Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-agenzia-entrate-n-21-del-22042003.html
Timestamp: 2016-12-11 11:48:14+00:00
Document Index: 65174570

Matched Legal Cases: ['art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art.\n90', 'art.\n90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 81', 'art. 90', 'art.\n90', 'art. 90', 'art.\n90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'in fine', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 90', 'art. 111', 'art. 87', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 95', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 74', 'art. 19', 'art. 25', 'art. 32', 'art. 17', 'art. 94', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 37', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 9', 'art. 35', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 90', 'art. 83', 'art. 81', 'art. 81', 'art.\n25', 'art. 81', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 81', 'art.\n90', 'art 81', 'art. 83', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 10', 'art. 81', 'art. 25', 'art. 11', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 81', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 90', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 74', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 4', 'art. 90', 'art. 90', 'in fine', 'art. 90', 'art. 90', 'art 13', 'art. 90', 'art. 13', 'art 37', 'art. 17', 'art. 90', 'art. 65', 'art. 90', 'art. 91', 'art. 37', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 91', 'art. 90']

Legge 27 dicembre 2002, n. 289 - art. 90.
Disposizioni per l'attività sportiva dilettantistica
1. REQUISITI SOGGETTIVI DELLE
ASSOCIAZIONI E SOCIETA' SPORTIVE DILETTANTISTICHE
1.2 Associazioni sportive dilettantistiche. Forma
2. QUALIFICAZIONE TRIBUTARIA DELLE
ASSOCIAZIONI E DELLE SOCIETA' SPORTIVE DILETTANTISTICHE
2.1.1. Inapplicabilità delle disposizioni sulla perdita della qualifica
di ente non commerciale (art. 90, comma 11)
2.2 Società sportive dilettantistiche costituite in
società di capitali senza fine di lucro
3. ESTENSIONE ALLE SOCIETA' SPORTIVE
DILETTANTISTICHE SENZA FINE DI LUCRO DELLE DISPOSIZIONI IN FAVORE DELLE
ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE (art. 90, comma 1)
3.2 Certificazione dei corrispettivi per assistere alle
manifestazioni sportive dilettantistiche
4. ELEVAZIONE A 250.000 EURO DEL
LIMITE MASSIMO DI PROVENTI PER BENEFICIARE DELLE DISPOSIZIONI RECATE DALLA LEGGE
N. 398 DEL 1991 (art. 90, comma 2)
4.3 Esercizio dell'opzione
5. COMPENSI CORRISPOSTI A SPORTIVI
DILETTANTI (art. 90, comma 3)
5.5 Deduzione per assicurare la progressività
dell'imposizione
6. IRAP. ESCLUSIONE DALLA BASE
IMPONIBILE DELLE INDENNITA' E DEI RIMBORSI DI CUI ALL'ART. 81, COMMA 1, LETTERA
m) DEL TUIR (art. 90, comma 10)
7. RITENUTA DEL 4 PER CENTO A TITOLO
DI ACCONTO SUI CONTRIBUTI EROGATI ALLE ASSOCIAZIONI E SOCIETA' SPORTIVE
DILETTANTISTICHE (art. 90, comma 4)
8. AGEVOLAZIONI CONCERNENTI LE SPESE
DI PUBBLICITA' (art. 90, comma 8)
9. ULTERIORI AGEVOLAZIONI PER LE
9.1 Agevolazioni concernenti l'imposta di registro (art.
90, comma 5)
9.2 Agevolazioni concernenti l'imposta di bollo (art.
90, comma 6)
9.3 Agevolazioni concernenti le tasse di concessione
governativa (art. 90, comma 7)
10. EROGAZIONI LIBERALI IN FAVORE DELLE
ASSOCIAZIONI E SOCIETA' SPORTIVE DILETTANTISTICHE (art. 90, comma 9)
L'art. 90 della legge 27 dicembre 2002,
n. 289 reca disposizioni in materia di attività sportiva dilettantistica che
disciplinano sotto il profilo giuridico le associazioni e le società sportive
dilettantistiche ed agevolano lo sviluppo del settore, anche attraverso
interventi in materia tributaria diretti ad ampliare l'ambito soggettivo ed
oggettivo dei benefici fiscali in favore dello sport dilettantistico.
La disciplina giuridica delle associazioni sportive e
delle società sportive dilettantistiche è contenuta nei commi 17 e 18.
Dette disposizioni assumono particolare rilievo poiché
individuano le tipologie soggettive operanti nel settore dello sport
In particolare, viene introdotta una nuova tipologia di
società di capitali che si caratterizza per le finalità non lucrative e che si
inserisce nell'ordinamento giuridico come una peculiare categoria di soggetti
Le associazioni sportive dilettantistiche vengono
invece disciplinate per la prima volta sotto il profilo civilistico e assumono,
pertanto, una configurazione associativa tipica.
Alle tipologie soggettive disciplinate dai commi 17 e
18 del citato art. 90 si
applicano i benefici fiscali in favore dello sport dilettantistico previsti
dalla vigente normativa, integrata e modificata dallo stesso articolo 90.
Gli interventi sulla disciplina tributaria in favore
dello sport dilettantistico sono contenuti nei commi da 1 a 11 nonché nel comma
23 dell'art. 90.
Le novità introdotte in materia sono le
- estensione alle nuove società sportive
dilettantistiche senza scopo di lucro delle agevolazioni recate dalla legge 16
dicembre 1991, n. 398, e successive modificazioni, e dalle altre disposizioni
tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche (comma
- inapplicabilità alle associazioni
sportive dilettantistiche delle disposizioni sulla perdita della qualifica di
ente non commerciale (comma 11);
- elevazione del limite di proventi
stabilito per poter fruire dei benefici previsti dalla legge n. 398 del 1991
(comma 2);
- ampliamento del regime agevolato
riservato dagli articoli 81 e 83
del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con DPR 22 dicembre 1986,
n. 917, ai compensi corrisposti agli sportivi dilettanti (comma 3);
- esclusione dalla base imponibile IRAP
delle indennità e dei rimborsi di cui all'art. 81, comma 1, lett. m) del TUIR (comma
10); - facoltà di non applicare la ritenuta
d'acconto sui contributi corrisposti dal CONI, dalle Federazioni sportive
nazionali e dagli enti di promozione sportiva alle società e associazioni
sportive dilettantistiche (comma 4);
- regime agevolativo per le spese di
pubblicità (comma 8);
- agevolazioni in materia di imposte
indirette in favore delle associazioni e delle società sportive
dilettantistiche (commi 5,6,7);
- modifiche al regime delle erogazioni
liberali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche
(comma 9).
1. REQUISITI SOGGETTIVI DELLE ASSOCIAZIONI E
L'art. 90 della legge n. 289 del 2002
ha dettagliatamente indicato i requisiti necessari per l'individuazione delle
associazioni sportive dilettantistiche (con o senza personalità giuridica) e
delle società sportive dilettantistiche costituite in forma di società di
capitali senza fine di lucro.
