Source: http://www.utterol.com/2012_05_13_archive.html
Timestamp: 2020-05-31 00:08:00+00:00
Document Index: 95599763

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 148', 'art. 160', 'art.329', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 22', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 615', 'art. 7', 'art. 97', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 158', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1218', 'sentenza ', 'art. 380', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 2043', 'art. 51', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 22', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 97']

UT.TE.R.OL.: 2012-05-13
LE SPESE LEGALI DEVONO ESSERE A CARICO DELLA PARTE SOCCOMBENTE
Pubblicato da geronimo a 08:02 Nessun commento: Link a questo post
CLAUSOLE ABUSIVE NEI CONTRATTI FINANZIARI-CORTE EUROPEA A FAVORE DEL CONSUMATORE
Clausole abusive nei contratti tra consumatori e professionisti (contratto finanziario): sì alla nullità dell’intero contratto quando ciò garantisca una migliore tutela del consumatore. Lo stabilisce la sentenza della Corte europea del 15 marzo 2012, causa C-453/10.
Pubblicato da geronimo a 00:28 Nessun commento: Link a questo post
Qualora nelle copie delle relate di notifica vi siano incongruenze o manchino dati essenziali, deve ritenersi nulla la cartella esattoriale.
A tal proposito i giudici, richiamando un proprio precedente, hanno esplicitamente affermato che“ai fini della validità della notifica ai sensi dell'art. 148 cip.c., in caso di contrasto tra i dati risultanti dalla copia di relata allegata all'originale e i dati risultanti dalla copia consegnta al destinatario, occorre far riferimento alle risultanze ricavabili dalla copia in possesso del destinatario , mentre, ove in questa manchi qualche elemento essenziale, la sua presenza nella relata allegata all'originale non è idonea ad escludere la nullità della notifica ai sensi dell'art. 160 c.p.c.”(Cass.Sent. n. 398/2012).
Pubblicato da geronimo a 00:17 Nessun commento: Link a questo post
SANZIONE DISCIPLINARE A PROFESSIONISTA - DEVE CONTENERE L'AUTORITA' A CUI RICORRERE
Pubblicato da geronimo a 00:12 Nessun commento: Link a questo post
ACCESSO AGLI ATTI DI UNA DENUNCIA PRESENTATA ALL'A.G.
TAR Lombardia Milano sez. III 21/11/2011 n. 2810
Ogni documento acquisito al fascicolo delle indagini preliminari rimane soggetto al vincolo del segreto, ma solo alcuni atti specificamente indicati dal legislatore, fra i quali non rientrano le denunce presentate da comuni cittadini o da funzionari pubblici che non svolgano funzioni di p.g. Di ciò ha preso atto anche la giurisprudenza amministrativa che, in tema di diritto d’accesso, ha affermato che "non ogni denuncia di reato presentata dalla pubblica amministrazione all'autorità giudiziaria costituisce atto coperto da segreto istruttorio penale e come tale sottratta all'accesso, in quanto, se la denuncia è presentata dalla pubblica amministrazione nell'esercizio delle proprie istituzionali funzioni amministrative, non si ricade nell'ambito di applicazione dell'art.329, c.p.p
Pubblicato da geronimo a 00:04 Nessun commento: Link a questo post
Quando parliamo di materia tributaria sappiamo che troveremmo comunque come controparte le agenzie delle entrate , equitalia, etcc..
In questa circostanza la Corte di cassazione, con la sentenza numero 1532 depositata il 2 febbraio 2012, ha respinto le ragioni sollevate da Equitalia (cfr. ancheCass. Sent. 16412/2007). Nella fattispecie i giudici specificano che l'omessa notifica ( l'avviso di accertamento) , costituisce un vizio di procedura che comporta la nullità di tutti gli atti successivi e/o conseguenti. Afferma pertanto la Corte di Cassazione, il principio secondo il quale , non essendoci litisconsorzio, il contribuente può citare indifferentemente in giudizio l’ente pubblico creditore o la società concessionaria alla riscossione. Si cita sul punto l’art. 39 del D.Lgs. 112/1999, a norma del quale si impone che il concessionario della riscossione, se non vuole rispondere esso stesso della lite, deve chiamare in causa l’ente creditore interessato, ove il contribuente non lo abbia fatto.
Consiglio di Stato n. 00116/2012, sez. Terza del 13/1/2012
Il diritto di accesso ai documenti amministrativi, introdotto dalla legge 7 agosto1990 n. 241, a norma dell’art. 22, co. 2 della stessa legge (come sostituito dall’art. 15 della legge 11 febbraio 2005 n. 15) costituisce un principio generale dell’ordinamento giuridico, il quale si colloca in un sistema ispirato al contemperamento delle esigenze di celerità ed efficienza dell’azione amministrativa con i principi di partecipazione e di concreta conoscibilità della funzione pubblica da parte dell’amministrato, basato sul riconoscimento del principio di pubblicità dei documenti amministrativi.
Pubblicato da geronimo a 23:55 Nessun commento: Link a questo post
T.a.r. Sardegna Sez. I, n. 00329/2011, del 8/4/2011
Ormai sempre di più la giurisprudenza tende a condannare la pubblica amministrazione silente nei confronti del cittadino, atteso che tale comportamento viene ritenuto non conforme agli interessi pubblici cui essa è deputata. Nel procedimento amministrativo è opportuno che l’amministrazione pubblica risponda all’istanza del cittadino a prescindere che la stessa richieda o meno una specifica situazione legittimante. La giurisprudenza sancisce l’illegittimità del silenzio rifiuto, atteso che l’istante deve essere comunque destinatario di una pronuncia, sia essa positiva, negativa o interlocutoria da parte dell’autorità adita. ( Cons.Stato , Sez. VI, 5 marzo 1986 n. 237; T.A.R. Piemonte, Sez. I, 25 giugno 1992n. 321; T.A.R. Puglia, Lecce, Sez. I, 10 marzo 1997, n. 10; T.A.R. Lazio, IISez., 23 novembre 1993, n. 1440 )
Pubblicato da geronimo a 23:49 Nessun commento: Link a questo post
I rumori molesti devono essere eliminati, anche quando questi derivano dal movimento di un ascensore, in caso contrario, il condominio ne risponde per i danni alla salute che ne derivano Corte di Cassazione Sez. Sesta Civ. - Sent. del 14.12.2011, n. 26898
Pubblicato da geronimo a 23:45 Nessun commento: Link a questo post
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 23240, dell'8 novembre 2011, ha stabilito che, in un processo troppo lungo, che danneggia la carriera del ricorrente, questi deve essere risarcito non solo dei danni morali, ma anche a di quelli patrimoniali derivanti dalla perdita di chance.
