Source: https://www.studiolegalemap.it/violazione-degli-obblighi-di-contenimento-successione-di-leggi-e-conseguenze/
Timestamp: 2020-07-02 18:13:39+00:00
Document Index: 24115364

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 650', 'art. 162', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4']

Violazione degli obblighi di contenimento: successione di leggi e conseguenze - Studio Legale Map
Violazione degli obblighi di contenimento:…
L’emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del virus Covid-19 (c.d. corinavirus), ha imposto l’emanazione di una serie di disposizioni con l’intento di limitare alcune libertà e diritti fondamentali allo scopo di contenere il più possibile in contagio e scongiurare il collasso del sistema di assistenza e sanitario.
Il fondamento legislativo risiede in due atti aventi forza di legge: il Decreto Legge n. 6 del 23 febbraio 2020, e il Decreto Legge n. 19 del 25 marzo 2020. Sulla base di essi, sono stati emanati nel corso dei giorni una serie cospicua di Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, nonché svariati provvedimenti regionali e comunali.
Inizialmente, il D.L. n. 6/20 prevedeva, all’art. 3 co. 4, che la violazione delle misure di contenimento (nella sua forma c.d. “base”, senza considerare ipotesi di quarantena domiciliare o accertata positività al virus) fosse punita con le pene dell’art. 650 c.p. – Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.
Essendo tale ultima norma un reato di natura contravvenzionale, punito con la pena alternativa dell’arresto fino a tre mesi ovvero dell’ammenda fino a € 206,00, la strada maggiormente deflattiva era individuabile nell’opposizione al decreto penale di condanna eventualmente emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari competente per territorio, con pagamento di una somma, a titolo di oblazione ex art. 162bis c.p., e quindi allo scopo di estinzione del reato, pari alla metà del massimo della sanzione pecuniaria prevista dalla legge, ossia 103,00 €.
Tale è stata, quindi, la disciplina in vigore nel nostro Paese dal 23 febbraio al 24 marzo 2020: chiunque sia stato identificato dalle Autorità di Pubblica Sicurezza nell’atto della violazione delle misure di contenimento, ha subito l’inoltro della notizia di reato alla Procura della Repubblica del luogo, e la conseguente iscrizione di un procedimento penale a suo carico.
Il successivo D.L. n. 19/2020, al suo art. 5, ha abrogato quasi completamente il precedente D.L. n. 6/2020, andando a costituire il nuovo fondamento legislativo della disciplina di emergenza. Esso rappresenta la disciplina attualmente in vigore, con legittimazione a monte di tutti i D.P.C.M. che, sulla base delle disposizioni in esso contenute, sono stati e dovessero essere emanati sotto la sua vigenza.
La nuova disciplina sanzionatoria per l’inosservanza delle misure di contenimento (art. 4) disposte dal Presidente del Consiglio (art. 2 co. 1), ovvero dai Presidenti delle Regioni (art. 3) viene sottratta all’ambito penale e portata nei margini dell’illecito amministrativo, punibile con la sanzione pecuniaria da 400 a 3.000 €, raddoppiata in caso di reiterazione nel tempo della medesima condotta.
Per la violazione delle misure relative allo svolgimento di attività commerciali, professionali o di impresa, è stabilita la chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.
Nel caso in cui la violazione delle misure sia commessa con l’utilizzo di un veicolo, le sanzioni sono aumentate fino a un terzo, con la conseguenza che nel massimo potrà raggiungere i 4.000 €.
Competenti a ricevere gli inoltri degli organi di Pubblica Sicurezza e a irrogare le sanzioni sono adesso non più le Procure, bensì le Prefetture: in conseguenza, chi venga trovato al di fuori della propria abitazione senza rientrare nelle ipotesi consentite (spostamenti da e per il posto di lavoro – nelle attività consentite -, motivi di salute, stato di necessità) non subirà l’instaurazione di un procedimento penale.
Ci si trova davanti ad una depenalizzazione delle condotte, con riconducibilità delle stesse all’illecito amministrativo.
Conseguentemente, tutte le notizie di reato ricevute dalle Procure sino al 25 marzo 2020 verranno iscritte a c.d. Modello 45, quindi come fatti non costituenti reato (come anche da comunicazione del Procuratore Capo di Verona, d.ssa Barbaglio), e di conseguenza archiviate, con trasmissione degli atti alle Autorità Amministrative (ossia le Prefetture) affinchè provvedano all’irrogazione della sanzione monetaria.
Le segnalazioni successive saranno invece inoltrate direttamente alle Prefetture.
Per l’aspetto pecuniario, la norma transitoria di cui all’art. 4, co. 8, DL n. 19/2020 prevede: “Le disposizioni del presente articolo che sostituiscono sanzioni penali con quelle amministrative si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente all’entrata in vigore del presente decreto, ma in tali casi le sanzioni amministrative sono applicate nella misura minima ridotta alla metà.”
Tale norma è ammissibile nella misura in cui non comporti una punizione più severa di quella prevista dalla fattispecie penale in vigore al momento del fatto e poi abolita, il che può dirsi soddisfatto dalla irrogazione – per le ipotesi di violazione intertemporale – di una sanzione “fissa” di 200 €, a fronte di una precedente ammenda di massimo 206,00 €.
Avv. Chiara Palumbo
Category: Articoli 13 Aprile, 2020
Tags: coronavirusdiritto penalesanzioni
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