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Timestamp: 2019-12-07 06:30:29+00:00
Document Index: 174668461

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 38', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 34', 'art.5', 'art. 6']

Regione Abruzzo: Legislazioni a favore dei Sordi | Storia dei Sordi
Santuario della Madonna delle Grazie di Monteodorisio (Chieti)	Informazioni utili sull’invalidità civile per la sordità.
Regione Abruzzo: Legislazioni a favore dei Sordi
Pubblicato il Apr 26, 2006 in Regioni
Assistenza scolastica: Intervento della Regione Abruzzo per la realizzazione della scuola a domicilio. Regione Abruzzo. Legge Regionale n.70 del 14-09-1999. Fonte: Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo n.37 del 24 settembre 1999
La Regione Abruzzo, in ottemperanza anche a quanto stabilito dalla legge 104/92, e in considerazione che il diritto all’educazione e all’istruzione non può venire meno per cause dovute a difficoltà di apprendimento, né da altre difficoltà, legate a disabilità, che impediscono ai bambini della scuola dell’obbligo di frequentare, intende realizzare la scuola a domicilio.
La scuola a domicilio è rivolta ai bambini che frequentano la scuola dell’obbligo, e che, a causa di malattie di particolare gravità sono costretti ad assentarsi da scuola per periodi superiori a trenta giorni.
Per attivare gli insegnamenti a domicilio, rivolto ai soggetti di cui all’art. 2, i familiari fanno domanda alla scuola frequentata, corredando la domanda da certificazione del medico curante attestante la impossibilità a frequentare la scuola, per periodi superiori a trenta giorni.
L’Istituto scolastico interessato trasmette al Servizio Sicurezza Sociale della Giunta regionale dell’Abruzzo copia della domanda e propone un piano operativo per l’attuazione del servizio di scuola a domicilio.
Nel piano devono essere indicati:
– il metodo di insegnamento prescelto;
– il numero dei docenti previsti;
– i mezzi tecnici di videocomunicazione eventualmente necessari;
– la somma complessiva da impegnare per l’attuazione del servizio.
Il Servizio Sicurezza Sociale della Giunta regionale, entro 10 giorni dalla richiesta, con atto dirigenziale decide nel merito ed:
a. – autorizza il servizio di scuola a domicilio;
b. – impegna la somma necessaria nei limiti del fondo di cui al successivo art. 6;
c. – autorizza la corresponsione di un’anticipazione pari al 70% della somma impegnata.
Una decisione dirigenziale negativa o parzialmente negativa deve
essere adeguatamente motivata.
L’erogazione delle spese autorizzate è effettuata a consuntivo con ordinanza del Dirigente del Servizio previa valutazione della endicontazione documentata.
Agli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge, valutati
per l’anno 1999 in £. 200.000.000 si provvede utilizzando quota parte dello stanziamento iscritto al Cap. 71520 dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’esercizio in corso. ARTICOLO 7
Assistenza scolastica e servizi sociali e d’intepretariato: Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2003 e pluriennale 2003 – 2005 della Regione Abruzzo (legge finanziaria regionale 2003). Regione Abruzzo. Legge Regionale n.7 del 17-04-2003. Pubblicata nel bollettino ufficiale della Regione Abruzzo n. 50 del 30 aprile 2003
Modifiche, integrazioni ed abrogazioni di leggi regionali
1. Il titolo della L.R. 14 settembre 1999, n. 70 viene così modificato: “Intervento della Regione Abruzzo per la realizzazione della scuola a domicilio e per l’inserimento e l’integrazione sociale delle persone disabili.”
2. All’art. 1, comma 1, aggiungere, dopo scuola a domicilio “e garantire il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona handicappata, promuovendone la piena integrazione nella famiglia, nella scuola e nella società.”.
