Source: http://docplayer.it/2809935-Studio-preliminare-ambientale-delivering-sustainable-solutions-in-a-more-competitive-world-www-erm-com.html
Timestamp: 2016-12-08 00:55:39+00:00
Document Index: 38302070

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 20', 'art.5', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 14', 'art. 12', 'art. 117', 'art. 17', 'art. 52']

⭐Studio Preliminare Ambientale. Delivering sustainable solutions in a more competitive world.
Studio Preliminare Ambientale. Delivering sustainable solutions in a more competitive world.
Download "Studio Preliminare Ambientale. Delivering sustainable solutions in a more competitive world. www.erm.com"
1 Progetto Sargas Verifica di assoggettabilità VIA Studio Preliminare Ambientale per la realizzazione del pozzo esplorativo Eleonora 01-Dir - Arborea (OR) Giugno Delivering sustainable solutions in a more competitive world2 RAPPORTO SARAS S.p.A. Progetto Sargas Verifica di assoggettabilità VIA Studio Preliminare Ambientale per la Realizzazione del Pozzo Esplorativo Eleonora 01-Dir - Arborea (OR) ERM sede di Milano Via San Gregorio, 38 I Milano T: F:3 SARAS S.p.A. Progetto Sargas Verifica di assoggettabilità VIA Studio Preliminare Ambientale per la Realizzazione del Pozzo Esplorativo Eleonora 01-Dir - Arborea (OR) Giugno 2011 Rif Preparato da: Daniele Strippoli Questo documento è stato preparato da Environmental Resources Management, il nome commerciale di ERM Italia S.p.A., con la necessaria competenza, attenzione e diligenza secondo i termini del contratto stipulato con il Cliente e le nostre condizioni generali di fornitura, utilizzando le risorse concordate. ERM Italia declina ogni responsabilità verso il Cliente o verso terzi per ogni questione non attinente a quanto sopra esposto. Questo documento è riservato al Cliente. ERM Italia non si assume alcuna responsabilità nei confronti di terzi che vengano a conoscenza di questo documento o di parte di esso. Stefano Maneri Partner Daniele Strippoli Project Manager4 INDICE 1 INTRODUZIONE UBICAZIONE E MOTIVAZIONE DEL PROGETTO ITER AUTORIZZATIVO DEL PROGETTO PROFILO DEL PROPONENTE CRITERI DI REDAZIONE DEL RAPPORTO DEFINIZIONI UTILIZZATE NEL PRESENTE STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE 5 2 QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE Pianificazione a Livello Internazionale e Nazionale Pianificazione a Livello Regionale e Provinciale Pianificazione a Livello Locale Pianificazione Ambientale di Settore IL REGIME VINCOLISTICO 22 3 QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE LOCALIZZAZIONE DEL PROGETTO ALTERNATIVE DI PROGETTO L Alternativa Zero L Alternativa Uno ATTIVITÀ DI PROGETTO Fase Progettuale e di Realizzazione della Postazione Perforazione del Pozzo L Impianto di Perforazione Fluido (Fango) di Perforazione APPARECCHIATURE DI SICUREZZA Blow Out Preventers Tecniche di Tubaggio e Protezione delle Falde Idriche CHIUSURA MINERARIA O EVENTUALE COMPLETAMENTO, CON PROGRAMMA DI EVENTUALE RIPRISTINO TERRITORIALE Chiusura Mineraria Completamento Ripristino Territoriale TECNICHE DI PREVENZIONE DEI RISCHI AMBIENTALI Generalità Misure di Attenuazione di Impatto MONITORAGGI UTILIZZO DI RISORSE Suolo Acqua Energia Elettrica Combustibili INTERFERENZE AMBIENTALI Emissioni in Atmosfera 605 3.9.2 Emissioni Sonore Produzione dei Rifiuti PROGRAMMA DEI LAVORI IDENTIFICAZIONE DELLE POTENZIALI INTERFERENZE AMBIENTALI DEL PROGETTO ATMOSFERA AMBIENTE IDRICO SUOLO E SOTTOSUOLO VEGETAZIONE, FLORA, FAUNA ED ECOSISTEMI SALUTE PUBBLICA RUMORE E VIBRAZIONI PAESAGGIO TRAFFICO RIFERIMENTI NORMATIVI 73 4 QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE INTRODUZIONE E DEFINIZIONE DELL AREA DI RIFERIMENTO ATMOSFERA Inquadramento Meteo-Climatico Qualità dell Aria AMBIENTE IDRICO Ambiente Idrico Superficiale Ambiente Idrico Sotterraneo SUOLO E SOTTOSUOLO Aspetti Geomorfologici Aspetti Geologici Uso del Suolo VEGETAZIONE, FLORA, FAUNA ED ECOSISTEMI Ecosistemi ed Aree Protette Vegetazione e Flora Fauna PAESAGGIO Premessa Metodologia di Indagine Macroambiti di Paesaggio Ambiti di Paesaggio Locale Analisi dello Stato Attuale del Paesaggio Valore Paesaggistico degli Elementi Costituenti il Paesaggio Sensibilità Paesaggistica dell Area Vasta RUMORE E VIBRAZIONI Riferimenti Legislativi Caratteristiche Acustiche Attuali dell Area Vasta Individuazione delle Sorgenti e dei Recettori Caratterizzazione Acustica del Territorio SISTEMA INSEDIATIVO ED INFRASTRUTTURALE STIMA QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEGLI IMPATTI SULLE DIFFERENTI COMPONENTI AMBIENTALI 1276 5.1 ATMOSFERA ATMOSFERA E QUALITÀ DELL ARIA Fase di realizzazione della Postazione Fase di Attivita Perforazione del Pozzo AMBIENTE IDRICO Approvvigionamento idrico Scarichi idrici SUOLO E SOTTOSUOLO VEGETAZIONE, FLORA, FAUNA ED ECOSISTEMI Perdita di Habitat Inquinamento Atmosferico Contaminazione Acque Superficiali e Sotterranee Inquinamento Acustico PAESAGGIO RUMORE E VIBRAZIONI Fase di Cantiere Approntamento Area Pozzo e Perforazione Fase di Prova di Produzione TRAFFICO VEICOLARE 136 INDICE DELLE TAVOLE TAVOLA 1 TAVOLA 2 TAVOLA 3 TAVOLA 4 TAVOLA 5 TAVOLA 6 TAVOLA 7 TAVOLA 8 TAVOLA 9 INQUADRAMENTO PPR AREE PROTETTE TAVOLA GEOLOGICA TAVOLA USO DEL SUOLO TAVOLA VEGETAZIONE INFRASTRUTTURE VINCOLI FOTOINSERIMENTI7 1 INTRODUZIONE Il presente Studio Preliminare Ambientale costituisce il documento predisposto dalla Proponente nell ambito del Progetto per la realizzazione di un Pozzo Esplorativo per ricerca idrocarburi denominato Eleonora 1 Dir. (di seguito il Progetto) con la finalità di avviare una procedura di Verifica di Assoggettabilità (cfr. Screening) alla procedura di Valutazione d Impatto Ambientale del Progetto stesso. Il Progetto riguarda la realizzazione di un pozzo esplorativo nel comune di Arborea (Oristano) La Proponente del Progetto è la società Saras S.p.A. Nel presente Capitolo, oltre a descrivere i macro aspetti del Progetto (più ampiamente analizzati nel Capitolo 3 Quadro di Riferimento Progettuale) ed il profilo della Proponente, si definisce l iter autorizzativo avviato dalla Proponente e si definiscono i contenuti del documento stesso. Infine nel Paragrafo 1.5 sono riportate le principali definizioni ed abbreviazioni utilizzate nell ambito del presente documento. 1.1 UBICAZIONE E MOTIVAZIONE DEL PROGETTO Il Pozzo Eleonora 1 Dir sarà localizzato nel Comune di Arborea a circa 5 km a nord dal centro Abitato. L esatta localizzazione del Pozzo è mostrata nella Tavola 1 allegata al presente documento. Il pozzo di Progetto è localizzato entro l area del permesso di ricerca Eleonora, individuata in provincia di Oristano ed estesa su una superficie di circa un'area di ettari. La seguente Figura evidenzia l ubicazione e l estensione territoriale della suddetta area. 18 Figura 1.1 Permesso di Ricerca Eleonora Pozzo Esplorativo La titolarità del permesso di ricerca Eleonora è al 100% di Saras S.p.A.. Scopo del progetto è eseguire la ricerca di idrocarburi tramite la perforazione di un pozzo esplorativa, Eleonora 1 Dir. L'obiettivo minerario è costituito da strutture compressive e strutture a pieghe (anticlinali/sinclinali), atte a costituire trappole per idrocarburi. In caso di sondaggio positivo sarà possibile estrarre una quantità di gas naturale che, nella situazione meno favorevole (obiettivo minerario minimo), sarebbe in grado di coprire l intero fabbisogno della Provincia di Oristano per 25 anni. 29 La localizzazione del pozzo è stata effettuata sulla base di elaborazioni e rinterpretazione di dati raccolti da precedenti campagne geofisiche, geochimiche e strutturali. 