Source: https://www.exeo.it/free/espropriazione-responsabilita-erariale-sindaco_10501
Timestamp: 2018-03-21 23:59:03+00:00
Document Index: 138317500

Matched Legal Cases: ['art.51', 'art.36', 'art.12', 'art.50', 'art. 151', 'art.51', 'art. 36', 'art.12', 'art. 50', 'art.51', 'art. 6', 'art. 50', 'art. 36', 'art. 12', 'art.142', 'art.50', 'art. 36', 'art. 12', 'art. 50', 'art. 36', 'art. 142', 'art. 150', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.1', 'art.3', 'art. 50', 'art. 151', 'art. 51', 'art. 36', 'art. 142', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 151', 'e contrario', 'art. 151', 'art. 151', 'art. 151', 'art. 142', 'art. 36', 'art. 151', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 12', 'art. 50', 'art.51', 'art.36', 'art.12', 'art.20', 'art. 36', 'art. 13', 'art.50', 'art. 151', 'art 3', 'art. 19', 'art. 151', 'art.13', 'art. 20', 'art. 13', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 51', 'art. 3', 'art. 4', 'art 107', 'art. 11', 'art. 19', 'art.19', 'art.131', 'art. 151', 'art 3', 'art. 19', 'art. 151', 'art 3', 'art.19', 'art. 20', 'art. 106', 'art.13', 'art. 20', 'art. 106', 'art.13', 'art. 20', 'art. 106', 'art. 19', 'art. 13', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 151', 'art.19', 'art. 106', 'art. 151', 'art.19', 'art.35', 'art. 19', 'art. 151', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 151', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 151', 'art. 19', 'art. 151', 'art. 19', 'art.13', 'art. 20', 'art. 39', 'art.39', 'art.36', 'art. 12', 'art.3', 'art.2', 'art. 142', 'art. 50', 'art.39', 'art.36', 'art. 12', 'art. 50', 'art.142', 'art.50', 'art.39', 'art.39', 'art. 2', 'art. 2', 'art.2']

Espropri e responsabilità contabile del Sindaco
ESIMENTE DELLA DELEGA
RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> SOGGETTI PASSIVI --> DISTINZIONE TRA POLITICI E TECNICI --> SINDACO
La legge di riforma n. 142 del 1990, che ha introdotto la fondamentale distinizione (peraltro da attuarsi in sede di statuto) tra sfera di indirizzo politico-amministrativo e sfera gestionale (art.51), ha, nel contempo (art.36, modificato dall'art.12 della l.25 n.81/1993), confermato in capo al sindaco in quanto, oltre che organo politico, anche vertice dell'apparato burocratico comunale, la funzione di vigilare e di sovrintendere sui servizi ed uffici dell'ente al fine di assicurare il necessario raccordo tra sfera politico-decisionale e sfera burocratico-gestionale, già nel precedente ordinamento disciplinata dagli artt. 142 e 151 del T.U.L.C.P. del 1915, attribuzioni poi ribadite anche nel recente testo unico approvato con d. lgs.n.267 del 2000 (art.50, comma 1).
Un sindaco che aveva firmato un'occupazione in via d'urgenza per la durata di cinque anni, aveva piena contezza dell'arco temporale entro il quale la vicenda doveva concludersi e avrebbe dovuto rispettare gli incombenti che la normativa poneva a suo carico
La competenza in materia di espropriazione per pubblica utilità, giusta le... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del 1865, 865 del 1971 e 1 del 1878, spettava ai sindaci competenti del territorio, dovendosi ritenere antigiuridica - direttamente in capo ad essi - la condotta omissiva dei provvedimenti conclusivi delle procedure di esproprio, a seguito dell'emanazione del decreto di occupazione. Spettava in ogni caso ad essi un generale dovere di iniziativa e vigilanza, nel senso di impartire direttive all'apparato amministrativo e di vigilare sull'esecuzione dei singoli adempimenti connessi alla procedura acquisitiva di pubblica utilità. Infatti il Sindaco, in virtù dell'art. 151 del T.U.L.C.P. n. 148/1915, aveva il compito di sovrintendere al funzionamento degli uffici e dei servizi, funzione da esercitare mediante direttive e adeguati atti di impulso dei procedimenti istruttori e tecnici.
La legge di riforma n.142 del 1990 ha introdotto la fondamentale distinizione tra sfera di indirizzo politico-amministrativo e sfera gestionale (art.51). Tuttavia tale legge ha, nel contempo (art. 36, modificato dall'art.12 della l.25 n.81/1993), confermato in capo al sindaco - in quanto, oltre che organo politico, anche vertice dell'apparato burocratico comunale - la funzione di vigilare e di sovrintendere sui servizi ed uffici dell'ente al fine di assicurare il necessario ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a sfera politico-decisionale e sfera burocratico-gestionale, già nel precedente ordinamento disciplinata dagli artt. 142 e 151 del T.U.L.C.P. del 1915, attribuzioni poi ribadite anche nel recente testo unico approvato con d. lgs.n.267 del 2000 (art. 50, comma 1).
Sussiste l'elemento soggettivo della colpa grave sia in capo al Sindaco il quale, a dispetto della specifica conoscenza e gestione diretta della procedura espropriativa, in quanto svoltasi in costanza del suo mandato elettivo, ha - in dispregio alle norme regolatrici la materia degli espropri pubblici, e quindi con imperizia - omesso di assumere iniziative per una tempestiva conclusione della procedura espropriativa de qua e per evitare i contenziosi con l'Ente.
Nella materia delle espropriazioni di fondi altrui per l'esecuzione di opere pubbliche, le competenze attribuite al sindaco, ai fini di un efficace perfezionamento dei procedimenti connessi, hanno un rilievo pregnante rispetto a quelle proprie di altre figure presenti nell'organigramma comunale (tecnico e assessore al ramo).
Nella materia delle espropriazioni di fondi altrui per l'esecuzione di opere pubbliche, la primaria responsabilità del sindaco non cambia neanche con la sopravvenienza della legg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...1990, n.142 sulle autonomie locali che, all'art.51, che istituisce la figura del dirigente, perché le concrete attribuzioni dei dirigenti comunali dovevano poi essere disciplinate dagli statuti e dai regolamenti degli enti (la piena attribuzione dei poteri gestionali ai dirigenti degli Enti locali troverà la sua consacrazione solo nell'anno 1997, in virtù della disposizione recata dall'art. 6, comma 2°, della legge n.127/1997).
Ove sia individuato nel Sindaco l'Organo comunale competente in ordine all'adozione degli atti relativi alla procedura ablatoria, la sua responsabilità Sindaco emerge nella sua totale evidenza, laddove solo si consideri che egli era chiamato ad adottare tempestivamente l'atto conclusivo del procedimento espropriativo di sua esclusiva competenza, e la violazione di detto compito ha comportato la verificazione del nocumento erariale .
La legge di riforma sulle Autonomie Locali n. 142/1990, che distinse per la prima volta tra competenze e responsabilità degli organi politici e competenze e responsabilità degli organi amministrativi dirigenziali, non ha comunque mutato l'attribuzione al Sindaco, Organo di vertice del Comune, dell'obbligo di vigilare e sovrintendere al funzionamento de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e dei servizi del Comune ed all'esecuzione di atti (tra cui la specifica materia delle espropriazioni per pubblica utilità), attribuzioni queste peraltro già presenti nel precedente ordinamento ed espressamente disciplinate dal c. d. degli artt. 142 e 151 del TULCP del 1915, più di recente riaffermate nel vigente TUEL, approvato con D.lgs. n. 267/2000, art. 50, 1° e 2° comma.
Ai sensi della normativa previgente in materia di esproprio (leggi nn. 2359/1865 e 865/1971) l'emissione dei provvedimenti espropriativi rientrava nella competenza sindacale, a cui dunque va ascritta la relativa responsabilità. Inoltre, i sindaci, soprattutto in Comuni di non rilevanti dimensioni ed in assenza di deleghe specifiche ad altri assessori, erano tenuti ad esercitare un'autonoma funzione di stimolo e di controllo almeno nei confronti delle questioni amministrative di maggior rilievo, come quelle connesse all'attività espropriativa che se non realizzata nei termini previsti dalla legge comporta effetti pregiudizievoli nei confronti dei privati incisi dalla stessa.
Il testo unico comunale e provinciale n. 383/1934 affidava al sindaco la sovrintendenza degli uffici comunali. Tale regime non ha avuto un immediato mutamento nemm... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to della sopravvenienza della legge n. 142/1990, in quanto la piena attribuzione dei poteri gestionali ai dirigenti degli enti locali ha trovato la sua concreta realizzazione solo con l'entrata in vigore della legge n. 127/1997 e con la concreta adozione degli statuti e dei regolamenti comunali.
La giurisprudenza è pressoché pacifica nel ritenere che è indiscutibile il connotato antigiuridico della condotta tenuta dal Sindaco in carica nel periodo di legittima occupazione del terreno, il quale, dopo avere emanato il decreto di occupazione, abbia omesso di provvedere, ove necessario sollecitando l'assessore e gli uffici competenti in caso di inerzie e/o ritardi, all'adozione dei successivi atti della procedura espropriativa, disciplinati dalla normativa generale recata dalla legge 22 ottobre 1971 n.865, al fine di consentirne la tempestiva definizione con l'emanazione del provvedimento finale ablatorio.
I sindaci, sui quali incombeva uno specifico dovere di iniziativa e di vigilanza, rispondono della condotta omissiva rispetto al dovere (fino alla piena attribuzione dei poteri gestionali ai dirigenti avvenuta nel 1997) di impartire direttive e dare impulso all'apparato amministrativo e di vigilare sull'esecuzione dei singoli adem... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nessi alla procedura acquisitiva di pubblica utilità, condotta connotata dall'elemento soggettivo della colpa grave, ove si consideri che normale diligenza li avrebbe indotti ad assumere cognizione dello stato dei procedimenti in corso e di adoperarsi, per quanto di competenza, per un sollecito perfezionamento del loro iter, entro i termini di scadenza delle occupazioni, impedendo così ai proprietari di agire giudizialmente per il ristoro dei danni subiti in conseguenza dell'irreversibile trasformazione dei terreni di loro proprietà.
Esiste in capo al sindaco, in quanto, oltre che organo politico, anche vertice dell'apparato amministrativo comunale e di questo responsabile, l'obbligo di vigilare e di sovrintendere al funzionamento dei servizi e degli uffici ed all'esecuzione degli atti. Nella fattispecie il sindaco, pur essendo stato in carica in quasi tutto il periodo di legittima occupazione del terreno di cui è causa, dopo avere firmato il provvedimento che determinò le indennità di esproprio, si è poi completamente disinteressato della procedura, astenendosi dall'assumere qualsivoglia iniziativa, - in termini di impulso, sovrintendenza, direttiva - nei confronti dei dipendenti dell'ufficio che aveva istituito p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ine di "al fine di assicurare maggiore coordinamento ed incisività alle iniziative ed alle attività connesse sia alle procedure espropriative per P.U."
La condotta del Sindaco che si è reso responsabile di una condotta omissiva rispetto al dovere di impartire direttive all'apparato amministrativo e di vigilare sulla esecuzione dei singoli adempimenti connessi alla procedura acquisitiva di pubblica utilità, è connotata perlomeno dall'elemento soggettivo della colpa grave, ove si consideri che normale diligenza lo avrebbe indotto ad assumere cognizione dello stato dei procedimenti in corso e di adoperarsi, per quanto di competenza, per un sollecito perfezionamento del loro iter, entro i termini di scadenza delle occupazioni, impedendo così ai proprietari di agire giudizialmente per il ristoro dei danni subiti in conseguenza della irreversibile trasformazione dei terreni di loro proprietà.
La condotta del Sindaco, che non abbia esperito alcuna attività neppure di impulso all'ufficio tecnico affinché fossero predisposti gli atti necessari per la tempestiva definizione della procedura ablatoria entro il termine di scadenza del periodo di occupazione legittima, è connotata da colpa gra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...endo ravvisarsi una qualche esimente nella circostanza che i successivi amministratori abbiano definito transattivamente la vicenda. Sul punto si osserva che le funzioni pubbliche impongono al soggetto che riveste tali funzioni di adoperarsi affinché sia assicurata la massima tempestiva tutela alle ragioni erariali.
La legislazione nazionale e regionale intesta proprio al sindaco specifiche competenze per l'adozione dei provvedimenti finalizzati al perfezionamento dell'esproprio per pubblica utilità; e ciò tanto più è da condividere ove la vicenda espropriativa si sia dipanata in un periodo a cavallo con l'entrata in vigore della legge n. 142 del 1990 recante il nuovo ordinamento delle autonomie locali.
E' responsabile del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento il Sindaco che, in carica nel periodo in cui erano in corso i lavori, non ha esperito alcuna attività, neppure di impulso all'ufficio tecnico affinché fossero predisposti gli atti necessari (quali, la determinazione dell'indennità di esproprio), per la tempestiva definizione della procedura ablatoria entro il termine di scadenza del periodo di occupazione legittima.
Nel caso di mancato compimento e pe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to delle procedure espropriative, il sindaco si rende inadempiente rispetto ad un dovere normativamente previsto e, quindi, sussiste la responsabilità amministrativa del vertice dell'Ente locale territoriale che, in violazione degli artt. 13 della l. 2359/1985 e 20 della l. 865 del 1971 abbia fatto decorrere inutilmente i termini dell'occupazione temporanea, facendo divenire illegittima la procedura espropriativa. Ovviamente la responsabilità dovrebbe essere esclusa ove risulti che il sindaco abbia fattivamente operato affinché l'iter espropriativo si compisse entro i termini previsti dalla legge e ove risulti che il danno sia la conseguenza di altre circostanze che si siano frapposte al buon esito della procedura.
L'individuazione ex lege della competenza del sindaco non implica che questi debba provvedere ad incombenze istruttorie che richiedono anche il possesso di cognizioni tecniche e che debba materialmente predisporre gli atti di esproprio. Ciò non elide, peraltro, la responsabilità del sindaco la cui iniziativa non sia andata al di là di una mera individuazione di competenze amministrative operata con provvedimenti di carattere generale, essendo per il resto gli atti di causa del tutto silenti su specifiche iniziat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dare impulso all'ufficio affinché fossero predisposti gli atti necessari per la tempestiva definizione delle procedure ablatori.
Il Sindaco che sia rimasto del tutto inerte, nell'ambito del procedimento espropriativo e con con inescusabile trascuratezza, non abbia vigilato sul corretto svolgimento della procedura, omettendo di esercitare la necessaria attività d'impulso nei confronti degli uffici, né impartendo direttive all'apparato amministrativo preposto ai rami di competenze cui sono connessi detti procedimenti, è responsabile della condotta illecita che ha determinato la mancata adozione, nei termini di legge, del decreto di esproprio.
E' connotata da colpa grave la condotta del Sindaco che, dopo l'emissione del provvedimento di stima da parte della Commissione Provinciale, non abbia tempestivamente avviato la procedura per il riconoscimento del debito fuori bilancio, al fine di reperire le risorse finanziarie necessarie per il pagamento della prevista indennità a beneficio dei proprietari del terreno, oppure non si sia attivato affinché l'Amministrazione comunale si opponesse alla menzionata stima.
Le competenze dalla legge attribuite al sindaco ai fini di una efficace ed efficiente pe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to dei procedimenti connessi hanno un rilievo senz'altro pregnante rispetto a quelle delle altre figure che possono pure avere rilevanza nel settore tecnico e dei lavori pubblici (tecnico, assessore al ramo), con l'effetto che in caso di danno indiretto, anche se dovuto ad una illegittima occupazione di fondi, ben può configurarsi il nesso di causalità tra condotta omissiva del sindaco e il pregiudizio patrimoniale patito dall'ente.
