Source: http://www.vasroma.it/approvazione-per-silenzio-assenso-dei-piani-di-assetto-delle-aree-naturali-protette-del-lazio-le-osservazioni-alla-proposta-di-legge-che-vas-ha-letto-e-consegnato-alla-commissione-ambiente/
Timestamp: 2020-02-22 23:00:54+00:00
Document Index: 83525890

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 26', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 97', 'art. 23', 'art. 5', 'art. 26', 'art. 5', 'art. 26', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 38', 'art. 5', 'e contrario']

Approvazione per silenzio-assenso dei Piani di Assetto delle aree naturali protette del Lazio: le osservazioni alla proposta di legge che VAS ha letto e consegnato alla Commissione Ambiente – V.A.S. Circolo Territoriale di Roma
in ARCHIVI, AREE NATURALI PROTETTE, GOVERNO DEL TERRITORIO, MATERIE TRATTATE, NATURA, NEWS, parchi regionali, piani territoriali, Rapporto tra Piani Territoriali Paesistici e Piani di Assetto, riserve naturali provinciali, riserve naturali regionali
Con deliberazione n. 689 del 24 ottobre 2017 la Giunta Regionale ha deciso di adottare e sottoporre all’esame del Consiglio Regionale l’allegata proposta di legge regionale concernente: “Disposizioni in materia di ambiente” che consta di n. 16 articoli e di una relazione, che formano parte integrante e sostanziale della deliberazione: è diventata la Proposta di legge n. 402 del 26 ottobre 2017 che è stata assegnata alle Commissioni VI, IV, I e VIII.
Il 14 novembre 2017 la proposta è approdata in VI commissione Ambiente: a illustrarla è stato lo stesso assessore Mauro Buschini.
Il testo è diviso in due parti: una prima dedicata alla gestione del rifiuti, con il richiamo a una strategia regionale “Rifiuti Zero”, e una seconda con un “pacchetto” di norme che toccano una varietà di argomenti, tra cui la semplificazione delle procedure di approvazione dei piani di assetto delle aree protette non ancora trasmessi alla Pisana (art. 5) e una serie di misure in materia di efficientamento e risparmio energetico, capitale naturale, risorse forestali, riserve idriche, inquinamento atmosferico, volontariato ambientale e rafforzamento del personale delle Province per il rilascio delle autorizzazioni ambientali.
Il presidente della commissione Ambiente, Enrico Panunzi (PD), ha annunciato l’intenzione, da una parte, di fissare il termine per gli emendamenti alla proposta di legge al 18 dicembre prossimo e, dall’altra, di avviare a breve un ciclo di audizioni che hanno coinvolto 120-130 soggetti., tra enti pubblici ed associazioni.
il 4 dicembre 2017 si è svolta la prima delle due audizioni convocate sul cosiddetto collegato ambientale.
Una seduta richiesta anche da diversi consiglieri regionali, nel corso della quale il testo della proposta per la nuova legge ambientale del Lazio è stato sottoposto ai vertici delle aree naturali protette regionali e delle amministrazioni locali: non è stato convocato fra gli altri il Direttore dell’Ente Parco di Veio.
La Città metropolitana di Roma Capitale, rappresentata dal dirigente Angelo Mari, si è detta contraria alla sottrazione dei siti Natura 2000, che passerebbero agli enti di gestione delle aree naturali protette regionali, e della riserva naturale “Monte Soratte”, che dovrebbe essere gestita – sempre secondo la proposta di legge – dalla Riserva naturale regionale “Nazzano, Tevere-Farfa” (per la quale il direttore, stamane, ha però chiesto più risorse umane per potersene prender carico). Apprezzate da Mari, invece, le altre semplificazioni che si vogliono introdurre per l’approvazione dei piani di assetto, le consultazioni degli enti locali sulle perimetrazioni e la stessa istituzione del servizio volontario di vigilanza ambientale.
La 2° audizione si è tenuta ieri mattina nella Sala Mechelli alla presenza del Presidente della VI Commissione Enrico Panunzi, dell’Assessore all’Ambiente Mauro Buschini e del responsabile della Direzione Ambiente Vito Consoli.
