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Timestamp: 2018-09-23 14:06:54+00:00
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Il vescovo a scuola? Nessuno lo vieta | Andrea Tornielli
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Il vescovo a scuola? Nessuno lo vieta
Un vescovo cattolico può entrare in una scuola pubblica statale per fare una visita senza che sia lesa la laicità. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con una sentenza firmata dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha rigettato il ricordo presentato dall’UAAR (l’Unione Atei Agnostici Razionalisti italiani), che aveva denunciato il vescovo di Grosseto per una visita pastorale nelle scuole della sua città.
La (buona) notizia è stata diffusa ieri dal sito CulturaCattolica.it, che lo definisce «un atto di chiarezza, col quale speriamo si dia inizio ad una stagione di rispetto e di dialogo. E segni anche un argine a simili iniziative. L’UAAR, ben noto per le sue campagne in favore dello «sbattezzo», l’eliminazione dei cappellani dall’esercito, delle suore degli ospedali, la cancellazione dei segni religiosi in pubblico a partire dalle croci sulle vette delle montagne, aveva presentato un ricorso contro il vescovo di Grosseto Franco Agostinelli, «reo» di aver messo piede in una scuola statale per una visita e un incontro con studenti e docenti.
Ora è stato notificata la decisione, che viene risolta sulla base delle norme che disciplinano l’autonomia delle istituzioni scolastiche. È nell’ambito di questa autonomia, che è didattica e culturale, gli organi collegiali possono organizzare anche incontri con le autorità religiose locali, «rappresentative della comunità sociale e civica con cui la scuola pubblica è chiamata ad interagire». La visita del vescovo continua il Consiglio di Stato, «è avvenuta nelle ore di lezione; ma essa non si è svolta attraverso il compimento di atti di culto (eucarestia, benedizione, eccetera), ma attraverso una testimonianza sui valori, religiosi e culturali, che sono alla radice della catechesi cattolica, visti in connessione con l’esperienza religiosa e sociale della comunità territoriale».
Analoghe iniziative potrebbero essere svolta «con riferimento ai valori di altre confessioni religiose o di altri orientamenti spirituali, presenti nella comunità territoriale in cui agisce la scuola, a condizione che essi siano portatori di valori coerenti con i principi di tolleranza e rispetto delle libertà, individuali e collettive, garantite dalla nostra Carta Costituzionale democratica e dal nostro ordinamento giuridico positivo».
I giudici del Consiglio di Stato hanno dunque ritenuto che l’UAAR non abbia dato la prova «del carattere di culto della visita». E ricordano come la visita del vescovo sia stata programmata, si sia svolta in modo da evitare la partecipazione degli alunni delle famiglie che non intendevano aderire all’iniziativa. È la seconda volta che l’UAAR fallisce, dato che aveva già invano presentato un ricordo al Tar della Toscana.
Ci sono gruppi minoritari il cui scopo sembra proprio quello di creare motivi di scontro tra laici e cattolici, esasperando i toni. Nell’Italia del 2011 non abbiamo bisogno di tornare ai guelfi e ghibellini. E un vescovo può entrare a incontrare gli studenti senza che per questo sia messa in dubbio la laicità della scuola. Consentitemi un accenno alla grande e gloriosa università di Padova, nella quale anch’io mi sono laureato. Qualche anno fa venne invitato a tenere una lezione il cardinale Angelo Scola, all’epoca patriarca di Venezia. Ci fu qualcuno, che polemizzò. Il rettore, Vincenzo Milanesi, disse in quell’occasione una frase che vale la pena ricordare: «L’università di Padova è così laica che può invitare un cardinale a tenere una lezione senza veder per questo minacciata la sua laicità…».
Gli agguerriti atei dell’UAAR dovrebbero imparare dai laici veri.
Pubblicato il 1 dicembre 2011 da Andrea Tornielli	Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.
87 risposte a Il vescovo a scuola? Nessuno lo vieta
1 dicembre 2011 alle 14:01
Attendo con ansia la visita del primo Imam ad una scuola ….
Certo, “a condizione che essi siano portatori di valori coerenti con i principi di tolleranza e rispetto delle libertà, individuali e collettive, garantite dalla nostra Carta Costituzionale ”
Ricordo ancora con piacere gli incontri interculturali dirette ad una cultura della pace, con persone di religioni diverse che si facevano al mio istituto superiore. Sarò stato fortunato io…
“Certo, “a condizione che essi siano portatori di valori…”
Ah! A condizione che ….. , certo ci mancherebbe.
Di grazia sa dirmi se quel Vescovo fosse coerente e rispettoso delle norme nazionali in materia di: aborto, contraccezione, divorzio, fine vita ….
Perchè se così fosse mi piacerebbe incontrarlo.
Presumibilmente non avranno parlato di quello. E sono anche sicuro che il Vescovo sia una persona aperta al dialogo con persone aperte allo stesso su quel fronte.
Molto banalmente, ilsanta, lei ha mai discusso con un Vescovo di certe cose? O anche solo con un teologo cattolico?
Non abbia timori, lo faccia come lo feci io a suo tempo; sono ancora vivo e su alcune cose non ho certo cambiato idea. Ma sull’apertura mentale di alcuni gerarchi cattolici si, su quello ho proprio cambiato idea.
Sull’apertura mentale = sulla presunta chiusura mentale al dialogo verso certe problematiche.
Così si comprende meglio.
1 dicembre 2011 alle 16:23
Mi scusi ma allora importa di cosa si parla a scuola o importa di quali valori sono portatori questi religiosi?
Non cambi discorso per favore secondo ciò che le comoda.
In merito al mio confronto con i cattolici le assicuro che c’è stato e per molti anni, ma di fronte a principi inderogabili o meglio, inesplicabili il dialogo si fermava.
Magari lei si augurerà che aborto e divorzio diventino parte della Costituzione, non tutti sono del suo parere… Di grazia…
“Magari lei si augurerà che aborto e divorzio diventino parte della Costituzione, non tutti sono del suo parere… Di grazia…”
Divorzio e aborto sono già compatibili con la Costituzione in quanto se non lo fossero non potrebbero essere leggi dello Stato, immagino si seccante per lei ma se ne faccia una ragione.
Compatibili è una cosa (anche se è opinabile il giudizio di “compatibilità”), essere “principi di tolleranza e rispetto delle libertà, individuali e collettive, garantite dalla nostra Carta Costituzionale” un’altra, e dal momento che la sentenza è scritta in italiano, se l’italiano non è un’opinione, essere contrari a certe leggi non infrange i principi costituzionali, ma che glielo dico a fare…
La Costituzione garantisce la libertà individuale Art. 13 “La libertà personale è inviolabile” da questo derivano fra l’altro le leggi su divorzio ed aborto.
La Chiesa è contraria a queste leggi e quindi non rispetta su questi temi quanto definito dalla Costituzione, un Imam che condanni la monogia è uguale ad un Vescovo che contrasti l’aborto.
In realtà sappiamo entrambi che per alcuni cattolici non importa cosa un Imam o un rabbino proclamino, l’importante è che non gli si permetta di contrastare l’unica “vera” religione.
