Source: https://www.statoechiese.it/contributi/categoria/ateismo
Timestamp: 2019-02-16 13:57:19+00:00
Document Index: 134809761

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 8', 'art. 116', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8']

Articoli in Ateismo
L’Europa di chi non crede - di Nicola Colaianni
Son passati quasi trent’anni dacché tra le varie dichiarazioni apposte in calce al trattato di Maastricht comparve abbastanza inaspettatamente quella che impegna l’Unione Europea al “dialogo trasparente, costante e regolare” con “le chiese e le associazioni o comunità religiose” non più e non meno, tuttavia, che con le “organizzazioni filosofiche e non confessionali”. Dichiarazione apparentemente innocua, giacché espressamente si esclude che da essa possa essere pregiudicato lo status a quelle organizzazioni assegnato dai diritti nazionali, ma politicamente impegnativa per l’Unione, tanto che fece strada e si riversò nell’art. 17 del TFUE, assumendo così un carattere anche giuridicamente impegnativo. (segue)
Non-believer’s Europe
ABSTRACT: In spite of the Treaty on the Functioning of the European Union, which puts on the same footing the status of the churches and of the humanist organizations, the status of believers and non-believers is not the same in each state, regardless its model (the paper quotes briefly the features of United Kingdom, France, Belgium, Italy, Germany and Malta). The reason lies in a kind of mass religious tradition, which at present is even more hard to defeat because of the rampant populism, which takes advantage also of the religion. The antidote stays in the pluralistic – not monist and excluding the differences - secularism in order to grant the same dignity of believers also to both differently believers and non-believers.
Prefazione, nella versione italiana, al volume Non-believer’s Europe: models of secularism, individual statuses, collective rights, a cura di A. Orioli, Nessun dogma, Roma, 2019, in corso di stampa, che raccoglie gli atti del Convegno, con lo stesso titolo, organizzato dalla U.A.A.R. e svoltosi presso il Parlamento europeo (Bruxelles, 22-23 marzo 2018). La si pubblica per cortese concessione dell’Editore. Contributo non sottoposto a valutazione.
Atheism and the Principle of Laïcité in France. A Shifting Process of Mutual Adaptation - di Francesco Alicino
SUMMARY: 1. Introduction - 2. The Vertical and Horizontal Influences - 3. Atheism, laïcité and Church - 4. Atheism, laïcité and Islam - 5. Today’s Popular Sources of Atheism - 6. Conclusion.
ABSTRACT: With this article, the Author outlines the legal issues involving the atheism in France, analysing them in the light of the principle of laïcité. France has a long history of criticism of religion. Many philosophes of the Enlightenment, for example, have provided the classical writings in this field. In this sense, they were able to aliment two major streams of thought of the magmatic French atheism: one is based on the horizontal influences arising from the effect of increasing worldwide travel with the discovery that people do not necessary share the same views and beliefs about the nature of human being; the other is centred on vertical arguments bubbling up from the past in a very form of scepticism and realism. With its multi-faceted and articulated view, the French atheism has also been promoted by a number of movements devoted to arguing the case for non-belief and for its political expression in laïcité. In this manner, the Author tries to demonstrate that, since the Great Revolution and during the long history of the French constitutional system, laïcité de combat and atheism has been influencing each other in a constantly shifting process of mutual adaptation.
Full Professor in Public Law and Religion at the University LUM Jean Monnet, Casamassima, Bari, Italy
Article peer evaluated. An abridged version of this paper was discussed during the international Conference on “Non-Believers’ Europe: Model of Secularism, Individual Statues, Collective Rights” - which was held at the European Parliament and the Leopold Hotel in Brussels (22-23 March 2018) - and it is due to be published in the relative proceedings.
Intendersi sulle intese - di Fulvia Abbondante Salvatore Prisco
SOMMARIO: 1. Premessa: la richiesta di intesa con lo Stato dell’Unione degli Atei, Agnostici e Razionalisti - 2. Le tappe successive di una emblematica vicenda giudiziaria - 3. L’eticizzazione del diritto tra riconoscimento costituzionale dei “valori”, sviluppi della tecnologia, circolazione transnazionale dei diritti e ruolo supplente della giurisprudenza - 4. Dalle religioni tradizionali ai “nuovi culti”: un breve panorama socio-culturale del fenomeno e dei suoi riflessi giuridici - 5. Le confessioni religiose tra politica e diritto: un approccio problematico al caso italiano - 6. Politica e giurisdizione nelle intese di cui all’art. 8, terzo comma, e in quelle di cui all’art. 116, terzo comma, della Carta costituzionale.
