Source: http://trasporti.provincia.venezia.it/serv_circ/imp_carb/97dgr3906.htmL
Timestamp: 2018-08-19 17:30:11+00:00
Document Index: 44770245

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art 5', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 54']

Criteri regionali in materia di orari di apertura e chiusura degli impianti stradali di distribuzione di carburante e successive modifiche ed integrazioni.
1 - di approvare i criteri regionali in materia di orari di apertura e chiusura degli impianti stradali di distribuzione di carburante, nel testo allegato al presente provvedimento del quale è parte integrante.
in materia di orari di apertura e chiusura
degli impianti stradali di distribuzione di carburante
1. In tutti i Comuni del Veneto la disciplina dell'orario di apertura e di chiusura degli impianti stradali di distribuzione di carburanti per uso autotrazione, esclusi gli impianti autostradali, è determinata nei limiti e secondo i criteri stabiliti dagli articoli seguenti.
1. Per l'espletamento del pubblico servizio della distribuzione di carburanti per uso di autotrazione l'orario minimo settimanale di apertura degli impianti stradali di carburanti deve essere di cinquantadue ore.
2. I Comuni, data l'esigenza di uniformità del servizio a garanzia dell'utenza, devono di norma fissare gli orari di apertura e chiusura degli impianti di distribuzione di carburante, dal lunedì al sabato mattina, dalle ore 7.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 19.00 nel periodo invernale; dalle ore 7.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 19.30 nel periodo estivo. L'inizio e la durata dei periodi vengono determinati corrispondentemente alla fissazione dell'ora legale.
3. I gestori, sulla base dell'orario minimo delle cinquantadue ore settimanali e in alternativa all'orario di cui al comma 2, possono adottare una delle seguenti opzioni:
a) dalle ore 5.30 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00;
b) dalle ore 7.30 alle ore 13.30 e dalle ore 15.30 alle ore 19.00;
c) dalle ore 7.30 alle ore 13.30 e dalle ore 16.00 alle ore 19.30;
d) dalle ore 7.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.30 alle ore 19.00;
e) dalle ore 8.00 alle ore 12.30 e dalle ore 16.00 alle ore 21.00;
f) dalle ore 8.00 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 21.30;
g) dalle ore 7.30 alle ore 14.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00;
h) dalle ore 6.30 alle ore 1230 e dalle ore 16.00 alle ore 19.30;
4. L'orario così determinato va comunicato al Comune competente per territorio con lettera raccomandata a.r. almeno trenta giorni prima e non potrà essere modificato prima di sei mesi dalla data di inizio della sua applicazione.
5. Il Comune, qualora, nell'orario scelto, ravvisasse motivi di incompatibilità con le esigenze di pubblico servizio, può invitare la ditta a presentare una nuova richiesta più consona all'esigenza di servizio.
1. Nei giorni festivi è prevista l'apertura, con il rispetto dell'orario fissato ai sensi del precedente art. 1, di un numero di impianti non inferiore al 25% di quelli esistenti e funzionanti nel territorio provinciale.
2. La Provincia nel predisporre il piano dei turni di chiusura infrasettimanali, domenicali e festivi di cui all'art 5, primo comma lett. b) della legge regionale 33/88 e sue successive modificazioni ed integrazioni deve valutare la possibilità che nei Comuni ove siano esistenti e funzionanti tre o due impianti, detta percentuale possa essere aumentata rispettivamente al 33% o al 50%.
3. Nei Comuni ove sia esistente e funzionante un solo impianto la percentuale di cui sopra può essere elevata al 50%. Qualora il Comune si trovi in posizione isolata, può essere determinata, sentita la Commissione Consultiva Provinciale Carburanti, l'esenzione della chiusura infrasettimanale, domenicale e festiva come pure per gli impianti siti lungo le grandi direttrici di traffico come definite dal piano regionale carburanti e dai relativi piani provinciali.
4. Nella giornata del sabato è prevista l'apertura pomeridiana, con il rispetto dell'orario di cui all'art. 1, di un numero di impianti stradali di carburanti non inferiore al 25% di quelli esistenti e funzionanti nel territorio provinciale. La Provincia può portare tale percentuale al 33% o 50% in considerazione della presenza nel Comune di tre o due impianti nonchè in funzione dello stato di razionalizzazione della rete nel singolo Comune.
