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Timestamp: 2018-11-20 01:04:58+00:00
Document Index: 24047482

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Illeciti disciplinari dei Magistrati (di Lorenzo Gestri) by Unicost - Issuu
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI IL SISTEMA NORMATIVO DI RIFERIMENTO
 precetti costituzionali (107 C)
 r.d.l. sulle guarentigie della magistratura n. 511/1946  legge istitutiva del Csm n. 195/1958
Il sistema è stato radicalmente modificato dal d.lgs. n. 109 del 23 febbraio 2006, rubricato "Disciplina degli illeciti disciplinari dei magistrati e delle relative sanzioni e della procedura per la loro applicazione", in attuazione della delega contenuta nella riforma dell'ordinamento giudiziario (l. n. 150/2005).
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI LA TIPIZZAZIONE DEGLI ILLECITI DISCIPLINARI
A differenza della previgente disciplina, prevista dall'art. 18 del r.d.l. n. 511/46 che si limitava a configurare l'illecito ogni qualvolta il magistrato mancasse ai suoi doveri o tenesse una condotta immeritevole o compromettente per il prestigio dell'ordine giudiziario, affidando l'individuazione delle singole ipotesi alla sezione disciplinare del Csm, la riforma del 2006 è improntata alla tipizzazione degli illeciti disciplinari. In risposta alle esigenze di razionalità del sistema e di garanzia di certezza del diritto, avanzate da più parti, il d. lgs. n. 109/2006 ha introdotto tre specifiche categorie di illeciti disciplinari: quelli commessi dal magistrato nell'esercizio delle funzioni giudiziarie; quelli commessi fuori dall'esercizio delle funzioni e gli illeciti disciplinari conseguenti a reato. 1.
(art. 2) gli illeciti disciplinari nell'esercizio delle funzioni
(art. 3) gli illeciti commessi fuori dall'esercizio delle funzioni
(art. 4) gli illeciti disciplinari conseguenti a reato
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI DECRETO LEGISLATIVO 23 FEBBRAIO 2006, N. 109 Art. 5 - Le sanzioni disciplinari L'apparato sanzionatorio nei confronti degli illeciti disciplinari del magistrato è contenuto nella seconda sezione del decreto legislativo, all'art. 5, sulla base del criterio "tale crimen talis poena" che ricollega specifiche sanzioni alle diverse fattispecie (come previsto dall'art. 12), quale conseguenza della tipizzazione degli illeciti commessi. Secondo una gravità crescente, le sanzioni previste dalla legge sono:  l'ammonimento, che è un richiamo all'osservanza da parte del magistrato dei suoi doveri, in rapporto all'illecito commesso;  la censura, che è una dichiarazione formale di biasimo;  la perdita dell'anzianità, non inferiore a due mesi e non superiore ai due anni;  l'incapacità temporanea ad esercitare un incarico direttivo o semidirettivo (che non può essere inferiore a sei mesi e non può superare i due anni);  la sospensione dalle funzioni, che si concretizza con l'allontanamento, la sospensione dello stipendio e il collocamento fuori dal ruolo organico della magistratura;  la rimozione, che determina la cessazione del rapporto di servizio e viene attuata mediante decreto del Presidente della Repubblica.
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI DECRETO LEGISLATIVO 23 FEBBRAIO 2006, N. 109 Art. 5 - Le sanzioni disciplinari L'art. 13 prevede, altresì, la sanzione accessoria del trasferimento d'ufficio che può essere disposta dalla sezione disciplinare del CSM quando, per la condotta tenuta, la permanenza del magistrato nella stessa sede appare in contrasto con il buon andamento dell'amministrazione della giustizia. Il trasferimento è, invece, sempre disposto:  quando ricorre una delle violazioni previste dall'art. 2, comma 1, lett. a);  nel caso in cui è inflitta la sanzione della sospensione dalle funzioni e può essere adottato, in via cautelare e provvisoria, su richiesta del ministro della Giustizia o del procuratore generale ove sussistano gravi elementi di fondatezza dell'azione disciplinare e ricorrano motivi di particolare urgenza.
