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Timestamp: 2020-08-06 22:04:48+00:00
Document Index: 147259051

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 10', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 24', 'art. 16', 'art. 24']

Lo ha affermato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14763 del 2020, nel solco di un orientamento sempre più consolidato che tende ad ampliare l’ambito di applicazione dell’art. 10 quater D.Lgs. 74/2000. Con la pronuncia in esame, la Corte ha confermato il sequestro preventivo del profitto del reato in esame, ribandendo che il reato di indebita compensazione si configura anche quando sono portati in compensazione crediti non spettanti o inesistenti sia per tributi erariali sia per tributi di altra natura nonché di contributi anche previdenziali. Secondo la Corte, infatti, la soglia di rilevanza penale, (attualmente) fissata per entrambe le ipotesi di reato disciplinate dall’art. 10 quater in euro 50.000, deve essere riferita all’ammontare dei crediti non spettanti o inesistenti portati in compensazione con la conseguenza che, per accertare il superamento della soglia, occorre procedere con la somma algebrica degli importi dei predetti crediti.
La Corte di Cassazione con sentenza n. 13575/2020 ha confermato la condanna ex D. Lgs. 231/2001 di una società per l’infortunio occorso ad un lavoratore individuando l’interesse e il vantaggio per l’ente (art. 5 D. Lgs. 231/2001), da un lato, nel risparmio dei costi per l’acquisto di idonei dispositivi di protezione individuale e, dall’altro, nella prassi diffusa di velocizzare gli interventi di manutenzione aumentando la produttività a scapito, però, della salute e sicurezza dei lavoratori.
Le linee guida della Commissione europea sui finanziamenti statali alle rotte aeree essenziali durante il COVID-19
1. La grave crisi del trasporto aereo
Il trasporto aereo è tra i settori che sta sopportando le maggiori ripercussioni economiche dovute all’epidemia di COVID-19. Le restrizioni temporanee ai servizi aerei hanno portato a una riduzione dei voli in Europa di oltre l'80% rispetto allo stesso periodo del 2019 e gli aeroporti stanno subendo una riduzione delle operazioni del 75%. Considerato che il 50% del trasporto aereo di merci avviene all’interno degli aeromobili adibiti al trasporto passeggeri, anche questo traffico sta subendo una drastica riduzione.
Scritto da Ilaria Olivari
Il Comitato Europeo per la protezione dei dati personali (di seguito, “EDPB”) ha recentemente adottato nuove linee guida al fine di fornire ulteriori chiarimenti e specificazioni sui requisiti per ottenere e dimostrare un valido consenso, predisponendo una guida pratica che aiuti a garantire il rispetto delle norme previste dal Regolamento europeo per la protezione dei dati personali (di seguito, “GDPR”).
L'articolo 4, paragrafo 11, del GDPR definisce il consenso dell’interessato come “qualsiasi manifestazione di volontà libera, specifica, informata e inequivocabile dell'interessato, con la quale lo stesso manifesta il proprio assenso, mediante dichiarazione o azione positiva inequivocabile, che i dati personali che lo riguardano siano oggetto di trattamento”.
Il consenso costituisce dunque una delle basi giuridiche legittimanti il trattamento dei dati personali disciplinate dall’art. 6 dello stesso GDPR. Tuttavia, ai fini di un corretto utilizzo di tale base giuridica, è necessario che all'interessato venga offerta una scelta reale rispetto alla possibilità di prestare il proprio consenso o meno, senza che ciò arrechi allo stesso alcun danno o pregiudizio.
del Dipartimento Diritto Amministrativo
Alla Corte di Giustizia UE la compatibilità con il diritto europeo della disciplina interna che differenzia tra ricercatori universitari a tempo determinato e indeterminato.
Il Consiglio di Stato, con l’Ordinanza n. 2376/2020 del 10 aprile 2020, ha rimesso alla Corte di giustizia UE la questione della compatibilità con il diritto europeo della disciplina nazionale nella parte in cui, differenziando tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato, riconosce ai ricercatori a tempo determinato - di cui all’art. 24, comma 3, lett. b), l. n. 240 del 2010, che abbiano conseguito l’abilitazione scientifica nazionale di cui all’art. 16 della medesima legge - e ai ricercatori a tempo indeterminato, che parimenti abbiano conseguito la predetta abilitazione, rispettivamente il diritto e la possibilità (implementata con l’assegnazione di apposite risorse) di essere sottoposti ad un’apposita procedura di valutazione per la chiamata nel ruolo dei professori associati, mentre nessun diritto né possibilità analoghi vengono riconosciuti ai ricercatori a tempo determinato di cui all’art. 24, comma 3, lett. a), in possesso della abilitazione scientifica nazionale, malgrado si tratti di lavoratori chiamati a svolgere, tutti indistintamente, identiche mansioni.
L’avvocato non risarcisce il cliente se circostanze esterne ritardano il recupero del credito del suo assistito
La Sezione III della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 8516 del 6 maggio 2020, ha stabilito che l’avvocato non è tenuto a risarcire il proprio cliente, qualora circostanze esterne abbiano ritardato il recupero del credito dell’assistito.
Nel caso in oggetto, secondo la Suprema Corte, la mancata concessione di un sequestro conservativo e l’attesa per tornare in possesso degli assegni protestati per incardinare un procedimento monitorio non possono essere imputati al legale.