Source: http://www.bilanciosociale.rai.it/it/note-e-fonti-bilancio-sociale-rai
Timestamp: 2018-02-21 13:26:46+00:00
Document Index: 163687167

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 45', 'art. 21', 'art. 17', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ']

La missione del servizio pubblico generale radiotelevisivo
La storia: novanta anni di radiofonia e sessanta anni di televisione
Il capitale sociale e gli azionisti
Le Sedi Regionali ed Estere
Gli Organi sociali della Rai
Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi della Rai
L'Anticorruzione e la trasparenza
I riferimenti economici
I risultati economici del 2014
La separazione contabile
Il controllo della società di revisione e della Corte dei Conti
La creazione del valore aggiunto
Etica, efficacia e trasparenza nella gestione
La trasparenza nei rapporti istituzionali
Efficacia nei rapporti con gli utenti
L'Auditel
I dati Qualitel
Il monitoraggio on line: twitter
La componente tecnologica
I progetti del Centro Ricerche ed Innovazione Tecnologica
Offerta radiofonica e televisiva: contenuti, caratteristiche, obiettivi
La complessa evoluzione del settore
Le linee guida dell'offerta editoriale
La composizione dell'offerta ed il suo raccordo con i generi del Contratto di Servizio
L'offerta web
L'attenzione nell'offerta radiotelevisiva a specifici temi
Il linguaggio della memoria: le Teche, archivio tra passato e futuro
Impegno diretto sui temi del sociale
L'attenzione alle disabilità sensoriali
Le altre attività di rilevanza sociale
I social network e il web
Le persone come valore aziendale
Il quadro dei dipendenti
La ricerca e la selezione
La formazione e la valorizzazione delle persone
L'attenzione alle pari opportunità
La salute, la sicurezza e le corrette pratiche di lavoro
Le relazioni sindacali ed industriali
Responsabilità nei confronti dell'ambiente
L'azienda digitale
Tabella G.R.I.
Tabelle ed informazioni di dettaglio
Home / Note e fonti
1) Si veda la Direttiva TV senza frontiere del 1989 e le sue successive modifiche, il IX Protocollo sulla televisione pubblica allegato al Trattato di Amsterdam del 1993 nonché la Comunicazione della Commissione europea relativa all’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato al servizio pubblico di radiodiffusione del 2009.
La missione del servizio pubblico generale radiotelevisivo, pag. 14
2) Gli obblighi di servizio pubblico risultano definiti dall’insieme delle fonti costituzionali ed europee sopra richiamate, dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, dalla legge 3 maggio 2004, n. 112, dal decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e sue successive modificazioni, recante il "Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici”, ed altresì dal Contratto di Servizio. La missione del servizio pubblico generale radiotelevisivo, pag. 14
3) L’attività di Rai deve, altresì, svolgersi nel rispetto delle norme – per le parti ancora vigenti – di cui alla legge 14 aprile 1975, n. 103, recante “Nuove norme in materia di diffusione radiofonica e televisiva”; della legge 6 agosto 1990, n. 223, recante “Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato”; della legge 25 giugno 1993, n. 206, c.s.m.i., recante “Disposizioni sulla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo”; e di cui alla legge 31 luglio 1997. n. 249, recante “Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo”. La missione del servizio pubblico generale radiotelevisivo, pag. 14
4) L’art. 21 della Legge n. 89/2014 ha stabilito l’eliminazione, nell’art. 45, comma 2, lettera e), del TUSMAR, delle parole: ”la costituzione di una società per”. La missione del servizio pubblico generale radiotelevisivo, pag. 14
5) L’art. 21 della Legge n. 89/2014 ha apportato modificazioni all'art. 17 della Legge 3 maggio 2004 n. 112; al comma 2, la lettera p) è sostituita dalla seguente: “l’informazione pubblica a livello nazionale e quella a livello regionale attraverso la presenza in ciascuna regione e provincia autonoma di proprie redazioni e strutture adeguate alle specifiche produzioni, nel rispetto di quanto previsto alla lettera f)”. La missione del servizio pubblico generale radiotelevisivo, pag. 15
6) Ciò è tanto più vero laddove si consideri che l’articolo 32 del Contratto di Servizio per il triennio 2010-2012 dispone che il Ministero e la Rai si impegnano a:
(a) adeguare tale Contratto di Servizio alla normativa sopravvenuta nel corso del triennio di vigenza;
(b) procedere nello stesso periodo, sulla base delle segnalazioni e delle proposte della commissione paritetica di cui all’articolo 29 o di evidenze desumibili dal bilancio di separazione contabile, alla revisione di detto Contratto, al fine di ripristinare le più corrette modalità di esercizio del servizio, laddove il rapporto di proporzionalità e di adeguatezza tra missione e costi del servizio pubblico e relativo finanziamento, quale risultante dal Contratto di Servizio, risulti significatamente alterato. Il Contratto di Servizio, pag. 17
7) Art. 17, comma 2, lettera p), della legge 3 maggio 2004, n. 112. Reiterato poi dall’articolo 45, comma 2, lettera p), del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Tale disposizione è stata recentemente modificata dall’articolo 21, commi 1 e 2, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito con modificazioni dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. Le Sedi Regionali ed Estere, pag. 28
8) Si ricorda che l’articolo 21, comma 3, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito con modificazioni dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, espressamente dispone che ai fini dell'efficientamento, della razionalizzazione e del riassetto industriale nell’ambito delle partecipazioni detenute da Rai, essa può cedere sul mercato, secondo modalità trasparenti e non discriminatorie, quote di società partecipate, garantendo la continuità del servizio erogato. In caso di cessione di partecipazioni strategiche che determini la perdita del controllo, le modalità di alienazione sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri adottato su proposta del Ministero dell'economia e delle finanze d’intesa con il Ministro dello sviluppo economico. Le società del Gruppo Rai, pag. 32
9) Di cui al regio decreto legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880, e successive modificazioni. La separazione contabile, pag. 53
10) Cfr. in part. Cass. Sez. Un. N. 10443/08 e Cass. Sez. Un. Ord. N. 27092/09.
