Source: http://www.dipendentigiustizia.org/ldg-blog/5
Timestamp: 2018-12-15 08:45:49+00:00
Document Index: 130750269

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art 21', 'art. 52', 'art. 21', 'art. 73', 'art. 21', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 700', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 91', 'sentenza ', 'art. 92', 'art. 96', 'art. 91', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21']

Lo stillicidio silenzioso di mobilità verso gli Uffici Giudiziari
di cui in molti hanno perso contezza
Il 19 novembre scorso, in occasione dell’incontro preliminare con le oo.ss. sull’attuazione dell’art. 21 quater il sig. Ministro ha annunciato, tra l‘altro, che “ la riqualificazione sarà avviata per 1500 dipendenti subito con procedure selettive “(ovvero per un numero di dipendenti corrispondente al 50% di cui parla la norma che prevede pari numero di “accessi dall’esterno”) ;
Considerate le ripetute acquisizioni di personale dall’esterno avvenute in questi anni, il dato numerico prospettato, 1500, ci è sembrato fin dal principio inesatto e sicuramente non documentato.
dall’anno 2000 ad oggi sono circa 7000 (sic!) i dipendenti acquisiti nel DOG con uno stillicidio silenzioso – sul quale nessuno sembra aver sorvegliato affinché fossero fatti salvi in primisi diritti dei colleghi giudiziari alle procedure di mobilità interna previste dai contratti – attraverso oscuri accordi per il passaggio dipendenti delle basi ex Nato dismesse; degli idonei altri concorsi, nonché assunzioni LSU senza concorso, mobilità da province, polizia di Stato, esercito, DAP, numerosissimi passaggi diretti da altri ministeri senza alcuna pubblicazione delle relative procedure;
dei 7000 transitati circa 1850 sono gli attuali funzionari giudiziari, e questo dato andrebbe correttamente sommato al recente ingresso dei 1500 con mobilità extracompartimentale per un totale di oltre 3.000 unità per le quali dovranno essere avviate le prime procedure di riqualificazione nel rispetto di quel 50% indicato dalla norma di cui all’art 21 quater legge 132/15.
Questo Comitato provvederà a rivolgere all’Amministrazione una formale richiesta affinchè, ad ulteriore riscontro di quanto sopra esposto, proceda ad una ricognizione puntuale ed effettiva delle immissioni di personale con particolare riferimento alla figura dell’attuale funzionario (già cancelliere C1 – VII livello) quale atto indispensabile e propedeutico all’emanazione del bando di selezione di cui alla legge.
L'INIZIO DI UN " CALDO" NOVEMBRE (#diamocidafare)
Sono state settimane intense quelle recenti. Tanti appuntamenti e tante emozioni che hanno coinvolto il Comitato Lavoratori della Giustizia e tutti i giudiziari che, finalmente, singolarmente, mostrano di prendere coscienza del proprio valore professionale e sono pronti a rivendicare i loro diritti troppo a lungo disattesi.
21 ottobre Lamezia Terme, 7 novembre Napoli, 10 novembre Messina, 11 novembre Milano.
A dimostrazione del fatto che il vento di protesta soffia trasversalmente su tutti i palazzi di giustizia e che C.L.G. è presente e si fa “vedere”: i cartellini rossi sono diventati ormai un simbolo riconoscibile, civile e determinato allo stesso tempo.
Convegni della magistratura e visite istituzionali del ministro della Giustizia presso i tribunali sono stati occasioni di visibilità per i lavoratori giudiziari del C.L.G. che vi hanno partecipato indossando il loro segno distintivo e consegnando al governo un documento unitario in cui vengono esplicitate le doglianze e le richieste avanzate, principalmente la progressione in carriera per tutti. Gli S_Qualificati della Giustizia hanno fatto parlare di loro sugli organi di stampa, non più solo invisibili ingranaggi della macchina ma parti indispensabili di essa.
Sarà stato un caso, ma noi siamo convinti che la pressione esercitata è stata fondamentale per ottenere – finalmente – la convocazione da parte del ministro delle OO.SS. per discutere sull’art. 21 quater della L.132/15 che costituisce un primo passo per l’attesa riqualificazione.
Ma al di là dei fatti, la riflessione che oggi sentiamo di fare su quanto è avvenuto in questi giorni è che insieme noi abbiamo il potere di cambiare le cose.
L’unione fa la forza, si dice comunemente. E aggiungiamo che l’unione nell’azione dà anche la gioia di sentirsi “vivi”. L’opportunità di partecipare in prima persona alle determinazioni del proprio destino senza delegare sempre ad altri, il piacere di trovare tanti colleghi/amici con cui condividere idee e aspirazioni, scoprire che si può andare oltre l’appiattimento quotidiano trovando il coraggio di manifestare il dissenso, assaporare l’orgoglio della propria dignità professionale sono tutti aspetti della lotta che danno scosse di adrenalina tali da risollevare l’animo dallo sconforto o dalla rabbia che troppo spesso ci affliggono sul posto di lavoro. E al termine di ogni iniziativa, la soddisfazione di vederci fare gruppo e di riuscire nell’intento proposto ripaga tutte le fatiche emotive, fisiche e persino economiche affrontate. Ci saranno sempre disfattisti e detrattori che tenteranno di ostacolare il cammino, anche solo frenando il nostro entusiasmo. Ma, come per tutti gli aspetti della vita, credendo nelle cose e soprattutto credendoci insieme, con la perseveranza e la fiducia nelle azioni intraprese, forti di una serena e convinta consapevolezza delle nostre potenzialità e delle nostre ragioni, gli ostacoli si superano e i traguardi agognati non resteranno per sempre solo un miraggio.
Noi ci siamo e andiamo avanti, fino alla fine.
