Source: http://jugendamt0.blogspot.com/p/petizioni.html
Timestamp: 2018-07-20 06:32:39+00:00
Document Index: 48505596

Matched Legal Cases: ['art. 1712', 'art. 55', 'art. 1713', 'art. 1', 'art. 1715', 'art. 1712', 'art. 1', 'art.1712', 'art.1', 'art.1', 'art. 1567', 'art.1713', 'art.1', 'art. 235', 'art. 1717', 'art. 1715', '§4', '§1', 'art. 12', 'art. 1697', 'art. 1613', 'art. 59', 'art 240', 'art. 323', 'art. 1697', '§1713', '§1', 'art1716', '§1']

La petizione attualmente online
e ancora da firmare !!!
a sospendere la fiducia reciproca necessaria al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni giuridiche di diritto familiare tedesco oggetto di una Beistandschaft,
in particolare quelle applicabili nell’ambito del Regolamento 4/2009,
a chiedere alla Repubblica Federale di Germania il rimborso in favore degli Stati coinvolti
di tutti gli alimenti percepiti in modo fraudolento a mezzo della Beistandschaft dello Jugendamt e di reclamarne le indennità
con questa petizione denominata “Petizione Beistandschaft”, chiediamo al Parlamento Europeo, in considerazione degli elementi che seguono, di voler constatare che il provvedimento di “Beistandschaft dello Jugendamt” è una misura arbitraria e discriminatoria nei confronti del genitore non-tedesco o non-residente in Germania, separato da un cittadino tedesco e che di conseguenza ogni procedimento e ogni decisione giuridica toccata da questa misura è discriminatoria e viola i principi di una giustizia libera e imparziale in Europa.
- che il provvedimento di “Beistandschaft” dello Jugendamt è una misura puramente amministrativa (art. 1712 e segg. BGB – codice civile tedesco, art. 55 SGB – codice sociale tedesco, libro VIII);
- che è concessa in modo assolutamente arbitrario e unilaterale dal dipartimento Beistandschaft dello Jugendamt[1], in favore del genitore che trattiene fisicamente[2] il minore nella giurisdizione tedesca, di solito il genitore tedesco nelle coppie binazionali, indipendentemente decisioni giuridiche nel merito che seguiranno solo più tardi, quando questo provvedimento avrà creato dei fatti compiuti (art. 1713, 1.2 BGB, art. 1, 2 UhVorschG, già UVG – Legge sulla concessione di anticipi sugli alimenti);
- che non esiste nessuna possibilità di RICORSO effettivo contro questa misura per il genitore non-beneficiario, di regola il genitore straniero o che non risiede in Germania (art. 1715, 1 BGB);
- che attraverso questa misura lo Jugendamt si appropria dei diritti genitoriali del genitore tedesco o che risiede nella giurisdizione tedesca, che delega poi al Bundesland per far valere, in qualità di Stato in nome del minore, i diritti del minore e così facendo diviene Beistand, cioè contemporaneamente genitore e avvocato di Stato e contro il genitore non-tedesco o che non risiede nella giurisdizione tedesca (Art. 7, 1 UhVorschG);
- che questa misura mette di fatto il minore sotto tutela amministrativa del Bundesland nel quale si trova e mette il genitore tedesco, o quello che trattiene il minore nella giurisdizione tedesca, sotto curatela amministrativa dello Jugendamt per gli aspetti relativi al riconoscimento di paternità e agli obblighi di alimenti;
- che la prima disposizione di questa misura abilita lo Stato tedesco a costringere la madre non sposata a far riconoscere la paternità di suo figlio sulla base di un “volontariato obbligatorio”, con il fine di imporre la seconda disposizione di questa misura (art. 1712, 1 BGB e art. 1, 3 UhVorschG);
- che la seconda disposizione di questa misura abilita lo Stato tedesco a costringere il genitore tedesco, o che risiede nella giurisdizione tedesca, a costituire un debito di alimenti contro il genitore non-tedesco o che risiede all’estero e portarla a credito del Bundesland, in cambio della concessione di anticipi sugli alimenti e poi ad utilizzare detto genitore come schermo per far valere questo credito statale contro il genitore straniero o che risiede all’estero (art.1712, 2 BGB e art.1, 3 UhVorschG);
