Source: https://www.diocesipatti.it/capitolo-della-cattedrale/
Timestamp: 2020-04-04 15:06:41+00:00
Document Index: 51738525

Matched Legal Cases: ['§ 1', '§1', '§ 2', '§ 2', 'art. 14', 'art. 24', '§ 1', '§ 2', '§ 3', '§ 4', '§ 1', '§ 1', '§ 1', '§ 2', '§ 2', '§ 1', '§ 2', '§ 1', '§ 2', '§ 2', '§ 1', '§ 1', '§ 3', '§ 2', '§ 1', '§ 2', '§ 2', '§ 1', '§ 2', '§ 1', '§ 2']

Capitolo della Cattedrale - Diocesi di Patti
DELLA BASILICA CATTEDRALE DI PATTI
I. Canonici effettivi:
Can. Basilio Rinaudo, priore – presidente
Can. Giovanni Orlando, arcidiacono – vice presidente
Can. Giuseppe Garito, cantore – segretario
Can. Angelo Costanzo, tesoriere – amministratore
Can. Vincenzo Smriglio, arciprete
Can. Sebastiano Morsicato, penitenziere
Can. Francesco Pisciotta, archivista
Can. Basilio Gullotti Scalisi, cerimoniere
Can. Antonino Gregorio
Can. Enrico Pietro Calabrese
Can. Pio Sirna
Can. Domenico Marino
Can. Damiano Amato
Can. Tino Scaffidi Saggio
Can. Giuseppe Gaglio
Can. Emanuele Di Santo
II. Canonici onorari:
Can. Orazio Sapenza
Can. Salvatore Gagliani
Can. Luigi Lo Presti
Statuto del Capitolo della Cattedrale di Patti
Sono state due le motivazioni principali a fondamento dell’esigenza condivisa di procedere ad una revisione delle norme statutarie del nostro Capitolo.
Il precedente Statuto era stato approvato dal Vescovo nel 1996 per un quinquennio e ad experimentum. Bisognava, dunque, valutare l’effettiva incidenza di quelle norme nel regolare e favorire la vita e le attività capitolari e procedere ad una nuova approvazione.
Si avvertiva, inoltre, l’urgenza di riformulare le norme statutarie tenendo presente il nuovo ruolo e la diversa fisionomia assegnata al Capitolo dei Canonici dall’attuale Codice di Diritto Canonico (cann. 503-510) e le condizioni diverse di vita apostolica e pastorale dei Capitolari.
Questi motivi sono stati accompagnati anche da una domanda: la nuova fisionomia e il ruolo diverso assegnati al Capitolo dei Canonici come possono essere resi interessanti e utili per il bene della nostra Chiesa diocesana?
Il nuovo Statuto, approvato dal Vescovo il 20 novembre 2012 con decreto prot. n. 1420, si compone di 30 articoli distribuiti in VII parti ognuna delle quali raggruppa e ordina le varie norme sulla vita e le attività capitolari.
Nella prima parte Le Persone (artt. 1-3) è stata determinata la finalità del Capitolo, così come descritta dal can. 503 del CJC, e la sua costituzione. La novità rispetto allo Statuto precedente è la definizione di Canonico a partire dalla distinzione di effettivo, emerito e onorario con un conseguente diverso ruolo all’interno del Capitolo stesso. Si è inteso in questo modo favorire la chiarificazione degli incarichi e l’assunzione delle responsabilità per una maggiore efficacia delle attività capitolari.