3. All’art. 2 della L.R. 14 settembre 1999, n. 70 è aggiunto il seguente comma 2:
“2. Hanno diritto alle prestazioni previste dalla presente legge tutte le persone disabili in relazione alla natura ed alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua ed alla efficacia delle terapie riabilititative”
4. Alla L.R. 14 settembre 1999, n. 70 viene aggiunto il seguente art. 4 bis:
“4/bis Inserimento ed integrazione sociale
1. L’inserimento e l’integrazione sociale della persona handicappata si realizzano mediante:
b) servizi di aiuto personale alla persona handicappata in temporanea o permanente grave limitazione dell’autonomia personale;
c) interventi diretti ad assicurare l’accesso agli edifici pubblici e privati e ad eliminare o superare le barriere fisiche e architettoniche che ostacolano i movimenti nei luoghi pubblici o aperti al pubblico;
d) provvedimenti che rendano effettivi il diritto all’informazione e il diritto allo studio della persona handicappata, con particolare riferimento alle dotazioni didattiche e tecniche, ai programmi, a linguaggi specializzati, alle prove di valutazione e alla disponibilità di personale appositamente qualificato, docente e non docente;
g) provvedimenti che assicurino la fruibilità dei mezzi di trasporto pubblico e privato e l’organizzazione di trasporti specifici;
i) organizzazione e sostegno di comunità alloggio, case-famiglia e analoghi servizi residenziali inseriti nei centri abitati per favorire la deistituzionalizzazione e per assicurare alla persona andicappata, priva anche temporaneamente di un’idonea sistemazione familiare, naturale o affidataria, un ambiente di vita adeguato;
l) istituzione o adattamento di centri socioriabilitativi ed educativi diurni, a valenza educativa, che perseguano lo scopo di rendere possibile una vita di relazione a persone temporaneamente o permanentemente handicappate, che abbiano assolto l’obbligo scolastico, e le cui verificate potenzialità residue non consentano idonee forme di integrazione lavorativa. Gli standard dei centri socio-riabilitativi sono definiti dal Ministro della sanità, di concerto con il Ministro per gli affari sociali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano di cui all’art. 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
m) organizzazione di attività extrascolastiche per integrare ed estendere l’attività educativa in continuità ed in coerenza con l’azione della scuola,
n) sostegno finanziario alle famiglie. Le modalità del sostegno sono individuate con apposito regolamento da emanare, previo parere della competente commissione consiliare, di concerto tra gli assessorati competenti, entro il termine categorico di 90 gg. all’entrata in vigore delle presenti norme. La mancata emanazione del regolamento comporta l’esercizio del potere sostitutivo da parte del Presidente della Giunta regionale;
o) istituzione regolamentata dalla Giunta di un Centro di ricerche e documentazione sul trasferimento delle buone prassi, anche con il supporto delle Università abruzzesi”.
5. Alla L.R. 14 settembre 1999, n. 70 viene aggiunto il seguente art. 4 ter:
“4/ter Servizio di aiuto personale
1. Il servizio di aiuto personale, che può essere istituito dai comuni o dalle unità sanitarie locali nei limiti delle risorse previste dalla presente legge e con proprie ordinarie risorse di bilancio, è diretto ai cittadini in temporanea o permanente grave limitazione dell’autonomia personale non superabile attraverso la fornitura di sussidi tecnici, informatici, protesi o altre forme di sostegno rivolte a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione dei cittadini stessi, e comprende il servizio di interpretariato per i cittadini non udenti.
2. Il servizio di aiuto personale è integrato con gli altri servizi sanitari e socio-assistenziali esistenti sul territorio e può avvalersi dell’opera aggiuntiva di:
a) coloro che hanno ottenuto il riconoscimento dell’obiezione di coscienza ai sensi della normativa vigente, che ne facciano ichiesta;
b) cittadini di età superiore ai diciotto anni che facciano richiesta di prestare attività volontaria;
c) organizzazioni di volontariato.
3. Il personale indicato alle lettere a), b), c) deve avere una formazione specifica.
4. Al personale di cui alla lettera b), del comma 2, si estende la disciplina dettata dall’art. 2, comma 2, della legge 11 agosto 1991, n. 266”.
6. Alla L.R. 14 settembre 1999, n. 70 viene aggiunto il seguente art. 4 quater:
“4/quater
Interventi a favore di persone con handicap in situazione di gravità
1. I comuni, anche consorziati tra loro o con le province, le loro unioni, le comunità montane e le unità sanitarie locali, nell’ambito delle competenze in materia di servizi sociali loro attribuite dal D.Lgs 18 agosto 2000, n. 267, possono realizzare con le risorse previste dalla presente legge e con proprie ordinarie risorse di bilancio, assicurando comunque il diritto alla integrazione sociale e scolastica secondo le modalità stabilite dallapresente legge e nel rispetto delle priorità degli interventi di cui alla legge 4 maggio 1983, n. 184, comunità-alloggio e centri socioriabilitativi per persone con handicap in situazione di gravità.
