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Timestamp: 2016-10-27 03:39:44+00:00
Document Index: 101771677

Matched Legal Cases: ['art. 94', 'art. 94', 'art. 94', 'art. 94', 'art. 73', 'art. 74', 'art. 94', 'art 121', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 121', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 94', 'art. 94', 'art. 94', 'art.94', 'art. 94']

⭐REPORT NAZIONALE. USO DI SOSTANZE STUPEFACENTI E STATO DELLE TOSSICODIPENDENZE IN ITALIA. (su dati 2012 e primo semestre 2013) SINTESI
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Donata Mattioli
1 REPORT NAZIONALE USO DI SOSTANZE STUPEFACENTI E STATO DELLE TOSSICODIPENDENZE IN ITALIA. (su dati 2012 e primo semestre 2013)2 RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE ii3 DEL REPORT NAZIONALE SULL USO DI SOSTANZE STUPEFACENTI E SULLO STATO DELLE TOSSICODIPENDENZE IN ITALIA Dati relativi all anno (primo semestre) Dipartimento Politiche Antidroga Presidenza del Consiglio dei Ministri IL PIANO D AZIONE NAZIONALE ANTIDROGA Il Piano Nazionale di Azione Antidroga (PAN) è stato messo a punto dal Dipartimento Politiche Antidroga in collaborazione con i vari Ministeri e le Regioni e le Province Autonome partecipanti al gruppo di lavoro. Il documento rappresenta il riferimento strategico per le politiche di settore per il triennio di sua applicazione, basandosi anche sulle analisi condivise con gli operatori del settore nel corso della V Conferenza Nazionale di Trieste e dai lavori dei gruppi post conferenza, oltre che in coerenza con le indicazioni del Piano d Azione Europeo. Il PAN declina le strategie di intervento in modo pragmatico ed essenziale in maniera da poter essere adattato e declinato in base alle diverse realtà territoriali esistenti nel nostro Paese. Risulta pertanto uno strumento flessibile di particolare importanza nell orientare lo sviluppo di azioni concrete, organizzate e coordinate tra il Dipartimento Nazionale e le Regioni/Province Autonome che vorranno adottarlo. Le principali aree su cui concentrare l attenzione e gli interventi per gli anni futuri con un approccio bilanciato e integrato sono: 1. la prevenzione ed in particolar modo quella precoce e orientata ai gruppi più vulnerabili (selettiva) con una forte attenzione allo sviluppo dei programmi di diagnosi precoce da disturbi comportamentali, dell uso occasionale di sostanze e della dipendenza. 2. La cura e prevenzione delle patologie correlate (overdose e infezioni da HIV, epatiti, etc.) che devono essere offerte attivamente e precocemente in tutte le varie forme possibili (in strada, ambulatoriali, residenziali) e conservando quanto più possibile la continuità assistenziale verso percorsi riabilitativi finalizzati al reinserimento socio-lavorativo e alla guarigione 3. Riabilitazione e reinserimento sociale e lavorativo, come pilastro portante e centrale delle nuove politiche e strategie di intervento nel campo delle tossicodipendenze 4. Monitoraggio costante e tempestivo del fenomeno (anche mediante il Sistema Nazionale di Allerta Precoce) e valutazione degli esiti dei trattamenti quale requisito di finanziabilità degli interventi. 5. Legislazione, attività di contrasto e giustizia minorile sul territorio e sulla rete web al fine di creare situazioni di deterrenza e disincentivanti all interno di un approccio bilanciato tra offerta preventiva, terapeutica e azioni finalizzate al contrasto della produzione illegale, dello spaccio e del traffico. Strategie nazionali innovative e coerenti con le indicazioni derivanti dalla V Conferenza Nazionale sulle Droghe e dal Piano d Azione Europeo 5 principali aree di intervento con particolare enfasi per la prevenzione, la riabilitazione ed il reinserimento sociolavorativo i4 RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE Figura 1: Le 5 principali aree di intervento del Piano di Azione Nazionale Antidroga Importante piano di progetti attivato a sostegno delle azioni Tutte la azioni e le raccomandazioni contenute nel PAN trovano inoltre coerente sostegno finanziario, oltre agli ingenti fondi investiti dalle amministrazioni regionali per le attività correnti, anche nelle attività progettuali messe in essere in questi anni dal Dipartimento attraverso la definizione di appropriati piani progettuali condivisi con i Ministeri interessati, molte Regioni e Province Autonome, centri di ricerca oltre che con le associazioni del privato sociale e del volontariato. I dati sotto riportati riconfermano la validità di questa impostazione strategica e delle azioni messe in atto dalle varie amministrazioni regionali che hanno portato in questi ultimi cinque anni il nostro paese ad avere una riduzione e in certi casi ad una stabilizzazione dei consumi di sostanze stupefacenti e alcoliche. Segnali non positivi derivano però dalle giovani generazioni che, se pur con aumenti contenuti, anche in relazione alla promozione soprattutto su internet di questa droga hanno aumentato l uso di cannabis. Strettamente monitorate le nuove droghe sintetiche in offerta su internet o negli smart shop, grazie alla tempestiva azione del sistema nazionale di allerta. Da segnalare il positivo trend quasi decennale che ha portato ad una riduzione della mortalità droga-correlata e della diffusione delle infezioni da HCV e HBV, ad eccezione di una tendenziale ripresa della diffusione dell HIV tra i nuovi utenti dei Ser.T., da riconfermare e tenere sotto controllo. Un ulteriore segno positivo deriva anche dalla continua riduzione delle persone ricoverate nei reparti ospedalieri per vari motivi droga correlati. Il sistema generale di contrasto al traffico ed allo spaccio ha fatto registrare anch esso, inoltre, la positiva diminuzione del numero di soggetti carcerati per violazione del DPR 309/90, e contestualmente la persistenza anche se ulteriormente incrementabile, del numero di tossicodipendenti che escono dal carcere in applicazione delle misure alternative. Il beneficio delle azioni di deterrenza e di controllo attivate, si misurano anche nella riduzione dei morti e dei feriti in incidenti stradali alcol e droga correlati, oltre che una diminuzione delle infrazioni per la guida sotto l effetto di sostanze stupefacenti e/o alcol. Anche l introduzione del drug test dei lavoratori con mansione a rischio ha rilevato una riduzione dei soggetti risultati positivi. Risultati positivi ottenuti negli ultimi 5 anni ii5 Prevalenza % I.1 CONSUMO DI DROGA Le analisi del consumo di sostanze stupefacenti in Italia sono state eseguite utilizzando diverse ed indipendenti fonti informative al fine di poter stimare il più correttamente possibile il fenomeno da vari punti di