Nella seconda parte Le Dignità o Uffici (artt. 4-14) sono stati definiti i compiti del Capitolo e dei singoli Canonici in ordine alle celebrazioni liturgiche e all’esercizio del ministero con la costituzione degli Uffici così come stabilito dal can. 507 § 1. La novità rispetto allo Statuto precedente è quella di aver abolito la distinzione tra “dignità” e “uffici” per ritornare alla prassi antica che associava ad ogni “Dignità” un determinato servizio. In questo modo si è reso nuovamente evidente il principio evangelico secondo cui nella Chiesa il solo primato possibile è quello del servizio: «chi vuol essere primo tra voi sarà il servo di tutti» (Mc 10, 44). Al Priore, dunque, è stato associato l’ufficio di Presidente, all’Arcidiacono quello di Vicepresidente, al Cantore l’ufficio di Segretario e al Tesoriere quello di Amministratore. Gli uffici di Arciprete, Penitenziere, Archivista e Cerimoniere sono rimasti invariati. Di ogni ufficio sono state definite le mansioni e la modalità di assegnazione: elezione per gli uffici riguardanti la vita del Capitolo (priore, arcidiacono, cantore, tesoriere, archivista) e nomina del Vescovo per gli uffici che hanno rilevanza diocesana (arciprete, penitenziere, cerimoniere).
Nella terza parte Le Attività capitolari e il Servizio corale (artt. 15-17) sono state specificate le attribuzioni proprie del Capitolo in ordine alla Liturgia e alle Celebrazioni del Vescovo nella Chiesa Cattedrale ed anche nella nuova Chiesa Concattedrale. Sono state indicate le attività specifiche che permettono al Capitolo di porsi in modo propositivo a servizio della crescita spirituale e liturgica dei fedeli; le celebrazioni alle quali i Canonici, vestendo l’abito capitolare, sono invitati a compiere il loro servizio corale come «un collegio di sacerdoti al quale spetta celebrare le funzioni liturgiche più solenni nella Cattedrale» (can. 503 del CJC). A differenza del precedente Statuto non è stato più indicato l’obbligo della preghiera e della Messa corale l’ultimo venerdì di ogni mese e sono state abolite le norme relative alle giustificazioni per i canonici impediti alla partecipazione; queste novità si sono rese necessarie a motivo delle mutate situazioni pastorali dei membri capitolari oramai impegnati in diverse importanti attività apostoliche.
Nella quarta parte Le Riunioni capitolari(artt. 18-21) sono state indicate le norme circa le adunanze dei Canonici così come stabilito dal can. 506 §1 e la relativa procedura per quanto riguarda la liceità e validità degli atti capitolari e le conseguenti deliberazioni ai sensi del can. 119 § 2.
La quinta parte Beni del Capitolo e Retribuzioni (artt. 22-26) definisce, così come stabilito dal can. 506 § 2 del CJC, la parte economica delle attività capitolari determinando le retribuzioni dei canonici per le prestazioni del servizio corale e precisando, ai sensi del can. 510, i rapporti tra il Capitolo e la Parrocchia Cattedrale circa la sede, le celebrazioni e la custodia degli argenti (il cosiddetto “tesoro”). Dopo gli accordi concordatari tra la Santa Sede e lo Stato Italiano del 1984 (cfr. Norme esecutive del 3 giugno 1985, art. 14 legge 222/1985), formalmente, è stato disposto che i beni e le rendite un tempo del Capitolo, adesso sono attribuiti in parte alla Parrocchia Cattedrale San Bartolomeo e in parte all’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero. Una novità rispetto allo Statuto precedente è la costituzione di un Consiglio di Amministrazione con il compito di regolare e stabilire la vita economica capitolare. Il Capitolo è dotato di personalità giuridica civile, come da attestazione del Ministero dell’Interno del 7 gennaio 1988; esso, pertanto, è stato iscritto (30 marzo 1988) nel Registro delle Persone Giuridiche del Tribunale di Messina al n. 87 ed è stato trascritto (16 dicembre 2009) nel Registro delle Persone Giuridiche della Prefettura di Messina al n. 114.
