Source: http://www.edilone.it/normativa/decreto-del-presidente-della-repubblica-5-ottobre-2010-n-188-regolamento-recante-il-riordino-degli-enti-vigilati-dal-ministero-delle-infrastrutture-e-dei-trasporti-a-norma-dellarticolo-26-comm/
Timestamp: 2018-02-23 19:51:01+00:00
Document Index: 115428234

Matched Legal Cases: ['art.  10', 'art.  87', 'art. 17', 'art.  2', 'art. 17', 'art.  9', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 2', 'art.  2', 'art. 2', 'art. 1', 'art.  2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 26', 'art. 2', 'art.  1', 'art.  60', 'art. 2', 'art.  34', 'art. 1', 'art.  2', 'art.  1', 'art. 35', 'art. 1', 'art.  3', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 3', 'art.  16', 'art. 1', 'art. 1', 'art.  1', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art.\n2383', 'art. 71', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 64', 'art.  64', 'art. 36', 'art. 70', 'art.   5', 'art. 35', 'art. 7', 'art.\n36', 'art. 65', 'art.  16', 'art. 57', 'art. 3', 'art.  7', 'art. 1', 'art.  3', 'art.  7', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art.   10', 'art. 2', 'art. 62', 'art.  1', 'art.  45', 'art.  2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 1', 'art. 1', 'art.   28', 'art. 72', 'art. 1', 'art. 5', 'art.  3', 'art. 1', 'art. 72', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 2', 'art.  4', 'art. 8', 'art.\n13']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 ottobre 2010, n. 188 - Regolamento recante il riordino degli enti vigilati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a norma dell'articolo 26, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0207) (GU n. 265 del 12-11-2010 | Edilone.it
<MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 27 ottobre 2010
DECRETO LEGISLATIVO 8 ottobre 2010, n. 191 – Attuazione della direttiva 2008/57/CE e 2009/131/CE relativa all’interoperabilita’ del sistema ferroviario comunitario. (10G0213) – (GU n. 271 del 19-11-2010>
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 ottobre 2010, n. 188 – Regolamento recante il riordino degli enti vigilati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a norma dell’articolo 26, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0207) (GU n. 265 del 12-11-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 ottobre 2010, n. 188 - Regolamento recante il riordino degli enti vigilati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a norma dell'articolo 26, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0207) (GU n. 265 del 12-11-2010 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 27/11/2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 ottobre 2010 , n. 188
Regolamento recante il riordino degli  enti  vigilati  dal  Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, a norma dell’articolo 26, comma
1,  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0207)
Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
Visto il  regio  decreto  23  luglio  1926,  n.  1452,  concernente
riconoscimento dell’Aero Club d’Italia quale Ente morale;
Vista la legge 29 maggio 1954,  n.  340,  concernente  il  riordino
dell’Aero Club d’Italia;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in  data
20 ottobre 2004, pubblicato nel supplemento ordinario  alla  Gazzetta
Ufficiale n. 7 dell’11 gennaio 2005, con cui e’  stato  approvato  il
nuovo statuto dell’Aero Club d’Italia e degli Aero Club locali;
Visto l’articolo 2, commi 634 e 635, della legge 24 dicembre  2007,
n. 244;
Visto l’articolo 26 del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,
Visto l’articolo 17  del  decreto-legge  1°  luglio  2009,  n.  78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102;
Visto l’articolo 10-bis del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25;
Visto il decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78,  recante  misure
urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita’
Visto il decreto legislativo 25 luglio  1997,  n.  250,  istitutivo
dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (E.N.A.C.);
Ritenuta la necessita’ di procedere al riordino degli enti pubblici
non  economici  vigilati  dal  Ministero  dell’infrastrutture  e  dei
adottata nella riunione del 28 ottobre 2009;
consultiva per gli atti normativi nell’Adunanza dell’ 8 marzo 2010;
Acquisito  il  parere  della  Commissione   parlamentare   di   cui
all’articolo 14, comma 19, della legge 28 novembre 2005, n. 246;
riunione del 22 luglio 2010;
Sulla proposta del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti,
di  concerto  con  i  Ministri  per  la  pubblica  amministrazione  e
l’innovazione, per la semplificazione normativa, per l’attuazione del
programma di Governo, dell’economia e delle finanze, della  difesa  e
dell’interno;
1. Al fine di assicurare la realizzazione degli  obiettivi  di  cui
all’articolo 2, comma 634, lettera h), della legge 24 dicembre  2007,
n. 244, entro novanta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  del
presente regolamento sono apportate modifiche allo statuto  dell’Aero
club d’Italia, approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri  in  data  20  ottobre  2004,  pubblicato  nel   Supplemento
Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 7 dell’11 febbraio 2005, tenendo
conto dei seguenti criteri direttivi:
a) riduzione dei membri componenti il Consiglio federale a cinque
unita’ in conformita’ alla normativa vigente;
b) soppressione del membro supplente del  collegio  dei  revisori
dei conti;
c) previsione della possibilita’  del  rinnovo  del  mandato  del
Presidente dell’ente per due mandati consecutivi dopo il primo;
d) trasferimento dei compiti di vigilanza sull’ente dal Ministero
per i beni e le attivita’ culturali alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri, alla quale, in attuazione del decreto-legge 18 maggio 2006,
n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n.
233, sono state trasferite le competenze in materia di sport.
dell’art.  10,  commi  2  e 3,  del   testo   unico   delle
–  L’art.  87,  comma   quinto,   della   Costituzione
conferisce al Presidente  della  Repubblica  il  potere  di
promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di
legge ed i regolamenti.
– L’art. 17, comma 2, della legge 23  agosto  1988,  n.
400, cosi’ recita:
«2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
dall’entrata in vigore delle norme regolamentari».
– Il regio decreto 23 luglio 1926, n. 1452  concernente
il riconoscimento dell’Aero Club d’Italia quale Ente morale
e’ pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  212  dell’11
settembre 1926.
–  La  legge  29  maggio  1954,  n.  340,  recante   il
riordinamento dell’Aero Club d’Italia, e’ stata  pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 28 giugno 1954, n. 145.
– Il decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri
20 ottobre  2004  recante  «Nuovo  Statuto  dell’Aero  club
d’Italia – Nuovo Statuto tipo  degli  Aero  club  locali  –
Principi informatori dello Statuto tipo  delle  Federazioni
sportive aeronautiche» e’ stato pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 11 gennaio 2005, n. 7.
– Si riporta il testo dei commi 634 e 635 dell’art.  2,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244:
«634. Al fine di conseguire gli obiettivi di stabilita’
e  crescita,  di  ridurre  il  complesso  della  spesa   di
funzionamento   delle   amministrazioni    pubbliche,    di
incrementare l’efficienza e di migliorare la  qualita’  dei
servizi, con uno o piu’ regolamenti, da emanare entro il 31
ottobre 2009, ai sensi dell’art. 17, comma 2,  della  legge
23 agosto 1988, n. 400, su  proposta  del  Ministro  o  dei
Ministri interessati, di concerto con il  Ministro  per  la
pubblica amministrazione e l’innovazione, il  Ministro  per
la semplificazione normativa, il Ministro per  l’attuazione
del programma di Governo  e  il  Ministro  dell’economia  e
delle  finanze  sentite  le  organizzazioni  sindacali   in
relazione alla destinazione del personale, sono riordinati,
trasformati o soppressi e messi in  liquidazione,  enti  ed
organismi pubblici  statali,  nonche’  strutture  pubbliche
statali  o  partecipate  dallo  Stato,   anche   in   forma
associativa, nel rispetto dei seguenti principi  e  criteri
a) fusione di enti,  organismi  e  strutture  pubbliche
comunque  denominate  che  svolgono  attivita’  analoghe  o
complementari,  con  conseguente  riduzione   della   spesa
complessiva  e  corrispondente  riduzione  del   contributo
statale di funzionamento;
b) trasformazione degli enti ed organismi pubblici  che
non svolgono funzioni  e  servizi  di  rilevante  interesse
pubblico   in   soggetti   di   diritto   privato,   ovvero
soppressione e messa in liquidazione degli  stessi  secondo
le modalita’ previste dalla legge 4 dicembre 1956, n. 1404,
e successive modificazioni, fermo restando quanto  previsto
dalla lettera e) del presente comma, nonche’  dall’art.  9,
comma 1-bis, lettera c), del decreto-legge 15 aprile  2002,
n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno
2002, n. 112;
c) fusione, trasformazione o  soppressione  degli  enti
che svolgono attivita’ in materie devolute alla  competenza
legislativa regionale ovvero attivita’ relative a  funzioni
amministrative conferite alle regioni o agli enti locali;
d)  razionalizzazione   degli   organi   di   indirizzo
amministrativo, di gestione e consultivi  e  riduzione  del
numero dei componenti degli organi collegiali almeno del 30
per cento, con salvezza della  funzionalita’  dei  predetti
organi;
e) previsione che, per gli enti soppressi  e  messi  in
liquidazione, lo Stato risponde delle passivita’ nei limiti
dell’attivo della singola liquidazione in conformita’  alle
norme sulla liquidazione coatta amministrativa;
f)  abrogazione  delle  disposizioni  legislative   che
prescrivono il finanziamento, diretto o indiretto, a carico
del  bilancio  dello  Stato  o  di  altre   amministrazioni
pubbliche, degli enti ed  organismi  pubblici  soppressi  e
posti in liquidazione o trasformati in soggetti di  diritto
privato ai sensi della lettera b);
g)  trasferimento,  all’amministrazione   che   riveste
preminente competenza  nella  materia,  delle  funzioni  di
enti, organismi e strutture soppressi;
h) la riduzione del numero  degli  uffici  dirigenziali
esistenti presso  gli  enti  con  corrispondente  riduzione
degli   organici   del   personale   dirigenziale   e   non
dirigenziale ed il contenimento delle spese  relative  alla
logistica ed al funzionamento;
i)  la  riduzione  da   parte   delle   amministrazioni
vigilanti del numero dei  propri  uffici  dirigenziali  con
corrispondente  riduzione  delle  dotazioni  organiche  del
personale  dirigenziale  e  non  dirigenziale  nonche’   il
contenimento  della  spesa   per   la   logistica   ed   il
funzionamento.».
