Source: https://www.finanzainchiaro.it/omessa-presentazione-del-770-ravvedibile-sino-al-18-dicembre.html
Timestamp: 2019-07-23 01:17:44+00:00
Document Index: 10049710

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 2', '§ 2', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 7']

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La proroga al 19 settembre per l’invio del modello 770/2014 incide sui termini per ravvedere il 770/2013 infedele
Come anticipato in diversi interventi, il termine per la presentazione della dichiarazione del sostituto d’imposta (modello 770), fissato dall’art. 4 del DPR 322/98 al 31 luglio di ciascun anno, è stato prorogato al 19 settembre 2014 (si veda “Modelli 770/2014, proroga al 19 settembre” del 31 luglio 2014).
Ciò incide sui termini per il ravvedimento operoso relativi sia all’infedele dichiarazione del modello 770/2013, sia alla mancata presentazione, nei termini, del modello 770/2014.
Per ciò che riguarda la prima ipotesi, per la dichiarazione del sostituto d’imposta infedele l’art. 2 del DLgs. 471/97 prevede una sanzione dal 100% al 200% delle ritenute non versate riferibili alla differenza tra ammontare accertato e non dichiarato, con un minimo di 258 euro. Qualora le ritenute su compensi, interessi e altre somme siano state interamente versate, la sanzione è da 258 euro a 2.065 euro.
La violazione può essere ravveduta ai sensi dell’art. 13 comma 1 lett. b) del DLgs. 472/97, con riduzione della sanzione a un ottavo del minimo ed entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui l’errore è stato commesso.
Di conseguenza, le violazioni commesse nel modello 770/2013 possono essere sanate, grazie alla proroga, non più entro il 31 luglio 2014 ma entro il 19 settembre 2014.
Pertanto, entro la predetta data è necessario presentare la dichiarazione integrativa, versare la sanzione di cui all’art. 2 comma 2 del DLgs. 471/97 ridotta a un ottavo del minimo e versare le ritenute con i relativi interessi legali (al tasso del 2,5% fino al 31 dicembre 2013 e dell’1% a decorrere dal 1° gennaio 2014).
Analizzando ora l’omessa dichiarazione, essa è punita con una sanzione dal 120% al 240% dell’ammontare delle ritenute non versate, con un minimo di 258 euro (anche in tal caso, qualora le ritenute su compensi, interessi e altre somme siano state interamente versate, la sanzione è da 258 euro a 2.065 euro).
Analogamente a quanto specificato per la dichiarazione dei redditi, l’Amministrazione finanziaria è dell’avviso che la dichiarazione tardiva (ovvero presentata entro novanta giorni dal termine, momento in cui, ai sensi dell’art. 2 comma 7 del DPR 322/98, questa cessa di essere “tardiva” per divenire a tutti gli effetti “omessa”) vada sanzionata alla stregua di una dichiarazione omessa con ritenute interamente versate, con una sanzione minima, di conseguenza, pari a 258 euro (circolare 23/99, cap. I, § 2).
L’art. 13 comma 1 lett. c) del DLgs. 472/97 ammette il ravvedimento operoso con riduzione della sanzione da omessa dichiarazione a 1/10 del minimo, a condizione che esso avvenga entro novanta giorni dal termine ultimo per l’invio della dichiarazione medesima.
In forza di quanto affermato dalla circolare richiamata, occorre quindi versare la sanzione ridotta di 25 euro (258/10, con troncamento dei decimali).
Ravvedibili anche le omesse indicazioni dei percipienti
Relativamente al modello 770/2014, il ravvedimento operoso sull’omessa dichiarazione, grazie alla proroga, è possibile non più sino al 29 ottobre 2014 ma sino al 18 dicembre 2014.
In aggiunta alle sanzioni contemplate per le violazioni di dichiarazione infedele e omessa, può essere irrogata la pena di 51 euro per ogni percipiente non indicato nella dichiarazione, che può, anch’essa, essere oggetto di ravvedimento operoso.
Si evidenzia che, in merito a ciò, la convenienza del ravvedimento deve essere attentamente valutata, in quanto il contribuente deve operare la riduzione a 1/8 con riferimento a ciascuna omissione (pari a 6 euro, 51/8), non potendo applicare la continuazione ex art. 12 del DLgs. 472/97, cosa che, invece, deve avvenire se fosse l’Ufficio ad irrogare la sanzione.
Per le esemplificazioni pratiche di ciò, in relazione ai codici tributo da indicare nel modello F24 e, soprattutto, alla compilazione del prospetto ST del modello 770/2014 (ove è necessario evidenziare l’avvenuto ravvedimento operoso), si veda l’apposita Scheda Eutekne di giugno 2014.
La proroga dei termini per l’invio del modello 770/2014 ha effetto anche sul ravvedimento inerente alle sanzioni che, ai sensi dell’art. 7-bis del DLgs. 241/97 (da 516 a 5.164 euro), possono essere irrogate nei confronti degli intermediari abilitati, sulle quali dedicheremo appositi interventi.
Fonte: Eutekne.it
770/2014 proroga ravvedimento scadenza
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