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Timestamp: 2017-06-28 00:22:40+00:00
Document Index: 135917066

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14']

SANATORIA 2009: LA CORTE DI GIUSTIZIA DECRETA L’ILLEGITTIMITA’ DELLA CIRCOLARE “MANGANELLI” | Spazio Mondi Migranti
SANATORIA 2009: LA CORTE DI GIUSTIZIA DECRETA L’ILLEGITTIMITA’ DELLA CIRCOLARE “MANGANELLI”
Posted on 12 May 2011 by Spazio Mondi Migranti	Gallery
Sanatoria 2009 – L’Adunanza Plenaria: l’inottemperanza all’espulsione NON è ostativa
Dopo la sentenza della Corte di Giusitizia il CDS decreta l’illegittimità della circolare “Manganelli”
Ci sono voluti quasi due anni per avere chiarezza ma ora l’intricata questione posta con la sanatoria 2009 e la conseguente “circolare Manganelli”, in merito all’ostatività del reato di inottemperanza all’ordine di allontanamento del Questore, per il perfezionamento della procedura di emersione, è stata definitivamente chiusa.
Secondo l’Adunanza Plenaria infatti “il rilevato contrasto interpretativo ha perduto di attualità e di rilevanza ai fini della definizione del giudizio”.
I giudici hanno rilevato che “la vicenda in esame trae origine dalla circostanza che il legislatore italiano, nell’esercizio di una facoltà espressamente stabilita dalla Direttiva n. 115 del 2008 (art. 4, comma 3, in tema di disposizioni più favorevoli), ha previsto il beneficio della emersione del lavoro irregolare, con effetto estintivo di ogni illecito penale e amministrativo (art. 1-ter, comma 11, l. n. 102 del 2009), a favore di una limitata cerchia di lavoratori, ma anche dei rispettivi datori di lavoro, che li impiegano per esigenze di assistenza propria o di familiari non pienamente autosufficienti o per lavoro domestico.
In conformità, infatti, all’orientamento costantemente seguito dalla Corte di Lussemburgo (a partire dalla sentenza Simmenthal in causa 106/77), e dalla stessa Corte costituzionale italiana (con la sent. n. 170 del 1984 e successive), anche la recentissima sentenza comunitaria afferma che è compito del giudice nazionale assicurare la “piena efficacia” del diritto dell’Unione, negando l’applicazione, nella specie, dell’art. 14, comma 5-ter, in quanto contrario alla normativa dettata dalla Direttiva n. 115 del 2008, suscettibile di diretta applicazione. “L’effetto di tale diretta applicazione – ha puntualizzato la Corte – non è quindi la caducazione della norma interna incompatibile, bensì la mancata applicazione di quest’ultima da parte del giudice nazionale al caso di specie, oggetto della sua cognizione, che pertanto sotto tale aspetto è attratto nel plesso normativo comunitario.” (Corte Cost. n. 168 del 1991).
E’ il caso di sottolineare – proseguono i giudici – che gli effetti della pronuncia, non conformi all’originario disegno del legislatore italiano, ben avrebbero potuto essere evitati ove, nel non breve lasso di tempo disponibile, si fosse provveduto al recepimento della direttiva, adottando misure compatibili con i relativi dettami.
Il cammino che ha portato a questo importante risultato è stato in realtà una vera e propria scalata,non soltanto perché sono stati gli stessi migranti colpiti dalle disposizioni della circolare “Manganelli” ad arrampicarsi su gru, torri e basiliche, ma anche perché dal punto di vista legale il percorso è stato non poco tortuoso e ripido.
Si conclude così in ogni caso l’attesa per migliaia di migranti che in questi mesi hanno protestato contro la posizione del Governo sulla cosiddetta “doppia espulsione” ed hanno portato alla luce le loro rivendicazioni da Brescia a Milano, da Padova a Massa, passando per centinaia e centinaia di città italiane.
Fonte: Meltig Pot Europa.
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