Source: https://sites.google.com/site/midanazionale/diploma-magistrale-abilitante
Timestamp: 2014-03-11 16:22:43+00:00
Document Index: 22169572

Matched Legal Cases: ['art.15', 'art. 197', 'art. 15', 'art. 402', 'art. 15', 'art. 27', 'art. 15', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 197', 'art. 15', 'art. 400', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 197', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 197', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 27', 'art. 197', 'art. 15', 'art. 402', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 27', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 197', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 197', 'art. 15', 'art. 197', 'art. 6', 'art 15', 'art. 197', 'art. 33', 'art. 33', 'art.\n15', 'art. 97', 'art. 15', 'art.15']

Diploma Magistrale Abilitante - ADIDA
Sezione dedicata interamente ai diplomati magistrali e alle iniziative volte al riconoscimento del valore abilitante del Diploma Magistrale.
La questione dei Diplomati magistrali (Perché il Diploma Magistrale è da ritenersi Abilitante all'insegnamento);Diplomati Magistrali: I precari abilitati non abilitati e poi disabilitati! (Video dedicato alla questione dei Diplomati Magistrali)Ricorso GAE (Ricorso per l'immissione nelle Graduatorie ad Esaurimento - iscrizioni chiuse);Ricorso GAE 2012 (Ricorso per l'immissione nelle Graduatorie ad Esaurimento - bis);
Hai ancora dei dubbi? Discuti del valore abilitante sul FORUM ADIDA nella sez. Appositamente dedicataTi risponderanno i coordinatori Adida e il responsabile Adida che si occupa della questione del diploma magistrale
Il SINASCA afferma il valore abilitante del Diploma Magistrale e denuncia il rischio derivato dall'approvazione dei TFA speciali che disconosceranno tale valore
20 Dicembre 2012Link OriginaleL’art.15, comma 16, del D.M. 249/10 istituisce “percorsi formativi finalizzati esclusivamente al conseguimento dell’abilitazione per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria” riservati ai possessori di diploma di maturità magistrale, come se questi non fossero già, per legge, abilitati.A tal riguardo va fatto notare che l'articolo 15 comma 16 appare illegittimo. Il MIUR, infatti, con un atto di carattere meramente amministrativo (un decreto ministeriale) pretende di cancellare quanto previsto da norme avente valore di legge, ovvero l'art. 197 comma 1 del D.Lgs. 297/1994 e l'art. 15 comma 7 del D.P.R. 323/1998, che sanciscono il valore abilitante permanente del diploma di maturità magistrale ed il diritto dei possessori di partecipare ai concorsi a cattedra. Tale diritto è, peraltro, ribadito dall'art. 402 dello stesso D.Lgs. 297/1994 che, tra i titoli che permettono la partecipazione ai concorsi, comprende i diplomi di istituto magistrale conseguiti prima della conclusione del primo ciclo di studi post secondari abilitanti all'insegnamento nella scuola primaria, in sostanza, i diplomi di maturità magistrale conseguiti entro l’anno scolastico 2001-2002.Si aggiunga che mai prima d'ora era stato messo in discussione il valore di abilitazione all'insegnamento dei diplomi di maturità magistrale, giacché né i concorsi per titoli ed esami per la scuola primaria, né i corsi ex DM 85/2005 hanno mai avuto funzione di abilitazione all'insegnamento, costituendo, i primi, semplice procedura concorsuale per l'arruolamento nelle scuole statali senza finalità abilitanti, i secondi corsi finalizzati esclusivamente all'acquisizione della cosiddetta "idoneità" all'inserimento nelle graduatorie permanenti/ad esaurimento.Va precisato, inoltre, che in nessun caso, fino ad oggi, tali concorsi/corsi hanno rappresentato un requisito necessario per l'insegnamento nella scuola paritaria, tant'è che gli stessi non sono nemmeno oggetto di valutazione nelle graduatorie interne di tali scuole, in quanto l'abilitazione è già conferita dal diploma stesso.Di contro, con l'attivazione dei nuovi corsi previsti dall'art. 15 comma 16 del DM 249/10 il diploma di maturità magistrale cesserà di avere valore di abilitazione all'insegnamento nella scuola primaria, se non in associazione ai nuovi percorsi formativi (ordinari o speciali).Tale situazione, così come previsto dall'art. 27-bis del decreto di modifica, sottoposto al Cnpi, si estenderà anche alle scuole paritarie, che si troveranno nella condizione di avere in servizio personale assunto a tempo indeterminato, privo di abilitazione e del requisito necessario all'insegnamento, con il rischio, ai sensi della Legge 62/2000, di perdere la parità scolastica.In sintesi, con l'emanazione del nuovo decreto di modifica e la successiva attuazione dei corsi previsti dall'art. 15 comma 16, tutti i docenti diplomati di scuola primaria, anche se vincitori di precedenti concorsi (non abilitanti) o che abbiano superato i corsi ex DM 85/2005 (finalizzati al semplice conseguimento della cosiddetta "idoneità" e non dell'abilitazione - che ere intrinseca al diploma) in servizio nella scuola statale, così come tutte le maestre ed i maestri in servizio nelle scuole paritarie (a prescindere dal contratto in essere) si troveranno nella condizione di non potersi più ritenere "abilitati" all'insegnamento, se non dopo aver frequentato e superato i corsi ordinari o speciali previsti dall'art. 15 comma 16 del DM 249/10.Il Sinasca denuncia il pericolo di destabilizzazione della scuola primaria paritaria e si oppone al disconoscimento del valore abilitante del diploma di maturità magistrale che - anche con effetto retroattivo – metterebbe a rischio consolidati posti di lavoro a tempo indeterminato e impedirebbe agli stessi diplomati di trovare nuova occupazione in altre scuole primarie paritarie. Paolo MarenzoniVice segretario generale del SINASCA (Sindacato dipendenti scuole cattoliche)
Inviato in data 20/dic/2012 06:51 da Enrica Fastuca
Valore abilitante dei corsi di istituto magistrali, risoluzione del PD
Link originaleDopo varie interrogazioni, il 21 novembre il PD presenta in Commissione Cultura una risoluzione volta a sancire, con apposito atto, ed in modo inequivocabile, il valore abilitante dei corsi di istituto magistrale iniziati entro l'a.s. 1997-98 e conclusi entro l'a.s. 2001-02. Il 26 novembre si aggiungono nuove firme. La risoluzione porta la firma delle On. De Pasquale, Coscia, GhizzoniLe motivazioniIn data 29 febbraio 2012 il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha sottoscritto il CCNL mobilità scuola statale il quale sancisce che: «Conservano valore di abilitazione all'insegnamento nella scuola elementare i titoli di studio conseguiti al termine dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell'istituto magistrale, entro l'anno scolastico 2001/2002, ai sensi del decreto ministeriale 10 marzo 1997»;la Corte costituzionale, con la sentenza num. 466/1997, obiter dictum, ha sostenuto che il diploma magistrale «è in sé abilitante», a prescindere dai concorsi a cattedra;mai prima d'ora, era stato messo in discussione il valore di abilitazione all'insegnamento dei diplomi di maturità magistrale, in quanto né i concorsi per titoli ed esami per la scuola elementare, né i corsi ex decreto ministeriale n. 85 del 2005 hanno mai avuto funzione di abilitazione all'insegnamento, costituendo, i primi, semplice procedura concorsuale per l'arruolamento nelle scuole statali senza finalità abilitanti, i secondi corsi finalizzati esclusivamente all'acquisizione della cosiddetta «idoneità» all'inserimento nelle graduatorie permanenti/ad esaurimento; in nessun caso, fino ad oggi, tali concorsi/corsi hanno rappresentato un requisito per l'insegnamento nella scuola paritaria, tant'è che gli stessi non sono nemmeno oggetto di valutazione nelle graduatorie interne di tali scuole, in quanto l'abilitazione è conferita dal diploma stesso;per i diplomati magistrali non risulta essere mai stato posto l'obbligo a frequentare il successivo corso di laurea abilitante in scienze della formazione e di conseguenza è evidente l'attuale riconoscimento del diploma magistrale quale titolo abilitante in virtù delle succitate norme;l'articolo 15, comma 16, del decreto ministeriale 10 settembre 2012, n. 249, istituisce «percorsi formativi finalizzati esclusivamente al conseguimento dell'abilitazione per la scuola dell'infanzia e per la scuola primaria»;tale disposto è ad avviso degli interroganti in sé incoerente con la delega conferita dall'articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in quanto finalizzato a conferire una «abilitazione» a personale docente già, per legge, abilitato, e certamente non necessitate di una «formazione iniziale», giacché trattasi di personale che ha completato un corso di studio professionalizzate concluso con un esame di stato avente sia funzione di conseguimento del titolo di studio di «maturità» sia della qualifica professionale di «abilitazione» magistrale e che, in molti casi presta da anni servizio nelle scuole primarie statali o paritarie;considerato che è attestato e comprovato che il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha, nel corso degli anni, riconosciuto quali titoli di abilitazione all'insegnamento nella scuola primaria italiana diplomi di scuola secondaria di II grado, di livello, quindi, equiparabile al diploma di maturità magistrale, conseguiti in altri Stati membri dell'Unione europea, in particolare in Romania ed appare quindi non solo immotivata qualunque forma di disparità di trattamento e discriminazione tra cittadini italiani in possesso di titolo definito per legge abilitante e cittadini di altri Stati membri in possesso di titolo analogo e definiti anch'essi abilitati nei rispetti Paesi, ai quali lo Stato italiano ha consentito l'accesso alle graduatorie permanenti/ad esaurimento, se non addirittura al ruolo, senza che a quest'ultimi fosse richiesto il superamento di alcuna procedura concorsuale per titoli ed esami,Cosa si chiede:rivalutare il dettato dell'articolo 15, comma 16, del decreto ministeriale n. 249 del 2010, alla luce di quanto evidenziato in premessa;sancire, con apposito atto, ed in modo inequivocabile, il valore abilitante dei corsi di istituto magistrale iniziati entro l'a.s. 1997-98 e conclusi entro l'a.s. 2001-02;assicurare, in coerenza con il principio di non disparità e non discriminazione, ai docenti in possesso di diploma di maturità magistrale conseguito al termine dei corsi di istituto magistrale iniziati entro l'a.s. 1997-98 e conclusi entro l'a.s. 2001-02, la possibilità di accedere alle procedure di reclutamento nella scuola statale alle medesime condizioni dei docenti abilitati al termine dei corsi di laurea in scienze della formazione primaria o con titolo estero riconosciuto in Italia.
