Source: http://anm.dol.it/doc/3148/proposte-di-riforma-del-processo-penale-integrative-di-quelle-approvate-dal-cdc-il-10112018.htm
Timestamp: 2019-11-12 23:12:02+00:00
Document Index: 13985257

Matched Legal Cases: ['art. 416', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 445', 'art. 416', 'art. 8', 'art. 491', 'sentenza ', 'e contrario']

Proposte di riforma del processo penale (integrative di quelle approvate dal Cdc il 10.11.2018) | Associazione Nazionale Magistrati
Pertanto, qui di seguito verranno riportate le proposte dell’ANM sui tre settori oggetto di interlocuzione con le Camere Penali, su cui occorrerà ora trovare l’eventuale sintesi con l’UCPI, e alcune considerazioni di massima in ordine allo schema in corso di elaborazione da parte del Ministero della Giustizia.
Un passaggio preliminare si ritiene imprescindibile, per evitare che gli interventi riformatori rendano ingestibile il lavoro degli Uffici giudiziari: trattandosi di interventi che graveranno soprattutto sugli Uffici GIP/GUP è assolutamente necessario aumentarne in modo significativo le piante organiche.
Peraltro, una ulteriore misura che potrebbe portare effetti positivi è quella di destinare i magistrati ordinari che hanno appena raggiunto la pensione (secondo lo schema in corso di sperimentazione in Cassazione) agli Uffici GIP per la trattazione delle richieste di archiviazione relative ai procedimenti monocratici a citazione diretta (con modalità da studiare in caso di fissazione della camera di consiglio) e per la emissione dei decreti penali di condanna.
b) Prevedere una diminuzione di pena fino alla metà per il “patteggiamento” nel caso del soggetto che rende dichiarazioni e “si adopera per evitare che l’attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori anche aiutando l’autorità giudiziaria nella raccolta di elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l’individuazione o la cattura degli autori del reato”, secondo lo schema dell’art. 416 bis1 comma 3 c.p. (già art. 8 L. 203/1991). Necessità, per il riconoscimento della diminuzione, della novità e della decisività delle dichiarazioni.
c) Prevedere, nel caso di applicazione della pena su richiesta delle parti, che la sentenza abbia efficacia nei giudizi civili e amministrativi per pene superiori a 5 anni (mediante la modifica dell’art. 445 comma 1 bis c.p.p.).
d) Prevedere una diminuzione di pena della metà per il giudizio abbreviato nel caso del soggetto che rende dichiarazioni e “si adopera per evitare che l’attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori anche aiutando l’autorità giudiziaria nella raccolta di elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l’individuazione o la cattura degli autori del reato”, secondo lo schema dell’art. 416 bis1 comma 3 c.p. (già art. 8 L. 203/1991). Necessità, per il riconoscimento della diminuzione, della novità e della decisività delle dichiarazioni.
e) Prevedere l’eliminazione della preclusione secondo la quale, in caso di rigetto dell’istanza di rito abbreviato “condizionato”, non si possa aderire al rito abbreviato “secco”.
f) Prevedere l’anticipazione delle questioni preliminari di cui all’art. 491 c.p.p. inserendole nell’udienza preliminare, con conseguente preclusione di proporle al dibattimento (naturalmente fatta eccezione per il rito monocratico a citazione diretta); mantenendo la possibilità di poter proporre prima dell’apertura del dibattimento le sole questioni concernenti la riunione e la separazione di procedimenti;
6. Bozza in corso di elaborazione presso il Ministero della Giustizia
I possibili interventi in corso di elaborazione ad opera del Ministero della Giustizia, pur accogliendo in parte le proposte avanzate dall’ANM e pur contenendo, salvo alcuni punti, il comune denominatore di voler tendere allo snellimento delle procedure, appaiono non ancora soddisfacenti e non decisivi ai fini di un significativo e rilevante nuovo impulso al processo penale.
E’ necessario, dunque, allargare i settori di intervento, come più volte già auspicato e richiesto dall’ANM.
Tuttavia, sulla bozza ad oggi elaborata, che a nostro parere dovrà necessariamente essere ampliata, possono essere formulate le seguenti considerazioni:
a. Punti sui quali si ritiene di poter esprimere parere favorevole: 1, 4, 5, 6, 7, 8, 11, 12, 13, 15, 16, 17, 19, 20, 21, 22, 24, 25, 27, 28, 31;
b. Punti che accolgono le proposte dell’ANM del 10.11.2018: n. 2 (è la nostra proposta n. 14); nn. 3 e 4 (sono la nostra proposta n. 3); punto n. 26 (è la nostra proposta n. 12);
c. Punti sui quali si ritiene di poter esprimere parere favorevole con alcune integrazioni da apportare: n. 10 (inserendovi, oltre alle misure gradate, anche i casi in cui il Tribunale del Riesame abbia revocato le misure esclusivamente con riguardo alle esigenze cautelari mantenendo inalterata la gravità indiziaria); n. 14 (prevedere, in aggiunta, che si possa pronunciare la sentenza di non luogo a procedere anche nel caso in cui debba applicarsi una misura di sicurezza diversa dalla confisca, nel caso in cui dagli atti (o dalla perizia da svolgersi in udienza preliminare) emerga l’assoluta incapacità di intendere e/o volere dell’imputato al momento del fatto); n. 18 (introducendo lo stesso principio anche per la fase delle indagini preliminari e nel procedimento di opposizione all’archiviazione);
e. Punti sui quali si esprime parere contrario: n. 29 (non ha effetti deflattivi ed è un incentivo alle impugnazioni); n. 30 (risulterebbe un ulteriore incentivo alle impugnazioni).