Hanno partecipato all’audizione i consiglieri regionali Daniela Bianchi (Insieme per il Lazio) e i cinquestelle Silvia Blasi, Devid Porrello e Gaia Pernarella.
Si elencano di seguito – nell’ordine in cui si sono verificati – soltanto i singoli interventi che ci sono stati riguardo all’articolo 5, riportando per esteso le osservazioni di VAS.
con riferimento esclusivamente all’art. 5 della proposta di legge n. 402/207 Pierluigi Albini, responsabile della associazione culturale “La Scintilla”, ha affermato che deve essere approvato il Piano di Assetto della riserva naturale regionale di Laurentino-Acqua Acetosa.
Si è dichiarato d’accordo con il comma 01-bis secondo cui il piano può prevedere una perimetrazione definitiva diversa da quella provvisoria, dal momento che l’associazione si sta battendo per fare rientrare nel perimetro di quest’area naturale protetta una serie di aree agricole che ne valorizzerebbero ancor di più i suoi valori naturali.
In subordine ha auspicato l’inserimento dell’emendamento presentato nello scorso mese di agosto dal cons. Cristina Avenali: proponeva un allargamento che è stato condiviso all’unanimità del Consiglio del IX municipio.
Il Dott. Arch. Rodolfo Bosi, responsabile nazionale per Parchi e Territorio della associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS) è intervenuto anche a per conto di Italia Nostra, a ciò espressamente delegato da Ebe Giacometti , Presidente di Italia Nostra Lazio.
Bosi ha letto le seguenti osservazioni di cui ha alla fine consegnato una copia agli atti della Commissione Ambiente.
Si premette anzitutto che con l’eventuale approvazione della proposta di legge di cui all’oggetto si verificherebbe la 24° modifica della legge regionale n. 29/1997 dalla sua primitiva entrata in vigore 10 anni fa (18 novembre 1997), a dimostrazione di come la gestione delle aree naturali protette istituite nel Lazio sia stata sempre sofferta ed abbia risentito volta per volta della “politica” della maggioranza di turno al governo della Regione Lazio, che non sembra peraltro avere avuto sempre le idee chiare al riguardo (ad esempio sulla rappresentanza legale di ogni Ente di gestione, alternatasi tra Presidente e Direttore) e che soprattutto non sembra avere curato sempre e soltanto gli interessi pubblici generali: ne sono una dimostrazione palese il commissariamento degli Enti Parco durato per più di 6 anni e mezzo, la nomina dei Presidenti dei 13 Enti di gestione senza nessun procedimento di evidenza pubblica e la mancata attuazione a tutt’oggi della legge regionale n. 12/2016 con la nomina effettuata solo parzialmente dei 4 membri aggiunti di ogni Comunità del Parco e l’insediamento dei Consigli Direttivi che non è stato ancora attuato e che sarebbe dovuto avvenire dallo scorso mese di febbraio.
La 21° sostanziale modifica delle legge regionale n. 29/1997 è avvenuta con l’approvazione delle legge regionale n. 12 del 10 agosto 2016, a sua volta modificata ad appena 6 mesi di distanza dalla legge regionale n. 17 del 31 dicembre 2016 e da ultimo dalla legge regionale n. 9 del 10 agosto 2017.
Ora, ad appena due mesi e mezzo di distanza, questa Giunta Regionale vorrebbe che il Consiglio Regionale approvasse la proposta di legge di cui all’oggetto il cui art. 5 prevede una 24° modifica della legge regionale n. 29/1997, su cui si fanno le seguenti distinte osservazioni.
1 – La proposta prevede sostanzialmente l’approvazione per silenzio-assenso dei Piani di Assetto dei parchi e delle riserve naturali regionali istituite, se il Consiglio Regionale entro 90 giorni dalla data entro cui la proposta della Giunta Regionale gli viene trasmessa non si “esprime” sul relativo Piano di Assetto, di cui per legge spetta a lui deliberare la definitiva approvazione e non solo l’espressione di un “parere”.
