Source: http://www.cgilpomezia-castelli.it/sicurezza.html
Timestamp: 2018-06-24 06:53:23+00:00
Document Index: 98689206

Matched Legal Cases: ['art. 48', 'art.177', 'art. 36', 'art. 168', 'arti 1', 'arte 3']

CGIL Pomezia, Castelli, Colleferro, Subiaco - F.A.Q. - Sicurezza
...svolgendo un servizio di distribuzione pasti, io sono un’addetta mensa, come me altre 27 signore. Il fatto che siamo dislocate per il territorio, vorrei capire se come RLS ho la facoltà di poter andare in giro per le scuole per verificare le situazioni, con quanta frequenza e a chi dovrei inviare eventuale domanda?
Essendo per un’azienda di trasporto pasti le scuole di destinazione luogo di lavoro a tutti gli effetti il RLS potrà, a sua discrezione, effettuarvi visite, come previsto dall’art. 48 comma 4 del D. Lgs 81/08 che recita che per l’esercizio delle proprie attribuzioni il RLS accede ai luoghi di lavoro nel rispetto delle modalità e del termine di preavviso individuati dagli accordi collettivi nazionali, interconfederali o di categoria. Il termine di preavviso non opera in caso di infortunio grave.
Il preavviso del sopralluogo va inviato al datore di lavoro dell’azienda da cui dipendi.
Il numero dei sopralluoghi deve avvenire compatibilmente con le 40 ore annuali di permessi per lo svolgimento della funzione di RLS.
..... che in alcuni reparti non c’è ricircolo d’aria e abbiamo anche suggerito, sempre dove è possibile, di aprire alcune finestre, ma ci viene risposto, sempre che adesso non è il momento. Si sta avvicinando l’estate e non so se potete immaginare cosa vuol dire lavorare in una lavanderia. Accetto qualsiasi informazione o suggerimento che mi date, per cercare di arrivare a qualcosa di concreto. Grazie mille.
R- La procedura per affrontare l’argomento prevede:
1- vedere cosa dice il D. Lgs. 81/08 e se ci sono norme tecniche o altro a cui far riferimento.
2- vedere cosa dice la valutazione dei rischi dell’azienda ed in particolare gli ambienti e le condizioni che interessano.
1- Il D.Lgs. 81/08 si occupa di microclima nell’allegato IV al punto 1.9 microclima.
Il punto 1.9.1 tratta di aerazione dei luoghi di lavoro chiusi e recita: Nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario far si che tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente ottenuta preferenzialmente con aperture naturali e quando ciò non sia possibile, con impianti di aerazione.
Il Punto 1.9.2. tratta della temperatura dei locali.
Il punto 1.92.1 recita: La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all’organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori.
Il punto 1.9.2.2 recita: Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tener conto dell'influenza che possono esercitare sopra di lei il grado d’umidità ed il movimento dell’aria concomitanti.
Il punto 1.9.2.5 recita: Le finestre ed i lucernari e le pareti vetrate devono essere tali da evitare un soleggiamento eccessivo dei luoghi di lavoro, tenendo conto del tipo di attività e della natura del luogo di lavoro
Il punto 1.9.2.5 recita: Quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l’ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione.
Il punto 1.9.3 tratta dell’umidità
Il punto 1.9.3.1 recita: nei locali chiusi di lavoro delle aziende industriali nei quali l’aria è soggetta ad inumidirsi notevolmente per ragioni di lavoro, si deve evitare, per quanto possibile, la formazione di nebbie, mantenendo la temperatura e l’umidità nei limiti compatibili con le esigenze tecniche.
Il Datore di lavoro nella valutazione dei rischi legati al microclima (temperatura, umidità e velocità dell’aria) doveva e deve in base a quanto visto nell’allegato IV valutare i rischi, facendo riferimento a stardard tecnici UNI (italiani), EN (europei), Iso (internazionali).
Questi standard tecnici fanno riferimento a indici di benessere o di stress che tengono conto dei parametri temperatura, umidità, velocità dell’aria. (norma UNI EN 27243 Valutazione dello stress termico in ambiente industriale (= ISO 7243/89), ISO 7730 – Confort termico).
Come RLS dovresti avere il documento di valutazione dei rischi dell’azienda (se non ti fosse stato dato richiedilo è un tuo diritto) e quindi conoscere se tale valutazione è stata fatta e come.
Non è possibile qui analizzare tutte le situazioni di carattere tecnico o procedurale in cui si può trovarle la situazione evidenziata.
Comunque è tuo diritto fare osservazioni sulla valutazione dei rischi , eventuali lacune, errori, mancanze, chiedere che avvenga la riunione periodica annuale, chiedere l’intervento, dell’organo di vigilanza, etc. etc.
Con riferimento ai principi previsti dal D. Lgs. 81/08 e sopra enunciati richiedere un incontro al datore di lavoro, medico competente e responsabile del servizio di prevenzione e protezione per valutare lo stato del microclima negli ambienti di lavoro e gli interventi necessari.
....un nuovo dipendente con qualifica di collaboratore amministrativo B1: tale lavoro comporta anche l’uso di videoterminale. Quali nozioni, informazioni e formazione dovrebbe acquisire ?
Delle attrezzature munite di videoterminali si occupa il titolo VII del D. Lgs. 81/08.
I contenuti della formazione e informazione per addetti ai videoterminali sono definiti dall’art.177.
Misure applicabili al posto di lavoro in base alla valutazione dei rischi da vdt;
modalità di svolgimento dell’attività;
Gli obblighi specifici di informazione e formazione per addetti ai vdt si hanno quando si sia in presenza di addetti ai vdt che operino per almeno 20 ore alla settimana.
In presenza di addetti ai vdt per meno di 20 ore alla settimana rimane l’obbligo di informazione e formazione generale sui rischi lavorativi previsto dagli articoli art. 36 e 37.
Questo vuol dire che tutti i lavoratori devono essere informati sui rischi per la vista, i problemi legati alla postura e all’affaticamento fisico e mentale, alle condizioni ergonomiche o di igiene ambientale; mentre gli addetti ai vdt per più di 20 ore alla settimana devono avere anche una informazione e formazione sulle concrete modalità di organizzazione dell’attività, sulle concrete misure applicabili ai posti di lavoro occupati, sulla protezione degli occhi e della vista previste ed attuate.
Della movimentazione manuale dei carichi si occupa il titolo VI del D. Lgs. 81/08
In merito alla movimentazione manuale dei carichi l’art. 168 del D. Lgs 81708 definisce gli obblighi del datore di lavoro, che sono:
valuta, se possibile anche in fase di progettazione, le condizioni di sicurezza e salute connesse al lavoro tenendo conto dell’allegato XXXIII
Tra le norme tecniche si fa riferimento alle norme tecniche della serie ISO 11228 (parti 1-2-3) che nella parte 3: Movimentazione di piccoli carichi con grande frequenza prende in considerazione la movimentazione a frequenza elevata di piccoli pesi (fino a 3 Kg).
Ugualmente altri metodi utilizzati per analizzare la movimentazione manuale dei carichi individuano in 3 Kg il valore minimo, oltre il quale valutare il rischio movimentazione manuale dei carichi.