numero 635, emendamento all'emendamento al 595.
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Invito al ritiro. Emendamento numero 117 parere contrario, 476 invito al ritiro, 44 parere contrario, 113 parere contrario, 176 porta un emendamento all'emendamento 605 parere contrario per tutti e due, 177 porta un emendamento all'emendamento 606 parere contrario per tutti e due, 188 è spostato al bilancio, 70 invito al ritiro, 71 invito al ritiro, 132 parere contrario.
Parere favorevole per gli emendamenti numero: 569 e 645, 570, 585 e 628, 184 (solo per il comma 6, contenuto nell'emendamento all'emendamento numero 613 per il quale il parere è favorevole), 484.
Parere contrario per gli emendamenti numero: 130 uguale al 134, 131, 138, 139, 140, 178 e 607, 179 e 608, 180 e 609, 181 e 610, 182 e 611, 183 e 602, 83, 87, 84, 85, 86, 118, 617, 618, 619;
invito al ritiro per gli emendamenti numero: 13, 503 uguale 88, 506, 158, 159, 495, 500, 505, 508 uguale al 550, 510, 523, 533, 542, 549, 551, 552, 553, 554, 555, 564, 565 e 634.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PRESIDENTE. Grazie. Apro la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.
PERU ANTONELLO (FI). Presidente, Presidente Pigliaru, Assessori, cari colleghi e colleghe, è trascorso un anno dall'ultima volta che entrai in quest'Aula e ho avuto modo e tempo per guardarmi nel profondo. Sono qui oggi perché la mia forza interiore è tale a darmi voce e fiato per dirvi che mai avrei potuto offendere il Parlamento dei Sardi con la mia presenza se in me avessi trovato una sola ombra. Tutto ciò che è accaduto l'ho accettato, l'ho accolto senza opporre alcuna resistenza né alla sofferenza, né al dolore, ma al contrario ho colto tutta l'essenza positiva per dare un significato alla vita, a quella vera. Avrò modo e tempo per dimostrare fatti e cose, per accertare la verità, laddove si cerca di far trionfare l'umana giustizia. Ma oggi il mio sguardo non è proiettato né al passato, né al futuro, ma alla straordinaria forza del momento presente. E questo mio momento presente è fatto di forza e di coraggio, e non è assenza di paura, ma è la vittoria sulla paura. Mi piacerebbe infatti trasferirvi tutta la pace, tutto il coraggio e soprattutto la forza interiore che sento dentro di me per migliorarci tutti, guardando alla vita e non fermandoci alla sola esistenza di noi stessi e di tutti i sardi. Questo, cari colleghi, è il luogo deputato per trovare soluzioni, per migliorare almeno la vita pratica degli individui che vivono e risiedono in questa parte di terra. E sono convinto che non serva ricercare responsabilità vere o presunte, quanto piuttosto ricercare una visione collettiva che riallacci il tutto alla realtà vera delle cose. E per questo niente di quello che è già stato fatto può dirsi sprecato. Nella politica come nella vita si fanno tanti passi per arrivare all'obiettivo, ma se è vero che solo l'ultimo ci porta alla meta, è altrettanto vero che tutti gli altri passi mai sono stati inutili. Per questo ritengo sia il tempo di dare un seguito di consistenza alle affermazioni che troppe volte ci limitiamo solo ad enunciare, ad iniziare quando ripetiamo che vogliamo cambiare le cose, perché se queste non aggiungono l'autenticità più profonda di noi stessi niente potrà cambiare, niente potrà trasformarsi. E tutto vale soprattutto per la politica dove le azioni di volta in volta si chiamano con nomi e linguaggi diversi, ma che alla fine sembrano il ripetersi di recite, di copioni che fanno fine a se stessi. Penso che anche oggi prima ancora di guardare ai riti e alle forme della politica, la legge di stabilità, e alle prassi tipiche di maggioranza ed opposizione, serva guardarsi nel profondo per ritrovare il senso alto dell'agire politico e della buona amministrazione. Niente potrà cambiare se la prospettiva e i modelli restano quelli della ricerca della competitività, del potere, dell'affermazione dell'individualismo, perché la politica del dualismo interpretando la maggioranza e l'opposizione come gli opposti, il bianco e il nero, buono e cattivo, deve lasciare il passo ad una visione più alta e armonizzata, perché siano riconquistate le autenticità e i loro valori. Personalmente non vedo altre azioni e non sento altri obblighi, se non quelli che mi fanno restare al fianco dei più deboli e degli ultimi, a incominciare da quelli ai quali hanno imprigionato il corpo ma che hanno dentro di sé spirito e cuore libero, al contrario di chi invece ha scavato la sua prigione dentro, pur non avendo le sbarre davanti a sé. A questi ultimi che sono prigionieri all'infinito va tutta la mia compassione, mentre ai primi va la mia infinita riconoscenza per avermi teso la mano una mattina in cui ne avevo davvero bisogno. Buon lavoro a tutti.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Presidente, sì, in realtà io ero prenotata per la prenotazione precedente, ma colgo l'occasione di questa riflessione è stata fatta dall'onorevole Peru che ringrazio perché intanto andava riconosciuto nel momento in cui rientrava dopo una vicenda che l'aveva riguardato personalmente e che tutti conosciamo, andava fatta questa riflessione e andava riconosciuto nel luogo che noi abitiamo in momenti importanti come questi in cui si decidono le sorti della Sardegna almeno per l'anno che deve venire, credo che sia stato veramente importante e lo ringrazio. È una riflessione quella che ha fatto che a me ha riguardato svolgendo una professione che mi ha avvicinato a situazioni che lui, il collega, ha conosciuto personalmente. Quest'Aula si deve occupare di politica, non deve esprimere giudizi sulle persone, non deve esprimere giudizi se non aspettare che altri esprimano giudizi a tenersi in conformità alla legge e non ergersi da posizioni che non competono, il momento di riflessione che ha fatto è importante perché si riconosce la grandezza del luogo che occupiamo, che frequentiamo e per il quale lavoriamo e quindi lo ringrazio, ne approfitto Presidente, non so se sia questo il momento ma vorrei chiedere, passo ad altro argomento, che la discussione relativa all'articolo 3 avvenga per parti.
