Source: https://www.confetra.com/it/archivio/doc_html/Circolari_2003/circ041.htm
Timestamp: 2019-10-17 10:00:16+00:00
Document Index: 36345776

Matched Legal Cases: ['art.118', 'art.48', 'art.25', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 1', 'art. 118', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 118', 'art. 25', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 1', 'art. 118', 'art. 1', 'art. 118']

Circolare n.41/2003
Circolare n. 41/2003
Oggetto: Finanziamenti – Formazione professionale – Costituzione di FOR.TE. e FONDIR – Circolare INPS n.71 del 2.4.2003.
Come è noto, al fine di promuovere lo sviluppo della cosiddetta formazione continua dei lavoratori, cioè l’aggiornamento e la riqualificazione professionale durante la vita lavorativa, l’art.118 della legge n.388/2000 (come modificato dall’art.48 della legge n.289/2002) ha previsto l’istituzione a cura delle parti sociali di appositi fondi paritetici intersettoriali nazionali per ciascuno dei settori dell’industria, del terziario, dell’agricoltura e dell’artigianato. I fondi finanzieranno la formazione continua realizzata dalle aziende per i propri dipendenti senza alcun onere aggiuntivo per le stesse, in quanto saranno alimentati dal gettito del contributo dello 0,30% che i datori di lavoro già versano all’INPS a titolo di aliquota integrativa per la disoccupazione involontaria (art.25 della legge n.845/78). L’adesione ai fondi sarà volontaria fermo restando l’obbligo, per le aziende che decidessero di non aderire, di continuare a versare il suddetto contributo all’INPS.
Su sollecitazione del Ministero del lavoro, tra Confcommercio, Confetra, Abi, Ania da un lato e sindacati dall’altro, per il terziario sono stati costituiti il FOR.TE. (relativo a quadri, impiegati e operai) e il FONDIR (relativo ai dirigenti) che rappresentano pertanto i fondi di riferimento per le aziende operanti nei comparti del commercio e turismo, trasporti, spedizioni e logistica, credito e assicurazioni. Entrambi i fondi hanno già ottenuto la prescritta autorizzazione ministeriale e sono quindi operativi; nella fase di avvio essi saranno sostenuti con risorse pubbliche in via di assegnazione, mentre dal 2004 saranno finanziati unicamente con il gettito del contributo dello 0,30% devoluto dalle aziende che vi aderiranno entro il 30 giugno 2003.
Con la circolare in oggetto l’INPS ha disciplinato le modalità di adesione tenuto conto che, in base alla citata legge 388/2000, allo stesso Istituto è stato attribuita la riscossione del suddetto contributo ed il successivo trasferimento ai fondi. Se ne sottolineano gli aspetti principali.
Modalità – L’adesione a FOR.TE. e a FONDIR deve essere comunicata direttamente all’INPS attraverso l’ordinaria denuncia contributiva mensile (modello DM 10/2), utilizzando i codici appositamente istituiti per ciascun fondo (rispettivamente FITE e FODI). A tal fine le aziende dovranno indicare, nei righi in bianco dei quadri “B – C” del suddetto modello, le seguenti diciture:
· “adesione fondo FITE”, per quanto concerne l’adesione al FOR.TE.
· “adesione fondo FODI”, per quanto concerne l’adesione al FONDIR
inoltre nell’apposita casella dovrà essere indicato il numero dei dipendenti interessati, mentre nessun dato dovrà essere riportato nelle altre caselle.
Le adesioni avranno validità annuale e saranno tacitamente rinnovate salvo disdetta.
Termini – Le adesioni espresse entro il 30 giugno di ogni anno produrranno effetti ai fini contributivi dall’1 gennaio dell’anno successivo. La comunicazione delle prime adesioni dovrà essere effettuate con una delle denunce contributive relative ai mesi di aprile, maggio e giugno prossimi (da presentarsi rispettivamente entro il 16 maggio, il 16 giugno e il 16 luglio).
Si raccomanda il massimo impegno delle federazioni nazionali e delle associazioni territoriali affinché le aziende siano sensibilizzate sulle opportunità di aderire entro il 30 giugno prossimo a FOR.TE e a FONDIR. In particolare dovrà essere evidenziata l’assoluta assenza di costi per le aziende stesse le quali, attraverso l’adesione a detti fondi, potranno assicurarsi il finanziamento di progetti formativi per i propri dipendenti.
