Source: https://fiscomania.com/modulo-prestiti-pmi/
Timestamp: 2020-05-30 08:33:45+00:00
Document Index: 83490404

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 24', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 11', 'art. 47', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 13']

Modulo prestiti PMI fino a 25.000 euro: compilazione - Fiscomania
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Modulo prestiti PMI fino a 25.000 euro: compilazione
Modulo prestiti Pmi: guida alla compilazione per ottenere fino a 25mila euro con garanzia statale.
Scarica il modulo per la richiesta prestiti PMI fino a 25.000 euro con garanzia statale. La guida con tutte le informazioni per la compilazione e la presentazione della domanda.
La Commissione UE ha dato il via libera per le nuove regole sulla garanzie a imprese e professionisti relative alle regole dettate dal Decreto Liquidità (D.L. n. 23/2020).
Per ridurre i tempi di attuazione era stata già inviata alla Commissione UeE ancor prima dell’approvazione del decreto legge, la notifica con la quale era stata richiesta l’autorizzazione ad adottare questi nuove regole di aiuti di stato e che in data 14 aprile 2020 ha ricevuto il tempestivo via libera da Bruxelles.
ll MiSE e Mediocredito Centrale, gestore del Fondo di Garanzia, stanno inoltre lavorando insieme all’Associazione bancaria italiana e ai principali istituti di credito per rendere attivi e disponibili, in tempi brevi, tutti i sistemi informatici e la modulistica necessaria alla richiesta di garanzia per i beneficiari delle misure, che si prevedono numerosi.
È già disponibile on line il modulo per la richiesta di garanzia fino a 25mila euro, che il beneficiario deve compilare e inviare per mail (anche non certificata) alla banca o al confidi al quale si rivolgerà per richiedere il finanziamento. Il modulo prestiti deve essere accompagnato da copia di un documento di riconoscimento in corso di validità del sottoscrittore.
Scarica il modulo richiesta prestiti fino a 25mila euro con garanzia statale
Compilazione del modulo richiesta prestiti con garanzia statale PMI
Modulo prestiti PMI: prospetto per il calcolo dei parametri dimensionali
I. Informazioni relative al calcolo della dimensione di impresa
Modulo prestito Pmi, prestiti senza istruttoria
Domanda prestiti fino a 25.000 euro FAQ
Sono una piccola impresa e vorrei 25 mila euro: che cosa devo fare?
Ho meno di 499 dipendenti e ho bisogno di 500 mila euro: a chi mi rivolgo?
Prestiti per le grandi imprese: garanzia da Sace ma serve l’ok dell’UE
Le commissioni da pagare alla Sace e lo stop ai dividendi
Cosa controlleranno le banche prima di erogare i finanziamenti?
Prestiti alle imprese con garanzia statale: normativa e modulistica
Per scaricare il Modulo per la richiesta di garanzia su finanziamenti di importo fino a 25.000 euro ai sensi della lettera m), comma 1 dell’art. 13 del DL Liquidità in formato Word, fai riferimenti ai link seguenti:
MODULO RICHIESTA PRESTITO CON GARANZIA STATALE SITO FONDO GARANZIA
Se dal sito il link non funziona puoi scaricare il modulo anche dal nostro sito:
MODULO RICHIESTA PRESTITO CON GARANZIA STATALE FORMATO WORD
Il sottoscrittore del modulo deve dichiarare:
1. Che il soggetto beneficiario finale richiede l’ammissione all’intervento del Fondo di garanzia;
2. Che il soggetto beneficiario finale, sulla base dei dati riportati nella scheda 2, rispetta i parametri dimensionali previsti dalla Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE del 06/05/2003 pubblicata sulla G.U.U.E. n. L124 del 20/05/2003. Nonché dal decreto del Ministero delle Attività Produttive del 18.4.2005 (consultabile sul sito www.fondidigaranzia.it) –
(N.B. La presente dichiarazione è valida solo per i soggetti beneficiari “Impresa”)
3. Che il soggetto beneficiario finale non è destinatario di provvedimenti giudiziari. Inoltre, che applicano le sanzioni amministrative di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n.231, articolo 9, comma 2, lettera d);
4. Che il soggetto beneficiario finale non è incorso in una delle fattispecie di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione ad una procedura di appalto o concessione ai sensi dell’articolo 80, commi 1, 2 e 3 del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50. Questo nei limiti e termini previsti dai commi 10 e 11 del medesimo articolo 80;
5. Di accettare la normativa e le vigenti Disposizioni Operative che disciplinano l’intervento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, riguardo all’impossibilità di opporre al Gestore le eccezioni derivanti dal rapporto originario con il soggetto richiedente, per la natura pubblica della Garanzia del Fondo ex Legge n. 662/96, ai sensi dell’art. 24, comma 33, della Legge n. 449/97 e dell’art. 9, comma 5, del D.Lgs. n. 123/98;
