Source: https://www.abilitychannel.tv/categorie-protette-cosa-dice-la-legge-68-99/
Timestamp: 2020-07-15 02:28:50+00:00
Document Index: 45892133

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art 18', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 47', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 15', 'sentenza ', 'sentenza ']

Categorie protette, cosa dice la Legge 68/99? A chi spetta?Categorie protette, cosa dice la Legge 68/99? A chi spetta?
Categorie protette, cosa dice la Legge 68/99? A chi spetta?
1. Cosa vuol dire categorie protette?
2. Quali sono le categorie protette?
3. Come iscriversi alle categorie protette?
4. Cos’è il collocamento mirato?
5. Come si accerta l’invalidità?
6. Categorie protette: come si assume?
7. Collocamento obbligatorio: quando c’è l’obbligo assunzione disabile
8. Come si calcola la base di computo per la quota di riserva
9. Quali sono gli incentivi di assunzione disabili per le aziende?
10. Sanzioni per chi non rispetta la Legge 68/99
11. Categorie protette, trattamento economico e orari di lavoro
12. Categorie protette e licenziamento
13. Concorsi categorie protette: cosa c’è da sapere?
14. Come scrivere nel curriculum vitae categorie protette
Le categorie protette sono disciplinate dalla Legge 68/99. Come recita l’articolo 1 della legge 68 99, tale normativa regolarizza “la promozione dell’inserimento e della integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato”. Insomma, favorisce l’assunzione di lavoratori appartenenti a una categoria protetta. Tra le misure previste, il lavoratore appartenente alle categorie protette deve essere assunto dall’azienda in base ad alcune specifiche condizioni. D’altra parte, le aziende sono incentivate in queste operazioni con delle agevolazioni fiscali.
In particolare, la legge 68 del 1999 disciplina quali persone possano essere racchiuse nella fascia protetta nota come “categorie protette”, quali sono le condizioni sociali, personali e sanitarie che richiedono l’attenzione di un aiuto statale. Sono garantite anche una serie di agevolazioni per consegnare una corsia preferenziale ai fini dell’assunzione. Inoltre, la legge 68 99 sulle categorie protette, nota anche come “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, specifica anche la definizione di collocamento mirato.
Cosa vuol dire categorie protette?
Con il termine categorie protette ci riferiamo a tutte quelle persone che, data una condizione di svantaggio sociale, personale e medica, hanno bisogno dell’aiuto dello Stato per un’agevolazione in ambito lavorativo, principalmente riguardante il processo di assunzione.
Come dicevamo poc’anzi, la Legge 68/99 definisce anche quali sono le categorie che rientrano tra i beneficiari della normativa. In particolare, l’elenco delle categorie protette non riguarda solo le persone disabili, ma si riferisce anche alla tutela di persone che vivono in una generale condizione di svantaggio.
Vista la ripartizione effettuata precedentemente, dobbiamo innanzitutto fare innanzitutto una distinzione di requisiti per rientrare nelle categorie protette. Per quanto riguarda le persone disabili, troviamo disciplinate anche il lavoro per invalidi civili. In particolare:
persone con invalidità civile con percentuale minima pari o superiore al 46%;
non vedenti, anche le persone con residuo visivo non superiore a un decimo in entrambi gli occhi;
non udenti, in particolare persone con sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata, L’importante è che la condizione sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio;
invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi di servizio.
La tutela di alcune categorie lavorative, poi, riguarda anche persone che si trovano in condizioni diverse da quelle sopracitate. Ad esempio:
coniugi e orfani di deceduti a causa del lavoro, di servizio svolto nelle pubbliche amministrazioni o di guerra ed equiparati;
soggetti equiparati, cioè coniugi e figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, lavoro e servizio;
Come iscriversi alle categorie protette?