1.2 ITER AUTORIZZATIVO DEL PROGETTO Alla luce della natura del Progetto, l iter autorizzativo dello stesso si configura ambito come segue: Procedura di Verifica di Assoggettabilità (Screening) a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) a livello regionale, in accordo ai dettami del D. Lgs 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, come modificato dal D. Lgs 16 gennaio 2008 n. 4 e dal D.Lgs 29 giugno 2010 n. 128, che riporta nell Allegato VII la definizione dei contenuti per la redazione degli Studi di Impatto Ambientale. A tal riguardo, si evidenzia come la Regione Sardegna nella L.R. n.3 del 7 agosto 2009 Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale indica, all art. 5 comma 23, che: In attesa dell'approvazione di una legge regionale organica in materia di valutazione ambientale strategica e di valutazione di impatto ambientale sono adottate integralmente le disposizioni del Decreto Legislativo n. 152 del 2006, come modificato dal decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 (Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale) Inoltre, i contenuti degli studi faranno inoltre riferimento all Allegato IIIA del Decreto del Presidente della Repubblica n 526 del 1994 (Regolamento recante norme per disciplinare la valutazione dell'impatto ambientale relativa alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi), che sebbene abrogato dal D. Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4 stabilisce i criteri per redigere il Rapporto Ambientale per la tipologia di Progetto in essere. 1.3 PROFILO DEL PROPONENTE Il Gruppo Saras è uno dei principali operatori italiani ed europei del settore della raffinazione del petrolio grezzo ed opera nella produzione e vendita di energia elettrica. Il Gruppo offre anche servizi di ingegneria industriale, di ricerca scientifica e servizi informatici. L attività di raffinazione include la lavorazione sia di petrolio grezzo acquistato direttamente da Saras sia di petrolio grezzo di terzi. Tale attività è svolta nella raffineria del Gruppo situata a Sarroch, sulla costa sud occidentale della Sardegna. La raffineria di Sarroch è una delle più grandi raffinerie del Mediterraneo in termini di capacità produttiva, il secondo dei sei maggiori impianti d Europa nonché una delle raffinerie a più elevata complessità. Con una capacità effettiva di raffinazione di 15 milioni di tonnellate all anno ( barili al giorno), la raffineria rappresenta circa il 15% della capacità totale di raffinazione in Italia. 310 La dimensione, la configurazione ad elevata complessità e l ubicazione della raffineria hanno consentito al Gruppo Saras di raffinare diverse categorie di petroli grezzi, sviluppando negli anni solidi rapporti commerciali sia con i paesi produttori di petrolio grezzo del nord Africa e del vicino oriente sia con le principali compagnie petrolifere internazionali. Il Gruppo Saras, direttamente e attraverso le controllate Arcola Petrolifera S.p.A. e Saras Energia S.A., vende e distribuisce prodotti petroliferi, quali carburante diesel, benzina, gasolio per riscaldamento, gas di petrolio liquefatto (GPL), virgin naphta, carburante per l aviazione, sul mercato Europeo, italiano ed estero (principalmente quello spagnolo) ed extra Europeo. Il Gruppo Saras opera anche nel settore dell energia elettrica attraverso la gestione dell impianto IGCC (impianto di gasificazione integrata a ciclo combinato - Integrated Gasification Combined Cycle) della controllata Sarlux S.r.l., e attraverso la joint venture Parchi Eolici Ulassai S.r.l. (tramite la controllata Sardeolica S.r.l.) che possiede e gestisce il parco eolico sito nel Comune di Ulassai in Sardegna (energia elettrica da fonti rinnovabili). L impianto IGCC, totalmente integrato con i processi produttivi della raffineria di Sarroch, produce energia elettrica, idrogeno e vapore, oltre a zolfo e concentrati di metalli, utilizzando i componenti pesanti derivanti dalla raffinazione (fonti assimilate e rinnovabili). Il Gruppo offre inoltre servizi di ingegneria industriale e di ricerca scientifica per i settori petrolifero, dell energia e dell ambiente attraverso la controllata Sartec S.p.A. ed opera nel settore dei servizi informatici attraverso la controllata Akhela S.r.l. 1.4 CRITERI DI REDAZIONE DEL RAPPORTO Il presente Studio Ambientale Preliminare ha lo scopo di fornire gli elementi utili a poter avviare l istruttoria di Verifica di Assoggettabilità alla Procedura di Valutazione d Impatto Ambientale. In tal senso, sono descritte le motivazioni ambientali e tecnologiche che hanno determinato le scelte progettuali ed i diversi effetti sull ambiente che il Progetto prescelto avrà. Sono altresì valutate le opere connesse alla realizzazione del Progetto stesso, in accordo a quanto definito nel Capitolo 3 Quadro di Riferimento Progettuale. Lo Studio ha approfondito le indagini sulle seguenti componenti ambientali: Atmosfera; Ambiente Idrico; 411 Suolo e Sottosuolo; Vegetazione, Flora, Fauna ed Ecosistemi; Salute Pubblica Rumore e Vibrazioni; Paesaggio; Traffico. Gli effetti del Progetto sulle varie componenti sono studiati all interno di aree di diversa estensione in funzione della distanza massima di possibile impatto. 1.5 DEFINIZIONI UTILIZZATE NEL PRESENTE STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE Nel presente Studio Preliminare Ambientale sono state utilizzate le seguenti definizioni ed abbreviazioni: Area Vasta, corrispondente all area di 3km per 3km al cui centro è ubicato il pozzo esplorativo (cfr. Tavola 01); Proponente: la società Saras S.p.A.; RA: Rapporto Ambientale; Sito: corrispondente alla precisa ubicazione del pozzo esplorativo e corrispondente, pertanto, alle aree direttamente interessate dalle attività di perforazione. VIA: Valutazione di Impatto Ambientale. 512 2 QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO Scopo del Quadro di Riferimento Programmatico è descrivere gli strumenti di piano e di programma vigenti relazionabili al Progetto, al fine di evidenziare coerenze ed eventuali difformità del Progetto proposto rispetto alle previsioni degli strumenti considerati. Il Quadro di Riferimento Programmatico, inoltre, analizza il regime vincolistico in cui il Progetto andrà ad inserirsi (anche attraverso la lettura degli strumenti di pianificazione locale, vigenti ed adottati). L analisi è stata condotta con riferimento ai contesti: Internazionale e Nazionale; Regionale e Provinciale; Locale. Con riferimento ai contesti sopra elencati, sono stati analizzati gli strumenti di pianificazione energetica, di pianificazione per il controllo delle emissioni e di pianificazione territoriale e paesaggistica. Inoltre, sono stati analizzati gli strumenti di pianificazione ambientale di settore rilevanti per la tipologia specifica di Progetto. In particolare, è stato valutato lo stato di approvazione di tali strumenti e sono stati considerati gli atti di indirizzo in essi definiti, in modo da valutare la coerenza, o meno, del Progetto. Le risultanze delle analisi condotte sono sintetizzate nella seguente Tabella13 Tabella 2.1 Quadro di Sintesi dei Rapporti del Progetto con i Piani/Programmi Piano / Programma Riferimento Coerenza/ Non coerenza Pianificazione a Livello Internazionale e Nazionale Strumenti di pianificazione energetica Pacchetto Clima-Energia Coerente Piano Energetico Nazionale - Coerente Quadro Strategico Nazionale - Coerente Pianificazione a Livello Regionale e Provinciale Strumenti di pianificazione energetica e di pianificazione territoriale a livello regionale Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) della Regione Sardegna Strumenti di pianificazione territoriale a livello