Source: https://www.carlovisconti.it/rss.asp
Timestamp: 2020-07-03 13:39:43+00:00
Document Index: 52026060

Matched Legal Cases: ['art. 168', 'art. 168', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 24', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 32', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 71']

carlovisconti.it Rss https://www.carlovisconti.it/ Carlo Visconti - Magistrato it-it Wed, 19 Sep 2018 17:24:29 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti - Magistrato) carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Mediacontent https://www.carlovisconti.it/vida/foto/logo.png carlovisconti.it Rss https://www.carlovisconti.it/ Praga https://www.carlovisconti.it/mc/485/1/praga
Il 13 giugno 2018 si è svolto a Praga (Repubblica Ceca) l’incontro preparatorio, “Circle of Presidents”, per l’organizzazione del XVIII Congresso della Conferenza delle Corti costituzionali europe. Il giorno successivo, 14 giugno 2018, si è altresì tenuta una Conferenza internazionale dedicata al XXV anniversario della Corte costituzionale della Repubblica Ceca, sul tema “Our beginnings: Hans Kelsen’s Heirs”.All’evento ha partecipato la delegazione della Corte costituzionale composta dalla Vice Presidente Marta Cartabia e dai Giudici Daria de Pretis e Francesco Viganò e dal Segretario generale Cons. Carlo Visconti. Il tema della Conferenza, “Our beginnings: Hans Kelsen’s Heirs”, è stato introdotto da Pavel Rychetský, Presidente della Corte costituzionale Ceca.
Hanno svolto relazioni Christoph Grabenwarter, Vice Presidente della Corte costituzionale austriaca (“Hans Kelsen - architect and judge of the Austrian Constitutional Court”); Ivetta Macejková, Presidente della Corte costituzionale slovacca (“25 years of the activity of the Constitutional Court of the Slovak Republic – a few observations in retrospection”); Jan Filip, Giudice della Corte costituzionale Ceca (“Are We Hans Kelsen´s Heirs? Sources and Beginnings of Constitutional Judiciary within the Czech Republic´s Territory”).Nella prima sessione pomeridiana, presieduta da Jean Spreutels, Presidente della Corte costituzionale del Belgio, sono intervenuti Juan José González Rivas, Presidente del Tribunale costituzionale spagnolo; Andreas Vosskuhle, Presidente del Tribunale costituzionale federale tedesco (“Our Beginnings: Hans Kelsen´s Heirs – Development of the Federal Constitutional Court”); Arevik Petrosyan, Giudice della Corte costituzionale armena (“Challenges of the Constitutional Development and the Role of the Constitutional Court in Ensuring Constitutionality in the Republic of Armenia”); Jadranka Sovdat, Presidente della Corte costituzionale slovena (“Kelsen's Legacy in Slovenia”).Nella seconda sessione pomeridiana, presieduta da Jaroslav Fenyk, Vice Presidente della Corte costituzionale Ceca, hanno svolto relazioni: Corinne Luquiens, Giudice del Conseil constitutionnel francese (“L’evolution du Conseil constitutionnel - De la régulation des pouvoirs publics à la juridictionnalisation”); Mihail Poalelungi, Presidente della Corte costituzionale moldava (“Some historical information on the constitutional review in the Republic of Moldova”); e, per concludere, Francesco Viganò (“Constitutional Courts as Mere 'Negative Legislators'? Some Thoughts on the Italian Experience from a Criminal Law Scholar’s Perspective”).
]]> Wed, 19 Sep 2018 17:24:29 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/485/1/praga carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Andorra https://www.carlovisconti.it/mc/484/1/andorra
]]> Wed, 19 Sep 2018 17:21:26 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/484/1/andorra carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Batumi https://www.carlovisconti.it/mc/483/1/batumi-
Si è svolto a Batumi (Georgia), dal 28 al 30 giugno 2017, il XVII Congresso della Conferenza delle Corti costituzionali europee, con la partecipazione di 34 Corti in qualità di membri ordinari, 1 Corte in qualità di membro associato, 10 osservatori, rappresentanti dei corpi diplomatici in Georgia (tra cui quello italiano). Vi ha partecipato la delegazione della Corte costituzionale composta dalla Vice Presidente della Corte Pro. Marta Cartabia, dal Giudice Prof.ssa Daria de Pretise dal Segretario generale Cons. Carlo Visconti.Nell’ambito del Congresso si è tenuta la riunione del Circolo dei Presidenti, cui hanno partecipato la Vice Presidente Cartabia ed il Segretario generale Cons. Carlo Visconti. Nell’agenda ufficiale della riunione era all’ordine del giorno la richiesta del Kosovo di entrare a far parte della Conferenza. La prima sessione dei lavori, del Congresso, presieduta dal Presidente della corte georgiana Zaza Tavadze, si è discusso del ruolo delle Corti costituzionali nel sostenere ed applicare i principi costituzionali.Nella seconda sessione ,presieduta dal Presidente del Tribunale costituzionale tedesco Andreas Voßkuhle, è stato affrontato il tema del ruolo delle Corti costituzionali nella definizione e messa in opera dei principi costituzionali espliciti ed impliciti.La terza sessione, presieduta dalla Vice Presidente Prof.ssa Marta Cartabia, ha affrontato diffusamente il tema dei principi supremi costituzionali e della loro eventuale resistenza a modifiche costituzionali. Il Circolo dei Presidenti, infine, ha approvato una risoluzione a difesa della indipendenza delle Corti costituzionali da pressioni e intimidazioni da parte degli organi politici, con implicito riferimento ad alcune Corti dei paesi dell’Europa centrale e orientale
]]> Wed, 19 Sep 2018 17:15:24 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/483/1/batumi- carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Vilnius https://www.carlovisconti.it/mc/482/1/vilnius-
Si è svolta a Vilnius (Lituania), dall’11 al 13 settembre 2017, il IV Congresso della Conferenza mondiale sulla giustizia costituzionale, con la partecipazione di 91 Corti in qualità di membri della Conferenza, 10 Associazioni di gruppi regionali e linguistici, 3 Corti internazionali, 2 Corti non membri della Conferenza e altre istituzioni e invitati speciali, per un totale di più 400 partecipanti. Vi ha partecipato la delegazione della Corte costituzionale composta dal Giudice costituzionale Prof.ssa Silvana Sciarra e dal Segretario generale della Corte Cons. Carlo Visconti. Il tema generale del Congresso, proposto dalla Corte ospitante ed approvato dal Bureau della Conferenza mondiale, era The Rule of Law and Constitutional Justice in the Modern World (Lo Stato di diritto e la giustizia costituzionale nel mondo moderno). Il tema è stato affrontato in quattro sessioni di lavoro con i seguenti “sotto-temi”: 1. The different concepts of the rule of law; 2. New challenges to the rule of law; 3. The law and the state; 4. The law and the individual. Nella seconda parte della mattina si è tenuta la prima sessione dei lavori, presieduta dal Vice Presidente della Corte costituzionale egiziana Adel Omar Sherif, sul tema The different concept of the rule of law. In questa sessione, come nelle successive, il tema è stato introdotto da una relazione di carattere generale, predisposta sulla base delle risposte al Questionario inviato a ciascuna Corte, cui ha fatto seguito un dibattito. La mattina del 13 settembre si è svolta ulteriore sessione, presieduta dal Giudice Fernando Jorge Ribeiro, della Corte Suprema di Guinea Bissau, sul tema The law and the state
]]> Wed, 19 Sep 2018 17:10:16 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/482/1/vilnius- sadmin@vidaengine.it (Vida Superadmin) La Salute uguale dei potenti detenuti. https://www.carlovisconti.it/mc/479/1/la-salute-uguale-dei-potenti-detenuti-
]]> Fri, 15 Dec 2017 00:20:15 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/479/1/la-salute-uguale-dei-potenti-detenuti- carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Gomorra: fuori dal coro - Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/478/1/gomorra-fuori-dal-coro---carlo-visconti
Giuseppe Borrelli (Procuratore Aggiunto e coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Napoli) ha dichiarato a proposito di “Gomorra la serie”: «La fiction non coglie alcun aspetto della camorra di oggi». E il procuratore nazionale antimafia Cafiero de Raho: «Umanizza i boss». Duro Gratteri (procuratore di Catanzaro): «Si dà di loro un’immagine simpatica, è rischioso». Queste le dichiarazioni di tre importanti magistrati da anni impegnati al contrasto della criminalità organizzata. I miei amici e colleghi con i quali ho lavorato nell’antimafia, hanno perfettamente ragione. L’operazione commerciale alla base della realizzazione delle serie della fiction Gomorra, non si è minimamente curata degli effetti di queste pericolose trasmissioni che, evidentemente, arriveranno a serie 10 o 11, perché rendono molti soldi con l’aiuto di critiche entusiastiche e forse compiacenti e conformiste. Ho visto alcune puntate delle tre serie. Ci sono scene di violenza terribili, di sopraffazioni, di inganni, di soprusi, di prepotenza. Insomma tutto il patrimonio di violenza della camorra e delle altre associazioni mafiose. Ed ancora, Il nuovo procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, ha aggiunto: Ed il procuratore della Repubblica di Catanzaro ha sostenuto che “ la fiction consegni un’immagine tutto sommato positiva della criminalità, che i suoi personaggi siano «troppo simpatici» tra la gente e che questo rappresenterebbe un danno per la lotta alle cosche”. L’utenza principale che segue con ansia le puntate di Gomorra è certamente un’utenza particolare. Sul WEB è impazzata la polemica della concomitanza tra una importante partita di calcio della Squadra del Napoli e e una puntata della serie di Gomorra 3. E così Sky ha accontentato (in nome evidentemente del profitto e della pubblicità) i telespettatori assetati di violenza ed ha reso disponibili su Sky On Demand gli episodi 5 e 6 di Gomorra fin dalle prime ore del mattino di venerdì 1° dicembre per consentire di vedere Gomorra prima della partita Napoli JUVE. Ed allora occorre riflettere. Il mondo dello spettacolo, la cinematografia ha per tanti anni raccontato con le immagini le presunte gesta dei violenti, dei malvagi insomma dei mafiosi. Per fare cassetta, mai una parola di condanna o immagini che potessero far comprendere la negatività di questi personaggi orribili. Saviano, che pure ha grandi meriti ha dichiarato: “Nelle serie volevo che il punto di vista fosse quello dei boss. Chi dice che i mafiosi sono diventati eroi non sa di cosa parla, nessuno di loro ha allure, sono squallidi, li smontiamo in ogni azione che compiono. Voglio fare misurare le persone con il male: quanta Gomorra c'è in ognuno di noi? Non mi piace far evadere lo spettatore ma lo voglio invadere “. Non sono d’accordo, Saviano forse pensa al pubblico con cultura, dotato di senso di critica che può comprendere questo scopo così presuntamente nobile delle immagini della serie. Purtroppo l’esperienza giudiziaria e di vita mi hanno convinto che non è così. Le masse di giovanissimi delinquenti di Scampia, i picciotti di Palermo, di Reggio Calabria, della Puglia hanno bisogno di vera cultura, di modelli che non possono essere i personaggi di Gomorra. In nome di enormi profitti da pubblicità, non si rende un buon servizio alla collettività .
]]> Tue, 12 Dec 2017 17:54:12 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/478/1/gomorra-fuori-dal-coro---carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Nodi o comuni da sciogliere di Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/477/1/nodi-o-comuni-da-sciogliere-di-carlo-visconti
]]> Wed, 22 Nov 2017 18:32:35 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/477/1/nodi-o-comuni-da-sciogliere-di-carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Calzini e istituzioni https://www.carlovisconti.it/mc/476/1/calzini-e-istituzioni
]]> Tue, 14 Nov 2017 17:58:16 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/476/1/calzini-e-istituzioni carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) SOGNO O SON DESTO? - Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/475/1/sogno-o-son-desto---carlo-visconti
Autovetture in sosta dovunque i tutte le città.
Milioni di euro per contravvenzioni che Comuni non riescono ad incassare.