5. A richiesta del gestore la chiusura del sabato pomeriggio può essere spostata ad altro pomeriggio della settimana ad esclusione del lunedì.
6. Nella determinazione dei turni di riposo si deve tener conto sia delle richieste avanzate dai gestori, sia delle esigenze di assicurare il servizio di distribuzione nel modo più capillare possibile specie nei centri urbani e lungo le principali direttrici viarie di interesse nazionale, provinciale o locale maggiormente percorse dall'utenza motorizzata.
7. Gli impianti che effettuano l'apertura domenicale sospendono l'attività nell'intera giornata del lunedì, e se questo è festivo, nel primo giorno feriale successivo. Nessun recupero è dovuto per le festività infrasettimanali e per il pomeriggio del sabato.
8. Nei Comuni, ove nella giornata domenicale e festiva si svolge il mercato avente carattere tradizionale, il Sindaco su proposta dei gestori d'intesa con i concessionari e sentita la Commissione Consultiva Provinciale Carburanti, può concedere l'apertura degli impianti a condizione che questi chiudano per un'intera altra giornata da scegliersi, con esclusione del lunedì.
1. Il servizio notturno viene svolto nell'ambito del territorio provinciale da un numero di impianti non superiore al 5%. Esso ha inizio alle ore 22.30 e termina alle ore 7.00.
2. I self-service pre-pagamento devono, di norma, rimanere sempre aperti.
3. L'autorizzazione al servizio notturno viene concessa in base a calendari predisposti annualmente rispettando:
a) l'esigenza di assicurare il servizio di distribuzione in località opportunamente dislocate nei quartieri urbani e sulle vie di accesso ai centri abitati;
b) l'eventuale rotazione annuale dei punti vendita abilitati ai turni qualora le richieste dovessero superare la percentuale sopra indicata.
4. Nell'autorizzare i turni notturni si deve tenere nel massimo conto la qualità di servizi offerti al pubblico motorizzato, con particolare riguardo all'assistenza ai mezzi e alle persone, nonché alle condizioni di sicurezza fornite agli operatori addetti al servizio e all'intera gamma dei prodotti.
5. Particolare valutazione devono quindi avere anche le correnti di traffico e le consuetudini di afflusso specie dei mezzi destinati a coprire lunghe distanze, in relazione anche alle possibilità di ristoro offerte dal punto di vendita nonché alla disponibilità di docce e spogliatoi per gli automobilisti.
6. Gli impianti autorizzati a svolgere il servizio notturno devono rispettare gli orari di apertura e chiusura di cui al 1° comma pena la revoca dell'autorizzazione stessa.
1. I criteri di cui al presente provvedimento si applicano agli impianti stradali di distribuzione al pubblico dei carburanti per autotrazione quali: le benzine, le miscele, il gasolio, il gas di petroli liquefarti e il metano.
2. Sono soggetti alla disciplina degli orari anche gli impianti di vendita al pubblico situati nelle officine, autorimesse, aree degli alberghi, dei motel e dei complessi commerciali.
3. Gli impianti di distribuzione di metano e/o di gas di petrolio liquefatto (gpl), non inseriti in un complesso più vasto di distribuzione comprendente altri carburanti, sono esentati dall'osservanza dell'intervallo di chiusura pomeridiana e serale nonchè dei turni di chiusura di cui agli artt. 3 e 4. Quelli, invece, ubicati in un complesso più vasto di distribuzione comprendente altri carburanti, sono esentati solamente dall'osservanza dei turni di chiusura di cui agli artt. 3 e 4 purché vengano realizzati accorgimenti finalizzati a separare temporaneamente le attività di erogazione dei diversi prodotti.
4. I Comuni, sentita la Commissione Consultiva Provinciale Carburanti, possono autorizzare deroghe all'orario e ai turni di riposo per gli impianti posti nelle località di interesse turistico limitatamente ai periodi di maggiore afflusso come definite dalla Provincia con proprio provvedimento ai sensi dell'art. 5, primo comma lett. c) della legge regionale 33/88 e sue successive modificazioni ed integrazioni. (comma modificato con DGR 4107 del 23 novembre 1999).