provinciale Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) Pianificazione a Livello Locale Strumenti di pianificazione territoriale a livello locale PUC di Arborea Pianificazione di Settore Coerente Coerente Coerente Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) Coerente La Pianificazione Paesaggistico Territoriale Coerente Note Nelle motivazioni stesso del Progetto sono ravvisabili gli elementi di coerenza dello stesso, in quanto finalizzato all incremento dell indipendenza energetica del paese in confronto a fonti energetiche ad elevata efficienza e caratterizzate da impatti ambientali contenuti. L incremento dell utilizzo di combustibili gassosi, ed in particolare di gas naturale, sia considerato dal Piano una delle principali misure da adottare per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati dal Piano stesso. Stante lo stato d attuazione del Piano non sono stati riscontrati alla data di oggi elementi di incoerenza. L intervento in progetto non ricade in alcuna delle aree vincolate individuate dallo strumento di pianificazione urbanistica comunale. L area in oggetto non risulta soggetta né a rischio idraulico né a rischio geomorfologico. L intervento In progetto non ricade in alcuna delle aree di tutela paesaggistica identificate dagli strumenti di pianificazione. 714 2.1 PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE Pianificazione a Livello Internazionale e Nazionale Con riferimento alla natura del Progetto sono stati analizzati gli obiettivi primari della più recente pianificazione energetica e di controllo delle emissioni adottata dalla Comunità Europea, che possono riassumersi in: rafforzamento della sicurezza dell approvvigionamento energetico e della competitività dell economia europea; rispetto e protezione dell ambiente. A livello nazionale il raggiungimento di tali obiettivi è assicurato dagli strumenti specifici di pianificazione energetica, quali ad esempio il Piano Energetico Nazionale (PEN). Gli strumenti nazionali ed internazionali analizzati in questa sede sono stati gli strumenti di pianificazione energetica comunitaria e nazionale, quali il recente Pacchetto Clima-Energia , il Piano Energetico Nazionale (PEN) ed il Quadro Strategico Nazionale (QSN), che definisce la proposta italiana per il Programma Regionale di Sviluppo Strumenti di Programmazione Energetica Comunitaria e Nazionale Le linee generali dell attuale strategia energetica dell Unione Europea sono state delineate nel Libro Bianco Una politica energetica per l Europa - COM(1995) 682Def, pubblicato nel 1995, sulla base di un accurato studio della situazione energetica comunitaria e mondiale e dei possibili scenari futuri. L analisi presentata all interno del documento è stata sviluppata intorno ai seguenti punti principali: Il processo di globalizzazione del mercato dell energia contro un mercato comunitario frammentato in realtà nazionali; La crescente dipendenza energetica dell Unione da paesi terzi; L impatto dei consumi energetici sull ambiente con particolare riferimento ai cambiamenti climatici; L aumento complessivo dei consumi energetici mondiali, specialmente nelle economie in via di sviluppo. Sulla base degli scenari delineati, gli obiettivi assunti dal Libro Bianco ed in generale dalla politica energetica dell Unione Europea riguardano essenzialmente: l incentivo all impiego di tecnologie ad alto rendimento e basso impatto ambientale, l incentivo alla riconversione e alla riqualificazione degli impianti energetici esistenti, il rafforzamento della sicurezza, dell approvvigionamento energetico e della competitività dell economia europea. 815 La Commissione europea ha, inoltre, presentato il 3 marzo 2006 il Libro verde Una strategia europea per un energia sostenibile, competitiva e sicura (COM (2006) 105), che conferma gli obiettivi strategici già previsti dal Libro Bianco precedentemente citato: diversificazione del mix energetico che deve poter tenere conto di tutte le diverse fonti di energia, sicurezza dell approvvigionamento, attraverso l elaborazione di una politica energetica esterna comune, competitività. In merito a quest ultimo punto, il Libro verde sottolinea che la competitività industriale richiede un insieme di regole appositamente concepite, stabili e prevedibili, nel pieno rispetto dei meccanismi di mercato. La politica energetica dovrà, quindi, favorire le opzioni che presentano un buon rapporto costi-efficacia e basarsi su un approfondita analisi economica delle diverse opzioni politiche e del rispettivo impatto sui prezzi dell energia. Con la proposta di decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio è stato inoltre predisposto, per il periodo , il Programma Energia Intelligente - Europa. Tale strumento, in continuità con il precedente programma pluriannuale di azione nel settore dell energia, si pone lo scopo di accelerare l azione connessa con la strategia e gli obiettivi stabiliti a livello comunitario nel settore dell energia, in particolare per agevolare lo sviluppo e l attuazione del quadro normativo in materia di energia; aumentare il livello degli investimenti in tecnologie nuove e di rendimento ottimale e accrescere l assorbimento e la richiesta di efficienza energetica, fonti energetiche rinnovabili e diversificazione dell energia. Infine l ultimo tassello della politica energetica comunitaria è costituito dal cosiddetto Pacchetto Clima ed Energia , per il quale è stato raggiunto in seno al Consiglio europeo l'accordo, che prevede, da parte dei paesi membri dell'unione Europea, entro il 2020, la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, l'aumento dell'efficienza energetica del 20% e il raggiungimento della quota del 20% di fonti di energia alternative. I macro contenuti del Pacchetto Clima ed Energia sono riassunti nel seguente Box16 Box 2.1 Pacchetto Energia e Clima denominato Pacchetto Energia e Clima denominato Estremi di approvazione: Decisione della Commissione Europea del 23 Gennaio Approvato il 17 Dicembre 2008; Responsabile dell approvazione: Consiglio Europeo Commissione Europea; Finalità: a) Ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra; b) Portare al 20% il risparmio energetico; c) Aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili. Contenuti: a) Perfezionamento del sistema di scambio comunitario delle quote di emissione dei gas a effetto serra; b) Ripartizione degli sforzi per ridurre le emissioni; c) Cattura e stoccaggio geologico del biossido di carbonio; d) Accordo sulle energie rinnovabili, per garantire, stabilendo obiettivi nazionali obbligatori (17% per l Italia) che nel 2020 una media del 20% del consumo di energia dell UE provenga da fonti rinnovabili; e) Riduzione delle emissioni di CO 2 da parte delle auto; f) Riduzione dei gas a effetto serra nel ciclo di vita dei combustibili. Indirizzi inerenti l iniziativa: La Decisione fissa degli obiettivi al 2020 per gli stati membri che riguardano la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra (-13% per l Italia) e l aumento della quota parte di energia prodotta da fonti rinnovabili (17% per l Italia). Con riferimento agli obiettivi previsti per il contesto nazionale di riferimento si osserva come il progetto risulti coerente con gli obiettivi contenuti nel Pacchetto Clima ed Energia, in quanto è finalizzato all estrazione di gas naturale. Come noto, infatti, l utilizzo di gas naturale per la produzione di energia in alternativa all utilizzo di altri combustibili fossili contribuisce a una riduzione delle emissioni di gas serra. Ad esempio, si osserva che i quantitativi di anidride carbonica emessi da una centrale alimentata a gas rispetto ad una a carbone (sulla base dei fattori emissivi