PRESIDENTE. Intende dire la votazione dell'articolo? Va bene.
È iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS PIETRO (FI). Intervengo perché anche se dopo le parole che abbiamo sentito da parte del collega e amico Antonello Peru pongono serio motivo di riflessione, penso che siano parole che non cadono nel vuoto di quest'aula anche nel momento in cui affrontiamo un dibattito su aspetti di altra natura, ma ciò nondimeno io mi sento di esprimere al collega tutta la vicinanza e solidarietà mia personale e del Gruppo, come già abbiamo manifestato in altre occasioni, e al collega Peru anche dal lato della mia esperienza professionale, auguro, e soprattutto un fermo calore, dico abbi fede anche nella giustizia che è quella che arriva, spesso anche lentamente ma arriva a io sono certo che quello è l'obiettivo al quale tu devi assolutamente tendere con l'augurio davvero fraterno che quella giustizia sappia riconoscere la tua totale estraneità ai fatti ai quali sei stato chiamato anche se questo è il luogo deputato per parlare di politica ma, vivaddio, sono aspetti che coinvolgono anche la vita politica di chi occupa questi banchi e mi pareva doveroso non tanto dare una risposta o un segnale di cui caro Antonello tu non hai bisogno, ma dare una manifestazione pubblica di vicinanza, di stima, di affetto, che da parte nostra ti assicuro non è mai venuto meno, l'invito che ti formuliamo è di riprendere l'attività politica attiva e ad impegnarti nuovamente con noi in questa che è la sede deputata alla quale ti hanno mandato i cittadini sardi, quindi è nel rispetto anche del ruolo e della funzione che rivesti per effetto della tua elezione in questo consesso. Presidente, tornando invece alla finanziaria preannuncio il ritiro di tutti gli emendamenti soppressivi, fuorché l'emendamento a pagina 133, è l'emendamento numero 253, che volutamente ritengono debba essere mantenuto perché è l'emendamento che prevede la soppressione del comma 11 e questo io lo richiamo perché se la legge di stabilità è fatta di queste norme, i sardi devono sapere la qualità del provvedimento che si sta approvando, il comma 11 dell'articolo 3 recita testualmente: "è autorizzata per l'anno 2017 la spesa di euro 50 mila a favore dell'agenzia Forestas", uno si chiede ma stanno per affrontare il problema dei dipendenti di Forestas dimensionati, dei dipendenti che aspettano una risposta per la sistemazione della problematica che li riguarda? Sono 2000 dipendenti che aspettano soluzioni e risposte, ma lo aspetta l'ente stesso che ha gravissimi problemi di funzionamento. Sapete perché cosa sono destinati in questi 50 mila euro? Sono destinati a sostegno del progetto di gestione e valorizzazione della trota macrostigma sarda. Io non so se il Presidente Pigliaru, l'assessore Paci, l'Assessore competente per le trote chi è? l'Assessore Spano o è lei Assessore dei trasporti? Chi è l'Assessore delle trote? Non ho capito dove vada poi a finire questo capitolo, ma, vedete, di che cosa è fatta questa finanziaria? Poi non si trovano risorse per andare incontro ai bisogni e alle esigenze e alle stanze di un comune? Ma risparmiatele queste risorse e destinatele accuratamente per quello che è necessario e prioritario oggi. Penso che la trota macrostigma sarda possa anche attendere, o che cosa c'è dietro, io non lo so, ma certo fa specie davvero litigare e accalorarsi rispetto a problematiche vere e fondate.