The agreements with State of organized religious groups as juridical problem
The paper, starting from the recent decision of Italian Constitutional Court no 52/2016 which denies the obligation of the Government to begin a negotiation with an atheistic group which wanted to reach an agreement with state according to art. 8, 3, of the Italian Constitution, examines the Italian Constitutional jurisprudence and doctrinal debate about the definition of organized religious group and about the political nature of the governmental power in starting agreement with the State.
S. Prisco è professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico, F. Abbondante è ricercatrice di Istituzioni di diritto pubblico, ambedue nell’Università Federico II di Napoli, Dipartimento di Giurisprudenza
Il lavoro, sottoposto a valutazione, è destinato agli Studi in onore di Mario Tedeschi, Maestro al quale è dedicata la raccolta in cui il presente lavoro si inserisce. Nell’ambito di una riflessione comune e dialettica fra i coautori, Fulvia Abbondante ha steso i paragrafi da 1 a 4, mentre Salvatore Prisco quelli rimanenti.
La proposta di legge in materia di libertà religiosa nei lavori del gruppo di studio Astrid. Le scelte operate nel campo della libertà collettiva - di Pierangela Floris
Nelle parti dedicate alla dimensione collettiva della libertà religiosa, la Proposta dà spazio a tre figure: due oggetto di espliciti riferimenti costituzionali, l’associazione con fine di religione o di culto e la confessione religiosa; una terza nuova, l’associazione filosofica e non confessionale, di chiara derivazione europea già nella denominazione. Inizio dalle associazioni con finalità di religione o di culto, che nella Proposta hanno un risalto senz’altro significativo. Esso però non è teso a oscurare o attenuare il rilievo di altre figure, in particolare della confessione religiosa, alla quale la Costituzione riserva un’attenzione tutta speciale e che nel progetto ha prerogative esclusive. Quel risalto ha altre ragioni, già esplicitate anche da chi ha parlato prima di me. Il progetto prova ad affrontare i problemi emersi in tempi recenti con lo sviluppo dell’associazionismo religioso, che ha interessato, in particolare, le comunità di nuova formazione o insediamento e che ha trovato un po’ tutti impreparati. (Continua)
Professore ordinario di Diritto ecclesiastico nell’Università degli Studi di Cagliari, Dipartimento di Giurisprudenza.
Il testo, non sottoposto a valutazione, riproduce la relazione svolta oralmente durante il Seminario organizzato dalla Fondazione Astrid a Roma il 6 aprile 2017. È già pubblicato in Rassegna Astrid, n. 7/2017, con la nota: “Il testo della proposta di legge Astrid, al quale lo scritto fa riferimento, è riportato in allegato. Si tratta di una bozza ancora in versione provvisoria; essa è stata elaborata da un gruppo di studio di Astrid coordinato da Roberto Zaccaria e sarà rivista anche alla luce del dibattito sviluppatosi nel corso del seminario del 6 aprile”.
Il testo della proposta di legge, per comodità del lettore, è riportato in calce.
La decadenza del “metodo della bilateralità” per mano (involontaria) degli infedeli - di Nicola Colaianni
Sommario : 1. Lo strano caso di una non-confessione religiosa che fa domanda di un’intesa con lo Stato. – 2. L’obbligo, comunque, di avviare le trattative … – 3. … e la semplice facoltà di concluderle – 4. La discrezionalità politica anche nell’avvio delle trattative – 5. Il riequilibrio del rapporto tra legge comune e intese – 6. La causa delle intese – 7. Il diritto comune unilaterale come garanzia dell’eguale libertà – 8. Il “metodo della bilateralità” confinato nell’angolo della produzione giuridica.
Professore ordinario di Diritto ecclesiastico nell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, Dipartimento di Giurisprudenza.
Contributo sottoposto a valutazione. Studio in preparazione del seminario sulla sentenza n. 52 del 2016 della Corte costituzionale programmato presso l’Università del Molise.
