Source: http://docplayer.it/15567662-Regolamento-per-il-rilascio-delle-autorizzazloni-e-la-vigilanza-tecnico-amministrativa-dell-attivita-degli-studi-di-consulenza-automobilistica.html
Timestamp: 2018-04-26 04:24:01+00:00
Document Index: 39158375

Matched Legal Cases: ['art. 92', 'art. 3', 'art. 337', 'art.115', 'art.1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 348', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 9', 'art.23', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 36', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 36', 'art. 9', 'art. 36', 'art. 37', 'art.18', 'art 20', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 8', 'art 20', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 36', 'art. 37', 'art. 36', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 123', 'art. 1', 'art. 337', 'art. 3', 'art.7', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 36', 'art. 123', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 6', 'art. 32', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 22', 'art. 9']

REGOLAMENTO PER IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZlONI E LA VIGILANZA TECNICO-AMMINISTRATIVA DELL ATTIVITA DEGLI STUDI DI CONSULENZA AUTOMOBILISTICA - PDF
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1 Amministrazione Provinciale - Catanzaro APPROVATO CON DELIBERA CONSILIARE N.66 DEL 12/11/2009 REGOLAMENTO PER IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZlONI E LA VIGILANZA TECNICO-AMMINISTRATIVA DELL ATTIVITA DEGLI STUDI DI CONSULENZA AUTOMOBILISTICA - legge n 264, come integrata e modificata dalla Legge n 11 e successive eventuali integrazioni e modificazioni e disposizioni attuative; - art. 92 del D.Lgs n 285, come modificato dall'art. 3 della legge 11/94; - art. 337 del D.P.R n 495; IL DIRIGENTE Ing. Salvatore PINGITORE Art.- 1- Ambito di applicazione 1. Per attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto si intende lo svolgimento di compiti di consulenza e di assistenza, nonché di adempimenti relativi alla circolazione di veicoli e natanti a motore, come specificati nella tabella A 1
2 allegata alla L. 264/91, e comunque ad essi connessi, effettuati a titolo oneroso per incarico di qualunque soggetto interessato. 2. Il presente regolamento, si applica anche alle attività di rilascio di certificazioni per conto di terzi ed agli adempimenti ad essa connessi, se previsti, alla data di entrata in vigore della stessa legge, nella licenza rilasciata dal Questore ai sensi dell art.115 del T.U. delle Leggi di Pubblica Sicurezza per il disbrigo di pratiche automobilistiche (art.1 comma 1 Legge 11/94). 3. Ai fini del presente regolamento l attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto è definita Attività di Consulenza Automobilistica e le imprese esercitanti la medesima sono denominate Studi di consulenza automobilistica. 4. Ai sensi dell art. 1 comma 3 della L. 11/94 l attività di Consulenza automobilistica è esercitata da imprese individuali e società nonchè, limitatamente alle funzioni di assistenza ed agli adempimenti relativi alle operazioni concernenti le patenti di guida ed i certificati di abilitazione professionale alla guida dei mezzi di trasporto, dalle autoscuole; nello svolgimento di tale attività si applicano alle autoscuole le disposizioni di cui alla L. 264 del È di esclusiva competenza delle autoscuole l'attività indicata al numero 1) della tabella 3 allegata alla L n. 870: esami per conducenti di veicoli a motore. Art. 2 - Riferimento normativo La disciplina dell attività di Consulenza è regolata dalle leggi: 8 agosto 1991, n. 264 Disciplina dell attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e della Legge 4 gennaio 1994, n. 11 Adeguamento della disciplina dell attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e della certificazione per conto di terzi. 1. In virtù delle leggi succitate le funzioni relative all autorizzazione e alla vigilanza delle imprese esercenti l attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto (che di seguito,per brevità, saranno denominate Studi ) sono attribuite alla Provincia. Ai sensi del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112, Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 la competenza in materia di espletamento degli esami per il conseguimento dell idoneità per l esercizio dell attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto spetta alla Provincia. 2. La materia del settore è disciplinata, oltre che dalle norme indicate e successive modificazioni ed integrazioni, anche dal Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 Nuovo Codice della Strada e successive modificazioni ed integrazioni dal D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 Regolamento del Nuovo Codice della Strada e successive modificazioni ed integrazioni, dai Decreti Ministeriali di attuazione della L. 264/1991, dalla L.R. 13 aprile 2001, n. 88 Attribuzioni agli Enti locali e disciplina generale delle funzioni amministrative e dei compiti in materia di abilità ai trasporti conferite alla Regione dal D.lgs.112/98, dal presente Regolamento e 2
3 dal Regolamento provinciale per la gestione degli esami per l accertamento dell idoneità all esercizio dell attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e per il rilascio dei relativi attestati approvato con Delibera del Consiglio provinciale n. 6 del 05/02/2009 Art. 3 - Autorizzazione 1. Coloro che intendono esercitare l attività di cui all art. 1 devono richiederne autorizzazione al Dirigente competente in materia di Trasporti della Provincia di Catanzaro, corredata da quanto indicato nell art L autorizzazione sarà rilasciata al titolare di impresa individuale oppure a società di persone o di capitali e dovrà essere affissa, in modo visibile, nei locali dello Studio in cui sono acquisiti gli incarichi dei committenti. 3. Chiunque eserciti l attività di consulenza di cui all art. 1 senza essere in possesso della prescritta autorizzazione o dell attestato di Idoneità Professionale, di cui al successivo art. 23, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2.582,00 a ,00 e, contestualmente, ne sarà data comunicazione all Autorità Giudiziaria per l eventuale applicazione dell art. 348 del Codice Penale. 4. L autorizzazione non può essere rilasciata a soggetti con rapporti di pubblico impiego o con rapporti di lavoro privato, salve le deroghe di legge o di contratto e previo espresso assenso del datore di lavoro. 