Inviato in data 29/nov/2012 01:57 da Enrica Fastuca
Risoluzione per i Diplomati Magistrale
22 Novembre 2012Presentata risoluzione per il pieno riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale e trattamento dei diplomati equivalente ai docenti laureati in Scienze della Formazione Primaria, la cui conseguenza dovrebbe essere l'accesso in GAE dei possessori di diploma magistrale.Pubblicato anche su Tecnica della ScuolaTesto della risoluzione per i Diplomati Magistrale - Backup AdidaCi sono voluti tre anni di duro confronto e di determinazione per ottenere la proposta di una Risoluzione per i diplomati magistrali finalizzata a fare chiarezza sul valore abilitante del titolo e per il pieno riconoscimento di questa particolare categoria di docenti che, da troppi anni, vive una discriminazione e una ingiustizia irragionevole, senza nessuno che si accorgesse dell’incoerenza e delle contraddizione vissuta da tali insegnanti. Stiamo parlando di migliaia di docenti della scuola primaria, pubblica e privata, che rischiano di essere spazzati via dopo anni di servizio. Tutti sapevano che il loro titolo è abilitante, tutti sapevano e sanno che proprio per tale titolo sono stati assunti a tempo indeterminato presso le scuole paritarie e che le stesse hanno acquisito la parità con la scuola pubblica visto l’impiego di personale abilitato. Tutti, compreso Ministri e Dirigenti MIUR che nel corso degli ultimi dieci anni hanno precisato la validità di tale requisito di insegnamento con note, decreti e circolari.Eppure, a partire dall’esclusione dalle GAE, il trattamento riservato a questi docenti, in particolar modo negli ultimi tre anni, acuito dalla loro inclusione del DM 249/2010 sulla formazione iniziale dei docenti, è stato quello di negazione.Non è il tempo delle polemiche e delle precisazioni, anzi accogliamo questa risoluzione festeggiando e augurandoci che trovi presto un riscontro dal Governo, visto che risponde ad uno degli obiettivi che l’associazione Adida ha perseguito con tenacia, non curandosi dell’isolamento che le hanno riservato alcune forza politiche e la maggior parte delle organizzazioni sindacali, ignorando le calunnie che, proprio a partire dalle tesi sostenute da Adida, hanno accusato l’associazione di illudere la gente proponendo ricorsi infondati per i diplomati magistrali.Oggi, la risoluzione presentata dalle Onorevoli De pasquale, Coscia e Ghizzoni ricompone il percorso normativo da sempre sostenuto da Adida, lo rivendica come legittimo e chiede al Governo una soluzione rapida alla questione. Questa risoluzione, infatti, rafforza le nostre convinzioni e ci incoraggia anche rispetto alle azioni legali in corso che, sulla questione del diplomati magistrali, sono state, fino ad oggi, l’unica strada per cercare di ottenere il pieno riconoscimento del titolo, vista la cecità dell’Amministrazione che ha ignorato inspiegabilmente la normativa da essa stessa prodotta . Lontano dai “riflettori”, infatti, al fine di evitare inutili e infecondi attacchi, Adida ha anche proposto ricorsi pilota convinta della legittimità delle richieste di riconoscimento. Adesso, siamo convinti che questa risoluzione, frutto di un’azione politica in cui l’associazione è stata protagonista, pur condivisa con altre organizzazioni, sarà applaudita da tutti gli aderenti con entusiasmo e fiducia.
Inviato in data 29/nov/2012 01:43 da Enrica Fastuca
Diploma Magistrale for dummies - tutte le FAQ sul Diploma Magistrale
Premessa: si fa esplicito riferimento ai titoli conseguiti al termine dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali istitutiti presso gli istituti magistrali entro l’anno scolastico 1997-98 e conclusi entro l’anno scolastico 2001-02.
Il diploma di maturità magistrale è abilitante?Si, il diploma di maturità magistrale abilita in modo permanente all’insegnamento nella scuola primaria. Tale caratteristica è espressamente definita dall’art. 197 comma 1 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 e dall’art. 15 comma 7 del Decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998 n. 323.
Io non ho partecipato o superato il concorso a cattedra, quindi non sono abilitato.Non è vero. I concorsi a cattedra per la scuola primaria non hanno mai avuto la funzione di abilitare all’insegnamento ma solo quella di creare una graduatoria di merito per l’accesso ai ruoli nella scuola elementare/primaria statale. L’abilitazione, invece, è data dal diploma stesso. Il concorso quindi era una procedura di reclutamento e non di formazione.
La mia collega che ha partecipato ai corsi previsti dal DM 85/2005 sostiene che lei è abilitata e io no.Sostiene il falso. Infatti i corsi previsti dal DM 85/2005, per quanto riguarda la scuola primaria, non avevano alcuna funzione di abilitazione ma solo di immissione nelle Graduatorie Permanenti (ora ad esaurimento) e rappresentavano, quindi, come i concorsi, una procedura legata all’arruolamento e non alla fase formativa.
Solo chi ha superato un concorso a cattedra per titoli ed esami ha potuto accedere al ruolo nella scuola statale.Non è vero, fino al 1999 esisteva il doppio canale per il reclutamento e chi aveva svolto 360 giorni di servizio nella scuola statale poteva partecipare ai concorsi per soli titoli con cui entrare nelle graduatorie provinciali, utilizzate per immettere in ruolo il 50% del personale. Sono migliaia i maestri e le maestre entrati in ruolo con questo sistema.
Il diploma, senza concorso, non permette di esercitare la professione di insegnante in modo stabile.Non è vero. Il diploma in quanto titolo di abilitazione permette di essere assunti a tempo indeterminato nella scuola primaria paritaria non statale. Peraltro nella scuola paritaria il superamento del concorso o dei corsi previsti dal DM 85/2005 non solo non rappresenta un requisito, ma non è nemmeno valutato nelle graduatorie interne.
Avreste dovuto sostenere e superare un concorso per titoli ed esami.Per quanto riguarda la scuola statale, l’obiezione sarebbe accettabile se per oltre tredici anni il MIUR non avesse omesso di applicare quanto previsto dall’art. 400 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 che prevede, tutt’ora, che i concorsi fossero banditi con cadenza perentoria triennale.
Col solo diploma e senza abilitazione non potrete partecipare ai concorsi.Falso. Il titolo come già detto è abilitante per Legge e la stessa normativa, ovvero l’art. 2 comma 1 del Decreto Interministeriale 10 marzo nonché l’art. 15 comma 7 Decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998 n. 323, stabilisce che i diplomati magistrale hanno diritto in via permanente di partecipare ai concorsi a cattedra per titoli ed esami.
Per ottenere l’abilitazione è necessario frequentare i corsi previsti dall’art. 15 comma 16 del DM 249/2010.Tali corsi sono da intendersi illegittimi in quanto finalizzati ad acquisire l’abilitazione ed il diritto a partecipare ai concorsi, quando l’abilitazione all’insegnamento ed il diritto permanente a partecipare ai concorsi sono sanciti dalla pregressa normativa.
Il diploma è da considerarsi un semplice “titolo di accesso” ma non di abilitazione.Non è vero. A parte il fatto che è titolo che consente di essere assunti a tempo indeterminato nella scuola paritaria – laddove è espressamente previsto il possesso dell’abilitazione – va altresì ricordato che ai sensi del CCNL mobilità della scuola statale, a coloro che sono in ruolo per altre classi di concorso e sono anche in possesso del diploma di maturità magistrale, è permesso richiedere la mobilità per l’insegnamento nella scuola primaria statale, cosa non possibile con nessun altro titolo considerato dal MIUR semplicemente “di accesso” ma solo in presenza di specifica abilitazione.
Ma se fosse abilitati, allora sareste inseriti nelle graduatorie di istituto di II fascia e nella graduatorie ad esaurimento.Chi sostiene questa tesi confonde (spesso volontariamente) la causa con l’effetto. Il MIUR ha volutamente escluso i diplomati magistrale dall’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento a differenza di tutti gli altri abilitati, anche se non vincitori di alcun concorso per titoli ed esami. Tale esclusione, tuttavia, non può dimostrare che il titolo non sia abilitante, poiché l’abilitazione è sancita dalla Legge, ma semplicemente che per tredici anni è stata portata avanti un’ingiustizia. Affermare che il titolo non è abilitante perché i diplomati (abilitati per legge) sono fuori dalle graduatorie per gli abilitati è come affermare che la schiavitù è una pratica corretta perché per molti secoli è stata tollerata o addirittura avvalorata.
Non esiste alcuna norma che stabilisce che il diploma magistrale abiliti all’insegnamento o permetta di partecipare ai concorsi per titoli ed esami o insegnare nella scuola paritaria.In realtà non solo non esiste alcuna norma che stabilisca il contrario, ma, di seguito sono citate le norme che stabiliscono in modo inequivocabile il valore di abilitazione all’insegnamento nella scuola primaria del diploma di maturità magistrale, il diritto dei possessori di partecipare ai concorsi per titoli ed esami nella scuola statale nonché essere assunti a tempo indeterminato nella scuola paritaria:
art. 197 comma 1 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297, che recita: “A conclusione degli studi svolti nel ginnasio-liceo classico, nel liceo scientifico, nel liceo artistico, nell’istituto tecnico e nell’istituto magistrale si sostiene un esame di maturità, che e esame di Stato e si svolge in unica sessione annuale. Il titolo conseguito nell’esame di maturità a conclusione dei corsi di studio dell’istituto tecnico e dell’istituto magistrale abilita, rispettivamente, all’esercizio della professione ed all’insegnamento nella scuola elementare; restano ferme le particolari disposizioni recate da leggi speciali.”;
art. 2 comma 1 del Decreto Interministeriale 10 marzo, che recita “I titoli di studio conseguiti al termine dei corsi triennali e quinquennali sperimentali di scuola magistrale e dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell’istituto magistrale, iniziati entro l’anno scolastico 1997-1998, o comunque conseguiti entro l’a.s. 2001-2002, conservano in via permanente l’attuale valore legale e consentono di partecipare alle sessioni di abilitazione all’insegnamento nella scuola materna, previste dall’art. 9, comma 2, della citata legge n. 444 del 1968, nonché ai concorsi ordinari per titoli e per esami a posti di insegnante nella scuola materna e nella scuola elementare, secondo quanto previsto dagli articoli 399 e seguenti del citato decreto legislativo n. 297 del 1994.”;
art. 15 comma 7 del Decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998 n. 323, che recita: “I titoli conseguiti nell’esame di Stato a conclusione dei corsi di studio dell’istituto magistrale iniziati entro l’anno scolastico 1997/98 conservano in via permanente l’attuale valore legale e abilitante all’insegnamento nella scuola elementare. Essi consentono di partecipare ai concorsi per titoli ed esami a posti di insegnante nella scuola materna e nella scuola elementare.”;
Nota 29 aprile 2011, protocollo n.1065 che recita: “Si intende precisare che il dettato del 249/2010 non muta la previgente normativa e fa salvo il valore del titolo conseguito in ordine (…) alla possibilità di ottenere contratti a tempo indeterminato nelle scuole paritarie.”;
Il SINASCA denuncia il pericolo per la scuola primaria paritaria derivante dall’attivazione dei corsi previsti dall’art. 15 comma 16 del DM 249/2010
Interrogazione al Ministro sul valore abilitante del diploma magistrale presentata dall’Onorevole Amedeo Ciccanti (UDC) – La pagina dell’On. Ciccanti
ADIDA: Diploma magistrale abilitante
Valore abilitante del diploma magistrale: il nuovo DM 249/2010 mette a rischio l’esistenza delle scuole paritarie?