Il comma 17, in particolare, stabilisce che le
associazioni e le società sportive dilettantistiche devono indicare nella
denominazione sociale la finalità sportiva e la ragione o la denominazione
sociale dilettantistica.
Il comma 18 stabilisce, altresì, che lo statuto e
l'atto costitutivo di entrambe le categorie di soggetti devono contenere le
clausole necessarie per garantire l'assenza di fine di lucro ed assicurare il
rispetto degli altri principi indicati dalla stessa norma.
A tal fine l'anzidetta disposizione, operando un rinvio
a disposizioni regolamentari, stabilisce espressamente che:
"Con uno o più regolamenti, emanati
ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nel
rispetto delle disposizioni dell'ordinamento generale e dell'ordinamento
sportivo, secondo i seguenti principi generali, sono individuati:
a) i contenuti dello statuto e dell'atto
costitutivo delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche, con
1) assenza di fini di
2) rispetto del principio di
democrazia interna;
3) organizzazione di attività
sportive dilettantistiche, compresa l'attività didattica per l'avvio,
l'aggiornamento e il perfezionamento nelle attività sportive;
4) disciplina del divieto per
gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre società e associazioni
5) gratuità degli incarichi
6) devoluzione ai fini sportivi
del patrimonio in caso di scioglimento delle società e delle
7) obbligo di conformarsi alle
norme e alle direttive del CONI nonché agli statuti e ai regolamenti delle
Federazioni sportive nazionali o dell'ente di promozione sportiva cui la
società o l'associazione intende affiliarsi;
b) le modalità di approvazione dello
statuto, di riconoscimento ai fini sportivi e di affiliazione ad una o più
Federazioni sportive nazionali o alle discipline sportive associate o a uno
degli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, anche su base
c) i provvedimenti da adottare in caso di
irregolare funzionamento o di gravi irregolarità di gestione o di gravi
infrazioni all'ordinamento sportivo."
Si precisa che, in mancanza del formale recepimento
nello statuto o nell'atto costitutivo, nonché in caso di inosservanza di fatto
delle clausole stabilite dai regolamenti emanati ai sensi del comma 18 dell'art.
90, le associazioni e
società sportive dilettantistiche non possono beneficiare del particolare
regime agevolativo ad esse riservato.
Parimenti costituisce condizione per il godimento dei
benefici fiscali l'adozione della denominazione indicata nel citato comma 17
dell'art. 90, che deve essere
utilizzata in tutti i segni distintivi o comunicazioni rivolte al
dilettantistiche, in possesso dei previsti requisiti, sono iscritte
nell'apposito registro istituito presso il CONI, ai sensi del comma 20 dell'art.
90 della legge n. 289.
A tal fine il comma 21 del medesimo art. 90 stabilisce che "Le
modalità di tenuta del registro di cui al comma 20, nonché le procedure di
verifica, la notifica delle variazioni dei dati e l'eventuale cancellazione sono
disciplinate da apposita delibera del Consiglio nazionale del CONI, che è
trasmessa al Ministero vigilante ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge
31 gennaio 1992, n. 138".
Si fa presente che detto registro tenuto dal CONI può
assolvere, per l'Amministrazione finanziaria, una importante funzione
ricognitiva degli organismi sportivi dilettantistici ed è, quindi,
particolarmente utile anche ai fini dell'attività di controllo.
1.2 Associazioni sportive dilettantistiche.
Ai sensi del comma 17 dell'art. 90 della legge n. 289 del 2002,
le associazioni sportive dilettantistiche possono assumere una delle seguenti
a) associazione sportiva priva di
personalità giuridica disciplinata dagli articoli 36 e seguenti del codice
b) associazione sportiva con personalità
giuridica di diritto privato ai sensi del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361.
Come già chiarito, entrambe le tipologie di
associazioni devono adottare la denominazione indicata dal comma 17 dell'art. 90 e sono tenute ad adeguare il
contenuto degli statuti o degli atti costitutivi alle disposizioni del comma
Si precisa che le associazioni sportive
dilettantistiche continuano a fruire, senza soluzione di continuità, delle
agevolazioni previste dalle vigenti disposizioni e possono beneficiare di quelle
introdotte dall'art. 90 della
legge n. 289 del 2002, sempre che adeguino gli statuti con le modalità e nei
termini di cui al regolamento da emanare ai sensi del comma 18 dello stesso
1.3 Società sportive dilettantistiche. Forma
Le società sportive dilettantistiche di capitali
senza fine di lucro costituiscono una nuova categoria soggettiva, individuata ai
sensi dell'art. 90 della
legge n. 289 del 2002, destinataria del particolare regime di favore previsto
per le associazioni sportive dilettantistiche.
Dette società sono costituite ai sensi del comma 17,
lett. c), dell'art. 90
"secondo le disposizioni vigenti, ad eccezione di quelle che prevedono le
finalità di lucro".
Anche le società in argomento devono indicare nella
denominazione e ragione sociale la finalità sportiva dilettantistica e devono
redigere lo statuto e l'atto costitutivo nel rispetto delle disposizioni
stabilite dal comma 18. A tal fine valgono le modalità e i termini previsti dal
regolamento da emanarsi ai sensi dello stesso comma 18 dell'art. 90.
2.1.1 Inapplicabilità delle disposizioni
sulla perdita della qualifica di ente non commerciale (art. 90, comma 11
Il comma 11 dell'articolo 90 in commento aggiunge in fine
all'articolo 111-bis, comma 4,
n. 917, le seguenti parole: "ed alle associazioni sportive
Con tale modifica normativa è stata estesa alle
associazioni sportive dilettantistiche la particolare norma che esclude la
perdita della qualifica di ente non commerciale per gli enti ecclesiastici
riconosciuti come persone giuridiche agli effetti civili.
Le associazioni sportive dilettantistiche non perdono,
quindi, la qualifica di enti non commerciali, ancorché non rispettino i limiti
ed i parametri indicati dai commi 1 e 2 del citato art. 111-bis del TUIR.
2.1.2 Art. 111, commi 3 e 4-quinquies
Per fruire del regime agevolativo recato dall'art. 111, comma 3, del TUIR, che prevede
la detassazione di determinate attività, le associazioni sportive
dilettantistiche in argomento devono integrare, ove occorra, le clausole
statutarie stabilite dal regolamento di cui al più volte citato comma 18
dell'art. 90 (cfr. paragrafo
1.1) con quelle previste dal comma 4-quinquies dello stesso art. 111.
2.2 Società sportive dilettantistiche
costituite in società di capitali senza fine di lucro
Si chiarisce che le società sportive
dilettantistiche costituite in società di capitali, ancorché non perseguano il
fine di lucro, mantengono, dal punto di vista fiscale, la natura commerciale e
sono riconducibili, in quanto società di capitali, nell'ambito dell'art. 87, comma 1, lettera a) del TUIR.
