Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2014/11/18/05/comunic.htm
Timestamp: 2019-03-22 22:55:22+00:00
Document Index: 143287775

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

﻿V Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 18 novembre 2014
Martedì 18 novembre 2014. — Presidenza del presidente Francesco BOCCIA, indi della vicepresidente Barbara SALTAMARTINI. — Intervengono il Viceministro dell'economia e delle finanze Enrico Morando e il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Pier Paolo Baretta.
La Commissione prosegue l'esame congiunto dei provvedimenti, rinviato, da ultimo, nella seduta del 13 novembre 2014.
Comunica inoltre che la Commissione, come convenuto, a partire dalla seduta odierna procederà all'esame delle sole proposte emendative segnalate dai gruppi parlamentari con riferimento al disegno di legge di stabilità per il 2015, le quali ammontano complessivamente a 651, incluse anche le proposte emendative approvate dalle singole Commissioni permanenti (vedi allegato 1 pubblicato in un fascicolo a parte).
Giulio MARCON (SEL), intervenendo preliminarmente sull'ordine dei lavori, evidenzia l'opportunità che da parte del presidente Boccia venga dato tempestivamente conto, ad inizio di ciascuna seduta, delle sostituzioni eventualmente effettuate dai diversi gruppi parlamentari.
Maino MARCHI (PD), nell'associarsi alla richiesta testé formulata dall'onorevole Marcon, osserva tuttavia come l'indicazione delle sostituzioni operate dai gruppi parlamentari potrebbe essere più opportunamente comunicata immediatamente prima dell'inizio delle votazioni.
Francesco BOCCIA, presidente, non essendovi obiezioni, avverte dunque che sarà sua cura dare tempestivamente conto, prima che abbiano inizio le votazioni di ciascuna seduta, delle sostituzioni eventualmente effettuate dai vari gruppi parlamentari.
A tale proposito, fa presente che, per il gruppo Partito Democratico, gli onorevoli Causi, Arlotti, Mariani, Rocchi, Coscia, Rosato e Taranto sostituiscono, rispettivamente, gli onorevoli Boccadutri, Bonavitacola, Capodicasa, Censore, Fanucci, Parrini e Rubinato; per il gruppo Lega Nord e Autonomie, l'onorevole Simonetti sostituisce l'onorevole Giancarlo Giorgetti; per il gruppo MoVimento 5 Stelle, l'onorevole Luigi Gallo sostituisce l'onorevole Colonnese.
Con riferimento all'organizzazione dei lavori, qualora vi sia il consenso dei gruppi, propone di procedere nell'esame dei provvedimenti in titolo sino alle ore 13.30 della giornata odierna e proseguire i lavori nel pomeriggio, a partire dalle ore 15 sino alle ore 18.30.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, passando all'esame dell'unica proposta emendativa segnalata riferita all'articolo 1 del provvedimento, esprime parere favorevole sull'emendamento 1.4 del Governo.
Il sottosegretario Pier Paolo BARETTA raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.4 del Governo.
Federico D'INCÀ (M5S), nel preannunziare il proprio voto contrario sull'emendamento 1.4 del Governo, rileva come tale proposta emendativa riduca da 58 a 54 miliardi di euro il livello massimo del saldo netto da finanziare per l'anno 2015, contestualmente sopprimendo, tra l'altro, l'articolo 17, comma 19, del testo originario del disegno di legge, volto ad incrementare nella misura di 3,3 miliardi di euro il Fondo per la riduzione della pressione fiscale, di cui all'articolo 1, comma 431, della legge n. 147 del 2013. Osserva, inoltre, come la suddetta proposta emendativa, al contempo, prevede, come clausola di salvaguardia, l'incremento da 988 a 1.716 milioni di euro dell'importo atteso dall'aumento dell'aliquota dell'accisa sui carburanti, di cui all'articolo 44, comma 9, del provvedimento in esame, penalizzando ulteriormente ed in maniera del tutto ingiustificata le fasce più deboli dei consumatori.
Maino MARCHI (PD) osserva come l'emendamento 1.4 del Governo si configuri piuttosto come un atto dovuto, essenzialmente volto a recepire il nuovo quadro dei saldi di finanza pubblica come determinato a seguito dell'approvazione da parte del Parlamento, il 30 ottobre scorso, della Relazione presentata dal Governo recante la variazione alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2014.
Paolo TANCREDI (NCD) dichiara il voto favorevole del proprio gruppo sull'emendamento 1.4 del Governo.
La Commissione approva quindi l'emendamento 1.4 del Governo.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, passando all'esame dell'unica proposta emendativa segnalata riferita all'articolo 2 del provvedimento, esprime parere contrario sull'emendamento Villarosa 2.11.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Villarosa 2.11.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, con riferimento alle proposte emendative segnalate riferite all'articolo 3 del provvedimento, esprime parere contrario sull'emendamento Gelmini 3.45 e parere favorevole sugli emendamenti Santerini 3.53 e Coscia 3.6, purché riformulati nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2). Esprime parere contrario sugli emendamenti Chimienti 3.35 e Brescia 3.40, mentre formula un invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, sull'emendamento Merlo 3.4. Esprime, inoltre, parere contrario sull'emendamento Chimienti 3.19, mentre formula un invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, sull'emendamento Bossa 3.3, che in parte risulterebbe peraltro assorbito dall'eventuale approvazione degli emendamenti Santerini 3.53 e Coscia 3.6, così come riformulati. Esprime, altresì, parere contrario sugli identici emendamenti Currò 3.38, Albanella 3.5 e Iacono 3.10, nonché sugli emendamenti Santerini 3.50 e 3.52, Simonetti 3.2, Chimienti 3.34 e sugli articoli aggiuntivi Centemero 3.02, Crippa 3.03 e 3.05 e Da Villa 3.07. Propone, inoltre, di accantonare l'articolo aggiuntivo Coscia 3.010, in attesa di effettuare ulteriori approfondimenti in merito alle modalità di copertura finanziaria da esso previste. Esprime, infine, parere contrario sull'articolo aggiuntivo Centemero 3.012.
Il sottosegretario Pier Paolo BARETTA esprime parere conforme a quello del relatore, concordando sull'opportunità di accantonare l'articolo aggiuntivo Coscia 3.010.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Gelmini 3.45 e approva gli identici emendamenti Santerini 3.53 e Coscia 3.6, così come riformulati (vedi allegato 2).
Silvia CHIMIENTI (M5S), nell'illustrare le finalità dell'emendamento a sua prima firma 3.35, sottolinea come lo stesso sia volto a prevedere l'istituzione di un fondo per la realizzazione di un piano straordinario di assunzioni non solo dei docenti iscritti nelle graduatorie a esaurimento, così come previsto dal testo originario dell'articolo 3 del provvedimento, ma anche dei docenti attualmente iscritti nella seconda fascia delle graduatorie d'istituto, nonché di coloro che conseguano l'abilitazione entro il 1o settembre 2015. Evidenzia come la proposta emendativa consenta in tal modo di far fronte realmente al fenomeno del precariato esistente in ambito scolastico, superando la disparità di trattamento che conseguirebbe all'attuazione dell'attuale testo dell'articolo 3, il quale prevede la stabilizzazione di alcune categorie di docenti precari a scapito di altre.
La Commissione respinge l'emendamento Chimienti 3.35.
Giuseppe BRESCIA (M5S), nell'illustrare l'emendamento a sua prima firma 3.40, sottolinea l'importanza delle finalità da questo perseguite, rilevando come lo stesso sia volto a prevedere l'istituzione di un fondo straordinario per interventi in materia di istruzione, tra i quali rientrano, in particolare, un piano di assunzioni di docenti e personale ATA, misure per il contrasto della dispersione scolastica e per il potenziamento degli interventi relativi al diritto allo studio, all'edilizia scolastica, all'innovazione didattica e degli ambienti di apprendimento. Evidenzia, in particolare, come tale proposta emendativa preveda pertanto l'attuazione di specifici interventi in ambito scolastico, a differenza di quanto attualmente disposto dall'articolo 3 del provvedimento in esame, volto invece a stanziare risorse per l'istituzione di un Fondo per la realizzazione del Piano «La buona scuola», di cui ad oggi non si conoscono i contenuti e le finalità.
Bruno TABACCI (Misto-CD), con riferimento all'emendamento Brescia 3.40, osserva come tale proposta emendativa, pur condivisibile nel merito, presenti una copertura finanziaria inidonea, in quanto volta a intaccare le risorse stanziate dal disegno di legge di stabilità per garantire Pag. 65la stabilizzazione del bonus fiscale di 80 euro, che rappresenta una scelta fondamentale del Governo in tema di politica economica e sociale.
Maria MARZANA (M5S), nel concordare con le osservazioni testé svolte dall'onorevole Brescia, segnala come, a suo avviso, sia ravvisabile un atteggiamento contraddittorio da parte del Governo, il quale, se all'articolo 3 del provvedimento in esame prevede, tra le finalità del Fondo per la realizzazione del Piano «La buona scuola», la valorizzazione dei docenti e dell'autonomia scolastica, all'articolo 28 riduce invece lo stanziamento del Fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi di cui alla legge n. 440 del 1997. Sottolinea, infatti, come, al fine di realizzare interventi incisivi per migliorare le condizioni del settore scolastico, sia necessario aumentare le risorse destinate a tale comparto, anziché ridurle. Infine, rileva come l'articolo 3 del provvedimento in esame, nel prevedere l'assunzione solo di alcune categorie di docenti, realizzi una disparità di trattamento tra docenti precari.
Giampaolo GALLI (PD), nel richiamare le osservazioni svolte dall'onorevole Tabacci, evidenzia come, al di là delle valutazioni di merito, non siano condivisibili tutte le proposte emendative – tra cui l'emendamento Brescia 3.40 – che, nel prevedere interventi nel comparto scuola, provvedono ai relativi oneri utilizzando le coperture finanziarie destinate alla stabilizzazione del bonus fiscale di 80 euro, determinando conseguentemente un aumento sia della spesa pubblica sia dell'imposizione fiscale.
Il Viceministro Enrico MORANDO, nel ribadire il parere contrario sull'emendamento Brescia 3.40, sottolinea come il Governo si opponga a tutte le proposte emendative suscettibili di pregiudicare la stabilizzazione del bonus fiscale di 80 euro di cui all'articolo 4 del disegno di legge di stabilità, in quanto tale misura rappresenta una scelta fondamentale dell'azione di Governo in materia di politica economica e sociale.
La Commissione respinge l'emendamento Brescia 3.40.
Francesco BOCCIA, presidente, constatata l'assenza del presentatore, dichiara decaduto l'emendamento Merlo 3.4.