Diploma di maturità magistrale: facciamo definitiva chiarezza
Diploma Magistrale: abilitazione e concorso sono cose diverse
Inviato in data 20/dic/2012 07:11 da Enrica Fastuca
Il sottosegretario alla Pubblica Istruzione Rossi Doria ammette il valore Abilitante del Diploma Magistrale
Il giorno 8 Settembre 2012 la trasmissione "Cominciamo bene" su Rai Tre ospita, tra gli altri, il sottosegretario all'istruzione Marco Rossi Doria. Alla domanda di Giulia Bertelli (membro del Coordinamento Nazionale Diploma Magistrale) su come il Ministero abbia intenzione di risolvere la situazione paradossale dei Diplomati Magistrale, Rossi Doria ammette l'abilitazione data dal loro Diploma, ma aggiunge anche una serie di bugie e inesattezze a cui Adida ha sentito la necessità di rispondere.
(Ci scusiamo per la scarsa qualità del video, ma era l'unico disponibile)
Link al video originale su Youtube
Inviato in data 14/ott/2012 02:06 da Enrica Fastuca
II Conferenza Nazionale Adida: Intervento di Carmine Ragosta sul Diploma Magistrale
II Convegno Nazionale Adida - Roma 07/07/2012: pubblichiamo l'intervento del coordinatore Adida Carmine Ragosta sul valore abilitante del Diploma Magistrale.
Visualizza il video su Youtube - Vimeo
Vai alla pagina in cui sono raccolti tutti i video degli interventi più importanti della II Conferenza Nazionale Adida
Inviato in data 26/lug/2012 13:28 da Francesca Bertolini
Riportiamo l'articolo del coordinatore ADIDA Fabio Albanese.Facendo seguito al precedente intervento mi permetto ancora una piccola precisazione per quanto riguarda l’istituzione dei corsi "abilitanti" riservati ai diplomati magistrale e le modifiche in corso di valutazione presso il CNPI al DM 249/2010.Purtroppo non tutti si sono accorti, e mi riferisco in particolare a coloro che stanno spingendo per l’attivazione del nuovi corsi "speciali" in esito alle modifiche in corso di valutazione, che l’impianto legislativo che esce da tale operazione non ha nulla a che vedere con l’esito dei corsi ex DM 85/2005 per i motivi che vado ad illustrare:1. a differenza dei corsi ex DM 85/2005 i nuovi corsi, come già spiegato, non sono finalizzati al conseguimento dell’ "idoneità" all’inserimento nelle graduatorie permanenti/ad esaurimento, ma al conseguimento dell’ "abilitazione", revocando quindi, per chi non sosterrà tali corsi il valore abilitante del titolo già conseguito;2. a differenza dell’ex DM 85/2005 chi sosterrà e supererà i nuovi corsi "abilitanti" NON avrà accesso alle graduatorie permanenti/ad esaurimento e quindi tutto ciò che otterrà a fronte del pagamento dell’obolo alle università, sarà null’altro che la restituzione dell’ "abilitazione" all’insegnamento;3. sbaglia chi afferma che il diploma magistrale conserverà comunque il valore "abilitante" ai fini della partecipazione ai futuri concorsi, infatti i nuovi corsi "costituiscono requisito di ammissione alle procedure concorsuali ai sensi dell’articolo 402 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297" (art. 27-bis della proposta di modifica). Ciò significa che solo coloro che avranno superato i nuovi corsi abilitanti potranno, in futuro, partecipare ai concorsi per la scuola statale.4. altrettanto sbaglia chi sottovaluta il rischio dell’introduzione delle nuove norme per quanto riguarda le scuole paritarie, come già scritto in altro intervento, lo stesso art. 27-bis prevede che "I medesimi titoli di abilitazione costituiscono requisito per l’insegnamento nelle scuole paritarie, ai sensi dell’articolo 1, comma 4, lettera g), della legge 10 marzo 2000, e dell’articolo 1 comma 6, lettera g), del decreto del Ministro dell’istruzione 29 novembre 2007, n. 267."5. l’unica "concessione" fatta dal MIUR a coloro che si sottoporranno alla nuova riabilitazione coatta sarà la possibilità di accedere alla II fascia delle graduatorie di istituto, che avverrà tra due anni.In sintesi, prima dell’avvento dei nuovi corsi "abilitanti" ai diplomati magistrale, sulla base della normativa vigente, è riconosciuto:– il valore di abilitazione del titolo all’insegnamento nella scuola elementare– il diritto di partecipare ai concorsi a cattedra per la scuola statale– il diritto di insegnare nelle scuole paritarie– l’inserimento nelle graduatorie di istituto di III fasciaCon l’attivazione dei corsi abilitanti speciali e ordinari, ai diplomati magistrale che non supereranno tali corsi (anche se già in servizio, in quanto la norma va a modificare l’abilitazione), non rimarrà che la possibilità di accedere alla III fascia delle graduatorie di istituto, mentre solo a coloro che supereranno i nuovi corsi abilitanti sarà riconosciuta l’abilitazione all’insegnamento, il diritto di partecipare ai concorsi a cattedra ed il diritto di insegnare nella scuola paritaria.In pratica, e mi auguro che i tanti sostenitori dei nuovi corsi "speciali" (compresi alcuni rappresentanti sindacali) se ne rendano conto, il nuovo decreto di modifica del DM 249/2010 è tutt’altro che un vantaggio per i diplomati magistrale, al contrario, ha il preciso scopo di privarli di fondamentali diritti già acquisiti (e non mi riferisco all’inserimento in GAE).Ora, non ho alcuna riserva sul fatto che ci siano persone disposte a manifestare (mi riferisco alla manifestazione del 7 luglio a Napoli) per chiedere l’attuazione di tali corsi "speciali" e di tutto ciò che questo comporta, trovo solo abbastanza strano che, a fronte dell’unico vantaggio donato dal MIUR di passare dalla III alla II fascia delle graduatorie di istituto (peraltro fra due anni) ci siano diplomati magistrale che invece di lottare per i loro diritti, sono disposti a buttare nel calderone delle casse universitarie un paio di migliaia di euro con l’unico scopo di riavere indietro gli stessi diritti che hanno già in questo momento e dei quali verranno privati con la nuova norma, ovvero:– un titolo abilitante– il diritto di accedere ai concorsi– il diritto di insegnare nella scuola paritaria.Per chi ancora non ci credesse, riporto il testo dell’art. 27-bis, poi ognuno ne tragga le proprie conclusioni."27-bis. I titoli di abilitazione conseguiti al termine dei percorsi di cui al presente decreto non consentono l’inserimento nelle graduatorie a esaurimento, di cui all’articolo 1, comma 605, della legge 27 dicembre 2006, n. 269. Essi danno diritto esclusivamente all’iscrizione in II fascia delle graduatorie di istituto di cui all’articolo 5 del decreto del Ministro della pubblica istruzione 13 giugno 2007 per la specifica classe di concorso, o ambito disciplinare, e costituiscono requisito di ammissione alle procedure concorsuali ai sensi dell’articolo 402 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. I medesimi titoli di abilitazione costituiscono requisito per l’insegnamento nelle scuole paritarie*, ai sensi dell’articolo 1, comma 4, lettera g), della legge 10 marzo 2000, e dell’articolo 1 comma 6, lettera g), del decreto del Ministro dell’istruzione 29 novembre 2007, n. 267"Personalmente preferisco lottare perché siano rispettati i diritti acquisiti e sanciti dall’art. 197 comma 1 del T.U. e dall’art. 15 comma 7 del DPR 323 1998 piuttosto che pagare per elemosinare di riavere indietro un’abilitazione ed i diritti che la Legge mi dovrebbe garantire. Ma non tutti siamo uguali, e quindi… ognuno, poi agisca come meglio crede. Sperando non si debba gridare poi.. "al lupo, al lupo…"Nel frattempo, personalmente incorocio le dita, e spero che i ricorsi presentati alla Magistratura facciano giustizia.Futuro e Libertà per l’Italia (FLI) manifesta a Napoli il 7 luglio per chiedere i 360 giorni di servizio come requisito per i TFA speciali
Inviato in data 28/giu/2012 01:20 da Enrica Fastuca
Le modifiche al Regolamento sul TFA rischiano di far perdere “il valore abilitante” al diploma magistrale
Testo redatto dal coord. Adida Fabio Albanese
Visualizza lo schema delle modifiche al DM 249/2010
Approfondimento consigliato: video: Cosa succederebbe se il Diploma Magistrale non Fosse Abilitante
Probabilmente non sarà sfuggito ai lettori più attenti la contraddizione presente nelle modifiche proposte dal Ministero al D.M. 249/10 e l’enorme rischio che la sua applicazione determinerà all’esistenza stessa delle scuole primarie paritarie. Mi riferisco, in particolare, al famigerato art. 15 comma 16 riguardante l’istituzione di "percorsi formativi finalizzati esclusivamente al conseguimento dell’ "abilitazione" per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria" riservati ai possessori di diploma di maturità magistrale. Solo qualche mese fa, con nota 29 aprile 2011, protocollo n.1065, il M.I.U.R., proprio in relazione a tale articolo, affermava "Si intende precisare che il dettato del 249/2010 non muta la previgente normativa e fa salvo il valore del titolo conseguito in ordine all'accesso alla terza fascia delle graduatorie di istituto e alla possibilità di ottenere contratti a tempo indeterminato nelle scuole paritarie. Il titolo finale conseguito attraverso il percorso consente invece di poter accedere alla seconda fascia delle graduatorie di istituto."
Le modifiche introdotte con la proposta di modifica allo studio del CNPI vanno, ora, invece, in opposta direzione. In esse, infatti, all’art. 27 bis si afferma che "I medesimi titoli di abilitazione costituiscono requisito per l’insegnamento nelle scuole paritarie, ai sensi dell’articolo 1, comma 4, lettera g), della legge 10 marzo 2000, e dell’articolo1 comma 6, lettera g), del decreto del Ministro dell’istruzione 29 novembre 2007, n. 267." Se ne desume che, con un colpo di spugna, non solo il Ministero intende privare definitivamente il diploma di maturità magistrale del valore di abilitazione all’insegnamento (peraltro recentemente ribadito nel CCNL mobilità 2012 che dovrà essere riscritto) ma, a differenza di quanto avvenuto finora, e contraddicendo sé stesso, negherà anche il diritto ai possessori di tale titolo di insegnare nelle scuole paritarie.
Va detto che l’articolo 15 comma 16 appare già di per sé illegittimo, il MIUR, infatti, con un atto di carattere meramente amministrativo (un decreto ministeriale) si arroga il diritto di cancellare quanto previsto da norme avente valore di Legge, ovvero l’art. 197 comma 1 del D.Lgs. 297/1994 e l’art. 15 comma 7 del D.P.R. 323/1998 che sanciscono il valore abilitante permanente del diploma di maturità magistrale (che ha da sempre permesso ai docenti di lavorare nella scuola paritaria) ed il diritto dei possessori di partecipare ai concorsi a cattedra. Principio, peraltro, ribadito dall’art. 402 dello stesso D.Lgs. 297/1994 che comprende tra i titoli che danno diritto alla partecipazione ai concorsi i titoli di istituto magistrale conseguiti prima della conclusione del primo ciclo di studi post secondari abilitanti all’insegnamento nella scuola primaria, in sostanza i diplomi di maturità magistrale conseguiti entro il 2001-2002.
