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Timestamp: 2017-08-22 16:42:29+00:00
Document Index: 14063460

Matched Legal Cases: ['art. 69', 'art. 69', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 88', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 69', 'art. 1']

economico – Udeis
Trattamento economico dei Senatori
La principale voce delle competenze spettanti al parlamentare è l’indennità, quella che nel linguaggio comune è definita “stipendio”. Seguono la diaria e i rimborsi: per le spese inerenti lo svolgimento del mandato parlamentare, per le spese accessorie di viaggio e per le spese telefoniche.
Completano la scheda le voci sull’assegno di solidarietà (cioè il trattamento di fine mandato), sulle prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.
L’indennità, prevista dalla Costituzione all’art. 69, è determinata, in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965, in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Con delibera del 1993 il Consiglio di presidenza del Senato ha stabilito che tale misura fosse ridotta al 96% del predetto trattamento (analoga decisione è stata adottata alla Camera dei deputati).
Per effetto delle disposizioni contenute nella legge finanziaria 2006, l’importo lordo dell’indennità ha subito inoltre una riduzione pari al 10 per cento.
L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. L’importo mensile spettante nel 2007 è pari a 5.613,59 euro al netto della ritenuta fiscale (€ 4.015,18), nonché delle quote contributive per l’assegno vitalizio, per l’assegno di solidarietà e per l’assistenza sanitaria. Nel caso in cui il Senatore versi anche la quota aggiuntiva per la reversibilità dell’assegno vitalizio, l’importo netto dell’indennità scende a 5.355,46 euro.
La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 258,23 euro per ogni giorno in cui si svolga almeno una seduta dell’Assemblea con votazioni qualificate e verifiche del numero legale, se il Senatore non partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell’arco della giornata.
Rimborso delle spese per lo svolgimento del mandato parlamentare
A titolo di rimborso forfettario per le spese sostenute per le attività e i compiti connessi con lo svolgimento del mandato parlamentare, è previsto un contributo mensile di 4.678,36 euro, in parte (35% pari a 1.637,43 euro) erogato direttamente al Senatore ed in parte (65% pari a 3.040,93 euro) erogato al Gruppo parlamentare di appartenenza.
I Senatori usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.
Per i trasferimenti dal luogo di residenza a Roma, è previsto un rimborso spese forfettario, il cui ammontare annuo è pari a 15.379,37 euro, per il Senatore che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto o la stazione ferroviaria più vicina al luogo di residenza, ed a 18.486,31 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. Per i Senatori residenti a Roma ed eletti in collegi del Lazio, il rimborso è corrisposto nella misura di 7.689,68 euro.
I Senatori dispongono di una somma annua di 4.150 euro per le spese telefoniche, inclusi i servizi di connettività.
E’ previsto il rimborso delle spese sanitarie ai Senatori (anche cessati dal mandato ovvero ai titolari di trattamento di reversibilità, nonché ai rispettivi familiari) iscritti al servizio di Assistenza Sanitaria Integrativa, nei limiti fissati dal Regolamento e dal Tariffario che disciplinano tale Assistenza. Gli iscritti versano un contributo commisurato alle competenze mensili lorde (i Senatori in carica il 4,5% pari a euro 540,27; i titolari di assegni vitalizi il 4,7% dell’importo lordo) e quote aggiuntive per i familiari.
Assegno di solidarietà (a fine mandato)
Il Senatore versa mensilmente al Fondo di solidarietà il 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari ora a 804,40 euro. Al termine del mandato parlamentare, il Senatore riceve l’assegno di solidarietà (anche denominato “di fine mandato”), che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, moltiplicato per il numero degli anni di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
Anche in questo caso, il Senatore versa mensilmente una quota – l’8,6 per cento, pari ora a 1.032,51 euro, piu il 2,15 per cento, come quota aggiuntiva per la reversibilità, pari a 258,13 euro – della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dal Consiglio di Presidenza.
In base alle norme contenute in tale Regolamento, recentemente modificato, il Senatore cessato dal mandato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età, purché abbia svolto il mandato parlamentare per almeno 5 anni. Il limite di età è ridotto di 1 anno per ogni anno di mandato oltre il quinto, fino al limite inderogabile di 60 anni.
Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il Senatore sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. Tale sospensione è stata estesa – a partire dal 1° gennaio 2008 – a tutti gli incarichi incompatibili con lo status di parlamentare, agli incarichi di Governo e a tutte le cariche di nomina governativa, parlamentare o di competenza degli enti territoriali, purché comportino un’indennità pari almeno al 40 per cento dell’indennità parlamentare.
