Source: https://www.exeo.it/free/indennita-di-espropriazione-esproprio-momento-ricognizione-valore-del-bene
Timestamp: 2019-05-26 13:52:39+00:00
Document Index: 90177882

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 32', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 42', 'art. 32', 'art. 5', 'art. 39', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 32']

Indennità di esproprio: momento ricognizione valore del bene
Indennità di espropriazione: momento ricognizione valore del bene
MOMENTO VICENDA ABLATORIA
MUTAMENTO IN MELIUS O IN PEIUS
Nella ricognizione della qualità edificatoria o meno delle aree, ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, non può in ogni caso disporsi la retrodatazione della qualificazione come edificatoria o agricola dell'area all'epoca di imposizione de predetto vincolo, soluzione, quest'ultima, che, nel caso di mutamento della destinazione dell'area stessa, sopravvenuta nelle more dell'espropriazione, darebbe luogo ad un indennizzo inficiato da astrattezza, e come tale contrastante con il disposto dell'art. 42 Cost., comma 3.
La legge provinciale di Trento si discosta dal T.U. in ordine al momento in cui dev'essere attuata la ricognizione legale del bene, coincidente in base al menzionato art. 32 con quello del decreto di espropriazione, ed invece anticipato dall'art. 6 L.P. alla data del decreto del Presidente della Giunta provinciale che, accertata la regolarità della procedura e la sussistenza dei presupposti di legge, autorizza l'esecuzione delle espropriazioni: scelta questa nuovamente confermata dall'art. 3 del regolamento previsto dall'art. 14 legge.
La legge ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... di Trento ha attratto nel medesimo momento non solo la valutazione dei terreni e la determinazione, sulla base delle sue risultanze, dell'indennità (pur provvisoria), ma anche l'insorgenza del diritto di credito dell'espropriando a conseguirla, che diviene esigibile e dev'essere corrisposta dal promotore dell'espropriazione in occasione dello stesso evento; e perciò a prescindere dalla futura adozione del decreto di esproprio, che più non ne costituisce la fonte genetica, così come non rappresenta ostacolo pregiudiziale all'esperimento del rimedio amministrativo o, in alternativa, di quello giudiziario per la rideterminazione della giusta indennità.
Posto che il mercato immobiliare risente di variabili macroeconomiche diverse dalla fluttuazione della moneta nel tempo, anche se a questa parzialmente legate, e di condizioni microeconomiche dettate dallo sviluppo edilizio di una determinata zona, che sono completamente avulse dal valore della moneta, è inammissibile l'accertamento del valore del fondo espropriato attraverso la comparazione con il prezzo di immobili omogenei, oggetto di trasferimento, in un periodo diverso dalla data dell'esproprio, riportando poi il dato monetario a ritroso (o in avanti) fino alla data dell'... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...br />
Il valore dei beni oggetto di procedura espropriativa va determinato con riguardo alla consistenza dei beni medesimi al momento dell'avvio del procedimento (fatta sempre salva la facoltà del proprietario di contestare la misura dell'indennità offerta dall'autorità espropriante), e ciò al fine di evitare facili speculazioni da parte dei proprietari. Nessuna rilevanza ha quindi la presunta volontà futura dei proprietari di ampliare i fabbricati interessati dalla procedura.
Emanato il decreto ablativo, sorge contestualmente ed è per ciò stesso azionabile, il diritto del proprietario a percepire il giusto indennizzo; ne consegue che l'ammontare dell'indennità definitiva deve essere determinato con riguardo alla data del trasferimento coattivo della proprietà, tenendo dunque conto delle caratteristiche dell'immobile espropriato in questo momento.
L'art. 5 bis D.L. 8 giugno 1992, n. 333, convertito con modificazioni dalla L. 11 luglio 1992, n. 359, al comma 3 (tuttora applicabile) dispone che, ai fini... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tazione dell'edificabilità delle aree espropriate, si devono considerare le possibilità legali ed effettive di edificazione esistenti al momento dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio. Tale disposizione, tuttavia, alla stregua dell'interpretazione adeguatrice fornitane dalla Corte costituzionale con sentenza n. 442 del 1993, dev'essere intesa non già nel senso che la valutazione del fondo espropriato, ai fini della liquidazione dell'indennità di espropriazione, debba essere compiuta in riferimento all'epoca dell'imposizione del vincolo espropriativo, ma nel senso che nella stima non si deve tener conto dei vincoli urbanistici aventi carattere espropriativo, sicché la valutazione del bene a fini indennitari dev'essere effettuata mediante una ricognizione della vocazione dell'area espropriata che sia pienamente aderente alle possibilità "legali ed effettive" di edificazione sussistenti al momento in cui la vicenda ablativa giunge a compimento, cioè alla data di emissione del decreto di espropriazione.