Si aggiunga che, mai prima d’ora, era stato messo in discussione in valore di abilitazione all’insegnamento dei diplomi di maturità magistrale, giacché né i concorsi per titoli ed esami per la scuola elementare, né i corsi ex DM 85/2005 hanno mai avuto funzione di abilitazione all’insegnamento, costituendo, i primi, semplice procedura concorsuale per l’arruolamento nelle scuole statali senza finalità abilitanti, i secondi corsi finalizzati esclusivamente all’acquisizione della cosidetta "idoneità" all’inserimento nelle graduatorie permanenti/ad esaurimento.
In nessun caso, fino ad oggi, tali concorsi/corsi hanno rappresentato un requisito per l’insegnamento nella scuola paritaria, tant’è che gli stessi non sono nemmeno oggetto di valutazione nelle graduatorie interne di tali scuole, in quanto l’abilitazione è conferita dal diploma stesso.
Cosa succederà con l’attivazione dei nuovi corsi previsti dall’art. 15 comma 16 ?
anche se in modo illegittimo (in quanto in contrasto con norme di valenza superiore) il diploma di maturità magistrale cesserà – con effetto retroattivo – di avere valore di abilitazione all’insegnamento nella scuola elementare se non in associazione ai nuovi percorsi formativi (ordinari o speciali);
poiché nessun concorso ordinario o corso ex DM 85/2005 ha mai avuto alcuna funzione abilitante, verrà a mancare definitivamente l’abilitazione per tutti gli insegnanti di scuola primaria attualmente in servizio nella scuola statale (ancorché, eventualmente, vincitori di concorso) in quanto l’effetto dell’art. 15 comma 16 non riguarda la cosidetta "idoneità" al servizio nella scuola statale, ma il valore stesso di "abilitazione" del titolo di accesso, essi quindi saranno si "idonei" ma non "abilitati" all’insegnamento e quindi privi del requisito necessario al mantenimento del ruolo;
così come previsto dall’art. 27-bis del decreto di modifica, tale situazione si estenderà anche alle scuole paritarie, le quali si troveranno nella condizione di avere in servizio, anche se assunto a tempo indeterminato,personale di punto in bianco privo di abilitazione e del requisito necessario all’insegnamento, con il rischio, ai sensi della Legge 62/2000, di perdere la parità scolastica.
In sintesi, con l’emanazione del nuovo decreto di modifica e la successiva attuazione dei corsi previsti dall’art. 15 comma 16, tutti i docenti diplomati di scuola primaria, anche se vincitori di precedenti concorsi (non abilitanti) o che abbiano superato i corsi ex DM 85/2005 (finalizzati al semplice conseguimento della cosidetta "idoneità" e non dell’abilitazione – che ere intrinseca al diploma) in servizio nella scuola statale, così come tutte le maestre ed i maestri in servizio nelle scuole paritarie (a prescindere dal contratto in essere) si troveranno nella condizione di non potersi più ritenere "abilitati" all’insegnamento, se non dopo aver frequentato e superato i corsi ordinari o speciali previsti dall’art. 15 comma 16 del DM 249/10.
Tenuto conto che gli insegnanti di scuola primaria in possesso di diploma di maturità magistrale rappresentano l’80% del personale docente, ne consegue che, con un colpo di spugna, il Ministero sta cancellando i diritti acquisiti da decine di migliaia di docenti ponendo le premesse di un licenziamento di massa che non ha paragoni nella storia della Repubblica, mediante un atto arbitrario ed illegittimo finalizzato a revocare, peraltro con una norma di livello amministrativo ed in modo retroattivo (e quindi contrario al principio costituzionalmente garantito del diritto acquisito), il valore di una abilitazione precedentemente acquisita e sancita da Legge dello Stato.
Tutta l’operazione appare non solo illegittima, come ampiamente dimostrato, ma finalizzata, esclusivamente, a raggiungere precisi obiettivi "di cassa":
a) privare con atto arbitrario – peraltro con il rischio di licenziamento – e successivamente "rivendere" a caro prezzo l’ "abilitazione" a docenti ai quali la stessa è conferita per Legge;
b) mettere in grossa difficoltà tutto il sistema della scuola primaria paritaria che si troverà nella condizione di licenziare il proprio personale diplomato e sostituirlo con laureati in scienze della formazione primaria (ammesso che ve ne sia a sufficienza a coprire l’intero fabbisogno nazionale), o, in alternativa, perdere la parità scolastica.
Purtroppo, ai numerosi appelli al chiarimento, il M.I.U.R. non ha, finora, fornito alcuna risposta soddisfacente, finalizzata a garantire il rispetto dei principi Costituzionali che sanciscono il rispetto dei diritti acquisiti, al contrario, continua in una azione che potremmo definire di accanimento nei confronti di una ben definita categoria di personale già abilitato al quale ora vuole privare anche il diritto al lavoro nella scuola non statale, diritto mai messo, finora, in discussione, ponendo, peraltro, una grave ipoteca sull’esistenza stessa della scuola non statale.
Sperando che dall’analisi sopra riportata emerga almeno la volontà di prendere in considerazione il problema posto, porgo distinti saluti.
Fabio Albanese (Coord. Adida)
Inviato in data 22/lug/2012 02:14 da Enrica Fastuca
Diploma Magistrale Abilitante: tutta la verità..
Video che spiega perché il diploma magistrale debba considerarsi abilitante, perché tale personale avrebbe avuto diritto ad accedere alle Graduatorie Permanenti ad Esaurimento e perché nonostante una limpida normativa che auspicava questa misura ciò non è di fatti avvenuto..
Visualizza il video su Vimeo
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Inviato in data 26/ago/2013 11:30 da Francesca Bertolini
Diplomati magistrale e corsi per il sostegno
Articolo a cura del coordinatore ADIDA Fabio Albanese, pubblicato originariamente su Orizzontescuola.itFabio Albanese – Nel suo intervento il prof. Ciardo pone un quesito per quanto riguarda i prerequisiti all’acceso ai futuri corsi per la specializzazione per il sostegno, citando, in particolare, gli insegnanti in possesso del diploma di maturità magistrale (che, per inciso, non sono solo "maestre", ma anche insegnanti maschi) conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002 e quindi titoli che abilitano all’insegnamento nella scuola elementare.Come giustamente ricordato dal prof. Ciardi, tali titoli sono titoli di abilitazione e quindi, secondo quanto riportato nel decreto di attuazione dei corsi per la specializzazione per il sostegno, dovrebbero costituire titoli validi all’accesso al corso stesso.Va ricordato che la così detta "idoneità" citata dal prof. Ciardi non trova, peraltro, alcun fondamento giuridico, se non come pretesto per l’esclusione di una categoria di abilitati dalle graduatorie di istituto di II fascia e dalle (ormai chiuse) graduatoriepermanenti/ad esaurimento. Essa è semplicemente ciò che rimane degli esiti delle procedure concorsuali per titoli ed esami le cui graduatorie (di merito) in origine avevano valenza strettamente triennale e, solo dopo sono state fatte artificiosamente confluite nelle graduatorie permanenti e quindi ad esaurimento. Purtroppo, nel tempo, è stato dimenticato il significato reale di tale "idoneità" concorsuale, ovvero di mera procedura di selezione e reclutamento per l’arruolamento nella scuola statale, arrivando a confonderla con il concetto di abilitazione, che, invece, come è ormai noto a chiunque, è una caratteristica propria, intrinseca e permanente del diploma stesso. Non va dimenticato che è stato proprio il MIUR a ritenere inutili, per quanto riguarda la scuola statale, i concorsi per titoli ed esami, a cui i diplomati magistrale conservano, peraltro, diritto di accesso, e istituire graduatorie permanenti il cui requisito di accesso era appunto l’abilitazione, ma dalle quali sono stati esclusi i diplomati magistrali ancorché abilitati.Per quanto riguarda il concetto stesso di idoneità, in realtà qualunque diplomato magistrale che abbia svolto servizio nella scuola statale è necessariamente "idoneo all’esercizio della professione", perché se ciò non fosse vero, così come previsto dallo stesso CCNL per il personale della scuola statale, sarebbe nullo lo stesso contratto di assunzione. Infatti, gli stessi contratti di assunzione nella scuola statale, anche a tempo determinato e per supplenza, affermano la nullità del contratto in caso di inidoneità professionale.Se come preteso – senza fondamento -dal MIUR, con il termine "idoneità" si volesse invece indicare il semplice superamento del concorso magistrale, che, va ricordato, non ha mai avuto alcuna funzione o valenza abilitante (non esiste alcun docente di scuola elementare/primaria in Italia che possa attestare di essersi "abilitato" mediante un concorso senza con ciò affermare il falso), in quanto il diploma, è "in sé" abilitante, va precisato che l’esclusione da tali corsi di chi non ne fosse in possesso costituirebbe in primis una grave discriminazione nei confronti dei docenti in possesso di diploma magistrale che lavorano nelle scuole pubbliche non statali (paritarie).Infatti l’ "idoneità" conseguita a seguito di superamento dei concorsi per l’accesso ai ruoli nella scuola statale non solo non costituisce requisito ma nemmeno elemento di valutazione ai fini dell’assunzione nelle scuole primarie paritarie, o della formazione delle graduatorie interne, giacché il titolo di abilitazione è, per l’appunto, il diploma avente valore in sé abilitante. Escludere quindi tali docenti dalla possibilità di conseguire la specializzazione per il sostegno significherebbe impedire, per il solo fatto di non lavorare alle dipendenze dello Stato, a personale in possesso di regolare abilitazione di potersi specializzare per poter svolgere attività di sostegno nell’ambito della scuola paritaria. In pratica lo Stato abusando della sua posizione di ente formatore e datore di lavoro impedirebbe ai lavoratori che operano presso altri datori di lavoro di conseguire una formazione spendibile anche al di fuori della scuola statale.Concludo ricordando che l’ "idoneità" concorsuale, non solo è un qualcosa che riguarda, come visto, esclusivamente le procedure di reclutamento nella scuola statale (e quindi non ha alcuna rilevanza sul piano dell’abilitazione), ma è, paradossalmente, richiesta, dal MIUR, ai soli diplomati magistrale e non, ad esempio, agli insegnanti di scuola primaria in possesso della laurea in scienze della formazione primaria che, tuttavia, al pari dei diplomati magistrale, sono in possesso di un titolo definito dalla legge "abilitante" ma non hanno mai superato alcun concorso per titoli ed esami e quindi, in quanto ad "idoneità" concorsuale, si trovano nella medesima situazione dei diplomati magistrale. A chi volesse ribadire che l’esame di laurea in scienze della formazione primaria abbia anche una qualche valenza di procedura concorsuale per titoli ed esami o di acquisizione dell’ "idoneità" concorsuale, mi permetto di porre l’invito a citare quali Fonti del Diritto lo prevedano. Sarà una lunga quanto inutile ed estenuante ricerca.Cito invece le Fonti che attribuiscono ad entrambi i titoli il medesimo valore di abilitazione all’insegnamento a seguito di superamento di un esame di stato che, come risulta evidente alla lettura, utilizzano in entrambi i casi la medesima formulazione giuridica:-Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 art. 197 comma 1: "A conclusione degli studi svolti [...] nell’istituto magistrale si sostiene un esame di maturità, che è esame di Stato [...]. Il titolo conseguito nell’esame di maturità a conclusione dei corsi di studio [...] dell’istituto magistrale abilita, [...] all’insegnamento nella scuola elementare [...]"-Decreto legge 1 settembre 2008, n. 137 art. 6: "L’esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in Scienze della formazione primaria istituiti a norma dell’articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all’insegnamento, rispettivamente, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria."Come si può notare entrambi i titoli sono definiti conseguiti a seguito di un esame di stato ed entrambi i titoli "abilitano all’insegnamento" nella scuola elementare/primaria.Che il valore di abilitazione all’insegnamento dei diplomi di maturità magistrale conseguiti entro l’a.s. 2001-02, non sia, peraltro, venuto meno con l’attuazione di corsi di laurea in s.f.p. ma abbia carattere "permanente" lo attesta sia la normativa vigente (DPR 323/1998 art. 15 comma 7) sia l’assunto che il titolo in quanto qualifica completa permette l’esercizio stabile della professione nell’ambito delle scuole pubbliche non statali (paritarie) laddove tale possibilità è appunto, riservata, ai docenti che lo stesso MIUR definisce "abilitati".Appare quindi infondata e pretestuosa la pretesa di richiedere ai diplomati magistrale una successiva "idoneità" concorsuale non richiesta, invece, ai laureati in scienze della formazione primaria.