espressi in tco2/tj contenuti nella Deliberazione 14/2009, riportante i parametri e la metodica di calcolo per il conteggio delle emissioni di CO2 ai fini della Direttiva Emission Trading 2003/87/CE), risultano inferiori di circa il 40%. Il gas naturale infatti è il combustibile fossile che permette l impiego delle tecnologie più avanzate dal punto di vista dell efficienza energetica, quali ad esempio le centrali turbogas a ciclo combinato, che sono in grado di raggiungere efficienze elettriche superiori a qualsiasi altro tipo di impianto alimentato da altri combustibili. Anche in ambito nazionale, il quadro energetico è stato caratterizzato negli ultimi anni da una serie di provvedimenti legislativi miranti alla diversificazione delle fonti energetiche, ad un maggior sviluppo della concorrenza ed una maggiore protezione dell ambiente. Al riguardo gli atti legislativi più recenti sono riassunti nel seguente Box17 Box 2.2 Atti Legislativi più Recenti Le Leggi 9 e 10 del Gennaio 1991 concernenti la parziale liberalizzazione della produzione di energia elettrica (Legge 9 Gennaio 1991, n. 9) e la promozione del risparmio di energia e dell impiego di fonti rinnovabili (Legge 9 Gennaio 1991, n. 10); Il Decreto Legislativo del Governo n 79 del 16/03/1999 (c.d. Decreto Bersani), concernente l apertura del mercato interno dell energia elettrica individuato come strumento per l incremento dell efficienza della generazione, della trasmissione e della distribuzione, rafforzando nel contempo la sicurezza dell approvvigionamento e la protezione dell ambiente; L Accordo del 5 settembre 2002 tra Governo, regioni, province, comuni e comunità montane, sancito dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni e Stato-Città ed Autonomie Locali, che fissa i criteri generali di valutazione dei progetti di costruzione ed esercizio di impianti di produzione di energia elettrica nonché i compiti e le funzioni amministrative nel settore. L accordo è avvenuto a conseguenza del Dlgs 79/1999 che, dando attuazione alla Direttiva 96/92/CE, ha di fatto liberalizzato l attività di produzione di energia elettrica, aprendo il mercato nazionale. Le nuove linee comuni di valutazione per l esercizio dell attività progettuale, gestionale ed amministrativa, coniugano la produzione con gli strumenti di pianificazione esistenti, la sempre crescente innovazione tecnologica e gli impatti occupazionali ed economici sul tessuto produttivo locale; Disegno di legge n Riforma e riordino del settore energetico, approvato alla Camera il 16 luglio 2003 e all esame dell Assemblea del Senato dal 6 aprile 2004 con n. 2421: vengono determinate le disposizioni inerenti il settore energetico atte a garantire la tutela della concorrenza, la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, la tutela dell'ambiente e dell ecosistema. Il disposto definisce l ambito entro il quale potrà essere normato dalle regioni il settore energetico, introducendo meccanismi di cooperazione e raccordo fra i diversi livelli dell amministrazione pubblica, rideterminando le funzioni amministrative e la loro articolazione a livello locale, introducendo procedure semplificate, prevedendo l'esercizio di poteri sostitutivi; Legge n. 239 del 23 Agosto 2005 che disciplina e riordina le attività del settore energetico, fornendo, dopo la redazione del Piano Energetico Nazionale del 1988 e dopo la Conferenza Nazionale Energia e Ambiente del 1998, un ulteriore impulso alla definizione della politica energetica italiana ed avviando un complessivo rinnovo della gestione del settore dell energia. Fornisce gli obiettivi generali di politica energetica del paese, definisce i compiti e le funzioni esercitate dallo stato e detta i criteri generali per l'attuazione della politica energetica nazionale a livello territoriale, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione tra Stato, Autorità per l Energia Elettrica ed il Gas, Regioni ed Enti locali. Le principali linee di intervento previste dalla Legge 239/04 sono la diversificazione delle fonti energetiche, l incremento dell efficienza del mercato interno tramite procedure di semplificazione ed interventi di riorganizzazione del settore; il completamento della liberalizzazione dei mercati energetici al fine di promuovere la concorrenza e ridurre i prezzi; la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni. Come strumento di pianificazione della politica energetica a livello nazionale, il principale documento è costituito dal Piano Energetico Nazionale (si faccia riferimento al successivo Box18 Box 2.3 Piano Energetico Nazionale (PEN) Piano Energetico Nazionale (PEN) Estremi di approvazione: Approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 agosto Leggi Attuative n.9 e n.10 del 9 Gennaio 1991; Responsabile dell approvazione: Consiglio dei Ministri; Finalità: Tra gli obiettivi del PEN del 1988 ci sono: a) Il risparmio energetico, visto come un sistema di azioni volte a migliorare i processi di produzione e a sostituire alcuni prodotti con altri equivalenti a minore consumo, nonché ad assicurare la razionalizzazione degli usi finali; b) La protezione dell ambiente, attraverso lo sviluppo di fonti rinnovabili di energia e la riduzione dell impatto territoriale e delle emissioni inquinanti derivanti dalle attività di produzione, trasformazione ed utilizzo dell energia. Contenuti: a) La legge 9/91 Norme per l attuazione del nuovo Piano Energetico Nazionale: aspetti istituzionali, centrali idroelettriche ed elettrodotti, idrocarburi e geotermia, autoproduzione e disposizioni fiscali, ha aperto ai privati il settore della produzione elettrica, liberalizzando completamente la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate. b) La legge 10/91 Norme per l attuazione del nuovo Piano Energetico Nazionale in materia di uso razionale dell energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, prescrive l attuazione di norme sulle tipologie tecnico costruttive in merito all edilizia, all impiantistica ed ai trasporti, incentivando la coibentazione degli edifici, l installazione di sistemi di cogenerazione calore/energia, di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e di sistemi di contabilizzazione differenziata dei consumi di calore. Indirizzi inerenti l iniziativa: La Legge 10/91 prescrive alle Regioni e Province autonome la predisposizione di Piani Energetici Regionali, precisandone i contenuti di massima. Recentemente il governo ha annunciato che definirà un nuovo Piano Energetico Nazionale che indicherà le priorità per il breve ed il lungo periodo nel settore dell energia. La strategia del PEN dovrebbe essere orientata verso più direzioni, tra cui: Diversificazione delle fonti energetiche; Nuove infrastrutture; Efficienza energetica; Sostenibilità ambientale nella produzione e negli usi dell energia; Promozione delle fonti rinnovabili; Realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte nucleare; Potenziamento della ricerca nel settore energetico con particolare riferimento allo sviluppo del nucleare; Potenziamento della partecipazione ad accordi internazionali sulla ricerca nel settore energetico. Al momento tale Piano Energetico Nazionale non è stato ancora predisposto. Infine, con riferimento al Quadro Strategico Nazionale (QSN), si evidenzia come questo identifichi una serie di priorità, tra cui una strettamente relazionabile al Progetto: la Priorità n 3 - Energia e ambiente: uso sostenibile e efficiente delle risorse per lo sviluppo, infatti, come già descritto precedentemente il gas naturale è un combustibile che rispetto agli altri combustibili fossili permette un efficienza energetica maggiore ed una