Source: https://www.scribd.com/document/203073960/DGR-1042-del-5-12-2013
Timestamp: 2019-01-17 06:55:19+00:00
Document Index: 83269487

Matched Legal Cases: ['art8 297', 'art8 297', 'art8 297', 'art8 297', 'art8 297', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 27']

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DELIBERAZIONE N° X / 1042
Seduta del 05/12/2013
Preside te Assess!ri re"i! ali
ROBERTO MARONI #ARIO #AN$O%ANI Vice Presidente %ALEN$INA APREA %I%IANA BE&&ALOSSI SI#ONA BORDONALI PAOLA B'LBARELLI #ARIA &RIS$INA &AN$'* &RIS$INA &APPELLINI ALBER$O &A%ALLI #A'RIZIO DEL $ENNO (IO%ANNI )A%A #ASSI#O (ARA%A(LIA #ARIO #ELAZZINI AN$ONIO ROSSI &LA'DIA $ERZI
&! l*assiste +a del Se"retari! #ar,! Pill! i Su -r!-!sta del Preside te R!.ert! #ar! i di ,! ,ert! ,! l*Assess!re #assi/! (ara0a"lia
O""ett!
S$RA$E(IA RE(IONALE PER L2A&&ESSO AI PRO(RA##I A (ES$IONE DIRE$$A DELL2'E PER IL PERIODO 2014320204 PRIORI$5 PRO(RA##A$I&6E7 DE)INIZIONE DELLE PROPOS$E PRO(E$$'ALI E DIS&IPLINA PER L2A&&ESSO AL )ONDO DI &'I ALL2AR$8 297 &8 10 DELLA L8R8 35/:9 3 ;DI &ON&ER$O &ON L*ASSESSORE (ARA%A(LIA<
Il Diri"e te
Pietr! Bu! a
Il Dirett!re di )u +i! e S-e,ialisti,a #aria Pia Redaelli Il Dirett!re &e trale )ra ,es,! Bar! i
Il Se"retari! (e erale A drea (i.elli
L*att! si ,!/-! e di 21 -a"i e di ,ui 24 -a"i e di alle"ati -arte i te"ra te
VISTO il Pr!"ra//a Re"i! ale di S0ilu--! ;P8R8S8<7 a--r!0at! dal &! si"li! Re"i! ale il : lu"li! 2013 ,! deli.era+i! e 8 X/91 ,=e e0ide +ia la 0!l! t> della L!/.ardia di ,! ti uare a s0!l"ere u ru!l! da -r!ta"! ista a??i ,=@ le ris!rse eur!-ee di0e ti ! 0era !,,asi! e di s0ilu--! del territ!ri!A CONSIDERATO ,=e4 3 la strate"ia Eur!-a 2020 -r!/u!0e u a ,res,ita i telli"e te7 s!ste i.ile ed i ,lusi0a dei Paesi /e/.riA 3 -er il -eri!d! 201432020 l2' i! e eur!-ea =a ra??!r+at! l! stru/e t! dei Pr!"ra//i ,!/u itari a "esti! e diretta /edia te i Buali 0e "! ! attri.uiti ,! tri.uti ?i a +iari a P#I7 E ti di Ri,er,a ed E ti L!,ali /edia te a--!siti i 0iti a -rese tare -r!-!ste -r!"ettualiA DATO ATTO ,=e Re"i! e L!/.ardia i te de -erse"uire u /!dell! i !0ati0! "!0er ! delle ris!rse eur!-ee ell2a/.it! del Buale7 a,,a t! ad u a "esti! e??i,a,e dei ?! di del Cuadr! Strate"i,! &!/u e dell2'E7 0e "a ulteri!r/e -r!/!ssa e ra??!r+ata a ,=e la ,a-a,it> di a,,edere i /a iera Buali?i,ata Pr!"ra//i ,!/u itari a "esti! e direttaA di e te ai
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IL SE(RE$ARIO #AR&O PILLONI
Strategia regionale per l’accesso ai Programmi a Gestione Diretta dell’UE per il periodo 2014-2020
Allegato 1 alla DGR n. ____ del_____
La Lombardia rappresenta da sempre un nodo importante della rete di relazioni economiche, culturali e sociali che si sono sviluppate in Europa: un territorio storicamente vocato alla cultura del fare e dell’intraprendere che rappresenta un’area ricca di partners strategici per chiunque voglia promuovere sviluppo e qualità della vita. Sulla base di questi punti di forza Regione Lombardia guarda all’Agenda 2020 europea come un’occasione molto importante per rinnovare questa rete di relazioni e per creare una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. Per raggiungere questo obiettivo è necessario saper cogliere al meglio le opportunità di finanziamento europeo a disposizione per il periodo 2014-2020: fondi strutturali, fondi di sviluppo rurale, fondi per la cooperazione territoriale e a gestione diretta dell’UE. In parallelo, con la definizione dei programmi regionali relativi ai fondi del Quadro Strategico Comune, nonché delle strategie di cooperazione territoriale (transfrontaliera con la Svizzera, interregionale e transnazionale con gli altri paesi europei), il presente documento si propone di orientare le modalità di programmazione, progettazione ed accesso ai fondi relativi ai Programmi a Gestione Diretta dell’UE (PGD) che, nel prossimo periodo di programmazione, assumeranno una grande rilevanza. In particolare nella sezione A sono definite le priorità programmatiche, i criteri e gli strumenti per lo sviluppo dei progetti regionali nell’ambito dei PGD; nella sezione B, invece, sono definite le modalità per la definizione delle proposte progettuali e la disciplina per l’accesso al Fondo per la partecipazione regionale agli interventi previsti da regolamenti o direttive dell’Unione Europea.
SEZIONE A Priorità programmatiche, criteri e strumenti per lo sviluppo dei progetti regionali nell’ambito dei Programmi a Gestione Diretta dell’UE 2014-2020
1 Il Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE per il periodo 2014-2020
La strategia Europa 2020 si propone di dare seguito alla strategia di Lisbona per superare con successo la crisi e promuovere un’economia caratterizzata da alti livelli di occupazione, produttività e coesione sociale. La strategia si incardina su tre priorità concepite per rafforzarsi a vicenda: - crescita intelligente: sviluppare un'economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione; - crescita sostenibile: promuovere un'economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva; - crescita inclusiva: promuovere un'economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale. Sulla base di queste tre priorità, sono stati individuati cinque obiettivi principali per l'UE: - il 75% delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni deve avere un lavoro; - il 3% del PIL dell'UE deve essere investito in R&S; - il raggiungimento dei traguardi "20/20/20" in materia di clima ed energia e la riduzione del 30% delle emissioni (se le condizioni lo permettono); - il tasso di abbandono scolastico deve essere inferiore al 10% e almeno il 40% dei giovani deve essere laureato; - il numero delle persone a rischio di povertà deve essere diminuito di 20 milioni. Per favorire i progressi relativi a ciascun tema prioritario sono, inoltre, previste sette “iniziative Faro”: - "Unione dell'innovazione" per promuovere la ricerca e l'innovazione, trasformando le idee innovative in prodotti e servizi che stimolino crescita e occupazione; - "Youth on the move" per migliorare l'efficienza dei sistemi di insegnamento e agevolare l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro; - "Agenda europea del digitale" per accelerare la diffusione di Internet ad alta velocità e sfruttare i vantaggi di un mercato unico del digitale per famiglie e imprese; - "Europa efficiente sotto il profilo delle risorse" per contribuire a scindere la crescita economica dall'uso delle risorse, favorire il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio, incrementare l'uso delle fonti di energia rinnovabile, modernizzare il settore dei trasporti e promuovere l'efficienza energetica; - "Politica industriale per l'era della globalizzazione" per promuovere l’imprenditorialità, specialmente le PMI, e favorire uno sviluppo industriale solido e sostenibile in grado di competere su scala mondiale; - "Agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro" per modernizzare i mercati occupazionali e migliorare le competenze in tutto l'arco della vita, al fine di aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e di conciliare l'offerta e la domanda di manodopera, anche tramite la mobilità dei lavoratori; - "Piattaforma europea contro la povertà" per garantire coesione sociale e territoriale in modo tale che i benefici della crescita e i posti di lavoro siano equamente distribuiti e che le persone vittime di povertà e esclusione sociale possano vivere in condizioni dignitose e partecipare attivamente alla società.
Le iniziative “Faro”
La strategia di Agenda 2020
Per realizzare la strategia Europa 2020 e per l’attuazione del complesso delle politiche dell’UE, il Quadro Finanziario Pluriennale europeo 2014-2020 (QFP) 1 prevede le seguenti rubriche2: 1) Crescita intelligente ed inclusiva; 2) Crescita sostenibile: risorse naturali; 3) Sicurezza e cittadinanza; 4) Ruolo mondiale dell'Europa; 5) Amministrazione; 6) Compensazioni. Attraverso il Quadro Finanziario prospettato, l’UE intende in particolare: - agevolare la cooperazione e la soluzione comune di questioni che non possono essere risolte dai singoli Stati membri; - rispondere alle sfide persistenti ed emergenti che richiedono un approccio comune e paneuropeo; - concentrare l'attenzione sulla realizzazione delle priorità strategiche fondamentali; - concentrare l'attenzione sul valore aggiunto UE; - concentrare l'attenzione sull'impatto e sui risultati; - fornire vantaggi reciproci in tutta l'Unione europea. Ogni progetto da candidare alla UE deve essere chiaramente collegato agli obiettivi e alle priorità definite. Particolare attenzione viene anche posta sull’effetto leva degli investimenti: lavorando con il settore privato su strumenti finanziari innovativi è possibile accrescere l'impatto del bilancio UE, stimolando un maggior numero di investimenti strategici e rafforzando così il potenziale di crescita dell'Unione. Parte dei fondi stanziati dal bilancio rientrano nel Quadro Strategico Comune (QSC): in particolare si tratta dei fondi strutturali (FSE, FESR, FC) e dei fondi FEASR e FEMP. Tali fondi sono programmati a livello di Stati membri e Regioni e comprendono anche i Programmi di cooperazione territoriale.
