Source: http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2006_0248.htm
Timestamp: 2017-01-19 23:28:20+00:00
Document Index: 47073869

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 1', 'in fine', 'in fine', 'art. 1', 'in fine', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'in fine', 'in fine', 'art. 2', 'art. 41', 'in fine', 'art. 28', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'in fine', 'art. 2', 'in fine', 'art. 37', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 304', 'art. 304', 'art. 1', 'in fine', 'in fine', 'art. 3', 'art. 1', 'in fine', 'art. 4', 'art. 16', 'in fine', 'art. 39', 'art. 8', 'in fine']

Bosetti & Gatti - legge n. 248/2006 (bersani-Visco)
Conversione del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale
(G.U. 11 agosto 2006, n. 186, s.o. n. 183) Titolo I - MISURE URGENTI PER LO SVILUPPO, LA CRESCITA E LA PROMOZIONE DELLA CONCORRENZA E DELLA COMPETITIVITA', PER LA TUTELA DEI CONSUMATORI E PER LA LIBERALIZZAZIONE DI SETTORI PRODUTTIVI
Art. 1. Finalità e ambito di intervento
1-bis. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano in conformità agli statuti speciali e alle relative norme di attuazione.
Art. 2. Disposizioni urgenti per la tutela della concorrenza nel settore dei servizi professionali
1. In conformità al principio comunitario di libera concorrenza ed
a quello di libertà di circolazione delle persone e dei servizi,
nonché al fine di assicurare agli utenti un'effettiva facoltà di
scelta nell'esercizio dei propri diritti e di comparazione delle
prestazioni offerte sul mercato, dalla data di entrata in vigore del
presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e
regolamentari che prevedono con riferimento alle attività libero
professionali e intellettuali:
a) l’obbligatorietà di tariffe fisse o minime ovvero il
divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli
obiettivi perseguiti;b) il divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, nonché il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio il cui rispetto è verificato dall’ordine;c) il divieto di fornire all’utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti, fermo restando che l’oggetto sociale relativo all’attività libero-professionale deve essere esclusivo, che il medesimo professionista non può partecipare a più di una società e che la specifica prestazione deve essere resa da uno o più soci professionisti previamente indicati, sotto la propria personale responsabilità.
2. Sono fatte salve le disposizioni riguardanti l'esercizio delle
professioni reso nell'ambito del Servizio sanitario nazionale o in
rapporto convenzionale con lo stesso, nonché le eventuali tariffe
massime prefissate in via generale a tutela degli utenti. Il giudice provvede alla liquidazione delle spese di giudizio e dei compensi professionali, in caso di liquidazione giudiziale e di gratuito patrocinio, sulla base della tariffa professionale. Nelle procedure ad evidenza pubblica, le stazioni appaltanti possono utilizzare le tariffe, ove motivatamente ritenute adeguate, quale criterio o base di riferimento per la determinazione dei compensi per attività professionali.
2-bis. All’articolo 2233 del codice civile, il terzo comma è sostituito dal seguente: «Sono nulli, se non redatti in forma scritta, i patti conclusi tra gli avvocati ed i praticanti abilitati con i loro clienti che stabiliscono i compensi professionali».
3. Le disposizioni deontologiche e pattizie e i codici di
autodisciplina che contengono le prescrizioni di cui al comma 1 sono
adeguate, anche con l'adozione di misure a garanzia della qualità
delle prestazioni professionali, entro il 1° gennaio 2007. In caso di
mancato adeguamento, a decorrere dalla medesima data le norme in
contrasto con quanto previsto dal comma 1 sono in ogni caso nulle.
Regole di tutela della concorrenza nel settore della distribuzione
1. Ai sensi delle disposizioni dell'ordinamento comunitario in
materia di tutela della concorrenza e libera circolazione delle merci
e dei servizi ed al fine di garantire la libertà di concorrenza
secondo condizioni di pari opportunità ed il corretto ed uniforme
funzionamento del mercato, nonché di assicurare ai consumatori
finali un livello minimo ed uniforme di condizioni di accessibilità
all'acquisto di prodotti e servizi sul territorio nazionale, ai sensi
dell'articolo 117, comma secondo, lettere e) ed m), della
Costituzione, le attività commerciali, come individuate dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e di somministrazione di alimenti e bevande, sono svolte
senza i seguenti limiti e prescrizioni:
a) l'iscrizione a registri abilitanti ovvero possesso di requisiti professionali soggettivi per l'esercizio di attività commerciali, fatti salvi quelli riguardanti il settore alimentare e della somministrazione degli alimenti e delle bevande;b) il rispetto di distanze minime obbligatorie tra attività
commerciali appartenenti alla medesima tipologia di esercizio;c) le limitazioni quantitative all'assortimento merceologico
offerto negli esercizi commerciali, fatta salva la distinzione tra settore alimentare e non alimentare; d) il rispetto di limiti riferiti a quote di mercato predefinite
o calcolate sul volume delle vendite a livello territoriale sub
d-bis) il rispetto degli orari di apertura e di chiusura, l'obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell'esercizio;
(lettera introdotta dall'art. 35, comma 6, legge n. 111 del 2011, poi così modificata dall'art. 31, comma 1, legge n. 214 del 2011)e) la fissazione di divieti ad effettuare vendite
promozionali, a meno che non siano prescritti dal diritto
comunitario; f) l'ottenimento di autorizzazioni preventive e le limitazioni di
ordine temporale o quantitativo allo svolgimento di vendite promozionali di
prodotti, effettuate all'interno degli esercizi commerciali, tranne che nei periodi immediatamente precedenti i saldi di fine stagione per i medesimi prodotti;
f-bis) il divieto o l’ottenimento di autorizzazioni preventive per il consumo immediato dei prodotti di gastronomia presso l’esercizio di vicinato, utilizzando i locali e gli arredi dell’azienda con l’esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l’osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie.
2. Sono fatte salve le disposizioni che disciplinano le vendite
sottocosto e i saldi di fine stagione.
sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari statali di
disciplina del settore della distribuzione commerciale incompatibili
con le disposizioni di cui al comma 1.
4. Le regioni e gli enti locali adeguano le proprie disposizioni
legislative e regolamentari ai principi e alle disposizioni di cui al
comma 1 entro il 1° gennaio 2007.
Disposizioni urgenti per la liberalizzazione dell'attività di
1. Al fine di favorire la promozione di un assetto maggiormente
concorrenziale nel settore della panificazione ed assicurare una più
ampia accessibilità dei consumatori ai relativi prodotti, a
decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
abrogate la legge 31 luglio 1956, n. 1002, e la lettera b), del
comma 2 dell'articolo 22 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
2. L'impianto di un nuovo panificio ed il trasferimento o la
trasformazione di panifici esistenti sono soggetti a dichiarazione di
inizio attività da presentare al comune competente per territorio ai
sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241. La
dichiarazione deve essere corredata dall'autorizzazione della
competente Azienda sanitaria locale in merito ai requisiti igienico-sanitari e dall'autorizzazione alle emissioni in atmosfera,
dal titolo abilitativo edilizio e dal permesso di agibilità dei
locali, nonché dall’indicazione del nominativo del responsabile dell’attività produttiva, che assicura l’utilizzo di materie prime in conformità alle norme vigenti, l’osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito.
2-bis. È comunque consentita ai titolari di impianti di cui al comma 2 l’attività di vendita dei prodotti di propria produzione per il consumo immediato, utilizzando i locali e gli arredi dell’azienda con l’esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l’osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie.
2-ter. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e con il Ministro della salute, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, emana un decreto ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, volto a disciplinare, in conformità al diritto comunitario:
a) la denominazione di "panificio" da riservare alle imprese che svolgono l’intero ciclo di produzione del pane, dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale;
b) la denominazione di "pane fresco" da riservare al pane prodotto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento, alla surgelazione o alla conservazione prolungata delle materie prime, dei prodotti intermedi della panificazione e degli impasti, fatto salvo l’impiego di tecniche di lavorazione finalizzate al solo rallentamento del processo di lievitazione, da porre in vendita entro un termine che tenga conto delle tipologie panarie esistenti a livello territoriale;
c) l’adozione della dicitura "pane conservato" con l’indicazione dello stato o del metodo di conservazione utilizzato, delle specifiche modalità di confezionamento e di vendita, nonché delle eventuali modalità di conservazione e di consumo.
3. I comuni e le autorità competenti in materia igienico-sanitaria
esercitano le rispettive funzioni di vigilanza.
4. Le violazioni delle prescrizioni di cui al presente
articolo sono punite ai sensi dell'articolo 22, commi 1, 2, 5,
lettera c), e 7, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.
Interventi urgenti nel campo della distribuzione di farmaci
1. Gli esercizi commerciali di cui all'articolo 4, comma 1,
lettere d), e) e f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114,
possono effettuare attività di vendita al pubblico dei farmaci da
banco o di automedicazione, di cui all'articolo 9-bis del
decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con
modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, e di tutti i
farmaci o prodotti non soggetti a prescrizione medica,
previa comunicazione al Ministero della salute e alla regione in cui ha sede l’esercizio e, secondo le
modalità previste dal presente articolo. E' abrogata ogni norma
2. La vendita di cui al comma 1 è consentita durante l'orario di
apertura dell'esercizio commerciale e deve essere effettuata
nell'ambito di un apposito reparto, alla presenza e con l’assistenza personale e diretta al cliente di uno o più
farmacisti abilitati all'esercizio della professione ed iscritti al
relativo ordine. Sono, comunque, vietati i concorsi, le operazioni a
premio e le vendite sotto costo aventi ad oggetto farmaci.
3. Ciascun distributore al dettaglio può determinare liberamente
lo sconto sul prezzo indicato dal produttore o dal distributore sulla
confezione del farmaco rientrante nelle categorie di cui al comma 1, purché lo sconto sia esposto in modo
leggibile e chiaro al consumatore e sia praticato a tutti gli
acquirenti. Ogni clausola contrattuale contraria è nulla. Sono
abrogati l'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 27 maggio 2005, n.
87, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 2005, n.
149, ed ogni altra norma incompatibile.
3-bis. Nella provincia di Bolzano è fatta salva la vigente normativa in materia di bilinguismo e di uso della lingua italiana e tedesca per le etichette e gli stampati illustrativi delle specialità medicinali e dei preparati galenici come previsto dal d.P.R. 15 luglio 1988, n. 574.
4. Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 105 del decreto
legislativo 24 aprile 2006, n. 219, è aggiunto, infine, il seguente
periodo: «L'obbligo di chi commercia all'ingrosso farmaci di detenere
almeno il 90 per cento delle specialità in commercio non si applica
ai medicinali non ammessi a rimborso da parte del servizio sanitario
nazionale, fatta salva la possibilità del rivenditore al dettaglio
di rifornirsi presso altro grossista.».
5. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362,
sono soppresse le seguenti parole: «che gestiscano farmacie
anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge»;
al comma 2 del medesimo articolo sono soppresse le seguenti parole:
«della provincia in cui ha sede la società»; al comma 1, lettera a),
dell'articolo 8 della medesima legge è soppressa la parola:
«distribuzione,».
6. Sono abrogati i commi 5, 6 e 7 dell'articolo 7 della
legge 8 novembre 1991, n. 362.
6-bis. I commi 9 e 10 dell’articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, sono sostituiti dai seguenti:
«9. A seguito di acquisto a titolo di successione di una partecipazione in una società di cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l’avente causa cede la quota di partecipazione nel termine di due anni dall’acquisto medesimo.
10. Il termine di cui al comma 9 si applica anche alla vendita della farmacia privata da parte degli aventi causa ai sensi del dodicesimo comma dell’articolo 12 della legge 2 aprile 1968, n. 475».
6-ter. Dopo il comma 4 dell’articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è inserito il seguente:
«4-bis. Ciascuna delle società di cui al comma 1 può essere titolare dell’esercizio di non più di quattro farmacie ubicate nella provincia dove ha sede legale.».
7. Il comma 2 dell’articolo 100 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, è abrogato.
Art. 6. Interventi per il potenziamento del servizio di taxi
d) prevedere in via sperimentale l’attribuzione, prevalentemente a favore di soggetti di cui all’articolo 7, comma 1, lettere b) e c) della citata legge n. 21 del 1992, della possibilità di utilizzare veicoli sostitutivi ed aggiuntivi per l’espletamento di servizi diretti a specifiche categorie di utenti. In tal caso, l’attività dei sostituti alla guida deve svolgersi secondo quanto previsto dalla lettera a); e) prevedere in via sperimentale forme innovative di servizio all’utenza, con obblighi di servizio e tariffe differenziati, rilasciando a tal fine apposite autorizzazioni ai titolari di licenza del servizio di taxi o ai soggetti di cui all’articolo 7, comma 1, lettere b) e c), della citata legge n. 21 del 1992;
f) prevedere la possibilità degli utenti di avvalersi di tariffe predeterminate dal comune per percorsi prestabiliti; g) istituire un comitato permanente di monitoraggio del servizio di taxi al fine di favorire la regolarità e l’efficienza dell’espletamento del servizio e di orientare costantemente le modalità di svolgimento del servizio stesso alla domanda effettiva, composto da funzionari comunali competenti in materia di mobilità e di trasporto pubblico e da rappresentanti delle organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative, degli operatori di radiotaxi e delle associazioni degli utenti. 2. Sono fatti salvi il conferimento di nuove licenze secondo la vigente programmazione numerica e il divieto di cumulo di più licenze al medesimo intestatario, ai sensi della legge 15 gennaio 1992, n. 21, e della disciplina adottata dalle regioni».
Misure urgenti in materia di passaggi di proprietà di beni mobili
1. L'autenticazione della sottoscrizione degli atti e delle dichiarazioni aventi ad
oggetto l'alienazione di beni mobili registrati e rimorchi o la
costituzione di diritti di garanzia sui medesimi può essere
richiesta anche agli uffici comunali ed ai titolari, o dipendenti da loro delegati, degli sportelli telematici dell'automobilista di cui all'articolo 2 del regolamento di cui al d.P.R. 19 settembre 2000, n. 358, che sono
tenuti a rilasciarla gratuitamente, tranne i previsti diritti di
segreteria, nella stessa data della richiesta, salvo motivato
diniego.
(comma così modificato dall'art. 1, comma 68, legge n. 296 del 2006)
2. I commi 390 e 391 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, sono abrogati.
1. In conformità al principio comunitario della concorrenza e alle
regole sancite dagli articoli 81, 82 e 86 del Trattato istitutivo
della Comunità europea, dalla data di entrata in vigore del presente
decreto è fatto divieto alle compagnie assicurative e ai loro agenti
di vendita di stipulare nuove clausole contrattuali di distribuzione
esclusiva e di imposizione di prezzi minimi o di sconti massimi per
l'offerta ai consumatori di polizze relative all'assicurazione obbligatoria per la
responsabilità civile auto.