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI (14) TITOLARITÀ DELL’AZIONE DISCIPLINARE (14-3)
- C.S.M. - CONS. GIUDIZ. - DIRIGENTI UFFICI
OBBLIGO di SEGANALARE
FACOLTA’ di SEGANALARE (denunce/esposti)
Ogni fatto rilevante sotto il profilo disciplinare
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI TERMINI DELL’AZIONE DISCIPLINARE (a pena di estinzione) dalla NOTIZIA del FATTO (14-2)
PUÒ CHIEDERE al P.G. di promuovere l’azione disciplinare
ESERCITA l’azione disciplinare
AVVIO PROCEDIMENTO DISCIPLINARE (16.1) INDAGINI  Il pubblico ministero procede all'attività di indagine. Le funzioni di pubblico ministero sono esercitate dal Procuratore generale presso la Corte di cassazione o da un magistrato del suo ufficio.
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI AVVIO PROCEDIMENTO DISCIPLINARE (15-4)
COMUNICAZIONE ALL’INCOLPATO
a pena di NULLITÀ del compimento di atti (16.1) INDAGINI  Il pubblico ministero procede all'attività di indagine. Le funzioni di pubblico ministero sono esercitate dal Procuratore generale presso la Corte di Si applicano le cassazione o da un magistrato del suo ufficio. disposizioni del c.p.p.
DEFINIZIONE ARCHIVIAZIONE
La RESPONSABILITĂ&#x20AC; DISCIPLINARE dei MAGISTRATI 16.5 BIS ARCHIVIAZIONE del PROCURATORE GENERALE La l. n. 269/2006 ha introdotto un comma 5-bis all'art. 16 del d.lgs. n. 109/2006 attribuendo al procuratore generale un potere di autonoma archiviazione quando il fatto addebitato non costituisce condotta disciplinarmente rilevante ai sensi del nuovo art. 3-bis ("Condotta disciplinare irrilevante") o forma oggetto di una denuncia non circostanziata, oppure non rientra in alcuna delle fattispecie tipiche individuate dagli artt. 2, 3 e 4 o, infine, se dalle indagini svolte il fatto risulta inesistente o non commesso. Il provvedimento di archiviazione viene trasmesso al ministro della giustizia, il quale puĂ˛ richiedere copia degli atti (entro 10 giorni) e nei successivi 60 giorni, chiedere al presidente della sezione disciplinare la fissazione di un'udienza di discussione orale formulando l'incolpazione (all'udienza, sarĂ il procuratore generale o un suo sostituto ad esercitare le funzioni di pubblico ministero). Ove il ministro non avanzi richieste entro i termini stabiliti, il provvedimento acquista efficacia.
(16.5BIS)
1 anno dall’avvio delle indagini
P.G. - ARCHIVIAZIONE
NON LUOGO A PROCEDERE (MOTIVATA)
RICHIESTA al C.S.M.
