Source: http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/normativa/normativanazionale/LEGGE22aprile1941-XIXn633.htm
Timestamp: 2019-12-14 14:25:43+00:00
Document Index: 80180531

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 44', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 73', 'art. 14', 'art. 54', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 15', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 105', 'art. 93', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 144', 'art. 146', 'art. 3', '§ 1', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', '§ 2', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 185', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 55', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 113', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 113', 'art. 114', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 55', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2']

LEGGE 22 aprile 1941-XIX n 633
G.U.R.I 16 luglio 1941, n. 166
(integrato dall'art. 1 del D.L.vo 29 dicembre 1992, n. 518
e dall'art. 1 del D.L.vo 6 maggio 1999, n. 169)
(integrato dall'art. 1 del D.P.R. 8 gennaio 1979, n. 19,
dall'art. 2 del D.L.vo 29 dicembre 1992, n. 518
e dall'art. 2 del D.L.vo 6 maggio 1999, n. 169)
(vedi C.G.A., SEZ. CONSULTIVA, 790/94)
Senza pregiudizio dei diritti esistenti sull'opera originaria, sono altresì protette le elaborazioni di carattere creativo dell'opera stessa, quali le traduzioni in altra lingua, le trasformazioni da una in altra forma letteraria od artistica, le modificazioni ed aggiunte che costituiscano un rifacimento sostanziale dell'opera originaria, gli adattamenti, le riduzioni, i compendi, le variazioni non costituenti opera originale.
E' reputato autore dell'opera, salvo prova contraria, chi è in essa indicato come tale, nelle forme d'uso, ovvero, è annunciato come tale nella recitazione, esecuzione, rappresentazione o radio-diffusione dell'opera stessa.
Chi abbia rappresentato, eseguito o comunque pubblicato un'opera anonima, o pseudonima, è ammesso a far valere i diritti dell'autore, finché questi non sia rivelato.
Alle Amministrazioni dello Stato, [al Partito Nazionale Fascista] (1), alle Province ed ai Comuni, spetta il diritto di autore sulle opere create e pubblicate sotto il loro nome ed a loro conto e spese.
Ha altresì il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l'opera in ogni forma e modo, originale, o derivato, nei limiti fissati da questa legge, ed in particolare con l'esercizio dei diritti esclusivi indicati negli articoli seguenti.
(introdotto dall'art. 3 del D.L.vo 29 dicembre 1992, n. 518
e sostituito dall'art. 3 del D.L.vo 6 maggio 1999, n. 169)
Il diritto esclusivo di riprodurre ha per oggetto la moltiplicazione in copie dell'opera con qualsiasi mezzo, come la copiatura a mano, la stampa, la litografia, la incisione, la fotografia, la fonografia, la cinematografia ed ogni altro procedimento di riproduzione.
(introdotto dall'art. 1, comma 48, del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545,
convertito dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650)
(sostituito dall'art. 1 del D.L.vo 23 ottobre 1996, n. 581
e dall'art. 1 della legge 18 agosto 2000, n. 248)
1. Il diritto esclusivo di diffondere ha per oggetto l’impiego di uno dei mezzi di diffusione a distanza, quali il telegrafo, il telefono, la radiodiffusione, la televisione ed altri mezzi analoghi, e comprende la comunicazione al pubblico via satellite e la ritrasmissione via cavo, nonchè quella codificata con condizioni di accesso particolari.
(introdotto dall'art. 2 del D.L.vo 23 ottobre 1996, n. 581)
(sostituito dall'art. 1 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685)
1. Il diritto esclusivo di distribuzione ha per oggetto il diritto di mettere in commercio, di porre in circolazione o comunque a disposizione del pubblico, con qualsiasi mezzo ed a qualsiasi titolo, l'opera o gli esemplari di essa e comprende, altresì, il diritto esclusivo di introdurre, a fini di distribuzione, nel territorio degli Stati dell'Unione europea le riproduzioni fatte negli Stati extracomunitari.
(introdotto dall'art. 2 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685
e integrato dall'art. 1 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
Protezione dei diritti sull'opera a difesa
della personalità dell'autore. (Diritto morale dell'autore)
(modificato dall'art. 2 del D.P.R. 8 gennaio 1979, n. 19)
Tuttavia nelle opere dell'architettura l'autore non può opporsi alle modificazioni che si rendessero necessarie nel corso della realizzazione. Del pari non potrà opporsi a quelle altre modificazioni che si rendesse necessario apportare all'opera già realizzata. Però, se all'opera sia riconosciuto dalla competente autorità statale importante carattere artistico spetteranno all'autore lo studio e l'attuazione di tali modificazioni.
L'autore di un'opera anonima e pseudonima ha sempre il diritto di rivelarsi e di far riconoscere in giudizio la sua qualità di autore.
Dopo la morte dell'autore il diritto previsto nell'art. 20 può essere fatto valere, senza limite di tempo, dal coniuge e dai figli, e, in loro mancanza, dai genitori e dagli altri ascendenti e dai discendenti diretti; mancando gli ascendenti ed i discendenti, dai fratelli e dalle sorelle e dai loro discendenti.
L'azione, qualora finalità pubbliche lo esigano, può altresì essere esercitata dal Ministro per la cultura popolare (2) sentita l'associazione sindacale competente.
Quando le persone indicate nel primo comma siano più e vi sia tra loro dissenso, decide l'autorità giudiziaria, sentito il Pubblico Ministero. E' rispettata, in ogni caso, la volontà del defunto, quando risulti da scritto.
(modificato dall'art. 17, comma 1, della legge 6 febbraio 1996, n. 52)
Nelle opere indicate nell'art. 10, nonché in quelle drammatico-musicali, coreografiche e pantomimiche, la durata dei diritti di utilizzazione economica spettanti a ciascuno dei coautori o dei collaboratori si determina sulla vita del coautore che muore per ultimo.
(introdotto dall'art. 4 del D.L.vo 29 dicembre 1992, n. 518
e abrogato dall'art. 17 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
[La durata dei diritti di utilizzazione economica del programma per elaboratore prevista dalle disposizioni della presente Sezione si computa, nei rispettivi casi, a decorrere dal 1º gennaio dell'anno successivo a quello in cui si verifica l'evento considerato dalla norma.]
Per acquistare il beneficio della durata normale dei diritti esclusivi di utilizzazione economica, la rivelazione deve essere fatta mediante denuncia all'ufficio della proprietà letteraria, scientifica ed artistica presso il Ministero della cultura popolare (2), secondo le disposizioni stabilite nel regolamento.
La durata dei diritti esclusivi di utilizzazione economica spettanti, a termini dell'art. 11, alle Amministrazioni dello Stato, [al Partito Nazionale Fascista] (1) alle Province, ai Comuni, alle Accademie, agli enti pubblici culturali nonché agli enti privati che non perseguano scopi di lucro, è di vent'anni a partire dalla prima pubblicazione, qualunque sia la forma nella quale la pubblicazione è stata effettuata. Per le comunicazioni e le memorie pubblicate dalle Accademie e dagli altri enti pubblici culturali, tale durata è ridotta a due anni; trascorsi i quali, l'autore riprende integralmente la libera disponibilità dei suoi scritti.