- che la concessione di questa misura interviene nel caso di coppie sposate, ancora prima di una decisione nel merito relativa alla potestà genitoriale, all’affido e al diritto di visita, in ragione di una decisione provvisoria unilaterale e segreta resa in favore del genitore tedesco o del genitore che trattiene fisicamente il minore nella giurisdizione tedesca; decisione poi contradditorizzata per la forma dal tribunale, in occasione della prima udienza convocata proprio per questo e durante la quale lo Jugendamt – che nell’ambito della Beistandschaft si è accaparrato i diritti sul minore – si costituisce lui stesso terza parte in causa per raccomandare al giudice di trattenere il minore presso il genitore beneficiario di detta misura; il giudice si serve di questa raccomandazione per motivare la sua decisione a protezione degli interessi tedeschi;
- che la concessione di questa misura interviene nel caso di coppie non sposate, ancora prima che venga adito il tribunale familiare, in assenza di una qualsivoglia decisione giuridica relativa all’affido o al diritto di visita;
- che la concessione di questa misura interviene indipendentemente da una qualsivoglia decisione giuridica relativa all’affido, o al diritto di visita emessa da una giurisdizione terza;
- che questa misura viene concessa sulla base della domiciliazione amministrativa del minore nel registro dei residenti del luogo in cui si trova il minore (Melderegister), iscrizione effettuata a favore del genitore che trattiene fisicamente il minore nella giurisdizione tedesca, all’insaputa del genitore non-tedesco e/o che non risiede in Germania, e senza che quest’ultimo ne venga informato; tutto ciò anche se i genitori sono sposati;
- che questa misura impone di fatto il regime di separazione dei genitori (art.1, 3 UhVorschG in comb con l’art. 1567 del BGB);
- che questa misura impone l’affido e la collocazione fisica del minore presso il genitore beneficiario di detta misura (art.1713 BGB, art.1 UhVorschG);
- che questa misura impone di fatto il trattenimento del minore in Germania ed esclude ogni tipo di visita al di fuori della giurisdizione tedesca;
- che questa misura impone di fatto l’esclusione del genitore non-tedesco, o che non risiede nella giurisdizione tedesca, da un contatto effettivo e libero con suo figlio (principio della presunzione di colpevolezza del diritto tedesco, art. 235cpt) ;
- che questa misura crea la situazione conflittuale perseguita dalle amministrazioni tedesche per assicurarsi il controllo politico sul minore, anche tra genitori che non sono necessariamente in litigio sulla gestione dell’affido e delle visite ai figli;
- che questa misura revoca di fatto l’esercizio della “cura genitoriale congiunta” (gemeinsame elterliche Sorge, generalmente gemeinsame Sorge, termine che non corrisponde né alla potestà genitoriale, né all’affido) al padre che ha riconosciuto la paternità (Vaterschaftsanerkennung) ed al quale spetta in ragione della “dichiarazione di esercizio della potestà genitoriale congiunta” (Sorgeerklärung) che la coppia non-sposata ha ratificato avanti l’addetto dello Jugendamt preposto agli atti;
- che questa misura ignora il riconoscimento di paternità sottoscritto all’estero del padre non-sposato;
- che questa misura designa d’ufficio il genitore tedesco o residente in Germania quale genitore affidatario e collocatario, a discapito dell’altro genitore al quale non riconosce nessun diritto parentale, facendo di lui il debitore di un debito a favore del Bundesland, prima ancora di ogni discussione giuridica e decisone nel merito);
- che tale misura può essere richiesta solo dal genitore che risiede nella giurisdizione tedesca o che vi torna stabilmente, l’altro genitore non può farlo, anche se detiene gli stessi diritti genitoriali sulla base del diritto nazionale o di una decisione giuridica (BGB art. 1717);
- che questa misura è attuata dallo Jugendamt al ricevimento di una semplice dichiarazione scritta di una qualsiasi altra filiale dello Jugendamt. Non ha qualità giuridica;
- che questa misura viene accordata a condizione che il genitore richiedente:
- che questa misura viene di fatto imposta dallo Jugendamt, dall’avvocato, dal giudice al genitore tedesco o che risiede in Germania; l’attuazione di questa misura è infatti presupposto per ottenere determinati sussidi sociali, per esempio il gratuito patrocinio o gli assegni familiari;