Il rapporto con i fornitori, pag. 61
11) Auditel s.r.l. è la società “super partes” che rileva l’ascolto della televisione in Italia conseguito attraverso le diverse modalità di trasmissione. La società ha per oggetto la rilevazione oggettiva e la diffusione sistematica dei dati, riferiti agli ambiti nazionale e regionale sull’ascolto televisivo in Italia. Auditel opera con un modello organizzativo “J.I.C.” (Joint Industry Committee), riconosciuto come il più evoluto a livello internazionale. Il Modello riunisce tutte le componenti del mercato televisivo: aziende che investono in pubblicità, agenzie e centri media, imprese televisive. Per adempiere alla propria missione, in modo concretamente imparziale, Auditel ha realizzato i propri equilibri interni, amministrativi ed organizzativi, attraverso una formula di controllo e responsabilità reciproci. Auditel si è quindi costituita come sistema “tripartito”, cioè una società che rappresenta le componenti fondamentali del mercato
Aziende Utenti, Agenzie e Centrali Media (tramite le associazioni di categoria UPA, ASSAP e UNICOM;
L’Auditel periodicamente indice una gara pubblica per la rilevazione degli ascolti televisivi in Italia con un contratto della durata di sette anni. Dal 1986, la società che ha svolto questa attività per conto di Auditel è stata AGB Italia, società con sede a Milano entrata nel 2004 a far parte del gruppo Nielsen con il nome di Nielsen TAM Italia. Quest’ultima ha installato nella casa di 5.100 famiglie italiane (circa 12.000 individui) un meter collegato ad ogni apparecchio televisivo ed alla linea telefonica. Il meter registra automaticamente su quale canale è sintonizzato il televisore mentre ogni membro della famiglia è tenuto a segnalare la propria presenza davanti all’apparecchio tramite una sorta di telecomando dedicato (push button). In questo modo il meter registra quale canale è visto, ma soprattutto da chi è visto.
Alle ore 2:00 la raccolta dati viene interrotta ed i dati di tutti i meter d’Italia vengono inviati ai server di Nielsen, che procede alla loro elaborazione. Ogni individuo del panel rappresenta un certo numero di italiani con le sue stesse caratteristiche socio-demografiche. Quindi, affinchè il campione possa validamente rappresentare a fini statistici i circa 58.000.000 di italiani di età superiore a 3 anni, ad ognuno dei 12.000 individui del panel è attribuito un peso statistico per il calcolo delle rilevazioni.
Nielsen monitora giornalmente tutto ciò che viene trasmesso sulle sette TV generaliste (Rai1, Rai2, Rai3, Canale5, Italia1, Rete4, La7), rilevandone i palinsesti e i dati riferiti alle trasmissioni televisive. I software di analisi dei dati di ascolto elaborano e mettono a confronto i dati relativi alle trasmissioni televisive con le informazioni raccolte dal campione di individui, determinando per ogni rete e per ogni singolo minuto della giornata quale canale è stato visto e da quali categorie di persone.
L'Auditel, pag. 64
12) L’indagine condotta è interamente consultabile sul sito Rai www.rai.it
La Brand Reputation, pag. 65
13) L’indagine condotta è interamente consultabile sul sito Rai www.rai.it
14) Fonte: Nielsen/NetRatings - Site Census fino a giugno 2013, Webtrekk da luglio 2013. L'offerta web, pag. 100
15) L’indagine condotta è consultabile sul sito Rai www.rai.it
L'attenzione nell'offerta radiotelevisiva a specifici temi, pag. 101
16) Ai sensi dell’articolo 2, comma 3, lettera r), del Contratto di Servizio per il triennio 2010-2012, Rai è tenuta ad improntare la propria offerta anche garantendo la comunicazione sociale attraverso trasmissioni dedicate all’ambiente, alla salute, alla qualità della vita, ai diritti e ai doveri civili, allo sport sociale, alla disabilità e ai diritti, agli anziani, assegnando spazi adeguati alle associazioni rappresentative del settore.