E' connotata da colpa grave la condotta del Sindaco che, adottato il decreto di occupazione, abbia omesso di impartire precise direttive all'Ufficio tecnico e di vigilare sul rispetto dei termini per la definizione dell'esproprio in un quadro di disorganizzazione, di ritardi e di inadempienze, situazione aggravata (nel caso di specie), anche dall'assenza di delega, agli assessori in carica, delle specifiche competenze con non coinvolgimento degli stessi nella gestione amministrativa dello specifico settore tecnico.
La condotta del Sindaco che, durante il periodo in cui ha ricoperto la carica, violando tutte le disposizioni di legge che impongono il perfezionamento della procedura ablativa, non abbia assunto alcuna iniziativa in tal senso, nonostante la prevedibilità di una futura condanna al risar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... danno nei confronti dell'espropriato, i cui relativi oneri sarebbero stati inevitabilmente addossati al comune, è manifestazione di grave trascuratezza e noncuranza ed ancora di un disinteresse totale degli obblighi e dei doveri istituzionali incombenti su di lui.
La giurisprudenza è pressoché pacifica nel ritenere che nella fattispecie di danno indiretto derivante da c.d. accessione invertita, è indiscutibile il connotato antigiuridico della condotta tenuta dal Sindaco in carica nel periodo di legittima occupazione del terreno il quale, dopo avere emanato il decreto di occupazione, abbia omesso di provvedere, ove necessario sollecitando l'assessore e gli uffici competenti in caso di inerzie e/o ritardi, all'adozione dei successivi atti della procedura espropriativa, disciplinati dalla normativa generale recata dalla legge 22 ottobre 1971 n.865 (applicabile ratione temporis), al fine di consentirne la tempestiva definizione con l'emanazione del provvedimento finale ablatorio.
La condotta dei Sindaci, omissiva rispetto al dovere di impartire direttive all'apparato amministrativo e di vigilare sulla esecuzione dei singoli adempimenti connessi alla procedura acquisitiva di pubblica utilità, è connotata perlo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lemento soggettivo della colpa grave, ove si consideri che normale diligenza li avrebbe indotti ad assumere cognizione dello stato dei procedimenti in corso e di adoperarsi, per quanto di competenza, per un sollecito perfezionamento del loro iter.
La responsabilità del Sindaco conseguente alla mancata conclusione del procedimento, non rimane certamente elisa dalla vigenza del nuovo criterio di riparto delle competenze, permanendo in capo a questi, ex art. 36 (sia pure modificato poi dall'art. 12 della L .25 marzo 1993 n. 81), il ruolo di vertice dell'apparato amministrativo comunale con l'obbligo di vigilare e di sovrintendere al funzionamento dei servizi e degli uffici e all'esecuzione degli atti (attribuzioni già nel precedente ordinamento disciplinate dal combinato disposto degli art.142 e 151 del T.U.L.C.P. del 1915 ed ancora riaffermata nel vigente Testo Unico dell'ordinamento degli enti locali approvato con D.lgvo n.267 del 2000 all'art.50, commi 1 e 2).
Il sindaco è responsabile del danno ingiusto sopportato dal Comune pari alle somme pagate a titolo di indennità e di spese di giudizio per la mancata restituzione della porzione di terreno di proprietà privata che, pur essendo stata oggetto di occupazione d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egrave; rimasta poi inutilizzata. Infatti, anche dopo l'introduzione della L. n. 142/1990, al Sindaco spettano compiti di vigilanza sul funzionamento dei servizi e degli uffici e, quindi, specifici compiti di sollecitazione ed impulso per il regolare svolgimento dell'attività amministrativa.
La condotta del Sindaco che si sia reso responsabile di una condotta omissiva rispetto al dovere di impartire direttive all'apparato amministrativo e di vigilare sull'esecuzione dei singoli adempimenti connessi alla procedura acquisitiva di pubblica utilità, è connotata perlomeno dall'elemento soggettivo della colpa grave ove si consideri che normale diligenza lo avrebbe indotto ad assumere cognizione dello stato dei procedimenti in corso e di adoperarsi, per quanto di competenza, per un sollecito perfezionamento del loro iter entro i termini di scadenza delle occupazioni, impedendo così ai proprietari di agire giudizialmente per il ristoro dei danni subiti in conseguenza dell'irreversibile trasformazione dei terreni di loro proprietà.
In ipotesi di mancata conclusione del procedimento, è indiscutibile il connotato antigiuridico della condotta tenuta dai sindaci succedutesi che mediante l'osservanza della procedura ablat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta dalla legge avrebbero potuto evitare che la occupazione divenisse illegittima e che il privato acquisisse un titolo per ottenere il più consistente risarcimento del danno da "accessione invertita".
Appare gravemente colposa la condotta del sindaco che abbia adottato il decreto relativo alla determinazione dell'indennità di esproprio già in epoca successiva alla scadenza del termine per l'adozione stessa del decreto di esproprio, ed a prescindere dalla vicenda della successiva proroga legale dei termini e della scusabile ignoranza di siffatte previsioni e della loro applicabilità alla vicenda.
Va affermata la responsabilità del Sindaco per i danni conseguenti alla mancata conclusione del procedimento; ovviamente, non si tratta di far ricadere sull'organo di vertice dell'amministrazione comunale l'obbligo di carattere generale di porre in essere materialmente gli atti del procedimento, bensì di assumere idonee iniziative di impulso, da ritenere particolarmente pregnante in presenza di attività esecutive che, per le ragioni più diverse quali la novità della problematica, la complessità della disciplina sottostante, comportassero la necessità di un intervento organizzat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Va affermata la responsabilità amministrativa nei riguardi del Sindaco a fronte del comportamento omissivo tenuto durante il quinquennio di vigenza della dichiarazione di p.u., non avendo egli adottato il decreto finale di esproprio, né corrisposto le indennità.
E' riscontrabile un'inerzia gravemente colpevole nella condotta del Sindaco, in ipotesi di mancata adozione dei provvedimenti diretti alla definizione delle procedure espropriative da lui iniziate, di mancata adozione di specifiche direttive agli uffici competenti, oltre che di omessa vigilanza sul corretto svolgimento dei relativi procedimenti da parte dell'apparato burocratico, sul quale sovrintendeva, in quanto capo dell'amministrazione comunale.
Nella condotta dei sindaci che seppur delegati dalla Giunta municipale alla cura diretta del procedimento per la espropriazione dei terreni, rimangano inerti omettendo di impartire direttive all'apparato amministrativo e di vigilare sulla esecuzione dei singoli adempimenti connessi alla procedura acquisitiva di pubblica utilità, è ravvisabile perlomeno l'elemento soggettivo della colpa grave ove si consideri che normale diligenza li avrebbe indotti ad assumere cognizione dello stato dei procedimen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... e di adoperarsi, per quanto di competenza, per un sollecito perfezionamento del loro iter.
Non può certo ritenersi diligente il comportamento dell'amministratore pubblico (Sindaco) il quale, nel quinquennio a disposizione per la conclusione del procedimento, adduca a sua discolpa il semplice invio di una nota, ad altra amministrazione, non avente alcuna incidenza sull'obbligo in capo al sindaco di ultimare l'espropriazione definitiva e alcun rilievo sull'assolvimento degli obblighi di propria competenza di attivarsi adeguatamente per adempiere ai propri ed esclusivi doveri di servizio così lasciando decorrere i termini per la conclusione del procedimento e lasciando sorgere quindi la posizione giuridica soggettiva del privato poi giustamente riconosciuta dal giudice civile.
Il comportamento del Sindaco che abbia omesso di compiere quegli atti propedeutici al perfezionamento del procedimento di esproprio nei tempi brevi e con modalità certe (artt. 12 e 13 legge n. 865/1971) e omesso di esercitare la funzione di vigilanza e di propulsione esigibile dal capo dell'amministrazione, è connotato da colpa grave.
Non è ravvisabile l'inescusabilità della condotta omissiva del Sindaco qualora l'opera r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...letata al momento del suo insediamento per cui è plausibile che lo stesso non abbia mai avuto conoscenza della pendenza del relativo procedimento espropriativo, non risultando la stessa segnalata dal suo predecessore, in considerazione altresì dell'esiguità del periodo residuo di occupazione legittima e qualora lo stesso non si sia reso inadempiente all'obbligo di adottare misure organizzative.
Anche dopo l'entrata in vigore della legge n. 142 del 1990, tale normativa, se è vero che ha introdotto la separazione fra la sfera di indirizzo politico e quella gestionale, ha, nel contempo (art. 36, modificato dall'art. 12 della l. n. 81/1993), confermato in capo al Sindaco – in quanto vertice dell'apparato burocratico comunale, oltre che organo politico – la funzione di vigilare e di sovrintendere sui servizi ed uffici dell'ente al fine di creare un raccordo fra sfera politico decisionale e sfera burocratico - gestionale, attribuzioni poi ribadite anche nel più recente testo unico approvato con d.lgs. n. 267 del 2000 (art. 50, comma 1).
La condotta del Sindaco che abbia sostanzialmente operato quando i lavori erano ancora in atto, dal momento che gli stessi hanno interessato in pieno l'arco temporale in cu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; svolto il suo mandato e che abbia omesso di completare il procedimento espropriativo, si connota come contraria ai doveri d'ufficio caratterizzato da fasi di assoluta cogenza, ed indica una effettiva devianza dal modello comportamentale che avrebbe dovuto avere in simili casi colui che è preposto al vertice dell'amministrazione, tenuto ad osservare il rispetto del principio di legittimità dell'azione amministrativa, principio a carattere essenzialmente cogente.
E' responsabile del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento il Sindaco che nel periodo utile per la definizione della procedura espropriativa, violando tutte le disposizioni di legge, non abbia assunto alcuna iniziativa in tal senso; isolate iniziative non sono sufficienti ad escludere la gravità nella condotta omissiva reiteratamente mantenuta nel quinquennio entro il quale avrebbe dovuto concludere l'espropriazione, né alcun valore esimente la circostanza che il sindaco stesso abbia proceduto alla liquidazione delle indennità spettanti ai privati espropriandi, in periodo successivo al perfezionamento della fattispecie illecita.
Deve riconoscersi la responsabilità del Sindaco per i danni conseguenti alla mancata conclusio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...edimento sia in virtù di "accordi" o "cessioni gratuite", mai perfezionate, sia in forza di provvedimenti ablatori non portati a completamento, dai quali sono derivati quelle conseguenze pregiudizievoli agli interessi pubblici di cui l'Ente pubblico si è in definitiva poi fatto carico con il risarcimento dei danni ai legittimi proprietari.
Sulla base del regime giuridico vigente ratione temporis (a cavallo tra il previgente ordinamento e l'entrata in vigore della L. n.142 del 1990), spettava, in generale, agli organi dell'ente locale e, in particolare, ai sindaci esercitare tutti i poteri finalizzati alla conclusione e perfezionamento della procedura entro il termine di occupazione temporanea, sia legittima che illegittima, previo pronto pagamento e/o deposito delle indennità riconosciute a favore degli espropriandi. Pertanto, la mancata vigilanza e l'inerzia dimostrata nell'adozione degli atti seriali o sequenziali e progressivi indispensabili in quanto finalisticamente orientati al perfezionamento della fattispecie espropriativa, mediante l'atto ablativo finale o conclusivo della proprietà privata, sono sicuramente riconducibili, sotto il profilo soggettivo, al sindaco.
Deve riconoscersi la piena responsabilità... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...co nella vicenda in cui emerge una condotta gravemente omissiva appalesatasi nella mancata adozione dei provvedimenti diretti alla definizione della procedura espropriativa ovvero della cessione volontaria dei beni, e di specifiche direttive ai competenti uffici dalla quale è derivato il danno al patrimonio del Comune.
Alla luce del principio della separazione delle competenze introdotto dalla legge di riforma delle autonomie locali (L. N. 142/1990), non poteva certo richiedersi al sindaco alcun dovere di occuparsi del singolo passaggio procedimentale o della materiale redazione del provvedimento occorrente al completamento dell'iter espropriativo, competenze che, ovviamente, spettavano agli organi tecnici, ma si doveva invece pretendere un suo controllo sul loro operato, una funzione, quest'ultima, che, del resto, risultava chiaramente prevista dall'art. 36, comma 1, della cit. legge, con una disposizione immediatamente precettiva.
Il Sindaco, in particolar modo nell'ordinamento degli EE. LL. previgente alla riforma recata dalla l.n. 142/1990, era il sostanziale "dominus" dell'attività del Comune, rivestendo il ruolo di "capo dell'Amministrazione comunale" (art. 142 del T.U. n. 148/1915) ed inoltre "convoca e presiede la Giunta mu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...art. 150 del succitato T.U.); in tale veste il Sindaco non può dirsi certo rimasto estraneo al procedimento di formazione della volontà dell'Ente di stipulare atti successivamente annullati in sede giudiziale; ne consegue la di lui responsabilità per i danni conseguenti e quella dell'Assessore (all'Urbanistica) quale componente della Giunta municipale e autore della proposta sottoposta all'organo politico.
La fattispecie inquadrabile nell'ambito della c.d. occupazione usurpativa, la quale, come noto, si differenza(va) da quella appropriativa (oggi non avente più cittadinanza nel nostro ordinamento giuridico) per l'assenza di una valida ed efficace dichiarazione di pubblica utilità, assume i connotati dell'illecito permanente, non sanabile nemmeno in forza di successivi atti ablativi, da considerarsi inutiliter dati; ne consegue che non può essere invocata la responsabilità del sindaco per non avere lo stesso assunto provvedimenti in grado di riportare alla legalità la situazione realizzatasi in via di mero fatto.
La riforma delle autonomie locali introdotta dalla legge n. 142/1990 ha - da un lato - stabilito la distinzione tra attività amministrativa di gestione e responsabilit&agrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gani politici e - dall'altro - confermato in capo al Sindaco precisi obblighi di vigilanza sul funzionamento degli uffici {principi confermati nel vigente T.U.E.L, approvato con d.lgs. n. 267/2000).
Sia con riguardo alle sue prerogative ante legem n. 142/1990 che ai poteri comunque spettanti dopo tale riforma, risultata gravemente deficitaria l'azione del Sindaco che pur avendo piena cognizione dei problemi che l'Ente aveva nell'espletare le procedure espropriative ha promosso sporadiche iniziative per la risoluzione del problema e si sa resto autore della riduzione dell'organico dell'ufficio tecnico comunale preposto al settore espropriazioni.
Può configurarsi a carico dei sindaci che non abbiano sorvegliato sullo stato di un procedimento amministrativo che si sarebbe dovuto concludere entro un termine prestabilito, e non si siano adoperati in conformità ai doveri di servizio connessi alla carica ricoperta e durante il tempo del loro mandato, affinché, con atti di impulso, direzione e coordinamento, detta procedura giungesse a perfezionamento, una condotta omissiva connotata dall'elemento soggettivo della colpa grave, non potendosi sostenere che un sindaco abbia il dovere di attivarsi solo se a sua volta investito di inform... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nienti dall'apparato tecnico comunale, essendo invece vero il contrario, almeno per ciò che concerne la materia degli espropri.
Qualora l'apparato burocratico abbia previsto un Ufficio Espropri al quale risulti assegnato un responsabile cui incombono tutti gli adempimenti amministrativi e tecnici relativi alle pratiche di esproprio dell'Ente, al quale risultino assegnate professionalità tecniche dedite alla cura delle procedure espropriative e che abbia sempre operato autonomamente senza alcun rapporto diretto con Assessorato ai LL.PP., deve escludersi la possibilità di un intervento diretto di quest'ultimo sul responsabile di codesto Ufficio nel senso di sollecitarne l'attività in caso di omissioni e/o ritardi nella conduzione delle questioni ad esse affidate e conseguente responsabilità.