Nelle città che maggiormente frequento per vita e personale e per lavoro, Napoli e Roma, le auto in sosta vietata sono centinaia al giorno, vigilate ben bene da parcheggiatori abusivi, spesso sotto l’occhio vigile dei vigili. Mi si passi il bisticcio. Sui marciapiedi, in curva, sulle strisce pedonali , sugli spazi riservati ai disabili, davanti ai passi carrabili.
Tutte soste rigorosamente senza sanzione.
Il costo sociale di questo fenomeno è altissimo, il traffico intralciato, l’inquinamento e quant’altro ancora.
Eppure da un po’ di tempo tanti solerti vigili e talvolta anche la polizia stradale, hanno iniziato ad elevare contravvenzioni sulla base dell’art. 168 del del Codice della Strada, ove è previsto al comma 4, che “durante la sosta e la fermata il conducente deve adottare le opportune cautele atte a evitare incidenti ed impedire l’uso del veicolo senza il suo consenso”.
E fu così che sempre più automobilisti hanno rinvenuto sul parabrezza della propria auto, l’odiato foglio di contravvenzione per non aver chiuso a chiave le portiere della propria vettura o per non averne chiuso finanche un solo finestrino. Figuriamoci se uno non chiude tutti i finestrini.
Ovviamente i proprietari di modellì coupè e comunque di veicoli a due porte sono avvantaggiati, perché possono dimenticare aperti solo due finestrini e due portiere.
Dunque i malcapitati e disattenti autisti che lasciano un veicolo parcheggiato e con il finestrino aperto, sarebbero colpevoli di incoraggiare il furto, e quindi un reato e comunque di consentire a malintenzionati di utilizzare quei veicoli senza il loro consenso.
Credetemi, io vorrei conoscere personalmente chi ha scritto quella norma e conoscere ad uno ad uno tutti coloro che hanno elevato contravvenzioni di tal guisa. Perché vorrei svegliarmi da un sogno.
Come ho appreso dal sito PoliziaMunicipale.it, il comandante di quella Polizia di Montecatini terme, ha riferito di non aver trovato nulla di strano e si è detto orgoglioso di avere il primato per l'emissione di contravvenzioni contro chi infrange l’art. 168, essendo questa norma spesso dimenticata e mai presa in considerazione. Complimenti vivissimi. Ed allora come la si mette con le auto spider prive di “capote”? In sostanza, si è detto che il guidatore o proprietario, deve fare il possibile per dissuadere i malintenzionati, attraverso l’adozione di tutte quelle cautele per scoraggiare gli aspiranti ladri.
Passi per i conducenti che lasciano l’auto aperta con le chiavi inserite nel cruscotto, ma coloro che lasciano il veicoli con il finestrino abbassato, senza le chiavi inserite, davvero incoraggiano il furto?
Perché il ladro, o l’aspirante ladro, per impadronirsi dell’auto deve solo entrare dentro e proferire l’espressione lazzaresca “mettiti in moto e cammina”. Oppure deve forzare il cruscotto, forzare il meccanismo di accensione ?
Bahh!! Che strano paese l’Italia che si sveglia di fronte a i finestrini abbassati e tollera l’enorme numero di infrazioni ben più perniciose, al Codice della Strada.
]]> Mon, 13 Nov 2017 17:33:10 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/475/1/sogno-o-son-desto---carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Futuri bamboccioni - Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/474/1/futuri-bamboccioni---carlo-visconti
]]> Fri, 10 Nov 2017 18:12:36 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/474/1/futuri-bamboccioni---carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) MOVIDA, CROCE E DELIZIA - Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/473/1/movida-croce-e-delizia---carlo-visconti
]]> Thu, 9 Nov 2017 18:20:22 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/473/1/movida-croce-e-delizia---carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) VITA, MORTE O FANATISMO? https://www.carlovisconti.it/mc/472/1/vita-morte-o-fanatismo
]]> Tue, 7 Nov 2017 17:21:26 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/472/1/vita-morte-o-fanatismo carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) FAKE NEWS E DELEGITTIMAZIONE https://www.carlovisconti.it/mc/471/1/fake-news-e-delegittimazione
Così titola un articolo apparso sul quotidiano “Il Giornale” del 22 ottobre 2017 : “ Agghiacciante episodio a Treviso.Violentò per anni la figlia ma la giustizia lenta l'ha salvato dal carcere. L'uomo, di fronte alla giustizia, pagherà soltanto sul fronte civile. Significa che espierà le ignobili azioni compiute semplicemente staccando un assegno. Ed ancora, dopo aver descritto un’orribile storia di stupro e violenza di un padre orco nei con fronti di una piccola figlia, conclude con un esecrabile giudizio del tipo:
“È da non crederci, ma nonostante le nefandezze compiute questo signore non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Non passerà neanche una notte in galera nonostante la condanna di dieci anni inflittagli dal tribunale di Treviso e dalla Corte d'Appello di Venezia. Il motivo? Quest'ultima, giovedì, ha dovuto decretare il non luogo a procedere perché nel frattempo era scattata la prescrizione, dato che la Corte di Cassazione ha reso meno pesante il calcolo di un’aggravante ai fini della prescrizione”.
Sembrerebbe una storia terribile.Nella sostanza lo è per la nefandezza di quel padre, ma la notizia, per come è presentata sembra voler accusare i Giudici della Cassazione di un ancora più grave nefandezza. Dunque ancora una volta un tentativo di delegittimazione dell’immagine dei magistrati nell’opinione pubblica. Ma le cose non stanno precisamente così. In realtà la Cassazione, in un diverso procedimento penale, si è pronunciata a sezioni unite, affermando un principio di diritto in materia di calcolo della prescrizione in materia di una determinata circostanza aggravante. Dunque un principio di diritto vincolante per tutti i giudici. Ma certamente la Cassazione non sapeva e non poteva conoscere l’esistenza del procedimento del quale si parla nell’articolo e soprattutto non conosceva l’effetto che la sua statuizione avrebbe comportato in quella terribile vicenda di violenza. Eppure chi ha letto quell’articolo non può che averne tratto il convincimento che il padre orco, l’abbia fatta franca perché aiutato dalla sentenza della Cassazione.
Non c’è dubbio che il processo sia durato troppo a lungo. Ma certo la prescrizione non è addebitabile alla Cassazione che ha solo voluto affermare solo un principio di diritto e non per quel caso specifico. Tutto ciò è molto pericoloso, la delegittimazione del giudice, cioè di chi deve dirimere i conflitti ed assicurare la pretesa punitiva dello stato, mina la democrazia. Le Fake News non sono solo quelle completamente false che avvelenano da tempo il Web, ma anche le notizie costruite suggestivamente su fatti oggettivamente veri ma presentati in maniera artefatta, tale da ingenerare falsi convincimenti.Con tutto il rispetto per i giornalisti, questi sono comportamenti gravi che devono indurre a riflessioni approfondite sulla necessità di una corretta informazione.
]]> Mon, 30 Oct 2017 18:27:18 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/471/1/fake-news-e-delegittimazione carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) DROGA LIBERA, O NO? di Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/470/1/droga-libera-o-no-di-carlo-visconti
]]> Fri, 27 Oct 2017 18:07:23 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/470/1/droga-libera-o-no-di-carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) I concorsi - Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/469/1/i-concorsi---carlo-visconti
C’è stato un gran parlare dei concorsi in questi mesi.
Si è detto molto e si è letto molto.
Si sono lette le intercettazioni delle indagini relative ai concorsi per le cattedre di diritto tributario.
Si è letto di rettori indagati per aver favorito questo o quel candidato parente di qualche collega della stessa o di altre università.
Si è letto di concorsi truccati in qualche ramo della pubblica amministrazione centrale e periferica, di concorsi negli enti locali.
Si è letto di tutto.
Il Prof. Cassese ha sulla stampa manifestato con chiarezza il suo pensiero in materia di concorsi, sostenendone la necessità per contrastare la bulimia della politica di reclutare in ogni dove, soggetti con la schiena non dritta, per disporne a piacimento. Per farne propri strumenti nell’esercizio dell’attività amministrativa. E sì che molti politici rivendicano la loro indipendenza dalla burocrazia, gridando a piene tonsille che la politica deve dare l’indirizzo e l’amministrazione deve mettere in pratica le elaborazioni di indirizzo politico.
Il problema vero non sono i concorsi. Diceva Falcone che le Istituzioni camminano sulle gambe degli uomini. Se questi son di parte, se sono corrotti, se sono ignoranti, se sono approfittatori, le Istituzioni ne saranno diabolicamente influenzate.
Quando ho sostenuto il primo concorso in Magistratura, circa 42 anni fa, mi è capitato un curioso episodio.
Mi scervellavo per redigere una delle prove scritte e mi sono accorto che un distinto signore, componente della Commissione esaminatrice, dunque un docente universitario, un avvocato o un magistrato, in piedi, accanto al candidato che sedeva davanti a me, gli stava dettando letteralmente il tema. Mi sono chiesto che cosa dovessi fare. Dovevo fare una scenata, far finta di niente? Per fortuna la mia napoletanità è venuta a trarmi di impaccio.
“Mi scusi” faccio al distinto signore, “Può parlare più forte così sento anche io”.
Ed allora non sono i concorsi che sono sbagliati. E’ sbagliato il modo con il quale si organizzano e con il quale vengono gestiti. E’ sbagliato il modo con il qule vengono reclutati i componenti delle Commissioni. In Tribunale si registrano le udienze e si fa la trascrizione. Perchè non si può videoregistrare una prova orale di qualunque concorso. E perché non si possono registrare i lavori delle commissioni di concorso, soprattutto quando operano nella sede non pubblica e quando compongono i verbali delle sedute. E poi le operazioni delle correzioni degli elaborati scritti dovrebbero essere veramente collegiali, con tanto di registrazione dell operazioni stesse. E poi, il massimo della provocazione, nei maxi concorsi, le prove scritte potrebbero essere sorvegliate con telecamere. La privacy non c’entra nulla. Quando si va a fare un concorso, si sta compostamente seduti ad un tavolino, con la penna il foglio e caso mai, con i testi da poter consultare.
Quandi candidati sarebbero espulsi da accorte “zummate”?
Anche questo è elementare e dunque non sarà mai attuato.