vista. Nel 2012, sulla base dell indagine di popolazione generale (GPS-ITA) condotta su un campione rappresentativo di circa italiani (percentuale di adesione del 33,4%) è stato stimato il numero totale dei consumatori (intendendo con questo termine sia quelli occasionali che con dipendenza da sostanze con uso quotidiano) pari a (da a , intervallo al livello 1-α=95%) persone. L analisi generale dell andamento dei consumatori di sostanze stupefacenti negli ultimi 12 mesi, riferiti alla popolazione nazionale anni, conferma la tendenza alla contrazione del numero dei consumatori già osservata nel 2010 per tutte le sostanze considerate, anche se con intensità minore rispetto al decremento riscontrato nel 2010 (Figura 2). Figura 2: Consumo di sostanze stupefacenti nella popolazione generale anni (uso di sostanze almeno una volta negli ultimi 12 mesi). Anni ,0% 4,5% 12,0% 4,0% 3,5% 9,0% 3,0% 6,0% 2,5% 2,0% 1,5% 1,0% 0,5% 0,0% Quadro generale Continua la tendenza alla diminuzione globale dei consumatori nella popolazione generale eroina cocaina allucinogeni stimolanti cannabis Fonte: Elaborazione su dati IPSAD Italia , dati GPS-DPA Le persone che hanno dichiarato di aver usato stupefacenti almeno una volta negli ultimi 12 mesi sono: 0,12% per l eroina (0,24% nel 2010), 0,6% per la cocaina (0,89% nel 2010), 4,01% per la cannabis (5,33% nel 2010), per gli stimolanti (ecstasy e/o amfetamine) 0,13% (0,29% nel 2010), per gli allucinogeni 0,19% (0,21% nel 2010). Tabella 1: Consumo di sostanze stupefacenti (prevalenza %) nella popolazione generale anni (uso di sostanze almeno una volta negli ultimi 12 mesi). Anni Sostanza Prevalenza 2010 Prevalenza 2012 Differenza Cannabis 5,33 4,01-1,32 Cocaina 0,89 0,60-0,29 Eroina 0,24 0,12-0,12 Stimolanti 0,29 0,13-0,16 Allucinogeni 0,21 0,19-0,02 Propensione alla diminuzione dei consumatori (LYP) tra 2010 e 2012 Fonte: Studi GPS-DPA 2010 e GPS-DPA 2012 Dipartimento Politiche Antidroga iii6 RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE Figura 3: Distribuzione della popolazione generale anni (uso di sostanze almeno una volta negli ultimi 12 mesi). Anno 2012 Non consumatori 95,04% Consumatori di più sostanze 0,67% Cannabis 3,94% Cocaina 0,10% Il 95,04% della popolazione anni non ha assunto alcuna sostanza stupefacente negli ultimi 12 mesi 4,29% Consumato ri di una sostanza Eroina 0,05% Altro 0,12% Stimolanti 0,06% Allucinogeni 0,02% Fonte: Studio GPS-DPA 2012 Dipartimento Politiche Antidroga Il confronto del trend dei consumi di stupefacenti negli ultimi 11 anni, evidenzia una iniziale e progressiva contrazione della prevalenza di consumatori di cannabis, caratterizzata da una certa variabilità fino al 2008, da una sostanziale stabilità nel biennio successivo e una tendenza all aumento nell ultimo anno. La cocaina, dopo un tendenziale aumento che caratterizza il primo periodo fino al 2007, segna una costante e continua contrazione della prevalenza di consumatori fino al 2012, stabilizzandosi nel 2013 a valori di prevalenza osservati nel In costante e continuo calo il consumo di eroina sin dal 2004, anno in cui è stata osservata la prevalenza di consumo più elevata nel periodo di riferimento, pur rimanendo a livelli inferiori al 2% degli studenti che hanno compilato il questionario. Negli ultimi anni il fenomeno si è stabilizzato. Figura 4: Consumo di sostanza stupefacenti nella popolazione scolastica anni (uso di sostanze almeno una volta negli ultimi 12 mesi). Anni ,0% 23,0% 6,0% 19,0% 5,0% 4,0% 3,0% Indagine 2013 su soggetti con età anni: lieve aumento dei consumatori (LYP) per-cannabis; variazione non significativa per allucinogeni, stimolanti, cocaina ed eroina 2,0% 1,0% 0,0% eroina cocaina allucinogeni stimolanti cannabis Fonte: ESPAD Italia Studi SPS-DPA Dipartimento Politiche Antidroga I consumatori di sostanze stimolanti seguono l andamento della cocaina fino al 2011, ma negli ultimi due anni si osserva una lieve tendenza alla ripresa nei consumi. Per quanto riguarda, infine, la prevalenza del consumo di allucinogeni, essa ha seguito un trend in leggero aumento nel primo periodo di osservazione, fino al 2008, seguito da una situazione di stabilità nel biennio successivo, con una contrazione dal 2010 al 2012; nell ultimo anno si osserva, però, una lieve tendenza all aumento del fenomeno. iv7 Figura 5: Distribuzione degli studenti rispondenti anni (uso di sostanze almeno una volta negli ultimi 12 mesi). Anno 2013 Non consumatori 77,61% Consumatori di più sostanze 3,88% Cannabis 17,72% Il 77,6% degli studenti anni non ha assunto alcuna sostanza stupefacente negli ultimi 12 mesi Consumatori di una sostanza 18,51% Cocaina 0,09% Stimolanti 0,05% Allucinogeni 0,13% Eroina 0,01% Altro 0,51% Fonte: Studi SPS-DPA 2013 Dipartimento Politiche Antidroga Lo studio 2013 sulla popolazione studentesca (su un campione di soggetti di età compresa tra anni con percentuale di risposta pari a circa il 75%) evidenzia le seguenti percentuali di consumatori (una o più volte negli ultimi 12 mesi): cannabis 21,43% (19,14% nel 2012), cocaina 2,01% (1,86% nel 2012), eroina 0,33% (0,32% nel 2012), stimolanti (amfetamine e/o ecstasy) 1,33% (1,12% nel 2012) ed allucinogeni 2,08% (1,72% nel 2012). Tabella 2: Consumo di sostanze stupefacenti (prevalenza %) nella popolazione scolastica anni (uso di sostanze almeno una volta negli ultimi 12 mesi). Anni Sostanza Prevalenza 2011 Prevalenza 2012 Prevalenza 2013 Differenza Cannabis 17,91 19,14 21,43 2,29 Cocaina 2,00 1,86 2,01 0,15 Eroina 0,41 0,32 0,33 0,01 Stimolanti 0,92 1,12 1,33 0,21 Allucinogeni 1,88 1,72 2,08 0,36 Consumatori (una o più volte negli ultimi 12 mesi): cannabis: +2,29 cocaina: +0,15 eroina: +0,01 stimolanti: +0,21 allucinogeni: +0,36 Fonte: Studi SPS-DPA Dipartimento Politiche Antidroga Parallelamente agli studi epidemiologici classici, il Dipartimento Politiche Antidroga, ha affidato all Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, i prelievi e l analisi di campioni di acque reflue rilevati nel 2011 e nel 2012 presso 17 centri urbani distribuiti su tutto il territorio nazionale per la misura delle concentrazioni di residui di sostanze presenti nei campioni. Il fenomeno cannabis su internet Su internet, dal 2008 ad oggi, la promozione e i siti a favore sia della legalizzazione della cannabis che della vendita di prodotti per la sua produzione e consumo, si sono particolarmente ampliate e radicate. Dai siti registrati come singolo dominio, ai blog, passando per gli shop-online e le pagine sui social network, gli utenti di tutto il mondo acquistano semi, si scambiano indicazioni circa la coltivazione e forniscono pareri sugli effetti delle diverse piante. Da un