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Timestamp: 2018-01-20 12:41:59+00:00
Document Index: 2136558

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Licenze Creative Commons: l’editore FrancoAngeli perde causa con autore; è la prima sentenza in Italia sul tema
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Milano 7 gen 2014 – Si tratta della prima sentenza italiana che riguarda le licenze Creative Commons, ovvero quel tipo di licenze sempre più diffuse con cui gli autori di opere dell’ingegno decidono di riservare a sè solo alcuni diritti e, al tempo stesso, di lasciarne liberi altri a beneficio degli utilizzatori e del progresso sociale.
Un’innovazione, quella delle Creative Commons, sempre più diffusa ma che purtroppo fa fatica ad essere compresa da chi è abituato ad utilizzare il tradizionale standard di copyright, ovvero la formula “tutti i diritti riservati”. E’ il caso evidentemente del noto editore FrancoAngeli.
Il Tribunale di Milano, nei giorni scorsi, ha infatti accertato la responsabilità precontrattuale dell’editore (nella fattispecie FrancoAngeli) nei confronti di un autore (l’avvocato e noto giurista di diritto d’autore, Simone Aliprandi) che non ha più visto la pubblicazione del suo libro, per il quale aveva espressamente richiesto l’applicazione di una licenza Creative Commons.
L’iniziativa giudiziaria era stata avviata dall’avv. Aliprandi nei confronti della FrancoAngeli.
La causa, durata 4 anni, si è focalizzata sulla responsabilità precontrattuale a carico di FrancoAngeli in quanto le parti (autore ed editore) non erano mai pervenute ad una sigla definitiva del contratto di edizione di un libro scritto da Simone Aliprandi e al quale lo stesso autore avrebbe voluto applicare la licenza CC cosiddetta “ShareAlike“. La scelta di tale licenza era in parte obbligata in quanto l’opera era derivata da un’altra che utilizzava la stessa licenza e, di conseguenza, il nuovo lavoro non poteva usufruire di una licenza diversa.
Le trattative sulla pubblicazione del libro, però, hanno subito nel tempo continue interruzioni proprio a causa della difficoltà dell’editore a comprendere come armonizzare tale licenza col proprio standard di pubblicazioni.
Dopo anni di fraintendimenti l’autore ha intentato causa, vincendola, contro l’editore FrancoAngeli.
Il Tribunale di Milano ha deciso il riconoscimento della piena responsabilità precontrattuale a carico di Franco Angeli per il suo atteggiamento nella gestione delle trattative. Su questo aspetto c’è da sperare che la sentenza servirà da monito per molti editori che hanno atteggiamenti poco corretti nei confronti degli autori.
Non solo: la sentenza, pur non essendo una sentenza in materia di proprietà intellettuale, si pone come il primo caso in Italia in cui un giudice si occupa dell’applicazione delle licenze Creative Commons e lo fa mostrando nelle argomentazioni inserite in sentenza di aver compreso appieno i meccanismi che le governano.
Il giudice milanese quindi parla chiaro e con profonda conoscenza dell’argomento: “E’ dato pacifico nonché documentato che l’attore abbia sin da subito manifestato alla propria controparte la necessità che la pubblicazione avvenisse mediante applicazione del cd. Creative Commons e di come tale esigenza fosse derivata da uno specifico vincolo di natura giuridica, posto che l’opera avrebbe contenuto estratti di altre pubblicazioni preesistenti, a loro volta rilasciate con simili licenze ed il cui utilizzo in opere derivate era condizionato proprio dall’applicazione della predetta licenza”.
E ancora: “Risulta documentalmente provato in giudizio che nessuna obiezione veniva mossa, sino al giugno del 2010, dai dipendenti della Franco Angeli, in ordine all’applicazione della licenza Creative Commons: in primis, [la Franco Angeli] provvedeva alla specifica negoziazione con l’attore delle modifiche da apportare al contratto di edizione generalmente proposto dalla casa editrice ai propri autori, sì da garantire la predetta applicazione; in secundis, […] rassicurava a più riprese SIMONE ALIPRANDI sul fatto di essere “convinto che potremo trovare un accordo che preveda il riconoscimento delle giuste royalties e al contempo l’applicazione della licenza Creative Commons”.
Il giudice ha quindi evidenziato un atteggiamento di poca trasparenza o quantomeno di colpevole leggerezza nella gestione delle trattative da parte di FrancoAngeli con il “malcapitato” Aliprandi. Ecco perché il giudice ha concluso per l’affermazione di responsabilità precontrattuale ex art. 1337 c.c. in capo alla convenuta.
Soddisfatto l’autore e avvocato Simone Aliprandi, da tempo impegnato nello studio e nella divulgazione del Copyleft e delle licenze Creative Commons: “La sentenza, pur nel suo piccolo e pur non trattando strettamente questioni di proprietà intellettuale (è infatti di fronte al Tribunale ordinario e non alla sezione specializzata), rappresenta un primo storico caso giurisprudenziale in cui un giudice italiano si occupa dell’applicazione delle licenze Creative Comomons”.
Un altro importante progresso verso la libertà degli autori di utilizzare le licenze Creative Commons, quindi, è stato posto.
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