LOCCI IGNAZIO (FI). Io vorrei invece porre l'accento sul comma 2 e sul comma 3 che richiamano invece norme nazionali in materia ambientale, più sentitamente la materia dei rifiuti, in caso si recepiscono delle norme nazionali che sottendono alla regolazione del tributo, sulle addizionali sui tributi di deposito in discarica, ovvero negli inceneritori dei rifiuti cosiddetti indifferenziati, quelli che finiscono in discarica, questo meccanismo peraltro che mi pare la Regione Sardegna attraverso delibere e attraverso comportamenti anche delle società che gestiscono discariche, ma sempre su indicazione comunque dell'Assessorato all'ambiente abbiano di fatto già aumentato queste addizionali secondo queste norme quindi non capisco perché eventualmente si sia ricorrendo anche a recepimento di queste norme nella legge finanziaria, ma cosa che deve essere chiara a tutti colleghi è che con questa norma, con quelle delibere e direttive che avete anche fatto, e su cui mi risulta che stiano anche già operando, si sia arrivati ad aumentare queste addizionali in capo ai comuni, che al loro volta poi le rimettono sulle tariffe dei rifiuti, ovvero le rimettono sui cittadini. Quindi, questa è una norma che di fatto avrà una ripercussione sulle tasche delle famiglie, ovvero sui tributi, o sulle tariffe, questo dipende da comune a comune o dal sentimento che hanno i sindaci se fanno pagare tasse, tributi o tariffe sulla questione dei rifiuti. Rimane il fatto che questa è una norma che in qualche modo metterà le mani in tasca delle famiglie dei sardi. Quindi questa è una norma che non ci piace. Quindi sarebbe stata forse cosa buona e giusta, anzi lo sarebbe senz'altro che la regione ponesse mano al piano regionale dei rifiuti, non per guardare in maniera generica alle dichiarazioni di principio sull'aumento della raccolta differenziata, sui comportamenti ecocompatibili, green eccetera, quando poi tutta questa roba non fa altro che ripercuotersi sulle famiglie. Forse è il caso di fare davvero ordine, di creare le condizioni affinché, attraverso anche le infrastrutture che devono servire ai servizi dei rifiuti, si arrivi definitivamente a poter lasciare i comuni l'opportunità di fare dei piani che possono portare a diminuire le tariffe, quindi l'incidenza sulle famiglie sarde dei costi della nettezza urbana, che pagano profumatamente.
PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare. Chiedo all'onorevole Truzzu se intenda tenere i suoi emendamenti soppressivi.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, manterrei gli emendamenti soppressivi ai commi che ha appena citato l'onorevole Locci, quindi i numero: 385, 386 e 395. Chiedo anche il voto elettronico.
PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Rubiu se intenda mantenere i suoi emendamenti.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Anche noi ritiriamo tutti gli emendamenti soppressivi all'articolo 3.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 385.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 386.
Metto ora in votazione gli emendamenti numero 253 e 395, che sono uguali.
LAI EUGENIO (SDP). Per spiegare e per rispedire al mittente alcuni argomenti che sono stati trattati. Io stimo il collega Pittalis e sarebbe anche troppo banale andare a controllare tutti gli emendamenti che l'opposizione ha presentato, se vogliamo lo facciamo, e andiamo a controllare ogni tipo di emendamento. O sarebbe anche troppo semplice andare a ricordare che nella scorsa legislatura è stato speso 1.000.000 di euro per fare un reality show di una barchetta che girava l'isola e che nessuno in questo momento si ricorda. Ma voglio tornare all'argomento trattato, perché spendere 50.000 euro, una risorsa estremamente esigua, per un progetto riconosciuto a livello europeo dove è stato già firmato un protocollo d'intesa tra l'Assessorato all'ambiente, l'Università degli studi, che riconosce il progetto, l'Ente foreste e diversi territori di quest'isola e che ha già visto il ripopolo anche di numerosi fiumi in Sardegna, mi lascia davvero senza parole. Questo è un progetto importante, è forse l'unico progetto in Europa di recupero di una specie, che è la trota macrostigma sarda, e che in numerosi enti, numerose istituzioni, numerose associazioni in Sardegna richiedono. Certo c'è da fare un ragionamento, c'è da modificare la legge sulla pesca, c'è da modificare la legge nella parte in cui parla di introduzioni di alcune specie nei nostri fiumi e c'è ripensare anche la legge sulla pesca turistica, quella sì che potrebbe dare davvero un indotto importante alla nostra isola. Ma fare demagogia e farla davvero così in maniera spicciola mi permetto di dirle che non è da lei.