ampia analisi effettuata sui database accessibili sia degli enti istituzionali, che delle aziende di settore è stato possibile stimare che il numero dei siti tematici favorevoli alla legalizzazione e liberalizzazione o offrenti sostanze abbia abbondantemente superato nel v8 RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE corso di quest anno le unità (dato sotto stimato). Una decisa progressione se si guarda il dato riferito all anno 2008, in cui si parla di circa Crescita considerevole anche per quelle pagine (a cui si è potuto liberamente accedere) che trattano con motivazioni positive l argomento cannabis all interno dei social network, sui forum tematici o nei blog a carattere personale, di cui si stima un livello decisamente alto, favorito dal successo dell aggregazione, soprattutto giovanile, in ambito virtuale. Il picco di toccato a maggio del 2013 ha una proiezione in crescita del 2% entro fine anno. Il discorso non cambia anche per il comparto e-commerce o meglio la vendita online di semi da collezione ed attrezzature per la germinazione. Sono ancora numerosissimi gli e-shop che mettono in vetrina dalle sementi ai kit d illuminazione, passando per i fertilizzanti biologici specifici per la cannabis. E interessante notare l andamento di crescita dei siti dal 2008 al 2013 dei siti pubblicizzanti o che pubblicizzano in vario modo l uso di cannabis e metterlo in relazione con l andamento dei consumi nella popolazione anni. Questa fascia di età, infatti, è quella che più utilizza Internet e frequenta i social network. Come si può notare all aumento della pressione di marketing è corrisposto, con un tempo di latenza dai 14 ai 24 mesi, un aumento di consumi di cannabis nelle fasce giovanili invertendo una tendenza alla diminuzione che si osservava dal 2008 e creando dal 2011 un incremento di circa 3 punti percentuali. Questo fenomeno deve fare riflettere anche sulla capacità di indurre consumi nei giovani da parte delle numerose offerte di sostanze stupefacenti su internet e della pubblicizzazione dei loro effetti spesso con pubblicità ingannevoli e che addirittura arrivano all offerta di franchising. Da ricordare infine, che questi siti, spesso offrono contemporaneamente anche altre sostanze stupefacenti quali oppiacei, cocaina ma anche i cannabinoidi sintetici, mefedrone, piperazine ecc.. Figura 6: Diffusione dei siti pro-legalizzazione, dei blog, dei forum, dei social network e dell e-commerce relativo a sementi e prodotti per la coltivazione di cannabis vs consumatori di cannabis (marijuana o hashish) (prevalenza %) nella popolazione scolastica anni negli ultimi 12 mesi. Anni ,1% ,5% 18,5% 17,9% 19,1% 21,4% Siti tematici pro legalizzazione E-commerce prodotti Blog, forum e social network pro cannabis Prevalenza (%) di cannabis anni Fonte: Studi SPS-DPA Dipartimento Politiche Antidroga vi9 Tabella 3: Concentrazioni di sostanze stupefacenti nelle acque reflue. Anni 2010 e 2011 Sostanza Consumi 2011 Consumi 2012 Differenza Eroina (dosi/die ab.) 2,15 2,05-0,10 Cocaina (dosi/die ab.) 5,56 6,69 1,13 Cannabis (dosi/die ab.) 34,48 28,37-6,10 Ecstasy (dosi/die ab.) 0,06 0,05-0,01 Amfetamine (dosi/die ab.) 0,00 0,07 0,07 Metamfetamine (dosi/die ab.) 0,24 0,25 0,01 Ketamina (grammi die) 2,29 2,84 0,55 Fonte: Studio AquaDrugs Dipartimento Politiche Antidroga Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Il consumo più consistente di sostanze stupefacenti si osserva per la cannabis, mediamente circa 28,4 dosi giornaliere ogni abitanti nel 2012, con una sostanzialmente contrazione rispetto al dato medio riscontrato nel 2011 (34,5). Tra le sostanze in cui si osserva una contrazione dei consumi figurano l eroina (2,1 dosi giornaliere ogni abitanti nel 2012 vs 2,0 nel 2011) e l ecstasy (0,06 vs 0,05). Un aumento dei consumi sono stati rilevati per la cocaina (5,6 vs 6,7), le amfetamine (0 vs 0,07), per le metamfetamine (0,24 vs 0,25) e per la Ketamina (2,3 vs 2,8). Concentrazioni di sostanze nelle acque reflue: cannabis: -6,10 cocaina: +1,13 eroina: -0,10 ecstasy: -0,01 amfetamine: +0,07 metamfetamine: +0,01 ketamina: +0,55 Cocaina: consumo più consistente Cannabis: consumi in contrazione NUOVE DROGHE Negli ultimi anni si è assistito all entrata sul mercato di una serie di nuove droghe sintetiche. Queste sostanze vengono messe sul mercato da nuove organizzazioni criminali usando prevalentemente Internet o, in misura minore, smart shop pubblicizzandole come sali da bagno, incensi, fertilizzanti, prodotti naturali, erbe mediche, ecc. In realtà si tratta di potenti molecole chimiche di sintesi vendute sotto mentite spoglie delle quali molte volte lo stesso acquirente non conosce l esatta composizione. Molti di questi prodotti vengono preparati artigianalmente in laboratori fatiscenti e a bassissima qualità igienica e messi in commercio attraverso una pubblicizzazione su siti web specializzati (che il Sistema Nazionale di Allerta Precoce del DPA monitora costantemente) con pagamento tramite carta di credito e spedizione mediante corriere postale. Il fenomeno ha diffusione mondiale, europea e nazionale anche se, per fortuna, la prevalenza d uso di queste sostanze è ancora molto bassa in Italia. Queste molecole sono ancora poco conosciute e riconoscibili dai normali laboratori. Pertanto, una delle difficoltà maggiori che si incontrano è proprio quella di identificarle precocemente. Ciò complica soprattutto il lavoro dei pronto soccorsi e delle unità di emergenza a cui dal 2010 sono afferiti 41 casi di intossicazione da cannabinoidi sintetici, 8 casi da catinoni sintetici e 10 da metossietamina. Nel 90% i casi sono avvenuti nel Nord Italia, in un range di età che va dai 15 ai 55 anni, con un età media di 35 anni. In collaborazione con il Ministero della Salute, queste nuove droghe sintetiche sono state rese illegali provvedendo all inserimento nelle Tabelle delle sostanze stupefacenti non solo delle singole molecole ma anche dei loro analoghi strutturali. Oltre a questo, il Sistema Nazionale di Allerta Precoce, tramite l Istituto Superiore di Sanità, ha provveduto a fornire ai propri centri collaborativi e laboratori gli standard analitici di riferimento per poterle identificare e quindi agevolare il lavoro delle Forze dell Ordine che hanno, in questo modo, la capacità di identificarle velocemente, sequestrarle e perseguire efficacemente gli spacciatori. Ad oggi, il Sistema di Allerta (attraverso i 72 centri collaborativi e i 66 laboratori dei RIS/LASS) ha Nuove droghe sintetiche: mercato in espansione ma sotto controllo in Italia Bassa prevalenza d uso nella popolazione italiana Registrati 59 primi casi di intossicazione acuta, soprattutto