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Timestamp: 2019-03-21 17:10:38+00:00
Document Index: 80373375

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 42', 'art. 6', 'art. 60', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 7']

In tema di espropriazione di suoli per la realizzazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica, ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, beneficiario dell'espropriazione è il Comune, in favore del quale l'espropriazione è pronunciata, sicché è il Comune stesso ad essere obbligato al pagamento dell'indennità di espropriazione e di occupazione, anche quando gli atti espropriativi vengano delegati e l'occupazione delle aree sia attuata dagli istituti e dalle cooperative.
In ipotesi di “delega all'esproprio” ex art. 60 L. n. 865/71 a cooperativa edilizia, sussiste corresponsabilità nella causazione del danno consistente nella perdita della proprietà per effetto dell'intervenuta occupazione appropriativa, con conseguente condanna in solido al risarcimento del danno del delegante, che abbia omesso l’esercizio dei poteri di controllo e di intervento e del delegato, che abbia omesso la conclusione della procedura mediante emanazione del decreto di esproprio.
Soggetti attivi dell'espropriazione: successione tra enti
Alcun dubbio può sorgere in merito all’attuale responsabilità di Poste Italiane S.p.a. per un'occupazione illegittima causata dalla originaria amministrazione delle Poste e delle Telecomunicazioni, ove si consideri che quest'ultima fu trasformata ope legis dapprima nell’ente pubblico economico denominato “Poste Italiane”, quindi nell’attuale società per azioni: si apprezza, pertanto, un ininterrotto fenomeno successorio, con ogni conseguenza in pu ...
Solo nei casi in cui vi è sostituzione amministrativa, l’ente sostituto agisce per l’esecuzione dell’opera non in rappresentanza dell’amministrazione sostituita, ma per competenza propria e spendendo il proprio nome di persona giuridica diversa, assumendo di fronte all’espropriato o al titolare del bene occupato tutti gli obblighi relativi al pagamento dell’indennità o all’eventuale ristoro dei danni, salvo che non affidi in concessione ad ...
Soggetti attivi nell'espropriazione: enti, uffici e competenze
Deve ritenersi che, ai sensi dell’art. 6, comma VIII, D.P.R. 327/2001 ed in considerazione del D.M. 28.11.2002 citato nel decreto di esproprio adottato, R.F.I., quale concessionario della gestione dell’infrastruttura ferroviaria nazionale cui sono stati delegati, in attuazione della legge, specifici poteri espropriativi, spenda, nella specie, poteri propriamente amministrativi (recte, è, limitatamente a tali attività, Pubblica Amministrazione), con connessa valenza fide ...
Il promotore e il beneficiario dell'espropriazione
E' pienamente compatibile con la normativa in materia di espropriazione per pubblica utilità l’agire dell’ente promotore dell’espropriazione in nome e per conto di un diverso soggetto pubblico beneficiario, tant’è che l’art. 1 del d. lgs. 327/01 distingue le due diverse categorie di soggetti: promotore dell’espropriazione e beneficiario dell’espropriazione che, anche con riferimento ad un unico progetto complessivo, non necessariamente deve ...
Il nuovo sistema del riparto di competenze tra Giunta e Consiglio comunale previsto dagli artt. 42 e ss. del t.u. 18 agosto 2000 n. 267, è retto dal principio secondo cui l'organo elettivo (Consiglio comunale) è chiamato ad esprimere gli indirizzi politici ed amministrativi di rilevo generale, che si traducono in «atti fondamentali» tassativamente elencati all'art. 32 della l. 8 giugno 1990 n. 142, poi trasfuso nell'art. 42 del t.u. approvato con d.lgs. 18 agosto 2000 n. ...
L’art. 6 del d.P.R. n. 327/2001 prevede che l’autorità competente alla realizzazione di una opera pubblica è anche competente all'emanazione degli atti del procedimento espropriativo che si rendano eventualmente necessari.
