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Timestamp: 2019-08-25 01:29:03+00:00
Document Index: 126306371

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 3', 'art. 69', 'art 70', 'art. 69', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 453', 'art. 81', 'art. 124', 'art. 26', 'art. 42', 'art. 3', 'art.69']

FAQ ASPETTATIVE
ASPETTATIVA PER MOTIVI DI FAMIGLIA, DI LAVORO, PERSONALI E DI STUDIO E ALTRO (Art. 18 CCNL 2007)
L’aspettativa è la sospensione temporanea dell'obbligo del dipendente di prestare servizio. Durante questo arco temporale il lavoratore conserva il posto di lavoro e salvo in alcuni casi, non percepisce nessun trattamento economico.
A chi viene concessa l’aspettativa?
Ai sensi dell’art. 18 comma 1 del CCNL 2007 l’aspettativa è erogata a domanda dal dirigente scolastico al personale docente e Ata con contratto a tempo indeterminato, ai docenti di religione cattolica (art. 3 comma 6 e 7 del D.P.R n. 399/1988), al personale docente, educativo e ATA assunto con contratto a tempo determinato per l’intero anno scolastico (31/08) o fino al termine delle attività didattiche (30/06). È quindi escluso il personale assunto a supplenza “breve”.
Quali sono i tempi e la durata dell’aspettativa?
Secondo l’art. 69 del T.U. approvato con D.P.R del 10 gennaio 1957 n. 3, l’aspettativa può essere fruita in forma continuativa o frazionata. Se fruita senza soluzione di continuità, non può superare la durata di un anno mentre, se fruita per periodi frazionati non può superare due anni e mezzo nell’arco di un quinquennio. Il quinquennio da prendere in considerazione è quello che scadrà nell’ultimo giorno del nuovo periodo di aspettativa richiesto.
Inoltre come indicato all’art 70 del T.U. i periodi di aspettativa che sono intervallati da periodi di servizio attivo non superiori ai 6 mesi vengono sommati ai fini del raggiungimento del limite di un anno come se fossero continuativi, mentre se il servizio attivo è superiore a 6 mesi il calcolo riprende dall’inizio.
In caso di motivi ritenuti particolarmente gravi, l’amministrazione, se lo ritiene opportuno, può prorogare l’aspettativa non retribuita del docente richiedente per una durata non superiore ai 6 mesi.
L’aspettativa è retribuita? Viene valutata ai fini dell’anzianità di servizio?
Come citato all’art. 69 del T.U. il dipendente non ha diritto ad alcun assegno durante il periodo di aspettativa, compresi gli eventuali 6 mesi di proroga, come indicato precedentemente. Inoltre sempre in base al suddetto articolo, il tempo trascorso in aspettativa interrompe l’anzianità di servizio ma non è computato ai fini della progressione di carriera, dell’attribuzione degli aumenti periodici dello stipendio e del trattamento di quiescenza e previdenza nonché della maturazione delle ferie, della tredicesima e delle festività. È necessario però fare una precisazione su come il periodo di aspettativa incide sul servizio del dipendente e cambia in base alla tipologia contrattuale.
Per il personale a tempo indeterminato: l’aspettativa non è utile ai fini del compimento dell’anno di prova o di formazione (docenti neo immessi in ruolo o che hanno ottenuto il passaggio di ruolo) nonché ai fini della continuità del servizio valutabile come punteggio nelle procedure di mobilità e nella graduatoria interna per l’individuazione di personale soprannumerario.
Per il personale a tempo determinato (30/06 o 31/08): l’aspettativa interrompe l’anzianità di servizio pertanto non è utile ai fini delle ferie e della tredicesima mensilità, dell’anzianità di servizio, del versamento dei contributi e pertanto tale periodo non è ritenuto valido ai fini del punteggio per l’aggiornamento delle Graduatorie ad Esaurimento e d’Istituto.