Pubblicato da geronimo a 23:41 Nessun commento: Link a questo post
Pubblicato da geronimo a 23:36 Nessun commento: Link a questo post
Il termine per le pubbliche amministrazioni di inserire sul proprio sito istituzionale l’elenco dei documenti che l’istante ha l’onere di produrre a corredo della domanda, per ciascun procedimento, è scaduto. L’obbligo della trasparenza amministrativa in siffatta procedura è stato introdotto dall’art. 6 del D.L. 70/2011, convertito in L. 106/2011, al fine di ridurre gli oneri informativi a carico dei cittadini. L’obbligo è escluso solo per atti la cui riproduzione è prevista da norme di legge o atti pubblicati sulla G.U. La pubblica amministrazione, in caso di inadempienza, non può rigettare l’istanza a causa della mancata produzione di un atto, ma deve inviate l’istante a produrlo entro un certo termine. L’eventuale diniego non preceduto da tale invito è nullo. Qualora le amministrazioni non abbiano adempiuto alla procedura imposta, la responsabilità ricade sui dirigenti responsabili
Pubblicato da geronimo a 23:26 Nessun commento: Link a questo post
La Corte di Cassazione, con con sentenza n. 21598 del 19 ottobre 2011, nel respingere il ricorso di un contribuente che aveva presentato opposizione avverso delle cartelle di pagamento “mute” (prive del responsabile del procedimento) notificate da equitalia, chiarisce che l’opposizione esperibile è quella riguardante l’esecuzione, di cui all’art. 615 c.p.c. Gli obblighi derivanti dall’art. 7 L.212/2000 di indicare il responsabile del procedimento (Corte Cost. 377/2007) , la lo scopo primario di assicurare la trasparenza nella preminente garanzia del diritto di difesa, principi di buon andamento ed imparzialità garantiti dall’art. 97 della Costituzione. La stessa Corte ribadisce che è esperibile l’opposizione ai sensi della L. 689/81 qualora la parte deduca che la cartella esattoriale è il primo atto notificatogli con il quale viene a conoscenza di una precedente notifica di ordinanza ingiunzione o del verbale di contestazione, mai ricevuti.
Pubblicato da geronimo a 23:20 Nessun commento: Link a questo post
Legge Pinto, i calcoli dell'equariparazione secondo l'indirizzo giurisprudenziale impresso dalla Corte di Cassazione Sez. I civ. n. 20689 del 7.10.2011.
Pubblicato da geronimo a 23:14 Nessun commento: Link a questo post
I giudici della S.C. di Cassazione,con sentenza n. 18908 del 13 maggio 2011, nell'affrontare la questione relativa alle registrazioni effettuate fra presenti e all'insaputa di uno di questi, ha ritenuto che le stesse siano lecite, perché chi conversa accetta il rischio che la conversazione sia documentata mediante registrazione, purché non sia violata la privicy e non si diffonda per scopi diversi che non siano a tutela di un diritto proprio o altrui.
Le videoregistrazioni sono prova documentale. Cass. Pen. 6812/2013.
Pubblicato da geronimo a 23:09 Nessun commento: Link a questo post
Se è in corso una causa nello Stato Italiano, il giudice nazionale deve tener conto della giurisprudenza europea, così esprime la Corte di Cassazione con la sentenza n. 19985 del 30 settembre 2011, che ha respinto il ricorso presentato da un uomo che aveva chiesto i danni per essere stato diffamato su un noto quotidiano.
La Convenzione europea dei diritti dell'uomo deve essere applicata con effetto immediato dal giudice nazionale chiamato a decidere , con effetto conseguenziale della realizzazione dell'equo processo effettivo e paritario nella sostanza processuale , così come indica l'art. 111, Co.1 della Costituzione. Le sentenze della Corte di Strasburgo, pur avendo natura dichiarativa, qualora divenute definitive consentono la richiesta risarcitoria dei danni morali e materiali, in quanto precettive, la cui applicazione dell'organo giudicante, non può discostarsi dall'interpretazione data dal giudice europeo.
Vi è quindi un vincolo che può cambiare l'istituto giuridico nel nostro paese, avvicinandolo, sotto alcuni aspetti, a quello americano.
Pubblicato da geronimo a 23:04 Nessun commento: Link a questo post
Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 15 del 29 luglio 2011 formula e precisa le differenze fra la SCIA e la DIA, osservando sulla loro natura giuridica.
Pubblicato da geronimo a 22:57 Nessun commento: Link a questo post
Con la sentenza n. 16914, depositata il 2 agosto 2011, in materia di possesso eusucapione di beni immobili (artt. 1140, 1158 c.c.) , la Corte di Cassazione ha stabilito che su di un bene immobile di proprietà esclusiva di un soggetto può ben crearsi una situazione di compossesso pro indiviso tra lo stesso soggetto proprietario e un terzo, con il conseguente possibile acquisto, da parte di quest'ultimo, della comproprietà pro indiviso dello stesso bene, una volta trascorso il tempo per l'usucapione, nella misura corrispondente al possesso esercitato.
