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Timestamp: 2020-08-07 14:57:57+00:00
Document Index: 135176456

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 13', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 51', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 50', 'art. 13', 'art. 50']

Detrazioni per redditi da lavoro dipendente e assimilato - Fiscomania
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Detrazioni per redditi da lavoro dipendente e assimilato
Le detrazioni per lavoro dipendente sono previste dall’art. 13 TUIR e spettano in caso di reddito da lavoro dipendente e assimilato. Vediamo in questo articolo, come funziona il calcolo e a chi spettano.
Le detrazioni per redditi da Lavoro Dipendente e assimilato sono disciplinate dall’art. 13 del DPR n. 917/86.
Le detrazioni per redditi da lavoro dipendente, consentono ai lavoratori dipendenti (ma anche ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinate e continuativa ed ai percettori di altri redditi assimilati come ad esempio l’indennità di disoccupazione Naspi) di ridurre la pressione fiscale sul loro reddito.
I lavoratori dipendenti in busta paga hanno diritto di ricevere di particolari detrazioni fiscali legate proprio al lavoro dipendente. Detrazioni che possono fruire al fine di abbattere la propria tassazione IRPEF. Si tratta di una agevolazione fiscale legata al fatto di percepire redditi da lavoro dipendente o assimilato.
L’applicazione di questa detrazione consente al lavoratore dipendente di beneficiare un maggior reddito a disposizione. Tali detrazioni devono essere poi indicate in dichiarazione dei redditi.
Il legislatore ha previsto un sistema di detrazioni, per spese di produzione, rivolte ai soggetti titolari di:
Redditi di lavoro dipendente e di determinate tipologie di redditi assimilati a quello di lavoro dipendente;
A chi spettano le detrazione per redditi da lavoro dipendente?
Detrazione per redditi da lavoro dipendente calcolo:
Detrazione per redditi da lavoro dipendente in caso di licenziamento o dimissioni
Detrazione per redditi da lavoro dipendente parametrati al periodo di lavoro
Detrazioni da lavoro dipendente e applicazione delle ritenute
Detrazioni da lavoro dipendente part-time
Detrazioni da lavoro dipendente e apprendistato
Detrazione da lavoro dipendente in caso di più contratti di lavoro
Detrazioni per redditi da lavoro dipendente e tirocinio
Detrazioni per redditi da lavoro dipendente e contratto a chiamata
Detrazioni da redditi di lavoro dipendente e Naspi
Detrazione per redditi assimilati a quello da lavoro dipendente
Detrazione per i redditi di cui all’art. 50, co. 1, lett. i), TUIR
Detrazione per i redditi di cui all’art. 50, co. 1, lett. e), f), g), h) TUIR
Detrazioni per redditi da lavoro dipendente 2020: nuovo bonus
L’art. 13, co.1 TUIR, dispone una detrazione d’imposta, da rapportare al periodo di lavoro nel corso dell’anno, per i titolari di:
Alcune tipologie di redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente:
Indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a questa qualità;
Compensi percepiti per rapporti di Collaborazione coordinata e continuativa;
Compensi percepiti dai lavori socialmente utili.
Il reddito fondiario assoggettato a cedolare secca deve essere aggiunto al reddito complessivo del locatore anche per determinare le detrazioni per redditi da lavoro dipendente.
Le detrazioni per redditi da lavoro dipendente è una detrazione fiscale, ovvero una riduzione dell’imposta dovuta sul reddito imponibile IRPEF.
Tale detrazione è meno che proporzionale rispetto all’aumento del reddito percepito. Questo significa che, sopra una certa soglia di reddito da lavoro dipendente non spetta alcuna detrazione.
L’obiettivo è quello di avvantaggiare i soggetti che percepiscono redditi meno elevati, concedendo loro una detrazione maggiore. Questo aspetto è di fondamentale importanza in quanto è tra quelli che consentono il rispetto del principio di progressività dell’imposta, sancito costituzionalmente.
