Source: https://www.bilancioecontabilita.it/nei-piccoli-comuni-e-del-sindaco-la-competenza-alla-rotazione-straordinaria-dei-responsabili.html
Timestamp: 2020-08-12 03:17:02+00:00
Document Index: 121201971

Matched Legal Cases: ['art.108', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 319', 'art.108']

Nei piccoli comuni è del Sindaco la competenza alla “rotazione straordinaria” dei responsabili - Bilancio e contabilità
Nei piccoli comuni è del Sindaco la competenza alla “rotazione straordinaria” dei responsabili
La “rotazione straordinaria” nei comuni deve essere disposta dai responsabili di servizio per i propri dipendenti, per i responsabili di servizio la competenza è del Segretario comunale solo qualora gli siano state affidate anche le funzioni di direttore generale (ai sensi dell’art.108 del Tuel) e, del Sindaco, nei confronti del Segretario, del direttore generale e dei responsabili dei servizi (in mancanza delle funzioni attribuite al Segretario comunale di direttore generale). Spetta ad ogni ente, nella predisposizione del Piano triennale anticorruzione individuare il soggetto cui attribuire le competenze per l’attivazione delle procedure di intervento in presenza della “rotazione straordinaria”, ma in principio detta competenza non potrà essere attribuita al responsabile anticorruzione. Sono queste, in sintesi, le indicazioni dell’ANAC contenute nella deliberazione n.345 del 22 aprile 2020.
La rotazione straordinaria
Si ricorda come con la deliberazione n.215 del 26 maggio 2019, l’Autorità anticorruzione avesse emanato le linee guida sull’applicazione della “rotazione straordinaria” ai sensi dell’art. 16 c. 1 quater, d.lgs. 165/2001. La legge n. 97 del 2001 prevede una serie di misure obbligatorie, in presenza dei delitti previsti dagli articoli 314, primo comma, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater e 320 del codice penale e dall’articolo 3 della legge 9 dicembre 1941, n. 1383. Le misure obbligatorie sono le seguenti:
a) in caso di rinvio a giudizio, per i reati previsti dal citato art. 3, l’amministrazione sia tenuta a trasferire il dipendente ad un ufficio diverso da quello in cui prestava servizio al momento del fatto, con attribuzione di funzioni corrispondenti, per inquadramento, mansioni e prospettive di carriera, a quelle svolte in precedenza. In caso di impossibilità (in ragione della qualifica rivestita, ovvero per obiettivi motivi organizzativi), il dipendente è invece posto in posizione di aspettativa o di disponibilità, con diritto al trattamento economico in godimento;
b) in caso di condanna non definitiva, i dipendenti sono sospesi dal servizio (ai sensi del successivo art. 4);
c) nel caso sia pronunciata sentenza penale irrevocabile di condanna, ancorché a pena condizionalmente sospesa, l’estinzione del rapporto di lavoro o di impiego può essere pronunciata a seguito di procedimento disciplinare (ai sensi del successivo art. 5).
A differenza delle misure obbligatorie previste dalla legge n.97/2001, l’art. 16, co. 1, lett. l-quater) del d.lgs. 165/2001 dispone che i dirigenti degli uffici dirigenziali generali “provvedono al monitoraggio delle attività nell’ambito delle quali è più elevato il rischio corruzione svolte nell’ufficio a cui sono preposti, disponendo, con provvedimento motivato, la rotazione del personale nei casi di avvio di procedimenti penali o disciplinari per condotte di natura corruttivi” senza ulteriori specificazioni. Dalla disposizione si desume l’obbligo per l’amministrazione di assegnare il personale sospettato di condotte di natura corruttiva, che abbiano o meno rilevanza penale, ad altro servizio. Si tratta di una misura di natura non sanzionatoria dal carattere eventuale e cautelare, tesa a garantire che nell’area ove si sono verificati i fatti oggetto del procedimento penale o disciplinare siano attivate idonee misure di prevenzione del rischio corruttivo al fine di tutelare l’immagine di imparzialità dell’amministrazione. L’ANAC precisa che, fermo restando che la rotazione straordinaria è disposta direttamente dalla legge, è necessario che nei Piani triennali per la prevenzione della corruzione (PTPC) delle Amministrazioni si prevedano adeguate indicazioni operative e procedurali che possano consentirne la migliore applicazione.
Un Segretario comune, che ricopre anche la funzione di responsabile della Prevenzione e corruzione di un piccolo comune, ha chiesto all’ANAC di chi sia la competenza all’adozione del provvedimento motivato di “rotazione straordinaria” nei confronti di due dipendenti, Responsabili di area apicali, rinviati a giudizio per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità di cui all’art. 319 quater c.p.
Escludendo in linea di principio che l’adozione del provvedimento possa essere adottato dal responsabile anticorruzione, la risposta dell’ANAC è stata la seguente:
Per la generalità dei dipendenti l’adozione del provvedimento spetta ai responsabili di servizio cui i dipendenti sono affidati;
Per i responsabili di servizio spetta al Segretario comunale anche se è responsabile dell’anticorruzione a condizione che il sindaco gli abbai affidato la carica di direttore generale, con esplicito provvedimento del Sindaco ai sensi dell’art.108 del Tuel, altrimenti, in caso di nomina del direttore generale, per i comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti, la competenza è intestata a quest’ultimo;
Spetta al Sindaco l’emanazione del provvedimento nei confronti dei responsabili di servizio se il Segretario comunale è anche responsabile dell’anticorruzione;
Nei piccoli comuni cui il Sindaco non abbia conferito le funzioni dirigenziali ai responsabili di servizio, assorbendone le funzioni, spetta al Sindaco l’adozione dei provvedimenti di rotazione straordinaria dei dipendenti;
Spetta ancora al Sindaco l’adozione del provvedimento nei confronti del Segretario comunale e del direttore generale quando nominato.
Ricorda l’Autorità come tutte le amministrazioni debbano individuare ex ante, nel proprio PTPCT, il soggetto competente ad adottare il provvedimento di “rotazione straordinaria”.