2. Gli enti di cui sopra possono organizzare servizi e prestazioni per la tutela e l’integrazione sociale dei soggetti di cui al precedente comma per i quali venga meno il sostegno del nucleo familiare.
3. Le strutture di cui alla lett. l) e le attività di cui alla lett. m) del comma 1, dell’art. 4/bis sono realizzate d’intesa con il gruppodi lavoro per l’integrazione scolastica di cui all’art. 15 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e con gli organi collegiali della scuola.
4. Gli enti di cui al comma 1 possono contribuire, mediante appositi finanziamenti, previo parere della regione sulla congruità dell’iniziativa rispetto ai programmi regionali, alla realizzazione e al sostegno di comunità-alloggio e centri socio-riabilitativi per persone handicappate in situazione di gravità, promossi da enti, associazioni, fondazioni, Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB), società cooperative e organizzazioni di volontariato iscritte negli albi regionali.
5. Gli interventi di cui ai commi 1 e 3 del presente articolo possono essere realizzati anche mediante le convenzioni di cuiall’art. 38 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
6. Per la collocazione topografica, l’organizzazione e il funzionamento, le comunità-alloggio e i centri socio-riabilitativi devono essere idonei a perseguire una costante socializzazione dei soggetti ospiti, anche mediante iniziative dirette a coinvolgere i servizi pubblici e il volontariato.
7. L’approvazione dei progetti edilizi presentati da soggetti pubblici o privati concernenti immobili da destinare alle comunità-alloggio ed ai centri socio-riabilitativi di cui ai commi 1 e 3, con vincolo di destinazione almeno ventennale all’uso effettivo dell’immobile per gli scopi di cui alla presente legge, ove localizzati in aree vincolate o a diversa specifica destinazione, fatte salve le norme previste dalla legge 29 giugno 1939, n. 1497, e successive modificazioni, e dal D.L. 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431, costituisce variante del piano regolatore. Il venir meno dell’uso effettivo per gli scopi di cui alla presente legge prima del ventesimo anno comporta il ripristino della originaria destinazione urbanistica dell’area”.
7. Alla L.R. 14 settembre 1999, n. 70 viene aggiunto il seguente art. 4 quinquies:
“4/quinquies
Diritto all’educazione e all’istruzione
1. Al bambino da 0 a 3 anni handicappato è garantito l’inserimento negli asili nido.
4. L’esercizio del diritto all’educazione e all’istruzione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento ne da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all’handicap.
6. All’elaborazione del profilo dinamico-funzionale iniziale seguono, con il concorso degli operatori delle unità sanitarie locali, della scuola e delle famiglie, verifiche per controllare gli effetti dei diversi interventi e l’influenza esercitata dall’ambiente scolastico.
7. I compiti attribuiti alle unità sanitarie locali dai commi 5 e 6 sono svolti secondo le modalità indicate con apposito atto di indirizzo e coordinamento emanato ai sensi dell’art. 5, primo comma, della legge 23 dicembre 1988, n. 833.
10. Negli ospedali, nelle cliniche e nelle divisioni pediatriche gli obiettivi di cui al presente articolo possono essere perseguiti anche mediante l’utilizzazione di personale in possesso di specificaformazione psico-pedagogica che abbia un’esperienza acquisita presso i nosocomi o segua un periodo di tirocinio di un anno sotto la guida di personale esperto”.
1. Alla L.R. 14 settembre 1999, n. 70 viene aggiunto il seguente art. 4 sexsties:
“4 sexsties
1. L’integrazione scolastica della persona handicappata nelle sezioni e nelle classi comuni delle scuole di ogni ordine e grado e nelle università si realizza, fermo restando quanto previsto dalle leggi 11 maggio 1976, n. 360, e 4 agosto 1977, n. 517 e successivemodificazioni, anche attraverso:
a) la programmazione coordinata dei servizi scolastici con quelli sanitari, socio-assistenziali, culturali, ricreativi, sportivi e con altre attività sul territorio gestite da enti pubblici o privati.