Le foto, i video e la rassegna stampa sono sulla nostra pagina Facebook : COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA
SOLLECITO ALLE OOSS E ALL' AMMINISTRAZIONE
perchè si dia inizio alla contrattazione su ricollocazione degli ex b3 e sulla riqualificazione di tutti i colleghi.
email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. sito web e blog: www.dipendentigiustizia.org
Ai Capi degli Uffici dell’Amm. Giudiziaria
Premesso che abbiamo preso atto dell’approvazione dell’art. 21 quater legge 132/15, del quale abbiamo accolto favorevolmente la ratio, volta a sanare la nullità contrattuale già dichiarata riguardo le figure professionali del cancelliere (ex b3) e dell’ufficiale giudiziario (che dovranno essere ricollocate in area III), osserviamo che da oltre due mesi siamo in attesa della indizione delle procedure di contrattazione collettiva ai fine dell’elaborazione dei criteri, dei modi e dei tempi per le procedure selettive interne tendenti a rendere effettiva la ricollocazione del cancelliere e dell’ufficiale giudiziario, rispettivamente, nel profilo professionale del funzionario e del funzionario UNEP.
Nel frattempo, l’opacità della norma di cui sopra, e l’assenza di ulteriori chiarimenti da fonte autorevole, hanno generato confusione, incertezza, travisamenti nei dipendenti giudiziari, talvolta alimentati da chi, avendo smarrito la funzione di tutela dei lavoratori, piuttosto che adoperarsi per ottenere una tempestiva convocazione del tavolo negoziale, si è reso responsabile di una vera e propria campagna denigratoria nei confronti dei destinatari della norma sopra richiamata.
È auspicabile che la dovuta ricollocazione dei cancellieri e degli ufficiali giudiziari in III area sia stata dai più correttamente intesa quale sanatoria di nullità contrattuale accertata con sentenze che l’Amministrazione era obbligata ad eseguire.
Pertanto, facendo seguito alla precedente richiesta alle OO .SS. tutte di vigilare affinché non vengano poste in essere strumentali manovre ostruzionistiche con riguardo all’attuazione della norma di cui all’art. 21 quater sopra richiamata (che, sia chiaro, non gioverebbero ad alcuno dei dipendenti giudiziari, dopo vent’anni di immobilismo sulla materia)
Alle OO SS tutte di pretendere che la contrattazione per i dipendenti giudiziari venga portata a termine con la stessa solerzia con la quale viene affrontata la questione tirocinanti (per i quali è stato già emanato decreto a seguito della disposizione di cui all’art. 21 ter l. 132/15 !);
Alle OO SS tutte di farsi portavoce delle legittime istanze dei contabili, degli esperti informatici e linguistici, tutti ex B3 e pertanto oggetto, allo stato, di una inspiegabile discriminazione;
A codeste OO SS di formulare una ferma richiesta al Ministro affinché convochi il tavolo per la contrattazione nel più breve tempo possibile, con la quale ci aspettiamo che venga data immediata attuazione alla norma di cui all’art. 21 quater l. 132/15 e pianificata la riqualificazione (rectius progressione di carriera) di TUTTI I DIPENDENTI GIUDIZIARI.
Mentre pullulano confuse idee su come si desidera la riqualificazione spesso senza alcuna coscienza delle barriere tecniche, legislative, giurisprudenziali e costituzionali che lasciano uno spazio nullo o pressocchè nullo alla realizzazione della progressione di carriera che solo una vera volontà politica era in grado di rimediare. Quella volontà non siamo stati in grado di farla nascere perché è mancato l’apporto fattivo di tutti o almeno di moltissimi.
proseguiremo le azioni giudiziarie già intraprese
e cercheremo di lavorare sul concreto.
1500 posti per la riqualificazione/ricollocazione è una numero troppo esiguo.
Se le intenzioni dell'Amministrazione sono quelle di applicare la norma nella sua interpretazione più dura allora anche la parte su “il rapporto tra posti riservati ai dipendenti e posti riservati agli accessi dall'esterno e' fissato nella percentuale, rispettivamente, del 50 per cento e del 50 per cento, computando nella percentuale gli accessi dall'esterno sulla base di procedure disposte o bandite a partire dalla data di entrata in vigore del citato CCNL, ivi compresi gli accessi per effetto di scorrimenti di graduatorie concorsuali di altre amministrazioni e le procedure di mobilita' esterna comunque denominate, anche ai sensi dell'articolo 1, comma 425, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come modificato dall'articolo 21 del presente decreto “ va applicata completamente e correttamente.
Abbiamo modo di credere che questa cifra sia frutto di un errore, si spera involontario, da parte di chi l’ha comunicata al Ministro e al suo Gabinetto. Evidentemente si sono presi in considerazione solo gli ultimi due bandi di mobilità volontaria e l’accesso degli idonei al concorso ICE.
Gli ingressi dal 1998 ad oggi sono molti di più.
Vi chiediamo di aiutarci a raccogliere dati se pur non ufficiali circa gli accessi da trasformazione comandi, cessioni di contratto, mobilità volontaria individuale o “comunque denominate” che in questi anni avete visto nei vostri rispettivi uffici e comunicarceli alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
I cartellini rossi del Comitato Lavoratori Giustizia
gli s_qualificati della Giustizia, incontrano il Ministro Orlando chiedendo risposte immediate.
Dopo averla iniziata a Lamezia Terme continua l'"Operazione Incubo": ovunque il Ministro andrà, troverà un gruppo di colleghi aderenti al Comitato Lavoratori Giustizia che, indossando il cartellino rosso "s-qualificato dalla giustizia", chiederanno di incontrarlo per rivolgergli una sola e secca richiesta " PRIORITA' DELLA RIQUALIFICAZIONE SU OGNI ALTRO INTERVENTO SUL PERSONALE" e consegneranno o faranno consegnare il documento unitario sotto riportato. Oggi a Napoli al Convegno Unicost, martedì a Messina, poi a Milano. ...e in altre sedi.
Chiediamo a tutti i colleghi di informarci delle prossime vistite del Ministro dei rispettivi uffici in modo da poter rivolgere le formali richieste ai capi degli uffici ospitanti.
