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Timestamp: 2019-04-21 06:34:17+00:00
Document Index: 18154343

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 23']

Regione Veneto, dgr 25 agosto 2015, n. 1120 - Art. 7 D.Lgs. n. 81/2008, report delle attività di vigilanza, prevenzione, formazione e assistenza anno 2014 e pianificazione delle attività di vigilanza, e prevenzione negli ambienti di lavoro anno 2015
Deliberazione della Giunta Regionale 25 agosto 2015, n. 1120
Art. 7 D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, report delle attività di vigilanza, prevenzione, formazione e assistenza anno 2014 e pianificazione delle attività di vigilanza, e prevenzione negli ambienti di lavoro anno 2015.
B.U.R. 8 settembre 2015, n. 86
La DGR recepisce il documento contenente il report delle attività di vigilanza prevenzione formazione e assistenza assicurate nell'anno 2014 e la pianificazione delle attività di vigilanza e di prevenzione negli ambienti di lavoro per l'anno 2015, elaborato dall'Ufficio Operativo del Comitato regionale di Coordinamento approvato nella seduta del 9 luglio 2015.
La tutela della salute nei luoghi di lavoro - materia che rientra tra quelle assegnate alla competenza regionale in attuazione dell'art. 117, comma 3, della Costituzione - ha subito negli anni più recenti profonde innovazioni in seguito all'emanazione di provvedimenti normativi che hanno adeguato l'ordinamento nazionale alle direttive europee di settore quali il D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, la Legge 3 agosto 2007, n. 123, il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 ed il D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106.
In tale ambito, il ruolo delle Regioni e delle Aziende ULSS è individuato e disciplinato normativamente già nella Legge 23 dicembre 1978, n. 833, di riforma del Servizio Sanitario Nazionale e dalla legislazione successiva, con cui sono state definite le funzioni dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende ULSS, nell'ambito della prevenzione e vigilanza sui lavoratori e nei luoghi di lavoro.
In particolare, nella Regione del Veneto la materia della prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro è disciplinata dalla L.R. 30 novembre 1982, n. 54.
Il D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, e le successive modifiche intervenute con il D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, oltre a definire i criteri di organizzazione e gestione della prevenzione e protezione dei lavoratori in tutti i luoghi di lavoro, ha disciplinato nel Capo VII le attività della Pubblica Amministrazione in ordine all'applicazione di tale normativa, precisando agli artt. 23, 24, 25 e 27 le attività di vigilanza, informazione, consulenza, assistenza nonché di coordinamento di tali attività, a livello nazionale e regionale.
In tempi più recenti l'art. 4, comma 1, della Legge 3 agosto 2007, n. 123 ha inteso dare concreta attuazione alle maggiori esigenze di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, riservando l'individuazione "...dei settori prioritari di intervento dell'azione di vigilanza, dei piani di attività e dei progetti operativi da attuare a livello territoriale", nonché "dell'esercizio di poteri sostitutivi in caso di inadempimento da parte di amministrazioni ed enti pubblici" ad uno specifico Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri previa intesa sancita ai sensi dell'art. 8, comma 6, della Legge 5 giugno 2003, n. 131, in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni e Province Autonome.
In applicazione del disposto del già richiamato art. 4, comma 1, della Legge 3 agosto 2007, n. 123, è stato emanato il DPCM 21 dicembre 2007 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 febbraio 2008, n. 31), che fornisce le indicazioni per la costituzione dei Comitati Regionali di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, affidando alle Regioni il compito di istituire detti Comitati destinatari di funzioni finalizzate a garantire l'uniformità dell'attività di prevenzione e vigilanza della pubblica amministrazione su tutto il territorio nazionale, anche al fine di individuare le priorità e le modalità dei rispettivi interventi nonché le sinergie da sviluppare.
Il ruolo e le funzioni del Comitato Regionale di Coordinamento sono stati, da ultimo, recepiti nel D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81- di riordino della materia della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro - che all'art. 7 ha incardinato detto Comitato nel sistema istituzionale della prevenzione (Capo II del Titolo I), con la finalità di realizzare una programmazione coordinata di interventi, nonché l'uniformità degli stessi ed il necessario raccordo con il Comitato di cui all'articolo 5 e con la Commissione di cui all'articolo 6 del richiamato Decreto Legislativo.
Nella Regione del Veneto tale organismo è stato istituito con DGR 30 dicembre 2008, n. 4182 e con successivo decreto del Presidente della Giunta regionale del 22 luglio 2009, n. 136 è stata formalizzata la nomina dei componenti, giungendo poi all'insediamento del Comitato in data 29 settembre 2009 e dell'Ufficio operativo il 2 novembre 2009.
Nell'anno 2014 con DGR 28 luglio 2014, n. 1333 la Giunta Regionale ha provveduto al recepimento del documento di "Pianificazione delle attività di prevenzione formazione e assistenza anni 2014-2016 e delle attività di vigilanza negli ambienti di lavoro anno 2014. Report delle attività di vigilanza prevenzione formazione e assistenza anno 2013", già approvato dal Comitato Regionale di Coordinamento del 17 giugno 2014, che ha costituito il programma operativo per l'attività prevenzionistica la cui rendicontazione è presente nel documento oggi posto all'approvazione della Giunta.
A seguito dell'attività svolta in coordinamento tra SPISAL, DRL, INAIL, INPS, ARPAV, VV.F., Autorità Portuale, l'Ufficio Operativo del Comitato Regionale di Coordinamento ha elaborato il documento di "Pianificazione delle attività di vigilanza negli ambienti di lavoro anno 2015. Report delle attività di vigilanza, prevenzione, formazione e assistenza anno 2014" (Allegato A), approvato dal medesimo Ufficio Operativo nella seduta del 9 luglio 2015.