L'assenza del fine di lucro non incide sulla qualificazione tributaria degli
enti in questione.
Il reddito delle società sportive dilettantistiche è,
pertanto, determinato, in via di principio, secondo le disposizioni del Titolo
II, Capo II, del TUIR relative alle società e agli enti commerciali.
Nei confronti delle società sportive dilettantistiche
non possono, quindi, trovare applicazione le disposizioni relative agli enti non
commerciali, recate dagli articoli 108
e seguenti del TUIR, ivi comprese quelle contenute nell'art. 111, concernente gli enti non
commerciali di tipo associativo.
Si precisa tuttavia che - in forza dell'articolo 90, comma 1, della legge n. 289
del 2002, secondo cui "Le disposizioni della legge 16 dicembre 1991, n.
398, e successive modificazioni, e le altre disposizioni tributarie riguardanti
le associazioni sportive dilettantistiche si applicano anche alle società
sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di
lucro" - può trovare applicazione nei confronti delle società sportive
dilettantistiche la disposizione contenuta nell'art. 111, comma 3, del TUIR.
Secondo quest'ultima disposizione per alcune
associazioni espressamente previste, tra cui le associazioni sportive
dilettantistiche, "non si considerano commerciali le attività svolte in
diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di
corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti,
di altre associazioni che svolgono la medesima attività e che per legge,
regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un'unica organizzazione
locale o nazionale, dei rispettivi associati o partecipanti e dei tesserati
dalle rispettive organizzazioni nazionali, nonché le cessioni anche a terzi di
proprie pubblicazioni cedute prevalentemente agli associati".
La disposizione menzionata stabilisce, in sostanza, la
non rilevanza fiscale di corrispettivi specifici versati dagli associati e dagli
altri soggetti ivi menzionati, in favore di enti associativi con particolari
Per beneficiare di detta norma agevolativa le società
sportive dilettantistiche, al pari delle associazioni sportive dilettantistiche,
devono integrare le clausole statutarie stabilite dal regolamento di cui al più
volte citato comma 18 dell'articolo 90 con quelle previste dal comma
4-quinquies dello stesso articolo 111.
Alle società sportive dilettantistiche di capitali
senza fini di lucro non si applica, invece, la disposizione recata
dall'art. 111-bis, comma
4, del TUIR, come integrata dall'art. 90, comma 11, della legge n. 289
del 2002, che esclude la perdita delle qualifica di ente non commerciale per le
L'art. 90, comma 1, della legge n. 289
del 2002 ha introdotto, come già anticipato, un'importante novità consistente
nell'estensione delle disposizioni della legge 16 dicembre 1991, n. 398, e
successive modificazioni, e delle altre disposizioni tributarie riguardanti le
associazioni sportive dilettantistiche "alle società sportive
dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di lucro."
senza fine di lucro, costituite a partire dal 1 gennaio 2003 (data di entrata in
vigore della legge n. 289 del 2002 che le ha istituite) nel rispetto delle
disposizioni anche regolamentari cui rinvia il citato comma 18 dell'art. 90, possono optare per
l'applicazione delle disposizioni recate dalla legge n. 398 del 1991 e
I benefici previsti dalla legge n. 398 dei quali possono fruire le società in
argomento sono i seguenti.
In forza dell'art. 2, comma 5, della legge n. 398
del 1991 il reddito imponibile delle associazioni sportive dilettantistiche
viene determinato applicando all'ammontare dei proventi conseguiti
nell'esercizio di attività commerciali il coefficiente di redditività, fissato
dall'art. 25 della legge 13 maggio 1999, n. 133 nella misura del 3 per cento, e
aggiungendo l'intero importo delle plusvalenze patrimoniali.
Con riferimento alle società sportive dilettantistiche
in esame, ai fini della determinazione del reddito imponibile secondo la
normativa prevista dalla legge n. 398 del 1991, si deve tener conto della
qualificazione tributaria soggettiva delle società di capitali per le quali
tutti i redditi, da qualsiasi fonte provengono, costituiscono reddito
Pertanto, dette società devono applicare il
coefficiente di redditività del 3 per cento, stabilito dall'art. 2, comma 5,
della legge n. 398, su tutti i proventi e componenti positivi che concorrono a
formare il reddito complessivo ai sensi dell'art. 95 del TUIR, escluse le plusvalenze
patrimoniali. Al reddito così determinato si aggiunge l'intero importo delle
Sono esclusi dall'ammontare dei proventi da
assoggettare al coefficiente di redditività quelli che, per espressa
disposizione di legge, non concorrono alla formazione del reddito, quali i
proventi indicati nel comma 2, lettere a) e b) dell'art. 25 della legge n. 133
del 1999 nel limite annuo complessivo ivi individuato (paragrafo 3.3). Si precisa, altresì, che non concorre alla
determinazione del reddito delle associazioni sportive dilettantistiche e,
quindi, anche delle società sportive dilettantistiche di capitali senza fine di
lucro, ai sensi dell'art. 3 della legge n. 398 del 1991, il premio di
addestramento e di formazione tecnica di cui all'art. 6 della legge 23 marzo
1981, n. 91.
Si ricorda, infine, che, anche per le società sportive
dilettantistiche, i corrispettivi di cui all'articolo 111, comma 3, del TUIR, ricorrendo
le condizioni ivi richiamate, non sono fiscalmente rilevanti (vedasi paragrafo
In forza dell'articolo 9, comma 1, del regolamento
emanato con DPR 30 dicembre 1999, n. 544,
le associazioni sportive dilettantistiche che optano per l'applicazione delle
disposizioni recate dalla legge n. 398 applicano per tutti i proventi conseguiti
nell'esercizio delle attività commerciali connesse agli scopi istituzionali le
disposizioni previste dall'articolo 74,
sesto comma, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633.
Pertanto, per gli anzidetti soggetti, lo speciale
regime recato da quest'ultimo articolo trova applicazione anche per quei
proventi percepiti in relazione ad attività non soggette all'imposta sugli
L'art. 74,
sesto comma, prevede che, agli effetti della determinazione dell'IVA, la
detrazione di cui all'art. 19 del DPR n. 633 è forfettizzata con l'applicazione
di una detrazione in via ordinaria pari al 50 per cento dell'imposta relativa
alle operazioni imponibili.
