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Timestamp: 2019-12-07 01:52:46+00:00
Document Index: 38122583

Matched Legal Cases: ['art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'sentenza ', 'art. 1669', 'art. 1169', 'art. 1669']

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L’appaltatore è responsabile anche per le opere di ristrutturazione
L’APPALTATORE È RESPONSABILE ANCHE PER LE OPERE DI RISTRUTTURAZIONE.
Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione si sono recentemente espresse riconducibilità o meno della ristrutturazione edilizia di un fabbricato nella previsione dell’art. 1669 c.c.
L’art. 1669 c.c. prevede che quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata se, nel corso di dieci anni dal compimento, l’opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta. Il diritto del committente si prescrive in un anno dalla denunzia.
Secondo un orientamento più restrittivo[1] l’art. 1669 c.c. è una norma di carattere speciale rispetto agli artt. 1667 1668 c.c. e troverebbe applicazione esclusivamente quando siano riscontrabili vizi riguardanti la costruzione dell’edificio o di una parte di esso e non anche in caso di modificazioni o riparazioni apportate ad un immobile preesistente anche se destinate per loro natura a lunga durata.
La Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 7756 del 27 marzo 2017, accogliendo l’orientamento estensivo[2] per il quale l’attenzione va soffermata sull’ipotesi dei “gravi difetti” ha enunciato il seguente principio di diritto: “l’art. 1669 c.c., è applicabile, ricorrendone tutte le altre condizioni, anche alle opere di ristrutturazione edilizia e, in genere, agli interventi manutentivi o modificativi di lunga durata su immobili preesistenti, che (rovinino o) presentino (evidente pericolo di rovina o) gravi difetti incidenti sul godimento e sulla normale utilizzazione del bene, secondo la destinazione propria di quest’ultimo”.
I gravi difetti dell’opera, rilevanti ai fini dell’art. 1169 c.c., sarebbero, quindi, anche quelli relativi ad elementi secondari ed accessori dell’opera (ad. es. impermeabilizzazioni, rivestimenti, impianti centralizzati di riscaldamento, crollo o disfacimento intonai esterni dell’edificio e collegamenti diretti ad acque bianche e pluviali discendenti con la condotta fognaria) in quanto sarebbe del tutto indifferente che i gravi difetti riguardino una costruzione interamente nuova, dovendosi intendere il sostantivo “costruzione” nel senso di “attività costruttiva”.
Il legislatore del 1942 ricomprendendo nell’art. 1669 c.c. anche i “gravi difetti” sarebbe quindi andato oltre la ratio di tutela dell’incolumità pubblica valorizzando anche l’esigenza di godimento ed utilizzo dell’immobile in maniera conforme alla sua destinazione.
[1] Cfr. Cass. n. 24143/2007 e Cass. n. 10658/2015.
[2] Cfr. Cass. n. 22553/2015.