Source: https://www.proinfirmis.ch/it/guida-giuridica/lavoro/prestazioni-dellai-per-la-ricerca-di-un-impiego.html
Timestamp: 2019-03-18 17:40:35+00:00
Document Index: 24920089

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 6', 'art. 18', 'art. 6', 'art. 18', 'art. 6']

Prestazioni dell'AI per la ricerca di un impiego (attivo)
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Se a causa di una malattia, un infortunio o un handicap congenito una persona ha bisogno di sostegno nella ricerca di un impiego, la prima assicurazione competente è l’AI, la quale offre un ampio ventaglio di prestazioni che negli ultimi anni è stato via via potenziato: orientamento professionale, provvedimenti di reinserimento per preparare all’integrazione professionale, provvedimenti di collocamento e incentivi finanziari per i datori di lavoro.
La persona con problemi di salute deve tuttavia essere ben cosciente che queste offerte non garantiscono che verrà effettivamente trovato un impiego adeguato. Le chiavi del successo nella ricerca di un posto di lavoro restano la motivazione e l’impegno personale.
Questo capitolo spiega quale sostegno le persone in situazione di handicap alla ricerca di un posto di lavoro possono aspettarsi dall’AI. Nel capitolo «Formazione professionale» si trovano i dettagli sulle altre misure professionali dell’AI (prima formazione professionale, perfezionamento professionale e riformazione professionale).
Annuncio e intervento tempestivo
L’esperienza insegna che più a lungo una persona rimane senza lavoro, più si riducono le possibilità di trovare un impiego adeguato. Al fine di avviare per tempo le procedure necessarie, si raccomanda di annunciarsi all’AI quanto prima.
In un primo passo, l’AI può offrire aiuto nel quadro del cosiddetto «intervento tempestivo». Una volta annunciatasi, la persona con handicap viene invitata dall’ufficio AI a un primo colloquio per valutare i danni alla salute e le loro ripercussioni sulla collocabilità, ma pure per accertare le risorse personali e professionali ancora esistenti. Questa prima valutazione serve a definire il mandato da assegnare agli specialisti d’integrazione professionale.
Nel quadro dell’intervento tempestivo, la persona in situazione di handicap può beneficiare di tutti i provvedimenti professionali senza prima richiedere approfonditi rapporti medici e procedere a ulteriori accertamenti giuridici. L’obiettivo dell’intervento tempestivo è quello di trovare una soluzione il più rapidamente possibile senza superare l’importo massimo concesso all’AI di 20'000 franchi per persona. Durante i provvedimenti d’intervento tempestivo, non sussiste alcun diritto a un’indennità giornaliera dell’AI. Queste due limitazioni decadono nel momento in cui l’AI ha eseguito i necessari accertamenti medici e di diritto assicurativo volti ad accordare i provvedimenti d’integrazione ordinari, di norma al massimo sei mesi dopo l’annuncio all’AI.
Provvedimenti di reinserimento dell’AI
Soprattutto per le persone con gravi malattie psichiche, l’integrazione professionale diretta non è sovente più possibile. In una prima fase, queste persone devono essere preparate all’inserimento nel mondo del lavoro con un allenamento mirato.
A questo scopo, l’AI può accordare i provvedimenti di reinserimento per preparare all’integrazione professionale. Si tratta di programmi di riabilitazione socioprofessionali per l’adattamento al processo lavorativo, la promozione della motivazione al lavoro, la stabilizzazione della personalità, l’esercizio delle capacità sociali di base e l’aumento della resistenza. In genere, hanno luogo in centri d’integrazione specializzati, ma possono essere svolti anche direttamente presso un datore di lavoro, se se ne trova uno.
I provvedimenti di reinserimento presuppongono un tempo di presenza di almeno due ore al giorno per quattro giorni la settimana, possono durare fino a un anno (secondo le circostanze prolungabile a due) e sono eseguiti e accompagnati sulla base di un piano d’integrazione. Durante il provvedimento, la persona percepisce un’indennità giornaliera dell’AI. Se appare evidente che l’obiettivo del provvedimento non può essere raggiunto, quest’ultimo viene interrotto.
18 mesi fa, R. ha perso l’impiego a causa di una grave depressione e un disturbo d’ansia. Nel frattempo, il suo stato di salute si è stabilizzato. I medici sono dell’opinione che possa essere riavvicinato gradualmente al mondo del lavoro. L’AI gli accorda pertanto provvedimenti di reinserimento per prepararlo all’integrazione professionale. R. incomincia il suo allenamento con un grado di presenza del 30 per cento, che man mano porta al 60 per cento. Una volta concluso con buon esito l’allenamento, l’AI dispone un collocamento.
Chi, a causa di un danno alla salute, necessita di aiuto nella ricerca di un posto di lavoro adeguato ha diritto a un sostegno attivo da parte degli specialisti dell’ufficio AI.
Il collocamento dell’AI comprende varie attività: consulenza per l’allestimento della documentazione e per la redazione della lettera di candidatura o per la preparazione a un colloquio, segnalazione di posti disponibili, invio della candidatura a potenziali datori di lavoro e, nel caso ideale, effettivo collocamento. In considerazione dell’odierno mercato del lavoro, questo compito è molto impegnativo e presuppone la motivazione della persona con handicap e una buona collaborazione con i collocatori dell’ufficio AI.
Se il collocamento dell’AI non dà l’esito auspicato, in genere viene sospeso dopo sei mesi. È tuttavia possibile impedirlo: diversi tribunali hanno stabilito che un collocamento può essere prolungato oltre i sei mesi se la persona nel bisogno collabora attivamente e la ricerca di un posto di lavoro non è palesemente senza speranza.