La medesima disposizione prevede, inoltre, le seguenti
specifiche percentuali di detrazione forfettizzata:
- per le prestazioni di sponsorizzazione la
detrazione è forfettizzata in misura pari ad un decimo dell'imposta relativa
alle operazioni stesse;
- per le cessioni o le concessioni di
diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica la detrazione
compete in misura pari ad un terzo dell'imposta relativa alle operazioni
Come precisato con circolare n. 165/E del 7 settembre 2000, le
associazioni sportive dilettantistiche per le prestazioni pubblicitarie, in
mancanza di un'espressa previsione normativa godono della detrazione del
cinquanta per cento stabilita, in via generale, dal citato sesto comma
Il regime speciale in argomento si applica alle
condizioni richiamate anche alle società sportive dilettantistiche costituite
in forma di società di capitali senza fine di lucro.
L'articolo 9, comma 3, del regolamento emanato con
DPR n. 544 del 1999 disciplina gli
adempimenti contabili a carico delle associazioni sportive dilettantistiche e
dei soggetti assimilati, prevedendo che gli stessi devono:
- versare trimestralmente l'imposta sul
valore aggiunto mediante delega unica di pagamento (modello F24), entro il
giorno sedici del secondo mese successivo al trimestre di riferimento, con
possibilità di avvalersi della compensazione di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241;
- numerare progressivamente e conservare le
fatture di acquisto a norma dell'articolo 39 del DPR n. 633 del 1972;
- annotare, anche con unica registrazione
entro il giorno quindici del mese successivo, l'ammontare dei corrispettivi e di
qualsiasi provento conseguiti nell'esercizio di attività commerciali, con
riferimento al mese precedente, nel modello di cui al DM 11 febbraio 1997
opportunamente integrato;
- annotare distintamente nel citato modello
di cui al DM 11 febbraio 1997 i proventi dell'art. 25, comma 1, della legge n.
133 del 1999, che non costituiscono reddito imponibile, le plusvalenze
patrimoniali nonché le operazioni intracomunitarie ai sensi dell'articolo 47
legge 29 ottobre 1993, n. 427.
Per le società sportive dilettantistiche di capitali
senza fine di lucro il modello di cui al DM 11 febbraio 1997 deve essere
integrato con i componenti positivi di reddito che comunque concorrono alla
formazione del reddito.
Quali società di capitali, i soggetti di cui trattasi
sono peraltro obbligati agli effetti civili alla tenuta delle scritture
contabili previste dal codice civile.
3.2. Certificazione dei corrispettivi per
assistere alle manifestazioni sportive dilettantistiche
Si ricorda che il DPR 13 marzo 2002, n. 69, recante "Regolamento per la
semplificazione dei corrispettivi per le società e le associazioni sportive
dilettantistiche", emanato in forza dell'art. 32 della legge 23 dicembre 2000, n.
388, ha previsto che le società e le associazioni sportive dilettantistiche
possono certificare i corrispettivi per assistere alle manifestazioni sportive
dilettantistiche mediante l'utilizzo di titoli d'ingresso o di abbonamenti
recanti il contrassegno del concessionario (SIAE) di cui all'art. 17 del DPR 26
ottobre 1972, n. 640.
Questo sistema di certificazione si pone come modalità
facoltativa rispetto a quella ordinaria che prevede l'emissione di titoli di
accesso mediante appositi misuratori fiscali di cui ai decreti del 13 luglio
2000 e 23 luglio 2001 (il cui termine per l'installazione è stato prorogato al
30 giugno 2003 dall'art. 94,
comma 5, della stessa legge n. 289 del 2002).
In sostanza, quindi, il DPR n. 69 del 2002 consente alle società e
associazioni sportive dilettantistiche di sottrarsi all'obbligo di installare i
misuratori fiscali.
Facilitazioni sono previste per l'annotazione delle
movimentazioni e per la rendicontazione dei titoli di ingresso e degli
abbonamenti utilizzati da ciascuna associazione o società sportiva
In particolare l'art. 5 del DPR n. 69 del 2002 stabilisce che l'annotazione
delle movimentazioni e delle rimanenze dei titoli di ingresso e degli
abbonamenti delle associazioni o società sportive dilettantistiche vengano
effettuate su appositi prospetti conformi al modello approvato con provvedimento
In attuazione di tale previsione, sono stati approvati
tre distinti modelli, denominati rispettivamente SD/1, SD/2 e SD/3: il primo
modello riepiloga i titoli d'ingresso relativi a ciascuna manifestazione
sportiva; il secondo riepiloga gli abbonamenti emessi in ciascun mese; il terzo
riepiloga le rimanenze a fine esercizio dei titoli d'ingresso e degli
abbonamenti non utilizzati.
I prospetti si basano sostanzialmente sulla
registrazione degli elementi identificativi dei titoli d'ingresso e degli
abbonamenti (tipo, serie, importo) utilizzati o rimasti in carico.
entrate, datato 20 novembre 2002, per l'approvazione dei modelli dei prospetti
di cui trattasi è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie Generale -
del 28 novembre 2002, n. 279.
Si precisa, per completezza, che i corrispettivi
diversi da quelli pagati per assistere alle manifestazioni sportive
dilettantistiche sono, ove non sia obbligatoria l'emissione della fattura,
certificati secondo le disposizioni del DPR 21 dicembre 1996, n. 696, il quale
peraltro, all'art. 2, comma 1, lett. hh) esonera dall'obbligo di certificazione
"le cessioni e le prestazioni poste in essere dalle associazioni sportive
dilettantistiche che si avvalgono della disciplina della legge 16 dicembre 1991,
n. 398...".
Detta disposizione si applica anche alle società
sportive dilettantistiche senza fine di lucro.
senza scopo di lucro, che si avvalgono della legge n. 398 del 1991, si applica
la disposizione contenuta nel comma 2, lettere a) e b) dell'art. 25 della legge
n. 133 del 1999, così come modificata dall'art. 37 della legge 21 novembre 2000, n.
342, in base alla quale "per le associazioni sportive dilettantistiche,
comprese quelle non riconosciute dal CONI o dalle Federazioni sportive nazionali
purché riconosciute da enti di promozione sportiva, che si avvalgono
dell'opzione di cui all'articolo 1 della legge 16 dicembre 1991, n. 398, e
successive modificazioni, non concorrono a formare il reddito imponibile, per un
numero di eventi complessivamente non superiore a due per anno e per un importo
non superiore al limite annuo complessivo fissato con decreto del Ministro delle
finanze, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze di concerto
con il Ministro per i beni e le attività culturali: a) i proventi realizzati
dalle associazioni nello svolgimento di attività commerciali connesse agli
scopi istituzionali; b) i proventi realizzati per il tramite della raccolta
pubblica di fondi effettuata in conformità all'articolo 108, comma 2-bis, lettera a) del
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, in
materia di formazione del reddito complessivo".
Al riguardo si fa presente che il limite annuo
complessivo, come precisato con circolare n. 207/E del 16 novembre 2000, rimane
attualmente quello di cento milioni di lire per periodo d'imposta, pari a
51.645,69 euro, fissato con il decreto 10 novembre 1999 del Ministro delle
finanze di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e il Ministro per i beni e le attività culturali.
