Source: http://paperzz.com/doc/5325715/deliberazione-n%C2%B0-x---2655-seduta-del-14-11-2014
Timestamp: 2017-01-22 03:56:12+00:00
Document Index: 34140107

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art.2']

DELIBERAZIONE N° X / 2655 Seduta del 14/11/2014
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DELIBERAZIONE N° X / 2655 Seduta del 14/11/2014embedintegration code for your site or blogWidth: (Auto)
DELIBERAZIONE N&deg; X / 2655
MARIO MANTOVANI Vice Presidente
MARIA CRISTINA CANTU'
Seduta del 14/11/2014
Con l'assistenza del Segretario Fabrizio De Vecchi
Su proposta dell'Assessore Maria Cristina Cant&ugrave;
PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE IN MATERIA DI GRAVISSIME DISABILITA' IN CONDIZIONE DI
DIPENDENZA VITALE, DI CUI AL FONDO NAZIONALE PER LE NON AUTOSUFFICIENZE ANNO 2014. PRIME
Si esprime parere di regolarit&agrave; amministrativa ai sensi dell'art.4, comma 1, l.r. n.17/2014:
lI Dirigente
Rosella Petrali
Il Direttore Generale Giovanni Daverio
L'atto si compone di 19 pagine
di cui 9 pagine di allegati
VISTO l’articolo 2 dello “Statuto d’Autonomia della Lombardia”, approvato con l. r.
statutaria 30 agosto 2008, n.1;
la l. r.6 dicembre 1999, n. 23 “Politiche regionali per la famiglia” che all’art. 4,
comma 12, prevede il sostegno e la valorizzazione dell’assistenza a domicilio in
tutti i settori di intervento sociale e sanitario, come metodologia e come
intervento specifico alternativo all’istituzionalizzazione;
la l. r. 5 gennaio 2000, n. 1 “Riordino del sistema delle autonomie in Lombardia:
Attuazione del d. lgs. 31 marzo 1998, n. 112”;
la l. r. 12 marzo 2008, n. 3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla
persona in ambito sociale e sociosanitario”, e successive modificazioni con l. r.
n. 2/2012, in particolare:
l'art. 2, comma 1, lettere g) e h) che valorizza e sostiene il ruolo della
famiglia anche per la cura della persona e promuove interventi volti a
favorire la permanenza di persone fragili nel proprio contesto abituale di
l’art. 10, comma 1, che individua nei titoli sociali e sociosanitari gli
strumenti volti a sostenere la permanenza a domicilio delle persone fragili
e a riconoscere l’impegno diretto delle reti familiari nell’assistenza
continuativa;
la l. r. 30 dicembre 2009, n. 33 “Testo unico delle leggi regionali in materia di
sanit&agrave;”;
VISTI i seguenti atti di programmazione regionale:
la d.c.r. 17 novembre 2010, n. 88 di approvazione del “Piano Socio Sanitario
Regionale 2010/2014” (PSSR) che, al capitolo “La rete dei servizi socio sanitari e
territoriali”, richiama la necessit&agrave; dell’approccio multidisciplinare per la lettura
dei bisogni complessi delle persone fragili per promuovere risposte orientate
alla presa in carico complessiva della persona e della sua famiglia e individua
tra le azioni prioritarie quella di favorire la permanenza delle persone fragili nel
proprio ambiente di vita;
la d.g.r. 15 dicembre 2010, n. 983 di adozione del Piano d’Azione Regionale per
le politiche in favore delle persone con disabilit&agrave; 2010/2020 che individua tra gli
obiettivi generali, da perseguire nell’area della salute e dell’assistenza, quello
relativo al sostegno alla famiglia nell’accoglienza e nella cura;
VISTE inoltre le seguenti delibere della Giunta regionale in materia di interventi a
favore di persone in Stato Vegetativo e per le non autosufficienze:
d.g.r. 4 agosto 2011, n. 2124 “Linee di indirizzo per l’assistenza di persone in stato
vegetativo: sperimentazione e finanziamento a carico del Fondo Sanitario” che
ha fissato a 10 il punteggio massimo assegnabile con la Glasgow Coma Scale
per indicare la condizione di stato vegetativo”;
d.g.r. 25 ottobre 2012, n. 4222 “Approvazione delle Linee guida propedeutiche
agli indirizzi per l’assistenza a persone in stato vegetativo nelle unit&agrave; di offerta
socio sanitarie”;
d.g.r. 27 settembre 2013, n. 740 “Approvazione del Programma operativo
regionale in materia di gravi e gravissime disabilit&agrave; di cui al Fondo Nazionale
per le Non Autosufficienza Anno 2013 e alla d.g.r. n. 590/2013. Determinazioni
conseguenti”;
RICHIAMATI inoltre i seguenti provvedimenti assunti nell’attuale X Legislatura:
la d.c.r. 9 luglio 2013, n. 78 “Programma regionale di sviluppo della X
Legislatura” (PRS) che richiama la necessit&agrave; di una rinnovata attenzione alle
modalit&agrave; di sostegno alla famiglia, al suo ruolo sociale e ai diversi bisogni dei
suoi componenti, soprattutto in presenza di particolari situazioni di disabilit&agrave; che
impegnano le famiglie in modo considerevole sia dal punto di vista delle cure
sia da quello economico;
la d.g.r. 14 maggio 2013, n. 116 “Determinazioni in ordine all’istituzione del
fondo regionale a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili: atto
d’indirizzo” che prevede di tutelare il benessere di tutti i componenti della
famiglia, agevolando e sostenendo armoniose relazioni familiari, pur in
presenza di problematiche complesse derivanti da fragilit&agrave;, ed individua, tra i
destinatari prioritari degli interventi, persone con gravi e gravissime disabilit&agrave; e
persone anziane fragili e non autosufficienti, in condizione di dipendenza, totale
o parziale, dall’accudente per le funzioni vitali e primarie;
la d.g.r. 20 dicembre 2013, n. 1185 “Determinazioni in ordine alla gestione del
servizio socio sanitario regionale per l’esercizio 2014”, in particolare l’Allegato 4
relativo all’ambito socio sanitario;
DATO ATTO che la succitata d.g.r. n. 116/2013 &egrave; volta:
ad orientare le politiche verso interventi che sappiano rispondere al recente
trend evolutivo della domanda con esigenze di maggiore flessibilit&agrave; e qualit&agrave;,
indirizzata ad una rete di sostegno ed aiuto alle persone fragili e alle loro