Sabato 7 novembre a Napoli in occasione del convegno Unicost il Comitato Lavoratori Giustizia ha incontrato il ministro Orlando. "Ministro stiamo ancora in attesa! Il comitato lavoratori giustizia oggi è presente a questa riflessione sul funzionamento della macchina giudiziaria per chiedere che si rifletta sul motore : il motore che manda avanti il sistema sono i dipendenti giudiziari che aspettano da 20 anni valorizzazione !"Il ministro ha dichiarato che ultimate le procedure relative al bando di mobilità convochera'il tavolo per la contrattazione. Abbiamo consegnato nelle sue mani il nostro documento di dissenso sulla mobilità e di sollecito a provvedere con urgenza alla formazione e riqualificazione del personale giudiziario di ruolo. Non cali l'attenzione sulla nostra GIUSTA CAUSA!
Alcune testate giornalistiche tra cui "la Repubblica" ha riportato la notizia del nostro intervento mentre Rai Tre Regione ha mandato in onda l'intervista della referente del CLG di Napoli.
Questo Comitato userà qualunque occasione di portare luce sui dipendenti giudiziari.
QUESTO IL DOCUMENTO CONSEGNATO A NAPOLI IL 09 novembre 2015
Convegno Unicost 7 novembre 2015 “Dialoghi intorno al Consiglio Superiore della Magistratura” – Napoli, Salone dei Busti in Castelcapuano
“(…) Indagare, mediante un aperto confronto con i vari attori istituzionali, i sentieri che consentano di riformare il circuito dell'autogoverno, ponendo, di certo, rimedio ad inefficienze o lacune, ma pur sempre senza tradire l'impronta di autonomia ed indipendenza che i Padri costituenti, per mezzo del Csm, vollero assicurare alla magistratura italiana(..)”; questo, il tema, di grande attualità, dell’odierno convegno.
Noi dipendenti dell’organizzazione giudiziaria aderenti al Comitato lavoratori della Giustizia manifestiamo, con la nostra presenza, il vivo interesse intorno alle vicende oggetto di discussione e ricordiamo al sig. Ministro e a tutti i presenti che siamo parte dell’ordine giudiziario, atteso che, attraverso le funzioni e i compiti che ci vengono demandati dall'ordinamento, integriamo sostanzialmente la funzione giurisdizionale mediante l'adozione di atti assunti in piena autonomia funzionale.
“(…)Si è assistito ad un cambiamento continuo, anche profondo, determinato dal mutare delle scale di valori, delle poliedriche esigenze del Paese, della percezione del passato, dei meccanismi di selezione delle nuove leve, che ha profondamente segnato il modo di intendere la giurisdizione e condizionato la costruzione di un'identità e di una possibile coscienza comune(…)”: analogamente, il cambiamento si riverbera sui dipendenti giudiziari, chiamati da un lato a fronteggiare innovazioni e responsabilità sempre crescenti e dall’altro privati in modo assoluto, fino ad oggi, della valorizzazione delle competenze e abilità acquisite.
Premesso che negli uffici giudiziari, ad oggi, si riscontra una vacanza in organico di circa il 20% delle unità di personale amministrativo giudiziario previsto, largamente inferiore alle necessità minime del sistema, evidenziamo che negli ultimi 15 anni, noi dipendenti della Giustizia abbiamo sostenuto riforme a costo zero compensando l’assenza di investimenti adeguati e queste carenze di organico con professionalità e senso di abnegazione, in totale assenza di riconoscimenti fondati sul merito, svolgendo con senso del dovere le nostre funzioni, spesso in sedi molto lontane dai luoghi di residenza, spesso in assenza della corresponsione di indennità ed emolumenti per il lavoro straordinario prestato SOLTANTO PER IL SERVIZIO GIUSTIZIA. Per questo, chiediamo il riconoscimento professionale di carriera già concesso ai colleghi di tutti le altre amministrazioni nonché di altri settori della stessa amministrazione giudiziaria (Giustizia Minorile, Dap e Archivi Notarili).
Abbiamo preso atto dell’approvazione dell’art. 21 quater legge 132/15, del quale abbiamo accolto favorevolmente la ratio, volta a sanare la nullità contrattuale già dichiarata riguardo le figure professionali del cancelliere (ex b3) e dell’ufficiale giudiziario ma da 3 mesi siamo in attesa della indizione delle procedure di contrattazione collettiva ai fine dell’elaborazione dei criteri, dei modi e dei tempi per le procedure selettive interne tendenti a ricollocare il cancelliere e l’ufficiale giudiziario nei profili professionali di spettanza.
Di fronte alle nostre istanze di riconoscimento di competenza e professionalità, ad oggi il governo risponde con l’assenza di provvedimenti in ordine ai profili professionali diversi dal cancelliere e con il maldestro tentativo di colmare le lacune in organico con la mobilità esterna: vale a dire, facendo transitare negli uffici giudiziari personale in esubero proveniente dalle province e da altri enti pubblici, assolutamente sprovvisto delle competenze tecnico – giuridiche indispensabili per assolvere al delicato e indispensabile compito di integrare la funzione giurisdizionale.
Assistiamo, dunque, all’ingresso di personale che da altre amministrazioni – nelle quali ha già beneficiato di progressioni di carriera – va ad esautorare le posizioni professionali alle quali legittimamente aspiriamo da 20 anni e che ci viene chiesto di formare, a costo zero.
Quello che in questa sede desideriamo far emergere è che la mobilità non risolve il problema degli uffici giudiziari, tutt’altro: comporterà un ennesimo aggravio per il personale di ruolo che nonostante lo svilimento della propria figura professionale, dovrà (rectius dovrebbe) mettere le proprie specifiche competenze a disposizione di queste unità provenienti da tutt’altre realtà lavorative; contribuirà a rallentare ulteriormente il sistema che, come noto ai presenti, ha bisogno di avvalersi, per il buon funzionamento, di personale esperto; non agevolerà i rapporti con l’avvocatura, che ha necessità di interfacciarsi con interlocutori qualificati.