(modificato dall'art. 17, comma 1, della legge 6 febbraio 1996, n. 52
e sostituito dall'art. 2 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
(modificato dall'art. 3 del D.P.R. 8 gennaio 1979, n. 19
e sostituito dall'art. 3 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
(introdotto dall'art. 4 del D.P.R. 8 gennaio 1979, n. 19
e sostituito dall'art. 4 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
(introdotto dall'art. 5 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
NORME PARTICOLARI AI DIRITTI DI UTILIZZAZIONE ECONOMICA
PER TALUNE CATEGORIE DI OPERE
Opere drammatico-musicali, composizioni musicali
con parole, opere coreografiche e pantomimiche
2) allorché, dopo che l'opera è stata musicata e considerata dalle parti come pronta per essere eseguita o rappresentata, essa non è rappresentata o eseguita nei termini indicati nel numero precedente, salvo i maggiori termini che possono essere stati accordati per la esecuzione o rappresentazione ai sensi degli artticoli 139 e 141;
Nelle opere coreografiche o pantomimiche e nelle altre composte di musica, di parole o di danze o di mimica, quali le riviste musicali ed opere simili, in cui la parte musicale non ha funzione o valore principale, l'esercizio dei diritti di utilizzazione economica, salvo patto contrario, spetta all'autore della parte coreografica o pantomimica e, nelle riviste musicali, all'autore della parte letteraria.
Nell'opera collettiva, salvo patto in contrario, il diritto di utilizzazione economica spetta all'editore dell'opera stessa, senza pregiudizio del diritto derivante dall'applicazione dell'art. 7.
Se un articolo è inviato alla rivista o giornale, per essere riprodotto, da persona estranea alla redazione del giornale o della rivista e senza precedenti accordi contrattuali, l'autore riprende il diritto di disporne liberamente quando non abbia ricevuto notizia dell'accettazione nel termine di un mese dall'invio o quando la riproduzione non avvenga nel termine di sei mesi dalla notizia dell'accettazione.
Senza pregiudizio della applicazione della disposizione contenuta nell'art. 20, il direttore del giornale ha diritto, salvo patto contrario, di introdurre nell'articolo da riprodurre quelle modificazioni di forma che sono richieste dalla natura e dai fini del giornale.
L'esercizio dei diritti di utilizzazione economica dell'opera cinematografica spetta a chi ha organizzato la produzione dell'opera stessa, nei limiti indicati dai successivi articoli.
(introdotto dall'art. 3 del D.L.vo 23 ottobre 1996, n. 581
e sostituito dall'art. 6 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
4. Ciascun compenso tra quelli previsti dai commi 1, 2 e 3 non è rinunciabile e, in difetto di accordo da concludersi tra le categorie interessate quali individuate dall'articolo 16, primo comma, del regolamento, è stabilito con la procedura di cui all'articolo 4 del decreto legislativo luogotenenziale 20 luglio 1945, n. 440. (3)
L'accertamento delle necessità o meno delle modifiche apportate o da apportarsi all'opera cinematografica, quando manchi l'accordo tra il produttore e uno o più degli autori menzionati nell'art. 44 della presente legge, è fatto da un collegio di tecnici nominato dal Ministro per la cultura popolare (2) secondo le norme fissate dal regolamento.
Gli autori dell'opera cinematografica hanno diritto che i loro nomi, con l'indicazione della loro qualità professionale e del loro contributo nell'opera, siano menzionati nella proiezione della pellicola cinematografica.
L'accertamento della conformità delle radiodiffusioni alle buone norme tecniche, e di esclusiva spettanza degli organi dello Stato predisposti alla vigilanza delle radiodiffusioni, con i poteri stabiliti dall'art. 2, capoverso della legge 14 giugno 1928-VI, n. 1352, e dell'art. 2 del R. decreto-legge 3 febbraio 1936-XIV, n. 654, convertito nella legge 4 giugno 1936, n. 1552.
Senza pregiudizio dei diritti dell'autore sulla radiodiffusione della sua opera, l'ente esercente è autorizzato a registrare su disco o su nastro metallico o con procedimento analogo l'opera stessa, al fine della sua radiodiffusione differita per necessità orarie o tecniche, purché la registrazione suddetta sia, dopo l'uso, distrutta o resa inservibile.
Per l'esecuzione in pubblici esercizi a mezzo di apparecchi radioriceventi sonori, muniti di altoparlante, di opere radiodiffuse, è dovuto all'autore un equo compenso, che è determinato periodicamente d'accordo fra la Società italiana degli autori ed editori (SIAE) (6) e la rappresentanza della associazione sindacale competente.
Qualora il Ministero della cultura popolare (2) lo disponga, l'ente esercente effettua trasmissioni speciali di propaganda culturale ed artistica destinate all'estero, contro pagamento di un compenso da liquidarsi a termini del regolamento.
Opere registrate su apparecchi meccanici
(modificato dagli artt. 3 e 4 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685,
e integrato dall'art. 4 del D.L.vo 23 ottobre 1996, n. 581)
L'autore ha il diritto esclusivo, ai sensi delle disposizioni contenute nella sezione prima del capo terzo di questo titolo:
La cessione del diritto di riproduzione o del diritto di distribuzione non comprende, salvo patto contrario, la cessione del diritto di esecuzione pubblica o di radiodiffusione, nonché l'autorizzazione alla comunicazione al pubblico via satellite o alla ritrasmissione via cavo.
Gli esemplari del disco fonografico o di altro analogo apparecchio riproduttore di suoni o di voci, nel quale l'opera dell'ingegno è stata registrata, non possono essere messi in commercio se non portino stabilmente apposte sul disco o apparecchio, le indicazioni seguenti:
(introdotta dall'art. 5 del D.L.vo 29 dicembre 1992, n. 518)
(introdotto dall'art. 5 del D.L.vo 29 dicembre 1992, n. 518)
(introdotto dall'art. 5 del D.L.vo 29 dicembre 1992, n. 518
e modificato dall'art. 1 del D.L.vo 15 marzo 1996, n. 205)
e modificato dall'art. 2 del D.L.vo 15 marzo 1996, n. 205)
(introdotta dall'art. 4 del D.L.vo 6 maggio 1999, n. 169)
(introdotto dall'art. 4 del D.L.vo 6 maggio 1999, n. 169)
Gli articoli di attualità, di carattere economico, politico, religioso, pubblicati nelle riviste o giornali, possono essere liberamente riprodotti in altre riviste o giornali anche radiofonici, se la riproduzione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la rivista o il giornale da cui sono tratti, la data e il numero di detta rivista o giornale e il nome dell'autore, se l'articolo è firmato.
I discorsi sopra argomenti di interesse politico od amministrativo, tenuti in pubbliche assemblee o comunque in pubblico, possono essere liberamente riprodotti nelle riviste o giornali anche radiofonici, purché si indichino la fonte, il nome dell'autore e la data e luogo in cui il discorso fu tenuto.
Opere o brani di opere possono essere riprodotti nelle procedure giudiziarie od amministrative ai fini del giudizio, purché si indichino la fonte o il nome dell'autore.
(modificato e integrato dall'art. 2, commi 2 e 3,
della legge 18 agosto 2000, n. 248)
E' libera la riproduzione di singole opere o brani di opere per uso personale dei lettori, fatta a mano con mezzi di riproduzione non idonei a spaccio o diffusione dell'opera nel pubblico.
E' vietato lo spaccio di dette copie nel pubblico ed in genere ogni utilizzazione in concorrenza con i diritti di utilizzazione economica spettanti all'autore.