- che questa misura viene imposta con la finalità inconfessata di massimizzare il numero e l’importo dei crediti che lo Stato tedesco può far valere in modo fraudolento anni dopo, attraverso l’incasso effettuato utilizzando le amministrazioni straniere (Art.7, 3 UhVorschG);
- che questa misura può essere sospesa soltanto su richiesta del beneficiario, cioè colui che non ha nessun interesse a farlo e che, se lo facesse, perderebbe il sostegno unilaterale che gli accorda lo Jugendamt in qualità di avvocato di Stato o si ritroverebbe lui stesso minacciato della perdita dei suoi diritti genitoriali perché non “collabora” con lo Jugendamt (art. 1715 BGB);
- che i costi e le spese dei procedimenti giuridici intrapresi nell’ambito di questo provvedimenti sono integralmente a carico dello Stato tedesco che li reclama poi al genitore debitore (Art7 §4 ultima frase UhVorschG);
- che questa misura esige dal genitore beneficiario una collaborazione attiva con lo Jugendamt contro il genitore straniero o che risiede all’estero, basata sulla delazione dello straniero in favore degli interessi tedeschi; il genitore beneficiario deve fornire allo Jugendamt tutte le informazioni necessarie a stabilire la paternità del bambino e/o l’incasso degli alimenti (Art7, 3 UhVorschG);
- che questa misura permette di far valere degli alimenti nell’ambito della concessione di anticipi sugli alimenti, ancora prima di stabilire il riconoscimento di paternità (Art1712 BGB combinato con Art1600d BGB, Art 237 FamFG[3]);
- che questa misura permette allo Jugendamt di stabilire unilateralmente l’importo degli anticipi sugli alimenti di cui il genitore non-tedesco o che non risiede in Germania è debitore al tesoro del Bundesland nel quale si trova il minore, indipendentemente dal reddito, dal tenore di vita, dalla nuova situazione familiare e soprattutto indipendentemente da ogni decisione giuridica e dalla volontà dei genitori o di eventuali accordi tra essi (Art. 9, 1 UhVorschG);
- che nell’ambito di questa misura, l’invio di un avviso dello Jugendamt (Bescheid) redatto in un tedesco volontariamente incomprensibile per qualsiasi straniero (persino per i traduttori giurati), mancante della traduzione nella lingua del paese destinatario, mancante della menzione delle vie di ricorso né nel paese destinatario né in Germania, spedito per posta ordinaria, senza avviso, senza notifica ufficiale, è sufficiente a fare del destinatario un debitore nei confronti del Bundesland (che anticipa arbitrariamente gli alimenti al minore) per un periodo di 6 anni (Art. 7, 2 n. 2 UhVorschG);
- che nell’ambito di questa misura, il Bundesland e il Bund (la federazione dei 16 Bundesländer rappresentati dal Governo Federale a Berlino) che è coinvolto per un terzo degli importi versati a titolo di anticipi sugli alimenti, si fanno rappresentare per far valere il rimborso degli alimenti a nome del minore dal dipartimento Unterhaltvorschusskasse (cassa anticipi su alimenti) dello Jugendamt (Art8 §1 UhVorschG);
- che nell’ambito di questa misura, l’invio di tale avviso proveniente da una entità amministrativa tedesca, senza informazione alle autorità del paese nel quale risiede il genitore destinatario, è un attacco alla sovranità amministrativa di detto Stato;
- che l’invio di un tale avviso ha come finalità premeditata e calcolata quella di spingere il genitore destinatario a eleggere domicilio giuridico in Germania, prima ancora dell’inizio di procedimenti giuridici, a fargli riconoscere in questo modo la competenza della giurisdizione tedesca e le sentenze che pronuncerà, e a fargli perdere in questo modo i diritti che gli garantisce invece la sua propria Costituzione (e la Comunità internazionale), in particolare il diritto a una difesa effettiva. Dare mandato a un avvocato tedesco è infatti assolutamente inutile visto che non esistono vie di ricorso giuridico contro la misura della Beistandschaft e che l’avvocato tedesco, per via del suo giuramento, difende gli interessi (costituzionali) tedeschi e non i diritti del suo cliente straniero (art. 12° BRAO – codice deontologico degli avvocati tedeschi) ed è soggetto, come tutte le persone delegate agli affari familiari, al principio del Kindeswohl tedesco, in altre parole al mantenimento “del benessere della comunità dei tedeschi ATTRAVERSO il minore” (art. 1697a BGB);