2. Le clausole contrattuali che impegnano, in esclusiva, uno o più
agenti assicurativi o altro distributore di servizi assicurativi
relativi al ramo responsabilità civile auto ad una o più compagnie
assicurative individuate, o che impongono ai medesimi soggetti il
prezzo minimo o lo sconto massimo praticabili ai consumatori per gli
stessi servizi, sono nulle secondo quanto previsto dall'articolo 1418
del codice civile. Le clausole sottoscritte prima della data di
entrata in vigore del presente decreto sono fatte salve fino alla
loro naturale scadenza e comunque non oltre il 1° gennaio 2008.
3. Fatto salvo quanto disposto dal comma 2, costituiscono intesa
restrittiva ai sensi dell'articolo 2 della legge 10 ottobre 1990, n.
287, l'imposizione di un mandato di distribuzione esclusiva o del
rispetto di prezzi minimi o di sconti massimi al consumatore finale
nell'adempimento dei contratti che regolano il rapporto di agenzia di
assicurazione relativamente all'assicurazione obbligatoria per
«2-bis. Per l’offerta di contratti relativi all’assicurazione r.c. auto, l’intermediario rilascia preventiva informazione al consumatore sulle provvigioni riconosciutegli dall’impresa o, distintamente, dalle imprese per conto di cui opera. L’informazione è affissa nei locali in cui l’intermediario opera e risulta nella documentazione rilasciata al contraente.
2-ter. I preventivi e le polizze indicano, in modo evidenziato, il premio di tariffa, la provvigione dell’intermediario, nonché lo sconto complessivamente riconosciuto al sottoscrittore del contratto».
Prime misure per il sistema informativo sui prezzi dei prodotti
Art. 10. Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali
1. L’articolo 118 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, è sostituito dal seguente:
«Art. 118. - (Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali). – 1. Nei contratti di durata può essere convenuta la facoltà di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni di contratto qualora sussista un giustificato motivo nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 1341, secondo comma, del codice civile.
2. Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente secondo modalità contenenti in modo evidenziato la formula: "Proposta di modifica unilaterale del contratto", con preavviso minimo di trenta giorni, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente. La modifica si intende approvata ove il cliente non receda, senza spese, dal contratto entro sessanta giorni. In tal caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all’applicazione delle condizioni precedentemente praticate.
4. Le variazioni dei tassi di interesse conseguenti a decisioni di politica monetaria riguardano contestualmente sia i tassi debitori che quelli creditori, e si applicano con modalità tali da non recare pregiudizio al cliente».
2. In ogni caso, nei contratti di durata, il cliente ha sempre la facoltà di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura.
Art. 11. Disposizioni urgenti in materia di soppressione di commissioni
1. Sono soppresse le commissioni istituite dall'articolo 6 della
legge 25 agosto 1991, n. 287. Le relative funzioni sono svolte dalle
amministrazioni titolari dei relativi procedimenti amministrativi.
2. Sono soppresse le commissioni istituite dagli articoli 4 e 7
della legge 3 febbraio 1989, n. 39. Le relative funzioni sono svolte
rispettivamente dal Ministero dello sviluppo economico e dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
3. Della commissione giudicatrice prevista dall'articolo 1 del
7 ottobre 1993, n. 589, non possono far parte gli iscritti al ruolo
degli agenti d'affari in mediazione.
4. Sono soppresse le commissioni istituite dagli articoli 4 e 8
della legge 3 maggio 1985, n. 204. Le relative funzioni sono svolte
rispettivamente dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e dal Ministero dello
5. Dei Comitati tecnici istituiti presso le Camere di commercio per
la rilevazione degli usi commerciali non possono far parte i
rappresentanti di categorie aventi interesse diretto nella specifica
materia oggetto di rilevazione.
Disposizioni in materia di circolazione dei veicoli e di trasporto
comunale e intercomunale
1. Fermi restando i principi di universalità, accessibilità ed
adeguatezza dei servizi pubblici di trasporto locale ed al fine di
assicurare un assetto maggiormente concorrenziale delle connesse
attività economiche e di favorire il pieno esercizio del diritto dei
cittadini alla mobilità, i comuni possono prevedere che il trasporto
di linea di passeggeri accessibile al pubblico, in ambito comunale e
intercomunale, sia svolto, in tutto il territorio o in tratte e per
tempi predeterminati, anche dai soggetti in possesso dei necessari
requisiti tecnico-professionali, fermi restando la disciplina di cui
al comma 2 ed il divieto di disporre finanziamenti in qualsiasi forma
a favore dei predetti soggetti. Il comune sede di scalo ferroviario,
portuale o aeroportuale è comunque tenuto a consentire l'accesso
allo scalo da parte degli operatori autorizzati ai sensi del presente
comma da comuni del bacino servito.
2. A tutela del diritto alla salute, alla salubrità ambientale ed
alla sicurezza degli utenti della strada e dell'interesse pubblico ad
una adeguata mobilità urbana, gli enti locali disciplinano secondo
modalità non discriminatorie tra gli operatori economici ed in
conformità ai principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale
cooperazione, l'accesso, il transito e la fermata nelle diverse aree
dei centri abitati di ciascuna categoria di veicolo, anche in
relazione alle specifiche modalità di utilizzo in particolari
contesti urbani e di traffico. Per ragioni di sicurezza della
circolazione, possono altresì essere previste zone di divieto di
fermata, anche limitato a fasce orarie. Le infrazioni possono essere
rilevate senza contestazione immediata, anche mediante l'impiego di
mezzi di rilevazione fotografica o telematica nel rispetto della normativa vigente in tema di riservatezza del trattamento dei dati personali.
Norme per la riduzione dei costi degli apparati pubblici regionali e
locali e a tutela della concorrenza
(articolo abrogato dall'art. 28 del decreto legislativo n. 175 del 2016)
Integrazione dei poteri dell'Autorità garante della concorrenza e
1. Al capo II del titolo II della legge 10 ottobre 1990, n. 287, dopo
l'articolo 14 sono inseriti i seguenti:
«Art. 14-bis (Misure cautelari). - 1. Nei casi di urgenza dovuta
al rischio di un danno grave e irreparabile per la concorrenza,
l'Autorità può, d'ufficio, ove constati ad un sommario esame la
sussistenza di un'infrazione, deliberare l'adozione di misure
cautelari.
2. Le decisioni adottate ai sensi del comma 1 non possono essere in ogni caso rinnovate o prorogate.
3. L'Autorità, quando le imprese non adempiano a una decisione che
dispone misure cautelari, può infliggere sanzioni amministrative
pecuniarie fino al 3 per cento del fatturato.»
«Art. 14-ter (Impegni).
1. Art. 14-ter. (Impegni) – 1. Entro tre mesi dalla notifica dell’apertura di un’istruttoria per l’accertamento della violazione degli articoli 2 o 3 della presente legge o degli articoli 81 o 82 del Trattato CE, le imprese possono presentare impegni tali da far venire meno i profili anticoncorrenziali oggetto dell’istruttoria. L’Autorità, valutata l’idoneità di tali impegni, può, nei limiti previsti dall’ordinamento comunitario, renderli obbligatori per le imprese e chiudere il procedimento senza accertare l’infrazione.
2. L'Autorità in caso di mancato rispetto degli impegni resi
obbligatori ai sensi del comma 1 può irrogare una sanzione
amministrativa pecuniaria fino al 10 per cento del fatturato.
a) si modifica la situazione di fatto rispetto ad un elemento su
cui si fonda la decisione;
c) la decisione si fonda su informazioni trasmesse dalle parti
che sono incomplete inesatte o fuorvianti».
2. All'articolo 15 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, dopo il
comma 2, è aggiunto il seguente:
«2-bis. L'Autorità, in conformità all'ordinamento comunitario, definisce con proprio provvedimento generale i casi in cui, in virtù della qualificata collaborazione prestata dalle imprese nell'accertamento di infrazioni alle regole di concorrenza, la sanzione amministrativa pecuniaria può essere non applicata ovvero ridotta nelle fattispecie previste dal diritto comunitario».
Art. 14-bis. Integrazione dei poteri dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni
1. Ferme restando le competenze assegnate dalla normativa comunitaria e dalla legge 10 ottobre 1990, n. 287, all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, la presentazione di impegni da parte delle imprese interessate è parimenti ammessa nei procedimenti di competenza dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in cui occorra promuovere la concorrenza nella fornitura delle reti e servizi di comunicazione elettronica e delle risorse e servizi correlati, ai sensi del codice delle comunicazioni elettroniche di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, salva la disciplina recata dagli articoli 17 e seguenti del medesimo codice per i mercati individuati nelle raccomandazioni comunitarie relative ai mercati rilevanti di prodotti e servizi del settore delle comunicazioni elettroniche. 2. Nei casi previsti dal comma 1, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, qualora ritenga gli impegni proposti idonei ai fini rispettivamente indicati, può approvarli con l’effetto di renderli obbligatori per l’impresa proponente. In caso di mancata attuazione degli impegni resi obbligatori dall’Autorità trovano applicazione le sanzioni previste dalle discipline di settore. Qualora la proposta di impegno provenga da un’impresa incorsa in illecito non ancora punito, l’Autorità tiene conto dell’attuazione dell’impegno da essa approvato ai fini della decisione circa il trattamento sanzionatorio applicabile al caso concreto.
Disposizione sulla gestione del servizio idrico integrato
1. All'articolo 113, commi 15-bis e 15-ter, del testo unico di cui al decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, le parole: «31 dicembre 2006» sono sostituite
dalle seguenti: «31 dicembre 2006, relativamente al solo servizio idrico integrato al 31 dicembre 2007».
MISURE PER LA RIPRESA DEGLI INTERVENTI INFRASTRUTTURALI, INTERVENTI
PER IL SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA E MISURE DI CONTENIMENTO E
Contratto collettivo 2004-2005 trasporto pubblico locale
ANAS e Ferrovie S.p.A.
Integrazione del Fondo nazionale per il servizio civile, del Fondo
nazionale per le politiche sociali e del Fondo unico per lo
Capo II -
Interventi per le politiche della famiglia, per le politiche
giovanili e per le politiche relative ai diritti e alle pari
opportunità Art. 19.
Fondi per le politiche della famiglia, per le politiche giovanili e
per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità
Capo III -
Riduzione delle spese di funzionamento per enti ed organismi pubblici
non territoriali
1. Gli stanziamenti per l'anno 2006 relativi a spese per consumi
intermedi dei bilanci di enti ed organismi pubblici non territoriali,
che adottano contabilità anche finanziaria, individuati ai sensi
dell'articolo 1, commi 5 e 6, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
con esclusione delle Aziende sanitarie ed ospedaliere, degli Istituti
di ricovero e cura a carattere scientifico, dell'Istituto superiore
di sanità, dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza
del lavoro, dell'Agenzia italiana del farmaco, degli Istituti
zooprofilattici sperimentali e delle istituzioni scolastiche, sono
ridotti nella misura del 10 per cento, comunque nei limiti delle
disponibilità non impegnate alla data di entrata in vigore del
presente decreto. Per gli enti ed organismi pubblici che adottano una
contabilità esclusivamente civilistica, i costi della produzione,
individuati all'articolo 2425, primo comma, lettera B), numeri 6), 7)
e 8), del codice civile, previsti nei rispettivi budget 2006,
concernenti i beni di consumo e servizi ed il godimento di beni di
terzi, sono ridotti del 10 per cento. Le somme provenienti dalle
riduzioni di cui al presente comma sono versate da ciascun ente,
entro il mese di ottobre 2006, all'entrata del bilancio dello Stato,
con imputazione al capo X, capitolo 2961.
2. (comma abrogato dall'art. 2, comma 600, legge n. 244 del 2007)
Art. 22-bis. Riduzione della spesa per incarichi di funzione dirigenziale. Disposizioni in materia di attività libero-professionale intramuraria
1. La spesa complessiva derivante dagli incarichi di funzione dirigenziale di livello generale è soggetta ad una riduzione globale non inferiore al 10 per cento.
2. Al comma 10 dell’articolo 15-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, le parole: «fino al 31 luglio 2006» sono sostituite dalle seguenti: «fino alla data, certificata dalla regione o dalla provincia autonoma, del completamento da parte dell’azienda sanitaria di appartenenza degli interventi strutturali necessari ad assicurare l’esercizio dell’attività libero-professionale intramuraria e comunque entro il 31 luglio 2007».
3. L’esercizio straordinario dell’attività libero-professionale intramuraria in studi professionali, previa autorizzazione aziendale, è informato ai princìpi organizzativi fissati da ogni singola azienda sanitaria, nell’ambito della rispettiva autonomia, secondo le modalità stabilite dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano e sulla base dei princìpi previsti nell’atto di indirizzo e coordinamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 marzo 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 121 del 26 maggio 2000.
4. Al fine di garantire il corretto equilibrio tra attività istituzionale e attività libero-professionale intramuraria, anche in riferimento all’obiettivo di ridurre le liste di attesa, sono affidati alle regioni i controlli sulle modalità di svolgimento dell’attività libero-professionale della dirigenza del Servizio sanitario nazionale e l’adozione di misure dirette ad attivare, previo congruo termine per provvedere da parte delle aziende risultate inadempienti, interventi sostitutivi anche sotto forma della nomina di un commissario ad acta. In ogni caso l’attività libero-professionale non può superare, sul piano quantitativo nell’arco dell’anno, l’attività istituzionale dell’anno precedente.
Parere del Consiglio Universitario Nazionale
Contenimento spesa per compensi spettanti agli arbitri
1. Per qualsivoglia arbitrato, anche se disciplinato da leggi
speciali, la misura del compenso spettante agli arbitri, di cui al
punto 9 della tabella D allegata al regolamento di cui al decreto del Ministro della
giustizia 8 aprile 2004, n. 127, si applica inderogabilmente a tutti
i componenti dei collegi arbitrali rituali, anche se non composti in
tutto o in parte da avvocati. La misura del compenso spettante
all'arbitro unico di cui al punto 8 della medesima tabella D si
applica anche all'arbitro non avvocato.
Misure di contenimento con responsabilizzazione delle amministrazioni
1. Negli stati di previsione della spesa delle Amministrazioni
centrali, approvati con la legge 23 dicembre 2005, n. 267, sono
accantonate e rese indisponibili alla gestione le quote di
stanziamento delle unità previsionali di base indicate nell'elenco 1
allegato al presente decreto. Nello stesso elenco sono indicate le
riduzioni da apportare alle previsioni di bilancio a legislazione
vigente per il triennio 2007-2009.
2. Gli accantonamenti effettuati, ai sensi del comma 1, nell'ambito
delle scritture contabili registrate nel Sistema informativo della
Ragioneria generale dello Stato sono versati all'entrata del bilancio
dello Stato entro il 30 novembre 2006.
3. Nel corso della gestione 2006, e fino alla data prevista per il
versamento di cui al comma 2, per effettive, motivate e documentate
esigenze gestionali, il Ministro competente, d'intesa con il Ministro
dell'economia e delle finanze, con propri decreti, da comunicare alle
competenti Commissioni parlamentari, alla Corte dei conti, ed al rispettivo Ufficio centrale di bilancio, può modificare gli
accantonamenti di cui al comma 2, fermo restando il mantenimento
dell'effetto complessivo sul fabbisogno e sull'indebitamento netto.