6. Di accettare le Disposizioni Operative – Parte VI, paragrafo B.2.6 e paragrafo B.4.7, e la normativa che disciplina la surrogazione legale del Fondo di Garanzia ex L. 662/96 – artt. 2, comma 4, e 3, comma 3, del D.M. 20 giugno 2005, pubblicato in G.U.R.I. n. 152 del 2.7.2005. In particolare, dichiara di accettare che, a seguito della liquidazione della perdita al soggetto finanziatore, il Fondo acquisisce il diritto di rivalersi sullo stesso soggetto beneficiario finale per le somme pagate, e proporzionalmente all’ammontare di queste ultime. Il Fondo si surroga in tutti i diritti spettanti al soggetto finanziatore;
7. di impegnarsi a trasmettere al Gestore del Fondo ovvero al soggetto richiedente tutta la documentazione necessaria per effettuare i controlli orientati all’accertamento della veridicità dei dati contenuti nel modulo di richiesta e dell’effettiva destinazione dell’agevolazione del Fondo e di essere a conoscenza che il soggetto richiedente, per le medesime finalità, potrà inviare al Gestore documentazione riguardante i dati andamentali dell’impresa provenienti dalla Centrale Rischi di Banca d’Italia o da altra società privata di gestione di sistemi di informazione creditizia;
8. Di impegnarsi a consentire, in ogni momento e senza limitazioni, l’effettuazione di controlli, accertamenti documentali ed ispezioni in loco presso le sedi dei medesimi stessi, da parte del Gestore del Fondo;
9. Di essere a conoscenza e di accettare che, nei casi di revoca totale o parziale dell’agevolazione previsti dalla normativa di riferimento e dalle vigenti Disposizioni Operative, sarà tenuto al versamento al Fondo di un importo pari all’aiuto ottenuto e delle eventuali e ulteriori sanzioni previste dall’art. 9 del D.Lgs. 31 marzo 1998 n. 123;
10. Di prendere atto che il Gestore del Fondo inoltrerà la corrispondenza relativa ai supplementi di istruttoria per l’ammissione alla garanzia al soggetto richiedente (Banca o altro intermediario finanziario, in caso di Garanzia Diretta; Confidi o altro fondo di garanzia, in caso di Controgaranzia);
11. Di prendere atto che, in caso di concessione dell’intervento, il nome dell’impresa, i relativi dati fiscali, e l’importo della garanzia concessa saranno resi pubblici sul sito www.fondidigaranzia.it ai sensi dell’art. 18 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni nella legge 7 agosto 2012, n. 134. Nonché ai sensi dell’art. 11 del D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150 e successive modificazioni;
12. Che l’operazione finanziaria sopra indicata è richiesta/concessa in relazione alla seguente attività economica esercitata: ……………………….. (inserire codice di classificazione ATECO 2007)
13. Che l’operazione finanziaria sopra indicata è stata richiesta/concessa per le seguenti finalità: …………………………………
14. Che l’attività d’impresa del soggetto beneficiario finale è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19;
15. Che nell’ultimo esercizio contabile, riferito all’anno …..,, ha registrato ricavi (*) pari ad euro ………………. come risultante da:
Ultimo bilancio depositato o
Ultima dichiarazione fiscale presentata
mentre per i soggetti beneficiari costituiti dopo il 1°gennaio 2019 è necessario un autocertificazione ai sensi dell’art. 47 del DPR 28 dicembre 2000 n. 445 o altra idonea documentazione (specificare quale):……………….………
16. Che la garanzia del Fondo viene richiesta ai sensi e nel rispetto delle condizioni previste dagli “Aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali (punto 3.1)” delle Misure Temporanee in materia di Aiuti di Stato (Comunicazione della Commissione Europea del 19 marzo 2020 e successive modifiche e integrazioni);
17. Di aver già beneficiato dei sottoelencati aiuti “Aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali (punto 3.1)” delle Misure Temporanee in materia di Aiuti di Stato (Comunicazione della Commissione Europea del 19 marzo 2020 e successive modifiche e integrazioni):
(Inserire solo gli aiuti ottenuti diversi da quelli concessi dal Fondo di garanzia)
Amministrazione concedente Importo agevolazione in euro
Se il soggetto richiedente è impresa, sarà necessario anche fare un ulteriore dichiarazione, con la quale si permette di capire la dimensione aziendale:
Le imprese richiedenti sono classificate di piccola, media o grande dimensione sulla base di quanto disposto dal Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 18 aprile 2005 e dalla Raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003.
