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Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 215', 'art.1', 'art. 28', 'art. 11', 'art. 28', 'art. 28', 'sentenza ']

Le Mani su Isola delle Femmine: Isola delle Femmine Consiglio Comunale 22 febbraio 2010 PRG BBuono No BBBuono?
Isola delle Femmine Consiglio Comunale 22 febbraio 2010 PRG BBuono No BBBuono?
Prot. n° 2274 Lì 15 febbraio 2010
Al Responsabile del Settore Tecnico
Le SS.LL., nella qualità, sono invitate a partecipare alla seduta del Consiglio Comunale convocata, ai sensi dell’art. 14 comma 5 del Regolamento del Consiglio Comunale ed ai sensi dell’art. 215, comma 5 del testo coordinato dal vigente Ordinamento Enti Locali, giusta determina presidenziale n°03 in data odierna, presso la sala “Padre Bagliesi”, sita nei locali comunali di Via Palermo, il giorno 22 febbraio 2010, alle ore 18,00 per la trattazione del seguente argomento:
2. Variante al P.R.G. adottato con D.C.C. n°33/2007 –Modifica agli artt. 58 del Regolamento edilizio e all’art.1 delle norme di attuazione.
3. Variante al P.R.G. adottato con D.A. n°83 del 14/05/1977 –Modifica all’art. 28 del Regolamento edilizio.
4. Variante al P.R.G. adottato con D.C.C. n°33/2007 – Rettifica dei confini territoriali rappresentati nella cartografia del PRG.
B. Procedura di approvazione dello strumento
I - Delibera consiliare di adozione dello strumento urbanistico. La procedura di approvazione del PRG ha inizio tramite l'adozione di una delibera consiliare con la quale il progetto di piano viene assunto dall'amministrazione comunale. La delibera consiliare, oltreché contenere la verbalizzazione della discussione, deve altresì contenere il mandato al sindaco perché disponga in ordine alla pubblicazione del piano adottato entro un preciso termine, stabilendo in particolare il luogo del deposito degli elaborati, l'orario per il pubblico, le modalità per il rilascio di copie. Tale deliberazione deve essere poi sottoposta all'approvazione della sezione provinciale del Comitato regionale di controllo, la quale potrà chiedere tutti gli elementi di giudizio che appaiano indispensabili per accertare la convenienza del piano medesimo, non soltanto nei riflessi finanziari ma anche in relazione alle limitazioni troppo onerose che eventualmente vengano a ricadere sugli interessi pubblici. L'adozione del PRG è un elemento costitutivo del procedimento attraverso il quale il piano si forma e pertanto non vi è dubbio che nel caso in cui la delibera di adozione di un piano venga annullata, l'intero piano perde efficacia in quanto carente di una parte essenziale dello stesso.Accade spesso che, nella successione delle amministrazioni che governano il Comune, quella successiva intenda revocare la delibera di adozione presa da quella precedente: è bene ricordare che tale possibilità si ha solo sino a quando il piano non sia stato approvato dalla regione, dal momento che successivamente all'approvazione, la deliberazione di adozione si fonde con il provvedimento regionale per dar vita ad un provvedimento complesso ed autonomo.
P.R.G. - ADOTTATO (Delibera di Consiglio Comunale n°33 del 2007) Regolamento Edilizio
Caratteristiche dei locali per l’abitabilità’ o l’agibilità’
Sono locali abitabili o agibili quelli in cui si svolge la vita familiare, lavorativa e sociale degli individui, indipendentemente dalle caratteristiche costruttive che li configurano come locali permanenti o precari. I locali sono suddivisi ai fini del presente Regolamento, nelle due categorie: L’A1,’ e»A2,’.
La categoria «A1» comprende:
a) soggiorni, sale da pranzo, cucine e camere da letto posti in edifici di abitazione sia individuale che collettiva; b) alloggi monostanza; c) uffici, studi professionali, sale di lettura, gabinetti medici.
La categoria «A2» comprende:
d) negozi di vendita, sale di esposizione, sale di riunione, sale da giuoco, palestre, sale da spettacolo; e) laboratori scientifico – tecnici, servizi igienici di edifici di cura e ospedalieri; f) officine meccaniche, laboratori industriali di montaggio o relativi ad attività di lavoro, cucine collettive; g) posti di autorimesse non destinate al solo posteggio degli autoveicoli ma anche a riparazioni, lavaggi, controlli, vendite; h) magazzini, depositi ed archivi dove la permanenza delle persone è prolungata oltre le operazioni di carico, scarico e pulizia.
Sono locali accessori quelli in cui la permanenza delle persone è limitata a ben definite operazioni.