Per quali motivi è possibile richiedere un periodo di aspettativa?
L’aspettativa può essere concessa per diversi motivi:
Aspettativa per motivi familiari, personali, di lavoro e di studio;
Aspettativa per destinazione all’estero del coniuge;
Aspettativa per il personale tossicodipendente;
Aspettativa dei volontari con contratto di cooperazione allo sviluppo;
Congedo biennale per gravi motivi familiari.
Aspettativa per motivi familiari, personali, di lavoro e di studio:
L’aspettativa per motivi familiari o personali: è regolata dagli artt. 69 e 70 del T.U., approvato con DPR del 10.1.1957 n.3. Le esigenze familiari o personali possono identificarsi con tutte quelle situazioni ritenute meritevoli di tutela in quanto riguardano il benessere e lo sviluppo del dipendente come membro di una famiglia o come persona singola. Pertanto, non deve necessariamente trattarsi di motivi o eventi gravi, ma piuttosto di situazioni o di interessi ritenuti di particolare rilievo da parte dell’amministrazione.
I soggetti, le modalità e la durata dell’aspettativa per motivi familiari si rifà a quanto detto sopra.
L’aspettativa per motivi di lavoro: può essere richiesta dal dipendente per realizzare una diversa esperienza lavorativa o per superare un periodo di prova (art. 18 comma 3 CCNL 2007).
Il docente o ATA a tempo indeterminato deve fare richiesta per iscritto al dirigente scolastico contenente la ragione per cui è richiesta l’aspettativa e la data di decorrenza dalla quale intende fruire della stessa.
Infine, il dipendente può essere collocato in aspettativa anche per motivi di studio, ricerca o dottorato di ricerca (art. 18 comma 2 del CCNL 2007). Nella fattispecie, si intende qualunque situazione meritevole di apprezzamento e tutela, in quanto attinente al miglioramento ed ampliamento della preparazione professionale del docente.
Per quanto concerne nello specifico il dottorato di ricerca e le borse di studio, il personale docente a tempo indeterminato può essere autorizzato dal Ministero della pubblica istruzione, in base alle esigenze di servizio e nel rispetto dell’esigenza di continuità dell’insegnamento, ad accettare incarichi temporanei per la partecipazione a commissioni giudicatrici di concorso o di esame per l’espletamento di attività di studio, di ricerca e consulenza tecnica presso amministrazioni statali, enti pubblici, Stati o enti stranieri, organismi o enti internazionali. (art. 453 del D.P.R. n. 297 del 1994)
Inoltre chi fruisce dell’aspettativa per dottorato di ricerca senza borsa di studio conserva il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza dell’amministrazione pubblica presso la quale ha instaurato un rapporto di lavoro.
Aspettativa per destinazione all’estero del coniuge:
Tutto il personale della scuola, il cui coniuge presti servizio all'estero, può chiedere di essere collocato in aspettativa qualora l'amministrazione non ritenga di poterlo destinare a prestare servizio nella stessa località in cui si trova il coniuge, o qualora non sussistano i presupposti per un suo trasferimento nella località in questione. L’aspettativa può durare per tutto il periodo di servizio all’estero del coniuge senza alcuna retribuzione. Bisogna precisare inoltre che il collocamento in aspettativa spetta anche al dipendente il cui coniuge presti servizio all’estero per conto di soggetti non statali (legge n.26, del 1980 e legge n.333 del 1985).
Aspettativa per mandato amministrativo:
Possono fruire di tale aspettativa i sindaci, anche metropolitani, i presidenti delle province, i consiglieri comunali e provinciali, i componenti delle giunte comunali, metropolitane e provinciali, i presidenti dei consigli comunali, metropolitani e provinciali, i presidenti, i consiglieri e gli assessori delle comunità montane, i componenti degli organi delle unioni di comuni e dei consorzi fra enti locali, nonché i componenti degli organi di decentramento (art. 81 del D.Lgs. n. 267/2000).
