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Timestamp: 2020-08-11 17:08:36+00:00
Document Index: 19322684

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4']

La soggettività passiva a fini IMU spetta unicamente al coniuge assegnatario della casa coniugale, anche quando il proprietario della stessa non sia l’altro coniuge | Accademia Tributaria
La soggettività passiva a fini IMU spetta unicamente al coniuge assegnatario della casa coniugale, anche quando il proprietario della stessa non sia l’altro coniuge
Commissione Tributaria Regionale di Bologna, sez. XI, 10.01.2020 n. 88
– F.E. ha concesso in comodato gratuito al figlio M.M. un immobile allo scopo di destinarlo ad abitazione coniugale in vista del matrimonio del figlio stesso con A.A.;
– l’immobile è stato effettivamente destinato ad abitazione coniugale da M.M. ed A.A. sino alla loro separazione del 2006;
– in sede di separazione l’immobile è stato dal Tribunale assegnato ad A.A.;
– la A. ha così successivamente iniziato a corrispondere al Comune di Forlì le somme richieste a titolo di IMU;
– a partire dall’anno di imposta 2012 e disattendendo la posizione inizialmente assunta dal MEF anche con apposite circolari, il Comune ha però richiesto il pagamento dell’IMU anche alla proprietaria E. (senza peraltro pretendere interessi e sanzioni, in ragione della precedente diversa posizione dell’Ufficio, e decurtando le somme corrisposte dalla A.), e detta richiesta di pagamento è stata formulata anche per il 2013 ed il 2014.
Ciò posto, F.E. ha impugnato avanti alla CTP di Forlì gli avvisi di accertamento IMU con riferimento agli anni 2012-2014, eccependo che la richiesta di pagamento era in contrasto con il dettato dell’articolo 4 comma 12 quinquies D.L. n. 16 del 2012 conv. in L. n. 44 del 2012, così come peraltro almeno inizialmente interpretato dallo stesso Ufficio.
Avverso la sentenza di primo grado ha interposto appello F.E., ribadendo la propria tesi in ordine al fatto che, in base all’articolo 4 comma 12 quinquies D.L. n. 16 del 2012, unico soggetto passivo ai fini IMU deve ritenersi il coniuge assegnatario dell’immobile, indipendentemente da ogni considerazione in ordine al fatto che proprietario sia l’altro coniuge od un terzo.
Ciò posto, l’appellante ritiene che, sulla base del disposto normativo di cui all’articolo 4 comma 12 quinquies D.L. n. 16 del 2012, e così come peraltro inizialmente ritenuto anche da circolari del MEF, debba ritenersi la esclusiva soggettività passiva ai fini IMU del coniuge separato assegnatario; mentre la sentenza di primo grado ritiene che la norma stessa si applichi solo al caso in cui sia l’altro coniuge non assegnatario ad essere proprietario o comproprietario, non anche al caso in cui proprietario sia un terzo, e ritiene che la norma non possa essere oggetto di applicazione analogica od estensiva.
Si osserva in proposito che la disposizione normativa in questione recita che “ai soli fini dell’applicazione dell’imposta municipale… l’assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione”.
Infatti, la Corte di Cassazione, con insegnamento del tutto persuasivo e dal quale non vi è motivo di discostarsi, ha innanzitutto spiegato che “il presupposto per l’applicazione dell’IMU è il medesimo di quello previsto dall’ICI”, id est “il possesso di immobili di cui all’articolo 2 del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504”; e che è “necessario che il rapporto che lega il soggetto all’immobile sia qualificato, riconducibile, quindi, alla proprietà, all’usufrutto o ad altro diritto reale di godimento, o ad un’altra situazione giuridica specificatamente stabilita dalla legge come nel caso di locazione finanziarie o concessione di beni demaniali”.
L’interpretazione estensiva è possibile perché, diversamente da quanto argomentato dalla pronuncia di primo grado, “non trattandosi di norma tributaria disciplinante un’ipotesi di agevolazione o di esenzione, ovvero di norma speciale, non vale per la stessa il divieto di interpretazione analogica nonché di interpretazione estensiva ai sensi dell’art. 14 delle disposizioni preliminari del cod. civ.” (sottolineatura aggiunta).
Pertanto ed in conclusione, deve ritenersi che l’interpretazione restrittiva dell’articolo 4 comma 12 quinquies D.L. n. 16 del 2012 seguita dalla sentenza di primo grado, per un verso non sia conforme al contenuto letterale della norma, e per altro verso non sia comunque conforme al canone interpretativo della possibilità di interpretazione estensiva della norma stessa.
Le spese di lite del grado di giudizio vanno integralmente compensate ex art. 15 D.Lgs. n. 546 del 1992, dovendosi rinvenire le “gravi ed eccezionali ragioni” sia nell’assoluta novità della vicenda trattata, sia nell’oggettiva opinabilità della complessa questione in diritto affrontata.
– in accoglimento dell’appello, annulla gli atti originariamente impugnati;
– compensa le spese di lite del doppio grado di giudizio.
Bologna, il 13 dicembre 2019.
In accoglimento dell’appello del contribuente, la Commissione Tributaria Regionale di Bologna stabilisce che la soggettività passiva a fini IMU, in caso di assegnazione della casa coniugale al coniuge separato, spetta unicamente a quest’ultimo, indipendentemente dal fatto che il proprietario o titolare di altro diritto reale sulla casa medesima sia l’altro coniuge, risultato non assegnatario in sede di separazione, oppure (come nel caso di specie) un soggetto terzo.
Viene così esclusa la soggettività passiva a fini IMU del soggetto che aveva concesso in comodato l’immobile di sua proprietà al figlio e alla nuora, con successiva assegnazione della casa a quest’ultima in sede di separazione personale dei coniugi.
L’art. 4, comma 12-quinquies, D.L. 02.03.2012 n. 16, convertito con modificazioni in Legge 26 aprile 2012 n. 44, stabilisce infatti che, ai soli fini dell’applicazione dell’IMU, l’assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione. Analoga disposizione è ripetuta anche in sede di riforma dell’IMU, da parte dell’art. 1, comma 741, lettera c), n. 4) Legge 27.12.2019 n. 160 (secondo cui è considerata abitazione principale “la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì, ai soli fini dell’applicazione dell’imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso”) e dell’art. 1, comma 743, della predetta Legge (secondo cui “E’ soggetto passivo dell’imposta il genitore assegnatario della casa familiare a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario dei figli”).
Il soggetto assegnatario della casa familiare diviene dunque titolare, a fini IMU, di un diritto reale di abitazione sull’immobile assegnato, che lo rende unico soggetto passivo del tributo, a prescindere dalla circostanza che proprietario dell’immobile sia l’altro coniuge oppure un soggetto terzo.
Viene quindi respinta l’interpretazione restrittiva dell’art. 4, comma 12-quinquies, D.L. 16/2012 propugnata dal Comune, anche alla luce dell’orientamento giurisprudenziale che ha escluso il carattere di agevolazione o esenzione della predetta norma, ammettendone un’interpretazione estensiva, fondata sulla eadem ratio, ai rapporti di convivenza e, in particolare, al convivente more uxorio affidatario dei figli minorenni o convivente con i figli maggiorenni ma non economicamente autosufficienti, al quale venga assegnato l’immobile adibito a casa familiare di proprietà dell’altro ex convivente (si veda, in tal senso, Cass. civ., sez. V, 30.04.2019 n. 11416, già commentata su questa Rivista).