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Timestamp: 2020-05-29 14:03:14+00:00
Document Index: 139501933

Matched Legal Cases: ['art. 380', 'art. 116', 'art. 143', 'art. 116', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 164', 'art. 378', 'art. 380', 'art. 116', 'art. 143', 'art. 116', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 1828 del 25/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1828 del 25/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 25/01/2017, (ud. 14/10/2016, dep.25/01/2017), n. 1828
sul ricorso 13815-2016 proposto da:
R.L., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
FRANCESCO MARIO MACRI’ giusta procura in calce al ricorso –
ricorrente che non ha notificato il ricorso entro i termini
RICORSO NON NOTIFICATO;
avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di LOCRI, emessa il 29/03/2016 e
14/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONINO SCALISI.
Rilevato che il Consigliere designato, dott. A. Scalisi, ha depositato ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., la seguente proposta di definizione del giudizio: “L’avv. C.F. premettendo di essere stato nominato difensore di ufficio nell’ambito del procedimento penale in RG. 3752/4 a carico di A.K. s.f.d. di avere esperito tutte le procedure relativo al recupero credito professionale, così come previsto dal D.P.R. n. 115 del 2002, art. 116 in particolare certificazione anagrafica, CED, Questura, ricerca con esito negativo, ivi compresa citazione notificata ai sensi dell’art. 143 cod. proc. civ. stante la clandestinità del pervenuto; di aver presentato istanza di liquidazione degli onorari ai sensi dell’art. 116 TU Spese di Giustizia, che con provvedimento del 27 luglio 2011 il Giudice respingeva l’istanza, di aver proposto rituale opposizione al suddetto provvedimento. Il Tribunale di Firenze, con ordinanza respingeva l’opposizione. Secondo il Tribunale di Firenze, non ertano in atti nè la sentenza da cui avrebbe dovuto dedursi l’irreperibilità dell’imputato, nè la notula di cui chiedeva la liquidazione.
La cassazione di questa ordinanza è stata chiesta dall’avv. C. per un motivo.
Il suddetto ricorso non indica alcuna parte cui il suddetto ricorso sarebbe stato rivolto e ancor di più non risulta notificato ad alcuna parte.
Epperò, ai sensi dell’art. 366 cod. proc. civ., il ricorso per cassazione è inammissibile qualora manchi o vi sia incertezza assoluta sull’identificazione delle parti contro cui esso è diretto; ai fini dell’osservanza della norma predetta, non è necessario che le relative indicazioni siano premesse all’esposizione dei motivi di impugnazione o che siano altrove esplicitamente formulate, essendo sufficiente, analogamente a quanto previsto dall’art. 164 cod. proc. civ., che esse risultino in modo chiaro e inequivoco (e non, dunque, ingannevole), anche se implicitamente, dal contesto del ricorso, nonchè dal riferimento ad atti dei precedenti gradi di giudizio, da cui sia agevole identificare con certezza la parte intimata. Ne consegue che il vizio consistente nell’omessa indicazione nel ricorso della parte nei cui confronti è proposto non è sanato dalla relazione di notificazione, che è la dichiarazione dell’ufficiale giudiziario descrittiva dell’operazione di conoscenza avente ad oggetto il documento incorporante il ricorso da notificare, ed è, quindi, atto da quest’ultimo soggettivamente ed oggettivamente distinto.
Il ricorso dev’essere, dunque, dichiarato inammissibile. Il Consigliere relatore”.
Tale relazione veniva comunicata al difensore del ricorrente, il quale in data 11 ottobre 2016 depositava memoria ex art. 378 cod. proc. civ., la quale non può essere acquisto al processo perchè depositata tardivamente.
In definitiva, il ricorso va dichiarato inammissibile. Non occorre provvedere al regolamento delle spese del presente giudizio, posto che il ricorso non è stato notificato a nessuno.
Così deciso in Roma nella camera del Consiglio della Sesta Sezione Civile della Corte Suprema di Cassazione il 14 ottobre 2016.
Rilevato che il Consigliere designato, dott. A. Scalisi, ha depositato ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., la seguente proposta di definizione del giudizio: “L’avv. C.F.,
premettendo di essere stato nominato difensore di ufficio nell’ambito del procedimento penale in RG. 3752/4 a carico di A.K. s.f.d. di avere esperito tutte le procedure relativo al recupero credito professionale, così come previsto dal D.P.R. n. 115 del 2002, art. 116 in particolare certificazione anagrafica, CED, Questura, ricerca con esito negativo, ivi compresa citazione notificata ai sensi dell’art. 143 cod. proc. civ. stante la clandestinità del pervenuto; di aver presentato istanza di liquidazione degli onorari, ai sensi dell’art. 116 TU Spese di Giustizia, che con provvedimento del 27 luglio 2011 il Giudice respingeva l’istanza, di aver proposto rituale opposizione al suddetto provvedimento. Il Tribunale di Firenze, con ordinanza respingeva l’opposizione. Secondo il Tribunale di Firenze, non erano in atti nè la sentenza da cui avrebbe dovuto dedursi l’irreperibilità dell’imputato, nè la notula di cui chiedeva la liquidazione.
Così deciso in Roma, nella Camera del Consiglio della Sesta Sezione Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 14 ottobre 2016.