Reddito complessivo (al netto dell’abitazione principale e le relative pertinenze) Detrazione per reddito da lavoro dipendente e assimilato
Fino a 8.000 euro 1.800 euro – la detrazione non può essere inferiore a 690 euro. Per i rapporti a tempo determinato e per compresenza nell’anno di rapporti a tempo determinato e indeterminato, la detrazione non può essere inferiore a 1.380 euro.
Da 8.000 a 28.000 euro 978 + 902 * (28.000 – reddito complessivo) / 20.000
Da 28.000 a 55.000 euro 978 * (55.000 – reddito complessivo) / 27.000
Oltre 55.000 euro 0 euro
Gli importi fissati, devono essere rapportati al periodo di lavoro durante l’anno.
Il lavoratore dipendente per tutto il 2019 (365 giorni). Prendiamo che abbia come reddito complessivo soltanto il reddito da lavoro dipendente per un ammontare di 23.000 euro.
La detrazione per redditi da lavoro dipendente è calcolata:
978 + 902 * (28.000 – 23.000) / 20.000
Invece, nel caso di un lavoratore dipendente per 205 giorni durante il 2019, ed il reddito complessivo è pari a 14.300 il calcolo sarà cosi effettuato:
978 + 902 * (28.000 – 14.300) / 20.000
1.598,87*205/365
Detrazione per redditi da lavoro dipendente in busta paga
L’ammontare della detrazione per redditi da lavoro dipendente, spettante ai lavoratori ogni mese in busta paga viene calcolato in rapporto ai giorni di detrazioni spettanti nel mese (compreso sabato e domenica). Pertanto le detrazioni sono superiori nei mesi di:
31 giorni (gennaio, marzo, maggio, luglio, agosto, ottobre e dicembre) rispetto ai mesi di 30 giorni di calendario (aprile, giugno, settembre, novembre);
28 giorni (febbraio), anche quando l’anno è bisestile (come nel 2020, pertanto febbraio 2020 varrà 28 giorni di detrazioni e non 29).
Le detrazioni per redditi da lavoro dipendente, se richieste nel modello detrazioni presentato al datore di lavoro, sono calcolate, in via presunta, ogni mese in busta paga, pertanto il lavoratore può usufruirne mensilmente sulla base del reddito comunicato nel modello detrazioni.
Per il calcolo della detrazione per lavoro dipendente in busta paga, occorre distinguere il calcolo effettuato dal datore di lavoro sostituto d’imposta nelle buste paga da gennaio a novembre, (il calcolo è effettuato su un reddito da lavoro dipendente presunto) rispetto al calcolo effettuato dal datore di lavoro nel mese di dicembre e in occasione del conguaglio fiscale di fine anno, che è calcolato sul reddito da lavoro dipendente definitivo.
Il licenziamento o la dimissione comportano la conclusione di un rapporto di lavoro dipendente, ossia appongono una data di fine al contratto di lavoro. Fino a quella data, le detrazioni fiscali, spettano in misura piena al lavoratore dipendente.
In caso di licenziamento o dimissione o cessazione del rapporto di lavoro, il calcolo delle detrazioni fiscali avviene, quindi, sulla base del reddito complessivo definitivo del lavoratore dipendente alla data della cessazione del rapporto di lavoro e il conseguente diritto ad un numero di giorni di detrazione per lavoro dipendente, nel mese di conclusione del rapporto di lavoro, pari ai giorni di detrazione spettanti dal primo giorno del mese al giorno di cessazione del rapporto di lavoro (incluso).
Nel caso di un lavoratore dipendente che ha iniziato un rapporto di lavoro il 1 marzo 2019 e viene licenziato il 15 maggio 2020, avrà diritto per il mese di maggio a 15 giorni di detrazione. Nello stesso mese, essendo intervenuta la cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è tenuto a ricalcolare le detrazioni per lavoro dipendente sulla base del reddito complessivo spettante per l’anno 2020.
Nel calcolo della detrazione da lavoro dipendente il periodo di lavoro nell’anno, deve essere computato a giorni.
