Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/massimari/finanziario/2-4/Doveri+informativi+-+Singola+operazione
Timestamp: 2020-03-28 09:00:51+00:00
Document Index: 142957003

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 21', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 42', 'art.29', 'sentenza ', 'art. 1227', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 31', 'art.23', 'art. 28', 'art. 21', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 56', 'art. 21', 'art. 28', 'art. 23', 'art. 21']

Doveri informativi - Singola operazione
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’investimento – Operazioni eseguite dall’investitore nello stesso periodo di strumenti sofisticati e volatili
L‘adeguatezza degli acquisti di strumenti finanziaria con particolare livello di rischio (obbligazioni argentine) può desumersi dalle numerose operazioni eseguite dall’investitore nello stesso periodo di strumenti sofisticati e volatili connotati da rilevanti rischi di perdita con frequenti operazioni speculative di acquisto e vendita nell’arco di pochi giorni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 05 Febbraio 2019, n. 3335. Segue...
Disposizione di cui all’art. 39 comma 5 reg. Intermediari, il quale prevede che “gli intermediari possono fare affidamento sulle informazioni fornite dai clienti o potenziali clienti a meno che esse non siano manifestamente superate, inesatte o incomplete”, non esclude l’obbligo dell’intermediario di chiedere al cliente le informazioni in merito alla sua conoscenza ed esperienza nel settore d’investimento rilevante per il tipo di strumento o servizio proposto affinché possa comprendere i rischi che esso comporta (artt. 41 e 42.1). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 05 Febbraio 2019. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri infornativi dell’intermediario – Ordine di negoziazione contenente l’obbligo di informazione sull’andamento del titolo successivamente all’acquisto – Patti chiari – Fattispecie in tema di obbligazioni Lehman brothers
Nel caso in cui l’ordine di negoziazione contenga la dicitura «il cliente sarà tempestivamente informato se un titolo facente parte dell’elenco (PATTI CHIARI) subisca una variazione significativa del livello di rischio», l’intermediario è responsabile del danno subito dall’investitore qualora, successivamente all’acquisto, non l’abbia informato del dell’aggravamento del rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Salerno, 01 Ottobre 2018. Segue...
Contratto di deposito titoli amministrato - Obbligazioni Lehman Brothers - Obbligo di informazione preventivo - Inadempimento - Obbligazioni di Banca privata americana ed investimenti aventi ad oggetto pronti contro termine - Contestazione proposta mediante richiamo ad intere pagine del ricorso in appello - Inammissibilità - Accertamento del nesso di causalità fra l'inadempimento dell'intermediario ed il danno - Previsione pattizia dell'obbligo di informazione successiva del cliente - Inadempimento
Investimento mobiliare – Informazione preventiva circa la natura dei titoli – Obbligo dell’intermediario – Omissione – Conseguenza – Inadempimento dell’intermediario – Valutazione dell’adeguatezza dell’investimento – Irrilevanza
L’obbligo dell’intermediario di fornire al cliente informazioni specifiche circa la natura, i rischi, e le implicazioni della singola operazione di investimento, di cui all’art. 21 del d.lgs 58/1998 come specificato dall’art. 28 del reg. consob 11522/98, ha carattere generale, e si riferisce dunque non al solo contratto di gestione di portafogli, ma a tutti i tipi di servizi di investimento. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 16 Febbraio 2018. Segue...
Nella prestazione di servizi di investimento, l’intermediario deve fornire al cliente informazioni concrete e specifiche, ritagliate sul prodotto oggetto della singola operazione; tale obbligo deve essere assolto indipendentemente dalla familiarità del cliente con quel genere di operazioni, ed a prescindere dal peso dell’investimento rispetto al patrimonio complessivamente investito. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 16 Febbraio 2018. Segue...
Intermediazione finanziaria - Operazioni di investimento e di disinvestimento - Autonomia
Le operazioni di investimento e quelle di disinvestimento integrano distinti negozi che, benché posti in essere in tempi più o meno ravvicinati e benché qualificati da una relazione di interdipendenza sul piano della descrizione empirica (avendo, cioè, riguardo al fatto che con i proventi della vendita di alcuni titoli si è operato l'acquisto degli altri), sono da considerare come autonomi dal punto di vista giuridico. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Dicembre 2017, n. 29111. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Inadeguatezza dell’operazione – Avvertimento – Rappresentazione delle caratteristiche dell’operazione inadeguata – Specifiche ragioni che rendono nel concreto inadeguata una data operazione – Contenuti e termini tali da porsi come reali co-fattori della decisione – Utilizzo di una generica frase standard prestampata – Inadempimento
L’avvertimento dell’inadeguatezza dell’operazione di cui all’art. 29 reg. Consob 11522/1998 non può essere dato dall’intermediario mediante una generica frase standard prestampata, ma, al fine di consentire all’investitore di addivenire a una scelta effettivamente consapevole, l’avvertimento in questione deve essere comunicato attraverso una condotta intesa a rappresentare in modo puntuale e compiuto le caratteristiche dell’operazione, con peculiare riguardo ai rischi che la stessa viene propriamente a proporre; le specifiche ragioni che rendono nel concreto inadeguata una data operazione devono perciò venire trasmesse all’investitore con contenuti e termini tali da risultare destinate a porsi come reali co-fattori della decisione di questi: di non investimento, come anche, nel caso, di investimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Maggio 2017. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Inadeguatezza dell’operazione – Rischio di mancato rimborso del capitale investito
In conformità alle norme degli artt. 28, comma 2, e 29, comma 3, Regolamento Consob n. 11522/1998, è obbligo dell'intermediario di indicare all'investitore tutte le specifiche ragioni che risultano idonee a rendere un'operazione di investimento inadeguata per lo stesso, ivi comprese quelle attinenti al rischio di mancato rimborso del capitale investito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Maggio 2017. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Informazioni sulle caratteristiche del titolo – Rischio di default dell'emittente
In conformità alle norme degli artt. 28, comma 2, e 29, comma 3, Regolamento Consob n. 11522/1998 è specifico obbligo dell'intermediario di comunicare all'investitore, in sede di informativa inerente a un eventuale acquisto di titoli, le notizie sul rischio di default dell'emittente che restino conoscibili alla sua diligenza professionale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Maggio 2017. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Dovere di informare l'investitore della perdita di valore o dell'aumento di rischiosità dei titoli verificatisi in data successiva all'acquisto – Esclusione
L'intermediario non è tenuto a informare l'investitore della perdita di valore o dell'aumento di rischiosità dei titoli verificatisi in data successiva all'acquisto; infatti, l'art. 28 Reg. 11522/98 - nella parte in cui finalizza le informazioni alle scelte di investimento "o disinvestimento" - non può indurre una diversa conclusione, poiché deve essere correttamente interpretato nel senso che l'intermediario è tenuto a fornire le informazioni sull'andamento degli strumenti finanziari qualora l'investitore gli abbia manifestato l'intenzione (autonomamente maturata) di disinvestire (c.d. consulenza incidentale). A supporto di questa conclusione non può non considerarsi che una diversa interpretazione dell'art. 28 Reg. 11522/98 finirebbe col porre a carico dell'intermediario un obbligo informativo particolarmente ampio e gravoso e dai confini oggettivamente incerti. Egli sarebbe infatti tenuto (al di fuori di ogni rapporto di consulenza o gestione patrimoniale) a monitorare costantemente l'andamento dei singoli investimenti di tutti i suoi clienti e a comunicare loro ogni "modifica rilevante" delle informazioni a suo tempo fornite su ogni singolo strumento finanziario negoziato. Inoltre lo stesso concetto di "modifica rilevante", ove non ancorato a parametri specifici che non si rinvengono nel testo regolamentare, finisce per essere opinabile e rimessa all'apprezzamento soggettivo dell'intermediario (o, in caso di contenzioso, del giudice e del suo consulente). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30 Dicembre 2016. Segue...
