Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quarto/titolo-iii/capo-xiv/art1805.html
Timestamp: 2019-05-19 14:20:39+00:00
Document Index: 92601599

Matched Legal Cases: ['art. 1805', 'art. 1807', 'art. 1221', 'art. 1805', 'art. 1807', 'art. 1812', 'art. 1221', 'art. 1805', 'art. 1805', 'sentenza ']

Art. 1805 codice civile - Perimento della cosa - Brocardi.it
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Articolo 1805 Codice civile
Perimento della cosa
Dispositivo dell'art. 1805 Codice civile
Il comodatario è responsabile se la cosa perisce (1) per un caso fortuito a cui poteva sottrarla sostituendola con la cosa propria, o se, potendo salvare una delle due cose, ha preferito la propria.
Il comodatario che impiega la cosa per un uso diverso o per un tempo più lungo di quello a lui consentito, è responsabile [1218] della perdita avvenuta per causa a lui non imputabile, qualora non provi che la cosa sarebbe perita anche se non l'avesse impiegata per l'uso diverso o l'avesse restituita a tempo debito [1221] (2).
(1) Per il caso del solo deterioramento si veda l'art. 1807 c.c..
(2) Si veda, in generale, il principio della perpetuatio obligationis di cui all'art. 1221 c.c..
Il primo comma pone a carico del comodatario il rischio del perimento della cosa che si verifica quando, pur essendovi un caso fortuito, potrebbe evitarlo: ciò significa che egli è tenuto a fare quanto è in suo potere per custodire e conservare il bene (v. 1804 c.c.), e questo anche perchè gode di un bene senza dover versare un corrispettivo.
La ratio sottesa al secondo comma, invece è la seguente: se il comodatario avesse usato il bene con la diligenza dovuta o nei termini pattuiti, il bene non sarebbe perito.
Spiegazione dell'art. 1805 Codice civile
Perimento della cosa per colpa del comodatario
Il perimento della cosa dovuta esclusivamente all'uso per cui venne comodata non è a carico del comodatario, ove non sia intervenuta colpa da parte sua. La regola, che risale al diritto romano, e che è incontestata anche nel nostro diritto, non è stata codificata, essendosi ripetuta, nell' art. 1807 del c.c., l' imperfetta formulazione dell'abrogato art. 1812, che parla solo del deterioramento e non della perdita.
Se invece il comodatario oltrepassa i limiti segnati alla concessione quanto al contenuto (abusando della cosa), o quanto alla sua durata (trattenendo la cosa stessa oltre il termine), e per ciò solo in colpa. Deve, pertanto, rispondere del perimento e del deterioramento della cosa, da qualunque causa - anche fortuita - sia stata provocata, a meno che non dimostri che sarebbe perita o che sarebbe stata danneggiata ugualmente, se non ci fosse stato un uso arbitrario da parte sua. Il che non costituisce una deroga, ma un'applicazione dei principi (cfr. anche l' art. 1221 del c.c.), poichè — mancando la prova che la cosa sarebbe perita o danneggiata ugualmente se il comodatario non fosse stato in colpa — è giocoforza logico concludere che sia stata quest' ultima — direttamente o indirettamente — a determinarla, per cui ne deve rispondere, dato il nesso causale fra la colpa stessa e l'evento dannoso.
Perimento per fortuito che poteva essere evitato
Lo stesso in sostanza può dirsi se la cosa sia perita per un fortuito, a cui il comodatario poteva salvarla, sostituendola con la cosa propria o se, nell'alternativa di salvarne una, ha preferito la propria a quella comodata.
Anche qui è facile risalire alle fonti, ed anche qui non è difficile dimostrare come non ci sia niente di eccezionale. La diligenza del buon padre di famiglia, infatti, impone di avere cura della cosa affidata, anche se comporta un sacrificio della cosa propria.
Pertanto, lasciar perire (o danneggiare) la prima per salvare la seconda, e comunque preferire questa a quella, costituisce, se non dolo o quasi dolo, come pure è stato talora ritenuto, certamente colpa, per non avere il comodatario evitato ciò che poteva e doveva evitare.
Massime relative all'art. 1805 Codice civile
Cass. civ. n. 13691/2001
L'art. 1805, secondo comma, c.c. — a norma del quale il comodatario che impiega la cosa per un uso diverso o per un tempo più lungo di quello a lui consentito è responsabile della perdita avvenuta per causa a lui non imputabile, qualora non provi che la cosa sarebbe perita anche se non l'avesse impiegata per l'uso o l'avesse restituita a tempo debito —, benché faccia riferimento solamente al perimento della cosa, è applicabile anche al deterioramento della stessa.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 13691 del 6 novembre 2001)