La suddetta novità viene motivata nelle premesse della deliberazione n. 689 del 24 ottobre, con cui la Giunta Regionale ha approvato la proposta di legge n. 402, da un lato con il rispetto del principio di buona amministrazione, così come previsto all’articolo 97 della Costituzione, e dall’altro come auspicio che congiuntamente alla allegata proposta di legge siano esaminate anche le proposte di deliberazione consiliare riguardanti il Piano di Assetto della riserva naturale di Laurentino-Acqua Acetosa (proposta n. 72 del 28 novembre 2016) e del Parco dell’Appia Antica (proposta n. 81 del 17 ottobre 2017), entrambe già assegnate alle Commissioni competenti, nell’ambito di una manovra complessiva finalizzata a tutelare e valorizzare il patrimonio ambientale regionale.
Ne deriva sul piano pratico immediato che – nel caso che venisse approvata la suddetta modifica del 4° comma dell’art. 26 della legge regionale n. 29/1997 – verrebbero automaticamente approvati sia il Piano di Assetto della riserva naturale Laurentino-Acqua Acetosa (in quanto ferma da un anno) che quello del Parco dell’Appia Antica, dal momento che il consiglio Regionale non si sarà potuto materialmente “esprimere” entro il prossimo 18 dicembre 2017, data ultima fissata per la presentazione degli emendamenti alla proposta di legge di cui all’oggetto.
Sul piano tecnico-giuridico si fa presente che l’istituto del silenzio-assenso per l’approvazione tacita di qualunque tipo di pianificazione non è previsto dalla normativa vigente in materia, vale a dire dall’art. 17-bis della legge n. 241/1990, che è relativo al “Silenzio assenso tra amministrazioni pubbliche e tra amministrazioni pubbliche e gestori di beni o servizi pubblici” e che è stato introdotto dalla cosiddetta “legge Madia” n. 127/2015, dal momento che si applica a livello endoprocedimentale solo per “l’acquisizione di assensi, concerti o nulla osta comunque denominati di amministrazioni pubbliche e di gestori di beni o servizi pubblici, per l’adozione di provvedimenti normativi e amministrativi di competenza di altre amministrazioni pubbliche”, per cui – come specificato ancor più espressamente dal 1° comma dell’art. 13 della stessa legge n. 241/1990 – “le disposizioni contenute nel presente capo [tra cui rientra anche l’art. 14-bis] non si applicano nei confronti dell’attività della pubblica amministrazione diretta alla emanazione di atti … di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione.”
Ne deriva che l’eventuale approvazione di una disposizione del genere sarebbe viziata di legittimità, anche e soprattutto per gli ulteriori motivi di seguito evidenziati.
Sul piano squisitamente tecnico-amministrativo appare del tutto inappropriata la motivazione che giustifica questa proposta con il richiamo al principio sancito dall’art. 97 della Costituzione, dal momento che il suo 2° comma dispone testualmente che “i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.”
Per il caso specifico non risulta essere stata rispettata, anche e soprattutto sul piano “politico”, la “imparzialità” di questa Giunta Regionale perché con una disposizione del genere arriva in totale eccesso di postere ad esautorare di fatto la sovranità del Consiglio Regionale, in violazione della lettera g) del 2° comma dell’art. 23 dello stesso Statuto della Regione Lazio, ai sensi della quale fra le funzioni al Consiglio c’è quella di “deliberare, su proposta della Giunta, il piano territoriale generale dell’uso e dell’assetto del territorio ed i relativi piani settoriali”, quali sono per l’appunto anche i Piani di Assetto dei parchi e delle riserve naturali istituite nel Lazio.
Sul piano sempre squisitamente “politico” con una disposizione del genere la Giunta Regionale, anziché essere imparziale nei riguardi del Consiglio Regionale, arriva a pretendere che ogni consigliere regionale approvi una norma con cui si dovrebbe addirittura “autopunire” per non aver contribuito a far “esprimere” su un Piano di Assetto di un’area naturale protetta il Consiglio Regionale entro 90 giorni: si arriva per di più all’assurdo che – con l’eventuale approvazione di una norma del genere – il dibattito su un Piano di Assetto da approvare, se arriva a durare più di 90 giorni, si dovrebbe interrompere immediatamente perché è scattato l’istituto del silenzio-assenso!
Per tutte le suddette osservazioni, si chiede l’abrogazione del punto 1) della lettera b) del 1° comma dell’art. 5.