famiglie, con l’obiettivo di favorire la loro permanenza al domicilio e valorizzare
il ruolo che gi&agrave; la famiglia svolge nella cura e nell’accudimento dei propri
ad ampliare la programmazione delle reti di Unit&agrave; d’Offerta e sviluppare le reti
di prossimit&agrave;, costituite da un complesso di risorse professionali, organizzative e
di servizi dedicati a farsi carico delle persone fragili nei loro contesti di vita;
ad accompagnare le persone e le loro famiglie, durante le diverse fasi della
vita, con una realizzazione articolata e flessibile degli interventi, attenta ai
bisogni ed alle domande da esse poste;
ad offrire risposte prioritariamente orientate alle persone fragili che non
accedono alla rete d’offerta sociosanitaria o che da essa ricevono risposte
parziali o frammentarie rispetto ai bisogni espressi, e ci&ograve; anche al fine di
garantire un’azione di manutenzione alla rete dei servizi in relazione allo
sviluppo della diversificazione dei bisogni;
DATO ATTO altres&igrave; che la citata la d.g.r. n.1185/2013 individua la Cabina di regia e la
valutazione multidimensionale quali strumenti fondamentali per l’attivazione di azioni
integrate, che possano concretamente favorire uno stretto raccordo tra ASL e
Comuni/Ambiti territoriali e coordinamento delle attivit&agrave; e degli interventi;
l’art. 1 della legge n. 296/2006, e in particolare il comma 1264 che istituisce un
fondo denominato “Fondo per le non autosufficienze” e il comma 1265 che
dispone che gli atti e i provvedimenti concernenti l’utilizzazione del Fondo per
le non autosufficienze sono adottati dal Ministro della solidariet&agrave; sociale, di
concerto con il Ministro della salute, con il Ministro delle politiche per la famiglia
e con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di
Conferenza unificata di cui all’art. 8 del Decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
il Decreto interministeriale del 7 maggio 2014 “Ripartizione delle risorse
finanziarie affluenti al Fondo per le non autosufficienze, per l'anno 2014&quot;,
pubblicato sulla G.U. n. 214 del 15/09/2014, con il quale le complessive risorse,
pari ad euro 340 milioni, sono state attribuite alle Regioni, di cui alla Lombardia
la quota di € 51.714.000, per le finalit&agrave; di cui all’art. 2, del medesimo decreto,
nel rispetto dei modelli organizzativi regionali, per la realizzazione di prestazioni,
interventi e servizi assistenziali nell’ambito dell’offerta integrata di servizi
sociosanitari in favore di persone non autosufficienti, individuando le aree
prioritarie di intervento;
l’Accordo sancito in sede di Conferenza Unificata il 5 agosto 2014 &quot;Accordo, ai
sensi dell'articolo 3, comma 2, del Decreto interministeriale 7 maggio 2014 di
riparto del Fondo Nazionale per le non autosufficienze, annualit&agrave; 2014, per la
definizione di disabilit&agrave; gravissima e il connesso utilizzo delle risorse del Fondo
per le non autosufficienze&quot; con il quale si stabilisce che le Regioni devono
destinare una quota non inferiore al 40% delle risorse assegnate per interventi a
favore di persone in condizione di disabilit&agrave; gravissima, cos&igrave; definite: “persone in
condizione di dipendenza vitale che necessitano a domicilio di assistenza
continuativa e monitoraggio di carattere sociosanitario nelle 24 ore, per bisogni
complessi derivanti dalle gravi condizioni psicofisiche, con la compromissione
delle funzioni respiratorie, nutrizionali, dello stato di coscienza, privi di autonomia
motoria e/o comunque bisognosi di assistenza vigile da parte di terza persona
per garantirne l'integrit&agrave; psico-fisica”;
CONSIDERATO che il citato Decreto interministeriale prevede, all’art. 5, che le Regioni
adottino un piano per l’attuazione degli interventi di cui al comma 1 dell’art. 2 e che il
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali proceder&agrave; all’erogazione delle risorse
spettanti a ciascuna regione una volta valutata la coerenza del predetto piano con
le finalit&agrave; di cui all’art. 2;
PRESO ATTO che la Direzione Generale Famiglia, Solidariet&agrave; Sociale e Volontariato ha
inoltrato il 3/09/2014, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la proposta di
“Piano attuativo Regione Lombardia – Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze
2014” proponendo di destinare una quota del 45%, pari ad € 23.271.300, superiore
alla percentuale indicata dal citato Accordo del 5/8/2014 e che successivamente il
Ministero ha dato comunicazione di approvazione;
quanto stabilito dal Decreto interministeriale per il FNA 2014, art 4 “Integrazione
socio sanitaria”, in ottica di risposta complessiva ed unitaria ai bisogni delle
persone non autosufficienti, richiama la necessit&agrave; di flessibilit&agrave; delle risposte e di
integrazione delle risorse ancorch&eacute; derivanti da fonti diverse di finanziamento al
fine di assicurare un budget di cura coerente con i bisogni della persona e
della sua famiglia;
la d.g.r n. 740/2013, in armonia con gli elementi caratterizzanti il budget di cura,
aveva stabilito con il Programma operativo regionale FNA 2013, di integrare le
risorse del FNA con le risorse derivanti dal Fondo Sanitario Regionale per la
realizzazione della Misura B1 a favore delle persone con disabilit&agrave; gravissime;
il Piano regionale FNA 2014 realizza le misure e) ed f) dell’art. 2 del citato
decreto interministeriale, individua in buoni e voucher gli strumenti per
compensare economicamente le prestazioni di cura che vengono rese
direttamente dai famigliari o acquistate da assistenti personali - quali forme di
autosoddisfacimento dei bisogni di cura - oppure per l’acquisto di interventi a
sostegno del mantenimento a domicilio della persona fragile e a complemento
dell’assistenza domiciliare (es. ricoveri di sollievo, prestazioni complementari al