riduzione delle emissioni inquinanti. Il QSN traduce le indicazioni di priorità, traendo spunto dalla politica regionale unitaria, nazionale e comunitaria, in indirizzi strategici ed in alcuni 1219 indirizzi operativi, i quali dovranno essere considerati nella futura pianificazione regionale Pianificazione a Livello Regionale e Provinciale Gli strumenti di pianificazione energetica e di governo del territorio di livello Regionale e Provinciale relazionabili alla natura del Progetto sono: Livello Regionale: Piano Energetico Ambientale Regionale della Regione Sardegna(PEAR); Livello Provinciale: Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Oristano. Nel seguito si analizzano i macro contenuti dei piani, identificando gli elementi di relazione con il Progetto in oggetto Piano Energetico Ambientale Regionale Il principale Strumento di Pianificazione Energetica della Regione Sardegna è il Piano Energetico Ambientale Regionale (PEARS), i cui contenuti principali sono riportati nel seguente Box20 Box 2.4 Piano Energetico Ambientale Regionale Piano Energetico Ambientale Regionale (PEARS) Estremi di approvazione: Approvato dalla Giunta Regionale con Deliberazione n 34/13 de l2 Agosto 2006 Responsabile dell approvazione: Giunta della Regione Sardegna Finalità: Tra gli obiettivi del PEARS ci sono: a) La stabilità e sicurezza della rete, relativo al rafforzamento delle infrastrutture energetiche della Sardegna, in particolare tramite una interconnessione strutturale più solida della Sardegna con le Reti Transeuropee dell Energia, mediante la realizzazione del cavo elettrico sottomarino di grande potenza Sardegna - Italia (di seguito SAPEI) e il metanodotto sottomarino dall Algeria; b) Il Sistema Energetico funzionale all apparato produttivo, allo scopo di migliorare e preservare la struttura produttiva di base esistente in Sardegna sia per le implicazioni ambientali sia per le prospettive dei posti di lavoro, fornendo al sistema industriale esistente l energia a costi adeguati, tenendo conto che i fabbisogni energetici nei diversi settori variano in funzione del mercato e delle tendenze di crescita dei diversi settori. c) La tutela ambientale, le azioni del Sistema Energetico Regionale devono essere concepite in modo da minimizzare l alterazione ambientale. Tra i principali obiettivi del PEARS, nel rispetto della direttiva della UE sulla Valutazione Ambientale Strategica, la Sardegna si propone di contribuire all attuazione dei programmi di riduzione delle emissioni nocive secondo i Protocolli di Montreal, di Kyoto, di Goteborg, compatibilmente con le esigenze generali di equilibrio socio-economico e di stabilità del sistema industriale esistente. In particolare si propone di contribuire alla riduzione delle emissioni nel comparto di generazione elettrica facendo ricorso alle Fonti Energetiche Rinnovabili ed alle migliori tecnologie per le fonti fossili e tenendo conto della opportunità strategica per l impatto economico-sociale del ricorso al carbone Sulcis. d) Le strutture delle reti dell Energia. e) La diversificazione delle fonti energetiche, la necessità di assicurare un approvvigionamento energetico efficiente richiede di diversificare le fonti energetiche. Il PEARS individua un equilibrato mix di fonti che tenga conto delle esigenze del consumo, delle compatibilità ambientali e dello sviluppo di nuove fonti e nuove tecnologie. In tal senso risulta strategico investire nelle fonti rinnovabili per un approvvigionamento sicuro, un ambiente migliore e una maggiore efficienza e competitività in settori ad alta innovazione. Contenuti f) Programma di sviluppo della Domanda e della Offerta di Energia. g) Verifica delle Emissioni. h) Sostegno alla Ricerca. Con riferimento agli obiettivi previsti per il contesto regionale di riferimento si osserva come l incremento dell utilizzo di combustibili gassosi, ed in particolare di gas naturale, sia considerato dal Piano una delle principali misure da adottare per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati. Il gas naturale infatti permetterebbe, tra le altre cose, l esercizio di nuove Centrali elettriche ad alta efficienza e più basso impatto ambientale. Per questo motivo si ritiene il progetto coerente con quanto definito nel Piano Pianificazione di Livello Provinciale La Provincia di Oristano ha in corso procedura di Valutazione Ambientale Strategica del Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) - Piano Urbanistico redatto ai sensi del D. Lgs. 267/2000 Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (TUEL), art. 20, e delle leggi regionali n. 45/1989 Norme per l uso e la tutela del territorio regionale, e n. 9/2006 Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali (art.5). 14 Vedere altro
1 INTRODUZIONE Il presente Studio Preliminare Ambientale costituisce il documento predisposto dalla Proponente nell ambito del Progetto per la realizzazione di un Pozzo Esplorativo per ricerca idrocarburi Dettagli Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA)
Nelle tavole seguenti si esaminano rispettivamente i valori storico-culturali e il patrimonio storico architettonico con la viabilità storica; in questo caso non si rilevano situazioni di particolare interesse. Dettagli PROVINCIA DI LECCO COMUNE DI NIBIONNO
PROVINCIA DI LECCO COMUNE DI NIBIONNO Valutazione Ambientale Strategica del Piano di Governo del Territorio - 28 luglio 2010 - La VAS nel processo di pianificazione Accompagna il processo della formazione Dettagli ORDINE REGIONALE DEI GEOLOGI DI SICILIA
Ns. Rif. 202/14 Palermo, 21/01/2014 Egr. Presidente della Regione Siciliana dott. Rosario Crocetta Egr. Assessore al Territorio ed all Ambiente dott.ssa Maria Lo Bello Egr. Presidente IV Commissione Ambiente Dettagli PIANO DELLA RISERVA NATURALE REGIONALE
Allegato 1 s Modello metodologico procedurale e organizzativo della valutazione ambientale di piani e programmi (VAS) PIANO DELLA RISERVA NATURALE REGIONALE 1. INTRODUZIONE 1.1 Quadro di riferimento Il Dettagli Zona Elementare 161 area 01 Via Milano Accordo art. 18 LR20/2000 in variante al POC
Zona Elementare 161 area 01 Via Milano Accordo art. 18 LR20/2000 in variante al POC Applicazione dell art. 14.1 del Testo Coordinato delle Norme di PSC-POC-RUE RAPPORTO PRELIMINARE (ART. 12 D.LGS. N. 152/2006 Dettagli 1. INTRODUZIONE... 2 2. OBIETTIVI E SCELTE DI PIANO...
C o m u n e d i C a r m i g n a n o P.zza G. Matteotti, 1-59015 Carmignano (PO) Tel.055/875011 - Fax 055/8750301 Settore n. 4 Urbanistica Edilizia Pubblica e Privata Provvedimento di verifica Variante Dettagli Valsat Sintesi non tecnica
Valsat Sintesi non tecnica Pagina 1 di 7 SOMMARIO 1 INTRODUZIONE... 3 2 CONTENUTI ED OGGETTO... 3 3 VERIFICA DI COERENZA... 4 4 ANALISI AMBIENTALI... 5 5 CONCLUSIONI... 7 Pagina 2 di 7 1 INTRODUZIONE La Dettagli D.G.R. N 319 del 24 aprile 2008
Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato Dettagli PARERE. DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE E LAVORI PUBBLICI Servizio valutazione impatto ambientale. Articolo 15, comma 1, d.lgs.
DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE E LAVORI PUBBLICI Servizio valutazione impatto ambientale Articolo 15, comma 1, d.lgs. 152/2006 Valutazione ambientale strategica del Piano regionale di miglioramento della Dettagli Temi ambientali e tipologie di piani di area vasta
Temi ambientali e tipologie di piani di area vasta Piani territoriali urbanistici regionali orientati dal punto di vista paesistico ed ecologico (ex l. 431/85) Piani paesistici regionali (ex l. 431/85) Dettagli COMUNE DI VEDANO AL LAMBRO PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO. ai sensi della LR 12/05 e s.m. e i.
