Source: http://www.mondoadr.it/articoli/testo-integrale-della-relazione-alpa-sulla-riforma-degli-strumenti-di-adr.html
Timestamp: 2017-12-15 08:28:02+00:00
Document Index: 135345374

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 76', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 96']

Commissione Alpa sulla riforma degli strumenti di ADR
In questo link è possibile scaricare in pdf il TESTO FINALE della Relazione della Commissione ALPA (Aggiornato) contenente le relazioni e le proposte di modifiche delle normative in vigore rigurdanti la mediazione, negoziazione assistita e l’arbitrato.
Di seguito un estratto della Relazione Alpa delle sole proposte di modifica del Dlgs. 28/10. In neretto le proposte di emendamenti al D.Lgs. 28/10 condivise da tutta la Commisisone e in blu le proposte integrative o alternative dei soli componenti della Commissione Dott.ssa Breggia e Avv. Marotta. Gli articoli e commi non riportati nel testo seguente non sono oggetto di proposta di modifica. Di seguito alle proposte emenadative, si riportano le note illustrative.
f) procedimento: la procedura di mediazione amministrata dall’organismo che inizia con il deposito della domanda di mediazione, prosegue con uno o più incontri, per terminare con la redazione del processo verbale di accordo o di mancato accordo conciliativo.
g) clausola di mediazione: la clausola contrattuale con la quale, in caso di controversia futura, le parti si obbligano all’esperimento della mediazione civile e commerciale;
Proposta Breggia-Marotta ad integrazione delle proposte della Commissione
h) clausola multistep: la clausola contrattuale con la quale, in caso di controversia futura, le parti si obbligano all’esperimento della mediazione civile e commerciale e, in caso di esito negativo, allo svolgimento di una procedura arbitrale
1. La domanda di mediazione relativa alle controversie di cui all’articolo 2 è presentata mediante deposito di un’istanza presso un organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia, salvo diverso accordo tra le parti. In caso di più domande relative alla stessa controversia, la mediazione si svolge davanti all’organismo territorialmente competente presso il quale è stata presentata la prima domanda.
1-bis Chi intende esercitare un’azione davanti alle Autorità giurisdizionali in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, nonché contratti di subfornitura, di franchising, di leasing mobiliare non finanziario, rapporti sociali inerenti le società di persone, incluso il caso in cui sia parte l’erede o il legatario di un socio è tenuto, assistito dall’avvocato, preliminarmente ad esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell’articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le materie ivi regolate. L’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità del giudizio. La presente disposizione ha efficacia sino al 21 settembre 2023.
Al termine di due anni dalla data di entrata in vigore è attivato su iniziativa del Ministero della giustizia il monitoraggio degli esiti di tale sperimentazione. In occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte di Cassazione il Ministero della giustizia renderà noti gli esiti del monitoraggio delle procedure di risoluzione stragiudiziale delle controversie. L’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice, ove rilevi che la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita. assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione. Il presente comma non si applica alle azioni previste dagli articoli 37, 140 e 140-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni.
Proposta alternativa di Breggia-Marotta sul’art. 1 bis
1-bis. Chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, nonché contratti di opera, di opera professionale, di appalto privato, di fornitura e di somministrazione, di franchising, di leasing, concorrenza sleale non interferente con l’esercizio dei diritti di proprietà industriale e intellettuale, contratti relativi al trasferimento di partecipazioni sociali, rapporti sociali inerenti le società di persone, è tenuto, assistito dall’avvocato, preliminarmente ad esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell’articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le materie ivi regolate. Restano escluse dal regime dell’obbligatorietà le controversie di competenza del Tribunale delle Imprese sopra indicate, il cui valore superi l’importo di 250.000 euro.
L’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale con cui viene iniziato il processo. La presente disposizione ha efficacia per i quattro anni successivi alla data della sua entrata in vigore. Al termine di due anni dalla data di entrata in vigore è attivato su iniziativa del Ministero della giustizia il monitoraggio degli esiti di tale sperimentazione. In occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte di Cassazione il Ministero della giustizia renderà noti gli esiti del monitoraggio delle procedure di risoluzione stragiudiziale delle controversie.
2. Fermo quanto previsto dal comma 1-bis e salvo quanto disposto dai commi 3 e 4, il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, può disporre, con ordinanza motivata, l’esperimento del procedimento di mediazione; in tal caso, l’effettivo avvio del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità del giudizio di primo grado o dell’appello principale o incidentale.
