Source: http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/rubriche-C-98/i-quesiti-sul-decreto-81-C-100/i-quesiti-sul-decreto-81-il-psc-per-rischi-particolari-AR-10751/
Timestamp: 2016-10-22 21:29:11+00:00
Document Index: 7406990

Matched Legal Cases: ['art. 100', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 3', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 90']

I quesiti sul decreto 81: il PSC per rischi particolari
06 aprile 2011 - Cat: I quesiti sul decreto 81
Sull’obbligo o meno di redigere il PSC in presenza di rischi particolari. A cura di G. Porreca.
Bari, 6 APR -
Sull’obbligo o meno di redigere il PSC in presenza di rischi particolari. A
riferimento all’obbligo o meno di redigere il PSC
spesso ci si dimentica dell'art. 100 comma 1 del D. Lgs. n. 81/2008 relativo ai
contenuti del PSC, che deve contenere prescrizioni relative ai rischi
particolari di cui all'allegato XI del D. Lgs. n. 81/2008. In merito, quindi, non
va sempre redatto il PSC, con tutte le conseguenze immaginabili di nomine del
CSP/CSE ecc., in presenza di questi rischi, che è molto facile riscontrare in
qualsiasi cantiere (vedi ad esempio i lavori che espongono i lavoratori a
sostanze chimiche o biologiche che presentano rischi
particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori oppure lavori che
comportano un'esigenza legale di sorveglianza sanitaria)? Pubblicità
ritiene che sia corretta la interpretazione che il lettore dà delle
disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro contenute nel D.
Lgs. 9/4/2008 n. 81 relative in particolare all’obbligo della nomina da
parte del committente nei cantieri temporanei o mobili del coordinatore per la
sicurezza in fase di progettazione e della redazione del piano di sicurezza e
di coordinamento (PSC). Secondo l’interpretazione ipotizzata dal lettore,
infatti, dalla lettura dell’art. 100 del citato D. Lgs. n. 81/2008, secondo il
quale il PSC è un piano “costituito da
una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell'opera da
realizzare ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione, atte a
prevenire o ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi
compresi i rischi particolari di cui all'allegato XI”, rischi
particolari che, come è stato fatto osservare, è facile individuare nei
cantieri temporanei o mobili, discenderebbe comunque l’obbligo di redigere un
PSC e di nominare dei coordinatori per la sicurezza. Ma le cose in realtà non
stanno così. Il legislatore, infatti, nell’art. 100 comma 1 del D. Lgs. n.
81/2008 ha voluto dire che nel PSC vanno indicate in particolare le
prescrizioni atte a prevenire o ridurre i rischi di cui all’allegato XI dello
stesso D. Lgs. e non viceversa che in presenza di tali particolari rischi è
necessario redigere un PSC e quindi designare il coordinatore
per la progettazione al quale è stato imposto l’obbligo di farlo. Il
legislatore, infatti, fin dal D. Lgs. n. 494 del 1996 non ha inteso legare la
nomina del coordinatore e quindi la redazione dei PSC alla presenza di
particolari rischi ma a ben altre condizioni, poi riprese nell’articolo 90 del
commi 3 e 4 dell’art. 3 del D. Lgs. n. 494/1996, infatti, la nomina da parte
del committente dei coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei
lavori era stata richiesta nel caso fosse prevista la presenza, anche non
contemporanea, di più imprese oltre che per il verificarsi di altre condizioni
che si possono leggere nello stesso comma 3 e legate in particolar modo
all’entità del cantiere. La condizione della presenza di più imprese è stata
successivamente ribadita con l’art. 90 del D. Lgs. n. 81/2008, modificato poi
dal D. Lgs. correttivo 3/8/2009 n. 106, il quale ha precisato in più che le
imprese da computare, ai fini dell’applicazione dell’obbligo della designazione
del coordinatore, debbano essere solo quelle esecutrici tali intendendo quelle
imprese che partecipano alla realizzazione dell’opera o di parte di essa e non
ha invece inteso, si ritiene di sottolineare, di prendere in considerazione, come
da più parti auspicato, anche la presenza di eventuali lavoratori autonomi che
potessero trovarsi a svolgere la loro attività in cantiere. Il D. Lgs. n.