Silvia CHIMIENTI (M5S) chiede chiarimenti in ordine al parere contrario espresso dal Governo sul suo emendamento 3.19.
Il Viceministro Enrico MORANDO, nel rilevare come sia intenzione del Governo stanziare nel disegno di legge di stabilità tutte le risorse necessarie per la realizzazione del piano «La buona scuola», che, a suo giudizio, rappresenta un progetto di riforma di sostanziale innovazione per il comparto scolastico italiano, osserva che il Governo esprimerà parere contrario su tutte le proposte emendative che prevedano l'utilizzo di tali risorse per il perseguimento di finalità diverse da quelle indicate all'articolo 3 in esame.
Silvia CHIMIENTI (M5S), nell'esprimere perplessità in ordine alle motivazioni testé rese dal rappresentante del Governo, segnala che l'emendamento a sua prima firma 3.19 non intacca le risorse stanziate dall'articolo 3 del disegno di legge di stabilità ma, al fine di superare la disparità di trattamento tra docenti precari determinata da tale norma, prevede l'assunzione dei docenti iscritti nelle graduatorie a esaurimento, istituite ai sensi dell'articolo 1, comma 605, lettera c), della legge n. 296 del 2006, nonché l'immissione in ruolo di un numero di docenti almeno corrispondente a quello delle cessazioni di servizio verificatesi nell'anno precedente. Nel sottolineare la rilevanza della ratio sottesa a tale proposta emendativa, chiede un maggiore approfondimento della questione da parte del relatore e del rappresentante del Governo.
Rocco PALESE (FI-PdL) esprime perplessità in ordine alle considerazioni appena svolte dal Viceministro Morando, rilevando come, a suo avviso, il parere contrario sulle proposte emendative presentate dai gruppi di opposizione non possa essere motivato per il tramite di un generico richiamo alla realizzazione del piano «La buona scuola». Ritiene che sia invece necessario che tali proposte emendative siano oggetto di una specifica valutazione di merito. Preannuncia, quindi, il voto favorevole del suo gruppo sull'emendamento Chimienti 3.19.
Vincenzo CASO (M5S), nell'associarsi alle considerazioni svolte dall'onorevole Palese, esprime criticità con riguardo al parere contrario reso dal rappresentante del Governo sull'emendamento Chimienti 3.19, in quanto, a suo avviso, in assenza di una effettiva valutazione del merito di tale proposta emendativa, esso trova una generica motivazione nella volontà di realizzare il piano «La buona scuola».
Maino MARCHI (PD) osserva come, nel pieno rispetto dei principi che disciplinano il contenuto proprio della legge di stabilità, delineati dall'articolo 11 della legge n. 196 del 2009, il Governo, al fine di realizzare un progetto di riforma del comparto scolastico, che confluisce nel piano «La buona scuola», provveda a stanziare le risorse necessarie all'articolo 3 del provvedimento in esame. Nel rilevare che spetterà alla competente Commissione di settore discutere, nei prossimi mesi, del merito dei provvedimenti di attuazione di detta riforma in materia scolastica, segnala che il Governo ha proceduto analogamente ai fini dell'attuazione della riforma della pubblica amministrazione e della giustizia.
Maria MARZANA (M5S), nel dichiarare preliminarmente, a nome di tutti i componenti della Commissione Cultura appartenenti al proprio gruppo, di sottoscrivere l'emendamento Chimienti 3.19, sottolinea che esso non comporta alcuna spesa, prevedendo assunzioni che copriranno i pensionamenti che si verificheranno a partire dall'anno 2016, tramite personale formato a spese dello Stato e che ha maturato un'esperienza nel mondo della scuola.
Laura CASTELLI (M5S), stigmatizzando l'atteggiamento del Governo che, di fatto, emanando provvedimenti omnibus, inibisce alle Commissioni di esaminare provvedimenti di loro specifica competenza, sottolinea che la competenza legislativa appartiene al Parlamento, che in questo caso può esercitarla solo attraverso proposte emendative. Non comprende quindi le motivazioni della contrarietà espresse dal Governo, in considerazione anche del fatto che l'emendamento è stato dichiarato ammissibile.
Giampaolo GALLI (PD), nel fare presente che l'Italia è uno dei Paesi con il più alto numero di insegnanti rispetto agli alunni, ricorda che il piano «La buona scuola» prevede che dal 2016 le assunzioni avvengano soltanto per concorso.
Girgis Giorgio SORIAL (M5S) chiede che l'emendamento possa essere accantonato al fine di effettuare su di esso un approfondimento.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, giudica la procedura che si sta seguendo rispettosa delle competenze del Parlamento. Nel ricordare, infatti, che attraverso la legge di stabilità il Governo ha espresso il proprio indirizzo politico, stanziando a tal fine risorse per le quali sono state individuate specifiche finalizzazioni, rileva che la Commissione competente potrà esprimersi nel momento in cui saranno discussi i provvedimenti di attuazione del suddetto Piano.
Il sottosegretario Pier Paolo BARETTA sottolinea che l'emendamento 3.19 prevede un piano che, nel caso prevedesse assunzioni aggiuntive, risulterebbe oneroso, mentre nel caso prevedesse assunzioni sostitutive, quindi di personale diverso dal Pag. 67quello selezionato attraverso concorso, sarebbe incostituzionale.
Girgis Giorgio SORIAL (M5S), nel sottolineare come l'emendamento in oggetto non sia, a suo avviso, oneroso, rinuncia al proprio intervento a favore del presentatore dell'emendamento.
Silvia CHIMIENTI (M5S) ribadisce quanto già detto dal collega che l'ha preceduta, sottolineando che l'emendamento si riferisce ad un arco temporale diverso da quello previsto dal piano «La buona scuola». Rinnova pertanto la richiesta di accantonamento, al fine di procedere ad un confronto su una proposta che, a suo avviso, è volto a superare la condizione di svantaggio in cui si trovano alcuni docenti precari, a causa delle norme emanate negli ultimi anni. Non condivide inoltre quanto affermato nel corso del dibattito riguardo all'alto numero di docenti nel Paese e ricorda, al riguardo, il taglio di 100 mila cattedre avvenuto dopo il 2008.
Il Viceministro Enrico MORANDO rileva che il contenuto dell'emendamento, legittimo ma non condiviso dal Governo, propone una scelta alternativa a quella del Governo, secondo cui dal 2016 tutte le assunzioni di docenti devono essere effettuate tramite concorso. Osserva inoltre che l'assunzione di personale che non ha superato una procedura concorsuale derogherebbe alla regola generale prevista per le assunzioni nel pubblico impiego.
La Commissione respinge l'emendamento Chimienti 3.19.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, invita i presentatori al ritiro dell'emendamento Bossa 3.3, in quanto prevede, nell'ambito del piano «La buona scuola», l'assunzione anche di dirigenti scolastici, per i quali è già previsto uno specifico stanziamento di bilancio.
Tino IANNUZZI (PD), in qualità di cofirmatario, ritira l'emendamento Bossa 3.3.
Tommaso CURRÒ (M5S), intervenendo sul proprio emendamento 3.38, rileva l'incoerenza del parere contrario espresso dal rappresentante del Governo. Osserva, infatti, che stando alla relazione tecnica, la stabilizzazione del personale della scuola è motivata anche dalla procedura di infrazione europea attivata verso l'Italia, originata proprio dalla mancata stabilizzazione di un soggetto appartenente al personale ATA. Esprimendo dubbi sul fatto che attraverso l'articolo 3 verrebbe sanata tale violazione del diritto europeo, invita il Governo ad una ulteriore riflessione sulla proposta emendativa in esame.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Currò 3.38, Albanella 3.5 e Iacono 3.10.
Milena SANTERINI (PI), intervenendo sul suo emendamento 3.50, fa presente che esso individua dei criteri per l'assegnazione del personale docente, al fine di superare le profonde disuguaglianze presenti nel territorio nazionale.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, ribadisce l'invito al ritiro dell'emendamento, invitando i presentatori a presentare un ordine del giorno che, nel caso fosse accolto dal Governo, potrebbe individuare i criteri ai quali informare, sulla problematica in questione, l'attuazione del Piano.
Milena SANTERINI (PI) ritira il suo emendamento 3.50. Ritira quindi anche il suo emendamento 3.52, ritenendo i relativi contenuti di fatto assorbiti dall'emendamento Coscia 3.6, come riformulato, che specifica che il Piano è finalizzato anche alla formazione dei docenti.
Il sottosegretario Pier Paolo BARETTA invita i firmatari degli emendamenti Santerini 3.50 e 352 a presentare un ordine del giorno che ne riassuma i contenuti, preannunciandone l'accoglimento da parte del Governo.
Roberto SIMONETTI (LNA), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 3.2, fa presente che esso è volto a prevedere che i concorsi per l'assunzione dei docenti siano svolti a livello regionale, al fine di ottenere un maggiore equilibrio a livello territoriale per quanto riguarda l'assegnazione dei docenti.
Guido GUIDESI (LNA) concorda con l'onorevole Simonetti, sottolineando l'attuale sistema di reclutamento, a livello nazionale, provoca un vuoto nella docenza in alcuni territori che si ripropone all'inizio di ogni anno scolastico.
Bruno TABACCI (Misto-CD) ritiene che vada valorizzata la capacità dei docenti piuttosto che la loro provenienza territoriale.
Guido GUIDESI (LNA) osserva che, indipendentemente dalla capacità dei docenti, è preferibile che essi siano presenti nelle scuole a partire dai primi giorni dell'anno scolastico.
La Commissione respinge l'emendamento Simonetti 3.2.
Silvia CHIMIENTI (M5S), intervenendo sul suo emendamento 3.34, relativo al deprecabile fenomeno delle «classi pollaio», fa presente che la legislazione degli ultimi anni ha danneggiato gravemente la scuola pubblica, in particolare attraverso l'aumento del rapporto alunni/docente operato nel 2008 che ha determinato, oltre al drastico taglio di cattedre, una situazione di insicurezza per i ragazzi sia per la carenza di spazi ad essi destinati, sia anche per la minore qualità della didattica, impedendo altresì la corretta integrazione dei ragazzi disabili. Pertanto l'emendamento è volto a diminuire di un punto il rapporto alunni/docente da realizzare entro l'anno scolastico 2018/2019.
Giampaolo GALLI (PD) ricorda che, in base ai dati diffusi dall'OCSE nel 2009, relativi ad uno studio sui sistemi scolastici di tutti i Paesi, l'Italia è risultata essere tra i Paesi in cui le classi scolastiche contano in media un numero di alunni più basso.