Il provvedimento di cui al periodo precedente è adottato prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non è prevista prima della discussione della causa. Il giudice fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6 per consentire lo svolgimento della procedura di mediazione. Se all’udienza di rinvio la mediazione non risulta ancora avviata, il giudice dichiara l’improcedibilità.
4. I commi 1-bis e 2 non si applicano
a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione.
In tali casi, successivamente alla pronuncia sull’istanza di concessione o di sospensione della provvisoria esecuzione, il giudice, con ordinanza motivata, può disporre l’esperimento del tentativo di mediazione. Il mancato avvio della mediazione comporta la improcedibilità del giudizio e la revoca del decreto ingiuntivo opposto ove quest’ultimo non sia stato dichiarato provvisoriamente esecutivo o ne sia stata sospesa la provvisoria esecuzione, ovvero comporta la improcedibilità del giudizio con gli effetti di esecutorietà e definitività di cui all’articolo 647 del codice di procedura civile ove il decreto ingiuntivo sia stato dichiarato provvisoriamente esecutivo o non ne sia stata sospesa la provvisoria esecuzione. In caso di provvisoria esecuzione parziale l’improcedibilità del giudizio di opposizione per mancato avvio della mediazione comporta gli effetti dell’articolo 647 del codice di procedura civile nei limiti della concessa esecuzione parziale del decreto ingiuntivo
a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione. Successivamente a tali pronunce l’onere di avviare la mediazione è a carico dell’opposto, pena la revoca del decreto ingiuntivo.
5. Fermo quanto previsto dal comma 1-bis e salvo quanto disposto dai commi 3 e 4, se il contratto, lo statuto ovvero l’atto costitutivo dell’ente prevedono una clausola di mediazione e la mediazione non risulta esperita, il giudice o l’arbitro, su eccezione di parte, proposta nella prima difesa, dispone l’invio delle e fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6. Allo stesso modo il giudice o l’arbitro fissa la successiva udienza quando la mediazione è iniziata, ma non conclusa. La domanda è presentata davanti all’organismo indicato dalla clausola, se iscritto nel registro, ovvero, in mancanza, davanti ad un altro organismo iscritto, fermo il rispetto del criterio di cui all’articolo 4, comma 1. In ogni caso, le parti possono concordare, successivamente alla conclusione del contratto o a quanto previsto dallo statuto o dall’atto costitutivo, l’individuazione di un diverso organismo iscritto.
6. Dal momento del deposito, la domanda di mediazione produce ai fini della prescrizione gli effetti della domanda giudiziale. Dalla stessa data, la domanda di mediazione impedisce altresì la decadenza per una sola volta, ma se il tentativo fallisce la domanda giudiziale deve essere proposta entro il medesimo termine di decadenza, decorrente dal deposito del verbale di cui all’articolo 11 presso la segreteria dell’organismo.
1. All’atto della presentazione della domanda di mediazione, il responsabile dell’organismo designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre trenta giorni dal deposito della domanda. La domanda e la data del primo incontro sono comunicate all’altra parte esclusivamente a cura dell’organismo di mediazione con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione anche a cura della parte istante. Al primo incontro e agli incontri successivi, fino al termine della procedura, le parti devono partecipare con l’assistenza dell’avvocato.
Le parti devono essere presenti di persona oppure, per giustificati motivi, tramite un rappresentante diverso dall’avvocato che le assiste in mediazione. Il rappresentante deve essere a conoscenza dei fatti e fornito dei poteri per la soluzione della controversia. Per le persone giuridiche è richiesta la partecipazione tramite un rappresentante a conoscenza dei fatti e fornito dei poteri per la soluzione della controversia.
È obbligo per le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, di partecipare alla mediazione assistiti dalla propria avvocatura, ove presente. La conciliazione della lite da parte di chi è incaricato di rappresentare la pubblica amministrazione, amministrata da uno degli organismi di mediazione previsti dal presente decreto, non dà luogo a responsabilità amministrativa e contabile quando il suo contenuto rientri nei limiti del potere decisionale dell’incaricato, salvo i casi di casi di dolo o colpa grave.
All’inizio del procedimento il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione Il mediatore, sempre nello stesso primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, e quindi procede con il suo esperimento. Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, l’organismo può nominare uno o più mediatori ausiliari.
4-bis. Il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile solo dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione. Il giudice, anche nel corso del giudizio, a prescindere dalla soccombenza, con provvedimento separato, può condannare la parte costituita che, nei casi previsti dall’articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma che ammonti nel minimo all‘importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio e nel massimo al triplo di tale importo.