Il Quadro Finanziario Pluriennale Comunitario
Progetto di Regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (11655/13) Una rubrica è un settore d'intervento per il quale il QFP fissa un importo annuo massimo che l'UE è autorizzata a spendere nel corso di un dato periodo. Il margine disponibile nell'ambito di una rubrica non può essere utilizzato per spese nell'ambito di una rubrica diversa a meno che non si riveda il QFP.
Altri fondi, ambito di riferimento del presente provvedimento, sono invece stanziati mediante Programmi a Gestione Diretta dell’Unione Europea (di seguito PGD) ed i soggetti pubblici e privati degli Stati Membri possono accedervi presentando proposte progettuali a valere su appositi inviti a presentare proposte (call for proposal). La strategia regionale per i Programmi a Gestione Diretta, oggetto del presente provvedimento, riguarda quindi principalmente quattro rubriche del bilancio UE, nell’ambito delle quali possono essere collocati i principali PGD evidenziati nell’ultima colonna del prospetto seguente.
Rubriche QFP e fondi PGD (Rif. Conclusioni del Consiglio Europeo 7-8 febbraio 2013 EUCO 37/13)
RUBRICA QFP SOTTORUBRICA DOTAZIONE FINANZIARIA (M€) FONDI QSC
Principali FONDI PGD
Horizon 2020 COSME Erasmus for all Occupazione e innovazione sociale (EaSI) - Meccanismo per collegare l’Europa - Grandi progetti di infrastrutture
1) CRESCITA INTELLIGENTE ED INCLUSIVA
1a: Competitività per la crescita e l'occupazione
1b: Coesione economica, sociale e territoriale 2) CRESCITA SOSTENIBILE: RISORSE NATURALI
325.149,00
373.179,00
3) SICUREZZA CITTADINANZA
- Investimenti per la crescita e l’occupazione - Cooperazione territoriale - Contributo al Meccanismo per collegare l’Europa - Spese connesse al mercato e pagamenti diretti (PAC) - Sviluppo rurale - FEAMP, Accordi internazionali Pesca -
Life Plus Europa creativa Fondo Asilo e Migrazione Sicurezza interna Giustizia Diritti e cittadinanza Meccanismo per la Protezione Civile Europa per i cittadini Sicurezza alimentare Salute per la crescita Protezione dei consumatori Strumento di preadesione (IPA) Strumento europeo di vicinato Strumento di partenariato Strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo Protezione dell’Unione (CPFI) + CRE
Le risorse del QFP
4) RUOLO MONDIALE DELL'EUROPA
58.704,00
898.332,00
I PGD nel nuovo QFP hanno assunto un ruolo centrale per l’attuazione della strategia Europa 2020 e delle sette iniziative faro, nonché dalle politiche dell’UE in materia di sicurezza e di relazioni internazionali 3. L’importanza crescente di tali programmi è testimoniata dall’incremento delle risorse destinate alle rubriche del QFP al cui interno sono inseriti i PGD che, complessivamente, valgono circa il 23 % dell’intero stanziamento.
Comunicazione della Commissione “A Budget for Europe 2020” {SEC(2011) 867 definitivo} {SEC(2011) 868 definitivo}
Incremento dotazione rubriche PGD nella programmazione 2014-20 rispetto alla 2007-13 2007-2013 2014-2020 VARIAZIONE 2014/2020 SU RUBRICHE DOTAZ. FINANZIARIA RUBRICHE DOTAZ. FINANZIARIA FINANZIARIE QFP (MEURO) FINANZIARIE QFP (MEURO) 2007/2013
CRESCITA SOSTENIBILE Sottorubrica 1a Competitività per la crescita e l’occupazione CONSERVAZIONE E GESTIONE DELLE RISORSE NATURALI Componente LIFE+ CITTADINANZA, LIBERTÀ, SICUREZZA E GIUSTIZIA L'UE COME PARTNER GLOBALE 91.495,00 CRESCITA INTELLIGENTE ED INCLUSIVA Sottorubrica 1a Competitività per la crescita e l’occupazione CRESCITA SOSTENIBILE: RISORSE NATURALI Componente LIFE+ SICUREZZA E CITTADINANZA RUOLO MONDIALE DELL'EUROPA
+ 37,29%
Le risorse per i Programmi a Gestione Diretta della UE
+ 42,62%
12.366,00 56.815,00
15.686,00 58.704,00
+ 26,85% + 3,32%
Le principali finalità dei PGD 2014-2020, suddivisi per relativa rubrica del QFP, sono riassunte nel prospetto seguente:
Finalità principali PGD
RUBRICA BILANCIO FINALITÀ Il programma è volto a garantire la competitività globale dell'Europa attraverso lo sviluppo della ricerca ed innovazione. Si articola in 3 aree tematiche: eccellenza nel campo scientifico; leadership industriale in un quadro di competitività; affrontare le sfide sociali. Il programma per la competitività delle imprese e delle PMI si articola in 4 aree tematiche: migliorare le condizioni quadro per la competitività e la sostenibilità delle imprese; promuovere l'imprenditorialità; migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti; migliorare l'accesso ai mercati.
Erasmus + prenderà il posto dei programmi attualmente esistenti nei settori dell'Istruzione,della Formazione e della Gioventù, ossia " Apprendimento permanente" e "Gioventù in azione" più i cinque programmi di cooperazione internazionale nel settore dell'istruzione superiore (Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink e il programma di cooperazione con i Paesi industrializzati), e per la prima volta includerà anche lo Sport. Il programma per l’occupazione e l’innovazione sociale e si articola in 3 sottoprogrammi: Progress; Eures; microfinanza e imprenditoria sociale. Il programma è volto a rilanciare le reti di connessione europee e si articola in 3 aree tematiche: trasporti; energia; telecomunicazioni. Galileo e Copernicus sono i 2 programmi di sviluppo tecnologico basati su grandi progetti infrastrutturali.
Meccanismo per collegare l’Europa Grandi progetti infrastrutturali
2) CRESCITA SOSTENIBILE: RISORSE NATURALI
Il Programma dedicato all’ambiente ed alla tutela della natura si articola in 2 aree tematiche: ambiente; azione per il clima. Il programma, che fornirà sostegno a progetti ed operatori in tutti i settori culturali e creativi, sarà strutturato in due sottoprogrammi Cultura (dedicato esclusivamente al settore artistico e culturale) e Media (che erogherà finanziamenti al settore cinematografico ed audiovisivo). La sezione transettoriale sosterrà la cooperazione strategica e le misure di carattere trasversali, avvalendosi, per la prima volta, di uno specifico strumento di garanzia finanziaria. Il Fondo Migrazione e Asilo si occupa dei differenti aspetti delle politiche comuni europee in materia di flussi migratori, di gestione integrata della migrazione e di asilo.
3) SICUREZZA E CITTADINANZA
RUBRICA BILANCIO
FINALITÀ Il Fondo sostiene una politica comune in materia di visti per facilitare i viaggi legittimi delle persone, assicurare parità di trattamento dei cittadini di paesi terzi e contrastare l'immigrazione irregolare. Il Programma promuove l'attuazione della strategia di sicurezza interna dell’UE, nonché un approccio globale alla cooperazione in materia di applicazione delle leggi, compresa la gestione delle frontiere esterne. Il Programma è orientato ai settori della cooperazione giudiziaria in materia civile e penale, nonché a facilitare l’accesso alla giustizia e a contrastare il traffico di droga e gli altri illeciti connessi. Il Programma promuove lo sviluppo di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, sostenendo l'effettiva realizzazione di un'Europa dei diritti quale sancita dal trattato sul funzionamento dell'Unione Europea e dalla Carta dei diritti fondamentali. Il Programma promuove il conseguimento di un grado elevato di protezione contro le catastrofi, la cultura della prevenzione, la capacità di risposta alle emergenze in maniera rapide e efficace. si articola in 3 aree tematiche: azioni generali, prevenzione e preparazione, risposta. Il Programma si propone di sensibilizzare alla memoria, alla storia, all'identità e alle finalità dell'Unione al fine di incoraggiare la partecipazione democratica e civica dei cittadini, di permettere ai cittadini di comprendere meglio il processo di elaborazione politica dell'Unione e di creare condizioni propizie all'impegno sociale e al volontariato. Il Programma ha l'obiettivo di migliorare la fornitura di cibo a favore dei più poveri e delle categorie più vulnerabili nel medio e lungo periodo, favorendo lo sviluppo di soluzioni sostenibili. S alute per la crescita (Salute Pubblica) Obiettivo del programma è quello di facilitare l'adozione di soluzioni innovative in termini tecnologici e organizzativi, per migliorare la qualità e la sostenibilità dei sistemi sanitari e migliorare l'accesso a un'assistenza sanitaria migliore e più sicura. Promuove inoltre la buona salute e la prevenzione delle malattie, assistendo e integrando l'impegno degli Stati membri per aumentare il numero di anni di vita sana dei propri cittadini. Il Programma si propone di porre il consumatore informato al centro del mercato unico, promuovendo il loro diritto all'informazione, all'educazione e alla loro organizzazione, in modo tale da tutelare i propri interessi. Il Programma si propone di: consolidare la democrazia e lo stato di diritto in Europa, di creare maggiori opportunità economiche e di dare maggior peso all'UE per affrontare sfide globali quali i cambiamenti climatici, la competitività e regolamentazione dei mercati finanziari; l'impegno comune per la realizzazione della strategia Europa 2020. Il processo di allargamento favorisce una maggiore integrazione, aiutando inoltre l'UE a raggiungere i suoi obiettivi. L’obiettivo è quello di creare uno spazio di prosperità e buon vicinato tra l’Unione europea e i paesi ed i territori confinanti con la UE, sviluppando relazioni privilegiate e consentendo alla Federazione russa di partecipare alla cooperazione transfrontaliera e ai programmi multinazionali. Il Programma sostiene la dimensione esterna delle politiche interne (ad esempio competitività, ricerca e innovazione, migrazione) per affrontare le grandi sfide globali. Il Programma sarà attuato essenzialmente dal FES che dovrebbe rimanere al di fuori del QFP, così come accaduto fino ad ora. L’assistenza è attuata attraverso sottoprogrammi geografici, programmi tematici ed il programma panafricano a sostegno della strategia comune Africa-UE. Le iniziative sono finalizzate a promuovere la coerenza della protezione civile internazionale nelle operazioni anche oltre i confini dell'Unione: assistenza su richiesta delle Nazioni Unite o relative agenzie, o di un'organizzazione internazionale competente, coerenza tra le operazioni di protezione civile e le relazioni dell'Unione con il paese colpito, sostegno all'assistenza consolare.