Pubblicato da geronimo a 22:52 Nessun commento: Link a questo post
Il T.A.R. Sardegna, sez. II con sentenza n. 865 del 2 agosto 2011, si esprime in tal senso sul diritto di accesso e sulla tutela della riservatezza dei firmatari di un esposto.
In tema di bilanciamento tra il diritto di accesso ai documenti amministrativi e la tutela dei terzi i cui dati personali siano contenuti nella documentazione richiesta, deve ritenersi che le esigenze di tutela della riservatezza dei firmatari di un esposto nei confronti di un professionista, presentato al relativo ordine professionale, e del quale il primo chieda l'ostensione, possano essere garantite mediante la mascheratura dei nominativi. Il diritto all'accesso potrà quindi essere esercitato, dal professionista interessato, con tale modalità (TAR Lombardia,Milano, sez. IV,8.11.2004, n. 5716).
Pubblicato da geronimo a 22:46 Nessun commento: Link a questo post
Le Sezioni unite della Cassazione, con sentenza n. 28451 del 19 luglio 2011 ha affermato il principio secondo il quale le notificazioni possono essere eseguite con telefax o altro mezzo idoneo ai sensi dell'art. 158 Co. 2 bis c.p.p. La Corte, prendendo in esame alcune ipotesi, ha concluso per la possibilità di eseguire notificazioni nei confronti del difensore, quale domiciliatario, a qualsiasi titolo, dell'imputato oindagato, di atti o avvisi a questi diretti.
Nella circostanza vengono richiamate alcune pronunce della Corte costituzionale che evidenziano il rapporto fiduciario che lega l'imputato al suo difensore e la doverosa informazione da parte di quest'ultimo nei confronti del suo cliente e la relativa comunicazione degli atti.
Pubblicato da geronimo a 22:34 Nessun commento: Link a questo post
FILMARE IL VICINO PER TUTELARE I PROPRI DIRITTI E' LECITO
La Corte di Cassazione ,controvertendo i due precedenti giudizi di primo e secondo grado, ha affermato, con la sentenza n. 25453/2011, che non si commette reato di interferenze illecite nella vita privata e/o di molestie, da parte di colui il quale filma il vicino per dimostrare un illecito civile . Nella fattispecie veniva filmato il vicino che innalzava un muro di cinta di confine, in mancanza del rispetto delle prescrizioni civilistiche. Innanzi ad un diritto leso,il privato ha diritto di documentare con ogni mezzo l'evento. In un confronto fra interessi contrapposti la privacy deve essere privilegiata solo se l'attività altrui fosse ritenuta di per sé indebita.
Pubblicato da geronimo a 22:26 Nessun commento: Link a questo post
Cassazione SS.UU civile n. 11963 del 31 maggio 2011
Espropriazione di terreni
Sebbene non pare dubbio che la trasformazione del fondo determini l'acquisto della proprietà del bene da parte della Pubblica Amministrazione che aveva dato corso all'espropriazione, non si configurano elementi ostativi alla restituzione del terreno oggetto di espropriazione al proprietario, ove non risultante la loro conformazione alla programmazione originaria dell'opera (C. 10/6688)."
Pubblicato da geronimo a 22:19 Nessun commento: Link a questo post
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE INERTE - INTIMAZIONE AD ADEMPIERE - NOMINA DI COMMISSARIO AD ACTA
La Corte di Cassazione con sentenza n. 8318/11, che ha dato torto al Comune di Milano nella causa ha colto il ricorso della Fondazione Irccs, Istituto Nazionale dei Tumori, contro il Comune di Milano, poiché nella bolletta veniva addebitato il servizio di depurazione, inesistente..
In prima e seconda istanza, i giudici nell'interpretare l'art. 14 della legge36/94, asserivano che vi fosse l'obbligo del pagamento della tariffa anche in assenza del servizio di depurazione dell'acqua.
La Suprema Corte, ha però controvertito i giudizi di primo e secondo grado,accogliendo il ricorso dell'Istituto, sostenendo che, "a fronte del pagamento della tariffa, l'utente riceve un complesso di prestazioni consistenti, sia nella somministrazione della risorsa idrica, sia nella fornitura dei servizi di fognatura e depurazione",perciò, se il servizio non c'è, non va pagato. Anche la Corte Costituzionale con sentenza n. 335 del 2008 aveva ritenuto incostituzionale la norma che imponeva ai cittadini il pagamento di un servizio di depurazione inesistente.
Pubblicato da geronimo a 22:12 Nessun commento: Link a questo post
NON SI PAGA NELLA BOLLETTA DELL'ACQUA IL SERVIZIO DI DEPURAZIONE SE INESISTENTE
La Suprema Corte, ha però controvertito i giudizi di primo e secondo grado,accogliendo il ricorso dell'Istituto, sostenendo che, "a fronte del pagamento della tariffa, l'utente riceve un complesso di prestazioni consistenti, sia nella somministrazione della risorsa idrica, sia nella fornitura dei servizi di fognatura e depurazione",perciò, se il servizio non c'è, non va pagato. Anche la Corte Costituzionale con sentenza n. 335 del 2008 aveva ritenuto incostituzionale la norma che imponeva ai cittadini il pagamento diun servizio di depurazione inesistente.
Pubblicato da geronimo a 22:05 Nessun commento: Link a questo post
La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 20895 del 25 maggio 2011 ha ravvisato la fattispecie dello stalking ai danni di coloro che siano destinatari di molestie, anche solo occasionalmente, in virtù della loro appartenenza ad ungruppo sociale, un condominio.
Corte di Cassazione, III sezione, sentenza n. 8312/2011
La terza sezione civile della Cassazione ha accolto il ricorso di un uomo nei confronti di un avvocato che gli aveva seguito una pratica di risarcimento per un incidente stradale. La Cassazione con tale pronuncia ha sovvertito le pronunce del Tribunale di Torino e del Gdp, le quali avevano respinto la domanda di risarcimento poiché il cliente non aveva dimostrato di aver fornito i nomi dei testimoni; che l’avvocato aveva comunicato al cliente il dispositivo della sentenza, dopo aver ricevuto la comunicazione di cancelleria, e che l’omessa notizia della notificazione della sentenza era irrilevante, poiché non vi erano motivi per impugnare.
