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Timestamp: 2017-01-24 19:22:16+00:00
Document Index: 60424819

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 36', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 36']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 366 del 12.12.2007
- Opzioni esercitate anteriormente alla data del 5 luglio 2006 - Art. 51, comma
2, lett. G-bis) del TUIR
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'articolo 51, comma 2, lettera g-bis) del
D.P.R. n. 917 del 1986, è stato esposto il seguente
In data ......... il Consiglio di Amministrazione
di Alfa ha approvato un piano di incentivazione del management per il periodo
2004-2007, incentrato sull'assegnazione di opzioni per la sottoscrizione di
azioni della Società, attribuendo al Comitato di Gestione del Piano i poteri
per definire la struttura e la disciplina di attuazione del Piano e per
introdurre eventuali modifiche dello stesso.
Il Piano di Stock Option aveva come oggetto
l'attribuzione a ciascuno dei partecipanti di opzioni per l'acquisto o la
sottoscrizione di azioni Alfa ad un prezzo fissato alla data di assegnazione
delle opzioni medesime da determinare in misura non inferiore al valore
effettivo delle azioni a quel momento.
Il Regolamento prevedeva che le Opzioni fossero
esercitabili solo successivamente all'approvazione del bilancio consolidato al
31 dicembre 2007 da parte del consiglio di amministrazione e dopo aver
verificato il conseguimento delle condizioni di performance, ovvero
anteriormente a tale data qualora le azioni Alfa fossero quotate in un mercato
In data ........, il CDA ha deliberato l'avvio del
processo di autorizzazione alla quotazione delle azioni ordinarie della Società
presso il Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana
S.p.A., progetto approvato dall'Assemblea dei Soci il successivo........
Come previsto dal Regolamento del piano nell'ipotesi di
quotazione delle azioni, ciò ha consentito la ridefinizione dei termini e delle
modalità di esercizio anticipato delle opzioni già assegnate ai beneficiari,
fermi restando il prezzo di esercizio e le quantità di opzioni già assegnate
ai beneficiari nell'ambito del Piano.
In data ........, Alfa ha presentato alla Commissione
Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) la domanda di ammissione a
quotazione delle azioni ordinarie sul Mercato Telematico Azionario.
Attraverso la modifica del Regolamento, è stato quindi
previsto che "qualora anteriormente alla data di approvazione del bilancio
consolidato al 31.12.2007 le Azioni della Società siano quotate in un mercato
regolamentato il periodo di esercizio delle Opzioni sarà anticipato ed il
relativo esercizio sarà subordinato all'avvio delle negoziazioni presso il
mercato regolamentato."
Sono stati pertanto fissati i termini e le modalità
per l'esercizio delle opzioni in funzione della prevista quotazione delle azioni
coordinandoli anche in relazione alle diverse fasi del procedimento connesso al
collocamento delle azioni per la quotazione ed alla successiva quotazione delle
stesse azioni sul mercato.
Il medesimo regolamento ha altresì previsto che le
opzioni dovranno essere esercitate a partire dalla data che sarà fissata dal
Comitato e che non dovrà essere posteriore alla data di inizio dell'Offerta
Pubblica di Vendita finalizzata al collocamento delle azioni. Per le Opzioni che
dovessero essere esercitate anteriormente all'Offerta Pubblica di Vendita e nel
termine che sarà fissato dal Comitato, i singoli beneficiari avranno diritto di
vendere all'azionista di controllo Beta, in tutto o in parte, le azioni che
saranno loro consegnate in funzione dell'esercizio delle opzioni stesse,
semprechè tale esercizio avvenga entro il 15 maggio 2006. Per le opzioni che
verranno esercitate successivamente a tale termine, al beneficiario non spetta
alcun diritto di vendita né nei confronti della Società né dell'azionista di
A tal fine, in data 15 maggio 2006 il socio di
controllo Beta ha confermato ai beneficiari del Piano il proprio impegno fermo
ed irrevocabile ad acquistare le azioni Alfa che gli stessi avrebbero acquisito
in conseguenza dell'esercizio delle opzioni, ad un prezzo pari a quello netto di
collocamento all'esito della relativa offerta pubblica di vendita.