Il Sindaco risponde della maggior somma che l'amministrazione comunale abbia dovuto inutilmente spendere in conseguenza della protratta inattività dello stesso nel dare esecuzione a sentenza con cui la Corte di Appello ha stabilito l'indennità di espropriazione a cui l'Ente era tenuto per effetto di procedimento espropriativo, anche in conseguenza degli errori riscontrabili nella stipula delle convenzioni pe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zazione di opere di edilizia pubblica laddove la misura dell'indennità di espropriazione non è stata adeguata a quella prevista nella sentenza del giudice civile, costituendo ciò un concomitante profilo di responsabilità, potendo le maggiori somme essere impiegate per ripianare il debito.
Le competenze dalla legge attribuite al Sindaco ai fini del tempestivo perfezionamento dei procedimenti ablativi, soprattutto in enti locali di piccola entità, assumono un rilievo tanto determinante da configurare, in caso di danno erariale indiretto, conseguente a mancata conclusione del procedimento, sia il nesso di causalità tra la condotta omissiva e il pregiudizio patrimoniale patito dall'ente, sia l'elemento soggettivo della colpa grave.
E' ravvisabile la colpa grave, rilevante ai fini della responsabilità amministrativa, nella condotta del Sindaco che, seppur a conoscenza dell'irreversibile trasformazione dei suoli che i lavori avrebbero comportato, con conseguente danno ingiusto nei confronti del proprietario se non si fosse rispettata la procedura espropriativa avviata a seguito della dichiarazione di pubblica utilità, non ha assunto alcuna proficua iniziativa per scongiurare o limitare l'entit&agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...evedibile danno economico.
Il Sindaco risponde del danno erariale conseguente ad occupazione illegittima qualora, anziché ricercare strumenti definitori della controversia, abbia preferito resistere in giudizio, lasciando poi alle amministrazioni successive la gestione del risultato di una causa che – in assenza di una valida procedura espropriativa – non poteva che condurre ad un risultato negativo per l'ente e il suo erario.
Il Sindaco è responsabile per colpa grave del danno derivante sia dall'emanazione del decreto di occupazione illegittimo sia dalla mancata adozione degli atti successivi all'immissione in possesso, necessari per il perfezionamento della procedura espropriativa.
Nella materia delle espropriazioni di terreni privati per la realizzazione di opere pubbliche, le competenze attribuite al sindaco ai fini di un efficace e tempestivo perfezionamento dei procedimenti connessi hanno un rilievo più pregnante rispetto a quelle proprie di altre figure (tecnici ), con l'effetto che in caso di danno erariale indiretto ben può configurarsi il nesso di causalità tra la condotta omissiva del sindaco e il pregiudizio subito dall'ente, nonché la sussistenza di colpa grave.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Presidente della Giunta provinciale deve essere ritenuto responsabile dell'omessa conclusione della procedura espropriativa pur in presenza dell'Ufficio espropri, in quanto titolare (in base alla normativa applicabile ratione temporis), di specifici obblighi in relazione al necessario completamento della procedura in questione.
In ipotesi di danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, il comportamento omissivo ed inerte del Sindaco, il quale, in ragione delle proprie funzioni, aveva certamente la possibilità nell'arco del suo mandato (nel caso di specie durato circa quindici mesi), conoscendo o avendo dovuto comunque conoscere, utilizzando la normale diligenza, la pendenza del procedimento di esproprio dei fondi, di provvedere ed evitare la serie causale produttiva del danno contestato, denota la sussistenza del requisito soggettivo della colpa grave.
In ipotesi di mancata conclusione del procedimento, la condotta inerte tenuta dal sindaco appare connotata dall'elemento soggettivo della colpa grave ove si consideri che normale diligenza lo avrebbe portato ad adoperarsi per un sollecito perfezionamento delle procedure espropriative in atto, evitando il rischio di ogni pregiudizio a carico dell'Ente, poi verificato in concr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uale è tenuto a rispondere in via amministrativa.
Le deleghe conferite agli Assessori non esoneravano certo il Sindaco dall'assiduo esercizio dell'attività di controllo e di vigilanza nei confronti dell'operato degli stessi e dei competenti Uffici e Servizi dell'Ente, essendo il primo cittadino, nel periodo precedente alla riforma riveniente dalla Legge nr. 142 del 1990, capo dell'Amministrazione, principale Organo di amministrazione attiva e responsabile anche della relativa gestione.
E' ravvisabile la colpa grave nella condotta del Sindaco che pur a conoscenza che i lavori avrebbero comportato la trasformazione dei suoli privati, con conseguente danno ingiusto nei conf... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...elativo proprietario se non si fosse rispettata la procedura espropriativa avviata con la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza, non si sia fatto carico di ogni più proficua iniziativa volta a scongiurare o a limitare l'entità del danno che il Comune avrebbe inevitabilmente subito.
In ipotesi di mancata conclusione del procedimento risponde il Sindaco che, dopo aver disposto l'occupazione d'urgenza, non abbia dato ulteriore impulso al compimento degli atti di procedura, omettendo l'attività di vigilanza e coordinamento degli uffici comunali, comportamento connotato da colpa grave dato il carattere marchiano della violazione di legge riferita ad una specifica attribuzione ed alla prevedibilità dell'evento dannoso.
E' responsabile il Sindaco che pur ricoprendo il mandato per quasi tutto il periodo della durata originaria dell'occupazione legittima, non si sia attivato al fine di concludere il procedimento.
Va assolto dalla domanda risarcitoria il Sindaco che non sia rimasto affatto inerte ma al contrario si sia attivato nei confronti dei funzionari competenti affinché provvedessero a definire tutti gli espropri: ciò in quanto la condotta tenuta non pu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alificarsi come gravemente colpevole, in applicazione dell'art.1, comma 1, della l.n.20/1994, nel testo sostituito dall'art.3 del d.l. n.543/1996 conv. in l. n.639/1996.
E' responsabile il Sindaco che pur a fronte del rifiuto del proprietario ad addivenire ad accordo in pendenza di giudizio civile, nulla ha fatto, così concorrendo con assoluta negligenza all'inevitabile condanna civile del comune, con conseguente notevole esborso degli oneri accessori, costituenti danno erariale.
Nel quadro ordinamentale che ancora non conosceva la fondamentale distinzione tra sfera di indirizzo politico-amministrativo e sfera gestionale, introdotta con legge n. 142 del 1990, il Sindaco, quale organo di vertice dell'amministrazione comunale, al quale spettava l'adozione degli atti espropriativi, risponde del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento.
Nel sistema ordinamentale anteriore alla riforma di cui alla legge 8 giugno 1990, n. 142, sul Sindaco gravavano i doveri, conseguenti alla funzione di Capo dell'Amministrazione comunale, di stimolo e di impulso sugli uffici amministrativi. Siffatti doveri non erano peraltro disgiunti da quelli di attivazione e di gestione del procedimento di espropriazione per pubblica utilit&a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ntranti comunque nella diretta competenza dello stesso Sindaco che pertanto è responsabile nel caso di omessa conclusione del procedimento.
Risulta connotata da colpa grave ed è pertanto foriera di responsabilità amministrativa la condotta del Sindaco che abbia mostrato un totale disinteresse rispetto agli obblighi di servizio non adoperandosi affinché la gestione del procedimento evolvesse in modo da preservare gli interessi comunali dalle prevedibili pretese risarcitorie che il privato avrebbe inevitabilmente avanzato in relazione al danno nel frattempo subito per effetto della mancata conclusione del procedimento.
E' responsabile del danno erariale conseguente ad occupazione sine titulo il sindaco che per tutta la durata della carica, abbia omesso di adottare i provvedimenti di competenza - decreto di occupazione d'urgenza e quello di esproprio- nonché di esercitare i suoi poteri – doveri di vigilanza sul puntuale adempimento da parte dell'ufficio tecnico dei compiti di collaborazione per il corretto espletamento del procedimento espropriativo.
E' responsabile il Sindaco che si è reso autore di una condotta omissiva rispetto al dovere di vigilanza sull'esecuzione dei singoli adempi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssi alla procedura acquisitiva per pubblica utilità, condotta connotata dall'elemento soggettivo delle colpa grave ove si consideri che la normale diligenza dovrebbe indurlo ad assumere preventiva cognizione, per quanto di competenza, per un sollecito perfezionamento della procedura, rispetto alla quale viceversa non è stato emesso né il decreto di occupazione di urgenza, né il decreto di esproprio.
Ai sensi dell'art. 50 D. Lgs. 267/2000, il sindaco, benché titolare degli atti di indirizzo politico amministrativo e tenuto a rispettare l'autonomia dirigenziale, ha, comunque, l'onere di un costante e diligente controllo sul buon andamento degli uffici comunali.
Il Sindaco era ed è capo dell'Amministrazione con responsabilità diretta degli "affari" del Comune, ed in tale veste aveva ed ha il dovere di sovrintendere sul funzionamento dei servizi e degli uffici, oltre che adottare tutti i provvedimenti aventi rilevanza esterna, non espressamente riservati dalla legge alla giunta o al consiglio (R.D. 148 del 1915 e R.D. n.383 del 1934, T.U. n.267/2000). In tale veste il Sindaco esercita quindi poteri di impulso, coordinamento, di indirizzo e di controllo sul funzionamento dei servizi, degli uffici e sull'e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egli atti, per il cui esercizio può ricorrere all'adozione di specifiche direttive.
Il Sindaco in carica nel periodo utile ai fini del perfezionamento della procedura espropriativa è responsabile del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, qualora risulti che lo stesso non abbia assunto alcuna iniziativa diretta ad accelerare la procedura in essere al fine del suo completamento entro i termini di legge. L'inerzia si appalesa nella mancata adozione sia dei provvedimenti diretti alla definizione della procedura espropriativa dal medesimo iniziata, sia di specifiche direttive agli uffici competenti, sia nell'omessa vigilanza sul corretto svolgimento delle procedure espropriative.
In ipotesi di mancata conclusione del procedimento sussiste colpa grave del Sindaco che abbia omesso con continuità, per un notevole lasso di tempo, qualunque iniziativa ed impulso agli organi o uffici comunali, per la tempestiva definizione del procedimento espropriativo: attività dovuta in qualità di vertice dell'organizzazione amministrativa e di autorità competente all'emissione del decreto di espropriazione sia sulla base degli articoli 142 e 151 del TU 148 del 1915, dell'articolo 36 della legge 142/90 (applic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne temporis), che delle competenze al medesimo attribuite in forza di atti interni dell'Amministrazione.
In vigenza del T.U. della legge comunale e provinciale del 1915 (R.D. n. 148) che affidava al Sindaco "quale capo dell'Amministrazione comunale", anche la funzione di "sovrintendere a tutti gli uffici ed istituti comunali" (art. 151), il Sindaco risponde della mancata conclusione della procedura. Non può infatti che essere considerata come gravemente colposa la sua inerzia e la sua disattenzione rispetto alla funzione di impulso e supervisione di tutte le attività di carattere amministrativo dell'Ente locale.
In ipotesi in cui il titolare del bene illegittimamente occupato, abbia promosso azione giudiziaria, alla quale è conseguita la condanna dell'Ente occupante al risarcimento del danno, risulta responsabile a titolo di colpa grave il Sindaco che abbia tenuto una condotta inescusabilmente inerziale rispetto alla controversa; ciò a maggior ragione qualora il diritto del privato fosse stato così manifestamente fondato da richiedere da parte del responsabile dell'Amministrazione (Sindaco) un tempestivo riconoscimento, al fine di evitare gli aggravi per spese legali e di causa, nonché di contenere gli i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti a titolo di interessi legali e rivalutazione.
Il principio di separazione tra organi "politici" e "di gestione", delineato dall'art. 51 della l. n.142/1990, deve essere interpretato con il pur chiaro disposto dell'art. 36 della medesima legge, che attribuisce al Sindaco compiti di "sovrintendenza" sul funzionamento degli uffici e dei servizi e sulla esecuzione degli atti, ed appare in qualche modo recessivo rispetto al contenuto delle delibere che (nel caso di specie) nell'intraprendere l'iniziativa espropriativa, abbiano conferito specifico e puntuale mandato al Sindaco; ne consegue la responsabilità di quest'ultimo in ipotesi di danno conseguente a mancata conclusione del procedimento.
In ipotesi di mancata conclusione del procedimento, non sussiste responsabilità, per mancanza di colpa grave, del Sindaco che si sia ampiamente attivato per la chiusura del procedimento espropriativo richiedendo, tra l'altro, la concessione di un mutuo alla cassa depositi e prestiti.
In ipotesi di occupazione usurpativa di terreno privato, non può ravvisarsi alcun elemento che induca a configurare una condotta omissiva connotata dall'elemento soggettivo della colpa grave da parte del Sindaco, non potendosi ritenere che spet... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'ultimo il dovere di servizio di accertare, individuandone la consistenza e redigendo il relativo piano particellare, i terreni privati eventualmente interessati all'espropriazione per pubblica utilità.
In ipotesi di mancata conclusione del procedimento, la responsabilità del sindaco, che abbia mantenuto un comportamento inerte e negligente, trova fondamento nel quadro normativo che delinea le funzioni del sindaco quale organo di vertice dell'amministrazione comunale (in particolare dall'art. 142 del T.U.L.C.P. n. 148 del 1915 ed art. 50 del T.U. sugli enti locali n. 265 del 1999).
La gravità della colpa, rilevante ai fini della responsabilità, è ravvisabile nel prolungato comportamento omissivo tenuto dal Sindaco che non abbia fatto alcunché affinché fosse determinata l'indennità dovuta per l'espropriazione e fosse concluso, come risultava comunque necessario, il procedimento di espropriazione.
Non è possibile ritenere che ogni responsabilità di tipo gestionale gravi sul dirigente preposto al settore, con affrancamento totale da ogni obbligo relativo e dalle conseguenti responsabilità per il vertice politico, il quale risponde direttamente quando venga m... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rosi compiti di sovrintendenza degli uffici dell'ente o non formuli chiari indirizzi.
L'affidamento al Sindaco del potere di sovrintendenza ex art. 50 d. lgs. 267/2000 comporta lo svolgimento da parte di questi di un'attività di vigilanza e controllo sul buon andamento dell'amministrazione comunale, che deve necessariamente riguardare le pratiche e gli affari che, per qualche ragione, assumano una rilevanza particolare, si distacchino cioè dal complesso dell'attività ordinaria dell'ente locale.
La titolarità in capo alla dirigenza della competenza diretta ed esclusiva all'emanazione degli atti amministrativi in cui si concreta l'attività gestionale attuativa degli indirizzi politico programmatici dettati dagli organi politici di vertice non esclude in ogni caso la presenza in capo alla figura politicamente ed amministrativamente apicale dell'ente locale di un dovere di controllo e vigilanza, il cui mancato esercizio è giustificabile soltanto quando l'attività gestionale sia andata incontro a difficoltà meramente contingenti e di ordinaria amministrazione.
Sussiste la responsabilità amministrativa del vertice dell'Ente territoriale che, in violazione della normativa vigente... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... (L. n. 2359/1865, L. n. 865/1971, L. n. 1/1878), abbia fatto decorrere inutilmente i termini dell'occupazione temporanea, facendo divenire illegittima la procedura espropriativa; tale condotta omissiva è infatti tenuta in palese violazione dei principi di efficienza, efficacia e buona amministrazione che costituiscono i parametri in relazione ai quali valutare la legittimità dell'operato amministrativo.
In ipotesi di danno conseguente ad omessa conclusione della procedura, nella condotta omissiva del Sindaco cui, in qualità di vertice dell'apparato burocratico comunale, compete impartire direttive ed il compito di guidare, regolare, predisporre ed indirizzare i diversi uffici ed istituti pubblici, deve ravvisarsi quella negligenza, configurabile alla stregua della colpa grave.
Sussistono gli estremi della colpa grave in tutti i casi in cui l'atteggiamento persistentemente inerte del sindaco favorisca la realizzazione di procedure ablative illegittime e, conseguentemente, illecite nei casi in cui l'irreversibile trasformazione del suolo si realizzi prima dell'emanazione del decreto di esproprio.
