Source: http://fuzzyhead.info/stort-test-av-digitala-fotoramar/
Timestamp: 2018-07-16 10:27:36+00:00
Document Index: 122550530

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 8']

Stort test av digitala fotoramar
993333 4680353
993333 4680354
993333 4680355
993333 4680356
993333 4680357
993333 4680358
La ricostruzione di un rudere non può essere tecnicamente considerata un intervento di “demolizione e ricostruzione” (che rientra nella categoria degli interventi di “ristrutturazione edilizia” ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera d), del D.P.R. 380/2001), ma può ugualmente rientrare nel concetto di “ristrutturazione edilizia” poiché la stessa comprende anche “interventi volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza”.
Peraltro la giurisprudenza è in proposito conforme nel ritenere che detta disposizione fa esclusivo riferimento ad edifici completamente realizzati e poi caduti in rovina. Si tratta dunque di una fattispecie completamente diversa e non assimilabile al completamento di un edificio assentito e poi non portato a termine, ipotesi nella quale, trattandosi di completare un’opera che rientra indiscutibilmente nella categoria della nuova costruzione, il titolo edilizio necessario per procedere al completamento dell’intervento è il permesso di costruire e non la SCIA. Si veda in proposito TAR Toscana 12/12/2017, n. 1559.
La presenza di prove certe che consentano di verificare la consistenza preesistente dell’edificio è pertanto indispensabile per poter qualificare l’intervento di ricostruzione come ristrutturazione edilizia e quindi per poterlo eseguire tramite presentazione della SCIA. In difetto - come spiegato chiaramente anche con le sentenze Cass. 30/09/2014, n. 40342 e Cass. 08/10/2015, n. 45147 - l’intervento va qualificato come nuova costruzione e va pertanto richiesto il permesso di costruire.
Si ricorda poi che il citato art. 3, comma 1, lettera d), del D.P.R. 380/2001 dispone che “con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli (…) gli interventi di (…) ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell’edificio preesistente”. Con riferimento agli immobili non vincolati resta invece l’unico limite di rispettare la preesistente volumetria dell’edificio oggetto di ricostruzione.
Alla luce di quanto chiarito, è appena il caso di segnalare che in nessun caso un fabbricato “collabente” può essere oggetto di interventi di “manutenzione ordinaria” o “manutenzione straordinaria” o “restauro e risanamento conservativo” (art. 3 del D.P.R. 380/2001, comma 1, lettere a), b) e c), dal momento che queste categorie di intervento postulano la preesistenza di un organismo edilizio ultimato ed operativo, di cui si intende conservare o rinnovare la funzionalità.
Si segnala che il TAR Lazio, con la Sent. TAR. Lazio Roma 27/03/2018, n. 3416, ha escluso che interventi di mera demolizione di opere già esistenti in condizioni “fatiscenti” e prive di un qualsiasi valore possano essere annoverati tra gli interventi imponenti il previo rilascio del permesso di costruire o dell’autorizzazione paesaggistica, attesa la piena idoneità di essi a garantire proprio la salvaguardia dello stato dei luoghi, oggetto di tutela da parte del legislatore. Ciò, nonostante il fatto che sulla base di un’interpretazione strettamente letterale del disposto dell’art. 3, comma 1, lett. e), del D.P.R. 380/2001 - che definisce gli interventi di “nuova costruzione” come “quelli di trasformazione edilizia ed urbanistica del territorio” - anche i suddetti interventi di demolizione dovrebbero essere considerati soggetti al regime di cui all’art. 10 del menzionato D.P.R. 380/2001.
993333 4680359
AGEVOLAZIONI PER RISTRUTTURAZIONI E RISPARMIO ENERGETICO
Le agevolazioni in parola presuppongono l’intervento su un edificio “preesistente”. A tale proposito l’Agenzia delle entrate, con la Risoluzione n. 215/E del 12/08/2009, ha chiarito che “la condizione di inagibilità del fabbricato conseguente agli eventi sismici, da cui deriva la classificazione catastale di unità collabente (F/2), non esclude che lo stesso possa essere considerato come edificio esistente, trattandosi di un manufatto già costruito e individuato catastalmente, seppure non suscettibile di produrre reddito”.
993333 4680360
Relativamente all’Imposta municipale propria (IMU), i fabbricati collabenti, essendo sprovvisti di rendita catastale, non sono soggetti in quanto privi dell’attitudine contributiva ai fini IMU. Tuttavia occorre anche in questo caso fare un “distinguo”: un manufatto collabente ma ancora in piedi non produce reddito IMU, mentre un manufatto già quasi raso al suolo, magari solo con poche file di mattoni fuori terra, non può più essere considerato un fabbricato e va invece valutato come area edificabile, con conseguente imponibilità sotto questo profilo (vedi Cass. 4308/2010).
Quanto invece ai fabbricati non accatastati come “collabenti” ma semplicemente inagibili o inabitabili, questi pagano l’IMU con base imponibile ridotta al 50%, così come viene previsto dall’articolo 13 del D.L. 201/2011, comma 3, convertito dalla L. 214/2011). In questo ambito le situazioni che devono essere tenute presenti sono quindi l’inagibilità e l’inabitabilità dei fabbricati: il primo è un requisito di natura statica intrinseco al fabbricato, cioè connesso a pericoli per l’incolumità derivanti da carenze strutturali. Inabitabili sono invece i fabbricati che, pur essendo staticamente idonei, si trovano però ad essere privi delle caratteristiche igienico-sanitarie che li rendano fruibili (ad esempio, l’acqua corrente o i vetri alle finestre). La normativa in materia di IMU equipara l'inagibilità all’inabitabilità, così come in precedenza avveniva per l’ICI (art. 8 del D. Leg.vo 504/1992).
Cba29 by Jos Manuel de-Pablos-Coello - issuu
Luli bosa xxx - M
El estilo de Zac Efron Galera de fotos 25 de 26 GQ MX
Aabenraa Kino Store Bryster Busty / Sexabe
Andalucia - Hotel Andalucia Center, Гранада - фото ресторана - TripAdvisor
Fotos noche discotecas granada
Orchid fashion pte ltd
Foto hotel des bains milano marittima
Ver fotos de duendes
Schemi di illuminazione fotografica
Fotos do desabamento do teto do shopping de limeira
Foto felicidades me perdiste
Foto de un bohio
Como hacer una carpeta de fotos en itunes
Fotos de cuerpos pintados de mujeres