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Timestamp: 2018-12-16 17:23:33+00:00
Document Index: 84834637

Matched Legal Cases: ['in fine', 'art.   27', 'art. 117', 'art. 128', 'art.  117', 'art.  5', 'art.  23', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2']

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 marzo 2012, n. 29 - Testo del decreto-legge 24 marzo 2012, n. 29 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 71 del 24 marzo 2012 | Ingegneri.info
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 marzo 2012, n. 29 – Testo del decreto-legge 24 marzo 2012, n. 29 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 71 del 24 marzo 2012
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 marzo 2012, n. 29 - Testo del decreto-legge 24 marzo 2012, n. 29 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 71 del 24 marzo 2012 ), coordinato con la legge di conversione 18 maggio 2012, n. 62 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale - alla pag. 1 ), recante: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 marzo 2012, n. 29, concernente disposizioni urgenti recanti integrazioni al decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, (( e al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, nonche' modifiche alla legge 31 luglio 1997, n. 249.» )). (12A05807) - U n. 117 del 21-5-2012 )
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 marzo 2012 , n. 29
Testo del decreto-legge 24 marzo 2012, n. 29 (in Gazzetta Ufficiale –
serie generale – n. 71 del 24 marzo 2012 ), coordinato con  la  legge
di conversione 18 maggio 2012,  n.  62  (in  questa  stessa  Gazzetta
Ufficiale – alla pag.  1  ),  recante:  «Conversione  in  legge,  con
modificazioni, del decreto-legge 24 marzo 2012,  n.  29,  concernente
disposizioni urgenti recanti integrazioni al decreto-legge 24 gennaio
n. 27, (( e al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, nonche’
modifiche alla legge 31 luglio 1997, n. 249.» )). (12A05807)
Tali modifiche sul video sono riportate tra i segni (( … )).
1. All’articolo 27-bis del decreto-legge 24  gennaio  2012,  n.  1,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, sono
(( a) al comma 1 sono aggiunte, in fine, le seguenti  parole:  «,
stipulate   ))   in   violazione   delle   disposizioni   applicative
dell’articolo 117-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria
e creditizia, di cui al decreto legislativo  1°  settembre  1993,  n.
385, adottate dal Comitato interministeriale per  il  credito  ed  il
risparmio (( al fine di rendere i costi trasparenti e  immediatamente
comparabili»;
«1-bis. E’ costituito presso il  Ministero  dell’economia  e  delle
1-ter.  L’Osservatorio  monitora  l’andamento   dei   finanziamenti
eventuali proposte in un “Dossier sul  credito”  che  viene  messo  a
1-quater. L’Osservatorio promuove la  formulazione  delle  migliori
prassi per la gestione delle pratiche di finanziamento alle  imprese,
alle famiglie e ai consumatori  volte  a  favorire  un  miglioramento
delle condizioni di accesso al credito, in relazione alle  specifiche
situazioni locali.
1-quinquies. Ove lo ritenga  necessario  e  motivato,  il  prefetto
1° settembre 1993,  n.  385,  specifiche  problematiche  relative  ad
giorni dalla segnalazione».
1-bis. Al comma 1 dell’articolo 117-bis del testo unico delle leggi
in materia bancaria e creditizia, di cui al  decreto  legislativo  1°
settembre  1993,  n.  385,  dopo  le   parole:   «L’ammontare   della
commissione» sono inserite le seguenti: “,  determinata  in  coerenza
1-ter. La commissione di cui al comma 2 dell’articolo  117-bis  del
testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n.  385,
non si applica alle famiglie consumatrici titolari di conto corrente,
nel caso di sconfinamenti pari o inferiori a 500 euro in  assenza  di
affidamento ovvero oltre il limite di fido, per un solo periodo,  per
ciascun trimestre bancario, non superiore alla durata di sette giorni
1-quater. Al comma 4 dell’articolo 117-bis del testo unico  di  cui
al decreto legislativo 1° settembre 1993, n.  385,  dopo  le  parole:
«disposizioni applicative del presente  articolo»  sono  inserite  le
seguenti:  «,  ivi  comprese  quelle  in  materia  di  trasparenza  e
comparabilita’,».
1-quinquies. All’articolo 5-ter,  comma  1,  del  decreto-legge  24
marzo 2012, n. 27, le parole da: «alla elaborazione di un  rating  di
legalita’» fino alla fine del comma sono sostituite  dalle  seguenti:
«alla elaborazione ed all’attribuzione, su istanza di  parte,  di  un
assunta».