Se non CONCORDA può chiedere CSM – UDIENZA DISCUSSIONE ORALE con incolpazione
può chiedere di integrare
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI INCOLPAZIONE
(17.8) Camera di Consiglio
(18) Discussione PUBBLICA
PG formula l’INCOLPAZIONE
(18) SENTENZA
CONDANNA 1- Incolpato 2- Ministro Giustizia 3- Procuratore Generale
(24) IMPUGNABILE
CASSAZIONE SEZIONI UNITE (25) Possibilità di REVISIONE
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI DECRETO LEGISLATIVO 23 FEBBRAIO 2006, N. 109
Diligenza Correttezza
Art. 1 - Doveri del Magistrato Il magistrato esercita le funzioni attribuitegli con:
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI GLI ILLECITI DISCIPLINARI NELL’ESERCIZIO DELLE FUNZIONI L'art. 2 del d. lgs. n. 109/2006 prevede un'elencazione tassativa delle ipotesi di illeciti disciplinari nell'esercizio delle funzioni (già oggetto di modifiche ad opera della l. n. 269/2006; del d.l. n. 193/2009 e da ultimo del d.l. n. 211/2011 convertito in legge n. 9/2012) Rimane, fermo, comunque, in base al comma 2, che l'attività di interpretazione di norme di diritto e la valutazione del fatto e delle prove non possono dar luogo a responsabilità disciplinare. Del resto, come chiarito dalle sezioni unite della S.C. "ai fini della configurabilità dell'illecito disciplinare non è sufficiente il compimento, da parte del magistrato, di atti scorretti o contrari alla legge, essendo altresì necessario che tali atti siano idonei ad incidere negativamente sulla fiducia e sulla considerazione di cui deve godere il magistrato, ovvero a compromettere il prestigio dell'ordine giudiziario; in altri termini, la rilevanza disciplinare dei comportamenti ascritti al magistrato incolpato risiede essenzialmente nel discredito che quelle condotte, anche all'infuori di ogni illecita preordinazione, sono idonee a gettare sull'esercizio dell'attività giudiziaria e che il magistrato è comunque tenuto ad evitare" (v., ex multis, Cass. n. 16626/2007).
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI D.Lgs 109/2006 - Art. 2 - ILLECITI DISCIPLINARI NELL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI a) fatto salvo quanto previsto dalle lettere b) e c), i comportamenti che, violando i doveri di cui all'articolo 1, arrecano ingiusto danno o indebito vantaggio ad una delle parti; b) l'omissione della comunicazione, al Consiglio superiore della magistratura, della sussistenza di una delle situazioni di incompatibilità di cui agli articoli 18 e 19 dell'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, e successive modificazioni, come modificati dall'articolo 29 del presente decreto; c) la consapevole inosservanza dell'obbligo di astensione nei casi previsti dalla legge; d) i comportamenti abitualmente o gravemente scorretti nei confronti delle parti, dei loro difensori, dei testimoni o di chiunque abbia rapporti con il magistrato nell'ambito dell'ufficio giudiziario, ovvero nei confronti di altri magistrati o di collaboratori;
a) ------------------------- CSM 43/14  CSM 100/14  SU 12311/15  CSM 116/14 b) --------------------------
 CSM 101/14 c) ------------------------- CSM 126/14  SU 15472/14  CSM 101/14  SU 10626/14 d) ------------------------- CSM 98/14  CSM 68/14  SU 17585/15
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI D.Lgs 109/2006 - Art. 2 - ILLECITI DISCIPLINARI NELL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI e) l'ingiustificata interferenza nell'attività giudiziaria di altro magistrato; f) l'omessa comunicazione al capo dell'ufficio, da parte del magistrato destinatario, delle avvenute interferenze; g) la grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile; h) il travisamento dei fatti determinato da negligenza inescusabile;
l'emissione di provvedimenti privi di motivazione, ovvero la cui motivazione consiste nella sola affermazione della sussistenza dei presupposti di legge senza indicazione degli elementi di fatto dai quali tale sussistenza risulti, quando la motivazione è richiesta dalla legge;
e) ------------------------- CSM 122/14  CSM 19/14  SU 25136/14 g) ------------------------- CSM 83/15  CSM 65/15  SU 5683/15  SU 5686/15  CSM 11/15  CMS 107/15  CSM 92/14  CSM 66/14  SU 3021/15 h) ------------------------- CSM 27/15  CSM 24/15  SU 26551/14 m) ------------------------- CSM 89/14
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI D.Lgs 109/2006 - Art. 2 - ILLECITI DISCIPLINARI NELL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI n) la reiterata o grave inosservanza delle norme regolamentari o delle disposizioni sul servizio giudiziario o sui servizi organizzativi e informatici adottate dagli organi competenti;