PITTALIS PIETRO (FI). Onorevole Lai, ma guardi io non sapevo neppure che l'autore dell'emendamento fosse lei, addirittura pensavo che fosse quel buongustaio del Assessore dei trasporti, mi consenta la battuta. Io non metto in discussione né l'iniziativa del progetto, ci mancherebbe altro, ponevo solo un problema di priorità. Nell'elenco delle priorità questa Giunta regionale e questa maggioranza ritiene che la valorizzazione della trota macrostigma sarda, che le assicuro non conoscevo, ha una priorità rispetto ad altre questioni che noi sommessamente dai banchi dell'opposizione abbiamo tentato di mettere all'attenzione dell'aula. Tutto qui. Non se ne faccia però una questione personale, onorevole Lai, perché non è né demagogia porre i problemi col garbo dovuto, mi pare, senza offendere nessuno. Poi che il settore ittico debba avere un supplemento di attenzione, visto che c'è anche il nuovo Assessore dell'agricoltura, siamo tutti d'accordo. E probabilmente anzi una valorizzazione di quel settore, attraverso interventi incisivi e mirati, e probabilmente dal punto di vista nostro, sarebbero stati tanto meglio e qualificati rispetto a quello che lei oggi propone. Ecco la ragione per la quale riteniamo che per quanto possa essere utile, per quanto possa essere di valenza strategica e quant'altro ma non riteniamo che sia in sé una grande priorità.
LOTTO LUIGI (PD). Due battute su una cosa che appare marginale, invece non lo è. Secondo me ha fatto bene il collega Lai a lavorare perché si introducesse questo argomento in finanziaria, è di entità assolutamente minore, non ha un'importanza di carattere strategico per l'economia dell'isola, però è un argomento di grandissimo interesse naturalistico e di salvaguardia di una importantissima specie della nostra biodiversità. Per cui io credo che vada respinto l'emendamento e vada fatto il plauso a Lai perché l'ha presentato.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 253, che è uguale al 395.
Chiedo all'onorevole Piscedda se mantiene l'emendamento 157, visto che sono stati ritirati il 255 e il 397, che erano identici.
L'emendamento numero 157 è ritirato.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 127.
RUBIU GIAN LUIGI (UDC Sardegna). Abbiamo presentato un emendamento dove chiediamo la sostituzione parziale per un incremento di somme, e voglio spiegare che cosa intendiamo. Stiamo parlando della Limantria, che non è altro che la Processionaria che colpisce le querce da sughero, quindi un settore molto importante per l'economia della Sardegna che stiamo liquidando con una superficialità sconcertante, perché se da una parte riteniamo che il settore della silvicoltura sia un settore importante per Calangianus, per Tempio e per tutte quelle aree che in qualche modo sono interessate alla produzione del sughero, credo che parlare di prevenzione, quando dobbiamo ancora trovare la cura, sia veramente riduttivo.
Non ho sicuramente la pretesa di convincere un'Aula distratta e soprattutto la Giunta a modificare quanto previsto con i 300 mila euro, però vorrei ricordare all'Assessore che noi siamo la prima regione d'Italia, forse anche l'unica, come produttori di sughero, abbiamo gli impianti di trasformazione più importanti del mondo, perché quando parliamo di Tempio Pausania e di Calangianus parliamo dei più importanti del mondo, ritengo sia veramente riduttivo.
Assessore, è chiaro che mi soddisfa anche una sua risposta con un impegno a ritrattare il problema; potrebbe non essere questa l'occasione per trovare nuove risorse, però 300 mila euro, visto che dobbiamo trattare le foreste della Sardegna con gli elicotteri, potrebbero servire, forse, per i comuni di Tempio e Calangianus, non sicuramente per tutta la Sardegna. E comunque parlare di prevenzione per un tema così importante… la prevenzione si fa dopo un intervento massiccio per cercare di abbattere quello che è il male. Come lei saprà, l'anno scorso moltissimi territori della Sardegna hanno segnalato e denunciato che alcune foreste sono state in qualche modo danneggiate e devastate dalla Limantria, e quindi riteniamo sia giusto integrare queste somme con un importo ben più consistente. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 127.
Metto ora in votazione l'emendamento all'emendamento numero 629.
Ha domandato di parlare il consigliere Piermario Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Intervengo brevemente per illustrare questo emendamento e ringrazio anche il Presidente della Commissione e tutta la Commissione per aver accettato questo emendamento.