La Cassazione, accogliendo il primo motivo di ricorso censura l'attività del professionista in base al suo comportamento, poiché in una causa da incidente stradale chiede la fissazione dell' udienza di precisazione delle conclusioni senza avere dato corso alle prove sulle modalità del fatto e sulla responsabilità, nonché sull'entità dei danni, "è oggettivamente colposo e irresponsabile". Non solo. Anche l'omessa comunicazione al cliente dell'avvenuta notificazione della sentenza di condanna, fino a far decorrere il termine per impugnare, costituisce grave negligenza e fonte innegabile di responsabilità professionale.
“Rientra infatti nell’ambito delle competenze specifiche dell’attività professionale e dei doveri di diligenza, a cui tale attività deve essere improntata, a norma degli artt. 1176, I e II comma1e22362c.c.,la consapevolezza che la mancata prova degli elementi costitutivi della domanda espone il cliente alla soccombenza”.
Salvo che l’avvocato “dimostri che non ha potuto adempiere per fatto a lui non imputabile (art. 1218c.c.3)o di aver svolto tutte le attività che nella particolare contingenza gli potevano essere ragionevolmente richieste allo scopo”.
Un comportamento, peraltro, aggravato dal fatto che il legale, dopo l'inevitabile rigetto della domanda, ha comunicato al cliente solo il dispositivo della condanna ma non l'avvenuta notifica della sentenza,con la conseguenza che era scaduto anche il termine per proporre impugnazione
Corte di Cassazione Civile sez. II 8/4/2011 n. 8114
Spese di lite - mancato esercizio della facoltà di difendersi personalmente
C. M. G., rappresentata e difesa, in forza di procura speciale a margine del ricorso, dall’Avv. M. V., elettivamente domiciliata nello studio di quest’ultimo in Roma, via D., n. 21.
COMUNE DI ROMA, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso, in virtù di procura a margine del ricorso, dall’AVv. G. P., elettivamente domiciliato presso gli Uffici dell’Avvocatura comunale, via del T. di G., n. 21;
per la Cassazione della sentenza del Tribunale di Roma n. 6218 in data 17 marzo 2009.
Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 18 febbraio 2011 dal Consigliere relatore Dott. A. G.;
sentito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale dott. R. F. G., che ha concluso: “nulla osserva”.
Rilevato che il consigliere designato ha depositato, in data 7 dicembre 2010, la seguente proposto a di definizione, ai sensi dell’art. 380-bis cod. proc. civ.: “Dinanzi al Giudice di pace di Roma è stato impugnato, da parte di M. G. C., il verbale di accertamento di violazione del codice della strada n. … notificato in data 9 marzo 2006.
Il capo relativo alle spese è stato fatto oggetto di gravame da parte della C.
Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 6218 in data 17 marzo 2009, ha rigetta l’appello e compensato tra le parti le spese del grado.
Per la Cassazione di tale sentenza la C. ha proposto ricorso, sulla base di tre motivi.
Paiono preliminarmente da respingere le eccezioni di inammissibilità sollevate dal Comune contro ricorrente.
Il secondo motivo di ricorso (violazione o falsa applicazione degli artt. 91, 92, 118, secondo comma, disp. Att. Cod. proc. civ., 132, n. 4, cod .proc. civ., 24 e 111 cost., in relazione all’art. 360, n. 3, cod .proc. civ.) – il cui esame in ordine logico appare preliminare – è corredato dal prescritto quesito di diritto, ed è quindi scrutinabile nel merito.
Il verbale di contestazione per violazione del codice della strada, infatti, può essere illegittimo tanto epr vizi formali quanto per vizi sostanziali, e la prima categoria non è più lieve della seconda, non potendosi sostenere che nell’ordinamento vi sia un favor per gli errori meramente procedurali della pubblica amministrazione.
Là dove – come nella specie – venga in considerazione la legittimità del procedimento sanzionatorio, il modesto valore della controversia non è di per sé giustificativo della compensazione, determinando questo la scelta dello scaglione di valore della controversia su cui parametrare la condanna alle spese.
Infine, non può essere imputato a colpa della parte che ha adito il giudice proponendo l’opposizione a verbale il mancato esercizio della facoltà di difendersi personalmente, giacché il cittadino, con l’adire il giudice e con il farsi assistere innanzi ad esso da un professionista, esercita dei diritti espressamente attribuitigli dall’ordinamento e garantiti dalla Carta costituzionale. (Cass., Sez. II, 19 novembre 2007, n. 23993).
Sussistono le condizioni per la trattazione del ricorso in camera di consiglio.”
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa anche per le spese del giudizio di cassazione, al Tribunale di Roma, in persona di diversa magistrato.
Pubblicato da geronimo a 22:33 Nessun commento: Link a questo post
ASSOCIAZIONE - E' LEGITTIMATA A PARTECIPARE NELLE CONTRAPPOSIZIONI
T.A.R. EMILIA ROMAGNA, BOLOGNA SEZ. II, 21 GENNAIO 2011, N. 49
Ricorso giurisdizionale – legittimazione attiva – legittimazione di associazione di protezione ambientale – anche per contestare la violazione della normativa urbanistica locale – sussiste –presupposti – conseguente interesse a proporre qualsiasi vizio procedimentale.