4. ELEVAZIONE A 250.000 EURO DEL LIMITE
MASSIMO DI PROVENTI PER BENEFICIARE DELLE DISPOSIZIONI RECATE DALLA LEGGE N. 398
DEL 1991 (art. 90, comma 2)
Ai fini dell'applicazione della legge n. 398 del 1991
è necessario che i soggetti beneficiari non abbiano conseguito, nel periodo
d'imposta precedente a quello in cui si avvalgono del regime agevolativo recato
dall'anzidetta legge, proventi di natura commerciale per un importo superiore a
quello stabilito normativamente.
Tale importo, fissato dall'articolo 1, comma 1, della
legge n. 398 del 1991, come sostituito dall'articolo 25 della legge n. 133 del
1999, in 185.924,48 euro (360 milioni di lire), è stato elevato a 250.000 euro
dall'art. 90, comma 2, della
legge n. 289.
Si precisa che l'elevazione a 250.000 euro del limite
massimo di proventi per fruire delle disposizioni della legge n. 398 del 1991 si
applica anche alle associazioni senza fine di lucro e alle pro-loco ai sensi
dell'art. 9-bis del decreto-legge 30 dicembre 1991, n. 417, convertito dalla
legge 6 febbraio 1992, n. 66.
Per espressa previsione dello stesso comma 2, del
citato articolo 90, il nuovo
limite si applica "a decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di
entrata in vigore della presente legge".
In base a tale previsione le associazioni sportive
dilettantistiche possono fruire del regime agevolato recato dalla legge n. 398
del 1991 nel periodo d'imposta in corso al 1 gennaio 2003, purché nel periodo
d'imposta precedente siano stati conseguiti proventi di natura commerciale per
un importo non superiore a 250.000 euro.
Le società sportive dilettantistiche di capitali senza
fine di lucro, quali nuovi soggetti, potranno fruire delle agevolazioni della
legge n. 398 dal primo periodo di imposta dalla data di costituzione, qualora
ritengano di conseguire nel medesimo periodo proventi di natura commerciale per
un ammontare non superiore a 250.000 euro. Al fine dell'operatività del nuovo limite occorre,
pertanto, operare la seguente distinzione:
- soggetti con periodo d'imposta
coincidente con l'anno solare;
- soggetti con periodo d'imposta non
a) Soggetti con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare.
solare possono beneficiare delle disposizioni agevolative della citata legge n.
398 del 1991 a decorrere dal periodo d'imposta 1 gennaio - 31 dicembre 2003, a
condizione che nel periodo d'imposta precedente, 1 gennaio 2002 - 31 dicembre
2002, abbiano conseguito proventi commerciali per un ammontare complessivo non
superiore a 250.000 euro.
b) Soggetti con periodo d'imposta non coincidente con l'anno solare.
I soggetti con periodo d'imposta non coincidente con
l'anno solare possono avvalersi delle disposizioni della legge n. 398 del 1991
già dal periodo d'imposta in corso al 1 gennaio 2003, semprechè abbiano
conseguito nel periodo d'imposta ad esso antecedente proventi commerciali per un
importo non superiore a 250.000 euro.
Pertanto, i soggetti che abbiano ad esempio l'esercizio
sociale 1 luglio - 30 giugno possono avvalersi delle disposizioni della legge n.
398 del 1991 per il periodo d'imposta 1 luglio 2002 - 30 giugno 2003, se nel
periodo d'imposta precedente, chiuso al 30 giugno 2002, abbiano conseguito
proventi commerciali per un importo non superiore a 250.000 euro e sempre che
tale limite non sia superato durante il periodo d'imposta 2002 - 2003.
Ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, i soggetti
con periodo d'imposta non coincidente con l'anno solare possono fruire delle
disposizioni della legge n. 398 per l'anno 2003, prendendo come riferimento
temporale, ai fini della verifica del limite d'importo di cui trattasi, lo
stesso periodo d'imposta considerato ai fini delle imposte sui redditi.
Conseguentemente, nell'esempio fatto, potranno fruire
del regime agevolativo ai fini IVA nell'anno 2003 i soggetti che nel periodo
d'imposta chiuso al 30 giugno 2002 abbiano conseguito proventi per un ammontare
non superiore a 250.000 euro e sempre che tale importo non sia superato nel
corso del periodo d'imposta iniziato il 1 luglio 2002.
Come chiarito con circolare n. 1 datata 11 febbraio
1992, i soggetti di nuova costituzione possono fruire delle disposizioni della
legge n. 398 del 1991 qualora ritengano di conseguire nel periodo d'imposta
proventi commerciali per un ammontare non superiore a 250.000 euro, indicando
l'importo previsto nella dichiarazione d'inizio attività di cui all'art. 35 del DPR n. 633 del 1972.
4.2 Esercizio dell'opzione
Ai fini dell'esercizio dell'opzione, l'articolo 1,
comma 1, del DPR 10 novembre 1997, n. 442 dispone che l'opzione e la revoca di
regimi di determinazione dell'imposta o di regimi contabili si desumono da
comportamenti concludenti del contribuente o dalle modalità di tenuta delle
Pertanto, i soggetti con periodo d'imposta coincidente
con l'anno solare, che intendono avvalersi, per il periodo d'imposta 2003, delle
disposizioni agevolative recate dalla citata legge n. 398 del 1991, manifestano
l'opzione unicamente attraverso la sua concreta attuazione sin dall'inizio del
periodo o dell'attività, fermo restando l'obbligo di comunicare l'opzione ai
sensi dell'articolo 2 dello stesso DPR n. 442 del 1997. Sulla base di
quest'ultima disposizione la comunicazione, considerato che trattasi di soggetti
esonerati dall'obbligo di presentazione della dichiarazione IVA, va effettuata
con le modalità e i termini previsti per la presentazione della dichiarazione
dei redditi, utilizzando la specifica modulistica relativa alla dichiarazione
annuale IVA. La dichiarazione di riferimento è quella da presentare nel 2004
per i redditi relativi al periodo d'imposta 2003.
Per i soggetti con periodo d'imposta non coincidente
con l'anno solare, l'opzione si manifesta per l'esercizio 2002 - 2003, in forza
dell'ultimo periodo dell'articolo 1, comma 1, del DPR n. 442 del 1997,
attraverso comportamenti concludenti posti in essere a decorrere dal 1 gennaio
2003 e la comunicazione va effettuata con le modalità e i termini per la
presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in
corso al 1 gennaio 2003.