2-bis. In ragione della necessita’ di coordinamento  legislativo  e
di adeguamento tempestivo alle disposizioni dell’articolo  23,  comma
1, lettera a), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito,
con  modificazioni,  dalla  legge  22  dicembre  2011,  n.214,   sono
apportate le seguenti modificazioni all’articolo 1,  comma  3,  della
legge 31 luglio 1997, n.249:
a) al secondo periodo e al quarto periodo, la  parola:  «quattro»
e’ sostituita dalla seguente: «due»;
b)  il  quinto  periodo  e’  sostituito  dal  seguente:  «Ciascun
per il consiglio». ))
–  Si   riporta   il   testo   dell’art.   27-bis   del
decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1  (Disposizioni  urgenti
per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture  e  la
competitivita’), convertito, con modificazioni, dalla legge
24 marzo 2012, n. 27, come modificato dalla presente legge:
«Art.  27-bis  (Nullita’  di  clausole  nei   contratti
bancari). –  1.  Sono  nulle  tutte  le  clausole  comunque
denominate che prevedano commissioni a favore delle  banche
a fronte della concessione di linee di credito, della  loro
messa a disposizione, del loro mantenimento in essere,  del
loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di
affidamento ovvero oltre il limite del fido,  stipulate  in
violazione delle disposizioni applicative dell’art. 117-bis
del  testo  unico  delle  leggi  in  materia   bancaria   e
creditizia, di cui  al  decreto  legislativo  1°  settembre
1993, n. 385, adottate dal Comitato  interministeriale  per
il credito ed il risparmio  al  fine  di  rendere  i  costi
trasparenti e immediatamente comparabili.
1-bis. E’ costituito presso il Ministero  dell’economia
e delle finanze, entro tre mesi dalla data  di  entrata  in
vigore della presente  disposizione,  senza  oneri  per  la
finanza pubblica e avvalendosi delle strutture del predetto
Ministero, un Osservatorio sull’erogazione  del  credito  e
sulle  relative  condizioni  da  parte  delle  banche  alla
clientela, con particolare  riferimento  a  imprese  micro,
piccole, medie e a quelle giovanili  e  femminili,  nonche’
sull’attuazione  degli  accordi  o   protocolli   volti   a
sostenere  l’accesso  al  credito  dei  medesimi  soggetti.
Nell’ambito di tali attivita’ l’Osservatorio analizza anche
tassi,   commissioni   e   altre   condizioni   accessorie,
articolando l’informazione a livello settoriale, geografico
e   dimensionale.    All’Osservatorio    partecipano    due
di cui uno con funzioni di presidente,  uno  del  Ministero
dello sviluppo economico e uno della Banca  d’Italia.  Alle
riunioni   dell’Osservatorio   partecipano   altresi’    un
rappresentante delle associazioni dei consumatori  indicato
dal Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti,  un
rappresentante  dell’Associazione  bancaria  italiana,  tre
rappresentanti indicati dalle  associazioni  delle  imprese
maggiormente  rappresentative  a  livello  nazionale  e  un
rappresentante  degli  organismi  di  societa’  finanziarie
regionali.     La     partecipazione     alle     attivita’
dell’Osservatorio non  da’  luogo  alla  corresponsione  di
1-ter.   L’Osservatorio   monitora   l’andamento    dei
finanziamenti erogati dal settore bancario e finanziario  e
delle relative condizioni con riguardo ai soggetti  di  cui
al comma 1-bis. A tal fine, l’Osservatorio puo’  richiedere
alla Banca d’Italia, anche  su  base  periodica,  dati  sui
finanziamenti   erogati   e   sulle   relative   condizioni
applicate.   L’Osservatorio   semestralmente   elabora   le
segnalazioni   e   le   informazioni   ricevute,   analizza
l’attuazione di accordi  e  protocolli  volti  a  sostenere
l’accesso al credito e formula  eventuali  proposte  in  un
“Dossier sul credito” che viene messo a disposizione  delle
istituzioni e dei soggetti interessati.
