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Timestamp: 2018-05-27 21:30:34+00:00
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Equitalia e pignoramento ex art. 72 bis: quale tutela - Studio Legale Antonella Pedone
I rimedi contro il pignoramento ex art. 72 bis dell'Agente della riscossione: sulla possibilità di impugnazione in Commissione tributaria o dinanzi al Giudice ordinario
L'articolo 72 bis del D.P.R. n. 602/73, in vigore dal 1 gennaio 2008, prevede che l'Agente della Riscossione può attivare una procedura per il recupero coattivo del credito, alternativa al pignoramento, come previsto dal Codice di procedura civile.
Si tratta di una procedura di carattere stragiudiziale, per cui l'Agente della riscossione notifica al debitore e al terzo (verso cui il debitore vanti a sua volta dei crediti) l'ordine di pagare il credito direttamente all'Agente della riscossione.
L'ordine di pagamento deve essere adempiuto entro 15 giorni.
Nel caso di inottemperanza all'ordine di pagamento, si procede, previa citazione del terzo intimato e del debitore, secondo le norme del Codice di procedura civile.
Come si può tutelare il debitore esecutato a fronte di un atto di tal genere?
Secondo l'orientamento della Cassazione, l'ordine di cui all'articolo 72-bis del D.P.R. n. 602/73 è l'atto iniziale della procedura esecutiva esattoriale.
Questa premessa è importante, in quanto l'articolo 2, primo comma, del Decreto Legislativo n. 546/92, esclude dalla giurisdizione del giudice tributario le "controversie riguardanti gli atti della esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica cartella di pagamento".
Si segnala tuttavia un orientamento difforme, secondo cui è invece possibile impugnare l'atto di pignoramento ex articolo 72 bis dinanzi alla Commissione tributaria (Commissione tributaria provinciale di Treviso, sentenza n. 23/07/09 del 28/01/2009; Commissione tributaria provinciale di Piacenza, sentenza del 29 giugno 2009, n. 717).
In primo luogo, l'atto ex articolo 72 bis non è considerato, secondo questo orientamento, un atto di "esecuzione forzata", in quanto non contiene la citazione del terzo dinanzi al giudice dell'esecuzione.
Fermo quanto sopra detto, si ritiene che l'atto ex articolo 72 bis possa essere contestato con il rimedio dell'opposizione all'esecuzione e agli atti esecutivi di cui all'articolo 57 del D.P.R. n. 602/1973, dinanzi al Giudice ordinario, entro i limiti ivi previsti (Cassazione, sentenza del 4 ottobre 2011, n. 20294).
Quindi, per esempio, non si può esperire in materia tributaria un'azione di opposizione all'esecuzione (ex articolo 615 del Codice di procedura civile) per far valere la prescrizione del credito.
Si precisa che i limiti di cui all'articolo 57 riguardano i soli atti esecutivi dell'esattore, e non già i provvedimenti adottati dal giudice dell'esecuzione, in ordine ai quali opererà il regime ordinario di cui all'articolo 617 del Codice di procedura civile, ossia il rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi (Cassazione, Sezioni Unite, sentenza del 22luglio 1999, n. 494; Cassazione, sentenza del 19 luglio 2005, n. 15201).
Tali limiti, tuttavia, sono controbilanciati dalla possibilità prevista nell'articolo 59 del citato D.P.R., in base al quale "Chiunque si ritenga leso dall'esecuzione può proporre azione contro il concessionario dopo il compimento dell'esecuzione stessa ai fini del risarcimento dei danni".
Per approfondimenti: Equitalia e pignoramento presso terzi: commissione tributaria o giudice ordinario?