Un'associazione di protezione ambientale nazionale è legittimata a contestare anche la violazione della normativa urbanistica locale, laddove i vizi dedotti siano rivolti ad evidenziare l'illegittimità dell'autorizzazione ambientale dell'emissione in atmosfera di un impianto ovvero quando si tratti di normativa urbanistica che prende in considerazione gli aspetti ambientali anche al fine di disciplinare l'attività produttiva da insediare; una volta ammessa la legittimazione ad impugnare un provvedimento, l'associazione ricorrente può dedurre qualunque vizio procedimentale, sia o meno un soggetto avente titolo a partecipare alla conferenza di servizi che avrebbe dovuto essere indetta, in quanto il diverso procedimento ben avrebbe potuto portare ad una diversa decisione sostanziale in merito.
Pubblicato da geronimo a 22:27 Nessun commento: Link a questo post
SILENZIO RIFIUTO DELLA P.A. - RISARCIMENTO DEL DANNO
RISARCIMENTO DEI DANNI– RISARCIMENTO DEL DANNO PER RITARDO – PRESUPPOSTI PER IL RICONOSCIMENTO – IMPUGNATIVA DEL SILENZIO RIFIUTO – NECESSITA' –SUSSISTE.
Il cittadino si trova spesso innanzi ad un'amministrazione silente, la quale pensa che la persona con la quale interloquisce sia un soggetto privo di diritti e spesso immeritevole di risposta, tanto da ignorarla, come, ahimè, sovente accade. A tal proposito, è interessante leggere lo stralcio dell'ulteriore indirizzo giurisprudenziale riguardante l' ipotesi di una eventuale richiesta di risarcimento in merito.
La norma codicistica di cui alla'art. 2043 c.c. Subordina il risarcimento alla produzione di un danno ingiusto casualmente generato da una condotta illecita, nel caso di specie da individuarsi nell'asserito ritardo, imputabile all'Amministrazione a titolo di dolo oi colpa T.A.R.Lazio, Roma. Sez. I, 22 settembre, 2010, n. 32382. Il diritto al risarcimento del danno derivante dal ritardo con il qualel'amministrazione ha provveduto spetta solo ove i soggetti interessati abbiano reagito all'inerzia impugnando il silenzio rifiuto; solo in caso di persistente inerzia a seguito di questa procedura può iunfatti configurarsi la lesione al bene della vita,risarcibile, alla stregua dei canoni di correttezza e buona fede, nello svolgimento del rapporto qualificato e differenziato tra soggetto pubblico e privato T.A.R.Lombardia, Milano, sez. I, 12 gennaio 2011, n. 35.
Pubblicato da geronimo a 07:52 Nessun commento: Link a questo post
CONCORSI PUBBLICI - INCOMPATIBILITA' DEI COMMISSARI
. T.a.r.Lazio, Roma, sez. 1-bis, 14 gennaio 2011, n. 286
CONCORSI – LEGAMI FRA COMMISSARIE CANDIDATI – INCOMPATIBILITA'
La circostanza che un componente di una commissione di un ricorso pubblico abbia collaborato per diversi anni nella stessa struttura in cui operava un candidato non consente, di per sé, di configurare automaticamente una situazione di incompatibilità tale da generare nel primo un dovere di astensione, occorrendo , a tal fine, che sia inconfutabile e accertata l'esistenza di rapporti personali diversi e più saldi diquesti che normalmente sussistono fra soggetti che lavorano presso lo stesso ufficio.
Pubblicato da geronimo a 07:48 Nessun commento: Link a questo post
Pubblicato da geronimo a 07:41 Nessun commento: Link a questo post
Consiglio di Stato sez. V 4/3/2011 n. 1408; Pres. Quadri, F., Est. Gaviano, N.
1. Concorso - Commissione giudicatrice - Nomina - Impugnazione
2. Concorso - Commissione giudicatrice - Nomina - Competenza - Dei dirigenti
1. La nomina della commissione giudicatrice può essere impugnata dal candidato solo nel momento in cui, con l'approvazione delle operazioni concorsuali e la nomina del vincitore, si esaurisce il relativo procedimento amministrativo e diviene compiutamente riscontrabile la lesione della sfera giuridica altrui.
2. L’art. 51, commi 2 e 3, della legge n. 142 del 1990, nel testo riformato dalla legge n. 127 del 1997, secondo il quale ai dirigenti spettano tutti i compiti che la legge e lo statuto dell'ente locale non riservino espressamente agli organi di governo dell'ente, costituisce disposizione immediatamente applicabile senza bisogno dell'interposizione di apposite fonti secondarie, cui spetta solo la determinazione delle modalità d'esercizio della competenza, comunque indefettibile e tale da non tollerare impedimenti o soluzioni di continuità. Perciò è illegittimo il provvedimento di nomina di una commissione di concorso effettuata dalla Giunta provinciale e non già dal competente dirigente, a nulla rilevando le specifiche norme regolamentari della Provincia.
Pubblicato da geronimo a 07:33 Nessun commento: Link a questo post
IL CONDOMINO PUO' CRITICARE L'OPERATO DELL'AMMINISTRATORE
una condomina aveva affisso alla bacheca condominiale un volantino che aveva il seguente contenuto: “abbiamo la facciata del palazzo che sta cadendo a pezzi; gli intonaci del balcone ci cadono dentro mettendo a rischio noi adulti e i bambini di alcuni di voi; le scale sono sporche, i muri sono neri, per la pulizia del giardino dobbiamo provvedere noi stessi a chiamare qualcuno per farlo; paghiamo davvero tanto di condominio; ma noi non abbiamo un capocondominio che dovrebbe occuparsi di tutto cio’?; per chi non se lo ricordasse il suo nome e’ (…); se non vi ricordate il suo nome, non siete voi che avete problemi di memoria, e’ lui che e’ latitante; pero’ i soldi nostri se li prende e come…. per quello non e’ latitante, vogliamo continuare cosi' a farci prendere in giro, o cerchiamo una persona seria e competente?? personalmente voglio mandarlo via; e mi sto informando su altri capocondomini; pero’ ci vuole la maggioranza di voi per mandarlo via; quindi se la pensate come me informatevi anche voi su capocondomini di vostra conoscenza che siano persone serie e competenti”.
