Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1334-codice-civile-efficacia-degli-atti-unilaterali
Timestamp: 2018-08-14 07:04:05+00:00
Document Index: 95453912

Matched Legal Cases: ['art. 2729', 'art. 1334', 'art. 1988', 'art. 7', 'art. 1137', 'art. 24', 'art. 1137', 'art. 21', 'art. 1334', 'sentenza ', 'art. 19']

Art. 1334 codice civile: Efficacia degli atti unilaterali
Codice civile Art. 1334 codice civile: Efficacia degli atti unilaterali
Gli atti unilaterali producono effetto dal momento in cui pervengono a conoscenza della persona alla quale sono destinati (1).
Atto unilaterale: [v. 1324].
La presunzione di conoscibilità di un atto giuridico recettizio richiede la prova, anche presuntiva, ma avente i requisiti di cui all'art. 2729 cod. civ. (gravità, univocità e concordanza), che esso sia giunto all'indirizzo del destinatario, sicché, in caso di contestazione, la prova della spedizione non è in sé sufficiente a fondare la presunzione di conoscenza, salvo il caso in cui, per le modalità di trasmissione dell'atto (raccomandata, anche senza avviso di ricevimento o telegramma), e per i particolari doveri di consegna dell'agente postale, si possa presumere l'arrivo nel luogo di destinazione. Ne consegue che, laddove l'invio dell'atto sia avvenuto per posta semplice, tale presunzione non opera, in quanto sarebbe eccessivamente gravoso per il destinatario l'onere della prova della impossibilità incolpevole di averne avuto cognizione. Rigetta, App. Catania, 04/05/2007
Cassazione civile sez. III 25 settembre 2014 n. 20167
Trattandosi di atto unilaterale recettizio (art. 1334 c.c.), gli effetti della ricognizione di debito ex art. 1988 c.c. (cd astrazione processuale della "causa debendi") sono subordinati al fatto che la dichiarazione negoziale: 1) esca volontariamente dalla sfera del suo autore e 2) sia destinata ed indirizzata al creditore e non ad un terzo. Conseguentemente, non costituisce riconoscimento di debito, perché priva di entrambi i suddetti presupposti, la dichiarazione, proveniente dal difensore del preteso debitore, indirizzata al difensore dell'asserito creditore (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il Tribunale ha revocato il decreto ingiuntivo ottenuto sulla scorta di una dichiarazione inviata dal difensore dell'ingiunto all'avvocato dell'ingiungente).
Tribunale Modena sez. I 23 gennaio 2013 n. 133
In tema di lavoro pubblico privatizzato, qualora il datore di lavoro, per la copertura di posti di una determinata qualifica, abbia indetto un concorso interno, pubblicando, a tal fine, un bando contenente tutti gli elementi essenziali (numero dei posti disponibili, qualifica, modalità del concorso, criteri di valutazione dei titoli), con la previsione del diritto del vincitore del concorso di ricoprire la posizione di lavoro disponibile e la data a decorrere dalla quale è destinata ad operare giuridicamente l'attribuzione della nuova posizione, è configurabile una offerta al pubblico, che impegna il datore di lavoro ad adempiere le obbligazioni assunte e consolida nel patrimonio dell'interessato l'acquisizione di una situazione giuridica soggettiva, vale a dire la modifica del precedente rapporto di lavoro, dalla quale il datore non può sciogliersi che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge e non per mutamento in peggio da parte di un sopravvenuto contratto collettivo. Rigetta, App. Milano, 29/03/2008
Cassazione civile sez. lav. 24 giugno 2014 n. 14275
L'art. 7, comma 5, della legge n. 300 del 1970 (per il quale i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale non possono essere applicati prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa) individua il termine entro il quale le eventuali difese del lavoratore devono pervenire al datore di lavoro, termine che non può ritenersi rispettato quando, pur avendo il lavoratore inviato le proprie istanze (nella specie, per il differimento dell'audizione) prima del suo decorso, la ricezione delle richieste e controdeduzioni — che hanno natura di atto unilaterale recettizio e producono i loro effetti solo dal momento in cui pervengono al destinatario — avvenga in data successiva
Cassazione civile sez. lav. 09 maggio 2012 n. 7096
È manifestamente inammissibile la q.l.c. degli art. 1137, 1334 e 1335 c.c. censurati, in riferimento all'art. 24 cost., nella parte in cui non prevedono che la comunicazione della delibera assembleare, che, nei confronti dei condomini che non abbiano preso parte alla relativa seduta, determina il decorso iniziale del termine di trenta giorni di cui all'art. 1137 c.c., sia presidiata dalle medesime garanzie di conoscibilità dell'atto previste per la notificazione degli atti giudiziari. L'ordinanza di rimessione presenta numerose e gravi lacune in ordine alla descrizione della fattispecie sottoposta all'esame del giudice a quo che si traducono nell'evidente difetto di prova circa la rilevanza della questione.
Corte Costituzionale 21 marzo 2014 n. 52
Un atto amministrativo vincolato deve ritenersi giuridicamente inefficace qualora non sia stata fornita la prova che il destinatario ne sia stato effettivamente messo a conoscenza. Infatti anche gli atti amministrativi non possono sfuggire ad una declaratoria di inefficacia giuridica, ai sensi dell'art. 21 bis l. n. 241 del 1990, in virtù del quale "Il provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati acquista efficacia nei confronti di ciascun destinatario con la comunicazione allo stesso…": tale norma è espressione di un principio immanente nell'ordinamento esistente anche in ambito civilistico e previsto dall'art. 1334 c.c.
Corte Conti reg. (Sicilia) sez. giurisd. 25 marzo 2013 n. 1338
L'uso, da parte del legislatore, del termine "notificazione", al di fuori dell'ambito processuale, può servire anche ad indicare una forma di comunicazione, per gli atti di carattere recettizio, diversa da quella tramite ufficiale giudiziario. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, la quale aveva rigettato l'opposizione all'ordinanza-ingiunzione emessa per la violazione dell'art. 19 comma 2 d.lg. 29 maggio 1991 n. 178, sul presupposto che tale disposizione imponesse al responsabile dell'immissione in commercio di un medicinale, quale unica forma per la comunicazione in essa prevista, la notificazione a mezzo di ufficiale giudiziario).
Cassazione civile sez. II 20 dicembre 2011 n. 27782