Al di là del fatto che l’affermazione che le leggi su divorzio e aborto derivino dalla garanzia costituzionale della libertà individuale mi pare quantomeno forzata (nel caso dell’aborto c’è qualcuno che non può dir niente, e subisce…), il suo successivo assioma “la Chiesa è contraria=non rispetta la Costituzione” è applicabile allora a qualsiasi legge cui uno sia contrario. Perciò è evidente che secondo la sua vulgata dipende da chi è contrario e a che cosa, per sapere se ha diritto di esprimersi, soprattutto pubblicamente. E questa è una minestra riscaldata.
Ad ogni modo non voglio troppo uscire dal tema proposto da Andrea Tornielli, che mi sembra abbastanza chiaro, come la sentenza. Può piacere o no, ma è così.
1 dicembre 2011 alle 18:34
Se legge bene gli interventi vedrà che non sono io a giudicare opportuna la visita di una autorità religiosa solo a condizione che si manifestino valori coerenti con la Costituzione, proprio perchè se fosse così il Vescovo dovrebbe starsene a casetta come l’Imam.
In merito alla costituzionalità delle leggi non vedo dove sorga il dubbio, se una legge non rispetta quanto scritto nella Costituzione deve essere abrogata senza discussioni. Se lei ritiene che le leggi che ho citato io siano incostituzionali si attivi nelle sedi opportune.
Mi arrendo. Lei continui pure a girare la frittata, le uova non mi piacciono, come la minestra riscaldata…
Allora le dico la mia: sono contento esista la legge sull’aborto, anche se io cercherò di non usarla mai per motivi personali.
Non tutti hanno questi motivi personali e/o la forza (o debolezza!) per seguirli.
Non conosco la situazione italiana, ma, se è come dalle parti nostre, il problema non è di avere una tantum un vescovo, un rabbino o un imam, ma quello di avere degli insegnanti post-sessantottini laicisti ed ateisti ottusi ed incolti ogni santo giorno di scuola!
1 dicembre 2011 alle 14:19
Pronta la soluzione! Lo dice pure Berlusconi, scuola privata cattolica!!!
Sempre ben finanziata e magari con una spruzzata di creazionismo, altro che quel comunista di Darwin!!!
Mi sembra un’ottima idea, caro ilsanta: e visto che tutti i cattolici pagano le tasse e che hanno perfettamente il diritto di aver la prole educata come Dio comanda, lo Stato dovrebbe dare a ogni genitore un assegno del valore equivalente del costo di uno scolaro nella scuola pubblica e per bambino da scolarizzare.
I genitori poi darebbero quest’assegno all’organizzazione scolastica statale o privata di loro scelta.
Almeno ci si sbarazzerebbe degli incompetenti sia dal punto di vista della gestione finanziaria che da quella pedagogica e … filosofica.
1 dicembre 2011 alle 15:02
Una scuola per tutti i gusti!
Sei leghista? Scuola padana!
Sei comunista? Scuola Marxista!
Sei ricco? Scuola per ricchi!
Sei povero? Arrangiati!
Poi però lo stesso principio lo applichiamo a tutto vero?
L’8×1000 se lo sognano in Vaticano.
Le varie esenzioni fiscali pure.
Per la sanità stessa cosa, tutti al San Raffaele (covo di persone oneste, competenti soprattutto come gestione finanziaria), lì ci sono i veri medici obiettori altro che i comunisti incompententi del pubblico!
Finalmente potremo fare quelle belle caste che tanto le piacciono, nevvero Simon?
Anzi, ci sarebbero meno caste: ricevendo l’assegno chiunque potrebbe avere accesso alla scuola che conviene meglio senza essere obbligato a rimanere livellato verso il basso asseconda della scuola del quartiere.
Che poi quelli che avranno la fortuna di avere genitori non ideologicizzati dal pensiero laicista da due soldi e quindi capaci di scegliere la miglior scuola saranno avvantaggiati, è possibile: ma sempre meglio che la situazione attuale che obbliga tutti alla mediocrità della formazione e del pensiero laicista. Non le pare? Che il “mercato” decida…
P.S. Non essendo italiano non capisco l suo accenno all’8 per mille: credevo che fosse volontario…
Immagino che lei non abbia problemi di danaro perchè, non so dove abiti lei, ma in Italia le tasse sono proporzionate al reddito.
Pertanto l’assegno “di ritorno” per chi ha soldi sarà cospicuo, per chi di soldi ne ha meno o ne ha pochi sarà tale da non permettergli una scuola di livello sufficiente e questo, a mio avviso, le caste le crea eccome!
In merito all’8×1000 le chiedo di informarsi meglio, troverà molte fonti e molti pareri on-line (se le dessi un consiglio io sarebbe certo laicista quindi mi trattengo), di certo essendo una imposta non è affatto volontaria, non so poi come funzioni il fisco da lei.
non educata come Dio comanda, caro simone.siamostati tutti educati come Dio comanda,ma mi pare che il risultato sia tutt’altro che buono e anche quelli educati direttamente con la parola di Dio, lasciano molto a desiderare.L’educazione, più che con le parole, si dà con gli esempi di cui siamo piuttosto molto scarsi:anzi diciamo che quelli proposti non sono da seguire , a tutti i livelli saluti
1 dicembre 2011 alle 14:21
Simon,perchè i vescovi o i rabbini e gli imam hanno tutti la mente aperta,sono tutti colti?
Non ce ne nessuno ottuso o incolto?
Per i vescovi ne sono sicuro.
Comunque, come scritto: questo vengono solo una tantum, gli ignorantoni che insegnano sono lì tutti i giorni coi loro stereotipi sessantottini.
Lei non è italiano, e quindi parla di cose che non conosce. Oltre tutto insulta gli insegnanti della scuola pubblica italiana… se non riesce a vergognarsi, almeno si confessi!
Tra i tanti “ignorantoni” che Lei manderebbe a casa, ci metta pure le migliaia di insegnanti di religione (cattolica) che, designati dai Vescovi, occupano cattedre nella scuola pubblica pagati dallo Stato italiano
conosco una signora che ha fatto tutte le scuole in un istituto religioso,condotto da suore e con personale scelto,con tutti i requisiti che deve avere un insegnante cattolico.Sa cosa mi ha detto? Questo: “quando sono uscita dalla scuola mi sono trovata in un mondo sconosciuto.Niente di quello che mi avevano insegnato corrispondeva a questo mondo.Mi hanno educato mettendomi un bel spesso paraocchi.”
Che vuol dire: mi hanno insegnato a non vedere oltre il mio naso,non mi hanno insegnato a ragionare!!Praticamente mi hanno fatto il lavaggio del cervello.(lo stesso lavaggio del cervello che hanno subito i nostri politici,vista la manifesta incapacità di ragionare)
PS.i suoi figli li ha mandati a studiare nella scuola pubblica.E non è diventata comunista,nonostante abbia preso le distanze dalla chiesa.
Mentre invece molti comunisti si sono avvicinati alla chiesa,rimanendo in tutto e per tutto comunisti.
Personalmente sono per la libera scelta della scuola: lo stato deve garantire questa libertà umana fondamentale e le scuole migliori saranno quelle automaticamente le più scelte.
Forse le sfugge il piccolo particolare che in Italia lei è libero di scegliere la scuola che preferisce, così come in materia sanitaria può scegliere la struttura che preferisce.
In merito alla scelta sulla base della qualità della scuola questo si può fare anche con la scuola pubblica, come fanno in Germania ad esempio, ma colà i soldi per la scuola li hanno ed i dipendenti pubblici sono pagati diversamente che da noi.