COMUNE DI VEDANO AL LAMBRO PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO ai sensi della LR 12/05 e s.m. e i. VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA Allegato 1 Stima degli effetti ambientali attesi Dettagli Videoconferenza tra le Istituzioni superiori di controllo dei Paesi membri del G8. Corte dei conti Italia. Sicurezza energetica
Videoconferenza tra le Istituzioni superiori di controllo dei Paesi membri del G8 7 giugno 2006 Corte dei conti Italia Sicurezza energetica 1. L Italia e la sicurezza energetica Il tema della sicurezza Dettagli Capitolo 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI
9 Il Piano per l assetto idrogeologico ha lo scopo di assicurare, attraverso vincoli, direttive e la programmazione di opere strutturali, la difesa del suolo - in coerenza con le finalità generali indicate Dettagli Normativa di riferimento
Normativa di riferimento La normativa in materia di energie alternative da fonti rinnovabili è presente a diverse scale territoriali: da indirizzi a livello globale ed europeo sino ad una trattazione a Dettagli Valutazione integrata
COMUNE DI CAPOLIVERI PROVINCIA DI LIVORNO Valutazione integrata D.P.G.R. 09/02/2007 n 4/r Piano Attuativo Camping Laconella Il Responsabile del Procedimento Ing. Federico Brugioni Il Responsabile del servizio Dettagli ELETTRODOTTI E DI IMPIANTI RADIOELETTRICI...8
1. SOMMARIO 1. SOMMARIO...2 2. INTRODUZIONE...3 3. RIFERIMENTI NORMATIVI...3 4. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE SENSIBILI...4 4.1 APPROCCIO METODOLOGICO...4 4.2 AREE SENSIBILI INDIVIDUATE...5 5. AREE SENSIBILI Dettagli VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA DEL DOCUMENTO DI PIANO (PARERE MOTIVATO)
Prot. n. 5915 Imbersago, 4 ottobre 2012 Cat. 6 Classe 1 Fasc. 1 VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA DEL DOCUMENTO DI PIANO (PARERE MOTIVATO) l autorità competente per la VAS d intesa con l autorità procedente Dettagli DISPOSIZIONI RIGUARDO ALLA SOSTENIBILITÀ DEGLI INSEDIAMENTI. Requisiti degli insediamenti in materia di ottimizzazione dell energia
DISPOSIZIONI RIGUARDO ALLA SOSTENIBILITÀ DEGLI INSEDIAMENTI Requisiti degli insediamenti in materia di ottimizzazione dell energia 1 Riferimenti: Legge 9/10 del 1991: Norme per l'attuazione del Piano energetico Dettagli ESTRATTO DAL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO DEL FIUME PO ELABORATO 7, ALLEGATO 7.2 RICOGNIZIONE DELLE MISURE IN REGIONE PIEMONTE
ESTRATTO DAL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO DEL FIUME PO ELABORATO 7, ALLEGATO 7.2 RICOGNIZIONE DELLE MISURE 5 DETTAGLI E MISURE Direttiva 79/409/CEE sugli uccelli selvatici e successivi atti Dettagli GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE
GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE G. Cacciabue, V.Debrando 1 La mitigazione degli effetti prodotti sul territorio Dettagli INDICAZIONI DI PROCEDIMENTO
Direzione Commercio e Artigianato Settore Programmazione e Interventi dei Settori Commerciali INDICAZIONI DI PROCEDIMENTO PER IL RICONOSCIMENTO DI ADDENSAMENTI COMMERCIALI EXTRAURBANI (ARTERIALI) A.5. Dettagli MISURA 7 Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali. TOTALE DI MISURA 61.359.114,10 (QUOTA FEASR 26.458.050)
MISURA 7 Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone. (ex M. 313, M. 321, M. 322, 323, artt. 19 e 20 Reg. UE 1305/2013) TOTALE DI MISURA 61.359.114,10 (QUOTA FEASR 26.458.050) Per le spese ammissibili Dettagli COMUNE DI PADERNO D ADDA PROVINCIA DI LECCO
COMUNE DI PADERNO D ADDA PROVINCIA DI LECCO Appendice A ALLEGATO ENERGETICO AMBIENTALE APPROVATO CON DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N. 3 DEL 01.02.2013 RIFERIMENTI NORMATIVI ------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Dettagli Indice degli Elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale di Isola di Pantelleria. versione conforme al DDG ARTA n 603 del 26/06/2009
Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0351 Ambito territoriale di Isola di Pantelleria PIANO DI GESTIONE versione Dettagli PETROCELTIC ITALIA S.R.L. Permesso di Ricerca B.R268.RG Pozzo Esplorativo Elsa 2 Aggiornamento 2014. Studio di Impatto Ambientale
PETROCELTIC ITALIA S.R.L. Permesso di Ricerca B.R268.RG Pozzo Esplorativo Elsa 2 Aggiornamento 2014 PETROCELTIC ITALIA S.R.L. Permesso di Ricerca B.R268.RG Pozzo Esplorativo Elsa 2 Aggiornamento 2014 Dettagli Quadro di Riferimento Programmatico
ARTICOLO 1 DISPOSIZIONI GENERALI Il presente Piano di Urbanizzazione preventivo interessa un area sita a Torrenieri, località Pian dell Asso, nel comune di Montalcino, delimitata a nord e ad est da aree Dettagli Direzione Ambiente. Guida tecnica
Direzione Ambiente Guida tecnica Procedimento di verifica di assoggettabilita alla VAS dei Programmi di interventi di sistemazione idrogeologica e manutenzione montana (PISIMM) ( art. 12 d. lgs. 152/2006 Dettagli COMUNE DI SAN VITO Provincia di Cagliari
COMUNE DI SAN VITO Provincia di Cagliari PROPOSTA DI DELIBERAZIONE N. 218 DEL 31.07.2015 CONSIGLIO COMUNALE GIUNTA COMUNALE OGGETTO: PIANO PARTICOLAREGGIATO DEL COMUNE DI SAN VITO (CA) FRAZIONE DI SAN Dettagli VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA VARIANTE SEMPLIFICATA AL PRG COMUNALE
Comune di Brugherio VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA VARIANTE SEMPLIFICATA AL PRG COMUNALE Sintesi non tecnica Marzo 2010 Il percorso di valutazione ambientale (VAS) della Variante Semplificata al P.R.G. Dettagli Piani di Gestione dei Siti Natura 2000
Piani di Gestione dei Siti Natura 2000 Piani di Gestione Individuazione delle misure di conservazione per i siti protetti della Rete Natura 2000 Indicazioni sulla gestione degli habitat e delle specie Dettagli 4.4 Energia. 4.4.1 Indicatori
1 Rapporto sullo Stato dell Ambiente nel Comune di Padova - 2002 91 4.4 Energia Negli ultimi 10 anni le politiche energetiche italiane ed europee si sono indirizzate verso scenari legati alle diffusioni Dettagli 3. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE IDONEE ALLA LOCALIZZAZIONE
3. INDIVIDUAZIONE DELLE AREE IDONEE ALLA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI DI SMALTIMENTO E RECUPERO DEI RS E RSP Il Piano regionale dei rifiuti secondo stralcio relativo ai rifiuti speciali anche pericolosi, Dettagli REGOLAMENTAZIONE DEL FOTOVOLTAICO. Regolamento comunale per l installazione di impianti fotovoltaici nel territorio di Apricena
Comune di Apricena REGOLAMENTAZIONE DEL FOTOVOLTAICO Regolamento comunale per l installazione di impianti fotovoltaici nel territorio di Apricena Dicembre 2008 Regolamento comunale per l installazione Dettagli AMBIENTE TERRITORIO PAESAGGIO
AMBIENTE TERRITORIO PAESAGGIO Soluzioni per la tutela, la gestione e la valorizzazione del patrimonio naturale Pianificazione sostenibile significa individuare soluzioni per la gestione e la tutela delle Dettagli PROVVEDIMENTO DIRIGENZIALE
ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE DIPARTIMENTO TERRITORIO E AMBIENTE SERVIZIO VALUTAZIONE AMBIENTALE PROVVEDIMENTO DIRIGENZIALE OGGETTO : DICHIARAZIONE DI NON ASSOGGETTABILITÀ A PROCEDURA DI VAS E A PROCEDURA Dettagli il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare il Comune di Bastia Umbra
ACCORDO VOLONTARIO tra il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e il Comune di Bastia Umbra (di seguito denominate Parti Firmatarie ) in materia di Promozione di progetti comuni Dettagli I risultati del primo Piano Triennale di attuazione del PER
I risultati del primo Piano Triennale di attuazione del PER LA POLITICA ENERGETICA DELLA REGIONE La Regione Emilia-Romagna (in attuazione del nuovo art. 117 della Costituzione che definisce l energia materia Dettagli Pianificazione comunale PSC / POC / PUA in applicazione dei piani sovraordinati