L’Archivio storico Capitolare o «Arca Magna» è, forse, il patrimonio più prezioso e importante affidato alla custodia dei Canonici. Esso copre circa 900 anni di storia ed è composto da 587 pergamene (1094-1874), 44 volumi del Fondo D’Amico (sec. XI-XVII), un Libro Maestro (1664), una Giuliana (1717 ca.) e altri fondi riguardanti Atti vescovili, la mensa del Capitolo e la Cattedrale. E’ stato precisato, perciò, il significato di cura e custodia del materiale archivistico: attenta conservazione mediante la salvaguardia e fruttuosa valorizzazione mediante lo studio e la conoscenza (art. 24).
Nella sesta parte Cessazione dall’appartenenza al Capitolo e Canonici emeriti (artt. 27-28) vengono precisati, ai sensi del can. 184, le condizioni che determinano la cessazione dall’appartenenza al Capitolo e il limite di età di ottanta anni al compimento dei quali si è dichiarati emeriti; rispetto allo Statuto precedente il limite è stato posticipato di cinque anni. I Canonici dichiarati emeriti per età o anche per grave malattia invalidante restano comunque membri del Capitolo in maniera speciale: senza obblighi particolari, ma uniti spiritualmente in comunione di preghiera.
Infine, la settima parte Canonici defunti: esequie e suffragi (artt. 29-30) stabilisce il dovere di tutti i Capitolari nei confronti dei confratelli defunti circa le esequie e i suffragi. Il Capitolo è costituito in «collegio di sacerdoti», dunque, proprio la preghiera di suffragio per i confratelli defunti è espressione di comunione ed anche segno di unità.
Statuto del Capitolo
Art. 1 – II Capitolo dei Canonici è il Collegio dei Presbiteri diocesani al quale spetta il compito di assolvere alle funzioni liturgiche più solenni nella Chiesa Cattedrale di Patti e di adempiere i compiti che gli vengono affidati dal Diritto e dal Vescovo (cfr. can. 503).
Art. 2 – § 1. Il Capitolo della Cattedrale di Patti è composto di Canonici effettivi, Canonici emeriti, Canonici onorari.
§ 2. Il numero dei Canonici effettivi non può essere superiore a diciotto: sono tenuti ad assolvere tutti gli obblighi, possono esercitare i diritti e godere dei privilegi che tale Ufficio comporta, hanno voce attiva e passiva determinando con il loro voto gli atti collegiali.
§ 3. I Canonici che hanno compiuto gli 80 anni di età o che per ragioni di salute sono di fatto stabilmente impediti ad assolvere all’Ufficio canonicale sono dichiarati emeriti e il loro posto vacante. Sono dispensati dagli impegni capitolari; possono partecipare alle attività del Capitolo con le prerogative proprie dello stato di emerito.
§ 4. Il Capitolo può avere dei Canonici onorari in un numero non superiore a sei. I Canonici onorari, pur non essendo obbligati al servizio corale, sono caldamente invitati a parteciparvi. Non prendono però parte alle adunanze e alle decisioni capitolari non avendo voce né attiva, né passiva e non potendo esercitare alcun Ufficio all’interno del Capitolo.
Art. 3 – I Canonici sono nominati dal Vescovo, udito il Capitolo, tra i Presbiteri diocesani che si distinguano per dottrina e integrità di vita e che abbiano esercitato lodevolmente il ministero sacerdotale (cfr. can. 509).
II. Le Dignità o Uffici
Art. 4 – Le Dignità o gli Uffici esercitati all’interno del Capitolo sono i seguenti: Priore o Presidente, Arcidiacono o Vice-Presidente, Cantore o Segretario, Tesoriere o Amministratore, Arciprete, Penitenziere, Archivista, Cerimoniere (cfr. can. 507 § 1). Essi occupano nell’ordine i primi otto posti nel coro; seguono i Canonici in ordine di nomina.
Art. 5 – § 1. L’Ufficio di Priore o Presidente del Capitolo è esercitato da un Canonico eletto; l’elezione deve essere confermata dal Vescovo (cfr. can. 509 § 1).