Sì capisco questo: ma non è giusto che i genitori paghino per la scolarizzazione dei loro figli due volte. Una volta per via delle tasse e una seconda per la scelta della scuola che conviene meglio: una giusta perequazione corrispondente al costo reale e ridistribuito con un assegno e indipendentemente dalle tasse pagate realmente (il più povero paga poche o no tasse, ci guadagnerà) risponderebbe a questa profinda inequaglianza. Non le pare?
1 dicembre 2011 alle 16:37
Quanto lei dice è corretto a prima vista, ma è lo scotto da pagare se vogliamo uno Stato “sociale”, ossia uno Stato dove non si riceve solo in base a quanto si versa, uno Stato dove anche i meno abbienti hanno la garanzia di avere il minimo vitale (scuola, sanità, giustizia, ecc.).
Certo possiamo rinuncaire a tutto questo, negli Stati Uniti non c’è una assistenza sanitaria pubblica (escluse le emergenze) eppure vivono lo stesso, certo se ti licenziano e resti senza assicurazione sono problemi tuoi e della tua famiglia, se questo rispecchia secondo lei i valori cristiani ….
Vedrà ora chi hanno dato l’assist come si precipiteranno anche gli altri componenti di tutte le altre religioni con la scusa delle pari opportunità.
E non potranno negarlo visto che non ci sono figli e figliastri !
E’ stato un errore, o un favore agli altri.
3 dicembre 2011 alle 00:10
scusi simone ma, secondo lei colti e intelligenti, lo sono solo i cattolici? meglio mi sento!. dicono in maremma: mi sembra proprio che dimostri tutto il contrario . buona notte
Mi sembra che il ragionamento sia semplice:
- viene proposta la visita del vescovo in un istituto
- in autonomia (cons di istituto ed eventualmente cooll docenti per i contenuti e le forme didattiche) si vota pro o contro : la maggioranza decide
- ci sono le garanzie ovviamente di laicità (chiarissimamente intese dal vescovo) e conformità costituzionale (cosa più difficile per confessioni che non hanno intese con lo Stato)
- è garantita libertà di partecipare agli studenti (anche se qui si potrebbe discutere: se è una proposta educativa tutti dovrebbero partecipare. Cmq ogni scuola ha il suo legittimo POF) e al personale…una specie di assemblea di istituto mi par di capire.
Dal momento che da circa 2000 anni la Chiesa è una presenza viva nel territorio e nella storia italiana (senza nulla togliere a chi è legittimamente contrario ad alcune scelte o pratiche religiose, per carità! L’importante è partire comunque da questo “fatto”), che la scuola, laicamente, non lo può ignorare (tranne che per scelta ideologica) e che comunque si tratta di un confronto da cui ciascuno può ricavare qualcosa…. mi chiedo
dove sta il problema o la notizia ?
Eeeeh, il problema è che al vescovo non gli va bene l’aborto; e anche se in quel momento di incontro con i ragazzi non se ne parlerà, basta l’assunto principe.
2 dicembre 2011 alle 01:38
non confondiamo moralità e legalità.
Che il vescovo eventualmente porti una posizione contraria all’aborto dal punto di vista morale è legittimo e non toglie lo spazio al parlamento (eletto) di votare anche in senso contrario. Se poi ciò può essere oggetto di discussione a scuola, perche no ? Se gli insegnanti poi nelle aule ridicolizzano o appoggiano o criticano le posizioni del vescovo… chi sorveglia allora ? Starà sempre a ciascuno fare le riflessioni che crede e proporle nel dibattito (mi pare si chiami pluralismo).
Il vescovo non fa apologia di reato e non mi risulta che a presidiare i seggi ci siano le guardie svizzere
Basta che questo valga anche per Rabbini ed Imam, anche se temo che in quei casi i professori sarebbero tacciati di essere comunisti (come se poi fosse un insulto) e i rappresentanti delle altre religioni sarebbero accusati di voler stravolgere l’italica cultura (magari perchè dichiarano la loro contrarietà al crocefisso nelle aule).
2 dicembre 2011 alle 09:29
Se c’è il rispetto dell’autonomia della scuola (che può votare pro o contro l’iniziativa),
il rispetto della legge vigente e la distinzione di ambito (culto-scuola) credo che sempre l’incontro sia possibile.
3 dicembre 2011 alle 00:24
egr. LG, viste le lamentele sullo stato attuale dell’Italia e dell’occidente cristiano non le sembra che 2000 anni di presenza viva della chiesa, abbiano avuto ben poco successo educativo? Io penso che il motivo sia che il cristianesimo è stato, ed è, insegnato male e senza esempi.
Volevo scrivere prontipartenzavia! ma son già in ritardo…
Oscurantisti che non sono altro, quelli del Consiglio di Stato.
“Vigliacco! Venduto al Vaticano!” (Fernandel-Don Camillo “Don Camillo Monsignore ma non troppo, scena dell’auto vescovile che va benissimo, a causa del “sabotaggio” di Peppone)
La visita di un vescovo in una scuola non desta nessun problema se è alle superiori. Lì non riesce a raccontare cose che i ragazzi non capiscono. Scendendo di scuole qualche preoccupazione la visita la desta. Il pope poteva andare alla sapienza, non glielà negato nessuno. Se l’è data a gambe perchè lì la platea non poteva essere favorevole a tutto quello che diceva. Non si deve contraddire il pope, è sacrilegio? Parecchi erano prevenuti ma il suo discorso poteva anche spiegare, a quella gente, che la chiesa capisce i tempi, non si uniforma, facendo la sua figura. Secondo me non se l’è sentita perchè non aveva discorsi ragionevoli da portare. Avere un pope che il vangelo non lo rispetta ed essendo la vs massima carica… traete voi le conseguenze.
La scuola deve essere pubblica, per tutti, tutte queste divagazioni con la privata non servono allo scopo dell’insegnamento. Servivano ad altro e mi immagino scuole Cristiane, ebree, mussulmane, TDG, ecc. Vi piace giocare? Un saluto.
2 dicembre 2011 alle 00:47
E lei dovrebbe tornare a scuola. Il suo italiano è pessimo!
Il Vescovo a scuola, nessuno lo vieta…ovvio, direi. Non è offesa la laicità, altrettanto ovvio, direi.
Tali attenzioni alle forme sono leggermente fuorvianti, se non proprio in malafede; il vescovo in questione ,ed il Vaticano tutto, sanno assai bene che le questioni davvero decisive non sono quelle formali, ma quelle sostanziali.
E quali sono gli aspetti sostanziali?
Beh, uno, per esempio, è che , noi, al ginnasio ed al liceo, leggemmo per intero “I promessi sposi” del Manzoni, dalla prima all’ultima parola.
Dalla prima all’ultima parola ,dico : un anno intero e per ben due classi.
Ci si potrebbe domandare –con ogni fondamento– quali meriti abbia mai il Manzoni (pressocchè sconosciuto all’estero) per dominare il programma didattico in tale modo totalizzante.
Ci si potrebbe domandare perchè lo stesso trattamento non venga riservato al Leopardi, il più grande pensatore del suo secolo.
Ci si potrebbe domandare perchè vengano totalmente ignorati altri capolavori assoluti della letteratura.
La risposta è ovvia : i programmi saranno concordati col Vaticano, essendo “I promessi sposi” un formidabile spot pubblicitario per la chiesa cattolica.
E la scuola, per ordine del Vaticano, deve formare buoni cattolici, ancor più che buoni cristiani e buoni cittadini.
