Source: http://www.asst-rhodense.it/inew/ASST/accesso-civico.html
Timestamp: 2017-09-22 22:35:14+00:00
Document Index: 72913262

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art.5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5']

ASST Rhodense - accesso civico
Sede legale: Viale Forlanini, 95
Centralino: 02.994301 - C.F. e Partita I.V.A.: 09323530965
P.E.C.: protocollo.generale@pec.asst-rhodense.it
Sito web: www.asst-rhodense.it
L’istituto dell’accesso civico già introdotto dall’art. 5 comma 1 del DLgs 33/2013, ha previsto la possibilità per qualunque cittadino di richiedere ad una Pubblica Amministrazione la pubblicazione di dati o informazioni che quest’ultima abbia omesso o ritardato di pubblicare.
Il d.lgs. 97/2016, entrato in vigore a maggio 2016, ha introdotto il nuovo comma 2, che permette un accesso di tipo generalizzato, secondo i modelli del FOIA (Freedom Of Information Act) di origine anglosassone.
Ciò in attuazione del principio di trasparenza che il novellato articolo 1, comma 1, del decreto ridefinisce come accessibilità totale dei dati e dei documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni non più solo finalizzata a "favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche", ma soprattutto, e con una modifica assai significativa, come strumento di tutela dei diritti dei cittadini e di promozione della partecipazione degli interessati all’attività amministrativa.
La nuova tipologia di accesso, si aggiunge all’accesso civico già disciplinato dal comma 1 dell’art.5 del medesimo decreto e all’accesso agli atti ex. l. 241/1990.
Fermo restando che la regola della generale accessibilità è temperata dalla previsione di eccezioni poste a tutela di interessi pubblici e privati che potrebbero subire un pregiudizio dalla diffusione generalizzata di talune informazioni, l’ASST Rhodense garantisce il diritto all’accesso civico, secondo le modalità riportate nell’allegato modulo (scarica il modulo), che il cittadino è tenuto a compilare e in ogni sua parte.
MODALITÀ PER ESERCITARE IL DIRITTO DI ACCESSO CIVICO.
Chi può presentare istanza di accesso civico ai sensi dell’art. 5 del d. lgs. n. 33/2013?
L’accesso civico non è sottoposto ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente, per cui chiunque può esercitarlo anche indipendentemente dall’essere cittadino italiano o residente nel territorio dello Stato.
Ènecessario motivare l’istanza di accesso civico?
L’istanza può essere trasmessa per via telematica, corredata dalle proprie generalità e da documento (carta di identità elettronica o carta nazionale dei servizi), ovvero presentata anche a mezzo posta.
La richiesta di accesso civico deve essere presentato al Responsabile della Trasparenza.
È necessario identificare i dati, le informazioni o i documenti che si desidera richiedere.
Ciò vuol dire che eventuali richieste di accesso civico devono essere ritenute inammissibili laddove l’oggetto della richiesta sia troppo vago da non permettere di identificare la documentazione richiesta, oppure laddove la predetta richiesta risulti manifestamente irragionevole.
Laddove l’istanza di accesso civico possa incidere su interessi di soggetti controinteressati legati alla protezione dei dati personali, o alla libertà e segretezza della corrispondenza oppure agli interessi economici e commerciali (ivi compresi la proprietà intellettuale, il diritto d’autore e i segreti commerciali) è necessario che l’ente destinatario dell’istanza di accesso civico ne dia comunicazione agli stessi, mediante invio di copia con raccomandata con avviso di ricevimento (o per via telematica per coloro che abbiano consentito tale forma di comunicazione). In tal modo, il soggetto controinteressato può presentare (anche per via telematica) una eventuale e motivata opposizione all’istanza di accesso civico entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione della richiesta di accesso civico. Decorso tale termine, l’amministrazione provvede sulla richiesta di accesso civico, accertata la ricezione della comunicazione da parte del controinteressato.
Il procedimento di accesso civico deve concludersi con provvedimento espresso e motivato nel termine di trenta giorni dalla presentazione dell’istanza con la comunicazione del relativo esito al richiedente e agli eventuali controinteressati. Tali termini sono sospesi nel caso di comunicazione dell’istanza al controinteressato durante il tempo stabilito dalla norma per consentire allo stesso di presentare eventuale opposizione (10 giorni dalla ricezione della comunicazione). In caso di accoglimento, l’amministrazione provvede a trasmettere tempestivamente al richiedente i dati o i documenti richiesti, ovvero, nel caso in cui l’istanza riguardi dati, informazioni o documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi del d. lgs. n. 33/2013, a pubblicare sul sito i dati, le informazioni o i documenti richiesti e a comunicare al richiedente l’avvenuta pubblicazione dello stesso, indicandogli il relativo collegamento ipertestuale. Laddove vi sia stata, invece, l’accoglimento della richiesta di accesso civico nonostante l’opposizione del controinteressato, l’amministrazione è tenuta a darne comunicazione a quest’ultimo. I dati o i documenti richiesti possono essere trasmessi al richiedente non prima di quindici giorni dalla ricezione della stessa comunicazione da parte del controinteressato, ciò anche al fine di consentire a quest’ultimo di presentare eventualmente richiesta di riesame o ricorso al difensore civico, oppure ricorso al giudice amministrativo (cfr. art. 5, commi 7-9). L’ente destinatario dell’istanza di accesso civico ai sensi dell’art. 5, comma 2, del d. lgs. n. 33/2013 è tenuto a motivare l’eventuale rifiuto, differimento o la limitazione dell’accesso con riferimento ai soli casi e limiti stabiliti dall’articolo 5-bis.
La disciplina in materia prevede che in caso di diniego totale o parziale dell’accesso o di mancata risposta entro il termine indicato dal comma 6 del d. lgs. n. 33/2013, il richiedente può presentare richiesta di riesame al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, che decide con provvedimento motivato, entro il termine di venti giorni.
È previsto che il Garante per la protezione dei dati personali sia sentito dal responsabile della prevenzione della corruzione nel caso di richiesta di riesame e dal difensore civico nel caso di ricorso solo laddove l’accesso civico sia stato negato o differito per motivi attinenti la tutela della «protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia» (art. 5-bis, comma 2, lett. a, d. lgs. n. 33/2013). In tali ipotesi, il Garante si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta, durante i quali il termine per l’adozione del provvedimento da parte del responsabile della prevenzione della corruzione o per la pronuncia del difensore civico sono sospesi.
» Modulo richiesta accesso civico (file PDF/A).
» Modulo richiesta accesso civico (file Word).
Torna su | Torna a home page | Stampa
Copyright © ASST Rhodense