All'esecuzione del trasferimento delle azioni -
conseguentemente all'esercizio della facoltà di vendita da parte dei
beneficiari del Piano - così come al pagamento del corrispettivo (da parte
della società acquirente Beta), si sarebbe proceduto subordinatamente ed in
concomitanza con l'avvio delle negoziazioni delle azioni Alfa nel Mercato
I beneficiari del Piano di Stock Option hanno quindi in
pari data (15 maggio 2006), esercitato n. 10.891.789 opzioni, costituenti parte
delle opzioni in precedenza loro assegnate e che davano diritto alla
sottoscrizione di un corrispondente numero di azioni Alfa. I beneficiari del
Piano nella stessa data hanno inoltre esercitato la facoltà di vendita della
totalità delle suddette azioni all'azionista di controllo Beta.
Il .... Borsa Italiana S.p.A. ha rilasciato parere
favorevole in merito all'ammissione a quotazione delle azioni ordinarie Alfa e
conseguentemente la Consob ha rilasciato il nulla osta per la pubblicazione del
Prospetto Informativo relativo all'Offerta Pubblica di Vendita e all'ammissione
a quotazione delle azioni ordinarie Alfa.
In data 4 luglio i beneficiari del Piano di Stock
Option hanno esercitato ulteriori n. 5.002.222 opzioni, mentre il .... l'offerta
pubblica di vendita delle azioni ordinarie Alfa si è conclusa.
Successivamente sono state avviate le negoziazioni
delle azioni ordinarie della Società sul Mercato Telematico Azionario ed è
stata pertanto data esecuzione al deliberato aumento di capitale mediante
l'emissione delle nuove azioni ordinarie; nella medesima data sono state
consegnate n. 10.891.789 azioni, a fronte delle opzioni esercitate in data 15
maggio (contestualmente trasferite dai nuovi soci all'azionista PHN), mentre
il...... si è provveduto all'emissione e alla consegna delle n. 5.002.222
azioni a fronte delle opzioni esercitate in data 4 luglio 2006.
La società istante, a tale proposito, ricorda che a
norma dell'art. 51, comma 2,
lett. g-bis), del TUIR, nella versione in vigore sino allo scorso 4 luglio 2006,
la differenza tra il valore delle azioni al momento dell'assegnazione e
l'ammontare corrisposto dal dipendente non concorre a formare reddito di lavoro
dipendente a condizione che il prezzo pagato dal dipendente sia almeno pari al
valore delle azioni stesse al momento dell'offerta.
Il comma 25, dell'art. 36, del decreto-legge n. 223
del 2006, convertito con modificazioni con la legge n. 248 del 4 agosto 2006, ha modificato il
sopra citato art. 51 comma 2,
lett. g-bis), del TUIR, introducendo ulteriori condizioni cui subordinare
l'applicazione dell'agevolazione fiscale.
Il successivo comma 26, del medesimo articolo 36, ha precisato che la nuova
normativa si applica alle azioni la cui assegnazione ai dipendenti sia
effettuata successivamente alla data di entrata in vigore del decreto, ossia a
decorrere dal 5 luglio 2006.
La società istante chiede pertanto di conoscere, nel
caso di specie, se per la individuazione della disciplina applicabile debba
aversi riguardo al momento in cui le opzioni sono state esercitate - e cioè in
parte il 15 maggio 2006 ed in parte il 4 luglio 2006 - ovvero alla data di
emissione e consegna delle azioni in connessione all'esecuzione dell'aumento di
capitale a servizio delle medesime opzioni e cioè rispettivamente ........