- che l’invio di tale avviso ha come effetto perverso ma calcolato di spingere l’avvocato straniero a consigliare al suo cliente di dare mandato ad un avvocato in Germania, proprio perché non capisce né il significato né la portata di questa misura e ancora meno la finalità della giustizia familiare tedesca, e ignora che in questo modo tradisce involontariamente il suo cliente;
- che questa misura permette allo Stato tedesco di accaparrarsi con l’inganno la competenza giurisdizionale e creare così le condizioni per trattenere il minore in Germania e servizi di lui come oggetto del ricatto per appropriarsi del patrimonio dello straniero (Kindeswohlprinzip);
- che questa misura permette allo Jugendamt di costituire un debito a carico del genitore non-tedesco o che non risiede in Germania a favore del Bundesland, a incrementarlo mensilmente, a ottenere a posteriori (vari mesi dopo averne dato inizio), la sua legalizzazione tramite il giudice familiare, nell’ambito di un procedimento giuridico di pura forma (Unterhaltsverfahren) nel quale lo Jugendamt utilizza il genitore tedesco (messo di fatto sotto la sua curatela) come prestanome (i costi processuali sono rimborsati e l’avvocato tedesco lavora in maniera autonoma) per ottenere una decisione giuridica contro il genitore non-tedesco o che non risiede in Germania, decisione contro la quale quest’ultimo non può più opporsi con mezzi legali in quanto questo procedimento avviene nel momento in cui Jugendamt e giudice hanno ormai creato una situazione di fatto e trasferito il diritto di decidere il luogo di soggiorno del minore (Aufenthaltsbestimmungsrecht) al genitore tedesco, che risiede in Germania o allo Jugendamt, decisione che giustifica a posteriori il trattenimento fisico del minore presso il genitore tedesco o residente in Germania così come imposto dalla Beistandschaft e che di conseguenza giustifica a posteriori anche il debito creato in anticipo nell’ambito di questa misura;
- che questa misura permette allo Stato tedesco (rappresentato dal suo Bundesland) di far valere, in quanto Stato, l’incasso di un debito costituito in qualità di Stato ma a nome del minore, servendosi del genitore tedesco o che vive in Germania come strumento per incassare. A questo fine, Bundesland e Jugendamt (che si sono appropriati dei diritti sul minore) restituiscono al genitore tedesco, cooperando mutualmente con il giudice familiare tedesco (che accorda il gratuito patrocinio) e con l’avvocato del genitore tedesco (remunerato con il gratuito patrocinio) i diritti genitoriali di cui si sono appropriati con l’introduzione della Beistandschaft, per condurre, servendosi del genitore tedesco, un procedimento giuridico avanti il giudice familiare per ottenere un titolo esecutivo e far valere contro il genitore straniero un credito non impugnabile che il genitore tedesco o residente in Germania (più esattamente il suo avvocato) ha poi l’obbligo di cedere nuovamente al Bundesland (Art. 7, 4 UhVorschG, art. 1613 BGB);
- che questa misura abilita lo Jugendamt, in qualità di curatore di fatto del genitore tedesco e di tutore di fatto del minore, di terza parte in causa e di genitore di Stato nel procedimento giuridico e inoltre di notaio, a obbligare il genitore non-tedesco a riconoscere un debito futuro (facendo leva su un ipotetico diritto di visita con suo figlio) sulla base di introiti fittizi e contemporaneamente a far avere al genitore tedesco, o che risiede in Germania, un titolo (vollstreckbare Ausfertigung der Jugendamtsurkunde) che gli permette in qualsiasi momento una confisca dello stipendio o il blocco del conto in banca del genitore non-tedesco senza dover ricorrere ad un tribunale, e gli permette anche di beneficiare gratuitamente dei servizi d’incasso dello Jugendamt che identifica il domicilio e il datore di lavoro del genitore debitore, obbliga il datore di lavoro a comunicare i redditi del genitore debitore, da mandato ad ufficiale giudiziario in favore del genitore tedesco, alla sola condizione (vollstreckbare Ausfertigung der Jugendamtsurkunde – Copia esecutiva dell’atto dello Jugendamt) che la persona dello Jugendamt che emette il titolo d’incasso non sia la stessa che si è costituita “Beistand”, cioè curatore del genitore tedesco e tutore del minore nell’implementare la Beistandschaft (art. 59 SGB VIII – codice sociale tedesco, libro VIII)