Servizio di Assistenza Domiciliare);
RITENUTO di approvare il “Piano attuativo Regione Lombardia – Fondo Nazionale per
le Non Autosufficienze 2014”, di cui all’Allegato A, parte integrante e sostanziale del
presente atto;
CONSIDERATO che gli Ambiti territoriali comunali stanno ancora completando
l’attuazione della Misura B2 ex d.g.r. n. 740/2013 e che gli esiti del monitoraggio sono
in fase di approfondimento valutativo da parte della Direzione Generale Famiglia,
Solidariet&agrave; Sociale e Volontariato congiuntamente con ANCI;
RITENUTO pertanto, alla luce di quanto sopra esplicitato, di:
approvare la prima parte del “Programma operativo regionale – FNA 2014“,
relativamente alla Misura B1 per le persone con disabilit&agrave; gravissima in
dipendenza vitale che sar&agrave; realizzata attraverso le ASL, di cui all’Allegato B,
parte integrante e sostanziale del presente atto;
rinviare a successivo provvedimento della Giunta regionale l’approvazione
della seconda parte del “Programma operativo regionale - FNA 2014”,
relativamente alla Misura B2 che sar&agrave; realizzata attraverso gli Ambiti territoriali,
anche con riferimento agli esiti della valutazione in atto;
PRECISATO che i criteri definiti per la valutazione della condizione di dipendenza
vitale, di cui al sopra citato Allegato B, coerenti con quanto disposto dalla normativa
ministeriale sopra richiamata, sostituiscono i precedenti criteri stabiliti con la d.g.r. n.
740/2013 riferita al FNA 2013;
RITENUTO di dare continuit&agrave; ai progetti afferenti alla Misura B1 ex d.g.r. n. 740/2013
approvati alla data del 31 ottobre 2014, in considerazione della fase di prima
applicazione dell’esercizio intercorso;
CONSIDERATO che, per rispondere alla complessit&agrave; delle domande di salute nell’area
dei bisogni delle non autosufficienze e delle fragilit&agrave;, &egrave; priorit&agrave; strategica porre
attenzione alla globalit&agrave; dei bisogni della persona, assumere un approccio unitario ai
suoi problemi di salute e garantire la necessaria flessibilit&agrave; delle risposte e di
integrazione delle risorse, ancorch&eacute; derivanti da fonti diverse di finanziamento, in
un’ottica di budget di cura;
VALUTATO pertanto di integrare le risorse di € 23.271.300, derivanti dal FNA, con €
10.000.000, di provenienza dal Fondo Regionale socio sanitario a sostegno della
famiglia e dei suoi componenti fragili costituito con la citata DGR n. 116/2013, per
sostenere le persone con disabilit&agrave; gravissima in dipendenza vitale con i voucher
indicati nel citato Allegato B;
RITENUTO di ripartire le risorse disponibili come segue:
euro 23.271.300 derivanti dal FNA: una quota pari al 50% in relazione al numero
di persone che hanno beneficiato del Buono della Misura B1 ex DGR n.
740/2013 e una quota pari al 50% in relazione alla popolazione residente con
et&agrave; inferiore a 65 anni;
euro 10.000.000 derivanti dal Fondo Regionale socio sanitario a sostegno della
famiglia e dei suoi componenti fragili: una quota pari al 35% in relazione al
numero di minori che hanno beneficiato del Buono della Misura B1 ex DGR n.
740/2013 e una quota pari al 65% in relazione al numero di adulti e anziani che
hanno beneficiato del Buono della Misura B1 ex DGR n. 740/2013;
STABILITO che il riparto delle risorse alle ASL sar&agrave; effettuato con successivo
provvedimento della Direzione Generale Famiglia, Solidariet&agrave; Sociale e Volontariato in
applicazione dei criteri di cui al precedente punto;
VALUTATO di attribuire alle ASL la funzione di monitoraggio e controllo costante degli
interventi di competenza, e di darne rendicontazione economica, quali-quantitativa
e di appropriatezza alla Regione, secondo successive e dettagliate indicazioni, in
ordine a tempi e modalit&agrave;, della Direzione Generale Famiglia Solidariet&agrave; Sociale e
PRESO ATTO che le modalit&agrave; di utilizzo del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze
2014, sopra specificate, sono state concordate con ANCI Lombardia e sottoscritte in
data 30 ottobre 2014;
VISTI gli accordi sottoscritti con le Associazioni familiari e dei pazienti in data 6
novembre 2014 nonch&eacute; con le rappresentanze delle Organizzazioni Sindacali il 7
novembre 2014 con le quali sono stati condivisi i criteri di riparto del FNA 2014, i criteri
per la valutazione della condizione di dipendenza vitale e gli strumenti da attivare
anche con la quota di risorse sanitarie regionali aggiuntive, in una logica di budget di
cura, nonch&eacute; le motivazioni per il differimento attuativo della Misura B2 che sar&agrave;
realizzata attraverso i Comuni/Ambiti territoriali;
DATO ATTO di rinviare a successivi provvedimenti della Direzione Generale
competente l’attuazione del presente provvedimento;
DATO ATTO che le risorse relative al FNA 2014 pari a euro 23.271.300,00 sono disponibili
sul capitolo 12.03.104.7222 e le risorse relative al Fondo sociosanitario per la famiglia
pari a euro 10.000.000,00 sono disponibili sul capitolo 13.01.104.10139 del bilancio
regionale per l’esercizio 2014;
RICHIAMATE la l.r. 20/08 e le dd.g.r. relative all’assetto organizzativo della Giunta
VAGLIATE e fatte proprie le suddette motivazioni;
1. di approvare il “Piano attuativo Regione Lombardia – Fondo Nazionale per le
Non Autosufficienze 2014”;
2. di approvare la prima parte del “Programma operativo regionale – FNA 2014“,
3. di stabilire che i criteri definiti per la valutazione della condizione di dipendenza
vitale, coerenti con quanto disposto dalla normativa ministeriale per il FNA 2014,
indicati nel citato Allegato B, sostituiscono i precedenti criteri stabiliti con la
d.g.r. n. 740/2013 riferita al FNA 2013;
4. di stabilire di dare continuit&agrave; ai progetti afferenti alla Misura B1 ex d.g.r. n.