«635. Gli schemi dei regolamenti di cui  al  comma  634
sono trasmessi al Parlamento per l’acquisizione del  parere
della Commissione di cui all’art. 14, comma 19, della legge
28 novembre 2005, n.  246.  Il  parere  e’  espresso  entro
trenta giorni dalla data di trasmissione  degli  schemi  di
regolamento, salva la richiesta di  proroga  ai  sensi  del
comma 23 del medesimo art. 14».
– L’art. 26 del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,
n. 133, cosi’ recita:
«Art. 26 (Taglia-enti). –  1.  Gli  enti  pubblici  non
economici con una  dotazione  organica  inferiore  alle  50
unita’, con esclusione degli ordini  professionali  e  loro
federazioni, delle federazioni sportive e  degli  enti  non
inclusi nell’elenco  ISTAT  pubblicato  in  attuazione  del
comma 5 dell’art. 1 della legge 30 dicembre 2004,  n.  311,
degli enti la cui funzione consiste nella  conservazione  e
nella trasmissione della memoria della Resistenza  e  delle
deportazioni, anche con riferimento alle  leggi  20  luglio
2000, n. 211, istitutiva della Giornata della memoria, e 30
marzo 2004, n.  92,  istitutiva  del  Giorno  del  ricordo,
nonche’ delle Autorita’ portuali, degli enti parco e  degli
enti di ricerca, sono soppressi al novantesimo giorno dalla
data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del
presente decreto, ad eccezione  di  quelli  confermati  con
decreto dei Ministri  per  la  pubblica  amministrazione  e
l’innovazione  e  per  la  semplificazione  normativa,   da
emanarsi  entro  il  predetto  termine.   Sono,   altresi’,
soppressi tutti gli enti  pubblici  non  economici,  per  i
quali, alla scadenza del 31 ottobre 2009 (103),  non  siano
stati emanati i regolamenti di riordino ai sensi del  comma
634 dell’art. 2 della legge 24 dicembre 2007, n.  244.  Gli
enti confermati ai sensi del primo periodo  possono  essere
oggetto di regolamenti di riordino  di  enti  ed  organismi
pubblici statali, di cui al comma  634  dell’art.  2  della
legge 24 dicembre 2007,  n.  244.  Il  termine  di  cui  al
secondo  periodo  si  intende   comunque   rispettato   con
l’approvazione preliminare del Consiglio dei Ministri degli
schemi dei regolamenti di riordino. Sono soppressi gli enti
pubblici non economici di cui  al  secondo  periodo  i  cui
regolamenti di riordino, approvati in via preliminare entro
il 31  ottobre  2009,  non  siano  stati  adottati  in  via
definitiva entro il 31  ottobre  2010,  con  esclusione  di
quelli  che  formano   oggetto   di   apposite   previsioni
legislative di riordino entrate in vigore nel  corso  della
XVI legislatura. Nei successivi novanta giorni  i  Ministri
vigilanti  comunicano   ai   Ministri   per   la   pubblica
amministrazione e l’innovazione e  per  la  semplificazione
normativa gli enti che risultano  soppressi  ai  sensi  del
2. Le funzioni esercitate  da  ciascun  ente  soppresso
sono attribuite all’amministrazione vigilante  ovvero,  nel
caso di pluralita’ di amministrazioni vigilanti,  a  quella
titolare delle maggiori competenze nella materia che ne  e’
oggetto.  L’amministrazione  cosi’  individuata  succede  a
titolo universale all’ente  soppresso,  in  ogni  rapporto,
anche controverso, e ne acquisisce le risorse  finanziarie,
strumentali e di personale. I rapporti di  lavoro  a  tempo
determinato,   alla   prima   scadenza   successiva    alla
soppressione dell’ente,  non  possono  essere  rinnovati  o
prorogati.
3. Il comma 636 dell’art. 2 e l’allegato A della  legge
24 dicembre 2007, n. 244, nonche’ i  commi  da  580  a  585
dell’art. 1 della legge 27  dicembre  2006,  n.  296,  sono
abrogati.
4. All’alinea del comma 634 del medesimo art.  2  della
predetta legge n. 244 del 2007 sono apportate  le  seguenti
a) le parole: “Ministro per le riforme e le innovazioni
nella  pubblica  amministrazione”  sono  sostituite   dalle
seguenti:  “Ministro  per  la  pubblica  amministrazione  e
l’innovazione,  del   Ministro   per   la   semplificazione
normativa”;
b) le parole: “amministrative pubbliche  statali”  sono
sostituite dalle seguenti: “pubbliche statali o partecipate
dallo Stato, anche in forma associativa,”;
c) le parole: “termine di centottanta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge” sono  sostituite
dalle seguenti: “31 dicembre 2008”.
5. All’art. 1, comma 4, della legge 27 settembre  2007,
n. 165, le parole: “e con il Ministro dell’economia e delle
finanze” sono sostituite dalle  seguenti:  “,  il  Ministro
dell’economia  e  delle  finanze  e  il  Ministro  per   la
semplificazione normativa”.
6. L’Unita’ per il monitoraggio, istituita dall’art. 1,
comma 724,  della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  e’
soppressa a decorrere dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente  decreto  e  la  relativa
dotazione finanziaria, pari a due milioni  di  euro  annui,
comprensiva delle risorse  gia’  stanziate,  confluisce  in
apposito fondo da istituire  nel  bilancio  autonomo  della
7. Con successivo decreto del Presidente del  Consiglio
dei Ministri, su proposta del Ministro per i  rapporti  con
le regioni, sono determinate le finalita’ e le modalita’ di
utilizzazione delle risorse di cui al comma 6.».
– L’art. 17 del decreto-legge 1° luglio  2009,  n.  78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3  agosto  2009,
n. 102, cosi’ recita:
«Art. 17 (Enti pubblici: economie, controlli, Corte dei
conti). – 1. All’art. 26 del decreto-legge 25 giugno  2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133,  nel  comma  1  sono  apportate  le  seguenti
a) nel secondo periodo le parole “31 marzo  2009”  sono
sostituite dalle seguenti: “31 ottobre 2009”;
b) dopo il secondo periodo e’ aggiunto il seguente: “Il
termine di cui  al  secondo  periodo  si  intende  comunque
rispettato con l’approvazione preliminare del Consiglio dei
Ministri degli schemi dei regolamenti di riordino.”.