E' consentita, conformemente alla convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie ed artistiche, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 20 giugno 1978, n. 399, nei limiti del quindici per cento di ciascun volume o fascicolo di periodico, escluse le pagine di pubblicità, la riproduzione per uso personale di opere dell'ingegno effettuata mediante fotocopia, xerocopia o sistema analogo. I responsabili dei punti o centri di riproduzione, i quali utilizzino nel proprio ambito o mettano a disposizione di terzi, anche gratuitamente, apparecchi per fotocopia, xerocopia o analogo sistema di riproduzione, devono corrispondere un compenso agli autori ed agli editori delle opere dell'ingegno pubblicate per le stampe che mediante tali apparecchi vengono riprodotte per gli usi previsti nel primo periodo del presente comma. La misura di detto compenso e le modalità per la riscossione e la ripartizione sono determinate secondo i criteri posti all'articolo 181-ter della presente legge. Salvo diverso accordo tra la SIAE e le associazioni delle categorie interessate, tale compenso non può essere inferiore per ciascuna pagina riprodotta al prezzo medio a pagina rilevato annualmente dall'ISTAT per i libri. Gli articoli 1 e 2 della legge 22 maggio 1993, n. 159, sono abrogati.
(sostituito dall'art. 5 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685
e integrato dall'art. 3 della legge 18 agosto 2000, n. 248)
Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera, per scopi di critica, di discussione ed anche di insegnamento, sono liberi nei limiti giustificati da tali finalità e purché non costituiscano concorrenza alla utilizzazione economica dell'opera.
Nelle antologie ad uso scolastico la riproduzione non può superare la misura determinata dal regolamento il quale fisserà le modalità per la determinazione dell'equo compenso.
Le bande musicali e le fanfare dei Corpi armati dello Stato e della Gioventù italiana del Littorio possono eseguire in pubblico pezzi musicali o parte di opere in musica, senza pagamento di alcun compenso per diritti di autore, purché l'esecuzione sia effettuata senza scopo di lucro.
DISPOSIZIONI SUI DIRITTI CONNESSI ALL'ESERCIZIO
DEL DIRITTO DI AUTORE
DIRITTI DEI PRODUTTORI DI DISCHI FONOGRAFICI
E DI APPARECCHI ANALOGHI
(sostituito dall'art. 7 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685)
(modificato dagli artt. 1 e 2 del D.P.R. 14 maggio 1974, n. 490
dall'art. 8 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685
e dall'art. 5 del D.L.vo 23 ottobre 1996, n. 581)
Il produttore del disco fonografico o di altro apparecchio analogo riproduttore di suoni o di voci, nonché gli artisti interpreti e gli artisti esecutori che abbiano compiuto l'interpretazione o l'esecuzione fissata o riprodotta in tali supporti, indipendentemente dai diritti di distribuzione, noleggio e prestito loro spettanti, hanno diritto ad un compenso per l'utilizzazione, a scopo di lucro, del disco o dell'apparecchio analogo a mezzo della diffusione radiofonica e televisiva ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite, della cinematografia nelle pubbliche feste danzanti, nei pubblici esercizi ed in occasione di qualsiasi altra pubblica utilizzazione degli stessi. L'esercizio di tale diritto spetta al produttore, il quale ripartisce il compenso con gli artisti interpreti o esecutori interessati.
Nessun compenso è dovuto per l'utilizzazione ai fini dell'insegnamento e della propaganda fatta dalla Amministrazione dello Stato o da enti a ciò autorizzati dallo Stato.
(introdotto dall'art. 9 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685)
Su richiesta dell'interessato, il Ministero della cultura popolare (2), in attesa della decisione dell'autorità giudiziaria, può nondimeno autorizzare la utilizzazione del disco o dell'apparecchio analogo riproduttore di suoni o di voci previ accertamenti tecnici e disponendo, se occorra, quanto è necessario per eliminare le cause che turbano la regolarità della utilizzazione.
(integrato dall'art. 3, n. 1, della legge 5 maggio 1976, n. 404
e sostituito dall'art. 7 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
(sostituito dall'art. 3, n. 2, della legge 5 maggio 1976, n. 404)
DIRITTI DEI PRODUTTORI DI OPERE CINEMATOGRAFICHE
O AUDIOVISIVE O SEQUENZE DI IMMAGINI IN MOVIMENTO
(introdotto dall'art. 10 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685)
(introdotto dall'art. 10 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685
e modificato dall'art. 8 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
(sostituito dall'art. 11 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685)
(sostituito dall'art. 11 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685
e modificato dall'art. 9 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
DIRITTI DEGLI ARTISTI INTERPRETI
E DEGLI ARTISTI ESECUTORI
(sostituito dall'art. 12 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685)
(sostituito dall'art. 13 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685,
integrato dall'art. 6 del D.L.vo 23 ottobre 1996, n. 581
e dall'art. 11 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
c) autorizzare la radiodiffusione via etere e la comunicazione al pubblico, in qualsivoglia forma e modo ivi compresa quella via satellite delle loro prestazioni artistiche dal vivo, a meno che le stesse siano rese in funzione di una loro diffusione radiotelevisiva o siano già oggetto di una fissazione utilizzata per la diffusione. Se la fissazione consiste in un disco fonografico o in un altro apparecchio analogo, qualora sia utilizzata a scopo di lucro, è riconosciuto a favore degli artisti interpreti o esecutori il compenso di cui all'articolo 73; qualora non sia utilizzata a scopo di lucro, è riconosciuto agli artisti interpreti o esecutori interessati l'equo compenso di cui all'art. 73-bis; [se la fissazione riguarda un'opera cinematografica o audiovisiva, all'artista interprete ed esecutore spetta, per ciascuna utilizzazione dell'opera stessa a mezzo della comunicazione al pubblico via etere, via cavo e via satellite, un equo compenso, a carico del produttore o del cessionario dei suoi diritti. Salvo diverso accordo tra le parti, tale compenso è determinato, riscosso e ripartito secondo le norme del regolamento.] (parole soppresse) (4)
(modificato dall'art. 14 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685)
Per quanto attiene alla radiodiffusione, le controversie nascenti dall'applicazione del presente articolo sono regolate dalle norme contenute nel comma 1° dell'art. 54.
(sostituito dall'art. 15 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685,
modificato dall'art. 7 del D.L.vo 23 ottobre 1996, n. 581
e sostituito dall'art. 12 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
4. Il compenso previsto dai commi 2 e 3 non è rinunciabile e, in difetto di accordo da concludersi tra l'istituto mutualistico artisti interpreti esecutori e le associazioni sindacali competenti della confederazione degli industriali, è stabilito con la procedura di cui all'articolo 4 del decreto legislativo luogotenenziale 20 luglio 1945, n. 440. (3)
(sostituito dall'art. 16 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685
e dall'art. 13 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
(introdotto dall'art. 8 del D.L.vo 23 ottobre 1996, n. 581)
DIRITTI RELATIVI AD OPERE PUBBLICATE O
COMUNICATE AL PUBBLICO PER LA PRIMA
VOLTA SUCCESSIVAMENTE ALLA ESTINZIONE
DEI DIRITTI PATRIMONIALI D'AUTORE
(introdotto dall'art. 15 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
(introdotto dall'art. 14 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
CAPO III- ter
DIRITTI RELATIVI AD EDIZIONI CRITICHE E
SCIENTIFICHE DI OPERE DI PUBBLICO DOMINIO
(introdotto dall'art. 16 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154)
I termini finali di durata dei diritti previsti dal capi I, I-bis, II, III, III-bis, e dal presente capo del titolo II si computano, nei rispettivi casi, a decorrere dal 1º gennaio dell'anno successivo a quello in cui si verifica l'evento considerato dalla norma.
Il Ministro per la cultura popolare (2), con le norme stabilite dal regolamento, può fissare apposite tariffe per determinare il compenso dovuto da chi utilizza la fotografia.