Concorso di più enti all'espropriazione e alla realizzazione dell'opera pubblica. Il soggetto titolare dell'obbligazione indennitaria
In caso di collaborazione di più enti alla realizzazione di un'opera pubblica, qualora l'occupazione risulti ab initio illegittima, tutta l'attività svolta nel corso dell'occupazione, da chiunque esplicata, risulta illegittima, ove causalmente collegata al danno, nonché fonte di responsabilità per gli enti autori, i quali sono tenuti al risarcimento, ai sensi degli artt. 2043 e 2055 c.c., avendo perseverato nell'occupazione del terreno e nella costruzione dei manufatti, p ...
Il trasferimento degli obblighi indennitari, in via esclusiva, all'affidatario dell'opera (concessionario o appaltatore), è configurabile solo ove sia stato conferito l'esercizio dei poteri espropriativi ed il conferimento non sia rimasto fatto interno tra espropriante ed affidatario, occorrendo che, nell'attività che abbia portato il delegato in contatto con il soggetto passivo dell'esproprio, il primo si sia correttamente manifestato come titolare degli obblighi indennitari, oltr ...
Un contratto nell’ambito di un rapporto privatistico riconducibile ad un mandato con rappresentanza, è inidoneo a conferire all’appaltatore poteri pubblicistici in ordine alla procedura espropriativa, dovendo l'appaltatore provvedere a tali attività in nome e per conto del mandante, in favore del quale è peraltro disposto il decreto di esproprio. Pertanto le responsabilità e le manleve previste dal contratto, venendo in rilievo un mandato con rappresentanza, p ...
Ove la società appaltatrice agisca su mandato dell’appaltante, non può parlarsi di sostituzione amministrativa, ragion per cui laddove l’appaltante dovesse essere ritenuta responsabile di danni da risarcire al proprietario di un terreno illegittimamente occupato, potrà rivalersi sull’appaltatore citandolo davanti al giudice ordinario.
Colui che ha proceduto alla materiale apprensione del bene, nonché all'esecuzione dell'opera pubblica - sia delegato ovvero concessionario o semplice appaltatore - riveste la titolarità passiva del rapporto obbligatorio collegato all'illecito dalla stessa provocato, dato il carattere personale delle relativa responsabilità che riverbera i suoi effetti anzitutto su chi agisce per realizzare tale risultato. A tale soggetto non è consentito invocare la non imputabilità ...
Un contratto di appalto con cui si delega l’appaltatore al compimento di tutte le attività inerenti la procedura espropriativa, con manleva anche in ordine al pagamento di tutti gli indennizzi da intendersi compresi nel prezzo dell’appalto; e con accollo dell’appaltatore dell’onere delle vertenze giudiziarie riferite alla procedura espropriativa, non è idoneo a configurare una responsabilità diretta dell’appaltatore nei confronti dei terzi ed in ...
La c.d. “concessione traslativa” può comportare un esonero di responsabilità per la Pubblica amministrazione espropriante quando la stessa trasferisce al delegato, concessionario affidatario dell'opera, la titolarità di poteri espropriativi e non soltanto l'esercizio degli stessi; e allora, in questo caso, potrebbe sussistere unicamente la responsabilità del soggetto che realizza l'opera. Tuttavia, in assenza di concessione traslativa, il concessionario non pu ...
Ove nella realizzazione dell'opera pubblica ci si avvalga della collaborazione di privati, non ha senso parlare di delega amministrativa intersoggettiva, professabile unicamente nei rapporti tra enti pubblici.
L'ente espropriante, che resta pur sempre "dominus" della procedura anche nella ipotesi in cui ricorra (L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 60) all'istituto della delega, è responsabile dell'operato del delegato (si tratti di un ente di una cooperativa o di un'impresa), poiché la legge dispone che l'espropriazione si svolge non soltanto "in nome e per conto" del delegante, ma anche "d'intesa" con quest'ultimo, che conserva ogni potere di controllo e di st ...