1-quater. L’Osservatorio promuove la formulazione delle
migliori  prassi  per  la  gestione   delle   pratiche   di
finanziamento alle imprese, alle famiglie e ai  consumatori
volte a  favorire  un  miglioramento  delle  condizioni  di
accesso al credito, in relazione alle specifiche situazioni
1-quinquies. Ove lo ritenga necessario e  motivato,  il
prefetto   segnala   all’Arbitro   bancario    finanziario,
istituito ai sensi dell’art. 128-bis del testo unico di cui
al  decreto  legislativo  1°  settembre   1993,   n.   385,
specifiche problematiche relative ad operazioni  e  servizi
bancari e finanziari. La segnalazione avviene a seguito  di
istanza del cliente  in  forma  riservata  e  dopo  che  il
prefetto  ha  invitato  la  banca  in   questione,   previa
informativa sul merito dell’istanza, a fornire una risposta
argomentata sulla meritevolezza del credito.  L’Arbitro  si
pronuncia non oltre trenta giorni dalla segnalazione».
– Si riporta il testo  dell’art.  117-bis  del  decreto
legislativo 1° settembre  1993,  n.  385  (Testo  unico  in
materia  bancaria  e  creditizia),  come  modificato  dalla
«Art. 117-bis (Remunerazione degli affidamenti e  degli
sconfinamenti). – 1. I contratti  di  apertura  di  credito
possono prevedere, quali unici oneri a carico del  cliente,
una  commissione  onnicomprensiva,  calcolata  in   maniera
proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione  del
cliente e alla  durata  dell’affidamento,  e  un  tasso  di
interesse debitore sulle somme prelevate. L’ammontare della
commissione, determinata in coerenza con  la  delibera  del
CICR  anche  in  relazione  alle  specifiche  tipologie  di
apertura di credito e con particolare riguardo per i  conti
correnti,  non  puo’  superare  lo  0,5  per   cento,   per
trimestre, della somma messa a disposizione del cliente.
2. A fronte di sconfinamenti in assenza di  affidamento
ovvero oltre il limite  del  fido,  i  contratti  di  conto
corrente e di apertura di credito possono prevedere,  quali
unici oneri  a  carico  del  cliente,  una  commissione  di
istruttoria veloce determinata in misura fissa, espressa in
valore  assoluto,  commisurata  ai  costi  e  un  tasso  di
interesse debitore sull’ammontare dello sconfinamento.
3. Le  clausole  che  prevedono  oneri  diversi  o  non
conformi rispetto a quanto stabilito nei commi 1 e  2  sono
nulle. La nullita’ della clausola non comporta la  nullita’
4. Il CICR adotta disposizioni applicative del presente
articolo, ivi comprese quelle in materia di  trasparenza  e
comparabilita’, e puo’ prevedere che esso  si  applichi  ad
altri contratti per i quali si pongano analoghe esigenze di
tutela del cliente; il CICR  prevede  i  casi  in  cui,  in
relazione all’entita’ e alla  durata  dello  sconfinamento,
non sia dovuta la commissione di istruttoria veloce di  cui
al comma 2.».
– Si riporta il testo dell’art.  5-ter,  comma  1,  del
citato decreto-legge n. 1 del 2012, come  modificato  dalla
«Art. 5-ter (Rating di legalita’ delle imprese).  –  1.
Al fine di promuovere l’introduzione di principi etici  nei
comportamenti  aziendali,   all’Autorita’   garante   della
concorrenza e del  mercato  e’  attribuito  il  compito  di
segnalare al Parlamento le modifiche  normative  necessarie
al perseguimento del sopraindicato scopo anche in  rapporto
alla tutela  dei  consumatori,  nonche’  di  procedere,  in
raccordo con i Ministeri della  giustizia  e  dell’interno,
alla elaborazione ed all’attribuzione, su istanza di parte,
di un rating di  legalita’  per  le  imprese  operanti  nel
territorio nazionale che raggiungano un fatturato minimo di
due milioni di euro, riferito alla  singola  impresa  o  al
gruppo di appartenenza, secondo i criteri  e  le  modalita’
stabilite da un regolamento  dell’Autorita’  garante  della
concorrenza e del mercato da emanare entro  novanta  giorni
disposizione. Al fine dell’attribuzione del rating, possono
essere  chieste   informazioni   a   tutte   le   pubbliche
amministrazioni. Del rating attribuito si  tiene  conto  in
sede  di  concessione  di  finanziamenti  da  parte   delle
pubbliche amministrazioni, nonche’ in sede  di  accesso  al
credito  bancario,  secondo  le  modalita’  stabilite   con
decreto del Ministro dell’economia e delle  finanze  e  del
Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro novanta
disposizione. Gli istituti di credito che omettono di tener
conto del rating attribuito  in  sede  di  concessione  dei
finanziamenti alle imprese sono tenuti a  trasmettere  alla
Banca d’Italia  una  dettagliata  relazione  sulle  ragioni
della decisione assunta».
