Source: http://www.paginesicurezza.it/13-prevenzione-incendi/13-legislatore-eggiani
Timestamp: 2018-04-24 22:27:51+00:00
Document Index: 39377686

Matched Legal Cases: ['art, 18', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 18', 'art. 46', 'art. 37', 'art. 46', 'art. 6', 'art.4', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 3', 'art.8', 'art.6', 'art.4', 'art. 10', 'art.37', 'art.5', 'art.3', 'art. 15']

Pianificare la gestione dell'emergenza seguendo i riferimenti leglislativi - Antincendio Sestese
Pianificare la gestione dell'emergenza seguendo i riferimenti leglislativi
Pianificare la gestione dell'emergenza seguendo i riferimenti legislativi
Consulente sicurezza e antincendio
Pianificare la gestione dell'emergenza seguendo le prescrizioni del Legislatore eggiani - Consulente sicurezza e antincendio
I. RIFERIMENTI LEGISLATIVI (t.u. e smi, D.M. 10 03.98)
Dopo l'entrata in vigore del D. Lgs. 626/94 e s.m.i., in tutti i luoghi di lavoro è prescritta l'adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio e di emergenza in generale. Il servizio aziendale, composto dai lavoratori designati e addestrati: alla prevenzione degli incendi, alla lotta antincendio e alla evacuazione, cioè alla gestione delle emergenze, si fonda prevalentemente sugli art coli del D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, di seguito riportati per comodità del lettore:
art, 18, 1° comma "Il datore di lavoro ... e dirigenti...devono:
b) designare preventivamente i lavoratori incaricati delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza;
c) nel l'affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza;
h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
i) adempiere agli obblighi di informazione, formazione ed addestramento di cui agli articoli 36 e 37;
t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all'art. 43. ".
art. 43, comma I. Iettera"b )ll datore di lavoro designa preventivamente i lavoratori di cui all'art. 18, comma I. lettera b); comma 2. "Ai fini delle designazioni di cui al comma I. lettera b), il datore di lavoro tiene conto delle dimensioni dell'azienda e dei rischi specifici dell'azienda o dell'unità produttiva secondo i criteri previsti nei decreti di cui all'art. 46" comma 3. "I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione. Essi devono essere formati, essere in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle disposizioni ovvero dei rischi specifici dell'azienda ovvero dell'unità produttiva.
art. 37, 9. "I lavoratori incaricati dell'attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio e di primo soccorso e, comunque di gestione della emergenza devono ricevere un' adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico: in attesa della emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell'art. 46 continuano a trovare applicazione le isposizioni di cui al decreto del Ministero dell'Interno in data 10 marzo 1998... " Il D. M. 10 marzo 1998 "Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro" stabilisce le seguenti norme di riferimento:
art. 6 "Designazione degli addetti al servizio antincendio. I. All'esito della valutazione dei rischi d'incendio e sulla base del piano di emergenza, qualora previsto, il datore di lavoro designa uno o più lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze ai sensi dell'art.4, comma 5, lettera a), del decreto legislativo n. 626/1994, o se stesso nei casi previsti dall'art. 10 dei decreto suddetto. 2.1 lavoratori designati devono frequentare il corso di formazione di cui al successivo art. 7. 3.1 lavoratori designati ai sensi del comma I, nei luoghi di lavoro ove si svolgono le attività riportate nell'allegato X1, devono conseguire l'attestato di idoneità tecnica di cui all'art. 3 della legge 28 novembre I996, n. 609.
Art .7 "Formazione degli addetti alla prevenzione incendi, lotte antincendio e gestione dell'emergenza. 1.1 datori di lavoro assicurano la formazione dei lavoratori addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell'emergenza secondo quanto previsto nell'allegazo IX.
art .8 "Disposizioni transitorie e finali. 2. Sono fatti salvi i corsi di formazione degli addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, ultimati entro la data di entrata in vigore del presente decreto"
l.l ALTRE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE PER ATTIVITÀ SPECIFICHE La legislazione italiana prescrive, in specifiche attività lavorative, la necessità di pianificare la gestione dell'emergenza, ad esempio:
Il Decreto Legislativo del Governo n° 334 del 17/08/1999 "Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose" • Il Decreto Ministeriale 19 agosto 1996 "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo''
Il Decreto del M.l. 9 aprile 1994, riguardante le attività ricettive turistico alberghiere,
Il Decreto 26 agosto 1992 1 "Norme di pre"venzione incendi per l'edilizia scolastica" Di seguito si richiamano le prescrizioni legislative riguardanti le attività, come gli alberghi e i locali di pubblico spettacolo, nelle quali l'evacuazione in caso di emergenza richiede precauzioni particolari a causa del grande affollamento e le attività particolarmente esposte a rischi di incidenti rilevanti che potrebbero causare situazioni di emergenza estese anche al di fuori della recinzione dello stabilimento e richiedere la predisposizione del piano di emergenza esterno.