Qualora gli esemplari non portino le suddette indicazioni, la loro riproduzione non è considerata abusiva e non sono dovuti i compensi indicati agli articoli 91 e 98 a meno che il fotografo non provi la mala fede del riproduttore.
La riproduzione di fotografie pubblicate su giornali od altri periodici, concernenti persone o fatti di attualità od aventi comunque pubblico interesse, è lecita contro pagamento di un equo compenso.
[Per le fotografie riproducenti opere dell'arte figurativa e architettonica o aventi carattere tecnico o scientifico, o di spiccato valore artistico il termine di durata è quaranta anni, a condizione che sia effettuato il deposito dell'opera a termini dell'art. 105.] (comma soppresso] (5)
[Il termine decorre dalla data del deposito stesso.] (comma soppresso] (5)
[Sugli esemplari delle fotografie menzionate nel secondo comma deve apporsi l'indicazione “riproduzione riservata per quaranta anni”.] (comma soppresso] (5)
ED AL RITRATTO
Dopo la morte della persona ritrattata si applicano le disposizioni del 2°, 3° e 4° comma dell'art. 93.
Salvo patto contrario, il ritratto fotografico eseguito su commissione può dalla persona fotografata o dai suoi successori o aventi causa, essere pubblicato, riprodotto o fatto riprodurre senza il consenso del fotografo, salvo pagamento a favore di quest'ultimo, da parte di chi utilizza commercialmente la riproduzione, di un equo corrispettivo.
Per esercitare il diritto al compenso l'autore deve inserire sopra il piano o disegno una dichiarazione di riserva ed eseguire il deposito del piano o disegno presso il Ministero della cultura popolare (2) secondo le norme stabilite dal regolamento.
PROTEZIONE DEL TITOLO, DELLE RUBRICHE, DELL'ASPETTO
ESTERNO DELL'OPERA, DEGLI ARTICOLI E
DI NOTIZIE - DIVIETO DI TALUNI
E' vietata egualmente, nelle stesse condizioni, la riproduzione delle rubriche che siano adoperate nella pubblicazione periodica in modo così costante da individuare l'abituale e caratteristico contenuto della rubrica.
a) la riproduzione o la radiodiffusione, senza autorizzazione, dei bollettini di informazioni distribuiti dalle agenzie giornalistiche o di informazioni, prima che siano trascorse sedici ore dalla diramazione del bollettino stesso e, comunque, prima della loro pubblicazione in un giornale o altro periodico che ne abbia ricevuto la facoltà da parte dell'agenzia. A tal fine, affinché le agenzie suddette abbiano azione contro coloro che li abbiano illecitamente utilizzati, occorre che i bollettini siano muniti dell'esatta indicazione del giorno e dell'ora di diramazione;
DISPOSIZIONI SUI DIRITTI
DEL COSTITUTORE DI UNA BANCA DI DATI
(introdotto dall'art. 5 del D.L.vo 6 maggio 1999, n. 169)
REGISTRI DI PUBBLICITA' E DEPOSITO DELLE OPERE
e integrato dall'art. 6 del D.L.vo 29 dicembre 1992, n. 518)
E' istituito presso il Ministero della cultura popolare (2) un registro pubblico generale delle opere protette ai sensi di questa legge.
La Società italiana degli autori ed editori (SIAE) (6) cura la tenuta di un registro pubblico speciale per le opere cinematografiche.
Possono, altresì, essere registrati nel registro, sull'istanza della parte interessata, con le forme stabilite dal regolamento, gli atti tra vivi che trasferiscono, in tutto o in parte, i diritti riconosciuti da questa legge, o costituiscono sopra di essi diritti di godimento o di garanzia, come pure gli atti di divisione o di società relativi ai diritti medesimi.
(introdotto dall'art. 7 del D.L.vo 29 dicembre 1992, n. 518)
Gli autori e i produttori delle opere e dei prodotti protetti ai sensi di questa legge o i loro aventi causa devono depositare presso il Ministero della cultura popolare (2) un esemplare o copia della opera o del prodotto, nei termini e nelle forme stabilite dal regolamento.
(sostituito dall'art. 13 della legge 8 marzo 1975, n. 39)
(introdotto dall'art. 9 del D.L.vo 23 ottobre 1996, n. 581)
L'espropriazione è disposta per decreto reale (7), su proposta del Ministro per la cultura popolare (2), di concerto con il Ministro per l'educazione nazionale (2), sentito il Consiglio di Stato.
Se i coeredi trascurano la nomina dell'amministratore o se non si accordano sulla nomina medesima, entro l'anno dall'apertura della successione, l'amministrazione è conferita alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE) (6) con decreto del Tribunale del luogo dell'aperta successione, emanato su ricorso di uno dei coeredi o dell'Ente (21) medesimo.
L'alienazione di uno o più diritti di utilizzazione non implica, salvo patto contrario, il trasferimento di altri diritti che non siano necessariamente dipendenti dal diritto trasferito, anche se compresi, secondo le disposizioni del titolo I, nella stessa categoria di facoltà esclusive.
Il contratto di edizione può essere “per edizione” o “a termine”.
Il contratto “per edizione” conferisce all'editore il diritto di eseguire una o più edizioni entro vent'anni dalla consegna del manoscritto completo.
Il contratto di edizione “a termine” conferisce all'editore il diritto di eseguire quel numero di edizioni che stima necessario durante il termine, che non può eccedere venti anni, e per il numero minimo di esemplari per edizione, che deve essere indicato nel contratto a pena di nullità, del contratto medesimo. Tale termine di venti anni non si applica ai contratti di edizione riguardanti:
Il contratto che ha per oggetto l'esecuzione di una composizione musicale, è regolato dalle disposizioni di questa sezione in quanto siano applicabili alla natura ed all'oggetto del contratto medesimo.
Agli effetti dell'esercizio di questo diritto l'autore deve notificare il suo intendimento alle persone alle quali ha ceduto i diritti ed al Ministero della cultura popolare (2), il quale dà pubblica notizia dell'intendimento medesimo nelle forme stabilite dal regolamento.
L'autorità giudiziaria, se riconosce che sussistono gravi ragioni morali invocate dall'autore, ordina il divieto della riproduzione, diffusione, esecuzione, rappresentazione o spaccio dell'opera, a condizione del pagamento di una indennità a favore degli interessati, fissando la somma dell'indennizzo e il termine per il pagamento.
La continuazione della riproduzione, diffusione, esecuzione, rappresentazione o spaccio dell'opera, dopo trascorso il termine per ricorrere all'autorità giudiziaria, previsto nell'ultimo comma dell'articolo precedente, dopo dichiarato sospeso il commercio dell'opera, è soggetta alle sanzioni civili e penali comminate da questa legge per le violazioni del diritto di autore.
Diritti dell'autore sull'aumento di valore
delle opere delle arti figurative
(modificato dall'art. 6 del D.P.R. 8 gennaio 1979, n. 19)
Gli autori delle opere delle arti figurative realizzate a mezzo della pittura, della scultura, del disegno e della stampa, e gli autori dei manoscritti originali, hanno diritto ad una percentuale sul prezzo della prima vendita pubblica degli esemplari originali delle opere e dei manoscritti, quale presunto maggior valore conseguito dall'esemplare in confronto del suo prezzo originario di alienazione.
L'organizzatore della vendita, il venditore e l'acquirente sono, tuttavia, ammessi a provare che tale vendita pubblica non fu preceduta da alcun altro atto di alienazione a titolo oneroso ovvero che il prezzo originario di alienazione non fu inferiore a quello conseguito nella vendita pubblica.
