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Timestamp: 2019-02-22 20:05:30+00:00
Document Index: 38703675

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 31', 'art. 2112', 'art. 22']

Gli atti con cui viene disposta la classificazione delle strade e vengono compilati i relativi elenchi non sono assoggettati a notifica individuale
L'utilizzo di fatto che terzi soggetti abbiano fatto di una strada interpoderale non dimostra affatto la volontà del proprietario di consentire tale uso. La mera utilizzazione che di un bene facciano soggetti diversi non testimonia di per sé la volontà del proprietario di consentire o agevolare tale utilizzo, e quindi non è sufficiente a dimostrare la dicatio ad patriam.
Nell'ambito di concessioni autostradali, è del tutto legittimo (anzi, doveroso) che l'amministrazione scelga di non proseguire in intese endoprocedimentali con un soggetto non più legittimato (segnatamente perché in prorogatio), ritenendo, in sostanza, che l'unico interlocutore legittimato e qualificato possa essere l'aggiudicatario della gara pubblica.
La fascia di rispetto nelle curve fuori dai centri abitati ex art. 27 d.p.r. 495/1992 vale anche per gli impianti relativi alle stazioni radio base
Le esigenze di tutela poste alla base della disciplina di cui all'art. 27 del d.p.r. 495 del 1992, che riguarda la fascia di rispetto nelle curve fuori dai centri abitati, ovvero che non vi siano ostacoli alla circolazione stradale nelle immediate vicinanze delle strade al di fuori dei centri abitati sussistono anche per gli impianti relativi alle stazioni radio base.
La previsione della strada nella viabilità pubblica non incide sul relativo regime dominicale e sui conseguenti obblighi di manutenzione
L'inclusione della strada nella viabilità pubblica costituisce una scelta del Comune di carattere urbanistico volta a regolare l'esercizio delle potestà spettanti a quest'ultimo nella gestione del territorio e delle connesse attività private, che tuttavia in nulla incide sul regime dominicale delle aree coinvolte e sui conseguenti obblighi di manutenzione delle stesse. Per individuare il soggetto tenuto alla manutenzione della strada occorre quindi accertare il proprietario (o i proprietari) della stessa. Gli obblighi di manutenzione in capo al Comune potranno configurarsi solo all'esito del procedimento di espropriazione, se e quando la medesima amministrazione riterrà di avviarlo, sulla base di considerazioni che sono rimesse al suo insindacabile apprezzamento discrezionale.
Così come un privato non può installare senza il consenso del vicino una sbarra che - quando è aperta - incide sull'altrui proprietà e sul libero passaggio, allo stesso modo un privato non può installare senza il consenso del Comune una sbarra che - quando è aperta - incide sul passaggio della strada comunale.
La deliberazione del Consiglio comunale, ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge luogotenenziale 1 settembre 1918, n. 1446, convertito dalla legge 17 aprile 1925, n. 473, deve tener presenti le deliberazioni della Giunta, ma non è ad esse vincolata, come emerge dalla stessa previsione del terzo comma di quell'articolo 2, il quale attribuisce al Consiglio comunale la pronuncia su eventuali reclami e dunque il potere di modificare le proposte giuntali.
E' illegittima per difetto di motivazione la determinazione del canone annuo di occupazione dalla quale non emerge alcun elemento da cui poter desumere l'iter logico-argomentativo seguito dall'ANAS nella determinazione del canone annuo stesso.
In assenza di atti di esproprio, ai sensi dell'art. 3, comma 1, punto 10, del d.lgs. n. 285 del 1992, il confine della proprietà stradale è costituito dal ciglio esterno del fosso di guardia o della cunetta, ove esistenti, o dal piede della scarpata se la strada è in rilevato o dal ciglio superiore della scarpata se la strada è in trincea. È a carico dell'ente proprietario l'obbligo di garantire la sicurezza della circolazione anche mediante la realizzazione di interventi atti a rendere le pareti della strada stessa stabili o, più specificamente, interventi adeguati al consolidamento su scarpate interessate da fenomeni erosivi e/o movimenti franosi.