ALLEGATO X Si riporta l'elenco dei luoghi di lavoro ove si svolgono attività per le quali è previsto che i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze conseguano l'attestato di idoneità tecnica rilasciato esclusivamente dal Corpo nazionale dei Vigili del fuoco:
industrie e depositi di cui agli articoli 4 e 6 del DPR n. 175/1988, e successive modifiche e integrazioni;
attività commerciali e/o espositive con superficie aperta al pubblico superiore a 5000 mq;
ospedali, case di cura e case di ricovero per anziani:
locali di spettacolo e trattenimento con capienza superiore a 100 posti:
edifici pregevoli per arte e storia, sottoposti alla vigilanza dello Stato ai sensi del R.D. 7 novembre 1942 n. 1564, adibiti a musei, gallerie, collezioni, biblioteche, archivi, con superficie aperta al pubblico superiore a 1000 mq;
cantieri temporanei o mobili in sotterraneo per la costruzione, manutenzione e riparazione di gallerie, caverne, pozzi ed opere simili di lunghezza superiore a 50 m; r) cantieri temporanei e mobili ove si impiegano esplosivi. Il Decreto del M.l. 9 aprile 1994, riguardante le attività ricettive turistico-alberghiere, al punto 15.1, 2°comma dichiara che "il personale deve essere chiamato a partecipare almeno due volte l'anno a riunioni di addestramento e di allenamento all'uso dei mezzi di soccorso, di allarme e di chiamata di soccorso, nonché a esercitazioni di evacuazione dell' immobile sullo base di un piano di emergenza oppoitunamente predisposto." Il Decreto Ministeriale 19 agosto 1996 "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo" prescrive al punto 18.5 che il responsabile dell'attività, o persona da lui delegata, predisponga il "Piano di sicurezza antincendio. Tutti gli adempimenti necessari per una corretta gestione antincendio devono essere pianificati in un apposito documento, adeguato alle dimensioni e caratteristiche del locale, che specifichi in particolare:
gli accorgimenti per prevenire gli incendi;
gli interventi manutentivi;
l'informazione e l'addestramento del personale;
le istruzioni per il pubblico;
le procedure da adottare in caso d'incendio." Il Decreto Legislativo del Governo n.° 334 del 17/08/1999 all'art. I I "Piano di emergenza interno" prescrive: "/. Per tutti gli stabilimenti soggetti alle disposizioni dell'art.8 (cioè alla redazione del rapporto di sicurezza) il gestore è tenuto a predisporre, previa consultazione del personale che lavora nello stabilimento, il piano di emergenza interno da adottare nello stabilimento 2. Il piano di emergenza interno deve contenere almeno le informazioni di cui all'allegato IV, punto I, ad è predisposto allo scopo di:
controllare e circoscrivere gli incidenti in modo da minimizzarne gli effetti e limitarne i danni per l'uomo, per l'ambiente e per le cose;
mettere in atto le misure necessarie per pro- teggere l'uomo e l'ambiente dalle conseguenze di incidenti rilevanti;
provvedere al ripristino e al disinquinamento dell'ambiente dopo un incidente rilevante."
2. DESIGNAZIONE DEGLI ADDETTI
Le disposizioni legislative sopra riportate stabiliscono che, nell'ambito della struttura gestionale di qualsiasi attività lavorativa, deve essere nominato preventivamente un gruppo di persone, definendone il ruolo e specificandone i compiti, incaricate di attuare le procedure di emergenza. Preventivamente vuol dire "in modo di arrivare prima" dell' insorgere di una situazione di emergenza; è quindi opportuno iniziare subito il processo di pianificazone anche se non si può pretendere che fin dalla prima stesura il piano di emergenza sia perfetto. I criteri ai quali ci si deve riferire sono stabiliti nell'art.6 del D.M. IO marzo 1998:"Designazione degli addetti al servizio antincendio. I. All'esito della valutazione dei rischi d'incendio e sulla base del piano di emergenza, qualora previsto, il datore di lavoro designa uno o più lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell'emergenze ai sensi dell'art.4, comma 5, lettera a) del decreto legislativo n.62òl 1994, o se stesso nei casi previsti dall'art. 10 del decreto suddetto. valutazione che richiederà di essere verificata caso per caso.