I giorni per i quali spetta la detrazione coincidono con quelli che hanno dato diritto alla retribuzione che è stata assoggettata a ritenuta;
Devono in ogni caso essere comprese, festività, i riposi settimanali e gli altri giorni non lavorativi. Mentre vanno sottratti i giorni per i quali non spetta alcuna retribuzione (ad esempio, in caso di assenza per aspettativa senza corresponsione di assegni);
Nessuna riduzione va effettuata in caso di particolari modalità di articolazione dell’orario di lavoro. Ad esempio, il part time orizzontale, verticale o ciclico e nemmeno in caso di giornate di sciopero;
In presenza di più redditi di lavoro dipendente, i giorni compresi in periodi contemporanei devono essere computati una sola volta;
In presenza di contratti di lavoro dipendente a tempo determinato caratterizzati dall’effettuazione di prestazioni “a giornata” (ad esempio per i lavoratori edili e i braccianti agricoli), la detrazione spettante per le festività, i giorni di riposo settimanale e i giorni non lavorativi compresi nel periodo che intercorre tra la data d’inizio e quella di fine di tali rapporti di lavoro. Essa deve essere determinata proporzionalmente al rapporto esistente tra le giornate effettivamente lavorate e quelle previste come lavorative dai contratti collettivi nazionali di lavoro e dai contratti collettivi territoriali applicabili per i contratti a tempo indeterminato delle medesime categorie. Il risultato del rapporto, se decimale, va arrotondato all’unità successiva;
L’anno deve essere sempre assunto come composto di 365 giorni, anche quando è bisestile.
Calcolo dei giorni con le borse di studio
In relazione alle borse di studio, occorre fare riferimento ai giorni compresi nel periodo assunto ai fini dell’erogazione della borsa di studio. Questo anche se relativo ad anni precedenti a quello di effettiva erogazione.
Se la borsa di studio:
E’ stata erogata per il rendimento dell’anno scolastico o accademico, la detrazione spetta per l’intero anno;
Se, invece, è stata corrisposta in relazione alla frequenza di un particolare corso, spetta per il periodo di durata del corso stesso.
Ai fini dell’applicazione delle ritenute:
In generale, le suddette detrazioni minime di 690,00 e 1.380,00 euro devono essere rapportate dal sostituto d’imposta al periodo di lavoro nell’anno. Questo in applicazione dell’articolo 23 co. 2 lett. a) del DPR 600/73;
Il percipiente potrà fruire della parte di detrazione eventualmente non goduta:
In sede di dichiarazione dei redditi;
Ovvero, su richiesta, in sede di conguaglio.
Tuttavia se il percipiente dichiara di non possedere altri redditi, il sostituto d’imposta deve assumere, ai fini del calcolo della detrazione spettante, il reddito di lavoro dipendente che egli stesso corrisponde. Pertanto, ricorrendone i presupposti, tener conto dell’intero ammontare della detrazione minima. Ragguagliando la stessa al periodo di paga e attribuendola a partire dalla corresponsione della prima retribuzione.
A tale fine, il sostituto d’imposta può comunque invitare i dipendenti a fornire, ove lo ritengano opportuno, gli elementi che consentano un’applicazione più precisa della detrazione.
La detrazione da lavoro dipendente spetta anche in caso di contratto di lavoro part-time. Il meccanismo di calcolo della detrazione non cambia, è quindi, quello visto in precedenza.
L’unica differenza sta nel fatto che la detrazione è rapportata al minor reddito da lavoro dipendente percepito per effetto dell’orario di lavoro ridotto.
In pratica, una persona che ha un contratto di lavoro part-time al 50% e lavora per 30 giorni al mese avrà diritto alla detrazione per 30 giorni, ma su un reddito che sarà circa la metà di un collega full-time. Il tutto, naturalmente, a parità di contratto collettivo nazionale e livello di inquadramento.
In ogni caso, è opportuno precisare che nessuna riduzione delle detrazioni va effettuata in caso di particolari modalità di articolazione dell’orario di lavoro. Ad esempio, il contratto part-time orizzontale, verticale o ciclico, né in caso di giornate di sciopero.
A tutti gli effetti di legge, il contratto di apprendistato (es. apprendistato professionalizzante) viene considerato un rapporto a tempo indeterminato.
Il Ministero del lavoro, con la risposta all’Interpello n. 79 del 12 novembre 2009, riassume infatti tutte le tesi dottrinali e giurisprudenziali volte a ritenere il rapporto di apprendistato un contratto a tempo indeterminato.