]]> Tue, 24 Oct 2017 17:27:18 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/469/1/i-concorsi---carlo-visconti sadmin@vidaengine.it (Vida Superadmin) Magistrati in politica https://www.carlovisconti.it/mc/468/1/magistrati-in-politica
]]> Fri, 20 Oct 2017 17:08:28 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/468/1/magistrati-in-politica carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) LA FAMIGLIA https://www.carlovisconti.it/mc/467/1/-la-famiglia
]]> Wed, 11 Oct 2017 18:28:24 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/467/1/-la-famiglia carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) FINALMENTE! - Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/466/1/-finalmente---carlo-visconti
Finalmente qualcosa si è mosso.Era stata annunciata da tempo una seria iniziativa da parte del Governo tedesco per contrastare le fake news, i reati in rete,le persecuzioni personali, le aggressioni verbali, omofobe ,le aggressioni verbali, le calunnie gratuite. E così è stato. A marzo la Cancelliera Angela Merkel aveva deciso di sottoporre all’esame del Parlamento una legge severissima per contrastare un fenomeno odioso,che si va diffondendo sempre di più nel mondo, permettendo a soggetti malati, repressi, di fare il proprio comodo, protetti dalla Rete. Il progetto, appena annunciato, aveva attirato subito una serie di polemiche dai soliti fautori di una libertà sfrenata e senza controllo nell’uso di Internet,in nome di un malinteso senso di democrazia globale, che non tiene in alcun conto il diritto dei singoli. Il principio posto a base del progetto era quello della difficoltà di perseguire i singoli comportamenti per la vastità del fenomeno, sempre più in espansione, così, era stato previsto per i social network , l'obbligo di rimuovere in tutta fretta, i link dal contenuto penalmente rilevanti o contenenti notizie evidentemente false, andando incontro, in caso di violazione dell’obbligo a sanzioni pecuniarie salatissime. Come si legge sulla Repubblica, “quando il Ministro della Giustizia tedesco Maas ha annunciato il provvedimento, l'associazione degli editori tedeschi (Verband deutscher Zeitschriftenverleger) VdZ ha gridato alla censura. Ma il ministro socialdemocratico ha replicato che "per noi la libertà d'opinione finisce là dove comincia la calunnia". Come da prassi, nel resto, nel vecchio mondo fuori dal web”.In Italia il disegno di legge predisposto dalla Senatrice Gambaro, dove sono previste multe per chi pubblica notizie false su social network o siti avari, sembra fermo ed impantanato. Ed anche la parlamentare italiana, di fronte alle critiche di falsi moralisti libertari, aveva risposto :”"Il provvedimento è un primo passo per aprire un dibattito più ampio che non riguardi solo il mondo politico, ma tutti gli attori della società civile. Non vogliamo mettere un bavaglio al web, né fare gli sceriffi, ma normare quello che è diffuso e non ha regole". Finalmente è stata promulgata la Legge denominata con una espressione impronunciabile "Netzwerkdurchsetzungsgesetz" ("Network Enforcemente Act", comunemente conosciuta come "NetzDG" o come "Legge anti-odio" o "Legge Facebook"). Finalmente, per il momento, solo in Germania, quei vigliacchi, violenti e malati che continuano da anni ad attaccare odiosamente le etnie delle persone, la nazionalità, la religione, il genere, le disabilità, lo stato di salute, gli orientamenti sessuali, avranno un ostacolo in più contro le loro insane manie. E tanti opinionisti che gridano allo scandalo ogni volta che si tenta di imporre delle regole contro l’odio e l’aggressione in rete, dovrebbero ricordare che, per esempio, tempo fa la nota testata giornalistica inglese “TheGuardian”, ha fatto realizzare un esteso campionamento su commenti pubblicati sul proprio sito per circa 10 anni. Si è accertato che gli articoli redatti dalle giornaliste hanno prodotto un’enorme quantità di “trolling” (“pubblicazione di messaggi intenzionalmente sgarbati, volgari, offensivi, aggressivi o irritanti”), a fronte degli articoli redatti dai giornalisti uomini. In sostanza il sondaggio ha verificato, che in ossequio ad una oramai eclatante e pericolosa persecuzione di genere, si insulta una giornalista donna a prescindere da ciò che abbia scritto o come lo abbia scritto. Quand’è che in Italia potremo evitare o comunque perseguire chi ha pubblicato, nei confronti dell’Assessore all’Istruzione e pari opportunità del Comune di Modena, la vile aggressione di genere:“Piddine, fatevi stuprare dagli immigrati, allora e come dice il mediatore culturale idiota, all’inizio fa male, poi... buon divertimento!”. Solo allora potremo dire :”Finalmente”.
]]> Mon, 9 Oct 2017 20:55:55 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/466/1/-finalmente---carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) DEGRADO URBANO E MALAFFARE - Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/465/1/degrado-urbano-e-malaffare---carlo-visconti
Il degrado della stazione di Piazza Garibaldi a Napoli era sotto gli occhi di tutti. Lerciume, delinquenti, prostitute, spaccio di droga a cielo aperto. Da anni la principale porta di accesso a Napoli del turismo era un obbrobrio profondo. Comune, Istituzioni varie tacevano in maniera assoluta. Lavoro a Roma ma torno a Napoli ogni fine settimana. Uno sconcio. Tassisti prepotenti al parcheggio, offese, prevaricazioni nelle corse. Eppure niente di niente. Tolleranza mille per parafrasare il famoso slogan di Rudolph Giuliani sindaco di New York. E’ proprio questo il problema di Napoli. Si tollera tutto. Tutti tollerano tutto. Le regole non esistono e non si applicano. La situazione degrada all’infinito e poi è difficile raddrizzarla. Non esiste il principio di sorvegliare attentamente il territorio per stroncare ogni abuso appena dopo. Le bancarelle abusive sorgono ogni giorno e si moltiplicano perché si sa che nessuno farà rispettare il divieto. Quando la situazione diventa esplosiva, è già difficile scacciare 10, 20 50 banchetti abusivi. Ci si riesce solo con esiti di guerriglia urbana. La tolleranza zero, consiste nel contrastare severamente anche i reati più lievi, per imporre sul territorio delle città un diffuso senso della legalità. E’ stato detto che il corollario del principio della tolleranza zero è la celebre espressione delle "finestre rotte": se in un quartiere i teppisti si divertono a rompere le finestre, i vetri rotti devono essere sostituiti immediatamente subito, perché un’immediata manutenzione trasmette a tutti i cittadini il segnale del controllo dello Stato sul territorio. Ebbene è proprio così . Alcuni anni fa la sicurezza di prossimità consentiva una "vicinanza fisica" ai cittadini al fine di assicurare al cittadino-utente, appropriate comunicazioni e collaborazione, con le forze dell’ordine anche della polizia locale. L’intuizione era brillante ma poco dopo non se ne è fatto più nulla. Peccato è stata persa un’occasione. Come si è letto sul Quotidiano il Mattino, “ieri pomeriggio, e fino a tarda serata, un pattuglione composto dagli agenti del commissariato Vicaria-Mercato e del reparto Prevenzione crimine, col supporto della polizia municipale, ha passato al setaccio piazza Garibaldi, corso Garibaldi, corso Novara e corso Lucci, fino all’inizio del corso Umberto. Sottoposti a controlli numerosi pregiudicati, tra i quali anche diversi extracomunitari per i quali è stata verificata anche la regolarità del soggiorno in Italia. All’interno della stazione, intanto, sono andati avanti i controlli affidati alla polizia ferroviaria, anche questi intensificati negli ultimi tempi e finalizzati al contrasto al borseggio” Bene benissimo. Ma occorre continuare. Se in pochi giorni finisce tutto, si avrà la consapevolezza che è stata tutta una parata che la situazione continuerà peggio di prima con la consapevolezza dell’impunità. Speriamo di no.
]]> Mon, 2 Oct 2017 18:46:30 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/465/1/degrado-urbano-e-malaffare---carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) GIUDIZI E PREGIUDIZI - Carlo VIsconti https://www.carlovisconti.it/mc/464/1/giudizi-e-pregiudizi---carlo-visconti
]]> Mon, 2 Oct 2017 18:36:39 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/464/1/giudizi-e-pregiudizi---carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) NAPOLI E DINTORNI... -Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/463/1/-napoli-e-dintorni--carlo-visconti
]]> Mon, 25 Sep 2017 19:36:14 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/463/1/-napoli-e-dintorni--carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) La legge del silenzio -Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/462/1/la-legge-del-silenzio--carlo-visconti
]]> Fri, 22 Sep 2017 17:50:26 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/462/1/la-legge-del-silenzio--carlo-visconti sadmin@vidaengine.it (Vida Superadmin) La Conferenza mondiale delle Corti costituzionali in Lituania. https://www.carlovisconti.it/mc/461/1/la-conferenza-mondiale-delle-corti-costituzionali-in-lituania
Si è concluso oggi a Vilnius in Lituania la IV Conferenza mondiale sulla giustizia costituzionale cui ho partecipato nella delegazione della Corte Costituzionale. Un evento di grandissimo rilievo, preparato da tempo e sibolo di unione delle Corti costituzionali di tutto il mondo.
L’ultima conferenza si era tenuta 3 anni fa a Seul in Corea del Sud. E’ stata un’occasione di confronto serrato ed assolutamente utile tra i Giudici costituzionali di tutto il mondo.
E’ stata anche occasione per il rinnovo di importanti rappresentanze ed in particolare del Bureau della Assemblea generale della Conferenza per il quale, la Corte italiana, è stata acclamata all’unanimità, quale rappresentante dell’Europa, Segno tangibile del prestigio e del rispetto che riscuote in Europa ed in tutto il mondo.
Nel corso della Conferenza è stata ribadita con forza l’esigenza di evitare la politicizzazione di eventi di questo genere. La questione ha preso spunto dal diniego dello Stato di Lituania di impedire l’ingresso dei rappresentanti della Corte russa nel paese. In sostanza i rappresentanti di quella Corte non hanno potuto partecipare ai lavori della Conferenza mondiale. La circostanza è stata fortemente stigmatizzata nel corso dei lavori. Hanno pronunciato vibrati interventi i rappresentanti delle Corti costituzionale di Germania, di Austria ed Italia ed il Presidente della Commissione di Venezia,Roberto Buquicchio. Il senso di tali interventi è stato inequivocabile: i rapporti tra le Corti, tra i giudici costituzionali di tutto il mondo, non possono essere politicizzati con esclusioni che derivano tra inimicizie o incomprensioni tra gli Stati sovrani. Le Corti costituzionali devono essere i presidi di legalità, di tutela dei diritti, di vigilanza sulle regole della Legge.
L’ingresso della politica in questi organismi può diventare letale. Ed infatti proprio i temi del Congresso rafforzano questa convinzione. Il tema della Conferenza è stato: “La regola della Legge e della Giustizia costituzionale nel Mondo moderno”. Questo tema di straordinaria importanza è stato poi suddiviso dal Congresso in quattro sotto temi: I differenti significati della regola della Legge, le nuove sfide della regola della Legge,la Legge e lo Stato, la legge e l’individuo. Per tre giorni si è discusso animatamente e con grande passione di questi argomenti. E sempre più ho avvertito l’importanza della giustizia costituzionale mirabilmente plasmata dal Presidente emerito della Corte Gustavo Zagrebelski il quale così si è recenteme te espresso :
"Non seguirai la maggioranza per agire male" è l'ammonimento che viene dall'Esodo ai giudici di ogni tempo. Ed è il precetto che meglio ci introduce alle funzioni della Corte costituzionale. Suprema istituzione non elettiva, la Corte protegge la repubblica limitando la mera quantità della democrazia per preservarne la qualità, contro la degenerazione democratica in regime della maggioranza irresponsabile. La funzione dei giudici costituzionali è dunque altamente politica, pur senza appartenere alla politica. Essi sono chiamati a difendere i principi della convivenza contro la divisione e a diffondere il "bisogno di costituzione" contro la tentazione di fare della materia costituzionale un campo di sopraffazione della maggioranza sulla minoranza”.
Parole mirabili che devono indurre a riflettere molto attentamente sulla necessità di non creare mai conflitti tra le Corti costituzionali ed i rispettivi governi e soprattutto sulla necessità di evitare qualsiasi esclusione ma favorire il dialogo. Spero molto che di ciò si terrà conto nella prossima Conferenza europea delle Corti costituzionali che si terrà a Praga nel 2020 e nella successiva Conferenza mondiale che si terrà ad Algeri.