4. Su richiesta delle Amministrazioni può essere effettuata una
diversa distribuzione delle riduzioni relative al triennio 2007-2009,
indicate nell'elenco di cui al comma 1, in sede di legge
finanziaria per il triennio medesimo.
Controlli e sanzioni per il mancato rispetto della regola sul
contenimento delle spese da parte degli enti inseriti nel conto
economico consolidato delle pubbliche amministrazioni
1. In caso di mancato rispetto del limite di spesa annuale di cui
all'articolo 1, comma 57, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, da
parte degli enti individuati ai sensi dei commi 5 e 6 del medesimo
articolo, fatte salve le esclusioni previste dal predetto comma 57, i
trasferimenti statali a qualsiasi titolo operati a favore di detti
enti sono ridotti in misura pari alle eccedenze di spesa risultanti
dai conti consuntivi relativi agli esercizi 2005, 2006 e 2007. Gli
enti interessati che non ricevono contributi a carico del bilancio
dello Stato sono tenuti a versare all'entrata del bilancio dello
Stato, con imputazione al capo X, capitolo 2961, entro il
30 settembre rispettivamente degli anni 2006, 2007 e 2008, un importo
pari alle eccedenze risultanti dai predetti conti consuntivi. Le
amministrazioni vigilanti sono tenute a dare, rispettivamente, entro
il 31 luglio degli anni 2006, 2007 e 2008, comunicazione delle
predette eccedenze di spesa al Ministero dell'economia e delle
finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.
Riduzione del limite di spesa annua per studi e incarichi di
consulenza, per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e
1. Ai commi 9 e 10 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n.
266, le parole: «50 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «40
Diarie per missioni all'estero
Contenimento spesa per commissioni comitati ed altri organismi
1. Fermo restando il divieto previsto dall'articolo 18, comma 1,
della legge 28 dicembre 2001, n. 448, la spesa complessiva sostenuta
dalle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del
modificazioni, per organi collegiali e altri organismi, anche
monocratici, comunque denominati, operanti nelle predette
amministrazioni, è ridotta del trenta per cento rispetto a quella
sostenuta nell'anno 2005. Ai suddetti fini le amministrazioni
adottano con immediatezza, e comunque entro 30 giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, le necessarie misure di
adeguamento ai nuovi limiti di spesa. Tale riduzione si aggiunge a
quella prevista dall'articolo 1, comma 58, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.
2. Per realizzare le finalità di contenimento delle spese di cui
al comma 1, per le amministrazioni statali si procede, entro
centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, al riordino degli organismi, anche mediante soppressione o
accorpamento delle strutture, con regolamenti da emanare ai sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, per
gli organismi previsti dalla legge o da regolamento e, per i
restanti, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta
del Ministro competente. I provvedimenti tengono conto dei seguenti
a) eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali;b) razionalizzazione delle competenze delle strutture che
svolgono funzioni omogenee;c) limitazione del numero delle strutture di supporto a quelle
strettamente indispensabili al funzionamento degli organismi;d) diminuzione del numero dei componenti degli organismi;e) riduzione dei compensi spettanti ai componenti degli
e-bis) indicazione di un termine di durata, non superiore a tre anni, con la previsione che alla scadenza l’organismo è da intendersi automaticamente soppresso;
e-ter) previsione di una relazione di fine mandato sugli obiettivi realizzati dagli organismi, da presentare all’amministrazione competente e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
2-bis. La Presidenza del Consiglio dei Ministri valuta, prima della scadenza del termine di durata degli organismi individuati dai provvedimenti previsti dai commi 2 e 3, di concerto con l’amministrazione di settore competente, la perdurante utilità dell’organismo proponendo le conseguenti iniziative per l’eventuale proroga della durata dello stesso.
3. Le amministrazioni non statali sono tenute a provvedere, entro
lo stesso termine e sulla base degli stessi criteri di cui al
comma 2, con atti di natura regolamentare previsti dai rispettivi
ordinamenti, da sottoporre alla verifica degli organi interni di
controllo e all'approvazione dell'amministrazione vigilante, ove
prevista. Nelle more dell'adozione dei predetti regolamenti le stesse
amministrazioni assicurano il rispetto del limite di spesa di cui al
comma 1 entro il termine ivi previsto.
4. Ferma restando la realizzazione degli obiettivi di risparmio di spesa di cui al comma 1, gli organismi non individuati dai provvedimenti previsti dai commi 2 e 3 entro il 15 maggio 2007 sono soppressi. A tale fine, i regolamenti ed i decreti di cui al comma 2, nonché gli atti di natura regolamentare di cui al comma 3, devono essere trasmessi per l'acquisizione dei prescritti pareri, ovvero per la verifica da parte degli organi interni di controllo e per l'approvazione da parte dell'amministrazione vigilante, ove prevista, entro il 28 febbraio 2007.
(comma così sostituito dall'art. 4, comma 1, legge n. 17 del 2007)
5. Scaduti i termini di cui ai commi 1, 2 e 3 senza che si sia
provveduto agli adempimenti ivi previsti è fatto divieto alle
amministrazioni di corrispondere compensi ai componenti degli
organismi di cui al comma 1.
7. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai commissari straordinari del Governo di cui all’articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e agli
organi di direzione, amministrazione e controllo.
(comma così modificato dall'art. 1, comma 421, legge n. 296 del 2006)
Verifica delle economie in materia di personale per regioni ed enti
1. Il comma 204 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n.
266, è sostituito dai seguenti: (omissis)
Riorganizzazione del servizio di controllo interno
1. All'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 286, le parole: «anche ad un organo collegiale» sono sostituite
dalle seguenti: «ad un organo monocratico o composto da tre
componenti. In caso di previsione di un organo con tre componenti
viene nominato un presidente.».
2. Il contingente di personale addetto agli uffici preposti
all'attività di valutazione e controllo strategico, ai sensi
dell'articolo 14, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, non può superare il numero massimo
di unità pari al 10 per cento di quello complessivamente assegnato
agli uffici di diretta collaborazione degli organi di indirizzo
1. Ai fini del contenimento della spesa e del coordinamento della
finanza pubblica, all'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, il comma 6 è sostituito dai seguenti: (omissis)
Trattenimento in servizio dei dipendenti pubblici
Criteri per i trattamenti accessori massimi e pubblicità degli
1. All'articolo 24, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze sono stabiliti i criteri per
l'individuazione dei trattamenti accessori massimi, secondo principi
di contenimento della spesa e di uniformità e perequazione.».
2. All'articolo 53, comma 14, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, dopo l'ultimo periodo è aggiunto il seguente: «Le
amministrazioni rendono noti, mediante inserimento nelle proprie
banche dati accessibili al pubblico per via telematica, gli elenchi
dei propri consulenti indicando l'oggetto, la durata e il compenso
dell'incarico.».
3. All'articolo 53, comma 16, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, dopo le parole: «dati raccolti» sono inserite le
seguenti: «, adotta le relative misure di pubblicità e
trasparenza».Art. 34-bis. Autofinanziamento dei servizi anagrafici informatizzati del Ministero dell’interno
Art. 34-ter. Deroghe ai limiti all’acquisizione di immobili
1. All’articolo 1, comma 23, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dopo le parole: «enti territoriali» sono inserite le seguenti: «e degli enti previdenziali destinatari delle operazioni di dismissione disciplinate dal decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 57, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».
Art. 34-quater. Controllo del costo del lavoro
1. All’articolo 60 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, al comma 2 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le comunicazioni previste dal presente comma sono trasmesse, a cura del Ministero dell’economia e delle finanze, anche all’Unione delle province d’Italia (UPI), all’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e all’Unione nazionale comuni, comunità enti montani (UNCEM), per via telematica».
Art. 34-quinquies. Proroga dei trasferimenti ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112
1. Per l’anno 2006 non si applica quanto previsto al primo periodo del comma 323 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266.
(comma così modificato dall'art. 1, comma 673, legge n. 296 del 2006)
MISURE IN MATERIA DI CONTRASTO ALL'EVASIONE ED ELUSIONE FISCALE, DI
RECUPERO DELLA BASE IMPONIBILE, DI POTENZIAMENTO DEI POTERI DI
CONTROLLO DELL'AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA, DI SEMPLIFICAZIONE DEGLI
ADEMPIMENTI TRIBUTARI E IN MATERIA DI GIOCHI
Misure di contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscale
1. All'articolo 74-quater del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il comma 6 è aggiunto, in
fine, il seguente: «6-bis. Ai fini dell'applicazione dell'aliquota
IVA, le consumazioni obbligatorie nelle discoteche e sale da ballo si
considerano accessorie alle attività di intrattenimento o di
spettacolo ivi svolte.».
2. Nel terzo comma dell'articolo 54 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, dopo l'ultimo periodo è
aggiunto il seguente: «Per le cessioni aventi ad oggetto beni
immobili e relative pertinenze, la prova di cui al precedente periodo
s'intende integrata anche se l'esistenza delle operazioni imponibili
o l'inesattezza delle indicazioni di cui al secondo comma sono
desunte sulla base del valore normale dei predetti beni, determinato
ai sensi dell'articolo 14 del presente decreto.».
3. Nel primo comma dell'articolo 39 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, alla lettera d), dopo l'ultimo
periodo è aggiunto il seguente: «Per le cessioni aventi ad oggetto
beni immobili ovvero la costituzione o il trasferimento di diritti
reali di godimento sui medesimi beni, la prova di cui al precedente
periodo s'intende integrata anche se l'infedeltà dei relativi ricavi
viene desunta sulla base del valore normale dei predetti beni,
determinato ai sensi dell'articolo 9, comma 3, del testo unico delle
imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917».
4. L'articolo 15 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85, è
5. All'articolo 17 del d.P.R.
26 ottobre 1972, n. 633, è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Le disposizioni di cui al quinto comma si applicano anche alle
prestazioni di servizi, compresa la prestazione di manodopera, rese
nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle
imprese che svolgono l'attività di costruzione o ristrutturazione di
immobili ovvero nei confronti dell'appaltatore principale o di un
altro subappaltatore.».
6. Il comma 5 si applica alle prestazioni effettuate
successivamente alla data di autorizzazione della misura ai sensi
dell'articolo 27 della direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977.
6-bis. All’articolo 30, secondo comma, lettera a), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, dopo la parola: «quinto» sono inserite le seguenti: «e sesto».
6-ter. Per i soggetti subappaltatori ai quali si applica l’articolo 17, sesto comma, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, resta ferma la possibilità di effettuare la compensazione infrannuale ai sensi dell’articolo 8, comma 3, del regolamento di cui al d.P.R. 14 ottobre 1999, n. 542, e successive modificazioni. Qualora il volume di affari registrato dai predetti soggetti nell’anno precedente sia costituito per almeno l’80 per cento da prestazioni rese in esecuzione di contratti di subappalto, il limite di cui all’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è elevato a 1.000.000 di euro.
7. Al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, dopo
l'articolo 10-bis sono inseriti i seguenti:
«Articolo 10-ter (Omesso versamento di IVA).
1. La disposizione
di cui all'articolo 10-bis si applica, nei limiti ivi previsti, anche
a chiunque non versa l'imposta sul valore aggiunto, dovuta in base
alla dichiarazione annuale, entro il termine per il versamento
dell'acconto relativo al periodo di imposta successivo.
Articolo 10-quater (Indebita compensazione).
a chiunque non versa le somme dovute, utilizzando in compensazione,
ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, crediti non spettanti o inesistenti.».
8. Al d.P.R. 26 ottobre 1972, n.
a) all’articolo 10, primo comma:
«8) le locazioni e gli affitti, relative cessioni, risoluzioni e proroghe, di terreni e aziende agricole, di aree diverse da quelle destinate a parcheggio di veicoli, per le quali gli strumenti urbanistici non prevedono la destinazione edificatoria, e di fabbricati, comprese le pertinenze, le scorte e in genere i beni mobili destinati durevolmente al servizio degli immobili locati e affittati, escluse le locazioni di fabbricati strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni effettuate nei confronti dei soggetti indicati alle lettere b) e c) del numero 8-ter) ovvero per le quali nel relativo atto il locatore abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione;
8-bis) le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato diversi da quelli di cui al numero 8-ter), escluse quelle effettuate, entro quattro anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell’intervento, dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cui all’articolo 31, primo comma, lettere c), d) ed e) della legge
5 agosto 1978, n. 457»;
2) dopo il numero 8-bis è inserito il seguente:
a) quelle effettuate, entro quattro anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell’intervento, dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cui all’articolo 31, primo comma, lettere c), d) ed e) della legge
5 agosto 1978, n. 457;
b) quelle effettuate nei confronti di cessionari soggetti passivi d’imposta che svolgono in via esclusiva o prevalente attività che conferiscono il diritto alla detrazione d’imposta in percentuale pari o inferiore al 25 per cento;
c) quelle effettuate nei confronti di cessionari che non agiscono nell’esercizio di impresa, arti o professioni;
d) quelle per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione»;
b) all'articolo 19-bis1, comma 1, lettera i), primo periodo, le
parole «o la rivendita» sono soppresse;c) (soppressa)d) nell'allegata Tabella A, parte III, la voce di cui al numero 127-ter) è soppressa.
9. In sede di prima applicazione delle disposizioni di cui al comma 8 in relazione al mutato regime disposto dall’articolo 10, primo comma, numeri 8) e 8-bis), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, non si effettua la rettifica della detrazione dell’imposta prevista dall’articolo 19-bis2 del citato decreto n. 633 del 1972, limitatamente ai fabbricati diversi da quelli strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni, posseduti alla data del 4 luglio 2006, e, per le imprese costruttrici degli stessi e per le imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cui all’articolo 31, primo comma, lettere c), d) ed e), della legge 5 agosto 1978, n. 457, limitatamente ai fabbricati o porzioni di fabbricato per i quali il termine dei quattro anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell’intervento scade entro la predetta data. Per i beni immobili strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni, la predetta rettifica della detrazione dell’imposta si effettua esclusivamente se nel primo atto stipulato successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto non viene esercitata l’opzione per la imposizione prevista dall’articolo 10, primo comma, numeri 8) e 8-ter), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.