nel Nord Italia in una popolazione prevalentemente di giovani adulti Oltre 250 nuove molecole identificate in entrata sul territorio italiano ed europeo vii10 RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE identificato, dal 2009, oltre 250 nuove molecole segnalandole al Ministero della Salute per la tabellazione e provvedendo a diffondere su tutto il territorio nazionale allerte tempestive con informazioni tecnico-scientifiche per poter identificare più precisamente e tempestivamente i sintomi di intossicazione acuta e agire in maniera migliore con trattamenti adeguati. Queste nuove sostanze vengono spesso utilizzate anche nei rave party illegali. Per questo, il Sistema di Allerta ha organizzato dal 2010 anche un sistema di monitoraggio della rete Internet per l individuazione di questi eventi segnalandoli alle Forze dell Ordine per poter intervenire in termini preventivi. Ad oggi sono stati segnalati 117 eventi, di cui il 67% è stato impedito o gestito dalle forze dell ordine o dalle unità sanitarie mobili a fini preventivi. Contemporaneamente, è stata monitorata dal Sistema di Allerta anche la rete web per la prevenzione delle offerte di queste droghe: dal 2011 sono stati individuati 59 siti web esclusivi per l offerta di droghe, con server localizzati in Italia, e altre 451 pagine web che promuovevano e offrivano sostanze stupefacenti in siti non esclusivi per questa attività. Nel 63,6% dei casi si è arrivati alla rimozione degli annunci che offrivano sostanze, nel 20,6% alla chiusura della pagina web e nell 8,4% dei casi i siti sono stati completamente chiusi. Un ulteriore sostanza che è stata monitorata è la ketamina che risulta anch essa poco utilizzata ma che in questi anni sta tornando alla ribalta soprattutto nell Italia del Nord e del Centro. L insieme di ketamina, funghi e altri allucinogeni presenta una prevalenza percentuale di circa l 1,7% nella popolazione studentesca tra i anni (uso almeno una volta negli ultimi 12 mesi), con un incremento di circa 0,4 punti percentuali dal 2012 al Efficacia del sistema di prevenzione dei rave party illegali: 117 eventi segnalati; 67% impedito o gestito Monitorata anche la rete web: individuati 59 siti e 451 pagine web. 63,6% rimozione annunci; 20,6% chiusura pagina; 8,4% chiusura sito Ketamina: anestetico per cavalli, sostanza di nicchia ma in lieve crescita POLICONSUMO Il fenomeno del policonsumo, e quindi della polidipendenza, che da qualche anno è stato registrato prende sempre più piede soprattutto nelle fasce giovanili (15-19 anni, uso almeno una volta negli ultimi 30 giorni). L uso contemporaneo o alternato di diverse droghe si caratterizza soprattutto nei giovani che spesso associano sequenzialmente droghe up con droghe down. E stato rilevato, infatti, che i consumatori di cannabis (sostanza primaria) usano contemporaneamente anche cocaina (sostanza secondaria) nel 5,6% dei casi, ed eroina (sostanza secondaria) nell 1,1%. I consumatori di cocaina (sostanza primaria) usano nell 84,5% dei casi anche cannabis (sostanza secondaria) e nel 16,4% eroina (sostanza secondaria). I consumatori di eroina (sostanza primaria) usano nell 85,3% dei casi anche cannabis (sostanza secondaria) e nell 83,9% cocaina. Da segnalare, inoltre, con percentuali variabili tra l 80 e il 93% dei casi di questa fascia di popolazione giovanile (consumatori di sostanze stupefacenti), l uso contemporaneo di tabacco e alcol. L uso di queste sostanze nelle fasce giovanili di non consumatori di sostanze stupefacenti (84,2% della popolazione italiana) risulta molto più ridotta essendo del 28% per il tabacco e del 52,8% per l alcol. Questa fascia di non consumatori ha anche una prevalenza molto più ridotta di gioco d azzardo patologico. Nella popolazione generale (15-64 anni) (uso di sostanze almeno una volta negli ultimi 30 giorni), invece, il policonsumo risulta più ridotto e con diverse percentuali. Infatti, nei consumatori di cannabis (sostanza primaria) si registra un 6,1% di uso contemporaneo di cocaina (sostanza secondaria) e 1,4% di uso di eroina (sostanza secondaria). Nei consumatori di cocaina (sostanza primaria), il 48,8% consumava anche cannabis (sostanza secondaria), il 12,1% anche eroina (sostanza secondaria). Nei consumatori di eroina (sostanza primaria), il 39,5% consumava anche cannabis (sostanza secondaria), il 47,3% anche cocaina (sostanza secondaria). Nei consumatori di sostanze, l uso contemporaneo di tabacco e alcol oscillava tra il 60 e l 83%. Nei non consumatori di sostanze, nella fascia di età (97,9% della popolazione italiana), l uso di tabacco era presente nel 22,7%, mentre l uso di alcol era presente nel 52,1%. Da sottolineare quindi, e soprattutto, la diversità che si riscontra nei giovani consumatori di viii11 cocaina ed eroina come sostanze primarie, relativa all alta frequenza (quasi doppia) di sostanze secondarie tra cui la cannabis che, normalmente, è stata usata come droga di iniziazione ( gateway ) per poi permanere come droga secondaria di accompagnamento. SOGGETTI ELEGGIBILI A TRATTAMENTO (I.2) E SOGGETTI IN TRATTAMENTO (I.3) I soggetti con dipendenza da sostanze (tossicodipendenti con bisogno di trattamento) risultano essere circa ( nel 2011) e rappresentano l 11,1/1000 residenti di età compresa tra i 15 e i 64 anni. Di questi, (7,1/1000 residenti) non risultano essere in trattamento presso i servizi di assistenza, dei quali, circa dipendenti da oppiacei (1,3/1000 residenti), da cocaina (2,1/1000 residenti) e circa per cannabis (3,7/1000 residenti) il numero stimato di soggetti con bisogno di trattamento Figura 7: Distribuzione percentuale dei soggetti con bisogno di trattamento, in soggetti assistiti e soggetti non assistiti per oppiacei cocaina e cannabis. Anno 2012 Oppiacei 27,6% Soggetti in trattamento (37,1%) Cannabis 32,8% Cocaina 5,5% Cannabis 3,2% Soggetti non in trattamento (62,9%) Cocaina 18,4% Oppiacei 11,7% Altro 0,8% Fonte: Elaborazione su dati Ministero Salute e Ministero Interno (*) I soggetti in trattamento nel 2012 sono di cui per oppiacei, cocaina e cannabis e per altre sostanze (psicofarmaci, allucinogeni, psicofarmaci, altre droghe). Le regioni con maggior bisogno di trattamento per oppiacei sono, nell ordine, Liguria, Basilicata Sardegna, Molise e Toscana che presentano una prevalenza superiore a 6,0/1000 residenti di età compresa tra anni. I soggetti che hanno richiesto per la prima volta un trattamento sono stati con un tempo medio di latenza stimato tra inizio uso e richiesta di primo trattamento di 6,1 anni (oscillante tra i 3,9 e gli 8,8 anni), differenziato da sostanza a sostanza (oppiacei 5,5 anni; cocaina 8,5 anni; cannabis 5,7 anni). L