La comunicazione sociale, pag. 130
17) I programmi e le rubriche di servizio di cui all’articolo 9, comma 2, lettera b), del Contratto di Servizio succitato, cioè le trasmissioni prevalentemente incentrate sui bisogni della collettività in cui saranno valorizzate le opportunità europee; le trasmissioni a carattere sociale, anche incentrate su specifiche fasce deboli; i programmi legati ai temi del lavoro, ai bisogni della collettività (quali le condizioni delle strutture sanitarie, assistenziale e previdenziali), all’ambiente e alla qualità della vita, alla normativa e alle opportunità comunitarie, alle iniziative delle associazioni della società civile; le celebrazioni liturgiche; le trasmissioni idonee a comunicare al pubblico una più completa e realistica rappresentazione del ruolo che le donne svolgono nella vita sociale, culturale, economica del Paese, nelle istituzioni e nella famiglia, valorizzandone le opportunità, l’impegno ed i successi conseguiti nei diversi settori, in adempimento ai principi costituzionali; le comunicazioni relative ai servizi di pubblica utilità in ambito nazionale e regionale; le trasmissioni che consentano adeguati spazi alle associazioni e ai movimenti della società civile, ai gruppi etno-culturali e linguistici presenti in Italia e specifiche trasmissioni per l’informazione dei consumatori; le trasmissioni che contribuiscano alla conoscenza della lingua italiana e delle lingue straniere e alla alfabetizzazione informatica; le trasmissioni finalizzate a promuovere la conoscenza dell’Unione europea. La comunicazione sociale, pag. 130
18) Ai sensi dell’articolo 13, comma 6, del Contratto di Servizio citato, Rai si impegna a collaborare, con le istituzioni preposte, alla ideazione, realizzazione e diffusione di programmi specifici diretti al contrasto e alla prevenzione delle tossicodipendenze ed altresì alla conoscenza delle conseguenze prodotte dall’uso delle sostanze stupefacenti e psicotrope nonché al costo sociale che tali fenomeni comportano per la collettività.
L’azienda si impegna, altresì, alla prevenzione ed al contrasto della violenza sulle donne collaborando con le istituzioni preposte per la realizzazione e diffusione, sulle diverse piattaforme di trasmissione, di specifici programmi. La comunicazione sociale, pag. 130
19) Già con atto di indirizzo del 13 febbraio 1997, la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, riprendendo il tema del pluralismo, non solo politico ma anche sociale, culturale, etnico e religioso, delle realtà locali, di genere e di età, produttivo ed associativo, specificò, relativamente a quest’ultimo che “per quanto riguarda le trasmissioni nel corso delle quali vengono organizzate pubbliche raccolte di fondi, va assicurato che a beneficiare siano a rotazione tutte le associazioni più rappresentative e che offrano adeguate garanzie (...)”. La comunicazione sociale, pag. 130
20) L’articolo 3, comma 1, della legge 7 giugno 2000, n. 150, dispone che la Presidenza del Consiglio dei ministri determina i messaggi di utilità sociale ovvero di pubblico interesse, che la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo può trasmettere a titolo gratuito. Alla trasmissione di messaggi di pubblico interesse previsti dal presente comma sono riservati tempi non eccedenti il due per cento di ogni ora di programmazione e l’uno per cento dell’orario settimanale di programmazione di ciascuna rete. La comunicazione sociale, pag. 130
21) Fonti: Treccani.it – L’Enciclopedia italiana, voce “Rai – Radiotelevisione Italiana”, www.treccani.it; RAI.IT, La storia – Date ed avvenimenti che hanno segnato la storia della RAI, www.rai.it; Barbara Scaramucci e Claudio Ferretti, RicordeRai 1924/1954/2014, RaiEri; Roberto Zaccaria, Diritto dell’informazione e della comunicazione, CEDAM, 2007; Rubens Esposito, La risposta normativa all’evoluzione tecnologica, in Roberto Zaccaria (a cura di), Informazione e telecomunicazione, CEDAM, 1999. La storia della Rai, pag. 172
22) Poi, divenuta SIP - Società Italiana Per l'esercizio delle telecomunicazioni.
La storia della Rai, pag. 172
23) Successivamente, denominata STET - Società Finanziaria Telefonica.
Euro 242.518.100,00 int. vers.
Viale Giuseppe Mazzini, 14 00195 – Roma
Direzione Comunicazione e Relazioni Esterne Sostenibilità e Segretariato Sociale
Rga S.r.l.
Bluedog S.r.l.
Tabelle e informazioni di dettaglio