Il Sindaco risponde del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento; trattasi di fattispecie di res... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; per fatto proprio, e non per fatto altrui, derivante sia dalla violazione di un dovere proprio (adozione dell'atto di esproprio) che dalla violazione dello specifico dovere di vigilanza sull'operato delle strutture tecniche preordinate all'adozione degli adempimenti prodromici al provvedimento ablativo.
Alla luce dei doveri conseguenti alla funzione di capo dell'Amministrazione comunale, compresi quelli di stimolo e di impulso sugli Assessori delegati e sui vari Uffici amministrativi del Comune attribuiti dall'art. 151 RD n. 148/1915 e del ruolo fondamentale quale organo responsabile dell'Amministrazione del Comune attribuito anche a seguito della Legge n. 142/1990 con disposizione ribadite dal D. Lgs. n. 267/2000, deve affermarsi la responsabilità del Sindaco che abbia omesso di assumere le necessarie e opportune iniziative al fine di consentire il pagamento delle indennità di espropriazione nei termini previsti dall'articolo 12 della Legge n. 865 del 1971, evitando così la corresponsione di interessi.
E' connotata da grave colpa la condotta del Sindaco che abbia omesso ogni attività (anche soltanto di sollecito degli uffici burocraticamente preposti), in ordine alla definizione della procedura ablativa, con ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... condanna del Comune al risarcimento del danno per occupazione illegittima, interessi e spese, derivanti dalla condanna dell'Ente in sede civile.
E' da ravvisare colpa grave nella condotta del sindaco che, pur a conoscenza dell'approvazione del progetto comportante realizzazione dell'opera e pur avendo adottato il decreto di occupazione con conseguente conoscenza del fatto che l'irreversibile trasformazione avrebbe comportato un danno ingiusto al proprietario in mancanza della conclusione della procedura espropriativa, abbia tuttavia mantenuto comportamento inerte per tutto il periodo del mandato.
E' da ravvisare colpa grave nella condotta del sindaco che, pur a conoscenza della pendenza di numerosi procedimenti espropriativi, abbia mantenuto comportamento inerte, quando, viceversa la durata in carica dello stesso era sufficiente per poter garantire una diversa e più diligente gestione delle procedure.
In ipotesi di condanna dell'Ente al risarcimento del danno, sussiste responsabilità del Sindaco che abbia omesso la conclusione del procedimento nei termini legali ed in alcun modo abbia dato avvio alla procedura per risarcire il proprietario, sussistendo in tale ipotesi un comportamento negligente e inerte privo di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tificazioni e quindi connotato da colpa grave.
Nel caso di omessa conclusione della procedura, la responsabilità dell'assessore con delega ai LLPP concorre con quella del Sindaco, delegato al compimento della procedura, cui sostanzialmente deve garantire il supporto degli uffici amministrativi.
Del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento risponde il Sindaco quale rappresentante dell'Amministrazione e (nel caso di specie) delegato a rappresentare l'Amministrazione comunale per l'attuazione degli adempimenti connessi con il procedimento espropriativo e per la realizzazione delle opere; trattasi infatti di danno collegabile ad un comportamento omissivo connotato da colpa grave.
Pur in mancanza, in materia espropriativa, di una competenza esclusiva del Sindaco, sussistendo quella concorrente degli Assessori al ramo e dei responsabili degli Uffici tecnici, tuttavia sul primo incombe una maggiore responsabilità per eventuali fatti dannosi derivanti da comportamenti omissivi manifestatisi nel corso delle relative procedure; essa discende, infatti, dal dovere di impartire direttive all'apparato amministrativo e di vigilare sull'esecuzione dei singoli adempimenti connessi alle procedure in questione.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... In base alla normativa di cui al R.D. n. 383/1934 e R.D. n. 148 del 1915 (applicabile ratione temporis) e della normativa vigente in materia di espropri, il Sindaco è il capo dell'Amministrazione e, come tale, titolare di un dovere di sovrintendenza sul funzionamento dei servizi e degli uffici. Ne discende l'obbligo di occuparsi della procedura espropriativa avente ad oggetto l'opera pubblica e segnatamente, in ossequio ai doveri di diligenza e di buona amministrazione, di verificare l'eventuale illegittimità della procedura, così da provvedere eventualmente anche al riavvio della stessa.
Sulla base della normativa antecedente la L. n 142/1990 e quella vigente, ratione temporis, in materia di espropri (L. n. 2359/1865, L. n. 865/1971, L. n. 1/1878 e nel caso di specie, L.R. Regione Calabria n. 18/1983), spettavano al vertice amministrativo comunale specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti volti al perfezionamento di espropri per pubblica utilità. Ne consegue che è connotata da colpa grave la condotta omissiva del Sindaco che abbia omesso di adoperarsi, per quanto di competenza, per un sollecito perfezionamento dell'iter espropriativo.
Qualora il Sindaco, durante il periodo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; stato esercitato il suo mandato, tenendo un comportamento omissivo e contrario alla disciplina giuridica vigente, abbia trascurato di provvedere ai doverosi e necessari adempimenti, al fine di definire la procedura espropriativa, deve ritenersi sussistente il nesso di causalità tra detta condotta omissiva e danno conseguente all'illegittimità della procedura, danno che sarebbe stato evitato con la definizione legittima, secundum legem, del procedimento espropriativo.
Alla luce del sistema normativo (applicabile ratione temporis) di cui alla L. n. 2359/1865, L. n. 865/1971, L. n. 1/1978, art. 151 del T.U.L.C.P. n. 148/1915 e, nel caso di specie, L.R. n. 18/1983, le competenze nella materia delle espropriazioni per pubblica utilità attribuite al sindaco ai fini di un tempestivo perfezionamento dei relativi procedimenti, assumono un rilievo senz'altro determinante, con l'effetto che in caso di un danno erariale indiretto ben può configurarsi il nesso di causalità tra la condotta omissiva del sindaco e il pregiudizio patrimoniale patito dall'ente.
E' responsabile del danno conseguente alla mancata conclusione delle procedure espropriative il Sindaco che, pur essendo a conoscenza delle numerose procedure in c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essendo la durata in carica senz'altro sufficiente, per poter garantire una diversa e diligente gestione della procedura espropriativa, non ha adottato le iniziative di sua competenza per giungere ad una soluzione che, quantomeno, avrebbe limitato le conseguenze patrimoniali subite dall'Ente.
Il Sindaco che ha ricoperto l'incarico per il periodo più lungo rispetto a quello in cui si sarebbe dovuta portare a termine la procedura espropriativa e che ha emesso il decreto di occupazione d'urgenza omettendone la proroga, è responsabile del danno conseguente alla mancata intervenuta conclusione della procedura e del verificarsi di ipotesi di occupazione acquisitiva; al medesimo infatti è imputabile l'inescusabile inerzia che ha causato la mancata tempestiva definizione del procedimento ablativo e la colpevole disattenzione verso i compiti di vigilanza sul corretto funzionamento dei servizi ed uffici comunali, che l'ordinamento al medesimo demanda.
In ipotesi di risarcimento del danno conseguente ad intervenuta occupazione acquisitiva, sussistono tutti gli elementi per affermare la responsabilità del Sindaco: il danno, il nesso di causalità con la condotta inerte per effetto dell'obbligo incombente sullo stesso ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re i compiti di vigilanza e di organizzazione degli uffici comunali e di adottare tutti gli atti dell'amministrazione non riservati alla giunta municipale, ai sensi dell'art. 151 R.D. 383/1934, e la colpa grave, costituendo l'inerzia protrattasi per lungo tempo, condotta inescusabile e gravemente colposa.
Nella materia delle espropriazioni per pubblica utilità, le competenze dalla legge ( L. n. 2359/1865, L. n. 865/1971, L. n. 1/1978, art. 151 del T.U.L.C.P. n. 148/1915 e nel caso di specie LR. Calabria n. 18/1983), attribuite al sindaco ai fini di un tempestivo perfezionamento dei relativi procedimenti, assumono un rilievo senz'altro determinante, con l'effetto che in caso di un danno erariale indiretto, ben può configurarsi il nesso di causalità tra la condotta omissiva del sindaco e il pregiudizio patrimoniale patito dall'ente.
Il Sindaco è responsabile della mancata conclusione della procedura espropriativa; ciò in quanto organo di vertice dell'amministrazione comunale non tanto obbligato a porre in essere materialmente gli atti di esecuzione bensì ad adottare idonei atti di impulso e interventi di tipo organizzatorio, resi necessari dalla complessità della disciplina in materia; ne deriva... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a responsabilità lungi dall'escludere quella del responsabile dell'ufficio tecnico va a concorrere con essa.
Sussiste colpa grave, rilevante ai fini della responsabilità amministrativa per il danno conseguente alla mancata conclusione della procedura, del Sindaco, che seppur informato della pendenza di numerose pratiche espropriative, con conseguente prevedibilità dell'evento, abbia mantenuto una condotta omissiva.
L'esistenza di un'adeguata e complessa organizzazione esclude, a differenza di quanto avviene in comuni di modeste dimensioni, che il sindaco sia tenuto ad interventi organizzatori e sollecitatori volti superare difficoltà emerse nella prassi, quali per esempio si sarebbero resi necessari dopo la dichiarazione di illegittimità costituzionale dei criteri normativi di determinazione dell'indennità di esproprio. Va pertanto esclusa, in suddetta circostanza, la sussistenza della colpa grave rilevante ai fini della responsabilità amministrativa, conseguente a mancata conclusione della procedura.
In ipotesi di danno erariale conseguente al maggior esborso di somme a titolo di indennità di espropriazione, per effetto dell'errato calcolo della cifra da pagare in sede... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e volontaria, non è ravvisabile la colpa grave del Sindaco, qualora risulti che lo stesso, nell'intento di addivenire ad un accordo con la proprietà, abbia fatto affidamento sulla correttezza tecnico-giuridica dei dati fornitigli dai propri uffici e abbia sottoposto l'intera questione al Consiglio Comunale, ottenendone la deliberazione favorevole.
Alla luce della L. n. 142/1990, il sindaco era titolare del generale potere-dovere di sovrintendere a tutti gli uffici comunali o quantomeno, di dare impulso alle più significative questioni della struttura amministrativa; allo stesso pertanto, in ipotesi di intervenuta occupazione acquisitiva per omessa conclusione della procedura espropriativa, è addebitale una condotta gravemente negligente nel compimento degli atti necessari alla definizione della procedura medesima e l'inescusabile imperizia propria della "colpa grave".
Anteriormente alla L. n. 142/90, cioè nella vigenza del pregresso Testo Unico delle leggi sui comuni e sulle province (T.U.L.C.P.), poteva rinvenirsi una chiara responsabilità dei sindaci anche sotto il profilo della vera e propria gestione tecnico-amministrativa in virtù dell'attribuzione ad essi del potere di emanazione di moltepl... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... natura provvedimentale, tra i quali l'atto conclusivo della procedura espropriativa.
L'evidenza e fondatezza del diritto azionato dal privato, nel caso di specie titolare di bene oggetto di occupazione sine titulo da parte dell'Amministrazione, rende doveroso da parte del sindaco procedere al suo riconoscimento ed evitare così gli aggravi delle spese legali e di causa, nonché limitare la somma dovuta per interessi e rivalutazione monetaria. In caso di inerzia il sindaco è responsabile, a titolo di colpa grave, del danno derivante all'Ente.
Alla luce del regime giuridico di cui agli art. 142 e 151 del T.U. L.C. P. n. 148/1915 ed art. 36 L. n. 142/1990 (applicabile ratione temporis) è compito dei sindaci sovrintendere e coordinare l'attività ed il funzionamento degli uffici e dei servizi sott'ordinati, emanando anche direttive ed atti di impulso per i procedimenti istruttori e tecnici. Ne consegue che la condotta dei sindaci contraria ai doveri d'ufficio per avere omesso di compiere il procedimento espropriativo, non completandolo con il provvedimento definitivo, è improntata a colpa grave rilevante ai fini della responsabilità amministrativa.
Nel regime normativo di cui alla l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../1990, che ha confermato in capo al sindaco, quale vertice dell'apparato burocratico comunale, la funzione di vigilare e di sovrintendere sui servizi ed uffici, deve affermarsi la responsabilità dello stesso, qualora abbia omesso di porre in essere ogni attività atta a definire la disposta occupazione temporanea di suolo privato, attraverso l'erogazione dell'indennità di occupazione e la restituzione del bene, omissione da cui è derivata la condanna dell'Ente al pagamento di somme non giustificate ( interessi – rivalutazione e spese giudiziarie).
Nel sistema normativo di cui all'art. 151 T.U.L.C.P. n. 148/1915, applicabile ratione temporis, al sindaco è attribuito il compito di vigilanza e coordinamento degli uffici comunali; deve affermarsi pertanto la sua responsabilità per il danno conseguente alla mancata conclusione della procedura espropriativa.
Nel sistema normativo di cui alla L. n. 142/1990 il cui art. 36 attribuisce al sindaco il compito di sovrintendere al funzionamento degli uffici e dei servizi nonché all'esecuzione degli atti, va affermata la sua responsabilità per il danno conseguente all'omessa conclusione della procedura espropriativa; non vi è infatti ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sebbene il sindaco non fosse tenuto a redigere materialmente gli atti, spettasse a lui impartire alla struttura amministrativa le opportune direttive, di modo che la sua responsabilità, lungi dall'escludere quella dirigenziale, va a concorrere con essa.
Il Sindaco che ha omesso di portare a termine la procedura espropriativa, è responsabile del danno erariale indiretto conseguente; ciò in quanto la definizione di suddetta procedura rientra tra le sue funzioni, quanto meno sotto il profilo dell'attività di impulso e vigilanza propria del vertice dell'ente locale.
Nella materia delle espropriazioni per l'esecuzione delle opere pubbliche, le competenze dalla legge attribuite al sindaco ai fini di un tempestivo perfezionamento dei relativi procedimenti, assumono un rilievo senz'altro determinante, con l'effetto che in caso di danno erariale indiretto per omessa conclusione della procedura, ben può configurarsi il nesso di causalità tra la condotta omissiva del sindaco e il pregiudizio patrimoniale patito dall'ente.
Sulla base dei parametri normativi applicabili ratione temporis (legge n. 2359/1865, legge n. 865/1971, legge n. 1/1978, legge regionale n. 18 in data 30 maggio 1983) va affermata l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ilità del sindaco per il danno conseguente all' omessa conclusione della procedura espropriativa.
La condotta del sindaco che abbia omesso di impartire i necessari atti di impulso funzionali alla conclusione della procedura espropriativa è connotata dall'elemento soggettivo della colpa grave, ove si consideri che normale diligenza avrebbe indotto lo stesso ad assumere preventiva cognizione dello stato del procedimento espropriativo in corso e ad adoperarsi, per quanto di competenza, per un sollecito perfezionamento del suo iter.
La responsabilità per il danno erariale derivante dal risarcimento riconosciuto a privati per il mancato completamento della procedura espropriativa, è ascrivibile al Sindaco, che, dopo avere iniziato suddetta procedura, ha mantenuto un comportamento inerte, omettendo di emanare i provvedimenti conclusivi del procedimento.
Il sindaco, anche dopo l'entrata in vigore della legge n. 142 del 1990, ai sensi dell'art. 36 della stessa, come modificato dall'art. 12, comma 7 della legge 25 marzo 1993, n. 81, resta comunque l'organo di vertice dell'apparato burocratico dell'ente e pertanto soggetto responsabile dei danni causati allo stesso nel caso di omessa conclusione della procedura ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...va.