E’ stata altresì approvata una nuova disposizione sulla misura degli assegni vitalizi, che si applicherà ai Senatori eletti per la prima volta a partire dalla prossima legislatura. Per effetto di tale disposizione regolamentare, l’importo dell’assegno vitalizio varia da un minimo del 20 per cento a un massimo del 60 per cento dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.
Autore frecciatricoloreScritto il 16 febbraio 2008 Categorie NotizieTag camera,costi,costo,deputati,economico,età,italia,italiano,parlamentari,partiti,partito,politica,politici,privilegi,privilegio,statistica,statistiche,trattamentoLeave a comment on Trattamento economico dei Senatori
Disciplina dei vitalizi parlamentari
Deliberazioni del Consiglio di Presidenza del Senato della Repubblica e dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati recanti modifiche alla disciplina dei vitalizi e soppressione del rimborso delle spese per i viaggi all’estero per motivi di studio
Riportiamo di seguito una sintesi delle decisioni adottate il 23 luglio dal Consiglio di Presidenza del Senato della Repubblica e dall’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati, illustrate in una conferenza stampa dal Presidente del Senato, Franco Marini, dal Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, e dai Questori di Senato e Camera.
Sull’argomento vedi anche la pagina sul Trattamento economico dei senatori (n.b.: la pagina è aggiornata a gennaio 2007, quindi non tiene conto delle decisioni adottate il 23 luglio).
soppressione della contribuzione volontaria, ai fini del riscatto, in modo da far coincidere i periodi di versamento con gli anni effettivi di mandato. Tale soppressione opera per tutti i parlamentari a decorrere dall’inizio della prossima legislatura;
modifica dell’importo dell’assegno vitalizio, mediante l’introduzione di una nuova tabella di calcolo che varia da una misura minima pari al 20% dell’indennità parlamentare lorda per cinque anni effettivi di mandato ad una massima pari al 60% per quindici anni effettivi o più di mandato, come da allegato.
estensione dell’istituto della sospensione dell’assegno vitalizio (già prevista, per tutta la durata della carica, qualora il titolare dell’assegno sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o a un Consiglio regionale) nel caso in cui il titolare sia eletto o nominato, a decorrere dal 1° gennaio 2008, a una delle seguenti cariche:
Presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro;
componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato;
componente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;
componente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas;
componente dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;
componente della Commissione di garanzia sull’attuazione della legge sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali;
componente dell’ISVAP;
La sospensione dell’assegno vitalizio opera, in relazione alle cariche sopra indicate, quando l’importo delle relative indennità e pari o superiore al 40% dell’indennità parlamentare.
Nei casi in cui è prevista la sospensione è fatta salva la facoltà di optare per l’assegno vitalizio in luogo dell’indennità di carica, nei casi in cui la vigente normativa nazionale o comunitaria di riferimento consente al titolare di rinunciare agli emolumenti connessi alla carica.
In caso di elezione o nomina ad una delle predette cariche il titolare dell’assegno vitalizio ne deve dare comunicazione alla Presidenza della Camera di appartenenza entro 5 giorni.
L’Ufficio di Presidenza può procedere in ogni momento alla verifica in via d’ufficio della sussistenza di una delle cause di sospensione.
La sospensione dell’erogazione dell’assegno vitalizio ha in ogni caso effetto dalla data di assunzione della carica.
% dell’indennità parlamentare
Rimborso spese viaggi di studio all’estero
A decorrere dal 1° gennaio 2008 è soppresso il rimborso delle spese sostenute per i viaggi all’estero per motivi di studio.
Autore frecciatricoloreScritto il 16 febbraio 2008 16 febbraio 2008 Categorie NotizieTag camera,costi,costo,deputati,economico,età,italia,italiano,parlamentari,partiti,partito,politica,politici,privilegi,privilegio,statistica,statistiche,trattamento2 commenti su Disciplina dei vitalizi parlamentari
Legge 31 ottobre 1965, n. 1261 – indennità parlamentari
Determinazione dell’indennità spettante ai membri del Parlamento
Pubblicata nella Gazz. Uff. 20 novembre 1965, n. 290
L’indennità spettante ai membri del Parlamento a norma dell’art. 69 della Costituzione per garantire il libero svolgimento del mandato è regolata dalla presente legge ed è costituita da quote mensili comprensive anche del rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere determinano l’ammontare di dette quote in misura tale che non superino il dodicesimo del trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate.
Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute dell’Assemblea e delle Commissioni.
Con l’indennità parlamentare non possono cumularsi assegni o indennità medaglie o gettoni di presenza comunque derivanti da incarichi di carattere amministrativo, conferiti dallo Stato, da Enti pubblici, da banche di diritto pubblico, da enti privati concessionari di pubblici servizi, da enti privati con azionariato statale e da enti privati aventi rapporti di affari con lo Stato, le Regioni, le Province ed i Comuni. L’indennità di cui all’art. 1, fino alla concorrenza dei quattro decimi del suo ammontare, detratti i contributi per la Cassa di previdenza dei parlamentari della Repubblica, non è cumulabile con stipendi, assegni o indennità derivanti da rapporti di pubblico impiego, secondo quanto disposto dal successivo art. 4. Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano anche alle indennità e agli assegni derivanti da incarichi accademici, quando i rispettivi titolari siano stati posti in aspettativa. Restano in ogni caso escluse dal divieto di cumulo le indennità per partecipazione a Commissioni giudicatrici di concorso, a missioni a Commissioni di studio e a Commissioni d’inchiesta.
>Articolo 4 (1)
I commi primo e secondo dell’art. 88 del testo unico delle leggi per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, sono sostituiti dai seguenti: “I dipendenti dello Stato e di altre pubbliche Amministrazioni nonché i dipendenti degli Enti ed Istituti di diritto pubblico sottoposti alla vigilanza dello Stato, che siano eletti deputati o senatori, sono collocati d’ufficio in aspettativa per tutta la durata del mandato parlamentare.
Qualora il loro trattamento netto di attività, escluse le quote di aggiunta di famiglia, risulti superiore ai quattro decimi dell’ammontare dell’indennità parlamentare, detratti i contributi per la Cassa di previdenza per i parlamentari della Repubblica e detratte altresì l’imposta unica sostitutiva di quelle di ricchezza mobile, complementare e relative addizionali e l’imposta sostitutiva dell’imposta di famiglia, è loro corrisposta, a carico dell’Amministrazione presso cui erano in servizio al momento del collocamento in aspettativa, la parte eccedente.
Sono comunque sempre corrisposte dall’Amministrazione le quote di aggiunta di famiglia.
Il dipendente collocato in aspettativa per mandato parlamentare non può, per tutta la durata del mandato stesso, conseguire promozioni se non per anzianità.
Allo stesso sono regolarmente attribuiti, alla scadenza normale, gli aumenti periodici di stipendio.
Nei confronti del parlamentare dipendente o pensionato che non ha potuto conseguire promozioni di merito a causa del divieto di cui al comma precedente, è adottato, all’atto della cessazione, per qualsiasi motivo, dal mandato parlamentare, provvedimento di ricostruzione di carriera con inquadramento anche in soprannumero.
Il periodo trascorso in aspettativa per mandato parlamentare è considerato a tutti gli effetti periodo di attività di servizio ed e computato per intero ai fini della progressione in carriera, dell’attribuzione degli aumenti periodici di stipendio e del trattamento di quiescenza e di previdenza.
Durante tale periodo il dipendente conserva inoltre, per sé e per i propri familiari a carico, il diritto all’assistenza sanitaria e alle altre forme di assicurazione previdenziale di cui avrebbe fruito se avesse effettivamente prestato servizio”.
L’indennità mensile prevista dall’art. 1 della presente legge, limitatamente ai quattro decimi del suo ammontare e detratti i contributi per la Cassa di previdenza dei parlamentari della Repubblica, è soggetta ad una imposta unica, sostitutiva di quelle di ricchezza mobile, complementare e relative addizionali, con aliquota globale pari al 16 per cento alla cui riscossione si provvede mediante ritenuta diretta.
L’indennità mensile è altresì assoggettata, nei limiti e con le detrazioni di cui al comma precedente, ad una imposta sostitutiva dell’imposta di famiglia per la quota di reddito imponibile corrispondente al suo ammontare netto, alla cui riscossione si provvede mediante ritenuta diretta, con aliquota forfettaria pari all’8 per cento; l’importo corrispondente è devoluto ai Comuni presso i quali ciascun membro del Parlamento ha la residenza. L’indennità mensile e la diaria per il rimborso delle spese di soggiorno prevista dall’art. 2 sono esenti da ogni tributo e non possono comunque essere computate agli effetti dell’accertamento del reddito imponibile e della determinazione dell’aliquota per qualsiasi imposta o tributo dovuti sia allo Stato che ad altri Enti, o a qualsiasi altro effetto. L’indennità mensile e la diaria non possono essere sequestrate o pignorate.