Luigi GALLO (M5S) fa presente di voler introdurre nella discussione un elemento di riflessione ulteriore. Nel ricordare infatti quanto dichiarato da esponenti della maggioranza, secondo i quali le disposizioni contenute nel piano «La buona scuola» non sarebbero immediatamente attuative, rileva invece come molte importanti misure ivi previste siano già state compiutamente definite nel suddetto piano. Sottolinea, inoltre, come esse riguardino interventi di grande rilevanza, quali il blocco degli scatti stipendiali per il personale del comparto scuola e la riduzione di oltre 2 mila unità del personale ATA.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Chimienti 3.34 e l'articolo aggiuntivo Centemero 3.02.
Davide CRIPPA (M5S), con riferimento alla sua proposta emendativa 3.03, rileva innanzitutto come essa sia volta a far sì che vengano recepite precedenti disposizioni rimaste inattuate per la realizzazione di una rete di ricarica veloce nelle aree extraurbane e autostradali del Paese.
A tale proposito, ricorda come l'importanza della realizzazione di un intervento in tale settore sia emersa sia nel corso delle audizioni di operatori del settore svoltesi presso la X Commissione Attività produttive, sia dalle risultanze di uno studio effettuato dalla società Ricerca sul Sistema Energetico (RSE), la quale è controllata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e si occupa delle attività di ricerca nel settore elettro-energetico, con particolare riferimento ai progetti strategici nazionali.
Nel sottolineare come tale intervento potrebbe riguardare inizialmente l'elettrificazione delle principali strade e autostrade, così da consentire il collegamento effettivo tra le maggiori città, evidenzia altresì come ciò comporterebbe notevoli vantaggi sotto diversi profili. Ritiene infatti Pag. 69che la realizzazione di tale rete infrastrutturale, nella quale altri Paesi hanno già investito ingenti risorse, condurrebbe innanzitutto a mettere in moto un settore produttivo che possiede notevoli potenzialità di sviluppo anche in termini occupazionali, il quale risulta ad oggi penalizzato. Nel rilevare come la suddetta prospettiva risulti altresì coerente con la situazione di surplus di produzione di energia elettrica presente in Italia, rileva come per la realizzazione della rete per la ricarica elettrica veloce sarebbe possibile utilizzare la rete dei distributori di carburante già presenti sul territorio.
Evidenzia infine come l'intervento previsto nell'emendamento in esame si inserisca in un più ampio cambio di prospettiva del sistema della viabilità, anche nell'ottica del miglioramento delle condizioni ambientali del Paese, chiedendo al relatore e al Governo che il suo emendamento sia accantonato per una valutazione ulteriore dello stesso.
Il Viceministro Enrico MORANDO, nel rilevare come l'articolo aggiuntivo Crippa 3.03 affronti una questione di notevole interesse, sottolinea tuttavia come su di esso il Governo non possa esprimere parere favorevole. Evidenzia infatti come la copertura finanziaria dell'intervento consista nella diminuzione di 100 milioni di euro dello stanziamento previsto alla voce «Ministero dell'economia e finanze» recata dalla Tabella A allegata al disegno di legge di stabilità, la quale è finalizzata a interventi per il recepimento di direttive comunitarie.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Crippa 3.03.
Davide CRIPPA (M5S), con riferimento al suo articolo aggiuntivo 3.05, sottolinea in primo luogo come esso risponda sostanzialmente all'esigenza di dare attuazione a quanto già previsto nella legge n. 147 del 2013 (legge di stabilità per il 2014), che all'articolo 1, commi 56 e 57, prevedeva l'istituzione di un Fondo, con una dotazione pari a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015, destinato al sostegno delle imprese che si uniscono in associazione temporanea di imprese (ATI) o in raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) al fine di operare su manifattura sostenibile e artigianato digitale.
A tale proposito, ricorda che il suo gruppo, con riferimento alla mancata attuazione delle suddette disposizioni della legge di stabilità per il 2014, ha presentato un'apposita interrogazione, alla quale il rappresentante del Governo ha risposto evidenziando taluni aspetti critici relativi all'attuazione delle disposizioni sopra richiamate.
Raccomanda quindi l'approvazione del suo articolo aggiuntivo 3.05, che affronta la questione dell'istituzione del Fondo a sostegno di tale settore imprenditoriale tenendo conto dei rilievi critici espressi dal rappresentante del Governo in risposta all'atto di sindacato ispettivo.
Ricorda inoltre che il Garante per le PMI, nell'ambito della sua Relazione al Presidente del Consiglio, ha di recente evidenziato l'importanza del ruolo di tale nuovo settore imprenditoriale, ritenendo che esso possa attuare una «nuova rivoluzione industriale» e sottolineando la necessità di rafforzare e individuare forme di incentivazione per questa nuova generazione di imprenditori, affinché si creino i presupposti perché le idee innovative si trasformino in prodotti e servizi capaci di rilanciare la competitività e stimolare la crescita. Ritiene quindi che la classe politica dovrebbe riservare maggiore attenzione a un settore produttivo con prospettive di sviluppo tanto rilevanti.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, propone l'accantonamento dell'emendamento Crippa 3.05, al fine di svolgere su di esso un ulteriore approfondimento, con particolare riferimento agli aspetti di copertura finanziaria.
Il Viceministro Enrico MORANDO concorda con la proposta del relatore di accantonare l'articolo aggiuntivo 3.05. Evidenzia tuttavia come esso preveda una Pag. 70copertura finanziaria assolutamente non sostenibile e inidonea, da realizzarsi attraverso una consistente riduzione delle dotazioni di parte corrente relative alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C allegata al disegno di legge di stabilità, le quali invece non possono essere ridotte essendo finalizzate al finanziamento delle funzioni ordinarie svolte da organi della pubblica amministrazione.
Davide CRIPPA (M5S) chiede che possa essere quantomeno disposto un finanziamento del Fondo pari a quello previsto nell'ambito della legge di stabilità per il 2014.
Barbara SALTAMARTINI, presidente, avverte che, in assenza di obiezioni, l'articolo aggiuntivo Crippa 3.05 deve intendersi accantonato.
Davide CRIPPA (M5S) illustra l'emendamento Da Villa 3.07, di cui è cofirmatario, segnalando come esso sia volto a introdurre misure per la riduzione del consumo di energia nei porti attraverso l'adozione di un Piano nazionale di elettrificazione delle banchine portuali destinate al traffico commerciale e di passeggeri. Fa presente come tali interventi, da realizzarsi attraverso un piano organico su tutto il territorio nazionale, avrebbero una ricaduta positiva, sia in termini di benefici per l'ambiente, attraverso una rilevante riduzione del tasso di inquinamento delle zone portuali in cui sostano navi da crociera e mercantili, sia in termini di maggiori introiti per lo Stato, attraverso la tassazione dell'energia elettrica che verrebbe acquistata in Italia. Sottolinea inoltre come tale processo di conversione, oltre ai summenzionati vantaggi, non comporterebbe oneri finanziari a carico dello Stato.
Girgis Giorgio SORIAL (M5S) chiede che l'articolo aggiuntivo Da Villa 3.07 venga accantonato, ai fini di una sua più approfondita valutazione.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, pur riconoscendo che si tratta di un tema complesso ed interessante, non ritiene vi siano le condizioni per procedere all'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Da Villa 3.07, sul quale ribadisce il suo parere contrario.
Il Viceministro Enrico MORANDO concorda con il giudizio espresso dal relatore, evidenziando come la copertura del Piano nazionale di elettrificazione delle banchine portuali sia prevista per il solo anno 2015, là dove invece il Piano stesso dovrebbe avere una durata pluriennale.
Matteo MANTERO (M5S), per una migliore valutazione dell'articolo aggiuntivo Da Villa 3.07, evidenzia che l'approvazione dello stesso sortirebbe positivi effettivi anche in termini di riduzione dell'inquinamento ambientale delle città portuali, in quanto una nave con i motori accesi produce una quantità di emissioni inquinanti pari a quella prodotta da 10.000 auto in fase di partenza. Rileva, inoltre, come l'eliminazione di questa fonte di inquinamento, riducendo le malattie polmonari, produrrebbe nel lungo periodo risparmi anche per il Servizio sanitario nazionale.
Davide CRIPPA (M5S) osserva che l'emendamento potrebbe essere riformulato, limitando l'intervento dello Stato alla sola predisposizione del Piano nazionale e ponendo la realizzazione degli interventi infrastrutturali a carico di soggetti privati, da selezionare, a cura delle Autorità portuali, mediante lo svolgimento di gare. Segnala, al riguardo, che l'ENEL ha già manifestato il suo interesse nei confronti del progetto. Nel ricordare, infine, che in altri Stati le banchine portuali sono già elettrificate, si augura che il nostro Paese si possa presto adeguare a questi standard.
Ettore ROSATO (PD) propone di aderire alla richiesta di accantonamento dell'articolo aggiuntivo Da Villa 3.07, ai fini di una sua riformulazione da predisporre in tempi rapidi.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, acconsente alla richiesta di accantonamento.
Francesco BOCCIA, presidente, non essendovi obiezioni, avverte che gli articoli aggiuntivi Da Villa 3.07 e Coscia 3.010 devono intendersi accantonati.
Rocco PALESE (FI-PdL) propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Centemero 3.012, chiedendo al relatore e al rappresentante del Governo le ragioni del parere contrario precedentemente espresso.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, evidenzia che la proposta emendativa Centemero 3.012 presenta una copertura finanziaria inidonea.
Il Viceministro Enrico MORANDO concorda con le osservazioni del relatore.
Rocco PALESE (FI-PdL) rileva che, ove la copertura finanziaria dell'emendamento in questione fosse realmente inidonea, come asserito dal relatore e dal rappresentante del Governo, lo stesso avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile dal Presidente della Commissione.
Massimo Enrico CORSARO (FdI-AN) osserva come l'obiezione del collega Palese non sia destituita di fondamento. Poiché le proposte emendative sono preventivamente vagliate dagli uffici, anche dal punto di vista della copertura finanziaria, ai fini della loro ammissibilità, il parere contrario del rappresentante del Governo motivato con la mancanza di una idonea copertura finanziaria metterebbe in discussione, a suo avviso, l'intero procedimento di ammissibilità degli emendamenti.
Guido GUIDESI (LNA) concorda con quanto evidenziato dal collega Corsaro, osservando che, nel corso della seduta odierna, anche un'altra proposta emendativa segnalata, che quindi ha superato il vaglio di ammissibilità, è stata giudicata priva di idonea copertura dal rappresentante del Governo.
Francesco BOCCIA, presidente, segnala che, per un mero errore tipografico, l'emendamento Centemero 3.012 figura come articolo aggiuntivo, trattandosi invece di una proposta emendativa volta a sostituire integralmente l'articolo 3 del provvedimento in esame.