Inviato in data 17/mag/2012 08:57 da Enrica Fastuca
Articolo redatto dal nostro coordinatore Fabio Albanese, pubblicato sul sito "Associazione Nazionale Orizzonte Docenti"
Vai alla sez. Diploma Magistrale Abilitante per approfondire
Ritengo sia doveroso precisare quanto segue. Si sente parlare di percorsi agevolati o accesso diretto a TFA/CAS (o come li si voglia chiamare) per
coloro che, in possesso di diploma magistrale, hanno anche maturato 360
giorni di servizio. Ebbene, va detto fin da subito che non esiste e non
può esistere alcuna relazione tra il possesso del diploma di maturità magistrale e l’eventuale servizio maturato ai fini del riconoscimento dell’abilitazione già conseguita. Il diploma di maturità magistrale è titolo “di per sé abilitante” (Corte Costituzionale), a prescindere da qualunque altra considerazione. Sono abilitati all’insegnamento, ai sensi dell’art. 197 del T.U. sulla scuola e dell’art. 15 comma 7 DPR 323 del 1998, tutti i diplomati magistrale che hanno conseguito il titolo al termine dei corsi iniziati entro il 1997-98, a prescindere dal fatto che abbiano o meno insegnato finora. Ritengo
sia importante puntualizzare questo fatto: l’abilitazione all’insegnamento è stata conseguita con il diploma e non con il servizio, né con i vecchi concorsi o corsi del 2005. Insomma l’abilitazione conseguita non è subordinata a nulla, è conseguita e basta, ed è stata conseguita superando l’esame di stato di fine corso dell’istituto magistrale. Questo è quanto dice la normativa. Ogni
altra affermazione è semplicemente priva di fondamento e frutto di pretestuose e fantasiose interpretazioni. Pertanto, non solo non ha alcun senso parlare di percorsi abilitanti (anche fossero solo formali) per coloro che già dispongono di un titolo che la stessa normativa vigente stabilisce essere titolo che “abilita all’insegnamento nella scuola elementare” ma si deve fare altrettanta attenzione a non confondere il concetto di abilitazione (intrinseco quindi al titolo stesso che costituisce una “qualifica” professionale) con qualunque problematica relativa al riconoscimento del servizio svolto, ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato, ambito questo che
rientra nel concetto di “reclutamento”. In sintesi:
– tutti coloro che hanno conseguito il diploma di maturità magistrale entro l’anno scolastico 2001-2002 sono abilitati, in virtù del titolo conseguito, all’insegnamento nella scuola primaria e, a prescindere che abbiano o meno insegnato finora, ad essi va riconosciuto lo status di insegnanti abilitati possessori di una valida e completa qualifica professionale;
– coloro che, oltre al possesso del diploma di maturità magistrale, hanno anche maturato i famosi 360 giorni di servizio hanno diritto, in applicazione della Direttiva 1999/70/CE, a veder trasformati i loro contratti da tempo
determinato a tempo indeterminato dal rispettivo datore di lavoro (l’Ente che gestisce la scuola paritaria per tali scuole, lo Stato per i dipendenti delle scuole
statali). Ma le due cose devono rimanere distinte e distinguibili, come del resto richiesto dalla norme comunitarie che puntualizzano la differenza tra il possesso di una qualifica professionale (Direttiva 2005/36/CE) ed i diritti relativi ai rapporti di lavoro (Direttiva 1999/70/CE). Ovviamente in nessun caso ha senso parlare di corsi e/o procedure più o meno complesse, più o meno formali, più o meno sostanziali, da ritenersi “necessarie” per ri-conseguire un’abilitazione che è già stata acquisita. Così come non ha alcun senso, ormai, pretendere solo dai diplomati magistrale
il superamento di un concorso per titoli ed esami al fine di accedere alle graduatorie per l’insegnamento nelle scuole statali riservate al personale abilitato, poiché, come è noto, lo Stato ha espressamente rinunciato a questo prerequisito nel momento stesso in cui ha ammesso in
tali graduatorie tutti gli altri docenti in possesso dell’abilitazione data da Scienze della Formazione Primaria senza richiedere anche il superamento di procedure concorsuali per titoli ed esami.
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Inviato in data 22/lug/2012 02:17 da Enrica Fastuca
Valore abilitante del diploma magistrale e psico pedagogico
Pubblichiamo qui una interessante precisazione del Dirigente Scolastico Luca Guerranti a riguardo del valore abilitante del diploma di Liceo Psico pedagogico. Chi volesse può ringraziare Luca Guerranti, autore dell'articolo, per la sua precisione e chiarezza, inviando un'e-mail alla scuola dove lavora: info@medialeonardo.it
red – Ad integrazione dell’abstract relativo all’articolo "Il diploma magistrale è abilitante. Non è necessario il corso di formazione iniziale" pubblichiamo la precisazione del Dirigente
Scolastico Luca Guerranti, che ringraziamo per la cura con cui segue il
nostro lavoro. Luca Guerranti* – Cara redazione, una piccola precisazione riguardo il diploma magistrale: vorrei ricordare che anche il diploma del Liceo Psico pedagogico di durata quinquennale ha valore abilitante al pari di quello quadriennale di Istituto Magistrale, purché
conseguito entro l’a.s. 2001/2002. I ragazzi di questa scuola hanno potuto avere nel loro corso di studi
Metodologia didattica negli ultimi due anni, per 2 ore settimanali.
Sc- sec- 1° Grado L. da Vinci
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Inviato in data 19/feb/2012 00:47 da Francesca Bertolini
Diploma Magistrale - Facciamo il Punto
Articolo che spiega perché tale diploma è abilitante e perché i loro possessori debbono essere immessi in GAE
LINK DI APPROFONDIMENTO CONSIGLIATI:
DIPLOMA MAGISTRALE ABILITANTE: Sezione interamente dedicata a spiegare perché questo diploma debba considerarsi a tutti gli effetti abilitante all'insegnamento;
Diploma Magistrale... cosa succederebbe se non fosse abilitante: Video che spiega cosa accadrebbe qualora il val. abilitante del diploma magistrale dovesse essere disconosciuto;
Lettera a Di Pietro: Breve testo che spiega in modo sintetico ed esaustivo la delicata questione inerente i precari di III fascia e la drammatica situazione che questi docenti si trovano a vivere;
In risposta alla Gelmini: lettera di risposta al Ministro Gelmini, che spiega l'assurda questione III fascia e la cecità di un governo che non solo non concede a questi lavoratori quanto gli spetta, ma dopo decenni di servizio alle sue dipendenze ha il coraggio di negarne addirittura l'esistenza arrivando a definirli finti precari;
LA SAGA DEL DIPLOMA MAGISTRALE
In Italia esiste una categoria di personale docente regolarmente abilitato ai quali il Ministero, tuttavia, nega nei fatti il valore dell’abilitazione conseguita.
Parliamo dei possessori di “Diploma di Maturità Magistrale”. Il diploma in oggetto, infatti, è, secondo quanto espressamente e chiaramente stabilito dalla Legge, titolo conseguito a seguito di superamento di un esame di stato avente come finalità l’abilitazione all’insegnamento nella scuola elementare.
La formula esatta utilizzata dalla normativa (art. 197 del T.U. sulla scuola) è “A conclusione degli studi svolti […] nell'istituto magistrale si sostiene un esame di maturità, che è esame di Stato […]. Il titolo conseguito nell'esame di maturità a conclusione dei corsi di studio […] dell'istituto magistrale abilita, […] all'insegnamento nella scuola elementare […]”
Si noti come tale definizione giuridica sia esattamente la stessa utilizzata dall’art. 6 del Decreto legge n. 137 del 1 settembre 2008, laddove, nel definire il “valore abilitante” della Laurea in Scienze della Formazione Primaria, il Legislatore affermi che “L'esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in Scienze della formazione primaria istituiti a norma dell'articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all'insegnamento, rispettivamente, nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria.”
Il testo delle due norme è sostanzialmente identico:
DIPLOMA DI MATURITA’ MAGISTRALE
A conclusione degli studi svolti […] nell'istituto magistralesi sostiene un esame di maturità, che è esame di Stato
L'esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in Scienze della formazione primaria istituiti a norma dell'articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato
Il titolo conseguito nell'esame di maturità a conclusione dei corsi di studio […] dell'istituto magistrale abilita, […]all'insegnamento nella scuola elementare […]
e abilita all'insegnamento, rispettivamente, nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria.
Appare evidente quindi che l’affermazione secondo cui il Diploma Magistrale non “abilita all’insegnamento” ultimamente più volte espressa dal MIUR è, non solo, un’assoluta forzatura, ma un vero e proprio falso ideologico che nega il dettato delle norme.
Appare invece evidente, a chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale, che i due titolo sono definiti in modo identico nel loro valore giuridico (abilitanti all’insegnamento a seguito di un esame di stato) e quindi, dovrebbero sortire i medesimi effetti dal punto di vista professionale.