età media dei nuovi utenti è 34,4 anni, con un arrivo ai servizi sempre più tardivo rispetto agli anni precedenti. Questo significa che vi è un aumento del tempo fuori trattamento con tutti i rischi che ne conseguono e quindi un arrivo sempre più tardivo ai servizi. Da segnalare il record italiano, rispetto alla media europea, per gli utenti in trattamento con età superiore di 39 anni, quale indicazione della tendenza alla cronicizzazione. Le sostanze primarie maggiormente utilizzate dagli utenti in trattamento risultano essere il 74,4% oppiacei, il 14,8% cocaina e l 8,7% cannabis. Diminuzione della richiesta di cura: nuovi utenti nel 2012 (- 1,2 punti percentuali rispetto al 2011) Arrivo al servizio più tardivo Sostanza primaria maggiormente ix12 RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE Le sostanze secondarie maggiormente utilizzate sono state la cannabis (30,5%) e la cocaina (28,5%). utilizzata: eroina Figura 8: Utenti assistiti dai Ser.T. x residenti anni per area geografica e scostamenti dalla media nazionale. Anno 2012 Toscana Liguria Puglia Molise Umbria Marche Sardegna Emilia Romagna Abruzzo Lazio Friuli Venezia Giulia Campania Basilicata Piemonte Veneto Valle d'aosta Sicilia Prov. Aut. Trento Lombardia Calabria Prov. Aut. Bolzano 0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 Fonte: Flusso SIND e schede ANN Il totale delle persone in trattamento presso i Ser.T. è stato nel 2012 ( nel 2011). Questi dati sono stati calcolati dal flusso informativo del Ministero della Salute con un indice di copertura dei servizi di assistenza superiore al 90%. Nell ultimo anno, vi è una diminuzione degli utenti in trattamento per uso di oppiacei del 27,6% e di cocaina del 35,1%. Le regioni con maggior percentuale di utenti in carico per uso primario di oppiacei sono nell ordine: Trentino Alto Adige, Valle D Aosta, Abruzzo e Basilicata. Le regioni con maggior percentuale di utenti in carico per uso primario di cocaina sono nell ordine: Lombardia ed Emilia Romagna. Le strutture socio-sanitarie attive dedicate alla cura ed al recupero di persone con bisogno assistenziale legato all uso di sostanze psicoattive sono complessivamente 1.661, di cui 633 (38,1%) servizi pubblici per le tossicodipendenze (Ser.T.) e le rimanenti sono strutture socio-riabilitative, di queste in prevalenza sono strutture residenziali (66,5%). Rispetto al 2011 si osserva un incremento dei servizi per le tossicodipendenze del 12,4% (da 563 a 633), a fronte di una diminuzione delle strutture ambulatoriali pari all 8,9% e delle strutture semiresidenziali (-3,4%). Nel 2012 è stato condotto uno studio dal DPA sull esito dei trattamenti presso i Dipartimenti delle Dipendenze (progetto Outcome) analizzando soggetti in trattamento farmacologico integrato. Il 77,8% degli utenti in terapia ha avuto una buona risposta al trattamento, sospendendo l uso di sostanze stupefacenti. Questa percentuale è andata crescendo costantemente nel tempo passando da valori medi nel 2009 di 55,4% a 77,8% nel Analizzando il periodo trascorso in trattamento, si è osservato che i soggetti in terapia, nel corso del 2012, sono risultati negativi ai drug test nell 80,6% delle giornate di terapia. Inoltre, il 63,2% dei pazienti è risultato professionalmente occupato utenti in trattamento nei Ser.T Diminuzione % degli utenti in trattamento per oppiacei e cocaina strutture di assistenza, di cui 633 Ser.T. e strutture socioriabilitative In diminuzione le strutture riabilitative Buona risposta alle terapie farmacologiche integrate: 80,6% dei gg in terapia senza uso di droghe x13 I.4 IMPLICAZIONI E CONSEGUENZE PER LA SALUTE L uso di sostanze stupefacenti, anche non iniettivo ed occasionale, comporta gravi danni per la salute, sia in ambito neuropsichico che internistico-infettivologico. Oltre a questo si aggiunge il rischio di incidenti stradali alcol-droga correlati. Le patologie infettive correlate maggiormente presenti sono l infezione da HIV, le infezioni da virus epatitici, le malattie sessualmente trasmesse e la TBC. Con l introduzione del decreto SIND dell 11 Giugno 2010, che ha sostituito il precedente flusso di dati aggregati D.M. del 20/09/1997, l invio delle informazioni da parte delle Regioni al Ministero della Salute e il successivo trasferimento al DPA sui test per infezione da HIV, epatite virale B ed epatite virale C per l anno 2012, ha subito una serie di problemi e difficoltà tecniche (tipiche dell avvio dei nuovi sistemi informativi complessi) che ha comportato una forte riduzione del numero di dati validi per le elaborazioni per la maggior parte delle Regioni e Province Autonome, rendendo di conseguenza inattendibili con i nuovi dati 2012 la rappresentazione aggiornata di un profilo nazionale dei risultati relativi a tale aspetto del fenomeno. Il Dipartimento Politiche Antidroga a tal fine, ritiene pertanto opportuno non pubblicare i risultati delle elaborazioni condotte sui dati 2012 provenienti dal flusso SIND (nel testo della Relazione sono stati comunque riportati anche i dati relativi alle sole 3 Regioni che hanno trasmesso dati elaborabili per il 2012), non essendo ancora consolidato e controllato la qualità; riproponendo pertanto i dati riferiti al periodo precedente Per comprendere meglio il problema che si è presentato viene riportata in seguito una tabella esemplificatrice in cui si può evincere il grado del problema dei dati mancanti. Nell 80% circa degli utenti in carico ai servizi ( soggetti) mancavano i dati relativi alla condizione sierologica per l epatite B e C rendendo, quindi impossibile le elaborazioni. I dati relativi ai test per HIV presentano, inoltre, anche un altro problema relativo alla privacy, in quanto, per mantenere tale condizione, il trasferimento di uno specifico archivio è stato fatto in modo da non contenere alcun riferimento in grado di identificare, anche indirettamente, il singolo assistito, al fine di non perdere l anonimato. Questo comporta che non è possibile l individuazione delle persone alle quali il test è stato somministrato più volte nell anno di riferimento (riportate più volte all interno dell archivio come singolo tracciato record non linkabile) andando a generare, in questo modo, conteggi multipli. Tale aspetto risulta particolarmente importante nell ambito delle analisi del numero di soggetti per i quali dispone l informazione sull esecuzione del test rispetto al contingente complessivo di persone assistite dai servizi, relativamente all impossibilità del calcolo dell indicatore. Infatti, potendo essere erroneamente un soggetto contato più volte, può verificarsi la condizione che il numero di soggetti con informazioni sull