Nel prendere atto che la magistratura ha denunciato “la grave crisi di efficienza e funzionalità del sistema giudiziario italiano, che si traduce in crisi di credibilità della Giustizia”[1], e sta chiedendo al Governo e al Legislatore, tra l’altro, “che si proceda alla riqualificazione del personale, per soddisfare le legittime attese di chi è chiamato a un impegno crescente, anche in vista del processo di innovazione”[2] ci uniamo alla richiesta che si provveda, con urgenza, alla riqualificazione e formazione permanente dei lavoratori giudiziari in servizio al fine di restituire al sistema efficienza e dignità.
[1] Delibera assemblea generale dell’ANM – Roma 9 novembre 2014
[2] XXXII Congresso ANM - Bari 23 ottobre 2015
CHI SONO I CONTABILI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Sono i colleghi ai quali i dipendenti DOG e i magistrati si rivolgono per l’erogazione bimestrale dei buoni pasto; sono quelli che ricevono avvocati, consulenti, testimoni, giudici popolari, got, interpreti stranieri ai quali prestano assistenza, con competenza e professionalità per l’elaborazione delle note spese relative alle rispettive spettanze; sono quelli che guidano magistrati e personale di PG nell’odiosa compilazione della tabella di missione; sono quelli che si occupano dei rapporti con i fornitori di tutto ciò che occorre per il regolare e puntuale buon funzionamento della macchina della giustizia.
Questa è la carica silenziosa dei CONTABILI, che coadiuvano i funzionari contabili oppure, come accade in alcuni uffici giudiziari, in particolare nei tribunali e nelle procure dove solo dal 2008 è stato istituito l’ufficio del funzionario delegato per le spese di giustizia, svolgono concretamente le mansioni anche del funzionario contabile e tutti gli adempimenti, in materie dove occorrono specifiche ed esclusive competenze.
Sono appena 250: pochi, pochissimi, eppure preziosi. Hanno fatto ingresso negli uffici giudiziari i primi 90 nel novembre del 2000 a seguito del superamento di regolare concorso pubblico che ha portato molti di loro lontano da casa, dovendosi trasferire in altre città o compiere lunghi e faticosi viaggi per raggiungere il luogo di lavoro e a tutt’oggi c’è ancora qualcuno che ancora svolge le sue mansioni lontano dalla propria famiglia.
Successivamente, nel dicembre del 2008 a seguito della stabilizzazione di personale assunto a tempo determinato ai sensi della legge 242/2000 (ex LSU) sono stati inquadrati nel ruolo del contabile altri 155 dipendenti.
Con questa procedura sono stati stabilizzati oltre a contabili ex B3, ben 66 ex LSU con la qualifica di funzionario contabile (ex C1) in quanto in possesso del diploma di Laurea in Economia e Commercio e quindi sono entrati nella terza area senza alcun concorso pubblico, occupando posti che potevano essere destinati ai primi contabili del 2000 in possesso di analogo titolo di studio laddove fossero state completate le procedure del corso-concorso riservato al personale della giustizia, bandite nell’agosto del 2001 e mai concluse.
La situazione paradossale che vivono i contabili è analoga a quella dei Cancellieri (ex B3): dopo quindici anni di servizio svolto con professionalità e con funzioni specifiche per nulla assimilabili a quelle di altri pubblici dipendenti, sono in attesa delle procedure di riqualificazione, in quanto ex B3 poi rinominati contabili e collocati – erroneamente - in seconda Area, livello F4, nonostante lo svolgimento delle medesime mansioni dei colleghi Funzionari contabili, collocati in terza Area.
Il Comitato Lavoratori Giustizia ritiene evidente che la previsione normativa di cui all’art. 21 quater della L. 132/2015 - che riguarda espressamente i Cancellieri e gli Ufficiali giudiziari - debba essere assolutamente estesa ai contabili (come agli assistenti informatici e linguistici) trattandosi di profili tecnici equiparati – giuridicamente ed economicamente - a quello del cancelliere e si adopererà con tutti i mezzi a propria disposizione perché il governo e il legislatore prendano atto dell’urgenza di sanare questa intollerabile discriminazione.
RESOCONTO RIUNIONE PRELIMINARE SULL'ESECUZIONE DELLA LEGGE 132/15
Il Comitato Lavoratori Giustizia è stato autorizzato a presenziare all'incontro preliminare di oggi 19 novembre sull'attuazione dell'art 21 quater.
Non si è trattato di formale apertura della contrattazione ma di un confronto sulla questione.
Va evidenziato, al riguardo, l'approccio positivo del Ministro Orlando e del Capo di Gabinetto dr. Melillo , i quali, avendo evidentemente esaminato i documenti che in più sedi abbiamo sottoposto alla Loro attenzione, hanno mostrato di aver pienamente recepito le doglianze dei dipendenti giudiziari nonché compreso la preoccupazione degli stessi nei riguardi degli ingressi con mobilità esterna - che andranno ad occupare le posizioni alle quali aspiriamo - che abbiamo più volte rappresentato.
Il Ministro ha annunciato chiaramente una programmazione della riqualificazione del personale che dovrà necessariamente procedere per fasi in considerazione dei fondi a disposizione.
Incidentalmente è stato riferito che l’ accordo sulla ripartizione del FUA ha superato il vaglio della Ragioneria di Stato e della Corte dei Conti e dunque è stato firmato oggi stesso.
Sulla riqualificazione, si riporta la sintesi delle enunciazioni del Ministro:
- le risorse attuali consentono riqualificazione per 5600 cancellieri e 1450 ufficiali giudiziari;
- la riqualificazione sarà avviata per 1500 dipendenti subito con procedure selettive (questo è il numero corrispondente al 50% di cui parla la norma) ;
- la mobilità continuerà con altri 2000 ingressi e sarà coordinata con altrettante procedure di riqualificazione, nel tempo;
- in legge di stabilità potrà essere inserita una modifica alla norma per estendere la previsione anche anche agli altri ex b3 (contabili, linguistici e informatici) nonché un piano pluriennale di riqualificazione di tutti i profili anche all'interno delle aree;
- dovrà essere fatta revisione dei profili;
- verrà predisposta rideterminazione piante organiche;
- verra' attivata la Funzione Pubblica per attuare i 270 passaggi degli ausiliari in area II ( anche la progressione degli ausiliari avverra' per fasi)
In attesa della formale convocazione del tavolo per la contrattazione, auspichiamo che questo minimo progresso dopo anni di immobilismo sulla materia delle precedenti amministrazioni, sia soltanto il principio di un piano complessivo di valorizzazione di tutti i dipendenti giudiziari.