Il D.P.R. n. 327 del 2001, art. 32, comma 1, recependo la giurisprudenza tanto della Corte Costituzionale (Corte Cost. n. 442 del 1993) quanto di questa Corte Suprema, rivolta a non paralizzare ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ri e a non privarli dei vantaggi derivanti dalla disciplina urbanistica contestuale al procedimento espropriativo, ha enunciato la regola che la ricognizione legale e fattuale dell'immobile, al fine di valutarne il valore venale, deve essere eseguita al momento del verificarsi della vicenda ablatoria: che è quello di adozione del decreto di espropriazione, con conseguente irrilevanza della situazione urbanistica e fattuale precedente e successiva a tale epoca.
L'indennità di espropriazione va determinata in riferimento alle caratteristiche del bene al tempo dell'espropriazione: la giusta indennità di cui all'art. 42 Cost. si sostituisce, infatti, al bene espropriato, ed il diritto del proprietario a percepirla sorge, appunto, in conseguenza del provvedimento ablativo ed è immediatamente azionabile, non essendo subordinato alla liquidazione in sede amministrativa.
Le caratteristiche dal bene da tenere in considerazione, ai fini del calcolo dell'indennità di espropriazione/asservimento sono solo quelle che il bene stesso possiede al momento della formale conclusione della procedura ablativa (corrispondente all'emanazione del decreto di esproprio/asservimento), escludendosi dal computo delle indennità le pianta... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o, avuto riguardo al tempo in cui furono fatte e ad altre circostanze, risultino eseguite allo scopo di conseguire un'indennità maggiore, e considerandosi tali, senza che sia consentita la dimostrazione contraria, le piantagioni intraprese sui fondi dopo la comunicazione dell'avvio del procedimento. In nessun caso potranno incidere sull'ammontare dell'indennità apprezzamenti o deprezzamenti del bene originatisi in epoca successiva alla vicenda ablatoria.
L'indennità di esproprio (anche se parziale) deve rispecchiare le obiettive caratteristiche che il compendio immobiliare presenta nel suo complesso al momento dell'adozione del decreto di esproprio, nel senso che la valutazione deve compiersi tenendo conto dello stato di fatto e di diritto in cui versa all'epoca del provvedimento ablativo.
L'acquisto della proprietà del fondo da parte dell'espropriante e l'insorgenza a suo carico dell'obbligo di corrispondere l'indennità trovano la loro fonte nel decreto di espropriazione, sicché la data di emissione del relativo decreto costituisce quella alla quale occorre fare riferimento ai fini della liquidazione dell'importo dovuto, in tal modo imponendo di tener conto, nella determinazione del valore di mercato dell'i... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lla situazione in atto alla predetta data, indipendentemente dall'epoca dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio.
Anche nel caso di determinazione dell'indennità definitiva di espropriazione mediante perizia dei tecnici, il decreto di espropriazione continua a costituire la fonte del credito indennitario; il corollario è che emanato il provvedimento, sorge contestualmente ed è per ciò stesso azionabile, il diritto del proprietario a percepire detto indennizzo, ormai non più subordinato alla sua liquidazione in sede amministrativa: perciò identificandosi la vicenda ablatoria anche per il profilo degli effetti favorevoli al proprietario con il momento del decreto di espropriazione, con la conseguenza ulteriore che l'ammontare dell'indennità definitiva deve essere determinato con riguardo alla data del trasferimento coattivo della proprietà, tenendo dunque conto delle caratteristiche dell'immobile espropriato in questo momento.
Il valore del fondo espropriato dev'essere accertato avendo riguardo alla data del decreto di esproprio, il quale, segnando la conclusione del procedimento ablatorio ed al tempo stesso il momento dell'acquisto dell'immobile da parte dell'Amministrazione e dell... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...dente perdita della proprietà da parte dell'espropriato, costituisce, sotto il profilo sia giuridico che cronologico, il punto di riferimento imprescindibile per la determinazione degli effetti tipici di tale provvedimento, e quindi anche per la liquidazione dell'indennità.
Il momento dell'emanazione del decreto di espropriazione costituisce, secondo il consolidato orientamento, il dato di riferimento, dal punto di vista cronologico, per la ricognizione giuridica delle aree espropriate.
Il decreto di esproprio, segnando la conclusione della vicenda ablatoria, ed al tempo stesso il momento dell'acquisto dell'immobile da parte del beneficiario, costituisce il dato temporale di riferimento imprescindibile anche ai fini della determinazione dell'indennità dovuta all'espropriato, la quale, in mancanza di una disciplina specifica, deve pertanto aver luogo non solo sulla base del valore del bene accertato alla relativa data, ma anche alla stregua dei criteri di liquidazione all'epoca vigenti.