3. NUMERO DEGLI ADDETTI
I lavoratori designati alla prevenzione incendi, alla lotta antincendi e alla gestione dell'emergenza devono "essere in numero sufficiente..., tenendo conto delle disposizioni ovvero dei rischi specifici dell'azienda ovvero dell'unità produttiva"; la definizione del numero sufficiente è lasciata dal legislatore alla discrezionalità e al senso di responsabilità del datore di lavoro. Sono state pubblicate alcune norme volontarie di buona tecnica, ad esempio "CFPA-E-Gui- deline No I 1:2005 Recommended Numbers of Fire Protection Trained Staff" nella quale il numero degli addetti raccomandato, in funzione del tipo di attività e del livello di rischio d'incendio, è indicato come % delle persone presenti o dei posti letto. Evidentemente queste raccomandazioni non sono valide universalmente e assolutamente; di esse possiamo tener conto per una prima ipotesi.
3.1 NUMERO NECESSARIO E SUFFICIENTE
Ricerchiamo analiticamente il numero di lavoratori necessario e sufficiente, a gestire l'emergenze in modo razionalmente accettabile in funzione della distribuzione dei luoghi e dei tempi in cui l'attività viene esercitata. L'attenta valutazione compiuta da un gruppo di persone che conoscano l'insediamento lavorativo in modo approfondito consente di determinare il numero di lavoratori necessario e sufficiente a gestire in modo razionale le emergenze, tenendo conto: dei turni di lavoro, della distribuzione dei luoghi dell'attività, su più piani, in reparti distanziati tra di loro, ecc. "Necessario" vuol dire che il numero non deve essere minore. "Sufficiente" vuol dire che il numero può non essere maggiore. Esempio:
L'attività si svolge in 2 edifici distinti e separati, almeno 2 addetti/edificio
Ciascun edifìcio è composto di 4 piani,almeno 2 addetti/piano
Il lavoro è suddiviso in 3 turni giornalieri, almeno 2 addetti/turno Il numero complessivo risulta = 3turnix[(4pianix2addetti)x2edifìci]=48 addetti Che corrispondono a 16 addetti per ogni turno. Il datore di lavoro, a cui compete la responsabilità della scelta della politica aziendale, potrà aumentare il numero sufficiente calcolato, in relazione al livello di rischio d'incendio e alla sua sensibilità in tema di gestione della sicurezza; una diminuzione del numero stesso, in quanto necessario, non è razionalmente giustificabile se non dall'insufficienza di lavoratori complessivamente disponibili. Nel caso che complessivamente i lavoratori presenti fossero in numero inferiore a quello calcolato necessario e sufficiente a gestire razionalmente le emergenze, la pianificazione dovrà tener conto di questa carenza adottando procedure che riducano il rischio quanto più è possibile, (esempio: durante la notte in molti alberghi sono presenti solamente 2 persone: portiere e facchino di notte). Tutte le caratteristiche dell'attività che possono influenzare il numero degli addetti: affollamento degli ambienti, presenza di persone di ridotte capacità fìsiche, stato dei luoghi, devono essere analizzate esaurientemente in modo da pianificare per tutti un'evacuazione ordinata. Queste valutazioni, certamente non esaustive, propongono una procedura semplice e razionale che può essere perfezionata e adattata alla singola attività con l'analisi approfondita condotta da un gruppo di persone che la conoscono bene. Gli addetti alla gestione di situazioni di emergenza, durante l'esercizio quotidiano della loro attività, svolgeranno anche mansioni di sorveglianza e controllo visivo, finalizzate alla prevenzione e alla sicurezza: sorveglianza della praticabilità delle vie di evacuazione, dell'accessibilità ai mezzi di spegnimento, del rispetto dei divieti ecc.