1. Le dichiarazioni rese, anche in relazione ad eventuali proposte conciliative ad eccezione di quanto previsto dall’art. 13, o le informazioni acquisite nel corso del procedimento di mediazione non possono essere utilizzate nel giudizio avente il medesimo oggetto anche parzialmente, iniziato, riassunto o proseguito dopo l’insuccesso della mediazione, salvo consenso della parte dichiarante o dalla quale provengono le informazioni
1. Se è raggiunto un accordo amichevole, il mediatore forma processo verbale al quale è allegato il testo dell’accordo medesimo. Quando l’accordo non è raggiunto, il mediatore redige verbale nel quale attesta esclusivamente il mancato raggiungimento dell’accordo. In tal caso può anche formulare una proposta di conciliazione. In ogni caso, il mediatore formula una proposta di conciliazione se le parti gliene fanno concorde richiesta in qualunque momento del procedimento. Prima della formulazione della proposta, il mediatore informa le parti delle possibili conseguenze di cui all’articolo 13. In nessun caso il mediatore può formulare una proposta qualora la parte convocata non sia comparsa.
3. Se è raggiunto l’accordo amichevole di cui al comma 1 ovvero se tutte le parti aderiscono alla proposta del mediatore, si forma processo verbale che deve essere sottoscritto dalle parti e dal mediatore, il quale certifica l’autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilità di sottoscrivere. Se con l’accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti previsti dall’articolo 2643 del codice civile o un atto per il quale è necessaria l’iscrizione nel registro delle imprese, per procedere alla trascrizione o alla iscrizione della stessa la sottoscrizione del processo verbale deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato. L’accordo raggiunto, anche a seguito della proposta, può prevedere il pagamento di una somma di denaro per ogni violazione o inosservanza degli obblighi stabiliti ovvero per il ritardo nel loro adempimento.
4. Se la conciliazione non riesce, il mediatore forma processo verbale con l’indicazione della proposta e della parte che non l’ha accettata; il verbale è sottoscritto dalle parti e dal mediatore, il quale certifica l’autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilità di sottoscrivere. Nello stesso verbale, il mediatore dà atto della mancata partecipazione di una delle parti al procedimento di mediazione.
b) informare immediatamente l’organismo e le parti delle ragioni di possibile pregiudizio all’imparzialità nello svolgimento della mediazione anche con riguardo ai suoi rapporti professionali e personali con i rappresentanti delle parti;
3. Su istanza di parte, motivata sulla base di una delle ragioni segnalate dal mediatore di cui al precedente comma 2, lett. b) o di altra seria ragione di possibile pregiudizio alla imparzialità, ovvero sulla base del mancato rilascio della dichiarazione di cui al precedente comma 2, lett. a), il responsabile dell’organismo sentito il mediatore in merito, provvede alla eventuale sostituzione del mediatore. Il regolamento individua la diversa competenza a decidere sull’istanza, quando la mediazione è svolta dal responsabile dell’organismo.
3. L’organismo, unitamente alla domanda di iscrizione nel registro, deposita presso il Ministero della giustizia il proprio regolamento di procedura e il codice etico, comunicando ogni successiva variazione. Nel regolamento devono essere previste, fermo quanto stabilito dal presente decreto, le procedure telematiche eventualmente utilizzate dall’organismo, in modo da garantire la sicurezza delle comunicazioni e il rispetto della riservatezza dei dati. Al regolamento devono essere allegate le tabelle delle indennità spettanti agli organismi costituiti da enti privati, proposte per l’approvazione a norma dell’articolo 17. Ai fini dell’iscrizione nel registro il Ministero della giustizia valuta l’idoneità del regolamento. Al fine di garantire il principio di trasparenza, l’organismo dovrà mantenere un sito web aggiornato che fornisca alle parti un facile accesso alle informazioni concernenti il funzionamento della procedura di mediazione e che consenta di presentare la domanda e la documentazione di supporto necessaria in via telematica.
Il sito deve contenere inoltre le seguenti informazioni: oggetto sociale; nome del responsabile dell’organismo; nome dei soci, associati, responsabili e finanziatori; regolamento di procedura, indennità di mediazione e criterio di calcolo; statistiche dettagliate e aggiornate almeno semestralmente sulle procedure gestite e i curriculum di tutti i mediatori.