Sulla base del quadro normativo di settore di cui alla L. 865/71 e DPR 616/1977 (oltre che, nel caso di specie. L.R. Lazio n. 79/78), il Sindaco rappresentava non solo il vertice politico ma anche quello amministrativo del Comune, riconosciuto come l'autorità amministrativa cui incombeva l'onere di emanare gli atti indifferibili e quelli propedeutici per la procedura espropriativa. Lo stesso pertanto deve ritenersi responsabile del danno prodotto all'Ente a seguito del mancato perfezionamento della procedura nei termini legali, una volta disposta l'occupazione, in vigenza del suddetto sistema normativo.
Il Sindaco deve ritenersi responsabile dell'omessa conclusione della procedura espropriativa una volta disposta l'occupazione, qualora, a seguito del regime introdotto dalla legge n. 142/1990, lo statuto comunale abbia riservato al medesimo l'emissione dei provvedimenti in materia di occupazione d'urgenza ed espropri, assegnando così a tale figura la diretta e personale responsabilità di adottare tutti gli atti connessi alla procedura espropriativa che la legge, genericamente, assegna alla competenza del Comune.
Nel sistema normativo di cui alla L. n. 2359/1865, L. n. 865/1971, L. n. 1/1878, R.D. n. 383/1934... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...era specifica per la regione Calabria, L.R. n. 18/1983, il sindaco è posto al vertice della amministrazione comunale con specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti volti al perfezionamento di espropri per pubblica utilità. Lo stesso è pertanto responsabile per il danno conseguente ad omessa conclusione, nei termini, della procedura espropriativa.
Nel caso di omessa conclusione della procedura espropriativa deve ravvisarsi la responsabilità del sindaco che, in qualità di vertice dell'apparato burocratico, è tenuto ad assicurare il necessario raccordo tra sfera politico-decisionale e sfera burocratico-gestionale (attribuzioni queste tra l'altro confermate dalla normativa di cui al d. lgs n. 267 del 2000 art. 50, comma 1), e ad adoperarsi per eliminare tutti quegli eventuali impedimenti al raggiungimento delle finalità dell'Ente.
Nel caso di responsabilità amministrativa conseguente a risarcimento del danno da occupazione illegittima per omessa conclusione della procedura espropriativa, va affermata la responsabilità del sindaco che ha ricoperto la carica per tutto il periodo utile ai fini della definizione della procedura espropriativa, sussistendo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o stesso, in base alla normativa regionale e statale in vigore nel periodo, specifiche attribuzioni in ordine all'esercizio delle funzioni amministrative in materia di espropriazione per pubblica utilità nonché compiti di vigilanza e coordinamento degli uffici comunali.
Anche in vigore della legge 142/90 deve affermarsi la responsabilità del sindaco per il danno erariale provocato dalla mancata conclusione del procedimento espropriativo nei termini, dovendosi ravvisare, alla luce di detta normativa, l'obbligo di adottare idonei atti di impulso e direttive, nonché la esistenza, tra potere di indirizzo e potere di gestione, di rapporti di reciproca inferenza e sovrapposizione.
Nel caso di danni conseguenti al verificarsi di occupazione illegittima per comportamento omissivo (nel caso di specie consistente nella mancata conclusione nei termini del procedimento espropriativo), deve ravvisarsi la responsabilità del sindaco che nel periodo di tempo entro il quale la procedura avrebbe dovuto essere portata a compimento, risultava titolare, secondo l'ordinamento all'epoca vigente, dei poteri di sovrintendenza su tutti gli uffici ed istituti comunali.
Nel caso di danno conseguente al verificarsi di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...occupazione acquisitiva a seguito della mancata tempestiva emanazione del provvedimento ablatorio, deve affermarsi la responsabilità del sindaco, quale titolare del generale potere di sovrintendere a tutti gli Uffici comunali sulla base della normativa vigente, per la condotta omissiva certamente caratterizzata dall'elemento soggettivo della colpa grave, laddove la comune diligenza avrebbe dovuto indurre lo stesso al perfezionamento dell'iter espropriativo.
La riforma delle autonomie locali n. 142 del 1990 ha introdotto la fondamentale distinzione tra sfera di indirizzo politico-amministrativo e sfera gestionale(art.51). Detta normativa, nel contempo (art.36, modificato dall'art.12 della l.25 marzo 1993 n.81), ha anche confermato in capo al sindaco in quanto, oltre che organo politico, anche vertice dell'apparato burocratico comunale, la funzione di vigilare e di sovrintendere sui servizi ed uffici al fine di assicurare il necessario raccordo tra sfera politico-decisionale e sfera burocratico-gestionale, già nel precedente ordinamento disciplinata dagli artt.142 e 151 del T.U.L.C.P. del 1915.
E' indiscutibile il connotato antigiuridico della condotta tenuta dal sindaco che, oltre ad emanare un decreto di occupazione inficia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nte illegittimità per violazione del termine perentorio di tre mesi previsto dall'art.20 della l.n.865 del 1971, ha omesso di provvedere all'adozione degli atti della procedura espropriativa, disciplinati dalla normativa generale recata dalla l.22 ottobre 1971 n.865, onde assicurarne la definizione con l'emanazione del decreto di esproprio, in mancanza di cessione volontaria.
Va riconosciuta la responsabilità amministrativa dei sindaci che, violando tutte le disposizioni di legge che imponevano loro il perfezionamento della procedura ablativa, facciano decorrere inutilmente i termini dell'occupazione temporanea, dovendosi riconoscere che sia prima che dopo l'entrata in vigore del nuovo ordinamento delle autonomie locali, la potestà provvedimentale in materia di espropriazioni era ed è strettamente riservata al Sindaco quale vertice dell'apparato organizzativo.
Il sindaco - come ogni altro organo di un apparato pubblico - non può ritenersi "legibus solutus" e pertanto risponde dei danni erariali prodotti da condotta arbitraria, come nel caso di occupazione di terreni inclusi in sede stradale avvenuta senza osservanza della procedura (ivi compreso il profilo indennitario) disciplinata dalla legge in ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... esproprio.
E' affetta da grave negligenza, come tale rilevante ai fini della responsabilità, il comportamento del Sindaco che prima ha operato con ricorso a comportamento illecito e poi non si è adoperato per ovviare alle conseguenze dell'abuso, come nel caso di occupazione abusiva di suolo privato non seguita dall'adozione di misure riparatorie consistenti nel pagamento dell'indennizzo.
Invero, per la posizione dei sindaci, va innanzitutto ricordato che, pur dopo la riforma del 1990, è rimasta confermata in capo ai medesimi [cfr. art. 36 legge 8 giugno 1990 n° 142 e successive disposizioni], quali vertici dell'apparato organizzativo, la funzione di vigilare e sovrintendere sui Servizi e Uffici comunali, al fine di assicurare il dovuto raccordo tra la sfera politico/decisionale e quella burocratico/gestionale già disciplinato nel precedente ordinamento dagli artt. 142 e 151 del T.U.L.C.P. 4 febbraio 1915 n° 148.
Con riferimento alle disposizioni antecedenti alla legge 142/1990 il Sindaco aveva in linea generale l'incarico e l'obbligo di dirigere ed indirizzare i diversi uffici ed istituti comunali, anche attraverso un'attività di programmazione efficiente ed economica, a salvaguardia e g... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... corretto operato della macchina amministrativa. Egli, in ragione della sua posizione di organo che presiede al regolare andamento dei servizi della municipalità, avrebbe dovuto adottare le opportune iniziative per evitare il rischio di danni finanziari.
Nel cessato ordinamento e.l. di cui al R.D. n. 383/1934, e R.D.148 del 1915 il Sindaco era il capo dell'Amministrazione e, come tale, responsabile diretto degli affari del comune, e titolare di un dovere di sovrintendenza sul funzionamento dei servizi e degli uffici, molto stringente e penetrante nei piccoli comuni, con la conseguenza che, nel rispetto delle proprie funzioni e della normativa in materia di espropri, avrebbe dovuto, unitamente al tecnico comunale, occuparsi della procedura ablativa, monitorando il rispetto dei termini indicati nella dichiarazione di pubblica utilità ed addivenendo al decreto d'esproprio ovvero, ad una nuova dichiarazione di p.u. ai sensi dell'art. 13 della l. 2359/1865.
Il Sindaco, in ossequio ai doveri di diligenza e di buona amministrazione, unitamente al tecnico comunale, avrebbe dovuto vigilare sulla realizzazione dell'opera pubblica e, nell'ipotesi di effettive difficoltà esecutive - tali da ritardare l'ultimazione dei lavori, avrebbe ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...perarsi per riattivare la procedura stessa con una nuova dichiarazione di pubblica utilità.
Anche dopo la legge 142 del 1990 che ha introdotto la fondamentale distinzione tra sfera di indirizzo politico-amministrativo e sfera gestionale, è rimasta confermata in capo al sindaco - in quanto, oltre che organo politico, anche vertice dell'apparato burocratico - la funzione di vigilare e sovrintendere sui servizi ed uffici regionali al fine di assicurare il necessario raccordo tra sfera politico-decisionale e sfera burocratico-gestionale. Dette attribuzioni sono state poi ribadite anche nel recente testo unico approvato con d. lgs n.267 del 2000 laddove è ribadito che egli "è responsabile dell'amministrazione" (art.50, comma 1) e che sovrintende "al funzionamento degli uffici e dei servizi e all'esecuzione degli atti".
La riforma delle autonomie locali L. 142/1990 ha confermato in capo al sindaco - in quanto, oltre che organo politico, anche vertice dell'apparato burocratico - la funzione di vigilare e sovrintendere sui servizi ed uffici al fine di assicurare il necessario raccordo tra sfera politico-decisionale e sfera burocratico-gestionale. Dette attribuzioni sono state poi ribadite anche nel recente testo unico approvat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...s n.267 del 2000 laddove è ribadito che egli "è responsabile dell'amministrazione" e che sovrintende "al funzionamento degli uffici e dei servizi e all'esecuzione degli atti".
Nel nuovo come nel vecchio ordinamento delle autonomie locali, al sindaco, in quanto vertice dell'amministrazione comunale, incombe l'obbligo di sovrintendere alle attività degli uffici e funzionari dipendenti; egli resta l'organo responsabile dell'amministrazione, cui seguono anche le connesse funzioni amministrative, unitamente alla vigilanza sull'attività degli uffici; deve agire con azioni d'impulso e di stimolo degli apparati burocratici; in ragione della sua posizione di organo deve presiedere al regolare andamento dei servizi della municipalità e adottare le opportune iniziative per evitare il rischio di danni finanziari.
Il Sindaco, istituzionalmente tenuto a condurre a termine i procedimenti espropriativi, è l'autorità che deve rispondere dei danni patrimoniali sopportati dall'Ente per effetto del mancato perfezionamento di tali procedimenti.
La disciplina relativa all'esecuzione delle opere pubbliche in caso di espropri (legge n° 2359/1865, legge n° 865/1971, legge n° 1/1878) sottolineai le ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...competenze conferite al sindaco affinché si attivi per la realizzazione ed il completamento dei procedimenti ad essi connessi cosicché, l'eventuale danno erariale "indiretto" può ammettere il nesso di causalità tra la condotta omissiva del convenuto sindaco e il pregiudizio patrimoniale sofferto dall'ente.
Un sindaco tale dal 1985 al 1995 di un comune di 10 mila abitanti, per un esproprio non tempestivamente concluso, con il compimento dell'opera nel 1989, è responsabile della mancata conclusione della procedura, a prescindere da eventuale delega rilasciata ad assessore.
In materia espropriativa, le competenze dalla legge attribuite al sindaco ai fini di un tempestivo perfezionamento dei relativi procedimenti assumono un rilievo senz'altro determinante, con l'effetto che in caso di danno erariale indiretto ben può configurarsi il nesso di causalità tra la condotta omissiva del convenuto sindaco e il pregiudizio patrimoniale patito dall'ente.
Risponde il sindaco per gli espropri degli anni ottanta.
Incorrono in responsabilità contabile i sindaci che, nello svolgimento delle loro funzioni, abbiano omesso atti di impulso o operazioni di gestione delle procedure espr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ndispensabili per evitare il danno patrimoniale per l'Ente amministrato.
Gravemente colposa è la mancata vigilanza da parte dei sindaci sugli uffici che si occupano di espropriazioni.
Dopo la riforma delle autonomie locali n.142 del 1990 che ha introdotto la distinzione tra sfera di indirizzo politico-amministrativo e sfera gestionale, non è venuta meno la funzione di vigilanza in capo al Sindaco.
Almeno fino alla riforma del 1990, gli atti della procedura espropriativa rientravano senz'altro nelle attribuzioni del sindaco. In ogni caso, anche dopo la predetta separazione, il sindaco restava comunque obbligato a svolgere il necessario ruolo di propulsione, stimolo, impulso e di verifica di tutti gli adempimenti necessari al fine di definire gli espropri.
Il danno per il mancato perfezionamento della procedura espropriativa deve essere imputato principalmente al sindaco, a maggior ragione se consti il cattivo operato dell'apparato amministrativo, del quale egli risponde per culpa in vigilando.
Nel 1979 incombeva al Sindaco curare direttamente l'adempimento dei provvedimenti relativi all'esproprio delle aree necessarie per la realizzazione degli alloggi di edilizia economica e popolare.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... comportamento omissivo è imputabile anzitutto e soprattutto al Sindaco, atteso che in ragione della carica da lui rivestita quale capo dell'Amministrazione comunale (ed indipendentemente dalle dedotte eccezioni di scarsa competenza giuridica del medesimo, perché irrilevanti), era l'organo propulsore dell'attività dell'Ente.
Fino al 1990 gli atti ablatori spettavano al sindaco, fino al 1996 le responsabilità.
RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> SOGGETTI PASSIVI --> DISTINZIONE TRA POLITICI E TECNICI --> SINDACO --> DELEGA
Il conferimento di deleghe agli assessori non vale quale esimente della responsabilità del Sindaco, in considerazione del fatto che i settori della pianificazione urbanistica e dei lavori pubblici sono "strategici" per il governo del territorio comunale, e per la circostanza che le deleghe stesse non implicano il venire meno del dovere del Sindaco, a sua volta delegato dal Consiglio comunale, di interessarsi della materia degli espropri.
Non può ritenersi che la delega all'Assessore ai LL.PP. faccia venire meno la colpa grave del Sindaco, fondata sulle specifiche competenze sindacali nella materia espropria... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rrenti e non alternative rispetto a quelle degli altri uffici), sulla pluralità di procedure espropriative non concluse, e sul fatto che lo stesso avesse ricevuto informativa della vicenda. Quest'ultima circostanza, in particolare, non consente di ritenere esimente la delega di funzioni all'assessore, in quanto in presenza di una conclamata stasi amministrativa il sindaco, in qualità di delegante, avrebbe dovuto disporre specifici interventi (direttive o avocazione dell'affare).
Non costituisce esimente dalla responsabilità la circostanza che il sindaco – abbia "delegato" ad un dipendente le incombenze relative a edilizia, opere pubbliche ed espropriazioni. Nella specie, non si tratta di una "delega" di funzioni quale quella che può essere conferita dal sindaco ad un amministratore; trattasi bensì di un atto con il quale il sindaco – nella sua qualità di vertice amministrativo – ha provveduto alla distribuzione delle funzioni e all'attribuzione di competenze tra gli uffici e i servizi dell'ente locale. Trattasi, in altri termini, di un mero ordine di servizio con finalità organizzative e, quindi, di un provvedimento non idoneo a spogliare il sindaco delle competenze in materia di espropr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ribuite al vertice dell'ente locale direttamente dalla legge.
Per il danno conseguente alla mancata conclusione dei procedimenti, sussiste una diretta responsabilità amministrativa degli assessori con delega ai LLPP che non esclude la responsabilità propria dei Sindaci, ma l' attribuzione delle deleghe rafforza il sistema di responsabilità dei soggetti e degli uffici comunali coinvolti a vario titolo nella gestione delle procedure espropriative, a garanzia dei principi di legalità e correttezza che debbono ispirare l'azione dei poteri pubblici.