Tutti questi soggetti sopracitati godono, a richiesta, dell’aspettativa per tutto il periodo del mandato senza alcuna retribuzione ed è considerata a tutti gli effetti come servizio effettivamente prestato, è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di previdenza e di quiescenza, del diritto all’indennità di fine servizio e del trattamento di fine rapporto. Non è invece utile alla maturazione delle ferie e impedisce il compimento del periodo di prova. Pertanto, per il personale assunto a tempo determinato non interrompe l’anzianità di servizio ed è utile ai fini del riconoscimento del punteggio nelle Graduatorie Permanenti ad Esaurimento e d’Istituto.
Aspettativa per il personale tossicodipendente:
I lavoratori a tempo indeterminato ai quali viene accertato lo stato di tossicodipendenza e che intendono accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione presso i servizi sanitari delle unità sanitarie locali o di altre strutture terapeutico-riabilitative e socio-assistenziali, hanno diritto alla conservazione del posto per tutto il periodo del trattamento riabilitativo. L'accertamento dello stato di tossicodipendenza è demandato ai SERT, cioè ad apposite strutture per la cura della tossicodipendenza istituite presso le ASL. La durata dell’aspettativa, dunque, varia a seconda della durata del programma terapeutico personalizzato, e non dovrà comunque essere superiore a tre anni (art. 124, comma 1 DPR 9.10.1990).
Anno sabbatico:
L’aspettativa per anno sabbatico è definita anche come “Anno di riflessione importante per la formazione”, questa è concessa solo ai docenti di ruolo e ai dirigenti scolastici che hanno superato il periodo di prova e che quindi hanno il diritto di usufruire di un periodo di aspettativa non retribuita della durata massima di un anno scolastico ogni dieci anni. Tale forma di aspettativa non ha bisogno di alcuna motivazione, può essere oggetto di frazionamento, cumulata con altre tipologie di aspettative e sottratta alla discrezionalità dell’Amministrazione (art. 26 comma 14 della legge 448/1998).
Congedo biennale per gravi motivi familiari:
Il congedo biennale retribuito è previsto per chi assiste familiari con handicap grave. Tale beneficio consiste in 2 anni di assenza dal lavoro indennizzata nella misura della retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo straordinario, nell’arco della vita lavorativa (circ. Inps n. 32/2012, punto 3.3 e art. 42, D. lgs. n. 151/2001)
Con la circ. n. 112/2007 l’Inps ha chiarito che, alla luce della sent. Corte Cass n. 158/2007, hanno titolo a fruire del congedo i lavoratori dipendenti secondo il seguente ordine di priorità:
coniuge della persona gravemente disabile qualora convivente con la stessa,
genitori, naturali o adottivi e affidatari, del portatore di handicap grave nel caso in cui si verifichi una delle seguenti condizioni: il figlio non sia coniugato o non conviva con il coniuge, il coniuge del figlio non presti attività lavorativa o sia lavoratore autonomo, il coniuge del figlio abbia espressamente rinunciato a godere per lo stesso soggetto e nei medesimi periodi del congedo in esame. In caso di figli minorenni la fruizione del beneficio in questione spetta anche in assenza di convivenza, in caso di figli maggiorenni la fruizione del beneficio spetta comunque in assenza di convivenza ma a condizione che l’assistenza sia prestata con continuità ed esclusività. Il congedo in questione non può essere utilizzato contemporaneamente da entrambi i genitori.
Fratelli o sorelle — alternativamente- conviventi con il soggetto portatore di handicap grave, in caso si verifichino le seguenti due condizioni: entrambi i genitori siano deceduti o totalmente inabili, il fratello portatore di handicap grave non sia coniugato o non conviva col coniuge, oppure, laddove sia coniugato e convivente col coniuge, ricorra una delle seguenti situazioni: il coniuge non presti attività lavorativa o sia lavoratore autonomo, il coniuge abbia espressamente rinunciato a godere per lo stesso soggetto e nei medesimi periodi del congedo in esame.