740/2013 approvati alla data del 31 ottobre 2014, in considerazione della fase
di prima applicazione dell’esercizio intercorso;
5. di rinviare a successivo provvedimento della Giunta regionale l’approvazione
della seconda parte del “Programma operativo regionale –FNA 2014”,
relativamente alla Misura B2 che sar&agrave; realizzata attraverso i Comuni/Ambiti
6. di integrare le risorse di € 23.271.300, derivanti dal FNA, con € 10.000.000, di
provenienza dal Fondo Regionale socio sanitario a sostegno della famiglia e
dei suoi componenti fragili costituito con la citata DGR n. 116/2013, per
sostenere le persone con i voucher indicati nel citato Allegato B;
7. di ripartire le risorse disponibili come segue:
euro 23.271.300 derivanti dal FNA: una quota pari al 50% in relazione al
numero di persone che hanno beneficiato del Buono della Misura B1 ex
DGR n. 740/2013 e una quota pari al 50% in relazione alla popolazione
residente con et&agrave; inferiore a 65 anni;
euro 10.000.000 derivanti dal Fondo Regionale socio sanitario a sostegno
della famiglia e dei suoi componenti fragili: una quota pari al 35% in
relazione al numero di minori che hanno beneficiato del Buono della
Misura B1 ex DGR n. 740/2013 e una quota pari al 65% in relazione al
numero di adulti e anziani che hanno beneficiato del Buono della Misura
B1 ex DGR n. 740/2013;
8. di stabilire che il riparto delle risorse alle A.S.L. sar&agrave; effettuato con successivo
provvedimento della Direzione Generale Famiglia, Solidariet&agrave; Sociale e
Volontariato in applicazione dei criteri di cui al precedente punto;
9. di dare atto che le risorse relative al F.N.A. 2014 pari a euro 23.271.300,00, per la
Misura B 1, sono disponibili sul capitolo 12.03.104.7222 e le risorse relative al
Fondo sociosanitario per la famiglia pari a euro 10.000.000,00 sono disponibili sul
capitolo 13.01.104.10139 del bilancio regionale per l’esercizio 2014;
10. di attribuire alle ASL la funzione di monitoraggio e controllo costante degli
interventi di competenza, e di darne rendicontazione economica, qualiquantitativa e di appropriatezza alla Regione, secondo successive e
dettagliate indicazioni, in ordine a tempi e modalit&agrave;, della Direzione Generale
Famiglia Solidariet&agrave; Sociale e Volontariato;
11. di rinviare a successivi provvedimenti della Direzione Generale competente
l’attuazione del presente provvedimento;
12. di disporre la pubblicazione del presente atto sul BURL, sul sito della Direzione
Generale Famiglia, Solidariet&agrave; Sociale e Volontariato, nonch&eacute; per la
pubblicazione ai fini dell’adempimento degli obblighi sulla pubblicit&agrave; e sulla
trasparenza ai sensi del D. Lgs. 33/2013, artt. 26 e 27, e di darne comunicazione
alle ASL.
FONDO PER LE NON AUTOSUFFICIENZE 2014
PIANO ATTUATIVO REGIONE LOMBARDIA
L’incremento dell’incidenza delle malattie croniche e degenerative, l’invecchiamento della popolazione,
l’aumento dell’aspettativa di vita, la presenza delle diverse comorbosit&agrave; e la loro dinamica interazione nel
processo disabilitante, che diventano particolarmente rilevanti in et&agrave; anziana, configurano un quadro
differenziato di bisogni, in alcune situazioni di particolare complessit&agrave;, che sollecitano al sistema sanitario,
socio sanitario e sociale un sforzo rilevante in termini di risorse umane ed economiche, senza dimenticare
che tali bisogni richiedono alle famiglie impegni assistenziali, psicologici e finanziari assolutamente nuovi e
che spesso disarticolano l’organizzazione della quotidianit&agrave; familiare.
In talune situazioni, ma soprattutto nelle persone di et&agrave; avanzata, lo stato di cronicit&agrave; si accompagna alla
condizione di fragilit&agrave; che intreccia sia gli aspetti clinici legati alla patologia, sia le risorse fisiche (aspetti
funzionali delle attivit&agrave; corporee e della vita quotidiana), psicologiche (risorse cognitive, emotive e
comportamentali) e sociali (relazioni con gli altri, apertura all’esterno, interazione con l’ambiente,
adattabilit&agrave; e socialit&agrave;). La fragilit&agrave; dunque &egrave; una condizione particolarmente frequente e provoca un
conseguente rapido deterioramento dello stato di salute, che non &egrave; completamente spiegabile sulla base di
una patologia specifica, anche se ovviamente malattia e scompenso funzionale si sovrappongono ed
interagiscono reciprocamente con la fragilit&agrave;.