- che questa misura permette allo Jugendamt di costringere con l’inganno e la perfidia il genitore non-tedesco a riconoscere un debito verso il bambino (i cui diritti sono nelle mani dello Jugendamt e sul quale non può esercitare i suoi diritti genitoriali) valido 30 anni, se non è prevista altra durata e include gli arretrati degli alimenti (Unterhaltrückstand – Artt.197 e198 BGB). Il genitore che – giustamente – si rifiuta di firmare sulla base del volontariato obbligatorio il documento che gli presenta lo Jugendamt (Verpflichtungsurkunde), documento che stabilisce il suo debito futuro indipendentemente dalle decisioni giuridiche e dei suoi redditi futuri, diviene oggetto di una querela per sospetto (Feststellungs- und Besorgnisklage Art. 256, Art. 259 ZPO – codice di procedura civile tedesco) perché il suo rifiuto di firmare giustifica il timore (Besorgnis) di un futuro mancato pagamento, questa querela apre la strada ad una seconda querela per il pagamento degli alimenti (Unterhaltsklage), trattata dapprima con provvedimento unilaterale e segreto senza udienza (provvedimento urgente), nell’ambito della cooperazione tra lo Jugendamt (beneficiario del futuro credito), dell’avvocato del genitore tedesco (remunerato con il gratuito patrocinio) che utilizzano il genitore tedesco come prestanome per condurre un procedimento giuridico a spese e a profitto dello Stato, per assicurarsi un debito che non è ancora costituito. Poiché il rifiuto del genitore straniero di riconoscere questo debito anticipato che lo Jugendamt gli impone è definito come mancanza di cooperazione con quest’ultimo, costi e spese gli verranno addebitati, anche se riconoscerà poi il suo debito nel corso del procedimento giuridico. Qualsiasi cosa faccia, il genitore debitore non sfugge a questi metodi di diritto dittatoriale, soprattutto perché questo procedimento avviene anche se questo genitore paga regolarmente gli alimenti direttamente al genitore tedesco (Bundesgerichtshof, Cassazione tedesca, Sentenza del 01.07.1998 – XII ZR 271/97: "Der Unterhaltsgläubiger hat grundsätzlich auch dann ein Rechtsschutzinteresse an - voller - Titulierung seines Unterhaltsanspruches, wenn der Schuldner den Unterhalt bisher regelmässig und rechtzeitig gezahlt hat"[4]). Gli aspetti di questo provvedimento costituiscono uno dei numerosi motivi di conflitto genitoriale dissimulato dallo Jugendamt per appropriarsi del controllo politico sui minori;
- che nell’ambito di questo provvedimento, il riconoscimento del debito effettuato sotto la pressione dello Jugendamt (Verpflichtungsurkunde des Jugendamtes), sotto la minaccia del volontariato obbligatorio non ha la forza giuridica di un atto del tribunale[5], con la inconfessata finalità di impedire un riaggiustamento dell’importo o della durata nell’ambito di un procedimento non contenzioso (art 240 FamFG), autorizzandolo invece solo nell’ambito di una lunga e costosa azione di modifica della decisione (Abaenderungsklage – Art. 239 FamFG) che esige un motivo importante (art. 323, 2 e 3 ZPO – codice di procedura civile tedesca) e l’estinzione preventiva del patrimonio del genitore debitore. In altri termini questo riconoscimento di debito del genitore non-tedesco, che lo Jugendamt trasforma in titolo esecutivo in favore del genitore tedesco, è praticamente inattaccabile;
- che nell’ambito di una azione di modifica di questa decisione (Abaenderungsklage) le parti presenti alla firma devono essere le stesse, tranne che in caso di delega dei diritti;