Il Viceministro Enrico MORANDO, preso atto di quanto testé dichiarato dal presidente Boccia, esprime comunque parere contrario nel merito sull'emendamento Centemero 3.012.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Centemero 3.012.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti 31.42, 31.43 e 34.17 al disegno di legge di stabilità (vedi allegato 3). Al riguardo, fa presente che gli emendamenti 31.42 e 31.43 recano disposizioni in materia di vendita all'asta degli alloggi liberi, qualificati di pregio del Ministero della difesa, e di riduzione delle spese per il personale relativo all'Agenzia industrie difesa; la proposta emendativa 34.17, invece, posticipa dal 1o gennaio al 1o febbraio 2015 il termine entro il quale i cassieri delle Camere di commercio provvedono a versare le disponibilità liquide depositate presso gli stessi sulle rispettive contabilità speciali aperte presso la Tesoreria statale. Segnala che i predetti emendamenti, il cui fascicolo è in distribuzione, sono stati ritenuti ammissibili e che il termine per la presentazione di subemendamenti è fissato alle ore 15 di oggi.
Massimo Enrico CORSARO (FdI-AN) chiede al presidente se sia prevista la fissazione di un termine massimo per la presentazione degli emendamenti da parte del relatore e del Governo, per evitare, Pag. 72come è successo negli anni scorsi, che tali emendamenti siano presentati in prossimità della conclusione dell'esame del provvedimento.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che gli emendamenti saranno presentati in anticipo rispetto all'esame degli articoli ai quali si riferiscono e che comunque il Governo presenterà i propri emendamenti con congruo anticipo rispetto al conferimento del mandato al relatore.
La Commissione passa all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 18.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Crippa 18.01, relativo all'IMU sulle piattaforme ubicate nel mare territoriale.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Crippa 18.01.
Girgis Giorgio SORIAL (M5S) chiede di conoscere l'ordine secondo il quale verranno esaminati gli articoli del provvedimento, allo scopo di consentire la partecipazione dei colleghi alla discussione degli articoli di loro interesse.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, fa presente che la Commissione esaminerà nella giornata odierna gli articoli 20, 24, 25, 29, 30, 31, 33, 34 e 40.
Nel passare quindi all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 20, invita al ritiro dell'emendamento Pelillo 20.5, esprimendo altrimenti parere contrario. Propone l'accantonamento dell'emendamento Sorial 20.11, rilevando l'opportunità che venga valutato in occasione dell'esame dell'emendamento Zampa 17.164, avente il medesimo oggetto. Per quanto riguarda l'emendamento 20.1 della III Commissione propone che la copertura degli assegni agli istituti di cultura italiana all'estero venga effettuata sulle disponibilità della tabella A relative al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, anziché del Ministero dell'economia e delle finanze, e presenta a tal fine l'emendamento a sua firma 20.23 (vedi allegato 2). Esprime inoltre parere favorevole sull'emendamento Terzoni 20.17, a condizione che venga riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2) e, infine, parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Di Gioia 20.04.
Il Viceministro Enrico MORANDO esprime parere conforme a quello del relatore su tutte le proposte emendative riferite all'articolo 20, ad eccezione degli emendamenti Terzoni 20.17 e Di Gioia 20.04, per i quali si rimette alla Commissione.
Maino MARCHI (PD) sottoscrive l'emendamento Pelillo 20.5 e lo ritira.
Girgis Giorgio SORIAL (M5S) accetta la proposta di accantonamento dell'emendamento a sua prima firma 20.11.
Francesco BOCCIA, presidente, non essendovi obiezioni, avverte che l'emendamento Sorial 20.11 deve intendersi accantonato.
La Commissione approva l'emendamento 20.23 del relatore (vedi allegato 2).
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'emendamento 20.1 della III Commissione deve intendersi assorbito dall'emendamento 20.23 del relatore testè approvato.
Laura CASTELLI (M5S) accetta la proposta di riformulazione dell'emendamento Terzoni 20.17.
La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento Terzoni 20.17, come riformulato (vedi allegato 2), nonché Pag. 73l'articolo aggiuntivo Di Gioia 20.04 (vedi allegato 2).
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, passando all'esame dell'unica proposta emendativa segnalata riferita all'articolo 24 del provvedimento, esprime parere contrario sull'emendamento Daniele Farina 24.8.
Gianni MELILLA (SEL) illustra le finalità dell'emendamento Daniele Farina 24.8, di cui è cofirmatario, che prevede la soppressione della riduzione delle dotazioni di bilancio relative alle missioni e ai programmi di spesa dello stato di previsione del Ministero della giustizia, di cui all'elenco 2 allegato al disegno di legge di stabilità, disponendo un'equivalente variazione compensativa a valere sulla tabella A relativa allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, nel ribadire il parere contrario sull'emendamento Daniele Farina 24.8, precisa che il disegno di legge di stabilità già muove in una direzione analoga a quella auspicata dai proponenti della citata proposta emendativa, dal momento che l'articolo 10 del provvedimento in esame istituisce un fondo presso il Ministero della giustizia volto a favorire il recupero di efficienza del sistema giudiziario, con una dotazione pari a 50 milioni di euro per il 2015, 90 milioni di euro per il 2016 e 120 milioni di euro a decorrere dal 2017.
La Commissione respinge l'emendamento Daniele Farina 24.8.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, con riferimento alle proposte emendative segnalate riferite all'articolo 25, propone di accantonare gli identici emendamenti 25.1 della I Commissione e Melilla 25.22, concernenti le funzioni svolte dal Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, al fine di consentire una puntuale verifica circa il loro eventuale sovrapporsi al percorso di riforma costituzionale attualmente all'esame della Camera dei deputati. Propone, altresì, di accantonare l'emendamento La Russa 25.24, che a suo giudizio potrebbe essere più utilmente trattato in sede di esame delle proposte emendative riferite all'articolo 17 del provvedimento, in considerazione del fatto che talune di esse vertono analogamente in materia di emittenti locali. Diversamente, qualora non si procedesse ad un accantonamento dell'emendamento La Russa 25.24, formulerebbe sullo stesso un invito al ritiro, altrimenti parere contrario. Esprime, altresì, parere contrario sull'emendamento Catalano 25.19, mentre formula un invito al ritiro, altrimenti parere contrario, sugli identici emendamenti Abrignani 25.10 e Melilla 25.21 e sull'emendamento Di Maio Luigi 25.11. Esprime, infine, parere contrario sull'articolo aggiuntivo Alfreider 25.01.
Il Viceministro Enrico MORANDO esprime parere conforme a quello del relatore, convenendo altresì circa l'opportunità di accantonare l'emendamento La Russa 25.24, al fine di procederne all'esame, in un contesto di maggiore organicità, unitamente alle proposte emendative riferite all'articolo 17.
Massimo Enrico CORSARO (FdI-AN), intervenendo sull'emendamento La Russa 25.24, di cui è cofirmatario, apprezza la disponibilità manifestata in particolare dal Viceministro Morando in merito ad un ulteriore approfondimento dei contenuti della citata proposta emendativa.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte quindi che, non essendovi obiezioni, gli identici emendamenti 25.1 della I Commissione e Melilla 25.22, nonché l'emendamento La Russa 25.24, si intendono accantonati. Constatata l'assenza del presentatore, dichiara inoltre decaduto l'emendamento Catalano 25.19.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Abrignani 25.10 e Melilla 25.21 nonché l'emendamento Di Maio Luigi 25.11.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo Alfreider 25.01 è stato ritirato.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, con riferimento alle proposte emendative segnalate riferite all'articolo 29, esprime parere contrario sugli emendamenti Terzoni 29.9 e Mannino 29.6.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge quindi gli emendamenti Terzoni 29.9 e Mannino 29.6.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, con riferimento alle proposte emendative segnalate riferite all'articolo 30, formula un invito al ritiro, altrimenti parere contrario, sull'emendamento Fauttilli 30.29 ed esprime parere contrario sull'emendamento Melilla 30.23.
Federico FAUTTILLI (PI) invita il relatore ed il rappresentante del Governo a riconsiderare il parere contrario espresso sull'emendamento a sua prima firma 30.29, volto a mantenere inalterata l'autorizzazione di spesa relativa al contributo quindicennale per la realizzazione di opere infrastrutturali della Pedemontana di Formia, che da anni attendono di essere ultimate e rispetto alle quali la regione Lazio ha peraltro già acquisito il progetto cantierabile. Alla luce di tali valutazioni, propone perlomeno, in assenza di un parere favorevole da parte di relatore e Governo, che l'emendamento in esame possa essere accantonato per consentire lo svolgimento di ulteriori approfondimenti.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, precisa che l'espressione del parere contrario sull'emendamento Fauttilli 30.29 deriva dal fatto che, a fronte del predetto contributo quindicennale, non risulta tuttavia ancora sottoscritto da parte dell'ANAS SpA il relativo contratto di mutuo, circostanza quest'ultima che non giustificherebbe più il mantenimento integrale in bilancio dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 981, della legge n. 296 del 2006.
Il Viceministro Enrico MORANDO, pur convenendo con le precisazioni testé rese dal relatore, dichiara la disponibilità del Governo ad accantonare l'emendamento Fauttilli 30.29, ricordando come le opere infrastrutturali in questione, pur deliberate e finanziate oramai da alcuni anni, non sono mai state materialmente avviate né risulta sottoscritto il relativo contratto di mutuo da parte dell'ANAS SpA, di modo che non appare più giustificato il mantenimento integrale in bilancio della citata autorizzazione di spesa.
Rocco PALESE (FI-PdL) si associa alla richiesta di accantonamento dell'emendamento Fauttilli 30.29 avanzata dal proponente.
Barbara SALTAMARTINI (NCD), pur non essendo pregiudizialmente contraria ad un eventuale accantonamento dell'emendamento Fauttilli 30.29, concorda tuttavia con quanto in precedenza evidenziato dal relatore circa i ripetuti inadempimenti imputabili ai soggetti coinvolti nella realizzazione delle opere infrastrutturali della Pedemontana di Formia, in particolare la regione Lazio e l'ANAS SpA, con la conseguenza che il contributo quindicennale in parola potrebbe comunque non essere direttamente utilizzabile ai fini della effettiva realizzazione delle predette opere.
Francesco BOCCIA, presidente, alla luce del dibattito in corso, avverte che, preso Pag. 75atto anche del consenso del relatore, l'emendamento Fauttilli 30.29 è da intendersi accantonato.
Gianni MELILLA (SEL) illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 30.23, che prevede la soppressione del comma 5 dell'articolo 30 del provvedimento in esame, il quale riduce dal 42 al 21 per cento la quota delle risorse derivanti dal pagamento del canone annuo da corrispondere direttamente ad ANAS SpA, con la conseguenza che quest'ultima sarebbe tenuta ad effettuare risparmi di spesa sul contratto di servizio corrispondenti alle minori entrate, con prevedibili effetti negativi sul livello di manutenzione della rete autostradale e quindi del complessivo livello di sicurezza per l'utenza.
