Source: https://crclex.com/rinegoziazione-contratti/
Timestamp: 2020-08-12 01:20:15+00:00
Document Index: 164784904

Matched Legal Cases: ['art. 79', 'art. 1218', 'art 1467', 'art. 1464', 'art. 1258', 'art. 1256', 'art. 1218', 'art. 91', 'art. 27']

Rinegoziazione dei contratti commerciali
Affitti stellari e ricavi crollati a causa dell'emergenza Covid-19?
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Il CoVid-19 sta cambiando il mondo in cui viviamo.
In data 11.03.2020 l’OMS ha dichiarato lo stato di pandemia da CoVid–19 e ha qualificato l’evento epidemico come “forza maggiore”.
Il Governo Italiano, con vari DPCM, ha imposto la chiusura di numerose attività produttive. A seguito di ciò è conclamata l’impossibilità per taluni operatori di esercitare la propria attività.
Dal 25.03.2020 le Camere di Commercio, su richiesta delle imprese, rilasciano certificati camerali per attestare le condizioni di forza maggiore derivanti dalla fase di emergenza epidemiologica da Covid-19 e dalle conseguenti restrizioni imposte dalla normativa per il contenimento dell’epidemia.
In quali casi posso rinegoziare?
Si tratta di un evento naturale, o umano, che consentirebbe alla parte contrattuale di invocarlo quale esimente della responsabilità da inadempimento (Cass. Civ. Sez. III, n. 12235/2007);
Una parte non è responsabile dell’inadempienza di uno qualsiasi dei suoi obblighi se prova che tale inadempienza è dovuta ad un impedimento indipendente dalla sua volontà e che non ci si poteva ragionevolmente attendere che essa lo prendesse in considerazione al momento della conclusione del contratto, che lo prevedesse o lo superasse, o che ne prevedesse o ne superasse le conseguenze”
(art. 79 Conv. di Vienna sulla vendita internazionale beni mobili).
Requisiti della forza maggiore
Factum principis della forza maggiore
Vi è impossibilità della prestazione, ex art. 1218 c.c., per factum principis quando sopraggiungono provvedimenti di legge o di carattere amministrativo emessi dalle competenti autorità governative che, per tutelare l’interesse pubblico, impongono prescrizioni comportamentali o divieti che rendono impossibile la prestazione dell’obbligato indipendentemente dalla sua volontà.
La normativa emergenziale da Covid-19 ha imposto la chiusura di numerose attività produttive fino al 18 maggio e 3 giugno 2020.
È stata conclamata, quindi, l’impossibilità per taluni operatori di esercitare la propria attività.
Elementi del factum principis
• Imprevedibilità: al momento della conclusione del contratto le parti non potevano prevedere il verificarsi dell’evento eccezionale né la conseguente emanazione di provvedimenti da parte delle autorità competenti.
• Inevitabilità: l’impossibilità causata dal provvedimento non potrà essere superata tenendo un comportamento che rispetti il livello di normale diligenza richiesto dal rapporto contrattuale.
• Non imputabilità: il provvedimento dell’autorità non deriva da un comportamento contra legem della parte inadempiente.
Cosa accade se nel contratto non è prevista una clausola di forza maggiore?
Applicazione delle norme generali del codice civile
Qualora il contratto non contenga clausole in merito ai casi di forza maggiore, si applicheranno le norme generali del codice civile (a seconda del caso specifico).
1. Clausola contrattuale di forza maggiore
I contratti commerciali prevedono spesso l’inserimento delle clausole di forza maggiore o di “hardship” che definiscono i requisiti per accertare l’esistenza di una forza maggiore o di un evento inatteso che impediscono o rendono impossibile alla parte interessata l’adempimento dei suoi obblighi contrattuali.
2. Risoluzione per eccessiva onerosità
Risoluzione ex. art 1467 c.c.
Se l’evento rende la prestazione eccessivamente onerosa con un sacrificio evidente di una delle parti a vantaggio dell’altra, si può procedere:
• alla modifica delle condizioni contrattuali
• alla risoluzione giudiziale del contratto
Ipotesi invocabile solo nei contratti ad esecuzione continuata o periodica, ovvero ad esecuzione differita.
3. Risoluzione per impossibilità parziale sopravvenuta
ex art. 1464 c.c.
Quando la prestazione di una parte è divenuta solo parzialmente impossibile, l’altra parte ha diritto a una corrispondente riduzione della prestazione da essa dovuta, e può anche recedere dal contratto qualora non abbia un interesse apprezzabile all’adempimento parziale
4. Risoluzione per impossibilità parziale di rendere la prestazione dovuta
ex art. 1258 c.c.
Se la prestazione è divenuta impossibile solo in parte, il debitore si libera dall’obbligazione eseguendo la prestazione per la parte che è rimasta possibile.
5. Risoluzione per impossibilità temporanea di adempiere all’obbligazione
ex art. 1256 c.c.
Se l’impossibilità è solo temporanea, il debitore, finché essa perdura, non è responsabile del ritardo nell’adempimento.
6. Sospensione dell’esecuzione della prestazione
Sospensione fondata sul raccordo tra l’art. 1218 c.c. e l’art. 91 del D.L. 18/2020
ART. 1218 CC: “Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile”
ART. 91, D.L. “CURA ITALIA”: “Il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è sempre valutata ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli artt. 1218 e 1223 c.c., della responsabilità del debitore anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi versamenti”.
È necessario comunicare tempestivamente alla controparte i gravi motivi della sospensione della prestazione, vi è obbligo di buona fede.
7. Recesso nei contratti di locazione
Recesso ex art. 27 della L. 392/1978
“Indipendentemente dalla previsioni contrattuali il conduttore, qualora ricorrano i gravi motivi, può recedere in qualsiasi momento dal contratto con preavviso di almeno sei mesi da comunicarsi con lettera raccomandata.”