- che il settore “Vorschusskasse” dello Jugendamt si nasconde dietro alla definizione ingannevole di “sozialer Traeger”;
- che la richiesta di Beistandschaft si basa sull’accordo del genitore tedesco o che risiede in Germania (che esercita in questo modo tutti i poteri e soprattutto quello di far parlare l’altro genitore che vorrebbe solo rivedere suo figlio), lui stesso utilizzato dallo Jugendamt (cioè messo sotto curatela) a questo fine;
- che questa misura genera in anticipo un credito non impugnabile, basato sul semplice fatto che il genitore straniero non ha nessun mezzo per contestarlo, né il fatto che siano stati concessi arbitrariamente degli anticipi sugli alimenti, né l’importo mensile stabilito arbitrariamente dallo Jugendamt;
- che questa misura permette alle autorità tedesche di abusare dei regolamenti europei per esigere dalle autorità straniere l’esecuzione di una decisione amministrativa tedesca, inapplicabile in quanto tale negli altri paesi, ma legalizzata (per il diritto tedesco) a questo fine;
- che questa misura permette alle autorità tedesche di abusare dei regolamenti europei per far procedere, in modo calcolato e premeditato all’incasso coatto (confisca dello stipendio, del patrimonio), ad opera delle autorità straniere, di un credito contro il quale il loro concittadino non dispone di riscorso effettivo in Germania e ancora meno nel proprio paese, poiché l’organo incaricato dell’esecuzione (ufficiale giudiziario o giudice dell’esecuzione) non è in grado di verificare e comprendere la natura amministrativa, arbitraria, iniqua e xenofoba di questa decisione pseudo-giuridica tedesca e ancora meno è abilitato a contestarla;
- che questa misura permette l’incasso forzato nel momento in cui i procedimenti di diritto familiare tedesco finalizzati a mettere l’esercizio effettivo dei diritti genitoriali del genitore straniero sotto il controllo del genitore tedesco (o più esattamente sotto il controllo dello Jugendamt che utilizza per questo il genitore tedesco) si sono esauriti e il genitore non-tedesco o che risiede all’estero non ha più vie di ricorso;
- che questa misura permette di nascondere ai Governi stranieri e alla Commissione europea, con calcolo e premeditazione, che il beneficiario del credito non è il ricorrente, cioè il genitore tedesco o residente in Germania, ma il Bundesland, in pratica lo Stato tedesco;
- che questa misura permette alle autorità tedesche di implementare gli effetti coercitivi del titolo esecutivo (pignoramento del salario) in modo perenne, cioè oltre la durata dell’applicazione del provvedimento della Beistandschaft (6 anni) che lo ha introdotto sulla base di una decisione amministrativa arbitraria e permette di esigere in questo modo, non più il rimborso degli anticipi sugli alimenti concessi in modo arbitrario nell’ambito della Beistandschaft, ma di esigere dal genitore non-tedesco o che risiede all’estero il pagamento degli alimenti (Kindesunterhalt) calcolati arbitrariamente dallo Jugendamt sulla base della tabella di Düsseldorf (Düsseldorfer Tabelle), cioè indipendentemente dal suo reddito, dal tenore di vita, della nuova situazione familiare del genitore che risiede all’estero, ma anche indipendentemente dai redditi del genitore tedesco o che risiede in Germania; una della finalità della Beistandschaft è infatti quella di massimizzare il prelievo delle ricchezze all’estero in favore della comunità dei Tedeschi, utilizzando il diritto dei Tedeschi, conformemente al principio del Kindeswohl tedesco;
- che questa misura permette alle autorità tedesche di far valere un credito il cui importo definitivo rimane aperto, con mezzi fraudolenti, aggirando in modo calcolato e premeditato i regolamenti europei (o le decisioni straniere), grazie alla costrizione che deriva dal titolo esecutivo (europeo);
- che nell’ambito di questa misura i documenti trasmessi alle autorità straniere sono esonerati dall’essere in traduzione giurata;
- che la ricerca e il riconoscimento di paternità è finanziato dallo stato tedesco a favore del beneficiario del provvedimento che retrocede i suoi diritti al Bundesland;