2. All’art. 2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, le parole “30 giugno 2009”  sono  sostituite  dalle
seguenti: “31 ottobre 2009” e le parole da “su proposta del
Ministro per la pubblica amministrazione  e  l’innovazione”
fino  a  “Ministri  interessati”  sono   sostituite   dalle
seguenti:  “su  proposta  del  Ministro  o   dei   Ministri
interessati, di concerto con il Ministro  per  la  pubblica
amministrazione  e  l’innovazione,  il  Ministro   per   la
semplificazione normativa, il Ministro per l’attuazione del
programma di Governo e il Ministro  dell’economia  e  delle
finanze”.
3. Con decreto  del  Ministero  dell’economia  e  delle
finanze, di concerto  con  il  Ministero  per  la  pubblica
amministrazione e l’innovazione, da adottare entro sessanta
giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto,  a
ciascuna amministrazione vigilante sono  assegnati,  tenuto
conto dei rispettivi settori e aree di riferimento, nonche’
degli effetti derivanti dagli  interventi  di  contenimento
della spesa di cui  ai  successivi  commi  5,  6  e  7  del
presente articolo, gli obiettivi dei risparmi di  spesa  da
conseguire  a  decorrere  dall’anno  2009,   nella   misura
complessivamente indicata dall’art.  1,  comma  483,  della
legge  27  dicembre  2006,  n.  296.   Le   amministrazioni
vigilanti   competenti   trasmettono   tempestivamente    i
rispettivi piani di razionalizzazione con indicazione degli
enti assoggettati a riordino.
4. Nelle more  della  definizione  degli  obiettivi  di
risparmio di cui al comma 3, il  Ministro  dell’economia  e
delle finanze  e’  autorizzato  ad  accantonare  e  rendere
indisponibile in maniera lineare, una quota  delle  risorse
disponibili delle unita’ previsionali di base del  bilancio
dello Stato, individuate ai sensi dell’art.  60,  comma  3,
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,  ai  fini
dell’invarianza  degli  effetti  sull’indebitamento   netto
4-bis. Gli schemi dei provvedimenti di cui al  comma  4
sono trasmessi alle Camere  per  l’espressione  del  parere
delle Commissioni competenti per  i  profili  di  carattere
finanziario. I pareri sono  espressi  entro  trenta  giorni
dalla data di trasmissione. Decorsi inutilmente  i  termini
per l’espressione dei  pareri,  i  decreti  possono  essere
comunque adottati.
5. Le amministrazioni vigilanti, previa verifica  delle
economie gia’ conseguite dagli enti ed  organismi  pubblici
vigilati  in  relazione  ai  rispettivi  provvedimenti   di
riordino, adottano interventi di  contenimento  strutturale
della  spesa  dei  predetti  enti  e  organismi   pubblici,
ulteriori rispetto a quelli gia’  previsti  a  legislazione
vigente, idonei a garantire l’integrale  conseguimento  dei
risparmi di cui al comma 3.
6. All’art. 2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, sono aggiunte le seguenti lettere:
“h) la riduzione del numero degli  uffici  dirigenziali
funzionamento.”.
7.  Dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto,  e  sino  al  conseguimento  degli  obiettivi   di
contenimento   della    spesa    assegnati    a    ciascuna
amministrazione ai sensi del comma 3, le amministrazioni  e
gli  enti  interessati  dall’attuazione  del  comma  3  del
presente articolo non possono procedere a nuove  assunzioni
di personale  a  tempo  determinato  e  indeterminato,  ivi
comprese quelle  gia’  autorizzate  e  quelle  previste  da
disposizioni di carattere speciale.  Sono  fatte  salve  le
assunzioni del personale diplomatico, dei corpi di  polizia
e  delle  amministrazioni  preposte  al   controllo   delle
frontiere, delle forze  armate,  del  Corpo  nazionale  dei
Vigili del fuoco, delle universita’, degli enti di ricerca,
del personale di magistratura e  del  comparto  scuola  nei
limiti consentiti dalla normativa vigente. Per le finalita’
di cui al comma 4 dell’art.  34-bis  del  decreto-legge  30
dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla
legge 27 febbraio 2009, n. 14, sono altresi’ fatte salve le
assunzioni dell’Agenzia italiana  del  farmaco  nei  limiti
consentiti dalla normativa vigente.
8. Le economie conseguite dagli enti pubblici  che  non
ricevono  contributi  a   carico   dello   Stato,   inclusi
nell’elenco  adottato  dall’ISTAT  ai  sensi  del  comma  5
dell’art. 1 della  legge  30  dicembre  2004,  n.  311,  ad
eccezione delle Autorita’ amministrative indipendenti, sono
rese  indisponibili  fino  a  diversa  determinazione   del
Ministro dell’economia e delle finanze di  concerto  con  i
Ministri interessati.
9.  In  esito  alla  comunicazione   da   parte   delle
amministrazioni delle suddette economie di cui al comma  8,
con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze,  di
concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione  e
l’innovazione e i Ministri interessati, e’  determinata  la
quota da portare in riduzione  degli  stati  di  previsione
della spesa, in relazione ai minori risparmi conseguiti  in
termini di  indebitamento  netto  rispetto  agli  obiettivi
assegnati ai sensi del comma 3, in esito alla conclusione o
alla mancata  attivazione  del  processo  di  riordino,  di
trasformazione o soppressione e messa in liquidazione degli
enti ed organismi pubblici vigilati, previsto dall’art.  2,
comma 634, della legge  24  dicembre  2007,  n.  244,  come
modificato dal presente articolo.
10.  Nel   triennio   2010-2012,   le   amministrazioni
pubbliche  di  cui  all’art.  1,  comma  2,   del   decreto
legislativo 30 marzo  2001,  n.  165,  nel  rispetto  della
programmazione triennale del fabbisogno nonche’ dei vincoli
finanziari previsti dalla normativa vigente in  materia  di
assunzioni e  di  contenimento  della  spesa  di  personale
secondo  i  rispettivi  regimi   limitativi   fissati   dai
documenti di finanza pubblica,  e  per  le  amministrazioni
interessate, previo espletamento  della  procedura  di  cui
all’art. 35, comma 4,  del  decreto  legislativo  30  marzo
2001, n. 165, e successive modificazioni,  possono  bandire
concorsi per le assunzioni a tempo  indeterminato  con  una
riserva di posti, non superiore al 40 per cento  dei  posti
messi a concorso, per  il  personale  non  dirigenziale  in
possesso dei requisiti di cui all’art. 1, commi 519 e  558,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e  all’art.  3,  comma
90, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Tale  percentuale
puo’ essere innalzata fino al 50 per cento dei posti  messi
a concorso per i comuni che, allo scopo  di  assicurare  un
efficace esercizio delle funzioni  e  di  tutti  i  servizi
generali  comunali  in  ambiti  territoriali  adeguati,  si
costituiscono in un’unione ai sensi dell’art. 32 del  testo
unico delle leggi sull’ordinamento degli  enti  locali,  di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, fino  al
raggiungimento di ventimila abitanti.
11. Nel triennio 2010-2012, le amministrazioni  di  cui
al comma 10, nel rispetto  della  programmazione  triennale
del fabbisogno  nonche’  dei  vincoli  finanziari  previsti
dalla normativa vigente  in  materia  di  assunzioni  e  di
contenimento della spesa di personale secondo i  rispettivi
regimi limitativi fissati dai documenti di finanza pubblica
e, per le amministrazioni interessate, previo  espletamento
della procedura di cui all’art. 35, comma  4,  del  decreto
legislativo  30  marzo   2001,   n.   165,   e   successive
modificazioni, possono altresi’ bandire  concorsi  pubblici
per titoli ed esami, finalizzati a valorizzare con apposito
punteggio l’esperienza professionale maturata dal personale
di cui al  comma  10  del  presente  articolo  nonche’  dal
personale di cui all’art. 3, comma 94,  lettera  b),  della
legge 24 dicembre 2007, n. 244.