§ 2. Il Priore svolge le seguenti funzioni: a) convoca il Capitolo e presiede le riunioni, curando l’esecuzione delle deliberazioni prese e riferendone al Vescovo quando ne occorre l’intervento; b) rappresenta il Capitolo; c) vigila sulla diligente osservanza dello Statuto e delle consuetudini capitolari; d) promuove e coordina le attività proprie del Capitolo; e) predispone l’ordine delle funzioni corali in Cattedrale; f) presiede il consiglio di amministrazione formato dal Priore, dall’Arcidiacono e dal Tesoriere; g) custodisce le chiavi dell’Arca Magnae dell’Archivio capitolare.
Art. 6 – L’Ufficio di Arcidiacono o Vice-Presidente è affidato ad un Canonico eletto dal Capitolo. L’Arcidiacono svolge le seguenti funzioni: a) coadiuva il Priore e lo sostituisce in sua assenza; b) con il Priore e il Tesoriere fa parte del consiglio di amministrazione del Capitolo; c) custodisce una copia della chiave dell’Arca Magna.
Art. 7 – Al Canonico Cantore compete l’Ufficio di Segretario; viene eletto dal Capitolo e svolge le seguenti funzioni: a) tiene la corrispondenza del Capitolo e ne custodisce il sigillo; b) trasmette gli inviti alle sedute stabilite dal Priore; c) redige i verbali delle sedute indette dal Priore, cura che siano firmati dopo la loro approvazione e li custodisce nell’Archivio corrente; d) comunica agli interessati le deliberazioni prese; e) trasmette all’Archivio capitolare i documenti e gli atti; f) compila gli orari delle celebrazioni liturgiche; g) assegna il servizio corale e stabilisce i turni; h) prende nota delle presenze dei Canonici.
Art. 8 – L’Ufficio di Tesoriere o Amministratore è affidato ad un Canonico per elezione. Ad esso sono attribuite le seguenti funzioni: a) ha cura dei registri dell’amministrazione del Capitolo; b) compie gli atti amministrativi a norma dei sacri canoni; c) cura le remunerazioni ai Capitolari; d) col Priore e l’Arcidiacono fa parte del consiglio di amministrazione del Capitolo e provvede alle spese poste in bilancio.
Art. 9 – La Dignità di Arciprete compete, in forza dell’ufficio e “durante munere”, al Parroco della Parrocchia Cattedrale «San Bartolomeo» il quale viene nominato dal Vescovo secondo le ordinarie procedure previste dal diritto. Egli è tenuto a tutti i doveri e gode dei diritti e delle facoltà che, a norma del diritto, sono propri del parroco (cfr. can. 510 § 2).
Art. 10 -Il Canonico Penitenziere è nominato dal Vescovo e svolge il suo ufficio a norma del can. 508.
Art. 11 -L’Ufficio di Archivista viene esercitato da un Canonico eletto dal Capitolo. Egli svolge le seguenti funzioni: a) ha cura dell’Archivio storico capitolare o “Arca Magna” e ne custodisce le chiavi; b) consente la sua consultazione agli studiosi nei modi e nei tempi stabiliti dallo specifico regolamento; c) promuove lo studio e la valorizzazione del patrimonio archivistico capitolare.
Art. 12 -Il Canonico Cerimoniere è nominato dal Vescovo e svolge le seguenti funzioni: a) ha cura che le celebrazioni liturgiche capitolari siano svolte con decoro; b) assiste il Vescovo durante le Celebrazioni e i Pontificali.
Art. 13 -Le elezioni agli uffici del Capitolo sono fatte a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta in primo e secondo scrutinio. Nel terzo scrutinio c’è il ballottaggio fra i due candidati che nel secondo scrutinio hanno ottenuto il maggior numero di suffragi. Risulterà eletto chi avrà ottenuto il maggior numero di voti (cfr. can. 119 n. 1). Gli eletti restano in carica per cinque anni e alla scadenza possono essere riconfermati.
Art. 14 -Non possono essere assegnati contemporaneamente due o più Uffici allo stesso Canonico.