Fondo per la gestione della migrazione
Meccanismo per la Protezione Civile
Strumento europeo di vicinato (ENPI)
Dimensione esterna delle operazioni di protezione civile
Gli esiti dei precedenti periodi di programmazione
Tenendo conto di alcune analisi condotte attraverso i dati resi disponibili nell’ambito del Financial
Trasparency System (FTS) 4 dell’UE, è possibile affermare che l’Italia denota una buona propensione alla partecipazione ai PGD, in controtendenza con le difficoltà talvolta riscontrate in merito alla gestione dei fondi strutturali e di sviluppo rurale. D’altra parte occorre rilevare che, a fronte di un numero significativo di beneficiari italiani presenti nell’ambito dei progetti approvati che pongono l’Italia in linea con i principali Paesi dell’UE, in termini di risorse ottenute si registra ancora una performance inferiore a quella di altri Stati. Si tratta di un indicatore che segnala la propensione a proporre progetti con un valore finanziario più modesto rispetto ad altri Stati europei. Nell’ambito del panorama italiano, il territorio lombardo ottiene, nel complesso, performance molto significative sia dal punto di vista dei soggetti partecipanti che delle diverse tipologie di soggetti proponenti (enti pubblici, imprese, università, etc). Questo sia per quanto concerne l’ambito delle call for proposal (bandi) che relativamente alle call for tenders (appalti europei). Anche le Direzioni della Giunta regionale e gli enti del Sistema Regionale hanno fatto registrare un buon livello di partecipazione ai PGD nel periodo 2007-13, con un’attenzione che è progressivamente aumentata negli ultimi anni anche in ragione della riduzione delle risorse pubbliche disponibili per l’attuazione delle politiche. Tale interesse è stato sollecitato dal vivace contesto lombardo che, come detto, fa registrare anche punte di eccellenza in termini di proposizione delle progettualità, favorendo frequentemente il coinvolgimento di Regione Lombardia. Da rilevare è anche la varietà e numerosità dei partenariati internazionali con i quali nel tempo Regione Lombardia ha strutturato le progettualità proposte nell’ambito dei PGD. La partecipazione ai programmi europei ha offerto, innanzitutto, la possibilità di acquisire le risorse necessarie per l’attuazione di politiche e progetti, anche a carattere sperimentale, promuovendo azioni chiave volte ad innescare accelerazioni nel raggiungimento dei risultati previsti. Tuttavia, l’europrogettazione offre anche ulteriori opportunità quali, ad esempio, la condivisione di strumenti e soluzioni maturati in altri contesti europei, la promozione di reti di collaborazione stabili in grado di operare anche oltre la durata del progetto, l’applicazione di modalità di lavoro in team fortemente orientate al risultato, il raggiungimento dell’interesse pubblico mediante il concorso di più soggetti in un’ottica fortemente relazionale e di sussidiarietà reale. D’altra parte, la concentrazione degli sforzi su ambiti progettuali significativi e prioritari, costituisce la precondizione necessaria per una razionale distribuzione delle risorse organizzative e finanziarie, nonché per una reale efficacia dei progetti. Inoltre, occorre tenere conto delle lezioni apprese dall’esperienza maturata in questi anni di partecipazione regionale ai progetti europei: - importanza di diffondere tempestivamente ed in maniera mirata la conoscenza delle opportunità: - necessità di proporre proposte progettuali coerenti con le priorità europee, con la strategia regionale e con le previsioni specifiche dei PGD di riferimento e delle rispettive call; - opportunità di programmare e progettare le iniziative con congruo anticipo; - esigenza di non disperdere le risorse su troppi progetti, concentrandosi su quelli concretamente finanziabili dalla UE; - necessità di costruire partenariati forti e di consolidare le relazioni con le reti europee e transeuropee; - importanza di investire sulle competenze e sul know how necessario per la costruzione dei progetti, nonché sulla trasferibilità e raccordo con fondi strutturali e di sviluppo rurale; - necessità di mantenere un set di progetti sempre pronti per essere presentati.
Esiti precedente programmazione
http://ec.europa.eu/budget/fts/index_en.htm 8
Il posizionamento regionale rispetto ai PGD ed alle rubriche del QFP
Sulla base del QFP europeo e tenendo conto delle iniziative che verranno attivate a valere sulle sue diverse rubriche, è possibile identificare la seguente analisi dei punti di forza e di debolezza, dei rischi e delle opportunità che emergono rispetto alla possibilità di un efficace utilizzo dei PGD 2014-2020 da parte di Regione Lombardia: CRESCITA INTELLIGENTE ED INCLUSIVA
PUNTI DI DEBOLEZZA • Aumento dei soggetti con difficoltà ad entrare o rientrare nel mercato del lavoro • Gap rispetto ai target 2020 in termini di occupazione, istruzione ed energia • Credit crunch e capital crunch • Mortalità imprese e difficoltà a consolidare e sviluppare la crescita delle attività • Esistenza di alcuni ambiti produttivi con bassa propensione all’innovazione e scarso orientamento al mercato globale • Forza lavoro femminile con buoni livelli istruzione ma con carriere più corte e difficili • Sotto occupazione femminile e scarsa sensibilità culturale verso l’utilizzo di strumenti di conciliazione famiglia/lavoro • Valorizzazione insufficiente del potenziale attrattivo di persone e investimenti • Caratteristiche territoriali non adatte a ad alcune fonti di energia rinnovabile • Difficoltà di conciliazione tra obiettivi della ricerca e obiettivi del sistema produttivo • Difficoltà nel trasferimento di conoscenza tra sistema della ricerca e sistema imprenditoriale • Difficoltà di diffusione dei risultati della ricerca anche sotto forma di banche dati • Livello di emissioni in atmosfera • Livello di congestione delle infrastrutture per la mobilità • Fughe verso altri aeroporti europei delle merci da trasportare con mezzo aereo • Carico burocratico per imprese e cittadini • Aumento del fabbisogno abitativo (sfratti, morosità incolpevole, disagio economico acuto) • Debole partecipazione all'istruzione universitaria e post universitaria • Persistente dispersione scolastica • Persistenti divari di genere riguardanti l'occupazione e le scelte formative • Mancanza di una conoscenza diffusa delle principali lingue straniere • Mismatch tra domanda e offerta di lavoro • Invecchiamento della popolazione RISCHI • Difficoltà a riposizionarsi nel contesto di cambio dei modelli di business • Limitata attrattività dei territori più marginali • Crescita della competizione a livello internazionale • Mancata integrazione di alcuni interventi relativi a PUNTI DI FORZA • Presenza di sistemi economico territoriali di grande potenziale economico • Presenza di un sistema di micro/piccole medie imprese radicato e diffuso nel territorio • Competenze di alto livello diffuse nei settori tradizionali Vocazione internazionale in termini di export e attrazione investimenti • Completezza, varietà e innovazione nell’offerta di beni e servizi • Presenza di settori ad alta intensità di innovazione, compreso quello delle ICC (imprese culturali e creative) • Buon posizionamento in termini di addetti dell'industria a medio alta tecnologia e dei servizi ad alta intensità di conoscenza • Presenza di parchi scientifici e di centri di ricerca e trasferimento tecnologico • Disponibilità all’aggregazione da parte delle imprese • Disponibilità di capitale umano qualificato • Consolidata immagine internazionale in alcuni settori • Sistema fieristico di livello internazionale • Appetibilità di un sistema di trasporto pubblico con adeguato livello di prestazioni rispetto al trasporto privato in aree dense particolarmente congestionate • Potenziale di attrattività territoriale determinata da molteplici fattori, tra i quali il patrimonio culturale materiale e immateriale • Presenza di una rete diffusa di servizi alla formazione e al lavoro • Sistema di trasporto pubblico locale e ferroviario in progressiva crescita a supporto della competitività del sistema • Disponibilità di un sistema informativo regionale integrato • Patrimonio urbanistico, artistico e naturalistico • Poli ospedalieri e di ricerca biomedica di livello internazionale
OPPORTUNITÀ • Realizzazione della macroregione del nord • Promuovere l’integrazione delle politiche e la condivisione della conoscenza • Crescita della propensione all’aggregazione nell’ambito di reti, cluster e distretti da rivedere e
determinati ambiti strategici per la competitività • Deindustrializzazione • Delocalizzazione produttiva • Mancato sviluppo del mercato del lavoro e di percorsi di carriera per i ricercatori • Difficoltà ad innovare i prodotti finali • Difficoltà nello sviluppo della rete infrastrutturale e del sistema della mobilità in coerenza con le esigenze del mondo produttivo nonché ai target UE • Limitata capacità del sistema doganale presso gli aeroporti • Necessità di potenziare i collegamenti aerei di lungo raggio diretti rispetto alle esigenze del mondo produttivo • Incertezza del quadro finanziario e normativo a supporto dei programmi di sviluppo, con riferimento anche al sistema del trasporto pubblico • Difficoltà relative alla sostenibilità del sistema dell’edilizia residenziale pubblica (stock abitativo e dimensione sociale dell’abitare) • Scarso coordinamento delle proposte progettuali regionali e locali relative ai PGD • Difficoltà a trasformare in prodotti di mercato i risultati della ricerca/innovazione