In Lombardia ci sono oltre 2 milioni di anziani con pi&ugrave; di 65 anni, le persone con pi&ugrave; di 75 anni sono 971.931
e rappresentano i 10% della popolazione lombarda che conta 9.700.881 di abitanti. Si pu&ograve; stimare che le
persone anziane (maggiori di 65 anni) non autosufficienti e/o fragili siano circa 380.000.
A questi si
aggiungono circa 310.000 persone con disabilit&agrave;, corrispondenti al 3,1% della popolazione residente, di cui
circa 26.000 minori (fonte: elaborazione su popolazione lombarda 2012, assumendo dato prevalenza
disabilit&agrave; da “Indagine multiscopo” ISTAT 2005), di queste le persone con grave/gravissima disabilit&agrave; &egrave;
stimabile, sulla base dei dati INPS, in 37.825 persone di cui 4.831 minori.
In tale contesto, in questi ultimi anni &egrave; stata posta particolare attenzione al tema delle disabilit&agrave; gravissime,
anche in considerazione del fatto che il progresso della medicina in campo farmacologico e tecnologico,
coniugato con il miglioramento della qualit&agrave; dell’assistenza erogata attraverso i servizi sociosanitari e
sociali, ha favorito un prolungamento dell’aspettativa di vita anche di persone ad alta fragilit&agrave;.
Il concetto di “disabilit&agrave; gravissima”, definita dal Decreto Interministeriale relativo al Fondo Nazionale per
le Non Autosufficienze per l’anno 2014, quale condizione di dipendenza vitale di persone che necessitano a
domicilio di assistenza continua nelle 24 ore, non coincide con quella che esita dalla valutazione della
Commissione di accertamento dello stato di invalidit&agrave; civile, n&eacute; con quella per il riconoscimento
dell’handicap grave ai sensi della L. 104/1992. La Commissione per l’invalidit&agrave; civile riconosce l’indennit&agrave; di
accompagnamento alle persone che non sono in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, oppure si
trovano nell’impossibilit&agrave; di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore. &Egrave; evidente che
tali condizioni non equivalgono alla “dipendenza vitale”.
Gli interventi, da sostenere con le risorse del Fondo Non Autosufficienza per l’anno 2014, saranno attivati
attraverso le ASL ed i Comuni a favore di persone non autosufficienti e persone con disabilit&agrave; gravissima per
favorirne la permanenza a domicilio. I beneficiari saranno individuati attraverso la valutazione
multidimensionale effettuata dalle &eacute;quipe pluriprofessionali attivate in ogni ASL del territorio regionale che
sono anche incaricate di stendere i piani personalizzati. Nel corso del 2014 con risorse regionali &egrave; stato
predisposto un piano formativo, che ha coinvolto oltre 700 operatori, per l’addestramento all’uso della
scala di valutazione InterRai Home care adottata dalla Regione come nuovo strumento omogeneo di
valutazione multidimensionale, scala che entrer&agrave; formalmente in vigore dal gennaio 2015 in sostituzione
dello strumento attualmente in uso.
In Lombardia il Distretto sanitario coincide con l’Ambito territoriale dei Comuni fin dalla loro costituzione,
ci&ograve; ha consentito e consente una programmazione degli interventi sociali, di competenza dei Comuni, in
integrazione con quella sociosanitaria di competenza delle ASL, facilitando pertanto una presa in carico
integrata della persona, da un lato, ed un uso razionale e coordinato delle risorse, dall’altro. A tal proposito
si evidenzia che con DGR n. 326/2013 &egrave; stato definita la costituzione in ogni ASL di una “Cabina di regia” per
promuovere l’integrazione istituzionale tra ASL e Comuni; la Cabina di Regia &egrave; il luogo ove garantire la
programmazione, il governo, il monitoraggio e la verifica degli interventi sociosanitari e sociali erogati da
ASL e Comuni, singoli o associati, nelle aree comuni di intervento.
Tutte le azioni sopra descritte, e quelle che saranno realizzate con il FNA 2014 e di seguito delineate, si
armonizzano con quelle gi&agrave; attivate da Regione Lombardia con i provvedimenti attuativi della DGR 14
maggio 2013, n. 116 “Determinazioni in ordine all'istituzione del Fondo regionale a sostegno della famiglia
e dei suoi componenti fragili: atto di indirizzo”, che ha delineato le priorit&agrave; delle politiche regionali di
Welfare riguardanti il sostegno innanzitutto delle persone e delle famiglie con fragilit&agrave;, considerando la
dinamicit&agrave; dei bisogni e la necessit&agrave; di individuare risposte appropriate e flessibili, mirate ad assicurare la
permanenza delle persone fragili nel loro contesto socio familiare di vita e a valorizzare i compiti di
assistenza e cura della famiglia.
Tab.1 – Allocazione risorse
(Art. 2 co.1 decreto 7 maggio 2014)
a) la previsione o il rafforzamento, ai fini della massima semplificazione degli
aspetti procedurali, di punti unici di accesso alle prestazioni e ai servizi
localizzati negli ambiti territoriali di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a), del
presente decreto, da parte di Aziende Sanitarie e Comuni, cos&igrave; da agevolare e
semplificare l’informazione e l’accesso ai servizi socio-sanitari
Regione Lombardia ha gi&agrave; presenti sul territorio i punti unici di accesso (PUA) per
agevolare e semplificare l’informazione e l’accesso ai servizi da parte di persone non
autosufficienti, rafforzati con le risorse del FNA 2008 e 2009, come da indicazioni
ministeriali. Inoltre, sono presenti in tutte le ASL i Centri per l’assistenza domiciliare
(CeAD) costituiti con la DGR 11/12/2009, n. 10759, per coordinare l’impiego di tutte le
risorse e tutti gli interventi socio sanitari e sociali in ambito domiciliare. Attualmente i
CeAD sono presenti in tutte le ASL, svolgono le loro funzioni a livello distrettuale
Somme allocate
assicurando elevata accessibilit&agrave; alle persone non autosufficienti, garantendo loro una
risposta rapida ed integrata sulla base di un piano di assistenza individuale.