esecuzione del test sia superiore al totale assistiti. Con riferimento alla situazione osservata nel 2011, si è potuto determinare che vi è una tendenza ormai pluriennale a non testare gli utenti in trattamento presso i Ser.T. per le principali infezioni quali quelle da HIV, HCV e HBV. La percentuale nazionale media di utenti non sottoposti al test HIV è risultata del 69,5% con grave compromissione dei programmi di diagnosi precoce. Relativamente all epatite virale B (HBV) gli utenti non sottoposti a test risultano pari al 78,9%; analogamente rispetto all epatite virale HCV gli utenti non sottoposti a test raggiungono la percentuale dell 83,4%. Preoccupante il tassi di NO Testing nei Ser.T. : -HIV: 69,5% -HBV: 78,9% -HCV:83,4% xi14 RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE Figura 9: Percentuale di utenti Non Testati a test HIV, HBV e HCV. Anni HCV HBV HIV 83,4% 78,9% 69,5% Fonte: Elaborazione su dati Ministero della Salute inviati dalle Regioni e PP.AA. A livello nazionale, le situazioni più critiche dei soggetti non testati a test HIV sono emerse nella Provincia Autonoma di Bolzano (100% di soggetti non testati), in Toscana (86,6%), Abruzzo (83,4%), Sicilia e Sardegna rispettivamente con l 81% di utenti non sottoposti a test. La scarsità di utilizzo del test si conferma anche per l HBV. La percentuale nazionale di soggetti non testati a test HBV risulta essere pari al 78,9%. Anche in questo contesto le regioni con minior ricorso a test sono emerse nella Provincia Autonoma di Bolzano (100%), Abruzzo (92,6%), Toscana (92,1%), Umbria (90,4%), Lombardia (86,7% ) e Sicilia (86,5%). Le situazioni più critiche dei soggetti non testati a test HCV sono emerse nella Provincia Autonoma di Bolzano (100%), in Umbria (95,0%), Lombardia (91,0%), Toscana, Abruzzo e Valle d Aosta (90%), Le regioni più colpite dall HIV sono risultate: Lombardia, Sardegna, Toscana e Provincia Autonoma di Trento. Regioni meno virtuose -P.A. Bolzano, -Toscana, Veneto, Abruzzo, -Sicilia, Sardegna Figura 10: Percentuale di utenti Non Testati a test HIV. Anno 2011 P.A. Bolzano 100% Toscana Abruzzo Sicilia Sardegna (1) Lombardia Veneto Basilicata 86,6% 83,4% 81,1% 81,0% 78,2% 73,7% 72,2% NO Testing HIV: 69,5% Molise Calabria Puglia Valle d'aosta Marche Friuli Venezia Giulia Campania 65,3% 64,8% 64,0% 62,6% 59,9% 59,0% 52,7% (1) Emilia Romagna P.A. Trento (3) Piemonte (3) Umbria (3) Lazio (4) Liguria 45,9% 42,9% ITALIA 69,5% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% (%) (1) Flusso informativo (ANN e 06) (2) Flusso SIND (Monitoraggio HIV) (3) Fornito un Flusso informativo SIND parziale (indicatore non calcolabile) (4)Dato richiesto ma non pervenuto Fonte: Elaborazione su dati Ministero della Salute inviate dalle Regioni e PP.AA. xii15 Prevalenza Prevalenza I controlli dei test sulle malattie infettive effettuati sui nuovi utenti in carico ai servizi evidenzia una prevalenza di casi positivi in tendenziale diminuzione per HBV e HCV dal 2010 al 2011, sebbene i dati del 2011 rappresentano delle stime in considerazione dell elevata variabilità delle informazioni rilevate in seguito dell introduzione del nuovo sistema informativo dei servizi per le tossicodipendenze che non è ancora perfettamente funzionante nel flusso dati e quindi tali dati sono da considerarsi provvisori ed in alcuni casi stimati. La presenza dell infezione da HIV nei nuovi tossicodipendenti (primo accesso ai servizi) sembrerebbe in aumento dal Questo dato, sicuramente da riconfermare con nuovi studi risulta comunque preoccupante soprattutto se associato al costante incremento della percentuale di utenti che non vengono testati nei servizi e al fatto che il nuovo sistema di rilevamento tenderebbe a sottostimare le prevalenze e quindi ad attenuare questo possibile incremento. Figura 11: Prevalenza di Nuovi Utenti positivi a test HIV, HBV e HCV. Anni ,0 45,0 HCV 40,0 35,0 30,0 25,0 20,0 HBV 22,8% 15,0 10,0 5,0 HIV 14,5% 6,0% 0, Fonte: Elaborazione su dati Ministero della Salute inviate dalle Regioni e PP.AA. Nell utenza già nota ai servizi l andamento della prevalenza di positivi HIV, HCV, e HBV la propensione alla diminuzione è meno accentuata rispetto ai nuovi utenti, anche in virtù della maggior consistenza numerica e della prevalente quota parte di soggetti già positivi da periodi precedenti. Rispetto ai differenti test sierologici, la presenza di HBV negli utenti in carico da periodi precedenti, secondo le stime calcolate per il 2011, sembra più stazionaria nel 2011 se confrontata con l anno precedente. Figura 12: Prevalenza di utenti Già in Carico positivi a test HIV, HBV e HCV. Anni ,0 70,0 HCV 60,0 62,4% 50,0 HBV 40,0 30,0 36,5% 20,0 HIV 10,0 0, ,8% Fonte: Elaborazione su dati Ministero della Salute inviate dalle Regioni e PP.AA. xiii16 RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE Pur con le dovute precauzioni, la prevalenza media nazionale dei soggetti testati risultati HCV positivi sembra attestarsi al 54,0% con percentuali differenziate nel seguente modo: 54,5% nelle femmine e il 53,9% nei maschi; mentre è il 20,2% nelle femmine e il 23,2% nei maschi nei nuovi utenti. La maggior prevalenza si è riscontrata nel genere femminile. Tra i soggetti testati per HBV, la prevalenza media nazionale di positivi tende al 33,4% con percentuali differenziate nel seguente modo: 50,5% nelle femmine e il 34,9% nei maschi; mentre è il 13,1% nelle femmine e il 14,7% nei maschi nei nuovi utenti. La maggior prevalenza si è riscontrata nel genere femminile. Concentrando l attenzione sulla patologia da immunodeficienza, la tendenza della prevalenza di positivi sembra orientarsi in direzioni opposte osservando i nuovi utenti e gli utenti già in carico. Nel primo gruppo, infatti, se da un lato si assiste ad una continua contrazione della percentuale di testing, dall altra si osserva un tendenziale aumento della prevalenza stimata. Prevalenza di utenti in trattamento presso i Ser.T: 54,0% HCV positivi Prevalenza di utenti in trattamento presso i Ser.T: 33,4% HBV positivi Figura 13: Prevalenza di Nuovi Utenti Positivi a Test HIV. Anni 2010 e 2011 Anno 2010 Positivi a Test HIV 2,5% Positivi a Test HIV (Stima) 6,0% Anno 2011 Prevalenza di Nuovi Utenti: 2010: 2,5% 2011: 6,0% Non Positivi a Test HIV 97,5% Non Positivi a Test HIV 94,0% Fonte: Elaborazione su dati Ministero della Salute inviati dalle Regioni e PP.AA. Come già evidenziato in precedenza, tra gli utenti già in carico da periodi precedenti, la presenza di sieropositività, secondo le stime del 2011, sembra in contrazione, sebbene come già osservato, i valori risultanti per il 2011 contengano distorsioni imputabili all attivazione del