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Timestamp: 2019-01-16 02:00:04+00:00
Document Index: 61014483

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 15', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 71']

Permessi per motivi personali e familiari, sono soggetti a valutazione del dirigente? Si possono documentare anche mediante autocertificazione? Le FaQ - Orizzonte Scuola
Permessi per motivi personali e familiari, sono soggetti a valutazione del dirigente? Si possono documentare anche mediante autocertificazione? Le FaQ
Una serie di FaQ relative ai permessi per motivi familiari utli per docenti, segreterie e dirigenti scolastici.
R. L’art. 15 del CCNL Scuola prevede, al comma 2, che il dipendente, docente o ATA, ha diritto a domanda a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali e familiari documentati anche mediante autocertificazione.
Pertanto, cambia sia il numero dei giorni che la relativa retribuzione:
i docenti assunti a tempo indeterminato hanno 3 gg. di permesso per motivi personali e familiari ad anno scolastico interamente retribuiti;
i docenti assunti a tempo determinato hanno 6 gg. di permesso per motivi personali e familiari ad anno scolastico senza però alcuna retribuzione.
Pertanto, il diritto al numero dei giorni stabilito dalla norma (3 o 6) è riconosciuto indipendentemente dalla prestazione lavorativa resa nell’anno scolastico di riferimento.
R. Relativamente ai motivi che possono giustificare la richiesta del permesso da parte del dipendente, l’art. 15, comma 2 del CCNL Scuola fa riferimento sia alle esigenze personali che a quelle di famiglia del lavoratore.
Pertanto, non deve necessariamente trattarsi di motivi o eventi gravi, ma piuttosto di situazioni o di interessi ritenuti dal dipendente di particolare rilievo che possono essere soddisfatti solo con la sua assenza dal lavoro.
D. I motivi addotti dal dipendente possono essere oggetto di valutazione da parte del dirigente?
R. Il dipendente è tenuto a fornire una motivazione, personale o familiare, che deve rappresentare il presupposto giustificativo del permesso. La disposizione contrattuale stabilisce altresì che la stessa deve essere documentata, anche mediante autocertificazione del dipendente interessato.
D. Cosa si intende per autocertificazione? Il dirigente può controllare la sussistenza dei motivi a supporto della richiesta?
R. La norma indica che il dipendente può autocertificare i motivi a supporto della richiesta.
Può quindi produrre una dichiarazione sostitutiva di certificazione comprovante i motivi a supporto della richiesta. Tale procedura è stata introdotta dalla norma proprio perché bisogna tenere conto che non tutti i motivi familiari o personali possono essere documentati o certificati.
Per tali ragioni a tali permessi non può essere applicato l’art. 71 del DPR 445/2000 che indica che le amministrazioni procedenti sono tenute ad effettuare idonei controlli, anche a campione, e in tutti i casi in cui sorgono fondati dubbi, sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47.
Sul piano generale, però, non sembra che sussistano impedimenti circa il fatto che lavoratore possa presentare la richiesta anche nella stessa giornata in cui lo stesso intenda fruire del permesso, soprattutto nei casi di urgenza oppure in presenza di situazioni imprevedibili.
È ovvio che in casi particolari, eccezionali, involontari o imprevedibili che rendono impossibile la richiesta scritta del permesso con un ragionevole anticipo, il dipendente ha l’obbligo di comunicare tempestivamente alla scuola di servizio (anche tramite fonogramma) l’assenza, indicandone la durata.
R. Il permesso per motivi personali o familiari non è subordinato alla discrezionalità del dirigente scolastico o alle “esigenze dell’amministrazione”, trattandosi di un diritto soggettivo del dipendente sul quale non può essere esercitata alcuna discrezionalità da parte dell’Istituzione scolastica.
D. I giorni di permesso si possono fruire anche in modo frazionato?
Non è obbligatorio che il dipendente debba fruire dei 3 giorni in un’unica soluzione o comunque in modo continuativo.
D. Fruendo dei permessi in modo continuativo o frazionato, eventuali sabati e domeniche sono ricompresi nell’assenza?
Nel caso il dipendente fruisca dei permessi in modo frazionato o continuativo i giorni non lavorati o festivi non dovranno essere ricompresi nell’assenza.
Es. Il dipendente può chiedere i permessi nelle giornate di venerdì, sabato e lunedì. Oppure di venerdì, lunedì e martedì nel caso della c.d. settimana corta (da lunedì al venerdì).
In tutti i casi nei giorni di permesso fruiti non dovranno essere considerati i giorni festivi e quelli “liberi” o non lavorativi.
D. E nel caso del giorno libero?
R. Nel caso in cui il dipendente abbia un giorno libero settimanale (il caso più comune è del docente di I e II grado che ha un orario settimanale distribuito su 5 giorni), tale giorno può non essere ricompreso nell’assenza:
Es. il dipendente potrà quindi fruire dei 3 giorni nelle giornate di martedì, mercoledì e venerdì avendo per esempio il giovedì come “giorno libero” settimanale.