Lo Sportello Unico Welfare, previsto dal Programmazione regionale per la presente
Legislatura, sul quale sono attualmente attive alcune significative azioni innovative da
parte di alcune ASL lombarde sul suo modello organizzativo, potr&agrave; costituire il momento
di sintesi e di regia delle varie articolazioni oggi presenti sul territorio.
Nel 2014, in alcune Asl sono state avviate azioni innovative volte a definire il modello
organizzativo funzioni dello Sportello Unico Welfare, previsto dal Programma regionale
di sviluppo della presente legislatura: l’obiettivo &egrave; fare, appunto, dello Sportello Unico
Welfare, un momento di regia e di sintesi delle varie articolazioni oggi presenti sul
territorio. Ai punti di accesso istituiti dalle ASL e dai Comuni, si &egrave; affiancato in
Lombardia, con competenza ed entusiasmo, il Terzo Settore che offre informazioni e
orientamento ai diversi servizi. Il territorio &egrave; quindi ricco di risorse, che necessitano di
essere convolte in un progetto comune.
b) l’attivazione o il rafforzamento di modalit&agrave; di presa in carico della persona non
autosufficiente attraverso un piano personalizzato di assistenza, che integri le
diverse componenti sanitaria, sociosanitaria e sociale in modo da assicurare la
continuit&agrave; assistenziale, superando la frammentazione tra le prestazioni erogate
dai servizi sociali e quelle erogate dai servizi sanitari di cui la persona non
autosufficiente ha bisogno e favorendo la prevenzione e il mantenimento di
condizioni di autonomia, anche attraverso l’uso di nuove tecnologie
In Regione Lombardia, la modalit&agrave; di presa in carico della persona non autosufficiente
prevede sempre la stesura del piano assistenziale individuale, predisposto a seguito di
valutazione multidimensionale da parte di &eacute;quipe pluriprofessionali. In esso trovano
ricomposizione pertanto tutti gli interventi necessari –sociali e socio sanitari- per
rispondere ai bisogni della persona fragile e garantire la continuit&agrave; assistenziale.
c) l’implementazione di modalit&agrave; di valutazione della non autosufficienza
attraverso unit&agrave; multiprofessionali UVM, in cui siano presenti le componenti
clinica e sociale, utilizzando le scale gi&agrave; in essere presso le Regioni, tenendo
anche conto, ai fini della valutazione bio-psico-sociale delle condizioni di
bisogno, della situazione economica e dei supporti fornibili dalla famiglia o da
chi ne fa le veci
In Regione Lombardia sono state attivate &eacute;quipe multiprofessionali in ogni ASL. Sono
composte da medico, infermiere e assistente sociale, quest’ultimo operatore &egrave; in molti
casi l’assistente sociale comunale. La valutazione multidimensionale &egrave; effettuata con
strumenti omogenei su tutto il territorio regionale che tengono nel dovuto conto il ruolo
svolto dalla famiglia nella cura della persona fragile.
d) l’attivazione o il rafforzamento del supporto alla persona non autosufficiente e
alla sua famiglia attraverso l’incremento dell’assistenza domiciliare, anche in
termini di ore di assistenza tutelare e personale, al fine di favorire l’autonomia e
la permanenza a domicilio, adeguando le prestazioni alla evoluzione dei modelli
di assistenza domiciliari
Tale intervento sar&agrave; garantito attraverso le risorse del Fondo Nazionale delle Politiche
e) la previsione di un supporto alla persona non autosufficiente e alla sua famiglia
eventualmente anche con trasferimenti monetari nella misura in cui gli stessi
siano condizionati all’acquisto di servizi di cura e assistenza domiciliari o alla
fornitura diretta degli stessi da parte di familiari e vicinato sulla base del piano
personalizzato, di cui alla lettera b), e in tal senso monitorati
Gli interventi saranno garantiti attraverso le ASL, per le persone con disabilit&agrave; gravissima
(v. Tabella 2), e attraverso i Comuni per sostenere le famiglie con soggetti fragili in
condizione di non autosufficienza, sulla base del piano di assistenza individuale.
In particolare si prevede l’erogazione di buoni sociali per acquistare le prestazioni di € 42.714.000
assistenza tutelare e/o educativa da parte di assistenti familiari o per compensare la
fornitura diretta di assistenza da parte dei famigliari.
f) la previsione di un supporto alla persona non autosufficiente e alla sua famiglia
eventualmente anche con interventi complementari all’assistenza domiciliare, a
partire dai ricoveri di sollievo in strutture sociosanitarie, nella misura in cui gli
stessi siano effettivamente complementari al percorso domiciliare, assumendo
l’onere della quota sociale e di altre azioni di supporto individuate nel progetto
personalizzato, di cui alla lettera b), e ad esclusione delle prestazioni erogate in
ambito residenziale a ciclo continuativo di natura non temporanea
Gli interventi complementari all’assistenza domiciliare, saranno garantiti per sostenere le
famiglie con soggetti fragili in condizione di non autosufficienza, ivi comprese le persone
con disabilit&agrave; gravissime, sulla base del piano di assistenza individuale.
I titoli erogati dai Comuni, con le risorse del Fondo Nazionale per le Non € 9.000.000
Autosufficienze, possono essere finalizzati, in un’ottica di flessibilit&agrave; del sistema dei
servizi, anche all’acquisto di pacchetti di prestazioni di diversa natura presso Unit&agrave;
d’offerta residenziali o diurne socio sanitarie o sociali (es. periodi di sollievo,
partecipazione ad attivit&agrave; diurne proposte da Strutture residenziali/diurne, attivit&agrave;
motoria ed in particolare Attivit&agrave; Fisica Adattata - AFA-, pet therapy, ecc.)