12. Per il triennio 2010-2012,  le  amministrazioni  di
cui al  comma  10,  nel  rispetto  dei  vincoli  finanziari
previsti in materia di assunzioni e di  contenimento  della
spesa di personale, secondo i rispettivi regimi  limitativi
fissati  dai  documenti  di   finanza   pubblica,   possono
assumere, limitatamente alle qualifiche di cui all’art.  16
della  legge  28  febbraio  1987,  n.  56,   e   successive
modificazioni, il personale in possesso  dei  requisiti  di
anzianita’ previsti dal  comma  10  del  presente  articolo
maturati  nelle  medesime   qualifiche   e   nella   stessa
amministrazione. Sono a tal fine  predisposte  da  ciascuna
amministrazione  apposite  graduatorie,  previa  prova   di
idoneita’ ove non gia’ svolta all’atto dell’assunzione.  Le
predette  graduatorie  hanno  efficacia  non  oltre  il  31
13. Per il triennio 2010-2012 le amministrazioni di cui
al comma 10 possono destinare il 40 per cento delle risorse
finanziarie disponibili ai sensi della normativa vigente in
materia di assunzioni ovvero di contenimento della spesa di
personale, secondo i rispettivi regimi  limitativi  fissati
dai documenti di finanza pubblica, per  le  assunzioni  dei
vincitori delle procedure concorsuali bandite ai sensi  dei
commi 10 e 11.
14.  Il  termine  per  procedere  alle  assunzioni   di
personale a tempo indeterminato  relative  alle  cessazioni
verificatesi nell’anno 2007, di cui all’art. 1, commi 523 e
643 della legge 27  dicembre  2006,  n.  296  e  successive
modificazioni, e’  prorogato  al  31  dicembre  2010  e  le
relative autorizzazioni possono essere concesse entro il 31
15. Il termine per procedere  alle  stabilizzazioni  di
personale relative alle cessazioni  verificatesi  nell’anno
2007, di cui all’art. 1, comma 526 della legge 27  dicembre
2006, n. 296 e successive modificazioni, e’ prorogato al 31
dicembre 2010 e le relative autorizzazioni  possono  essere
concesse entro il 31 dicembre 2009.
16.  Il  termine  per  procedere  alle  assunzioni   di
personale a tempo indeterminato di cui  all’art.  1,  comma
527 della legge 27  dicembre  2006,  n.  296  e  successive
17.  Il  termine  per  procedere  alle  assunzioni   di
verificatesi nell’anno 2008, di cui all’art. 66, commi 3, 5
e 14 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto  2008,  n.  133,  e
successive modificazioni, e’ prorogato al 31 dicembre  2010
e le relative autorizzazioni possono essere concesse  entro
il 31 marzo 2010.
18.  Il  termine  per  procedere  alle  assunzioni   di
2008, di cui all’art. 66, comma 13,  del  decreto-legge  25
giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,  dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, e’
prorogato al 31 dicembre 2010.
19. L’efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici
per  assunzioni  a  tempo  indeterminato,   relative   alle
amministrazioni  pubbliche  soggette  a  limitazioni  delle
assunzioni, approvate successivamente al 30 settembre 2003,
e’ prorogata fino al 31 dicembre 2010.
20. All’art. 4  del  decreto  legislativo  12  febbraio
1993, n. 39, le parole: “due  membri”,  ovunque  ricorrano,
sono sostituite dalle seguenti: “tre membri”.
21. All’art. 4, comma 2,  del  decreto  legislativo  12
febbraio 1993, n. 39, in  fine,  e’  aggiunto  il  seguente
periodo: “Ai fini delle  deliberazioni  dell’Autorita’,  in
caso di parita’ di voti, prevale quello del presidente”.
22. L’art. 2, comma 602, della legge 24 dicembre  2007,
n. 244, e’ abrogato.
22-bis.  Ai  fini  della   riduzione   del   costo   di
funzionamento   degli   organi   sociali   delle   societa’
controllate, direttamente o indirettamente, da  un  singolo
ente locale, affidatarie di servizi pubblici o di attivita’
strumentali, puo’ essere disposta,  entro  sei  mesi  dalla
presente  decreto,  la  revoca  anticipata   degli   organi
amministrativi  e  di  controllo  e  degli   organismi   di
vigilanza in carica, a seguito  dell’adozione  di  delibere
assembleari  finalizzate  alla  riduzione  del  numero  dei
componenti o dei loro emolumenti.
22-ter. La revoca disposta ai sensi  del  comma  22-bis
integra gli estremi della  giusta  causa  di  cui  all’art.
2383, terzo  comma,  del  codice  civile  e  non  comporta,
pertanto,   il   diritto   dei   componenti   revocati   al
risarcimento di cui alla medesima disposizione.
23. All’art. 71 del decreto-legge 25  giugno  2008,  n.
112, convertito, con modificazioni, dalla  legge  6  agosto
2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1-bis e’ sostituito dal seguente: “1-bis. A
decorrere dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto, limitatamente alle assenze per malattia di cui  al
comma 1 del  personale  del  comparto  sicurezza  e  difesa
nonche’ del personale del Corpo nazionale  dei  vigili  del
fuoco, gli emolumenti di carattere  continuativo  correlati
allo  specifico  status  e  alle  peculiari  condizioni  di
impiego di tale personale sono  equiparati  al  trattamento
economico fondamentale”;
b) al comma 2 dopo le parole:  “mediante  presentazione
di certificazione medica rilasciata da struttura  sanitaria
pubblica” sono  aggiunte  le  seguenti:  “o  da  un  medico
convenzionato con il Servizio sanitario nazionale”;
c) al comma 3 e’ soppresso il secondo periodo;
d)  il  comma  5  e’  abrogato.  Gli  effetti  di  tale
abrogazione    concernono     le     assenze     effettuate
successivamente alla data di entrata in vigore del presente
e) dopo il comma 5, sono inseriti i seguenti:
“5-bis. Gli accertamenti medico-legali  sui  dipendenti
assenti dal servizio per malattia effettuati dalle  aziende
sanitarie  locali  su   richiesta   delle   Amministrazioni
pubbliche interessate rientrano nei  compiti  istituzionali
del  Servizio  sanitario  nazionale;   conseguentemente   i
relativi oneri restano  comunque  a  carico  delle  aziende
sanitarie locali.
5-ter. A decorrere dall’anno 2010 in  sede  di  riparto
delle risorse per il finanziamento del  Servizio  sanitario
nazionale  e’  individuata  una  quota   di   finanziamento
destinata agli scopi di cui al comma 5-bis,  ripartita  fra
le regioni tenendo conto del numero dei dipendenti pubblici
presenti nei rispettivi territori; gli accertamenti di  cui
al medesimo comma 5-bis sono effettuati  nei  limiti  delle
ordinarie risorse disponibili a tale scopo.”.
24.  Agli   oneri   derivanti   dall’attuazione   delle
disposizioni introdotte dal comma 23, lettera  a),  pari  a
14,1 milioni di euro per l’anno 2009 e  a  9,1  milioni  di
euro annui a decorrere dall’anno 2010, si provvede,  quanto
a 5 milioni di euro per l’anno  2009,  mediante  l’utilizzo
delle disponibilita’ in conto residui iscritte nel capitolo
3027 dello stato di previsione del Ministero  dell’economia
e delle finanze a valere sull’autorizzazione  di  spesa  di
cui all’art. 3, comma 133, della legge 24 dicembre 2007, n.
244, che a tal fine sono versate all’entrata  del  bilancio
dello Stato per la  successiva  riassegnazione,  quanto  ai
restanti 9,1 milioni di  euro  per  l’anno  2009,  mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione  di  spesa  di
cui all’art. 7-quinquies, comma  1,  del  decreto-legge  10
febbraio 2009, n. 5, convertito, con  modificazioni,  dalla
legge 9 aprile 2009, n. 33, e, quanto a 9,1 milioni di euro
annui a decorrere dall’anno 2010,  mediante  corrispondente
riduzione dell’autorizzazione di spesa  relativa  al  Fondo
per interventi strutturali di politica  economica,  di  cui
all’art. 10, comma 5, del decreto-legge 29  novembre  2004,
n. 282,  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  27
dicembre 2004, n. 307.
25. L’art. 64, comma 3,  del  decreto-legge  25  giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6
agosto 2008, n. 133, si interpreta nel senso che  il  piano
programmatico si intende  perfezionato  con  l’acquisizione
dei  pareri  previsti   dalla   medesima   disposizione   e
all’eventuale  recepimento  dei   relativi   contenuti   si
provvede con  i  regolamenti  attuativi  dello  stesso.  Il
termine  di  cui  all’art.  64,  comma  4,   del   medesimo
decreto-legge  n.  112  del  2008   si   intende   comunque
rispettato con  l’approvazione  preliminare  da  parte  del
Consiglio dei Ministri degli schemi dei regolamenti di  cui
al medesimo articolo.