Tali locali sono suddivisi, ai fini del presente Regolamento, nelle tre categorie: “S1”, “S2” ed “S3”.
I1 tipo “S1” comprende i servizi igienici ed i bagni degli edifici di abitazione individuale o collettiva, dei complessi scolastici e di lavoro.
I1 tipo “S2” comprende:
a) scale che collegano più di due piani; b) corridoi e disimpegni comunicanti quando superano i mq 12 di superficie o ml 8 di lunghezza; c) magazzini e depositi in genere, laboratori; d) autorimesse di solo posteggio; e) locali di macchinari che necessitano di solo avviamento o di scarsa sorveglianza; f) lavanderia e stenditoi; g) stalle, scuderie, porcili, etc e locali con analoghe destinazioni d’uso.
Il tipo “S3” comprende:
h) disimpegni inferiori a mq 12;
i) ripostigli o magazzini inferiori a mq 5;
j) vani scale colleganti solo due piani;
k) locali macchine con funzionamento automatico.
I locali non espressamente elencati vengono classificati per analogia dal responsabile dell’ U.T.C.
1) Ambito di intervento (Ai)
Si intende per ambito di intervento un territorio nel quale l’attuazione del Piano Regolatore Generale richiede un intervento urbanistico unitario, preliminare agli interventi edilizi.
L’ambito di intervento è la superficie territoriale entro la quale si può operare in base alle direttive della circolare Assessorato Territorio e Ambiente n. 2/79 del 3 febbraio 1979 per iniziativa privata o entro cui si può operare con piani attuativi di iniziativa pubblica.
la) Comparto edilizio (art. 11 della L.R. 27 dicembre 1978, n. 7)
Comparto edilizio è l’area di intervento individuata (dall’Amministrazione o su richiesta dei privati interessati, nei modi previsti dalla legge) nelle zone soggette ad interventi di conservazione, risanamento, ricostruzione e migliore utilizzazione del patrimonio edilizio secondo le previsioni del Piano Regolatore Generale e del piano di recupero di cui al Tit. IV della legge 5 agosto 1978, n. 457, al fine di assicurare il rispetto di esigenze unitarie nella realizzazione degli interventi, nonché un’equa ripartizione degli oneri e dei benefici tra i proprietari interessati.
Articolo 11 L.R. 7/78
Formazione dei comparti.
Nelle zone soggette ad interventi di conservazione, risanamento, ricostruzione e migliore utilizzazione del patrimonio edilizio secondo le prescrizioni degli strumenti urbanistici generali o particolareggiati, ovvero dei piani di recupero di cui al titolo IV della legge 5 agosto 1978, n. 457, al fine di assicurare il rispetto di esigenze unitarie nella realizzazione degli interventi, nonché una equa ripartizione degli oneri e dei benefici tra i proprietari interessati, i comuni, con delibera consiliare, possono disporre di ufficio o su richiesta dei proprietari in numero idoneo a costituire il consorzio, ai sensi del comma successivo, la formazione di comparti che includano uno o più edifici e/ o aree inedificate.
Formato il comparto, il sindaco deve invitare i proprietari a dichiarare, entro un termine fissato nell'atto di notifica, se intendano procedere da soli, se proprietari dell'intero comparto, o riuniti in consorzio, all'attuazione delle previsioni contenute nello strumento urbanistico.
A costituire il consorzio basterà il concorso dei proprietari rappresentanti, in base all'imponibile catastale, la maggioranza assoluta del valore dell'intero comparto. I consorzi così costituiti conseguiranno la piena disponibilità del comparto mediante l'espropriazione delle aree e delle costruzioni dei proprietari non aderenti (si omette la parte finale del presente comma in quanto impugnata, ai sensi dell'art. 28 dello Statuto, dal Commissario dello Stato per la Regione siciliana).
Quando sia decorso inutilmente il termine stabilito nell'atto di notifica, il comune procederà
all'espropriazione del comparto a norma della legge 22 ottobre 1971, n. 865 e successive modifiche ed integrazioni. (26)
La deliberazione consiliare con cui si dispone la formazione del comparto equivale a dichiarazione di pubblica utilità e di indifferibilità e urgenza.
Per l'assegnazione del comparto il comune procederà a mezzo gara.
(26) Si omette il quinto comma, non promulgato in quanto impugnato - ai sensi dell'art. 28 dello Statuto - dal Commissario dello Stato per la Regione siciliana e dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla Corte Costituzionale con sentenza 15 febbraio 1980, n. 13.http://www.unisi.it/did/dip-direcon/Dirpaesaggio/Sicilia%20l.r.%2027-12-1978.pdf
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