Quello è il vero problema, simpatici amici,non la presenza fisica del vescovo nella scuola: non ci facciamo distrarre da un posticcio rispetto esteriore per gli ambiti didattici.
io OODIO Manzoni! E non scherzo!
Noi iniziammo la quinta superiore con Nietzche, arrivammo a Kafka e giungemmo fin’anche a sfiorare gli scritti blasfemi di Artaud! Che bei tempi
2 dicembre 2011 alle 00:36
Ma che cavolata è mai questa?? Ma è una barzelletta?
E meno male che lei ha letto “I Promessi Sposi” dalla prima all’ultima riga. ahahahahahahah
Non c’ha capito proprio niente allora. Se li rilegga con una buona edizione commentata
E poi questa storia che dalla scuola italiana escono buoni cattolici è a dir poco ridicola. Si faccia un viaggio in un qualsiasi pullman delle 14,00, di quelli strapieni di studenti che tornano a casa… vedrà che bravi cattolici sono!
2 dicembre 2011 alle 09:28
Sottoscrivo, ClaudioFL. Ma sono anni che attaccano “I Promessi Sposi”, così come ignorano, nei programmi scolastici, altri capolavori letterari a favore di cartacce… Ancora un pò di tempo e al ginnasio e al liceo si “sciropperanno” Faletti, Bob Dylan, De Gregori e i libri di qualche comico di Zelig.
Dimenticavo. Dante se la cava solo per merito (o colpa) di Benigni.
Scrive Simon: ” … ma sempre meglio che la situazione attuale che obbliga tutti alla mediocrità della formazione e del pensiero laicista”.
A onor del vero devo dire che, nonostante si sia fatto fin qui di tutto per distruggere la Scuola italiana pubblica, non mi pare che poi questa “formazione dal sapore laicista” sia poi così mediocre.
Lavoro all’estero da diversi anni e ho la fortuna di confrontarmi ogni giorno con decine e decine di ricercatori italiani sia di lungo corso, sia freschi di laurea; ragazze e ragazzi preparatissimi nel campo della fisica, della matematica e dell’ingegneria che hanno seguito l’intero percorso scolastico nella scuola pubblica e oggi sono a buon diritto cittadini del mondo per preparazione e capacità.
Gli italiani ricoprono da sempre ruoli di eccellenza e mansioni di grande responsabilità. È proprio di ieri un importante articolo apparso su La Repubblica che fotografava molto bene la situazione attuale dei cosiddetti “cervelli in fuga” e quantificava dettagliatamente la perdita che questo rappresenta per l’Italia.
Più di un miliardo di Euro l’anno: è il capitale generato dai 243 brevetti che i nostri migliori “cervelli” hanno depositato all’estero.
Questo perde l’Italia per incapacità congenita di chi governa e di chi non è in grado di programmare.
Ebbene, gentile Simon, dove pensa abbiano studiato e si siano laureati questi scienziati, dalle Orsoline?
Prima di scrivere evidenti incongruità per sentito dire, su argomenti che non si conoscono, ci sono due strade: desistere o documentarsi.
1 dicembre 2011 alle 20:15
In una scuola ove rimangono appesi crocifissi a tutte le pareti, (nonostante le nostre stesse leggi lo vietino!), è già di per sè una scuola apertamente schierata.
E assai difficile , quindi, affermare che la visita non avesse carattere pastorale, pur in assenza di atti di culto.
Ciò non significa che il vescovo non deve entrare in una scuola, certamente; ma diamo alle cose il loro giusto nome : è una visita dell’autorità ufficiale della religione ufficiale.
Niente di più, ma niente di meno.
Cmq., l’UAAR non ha “toppato”, in senso stretto : aver ribadito l’esistenza dei paletti è assai importante. E ,se questi paletti oggi esistono (tanto che si può dire che “L’università (e non solo di di Padova!), è così laica che può invitare un cardinale a tenere una lezione senza veder per questo minacciata la sua laicità…») , il merito è di una lotta assai dura, nella quale anche il contributo UAAR è stato fondamentale.
2 dicembre 2011 alle 00:43
@ Libera (di dire cavolate)
Ma quali leggi?!
Ti consiglio di leggerti la sentenza della Corte europea sull’esposizione del Crocifisso nelle scuole italiane.
E se proprio vogliamo chiamare le cose con il loro nome, voi volete levare il Crocifisso usando lo scudo della laicità e della libertà, ma la vostra vera motivazione è che avete un’odio viscerale e ideologica per la religione cattolica… altro che laicità.
2 dicembre 2011 alle 09:24
Se per lei è una vittoria l’aver svenduto un simbolo religioso spacciandolo per simbolo culturale….
Mi domando se uno studente irridesse o sbeffeggiasse il crocefisso in aula come reagirebbero i cattolici.
Difatti è una battaglia che non capisco proprio, sia da una parte che dall’altra.
Lei si sbaglia, caro ClaudioFL : la nostra legislazione, non prevedendo –anzi escludendo– una religione “ufficiale” (una religione di stato), implicitamente esclude la possibilità di esporre simboli d’una di esse.
Il crocifisso è certamente un simbolo.
La sentenza di cui Lei parla ha potuto lasciare i crocifissi sui muri solo a prezzo di un arzigogolo giuridico : sostenere, cioè, che essi sono simboli di valore non religioso ma puramente etico; tant’è vero che molti cattolici l’hanno ritenuta una sconfitta più che una vittoria.
Pingback: Giorgio Napolitano zittisce l’UAAR: i vescovi possono fare visita nelle scuole | UCCR
Visto che qualcuno contrappone scuola pubblica e scuola privata, è opportuno chiarire che ai sensi della Legge 62 del 10.03.2000, Ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer (non certo di destra), la scuola pubblica è formata dalle Scuole statali e dalle Scuole paritarie.
La scuola pubblica comprende quindi per Legge dello Stato le scuole “private” paritarie.
9. Al fine di rendere effettivo il diritto allo studio e all’istruzione a tutti gli alunni delle scuole statali e paritarie nell’adempimento dell’obbligo scolastico e nella successiva frequenza della scuola secondaria e nell’ambito dell’autorizzazione di spesa di cui al comma 12, LO STATO ADOTTA UN PIANO STRAORDINARIO DI FINANZIAMENTO alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano da utilizzare A SOSTEGNO DELLA SPESA SOSTENUTA e documentata dalle famiglie per l’istruzione mediante l’assegnazione di borse di studio di pari importo eventualmente differenziate per ordine e grado di istruzione.
1 dicembre 2011 alle 19:22
Che Peppone sia uno zotico campagnolo, avendo fatto solo la terza elementare lo scusa almeno un po’, se prende qualche “toppa”, ma se la stessa toppa la prende chi “ conversa con il crocifisso” è molto meno scusato. Infatti è il Vangelo a dire : “a chiunque è stato dato molto, sarà richiesto molto; e a colui al quale è stato affidato molto, sarà richiesto più del solito.” ( Luca 12.48)
Specificate quindi le responsabilità, ci si può chiedere per quale motivo il vescovo abbia voglia di andare a far visita alle scuole. Non risulta che debba stilare un rapporto sul grado di manutenzione degli edifici o un elenco delle deficienze riscontrare né delle migliorie che egli in veste di visitatore può suggerire di fare agli organi competenti. Quindi la visita è inutile anche perché la sentenza recita “ è avvenuta nelle ore di lezione ma essa non si è svolta attraverso il compimento di atti di culto (eucarestia, benedizione, eccetera), ma attraverso una testimonianza sui valori, religiosi e culturali, che sono alla radice della catechesi cattolica visti in connessione con l’esperienza religiosa e sociale della comunità territoriale». – In pratica è andato a fare propaganda. Ma non dovrebbe farla in chiesa la predica che è il luogo deputato ?
