Source: https://beta.e-justice.europa.eu/447/IT/insolvencybankruptcy?SWEDEN&member=1
Timestamp: 2019-08-24 17:07:03+00:00
Document Index: 141754027

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In Svezia, l'insolvensforördning (regolamento sull'insolvenza) prevede il fallimento, la riorganizzazione aziendale e la ristrutturazione del debito. Qui di seguito si descrivono brevemente alcuni aspetti delle norme svedesi che disciplinano tali procedimenti ai sensi dell'articolo 86, primo comma, del regolamento sull'insolvenza rivisto. Tale descrizione non intende essere esaustiva.
Il konkurs (fallimento) è una forma di esecuzione generale dei crediti tramite la quale tutti i creditori del debitore acquisiscono congiuntamente la totalità dei beni del debitore, in maniera forzata, al fine di ottenere soddisfacimento dei loro rispettivi crediti. Durante il fallimento, i beni costituiscono una konkursbo (massa attiva fallimentare) che viene amministrata a beneficio dei creditori. Tale massa fallimentare è gestita da uno o più konkursförvaltare (curatori fallimentari). L'unico compito del curatore è quello di gestire i beni. Nel contesto delle procedure di fallimento, la valutazione dell'istanza di fallimento, l'emissione della sentenza di fallimento e lo svolgimento della procedura stessa di fallimento avvengono dinanzi al tingsrätt (tribunale distrettuale). Durante la procedura di fallimento l'organo giurisdizionale decide in merito a una serie di questioni: stabilisce, ad esempio, come distribuire i beni o se sia necessario fornire prova dei debiti. L'organo giurisdizionale si occupa altresì dello svolgimento di altre fasi della procedura di fallimento, quali l'assunzione di un giuramento prestato dal debitore in relazione all'inventario dei suoi beni. Il curatore viene monitorato dalla Kronofogdemyndigheten (Autorità di esecuzione svedese).
Un'ordinanza emessa da un organo giurisdizionale può consentire a un operatore commerciale che sta avendo difficoltà a pagare i suoi debiti di seguire una procedura speciale per riorganizzare la sua attività aziendale (företagsrekonstruktion - ristrutturazione aziendale). L'organo giurisdizionale nomina un rekonstruktör (funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale) il quale ha il compito di esaminare se alcune o tutte le attività del debitore possono continuare e, in caso affermativo, come ciò possa avvenire, nonché se sussistano le condizioni affinché il debitore possa raggiungere una uppgörelse (transazione finanziaria) o un ackord (concordato) con i creditori. Nell'esercizio delle proprie funzioni, il funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale deve agire in modo da garantire che gli interessi dei creditori non vengano ignorati. La decisione di procedere alla riorganizzazione di un'impresa non limita formalmente il controllo da parte del debitore dei suoi beni.
La skuldsanering (ristrutturazione del debito) libera un debitore, in toto o in parte, della sua responsabilità di saldare i debiti che rientrano nel contesto dell'operazione di ristrutturazione. Dal novembre 2016 in Svezia esistono due tipi di ristrutturazione del debito: la ristrutturazione del debito ai sensi della skuldsaneringslagen (legge sulla ristrutturazione del debito); e la F-skuldsanering (ristrutturazione del debito aziendale) ai sensi della skuldsaneringslagen för företagare (legge sulla ristrutturazione del debito aziendale). Queste due tipologie sono spiegate qui di seguito.
RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO AZIENDALE AI SENSI DELLA LEGGE SULLA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO AZIENDALE
Le procedure di fallimento possono essere avviate nei confronti sia di persone fisiche, sia di persone giuridiche (ivi incluse le persone fisiche che non svolgono attività commerciale).
Le procedure di riorganizzazione aziendale possono essere avviate nei confronti sia di persone fisiche, sia di persone giuridiche, a condizione che la persona in questione sia un operatore commerciale. Alcune persone giuridiche sono escluse dalla legge, come ad esempio le banche, le imprese del mercato del credito, le compagnie di assicurazioni e le imprese che si occupano di negoziazione di titoli.
La ristrutturazione del debito può essere concessa a persone fisiche (incluse le persone fisiche che svolgono enskild näringsverksamhet (attività commerciale privata)).
Le istanze per la ristrutturazione del debito vengono gestite dall'Autorità di esecuzione in primo grado.
La ristrutturazione del debito aziendale può essere concessa a una persona fisica che sia:
1. un operatore commerciale che ha svolto un'attività commerciale, qualora il suo indebitamento risulti in gran parte da tale attività;
2. un operatore commerciale che svolge un'attività commerciale, qualora i debiti derivanti da tale attività possano essere debitamente estinti o se l'incapacità di pagare tali debiti è solo temporanea; oppure
3. un familiare di un imprenditore, qualora l'indebitamento di tale familiare insorga per la maggior parte a causa dell'attività commerciale dell'imprenditore.
Per närstående (familiare) si intende un coniuge, un partner convivente, un genitore, un fratello o una sorella oppure un figlio o una figlia, oppure i figli del coniuge o del partner convivente.
Le istanze per la ristrutturazione del debito aziendale vengono gestite dall'Autorità di esecuzione in primo grado.
Affinché sia possibile avviare una procedura di fallimento è necessario che il debitore sia insolvente. Obestånd, insolvens (insolvente) significa che il debitore non è in grado di saldare i suoi debiti nel modo dovuto e che l'incapacità di pagare non è meramente temporanea. Una dichiarazione di un debitore volta a ottenere il riconoscimento dalla sua condizione di insolvenza sarà accettata nel caso in cui non vi siano motivi specifici per respingerla. Esistono altresì alcune presunzioni in merito alla prova dell'insolvenza. Ad esempio, il debitore deve essere considerato insolvente, salvo prova contraria, nel caso in cui siano stati avviati procedimenti giudiziari di esecuzione ai sensi del capitolo 4 della utsökningsbalken (legge sull'esecuzione) e gli stessi abbiano rilevato, entro i sei mesi precedenti l'istanza di fallimento, che il debitore non disponeva di beni sufficienti per soddisfare integralmente il credito oggetto di esecuzione. Lo stesso vale nel caso in cui il debitore abbia dichiarato di aver sospeso i pagamenti.
Un'istanza di fallimento può essere presentata dal debitore o da un creditore.
Qualora vi siano motivi probabili a sostegno dell'approvazione dell'istanza di fallimento e vi sia ragione di credere che il debitore possa occultare alcuni beni, l'organo giurisdizionale può ordinare il kvarstad (sequestro) dei beni del debitore in attesa della valutazione dell'istanza. L'organo giurisdizionale ha altresì la facoltà di imporre un divieto di viaggio.
Il tribunale distrettuale deve pubblicare immediatamente la sentenza che dichiara il fallimento. La sentenza ha effetto immediatamente e fa sì che il debitore perda il controllo dei suoi beni non appena detta sentenza viene annunciata; tuttavia esiste una certa protezione per le aspettative legittime di terzi. Cfr. altresì le informazioni fornite alla sezione "Quali sono i diritti e le facoltà in capo rispettivamente al debitore e all'amministratore fallimentare?".
È possibile presentare ricorso contro una sentenza del tribunale distrettuale che dichiara un fallimento o respinge un'istanza di fallimento, rivolgendosi a un organo giurisdizionale di grado superiore.
Un'istanza di riorganizzazione aziendale può essere presentata dal debitore o da un creditore. Una decisione che consente la riorganizzazione di un'impresa può essere adottata soltanto qualora si accerti che il debitore non sia in grado di saldare i suoi debiti scaduti o che presto non sarà in grado di saldarli. Non è possibile adottare una decisione che consenta la riorganizzazione aziendale qualora non ci siano motivi ragionevoli per supporre che l'obiettivo della riorganizzazione aziendale possa essere raggiunto. Un'istanza presentata da un creditore può essere approvata soltanto con il consenso del debitore.