5. COMPENSI CORRISPOSTI A SPORTIVI DILETTANTI
(art. 90, comma 3)
L'art. 90, comma 3, della legge n. 289
reca modifiche agli artt. 81 e 83
In particolare, l'art. 90, comma 3, lett. a) aggiunge
all'art. 81, comma 1, lett. m) del
TUIR il seguente periodo "Tale disposizione si applica anche ai rapporti di
collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale
di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive
La norma integra la previsione dell'art. 81, comma 1, lett. m), del TUIR,
riconducendo fra i redditi diversi e nel regime fiscale agevolativo previsto
dagli articoli 83, comma 2, del
TUIR e 25, comma 1, della legge n. 133 del 1999 particolari rapporti di
collaborazione coordinata e continuativa che presentino le seguenti
caratteristiche: - carattere
- natura non professionale;
- resi a società o associazioni sportive
Quali rapporti di collaborazione coordinata e
continuativa, le prestazioni in argomento si caratterizzano per la continuità
nel tempo, la coordinazione, l'inserimento del collaboratore nell'organizzazione
economica del committente e l'assenza del vincolo di subordinazione.
Per quanto riguarda la natura non professionale del
rapporto bisogna valutare se per lo svolgimento dell'attività di collaborazione
siano necessarie conoscenze tecnico giuridiche direttamente collegate
all'attività di lavoro autonomo esercitata abitualmente. Sono, pertanto,
escluse le prestazioni rientranti nell'oggetto dell'arte o della professione.
Il carattere amministrativo-gestionale delle
collaborazioni limita la previsione dell'art. 81, comma 1, lett. m), alla
collaborazione nell'attività amministrativa e di gestione dell'ente. Rientrano,
pertanto, nei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere
amministrativo gestionale di natura non professionale, i compiti tipici di
segreteria di un'associazione o società sportiva dilettantistica, quali ad
esempio la raccolta delle iscrizioni, la tenuta della cassa e la tenuta della
contabilità da parte di soggetti non professionisti.
L'art. 90, comma 3, lett. b), modifica
l'art. 83, comma 2, del TUIR
sostituendo le parole "a lire 10.000.000" (pari a 5.164,57 euro) con
le seguenti "a 7.500 euro".
In forza di tale modifica, le indennità, i rimborsi
forfetari, i premi e i compensi di cui all'art. 81, comma 1, lett. m), del TUIR non
concorrono a formare il reddito per un importo non superiore complessivamente
nel periodo d'imposta a 7.500 euro.
Risulta, pertanto, elevato da 5.164,57 euro (lire
10.000.000) a 7.500 euro l'importo annuo escluso da imposizione.
Per quanto riguarda le somme di cui all'art. 81, comma 1, lett. m), del TUIR che
eccedono il limite d'importo non soggetto ad imposizione, si ricorda che l'art.
25, comma 1, della legge 13 maggio 1999 n. 133 stabilisce che su tali somme le
società e gli enti eroganti operano, con obbligo di rivalsa, una ritenuta a
titolo d'imposta per l'ulteriore importo di lire 40.000.000 (pari a 20.658,28
euro). La ritenuta è a titolo di acconto per la parte imponibile che eccede il
In sostanza, come precisato con la circolare n. 207/E del 16 novembre 2000, i
redditi imponibili, al netto cioè dell'importo escluso dalla formazione del
reddito, vengono distinti ai fini dell'imposizione in due fasce: fino a lire
40.000.000 (pari a 20.658,28 euro) sono soggetti a ritenuta a titolo d'imposta,
al di sopra di tale importo la ritenuta è applicata a titolo di acconto.
Pertanto, i redditi di cui all'art. 81, comma 1, lett. m), del TUIR sono
ora assoggettati ad imposizione con le seguenti modalità:
- fino a 7.500 euro sono esclusi dalla
formazione del reddito;
- oltre 7.500 euro e fino a 28.158,28 euro
sono soggetti a ritenuta a titolo d'imposta;
- oltre 28.158,28 euro sono soggetti a
ritenuta a titolo di acconto.
Per entrambe le fasce di reddito, sia quella soggetta a
ritenuta a titolo d'imposta, sia quella soggetta a ritenuta a titolo di acconto,
la ritenuta è operata nella misura fissata per il primo scaglione di reddito
dall'art. 11 del TUIR, maggiorata
In base alla nuova formulazione dell'art. 11, comma 1 del TUIR, così come
sostituito dall'art. 2, comma 1, lett. c), della legge n. 289 del 2002,
l'aliquota per il primo scaglione di reddito è fissata dal 1 gennaio 2003 nella
misura del 23%.
5.3 Dipendenti pubblici (art. 90, comma 23)
L'art. 90, comma 23, prevede la
possibilità per i dipendenti pubblici di prestare, fuori dall'orario di lavoro,
la propria attività a favore delle società e associazioni sportive
dilettantistiche, previa comunicazione all'amministrazione di
L'attività svolta deve essere a titolo gratuito e,
pertanto, ai dipendenti pubblici non possono essere riconosciuti emolumenti di
ammontare tale da non configurarsi come indennità e rimborsi di cui all'art. 81, comma 1, lett. m) del TUIR.
Le modifiche apportate agli articoli 81 e 83 del TUIR dal comma 3 dell'art.
90 hanno effetto a partire
dal 1 gennaio 2003.
Pertanto, sono riconducibili fra i redditi diversi di
cui all'art 81, comma 1, lett. m),
i compensi erogati, a partire dal 1 gennaio 2003, da società e associazioni
sportive dilettantistiche a fronte di rapporti di collaborazione coordinata e
continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non
Il nuovo limite di importo fissato dall'art. 83, comma 2, del TUIR, si applica alle
somme percepite a partire dal 1 gennaio 2003.
L'art. 2, comma 1, lett. b), della
legge n. 289 del 2002 ha introdotto l'art. 10-bis del TUIR concernente la
deduzione per assicurare la progressività dell'imposizione.
In base al comma 1 dell'art. 10-bis del TUIR dal reddito
complessivo, aumentato del credito d'imposta di cui all'art. 14 del TUIR e al netto degli oneri
deducibili di cui all'art. 10 del
TUIR, si deduce l'importo di 3.000 euro.
Tale deduzione opera forfetariamente per tutti i
contribuenti, a prescindere dalla tipologia di reddito prodotto, esclusivamente
in considerazione del reddito complessivo maturato nel periodo d'imposta.
La deduzione spetta, ai sensi del comma 5 del citato
art. 10-bis, nella misura
corrispondente al rapporto tra l'ammontare di 26.000 euro, aumentato delle
deduzioni indicate nei commi da 1 a 4 dell'art. 10-bis (deduzioni per redditi di lavoro
dipendente, per redditi di pensione, per redditi di lavoro autonomo e di
esercizio d'impresa minore) e degli oneri deducibili di cui all'art. 10 del TUIR e diminuito del reddito
complessivo e del credito d'imposta di cui all'art. 14 del TUIR, e l'importo di 26.000
Ai fini della deduzione di cui trattasi deve tenersi
conto delle somme di cui all'art. 81,
comma 1, lett. m), eccedenti 28.158,28 euro, che concorrono alla formazione del
Le indennità, i rimborsi forfetari, i premi e i
compensi di cui all'art. 81, comma
1, lett. m), in quanto assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta
fino all'importo di 20.658,28 euro, eccedenti i 7.500 euro, non concorrono
invece alla formazione del reddito complessivo.