L'asmministratore propone querela per diffazione, giungendo fino alla sentenza della S.C. , che però così ha sentenziato:
il diritto di critica si differenzia da quello di cronaca essenzialmente in quanto il primo non si concretizza, come l’altro, nella narrazione di fatti, bensi’ nell’espressione di un giudizio o, piu’ genericamente, di un’opinione che, come tale, non puo’ pretendersi rigorosamente obiettiva, posto che la critica, per sua natura, non puo’ che essere fondata su un’interpretazione, necessariamente soggettiva, di fatti e di comportamenti. La scriminante in questione presuppone dunque, a differenza di quella del diritto di cronaca, un contenuto di veridicita’ piu’ limitato; conformemente al diritto di cronaca, anche il diritto di critica trova l’ulteriore limite segnato dal rispetto dei criteri della rilevanza sociale della notizia e della correttezza delle espressioni usate (ved. tra altre Cass., 24 maggio 2002, P.G. in proc. Trevisan, CED Cass. n. 2219904). In aderenza a tali principi il giudice di merito ha sottolineato che, nel caso in esame, l’imputata aveva rivolto delle critiche all’operato dell’amministratore dello stabile, per le gravi carenze di manutenzione che l’immobile presentava, invitando gli altri condomini – attraverso l’affissione del volantino – ad attivare i loro poteri di controllo sull’amministratore. Con tale condotta l’imputata non solo ha esercitato il proprio diritto di libera manifestazione del proprio pensiero, ma ha anche esercitato lo specifico diritto, quale condomino dello stabile amministrato da (…) , di controllare comportamenti dell’amministratore e di denunciarne eventuali riscontrate irregolarita’ "(Cass. 31 gennaio 2011 n. 3372).
Pubblicato da geronimo a 07:27 Nessun commento: Link a questo post
Pubblicato da geronimo a 07:22 Nessun commento: Link a questo post
Cassazione VI penale n. 42913 del 2.12.2010
" il delitto di cui all’art. 380/1 c.p. (patrocinio infedele) è un reato che richiede per il suo perfezionamento, in primo luogo, una condotta del patrocinatore irrispettosa dei doveri professionali, stabiliti per fini di giustizia a tutela della parte assistita ed, in secondo luogo, un evento che implichi un nocumento agli interessi di quest’ultimo, inteso non necessariamente in senso civilistico di danno patrimoniale, ma anche nel senso di mancato conseguimento dei beni giuridici o dei benefici di ordine anche solo morale, che alla stessa parte sarebbero potuti derivare dal corretto e leale esercizio del patrocinio legale "
Pubblicato da geronimo a 07:17 Nessun commento: Link a questo post
Corte Costituzionale 22/12/2010 n. 365
È costituzionalmente illegittimo l'art. 22, quarto e quinto comma, della legge 11 novembre 1981, n. 689 nella parte in cui non prevede, a richiesta dell'opponente che abbia dichiarato la residenza o eletto domicilio in un comune diverso da quello dove ha sede il giudice adito, modi di notificazione alternativi al deposito presso la cancelleria
Pubblicato da geronimo a 07:13 Nessun commento: Link a questo post
Pubblicato da geronimo a 07:07 Nessun commento: Link a questo post
Rischia di costare cara la presentazione di un ricorso palesemente inammissibile in Cassazione. Con la sentenza 4829 del 27 febbraio la stessa Corte ha infatti condannato una parte a pagare all'altra 5 mila euro per avere agito in giudizio con colpa grave. Si tratta di una delle prime applicazioni di una disposizione introdotta nel nostro Codice di procedura civile nel 2006, con un decreto che rimise a fuoco anche gli elementi stessi del ricorso (obbligatoria, tra l'altro, l'indicazione delle norme su cui si basano i motivi che hanno indotto all'impugnazione) e che era chiaramente intenzionata a fare esordire una forma di sanzione per la parte che avesse adottato condotte processuali temerarie o chiaramente dilatorie. Il nuovo articolo 385 del Codice stabilisce così che, quando si pronuncia sulle spese, la Corte, anche procedendo d'ufficio, può condannare la parte che ha perso a versare alla vincente una somma da determinare in via equitativa, ma comunque all'interno di parametri tariffari, «se ritiene che essa ha proposto il ricorso o vi ha resistito anche solo con colpa grave».
Pubblicato da geronimo a 07:02 Nessun commento: Link a questo post
POSTE ITALIANE - DIPENDENTE - INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO - INCORRE NEL REATO DI ABUSO D'UFFICIO
Pubblicato da geronimo a 06:49 Nessun commento: Link a questo post
Corte di Giustizia Europea causa C 511/08 sentenza del 2010-04-15
Pubblicato da geronimo a 06:38 Nessun commento: Link a questo post
CARTELLA ESATTORIALE - FERMO AMMINISTRATIVO - PRESCRIZIONE
Giudice di Pace di Afragola del 16.7.2010
Si aggiunga che le violazioni sono risalenti agli anni 1989-91 sicchè seppure le cartelle esattoriali fossero state notificate ma come detto,alcuna prova è stata fornita in proposito ,alla date delle rispettive notifiche (18.12.96 e 25.1.97) ed a quella di invio del preavviso di fermo,si era già estinto per prescrizione quinquennale il diritto a riscuotere le somme dovute"
"si palesa dunque temeraria ed illegittima la iscrizione del fermo amministrativo sul veicolo attoreo"
Pubblicato da geronimo a 06:32 Nessun commento: Link a questo post
PRIVACY E DATI SUPER SENSIBILI NEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE
Dati supersensibili e procedimento disciplinare nella p.a.: sì alla tutela rafforzata
Cassazione, sez. I civile, sentenza 08.07.2005 n° 14390
I dati personali appartenenti alla species dei supersensibili, riguardanti la sfera sessuale, particolari dati sulla propria salute, etcc.., deinvestendo la parte più intima della persona nella sua corporeità e in considerazione dei valori costituzionali posti a loro presidio (artt. 2 e 3 Cost.), ricevono una tutela rafforzata che si esplicita nelle garanzie poste anche riguardo al trattamento operato dai "soggetti pubblici".