L’iscrizione alle categorie protette permette di accedere a quanto previsto dalla Legge 68/99. Innanzitutto, bisogna rispettare alcuni requisiti per potervi accedere:
avere un’età anagrafica di 15 anni;
non essere vicini all’età pensionabile (quiescenza);
ovviamente, non essere occupati nel lavoro;
certificato che attesti la presenza di disabilità o invalidità (come disciplinato dalla Legge 40).
Se si è in possesso di tutti i requisiti, bisogna recarsi al Centro per l’impiego più vicino al proprio domicilio. Nel momento dell’iscrizione, sarà richiesto di compilare una “scheda funzionale” in copia autentica. Una volta effettuata tale operazione (che è gratuita), la persona indicata sarà inserita nell’elenco delle categorie protette. Grazie a questo elenco, i Centri per l’impiego avranno la possibilità di aiutare l’inserimento lavorativo dell’individuo in relazione alle sue capacità lavorative. Inoltre, ricordiamo che aziende e pubbliche amministrazioni hanno l’obbligo per legge di assumere un certo numero di persone appartenenti alle categorie protette (come vedremo in seguito).
Nel caso in cui il soggetto disabile o invalido non può recarsi personalmente al Centro per l’Impiego, è possibile delegare un famigliare o una persona di fiducia.
Cos’è il collocamento mirato?
Il collocamento mirato è istituito, appunto, nei Centri per l’impiego. Per far sì che un datore di lavoro possa procedere con l’inserimento delle categorie protette, il lavoratore deve essere iscritto alla lista di cui abbiamo parlato poc’anzi. In pratica, con il termine “collocamento mirato” sono indicate tutte le azioni e gli strumenti finalizzati a promuovere l’inserimento, l’accessibilità e l’integrazione lavorativa alle persone disabili e agli altri individui inclusi nelle categorie protette.
Al fine di garantire il raggiungimento dello scopo, il Centro per l’Impiego può sottoscrivere delle convenzioni con aziende che lo richiedono e, anche, che non hanno l’obbligo di richiesta. In questo modo, sono stabiliti anche modalità e tempi di inserimento degli iscritti al collocamento mirato. Tuttavia, è importante sottolineare che queste convenzioni hanno degli obblighi precisi:
descrivere le mansioni a cui il lavoratore disabile è destinato;
organizzare tirocini finalizzati all’assunzione, con un massimo di 12 mesi e rinnovabili una sola volta;
prevedere tutoraggio, sostegno e consulenza da centri di orientamento professionale;
proporre deroghe ai limiti di età e durata dei contratti di formazione lavoro e apprendistato;
verificare periodicamente l’andamento del percorso formativo.
Come si accerta l’invalidità?
L’accertamento dell’handicap e i dettagli sul calcolo percentuale invalidità sono disposizioni legate alla Legge 104/92. Al suo interno, infatti, sono specificate le dinamiche e le tempistiche con le quali le autorità competenti operano per accertare la presenza di una condizione di invalidità o disabilità. Nel dettaglio, vi invitiamo a visitare il nostro articolo di approfondimento sulla Legge 104.
Categorie protette: come si assume?
Esistono due modalità di assunzione per le categorie protette:
per chiamata nominativa. Il datore di lavoro decide di assumere il lavoratore che ritiene più idoneo, anche dopo che l’ha preselezionato tra gli iscritti agli elenchi. In alternativa richiede che sia avviata la procedura per un individuo delle categorie protette individuato precedentemente;
per chiamata numerica. Il datore di lavoro si affida all’ordine di graduatoria della lista del Centro dell’Impiego.
La procedura di assunzione del soggetto deve pervenire entro 60 giorni dall’inizio dell’iter amministrativo che fa scattare le assunzioni obbligatorie.