Il Viceministro Enrico MORANDO rileva come il dettato dell'emendamento Melilla 30.23 sembrerebbe in realtà muoversi in una direzione opposta rispetto alle finalità illustrate dal proponente, dichiarandosi tuttavia disponibile ad un eventuale accantonamento dello stesso al fine di compiere gli ulteriori approfondimenti istruttori.
Gianni MELILLA (SEL), nel ribadire quanto già evidenziato nel precedente intervento, ritiene che l'emendamento in questione sia comunque meritevole di uno specifico approfondimento.
Maino MARCHI (PD) ritiene che andrebbero comunque meglio chiariti, da parte dei presentatori, i motivi per cui la proposta emendativa prevede una specifica copertura finanziaria, nella misura di 25 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2015-2017, a valere sulla tabella A dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.
Il Viceministro Enrico MORANDO, nel ribadire la propria disponibilità in ordine ad un eventuale accantonamento dell'emendamento Melilla 30.23, invita tuttavia il proponente a verificare con maggiore puntualità le ragioni poste a base della copertura finanziaria dallo stesso recata, attraverso la riduzione di 25 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2015-2017 a valere sulla tabella A dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.
Francesco BOCCIA, presidente, alla luce del dibattito svoltosi, avverte che l'emendamento Melilla 30.23 è da intendersi accantonato, in attesa che il relatore ed il rappresentante del Governo possano svolgere, d'intesa con il proponente, i necessari approfondimenti istruttori. Non essendovi obiezioni, sospende quindi la seduta, avvisando che i lavori riprenderanno a partire dalle ore 15 della giornata odierna.
La seduta, sospesa alle 13.20, è ripresa alle 15.25.
Giulio MARCON (SEL) segnala che nel fascicolo delle proposte emendative segnalate è stato inserito l'emendamento Paglia 5.71, anziché l'emendamento Giancarlo Giordano 5.91, e chiede che si proceda ad una rettifica.
Francesco BOCCIA, presidente, prende atto della richiesta dell'onorevole Marcon e assicura che sarà effettuata la rettifica richiesta.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, preannuncia che si procederà adesso all'esame delle proposte emendative riferite agli articoli 22, 33, 34 e 40. Segnala che si procederà quindi all'esame dell'articolo 14, con riferimento al quale è in corso di predisposizione una possibile riformulazione relativa ad alcune proposte emendative, e che si è in attesa della relazione tecnica relativa ad un emendamento del Governo all'articolo 10.
Francesco BOCCIA, presidente, sollecita al rappresentante del Governo la presentazione della relazione tecnica relativa all'emendamento all'articolo 10. Pag. 76
Comunica poi le sostituzioni per la seduta pomeridiana: per il gruppo Partito Democratico gli onorevoli Causi, Berretta, Tullo e Taranto sostituiscono rispettivamente gli onorevoli Capodicasa, Fassina, Cinzia Maria Fontana e Rubinato; per il gruppo Lega Nord e Autonomie, l'onorevole Simonetti sostituisce l'onorevole Giancarlo Giorgetti; per il gruppo MoVimento 5 Stelle, l'onorevole Pesco sostituisce l'onorevole Colonnese.
Gianni MELILLA (SEL) chiede conferma dell'accantonamento dell'emendamento a sua prima firma 30.23.
Francesco BOCCIA, presidente, conferma che l'emendamento Melilla 30.23 è stato accantonato.
Girgis Giorgio SORIAL (M5S) chiede che nell'esame delle proposte emendative si segua l'ordine degli articoli che era stato comunicato nella seduta antimeridiana, per consentire ai colleghi del gruppo di partecipare alla discussione delle proposte di rispettivo interesse.
Francesco BOCCIA, presidente, in relazione alla richiesta dell'onorevole Sorial, avverte che si procederà innanzitutto all'esame delle proposte emendative riferite agli articoli 33, 34 e 30, come convenuto nel corso della seduta antimeridiana, e successivamente si procederà all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 22, e, qualora fosse possibile, agli articoli 14 e 10.
Invita pertanto il relatore e il rappresentante del Governo ad esprime i pareri di rispettiva competenza sulle proposte emendative riferite all'articolo 33.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, esprime parere contrario sull'emendamento Cariello 33.6 e parere favorevole sugli identici emendamenti Galati 33.4, Di Gioia 33.7, Causi 33.1 e Giampaolo Galli 33.3.
Giovanni PAGLIA (SEL) chiede una più approfondita riflessione del Governo con riguardo alla modifica apportata al testo unico in materia di debito pubblico, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 398 del 2003, dall'articolo 33, comma 1, lettera b), numero 3), del disegno di legge di stabilità, il quale prevede che il Tesoro è autorizzato a stipulare accordi di garanzia bilaterale in relazione alle operazioni in strumenti derivati. Nel ricordare come, nel corso dell'esame della legge di stabilità per il 2014, una disposizione di analogo contenuto sia stata soppressa su iniziativa del Governo stesso, osserva come anche in questa sede sarebbe opportuno un intervento volto a sopprimere tale norma, che, a suo avviso, riconosce al Tesoro, nell'ambito di una materia di particolare complessità, qual è quella degli strumenti derivati, una possibilità che esula dalle sue ordinarie competenze.
Francesco CARIELLO (M5S) rileva preliminarmente come l'articolo 33, volto a prevedere misure per l'ottimizzazione della gestione della tesoreria dello Stato, presenti, a suo avviso, un vizio di carattere procedurale, in quanto si limita a recepire le decisioni della Banca centrale europea del 5 giugno 2014 e del 4 settembre 2014, senza specificare che il Ministero dell'economia e delle finanze, nell'esercizio delle funzioni previste dallo stesso articolo 33, debba richiedere il parere di competenza alla Banca centrale europea. Passa, quindi, a illustrare l'emendamento a sua firma 33.6, che prevede, in particolare, la soppressione del comma 1, lettera b), numero 3), del citato articolo 33, laddove si dispone che il Tesoro è autorizzato a stipulare accordi di garanzia bilaterale in relazione alle operazioni in strumenti derivati. Al riguardo, rileva come tale autorizzazione, intervenendo in relazione a strumenti derivati, che rappresentano una materia di particolare rilevanza e per la quale risulta necessaria una disciplina improntata a criteri di maggiore trasparenza, richiederebbe ulteriori elementi di valutazione, con particolare riguardo al profilo di rischio insito nell'assunzione di eventuali Pag. 77garanzie. Osserva come tale disposizione preveda interventi che possono rivelarsi a vantaggio dei grandi istituti bancari, quando, a suo avviso, anche in considerazione dell'attuale periodo di crisi economica, sarebbe più opportuno la predisposizione, da parte del Governo, di adeguante misure di sostegno per le famiglie e i piccoli risparmiatori. Auspica, infine, un maggiore approfondimento della questione da parte del Governo, al fine di addivenire alla soppressione dell'intero articolo 33 o, in subordine, della parte in cui è prevista l'autorizzazione al Tesoro per la stipula di accordi di garanzia bilaterale in relazione alle operazioni in strumenti derivati.
Carla RUOCCO (M5S), nell'associarsi alle considerazioni testé svolte dall'onorevole Cariello, auspica una maggiore trasparenza con riguardo alla genesi e alla disciplina degli strumenti derivati. Nel precisare che la richiesta del gruppo MoVimento 5 Stelle è, in primo luogo, quella di sopprimere l'intero articolo 33 del disegno di legge di stabilità, segnala l'opportunità di istituire una commissione di inchiesta che possa fare luce sugli strumenti derivati, che giudica potenzialmente pericolosi per l'intero sistema finanziario.
Vincenzo CASO (M5S), nel sottolineare la rilevanza delle finalità perseguite dall'emendamento Cariello 3.6, di cui è cofirmatario, osserva come, a suo avviso, la disposizione di cui al comma 1, lettera b), numero 3), dell'articolo 33 rappresenti una delega «in bianco» al Tesoro per la stipula di accordi di garanzia bilaterale in relazione alle operazioni in strumenti derivati, con conseguenti vantaggi per i grandi istituti bancari e in assenza di una valutazione dei profili di rischio insiti nell'assunzione di eventuali garanzie.
Daniele PESCO (M5S) chiede al Governo chiarimenti in ordine a quale sia l'interesse dello Stato nel prevedere la possibilità di stipulare di accordi di garanzia bilaterale in relazione alle operazioni in strumenti derivati.
Generoso MELILLA (SEL) sottoscrive l'emendamento Cariello 33.6.
Il Viceministro Enrico MORANDO, nel rilevare che all'esame della Commissione non vi è alcuna proposta emendativa volta a sopprimere l'intero articolo 33 ma che l'emendamento Cariello 33.6 si limita a sopprimerne solo una parte, ossia il numero 3) della lettera b) del comma 1, evidenzia come la norma, finalizzata a permettere, mediante l'utilizzo della gestione di Tesoreria, l'adozione di un sistema di garanzie bilaterali per la gestione delle operazioni in strumenti derivati del Tesoro, si sia resa necessaria alla luce del contesto regolatorio e di mercato attualmente in essere e sia stata adottata nell'esclusivo interesse del Paese. Osserva, in particolare, che le garanzie potranno essere costituite da disponibilità liquide o da titoli di Stato e che, in entrambi casi, non si ipotizzano maggiori spese o minori entrate a carico del bilancio dello Stato. Pur manifestando la propria disponibilità a un confronto più approfondito sulla questione in esame, conferma il parere contrario sull'emendamento Cariello 33.6.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Cariello 33.6 e approva gli identici emendamenti Galati 33.4, Di Gioia 33.7, Causi 33.1 e Giampaolo Galli 33.3 (vedi allegato 2).
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che sono stati presentati i subemendamenti 0.34.17.1, 0.34.17.2, 0.34.17.3 all'emendamento del Governo 34.17 (vedi allegato 3) e che gli stessi risultano inammissibili per carenza di compensazione. Fa presente che tali subemendamenti sono volti a procrastinare ulteriormente il versamento della liquidità alla tesoreria statale da parte dei cassieri delle Camere di commercio per consentire agli stessi cassieri e agli enti di assumere le necessarie misure organizzative. Rileva, infatti, che le coperture predisposte, pari a 1,4 milioni di euro, non sono sufficienti, in quanto l'emendamento del Governo sconta già un Pag. 78effetto negativo sui tre saldi, pari alla medesima cifra relativa alla proroga di un solo mese.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, nel passare all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 34, formula un invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, sull'emendamento Pastorelli 34.2. Esprime, altresì, parere favorevole sull'emendamento 34.17 del Governo e sull'emendamento Fauttilli 34.10.