5. L autorizzazione non è richiesta per l esercente attività di servizi tecnicoamministrativi di altro Stato membro dell Unione Europea, secondo le disposizioni di quest ultimo, che fornisca occasionalmente in Italia, per conto della propria clientela, le prestazioni di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto. Art.- 4 Società in accomandita semplice e società in accomandita per azioni 1. Nel caso di società in accomandita semplice o in accomandita per azioni l autorizzazione di cui all art. 3 è rilasciata quando i soci accomandatari possiedono i requisiti morali e personali di cui all art Almeno uno dei soci accomandatari deve possedere l attestato di idoneità professionale di cui all art La società deve avere la disponibilità di locali idonei secondo i criteri indicati agli artt. 19 e 20. Art. 5 - Societa di capitali 1. Nel caso di società di capitali, l autorizzazione di cui all art. 3 è rilasciata quando gli amministratori possiedono i requisiti, morali e personali, di cui all art. 9. 3
4 2. Almeno uno degli amministratori deve possedere l attestato di idoneità professionale di cui all art. 23. La società deve avere la disponibilità di locali idonei secondo i criteri indicati all art Art. 6 - Societa di persone 1. Nel caso di società di persone l autorizzazione di cui all art. 3 è rilasciata quando tutti i soci della costituita società possiedono i requisiti di cui all art Almeno uno dei soci deve possedere l attestato di idoneità professionale di cui all art La società deve avere la disponibilità di locali idonei secondo i criteri indicati all art. 19e 20. Art. -7 -Impresa individuale Il titolare di impresa individuale che intenda ottenere l autorizzazione di cui al presente articolo deve: possedere i requisiti personali e morali indicati all art. 9; essere in possesso dell attestato di idoneità professionale di cui all art.23; disporre di locali idonei, secondo i criteri indicati all art. 19. Art. 8 -Cittadini extracomunitari 1. Possono conseguire l autorizzazione di cui all art. 3 anche cittadini non appartenenti alla Comunità Europea, purché in possesso di tutti i requisiti previsti dal presente Regolamento ed in regola con il permesso di soggiorno, che deve avere durata non inferiore ai 12 mesi dalla data di presentazione della domanda di autorizzazione. 2. L autorizzazione avrà la stessa validità del permesso di soggiorno, sarà rinnovata al rinnovo e per uguale durata dello stesso e sarà revocata in caso di mancato rinnovo o di ritiro dello stesso. Art. 9 -Requisiti personali e morali 1. I soggetti (imprese individuali) di cui all art. 7, (società di persone) art. 6 comma 1, (SAS) art. 4 comma 1, (società di Capitale) art. 5 comma 1 e (cittadini extracomunitari) art. 8 devono possedere, ai fini dell ottenimento della autorizzazione in capo ad impresa individuale o società per l esercizio delle attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, i seguenti requisiti: a) essere cittadini italiani residenti in Italia, o cittadini di uno degli Stati membri della Comunità Europea stabiliti in Italia o cittadini extracomunitari muniti di regolare permesso di soggiorno e residenti in Italia; b) avere raggiunto la maggiore età; 4
5 c) non avere riportato condanne per delitti contro la Pubblica Amministrazione, contro l amministrazione della Giustizia, contro la fede pubblica, contro l economia pubblica, l industria e il commercio, ovvero per i delitti di cui agli artt. 575, 624, 628, 629, 630, 640, 646, 648 e 648-bis del Codice Penale, o per qualsiasi altro delitto non colposo per il quale la legge preveda la pena di reclusione non inferiore, nel minimo a due anni e, nel massimo, a cinque anni salvo che non sia intervenuta sentenza definitiva di riabilitazione; d) non essere stati sottoposti a misure amministrative di sicurezza personali o a misure di prevenzione; e) non essere stati interdetti o inabilitati o dichiarati falliti, ovvero che non sia in corso, nei loro confronti, un procedimento per dichiarazione di fallimento; f) di non trovarsi nelle condizioni che determinano cause di divieto o di decadenza previste dall art. 10 della Legge 31 maggio 1965, n.575 Disposizioni contro la mafia per sé e per le società cui appartengono. 2. Qualora venga meno uno dei requisiti di cui al comma 1 lett. a), c), d), e) e f) l autorizzazione di cui all art. 3 verrà revocata. Art. 10 -DISCIPLINA DELL AUTORIZZAZIONE 1. AUTORIZZAZIONE PER IMPRESE GIA ESERCENTI Le imprese esercitanti effettivamente l attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto alla data del 5/9/1991, per conseguire l autorizzazione, devono presentare domanda e la documentazione indicata nell art. 4, fatto salvo quanto previsto dall art. 10 della legge 264/1991, così come modificato dalla Legge 11/1994, per l attestato di idoneità professionale e per il titolo di studio. Le stesse, sono esentate dal dimostrare il possesso dei requisiti di cui all art. 3, comma 1, lettera g) della citata legge 264/1991. Sono, inoltre, esonerate le imprese derivanti dalla trasformazione delle agenzie suddette, a condizione che permanga nella nuova struttura il titolare precedente e l esercizio sia svolto nei medesimi locali. Per dimostrare l effettiva anzianità necessaria per conseguire l autorizzazione, le imprese dovranno, altresì, trasmettere: a) licenza della Questura; b) tariffa delle operazioni vistata dalla Questura al momento del rilascio della licenza; c) registro/i degli affari vidimato/i relativo/i al periodo 1988/1991 ; d) eventuale attestazione di frequenza con profitto al corso di formazione professionale sull attività di consulenza; 5
