Source: https://www.advokatur.it/Post?postid=18
Timestamp: 2020-08-08 03:30:53+00:00
Document Index: 33135591

Matched Legal Cases: ['art. 2043', 'art. 2054', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2054', 'art. 2054', 'sentenza ', 'art. 2054']

Circolazione di veicoli e presunzione sussidiaria di pari responsabilità
In generale, la responsabilità civile può sorgere in due casi: a) nel caso di sottoscrizione di un contratto (responsabilità contrattuale), allorquando sussista un inadempimento e lo stesso causi l’insorgenza di danni in capo all’altro contraente; b) nel caso di fatto illecito (responsabilità extracontrattuale), da intendersi questo quale illecito civile, ossia come fatto contrario alle regole di comportamento, verificatosi al di fuori di qualsiasi operazione contrattuale.
In particolare, l`illecito civile da circolazione stradale trova preliminarmente inquadramento nella figura normativa descritta all`art. 2043 c.c. (“Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”) tuttavia, la responsabilità derivante dalla circolazione dei veicoli, nello specifico, viene disciplinata dal nostro codice civile all`art. 2054 c.c. (“Circolazione di veicoli”).
Infatti, nella predetta norma si apprende che “il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno”. Inoltre, al comma secondo dell’articolo in esame è stabilito che: “Nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli”. Quest’ultima è un’ipotesi di presunzione sussidiaria, che, per l’appunto, trova applicazione se non si riescono ad acclarare in concreto le cause e le colpe.
Su tale norma, la Corte Costituzionale, in data 29 dicembre 1972, con sentenza n. 205 dichiarò l’illegittimità costituzionale del secondo comma, limitatamente alla parte in cui nel caso di scontro tra veicoli, esclude che la presunzione di egual concorso dei conducenti operi anche se uno dei veicoli non abbia riportato danni.
E, al riguardo, la Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n. 7479, del 20.03.2020, ha stabilito: “In tema di scontro tra veicoli, la presunzione di eguale concorso di colpa stabilita dall`art. 2054 c.c., comma 2, ha funzione sussidiaria, operando soltanto nel caso in cui le risultanze probatorie non consentano di accertare in modo concreto in quale misura la condotta dei due conducenti abbia cagionato l`evento dannoso e di attribuire le effettive responsabilità del sinistro (nella specie, due diverse consulenze tecniche non avevano permesso di ricostruire l`esatta dinamica dell`incidente)”.
È importante rammentare anche l’altro principio ribadito dalla Corte di Cassazione con predetta sentenza: ”In tema di responsabilità derivante da circolazione stradale, nel caso di scontro tra veicoli, ove il giudice abbia accertato la colpa di uno dei conducenti, non può, per ciò solo, ritenere superata la presunzione posta a carico anche dell`altro dall`art. 2054, comma 2, c.c., ma è tenuto a verificare in concreto se quest`ultimo abbia o meno tenuto una condotta di guida corretta.”
Ancora, in tema di individuazione della nozione di circolazione ai fini dell`applicabilità della disciplina speciale, finalizzata alla tutela delle vittime della strada, dell`assicurazione obbligatoria per la R.C. auto, la Cassazione civile, a sezioni unite, ha statuito, con sentenza n. 8620 d.d. 29.04.2015 che: “Nell`ampio concetto di circolazione stradale indicato nell`art. 2054 c.c. è compresa anche la posizione di arresto del veicolo, sia in relazione all`ingombro da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione, sia in relazione alle operazioni eseguite in funzione della partenza o connesse alla fermata, sia ancora con riguardo a tutte le operazioni cui il veicolo è destinato a compiere e per il quale esso può circolare nelle strade. Ne consegue che per l`operatività della garanzia per la r.c. auto è necessario il mantenimento da parte del veicolo, nel suo trovarsi sulla strada di uso pubblico o sull`area ad essa parificata, delle caratteristiche che lo rendono tale sotto il profilo concettuale e, quindi, in relazione alle sue funzionalità, sia sotto il profilo logico che sotto quello di eventuali previsioni normative, risultando, invece, indifferente l`uso che in concreto si faccia del veicolo, sempreché esso rientri in quello che secondo le sue caratteristiche il veicolo stesso può avere.”
Infine, è pacifico che, in assenza di collisione tra due veicoli, non si applica la presunzione di cui all`articolo 2054, comma 2, c.c..