n) ------------------------- CSM 87/14  SU 14344/15  SU 4953/15
o) ------------------------- CSM 40/15  CSM 143/14  SU 6495/15
p) l'inosservanza dell'obbligo di risiedere nel comune in cui ha sede l'ufficio in assenza dell'autorizzazione prevista dalla normativa vigente se ne è derivato concreto pregiudizio all'adempimento dei doveri di diligenza e laboriosità; q) il reiterato, grave e ingiustificato ritardo nel compimento degli atti relativi all'esercizio delle funzioni; si presume non grave, salvo che non sia diversamente dimostrato, il ritardo che non eccede il triplo dei termini previsti dalla legge per il compimento dell'atto; r) il sottrarsi in modo abituale e ingiustificato all'attività di servizio;
q) ------------------------- CSM 98/14
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI D.Lgs 109/2006 - Art. 2 - ILLECITI DISCIPLINARI NELL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI s) per il dirigente dell'ufficio o il presidente di una sezione o il presidente di un collegio, l'omettere di assegnarsi affari e di redigere i relativi provvedimenti; t) l'inosservanza dell'obbligo di rendersi reperibile per esigenze di ufficio quando esso sia imposto dalla legge o da disposizione legittima dell'organo competente; u) la divulgazione, anche dipendente da negligenza, di atti del procedimento coperti dal segreto o di cui sia previsto il divieto di pubblicazione, nonché la violazione del dovere di riservatezza sugli affari in corso di trattazione, o sugli affari definiti, quando è idonea a ledere indebitamente diritti altrui; v) pubbliche dichiarazioni o interviste che riguardino i soggetti coinvolti negli affari in corso di trattazione, ovvero trattati e non definiti con provvedimento non soggetto a impugnazione ordinaria, quando sono dirette a ledere indebitamente diritti altrui nonché la violazione del divieto di cui all'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 20 febbraio 2006, n. 106;
u) ------------------------- CSM 8/14 v) ------------------------- CSM 47/14
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI D.Lgs 109/2006 - Art. 2 - ILLECITI DISCIPLINARI NELL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI aa) il sollecitare la pubblicità di notizie attinenti alla propria attività di ufficio ovvero il costituire e l'utilizzare canali informativi personali riservati o privilegiati; cc) l'adozione intenzionale di provvedimenti affetti da palese incompatibilità tra la parte dispositiva e la motivazione, tali da manifestare una precostituita e inequivocabile contraddizione sul piano logico, contenutistico o argomentativo; dd) l'omissione, da parte del dirigente l'ufficio o del presidente di una sezione o di un collegio, della comunicazione agli organi competenti di fatti a lui noti che possono costituire illeciti disciplinari compiuti da magistrati dell'ufficio, della sezione o del collegio;
aa) ------------------------- CSM 154/14
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI D.Lgs 109/2006 - Art. 2 - ILLECITI DISCIPLINARI NELL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI ee) l'omissione, da parte del dirigente l'ufficio ovvero da parte del magistrato cui ff) ------------------------- CSM 71/15 compete il potere di sorveglianza, della comunicazione al Consiglio superiore della magistratura della sussistenza di una delle situazioni di incompatibilità previste dagli articoli 18 e 19 dell'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, come da ultimo modificati dall'articolo 29 del presente decreto, ovvero delle situazioni che possono dare luogo all'adozione dei provvedimenti di cui agli articoli 2 e 3 del regio decreto legislativo 31 maggio 1946, n. 511, come modificati dagli articoli 26, comma 1 e 27 del presente decreto; ff) l'adozione di provvedimenti non previsti da norme vigenti ovvero sulla base di un errore macroscopico o di grave e inescusabile negligenza; gg) l'emissione di un provvedimento restrittivo della libertà personale fuori dei casi consentiti dalla legge, determinata da negligenza grave ed inescusabile. gg-bis) l'inosservanza dell'articolo 123 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271. Fermo quanto previsto dalle lettere g), h), i), l), m), n), o), p), cc) e ff), l'attività di interpretazione di norme di diritto e quella di valutazione del fatto e delle prove non danno luogo a responsabilità disciplinare.