6 e) attestato da cui risulti di aver gestito da oltre tre anni, alla data di entrata in vigore della Legge 8/8/1991 n. 264, in regime di concessione o di convenzionamento con gli Automobile Club uffici di assistenza automobilistica ART. 11 Programmazione numerica delle autorizzazioni 1. Il numero di autorizzazioni per l esercizio della attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto è determinato, su base provinciale, ai sensi del Decreto del Ministro dei Trasporti 9 dicembre 1992 Definizione dei criteri per la programmazione numerica a livello provinciale, ed in rapporto con l indice provinciale della Motorizzazione Civile, delle autorizzazioni all esercizio della attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto. 2. Il numero delle autorizzazioni rilasciabili complessivamente potrà subire variazioni in eccesso o in difetto secondo il variare del numero dei veicoli circolanti immatricolati nella Provincia come risultanti dalla verifica triennale effettuata sulla base dei dati forniti dall ACI o dal Dipartimento dei Trasporti Terrestri o dall Istat. 3. Potranno essere rilasciate nuove autorizzazioni solamente nei Comuni dei bacini in cui il numero delle autorizzazioni esistenti è inferiore al rapporto: veicoli esistenti/ Il Dirigente, a seguito della verifica di cui al comma 2, provvederà, tramite trasmissione dell elenco da affiggere all Albo Pretorio di ogni Comune del bacino di appartenenza, a rendere nota la disponibilità di autorizzazioni nel Bacino. 5. L assegnazione delle autorizzazioni avverrà attraverso il criterio del primo che l ha richiesta. A tal proposito fa fede il timbro del protocollo di presentazione della Provincia. 6. nel caso che la documentazione presentata non è conforme a quanto indicato in questo regolamento, si chiede l integrazione e se, entro il tempo assegnato, non viene prodotto tutto quanto richiesto si perde la priorità acquisita e si valuta l eventuale successiva domanda presentata. 7. salvo casi eccezionali, da valutare di volta in volta da parte del Dirigente, non saranno date aperture di Agenzie nei comuni del Bacino dove è già operante un altra Agenzia. Art. 12 Responsabilità professionale e personale esecutivo 1. La responsabilità professionale per l esercizio dell attività di cui all art. 1 grava sul titolare dell impresa individuale o, nel caso di società, sui soggetti di cui all art. 6 comma 2, art. 4 comma 2, art. 5 comma 2 e, individuati dalla società stessa. 6
7 2. Le società hanno l obbligo di comunicare i responsabili professionali di cui al comma 1 entro trenta giorni dalla loro individuazione. 3. I dipendenti, i collaboratori familiari e gli associati in partecipazione, di cui ai commi precedenti, per gli adempimenti puramente esecutivi non hanno l obbligo di essere in possesso dell attestato di idoneità professionale, della cittadinanza italiana o di altro Stato della Comunità Europea, né di avere raggiunto la maggiore età. 4. Entro trenta giorni dal ricevimento della autorizzazione o, comunque, dalla assunzione del dipendente o dalla stipula del contratto di inserimento in impresa familiare o di atto di associazione in partecipazione, il titolare o il legale rappresentante dello Studio dovrà dare comunicazione alla Provincia della acquisizione del soggetto nell organico del personale. 5. Il mancato rispetto dei termini di cui ai comma 1 e 3 precedente costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti del successivo art. 36. Ferma restando la responsabilità professionale di cui al comma 1, per gli adempimenti puramente esecutivi, anche presso gli uffici pubblici, l impresa o la società può avvalersi di : a) di personale dipendente (iscritto nel libro paga dell impresa o società), munito di apposita delega; b) di collaboratori familiari (Art. 230 bis del Codice Civile), limitatamente alle imprese; c) associati in partecipazione (Art e seguenti del Codice Civile). 6. La cessazione del rapporto di lavoro, instaurato a qualsiasi titolo e come disciplinato dai precedenti commi, deve essere comunicata entro trenta giorni. 7. Il mancato rispetto di quanto disposto dal presente articolo costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti del successivo art Il titolare dell impresa individuale, i soci in caso di società ed i soggetti indicati al precedente comma dovranno essere dotati, per l accesso agli uffici pubblici, di apposito tesserino di riconoscimento rilasciato dalla Provincia. 9. La validità dei tesserini di riconoscimento è di anni cinque ed alla scadenza devono essere rinnovati. Per i tesserini di riconoscimento già rilasciati dalla Provincia, il termine di scadenza delle validità è fissato nel 1 gennaio 2005, mentre per quelli rilasciati successivamente, dalla data di rilascio. 10. Gli importi dei diritti amministrativi da versare a questo Ente per il rilascio dei suddetti tesserini e per il rinnovo quinquennale degli stessi, sono stabiliti nell art E fatto obbligo ai titolari degli studi di consulenza di comunicare alla Provincia immediatamente e, comunque, entro 30 giorni, qualsiasi variazione relativa al personale di cui al comma I titolari sono tenuti a restituire, entro gli stessi termini di cui al comma precedente, le tessere di riconoscimento dei dipendenti e collaboratori cessati dall incarico. 7
8 ART. 13 Trasferimento Modificazione compagine sociale 1. Nel caso di trasferimento del complesso aziendale a titolo universale o a titolo particolare l avente causa è tenuto a richiedere a proprio favore il rilascio dell autorizzazione, in sostituzione di quella del dante causa: contestualmente alla revoca di quest ultima, l autorizzazione è rilasciata previo accertamento del possesso dei requisiti da parte del richiedente. 2. Alla richiesta devono essere allegate: a) copia conforme all originale dell atto di trasferimento del complesso aziendale regolarmente registrato; b) certificato attestante la capacità finanziaria, così come stabilito dal D.M. del ; c) documentazione riferita al titolare o legale rappresentante richiedente, così come specificatamente elencata al successivo art La Provincia procede al rilascio dell autorizzazione a favore del cessionario contestualmente alla revoca dell autorizzazione rilasciata al trasferente dopo aver accertato l esistenza delle seguenti condizioni: a) sussistenza dei requisiti personali, morali e professionali; b) documentazione attestante l espletamento degli adempimenti relativi alla voltura a favore del richiedente in merito ai locali; c) documentazione indicata al successivo comma del presente articolo. L intestatario dell autorizzazione da revocare, deve: a) restituire l originale; b) restituire le propria tessera di riconoscimento; c) rimettere alla Provincia le tessere di riconoscimento del personale dello studio, qualora rimanga in servizio, per il conseguente aggiornamento. La mancata restituzione delle tessere di riconoscimento è soggetta alla sanzione amministrativa in misura stabilita con apposita deliberazione di Giunta Provinciale. 