III. Le Attività capitolari e il Servizio corale
Art. 15 -Sono attività del Capitolo, oltre quelle affidate dal Diritto e dal Vescovo, anche le iniziative che favoriscono la crescita spirituale e liturgica dei fedeli: a) incontri di spiritualità; b) lectio divina; c) promozione del canto gregoriano e polifonico; d) proposte culturali di sensibilizzazione e conoscenza di storia e arte sacra locale, di questioni liturgiche e teologiche; f) valorizzazione del patrimonio storico-artistico diocesano mediante convegni-dibattiti e pubblicazioni a carattere scientifico.
Art. 16 -§ 1. I Canonici, compatibilmente con i loro impegni pastorali, sono tenuti al servizio corale nelle celebrazioni pontificali presiedute dal Vescovo nella Basilica Cattedrale «San Bartolomeo» o nella Chiesa Concattedrale «Ss. Martiri del XX secolo».
§ 2. Assicurano la loro presenza durante le seguenti celebrazioni: Solennità dell’Immacolata Concezione di Maria (primi Vespri, Messa pontificale e processione), Solennità del Santo Natale del Signore (Messa pontificale nella notte), Solennità dell’Epifania, Mercoledì delle Ceneri, Solennità dell’Annunciazione del Signore (Messa pontificale), Domenica delle Palme, Triduo pasquale, Solennità della Pentecoste, Solennità del Corpus Domini (Messa pontificale e processione), Festa di Santa Febronia nell’ultima domenica di luglio (primi Vespri, Messa pontificale e processione), Festa della Beata Vergine Maria del Tindari (Messa pontificale al Santuario di Tindari e processione), Solennità della Dedicazione della Basilica Cattedrale «San Bartolomeo» (26 novembre) e Dedicazione della Chiesa Concattedrale «Ss. Martiri del XX secolo» (7 maggio), Esequie dei confratelli Canonici defunti.
Art. 17 -§ 1. I Capitolari indossano durante il servizio corale e durante le celebrazioni prescritte le insegne canonicali: veste talare nera, cotta e mozzetta violacea; occupano il posto loro assegnato secondo il criterio della precedenza.
§ 2. Non è consentito ai Canonici l’uso delle insegne capitolari durante le funzioni liturgiche e le manifestazioni religiose celebrate al di fuori della Cattedrale. Fanno eccezione: a) le celebrazioni presiedute dal Vescovo ove è richiesta la presenza dei Canonici; b) le manifestazioni religiose alle quali viene invitato il Capitolo e per le quali se ne è deliberata la partecipazione; c) le funzioni religiose per le quali si è ricevuto l’incarico di rappresentare il Vescovo.
IV. Le Riunioni capitolari
Art. 18 -Spetta al Priore convocare e presiedere il Capitolo. Esso si riunisce in seduta ordinaria almeno due volte l’anno, nei mesi di Ottobre ed Aprile, e in seduta straordinaria ogni volta che ve ne sia necessità e quando venga presentata formale richiesta da almeno un terzo dei Canonici.
Art. 19 -La convocazione del Capitolo ordinariamente si fa per lettera, che dovrà pervenire almeno tre giorni prima della riunione e dovrà contenere le indicazioni dell’ordine del giorno.
Art. 20 -Alle riunioni capitolari sono obbligati ad intervenire tutti i Canonici effettivi, ma per la validità dell’incontro è sufficiente la presenza di metà più uno dei membri effettivi del Capitolo. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti validi dei presenti (cfr. can. 119 § 2).
Art. 21 -Durante l’incontro si discutono gli argomenti indicati nella lettera di convocazione e, con il consenso della maggioranza dei capitolari presenti, altri temi che si ritiene opportuno inserire nell’ordine del giorno. Durante la seduta ordinaria del mese di Ottobre si programmano le attività capitolari del nuovo anno liturgico e si presentano le relazioni sugli uffici assegnati.