rilanciare • Diffusione del modello smart cities e smart communities • Potenziare ICT e open data valorizzando l’Infrastruttura di Informazione territoriale • EXPO 2015 • Possibilità di far emergere nuove professionalità in ambiti strategici • Favorire la formazione e l’innalzamento delle conoscenze e competenze • Sfruttare le opportunità offerte dallo sviluppo del terziario innovativo e dal sistema fieristico • Diffusione di una cultura aziendale e di politiche delle risorse umane libere da discriminazioni e capaci di valorizzare i talenti, in particolare quelli creativi • Attuare percorsi di semplificazione dei procedimenti autorizzatori e di finanziamento rivolti alle imprese • Nuove forme di erogazione flessibile dei servizi di conciliazione e per l’occupazione femminile • Apertura a nuove frontiere di marketing internazionale • Utilizzo di nuovi canali di comunicazione • Sistema di distribuzione commerciale moderno • Promozione di energie alternative • Sviluppo di un sistema infrastrutturale integrato e di mobilità intermodale • Consolidamento del sistema del trasporto pubblico come fattore di competitività del sistema territoriale nel suo complesso e di riduzione dei livelli di inquinamento atmosferico; • Pianificazione coordinata dello sviluppo urbano e territoriale e del sistema del trasporto pubblico; • Semplificare ed informatizzare i procedimenti • One stop shop per le imprese • Coordinamento con soggetti privati attivi nel settore abitativo e loro qualificazione • Potenziale attrattività internazionale del sistema di istruzione superiore • Favorire la complementarietà tra iniziative in ambito PGD • Favorire la complementarietà tra PGD e fondi strutturali
PUNTI DI DEBOLEZZA • Gap rispetto ai target 2020 in campo ambientale • Mancata pianificazione contenimento consumo suolo con pressione antropica sul territorio • Fragilità dell’equilibrio idrogeologico • Abbandono aree periferiche e montane • Patrimonio edilizia residenziale pubblica caratterizzato da prestazioni energetiche bassissime che penalizzano prestazioni regionali complessive • In determinate aree territoriale livelli elevati di inquinamento atmosferico, delle acque, acustico, elettromagnetico, del suolo • Disarmonia e frammentarietà temporale dei provvedimenti che regolano la distribuzione merci con conseguente difficoltà ad operare in modo efficace PUNTI DI FORZA • Significativa presenza di aree protette o sottoposte a regime di tutela • Presenza di settori produttivi coinvolti in innovazioni di processo e prodotto finalizzate a una maggiore efficienza energetica • Territorio con importanti valenze ambientali e culturali • Presenza di valori paesaggistici elevati e di una tradizione di cura del territorio Abbondanza di risorse idriche e presenza di aste fluviali di grande interesse • Presenza di “prodotti e servizi verdi” • Disponibilità di un elevato know how, spendibile anche a livello internazionale, da parte di professionisti, imprese e sistema del volontariato in
Crescita sostenibile e risorse naturali
rispetto a contenimento inquinamento e congestione • Difficoltà di manutenzione ed esposizione agli agenti atmosferici di sentieri e alte vie • Presenza di un paesaggio banalizzato con relativa perdita di importanti valenze naturali e culturali • Prolungato periodo di crisi - effetti di contrazione su produzione e consumi • Assenza di un piano di monitoraggio a lungo termine ed esteso a tutto il territorio sull’evoluzione dei fenomeni naturali (frane, alluvioni) RISCHI • Scarso impulso all’uso delle fonti rinnovabili nelle MPMI • Mancato impulso all’efficienza energetica attraverso lo sviluppo di reti intelligenti di distribuzione, di sistemi di immagazzinamento e trasmissione • Mancata integrazione di alcuni interventi relativi a determinati ambiti strategici • Limitata accessibilità dei territori più marginali • Frammentarietà e mancanza di organicità dei piani e degli interventi di difesa del suolo • Contrazione dei fattori della crescita sostenibile • Scarso coordinamento proposte progettuali regionali e locali relative ai PGD
materia di prevenzione e gestione di rischi naturali • Esistenza di una rete irrigua e di bonifica, nonché di manufatti idraulici che rappresentano un patrimonio ambientale e storico culturale • Patrimonio culturale diffuso
OPPORTUNITÀ • Valorizzare il turismo sostenibile e il turismo culturale • Valorizzare l’attrattività della montagna e delle sue risorse culturali e paesaggistiche • Misure per il miglioramento dell’efficienza energetica e riduzione consumi da fonti energetiche fossili • Valorizzare il sistema informativo geografico unitario che raggruppa le informazioni territoriali (SIT) anche nell’ottica dell’interoperabilità • Sviluppo della navigazione a scopi turistici e potenziamento della fruizione sostenibile del sistema arginale e rivierasco • EXPO 2015, ivi compresi gli eventi e le attrattività culturali che possono essere proposti anche anticipatamente rispetto al 2015, ponendosi come richiamo dell’esposizione universale • Sostenere la diffusione di fonti energetiche rinnovabili, con particolare attenzione alle strutture di pubblico accesso e fruizione • Favorire la complementarietà tra iniziative in ambito PGD • Favorire la complementarietà tra PGD e fondi strutturali • Consumi e stili di vita “responsabili” • Orientare la ripresa verso scelte sostenibili in ottica Europa 2020 • Favorire nuove soluzioni e l’integrazione delle politiche per acque e difesa suolo • Promuovere la riqualificazione ambientale mediante il raccordo delle politiche settoriali • Migliorare il sistema delle conoscenze dei fenomeni naturali soprattutto in relazione con i cambiamenti climatici
PUNTI DI DEBOLEZZA • • • • • • • • • Gap rispetto ai target 2020 in termini di inclusione sociale Elevata presenza di pazienti cronici e anziani Carenza di risorse per il welfare Sistema dell’accoglienza e barriere burocratiche legate ai servizi di accoglienza (visti, trasporti, alloggi) Insufficiente ricambio di medici Squilibri nella distribuzione per specialità Aumento violenza di genere e scarsità centri antiviolenza Elevata presenza di pazienti cronici Elevata spesa sanitaria per la cura degli anziani • • • • • • • • • PUNTI DI FORZA Presenza attiva e integrazione del terzo settore Offerta sanitaria eterogenea e di eccellenza Qualità dei professionisti Elevato livello qualitativo cure Alta concentrazione imprese (biotecnologie, dispositivi medici…) Diffusione generalizzata dell’informatizzazione Posizionamento di RL in Europa e in Italia nel settore culturale, creativo e turistico Trend in crescita dei consumi culturali e del settore turistico Offerta sanitaria eterogenea e di eccellenza
Assenza di una visione condivisa per la ricerca biomedica in Lombardia Carenza di risorse Insufficiente ricambio di medici Carenza di interventi, servizi e strutture per la valorizzazione del patrimonio culturale regionale Scarsa consapevolezza della rilevanza del patrimonio culturale lombardo come elemento/fattore di sviluppo Scarsa conoscenza delle caratteristiche del patrimonio culturale
Qualità dei professionisti della sanità con presenze straniere tra gli operatori del SSR Elevato livello qualitativo delle cure e alta reputazione del sistema anche a livello internazionale. Elevata concentrazione di Centri di ricerca biomedica Presenza in Lombardia di oltre il 40% degli IRCCS (Istituti di Ricerca Cura a Carattere scientifico) nazionali Qualità delle Università di Medicina Alta concentrazione di imprese rispetto al panorama nazionale (biotecnologie, dispositivi medici, ecc.) diffusione generalizzata dell’informatizzazione nella socio-sanità (SISS) Realizzazione in grande anticipo rispetto alle altre Regioni italiane e tra i primi anche a livello europeo, di importanti servizi di e-health (eprescription, Fascicolo Sanitario, prenotazioni,..) Riorganizzazione della rete di offerta sociosanitaria Incremento della permanenza a domicilio dei soggetti fragili Patrimonio culturale diffuso Presenza di valori paesaggistici elevato e di una tradizione di cura del territorio OPPORTUNITÀ
RISCHI • Permanere di squilibri nella distribuzione per specialità in ambito sociosanitario • Ulteriore riduzione di risorse per il welfare • Crescita spesa sanitaria • Mancata integrazione di alcuni interventi relativi a determinati ambiti strategici • Promozione di iniziative tampone poco lungimiranti senza valutazione degli effetti a lungo termine • Vanificare il potenziale di sviluppo del settore culturale e creativo • Progressiva perdita di identità culturale e di posti di lavoro • Progressivo deterioramento del patrimonio culturale in assenza di interventi di conservazione e valorizzazione • Scarso coordinamento proposte progettuali regionali e locali relative ai PGD • Rigidità mercato del lavoro e percorsi di carriera dei ricercatori
• Sviluppo della ricerca attraverso il consolidamento dei “cluster sanitari” e dei network di ricerca regionale • Sviluppo socieconomico sostenibile e attrattivo per il mercato • Flessibilità dei servizi in ambito sociale e socio sanitario • Sviluppo di un sistema di valutazione multidisciplinare che favorisce risposte integrate sociali e occupazionali per cittadini fragili a rischio di esclusione sociale • Integrazione delle politiche di welfare • Contributo alla prevenzione della microcriminalità • EXPO 2015 • Sviluppo e valorizzazione integrata dell’offerta culturale (sistemi integrati e distretti culturali) • Interventi di prevenzione e manutenzione sul patrimonio culturale diffuso • Attivazione di politiche di incentivazione allo sviluppo e promozione di itinerari culturali, riconosciuti dal Consiglio d’Europa • Favorire la complementarietà tra iniziative in ambito PGD • Favorire la complementarietà tra PGD e fondi strutturali • Informazione al cittadino per favorire l’integrazione e la mobilità in ambito EU • Sviluppo di modelli informativi/formativi inerenti la diffusione della cultura della resilienza
Ruolo mondiale dell’Europa
• Difficoltà di alcuni partner ad aprirsi al contesto globale • Scarsa conoscenza di determinati mercati • Capitale umano non adeguatamente formato rispetto agli skill essenziali per competere nel mercato globale e partecipare ad iniziative comunitarie • Concorrenza internazionale
• Reti e partenariati internazionali consolidati ai quali partecipa Regione Lombardia • Attitudine alla cooperazione allo sviluppo • Iniziative sinergiche per favorire l’internazionalizzazione delle imprese
• Scarso coordinamento proposte progettuali regionali e locali relative ai PGD • Mancata integrazione di alcuni interventi relativi a determinati ambiti strategici • Mancato ulteriore sviluppo di reti e relazioni internazionali della Lombardia
• EXPO 2015 e possibilità di incrementare l’attrattività della Lombardia • Rafforzamento delle reti internazionali anche in ottica di macroregione • Favorire la complementarietà tra iniziative in ambito PGD
Le priorità della programmazione regionale