- che generalmente questa misura non viene proposta al genitore non-tedesco della coppia che risiede abitualmente in Germania per evitare la fuga di capitali all’estero;
- che questa misura permette di sottrarre i diritti genitoriali al genitore affetto da malattia di lunga durata o da una disabilità, anche se la malattia o la disabilità non compromettono le sue capacità educative. Questo avviene soprattutto a discapito del genitore non-tedesco (art1 del UhVorschG - già UVG, Legge sulla concessione di anticipi sugli alimenti).
1. che lo JUGENDAMT, amministrazione opaca, è incaricato delle cause familiari in Germania;
2. che il personale dello JUGENDAMT, entità politica locale, non presta nessun tipo di giuramento (non è cioè tenuto a rispettare nessun codice deontologico);
3. che il Governo Federale, garante del rispetto dei trattati e delle convenzioni ratificate a livello internazionale, dichiara di non avere nessun potere amministrativo o giuridico sull’entità “JUGENDAMT”;
4. che lo JUGENDAMT che decreta la BEISTANDSCHAFT è la terza parte in causa (genitore di Stato) in tutte le udienze e le cause dei tribunali familiari tedeschi;
5. che lo JUGENDAMT difende la relazione bambino-Stato a discapito della relazione bambino-genitore (art. 1697 – BGB, codice civile tedesco);
6. che questa misura riguarda tutti i genitori non-tedeschi separati da un cittadino tedesco, indipendentemente dalla loro nazionalità, dal fatto che siano padri o madri e indipendentemente dal fatto che risiedano in Germania o altrove;
7. che questa misura amministrativa costituisce una intrusione nella sovranità amministrativa degli altri Stati dell’Unione poiché nessuna amministrazione dello Stato di residenza del genitore non-tedesco viene informata dell’attuazione di tale misura;
8. che lo JUGENDAMT si costituisce, tramite questa misura amministrativa arbitraria (BEISTANDSCHAFT), su richiesta del genitore tedesco, curatore di detto genitore per appropriarsi dei diritti sul minore e farli poi valere contro il genitore non-tedesco o che non risiede in Germania, a favore del genitore tedesco;
9. che l’UE ha creato enormi disparità tra i genitori tedeschi e quelli non-tedeschi, uniformando i procedimenti per l’incasso, senza prima uniformare la maniera in cui viene costituito il debito alimentare e le parti in causa;
- che la Beistandschaft è uno strumento di politica economica e sociale;
- che è strumento di delazione;
- che questa misura della BEISTANDSCHAFT dello Jugendamt è unica nel suo genere e non può essere tradotta in nessuna altra lingua (così come “cappuccino” o “sushi”);
- che questa misura fissa di fatto la residenza abituale del minore in Germania in modo arbitrario e per via amministrativa (BGB §1713 e UVG -UhVorschG§1);
- che crea le condizioni per sospendere definitivamente l’esercizio dei diritti genitoriali del genitore contro il quale essa viene applicata, di solito il genitore non-tedesco, in caso di coppie miste (art1716 §1 BGB);
- che il procedimento di BEISTANDSCHAFT viola anche le decisioni di giustizia familiare non tedesche (violazione del regolamento comunitario Bruxelles II bis);
- che il procedimento di BEISTANDSCHAFT è contrario persino a decisioni del tribunale familiare tedesco;
- che la richiesta di BEISTANDSCHAFT del genitore tedesco permette di fare del genitore non-tedesco o residente all’estero un debitore del Land senza motivo, in assenza e addirittura in violazione di decisioni giuridiche;
- che permette di giustificare il trattenimento illecito di un minore in territorio tedesco per creare il fatto compiuto, usato poi per giustificare una ipotetica competenza giuridica tedesca;
- che le richieste e le minacce incessanti prodotte nel corso di questo procedimento, in un tedesco molto tecnico e incomprensibile, costituiscono una vera persecuzione al fine di costringere il genitore non tedesco:
§ a dare mandato a un avvocato in Germania
§ a dichiarare il suo patrimonio e quello di tutta la sua famiglia
[2] La Legge recita: “in dessen Obhut sich das Kind befindet” = sotto la protezione del quale si trova il minore e non del genitore che ne detiene l’affido, come troppo spesso erroneamente tradotto dai traduttori giurati.