Le percentuali previste dai precedenti articoli sono dovute soltanto se il prezzo di vendita sia superiore a lire 1000 per i disegni e le stampe, a lire 5000 per le pitture, a lire 10.000 per le sculture. Esse sono a carico del proprietario venditore.
Se il prezzo dell'esemplare originale delle opere previste in questa sezione, conseguito in qualsiasi vendita non considerata pubblica da questa legge, raggiunga lire 4000 per i disegni e le stampe, lire 30.000 per le pitture, lire 40.000 per le sculture e superi il quintuplo del prezzo originario di alienazione, comunque effettuata, tale maggior valore è attribuito in misura del dieci per cento agli autori delle opere ed è a carico del proprietario venditore.
a) le vendite effettuate nelle mostre ed esposizioni autorizzate ai sensi del R. decreto-legge 29 gennaio 1934-XIII, n. 454, convertito nella legge 5 luglio 1934-XII, n. 1607;
I diritti previsti dagli articoli 144, 145, 146 e 147 spettano all'autore, e, dopo la sua morte, in mancanza di disposizioni testamentarie, al coniuge ed agli eredi legittimi limitatamente ai primi tre gradi, secondo le norme del Codice civile; in difetto dei successori sopra indicati essi sono devoluti alla Cassa di previdenza e di assistenza del [sindacato nazionale fascista delle belle arti] (9).
La percentuale dovuta sul prezzo della prima vendita pubblica a termini dell'art. 144 è fissata nella misura dell'uno per cento sino alla somma di lire 50.000 del due per cento per la somma eccedente tale prezzo e sino alle lire 100.000, e del cinque per cento per l'eccedenza ulteriore di prezzo.
3% per aumenti di valore superiori a “ 10.000
4% per aumenti di valore superiori a “ 30.000
5% per aumenti di valore superiori a “ 50.000
6% per aumenti di valore superiori a “ 75.000
7% per aumenti di valore superiori a “ 100.000
8% per aumenti di valore superiori a “ 125.000
9% per aumenti di valore superiori a “ 150.000
10% per aumenti di valore superiori a “ 175.000
Chi legalmente presiede alla vendita pubblica delle opere delle arti figurative contemplate in questa sezione ha l'obbligo di prelevare dal prezzo di vendita degli esemplari originali le percentuali dovute ai sensi degli artticoli 144 e 145 e di versarne il relativo importo alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE) (6), nel termine stabilito dal regolamento.
Le opere d'arte che in una vendita pubblica abbiano raggiunto almeno il prezzo indicato dall'art. 146 debbono essere denunciate a cura di chi legalmente presiede alla vendita, alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE) (6). Questo provvede alla relativa registrazione nelle forme stabilite dal regolamento.
I valori indicati negli articoli di questa sezione possono essere modificati con R. decreto da emanarsi a norma dell'art. 3, n. 1, della legge 31 gennaio 1926-IV, n. 100.
§ 1. - Norme relative ai diritti di utilizzazione economica
Il prefetto provvede sulla richiesta, in base alle notizie e a documenti a lui sottoposti, permettendo o vietando la rappresentazione o l'esecuzione, salvo alla parte interessata di adire l'autorità giudiziaria, per i definitivi provvedimenti di sua competenza.
Se l'esemplare o la copia dell'opera o l'apparecchio, di cui si chiede la rimozione o la distruzione, hanno singolare pregio artistico o scientifico, il giudice ne può ordinare di ufficio il deposito in un pubblico museo.
La rimozione o la distruzione non può essere domandata nell'ultimo anno della durata del diritto. In tal caso, deve essere ordinato il sequestro dell'opera o del prodotto sino alla scadenza della durata medesima. Qualora siano stati risarciti i danni derivati dalla violazione del diritto, il sequestro può esser autorizzato anche ad una data anteriore a quella sopraindicata.
(integrato dall'art. 8 del D.L.vo 29 dicembre 1992, n. 518,
modificato dall'art. 3 del D.L.vo 15 marzo 1996, n. 205
e dall'art. 4 della legge 18 agosto 2000, n. 248)
L'autorità giudiziaria può anche ordinare in casi particolarmente gravi, il sequestro dei proventi dovuti all'autore dell'opera o del prodotto contestato.
(sostituito dall'art. 5 della legge 18 agosto 2000, n. 248)
6. Descrizione e sequestro possono concernere oggetti appartenenti a soggetti anche non identificati nel ricorso, purchè si tratti di oggetti prodotti, offerti, importati o distribuiti dalla parte nei cui confronti siano stati emessi i suddetti provvedimenti e purchè tali oggetti non siano adibiti ad uso personale, ovvero si tratti di opere diffuse con qualunque mezzo. Il verbale delle operazioni di sequestro e di descrizione, con il ricorso ed il provvedimento, deve essere notificato al terzo cui appartengono gli oggetti sui quali descrizione o sequestro sono stati eseguiti entro quindici giorni dalla conclusione delle operazioni stesse a pena di inefficacia.
(sostituito dall'art. 6 della legge 18 agosto 2000, n. 248)
(modificato dall'art. 7 della legge 18 agosto 2000, n. 248)
2) l'ente di diritto pubblico è dispensato dall'obbligo di prestare cauzione per l'esecuzione degli atti per i quali questa cautela è prescritta o autorizzata;
3) l'ente di diritto pubblico designa i funzionari autorizzati a compiere attestazioni di credito per diritto d'autore nonchè ai fini della legge 5 febbraio 1992, n. 93; dette attestazioni sono atti aventi efficacia di titolo esecutivo a norma dell'articolo 474 del codice di procedura civile.
§ 2. Norme particolari ai giudizi concernenti
l'esercizio del diritto morale
Nei giudizi concernenti l'esercizio del diritto morale sono applicabili, in quanto lo consente la natura di questo diritto, le norme contenute nella sezione [deve intendersi: paragrafo] precedente, salva l'applicazione delle disposizioni dei seguenti articoli.
(modificato dall'art. 3, n. 3), della legge 5 maggio 1976, n. 404,
integrato dall'art. 9 del D.L.vo 29 dicembre 1992, n. 518
e dall'art. 2, commi 3 e 4, della legge 18 agosto 2000, n. 248)
Salvo quanto previsto dall'articolo 171-bis e dall'articolo 171-ter, è punito con la multa da lire 100.000 a lire 4.000.000 (10) chiunque senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in qualsiasi forma:
b) rappresenta, esegue o recita in pubblico o diffonde con o senza variazioni od aggiunte, un'opera altrui adatta a pubblico spettacolo od una composizione musicale. La rappresentazione o esecuzione comprende la proiezione pubblica dell'opera cinematografica, l'esecuzione in pubblico delle composizioni musicali inserite nelle opere cinematografiche e la radiodiffusione mediante altoparlante azionato in pubblico;
[e) riproduce con qualsiasi processo di duplicazione dischi o altri apparecchi analoghi o li smercia, ovvero introduce nel territorio dello Stato le riproduzioni così fatte all'estero;] (lettera abrogata) (11)
La pena è della reclusione fino ad un anno o della multa non inferiore a lire 1.000.000 (10) se i reati di cui sopra sono commessi sopra una opera altrui non destinata alla pubblicità, ovvero con usurpazione della paternità dell'opera, ovvero con deformazione, mutilazione o altra modificazione dell'opera medesima, qualora ne risulti offesa all'onore od alla reputazione dell'autore.
