Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-sesto/titolo-i/capo-i/art2660.html
Timestamp: 2019-04-26 10:46:37+00:00
Document Index: 131286695

Matched Legal Cases: ['art. 2660', 'art. 2', 'art. 2660', 'sentenza ', 'art. 63', 'sentenza ']

Art. 2660 codice civile - Trascrizione degli acquisti a causa di morte - Brocardi.it
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Articolo 2660 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2660 Codice civile
Chi domanda la trascrizione di un acquisto a causa di morte, deve presentare, oltre l'atto indicato dall'articolo 2648, il certificato di morte dell'autore della successione e una copia o un estratto autentico del testamento, se l'acquisto segue in base ad esso.
Deve anche presentare una nota in doppio originale con le seguenti indicazioni [2665]:
1) il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita dell'erede o legatario e del defunto (1);
3) se la successione è devoluta per legge [565], il vincolo che univa all'autore il chiamato e la quota a questo spettante;
6) la condizione o il termine, qualora siano apposti alla disposizione testamentaria, salvo il caso contemplato dal secondo comma del precedente articolo, nonché la sostituzione fidecommissaria, qualora sia stata disposta a norma dell'articolo 692 [2662] (2).
(1) Questo numero è stato così sostituito dall'art. 2 della L. 27 febbraio 1985, n. 52 (Modifiche al libro VI del codice civile).
(2) La disposizione stabilisce che chi domanda la trascrizione fornisca i documenti integrativi del titolo (v. 2648) e la nota 2659, ovviamente tenendo presente gli adattamenti necessari al caso in specie.
La norma in esame definisce quale documentazione debba presentare chiunque domandi la trascrizione di un atto d'acquisto mortis causa.
Massime relative all'art. 2660 Codice civile
Il testamento - olografo o pubblico che sia - non deve necessariamente contenere, a pena di nullità, le indicazioni catastali e di configurazione degli immobili cui si riferisce, essendo invece sufficiente, per la validità dell'atto, che tali beni siano comunque identificabili senza possibilità di confusioni, salva la necessità - non attinente, peraltro, ad un requisito di regolarità e validità del testamento - che gli eredi, in sede di denuncia di successione e di trascrizione del testamento medesimo, indichino specificamente gli immobili predetti, menzionandone dati catastali, confinazioni ed altro.
La Corte di Cassazione che rilevi la fondatezza del ricorso con cui si lamenti l'illegale assunzione di una prova non deve procedere all'automatico annullamento della sentenza ma, invece, effettuare la cd. "prova di resistenza" e cioè valutare se gli elementi di prova acquisiti illegittimamente abbiano avuto un peso reale sulla decisione del giudice di merito, mediante il controllo della struttura della motivazione, al fine di stabilire se la scelta di una certa soluzione sarebbe stata la stessa senza l'utilizzazione di quegli elementi, per la presenza di altre prove ritenute sufficienti. (Fattispecie in cui la Corte, pur rilevando l'illegittima utilizzazione di dichiarazioni rese in contrasto con l'art. 63 cod. proc. pen. non ha proceduto all'annullamento, in quanto gli altri elementi di prova raccolti in sede di merito consentivano di non tener conto della dichiarazione inutilizzabile).
Cass. civ. n. 1048/1995
Il diritto reale d'uso o di usufrutto del legatario non è opponibile al terzo acquirente dell'immobile (nella specie, aggiudicatario in seguito ad espropriazione immobiliare nei confronti dell'erede) se non risulti dalla nota di trascrizione del testamento, atteso che nel vigente sistema pubblicitario, la trascrizione dell'atto si effettua mediante l'inserzione nel pubblico registro della relativa nota, costituita da un estratto dei titoli, da presentare al conservatore in duplice originale, e che per stabilire, quindi, se ed in quali limiti un determinato atto trascritto sia opponibile ai terzi, deve aversi riguardo esclusivamente al contenuto della nota di trascrizione, senza potersi attingere elementi dai titoli presentati e depositati con la nota stessa, né, tanto meno, da altri atti cui tali titoli si riferiscono o da notizie e dati estranei alla menzionata nota.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1048 del 28 gennaio 1995)