]]> Tue, 19 Sep 2017 18:37:28 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/461/1/la-conferenza-mondiale-delle-corti-costituzionali-in-lituania carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Difendere, dovere legale, civico e costituzionale - di Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/460/1/difendere-dovere-legale-civico-e-costituzionale---di-carlo-visconti
Cavalcare l'odio per le istituzioni, è diventato lo sport preferito sui social media .Decine, centinaia di persone protette da nikname, soprannomi strani, impazzano sul web. Offendono, minacciano, diffondono odio, diffamano. Cercano di disseminare il capovolgimento dei valori fondamentali della società. Di recente due avvocati incaricati di difendere i due minorenni che si sarebbero macchiati dell’orribile violenza sulla spiaggia di Rimini, sono stati presi di mira sul WEB. Gliene hanno detto di tutti i colori, offese minacce a loro ed ai familiari,inviti violenti a non difendere di fronte alla giustizia i due indagati. Addirittura, con modi spicci li avrebbero esortati a difenderli in modo non efficace. Che barbarie .L’avvocato difensore, qualunque sia il suo assistito, anche colui che risulta accusato del reato più odioso, deve essere difeso e difeso al meglio .Già da anni la Corte Costituzionale ha più volte ribadito un principio peraltro da secoli vigente. Con la sentenza n. 18 del 1992, ha avuto modo di sottolineare come il diritto alla tutela giurisdizionale, vada considerato tra “i principi supremi del nostro ordinamento costituzionale, in cui è intrinsecamente connesso – con lo stesso principio democratico – l’assicurare a tutti e sempre, per qualsiasi controversia, un giudice e un giudizio”. Ancora la Corte, con altra sentenza ha ribadito che il giusto processo previsto dall’art. 111 della Costituzione, ha affermato che quest’ultimo deve realizzarsi con la garanzia del contraddittorio, con le parti in condizione di parità nell’ambito di un processo di fronte ad un giudice imparziale e terzo .La difesa è un dovere sacro dell’Avvocato officiato ed un diritto sacro di chi viene perseguito dalla legge . L’Avvocato deve assicurare la difesa dell’imputato. La sua attività non deve essere la difesa del reato, anche del più abietto. Non può essre lecito per l’avvocato rinunciare in modo aprioristico alla difesa di chi ha ucciso, ha stuprato, ha violentato, Un grandissimo Avvocato napoletano, Alfredo De Marsico, vero Principe del Foro ha affermato:”La coscienza dell’avvocato deve identificarsi in ogni momento con la coscienza morale dell’uomo e nessuna responsabilità tecnica può far derogare da questo supremo imperativo etico che riassume la dignità dell’uomo e dell’avvocato”.L’art. 24 della Costituzione recita: Art. 24 della Costituzione recita testualmente: “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione”. Difendere l’imputato più abietto accusato del reato più esecrabile, è la rappresentazione più nobile ed alta della funzione difensiva. La legge e la giustizia non si possono piegare alla “pancia” della piazza, alla tentazione di una giustizia sommaria derivante dalle forti emozioni, peraltro talvolta indotte, con enorme e talvolta amplificazione da politici, opinionisti e quant’altro.Il Web è diventato un moltiplicatore dell’odio e della violenza. Ma gli avvocati italiani, forti di una tradizione secolare di senso civico ed onore sociale, sapranno certamente reagire a simili ignobili imposizioni. Nel corso del G7 dell’Avvocatura, sapranno trovare la necessaria coesione per restituire al mittente intimidazioni e minacce, perché non è, per fortuna da tanti anni, il tempo del processo sommario del FarWest, dove il semplice sospettato veniva dalla gente portato a forza dalla cella dello sceriffo al nodo scorsio sull’albero più vicino.
]]> Thu, 14 Sep 2017 18:08:41 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/460/1/difendere-dovere-legale-civico-e-costituzionale---di-carlo-visconti sadmin@vidaengine.it (Vida Superadmin) Le occupazioni degli immobili - di Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/459/1/le-occupazioni-degli-immobili---di-carlo-visconti
]]> Fri, 8 Sep 2017 17:18:12 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/459/1/le-occupazioni-degli-immobili---di-carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Diritto o giustizia popolare? - Di Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/458/1/diritto-o-giustizia-popolare---di-carlo-visconti
]]> Thu, 7 Sep 2017 18:02:41 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/458/1/diritto-o-giustizia-popolare---di-carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) INTERVENTO SULLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO - di Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/457/1/intervento-sulla-corte-europea--dei-diritti-dell-uomo---di-carlo-visconti
Cari ragazzi/studenti,
l’Europa come la conosciamo noi non è sempre esistita, anzi: appena sessantacinque anni fa l’Europa era un luogo martoriato dalla guerra più devastante della sua storia, la II Guerra Mondiale, un conflitto con milioni di morti che sconvolgeva le vite dei cittadini europei (erano i nostri genitori o i nostri nonni).
Può dirsi che è proprio da quelle macerie che è nata l’Europa di oggi: e tra gli atti fondativi, sulla scia della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 e come reazione a quegli indicibili orrori, può ben annoverarsi la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (o, più brevemente, Convenzione europea dei diritti dell’uomo, o Cedu).
La Convenzione europea dei diritti dell’uomo, infatti, è stata firmata a Roma il 4 novembre 1950[1], a cinque anni dalla fine della II Guerra Mondiale[2].
Nell’immediato dopoguerra gli Stati europei erano alla ricerca del modo in cui garantire la pace e la giustizia tra le nazioni. Ebbene, nel Preambolo della Convenzione è scritto che le basi della giustizia e della pace del mondo sono i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali[3].
Senza diritti e senza libertà, dunque, non c’è pace né giustizia.
E la pace e la giustizia possono essere mantenuti – si legge sempre nel Preambolo della Cedu – solo in presenza di regimi politici effettivamente democratici che abbiano tra loro in comune – almeno – il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali[4]:
«Democrazia in Europa significa in primo luogo rispetto delle libertà dei cittadini come pure del principio della preminenza del diritto»[5].
Dunque, i diritti dell’uomo sono alla base dell’Europa[6]. Nel Trattato sull’Unione europea[7] si afferma (art. 6.3 TUE) che
«I diritti fondamentali, garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri, fanno parte del diritto dell’Unione in quanto principi generali»[8].
Gli Stati firmatari della Cedu (nel 1950 erano 14; oggi sono 47, 28 dei quali membri dell’Unione europea), per dare concretezza a tali diritti e libertà, crearono un organismo con poteri tali da garantirne l’effettività: la Corte europea dei diritti dell’uomo, con sede a Strasburgo.
La Convenzione ha dunque istituito un giudice molto particolare, la Corte di Strasburgo, per tutelare le persone dalle violazioni dei diritti umani[9]. Si tratta di una importante novità, è un aspetto quasi rivoluzionario rispetto alla posizione tradizionale dell’individuo nel diritto internazionale, in quanto per la prima volta un Trattato ha conferito veri e propri diritti alle persone in un contesto sovranazionale e al tempo stesso un Giudice al quale poter rivolgersi per chiedere tutela[10].
E come le sentenze di qualsiasi giudice sono vincolanti per i comuni cittadini, così le decisioni della Corte europea sono vincolanti per gli Stati coinvolti nella controversia (46, par. 1, Cedu)[11] e un organo apposito (il comitato dei ministri del Consiglio d’Europa) è competente a vigilare sull’esecuzione delle sentenze.
La Corte in tal modo garantisce quei diritti, quali enunciati nella Convenzione, in uno spazio europeo “allargato” (47 Stati), ben più ampio dell’Unione europea (28 Stati) o dell’eurozona (19 Stati).
Ecco allora la particolarità del sistema della Cedu: non si limita ad enunciare diritti e libertà[12], ma predispone gli strumenti per assicurarne la tutela, l’effettiva realizzazione.
La Corte, con il suo lavoro, la sua giurisprudenza, svolge un ruolo fondamentale: chiarisce la portata dei diritti e delle libertà della Cedu, li interpreta, li “vivifica” e li sviluppa nel tempo.
Sono il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza, a un equo processo, al rispetto della vita privata e familiare, alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, alla libertà di espressione, di riunione e di associazione, al matrimonio; e poi la proibizione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti, il divieto della schiavitù e del lavoro forzato.
La Corte europea è artefice del diritto europeo dei diritti dell’uomo: ciò vuol significare che, con la sua giurisprudenza, la Corte di Strasburgo elabora un diritto vivente dei diritti umani, perché formatosi dalle fattispecie concrete dedotte in giudizio. Le norme della Convenzione europea «vivono nell’interpretazione che delle stesse viene data dalla Corte europea» (Corte cost., sentenza n. 348 del 2007)[13].
Ma quegli stessi diritti e principi sono applicabili e vivono anche a prescindere da un contenzioso, anche nella fisiologia dei rapporti: vivono negli Stati, nelle società e tra gli individui, e il loro contenuto – quale chiarito dalla giurisprudenza della Corte europea – si adatta di volta in volta alle esigenze della vita e dei diversi contesti sociali, politici e culturali.
La Corte europea non si sostituisce alle Corti costituzionali o agli altri giudici nazionali dei Paesi membri della Convenzione. La Corte di Strasburgo, infatti, svolge un ruolo sussidiario ai fini della tutela dei diritti e delle libertà garantiti dalla Convenzione.
Sono innanzi tutto le autorità nazionali e i giudici dei singoli paesi a dover garantire quei diritti e quelle libertà, valutando anche le esigenze e i contesti locali.
La Corte di Strasburgo riconosce infatti che l’applicazione delle norme convenzionali europee deve tener conto delle diversità sociali e culturali, ed anche economiche e politiche dei vari paesi.
Occorre allora trovare un equilibrio tra due esigenze apparentemente contrapposte: da un lato, l’uniforme applicazione della Convenzione europea; dall’altro, il rispetto delle diversità statali[14].
Questo non deve sorprendere, perché i diritti fondamentali – come è stato autorevolmente osservato – sono posti al crocevia tra universalità e storia:
«Radicata nel valore della dignità umana, l’idea dei diritti fondamentali contiene necessariamente una dimensione universale. Radicata nelle specificità religiose, morali, linguistiche e politiche di ogni popolo, l’applicazione concreta di tali diritti avviene all’insegna della particolarità e del pluralismo»[15].
Avviandomi alla conclusione di questo breve scritto, vorrei sottolineare che nel sistema della Convenzione la Corte europea assolve ad un ruolo che va oltre la singola decisione sul caso concreto portato alla sua attenzione.
Infatti, l’azione della Corte di Strasburgo è di esempio per tutti gli Stati, anche per quelli non direttamente coinvolti nella singola controversia. La sua giurisprudenza in continua evoluzione costituisce un modello anche per gli Stati extraeuropei.
La Corte ha una forte influenza sulle realtà sociali dei singoli Stati, spesso orientando i processi di formazione delle leggi o l’interpretazione delle leggi esistenti, che deve essere fatta in modo “convenzionalmente orientato”, cioè il più possibile conforme ai diritti enunciati dalla Cedu e “vivificati” dalla Corte europea.
Interpretando la Convenzione europea, la Corte di Strasburgo è consapevole del ruolo assegnato ad essa dal Trattato di Roma, quello cioè di essere uno strumento per la garanzia collettiva e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
In conclusione, la sfida della Corte europea è quella di assicurare più di un contenuto minimo ai diritti sanciti dalla Convenzione: cioè di assicurare nel tempo più elevate forme di garanzie di quei diritti e di valorizzarne la massima espansione, nel rispetto della diversità nazionale dei singoli Stati e della sua natura sussidiaria[16].
Allo stesso tempo, la Corte deve consolidare anno dopo anno quello che potremmo definire lo ius commune europeo dei diritti fondamentali[17].
Per raggiungere entrambi questi scopi, la Corte di Strasburgo deve dialogare e cooperare anche con altre istituzioni, con altri giudici nazionali e sovranazionali – come la Corte di giustizia dell’Unione europea e le Corti costituzionali nazionali[18] – in vista della costruzione del futuro ordine costituzionale europeo, che possa assicurare elevati standard di tutela dei diritti fondamentali in tutta l’Europa.
[1] Ratificata in Italia con legge 4 agosto 1955, n. 848.
[2] Si noti: la Cedu è stata stipulata prima dei Trattati istitutivi della Ceca (18 aprile 1951) e della Cee (25 marzo 1957).
[3] Anche nel Preambolo della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo si afferma che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo.
[4] Si tratta di una convinzione maturata all’epoca, quando le ferite della Guerra erano ancora fresche: il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani avevano portato ad atti di barbarie che avevano offeso la coscienza dell’umanità, come può leggersi anche nel Preambolo della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
[5] M. de SALVIA e V. ZAGREBELSKY, Diritti dell’uomo e libertà fondamentali, Introduzione, Giuffrè, 2006, XIII.
[6] In realtà, inizialmente i diritti fondamentali erano irrilevanti per il diritto comunitario. Solo a partire dal 1969 la Corte di giustizia europea ha affermato che i diritti fondamentali, quali risultano dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri e dalla Cedu, fanno parte dei principi giuridici generali di cui essa garantisce l’osservanza. Solo successivamente si arriva al Trattato di Maastricht del 1992 (art. 6.2), che in sostanza codifica quanto acquisito dalla giurisprudenza, e alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (la Carta di Nizza) del 2000, che ha lo stesso valore giuridico dei Trattati: cfr. G. TESAURO, Diritto dell’Unione europea, Cedam, 2012, 123 e ss.
[7] Nella versione modificata dal Trattato di Lisbona del 2007, entrato in vigore il 1° dicembre 2009.