Non è nemmeno sostenibile l’assunto che tale valore abilitante sia venuto meno col tempo, infatti, non solo sarebbe anticostituzionale che un titolo di studio o, come in questo caso, di qualifica professionale, fosse definito “decaduto” successivamente, ma ancora una volta è la normativa stessa che, con il DPR 23/7/98 n. 323 art 15 comma 7, esclude in modo tassativo questa eventualità, infatti tale norma precisa, ancora una volta in modo inequivocabile che “I titoli conseguiti nell'esame di Stato a conclusione dei corsi di studio dell'istituto magistrale iniziati entro l'anno scolastico 1997/98 conservano in via permanente l'attuale valore legale e abilitante all'insegnamento nella scuola elementare”.
Ancor di più appare sorprendentemente falso il fatto che l’abilitazione all’insegnamento nella scuola primaria sia attribuibile, per i diplomati magistrale, dall’aver superato un concorso, non solo perché nessun concorso magistrale ha mai avuto funzione abilitante, ma perché non sono rare eccezioni i casi di docenti di scuola primaria entrati in ruolo, soprattutto negli anni ’70, senza aver superato alcun concorso, in quanto già possessori di un titolo avente valore abilitante e in un contesto in cui non si rendeva necessario operare alcuna selezione, dal momento che l’offerta di personale abilitato era inferiore alle necessità della scuola. I concorsi a cattedra, così come espressamente indicato nei bandi degli stessi, hanno avuto solo funzione selettiva (e per un periodo di tempo ben determinato) nel momento in cui l’offerta di personale è divenuta di gran lunga superiore ai posti effettivamente disponibili. Tuttavia, tale procedura concorsuale aveva lo scopo di fornire uno strumento selettivo alla procedura di reclutamento e non anche di conseguimento di qualifica o abilitazione.
Ma è stato proprio il MIUR ad abbandonare la strada dei concorsi per imboccare quella dell’inserimento nelle famigerate Graduatorie Permanenti di tutti i cosiddetti “abilitati”, facendovi rientrare quindi anche i laureati in S.F.P., dimenticandosi però di inserire un’intera categoria di personale avente la medesima abilitazione.
La ciliegina sulla torta è data da alcune considerazioni del MIUR secondo cui il dettato dell’art. 197 debba essere interpretato come la semplice affermazione che il diploma permette di insegnare nella scuola primaria, riducendolo, quindi, a semplice “titolo di accesso”. Facciamo notare al MIUR che le parole usate per definire il diploma magistrale non si trovano in nessun’altra definizione di altro titolo di studio italiano, se non, appunto, per definire la laurea in S.F.P. E’ quindi, ancora una volta, una lettura volutamente forzata della normativa, che, in barba ad ogni analisi semantica del testo, attribuisce al medesimo costrutto due significati diametralmente opposti. Miracoli di linguistica che solo i burocrati di Viale Trastevere riescono a realizzare.
La più palese violazione dei diritti acquisiti, tuttavia, è avvenuta quando i diplomati magistrale, ancorché, come abbiamo visto, abilitati, sono stati relegati nelle graduatorie di istituto di III fascia alla stregua di personale “non abilitato”, a differenza dei colleghi in possesso della Laurea in Scienze della Formazione Primaria. Un fatto di estrema gravità, in quanto due titoli entrambi definiti quali abilitanti allo svolgimento della medesima professione, sono stati trattati dal MIUR in modo diverso.
Ma ADIDA si chiede, e chiede al MIUR, se come (falsamente) affermato il Diploma di maturità Magistrale non è titolo che “abilita all’insegnamento” nella scuola primaria, se, come è noto, il concorso non ha mai avuto alcuna funzione abilitante, se, come è noto, in Italia ci sono migliaia di docenti diplomati ancora in ruolo senza aver mai superato un concorso, da quale cappello magico i tanti maestri in ruolo hanno tirato fuori la loro abilitazione ? E non risponda il MIUR citando paroloni come l’ “idoneità” perché è noto a tutti che l’idoneità professionale è un requisito necessario a tutti i docenti anche solo per poter stipulare un contratto, senza la quale nessuna contratto può e deve ritenersi giuridicamente valido.
Si apprende peraltro da “voci ministeriali” che il MIUR, nei suoi progetti di ripristinare i concorsi, vorrebbe escludere dagli stessi i diplomati magistrale, determinando ancora una volta una palese violazione dei diritti acquisiti.
Ecco perché ADIDA sta combattendo una battaglia senza esclusione di colpi per difendere i diritti dei diplomati magistrale, una battaglia non per rivendicare nuovi diritti, ma per ottenere il giusto riconoscimento dei diritti che sono propri di personale regolarmente “abilitato”.
Appare stucchevole che la sistematica violazione dei diritti di personale regolarmente abilitato non abbia invece prodotto alcuna presa di posizione delle grandi associazioni sindacali, più impegnate, probabilmente, a realizzare corsi a pagamento per i propri iscritti al fine di farli ammettere ai nuovi corsi “riabilitanti” che a difendere il valore della qualifica professionale conseguita.
Diploma Magistrale... cosa succederebbe se non fosse abilitante
Interessante video che spiega cosa accadrebbe se il diploma magistrale non fosse abilitante... si prega ognuno di diffonderlo e farlo conoscere, mandatelo a riviste, tv, giornali, mettetelo sulla bacheca di facebook e/o inviatelo ai politici chiedendo che siano immediatamente sospese le misure di avvio dei CAS (Corsi abilitanti speciali previsti dallo Schema di Decreto sulla Formazione Iniziale Docenti per l'acquisizione dell'abilitazione da parte dei diplomati Magistrali) in quanto chiedere a chi è già abilitato di RIABILITARSI non solo è una vergogna per uno stato civile, ma è anche illegittimo da un punto di vista giuridico. Si ringrazia inoltre Enrica Fastuca per la realizzazione di questo ed altri video.
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Inviato in data 28/feb/2012 14:01 da Francesca Bertolini
La vostra maestra era abilitata ?
vi proponiamo questo articolo redatto da Adida...
Pubblicato su Orizzonte scuola
la vostra maestra (o il vostro maestro) era abilitata ?
Pare una domanda banale, ma, se come continuano impropriamente a sostenere i burocrati di Viale Trastevere, il diploma di maturità magistrale “non abilita” all’insegnamento (eppure nelle leggi è scritto il contrario), e premesso che il buon vecchio concorso magistrale per la scuola elementare non era “abilitante” (sfidiamo chiunque a dimostrare, carte alla mano, il contrario) e che, soprattutto negli anni '70, non sono mancati casi di diplomati magistrale entrati "in ruolo" senza superare alcun concorso … va da sé che nessun insegnante di scuola elementare in Italia può definirsi “abilitato” !
Quindi, fatti quattro conti, se nessun insegnante elementare si può definire “abilitato” (sempre usando la terminologia cara alla burocrazia), va da sé che anche le pagelle, le schede di valutazione, gli esami (eh già, fino a qualche anno fa c’era l’esame di licenza elementare) sarebbero stati gestiti da personale non “abilitato” e quindi privo della necessaria qualifica professionale prevista dalla nostra Costituzione (e successivamente dalle norme europee) per l'esercizio di una professione regolamentata e pertanto, nulli dal punto di vista del valore legale e privi di efficacia.
Posto che l’accesso alla successiva scuola media sarà avvenuto, certamente, in base alle pagelle ed all’esamino di licenza elementare, che però, abbiamo visto essere, purtroppo, privo di valore perché gestito da personale non “abilitato”, potrebbe essere messo a rischio anche il valore della licenza media (sempre che, per rincarare la dose, durante il corso, la scuola media non abbia, ahimè, a sua volta fatto ricorso a personale cosi detto non “abilitato”, pescato da qualche graduatoria di istituto).
Ovviamente l’effetto domino si sarebbe propagato agli studi della scuola superiore, al punto da annullare il diploma di maturità… titolo necessario per accedere all’università e conseguire la laurea !
Si, anche le lauree... di chi ha frequentato Scienze della Formazione Primaria. Chiudendo definitivamente il cerchio e avvalorando la tesi che non solo "in Italia nessun insegnante elementare è "abilitato". Ma così nessun "ingegnere", "chimico", "avvocato"... che abbia svolto gli studi in questo nostro Bel Paese.
A questo punto, forse, la domanda iniziale era mal posta, quella corretta dovrebbe essere: se nessun diplomato magistrale è “abilitato”, e, ribadiamo, il concorso non aveva funzione “abilitante”, siamo ancora tutti certi di avere in tasca un qualche titolo di studio avete valore legale, conseguito in Italia dopo il 1923 (anno di istituzione del corso magistrale), qualunque esso sia ?
La risposta l’ ha già data ADIDA: si i titoli di studio sono tutti validi, ma non perché esistano docenti "abilitati" ed altri "non abilitati", ma perché, per esercitare la professione di docente - a cominciare dalla scuola elementare/primaria - è necessario essere in possesso di un titolo di studio che, ai sensi dell’art. 33 della Costituzione, ABILITA (e questa volta lo uso nel senso più proprio del termine, perché trova riscontro nella Carta Costituzionale) all’esercizio di una professione regolamentata, e perché, ai sensi della normativa comunitaria, il titolo che consente l’accesso ad una professione regolamentata, è titolo che conferisce una “qualifica professionale”.
Pertanto, credo possiamo stare tutti tranquilli, salvo smentite da parte del Ministero: i vostri docenti, vincitori o meno di concorsi, frequentanti o meno i vari corsi SSIS o futuri TFA, erano, necessariamente, tutta gente “qualificata” per svolgere l'incarico ad essi affidato o, per dirla in altri termini ABILITATA alla professione svolta.
Se così non fosse, infatti… non osiamo nemmeno immaginare il risultato.
Possiamo quindi mettere nel cassetto la favola della separazione tra personale "abilitato" e "non abilitato", sapientemente "inculcata" a tutti noi per tanti anni, e, da bravi europei, oltre che italiani, cominciare a ragionare in termini di "possessori di qualifica professionale che permette l'accesso ad una professione regolamentata" così come previsto dalla nostra Costituzione e dal Diritto comunitario. Altrimenti il rischio è che la "favola" si trasformi in un "incubo".
Coordinatore ADIDA
Inviato in data 01/lug/2011 13:48 da Francesca Bertolini
Diplomati Magistrali: forse l'accesso diretto ai corsi abilitanti...
Premesso che il Diploma Magistrale è abilitante, premesso che le GAE sono chiuse e che se per sperare almeno di poter accedere ai ruoli bisognerà attendere il loro completo esaurimento, ci sarà da attendere non meno di un decennio, premesso inoltre che il massimo a cui i diplomati magistrali possono attualmente aspirare sia che restino abilitati, sia che si debbano riabilitare è l'accesso alla II fascia delle Graduatorie d'Istituto, probabilmente fra tre anni! Tale notizia appare come una farsa. Per i diplomati magistrali non cambia niente, le cose cambiano solo per le università che potranno meglio tutelare i loro intere$$i facendo cassa sulle riabilitazioni dei magistrali.
red - La notizia proviene dal comunicato di CUB Scuola Torino, a firma di Giulia Bertelli, che in seguito ad un incontro presso l'USR del Piemonte, apprende dell'orientamento dell'amministrazione di proporre per i docenti in possesso di diploma magistrale "un corso senza alcuna preselezione". Se la notizia venisse confermata, si aprirebbe uno scenario diverso rispetto a quello presentato dal dm 249/10. Maggiori dettagli nei prossimi giorni.