Obiettivo di Regione Lombardia è quello di creare una sinergia tra diversi fondi e linee di intervento per massimizzare l’effetto leva delle iniziative sviluppate. Per un’efficace attuazione della programmazione 2014 – 2020 in Lombardia è quindi necessario assicurare uno stretto raccordo tra gli strumenti di programmazione regionale e comunitaria, favorendo le sinergie tra interventi attivati nei diversi ambiti di competenza regionale nonché la concentrazione delle risorse su obiettivi selezionati e significativi. Il Programma Regionale di Sviluppo (PRS) definisce gli obiettivi strategici e le politiche da realizzare nella legislatura, indicando i fabbisogni di massima necessari. Sulla base del PRS della X Legislatura, e delle sue aree di intervento, è stato possibile identificare il quadro di priorità in relazione alle rubriche del QFP che sono riferimento per i diversi PGD, così come esplicitato nei successivi prospetti. Tale quadro sarà aggiornato su base annuale in relazione ai contenuti del Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR). Area istituzionale
Cod. Nodo
Valorizzazione del Patrimonio Attuazione dell'Agenda di Semplificazione Miglioramento della capacità istituzionale e amministrativa della PA locale Attuazione dell'Agenda digitale lombarda Promozione dello sviluppo di competenze digitali per il superamento del divario digitale Approvazione del Piano Regionale per l’Open Government e valorizzazione del patrimonio informativo pubblico Rafforzamento di reti e organismi di parità che operano a livello territoriale Promozione della presenza delle donne negli organi elettivi e nelle nomine di competenza regionale Definizione del Piano regionale per il contrasto alla violenza di genere Attuazione della Macroregione del Nord Attrattività della montagna Sviluppo di rapporti internazionali istituzionali e di supporto allo sviluppo economico Miglioramento delle relazioni con le istituzioni europee Rafforzamento delle reti internazionali (Es. WRF) Innovazione degli interventi di cooperazione allo sviluppo Realizzazione Expo Milano 2015 come opportunità di promozione del sistema lombardo
8 9 12 16 20 21 30 31 32 33 41 43 44 45 46 47
Miglioramento della trasparenza e legalità Accessibilità ai territori montani Sostegno e sviluppo di fattori di competitività del territorio attraverso strategie e iniziative definite in accordo con il sistema camerale. Promozione e consolidamento della presenza del Made in Lombardia, anche all'estero Sostegno all’accesso al credito e al processo di rafforzamento del sistema delle garanzie Promozione del consolidamento e della creazione di aggregazioni in forma stabile tra imprese (reti, cluster) Sostegno alle imprese in difficoltà sviluppando la rete di affiancamento delle imprese Attrazione di nuovi investimenti sul territorio lombardo Diffusione della Responsabilità Sociale di Impresa Attivazione di interventi straordinari per le imprese colpite dal sisma Sviluppo dell’imprenditorialità e sostegno allo start up di nuove imprese Sostegno alla competitività e innovazione delle imprese del terziario, la logistica, la mobilità delle merci e il trading Sostegno alla competitività delle imprese dei settori moda, design e creatività Supporto alle imprese digitali e promozione dello sviluppo di servizi smart Promozione all'internazionalizzazione delle filiere produttive lombarde Sostegno e sviluppo alle reti e alle polarità commerciali (Distretti del commercio, centri commerciali naturali, reti di impresa) Promozione integrata del territorio in una logica di marketing urbano ed interventi per l’attrattività territoriale Valorizzazione delle opportunità offerte da Expo 2015 per i consumi, la rete distributiva e la promozione delle filiere di prodotti lombardi nel mondo. Accompagnamento ed incentivo alle start-up e alla trasformazione dell'impresa commerciale verso forme e canali innovativi e ad elevato valore aggiunto e contenuto tecnologico Contrasto alla crisi dei consumi e difesa dei diritti dei consumatori e degli utenti, anche attraverso l’attivazione di progetti pilota nell’ambito dei servizi pubblici locali Programmazione della rete dei carburanti per autotrazione e sviluppo dei sistemi distributivi di carburanti a basso impatto ambientale Governance del sistema regionale della ricerca e dell’innovazione. Promozione della domanda di innovazione Valorizzazione dell'offerta di ricerca e conoscenza Contenimento degli oneri amministrativi sulle imprese in proporzione alla dimensione e al settore delle stesse secondo i principi dello Small Business Act Riqualificazione e valorizzazione del territorio per incrementarne l’attrattività e il turismo sostenibile Promozione dell'innovazione, della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale Promozione degli investimenti ad elevato contenuto innovativo nelle aree della ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione tecnologica e sviluppo organizzativoaziendale Sostegno alla realizzazione di progetti di ricerca applicata e sviluppo sperimentale nelle tematiche dei servizi digitali e delle smart cities and communities Promozione di accordi per la ricerca, l’innovazione e la valorizzazione del capitale umano Efficientamento e semplificazione dei processi di gestione Miglioramento della competitività delle imprese del terziario avanzato anche attraverso partnership di livello sovranazionale Sviluppo della ricerca e del trasferimento dell’innovazione in campo agricolo e agroalimentare Sviluppo dell'imprenditoria giovanile Supporto all'aggregazione delle imprese e recupero del peso del settore primario nelle filiere di qualità Tutela, Promozione e sicurezza delle filiere agroalimentari e forestali di qualità Sviluppo dell'export dell'agroalimentare lombardo: azioni coordinate nell'ambito di Expo2015 e ricerca di nuovi mercati Sviluppo di iniziative per una gestione integrata e più efficiente della risorsa acqua in agricoltura e nei settori contigui anche attraverso la realizzazione degli interventi prioritari per l’equilibrio idrogeologico Direttiva Nitrati: azioni per la revisione in ambito macroregionale delle aree vulnerabili; confronto politico con la Commissione Europea per la revisione della normativa Azioni a tutela della risorsa suolo agricolo e per l'azzeramento del consumo di suolo Sostegno all'agricoltura di Montagna e alle azioni di Sviluppo locale e di valorizzazione e fruizione del territorio rurale Sostegno della filiera bosco - legno e tutela del patrimonio forestale demaniale Azioni a sostegno dell'attività piscatoria professionale e dilettantistica Supporto allo sviluppo del Turismo Rurale e delle imprese di Agriturismo Incentivazione dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili Promozione dell'edilizia sostenibile Programma Energetico Ambientale regionale
10 40 49 50 52 53 54 55 57 58 59 60 61 62 63 67 68 69 70 72 73 74 75 76 83 88 90 91 92 93 94 95 101 103 104 105 106 107 108 110 111 112 115 116 117 118 119
Sviluppo di filiere a basso impatto ambientale Marketing territoriale integrato - Valorizzazione delle eccellenze del territorio Network turistici locali Creazione di nuove piattaforme tecnologiche per l'inserimento e la gestione dei contenuti turistici Sostegno alla filiera turistica e sistema delle imprese e sviluppo di nuove forme di ricettività alberghiera ed extralberghiera Sostegno alla innovazione e incentivi al sistema ricettivo (p.e. alberghi, b&b, etc.) Nuovi strumenti per la cultura e per i beni e le attività culturali Valorizzazione degli istituti e dei luoghi della cultura (musei, biblioteche, archivi, aree archeologiche, carta della cultura, catalogazione e digitalizzazione del patrimonio) Promozione e sviluppo della cultura materiale e immateriale (ecomusei, AESS, siti Unesco, tradizioni orali) Attrattività e valorizzazione del patrimonio culturale (itinerari) Promozione educativa e culturale (fondo per la creatività, celebrazioni e nuovi talenti) Sostegno alle imprese culturali e creative e alla costituzione della rete lombarda degli incubatori da impresa e dei centri di co-working Promozione di eventi e manifestazioni (Expo) Promozione dello spettacolo e dell’arte contemporanea Sostegno alle realtà sportive di base Supporto alla pratica sportiva per concorrere alla tutela della salute Sport per tutti Grandi eventi e manifestazioni sportive, anche in funzione di Expo 2015 Adeguamento, riqualificazione e realizzazione di impianti sportivi di base Sostegno ai comprensori sciistici e alle infrastrutture della montagna Riqualificazione e valorizzazione rifugi Sviluppo delle professioni sportive Sostegno all’occupazione, all’imprenditorialità e allo start up da impresa giovanile Promozione della creatività e della partecipazione giovanile Migliorare l'accoglienza delle strutture dedicate ai giovani, sostenendo il turismo low cost Rafforzamento della collaborazione sistematica tra sistema di istruzione e IeFP e sistema economico Sviluppo infrastrutture e strumenti per la qualità del sistema di istruzione e IeFP Contrasto alla dispersione scolastica Promozione del sistema universitario e attrazione dei talenti Rafforzare l'istruzione e formazione tecnica superiore Promozione dell'orientamento e del placement lavorativo dei giovani attraverso il coinvolgimento attivo del sistema scolastico e universitario lombardo Sostegno all'inserimento e al reinserimento lavorativo delle persone con disabilità e dei soggetti deboli attraverso percorsi di inclusione socio-lavorativa Valorizzazione della formazione in assetto lavorativo (tirocini e apprendistato) Realizzazione e sviluppo delle reti territoriali per l'apprendimento permanente Promozione dell'invecchiamento attivo sostenendo il passaggio intergenerazionale Valorizzazione e promozione di interventi volti a prevenire le crisi aziendali e a garantire interventi integrati Promozione di misure per sostenere l'occupazione e l'occupabilità femminile, anche attraverso di misure di fiscalità incentivante Promozione dell’occupazione con particolare riguardo ai giovani, alle donne e agli over 41 Promozione della mobilità internazionale del capitale umano (studenti, apprendisti, lavoratori e imprenditori), anche favorendo accordi con altre regioni europee Promozione della ricollocazione di lavoratori espulsi o in fase di espulsione dal mercato del lavoro attraverso servizi personalizzati e orientati alle richieste delle imprese