La violazione delle disposizioni di cui al terzo ed al quarto comma dell'articolo 68 comporta la sospensione della attività di fotocopia, xerocopia o analogo sistema di riproduzione da sei mesi ad un anno nonchè la sanzione amministrativa pecuniaria da due a dieci milioni di lire.
(introdotto dall'art. 10 del D.L.vo 29 dicembre 1992, n. 518,
modificato dall'art. 4 del D.L.vo 15 marzo 1996, n. 205
integrato e modificato dall'art. 6 del D.L.vo 6 maggio 1999, n. 169
e sostituito dall'art. 13 della legge 18 agosto 2000, n. 248)
(introdotto dall'art. 17 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685,
integrato dall'art. 1 del D.L.vo 15 marzo 1996, n. 204
e sostituito dall'art. 14 della legge 18 agosto 2000, n. 248)
1. E' punito, se il fatto è commesso per uso non personale, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da cinque a trenta milioni di lire chiunque a fini di lucro:
(introdotto dall'art. 17 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685)
(introdotto dall'art. 15 della legge 18 agosto 2000, n. 248)
(introdotto dall'art. 17 della legge 18 agosto 2000, n. 248)
2. E' sempre ordinata la confisca degli strumenti e dei materiali serviti o destinati a commettere i reati di cui agli articoli 171-bis, 171-ter e 171-quater nonchè delle videocassette, degli altri supporti audiovisivi o fonografici o informatici o multimediali abusivamente duplicati, riprodotti, ceduti, commerciati, detenuti o introdotti sul territorio nazionale, ovvero non provvisti di contrassegno SIAE, ove richiesto, o provvisti di contrassegno SIAE contraffatto o alterato, o destinato ad opera diversa. La confisca è ordinata anche nel caso di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale.
(modificato dall'art. 19 del D.L.vo 16 novembre 1994, n. 685)
Se i fatti preveduti nell'articolo 171 sono commessi per colpa la pena è della sanzione amministrativa sino a lire 2.000.000 (12).
[E' punito con l'ammenda fino a lire 2000 chiunque violi le norme degli articoli 177 e 178.] (comma abrogato) (13).
(introdotto dall'art. 8, comma 1, della legge 18 agosto 2000, n. 248)
4. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche nei confronti degli stabilimenti di sviluppo e stampa, di sincronizzazione o di postproduzione nonchè di masterizzazione, tipografia e che comunque esercitino attività di produzione industriale connesse alla realizzazione dei supporti contraffatti e nei confronti dei centri di emissione o ricezione di programmi televisivi. Le agevolazioni di cui all'articolo 45 della legge 4 novembre 1965, n. 1213, e successive modificazioni, sono sospese in caso di esercizio dell'azione penale; se vi è condanna, sono revocate e non possono essere nuovamente concesse per almeno un biennio.
(abrogato dall'art. 6, comma 4, del D.L. 31 dicembre 1996, n. 669,
convertito dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30)
[Per ogni rappresentazione, esecuzione o radiodiffusione di un'opera adatta a pubblico spettacolo o di una opera musicale, quando, per qualsiasi motivo, essa sia di pubblico dominio, deve essere corrisposto allo Stato, da chi rappresenta, esegue o radiodiffonde l'opera, con le norme stabilite dal regolamento, un diritto demaniale sugli incassi lordi e sulle quote degli incassi corrispondenti alla parte che l'opera occupa nella rappresentazione, esecuzione o radiodiffusione complessiva, qualunque sia lo scopo della rappresentazione, esecuzione o radiodiffusione e qualunque sia il paese di origine dell'opera.
L'ammontare del diritto demaniale è determinato con Decreto reale da emanarsi a norma dell'articolo 3, n. 1, della legge 31 gennaio 1926-IV, n. 100.
La determinazione dell'ammontare del diritto demaniale sulla esecuzione di pezzi staccati di opere musicali o di brevi composizioni, è attribuita all'Ente italiano per il diritto di autore, secondo le norme del regolamento, sulla base dell'ammontare del compenso normalmente richiesto dall'ente suddetto per le opere tutelate, eseguite in analoghe condizioni.]
[Il diritto demaniale è dovuto anche sulle rappresentazioni od esecuzioni pubbliche e sulle radiodiffusioni di elaborazioni tutelate delle opere di pubblico dominio indicate nell'articolo precedente. In tal caso, fermi restando i diritti dell'autore della elaborazione, l'ammontare del diritto demaniale è determinato nella metà di quanto sarebbe dovuto se la rappresentazione o radiodiffusione avesse avuto per oggetto l'opera di pubblico dominio nella sua forma originale.]
(abrogato dall'art. 3, comma 1, della legge 22 maggio 1993, n. 159)
[Sullo spaccio di ogni esemplare di opere letterarie, scientifiche, didattiche e musicali di pubblico dominio, pubblicate in volumi, deve essere corrisposto dall'editore, a favore della cassa di assistenza e di previdenza degli autori, scrittori e musicisti, un diritto del 3 per cento in cifra tonda sul prezzo di copertina. Per i volumi il cui prezzo non è superiore a lire 10, tale diritto è ridotto al 2 per cento.
Sullo spaccio di esemplari di elaborazioni tutelate delle opere suddette l'ammontare del diritto è ridotto alla metà.]
[Ai fini della corresponsione del diritto previsto all'articolo precedente, ogni esemplare delle opere suddette destinate allo spaccio deve essere contrassegnato dall'ente italiano per il diritto di autore, secondo le norme del regolamento, e a cura dell'editore.
Il diritto è corrisposto per ogni esemplare effettivamente venduto secondo le norme del regolamento.]
[La corresponsione del diritto previsto nell'articolo 177 può essere effettuata globalmente mediante convenzione stipulata tra le Associazioni sindacali interessate.]
ENTI DI DIRITTO PUBBLICO PER LA PROTEZIONE E L'ESERCIZIO
e integrato dall'art. 10 del D.L.vo 23 ottobre 1996, n. 581)
L'attività di intermediario, comunque attuata, sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche di cessione per l'esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate, è riservata in via esclusiva alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE) (6).
L'attività dell'ente si esercità altresì secondo le norme stabilite dal regolamento in quei paesi stranieri nei quali esso ha una rappresentanza organizzata.
Quando, però, i diritti di utilizzazione economica dell'opera possono dar luogo a percezioni di proventi in paesi stranieri in favore di cittadini italiani domiciliati o residenti nel territorio dello Stato, [nell'Africa italiana e nei possedimenti italiani], ed i titolari di tali diritti non provvedono, per qualsiasi motivo, alla percezione dei proventi, trascorso un anno dalla loro esigibilità è conferito alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE) (6) il potere di esercitare i diritti medesimi per conto e nell'interesse dell'autore e dei suoi successori o aventi causa.
I proventi di cui al precedente comma riscossi dalla SIAE (6), detratte le spese di riscossione, saranno tenuti a disposizione degli aventi diritto, per un periodo di tre anni; trascorso questo termine senza che siano stati reclamati dagli aventi diritto, saranno versati alla [Confederazione nazionale professionisti ed artisti] (14), per scopi di assistenza alle categorie degli autori, scrittori e musicisti.
(introdotto dall'art. 11 del D.L.vo 23 ottobre 1996, n. 581)
Oltre alle funzioni indicate nell'articolo precedente ed a quelle demandategli da questa legge o da altre disposizioni la Società italiana degli autori ed editori (SIAE) (6) può esercitare altri compiti connessi con la protezione delle opere dell'ingegno, in base al suo statuto.