Il comune non puo’ imporre che i lavori stradali siano affidati ad imprese di sua fiducia
Se da un lato non può dubitarsi del potere del Comune di regolamentare l'esecuzione di lavori su sede stradale, tuttavia deve escludersi che tale potere possa spingersi fino al punto da imporre alle società esecutrici di tali lavori la scelta delle imprese delle quali avvalersi, pretesa priva di alcuna base normativa ed in contrasto con il principio della libera iniziativa economica dal quale discende, all'evidenza, la libertà nella scelta del contraente.
Le autorizzazioni all'apertura di passi carrabili non sono assoggettate alla disciplina in materia di silenzio assenso prevista dall'art. 20 della l. n. 241 del 1990, in quanto rientrano tra le fattispecie derogatorie di cui al comma 4 e, in particolare, tra gli atti riguardanti la pubblica incolumità.
L’anas non deve provvedere alla manutenzione di un passo carraio la cui unica utilità è delimitare una proprietà privata e rendervi possibile l'accesso
L'ANAS non deve provvedere alla manutenzione di un accesso carraio realizzato tramite recinzione e/o cancello, la cui unica utilità e/o beneficio è quella di delimitare una proprietà privata e di rendere possibile l'accesso ai beni immobili ivi situati: la manutenzione dell'accesso carraio in questione spetta esclusivamente ai proprietari dell'area.
L'esecuzione dei servizi di nettezza urbana delle vie pubbliche non costituisce adempimento dell'obbligo di curarne la manutenzione ordinaria
E' da considerarsi inadempiente dell'obbligo di curare la manutenzione ordinaria delle aree di proprietà di soggetti lottizzanti gravate da servitù pubblica l'Amministrazione comunale poiché non costituisce adempimento del suddetto obbligo lo svolgimento dei servizi pubblici della nettezza urbana e della pulizia delle pubbliche vie.
L'imposizione di un canone non ricognitorio è legittima per il tratto di tempo durante il quale le lavorazioni di posa e realizzazione dell'infrastruttura a rete impediscono la piena fruizione della sede stradale; ma non si rinviene una giustificazione di legge per ammettere che una siffatta imposizione possa proseguire anche indipendentemente da questa occupazione esclusiva, cioè durante il periodo successivo (che può essere anche pluridecennale) durante il quale la presenza in loco dell'infrastruttura di servizio a rete non impedisce né limita la pubblica fruizione della sede stradale.
Anche se ha veste formale privatizzata di società per azioni, anas è da considerare sul piano sostanziale e funzionale una pubblica amministrazione
Al di là della sua formale veste privatizzata di società per azioni, Anas S.p.a. è da considerare - sul piano sostanziale e funzionale - una pubblica amministrazione, in quanto tale assoggettata all'applicazione dell'art. 31 d.lgs. n. 165/2001 e, quindi, dell'art. 2112 cod. civ.
La parte integrante dell’infrastruttura viaria soggetta ad uso pubblico da tempo immemorabile si presume demaniale
L'uso pubblico, esercitato da tempo immemore, su un'area che non solo è contigua o comunicante con la strada pubblica, ma è parte integrante della funzione viaria della rete stradale, così da costituire una pertinenza della strada stessa, implica presunzione di demanialità di cui all'art. 22 della legge n. 2248 del 1865.
L'imposizione di un canone non ricognitorio avrà un giusto titolo che la renderà legittima per il tratto di tempo durante il quale le lavorazioni di posa e realizzazione dell'infrastruttura a rete impediscono la piena fruizione della sede stradale; ma non si rinviene una giustificazione di legge per ammettere che una siffatta imposizione possa proseguire anche indipendentemente da questa occupazione esclusiva, cioè durante il periodo successivo (che può essere anche pluridecennale) durante il quale la presenza in loco dell'infrastruttura di servizio a rete non impedisce né limita la pubblica fruizione della sede stradale.
Una carrareccia ad uso saltuario non è gravata da servitù di uso pubblico anche se inclusa nell'elenco delle strade vicinali
Non è di uso pubblico, ancorché inclusa nell'elenco comunale delle strade vicinali, una strada stretta e in condizioni precarie, utilizzata da soggetti diversi dai proprietari in modo sporadico e occasionale, limitato agli usi agricoli da parte dei proprietari finitimi o a fini escursionistici da parte di turisti, sulla quale il Comune non abbia mai esercitato i poteri di polizia, di regolamento della circolazione e dell'ordine, di controllo tecnico, di manutenzione, di apposizione della segnaletica prescritta e di rilascio delle autorizzazioni e delle concessioni previste dal codice della strada.