4. Il cedente, nel caso in cui non comunichi per iscritto alla Provincia la sospensione o l interruzione dell attività dello studio di consulenza a decorrere dall atto di trasferimento del complesso aziendale, rimane responsabile ad ogni effetto del regolare funzionamento del medesimo fino alla data del rilascio della nuova autorizzazione in capo al cessionario. 5. In caso di decesso o di sopravvenuta incapacità fisica del titolare dell impresa individuale, l attività può essere proseguita provvisoriamente per il periodo massimo di anni due, prorogabile per un altro anno i presenza di giustificati motivi, dagli eredi o dagli aventi causa del titolare medesimo, i quali entro tale periodo devono dimostrare di essere in possesso dell attestato di idoneità professionale di cui all art. 5 della legge 264/ Nel caso di società, a seguito di decesso o di sopravvenuta incapacità fisica del socio o dell amministratore in possesso dell attestato di idoneità professionale, l attività può essere proseguita provvisoriamente per lo stesso periodo di cui al 8
9 comma 5, entro il quale un altro socio ovvero un altro amministratore devono dimostrare di essere in possesso dell attestato di idoneità professionale. 7. Trascorsi inutilmente i termini di cui ai commi precedenti le autorizzazioni decadono. 8. Se l autorizzazione è stata rilasciata in favore di una società, l ingresso, il recesso o l esclusione di uno o più soci, da documentare con l esibizione della copia autenticata del relativo verbale, deve essere comunicata alla Provincia, che ne prende atto con provvedimento del Dirigente del Settore competente, previo accertamento dei requisiti prescritti, qualora le modifiche della composizione della società non siano tali da comportare il rilascio di una nuova autorizzazione. Se la variazione riguarda l unico socio in possesso dei requisiti indispensabili per l esercizio dell attività di consulenza, deve essere richiesta una nuova autorizzazione alla Provincia. 9. Nell ipotesi di trasformazione da società a ditta individuale, il recesso o l esclusione di uno o più soci comportano il rilascio di un autorizzazione in sostituzione della precedente, previa revoca di quest ultima, a seguito di richiesta, corredata della copia autentica della scrittura privata contenente la dichiarazione di assenso dei soci intestatari dell autorizzazione ed a condizione che il socio rimasto sia in possesso di tutti i requisiti richiesti per l esercizio dell attività. 10. Nell ipotesi di trasformazione da ditta individuale a società avente o meno personalità giuridica, o di trasformazione di forme societarie, viene rilasciata dal Dirigente del Settore competente una autorizzazione in sostituzione di quella precedente, previo accertamento dei requisiti prescritti e contestuale revoca dell autorizzazione precedente. 11. Successivamente al rilascio dell autorizzazione, i titolari sono tenuti a comunicare tempestivamente alla Provincia, e comunque entro il termine di trenta giorni, ogni variazione riguardante i presupposti in base ai quali è stata rilasciata l autorizzazione stessa. Il rilascio della nuova autorizzazione è subordinato alla riconsegna alla Provincia, da parte del dante causa della precedente autorizzazione. 12. Gli importi da versare a questo Ente in caso di trasferimento del complesso aziendale a titolo universale o a titolo particolare, nonché di modificazione della compagine sociale, sono stabiliti nell art Nelle ipotesi previste dal presente articolo ed ogni qualvolta venga rilasciata una nuova autorizzazione in sostituzione di una già esistente, non si applica il comma 4, dell art. 10, della L 264/ Il proseguimento della attività ai sensi del comma 5 senza l autorizzazione del Dirigente costituisce grave abuso ai sensi e per gli effetti dell art Se varia la sola denominazione dello Studio, senza modifica della ragione sociale o composizione e senza trasferimento di sede, il titolare o il legale rappresentante dovrà richiedere, entro trenta giorni dalla modifica, con istanza in carta legale al Dirigente, l aggiornamento della autorizzazione e dichiarando che la nuova 9
10 denominazione è stata variata anche presso la C.C.I.A.A. di Catanzaro. Il mancato rispetto di quanto precedentemente indicato costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti del successivo art. 36. In tutti i casi di trasformazione o modifica, diversi da quelli disciplinati al comma 1 e al comma 7, si dovrà procedere, previa domanda da inoltrare al Dirigente entro trenta giorni dalla trasformazione o dalla modifica, all aggiornamento della autorizzazione ed alla verifica, se del caso, del possesso dei requisiti di cui all art. 9 in capo ai nuovi soci o ai nuovi amministratori. La mancata comunicazione nei tempi previsti dal comma 9 costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti del successivo art. 36. Nel caso di trasferimento della sede, il titolare o il legale rappresentante dovrà richiedere, con istanza in carta legale al Dirigente, l aggiornamento della autorizzazione. Il trasferimento della sede per qualsiasi motivo senza autorizzazione del Dirigente costituisce grave abuso ai sensi e per gli effetti dell art. 37. ART. 14 Trasferimento della sede 1. E ammesso il trasferimento di sede dell agenzia nell ambito dello stesso Comune previo nulla osta dell Ente. 2. A tal fine, l interessato deve rivolgere apposita istanza alla Provincia corredata della documentazione di cui all art.18 del presente Regolamento e della ricevuta del versamento in favore della Provincia di Catanzaro nella somma in misura indicata nell art Constatata la regolarità e la completezza della documentazione presentata la Provincia provvederà a rilasciare il nulla osta al trasferimento e ad aggiornare l autorizzazione con l indicazione dell ubicazione della nuova sede. 4. Con la stessa procedura di cui ai commi precedenti, la Provincia può autorizzare, in via del tutto eccezionale, il trasferimento di sede dell agenzia in un altro Comune in caso di motivate e gravi esigenze, per un periodo massimo di mesi sei non prorogabile. 5. Qualora al termine di predetto periodo l attività non venga ripresa regolarmente nel Comune di provenienza, l autorizzazione verrà revocata d ufficio. 6. Dell avvenuta ripresa dovrà essere data immediata comunicazione scritta alla Provincia e comunque non oltre 5 giorni dalla ripresa stessa. Art. 15 Mutamento denominazione 1. Qualora l eventuale nuovo titolare desideri conservare la precedente denominazione, deve produrre una comunicazione di assenso da parte del precedente titolare. 10