La maggioranza delle OOSS è parsa ritenere unanimemente quello di oggi un primo, determinante passo verso l' avvio delle procedure di riqualificazione; mentre una parte sindacale minoritaria si ostina a chiedere che la norma venga eseguita in base alle disposizione dell’art. 52 della Legge 150/09 (dunque esclusivamente nei confronti di cancellieri e ufficiali giudiziari con titolo di laurea) o ad esigere che la riqualificazione venga avviata per tutti i profili contemporaneamente ed in un'unica soluzione, paventando ricorsi indiscriminati contro i colleghi destinatari della norma di cui all'art. 21 quater.
UFFICIO DEL PROCESSO: per i dipendenti di ruolo oltre al danno la beffa!
ecco come viene investito il FONDO UNICO GIUSTIZIA
8.000.000,00per borse di studio tirocinanti laureati
7.813.000,00per borse per stage di perfezionamento in cancelleria
1.000.000,00circa per l’acquisto di PC, per la gestione amministrativa dei tirocinanti e per il consolidamento dei sistemi informatici.
800.000,00per ulteriore sviluppo della Consolle dell’assistente e per implementare la banca dati della giurisprudenza di merito.
Si segnala che sino ad oggi, negli uffici giudiziari, ai fini delle sperimentazioni dell’ufficio per il processo sono stati coinvolti i tirocinanti laureati ai sensi dell’art. 73 del decreto legge 22 giugno 2013, n. 69 convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2013, n. 98, per i quali per la prima volta sono stati messi a disposizioni per il 2015 risorse - 8 milioni di euro - per le borse di studio, dando attuazione a quanto previsto dal comma 8 bis dell’articolo medesimo. Da un recente censimento della Direzione generale dei magistrati, risulta che nel corso del 2015 sono 2288 i giovani laureati presenti negli uffici giudiziari che frequentano tirocini ai sensi dell’articolo 73 sopra indicato.
► Decreto 1° ottobre 2015
►Provvedimento 3 novembre 2015 del Direttore generale del personale e formazione dell'organizzazione giudiziaria
Indicazione dei termini e modalità per la presentazione della domanda di partecipazione.
Termine di presentazione della domanda ore 23.59 del 19 novembre 2015
Procedura online per la domanda:
REGISTRAZIONEdel candidato
COMPILAZIONEdella domanda
►Decreto 15 ottobre 2015
►Circolare 5 novembre 2015 del Direttore generale della direzioni magistrati
Nuove istruzioni operative per la presentazione delle domande e per la trasmissione dei dati
COMINCIAMO DA QUI, PER TUTTI
inviata a tutte le OOSS e ai Colleghi in data 07.09.15
E p.c. A TUTTI I COLLEGHI
07, settembre 2015
Come già noto alle SS.LL, questo Comitato, spontaneo e completamente indipendente, rappresenta molti dipendenti appartenenti al Dipartimento Organizzazione Giudiziaria e persegue tra le finalità principali l’obiettivo del riconoscimento della nostra specializzazione e competenza - che si realizza avviando le procedure per la progressione di carriera che attendiamo da 22 anni.
Abbiamo preso atto dell’approvazione dell’art. 21 quater legge 132/15, del quale abbiamo accolto favorevolmente la ratio, volta a sanare la nullità contrattuale già dichiarata riguardo le figure professionali del cancelliere (ex b3) e dell’ufficiale giudiziario (che dovranno essere ricollocate in area III), e al riguardo rappresentiamo quanto segue:
ci giungono voci, delle quali chiediamo a Voi di verificare la fondatezza, che alcune organizzazioni sindacali stiano osteggiando la ricollocazione dei cancellieri e degli ufficiali giudiziari provando a convincere i colleghi a presentare ricorso. Ci sembra francamente assurdo e poco credibile che alcune organizzazioni sindacali possano operare in danno di una parte di lavoratori alimentando guerre fratricide e promuovendo temerari ricorsi.
Tuttavia, a tutela di tutti i colleghi, e per evitare facili strumentalizzazioni, crediamo sia doveroso informare quanti intendano presentare ricorso anche delle novità legislative sulla temerarietà delle liti, con particolare riguardo alle conseguenze economiche che si ripercuoterebbero personalmente sui colleghi ricorrenti (e non sulle OOSS promotrici!) pertanto è necessario che ciascuno che ritenga di dover agire in giudizio per la tutela di un proprio diritto, sia pienamente consapevole delle conseguenze al quale lo espone il proprio agire processuale.
Premesso che l’art. 24 della Costituzione riconosce a tutti la possibilità di ricorrere al sistema giudiziario a tutela delle proprie ragioni, una legge o un provvedimento amministrativo possono essere sottoposti al vaglio della Corte Costituzionale dal privato (e quindi anche da un lavoratore) solo in un giudizio civile, penale o nel nostro caso di lavoro. Una prima valutazione sul punto è affidata al Giudice che laddove ritenga la non manifesta infondatezza della questione di incostituzionalità sollevata dalla parte nel giudizio, con ordinanza rinvia gli atti alla Corte Cost.
In breve, chi ritenga la Legge 132/15 - e i relativi provvedimenti attuativi- incostituzionali potrà presentare ricorso davanti al Giudice del Lavoro e lì proporre la questione di incostituzionalità.
Occorre però sottolineare che il presupposto necessario di un ricorso al Giudice del Lavoro è l’INTERESSE PROCESSUALE AD AGIRE, dunque si deve dimostrare che la legge e/o quindi il provvedimento attuativo che si impugnano producano un danno diretto all’attore o che esso ne è direttamente interessato.
In assenza di questo presupposto il Giudice preliminarmente alla decisione nel merito puo’ dichiarare l’inammissibilità del ricorso.