In mancanza di un'espressa previsione di legge, volta ad estenderne l'operatività ai giudizi ancora in corso, l'avvenuta proposizione dell'opposizione alla stima non può considerarsi idonea a giustificare l'applicazion... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ri indennitari introdotti da norme sopravvenute all'emanazione del decreto di espropriazione: quest'ultimo, infatti, comportando l'acquisto della proprietà dell'immobile da parte del beneficiario, segna il compimento della vicenda ablatoria, la quale resta disciplinata dalle disposizioni vigenti all'epoca del suo svolgimento, ivi comprese quelle riguardanti la liquidazione dell'indennità.
Il valore dell'immobile, a fini indennitari, va relazionato alla condizione urbanistica al momento dell'apposizione del vincolo preordinato ad esproprio. Tale momento va inteso in senso logico, attraverso l'identificazione della condizione urbanistica precedente alla previsione comportante l'imposizione di un vincolo di inedificabilità preordinato all'esproprio. Sotto il profilo cronologico, invece, la valutazione deve trasferirsi al momento del decreto di esproprio, come chiarito a partire dall'ordinanza Corte Cost. 13.11.1993, n. 442, e recepito sia dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 32, comma 1.
Sussiste un indissolubile collegamento tra l'indennità di espropriazione ed il momento del trasferimento della proprietà del bene, attraverso l'espropriazione per pubblica utilità, nel senso che l'ammontare dell'indennità de... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...arsi con riferimento alla data del provvedimento ablatorio, in relazione al regime urbanistico al momento del decreto di espropriazione.
Il provvedimento ablativo privo di vizi di natura sostanziale e procedurale, e tale da determinare il trasferimento della proprietà del bene espropriato, non può non costituire il punto di riferimento, sia cronologico che giuridico, ai fini della determinazione degli effetti tipici di tale atto e, quindi, della determinazione del valore di mercato del bene medesimo. Non assume rilievo, per i fini sopra indicati, la mera integrazione del primo provvedimento con l'indicazione dei nominativi di alcuni eredi di altri comproprietari (allo scopo, si sostiene, di facilitare la trascrizione), in quanto si tratta di una modifica meramente formale, che non incide - al di là dal nomen iuris utilizzato, di certo non vincolante - sulla validità e sull'efficacia traslativa del primo decreto.
La ricognizione legale del fondo per la determinazione dell'indennità di espropriazione deve essere compiuta alla data del decreto ablativo.
Ricollegandosi al decreto di espropriazione l'acquisto della proprietà del fondo da parte dell'espropriante e l'insorgenza a suo carico dell'obbl... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ispondere l'indennità, va individuato nella relativa data di emissione il momento al quale occorre fare riferimento ai fini della liquidazione dell'importo dovuto, tenendo così conto, nella determinazione del valore di mercato dell'immobile, della situazione in atto alla predetta data, indipendentemente dall'epoca dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio.
Con l'espressione di cui al comma 3, art. 5 bis, L. n. 359 del 1992, il legislatore ha inteso non già spostare il dato temporale da tener presente per la determinazione del valore del bene espropriato, ma solo riaffermare il principio dell'irrilevanza del vincolo espropriativo ai fini del relativo accertamento e recepire la regola del tutto consolidata, che postula la ricognizione delle possibilità suddette al momento del verificarsi della vicenda ablatoria; che è quello di adozione del decreto ablativo. Siffatto principio è stato testualmente recepito dal D.P.R. n. 327 del 2001, artt. 32 e 37.
La coincidenza della stima del valore del bene con la data della emissione del decreto di esproprio che determina la perdita della proprietà dell'area a prescindere dalla soggettiva informazione dell'espropriato, è scelta di assoluta corre... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ca e giuridica.
L'ammontare dell'indennità di espropriazione va commisurato al valore venale che il terreno in questione aveva alla data dell'emanazione del decreto di espropriazione.
Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione l'unica data che rileva è quella del decreto di esproprio. Non è quindi possibile tenere conto del piano regolatore, adottato ma non approvato a suddetta data.
Le disposizioni della L. n. 2359 del 1865, art. 39 e della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, impongono che l'immobile deve essere individuato e stimato nelle condizioni di fatto ed in quelle di diritto, nonché nello stato di consistenza, che lo caratterizzavano all'epoca del provvedimento ablatorio e perciò senza tener conto delle condizioni antecedenti, né tanto meno delle possibili ricostruzioni che avrebbe potuto subire ove fosse rimasto nella disponibilità del proprietario.