Collocamento obbligatorio: quando c’è l’obbligo assunzione disabile
Le Legge 68 del 1999 prevede l’obbligo alle aziende di promuovere l’integrazione lavorativa dei disabili. In particolar modo, la normativa ruota attorno all’assunzione del disabile. E tale manovra (nota anche con il nome di “quota di riserva”) è disciplinata all’art. 3. L’obbligo scatta in base alla quota di lavoratori alle dipendenze di un datore di lavoro. Insomma, bisogna assumere categorie protette quando tale percentuale lo richiede. Le assunzioni obbligatorie possono essere schematizzate nel modo seguente:
assunzioni categorie protette al lavoro pari al 7% dei lavoratori occupati da parte di un datore di lavoro con più di 50 dipendenti;
assunzione di due lavoratori di categorie protette da parte di un datore di lavoro che possiede dai 36 ai 50 dipendenti;
obbligo di assunzione di un lavoratore appartenente alle categorie protette nel caso in cui il datore di lavoro abbia dai 15 ai 36 dipendenti.
Categorie protette art 18 cosa significa
Ovviamente, il collocamento obbligatorio non riguarda solo persone disabili, ma inficia anche sulle altre categorie protette sopracitate, come disciplinato dall’art. 18. Nel dettaglio:
1 lavoratore per aziende dai 51 ai 150 dipendenti;
1% se l’azienda ha più di 150 dipendenti.
Come si calcola la base di computo per la quota di riserva
Lo abbiamo visto precedentemente: la percentuale di assunzioni obbligatorie variano a seconda di quanti dipendenti ha un’azienda e/o un datore di lavoro. Ma cosa rientra nel termine “dipendenti”? In questo caso, parliamo di calcolare la quota di riserva in virtù di una base di computo, cioè del numero di lavoratori occupati nell’azienda. Tale operazione è disciplinata negli art. 4 e 5 della Legge 68/99, risentendo anche delle modiche apportate dal Jobs Act. Nel dettaglio, non si calcolano nella base di computo di lavoratori:
assunti secondo la Legge 68/99;
lavoratori a tempo determinato di durata di 6 mesi;
lavoratori con contratti di somministrazione;
assunti per attività da svolgersi esclusivamente all’estero;
chi aderisce al programma di emersione (Legge 383/2001, art. 1, comma 4-bis);
apprendisti (DLgs. 81/2015, art. 47, comma 3);
persone socialmente utili (DLgs. 81/2000, art. 7);
personale trasporto aereo, marittimo e terrestre;
personale di cantiere e addetti al trasporto edile;
chi è adibito alle aree operative dell’attività di trasporto nel settore degli impianti a fune;
divenuti abili dopo l’assunzione per infortuni sul lavoro o malattia professionale con menomazione inferiore al 60%.
Quando non c’è il collocamento obbligatorio
Dall’elenco precedente possiamo già intuire in quali casi le assunzioni obbligatorie non si applicano. Infatti, l’azienda può chiedere di essere esonerata nei seguenti casi:
opera nel settore edile, trasporto aereo, marittimo, terrestre, impianti a fune e minerario;
è in fase di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale e abbiano adottato interventi straordinari di integrazione salariale;
ha uno stato di liquidazione o di fallimento dichiarato;
ha stipulato contratti di solidarietà;
è in mobilità, un periodo che può essere aumentato di un anno nel caso in cui la mobilità si concluda con il licenziamento di più di 5 dipendenti.
Prospetto informativo nel caso di variazioni di organico aziendale
Se un’azienda sta variando il proprio organico, e questo incide sulla quota di riserva, il datore di lavoro deve inviare un prospetto informativo per via telematica (www.cliclavoro.gov.it). Tale documento attesta la situazione occupazionale della propria realtà entro il 31 dicembre dell’anno precedente. Secondo l’art. 9, comma 6 della l. 68/99, il prospetto informativo deve contenere:
informazioni sul numero di dipendenti occupati;
numero e dati dei dipendenti occupati nella quota di riserva;
numero di posti e mansioni disponibili per lavoratori disabili.
Quali sono gli incentivi di assunzione disabili per le aziende?
