Source: https://mygiuridica.com/2018/10/30/riconoscimento-allequo-indennizzo-per-i-danni-derivati-da-contagio-o-da-altra-patologia-riconducibile-a-vaccinazioni-obbligatorie-e-non/
Timestamp: 2019-01-16 21:53:04+00:00
Document Index: 61862616

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 3', 'art 2043', 'art.32', 'art.2']

Riconoscimento all’equo indennizzo per i danni derivati da contagio o da altra patologia riconducibile a vaccinazioni obbligatorie e non. – mygiuridica
Una recente sentenza della Corte di Cassazione (N°27101/18) ha rigettato il ricorso sollevato dal Ministero della salute contro la sentenza della Corte d’appello di Venezia (361/16) che aveva riconosciuto la riconducibilità della patologia sviluppata da una signora a seguito di vaccinazione antipoliomelitica non obbligatoria alla quale si era sottoposta nel 1961.
La Corte d’appello riconosce la riconducibilità della patologia solo nel 2009 e pertanto, la domanda proposta nell’agosto 2009 viene considerata tempestiva alla stregua del termine di decadenza di quattro anni introdotto dal legislatore nel 1999 per le vaccinazioni non obbligatorie.
Contro tale sentenza ricorre il Ministero della salute ,sostenendo la violazione e la falsa applicazione dell’art 3, terzo comma L 362/99 da parte della Corte d’appello che aveva ritenuto tempestiva la domanda per il beneficio richiesto, trascurando di considerare nel caso di specie l’applicabilità del termine speciale fissato dalla legge 362 inutilmente decorso nei quattro anni dall’entrata in vigore della stessa.
Il Ministero, sostiene che ,pur volendo ancorare la decorrenza del termine alla conoscenza del nesso causale, la richiedente avrebbe potuto ricevere segnalazioni ed informazioni dal centro specializzato dal quale veniva seguita fin dall’infanzia e quindi tale domanda deve considerarsi intempestiva.
La Corte rileva l’inammissibilità del mezzo d’impugnazione che investe il tema del tempo dell’acquisita consapevolezza, tenuto conto che la denuncia si svolge secondo lo schema del vizio di violazione di legge e che l’accertamento di tale consapevolezza dell’assicurata ad una certa data da parte del giudice di merito costituisce fatto non censurabile in sede di legittimità se esente da vizi logici ed errori di diritto.
La legge 210/92 prevede un indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze irreversibili a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati dopo che la Corte Costituzionale aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale della L.51/66 nella parte in cui non prevedeva a carico dello Stato un’equa indennità per il danno derivante (al di fuori delle ipotesi previste dall’art 2043 cc) da contagio o da altre patologie riconducibili a vaccinazioni obbligatorie.
Il legislatore del 1992 ha introdotto nell’ordinamento il diritto ad un “equo indennizzo “non solo per chiunque avesse riportato lesioni od infermità a causa di vaccinazioni obbligatorie, ma anche a quei soggetti contagiati da infezioni da HIV, emoderivati, epatiti post trasfusionali.
La Corte Costituzionale richiama il diritto costituzionale alla salute (art.32 Cost.) che non presuppone il sacrificio della salute individuale a quella collettiva. Cosicchè, il dovere di solidarietà ex art.2 Cost impone alla collettività e per essa allo Stato di predisporre in suo favore i mezzi per una protezione specifica consistente in un’equa indennità fermo restando, ove ne ricorrano i presupposti, il diritto al risarcimento del danno.
Ne risulta,quindi confermato il carattere assistenziale della tutela indennitaria nell’ambito della sicurezza sociale.
A seguito della modifica introdotta dal legislatore del 2017, per opporre il diritto all’autorità amm.va preposta (autorità sanitaria) è stato previsto un termine triennale di decadenza che decorre dal momento in cui l’avente diritto risulti aver avuto conoscenza del danno, richiedendo in tal senso la consapevolezza dell’esistenza di una patologia ascrivibile casualmente alla vaccinazione dalla quale sia derivato un danno irreversibile inquadrato in una delle infermità classificate in una delle otto categorie ammesse al TU approvato con d.P.R 915/78
Pubblicato da roselladepace
studentessa in giurisprudenza particolarmente interessata al diritto di famiglia ed alla tutela dei minori	Vedi tutti gli articoli di roselladepace
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