Si fa riserva di tornare sull’argomento per ulteriori approfondimenti.
Circolare n.71 del 2.4.2003
SOMMARIO Natura, caratteristiche e modalità di adesione ai Fondi istituiti ai sensi della legge n. 388/2000.
Premessa L’art. 118 della legge n. 388/2000, nel testo novellato dall’articolo 48 della legge Finanziaria per l’anno 2003 (allegato 1), prevede la possibilità che, per ciascuno dei settori economici dell’industria, dell’agricoltura, del terziario e dell’artigianato, possano essere istituiti Fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua.
STATUTO FOR.TE
Denominazione - Soci
A seguito dell’accordo interconfederale del 25 Luglio 2001, tra Confcommercio, con sede in Piazza G.G. Belli, 2 – 00153 ROMA e codice fiscale 80041130586, ABI con sede in Piazza del Gesù, 49 – 00186 ROMA e codice fiscale 02088180589, ANIA con sede in Via della Frezza, 70 – 00186 ROMA e codice fiscale 02520010154, Confetra con sede in Via Panama, 62 – 00198 ROMA e codice fiscale 80181870587, e Cgil con sede in Corso d’Italia, 25 – 00198 ROMA e codice fiscale 80163950589, Cisl con sede in Via Po, 21 – 00198 e codice fiscale 80122990585, Uil con sede in Via Lucullo, 6 – 00187 ROMA e codice fiscale 80127290585 - che assumono la qualifica di soci – è costituito, secondo quanto previsto dall’art. 118, Legge n. 388 del 2000, il Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua del terziario, denominato FOR.TE.
FOR.TE. (in forma abbreviata “Fondo”) è istituito come Associazione ai sensi del capo II, titolo II – Libro Primo del codice civile.
FOR.TE. è il Fondo paritetico per la formazione continua nelle imprese dei comparti: commercio-turismo-servizi, creditizio-finanziario, assicurativo e della logistica-spedizioni-trasporto.
FOR.TE. non ha fini di lucro ed opera a favore delle imprese, nonché dei relativi dipendenti, dei comparti commercio-turismo-servizi, creditizio-finanziario, assicurativo e della logistica-spedizioni-trasporto, in una logica di relazioni sindacali ispirate alla qualificazione professionale, allo sviluppo occupazionale ed alla competitività imprenditoriale nel quadro delle politiche stabilite dai contratti collettivi sottoscritti.
Il Fondo è articolato al suo interno in quattro Comitati di comparto: 1) commercio-turismo-servizi; 2) creditizio–finanziario; 3) assicurativo; 4) logistica–spedizioni-trasporto.
Il Fondo attraverso i quattro suddetti Comitati di comparto promuove e finanzia – secondo le modalità fissate dall’art. 118 della legge 388 del 2000 – piani formativi aziendali, territoriali e settoriali di e tra imprese, concordati tra le Parti sociali.
L’attuazione dello scopo suindicato e il funzionamento dei Comitati di comparto sono disciplinati dal Regolamento del Fondo. Il Fondo articola la propria attività su base territoriale o su base nazionale secondo le specificità dei singoli comparti.
Il Fondo ha sede legale a Roma, Piazza Belli 2, e ha durata illimitata.
Assumono la qualifica di associati a FOR.TE. le imprese appartenenti ai quattro comparti di cui all’art. 1, comma 3, che optano per l’adesione al Fondo ai sensi del comma 3 dell’art. 118 della legge 388 del 2000.
L’iscrizione a FOR.TE. degli associati cessa a seguito di:
a) scioglimento, liquidazione o comunque cessazione per qualsiasi causa di FOR.TE.;
b) cessazione per qualsiasi causa degli associati medesimi.
Sono organi di FOR.TE.:
Tutti gli organi di cui sopra, con esclusione del Collegio dei Revisori dei Conti, sono paritetici fra le Associazioni datoriali e le Organizzazioni sindacali di cui all’art. 1.
L’Assemblea è composta in maniera paritetica da 60 membri, 30 in rappresentanza delle Associazioni dei datori di lavoro e 30 in rappresentanza delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori di cui all’art. 1.
