Source: http://docplayer.it/13375489-Iis-m-guggenheim-protocollo-accoglienza-per-gli-studenti-con-dsa.html
Timestamp: 2017-10-23 23:27:02+00:00
Document Index: 52517108

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art 2', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5']

IIS M.GUGGENHEIM. PROTOCOLLO ACCOGLIENZA per gli studenti con DSA - PDF
Download "IIS M.GUGGENHEIM. PROTOCOLLO ACCOGLIENZA per gli studenti con DSA"
Benedetto Serafini
1 IIS M.GUGGENHEIM PROTOCOLLO ACCOGLIENZA per gli studenti con DSA 1
2 L Istituto Michelangelo Guggenheim di Venezia intende promuovere e sostenere la piena integrazione scolastica e sociale di allieve ed allievi con Disturbi Specifici dell Apprendimento (D.S.A.). In questo modo l Istituto s impegna, per la propria parte, a dare piena attuazione a quanto dettato, in questa materia, dalla normativa del Ministero della Pubblica Istruzione, in continua evoluzione a partire dal 2004, e da quanto stabilito dalla recente Legge Regionale n. 16 del 4 marzo 2010 e, da ultimo, dalla Legge Nazionale n. 170 dell 8 ottobre 2010 e dalle Linee Guida del 12 luglio L Istituto svolge azioni di accoglienza e inserimento delle allieve e degli allievi con D.S.A. Per la buona riuscita di tale attività, la scuola ritiene strategica un alleanza educativa con le famiglie delle allieve e degli allievi, per calibrare gli opportuni interventi sulle reali caratteristiche ed esigenze di ciascuno. L istituto si mantiene aggiornato sugli sviluppi normativi e didattici sulle tematiche dei D.S.A., avvalendosi dei vari contributi provenienti dal mondo della ricerca e delle associazioni. 2
3 COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO Con l etichetta Disturbi specifici dell Apprendimento il mondo scientifico individua 4 tipi di disturbo: l a D I S L E S S I A la DISGRAFIA, la DISORTOGRAFIA, la DISCALCULIA. La recente Legge n. 170 dell 8 ottobre 2010 dà una breve definizione di ciascuno di essi: si intende per dislessia un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell'imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura (Art. 1, comma 2); si intende per disgrafia un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica (Art. 1, comma 3); si intende per disortografia un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica (Art. 1, comma 4); si intende per discalculia un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell'elaborazione dei numeri (Art. 1, comma 5). 3
4 Il tratto comune ai quattro Disturbi Specifici dell Apprendimento, che crea disabilità nelle attività di lettura, scrittura e calcolo, è la mancanza del processo di automatizzazione nella decodifica da grafema a fonema (dislessia), o al contrario dal fonema al grafema (disortografia), o nelle decodifica dei numeri e delle procedure di calcolo (discalculia) o, infine, nel corretto uso del tratto grafico. E però di fondamentale importanza sapere che i soggetti con D.S.A. hanno caratteristiche personali; in presenza di due alunni dislessici, e quindi con lo stesso tipo di disturbo, è comunque necessaria una personalizzazione della didattica che permetta a ciascuno un adeguato approccio all apprendimento. E inoltre bene ricordare che il DSA: -è un disturbo neurobiologico, su base ereditaria derivato da un deficit nella componente fonologica del linguaggio; -si presenta in alunni dotati di un Quoziente Intellettivo (QI) nella norma o spesso al di sopra della norma; -può essere trattato con efficacia, per migliorare le abilità di base nella lettura, scrittura, calcolo, nella prima età scolare (scuola primaria); -può essere compensato nei cicli scolastici successivi (scuola secondaria di primo e secondo grado); -deve essere diagnosticato da personale specialistico della struttura pubblica (ASL e centri convenzionati) o di strutture accreditate, conseguentemente la Scuola progetta per l alunno un Piano Didattico Personalizzato (P.D.P.); -non dà diritto all insegnante di sostegno (Legge n. 104/92); 4
5 -costituisce un serio ostacolo al successo scolastico, qualora non sia individuato precocemente e/o affrontato in modo adeguato da studenti, insegnanti e famiglie. Nel corso dell anno scolastico 2013/2014 l Istituto ha organizzato un corso di formazione con i seguenti obiettivi: 1. accrescere le competenze dei docenti per migliorare la didattica a favore delle studentesse e degli studenti; 2. acquisire competenze per incontrare le famiglie - in genere informate, sensibili e presenti - per favorire il loro rapporto con la scuola e presentare strumenti didattici capaci di garantire, alle loro figlie e figli, maggiore autonomia nello studio. Il corso si è svolto nell anno scolastico nel mese di Novembre 2013, per un totale di 30 ore di lezione complessive, tenute dalla prof.ssa Adriana Volpato (formatrice A.I.D.e referente Dislessia per la scuola secondaria di 1 e 2 grado). 5