26. All’art. 36 del decreto legislativo 30 marzo  2001,
n. 165, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al  comma  2,  penultimo  periodo,  dopo  le  parole
“somministrazione di lavoro” sono aggiunte le seguenti  “ed
il lavoro accessorio di cui alla lettera d), del  comma  1,
dell’art. 70 del medesimo decreto legislativo  n.  276  del
2003, e successive modificazioni ed integrazioni”;
b) il comma 3 e’ sostituito dal seguente: “3.  Al  fine
di  combattere   gli   abusi   nell’utilizzo   del   lavoro
flessibile, entro il 31 dicembre di ogni anno,  sulla  base
di apposite istruzioni fornite con direttiva  del  Ministro
per  la  pubblica  amministrazione  e   l’innovazione,   le
amministrazioni redigono, senza nuovi o maggiori oneri  per
la finanza  pubblica,  un  analitico  rapporto  informativo
sulle  tipologie  di  lavoro   flessibile   utilizzate   da
trasmettere, entro il 31 gennaio di ciascun anno, ai nuclei
di valutazione o ai servizi di controllo interno di cui  al
decreto legislativo 30 luglio 1999, n.  286,  nonche’  alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento  della
funzione pubblica  che  redige  una  relazione  annuale  al
Parlamento.  Al  dirigente  responsabile  di  irregolarita’
nell’utilizzo del lavoro flessibile non puo’ essere erogata
la retribuzione di risultato.”;
c) il comma  4  e’  sostituito  dal  seguente:  “4.  Le
amministrazioni  pubbliche  comunicano,   nell’ambito   del
rapporto  di  cui  al  precedente   comma   3,   anche   le
informazioni   concernenti   l’utilizzo   dei    lavoratori
socialmente utili.”;
d) dopo il comma 5 e’ aggiunto il seguente: “5-bis.  Le
disposizioni  previste   dall’art.   5,   commi   4-quater,
4-quinquies e 4-sexies del decreto legislativo 6  settembre
2001, n.  368  si  applicano  esclusivamente  al  personale
reclutato secondo le procedure di cui all’art. 35, comma 1,
lettera b), del presente decreto”.
27. All’art. 7, comma 6,  del  decreto  legislativo  30
marzo 2001, n. 165, dopo l’ultimo periodo  e’  aggiunto  il
seguente: “Si applicano le disposizioni previste  dall’art.
36, comma 3, del presente decreto.”.
28. All’art. 65, comma 1,  del  decreto  legislativo  7
marzo 2005, n. 82, recante il  Codice  dell’amministrazione
digitale, dopo la lettera c) e’ inserita la seguente:
“c-bis) ovvero quando l’autore  e’  identificato  dal
sistema informatico attraverso le  credenziali  di  accesso
relative  all’utenza   personale   di   posta   elettronica
certificata di cui all’art.  16-bis  del  decreto-legge  29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla
legge 28 gennaio 2009, n. 2.”.
29. Dopo l’art. 57  del  decreto  legislativo  7  marzo
2005, n. 82, e’ inserito il seguente:
“Art 57-bis (Indice  degli  indirizzi  delle  pubbliche
amministrazioni). – 1. Al fine di assicurare la trasparenza
delle attivita’ istituzionali e’ istituito  l’indice  degli
indirizzi delle amministrazioni pubbliche, nel  quale  sono
indicati la struttura organizzativa, l’elenco  dei  servizi
offerti e le informazioni relative al  loro  utilizzo,  gli
indirizzi  di  posta  elettronica  da  utilizzare  per   le
comunicazioni e  per  lo  scambio  di  informazioni  e  per
l’invio di documenti a tutti gli effetti di  legge  fra  le
amministrazioni e fra le amministrazioni ed i cittadini.
2. Per la realizzazione e la  gestione  dell’indice  si
applicano  le  regole  tecniche  di  cui  al  decreto   del
Presidente del Consiglio  dei  Ministri  31  ottobre  2000,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 272
del 21  novembre  2000.  La  realizzazione  e  la  gestione
dell’indice e’ affidato al CNIPA.
3. Le amministrazioni aggiornano  gli  indirizzi  ed  i
contenuti dell’indice con cadenza almeno semestrale,  salvo
diversa indicazione del  CNIPA.  La  mancata  comunicazione
degli elementi necessari al completamento dell’indice e del
loro   aggiornamento   e’   valutata    ai    fini    della
responsabilita’  dirigenziale  e  dell’attribuzione   della
retribuzione di risultato ai dirigenti responsabili.”.
30. All’art. 3, comma 1, della legge 14  gennaio  1994,
n. 20, dopo la lettera f), sono inserite le seguenti:
“f-bis) atti e contratti di cui all’art.  7,  comma  6,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
f-ter) atti e contratti concernenti studi e  consulenze
di cui all’art. 1, comma 9, della legge 23  dicembre  2005,
n. 266;”.
30-bis. Dopo il comma 1  dell’art.  3  della  legge  14
gennaio  1994,  n.  20,  e  successive  modificazioni,   e’
inserito il seguente:
“1-bis. Per i controlli previsti dalle lettere f-bis) e
f-ter) del comma 1 e’ competente in ogni  caso  la  sezione
centrale del controllo di legittimita’”.
30-ter.  Le  procure  della  Corte  dei  conti  possono
iniziare l’attivita’  istruttoria  ai  fini  dell’esercizio
dell’azione di danno  erariale  a  fronte  di  specifica  e
concreta notizia  di  danno,  fatte  salve  le  fattispecie
direttamente sanzionate dalla legge. Le procure della Corte
dei conti esercitano l’azione per il risarcimento del danno
all’immagine nei soli casi e nei modi previsti dall’art.  7
della legge 27 marzo 2001, n. 97. A tale  ultimo  fine,  il
decorso del termine di  prescrizione  di  cui  al  comma  2
dell’art. 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e’  sospeso
fino alla conclusione del  procedimento  penale.  Qualunque
atto  istruttorio  o  processuale  posto   in   essere   in
violazione delle disposizioni di  cui  al  presente  comma,
salvo che sia stata gia’  pronunciata  sentenza  anche  non
definitiva alla data di entrata in vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto, e’ nullo  e  la  relativa
nullita’ puo’ essere  fatta  valere  in  ogni  momento,  da
chiunque  vi  abbia  interesse,  innanzi  alla   competente
sezione giurisdizionale della Corte dei conti,  che  decide
nel termine perentorio di trenta giorni dal deposito  della
30-quater. All’art. 1 della legge 14 gennaio  1994,  n.
20, e successive modificazioni, sono apportate le  seguenti
a) al comma 1, dopo il primo  periodo  e’  inserito  il
seguente: “In ogni caso e’ esclusa la gravita’ della  colpa
quando il fatto dannoso tragga origine  dall’emanazione  di
un  atto  vistato  e  registrato  in  sede   di   controllo
preventivo di legittimita’, limitatamente ai profili  presi
in considerazione nell’esercizio del controllo.”;
b)    al    comma    1-bis,     dopo     le     parole:
“dall’amministrazione”  sono  inserite  le  seguenti:   “di
appartenenza, o da altra amministrazione,”.
30-quinquies.   L’art.   10-bis,    comma    10,    del
decreto-legge 30 settembre 2005, n.  203,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, dopo le
parole: “procedura civile,” sono inserite le seguenti: “non
puo’ disporre la compensazione delle spese del giudizio e”.
31. Al fine  di  garantire  la  coerenza  nell’unitaria
attivita’ svolta dalla Corte dei conti per le funzioni  che
ad essa spettano in materia di coordinamento della  finanza
pubblica, anche in relazione  al  federalismo  fiscale,  il
Presidente  della  Corte  medesima  puo’  disporre  che  le
sezioni riunite adottino pronunce di orientamento  generale
sulle questioni risolte in maniera difforme  dalle  sezioni
regionali di controllo nonche’ sui casi che presentano  una
questione di massima di  particolare  rilevanza.  Tutte  le
sezioni regionali di controllo si conformano alle  pronunce
di orientamento generale adottate dalle sezioni riunite.