In realtà ero partito con un emendamento iniziale di 1 milione di euro, poi per serietà, per affrontare il problema della Limantria dispar, la Processionaria che distrugge i nostri boschi, mi sono rivolto anche all'Assessorato per fare un discorso pertinente e non sprecare i soldi. Quindi in realtà con 1 milione e mezzo che hanno già a disposizione e altri 600 mila euro arriviamo a 2 milioni e 100 mila euro, questo permette per la prima volta di coprire pressappoco 32 mila ettari che si suppone quest'anno siano infestati, quindi utilizzando l'elicottero certamente riusciamo a coprire tutta la superficie interessata. L'importanza credo che venga riconosciuta da tutta l'Aula, il problema di questo lepidottero, perché ci siamo battuti per aumentare le somme? perché dopo tanti anni in cui il problema non veniva concepito nella sua globalità, sicuramente con questo emendamento abbiamo le risorse disponibili per poter debellare definitivamente, se vengono confermate anche negli anni successivi, questo lepidottero che tanti danni fa, come ha giustamente detto Rubiu, non solamente ai boschi ma anche alle produzioni nobili di quest'Isola, in particolare il sughero. Credo quindi che la somma che viene appostata non è quella effettivamente necessaria per poter trattare tutte le superfici che sono state censite quest'inverno da parte delle forze forestali. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 629.
Metto in votazione l'emendamento numero 584. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 604. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
L'emendamento numero 175 decade per mancanza di copertura finanziaria.
Metto in votazione l'emendamento numero 128. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Passiamo all'emendamento numero 167. Onorevole Tendas, c'è un invito al ritiro.
L'emendamento numero 167 è ritirato.
Passiamo all'emendamento numero 160. Onorevole Piscedda, c'è un invito al ritiro.
L'emendamento numero 160 è ritirato.
Dobbiamo adesso votare il testo dell'articolo. È stata chiesta la votazione per parti, onorevole Busia, dovrebbe specificare quali sono le parti.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). La prima parte corrisponde ai commi dall'1al 6 e poi i commi 7, 8, 9, 10, 11 singolarmente e poi dal comma numero 12 al comma numero 16 insieme.
LAI EUGENIO (SDP). Presidente, per fare una proposta, al comma 1 lettera b) cassare le parole: "da ripartire sulla base della graduatoria dell'avviso 2015"; questo perché in questo modo si vincolerebbe tutte le somme ad una graduatoria esistente e non si darebbe l'opportunità ai comuni ad altri comuni o a comuni che in quel momento sono stati esclusi che hanno visto la domanda esclusa, perché portata in ritardo di partecipare e di beneficiare del finanziamento. Si svincola l'intera somma dalla graduatoria del 2015.
PRESIDENTE. Si tratta di un emendamento orale, chiedo se ci sono osservazioni all'accoglimento di quest'emendamento?
Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento orale. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo alla votazione per parti come richiesto. Metto in votazione l'articolo 3, i commi dal numero 1 al numero 6.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3 dal comma 1 al comma 6.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3 comma 7.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3 comma 8.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3 comma 9.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3 comma 10.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3 comma 11.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3 dal comma 12 al comma 16.
Passiamo all'emendamento sostitutivo totale emendamento all'emendamento numero 635, c'è un invito al ritiro.
FORMA DANIELA (PD). Grazie Presidente, intervengo sia per l'emendamento all'emendamento numero 635 che all'emendamento numero 595 che è l'emendamento madre e che riguarda i cantieri verdi in particolare la misura che prevede risorse per quelle aree interessate da gravi forme di deindustrializzazione, da cave dismesse, nonché da impianti di incenerimento di rifiuti solidi urbani o di produzione di energia da fonte fossile. Allora come sappiamo questa misura è stata introdotta con la finanziaria del 2009 e negli anni i comuni hanno accumulato notevoli ritardi nella spendita di queste risorse e poi è stata anche allargata la platea dei comuni beneficiari. Ora per esempio nel collegio di Nuoro nel 2015 si è data la possibilità di dare risposte occupazionali e quindi di reddito a tante famiglie dei lavoratori coinvolti nella vertenza tessile, per esempio, con questo strumento. Però da una parte è aumentato il numero dei comuni beneficiari di queste risorse, dall'altra invece sono diminuite le risorse che di anno in anno venivano previste su questa misura, e si è passati dai 10 milioni originariamente previsti nei primi anni ai 2 milioni e 800 circa previsti nelle ultime annualità 2015-2016. Quindi la Giunta regionale che cosa ha fatto per far fronte alla diminuzione di risorse? Ha introdotto nel 2015 un criterio di efficienza, che avrebbe quindi dovuto tener conto nell'individuazione dei comuni beneficiari del grado di avanzamento dei lavori e della rendicontazione delle spese. Quindi, questo criterio ha determinato che fossero esclusi della ripartizione del 2015 il Comune di Borore, tredici comuni dell'Iglesiente. Quindi, da una parte ritengo opportuno introdurre dei criteri di efficienza, dall'altra non posso però condividere politicamente che venga escluso un comune che vede nel proprio territorio insistere il secondo polo di incenerimento dei rifiuti solidi urbani della nostra regione. Quindi, dagli atti che ho acquisito è evidente che ci sono delle mancanze del Comune di Borore che, nei primi mesi del 2015, per ben due volte è stato sollecitato ad avviare i cantieri del 2012, cosa che non è stata fatta. Però poi nel 2016 la Giunta, al posto di rivedere i criteri di efficienza, ha preso pari pari i comuni che erano stati oggetto di finanziamento nel 2015 e ha distribuito anche le risorse del 2016 solamente a quei comuni, escludendo quindi i Comuni di Borore, i tredici dell'Iglesiente che erano già stati esclusi nel 2015. Quindi, da qua l'esigenza di presentare questo emendamento…
PRESIDENTE. Può intervenire una volta sola. Quando votiamo l'altro emendamento, sì.
SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, io le chiedo per poter approfondire questo emendamento, che mi pare forse sia degno di attenzione, se è possibile trasferire sia l'emendamento numero 595, l'emendamento all'emendamento numero 635 alla fine dell'articolo 4, assicurando che Lotzorai non c'entra niente.
PRESIDENTE. Se siete d'accordo, spostiamo alla fine dell'articolo 4 questo emendamento, con l'emendamento all'emendamento. Non ci sono obiezioni, quindi diamo per acquisito questo passaggio.
L'emendamento numero 117 è senza copertura finanziaria, quindi non è ammissibile.
Sull'emendamento numero 476, a pagina 156, c'è un invito al ritiro. Ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 44, parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 133, parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 605, parere contrario della Commissione.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Ho presentato questo emendamento perché, nella finanziaria dell'anno scorso, erano stati previsti 2 milioni di euro per andare a costruire gli ecocentri nei circa trenta comuni della Sardegna che ne sono ancora privi. Con la finanziaria di quest'anno, una previsione di 2 milioni di euro è stata a mio parere improvvidamente ridotta a 100 mila euro, se non ricordo male, per cui sostanzialmente difficilmente sarà possibile garantire ad alcuni comuni la possibilità di dotarsi di un ecocentro, con tutta una serie di problemi che si stanno verificando, perché in questi ultimi mesi ci sono stati diversi comuni che non hanno uno spazio dove allocare i rifiuti, degli interventi dei NOE, che hanno anche sanzionato l'amministrazione. Quindi, a questo proposito vorrei capire qual è l'intenzione della Giunta, e se c'è la possibilità, sono disponibile anche a ritirare l'emendamento che riguarda il Comune di Isili, dell'Assessore a poter individuare le risorse per poter intervenire su situazioni di questo tipo.
LAI EUGENIO (SDP). Giusto per ribadire quanto detto poc'anzi. Io condivido lo spirito dell'iniziativa dell'onorevole Truzzu. Però tutti quanti dovremmo sapere che ogni anno l'Assessorato dell'ambiente dispone di una cifra che finanzia numerosi ecocentri in Sardegna. Se non erro, nell'ultima tornata dei finanziamenti, sono stati finanziati circa tredici, quattordici ecocentri in Sardegna. Pensare di fare emendamenti specifici per finanziare solo alcuni comuni e altri no mi sembra davvero banale. È naturale e indispensabile che si aumenti il fondo regionale per la creazione e la costruzione di ecocentri, penso che rappresentino un buono strumento per aumentare ancora di più le cifre e le percentuali della nostra raccolta differenziata, penso che i comuni che hanno beneficiato dei finanziamenti e hanno avuto la fortuna di aprire ecocentri abbiano una marcia in più e offrano un servizio decisamente maggiore, però allo stesso tempo penso che ridurre un emendamento al finanziamento solo di un singolo comune sia abbastanza riduttivo, nonostante chiedo anch'io l'impegno che il fondo regionale per gli ecocentri venga, ove fosse possibile, anche in assestamento aumentato.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Per ribadire la stessa esigenza. In questo caso non si tratta di un problema che ha questo o quel comune, è un tema, è un'esigenza che tutti i comuni della Sardegna hanno. Progressivamente, man mano che si diffonde la raccolta differenziata nei comuni della Sardegna, in quelli grandi e in quelli piccoli, vi è la necessità di investire per la creazione di ecocentri, ecocentri la cui tecnologia sta anche aumentando rapidamente, e necessita in alcuni casi anche di aggiornamenti. Per cui l'auspicio è che, se non ora, in assestamento, il capitolo venga rimpinguato e siano date gambe a quella che è una politica strategica per l'ambiente e per l'economia degli enti locali.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 605, parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
L'emendamento numero 176 decade.