Volendo essere pignoli, il semplice andare a “rompere l’armonia” delle ore di lezione per fare la spot al proprio prodotto, egli contravviene il Vangelo che dice :” Ma quando sei invitato, va a giacere nel posto più basso,” ( Lc. 14.10) ma pretendere di autoinvitarsi, imporre la propria presenza, con lo scopo di testimoniare i valori “irrinunciabili” è una forma di arrogante imposizione e un modo per porsi in cattedra che non è il luogo più basso.
Concordo con il tema: “un vescovo può entrare a incontrare gli studenti senza che per questo sia messa in dubbio la laicità della scuola” a condizione che debba parlare ad una o due persone, non a tutta la scuola perchè ora la stessa opportunità deve essere offerta anche a componenti di religioni diverse altrimenti è una violazione delle “pari condizioni” altrimenti rimane una particolare preferenza in favore dei soliti pochi (auto) eletti. Sempre gli stessi.
Considerato poi il grado di complicità con cui le solite caste si auto sostengono, non è difficile capire perché il Vangelo parla di un cieco che guida un cieco quando questi viene insignito dell’onorificenza dell’Ordine di San Silvestro, e come nota il corriere “anche in Vaticano si allungano le mani della famiglia mafiosa” (quasi non bastasse il fumo di Satana) senza dimenticare i gentiluomini di sua santità coinvolti in vari scandali. Forse è di quello che voleva parlare il vescovo alla scuola ? O di qualche inspiegabile misterioso mistero ?
Forse voleva spiegare l’imbarazzo del Vaticano, che ha fatto sapere che i controlli per capire chi fosse Lampada non hanno funzionato a dovere: “può accadere che qualcosa sfugga” e così è sfuggita pure la scusa per gli altri per pretendere lo stesso trattamento.
Perché i TdG vanno nelle scuole?
Le vostre polemiche col signor Sal sono di una povertà argomentativa degna soltanto di compatimento.
Infatti, sono brevissime , “schiattose” ed inconcludenti.
Da Sal, voialtri, potete solo imparare ; ma ,si sa, l’arroganza è tipica dei presuntuosi, e la presunzione è tipica dell’ignoranza.
@Anniballo: l’indottrinamento fin dalla più tenera età è fondamentale caro anniballo, fondamentale!!!!
Una volta girovagando nel web ho letto questo: “Dateceli nei primi anni della vita e saranno nostri per sempre”!!!
Ecco perchè la battaglia per la scuola è questione di “vita o di morte”.
fabio mandato scrive:
Noto molti commenti critici con la sentenza di che trattasi. Sinceramente la non visita di un religioso non mi sembra il trionfo della libertà, nè il rispetto della Costituzione. La Costituzione non ci rende anticristiani, non è lo scudo della laicità dello Stato, ma l’espressione di valori propri di un popolo e di una Nazione.E la libertà, nessuna mai ce ne ha privato negli ultimi 20-30-40 anni, non è libertà da un credo da un vescovo da un Papa..E’ libertà di..Libertà anche di accogliere, nella laicità, un vescovo. Perchè non esiste la laicità se non esiste la religiosità..
2 dicembre 2011 alle 10:24
Si, peccato che poi da quanto tu dici a voler imporre certre leggi il passo è breve…..
Volete tornare ai Guelfi e Ghibellini? Per Carlo, certi toni sono proprio fuori luogo! Vai nel blog di Odifreddi se vuoi sentire certe affermazioni!
CLAUDIOFL , L’ILLUSIONE e l’odio viscerale———
Mentre ringrazio CARLO (invitandolo a scrivere più spesso nel forum….)
vorrei replicare a ClaudioFL che si agita, additando istericamente nei critici un odio viscerale per la chiesa cattolica.
L’odio viscerale è quello che si può avere per una istituzione che -dopo secoli e secoli di reggenza delle coscienze– le ha indebolite e ci ha reso un popolo la cui fibra morale ha la consistenza della nutella.
Vorrei rammentare a Claudio FL che l’Italia, il cui indirizzo morale dominante è dettato dalla chiesa cattolica, è il paese europeo primo per corruzione (le statistiche sono di oggi: siamo al 70° posto per onestà, insieme a qualche dittatura africana).
Per metterLa davvero di buonumore, illuso ClaudioFL, Le aggiungerò che i paesi europei ai massimi livelli di onestà sono quelli protestanti.
Ci pensi un paio di giorni seriamente, e,poi, forse, l’ammetterò al diritto di darmi una risposta (purchè sia intelligente e documentata).
2 dicembre 2011 alle 15:40
Sono allibito da così tanta becera ignoranza! In lei l’ideologia ha preso il posto del buon senso. E le spiego perchè:
1) Lei scrive: “L’odio viscerale è quello che si può avere per una istituzione che -dopo secoli e secoli di reggenza delle coscienze– le ha indebolite e ci ha reso un popolo la cui fibra morale ha la consistenza della nutella”. Espressione talmente insensata che non mi spiego come una menta l’abbia potuta concepire. La supplico, oh illuminato, mi dica da dove l’ha tratta, in base a quali studi, quali pubblicazioni (dato che mi invita a documentare, arrogandosi il diritto di ammettermi o meno a ribattere) sostengono questa tesi, come s’è fatto quest’idea.
2) Di nuovo la cito: “Vorrei rammentare a Claudio FL che l’Italia, il cui indirizzo morale dominante è dettato dalla chiesa cattolica, è il paese europeo primo per corruzione (le statistiche sono di oggi: siamo al 70° posto per onestà, insieme a qualche dittatura africana)”. Ma scherza o fa sul serio? Anzitutto l’affermazione che la Chiesa cattolica detti l’indirizzo morale dominante dovrebbe essere dimostrata (per me, infatti, è vero il contrario, cioè che detta un indirizzo morale che viene seguito solo da una relativa minoranza). Secondariamente, le ripongo la stessa domanda, cioè secondo quali schemi malati e distorti lei ragiona? Poiché una delle colonne portanti del cristianesimo sono i Precetti del Decalogo, in cui figurano i comandamenti “7. non rubare”, “8. non dire falsa testimonianza”, “10. non desiderare la roba d’altri”. Se l’Italia fosse davvero (profondamente, radicalmente, visceralmente) cristiana, non si troverebbe nella situazione di corruzione e immoralità in cui si trova.
3) Io non prenderei per buona qualsiasi cosa si senta alla radio o in televisione. Non metto in dubbio i risultati del sondaggio, ma vorrei sapere come e secondo quali criteri è stato condotto. Perché sa, l’onestà non è misurabile come lo spread o le mele in un cestino. Sono convinto che se un’altra agenzia conducesse la medesima ricerca, otterrebbe risultati molto diversi.
4) Altra sciocca generalizzazione è quella che indica i protestanti come più onesti, affermazione che è uguale a quelle della Lega, ad esempio, verso gl’immigrati, o i meridionali fino a qualche anno fa; o ancora l’antica fama degli Ebrei arraffoni e spietati negli affari. Questi si chiamano pregiudizi, e possono essere positivi come il suo, o negativi come gli altri. Ma sempre pregiudizi restano, se non mi dimostra, dati alla mano, una relazione di causa-effetto tra l’essere protestanti ed essere onesti.