32. All’art. 2 della legge 24 dicembre  2007,  n.  244,
dopo il comma 46, e’ aggiunto il seguente comma:
“46-bis. Nelle more dell’emanazione del regolamento  di
cui all’art. 62, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008,
2008,  n.  133,  le  regioni  di  cui  al  comma  46   sono
autorizzate,   ove   sussistano   eccezionali    condizioni
economiche e dei mercati  finanziari,  a  ristrutturare  le
operazioni    derivate    in    essere.     La     predetta
ristrutturazione,    finalizzata    esclusivamente     alla
salvaguardia del beneficio  e  della  sostenibilita’  delle
posizioni  finanziarie,   si   svolge   con   il   supporto
dell’advisor finanziario previsto nell’ambito del piano  di
rientro di cui  all’art.  1,  comma  180,  della  legge  30
dicembre 2004, n. 311, previa  autorizzazione  e  sotto  la
vigilanza del Ministero dell’economia e delle finanze.”.
33. Fermo restando quanto  previsto  dall’art.  45  del
regolamento  di  cui  al  decreto  del   Presidente   della
Repubblica 27 febbraio 2003, n. 97,  l’Ente  nazionale  per
l’aviazione civile (ENAC) e’ autorizzato ad  utilizzare  la
parte   dell’avanzo   di   amministrazione   derivante   da
trasferimenti correnti statali, ad esclusione dei  fondi  a
destinazione  vincolata,  per  far  fronte   a   spese   di
investimento e  per  la  ricerca,  finalizzate  anche  alla
34. Entro il 31 luglio 2009, l’ENAC comunica  l’entita’
delle risorse individuate ai sensi del  comma  33  relative
all’anno 2008  al  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti  che   individua,   con   proprio   decreto   gli
investimenti da finanziare a valere sulle medesime risorse.
34-bis. Al  fine  di  incentivare  l’adeguamento  delle
infrastrutture di sistemi aeroportuali nazionali e comunque
con traffico superiore a otto milioni di passeggeri  annui,
nonche’ quelli  aventi  strutture  con  sedimi  in  regioni
diverse, nel  caso  in  cui  gli  investimenti  si  fondino
sull’utilizzo di capitali di mercato  del  gestore,  l’Ente
nazionale per l’aviazione civile (ENAC)  e’  autorizzato  a
stipulare contratti di programma in deroga  alla  normativa
vigente in materia, introducendo  sistemi  di  tariffazione
pluriennale che, tenendo conto dei livelli e degli standard
europei, siano orientati ai costi  delle  infrastrutture  e
dei servizi, a obiettivi  di  efficienza  e  a  criteri  di
adeguata remunerazione degli investimenti e  dei  capitali,
con modalita’ di aggiornamento valide per  l’intera  durata
del rapporto. In tali casi il contratto  e’  approvato  con
decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  da
adottare entro sessanta giorni dalla stipula del  contratto
di programma, su proposta del Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti, di concerto con il Ministro  dell’economia
e delle finanze, e puo’ graduare le  modifiche  tariffarie,
prorogando il rapporto in essere, per gli anni necessari ad
un  riequilibrio  del  piano  economico-finanziario   della
societa’ di gestione.
35. Gli interventi di cui ai commi 17 e 18 dell’art.  2
della legge 22 dicembre 2008, n. 203, sono sostituiti,  nel
limite  delle  risorse  non   utilizzate   e   allo   scopo
finalizzate,  con  interventi  per  la  prosecuzione  delle
misure di cui all’art. 2, comma  3,  del  decreto-legge  28
dicembre 1998, n. 451, convertito, con modificazioni, dalla
legge 26 febbraio 1999, n. 40, per la protezione ambientale
e  per  la  sicurezza   della   circolazione,   anche   con
riferimento  agli   oneri   relativi   all’utilizzo   delle
infrastrutture.  A   tal   fine,   le   risorse   accertate
disponibili sono  riassegnate  ai  pertinenti  capitoli  di
35-bis. Per  il  personale  delle  Agenzie  fiscali  il
periodo di tirocinio e’ prorogato fino al 31 dicembre 2009.
35-ter. Al fine di assicurare l’operativita’ del  Corpo
nazionale dei vigili del fuoco in relazione all’eccezionale
impegno  connesso  all’emergenza  sismica   nella   regione
Abruzzo, e’ autorizzata, per l’anno 2009,  la  spesa  di  8
milioni di euro per la manutenzione, l’acquisto di mezzi  e
la relativa gestione, in particolare per le colonne  mobili
regionali. In ragione della dichiarazione  dello  stato  di
emergenza di cui al decreto del  Presidente  del  Consiglio
dei Ministri  6  aprile  2009,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 81  del  7  aprile  2009,  gli  acquisti  sono
effettuati anche in  deroga  alle  procedure  previste  dal
codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi  e
forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
35-quater. Agli oneri derivanti dal comma 35-ter,  pari
a 8 milioni di euro per l’anno 2009, si provvede  a  valere
sulle risorse riferite alle amministrazioni statali, di cui
all’art. 1, comma 14, del decreto-legge 3 ottobre 2006,  n.
262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre
2006, n. 286.
35-quinquies.  Al  fine   di   riconoscere   la   piena
valorizzazione dell’attivita’ di soccorso pubblico prestata
dal personale del Corpo nazionale dei vigili del  fuoco,  a
decorrere dall’anno 2010, e’ autorizzata  la  spesa  di  15
milioni di euro annui da destinare alla speciale indennita’
operativa per il  servizio  di  soccorso  tecnico  urgente,
espletato all’esterno, di cui all’art. 4, comma 3-bis,  del
decreto-legge 29 novembre 2008,  n.  185,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
35-sexies. In relazione alla  straordinaria  necessita’
di risorse umane da impiegare in Abruzzo  per  le  esigenze
legate all’emergenza sismica  e  alla  successiva  fase  di
ricostruzione e al fine  di  mantenere,  nel  contempo,  la
piena operativita’ del  sistema  del  soccorso  pubblico  e
della prevenzione degli  incendi  su  tutto  il  territorio
nazionale, e’ autorizzata l’assunzione  straordinaria,  dal
31 ottobre 2009, di un contingente di vigili del fuoco  nei
limiti  delle  risorse  di  cui  al  comma  35-septies,  da
effettuare nell’ambito delle graduatorie di cui al comma  4
dell’art. 23 del presente decreto  e,  ove  le  stesse  non
fossero  capienti,  nell’ambito  della  graduatoria   degli
idonei formata ai sensi dell’art. 1, commi 519 e 526, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni.
35-septies. Per le finalita’ di cui al comma 35-sexies,
e’ autorizzata la spesa di 4 milioni  di  euro  per  l’anno
2009 e di 15 milioni di euro annui  a  decorrere  dall’anno
2010, a valere sulle risorse riferite alle  amministrazioni
statali di cui all’art. 1, comma 14,  del  decreto-legge  3
ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni,  dalla
legge 24 novembre 2006, n. 286.
35-octies.  Atteso  il  progressivo  ampliamento  delle
attribuzioni dell’Istituto superiore per la protezione e la
ricerca  ambientale  (ISPRA),  di  cui  all’art.   28   del
decreto-legge 25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge  6  agosto  2008,  n.  133,  per
assicurare un piu’ efficace e qualificato  esercizio  delle
funzioni demandate all’organo di revisione  interno,  senza
nuovi o maggiori oneri a  carico  della  finanza  pubblica,
nell’ambito  delle   risorse   finanziarie   destinate   al
funzionamento degli  organi  collegiali,  il  collegio  dei
revisori dei conti dell’ISPRA e’ nominato con  decreto  del
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e  del
mare ed e’  formato  da  tre  componenti  effettivi  e  due
supplenti. Uno dei componenti effettivi,  con  funzioni  di
presidente, e’ designato dal Ministro dell’economia e delle
finanze tra i dirigenti di  livello  dirigenziale  generale
del Ministero dell’economia e delle finanze e gli altri due
sono designati dal Ministro dell’ambiente  e  della  tutela
del territorio e del mare; tra questi ultimi, almeno uno e’
scelto tra i dirigenti di livello dirigenziale generale del
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare, da collocare fuori ruolo per la durata  del  mandato,
con  contestuale  indisponibilita’  di  posti  di  funzione
dirigenziale equivalenti sul piano finanziario.
