Source: http://www.consiglioveneto.it/crvportal/leggi/2012/12lr0052.html
Timestamp: 2020-03-28 12:11:31+00:00
Document Index: 65321933

Matched Legal Cases: ['art. 63', 'art. 63', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 63', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2']

Legge regionale 31 dicembre 2012, n. 52 (BUR n. 110/2012) [sommario] [RTF]
NUOVE DISPOSIZIONI PER L’ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI URBANI ED ATTUATIVE DELL’ARTICOLO 2, COMMA 186 BIS DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 2009, N. 191 “DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLO STATO (LEGGE FINANZIARIA 2010)” (1)
1. Ferme restando le competenze in materia di rifiuti urbani di cui alla legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 “Nuove norme in materia di gestione dei rifiuti” e successive modificazioni, la Regione del Veneto attua l’articolo 2, comma 186-bis della legge 23 dicembre 2009, n. 191 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010)” e successive modificazioni in coerenza con le finalità e le previsioni di tutela dell’ambiente e della concorrenza previste dalla normativa vigente.
Art. 2 - Ambito territoriale regionale e comitato di bacino regionale.
1. Ai fini dell’ottimale organizzazione, coordinamento e controllo del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, l’ambito territoriale ottimale, ai sensi dell’articolo 199, comma 3, lettera f) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”, è il territorio regionale.
Art. 3 - Bacini territoriali e consigli di bacino.
1 bis. La Giunta regionale, su proposta motivata degli enti locali interessati, può approvare il riconoscimento di bacini territoriali di diversa dimensione, infraprovinciale o interprovinciale, in base al criterio di differenziazione territoriale e socio-economica, anche ai sensi dell’articolo 3 bis, comma 1, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo” convertito con modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 e successive modificazioni.
1 ter. Ai fini del procedimento di definizione di bacini di carattere infraprovinciale o interprovinciale di cui al comma 1 bis:
a) le istanze presentate anche ai sensi dell’articolo 3 bis del decreto legge n. 138 del 2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 148 del 2011 e successive modificazioni, sono considerate quali proposte, ai sensi e per gli effetti di cui al comma 1 bis;
b) la Giunta regionale è tenuta a pronunciarsi sulle proposte di cui alla lettera a) del presente comma, sentita la competente commissione consiliare che si esprime entro trenta giorni, trascorsi i quali si prescinde dal parere. (2)
4. Gli enti locali ricadenti nei bacini territoriali provinciali, infraprovinciali o interprovinciali, (5) esercitano in forma associata le funzioni di organizzazione e controllo diretto del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani attraverso i consigli di bacino. (6)
6. I consigli di bacino subentrano nelle funzioni già di competenza delle autorità d’ambito istituite ai sensi dell’articolo 14 (7) della legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 e successive modificazioni, ed, in particolare, esercitano le seguenti attività:
Art. 4 - Costituzione e funzionamento dei consigli di bacino e poteri sostitutivi.
1. Ai fini della costituzione dei consigli di bacino, gli enti locali ricadenti in ciascun bacino territoriale approvano una apposita convenzione ai sensi e per gli effetti dell’articolo 30 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”, sulla base di una convenzione-tipo approvata dalla Giunta regionale entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge.
3. L’assemblea di bacino di cui al comma 2, lettera a), nomina fra i suoi componenti il comitato di bacino, organo amministrativo interno di supporto all’assemblea e al Presidente. Il comitato di bacino è composto dal presidente dell’assemblea e da un numero minimo di tre ad un massimo di sette membri, dura in carica cinque anni e comunque fino alla nomina del nuovo comitato, al fine di garantire l’ordinaria amministrazione e l’assunzione degli atti urgenti ed improrogabili. (8)
6. Nell’ipotesi di accertata inerzia degli enti locali, nell’approvazione dell’atto di cui al comma 1, il Presidente della Giunta regionale, previa apposita diffida, provvede in via sostitutiva, anche con nomina di un commissario ad acta che dura in carica per un periodo di centottanta giorni. (9)
1. omissis (10)
3. Nelle more dell’istituzione dei consigli di bacino di cui all’articolo 3, al fine di garantire la continuità di esercizio delle funzioni connesse all’erogazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani, decorso il termine del 31 dicembre 2012, la Giunta regionale procede alla nomina di commissari liquidatori per gli enti responsabili di bacino di cui al piano regionale di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 785 del 28 ottobre 1988 pubblicata nel supplemento al BUR n. 10 del 2 marzo 1989, e per le autorità d'ambito istituite ai sensi dell’articolo 14 della legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 , di cui al piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani, approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 59 del 22 novembre 2004 pubblicata nel BUR n. 6 del 18 gennaio 2005, da individuarsi nei presidenti degli enti medesimi. I commissari liquidatori elaborano un piano di ricognizione e liquidazione della situazione patrimoniale ed economica dell’ente in cui sono sono stati nominati, recante, in particolare:
a) l'individuazione di tutti i rapporti giuridici attivi e passivi in essere, alla data del 31 dicembre 2012, con l'indicazione di quelli idonei ad essere trasferiti agli istituendi consigli di bacino di cui all'articolo 3;
b) una proposta per la definizione dei rapporti giuridici non trasferibili agli istituendi consigli di bacino di cui all'articolo 3;
c) l'accertamento della dotazione patrimoniale comprensiva dei beni mobili ed immobili;
d) l'accertamento della dotazione di personale dipendente, con l'individuazione delle categorie, dei profili professionali e delle funzioni svolte;
e) l'accertamento della situazione relativa alle potenzialità e alla prevedibile durata degli impianti e delle discariche;
6. Una volta che gli istituiti consigli di bacino di cui all’articolo 3 siano subentrati nei rapporti giuridici attivi e passivi approvati ai sensi del comma 5, i commissari liquidatori procedono alla liquidazione degli enti responsabili di bacino e delle autorità d'ambito conformemente ai contenuti dei piani di ricognizione e liquidazione di cui al comma 3. Il personale è trasferito ai consigli di bacino secondo la disciplina di cui all’articolo 2112 del Codice Civile e successive modificazioni, nel rispetto delle procedure di informazione e consultazione con le organizzazioni sindacali.