Io forse sarò un illuso, ma lei è proprio un ignorante.
Sono dolente d’averLa allibita, caro amico (anche se, forse, Le ho reso un servizio, facendoLe scoprire gli abissi contorti della mente umana….)
1)La spiegazione è semplice : la “nutellizzazione” delle coscienze avviene accettando una Autorità ed accettando di sottomettersi alla sua dirigenza. Convincendosi che si è totalmente incapaci di avvicinarsi a Dio senza un intermediario. Facendosi dire da esso cosa è bene e cosa è male. Rivolgersi all’intermediario per ottenere la Grazia e la salvezza. Ed, infine, the last but not the least, inginocchiandosi davanti a lui per svuotare l’animo ed implorare il perdono e la penitenza, (magari con regolarità settimanale).
Prendete un popolo, mettetelo a tale regime per millecinquecento anni –più di settanta generazioni, diciamo– ed otterrete coscienze deboli e caste clericali potenti.
2)Se Lei davvero crede che l’indirizzo morale dominante non sia dettato dal cattolicesimo, in Italia, mi chiedo cosa Lei abbia davero capito della nostra intera vicenda storica. I valori ed il costume sono profondissimamente intrisi di cattolicità, la cui volta mentale copre anche aspetti apparentemente distanti dalla mera spiritualità; inoltre,il fatto che nei comandamenti siano dettate delle regole severe, caro amico, serve –a parole– eccellentemente a intimorire gli spiriti; ma –nei fatti– serve ancor più efficacemente al potere clericale che interviene periodicamente a sanarli mercè la confessione e la penitenza.
Il comodo servizio del lavacro domenicale è appunto ciò che nutellizza le coscienze, rendendoci fragili, esteriori,ipocriti, sottomessi, dipendenti ed allegramente reiteratori del peccato : tutti si confessano alla domenica, salvo riprendere a peccare il lunedì. Il male è appunto questo, caro mio : noi siamo cattolici, ma non cristiani.
3) I dati da me appresi sono risultato di una analisi a livello mondiale. Le aggiungo che un’altra interessante statistica vedeva gli italiani al primo posto tra i turisti del sesso, anche a danno di bambini (del terzo mondo).
Inoltre, ciò che ei dice è assai fuorviante : mi domando perchè, ad esempio, quando la radio dice che – in Africa- recentemente, il sole e la luna sono convenuti al raduno papale (configurando un incredibile miracolo astronomico), i fedeli non sottopongano tale notiza alla stringente analisi critica delle fonti che Lei pretende da me.
4) Che l’etica pubblica sia nettamente maggiore nelle società nordeuropee è assolutamente fuori discussione : Lei non troverà una sola statistica che dica il contrario. Aggiungo un celebre studio americano che evidenziava, proprio in Italia, la maggiore percentuale di adesioni alle pratiche religiose tradizionali -in ogni loro aspetto-, proprio nelle regioni dove maggiormente è diffuso il costume malavitoso.
Ho risposto frettolosamente e con ritardo : mi scuserei con Lei, se Lei lo meritasse; non è bello,infatti, ricoprire di contumelie chi ci mette di fronte a conclusioni diverse da quelle che amiamo credere vere.
La saluto: cerchi di essere più equanime.
Osservando con attenzione il fenomeno della corruzione che dilaga nel nostro paese come fosse acqua fresca di fonte è bene convincersi senza inutili distinguo o ipocriti patemi d’animo che le leggi e anche i famosi principi non negoziabili dei preti, tra cui mi auguro sia prevista l’onestà, da noi si trasformano miracolosamente in barzellette.
Quest’apparente miracolosa trasformazione avviene grazie al nostro patrimonio genetico ed è frutto – come ci ricorda con puntuale e sacrosanto puntiglio l’amico Anniballo – del nostro atavico modo di pensare conseguenza diretta senza dubbio alcuno di secoli e secoli di reggenza delle coscienze da parte della predominante Istituzione cattolica – senza la quale fin qui non si è mai mossa foglia – i suoi insegnamenti e le sue tradizioni che, senza offendere nessuno, racchiude una massiccia dose d’ipocrisia.
La semplice incontrovertibile verità è che siamo rimasti sudditi.
E ancora oggi siamo incapaci di affrancarci da questo stato di sudditanza medioevale per finalmente trasformarci in cittadini, titolari legittimi di sacrosanti diritti, smettendo di elemosinarli al potente di turno.
In sintesi, per risolvere le questioni ci affidiamo al sottobosco, alle conoscenze e se proprio necessario anche agli amici degli amici, con tutto ciò che naturalmente questo modo di agire comporta.
Questo è l’abisso culturale incolmabile che ci separa dai paesi emancipati e moderni che, guarda caso, sono tutti di cultura anglosassone. Paesi dove ormai sono costretti a rivolgersi le nostre migliori menti e i giovani in cerca di un futuro dignitoso, sapendo che saranno giudicati per le loro attitudini e non per le conoscenze di cui potrebbero vantarsi.
Ma cosa vuoi aspettarti da un paese come l’Italia dove avviene questo:
2 dicembre 2011 alle 20:11
Siamo spettatori inconsapevoli dell’apoteosi dell’ipocrisia.
E’ proprio ciò a cui ho fatto riferimento nel mio precedente intervento.
La questione sarebbe semplice. Il vescovo va in una scuola, immagino invitato, portando il messaggio di studiare per emanciparsi. Se fosse stato così anche il pope sarebbe andato alla Sapienza. Invece, come penso, si fa marketing prodomo propria. Siamo un paese di cultura cristiana o cattolica? La differenza tra le due è notevole. Non è che noi siamo diversi dagli anglosassoni. Loro non hanno la confessione per peccare e tornare puliti. Se la vedono con la loro coscenza e sono educati in modo diverso. In Germania è stato chiesto un sacrificio ai lavoratori che hanno risposto subito. Da noi si litiga per una pausa caffè… Siamo un popolo che è abituato a sentire ipocrisie da tutti, politici, religiosi, ecc. e pare che ci stia bene. Questa è la cultura che vige in Italia e se uno parla dicendo verità viene preso per reazionario, gulp e stragulp. Ho cercato di fare attenzione allo scritto perchè, sembra, che qualcuno corregge i compiti. Un saluto.
2 dicembre 2011 alle 22:32
O.T. ma non tanto. Magistrale insegnamento del Santo Padre oggi:
“La diffusione di ideologie deboli nei diversi campi della societa’ sollecita i cristiani a un nuovo slancio nel campo intellettuale”
http://magisterobenedettoxvi.blogspot.com/2011/12/il-papa-agli-studenti-internazionali-le.html
3 dicembre 2011 alle 10:12
Caro Andrea Tornielli, nella mia giornata lavorativa di 12-14 ore non c’è quasi mai tempo da perdere sui blog; ogni tanto – due volte al mese se va bene – mi affaccio sui suoi articoli e ci trovo e ritrovo sempre lo stesso fuoco incrociato contro la Chiesa ; con l’idea sempre ricorrente che in una società improntata alla libertà di pensiero, soltanto ai cattolici sia proibito manifestare il proprio.