D. È possibile fruire del permesso in ore?
R. L’art. 71/4 del DL n. 112/2008 convertito con modificazione, dalla Legge n. 133/2008, in merito ai permessi retribuiti che possono essere fruiti a giorni o alternativamente ad ore afferma che debbano essere quantificati comunque ad ore.
L’art. recita: “La contrattazione collettiva ovvero le specifiche normative di settore, fermi restando i limiti massimi delle assenze per permesso retribuito previsti dalla normativa vigente, definiscono i termini e le modalità di fruizione delle stesse, con l’obbligo di stabilire una quantificazione esclusivamente ad ore delle tipologie di permesso retribuito, per le quali la legge, i regolamenti, i contratti collettivi o gli accordi sindacali prevedano una fruizione alternativa in ore o in giorni.
Nel caso di fruizione dell’intera giornata lavorativa, l’incidenza dell’assenza sul monte ore a disposizione del dipendente, per ciascuna tipologia, viene computata con riferimento all’orario di lavoro che il medesimo avrebbe dovuto osservare nella giornata di assenza.”
La norma sopra indicata potrà quindi essere applicata solo in sede di contrattazione integrativa. In ogni caso, laddove i contratti collettivi prevedono l’alternatività tra la fruizione a giornate e quella ad ore dei permessi, fissando già il monte ore, le Amministrazione devono applicare l’art. sopra citato.
Per il comparto Scuola, fino a quando non ci sarà la revisione contrattuale, i permessi per motivi personali o familiari devono essere fruiti solo in giorni.
D. I 6 giorni di ferie possono essere fruiti come permesso personale e familiare?
R. Il secondo periodo dello comma 2 dell’art. 15 consente al personale docente – con la stessa modalità (richiesta) e allo stesso titolo (motivi personali o familiari) – la fruizione dei sei giorni di ferie durante l’attività didattica indipendentemente dalle condizioni previste dall’art. 13, comma 9 (ferie).
Ai sensi dell’art. 13, comma 9, le ferie richieste dal personale docente durante l’attività didattica sono concesse in subordine “alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale con altro personale in servizio nella stessa sede e, comunque, alla condizione che non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi anche per l’eventuale corresponsione di compensi per ore eccedenti”.
Dal disposto delle due norme (art. 15/2 secondo periodo e art. 13/9) si evince che se i 6 giorni di ferie sono dal personale docente richiesti come “motivi personali e familiari”, quindi producendo la documentazione necessaria anche mediante autocertificazione (così come avviene per i 3 giorni di permesso di cui all’art. 15/2), tali giorni non solo devono essere attribuiti (quindi sono sottratti alla discrezionalità del dirigente) ma il personale richiedente il permesso non ha l’obbligo di accettarsi che per la sua sostituzione “non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi anche per l’eventuale corresponsione di compensi per ore eccedenti”.
Tali 9 giorni (3+6) potranno essere fruiti a seconda delle necessità, ovvero in modo frazionato o continuativo.
Es. È possibile fruire, anche cumulativamente, di 6 giorni di permessi retribuiti (3) e ferie (3) per motivi familiari documentati anche mediante autocertificazione.
D. I 6 gg. fruiti come “motivi personali o familiari” vengono sottratti dal monte ferie annuale?
I 6 giorni di cui all’art. 13/9 rimangono sempre e comunque delle “ferie” (intesi tali come istituto giuridico), pertanto qualora fossero fruiti come “permesso per motivi familiari o personali” saranno detratti dal totale dei giorni di ferie annualmente spettanti.
R. Per il personale assunto a tempo indeterminato i 3 giorni per motivi personali o familiari sono interamente retribuiti, con l’esclusione dei compensi per attività aggiuntive e dei compensi previsti per le indennità di amministrazione, di lavoro notturno/festivo, di bilinguismo e trilinguismo.
non sono soggetti alle decurtazioni di cui all’art. 71 della legge 133/08;
non sono utili al computo dei 180/120 gg. per l’anno di prova e di formazione.
Per il personale assunto a tempo determinato (anche per supplenze “brevi” o assunto “fino avente titolo”): qualora fruiti i 6 giorni:
riducono le ferie;
interrompono la maturazione dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti;
non sono utili ai fini del riconoscimento del punteggio nelle Graduatorie ad Esaurimento/Permanenti/Istituto e del versamento dei contributi.
D. È possibile cumulare i permessi con altri permessi o congedi?
R. I 3 e i 6 giorni di permesso per motivi personali o familiari non sono alternativi ma si aggiungono a quelli già previsti dallo stesso Contratto (es. permesso per lutti).
Pertanto, i permessi in parola possono essere fruiti, ricorrendone le condizioni, indipendentemente dal fatto che siano stati o meno utilizzati altre tipologie di permessi o congedi.
I giorni di permesso possono per questo essere fruiti dal dipendente, senza la necessità di rientrare in servizio, prima o dopo la fruizione di altre tipologie di assenza o di permesso (es. malattia, per lutti, legge 104/92, maternità ecc.) oppure prima o dopo un periodo di ferie.
27 Set 2017 - 7:49 - Paolo Pizzo