Source: http://www.arpnet.it/animus/bd/dlgs.92.115.htm
Timestamp: 2018-10-17 21:11:58+00:00
Document Index: 85637967

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 1']

Attuaz. Direttiva CEE riconoscimento diplomi di istruzione superiore
(Pubblicato nella Gazz. Uff. 18 febbraio 1992, n. 40).
- Visto l'art. 8 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante delega al Governo per l'attuazione della direttiva n. 89/48/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1988, relativa ad un sistema generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni;
- Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 2 agosto 1991;
- Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
- Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 dicembre 1991;
- Sulla proposta del Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, della pubblica istruzione, dei lavori pubblici, dell'industria, del commercio e dell'artigianato, della sanità, dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica e per la funzione pubblica;
1. Riconoscimento dei titoli di formazione professionale acquisiti nella Comunità europea.
Alle condizioni stabilite dalle disposizioni del presente decreto, sono riconosciuti in Italia i titoli rilasciati da un Paese membro della Comunità europea attestanti una formazione professionale al cui possesso la legislazione del medesimo Stato subordina l'esercizio di una professione.
Il riconoscimento concesso a favore del cittadino comunitario ai fini dell'esercizio in Italia, come lavoratore autonomo o dipendente, della professione corrispondente a quella cui abilitato nel Paese che ha rilasciato i titoli di cui al precedente comma.
I titoli sono ammessi al riconoscimento se includono l'attestazione che il richiedente ha seguito con successo un ciclo di studi postsecondari di durata minima di tre anni o di durata equivalente a tempo parziale, in una università o in un istituto di istruzione superiore o in altro istituto dello stesso livello di formazione.
Se la formazione stata acquisita, per una durata superiore a un terzo, in un Paese non appartenente alla Comunità europea, il riconoscimento ammissibile se il Paese membro che ha riconosciuto i titoli acquisiti nel Paese terzo certifica, oltre al possesso del titolo formale, che il richiedente in possesso di una esperienza professionale di tre anni.
2. Professioni.
a) le attività per il cui esercizio richiesta la iscrizione in albi, registri ed elenchi, tenuti da amministrazioni o enti pubblici, se la iscrizione subordinata al possesso di una formazione professionale rispondente al requisito di cui al comma 3 dell'art. 1;
b) i rapporti di impiego pubblico o privato, se l'accesso ai medesimi subordinato, da disposizioni legislative o regolamentari, al possesso di una formazione professionale rispondente al requisito di cui al comma 3 dell'art. 1;
c) le attività esercitate con l'impiego di un titolo professionale il cui uso riservato a chi possiede una formazione professionale rispondente al requisito di cui al comma 3 dell'art. 1;
d) le attività attinenti al settore sanitario nei casi in cui il possesso di una formazione professionale rispondente al requisito di cui al comma 3 dell'art. 1 condizione determinante ai fini della retribuzione delle relative prestazioni o della ammissione al rimborso.
3.Formazioni professionali non abilitanti nel Paese di provenienza.
1. Il cittadino comunitario può ottenere il riconoscimento ai sensi dell'art. 1 anche nel caso in cui la professione da esercitare in Italia corrisponde, nel Paese di provenienza, ad una professione il cui esercizio non subordinato al possesso di titoli di formazione professionale. A tal fine necessario che il richiedente:
2. L'esercizio professionale di cui alla lettera b) del precedente comma compu	abile anche ai fini dell'applicazione dell'art. 5, secondo comma.
3. Il requisito di cui alla lettera a) del primo comma pag. 2 ugualmente soddisfatto se il richiedente possiede titoli riconosciuti equivalenti dal Paese di provenienza ed il riconoscimento stato notificato alla Commissione delle Comunità europee e alla Repubblica italiana.
4. Titoli professionali assimilati.
5. Composizione e durata della formazione professionale.
1. La formazione professionale attestata dai titoli oggetto di riconoscimento rispondenti ai requisiti di cui all'art. 1, comma 3, o all'art. 4 del presente decreto può consistere: a) nello svolgimento con profitto di un ciclo di studi post-secondari; b) in un tirocinio professionale effettuato sotto la guida di un istruttore e sanzionato da un esame; c) in un periodo di attività professionale pratica sotto la guida di un professionista qualificato.
2. Quando la formazione professionale attestata dai titoli inferiore di almeno un anno a quella prevista in Italia, ai fini del riconoscimento necessaria la prova di una esperienza professionale di durata doppia del periodo mancante, se questo si riferisce alle lettere a) e b) del comma precedente, e di durata pari al periodo mancante se riferito alla lettera c) del precedente comma. In ogni caso, non può richiedersi la prova di una esperienza professionale superiore ai quattro anni.
6. Misure compensative.
1. Il riconoscimento subordinato, a scelta del richiedente, al compimento di un tirocinio di adattamento della durata massima di tre anni oppure al superamento di una prova attitudinale:
b) se la professione cui si riferisce il riconoscimento dei titoli comprende attività professionali che non esistono nella professione corrispondente del Paese che ha rilasciato i titoli o nella professione esercitata ai sensi dell'art. 3, lettera b). pag. 3.
2. Il riconoscimento subordinato al superamento di una prova attitudinale se riguarda le professioni di procuratore legale, di avvocato, di commercialista e di consulente per la proprietà industriale.
4. Nei casi in cui richiesto il tirocinio o la prova attitudinale, non si applica il secondo comma dell'art. 5 del presente decreto.