– Si riporta  il  testo  dell’art.  23,  comma  1,  del
(Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’  e  il
consolidamento  dei  conti   pubblici),   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214:
«Art. 23 (Riduzione dei costi  di  funzionamento  delle
Autorita’   di   Governo,   del   CNEL,   delle   Autorita’
indipendenti e delle Province). – 1. Al fine di  perseguire
il   contenimento   della   spesa   complessiva   per    il
funzionamento delle Autorita’ amministrative  indipendenti,
il numero dei componenti:
a) del Consiglio dell’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni e’ ridotto da  otto  a  quattro,  escluso  il
Presidente.  Conseguentemente,  il  numero  dei  componenti
della  commissione  per  le  infrastrutture   e   le   reti
dell’Autorita’  per  le  garanzie  nelle  comunicazioni  e’
ridotto da quattro a due, escluso il Presidente,  e  quello
dei componenti della commissione per i servizi e i prodotti
della medesima Autorita’  e’  ridotto  da  quattro  a  due,
escluso il Presidente;
b) dell’Autorita’  per  la  vigilanza  sui  contratti
pubblici di lavori, servizi e forniture e’ ridotto da sette
a tre, compreso il Presidente;
c) dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas e’
ridotto da cinque a tre, compreso il Presidente;
d) dell’Autorita’ garante  della  concorrenza  e  del
mercato e’ ridotto da cinque a tre, compreso il Presidente;
e) della Commissione nazionale per la societa’  e  la
borsa e’ ridotto da cinque a tre, compreso il Presidente;
f) del Consiglio dell’Istituto per la vigilanza sulle
assicurazioni private e di interesse collettivo e’  ridotto
da sei a tre, compreso il Presidente;
g) della  Commissione  per  la  vigilanza  sui  fondi
pensione  e’  ridotto  da  cinque  a   tre,   compreso   il
h)  della  Commissione   per   la   valutazione,   la
trasparenza e l’integrita’ delle amministrazioni  pubbliche
e’ ridotto da cinque a tre, compreso il Presidente;
i)  della  Commissione  di  garanzia  dell’attuazione
della legge sullo sciopero nei servizi pubblici  essenziali
e’ ridotto da nove a cinque, compreso il Presidente.».
– Si riporta il testo dell’art. 1, comma 3, della legge
31 luglio 1997, n. 249 (Istituzione dell’Autorita’  per  le
garanzie nelle comunicazioni  e  norme  sui  sistemi  delle
telecomunicazioni e radiotelevisivo), come modificato dalla
«3.  Sono  organi  dell’Autorita’  il  presidente,   la
commissione per le infrastrutture e le reti, la commissione
per i  servizi  e  i  prodotti  e  il  consiglio.  Ciascuna
commissione e’ organo collegiale costituito dal  presidente
dell’Autorita’  e  da  due  commissari.  Il  consiglio   e’
costituito dal presidente  e  da  tutti  i  commissari.  Il
Senato della Repubblica e la Camera dei  deputati  eleggono
due commissari  ciascuno,  i  quali  vengono  nominati  con
decreto del Presidente della Repubblica. Ciascun senatore e
ciascun deputato esprime il voto  indicando  un  nominativo
per il consiglio. In caso di  morte,  di  dimissioni  o  di
impedimento di un commissario, la Camera competente procede
all’elezione di un nuovo commissario che  resta  in  carica
fino alla scadenza ordinaria  del  mandato  dei  componenti
l’Autorita’. Al commissario  che  subentri  quando  mancano
meno di tre anni alla predetta scadenza  ordinaria  non  si
applica il divieto di conferma di cui all’art. 2, comma  8,
della  legge  14  novembre  1995,  n.  481.  Il  presidente
dell’Autorita’ e’ nominato con decreto del Presidente della
Repubblica su proposta del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri d’intesa con il Ministro delle  comunicazioni.  La
designazione del nominativo del  presidente  dell’Autorita’
e’  previamente  sottoposta  al  parere  delle   competenti
Commissioni parlamentari ai sensi dell’art. 2  della  legge
14 novembre 1995, n. 481.».
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 24 marzo 2012, n. 29 – Testo del decreto-legge 24 marzo 2012, n. 29 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 71 del 24 marzo 2012 redazione redazione 2015-05-05T23:42:17+00:00