[8] Ed in prospettiva, non sappiamo ancora quanto prossima, l’Unione europea aderirà alla Cedu (art. 6.2 TUE). Inoltre, ai sensi dell’art. 2 TUE «L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini».
[9] Si prescinde dalla loro cittadinanza: tant’è vero che spesso le controversie riguardano i c.d. migranti.
[10] Cfr. U. VILLANI, Dalla Dichiarazione universale alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, Cacucci Editore, 2012, 69.
[11] Particolari obblighi di conformazione alle pronunce della Corte europea derivano dalle cosiddette “sentenze pilota”, emanate quando vengono presentati alla Corte numerosi ricorsi relativi alla stessa situazione giuridica interna all’ordinamento dello Stato convenuto, mettendo in evidenza un problema di carattere strutturale (per l’Italia, ad esempio, un caso ha riguardato il problema del sovraffollamento carcerario): in queste sentenze la Corte non si limita a individuare il problema che il caso presenta, ma si spinge sino a indicare (ai legislatori nazionali) le misure più idonee per risolverlo.
[12] Come avviene, ad esempio, per la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 o per il Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966.
[13] Si veda l’art. 32 della Cedu, per cui il vincolo derivante dall’adesione alla Cedu si riferisce al contenuto attribuito alla stessa dalla giurisprudenza della Corte europea competente ad interpretarla.
[14] Agli Stati, dunque, è riconosciuto dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo un grado di discrezionalità sul modo in cui i diritti e le libertà garantiti dalla Cedu trovano applicazione a livello nazionale, tenendo conto delle relative e particolari circostanze e condizioni, soprattutto quando si tratti di questioni particolarmente controverse o complesse (pensiamo ad esempio al contenuto della morale, che può differire da paese a paese), in ordine alle quali non si riscontra una posizione condivisa tra tutti gli Stati aderenti alla Cedu.
[15] M. CARTABIA, L’ora dei diritti fondamentali nell’Unione europea, in M. CARTABIA (a cura di), I diritti in azione, cit., 63; nonché Id, L’universalità dei diritti umani nell’età dei “nuovi diritti”, in Quaderni costituzionali, 3/2009, 556.
[16] D. TEGA, I diritti in crisi. Tra Corti nazionali e Corte europea di Strasburgo, Giuffrè, Milano, 2012, 112.
[17] G. SILVESTRI, Verso uno ius commune europeo dei diritti fondamentali, in Quaderni costituzionali, 2006, 24.
[18] Da ultimo, sull’argomento, si vedano i volumi che raccolgono gli atti del XVI Congresso della Conferenza delle Corti costituzionali europee, tenutosi a Vienna il 12 e 13 maggio 2014, avente ad oggetto La cooperazione tra le Corti costituzionali in Europa (per una recensione: U.G. ZINGALES, in Riv. trim. dir. pubb., 3/2015, 1107-1110).
]]> Thu, 7 Sep 2017 17:50:44 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/457/1/intervento-sulla-corte-europea--dei-diritti-dell-uomo---di-carlo-visconti sadmin@vidaengine.it (Vida Superadmin) COME EDUCARE I BAMBINI ALLA LEGALITA’ - di Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/456/1/-come-educare-i-bambini-alla-legalita---di-carlo-visconti
Non è sempre facile comunque adattarsi alle situazioni controllando impulsi ed istinti. Dovremmo poi cercare di capire perché accadono certi eventi negativi. Vivere rispettando le leggi, non deve risultare soltanto un obbligo, ma una qualità naturale ed intrinseca nell’uomo. In questo modo risulterà facile educare i nostri bambini alla legalità.
Ogni bambino ha il proprio carattere e modo di capire. Per riuscire ad educarlo alla legalità si suggeriscono diversi metodi anche in base all'età del bambino. Dai 5 agli 8 anni i nostri figli vivono la fase del realismo morale. In questa fase modo prendono spesso esempio degli altri, identificandosi e comportandosi spesso senza spirito critico. Il bambino non riesce a capire bene la situazione che gli si pone davanti. Solo a partire dai 10 anni il bambino capisce che le regole e le leggi sono frutto di una determinata società per gestire i rapporti sociali.
Importante è giustificare sempre ai bambini le scelte. In questo modo maturerà nel bambino uno spirito critico che lo porterà all'interiorizzazione vera delle leggi, tutto ciò è fondamentale per il rispetto libero e profondo dei principi della legalità e delle convivenza democratica. L'assunzione volontaria di responsabilità e di impegno, di partecipazione saranno in questo modo favoriti.
Credo che non dobbiamo esigere dai bambini quello che loro, nella specifica fase di maturazione nella quale si trovano, non possono darci. Il bambino risulta sempre legato fino all'adolescenza alla concretezza. Dovremmo dedicare fin da piccoli del tempo per mostrare i segni ed i cartelli stradali, l'applicazione delle regole di rispetto e senso civico come la coda al supermercato o l'acquisto e la convalida del biglietto sui mezzi pubblici. Sarebbe importante sempre indicar loro i regolamenti affissi per le strade, le ordinanze, la presenza della bandiera in Municipio, delle Forze di Polizia allo stadio. Piccoli, ma grandi insegnamenti che concorreranno alla formazione della morale nel bambino, l'anticamera di un adulto sicuro, impegnato e rispettoso delle leggi in senso autentico.
]]> Wed, 9 Aug 2017 18:32:41 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/456/1/-come-educare-i-bambini-alla-legalita---di-carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) La Corruzione https://www.carlovisconti.it/mc/455/1/la-corruzione
]]> Wed, 9 Aug 2017 18:25:20 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/455/1/la-corruzione carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Crisi della Giustizia Non sparate solo e sempre sulle Procure - di Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/454/1/crisi-della-giustizia-non-sparate-solo-e-sempre-sulle-procure---di-carlo-visconti
Caro direttore, come al solito una fase di un procedimento penale, una richiesta di due pubblici ministeri in un’udienza di un processo famoso, ha scatenato una tempesta di commenti, di valutazioni, di apprezzamenti, talvolta discutibili o anche di cattivo gusto, da parte di tante persone.
Molte di queste, probabilmente non hanno letto neppure uno degli atti processuali sui quali si deve fondare ogni richiesta motivata del pubblico ministero ed ancor di più, ogni decisione del giudice.
Ma l’aspetto più grave di questo processo che vede imputato di omicidio l’onorevole Andreotti, dunque un senatore a vita, una persona che da più parti viene definita un vero e proprio statista, nessuno lo ha fatto rilevare.
Mi riferisco, in particolare, alle notizie di stampa secondo le quali, la sentenza di questo processo sarebbe prevista per la primavera del 2000, cioè tra un anno.
Forse è questo il vero scandalo.
Ed è su questo scandalo che dovrebbero misurarsi quanti hanno avuto la responsabilità dello Stato nel passato e quelli che l’hanno tuttora. Se si consente il trascorrere di un anno tra la richiesta di ergastolo per omicidio nei confronti di un uomo di Stato, un uomo sempre in evidenza nella vita pubblica nazionale e persino ripreso dalla televisione mentre il Papa gli riserva un caloroso saluto, allora vuol dire che il nostro è un Paese incivile.
È un Paese incivile perché la gente non può avere alcuna fiducia nella giustizia, non può rispettare i giudici e i pubblici ministeri.
È un Paese incivile perché si affanna tanto a discutere se inserire nella Costituzione che i cittadini hanno diritto ad un processo in tempi ragionevoli, ma poco o nulla fa di concreto per assicurarlo.
Nelle aule di giustizia c’è scritto che la legge è uguale per tutti. Ma quanti pensano che questo motto debba essere cancellato perché non è così? Quanti aspettano da anni una sentenza che li liberi dall’incubo di una accusa ingiusta o che metta riparo ad un ingiusto torto subito?
Tutti parlano di riforme che vedono come oggetto il giudice o il pubblico ministero. Tanti gridano che l’abuso in atti di ufficio deve essere riformato o che il falso in bilancio deve essere depenalizzato. Ma quanti in realtà hanno davvero a cuore il funzionamento del processo civile e di quello penale?
In Italia, in molti uffici giudiziari si cuciono ancora i fascicoli con lo spago, alla faccia dei più semplici sistemi di rilegatura.
Gli atti dei processi si affogliano in mastodontici fascicoli, con un puro ordine cronologico e non secondo un filo logico.
La cassazione si appresta ad esaminare il ricorso di Totò Riina ed altri boss mafiosi condannati per delitti «eccellenti» commessi tra il ’79 e l’82. Il movimento dei diritti civili chiede la liberazione del magistrato Diego Curtò condannato definitivamente per corruzione. A Napoli magistrati contro magistrati e magistrati contro avvocati discutono così animatamente del progetto pilota del presidente del tribunale ma intanto in appello il processo per l’omicidio del povero Giancarlo Siani ancora non finisce e Dio solo sa quando arriverà in cassazione. Mentre il processo ai presunti assassini di Silvia Ruotolo è slittato a giugno. Ed i processi di tangentopoli rischiano di prescriversi.
Tutti chiedono che i pubblici ministeri siano separati dai magistrati giudicanti. Tanti reclamano l’espulsione quasi totale dei magistrati dagli uffici del ministero della Giustizia. Si parla della giustizia del 2000 e si chiede un non bene identificato giusto processo, senza specificare se i ricchi o i potenti debbano avere lo stesso trattamento dei poveri o dei diseredati. Tanti offrono un proprio pacchetto giustizia mentre dovrebbero dire invece «paccotto» giustizia. I più, infine, si ostinano a dimenticare che la giustizia deve essere un servizio essenziale dello Stato e non pura esercitazione dialettica. Mi chiedo allora se non può essere più utile, che tante infuocate energie vengano convogliate in una reale volontà di restituire alla giustizia la dignità che si conviene ad un Paese che vuole essere moderno. Se non può essere più utile, per una volta almeno, contraddire Albert Einstein e sostenere che la conoscenza è più importante dell’immaginazione.
originale pubblicato su Il Corriere del Mezzogiorno del 6/5/99
]]> Tue, 18 Jul 2017 18:04:32 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/454/1/crisi-della-giustizia-non-sparate-solo-e-sempre-sulle-procure---di-carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) UNA RIFORMA ANTI - OMERTA’ di CARLO VISCONTI https://www.carlovisconti.it/mc/453/1/una-riforma-anti---omerta--di-carlo-visconti-
Come al solito, quando si parla di omertà, c’è più di qualcuno che si scandalizza. È già accaduto in passato. Subito dopo la barbara uccisione di Silvia Ruotolo, l’omertà civile che aveva circondato quel delitto, gridata a chiare lettere, creò perplessità e sconcerto in varie autorità.
Sono seguiti altri delitti atroci nei confronti di bambini, altre prove di forza della camorra in pieno giorno con bombe ed uccisioni ma l’omertà è rimasta sempre lì, a guardia del potere criminale che la considera una sorta di terreno di coltura per i suoi arricchimenti.
E già, perché l’omertà è figlia della paura ed è sulla paura della gente che il camorrista si ingrassa a piacimento. Molti hanno affermato che le cose però sono cambiate, che Napoli si è rinnovata e che la città è migliorata. Che Napoli sia un po’ migliorata in vari sensi è certamente fuor di dubbio.
Ma sostenere che ad un tratto, l’omertà sia scomparsa, mi sembra un po’ azzardato. Liberarsi dall’omertà richiede un impegno costante e prolungato. Richiede un cambiamento di mentalità che ha bisogno di un processo di maturazione della gente.
Si può facilmente comprendere come politici ed amministratori siano portati a rassicurare comunque e ad ogni costo l’opinione pubblica. Ma un sottile pericolo si annida in queste rassicurazioni, il rischio che la gente creda veramente che l’omertà non esiste più e che del problema non occorra più parlarne. Se ciò accade non c’è più speranza. L’omertà ce l’abbiamo sulla pelle, perché è più comoda, non è rischiosa, non espone, ci sembra che sia più conveniente e, soprattutto, non fa perdertempo. Far capire ai ragazzi, insegnare agli studenti che è giusto denunciare il sopruso, l’imbroglio, la violenza significa discuterne e discuterne ed ancora discuterne. Eppure qualcuno ritiene che questo lungo lavoro sia stato già fatto e che la collega Boccassini, venuta da Milano, e quanti prima di lei hanno gridato contro l’omertà, in realtà nulla hanno capito di Napoli.