N.B. Le risorse indicate ai punti e) ed f) sono complessive (€ 51.714.000), ricomprendono la quota del 45% del
FNA destinata a persone con disabilit&agrave; gravissima (€ 23.271.300) e del restante 55% (€ 28.442.700) destinato a
persone con disabilit&agrave; grave e ad anziani non autosufficienti.
Tab. 2 – Disabilit&agrave; gravissime
Interventi a favore di persone con disabilit&agrave; gravissime - Art. 3 co.1 decreto 7 maggio Somme allocate (€)
2014, e art. 2, co. 1, dello Schema di accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro della salute, le Regioni e
Province Autonome di Trento e Bolzano e le Autonomie locali per la definizione di
disabilit&agrave; gravissima e il connesso utilizzo delle risorse del Fondo per le non
Gli interventi si concretizzeranno nell’erogazione, attraverso le Aziende Sanitarie Locali,
alla famiglia o alla persona di buono sociale per l’acquisto di prestazioni di assistenza
(tutelare e/o educativa) da parte di assistenti familiari o per compensare la fornitura
diretta delle stesse da parte di famigliari. La presa in carico della persona e le prestazioni
da erogare saranno definite dal Piano di assistenza individuale (PAI), a seguito di
valutazione multidimensionale integrata ASL/Comune utilizzando gli strumenti
€ 23.271.300
Finalit&agrave; di cui all’art. 2 del decreto interministeriale alle quali fa riferimento l’intervento indicato (ai sensi
dell’art.2, co.1, dello Schema di Accordo si ricorda che sono finanziabili solo gli interventi di assistenza
domiciliare diretta ed indiretta
e) [X]
ALLEGATO B PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE ‐ FNA 2014 B1) MISURA A FAVORE DELLE PERSONE CON DISABILIT&Agrave; GRAVISSIME IN DIPENDENZA VITALE Si concretizza in interventi di carattere assistenziale e socio sanitari atti a garantire la permanenza a domicilio e nel proprio contesto di vita delle persone in condizione di dipendenza vitale che necessitano a domicilio di assistenza continuativa e monitoraggio di carattere sociosanitario nelle 24 ore, per bisogni complessi derivanti dalle gravi condizioni psico‐fisiche, con la compromissione delle funzioni respiratorie, nutrizionali, dello stato di coscienza, privi di autonomia motoria e/o comunque bisognosi di assistenza vigile da parte di terza persona per garantirne l'integrit&agrave; psico‐
fisica. La misura sar&agrave; attuata attraverso l’erogazione alla persona di interventi per il soddisfacimento delle prestazioni complessive di assistenza. Questa linea d’azione, considerata di natura regionale, sar&agrave; realizzata attraverso le Aziende Sanitarie Locali, che avranno, tra l’altro, il compito di garantire la valutazione multidimensionale e di stendere il Progetto Individuale di Assistenza in raccordo con il Comune e con la persona destinataria/famiglia. RISORSE DESTINATE 
DESTINATARI Risorse FNA: € 23.271.300, quota pari al 45% delle risorse complessive FNA per l’erogazione del Buono finalizzato a sostenere il lavoro di cura della famiglia eventualmente coadiuvata da assistente familiare Risorse Fondo Regionale socio sanitario a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili ex DGR n. 116/2013: € 10.000.000 per l’erogazione di Voucher per interventi socio sanitari finalizzati al mantenimento della persona al proprio domicilio 1. Persone al domicilio in condizione di dipendenza vitale in base ai criteri qui stabiliti:  di qualsiasi et&agrave;, se affette da malattie del motoneurone o in Stato Vegetativo;  con et&agrave; inferiore ai 65 anni, se affette da altre patologie;  che hanno compiuto i 65 anni, affette da altre patologie, gi&agrave; prese in carico con la misura B1 di cui alla DGR n. 740/2013. Per persone in dipendenza vitale si intendono persone che hanno compromissioni: in almeno 1 dei seguenti domini:  MOTRICIT&Agrave;: dipendenza totale in tutte le attivit&agrave; della vita quotidiana (ADL): l’attivit&agrave; &egrave; svolta completamente da un’altra persona  STATO DI COSCIENZA  compromissione severa: raramente/mai prende decisioni  persona non cosciente e in almeno 1 dei seguenti altri domini  RESPIRAZIONE  Necessit&agrave; di aspirazione quotidiana  Presenza di tracheostomia VALUTAZIONE DELLE PERSONE PROGETTO INDIVIDUALE DI ASSISTENZA  Presenza di Ventilazione assistita (invasiva o non invasiva)  NUTRIZIONE  Necessita di modifiche dietetiche per deglutire sia solidi che liquidi  Combinata orale e enterale/parenterale  Solo tramite sondino naso‐gastrico (SNG)  Solo tramite gastrostomia (es.PEG)  Solo parenterale (attraverso catetere venoso centrale CVC) Sono persone in condizione di dipendenza vitale anche:  le persone che sono o solo in condizione di ventilazione assistita (invasiva o non invasiva) – dominio della RESPIRAZIONE‐ oppure in alimentazione parenterale attraverso catetere venoso centrale – dominio della NUTRIZIONE  le persone in di Stato Vegetativo: in base alla normativa regionale vigente sono le persone diagnosticate dalle Strutture sanitarie, all’atto della dimissione, con la Glasgow Coma Scale ‐ punteggio: valore fino a 10 Le persone valutate in dipendenza vitale devono necessitare anche di: 1. ASSISTENZA CONTINUATIVA: continuit&agrave; dell’assistenza resa da famigliari e/o assistente personale (se la persona fosse lasciata sola sarebbe esposta a pericoli sostanziali di vita) 2. MONITORAGGIO NELLE 24 ORE: monitoraggio delle condizioni di salute (parametri vitali) della persona e delle apparecchiature nell’arco delle 24 ore da parte di: ‐ operatori sanitari dei servizi pubblico o privato accreditato: MMG/PLS, operatore ADI; ‐ caregiver familiare/assistente personale, debitamente addestrati e supervisionati almeno settimanalmente da