7. Tirocinio di adattamento.
1. Il tirocinio di adattamento consiste nell'esercizio in Italia dell'attività corrispondente alla professione in relazione alla quale richiesto il riconoscimento, svolto sotto la responsabilità di un professionista abilitato.
3. Il tirocinio oggetto di valutazione finale.
8. Prova attitudinale.
1. La prova attitudinale consiste in un esame volto ad accertare le conoscenze professionali e deontologiche ed a valutare la capacità all'esercizio della professione, tenendo conto che il richiedente il riconoscimento un professionista qualificato nel Paese di origine o di provenienza.
9. Disposizioni applicative delle misure compensative.
1. Con decreti del Ministro competente ai sensi dell'art. 11, di concerto con il Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie e con il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, sentito il Consiglio di Stato, sono emanate disposizioni e direttive generali per l'applicazione degli articoli 5, 6, 7 e 8, con riferimento alle singole professioni e alle relative formazioni professionali. pag. 4.
10. requisiti formali dei titoli.
11. Competenze per il riconoscimento.
12. Procedura di riconoscimento.
2. La domanda deve indicare la professione o le professioni di cui all'art. 2, in relazione alle quali il riconoscimento richiesto.
c) del Ministero degli affari esteri; pag. 5.
6. Nei casi di cui all'art. 6, il decreto s	abilisce le condizioni del tirocinio di adattamento o della prova attitudinale, individuando l'ente o organo competente a norma dell'art. 15.
7. I decreti di cui al precedente comma 5 sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. 8. I precedenti commi 4 e 7 non si applicano se la domanda di riconoscimento ha per oggetto titoli identici a quelli su cui stato provveduto con precedente decreto.
13. Effetti del riconoscimento.
14. Uso del titolo professionale e del titolo di studio.
1. I cittadini di uno Stato membro della Comunità europea che sono stati ammessi all'esercizio di una professione ai sensi del presente decreto, fermo il diritto all'uso del corrispondente titolo professionale previsto in Italia, hanno diritto di far uso del titolo di studio conseguito nel Paese di origine o di pag. 6 provenienza nella lingua di tale Stato. Il titolo di studio deve essere seguito dal nome e dalla sede dell'istituto o della commissione che lo ha rilasciato.
15. Esecuzione delle misure compensative.
16. Prova dei requisiti non professionali.
1. Nei casi in cui per l'ammissione all'esercizio della professione sono richiesti requisiti di onorabilità, di moralità, di assenza di dichiarazione di fallimento, di assenza di condanne penali, soggetti che hanno ottenuto il riconoscimento ai sensi dell'art. 1 possono avvalersi, ai fini della relativa prova, di documenti rilasciati dalle autorità competenti del Paese di origine o di provenienza, che attestano il possesso dei requisiti medesimi.
2. I documenti di cui al precedente comma, se non ne previsto il rilascio nel Paese di origine o di provenienza, possono essere sostituiti da un attestato rilasciato da un organo giurisdizionale o amministrativo, da un notaio o da un organismo professionale, certificante il ricevimento di una dichiarazione giurata, o, se non ammessa, di una dichiarazione solenne, del soggetto interessato sul possesso del requisito per l'ammissione all'esercizio della professione.
3. La sana costituzione fisica o psichica del richiedente, può essere provata con il corrispondente documento prescritto nel Paese di origine o di provenienza; se tale documento non prescritto, con attestato rilasciato da autorità competente del Paese medesimo, conforme a quanto richiesto dalle disposizioni vigenti in Italia.
17. Certificazioni per il riconoscimento dei titoli rilasciati in Italia.
1. Ai fini del riconoscimento in altri Paesi della Comunità europea, il valore abilitante all'esercizio della professione dei titoli di formazione professionale di cui agli articoli 1 e 4 conseguiti in Italia certificato dai Ministeri competenti a norma dell'art. 11.
18. Relazione alla Commissione delle Comunità europee.
1. Al fine di predisporre la relazione alla Commissione delle Comunità europee sull'applicazione del presente decreto, i Ministeri competenti mettono a disposizione del Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie le informazioni e dati statistici necessari.
19. Materie non regolate.
. . . . . . . . .Professione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ministero vigilante . . . . . . . . .
- Attuario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ministero di grazia e giustizia
- Avvocato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Id. . . . . . . . . . . . . . . . .
- Procuratore. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Id. . . . . . . . . . . . . . . . .
- Commercialista . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Id. . . . . . . . . . . . . . . . .
- Biologo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Id. . . . . . . . . . . . . . . . .
- Chimico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Id. . . . . . . . . . . . . . . . .
- Agronomo e forestale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Id. . . . . . . . . . . . . . . . .
- Geologo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Id. . . . . . . . . . . . . . . . .
- Ingegnere. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Id. . . . . . . . . . . . . . . . .
- Agente di cambio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Id. . . . . . . . . . . . . . . .
- Psicologo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Id. . . . . . . . . . . . . . . .
- Consulente del lavoro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Id. . . . . . . . . . . . . . . .
- Ragioniere e perito commerciale (*) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Id. . . . . . . . . . . . . . . .
- Consulente proprietà industriale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato
- Tecnico sanitario di radiologia medica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ministero della sanità . . . . .
- Docenti di scuole e istituti statali e non statali
. . . di istruzione secondaria ed artistica
. . . compresi i conservatori, le accademie
. . . e gli istituti superiori per le industrie artistiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ministero della pubblica istruzione . . . .
- Esperto in materia di pianificazione territoriale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ministero dei lavori pubblici . . . . . .
(*) Professione inserita dall'art. 1, D.M. 22 aprile 1993 (Gazz. Uff. 4 maggio 1993, n. 102).