Valori religiosi vs. valori laici nel diritto di famiglia (rileggendo il saggio di Walter Bigiavi su “Ateismo e affidamento della prole”) - di Antonio Fuccillo
SOMMARIO: 1. Ateismo del genitore e affidamento della prole nel dibattito giuridico di inizio anni ’50 – 2. Religione e diritto: la contemporaneità delle riflessioni di allora – 3. Procedimento educativo dei minori e cultura religiosa – 4. La determinazione dell’interesse del minore nella recente prassi giurisprudenziale – 5. L’attualità di un dibattito antico.
Professore straordinario di Diritto ecclesiastico e interculturale nella Seconda Università di Napoli, Dipartimento di Giurisprudenza.
Dallo scontro all’incontro. 1917-1997: ottanta anni di politica ecclesiastica russa - di Giovanni Codevilla
SOMMARIO: 1. L’inizio della lotta contro la Chiesa. Il Tribunale rivoluzionario e la nascita della ČK - 2. La profanazione delle reliquie - 3. La requisizione dei preziosi - 4. Il movimento degli innovatori - 5. I processi per opposizione alla requisizione dei preziosi - 6. La Dichiarazione del metropolita Sergij - 7. La Nep religiosa staliniana. L’elezione di Sergij a patriarca - 8. Il Concilio della Chiesa Ortodossa Russa del 1945 - 9. L’attività internazionale della Chiesa Ortodossa Russa. La nuova sinfonia tra bolscevismo e Ortodossia - 10. La campagna contro la Chiesa cattolica. L’idea di convocare un Concilio in funzione anticattolica - 11. La svolta antiecclesiastica del 1947 - 12. La ripresa della campagna ateistica e la politica antireligiosa chruščëviana - 13. Il Concilio del 1961 - 14 Il Concilio del 1971 e la politica ecclesiastica postchruščeviana - 15. Il Rapporto Furov e l’asservimento della Chiesa - 16. Michail Gorbačëv - 17. Il ritorno al passato della nuova Russia.
già professore associato di Diritto ecclesiastico comparato nell'Università di Trieste, Dipartimento di Scienze Politiche.
Il contributo, non sottoposto a valutazione, riproduce il testo, ampliato e corredato delle note, della relazione presentata al Convegno internazionale di studio in occasione del 25° anniversario della caduta del muro di Berlino "La fine del comunismo in Europa: regimi e dissidenza (1956-1989)", organizzato dalla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Teramo (3-4 dicembre 2014).
Associazionismo ateista e accesso all’Intesa con lo Stato. Riflessioni a margine della sentenza n. 7068 del 2014 del Tar Lazio - di Marco Parisi
Sommario : 1. Introduzione - 2. L’UAAR e il lungo percorso giudiziario verso la richiesta d’Intesa: l’approdo della sentenza n. 7068 del 2014 del Tar Lazio - 3. Associazionismo ateistico e confessioni religiose: la difficoltà dell’inserimento in una categoria inflazionata - 4. Conclusioni.
ABSTRACT: The attention given by the constituent Assembly to the individual and associated way of enjoying the religious freedom, in the logic of protection of the spiritual interests of the human person, should be such as to promote, as a natural consequence of this basic structure of the Constitution, a balanced system in relation to the official contacts between the State and the religious denominations. However, there is the fact of public policies excessively benevolent towards some religious denominations, which causes damage to the affirmation of equal freedom for all individuals, regardless of their cultural orientation, religious or non-religious it is. With the visible manifestation of the atheism (in a public and associated way), doctrine and jurisprudence are called to identify the most appropriate forms of legal protection for some specific group experiences, related, in any case, in the broadest sense, to the religious and spiritual dimension of human life. pdf
Professore associato di Diritto ecclesiastico nell'Università degli Studi del Molise, Dipartimento giuridico
Il contributo, sottoposto a valutazione, è destinato alla pubblicazione nella "Revista Crítica de Derecho Canónico Pluriconfesional", n. 2/2015.
