Source: https://www.sentenze-cassazione.com/privilegio-del-credito-singolo-professionista-associato/
Timestamp: 2019-11-17 14:56:33+00:00
Document Index: 20370756

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2751', 'art. 2751', 'art. 2751', 'sentenza ', 'art. 2745', 'art. 2']

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Dott. CULTRERA Maria Rosaria – rel. Consigliere -
FALLIMENTO SPONSOR SERVICE S.R.L. (C.F. (OMISSIS)), in persona del Curatore rag. P.A., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZALE CLODIO 56, presso l’avvocato VASTA ALFREDO, rappresentato e difeso dall’avvocato TORCELLAN FABRIZIO, giusta procura in calce al ricorso;
avverso la sentenza n. 1109/2008 della CORTE D’APPELLO di MILANO, depositata il 23/04/2008;
udito, per il ricorrente, l’Avvocato TORCELLAN che ha chiesto l’accoglimento del ricorso;
L’Associazione professionale studio legale Abbatescianni ha proposto al Tribunale di Milano opposizione allo stato passivo del fallimento Sponsor Service s.r.l. per lamentare l’omessa attribuzione del privilegio previsto dall’art. 2751 bis c.c., n. 2, al credito, maturato in L. 107.095.680 per compensi maturati per l’espletamento d’attività professionale espletata in favore della società fallita, ammesso in chirografo dal giudice delegato.
L’esegesi si uniforma al principio espresso nel precedente di questa Corte n. 22439/2009 che ha affermato in un caso analogo che “Il privilegio generale sui beni mobili del debitore, previsto dall’art. 2751 bis c.c., per le retribuzioni dei professionisti, trova applicazione anche nel caso in cui il creditore sia inserito in un’associazione professionale, costituita con altri professionisti per dividere le spese e gestire congiuntamente i proventi della propria attività, a condizione che il rapporto di prestazione d’opera si instauri tra il singolo professionista ed il cliente, soltanto in tal caso potendosi ritenere che il credito abbia per oggetto prevalente la remunerazione di un’attività lavorativa, ancorchè comprensiva delle spese organizzative essenziali al suo autonomo svolgimento”. Ed invero, la proposizione della domanda d’ammissione allo stato passivo da parte dello studio professionale, in quanto pone, secondo consolidato orientamento (Cass. n. 18455/2011, n. 11052/2012), una mera presunzione d’esclusione della personalità del rapporto professionale, resta superata e vinta in presenza di documentazione che consente d’individuare i compensi riferiti alle prestazioni direttamente e personalmente svolte dal singolo associato allo studio, e, in simile evenienza, non può precludere ex se il riconoscimento della prelazione a quel singolo personale credito. La stretta correlazione posta dal disposto dell’art. 2751 bis, n. 2 c. tra il privilegio e la causa del credito consente di valorizzare l’interesse specifico perseguito dal creditore e dunque di orientare l’interpretazione della voluntas legis, estendendone l’applicazione oltre il mero dato letterale, sulla base di un percorso esegetico ritenuto in giurisprudenza ammissibile. Giova ricordare che in materia di privilegi, seppur in diverso caso, le S.U. con sentenza n. 11930/2010 hanno affermato che “Le norme del codice civile che stabiliscono i privilegi possono essere oggetto di un’interpretazione estensiva che sia diretta ad individuarne il reale significato e la portata effettiva in modo da delimitare il loro esatto ambito di operatività, anche oltre il limite apparentemente segnato dalla formulazione testuale, tenendo in considerazione l’intenzione del legislatore e la causa del credito che, ai sensi dell’art. 2745 c.c., rappresenta la ragione giustificatrice di qualsiasi privilegio”. In considerazione di ciò, il privilegio in discorso, pur nel caso in cui il credito sia stato rieferito a sè dall’associazione professionale, che è centro autonomo d’imputazione dei rapporti giuridici, va attribuito, alle condizioni riferite, al credito del singolo associato onde consentire alle ragioni del prestatore d’opera la stessa tutela accordata al credito del lavoratore dipendente per soddisfare, come rammenta la dottrina, le esigenze di sostentamento del lavoratore, anche se autonomo, nel rispetto dei principi che garantiscono lo sviluppo della personalità umana – art. 2 Cost. -, e della dignità e tutela del lavoro in tutte le sue esplicazioni – artt. 35 e 3. La decisione impugnata, avendo valorizzato la causa del credito cui ha riconosciuto il privilegio, quale remunerazione della prestazione del singolo soggetto incaricato personalmente eseguita assunta a fondamento giuridico della prelazione, è per l’effetto immune dai vizi denunciati.