Dei 60 membri, 12 sono designati dalla Confcommercio, 9 dall’ABI, 6 dall’ANIA, 3 dalla Confetra, inoltre 10 da Cgil, 10 da Cisl, 10 da Uil.
Ciascuna Organizzazione di cui sopra può sostituire i membri – per dimissioni o per giustificati motivi approvati dall’assemblea - designati dalla stessa anche prima della scadenza del quadriennio; a tale scopo deve darne comunicazione scritta al Presidente del Fondo che provvede alla relativa convocazione dell’Assemblea.
In caso di cessazione anticipata e di nuova designazione effettuata dalla Organizzazione di riferimento, il nuovo membro resterà in carica fino alla scadenza prevista per la carica del membro sostituito.
- nominare il Consiglio di Amministrazione;
- definire le linee-guida per l’attuazione degli scopi di cui all’art. 2 dello Statuto;
- deliberare in ordine all’eventuale compenso per gli amministratori, i Revisori dei Conti e i componenti i Comitati di comparto;
- deliberare la cessazione dello stato di socio;
- approvare le modifiche allo Statuto e al Regolamento proposte dal Consiglio di Amministrazione, sentite le Organizzazioni di cui all’art. 1;
- delegare al Consiglio o a singoli Consiglieri il compimento di specifici atti e l’esercizio di determinate funzioni;
- provvedere alla approvazione dei bilanci consuntivi e preventivi redatti dal Consiglio di Amministrazione;
- approvare il modello organizzativo e gli organici del Fondo;
- approvare ogni altra attività proposta all’Assemblea dal Consiglio di Amministrazione su richiesta dei Comitati di comparto;
- deliberare in merito alla sostituzione dei componenti dell’Assemblea, in relazione a quanto previsto dall’art. 7, quarto comma, e dei componenti del Consiglio, secondo quanto previsto dall’art. 8, terzo comma.
L’Assemblea si riunisce ordinariamente almeno due volte all’anno e, straordinariamente, ogni qualvolta sia richiesto da almeno due terzi dei membri dell’Assemblea o dal Presidente o dal Vice Presidente o dal Collegio dei Revisori dei Conti.
La convocazione dell’Assemblea è effettuata dal Presidente mediante raccomandata – contenente luogo, data e ordine del giorno – da inviare a ciascun componente, presso il domicilio indicato, almeno venti giorni prima della riunione.
Nei casi di particolare urgenza la convocazione potrà essere effettuata anche con telegramma – o via fax – da inviare almeno 5 giorni prima della riunione.
Le riunioni sono presiedute dal Presidente di FOR.TE. o in sua assenza dal Vice Presidente. Per la validità delle adunanze dell’Assemblea e delle relative deliberazioni è necessaria la presenza dei due terzi dei suoi componenti.
Le delibere sono valide se ricevono il voto favorevole della maggioranza dei componenti l’Assemblea, salvo quelle relative al primo, secondo, quinto, sesto, settimo e nono alinea del sesto comma del presente articolo, per le quali si richiede la maggioranza dei due terzi dei presenti all’Assemblea.
In via eccezionale è consentito esprimere il voto attraverso delega ad altro membro.
Il Consiglio di Amministrazione è costituito da 24 membri, dei quali: 5 designati dalla Confcommercio, 4 designati dall’ABI, 2 dall’ANIA, 1 dalla Confetra, inoltre, 4 da Cgil, 4 da Cisl, 4 da Uil.
I componenti il Consiglio sono nominati dall’Assemblea, con la maggioranza dei due terzi dei propri membri, durano in carica 4 anni e possono essere riconfermati più volte.
Qualora venga revocato – per giustificati motivi approvati dall’Assemblea - il mandato ad un membro del Consiglio di Amministrazione da parte dell’Organizzazione che lo ha designato, quest’ultima ne darà comunicazione all’Assemblea e ne proporrà la sostituzione.
Al Consiglio spettano i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione per il raggiungimento degli scopi di FOR.TE., nel rispetto delle attribuzioni dei singoli Comitati di comparto.
