Source: http://www.civicasrl.it/dettaglio-normative.aspx?id=669
Timestamp: 2018-10-21 20:57:16+00:00
Document Index: 183164664

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 2']

NELLA CARTELLA DI PAGAMENTO OCCORRE INDICARE LA DATA.
La mancata indicazione sulla cartella di pagamento della data in cui sono stati consegnati i ruoli al concessionario della riscossione rende l'atto illegittimo; tale omissione, infatti, non consente al contribuente di verificare l'esatta quantificazione degli interessi liquidati sull'atto e determina una carenza di motivazione della cartella notificata.
Sono le conclusioni che si leggono nella sentenza n. 22997/10 della sezione tributaria della Cassazione, depositata venerdì 12 novembre scorso.
L'indicazione della data in cui il ruolo diviene esecutivo è prevista dall'articolo 12 n. 3 del dpr 602/73, così come sostituito dall'articolo 4 del dlgs 46/99 che, nel passato, ha determinato un contrasto giurisprudenziale tra le commissioni di merito; queste, tra le varie interpretazioni giurisprudenziali, ritenevano pure che la consegna dei ruoli fosse un fatto interno tra ufficio finanziario e concessionario della riscossione e che, quindi, una sua eventuale omissione non avesse effetti sui rapporti fisco-contribuente; questo, in particolare, dal 1° luglio 2005, data in cui è stato abrogato l'articolo 17 del dpr 602/73 (che prevedeva la procedura di riscossione divisa in fasi: iscrizione a ruolo, consegna al concessionario e notifica al contribuente). Dalla stessa data, l'art. 25 della stessa norma prevede che termini decadenziali siano limitati solo alla notifica della cartella al contribuente.
Recentemente, la Ctr Lazio, nella sentenza 487/14/10 del 20 luglio scorso, ha stabilito che, in considerazione dell'art. 25 del dpr 602/73, la cartella di pagamento, oltre ai contenuti minimi obbligatori (tributo, periodo d'imposta, imponibile ed aliquota applicata), non necessita di alcuna ulteriore motivazione particolare. I giudici regionali capitolini aggiungono che «nella valutazione della tempestività dell'azione impositiva dell'amministrazione finanziaria, e in seguito all'evoluzione normativa, non riveste più alcun significato la verifica della data di esecutività dei ruoli o di quella relativa alla consegna degli stessi ruoli al concessionario della riscossione, assumendo, per contro, rilevanza solo la data di “notifica” della cartella».
La sentenza della Cassazione in commento, quindi, ribalta completamente l'ultimo orientamento della giurisprudenza di merito e della Ctr Lazio. I giudici di Piazza Cavour, in base alla carenza di motivazione sulle modalità di determinazione e controllo degli interessi, stabiliscono un principio di diritto innovativo sulla base della seguente previsione: «La legittimità della cartella di pagamento è subordinata alla verifica degli interessi richiesti; il riferimento al calcolo degli interessi dovuti, infatti, non è in alcun modo prescritto dalla normativa di riferimento (art. 12 del dpr 602/73) e appare collegato alla data di esecutività del ruolo, unico dato che ne consente la verifica.
È vero infatti che le procedure di formazione del ruolo sono determinate con decreto ministeriale (art. 12, n. 2 del dpr n. 602/1973) e che gli interessi, in base all'art. 2 della legge 29/61, si computano dal giorno in cui il tributo è divenuto esigibile; quindi, la certezza dell'inizio della esigibilità, si può verificare solo dalla precisa indicazione della data di esecutività del ruolo». Quando questa data di consegna dei ruoli non dovesse essere stata indicata sulla cartella di pagamento notificata al contribuente, la cartella stessa sarà nulla per carenza di motivazione della pretesa.