11 2. Se varia la sola denominazione, si procede su richiesta del titolare, corredata dalla copia dei certificati di variazione presso la CCIAAA e della ricevuta del versamento in favore della Provincia di Catanzaro della somma in misura come riportato nell art 20, all aggiornamento dell intestazione dell autorizzazione con provvedimento del Dirigente del Settore competente. Art. 16 Rinuncia all autorizzazione 1. In caso di rinuncia all autorizzazione deve essere presentata una dichiarazione, indirizzata alla Provincia, con la quale il titolare medesimo comunica formale ed incondizionata rinuncia all attività, restituendo l originale dell autorizzazione. Art. 17 Sospensione attività 1. La Provincia può autorizzare la sospensione dell attività su istanza, in carta semplice, del titolare dell autorizzazione solo per motivate e gravi esigenze. 2. La sospensione può essere accordata in presenza di giustificati motivi per un periodo massimo di sei mesi, eccezionalmente prorogabile per altri sei mesi. Qualora al termine di predetto periodo l attività non venga ripresa regolarmente, l autorizzazione verrà revocata d ufficio. 3. Dell avvenuta ripresa dovrà essere data immediata comunicazione scritta alla Provincia e comunque non oltre 5 giorni dalla ripresa stessa. Art. 18 -DOMANDA DIAUTORIZZAZIONE 1. La domanda di autorizzazione, redatta in carta legale e sottoscritta dal titolare della impresa individuale o dal legale rappresentante della società, secondo il modello di cui all Allegato A al presente Regolamento, deve essere indirizzata al Dirigente. 2. Alla domanda dovranno essere allegati i seguenti documenti: a) Attestato di idoneità professionale in originale o in copia autenticata, secondo quanto stabilito all art. 7, art. 6 comma 2, art. 4 comma 2, art. 5 comma 2 e art. 8; b) Attestazione di affidamento di importo pari ad ,69 e redatta secondo lo schema di cui all Allegato B rilasciata nelle varie forme tecniche, da: aziende o istituti di credito; società finanziarie con capitale sociale non inferiore a ,49; 11
12 c) copia semplice dell atto costitutivo per le Società in Nome Collettivo e per le Società in Accomandita Semplice; d) copia semplice dell atto costitutivo e dello Statuto per tutti gli altri tipi di Società; e) attestazione di versamento una tantum secondo quanto previsto dall art 20 effettuato sul c/c/p n intestato a Amm.ne Prov.le di Catanzaro, con indicata sul retro la causale Autorizzazione apertura Studi di Consulenza Automobilistica ; Inoltre, annualmente, si dovrà corrispondere la somma di 100,00 per spese di vigilanza accertamenti in loco ecc..aggiornabili secondo l indice istat,ogni tre anni. f) certificato di abitabilità/agibilità relativo specificatamente ai locali in cui sarà esercitata l attività di consulenza con la dichiarazione che è rispettata la legge D.P.R. 380/2001 barriere architettoniche g) planimetria dei locali in scala 1:50 o scala adeguata vidimata da un tecnico abilitato; h) contratto di locazione o di compravendita, o altro atto attestante la disponibilità dei locali, in originale o in copia autenticata; i) copia di un documento di riconoscimento in corso di validità del richiedente; j) nel caso di società copia di un documento di riconoscimento in corso di validità dei soggetti di cui all art. 6 comma 1, art. 4 comma 1, art. 5 comma 1; k) eventuale dichiarazione di avere svolto attività lavorativa presso uno Studio di Consulenza, precisandone il ruolo, ovvero di avere esercitato direttamente l attività; l) nel caso di soggetto con rapporto di pubblico impiego o con rapporto di lavoro privato, assenso o nulla osta del datore di lavoro a svolgere l attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto. 3. Al fine di anticipare la procedura di rilascio dell autorizzazione, il titolare o il legale rappresentante potrà far precedere la domanda di cui al presente articolo da un istanza preventiva di richiesta di sopralluogo dei locali in cui si svolgerà l attività dello Studio, allegando i documenti di cui al comma 2 lett. f), g), h), i) e j). 4. Nel caso in cui il documento di cui al comma 2 lett. h) non sia ancora stato stipulato, dovrà essere presentata una dichiarazione sostitutiva di atto notorio da 12
13 parte del dante causa, il quale dichiara che darà in disponibilità il locale al richiedente l autorizzazione. 5. L attività, anche di eventuali sedi secondarie, deve essere iniziata entro trenta giorni dal conseguimento della autorizzazione ed entro i successivi trenta giorni dovrà essere presentata alla Provincia documentazione atta ad attestare l avvenuta denuncia di inizio attività presso il Registro Imprese della C.C.I.A.A. di Catanzaro. 6. Qualora l attività non venga iniziata entro il termine di cui al comma precedente, l autorizzazione sarà revocata. 7. Il mancato rispetto dei termini di cui al comma 5 per la presentazione alla Provincia della documentazione atta ad attestare l avvenuta denuncia di inizio attività presso il Registro Imprese di Catanzaro, costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti del successivo art. 36. Art. 19- LOCALI 1. I locali degli studi dovranno essere adibiti esclusivamente all esercizio di servizi relativi alla circolazione dei mezzi di trasporto. 2. I locali dovranno essere completamente separati in modo permanente da altri eventuali locali diversamente utilizzati, avere l altezza minima prevista dal Regolamento Edilizio del Comune in cui sono situati e comprendere: b) un ufficio ed un archivio di almeno 30 mq. di superficie complessiva; servizi igienici, illuminati ed aerati, composti da bagno e antibagno, e che sia rispettato il D.P.R. 380/2001 barriere architettoniche ; c) un ingresso autonomo. 3. L ufficio dovrà essere aerato, illuminato e dotato di un arredamento atto a consentire un agevole stazionamento del pubblico e, qualora sia ubicato in ambiente diverso dall archivio, non dovrà avere superficie inferiore ai 20 mq. 4. Qualora lo Studio sia in possesso anche dell autorizzazione per l attività di autoscuola, i locali destinati all attività dello Studio e della autoscuola potranno avere in comune l ingresso e gli uffici di segreteria diretti alla ricezione del pubblico ed al ricevimento degli incarichi, sempre nell osservanza di quanto prescritto ai precedenti commi 2 e 3. 13
