Source: http://www.informationsociety.it/ictlaw/nuovo-cad-pec-e-fax-trasmissione-di-documenti-alla-p-a-e-forma-scritta.html
Timestamp: 2017-06-29 05:35:04+00:00
Document Index: 161565227

Matched Legal Cases: ['art. 45', 'art. 43', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 47', 'art. 23', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 44', 'art. 43', 'art. 47', 'art. 43', 'art. 22', 'art. 23']

Nuovo CAD, PEC e FAX. Trasmissione di documenti alla P.A. e forma scritta | Information Society & ICT Law
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Nuovo CAD, PEC e FAX. Trasmissione di documenti alla P.A. e forma scrittaPubblicato 31 gennaio 2011 | Da internetsociety	Il d.lgs. 235/10 ha apportato diverse modifiche al Codice dell’amministrazione digitale (d.lgs. 82/05). Mi ero riproposto di commentare insieme alcuni passaggi, avendone ricevuto diverse sollecitazioni. Una di queste mi è giunta da Cristina Zaffini (A.P. Systems srl), che mi chiedeva alcune riflessioni sulla modifica dell’art. 45, co. 1, del CAD in relazione all’art. 43, co. 6, del D.P.R. 445/2000, in materia di trasmissione di documenti alla p.a.
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Michele Martoni scrive:	4 luglio 2012 alle 15:24	Il tema è davvero di grande interesse.
Mi permetto, e spero possa essere utile, di riprendere alcuni passaggi della norma.
L’art. 6 del DL 5/2012 (L. conv. 35/2012) in realtà dispone che determinate comunicazioni di dati fra pubbliche amministrazioni avvengano secondo precise modalità.
In argomento il comma 1 richiama la modalità telematica “in conformità alle disposizioni” del CAD.
La disposizione del CAD che si occupa di trasmissioni fra pubbliche amministrazioni è propriamente l’art. 47 il quale limita fortemente le possibili modalità di comunicazione fra PA.
Cosa diversa se parlassimo di comunicazioni fra imprese e PA o fra cittadini e PA.
Lo stesso dispone infatti che:
“1. Le comunicazioni di documenti tra le pubbliche amministrazioni avvengono mediante l’utilizzo della posta elettronica o in cooperazione applicativa; esse sono valide ai fini del procedimento amministrativo una volta che ne sia verificata la provenienza.
3. Le pubbliche amministrazioni e gli altri soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, provvedono ad istituire e pubblicare nell’Indice PA almeno una casella di posta elettronica certificata per ciascun registro di protocollo. La pubbliche amministrazioni utilizzano per le comunicazioni tra l’amministrazione ed i propri dipendenti la posta elettronica o altri strumenti informatici di comunicazione nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati personali e previa informativa agli interessati in merito al grado di riservatezza degli strumenti utilizzati.”.
Una possibile semplificazione potrebbe quindi, ad esempio, comportare l’uso della posta elettronica (anche semplice) affiancata da sistemi di contrassegno elettronico (v. anche art. 23 ter, comma 5, del CAD) che potrebbero per l’appunto – almeno ipoteticamente – rientrare nella definizione di strumenti per l’accertamento della provenienza della comunicazione.
Il tema nondimeno è davvero estremamente complesso e soltanto una attenta analisi dei procedimenti e delle esigenze della amministrazione in concreto possono consentire una valutazione completa e corretta dello scenario fattuale e dunque delle possibili strategie maggiormente efficaci e con il costo inferiore, anche in termini di organizzazione.
Fabio Bravo scrive:	5 luglio 2012 alle 09:42	Vi ringrazio per gli interventi. Concordo con il collega Michele Martoni.
Posso aggiungere che, in materia di “consultazione diretta, da parte di una pubblica amministrazione o di un gestore di pubblico servizio, degli archivi dell’amministrazione certificante, finalizzata all’accertamento d’ufficio di stati, qualita’ e fatti ovvero al controllo sulle dichiarazioni sostitutive presentate dai cittadini” è vigente l’art. 43 DPR 445/2000, il quale stabilisce espressamente, al co. 3, che “Quando l’amministrazione procedente opera l’acquisizione d’ufficio ai sensi del precedente comma, puo’ procedere anche per fax e via telematica”.
In chiusura dell’art. 43 è vigente il co. 6, ove testualmente si stabilisce che “I documenti trasmessi da chiunque ad una pubblica amministrazione tramite fax, o con altro mezzo telematico o informatico idoneo ad accertarne la fonte di provenienza, soddisfano il requisito della forma scritta e la loro trasmissione non deve essere seguita da quella del documento originale”.
Potrebbe sostenersi che la norma, nel riferirsi a “chiunque”, abbia inteso includere anche altre pubbliche amministrazioni, dato che – tra l’altro – ad esse si riferiscono i precedenti commi del medesimo art. 43. Del resto, se l’invio del documento via fax equivale a forma scritta, senza necessità dell’invio dell’originale, quando l’invio medesimo è fatto da un privato ad una p.a., non si vede perché lo stesso principio non possa valere quando l’invio sia effettuato da una p.a. ad un’altra p.a., visto che nel secondo caso l’affidamento sulla provenienza e sull’identità del documento dovrebbe essere addirittura maggiore.
Il successivo art. 44 del DPR 445/2000, dedicato alla “Acquisizione di estratti degli atti dello stato civile”, non pone restrizioni in materia di uso del fax, per cui potrebbe essere evocato il precedente art. 43.
Tali disposizioni non mi pare risultino abrogate dal CAD.
L’art. 47 del CAD introduce, è vero, il principio secondo cui le comunicazione tra PA “avvengono mediante l’utilizzo della posta elettronica o in cooperazione applicativa”. Tuttavia l’uso dell’indicativo (“avvengono”) senza alcun ulteriore avverbio (es. “esclusivamente”) e l’assenza di sanzioni in caso in mancato uso della posta elettronica potrebbero lasciare aperta la strada a possibili interpretazioni che ammettono strumenti di comunicazione differenti, tra cui, appunto, il fax (ai sensi dell’art. 43 DPR 445/2000).
La soluzione, tuttavia, si complica perché deve essere tenuto conto di come dette norme si vanno ad integrare con la disciplina sul documento informatico di cui agli artt. 20 ss. del CAD, tra cui (ad esempio) l’art. 22 (copie informatiche di documenti analogici) e l’art. 23 (copie analogiche di documenti informatici), nonché con le restanti disposizioni in materia.
Per rispondere compiutamente all’interessante quesito da Lei sollevato, in altre parole, occorrerebbe un’analisi specifica della complessa fattispecie da Lei solo sinteticamente accennata, anche al fine di valutare soluzioni innovative che possano eliminare le criticità ed ottimizzare l’efficienza.