Nella prima ipotesi, la differenza tra il valore delle azioni alla data di
esercizio delle opzioni ed il prezzo corrisposto per l'acquisto sarebbe esclusa
dall'imposizione quale reddito di lavoro dipendente, fermo restando il rispetto
delle condizioni indicate dall'art. 51, comma 2-bis, nel testo
anteriore alle modifiche. Nella seconda ipotesi, ovvero che si debba aver
riguardo alla data di emissione e consegna delle azioni, la differenza sarebbe
invece soggetta ad imposizione quale reddito di lavoro dipendente in forza delle
modifiche introdotte alla disciplina in argomento con il citato decreto-legge n.
223 del 2006.
Viene altresì specificato, che alla luce delle
modifiche introdotte ed in presenza di una obiettiva incertezza circa
l'applicabilità della nuova normativa, la Società in data .........ha ritenuto
di operare e versare le ritenute Irpef, per un totale di euro 6.610.889,40 su
tali differenze, considerandole soggette ad imposizione quale reddito di lavoro
La società istante ritiene che la differenza tra
il valore delle azioni al momento dell'assegnazione ed il costo sostenuto dal
dipendente per l'acquisto delle medesime non costituisce reddito di lavoro
dipendente atteso che l'assegnazione delle azioni in argomento deve ritenersi
avvenuta in corrispondenza con le date in cui sono state esercitate le opzioni
relative alla sottoscrizione per l'acquisto delle azioni stesse e cioè, per
alcune opzioni alla data del 15 maggio 2006, per altre alla successiva data del
4 luglio 2006, ambedue anteriori al 5 luglio 2006, data di entrata in vigore
delle nuove disposizioni di legge. A parere dell'istante, infatti,
l'assegnazione delle azioni coincide con l'esercizio dell'opzione da parte del
beneficiario del Piano di Stock Option e più precisamente con il momento in cui
la stessa dichiarazione è portata a conoscenza della Società e non anche con
il momento successivo in cui i titoli vengono emessi e materialmente consegnati
agli effettivi titolari. Ne consegue, altresì, che le ritenute prudenzialmente
operate e versate non erano dovute e che la Società potrà direttamente
procedere al loro recupero con le modalità e nei termini previsti dalla vigente
Il comma 25 dell'art. 36 del decreto-legge n. 223
del 4 luglio 2006 ha introdotto modificazioni all'articolo 51 del testo unico delle imposte
sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR). In
particolare è stato integrato il comma 2-bis aggiungendo i seguenti periodi:
"La disposizione di cui alla lettera g-bis) del comma 2, si rende
applicabile a condizione che le azioni offerte non siano comunque cedute né
costituite in garanzia prima che siano trascorsi cinque anni dalla data
dell'assegnazione e che il valore delle azioni assegnate non sia superiore
complessivamente nel periodo d'imposta alla retribuzione lorda annua del
dipendente relativa al periodo d'imposta precedente. Qualora le azioni siano
cedute o date in garanzia prima del predetto termine, l'importo che non ha
concorso a formare il reddito al momento dell'assegnazione concorre a formare il
reddito ed è assoggettato a tassazione nel periodo di imposta in cui avviene la
cessione ovvero la costituzione della garanzia. Se il valore delle azioni
assegnate è superiore al predetto limite, la differenza tra il valore delle
azioni al momento dell'assegnazione e l'ammontare corrisposto dal dipendente
concorre a formare il reddito.".
L'agevolazione in parola è stata pertanto subordinata
al verificarsi di due ulteriori condizioni, ossia che il dipendente non ceda le
azioni ricevute nei cinque anni successivi alla data dell'assegnazione (e che
nello stesso periodo quinquennale su di esse non siano costituite garanzie in
qualsiasi forma) e che il valore delle azioni assegnate non deve superare
l'importo della retribuzione lorda annua relativa al periodo d'imposta
precedente a quello dell'assegnazione.