L'Ente (21) può assumere, per conto dello Stato o di enti pubblici o privati, servizi di accertamento e di percezione di tasse, contributi, diritti.
(introdotto dall'art. 10 della legge 18 agosto 2000, n. 248)
1. Ai sensi dell'articolo 181 e agli effetti di cui agli articoli 171-bis e 171-ter, la Società italiana degli autori ed editori (SIAE) appone un contrassegno su ogni supporto contenente programmi per elaboratore o multimediali nonchè su ogni supporto contenente suoni, voci o immagini in movimento, che reca la fissazione di opere o di parti di opere tra quelle indicate nell'articolo 1, primo comma, destinati ad essere posti comunque in commercio o ceduti in uso a qualunque titolo a fine di lucro. Analogo sistema tecnico per il controllo delle riproduzioni di cui all'articolo 68 potrà essere adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sulla base di accordi tra la SIAE e le associazioni delle categorie interessate.
(introdotto dall'art. 2, comma 5, della legge 18 agosto 2000, n. 248)
1. I compensi per le riproduzioni di cui al quarto e quinto comma dell'articolo 68 sono riscossi e ripartiti, al netto di una provvigione, dalla Società italiana degli autori ed editori (SIAE). In mancanza di accordi tra la SIAE e le associazioni delle categorie interessate, la misura e le modalità di pagamento dei detti compensi, nonchè la misura della provvigione spettante alla Società, sono determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentite le parti interessate e il comitato consultivo di cui all'articolo 190. L'efficacia delle disposizioni di cui ai commi quarto e quinto dell'articolo 68 decorre dalla data di stipulazione dei detti accordi ovvero dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
(abrogato dall'art. 7, comma 8, del D.L.vo 29 ottobre 1999, n. 419)
Il suo statuto è approvato con decreto reale, su proposta del ministro per la cultura popolare, con quelli per gli affari esteri, per l'Africa Italiana, per la grazia e giustizia, per le finanze e per l'educazione nazionale.] (17)
(introdotto dall'art. 11, comma 1, della legge 18 agosto 2000, n. 248)
L'esercizio della attività per il collocamento presso le compagnie, e le imprese teatrali di opere drammatiche, non musicali, italiane, è sottoposto alla preventiva autorizzazione del Ministro della cultura popolare (2), secondo le norme del regolamento.
L'esercizio della attività di collocamento è soggetto alla vigilanza del Ministero della cultura popolare (2), secondo le norme del regolamento.
Chiunque collochi in paesi stranieri opere italiane drammatiche, non musicali, deve farne denuncia entro tre giorni [all'Ente italiano per gli scambi teatrali] (15), il quale trasmette mensilmente l'elenco delle denunce ricevute al Ministero della cultura popolare (2) con le sue eventuali osservazioni e proposte.
[L'Ente italiano per gli scambi teatrali] (15) esercita inoltre altre funzioni che gli sono demandate dal suo statuto.
[All'Ente italiano per gli scambi teatrali] (15) si applicano le disposizioni dell'articolo 182.
Se lo straniero, è apolide o di nazionalità controversa, la norma del comma precedente è riferita allo Stato nel quale l'opera è stata pubblicata per la prima volta.
L'equivalenza di fatto, osservate le norme che seguono, è accertata e regolata con decreto reale (7) da emanarsi a norma dell'articolo 3, n. 1, della legge 31 gennaio 1926-IV, n. 100.
La durata della protezione dell'opera straniera non può in niun caso eccedere quella di cui l'opera gode nello Stato di cui è cittadino l'autore straniero.
Se la legge di detto Stato sottopone la protezione alla condizione dell'adempimento di formalità, di dichiarazioni di riserva o di depositi di copie dell'opera o, ad altre formalità qualsiasi, l'opera straniera è sottoposta in Italia a formalità equivalenti determinate col decreto reale (7).
Il decreto reale (7) può altresì sottoporre la protezione dell'opera straniera allo adempimento di altre particolari formalità o condizioni.
Le disposizioni dell'art. 185 si applicano all'opera cinematografica, al disco fonografico o apparecchio analogo, ai diritti degli interpreti, attori o artisti esecutori, alla fotografia ed alle opere della ingegneria, in quanto si tratti di opere o prodotti realizzati in Italia o che possano considerarsi nazionali a termini di questa legge o di altra legge speciale.
COMITATO CONSULTIVO PERMANENTE PER IL DIRITTO
E' istituito presso il Ministero della cultura popolare (2) un Comitato consultivo permanente per il diritto di autore.
Il Comitato provvede allo studio delle materie attinenti al diritto di autore o ad esso connesse e dà pareri sulle questioni relative quando ne sia richiesto dal Ministro per la cultura popolare (2) o quando sia prescritto da speciali disposizioni.
a) di un presidente designato dal Ministro per la cultura popolare (2);
b) [dei vice presidenti delle corporazioni delle professioni e delle arti, dello spettacolo e della carta e stampa] (16);
c) [di un rappresentante del P.N.F.] (1);
d) di un rappresentante dei Ministeri degli affari esteri, [dell'Africa italiana] (18), di [grazia e] giustizia (8), delle finanze, [delle corporazioni] (19), e di due rappresentanti del Ministero della educazione nazionale (2);
e) dei direttori generali per il teatro, per la cinematografia, per la stampa italiana, dell'ispettore per la radiodiffusione e la televisione del Ministero della cultura popolare (2) e, del capo dell'ufficio della proprietà letteraria scientifica ed artistica;
f) dei presidenti delle confederazioni dei professionisti ed artisti e degli industriali, e di tre rappresentanti per ciascuna delle confederazioni suddette particolarmente competenti in materia di diritto di autore, nonché di un rappresentante della Confederazione dei lavoratori dell'industria, designato dalla federazione nazionale fascista dei lavoratori dello spettacolo (2);
g) del presidente della Società italiana degli autori ed editori (SIAE) (6);
h) di tre esperti in materia di diritto di autore designati dal Ministro per la cultura popolare (2).
I membri del comitato sono nominati con decreto del Ministro per la cultura popolare (2) e durano in carica un quadriennio.
Il comitato si riunisce in sessione ordinaria ogni anno alla data stabilita dal Ministro per la cultura popolare (2) ed in via straordinaria tutte le volte che ne sarà richiesto dal ministro stesso.
Partecipano all'adunanza generale tutti i membri del Comitato. Le commissioni speciali sono costituite per lo studio di determinate questioni, di volta in volta, con provvedimento del presidente
La segreteria è affidata al capo dell'Ufficio della proprietà letteraria, scientifica e artistica presso il Ministero della cultura popolare (2).
Nel bilancio di previsione del Ministero della cultura popolare (20) è stanziata, in apposito capitolo della parte ordinaria, a cominciare dall'esercizio in cui questa legge andrà in vigore, una somma di lire un milione, sui proventi del diritto previsto dagli articoli 175 e 176, da erogarsi, con le modalità stabilite dal regolamento, in favore delle Casse di assistenza e di previdenza delle Associazioni sindacali degli autori e scrittori e dei musicisti.
(introdotto dall'art. 11 del D.L.vo 29 dicembre 1992, n. 518)
A decorrere dall'entrata in vigore di questa legge, la Società italiana autori ed editori assume la denominazione di E.I.D.A. (Ente italiano per il diritto di autore) (24).