nuovo sistema informativo presso i servizi per le tossicodipendenze. Figura 14: Prevalenza di Utenti Già in carico Positivi a Test HIV. Anni 2010 e 2011 Positivi a Test HIV 13,3% Positivi a Test HIV (Stima) 8,8% Anno 2011 Prevalenza di Utenti già in carico: 2010: 13,3% 2011: 8,8% Anno 2010 Non Positivi a Test HIV 86,7% Non Positivi a Test HIV 91,2% Fonte: Elaborazione su dati Ministero della Salute inviati dalle Regioni e PP.AA. xiv17 Pur con le dovute precauzioni, la prevalenza media nazionale dei soggetti testati risultati HIV positivi sembra risultare pari all 8,3% con percentuali differenziate nel seguente modo: 12,2% nelle femmine e il 7,7% nei maschi; mentre è l 8,7% nelle femmine e il 5,5% nei maschi nei nuovi utenti. La maggior prevalenza si è riscontrata nel genere femminile. Prevalenza di utenti in trattamento presso i Ser.T: 8,3% HIV positivi Figura 15: Prevalenza di Utenti Positivi a Test HIV per genere. Anno 2011 Positivi a Test HIV (Stima) 7,7% Maschi Positivi a Test HIV (Stima) 12,2% Femmine Prevalenza di Utenti HIV positivi per sesso: 2010: 7,7% 2011: 12,2% % Non Positivi a Test HIV 92,3% % Non Positivi a Test HIV 87,8% Fonte: Elaborazione su dati Ministero della Salute inviati dalle Regioni e PP.AA. Dalla lettura delle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) disponibili fino al 2011, emerge una aumento della presenza di ricoveri per TBC droga correlati (0,2% nel 2011 contro 0,1% nel 2010). I ricoveri droga correlati risultano in riduzione di 3,2%. L urgenza medica è il motivo prevalente del ricovero (65,9%). La percentuale di dimissioni volontarie è alta (9,7%) in diminuzione del 3,3% rispetto al Un aspetto da evidenziare è l aumento dei ricoveri per uso di cannabis (13,5%). Si registra anche un aumento dei ricoveri per uso di più sostanze contemporaneamente (3,6%) e di amfetamine (2,5%). In controtendenza si segnala una contrazione dei ricoveri per uso di antidepressivi (-13,5%), uso di allucinogeni (-12,5%), uso di oppiacei (-7,0%), uso di sostanze non specificate (-4,7%), uso di barbiturici (-2,1) e infine uso di cocaina (-1,1%). Da segnalare anche nel 2011 i ricoveri per uso di barbiturici particolarmente rilevati in soggetti in età avanzata, oltre i 65 anni. Le classi di età più frequenti nei ricoveri per le diverse sostanze sono state: cannabis anni, cocaina anni, oppiacei anni, psicofarmaci anni. Le regioni con maggior tasso di ospedalizzazione sono Liguria, Sardegna, Emilia - Romagna, Valle d Aosta e Umbria con un tasso superiore alla media nazionale che è di 35,7 ricoveri per abitanti. Si registra ormai da tempo un trend in decremento dei decessi droga correlati, con un maggior decremento dell andamento in Italia rispetto al trend europeo. Nel 1999 i decessi sono stati 1.002, nel 2012 sono stati 390. I decessi nel genere femminile hanno subito un aumento proporzionale rispetto a quelli del genere maschile (9,0% nel ,1% nel 2012). Si evidenzia anche un aumento dell età media del decesso. Riduzione dello 3,2% dei ricoveri ospedalieri droga-correlati Aumento di ricoveri per uso di cannabis Continua il calo della mortalità acuta drogacorrelata, lieve aumento nel 2012 (overdose, etc) xv18 RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE Figura 16: Trend dei decessi per overdose, secondo il genere e l anno di decesso. Anni Fonte: Elaborazione su dati Ministero dell Interno - DCSA Maschi Femmine Totale L Umbria risulta essere la Regione più critica, con un tasso di mortalità acuta droga correlata pari a quasi 4 decessi ogni residenti. Umbria record negativo delle overdose Figura 17: Tasso di mortalità per intossicazione acuta da stupefacenti (decessi x residenti). Anno 2012 Umbria Marche Sardegna Campania Toscana Lazio Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia Veneto ITALIA 1,0 Piemonte Liguria PA Trento Sicilia Molise Abruzzo Lombardia Calabria Basilicata Puglia PA Bolzano Fonte: Elaborazione su dati del Ministero dell Interno DCSA L eroina risulta essere la prima sostanza responsabile delle morti per overdose; la seconda è la cocaina. L età media dei deceduti è di 37 anni. Gli incidenti stradali rappresentano un problema rilevante non solo per i consumatori ma anche per le terze persone coinvolte in questi eventi. Molti di questi incidenti sono alcol droga correlati. Si assiste ad una diminuzione del numero totale degli incidenti stradali dal 2010 al 2011 pari a 2,7%. Inoltre, vi è una diminuzione del 5,6% dei deceduti e del 3,5% dei feriti. Riduzione dei morti, dei feriti in seguito ad incidenti stradali xvi19 I.5 GAMBLING E GIOCO D AZZARDO E PATOLOGICO La dimensione del fenomeno in Italia è difficilmente stimabile in quanto, ad oggi, non esistono studi accreditati, esaustivi e validamente rappresentativi del fenomeno. La popolazione italiana totale è stimata in circa 60 milioni di persone, di cui il 54% ha giocato d azzardo (cioè spendendo denaro) almeno una volta negli ultimi 12 mesi. La stima però dei giocatori d'azzardo problematici (cioè coloro che giocano frequentemente investendo anche discrete somme di denaro ma che non hanno ancora sviluppato una vera e propria dipendenza patologica ma sono a forte rischio evolutivo) varia dall'1,3% al 3,8% della popolazione generale mentre la stima dei giocatori d'azzardo patologici (cioè con una vera e propria malattia che si manifesta con una dipendenza patologica incontrollabile) varia dallo 0,5% al 2,2% (DPA, Ministero della Salute, 2012). Da alcune osservazioni inoltre emergerebbe che il 60% degli introiti totali da gioco (almeno per quanto riguarda le slot machine) sarebbero alimentati proprio da questa classe minoritaria di giocatori patologici più vulnerabili. Esse sono presone vulnerabili che per una serie di fattori, individuali (di tipo neuro psichico), familiari ed ambientali, se esposte allo stimolo da gioco e/o pubblicità incentivanti il gioco possono sviluppare una malattia. Questa conoscenza scientifica, ormai innegabile, impone a tutte le amministrazioni responsabili una forte riflessione sulle misure di prevenzione e di regolamentazione a tutela della salute dei cittadini da adottare per non generare ed incrementare questa malattia sociale, cosi come definita anche dall Organizzazione Mondiale della Sanità. Un fenomeno in espansione di difficile dimensionamento. Persone vulnerabili e consapevolezza del rischio di malattia Figura 17: Stima della popolazione italiana interessata dal gioco d azzardo. Serpelloni, Nota: non esistono ad oggi studi italiani esaustivi. Anche nel 2012 la dimensione del gioco d azzardo in Italia è in continua crescita, come evidenziato dai dati dell AAMS sul volume monetario della raccolta totale