81/2008 ha anche provveduto, come già detto, a modificare le altre condizioni
in presenza delle quali è stata richiesta la nomina obbligatoria del
coordinatore per la progettazione ed ha inoltre, con il comma 11 dell’art. 90,
introdotto una deroga in base alla quale l’obbligo della designazione del
coordinatore per la progettazione “non si
applica ai lavori privati non soggetti a permesso di costruire in base alla
normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro 100.000”. Lo
stesso comma 11 ha fatto comunque salvo l’obbligo di nominare sempre il
coordinatore per l’esecuzione dei lavori disponendo altresì che questi in caso
di mancanza del coordinatore per la progettazione debba svolgere le funzioni di
quest’ultimo. Successivamente il Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali, in rispetto di un’altra disposizione del D. Lgs. n.
81/2008 (art. 90 comma 3) in base alla quale il CSP, per poter svolgere
correttamente le proprie funzioni, deve essere designato contestualmente
all’affidamento dell’incarico di progettazione dell’opera, ha emanata una Circolare,
la n. 30 del 29/10/2009, con la quale “invitava” opportunamente i committenti,
nei casi di esonero dalla nomina del CSP, a designare quello per l’esecuzione
al momento stesso dell’affidamento dell’incarico di progettazione dell’opera. Quindi,
per quanto sopra detto, nel caso che in cantiere operi un’unica impresa non è necessario,
in applicazione delle disposizioni di legge attualmente vigenti, né la nomina
del coordinatore né la redazione del PSC da parte dello stesso; né la presenza
in cantiere dei particolari rischi di cui all’allegato XV rende obbligatoria,
così come ipotizzato dal lettore, la nomina del coordinatore e la redazione del
PSC. Ma questa evenienza in realtà non si verificherà ancora per molto. E’
infatti opportuno ricordare in merito che dalla Corte di Giustizia europea, al
termine di un procedimento richiesto della
Commissione europea su segnalazione del GIP del Tribunale di Bolzano, è stata
emessa nei
confronti dello Stato membro italiano, in data 7/10/2010, una sentenza con la
quale lo stesso è stato invitato a rivedere ancora una volta le proprie
disposizioni di legge in merito all’obbligo della nomina dei coordinatori e
della redazione del PSC avendo constatato che le disposizioni stesse non
risultano essere conformi alle indicazioni fornite dalla corrispondente e
originaria direttiva europea dalla quale sono poi discesi sia il D. Lgs. n.
494/1996 che il D. Lgs. n. 81/2008. In tale sentenza, infatti, avente ad oggetto "Prescrizioni minime di sicurezza e di salute
da attuare nei cantieri temporanei o mobili – Art. 3 – Obblighi di
designare un coordinatore in materia di sicurezza e di salute nonché di
redigere un piano di sicurezza e di salute», la
Corte di Giustizia europea ha fatto presente che la normativa nazionale
italiana non rispetta il paragrafo 2 dell’art. 3 della direttiva del Consiglio
24 giugno 1992, 92/57/CEE, riguardante le prescrizioni minime di sicurezza e di
salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili, in quanto prevede l’obbligo
a carico del coordinatore per la sicurezza di redigere un piano di sicurezza e
di salute nel solo caso in cui, in un cantiere di lavori privati non soggetti a
permesso di costruire, intervengano più imprese, e non ha assunto invece come
criterio a fondamento di tale obbligo appunto i rischi particolari quali quelli
contemplati all’allegato XI della citata direttiva comunitaria. Ora quindi il
legislatore italiano, al fine di ottemperare alle
indicazioni fornite dalla Corte di Giustizia europea, dovrà ora in
pratica provvedere ancora una volta a rivedere
l'art. 90 del D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i nel senso di imporre al committente, nel
caso che in cantiere
si riscontri la presenza dei particolari rischi di cui all’allegato XI, la
designazione di un coordinatore per la progettazione e quindi la redazione del
PSC in sostanza anche in presenza di un’unica impresa.
Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.	QUESITI? proponili nel FORUM	Commenta questo articolo!Rispondi Autore: Federico Bugliaro06/04/2011 (15:05:03)Grazie per la celere ed esaustiva risposta.Rispondi Autore: Antonio Ludovico22/06/2013 (12:33:56)Imprese 1 uomini giorno Rispondi Autore: cocco m.rina25/07/2016 (18:01:06)Quesito: nel caso in cui nel cantiere temporaneo o mobile si trovano ad operare 1'impresa affidataria titolare di appalto (senza dipendenti)la stessa a sua volta affida i lavori in subappalto ad un lavoratore autonomo e impresa esecutrice con un dipendente.Premesso che nel cantiere non è stata rispettata neppure la più elementare norma di sicurezza(es. cadute dall'alto, attrezzature non a norma ecc.)-Domanda: il committente ha l'obbligo della nomina del CSE e redigere il PSC?