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Timestamp: 2019-05-24 08:51:18+00:00
Document Index: 85137458

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Sono nulle le multe emesse agli automobilisti che non rispettano le targhe alterne se non vi è stata un'adeguata pubblicità | Studio Legale Parenti
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Corte di Cassazione, sentenza n. 16455 del 15.07.2009
La Corte di Cassazione con la sentenza in esame ha ricordato che, in materia di sinistri stradali, secondo un orientamento confermato anche dalle sezioni unite con la recente sentenza del 1 luglio 2009, n. 15376, per persona danneggiata “deve intendersi non già la sola vittima diretta dell’incidente, ma ogni soggetto che, come ciascuno degli stretti congiunti, abbia direttamente subito un danno, patrimoniale o non patrimoniale, in conseguenza della morte o dell’invalidità che abbia colpito il soggetto immediatamente pregiudicato”.
Corte di Cassazione, sentenza n. 17279 del 23.07.2009
La Suprema Corte con la sentenza in esame ha precisato che l’area di parcheggio di un supermercato si deve ritenere aperta al pubblico e adibita al normale traffico veicolare anche se di proprietà privata e situata al piano interrato di un edificio. Ne consegue che la circolazione all’interno di questa zona è soggetta all’articolo 2054 del codice civile e alle norme sull’assicurazione obbligatoria dei veicoli. Con tale principio la Corte ha accolto il ricorso di un’assicurazione nei confronti di un automobilista. La compagnia, in qualità di impresa designata dal fondo di garanzia per le vittime della strada, aveva risarcito un sinistro avvenuto nel parcheggio di un ipermercato per colpa di un veicolo privo di copertura assicurativa. La società la quindi agito in regresso per ottenere dal conducente colpevole il rimborso di quanto versato. I giudici di merito gli hanno dato torto sostenendo che il parcheggio dove era avvenuto il sinistro doveva essere considerato area privata perché situato nel piano interrato dell’ipermercato. Di opposto avviso la Cassazione per la quale le aree di parcheggio dei supermercati, anche se private quanto alla proprietà al possesso o alla detenzione, “sono ormai luoghi di continuo e intenso traffico veicolare, sicchè non vi è ragione di escludere l’applicazione al loro interno delle norme in tema di circolazione stradale”.
Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n.17355 del 24.07.2009
La Suprema Corte a Sezioni Unite con la sentenza in esame ha precisato che le attestazioni contenute nel verbale di accertamento della violazione, riguardanti i fatti oggetto di percezione sensoriale del pubblico ufficiale accertatore, possono infatti essere poste nel nulla solo attraverso un giudizio di querela di falso. Le Sezioni Unite hanno così deciso la questione di particolare importanza relativa all’efficacia probatoria delle affermazioni dei verbali della polizia. La contestazione, spiega la Cassazione, è libera solo per le circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale mentre per le altre non si può far ricorso alla querela di falso.
Corte di Cassazione, sentenza n. 16374 del 14.07.2009
La Suprema Corte con la sentenza in esame ha affermato che il Comune è tenuto a risarcire il motociclista che, trovandosi improvvisamente la strada sbarrata da un contenitore dei rifiuti al centro della carreggiata, non riesce a evitare l’impatto e cadendo riporta gravi lesioni personali. Secondo la Corte la manutenzione viaria impone al Comune l’obbligo di intervento immediato in presenza sulla carreggiata di oggetti pericolosi, ma facilmente e immediatamente eliminabili, come quella di un contenitore dei rifiuti, garantendo forme efficaci di vigilanza e un’adeguata e continua prestazione svolta ai fini della sicurezza stradale.
Corte di Cassazione, sentenza n. 28234 del 09.07.2009
La Suprema Corte con la sentenza in esame ha affermato che va sempre motivato il provvedimento di sospensione della patente se il periodo imposto supera il minimo previsto dalla legge per l’infrazione contestata. Le autorità devono chiarire perché un automobilista è pericoloso. Con tale principio la Corte ha accolto il ricorso di due giovani ai quali era stata sospesa la patente per aver gareggiato in velocità con le proprie auto.
Corte di Cassazione, sentenza n. 15769 del 07.07.2009
La Suprema Corte con la sentenza in esame ha precisato che se i comuni intendono disporre la circolazione a targhe alterne sono obbligati a fare una preventiva campagna mediatica per rendere conoscibile i divieti imposti anche agli automobilisti che vengono da fuori città. In sostanza è necessaria una adeguata campagna mediatica che sia conoscibile anche fuori dalla cinta cittadina. I comuni inoltre devono collocare “cartelli indicanti il divieto su tutte le vie d’accesso” per avvisare gli automobilisti del limite di circolazione. In mancanza di tutto questo eventuali multe vanno annullate. La Corte in virtù di tale principio ha annullato una contravvenzione fatta a una signora che in viaggio a Roma aveva circolato senza rispettare le limitazioni imposte dalle targhe alterne.
E’ valida la multa fatta a un automobilista per eccesso di velocità anche se lo scontrino del telelaser riporta un orario diverso rispetto a quello indicato nel verbale