La conseguenza di questa equiparazione del contratto di apprendistato al contratto a tempo indeterminato. Ricordo che esiste facoltà delle parti di recedere dal contratto di apprendistato al termine del periodo formativo. Dal punto di vista fiscale sia in termini di rapporto tra detrazione per lavoro dipendente e apprendistato, il rapporto di apprendistato beneficia delle stesse agevolazioni fiscali riferibili all’indeterminato.
Ad esempio spetta la detrazione minima di 690 euro.
Per quanto riguarda il calcolo della detrazione fiscale per lavoro dipendente agli apprendisti, va sottolineato che agli stessi spettano le detrazioni per un numero di giorni pari ai giorni lavoratori, come tutti gli altri lavoratori qualificati.
La detrazione, come nel caso del part-time, è calcolata sulla base del reddito da lavoro dipendente ridotto che l’apprendista percepisce per effetto dell’inquadramento contrattuale. Oppure per effetto della percezione di una percentuale ridotta della retribuzione riferibile al livello finale di destinazione al termine dell’apprendistato.
Nel caso in cui ci si trovi in presenza di più contratti di lavoro dipendente è necessario tenere presente una regola.
I giorni di lavoro compresi in periodi contemporanei devono essere contati una sola volta.
Ad esempio, quindi, se il lavoratore è in possesso di più Certificazioni Uniche, in quanto ha avuto più rapporti di lavoro, la detrazione spetta una sola volta. Quindi, in questi casi, la detrazione esatta deve essere obbligatoriamente effettuata presentando la dichiarazione dei redditi. Questo nel caso in cui entrambi i datori di lavoro abbiamo applicato la detrazione per lavoro dipendente.
Altrimenti, attraverso la compilazione del modulo di richiesta delle detrazioni (vedi paragrafo seguente), è possibile indicare ad ogni datore di lavoro quali detrazioni applicare. In questo modo, attraverso il conguaglio si potrà evitare, eventualmente, l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi.
La detrazione per redditi da lavoro dipendente in caso di tirocinio, dal punto di vista fiscale, a norma dell’art. 50 del TUIR e più precisamente della lett. c), le somme sono considerate equiparate a reddito da lavoro dipendente. L’art. 50 TUIR sancisce che:
“le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante”
E più precisamente le borse di studio, essendo percepite con riferimento al risultato conseguito in un anno scolastico, sono equiparate alla tipologia dei rapporti di lavoro a tempo determinato (Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 156/e/2009).
La Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 95/E/2012, ha chiarito che l’indennità di partecipazione erogata agli stagisti o tirocinanti, come previsto dalla normativa regionale, è da considerarsi reddito assimilato a quello di lavoro dipendente e quindi a tale indennità saranno applicate le aliquote Irpef a scaglioni di reddito del TUIR al fine della determinazione dell’imposta lorda.
Ai fini della determinazione dell’imposta netta da trattenere e versare saranno riconosciute le detrazioni di imposta per produzione del reddito, ragguagliate alla durata del periodo di tirocinio a cui il reddito corrisposto è riferito.
L’indennità di disponibilità, nel lavoro intermittente, in quanto somma percepita in relazione al rapporto di lavoro, è considerata reddito di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 51, co.1 TUIR.
La detrazione deve essere rapportata al periodo di lavoro nell’anno, ossia al numero dei giorni compresi nel periodo di durata del rapporto di lavoro per i quali il lavoratore ha diritto alle detrazioni per lavoro dipendente.
E’ il numero di giorni che hanno dato diritto al reddito di lavoro dipendente soggetti a tassazione, a fronte del quale è concessa la detrazione.
Sono comprese le festività, i riposi settimanali e gli altri giorni non lavorativi e vanno sottratti i giorni per i quali non spetta alcun reddito, neppure sotto forma di retribuzione differita, quali le mensilità aggiuntive etc. (ad esempio, in caso di assenza per aspettativa senza corresponsione di assegni).
Nessuna riduzione delle detrazioni va effettuata in caso di particolari modalità di articolazione dell’orario di lavoro, quali il part-time verticale o orizzontale, né in presenza di giornate di sciopero.