Intermediazione finanziaria - Adeguatezza dell’operazione - Obbligo di fornire all'investitore informazioni adeguate in ordine alla natura, ai rischi ed alle implicazioni della specifica operazione proposta
La valutazione di adeguatezza dell'operazione incide soltanto sull'obbligo di segnalarne motivatamente l'inopportunità ai sensi dell'art. 29, comma 3, del Regolamento Consob, nonché sull'operatività del divieto, ad esso correlato, di procedere all'esecuzione dell'operazione senza un ordine scritto o registrato, ma non fa venir meno gli obblighi previsti dall'art. 28 del medesimo Regolamento, ed in particolare quello di fornire all'investitore informazioni adeguate in ordine alla natura, ai rischi ed alle implicazioni della specifica operazione proposta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 17 Novembre 2016, n. 23417. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Verifica in relazione alle caratteristiche proprie dello strumento finanziario – Necessità
Ciascuna operazione di negoziazione può essere inadeguata tanto per tipologia ed oggetto, quanto per frequenza o dimensione, ed ognuno di tali eventuali profili di inadeguatezza, ove sussistente, deve essere (con diverso approfondimento in dipendenza dell'attività prestata dall'intermediario, secondo si tratti di attività di gestione, ovvero di mera negoziazione o ricezione-trasmissione di ordini) indicato e spiegato all'investitore al fine di consentirgli in proposito una scelta consapevole; in particolare, l'inadeguatezza per tipologia ed oggetto va verificata in relazione alle caratteristiche proprie dello strumento finanziario, le quali si riflettono sul coefficiente di rischio dell'operazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15 Novembre 2016, n. 23268. Segue...
Intermediazione mobiliare - Obblighi informativi dell'intermediario finanziario - Contenuto - Comunicazione del parametro di riferimento "Benchmark" - Adempimento di tali obblighi - Configurabilità - Esclusione
Nei contratti aventi ad oggetto la gestione di portafogli di valori mobiliari, gli obblighi di comportamento normativamente posti a carico dell'intermediario (art. 36 e segg. del reg. Consob n. 11522 del 1998) prevedono, tra l'altro - quale prescrizione vincolante, evincibile dall'Allegato 3, sub C), del menzionato regolamento, dettata al fine d'indicare le modalità di esecuzione dell'obbligo di fornire all'investitore un parametro oggettivo coerente del grado di rischio connesso alle singole gestioni - la preventiva indicazione del grado di rischio di ciascuna linea di gestione patrimoniale, sicché, il solo fatto che l'intermediario professionale abbia comunicato al cliente il parametro di riferimento "Benchmark", che non costituisce un indicatore diretto del grado di rischio, ma fornisce unicamente la possibilità di confrontare i risultati del proprio investimento rispetto all'andamento del mercato, non costituisce valido adempimento del suo obbligo informativo circa le operazioni di investimento rispetto al profilo dell'investitore ed alla sua propensione al rischio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Agosto 2016, n. 17290. Segue...
Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Convergenza verso un fine unitario - Segnalazione all'investigatore della non adeguatezza dell'operazione di investimento - Suitability rule - Contenuto
In tema di intermediazione finanziaria, la pluralità degli obblighi (di diligenza, di correttezza e trasparenza, di informazione, di evidenziazione dell'inadeguatezza dell'operazione che si va a compiere) previsti dagli artt. 21, comma 1, lett. a) e b), del d.lgs. n. 58 del 1998, 28, comma 2, e 29 del Reg. CONSOB n. 11522 del 1998 (applicabile "ratione temporis") e facenti capo ai soggetti abilitati a compiere operazioni finanziarie, convergono verso un fine unitario, consistente nel segnalare all'investitore, in relazione alla sua accertata propensione al rischio, la non adeguatezza delle operazioni di investimento che si accinge a compiere (cd. "suitability rule"). Tale segnalazione deve contenere specifiche indicazioni concernenti: 1) la natura e le caratteristiche peculiari del titolo, con particolare riferimento alla rischiosità del prodotto finanziario offerto; 2) la precisa individuazione del soggetto emittente, non essendo sufficiente la mera indicazione che si tratta di un "Paese emergente"; 3) il "rating" nel periodo di esecuzione dell'operazione ed il connesso rapporto rendimento/rischio; 4) eventuali carenze di informazioni circa le caratteristiche concrete del titolo (situazioni cd. di "grey market"); 5) l'avvertimento circa il pericolo di un imminente "default" dell'emittente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Giugno 2016, n. 11641. Segue...
Gli obblighi informativi che l'intermediario è tenuto a somministrare in forza dell'articolo 28, comma 2, regolamento Consob 11522 del 1998 (il quale fa divieto agli intermediari autorizzati di effettuare operazioni se non dopo aver fornito all'investitore informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione, la cui conoscenza sia necessaria per effettuare consapevoli scelte di investimento) sono distinti e si collocano a monte rispetto a quelli relativi alla valutazione di inadeguatezza dell'operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03 Giugno 2016. Segue...
Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Indicazione del massimo rischio contrattuale - Astratta valutazione per l'investitore di assumere informazioni autonomamente - Inadempimento
Nei contratti d'intermediazione finanziaria, l'assolvimento degli obblighi informativi posti a carico dell'intermediario non può esaurirsi nella indicazione contrattuale del massimo rischio contrattualmente previsto né fondarsi sull'astratta valutazione della possibilità per l'investitore di assumere autonomamente ed aliunde tali informazioni quando non ricorra la qualifica di investitore professionale, avendo invece ad oggetto una condotta positiva diretta specificamente a fornire le informazioni idonee a descrivere la natura, la quantità e la qualità dei prodotti finanziari ed a rappresentarne la rischiosità. (principio di diritto enunciato dalla Corte) Cassazione civile, sez. I, 21 Aprile 2016. Segue...