In particolare, le definizioni sono le seguenti:
Ha meno di 10 occupati, e
Ha un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro.
Ha meno di 50 occupati, e
Ha un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro.
Ha meno di 250 occupati, e
Ha un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.
Nell’ambito delle PMI, si parla di:
Se l’impresa richiedente è completamente indipendente o ha una o più partecipazioni di minoranza (ciascuna inferiore al 25 %) con altre imprese (cfr art. 3 comma 2 D.M. 18/04/2005);
Se l’impresa richiedente detiene, anche congiuntamente con altre imprese collegate, una partecipazione uguale o superiore al 25 % e inferiore o uguale al 50% del capitale o dei diritti di voto di un’altra impresa e/o un’altra impresa detiene una partecipazione uguale o superiore al 25 % e inferiore o uguale al 50% nell’impresa richiedente (cfr art. 3 D.M. 18/04/2005).
La quota del 25% può essere raggiunta o superata senza determinare la qualifica di associate qualora siano presenti le categorie di investitori di seguito elencate, a condizione che gli stessi investitori non siano individualmente o congiuntamente collegati all’impresa richiedente:
Società pubbliche di partecipazione, società di capitale di rischio, persone fisiche o gruppi di persone fisiche esercitanti regolare attività di investimento in capitale di rischio che investono fondi propri in imprese non quotate, a condizione che il totale investito da tali persone o gruppi di persone in una stessa impresa non superi 1.250.000 euro;
Enti pubblici locali, aventi un bilancio annuale inferiore a 10 milioni di euro e meno di 5.000 abitanti.
Se l’impresa richiedente dispone di una partecipazione maggioritaria (maggiore del 50%) o comunque della maggioranza dei voti esercitabili in assemblea tale da detenere il controllo sulla gestione di un’altra impresa e/o un’altra impresa detiene una partecipazione come sopra descritta nell’impresa richiedente (cfr art. 3 DM 18/04/2005). Il collegamento tra due imprese può determinarsi anche attraverso una persona fisica o un gruppo di persone fisiche che agiscono di concerto, purché si verifichino contemporaneamente le seguenti condizioni:
I prestiti delle piccole e medie imprese – sotto i 499 dipendenti – possono ottenere un prestito agevolato fino a 25 mila euro senza istruttoria, ovvero evitando l’indagine che controlla lo “stato di salute” degli ultimi due anni dell’azienda. I prestiti per questo tipo di aziende sono garantiti dal Fondo di garanzia per le PMI, la facilitazione finanziata anche con risorse europee del ministero dello Sviluppo economico, che si attiva nel caso di finanziamenti concessi da società di leasing, banche e altri intermediari finanziari verso professionisti e imprese.
Per ottenere il prestito, la piccola o media impresa interessata deve compilare il modulo prestito PMI e spedirlo alla propria banca o al consorzio di garanzia Fidi, specificando che vuole usufruire della garanzia del Fondo per le PMI, che copre il 100% del finanziamento – che ovviamente andrà comunque rimborsato, in un periodo fino a sei anni dall’emissione.
