Source: http://www.innovatoripa.it/posts/2014/05/5131/gestione-aggregata-degli-appalti-tutti-i-comuni
Timestamp: 2019-07-18 08:41:09+00:00
Document Index: 30006459

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 33', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 33']

Gestione aggregata degli appalti per tutti i Comuni | Innovatori PA
letto 4333 volte • pubblicato il 02/05/2014 - 10:47 nel blog di Rita Pastore, in Osservatorio Spending Review
Il Dl 66/2014 all'art. 9 ha riformulato il comma 3-bis dell'art. 33 del Codice dei Contratti Pubblici, rendendo obbligatorio per tutti i Comuni (anche non capoluogo) il ricorso a modelli di gestione aggregata delle gare al fine di razionalizzare la spesa pubblica, indipendentemente dalla tipologia e dal valore dei beni/servizi richiesti.
I Comuni non capoluogo devono acquistare lavori, beni e servizi nell'ambito delle Unioni di Comuni (quando esistenti), oppure dando origine a un accordo consortile tra loro e vvalendosi degli uffici competenti, oppure ricorrendo a un soggetto aggregatore o alle Province, riconfigurate come possibili stazioni uniche appaltanti dall'art. 1, comma 88 della legge n. 56/2014 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/4/7/14G00069/sg).
In alternativa, i Comuni possono procedere agli acquisti attraverso strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip o da altro soggetto aggregatore di riferimento, come le centrali di acquisto regionali.
La norma elimina anche la possibilità per i Comuni di procedere autonomamente per acqusizioni di beni, servizi e forniture di valore inferiore a 40mila euro. Pertanto, i Comuni anche per acquisti di modesto valore non effettuabili mediante Consip o mercato elettronico, dovranno individuare e utilizzare un modello aggregativo.
A causa del combinato disposto con l'art. 3 comma 1-bis della legge n. 15/2014, la norma entra in vigore dal 1 luglio 2014.
Le disposizioni del Dl 66/2014 tendono anche a potenziare il ricorso a convenzioni centralizzate stipulate da Consip e dalle centrali di committenza regionale, disegnando un sistema articolato su un numero definito di oggetti aggregatori, non superiore a 35 unità.
Infine, l'art. 10 individua specifici poteri di controllo in capo all'Autorita di Vigilanza sui contratti pubblici, che può avvalersi anche della Guardia di Finanza e/o di organisimi di diritto pubblico e altre amministrazioni.
dimensione dell'aggregazione dei comuni
salvatore cocina • 10/05/2014 - 16:44
La norma mi appare di portata rivoluzionaria in quanto già di per se obbliga i comuni a far funzionare bene le unioni ovvero a costituire apposite forme di aggregazioni. Ma la dimensione aggregativa minima è fissata? nel senso che occorre raggiungere un minimo di abitanti ? e la forma aggregativa quale potrebbe essere ?
La configurazione dei soggetti aggregatori
Lucia Ciambrino • 11/05/2014 - 10:46 (aggiornato 11/05/2014 - 10:46)
Ciao Salvatore, condivido pienamente il tuo giudizio.
L'ambito oggettivo di applicazione della norma è veramente ampio, poiché nella riformulazione del comma 3-bis viene eliminata anche la parte che consentiva ai Comuni di procedere autonomamente per acquisizioni di lavori, servizi o forniture di valore inferiore ai 40mila euro. Nella nuova versione tale deroga non c'è più, quindi i Comuni, anche per acquisti di modesto importo non realizzabili mediante le convenzioni centralizzate di Consip o mediante i mercati elettronici, dovranno procedere mediante il modello organizzativo "aggregativo" prescelto.
Va sottolineato, però, che la nuova norma presenta aspetti critici, a partire dalla tempistica di applicazione, che, per via del combinato disposto con l'articolo 3, comma 1-bis della legge n. 15/2014 viene a essere determinata nel 1 luglio prossimo.
Sottolineo, inoltre, che l'obbligo di utilizzo dei modelli aggregativi per la gestione anche degli appalti di lavori deve essere necessariamente coordinato con le peculiarità stabilite dagli articoli 175 e 176 del Dpr n. 207/2010 in ordine a quelli urgenti e di somma urgenza.
Qualche "nodo" irrisolto nel DL 66/2014
Ilenia Filippetti • 02/05/2014 - 12:35 (aggiornato 02/05/2014 - 12:35)
Rita Pastore ha delineato un'ottima ed efficace sintesi dei nuovi e importanti obblighi di aggregazione della domanda pubblica apportati dalla "terza" spending review.
Solo una piccola precisazione, nel senso che le nuove disposizioni di cui al comma 3-bis dell'art. 33 del codice dei contratti pubblici sembrano riferirsi, letteralmente, ai soli "Comuni non capoluogo", che in certi casi hanno una dimensione demografica meno significativa di altri comuni, non capoluogo ma più grandi; da ciò deriva qualche difficoltà di interpretazione dell'effettiva portata delle nuove norme.