Intermediazione finanziaria - Gestioni di portafogli - obblighi informativi - Indicazione del grado di rischio di ciascuna linea di gestione patrimoniale - Necessità
Nei contratti aventi ad oggetto la gestione di portafogli, gli obblighi di comportamento normativamente posti a carico dell'intermediario (art. 36 - 46 Reg. Consob n. 11522 del 1998) prevedono anche la preventiva indicazione del grado di rischio di ciascuna linea di gestione patrimoniale, essendo, tale prescrizione vincolante, prevista nell'Allegato 3 sub C) del Regolamento, dettato al fine d'indicare le modalità di esecuzione dell'obbligo, sancito nell'art. 42 del Regolamento, di fornire all'investitore un parametro oggettivo coerente dei rischi connessi alle singole gestioni. (principio di diritto enunciato dalla Corte) Cassazione civile, sez. I, 21 Aprile 2016. Segue...
Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Informazioni specifiche sulla tipologia ed i rischi degli investimenti proponibili - Obbligazione attiva
L'intermediario è tenuto nei confronti di ciascun investitore all'assolvimento dell'obbligo di "fornire" informazioni specifiche sulla tipologia ed i rischi degli investimenti proponibili: si tratta di un obbligo "attivo" come ineludibilmente indicato dall'utilizzazione dei predicati verbali "fornire" ed "acquisire" desumibili dal testo degli artt. 21 TUF e 28 del Reg. Consob, previsto in via generale per i servizi d'investimento, salvo una più puntuale conformazione per specifiche tipologie di operazioni finanziarie. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21 Aprile 2016. Segue...
Intermediazione finanziaria - Doveri informativi dell'intermediario - Oggetto - Natura ed entità degli investimenti - Tipologia e rischiosità - Profilo dell'investitore non professionale - Rilevanza - Limiti
Sono queste, osserva la Suprema Corte, clausole rivolte alla delimitazione "esterna" del rischio connesso agli investimenti, prive di qualsiasi indicazione relativa al contenuto intrinseco delle informazioni relative ad essi, così come l'assunto della Corte d'Appello per cui la leva finanziaria era individuata come corrispondente all'unità, con possibilità per la mandataria di contrarre obbligazioni solo entro l'entità del patrimonio affidato ma comunque fino all'esaurimento dello stesso. La Suprema Corte osserva ancora che anche questa indicazione contrattuale svolge l'esclusiva funzione di definire il limite contrattuale non oltrepassabile delle perdite contrattualmente realizzabili ma è priva di contenuto descrittivo informativo in ordine agli investimenti). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21 Aprile 2016. Segue...
Contratti di borsa – Acquisto di titoli ad alto rischio – Nullità del contratto per violazione degli obblighi informativi da parte della banca – Precedente acquisto di titoli esteri da parte del cliente – Circostanza esimente – Esclusione
A fronte di ordini di acquisto che non potevano non essere conosciuti dalla banca come ad alto rischio in virtù delle informazioni privilegiate in suo possesso, non è idoneo in senso esimente – ad escludere la violazione dell’art.29 del Regolamento Consob - il precedente acquisto, da parte dello stesso cliente, di titoli esteri caratterizzati da un’alea maggiore del normale, in mancanza di una disposizione scritta dello stesso cliente che ne autorizzasse l’acquisto nonostante le informazioni ricevute sulle ragioni che sconsigliavano l’investimento. [Fattispecie in materia di acquisto di bond argentini: la Cassazione ha confermato la sentenza con cui la Corte d’Appello aveva dichiarato la responsabilità dell’istituto di credito per essersi limitato a fornire al cliente informazioni generiche]. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11 Aprile 2016, n. 7071. Segue...
Contratti di borsa - Operazioni finanziarie - Soggetti abilitati - Obblighi a loro carico - Finalità - Segnalazione di inadeguatezza dell'operazione - Contenuto
In tema di intermediazione finanziaria, la pluralità degli obblighi (di diligenza, di correttezza e trasparenza, di informazione, di evidenziazione dell'inadeguatezza dell'operazione che si va a compiere) previsti dagli artt. 21, comma 1, lett. a) e b), del d.lgs. n. 58 del 1998, 28, comma 2, e 29 del Reg. CONSOB n. 11522 del 1998 (applicabile "ratione temporis") e facenti capo ai soggetti abilitati a compiere operazioni finanziarie, convergono verso un fine unitario, consistente nel segnalare all'investitore, in relazione alla sua accertata propensione al rischio, la non adeguatezza delle operazioni di investimento che si accinge a compiere (cd. "suitability rule"). Tale segnalazione deve contenere specifiche indicazioni concernenti: 1) la natura e le caratteristiche peculiari del titolo, con particolare riferimento alla rischiosità del prodotto finanziario offerto; 2) la precisa individuazione del soggetto emittente, non essendo sufficiente la mera indicazione che si tratta di un "Paese emergente"; 3) il "rating" nel periodo di esecuzione dell'operazione ed il connesso rapporto rendimento/rischio; 4) eventuali carenze di informazioni circa le caratteristiche concrete del titolo (situazioni cd. di "grey market"); 5) l'avvertimento circa il pericolo di un imminente "default" dell'emittente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Gennaio 2016. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Lehman Brothers – Obblighi informativi convenzionali della banca – Violazione – Risoluzione per inadempimento
L'obbligo, pattuito con apposita clausola del contratto di investimento, di informare tempestivamente il cliente sulla variazione in misura significativa del livello di rischio dei titoli è differente e di natura più pregnante rispetto a quello, pur gravante sull'intermediario e che si traduce in un preciso impegno di monitoraggio del titolo, di avvisare l’investitore dell’eventuale espunzione del prodotto con le caratteristiche “basso rischio e basso rendimento“ quale indicate dall’elenco “Patti Chiari“. (Vittorio Bovini) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 22 Ottobre 2015. Segue...
Contratti di intermediazione finanziaria - Responsabilità dell'intermediario - Violazione degli obblighi informativi - Successivi inviti a diversificare gli investimenti ed a disinvestire - Attenuazione della responsabilità ex art. 1227 c.c. - Inidoneità
Intermediazione finanziaria - Gestione patrimonio mobiliare - Ordine, ancorché vincolante, di cliente non professionale per investimento, poi rivelatosi dannoso, particolarmente rischioso - Responsabilità dell'intermediario finanziario - Configurabilità - Fondamento - Fattispecie
Acquisto titoli finanziari – Rischiosità titoli Argentina – Inadempimento obblighi informativi da parte di intermediario finanziario – Profilo investitori
Il profilo di rischio firmato dal solo dipendente della banca è privo di valore probatorio. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 03 Novembre 2014. Segue...
Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Indicazione della correlazione tra rischio ed elevato rendimento - Adesione alla OPS della Repubblica Argentina - Effetti
La mancata adesione da parti degli attori all’OPS non rileva, in quanto non vi è prova che gli stessi, in caso contrario, avrebbero potuto ottenere un rimborso, anche parziale, della somma investita. Appello Ancona, 03 Ottobre 2014. Segue...