M. non ha una formazione e per anni ha lavorato come donna delle pulizie, finché non le è stata diagnosticata la sclerosi multipla. A causa del decorso a ondate della malattia, è stata costretta a ridurre sempre più il grado di occupazione fino al momento in cui non le è più stato possibile far fronte all’impegno fisico richiesto dalla sua occupazione. M. vuole assolutamente continuare a lavorare, per cui si annuncia all’AI per i provvedimenti professionali. Gli specialisti dell’ufficio AI stabiliscono innanzitutto quale sforzo fisico M. è ancora in grado di sopportare e poi le illustrano quali attività sono adeguate alla sua resistenza e al suo profilo professionale. Nel quadro del collocamento, M. riesce così a trovare un’attività all’80 per cento da svolgere perlopiù da seduta in una ditta di produzione.
L’AI può assegnare un posto di lavoro a titolo di prova per al massimo 180 giorni, al fine di appurare le capacità effettive sul mercato del lavoro della persona. Il lavoro a titolo di prova non crea un rapporto di lavoro in senso giuridico e il datore di lavoro non deve sopportare alcun costo salariale. Il lavoro prestato è indennizzato da un’indennità giornaliera dell’AI. Il datore di lavoro può quindi verificare senza alcun rischio se la persona con handicap soddisfa i suoi requisiti e quest’ultima può a sua volta mettere alla prova le sue capacità sul libero mercato del lavoro.
Gli sforzi dell’AI per la ricerca di un lavoro variano molto da Cantone a Cantone. Alcuni uffici AI limitano il loro sostegno a candidature a posti segnalati pubblicamente, altri cercano il contatto con i datori di lavoro e si adoperano in ogni modo per trovare un posto. Per la ricerca di un posto di lavoro adeguato non sono quindi decisivi soltanto i propri sforzi e la disponibilità di fondo del datore di lavoro ad assumere persone con handicap, bensì spesso anche il domicilio e quindi il relativo ufficio AI.
H. lavora come autista. L’insorgenza di un’epilessia gli impedisce di continuare a esercitare la professione. Dopo vari colloqui con l’orientatore professionale dell’AI e al termine di un accertamento delle capacità, l’AI gli trova un posto a titolo di prova per sei mesi come portinaio. Purtroppo, dopo tre mesi la prova deve essere interrotta per ragioni mediche. L’AI avvia le pratiche per la verifica del diritto a una rendita.
Incentivi per datori di lavoro disposti ad assumere persone con handicap
La legge prevede diversi incentivi volti ad agevolare l’assunzione di una persona con handicap. È importante, perché molti datori di lavoro temono che un neo assunto con problemi di salute possa non fornire le prestazioni auspicate oppure tornare inabile al lavoro nel giro di breve tempo, e di dover così assumersi le conseguenze del caso. Tra questi incentivi figurano l’assegno per il periodo d’introduzione e l’indennità per sopperire all’aumento dei contributi.
Se la persona ha trovato un posto di lavoro grazie al collocamento dell’AI, quest’ultima accorda un assegno per il periodo d'introduzione necessario, ma al massimo per sei mesi. L’assegno è versato al datore di lavoro a compensazione del fatto che nel periodo d’introduzione il neoassunto non ha ancora raggiunto le capacità effettive corrispondenti al salario convenuto. Il datore di lavoro è tenuto a versare il pieno stipendio sin dall’inizio e a computare i contributi alle assicurazioni sociali.
l’ufficio AI ha trovato per M. un posto all’80 per cento in una ditta di produzione. Dato che la signora non ha mai svolto prima un’attività del genere, all’inizio non dispone ancora delle capacità effettive corrispondenti al salario convenuto. A titolo di compensazione, l’AI versa alla ditta un assegno per tre mesi d’introduzione pari a 2/3 del salario versato a M.
L’AI può inoltre versare al datore di lavoro un’indennità per sopperire all’aumento dei contributi se nell’arco di tre anni la persona con handicap ricollocata ridiventa incapace al lavoro per più di quindici giorni e se all’insorgere della nuova incapacità al lavoro il rapporto di lavoro è durato più di tre mesi. Se la persona con handicap in un caso simile continua a percepire il salario o un’indennità giornaliera in caso di malattia, a partire dal sedicesimo giorno al datore di lavoro è versata un’indennità (48 franchi al giorno per aziende con fino a 50 dipendenti, 34 franchi al giorno per aziende con più di 50 dipendenti) per tutto il tempo in cui è versato il salario o l’indennità giornaliera in caso di malattia. Non è necessario che l’assicurazione di indennità giornaliera in caso di malattia o la cassa pensione del datore di lavoro aumenti effettivamente i contributi in seguito al «sinistro».
dopo due anni, la sclerosi multipla si manifesta nuovamente imponendo a M. una prolungata incapacità lavorativa. Poiché è assicurata dalla ditta, M. percepisce in sostituzione del salario un’indennità giornaliera in caso di malattia. A partire dal sedicesimo giorno di incapacità lavorativa, l’AI versa al datore di lavoro un’indennità per sopperire all’aumento dei contributi. Dato che la ditta ha 75 collaboratori, l’indennità sarà di 34 franchi al giorno.
Provvedimenti d’intervento tempestivo:
art. 7d LAI, art. 1sexies - 1octies OAI
Provvedimenti volti all’integrazione:
art. 14a LAI, art. 4quater - 4septies OAI
Lavoro a titolo di prova:
art. 18a LAI, art. 6bis OAI
Assegno per il periodo d’introduzione:
art. 18b LAI, art. 6ter OAI
Indennità per sopperire all’aumento dei contributi:
art. 18c LAI, art. 6quater OAI