L'assetto privatistico dell'ANAS ha incidenza concreta soltanto sulla fase gestionale del nuovo soggetto, permanendo sia la natura pubblica del nuovo organismo, sia i poteri pubblicistici propri dell’Ente proprietario delle autostrade e strade statali trasferite, tra i quali l’autotutela amministrativa.
Il legislatore del t.u. in materia di espropriazione per pubblica utilità ha distinto due ipotesi di avvio della fase dichiarativa della pubblica utilità dell’opera a seconda di chi sia concretamente il cd. «promotore dell’espropriazione»
Autorità espropriante e principio di simmetria
L’art. 6, comma 1, del D.P.R. 327/2001 prevede che l’autorità deputata a realizzare l’opera pubblica o di pubblica utilità sia anche l’autorità titolare del potere espropriativo e di conseguenza quella deputata ad emettere gli atti del relativo procedimento amministrativo
L’autorità espropriante è l’autorità amministrativa titolare del potere espropriativo e che cura il relativo procedimento, ovvero il concessionario di un’opera pubblica al quale sia stato attribuito tale potere in base ad una norma. Essa è quindi il soggetto a cui l’ordinamento conferisce il potere di incidere, attraverso provvedimenti amministrativi, sulla sfera giuridica dei privati ovvero di altri soggetti dell’ordinamento stesso.
In via straordinaria l’ordinamento ammette che anche autorità pubbliche diverse da quelle contemplate dalla definizione di autorità espropriante data dall’art. 3 del Testo Unico, e pure taluni soggetti privati, possano essere titolari di potere espropriativo. Ciò avviene grazie alla possibilità offerta dall’ottavo comma dell’articolo 6 del Testo Unico.
Il concessionario nell'espropriazione
Il concessionario di opera pubblica, così come il contraente generale, può qualificarsi come autorità espropriante a titolo originale, quando il conferimento del potere espropriativo deriva da una norma di legge, ovvero come autorità espropriante a titolo derivato, quando l’esercizio del potere espropriativo deriva per delega integrale o parziale dell’autorità espropriante.
contraente generale ed espropriazione per pubblica utilità
l’affidamento si caratterizza per l’assunzione da parte del contraente generale dell’onere relativo all’anticipazione temporale del finanziamento necessario per la realizzazione dell’opera, integralmente o almeno parzialmente con mezzi privati, dell’onere di prestazione di idonee garanzie, nonché dell’onere relativo alla partecipazione diretta al finanziamento dell’opera o al reperimento dei mezzi finanziari necessari.
La giurisprudenza si è dovuta misurare sulla questione in molteplici occasioni, chiamata a decidere se, una volta che l’autorità espropriante si sia spogliata del potere ablatorio, questa venga completamente estromessa dal rapporto espropriativo e dal relativo procedimento.
Il beneficiario dell'espropriazione
Il beneficiario è il soggetto, pubblico o privato, in cui favore viene emesso il decreto di esproprio. Si tratta del soggetto che acquisisce il diritto ablato, che entra quindi a far parte del suo patrimonio. Questo è il soggetto che si arricchisce per effetto del trasferimento del bene immobile conseguente dall’esercizio del potere ablativo.
Il promotore dell'espropriazione
Il promotore è il soggetto pubblico o privato che chiede l’espropriazione per pubblica utilità e che cura gli adempimenti operativi connessi, assumendo l’iniziativa del procedimento e ponendo in essere gli atti di impulso nei confronti dell’autorità espropriante. Con riferimento alla funzione di impulso esercitata, il promotore può richiedere l’espropriazione e può depositare il progetto di massima.
Competenze dei Comuni in materia di espropriazione per pubblica utilità
Ai sensi dell’art. 7 del Testo Unico, i Comuni godono di una serie di competenze espropriative particolari, ai fini di attuare la pianificazione prevista nel piano regolatore generale.
L’ufficio per le espropriazioni diviene anche il luogo in cui il cittadino può concretamente esercitare il proprio diritto di partecipazione al procedimento espropriativo, in quanto soggetto passivo, compreso il diritto di accesso agli atti e di visionare gli atti depositati.