E ci si ritrova sempre lo spettacolo tristissimo spettacolo di “cattolici” collaborazionisti con il pensiero debole, quello che Paolo VI definiva “cultura della morte”.
Noto poi l’ ironia – inconsapevole, ma drammatica – del leaicume parruccone che si barrica a difesa dell’aborto, assurto a diritto intoccabile e valore assoluto, come se l’idea di risparmiare qualche vita innocente fosse pericolosa per la società.
Intanto si celebrava ieri, se non erro, la giornata contro la schiavitù: ignorando le nuove schiavitù; per prima, proprio quella dei piccoli non-nati ai quali nessuno garantisce e tutela il diritto primario alla vita.
Ma c’è qualcuno che sio accorge dell’ipocrisia di tutto questo?
Più che mai preghiamo lo Spirito Santo e la Madonna Santissima.
Lauraromana può agevolmente pregare i destinatari di cui sopra : sembra ,però, che quelle autorevoli figure abbiano fatto molto, all’atto pratico, da quando sono in carica. Continuiamo a pregare……
Per esempio, ci si straccia continuamente le vesti invocando pietà per i bimbi non nati a causa dell’aborto : l’aborto è il crimine per eccellenza perpetrato da questi maledetti laici assassini!
Domandiamoci, allora, perchè lo sdegno di tanti buoni cattolici non si rivolge anche alle leggi della Natura (volute dal Dio buono e misericordioso) : l’anno scorso, SOLO tra epidemie e terremoti, l’OMS calcola che sono morti -in Africa, ad Haiti e non solo- qualcosa come novecentocinquantamila bambini.
Un bel numero, eh?, niente a confronto di quei dilettanti laici che propugnano l’aborto.
Il solito plauso ad anniballo : il suo interlocutore ClaudioFL davvero non capisce che proibire le cose non basta, quando ,poi, si perdona regolarmente?
Davvero non capisce che intimorire prima e perdonare poi è l’affare centrale della chiesa e di un clero di mestiere?
Davvero non vede che è con tale espediente che la chiesa è divenuta ricca,potente e prestigiosa?
Davvero non capisce che il successo è dovuto a tale pratica? Chi si può lamentare , come ha scritto il prof Ballardini, di un simile trattamento? Di un trattamento che ti riserva l’assoluzione periodica per permetterti di ricominciare a peccare?
Secondo ClaudioFL, ciò porterebbe ad una maturazione delle coscienze?
La forza delle coscienze e delle società sta nel rigore : e la chiesa è tutt’altro che rigore, storicamente, sia nella pratica dei suoi, sia nella gestione dei fedeli.
Basta non essere accecati, per accorgersene…..
3 dicembre 2011 alle 13:44
Ringrazio molto i forumisti “SIMONE2″ ed A.MEIS per la benevola considerazione in cui tengono i miei scritti.
Ancora maggiore gratitudine nutro verso di loro, poichè quanto anch’essi dicono contribuisce a non farmi sentire solo, nel già poco frequentato ed arido mare della riflessione razionale.
3 dicembre 2011 alle 14:24
@ minstel
“Perché i TdG vanno nelle scuole?”
Distinto interlocutore, mi meraviglio della sua “inconsistenza” mi perdoni la franchezza, ma lei sa bene, meglio di me, che esiste una scuola dell’obbligo e si chiama dell’obbligo perché non offre una possibilità di scelta. E poiché come lei sa altrettanto bene i TdG si attengono ( almeno così dicono) alle regole imposte da Cesare, non vedo come possano fare altrimenti.
Volendo poi vedere la questione” scuola” dal punto di vista scritturale, il Salmo 86.11 dice : “ Istruiscimi, o Geova, intorno alla tua via. Camminerò nella tua verità.” e questa forma di istruzione può avvenire anche in modi diversi dai consueti : “ chiedi, ti prego, agli animali domestici, e ti istruiranno; Anche alle creature alate dei cieli, e ti informeranno. Oppure mostra la tua preoccupazione alla terra, ed essa ti istruirà; E i pesci del mare te lo dichiareranno.” ( Giobbe 12.7-9), e dopo questi inviti a guardarsi intorno, per venire ad un esempio più classico anche Gesù si istruì, “E dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri e ad ascoltarli e interrogarli. – Vede, anche in questo, Gesù offre un esempio, dato che non si sottometteva a spiegazioni vaghe o incomprensibili o illogiche, che potevano essere date, ma senza timore, chiedeva e “interrogava” (contestava se vuole) per capire se le spiegazioni date fossero “ragionevoli” senza nessuna remora o timore.
La forza della logica si potrebbe dire – Vede ? : “egli disse loro: “E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio a causa della vostra tradizione? Per esempio, Dio disse: ‘Onora tuo padre e tua madre’; e: ‘Chi insulta padre o madre finisca nella morte’. Ma voi dite: ‘Chiunque dice a suo padre o a sua madre: “Qualunque cosa io abbia mediante cui potresti ricevere beneficio da me è un dono dedicato a Dio”, non deve affatto onorare suo padre’. E così avete reso la parola di Dio senza valore a causa della vostra tradizione.” – La legge imponeva di sostenere i genitori indigenti, ma per non farlo, e aggirando la legge, si erano inventati la “tradizione” che i beni [che potevano essere utilizzati per sostenere i genitori] fossero intoccabili perché “era un dono dedicato a Dio”, così si preferivano tenersi i soldi quale “dono dedicato a Dio “ trascurando i genitori, senza peraltro che Dio abbia bisogno di tutte quelle ricchezze depositate nel tempio.
Caro minstrel, la Bibbia non ha mai preteso che gli uomini rimanessero ignoranti superstiziosi o tradizionalisti, ma il Creatore della mente l’ha fatta in modo che dovesse essere riempita, in modo ragionevole e utile. Capisce vero ? Altrimenti viene meno lo scopo ! C’è sempre scuola e scuola.
Ringrazio Libera la per sua passione e le sono grato.
Sono del tutto sincera! Non demorda, caro Sal, è un piacere leggere ciò che scrive.
Sono del tutto sincera. Non demorda, caro sal, è sempre interessantissimo ciò che lei scrive.
p.s. ringrazio Libera per la sua passione. Le sono grato.
4 dicembre 2011 alle 03:01
spedire x 3 volte lo stesso post, è da nevrosi…l’abbiamo capito tutti che in quanto ad adulatori e sviolinatori siete un bel numero….
sbavare sulla chiesa che è diventata ricca e potente(???????????? ?) per le confessioni ecc ecc….ma non sapete chi altro insultare? non avete altri argomenti.?….. ha ragione il proverbio…la lingua batte dove il dente duole………che sia invidia?
signori/e appartenere alla chiesa è una scelta non è un obbligo a tesserarsi!
e come voi andate gridando ai quattro venti quello che ritenete “libertà, logica, e ragionamento” non vedo xchè il cattolico non possa dire ai quattro venti le sue realtà!
dove sta il problema se un Vescovo va nelle scuole a parlare agli studenti? non lo fanno, forse, anche i vigili del fuoco?, non lo fanno i poliziotti e i medici per la droga, la sicurezza sulla strada, il fumo delle sigarette? ecc…ecc… ecc…?!
ridimensioniamoci…..ricordatevi che polvere siamo e polvere diventeremo….perciò evitate di alzare tanta “polvere”!
non pensiamo mai che senza saperlo calpestiamo tanti esseri umani seppelleti nei tanti secoli passati- proprio sotto i nostri piedi?
abbiamo una presunzione che si taglia con il coltello e “respiriamo” noi stessi!
questo è l’essere umano senza Dio , non va al di là del suo ciclo biologico….
la mia “polvere”consacrata da Dio è tutta un’altra cosa!