10. Al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, sono apportate le seguenti modifiche:
a) all’articolo 5, comma 2, le parole: «operazioni esenti ai sensi dell’articolo 10, numeri 8), 8-bis)» sono sostituite dalle seguenti: «operazioni esenti e imponibili ai sensi dell’articolo 10, primo comma, numeri n. 8), 8-bis), 8-ter),»;
b) all’articolo 40, dopo il comma 1 è inserito il seguente:
«1-bis. Sono soggette all’imposta proporzionale di registro le locazioni di immobili strumentali, ancorché assoggettate all’imposta sul valore aggiunto, di cui all’articolo 10, primo comma, numero 8), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.»;
c) nella Tariffa, parte prima, all’articolo 5, comma 1, dopo la lettera a) è inserita la seguente:
«a-bis) quando hanno per oggetto immobili strumentali, ancorché assoggettati all’imposta sul valore aggiunto, di cui all’articolo 10, primo comma, numero 8), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633: 1 per cento»;
a) all’articolo 10, comma 1, dopo le parole: «a norma dell’articolo 2» sono aggiunte le seguenti: «, anche se relative a immobili strumentali, ancorché assoggettati all’imposta sul valore aggiunto, di cui all’articolo 10, primo comma numero 8-ter), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633»;
b) dopo l’articolo 1 della Tariffa è inserito il seguente:
«1-bis. Trascrizioni di atti e sentenze che importano trasferimento di proprietà di beni immobili strumentali, di cui all’articolo 10, primo comma, numero 8-ter), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, anche se assoggettati all’imposta sul valore aggiunto, o costituzione o trasferimenti di diritti immobiliari sugli stessi: 3 per cento».
10-ter. Per le volture catastali e le trascri­zioni relative alle cessioni di beni immobili strumentali di cui all'articolo 10, primo comma, numero 8-ter), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, anche se assoggettati all'imposta sul valore aggiunto, di cui siano parte fondi im­mobiliari chiusi disciplinati dall'articolo 37 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, e dall'articolo 14-bis della legge 25 gennaio 1994, n. 86, e successive modificazioni, le aliquote delle imposte ipotecaria e catastale, come modifi­cate dal comma 10-bis del presente articolo, sono ridotte della metà. (comma così sostituito dall'art. 1, comma 15, lettera c), legge n. 220 del 2010)
10-ter.1. Alle cessioni, effettuate dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati di cui all'articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, nel caso di esercizio, da parte dell'utilizzatore, dell'opzione di acquisto dell'immobile concesso in locazione finanziaria, ovvero nel caso di immobile riveniente da contratti di locazione finanziaria risolti per inadempienza dell'utilizzatore, le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono dovute in misura fissa.
(comma introdotto dall'art. 1, comma 15, lettera c), legge n. 220 del 2010)
10-quater. Le disposizioni in materia di imposte indirette previste per la locazione di fabbricati si applicano, se meno favorevoli, anche per l’affitto di aziende il cui valore complessivo sia costituito, per più del 50 per cento, dal valore normale di fabbricati, determinato ai sensi dell’articolo 14 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.
10-quinquies. Ai fini dell’applicazione delle imposte proporzionali di cui all’articolo 5 della Tariffa, parte prima, del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, e successive modificazioni, per i contratti di locazione o di affitto assoggettati ad imposta sul valore aggiunto, sulla base delle disposizioni vigenti fino alla data di entrata in vigore del presente decreto ed in corso di esecuzione alla medesima data, le parti devono presentare per la registrazione una apposita dichiarazione, nella quale può essere esercitata, ove la locazione abbia ad oggetto beni immobili strumentali di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a-bis) della Tariffa, parte prima, del predetto decreto n. 131 del 1986, l’opzione per la imposizione prevista dall’articolo 10, primo comma, numero 8), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, con effetto dal 4 luglio 2006. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro il 15 settembre 2006, sono stabiliti le modalità e i termini degli adempimenti e del versamento dell’imposta.
10-sexies. (comma abrogato dall'art. 1, comma 15, lettera c), legge n. 220 del 2010)
11. Al fine di contrastare gli abusi delle disposizioni fiscali
disciplinanti il settore dei veicoli, con provvedimento del Direttore
dell'Agenzia delle entrate, sentito il Dipartimento per i trasporti
terrestri del Ministero dei trasporti, sono individuati i veicoli
che, a prescindere dalla categoria di omologazione, risultano da
adattamenti che non ne impediscono l'utilizzo per il trasporto
privato di persone. I suddetti veicoli devono essere assoggettati al
regime proprio degli autoveicoli di cui al comma 1, lettera b),
dell'articolo 164 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917,ai fini
delle imposte dirette, e al comma 1, lettera c),
dell'articolo 19-bis del d.P.R. n.
633 del 1972, ai fini dell'imposta sul valore aggiunto.
12. All'articolo 19 del d.P.R.
29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono inseriti i
«I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere
uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono,
obbligatoriamente, le somme riscosse nell'esercizio dell'attività e
dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle
I compensi in denaro per l'esercizio di arti e professioni sono
riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici
ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché
mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari
inferiori a 100 euro.».
12-bis. Il limite di 100 euro di cui al quarto comma dell’articolo 19 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, introdotto dal comma 12 del presente articolo, si applica a decorrere dal 1º luglio 2009. Dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e sino al 30 giugno 2008 il limite è stabilito in 1.000 euro. Dal 1º luglio 2008 al 30 giugno 2009 il limite è stabilito in 500 euro. Entro il 31 gennaio 2008 il Ministro dell’economia e delle finanze presenta al Parlamento una relazione sull’applicazione del presente comma. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad emanare apposito decreto che individua le condizioni impeditive del soggetto tenuto al pagamento, che consentono di derogare ai limiti indicati nel presente comma.
(comma così sostituito dall'art. 1, comma 69, legge n. 296 del 2006)
13. Dopo il comma 5 dell'articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R.
22 dicembre 1986, n. 917, sono aggiunti i seguenti:
«5-bis. Salvo prova contraria, si considera esistente nel
territorio dello Stato la sede dell'amministrazione di società ed
enti, che detengono partecipazioni di controllo, ai sensi
dell'articolo 2359, primo comma, del codice civile, nei soggetti di cui
alle lettere a) e b) del comma 1, se, in alternativa:
a) sono controllati, anche indirettamente, ai sensi
dell'articolo 2359, primo comma, del codice civile, da soggetti residenti
nel territorio dello Stato;
b) sono amministrati da un consiglio di amministrazione, o altro
organo equivalente di gestione, composto in prevalenza di consiglieri
residenti nel territorio dello Stato.
5-ter. Ai fini della verifica della sussistenza del controllo di
cui al comma 5-bis, rileva la situazione esistente alla data di
chiusura dell'esercizio o periodo di gestione del soggetto estero
controllato. Ai medesimi fini, per le persone fisiche si tiene conto
anche dei voti spettanti ai familiari di cui all'articolo 5,
comma 5.».
14. La disposizione di cui al comma 13 ha effetto a
decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in
15. All'articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, sono
«1. Agli effetti del presente articolo le società per azioni, in accomandita per azioni, a responsabilità limitata, in nome collettivo e in accomandita semplice, nonché le società e gli enti di ogni tipo non residenti, con stabile organizzazione nel territorio dello Stato, si considerano, salvo prova contraria, non operativi se l'ammontare complessivo dei ricavi, degli incrementi delle rimanenze e dei proventi, esclusi quelli straordinari, risultanti dal conto economico, ove prescritto, è inferiore alla somma degli importi che risultano applicando le seguenti percentuali: a) il 2 per cento al valore dei beni indicati nell'articolo 85, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R.
22 dicembre 1986, n. 917, anche se costituiscono immobilizzazioni
finanziarie, aumentato del valore dei crediti; b) il 6 per cento al
valore delle immobilizzazioni costituite da beni immobili e da beni
indicati nell'articolo 8-bis, primo comma, lettera a), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, e successive
modificazioni, anche in locazione finanziaria; c) il 15 per cento al
valore delle altre immobilizzazioni, anche in locazione finanziaria.
Le disposizioni del primo periodo non si applicano: 1) ai
soggetti ai quali, per la particolare attività svolta, è fatto
obbligo di costituirsi sotto forma di società di capitali; 2) ai
soggetti che si trovano nel primo periodo di imposta; 3) alle
società in amministrazione controllata o straordinaria; 4) alle
società ed enti i cui titoli sono negoziati in mercati regolamentati
italiani; 5) alle società esercenti pubblici servizi di trasporto;
6) alle società con un numero di soci non inferiore a 100.»;b) il comma 3 è sostituito dal seguente:
«3. Fermo l'ordinario potere di accertamento, ai fini dell'imposta
personale sul reddito per le società e per gli enti non operativi
indicati nel comma 1 si presume che il reddito del periodo di imposta
non sia inferiore all'ammontare della somma degli importi derivanti
dall'applicazione, ai valori dei beni posseduti nell'esercizio, delle
seguenti percentuali: a) l'1,50 per cento sul valore dei beni
indicati nella lettera a) del comma 1; b) il 4,75 per cento sul
modificazioni, anche in locazione finanziaria; c) il 12 per cento sul
valore complessivo delle altre immobilizzazioni anche in locazione
finanziaria. Le perdite di esercizi precedenti possono essere
computate soltanto in diminuzione della parte di reddito eccedente
quello minimo di cui al presente comma.»;c) il comma 4 è sostituito dal seguente:
«4. Per le società e gli enti non operativi, l'eccedenza di
credito risultante dalla dichiarazione presentata ai fini
dell'imposta sul valore aggiunto non è ammessa al rimborso né può
costituire oggetto di compensazione ai sensi dell'articolo 17 del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, o di cessione ai sensi
dell'articolo 5, comma 4-ter, del decreto-legge 14 marzo 1988, n. 70,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 154.
Qualora per tre periodi di imposta consecutivi la società o l'ente
non operativo non effettui operazioni rilevanti ai fini dell'imposta
sul valore aggiunto non inferiore all'importo che risulta dalla
applicazione delle percentuali di cui al comma 1, l'eccedenza di
credito non è ulteriormente riportabile a scomputo dell'IVA a debito
relativa ai periodi di imposta successivi.»;d) dopo il comma 4 è inserito il seguente:
«4-bis. In presenza di oggettive situazioni di carattere
straordinario che hanno reso impossibile il conseguimento dei ricavi,
degli incrementi di rimanenze e dei proventi nonché del reddito
determinati ai sensi del presente articolo, ovvero non hanno
consentito di effettuare le operazioni rilevanti ai fini dell'imposta
sul valore aggiunto di cui al comma 4, la società interessata può
richiedere la disapplicazione delle relative disposizioni antielusive
ai sensi dell'articolo 37-bis, comma 8, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.».
16. Le disposizioni del comma 15 si applicano a decorrere
dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del
17. All'articolo 172, comma 7, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R.
22 dicembre 1986, n. 917, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In caso di retrodatazione degli effetti fiscali della fusione ai
sensi del comma 9, le limitazioni del presente comma si applicano
anche al risultato negativo, determinabile applicando le regole
ordinarie, che si sarebbe generato in modo autonomo in capo ai
soggetti che partecipano alla fusione in relazione al periodo che
intercorre tra l'inizio del periodo d'imposta e la data antecedente a
quella di efficacia giuridica della fusione.».
18. Le disposizioni del comma 17 si applicano alle operazioni di
scissione e fusione deliberate dalle assemblee delle società
partecipanti dalla data di entrata in vigore del presente
decreto-legge. Per le operazioni deliberate anteriormente alla
predetta data resta ferma l'applicazione delle disposizioni di cui
all'articolo 37-bis del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.
19. Nell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dopo il
comma 121 è inserito il seguente: «121-bis. Le agevolazioni di cui
al comma 121 spettano a condizione che il costo della relativa
manodopera sia evidenziato in fattura.».
20. La disposizione del comma 19 si applica in relazione
alle spese sostenute a decorrere dalla data di entrata in vigore del
21. All'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono
1) dopo il primo periodo, è inserito il seguente: «Le parti
hanno comunque l'obbligo di indicare nell'atto il corrispettivo
pattuito.»;2) nel secondo periodo, le parole: «del 20 per cento» sono
sostituite dalle seguenti: «del 30 per cento»;
b) al comma 498, in fine, è aggiunto il seguente periodo: «Se
viene occultato, anche in parte, il corrispettivo pattuito, le
imposte sono dovute sull'intero importo di quest'ultimo e si applica
la sanzione amministrativa dal cinquanta al cento per cento della
differenza tra l'imposta dovuta e quella già applicata in base al
corrispettivo dichiarato, detratto l'importo della sanzione
eventualmente irrogata ai sensi dell'articolo 71 del medesimo d.P.R. n. 131 del 1986.».
22. All'atto della cessione dell'immobile, anche se assoggettata ad
IVA, le parti hanno l'obbligo di rendere apposita dichiarazione
sostitutiva di atto di notorietà recante l'indicazione analitica
delle modalità di pagamento del corrispettivo. Con le medesime
modalità ciascuna delle parti ha l'obbligo di dichiarare se si è
avvalsa di un mediatore; nell'ipotesi affermativa, ha l'obbligo di
dichiarare l'ammontare della spesa sostenuta per la mediazione, le
analitiche modalità di pagamento della stessa, con l'indicazione del
numero di partita IVA o del codice fiscale dell'agente immobiliare.
In caso di omessa, incompleta o mendace indicazione dei predetti dati
si applica la sanzione amministrativa da euro 500 a euro 10.000 e, ai
fini dell'imposta di registro, i beni trasferiti sono assoggettati ad
accertamento di valore ai sensi dell'articolo 52, comma 1, del testo
unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro di cui al
d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131.
22-bis. Dopo la lettera b) del comma 1 dell’articolo 15 del testo unico di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, è inserita la seguente:
«b-bis) dal 1º gennaio 2007 i compensi comunque denominati pagati a soggetti di intermediazione immobiliare in dipendenza dell’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale per un importo non superiore ad euro 1.000 per ciascuna annualità».
23. I commi 21 e 22 si applicano agli atti pubblici formati ed alle
scritture private autenticate a decorrere dal secondo giorno
successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente
23-bis. Per i trasferimenti immobiliari soggetti ad IVA finanziati mediante mutui fondiari o finanziamenti bancari, ai fini delle disposizioni di cui all’articolo 54 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, terzo comma, ultimo periodo, il valore normale non può essere inferiore all’ammontare del mutuo o finanziamento erogato.
23-ter. All’articolo 52 del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro di cui al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, dopo il comma 5, è aggiunto il seguente:
«5-bis. Le disposizioni dei commi 4 e 5 non si applicano relativamente alle cessioni di immobili e relative pertinenze diverse da quelle disciplinate dall’articolo 1, comma 497, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni».
24. Al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di
registro di cui al d.P.R. 26 aprile
1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo l'articolo 53 è inserito il seguente:
«Art. 53-bis
(Attribuzioni e poteri degli uffici). - 1. Le attribuzioni e i poteri
di cui agli articoli 31 e seguenti del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni,
possono essere esercitati anche ai fini dell'imposta di registro,
nonché delle imposte ipotecaria e catastale previste dal testo unico di cui al decreto
legislativo 31 ottobre 1990, n. 347;».b) all'articolo 74, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:«1-bis. Per le violazioni conseguenti alle richieste di cui
all'articolo 53-bis, si applicano le disposizioni di cui al decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.».
25. I dipendenti della Riscossione s.p.a. o delle società dalla
stessa partecipate ai sensi dell'articolo 3, comma 7, del
decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, di seguito
denominate «agenti della riscossione», ai soli fini della riscossione
mediante ruolo e previa autorizzazione rilasciata dai direttori
generali degli agenti della riscossione, possono utilizzare i dati di
cui l'Agenzia delle entrate dispone ai sensi dell'articolo 7,
comma 6, del d.P.R. 29 settembre
1973, n. 605.