5. IN QUALI ATTIVITÀ LAVORATIVE SI DEVE REDIGERE E ATTUARE IL PIANO D' EMERGENZA?
L'entrata in vigore del Decreto legislativo 626/94 ha esteso a tutte le attività lavorative l'obbligo di redigere e tenere aggiornato il piano di emergenza interno non solo a quelle "a rischio di incidente rilevante" o alle attività comprese nell'elenco allegato al Decreto I 6 febbraio 1982, cioè soggette all'obbligo di richiedere il Certificato di Prevenzione Incendi (CRI.). Il D.M. 10 marzo 1998 "Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro'' (confermato nella sua attuale validità dell'art.37 .comma 9, del D.Lgs.81/2008) all'art.5 prescrive: "I. All'esito della valutazione dei rischi d'incendio il datore di lavoro adotta le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso d'incendio riportandole in un piano di emergenza elaborato in conformità ai criteri di cui all'allegato Vili. 2. Ad eccezione delle aziende di cui all'art.3, comma2, del presente decreto, per i luoghi di lavoro dove sono occupati meno di 10 dipendenti, il datore di lavoro non è tenuto alla redazione del piano di emergenza, ferma restando l'adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso d'incendio. " In tutti i luoghi di lavoro dove, occorre predisporre la valutazione di tutti i rischi, il datore di lavoro deve anche organizzare il piano di emergenza interno, cioè deve designare preventivamente le persone incaricate, con chiare istruzioni scritte, di sovrintendere, di coordinare e di partecipare alla attuazione delle procedure previste per gestire l'emergenza. Nei luoghi di lavoro con meno di 10 dipendenti, nei quali si svolgono attività che per essere esercitate non richiedono l'ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI), può essere omessa la redazione del piano di emergenza ma non l'adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso d'incendio.
6. IL PIANO D' EMERGENZA E D'EVACUAZIONE IN RELAZIONE AL TIPO D'ATTIVITÀ
Nei luoghi di lavoro di piccole dimensioni, con rischi facilmente controllabili, il piano può essere semplicemente costituito da alcuni avvisi scritti che predispongono disposizioni di comportamento in caso di emergenza.
Nei luoghi di lavoro ove si svolgono attività con rischi elevati, il piano di emergenza dovrà riguardare con particolare attenzione gli scenari che, in condizione di emergenza, potrebbero originare incidenti rilevanti e predisporre procedure di comportamento e mezzi di protezione finalizzati al controllo e al confinamento dell'incidente per impedirne la propagazione.
Nei luoghi di lavoro molto affollati le procedure di evacuazione avranno importanza prioritaria perché dovranno facilitare lo sfollamento tempestivo ed ordinato di tutte le persone presenti.
Nelle attività complesse, di grandi dimensioni e molto affollate il piano di emergenza dovrà comprendere:
La designazione nominativa degli incarichi
Le procedure di comportamento
Le disposizioni per chiedere l'intervento dei Vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo.
L'informazione, l'addestramento, le esercitazioni e l'aggiornamento periodico.
Le planimetrie dei luoghi di lavoro ove sono indicate: le vie di evacuazione, i mezzi di allarme e di spegnimento, la suddivisione in compartimenti antincendio, le destinazioni d'uso e l'ubicazione dei sistemi di interruzione dell'elettricità, gas, fluidi combustibili ecc. Nei luoghi di lavoro ove si svolgono più attività che dipendono da datori di lavoro di società diverse, pur essendo ubicate all'interno dello stesso recinto o nello stesso edifìcio, il piano di emergenza deve essere organizzato ed elaborato con la collaborazione e il coinvolgimento di tutte le società che hanno sede nello stesso luogo, come consegue dalla lettura dell'ultimo capoverso del punto 7.4 e del penultimo del punto 8.2 dell'Allegato VII al D.M. 10/03/98: "Quando nello stesso edificio esistono più datori di lavoro l'amministratore condominiale promuove la collaborazione tra di essi per la realizzazione delle esercitazioni antincendio." "Per luoghi di lavoro ubicati nello stesso edificio e ciascuno facente capo a titolari diversi, il piano deve essere elaborato in collaborazione tra i vari datori di lavoro."