"Giulia Bertelli* - La CUB Scuola ha tenuto un presidio, al quale ha partecipato anche l'ADIDA, in favore delle maestre elementari in possesso di diploma magistrale abilitante, presso l'Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte.
L'urgenza di ottenere risposte in merito alla situazione in cui versano da 11 anni migliaia di maestre precarie della Provincia di Torino che sono state indebitamente escluse dalla graduatorie per l'accesso al ruolo, ha reso necessario un incontro con l'Amministrazione.
Al funzionario che ha accolto la delegazione, la Dott.ssa Di Costanzo, abbiamo:
1.consegnato copia della normativa che riconosce il valore abilitante del diploma per poter discutere della questione.
2.esposto le ragioni della nostra obiezione sull'istituzione di un Corso Abilitante Speciale contenuto nel decreto sulla Nuova Formazione dei Docenti, che di fatto considererebbe non abilitate tutte le docenti diplomate, con una selezione a "sbarramento".
In particolare la Dott.ssa Di Costanzo ha fornito una nuova notizia in merito all'incontro tra MIUR, USR ed Università tenutosi la scorsa settimana.
Ci ha, infatti, comunicato, che è orientamento dell'amministrazione che per i diplomati magistrali si tratterà di un corso senza alcuna preselezione.
Quindi una sorta di corso di aggiornameno del titolo. Il tutto dovrebbe essere stabilito in un apposito decreto in via di pubblicazione, che tratterà il caso specifico dei diplomati magistrali. Questo documento dovrebbe essere pubblicato a breve.
La CUB Scuola nei prossimi giorni organizzerà una costante mobilitazione del personale precario anche in considerazione del fatto che il decreto legge in questione è ancora oggetto di elaborazione.
*Responsabile precari CUB Scuola Torino
video http://www.youtube.com/watch?v=95UwAC6Z8uk "
Inviato in data 23/giu/2011 16:22 da Francesca Bertolini
Fabbisogno di docenti nella scuola statale & diplomati magistrale lasciati a marcire
Pubblicato su Orizzonte Scuola - di Fabio Albanese
http://www.orizzontescuola.it/node/16976
Nel leggere i dati relativi al fabbisogno di insegnanti pubblicati nel blog di Liborio Butera relativamente all'insegnamento nelle scuole dell'infanzia e primaria c'è da rimanere sconcertati, allibiti, disgustati.
Ci chiediamo perché a fronte di migliaia di diplomati magistrali già regolarmente abilitati ed idonei allo svolgimento della professione (non lo diciamo noi, ma la Legge italiana e i contratti stipulati) che da oltre un decennio sono relegati a fare da tappabuchi, lo Stato italiano non si decida ad adempiere alle norme comunitarie e trasformare i reiterati contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.
Inviato in data 23/giu/2011 11:59 da Francesca Bertolini
DIPLOMATI MAGISTRALI FUORI DA TUTTO!
19 Giugno 2011Testo comunicatoLa CUB - Confederazione Unitaria di Base, ha indetto un presidio per portare all'attenzione di tutti e delle istituzioni la questione dei diplomati magistrali. Accogliamo l'invito a diffondere l'informazione di questa iniziativa, nella consapevolezza che divulgare le iniziative di difesa e di protesta che riguardano noi precari della scuola sia una ottima base per rafforzare l'azione di contrasto alle scelte politiche dell'attuale Governo. Informiamo quindi che tale presidio si terrà dalle DALLE ORE 9 DI MERCOLEDÌ 22 GIUGNO, davanti all'USR di via P. Micca a Torino, "PER CHIEDERE GIUSTIZIA E LA FINE DELLA NOSTRA UMILIAZIONE COME DOCENTI e come DIPLOMATI MAGISTRALI AL DI LÀ DELLE APPARTENENZE SINDACALI E ASSOCIATIVE" (dal Comunicato CUB).Il direttivoMessaggio del Coordinatore Adida Luca Dibitonto
Carissimi docenti e colleghi di scuola primaria,
sono Luca Dibitonto, coordinatore Adida della provincia di
Vercelli, docente di scuola primaria inserito nelle graduatorie d’istituto di
terza fascia grazie al diploma magistrale.
Volevo informarVi che nella giornata di mercoledì 22 giugno,
a partire dalle ore 9, sarò presente al presidio organizzato dalla “CUB
Scuola”, che si terrà in Via Pietro Micca a Torino davanti agli uffici dell’USR
(Ufficio Scolastico Regionale): la finalità di questa iniziativa è di portare
all’attenzione di tutti la gravosa questione di noi diplomati magistrali.
Chiunque volesse partecipare a questa importante iniziativa,
può contattarmi nelle giornate di lunedì (dalle ore 15 alle ore 19) e martedì
(dalle ore 9 alle ore 13) al mio numero di sportello Adida 3315466989, negli
orari indicati.
Continuiamo a lottare tutti insieme per tutelare i nostri
diritti e per il nostro futuro!
Vi aspetto e spero di conoscervi al più presto, un grosso
Luca Dibitonto,
coordinatore Adida Vercelli e membro del direttivo nazionale
Inviato in data 19/giu/2011 02:43 da Francesca Bertolini
Diplomati Magistrali: I precari abilitati non abilitati e poi disabilitati!
Come al solito Adida sconsiglia l'utilizzo di Internet Explorer e consiglia vivamente l'utilizzo di Chrome o Firefox, chi installando questi programmi dovesse avere difficoltà nella visione del video allora dovrebbe aggiornare il flash player (se usa Firefox, Chrome dovrebbe invece averlo già integrato).
una categoria di insegnanti che, di anno in anno, sono chiamati a svolgere il
loro servizio nelle scuole elementari e materne statali e paritarie. Si tratta
di insegnanti, quelli che di solito chiamate maestri, in possesso di un titolo di studio, il Diploma
di Maturità Magistrale, che la Legge
italiana definisce, senza mezzi termini, abilitante all’insegnamento.
Essi al pari dei loro colleghi di ruolo bocciano e
promuovono alunni, firmano documenti ufficiali, sono commissari d’esame, fanno
lezione e si assumono la piena responsabilità dei bambini loro affidati.
Insomma, normali maestri…
la maggior parte dei colleghi di ruolo essi condividono inoltre la medesima
qualifica e titolo di studio.
insegnanti che, di anno in anno, devono certificare ai Dirigenti che li convocano di essere in possesso di un titolo di studio
che li qualifica alla professione che svolgono e di essere idonei a svolgerla.
Se così, infatti non fosse, non sarebbe possibile nemmeno stipulare i contratti
di servizio, i quali ricordano espressamente che l’inidoneità allo svolgimento
della professione è causa di risoluzione del contratto stesso.
docenti di cui parliamo, però, sono maestri “speciali”. Si perché a loro il Ministero
riserva un trattamento “speciale”. Anzi, meglio dire “differenziato”. Infatti, ciò che li rende diversi, ma forse
non troppo dai loro colleghi di ruolo è
il fatto di non aver partecipato ad una procedura concorsuale per titoli ed
esami che secondo la Legge ancora
vigente, dovrebbe tenersi ogni tre anni.
permettere alle Università di speculare e guadagnare nell’allestimento dei
corsi di Scienze della Formazione primaria e dei corsi di specializzazione
all’insegnamento è però dal lontano 1999, ossia da almeno 12 anni che di
concorsi non ve ne sono più stati.
procedura concorsuale che, per questi maestri speciali, non ha mai avuto lo
scopo di “abilitare”, in quanto il titolo era di per sé abilitante, ma,
semplicemente, di creare una graduatoria di merito, che nei bandi di concorso
era definita valida per un ben preciso periodo di tempo e non certo permanente,
e che doveva servire per le assunzioni a tempo indeterminato.
con la sospensione del reclutamento per concorso e l'introduzione delle “graduatorie
permanenti”, divenute poi “ad esaurimento”, i diplomati magistrali che, pur
essendo abilitati, non avevano
partecipato al concorso, sono stati definitivamente ed impropriamente relegati come supplenti a vita nella III
fascia delle graduatorie di istituto, quella riservata al personale non
abilitato, mentre tutti gli altri abilitati vincitori e non di concorso,
accedevano alle graduatorie permanenti.
mancata partecipazione al concorso, quindi, ha determinato l’esclusione “a
vita” dalla possibilità di essere assunti a tempo indeterminato nella scuola
statale, condannandoli al ruolo di precari senza via d’uscita. Unici insegnanti
in Italia in possesso di regolare
abilitazione a non poter ambire all’iscrizione nelle graduatorie per personale
abilitato e quindi all’assunzione a tempo indeterminato. Eppure, nemmeno in
questo strano Paese, le abilitazioni o i titoli di studio, dovrebbero
avere una scadenza.
l’assurda situazione, già di per sé grave, non si limita a questo. Infatti,
se chiedono al Ministero di certificare la loro preparazione ed il loro titolo,
anche al solo fine del riconoscimento in un altro Stato, essi vengono,
paradossalmente, certificati quali “non qualificati” e “non idonei” a svolgere
la loro funzione. Anche se, lo stesso Ministero, non disdegna di utilizzarli
nelle scuole statali, e nei contratti
che stipula, di volta in volta, con ciascuno di essi, li definisce “insegnanti”
e ricorda, espressamente, che l’inidoneità alla professione, se
accertata, è causa di annullamento del contratto stesso. In una sorta di strana
contraddizione tutta italiana.
Tuttavia le sorprese non finiscono qui. Che siano
docenti particolari, differenziati, dalla doppia personalità, al tempo stesso qualificati e non
qualificati, abilitati, ma privi di abilitazione, idonei ed inidonei
all’insegnamento, lo dimostra il fatto che possono svolgere la loro professione
a pieno titolo nelle scuole private paritarie, dove possono essere assunti a
tempo indeterminato o svolgere la professione in forma autonoma. E possono
diventare anche coordinatori didattici… insomma direttori di scuole private
ci hanno detto che le scuole paritarie sono parte integrante del sistema
scolastico italiano e l’art. 33 della costituzione ne sancisce la formale
parità sotto ogni aspetto, che devono avvalersi di personale qualificato,
abilitato ed idoneo allo svolgimento della professione, e tali sono ritenuti i
diplomati magistrali.
un Paese normale verrebbe spontaneo chiedersi come sia possibile che, a parità di titolo di studio e di
abilitazione, lo stesso insegnante risulti essere “non idoneo” e “non
qualificato” e ridotto a fare il supplente a vita se insegna nella scuola
statale; abilitato, idoneo e pienamente qualificato, con possibilità di
assunzione a tempo indeterminato, se intende insegnare nella scuola paritaria.