Un camorrista emigrato in altra regione dell’Italia, poi divenuto collaboratore di giustizia, ha rivelato che lui ed il suo gruppo, non si azzardavano mai a «fare l’estorsione» a commercianti ed imprenditori del luogo perché costoro avrebbero subito denunciato. Meglio rivolgersi ai conterranei che pagavano senza fiatare. Ed allora ciò vuol dire che la cultura dell’omertà civile è più forte che mai dalle nostre parti e che rapidamente, non è cambiato e non poteva cambiare proprio nulla.
Non mi pare di aver sentito di alcun serio pubblico dibattito sull’omertà in città da un anno a questa parte. Evidentemente, per miracolo, insieme al sangue di San Gennaro si è sciolta anche l’omertà civile della gente. Nessun aumento delle denunce per usura ed estorsione, silenzio sulle linee telefoniche antiracket, gravi delitti scoperti in larga parte grazie all’aiuto dei collaboratori di giustizia. Forse è tempo che chi ha responsabilità politiche o legislative, ponga concretamente mano a qualche norma che induca il cittadino a non aver paura di denunciare. L’estorsione, l’usura ad esempio, non si scoprono se chi le subisce non collabora. Una norma che consenta di tutelare fino alla conclusione del processo, l’identità del denunciante non dovrebbe esser poi così difficile da studiare.
E non si venga a dire che la Costituzione questo non consente visto che per altri fatti si è posto mano a nuove norme costituzionali. Sarebbe un segnale forte per i cittadini, i commercianti e gli imprenditori che continuano a subire. Se ciò non accade, le organizzazioni di categoria che dispongono di mezzi e di danaro potrebbero organizzare un’iniziativa di legge popolare che ha bisogno soltanto di 50.000 firme a norma dell’art. 71 della Costituzione. E se chi fa leggi a tutto ciò non pensa e se cinquantamila firme non si trovano, vuol dire che hanno ragione Ilda Boccassini e quelli che hanno parlato di omertà civile.
originale pubblicato sul Corriere del Mezzogiornodel 15/12/1998
]]> Tue, 18 Jul 2017 12:28:31 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/453/1/una-riforma-anti---omerta--di-carlo-visconti- carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) CarloVisconti: L’omertà fa vincere i clan Scopriamo il coraggio della denuncia https://www.carlovisconti.it/mc/452/1/carlovisconti-l-omerta-fa-vincere-i-clan-scopriamo-il-coraggio-della-denuncia
]]> Fri, 14 Jul 2017 18:13:59 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/452/1/carlovisconti-l-omerta-fa-vincere-i-clan-scopriamo-il-coraggio-della-denuncia carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Citta’ tollerante con le cosche - di Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/451/1/citta-tollerante-con-le-cosche---di-carlo-visconti
]]> Mon, 10 Jul 2017 19:30:55 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/451/1/citta-tollerante-con-le-cosche---di-carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) La Tortura - Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/450/1/la-tortura---carlo-visconti
Lo possiamo torturare? Così una antica pubblicità di Carosello tanti anni fa con un accento marcatamente siculo di un improbabile pirata. La tortura è divenuta terreno di scontro politico. Quel che più colpisce è l’avversione tra i sostenitori ed i detrattori di un provvedimento sacrosanto. C’è chi dice che sia troppo blando, chi troppo duro. Non c’è dubbio che la lunghezza del tempo impiegato per la gestazione sia veramente stato eccessivo.E mi chiedo : è possibile che nel 2000 ci sia ancora chi vuole frenare su un chiaro segnale finalmente di civiltà? Il Presidente Mattarella ha dichiarato:” "Vanno intensificati gli sforzi per dare voce e offrire tutela a tutte le vittime di ogni forma di tortura e per sradicare questa pratica". E' quanto afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio in occasione della Giornata Internazionale a sostegno delle vittime della tortura. "Sevizie e violenze, infatti - sottolinea Mattarella - costituiscono una delle più gravi violazioni dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, sempre e ovunque abbiano luogo". Il Papa su Twitter ha affermato:” ferma condanna di ogni forma di tortura" ed ha richiamato "tutti ad impegnarsi per la sua abolizione".
Non c’è dubbio che da centinaia di anni forme diverse di tortura sono state praticate da guerriglieri,corpi paramilitari ed anche da apparteneti a forze dell’ordine regolari per imporre comportamenti, per estorcere confessioni attraverso sofferenze inenarrabili.
Ho lavorato per anni da pubblico ministero a contatto con le forze dell’ordine. Accanto a tantissime persone perbene ho visto però tanti sostenitori del “fine che giustifica i mezzi”. Sopraffazioni, soprusi, maltrattamenti per svelare indagini, per cercare colpevoli. Dopo pochi giorni di servizio, quando ero giovane commissario di pubblica sicurezza, un maresciallo che interrogava un presunto rapinatore, alla mia presenza, in piedi dinanzi all’indiziato seduto su una seggiola, gli ha inferto, dall’alto del suo metro e novanta, un pugno al centro della testa che sembrava un colpo di maglio. Avevo ventiquattro anni e subito capii come andavano le cose.
Da magistrato ho sempre lottato contro queste tecniche, che si badi bene sono ben più frequenti di quello che si può pensare. Lo scontro si fa pesante in Parlamento. Un terribile nodo da sciogliere è quello della configurabilità del reato di tortura. Se debba consistere in un’unica azione o se per esserci tortura, il fatto debba essere “commesso mediante più condotte“ .I magistrati di Genova che hanno svelato le terribili violenze della Scuola Diaz hanno scritto alla Presidente della Camera per segnalare incongruenze nella legge in discussione. Si è letta in Internet una dichiarazione di questo genere:” La legge rischia di inibire un uso legittimo della forza da parte di poliziotti e carabinieri e di chiunque sia impegnato a garantire l'ordine pubblico e la nostra sicurezza». E’ uno strano paese il nostro. Invece di invocare alta professionalità delle nostre polizie, moderno addestramento psicologico, reclutamento di giovani all’altezza del delicato compito di tutori dell’ordine, si continua a pensare che l’ordine pubblico, la sicurezza, la repressione dei reati si debba imporre con la forza e con i malòtrattamenti. Per l'Associazione Nazionale dei Funzionari di polizia si tratta di “un disegno di legge che falsamente sotto la bandiera ideologica della civiltà giuridica contiene un manifesto ideologico contro le forze di polizia. E nel giornale diffuso (così si a apprende in Internet) dal sindacato si legge: “saremo gettati nelle mani dei delinquenti grazie al progetto di legge per l’introduzione del reato di tortura”. Che dire? Speriamo che la saggezza prevalga sulla barbarie.
]]> Mon, 10 Jul 2017 19:21:18 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/450/1/la-tortura---carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Silvia Ruotolo - di Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/449/1/silvia-ruotolo---di-carlo-visconti
o letto stamattina 10 giugno 2017 l’intervista di Alessandra Ruotolo sulla edizione napoletana della “Repubblica”. La mamma di Alessandra, Silvia Ruotolo fu uccisa nel giugno 1997, sotto casa a Salita Arenella a Napoli,da un proiettile esploso nel corso di una sparatoria di camorra. Leggendo le parole di Alessandra la mente mi si è affollata di ricordi. Alessandra era piccola, le fu strappata crudelmente la mamma da parte di alcuni mostri che andarono a sparare in quella strada, solo perché era giunta al boss che governava il Vomero di Napoli, la notizia che stava transitando un esponente del clan avverso. Fu organizzato un commando in piena regola, fu bloccata un’intera strada ed incominciarono a sparare. Per nulla, solo per eliminare un soggetto di un clan rivale e dare un segnale di forza militare. Mi furono affidate le indagini, quale Sostituto Procuratore di Napoli,corsi sul posto, poi mi recai all’Ospedale dove avevano portato nel frattempo la povera Silvia Ruotolo. Incontrai il papà di Alessandra e gli giurai: li prenderemo. Un anno terribile di lavoro duro e continuo. Cavilli, difficoltà procedurali, un inferno. Le indagini iniziarono subito, la Polizia si tuffò a corpo morto con una febbrile attività di investigazione. Decine di testimoni avevano assistito alla sparatoria perché intrappolati nelle auto bloccate in quella stretta e lunga stradina dell’Arenella. Molti avevano visto tutto. Quantomeno lo svolgersi dei fatti. Nessuno si faceva avanti per aiutarmi a ricostruire l’accaduto. Feci un appello sui quotidiani di Napoli, ma nulla, nessuno parlava.Ed allora decisi di gettare un sasso nello stagno per cercare di smuovere le coscienze. In un’intervista parlai dell’ “omertà civile” dei napoletani che assistevano impassibili a delitti spaventosi senza parlare, senza collaborare con gli inquirenti. Supplicai dicendo che non mi occorrevano riconoscimenti di persona, volevo solo potere per lo meno ricostruire i fatti. Niente. Anzi il sindaco di allora, il cardinale di allora, mi risposero con interviste che mi bacchettavano severamente, per essermi permesso di definire omertosi i cittadini,sia pure nell’accezione di cui parlavo prima. Non mi scoraggiai, con gli uomini della Squadra Mobile di Napoli ci rimboccammo le maniche. Ci fu un depistaggio e fu arrestato un presunto sparatore. La stampa ne diede gran risalto.Ma c’era qualche dubbio. Insieme al collega Luigi Gay,attualmente Procuratore a Potenza, in silenzio continuammo a lavorare. Riuscimmo ad identificare un uomo del clan che aveva ucciso, si era nascosto in Calabria. Fu arrestato ed incominciò a collaborare. Ci spiegò che l’uomo che avevamo arrestato non era che un ladruncolo e non aveva ucciso né partecipato all’agguato. Dopo aver ottenuto la convalida dell’arresto di costui, perfino davanti al Tribunale del Riesame, lo scarcerammo. Interrogatori, confronti, intercettazioni, giorni di lavoro durissimo con l’ossessione di prendere gli uomini che avevano strappato Silvia Ruotolo al marito, ad Alessandra ed al suo fratellino. Pian piano raccoglievamo elementi. Apprendemmo che un uomo del commando si era rifugiato ad Urbino da una zia. I Carabinieri lo avevano arrestato per un caso fortunato mentre si nascondeva per le scale durante un controllo al marito della zia,pregiudicato. Volammo ad Urbino per interrogarlo fino a notte fonda. Negava tutto ostinatamente. Ma io e Luigi Gay eravamo convinti di essere sulla strada giusta. Lo arrestammo, arrestammo il boss del Vomero che pervicacemente fingeva di essere paralitico.Ne trovammo le tracce al Casinò di Venezia e sulla Vespa per le strade di Napoli.Sapevamo che aveva corrotto in precedenza alcuni medici nel carcere di Napoli. Lo trasferimmo nel carcere di massima sicurezza di Parma. Fu scarcerato ben tre volte per cavilli formali. Ogni volta, lo arrestavamo all’uscita del carcere. Fu un inferno quell’estate del 97.Polemiche accuse ingenerose agli inquirenti. Ma non ci fermammo. Avemmo ragione, gli ergastoli inflitti dal Tribunale di Napoli furono confermati fino in Cassazione.
Carlo Visconti, Magistrato
]]> Mon, 10 Jul 2017 19:16:01 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/449/1/silvia-ruotolo---di-carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Riunione straordinaria della Corte costituzionale. https://www.carlovisconti.it/mc/448/1/riunione-straordinaria-della-corte-costituzionale
Relazione e incontro con la stampa del Presidente della Corte costituzionale
(Roma, Palazzo della Consulta, 11 aprile 2016)
1.- Nel primo incontro del Presidente della Corte costituzionale con la stampa, il 28 dicembre 1956, Enrico de Nicola esordiva avvertendo che «la Corte costituzionale non ha un anno giudiziario» e quindi non esiste «nessuna inaugurazione dell’anno giudiziario».