In ipotesi di area edificabile, il calcolo dell'indennità di espropriazione va effettuato in base al valore venale del bene alla data del decreto di esproprio.
Ai fini della valutazione indennitaria del bene oggetto di espropriazione, deve tenersi presente il regime urbanis... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e al momento del decreto di espropriazione.
Il momento di riferimento per la determinazione dell'indennità di espropriazione è quello dell'emanazione del decreto di esproprio; occorre perciò tener conto della sola disciplina urbanistica all'epoca vigente.
Ai fini del calcolo dell'indennità di espropriazione la ricognizione delle aree e la valutazione del loro valore deve essere compiuta alla data del decreto ablativo.
Secondo un'interpretazione logico – sistematica, la L. n. 359/1992 art. 5 bis, ha inteso non già spostare il dato temporale da tener presente per la determinazione del valore del bene espropriato, ma solo riaffermare il principio dell'irrilevanza del vincolo espropriativo ai fini dell'accertamento del valore del bene e recepire il principio giurisprudenziale del tutto consolidato che richiede la ricognizione delle possibilità legali ed effettive di edificazione sussistenti al momento del verificarsi della vicenda ablatoria, piuttosto che a quello antecedente di apposizione del vincolo preordinato all'esproprio.
Il momento di riferimento per la determinazione dell'indennità di esproprio, è soltanto quello dell'emanazione del decreto di esproprio,... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...quindi tener conto della sola disciplina urbanistica all'epoca vigente; non rilevano pertanto le pregresse vicende concernenti la destinazione edificatoria delle aree.
L'ammontare dell'indennità di espropriazione va determinato con riferimento alla data in cui si realizza la vicenda ablativa, cioè, ove si sia addivenuti alla cessione volontaria dell'immobile, alla data della cessione stessa, anche quando l'indennità debba essere determinata al fine di stabilire l'entità del conguaglio, di cui si sia fatta riserva nell'applicazione del criterio transitorio di cui alla L. n. 385 del 1980, art. 1 successivamente alla dichiarazione d'incostituzionalità della stessa (sentenza n. 223 del 1983).
In tema di cessione volontaria del bene soggetto ad espropriazione ai sensi dell'art. 12 L. n. 865 del 1971, con determinazione del prezzo salvo conguaglio ai sensi dell'art. 1 L. n. 385 del 1980, dichiarato costituzionalmente illegittimo con sent. n. 223 del 1983 dalla Corte costituzionale, il maggiore importo da riconoscersi deve ess... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nato avuto riguardo al valore del bene al momento della cessione volontaria.
Il valore del bene assoggettato a procedura espropriativa va determinato al momento del compiersi del passaggio di proprietà alla mano pubblica, tenendosi conto delle plusvalenze che esso abbia acquisito da una precedente vicenda negoziale, o anche rispetto al momento in cui esso abbia ricevuto, in virtù della pianificazione generale, la destinazione ad un determinato utilizzo; l'indennità espropriativa (come il risarcimento del danno per occupazione appropriativa), per poter essere considerata conforme a Costituzione, va intesa nel senso di non escludere dalla stima, al momento del verificarsi della vicenda ablativa, l'eventuale insorgenza o l'eventuale incremento delle potenzialità del suolo fino alla data della pronuncia del decreto traslativo della proprietà.
La giurisprudenza (a partire da Corte cost. n. 442/1993) è costante nel ritenere che il principio (già espresso dal D.L. n. 333/1992, art. 5 bis, comm... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nella L. n. 359/1992, e ora contenuto nel D.P.R. n. 327/2001, art. 32, comma 1), secondo cui nella stima dell'area espropriata non si deve tener conto del vincolo espropriativo, non implica che quella valutazione debba riferirsi al momento, peraltro incerto e remoto, dell'apposizione del vincolo, retrodatando la valutazione ad un momento antecedente a quello, da considerare, dell'emanazione del decreto di esproprio in cui si verifica la vicenda ablativa, ma consente semmai di escludere unicamente gli incrementi connessi all'esecuzione dell'opera di pubblica utilità o derivanti dalla previsione dell'esecuzione stessa.
Ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio, la ineluttabile applicazione del regime urbanistico generale vigente alla data del decreto di esproprio, se consente al proprietario di beneficiare delle sopravvenute qualificazioni della zona in termini di edificabilità, specularmente lo grava della sopravvenuta qualificazione di segno opposto, senza che siffatta sopravvenienza, ove seguita ad un trentennale vigore di una qualificazione edificatoria, abbia elementi di irragionevolezza.