La responsabilità del sindaco, in ipotesi di mancata conclusione del procedimento, alla luce della legislazione vigente pro-tempore (art. 151 n. 9 RD 4.2.1915 n.148, art 3 legge n 142/1990), che avrebbe imposto l'adozione di direttive ed adeguati atti di impulso anche attraverso la preventiva ricognizione delle procedure espropriative giacenti e la vigilanza sulle medesime, non viene viene meno anche in caso di delega all'assessore, permanendo in capo al delegante il potere- dovere di vigilanza ed impulso.
La delega cui fa riferimento la legge regionale Calabria n. 18/1983 è da intendersi in senso atecnico, giacché... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...non è stato disposto alcun trasferimento di funzioni sulla base di una valutazione operata intuitu personae dal delegante, bensì l'attribuzione del potere di espropriare beni privati per ragioni di pubblica utilità disposta da un organo il Presidente della Regione in favore di un altro organo, il Sindaco, un trasferimento di funzioni che essendo effettuato con legge e diretto verso la generalità degli enti locali è privo di qualsiasi valutazione personale e quindi estraneo al principio i secondo il quale delegatus delegare non potest.
Le deleghe conferite in materia di lavori pubblici ed urbanistica, non possono non essere estese a tutti i compiti, attribuzioni e funzioni relative all'espropriazione, stante lo stretto collegamento logico e funzionale tra il procedimento ablativo e la realizzazione delle opere pubbliche.
La responsabilità degli assessori che potrebbe derivare dall'esercizio delle funzioni delegate non esclude quella del Sindaco, atteso che la delega conferita opera sul piano organizzatorio per cui il delegante conserva i propri poteri di direttiva, impulso e sorveglianza.
Le deleghe conferite riguardanti la materia dei lavori pubblici e dell'urb... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...on possono non essere estese a tutti i compiti, le attribuzioni e le funzioni relative all'espropriazione, stante lo stretto collegamento logico e funzionale tra il procedimento ablativo e la realizzazione delle opere pubbliche.
La delega conferita riguardante materia dei lavori pubblici e dell'urbanistica, non può che essere estesa a tutti i compiti, attribuzioni e funzioni relative all'espropriazione, stante lo stretto collegamento logico e funzionale tra il procedimento ablativo e la realizzazione delle opere pubbliche.
E' da escludersi la responsabilità per il danno conseguente ad omessa conclusione della procedura espropriativa del Sindaco che abbia dato incarico ad un tecnico di provvedere ad istruire alcuni procedimenti espropriativi, dandone contestuale informazione sia al responsabile dell'ufficio tecnico che al segretario comunale.
In caso di danno derivante dall'omessa adozione nei termini del provvedimento di esproprio, non sono ravvisabili nella condotta del Sindaco, che non ha esercitato in maniera incisiva i poteri di controllo propri della carica rivestita, estremi di particolare gravità da far ritenere sussistente il grado di colpa rilevante ai fini della responsab... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; amministrativa nel caso in cui, a seguito di specifica delega ad assessori, lo stesso reputasse che fosse stato assicurato alle pratiche espropriative un punto di riferimento ben preciso.
Una delega all'ufficio tecnico di provvedere al completamento della procedura espropriativa non può valere ad esonerare il sindaco, in quanto organo avente diretta competenza attribuitagli dalla legge (ndr: regione Campania) nella materia degli espropri, dall'obbligo di assicurare l'esatto e puntuale espletamento delle successive fasi (in primo luogo l'offerta con atto formale dell'indennità) al fine di completare tempestivamente il procedimento, mediante un atto sindacale autorizzante il trasferimento coattivo della proprietà, così evitando che la occupazione divenga illegittima.
Non può una delega all'ufficio tecnico di espletare le procedure espropriative, valere ad esonerare il sindaco dall'obbligo di assicurare l'esatto e puntuale espletamento delle successive fasi, al fine di completare tempestivamente il procedimento, mediante un atto sindacale autorizzante il trasferimento coattivo della proprietà, così evitando che la occupazione divenisse illegittima.
I sind... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no esonerati dall'obbligo di seguire le espropriazioni in virtù della delega agli assessori, la quale certamente imponeva a questi soggetti di seguire l'attività degli uffici tecnici che dovevano istruire le pratiche, ma non erano direttamente competenti sulle procedure espropriative, di esclusiva spettanza dei sindaci.
RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> SOGGETTI PASSIVI --> DISTINZIONE TRA POLITICI E TECNICI --> SINDACO --> IN CALABRIA
È indiscutibile il connotato antigiuridico della condotta tenuta dal Sindaco in carica nel periodo di legittima occupazione del terreno il quale, dopo avere emanato il decreto di occupazione, abbia omesso di provvedere, ove necessario sollecitando l'assessore e gli uffici competenti in caso di inerzie e/o ritardi, all'adozione dei successivi atti della procedura espropriativa, disciplinati dalla normativa generale recata dalla legge 22 ottobre 1971 n.865 (determinazione delle indennità, pagamento in caso di accettazione e di cessione volontaria, deposito delle indennità non accettate presso la Cassa DD. PP.), al fine di consentirne la tempestiva definizione con l'emanazione del provvedimento finale ablatorio.
La legislazione ratione tempor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ile in materia di espropriazione per pubblica utilità (l. n. 2359/1865; l. n. 865/1971; l. n. 1/1878; la legge regionale n. 18 del 30.05.1989 data 30 maggio 1983), intestava al Sindaco una vera e propria posizione di garanzia in materia. In particolare, la legislazione regionale aveva espressamente delegato ai sindaci le funzioni del Presidente della Giunta regionale in materia di espropriazione per pubblica utilità, relativamente alle opere ed ai lavori la cui esecuzione era di spettanza dei Comuni (l'art. 19, comma 1, legge Regione Calabria n.18 del 1983), disciplina confermata anche dalla circolare regionale n.22622 dell'11.12.1984, inviata a tutti i sindaci della Regione, che ha esplicitamente intestato al vertice amministrativo comunale specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti volti al perfezionamento di espropri per pubblica utilità.
Alla luce delle specifiche attribuzioni conferite dalla legge in subiecta materia (applicabili ratione temporis: legge n. 2359/654, legge n. 8654/71, legge 1/78, legge regionale n. 18/93), la giurisprudenza si è prevalentemente fatta carico di definire un preciso orientamento, in base al quale deve ammettersi la responsabilità del Sindaco per i danni conseguenti a rit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...definizione delle procedure espropriative. La responsabilità è innanzi tutto riferita a condotta omissiva in relazione a competenze proprie della carica sindacale, ovvero esercitate su delega del Presidente della Giunta regionale.
Non vi è dubbio che la legislazione nazionale e regionale vigente in materia di espropri (legge n. 2359 del 1865, legge n. 865 del 1971, legge n. 1 del 1978, legge reg. Calabria n. 18 del 1983), intestava al sindaco, quale vertice amministrativo comunale, specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti volti al perfezionamento degli espropri per pubblica utilità. Inoltre, sotto la vigenza del R.D. n. 383 del 1934 e, quindi, anteriormente all'entrata in vigore della legge n. 142 del 1990, il sindaco era titolare di un dovere di sovrintendenza sul funzionamento dei servizi e degli uffici comunali e aveva una specifica competenza ad emettere tutti i provvedimenti aventi rilevanza esterna che non fossero riservati alla Giunta o al Consiglio.
La legislazione vigente in materia di espropri (Legge n.2359/1865; n.865/71; n.1/78; L.R. n.31/75 e n.18/1983 Circolare regione Calabria del 15 .11.1983 n.18173 e circolari n.3242 del 4.8.1986 e n. 725 del 21.1.1987, n. 22622 dell'11.12.1984,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...), ha intestato al vertice amministrativo comunale specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti volti al perfezionamento di espropri di pubblica utilità. Peraltro la disposizione di cui all'art. 151 del TULCP n. 148/1915 (vigente all'epoca dei fatti), attribuiva al sindaco anche il compito di sovrintendere al funzionamento degli uffici e dei servizi, funzione da esercitare mediante direttive e adeguati atti di impulso dei procedimenti istruttori e tecnici. Ne consegue la responsabilità del Sindaco che non abbia disposto alcuna iniziativa affinché il bene legittimamente occupato fosse legittimamente acquisito al patrimonio dell'Ente, evitando così all'Ente stesso il nocumento economico determinato in sede civile.
La giurisprudenza contabile è uniforme nel dichiarare la responsabilità amministrativa dei sindaci che, in violazione all'art.13 della l. 2359/1865 e dell'art. 20 della l. 865 del 1971 e, per quanto riguarda la regione Calabria, in violazione della l. 18/1983, facciano decorrere inutilmente i termini, facendo divenire illegittima la procedura espropriativa.
Alla luce della normativa di cui alla Legge n. 2359/1865, Legge n.865/71, DPR 616/77, Legge n. 1/1978 e L.R. n. 18/1983, i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...he non abbia portato a compimento le procedure espropriative in atto, si rende inadempiente rispetto ad un dovere normativamente previsto; pur nella consapevolezza che non dovesse spettare al capo della amministrazione il compito di provvedere alla materiale stesura dei provvedimenti susseguenti all'atto di occupazione di urgenza, tuttavia allo stesso, competeva il dovere di vigilare sull'andamento della procedura espropriativa, impartendo direttive all'apparato amministrativo nonché sulla esecuzione dei singoli adempimenti connessi alla procedura ablativa per pubblica utilità.
La giurisprudenza contabile è univoca nell'affermare la responsabilità amministrativa dell'organo di vertice dell'amministrazione che, in violazione dell'art. 13 della legge n. 2359/1865 e dell'art. 20 della legge 865/1971 e dell'art. 20 della legge regionale n.18/1983, faccia decorrere inutilmente i termini della procedura ablativa.
Se vero che solo con l'art. 51 della L. n. 142/1990 (ribadito nell'art. 3 del D. Lgs. n. 29/1993, oggi art. 4 D. Lgs n. 165/2001 e nell'art 107 del D. Lgs. 267/2000), è stato introdotto il principio di separazione tra politica e gestione, tuttavia permaneva in capo al Sindaco (art. 11) il compito di sovraintende... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... gli uffici e servizi comunali", in linea con gli artt. 52 e ss. del R.D. n. 383/1934; alla luce di tale normativa e (nel caso di specie), dell'art. 19, comma 1, L. Regione Calabria n. 18/1983, correttamente è stato ritenuto come improntata a colpa grave la condotta omissiva dei Sindaci che non hanno esperito alcuna attività, neppure d'impulso sull'ufficio tecnico, per la tempestiva definizione della procedura ablatoria, entro il termine di scadenza del periodo di occupazione legittima.
La Regione Calabria ha emanato una specifica normativa al fine di disciplinare la delega agli enti locali nella materia delle espropriazioni, ovvero la l.r. n.18/1983, prevedendo che "l'esercizio delle funzioni amministrative del Presidente della Giunta regionale in materia di espropriazione per pubblica utilità relativamente alle opere la cui esecuzione è di spettanza dei Comuni, è delegato ai sindaci degli stessi"(art.19, comma 1). Detta norma attribuisce la titolarità della funzione al sindaco e prevale, avendo natura speciale, sulla normativa generale (ratione temporis l'art.131 T.U.L.C.P. n.148/1915), che intestava al predetto organo consiliare una competenza decisionale generale e residuale.
Non assume rilievo il tenore... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...della deliberazione del consiglio comunale dove il conferimento del mandato al sindaco "di adottare tutti gli adempimenti per la realizzazione dell'opera" non può significare, stante la normativa speciale succitata in materia, ovvero la l.r. n.18/1983, l'attribuzione di una delega al sindaco da parte del consiglio comunale delle competenze in materia di espropri - trattandosi di una competenza che la legge gli attribuisce iure proprio.
Ai fini della responsabilità conseguente all'omessa conclusione del procedimento, è irrilevante la circostanza che il Sindaco non fosse più in carica alla data di scadenza del periodo di legittima occupazione al fine di escluderne la responsabilità. La normativa su cui si fonda l'antigiuridicità della condotta tenuta dai sindaci nella vicenda (nel caso di specie ex legge n.2359/1865, legge n.865/1971, l.n.1/1978, l.r.n.18/1983 e circolare regionale n.22622/1984) non implica la permanenza in carica alla cessazione del periodo di legittima occupazione (sia quello originario che quello prorogato), in quanto trattasi di un illecito non istantaneo ma permanente, consistente nell'inerzia protrattasi nel tempo.
Sia prima che dopo l'entrata in vigore del nuovo ordinamento delle autono... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... la potestà provvedimentale in materia di espropriazioni, era ed è strettamente riservata al Sindaco. Sul punto giova ricordare che tutta la legislazione vigente in materia di espropri, la legge n° 2359/1865, la legge n° 865/1971, la legge n° 1/1878, ed in maniera specifica per la regione Calabria, la legge regionale n° 18 in data 30 maggio 1983, cui ha fatto seguito anche la circolare regionale n° 22622 dell'11/12/1984 inviata a tutti i sindaci della Regione, ha intestato al vertice comunale specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti volti al perfezionamento degli espropri per pubblica utilità.
Alla luce della legislazione vigente pro-tempore (art. 151 n, 9 RD 4.2.1915 n.148, art 3 legge n 142/1990 e art. 19 legge regionale n. 18/1983), vanno individuate precise responsabilità nel comportamento del sindaco in carica nell'arco temporale in cui avrebbe dovuto essere definito il procedimento espropriativo. In particolare, la responsabilità del sindaco trova fondamento nei compiti di vigilanza e coordinamento degli uffici comunali previsti dalla normativa citata, che avrebbe imposto l'adozione di direttive ed adeguati atti di impulso anche attraverso la preventiva ricognizione delle proce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...riative giacenti e la vigilanza sulle medesime, obbligo che non viene meno anche in caso di delega all'assessore.
La legge n° 2359/1865, la legge n° 865/1971, la legge n° 1/1978, ed in maniera specifica per la regione Calabria, la legge regionale n° 18 in data 30 maggio 1983, cui ha fatto seguito anche la circolare regionale n° 22622 dell'11/12/1984 inviata a tutti i sindaci della Regione, ha intestato al vertice amministrativo comunale specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti volti al perfezionamento degli espropri per pubblica utilità. Inoltre, sotto la vigenza del R.D. n. 383/1934, questi era il capo dell'Amministrazione e, come tale, responsabile diretto degli affari del comune, titolare di un dovere di sovrintendenza sul funzionamento dei servizi e degli uffici, ed aveva anche la competenza ad emettere tutti i provvedimenti aventi rilevanza esterna, non riservati alla giunta o al consiglio.
Vanno individuate precise responsabilità nel comportamento del sindaco in carica nell'arco temporale in cui avrebbe dovuto essere definito il procedimento espropriativo; in particolare, suddetta responsabilità trova fondamento nei compiti di vigilanza e coordinamento degli uffici comunali pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a legislazione vigente pro-tempore ( art. 151 n. 9 RD 4.2.1915 n.148, art 3 legge n 142/1990 e normativa regionale attributiva di una specifica competenza in materia, art.19 legge regionale 30.5.1983 n. 18, cui ha fatto seguito la circolare regionale n. 226222 dell'11.12.1984).
L'art. 20 della L.R. n. 18/1993 determina che non sia conferente una delega da parte della giunta al presidente, essendo la competenza già individuata nella legge in capo a quest'ultimo. In secondo luogo, suddetta delega regola un vero e proprio trasferimento di competenze che attribuisce al vertice dell'ente i poteri decisionali di intervento. Ciò non può non determinare consequenzialmente la possibilità di una delega da parte del vertice dell'ente ad un proprio assessore.