35-novies. Il comma 11 dell’art. 72  del  decreto-legge
25 giugno 2008,  n.  112,  convertito,  con  modificazioni,
dalla  legge  6  agosto  2008,   n.   133,   e   successive
modificazioni, e’ sostituito dal seguente:
“11. Per gli anni  2009,  2010  e  2011,  le  pubbliche
amministrazioni di cui all’art. 1,  comma  2,  del  decreto
modificazioni,  possono,   a   decorrere   dal   compimento
dell’anzianita’ massima contributiva di quaranta  anni  del
personale dipendente,  nell’esercizio  dei  poteri  di  cui
all’art. 5 del citato decreto legislativo n. 165 del  2001,
risolvere  unilateralmente  il  rapporto  di  lavoro  e  il
contratto individuale, anche  del  personale  dirigenziale,
con  un  preavviso  di  sei  mesi,  fermo  restando  quanto
previsto dalla disciplina vigente in materia di  decorrenza
dei trattamenti pensionistici.  Con  appositi  decreti  del
Presidente del Consiglio dei  Ministri,  da  emanare  entro
novanta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente disposizione, previa deliberazione  del  Consiglio
dei Ministri, su proposta  del  Ministro  per  la  pubblica
amministrazione e l’innovazione, di concerto con i Ministri
dell’economia e delle finanze, dell’interno, della difesa e
degli affari esteri, sono definiti gli specifici criteri  e
le modalita’ applicative dei principi della disposizione di
cui  al  presente  comma  relativamente  al  personale  dei
comparti sicurezza, difesa ed esteri, tenendo  conto  delle
rispettive peculiarita’ ordinamentali. Le  disposizioni  di
cui al presente comma si applicano anche nei confronti  dei
soggetti che abbiano beneficiato  dell’art.  3,  comma  57,
della  legge  24  dicembre  2003,  n.  350,  e   successive
modificazioni. Le disposizioni di cui al presente comma non
si applicano ai magistrati, ai professori universitari e ai
dirigenti medici responsabili di struttura complessa”.
35-decies.  Restano  ferme  tutte  le  cessazioni   dal
servizio per  effetto  della  risoluzione  unilaterale  del
rapporto di lavoro a causa del  compimento  dell’anzianita’
massima  contributiva  di  quaranta  anni,   decise   dalle
amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma  2,  del
decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  e  successive
modificazioni, in applicazione dell’art. 72, comma 11,  del
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo
vigente prima della data di entrata in vigore della legge 4
marzo  2009,  n.   15,   nonche’   i   preavvisi   che   le
amministrazioni hanno disposto prima della medesima data in
ragione del compimento dell’anzianita’ massima contributiva
di quaranta anni e le conseguenti cessazioni  dal  servizio
che ne derivano.
35-undecies. I contributi alle imprese di autotrasporto
per l’acquisto di mezzi pesanti di ultima generazione, pari
a complessivi 70 milioni di euro, previsti dal  regolamento
di cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29
dicembre  2007,  n.  273,  sono  fruiti  mediante   credito
d’imposta,  da  utilizzare  in   compensazione   ai   sensi
dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
e successive modificazioni, salvo  che  i  destinatari  non
facciano  espressa  dichiarazione  di  voler   fruire   del
contributo  diretto.  A  tal  fine,  il   Ministero   delle
infrastrutture e dei trasporti provvede, nei  limiti  delle
risorse disponibili, al versamento delle  somme  occorrenti
all’Agenzia delle entrate, fornendo all’Agenzia medesima le
necessarie  istruzioni,  comprendenti   gli   elenchi,   da
trasmettere  in  via  telematica,  dei  beneficiari  e  gli
importi   dei   contributi   unitari   da   utilizzare   in
compensazione.
35-duodecies. Il credito  d’imposta  di  cui  al  comma
35-undecies  non  e’  rimborsabile,   non   concorre   alla
formazione del valore della  produzione  netta  di  cui  al
decreto  legislativo  15  dicembre  1997,   n.   446,   ne’
dell’imponibile agli effetti delle imposte  sui  redditi  e
non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli  61  e
109, comma 5, del TUIR, e successive modificazioni.».
– L’art. 10-bis del decreto-legge 30 dicembre 2009,  n.
194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2010, n. 25, cosi’ recita:
«Art. 10-bis (Termini in materia di “taglia-enti” e  di
“taglia-leggi”). – 1. L’art. 26, comma 1, del decreto-legge
dalla  legge  6  agosto  2008,  n.  133,  in   materia   di
procedimento “taglia-enti”, si  interpreta  nel  senso  che
l’effetto soppressivo previsto dal secondo periodo concerne
gli enti pubblici non economici con dotazione organica pari
o superiore alle 50 unita’, con esclusione degli enti  gia’
espressamente esclusi dal primo periodo del comma 1 nonche’
di  quelli  comunque  non  inclusi  nel   conto   economico
consolidato   della    pubblica    amministrazione,    come
individuati dall’Istituto nazionale di  statistica  (ISTAT)
ai sensi del comma 3 dell’art. 1 della  legge  31  dicembre
2009, n. 196.
2. All’art. 26, comma 1, del  decreto-legge  25  giugno
agosto  2008,  n.   133,   in   materia   di   procedimento
“taglia-enti”, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il secondo periodo  e’  inserito  il  seguente:
“Gli enti confermati ai sensi  del  primo  periodo  possono
essere oggetto  di  regolamenti  di  riordino  di  enti  ed
organismi pubblici statali, di cui al comma 634 dell’art. 2
della legge 24 dicembre 2007, n. 244”;
b) dopo il terzo periodo e’ inserito il seguente: “Sono
soppressi gli enti pubblici non economici di cui al secondo
periodo i cui regolamenti di  riordino,  approvati  in  via
preliminare entro il  31  ottobre  2009,  non  siano  stati
adottati in via definitiva entro il 31  ottobre  2010,  con
esclusione  di  quelli  che  formano  oggetto  di  apposite
previsioni legislative di riordino entrate  in  vigore  nel
corso della XVI legislatura”.
3. All’art. 2, comma 635, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, il terzo periodo e’ soppresso.
4. All’art. 14, comma 23, della legge 28 novembre 2005,
n. 246, in materia di semplificazione  della  legislazione,
il secondo e il terzo periodo sono sostituiti dai seguenti:
“Trascorso il termine, eventualmente prorogato,  senza  che
la  Commissione  abbia  espresso  il  parere,   i   decreti
legislativi possono essere comunque  emanati.  Nel  computo
dei termini non viene considerato il periodo di sospensione
estiva e quello di fine anno dei lavori parlamentari.”.».
– Il  decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78  (Misure
urgenti  in  materia  di  stabilita’   finanziaria   e   di
competitivita’ economica) e’ stato convertito in legge, con
– Il decreto legislativo 25 luglio  1997,  n.  250,  di
istituzione  dell’Ente  nazionale  per  l’aviazione  civile
(E.N.A.C.). e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31
luglio 1997, n. 177.
– Per il comma 634 dell’art. 2 della legge 24  dicembre
2007, n. 244, si veda nelle note alle premesse.
– Per i riferimenti  del  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri 20 ottobre 2004, si veda nelle  note
Ente nazionale per l’aviazione civile – ENAC
1. All’articolo 4 del decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250, i
commi 2, 3, 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti:
«2.  Il  presidente,  scelto  tra  soggetti  aventi   particolari
capacita’ ed esperienza riferite al trasporto aereo ed all’aviazione,
ha la rappresentanza legale dell’E.N.A.C., presiede il  consiglio  di
amministrazione ed esercita le competenze stabilite dallo statuto. E’
nominato  con  decreto  del  Presidente  della   Repubblica,   previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, su  proposta  del  Ministro
delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  sentite   le   commissioni
parlamentari competenti per materia, ai sensi della legge 24  gennaio
1978, n. 14. Rimane in carica cinque anni ed e’ rinnovabile  per  due
mandati consecutivi dopo il primo.
3. Il consiglio di amministrazione e’ composto dal  presidente  e
da  quattro  membri  scelti  tra  soggetti  di   comprovata   cultura
giuridica, tecnica ed economica nel settore aeronautico, nominati, su
proposta del Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  con
decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri.  Il  consiglio
rimane in carica cinque anni e  la  nomina  dei  suoi  componenti  e’
rinnovabile per una sola  volta.  Esercita  le  competenze  stabilite
dallo statuto dell’Ente.
4. Il collegio  dei  revisori  dei  conti  esplica  il  controllo
sull’attivita’ dell’Ente a norma degli articoli 2397 e  seguenti  del
codice civile. Il collegio dei revisori e’ nominato con  decreto  del
Ministro delle infrastrutture  e  dei  trasporti,  rimane  in  carica
quattro anni ed e’ composto da tre membri, dei quali uno scelto tra i
dirigenti della Ragioneria generale  dello  Stato,  con  funzioni  di
presidente, designato dal Ministro dell’economia e delle finanze.