L’indennità di disoccupazione NASpI, percepita in sostituzione del reddito di lavoro dipendente, costituisce reddito assimilabile a quello da lavoro dipendente, ai sensi dell’art. 6, co. 2 TUIR.
Al lavoratore disoccupato che percepisce la Naspi, l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, sulle somme erogate a titolo di NASpI applica le ritenute Irpef e riconosce anche, se richieste nella domanda Naspi, le eventuali detrazioni fiscali per reddito e per carichi di famiglia (art. 12 TUIR).
Le detrazioni per redditi da lavoro dipendente in caso di indennità NASP, vengono calcolate considerando il periodo di Naspi come numero di giorni di detrazione spettante, considerando il reddito come un tempo determinato con applicazione della detrazione minima di 690 euro.
La Legge n. 26/2009, ha previsto a decorrere dal periodo d’imposta 2007:
Una detrazione d’imposta, regolamentata nell’art. 13, co.3 TUIR, per i redditi di cui all’art. 50, co. 1, lett. i), TUIR;
Una detrazione d’imposta, regolamentata nell’art. 13, co. 5 TUIR, per i redditi di cui all’art. 50, co. 1, lett. e), f), g), h) TUIR.
Qualora alla formazione del reddito complessivo concorrono assegni periodici corrisposti all’ex coniuge deve essere attribuita una detrazione d’imposta pari a quella stabilita per i redditi da pensione.
Questa detrazione:
Non può cumularsi, con le altre detrazioni previste per le spese di produzione;
Non deve essere rapportata ad alcun periodo dell’anno.
Qualora sussistano i seguenti redditi:
Compensi per attività intramuraria del personale del servizio sanitario nazionale;
Indennità e assegni vitalizi percepiti per attività parlamentari e per cariche elettive (consiglieri regionali, provinciali e comunali) e quelle percepite dai giudici costituzionali;
Rendite vitalizie e rendite a tempo determinato.
In questi casi, spetta una detrazione d’imposta:
Decrescente all’aumentare del reddito complessivo, comprensivo del reddito di locazione assoggettato a cedolare secca, al netto della deduzione per abitazione principale con le relative pertinenze;
Non cumulabile con altre detrazioni, per redditi da lavoro dipendente e assimilati.
La detrazione spetta nella seguente misura:
Reddito complessivo (al netto della deduzione per abitazione principale e delle relative pertinenze) Detrazione per redditi da lavoro dipendente ed assimilati
Fino a 4.800 euro 1.104 euro
Da 4.800 a 55.000 euro 1.104 * 55.000 – Reddito complessivo / 50.200
E’ stato approvata ieri, la Legge di conversione del Decreto n. 3/2020.
Esso prevede l’erogazione di un nuovo bonus in busta paga, che ammonta a 100 euro al mese per i lavoratori con redditi compresi tra 8.174 euro e 28.000 euro.
Per questi, l’importo totale riconosciuto sarà pari a 600 euro in più.
Per i lavoratori fino a 24.600 euro l’aumento effettivo in busta paga sarà pari a 20 euro, importo che sale a 100 euro sommando al taglio del cuneo anche il preesistente bonus Renzi.
L’aumento sarà maggiore per quei contribuenti che ad oggi percepivano il bonus Renzi rimodulato in base al reddito.
Un aumento effettivo di 600 euro in busta paga, sarà riconosciuto ai lavoratori dipendenti con redditi compresi tra 26.600 euro e 28.000 euro, (esclusi dal bonus Renzi di 80 euro per il primo semestre del 2020).
L’importo del bonus per i redditi compresi tra 28.001 e 35.000 euro sarà pari a 960 euro, attuale importo massimo del bonus Renzi, mentre per chi percepisce redditi superiori, e fino a 40.000 euro è stato introdotto un meccanismo a scalare, con importi ridotti all’aumentare del reddito.
Importo bonus fiscale
80 euro al mese 28.001 euro e fino a 35.000 euro Detrazione fiscale
Da 80 euro fino a 0 euro da 35.001 e fino a 40.000 euro Detrazione fiscale
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