Qualora un'istanza presentata da un debitore venga considerata ammissibile, l'organo giurisdizionale deve valutarla immediatamente, a meno che l'istanza del debitore non sia stata presentata in seguito a un'istanza depositata da un creditore e che l'organo giurisdizionale non abbia deciso che sia necessario tenere un'udienza per esaminarla. Se l'istanza di un creditore viene considerata ammissibile, per esaminarla l'organo giurisdizionale deve fissare una data per l'udienza. L'udienza deve essere tenuta entro due settimane dalla data di presentazione dell'istanza all'organo giurisdizionale. Tale udienza potrà essere tenuta in una data successiva qualora vi siano motivi speciali che spingono a procedere in tal senso, tuttavia, dovrà tenersi entro un massimo di sei settimane.
Se l'istanza viene approvata, l'organo giurisdizionale deve nominare contemporaneamente un funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale. È possibile nominare più funzionari incaricati della riorganizzazione aziendale qualora sussistano motivi speciali per procedere in tal senso. Entro una settimana dalla decisione che consente la riorganizzazione, il funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale deve comunicare la decisione a tutti i creditori noti. Una decisione di riorganizzazione aziendale si applica immediatamente, salvo diversamente stabilito dall'organo giurisdizionale.
Un'istanza di ristrutturazione del debito può essere presentata da un debitore. Se l'istanza non viene respinta in quanto inammissibile o infondata, la decisione di avvio della ristrutturazione del debito deve essere adottata nel più breve termine possibile. Un'istanza può essere respinta in quanto infondata, ad esempio, se dall'istanza o da un'altra relazione disponibile si desume che le condizioni per la ristrutturazione del debito non sono soddisfatte.
Una ristrutturazione del debito può essere autorizzata se:
1. il debitore è una persona fisica i cui interessi principali sono in Svezia;
2. il debitore non è in grado di saldare i suoi debiti nel modo dovuto e si può presumere, tenendo conto delle circostanze specifiche del caso, che tale incapacità di pagare si protrarrà nel prossimo futuro (il debitore deve essere considerato insolvente); e
3. è ragionevole procedere in tal senso in considerazione delle circostanze personali e finanziarie del debitore.
1. una ristrutturazione del debito non può essere autorizzata se il debitore è soggetto a un näringsförbud (divieto di esercitare un'attività commerciale);
2. qualora il debitore sia un operatore commerciale, una ristrutturazione del debito può essere autorizzata soltanto se è possibile investigare facilmente in merito alle circostanze finanziarie dell'impresa; e
3. qualora al debitore sia già stata concessa in precedenza la possibilità di ricorrere a una ristrutturazione del debito, una nuova ristrutturazione del debito può essere autorizzata soltanto se sussistono motivi speciali per procedere in tal senso.
Nel caso in cui venga adottata una decisione che avvia la procedura di ristrutturazione del debito, è necessario pubblicare immediatamente la notifica corrispondente nella Post- och Inrikes Tidningar (Gazzetta ufficiale). La notifica deve essere inviata anche ai creditori noti entro una settimana dalla pubblicazione. Tali notifiche devono invitare i creditori inter alia a comunicare i loro crediti nei confronti del debitore, solitamente per iscritto, entro un mese dalla data di pubblicazione, indicando i dettagli di detti crediti e qualsiasi altra informazione pertinente per la valutazione del caso, nonché i dettagli relativi al conto corrente a favore del quale devono essere effettuati eventuali pagamenti durante la procedura di ristrutturazione del debito.
È possibile presentare ricorso contro una decisione che avvia la procedura di ristrutturazione del debito entro tre settimane dalla data della decisione.
In seguito alla decisione di avvio, non è possibile effettuare alcun utmätning (pignoramento di beni) per dare esecuzione a crediti sorti prima di tale decisione, fintantoché la questione della ristrutturazione del debito non sia stata determinata da una decisione definitiva. Tuttavia, tale norma non si applica ai crediti che non rientrano nella ristrutturazione. La stessa non si applica nemmeno nel caso in cui, in sede di ricorso, un organo giurisdizionale, su richiesta di un creditore, decida che il pignoramento debba essere consentito.
Un'istanza di ristrutturazione del debito aziendale può essere presentata da un debitore. Se l'istanza non viene respinta in quanto inammissibile o infondata, la decisione di avvio della ristrutturazione del debito aziendale deve essere adottata nel più breve termine possibile. Un'istanza può essere respinta in quanto infondata, ad esempio, se dall'istanza o da un'altra relazione disponibile si desume che le condizioni per la ristrutturazione del debito aziendale non sono soddisfatte.
Una ristrutturazione del debito aziendale può essere autorizzata se:
1. gli interessi principali del debitore sono in Svezia;
1. una ristrutturazione del debito aziendale non può essere autorizzata se il debitore è soggetto a un divieto di esercitare un'attività commerciale;
2. una ristrutturazione del debito aziendale non può essere autorizzata se il debitore è un operatore commerciale che svolge o ha svolto la propria attività in maniera irresponsabile;
3. una ristrutturazione del debito aziendale non può essere autorizzata se il debitore ha un margine trimestrale di pagamento inferiore a un settimo del prisbasbeloppet (importo della base di prezzo) stabilito negli articoli 6 e 7 del capitolo 2 del socialförsäkringsbalken (codice delle assicurazioni sociali) (indicativamente 6 300 SEK nel 2016); e
4. qualora al debitore sia già stata concessa in precedenza la possibilità di ricorrere a una ristrutturazione del debito, una nuova ristrutturazione del debito può essere autorizzata soltanto se sussistono motivi speciali per procedere in tal senso.
Nel caso in cui venga adottata una decisione che avvia la procedura di ristrutturazione del debito aziendale, è necessario pubblicare immediatamente la notifica corrispondente nella Gazzetta ufficiale. La notifica deve essere inviata anche ai creditori noti entro una settimana dalla pubblicazione. Tali notifiche devono invitare i creditori inter alia a presentare i loro crediti nei confronti del debitore, solitamente per iscritto, entro un mese dalla data di pubblicazione, indicando i dettagli di detti crediti e qualsiasi altra informazione pertinente per la valutazione del caso, nonché i dettagli relativi al conto corrente a favore del quale devono essere effettuati pagamenti durante la procedura di ristrutturazione del debito aziendale.
È possibile presentare ricorso contro una decisione che avvia la procedura di ristrutturazione del debito aziendale entro tre settimane dalla data della decisione.
In seguito alla decisione di avvio, non è possibile effettuare alcun pignoramento di beni per dare esecuzione a crediti sorti prima di tale decisione, fintantoché la questione della ristrutturazione del debito aziendale non sia stata determinata da una decisione definitiva. Tuttavia, tale norma non si applica ai crediti che non rientrano nella ristrutturazione. La stessa non si applica nemmeno nel caso in cui, in sede di ricorso, un organo giurisdizionale, su richiesta di un creditore, decida che il pignoramento debba essere consentito.
Salvo disposizioni contrarie statuite da norme speciali di esenzione per atti giuridici svolti dal debitore o da qualsiasi altra parte immediatamente dopo la sentenza di apertura del fallimento, la massa fallimentare comprende tutti i beni appartenenti al debitore al momento della pubblicazione della decisione di fallimento o che il debitore ottiene durante la procedura di fallimento e che possono servire per dare esecuzione ai crediti. Vengono inclusi nella massa fallimentare anche tutti i beni che possono esservi aggiunti tramite il recupero di crediti. Per le persone fisiche si applicano norme speciali ai salari e ad altri beni dei quali il debitore possa necessitare per il proprio sostentamento. Il debitore può mantenere il possesso di alcuni di tali beni.
Il funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale deve notificare la decisione di riorganizzazione aziendale a tutti i creditori noti entro una settimana dalla data della decisione. Tra l'altro, è necessario allegare alla notifica un inventario preliminare delle attività e delle passività del debitore. Ne consegue che tutte le attività sono incluse nella procedura. Occorre tuttavia sottolineare che una riorganizzazione aziendale si può concludere con un concordato pubblico con i creditori, tuttavia ciò non è obbligatorio.
Tutti i crediti basati su un accordo stipulato dal debitore durante una procedura di riorganizzazione aziendale con il consenso del funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale beneficiano di un allmän förmånsrätt (privilegio generale). Un esempio di un simile accordo potrebbe essere un accordo riguardante il finanziamento dell'attività aziendale stipulato con il consenso del funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale durante la procedura di riorganizzazione.