Per approfondire: “Finanziamenti fino a 25.000 euro con garanzia statale: guida“
Modulo prestiti: partiamo dalle imprese più piccole, cioè sotto i 499 dipendenti. In questo caso a garantire per loro è il Fondo di garanzia per le PMI. È una agevolazione del ministero dello Sviluppo economico, finanziata anche con risorse europee, “che può essere attivata solo a fronte di finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari a favore di imprese e professionisti“, ricorda il sito.
Allo stato attuale, l’impresa deve rivolgersi alla banca e chiedere il prestito, specificando che vuole la garanzia del Fondo. In alternativa può passare da un Confidi accreditato. Per i prestiti fino a 25 mila euro è previsto che venga introdotta una procedura agevolata, cioè senza istruttoria (l’indagine sui conti dell’impresa). In questo caso la garanzia pubblica è completa, copre cioè il 100% del finanziamento. Che evidentemente andrà comunque rimborsato, in un lasso di tempo fino a sei anni dall’erogazione, salvo gravi impedimenti. L’erogazione dovrebbe essere rapida, il decreto nasce infatti anche per superare gli ostacoli burocratici.
Modulo prestiti: veniamo alle piccole e medie imprese (sempre sotto i 499 dipendenti) che hanno bisogno di una cifra maggiore di 25 mila euro, cioè fino a 800 mila euro. Poniamo che l’azienda debba chiedere 500 mila euro. Se il suo fatturato è sotto i 3,2 milioni di euro, le resta l’ombrello della garanzia pubblica completa, che copre cioè il 100% dell’importo.
In questo caso l’istruttoria deve essere effettuata. Si tratta di un’indagine sullo stato di salute dell’azienda negli ultimi due anni. Verranno vagliati dal fondo di garanzia i bilanci e le dichiarazioni dei redditi, si presuppone dunque che l’azienda sia sana e con i conti in ordine. E se servono più di 800 mila euro? In questo caso, sempre dopo il vaglio dei bilanci, la garanzia scende al 90% (ma può tornare piena se interviene Confidi, il consorzio di garanzia collettiva dei fidi).
Modulo prestiti per le grandi aziende. Anch’esse hanno diritto a finanziamenti con garanzia pubblica con un percorso agevolato. Per loro a garantire deve essere la Sace. È la società che già supporta le imprese soprattutto sull’export e nell’espansione oltreconfine, con interventi e garanzie diversi. Al momento controllata al 100% dalla Cassa depositi e prestiti. In questa occasione la direzione e il coordinamento sarebbero però esercitati dal ministero dell’Economia (che a sua volta controlla all’82,77% la Cdp). Fino al 2012 era proprio il Tesoro a possedere la ricca Sace che ora, integrata con Simest e passata da otto anni nel perimetro della Cdp, potrebbe tornare entro la fine di quest’anno sotto il cappello del ministero dell’Economia.
La garanzia Sace può arrivare non al 100% bensì al 90% per le grandi aziende con meno di 5 mila dipendenti e un fatturato fino a 1,5 miliardi, mentre scenderà successivamente al calare dei ricavi: all’80% per le imprese con giro d’affari fra 1,5 e 5 miliardi di euro, al 70% per le aziende sopra i 5 miliardi.
Le garanzie saranno concesse fino al 31 dicembre e c’è un tetto massimo, 200 miliardi di euro. Di questi, 30 milioni potrebbero comunque andare a PMI, lavoratori autonomi e professionisti con partita Iva. La condizione per tutti è che l’impresa al 31 dicembre 2019 non risultasse in difficoltà e al febbraio 2020 “non fosse presente fra le esposizioni deteriorate della banca“, raccomanda il decreto. L’importo del finanziamento, anche qui, non deve superare il 25% del fatturato 2019 (o in base ai dati 2019 certificati, se l’impresa non ha ancora approvato il bilancio), né essere superiore al “doppio dei costi del personale dell’impresa relativi al 2019“. Per la garanzia si pagano delle commissioni: “25 punti base nel primo anno, 50 nel secondo e terzo, 200 nel quarto, quinto e sesto anno“. L’azienda poi deve rinunciare alla distribuzione dei dividendi “nei 12 mesi successivi all”erogazione del finanziamento“.