- dare attuazione agli indirizzi dell’Assemblea;
- vigilare sul funzionamento dei servizi tecnici e amministrativi di FOR.TE.;
- vigilare sul funzionamento delle iniziative promosse da FOR.TE.;
- predisporre il modello organizzativo e gli organici che riterrà necessari al conseguimento degli obiettivi sottoponendoli all’approvazione dell’Assemblea;
- approvare i costi di amministrazione e di funzionamento del Fondo;
- redigere i bilanci preventivi e consuntivi da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
- regolare il rapporto di lavoro con il personale di FOR.TE. in ogni sua fase ed aspetto, e regolarne il trattamento economico, incluso quello del Direttore, nell’ambito dei bilanci preventivi approvati dall’Assemblea;
- deliberare in ordine all’assunzione e al licenziamento del personale necessario per il funzionamento del Fondo e riguardo alla nomina e alla revoca del Direttore;
- predisporre le modifiche allo Statuto e al Regolamento da sottoporre all’Assemblea;
- definire – tenuto conto delle indicazioni dei Comitati di comparto – la regolamentazione delle procedure riguardanti: valutazione, tempi, assegnazione del finanziamento e modalità di rendiconto, restituzione delle risorse da parte dei soggetti interessati in caso di mancato utilizzo delle stesse e ogni altro aspetto relativo alle procedure da seguire;
- riferire all’Assemblea in merito alle proprie delibere;
- compiere ogni ulteriore atto delegato dall’Assemblea;
- esaminare i ricorsi inoltrati dai soggetti interessati per progetti per i quali non è stata concessa l’autorizzazione al finanziamento da parte del rispettivo Comitato di comparto;
- sottoporre all’approvazione dell’Assemblea le proposte di nuove attività avanzate dai Comitati di comparto;
- adottare le delibere per l’attuazione di quanto previsto al terzo comma dell’art. 2.
Per lo svolgimento dei propri compiti il Consiglio potrà avvalersi di specifiche consulenze tecniche di esperti esterni al Fondo.
Il Consiglio nomina fra i suoi componenti il Presidente ed il Vice Presidente, che durano in carica un quadriennio, su designazione il primo delle Associazioni datoriali ed il secondo delle OO.SS.LL.
Qualora nel corso del mandato il Presidente o il Vice Presidente vengano sostituiti, i loro sostituti, nominati dal Consiglio, durano in carica fino alla scadenza del quadriennio in corso.
- la legale rappresentanza del Fondo;
- promuovere le convocazioni ordinarie e straordinarie dell’Assemblea e del Consiglio di Amministrazione;
- presiedere le riunioni del Consiglio di Amministrazione;
- dare esecuzione alle deliberazioni degli organi statutari;
- svolgere gli altri compiti ad esso demandati dal presente Statuto o che gli siano affidati dall’Assemblea o dal Consiglio di Amministrazione.
Il Vice Presidente coadiuva il Presidente nell’espletamento delle sue funzioni e lo sostituisce in caso di assenza o impedimento.
In caso di urgenza il Presidente e il Vice Presidente in accordo tra loro possono esercitare i poteri del Consiglio di Amministrazione, salvo ratifica del Consiglio stesso che a tal fine deve essere convocato entro i trenta giorni successivi all’adozione dei suddetti provvedimenti.
All’attività di FOR.TE. è preposto un Direttore, il quale esegue le deliberazioni degli organi sociali del Fondo ed ha la responsabilità di gestire l’attività amministrativa, contabile ed operativa dei servizi di FOR.TE., in coerenza con le disposizioni di legge e in attuazione delle direttive del Consiglio al quale risponde.
Il Direttore esercita anche le funzioni previste dal Regolamento.
Il Consiglio di Amministrazione è convocato, di norma presso la sede sociale, dal Presidente o, in sua assenza, dal Vice Presidente, mediante invito ai suoi componenti presso il domicilio da ciascuno indicato – contenente luogo, data e ordine del giorno – da inviare almeno quindici giorni prima della riunione. Nei casi di particolare urgenza la convocazione potrà essere effettuata anche con telegramma – o via fax – da inviare almeno 5 giorni prima della riunione.
Il Consiglio deve inoltre essere convocato quando almeno un terzo dei componenti del Consiglio stesso o due membri effettivi del Collegio dei Revisori dei Conti o il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti ne facciano richiesta con indicazione degli argomenti all’ordine del giorno.