Una decisione che approva una ristrutturazione del debito deve prevedere un piano di pagamento. Il piano di pagamento copre un arco di tempo di cinque anni, a meno che non vi siano ragioni sostanziali per fissare una durata più breve. Tale piano inizia a decorrere dalla data della decisione di approvazione della ristrutturazione. Tuttavia il debitore inizia a effettuare i pagamenti a partire dalla data della decisione di avvio della procedura e, solitamente, il periodo per il quale la decisione di avvio ha trovato applicazione deve essere dedotto dalla durata del piano di pagamento.
L'importo che il debitore deve pagare è determinato in modo tale che la ristrutturazione del debito si applichi a tutti i beni e a tutte le entrate del debitore, in seguito a detrazione di quanto deve essere conservato per il sostentamento del debitore e della sua famiglia. È anche possibile effettuare una riserva per il pagamento di un credito che non rientra nella ristrutturazione del debito.
Qualora la situazione finanziaria del debitore migliori notevolmente dopo la decisione di ristrutturazione del debito e ciò sia dovuto a circostanze impreviste, i creditori e il debitore possono presentare istanza per ottenere il riesame della decisione.
In caso di ristrutturazione del debito aziendale è necessario definire un piano di pagamento. Il piano di pagamento dura tre anni. Tale piano inizia a decorrere dalla data della decisione di approvazione della ristrutturazione. Tuttavia il debitore inizia a effettuare i pagamenti a partire dalla data della decisione di avvio della procedura e, solitamente, il periodo per il quale la decisione di avvio ha trovato applicazione deve essere dedotto dalla durata del piano di pagamento.
L'importo che il debitore deve pagare è determinato in modo tale che la ristrutturazione del debito aziendale si applichi a tutti i beni e a tutte le entrate del debitore, in seguito a detrazione di quanto deve essere conservato per il sostentamento del debitore e della sua famiglia. È anche possibile effettuare una riserva per il pagamento di un credito che non rientra nella ristrutturazione del debito aziendale.
Qualora la situazione finanziaria del debitore migliori notevolmente dopo la decisione di ristrutturazione del debito aziendale, i creditori e il debitore possono presentare istanza per ottenere il riesame della decisione.
Nel momento in cui viene pronunciata una sentenza di fallimento il debitore perde il controllo di tutti i beni che appartengono alla massa attiva fallimentare. Il debitore non può assumere alcuna obbligazione che possa essere invocata durante il fallimento. Esistono alcune esenzioni. Durante la procedura di fallimento la massa fallimentare è rappresentata dal curatore. Il curatore è nominato dal tribunale distrettuale e deve disporre delle conoscenze e delle competenze specifiche necessarie per lo svolgimento di questo compito, oltre a dover essere adatto a tale compito in relazione ad altri aspetti. Una persona impiegata da un organo giurisdizionale non può essere nominata curatore. Una persona non può essere nominata curatore se è soggetta a un conflitto di interessi.
Un funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale deve disporre delle conoscenze e delle competenze specifiche necessarie per lo svolgimento di questo compito, deve avere la fiducia dei creditori e deve essere adatto a tale compito in relazione ad altri aspetti.
Il funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale esamina la situazione finanziaria del debitore e, in consultazione con il debitore, redige un piano che illustra come si intenda raggiungere gli obiettivi della riorganizzazione. Il piano deve essere presentato all'organo giurisdizionale e ai creditori. Il funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale può richiedere l'assistenza di esperti.
Il debitore è tenuto a fornire al funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale tutte le informazioni relative alla sua situazione finanziaria pertinenti per la ristrutturazione dell'impresa. Il debitore deve seguire le istruzioni del funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale per quanto riguarda le modalità di gestione dell'impresa. Vi sono alcuni atti giuridici che il debitore non può svolgere senza il consenso del funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale. Tali atti includono il pagamento di debiti sorti prima della decisione, l'assunzione di nuove obbligazioni e la cessione o la costituzione in pegno di beni di notevole rilevanza per l'attività aziendale del debitore. Tuttavia, qualora il debitore non rispetti tali obbligazioni, l'atto giuridico in questione rimane valido.
Non viene nominato nessun curatore. Durante la procedura di ristrutturazione del debito il debitore mantiene il controllo dei suoi beni.
Un creditore che vanti un credito nei confronti del debitore che può essere fatto valere durante la procedura di fallimento può compensare tale credito con un credito vantato dal debitore nei confronti del creditore al momento dell'emissione della sentenza di fallimento. Tale norma non si applica nel caso in cui la compensazione sia esclusa dal fallimento in virtù della natura dei crediti in questione. Ai crediti subordinati si applicano norme speciali. Esistono altresì esenzioni, tra l'altro, per i crediti di recente acquisizione (in gran parte corrispondenti alle disposizioni in materia di recupero a favore della massa fallimentare).
Per quanto riguarda i mercati finanziari, si applicano disposizioni speciali che fanno sì che accordi di compensazione e accordi simili che riguardano, tra l'altro, gli strumenti finanziari trovino applicazione in relazione alla massa fallimentare e ai creditori.
Chiunque vantava un credito nei confronti del debitore al momento della presentazione dell'istanza di riorganizzazione aziendale può compensare detto credito con un credito vantato dal debitore nei confronti del creditore in quel momento anche qualora il pagamento di detto credito non sia ancora esigibile. Ciò non si applica se la compensazione è esclusa in virtù della natura dei crediti in questione o è altrimenti esclusa dalle disposizioni della legge in materia di riorganizzazione aziendale. Esistono altresì esenzioni, tra l'altro, per i crediti di recente acquisizione (in gran parte corrispondenti alle disposizioni in materia di recupero a favore della massa fallimentare).
Per quanto riguarda i mercati finanziari, si applicano disposizioni speciali che fanno sì che accordi di compensazione e accordi simili che riguardano, tra l'altro, gli strumenti finanziari trovino applicazione in relazione alla massa fallimentare e a quei creditori i cui crediti rientranti in un concordato pubblico con i creditori.
Non esistono norme speciali in materia di compensazione.
La legge sul fallimento non contiene alcuna norma generale relativa al fatto che la massa fallimentare sia vincolata da accordi stipulati dal debitore. In linea di principio, la massa fallimentare è una persona giuridica indipendente e non ha alcuna responsabilità per eventuali obbligazioni che possano insorgere da detti accordi. Il curatore della massa fallimentare può decidere di eseguire contratti stipulati dal debitore se ciò agevola la liquidazione di detta massa. Solitamente ciò è subordinato al consenso della controparte.
In altre normative vi sono delle norme speciali come ad esempio nella köplagen (legge sulle vendite) e nella lagen om handel med finansiella instrument (legge sulla negoziazione di strumenti finanziari). Ai sensi della legge sulle vendite, il curatore della massa fallimentare può scegliere di eseguire un contratto se una delle parti è stata posta in stato di fallimento. La controparte può chiedere al curatore della massa fallimentare di notificare tempestivamente se intende dare esecuzione al contratto.
Se, prima della decisione in merito alla riorganizzazione aziendale, la controparte del debitore aveva il diritto di risolvere un contratto a causa del verificarsi o della prospettiva di una controversia relativa ai pagamenti o all'esecuzione del contratto in relazione a qualsiasi altro aspetto, detta controparte non può risolvere il contratto in virtù di tale controversia dopo che è stata adottata la decisione se il debitore chiede in tempo utile e con il consenso del funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale che sia data esecuzione al contratto in questione. Su richiesta della controparte il debitore deve notificare in tempo utile alla controparte se si debba dare esecuzione al contratto. Qualora si debba dare esecuzione a un contratto, vi sono delle norme speciali che disciplinano le modalità di esecuzione. Esistono disposizioni speciali anche nella legge sulle vendite, nonché norme speciali che disciplinano questioni quali i contratti di lavoro e relativi a strumenti finanziari.
Non esistono norme speciali in merito all'effetto di una ristrutturazione del debito su un contratto in corso.