5. Il direttore generale e’ nominato, per  la  durata  di  cinque
anni, con le stesse procedure del consiglio di amministrazione ed  e’
scelto tra soggetti  di  comprovata  capacita’  tecnico-giuridica  ed
amministrativa. Il direttore generale partecipa con  voto  consultivo
alle riunioni del consiglio  di  amministrazione,  al  quale  propone
l’emanazione   di   provvedimenti   che   ritiene   necessari;   cura
l’esecuzione delle deliberazioni del  consiglio  stesso;  sovrintende
all’attivita’  di  tutti  gli  uffici  assicurando  il  coordinamento
operativo dei servizi, delle articolazioni territoriali e l’unita’ di
indirizzo tecnico-amministrativo; esegue ogni altro compito  che  gli
sia attribuito dal consiglio o dallo statuto. Il  direttore  generale
adotta, in caso di urgenza, i provvedimenti indifferibili necessari a
garantire la continuita’ e la sicurezza  dell’esercizio,  che  devono
essere sottoposti alla  ratifica  del  consiglio  di  amministrazione
nella prima seduta utile. Per le successive  conferme  del  direttore
generale si applicano le medesime procedure previste per  la  nomina.
Il direttore generale e’ coadiuvato da  un  vice  direttore  generale
alla cui nomina, al conferimento  delle  relative  funzioni  ed  alla
determinazione dei parametri degli emolumenti provvede  il  consiglio
di amministrazione, su proposta del presidente, sentito il  direttore
generale.».
2. Il comma 5-bis dell’articolo 4 del decreto legislativo 25 luglio
1997, n. 250, e’ soppresso.
3. L’ENAC, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente regolamento, provvede a modificare lo statuto  dell’Ente
prevedendo, altresi’, una riduzione  da  sei  a  quattro  membri  del
Comitato consultivo tecnico economico e giuridico.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  4   del   decreto
legislativo 25 luglio 1997, n.  250,  istitutivo  dell’Ente
nazionale per l’aviazione civile  (ENAC),  come  modificato
dal presente decreto:
«Art.  4  (Organi  dell’Ente).   –   1.   Sono   organi
dell’E.N.A.C.:
d) il direttore generale.
2.  Il   presidente,   scelto   tra   soggetti   aventi
particolari capacita’ ed esperienza riferite  al  trasporto
aereo  ed  all’aviazione,  ha  la   rappresentanza   legale
dell’E.N.A.C., presiede il consiglio di amministrazione  ed
esercita le competenze stabilite dallo statuto. E’ nominato
con  decreto  del  Presidente  della   Repubblica,   previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, su  proposta  del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,  sentite  le
commissioni parlamentari competenti per materia,  ai  sensi
della legge 24 gennaio 1978, n. 14. Rimane in carica cinque
anni ed e’ rinnovabile per due mandati consecutivi dopo  il
3. Il consiglio  di  amministrazione  e’  composto  dal
presidente e da  quattro  membri  scelti  tra  soggetti  di
comprovata cultura  giuridica,  tecnica  ed  economica  nel
settore aeronautico, nominati,  su  proposta  del  Ministro
delle infrastrutture  e  dei  trasporti,  con  decreto  del
Presidente del Consiglio dei Ministri. Il consiglio  rimane
in carica cinque anni e la nomina dei  suoi  componenti  e’
rinnovabile per una  sola  volta.  Esercita  le  competenze
stabilite dallo statuto dell’Ente.
4. Il  collegio  dei  revisori  dei  conti  esplica  il
controllo sull’attivita’ dell’Ente a norma  degli  articoli
2397 e seguenti del codice civile. Il collegio dei revisori
e’ nominato con decreto del Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti, rimane in carica quattro anni ed e’ composto
da tre membri, dei quali uno scelto tra i  dirigenti  della
Ragioneria  generale   dello   Stato,   con   funzioni   di
presidente, designato dal Ministro  dell’economia  e  delle
5. Il direttore generale e’ nominato, per la durata  di
cinque anni, con  le  stesse  procedure  del  consiglio  di
amministrazione ed e’ scelto  tra  soggetti  di  comprovata
capacita’ tecnico-giuridica ed amministrativa. Il direttore
generale partecipa con voto consultivo  alle  riunioni  del
consiglio di amministrazione, al quale propone l’emanazione
di provvedimenti che ritiene necessari;  cura  l’esecuzione
delle  deliberazioni  del  consiglio  stesso;   sovrintende
all’attivita’  di   tutti   gli   uffici   assicurando   il
coordinamento operativo dei  servizi,  delle  articolazioni
territoriali      e       l’unita’       di       indirizzo
tecnico-amministrativo; esegue ogni altro compito  che  gli
sia attribuito dal consiglio o dallo statuto. Il  direttore
generale  adotta,  in  caso  di  urgenza,  i  provvedimenti
indifferibili necessari a garantire  la  continuita’  e  la
sicurezza dell’esercizio, che devono essere sottoposti alla
ratifica  del  consiglio  di  amministrazione  nella  prima
seduta utile. Per  le  successive  conferme  del  direttore
generale si applicano le medesime procedure previste per la
nomina. Il direttore generale  e’  coadiuvato  da  un  vice
direttore generale alla cui nomina, al  conferimento  delle
relative funzioni  ed  alla  determinazione  dei  parametri
degli emolumenti provvede il consiglio di  amministrazione,
su proposta del presidente, sentito il direttore generale.
5-bis. (Soppresso).
6. I componenti effettivi degli  organi  dell’E.N.A.C.,
se  appartenenti  ad  amministrazioni  pubbliche  sono,   a
domanda, collocati in aspettativa per tutta la  durata  del
mandato; hanno diritto alla conservazione del  posto  nella
qualifica maturata al momento della domanda, fatte salve le
progressioni automatiche previste da leggi o  contratti  di
7. I componenti  degli  organi  dell’Ente,  a  pena  di
decadenza non possono essere amministratori o dipendenti di
soggetti pubblici o privati, ne’ avere interessi diretti  o
indiretti, anche di  tipo  professionale  e  di  consulenza
nelle imprese nel settore di competenza dell’Ente.
8. I componenti  degli  organi  dell’Ente  non  possono
intrattenere, direttamente o  indirettamente,  rapporti  di
collaborazione, di consulenza o di impiego con  le  imprese
operanti nel settore di  competenza  fino  a  quattro  anni
successivi alla scadenza del mandato; la violazione di tale
divieto  comporta,  in  relazione   a   quanto   percepito,
l’irrogazione da parte  dell’amministrazione  vigilante  di
una sanzione pecuniaria amministrativa pari, nel minimo,  a
lire 50 milioni e, nel massimo, alla maggiore somma  tra  i
500  milioni  di  lire  e   l’importo   del   corrispettivo
percepito.
9. Gli organi dell’E.N.A.C. sono nominati entro  trenta
giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto. Con uno o piu’ decreti del Ministro dei  trasporti
e della  navigazione,  di  concerto  con  il  Ministro  del
tesoro, sono fissati, a valere sul bilancio dell’Ente,  gli
emolumenti spettanti al presidente, ai membri del consiglio
di amministrazione, ai componenti del collegio dei revisori
dei conti, al direttore generale,  ai  membri  dell’Ufficio
commissariale di cui all’art. 8, nonche’  ai  membri  della
commissione e della  segreteria  tecnica  di  cui  all’art.
13.».
1. Entro centottanta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  del
presente regolamento si provvede alla  nomina  dei  componenti  degli
organi collegiali di cui agli articoli 1 e 2.
2. Fino alla nomina dei componenti degli organi di cui al  comma  1
restano in carica, anche  dopo  la  naturale  scadenza  del  relativo
mandato, i membri gia’ insediati alla data di entrata in  vigore  del
Dato a Roma, addi’ 5 ottobre 2010
Brunetta, Ministro  per  la  pubblica
Calderoli,    Ministro     per     la
Rotondi,  Ministro  per  l’attuazione
del programma di Governo
Registrato alla Corte dei conti il 2 novembre 2010
territorio, registro n. 9, foglio n. 356
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 ottobre 2010, n. 188 – Regolamento recante il riordino degli enti vigilati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a norma dell’articolo 26, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0207) (GU n. 265 del 12-11-2010 redazione redazione 2015-05-19T05:50:12+00:00