Il Viceministro Enrico MORANDO esprime parere conforme a quello del relatore sugli emendamenti Pastorelli 34.2 e Fauttilli 34.10. Raccomanda, inoltre, l'approvazione dell'emendamento 34.17 del Governo.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Pastorelli 34.2 e approva l'emendamento 34.17 del Governo (vedi allegato 2).
Luigi TARANTO (PD), intervenendo sull'emendamento Fauttilli 34.10, chiede una più approfondita riflessione del relatore e del rappresentante del Governo in ordine all'effettivo impatto di tale proposta emendativa sulle camere di commercio. Osserva, in proposito, che la possibilità, riconosciuta alle parti originarie, di rinegoziare i contratti in essere di tesoreria e di cassa delle camere di commercio sarebbe in grado di produrre un effetto peggiorativo delle condizioni finanziarie applicate al sistema camerale. Chiede, quindi, che tale proposta emendativa venga accantonata per consentire un maggiore approfondimento della questione in esame.
Federico FAUTTILLI (PI), con riguardo ai rilievi testé evidenziati dall'onorevole Taranto, fa presente che, secondo quanto previsto dall'emendamento a sua prima firma 34.10, qualora le parti non raggiungano l'accordo ai fini della rinegoziazione dei contratti in essere di tesoreria e di cassa, le camere di commercio hanno diritto di recedere dal contratto stesso.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, nel manifestare la propria disponibilità ad accantonare l'emendamento Fauttilli 34.10, ricorda tuttavia che, come già evidenziato dall'onorevole Fauttilli, la suddetta proposta emendativa prevede che, se tra le parti non si raggiunge l'accordo per rinegoziare i contratti in essere di tesoreria e di cassa, le camere di commercio hanno comunque diritto di recedere dal contratto stesso.
Il Viceministro Enrico MORANDO, pur manifestando la propria disponibilità ad accantonare l'emendamento Fauttilli 34.10, fa presente che, a suo giudizio, la disposizione di cui alla suddetta proposta emendativa è da valutare positivamente, atteso che la stessa consente la rinegoziazione dei contratti in essere di tesoreria e di cassa, senza tuttavia produrre effetti pregiudizievoli per le camere di commercio.
Federico FAUTTILLI (PI), con riferimento all'emendamento a sua firma 34.10, dichiara di concordare con le osservazioni testè svolte dal relatore e dal rappresentante del Governo.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte quindi che, in assenza di obiezioni, l'emendamento Fauttilli 34.10 si intende accantonato.
Rocco PALESE (FI-PdL) esprime contrarietà con riferimento alla decisione di accantonare proposte emendative per le quali il relatore e il rappresentante del governo hanno già espresso i pareri di competenza.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, in risposta all'intervento dell'onorevole Palese, fa presente che il numero delle proposte emendative finora accantonate è particolarmente esiguo.
Nel passare all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 40, formula Pag. 79un invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, sull'emendamento Guidesi 40.3. Esprime poi parere contrario sugli identici articoli aggiuntivi 40.02 della Commissione e D'Incecco 40.03, invitando i presentatori a trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno da presentare in Assemblea.
Guido GUIDESI (LNA), nell'illustrare la ratio sottesa al suo emendamento 40.3, volto a sopprimere l'articolo 40 del provvedimento in esame, rileva come tale articolo, nel prevedere un piano per il risanamento della regione Molise, dia attuazione, a suo avviso, a un intervento localistico e territoriale, in difformità con le regole che disciplinano il contenuto proprio della legge di stabilità, di cui all'articolo 11 della legge n. 196 del 2009. Chiede, in particolare, al rappresentante del Governo quale sia la grave situazione economico-finanziaria e sanitaria determinatasi nella regione Molise, a cui il citato articolo 40 fa espresso riferimento, e quale tipo di risanamento conseguirà all'intervento predisposto dal Governo a seguito dell'attuazione del menzionato piano. Evidenzia, infine, come le misure previste al citato articolo 40, stanziando risorse a vantaggio delle regioni in cui sussiste un dissesto finanziario nel comparto della sanità, a suo avviso finiscano per pregiudicare quelle regioni che, invece, gestiscono il sistema sanitario in modo virtuoso ed efficiente, ponendosi in tal modo sulla stessa falsariga seguita dagli interventi attuativi dei tagli lineari applicati alle regioni.
Maino MARCHI (PD), in risposta all'intervento dell'onorevole Guidesi, osserva che il piano per il risanamento della regione Molise, di cui all'articolo 40 del disegno di legge di stabilità, non può essere considerato un intervento di tipo localistico o settoriale ma, al contrario, pienamente conforme al contenuto proprio della legge di stabilità, come disciplinato dalla legge di contabilità pubblica. Ricorda inoltre che, nel corso dell'audizione del presidente della Conferenza Stato-regioni, è stato sottolineato che il Patto per la salute non prevede l'applicazione di tagli lineari, bensì di costi e fabbisogni standard.
Rocco PALESE (FI-PdL), nell'esprimere contrarietà in ordine agli interventi che in materia di sanità interessano singole regioni, sottolinea l'opportunità di svolgere una più approfondita riflessione sulla effettiva possibilità di applicare i costi standard e sugli effetti che possono conseguire da tale applicazione. Osserva inoltre che, a suo avviso, al fine di migliorare la situazione di dissesto finanziario esistente in diverse regioni in ambito sanitario, si dovrebbe piuttosto intervenire in materia di acquisizione di beni e servizi, prevedendo il ricorso a centrali di acquisto uniche su tutto il territorio nazionale. Segnala, infine, l'esigenza di non dare attuazione a interventi in grado di favorire regioni che hanno realizzato una gestione finanziaria fallimentare del sistema sanitario, a scapito di altre regioni che si sono invece dimostrate più virtuose ed efficienti.
Roberto SIMONETTI (LNA), intervenendo sull'emendamento Guidesi 40.3, interamente soppressivo dell'articolo 40 del disegno di legge di stabilità, osserva che i tagli lineari di cui saranno fatte oggetto le regioni, secondo quanto previsto dall'articolo 35 del presente provvedimento, graveranno principalmente sulle risorse destinate al finanziamento delle prestazioni in campo sanitario. A suo giudizio, le disposizioni di cui all'articolo 40 rappresentano pertanto un ingiustificabile intervento, di carattere localistico, a sostegno della regione Molise, che pure ha disatteso gli obiettivi del piano di rientro sottoscritto nel 2007. Ricorda che il disavanzo sanitario della regione Molise anziché diminuire è ulteriormente aumentato nel corso dell'intero periodo 2007-2013, come del resto è stato puntualmente certificato dai competenti organi della Corte dei conti.
Paolo TANCREDI (NCD) rileva come gli interventi prefigurati dall'articolo 40 costituiscano un insieme di misure affatto necessarie al fine di assicurare la continuità delle prestazioni sanitarie nella regione Molise e come tali debbono essere inquadrati nel più ampio contesto del Patto per la salute. A tale proposito, ricorda che l'erogazione di 40 milioni di euro per l'anno 2015 in favore della regione Molise è comunque subordinata all'effettiva attuazione di uno specifico Accordo da sottoporre successivamente ad attento monitoraggio.
Maino MARCHI (PD), nell'evidenziare il carattere necessario delle disposizioni di cui all'articolo 40, tenuto conto della situazione di grave disavanzo sanitario in cui versa attualmente la regione Molise, sottolinea tuttavia come tali misure debbano essere considerate nel contesto più ampio del rifinanziamento da parte dello Stato del Servizio sanitario nazionale disposto dall'articolo 39 del provvedimento in esame. Pur comprendendo la legittimità delle critiche in precedenza sollevate dagli esponenti del gruppo Lega Nord e Autonomie, reputa viceversa irricevibili le obiezioni avanzate dagli esponenti del gruppo Forza Italia-Il Popolo della Libertà, dal momento che il partito di appartenenza di tale ultimo gruppo è stato al governo della regione Molise fino a tempi recenti.
Il Viceministro Enrico MORANDO precisa che l'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 40 è comunque subordinata al verificarsi di ben definite condizioni, tra le quali rammenta, ai fini della successiva erogazione delle risorse, per un ammontare massimo di 40 milioni di euro per il 2015, l'adesione da parte della regione Molise al Patto per la salute. Osserva, altresì, che il Patto per la salute, a dispetto delle opinioni generalmente diffuse, ha sinora ben funzionato, consentendo di porre rimedio anche a talune situazioni di particolare difficoltà. Nell'esprimere pertanto un giudizio complessivamente positivo sul funzionamento del sistema sanitario italiano, evidenzia che l'intervento supplementare in favore della regione Molise si è reso necessario a fronte dell'impossibilità da parte dell'ente di raggiungere altrimenti gli obiettivi imposti dal piano di rientro.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Guidesi 40.3.
Maino MARCHI (PD) dichiara di sottoscrivere l'articolo aggiuntivo D'Incecco 40.03 e lo ritira.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'identico articolo aggiuntivo 40.02 della XII Commissione, non potendo tecnicamente essere ritirato, si intende respinto per l'Aula.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, con riferimento alle proposte emendative segnalate riferite all'articolo 22 del provvedimento, esprime parere favorevole sugli emendamenti Malpezzi 22.4 e 22.3, a condizione che gli stessi vengano riformulati nei termini riportati in allegato (vedi allegato). Con particolare riferimento all'emendamento Malpezzi 22.4, precisa che la proposta di riformulazione si è resa necessaria al fine di prevedere nel testo una specifica clausola di neutralità finanziaria in relazione ai nuovi compiti che si intende affidare all'Agenzia del demanio.
Il Viceministro Enrico MORANDO esprime parere conforme a quello del relatore, concordando con le riformulazioni degli emendamenti Malpezzi 22.4 e 22.3 dallo stesso proposte.
Bruno TABACCI (Misto-CD), ravvisando una probabile matrice governativa nella stesura degli emendamenti Malpezzi 22.4 e 22.3, invita per il futuro il Governo ad esplicitare le misure che intende assumere già all'atto della predisposizione del testo originario del disegno di legge di stabilità.
Guido GUIDESI (LNA), concordando con le osservazioni svolte dall'onorevole Pag. 81Tabacci, chiede al rappresentante del Governo di chiarire la ratio sottesa agli emendamenti Malpezzi 22.4 e 22.3. In particolare, intende comprendere se l'attribuzione all'Agenzia del demanio di un ruolo di indirizzo e di impulso all'attività di razionalizzazione delle amministrazioni dello Stato con riferimento al relativo patrimonio immobiliare, prevista dall'emendamento Malpezzi 22.4, non miri in qualche misura a celare responsabilità ed inadempienze da parte di uffici e strutture dello Stato incaricati, sulla base della normativa vigente, di procedere alla valorizzazione del patrimonio immobiliare.