Le deliberazioni sono valide se ricevono il voto favorevole di almeno i due terzi dei presenti.
Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da tre membri effettivi: uno designato dalle Associazioni datoriali e uno dalle OO.SS.LL. di cui all’art. 1; il terzo, con funzione di Presidente, è nominato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
I componenti del Collegio dei Revisori dei Conti devono essere iscritti all’Albo dei Revisori contabili.
Le predette organizzazioni designano inoltre due Revisori dei Conti supplenti, uno per parte, destinati a sostituire i Revisori effettivi eventualmente assenti per cause di forza maggiore.
I Revisori di designazione datoriale e sindacale, sia effettivi che supplenti, sono nominati dall’Assemblea con la maggioranza dei due terzi dei presenti, durano in carica 4 anni e possono essere riconfermati più volte.
I Revisori dei Conti esercitano le attribuzioni ed hanno i doveri di cui agli articoli 2403, 2404 e 2407 del codice civile. Le funzioni vengono esercitate anche nei confronti dell’attività svolta dai Comitati di comparto.
Il Collegio dei Revisori dei Conti esamina i bilanci consuntivi di FOR.TE. per controllare la corrispondenza delle relative voci alle scritture dei registri contabili.
Il Collegio si riunisce ordinariamente una volta a trimestre ed ogni qual volta il Presidente del Collegio stesso lo ritenga opportuno ovvero quando uno dei Revisori ne faccia richiesta.
La convocazione è effettuata dal Presidente del Collegio con avviso scritto almeno 5 giorni prima di quello fissato per la riunione.
Ai sensi dell’art. 118 della legge 23.12.2000, n. 388 FOR.TE. è finanziato:
- dal contributo integrativo, stabilito dall’art. 25, quarto comma, della legge 29.12.78, n. 845 e successive modificazioni ed integrazioni, a carico delle aziende che volontariamente aderiscono al Fondo;
- da finanziamenti pubblici destinati alle finalità del Fondo in forza di provvedimenti normativi o determinazioni ministeriali;
- da eventuali finanziamenti pubblici e privati;
- da apporti finanziari che, a qualsiasi titolo, vengano destinati al Fondo.
Il patrimonio di FOR.TE. è costituito da:
b) somme destinate a formare speciali riserve e accantonamenti;
Gli esercizi finanziari di FOR.TE. hanno inizio il 1° gennaio e terminano il 31 dicembre di ciascun anno. Alla fine di ogni esercizio il Consiglio di Amministrazione provvede alla redazione del bilancio consuntivo, riguardante la gestione del Fondo e dei Comitati di comparto, e del bilancio preventivo.
Il bilancio preventivo deve essere approvato dall’Assemblea entro il mese precedente alla chiusura dell’esercizio. Il bilancio consuntivo deve essere approvato entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio e cioè entro il 30 aprile dell’anno successivo. Il bilancio consuntivo, situazione patrimoniale e il conto economico accompagnati dalle relazioni del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Revisori dei Conti, nonché il bilancio preventivo devono essere trasmessi, entro dieci giorni dall’approvazione, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, alle Associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori di cui all’art. 1.
In relazione allo svolgimento delle varie attività istituzionali, saranno eventualmente riconosciuti compensi e/o rimborsi ai componenti il Consiglio di Amministrazione e il Collegio dei Revisori dei Conti e ai componenti i Comitati di comparto, a seguito di apposita delibera dell’Assemblea, nell’ambito delle spese di funzionamento del Fondo previste nel Regolamento.
In caso di scioglimento del Fondo o comunque di una sua cessazione per qualsiasi causa, il Consiglio provvederà alla nomina di tre liquidatori designati, rispettivamente, uno dalle Associazioni dei datori di lavoro e uno dalle OO.SS.LL. e uno scelto di comune accordo, se non indicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nel caso di mancata nomina dei liquidatori, trascorsi due mesi dalla messa in liquidazione, vi provvederà il Presidente del Tribunale competente.
Il Consiglio di Amministrazione determinerà all’atto della messa in liquidazione dell’Ente, i compiti dei liquidatori e successivamente ne ratificherà l’operato.
