Source: https://www.accademialexiuris.it/info-esame/pareri-dal-1989-ad-oggi/anno-1996/
Timestamp: 2019-03-20 10:56:46+00:00
Document Index: 127089512

Matched Legal Cases: ['art. 444', 'art. 20', 'art. 349', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 32']

Anno 1996 - Accademia Lex Iuris
La società Alfa, vettore-spedizioniere, stipula con la società Beta una polizza per conto di chi spetta, comprensiva del furto, per tutte le merci trasportate da essa società per conto terzi. Avendo subito un furto di un ingente quantitativo di derrate alimentari — trasportate per conto della società Delta — la società Alfa, dopo aver provveduto a rimborsare la società Delta del danno subito, chiede alla società Beta l’indennizzo relativo alla somma che aveva dovuto corrispondere alla società Delta. La società Beta sostiene che, nell’assicurazione per conto di chi spetta, la qualità di assicurato, e quindi di titolare dei diritti che derivano dal contratto, spetta al proprietario delle cose assicurate e non al vettore spedizioniere: conseguentemente si rifiuta di pagare quanto richiesto. La società Alfa si rivolge quindi ad un legale. Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi brevi cenni sul contratto a favore del terzo, rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.
Tizio acquista da Caio, con atto pubblico, in data 15-1-1983, l’appartamento sito nel condominio di via Mario Rossi, contraddistinto con l’interno n° 10, del quale Caio è condomino per essere proprietario anche dell’appartamento sito all’int. 15. Al piano terreno del caseggiato, composto da venti appartamenti, si trovano sei box privati ed un’autorimessa comune, adibita al parcheggio di quattordici autovetture. Detta autorimessa è costituita parte comune per regolamento condominiale e riservata ai quattordici condomini non proprietari di box. Dall’atto di acquisto 15-1-1983 risulta che all’int. 10 è riservato, nell’autorimessa collettiva lo spazio condominiale contrassegnato con la lettera A) nella planimetria allegata al regolamento. Caio, peraltro, pretende di seguitare a far uso di detto posto-macchina, asserendo di non aver mai rinunziato al diritto di comproprietà sull’autorimessa comune e che mai avrebbe venduto l’appartamento contraddistinto con l’int. 10, se l’alienazione avesse comportato la perdita del posto-macchina: ciò perché, nell’atto con cui egli aveva acquistato l’appartamento contraddistinto con l’int. 15, veniva esplicitamente escluso il trasferimento del diritto di comproprietà sul posto macchina di pertinenza. Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.
Tizio, convivente more uxorio con Caia, compie atti di libidine e di violenza carnale, rispettivamente, nei confronti dei figli minori di lei, Sempronia e Nevio, pure conviventi, senza che Caia — pienamente consapevole di ciò che va accadendo — faccia opposizione alcuna. Sempronia si confida con un’assistente sociale, la quale — essendo trascorso il termine per proporre querela — si rivolge ad un legale per sapere quali fossero le ipotesi di reato da ritenere realizzate da Tizio e da Caia e per accertare se, in ordine ai fatti criminosi sopra indicati, potesse procedersi di ufficio. Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga parere motivato, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.
Il Tribunale — nell’applicare la pena, ai sensi dell’art. 444 c.p.p., a Tizio, per detenzione di sostanze stupefacenti, dispone la confisca delle sostanze sequestrate nonché di una somma ingente ritenuta “prezzo” del reato di spaccio. Tizio si rivolge ad un legale per ottenere la restituzione della somma sequestrata. Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi brevi cenni sulle misure di sicurezza e, in particolare, sulla confisca, rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.
I Carabinieri del NAS, ottemperando ad apposita circolare del competente Ministero, sottopongono a sequestro — in prosieguo di tempo convalidato dal pretore — un cospicuo quantitativo di olio di oliva, in quanto ritenuto non corrispondente alle caratteristiche stabilite in sede di Unione Europea. Il decreto di sequestro viene annullato dalla Cassazione e la circolare disapplicata poiché ritenuta illegittima. La società produttrice dell’olio, intendendo ottenere il ristoro dei danni subiti, si rivolge ad un legale. Il candidato, assunte le vesti del legale della Società, rediga l’atto giudiziario più idoneo a tutelare le ragioni del proprio assistito, delineando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie in esame.
Tizio, in data 3 maggio 1994, viene condannato dal pretore a giorni 20 di reclusione e mesi 10 e giorni 20 di libertà controllata, e lire 5.000.000 di multa per i reati di cui all’art. 20 lett. b) legge n. 47/1985 e all’art. 349 c.p. Il pretore non concede il beneficio della sospensione condizionale, ritenendo ostative due precedenti condanne con pena sospesa per assegni a vuoto. In seguito però, Tizio ottiene, in sede esecutiva, il riconoscimento del vincolo della continuazione tra i due reati di assegni a vuoto, sicché, con provvedimento del 21 aprile 1995, ottiene dal pretore la sostituzione delle pene originariamente sospese di lire 500.000 e lire 100.000 di multa con una pena unica, pure condizionalmente sospesa, di lire 550.000 di multa. Tizio si reca subito da un legale, per accertare se il riconoscimento di cui sopra possa comportare una modifica della situazione determinata dalla sentenza 3 maggio 1994. Tizio, peraltro, fa presente di aver riportato altre due condanne: una, in data 14 giugno 1978, con pena sospesa, per il reato di cui all’art. 32 R.D. 5 giugno 1939, n. 1016; l’altra, in data 8 aprile 1978, con pena sospesa, per violazione degli artt. 31 e 41 della legge urbanistica 17 agosto 1942, n. 1150. Tizio fa presente che, a suo dire, dette condanne non avrebbero dovuto essere considerate ostative: la prima, per avvenuta abolitio criminis ai sensi dell’art. 32 della legge n. 689/1981; la seconda per avvenuto condono edilizio ai sensi della legge n. 47/1985. Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l’atto ritenuto più idoneo a salvaguardare le ragioni di questi, soffermandosi in particolare sugli effetti dell’abolitio criminis.
Tizio, responsabile del servizio tossicodipendenze (SER. T) presso una USL, chiede alla Regione di consentire l’accesso a tutte le lettere, note o segnalazioni pervenute al Servizio sanità di detta Regione, concernenti la sua persona quale responsabile del SER. T. La Regione rifiuta l’accesso, adducendo la necessità di tutelare la riservatezza di terzi — e precisamente dei pazienti del predetto servizio — che avevano inoltrato gli esposti. Il candidato, assunte le vesti di legale di Tizio, rediga l’atto ritenuto più idoneo a tutelare l’interesse di Tizio avanti l’autorità competente soffermandosi inoltre sugli istituti e sulle problematiche relative alla fattispecie in esame.