14 5. Il disposto del presente articolo si applica anche alle imprese individuali o società che trasferiscono la propria sede a qualsiasi titolo, salvo quanto disposto al successivo comma Sono esenti da quanto disposto dal presente articolo gli Studi autorizzati alla data di entrata in vigore della L. 264/1991, fintantoché esercitano l attività negli attuali locali, o che trasferiscono la propria sede a causa di sfratto, dichiarato non per morosità ed a condizione che sia pure dichiarata l impossibilità del reperimento di locali idonei. 7. Le caratteristiche dei locali non potranno essere modificate se non previo assenso del Dirigente. 8. Nei locali sede degli uffici dell Automobile Club d Italia possono essere svolte esclusivamente le attività dirette al conseguimento dei fini istituzionali dell ACI stesso. 9. L uso dei locali diverso da quanto disposto dai precedenti commi 1 e 8 costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti del successivo art. 37. In tale caso il titolare o legale rappresentante sarà diffidato dal persistere nell uso suddetto e dovrà ripristinare la situazione pregressa entro il termine che verrà precisato nel provvedimento di diffida. Il mancato ripristino della situazione pregressa entro il termine assegnato costituisce grave abuso ai sensi e per gli effetti del successivo art La modifica dei locali senza l assenso del Dirigente costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti del successivo art. 36. Art. 20 -RILASCIO DELL AUTORIZZAZIONE - TARIFFE 1. L autorizzazione verrà rilasciata compatibilmente con i parametri fissati dalla programmazione provinciale di cui all art. 11 e a seguito della verifica positiva, presso gli Uffici preposti, di quanto dichiarato ai sensi del precedente art Tariffe Rilascio autorizzazione 100,00 Trasferimento Sede. 100,00 Sospensione Attività.. 30,00 Riattivazione Attività.. 30,00 Rilascio Tesserini e rinnovi. 30,00 14
15 Variazioni. 30,00 Richiesta certificato ,00 Qualsiasi altra richiesta di documentazione ,00 Art. 21 -SEDI SECONDARIE 1. Il titolare o legale rappresentante dovrà chiedere il rilascio di un autorizzazione per l apertura di una o più sedi secondarie dello Studio già autorizzato, presentando istanza, ai sensi dell art. 3, al Dirigente. 2. Il rilascio della autorizzazione per la sede secondaria sarà subordinato alla programmazione numerica di cui all art. 11, alla nomina di un institore, preposto alla gestione della sede secondaria ai sensi dell art e seguenti del Codice Civile, in possesso dei requisiti di cui all art. 9 e dell attestato di idoneità professionale di cui all art. 23, che dovrà risultare in organico allo Studio quale socio non di capitali, amministratore, dipendente, collaboratore familiare o associato in partecipazione. 3. In particolare, inoltre, per gli esercenti anteriormente al 6 settembre 1991, detto rilascio sarà subordinato al possesso dell attestato di cui all art. 23 da parte di almeno uno dei soggetti indicati negli artt. 4, 5, 6 e 7. Art. 22-ACCESSO AGLI UFFICI PUBBLICI 1. Per Uffici Pubblici, nell ambito dell esercizio della attività di cui all art. 1, si intendono, a titolo indicativo, la Provincia, l Ufficio Territoriale del Governo, la Questura, l Ufficio del Pubblico Registro Automobilistico, l Ufficio Provinciale del Dipartimento dei Trasporti Terrestri, il Tribunale. 2. L accesso agli Uffici di cui al comma 1, ai fini del disbrigo delle incombenze relative alle attività di cui all art. 1, è consentito ai titolari e, nel caso di società, ai soci, con esclusione dei soci di solo capitale, ai dipendenti dello Studio incaricato, ai collaboratori familiari, agli associati in partecipazione ed ai dipendenti degli Enti Pubblici non economici, di cui all art. 123 comma 13 del D. Lgs. 285/1992, che siano in possesso di apposita tessera di riconoscimento rilasciata dalla Provincia. 3. L accesso agli Uffici Pubblici di cui al comma 1, oltre che ai soggetti di cui al precedente comma, è consentito ai titolari ed ai dipendenti degli Studi che si sono costituiti in Consorzio, finalizzato a mere operazioni di consegna e/o ritiro delle formalità, oltrechè agli eventuali dipendenti del Consorzio stesso, purché muniti di apposita tessera di riconoscimento rilasciata dalla Provincia. 15
16 4. L accesso agli Uffici Pubblici di cui al comma 1 è ammesso agli interessati o a persona dagli stessi delegata, purché munita di delega con firma autenticata ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 Testo unico delle disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa, o accompagnata da fotocopia di documento di riconoscimento del delegante in corso di validità. 5. E altresì ammesso l accesso agli Uffici Pubblici, di cui al presente articolo, alle Associazioni di categoria degli autotrasportatori, presenti, alla data di entrata in vigore del Decreto Legge 25 novembre 1995, n. 501, Interventi per il settore dell autotrasporto di cose per conto di terzi, nonché per il personale addetto ai pubblici servizi di trasporto, convertito con modificazioni nella legge 5 gennaio 1996, n. 11, nei Comitati provinciali e aderenti alle Associazioni Nazionali presenti nel Comitato Centrale per l Albo degli Autotrasportatori di cui alla Legge 6 giugno 1974, n. 298, esclusivamente per le formalità relative all autotrasporto per conto di terzi ed a condizione che l espletamento delle stesse venga effettuato a titolo gratuito. Art. 23 -ATTESTATO D IDONEITA PROFESSIONALE 1. L autorizzazione per l esercizio dell attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto viene rilasciata solo qualora i soggetti di cui agli artt. 7, 6 comma 2, 4 comma 2, 5comma 2 ed 8 possiedano l attestato d idoneità professionale, rilasciato da una Provincia. 2. L attestato viene rilasciato dalla Provincia di Catanzaro ai soggetti che sosterranno l esame disciplinato dal Regolamento Provinciale per la gestione degli esami per l accertamento dell idoneità all esercizio dell attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e per il rilascio dei relativi attestati approvato con Delibera del Consiglio Provinciale n. 06 del 05/02/2006. Art. 24 -AUTOMOBILE CLUB D ITALIA SOGGETTI 1. L attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto può essere esercitata anche dall Automobile Club d Italia, dall Automobile Club provinciale e dalle rispettive delegazioni dirette od indirette. 2. All'Automobile Club competente si applica l'art. 1 della legge 264/ L'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, di cui alla Legge 264/91, effettuato direttamente dall'ente pubblico non economico secondo le leggi e i regolamenti anteriori all'entrata in vigore della predetta legge, è regolata dall'art. 337, comma 5 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n Le delegazioni dirette sono uffici gestiti o dipendenti direttamente dall Automobile Club d Italia sede centrale o dall Automobile Club provinciale. 16