Cfr. anche la sezione "Quali sono le condizioni e gli effetti della chiusura delle procedure concorsuali?".
Non esistono norme speciali in merito all'effetto di una ristrutturazione del debito aziendale su un contratto in corso.
Dopo che la sentenza di fallimento è stata pronunciata, in generale i beni appartenenti alla massa fallimentare non possono essere utmäta (pignorati) al fine di dare esecuzione a qualsiasi credito nei confronti del debitore. Ciò si applica automaticamente dopo che è stato aperto il fallimento. Esistono alcune esenzioni che si applicano a crediti che presentano un certo grado di privilegio. Qualsiasi utmätning (pignoramento) che avvenga in violazione di tale divieto è nullo. I beni possono essere pignorati indipendentemente dal fallimento se esiste un panträtt (diritto di pegno) in merito al bene in questione, al fine di soddisfare il credito vantato.
Nel caso in cui il pignoramento abbia avuto luogo prima dell'emissione della sentenza di fallimento, l'esecuzione può procedere, di norma, indipendentemente dalla procedura di fallimento. Esistono alcune eccezioni.
Mentre la riorganizzazione aziendale è in corso, nei confronti del debitore non può essere svolto alcun pignoramento o alcun altro provvedimento di esecuzione ai sensi della legge sull'esecuzione. Esistono delle eccezioni, ad esempio, nel caso in cui il creditore detenga un diritto di pegno o un retentionsrätt (diritto di ritenzione) per la soddisfazione del suo credito. Non è prevista alcuna assistenza ai sensi della lagen (1978:599) om avbetalningsköp mellan näringsidkare m.fl. (legge sui contratti di vendita rateale tra operatori commerciali). Durante la procedura di riorganizzazione aziendale non possono essere adottate decisioni che impongano il kvarstad (sequestro) o la betalningsäkring (costituzione di un vincolo).
In seguito alla decisione di avvio, non è possibile effettuare alcun pignoramento di beni per dare esecuzione a crediti sorti prima di tale decisione, fintantoché la questione della ristrutturazione del debito non sia stata determinata da una decisione definitiva. Tuttavia, tale norma non si applica ai crediti che non rientrano nella ristrutturazione. La stessa non si applica nemmeno nel caso in cui, in sede di ricorso, un organo giurisdizionale, su richiesta di un creditore, decida che il pignoramento debba essere consentito.
Se il debitore viene dichiarato fallito, l'istanza di ristrutturazione del debito decade.
Qualora un'istanza per la negoziazione di un concordato pubblico con i creditori venga presa in considerazione dopo che il debitore ha presentato istanza per ottenere una ristrutturazione del debito, la procedura di ristrutturazione del debito deve essere sospesa. Qualora il concordato venga confermato, l'istanza di ristrutturazione del debito decade.
Se il debitore viene dichiarato fallito, l'istanza di ristrutturazione del debito aziendale decade.
Qualora un'istanza per la negoziazione di un concordato pubblico con i creditori venga presa in considerazione dopo che il debitore ha presentato istanza per ottenere una ristrutturazione del debito aziendale, la procedura di ristrutturazione del debito deve essere sospesa. Qualora il concordato venga confermato, l'istanza di ristrutturazione del debito aziendale decade.
Nel caso in cui vi sia una causa pendente tra il debitore e un altro soggetto riguardante beni appartenenti alla massa fallimentare, il curatore fallimentare può portare avanti detto procedimento giudiziario in sostituzione del debitore. Nel caso in cui ciò non avvenga, i beni in questione vengono considerati esclusi dalla massa fallimentare. Qualora le cause in esame siano state avviate nei confronti del debitore al fine di soddisfare un credito che possa essere fatto valere nel contesto della procedura di fallimento, il curatore fallimentare può intervenire nella causa dalla parte del debitore. Esistono ulteriori disposizioni in merito a questa procedura.
In linea di principio l'esecuzione di crediti è vietata durante la procedura di riorganizzazione aziendale tuttavia ciò non preclude il proseguimento e, quindi, la conclusione di una causa pendente tra il debitore e la controparte.
Cfr. la sezione "Quali effetti produce una procedura concorsuale sui procedimenti avviati da singoli creditori?"
I creditori non hanno alcun ruolo formale nella procedura di fallimento. Il curatore deve consultare i creditori particolarmente interessati qualora nulla impedisca di procedere in tal senso. I creditori hanno altresì il diritto di ricevere informazioni dal curatore e, ad esempio, di partecipare all'assunzione del giuramento. Un creditore può richiedere la nomina di un granskningsman (supervisore) affinché questi monitori l'amministrazione della massa fallimentare a nome del creditore.
Quando un organo giurisdizionale si esprime a favore di una riorganizzazione aziendale, lo stesso deve fissare una data per un'assemblea dei creditori, che ha luogo presso detto organo. L'assemblea deve tenersi entro tre settimane dalla data della decisione relativa alla riorganizzazione aziendale, oppure entro un termine più lungo qualora ciò sia inevitabile.
In occasione della riunione dell'assemblea dei creditori, questi ultimi hanno la possibilità di esprimere i loro pareri in merito al proseguimento della riorganizzazione aziendale. Qualora un creditore lo richieda, l'organo giurisdizionale deve nominare un comitato dei creditori elettro tra tutti i creditori coinvolti. Detto comitato è costituito da non più di tre membri. In alcuni casi anche i dipendenti hanno il diritto di nominare un rappresentante affinché questi agisca da membro aggiuntivo di detto comitato. L'organo giurisdizionale può nominare ulteriori membri qualora vi siano ragioni particolari per procedere in tal senso. Il funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale deve consultare il comitato dei creditori in merito a questioni rilevanti qualora nulla osti a tale consultazione.
Cfr. la sezione "Quali sono le norme che regolano il deposito, la verifica e l'ammissione delle istanze?".
Durante il fallimento, i beni costituiscono una massa fallimentare che viene amministrata a beneficio dei creditori (cfr. sopra). Tale massa fallimentare è gestita da uno o più curatori fallimentari. Come norma generale i beni appartenenti alla massa fallimentare devono essere venduti nella maniera ragionevolmente più rapida possibile. Se il debitore gestisce un'impresa, a determinate condizioni, il curatore può portare avanti dette attività aziendali per conto della massa fallimentare.
Durante la riorganizzazione aziendale, il debitore non perde il controllo dei suoi beni.
Non viene nominato nessun curatore.
I fallimenti svedesi possono essere suddivisi in due categorie, fallimenti senza bevakning (insinuazione dei crediti al passivo) e i fallimenti con insinuazione, ovvero accertamento, dei crediti. Non vi è alcuna insinuazione dei crediti salvo diversamente stabilito. Ciò avviene perché solitamente i creditori che non hanno un credito privilegiato non ricevono nulla in caso di fallimento. Su richiesta del curatore il tribunale distrettuale può decidere che sia necessario fornire prova dei debiti. Si procederà in tal senso nel caso in cui si presuma che anche i crediti non privilegiati riceveranno un qualche pagamento al momento della distribuzione nel corso della procedura di fallimento. Qualora venga deciso che è necessario svolgere la procedura di accertamento dei crediti per la loro insinuazione al passivo, in linea di massima i crediti che possono essere affermati durante la procedura di fallimento dovranno essere provati, affinché i creditori possano ricevere una qualche soddisfazione degli stessi all'atto della distribuzione. Anche il carattere privilegiato del credito deve essere provato. Tuttavia, qualora un creditore abbia un diritto di pegno o di ritenzione nei confronti di determinati beni, detto creditore non ha la necessità di provare il debito per avere diritto al pagamento a partire dai beni in questione.
Il fatto che il debitore perda il controllo dei suoi beni significa che al debitore è fatto divieto di assumere obbligazioni che potrebbero essere fatte valere durante la procedura di fallimento. Nel caso in cui il debitore assuma o sia tenuto a far fronte a eventuali obbligazioni contratte in seguito all'avvio della procedura di fallimento, tali obbligazioni non possono solitamente essere provate durante detta procedura. La giurisprudenza consolidata prevede che, in alcuni casi, il debitore possa riprendere il controllo di un determinato bene nel caso in cui il curatore si astenga espressamente dal pretenderlo.