120 121 122 124 126 127 128 129 130 131 133 134 135 136 137 138 140 141 142 144 145 146 148 149 150 154 155 156 159 160 162 166 168 169 170 172 173 174 175 176
Valorizzazione delle politiche territoriali di conciliazione dei tempi lavorativi con le esigenze familiari e le reti di imprese che offrono servizi di welfare Promozione della evoluzione dei consultori familiari in centri per la famiglia Sostegno ai genitori separati Interventi a sostegno dell’inclusione e della coesione sociale Consolidamento delle realtà e delle relazioni con le comunità straniere presenti sul territorio regionale Formazione dedicata agli attori del sistema della sicurezza urbana sulle materie dell'immigrazione Sostegno alla natalità, alla maternità e alla paternità Rafforzamento degli interventi e i servizi per l’infanzia Promozione della associazionismo e del volontariato
RUBRICA QFP 1 2 3 4 X X X X X X X X X
178 180 183b 184 186 187 188 189 198
Sostegno delle vittime di violenza, con particolare riguardo alle donne Introduzione agli strumenti innovativi per il servizio civile Potenziamento degli interventi domiciliari e valorizzare e sostenere l’invecchiamento attivo Welfare abitativo: sostegno all’acquisto e all’affitto dell’abitazione Promozione della cultura della donazione con riferimento alla donazione del sangue e all’attività trapiantologica Sostegno all'innovazione tecnologica di impianti e apparecchiature con un sistema di valutazione HTA Sviluppo del sistema emergenza urgenza sanitaria con il progetto Numero unico di accesso all’emergenza 112, esteso a livello regionale Sviluppo del SISS attraverso l'armonizzazione dei sistemi informativi aziendali estendendo in particolare le funzionalità del fascicolo sanitario elettronico (FSE) Miglioramento della qualità dei programmi di screening oncologici di provata efficacia Gestione sanitaria dell’evento EXPO con particolare attenzione alla sicurezza dei cittadini, dei lavoratori e alla tutela dei partecipanti Sostegno alla ricerca biomedica (IRCCS, Fondazione regionale per la ricerca biomedica) Completamento dei progetti strategici di edilizia sanitaria compresa la realizzazione /completamento dei nuovi ospedali Investimento negli interventi finalizzati al miglioramento e all'ammodernamento delle strutture sanitarie intervenendo prioritariamente per la messa a norma e sicurezza dei presidi Sviluppo di progetti di sanità internazionale e nazionale, in funzione dell'attrattività del SSL e in connessione con "M19, Relazioni Internazionali"
200 201 202 204 210 214 216 220 222 225 227 228 229 231
RUBRICA QFP 1 2 3 4 X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X
Piani ed interventi di difesa del suolo (AdP Ministero, AdP salvaguardia idraulica e la riqualificazione dei corsi d’acqua dell’area metropolitana milanese e altri programmi di intervento) Promozione e gestione degli interventi in materia di bonifica e irrigazione Gestione del drenaggio urbano Attuazione progetti Strategici di Sottobacino fluviale e Studi di sottobacino Nuove modalità di informazione e comunicazione ai cittadini per la realizzazione delle opere Individuazione/mappatura delle situazioni a rischio geologico, idrogeologico e sismico, e valanghivo Politica regionale unitaria: sviluppo di piani integrati per la riqualificazione dei sottobacini Recupero, bonifica e messa in sicurezza di siti inquinati Riordino normativo del settore estrattivo e maggiore sostenibilità delle attività di estrazione mineraria Promozione della riqualificazione dei siti estrattivi Promozione dell'educazione ambientale azioni integrate per lo sviluppo sostenibile Riequilibrio del rapporto urbano rurale Creazione dei distretti paesaggistico ambientali Promozione della infrastrutturazione verde multifunzionale urbana e periurbana Azioni finalizzate alla riduzione, riuso, riciclo e recupero dei rifiuti Salvaguardia della biodiversità Valorizzazione delle aree protette Promozione della filiera bosco legno e delle attività economiche sostenibili Protezione, risanamento e miglioramento degli ecosistemi acquatici Riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera Azioni a sostegno di politiche regionali per l'adattamento al cambiamento climatico Prevenzione e riduzione dell'inquinamento da agenti fisici Controllo e prevenzione del rischio chimico nel trasporto delle sostanze pericolose Implementazione di un modello di governo del territorio fortemente integrato (urbanistica, ambiente e paesaggio) anche attraverso la revisione della L.R. 12/2006 Rafforzamento della governance integrata dei dati territoriali e rilancio del Sistema informativo territoriale integrato anche in chiave interregionale (SIT) Costituzione di Centri servizi in forma associata per incentivare gli Enti Locali ad adottare procedure informatiche per la gestione territoriale e regole comuni Azioni e iniziative per la tutela e la promozione della qualità del paesaggio lombardo Implementazione degli strumenti della perequazione, compensazione e premialità per la realizzazione di un governo territoriale di equità, ambientalmente e finanziariamente sostenibile Sviluppo di un programma per le Smart Cities in Lombardia nell’ambito del relativo programma nazionale Rinnovo e semplificazione delle procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) integrate con altra forme di valutazione ambientale in grado di garantire efficacemente la
RUBRICA QFP 1 2 3 4 X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X
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sostenibilità di piani e progetti Prevenzione del rischio idrogeologico attraverso la pianificazione dell’assetto geologico, idrogeologico e sismico e la disciplina di uso del suolo a scala di bacino (PAI, Direttiva alluvioni) in forte integrazione con gli altri strumenti di governo e gestione del territorio (PTR, PTCP, PGT) Promozione paesaggistica degli ambiti periurbani e degradati Promozione di politiche per il coordinamento dei tempi e degli orari delle città Nuova programmazione di settore Incremento dell’offerta abitativa pubblica Riqualificazione energetica e ambientale del patrimonio abitativo pubblico Politiche abitative regionali: percorso di collaborazione, nell’ambito della Macroregione Accelerazione delle opere infrastrutturali prioritarie e della viabilità connessa Riqualificazione e potenziamento della rete stradale di interesse regionale Sviluppo della mobilità ciclistica Sviluppo e attuazione sul territorio del PNSS e Potenziamento del Centro di Governo e monitoraggio della Sicurezza Stradale Sviluppo sulle grandi direttrici europee delle rete ferroviaria AV/AC e dei collegamenti transalpini Riqualificazione, potenziamento e gestione della rete ferroviaria regionale concessa Miglioramento dell’offerta di servizi ferroviari Rinnovo materiale rotabile anche in vista di Expo Sviluppo forme innovative di mobilità Attuazione della legge sul TPL e adozione/attuazione del Programma regionale della mobilità e dei trasporti Miglioramento dell'offerta di servizi di TPL Sviluppo della rete metropolitana e metrotranviaria Rinnovo parco autobus Attuazione dell’integrazione tariffaria Recupero e valorizzazione del sistema dei Navigli Regolamentazione della navigazione interna e gestione del demanio lacuale e idroviario Investimenti per la valorizzazione del demanio lacuale Interventi per la navigabilità del Po, lo sviluppo dei porti fluviali e delle idrovie collegate Sviluppo del trasporto intermodale delle merci e della logistica Sviluppo di Malpensa e del sistema regionale aeroportuale Promozione del coordinamento intra regionale e a livello di Macroregione Coordinamento e raccordo delle polizie locali attraverso normazione di settore, promozione dell’associazionismo, interventi di formazione e cofinanziamento di iniziative e progetti Sottoscrizione di Protocolli con Agenzia Nazionale beni sequestrati alla criminalità organizzata(per riutilizzo ai fini della sicurezza) Intese con lo Stato e con gli Enti locali per la realizzazione di interventi di prevenzione e controllo in materia di sicurezza Sviluppo di una piattaforma informatica integrata per il supporto alla conoscenza ed alle politiche di sicurezza urbana Azioni per la prevenzione e il contrasto alla criminalità organizzata, truffe agli anziani e iniziative di sensibilizzazione in tema di educazione alla legalità Sviluppo del sistema di conoscenza, valutazione, monitoraggio e allertamento relativamente ai rischi naturali e antropici Prevenzione del rischio sismico Protezione delle infrastrutture critiche Sviluppo e potenziamento del sistema di protezione civile, anche a livello di Macroregione Promozione del volontariato di Protezione Civile tra i giovani Ampliamento del servizio civile alle attività di Protezione Civile Formazione di amministratori, tecnici e cittadini e interventi formativi nelle scuole Adeguamento e sviluppo sala operativa di protezione civile Realizzazione di opere a salvaguardia dell'incolumità pubblica di competenza regionale
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Obiettivi e criteri di definizione delle progettualità
Alla luce dell’esperienza realizzata, la partecipazione regionale ai PGD vuole ora orientarsi ai seguenti obiettivi strategici: - migliorare la capacity building delle politiche da parte del sistema regionale; - promuovere azioni chiave ed iniziative pilota su temi di carattere strategico. Questi obiettivi richiedono una partecipazione significativa del sistema regionale nell’ambito dei
progetti in qualità di capofila o partner e mediante l’utilizzo degli strumenti indicati al paragrafo 5. Regione Lombardia si pone, inoltre, l’obiettivo più ampio di favorire l’accesso autonomo ai PGD da parte degli attori di sviluppo locale pubblici e privati presenti sul territorio regionale, anche mediante lo sviluppo degli strumenti indicati al paragrafo 5. Rispetto alle iniziative progettuali per le quali non viene ritenuto necessario il coinvolgimento diretto di Regione Lombardia in qualità di partner o capofila, è comunque possibile valutare la partecipazione regionale in qualità di partner associato o comunque mediante una manifestazione formale di sostegno e gradimento (endorsement).