17 5. Le delegazioni indirette sono uffici che esercitano l attività di consulenza automobilistica in regime di concessione o di convenzionamento con l Automobile Club d Italia o con l Automobile Club provinciale. Art. 25 -Autorizzazione delle delegazioni dirette ed indirette 1. Per potere esercitare l attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto le delegazioni dirette ed indirette istituite dopo il 5 settembre 1991 devono conseguire l autorizzazione di cui all art. 3.così come prevista dalla legge 264/91 2. Gli uffici, di cui al comma 1 rilasciano la ricevuta prevista dall'art.7 Legge 264/ La domanda tesa al rilascio della autorizzazione per le delegazioni dirette ed indirette deve essere presentata dall Automobile Club d Italia o dall Automobile Club provinciale; l autorizzazione sarà rilasciata all Automobile Club richiedente. 4. L'autorizzazione è rilasciata dalla Provincia, nel rispetto del programma provinciale delle autorizzazioni, su richiesta dell'automobile Club competente, direttamente a tale Ente in relazione agli uffici dallo stesso specificamente indicati nella richiesta, purché i soggetti designati quali titolari degli uffici siano in possesso dei requisiti previsti dall'art. 3 della legge 264/1991, compreso l attestato di idoneità professionale, e la domanda sia conforme a quanto previsto dal presente Regolamento. 5. Nei locali sede degli uffici dell'automobile Club d'italia (A.C.I.) e degli Automobile Clubs possono essere svolte esclusivamente le attività dirette al conseguimento dei fini istituzionali dell'a.c.i. stesso. 6. In caso di violazione di norme relative all'esercizio di detta attività, agli uffici in regime di convenzionamento o di concessione degli Enti Pubblici non Economici si applicano le sanzioni di cui all'art. 38 del presente Regolamento. 7. L Automobile Club d Italia, l Automobile Club provinciale e le rispettive delegazioni dirette ed indirette sono soggetti alle disposizioni previste dal presente Regolamento. Art. 26 -Ulteriori obblighi degli automobile club 1. E fatto obbligo all Automobile Club d Italia e all Automobile Club provinciale di comunicare alla Provincia, entro trenta giorni, sia l estinzione di ogni ufficio o delegazione, sia la costituzione o l estinzione di ogni rapporto di concessione o di convenzionamento. 2. Il mancato rispetto dei termini di cui al precedente comma costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti del successivo art. 36. Art. 27 -Competenze delle autoscuole 17
18 1. Le autoscuole, individuate dall art. 123 del D. Lgs. 285/1992, svolgono in via esclusiva gli adempimenti connessi alla effettuazione dell esame per conducenti di veicoli a motore. 2. Le autoscuole svolgono altresì attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, limitatamente alle funzioni di assistenza e agli adempimenti relativi alle operazioni concernenti le patenti di guida e i certificati di abilitazione professionale alla guida dei mezzi di trasporto. 3. L attività di consulenza definita al precedente comma 2 può essere effettuata nei confronti di qualsiasi soggetto interessato, anche non iscritto all autoscuola in qualità di allievo. 4. Le autoscuole, per lo svolgimento delle attività di cui ai commi 1 e 2, non devono conseguire l autorizzazione per esercitare l attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, disciplinata dall art. 3 del presente Regolamento. Art. 28- NORME REGOLAMENTARI APPLICABILI 1. All esercizio da parte delle autoscuole delle attività individuate al comma 2 del precedente articolo si applicano le norme del presente Regolamento in materia di: accesso agli Uffici Pubblici; orari di apertura; tariffe; registro-giornale; ricevute; sanzioni, in quanto applicabili. Art. 29- Orari di apertura 1. Entro trenta giorni dalla data di inizio della attività il titolare o legale rappresentante dovrà comunicare alla Provincia gli orari di apertura al pubblico dello Studio. 2. Qualora i suddetti orari subiscano variazioni definitive il titolare o legale rappresentante dovrà darne comunicazione alla Provincia entro trenta giorni dalla data di modifica. 3. Il titolare o legale rappresentata dovrà comunicare alla Provincia il periodo di chiusura per ferie, prima dell inizio dello stesso. 4. Il mancato rispetto di quanto previsto ai commi precedenti costituisce irregolarità ai sensi e per effetti dell art. 36. Art. 30 -Tariffe ed informazioni all utenza 18
19 1. Entro il 31 gennaio di ogni anno lo Studio dovrà depositare in Provincia le tariffe praticate per ciascuna formalità ovvero una dichiarazione di non variazione delle stesse. 2. Una copia delle tariffe, nonché del logo per l attività dello Sportello Telematico dell Automobilista (S.T.A.), vistati entrambi dalla Provincia, dovrà essere permanentemente affissa in modo visibile al pubblico, presso i locali dello Studio in cui vengono acquisiti gli incarichi dei committenti. 3. Dovrà, inoltre, essere affisso, in modo visibile, un avviso che indichi la possibilità, per l utente, di inoltrare reclami in merito all attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto esercitata dallo Studio, anche al Dirigente dell Area competente in materia di trasporti della Provincia. 4. L applicazione di tariffe superiori a quelle vistate dalla Provincia costituisce grave abuso ai sensi e per gli effetti del successivo art Il mancato rispetto dei termini di cui al comma 1, il mancato deposito delle tariffe, previsto dal comma 1, e le mancate affissioni previste dai commi 2 e 3, costituiscono irregolarità ai sensi e per gli effetti dell art. 36. Art. 31 -Registro-giornale 1. Il titolare o il legale rappresentante dello Studio predispone il Registro-Giornale di cui all art. 6 della L. 264/1991 il quale, prima di essere messo in uso, dovrà essere vidimato e numerato in ogni sua pagina a norma di legge. 