Sono altresì abrogate la legge 17 giugno 1937-XV, n. 1251, di conversione in legge del R. decreto-legge 18 febbraio 1937, contenente norme relative alla protezione dei prodotti dell'industria fonografica e la legge 2 giugno 1939-XVII, n. 739, di conversione del R. decreto-legge 5 dicembre 1938-XVII, n. 2115, contenente provvedimenti per la radiodiffusione differita di esecuzioni artistiche, nonchè ogni altra legge o disposizione di legge contraria ed incompatibile con le disposizioni di questa legge.
(modificato dall'art. 9 della legge 18 agosto 2000, n. 248)
Dette sanzioni potranno comportare la sanzione amministrativa non superiore a lire 40.000 (12).
La presente legge entra in vigore contemporaneamente al regolamento, il quale dovrà essere emanato entro sei mesi dalla pubblicazione di essa (22).
Entro lo stesso termine sarà altresì emanato un nuovo statuto (23) dell'Ente italiano per il diritto di autore.
Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla come legge dello Stato.
Dalla zona di operazioni, addì 22 aprile 1941-XIX
GRANDI - SERENA - RICCARDI -
RICCI - HOST VENTURI - BOTTAI
- DI REVEL - TASSINARI -
TERRUZZI - GORLA
(1) Il Partito Nazionale Fascista è stato soppresso con regio decreto-legge 2 agosto 1943, n. 704.
(2) Oggi, Ministero per i beni e le attività culturali istituito dall'art. 1 del D.L.vo 20 ottobre 1998, n. 368.
(3) Si riporta il testo dell'art. 17, comma 2, del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154:
L'equo compenso di cui all'articolo 6 e quello di cui all'articolo 12 sono riconosciuti a decorrere dal 1º gennaio 1998".
(4) Parole soppresse dall'art. 10 del D.L.vo 26 maggio 1997, n. 154.
(5) Comma soppresso dall'art. 5 del D.P.R. 8 gennaio 1979, n. 19.
(6) La denominazione "Società italiana degli autori ed editori (SIAE)", in sostituzione della espressione "Ente italiano per il diritto di autore" è stata confermata nell'art. 9 della legge 18 agosto 2000, n. 248.
(7) "Presidenziale" per effetto del D.L.vo Presidenziale 19 giugno 1946, n. 1, pubblicato sulla G.U. del 20 giugno 1946, n. 134.
(8) Oggi, Ministero della giustizia che per effetto dell'art. 55, comma 2, del D.L.vo 30 luglio 1999, n. 300, nonchè del D.P.R. 13 settembre 1999.
(9) Il sindacato nazionale fascista delle belle arti è stato soppresso dall'art. 1, comma 2, del D.L.vo LGT 23 novembre 1944, n. 369 ed i suoi compiti sono stati attribuiti alla Cassa nazionale assistenza belle arti, che con D.P.R. 22 novembre 1953, n. 1282 ha assunto la nuova denominazione di Ente nazionale assistenza e previdenza per i pittori e gli scultori.
(10) Importo originario moltiplicato per quaranta ai sensi dell'art. 3 della legge 12 luglio 1961, n. 603, e successivamente quintuplicato per effetto dell'art. 113, comma 1 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
(11) Lettera abrogata dall'art. 3 della legge 29 luglio 1981, n. 406.
(12) Importo originario moltiplicato per quaranta ai sensi dell'art. 3 della legge 12 luglio 1961, n. 603, e successivamente quintuplicato per effetto dell'art. 113, comma 1, e dell'art. 114 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
(13) Comma abrogato dall'art. 3, comma 1, della legge 22 maggio 1993, n. 159.
(14) La confederazione nazionale professionisti ed artisti è stata soppressa dall'art. 1, comma 1, del D.L.vo LGT 23 novembre 1944, n. 369.
(15) L'Ente italiano per gli scambi teatrali (E.I.S.T.) è stato soppresso e messo in liquidazione per effetto dell'art. 1 della legge 4 dicembre 1956, n. 1404 e le relative attribuzioni sono state trasferite all'Ente teatrale italiano (E.T.I.), istituito con legge 18 marzo 1942, n. 365.
(16) Le organizzazioni sindacali fasciste sono state soppresse dall'art. 1 del D.L.vo LGT 23 novembre 1944, n. 369.
(17) Si riporta il testo dell'art. 7 del D.L.vo 29 ottobre 1999, n. 419:
"Art. 7 - Società italiana autori e editori.
a) esercita l'attività di intermediazione, comunque attuata sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche cessione per l'esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione, ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate;
c) assicura la migliore tutela dei diritti di cui alla lettera a), nell'ambito della società dell'informazione, nonchè la protezione e lo sviluppo delle opere dell'ingegno.
2. L'attività della SIAE, fatto salvo l'esercizio delle funzioni pubbliche attribuite dalla legge, è disciplinata dalle norme di diritto privato.
5. Lo statuto è adottato dall'Assemblea a maggioranza dei suoi componenti, su proposta del Consiglio di amministrazione, ed è approvato con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con i Ministri delle finanze e del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.
6. La SIAE assicura la distinzione tra la gestione relativa alla tutela del diritto d'autore e dei diritti connessi e la gestione relativa agli ulteriori servizi, nonchè, a partire dall'esercizio successivo a quello della data di entrata in vigore del presente decreto, la separazione contabile tra le due distinte gestioni per ciascuna delle quali deve essere perseguito l'equilibrio finanziario.
7. La gestione dei servizi attinenti alla tutela del diritto d'autore e dei diritti connessi si informa ai princìpi della massima trasparenza nella ripartizione dei proventi tra gli aventi diritto. I criteri di ripartizione sono annualmente predeterminati dalla SIAE e sottoposti all'approvazione del Ministro vigilante.
8. Il Ministro per i beni e le attività culturali esercita la vigilanza sulla SIAE. L'attività di vigilanza è svolta sentito il Ministro delle finanze per le materie di sua specifica competenza. Sono soppressi l'articolo 182 della legge 22 aprile 1941, n. 633, e l'articolo 57 del regolamento di attuazione della medesima legge, approvato con regio decreto 18 maggio 1942, n. 1369".
(18) Soppresso dall'art. 1 della legge 29 aprile 1953, n. 430.
(19) Oggi, Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, che per effetto dell'art. 55, comma 1, lett. a), del D.L.vo 30 luglio 1999, n. 300, assumerà le denominazione "Ministero delle attività produttive", a decorrere dalla data del decreto di nomina del primo Governo costituito a seguito delle prime elezioni politiche successive all'entrata in vigore del menzionato D.L.vo n. 300.
(20) Oggi, Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica istituito dall'art. 7 della legge 3 aprile 1997, n. 94 e dall'art. 2 del D.L.vo 5 dicembre 1997, n. 430, in ordine alle funzioni.
(21) L'espressione "Ente" si riferisce alla SIAE.
(22) Vedi il regolamento approvato con il regio-decreto 18 maggio 1942, n. 1369.
(23) Il nuovo statuto si riferisce esclusivamente a quello della SIAE, approvato con D.P.R. 20 ottobre 1962, n. 1842 e riapprovato nel testo definitivo di cui al D.P.R. 19 maggio 1995, n. 223.
(24) L'espressione "Ente italiano per il diritto di autore (E.I.D.A.)" ha assunto la denominazione "Società italiana degli autori ed editori (SIAE)", per effetto dell'art. 1 del D.L.vo LGT 20 luglio 1945, n. 433, riconfermata nell'art. 9 della legge 18 agosto 2000, n. 248.
Decr. Ass. 26 febbraio 2001 BILANCIO - Applicazione artt. 175 e 176 della presente
C.G.A., SEZ. CONSULTIVA, 790/94 - (vedi art. 2 p.l.)