Il trattamento tributario previsto dall’art. 5 della presente legge si applica, per quanto compatibile, alle indennità ed agli assegni spettanti ai consiglieri delle Regioni a statuto speciale.
La legge 9 agosto 1948, n. 1102, è abrogata.
Le somme necessarie all’esecuzione della presente legge a decorrere dal 1luglio 1965 sono iscritte nei capitoli dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro relativi alla dotazione dei due rami del Parlamento per l’anno 1965.
All’eventuale onere derivante dall’applicazione della presente legge per l’anno 1965 si farà fronte con riduzione del capitolo 3522 dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro per l’anno medesimo, concernente il fondo di riserva per le spese impreviste. Il Ministro per il tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
(1) Successivamente, l’articolo unico, L. 21 novembre 1967, n. 1148 (Gazz. Uff. 12 dicembre 1967, n. 309), ha così disposto:
Articolo unico. «Il disposto di cui all’ultimo comma dell’art. 4 della L. 31 ottobre 1965, n. 1261, deve intendersi operante, con effetti positivi, anche ai fini del superamento del periodo di prova e della maturazione dell’anzianità utile per l’ammissione a futuri concorsi».
Autore frecciatricoloreScritto il 16 febbraio 2008 Categorie NotizieTag camera,costi,costo,deputati,economico,età,italia,italiano,parlamentari,partiti,partito,politica,politici,privilegi,privilegio,statistica,statistiche,trattamentoLeave a comment on Legge 31 ottobre 1965, n. 1261 – indennità parlamentari
Trattamento economico dei deputati italiani
La prima voce è l’indennità, quella che nel linguaggio comune è definita “stipendio”, seguono la diaria e i rimborsi: per le “spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori”, per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all’estero, per le spese telefoniche.
Completano la scheda le voci sull’assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.
L’indennità, prevista dalla Costituzione all’art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Tale misura è stata rideterminata in riduzione dall’art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006).
L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. L’importo mensile – che, a seguito della delibera dell’Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% – è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l’assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).
La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell’Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico.
È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell’arco della giornata.
Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.
Soppressione dei rimborsi per i viaggi di studio all’estero
Con deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007 il rimborso delle spese sostenute dai deputati per viaggi all’estero per ragioni di studio o connesse all’attività parlamentare è stato soppresso a decorrere dal 1° gennaio 2008.
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l’assegno di fine mandato, che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
Il deputato versa mensilmente una quota – l’8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro – della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall’Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997.
L’importo dell’assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell’80 per cento dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.
Il Regolamento prevede infine la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.
Modifiche alla disciplina dell’assegno vitalizio
(Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007)
1) Per i deputati eletti per la prima volta a decorrere dalla XVI legislatura l’importo dell’assegno vitalizio varierà da un minimo del 20 per cento ad un massimo del 60 per cento.
2) A decorrere dalla XVI legislatura è stata soppressa la facoltà per il deputato di riscattare, mediante contribuzione volontaria, gli anni di mandato non esercitati in caso di legislature incomplete. A seguito di tale soppressione i periodi di versamento dei contributi coincidono necessariamente con gli anni effettivi di mandato.
3) La sospensione del pagamento dell’assegno vitalizio è stata estesa al caso in cui il titolare del vitalizio assuma successivamente al 1° gennaio 2008 cariche pubbliche che prevedano una indennità il cui importo sia pari o superiore al 40 per cento dell’indennità parlamentare; alla sospensione non si procede qualora l’interessato opti per l’assegno vitalizio in luogo dell’indennità.
Le rilevazioni statistiche sulla composizione della Camera, aggiornate secondo la periodicità indicata in calce a ciascuna tabella, ripartiscono i deputati per fascia d’età, sesso, titolo di studio, elezione nelle precedenti legislature e appartenenza ai diversi gruppi parlamentari.