3-bis Agli organismi di mediazione è vietato lo svolgimento della propria attività presso un qualunque studio professionale. Tale divieto è esteso anche ai casi in cui organismo e professionista esercitano all’interno degli stessi locali, sebbene a diverso titolo.
4-bis. Gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori. Gli avvocati che partecipano a corsi di formazione in materia di mediazione e conciliazione possono acquisire crediti ai fini della formazione continua previsti dal regolamento attuativo della l. 31 dicembre 2012, n. 247. Gli avvocati iscritti ad organismi di mediazione devono essere adeguatamente formati in materia di mediazione e mantenere la propria preparazione con percorsi di aggiornamento teorico-pratici a ciò finalizzati. La partecipazione del praticante avvocato ad un incontro di mediazione equivale alla partecipazione ad una udienza in tribunale ai fini della pratica forense fino a concorrenza della metà degli obblighi formativi di udienza. Dall’attuazione della presente disposizione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
3. Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di 100.000,00 euro, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente, per le mediazioni disposte dal giudice, previa valutazione del medesimo al fine di eliminare o ridurre il rischio di comportamento negoziale elusivo o simulatorio.
3. Questa proposta è rimessa all’apprezzamento del sig. Ministro
d) le riduzioni minime delle indennità dovute nelle ipotesi in cui la mediazione è condizione di procedibilità ai sensi dell’articolo 5, comma 1-bis, ovvero è disposta dal giudice ai sensi dell’articolo 5, comma 2, ovvero quando è prevista contrattualmente dalla clausola di mediazione.
5- bis Quando la mediazione è condizione di procedibilità della domanda ai sensi dell’articolo 5, comma 1 bis ovvero è disposta dal giudice ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del presente decreto, all’organismo non è dovuta alcuna indennità dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo 76 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. L’organismo tuttavia potrà detrarre ai fini fiscali l’ammontare dell’indennità che gli sarebbe spettata. A tale fine la parte è tenuta a depositare presso l’organismo apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo mediatore, nonché a produrre, a pena di inammissibilità, se l’organismo lo richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicità di quanto dichiarato.
Quando la mediazione sia condizione di procedibilità della domanda ai sensi dell’art. 5, comma 1 bis, ovvero è disposta dal giudice, la parte che si trovi nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio ai sensi dell’art. 76 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 ha diritto ad essere ammessa al patrocinio a spese dello stato anche per l’attività svolta dal difensore dinanzi all’organismo di mediazione.
In caso di mediazione svolta prima del processo, conclusasi con accordo, il consiglio dell’ordine competente all’ammissione è quello del luogo in cui ha sede il magistrato competente a conoscere del merito. La liquidazione del compenso al difensore in tal caso è effettuata dall’ufficio giudiziario che sarebbe stato competente per il giudizio.
5-ter. Fermo restando quanto previsto dai precedenti commi, in particolare dal comma 4 e dal decreto previsto dall’art. 16 comma 2, per il primo incontro, nei casi in cui la mediazione è condizione di procedibilità, ciascuna parte è tenuta a versare all’organismo l’importo di 40 euro per le liti di valore inferiore a 1000 euro, di 80 per le liti sino a 10.000 euro, di 180 euro per le liti di valore da 10.000 euro a 50.000 euro, di 200 euro per le liti di valore superiore a 50.000 euro. Nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro tale importo sarà considerato a titolo di spese di mediazione. Nel caso in cui sia raggiunto un accordo o la mediazione prosegua oltre il primo incontro il suddetto importo sarà detratto dalla indennità di mediazione.
1. Le parti che corrispondono l’indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi, in caso di raggiungimento di accordo, possono detrarre fiscalmente l’indennità di mediazione fino a concorrenza di euro cinquecento.
In caso di mancato accordo, alle parti è riconosciuto un credito d’imposta commisurato all’indennità corrisposta all’organismo, fino a concorrenza di euro duecentocinquanta.
Il Ministero della giustizia cura, attraverso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con i fondi previsti dalla legge 7 giugno 2000, n. 150, la divulgazione al pubblico attraverso apposite campagne pubblicitarie, da svolgersi periodicamente, in particolare via internet, di informazioni sul procedimento di mediazione e sugli organismi abilitati a svolgerlo.