Nel caso in cui nessuno dei soggetti summenzionati possa prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave la Corte Costituzionale, con sent. 203/2013, ha riconosciuto legittimati a fruire del congedo il parente o l’affine entro il terzo grado convivente.
Da notare come, eccetto che per i genitori, è necessario il requisito della convivenza, e a tal riguardo la Circolare del Ministero del Lavoro 18 febbraio 2010 ha ricondotto tale concetto di convivenza a tutte quelle situazioni in cui, sia il disabile che il soggetto che lo assiste abbiano la residenza nello stesso Comune, riferita allo stesso indirizzo: stesso numero civico anche se in interni diversi (msg. Inps n. 6512/2010).
Il datore di lavoro una volta accertata la correttezza e la completezza della documentazione presentata può concedere il congedo entro 60 giorni.
Il congedo straordinario riconosciuto per assistere un familiare disabile è frazionabile anche a giorni ma non è ammessa la frazionabilità oraria (art. 3, legge 104 comma 3).
I periodi di congedo straordinario non sono computati ai fini della maturazione di ferie, tredicesima, trattamento di fine rapporto e trattamenti di fine servizio, ma, essendo coperti da contribuzione, sono validi ai fini del calcolo dell’anzianità. Inoltre essi sono riconosciuti nell’anzianità di servizio del personale della scuola intesa come punteggio spendibile dal personale a tempo indeterminato ai fini della mobilità e delle graduatorie interne e per quelli a tempo determinato per l’aggiornamento delle GAE/GI.
La copia autenticata del certificato attestante l’handicap rilasciato dalla competente commissione medica legge 104/1992 operante presso l’Asl di riferimento.
L’ autocertificazione del grado di parentela con il disabile.
I dati inerenti alla residenza anagrafica
La dichiarazione che il disabile non è ricoverato a tempo pieno in istituto specializzato.
La dichiarazione da parte degli altri familiari in cui si evince che non vi è contemporaneità di fruizione del congedo.
Qual è la procedura di richiesta dell’aspettativa e i tempi di concessione e diniego?
Il lavoratore che vuole richiedere un periodo di aspettativa deve presentare motivata domanda scritta con adeguato anticipo al dirigente scolastico contenente la ragione per cui è richiesta l’aspettativa, la data di decorrenza e la durata dell’assenza. In base alla tipologia di richiesta il richiedente è tenuto a corredare la domanda con idonea documentazione (es. certificato medico di un familiare nel caso di aspettativa per assisterlo). A seguito, il dirigente ha 30 giorni di tempo per verificare la domanda e ha facoltà per motivate ragioni di servizio, di ritardarne l’accoglimento, ridurne la durata o respingerla (art.69 del DPR n.3 del 1957).
È possibile interrompere l’aspettativa? Quali sono le conseguenze a livello economico?
L’ufficio del Personale dell’ente può richiedere il rientro anticipato al servizio del dipendente qualora venissero meno i motivi che hanno originato la sua richiesta. Allo stesso modo il dipendente, ove siano venute meno le motivazioni per cui ha richiesto l’aspettativa, può riprendere il servizio in anticipo rispetto alla scadenza dando semplicemente un giusto preavviso in modo tale da consentire eventuali provvedimenti organizzativi.
È possibile svolgere un altro lavoro durante l’aspettativa?
In merito a tale quesito l’ARAN risponde in tal modo “Nessuna norma contrattuale consente al dipendente di poter instaurare un secondo rapporto di lavoro o lo svolgimento comunque, di altra attività di lavoro autonomo, anche di natura libero-professionale. Il primo rapporto, infatti, sussiste ancora anche se in una fase di sospensione. In poche parole anche il dipendente collocato in aspettativa non retribuita è soggetto al regime delle incompatibilità che vincolano tutti i pubblici dipendenti.