2 – Per quanto concerne l’integrazione della lettera a) del 1° comma dell’art. 26 della legge n. 29/1997, proposta dal punto 2 della lettera b) del 1° comma dell’art. 5 della proposta di cui all’oggetto, ai sensi del quale la perimetrazione definitiva di ogni area naturale protetta dovrebbe avvenire “sentiti gli enti locali interessati e nei limiti delle finalità previste dalla legge regionale istitutiva della stessa”, si tratta di una precisazione pleonastica e del tutto inutile, perché chi l’ha proposta ignora che sulla perimetrazione definitiva di qualunque parco o riserva naturale è preventivo ed obbligatorio il parere della Comunità del Parco, che è formata da tutti gli enti locali interessati e che ovviamente non è richiesto per il sistema delle aree naturali protette gestite da Roma Natura, essendo unico il Comune coinvolto.
Se ne chiede pertanto l’abrogazione.
3 – Pleonastica e del tutto inopportuna appare anche l’aggiunta del comma 01-bis all’art. 26 della legge regionale n. 29/1997, proposta dal punto 3 della lettera b) del 1° comma dell’art. 5 della proposta di cui all’oggetto, ai sensi del quale “il piano di cui al presente articolo può prevedere una perimetrazione diversa da quella di cui all’articolo 9, comma 3, lettera b)” che riguarda la sola perimetrazione provvisoria istituita che può essere ovviamente anche, se non quasi sempre, diversa.
Per tale motivo se ne chiede l’abrogazione.
4 – La presente osservazione accomuna la proposta di modifica del punto 2) della lettera a) del 1° comma dell’art. 5 della proposta di legge di cui all’oggetto con quella dei punti 1), 2) e 3) della lettera d) del 1° comma dello stesso art. 5, secondo le quali da un lato si vorrebbe prevedere l’affidamento della gestione dei Siti della Rete Natura 2000 agli Enti di Gestione delle Aree Naturali Protette, mentre dall’altro si vorrebbe attuare il passaggio della gestione della riserva naturale provinciale di Monte Soratte, attualmente gestita dalla Città metropolitana di Roma capitale, alla Riserva Naturale Regionale di Nazzano Tevere Farfa.
Si tratta di due atti isolati e del tutto sporadici relativi alla gestione di macro aree che dovrebbero essere discusse con un provvedimento più attento ed approfondito, che valuti l’opportunità di ulteriori e più sistematici oltre che funzionali accorpamenti (come ad esempio quello tra il Parco di Veio ed il Parco del Treja) e soprattutto disciplini meglio le forme e le modalità di questi accorpamenti, senza lasciare adito a nessun equivoco a livello pratico applicativo: a tal riguardo si fa presente come esempio dimostrativo che la proposta di legge innalza a livello regionale l’interesse della Riserva Naturale Provinciale di Monte Soratte senza preoccuparsi minimamente del fatto che la riserva di Nazzano Tevere Farfa ha un Piano di Assetto e Piano di gestione approvato dal Consiglio Regionale con deliberazione n. 22 del 20 giugno 2012 che dovrebbe essere quanto meno coordinato con il Piano di Assetto della Riserva Naturale Provinciale di Monte Soratte, adottato dal Consiglio Provinciale di Roma con deliberazione n. 127 del 20 aprile 2006.
Per tali ragioni si propone di posticipare ad un successivo provvedimento legislativo la disciplina relativa sia agli Enti di gestione dei siti delle Rete Natura 2000 che all’accorpamento in macro aree di due o più aree naturali protette istituite, monumenti naturali compresi, ai fini di una maggiore concentrazione delle forze disponibili a tutela e per la migliore gestione di tutto il sistema delle aree protette istituite nel Lazio.
Per le stesse ragioni si rimanda allo stesso provvedimento legislativo anche le proposte di modifica di cui al punto 1) della lettera a) del 1° comma dell’art. 5 (ulteriore specifica della definizione dei monumenti naturali) ed alla lettera c) del 1° comma dell’art. 5 (inserimento di un comma 3-bis all’art. 38 relativo alle sanzioni riguardanti violazioni dei siti della Rete natura 2000).
Si chiede in conclusione di stralciare l’intero articolo 5 dalla proposta di legge di cui all’oggetto.
