Source: https://www.arbitratoinitalia.it/2016/03/13/ancora-sui-rapporti-arbitrato-processo/?shared=email&msg=fail
Timestamp: 2020-08-10 06:00:11+00:00
Document Index: 140470601

Matched Legal Cases: ['art. 819', 'art. 295', 'sentenza ', 'art. 824', 'art. 7', 'art. 295', 'art. 819', 'art. 824', 'art. 7']

Pubblicato il 13 Marzo 2016 22 Ottobre 2016 di Roberto Oliva
Il Tribunale ha rilevato, è vero, che la sospensione del giudizio avanti a sé pendente era preclusa dal disposto dell’art. 819/ter, co. 2, cod. proc. civ., ai sensi del quale "Nei rapporti tra arbitrato e processo non si applicano regole corrispondenti agli artt. 44, 45, 48 (…) e 295".
Nondimeno, ha pure aggiunto, citando un precedente della Cassazione (Cass., Sez. III Civ., 9 giugno 2005, n. 12124, disponibile qui) che "il rapporto di pregiudizialità tra due liti, che impone al giudice di sospendere il processo ai sensi dell’art. 295 cod. proc. civ., ricorre solo quando la decisione della prima influenzi la pronuncia che deve essere resa sulla seconda, nel senso che sia idonea a produrre effetti relativamente al diritto dedotto in lite e che possa, quindi, astrattamente configurarsi il conflitto di giudicati. Ne consegue che la natura privata dell’arbitrato e del provvedimento che ne deriva, escludendo il pericolo di un contrasto di giudicati, esclude anche la possibilità per il giudice di sospendere la causa in attesa della definizione di una lite pendente davanti agli arbitri o in relazione alla quale sia prevista la definizione a mezzo di arbitrato".
Ecco, questa affermazione è a mio parere scorretta: a seguito della riforma del 2006, infatti, è la legge stessa a prevedere che "(…) il lodo ha (…) gli effetti della sentenza pronunciata dall’autorità giudiziaria" (art. 824/bis cod. proc. civ.). Un conflitto tra giudicati può quindi realizzarsi.
Un ultimo profilo di interesse della pronunzia del Tribunale di Roma riguarda l’applicabilità, al caso sottoposto al suo esame, dell’art. 7 l. 218/1995. Questa norma disciplina il caso della contemporanea pendenza, avanti il giudice straniero e il giudice italiano, di una stessa causa (o di una causa pregiudiziale) e prevede che "Quando, nel corso del giudizio, sia eccepita la previa pendenza tra le stesse parti di domanda avente avente il medesimo oggetto e il medesimo titolo dinanzi a un giudice straniero, il giudice italiano, se ritiene che il provvedimento straniero possa produrre effetto per l’ordinamento italiano, sospende il giudizio (…)" (co. 1) e che "Nel caso di pregiudizialità di una causa straniera, il giudice italiano può sospendere il processo se ritiene che il provvedimento straniero possa produrre effetti per l’ordinamento italiano" (co. 3).
Categorieart. 295 cod. proc. civ., art. 819/ter cod. proc. civ., art. 824/bis cod. proc. civ., art. 7 l. 218/1995 TagArbitrato domestico, Arbitrato internazionale, Tribunale di Roma, Sospensione
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