Tutta la legislazione vigente (ratione temporis), l. n. 2359/1865, l. n. 865/1971, l. n. 1/1978, D.P.R. 616/1977, art. 106 nonché l.r. n. 18/1983, cui ha fatto seguito anche la circolare regionale n° 22622 dell'11/12/1984, ha intestato al vertice amministrativo comunale specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti volti al perfezionamento degli espropri per pubblica utilità. Proprio in adesione a detta disciplina, la giurisprudenza conta... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; uniforme nel dichiarare la responsabilità amministrativa dei sindaci che, in violazione all'art.13 della l. 2359/1865, dell'art. 20 della l. 865 del 1971 e, per quanto riguarda la regione Calabria, in violazione della l. 18/1983, facciano decorrere inutilmente i termini della procedura espropriativa.
Tutta la legislazione vigente (ratione temporis), l. n. 2359/1865, l. n 865/1971, l. n. 1/1978, D.P.R. 616/1977, art. 106 nonché l.r. n. 1871983, cui ha fatto seguito anche la circolare regionale n° 22622 dell'11/12/1984 ha intestato al vertice amministrativo comunale specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti volti al perfezionamento degli espropri per pubblica utilità. Proprio in adesione a detta disciplina, la giurisprudenza contabile è uniforme nel dichiarare la responsabilità amministrativa dei sindaci e dei tecnici che, in violazione all'art.13 della l. 2359/1865, dell'art. 20 della l. 865 del 1971 e, per quanto riguarda la regione Calabria, in violazione della l. 18/1983, facciano decorrere inutilmente i termini della procedura espropriativa.
Nella materia delle espropriazioni per pubblica utilità, le competenze dalla legge (vigente all'epoca dei fatti, legge n. 2359/... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... n. 865/1971, legge n. 1/1978, D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616, il cui art. 106 nonché alla legge regionale n. 18 del 30 maggio 1983, il cui art. 19, comma 1), attribuite al capo dell'amministrazione locale per un tempestivo perfezionamento procedimenti ablativi, assumono un rilievo tanto determinante da configurare, in caso di un danno erariale indiretto, sia il nesso di causalità tra la condotta omissiva e il pregiudizio patrimoniale patito dall'ente, sia l'elemento soggettivo della colpa grave.
Alla luce della legislazione (vigente ratione temporis), in materia di espropri (L n. 2359/1865; R.D. n. 383/1934, L. n.865/71; L. n. 1/1978; L. R. n. 18/1983, circolare regionale n.18173/1983 e circolare n. 22622/1984), che ha intestato al vertice amministrativo comunale specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti volti al perfezionamento degli espropri per p.u., per le opere pubbliche Comunali, il Sindaco, qualora non porti a compimento le procedure espropriative in atto, si rende inadempiente rispetto ad un dovere normativamente previsto. Al riguardo, la giurisprudenza contabile è univoca nell'affermare la responsabilità amministrativa dell'organo di vertice dell'amministrazione che in violazione dell'art. 13 della l. n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... e dell'art. 20 della l. 865/1971 e dell'art. 20 della l. r. n.18/1983 faccia decorrere inutilmente i termini della procedura ablativa.
In ipotesi di danno conseguente al mancato compimento del procedimento nei termini fissati, la responsabilità del sindaco trova fondamento nei compiti di vigilanza e coordinamento degli uffici comunali previsti dalla legislazione vigente (art. 151 n. 9 RD 4.2.1915 n.148 e normativa regionale attributiva di una specifica competenza in materia - art.19 L.R. 30.5.1983 n. 18-, cui ha fatto seguito la circolare regionale n. 226222 dell'11.12.1984.), che avrebbe imposto l'adozione di direttive ed adeguati atti di impulso anche attraverso la preventiva ricognizione delle procedure espropriative giacenti e la vigilanza sulle medesime. L'assoluta inerzia mantenuta dal sindaco, in relazione ai contenuti dell'obbligo di servizio violato, integra pertanto gli estremi della colpa grave.
Secondo l'orientamento ormai consolidato, la potestà provvedimentale era ed è strettamente riservata all'organo politico, sia prima che dopo l'entrata in vigore del nuovo ordinamento delle autonomie locali, in qualità di rappresentante del vertice dell'amministrazione (sindaco). Ciò trova conferma in tutta la le... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vigente (ratione temporis), in materia di espropri (Legge fondamentale n. 2359/1865; Legge n.865/71; Legge n. 1/1978; Legge regionale n. 18/1983, circolare regionale del 15.11.1983 n.18173 e circolare n. 22622 dell'11.12.1984), che ha intestato al vertice amministrativo comunale e provinciale specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti volti al perfezionamento degli espropri per pubblica utilità.
In base alla legislazione (vigente ratione temporis) di cui alla legge n° 2359/1865, legge n° 865/1971, legge n° 1/1978, D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616, art. 106 nonché alla legge regionale n° 18 del 30 maggio 1983, cui ha fatto seguito anche la circolare regionale n° 22622 dell'11/12/1984, si devono necessariamente configurare in capo ai sindaci oggettivi obblighi di vigilanza ed impulso per il tempestivo perfezionamento delle procedure espropriative, doveri che se non correttamente adempiuti configurano senz'altro una condotta omissiva connotata dall'elemento soggettivo della colpa grave.
In base alla legislazione vigente ratione temporis, legge n. 2359/1865, legge n. 865/1971, legge n. 1/1978, D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616, nonché legge regionale n° 18 del 30 maggio 1983, cui ha fatto segu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a circolare regionale n° 22622 dell'11/12/1984, si deve necessariamente configurare in capo ai sindaci oggettivi obblighi di vigilanza ed impulso per il tempestivo perfezionamento delle procedure espropriative, doveri che se non correttamente adempiuti senz'altro configurano una condotta omissiva connotata dall'elemento soggettivo della colpa grave.
Contemperando le disposizioni riguardo alle competenze del sindaco in materia di esproprio applicabili ratione temporis ( L. n. 2359/1865, L. n. 865/1971, L. n. 1/1978, D.P.R. 616/1977, nonché L.R. n. 18/1983), con il principio della separazione delle competenze introdotto dalla legge di riforma delle autonomie locali (L. n. 142/1990), si ha che non poteva certo richiedersi al sindaco alcun dovere di occuparsi del singolo passaggio procedimentale o della materiale redazione del provvedimento occorrente al completamento dell'iter espropriativo, competenze che, ovviamente, spettavano agli organi tecnici, ma si doveva invece pretendere un suo controllo sul loro operato.
Per il danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento va affermata la responsabilità del sindaco che sia rimasto inerte, ravvisandosi gli estremi della colpa grave, in virtù del compito di vigilanza e co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... degli uffici comunali previsto dalla legislazione vigente all'epoca (art. 151 n, 9 RD 4.2.1915 n.148), ed in virtù della normativa regionale attributiva di una specifica competenza in materia ( art.19 L.R. n. 18/1983 e circolare regionale n. 226222 dell'11.12.1984), che avrebbe imposto l'adozione di direttive ed adeguati atti di impulso anche attraverso la preventiva ricognizione delle procedure espropriative giacenti e vigilanza sulle medesime.
Alla luce della L. n. 142/1990 e della normativa regionale di cui alle L. n. 31/1975 e L. n. 18/1983, in relazione alla quale la Regione ha adottato la circolare 15 novembre 1983 n.18173, è ravvisabile il connotato antigiuridico della condotta tenuta nella vicenda dal sindaco che ha omesso di provvedere, ove necessario sollecitando l'assessore e gli uffici competenti in caso di inerzie e ritardi, all'adozione degli atti della procedura espropriativa (determinazione delle indennità, pagamento in caso di accettazione e di cessione volontaria deposito presso la Cassa DD.PP.), nel quinquennio di validità della dichiarazione di p.u. dell'opera, perdurando ancora l' occupazione legittima delle aree private.
Nel quadro normativo di cui al DPR n.8/1972 e L.r. Calabria N. 31/1975 ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ai Comuni tutti gli atti "preparatori ed esecutivi" nell'ambito dei procedimenti espropriativi finalizzati alla realizzazione di opere di esclusiva spettanza comunale. Ne consegue che è gravemente negligente la condotta del Sindaco che, in ipotesi di mancata conclusione del procedimento una volta occupato il bene, non abbia richiesto all'organo regionale gli ulteriori adempimenti necessari per la definizione amministrativa della procedura espropriativa con l'emanazione del decreto definitivo di esproprio e l'acquisizione dei beni al patrimonio dell'Ente.
Con riferimento alla legge n. 2359/654, legge n. 8654/71, legge 1/78, legge regionale Calabria n. 18/93, applicabili ratione temporis, deve riconoscersi la responsabilità del Sindaco per i danni conseguenti a ritardi nella definizione delle procedure espropriative. Deve infatti riconoscersi la sussistenza del nesso di causalità con l'evento e della colpa grave nella condotta del Sindaco che non abbia posto in essere gli atti dovuti volti alla definizione della pratica espropriativa.
Alla luce delle disposizioni legislative vigenti ratione temporis in materia di espropri (legge n.2359/1865, legge n.865/71, DPR n.616/1977, legge regionale Calabria n.31/75, legge n.1/1978) e del T.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...febbraio 1915 n.148 i sindaci, in presenza di comportamenti omissivi e negligenti rispetto agli adempimenti previsti da specifiche norme giuridiche, sono responsabili del mancato perfezionamento delle procedure espropriative da essi intraprese nei termini previsti da specifici obblighi giuridici.
Nella materia delle espropriazioni per pubblica utilità, le competenze dalla legge (legge n° 2359/1865, legge n° 865/1971, legge n° 1/1878, legge regionale Calabria n° 18 in data 30 maggio 1983), attribuite al capo dell'amministrazione locale per un tempestivo perfezionamento dei procedimenti ablativi assumono un rilievo tanto determinante da configurare, in caso di un danno erariale indiretto, sia il nesso di causalità tra la condotta omissiva e il pregiudizio patrimoniale patito dall'ente, sia l'elemento soggettivo della colpa grave.
Alla luce della normativa di cui alla L. n. 865/71 che ha attribuito direttamente ai Comuni i poteri di espropriazione per l'acquisizione di aree dai titolari da destinare alla realizzazione degli interventi di edilizia compresi negli strumenti di programmazione pluriennale (art.35 e 38) e della L.R. Regione Calabria n.18/83, spettava al Sindaco e al consiglio comunale l'adozione degli atti def... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... procedimenti di esproprio, tra cui la determinazione ed il pagamento delle relative indennità ai legittimi proprietari, con l'effetto che in caso di danno erariale indiretto conseguente alla mancata conclusione del procedimento, può configurarsi il nesso di causalità tra la condotta omissiva del sindaco e il pregiudizio patrimoniale patito dall'ente.
Le competenze dalla legge attribuite al capo dell'amministrazione locale ai fini di un tempestivo perfezionamento dei procedimenti espropriativi (legge n° 2359/1865, legge n° 865/1971, legge n° 1/1878, legge regionale - regione Calabria - n° 18 in data 30 maggio 1983), assumono un rilievo senz'altro determinante, con l'effetto che in caso di un danno erariale indiretto ben può configurarsi il nesso di causalità tra la condotta omissiva del convenuto sindaco e il pregiudizio patrimoniale patito dall'ente.
Al Sindaco sono state espressamente attribuite determinate funzioni e compiti in materia espropriativa a partire dalla leggi n.2359 del 1865, legge n.865 del 1971, legge n.1 del 1978, ed a livello regionale, dalle L.R. Calabria n.31 del 1975 e n.18 del 1983, cui hanno fatto seguito la circolare n.18173 del 15.11.1983, relativa alla attuazione delle del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nti locali e le circolari n. 22622 dell'11.12.1984 e n.725 del 27.1.1987, contenenti disposizioni applicative in ordine alla determinazione delle indennità per gli espropri regionali a seguito delle sentenze della Corte Costituzionale n.5 del 1980 e n.223 del 1983.
Alla luce della normativa statale (DPR 616/1977 e TU n. 148/1915 applicabile ratione temporis) e regionale (nel caso di specie L.R. Calabria n. 31/1975 e n. 18/1983), il Sindaco esercita poteri di impulso, coordinamento, di indirizzo e di controllo sul funzionamento dei servizi, degli uffici e sull'esecuzione degli atti, per il cui esercizio può ricorrere all'adozione di direttive; ne consegue, in caso di omessa conclusione del procedimento, la responsabilità dei soggetti che hanno ricoperto la carica di sindaco durante il periodo utile per il perfezionamento della procedura esprpriativa.
Il Sindaco risponde della mancata conclusione del procedimento, seppur quest'ultimo abbia avuto inizio in data antecedente l'entrata in vigore della L.R. Calabria n. 18/1983, qualora la delega contenuta nell'art. 19 della citata norma sia comunque divenuta operativa quando il termine per la definizione del procedimento era tutt'altro che spirato.
Alla luce della normat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...abile ratione temporis) di cui alla L. n. 2359/1865, L. n. 865/1971, L. n. 1/1978, L.R. n. 18 in data 30 maggio 1983 e circolare regionale n° 22622 dell'11/12/1984, nonché art. 151 del T.U.L.C.P. n. 148/1915, sono attribuite al sindaco specifiche ed esclusive competenze ai fini di un tempestivo perfezionamento dei procedimenti espropriativi. con l'effetto che in caso di un danno erariale indiretto ben può configurarsi il nesso di causalità tra la condotta omissiva del sindaco e il pregiudizio patrimoniale patito dall'ente.
L'art. 19 della L.R. Calabria n. 18/1983 non pone alcun divieto al Sindaco di delega agli assessori; nel contempo la responsabilità di quest'ultimi, che potrebbe derivare dall'esercizio delle funzioni delegate, non esclude quella del Sindaco, atteso che la delega conferita opera sul piano organizzatorio per cui il delegante conserva i propri poteri di direttiva, impulso e sorveglianza.
Alla luce del regime di cui alla L. n. 2359/1865, L. n. 865/1971, L. n. 1/1978 e L.R. Regione Calabria n. 18/1983, sono intestate al sindaco specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti occorrenti alla definizione degli espropri per pubblica utilità, con l'effetto che in caso di un danno ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...diretto ben può configurarsi il nesso di causalità tra la condotta omissiva del sindaco e il pregiudizio patrimoniale patito dall'ente.
Il trasferimento delle competenze in favore del Sindaco prevista dalla LR. Calabria n. 18/1983, non integra una sua competenza esclusiva che dovrebbe essere esercitata personalmente, sia perché la stessa legge 18/1983 cit. non pone alcun divieto di delega agli assessori, sia perché la medesima non può abrogare la normativa statale in tema di delega di funzioni dal Sindaco agli assessori nell'ambito dei poteri di autorganizzazione dell'Ente.
Alla luce del regime di cui alla L. n. 2359/1865, L. n. 865/1971, L. n. 1/1978 e L.R. Regione Calabria n. 18/1983, sono intestate al sindaco specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti occorrenti alla definizione degli espropri per pubblica utilità, con l'effetto che in caso di un danno erariale indiretto ben può configurarsi il nesso di causalità tra la condotta omissiva del sindaco e il pregiudizio patrimoniale patito dall'ente.
Alla luce del regime (applicabile ratione temporis), di cui alla L. n. 2359/1865, L. n. 865/1971, L. n. 1/1978 e L.R. Regione Calabria n. 18/1983, sono intest... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...aco specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti occorrenti alla definizione degli espropri per pubblica utilità, con l'effetto che in caso di un danno erariale indiretto conseguente a mancata conclusione del procedimento, ben può configurarsi il nesso di causalità tra la condotta omissiva del sindaco e il pregiudizio patrimoniale patito dall'ente.
La delega prevista dall'art. 19 della L.R. Calabria n. 18/1983, comportando un trasferimento di competenze in favore del Sindaco quale rappresentante pro-tempore del Comune non integra una competenza esclusiva spettante al medesimo da esercitare personalmente; la stessa legge 18/1983 non pone alcun divieto di delega agli assessori e non può abrogare la normativa statale in tema di delega di funzioni dal Sindaco agli assessori nell'ambito dei poteri di autorganizzazione dell'Ente.