Comune di Bologna Pianificazione comunale PSC / POC / PUA in applicazione dei piani sovraordinati Giovanni Fini Comune di Bologna Dipartimento Qualità della Città Settore Ambiente UI Valutazioni e Controllo Dettagli Proposta di legge concernente Norme in materia di difesa del suolo, tutela delle risorse idriche e tutela della costa e degli abitati costieri
Proposta di legge concernente Norme in materia di difesa del suolo, tutela delle risorse idriche e tutela della costa e degli abitati costieri RELAZIONE ILLUSTRATIVA Premessa La presente proposta di legge, Dettagli COMUNE DI PREGNANA MILANESE - PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA PARERE MOTIVATO FINALE
Consorzio Parco Nord Milano Servizio Sviluppo Parco Via Clerici, 150-20099 - Sesto San Giovanni (MI) Tel.: 022410161 - Fax: 02241016220 E_mail: amministrazione@cert.parconord.milano.it COMUNE DI PREGNANA Dettagli DIREZIONE GENERALE AMBIENTE, ENERGIA E RETI
8127 13/08/2010 Identificativo Atto n. 514 DIREZIONE GENERALE AMBIENTE, ENERGIA E RETI IMPIANTO IDROELETTRICO AD ACQUA FLUENTE, DA REALIZZARSI SUL FIUME MELLA, A VALLE DEL CENTRO ABITATO DI COLLIO FINO Dettagli REGIONE PUGLIA. Articolo 1 Finalità ed oggetto
Regolamento attuativo del Decreto del Ministero del Ministero per lo Sviluppo Economico del 10 settembre 2010, Linee Guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, recante la Dettagli 3 INDICAZIONI DEL PPGR PER LA LOCALIZZAZIONE DI IMPIANTI DI TRATTAMENTO TERMICO
Provincia di Torino Microlocalizzazione Impianto di Termovalorizzazione della Zona sud 3 INDICAZIONI DEL PPGR PER LA LOCALIZZAZIONE DI IMPIANTI DI TRATTAMENTO TERMICO 3.1 IL METODO DI MICROLOCALIZZAZIONE Dettagli proposta di legge n. 105
REGIONE MARCHE 1 CONSIGLIO REGIONALE proposta di legge n. 105 a iniziativa dei Consiglieri Procaccini, Martoni presentata in data 31 gennaio 2002 TUTELA DELLA SALUTE E SALVAGUARDIA DELL AMBIENTE DALL INQUINAMENTO Dettagli BANDI 2011 26. ambientale a livello locale. Bando con scadenza 22 aprile 2011
Bando con scadenza 22 aprile 2011 BANDI 2011 26 Piano di azione Promuovere la sostenibilità ambientale a livello locale Tutelare e valorizzare la biodiversità Il problema Lo sviluppo umano è oggi causa Dettagli SCHEDA DI VERIFICA E VALUTAZIONE DELL AMBITO DI POSSIBILE TRASFORMAZIONE: AR 15
SCHEDA DI VERIFICA E VALUTAZIONE DELL AMBITO DI POSSIBILE TRASFORMAZIONE: AR 15 VERIFICA DI COERENZA ESTERNA: Compatibilità dell intervento con le previsioni del PTCP VERIFICA DELLA VINCOLISTICA E DEGLI Dettagli Le Fonti Energetiche Rinnovabili - FER
PROVINCIA DI TERNI Le Fonti Energetiche Rinnovabili - FER RELATORI: Ing. Francesco LONGHI Ing. Roberto CELIN 1 Legislazione Italiana Fonti Energia Rinnovabile D.lgs. n. 387 del 29 Dicembre 2003 Attuazione Dettagli INDICE. 1) Premessa... 2. 2) Sintesi dei contenuti tecnici e normativi del Piano Stralcio per la Tutela. dal Rischio Idrogeologico:...
INDICE 1) Premessa... 2 2) Sintesi dei contenuti tecnici e normativi del Piano Stralcio per la Tutela dal Rischio Idrogeologico:... 3 3) Lo studio di compatibilità idraulica... 8 4) Contenuti dello studio Dettagli Indice degli elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale dei Monti di Trapani. versione conforme al DDG ARTA n 588 del 25/06/09
Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0334 Ambito territoriale dei Monti di Trapani PIANO DI GESTIONE versione conforme Dettagli Figura 1 - Inquadramento lotto d'intervento
Indice 1. Inquadramento...2 2. Consistenza degli edifici esistenti...4 3. Regole urbanistiche e ambientali...4 4. Assetto planivolumetrico...6 5. Ubicazione e descrizione dell'area...6 6. Opere di urbanizzazione Dettagli 1. La prevenzione dei rischi naturali e la salvaguardia delle risorse nella regione toscana
IL PIANO STRALCIO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO PAI Relazione introduttiva 1. La prevenzione dei rischi naturali e la salvaguardia delle risorse nella regione toscana 1.1 La disciplina La difesa del suolo Dettagli REGIONE PUGLIA ASSESSORATO ALL ECOLOGIA UFFICIO PARCHI E RISERVE NATURALI
AMB/SDL/2005/000 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione della Riserva Naturale Orientata Regionale Palude del Conte e duna costiera 1 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione della Riserva Naturale Orientata Dettagli ACCORDO VOLONTARIO SETTORIALE PER LA RIDUZIONE DELLE INEFFICIENZE ENERGETICHE TRAMITE LE E.S.C.O.
ACCORDO VOLONTARIO SETTORIALE PER LA RIDUZIONE DELLE INEFFICIENZE ENERGETICHE TRAMITE LE E.S.C.O. Accordo Volontario settoriale per la realizzazione di interventi per la riduzione delle inefficienze energetiche Dettagli INDICATORI E MONITORAGGIO
COMUNI DI AZZIO, BEDERO VALCUVIA, BRINZIO, CASALZUIGNO, CASSANO VALCUVIA, DUNO, FERRERA DI VARESE, MASCIAGO PRIMO, ORINO, RANCIO VALCUVIA Provincia di Varese INDICATORI E MONITORAGGIO VALUTAZIONE AMBIENTALE Dettagli ASPETTI NORMATIVI INERENTI LA TRANSIZIONE ENERGETICA NEGLI ENTI LOCALI. Avv. Alessandra Spalletti
Scheda : Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Modena Adozione: 22 luglio 2008 Riguarda il territorio provinciale Referente INU per la scheda: Fatima Alagna. Direttivo INU Emilia Romagna Dettagli Sito di Interesse Comunitario ITB040019 Stagni di Colostrai e delle Saline
Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale Programma di Sviluppo Rurale per la Sardegna 2007/2013. Asse 4 Attuazione dell approccio Leader. Misura a regia regionale 323, azione 1, sottoazione 1 Tutela Dettagli Criteri per l installazione degli impianti fotovoltaici sul territorio comunale
OGGETTO: Criteri per l installazione degli impianti fotovoltaici sul territorio comunale Premesso che: - L energia prodotta da impianti fotovoltaici può essere utilizzata per l autoconsumo ovvero può essere Dettagli AMBIENTE SIA PER IL COLLEGAMENTO A23-A28 IN FRIULI
DESCRIZIONE DEL PROGETTO Data: Agosto 2010 Oggetto: Affidamento concessione avente con ad procedura oggetto la aperta della progettazione, costruzione e gestione del raccordo Autostradale A23-A28 Cimpello Dettagli REGIONE PUGLIA ASSESSORATO ALL ECOLOGIA UFFICIO PARCHI E RISERVE NATURALI
AMB/SDL/2005/000 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione del Parco Naturale Regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano 1 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione del Parco Naturale Regionale Porto Selvaggio Dettagli IL RESPONSABILE DI SERVIZIO
PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE UFFICIO PROPONENTE: Edilizia -Urbanistica RESPONSABILE DELL AREA INTERESSATA: Ing.Paolo Leccesi RESPONSABILE DEL SERVIZIO INTERESSATA : Ing. Paolo Leccesi Dettagli Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile
Sintesi sul QUADRO NORMATIVO IN MATERIA DI DIFESA DEL SUOLO 1. Quadro normativo statale Il Parlamento italiano è intervenuto circa 20 anni fa con una legge organica, la legge 18 maggio 1989, n. 183 Norme Dettagli Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile
Dipartimento Paesaggio, pianificazione territoriale e protezione civile Contenimento del Consumo di Suolo: la tutela del suolo agricolo, risorsa non rinnovabile Gianpietro Bara Presidente FODAF Lombardia Dettagli COMUNE DI CHIOGGIA (Provincia di Venezia)
COMUNE DI CHIOGGIA (Provincia di Venezia) SETTORE LAVORI PUBBLICI SERVIZIO ECOLOGIA-AMBIENTE CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE DI CHIOGGIA NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE GIUGNO 2002 Il Responsabile Dettagli Identificativo Atto n. 65 DIREZIONE GENERALE TERRITORIO E URBANISTICA
1731 23/02/2009 Identificativo Atto n. 65 DIREZIONE GENERALE TERRITORIO E URBANISTICA ESCLUSIONE DEL PIANO DI SVILUPPO LOCALE "VALLE SERIANA SUPERIORE" DALLA VALUTAZIONE AMBIENTALE - VAS IL DIRIGENTE DELLA Dettagli REPUBBLICA DI SAN MARINO
REPUBBLICA DI SAN MARINO Noi Capitani Reggenti la Serenissima Repubblica di San Marino Visto l articolo 4 della Legge Costituzionale n.185/2005 e l articolo 6 della Legge Qualificata n.186/2005; Promulghiamo Dettagli Struttura della Città Rurale.