L’art. 13 della Legge 68 del 1999 prevedeva una fiscalizzazione totale, cioè a carico dello Stato, per 8 anni di contributi previdenziali assistenziali con l’assunzione di categorie protette. Non era l’unica misura prevista, e poteva cambiare in base a delle percentuali ben specifiche. Tuttavia, il Decreto Legislativo n. 151/2015 ha cambiato le carte in tavola. In particolare, tale misura riguarda gli incentivi economici per assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2016.
Nello specifico, sono riconosciuti incentivi della durata di 36 mesi pari al 70% di retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per ogni lavoratore disabile con riduzione della capacità lavorativa superiore al 79% o con minoranze ascritte dalla prima alla terza categoria della tabella indicata nel D.P.R. n. 915/1978, e assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Invece, è pari al 3% della retribuzione mensile lorda l’imponibile ai fini previdenziali per ogni lavoratore disabile assunto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che abbia una riduzione lavorativa compresa tra il 67% e il 79% o con minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria.
La misura passa alla durata massima di 60 mesi nel caso in cui è parli al 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per ogni lavoratore con disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacita lavorativa superiore al 45%, nel caso in cui è assunto a tempo indeterminato.
Infine, c’è un incentivo pari alla durata del contratto nel caso del 70% della retribuzione mensile lorda imponibile quando il lavoratore assunto ha una disabilità psico-intellettiva superiore al 45% con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo non inferiore a 12 mesi.
Per far sì che tali misure siano applicate e per sostenere queste iniziative, c’è il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili. Istituito presso il Ministero del Lavoro, è sovvenzionato dalle regione e da altri soggetti.
Sanzioni per chi non rispetta la Legge 68/99
Chiunque non rispetti le disposizioni in materia di categorie protette, va incontro a diverse sanzioni amministrative, come previste dall’art. 15. I ricavi sono destinati al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili. Questi provvedimenti sono applicati nel caso in cui:
ritardo di invio del prospetto informativo da parte di aziende con 15 dipendenti. La multa è fissata al pagamento di 635,11€, maggiorata a 30,76€ per ogni ulteriore giorno di ritardo;
se il collocamento obbligatorio non è concluso dopo i 60 giorni previsti. La multa è di 153,20€ per ogni giorno di ritardo.
Categorie protette, trattamento economico e orari di lavoro
Alle categorie protette si applicano i trattamenti economici e normativi disciplinati dalla legge e dai contratti di riferimento. Invece, l’orario di lavoro può subire delle variazioni, ai sensi della Legge 104. Per saperne di più, c’è il nostro articolo di approfondimento.
Categorie protette e licenziamento
Anche le categorie protette sono soggette a licenziamento. A dirlo è la Corte Costituzionale nella sentenza sentenza n. 28426/2013. Nello specifico, il datore di lavoro può essere giustificato a licenziare un dipendente appartenente alle categorie protette nel caso di motivazioni economiche, giusta causa e giustificato motivo oggettivo e soggettivo, oltre alla riduzione del personale.
Concorsi categorie protette: cosa c’è da sapere?
In linea generale, ogni concorso al pubblico impiego deve garantire la partecipazione delle categorie protette. Tale provvedimento si applica con modalità di svolgimento di prove d’esame atte a equiparare la propria concorrenza a quella degli altri. In alcune occasioni, vengono indicati concorsi riservati alle persone disabili.
Come scrivere nel curriculum vitae categorie protette
Realizzare un curriculum vitae per categorie protette è abbastanza semplice. Innanzitutto, è consigliabile apporre la dicitura nella parte del CV deputata a contenere i dati personali. Inoltre, è importante specificare si stratta di invalidità civile o di altre condizioni previste dalla Legge 68/99. Tale consiglio è da applicare principalmente per aziende che ricercano personale appartenente alle categorie protette con requisiti peculiari. Infine, non è obbligatorio riportare patologie o altre indicazioni medico-sanitarie.