Sulla base della normativa di cui alla L.r. n. 18/1983, art. 19, che delega i sindaci all'esercizio delle funzioni amministrative in materia di espropriazione per pubblica utilità, nonché alla luce del R.D. 4.2.1915 n.148 art. 151 (applicabile ratione temporis), il sindaco è responsabile del danno conseguente alla mancata conclusione della procedura espropria... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
L'art. 19 della L.R. n. 18/1993 della Regione Calabria prevede espressamente la delega del presidente della Regione ai sindaci dell'esercizio delle funzioni amministrative in materia di espropriazione per pubblica utilità; si tratta di un'attribuzione specifica del sindaco delegabile all'assessore competente non per mezzo dell'ordinaria ripartizione dei compiti ma unicamente seguito di specifica delega rilasciata "intuito personae" su base esclusivamente fiduciaria, con correlata responsabilità concorrente del delegato e del delegante.
In virtù dell'art. 19, comma 1, della legge regionale Calabria n. 18/1983, che delega i sindaci all'esercizio delle funzioni amministrative in materia di espropriazione per pubblica utilità, va affermata la responsabilità dei sindaci in carica nel periodo utile alla definizione della procedura espropriativa, in quanto detentori di una propria competenza in materia.
Nel sistema normativo di cui alla L. n. 2359/1865, L. n. 865/1971, L. n. 1/1978, art. 151 T.U.L.C.P. n. 148/1915 e, nel caso di specie L.R. Calabria n. 18/1983, applicabile ratione temporis, il sindaco, quale vertice dell'Amministrazione locale, aveva in linea generale l'incarico e l'obbligo di dirigere ed indiri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ersi uffici comunali nonché specifiche ed esclusive competenze per l'adozione dei provvedimenti volti al perfezionamento di espropri per pubblica utilità; lo stesso è pertanto responsabile del danno conseguente alla mancata conclusione della procedura, sussistendo il connotato antigiuridico della condotta omissiva tenuta e il nesso di causalità con l'evento dannoso.
La LR. Calabria n. 18/1983, art. 19 comma 1, ha espressamente previsto che "l'esercizio delle funzioni amministrative del Presidente della Giunta regionale in materia di espropriazione, per pubblica utilità, relativamente alle opere ed ai lavori la cui esecuzione è di spettanza dei Comuni, è delegato ai sindaci degli stessi". Trattasi di attribuzione specifica del sindaco, che non può venir meno con la nomina dell'assessore ai lavori pubblici operata collegialmente dalla giunta mediante la delibera di assegnazione dei compiti tra i suoi componenti.
Nel sistema normativo di cui alla L. n. 2359/1865, L. n. 865/1971, L. n. 1/1978, T.U.L.C.P. n. 148/1915 – art. 151 e, nel caso di specie, LR Calabria n. 18/1983, sussiste responsabilità amministrativa del sindaco per il danno erariale indiretto conseguente all'omessa conclusi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rocedura espropriativa, potendosi configurare il nesso di causalità tra la sua condotta omissiva e il pregiudizio patrimoniale patito dall' Ente nonché la sussistenza della colpa grave rispetto al dovere di impartire direttive all'apparato amministrativo.
In virtù dell'art. 19, comma 1, della legge regionale Calabria n. 18/1983, la specifica attribuzione conferita al sindaco in materia di procedura espropriativa, non può venir meno con la semplice ripartizione dei compiti tra i diversi assessori; alla luce di tale norma va esclusa la responsabilità degli assessori derivante da omessa conclusione della procedura che non siano specificamente delegati al ramo.
Va dichiarata la responsabilità amministrativa del sindaco che, in violazione all'art.13 della l. 2359/1865 e dell'art. 20 della l. 865/1971 e, per quanto riguarda la regione Calabria, in violazione della l. 18/1983, faccia decorrere inutilmente i termini dell'occupazione temporanea con conseguente illegittimità della procedura espropriativa. Deve riconoscersi infatti allo stesso, sotto la vigenza della citata legislazione in materia di espropri e del R.D. n. 383/1934 la posizione di capo della Amministrazione oltre che la competenza ad emettere tu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...edimenti aventi rilevanza esterna, non riservati alla giunta o al consiglio, tra cui quelli volti al perfezionamento di espropri per pubblica utilità.
In Calabria è responsabile il sindaco per le espropriazioni.
In Calabria, ai sensi della LR 18/1983 l'esercizio delle funzioni amministrative in materia di espropriazione relativamente alle opere di spettanza dei Comuni spettava ai sindaci, i quali potevano demandarle agli assessori solo con espressa delega.
RESPONSABILITÀ CONTABILE --> SOGGETTI --> SOGGETTI PASSIVI --> DISTINZIONE TRA POLITICI E TECNICI --> SINDACO --> IN CAMPANIA
Al fine di individuare il connotato antigiuridico della condotta imputata ai sindaci campani, trattandosi della specifica materia delle espropriazioni per causa di pubblica utilità, trova applicazione la normativa regionale recata dalle leggi 19 aprile 1977, n. 23 (artt.1 e 2) e 31 ottobre 1978 n. 51 (art. 39) con cui la Regione Campania sub-delegò ai comuni le funzioni amministrative in materia di espropriazioni per causa di pubblica utilità.
In Campania, al fine di individuare il connotato antigiuridico della condotta imputata al sindaco nella specifica materia delle... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ioni per causa di pubblica utilità, trova senz'altro applicazione la normativa regionale recata dalle leggi 19 aprile 1977, n. 23 (artt. 1 e 2) e 31 ottobre 1978 n. 51 (art.39) con cui la Regione Campania sub-delegò ai comuni le funzioni amministrative in materia di espropriazioni per causa di pubblica utilità.
Alla luce delle disposizioni della legge n. 142/1990, il cui art.36 -modificato poi dall'art. 12 della l. 25 marzo 1993 n.81- ha confermato l'attribuzione al sindaco, in quanto organo politico e nel contempo vertice dell'apparato amministrativo comunale e di questo complessivamente responsabile, dell'obbligo di vigilare e di sovrintendere al funzionamento dei servizi e degli uffici ed all'esecuzione degli atti, e delle leggi regionali 19 aprile 1977, n. 23 (artt. 1 e 2) e 31 ottobre 1978, n. 51 (artt. 37 e 39), sussistono a carico del Sindaco precisi obblighi di vigilanza e di sovrintendenza degli uffici comunali e specifiche competenze in materia di espropriazioni per causa di pubblica utilità.
Nel settore specifico delle espropriazioni per causa di pubblica utilità – trova applicazione la normativa regionale recata dalle leggi 19 aprile 1977, n. 23 (artt.1 e 2) e 31 ottobre 1978 n.51 (artt.37 e 39), ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...Regione Campania ha sub-delegato ai Comuni le funzioni amministrative in materia di espropriazioni per causa di pubblica utilità finalizzate all'esecuzione di lavori pubblici e di opere di pubblico interesse, già oggetto di trasferimento dallo Stato alla Regione con l'art.3 del d.P.R.15 gennaio 1972 n. 8. Detta normativa regionale ha altresì individuato espressamente nel Sindaco (art.2 ) l'organo comunale competente in ordine all'adozione degli atti della procedura espropriativa.
Alla luce della normativa di cui alla L. n. 142/1990, del d.lgs.vo 267/2000 e, nella specifica materia delle espropriazioni per causa di pubblica utilità, della normativa regionale recata dalle leggi 19 aprile 1977, n. 23 (artt. i e 2) e 31 ottobre 1978, n. 51 (artt. 37 e 39), sussistono, a carico del sindaco oltre ai precisi obblighi di vigilanza e di sovrintendenza degli uffici comunali, specifiche competenze; la condotta omissiva del Sindaco, in vicenda ablativa di cui abbia avuto specifica conoscenza, deve pertanto ritenersi antigiuridica.
La responsabilità per danni discendenti dal mancato compimento di procedura espropriativa trova fondamento nel quadro normativo che delinea le funzioni del sindaco quale organo di vertice dell'ammini... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...omunale, i cui compiti sono fissati dalle norme di settore, in particolare dall'art. 142 TULCP n. 148 del 1915, ribadito dal vigente art. 50 del TUEL 267/2000, con riguardo al dovere di sovraintendere alle attività degli uffici e dei funzionari dipendenti. Trattandosi poi della specifica materia delle espropriazioni per causa di pubblica utilità, trova senz'altro applicazione la normativa regionale recata dalle leggi 19 aprile 1977, n.23 (artt.1 e 2) e 31 ottobre 1978 n.51 (art.39).
La L. n. 142/1990 ha introdotto la fondamentale distinzione tra competenze e responsabilità degli organi politici e competenze e responsabilità gestionali dei dirigenti degli uffici; tuttavia l'art.36 - modificato poi dall'art. 12 della L. n. 81/1993 - ha confermato l'attribuzione al sindaco, in quanto organo politico e nel contempo vertice dell'apparato amministrativo e di questo complessivamente responsabile- dell'obbligo di vigilare e di sovrintendere al funzionamento dei servizi e degli uffici ed all'esecuzione degli atti, attribuzioni già presenti nel precedente ordinamento e disciplinate dal combinato disposto degli artt. 142 e 151 del T.U.L.C.P. del 1915 e più di recente riaffermate con d.lgs. n. 267/2000 (art. 50, commi I e 2). Vertendo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ecifica materia delle espropriazioni per causa di pubblica utilità, trova applicazione anche la normativa regionale recata dalle leggi 19 aprile 1977, n. 23 (artt. 1 e 2) e 31 ottobre 1978, n. 51 (artt. 37 e 39).
La responsabilità dei Sindaci (succedutisi nel tempo) per il danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento, non rimane certamente elisa dalla vigenza del nuovo criterio di riparto delle competenze, permanendo in capo a questi il ruolo di vertice dell'apparato amministrativo comunale con l'obbligo di vigilare e di sovrintendere al funzionamento dei servizi e degli uffici e all'esecuzione degli atti (attribuzioni già nel precedente ordinamento disciplinate dal combinato disposto degli art.142 e 151 del T.U.L.C.P. del 1915 ed ancora riaffermata con D.lgvo n.267 del 2000 all'art.50, commi 1 e 2). La responsabilità amministrativo - contabile non rimane esclusa, d'altra parte, proprio in forza della peculiarità del settore specifico di intervento - espropriazioni per causa di pubblica utilità – nel quale trova applicazione anche la normativa regionale recata dalle leggi 19 aprile 1977, n. 23 (artt.1 e 2) e 31 ottobre 1978 n.51 (artt.37 e 39).
Alla luce della L. n. 142/1990 e L. n. 81/1... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...caso di specie artt. 1 e 2 L.R. Campania n. 23/1977), deve qualificarsi come antigiuridica la condotta tenuta dai sindaci che abbiano omesso di provvedere all'adozione degli atti necessari alla definizione, entro i termini legali, del procedimento espropriativo.
In base alla normativa antecedente alla L. n. 142/1990 e di cui alle leggi 19 aprile 1977, n.23 e 31 ottobre 1978 n.51, Regione Campania, il Sindaco è responsabile dei danni conseguenti alla mancata conclusione del procedimento.
Alla luce della normativa nazionale (L. n. 142/1990 e regionale L. R. Regione Campania 19 aprile 1977, n.23 (artt.1 e 2) e 31 ottobre 1978 n.51 (artt.37 e 39) applicabile ratione temporis, il Sindaco è responsabile dell'omessa conclusione del procedimento.
Alla luce della L. n. 142/1990 e della la normativa regionale recata dalle L. n. 23 del 1977 (artt.1 e 2) e n. 51 del 1978 (art.39) della Regione Campania, è indiscutibile il connotato antigiuridico della condotta tenuta dal sindaco che, dopo avere emanato il decreto di occupazione, abbia omesso di provvedere, ove necessario sollecitando l'assessore e gli uffici competenti in caso di inerzie e/o ritardi, all'adozione dei successivi atti della procedura espropriativa, al fine di c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la tempestiva definizione con l'emanazione del provvedimento finale ablatorio (in mancanza, ovviamente, di cessione volontaria).
Alla luce della normativa statale e regionale di cui alla Legge Regione Campania 19 aprile 1977, n.23 (artt.1 e 2) e 31 ottobre 1978 n.51 (art.39), applicabile ratione temporis, il Sindaco risponde del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento per il quale, stando la disponibilità delle risorse finanziarie ben avrebbe potuto procedere al deposito delle somme non accettate presso la Cassa DD.PP, onde pervenire al trasferimento coattivo della proprietà.
Nella materia espropriativa per causa di pubblica utilità connessa ad un programma di localizzazione di interventi di edilizia residenziale pubblica trova applicazione la normativa con cui la Regione Campania ha subdelegato ai Comuni (L.r. n. 43/1977 e n. 51/1978) le funzioni amministrative già oggetto di trasferimento dallo Stato alla Regione ai sensi dell'articolo 3 della d.p.r. 15 gennaio 1972; spetta pertanto al sindaco esercitare le funzioni amministrative del Presidente della giunta regionale ed adottare ogni provvedimento volto alla realizzazione dell'opera con conseguente sua responsabilità per i danni conseguenti a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne illegittima.
Alla luce della L. n. 142/1990 e L. n. 81/1993 (e nel caso di specie art. 2 L.R. Campania n. 23/1977), che hanno confermato in capo al sindaco, quale vertice dell'apparato burocratico comunale, la funzione di vigilare e di sovrintendere sui servizi ed uffici al fine di assicurare il necessario raccordo tra sfera politico-decisionale e sfera burocratico-gestionale, deve qualificarsi come antigiuridica la condotta tenuta dai sindaci che, dopo l'emanazione del decreto di occupazione, abbiano omesso di provvedere all'adozione dei successivi atti onde assicurarne la definizione, entro i termini legali, del procedimento.
Trattandosi della specifica materia delle espropriazioni per causa di pubblica utilità, trova applicazione la normativa regionale campana recata dalle leggi 19 aprile 1977 n° 23 e 31 ottobre 1978 n° 51, intesa a delegare ai Comuni le funzioni amministrative nell'ambito delle procedure promosse ai sensi della L. n. 865/1971. La competenza in ordine all'adozione degli atti della procedura espropriativa ricade sul sindaco, in ragione anche dell'ampio mandato conferitogli dal caso di specie dal consiglio comunale che gli imponevano obblighi precisi al fine di portare a termine la procedura entro il termine previ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Trattandosi della specifica materia delle espropriazioni per causa di pubblica utilità, va richiamata la puntuale normativa regionale campana recata dalle leggi 19 aprile 1977 n° 23 e 31 ottobre 1978 n° 51, intesa a delegare ai Comuni le funzioni amministrative nell'ambito delle procedure promosse ai sensi della legge 22 ottobre 1971 n° 865. In tale sede, come può desumersi dall'art. 2 legge n° 23 del 1977, trova espressa regolamentazione l'esclusiva competenza dei sindaci a emettere i provvedimenti inerenti alle procedure in questione, con la conseguenza che ne deve essere affermata la responsabilità.
In Campania trova applicazione la specifica normativa regionale recata dalle leggi 19 aprile 1977, n.23 e 31 ottobre 1978 n.51 con cui la Regione ha subdelegato ai comuni le funzioni amministrative in materia di espropriazioni disposte ai sensi della legge 22 ottobre 1971 n.865. L'art.2 della predetta l. r. n.23 del 1977 attribuisce espressamente ai sindaci la competenza ad emettere i provvedimenti della procedura ablatoria.
Prima della legge 142/90, l'emanazione del decreto di esproprio in Campania, per effetto delle deleghe regionali, era di esclusiva competenza del Sindaco: agli uffici burocratici spett... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...compiti di natura tecnica privi di rilevzana esterna.