Distinta amica, se si fa venire la nevrosi dimostra debolezza, e mi spiace di essere la causa del suo malessere. Purtroppo se potessi avere accesso non “moderato” non sarei costretto a ripetere lo stesso post con IP diverso e email diversa (ormai ho perso il conto di quante iscrizioni email ho fatto) per superare l’ostacolo. Evidentemente i miei post per quanto educati e rispettosi, non sono ben accetti, ma seguo il cattivo esempio del vescovo in visita.
Purtroppo non son io che conduco il gioco ma tutto ciò dimostra che chi è abituato ad ottenere solo l’inchino, non sa sopportare il rifiuto e mostra la propria debolezza. Se avessero la verità dalla loro non avrebbero timore delle scemenze di qualche svalvolato che dice castronerie, ma lo utilizzerebbero come arma al proprio arco per rafforzare la propria posizione, ma poiché così non è, è lampante la fragilità della loro inutile difesa. Hanno dimenticato il valore di : “E’ proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.” – Niente paraocchi e niente certezze.
Viene a vantaggio di anniballo che non perde occasione per rimettersi in gioco e osservare le proprie certezze ogni volta da un punto di vista diverso. Anche la scienza ha dovuto e deve inchinarsi a nuove conoscenze per es. sul neutrino, la costante di plunck nonché la famosa equazione E=mc2 si comincia a comprendere che ci potrebbe essere qualcosa di più e di diverso. Dovrebbe riflettere anche lei che ha così tante certezze perché non sempre tutto è come sembra, pare che il Dio si sia preso gioco di chi vuole avere troppa presunzione. Mi fa ricordare questa famosa frase tratta da un film :
“Succhiare il midollo della vita non significa strozzarsi con l’osso, c’è un tempo per il coraggio ed un tempo per la cautela ed il vero uomo sa come distinguerli.” Ma lei si butta sempre a capofitto e non tiene conto che potrebbe essere dal lato sbagliato del tavolo.
Provi a vederla come Nicodemo, non abbandonò il suo modo di credere, ma andava a farsi insegnare le cose che non capiva di notte ( Gv. 3.1-8) Forse dovrebbe nascere di nuovo anche lei come lui. E se non c’è l’obbligo di tesserarsi come lei dice, perché non rifiutano il battesimo ai neonati invitandoli a tornare quando sono adulti e consapevoli ? Credo di aver già parlato della cecità psichica che è quella che permette di avvolgersi il cappio al collo sperando che la corda si abbastanza lunga da permetterle di arrivare a toccare il fondo con i piedi o sperare che l’altro capo della fune non sia collegato. Ma non è così, la corda è corta ed è ancorata fermamente. NOn deve farsi mettere il cappio al collo se vuole sopravvivere.
Lei può benissimo raccontare le sue realtà a tutti, ma quando queste sono fantasie, non può pretender che qualcuno possa attribuirle qualche credibilità.
Non sia nervosa è dura per tutti.
Sono un prete cattolico. Non ho letto tutti i post, perché quando dalla discussione sulle idee si passa all’attacco personale mi scoccio. Vorrei solo portare l’esperienza di quanto abbiamo realizzato con la mia parrocchia e con una importante scuola del mio territorio. Abbiamo organizzato una serie di incontri sul tema “Dio e l’uomo: l’apporto delle fedi alla costruzione di un mondo giusto e solidale”. 7 incontri circa con altrettanti esponenti di religioni diverse (cristianesimo, islam, buddismo, ebraismo…) e tutti abbiamo parlato di come le fedi contribuiscono alla realizzazione dell’uomo in quanto uomo. Tutti abbiamo parlato e tutti abbiamo ASCOLTATO!!! Quello che ci unisce è più di quello che ci divide. I circa trecento ragazzi non sono stati indottrinati né convertiti, ma hanno imparato un po’ più ad ascoltare e valorizzare il positivo. Basta contrapposizioni! Siamo stufi e non servono. Ogni buon “laico” intelligente lo comprende
Tanto per capire, mi permetta una semplice domanda che nulla ha a che vedere con l’attacco personale. Se quello che fa lo ritiene corretto, ha proprio la necessità di farlo sotto la bandiera bianca e gialla ? Potrebbe farlo anche senza bandiera ?
Una seconda domanda potrebbe essere, ma non è obbligato a rispondere; la serie di incontri organizzati su Dio e l’uomo, che benefici hanno apportato all’umanità ? E quale apporto le altre fedi hanno apportato al suo pensiero sulla fede ?
Non crede che per dire basta alle contrapposizioni debba spogliarsi della propria bandiera per primi ? E se non deve esserci contrapposizione perché si preferisce evita il confronto anche sul blog ?
Avete per caso invitato anche un rappresentante degli atei o agnostici?
So che può sembrarle incredibile, ma anche alcuni atei e agnostici hanno partecipato “alla costruzione di un mondo giusto e solidale.”
Attendo fiducioso la sua risposta.
4 dicembre 2011 alle 13:08
Se parli di me, a Ritarè, l’invio triplice di un post è stato un errore, un puro e semplice errore.
Adulatori e sviolinatori non ne mancano, tra i fedelissimi : c’è addirittura gente che va in estasi e sviene…A riprova che ha ragione la psicanalisi : il credente , lui sì, è uno che ha un rapporto nevrotico con la vita.
Un credente come Sal, almeno, si inchina a Dio; voialtri vi inchinate ai preti, il che è tutto dire…
Una nota a margine : la chiosa finale (“la mia “polvere”consacrata da Dio è tutta un’altra cosa!”) veramente chiarisce la piccinerìa mentale di chi adorando Dio è, in realtà, adoratore di sè stesso. Infatti, l’idea di Dio vince solo perchè il credente crede,appunto, di nobilitare la sua propria polvere.
Una cosa assai patetica e miserevole, a pensarci bene; somiglia addirittura ad uno slogan pubblicitario, tipo “la tua polvere vale!” , oppure, “non accontentatevi di nulla di meno!”….
Ciao, core….
io sarò patetica, ma lei come madre di 2 figli (mi pare) è molto meno credibile… ha le idee confuse., ed è molto pià miserevole di me………………. Io non m’inchino al prete ma a COLUI che egli rappresenta….
-PS. ha la coda di paglia.?…non è la sola che ha ripetuto x 3 volte il post!
un “buon laico intelligente”?
quì sul blog, come Diogene, lo sto ancora cercando!
Viterbium scrive:
ma perché non chiude i suoi articoli ai commenti, anziché sopportare codesta galleria di scemenze trite e ritrite ?
MaH! Come se andare a scuola voglia dire convertire a forza chi sa quante persone!
Chi contesta Manzoni perché cattolico, dimostra in pieno quanto nuoccia a chiunque ritrovarsi incasellato nel contesto culturale della scuola. Persino chi abbia scritto un romanzo nel miglior stile italiano moderno, diventa uno che “all’estero non lo conosce nessuno”. Per non parlare della Religione Cattolica, ridotta a materia scolastica semifacoltativa…
Consiglierei ai Vescovi di tenersi ben lontani dalle scuole, e a cercare i giovani e le famiglie in altri luoghi e in altri modi.