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 606, parere contrario della Commissione.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). A parte che prima c'era l'Assessore che mi sembrava disponibile a fare un ragionamento su questo punto, dico che per la smania di voler piacere a tutti, la banalità è diventata la lingua più parlata, nel senso che ho iniziato l'intervento sull'emendamento precedente specificando che avevo chiesto di ripristinare i 2 milioni di euro sugli ecocentri che la Giunta di centrosinistra, la vostra maggioranza aveva stabilito l'anno scorso. Non l'avete voluto fare, ne prendo atto, quindi la responsabilità non scaricatela su chi fa emendamenti ad hoc, cosa che fra l'altro non mi sono mai permesso di fare, contrariamente ad altri, e ho mantenuto l'impegno preso anche con la Commissione. Detto questo, invece, sull'emendamento numero 177, l'emendamento all'emendamento, volevo invece porre sempre all'attenzione del centrosinistra, che è così attento all'ambiente, un tema fondamentale per lo sviluppo e per il futuro della nostra Isola. Quest'anno, proprio all'inizio dell'anno, se non sbaglio a febbraio, sono usciti i dati sull'inquinamento da polveri sottili nei comuni della Sardegna, in particolare a Cagliari, nei comuni principali, a Sassari, e i dati non sono assolutamente positivi, e c'è stata una riduzione forte, o meglio, un ritorno, una perdita di posizioni da parte delle città sarde nelle classifiche nazionali sulla mobilità sostenibile. Per questo motivo ho cercato, onorevole Lai, spero che almeno su questo sia d'accordo, di proporre un emendamento che incentivi la possibilità di acquistare le auto elettriche, perché essendo una Regione a Statuto speciale, non possiamo fare come le altre regioni a statuto ordinario che prevedono l'esenzione del bollo, e siamo una delle poche Regioni, se non l'unica, che non ha interventi e incentivi per acquistare le auto ibride ed elettriche. Con questa cifra, fra l'altro, se venisse stanziata, che non è una cifra stratosferica, perché parliamo di 1 milioni di euro, potremmo arrivare addirittura a favorire l'acquisto di 50 auto elettriche in Sardegna in quest'anno. Sapete l'anno scorso quante auto elettriche sono state immatricolate in Italia? Su 20.000 auto 300; saremmo la prima Regione in Italia. E' una scelta, una decisione che questo Consiglio vuole prendere? E' un indirizzo che vogliamo dare sullo sviluppo della Sardegna? O ancora una volta facciamo finta di niente e ce ne freghiamo?
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 606. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
L'emendamento numero 177 decade. I numeri 70, 71 e 132 sono privi di copertura finanziaria. Quindi passiamo all'emendamento numero 130, che è uguale al 134. Parere contrario della Commissione. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 131. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 138. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 139. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 140. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 607. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Decade l'emendamento numero 178.
Metto in votazione l'emendamento numero 608. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Decade l'emendamento numero 179.
Metto in votazione l'emendamento numero 609. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Decade l'emendamento numero 180.
Metto in votazione l'emendamento numero 610. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Decade l'emendamento numero 181.
Metto in votazione l'emendamento numero 611. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Decade l'emendamento numero 182.
Metto in votazione l'emendamento numero 612. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Decade l'emendamento numero 183.
Metto in votazione l'emendamento numero 645. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 569. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 570. Chi lo approva alzi la mano
Decade l'emendamento numero 158.
Metto in votazione l'emendamento numero 628. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 585. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 83. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 87. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 84. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Emendamento numero 13. C'è un invito al ritiro.
RUGGERI LUIGI (PD). Ritirato.
PRESIDENTE. Emendamento numero 503, che è uguale al numero 88. C'è un invito al ritiro.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 86. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 506. C'è un invito al ritiro.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 159. C'è un invito al ritiro.
PISCEDDA VALTER (Cristiano Popolari Socialisti). Ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 495. C'è un invito al ritiro.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Su questo tema io credo che… il tema sono i Piani urbani della mobilità sostenibile, io credo che in questa fase, tra l'altro contrassegnata anche da importanti investimenti regionali in materia di mobilità sostenibile, sia necessario fare uno sforzo anche verso gli sforzi che i comuni stanno facendo su questo tema, quindi per nuove forme di mobilità che abbiano sì una regia regionale nei grandi spostamenti, ma che a livello comunale si dotino, siano incentivati a dotarsi di quello che è lo strumento che a livello comunitario viene riconosciuto come standard per affrontare queste tematiche. Sono tematiche che saranno sempre più al centro della nostra programmazione, lo sono oggi per i grandi investimenti, io credo però sia inutile in questa fase fare grandi investimenti, senza avere a monte un progetto organico e coerente. Quindi chiederei anche all'Assessore dei trasporti qui presente, di avere anche un suo contributo in materia, perché niente di strano che la stessa politica sia già in corso attraverso altri finanziamenti e altre dinamiche che mi sono sconosciute, e che non sia quindi necessario in questa finanziaria inserire questo emendamento, credo però sia necessario discuterne.
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento non è stato ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 495.
