Source: https://www.tifinanzia.it/legge-18050-sulla-cessione-del-quinto-dello-stipendio/?share=email
Timestamp: 2019-03-22 13:54:45+00:00
Document Index: 44030004

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 8', 'art.45', 'art.5', 'art.2', 'art.68', 'art.60']

TiFinanzia Agenzia in attività finanziaria Srl presenta il testo integrale della legge sulla cessione del quinto dello stipendio n.°180/50
Regole sulla cessione degli stipendi, dei salari e delle pensioni
TITOLO I – DEL SEQUESTRO, DEL PIGNORAMENTO E DELLA CESSIONE DEGLI STIPENDI SALARI E PENSIONI
fino alla concorrenza di un terzo valutato al netto di ritenute, per causa di alimenti dovuti per legge;
fino alla concorrenza di un quinto valutato al netto di ritenute, per debiti verso lo Stato e verso gli altri enti, aziende ed imprese da cui il debitore dipende, derivanti dal rapporto d’impiego e di lavoro;
fino alla concorrenza di un quinto valutato al netto di ritenute, per tributi dovuti allo Stato, alle province ed ai comuni, facenti carico, fino dalla loro origine, all’impiegato o salariato
gli ufficiali in servizio permanente effettivo delle varie Forze armate e dei Corpi organizzati militarmente a servizio dello Stato. Sono parificati agli ufficiali in servizio permanente effettivo gli ufficiali invalidi o mutilati riassunti in servizio sedentario, ed inoltre quelli i quali, avendo cessato di appartenere ai ruoli di servizio permanente effettivo, siano in posizioni speciali con trattamento economico ragguagliato allo stipendio e con diritto a computare anche il periodo di durata di tali posizioni nel servizio utile per il futuro assegno di riposo.
i sottufficiali in servizio continuativo delle Forze armate e dei Corpi organizzati militarmente di cui sopra, aventi grado non inferiore a maresciallo ordinario o parificato.
a garantire gli istituti indicati nell’art. 15 contro i rischi di perdite per mutui accordati verso cessione di quote di stipendio o salario, per i quali l’amministrazione del Fondo abbia prestato garanzia;
a concedere prestiti diretti, verso cessione di quote di stipendio o salario, agli impiegati e ai salariati dello Stato ed ai personali di cui agli articoli 9 e 10, nei casi di accertate necessità familiari, entro i limiti delle disponibilità liquide di ciascun esercizio.I rischi delle operazioni di prestito diretto fanno carico al Fondo.
coloro che non comprovino, nei modi stabiliti dal regolamento, di avere sana costituzione fisica;
gli impiegati che siano compiuto i sessantacinquesimo anno di età o che lo compiano entro il mese successivo a quello in cui il prestito dovrebbe concedersi, e i salariati che abbiano compiuto o compiano nell’anzidetto termine, sessanta anni di età, se uomini e cinquantacinque, se donne;
coloro che siano ancora soggetti agli obblighi di leva;
coloro che non siano in attività di servizio. La esclusione per questo motivo non si applica agli ufficiali che si trovino nelle posizioni indicate nell’art. 8.
una somma calcolata in ragione di L. 0,50 per cento per spese di amministrazione, modificabile, nei modi e con le forme di cui all’articolo precedente, con decreto del Presidente della Repubblica;
un premio compensativo dei rischi dell’operazione pari al 2 per cento per i prestiti estinguibili fino a cinque anni ed al 4 per cento per i prestiti estinguibili oltre il quinquennio, salva nuova determinazione da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, nei modi e con le forme di cui alla lettera a).
morte del cedente prima che sia estinta la cessione;
riduzione dello stipendio o salario del cedente per effetto della quale non sia più consentita la ritenuta della intera quota ceduta. Il Fondo ha facoltà di adempiere l’obbligo della garanzia corrispondendo mensilmente la quota o parte di quota di stipendio o salario ceduta, per la quale sia venuta a mancare la possibilità di trattenuta ovvero riscattando la cessione con l’abbuono degli interessi in più percepiti dal cessionario. Il Fondo, nel rivalersi verso il cedente delle somme pagate per conto di lui, liquida a proprio favore gli interessi a scalare sulle somme stesse al saggio originario del contratto di mutuo fino alla scadenza del contratto ed al saggio legale civile dopo tale scadenza. Nel caso di cui alla lettera c) il Fondo ricupera le somme pagate per conto del cedente, con gli interessi, mediante il corrispondente prolungamento della ritenuta mensile sullo stipendio o salario, salva la facoltà di cui all’art.45.
(Disposizioni estensibili ai ferrovieri e agli operai dello Stato non aventi assegni fissi e continuativi).
Nel caso di preesistenza di sequestri o pignoramenti, la cessione può essere fatta entro il limite della differenza tra i due quinti dello stipendio o salario, valutati al netto delle ritenute, e la quota colpita da sequestri o pignoramenti e fermo restando il limite previsto dall’art.5 del medesimo Decreto.
Nel caso di preesistenza di cessione perfezionata e debitamente notificata, il sequestro o pignoramento può essere ordinato entro il limite della differenza tra la metà dello stipendio o salario, valutati al netto delle ritenute, e la quota ceduta, fermi restando i limiti previsti dall’art.2 del medesimo Decreto.
Nel caso di preesistenza di sequestri o pignoramenti, la delegazione di cui all’art.68 e la ritenuta di cui all’art.60 del medesimo Decreto 180/50 (fino alla metà dello stipendio, salario o pensione per il pagamento delle quote del prezzo o della pigione afferenti agli alloggi popolari od economici specificati negli stessi artt.58 e 60) sono consentite soltanto entro la differenza tra la metà dello stipendio, salario o pensione, valutati al netto di ritenute, e le somme precedentemente vincolate. Tale limitazione non si applica alle ritenute disposte a norma degli artt.61 e 62 del Decreto medesimo (casi di morosità di soci di cooperative edilizie verso la Cassa DD. e PP. e altri casi analoghi verso alcune altre Amministrazioni dello Stato).
Nel caso di preesistenza delle delegazioni o ritenute di cui al paragrafo precedente, i sequestri o pignoramenti non possono colpire se non l’eventuale differenza fra la metà dello stipendio, salario o pensione, valutati al netto di ritenute, e l’importo della delegazione o ritenuta.
Nel caso di concorso di cessione e delegazione, non può superarsi il limite della metà dello stipendio o salario se non con l’assenso dell’Amministrazione dalla quale si dipende che ne deve riconoscere la necessità. Per i pensionati l’assenso è dato dall’Amministrazione alla quale fa carico la pensione.