V. I Beni del Capitolo e le Retribuzioni
Art. 22 -I beni e le rendite un tempo proprietà del Capitolo, a seguito dell’entrata in vigore della legge 222/1985, sono stati trasferiti in parte alla Parrocchia Cattedrale e in parte all’Istituto Diocesano Sostentamento Clero.
Art. 23 -§ 1. Sede ufficiale del Capitolo è la Chiesa Cattedrale «San Bartolomeo»; il Capitolo dei Canonici e la Parrocchia della Cattedrale, però, sono giuridicamente separati (cfr. can. 510 § 1). Le funzioni proprie del Capitolo e i compiti pastorali del Parroco sono distinti e armonizzati (cfr. can. 510 § 3).
§ 2. Al Parroco della Parrocchia Cattedrale è affidato il “tesoro” del Capitolo; egli ha il compito di custodire le suppellettili preziose e gli argenti e di gestirne il sapiente e responsabile utilizzo durante le Celebrazioni liturgiche.
Art. 24 -§ 1. L’Archivio storico Capitolare, denominato «Arca Magna», raccoglie e custodisce preziosi documenti a partire dal 1094. Il patrimonio, schedato e informatizzato, è affidato alla cura di un canonico Archivista che organizza l’accesso degli studiosi per la consultazione secondo uno specifico regolamento approvato dal Capitolo.
§ 2. La cura e la custodia dell’Archivio comportano una sapiente valorizzazione del ricco patrimonio archivistico attraverso utili iniziative atte a farlo conoscere e apprezzare.
Art. 25 -Il Consiglio di Amministrazione del Capitolo, composto dal Priore, dall’Arcidiacono e dal Tesoriere, ha il compito di: a) stabilire il bilancio preventivo e consuntivo; b) approvare le richieste di contributo da presentare all’Economato diocesano; c) fissare le spese e le retribuzioni dei Canonici; d) controllare la fedele compilazione dei registri di amministrazione.
Art. 26 -Ai Canonici presenti al servizio corale spetta una retribuzione (cfr. can. 506 § 2) che è stabilita dal Consiglio di amministrazione del Capitolo in proporzione delle entrate poste in bilancio.
VI. Cessazione dall’appartenenza al Capitolo e Canonici emeriti
Art. 27 -I Canonici decadono dall’appartenenza al Capitolo: a) per rinunzia; b) per trasferimento ad un ufficio o incarico incompatibile con gli obblighi capitolari; c) per assenza prolungata e sistematica al servizio corale e alle riunioni capitolari senza giustificazione alcuna; d) per un atto deliberato dal Capitolo stesso e ratificato dal Vescovo, conseguente a gravi e comprovati motivi.
Art. 28 -§ 1. I Canonici dichiarati emeriti al compimento dell’ottantesimo anno di età, non hanno diritto di voto nelle riunioni capitolari, non ricoprono uffici e non sono obbligati agli impegni propri del Capitolo; sono caldamente invitati, però, ad assistere alle riunioni capitolari e, soprattutto, a intervenire alle celebrazioni corali indossando le insegne canonicali e occupando il posto loro assegnato.
§ 2. I Canonici gravemente infermi e impediti in modo permanente e irreversibile all’adempimento degli obblighi capitolari sono dichiarati emeriti e, offrendo al Signore la loro preghiera e la loro sofferenza per il bene della Chiesa diocesana, partecipano in modo speciale alla vita del Capitolo.
VII. Canonici defunti: esequie e suffragi
Art. 29 -§ 1. Il rito delle esequie di un confratello Canonico defunto, se non ha espresso volontà contraria, è celebrato nella Cattedrale «San Bartolomeo» con la partecipazione di tutto il Capitolo.
§ 2. Ogni Capitolare si obbliga a celebrare una Santa Messa di suffragio per il confratello defunto.
Art. 30 -Durante un giorno del mese di Novembre viene celebrata nella Chiesa Cattedrale una Santa Messa di suffragio per tutti i Canonici defunti.