25-bis. In caso di morosità nel pagamento di importi da riscuotere mediante ruolo complessivamente superiori a venticinquemila euro, gli agenti della riscossione, previa autorizzazione del direttore generale ed al fine di acquisire copia di tutta la documentazione utile all'individuazione dell'importo dei crediti di cui i debitori morosi sono titolari nei confronti di soggetti terzi, possono esercitare le facoltà ed i poteri previsti dagli articoli 33 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e 52 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.
(comma introdotto dall'art. 2, comma 7, decreto-legge n. 262 del 2006, convertito dalla legge n. 286 del 2006)
26. Ai medesimi fini previsti dal comma 25, gli agenti
della riscossione possono altresì accedere a tutti i restanti dati
rilevanti, presentando apposita richiesta, anche in via telematica,
ai soggetti pubblici o privati che li detengono, con facoltà di
prendere visione e di estrarre copia degli atti riguardanti i
predetti dati, nonché di ottenere, in carta libera, le relative
certificazioni. 26-bis. Ai fini dell’attuazione dei commi 25 e 26 l’Agenzia delle entrate individua in modo selettivo i dipendenti degli agenti della riscossione che possono utilizzare ed accedere ai dati.
26-ter. Ai fini di cui all’articolo 1, commi 426 e 426-bis, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, sono considerati efficaci i versamenti effettuati, a titolo di prima e seconda rata, entro il 10 luglio 2006, se comprensivi degli interessi legali, calcolati dalla data di scadenza della rata a quella del pagamento.
26-quater. Le disposizioni contenute nell’articolo 1, commi 426 e 426-bis, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, si interpretano nel senso che la sanatoria ivi prevista non produce effetti sulle responsabilità amministrative delle società concessionarie del servizio nazionale della riscossione o dei commissari governativi provvisoriamente delegati alla riscossione relative:
b) alle irregolarità consistenti in falsità di atti redatti dai dipendenti, se definitivamente dichiarata in sede penale prima della data del 1° gennaio 2005, con esclusione degli atti redatti dai dipendenti già soggetti alla specifica sorveglianza di cui all'articolo 100, comma 1, del d.P.R. 28 gennaio 1988, n. 43.
(lettera così modificata dall'art. 41 della legge n. 31 del 2008)
26-quinquies. All’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, dopo la lettera e) sono inserite le seguenti:
«e-bis) l’iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all’articolo 77 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni;
e-ter) il fermo di beni mobili registrati di cui all’articolo 86 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni.»
27. All'articolo 7 del d.P.R.
29 settembre 1973, n. 605, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«Le imprese, gli intermediari e tutti gli altri operatori del settore
delle assicurazioni che erogano, in ragione dei contratti di
assicurazione di qualsiasi ramo, somme di denaro a qualsiasi titolo
nei confronti dei danneggiati, comunicano in via telematica
all'anagrafe tributaria, anche in deroga a contrarie disposizioni
legislative, l'ammontare delle somme liquidate, il codice fiscale o la partita IVA del
beneficiario e dei soggetti le cui prestazioni sono state valutate ai
fini della quantificazione della somma liquidata. La presente
disposizione si applica con riferimento alle somme erogate a
decorrere dal 1° ottobre 2006. I dati acquisiti ai sensi del presente comma sono utilizzati prioritariamente nell’attività di accertamento effettuata nei confronti dei soggetti le cui prestazioni sono state valutate ai fini della quantificazione della somma liquidata. Il contenuto, le modalità ed i termini delle trasmissioni mediante posta elettronica certificata, nonché
le specifiche tecniche del formato, sono definite con provvedimento
del Direttore dell'Agenzia delle entrate.».
28. 28-bis. 28-ter.
(commi abrogati dall'art. 28, comma 1, d.lgs. n. 175 del 2014)
29. 30. 31. 32. 33. 34. (commi abrogati dall'art. 3, comma 8, legge n. 129 del 2008)
35. L'Agenzia delle dogane, nelle attività di prevenzione e
contrasto delle violazioni tributarie connesse alla dichiarazione
fraudolenta del valore in dogana e degli altri elementi che
determinano l'accertamento doganale ai sensi del decreto legislativo
8 novembre 1990, n. 374, ha facoltà di procedere, con le modalità
previste dall'articolo 51 del d.P.R.
26 ottobre 1972, n. 633, all'acquisizione dei dati e dei documenti
relativi ai costi di trasporto, assicurazione, nolo e di ogni altro
elemento di costo che forma il valore dichiarato per l'importazione,
l'esportazione, l'introduzione in deposito doganale o IVA ed il
transito. Per le finalità di cui al presente comma, la richiesta di
informazioni e di documenti può essere rivolta dall'Agenzia delle
dogane, agli importatori, agli esportatori, alle società di servizi
aeroportuali, alle compagnie di navigazione, alle società e alle
persone fisiche esercenti le attività di movimentazione, deposito,
trasporto e rappresentanza in dogana delle merci. La raccolta e
l'elaborazione dei dati per le finalità di cui al presente comma è
considerata di rilevante interesse pubblico ai sensi dell'articolo 53
del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. In caso di
inottemperanza agli inviti a comparire ed alle richieste di
informazioni di cui al presente comma, l'Agenzia delle dogane procede
all'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da un
minimo di 5.000 euro ad un massimo di 10.000 euro, oltre alle misure
di sospensione e revoca delle autorizzazioni e delle facoltà
concesse agli operatori inadempienti.
35-bis. Al fine di contrastare l’evasione e l’elusione fiscale, le società di calcio professionistiche sono obbligate a inviare per via telematica all’Agenzia delle entrate copia dei contratti di acquisizione delle prestazioni professionali degli atleti professionisti, nonché dei contratti riguardanti i compensi per tali prestazioni e dei contratti di sponsorizzazione stipulati dagli atleti medesimi in relazione ai quali la società percepisce somme per il diritto di sfruttamento dell'immagine. Il Ministro dell’economia e delle finanze è delegato ad acquisire analoghe informazioni dalle Federazioni calcistiche estere per le operazioni effettuate da società sportive professionistiche residenti in Italia anche indirettamente con analoghe società estere. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabiliti il contenuto, le modalità ed i termini delle trasmissioni telematiche.
(comma così modificato dall'art. 1, comma 7, legge n. 286 del 2006)
35-ter. È prorogata per l’anno 2006, nella misura e alle condizioni ivi previste, l’agevolazione tributaria in materia di recupero del patrimonio edilizio relativa alle prestazioni di cui all’articolo 7, comma 1, lettera b), della legge 23 dicembre 1999, n. 488, fatturate dal 1º ottobre 2006.
35-quater. All’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dopo il comma 121-bis è inserito il seguente: «121-ter. Per il periodo dal 1º ottobre 2006 al 31 dicembre 2006 la quota di cui al comma 121 è pari al 36 per cento nei limiti di 48.000 euro per abitazione».
35-quinquies. Gli enti previdenziali provvedono al pagamento delle somme dovute a titolo di spese, competenze e altri compensi in favore dei procuratori legalmente costituiti esclusivamente attraverso l'accredito delle medesime sul conto corrente degli stessi. A tal fine il procuratore della parte è tenuto a formulare richiesta di pagamento delle somme di cui al periodo precedente alla struttura territoriale dell'Ente competente alla liquidazione, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o posta elettronica certificata, comunicando contestualmente gli estremi del proprio conto corrente bancario e non può procedere alla notificazione del titolo esecutivo ed alla promozione di azioni esecutive per il recupero delle medesime somme se non decorsi 120 giorni dal ricevimento di tale comunicazione.
(comma aggiunto dall'art. 38, comma 1, lettera c), legge n. 111 del 2011)
1. Nella Tabella A, Parte III, allegata al d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, concernente i beni e
servizi soggetti all'aliquota del 10 per cento, è soppressa la voce di cui al numero 123-bis.
2. Ai fini dell'applicazione del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 504, un'area è da considerare fabbricabile se
utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico
generale adottato dal comune, indipendentemente dall'approvazione
della regione e dall'adozione di strumenti attuativi del medesimo.
3. All'articolo 47, comma 4, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al d.P.R.
22 dicembre 1986, n. 917, le parole: «gli utili relativi alla
partecipazione al capitale o al patrimonio, ai titoli e agli
corrisposti» sono sostituite dalle seguenti: «gli utili provenienti».
4. Le disposizioni del comma 3 si applicano a decorrere
4-bis. All’articolo 89, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, le parole: «utili relativi alla partecipazione al capitale o al patrimonio, ai titoli e agli strumenti finanziari di cui all’articolo 44, comma 2, lettera a), corrisposti» sono sostituite dalle seguenti: «utili provenienti»;
5. All'articolo 102, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R.
22 dicembre 1986, n. 917, le parole: «La misura stessa può essere
elevata fino a due volte, per ammortamento anticipato nell'esercizio
in cui i beni sono entrati in funzione per la prima volta e nei due
successivi;» sono sostituite dalle seguenti: «Fatta eccezione per i
beni di cui all'articolo 164, comma 1, lettera b), la misura stessa
può essere elevata fino a due volte per ammortamento anticipato
nell'esercizio in cui i beni sono entrati in funzione e nei due
successivi;». 6. Le disposizioni di cui al comma 5 si applicano a decorrere dal
periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del
presente decreto anche per i beni di cui all'articolo 164, comma 1,
lettera b), del citato testo unico di cui al d.P.R. n. 917 del 1986, acquistati nel corso di
precedenti periodi di imposta.
6-bis. Nell’articolo 102, comma 7, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «Per i beni di cui all’articolo 164, comma 1, lettera b), la deducibilità dei canoni di locazione finanziaria è ammessa a condizione che la durata del contratto non sia inferiore al periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito a norma del comma 2».
6-ter. La disposizione del comma 6-bis si applica con riferimento ai canoni relativi a contratti di locazione finanziaria stipulati a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
7. Ai fini del calcolo delle quote di ammortamento deducibili il costo complessivo dei fabbricati strumentali è assunto al netto del costo delle aree occupate dalla costruzione e di quelle che ne costituiscono pertinenza. Il costo da attribuire alle predette aree, ove non autonomamente acquistate in precedenza, è quantificato in misura pari al maggior valore tra quello esposto in bilancio nell'anno di acquisto e quello corrispondente al 20 per cento e, per i fabbricati industriali, al 30 per cento del costo complessivo stesso. Per fabbricati industriali si intendono quelli destinati alla produzione o trasformazione di beni.
(comma così modificato dall'art. 2, comma 18, legge n. 286 del 2006)
7-bis. Le disposizioni del comma 7 si applicano, con riguardo alla quota capitale dei canoni, anche ai fabbricati strumentali in locazione finanziaria. Per la determinazione dell'acconto dovuto ai sensi del comma 34 non si tiene conto della disposizione del periodo precedente.
(comma introdotto dall'art. 2, comma 18, legge n. 286 del 2006)
8. In deroga all'articolo 3, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, recante disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente, le norme di cui ai precedenti commi 7 e 7-bis si applicano a decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto anche per le quote di ammortamento e i canoni di leasing relativi ai fabbricati acquistati o acquisiti a partire da periodi d'imposta precedenti. In tal caso, ai fini della individuazione del maggior valore indicato al comma 7, si tiene conto del valore delle aree esposto nell'ultimo bilancio approvato prima della entrata in vigore della presente disposizione e del valore risultante applicando le percentuali di cui al comma 7 al costo complessivo del fabbricato, risultante dal medesimo bilancio, assunto al netto dei costi incrementativi capitalizzati e delle rivalutazioni effettuate. Per ciascun fabbricato il residuo valore ammortizzabile e' pari alla quota di costo riferibile allo stesso al netto delle quote di ammortamento dedotte nei periodi d'imposta precedenti calcolate sul costo complessivo.
(comma così sostituito dall'art. 2, comma 18, legge n. 286 del 2006)
9. All'articolo 115, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R.
22 dicembre 1986, n. 917, è aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«Le perdite fiscali dei soci relative agli esercizi anteriori
all'inizio della tassazione per trasparenza non possono essere
utilizzate per compensare i redditi imputati dalle società
partecipate.».
10. All'articolo 116, comma 2, del citato testo unico di cui al decreto n. 917 del 1986, dopo le
parole: «del terzo» sono inserite le seguenti: «e del quarto».
11. Le disposizioni di cui ai commi 9 e 10 hanno effetto con riferimento ai redditi delle società partecipate relativi a periodi d'imposta che iniziano successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Per i redditi delle società partecipate relativi a periodi d'imposta precedenti alla predetta data resta ferma l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 37-bis del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.
(comma così sostituito dall'art. 2, comma 23, legge n. 286 del 2006)
12. All'articolo 84 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre
1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) dopo le parole «primi tre periodi d'imposta» sono inserite
le seguenti «dalla data di costituzione»; 2) in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «a condizione che
si riferiscano ad una nuova attività produttiva»;
b) al comma 3, la lettera a) è abrogata.
13. Le disposizioni della lettera a) del comma 12 si applicano alle perdite relative ai primi tre periodi d'imposta formatesi a decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto. Per le perdite relative ai primi tre periodi d'imposta formatesi in periodi anteriori alla predetta data resta ferma l'applicazione dell'art. 37-bis del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.
(comma così sostituito dall'art. 2, comma 22, legge n. 286 del 2006)
14. Le disposizioni della lettera b) del comma 12 si applicano ai
soggetti le cui partecipazioni sono acquisite da terzi a decorrere
(comma abrogato dall'art. 1, comma 27, legge n. 244 del 2007)
16. All'articolo 116 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre
b) al comma 2 è aggiunto il seguente periodo: «Le plusvalenze di
cui all'articolo 87 e gli utili di cui all'articolo 89, commi 2 e 3,
concorrono a formare il reddito imponibile nella misura indicata,
rispettivamente, nell'articolo 58, comma 2, e nell'articolo 59.».
17. Le disposizioni del comma 16 si applicano a decorrere dal
18. All'articolo 101, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R.
22 dicembre 1986, n. 917, le parole: «lettere a), b) e c),» sono
sostituite dalle seguenti: «lettere a) e b),».
19. Le disposizioni del comma 18 si applicano a decorrere dal
20. All'articolo 93 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre
1986, n. 917, il comma 3 è abrogato. 21. Le disposizioni del comma 20 si applicano a decorrere
presente decreto.22. All’atto della cessione dell’immobile, anche se assoggettata ad IVA, le parti hanno l’obbligo di rendere apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà recante l’indicazione analitica delle modalità di pagamento del corrispettivo. Con le medesime modalità, ciascuna delle parti ha l’obbligo di dichiarare:
(comma così sostituito dall'art. 1, comma 48, legge n. 296 del 2006)
a) se si è avvalsa di un mediatore e, nell’ipotesi affermativa, di fornire i dati identificativi del titolare, se persona fisica, o la denominazione, la ragione sociale ed i dati identificativi del legale rappresentante, se soggetto diverso da persona fisica, ovvero del mediatore non legale rappresentante che ha operato per la stessa società;
d) l’ammontare della spesa sostenuta per tale attività e le analitiche modalità di pagamento della stessa.