2. Il Registro-Giornale dovrà essere completato, per ogni formalità, in ogni sua parte e contenere i seguenti dati: numero progressivo attribuito all incarico; dati identificativi (nome, cognome e residenza oppure denominazione e sede) del soggetto che ha commissionato l espletamento della pratica; dati identificativi del veicolo (numero di targa o di telaio) o del documento relativamente al quale viene espletata la formalità; tipo di formalità da espletare (per es. trasferimento di proprietà, immatricolazione, duplicato patente, ecc.); data di rilascio della ricevuta di cui al successivo art. 32 e numero progressivo della stessa. La mancanza anche di uno solo dei dati suddetti costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti dell art In particolare, ad un numero progressivo corrisponderà esclusivamente una sola formalità. L annotazione, in capo ad un solo numero di registrazione, di più formalità costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti dell art La stampa del Registro Giornale, salve le regole sulla tenuta informatica, può avvenire in conformità con l art. 7, comma 4-ter del Decreto Legge 10 giugno 1994, n. 357 Disposizioni tributarie urgenti per accelerare la ripresa dell economia e dell occupazione, nonché per ridurre gli adempimenti a carico 19
20 del contribuente, convertito dalla Legge 8 agosto 1994, n. 489 e modificato dall art. 3 della Legge 21 novembre 2000, n. 342 Misure in materia fiscale. Art. 32 -Ricevute di consegna dei documenti di circolazione del mezzo di trasporto o dei documenti di abilitazione alla guida 1. Il soggetto responsabile o, in sua assenza, ferma restando la responsabilità professionale di costui, il dipendente o il collaboratore familiare o l associato in partecipazione, quando i documenti di circolazione del mezzo di trasporto o i documenti di abilitazione alla guida vengano consegnato allo Studio per gli adempimenti di competenza, rilascia all interessato una ricevuta conforme al modello allegato al Decreto del Ministro dei Trasporti dell 8 febbraio 1992 Approvazione del modello di ricevuta temporaneamente sostitutivo del documento di circolazione del mezzo di trasporto o di abilitazione alla guida. 2. Le ricevute di cui al comma 1 devono riportare data e numero progressivo apposto con specifico timbro dello Studio. 3. Le ricevute di cui al comma 1 sostituiscono a tutti gli effetti i documenti di circolazione del mezzo di trasporto o i documenti di abilitazione alla guida, per la durata massima di trenta giorni che decorrono dalla data di rilascio della stessa, che deve coincidere con la data di annotazione del Registro-Giornale. La mancata coincidenza tra la data di rilascio e la data di annotazione costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti dell art Alla scadenza del termine di cui al comma 3 non potrà essere rilasciata ulteriore ricevuta. Chiunque abusivamente, ossia pur non sussistendo i presupposti per il rilascio, rilascia la ricevuta di cui al presente articolo, viene punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 327,00 a 1.311,00. Alla contestazione di tre violazioni nell arco di un triennio l autorizzazione di cui all art. 3 sarà revocata. 5. Ogni altra irregolarità nel rilascio della ricevuta è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 65,00 a 262, La data di rilascio dovrà essere annotata nella apposita colonna del Registro- Giornale unitamente al numero progressivo della ricevuta stessa. 7. La data del rilascio della ricevuta potrà essere contestuale o successiva alla data di registrazione della formalità sul Registro-Giornale. La data di rilascio antecedente la data di registrazione costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti dell art. 36. Art. 33 -Conservazione dei documenti 1. I documenti relativi a ciascuna formalità dovranno essere conservati presso l archivio o il domicilio fiscale dello Studio. Qualora l archivio o il domicilio fiscale sia diverso dalla sede presso la quale viene svolta l'attività, ne dovrà 20
21 essere data comunicazione alla Provincia entro trenta giorni dalla data di deposito del primo documento. 2. La mancata comunicazione di cui al comma 1 costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti dell art Relativamente a ciascuna formalità presa in carico, lo Studio dovrà conservare copia, in formato cartaceo o su supporto informatico, almeno della documentazione prevista dall art del Codice Civile e dalla normativa vigente in materia tributaria. A richiesta della Provincia, nell espletamento dell attività di vigilanza, lo Studio dovrà esibire, entro un termine non superiore a trenta giorni, copia della documentazione afferente le formalità oggetto dell attività di vigilanza. 4. La mancata conservazione della documentazione prevista al comma 3 e la mancata comunicazione di cui al comma 1 costituiscono irregolarità ai sensi e per gli effetti dell art La mancata produzione dei documenti di cui al comma 3 costituisce grave abuso ai sensi e per gli effetti del successivo art La ritardata produzione della documentazione rispetto ai termini di cui al comma 3 costituisce irregolarità ai sensi e per gli effetti del successivo art. 36. Art Cessazione dell attivita 1. E fatto obbligo al titolare o legale rappresentante dello Studio di comunicare alla Provincia la cessazione della attività. L attività dello Studio si intende comunque cessata quando, dal Registro-Giornale, non risultino registrate formalità per un periodo superiore a un anno. La mancata comunicazione costituisce grave abuso ai sensi e per gli effetti dell art Entro quindici giorni dalla data della revoca della autorizzazione verranno annullate tutte le tessere di riconoscimento, di cui al precedente art. 22, che risultino rilasciate. Art. 35 -Sospensione dell attività 1. Per comprovati e gravi motivi che ingenerano nel titolare o legale rappresentate dello Studio la temporanea impossibilità a proseguire l attività, lo stesso deve chiedere la sospensione della autorizzazione o la nomina di un sostituto, purché questi sia in possesso dei requisiti previsti all art. 9 e dell attestato di idoneità professionale. 2. Nel caso di richiesta di sospensione questa è autorizzata con provvedimento del Dirigente che ne fissa la durata. Questa non potrà essere, comunque, superiore a sei mesi. Decorso il termine stabilito, senza che l attività sia ripresa, l autorizzazione è revocata d ufficio. Per gravi e comprovati motivi il titolare o 21