Sine Putimu. Città Rurale_ALLEGATI In occasione del quinto laboratorio tematico Sine Putimu. Università e Città, si inviano tutti i cittadini a partecipare alla costruzione del PUG (Piano Urbanistico Generale) Dettagli ACSA Ambito Località villaggio Giovi via Gorki e via Sacharof
1 Localizzazione ecografica: Localizzazione catastale: Località villaggio Giovi via Gorki e via Sacharof Foglio 43 Mappali 63, 65, 67, 71, 73, 75, 114. Foglio 44 Mappali 23, 24, 25, 59, 62. Foglio 45 Mappali Dettagli Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020)
Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Enzo De Sanctis Società Italiana di Fisica - Bologna Con questo titolo, all inizio del 2008, la Società Italiana di Fisica (SIF) ha pubblicato un libro Dettagli UFFICIO VAS SCHEMA DI VALUTAZIONE COMUNE: GUSSAGO e CELLATICA PROCEDURA: Verifica di Assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica (VAS)
VALUTAZIONE DEL PROCEDIMENTO DI VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA A VAS DELLO SUAP GALBA SRL IN VARIANTE AL PGT. Premessa Ai sensi della DCR VIII/351 del 13 marzo 2007 recante Indirizzi generali per la valutazione Dettagli ALLEGATO 1 QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO E PROGRAMMATICO
ALLEGATO 1 QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO E PROGRAMMATICO Quadro di riferimento comunitario: la Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali Dettagli Impianti eolici (produzione di energia elettrica)
Autorizzazioni BOZZA Le procedure autorizzative da seguire per richiedere l installazione di un impianto, anche se semplificate al massimo, variano in base alla tipologia, alla sua grandezza e alla sua Dettagli 4.1 REGOLAMENTO PER LA MANUTENZIONE DELLO SPAZIO RURALE
4.1 REGOLAMENTO PER LA MANUTENZIONE DELLO SPAZIO RURALE PREMESSA L amministrazione comunale di Aviatico, al fine di favorire una regolare e ordinata gestione ambientale e paesaggistica delle aree prative Dettagli Rapporto Ambientale. COMUNE DI BUDONI Provincia di Olbia-Tempio VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (VAS) DEL PIANO DI UTILIZZO DEI LITORALI (PUL)
Provincia di Olbia-Tempio VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (VAS) DEL PIANO DI UTILIZZO DEI LITORALI (PUL) il sindaco il segretario comunale il capo dell'ufficio tecnico Rapporto Ambientale Luglio 2010 Dettagli La RSA: introduzione metodologica
La RSA: introduzione metodologica Cos è la RSA La Relazione sullo Stato dell Ambiente (RSA) è uno strumento di informazione con il quale le Pubbliche Amministrazioni presentano periodicamente ai cittadini Dettagli In particolare, si ritiene di dovere precisare e ribadire quanto previsto nella deliberazione n. 25/40 come di seguito indicato:
Oggetto: Linee guida attuative del Decreto del Ministero per lo Sviluppo Economico del 10 settembre 2010, Linee Guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. Modifica della Dettagli Relazione Ambientale Impianto Fotovoltaico di Fiume Santo. Delivering sustainable solutions in a more competitive world. Fiume Santo 1. www.erm.
Relazione Ambientale Impianto Fotovoltaico di Fiume Santo Fiume Santo 1 www.erm.com Delivering sustainable solutions in a more competitive world RAPPORTO FINALE EON Climate & Renewables Italia Solar Relazione Dettagli L.R. del 27 maggio 2008 n 6 Disposizioni regionali in materia di architettura sostenibile e di bioedilizia (1)
L.R. del 27 maggio 2008 n 6 Disposizioni regionali in materia di architettura sostenibile e di bioedilizia (1) SOMMARIO CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 (Finalità e oggetto) Art. 2 (Interventi di edilizia Dettagli Energia rinnovabile in Campania
Energia rinnovabile in Campania Le principali fonti di finanziamento delle FER in Campania POR Campania L asse 3 Energia sviluppa azioni finalizzate a: sostenere e/o realizzare impianti per la produzione Dettagli Innovazione, tecnologia e sviluppo sostenibile del territorio: Le pompe di calore geotermiche
Convegno ASSISTAL Innovazione, tecnologia e sviluppo sostenibile del territorio: Le pompe di calore geotermiche Ing. Domenico Savoca Regione Lombardia, Direzione Generale Qualità dell Ambiente Rho, 14 Dettagli Dichiarazione di Sintesi ai sensi dell art. 17 del D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.
giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATO _F_ Dgr n. 305 del 18/03/2015 pag. 1/11 Valutazione Ambientale strategica del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 Dichiarazione di Sintesi ai sensi dell art. Dettagli Regolamento Edilizio Comunale
COMUNE DI CALUSCO D ADDA Provincia di Bergamo Allegato Energetico al Regolamento Edilizio Comunale adottato con deliberazione consiliare n. approvato con deliberazione consiliare n. PREMESSA L Unione Europea, Dettagli Il quadro normativo europeo in estrema sintesi è rappresentato dalle seguenti direttive ed è riportato in modo completo in allegato.
ALLEGATO QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO AGGIORNATO Le politiche europee su energia e clima al 2020 vanno inquadrate nell ambito della Convenzione ONU sui cambiamenti climatici (UNFCC) e del negoziato Dettagli relazione ambientale sintesi
Dgr n. 2587 del 7 agosto 2007 Allegato A3 relazione ambientale sintesi Assessorato alle Politiche per il Territorio Segreteria Regionale Ambiente e Territorio Direzione Pianificazione Territoriale e Parchi Dettagli Distretto Idrografico dell Appennino Meridionale
PIANO DI GESTIONE ACQUE (Direttiva Comunitaria 2000/60/CE, D.L.vo. 152/06, L. 13/09, D.L 194/09) Relazione Regionale Allegato 1 QUADRO NORMATIVO E DELLE COMPETENZE INERENTE LE RISORSE IDRICHE REGIONE MOLISE Dettagli OGGETTO: RICHIESTA DI FINANZIAMENTO REGIONALE PER LA PROSECUZIONE INTERVENTI PER IL RISANAMENTO DELLA QUALITA DELL ARIA APPROVATI CON D.G.C. N.
OGGETTO: RICHIESTA DI FINANZIAMENTO REGIONALE PER LA PROSECUZIONE INTERVENTI PER IL RISANAMENTO DELLA QUALITA DELL ARIA APPROVATI CON D.G.C. N. 924 DEL 28.09.2006 IN ATTUAZIONE AL PIANO REGIONALE (D.C.R. Dettagli lo Statuto Speciale per la Sardegna e le relative norme di attuazione; la L.R. 13 novembre 1998, n.31 e successive modifiche e integrazioni;
ASSESSORATO DEGLI ENTI LOCALI FINANZE Direzione generale della pianificazione urbanistica territoriale e della Vigilanza edilizia del 08/10/2008 OGGETTO: Verifica di conformità ai sensi dell art. 52 delle Dettagli 10.1 Localizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti
torna all Indice Capitolo 10 10 CRITERI DI SELEZIONE DEI SITI IDONEI 10.1 Localizzazione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti I criteri, assunti dal Piano Territoriale di Coordinamento (PTC), Dettagli denominato Masseria Conca 1 Dir (inquadrato nell ambito della Concessione di Coltivazione Mineraria Torrente Celone ) Aggiornamento: Febbraio 2014
Progetto di realizzazione del pozzo denominato Masseria Conca 1 Dir (inquadrato nell ambito della Concessione di Coltivazione Mineraria Torrente Celone ) Elementi informativi dallo Studio di Impatto Ambientale Dettagli 2016 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back