Source: http://www.dirittolavoro.org/2011/11/corte-di-cassazione-sentenza-n.html
Timestamp: 2019-02-17 06:34:33+00:00
Document Index: 86079093

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5']

Diritto del lavoro: Corte di Cassazione - Sentenza n. 24216/2011: Licenziamento per soppressione delle mansioni - Illegittimo se le mansioni sono state redistribuite
Corte di Cassazione - Sentenza n. 24216/2011: Licenziamento per soppressione delle mansioni - Illegittimo se le mansioni sono state redistribuite
Con sentenza emessa il 3.2.09 e depositata il 30.3.09 la Corte d’Appello di Torino confermava - per quel che rileva in questa sede - la sentenza con cui il Tribunale della stessa sede, dichiarata l’illegittimità del licenziamento intimato dalla I. S.p.A. nei confronti di G. D., ne aveva ordinato la reintegra nel posto di lavoro.
Statuivano a riguardo i giudici del merito che, contrariamente a quanto enunciato nella lettera di recesso, vi era stata non la soppressione delle mansioni assegnate al D., ma una loro mera redistribuzione fra altri dipendenti, redistribuzione a sua volta conseguente - anziché causalmente precedente - alla scelta aziendale di licenziare il lavoratore.
1- Con il primo motivo la società ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 3 legge n. 604/66 per avere l’impugnata sentenza negato che nel caso di specie vi fosse stata una vera e propria soppressione delle mansioni di vendita affidate al D. nelle zone di sua competenza, ma solo una loro redistribuzione fra altri dipendenti: in realtà, obietta la I. S.p.A. mentre la competenza delle zone a suo tempo coperte dal D. era stata ridistribuita fra altri lavoratori, le altre mansioni proprie della soppressa figura di funzionario commerciale rivestita dal D., come quelle di organizzazione e coordinamento con le altre figure aziendali, erano state soppresse; infatti, non vi era un unico ufficio commerciale costituito da vari dipendenti, ma un solo soggetto - il D. - che nella sua qualità di funzionario commerciale svolgeva attività in specifiche zone e che era stato licenziato perché il rapporto costi/ricavi era risultato antieconomico per l’azienda.
Le due doglianze - da esaminarsi congiuntamente perché intimamente connesse fra loro - sono infondate.
Nel caso di specie l’impugnata sentenza ha evidenziato - con motivazione immune da vizi logici o giuridici - non solo che la I. S.p.A. non ha neppure allegato il nesso causale tra esigenza aziendale e licenziamento (allegazione e prova di cui era onerata ex art. 5 legge n. 604/66), ma anche che ha prima deciso di espellere dal proprio organico l’odierno controricorrente perché non soddisfatta del suo rendimento e, solo dopo averlo licenziato, ne ha suddiviso le mansioni fra gli altri dipendenti e agenti già in forza, per non lasciare scoperta l’area territoriale un tempo curata dal D.