Il patrimonio netto risultante dai conti di chiusura della liquidazione dovrà essere devoluto a quelle forme di assistenza, beneficenza e istruzione indicate dal Consiglio. In caso di disaccordo la devoluzione sarà effettuata dal Presidente del Tribunale competente, tenendo comunque presenti i suddetti scopi e sentito il parere dei soci di cui all’art. 1 del presente Statuto.
Il presente Statuto, nonché il Regolamento, potranno essere modificati dall’Assemblea di FOR.TE., con delibere che richiedono, per la validità, il voto favorevole di almeno 2/3 (due terzi) dei suoi membri.
Per quanto non espressamente previsto dal presente Statuto, valgono le norme di legge in vigore nonché, in quanto applicabili, le norme previste dal Regolamento di FOR.TE.
STATUTO FONDIR
A seguito dell’accordo interconfederale del 18 luglio 2002, tra CONFCOMMERCIO, con sede in Piazza G.G. Belli, 2 – 00153 Roma, codice fiscale 80041130586, ABI con sede in Piazza del Gesù, 49 – 00186 Roma, codice fiscale 02088180589, ANIA con sede in Via della Frezza, 70 – 00186 Roma, codice fiscale 02520010154, CONFETRA con sede in Via Panama, 62 – 00198 Roma, codice fiscale 80181870587, FEDERDIRIGENTICREDITO con sede in Via Nazionale, 243 – Roma e codice fiscale 97113650580, SINFUB con sede in Via Cesare Balbo n.35 – Roma, codice fiscale 80402320586, FIDIA con sede in Via Nazionale, 75 – Roma, codice fiscale 97087860587 - che assumono la qualifica di soci – è costituito, secondo quanto previsto dall’art. 118, Legge n. 388 del 2000, il Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua dei dirigenti del terziario, denominato “FONDIR”.
FONDIR (in forma abbreviata “Fondo”) è istituito come Associazione ai sensi del capo II, titolo II – Libro Primo del codice civile.
FONDIR è il Fondo paritetico per la formazione continua dei dirigenti nelle imprese dei comparti: commercio-turismo-servizi, creditizio-finanziario, assicurativo e della logistica-spedizioni-trasporto.
FONDIR non ha fini di lucro ed opera a favore delle imprese, nonché dei relativi dirigenti, dei comparti commercio-turismo-servizi, creditizio-finanziario, assicurativo e della logistica-spedizioni-trasporto, in una logica di relazioni sindacali ispirate alla qualificazione professionale, allo sviluppo occupazionale ed alla competitività imprenditoriale nel quadro delle politiche stabilite dai contratti collettivi sottoscritti.
Il Fondo è articolato al suo interno in due Comitati di comparto: 1) commercio-turismo-servizi e logistica-spedizioni-trasporto; 2) creditizio–finanziario e assicurativo.
Il Fondo attraverso i due suddetti Comitati di comparto promuove e finanzia piani formativi aziendali, territoriali e settoriali di e tra imprese, secondo le modalità fissate dall’art. 118 della legge 388 del 2000.
Assumono la qualifica di associati a FONDIR le imprese appartenenti ai comparti di cui all’art. 1, comma 3, che optano per l’adesione al Fondo ai sensi del comma 3 dell’art. 118 della legge 388 del 2000.
L’iscrizione a FONDIR degli associati cessa a seguito di:
a) scioglimento, liquidazione o comunque cessazione per qualsiasi causa di FONDIR;
Sono organi di FONDIR:
L’Assemblea è composta in maniera paritetica da 16 membri, 8 in rappresentanza delle Associazioni dei datori di lavoro e 8 in rappresentanza delle Organizzazioni sindacali di cui all’art. 1.
Dei 16 membri, 3 sono designati dalla CONFCOMMERCIO, 3 dall’ABI, 1 dall’ANIA, 1 dalla CONFETRA, inoltre 4 sono designati dalla FENDAC, 2 dalla FEDERDIRIGENTICREDITO, 1 dal SINFUB e 1 dalla FIDIA.