Inoltre, se dalla sentenza o da una sua provvisoria decisione ai sensi dell’art. 700 cpc scaturiscano effetti sui diritti o interessi legittimi di altri soggetti e se questi sono certi e determinati, il Giudice deve ordinare all’attore di NOTIFICARE AI TERZI INTERESSATI il ricorso affinché possano eventualmente costituirsi nello stesso giudizio, in ossequio al principio inderogabile del contraddittorio tra le parti. Inevitabilmente quindi a tutti i Cancellieri e agli Ufficiali Giudiziari dovrà essere notificato il ricorso eventualmente proposto da altri colleghi teso ad annullare il provvedimento di ricollocazione e dovranno costituirsi in giudizio.
Non ci soffermiamo su altre vicende tecniche processuali, che avremo modo di approfondire separatamente.
Quello che ci preme evidenziare è che gli avvocati dei lavoratori dovranno informare i clienti che in caso di sconfitta saranno dai giudici condannati a pagare le spese legali, applicando parametri professionali introdotti dal D.M. n. 55/2014, ma anche a risarcire le controparti con il pagamento di una somma equitativamente determinata, laddove il Giudice ravvisi il carattere temerario della lite[1].
È auspicabile che la dovuta ricollocazione dei cancellieri e degli ufficiali giudiziari in III area venga correttamente intesa quale sanatoria di nullità contrattuale accertata con sentenza che l’Amministrazione era obbligata ad eseguire.
Pertanto, chiediamo alle OO .SS. tutte di vigilare affinché non vengano poste in essere strumentali manovre ostruzionistiche con riguardo all’attuazione della norma di cui all’art. 21 quater sopra richiamata, che, sia chiaro, non gioverebbero ad alcuno dei dipendenti giudiziari, dopo vent’anni di immobilismo sulla materia;
chiediamo, inoltre, di voler sollecitare il Ministro affinché convochi il tavolo per la contrattazione nel più breve tempo possibile, con la quale dovrà essere pianificata la riqualificazione (rectius progressione di carriera) di TUTTI I DIPENDENTI GIUDIZIARI.
[1] In particolare, la novella dalla legge 162/14 ha modificato ulteriormente gli articoli sulle spese di soccombenza : l’art. 91 cpp oggi così recita : “ll giudice, con la sentenza che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell’altra parte e ne liquida l’ammontare insieme con gli onorari di difesa” il secondo comma dell’art. 92 cpc : “Se vi è soccombenza reciproca ovvero nel caso di assoluta novità della questione trattata o mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti, il giudice può compensare le spese tra le parti, parzialmente o per intero. “ quindi solo in ipotesi eccezionali e determinate dalla legge il Giudice puo’ applicare il principio della compensazione delle spese ,
l’ultimo comma dell’art. 96 cpc. - anche in combinato disposto con il nuovo art. 91 cpc – dispone che il giudice e nel caso ravvisi il carattere temerario della lite ,, “anche d’ufficio, puo’ condannare la parte soccombente al pagamento, in favore della controparte o delle controparti , oltre alle spese legali anche al risarcimento del danno per una somma equitativamente determinata”.
Lettera alle OOSS su incontro preliminare del 19.11.15
COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA - riunione 19.11.15
lunedì 16 novembre 2015 - 21:51
A: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , pieropiazza
E p.c. Al Capo Gabinetto del Ministro della Giustizia
Facendo seguito al precedente sollecito a codeste OO.SS. in data 14.10.2015 con il quale abbiamo chiesto di formulare una richiesta UNITARIA al Ministro affinché convocasse il tavolo per la contrattazione nel più breve tempo possibile;
rilevato che la ratio dell’art. 21 quater l. 132/15 va correttamente intesa quale sanatoria della nullità contrattuale già dichiarata riguardo le figure professionali del cancelliere (ex b3) e dell’ufficiale giudiziario, che dovranno essere ricollocate in area III “assicurando l'attuazione dei provvedimenti giudiziari in cui il Ministero e' risultato soccombente, e di definire i contenziosi giudiziari in corso” ;
preso atto che è stato fissato incontro preliminare ai fini dell’avvio delle procedure di attuazione della norma di cui sopra;
A tutte le OO.SS., ancora una volta, di abbandonare la litigiosità in favore della concretezza; in particolare, di non permettere che strumentali manovre ostruzionistiche (che, sia chiaro, non gioverebbero ad alcuno dei dipendenti giudiziari, dopo vent’anni di immobilismo sulla materia) allontanino, ancora, il raggiungimento dei nostri obiettivi di valorizzazione;
di adoperarsi, pertanto, affinché la contrattazione per i dipendenti giudiziari venga portata a termine con la stessa solerzia con la quale viene affrontata la questione tirocinanti (per i quali è stato già emanato decreto a seguito della disposizione di cui all’art. 21 ter l. 132/15 nonché proposto uno scandaloso emendamento nella legge di stabilità che, se approvato, sarebbe palesemente incostituzionale!);
di chiarire i dubbi che attanagliano il personale giudiziario, anche a causa dell’opacità della norma; quale titolo verrà richiesto per l’accesso alle procedure selettive, quanti posti verranno messi a concorso, su base nazionale o distrettuale, ed altro;
di farsi portavoce delle legittime istanze dei contabili, degli esperti informatici e linguistici, tutti ex B3 e pertanto oggetto, allo stato, di una inspiegabile discriminazione;
A codeste OO SS di profondere il massimo impegno affinché le trattative per la contrattazione vengano concluse nel più breve tempo possibile, contrattazione con la quale ci aspettiamo che venga data immediata attuazione alla norma di cui all’art. 21 quater l. 132/15 e pianificata lariqualificazione (rectius progressione di carriera) di TUTTI I DIPENDENTI GIUDIZIARI.