rispondo solo ora alla vostra del 28.08.2013 relativa alla Petizione n. 0979/2012 perché, pur essendo una dei firmatari della Petizione, la cosiddetta “Petizione Beistandschaft”, non ho ricevuto da parte vostra la comunicazione del 28/8 qui allegata e ciò non mi pare essere quanto preveda il regolamento.
Esprimo con la presente tutta la mia perplessità -e dei sempre più numerosi genitori vittime del sistema tedesco che si uniscono in svariate associazioni- sulla serietà con la quale vengono esaminate le nostre lagnanze dalla Commissione europea.
Fermo restando l’esattezza delle domande espresse dalle due rinnovate interrogazioni sulla questione Beistandschaft, presentate nel corrente mese di ottobre alla Commissione dagli eurodeputati Muscardini, Rinaldi, Toia, Mazzoni, Angelilli e Rossi, mi chiedo seriamente come sia possibile inoltrare una comunicazione come la presente del 28/8. Ricordo per inciso che appena un mese prima avevamo spiegato ai membri del gabinetto della Commissaria Reding, con dovizia di particolari, e mettendo a disposizione anche documenti, le distorsioni giuridiche operate dalla Repubblica Federale di Germania e chiedevamo la sospensione dei Regolamenti che permettono a questo paese di negarci, nella nostra stessa nazione, i diritti fondamentali riconosciuti dalla nostra Costituzione.
Invece succede questo: i cittadini che si lamentano, attraverso lo strumento della petizione, di vedere applicati nel proprio Stato delle decisioni tedesche inique, in forza dei regolamenti europei (per es. il 2201/2003 e il 4/2009) che le riconoscono senza exequatur, si vedono rispondere che il “problema” è definito e legalizzato, dunque “risolto” dai regolamenti europei, cioè da quegli stessi che si denuncia essere, insieme al sistema tedesco, concausa della violazione.
Con la Petizione n. 0979/2012 denunciavamo e provavamo con documenti e riferimenti legislativi, tra le altre cose, l’impossibilità di presentare ricorso contro una decisione di Beistandschaft e la Commissione ci risponde niente di meno che “I firmatari possono presentare un'istanza dinanzi ai giudici di ricorso competenti”!
Sappiamo bene il motivo per il quale verrà chiusa questa Petizione che mette in pericolo un sistema di finanziamento miliardario utilizzato dalla Germania a danno degli altri paesi dell’Unione, e diventa sempre più chiaro, a noi, una volta europeisti convinti, perché sempre più persone prendano le distanze da quest’Europa che null’altro dimostra di fare, se non consegnarci nelle mani dei prevaricatori, quegli stessi che dei nostri figli europei ne stanno facendo dei germanici.
Obbligare gli stati membri a menzionare nella segnalazioni SCHENGEN e nei MAE che emettono, l’origine matrimoniale o meno dei MAE,