Source: http://www.diritto-subacquea.it/domande-risposte/
Timestamp: 2017-11-22 12:49:43+00:00
Document Index: 183197265

Matched Legal Cases: ['art. 90', 'art 75', 'art 348', 'art 589', 'art. 590', 'art. 593', 'art. 54', 'art. 90', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Domande & Risposte - Diritto & Subacquea
Progetti no-profit
“Decreto Balduzzi” e dibatto medico e scientifico
Riportiamo la domanda che ci ha posto Otto: “Nella barca di appoggio è obbligatorio avere una cassetta di pronto soccorso dotata dei medicinali elencati nella tabella A del D.M. della Sanità dd. 25.05.1988 n° 279?
Parte di questi medicinali sono soggetti a prescrizione medica ed il problema che si pone è se io guida, istruttore, conducente dell’imbarcazione o soccorritore debba, in caso di necessità, somministrare tali medicinali, anche senza essere medico e senza conoscere la persona”
Caro Otto, purtroppo la normativa in oggetto è molto confusa e, come spesso accade, le singole norme non sono collegate e coordinate tra di loro.
Andiamo però per ordine:
- l’art. 90 del Codice della nautica da diporto prevede obbligatoriamente, quale dotazione di sicurezza per le unità impiegate come unità appoggio per le immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo, al punto d), la presenza a bordo di una cassetta di pronto soccorso che deve essere conforme a quanto indicato tabella A allegata al decreto del Ministero della Sanità 25 maggio 1988, n. 279, e di una maschera di insufflazione, indipendentemente dalla navigazione effettivamente svolta;
- l’art 75 del Decreto di attuazione del Codice della nautica da diporto (D.M. delle Infrastrutture e dei trasporti 29 luglio 2008, n. 146) conferma a sua volta al punto n) la necessità di avere una cassetta di pronto soccorso di cui alla tabella A allegata al D.M. 25 maggio 1988, n. 279;
- la tabella A del D.M. 25 maggio 1988, n. 279 (per leggerla cliccate qui) elenca dettagliatamente la dotazione della cassetta di sicurezza che, in effetti, deve contenere non solo materiali per la medicazione, ma anche e soprattutto medicinali che possono essere acquistati solo previa prescrizione medica;
- il decreto dirigenziale dd. 28 febbraio 2012 stabilisce che le navi di diporto devono avere in dotazione, secondo le istruzioni dell’allegato 1, i medicinali, gli oggetti di medicatura e gli utensili vari indicati nelle tabelle riportate in allegato 2. Questo decreto ha radicalmente modificato le tabelle D e A del D.M. 25.05.1988 e comporta parecchie difficoltà applicative a causa di alcuni errori (riferimento a norme abrogate, elencazione non completa, etc.);
- il decreto 29 ottobre 2012 il quale, a causa delle difficoltà sopra accentate, ha poi sospeso fino al 31.12.2012 la validità del decreto dirigenziale 28 febbraio 2012 (ritengo a tal proposito che la sospensione sia tutt’ora in vigore, nonostante il termine sia inutilmente trascorso, non essendo stato adottato dal governo o dai competenti ministeri un nuovo atto normativo).
In base alle suddette norme è ancora in vigore il vecchio D.M. 25 maggio 1988 e, di conseguenza, è necessaria ed obbligatoria, anche in base al codice della nautica da diporto, la presenza della cassetta del pronto soccorso assemblata così come previsto dalle disposizioni della tabella A del predetto decreto ministeriale.
Ciò premesso, si pone ora l’attenzione sulla somministrazione dei medicinali contenuti nella cassetta del pronto soccorso soggetti a prescrizione medica. La guida, l’istruttore e/o il conducente che non sia anche medico o infermiere specializzato non é autorizzato a somministrare i medicinali soggetti a prescrizione medica in quanto, in questo caso, si configurerebbe il reato di esercizio abusivo della professione di medico e/o di infermiere punita dall’art 348 c.p.. Al fine di chiarire questa fattispecie di reato, si osserva che si ha esercizio abusivo della professione quando qualcuno esercita una professione per l’esercizio della quale è prevista l’ammissione ed iscrizione ad speciali albi o elenchi, senza esserne stato abilitato a norma di legge. La Cassazione penale ha poi statuito che, per la configurazione del predetto reato, è sufficiente il compimento di un’unica e isolata prestazione riservata ad una professione per la quale sia richiesta una speciale abilitazione (cfr. Cass. pen., n° 42790/07 e Cass. pen. n° 2274/06). Se poi il somministrato muore o subisce lesioni, si configurano altri due reati e cioè l’omicidio colposo (art 589 c.p.) o in caso di lesioni quello di lesioni personali colpose (art. 590 c.p.). Per una più ampia trattazione di queste due fattispecie di reato si rinvia a DE FRANCESCO-D’ADAMO, Responsabilità civile e penale nelle attività subacquee, Milano, 2011, p. 46 ss..
Pertanto, ti consiglio di tenere sempre a bordo la cassetta del pronto soccorso così come composta dalla tabella A del D.M. 25.05.1988 (attenzione, devi controllare la scadenza dei medicinali), di prestare soccorso (che è un dovere civico per tutti: vedi art. 593 c.p.), ma di evitare la somministrazione dei medicinali soggetti a prescrizione medica, in quanto tale competenza ricade solo in capo ad un medico o infermiere specializzato e potresti incorrere nei reati sopra descritti. Un ulteriore consiglio che ti posso dare è quello di evitare di somministrare i suddetti medicinali anche quando te lo chiede espressamente l’infortunato: in questo caso, al fine di evitare le suddette problematiche, puoi mettere a disposizione del richiedente la cassetta del pronto soccorso affinché quest’ultimo si possa servire autonomamente.
In caso di emergenza la prima cosa da fare è sempre chiamare i soccorsi specializzati e professionali. E’ vero che il compimento dei reati sopra ipotizzati (esercizio abusivo di una professione, omicidio colposo o lesioni personali colpose) potrebbe in concreto essere “scriminato” qualora il fatto sia compiuto in una situazione di stato di necessità (ai sensi dell’art. 54 c.p.: “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo”): è comunque sempre meglio limitarsi alle misure di primo soccorso consentite anche al personale non sanitario e lasciare ai professionisti il compimento delle vere e proprie attività medico-infermieristiche.
Ricordiamo peraltro che, ai sensi dell’art. 90 del Decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 29 luglio 2008, n. 146: “Le immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo richiedono la presenza di una persona abilitata al primo soccorso subacqueo”.
-Thomas Tiefenbrunner -
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GIANCARLO D’ADAMO - "Il caso di Grosseto e delle bombole contenenti monossido di carbonio. La responsabilità del titolare del diving va accertata in dibattimento anche se è un mero prestanome"
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THOMAS TIEFENBRUNNER "La nuova proposta di legge sulla subacquea della Regione Puglia"
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