Distinzione dei deputati per età e sesso
25-29 – 1 1
30-39 12 35 47
40-49 32 143 175
50-59 45 207 252
60 e oltre 20 135 155
Fonte: Servizio Prerogative e immunità
Distinzione dei deputati per titolo di studio
Licenza media 2 9 11
Biennio o triennio scuola superiore – 3 3
Diploma di istruzione secondaria superiore 26 160 186
Diploma universitario o laurea breve 2 3 5
Laurea 79 346 425
Fonte: Servizio Competenze dei Parlamentari
Distinzione dei deputati per gruppo e per titolo di studio
Biennio o triennio scuola superiore
Laurea breve o diploma universitari
L’Ulivo 5 1 60 2 126 194
Forza Italia – – 35 – 97 132
Alleanza Nazionale – – 21 – 48 69
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea 1 1 17 – 22 41
UDC – – 9 – 29 38
Lega Nord Padania 1 – 8 – 13 22
Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo 2 – 5 – 14 21
Italia dei valori – – 2 1 16 19
La Rosa nel Pugno 1 – 9 – 9 19
Comunisti Italiani 1 – 4 – 12 17
Verdi – – 6 – 10 16
Popolari -UDEUR – – 3 1 10 14
DCA-Democrazia Cristiana per le Autonomie-Nuovo PSI – – 1 – 5 6
Misto – 1 6 1 14 22
Misto – Non iscritti ad alcuna componente – – 2 1 3 6
Misto – Minoranze Linguistiche – 1 1 – 3 5
Misto – MPA-Movimento Per L’autonomia – – 2 – 3 5
Misto – La Destra – – 1 – 2 3
Misto-Repubblicani, Liberali, Riformatori – – – – 3 3
Nota. In caso di mutamento o cessazione di gruppo, ciascun deputato è considerato nell’ambito del gruppo al quale appartiene al momento del rilevamento.
Distinzione dei deputati per gruppo e per sesso
Partito Democratico-L’Ulivo 36 159 195
Forza Italia 24 107 131
Alleanza Nazionale 11 57 68
Rifondazione Comunista 12 28 40
UDC 3 34 37
Lega Nord Padania 2 20 22
Sinistra Democratica. Per il socialismo europeo 8 12 20
Italia dei valori 1 16 17
Socialisti e Radicali – RNP 3 18 21
Comunisti italiani 2 15 17
Verdi 4 11 15
Popolari-Udeur 2 12 14
DCA-Democrazia cristiana per le Autonomie-Nuovo PSI – 5 5
Misto 1 27 28
Misto-Minoranze Linguistiche – 5 5
Misto- MPA (Mov. Per l’Autonomia) – 6 6
Misto- Repubblicani, Liberali, Riformatori – 3 3
Misto- La Destra 1 3 4
Misto-Socialisti per la Costituente – 3 3
Altri – 10 10
Totale 109 521 630
Fonte: Servizio Prerogative e immunità Nota. In caso di mutamento o cessazione di gruppo, ciascun deputato è considerato nell’ambito del gruppo al quale appartiene al momento del rilevamento.
Rilevamento: mensile
Distinzione dei deputati per gruppo e per età
Partito Democratico-L’Ulivo – 7 55 92 41 195
Forza Italia – 13 38 40 40 131
Alleanza Nazionale – 4 22 25 17 68
Rifondazione Comunista – 5 11 18 6 40
UDC – 1 12 15 9 37
Lega Nord Padania – 10 8 3 1 22
Sinistra Democratica. Per il socialismo europeo 1 1 – 15 3 20
Italia dei valori – – 4 7 6 17
Socialisti e Radicali – RNP – 3 2 11 5 21
Comunisti italiani – – 6 5 6 17
Verdi – 1 6 6 2 15
Popolari-Udeur – 1 3 2 8 14
DCA-Democrazia cristiana per le Autonomie-Nuovo PSI 1 3 1 5
Misto – 1 7 10 10 28
Misto-Minoranze Linguistiche – – 2 3 – 5
Misto- MPA (Mov. Per l’Autonomia) – – 2 4 – 6
Misto- Repubblicani, Liberali, Riformatori – – – – 3 3
Misto- La Destra – – 1 2 1 4
Altri – 1 2 2 5 10
Distinzione tra deputati già eletti in precedenti legislature o eletti per la prima volta
Eletti per la prima volta alla Camera
di cui: 63 237 300
Già eletti al Senato 2 25 27
Già eletti alla Camera
di cui: 46 284 330
solo alla Camera 43 273 316
sia alla Camera e sia al Senato 3 11 14
Tolale 109 521 630
Autore frecciatricoloreScritto il 16 febbraio 2008 Categorie NotizieTag camera,costi,costo,deputati,economico,età,italia,italiano,parlamentari,partiti,partito,politica,politici,privilegi,privilegio,statistica,statistiche,trattamentoLeave a comment on Trattamento economico dei deputati italiani
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