Source: http://www.culturale.it/causa/codice/27gennaio2006.html
Timestamp: 2020-02-23 01:37:21+00:00
Document Index: 130207394

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 30', 'art. 51', 'art. 57']

27gennaio2006
Il Consiglio Nazionale Forense, nella seduta del 27 gennaio 2006, ha approvato la nuova edizione del codice deontologico, che sarà presentata ed illustrata ai Presidenti degli ordini il 25 febbraio.
Le modifiche più indicative riguardano:
All’art. 13 è stato aggiunto un canone complementare che impone agli avvocati di rispettare i regolamenti del CNF e del Consiglio dell’Ordine di appartenenza concernenti gli obblighi e i programmi formativi.
Il generico dovere di aggiornamento già preesistente potrà quindi essere riempito di contenuto con l’approvazione di un regolamento che stabilisca le regole di verifica della formazione permanente, seguendo l’esempio di altre professioni.
Dovere d’adempimento previdenziale e fiscale
L’art. 15 è stato riformulato e prevede adesso l’obbligo di provvedere regolarmente e tempestivamente al pagamento dei contributi dovuti agli organi forensi nonchè agli adempimenti previdenziali e fiscali.
Secondo un orientamento largamente diffuso in molti consigli dell’ordine, la tardiva emissione di una fattura non era perseguibile disciplinarmente giacchè non comportava alcuna evasione fiscale; con la nuova formulazione l’obbligo di adempiere tempestivamente è chiaramente esteso anche agli adempimenti fiscali.
Con la nuova versione dell’art. 17 e con l’inserimento del nuovo art. 17 bis cade la barriera della pubblicità, che è ormai da ritenersi consentita purchè non assuma i connotati della pubblicità ingannevole, elogiativa, comparativa.
Corsi di formazione professionale e convegni da parte di studi legali sono consentiti soltanto a fini non lucrativi.
L’informazione sull’attività professionale potrà avvenire esclusivamente tramite carta da lettera, biglietti da visita e brochure (queste ultime dovranno essere approvate dal consiglio dell’ordine); targhe all’ingresso dello studio, annuari professionali e riviste, siti web propri dello studio.
Sembra quindi possibile la pubblicazione di un annuncio pubblicitario, avente i requisiti della dignità e del decoro, su una rivista giuridica.
La novità più rilevante dell’art. 21 è il III canone complementare, che consente di utilizzare il titolo di professore solo al docente universitario di materie giuridiche.
Fino ad oggi, invece, il titolo di professore poteva essere utilizzato anche dai docenti di scuola media superiore.
Per effetto di questa modifica il docente negli istituti superiori, anche in materie giuridiche, non essendo universitario, non potrà più utilizzare il titolo di professore.
Il praticante avvocato dovrà utilizzare esclusivamente tale titolo per esteso (escludendo pertanto la diffusa abbreviazione p. avvocato); qualora abbia ottenuto il patrocinio provvisorio, potrà definirsi esclusivamente “praticante avvocato abilitato al patrocinio”.
L’art. 22 è modificato con l’eliminazione della comunicazione al consiglio dell’Ordine dell’iniziativa giudiziaria da promuovere nei confronti di un collega.
La nuova versione della norma recupera il precetto deontologico già insito nella coscienza degli avvocati, e l’obbligo riguarderà una preventiva comunicazione per iscritto al collega (allo scopo di raggiungere una conciliazione privata e senza la mediazione del consiglio dell’ordine), ma soltanto qualora si debba promuovere un giudizio per fatti attinenti alla professione (con esclusione quindi delle vicende private quali sfratti, separazioni ecc.).
Prestazioni affidate ad altro collega
L’art. 30 trasforma l’obbligo di retribuire il collega direttamente scelto ed incaricato in un obbligo d’attivazione per ottenere l’adempimento da parte del cliente, “anche postergando il proprio credito”.
La modifica non risolverà probabilmente i problemi legati a questo articolo, anche perchè il testo sembra in contrasto con le comuni regole contrattuali.
Incarichi contro ex-clienti
L’art. 51 elimina l’incertezza relativa alle definizioni di “ragionevole periodo di tempo” e “intensità del rapporto clientelare”.
L’azione contro un ex cliente sarà sempre ammessa quando sia trascorso almeno un biennio dalla cessazione del rapporto e l’oggetto dell’incarico sia estraneo al precedente.
All’art. 57 sono aggiunti due canoni complementari con i quali si intende eliminare lo sgradevole spettacolo della richiesta di voti durante i giorni delle elezioni e addirittura all’interno dei seggi.
In sostanza si introduce una sorta di “silenzio elettorale” durante tutte le operazioni di voto.
(Altalex, 21 febbraio 2006. Nota di Antonino Ciavola. Vedi il codice deontologico aggiornato)
MODIFICAZIONI AL CODICE DEONTOLOGICO
APPROVATE DAL C.N.F. NELLA SEDUTA DEL 27 GENNAIO 2006
II. Costituisce infrazione disciplinare il comportamento dell'avvocato che stipuli con soggetti che esercitano il recupero crediti per conto terzi patti attinenti a detta attività.
Mezzi di informazione consentiti
1) la carta da lettera, i biglietti da visita e le brochures informative, previa, per queste ultime, approvazione del Consiglio dell'ordine dove lo studio ha la sede principale.
III — E' consentito all'avvocato, previo parere favorevole del Consiglio dell'ordine di appartenenza, di tenere o curare rubriche fisse su organi di stampa con l'indicazione del proprio nome e di partecipare a rubriche fisse televisive o radiofoniche.
Indipendentemente dalle disposizioni civili e penali, l'avvocato deve evitare di usare espressioni sconvenienti od offensive negli scritti in giudizio e nell'attività professionale in genere, sia nei confronti dei colleghi che nei confronti dei magistrati, delle controparti e dei terzi. I. La ritorsione o la provocazione o la reciprocità delle offese non escludono l'infrazione della regola deontologica.
Ili - L'avvocato chiamato a far parte del Consiglio dell'ordine deve adempiere l'incarico con diligenza, imparzialità e nell'interesse generale. IV - L'avvocato ha il dovere di comunicare senza ritardo al Consiglio dell'ordine di appartenenza ed eventualmente a quello competente per territorio, la costituzione di associazioni o società professionali e i successivi eventi modificativi, nonché l'apertura di studi principali, secondari e anche recapiti professionali.
V - E' consentito all'avvocato concordare onorari forfettari per le prestazioni continuative solo in caso di consulenza e assistenza stragiudiziale, purché siano proporzionali al prevedibile impegno.
Assunzione di incarichi contro ex- clienti
Ili - L'avvocato che sia stato richiesto di svolgere la funzione di arbitro deve dichiarare per iscritto, nell'accettare l'incarico, l'inesistenza di ragioni ostative all'assunzione della veste di arbitro o comunque di relazioni di tipo professionale, commerciale, economico, familiare o personale con una delle parti. Diversamente, deve specificare dette ragioni ostative, la natura e il tipo di tali relazioni e può accettare l'incarico solo se le parti non si oppongano entro dieci giorni dal ricevimento della comunicazione. IV - L'avvocato che viene designato arbitro deve comportarsi nel corso del procedimento in modo da preservare la fiducia in lui riposta dalle parti e deve rimanere immune da influenze e condizionamenti esterni di qualunque tipo. Egli inoltre:
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