Il Viceministro Enrico MORANDO manifesta sorpresa circa la presunta origine governativa delle degli emendamenti Malpezzi 22.4 e 22.3. Osserva, infatti, che le citate proposte emendative sono di esclusiva iniziativa parlamentare e che sulle medesime il Governo si è limitato ad esprimere un parere favorevole, a condizione che venisse esplicitamente introdotta nel testo dell'emendamento Malpezzi 22.4 una clausola di neutralità finanziaria concernente le attività e i compiti che si intendono attribuire all'Agenzia del demanio.
Giovanni PAGLIA (SEL), nell'esprimere il proprio scetticismo in ordine alla capacità dell'Agenzia del demanio di potere fare fronte ai nuovi compiti ad essa attribuiti ad invarianza di risorse umane, strumentali e finanziarie, condivide la richiesta avanzata dall'onorevole Guidesi in merito alla necessità di comprendere appieno le reali finalità sottese agli emendamenti Malpezzi 22.3 e 22.4.
Daniele PESCO (M5S) dichiara la propria contrarietà rispetto ai contenuti complessivi dell'articolo 22 del provvedimento, concernente misure per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. A suo giudizio, infatti, le disposizioni di cui al predetto articolo non appaiono volte a garantire l'effettiva tutela del patrimonio immobiliare dello Stato bensì a favorire, attraverso l'introduzione di una serie di parametri e requisiti specifici, gli interessi di futuri, non meglio identificabili, acquirenti privati partecipanti alle procedure di alienazione. Ribadisce come compito prioritario dello Stato dovrebbe essere quello di tutelare il patrimonio immobiliare pubblico e non quello di procedere ad una dismissione poco selettiva dei beni di proprietà pubblica, finalizzata all'esclusivo scopo, per quanto irrealistico, di abbattere l'enorme mole di debito pubblico.
Guido GUIDESI (LNA), posto che il Governo ha espresso parere favorevole sugli emendamenti Malpezzi 22.3 e 22.4, come riformulati, rinnova la richiesta in precedenza espressa di poter conoscere le reali intenzioni sottese alle predette riformulazioni.
Francesco BOCCIA, presidente, ricorda che gli emendamenti Malpezzi 22.3 e 22.4 sono stati riformulati su proposta del relatore e non del rappresentante del Governo.
Donata LENZI (PD) richiama l'attenzione del relatore e del rappresentante del Governo in merito all'opportunità di riconsiderare la proposta di riformulazione dell'emendamento Malpezzi 22.4, in modo da prevedere, in rapporto al ruolo di indirizzo e di impulso all'attività di razionalizzazione da demandare all'Agenzia del demanio, che tali compiti siano specificamente circoscritti all'ambito del patrimonio immobiliare delle amministrazioni dello Stato.
Il Viceministro Enrico MORANDO chiarisce che la limitazione dei compiti di indirizzo ed impulso dell'Agenzia del demanio al patrimonio immobiliare pubblico risulta in realtà già dal contesto normativo in cui si inserisce la novella prevista dall'articolo 22.
In risposta alle richieste di chiarimento sollecitate in particolare dagli onorevoli Guidesi e Paglia, osserva che le finalità degli emendamenti Malpezzi 22.4 e 22.3, così come riformulati, sono quelle che è Pag. 82dato rinvenire nella formulazione letterale degli stessi e che il Governo si è limitato a richiedere che nel testo dell'emendamento Malpezzi 22.4 fosse esplicitamente inserita, come in precedenza già evidenziato, una clausola di neutralità finanziaria.
Maino MARCHI (PD), nel sottoscrivere gli emendamenti Malpezzi 22.4 e 22.3, ne accetta la riformulazione proposta dal relatore e condivisa dal rappresentante del Governo.
La Commissione, con distinte votazioni, approva quindi gli emendamenti Malpezzi 22.4 e 22.3, come riformulati (vedi allegato 2).
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, con riferimento alle proposte emendative segnalate riferite all'articolo 14, esprime parere contrario sull'emendamento Mantero 14.6, mentre formula un invito al ritiro, altrimenti parere contrario, sull'emendamento Binetti 14.19. Esprime, altresì, parere favorevole sull'emendamento Binetti 14.17, purché riformulato nei termini che si riserva successivamente di indicare. A tale riguardo, ricorda che l'emendamento Binetti 14.17, qualora venisse approvato nella nuova formulazione che si riserva di presentare, assorbirebbe in larga misura anche i contenuti dell'emendamento 14.1 della XII Commissione, il quale, in quanto tale, non può tecnicamente essere fatto oggetto di una proposta di riformulazione. Esprime, infine, parere favorevole sugli identici emendamenti 14.2 della XII Commissione e Miotto 14.11.
Pier Paolo BARETTA (PD) esprime parere conforme a quello del relatore.
Paolo TANCREDI (NCD) chiede rassicurazioni al presidente in ordine al fatto che l'eventuale approvazione di proposte emendative riferite all'articolo 14 non precluda l'esame delle ulteriori proposte emendative riferite all'articolo 44, vertenti in materia in parte analoga.
Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'eventuale approvazione di proposte emendative riferite all'articolo 14 non precluderà in alcun modo il successivo esame delle ulteriori proposte emendative riferite all'articolo 44 del provvedimento e vertenti su materia in parte analoga.
Bruno TABACCI (Misto-CD), nel sottolineare la particolare rilevanza della questione affrontata dall'articolo 14 del provvedimento, contesta la contraddittoria ambivalenza dello Stato che, da un lato, si erge a paladino di interventi di contrasto alla ludopatia, mentre, dall'altro, propina sugli schermi della RAI programmi televisivi in orari di massimo ascolto aventi ad oggetto intrattenimenti basati su vere e proprie forme di gioco d'azzardo.
Matteo MANTERO (M5S) intervenendo sul suo emendamento 14.6, chiede al rappresentante del Governo le ragioni del parere contrario precedentemente espresso. Al riguardo, sottolinea che in tale proposta emendativa sono trasposti i contenuti del testo unificato delle proposte di legge C. 101 ed abbinate, recante disposizioni in materia di prevenzione e cura del gioco d'azzardo patologico, attualmente all'esame della Commissione Affari sociali, sul quale c’è il consenso di tutti i gruppi parlamentari e che è da mesi in attesa del parere della Commissione Bilancio.
Sottolineando la gravità e le dimensioni del fenomeno della ludopatia in Italia, osserva che la copertura finanziaria degli oneri recati dalla proposta emendativa è a valere su risorse derivanti dalla filiera del gioco d'azzardo, senza sottrazioni di risorse dal Fondo sanitario nazionale.
Giovanni PAGLIA (SEL), nell'esprimere sorpresa per la presenza, all'interno del disegno di legge di stabilità, di norme che disciplinano il contrasto alla ludopatia, pur condividendo molti dei contenuti dell'emendamento Mantero 14.6, esprime forti perplessità su alcune delle disposizioni in esso contenute, che a suo giudizio meriterebbero un approfondimento, come ad esempio il richiamo all'articolo 404 del Pag. 83codice civile o la possibilità per i gestori terzi di detenere i dati sensibili dei giocatori registrati attraverso la tessera sanitaria. Preannuncia pertanto l'astensione del proprio gruppo sulla proposta emendativa in questione.
Il sottosegretario Pier Paolo BARETTA, nel rispondere alla richiesta di chiarimenti dell'onorevole Mantero, rileva che il parere contrario del Governo è motivato da due ragioni: la prima riconducibile all'inidoneità della copertura finanziaria, peraltro già rilevata nel corso dell'esame del citato testo unificato; la seconda, di carattere più generale, dovuta all'imminente presentazione, da parte del Governo, dei decreti legislativi di attuazione della legge delega fiscale in materia di giochi, all'interno del quale saranno definite molte delle questioni oggetto dell'emendamento. Sottolinea, infatti, che l'esame del disegno di legge di delega fiscale rappresenta la sede più idonea ed opportuna di discussione di tale tema. Riterrebbe quindi preferibile che i presentatori ritirassero l'emendamento 14.6, al fine di evitare che sia respinto con un voto della Commissione.
Paolo TANCREDI (NCD) nel condividere le osservazioni testé espresse dal rappresentante del Governo, esprime la propria contrarietà sul merito dell'emendamento Mantero 14.6, mentre giudica positivamente quanto previsto dall'articolo 14 del provvedimento, che dispone la destinazione di 50 milioni per il 2015 alla cura delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d'azzardo.
Massimo Enrico BARONI (M5S) giudica assai singolare che il rappresentante del Governo consideri i decreti legislativi di attuazione della legge delega fiscale la sede naturale della disciplina di contrasto alla ludopatia e osserva che tale dichiarazione rende palese la preoccupazione del Governo di tenere sotto controllo la tassazione in tale ambito. Rileva che considerare il gioco d'azzardo patologico da un punto di vista meramente economico e non anche sociale, come meriterebbe, evidenzia il fallimento della politica sociale del Governo. Sottolinea infatti che la ludopatia rappresenta una vera e propria emergenza sanitaria, che coinvolge un numero davvero preoccupante di soggetti e ritiene che derubricare tale emendamento ai soli aspetti fiscali non renda merito al lavoro del Parlamento, che è stato assiduo e condiviso e ha portato alla predisposizione di un testo unificato, frutto anche delle proposte delle associazioni del settore. Al riguardo, ricorda che il Governo ha annunciato di aver stanziato 50 milioni di euro per la cura delle ludopatie, ma fa presente che tali risorse non sono aggiuntive rispetto alle risorse stanziate per il Fondo sanitario nazionale, ma ne costituiscono una mera destinazione di scopo. Rileva quindi che la destinazione delle risorse in questione alle misure di prevenzione e cura delle ludopatie sortirà il solo effetto di distrarle dall'utilizzo per la cura di altre patologie.
Il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Pier Paolo BARETTA precisa che il riferimento, fatto nel suo precedente intervento, ai decreti attuativi della legge delega fiscale non voleva comunque escludere, come sede naturale di discussione dei contenuti dell'emendamento, anche il testo unificato delle proposte di legge C. 101 ed abbinate, attualmente all'esame della Commissione Affari sociali della Camera. Nel ribadire quanto già precedentemente esposto, fa presente che è in atto presso il Governo una riflessione su tale rilevante e complessa tematica e che saranno tenute nella debita considerazione le istanze da ultimo emerse.