RESOCONTO DELLA VISITA DEL MINISTRO AGLI UFFICI DI LAMEZIA TERME
Questa mattina il ministro Orlando si è recato al Tribunale di Lamezia Terme “per incontrare i vertici degli uffici giudiziari e i rappresentanti, della magistratura, dell’avvocatura, del personale amministrativo e delle organizzazioni sindacali al fine di discutere delle difficoltà e dei disagi riscontrati e di individuare le soluzioni più idonee e rapide per riportare la produttività su migliori standard di efficienza “(Giustizia – newsonline).
Peccato che, invece, il personale amministrativo (rectius, giudiziario) neanche sia stato ammesso a partecipare all’incontro!
Peccato che nelle dichiarazioni rese dal ministro in conferenza stampa non sia stata spesa una sola parola per il personale giudiziario di ruolo, tuttora in attesa delle procedure di progressione di carriera, da oltre 20 anni!
Il CLG ha rivolto formale richiesta di poter incontrare il Ministro per il tramite due referenti del Comitato in Lamezia Terme e redatto un documento - del quale avrebbero voluto dare lettura - nel quale sollecita il ministro ad avviare la contrattazione per tutti i dipendenti giudiziari, e che è stato consegnato al Ministro dal Presidente e dal Dirigente del Tribunale.
In conferenza stampa, su impulso di colleghi aderenti a questo Comitato, è stata rivolta direttamente al ministro la domanda circa lo stato dell’arte per la riqualificazione del personale di ruolo ed i tempi per l’avviamento delle procedure. Il ministro ha ritenuto di non rispondere, preoccupandosi, invece, di assicurare che col bando dei 1500 tirocinanti (dei quali 700 hanno svolto tirocini nella sola Calabria!) troverà collocazione per questi ultimi nell’ufficio per il processo.
Continueremo a rappresentare ai vertici ministeriali come ai Capi degli Uffici il nostro dissenso: la mobilità esterna, fortemente voluta da questo Governo, non risolve il problema degli uffici giudiziari, tutt’altro: comporterà un ennesimo aggravio per il personale di ruolo che dovrà formare a costo zero queste unità provenienti da tutt’altre realtà lavorative; contribuirà a rallentare ulteriormente il sistema che, come noto ai presenti, ha bisogno di avvalersi, per il buon funzionamento, di personale esperto; non agevolerà i rapporti con l’avvocatura, che ha necessità di interfacciarsi con interlocutori qualificati.
Allo stesso modo, continueremo a denunciare lo scandalo dei tirocini formativi, con i quali le stesse risorse già destinate ad incentivare i lavoratori di ruolo (secondo la previsione della legge 111/11) sono state sottratte (dal 2012 ad oggi, con emendamenti ad hoc) per finanziare le proroghe di tirocini formativi in alcun modo assimilabili a rapporti di lavoro subordinato e che pertanto non possono affatto risolvere la crisi di efficienza e funzionalità del sistema giudiziario.
Noi dipendenti giudiziari, stanchi di essere ritenuti, a torto, responsabili di una situazione di fatto di evidenti sprechi e di intollerabile, scarsa produttività, auspichiamo a una migliore organizzazione degli Uffici, a fronte di interventi frammentari e non funzionali che sviliscono il ruolo dei lavoratori, e chiediamo ancora che si provveda, con urgenza, alla riqualificazione e formazione permanente dei lavoratori giudiziari in servizio al fine di restituire al sistema efficienza e dignità.
Questo è il Comunicato che è stato consegnato nelle mani del Ministro:
Siamo dipendenti dell’organizzazione giudiziaria aderenti al Comitato lavoratori della Giustizia.
Abbiamo chiesto di intervenire all’odierna discussione per rappresentare al signor Ministro della Giustizia e a tutti gli operatori della Giustizia presenti la nostra posizione.
Premesso che negli uffici giudiziari, ad oggi, si riscontra una vacanza in organico di circa il 20% delle unità di personale amministrativo giudiziario previsto, largamente inferiore alle necessità minime del sistema, teniamo ad evidenziare che negli ultimi 15 anni, noi dipendenti della Giustizia abbiamo sostenuto riforme a costo zero compensando l’assenza di investimenti adeguati e queste carenze di organico con professionalità e senso di abnegazione, in totale assenza di riconoscimenti fondati sul merito, svolgendo con senso del dovere le nostre funzioni, spesso in sedi molto lontane dai luoghi di residenza, spesso in assenza della corresponsione di indennità ed emolumenti per il lavoro straordinario prestato SOLTANTO PER LA GIUSTIZIA. Per questo, chiediamo il riconoscimento professionale di carriera già concesso ai colleghi di tutti le altre amministrazioni nonché di altri settori della stessa amministrazione giudiziaria (Giustizia Minorile, Dap e Archivi Notarili);
Abbiamo preso atto dell’approvazione dell’art. 21 quater legge 132/15, del quale abbiamo accolto favorevolmente la ratio, volta a sanare la nullità contrattuale già dichiarata riguardo le figure professionali del cancelliere (ex b3) e dell’ufficiale giudiziario ma oltre due mesi, siamo in attesa della indizione delle procedure di contrattazione collettiva ai fine dell’elaborazione dei criteri, dei modi e dei tempi per le procedure selettive interne tendenti a ricollocare il cancelliere e l’ufficiale giudiziario nei profili professionali di spettanza . Tuttavia, di fronte alle nostre istanze di riconoscimento del servizio prestato, delle abilità e professionalità acquisite, ad oggi il governo risponde con il silenzio relativamente agli altri profili professionali e con il maldestro tentativo di colmare le lacune in organico con la mobilità esterna: vale a dire, facendo transitare negli uffici giudiziari personale in esubero proveniente dalle province e da altri enti pubblici, assolutamente sprovvisto delle competenze tecnico – giuridiche indispensabili per assolvere al delicato e indispensabile compito di integrare la funzione giurisdizionale.
