Source: http://www.artigiani.tn.it/index.php?/artigiani/servizi/area_paghe_e_consulenza_del_lavoro/news/area_comunicazione_rinnovo_ccnl
Timestamp: 2018-02-26 01:05:49+00:00
Document Index: 26480487

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 10']

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Si illustrano, di seguito, i contenuti dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Area Comunicazione sottoscritto il 13 maggio 2014 da Confartigianato Comunicazione, CNA Comunicazione e Terziario Avanzato, Casartigiani, Claai e le Organizzazioni sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil.
Riguarda le imprese artigiane e le piccole-medie imprese fino a 249 dipendenti - è stata estesa anche ai rapporti di lavoro dei dipendenti dalle confederazioni datoriali dell’artigianato, a tutti i livelli, nonché dai loro enti e/o società costituiti, partecipati o promossi indipendentemente dal numero dei lavoratori occupati in esse.
Tale estensione non deve ritenersi obbligatoria. Infatti, come anche chiarito dalle parti firmatarie nell’accordo di modifica della sfera di applicazione siglato il 19 giugno 2014 il regolamento contrattuale in parola “si può applicare” a tali soggetti.
L’accordo prevede un incremento salariale a regime, pari a euro 80,00 per il 4° Livello (operaio specializzato) da erogarsi in tre tranches con le seguenti decorrenze: 1° giugno 2014, 1° febbraio 2015, 1° ottobre 2015. Nelle tabelle seguenti sono riportati gli aumenti retributivi convenuti per tutti i livelli, da corrispondersi nelle suddette tre tranches.
Retribuzione Tabellare al 31/05/2014
Incremento a regime
Retribuzione tabellare a regime
€ 2.027,35
€ 2.139,78
€ 1.766,97
€ 1.657,63
€ 1.749,56
€ 1.554,66
€ 1.392,74
Prima tranche di incremento
Retribuzione tabellare dal 1° giugno 2014
dal 1° giugno 2014
€ 2.062,48
€ 1.467,56
€ 1.342,43
Retribuzione tabellare al 31 gennaio 2015
Seconda tranche di incremento
Retribuzione tabellare dal 1° febbraio 2015
€ 2.097,61
€ 1.828,21
€ 1.715,09
€ 1.608,54
€ 1.492,56
€ 1.229,23
Retribuzione tabellare al 30 settembre 2015
Terza tranche di incremento
Retribuzione tabellare dal 1° ottobre 2015
€ 1.608,55
Eventuali somme erogate a titolo di anticipazioni contrattuali cesseranno di essere corrisposte a partire dalla retribuzione del mese di giugno 2014.
L’una tantum, prevista ad integrale copertura del periodo di carenza contrattuale è stata fissata in 160 euro lordi. Essa copre l’intero periodo dall’1° gennaio 2013 al 31 maggio 2014. Dal 1°giugno 2014 decorrono infatti i nuovi aumenti contrattuali.
L’importo “una tantum” da erogare è, dunque, pari a 160 euro lordi. La prima tranche, di 80 euro, deve essere corrisposta con la retribuzione relativa al mese di luglio 2014; la seconda, di 80 euro, deve essere corrisposta con la retribuzione relativa al mese di gennaio 2015.
Si ricorda che, come da consolidata prassi, l’una tantum è esclusa dalla base di calcolo del TFR. Gli importi eventualmente corrisposti a titolo di futuri aumenti contrattuali devono essere detratti da tale importo, fino a concorrenza, poiché devono essere considerati a tutti gli effetti anticipazioni degli importi di una tantum. Tale importo compete ai soli lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo (13 maggio 2014). L’intero importo sarà riconosciuto ai lavoratori anche in caso di dimissioni o licenziamento.
L’importo deve essere suddiviso in quote mensili, o frazioni di queste, a seconda della effettiva durata del rapporto nel periodo interessato. L’importo una tantum va inoltre ridotto proporzionalmente, come di consueto, in caso di servizio militare, assenza facoltativa post partum, part-time, sospensioni per mancanza di lavoro. La quota da erogare agli apprendisti è pari al 70% dell’importo e dovrà essere erogata con le medesime decorrenze sopra stabilite.