22.1. In caso di assenza dell’iscrizione al ruolo di agenti di affari in mediazione ai sensi della legge 3 febbraio 1989, n. 39, e successive modificazioni, il notaio è obbligato ad effettuare specifica segnalazione all’Agenzia delle entrate di competenza. In caso di omessa, incompleta o mendace indicazione dei dati di cui al comma 22, si applica la sanzione amministrativa da 500 euro a 10.000 euro e, ai fini dell’imposta di registro, i beni trasferiti sono assoggettati a rettifica di valore ai sensi dell’articolo 52, comma 1, del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, e successive modificazioni.
(comma introdotto dall'art. 1, comma 48, legge n. 296 del 2006)
23. Nell'articolo 19 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre
1986, n. 917, il comma 4-bis è abrogato. La disciplina di cui al predetto comma 4-bis continua ad applicarsi con riferimento alle somme corrisposte in relazione a rapporti di lavoro cessati prima della data di entrata in vigore del presente decreto, nonché con riferimento alle somme corrisposte in relazione a rapporti di lavoro cessati in attuazione di atti o accordi, aventi data certa, anteriori alla data di entrata in vigore del presente decreto.
24. All'articolo 25, primo comma, primo periodo, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, dopo le
parole: «o nell'interesse di terzi» sono inserite le seguenti: «o per
l'assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere».
25. All'articolo 51, comma 2-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, sono aggiunti i seguenti periodi: «La disposizione di cui alla lettera g-bis) del comma 2 si rende applicabile a condizione che le azioni offerte non siano comunque cedute né costituite in garanzia prima che siano trascorsi cinque anni dalla data dell'assegnazione e che il valore delle azioni assegnate non sia superiore complessivamente nel periodo d'imposta alla retribuzione lorda annua del dipendente relativa al periodo d'imposta precedente. Qualora le azioni siano cedute o date in garanzia prima del predetto termine, l'importo che non ha concorso a formare il reddito al momento dell'assegnazione concorre a formare il reddito ed è assoggettato a tassazione nel periodo d'imposta in cui avviene la cessione ovvero la costituzione della garanzia. Se il valore delle azioni assegnate è superiore al predetto limite, la differenza tra il valore delle azioni al momento dell'assegnazione e l'ammontare corrisposto dal dipendente concorre a formare il reddito».
25-bis. Il reddito derivante dall’applicazione del comma 25 rileva anche ai fini contributivi con esclusivo riferimento alle assegnazioni effettuate in virtù di piani di incentivazione deliberati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto e con esclusivo riferimento, ai fini del calcolo delle prestazioni, alle anzianità maturate in data successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto.
26. La disposizione di cui al comma 25 si applica alle azioni la
cui assegnazione ai dipendenti si effettua successivamente alla data
di entrata in vigore del presente decreto.
27. L'articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre
1986, n. 917, è sostituito dal seguente:
«Art. 8 (Determinazione del reddito complessivo). 1. Il reddito
complessivo si determina sommando i redditi di ogni categoria che
concorrono a formarlo. Non concorrono a formare il reddito
complessivo dei percipienti i compensi non ammessi in deduzione ai
sensi dell'articolo 60.
2. Le perdite delle società in nome collettivo ed in accomandita
semplice di cui all'articolo 5, nonché quelle delle società
semplici e delle associazioni di cui allo stesso articolo derivanti
dall'esercizio di arti e professioni, si imputano a ciascun socio o
associato nella proporzione stabilita dall'articolo 5. Per le perdite
della società in accomandita semplice che eccedono l'ammontare del
capitale sociale la presente disposizione si applica nei soli
confronti dei soci accomandatari.
3. Le perdite derivanti dall'esercizio di imprese commerciali e
quelle derivanti dalla partecipazione in società in nome collettivo
e in accomandita semplice nonché quelle derivanti dall'esercizio di
arti e professioni, anche esercitate attraverso società semplici e
associazioni di cui all'articolo 5, sono computate in diminuzione dai
relativi redditi conseguiti nei periodi di imposta e per la
differenza nei successivi, ma non oltre il quinto, per l'intero
importo che trova capienza in essi. Si applicano le disposizioni del
comma 2 dell'articolo 84 e, limitatamente alle società in nome
collettivo ed in accomandita semplice, quelle di cui al comma 3 del
citato articolo 84.».
28. Le disposizioni del comma 27 si applicano ai redditi e alle
perdite realizzati dal periodo di imposta in corso alla data di
29. Nel testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917,
1) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:«1-bis. Concorrono a formare il reddito le plusvalenze e le
minusvalenze dei beni strumentali, esclusi gli immobili e gli oggetti
d'arte, di antiquariato o da collezione, se:a) sono realizzate mediante cessione a titolo oneroso;b) sono realizzate mediante il risarcimento, anche in forma
assicurativa, per la perdita o il danneggiamento dei beni;c) i beni vengono destinati al consumo personale o familiare
dell'esercente l'arte o la professione o a finalità estranee
all'arte o professione.1-ter. Si considerano plusvalenza o minusvalenza la differenza,
positiva o negativa, tra il corrispettivo o l'indennità percepiti e
il costo non ammortizzato ovvero, in assenza di corrispettivo, la
differenza tra il valore normale del bene e il costo non
ammortizzato.1-quater. Concorrono a formare il reddito i corrispettivi percepiti
a seguito di cessione della clientela o di elementi immateriali
comunque riferibili all'attività artistica o professionale.»;2) nel comma 5, dopo il primo periodo, è inserito il seguente:«Le predette spese sono integralmente deducibili se sostenute dal
committente per conto del professionista e da questi addebitate nella
fattura.»;
b) nell'articolo 17, comma 1, dopo la lettera g-bis) è inserita
la seguente: «g-ter) corrispettivi di cui all'articolo 54,
comma 1-quater, se percepiti in unica soluzione;».
30. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, le disposizioni di cui al comma 10 dell'articolo 165 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, devono intendersi riferite anche
ai crediti d'imposta relativi ai redditi di cui al comma 8-bis
dell'articolo 51 del medesimo testo unico.
(abrogato dall'art. 2, comma 27, legge n. 286 del 2006)
32. Nei periodi di imposta in cui i termini di versamento di
contributi deducibili dal reddito o che non concorrono a formarlo
sono sospesi in conseguenza di calamità pubbliche, resta ferma la
deducibilità degli stessi, se prevista da disposizioni di legge;
detti contributi non sono ulteriormente dedotti o esclusi dal reddito
nel periodo di imposta in cui sono versati. In via transitoria detti
contributi sono dedotti o esclusi dal reddito nei periodi di imposta
in cui sono versati solo se la deduzione o esclusione dal reddito non
è stata già effettuata nei periodi di imposta, antecedenti a quello
di entrata in vigore della presente norma, in cui il versamento degli
stessi è stato sospeso in conseguenza di calamità pubbliche.
33. Sono abrogati: l'articolo 13, comma 1, della legge 27 dicembre
1997, n. 449; l'articolo 11 della legge 18 febbraio 1999, n. 28;
l'articolo 28 della legge 13 maggio 1999, n. 133; l'articolo 3,
comma 2-bis, del decreto-legge 30 dicembre 1985, n. 791, convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1986, n. 46.
34. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212,
nella determinazione dell'acconto dovuto dai soggetti di cui all’articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ai fini dell’imposta sul reddito delle società e dell’imposta regionale sulle attività produttive per il periodo di imposta in corso alla data
di entrata in vigore del presente decreto, si assume, quale imposta
del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando
le disposizioni del presente decreto; eventuali conguagli sono
versati insieme alla seconda ovvero unica rata dell'acconto.
34-bis. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, la disposizione di cui al comma 4 dell’articolo 14 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, si interpreta nel senso che i proventi illeciti ivi indicati, qualora non siano classificabili nelle categorie di reddito di cui all’articolo 6, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, sono comunque considerati come redditi diversi.
Art. 36-bis. Misure urgenti per il contrasto del lavoro nero e per la promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro
1. (abrogato dall'art. 304 del d.lgs. n. 81 del 2008, ora articolo 14 dello stesso d.lgs. n. 81 del 2008)
2. (abrogato dall'art. 304 del d.lgs. n. 81 del 2008, ora articolo 14 dello stesso d.lgs. n. 81 del 2008)
3. Nell’ambito dei cantieri edili i datori di lavoro debbono munire, a decorrere dal 1º ottobre 2006, il personale occupato di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro. I lavoratori sono tenuti ad esporre detta tessera di riconoscimento. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nei cantieri, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto. Nei casi in cui siano presenti contemporaneamente nel cantiere più datori di lavoro o lavoratori autonomi, dell’obbligo risponde in solido il committente dell’opera.
4. I datori di lavoro con meno di dieci dipendenti possono assolvere all’obbligo di cui al comma 3 mediante annotazione, su apposito registro di cantiere vidimato dalla Direzione provinciale del lavoro territorialmente competente da tenersi sul luogo di lavoro, degli estremi del personale giornalmente impiegato nei lavori. Ai fini del presente comma, nel computo delle unità lavorative si tiene conto di tutti i lavoratori impiegati a prescindere dalla tipologia dei rapporti di lavoro instaurati, ivi compresi quelli autonomi per i quali si applicano le disposizioni di cui comma 3.
5. La violazione delle previsioni di cui ai commi 3 e 4 comporta l’applicazione, in capo al datore di lavoro, della sanzione amministrativa da euro 100 ad euro 500 per ciascun lavoratore. Il lavoratore munito della tessera di riconoscimento di cui al comma 3 che non provvede ad esporla è punito con la sanzione amministrativa da euro 50 a euro 300. Nei confronti delle predette sanzioni non è ammessa la procedura di diffida di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124.
6. L’articolo 86, comma 10-bis, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, è sostituito dal seguente:
«10-bis. Nei casi di instaurazione di rapporti di lavoro nel settore edile, i datori di lavoro sono tenuti a dare la comunicazione di cui all’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1º ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, il giorno antecedente a quello di instaurazione dei relativi rapporti, mediante documentazione avente data certa.»
7. All’articolo 3 del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73, sono apportate le seguenti modificazioni:
«3. Ferma restando l’applicazione delle sanzioni già previste dalla normativa in vigore, l’impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria, è altresì punito con la sanzione amministrativa da euro 1.500 a euro 12.000 per ciascun lavoratore, maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo. L’importo delle sanzioni civili connesse all’omesso versamento dei contributi e premi riferiti a ciascun lavoratore di cui al periodo precedente non può essere inferiore a euro 3.000, indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata.»;
«5. Alla irrogazione della sanzione amministrativa di cui al comma 3 provvede la Direzione provinciale del lavoro territorialmente competente. Nei confronti della sanzione non è ammessa la procedura di diffida di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124.»
7-bis. L’adozione dei provvedimenti sanzionatori amministrativi di cui all’articolo 3 del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73, relativi alle violazioni constatate prima della data di entrata in vigore del presente decreto, resta di competenza dell’Agenzia delle entrate ed è soggetta alle disposizioni del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni, ad eccezione del comma 2 dell’articolo 16.
(comma introdotto dall'art. 1, comma 54, legge n. 247 del 2007)
8. Le agevolazioni di cui all’articolo 29 del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 341, trovano applicazione esclusivamente nei confronti dei datori di lavoro del settore edile in possesso dei requisiti per il rilascio della certificazione di regolarità contributiva anche da parte delle Casse edili. Le predette agevolazioni non trovano applicazione nei confronti dei datori di lavoro che abbiano riportato condanne passate in giudicato per la violazione della normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per la durata di cinque anni dalla pronuncia della sentenza.
9. Al comma 213-bis dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le predette disposizioni non si applicano, inoltre, al personale ispettivo del lavoro del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)».
10. All’articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, dopo le parole: «Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione» sono inserite le seguenti: «, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,».
11. Il termine di prescrizione di cui all’articolo 3, comma 9, lettera a), della legge 8 agosto 1995, n. 335, relativo ai periodi di contribuzione per l’anno 1996, di pertinenza della gestione di cui all’articolo 2, comma 26, della predetta legge n. 335 del 1995, è prorogato fino al 31 dicembre 2007.
12. Nell’ambito del Fondo per l’occupazione di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, le risorse destinate alla finalità di cui all’articolo 1, comma 410, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono ridotte da 480 milioni di euro a 456 milioni di euro e sono corrispondentemente aumentate da 63 milioni di euro a 87 milioni di euro le risorse destinate alla finalità di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291, e successive modificazioni.
Disposizioni in tema di accertamento, semplificazione e altre misure
1. All'articolo 23, comma 1, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, dopo le parole: «le persone
fisiche che esercitano arti o professioni» sono inserite le seguenti:
«il curatore fallimentare, il commissario liquidatore».
2. Con effetto dal periodo d'imposta per il quale il termine di
presentazione della dichiarazione scade successivamente alla data di
entrata in vigore del presente decreto, all'articolo 10 della legge
8 maggio 1998, n. 146, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) i commi 2 e 3 sono abrogati;b) nel comma 3-bis le parole «ai commi 2 e 3» sono sostituite
dalle seguenti: «al comma 1»;c) al comma 4 le parole «dei commi 1, 2 e 3 » sono sostituite
dalle seguenti: «del comma 1».
3. Relativamente al primo periodo d'imposta per il quale il termine di presentazione della dichiarazione scade successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, l'adeguamento alle risultanze degli studi di settore, ai sensi dell’articolo 2 del regolamento di cui al d.P.R. 31 maggio 1999, n. 195, può essere
effettuato entro il predetto termine, alle condizioni e con le
modalità ivi previste.
4. All'articolo 7 del d.P.R.
29 settembre 1973, n. 605, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al sesto comma, dopo le parole: «1.500 euro» sono aggiunte le
seguenti: «; l'esistenza dei rapporti, nonché la natura degli stessi
sono comunicate all'anagrafe tributaria, ed archiviate in apposita
sezione, con l'indicazione dei dati anagrafici dei titolari, compreso
il codice fiscale»;b) all'undicesimo comma, terzo periodo, dopo le parole: «Le
rilevazioni e le evidenziazioni» sono inserite le seguenti: «,
nonché le comunicazioni» ed è aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «Le informazioni comunicate sono altresì utilizzabili per
le attività connesse alla riscossione mediante ruolo, nonché dai soggetti di cui all’articolo 4, comma 2, lettere a), b), c) ed e), del regolamento di cui al decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica 4 agosto 2000, n. 269, ai fini dell’espletamento degli accertamenti finalizzati alla ricerca e all’acquisizione della prova e delle fonti di prova nel corso di un procedimento penale, sia in fase di indagini preliminari, sia nelle fasi processuali successive, ovvero degli accertamenti di carattere patrimoniale per le finalità di prevenzione previste da specifiche disposizioni di legge e per l’applicazione delle misure di prevenzione.».
5. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, da
emanare ai sensi dell'articolo 7, undicesimo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 605, sono definite
le specifiche tecniche, le modalità ed i termini per la
comunicazione delle informazioni di cui al comma 4, relative
ai rapporti posti in essere a decorrere dal 1° gennaio 2005,
ancorché cessati, nonché per l'aggiornamento periodico delle
medesime informazioni.
6. All'articolo 10 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
471, sono apportate le seguenti modifiche:
1. dopo le parole: «Se viene omessa la trasmissione» sono inserite le seguenti: «dei dati, delle notizie e»;2. le parole: «alle banche» sono sostituite dalle seguenti: «ai
sensi dell'articolo 32, primo comma, numero 7, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e dell'articolo 51, secondo
comma, numero 7, del d.P.R.
26 ottobre 1972, n. 633»;
b) dopo il comma 1 è inserito il seguente:«1-bis. La sanzione prevista al comma 1 si applica nel caso di
violazione degli obblighi di comunicazione previsti dall'articolo 7,
sesto comma, del d.P.R. 29 settembre
1973, n. 605.».
7. All'articolo 8, primo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 605, dopo le parole «individuazione
del soggetto» è inserita la seguente: «ovvero».
8. In attesa dell'introduzione della normativa sulla fatturazione
informatica, all'articolo 8-bis del regolamento di cui al d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, sono apportate le seguenti
«4-bis. Entro sessanta giorni dal termine previsto per la
presentazione della comunicazione di cui ai precedenti commi, il
contribuente presenta l'elenco dei soggetti nei cui confronti sono
state emesse fatture nell'anno cui si riferisce la comunicazione
nonché, in relazione al medesimo periodo, l'elenco dei soggetti
titolari di partita IVA da cui sono effettuati acquisti rilevanti ai
fini dell'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto. Per ciascun
soggetto sono indicati il codice fiscale e l'importo complessivo
delle operazioni effettuate, al netto delle relative note di
variazione, con la evidenziazione dell'imponibile, dell'imposta,
nonché dell'importo delle operazioni non imponibili e di quelle
esenti. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate,
da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale:a) sono individuati gli elementi informativi da indicare negli
elenchi previsti dal presente comma, nonché le modalità per la
presentazione, esclusivamente in via telematica, degli stessi;b) il termine di cui al primo periodo del presente comma può
essere differito per esigenze di natura esclusivamente tecnica,
ovvero relativamente a particolari tipologie di contribuenti, anche
in considerazione della dimensione dei dati da trasmettere.»;
b) il comma 6 è sostituito dal seguente:«6. Per l'omissione della comunicazione ovvero degli elenchi,
nonché per l'invio degli stessi con dati incompleti o non veritieri,
si applicano le disposizioni previste dall'articolo 11 del decreto
9. Per il periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore
del presente decreto l'elenco dei soggetti nei cui confronti sono
state emesse fatture comprende i soli titolari di partita IVA.
10. Al regolamento di cui al d.P.R. 22 luglio 1998, n.
a) all'articolo 1, comma 1, primo periodo, le parole: «15
febbraio» sono sostituite dalle seguenti: «31 gennaio»; inoltre, dopo
le parole «non coincidente con l'anno solare,» sono inserite le
seguenti: «relativamente ai soggetti di cui all'articolo 2,
comma 2,»;b) all'articolo 2:
1. al comma 1 le parole: «tra il 1° maggio ed il 31 luglioovvero in via telematica entro il 31 ottobre» sono sostituite dalleseguenti: «tra il 1° maggio ed il 30 giugno ovvero in via telematicaentro il 31 luglio»;2. al comma 2 le parole:
«di cui all'articolo 3:» sono
sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo 3 in via telematica,
entro l'ultimo giorno del settimo mese successivo a quello di
chiusura del periodo d'imposta.»; inoltre sono abrogate le lettere a)
1. al comma 1 il terzo periodo è soppresso;2. al comma 2, primo periodo, sono soppresse le parole: «con
esclusione delle persone fisiche che hanno realizzato nel medesimo
periodo un volume di affari inferiore o uguale ad euro 10.000»; in
fine al medesimo periodo sono aggiunte le seguenti parole: «e dei
parametri»;3. al comma 7 le parole: «entro cinque mesi», ovunque
ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «entro quattro mesi»; d) all'articolo 4:
1. al comma 3-bis le parole: «entro il 30 settembre» sono
sostituite dalle seguenti: «entro il 31 marzo»;2. al comma 4-bis le parole: «entro il 31 ottobre» sono
sostituite dalle seguenti: «entro il 31 marzo»;3. al comma 6-quater le parole: «entro il 15 marzo» sono
sostituite dalle seguenti: «entro il 28 febbraio»;
1. al comma 1 le parole: «, per il tramite di una banca o un
ufficio postale, ovvero entro l'ultimo giorno del decimo mese
successivo», ovunque ricorrano, sono soppresse;2. al comma 4 le parole: «del decimo» sono sostituite dalle
seguenti: «del settimo»;
f) all'articolo 5-bis «per il tramite di una banca o un ufficio
postale, ovvero entro l'ultimo giorno del decimo mese», ovunque
ricorrano, sono soppresse;g) all'articolo 8, comma 1, le parole: «ovvero, in caso di
presentazione in via telematica, entro il 31 ottobre di ciascun anno»
sono sostituite dalle seguenti: «, in via telematica».
11. All'articolo 17, comma 1, del regolamento di cui al d.P.R. 7 dicembre 2001, n. 435, il numero «20», ovunque ricorra,
è sostituito dal seguente: «16».
11-bis. Gli adempimenti fiscali e il versamento delle somme di cui agli articoli 17 e 20, comma 4, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, che hanno scadenza dal 1º al 20 agosto di ogni anno, possono essere effettuati entro il giorno 20 dello stesso mese, senza alcuna maggiorazione.
(comma introdotto dall'art. 3-quater della legge n. 44 del 2012)
12. Al regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n. 164,
a) all'articolo 13, comma 1, lettera b) le parole: «15 giugno»
sono sostituite dalle seguenti: «mese di maggio»;b) all'articolo 16, comma 1, lettera c), le parole: «entro il 20
ottobre» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 luglio»; c) all'articolo 17, comma 1, lettera c), le parole: «entro il 20
ottobre» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 luglio».
13. All'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 504, le parole: «30 giugno», ovunque ricorrano, e «20 dicembre» sono sostituite,
rispettivamente, dalle seguenti: «16 giugno» e «16 dicembre».
14. Le disposizioni di cui ai commi da 10 a 13 decorrono dal
1° maggio 2007.
14-bis. Resta ferma la disposizione di cui all’articolo 40 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, concernente la adozione di regolamenti ministeriali nella materia ivi indicata. I regolamenti previsti dal citato articolo 40 del decreto legislativo n. 241 del 1997 possono comunque essere adottati qualora disposizioni legislative successive a quelle contenute dal presente decreto regolino la materia, a meno che la legge successiva non lo escluda espressamente.
(comma introdotto dall'art. 1, comma 270, legge n. 296 del 2006)
15. Al d.P.R. 26 ottobre 1972, n.
633, dopo l'articolo 32 è inserito il seguente:
«Art. 32-bis (Contribuenti minimi in franchigia).
contribuenti persone fisiche esercenti attività commerciali,
agricole e professionali che, nell'anno solare precedente, hanno
realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare
un volume di affari non superiore a 7.000 euro, e non hanno
effettuato o prevedono di non effettuare cessioni all'esportazione,
sono esonerati dal versamento dell'imposta e da tutti gli altri
obblighi previsti dal presente decreto, ad eccezione degli obblighi
di numerazione e di conservazione delle fatture di acquisto e delle
bollette doganali e di certificazione e comunicazione telematica dei
2. I soggetti di cui al comma 1 non possono addebitare l'imposta a
titolo di rivalsa e non hanno diritto alla detrazione dell'imposta
assolta sugli acquisti, anche intracomunitari, e sulle importazioni.
3. Sono esclusi dal regime della franchigia i soggetti passivi che
si avvalgono di regimi speciali di determinazione dell'imposta e i
4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai
soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di
fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui
all'articolo 10, n. 8), del presente decreto e di mezzi di trasporto nuovi di cui
all'articolo 53, comma 1, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427.
5. A seguito della prima comunicazione dei dati, prevista dal
decreto direttoriale di cui al comma 15, l'ufficio attribuisce un
numero speciale di partita IVA.
6. I soggetti che, nell'intraprendere l'esercizio di imprese, arti
o professioni, ritengono di versare nelle condizioni del comma 1 ne
fanno comunicazione all'Agenzia delle entrate con la dichiarazione di
inizio attività di cui all'articolo 35.
7. I soggetti che rientrano nel regime di cui al presente
articolo possono optare per l'applicazione dell'imposta nei modi
ordinari. L'opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con
la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla
scelta operata. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime
normale, l'opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a
quando permane la concreta applicazione della scelta operata. La
revoca è comunicata con le stesse modalità dell'opzione ed ha
effetto dall'anno in corso.
8. L'applicazione del regime di franchigia comporta la rettifica
della detrazione ai sensi dell'articolo 19-bis2. La stessa rettifica
si applica se il contribuente transita, anche per opzione, al regime
ordinario dell'imposta. In relazione al mutato regime fiscale delle
stesse, l'imposta dovuta per effetto della rettifica di cui
all'articolo 19-bis è versata in tre rate annuali da corrispondere
entro il termine previsto per il versamento del saldo a decorrere
dall'anno nel quale è intervenuta la modifica. La prima rata è
versata entro il 27 dicembre 2006. Il debito può essere estinto
anche mediante compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ovvero con l'utilizzo di eventuali
crediti risultanti dalle liquidazioni periodiche. Il mancato
versamento di ogni singola rata comporta l'applicazione
dell'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e
costituisce titolo per la riscossione coattiva.
9. Nell'ultima dichiarazione annuale in cui l'imposta è applicata
nei modi ordinari si tiene conto anche dell'imposta dovuta relativa alle operazioni indicate nell'ultimo comma dell'articolo 6 per le
quali non si è ancora verificata l'esigibilità.
10. Ferme restando le ipotesi di rimborso previste
dall'articolo 30, l'eccedenza detraibile emergente dall'ultima
dichiarazione annuale IVA presentata dai soggetti di cui al comma 1
è utilizzata in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni.
11. I soggetti di cui al comma 1, per gli acquisti intracomunitari
e per le altre operazioni per le quali risultano debitori
dell'imposta, integrano la fattura con l'indicazione dell'aliquota e
della relativa imposta, che versano entro il giorno 16 del mese
successivo a quello di effettuazione delle operazioni.
12. I soggetti ai quali si applica il regime fiscale di cui al
presente articolo trasmettono telematicamente all'Agenzia delle
entrate l'ammontare complessivo delle operazioni effettuate.
13. I contribuenti in regime di franchigia possono farsi assistere
negli adempimenti tributari dall'ufficio locale dell'Agenzia delle
entrate competente in ragione del domicilio fiscale. In tal caso
devono munirsi di una apparecchiatura informatica, corredata di
accessori idonei, da utilizzare per la connessione con il sistema
informativo dell'Agenzia delle entrate.
14. Il regime di cui al presente articolo cessa di avere efficacia
ed il contribuente è assoggettato alla disciplina di determinazione
dell'imposta sul valore aggiunto nei modi ordinari:
a) a decorrere dall'anno solare successivo a quello in cui
risulta superato uno dei limiti di cui al comma 1;b) a decorrere dallo stesso anno solare in cui il volume d'affari
dichiarato dal contribuente o rettificato dall'ufficio supera il
limite di cui al comma 1 del cinquanta per cento del limite stesso;
in tal caso sarà dovuta l'imposta relativa ai corrispettivi delle
operazioni imponibili effettuate nell'intero anno solare, salvo il
diritto alla detrazione dell'imposta sugli acquisti relativi al
medesimo periodo.
15. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono
stabilite le modalità da osservare in occasione dell'opzione per il
regime ordinario, i termini e le procedure di applicazione delle
disposizioni del presente articolo.».
16. All'articolo 41, comma 2-bis, del decreto-legge 30 agosto 1993,
n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993,
n. 427, dopo le parole «Stato membro», sono aggiunte le seguenti
«nonché le cessioni di beni effettuate dai soggetti che applicano il
regime di franchigia di cui all'articolo 32-bis del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.».
17. Le disposizioni di cui ai commi 15 e 16 si applicano a partire
18. All'articolo 35 del d.P.R.
26 ottobre 1972, n. 633, dopo il comma 15 sono aggiunti, in fine, i
seguenti commi:
«15-bis. L'attribuzione del numero di partita IVA determina la esecuzione di riscontri automatizzati per la individuazione di
elementi di rischio connessi al rilascio dello stesso nonché l'eventuale effettuazione di accessi nel luogo di
esercizio dell'attività, avvalendosi dei poteri previsti dal
15-ter. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate
sono individuate:
a) specifiche informazioni da richiedere all'atto della
dichiarazione di inizio di attività;
b) tipologie di contribuenti per i quali l'attribuzione del numero di partita IVA determina la possibilità di effettuare gli acquisti di cui all’articolo 38 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e successive modificazioni, a condizione che sia rilasciata polizza fideiussoria o fideiussione bancaria per la durata di tre anni dalla data del rilascio e per un importo rapportato al volume d’affari presunto e comunque non inferiore a 50.000 euro».
19. Le disposizioni di cui al comma 18 si applicano alle richieste
di attribuzione del numero di partita IVA effettuate a decorrere dal
1° novembre 2006.
20. L'Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza programmano
specifici controlli mirati, relativi ai contribuenti ai quali è
attribuito il numero di partita IVA, anche in data antecedente a
quella di decorrenza della disposizione di cui al comma 18.
21. In attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 50 del
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, come modificato dal decreto
legislativo 4 aprile 2006, n. 159, ed al fine di ridurre gli
adempimenti dei contribuenti, le camere di commercio, industria,
artigianato ed agricoltura comunicano all'anagrafe tributaria, senza
oneri per lo Stato, in formato elettronico elaborabile, i dati e le
notizie contenuti nelle domande di iscrizione, variazione e
cancellazione, di cui alla lettera f) del primo comma dell'articolo 6 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 605, anche se
relative a singole unità locali, nonché i dati dei bilanci di
esercizio depositati.
21-bis. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da emanare, ai sensi dell’articolo 71 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentita l’Agenzia delle entrate, entro il 31 dicembre 2007, sono stabilite le specifiche tecniche del formato elettronico elaborabile per la presentazione dei bilanci di esercizio e degli altri atti al registro delle imprese ed è fissata la data, comunque non successiva al 31 marzo 2008, a decorrere dalla quale diventa obbligatoria l’adozione di tale modalità di presentazione.
(comma così modificato dall'art. 4, comma 4-ter, legge n. 17 del 2007)
22. Fino alla realizzazione delle modalità tecniche di deposito
degli atti in formato elettronico elaborabile, le camere di
commercio, industria, artigianato ed agricoltura forniranno le
informazioni di cui al comma 21, senza oneri per lo Stato,
nel formato elettronico disponibile.
