Source: https://www.economymag.it/homepage/2018/04/16/news/p-a-e-digitalizzazione-il-consiglio-di-giustizia-siciliana-detta-la-linea-984/
Timestamp: 2019-04-24 04:23:47+00:00
Document Index: 55428661

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 16', 'sentenza ']

P.A. e digitalizzazione, il Consiglio di giustizia siciliana detta la linea - Economy
Errore scusabile nel caso di notifica del ricorso a una PA senza indirizzo pec nel REGINDE
P.A. e digitalizzazione, il Consiglio
di giustizia siciliana detta la linea
Lo Studio Stefanelli&Stefanelli di Bologna ha ottenuto un’importante sentenza che segna un ulteriore passo versa un’effettiva digitalizzazione del processo amministrativo
Si apre definitivamente al riconoscimento dell’errore scusabile nel caso di notifica del ricorso ad una P.A. effettuata, a mezzo PEC, presso un indirizzo non contenuto nel REGINDE
Il consiglio di Giustizia Amministrativa Siciliana ha stabilito che la condotta dell’amministrazione pubblica consistente nel non aver inviato al RegInde il suo indirizzo di PEC configura una sostanziale violazione del diritto di difesa del privato, riconosciuto e tutelato dagli artt. 24, 113, 97 della Costituzione nonché art. 6 della CEDU. La circostanza che un ASP siciliana non abbia provveduto – come invece le impone la legge – ad inserire il proprio indirizzo PEC nel registro presso il Ministero della Giustizia, non può penalizzare il ricorrente privato, che si trova in una condizione “sfavorevole” di non poter effettuare la notifica telematica nei tempi (già brevissimi) disposte dalla legge per proporre ricorso.
È quanto contenuto nell’importante sentenza del Cons. Gius. Amm. Siciliana 12 aprile 2018 n.193 (Pres. D.ssa R. de Nictolis, Est. Dott. G. Barone), che trae origine da una controversia in cui una concorrente (difesa dall’avv.to Andrea Stefanelli, co-fondatore dello studio legale Stefanelli&Stefanelli di Bologna) aveva impugnato l’affidamento di una procedura su MEPA ad altra partecipante per una serie di vizi inerenti l’offerta tecnica dell’affidataria.
Il ricorso era stato dichiarato inammissibile per difetto di notifica dell’atto introduttivo, che era stato notificato telematicamente sia alla P.A. resistente che alla controinteressata, agli indirizzi PEC reperiti, per quanto riguarda la ditta, all’interno del registro “INIPEC”, mentre per ciò che concerne l’ASP Ragusa, presso gli indirizzi contenuti nel registro “IPA”. Uno degli indirizzi PEC relativi all’ASP siciliana risultava pubblicato anche sul sito della P.A., che espressamente lo abilitava all’invio di tutte le comunicazioni aventi “valore di legge”.
Ciò nonostante, a detta del TAR Catania, la recente modifica dell’art. 16-ter del D.L. n. 179/2012, che aveva espunto il “Registro IPA” dai pubblici elenchi da cui attingere gli indirizzi validi per effettuare le notifiche degli atti giudiziari, obbligava ad individuare l’indirizzo PEC corretto solo (ed esclusivamente) tra quelli pubblicati nel registro “RegInde”. Inoltre, se una P.A. non aveva provveduto ad inviare al Ministero di Grazia e Giustizia l’indirizzo di posta certificata da inserire nel RegInde, in ogni caso non si poteva utilizzare l’indirizzo PEC del RegInde ma, anacronisticamente, occorreva procedere con una notifica per posta.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa Siciliana, con una sentenza citata, ha rigettato una simile lettura della norma, coraggiosa, non solo annullando la pronuncia di primo grado, e concedendo all’appellante un termine per procedere alla rinotifica del ricorso all’ASP Ragusa “nelle forme ordinarie”, ma ne ha anche disposto trasmissione al Ministero della Giustizia, alla Procura Regionale della Corte dei Conti ed al Prefetto della Provincia di Ragusa, affinché “vigilino” sulla condotta dell’Amministrazione sanitaria nell’adempimento degli obblighi di cui all’art. 16, comma 12, D.L. 179/2012.
“Questa sentenza fortemente innovativa costituisce un ulteriore e fondamentale passo in avanti verso quella digitalizzazione “effettiva” del processo amministrativo” ha commentato Andrea Stefanelli.
Costituito nel 2006 su iniziativa di Andrea e Silvia Stefanelli, lo studio opera nelle sedi di Bologna e Milano con 16 professionisti nei settori del Diritto della Sanità e degli Appalti. In particolare è la struttura di riferimento per quanto riguarda il diritto dei dispositivi medicali, con una rilevante esperienza sui temi della pubblicità sanitaria e della responsabilità medica, nonché una particolare specializzazione nell’emergente tematica della sanità digitale. Nel settore degli appalti è specializzato nella consulenza alle imprese sia nella fase preliminare di partecipazione alle gare sia in quella successiva d'esecuzione dei contratti nonché negli eventuali contenziosi giudiziali e arbitrali, con patrocinio legale in tutto il territorio nazionale. Diritto delle imprese, compliance, diritto del lavoro e privacy rappresentano altri importanti settori di consulenza dello Studio. In particolare in riferimento alla tematica della privacy, la cui disciplina è stata recentemente modificata dal nuovo Regolamento UE, lo Studio vanta una significativa esperienza e un costante aggiornamento, a luglio 2016 gli Avvocati Silvia Stefanelli e Alessandra Delli Ponti hanno conseguito il titolo Master Privacy Officer.
Lo Studio Stefanelli & Stefanelli, nel corso del 2015, ha ottenuto, prima realtà nella città di Bologna, la prestigiosa Certificazione di Qualità RINA ISO 9001, un traguardo molto importante e indispensabile per rispondere alla crescente domanda di consulenza legale e procedure di assistenza dei clienti improntate alla massima qualità.