La consuetudine, invece, di un contatto con il mondo dell’informazione per un discorso sull’attività svolta nell’anno – e, attraverso i giornalisti, quasi simbolicamente, con l’intiera comunità dei diversi componenti della Repubblica, le persone, cioè, e le istituzioni – si è via via felicemente consolidata come più consona al carattere dell’istituto: organo formalmente estraneo al sistema della tripartizione dei poteri, ma sostanzialmente dotato di cómpiti di “giustizia”, più che solo di stretta giurisdizione, esso svolge come una funzione “respiratoria” dell’ordinamento, indispensabile nella dimensione costituzionale della convivenza.
E’ evidente che, una volta di più in questa sede, il Presidente della Corte, in qualità di primus inter pares e quasi di suo portavoce ufficiale, esprime la fisionomia di un’istituzione impostata, anche in ragione della sua stessa composizione, sul valore della collegialità, vale a dire del quotidiano discutere, dello scegliere e del deliberare insieme, e sia pure tra necessarie e inevitabili fatiche: valore che, collegando le persone e legando durevolmente queste all’istituzione, costituisce di per sé un altro prezioso elemento della nostra identità costituzionale, da coltivare e preservare irrinunciabilmente.
Nel corso del 2015, la compagine del collegio si è significativamente modificata, a causa dell’elezione a Presidente della Repubblica, nel gennaio, a poco più di un triennio di mandato, del giudice costituzionale Sergio Mattarella; della scadenza, in luglio, del mandato del giudice costituzionale Paolo Maria Napolitano e, in dicembre, del giuramento di tre nuovi giudici costituzionali, Franco Modugno, Augusto Barbera e Giulio Prosperetti, eletti dal Parlamento.
Né la Corte assolverebbe in modo adeguato il proprio cómpito senza l’apporto dell’intiera e singolare organizzazione dei suoi uffici e servizi, nelle sue diverse componenti (dal personale, civile e militare, di ruolo e comandato, agli assistenti di studio, magistrati e universitari, al Segretario generale – n.d.r. Carlo Visconti-), la cui efficace e discreta cooperazione appare, tanto più nel compiersi dei sessant’anni di attività, come un’ulteriore garanzia, se non perfino come una condizione, della stabilità dell’istituzione e, perciò, in qualche modo, della sua stessa capacità di riconoscersi.
Non apparirà, in questo senso, trascurabile la circostanza che istituzioni come questa sono, per proprio carattere, oltre che fonti, anche preziosi depositi di stili e di prassi, stratificati e via via custoditi nel corso del tempo e tuttavia esposti a lenti mutamenti. Risulteranno, alla lunga, significativi, piuttosto che i singoli protagonismi, gli insiemi all’interno dei quali le diverse energie siano riuscite, quasi anonimamente, e silenziosamente, ad integrarsi……… OMISSIS
]]> Mon, 10 Jul 2017 19:09:10 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/448/1/riunione-straordinaria-della-corte-costituzionale carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Relazione del Presidente Paolo Grossi sulla giurisprudenza costituzionale del 2016 https://www.carlovisconti.it/mc/447/1/relazione-del-presidente-paolo-grossi--sulla-giurisprudenza-costituzionale-del-2016
Non posso, in apertura, esimermi dal ricordare che il 2016 è stato l’anno della tragedia dei disastri sismici nell’Italia centrale. Il pensiero va, naturalmente, alle vittime e poi ai sopravvissuti, la cui vita è stata, sotto tanti aspetti, devastata. Le macerie riguardano non già solo, evidentemente, gli edificii e i monumenti, ma il dolore per tutto quanto, d’un tratto, è andato perduto: sul piano della vita materiale e su quello della vita morale, con le ferite inferte perfino alla dimensione simbolica di tante piccole e antiche comunità. Interpretando un sentimento che reputo comune, vorrei esprimere, in una sola parola, tutta la nostra più intensa e possibile vicinanza solidale nonché la speranza nella ricostruzione e soprattutto nella rinascita.
1.- In quale altro modo un giudice può dar conto della propria attività – anche un giudice sui generis, come quello delle leggi – se non riferendo della propria giurisprudenza? E in quale altro modo può riferire della propria giurisprudenza se non cercando di evidenziare, più che gli occasionali contenuti delle singole pronunce, soprattutto gli itinerarii processuali che, attraverso di queste, si sono via via andati formando?
Un discorso sui modi o, se si vuole, sulle procedure attraverso cui si sono stratificate le risposte alle diverse domande di giustizia costituzionale può, del resto, consentire di cogliere linee di tendenza o traiettorie, nelle dinamiche istituzionali e interpersonali, alle quali attribuire significati: al di là dei tecnicismi di maniera e dei loro, più o meno fallaci, esoterismi, anche nell’esperienza della Corte le forme rappresentano vere e proprie sostanze e di queste esprimono la concretezza e quasi la carnalità. Si tratta solo di avere la pazienza di soffermarcisi, per osservare i fenomeni con pacatezza e cogliere nei dettagli la proiezione di un insieme: non solo, cioè, i “punti”, ma le “linee”, per non farsi travolgere dall’ondata del mero esistente o dal clamore dell’evento particolare.
Del resto, è proprio attraverso questo prender forma nel processo che le situazioni di vita solitamente configurate in termini di diritti e di doveri, espressive di principii e di valori, possono sottrarsi a una dimensione meramente declamatoria e acquisire, infine, sembianze e consistenze più reali. Ed è qui, dunque, nell’apparente aridità delle forme, che possono incanalarsi, ben oltre le semplici aspettative, le istanze rivelatesi insoddisfatte sul piano della legislazione.
Azzardando tra le metafore, si può ripetere, infatti, che, davanti al giudice delle leggi, è come si riaprisse un procedimento normativo non andato, in certo senso, a buon fine: o, meglio, è come se il discorso sulla legislazione, di carattere intrinsecamente emendativo, riprendesse a svolgersi fuori dal piano della politica e si trasferisse, entro i limiti suoi propri, nella dimensione eminentemente giuridica: nella quale, oltre i confini della “lite” e tuttavia con le garanzie di un contraddittorio, gli argomenti e le ragioni si confrontano in termini di compatibilità e sono valutati secondo una razionalità ragionevole o, se si volesse, secondo bonum et aequum. Come se l’ordinamento avesse, con ciò, un’occasione continua per rigenerarsi o, quasi, per “ossigenarsi”, attraverso inesausti e salvifici travasi, nella permanente dialettica tra stabilità e mutamento.
Nella prospettiva della giustizia costituzionale, è palese, in questo senso, che il sindacato finisca per riguardare non tanto i “contenuti” di ciò che si è voluto o non voluto, le luci e le ombre, il pieno e il vuoto, le ridondanze o le lacune della normazione, che sono il frutto di valutazioni intrinsecamente discrezionali; ma, piuttosto, le “qualità” delle discipline o delle mancate discipline e dunque la congruità delle scelte rispetto ai fondamenti della convivenza: a ciò che, pur nel mutamento, si consideri irrinunciabile e indisponibile nel sistema dei valori costituzionali e, dunque, nell’esperienza storica della comunità. Del resto – per ripetere alcune ben note parole di Calamandrei (pronunciate il 26 gennaio 1955, in una conferenza milanese a un gruppo di studenti universitarii e medii) – «La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità».
Parlando di modi e di procedure, si vuole, perciò, far riferimento non già, evidentemente, a semplici formalità o a vuoti formalismi, cioè alle mere esteriorità di atti o di comportamenti, pedissequamente conformi a canoni o a modelli prescritti, sia pure dai “precedenti”; ma, piuttosto, agli stili e ai linguaggi adoperati nei processi della comunicazione, tra le persone attraverso le istituzioni, costitutivi e decisivi dei loro risultati. O anche, più astrattamente, si vuol rinviare a quella sorta di mentalità di tipo “procedurale”, vale a dire inerente al “metodo”, secondo la quale non è sufficiente che sussistano le ragioni di qualcosa perché ne sia, per ciò stesso, garantito il riconoscimento; ma è necessario che esse sappiano trovare la via per esprimersi e gli strumenti più adeguati per affermarsi.
Il discorso che segue, dopo alcune considerazioni complessive, terrà distinto, per ciascun tipo di giudizio, il piano delle “domande” prospettate alla Corte rispetto a quello delle “risposte”. Darà poi anche un sommario conto di dati relativi alle nuove domande pervenute nonché di attività istituzionali o culturali svolte nell’anno.
2.- Il 24 febbraio 2016 il Presidente Alessandro Criscuolo ha, per motivi familiari, rassegnato le dimissioni dal suo incarico, continuando a svolgere il mandato di giudice. Nella stessa data, la Corte ha eletto, unanime, il nuovo Presidente nella persona di chi vi parla e sono stati nominati Vice-Presidenti i giudici Giorgio Lattanzi (vicario), Aldo Carosi e Marta Cartabia.
Il 7 novembre si è dimesso, per ragioni di salute, il giudice Giuseppe Frigo, appena dopo il compimento del suo ottavo anno di mandato: il Parlamento, come è noto, non ha ancora provveduto ad eleggere il suo successore.
Desidero dedicare un memore pensiero ai giudici emeriti scomparsi nel corso dell’anno, Paolo Maria Napolitano, Gabriele Pescatore e Francesco Greco, i quali sono stati valorosi e stimati componenti di questo collegio. Desidero anche associare nel ricordo Serena Oggianu, la giovane assistente di studio del giudice Carosi che, dopo tanta silenziosa e partecipe sofferenza, ci ha lasciato da poco più di un mese.
Il dato della collegialità è, per la Corte, non solo l’espressione di un lavoro, per tanta parte, collettivo o corale, ma il timbro del suo carattere e della sua stessa identità: quelli di un’istituzione chiamata a svolgere il proprio cómpito attraverso il non sempre facile esercizio quotidiano del confronto e dello scambio, con l’apporto del patrimonio di intelligenza e di sensibilità che ciascun giudice ha coltivato nel proprio àmbito professionale e che, per apparente paradosso, si valorizza proprio nel momento in cui confluisce in uno spazio di esperienza comune. E che coinvolge, sia pure in diverse maniere, una pluralità di persone: dagli assistenti di studio, attraverso il carattere strettamente fiduciario del loro rapporto, ai responsabili dei servizi e degli uffici, agli addetti e a tutto il personale, civile e militare, comunque in servizio presso la Corte; in un’organizzazione che, sulle linee tracciate dai giudici, affida poi, in primo luogo, alla responsabilità del il delicato cómpito di garantire, giorno per giorno, i difficili equilibrii di una complessa, anche se non estesa, comunità di lavoro e di servizio.
A tutti coloro che ne fanno parte, e specialmente a Carlo Visconti, l’attestato della gratitudine della Corte, della quale volentieri mi faccio interprete, con l’auspicio che il più giovane degli organi costituzionali della Repubblica sappia sempre mantenere, anche nel suo apparato, adeguata coscienza del proprio carattere e del proprio ruolo……OMISSIS
]]> Mon, 10 Jul 2017 19:07:13 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/447/1/relazione-del-presidente-paolo-grossi--sulla-giurisprudenza-costituzionale-del-2016 carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Che strano paese l’Italia. https://www.carlovisconti.it/mc/443/1/che-strano-paese-l-italia
Due episodi hanno contrassegnato la cronaca italiana negli ultimi giorni.
Entrambi hanno riguardato i Carabinieri. In provincia di Massa Carrara la magistratura inquirente ha emanato otto provvedimenti di custodia cautelare nell’ambito di un'indagine su presunti episodi di abusi e violenze in alcune caserme della Lunigiana, in provincia di Massa Carrara.
Dalle notizie di stampa si è appreso che sarebbero stati contestati ai Carabinieri innumerevoli episodi di violenza, veri e propri pestaggi che a dire del Procuratore della Repubblica Aldo Giubilaro, sarebbero stati sistematici e metodici”.
Secondo l’ipotesi dei PM, in una circostanza quattro carabinieri avrebbero percosso duramente un extracomunitario costretto poi al ricovero in ospedale.