A tale scopo gli enti locali, gli organi scolastici e le unità sanitarie locali, nell’ambito delle rispettive competenze, stipulano gli accordi di programma di cui all’art. 34 del D.Lgs 18 agosto 2000, n. 267.
b) la dotazione alle scuole e alle università di attrezzature tecniche e di sussidi didattici non che di ogni altra forma di ausilio tecnico, ferma restando la dotazione individuale di ausili e presìdi funzionali all’effettivo esercizio del diritto allo studio, anche mediante convenzioni con centri specializzati, aventi funzione di consulenza pedagogica, di produzione e adattamento di specifico materiale didattico;
c) la programmazione da parte dell’università di interventi adeguati sia al bisogno della persona sia alla peculiarità del piano di studio individuale;
d) la sperimentazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 419, da realizzare nelle classi frequentate da alunni con handicap.
4. Nella scuola secondaria di primo e secondo grado sono garantite attività didattiche di sostegno, con priorità per le iniziative sperimentali, realizzate con docenti di sostegno specializzati, nelle aree disciplinari individuate sulla base del profilo dinamico-funzionale e del conseguente piano educativo individualizzato.
5. Agli studenti handicappati iscritti all’università sono garantiti sussidi tecnici e didattici specifici, realizzati anche attraverso le convenzioni di cui alla lett. b) del comma 1, nonché il supporto di appositi servizi di tutorato specializzato, istituiti dalle università nei limiti del proprio bilancio e delle risorse destinate, dalla ripartizione dei fondi, della presente legge, alla copertura degli oneri di cui al presente comma”.
9. Alla L.R. 14 settembre 1999, n. 70 viene aggiunto il seguente art.5 bis:
“5/bis
Programma annuale e ripartizione dei fondi
1. Entro il 30 giugno di ogni anno, il Servizio Qualità della vita predispone il Programma annuale degli interventi sulla scorta delle relazioni e delle risultanze dell’anno precedente, ripartendo, inoltre le risorse tra gli Enti Locali e le Istituzioni scolastiche che hanno attivato gli interventi previsti dalla presente legge.
2. Il Programma è sottoposto all’attenzione della competente Commissione consiliare per il relativo parere.
3. In sede di prima applicazione della presente legge, il Programma viene predisposto entro il 30 settembre 2003”.
10. Alla L.R. 14 settembre 1999, n. 70 viene aggiunto il seguente art. 6 bis:
“6/bis Rifinanziamento
La presente legge viene rifinanziata con uno stanziamento annuale di € 305.000, iscritto al Cap. 71518 dello stato di previsione della spesa del bilancio, così ridenominato: “Intervento della Regione Abruzzo per la realizzazione della
scuola a domicilio e per l’inserimento e l’integrazione sociale delle persone disabili”e Cap.71614”.
Trasporto: Disposizioni in materia di libera circolazione sul trasporto pubblico locale. Regione Abruzzo. Legge Regionale 22 dicembre 2005, n. 44. Pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo n. 65 del 30 dicembre 2005
Disposizioni inerenti le agevolazioni di viaggio
1. Per il 2006 hanno diritto di fruire della libera circolazione sui servizi di trasporto pubblico locale regionale assistiti da contribuzione o corrispettivo regionale, compresi i servizi
ferroviari regionali di seconda classe per gli spostamenti all’interno dei confini della Regione:
a) i titolari di tessere di libera circolazione rilasciate dallo Stato italiano;
b) i bambini accompagnati e di altezza non superiore a un metro;
c) i dipendenti della direzione regionale trasporti e mobilita’ in servizio di vigilanza e controllo del trasporto pubblico locale, secondo le modalita’ stabilite con apposito atto della Giunta
d) gli agenti e gli ufficiali appartenenti all’Arma dei carabinieri, alle Forze di polizia, alla Guardia di finanza, alla Polizia penitenziaria e ai Vigili del fuoco, in possesso della tessera rilasciata dai rispettivi comandi, che utilizzino i mezzi di trasporto pubblico locale per motivi di servizio;
e) i cittadini residenti in Abruzzo in possesso della tessera regionale di libera circolazione rilasciata dal comune di residenza ed appartenente alle seguenti categorie:
1) i privi di vista per cecita’ assoluta o con un residuo visivo non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione;
2) i sordomuti, in possesso di certificato di sordomutismo ai sensi dell’Art. 1 della legge 26 maggio 1970, n. 381;
3) gli invalidi minori di diciotto anni che beneficiano dell’indennita’ di accompagnamento di cui alle leggi 28 marzo 1968, n. 406 e 11 febbraio 1980, n. 18 nonche’ della legge 21 novembre 1988, n. 508 oppure dell’indennita’ di frequenza di cui alla legge 11 ottobre 1990, n. 289;
4) i grandi invalidi di guerra, di lavoro, di servizio, i reduci e i combattenti;
5) gli inabili, gli invalidi civili e del lavoro con invalidita’ permanente superiore o uguale all’80%;
6) i mutilati e gli invalidi di servizio con menomazione ascritta dalla I alla VIII categoria;
7) i mutilati e gli invalidi di guerra, compresi i mutilati ed invalidi civili per cause di guerra;
8) i Cavalieri di Vittorio Veneto che abbiano ottenuto il relativo riconoscimento ufficiale mediante provvedimento formale della competente autorita’.