Lo ha precisato la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14390 dell'8 luglio 2005, accogliendo il ricorso presentato da un ispettore di polizia, il quale era stato sottoposto a procedimento disciplinare sulla base di alcune notizie apprese occasionalmente dai colleghi di lavoro fuori dall'orario di servizio dalle quali era risultato che tale soggetto aveva diffuso immagini a sfondo sessuale su alcuni siti,
Pubblicato da geronimo a 06:25 Nessun commento: Link a questo post
AGENZIA DELLE ENTRATE CONDANNATA PER AVER OMESSO L'ACCESSO AGLI ATTI
Le modifiche apportate all'art. 24 della L. 241/90 nel 2005, hanno sollevato delle riflessioni sulla restrizione dell'accesso agli atti da parte del contribuente nel procedimento tributario, salvo il sibillino ed unico caso di deroga. L'Amministrazione Finanziaria ha sempre osteggiato con prassi ricorrente, l'accesso a tali tipi di documenti, sebbene , in tempi più recenti, l'Agenzia delle entrate ha reso possibile l'accesso agli atti procedimentali solo a procedimento concluso.
A suggello di tali interpretazioni, è intervenuto anche il Consiglio di Stato (nr. 5144 del 21.10.08) che ha di fatto consentito in modo pieno e totale il diritto di accesso anche per gli atti del procedimento tributario sostenendo, in modo più che condivisibile,che nessuna ragion fiscale che tenga potrebbe escludere un siffatto diritto contenuto anche nelle norme Statutarie che, solo per memoria, ricordiamo rappresentano principi generali del diritto.
PERCHE' LA CORTE DEI CONTI NON FA PAGARE LE SPESE AI FUNZIONARI RESPONSABILI?
Tribunale Amministrativo Regionale Lombardia Milano sez.I 6/10/2010 n. 6880
sul ricorso numero di registro generale 1880 del 2010, proposto da:
Domenico Mario Dolce, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Giovanni Monti, Fortunato Taglioretti e Mario Viviani, con domicilio eletto presso il primo, in Milano, Galleria S. Babila, n. 4/A;
Agenzia delle Entrate Ufficio Milano 1, rappresentata e difesa dall'Avvocatura Distr.le di Milano, presso la quale è domiciliata ex lege, in Milano, via Freguglia, 1;
della nota prot. 2010/88838 del 21.7.2010 con la quale il direttore dell'Agenzia delle Entrate - Ufficiodi Milano 1 ha respinto l'istanza formulata dal ricorrente di accesso agli atti del procedimento tributario afferente l'avviso di accertamento ai fini IRPEF per l'anno 2004;
Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Agenzia delle Entrate Ufficio Milano 1;
Udito il dott. Marco Poppi, Relatore nella camera di consiglio del giorno 29 settembre 2010, e uditi per le parti i difensori presenti come da verbale;
- con istanza del 14.06.10, il ricorrente, destinatario di avviso di accertamento ai fini IRPEF, chiedeva all’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale per la Lombardia, l’accesso “mediante estrazione di copia semplice, agli atti del procedimento tributario” afferenti il suddetto avviso;
- con nota del 12.07.10, l’Agenzia, consentiva la visione di n. 6 atti ritenuti “strumentali” all’adozione del provvedimento, ulteriori rispetto a quelli allegati al verbale di accertamento (già nella disponibilità della parte);
- in data 13.07.10, all’esito della visione, parte ricorrente chiedeva l’estrazione di copia di due documenti compresi nell’elenco di cui al precedente alinea e di due ulteriori atti (“stampa memorandum accertamento” e “dati generali attività istruttoria esterna”) in relazione ai quali, ancorché non indicati in elenco, veniva concessa la visione;
- nella medesima sede chiedeva di poter accedere, eventualmente estraendo copia, alla ulteriore documentazione eventualmente esistente considerata inerente l’accertamento compreso il carteggio interno dell’Agenzia;
- l’Amministrazione negava l’estrazione di copia relativamente agli atti denominati “stampa memorandum accertamento” e “dati generali attività istruttoria esterna”, qualificati dalla stessa come “stampa restituita da sistema che attesta l’inserimento nei dati dell’accertamento”, rispettivamente, della “data di notifica” e dei “dati di verifica”, in quanto ritenuti “mera documentazione non avente forma di documento amministrativo, e non riportante, e comunque non rappresentativa, del contenuto di atti che identificano statuizioni, accertamenti, intendimenti, parerei, volizioni, valutazioni o determinazioni a queste assimilabili”;
- nell’occasione veniva, altresì, negato l’accesso alla ulteriore documentazione, ritenuta “non strumentale” all’adozione del provvedimento finale ed al “carteggio interno” sul presupposto che ciò concretasse l’esercizio di un non consentito “potere esplorativo nei confronti, genericamente, di atti del tutto eventuali, di cui non si conosce nemmeno l’esistenza”;
Preso atto che con ricorso ex art. 25 della L. n. 241/1990, parte ricorrente, impugna gli atti in epigrafe specificati eccependo:
- con riferimento ai documenti “stampa memorandum accertamento” e “dati generali attività istruttoria esterna”, la contraddittorietà dell’operato dell’Amministrazione che in relazione ai medesimi consentiva l’accesso, ancorché, con la sola visione;
- quanto all’eventuale ulteriore documentazione, compreso il carteggio interno, il travisamento in cui sarebbe incorsa l’Amministrazione atteso che l’istanza presentata doveva intendersi come riferita unicamente a documenti in possesso dell’Agenzia, ancorché non conosciuti;
- l’ampia definizione di documento amministrativo contenuta nell’art. 22, comma 1, lett. d), ("ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale”) non consente di limitare l’accesso ai soli atti rappresentativi “del contenuto di atti che identificano statuizioni, accertamenti, intendimenti, parerei, volizioni, valutazioni o determinazioni a queste assimilabili” ma lo ammette relativamente a qualunque espressione di attività amministrativa anche a rilevanza meramente interna a condizione che afferisca ad uno specifico procedimento;