Il mancato rispetto di tali condizioni comporta
l'obbligo di tassazione nel periodo d'imposta in cui si verifica la cessione o
la costituzione della garanzia, quale reddito di lavoro dipendente, ovvero la
non spettanza dell'agevolazione se il valore delle azioni assegnate è superiore
al limite reddituale di riferimento. Occorre rilevare che il comma 26 dell'art. 36, del decreto-legge in parola, ha stabilito che le nuove
disposizioni si applicano alle assegnazioni di azioni effettuate successivamente
alla data di entrata in vigore del medesimo decreto (quindi successivamente al 4
luglio 2006), anche se i relativi piani sono stati deliberati anteriormente al 5
La disciplina fiscale delle stock option è stata
invero ulteriormente modificata dal decreto-legge n. 262 del 2 ottobre 2006 e
dalla successiva legge di conversione n. 286
del 24 novembre 2006, ma la data di entrata in vigore di tale nuovo regime (3
ottobre 2006) non lo rende applicabile al concreto caso di cui in argomento.
Al fine di stabilire, quindi, la disciplina cui fare
riferimento in virtù dell'esercizio del diritto d'opzione nel caso che qui
viene prospettato, si ritiene utile svolgere le seguenti considerazioni.
La nozione di assegnazione delle azioni acquisisce
importanza al fine di determinare il momento in cui far assumere rilevanza
fiscale all'azione posta in essere dal lavoratore dipendente.
Volendo determinare quale sia il momento in cui tali
azioni possono considerarsi entrate nella disponibilità del dipendente, si pone
pertanto il problema di specificare se tale momento debba essere individuato in
quello in cui il dipendente acquisisce il diritto partecipativo ovvero in quello
in cui riceve materialmente il titolo azionario.
Occorre rilevare che proprio con riferimento al
significato del termine "assegnazione di azioni", l'Agenzia delle
Entrate ha avuto modo di specificare che il trasferimento della proprietà dei
titoli azionari e dei diritti in essi incorporati si perfeziona con il semplice
consenso del soggetto titolare del diritto di opzione, riconducibile alla
dichiarazione di esercizio del diritto di opzione medesimo. Più precisamente,
nella risoluzione n. 29/E del 20
marzo 2001, concernente quesiti in merito alla disciplina fiscale delle stock
option, l'Agenzia ha chiarito che "il diritto di opzione consegue alla
stipula di un contratto con il quale viene attribuito ad una parte il diritto di
costituire il rapporto contrattuale finale mediante una nuova dichiarazione di
volontà. Quindi, diversamente dalla parte vincolata che non è tenuta a
emettere altre dichiarazioni di consenso, l'opzionario per l'esercizio del
diritto a lui attribuito deve manifestare espressamente la volontà di
addivenire alla costituzione del contratto finale. Pertanto, deve ritenersi che
le azioni riservate al dipendente rientrino nella sua disponibilità giuridica
solo nel momento in cui egli si avvale dell'opzione".
Tale interpretazione appare in linea, quindi, con la
natura consensuale e recettizia dell'atto di sottoscrizione delle azioni che non
richiede, per il suo perfezionamento, la consegna dei certificati azionari o le
equivalenti annotazioni contabili.
E' da ritenersi, pertanto, che le opzioni già
esercitate dai dipendente e, dunque, le manifestazioni di volontà da questi
operate fino alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni fiscali,
abbiano perfezionato il diritto dei dipendenti a ricevere le azioni e sottostare
alla disciplina vigente al momento in cui tale esercizio è avvenuto.
D'altra parte una simile interpretazione appare
coerente anche con le nozioni di natura civilistica che disciplinano
l'assegnazione di azioni, laddove la materiale attribuzione delle azioni, così
come gli adempimenti delle formalità prescritte dal codice civile (la consegna
materiale della res all'acquirente, i certificati azionari o le equivalenti
annotazioni contabili), costituiscono meri atti di esecuzione e certificazione
degli obblighi assunti in sede contrattuale.