Le “confessioni religiose” possono essere atee? Alcune considerazioni su un tema antico alla luce di vicende nuove - di Emanuele Rossi
1 - Il tema del rapporto tra Costituzione e fenomeno religioso può essere analizzato e sviluppato in almeno due direzioni fondamentali: la Costituzione e la libertà religiosa da un lato; la Costituzione e le confessioni religiose dall’altro. In questa sede mi limiterò a ragionare sulle difficoltà di definire cosa sia una “confessione religiosa”, ribadendo peraltro preliminarmente quanto questo apparentemente limitato tema - relativo alla dimensione collettiva della libertà religiosa - sia strettamente connesso al profilo della libertà individuale. (segue)
Professore ordinario di Diritto costituzionale nella Scuola Superiore Sant'Anna di Studi Universitari e di Perfezionamento, Istituto di Diritto, Poltica, Sviluppo.
L’affaire dell’U.A.A.R.: da mera querelle politica ad oggetto di tutela giudiziaria - di Salvatore Berlingò
SOMMARIO: 1. Il contesto socio-culturale – 2. Questioni di metodo - 3. I prodromi della controversia sull’ “atto politico” - 4. La prospettazione del “fatto” nelle ultime istanze di giudizio. Il Consiglio di Stato: dalla delimitazione dell’insindacabilità dell’atto… - 5. Segue :… alla prefigurazione della piena ed effettiva tutela dell’interesse ad agire - 6. Le Sezioni Unite della Cassazione e l’inquadramento della fattispecie nella cornice della laicità dello Stato - 7. Il principio dell’eguale libertà delle Confessioni assunto a canone di legalità costituzionale - 8. I possibili esiti giudiziari ulteriori della questione - 9. Il procedimento di formazione e conclusione delle Intese - 10. Nuovi indirizzi di politica legislativa in materia ecclesiastica?
The U.A.A.R. affaire: from a political querelle to a case law
ABSTRACT : Even if in view of an academic act, the author believes to have to insist on the practical function of the Law that, as in the case of the U.A.A.R., develops most frequently in the case law. The role played by the judicial courts in the case examined, as well as in more and more recurring hypothesis in the current socio-cultural context, should not be taken by the doctrine and policy as an excuse to abdicate their responsibilities as much essential in order to provide an adequate protection for fundamental human rights related to the exercise of the freedom of religion.
già professore ordinario di Diritto ecclesiastico e canonico nell’Università degli Studi di Messina, Facoltà di Giurisprudenza.
Il contributo, accettato dal Direttore, riproduce il testo della prolusione ai Corsi della Scuola di specializzazione per le professioni legali di Messina (Messina, 27 novembre 2013).
Simboli religiosi e processo di mediazione - di Nicola Colaianni
SOMMARIO: 1. Le nuove “guerre di religione”: tra credenti e noncredenti – 2. Lo spazio pubblico urbano: a) la posizione di simboli religiosi – 3. (segue:) b) la rimozione di simboli preesistenti – 4. Lo spazio pubblico istituzionale: rimozione e posizione di simboli religiosi - 5. Dal processo conflittuale a quello mediatorio – 6. Riflessi del processo di mediazione sui simboli religiosi.
Religious Symbols and Alternative Proceedings
ABSTRACT: Religious symbols are becoming the object of a new forum of the ancient religious wars: those between believers and nonbelievers instead of between different organized religions like in the past. The Author describes the numerous judgements that were passed in the last years by U.S. and European Courts with particular reference to two kinds of public space: roads, parks, ecc. and public buildings. But he points out that the the ordinary trial is ineffective for resolution of cultural and religious conflicts and holds the utility of an alternative proceeding: the mediation between believers and nonbelievers, always in respect of liberty of conscience for everyone.
Professore ordinario di Diritto ecclesiastico nell’Università degli Studi di Bari ”Aldo Moro”, Dipartimento di Giurisprudenza.
Il contributo, sottoposto a valutazione, è destinato alla pubblicazione negli Atti del Seminario Internacional de Profesores sul tema “Neutralidad del estado, religiones e ideologías”, organizzato dall’Universidad Complutense, tenutosi a Madrid (21 novembre 2013).
L’appartenenza religiosa tra apostasia, divieto di proselitismo e ricerca d’identità - di Giovanni Cimbalo
SOMMARIO: 1. Globalizzazione e difesa dell’identità religiosa - 2. L’apostasia in Italia da atto individuale a comportamento collettivo - 3. Proselitismo aggressivo e apostasia - 4. La “difesa dello spazio territoriale” nell’ortodossia e il proselitismo tra le confessioni cristiane. Il “modello greco” - 5. La CEDU di fronte al divieto di proselitismo e a tutela della libertà di coscienza - 6. La libertà di non credere nello spazio giuridico dell’Unione Europea.
