Source: https://www.condominioweb.com/forum/quesito/rettifica-verbale-105948/
Timestamp: 2018-06-23 23:53:15+00:00
Document Index: 21996619

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 1136', 'sentenza ', 'art 1136', 'sentenza ', 'art. 67', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Da Renato V., 13 Novembre, 2017
Inviato il verbale dell'assemblea a tutti i condomini , mi viene chiesto da parte di un condominio una rettifica al verbale, per una frase non detta da lui non riportata. Come mi devo comportare?
Se il verbale è stato letto in assemblea (consiglio di farlo sempre!!!) ed è stato firmato dal Presidente e dal Segretario, non dovrebbe essere mai modificato, non ce ne sarebbe ragione. Rimane il fatto che una rettifica come quella da te riferita non modifica nella sostanza una delibera o un quorum, quindi potrebbe comunque essere inserita, ma sarebbe necessario far firmare tale modifica dal Presidente e dal Segretario. Ricordo che recentemente Tullio postò una sentenza su un argomento molto simile.
Non modificando le delibere assunte la cosa non presenta problemi. Si può conservare la richiesta di rettifica allegata al libro verbali fino alla prossima assemblea, inserire nell'ordine del giorno "Comunicazioni dell'Amministratore" e darne atto nel prossimo verbale. In casi in cui le circostanze consiglino maggiore celerità, la procedura è quella indicata da Stefano.
io farei così (prossima assemblea poichè mi sembra di capire che è solo una precisazione ininfluente ai fini delle delibere)
Non ho letto al termine dell'assemblea il verbale perché prendo solo appunti e poi preparo il verbale, che invio,a tutti, in ufficio. Mi viene difficile scrivere il verbale e contestualmente dirigere/disciplinare l'assemblea
... ma fai tutto tu, presidente, segretario, ... ?
... certo che poi ti contestano qualcosa; con gli appunti cosa dimostri ?
Molto strano questo, passi l'amministratore che funga da segretario, ma che diriga e disciplini l'assemblea non è per nulla regolare, ma il Presidente che fa? Tra l'altro solo con gli appunti che razza di verbale sarà? Il processo verbale va redatto in assemblea e poi trascritto, ovvero non riscritto ma trascritto, lo dice chiaramente l'art 1136 cc, eventualmente si può correggere qualche piccolo errore (vedi sentenza), ma scriverlo consultando degli appunti proprio non va.
Per forza che po ci sono delle contestazioni e qualcuno affermi che ci sono delle frasi non dette.
Con sentenza 31 marzo 2015, n. 6552 la Suprema Corte ha risolto la questione sul se il verbale dell'assemblea condominiale debba essere redatto, corretto e chiuso necessariamente nel corso e alla presenza dell'assemblea condominiale, oppure possa essere redatto, corretto o modificato anche in assenza dell'organo collegiale, essendo, al riguardo, sufficiente che il verbale riporti la sottoscrizione del Presidente e della Segretaria che lo hanno redatto o modificato, specificando se l'inserimento nel verbale, al termine o dopo lo scioglimento dell'assemblea condominiale, di un condomino considerato "assente" nel corso dell'intero procedimento collegiale (costituzione, discussione e deliberazione) costituisca (o non) "mero errore materiale" e legittimi, pertanto, la modifica dei quorum costitutivi e deliberativi raggiunti nel corso della riunione assembleare.
Dove c'è scritto nell art 1136 quello che affermi
Art. 1136 cc ultimo comma;
- Delle riunioni dell'assemblea si redige processo verbale da trascrivere nel registro tenuto dall'amministratore.
Si riferiva senz'altro al comma 7:
Delle riunioni dell’assemblea si redige processo verbale da trascrivere nel registro tenuto dall’amministratore
La trascrizione può essere anche da appunti. Trascritto non è copiato. Poi dove c'è scritto che va letto al termine dell'assemblea? Se viene trascritto, fatto visionare al presidente, che propone correzioni e poi lo firma.o no?
Io di norma esigo che il verbale venga letto dal Presidente o dal Segretario ad alta voce, punto per punto e che poi venga firmato al momento, in modo da garantire a tutti i condòmini che non possa essere "variato" in nessun modo. A volte le parole omesse in una "trascrizione" possono cambiare di molto la sostanza del risultato. Fossi un tuo condòmino mi opporrei categoricamente ad una condotta del genere, perchè non è garanzia di trasparenza.
Per me la "trascrizione" è la ricopiatura del verbale, magari scritto meglio (a computer), per poterlo rendere comprensibile anche in futuro a chiunque, ma mantenendo rigorosamente la versione originaria scritta a mano.
Dove c'è poi scritto che deve esserci un presidente e un segretario che redige il verbale?
tra·scrì·ve·re/
Copiare un testo con cura, senza apportare modifiche.
"t. un codice"
Nel linguaggio giuridico, curare la trascrizione di un atto.
"t. un testamento"
Se vuoi rischiare un eventuale annullamento del deliberato ...
La delibera dell’assemblea di condominio è nulla se non sono state apposte le sottoscrizioni del segretario e del presidente: essa, infatti, in tali casi, è carente dei requisiti minimi essenziali previsti dalla legge.
A dirlo è una recente sentenza del Tribunale di Benevento con cui è stata annullata una delibera che aveva approvato alcuni rendiconti dai cui risultava un credito dell’amministratore contestato, però, dal condominio. (continua)
--> https://www.laleggepertutti.it/60745_verbale-assemblea-condominio-necessaria-la-firma-di-presidente-e-segretario
E' buffo, ma nessuna norma del condominio prevede nè la figura del Presidente nè quella del Segretario. La riforma ha addirittura cancellato l'unico riferimento al Presidente (vecchio comma 2 dell'art. 67 dacc) quando gli veniva attribuito il potere di sorteggiare il rappresentante all'assemblea tra i comproprietari indecisi. Si tratta quindi di "consuetudine".
Una sentenza non fa giurisprudenza, non siamo in un paese anglosassone
Poi ditemi dove c'è scritto che:
1) va nominato presidente e segretario
2) il verbale va letto in assemblea
Una mancanza di rispetto di una consuetudine invalida l'assemblea?
una sentenza di tribunale no, ma una sentenza di cassazione sì.
giurisprudenza: il termine si riferisce ai criteri interpretativi seguiti dai giudici nell'applicazione delle norme, in riferimento a casi pratici dell'agire sociale.
Sbagli, una sentenza non fa Legge, ma fa giurisprudenza.
Se leggevi tutto l'articolo che ho postato (linkandolo) trovavi anche la sentenza di Cassazione.
dipende da cosa decide il giudice se chiamato in causa.
Se leggevi tutto l'articolo che ho postato (linkandolo) trovavi anche la sentenza che ha detto Sergio, infatti si tratta dello stesso Link.
... infatti l'ho cancellato perchè mi sono accorto che era lo stesso ...
tutte le sentenze fanno giurisprudenza
Ok, perfetto, così ho modificato anche il mio messaggio.