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI D.Lgs 109/2006 - Art. 3 - ILLECITI DISCIPLINARI FUORI DALL’ESERCIZIO DELLE FUNZIONI a)
b) il frequentare persona sottoposta a procedimento penale o di prevenzione comunque trattato dal magistrato, o persona che a questi consta essere stata dichiarata delinquente abituale, professionale o per tendenza o aver subito condanna per delitti non colposi alla pena della reclusione superiore a tre anni o essere sottoposto ad una misura di prevenzione, salvo che sia intervenuta la riabilitazione, ovvero l'intrattenere rapporti consapevoli di affari con una di tali persone; c) l'assunzione di incarichi extragiudiziari senza la prescritta
autorizzazione del Consiglio superiore della magistratura; d) lo svolgimento di attività incompatibili con la funzione giudiziaria di cui all'articolo 16, comma 1, del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, e successive modificazioni, o di attività tali da recare concreto pregiudizio all'assolvimento dei doveri disciplinati dall'articolo 1;
a) ------------------------- CSM 143/14
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI D.Lgs 109/2006 - Art. 3 - ILLECITI DISCIPLINARI FUORI DALL’ESERCIZIO DELLE FUNZIONI e) l'ottenere, direttamente o indirettamente, prestiti o agevolazioni da soggetti che il magistrato sa essere parti o indagati in procedimenti penali o civili pendenti presso l'ufficio giudiziario di appartenenza o presso altro ufficio che si trovi nel distretto di Corte d'appello nel quale esercita le funzioni giudiziarie, ovvero dai difensori di costoro, nonché ottenere, direttamente o indirettamente, prestiti o agevolazioni, a condizioni di eccezionale favore, da parti offese o testimoni o comunque da soggetti coinvolti in detti procedimenti; g) la partecipazione ad associazioni segrete o i cui vincoli sono oggettivamente incompatibili con l'esercizio delle funzioni giudiziarie; h) l'iscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa a partiti politici ovvero il coinvolgimento nelle attività di soggetti operanti nel settore economico o finanziario che possono condizionare l'esercizio delle funzioni o comunque compromettere l'immagine del magistrato; i)
l'uso strumentale della qualità che, per la posizione del magistrato o per le modalità di realizzazione, è diretto a condizionare l'esercizio di funzioni costituzionalmente previste;
La RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE dei MAGISTRATI D.Lgs 109/2006 - Art. 4 - ILLECITI DISCIPLINARI CONSEGUENTI A REATO a) i fatti per i quali è intervenuta condanna irrevocabile o è stata pronunciata sentenza ai sensi dell'articolo 444, comma 2, del codice di procedura penale, per delitto doloso o preterintenzionale, quando la legge stabilisce la pena detentiva sola o congiunta alla pena pecuniaria; b) i fatti per i quali é intervenuta condanna irrevocabile o è stata pronunciata sentenza ai sensi dell'articolo 444, comma 2, del codice di procedura penale, per delitto colposo, alla pena della reclusione, sempre che presentino, per modalità e conseguenze, carattere di particolare gravità; c)
i fatti per i quali é intervenuta condanna irrevocabile o è stata pronunciata sentenza ai sensi dell'articolo 444, comma 2, del codice di procedura penale, alla pena dell'arresto, sempre che presentino, per le modalità di esecuzione, carattere di particolare gravità;
d) qualunque fatto costituente reato idoneo a ledere l'immagine del magistrato, anche se il reato é estinto per qualsiasi causa o l'azione penale non può essere iniziata o proseguita.
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SITUAZIONI DELICATE nella GESTIONE dell’UFFICIO ISTANZE  AVVISO 408 c.p.p.  SEQUESTRO 368 c.p.p.
Dr. Lorenzo GESTRI
Illeciti disciplinari dei Magistrati (di Lorenzo Gestri)
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