La massa fallimentare, rappresentata dal curatore, può assumere diritti e responsabilità, ad esempio stipulando un contratto. Ciò fa scaturire massafordringar (crediti vantati nei confronti della massa attiva fallimentare). In linea di principio, i crediti vantati in relazione alla massa fallimentare stessa hanno natura preferenziale rispetto ai konkursfordringar (crediti ordinari di fallimento). La remunerazione del curatore e altri debiti simili (noti come konkurskostnader, costi della procedura di fallimento) devono comunque essere saldati a partire dalla massa fallimentare prima che venga soddisfatto qualsiasi altro debito sostenuto dalla massa stessa. Qualora non sia possibile saldare i costi della procedura di fallimento utilizzando la massa fallimentare, tali costi devono solitamente essere sostenuti dallo Stato. In linea di principio, nelle procedure di fallimento i crediti vengono soddisfatti soltanto dopo aver pagato i costi della procedura di fallimento e i crediti fondati sulla massa fallimentare stessa.
Non esistono norme generali per la notifica di crediti in caso di riorganizzazione aziendale. Tuttavia, nel contesto di una riorganizzazione aziendale l'organo giurisdizionale può decidere, su richiesta del debitore, di consentire che si tengano dei negoziati per addivenire a un offentligt ackord (concordato pubblico con i creditori). Il creditore può dover insinuare i suoi crediti nel quadro dei negoziati per il concordato (cfr. qui di seguito). Partecipano ai negoziati per il concordato soltanto i creditori i cui crediti siano sorti prima della presentazione dell'istanza di riorganizzazione aziendale. Ciò nonostante non tutti i creditori partecipano a questi negoziati: ad esempio, un creditore il cui credito può essere soddisfatto tramite compensazione o un creditore che ha un credito privilegiato non partecipano. Il funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale redige un inventario delle attività e delle passività del patrimonio. Qualora un soggetto vanti un credito non elencato in tale inventario o che sia emerso nel frattempo e desideri partecipare ai negoziati per il concordato, questi dovrà insinuare il suo credito per iscritto rivolgendosi al funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale entro e non oltre una settimana prima dell'assemblea dei creditori.
I crediti derivanti da accordi stipulati dal debitore con il consenso del funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale durante la riorganizzazione aziendale beneficiano di un carattere privilegiato generale.
Nella procedura di ristrutturazione del debito rientrano essenzialmente tutti i crediti pecuniari vantati nei confronti del debitore sorti prima della data in cui è stata pronunciata la decisione di avvio della procedura. Di conseguenza i creditori devono insinuare i crediti sorti prima della decisione di avvio e che rientrano nella ristrutturazione del debito, poiché altrimenti esiste il rischio che il debitore sia esonerato dalla sua responsabilità di saldare i debiti in questione (cfr. la sezione "Quali sono le condizioni e gli effetti della chiusura delle procedure concorsuali?").
In ogni caso, una ristrutturazione del debito non include quanto segue:
1. un credito relativo a obbligazioni alimentari nei confronti di familiari, a condizione che la Försäkringskassan (Agenzia delle assicurazioni sociali) o un ente pubblico estero non abbia rilevato il diritto della parte legittimata a ricevere dette obbligazioni;
2. un credito in relazione al quale il creditore dispone di un diritto di pegno o un altro privilegio ai sensi dell'articolo 6 o 7 förmånsrattslagen ((1970:979) legge sui privilegi), oppure un diritto di ritenzione, nella misura in cui la garanzia sia sufficiente per consentire la soddisfazione del credito;
3. un credito in relazione al quale il creditore ha ottenuto un privilegio ai sensi dell'articolo 8 della legge sui privilegi prima della comunicazione della decisione di avvio rispetto a beni nei confronti dei quali doveva essere fatto valere il credito;
4. un credito che non è diventato esigibile per il pagamento e che è subordinato al fatto che il creditore fornisca un corrispettivo; o
5. un credito che è contestato.
Se un credito è subordinato, non ha un importo definito o non è diventato esigibile per il pagamento, si può decidere che lo stesso non rientra nella procedura di ristrutturazione del debito. Qualora si possa affermare che un credito sia privo di fondamento, si deve decidere che lo stesso non rientrerà nella procedura di ristrutturazione del debito.
I crediti sorti dopo la decisione di avvio non rientrano nella procedura di ristrutturazione del debito.
Nella procedura di ristrutturazione del debito aziendale rientrano essenzialmente tutti i crediti pecuniari vantati nei confronti del debitore sorti prima della data in cui è stata pronunciata la decisione di avvio della procedura. Di conseguenza i creditori devono segnalare i crediti sorti prima della decisione di avvio e che rientrano nella ristrutturazione del debito aziendale, poiché altrimenti esiste il rischio che il debitore sia esonerato dalla sua responsabilità di saldare i debiti in questione (cfr. la sezione "Quali sono le condizioni e gli effetti della chiusura delle procedure concorsuali?").
Tuttavia, una ristrutturazione del debito aziendale non copre quanto segue:
1. un credito relativo a obbligazioni alimentari nei confronti di familiari, a condizione che l'Agenzia delle assicurazioni sociali o un ente pubblico estero non abbia rilevato il diritto della parte legittimata a ricevere dette obbligazioni;
2. un credito in relazione al quale il creditore ha un privilegio ai sensi dell'articolo 5 della legge sui privilegi (1970:979), nella misura in cui la garanzia sia sufficiente per consentire la soddisfazione del credito;
3. un credito in relazione al quale il creditore dispone di un diritto di pegno o un altro privilegio ai sensi dell'articolo 6 o 7 della legge sui privilegi, oppure un diritto di ritenzione, nella misura in cui la garanzia sia sufficiente per consentire la soddisfazione del credito;
4. un credito in relazione al quale il creditore ha ottenuto un privilegio ai sensi dell'articolo 8 della legge sui privilegi prima della comunicazione della decisione di avvio rispetto a beni nei confronti dei quali doveva essere fatto valere il credito;
5. un credito che non è diventato esigibile per il pagamento e che è subordinato al fatto che il creditore fornisca un corrispettivo; o
6. un credito che è contestato.
Se un credito è subordinato, non ha un importo definito o non è diventato esigibile per il pagamento, si può decidere che lo stesso non rientra nella procedura di ristrutturazione del debito aziendale. Qualora si possa affermare che un credito sia privo di fondamento, si deve decidere che lo stesso non rientrerà nella procedura di ristrutturazione del debito aziendale.
I crediti sorti dopo la decisione di avvio non rientrano nella procedura di ristrutturazione del debito aziendale.
In generale, durante la procedura di fallimento possono essere fatti valere soltanto i crediti sorti prima della comunicazione della sentenza di fallimento. È possibile fare valere un credito durante una procedura di fallimento anche se detto credito è subordinato o non è ancora diventato esigibile per il pagamento.
Nei casi in cui non ha luogo alcun accertamento dei crediti, non vi sono norme che impongano al creditore di insinuare il suo credito in alcun modo particolare. In caso di fallimento senza insinuazione dei crediti, il curatore deve assicurare di propria iniziativa che tutti i crediti privilegiati ricevano la quota di loro spettanza all'atto della distribuzione. In linea di principio non vi è nulla che impedisca a un creditore di far valere il proprio credito secondo termini vaghi fino al termine stabilito per la contestazione della distribuzione proposta.