Note illustrative delle proposte in materia di mediazione
[1] v. tra le numerosissime pronunce, Trib. Firenze, sez. imprese, 17.3.2014 e 18.3.2014; Trib. Firenze, II sez., 19.3.2014; 26.11.2014; Trib. Palermo, 16.7.2014, Trib. Rimini, ord. 16.7.2014, Trib. Bologna, 16.10.2014; Trib. Cassino, 8.10.2014, Trib. Monza, 20.10.2014, Trib. Siracusa, 17.1.2015, Trib. Pavia, 9.3.2015, Trib. Milano, 7.5.2015; Trib. Milano, 27.4.2016; Trib. Busto Arsizio, 3.2.2016, tutte facilmente reperibili in internet o riviste. Chi ha pratica di mediazione conosce bene le difficoltà di individuare con precisione scientifica il confine tra la fase cd preliminare e la mediazione vera e propria.
[2] Articolo 5
[3] Il caso riguardava il ricorso contro una decisione della Corte di appello di Torino che, con provvedimento del 13 luglio 2006, aveva respinto il reclamo proposto dall’avv. E.C. F. contro il decreto con cui il Tribunale di Torino aveva dichiarato inammissibile la domanda di liquidazione delle competenze per l’attività stragiudiziale dal medesimo svolta quale difensore di una parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato. L’istanza era stata respinta sul rilievo che, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, il patrocinio a spese dello Stato è previsto per l’attività giudiziale e non pure per quella stragiudiziale.
[4] La norma, (Ambito di applicabilità), prevede al primo comma: “1. L’ammissione al patrocinio è valida per ogni grado e per ogni fase del processo e per tutte le eventuali procedure, derivate ed accidentali, comunque connesse”.
[5] Secondo l’art. 10, “Il patrocinio a spese dello stato è altresì esteso ai procedimenti stragiudiziali, alle condizioni previste dalla presente direttiva, qualora l’uso di tali mezzi sia richiesto dalla legge ovvero quando il giudice vi abbia rinviato le parti in causa”.
[6] In Foro It., 2016, p. 1319, con nota di D. Dalfino, Mediazione e opposizione a decreto ingiuntivo: quando la Cassazione non è persuasiva; in Giur. it., 2016, p. 71, con nota di E. Benigni, Mediazione e opposizioni a decreto ingiuntivo: onerato dell’avvio è l’opponente.
[7] In www.101mediatori.it
[8] Tutte in mondoadr.it
[9] In www.expartecreditoris.it
26 gennaio 2017 a 18:39 | #1
La direttiva comunitaria del 2003, prevede e disciplina la mediazione e la conciliazione giurisdizionale, all’interno dei singoli stati, poichè la legge Comunitaria del 2001 aveva introdotto prioritariamente la figura del mediatore comunitario in ambito commerciale, per favorire le transazioni commerciali ed in ambito dei conflitti di interesse tra le parti per favorire la soluzione di una potenziale controversia destinata ad essere affrontata in ambito giurisdizionale.
Il recepimento di tale normativa da parte dell’Italia ed in particolare dal sistema giurisdizionale e giudiziario italiano, ha prodotto la riforma in tale ambito, instaurando una obbligatoria e preventiva fase di mediazione volta ad evitare l’iter lungo e farraginoso, nonchè costoso in termini economici e di tutela e garanzia dei diritti, per le parti. Il recepimento della direttiva e la riforma che inserisce la media conciliazione obbligatoria, operano entrambi secondo la “ratio” di maggior tutela dei diritti in tempi brevi, tuttavia offrono un risultato minore in termini di garanzia rispetto a quello offerto dal giudizio. Il sistema è ormai esteso alle principali materie del contendere nella proposta di riforma del Gurdasigilli on. Orlando, il quale offre in comunicazione una valida ed casistica ordinata per materia e con specifiche competenze e ruoli determinati del mediatore, cosi come è previsto dalla normativa comunitaria che disciplina la figura giuridica del “mediatore europeo”.
26 gennaio 2017 a 10:22 | #2
Concordo con il Buon Matteucci!
25 gennaio 2017 a 19:40 | #3
“ 7.3. La mediazione extraprocessuale – La Commissione ha dato particolare rilievo alla disciplina della mediazione, … . Si è aperto un mondo di esperienze … che fino ad oggi non era stato percepito in tutta la sua estensione e complessità ”.
Compenso avvocati in mediazione. Cnf propone modifiche ai parametri (22479)
L'ingiustificata mancata partecipazione alla mediazione demandata costituisce comportamento doloso per la determinazione delle sanzioni ai sensi dell'art. 96 III co. cpc (5320)
E' corretto notificare l'avvio della mediazione alla sola parte (e non anche al legale) (2619)
Il mancato esperimento della mediazione obbligatoria non incide sulle preclusioni processuali (2160)