5. I Comuni possono altresì autorizzare, sentita la Commissione Consultiva Provinciale Carburanti, esenzioni temporanee alle limitazioni di orario o alla osservanza dei turni di cui agli artt. 3 e 4, nei seguenti casi:
- per manifestazioni di interesse sovracomunale che determinano affluenza notevole di utenza motorizzata;
- per comprovate necessità locali relative a eventi imprevedibili che determinano l'isolamento di parti del territorio comunale.
1. Su domanda dei gestori, d'intesa con i concessionari degli impianti, viene autorizzata la sospensione dell'attività per ferie per un periodo non superiore a due settimane consecutive per ogni anno solare, fruibili in qualsiasi periodo.
2. Le sospensioni per ferie vengono determinate annualmente in base a un criterio di fruizione graduale che prevede comunque l'apertura di almeno il 25% degli impianti in modo da assicurare il servizio all'utenza motorizzata nonché lo svolgimento dei turni festivi e notturni.
Impianti con apparecchiatura a moneta o
a lettura ottica (self-service pre-pagamento)
1. Gli impianti di distribuzione di carburante dotati di apparecchiature a moneta o a lettura ottica (self-service pre-pagamento) dovranno essere esclusi dalla osservanza degli orari e dei turni notturni, domenicali e festivi.
2. L'esclusione dall'osservanza dei turni è tuttavia subordinata alla condizione che essi funzionino senza l'assistenza di apposito personale e, quindi, senza l'apporto di quei servizi collaterali generalmente forniti dal gestore; l'inosservanza a tale norma comporta l'automatica decadenza dell'autorizzazione.
3. Gli apparecchi accettatori di carta di credito, inseriti in impianti non dotati di self-service pre-pagamento, devono osservare l'orario di cui al precedente art. 2 come pure le apparecchiatura self-service post- pagamento.
1. I Comuni, ai sensi dell'art. 54 lettera d) del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, dovranno fissare gli orari dei distributori di carburante in conformità dei contenuti dei presenti criteri.
2. I turni di riposo e i turni notturni di cui agli artt. 3 e 4 vengono predisposti dalla Giunta provinciale, sentita la Commissione Consultiva Provinciale Carburanti e adottati dai Comuni per la parte relativa al proprio territorio.
1. Le attività complementari a servizio dell'autoveicolo presenti nell'impianto, di norma, osservano l'orario e i turni di cui agli articoli precedenti.
2. Il gestore dell'impianto può, in relazione all'esercizio delle attività suddette, adottare orari e turni diversi da quelli relativi all'attività di erogazione di carburanti dando preventiva comunicazione al Comune, specificando gli accorgimenti adottati per la separazione funzionale dell'attività di erogazione da quelle complementari interessate ad orari diversi.
3. L'esercente di attività commerciali e pubblici esercizi facenti parte dello stesso complesso può, in alternativa agli orari dell'attività di erogazione di carburante, scegliere di osservare gli orari e i turni fissati dal Comune rispettivamente per gli esercizi commerciali e per i pubblici esercizi.
1. Non sono soggetti alla disciplina dei presenti criteri gli impianti di distribuzione di carburante siti nelle immediate vicinanze dei posti di confine nazionale, sulle autostrade e sui tronchi classificati autostradali.
2. Lo scarico delle autocisterne per il rifornimento degli impianti di distribuzione di carburante è consentito anche nelle ore in cui gli impianti stessi sono chiusi al pubblico.
3. I gestori devono esporre un cartello, convalidato dal Comune e visibile al pubblico, con indicato l'orario giornaliero di apertura e chiusura e il turno di riposo infrasettimanale, domenicale e festivo.
4. Sono fatte salve le condizioni economiche e normative dei lavoratori dipendenti e, in particolare, il rispetto dell'orario previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro delle categorie interessate.
5. I Comuni devono garantire libero accesso all'impianto prevedendo il divieto di sosta nonché zone di rimozione forzata del mezzo nell'area antistante le entrate e le uscite dell'impianto stesso.
6. E' abrogata la deliberazione del 27 aprile 1990, n. 2752.