- approvare eventuali altre attività proposte all’Assemblea dal Consiglio di Amministrazione su richiesta dei Comitati di Comparto;
Le riunioni sono presiedute dal Presidente di FONDIR o in sua assenza dal Vice Presidente. Per la validità delle adunanze dell’Assemblea e delle relative deliberazioni è necessaria la presenza dei due terzi dei suoi componenti.
Le delibere sono valide se ricevono il voto favorevole della maggioranza dei componenti l’Assemblea, salvo quelle relative al quinto, sesto, settimo e nono alinea del sesto comma del presente articolo, per le quali si richiede la maggioranza dei due terzi dei presenti all’Assemblea.
Il Consiglio di Amministrazione è costituito da 12 membri, dei quali: 2 designati dalla CONFCOMMERCIO, 2 designati dall’ABI, 1 dall’ANIA, 1 dalla CONFETRA, inoltre, 3 designati dalla FENDAC, 1 dalla FEDERDIRIGENTICREDITO, 1 dal SINFUB e 1 dalla FIDIA.
I componenti il Consiglio sono nominati dall’Assemblea, con la maggioranza dei due terzi dei propri membri, durano in carica 4 anni e possono essere riconfermati.
Qualora venga revocato – per giustificati motivi approvati dall’Assemblea – il mandato ad un membro del Consiglio di Amministrazione da parte dell’Organizzazione che lo ha designato, quest’ultima ne darà comunicazione all’Assemblea e ne proporrà la sostituzione.
Al Consiglio spettano i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione per il raggiungimento degli scopi di FONDIR, nel rispetto delle attribuzioni dei singoli Comitati di comparto.
- vigilare sul funzionamento dei servizi tecnici e amministrativi di FONDIR;
- vigilare sul funzionamento delle iniziative promosse da FONDIR;
- approvare il modello organizzativo e gli organici che riterrà necessari al conseguimento degli obiettivi;
- regolare il rapporto di lavoro con il personale di FONDIR in ogni sua fase ed aspetto, e regolarne il trattamento economico, incluso quello del Direttore, nell’ambito dei bilanci preventivi approvati dall’Assemblea;
- sottoporre all’approvazione dell’Assemblea le proposte di eventuali nuove attività avanzate dai Comitati di Comparto;
- presiedere le riunioni del Consiglio di Amministrazione e dell’Assemblea;
All’attività di FONDIR è preposto un Direttore, il quale esegue le deliberazioni degli organi sociali del Fondo ed ha la responsabilità di gestire l’attività amministrativa, contabile ed operativa dei servizi di FONDIR, in coerenza con le disposizioni di legge e in attuazione delle direttive del Consiglio al quale risponde.
Il Consiglio di Amministrazione è convocato, di norma presso la sede sociale, dal Presidente (o, in caso di assenza, dal Vice Presidente) mediante invito ai suoi componenti presso il domicilio da ciascuno indicato – contenente luogo, data e ordine del giorno – da inviare almeno quindici giorni prima della riunione. Nei casi di particolare urgenza la convocazione potrà essere effettuata anche con telegramma – o via fax – da inviare almeno 5 giorni prima della riunione.
I Revisori di designazione datoriale e sindacale, sia effettivi che supplenti, sono nominati dall’Assemblea con la maggioranza dei componenti, durano in carica 4 anni e possono essere riconfermati.
Il Collegio dei Revisori dei Conti esamina i bilanci consuntivi di FONDIR per controllare la corrispondenza delle relative voci alle scritture dei registri contabili.
Ai sensi dell’art. 118 della legge 23.12.2000, n. 388 FONDIR è finanziato:
Il patrimonio di FONDIR è costituito da:
Gli esercizi finanziari di FONDIR hanno inizio il 1° gennaio e terminano il 31 dicembre di ciascun anno. Alla fine di ogni esercizio il Consiglio di Amministrazione provvede alla redazione del bilancio consuntivo, riguardante la gestione del Fondo e dei Comitati di comparto, e del bilancio preventivo.
Il presente Statuto, nonché il Regolamento, potranno essere modificati dall’Assemblea di FONDIR, con delibere che richiedono, per la validità, il voto favorevole di almeno 2/3 (due terzi) dei suoi membri.
Per quanto non espressamente previsto dal presente Statuto, valgono le norme di legge in vigore nonché, in quanto applicabili, le norme previste dal Regolamento di FONDIR.