Quasi che il valore abilitante e professionalizzante di un titolo non riguardi
il titolo stesso, la formazione ricevuta, ma il datore di lavoro presso cui lo
cari genitori, sappiate che se il maestro Mario Rossi insegna in una scuola
paritaria, potete star tranquilli, avete l’assicurazione ministeriale che egli
è un docente abilitato, idoneo e qualificato, che potrà seguire vostro figlio
per tutta la sua permanenza nella scuola primaria. Ma state attenti, perché il
giorno in cui il maestro Mario Rossi dovesse trasferirsi in una scuola statale,
di lui non vi potrete più fidare, secondo il Ministero egli è certamente un
insegnante non idoneo, non qualificato e di dubbia abilitazione. Ma, in questo
caso, non dovete temere, con l’emanazione del Nuovo Schema di Regolamento sulla
Formazione Iniziale Docenti il Ministero ha pensato di porre finalmente rimedio
a questo pericolo.
All’art.
15 comma 3 del Decreto è infatti sancito che solo i possessori dei titoli di
cui al DM 22/2005 potranno fare domanda di accesso nelle graduatorie d’Istituto
per l’insegnamento il quale purtroppo non cita questi diplomati.
così questi abilitati trattati per anni da non abilitati verranno FINALMENTE
disabilitati! Ma solo per l’insegnamento nelle Statali, perché per le scuole
Paritarie continueranno ad essere Abilitati!
Inviato in data 19/giu/2011 01:36 da Francesca Bertolini
Diploma Magistrale Abilitante all'Insegnamento
Ho iniziato ad occuparmi della questione dei docenti precari possessori di diploma di Istituto Magistrale per caso, una docente mi aveva raccontato che il loro titolo era abilitante per le paritarie e non le statali. Quello che poi ho scoperto ha dell'incredibile.. In questo breve articolo verrà spiegato perché i diplomati di Istituto Magistrale in realtà sono abilitati, perché tale abilitazione non è mai stata riconosciuta e perché se non impugneranno lo Schema di decreto sulla formazione iniziale docenti, essi rischiano di creare una nuova categoria di docenti precari: i disabilitati. Francesca Bertolini (Coord. Naz. Adida)
Per approfondire la questione visualizza anche questo articolo
Caro Maestro, sapevi che il DIPLOMA magistrale
è titolo ABILITANTE all’insegnamento anche negli istituti Statali?
Per anni, tutti i decreti che
hanno istituito i corsi di Scuola e Istituto magistrale, hanno sancito il
valore abilitante del corso di studio, primo fra tutti il corso di “Diploma Magistrale” , istituito
in Italia con l’articolo 53 del Regio Decreto 6 Maggio 1923, n. 1054, con la
finalità di formare i docenti della scuola elementare (ora primaria). Successivamente
l’Art. 191, commi 4 e 6, del decreto legislativo n. 297 del 1994, ha modificato
la struttura e la durata di tale corso, senza tuttavia intaccarne gli obiettivi
e le finalità, che sono rimaste pressoché immutate. Tale titolo conferisce pertanto
ai diplomati la qualifica professionale di insegnante di scuola elementare (ora
primaria) e costituisce a tutti gli effetti di legge, titolo di abilitazione
all’insegnamento. Tale abilitazione è quindi intrinseca nel titolo medesimo
e non è subordinata al superamento di altre prove, esami o concorsi.
Il Decreto interministeriale del
10/03/1997 ribadisce che i diplomi di maturità magistrale conseguiti entro il
termine dei corsi avviati nell’anno scolastico 1997/98, o comunque conseguiti
entro l’anno scolastico 2001/2002, conservano, in via permanente il valore abilitante e consentono di partecipare ai
concorsi ordinari a cattedra.
Se ciò non bastasse il valore
abilitante del diploma, così come la sua valenza nel tempo, è espressamente
confermato anche da una nota del Ministro della Pubblica Istruzione pro-tempore
On. Luigi Berlinguer del 3 marzo 1997, Prot. n. 12588/BL, dall’Art. 1, co. 7,
del Decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323 ,dalla
Circolare Prot. n. 4458/C18 - USR Liguria del 18 ottobre 2006 e dalla Circolare
Ministeriale 15.07.1997 n. 434. In tempi recentissimi, il valore abilitante di questo diploma è stato anche ribadito anche dalla nota "Prot.n. MiurAOODRVE Reg. Ufficiale 3308/D20d" dell'USR del Veneto.
Alla luce di quanto esposto,
viene da domandarsi perché per anni la diffusa la convinzione che il titolo non
fosse abilitante abbia impedito ai possessori di questo titolo di poter accedere ai ruoli.
Tutto si basa su una percezione
o, se vogliamo interpretazione, errata del termine "concorso a cattedre".
Fino al 1999, in accordo con
l’art. 97 della Costituzione per “entrare in ruolo” ossia essere assunti a
tempo indeterminato dalla pubblica amministrazione non era sufficiente essere in possesso di un'abilitazione, ma bisognava essere vincitori
di un concorso. A partire dal 2000, con l'istituzione delle Siss e dei corsi
di Scienze della formazione primaria e quindi con l’ingresso di una nuova
normativa, questo requisito non è stato
più indispensabile.
Per la prima volta hanno potuto
accedere alle graduatorie permanenti (Istituite per l'accesso ai ruoli), divenute poi ad esaurimento, anche
soggetti che non fossero vincitori di pubblico concorso ma, dato che i decreti
di aggiornamento di tali graduatorie sancivano che l'accesso era riservato ai SOLI
vincitori di concorso, ai laureati in scienze della formazione primaria, agli
abilitati tramite corsi riservati e/o ordinari; ai semplici “diplomati
magistrali, seppur in possesso di un titolo pienamente abilitante, non è
restato altro che accettare “di buon grado” l’esclusione da tali graduatorie e
quindi dagli incarichi di ruolo nella Pubblica Amministrazione. Unico
contentino, concesso ai possessori di questo titolo di studio valido a tutti
gli effetti di legge, è stata l’opportunità di far valere tale titolo per l’accesso
ai ruoli negli Istituti Paritari e Privati.
Per molti anni, ed esattamente
fino al 2007, tale diploma è stato quindi abilitante esclusivamente per l’insegnamento
nelle scuole primarie e dell'Infanzia paritarie, ma poi improvvisamente vi è stata la svolta.
Con l’entrata in vigore del D.M.
27/2007, l’accesso alle graduatorie ad esaurimento viene finalmente concesso a
chiunque fosse in possesso di un QUALSIASI titolo abilitante conseguito tramite
un esame, e quindi ai Diplomati Magistrali viene finalmente concesso per la
prima volta di potervi entrare. Incredibilmente però, a quanto pare
nessuno si accorse di ciò, o almeno Adida si augura che nessun sindacato pur
sapendolo abbia taciuto una tale informazione al fine di permettere alle
Università di continuare a lucrare sulle spalle di cittadini che da anni vedevano
violati i loro diritti. Quasi nessuno fece domanda di inserimento nelle graduatorie
ad esaurimento. La diffusa credenza che
tale titolo non fosse abilitante ha fatto si che solo qualche temerario
tentasse questa strada, e la (voluta?) disinformazione degli uffici preposti
all’accoglimento delle domande, ha sempre liquidato i loro tentativi con una
negazione del diritto di accesso a causa di una presunta e mai spiegata
“inidoneità”.
A rafforzare l’errata interpretazione
e la conseguente confusione, i diplomati di scuola magistrale non inseriti in
GaE sono stati inseriti nella III fascia delle Graduatorie di Istituto mentre,
allo stesso tempo, nel settore Scuole Paritarie, che ricordiamo per legge
(Legge 10 marzo 2000, n. 62, Art. 4, comma f.) possono assumere SOLO personale
docente fornito del titolo di abilitazione, gli insegnanti venivano e vengono
legalmente assunti in base al solo titolo abilitante in possesso.
l’ordinamento giuridico italiano prevede che una vecchia legge rimanga in
vigore fino a quando una nuova legge non la abroghi specificatamente o ne sostituisca
integralmente parti sostanziali.
Per il futuro, il nuovo schema di
decreto sulla formazione iniziale docenti sancisce che i diplomati magistrali
per abilitarsi debbano frequentare un corso della durata di un anno, previo il
superamento di un test d'accesso selettivo.
Questo cancellerebbe di fatto
ogni diritto acquisito col precedente ordinamento,
Ma non è tutto: all'art. 15 comma 3 dello schema di decreto sulla Formazione iniziale docenti, viene specificato che "I titoli posseduti dai soli soggetti di cui al comma 1 mantengono la loro validità ai fini dell’inserimento nella terza fascia delle graduatorie di istituto. Le tabelle 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 allegate al presente regolamento, unitamente al compimento del tirocinio formativo attivo di cui all’articolo 10, sostituiscono integralmente per tutti gli altri soggetti e per le relative classi di concorso i titoli previsti dal decreto ministeriale 30 gennaio 1998 n. 39 e successive integrazioni e modificazioni". Detto in altre parole i diplomati magistrali, come pure i docenti di strumento musicale non rientrando tra coloro che soddisfano i requisiti elencati all'art.15 comma 1 e nemmeno tra coloro che soddisfano i requisiti di cui alle tabelle sopracitate del suddetto regolamento, non solo si vedranno ingiustamente derubati della propria abilitazione, ma rischiano addirittura di non poter più essere inseriti nelle graduatorie d'Istituto e quindi insegnare nelle scuole pubbliche! PERTANTO
Adida vuole ricorrere per vedere
definitivamente riconosciuto il valore abilitante di questo diploma, prima che
lo stesso venga definitivamente cancellato, contro l'ingiusta esclusione di questi soggetti dalle graduatorie d'Istituto e mette in campo le sue forze a le
sue competenze per difendere i diritti di quanti si sentono defraudati dal
comportamento ambiguo e scorretto del ministero.
NB: i diplomati di liceo pedagogico e altri corsi sperimentali risultano a tutti gli effetti diplomati di "Istituto magistrale" e pertanto i loro titoli sono altreisì abilitanti.
Piccolo consiglio a chi chiedendo spiegazioni di questo ai sindacati dovesse sentirsi rispondere che non sono vincitori di concorso: fate presente che né i sissini, né i docenti abilitati con la sanatoria del 2005 sono vincitori di concorso. Fate inoltre presente che in GAE vi sono docenti che si sono acquisitati un'abilitazione all'estero con corsi in alcuni casi della durata di poche settimane. A chi invece dovesse rispondervi che voi siete abilitati ma non idonei, fate semplicemente presente che questo è falso. Se così fosse, il Ministro, i provveditori, i presidi, i dirigenti regionali e buona parte dei dipendenti del MIUR, ai sensi della legge Brunetta , dovrebbero essere IMMEDIATAMENTE LICENZIATI e processati. Si fa inoltre presente che negli altri stati europei, il diploma Magistrale è titolo abilitante che permette di accedere direttamente ai ruoli.
Chi vi dice che tutto ciò non è vero: ditegli di inviarci la normativa che smentisce quanto abbiamo affermato. Ci impegniamo a rispondere pubblicamente a qualsiasi obiezione venga fatta.
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Inviato in data 19/giu/2011 01:20 da Francesca Bertolini
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