Va infatti evidenziato che l'esercizio del diritto di
sottoscrivere le azioni assume rilevanza ai fini dell'attribuzione dello status
di socio-proprietario dell'azione, mentre a nulla rileva la data, ancorché
successiva, nella quale il dipendente-azionista viene iscritto nel libro soci.
Quest'ultimo adempimento, infatti, previsto
dall'articolo 2470 del codice civile, può avvenire d'iniziativa del socio o
della società e riguarda esclusivamente l'individuazione del momento a partire
dal quale il socio può esercitare in concreto i diritti sociali, mentre va
fatto risalire all'esercizio del diritto di opzione il momento nel quale il
dipendente diviene proprietario di una quota parte del patrimonio netto della
Fin dal momento in cui dichiara di voler esercitare il
diritto di opzione, quindi, l'assegnatario diviene titolare di un diritto a
disporre delle azioni, anche se la consegna materiale dei titoli viene differita
ad un momento successivo, nel caso prospettato, all'avvio delle negoziazioni nel
Mercato Telematico Azionario.
Va altresì aggiunto che l'esercizio del diritto di
opzione, semprechè validamente effettuato sia sotto l'aspetto formale che
sostanziale, può essere configurato come un atto la cui validità è
condizionata al verificarsi di un evento (la quotazione), che nel momento in cui
viene a realizzarsi perfeziona in maniera retroattiva la manifestazione di
volontà precedentemente espressa dal dipendente.
Per completezza di argomento è il caso di rilevare,
peraltro, che l'art. 51, comma 2, lett. g-bis), del Tuir, così come risultante dalle
modifiche apportate dal decreto-legge n. 262 del 2006, convertito
dalla legge 24 novembre 2006, n. 286,
ha introdotto ulteriori condizioni per l'applicazione dell'agevolazione fiscale,
prevedendo tra l'altro che "il beneficiario mantenga per almeno i cinque
anni successivi all'esercizio dell'opzione un investimento nei titoli oggetto di
opzione non inferiore alla differenza tra il valore delle azioni al momento
dell'assegnazione e l'ammontare corrisposto dal dipendente".
L'attuale formulazione della norma porta a ritenere che
l'assegnazione delle azioni coincida con l'esercizio del diritto di opzione da
parte del dipendente, dal momento che è proprio il momento dell'esercizio
dell'opzione ad essere preso come termine di riferimento per il calcolo del
periodo di indisponibilità dei titoli per la cessione. Tale affermazione
mantiene valore anche se, per motivi tecnici connessi con il trasferimento dei
titoli, la data della loro effettiva assegnazione possa essere di qualche giorno
posteriore a quella di esercizio delle opzioni.
Sulla base delle suesposte considerazioni, si ritiene
che al caso di specie si renda applicabile la disciplina di cui all'art. 51, comma 2, lett. g-bis) del TUIR, nel testo previgente
all'entrata in vigore dell'art. 36 del decreto-legge. n. 223 del 2006,
semprechè l'esercizio del diritto di opzione sia stato validamente effettuato
sia sotto l'aspetto formale che sostanziale e portato a conoscenza della
Si condivide pertanto l'interpretazione prospettata
dalla società istante secondo la quale la differenza tra il valore delle azioni
al momento dell'assegnazione ed il costo sostenuto dal dipendente per l'acquisto
delle medesime non costituisce reddito di lavoro dipendente atteso che
l'assegnazione delle azioni in argomento deve ritenersi avvenuta in
corrispondenza con le date in cui sono state esercitate le opzioni relative alla
sottoscrizione per l'acquisto delle azioni stesse e, cioè, alla data
del......... e per alcune opzioni alla successiva data del ........, ambedue
anteriori al ..........., data di entrata in vigore delle nuove disposizioni.
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