Pertanto, la deduzione per assicurare la progressività
dell'imposizione di cui all'art. 10-bis
del TUIR opera esclusivamente nei confronti dei redditi di cui all'art. 81, comma 1, lett. m) del TUIR che
eccedono l'importo di 28.158,28 euro.
Si precisa, infatti, che l'art. 25, comma 1, ultimo
periodo, della legge n. 133 del 1999, dispone che la parte dell'imponibile
assoggettata a ritenuta a titolo d'imposta concorre alla formazione del reddito
complessivo ai soli fini della determinazione delle aliquote per scaglioni di
reddito di cui al citato art. 11 del
6. IRAP. ESCLUSIONE DALLA BASE IMPONIBILE
DELLE INDENNITA' E DEI RIMBORSI DI CUI ALL'ART. 81, COMMA 1, LETTERA m) DEL TUIR
(art. 90, comma 10)
L'art. 90, comma 10, stabilisce che:
"all'articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.
446, le parole: delle indennità e dei rimborsi di cui all'articolo 81, comma 1, lettera m), del citato
testo unico delle imposte sui redditi sono soppresse".
In base a tale modifica normativa, ai fini IRAP, per i
soggetti che relativamente alle imposte sui redditi si avvalgono di regimi
forfetari di determinazione del reddito, il valore della produzione netta può
determinarsi aumentando il reddito, calcolato in base a tali regimi, delle
retribuzioni corrisposte al personale dipendente, dei compensi spettanti ai
collaboratori coordinati e continuativi, di quelli per prestazioni di lavoro
autonomo non esercitate abitualmente e degli interessi passivi. Non vanno più
sommate le indennità e i rimborsi di cui all'art. 81, comma 1, lettera m) del
Detta agevolazione si applica, quindi, sia alle
società che alle associazioni sportive dilettantistiche che effettuino
l'opzione prevista dall'art. 1, comma 1 della legge n. 398 del 1991.
Si segnala, infine, che l'art. 5, comma 2, della legge n. 289
del 2002 ha modificato l'art. 11, comma 1, lettera b), n. 2, del decreto
legislativo n. 446 del 1997. In forza di tale modifica non sono più compresi
tra i compensi non ammessi in deduzione nella determinazione della base
imponibile IRAP le somme di cui all'art. 81, comma 1, lettera m) del
Pertanto, la norma consente alle associazioni e
società sportive dilettantistiche che non si avvalgono delle disposizioni della
legge n. 398 del 1991 di portare in deduzione nella determinazione della base
imponibile IRAP le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i
premi e i compensi di cui all'art. 81,
comma 1, lettera m) del TUIR.
7. RITENUTA DEL 4 PER CENTO A TITOLO DI
ACCONTO SUI CONTRIBUTI EROGATI ALLE ASSOCIAZIONI E SOCIETA' SPORTIVE
Il comma 4 dell'art. 90 della legge n. 289 prevede
che il CONI, le Federazioni sportive nazionali e gli enti di promozione sportiva
riconosciuti dal CONI non sono obbligati ad operare la ritenuta del quattro per
cento a titolo di acconto, stabilita dal comma 2 dell'art. 28 del decreto del Presidente della
Repubblica del 29 settembre 1973, n. 600, sui contributi erogati alle società
ed alle associazioni sportive dilettantistiche.
Pertanto, il CONI, le Federazioni sportive nazionali e
gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI hanno facoltà di non
applicare la ritenuta d'acconto nella misura del quattro per cento sui
contributi dagli stessi erogati alle società ed associazioni sportive
Resta fermo quanto disposto dall'art. 28, secondo comma, del DPR n. 600 del
1973, in base al quale sui contributi erogati dalle regioni, dalle province, dai
comuni, e dagli altri enti pubblici e privati, corrisposti ad imprese, esclusi
quelli per l'acquisto di beni strumentali deve essere operata con obbligo di
rivalsa la ritenuta del quattro per cento a titolo d'acconto dell'imposta sul
reddito delle persone fisiche o dell'imposta sul reddito delle persone
Restano, conseguentemente, assoggettati alla ritenuta
d'acconto del quattro per cento tutti i contributi, esclusi quelli per
l'acquisto di beni strumentali, corrisposti alle società sportive
dilettantistiche di capitali senza fine di lucro dalle regioni, province, comuni
e altri enti pubblici e privati.
Per quanto riguarda invece le associazioni sportive
dilettantistiche, rimangono assoggettati alla ritenuta del quattro per cento
solo i contributi destinati allo svolgimento di attività commerciali, esclusi
quelli per l'acquisto di beni strumentali, corrisposti da regioni, province,
comuni e dagli altri enti pubblici e privati.
Si precisa che la norma recata dal comma 4 dell'art. 90 della legge n. 289 in esame
prevede la facoltà per il CONI, le Federazioni sportive e per gli enti di
promozione sportiva di non applicare la ritenuta alla fonte a titolo d'acconto,
ma non sottrae ad imposizione i contributi di cui trattasi, i quali, pertanto,
concorrono a formare il reddito d'impresa ai sensi del Capo VI del titolo I del
8. AGEVOLAZIONI CONCERNENTI LE SPESE DI
PUBBLICITA' (art. 90, comma 8)
Il comma 8 dell'art. 90 della legge n. 289 del 2002
prevede che i corrispettivi in denaro o in natura erogati in favore di società,
associazioni sportive dilettantistiche, fondazioni costituite da istituzioni
scolastiche, nonché di associazioni sportive scolastiche che svolgono attività
nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da
enti di promozione sportiva, non superiori all'importo annuo di 200.000 euro,
costituiscono per il soggetto erogante "spese di pubblicità".
La disposizione in esame introduce, in sostanza, ai
fini delle imposte sui redditi, una presunzione assoluta circa la natura di tali
spese, che vengono considerate - nel limite del predetto importo - comunque di
pubblicità e, pertanto, integralmente deducibili per il soggetto erogante ai
sensi dell'art. 74, comma 2, del
TUIR nell'esercizio in cui sono state sostenute o in quote costanti
nell'esercizio medesimo e nei quattro anni successivi.
Si evidenzia che la fruizione dell'agevolazione in
esame è subordinata alla sussistenza delle seguenti condizioni:
1) i corrispettivi erogati devono essere
necessariamente destinati alla promozione dell'immagine o dei prodotti del
soggetto erogante;
2) deve essere riscontrata, a fronte
dell'erogazione, una specifica attività del beneficiario della medesima.
