Source: https://www.autismofuoridalsilenzio.it/it/news/note-di-commento-al-comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-57-del-22-11-2017-302
Timestamp: 2019-05-26 17:57:07+00:00
Document Index: 185041948

Matched Legal Cases: ['art. 120', 'art. 14', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

HOME / NEWS / Note di commento al Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 57 del 22.11.2017
La delibera del Governo di “impugnare la legge della Regione Campania n. 26 del 28/09/2017 in quanto recante disposizioni, in materia di rete dei servizi assistenziali e ospedalieri per la cura delle patologie neuropsichiatriche, che interferiscono con le funzioni del Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione Campania, in violazione dell’art. 120 Cost., … omissis” ci lascia sconcertati ed amareggiati.
Quella legge non spunta fuori dal nulla ma è il frutto di un lavoro lungo (oltre due anni di audizioni in V Commissione Sanità…), pieno di mediazioni di interessi contrapposti, da noi genitori non sempre condivise.
A gran voce avevamo richiesto di prevedere la possibile opzione per un regime prestazionale di ASSISTENZA INDIRETTA che avrebbe risolto il problema della non appropriatezza delle prescrizioni ASL (in troppi distretti ASL campani continua il vergognoso ostracismo verso l’ABA, la terapia scientificamente più accreditata per il trattamento dell’autismo) e il problema dello sperpero delle risorse a favore di trattamenti meno efficaci.
La riscrittura in sottocommissione dell’art. 14 della legge, con inopportuna cancellazione del riferimento all’assistenza indiretta e l’inserimento all’art. 6 comma 2 lett d) della previsione di erogazione diretta delle prestazioni, da parte dei NNPIA, attraverso specifici elenchi di professionisti dipendenti o convenzionati con comprovata esperienza e formazione(?) in approcci terapeutico–riabilitativi dotati di evidenza scientifica ci aveva lasciato perplessi. Non si precisavano sufficientemente i REQUISITI PROFESSIONALI MINIMI degli operatori coinvolti. Le professionalità ABA non venivano regolamentate in alcun modo, lasciando un pericoloso vuoto normativo.
Ora l’intervento governativo (alquanto singolare visto il duplice ruolo ricoperto dall’on. De Luca) complica ulteriormente il quadro non garantendo l’accesso alle cure e il diritto alla salute di migliaia di cittadini campani.
A parere di chi scrive la Corte Costituzionale si è già più volte pronunciata sui temi oggetto di controversia tra Regione Campania e Governo centrale. Citiamo ad esempio la sentenza 275/2016 e la sentenza 80/2010. Sul tema dei diritti costituzionalmente garantiti spetta al legislatore predisporre gli strumenti idonei alla loro realizzazione ed attuazione, affinché la loro affermazione non si traduca in una mera previsione programmatica, ma venga riempita di contenuto concreto e reale. La natura fondamentale di questi diritti, che sono tutelati anche a livello internazionale dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva con legge 3 marzo 2009, n. 18, impone alla discrezionalità del legislatore un limite invalicabile nel «rispetto di un nucleo indefettibile di garanzie per gli interessati».
Il nostro auspicio è che la politica nazionale e regionale voglia finalmente prenderne atto, approntando gli strumenti necessari per concretizzare le tante belle parole contenute nelle nostre leggi. Siamo stufi di diritti solo di carta. Siamo stanchi di dover ricorrere ogni volta al Tribunale di turno (con le croniche lentezze della nostra macchina giudiziaria) per vederci riconoscere i nostri legittimi diritti.
Da cittadini campani richiamiamo con forza quanto già riconosciuto dalla Corte Costituzionale (sentenza 304/1994): NELLE IPOTESI IN CUI LE STRUTTURE DEL SSN, INCLUSE QUELLE CONVENZIONATE, NON FOSSERO IN GRADO DI ASSICURARE UN TEMPESTIVO INTERVENTO SANITARIO, RESO INDIFFERIBILE DALLE CONDIZIONI DI SALUTE DELLA PERSONA BISOGNOSA DI PRESTAZIONI RIABILITATIVE, E’ LEGITTIMO IL RICORSO A FORME DI ASSISTENZA INDIRETTA, ANCHE ALL’ESTERO.
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