L'acquisto di altri titoli a rischio in epoca antecedente all'operazione contestata non fa venire meno l'obbligo, della banca, di fornire informazioni adeguate, relative alle caratteristiche dei titoli, alla mancanza di rating, alla solidità patrimoniale dell'ente emittente, e, quindi, alla effettiva possibilità per la stessa di rimborsare il proprio debito alla scadenza. (Gaia Matteini) (riproduzione riservata) Appello Palermo, 15 Marzo 2013. Segue...
L'indicazione prestampata con cui il cliente dichiara di aver ricevuto informazioni sui rischi dell'operazione, e che la stessa è conforme ai propri obiettivi di investimento, pur se sottoscritta da costui, non può valere a comprovare che lo stesso sia stato adeguatamente informato sui rischi dello specifico investimento. (Gaia Matteini) (riproduzione riservata) Appello Palermo, 15 Marzo 2013. Segue...
La consegna del documento generale sui rischi dell’investimento non esime l’intermediario dall’obbligo informativo con riferimento ad ogni singola (successiva) operazione in strumenti finanziari e, pertanto, la sua effettiva consegna in tempo precedente alle singole negoziazioni si appalesa, sotto questo profilo, irrilevante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 06 Febbraio 2013. Segue...
Doveri informativi dell'intermediario - Inadeguatezza dell'operazione - Concorso con la violazione dell'obbligo informativo relativo al prodotto finanziario - Interruzione del nesso causale.
La inadeguatezza dell’operazione resa nota all’investitore, costituisce un’informazione di “rango” superiore ed assorbente rispetto al semplice obbligo informativo relativo al prodotto finanziario e rende per certi versi irrilevante il precedente scambio di informazioni. L’eventuale omissione dell’obbligo informativo “a monte”, a fronte di una operazione qualificata come “inadeguata”, e comunque perfezionatasi su espressa richiesta scritta dell’investitore, è destinata ad interrompere il nesso causale fra il danno manifestatosi nel patrimonio dell’investitore e la condotta omissiva, sotto il profilo “informativo” contestabile all’Intermediario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 06 Febbraio 2013. Segue...
Gli obblighi prescritti dagli artt. 28 e 29 Regoiamento Consob n. 11522/98 a carico dell'intermediario finanziaria sono autonomi e non sovrapponibili. Appello Milano, 09 Gennaio 2013. Segue...
L'obbligo dell'intermediario di fomire all'investitore tutte le informazioni necessarie per fargli assumere una consapevole scelta d'investimento ha valenza generale ed incondizionata e prescinde dall'obbligo di segnalare l'inadeguatezza dell'operazione che è eventuale e dipende dal profilo dell'investitore. (Valerio Heffler) (riproduzione riservata) Appello Milano, 09 Gennaio 2013. Segue...
Contratti di intermediazione finanziaria – Esperienza dell’investitore – Obbligo dell’intermediario di informazione del cliente – Violazione.
In materia di intermediazione finanziaria, con riguardo all’obbligo di informazione a cui è tenuto l’intermediario nell’attività di stipulazione di contratti con l’investitore, la circostanza che quest’ultimo abbia maturato una certa esperienza in materia di strumenti finanziari non esime l’intermediario dall’ottemperare agli obblighi di informazione previsti dal TUF giacché la esigenza di conoscere le caratteristiche dello specifico investimento offerto è propria di ogni investitore, anche di quello più disposto a correre rischi. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 12 Settembre 2012. Segue...
La sottoscrizione di clausole prestampate sugli ordini di negoziazione che abbiano contenuto generico e, come tali, non siano idonee ad informare l'investitore sulla natura e rischiosità dello strumento finanziario trattato, non valgono ad assolvere ai doveri informativi previsti dagli articoli 21 e 28 del TUF (fattispecie in tema di obbligazioni General Motors). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 31 Maggio 2012. Segue...
L’obbligo informativo posto dall’art. 28, secondo comma, Reg. Consob n. 11522/1998 è autonomo rispetto a quello di segnalazione di inadeguatezza dell’operazione previsto dall’art. 29 del medesimo regolamento: il dovere in capo all’intermediario finanziario di fornire informazioni specifiche ed appropriate in merito alla concreta operazione posta in essere col cliente, ed il cui onere della prova grava sull’intermediario stesso, sussiste in tutti i rapporti con operatori non qualificati: tali essendo anche coloro i quali, non rientrando in una delle speciali categorie menzionate nei regolamenti Consob (art. 31 Reg. Consob n. 11522/1998), abbiano in precedenza investito in titoli a rischio. (Fabrizio De Francesco) (riproduzione riservata) Appello Torino, 03 Aprile 2012. Segue...
L'operazione di investimento - Natura negoziale - Esclusione - Atto di esecuzione del programma delineato dal contratto quadro - Violazione delle norme di comportamento da parte dell'intermediario - Vizio della volontà - Esclusione - Fonte di responsabilità.
L'operazione di investimento, al pari di tutti gli altri ordini di acquisto, non ha natura negoziale, configurandosi piuttosto come un atto di esecuzione del programma, eventuale e futuro, di cui, con il contratto "quattro", sono state precisate e concordate le condizioni, sì che l'eventuale violazione delle norme di comportamento da parte dell'intermediario rispetto alla suddetta operazione rilevano non già come causa di un vizio della volontà, bensì come fonte di responsabilità per inadempimento e di risarcimento del danno. (Paolo Negri della Torre) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 07 Marzo 2012. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Argentine – Controversie (in materia di ) – Violazione obbligo di informazione al cliente – Non sussistenza – Onere probatorio.
In tema di controversie in materia di intermediazione finanziaria, con riguardo all’acquisto di obbligazioni argentine, non sussiste violazione dell’obbligo di informazione al cliente incombente in capo all’intermediario, quando nel corso dell’istruttoria emerga che la Banca non disponeva di dati particolari dai quali potesse desumere una elevata rischiosità dei titoli in questione con conseguente onere probatorio in capo al cliente/investitore attore di allegare e provare il nesso causale tra l’asserita carenza di informazione ed il danno, e cioè di asserire e dimostrare che il medesimo, se fosse stato correttamente informato dalla banca, non si sarebbe indotto all’acquisto delle obbligazioni argentine. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 14 Febbraio 2012. Segue...
Intermediazione finanziaria - Adeguatezza dell'operazione - Propensione al rischio manifestata dall'investitore - Rilevanza con riferimento ad ogni singolo operazione - Precedente acquisto di titoli speculativi - Irrilevanza.