2. Non hanno diritto alla tessera di libera circolazione o alla conferma di validita’ di quella di cui sono gia’ in possesso, i richiedenti che l’anno precedente a quello della presentazione della
domanda hanno realizzato un reddito imponibile ai fini IRPEF superiore a Euro 15.500,00.
3. Il limite di reddito di cui al comma precedente non si applica ai privi di vista per cecita’ assoluta, ai Cavalieri di Vittorio Veneto, ai grandi invalidi di guerra, di lavoro e di servizio e agli
invalidi con grado di invalidita’ pari al 100% a prescindere dalla causa invalidante.
4. Agli invalidi appartenenti alle categorie elencate sotto la lettera e) del comma 1 del presente articolo, a cui sia riconosciuto il diritto all’accompagnamento nella rispettiva documentazione di
invalidita’, spetta una tessera speciale con le generalita’ del beneficiario e con la dicitura «valida anche per l’accompagnatore, ma solo se viaggia con il titolare».
5. Le funzioni amministrative concernenti il ricevimento delle domande, l’esame della documentazione probante il possesso dei requisiti richiesti, l’eventuale rilascio o rinnovo delle tessere di libera circolazione sono attribuite ai comuni di residenza dei richiedenti il beneficio.
6. I comuni trasmettono alla direzione regionale trasporti e mobilita’, entro il mese di gennaio 2007, il numero di tessere rilasciate nel corso dell’anno precedente con l’indicazione delle categorie dei beneficiari.
7. Fatte salve le agevolazioni di viaggio di cui al presente articolo e quelle previste dall’Art. 34 del regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148, e’ vietato il rilascio di documenti di viaggio gratuiti e semigratuiti sulle linee di trasporto pubblico locale nel territorio regionale.
1. Le minori entrate derivanti dall’attuazione del presente articolo alle aziende esercenti il trasporto pubblico regionale per concessione o per contratto di servizio sono ripianate con un
contributo forfettario erogato dalla Regione Abruzzo, a valere sulle disponibilita’ finanziarie iscritte nell’ambito della UPB 06.01.003, Cap. 181565 dello stato di previsione della spesa del bilancio del corrente esercizio.
2. La ripartizione della somma di cui al precedente comma avviene in proporzione diretta alle percorrenze ammesse a contribuzione regionale o corrispettivo e assentite, per il penultimo anno antecedente a quello di riferimento, a ciascuna azienda sulla base dei programmi di esercizio autorizzati, con esclusione delle percorrenze derivanti dalle corse bis e dai servizi occasionali. Ai fini della medesima ripartizione le percorrenze dei servizi urbani, cosi’ come definiti con verbale del Consiglio regionale n. 110/5 del 23 novembre 1998, sono maggiorate del 50%.
1. Con l’entrata in vigore della presente legge si intendono abrogati:
a) la legge regionale 2 ottobre 1998, n. 114: istituzione di tariffe speciali e concessione di agevolazioni sui servizi di linee di trasporto pubblico;
b) gli articoli 10 e 11 della legge regionale 23 luglio 1991, n. 40: disciplina tariffaria per i servizi di trasporto pubblico locale;
c) l’Art. 153 della legge regionale 26 aprile 2004, n. 15 cosi’ come modificato dall’Art. 88, comma 3 della legge regionale 8 febbraio 2005, n. 6.
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo.
La presente legge regionale sara’ pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione.
L’Aquila, 22 dicembre 2005
La storia dei sordi ricorda San Francesco Saverio
10 anni della Convenzione ONU 2009-2019