Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26247-del-19-12-2016
Timestamp: 2020-05-27 10:09:04+00:00
Document Index: 1962130

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Sentenza Cassazione Civile n. 26247 del 19/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26247 del 19/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 19/12/2016, (ud. 23/11/2016, dep.19/12/2016), n. 26247
sul ricorso 23356-2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 1277/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di ROMA del 25/02/2015, depositata il 03/03/2015;
L’Agenzia delle entrate propone ricorso in cassazione, affidato ad un unico motivo, avverso la sentenza della CTR Lazio n. 1277/38/15, depositata il 3/03/2015. La CTR aveva rigettato l’appello proposto dall’Ufficio contro la sentenza della CTP di Roma, la quale aveva accolto il ricorso promosso da C.V. avverso il silenzio-rifiuto relativo al recupero dell’IRPEF sulla buonuscita liquidata dall’INPDAP, riducendo l’imponibile in relazione ai contributi previdenziali versati dal contribuente.
La CTR ha ritenuto che non dovesse essere applicata l’imposta IRPEF alla parte di TFR corrispondente ai contributi versati dal lavoratore e che, pertanto, si dovesse operare una riduzione della base imponibile con riferimento a tutte le indennità di fine rapporto versate dallo stesso. L’Agenzia delle Entrate deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 17, ora art. 19 TUIR, comma 2 bis (come integrato dal D.L. n. 70 del 1988, art. 4, convertito in L. n. 154 del 1988), dell’art. 10, comma 1, lett. e) del TUIR ed L. 26 settembre 1985, n. 482, art. 2, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. Avrebbe errato la CTR nel ritenere che dall’imponibile IRPEF si dovessero detrarre i contributi versati dal lavoratore e relativi a servizi ammessi a riscatto volontario.
La parte intimata non ha presentato difese.
Questa Corte ha affermato che “in tema di determinazione della base imponibile ed ai fini IRPEF, a norma della L. 26 settembre 1985, n. 482, art. 2, ove la formazione di una parte dell’indennità di buonuscita spettante al dipendente pubblico a tempo indeterminato venga alimentata con contributi interamente ed esclusivamente a carico del dipendente, versati volontariamente per servizi pre – ruolo ammessi a riscatto (e relativi, nella specie, a lavoro prestato presso la medesima P.A.), tale parte dell’indennità non va sottratta all’imposizione fiscale ordinaria, posto che, in tal caso, la funzione del versamento consegue essenzialmente il riconoscimento normativo di un’anzianità convenzionale, con il beneficio della valutazione di periodi altrimenti non valutabili” (Cass. n. 8403/2013).
Orbene, nella specie ha errato la CTR nel ritenere che la parte di TFR corrispondente a tributi versati dal contribuente dovesse essere soggetta a tassazione separata.
Sulla base delle considerazioni svolte, il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata con decisione nel merito e rigetto del ricorso introduttivo.
Compensa le spese del giudizio di legittimità e dichiara irripetibili le spese del giudizio di legittimità.