Ai fini della valutazione di inadeguatezza dell'operazione, la propensione al rischio manifestata dall'investitore deve essere tenuta in considerazione con riferimento ad ogni singola operazione, così che diviene irrilevante la circostanza che in passato l'investitore abbia acquistato titoli speculativi, dovendosi ritenere che lo stesso abbia la possibilità di determinarsi in maniera diversa rispetto ad ogni singola operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Gorizia, 18 Ottobre 2011. Segue...
Possono dar luogo alle risoluzione del contratto ed al risarcimento del danno in via autonoma e distinta sia la violazione degli obblighi informativi previsti dall'articolo 28 reg. Consob 11522/98, sia la violazione di quelli previsti dall'articolo 29 del medesimo regolamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Settembre 2011. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obbligo di specifica informazione circa i motivi di inadeguatezza – Sussistenza.
Le motivazioni correlate all’inopportunità dell’investimento per inadeguatezza di esso non possono essere sufficientemente chiarite sottoponendo al cliente un testo prestampato (e non evidenziato graficamente né personalizzato nella modulistica) in cui ci si limiti ad indicare l’operazione come “inadeguata” ed i titoli come “rischiosi”. È necessario, infatti, che l’intermediario dimostri di avere illustrato al cliente le ragioni dell’inadeguatezza. (Lorenzo Grassano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26 Settembre 2011. Segue...
Intermediazione finanziaria – Oneri informativi dell’intermediario –Modulazione dell’onere della prova – Relevatio ab onere probandi – Rischio generale – Rischio emittente specifico.
Il rispetto degli oneri informativi normativamente previsti, che deve essere provato dall’intermediario giusta la revelatio di cui all’art.23, comma sesto, TUF, comporta che l’intermediario debba fornire agli investitori notizie specifiche sui rischi connessi ai singoli investimenti (c.d. rischio emittente specifico) essendo a tale fine insufficienti le informazioni di carettere generale contenute nel documento di cui all’allegato 3 al Regomamento Consob n. 11522 (c.d. rischi generali). (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 23 Giugno 2011. Segue...
Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Conflitto di interessi - Operazione inadeguata - Specificità dell’informazione - Modalità.
L'informazione per cui l'operazione sarebbe stata eseguita "fuori dai mercati regolamentari" e che "l'operazione era in conflitto di interessi" è del tutto insufficiente ad integrare il disposto normativo di cui agli articoli 21 e 27 del TUF che, come è noto, impone all'intermediario l'obbligo di comunicare al cliente non soltanto la sussistenza del conflitto di interesse ma anche la sua natura ed estensione, non bastando, a tal fine, il riferimento a regole e principi generali o il ricorso a mere clausole di stile. Quanto alla inadeguatezza dell'operazione, l'intermediario ha l'obbligo di indicare sotto quale specifico aspetto l'operazione di investimento che si appresta a compiere è da considerarsi inadeguata, non essendo sufficiente la sottoscrizione da parte dell'investitore di un modulo non idoneo a renderlo con dovizia di particolari edotto dell'alta rischiosità dei titoli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 26 Maggio 2011. Segue...
Una generica informazione sul rischio associato ad una elevata redditività non costituisce prova di un'informazione sugli specifici rischi connessi alle operazioni di investimento. (Vittorio Bovini) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 11 Aprile 2011. Segue...
Costituisce certamente significativa variazione del livello di rischio di un titolo "a basso rischio - basso rendimento" la circostanza che il titolo subisca un'oscillazione in riduzione di circa il 17% in due mesi. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Marzo 2011. Segue...
La generica indicazione contenuta nell'ordine di acquisto ed il richiamo dell'attenzione dell'investitore sul rischio tipico dei titoli obbligazionari non può certo ritenersi rispondente all'adempimento degli obblighi informativi relativi all'acquisto di obbligazioni al grey market, particolarmente quando manchino i richiami dell'attenzione dell'investitore circa l'assenza del regolamento di emissione del prestito obbligazionario e circa la provenienza dei titoli da una società di diritto lussemburghese e di riferimenti alle sue condizioni patrimoniali. (Gregorio Zambrin) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 10 Marzo 2011. Segue...
Il fatto che il cliente, tramite l'intermediario, abbia effettuato alcuni investimenti (anche rischiosi) in fondi comuni e titoli azionari, peraltro in un ristretto periodo di tempo (meno di due anni), può in astratto ritenersi idoneo a consentire all'intermediario la ricostruzione dell'esperienza e della propensione al rischio del cliente, ma non autorizza la presunzione da parte dell'intermediario della conoscenza da parte del cliente delle caratteristiche essenziali di tutte le possibili tipologie di investimento in astratto e in concreto e quindi non esonera l'intermediario stesso dall'adempimento degli ulteriori obblighi informativi previsti dal secondo comma dell'art. 28, tanto più ove l'investimento si caratterizzi per una natura (quella obbligazionaria) radicalmente differente rispetto a quella (azionaria) degli investimenti praticati in passato. (Gregorio Zambrin) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 10 Marzo 2011. Segue...
Intermediazione finanziaria - Doveri informativi dell'intermediario - Informazioni relative alla singola operazione - Ammissione della natura rischiosa del titolo negoziato - Fattispecie.
La generica dicitura contenuta sull'ordine di acquisto dalla quale risulta che l'intermediario ha evidenziato la natura e i rischi della singola operazione costituisce di fatto un'ammissione della natura rischiosa del titolo negoziato e comporta la necessità di fornire all'investitore informazioni necessarie ed adeguate a comprendere la rischiosità degli investimenti. L'intermediario ha, infatti, il dovere di fornire specifiche indicazioni sulle caratteristiche dei titoli negoziati ed ai connessi profili di rischio (nella fattispecie, l'intermediario avrebbe dovuto illustrare il rischio specifico inerente le emissioni di obbligazioni argentine illustrando l'andamento del titolo ed informando l'investitore della possibilità di totale perdita del capitale investito). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Casale Monferrato, 04 Marzo 2011. Segue...
Intermediazione finanziaria – Servizi di investimento – Obbligo di informazione – Specificità – Adeguatezza dell’operazione al profilo del cliente.
L’intermediario deve fornire una completa informazione circa la natura ed i rischi connessi alla specifica operazione che il cliente intende porre in essere. Se il prodotto è accompagnato da una offering circular, vanno segnalati al cliente gli elementi di allarme specifico emergenti dalla stessa. In presenza di una profilatura del cliente da cui emergano una propensione medio-bassa al rischio ed obiettivi di difesa del capitale, non possono ritenersi compatibili con le sue caratteristiche gli investimenti a rischio anche se per ipotesi ne abbia già effettuati: in tal caso può solo concludersi che il cliente aveva già posto in essere operazioni non adeguate. (Leopoldo Ghigliotti) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 26 Febbraio 2011. Segue...
Intermediazione finanziaria - Operazione inadeguata - Avvertimento - Sussistenza dell'obbligo di informazione in relazione allo specifico titolo negoziato - Sussistenza.