Metto in votazione l'emendamento numero 500. C'è ne invito al ritiro.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 505. C'è un invito al ritiro.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 508, che è uguale al numero 550. C'è un invito al ritiro.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Anche su questo tema, parliamo in questo caso del Parco di Molentargius, ovviamente siamo in una discussione che riguarda altre tematiche, perché la discussione della finanziaria non può essere particolareggiata, ricordo però che qui siamo in presenza di un Parco regionale, che tra l'altro è un Parco che è stato anche recentemente ampliato, e che necessita di finanziamenti su cui vale la pena nel prossimo futuro fare il punto e discuterne, anche con una legge ad hoc. Quindi l'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 510. C'è un invito al ritiro.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 523. C'è un invito al ritiro.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). In questo caso si parla di opere pubbliche, e io non credo che sia necessario un nuovo stanziamento per andare incontro agli interventi infrastrutturali previsti nel territorio di Pirri. A tutt'oggi però io non sono ancora in grado di capire se questo finanziamento sia contenuto nel patto con lo Stato recentemente firmato. Credo, oggi non è presente in aula l'Assessore dei lavori pubblici che probabilmente su questi temi è il più adatto a fornire una risposta, credo che sulle misure previste nel patto sia necessario anche, come in precedenza, un supplemento di informazione per il Consiglio, perché dopo la firma abbiamo una serie di opere che non si capisce bene se siano contenute nel patto o se necessitano di un altro finanziamento. Ricordo che in questo caso si parla di un quartiere densamente popolato soggetto a rischi idrogeologici che sono anche in corso di prevenzione, ma per le cui finanze è necessaria una carezza che a tutt'oggi non c'è. L'emendamento è ritirato vista anche la non presenza in aula dell'Assessore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 533. C'è un invito al ritiro.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 542. C'è un invito al ritiro.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 549. C'è un invito al ritiro.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). L'emendamento è ritirato. Sono ritirati gli emendamenti sino al numero 555. È ritirato anche l'emendamento numero 564.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 634. C'è un invito al ritiro.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Questo non lo ritiro. Intanto chiedo il voto elettronico e riguardo l'invito al ritiro io non sono solito in quest'Aula a parlare di tematiche iperlocali, non considero la tematica oggetto dell'emendamento una tematica locale, parliamo del rudere dell'ex Ospedale marino, parliamo di un tema fortemente politico perché diventa esempio da ormai decenni di incuria e di una politica che non è in grado di decidere. Io credo che un primo segnale lo si possa dare già con questo emendamento. In questo caso ovviamente c'è un contenzioso in corso, quindi non è possibile risolvere del tutto la situazione, credo però che non sia nemmeno giusto non fare niente in un momento come questo che, tra l'altro, vede anche la città di Cagliari al centro di flussi turistici solo qualche anno fa inimmaginabili.
Ebbene, la proposta contenuta nell'emendamento e nel submendamento è divisa in due parti: si tratta di mettere a disposizione le risorse per buttare giù il pronto soccorso sulla spiaggia e parliamo di un bene che non è soggetto tutela perché non l'ha progettato un grande architetto, ma è un semplice rudere in mezzo alla spiaggia, si presta a essere occupato e spesso è oggetto di occupazioni che ledono anche l'ordine pubblico oltre che il decoro urbano e poi parallelamente a questo finanziamento anche il finanziamento per coprire il rudere almeno per la stagione turistica 2017 con dei pannelli, esattamente come avviene in tutte le città del mondo quando sono oggetto di restauro i monumenti storici del centro città. In questo caso, secondo me, il Consiglio regionale farebbe bene a dare un segnale fortemente richiesto dalla cittadinanza, non soltanto da quella cagliaritana. Parlo e cito anche una delle prime cose che chi visita la città anche per qualche ora, prima di andare a vedere il resto della Sardegna, nota e segnala. È chiaro che in questa fase una nostra risposta sarebbe un ottimo segnale verso una politica che decide contro una politica che non decide.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento all'emendamento numero 634.
L'emendamento numero 118 decade perché non ha copertura finanziaria.
Metto in votazione l'emendamento numero 613. Chi lo approva alzi la mano.
L'emendamento numero 184 decade.
LAI EUGENIO (SDP). Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori per esprimere la solidarietà mia personale e di tutto il Gruppo che rappresento per il nuovo attentato intimidatorio che è accaduto a Seui. Io penso che la politica tutta, sia regionale che nazionale, debba prendere atto di questa situazione, debba intervenire non più solo a parole o con comunicati di solidarietà, ma debba intervenire per permettere a tutti gli amministratori locali di avere un giusto riconoscimento dal punto di vista della sicurezza, dal punto di vista della legalità. Non è più accettabile ciò che sta succedendo ed è per questo che invito il Presidente dell'Assemblea e il Presidente della Giunta regionale a dedicare una giornata ad hoc al tema degli attentati agli amministratori locali, un tema che soprattutto in Sardegna sta diventando intollerabile.
PRESIDENTE. Mi associo alla solidarietà a nome di tutto il Consiglio.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 617. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 618. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 619. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 484. Chi lo approva alzi la mano.
La seduta è tolta, il Consiglio è convocato domani alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 15.