Source: http://m.pavoni.it/mobi/1/iva_commercio_elettronico_regime_iva_587530.html
Timestamp: 2018-05-23 20:30:58+00:00
Document Index: 147506993

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 41', 'art. 28', 'art. 26', 'art. 24', 'art. 26', 'art. 15']

Iva - Commercio elettronico - Regime Iva | - Dott. Umberto Pavoni -
Artt. 11 e 12, Regolamento CE 17.10.2005, n. 1777/2005: definisce quali operazioni sono rispettivamente comprese o escluse dalla nozione di "commercio elettronico diretto". Allegato II, Direttiva, 28.11.2006, n. 2006/112/CE: contiene l'elenco esemplificativo delle operazioni di commercio elettronico diretto. Art. 22, co. 1, n. 1), D.P.R. 26.10.1972, n. 633: ricomprende le operazioni di commercio commercio indiretto fra quelle per le quali non vi è obbligo di emissione della fattura. Art. 2, co. 1, lett. oo), D.P.R. 21.12.1996, n. 696: prevede l'esonero dalla certificazione dei corrispettivi, salvo l'obbligo di annotazione degli stessi nel registro dei corrispettivi. Art. 74-quinquies, D.P.R. 633/1972: disciplina il regime speciale per i soggetti extracomunitari che svolgono prestazioni di commercio diretto a favore di soggetti domiciliati nella Ue. D.Lgs. 1.8.2003, n. 273: recepisce le norme comunitarie in materia di commercio elettronico diretto. R.M. 3.7.2008, n. 274/E: richiama le norme comunitarie al fine dell'individuazione delle prestazioni ricomprese nel commercio diretto. R.M. 5.11.2009, n. 274/E: fornisce precisazioni sulla procedura di reso dei beni.
COMMERCIO ELETTRONICO: Si definisce "commercio elettronico" l'attività rivolta all'effettuazione di transazioni commerciali di beni o servizi attraverso l'utilizzo di tecnologie informatiche. Nel commercio elettronico, l'acquirente visiona i beni (indiretto)o servizi (diretto), su un catalogo on line, messo a disposizione dal cedente, all'interno di un proprio sito web o di un portale e procede direttamente all'ordine del prodotto attraverso la rete Internet.
La transazione commerciale, in questo ultimo caso, diretto, avviene esclusivamente in via telematica: l'acquirente visiona sul catalogo on line il bene o servizio da acquistare, procede all'ordine, esegue il pagamento con sistemi elettronici, effettua il download del bene acquistato oppure gli viene fornito il servizio acquistato. Questa tipologia di commercio elettronico comporta, quindi, la completa de-materializzazione della transazione commerciale, essendo il bene acquistato intangibile ed immateriale.
COMMERCIO ELETTRONICO INDIRETTO: le transazioni effettuate vengono assimilate alle vendite per corrispondenza nella considerazione che la rete telematica, in questo caso, funge da mero canale di vendita, essendo la merce fisicamente consegnata all'acquirente con modalità tradizionali.
CEDENTE CESSIONARIO IMPONIBILITA' IVA in ITALIA
ITA ITA SI
ITA EXTRA-UE (soggetto Iva o privato) NO (esportazione)
ITA UE (soggetto Iva) NO (Stato UE con "reverse charge")
ITA UE (privato) SI se cessioni Euro 79.534,36
ITA UE (privato) NO (Stato UE) se cessioni Euro 79.534,36
EXTRA-UE ITA (Iva o privato) SI (importazione)
UE ITA (soggetto Iva) SI ("reverse charge")
UE ITA (privato) SI se cessioni Euro 27.888,67
UE ITA (privato) NO se cessioni Euro 27.888,67
a) cessioni nazionali: a prescindere dalla circostanza che il soggetto acquirente sia o meno un soggetto Iva, le cessioni nazionali sono imponibili ai fini dell'Iva con le aliquote previste per il bene oggetto di cessione;
b) cessioni a favore di soggetto residente (soggetto Iva o privato) in uno Stato extra-Ue: l'operazione configura un'esportazione con conseguente non imponibilità della cessione, obbligo di emissione della fattura e relativi adempimenti doganali di cui all'art. 8, co. 1, lett. a), D.P.R. 633/1972 (dichiarazione di esportazione e apposizione del visto su una copia di quest'ultima). Nell'ipotesi di spedizione a mezzo servizio postale si applicano le disposizioni contenute nel D.M. 22.1.1977;
c) cessioni intracomunitaria a favore di soggetto Iva: si applicano le norme in materia di cessioni intracomunitarie, con conseguente emissione di fattura senza applicazione dell'Iva e integrazione della fattura da parte del soggetto acquirente che si rende debitore dell'imposta nello Stato di destinazione del bene (art. 41, co. 1, lett. b), D.L. 30.8.1993, n. 331, conv. con modif. L. 29.10.1993, n. 427);