In presenza di operazione inadeguata sotto il profilo della mancata diversificazione del portafoglio, l'intermediario ha comunque il dovere di informare l'investitore in modo specifico e concreto in ordine alle caratteristiche del titolo negoziato ed alla sua rischiosità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 02 Febbraio 2011. Segue...
Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi relativi alla specifica operazione - Funzione - Onere della prova gravante sul intermediario.
Il precetto contenuto nell'articolo 28, comma 2, reg. Consob n. 11522 del 1998, il quale vieta agli intermediari di effettuare e consigliare operazioni senza aver prima fornito all'investitore informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione o del servizio, assolve alla funzione di fare in modo che il cliente, a prescindere dal profilo di rischio conservativo o speculativo, sia in ogni caso adeguatamente informato dall'operatore circa le caratteristiche dei prodotti oggetto delle singole negoziazioni, in modo che l'ordine sia impartito con piena cognizione di causa; tale specifico corredo informativo si aggiunge a quello già contenuto nel documento sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari, con la conseguenza che l'intermediario è gravato dall'onere di dimostrare di aver fornito all'investitore dette specifiche informazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 25 Gennaio 2011. Segue...
Obblighi informativi dell’intermediario ex art. 21 TUF – Avvertimento di rischio di perdita del capitale legato all’eventuale insolvibilità della società ed indicazione della regola per cui ad un rendimento maggiore corrisponde un rischio più elevato – Genericità ed irrilevanza.
Gli avvisi dati dal funzionario della banca alla cliente per cui vi era il rischio di perdita del capitale “legato all’eventuale insolvibilità della società” e per cui “ad un rendimento maggiore corrisponde un rischio più elevato”, sono assolutamente inidonei ad integrare una corretta e completa informazione della banca intermediaria, trattandosi di appare come avvertimenti di carattere meramente ipotetico e generico, astrattamente riferibili a qualunque investimento in titoli (obbligazionari o azionari) emessi da società operanti sul mercato, ma del tutto sganciati dal caso concreto e dalla specifica situazione delle società coinvolte ed inidonei in concreto a fornire utili elementi informativi sulla reale rischiosità della singola negoziazione posta in essere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 30 Novembre 2010. Segue...
L’obbligo dell’intermediario di informare l’investitore dei rischi specifici delle operazioni di investimento non è assolto né dalla consegna del documento generale sui rischi degli investimenti né dalle informazioni sul rapporto tra il rendimento ed il rischio del prodotto negoziato, risultando invece necessario, che l’intermediario, acquisite le informazioni contenute nei documenti ufficiali quali le offering circulars, le riferisca al cliente, informandolo quindi della natura altamente speculativa delle operazioni di investimento. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 13 Ottobre 2010. Segue...
Intermediazione finanziaria - Doveri informativi relativi alla singola operazione - Art. 28, comma 2, reg. Consob n. 11522/98 - Distinzione ed autonomia rispetto all'informazione di operazione inadeguata.
L'obbligo informativo previsto dall'art. 28, comma 2, reg. Consob n. 11522/98, costituisce il necessario ed indispensabile corredo informativo della specifica operazione ed ha lo scopo di consentire all’investitore di operare le proprie scelte di investimento in modo consapevole ed informato. Tale obbligo, che deve considerarsi autonomo rispetto a quello previsto, per le operazioni inadeguate dall'art. 29 del citato regolamento, discende da quello più generale previsto dall'articolo 21 del TUF di operare in modo che i clienti siano sempre adeguatamente informati ed altresì da quello di tenere un comportamento ispirato diligenza, correttezza e trasparenza, nell'interesse dei clienti e per l'integrità dei mercati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) (1) Appello Torino, 04 Ottobre 2010. Segue...
Doveri informativi dell'intermediario finanziario - Articolo 28 regolamento Consob - Irrilevanza delle qualità soggettive del cliente e della sua esperienza in materia finanziaria.
Il dovere informativo posto a carico dell'intermediario dall'articolo 28 regolamento Consob prescinde dalle qualità soggettive del cliente e deve, pertanto, essere adempiuto anche nell'ipotesi in cui il cliente rifiuti di fornire informazioni sul proprio profilo finanziario ed altresì nell'ipotesi in cui il cliente abbia maturato una determinata esperienza in strumenti finanziari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 22 Settembre 2010. Segue...
Obbligazioni Finmek International – Negoziazione al grey market prima dell’emissione delle condizioni del prestito – Know yuor merchandise rule – Violazione – Dovere di informazione dell’investitore – Impossibilità.
La negoziazione di obbligazioni nella fase di grey market, la quale abbia luogo prima che siano state rese note le condizioni di emissione del prestito, impedisce all’intermediario la necessaria conoscenza dello strumento finanziario ed impedisce altresì che l’investitore venga adeguatamente informato delle specifiche caratteristiche del medesimo ed eventualmente dell’inadeguatezza dell’operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Tolmezzo, 01 Aprile 2010. Segue...
Doveri informativi dell'intermediario – Informazione in merito allo specifico rischio ed alle caratteristiche del titolo – Investimento consapevole – Avvertenza di “titolo a rischio” presente sul modulo d'ordine – Inadeguatezza dell'informazione.
Viene meno ai propri doveri informativi l'intermediario che al momento del conferimento dell'ordine non illustri e spieghi ai clienti le caratteristiche dei titoli oggetto di negoziazione e che non provveda a fornire le avvertenze in merito al tipo specifico di rischio sotteso all'operazione ed alle specifiche caratteristiche del titolo, così da consentire di effettuare un investimento orientato e consapevole, laddove detto obbligo non può ritenersi assolto mediante l’avvertenza, presente sul modulo d'ordine, di “titolo a rischio”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Macerata, 16 Marzo 2010. Segue...
Intermediazione finanziaria – Informazioni relative alla rischiosità dei singoli investimenti – Informazioni di carattere generale contenute nel contratto di custodia d'amministrazione – Adeguatezza – Avvertimento relativo ad operazione inadeguata.
L'investitore è adeguatamente informato della rischiosità dei singoli investimenti attraverso le informazioni di carattere generale contenute nel contratto di custodia ed amministrazione titoli e di mandato per la negoziazione e nella “scheda cliente” relativa al servizio di gestione patrimoniale, tanto più ove il cliente stesso, con riferimento alla specifica operazione, sia stato avvertito dell'inadeguatezza dell'operazione ai sensi dell'articolo 29 del regolamento Consob. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 12 Marzo 2010. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obbligazioni corporate (Lehaman Brothers) – Informazione relativa al titolo negoziato – Fattispecie – Indicazione del rating e del livello di rischio – Insufficienza – Rischio di mancato rimborso del capitale – Avvertimento – Necessità.