Art. 6 - Nuovi impianti di trattamento termico per rifiuti solidi. Disposizioni transitorie.
1. Nelle more dell’approvazione del nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani e speciali, come previsto dalla legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 , che definisce il fabbisogno gestionale di recupero e smaltimento dei rifiuti, non può essere autorizzato l’avvio e l’ampliamento di nuovi impianti di trattamento termico per rifiuti solidi urbani in Veneto.
Art. 7 - Modifiche ed abrogazioni di disposizioni della legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 “Nuove norme in materia di gestione dei rifiuti” e modifica dell’articolo 4 della legge regionale 27 aprile 2012, n. 17 “Disposizioni in materia di risorse idriche”.
1. Dalla data d’entrata in vigore della presente legge, i riferimenti all’espressione: “ambiti territoriali ottimali”, contenuti nella legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 , s’intendono riferiti all’espressione: “bacini territoriali”.
2. Dalla data d’entrata in vigore della presente legge, i riferimenti all’espressione: “Autorità d’ambito” ed all’espressione: “enti responsabili di bacino” contenuti nella legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 , s’intendono riferiti all’espressione: “consigli di bacino”.
3. Al comma 3 dell’articolo 10 della legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 , dopo la parola: “province”, è aggiunta la seguente espressione: “, i consigli di bacino”.
4. Nella legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 , sono abrogate le seguenti disposizioni:
g) gli articoli 2, 3, 4, 5, 6 della legge regionale 26 novembre 2004, n. 22 , “Disposizioni di novellazione del Capo IV della legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 “Nuove norme in materia di gestione dei rifiuti” ”;
h) il comma 1 dell’articolo 9 della legge regionale 13 settembre 2001 (11), n. 27, “Disposizioni di riordino e semplificazione normativa - Collegato alla legge finanziaria 2001”.
5. Nella lettera d) del comma 1 dell’articolo 4 della legge regionale 27 aprile 2012, n. 17 “Disposizioni in materia di risorse idriche”, l’espressione “il direttore, individuato da un elenco di dipendenti della Regione o degli enti strumentali regionali, predisposto dalla Giunta regionale, sulla base della razionalizzazione ed ottimizzazione delle risorse umane, nominato dall’assemblea.” è sostituita dalla seguente: “il direttore, nominato dall’assemblea, con l’incarico di dirigente della struttura operativa del consiglio di bacino.”.
2. Agli oneri derivanti dall’applicazione del comma 1 si fa fronte con gli introiti derivanti dal tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi di cui alla legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 .
(1) Ai sensi del comma 3 dell’art. 63 della legge regionale 2 aprile 2014, n. 11 in prima applicazione della legge regionale 31 dicembre 2012, n. 52 è fatta salva la definizione dei bacini su basi provinciali, infraprovinciali o interprovinciali operata in applicazione della legge regionale 31 dicembre 2012, n. 52 medesima nel testo vigente prima delle modifiche introdotte con la legge regionale 7 febbraio 2014, n. 3 “Modifica alla legge regionale 31 dicembre 2012, n. 52 “Nuove disposizioni per l’organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani ed attuative dell’articolo 2, comma 186 bis della legge 23 dicembre 2009, n. 191 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010)”””.
(2) Commi 1 bis e 1 ter inseriti da comma 1 art. 63 legge regionale 2 aprile 2014, n. 11 .
(3) Comma abrogato da comma 1 art. 2 legge regionale 7 febbraio 2014, n. 3 .
(4) Comma abrogato da comma 1 art. 2 legge regionale 7 febbraio 2014, n. 3 .
(5) Comma così modificato da comma 2 art. 63 legge regionale 2 aprile 2014, n. 11 che ha sostituito le parole “di cui al comma 1” con le parole “provinciali, infraprovinciali o interprovinciali”.
(6) Comma così sostituito da comma 2 art. 2 legge regionale 7 febbraio 2014, n. 3 .
(7) Articolo 14 abrogato da lettera c), comma 4, art. 7, legge regionale 31 dicembre 2012, n. 52 .
(8) Comma così sostituito da comma 1 art. 1 legge regionale 7 febbraio 2014, n. 3 .
(9) Comma così sostituito da comma 2 art. 1 legge regionale 7 febbraio 2014, n. 3 .
(10) Comma abrogato da comma 3 art. 2 legge regionale 7 febbraio 2014, n. 3 .
(11) Per mero errore materiale nel testo pubblicato sul BUR è stato fatto riferimento all’anno 2011 invece che all’anno 2001.