d) cessione intracomunitaria a favore di soggetto privato: la disciplina è differente in relazione al volume di cessioni effettuate da parte del cedente. Invero, qualora l'ammontare delle vendite effettuate nell'anno precedente ovvero nell'anno in corso da parte del cedente a favore di soggetti privati residenti in uno Stato comunitario sia inferiore ad Euro 79.534,36 e/o alla minor somma stabilita dalle singole legislazioni degli Stati membri (art. 28-ter B, co. 2, Direttiva 388/77/CE), le cessioni sono imponibili in Italia. In alternativa, il cedente può optare per l'applicazione dell'imposta nello Stato di destinazione previo esercizio di apposita opzione che ha effetto per almeno 3 anni. Qualora, invece, l'ammontare delle cessioni sia superiore all'importo sopra indicato, le cessioni sono imponibili nello Stato di destinazione, con conseguente obbligo per il cedente di nominare un rappresentante fiscale in tale Stato, ovvero procedere all'identificazione diretta;
e) acquisto da parte di soggetto (Iva o privato) residente in Italia di beni provenienti da Stato extra-Ue: configura un'importazione;
f) acquisto da parte di soggetto Iva residente in Italia di beni presso operatori residenti in Stati Ue: configura un acquisto intracomunitario con obbligo di versamento dell'imposta nello Stato di destinazione mediante applicazione del meccanismo del reverse charge;
g) acquisto intracomunitario da parte di soggetto privato: l'acquisto è imponibile in Italia, con conseguente obbligo per il cedente comunitario di nominare un rappresentante fiscale ovvero identificarsi direttamente in Italia; tale disciplina non si applica -con conseguente imponibilità della cessione nello Stato di provenienza del bene, salvo opzione per l'applicazione dell'imposta in Italia- qualora le cessioni effettuate in Italia siano inferiori ad Euro 27.888,67.
Tabella n. 2 – PRESTAZIONI di COMMERCIO ELETTRONICO DIRETTO - IMPONIBILITA' omissis
A) RISOLUZIONE MIN. FIN. PROT.VI-12-1615 del 20.01.1994 con la quale le finanze hanno ammesso la possibilità che, nell'ambito delle Vendite per Corrispondenza, il cedente, per motivi di natura contabile e per un migliore controllo sulla movimentazione della merce, possa emettere benchè non obbligato a farlo, una regolare fattura anche quando non richiesta dal cliente. Di conseguenza può emettere una nota di rettifica a norma dell'art. 26 del DPR 633/72 per la restituzione della merce.
B) RISOLUZIONE MIN.FIN 527575 - DG. II. - DIV. XXV DEL 8.2.73. Con essa il Ministero delle Finanze ha consentito che l'Azienda di Vendita per Corrispondenza procedesse alla liquidazione dell'IVA sulla base dell'ammontare complessivo delle operazioni effettuate mensilmente annotando, riassuntivamente, l'ammontare complessivo dei corrispettivi, distinti per aliquota, diminuito dei corrispettivi concernenti i prodotti restituiti nello stesso periodo distinti anch'essi per aliquota, nel medesimo registro previsto dall'art. 24 DPR.633/72 (registro dei corrispettivi). Ciò in luogo dell'annotazione giornaliera, alla condizione che l'Azienda si obblighi ad effettuare, mediante il suo centro meccanografico, per i singoli prodotti spediti o restituiti in ciascun mese registrazioni analitiche. Nel supporto magnetico formato dal centro meccanografico devono risultare, prodotto per prodotto, il numero progressivo annuale, i dati di identificazione del destinatario, la specie di prodotto spedito o restituito durante ciascun mese e il prezzo di vendita IVA inclusa.
C) RISOLUZIONE MIN.FIN. 502030 DG. II. - DIV. XXV DEL 16.5.73. Resi e non pagati: con essa il Ministero delle Finanze riconosce che in caso di corrispettivi annotati a fronte dei quali vengono realmente confermati e pagati corrispettivi di entità inferiore documentati (per dispersione di merce; silenzio del cliente che nE conferma, nE paga; differenza di importo tra rateale annotato come corrispettivo e unica soluzione realmente pagato, ecc.); e poichè il corrispettivo si materializza al momento del perfezionamento del contratto cio molto spesso, con il pagamento (effetti traslativi sospesi), si rende necessaria una rettifica a conguaglio.
Pertanto, in questi casi nei quali la vendita, di fatto, non si realizza non è dovuta l'IVA e il non pagato puo essere detratto dal corrispettivo (art. 26 DPR 633/73). Spese postali: inoltre, ammette il Ministero delle Finanze che molto spesso le condizioni contrattuali di vendita stabiliscono che le spese postali di spedizione siano a carico dell'acquirente. Quando esiste effettivamente tale condizione di anticipazione di spese postali per conto del cliente esse non rientrano nell'imponibile IVA (art. 15,3 DPR 633/73). Stabilisce anche che in tutti questi casi devono porsi in essere prove documentali idonee ad immediati controlli dell'Amministrazione Finanziaria.
REGISTRATORI DI CASSA. E' prevista l'esenzione.
COMMERCIO ELETTRONICO DIRETTO: omissis