Posto che ai sensi degli artt. 21 del TUF e 28 del reg. Consob l’intermediario ha il dovere di informare il cliente delle caratteristiche del titolo che lo stesso si accinge ad acquistare deve considerarsi insufficiente l’informazione, con particolare riferimento ad una obbligazione “corporate”, che si limiti ad indicare il rating e la classe di rischio e non faccia invece esplicito riferimento all’eventualità del mancato rimborso del capitale che per un tal tipo di obbligazioni è sicuramente più probabile rispetto a quelle emesse da uno Stato dell’Unione Europea. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 05 Marzo 2010, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Avvertenza relativa alla non facile liquidabilità dei titoli – Adeguatezza dell’informazione in rapporto al profilo di rischio – Sussistenza – Fattispecie.
La dicitura “titoli di non facile liquidabilità” apposta sull’ordine di acquisto non può indurre l’investitore a ritenere come sicuro ed esente da rischi di perdita del capitale l’investimento in obbligazioni argentine, tanto più ove dal profilo di rischio sottoscritto risulti un livello medio di esperienza in strumenti finanziari, una elevata propensione al rischio e come obiettivo di investimento la “prevalenza di rivalutabilità con il rischio dell’andamento dei corsi e compresenza di redditività”, profilo, questo, che ha peraltro trovato conferma nella esecuzione di varie operazioni poste in essere anche per importi considerevoli riguardo a titoli con analogo livello di rischio quali obbligazioni emesse dalla Turchia al 9,625% e dalla Russia al 9%. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 01 Marzo 2010. Segue...
Intermediazione finanziaria – Informazioni relative alla specifica operazione – Dichiarazione prestampata relativa all’adeguatezza delle informazioni – Natura confessoria – Esclusione.
La generica dichiarazione prestampata relativa alla adeguatezza delle informazioni contenuta nel modulo dell’ordine di acquisto non ha alcuna rilevanza confessori; la confessione può infatti avere ad oggetto un fatto e non un giudizio, tanto più ove detta dichiarazione non sia richiamata nel riquadro ove è collocata la sottoscrizione dell’ordine di acquisto. (Francesco Santarcangelo) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 25 Febbraio 2010. Segue...
Obblighi informativi dell’intermediario – Tipologia dello strumento e rischio della specifica operazione – Violazione – Inadempimento.
Il corretto adempimento agli obblighi informativi richiede che l’investitore sia posto nelle condizioni di comprendere esattamente la tipologia dei titoli acquistati, la natura ed il rischio della specifica operazione finanziaria. L’omissione di tale informazione costituisce di per sé inadempimento ai citati obblighi, indipendentemente dal fatto che sia o meno stata posta in essere una operazione inadeguata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 21 Dicembre 2009. Segue...
Profilo di rischio dell’investitore – Determinazione – Obiettivo di investimento – Ricerca di una rendita certa e costante nel tempo – Investimento di natura speculativa – Esclusione – Rapporto rischio/rendimento – Dovere informativo dell’intermediario – Sussistenza. (26/04/2010)
Il cliente che comunichi all’intermediario l’intenzione di investire il ricavato dalla vendita di un bene di rilevante valore (nella specie una farmacia) in strumenti finanziari che assicurino una rendita il più elevata possibile e continuata nel tempo, al fine di assicurarsi flussi di entrata costanti, non è alla ricerca di un investimento di natura speculativa e dall’esito aleatorio ma di un investimento di natura conservativa. La non elevata propensione al rischio di un simile cliente è, infatti, deducibile dalla volontà di assicurarsi una rendita costante nel tempo, intenzione, questa, incompatibile con il rischio di perdita del capitale e, in presenza di una tale situazione, l’intermediario ha il dovere di spiegare al cliente che l’alto rendimento dei titoli è incompatibile con l’obiettivo manifestato di conseguire una rendita certa e costante nel tempo. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19 Novembre 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi alla specifica operazione – Finalità di garantire una scelta libera e consapevole – Sussistenza – Violazione – Grave inadempimento.
Costituisce grave inadempimento la violazione degli obblighi informativi previsti dall’art. 28, comma 2, reg. Consob n. 11522/1998, attinenti la natura, i rischi e le implicazioni della specifica operazione, non essendo idoneo a fornire tale informazione il documento generale sui rischi di investimento. L’omissione dell’informazione in questione non consente all’investitore di effettuare una scelta libera e consapevole, specialmente ove la violazione riguardi titoli trattati al cd. grey market per i quali non è disponibile l’offering circular. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 09 Novembre 2009, n. 0. Segue...
Al cliente che manifesti l’intenzione di effettuare un investimento nel quale non vi siano rischi di perdita del capitale, deve essere illustrato il rapporto tra redditività del titolo e rischio così che egli possa comprendere la eventuale non rispondenza alle proprie aspettative di un determinato strumento finanziario. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 06 Ottobre 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Informazione di cui agli artt. 28 e 29 reg. Consob 11522/98 – Distinzione.
Gli artt. 28 e 29 del Regolamento Consob n. 11522/1998 pongono a carico dell’intermediario due obblighi distinti, ma tra loro strettamente connessi che si coordinano, a loro volta, con quello generale di assicurare l’ordinata e corretta prestazione dei servizi, mediante l’impiego di apposite procedure interne (art. 56, comma 2, lett. a) reg. cit). Tali obbligazioni, sebbene tra loro strettamente connesse, sono tuttavia oggetto di distinte previsioni e di diversificata modalità di osservanza che operano in positivo, attraverso prescrizioni di attività piuttosto che di divieti, sicché l’osservanza dell’una non necessariamente assolve il rispetto dell’altra. (ag) Appello Torino, 15 Settembre 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Informazione relativa alla specifica operazione – Conoscenza effettiva e concreta dello strumento finanziario – Necessità.
L’informativa che l’intermediario deve dare all’investitore con riferimento alla specifica operazione che il medesimo si accinge a compiere non può consistere in una avvertenza formulata in maniera generica e formale e tale da non consentire al cliente di comprendere l’effettiva portata dell’operazione ed il relativo livello di rischio. (ag) Tribunale Torino, 26 Agosto 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi – Diversità delle norme che regolano l’emissione di un titolo – Omessa informazione – Inadempimento – Sussistenza.
Costituisce grave inadempimento, tale da giustificare la risoluzione dell’ordine di acquisto, la mancata informazione relativa al fatto che l’obbligazione acquistata (Parmalat 98/05 FR EU) sia stata emessa da società di diritto olandese, in quanto tale circostanza comporta una radicale diversità del quadro normativo di riferimento e quindi del titolo. (fb) Tribunale Ferrara, 26 Maggio 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Rischiosità dell’investimento ed adeguatezza dell’operazione – Nesso di causalità.
L’inadempimento ai doveri informativi relativi alla rischiosità dell’investimento ed all’inadeguatezza dell’operazione è causa efficiente non solo del minor valore dell’investimento ma anche delle perdite conseguenti al mancato incasso delle cedole programmate. (fb) Appello Milano, 24 Aprile 2009, n. 0. Segue...