6 LEGGE 8 0TT0BRE 2010, N. 170 Nuove norme in materia di disturbi specifici d apprendimento in ambito scolastico La legge 170/2010, approvata in via definitiva nel settembre 2010, costituisce un punto di arrivo di un lungo percorso per il riconoscimento a livello scolastico dei diritti dei soggetti con D.S.A. (Disturbi Specifici dell Apprendimento): nello specifico dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. Tali disturbi vengono definiti nell art. 1, cc. 2, 3, 4, 5 della legge; nel medesimo articolo, al comma 1 viene specificato che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali (...). La norma è finalizzata a garantire il diritto all istruzione e lo sviluppo delle potenzialità dei soggetti con D.S.A., nonché a ridurre i disagi relazionali ed emozionali e ad assicurare eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale (art 2). A tale scopo è previsto il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado (quindi, anche quelle dell infanzia), previa segnalazione alle famiglie dei casi sospetti di D.S.A. (art. 3, c. 3), attivando, in accordo con queste, interventi tempestivi definiti sulla base di protocolli regionali (art. 7, c. 1). La diagnosi di DSA spetta, in ogni caso, al Servizio sanitario nazionale e, ove manchino nello stesso trattamenti specialisti ci, le Regioni potranno stipulare convenzioni con specialisti o strutture accreditate. E compito delle famiglie comunicarla alla scuola (art. 3, c.1). 6
7 L art. 4 si occupa della formazione del personale docente e dirigenziale della scuola sulle problematiche relative ai DSA. Detto personale dovrà acquisire le competenza necessarie per individuare precocemente i segnali di D.S.A. possedendo le necessarie capacità di applicare strategie didattiche, metodologiche e valutative adeguate. Allo scopo, la scuola deve fornire o consentire misure educative e didattiche di supporto (art. 5). Si tratta di provvedimenti compensativi e dispensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari. Nello specifico, il comma 2 prevede: l uso di una didattica individualizzata e personalizzata ; l introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensati ve da alcune prestazioni non essenziali. Per l insegnamento delle lingue straniere, oltre l uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale, è prevista anche, ove risulti utile, la possibilità dell esonero. Per individuare queste misure didattiche di supporto, il MIUR ha emanato il decreto attuativo n del 12 luglio 2011 sui D.S.A. con le allegate Linee Guida). 7
8 LA Dirigente scolastica Ha funzione di garante della correttezza di procedure e processi e promotrice di buone pratiche.se contattato, riceve i genitori. Fornisce i nomi dei Referenti D.S.A. e dà informazioni su come contattarli. il Gruppo di Referenti D.S.A. (uno d Istituto e due di sede) Si rende disponibile e incontra le famiglie che ne fanno richiesta su appuntamento. Raccoglie informazioni per e dai Coordinatori di Classe. Un membro del gruppo può partecipare al Primo Consiglio di Classe utile per condivisione collegiale del contenuto della diagnosi. 8
9 i genitori gli studenti Contattano la Segreteria didattica e segnalano il figlio o la figlia alla figura strumentale. Presentano la diagnosi e ne chiedono la protocollazione. Condividono con il Consiglio di Classe gli strumenti compensativi e dispensativi utilizzati a casa dai figli. Sottoscrivono il PDP qualora ne condividano il contenuto in accordo con la scuola Visitano la scuola e possono incontrare i Docenti Referenti D.S.A. Se lo ritengono opportuno, si possono segnalare al Coordinatore. Possono apporre la firma al PDP, se maggiorenni. 9
10 i docenti Stilano il PDP collegialmente entro massimo 2 mesi dalla lettura collegiale della diagnosi. Individuano, ciascuno per la propria disciplina, gli strumenti compensativi, dispensativi, modalità di verifica e criteri di valutazione. Monitorano il PDP ad ogni CdC, all occorrenza aggiungendo o togliendo indicatori e verbalizzandolo nei verbali del CdC. Annualmente il PDP deve essere redatto. Segnalano al Coordinatore eventuali casi di cui vengano a conoscenza 1 0
11 i Coordinatori del Consiglio di Classe Segnalano al Consiglio di Classe la presenza di alunna con Disturbi Specifici di Apprendimento. Segnalano i casi ai Referenti D.S.A qualora ne vengano a conoscenza attraverso informazioni da studenti, famiglie o colleghi. Nella riunione del Cdc stende il Piano Didattico Personalizzato (P.D.P.). Predispone le 3 copie del PDP, di cui una da inserire nel verbale del CdC; una da restituire alla famiglia; una da inserire nel fascicolo personale presso la segreteria. Incontra la famiglia per la restituzione del PDP. la Segreteria Studenti Protocolla e conserva la documentazione presentata dalla famiglia nel fascicolo personale dello studente, in modalità riservata. 1 1