Disciplina della «acausalità»
Nel testo del rinnovo è stato recepito quanto previsto dal nuovo comma 1, art. 1, del D. Lgs. 368/2001, così come novellato dal D.L. 20 marzo 2014 n. 34 convertito, con modifiche, in Legge 78/2014, circa la possibilità di stipulare un contratto a termine senza l’obbligo di dover indicare la ragione giustificatrice, fino ad un massimo di 36 mesi e per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione.
Limiti quantitativi di assunzione
A seguito delle recenti novità legislative recate dal citato D.L. 34/2014 sono stati parzialmente aggiornati i limiti quantitativi per le assunzioni a tempo determinato.
Per tutte le imprese (artigiane e piccole-medie imprese) che occupano da 0 a 5 dipendenti (esclusi gli apprendisti) è possibile l’assunzione di 2 lavoratori con contratto a termine.
Mentre per le imprese che occupano più di 5 dipendenti è stato previsto un doppio regime:
· se imprese artigiane il limite massimo è del 40%;
· se piccole-medie imprese (fino a 249 dipendenti) il limite massimo è del 30%.
Dal computo della base occupazionale per l’applicazione delle predette percentuali sono esclusi gli apprendisti. Va ricordato, inoltre, che nel computo del personale con contratto a termine ai fini della verifica del rispetto dei predetti limiti quantitativi non deve tenersi conto dei contratti instaurati per la sostituzione del personale assente con diritto alla conservazione del posto. A stabilirlo è, infatti, la lett. b) del comma 7, art. 10 del D.Lgs. 368/2001 con una previsione che ha il valore di norma inderogabile.
Assenza di intervalli temporali
Con l’accordo viene ribadito che ai sensi della legislazione vigente il periodo di intervallo tra un contratto a termine e il successivo è fissato in 10 giorni per i contratti a termine di durata fino a 6 mesi e in 20 giorni per i contratti a termine di durata superiore ai 6 mesi; inoltre le parti hanno convenuto che ai sensi dell’art. 5, c. 3, del D.Lgs. 368/2001, così come novellato dal D.L. 76 convertito in Legge 99/2013, non sono previsti intervalli temporali nel caso di assunzioni a tempo determinato effettuate per sostituire lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto.
La regolamentazione dell’apprendistato professionalizzante ai sensi del D.lgs. 167/2011 - disciplinato nel solco di quanto già tracciato dall’Accordo interconfederale del 3 maggio 2012 - nonché la sua definitiva messa a regime, costituiscono le più importanti novità per le imprese dell’Area Comunicazione. Essa si applica ai rapporti di apprendistato costituti a partire dal 1° giugno 2014.
E’ stato previsto un allungamento del periodo di prova per gli apprendisti fino ad un massimo di 4 mesi. In precedenza erano previsti 2 mesi.
Durate massime dell’apprendistato
Con l’accordo è stata data piena attuazione all’art. 4, c. 2, D.lgs. 167/2011 che consente alla contrattazione collettiva dell’Artigianato di regolamentare l’apprendistato lungo fino a 5 anni, in deroga alla durata massima di 3 anni prevista per tutti gli altri comparti.
Le parti hanno confermato le previgenti durate per la gran parte delle figure professionali (operai e impiegati tecnici), fatta eccezione per:
· alcune figure professionali presenti nel 2° e nel 3° Gruppo la cui durata è stata portata rispettivamente a 3 e a 2 anni;
· per tutti gli impiegati che svolgono mansioni amministrative la cui durata è stata portata a 3 anni;
· per tutte le figure operaie e impiegatizie dipendenti delle piccole-medie imprese la cui durata è stata portata a 3 anni.
E’ stata inoltre recepita nel contratto la durata minima legale dell’apprendistato di 6 mesi.
Sommatoria dell’apprendistato del primo e secondo tipo (art. 3, c. 2 bis, D.Lgs. 167/2011)
Per i giovani lavoratori che hanno completato l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale ai sensi del d.lgs. 226/2005, la cui durata può essere di 3 oppure 4 anni, è possibile l’assunzione con contratto di apprendistato professionalizzante, per l’acquisizione di una qualifica ai fini contrattuali, fermo restando che la durata massima complessiva dei due periodi di apprendistato non può eccedere quella prevista dal punto 6) della regolamentazione dell’apprendistato professionalizzante.