Ed ancora, i carabinieri avrebbero falsificato i relativi verbali . Ed ancora, sarebbe stato contestato a taluni degli stessi Carabinieri una violenza sessuale imposta ad una prostituta condotta in una caserma. Tra i Carabinieri sotto indagine ci sarebbero alcuni appuntati, carabinieri semplici, un brigadiere ed un maresciallo. All’attenzione dei PM ci sarebbero quasi un centinaio di episodi poco chiari.
Nelle indagini ci sarebbero denunce e o testimonianze delle persone che avrebbero subito abusi, intercettazioni telefoniche .Sembra che nel corso di una telefonata intercettata un carabiniere, raccomandava ad un altro carabiniere In una conversazione, uno dei carabinieri raccomandava a un collega di non confidare a nessuno di quello che accadeva in caserma: «Da questa caserma non deve uscire niente, dobbiamo essere come la mafia».
Fatti gravissimi ma si badi bene vale per tutti la presunzione di innocenza. Eppure i mass media hanno sottolineato come innumerevoli cittadini e personaggi politici locali si siano schierati, sin dall’inizio delle indagini con i carabinieri sotto inchiesta.
Ci sarebbe stata una manifestazione e sarebbero stati diffusi dei volantini su uno dei quali sarebbe stato scritto : «La Procura sta mal interpretando la realtà della strada, penalizzando l’esecuzione della nostra sicurezza. Conosciamo bene quei ragazzi in divisa e conosciamo anche coloro che li hanno accusati: sono quelli da cui ci proteggevano».
Ed altre manifestazioni di solidarietà popolari si sarebbero susseguite.
A Torino invece i Carabinieri hanno intercettato un immigrato all’atto di vendere abusivamente bottiglie di bevande trasportate in una busta di plastica mentre un suo connazionale trascinava un carrello pieno di birre.
Resisi conto della presenza dei militari, gli immigrati sarebbero fuggiti urlando e piangendo verso un gruppo di giovani della movida torinese che avrebbero circondato i carabinieri al fine di impedire loro i controlli.
Alcune donne si sarebbero avvicinate minacciosamente ai militari di una prima pattuglia, poi il gruppo sarebbe divenuto più nutrito al sopraggiungere di altri carabinieri.
Alcuni militari dell’Arma sarebbero stati sono stati spintonati.Oramai c’è una vera crisi di fiducia nell’istituzione. Se la Magistratura tenta di perseguire infedeli servitori dello Stato, si scatena la reazione dell’opinione pubblica contro i Pubblici ministeri che indagano sui Carabinieri. Se i Carabinieri tentano di far rispettare un’ordinanza della Sindaca di Torino che vieta in strada la vendita di bevande in vetro, la gente si scaglia contro i Carabinieri.
Secondo Nando Pagnoncelli, noto sondaggista,gli italiani, “hanno elaborato una sorta di senso civico fai da te”, un senso della legalità’ “selettivo” . Forse tutto ciò se ha una spiegazione, è molto pericoloso. Il fai da te rischia di far diventare la società un Far West dove non sono più i Giudici, dopo un processo a condannare, ma la folla con la sua pancia. Non sono più i Carabinieri a reprimere i reati ma la folla che parteggia per il povero immigrato di turno, salvo poi a schierarsi contro l’immigrazione.
Ed è di oggi la notizia della ribellione violenta di molti giovani a Torino contro una pattuglia di polizia che stava tentando di far rispettare il divieto di vendita di bottiglie di vetro in strada, aggredendo gli agenti e colpendone uno caduto a terra selvaggiamente a pugni e calci. Che strano paese l’Italia.
]]> Mon, 10 Jul 2017 00:00:00 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/443/1/che-strano-paese-l-italia carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) LA SOCIETA’ CIVILE HA TACIUTO https://www.carlovisconti.it/mc/446/1/la-societa-civile-ha-taciuto
NAPOLI - Un giudice accusa la città: "Omertosa Napoli, sul caso di Silvia Ruotolo in troppi hanno visto eppure hanno taciuto". Parole dure che arrivano dal pubblico ministero Carlo Visconti, il titolare dell' indagine sulla sparatoria del Vomero. Giudice Visconti, lei parla di omertà civile. "Intendo dire: omertà non camorristica ma proveniente da persone che vanno considerate come appartenenti alla società civile". In particolare a chi si riferisce? "C' era tanta gente presente al momento del delitto di Silvia Ruotolo. Alle tredici dell' undici giugno scorso. Ma, tranne un paio di testimoni ascoltati all' istante, tra quelli presenti a salita Arenella nessuno si è sognato di presentarsi al nostro ufficio o a quello della polizia per collaborare. Per aiutarci nella ricerca dei killer. Sconvolgente". E' amareggiato. "Mi ha profondamente deluso questa omertà civile. A salita Arenella, il giorno della sparatoria, si era formata una fila di almeno venti automobili e sul posto, in quel preciso momento, c' erano molte persone che hanno visto i camorristi sparare. Hanno tenuto per loro quelle immagini. Triste". Si parla tanto del ruolo che la società civile dovrebbe svolgere per isolare i clan e poi...
"E poi la realtà è l' omertà. Bisogna scuotere le coscienze. Se a Napoli esiste questa camorra, se esistono questi camorristi che sparano in piazza, tra la folla, colpendo vittime innocenti è anche colpa di chi, avendo visto, preferisce tacere e dimenticare". I fatti del Vomero hanno segnato un' estate tremenda per Napoli. "Per me questa città non potrà mai risorgere veramente se non si sconfiggerà l' omertà civile. Non basteranno mille eserciti e mille poliziotti in più. Da quell' undici giugno ci penso spesso: tanti occhi hanno visto i killer sparare, la signora Ruotolo cadere. Tanti occhi di persone perbene, professionisti, impiegati, madri come Silvia. Non speravo di avere la fila dietro la mia stanza, ma, sinceramente, contavo su un po' di collaborazione. Mi sbagliavo". E' pessimista per il futuro? "Noi, il collega della Procura Luigi Gay ed io, gli investigatori della Squadra Mobile, abbiamo messo l' anima in questa indagine; era un dovere morale; un impegno continuo ci ha portati avanti senza guardare orari e giorni di festa. Siamo pronti a rifarlo; noi, come tutti i colleghi del pool anticamorra di Napoli. Ma se la città non collaborerà, se resterà omertosa, non si verrà mai a capo della camorra".
]]> Mon, 26 Jun 2017 18:12:04 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/446/1/la-societa-civile-ha-taciuto carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Era il tempo della giustizia e del processo. https://www.carlovisconti.it/mc/442/1/era-il-tempo-della-giustizia-e-del-processo
]]> Mon, 26 Jun 2017 16:27:16 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/442/1/era-il-tempo-della-giustizia-e-del-processo carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Il sanpietrino, croce e delizia del cittadino - Di Carlo Visconti https://www.carlovisconti.it/mc/445/1/il-sanpietrino-croce-e-delizia-del-cittadino---di-carlo-visconti
Lavoro a Roma per cinque giorni alla settimana e ritorno a Napoli per il sabato e la domenica. Dunque vivo intensamente in due splendide città, la dura realtà del sampietrino, che viene definito dall’Enciclopedia Treccani “elemento lapideo di leucitite, a tronco di piramide a base quadrata, per la pavimentazione di varie strade urbane”. Paradossalmente, le strade a più intenso traffico, leggero e pesante, di entrambe le città, sono lastricate di sampietrini e certamente non di buone intenzioni. Ciclisti che soffrono ,centauri che cadono e si infortunano, automobilisti che imprecano per la rottura di sospensioni e braccetti delle loro auto,tassisti che bestemmiano. Insomma un coro unanime di maledizioni al sanpietrino, che nonostante ciò, continua a farla da padrone. La storia ci dice che fu Papa Sisto V nell’anno 1585 ad usarli per la prima volta a Roma e che ancora nel 1700 , Papa Clemente XII Corsini ne fece larghissimo e via via, tante altre strade di città italiane, furono pavimentate in questo modo. Non v’è dubbio che l’effetto scenico è stato delizioso. Una strada lastricata di sanpietrini, è certamente un’altra cosa. In tanti nostalgici ed esteti, sostengono che queste particolari pavimentazioni dei centri storici (e non solo), sono veri pezzi di storia, che donano alle città un fascino intramontabile. Sarà così ma il prezzo che i cittadini pagano è altissimo. Un metro quadrato di posa in opera di sampietrini costa circa 220 euro, la stessa superficie in asfalto moderno, ne costa 60. Per non parlare della manutenzione che impone al contribuente prezzi altissimi, se è fatta bene e con buone intenzioni. Il fatto è che non ci sono più carrozze o carrozzelle. Nelle strade dei centri urbani, viaggiano impietose file di autobus sempre più mastodontici, furgoni pesanti, autocarri che martoriano i bei pavimenti in sanpietrino. Eppure quest’ultimo resiste ad oltranza, con l’aiuto estremo delle soprintendenze alle belle arti, che oppongono divieti ferrei alle trasformazioni, con accanito zelo che, spesso, non è dato riscontrare nella tutela di bellissimi monumenti in rovina. Quale sarà il motivo? Non ho competenza di belle arti ma mi chiedo, tutti hanno ben preciso il significato di interesse pubblico? L’interesse pubblico è un insieme di tanti interessi privati che devono trovare appunto nell’interesse pubblico, un’armonica composizione, per assicurare il benessere della collettività. Ed allora da cittadino comune mi dico: perché un interesse se pur nobile tutelato dalle soprintendenze alle belle arti, deve in maniera così violenta prevalere sugli interessi di tanti che circolano soffrendo a piedi, in moto, in auto, in bicicletta? La massa enorme di incidenti causati dai sanpietrini, hanno addirittura indotto talune amministrazioni comunali ad imporre vistosamente in strade trafficate, ridicoli limiti di velocità a 25, 30 km all’ora, nel tentativo di limitare il contenzioso infortunistico. La Costituzione cita come interesse e diritto fondamentale il paesaggio. Ma questa accezione è stata trasformata anche in un diritto all’ambiente da parte del cittadino. Ed allora? Gli architetti delle Sovrintendenze continuano ad imporre divieti e proibizioni, per asfaltare strade urbane ad altissimo traffico. Pur di conservare lunga vita ai sanpietrini.Non sarebbe dunque ora di bilanciare meglio gli interessi in campo, lasciando gli splendidi cubetti nelle zone pedonali o di altissimo interesse artistico e storico, salvando la collettività da cadute, incidenti e quant’altro nelle arterie cittadine, anche centrali ma ad alta densità di traffico. Spero tanto nelle buone intenzioni e nella saggezza delle sovraintendenze e confido che non sia vero quanto affermava Luis Sepulveda e cioè che “disgraziatamente gli umani sono imprevedibili. Spesso con le migliori intenzioni causano i danni peggiori.“
]]> Mon, 26 Jun 2017 00:00:00 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/445/1/il-sanpietrino-croce-e-delizia-del-cittadino---di-carlo-visconti carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti) Deliberazione assunta dalla Corte costituzionale dell 8 febbraio 2017 https://www.carlovisconti.it/mc/444/1/deliberazione-assunta-dalla-corte-costituzionale-dell-8-febbraio-2017
La Corte costituzionale, riunita in sede non giurisdizionale, il giorno 8 febbraio 2017, alle ore 18, assente il Segretario Generale, ha assunto la seguente deliberazione e dispone che ne sia data immediata diffusione a tutte le segreteria dei giudici e a tutto il personale della Corte:
<< Il Segretario generale della Corte, dott. Carlo Visconti, è stato oggetto in queste settimane di critiche infondate e ingiuste, reiteratamente diffuse, con finalità diffamatorie all'interno della Corte. A tale scopo, sono stati illecitamente utilizzati una lettera privata e i canali di diffusione istituzionalemnte pubblici.
Il collegio esprime la sua piena solidarietà al Segretario generale, gli conferma la sua fiducia, e lo invita a proseguire con serenità e fermezza nell'esercizio delle sue funzioni.>>
]]> Mon, 26 Jun 2017 00:00:00 +0000 https://www.carlovisconti.it/mc/444/1/deliberazione-assunta-dalla-corte-costituzionale-dell-8-febbraio-2017 carlovisconti2017@gmail.com (Carlo Visconti)