L’obiettivo del Decreto Liquidità è quello di ridare linfa alle aziende che si apprestano a rimettere in moto l’economia. Al momento della riapertura le imprese si troveranno a dover far fronte ad esigenze finanziarie urgenti. Per questo motivo assumerà importanza il fattore tempo.
Le istanze di finanziamento devono passare attraverso le istruttorie degli istituti di credito. Per questo velocità e rapida erogazione della nuova finanza sono fattori critici.
Le esigenza di finanziamento delle imprese per il momento saranno caratterizzate da esigenze di cassa. Tuttavia, in prospettiva inizieranno richieste anche per il medio termine, con scadenza almeno su cinque anni. Le imprese, infatti, tenderanno a guardare necessariamente verso qualche investimento/intervento strutturale utile alla crescita.
L’obiettivo deve essere quello di consolidare e supportare la gestione di nuovi flussi di cassa in grado di rimborsare il debito concesso. E’ proprio questo il driver che guiderà gli istituti bancari nelle richieste di finanziamento.
L’impresa che vuole ottenere un finanziamento, infatti, deve essere in grado di consentire alla banca una rapida istruttoria sulle proprie strategie di lungo periodo affinché emerga la visione imprenditoriale e le modalità con cui si intende utilizzare la nuova finanza.
Questo è quanto accadrà per tutti i finanziamenti concessi dietro valutazione del merito creditizio. Data la situazione anticiclica che sta vivendo l’economia, la storia ed i bilanci passati avranno molto meno peso nell’analisi bancaria. In campo questa volta l’imprenditore deve mettere la propria capacità di disegnare scenari credibili per il futuro.
Allegato 4 bis – Modulo richiesta agevolazione soggetto beneficiario finale (docx) – Per finanziamenti di importo fino a 25.000 euro ai sensi della lettera m), comma 1 dell’art. 13 del DL Liquidità per la richiesta di garanzia.
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Antonella Aprile 21, 2020 at 17:35
Perche non spetta nulla a chi ha un fatturato da 6000 euro ? Neanche il 25% le banche dicono che non viene preso in considerazione
Federico Migliorini Aprile 21, 2020 at 18:48
Molto probabilmente perché l’importo è troppo basso, non finanziabile.
alessandra Aprile 21, 2020 at 21:12
Ho aperto a giugno 2018 con un fatturato di 5000 euro, Nel 2019 circa 38 mila euro. Cosa devo fare? Tengono conto il 2018?
Federico Migliorini Aprile 22, 2020 at 13:01
Deve compilare la modulistica con i ricavi del 2018 e consegnarlo alla sua banca. Tuttavia i ricavi 2018 difficilmente le faranno ottenere un finanziamento. Le conviene aspettare di aver presentato la dichiarazione dei redditi del 2019 e poi chiedere il finanziamento sulla base di quei dati.
ANTONELLA Maggio 12, 2020 at 15:11
L ‘azienda per cui chiediamo il 25% dei ricavi è una snc di cui mio marito svolge l’attvità all’ 80% ed io al 20% come segretariato. Nello spazio che chiede n. occupati ute, che numero dobbiamo mettere, dato che non abbiamo ? Si riferisca solo ai dipendenti e quindi non lo compliliamo o scriviamo zero oppure si riferisce a tutti gli occupati e quindi siamo 2 io e mio marito?
Federico Migliorini Maggio 12, 2020 at 16:37
Se l’azienda non ha dipendenti inserisce valore zero.
Antonino Maggio 19, 2020 at 10:21
io ho aperto partita IVA a Marzo 2019, e per chiedere il finanziamento con garanzia statale devo presentare un autocertificazione del fatturato.
Essendo alle prime armi, non c’è un modello o delle linee guida su cosa devo scrivere nell’autocertificazione?
Federico Migliorini Maggio 19, 2020 at 19:22
L’autocertificazione è libera, non ci sono modelli da utilizzare.
Davide Maggio 27, 2020 at 15:09
Federico ciao e piacere
sto facendo fare al mio commercialista la dichiarazione dei redditi del 2019, può essere presentata per richiedere il prestito o le banche vogliono quella del 2018?
Grazie in anticipo D
Federico Migliorini Maggio 27, 2020 at 18:54
Le banche vogliono l’ultima dichiarazione dei redditi presentata.