- in relazione ai documenti “stampa memorandum accertamento” e “dati generali attività istruttoria esterna” l’inerenza al procedimento è confermata dalla stessa Amministrazione che ne riconosce una funzione di attestazione circa operazioni riferite ad elementi dell’accertamento (“inserimenti data di notifica” e “dati di verifica”);
- ulteriore conferma della non estraneità al procedimento dei due atti da ultimo citati è desumibile dalla circostanza che l’Amministrazione ne consentiva l’accesso, ancorché mediante la sola visione, rendendo il successivo diniego all’estrazione di copia, oltre che contraddittorio, in contrasto con il dettato dell’art. 22, comma 1, lett. a) che specifica il diritto di accesso nel “diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi”;
- la richiesta di ostensione riferita ad ulteriore documentazione, benché non specificata, non può essere intesa quale esercizio di un potere esplorativo stante la limitazione specificata dal ricorrente alla sola “documentazione inerente l’accertamento” (verbale di accesso datato 13.07.10) ulteriore rispetto a quella “strumentale” già posta nella disponibilità del ricorrente;
- l’accesso a documenti anche meramente interni dell’Amministrazione è espressamente consentito dalla norma che li comprende nella già richiamata definizione di “documento”;
- quanto richiesto dal ricorrente é riconducibile alla definizione di cui all’art. 22, comma 1, lett. d) della L. n. 241/1990;
- il ricorrente vanta un interesse all’accesso in quanto destinatario di provvedimento dell’Agenzia incidente nella propria sfera giuridica;
- quanto richiesto non rientra nelle specifiche esclusioni di cui all’art. 24 della L. n. 241/1990;
- l’istanza di accesso é motivata con la necessità di “difendere i propri interessi giuridici” ex art. 24, comma 7 della L. n. 241/1990;
- il ricorso, per quanto precede, debba essere accolto;
- l’Agenzia delle Entrate sia tenuta a consentire l’accesso mediante estrazione di copia relativamente ai documenti denominati “stampa memorandum accertamento” e “dati generali attività istruttoria esterna”, nonché, agli ulteriori atti inerenti il procedimento, qualora esistenti, indipendentemente dalla loro qualificazione quali “strumentali” o meno;
- le spese debbano essere poste a carico della parte soccombente nella misura liquidata in dispositivo
definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe lo accoglie.
Ordina all’Agenzia delle Entrate l’esibizione della documentazione di cui in motivazione.
Condanna l’Amministrazione al pagamento delle spese di giudizio che liquida in complessivi € 2.000,00 comprensivi del rimborso del contributo unificato.
Pubblicato da geronimo a 06:16 Nessun commento: Link a questo post
Pubblicato da geronimo a 06:05 Nessun commento: Link a questo post
INCARICHI PROFESSIONALI DEVONO ESSERE AFFIDATI TRAMITE UNA GARA
Consiglio di Stato, sez. V, 28 maggio 2010, n. 3405
Incarichi professionali - affidamento di incarico diretto e senza gara- illegittimità.
E’ illegittima la delibera con cui un Ente pubblico (nella specie si trattava di un consorzio di bonifica), senza il preventivo esperimento di una apposita procedura selettiva pubblica, ha affidato ad un avvocato un incarico di consulenza legale della durata di un anno, al fine di supportare lo svolgimento delle ordinarie attività amministrative dell’ente stesso, nel caso in cui una statutaria dell’ente prevedeva che l’affidamento diretto di un incarico professionale può essere disposto solo eccezionalmente nel caso di conferimento di incarichi speciali e di particolare rilevanza e non già per l’ordinarie attività amministrative; in tal caso, infatti, la suddetta deliberazione è illegittima per violazione della suddetta norma statutaria dell’ente e dei principi costituzionali della p.a. (ex art. 97 Cost.), nonché dei principi di derivazione comunitaria di non discriminazione, parità di trattamento e pubblicità
Pubblicato da geronimo a 05:57 Nessun commento: Link a questo post
Anche gli avvocati come tutti i liberi professionisti hanno l'obbligo di adempiere al loro compito nel migliore dei modi senza che l'imperizia o la negligenza possa causare un danno al proprio assistito. A tal proposito si è espressa la S.C. con SENTENZA N. 15717 DEL 2 LUGLIO 2010, all'interno della quale ha espresso il proprio orientamento giurisprudenziale.
PROFESSIONI E PROFESSIONISTI – AVVOCATO - RESPONSABILITÀ – CONFIGURABILITA’ IN CASO DI OMESSA ATTIVITA’ DIFENSIVA PER CAUSA AD ELEVATO RISCHIO DI SOCCOMBENZA - SUSSISTENZA
E’ configurabile la responsabilità professionale dell’avvocato quando, in caso di controversie ritenute di notevole difficoltà e tali da esporre il cliente ad un elevato rischio di soccombenza, accetti comunque di patrocinare una parte e poi si disinteressi totalmente di cercare, in ogni modo, di tutelarne le possibili ragioni, senza, nemmeno, attivarsi per trovare una soluzione transattiva, esponendo il cliente all'incremento del pregiudizio iniziale, se non altro a causa delle spese processuali a cui lo stesso va incontro, per la propria difesa e per quella della parte avversa.
Pubblicato da geronimo a 05:47 Nessun commento: Link a questo post
RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI - LA P.A. NON RISPONDE - OMISSIONI D' ATTI D'UFFICIO
Pubblicato da geronimo a 23:32 Nessun commento: Link a questo post
Etichette: Gestore telefonico
Pubblicato da geronimo a 23:18 Nessun commento: Link a questo post