Qualora si possa supporre che i beni siano sufficienti per provvedere al pagamento dei creditori non privilegiati, si deve effettuare un'insinuazione dei crediti (cfr. sopra per quanto riguarda l'insinuazione dei crediti). Nel caso in cui il tribunale distrettuale decida che i debiti debbano essere provati, detto organo stabilirà un termine compreso tra quattro e dieci settimane per la presentazione di tali prove. La decisione che impone l'insinuazione dei crediti viene pubblicata. I creditori devono insinuare i loro crediti per iscritto, entro il termine fissato. Se un creditore detiene un diritto di pegno o di ritenzione rispetto a dei beni, questi non è tenuto a presentare una prova del credito nel contesto di questa procedura per ottenere il pagamento a partire da detti beni. Nel caso in cui i debiti debbano essere provati e un creditore desideri insinuare un credito o esercitare un diritto di pegno dopo la scadenza del termine per la presentazione delle prove, detto creditore può presentare una efterbevakning (prova ex post). Ciò deve avvenire non oltre la data in cui il curatore stabilisce la distribuzione proposta, ossia prima che la proposta venga presentata all'organo giurisdizionale e sia pubblicata. Nel caso in cui il creditore non presenti la prova del suo credito, questi perde l'opportunità di ricevere il pagamento a partire dai beni che rientrano nella decisione di distribuzione. In linea di principio, il creditore può ricevere il pagamento del suo credito successivamente qualora si rendano disponibili nuove risorse (efterutdelning - distribuzione ex post).
Come già menzionato in precedenza nel caso della riorganizzazione aziendale i creditori non sono soggetti ad alcuna obbligazione generale che imponga loro di insinuare i loro crediti, tuttavia, i creditori potrebbero essere tenuti a farlo nel quadro di eventuali negoziati per addivenire a un concordato. Il funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale deve produrre un piano di riorganizzazione aziendale. Solitamente detto piano illustra come sia possibile risolvere la situazione finanziaria dell'impresa debitrice e come sia possibile migliorare i risultati operativi della stessa. Tuttavia il contenuto del piano può tuttavia essere adattato alle circostanze dei singoli casi.
In determinate circostanze, si può addivenire a un concordato pubblico con i creditori nel contesto di una riorganizzazione aziendale. Spetta al debitore presentare un'istanza per lo svolgimento di negoziati per addivenire a un concordato.
Un'istanza per lo svolgimento di negoziati per addivenire a un concordato deve contenere una proposta di concordato che indichi quanto offre il debitore in termini di pagamento e quando verrà effettuato detto pagamento, nonché se è stata costituita una garanzia in relazione al concordato e, in caso affermativo, che cosa comprende. A detta istanza deve essere allegato un elenco delle attività e delle passività del patrimonio in esame.
Qualora l'istanza per lo svolgimento di negoziati per addivenire a un concordato sia considerata ammissibile, l'organo giurisdizionale deve emettere immediatamente la propria decisione che consente detti negoziati per il concordato. Allo stesso tempo, l'organo giurisdizionale deve fissare una data per una riunione con i creditori, che si deve tenere presso detto organo, emettere una convocazione per tale riunione e pubblicare la decisione.
Il debitore, il funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale e i creditori hanno l'opportunità di opporsi a un credito che è previsto rientri nel concordato. Esistono norme speciali che disciplinano l'opportunità di partecipare ai negoziati per il concordato sulla base di un credito non incluso nell'inventario del patrimonio.
Partecipano ai negoziati per il concordato soltanto i creditori i cui crediti sono sorti prima della presentazione dell'istanza di riorganizzazione aziendale. I creditori i cui crediti possono essere soddisfatti tramite compensazione o i cui crediti sono privilegiati non partecipano ai negoziati. A tali negoziati non partecipano nemmeno i creditori che in caso di fallimento avrebbero diritto al pagamento soltanto dopo altri creditori, a meno che gli altri creditori partecipanti ai negoziati non acconsentano alla partecipazione degli stessi.
Su richiesta di qualsiasi creditore, il debitore deve prestare giuramento in merito all'inventario del suo patrimonio in occasione dell'assemblea dei creditori.
I creditori votano in merito al concordato proposto in occasione dell'assemblea dei creditori. Una proposta di concordato che soddisfi almeno il 50 % della somma dei crediti viene considerata approvata dai creditori se i tre quinti dei votanti si esprimono a favore e i loro crediti ammontano a tre quinti dell'importo totale dei crediti aventi diritto di voto. Qualora tale percentuale sia inferiore, la proposta di concordato viene approvata se i tre quarti dei votanti si esprimono a favore e i loro crediti ammontano a tre quarti dell'importo totale dei crediti aventi diritto di voto.
Nel caso in cui venga adottata una decisione che avvia la procedura di ristrutturazione del debito, è necessario pubblicare immediatamente la notifica corrispondente nella Gazzetta ufficiale. La notifica deve essere inviata anche ai creditori noti entro una settimana dalla pubblicazione. Tali notifiche devono invitare i creditori inter alia a comunicare i loro crediti nei confronti del debitore, solitamente per iscritto, entro un mese dalla data di pubblicazione, indicando i dettagli di detti crediti e qualsiasi altra informazione pertinente per la valutazione del caso, nonché i dettagli relativi al conto corrente a favore del quale devono essere effettuati eventuali pagamenti durante la procedura di ristrutturazione del debito.
Dopo la decisione di avvio, una volta che sono state raccolte informazioni sufficienti, viene redatta una proposta di ristrutturazione del debito. Tale proposta viene inviata a tutti i creditori noti i cui crediti rientrano nella proposta, invitandoli a presentare i loro commenti entro un determinato termine. Il fatto che un creditore non presenti commenti non impedisce la decisione di approvare una ristrutturazione del debito.
Nel caso in cui venga adottata una decisione che avvia la procedura di ristrutturazione del debito aziendale, è necessario pubblicare immediatamente la notifica corrispondente nella Gazzetta ufficiale. La notifica deve essere inviata anche ai creditori noti entro una settimana dalla pubblicazione. Tali notifiche devono invitare i creditori inter alia a comunicare i loro crediti nei confronti del debitore, solitamente per iscritto, entro un mese dalla data di pubblicazione, indicando i dettagli di detti crediti e qualsiasi altra informazione pertinente per la valutazione del caso, nonché i dettagli relativi al conto corrente a favore del quale devono essere effettuati eventuali pagamenti durante la procedura di ristrutturazione del debito.
Dopo la decisione di avvio, una volta che sono state raccolte informazioni sufficienti, viene redatta una proposta di ristrutturazione del debito aziendale. Tale proposta viene inviata a tutti i creditori noti i cui crediti rientrano nella proposta, invitandoli a presentare i loro commenti entro un determinato termine. Il fatto che un creditore non presenti commenti non impedisce la decisione di approvare una ristrutturazione del debito aziendale.
Se i beni della massa fallimentare non sono sufficienti a pagare i costi della procedura di fallimento e i debiti stessi di detta massa, il fallimento deve essere annullato (cfr. sopra per quanto riguarda i costi della procedura di fallimento e i debiti della massa fallimentare). Se il fallimento viene avskrivas (annullato), in linea di principio non si ha alcuna distribuzione ai creditori.
Se il fallimento non viene annullato le somme di denaro presenti nella massa fallimentare non utilizzate per pagare i costi della procedura di fallimento e i debiti della massa fallimentare sono distribuiti ai creditori. In linea di principio, tale distribuzione deve essere conforme alle disposizioni della legge sui privilegi.
La legge sui privilegi disciplina i diritti reciproci dei creditori a ricevere il pagamento in caso di fallimento. In merito alla legge sui privilegi si possono fornire le seguenti informazioni riassuntive.
Un privilegio in relazione a un pagamento può essere speciale o generale. Un privilegio speciale è riferito a un dato bene (esempi di ciò sono un diritto di pegno, un diritto di ritenzione o un'inteckning (ipoteca) relativi a beni immobili). Un privilegio generale è riferito a tutti i beni inclusi nella massa fallimentare del debitore (come nel caso dei costi sostenuti dai creditori per fare in modo che il debitore fosse posto in uno stato di fallimento, oppure la remunerazione di un funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale, nel caso in cui il fallimento in questione fosse stato preceduto da una riorganizzazione aziendale). Un privilegio speciale ha precedenza rispetto a un privilegio generale. Tutti i crediti non privilegiati godono degli stessi diritti tra di loro. In un accordo può anche essere stato stabilito che un creditore abbia il diritto al pagamento soltanto dopo che tutti gli altri creditori sono stati soddisfatti (efterställd fordran - credito subordinato).
Un privilegio continua a sussistere anche se il credito viene trasferito o pignorato o passa in altro modo a un'altra parte.