Francesco BOCCIA, presidente, ricorda ai proponenti che, in caso di ritiro, l'emendamento non potrà essere ripresentato in Assemblea.
Paolo BENI (PD), con riferimento all'emendamento Mantero 14.6, nel condividere i contenuti della proposta emendativa rileva come esso riproduca sostanzialmente Pag. 84il contenuto del testo unificato delle proposte di legge C. 101 e abbinate, recante disposizioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione della dipendenza da gioco d'azzardo patologico, all'esame della XII Commissione Affari sociali. Ritiene quindi che l'esame della legge di stabilità non costituisca la sede idonea per discuterne, trattandosi di un emendamento dalla portata ampia e dettagliata.
Segnala invece l'emendamento 14.1 della XII Commissione, il quale, pur apportando un contributo per l'arricchimento delle disposizioni contenute all'articolo 14 del provvedimento, non contiene norme di natura regolamentare o organizzatoria la cui adozione spetta al Governo nell'ambito dei decreti attuativi della legge delega per la riforma del sistema fiscale.
Paola BINETTI (PI) prende atto con soddisfazione dell'impegno preso dal rappresentante del Governo. Evidenzia come la cornice normativa entro la quale il tema del contrasto al gioco d'azzardo patologico andrà affrontato è costituita dalla legge di stabilità in discussione, dai decreti legislativi attuativi della legge delega per la riforma del fisco e dal testo unificato delle proposte di legge C. 101 e abbinate. Nel ricordare che anche nella giornata di ieri gli organi di stampa hanno riportato la notizia di un impasse che la ricordata proposta di legge all'esame della XII Commissione Affari sociali starebbe subendo a causa dei rilievi posti su di essa, per i profili di copertura finanziaria, dalla Commissione Bilancio, conferma la piena disponibilità della Commissione Affari sociali per l'individuazione di un'idonea copertura delle misure ivi previste. Nel rilevare come la questione del contrasto al gioco d'azzardo patologico vada affrontata non soltanto dal punto di vista fiscale, bensì anche con misure di prevenzione, educazione e riabilitazione dei soggetti affetti da ludopatia, accoglie con soddisfazione la destinazione di 50 milioni per il 2015 alla cura delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d'azzardo prevista dall'articolo 14 del disegno di legge di stabilità, tuttavia chiede un impegno da parte del Governo e del Presidente della V Commissione Bilancio per giungere rapidamente al superamento delle criticità finanziarie che impediscono l'approvazione delle proposte di legge C. 101 ed abbinate.
Francesco BOCCIA, presidente, ricorda di aver reso edotto il presidente della XII Commissione, onorevole Vargiu, con una lettera inviatagli il 4 novembre scorso, delle ragioni per le quali la Commissione Bilancio non ha, ad oggi, ancora espresso il proprio parere sul testo unificato delle proposte di legge C. 101 ed abbinate. In particolare, segnala di aver informato il presidente Vargiu del fatto che la Commissione bilancio ha dovuto attendere la trasmissione della relazione tecnica da parte del Governo e che, pur non essendo stata ancora trasmessa una completa relazione tecnica, sulla base di una prima documentazione depositata dal Governo, emergono una serie di profili problematici di carattere finanziario, che rendono molto difficoltoso il prosieguo dell’iter del provvedimento. Nella citata lettera inoltre si segnalava che il rappresentante del Governo aveva fatto presente che, a breve, il Governo adotterà, in attuazione della delega fiscale di cui alla legge 11 marzo 2014, n. 23, uno schema di decreto legislativo in materia di giochi, sul quale le Commissioni parlamentari competenti potranno formulare le indicazioni in sede di espressione del proprio parere.
Alberto ZOLEZZI (M5S) evidenzia innanzitutto come l'emendamento Mantero 14.6 sia assolutamente condivisibile, in quanto consente di affrontare, già in sede di approvazione della legge di stabilità, un tema di grande rilevanza sociale. Ricorda infatti come il gioco d'azzardo, in termini di fatturato, rappresenti una sorta di «para-Stato», con un giro d'affari non tracciabile pari a circa 20 miliardi di euro e con una parte rilevante dei punti scommesse i quali, essendo non autorizzati, determinano un grave danno per l'Erario.
Ribadisce quindi l'assoluta necessità di intervenire tempestivamente con politiche Pag. 85attive di contrasto a un grave fenomeno sociale, il quale causa gravi sofferenze in molte famiglie italiane.
Maino MARCHI (PD) segnala come l'emendamento in esame consti di 50 commi, circa 27 dei quali intervengono in materie contenute nella legge delega per la riforma del sistema fiscale, rispetto alle quali si rende quindi necessario attendere l'adozione dei relativi decreti attuativi che dovranno essere assunti entro il 31 marzo 2015, termine di scadenza per l'esercizio della delega. In tale contesto ritiene peraltro che l'articolo 14 in esame rappresenti un passo importante compiuto dal Governo per contrastare la ludopatia, vincolando 50 milioni di euro delle risorse destinate al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale alla cura delle patologie connesse al gioco d'azzardo e obbligando, in tal modo, i soggetti competenti, a prevedere interventi in questo senso.
Ritiene infatti che tale misura, unitamente ad alcune delle disposizioni contenute nel testo unificato delle proposte di legge C. 101 ed abbinate e ai decreti delegati che saranno adottati in materia di giochi, rappresentino una cornice efficace per affrontare compiutamente il problema della ludopatia.
Davide CRIPPA (M5S) ricorda che, nell'ambito dell'esame in sede consultiva sul testo unificato delle proposte di legge C. 101 ed abbinate, la X Commissione Attività produttive ha evidenziato la necessità di individuare strumenti normativi volti a consentire ai gestori di slot machine, videopoker e videolottery di recedere dai contratti stipulati con le concessionarie dei giochi senza incorrere nel pagamento della penale prevista dai medesimi contratti.
Nel ritenere, inoltre, assolutamente improbabile che si giunga a una rapida approvazione del suddetto provvedimento, reputa indispensabile intervenire già nell'ambito della legge di stabilità con misure che diano una risposta forte ed efficace ad un fenomeno che è causa di grave allarme sociale attraverso misure concrete. Successivamente i decreti di attuazione della legge delega fiscale in materia di giochi potrebbero intervenire con ulteriori modifiche alla disciplina così introdotta.
Matteo MANTERO (M5S) evidenzia che il suo emendamento 14.6 è volto a contrastare efficacemente il gioco d'azzardo patologico, che risulta in costante espansione, con conseguenti gravi danni sociali. A tale proposito, ricorda infatti che i soggetti affetti da ludopatia in Italia risultano essere circa 1 milione e come ciò determini un evidente gravissimo dramma sociale. Nel segnalare, quindi, come molti aspetti della lotta al gioco d'azzardo non siano presi in considerazione nella legge delega per la riforma del fisco, ritiene che su di essi si renda necessario un efficace e tempestivo intervento da parte del Parlamento.
Segnala infatti come le dimensioni economiche del fenomeno del gioco d'azzardo in Italia siano rilevantissime, con una spesa pro capite annuale di circa 1.260 euro e danni stimati in 3 miliardi di euro, i quali determinano anche una minore disponibilità di denaro per le famiglie e, quindi, una contrazione della domanda per i consumi.
Dichiara quindi di non ritirare l'emendamento, ritenendo che spetti alla maggioranza e, in particolare, al Partito Democratico assumersi la responsabilità di un voto contrario su di esso.
Daniele PESCO (M5S) esprime la propria diffidenza rispetto alle rassicurazioni offerte dal rappresentante del Governo e dal Partito Democratico con riguardo all'approvazione del testo unificato delle proposte di legge C. 101 ed abbinate, ricordando come, già in precedenti occasioni, il Partito Democratico abbia assunto atteggiamenti contrastanti. Nel rilevare come i decreti legislativi di attuazione della riforma fiscale interverranno solo su taluni aspetti del contrasto al gioco d'azzardo, ritiene che andrebbe valorizzato il lavoro ampio e proficuo svolto su questo tema dalla Commissione Affari sociali, a favore delle famiglie colpite da tale problema e contrastando gli interessi di chi gestisce il gioco d'azzardo.
Marco CAUSI (PD), dichiara la propria soddisfazione per le disposizioni contenute nell'articolo 14 della legge di stabilità, il quale vincola una quota delle risorse destinate al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale alla cura delle patologie connesse al gioco d'azzardo, obbligando i soggetti competenti ad adottare misure a ciò finalizzate.
Evidenzia come la questione del riordino dei giochi vada affrontata parallelamente alla riforma del regime concessorio e autorizzatorio. Segnala infatti come nel sistema dei giochi in Italia l'area dei giochi in regime concessorio coesista con la «zona grigia» dei giochi i quali, sebbene legali, non sono soggetti a obblighi concessori, e con l'area dei giochi che vivono in un regime di illegalità. Ritiene quindi importante che, nell'innovare il regime concessorio, si tenga conto di tali aspetti al fine di evitare il prevalere di un impeto proibizionista, il quale potrebbe determinare l'espandersi dell'area dell'illegalità.
La Commissione respinge l'emendamento Mantero 14.6.
Paola BINETTI (PI), accogliendo l'invito del relatore, ritira il suo emendamento 14.19.
Mauro GUERRA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, propone di accantonare gli emendamenti 14.1 della XII Commissione e Binetti 14.17, allo scopo di proporre una riformulazione degli stessi che tenga conto delle osservazioni emerse nel corso della discussione testé svolta.
Paola BINETTI (PI) acconsente alla proposta di accantonare l'emendamento a sua prima firma 14.17.
Francesco BOCCIA, presidente, non essendovi obiezioni, avverte che gli emendamenti 14.1 della XII Commissione e Binetti 14.17 devono intendersi accantonati.
Massimo Enrico BARONI (M5S), con riferimento agli identici emendamenti 14.2 della XII Commissione e Miotto 14.11, osserva che non appare corretto utilizzare, nella rubrica dell'articolo 14, l'espressione «Contrasto al gioco d'azzardo patologico», in quanto non ritiene sia possibile contrastare una patologia, ma solo i fattori di rischio e le cause che la determinano. Sarebbe pertanto più opportuno, a suo parere, utilizzare l'espressione «Contrasto alla diffusione dei fattori di rischio del gioco patologico».
Anna Margherita MIOTTO (PD), pur comprendendo l'osservazione dell'onorevole Baroni, della quale si dovrebbe necessariamente tenere conto in un testo scientifico, ritiene che l'espressione proposta nell'emendamento a sua prima firma 14.11 possa essere di più immediata comprensione, rilevando l'opportunità che la stessa non venga quindi fatta oggetto di modifica.
La Commissione approva gli identici emendamenti 14.2 della XII Commissione e Miotto 14.11 (vedi allegato 2).