23. Con decreto interdirigenziale dell'Agenzia delle entrate e del
Ministero dello sviluppo economico sono stabiliti i termini e le
modalità delle trasmissioni nonché le specifiche tecniche del
formato dei dati. La prima trasmissione è effettuata entro il
31 ottobre 2006.
24. All'articolo 43 del d.P.R.
29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma è inserito il
«In caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai sensi
dell'articolo 331 del codice di procedura penale per uno dei reati
previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, i termini di
cui ai commi precedenti sono raddoppiati relativamente al periodo di
imposta in cui è stata commessa la violazione.».
25. All'articolo 57 del d.P.R.
26 ottobre 1972, n. 633, dopo il secondo comma è inserito il
seguente: «In caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai sensi
26. Le disposizioni di cui ai commi 24 e 25 si applicano a
decorrere dal periodo d'imposta per il quale alla data di entrata in
vigore del presente decreto sono ancora pendenti i termini di cui al
primo e secondo comma dell'articolo 43 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e dell'articolo 57 del
27. All'articolo 60 del d.P.R.
a) dopo la lettera b) del primo comma è inserita la seguente:
«b-bis) se il consegnatario non è il destinatario dell'atto o
dell'avviso, il messo consegna o deposita la copia dell'atto da
notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il
numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione
in calce all'originale e alla copia dell'atto stesso. Sulla busta non
sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il
contenuto dell'atto. Il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta
e il messo dà notizia dell'avvenuta notificazione dell'atto o
dell'avviso, a mezzo di lettera raccomandata;»;b) nella lettera e) del primo comma, dopo le parole: «l'avviso
del deposito prescritto dall'articolo 140 del codice di procedura
civile» sono inserite le seguenti: «, in busta chiusa e sigillata,»;c) dopo la lettera e) del primo comma è inserita la seguente:
«e-bis) è facoltà del contribuente che non ha la residenza nello
Stato e non vi ha eletto domicilio ai sensi della lettera d), o che
non abbia costituito un rappresentante fiscale, comunicare al
competente ufficio locale, con le modalità di cui alla stessa
lettera d), l'indirizzo estero per la notificazione degli avvisi e
degli altri atti che lo riguardano; salvo il caso di consegna
dell'atto o dell'avviso in mani proprie, la notificazione degli
avvisi o degli atti è eseguita mediante spedizione a mezzo di
lettera raccomandata con avviso di ricevimento;»;d) il secondo comma è sostituito dal seguente: «L'elezione di
domicilio non risultante dalla dichiarazione annuale ha effetto dal
trentesimo giorno successivo a quello della data di ricevimento delle
comunicazioni previste alla lettera d) ed alla lettera e-bis) del
comma precedente.»;e) al terzo comma le parole: «dal sessantesimo giorno successivo a quello dell'avvenuta variazione anagrafica» sono sostituite dalle seguenti: «dal trentesimo giorno successivo a quello dell'avvenuta variazione anagrafica»;f) dopo il terzo comma è aggiunto il seguente: «Qualunque
notificazione a mezzo del servizio postale si considera fatta nella
data della spedizione; i termini che hanno inizio dalla notificazione decorrono dalla data in cui l'atto è ricevuto.».
28. Nell'articolo 16 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n.
546, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, dopo le parole: «con avviso di ricevimento» sono
inserite le seguenti: «, sul quale non sono apposti segni o
indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'avviso.»;b) al comma 3, dopo le parole: «con avviso di ricevimento» sono
indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'atto,».
29. Fuori dai casi previsti all'articolo 11, comma 1, lettere a)
e b), del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, sono punite
con la sanzione amministrativa pecuniaria da 258 euro a 2065 euro la
mancata restituzione dei questionari inviati nell'esercizio dei
poteri di cui all'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo
19 marzo 2001, n. 68, o la loro restituzione con risposte incomplete
o non veritiere, nonché l'inottemperanza all'invito a comparire
fatto sulla base dei medesimi poteri.
30. Per la constatazione e l'irrogazione della sanzione di cui al
comma 29 si applicano le disposizioni di cui alla legge
24 novembre 1981, n. 689.
31. All'articolo 36 del d.P.R.
29 settembre 1973, n. 600, le parole «nonché gli organi
giurisdizionali civili e amministrativi» sono sostituite dalle
seguenti: «nonché gli organi giurisdizionali, requirenti e
giudicanti, penali, civili e amministrativi e, previa autorizzazione,
gli organi di polizia giudiziaria».
32. All'articolo 32, primo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti
a) al numero 4), dopo le parole: «nei loro confronti» sono inserite le seguenti: «nonché nei confronti di altri contribuenti
con i quali abbiano intrattenuto rapporti»;b) al numero 8), le parole: «nei confronti di clienti, fornitori
e prestatori di lavoro autonomo, nominativamente indicati» sono
sostituite dalle seguenti: «, rilevanti ai fini dell'accertamento,
nei confronti di loro clienti, fornitori e prestatori di lavoro
autonomo».
33. - 37-ter (abrogati dall'art. 16, comma 2, legge n. 2 del 2009)
38. All'articolo 67, comma 1, lettera b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 29 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti
a) le parole «o donazione» sono soppresse;b) in fine, è aggiunto il seguente periodo: «In caso di cessione
a titolo oneroso di immobili ricevuti per donazione, il predetto
periodo di cinque anni decorre dalla data di acquisto da parte del
donante».
39. Nell'articolo 68, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R.
29 dicembre 1986, n. 917, dopo il primo periodo, è aggiunto il
seguente: «Per gli immobili di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 67
acquisiti per donazione si assume come prezzo di acquisto o costo di
costruzione quello sostenuto dal donante.».
40. La lettera a) dell'articolo 25, comma 1, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, è sostituita
dalla seguente: «a) del terzo anno successivo a quello di
presentazione della dichiarazione, ovvero a quello di scadenza del
versamento dell'unica o ultima rata se il termine per il versamento
delle somme risultanti dalla dichiarazione scade oltre il 31 dicembre
dell'anno in cui la dichiarazione è presentata, per le somme che
risultano dovute a seguito dell'attività di liquidazione prevista
dall'articolo 36-bis del d.P.R.
29 settembre 1973, n. 600, nonché del quarto anno successivo a
quello di presentazione della dichiarazione del sostituto d'imposta
per le somme che risultano dovute ai sensi degli articoli 19 e 20 del testo unico di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917;».
41. Nel comma 1 degli articoli 19 e 20 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, le parole «iscrivendo a ruolo o
rimborsando le maggiori o le minori imposte entro il 31 dicembre del
terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione
del sostituto d'imposta» sono sostituite dalle seguenti «iscrivendo a
ruolo le maggiori imposte dovute ovvero rimborsando quelle
spettanti».
42. All'articolo 2 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
a) al comma 1 le parole «, entro il 31 dicembre del secondo anno
successivo a quello di presentazione della dichiarazione» sono
soppresse;b) è abrogato il comma 1-bis.
43. Per gli emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente di cui all'articolo 17, comma 1, lettera b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, corrisposti a decorrere dal 1° gennaio 2004, per le indennità di fine rapporto, per le altre indennità e somme e per le indennità equipollenti di cui all'articolo 19 del medesimo decreto, corrisposte a decorrere dal 1° gennaio 2003, nonché per le prestazioni pensionistiche di cui all'articolo 20 del medesimo decreto, corrisposte a decorrere dal 1° gennaio 2003, non si procede all'iscrizione a ruolo ed alla comunicazione di cui all'articolo 1, comma 412, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, ne' all'effettuazione di rimborsi, se l'imposta rispettivamente a debito o a credito è inferiore a 100 euro.
(comma così sostituito dall'art. 39, comma 8, legge n. 222 del 2007)
44. La notifica delle cartelle di pagamento conseguenti alle
iscrizioni a ruolo previste dagli articoli 7, 8, 9, 14, 15 e 16
della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, è
eseguita, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre 2008. Entro il
medesimo termine è eseguita la notifica delle cartelle di pagamento
relativa alle dichiarazioni di cui all'articolo 36, comma 2,
lettere a) e b) del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, nei
confronti dei contribuenti che hanno presentato dichiarazioni o
effettuato versamenti ai sensi dell'articolo 9-bis della citata legge
n. 289 del 2002.
45. All'articolo 103, comma 1, del testo unico delle imposte sui
22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nel primo periodo, le parole «a un terzo del costo» sono
sostituite dalle parole «al 50 per cento del costo»;b) nel secondo periodo, le parole «un decimo del costo» sono
sostituite dalle seguenti: «un diciottesimo del costo».
46. Le disposizioni del comma 45 si applicano a decorrere
dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del
presente decreto anche per le quote di ammortamento relative ai costi
sostenuti nel corso dei periodi di imposta precedenti. In riferimento
ai brevetti industriali, la disposizione del comma 45,
lettera a), si applica limitatamente ai brevetti registrati dalla
data di entrata in vigore del presente decreto ovvero nei cinque anni
47. All'articolo 109, comma 4, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R.
22 dicembre 1986, n. 917, il secondo periodo della lettera b) è
sostituito dal seguente: «Gli ammortamenti dei beni materiali e
immateriali, le altre rettifiche di valore, gli accantonamenti, le
spese relative a studi e ricerche di sviluppo e le differenze tra i
canoni di locazione finanziaria di cui all'articolo 102, comma 7, e
la somma degli ammortamenti dei beni acquisiti in locazione
finanziaria e degli interessi passivi che derivano dai relativi
contratti imputati a conto economico sono deducibili se in un
apposito prospetto della dichiarazione dei redditi è indicato il
loro importo complessivo, i valori civili e fiscali dei beni, delle
spese di cui all'articolo 108, comma 1, e dei fondi.».
48. Le disposizioni del comma 47 si applicano alle spese relative a
studi e ricerche di sviluppo sostenute a decorrere dal periodo di
imposta successivo alla data di entrata in vigore del presente
49. A partire dal 1° ottobre 2006, i soggetti titolari di partita
IVA sono tenuti ad utilizzare, anche tramite intermediari, modalità
di pagamento telematiche delle imposte, dei contributi e dei premi di
cui all'articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 9 luglio 1997,
n. 241, e delle entrate spettanti agli enti ed alle casse
previdenziali di cui all'articolo 28, comma 1, dello stesso decreto
49-bis. I soggetti di cui al comma 49, che intendono effettuare la compensazione prevista dall'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, del credito annuale o relativo a periodi inferiori all'anno dell'imposta sul valore aggiunto per importi superiori a
5.000 euro annui, sono tenuti ad utilizzare esclusivamente i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate secondo modalità tecniche definite con provvedimento del direttore della medesima Agenzia delle entrate entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente comma.
(comma così modificato dall'art. 8, comma 19, legge n. 44 del 2012)
50. Gli interessi previsti per il rimborso di tributi non producono
in nessun caso interessi ai sensi dell'articolo 1283 del codice
51. Sono abrogate le disposizioni di cui all'articolo 1, commi da
499 a 518, nonché del comma 519, secondo periodo, della legge
23 dicembre 2005, n. 266.
52. Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 67 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, le parole «un numero massimo di»
53. A decorrere dall'anno 2007, è soppresso l'obbligo di
presentazione della dichiarazione ai fini dell'imposta comunale sugli
immobili (ICI), di cui all'articolo 10, comma 4, del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, ovvero della comunicazione
prevista dall'articolo 59, comma 1, lettera l), n. 1), del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. Restano fermi gli adempimenti
attualmente previsti in materia di riduzione dell'imposta. Fino alla data di effettiva operatività del sistema di circolazione e fruizione dei dati catastali, da accertare con provvedimento del direttore dell’Agenzia del territorio, rimane in vigore l’obbligo di presentazione della dichiarazione ai fini dell’ICI, di cui all’articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, ovvero della comunicazione prevista dall’articolo 59, comma 1, lettera l), n. 1), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
54. In attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 59,
comma 7-bis, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, come
modificato dal decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 159, la
circolazione e la fruizione della base dei dati catastali gestita
dall'Agenzia del territorio deve essere assicurata entro il
31 dicembre 2006. Relativamente alle regioni, alle province e ai
comuni i costi a loro carico per la circolazione e fruizione della
base dei dati catastali sono unicamente quelli di connessione.
55. L'imposta comunale sugli immobili può essere liquidata in sede
di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e può essere versata con
le modalità del Capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, da
emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, sentita la conferenza Stato-città ed autonomie
locali, sono definiti i termini e le modalità per l'attuazione delle
disposizioni contenute nel presente comma.
56. Al comma 2 dell'articolo 1 del decreto-legge 23 febbraio 2004,
n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2004, n.
104, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:
«Qualora le offerte in opzione siano inviate dagli enti gestori
agli aventi diritto, dopo un intervallo di tempo superiore a sei mesi
rispetto alla valutazione dell'Agenzia del territorio, i coefficienti
di abbattimento da applicare dovranno essere quelli pubblicati in
epoca immediatamente successiva alla data della valutazione stessa,
al fine di garantire che il prezzo delle unità immobiliari offerte
in opzione sia effettivamente corrispondente in termini reali ai
valori di mercato del mese di ottobre 2001. I coefficienti di
abbattimento sono calcolati e pubblicati fino a quelli relativi al
secondo semestre 2005.».
57. Per la copertura delle minori entrate derivanti dall'emanazione
dei decreti legislativi di recepimento della direttiva 2003/123/CE
del Consiglio del 22 dicembre 2003, recante modifica alla direttiva
90/435/CEE, concernente il regime fiscale comune applicabile alle
società madri e figlie di Stati membri diversi, pari a 16 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2006 e 2007, a 13 milioni di euro per
l'anno 2008, ed a 23 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009, si
provvede, per l'anno 2006, mediante utilizzo delle risorse relative all'autorizzazione di spesa di cui alla legge 16 aprile 1987, n. 183,
che, a tal fine, sono versate nell'anno stesso all'entrata del
bilancio dello Stato, per gli anni 2007 e 2008, mediante
corrispondente riduzione della predetta autorizzazione di spesa di
cui alla legge 16 aprile 1987, n. 183, e per gli anni successivi
mediante utilizzo di parte delle maggiori entrate recate dal presente
Misure di contrasto del gioco illegale
Art. 39. Modifica della disciplina di esenzione dall'ICI1. All'articolo 7 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, il comma 2-bis è sostituito dal seguente: «2-bis. L'esenzione disposta dall'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, si intende applicabile alle attività indicate nella medesima lettera che non abbiano esclusivamente natura commerciale.».
Art. 39-bis. Disposizioni in materia di rimborsi elettorali
(omissis)Art. 40. Copertura finanziaria
Art. 40-bis. Norma transitoria
1. Gli atti ed i contratti, pubblici e privati, emanati, stipulati o comunque posti in essere nello stesso giorno della pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale in applicazione ed osservanza della disciplina normativa previgente non costituiscono in nessun caso ipotesi di violazione della disciplina recata dal decreto stesso. In tali casi, le disposizioni del decreto si considerano entrate in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.Art. 41. Entrata in vigore