Se un credito gode di un privilegio speciale in relazione a un dato bene, ma il bene in questione non è sufficiente a soddisfare detto credito, l'importo rimanente viene considerato essere un credito non privilegiato.
Nel caso della riorganizzazione aziendale non si ha alcuna distribuzione, a meno che non si definisca un concordato pubblico con i creditori.
Un concordato pubblico può prevedere che i crediti siano ridotti e pagati in modo specifico. Il concordato deve riconoscere pari diritti a tutti i creditori e corrispondere loro almeno il 25 % dell'importo dei crediti, a meno che una percentuale minore non sia approvata da tutti i creditori noti che rientrerebbero nel concordato, oppure qualora sussistano ragioni particolari per accettare una percentuale inferiore. La distribuzione minima prescritta deve essere pagata entro un anno dall'approvazione del concordato, a meno che tutti i creditori noti non accettino un termine di pagamento più lungo. Un concordato può altresì stabilire che il debitore sia liberato dalle sue obbligazioni soltanto tramite i pagamenti o un altro sgravio speciale.
Tutti i crediti rientranti in una ristrutturazione del debito hanno pari diritti. Tuttavia, a un credito possono essere riconosciuti diritti meno favorevoli con il consenso del creditore in questione oppure un credito può essere pagato prima di altri se la somma disponibile alla distribuzione è ridotta ed è ragionevole procedere in tal senso in considerazione della portata dei debiti e di altre circostanze.
Le disposizioni che disciplinano i crediti sono stabilite nella decisione che autorizza la ristrutturazione del debito.
Tutti i crediti rientranti in una ristrutturazione del debito aziendale hanno pari diritti. Tuttavia, a un credito possono essere riconosciuti diritti meno favorevoli con il consenso del creditore in questione oppure un credito può essere pagato prima di altri se la somma disponibile alla distribuzione è ridotta ed è ragionevole procedere in tal senso in considerazione della portata dei debiti e di altre circostanze.
Se il debitore acconsente a pagare i suoi debiti oppure ha raggiunto un altro accordo con i creditori (frivillig uppgörelse - accordo volontario), il tribunale distrettuale deve decidere di sospendere la procedura di fallimento. Nel caso di fallimenti con insinuazione dei crediti, un fallimento può concludersi anche con una ackord i konkurs (decisione che approva un concordato). In altri casi, il fallimento viene concluso tramite avskrivning (cancellazione, nel caso in cui la massa attiva fallimentare sia insufficiente per pagare i costi della procedura di fallimento e i crediti della massa fallimentare stessa) oppure tramite la distribuzione ai creditori.
Il fallimento non esonera una persona fisica dalla responsabilità di pagare i propri debiti (le norme in materia di ristrutturazione del debito sono diverse). Di conseguenza, i debiti non ancora soddisfatti rimarranno tali in seguito al fallimento (ciò non si applica nel caso in cui rientrino in un accordo volontario o in un concordato con i creditori).
Una persona giuridica viene sciolta in seguito al fallimento (le disposizioni che disciplinano lo scioglimento sono riportate nella normativa relativa al diritto di costituire associazioni). Ciò significa che, in linea di principio, i creditori non possono far valere alcun credito pendente nei confronti di una persona giuridica in seguito al fallimento.
Nel caso in cui si stipuli un concordato pubblico, quest'ultimo è vincolante per tutti i creditori, noti e non noti, che avevano il diritto di partecipare ai negoziati per il concordato. Un creditore che in caso di fallimento avrebbe avuto diritto al pagamento dopo altri creditori perde il diritto al pagamento da parte del debitore, a meno che tutti i creditori che avevano il diritto di partecipare ai negoziati per il concordato non vengano soddisfatti integralmente tramite detto concordato. Un creditore che vanta un privilegio rispetto a un dato bene è vincolato al concordato in relazione agli importi che non possono essere saldati liquidando detto bene.
Una decisione di ristrutturazione del debito libera il debitore dalla responsabilità per pagare i debiti inclusi nella ristrutturazione del debito per la misura in cui gli stessi sono stati ridotti. La ristrutturazione del debito libera inoltre il debitore dalla responsabilità di pagare debiti non noti nel quadro della ristrutturazione stessa, a meno che non si tratti di debiti che non possono essere inclusi nella ristrutturazione del debito.
Una ristrutturazione del debito comporta che il diritto a penali o interessi di mora in relazione a un credito che rientra nella ristrutturazione decade in relazione al periodo successivo alla data di comunicazione della decisione di avvio.
Una ristrutturazione del debito non ha alcuna ripercussione sui diritti di un creditore in relazione a un garante o a chiunque altro sia responsabile del debito in questione in aggiunta al debitore.
Una decisione che approva una ristrutturazione del debito deve prevedere un piano di pagamento. Il piano di pagamento copre un arco di tempo di cinque anni, a meno che non vi siano ragioni sostanziali per fissare una durata più breve. Tale piano inizia a decorrere dalla data della decisione di approvazione della ristrutturazione. Quando viene fissata la data di scadenza del piano di pagamento, solitamente il periodo per il quale è stata applicata la decisione che ha avviato la procedura deve essere dedotto dalla durata del piano, a meno che non vi siano valide ragioni per dedurre un periodo più breve in considerazione delle azioni del debitore a seguito della decisione di avvio.
In determinate condizioni una decisione di ristrutturazione del debito può essere modificata o annullata. Su richiesta di un creditore il cui credito rientra nella ristrutturazione del debito, la decisione di ristrutturazione del debito può essere annullata o, nei casi di cui ai punti 6 e 7 modificata, se:
1. il debitore si è comportato in maniera disonesta nei confronti del creditore;
2. il debitore ha deliberatamente ostacolato la procedura di fallimento o un provvedimento di esecuzione;
3. il debitore ha favorito segretamente un determinato creditore al fine di influenzare la decisione relativa alla ristrutturazione del debito;
4. il debitore ha deliberatamente presentato informazioni non corrette nell'istanza di ristrutturazione del debito o in un'altra fase del trattamento del caso, a scapito del creditore;
5. il debitore ha presentato informazioni non corrette che hanno determinato una decisione di un'autorità pubblica in relazione a tasse o imposte rientranti nella ristrutturazione del debito, oppure non ha presentato informazioni sebbene gli fosse stato richiesto di farlo e ciò ha comportato l'adozione di una decisione errata o la mancata adozione di una decisione;
6. il debitore non rispetta il piano di pagamento e lo scostamento dallo stesso è sostanziale; o
7. la situazione finanziaria del debitore è notevolmente migliorata successivamente alla decisione di ristrutturazione del debito e ciò è dovuto a circostanze che non potevano essere previste al momento dell'adozione della decisione.
Nei casi di cui al punto 7, l'istanza deve essere presentata entro cinque anni dalla data della decisione di avvio oppure, nel caso in cui il piano di pagamento scada oltre tale termine, entro la data di scadenza del piano. Qualora una decisione di ristrutturazione del debito venga modificata, la durata del piano di pagamento può essere fissata a un massimo di sette anni.
Una decisione di ristrutturazione del debito aziendale libera il debitore dalla responsabilità di pagare i debiti inclusi nella ristrutturazione del debito per la misura in cui gli stessi sono stati ridotti. La ristrutturazione libera inoltre il debitore dalla responsabilità di pagare debiti non noti nel quadro della ristrutturazione stessa, a meno che non si tratti di debiti che non possono essere inclusi nella ristrutturazione del debito aziendale.
Una ristrutturazione del debito aziendale comporta che il diritto a penali o interessi di mora in relazione a un credito che rientra nella ristrutturazione decade per il periodo successivo alla data di comunicazione della decisione di avvio.
Una decisione che approva una ristrutturazione del debito aziendale deve prevedere un piano di pagamento. Il piano di pagamento dura tre anni e inizia a decorrere dalla data della decisione di approvazione della ristrutturazione.