A proseguire è intervenuto Stefano Petrucci, Presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (A.N.C.E.) del Lazio, che con riferimento all’art. 5 ha premesso che non si può modificare il percorso di partecipazione: si è quindi dichiarato d’accordo quanto meglio di lui aveva detto poco prima l’arch. Bosi, motivando in termini tecnici e giuridici la richiesta di abrogare l’intero articolo 5.
Ha tenuto a precisare che non va bene a suo giudizio la modifica della perimetrazione provvisoria, specie se subentra dopo che nelle aree interessate siano stati approvati nel frattempo dei progetti edilizi.
È intervenuto poi Luigi Tamborrino della associazione “Idee per Roma”, che si è dichiarato totalmente d’accordo sia con Bosi che con Petrucci, perché a suo giudizio non bisogna levare il potere al Consiglio Regionale.
Ha posto l’accento su un problema di merito che riguarda i Piani di Assetto che arrivano alla approvazione della Giunta dopo anni, per cui sono vecchi ed andrebbero aggiornati.
Si è dichiarato invece contrario sugli ampliamenti delle perimetrazioni dei parchi, perché a suo giudizio dovrebbero essere approvati per legge, così come è stato fatto per la perimetrazione provvisoria.
Ha proposto in conclusione di limitare il sovraccarico di lavoro degli uffici tecnici degli Eni di gestione, eliminando ad esempio l’obbligo di rilascio di nulla osta per opere di manutenzione ordinaria.
Andrea Piccini di Confagricoltura Lazio si è dichiarato d’accordo anche lui sulla abrogazione dell’articolo 5: al riguardo ha tenuto fra l’altro a precisare che ci troveremmo ad approvare per silenzio-assenso Piani di Assetto per lo più di un’altra epoca.
Con riguardo all’articolo 5 Silvano Olmi di “Fare Verde” ha espresso i suoi dubbi chiedendosi se la modifica sia tesa a decentrare la gestione delle aree naturali protette del Lazio.
Anche il responsabile della Unione degli Industriali e delle Imprese (Unindustria) si è dichiarato d’accordo con le criticità espresse dall’A.N.C.E. Lazio.
Con riferimento all’articolo 5 Giancarlo Ceci del Comitato “Alternativa Sostenibile” ha chiesto che venga fatta maggiore attenzione alla Valutazione di Incidenza per una maggiore tutela dei Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.) e delle Zone di Protezione Speciale (Z.P.S.).
Per ultimo è intervenuto Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio che ha avuto un orientamento nettamente in controtendenza rispetto a tutti gli interventi precedenti, perché ha fatto presnete che la grande debolezza della gestione di questi 20 anni di aree naturali protette istituita è secondo lui da attribuire proprio alla mancanza dei Piani di Assetto, per cui ben venga il silenzio-assenso.
Nel corso del suo intervento è arrivato ad affermare che nelle Provincie di Viterbo e di Frosinone non esistono parchi: ignora evidentemente che in Provincia di Viterbo ricadono i parchi regionali della Valle del Trejia, di Bracciano-Martignano, della Antichissima Città di Sutri e di Marturanum e che in Provincia di Frosinone ricadono i Parchi dei Monti Simbruini, dei Monti Aurunci e dei Monti Ausoni e Lago di Fondi.
I termini per gli emendamenti alla proposta di legge scadono il prossimo lunedì 18 dicembre anche se, come ha tenuto a sottolineare la consigliera Blasi vista l’imminente fine della legislatura “non ci saranno i tempi” per affrontarli in commissione.
Di contro il presidente Panunzi, dopo aver evidenziato che come dovere istituzionale deve far andar avanti l’iter, ha auspicato un accordo tra le varie forze politiche perché la legge prosegua speditamente il suo percorso.
N.B. – C’è da mettere in evidenza che nel resoconto della audizione di ieri, che è stato pubblicato ieri pomeriggio sul sito della Regione Lazio, fa solo il seguente accenno agli interventi che hanno riguardato l’articolo 5 della proposta di legge n. 402 del 26 ottobre 2017: “le procedure di approvazione dei piani di assetto delle aree protette non ancora trasmessi alla Pisana (molte le voci critiche – tra cui Ance Lazio, Confagricoltura e Territorio Roma – sul “silenzio assenso” che porterebbe comunque al via libera in caso di inerzia del Consiglio”.
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