L’assunzione con contratto di apprendistato professionalizzante è possibile anche quando i due periodi di apprendistato si equivalgono (es. 3 anni), in questo caso il lavoratore dovrà comunque svolgere un anno di apprendistato professionalizzante.
Le percentuali utili alla determinazione della retribuzione degli apprendisti sono state modificate in particolare prevedendo:
· per il primo anno il 60% in luogo del 65%;
· per il secondo anno il 75% in luogo del 77%.
Per gli apprendisti assunti presso le piccole-medie imprese, considerando che la durata dell’apprendistato non potrà essere superiore ai 3 anni, nell’accordo è stato previsto che per questi apprendisti la retribuzione sarà calcolata prendendo a riferimento le percentuali dei primi 6 semestri di apprendistato.
In materia di formazione le parti hanno confermato il monte ore stabilito dall’Accordo interconfederale del 3 maggio 2012, vale a dire 80 ore medie annue comprensive delle ore per la formazione in sicurezza prevista dall’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011.
In aggiunta a ciò, con una nota chiarificatrice le parti hanno condiviso che qualora il datore di lavoro assuma un apprendista che abbia già seguito i corsi della formazione in sicurezza durante un precedente periodo di apprendistato svolto presso un altro datore di lavoro, il medesimo datore di lavoro sarà tenuto ad erogare la formazione in sicurezza solo a condizione che la nuova attività lavorativa si collochi in una diversa classe di rischio e conseguentemente il monte ore andrà ridotto (cd. principio di non ripetizione).
In attuazione del D.L. 34/2014 è stato previsto che il Piano Formativo Individuale (PFI) da allegare al contratto di apprendistato deve essere redatto “in forma sintetica”.
La disciplina del recesso è stata adeguata alle disposizioni della normativa speciale in materia di apprendistato. Inoltre l’accordo prevede che in caso di licenziamento dell’apprendista la malattia insorta durante il periodo di preavviso non è in grado di sospenderne gli effetti, per cui il rapporto cessa, una volta decorso il preavviso, alla data comunicata dal datore di lavoro. E’ stata dunque esclusa, in questi casi, l’operatività del principio del cd. “preavviso lavorato” che la giurisprudenza ha spesso utilizzato in assenza di diversa indicazione delle parti contraenti, causando di fatto uno slittamento degli effetti risolutivi.
Aspettativa non retribuita in caso di “grave infermità”
In aggiunta all’ordinario periodo di comporto previsto dal contratto collettivo il lavoratore che sia affetto da patologie per le quali venga riconosciuto lo stato di «grave infermità» da parte delle strutture ospedaliere e/o delle ASL potrà usufruire dell’aspettativa per malattia, per un periodo continuativo e non frazionabile, prolungabile fino ad un massimo di ulteriori 6 mesi.
Tale diritto verrà riconosciuto a condizione che ne venga fatta richiesta dal lavoratore interessato in forma scritta prima della scadenza del periodo di comporto. Lo stato di “grave infermità” dovrà essere periodicamente documentato da medici specialisti, fino alla guarigione clinica debitamente comprovata.
Circa la definizione di “grave infermità” si fa rinvio ai chiarimenti del Ministero del Lavoro forniti con la risposta ad interpello n. 16/2008 e con la circolare prot. 25/I/0016754 del 25 novembre 2008.
E’ stato chiarito che i permessi retribuiti per ragioni di studio, riconosciuti ai lavoratori secondo le regole stabilite dall’art. 10 del CCNL, sono fruibili anche dai lavoratori, in particolar modo stranieri, che vogliano seguire corsi di lingua italiana.
E’ stato previsto che a decorrere dal 1° giugno 2014, sono iscritti al Fondo anche i lavoratori a tempo determinato a condizione che il loro rapporto di lavoro abbia una durata iniziale almeno pari a 12 mesi; le iscrizioni non sono dovute nei casi di contratti a termine instaurati per durate inferiori, e successivamente prorogati o rinnovati fino a superare la soglia dei 12 mesi.
1° A e 1° B
5° e 5° bis
Durata preavviso
5° bis
CCNL comunicazione