9 ULTERIORI AGEVOLAZIONI PER LE ASSOCIAZIONI E
9.1 Agevolazioni concernenti l'imposta di
registro (art. 90, comma 5)
Il comma 5 dell'art. 90 della legge n.289 del 2002
stabilisce che "gli atti costitutivi e di trasformazione delle società e
associazioni sportive dilettantistiche, nonché delle Federazioni sportive e
degli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI direttamente connessi
allo svolgimento dell'attività sportiva, sono soggetti all'imposta di registro
in misura fissa".
Il citato comma 5 dispone, quindi, l'assoggettamento
all'imposta di registro in misura fissa (attualmente 129,11 euro) degli atti
costitutivi e di trasformazione posti in essere dalle società e associazioni
sportive dilettantistiche, dalle Federazioni sportive nonché dagli enti di
promozione sportiva riconosciuti dal CONI. L'agevolazione è riconosciuta solo
qualora detti atti siano direttamente connessi allo svolgimento dell'attività
La disposizione in esame introduce una novità per
quanto riguarda gli atti di costituzione, per i quali l'art. 4 parte I della Tariffa allegata al
DPR 26 aprile 1986, n. 131 (Testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta
di registro) prevede, invece, ordinariamente l'assoggettamento a tassazione in
misura proporzionale o fissa a seconda della natura dei beni oggetto di
conferimento all'atto della costituzione.
L'agevolazione introdotta, pertanto, assume particolare
rilievo con riferimento alle ipotesi nelle quali la costituzione venga
effettuata con l'apporto di immobili o di altri beni il cui conferimento
sconterebbe ordinariamente l'imposta di registro in misura proporzionale.
9.2 Agevolazioni concernenti l'imposta di
bollo (art. 90, comma 6)
Il comma 6 dell'art. 90 della legge n. 289 del 2002
stabilisce che "al n. 27-bis
della tabella di cui all'allegato B annesso al decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
<<e dalle federazioni sportive ed enti di promozione sportiva riconosciuti
dal CONI>>".
Con tale norma è disposta l'esenzione dall'imposta di
bollo a favore delle Federazioni sportive e degli enti di promozione sportiva
riconosciuti dal CONI, con riferimento agli atti, documenti, istanze, contratti,
copie anche se dichiarate conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e
Detta esenzione non trova applicazione nei confronti
delle società e associazioni sportive dilettantistiche, in quanto non
menzionate dalla norma.
9.3 Agevolazioni concernenti le tasse di
concessione governativa (art. 90, comma 7)
Il comma 7 dell'art. 90 della legge n. 289 del 2002
stabilisce che "all'articolo 13-bis,
comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641,
dopo le parole <<organizzazioni non lucrative di utilità sociale
(ONLUS)>> sono inserite le seguenti: <<e le società e associazioni
sportive dilettantistiche>>".
Il citato comma 7 estende agli atti ed ai provvedimenti
concernenti le società e le associazioni sportive dilettantistiche, l'esenzione
dalle tasse di concessione governativa prevista dall'art 13-bis del DPR 26
ottobre 1972, n. 641.
Quest'ultima disposizione, recante una previsione
esentativa generalizzata, consente, quindi, di escludere dall'applicazione del
tributo tutti gli atti ed i provvedimenti concernenti le società e le
In tema di erogazioni liberali a favore delle
associazioni e società sportive dilettantistiche, l'art. 90, comma 9, ha introdotto le
seguenti novità al regime preesistente.
Nell'art. 13-bis,
comma 1, del TUIR è stata sostituita la lettera i-ter. La nuova disposizione
stabilisce, in sostanza, che le erogazioni liberali in denaro effettuate da
persone fisiche in favore delle società e associazioni sportive
dilettantistiche danno diritto ad una detrazione dall'imposta lorda del 19%
calcolata su un importo complessivo in ciascun periodo di imposta non superiore
a 1500 euro (il limite fissato dall'art 37 della legge 21 novembre 2000, n.
342 era di due milioni di lire).
Rimangono inalterate le condizioni per fruire della
detrazione: il versamento deve essere eseguito tramite banca, ufficio postale
ovvero con altre modalità stabilite con decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze, da emanare ai sensi dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto
Tra le modalità di effettuazione dei versamenti si
ricordano quelle già indicate nella circolare n. 43/E dell'8 marzo 2000 e nella
novembre 2000: conti correnti bancari o postali intestati alle società e
associazioni sportive dilettantistiche, carte di credito, bancomat, assegni non
trasferibili intestati alle società o associazioni sportive destinatarie dei
Le predette modalità di versamento devono essere
osservate qualunque sia l'importo dell'erogazione liberale effettuata.
Per quanto riguarda i destinatari dell'erogazione si
precisa che la norma in esame già si riferiva, anche nel previgente testo, alle
associazioni sportive dilettantistiche, ricomprese nella sintetica espressione
"società sportive dilettantistiche" e si estende ora anche alle nuove
società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine
L'art. 90,
comma 9, lettera b), ha modificato l'art. 65, comma 2 del TUIR, con
l'abrogazione della lettera c-octies) che prevedeva la deducibilità, nella
determinazione del reddito d'impresa, delle erogazioni liberali in denaro a
favore delle società sportive dilettantistiche per un importo non superiore a
due milioni di lire o al 2 per cento del reddito d'impresa dichiarato.
Si fa presente, tuttavia, che l'art. 90 della legge n. 289 del 2002
non ha apportato modifiche all'art. 91-bis
del TUIR, così come modificato dall'art. 37 della legge 21 novembre 2000, n.
342. Detto articolo 91-bis,
inserito nel Capo I del Titolo II del TUIR, prevede, tra l'altro, che
"dall'imposta lorda si detrae fino a concorrenza del suo ammontare un
importo pari al 19 per cento (omissis) dell'onere di cui all'art. 13-bis, comma 1, lettera
i-ter)".
Pertanto, i soggetti IRPEG, siano essi società e enti
commerciali oppure enti non commerciali, che effettuino erogazioni liberali a
favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche possono operare
la detrazione del 19 per cento calcolata sullo stesso importo complessivo
fissato per le persone fisiche, attualmente, quindi, non superiore a 1500 euro
in ciascun periodo d'imposta.
Anche per tale tipo di erogazioni devono essere
osservate le modalità di versamento di cui all'art. 13-bis, lettera i-ter, del
Si fa presente, infine, che ai fini della detrazione
prevista dall'art. 13-bis, lettera
i-ter) - e, conseguentemente, dall'art. 91-bis
- del TUIR, è necessario che l'organismo destinatario della liberalità sia
identificabile attraverso la denominazione o ragione sociale indicata nel comma
17 dell'art. 90 in commento.
Detta denominazione o ragione sociale, infatti, come già chiarito, deve essere
utilizzata in tutte le operazioni e manifestazioni esterne dell'ente.
- Siniscola, 10 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.