5. il debitore ha presentato informazioni non corrette che hanno determinato una decisione di un'autorità pubblica in relazione a tasse o imposte rientranti nella ristrutturazione del debito aziendale, oppure non ha presentato informazioni sebbene gli fosse stato richiesto di farlo e ciò ha comportato l'adozione di una decisione errata o la mancata adozione di alcuna decisione;
7. la situazione finanziaria del debitore è migliorata notevolmente in seguito alla decisione di ristrutturazione del debito.
Nei casi di cui al punto 7, l'istanza deve essere presentata entro tre anni dalla data della decisione di avvio oppure, nel caso in cui il piano di pagamento scada oltre tale termine, entro la data di scadenza del piano. Qualora una decisione di ristrutturazione del debito aziendale venga modificata, la durata del piano di pagamento può essere fissata a un massimo di cinque anni.
Come accennato in precedenza, il fallimento non libera una persona fisica dalla responsabilità di pagare i suoi debiti, mentre le persone giuridiche vengono sciolte dopo il fallimento.
Qualora dovessero rendersi disponibili delle risorse per la distribuzione in seguito al fallimento, è prevista la distribuzione ex post.
Per le ripercussioni di un concordato pubblico con i creditori si rimanda a quanto menzionato in precedenza. Nel caso in cui non sia stato stipulato un concordato pubblico e il debitore non abbia raggiunto un accordo volontario o un altro accordo con i creditori, i crediti rimangono pendenti dopo la fine della riorganizzazione aziendale.
In alcune circostanze, un creditore può ottenere una rivalutazione della ristrutturazione del debito dopo che il debitore ha completato il piano di pagamento. Cfr. la sezione "Quali sono le condizioni e gli effetti della chiusura delle procedure concorsuali?".
In alcune circostanze, un creditore può ottenere una rivalutazione della ristrutturazione del debito aziendale dopo che il debitore ha completato il piano di pagamento. Cfr. la sezione "Quali sono le condizioni e gli effetti della chiusura delle procedure concorsuali?".
La remunerazione del curatore e altri debiti simili (costi della procedura di fallimento) e gli altri debiti sostenuti dalla massa fallimentare stessa devono essere saldati a partire dalla massa attiva fallimentare prima che si effettui qualsiasi distribuzione a favore dei creditori. A loro volta, i costi della procedura di fallimento hanno priorità rispetto agli altri crediti fondati sulla massa fallimentare stessa. Qualora non sia possibile saldare tali crediti liquidando la massa fallimentare, solitamente i costi della procedura di fallimento sono pagati dallo Stato.
Il funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale e il supervisore (qualora nominato) hanno diritto a ricevere un compenso per il loro lavoro e un rimborso delle spese necessarie per lo svolgimento del loro compito. Il loro compenso non può essere superiore a quello che può essere considerato un compenso ragionevole per il compito svolto. Su richiesta del funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale o del debitore, l'organo giurisdizionale valuterà il diritto al compenso del funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale. Anche un creditore il cui credito rientra in un concordato può richiedere una simile valutazione fino al momento in cui il concordato viene attuato. Le spese giudiziarie e il risarcimento del funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale e del supervisore devono essere pagati dal debitore.
Durante la procedura di ristrutturazione del debito, solitamente il debitore effettua i pagamenti a favore dell'Autorità di esecuzione, la quale a sua volta trasferisce le somme versate ai creditori. L'Autorità di esecuzione applica una commissione annuale al debitore per la gestione dei pagamenti del debitore da parte dell'Autorità stessa.
Le norme per il återvinning till konkursbo (recupero a favore della massa fallimentare) sono stabilite nella legge sul fallimento. La data di riferimento per il calcolo dei termini stabiliti nelle norme per il recupero è solitamente il giorno precedente la data dell'istanza di fallimento.
Un atto può essere går åter (annullato) nel caso in cui abbia favorito in maniera impropria un creditore rispetto ad altri, oppure se i creditori sono stati privati dei beni del debitore o se i debiti del debitore sono stati aumentati e se il debitore era insolvente o divenuto insolvente come conseguenza della procedura stessa o come conseguenza della procedura in combinazione con altri fattori e l'altra parte sapeva o avrebbe dovuto sapere che il debitore era insolvente e quali circostanze rendevano l'atto giuridico illecito. I familiari del debitore sono considerati essere stati a conoscenza delle informazioni di cui alla prima frase, a meno che non vi siano prove convincenti che dimostrino che essi non disponevano e non avrebbero potuto disporre di tali conoscenze. Qualora l'atto sia stato effettuato più di cinque anni prima della data di riferimento, tale atto può essere annullato soltanto se era relativo a uno dei familiari del debitore.
Il pagamento di un debito verificatosi oltre tre mesi prima della data di riferimento utilizzando un metodo di pagamento diverso da quello abituale o in anticipo, oppure per un importo che peggiora notevolmente lo stato finanziario del debitore, può essere annullato, a meno che non possa essere considerato come ordinario nelle circostanze specifiche. Qualora il pagamento sia stato effettuato a favore di uno dei familiari del debitore prima di tale data, ma oltre due anni prima della data di riferimento, lo stesso può essere annullato, a meno che non si dimostri che il debitore non era insolvente e non è diventato insolvente come conseguenza dell'atto in questione.
Vi sono norme speciali che disciplinano aspetti quali regali, la condivisione dell'abitazione e le retribuzioni. Alcuni pagamenti a favore dello Stato sono esenti dalle norme di recupero, come ad esempio i pagamenti di imposte.
Il curatore può chiedere il recupero presentando ricorso dinanzi agli organi giurisdizionali ordinari oppure contestando i debiti che vengono addotti nel quadro della procedura di fallimento. Se il curatore sceglie di non cercare di ottenere il recupero e non si raggiunge un accordo amichevole, un creditore può cercare di ottenere il recupero avviando un'azione legale presso gli organi giurisdizionali ordinari.
In caso di recupero, i beni dei quali il debitore ha disposto tornano a fare parte della massa attiva fallimentare.
Dopo che è stata comunicata una decisione in merito alla riorganizzazione aziendale, si applicano le disposizioni della legge sul fallimento in materia di recupero nel contesto del fallimento, nel caso in cui sia stato stipulato un concordato pubblico con i creditori (cfr. la sezione sul fallimento).
Nel caso in cui si intenda ottenere il recupero di un privilegio o di un pagamento ottenuto mediante pignoramento, l'organo giurisdizionale può decidere di non portare avanti ulteriormente la procedura di esecuzione fino a ulteriore notifica.
Un'azione di recupero sarà avviata dal funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale o da un creditore il cui credito sarebbe rientrato in un concordato pubblico. L'azione deve essere avviata prima che abbia luogo l'assemblea dei creditori e non è possibile adottare alcuna decisione definitiva fino a quando non viene presa una decisione in merito alla questione del concordato pubblico. Un creditore che intende promuovere un'azione deve notificare tale intenzione al funzionario incaricato della riorganizzazione aziendale. Qualora tale notifica non sia stata effettuata il caso del creditore non viene esaminato.
Nel caso in cui una procedura di riorganizzazione aziendale si concluda senza che si addivenga a un concordato pubblico e senza che il debitore sia posto in stato di fallimento in seguito alla presentazione di un'istanza a tal fine entro tre settimane dalla data di conclusione della procedura di riorganizzazione aziendale, l'istanza di recupero che è stata presentata deve essere respinta.
Dopo che i costi dell'attore sono stati rimborsati, i proventi del recupero vanno a favore dei creditori rientranti nel concordato pubblico. Un convenuto che, a seguito dell'azione dell'attore, può vantare un credito nei confronti del debitore, può partecipare ai negoziati per il concordato sulla base di tale credito e ha il diritto di detrarre l'importo che gli spetta al momento della distribuzione dalla somma che questi avrebbe dovuto altrimenti pagare.
Su richiesta di un creditore rientrante in un concordato pubblico o del debitore, l'organo giurisdizionale responsabile per il procedimento di recupero può ordinare che gli attivi dovuti al creditore ai sensi della frase precedente siano sottoposti a särskild förväntning (amministrazione speciale). Ogni bene assoggettato a tale amministrazione speciale può essere pignorato soltanto se il concordato è decaduto.
Non esistono disposizioni particolari in materia di recupero.