4.2 Criteri per la definizione delle progettualità
Tenendo conto dei risultati attesi del PRS e degli obiettivi strategici sopra descritti, l’attività di europrogettazione di Regione Lombardia si uniforma ai seguenti criteri per lo sviluppo e la selezione delle progettualità: a) Scelta delle progettualità sulla base di una strategia mirata - Coerenza con le priorità ed i risultati attesi del PRS, di cui al paragrafo 3, e con i relativi aggiornamenti annuali del DEFR; - Coerenza con le priorità e le linee di intervento individuate dal PGD di riferimento; - Integrazione con le politiche regionali mediante il perseguimento di uno dei seguenti obiettivi: o completamento di azioni ed interventi attuati mediante l’utilizzo dei fondi del QSC o le risorse del bilancio regionale, anche al fine di una loro valorizzazione in chiave sovraregionale; o sperimentazione di nuovi ambiti di intervento prefigurati dalla programmazione regionale mediante studi di fattibilità, azioni pilota e percorsi di innovazione da realizzarsi poi in maniera pervasiva nell’ambito delle politiche ordinarie (il progetto dovrà prefigurare la successiva trasferibilità dei risultati); o interventi mirati volti alla risoluzione di problemi specifici o particolari bisogni che presentino carattere di eccezionalità (es. emergenze ambientali, organizzazione grandi eventi). - Priorità per i progetti a valenza trasversale ed alla possibilità di creare esternalità positive anche per altri ambiti di policy regionale non direttamente coinvolti nel progetto. b) Rafforzamento delle reti con i partner regionali, nazionali e internazionali - Attenta valutazione del ruolo regionale nell’ambito del progetto (capofila, partner, partner associato, promotore); - Scelta di partenariati adeguati al raggiungimento delle priorità regionali e realmente orientati alla interazione e alla compartecipazione con risorse finanziarie ed organizzative alla gestione del progetto; - Coinvolgimento del sistema produttivo, del sistema universitario e della ricerca nell’ambito dei progetti regionali, anche mediante l’ulteriore sviluppo della collaborazione con il sistema camerale; - Trasparenza e pari opportunità di accesso nella scelta dei partner privati e valutazione dell’interesse congiunto in caso di partnership pubblico – pubblico; - Valorizzazione di reti regionali e internazionali consolidate che vedono la partecipazione di Regione Lombardia; - Orientamento dei progetti a favorire un ampio coinvolgimento degli stakeholder regionali, anche attraverso metodi partecipati di progettazione capaci di far dialogare e lavorare insieme realtà diverse;
Progressiva trasformazione della capacità di risposta alle opportunità europee da finita e limitata a “infinita”, in una logica di rete e di crowdsourcing.
c) Solidità organizzativa e gestionale - Valutazione delle precondizioni necessarie per lo sviluppo del progetto; - Concretezza ed attenzione al territorio: le progettualità devono essere calate nella loro dimensione territoriale ed operativa; - Corretta gestione del project cycle management con attenzione alla qualità dei processi; - Orientamento al risultato ed eliminazione delle diseconomie organizzative e finanziarie; - Attenzione nel diffondere e dare conto dei risultati raggiunti. 5 Strumenti di accompagnamento e supporto
La qualità della progettazione può essere raggiunta stimolando iniziative innovative, utilizzando in maniera piena ed efficace il know how acquisito, consolidando il project cycle management e le competenze interne. Al fine di garantire un efficace ciclo di programmazione delle proposte progettuali, Regione Lombardia attiva i seguenti servizi di progettazione e accompagnamento: a) Gruppo per la Progettazione Europea (GPE) Il Gruppo per la Progettazione Europea (GPE) assicura la massima attività di sostegno alla partecipazione alle iniziative dirette della UE anche al fine di aumentare le performance regionali nell’accesso alle risorse messe a disposizione dall’Unione Europea. Gli indirizzi generali relativi alla composizione ed ai compiti del gruppo sono regolate nella sezione B del presente provvedimento. b) Comunicazione e informazione Una tempestiva e approfondita conoscenza delle opportunità offerte dai PGD, delle regole di utilizzo dei fondi, della programmazione temporale e finanziaria delle call rappresenta una precondizione necessaria per un’efficace sviluppo delle progettualità regionali. È quindi indispensabile che siano realizzate attività di raccolta dei documenti e delle agende internazionali, da rendere fruibili sia all’interno della Regione che ai territori. Non si tratta però solo di comunicare bene, ma anche di mettere in comunicazione i soggetti e le reti che sono depositari delle informazioni. Si intende attivare e rafforzare i seguenti strumenti: - portale Internet regionale dedicato alla programmazione comunitaria e relativi servizi web, anche al fine di favorire il coinvolgimento più ampio e qualificato dei partenariati territoriali nella definizione dei progetti; - coordinamento di centri e reti di informazione accreditati dall’UE e presenti a livello regionale: Rete Europe Direct, Centri di documentazione europea (CDE), Enterprise Europe Network (SIMPLER), Business Innovation Centres (BIC), EURES, Eurodesk. c) Fondo per la partecipazione regionale agli interventi previsti da Regolamenti o Direttive dell’Unione Europea Il Fondo istituito con legge regionale n. 35 del 1997 (art. 27) mette a disposizione risorse proprie del bilancio regionale per la partecipazione ai PGD. La presentazione di progetti su bandi europei e quindi l’utilizzo del Fondo deve mirare al raggiungimento degli obiettivi strategici e programmatici di Regione Lombardia.
d) Community degli europrogettisti Al fine di consolidare le reti di partenariato e le iniziative funzionali allo sviluppo dell’europrogettazione, sono realizzate le seguenti attività : - mappatura dei soggetti regionali, nazionali e internazionali interessati a sviluppare iniziative con Regione Lombardia, anche per il tramite delle Delegazioni di Bruxelles e Roma, delle reti europee e delle Sedi territoriali; - attività di confronto e scambio di esperienze; - definizione di manualistiche e linee guida procedurali per la corretta gestione dei progetti; - realizzazione, anche in collaborazione con i competenti uffici dell’UE e dello Stato, di attività di formazione mirata. e) Attività di disseminazione, valutazione e monitoraggio La conoscenza degli esiti dei progetti e la diffusione delle esperienze e buone prassi sono perseguite in maniera sistematica attraverso lo sviluppo delle seguenti attività: - creazione banca dati di monitoraggio dei progetti: le proposte progettuali presentate alla UE sono monitorate nelle diverse fasi di evoluzione (presentazione alla CE, esiti procedura di selezione, attuazione, chiusura e rendicontazione); - rapporto annuale: ogni anno, a cura della competente Struttura, viene predisposto ed adeguatamente diffuso un rapporto annuale finalizzato a dare conto dei principali risultati raggiunti e degli esiti delle attività promosse e realizzate. Inoltre Regione Lombardia, per il tramite della propria Delegazione di Bruxelles, promuove gli interessi regionali presso le istituzioni dell’UE, dando voce, visibilità e sostegno ai progetti nel contesto comunitario. In particolare la Delegazione fornisce assistenza alle Direzioni Generali, agli enti del Sistema regionale ed agli stakeholder lombardi per lo sviluppo di progetti ed iniziative in ambito comunitario, sviluppando azioni di lobbying, favorendo il networking e garantendo attività di informazione ed accompagnamento.
Gli europrogettisti
SEZIONE B Modalità per la presentazione delle proposte progettuali e disciplina di accesso al Fondo per la partecipazione regionale agli interventi previsti da regolamenti o direttive dell’Unione Europea
La strategia di partecipazione ai Programmi a Gestione Diretta dovrà essere sviluppata ed attuata secondo modalità che consentano di concentrare le risorse finanziarie ed organizzative sui risultati attesi individuati dal PRS, così come dettagliati nel quadro programmatico di riferimento di cui a paragrafo 3 della sezione A del presente provvedimento. Il quadro viene aggiornato su base annuale alla luce delle previsioni del DEFR. Al fine del raggiungimento dei risultati attesi indicati nel quadro programmatico di riferimento le Direzioni Generali, tenendo conto anche di eventuali contributi da parte degli enti del SIREG, propongono priorità ed idee progettuali per la partecipazione ai PGD, che confluiscono in apposita banca dati di monitoraggio. Le proposte sono ricondotte a piani attuativi tematici caratterizzati dai seguenti elementi: - collegamento a più risultati attesi del PRS fra di loro sinergici; - rispondenza ai criteri di cui al paragrafo 4 del presente provvedimento; - orientamento a uno o più PGD per il reperimento delle risorse; - indicazione delle tipologie di partner da ricercare per dare attuazione alle proposte. L’obiettivo è quello di un coinvolgimento rafforzato delle DDGG e degli Enti/Società/Agenzie del SIREG volto a qualificare il ciclo complessivo dell’europrogettazione, rendendolo sempre più integrato con la programmazione regionale, nonché a condividere priorità ed idee progettuali con partenariati selezionati in relazione agli obiettivi da raggiungere. La programmazione dei piani tematici, aggiornata su base annuale, costituisce riferimento prioritario per la programmazione delle risorse a valere sul Fondo di cofinanziamento di cui all’art. 27 della l.r. n. 35/97 nonché per la predisposizione delle proposte progettuali da candidare nell’ambito delle specifiche call europee. 2 Istituzione, composizione e funzionamento del Gruppo per la Progettazione Europea (GPE)
Al fine di indirizzare l’attività di europrogettazione su temi strategici per la programmazione regionale nonché per supportare e monitorare la partecipazione ai PGD delle Direzioni Generali e degli enti del SIREG, è istituito il Gruppo per la Progettazione Europea (di seguito “GPE”). Il GPE opera per: - garantire e validare su base annuale il quadro programmatorio di riferimento di cui al paragrafo 3 della sezione A del presente documento, tenendo conto degli aggiornamenti del DEFR; - coordinare l’attività di predisposizione dei piani tematici da parte delle DDGG e degli enti dipendenti del SIREG e validarne i contenuti, anche al fine della programmazione finanziaria del Fondo; - assicurare assistenza tecnica e amministrativa alle DD GG/CC e agli enti dipendenti del SIREG garantendo la messa a disposizione da parte dei soggetti competenti degli strumenti di cui al paragrafo 5 della sezione A del presente provvedimento; - esprimere un parere sulle proposte progettuali da candidare all’UE, anche ai fini dell’eventuale accesso al Fondo regionale di cofinanziamento di cui alla l.r. 35/97, sulla base
Attività del GPE
dei criteri di cui al paragrafo 4.2 della sezione A; monitorare e diffondere i dati e le informazioni relative alla valutazione degli esiti delle candidature pregresse e dei punti di forza e debolezza dei progetti attuati; informare periodicamente il Comitato dei Direttori Generali e Centrali e il GdL PRS sullo stato di avanzamento delle proposte progettuali presentate.
