Source: http://preferivofareluovo.it/2016/12/22/bonus-bebe-e-voucher-baby-sitter-novita/
Timestamp: 2020-07-12 11:43:26+00:00
Document Index: 65392167

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 17']

Bonus bebè e voucher baby sitter, tutte le ultime novità | Preferivo fare l'uovo
· 22 Dicembre 2016 · Flaminia Festuccia · Lascia un commento
Ospitiamo oggi il nostro esperto, l’avvocato Eugenia Barone Adesi che si occupa di lavoro e diritto di famiglia, per riassumere le ultime novità in merito a bonus bebè e voucher nido/baby sitter
L’assegno di natalità, o cosiddetto bonus bebè,
è un incentivo riconosciuto per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017.
Consiste nella somma complessiva di € 960 annui, erogati mensilmente, dalla nascita (o adozione del bambino) e sino al compimento del terzo anno di vita dello stesso (o fino al terzo anno di ingresso nella famiglia in caso di adozione, con limite al raggiungimento della maggiore età dell’adottato). Requisito economico per usufruire del bonus è che il nucleo familiare non disponga di un ISEE superiore ai 25.000 € annui.
Qualora il nucleo familiare disponga di un ISEE inferiore ai 7.000 €, l’importo dell’assegno è raddoppiato.
Chi intende fare richiesta, deve presentare domanda telematica all’INPS (a mezzo del portale o tramite caf). La domanda va presentata una sola volta per ogni figlio.
Se viene presentata entro 90 giorni dalla nascita o dall’entrata in famiglia del minore in famiglia, l’assegno verrà corrisposto dalla nascita/ingresso del minore, se viene presentata dopo, viene liquidata a partire dal mese di presentazione.
Il parto o ingresso in famiglia gemellare necessita di apposita domanda.
Se il genitore richiedente perde la potestà genitoriale, o il figlio è affidato in via esclusiva all’altro genitore, questi può subentrare nel diritto all’assegno, presentando nuova domanda entro 90 giorni dall’emanazione del provvedimento (l’assegno spetterà dal mese successivo a quello di emanazione del provvedimento).
Si perde il diritto all’assegno
in caso di morte del minore, revoca dell’adozione, decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale, affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda, affidamento del minore a terzi, Isee superiore a 25.000 €, trasferimento all’estero, perdita della cittadinanza. In tali ipotesi, il genitore dovrà comunicare l’evento entro 30 giorni, fermo restando il recupero da parte dell’INPS delle somme erogate indebitamente.
Anche gli stranieri senza permesso di soggiorno adesso hanno diritto
La legge stabiliva che l’assegno fosse erogabile ai cittadini italiani ed agli stranieri in possesso di permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo.
Proprio tale requisito è stato oggetto di impugnazione davanti a diversi Tribunali, che, in maniera omogenea, hanno accertato il carattere discriminatorio della condotta tenuta dall’INPS che aveva negato il diritto all’assegno di natalità previsto dall’art. 1, c. 125 L.190/2014 a cittadini di paesi terzi non titolari di carta di soggiorno di lungo periodo. I Tribunali (da ultimo il Tribunale di Milano, con ordinanza n. 32379/2016, Tribunale di Arezzo, sentenza 594/2016, la Corte di Appello di Brescia, sentenza 444/2016) hanno infatti rilevato un contrasto tra l’articolo che ha disposto l’indennità con l’art. 12 della direttiva 2011/98/CE che garantisce parità di trattamento (nel settore della sicurezza sociale) tra i lavoratori cittadini di uno stato membro ed i cittadini di paesi terzi ammessi in uno stato membro per fini lavorativi o per fini diversi ma ai quali è consentito lavorare.
Ad oggi, i Tribunali hanno condannato, quindi, l’INPS a pagare l’assegno di natalità agli stranieri titolari di permesso unico di lavoro che soddisfino i requisiti economici previsti dalla legge. L’INPS, dal canto suo, ha emesso una Circolare, n. 214 del 06.12.2016, con la quale ha comunicato alle sedi di riconoscere il diritto a tale assegno ai titolari di carta di soggiorno per familiare di cittadino dell’Unione europea (italiano o comunitario) non avente la cittadinanza di uno Stato membro, di cui all’art. 10 del Decreto legislativo n.30/2007, nonché ai titolati di carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato Membro di cui all’art. 17 del Decreto legislativo n.30/2007.
L’Istituto ha previsto la possibilità di riesame delle domande già respinte in ragione dell’applicazione precedente della normativa istitutiva.
Voucher baby sitter alle libere professioniste
C’è tempo solo fino al 31 dicembre per fare richiesta, ma finalmente qualcosa si è mosso anche per le mamme autonome o imprenditrici: al termine del periodo di fruizione dell’indennità di maternità e nei tre mesi successivi oppure per un periodo massimo di tre mesi entro il primo anno di vita del bambino, potranno richiedere per il 2016, un contributo per baby sitter o asilo nido di 600 euro mensili per un periodo non superiore a tre mesi.
Bisogna presentare domanda tramite i canali telematici entro il 31 dicembre 2016: l’INPS, sul proprio sito, indica le istruzioni relative alle strutture che erogano i servizi per l’infanzia aderenti alla sperimentazione ed alle modalità di pagamento dei servizi stessi.
La richiesta del contributo è alternativa all fruizione del congedo parentale: è quindi un incentivo volto a favorire o facilitare il ritorno al lavoro.