Professore ordinario di Diritto ecclesiastico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università "Alma Mater Studiorum" di Bologna.
Lo scritto riproduce la relazione tenuta in occasione del Convegno “L’atto formale di uscita dalla Chiesa” (Napoli, 18 maggio 2011), ed è destinato alla pubblicazione negli Atti.
L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR), membro associato della International Humanist and Ethical Union, come soggetto stipulante un’intesa con lo Stato, ex art. 8, III Cost. - di Domenico Bilotti
SOMMARIO: 1. I limiti dello strumento negoziale nell’esperienza giuridica italiana. una ricognizione sulle aporie evidenziatesi nella prassi politico-legislativa – 2. Verso uno statuto giuridico differenziato per le organizzazioni filosofiche non confessionali. meritevolezza degli interessi in gioco – 3. Il non-confessionismo organizzato come fenomeno associativo culturalmente orientato sul fattore religioso – 4. Permanente capacità attrattiva di una disciplina speciale e di favore: l’inevitabile ricerca di una legislazione generale in tema di libertà religiosa o l’armonizzazione dei trattamenti privilegiati?
Dottorando di ricerca in Teoria del Diritto e Ordine Giuridico Europeo presso l’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro.
Contributo segnalato dal Prof. Antonino Mantineo, ordinario di Diritto ecclesiastico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro, che ne attesta la scientificità e l’originalità.
Religioni e ateismi: una complexio oppositorum alla base del neo-separatismo europeo - di Nicola Colaianni
SOMMARIO: 1. Il dialogo dell’Unione europea con le organizzazioni confessionali e non – 2. Il separatismo statunitense – 3. Il neo-separatismo europeo – 4. La complexio oppositorum nell’elaborazione cattolica … - 5 … e in quella secolare – 6. Il separatismo pluralistico europeo (e americano).
Religions and Atheisms: a Complexio Oppositorum at hearth of the European New-Separatism
ABSTRACT: The European Union is not interested in religious phenomenon. It’s a form of separatism between State and Church. Yet the last Treaty about the Union functioning stated an “open, transparent and regular dialogue” between the Union and the Churches and the philosophical or non-confessional organizations alike. So religions and atheisms, the exact opposites, are not only recognized but also linked as complexio oppositorum. That originates a pluralistic separatism. By means of constitutional law research this paper demonstrates that this new-separatism is new for the Europe but usual for the U.S. and therefore it contributes a long way towards a rapprochement between Europe and America from the constitutional point of wiew.
Professore ordinario di Diritto ecclesiastico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.
Testo della relazione svolta al Colloquio internazionale "La laicità nella costruzione dell’Europa. Dualità del potere e neutralità religiosa", svoltosi a Bari (4-5 novembre 2010) per iniziativa della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari “Aldo Moro”, del Centre d’études internationales sur la romanité Université de La Rochelle e dell’Unità di ricerca “Giorgio La Pira” CNR – Università di Roma “La Sapienza”. Lo scritto, che sarà pubblicato negli Atti del Colloquio, è destinato agli Studi in onore di Rinaldo Bertolino.
Per un diritto di libertà di religione costituzionalmente orientato - di Nicola Colaianni
SOMMARIO: 1. Premessa: legge e intese - 2. Insufficienze della p.d.l. – 3. L’obiettivo da perseguire - 4. La libertà di religione e i suoi limiti – 5. La laicità – 6. La libertà di religione negativa: ateismo e agnosticismo – 7. Le organizzazioni filosofiche e non confessionali – 8. Norme finanziarie (deduzioni offerte ed otto per mille) – 9. Confessioni con intesa e senza intesa: illegittimità della distinzione – 10. La personalità giuridica – 11. Il matrimonio - 12. Le classi religiosamente omogenee - 13. Simboli religiosi - 14. L’architettura della p.d.l.- 15. Conclusione.
Professore ordinario di Diritto ecclesiastico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari.
Testo presentato in occasione dell’audizione presso la Commissione affari costituzionali della Camera dei Deputati l’11 gennaio 2007, leggermente integrato con le precisazioni ivi fatte oralmente.
1106 Contributi pubblicati