L’attività di coordinamento e segreteria tecnica del GPE è incardinata nell’ambito della Struttura competente della Direzione Centrale Programmazione Integrata e Finanza. La Struttura assicura le attività di supporto tecnico ed organizzativo relative: - alla gestione delle sedute del GPE, curandone i relativi aspetti documentali; - alla realizzazione, alla tenuta, all’aggiornamento e al monitoraggio delle progettualità e dei referenti; - alla definizione di manualistiche e linee guida connesse all’attività di europrogettazione. La composizione del GPE è definita con la finalità di garantire la qualità e completezza nell’assistenza alle DDGG ed agli enti dipendenti del SIREG, nonché la terzietà nelle valutazioni tecniche relative ai progetti ed all’accesso alle risorse del Fondo. Pertanto, all’interno del GPE sono rappresentate le seguenti funzioni trasversali: Segretariato, Delegazioni di Bruxelles e Roma, Relazioni esterne, Relazioni internazionali, Programmazione e gestione finanziaria, Coordinamento SIREG e STER, Coordinamento Autorità di Gestione. Alla nomina del GPE provvede il Direttore della Direzione Centrale Programmazione integrata e Finanza. Con il medesimo provvedimento sono impartite le indicazioni inerenti tempi, procedure e modalità di presentazione delle progettualità al GPE. Le Direzioni Generali e gli Enti del SIREG, per il tramite dei propri referenti, sono coinvolte in maniera continuativa in tutte le fasi del processo di programmazione e progettazione. Sono invitati a partecipare ai lavori del GPE i referenti per l’europrogettazione delle DG e degli Enti/Società/Agenzie dipendenti del SIREG, oltre che i responsabili delle progettualità oggetto di istruttoria. Al fine di garantire uno stretto raccordo tra le progettualità espresse nell’ambito dei PGD e gli altri progetti europei che coinvolgono il sistema regionale, il GPE assicura anche la valutazione dei progetti relativi all’ambito della cooperazione territoriale. Relativamente a tale ambito, l’attività di coordinamento e di segreteria tecnica del nucleo viene garantita dalle strutture competenti per materia. 3 Modalità di utilizzo e di accesso al Fondo regionale
Il Fondo per la partecipazione regionale agli interventi previsti da Regolamenti e direttive dell’ Unione Europea di cui all’art. 27, commi 10, 11,12 e 12 bis della l.r. 8 settembre 1997, n. 35 “Assestamento al bilancio per l’esercizio finanziario 1997 e al bilancio pluriennale 1997/1999 - III provvedimento di variazione con modifiche di leggi regionali”, assicura la tempestiva ed adeguata partecipazione di Regione Lombardia ai Programmi a Gestione Diretta dell’UE. L’utilizzo dei fondi viene programmato nell’ambito del GPE, tenendo conto dei risultati attesi del PRS e dei piani attuativi tematici formulati sulla base delle idee progettuali proposte dalle Direzioni e dagli enti del Sistema regionale. L’accesso al Fondo viene autorizzato dal GPE in relazione alle proposte progettuali da candidare sulle call emanate dall’UE, che vengono valutate sulla base dei criteri individuati nella sezione A, paragrafo 4.2. L’accesso al Fondo è possibile esclusivamente per progetti candidati su PGD per i quali è prevista una partecipazione di Regione Lombardia in qualità di CAPOFILA o PARTNER.
Il funzionamento del Fondo regionale
L’accesso al Fondo è possibile anche per gli enti e società del Sistema Regionale di cui alla l.r. 27 dicembre 2006, n. 30 Allegato A1 - Sezione I che rivestono il ruolo di PARTNER o CAPOFILA all’interno di un progetto che vede contemporaneamente la partecipazione di una Direzione Generale/Centrale di Regione Lombardia in qualità di CAPOFILA o PARTNER. L’iter procedurale di accesso al Fondo previsto per gli enti dipendenti del Sistema Regionale è in capo alla DDGG/CC copartner alla quale compete l’acquisizione della rendicontazione finanziaria e di risultato. Qualora la call relativa ad un PGD consenta solo la partecipazione di un ente o società del Sistema Regionale di cui alla l.r. 27 dicembre 2006, n. 30 Allegato A1 - Sezione I, e non di una delle Direzioni della Giunta regionale, la medesima Direzione potrà accedere al Fondo anche rivestendo un ruolo di soggetto cofinanziatore nei confronti dell’ente dipendente del Sistema Regionale, con le medesime modalità sopra descritte. Il Fondo interviene relativamente alla quota di costi ammissibili non coperta dalla Commissione Europea. Non sono ammissibili al cofinanziamento del Fondo le spese relative al personale interno, a costi forfettari e/o spese generali (c.d. overheads). Le autorizzazioni sul Fondo possono essere superiori allo stanziamento del Fondo stesso, nel rispetto degli equilibri di bilancio e dei vincoli del patto di stabilità, fermo restando che i progetti vengono finanziati in ordine di approvazione. 4 Procedure di presentazione e gestione dei progetti
In previsione e/o a seguito della pubblicazione da parte dell’Unione Europea delle call di riferimento di ciascun PGD, sono definite dalle Direzioni Generali le proposte progettuali, in attuazione dei contenuti dei diversi piani tematici di cui al paragrafo 1, e comprensive anche dell’eventuale compartecipazione del SIREG. Le proposte sono trasmesse al GPE per la validazione, indipendentemente dalla richiesta o meno di accesso al Fondo e dal ruolo svolto nell’ambito del progetto (capofila, partner, partner associato, cofinanziatore). L’approvazione delle proposte progettuali da parte del GPE comporta: - l’accesso al Fondo di cofinanziamento, ove richiesto, con relativo accantonamento delle risorse; - il mandato ai Direttori Generali interessati a rappresentare Regione Lombardia nella presentazione della domanda alla Commissione Europea per richiedere il cofinanziamento comunitario nonché nella successiva fase di negoziazione. A seguito dell’approvazione del progetto da parte della Commissione Europea, e della successiva fase di negoziazione, la Direzione responsabile predispone gli atti con cui la Giunta Regionale autorizza il Direttore o i dirigenti responsabili del progetto alla contrattualizzazione. Il medesimo atto deve riportare la quantificazione finanziaria puntuale degli oneri eventualmente previsti a carico del Fondo regionale nel Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario in corso o nel bilancio pluriennale in coerenza con quanto autorizzato dal GPE. Con lo stesso provvedimento la Giunta autorizza inoltre i Direttori o i dirigenti responsabili a recepire, durante l’attuazione del progetto, eventuali modifiche e/o integrazioni al che non comportino modifiche sostanziali agli obiettivi ed ai risultati attesi del progetto. Qualora, a seguito della fase di negoziazione, l’importo del contributo comunitario relativo al Progetto: a) risulti essere inferiore a quello inizialmente previsto, l’eventuale cofinanziamento a carico del Fondo sarà ridotto in proporzione; b) risulti essere in aumento entro il limite del 10% di quanto inizialmente previsto, non è necessario un ulteriore parere a cura del GPE e la struttura competente potrà concedere,
Il ciclo della progettazione
se necessario, un proporzionale aumento della quota di cofinanziamento a valere sul Fondo; c) risulti essere in aumento oltre al 10% di quanto inizialmente previsto, occorre un nuovo parere da parte del GPE ai fini dell’incremento della quota di risorse del Fondo regionale da assegnare al progetto. Al fine di una corretta programmazione e monitoraggio dei progetti e delle risorse del Fondo, le Direzioni devono comunicare tempestivamente gli esiti di ciascuna candidatura, anche al fine di consentire la riprogrammazione delle relative risorse finanziarie accantonate sul Fondo regionale. Nel caso in cui il progetto sia stato approvato dalla UE e preveda il cofinanziamento con le risorse del Fondo regionale, l’importo complessivo dei costi ritenuti ammissibili dalla Commissione Europea ed il contributo totale ricevuto dovrà essere comunicato anche all’Unità Organizzativa Centrale Programmazione e Gestione Finanziaria. Le Direzioni comunicano altresì le esigenze di variazione nella suddivisione per annualità del budget dei progetti che intendono assumere, nonché eventuali rideterminazioni delle spese ammissibili a seguito di mancata certificazione delle spese e/o verifiche di audit. A conclusione di ciascun progetto finanziato, dopo l’erogazione del contributo a saldo da parte della Commissione Europea, le Direzioni trasmettono alla struttura di coordinamento del GPE la sintesi dei risultati raggiunti inclusi gli esiti della eventuale compartecipazione di un ente SIREG. Ai fini dell’attività di monitoraggio, le Direzioni comunicano semestralmente al GPE le attività svolte di supporto e sostegno a progetti europei proposte da altri soggetti pubblici o privati senza una partecipazione diretta regionale. Sempre su base semestrale, anche gli enti del SIREG comunicano al GPE l’eventuale propria partecipazione a progetti europei senza la compresenza di una Direzione regionale.
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