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Timestamp: 2019-07-21 02:13:10+00:00
Document Index: 126066639

Matched Legal Cases: ['art. 942', 'art. 946', 'art. 942', 'art. 454', 'art. 941', 'art. 941', 'art. 942', 'art. 943', 'art. 942', 'art. 1', 'art. 942', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 942', 'art. 946', 'sentenza ', 'art. 942', 'sentenza ', 'art. 941']

Art. 942 codice civile - Terreni abbandonati dalle acque correnti - Brocardi.it
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Articolo 942 Codice civile
Terreni abbandonati dalle acque correnti
Dispositivo dell'art. 942 Codice civile
I terreni abbandonati dalle acque correnti, che insensibilmente (1) si ritirano da una delle rive portandosi sull'altra, appartengono al demanio pubblico, senza che il confinante della riva opposta possa reclamare il terreno perduto (2).
(1) Il ritirarsi del suolo non può che avvenire con lentezza, progressività e durevolezza: viceversa si dovrebbe applicare l'art. 946.
(2) Prima dell'entrata in vigore della l. 37/1994 l'acquisto del terreno impercettibilmente sottratto a una riva avveniva a favore del proprietario della riva incrementata.
La norma disciplina la cosiddetta alluvione "impropria".
Spiegazione dell'art. 942 Codice civile
Alluvione impropria
Questo articolo è identico anche nella forma all'art. 454 del vecchio codice del 1865: concerne infatti quella che in dottrina è chiamata alluvione impropria.
Differenze dall'alluvione propria
Non si tratta della corrente che, come per l'alluvione propria, trascina la terra e lentamente e impercettibilmente la deposita in uno dei fondi rivieraschi, che viene gradatamente ad aumentarne la superficie per effetto di queste naturali aggiunzioni: nel caso in esame la corrente delle acque insensibilmente si ritira da una delle rive e preme sull'altra lasciando, pur insensibilmente, scoperta una parte del terreno, che costituisce la continuazione di quello del fondo rivierasco a cui accede.
Si deve tenere ben presente l'elemento della gradualità dello spostamento della corrente, perchè, in caso di mutamento improvviso e violento di corrente, ci si potrebbe trovare nel caso di avulsione o di alveo derelitto di cui si parlerà negli articoli relativi.
L'insensibile deviazione della corrente è il caso normale dell'alluvione impropria, che potrebbe anche avvenire per diminuzione di quantità della massa d'acqua per cause naturali. Potrebbe, infine, avvenire per cause parzialmente artificiali, nel senso che a determinare la variazione di corrente sia intervenuta l'opera dell'uomo legittimamente compiuta.
Per i codici stranieri ci si riporta a quanto detto nell' art. 941 del c.c..
438 La disciplina dell'alluvione, sia propria sia impropria (terreno abbandonato dall'acqua corrente), è rimasta inalterata. L'art. 941 del c.c., l'art. 942 del c.c. e l'art. 943 del c.c. riproducono, semplificandone in qualche punto la formulazione, gli articoli 453, 454 e 455 del codice precedente.
Massime relative all'art. 942 Codice civile
Cass. civ. n. 14645/2017
La disciplina di cui all’art. 1 della l. n. 37 del 1994 (recante "Norme per la tutela ambientale delle aree demaniali dei fiumi, dei torrenti, dei laghi e delle altre acque pubbliche"), sostitutiva dell’art. 942 c.c., che esclude la sdemanializzazione dei terreni comunque abbandonati dalle acque correnti, è priva di efficacia retroattiva.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 14645 del 13 giugno 2017)
Cass. civ. n. 4753/2002
Anche nel vigore delle norme di cui agli artt. 942, 946, 947 vecchio testo del codice civile (anteriormente, cioè, alla novella di cui alla legge 37/1994), le accessioni fluviali comportavano l'acquisto della proprietà da parte dei proprietari rivieraschi solo se determinate da eventi naturali, e non dall'opera artificiale dell'uomo.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 4753 del 3 aprile 2002)
Cass. civ. n. 9376/1994
Il fenomeno di incremento fluviale disciplinato, nella particolare forma di accessione denominata alluvione impropria, dall'art. 942 c.c., consiste nell'acquisto, da parte del proprietario o dei proprietari dei fondi posti lungo una delle due rive del fiume, della proprietà del terreno abbandonato dall'acqua corrente che ritirandosi insensibilmente e per cause naturali da una delle rive, si è spostata insensibilmente impercettibilmente ma definitivamente verso l'altra, privando la riva abbandonata dalle acque della originaria funzione di pubblico interesse dalla quale dipendeva la sua demanialità necessaria; tale fenomeno si distingue, quindi, da quello affine dell'alveo abbandonato di cui all'art. 946 c.c., che consiste nel repentino abbandono, da parte del fiume, del proprio letto originario per aprirsi un nuovo corso.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 9376 del 10 novembre 1994)
Cass. civ. n. 232/1987
Qualora un terreno abbandonato da un corso d'acqua perda la qualità di bene demaniale e venga acquistato a titolo originario dal proprietario del fondo rivierasco, ai sensi dell'art. 942 c.c., la successiva riacquisizione di detto bene, per effetto di usucapione, al patrimonio dello Stato postula un possesso esercitato dall'amministrazione con la cosciente volontà di godere dell'immobile altrui, e, pertanto, non è ravvisabile in un comportamento che, nell'erroneo presupposto della persistente demanialità del bene medesimo, si esaurisca in atti di gestione del demanio (nella specie, concessione a terzi e percezione del relativo canone).
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 232 del 15 gennaio 1987)
relative all'articolo 942 Codice civile
Norma di riferimento: Articolo 942 Codice civile - Terreni abbandonati dalle acque correnti | Quesito Q20112172
Marchesi N. chiede
“Se il proprietario di un terreno golenale di un fiume durante diverse piene si ritrova il proprio terreno eroso (faccio un esempio, la particella anziché misurare 1 ettaro come in origine dopo l'erosione misura solo 7000 mq), questo terreno mancante non è più suo. Ma se dopo alcuni anni e diverse piene del fiume (lento, progressivo e durevole) questo terreno ritorna a misurare ancora 1 ettaro, ed il proprietario negli anni ha continuato ha pagare gli estimi catastali, il terreno è ancora di sua proprietà oppure i 3000 mq che ha rilasciato il fiume sono del demanio idrico?
Colgo l'occasione per ringraziare anticipatamente e porgo distinti saluti.”
Ai sensi dell'art. 941 del c.c., gli incrementi e le unioni di terra che si formano successivamente e impercettibilmente (per cause naturali) nei fondi posti lungo le rive dei fiumi o torrenti, appartengono al proprietario del fondo. Si tratta di un acquisto per accessione di immobile a immobile.
Nel caso di specie, il terreno ora tornato alle sue dimensioni originarie è interamente appartenente al proprietario del terreno golenale.