Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-32488-del-14-12-2018
Timestamp: 2020-08-06 20:12:52+00:00
Document Index: 72902958

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 39', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 360', 'art. 39', 'art. 1', 'art. 9']

Sentenza Cassazione Civile n. 32488 del 14/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32488 del 14/12/2018
Cassazione civile sez. VI, 14/12/2018, (ud. 21/11/2018, dep. 14/12/2018), n.32488
sul ricorso 12162-2017 proposto da:
P.P., P.N., C.B.O.,
CASSAZIONE, rappresentate e difese dall’avvocato VILLANI MAURIZIO;
avverso la sentenza n. 2734/22/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia che aveva rigettato il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Lecce. Quest’ultima aveva accolto l’impugnazione di C.B.O., P.N. e P.P. avverso un avviso di accertamento per estimi catastali, relativo all’anno 2012.
che, col primo, l’Agenzia assume la violazione e falsa applicazione dell’art. 295 c.p.c. e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, giacchè la CTR avrebbe erroneamente omesso di disporre la sospensione per pregiudizialità del processo, stante la pendenza di un giudizio avanti il Consiglio di Stato, riguardante la revisione di classamento di unità immobiliari nelle microzone 1 e 2 di Lecce;
che, col secondo rilievo, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335 e L. n. 212 del 1990, art. 7, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3: la CTR avrebbe mancato di considerare che la norma in questione sarebbe stata volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni fiscali all’interno di uno stesso Comune e dunque avrebbe consentito una revisione massiva dei classamenti degli immobili di proprietà. Da ciò la conclusione che il confronto avrebbe avuto senso solo fra microzone di uno stesso territorio comunale;
che le intimate si sono costituite con controricorso;
che il D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 156, art. 39, comma 1 bis – aggiunto dall’articolo 9, comma 1, lettera o), a decorrere dal 1 gennaio 2016 – (“La commissione tributaria dispone la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa”) non è evidentemente applicabile al caso di specie, essendo la pregiudizialità invocata rispetto al Consiglio di Stato;
che il procedimento di “revisione parziale del classamento” di cui L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, della, non essendo diversamente disciplinato se non in relazione al suo presupposto fattuale, e cioè l’esistenza di uno scostamento significativo del rapporto tra i valori medi della zona considerata e nell’insieme delle microzone comunali, resta soggetto alle medesime regole dettate ai fini della “revisione del classamento” dal D.P.R. 23 marzo 1998, n. 138, art. 9, sì da sottrarne l’attuazione alla piena discrezionalità della competente Amministrazione pubblica;