7. ESERCITAZIONI ANTINCENDIO E PROVA DI EVACUAZIONE
Redatto il piano di emergenza, tutto il personale dell'attività ne deve essere informato e deve partecipare ad esercitazioni antincendio, effettuate almeno una volta all'anno, per mettere in pratica le procedure di evacuazione e di primo, pronto intervento, in conformità alla prescrizione del D.M. 10 marzo 1998 punto 7.4, primo capoverso: "Nei luoghi di lavoro ove, ai sensi dell'alt .5 del presente decreto, ricorre l'obbligo della redazione del piano di emergenza connesso con la valutazione dei rischi, i lavoratori devono partecipare ad esercitazioni antincendio, effettuate almeno una volta all'anno per mettere in pratica le procedure di esodo e di primo intervento". Nelle attività ricettive turistico alberghiere ai sensi dell'art. 15.1 del DM 9 aprile 1994"...// personale deve essere chiamato a partecipare almeno due volte l'anno a riunioni di addestramento e di allenamento all'uso dei mezzi di soccorso, di allarme e di chiamata di soccorso, nonché a esercitazioni di evacuazione dell'immobile sulla base di un piano di emergenza appositamente predisposto.''
Nei luoghi di lavoro di piccole dimensioni, l'esercitazione di tutto il personale può essere limitata all'effettuare praticamente le seguenti ricognizioni:
- percorrere le vie d'uscita fino al luogo sicuro;
-individuare la posizione dei dispositivi per dare l'allarme;
- individuare l'ubicazione dei mezzi di spegnimento;
Negli altri luoghi di lavoro, l'esercitazione dovrà simulare l'emergenza in modo realistico, senza mettere in pericolo le persone che vi partecipano. Generalmente tutto il personale dell'attività e il pubblico presente dovrebbe partecipare all'esercitazione con le evidenti esclusioni di coloro la cui presenza sul posto di lavoro è indispensabile per la sicurezza, di persone inferme o anziane ecc..
L'esercitazione non deve essere effettuata, senza preavviso, in condizioni di massimo affollamento, quando c'è grande affluenza di pubblico, per prevenire possibili infortuni.I Vigili del Fuoco non devono essere chiamati a seguito dell'allarme che dà inizio all'esercitazione (a meno che non si tratti di un'esercitazione congiunta, che può essere utile fare, sia pure con minor frequenza). Nelle strutture complesse, di grandi dimensioni. può essere inopportuno evacuare contemporaneamente l'intera area; il sistema d'allarme può essere selettivo ed interessare solo alcuni luoghi di lavoro, separati da altri non coinvolti nell'incendio dei primi. Quando in uno stesso edifìcio hanno sede più attività, che fanno capo a titolari diversi, questi dovranno attuare una esercitazione antincendio comune in collaborazione.
Nei luoghi di lavoro di grandi dimensioni l'andamento dell'esercitaziore deve essere attentamente valutato per evidenziare eventuali carenze.
Una successiva esercitazione deve essere attuata a seguito:
dell'eliminazione delle carenze rivelate dalla esercitazione precedente;
di un aumento del numero dei lavoratori;
di modifiche apportate alle vie di evacuazione;
Sperimentazione. Addestramento periodico. Aggiornamento. E opportuno iniziare subito il processo di pianificazione. Non si può pretendere che fin dalla prima stesura il piano di emergenza sia perfetto. Inizialmente, il piano conterrà alcune imprecisioni e sarà molto "generale". Successivamente le periodiche sperimentazioni trasformeranno una procedura provvisoria in un piano di emergenza scritto con precisione e semplicità. L'addestramento periodico consente di informare tutto il personale dell'Azienda sulle procedure di gestione della sicurezza e dell'emergenza, pone le basi di un continuo aggiornamento del piano di emergenza e fornisce occasione di verifica e controllo delle attrezzature antincendio. Oltre che in occasione di introduzione di nuovi impianti, cambiamenti strutturali e organizzativi, il piano di emergenza deve essere opportunamente aggiornato alla fine di ogni prova di evacuazione, per perfezionare continuamente la qualità delle procedure e disporre di uno strumento sempre più efficace. Affinché il piano di emergenza, redatto con cura e ben organizzato, divenga un affidabile strumento operativo di sicurezza è necessario che:
Tutto il personale dell'azienda abbia sufficiente conoscenza della sua organizzazione e per mezzo di esercitazioni periodiche di evacuazione acquisti confidenza col percorso di evacuazione e con le procedure operative.
Gli addetti alla gestione dell'emergenza siano formati ed addestrati, organizzando corsi con programmi specifici e incontri di addestramento pratico L'obiettivo della formazione, informazione ed addestramento è di far nascere in ogni collaboratore la consapevolezza che la sicurezza è una componente riconosciuta dell'attività aziendale, di elevarne la professionalità, sviluppandone la capacità di decisione, di intervento e di comunicazione.