Il documento de quo, costituente raccolta degli atti programmatori dei singoli Enti centrali e territoriali con competenze in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro ed allo stesso tempo atto di pianificazione delle azioni degli Enti medesimi, verrà posto all'attenzione del Comitato Regionale di Coordinamento ai fini della illustrazione alle parti sociali.
Nelle more della convocazione del Comitato Regionale di Coordinamento, presieduto (ai sensi dell'art. 1, comma 2 del DPCM 21 dicembre 2007) dal Presidente della Giunta regionale del Veneto, si ritiene necessario il recepimento del documento in oggetto ai fini della approvazione e attuazione dei piani di attività, già avviati presso le strutture operative degli Enti sopra richiamati, con peculiare riferimento alle iniziative e azioni da realizzare presso i Comitati Provinciali di Coordinamento.
I Comitati Provinciali di Coordinamento provvedono ad elaborare la programmazione dell'attività coordinata e congiunta tra Enti ed a rendicontare l'attività svolta all'Ufficio operativo entro il primo trimestre dell'anno seguente.
La pianificazione di cui all'allegato A alla presente delibera è stata elaborata, altresì, al fine di favorire la formazione (secondo il piano già approvato con DGR 25 novembre 2013, n 2148 "Linee di indirizzo per la programmazione delle iniziative regionali di formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2014-2016"), l'assistenza ed i comportamenti omogenei negli interventi di vigilanza che tengano conto della gradualità del rischio nell'ambito del miglioramento dell'operatività dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende ULSS del Veneto.
Per quanto attiene alle iniziative di formazione e prevenzione si rinvia ai Programmi da n. 1 a n. 24 del Piano Regionale Prevenzione 2014-2018 di cui alla delibera n. 2707 del 29.12.2014, che sviluppano il Macro obiettivo n. 2.7 Prevenire gli infortuni e le malattie professionali, come risultano articolati nei decreti della Sezione Prevenzione e Sanità pubblica n. 7 del 27 marzo 2015 e n. 10 del 29 maggio 2015.
L'individuazione di indirizzi operativi per i servizi SPISAL, garantisce la trasparenza nei confronti delle imprese che sono, in tal modo, poste a conoscenza degli elementi critici, in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, su cui verranno effettuate le verifiche da parte delle Aziende ULSS.
In attuazione, poi, delle disposizioni dell'art. 2, comma 4, del DPCM 21 dicembre 2007 ed in relazione alle finalità previste dall'art. 5, comma 2, lettera c) del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, i documenti posti all'approvazione della Giunta Regionale saranno trasmessi ai Ministeri della Salute e del Lavoro, nonché al "Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro".
L'attività assicurata dai Servizi Spisal rientra nei Livelli essenziali di assistenza monitorati annualmente dal Tavolo Lea.
UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione regionale e statale.
VISTO il DPCM del 21 dicembre 2007.
VISTO il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81.
VISTA la DGR 30 dicembre 2008, n. 4182.
VISTA l'Intesa tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome n. 23/CU del 20 febbraio 2014 Atto di indirizzi per la realizzazione nell'anno 2014 di linee comuni delle politiche nazionali e il coordinamento della vigilanza in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
VISTO il Piano Nazionale di prevenzione in Agricoltura e Selvicoltura 2014/2018, approvato dalla Commissione Salute il 6 maggio 2015.
VISTO il Piano Nazionale di prevenzione in Edilizia 2014-2018, approvato dalla Commissione Salute il 6 maggio 2015.
VISTO il Piano Regionale Prevenzione approvato con delibera n. 2707 del 29.12.2014 e integrato con i decreti della Sezione Prevenzione e Sanità Pubblica n. 7 del 27 marzo 2015 e n. 10 del 29 maggio 2015.
VISTO l'art. 2, comma 2, lettera o) della Legge regionale n. 54 del 31 dicembre 2012.
1. di recepire il documento di "Pianificazione delle attività di vigilanza negli ambienti di lavoro anno 2015. Report delle attività di vigilanza, prevenzione, formazione e assistenza anno 2014" (Allegato A), approvato dall'Ufficio Operativo del Comitato Regionale di Coordinamento in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro nella seduta del 9 luglio 2015, costituente parte integrante della presente delibera;
2. di incaricare il Direttore della Sezione Prevenzione e Sanità Pubblica, tramite l'Ufficio Operativo, al monitoraggio dell'attuazione, da parte dei Comitati provinciali di coordinamento, delle linee operative definite nel provvedimento approvato;
3. di incaricare i presidenti dei Comitati provinciali di coordinamento della trasmissione del report dell'attività svolta nell'anno 2015, entro il mese di marzo dell'anno 2016 all'Ufficio Operativo che, raccolti i dati, predisporrà il rapporto annuale da presentare al Comitato Regionale di Coordinamento;
4. di incaricare il Direttore della Sezione Prevenzione e Sanità Pubblica di provvedere, tramite l'Ufficio Operativo, alla trasmissione dei documenti recepiti, ai Ministeri della Salute e del Lavoro, nonché al "Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro";
5. di incaricare dell'esecuzione del presente atto la Sezione Regionale Prevenzione e Sanità Pubblica;
6. di dare atto che la presente delibera non comporta spese a carico del bilancio regionale;
7. di dare atto che il presente provvedimento è soggetto a pubblicazione ai sensi dell'art. 23 del D.Lgs. 14/03/2013, n. 33;
8. di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.
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