Oltre il danno di vedersi esautorare le posizioni lavorative a cui ambiamo, anche la beffa di doverli formare. Quello che in questa sede desideriamo far emergere è che la mobilità non risolve il problema degli uffici giudiziari, tutt’altro: comporterà un ennesimo aggravio per il personale di ruolo che umiliato e demotivato, dovrebbe (?) formare a costo zero queste unità provenienti da tutt’altre realtà lavorative (di livello superiore!) ; contribuirà a rallentare ulteriormente il sistema che, come noto ai presenti, ha bisogno di avvalersi, per il buon funzionamento, di personale esperto; non agevolerà i rapporti con l’avvocatura, che ha necessità di interfacciarsi con interlocutori qualificati. Allo stesso modo, osserviamo che è in atto, a nostro avviso, uno spreco di risorse pubbliche atteso che le stesse risorse già destinate ad incentivare i lavoratori di ruolo (secondo la previsione della legge 111/11) continuano ad essere sottratte (dal 2012 ad oggi, con emendamenti ad hoc) per finanziare le proroghe di tirocini formativi in alcun modo assimilabili a rapporti di lavoro subordinato e che pertanto non possono affatto risolvere la crisi di efficienza e funzionalità del sistema giudiziario già da tempo denunciata.
In questa sede, noi dipendenti giudiziari, stanchi di essere ritenuti, a torto, responsabili di una situazione di fatto di evidenti sprechi e di intollerabile, scarsa produttività, auspichiamo a una migliore organizzazione degli Uffici, a fronte di interventi frammentari e non funzionali che sviliscono il ruolo dei lavoratori, e pretendiamo, a garanzia di uguaglianza ed imparzialità che devono sempre ispirare l’azione amministrativa, che si proceda a nuove assunzioni esclusivamente con concorso pubblico, nel rispetto delle norme e della Costituzione.
Nel prendere atto che la magistratura ha denunciato “la grave crisi di efficienza e funzionalità del sistema giudiziario italiano, che si traduce in crisi di credibilità della Giustizia, sta chiedendo al Governo e al Legislatore, tra l’altro, interventi sugli organici, sulla riqualificazione e sulla formazione del personale amministrativo, ormai ridotto a livelli inferiori a quelli di minima funzionalità e gravato da crescenti responsabilità” ci uniamo alla richiesta che si provveda, con urgenza, alla riqualificazione e formazione permanente dei lavoratori giudiziari in servizio al fine di restituire al sistema efficienza e dignità.
GLI INFORMATICI DEL MINISTERO DI GIUSTIZIA QUESTI SCONOSCIUTI
Dotati di grande professionalità subiscono l'oblio del personale e dell'Amministrazione.
Vi siete mai chiesti se i Sistemi utilizzati dalle Cancellerie, e non solo, vivano di vita propria, oppure, nell’ombra, ci sia qualcuno che giornalmente li fa funzionare? Ebbene, esistono ben 350 Informatici di ruolo che svolgono tutte le attività necessarie al loro funzionamento e coordinano anche le Ditte esterne.
Questi sconosciuti sono gli Assistenti informatici della II Area, che danno indicazioni ai dirigenti e ai Magistrati referenti per l’Informatica degli Uffici giudiziari su come procedere per ottemperare a quanto disposto dalle circolari in materia informatica, sulle procedure da seguire per abilitare il personale giudiziario agli innumerevoli applicativi web ormai in uso negli uffici, supportano gli Uffici nella segnalazione dei guasti ai vari call center, creano account per alcuni sistemi, verificano (per quanto possibile e con i pochi strumenti forniti ) gli accessi, impostano per quanto di loro competenza la sicurezza delle reti degli Uffici assegnati, riescono, spesso con sacrifici personali non indifferenti essendo gli straordinari quasi mai programmati ma solo per evitare blocchi già in corso o per svolgere attività improrogabili, a far lavorare le postazioni senza interruzioni, che si tratti dei Sistemi del Penale, del Civile, dell’Amministrativo, della Posta elettronica, degli accessi a Internet e tutto quello che vi si collega.
Assunti dal 1995 al 2001, sono stati distaccati presso le Sedi giudiziarie per assicurare la continuità e la gestione dei Sistemi.
Si trovano da allora in una situazione precaria che doveva essere temporanea e dovuta esclusivamente al fatto di creare una nuova unità specialistica del Ministero della Giustizia con grosse prospettive di carriera: non hanno piante organiche, non possono votare una RSU di comparto CISIA e quindi non hanno la possibilità di far pesare unitariamente le eventuali rivendicazioni che tutte le altre categorie riescono a mettere in atto e, quand’anche soggetti a trasferimento, risulta difficile mettere in atto quelle tutele di cui un impiegato pubblico normalmente gode, essendo l’RSU per lo più ignara della peculiarità di detta figura. Inoltre raramente vengono pubblicati interpelli che li riguardano. Anche loro hanno partecipato e vinto un Concorso pubblico ma gli Uffici hanno grosse difficoltà a riconoscerli come tali, non essendo detta figura pubblicizzata adeguatamente dal Ministero.
Anche per loro (ex B3) è avvenuto quello che è successo ai Cancellieri. Anche loro, prima Esperti informatici spalmati su due Aree, la seconda e la terza, potevano, come prospettato all’assunzione, aspirare alla progressione in carriera, raggiungendo la terza area (ex C1), mentre ora sono stati declassati alla qualifica di Assistente informatico, corrispondente in altri Ministeri alla qualifica exB2. Ma la questione più inquietante è stato il frapporre tra la loro qualifica e la prima della terza area ben tre livelli, IIF4, IIF5, IIF6.
Ora, qualcuno ha trovato il tempo e la forza di reagire, si sono riuniti in un Gruppo di discussione su Internet e hanno redatto due documenti, chiedendo di essere ascoltati e inseriti nella terza area, come sta avvenendo ai Colleghi Cancellieri . Abbiamo aperto, grazie al Comitato Lavoratori Giustizia, un contenzioso con il Ministero.
Senza il lavoro e la professionalità degli Assistenti informatici, la tanto vantata informatizzazione degli Uffici giudiziari non sarebbe stata possibile e forse si potrebbe rendere almeno più evidente questa figura che, senza riflettori, fa il suo dovere ed anche di più mettendo il personale giudiziario in condizione di lavorare, come spesso sostengono, senza una formazione adeguata ma con un Assistente Informatico sulla sede sempre pronto a supportarli.