personale sanitario Valutazione multidimensionale: &egrave; la sintesi del profilo funzionale della persona e della valutazione sociale ‐ condizione familiare, abitativa e ambientale ‐ effettuata con modalit&agrave; integrata tra ASL e Comuni sulla base di specifici protocolli operativi definiti nell’ambito della Cabina di regia e in coerenza con gli indirizzi regionali che saranno forniti con successivo provvedimento della Direzione Generale competente. Costituisce parte rilevante e sostanziale della valutazione multidimensionale l’esplicitazione degli elementi che identificano la condizione di dipendenza vitale. Il Progetto Individuale di Assistenza contiene:  l’esito della valutazione multidimensionale della persona;  la descrizione dei fondamentali obiettivi realizzabili e/o raggiungibili e/o percorribili in termini di qualit&agrave; della vita della persona in condizione di dipendenza vitale e del suo nucleo familiare;  la descrizione degli interventi da sostenere con il Buono mensile STRUMENTI 
previsto dalla presente Misura, volti ad assicurare l’assistenza continuativa e il monitoraggio nell’arco delle 24 ore, dando evidenza del caregiver familiare e/o dell’assistente personale che assicurano l’assistenza continuativa e monitoraggio nelle 24 ore; la descrizione degli interventi da sostenere con Voucher socio sanitario previsto dalla presente Misura. Inoltre, nel Progetto dovranno essere evidenziate, in una logica di budget di cura e di presa in carico complessiva della persona, eventuali altri interventi di sostegno alla domiciliarit&agrave; quali ad esempio:  le prestazioni assicurate dall’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI): ‐ infermieristiche/OSS ad es. prevenzione e trattamento delle piaghe da decubito, gestione del catetere vescicale, gestione delle stomie, degli strumenti di ventilazione assistita, gestione della nutrizione artificiale, delle medicazioni, ecc. ‐ educative indirizzate alla persona e alla famiglia ad es. per aiuto e sostegno delle relazioni intra ed extra familiari, promozione risorse della famiglia e del contesto socio‐
relazionale, ecc.  la individuazione delle ulteriori prestazioni assicurate dall’ADI. Ai soli fini conoscitivi verranno inoltre rilevate e descritte:  altre forme integrative di quelle sopra individuate, volte a rispondere ai complessivi bisogni, ivi comprese eventuali ulteriori misure economiche di carattere assistenziale erogate da Enti pubblici o privati;  la condizione reddituale familiare. Considerando la natura del Progetto Individuale di Assistenza, esso &egrave; sottoscritto da un rappresentante della ASL, da un Rappresentante del Comune/Ufficio di Piano, dalla persona/famiglia e dal Responsabile del caso (case manager).  Buono mensile di € 1000: erogato senza limite di reddito e finalizzato a compensare le prestazioni di assistenza e monitoraggio assicurate dal caregiver familiare e/o da assistente personale impiegato con regolare contratto;  Voucher socio sanitario mensile erogato: ‐
fino ad un massimo di € 500 ai minori, con vita di relazione fortemente inibita, per progetti a carattere educativo/socializzante realizzati da unit&agrave; d’offerta sociosanitarie accreditate, oppure gi&agrave; autorizzate, anche sperimentalmente, da Comune/ASL/Regione. ‐
fino ad un massimo di € 360 per adulti e anziani per il monitoraggio delle condizioni di salute della persona da parte del personale sanitario e socio sanitario dell’ADI e per eventuali altre prestazioni di mantenimento della funzionalit&agrave; previste nel Progetto Individuale di Assistenza ed erogate da servizi socio sanitari accreditati e a contratto, nelle more dell’attuale disciplina dell’ADI. Compatibilit&agrave; erogazione Buono e Voucher con fruizione dei servizi ed interventi del complessivo sistema d’offerta: MONITORAGGIO, CONTROLLO E RENDICONTAZIONE MODALIT&Agrave; DI EROGAZIONE DEL BUONO
Le persone al domicilio in condizione di dipendenza vitale destinatarie del Buono possono fruire di:  interventi di assistenza domiciliare: Assistenza Domiciliare Integrata, Servizio di Assistenza Domiciliare  interventi di riabilitazione in regime ambulatoriale o domiciliare  ricovero ospedaliero o riabilitativo  ricovero di sollievo  accoglienza temporanea in unit&agrave; d’offerta residenziali socio sanitarie, nel caso di minori. L’erogazione del Buono non viene riconosciuta nei seguenti casi:  accoglienza definitiva presso Unit&agrave; d’offerta residenziali socio sanitarie (es. RSA, RSD, CSS, Hospice);  ricovero di sollievo nel caso in cui il costo del ricovero sia a totale carico del Fondo Sanitario Regionale;  inserimento in Unit&agrave; d’offerta semiresidenziali socio sanitarie (es. CDD, CDI, riabilitazione in diurno continuo). In caso di trasferimento della residenza della persona in altra regione l’erogazione del Buono viene interrotta. L’erogazione delle due tipologie di Voucher sopra indicate viene sospesa in tutti i casi nei quali la persona non si trovi presso il proprio domicilio sia definitivamente che temporaneamente. La ASL monitora e controlla costantemente gli interventi e ne d&agrave; rendicontazione economica, quali‐quantitativa e di appropriatezza alla Regione. Le ASL erogano il Buono a seguito d’istanza delle persone interessate e fino al 31 ottobre 2015. In una logica di continuit&agrave; della Misura, le persone gi&agrave; beneficiarie del Buono della Misura B1 ex DGR n. 740/2013 dovranno presentare istanza di prosecuzione secondo modalit&agrave; che le ASL individueranno al fine di semplificare il percorso amministrativo, anche con riferimento alla valutazione della situazione in base ai nuovi criteri qui stabiliti. Author