L’intermediario deve informare l’investitore delle caratteristiche del singolo strumento finanziario, del rischio ad esso connesso e dell’adeguatezza dell’operazione e ciò a prescindere dalle effettive conoscenze in possesso dell’investitore e da quanto avvenuto in occasione di precedenti operazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 31 Marzo 2009, n. 0. Segue...
L’obbligo dell’intermediario di informare l’investitore delle specifiche caratteristiche del titolo negoziato deve essere assolto anche nel caso in cui gli ordini di negoziazione vengano impartiti mediante il servizio di phone banking. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 31 Marzo 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi relativi alla specifica operazione – Onere della prova – Violazione – Risoluzione del contratto – Conseguenze.
L’intermediario ha l’onere di provare di aver fornito all’investitore ogni informazione necessaria in merito alla natura del titolo acquistato, al rating riconosciuto dalle agenzie internazionali ed al rischio ad esso connesso, in modo che il cliente possa giungere alle proprie determinazioni in modo consapevole; l’inadempimento a tale dovere informativo costituisce grave inadempimento all’obbligo contrattuale previsto dall’art. 21, comma 1, lett. b) d.lgs. n. 58/1998 ed è causa di risoluzione del contratto quadro, alla quale consegue la restituzione della somma versata per l’acquisto dei titoli, detratto il valore delle cedole incassate, e di restituzione all’intermediario dei titoli medesimi. (fb) Tribunale Forlì, 21 Marzo 2009, n. 0. Segue...
L’intermediario è tenuto ad allegare e provare di aver assolto agli obblighi di informazione previsti dall’art. 28, comma 2, reg. Consob n. 11522/98 aventi ad oggetto la natura, i rischi e le implicazioni della specifica operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 16 Febbraio 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Servizio di phone banking – Doveri informativi dell’intermediario – Sussistenza.
La possibilità di utilizzare tecniche di comunicazione a distanza per la prestazione dei servizi finanziari non esime gli intermediari dall’osservanza degli obblighi informativi previsti dalla disciplina di settore. Così, anche nel caso in cui gli ordini vengano effettuati attraverso il servizio di phone banking, gli intermediari devono fornire agli investitori adeguate informazioni sulla specifica operazione e ciò indipendentemente dal fatto che sia stato loro consegnato il documento sui rischi generali di investimento o che abbiano in precedenza effettuato operazioni analoghe. (av) Tribunale Mantova, 05 Febbraio 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Ordini impartiti per via telematica – Doveri informativi relativi alla specifica operazione – Sussistenza.
L’intermediario, in applicazione dell’ultimo comma dell’art. 23 del d.lgs. n. 58/1998, deve provare di aver puntualmente e correttamente adempiuto al dovere di informazione imposto dagli artt. 21 del citato d.lgs. e 28 del reg. Consob n. 11522/1998 con particolare riferimento alle caratteristiche, alle implicazioni ed ai rischi della specifica operazione che l’investitore si accinge a compiere; da tale dovere l’intermediario non è esonerato nel caso in cui gli ordini vengano dal cliente impartiti per via telematica. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Gorizia, 30 Gennaio 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Propensione al rischio media o alta – Doveri informativi relativi al livello di rischio della singola operazione – Sussistenza.
L’intermediario è tenuto a segnalare l'esistenza del grado di rischio dell'investimento e l’eventuale inadeguatezza dell’operazione anche ai clienti con propensione al rischio media o alta, tanto più nel caso in cui l'esperienza dei medesimi non possa essere valutata con riferimento alla loro pregressa operatività. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 21 Novembre 2008. Segue...
Intermediazione finanziaria – Negoziazione tramite internet – Modalità operative – Informazione sul titolo e sui rischi connessi – Necessità.
L’utilizzo di tecniche di comunicazione e di contrattazione a distanza non esonera l’intermediario dall’adempimento del fondamentale obbligo di informazione previsto dall’art. 21 TUF e in particolare dall’obbligo di “acquisire le informazioni necessarie dai clienti e operare in modo che essi siano sempre adeguatamente informati”, di cui peraltro gli articoli 28 e 29 Reg. Consob n. 11522/98 costituiscono una specificazione, e di “disporre di risorse e procedure, anche di controllo interno, idonee ad assicurare l’efficiente svolgimento dei servizi”. Pertanto, anche nel caso in cui il servizio di investimento venga prestato tramite internet, l’intermediario deve fornire al cliente modalità operative tali da assicurare comunque una corretta e completa informazione sul titolo oggetto di compravendita e sul rischio connesso al tipo di operazione prescelta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26 Giugno 2008, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Negoziazione tramite internet – Informazione relativa allo specifico strumento finanziario – Modalità – Presenza di links.
Qualora il servizio di negoziazione venga prestato tramite la rete internet, si deve ritenere che la presenza sulla schermata relativa al titolo di links che consentano al cliente di acquisire tutte le informazioni rilevanti prima di procedere ad operazioni di acquisto o vendita dello stesso, sia strumento sufficiente ed idoneo ad assolvere all’obbligo dell’intermediario di fornire informazioni sulla natura, sulle caratteristiche del titolo e sui rischi connessi all’operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26 Giugno 2008, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Negoziazione tramite internet – Strumenti derivati – Indicazione della clausola di stop loss e delle modalità operative – Necessità.
Nell’ambito del servizio di negoziazione di strumenti finanziari derivati prestato tramite internet, l’omessa indicazione della presenza della clausola di stop loss e del relativo livello di operatività costituisce omissione informativa e potenziale fonte di responsabilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26 Giugno 2008, n. 0. Segue...
Borsa - Servizi di investimento mobiliare - Obblighi della banca - Informazione adeguata alla situazione finanziaria del cliente - Necessità - Operazioni non adeguate - Ordine scritto - Necessità - Precedente acquisto di altri titoli a rischio - Rilevanza - Esclusione.
In tema di servizi di investimento, la banca intermediaria, prima di effettuare operazioni, ha l'obbligo di fornire all'investitore un'informazione adeguata in concreto, tale cioè da soddisfare le specifiche esigenze del singolo rapporto, in relazione alle caratteristiche personali e alla situazione finanziaria del cliente, e, a fronte di un'operazione non adeguata (nella specie, avente ad oggetto obbligazioni Mexico 10%), può darvi corso soltanto a seguito di un ordine impartito per iscritto dall'investitore in cui sia fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute. All'operatività di detta regola - applicabile anche quando il servizio fornito dall'intermediario consista nell'esecuzione di ordini - non è di ostacolo il fatto che il cliente abbia in precedenza acquistato un altro titolo a rischio (nella specie, obbligazioni Telecom Argentina), perchè ciò non basta a renderlo operatore qualificato ai sensi della normativa regolamentare dettata dalla Consob. (Fonte: CED – Suprema Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 25 Giugno 2008, n. 17340. Segue...