derivante dai giochi. Mancano comunque dati solidi a supporto di una stima sufficientemente attendibile riferita al numero di soggetti coinvolti nella pratica del gioco di azzardo che hanno sviluppato una modalità di gioco problematico o patologico. Nonostante questo alcune indicazione più certe derivano dalla indagini SPS-DPA del 2013 (popolazione anni). Nella popolazione studentesca la pratica del gioco d azzardo è stata dichiarata dal 49,4% degli intervistati. Questa popolazione è composta da una quota di giocatori sociali (39,0%), da giocatori problematici (7,2%) e da giocatori patologici (3,2%). Quasi la metà degli studenti ha giocato d azzardo nell ultimo anno: 7,2% con gioco problematico; 3,2% con gioco patologico xvii20 Prevalenza consumatori RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE Figura 18:Questionario SOGS-RA nella popolazione studentesca anni. Anno 2013 Oltre il 10% ha un gioco problematico o patologico Fonte: Studio SPS-DPA 2013 Dipartimento Politiche Antidroga I soggetti di genere maschile hanno una prevalenza di gioco nettamente superiore rispetto a quelli di genere femminile (59,2% vs. 37,1%). Una interessante anche se preoccupante associazione è stata trovata tra frequenza della pratica del gioco d azzardo e consumo di sostanze che evidenzia una correlazione lineare tra le due condizioni sia nella popolazione giovanile (15-19 anni) sia generale (15-64 anni). Forte associazione tra gioco e consumo di sostanze Figura 19: Prevalenza % consumatori di sostanze stupefacenti negli ultimi 12 mesi per gruppo di giocatori nella popolazione studentesca anni. Anno 2013 Fonte: Studio SPS-DPA 2013 Dipartimento Politiche Antidroga Una analoga osservazione è stata rilevata sulla popolazione generale anni. xviii21 Prevalenza consumatori Figura 20: Prevalenza % consumatori di sostanze stupefacenti negli ultimi 12 mesi per gruppo di giocatori nella popolazione generale anni. Anno 2012 Fonte: GPS DPA 2012 I soggetti sottoposti a trattamento per gioco patologico nel corso del 2012 sono stati (83% maschi). Lombardia e Piemonte sono le regioni con il maggior numero di soggetti trattati. Figura 21: Numero assoluto dei soggetti in trattamento per Regione/PPAA (*) Fonte: flusso GAP-DPA (*) Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Valle d Aosta, Marche, Lazio e Molise: 2012 dati richiesti ma non forniti xix22 RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE I dati finanziari forniti dall AAMS mostrano un continuo aumento della raccolta totale derivate dal gioco d azzardo che nel 2012 ammonta a oltre 87 miliardi di euro, mentre le entrate erariali risultano in controtendenza con una diminuzione rispetto agli anni precedenti. 87 miliardi di euro spesi in gioco d azzardo nel 2012 Figura 22: Gioco pubblico d azzardo in Italia: andamento della raccolta totale e del ricavato lordo per l erario (milioni di euro). Anni Elaborazioni DPA su fonte AAMS L aumento delle entrate e la concomitante riduzione del gettito per l erario sono dovute all aumento di pratica verso giochi a più bassa percentuale di tassazione come il poker e casinò on-line e video lottery. Videolottery, poker e casinò online in forte aumento Figura 23: Distribuzione percentuale raccolta totale per tipologia di giochi praticati Elaborazioni DPA su fonte AAMS xx23 COSTI SOCIALI I costi sociali per il consumo di sostanze stupefacenti, comprensivi dei costi per l acquisto delle sostanze, dei costi per l applicazione della legge, dei costi socio-sanitari e dei costi per la perdita di produttività, sono stati stimati nel 2011 pari a 28,5 miliardi di euro, pari all 1,8% del PIL. Il costo imputabile all acquisto delle sostanze, anche se difficilmente quantificabile, in base alla stima sui consumi nella popolazione generale è presumibile possa essere compreso in un range che va da 6,7 a 39,7 miliardi di euro, il cui valore medio di 20,7 miliardi di euro incide per una quota del 72,5% sul totale dei costi sociali. I costi derivanti dalla perdita di produttività costituiscono la seconda voce di costo (16,2%) pari a 4,6 miliardi di euro, di cui il 66,1% per la perdita di produttività in senso stretto, il 12% per la perdita per morte prematura e il 22,2% per incidenti stradali. I costi imputabili alle attività di contrasto ammontano a circa 1,6 miliardi di euro (5,5% del totale), di cui oltre la metà (65,9%) per la detenzione, il 13,0% per le attività delle forze dell ordine, il 20,3% per le attività erogate dai tribunali e dalle prefetture. I costi socio-sanitari ammontano a 1,65 miliardi di euro, di cui il 41,8% per l assistenza dei soggetti presso i servizi per le dipendenze, il 37,7% per la cura delle patologie correlate, ed il 13,6% per l assistenza nelle strutture socio-riabilitative. Costi sociali per il consumo di sostanze stupefacenti: 28.5 miliardi di euro Figura 24: Distribuzione dei costi sociali per macro-categoria. Anno 2011 Costi perdita capacità produttiva 16,2% Costi applicazione della Legge 5,5% Costi sociosanitari 5,8% Costi individuali 72,5% Fonte: Dipartimento Politiche Antidroga BENEFICI DIRETTI A fronte dei costi sociali derivanti dal consumo di sostanze, di particolare interesse risulta la valutazione economica dei benefici derivanti dall azione socio-sanitaria e che riguardano il risparmio imputabile al mancato acquisto delle sostanze da parte dell utenza in trattamento (da 2,1 miliardi a 6,1 miliardi di euro) ed il reddito da lavoro dei soggetti riabilitati e nuovamente reinseriti nel mondo del lavoro (3,7 miliardi euro), per un totale di circa 7 miliardi di benefici. Secondo tali stime si può affermare che a fronte di ogni miliardo circa di euro annui investiti dalle Regioni e PP.AA. per l assistenza socio-sanitaria ne deriva un beneficio diretto di circa sei. Cura della tossicodipendenza con rapporto C/B molto vantaggioso: Per ogni euro investito in cure se ne hanno circa 7 di benefici xxi24 RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE III.1 PREVENZIONE DEI CONSUMI Da una prima valutazione, purtroppo, si nota un crollo degli investimenti regionali 2012 nell area della prevenzione, in particolare di quella universale (-56,3%) oltre ché in quella selettiva (-33,1%) per circa un milione di euro. Questo dato assume ancora più rilevanza se si correla con l aumento dei consumi di cannabis e di altre sostanze stimolanti, registrato nel 2012 nei giovani (15-19 anni), dove gli interventi di prevenzione risultano fondamentali. Oltre a questo vanno segnalati altri fattori e condizioni problematiche in questo settore e, in particolare: 1. ridottissima presenza di interventi di prevenzione precoce (dai 6 agli 8 anni) con orientamento selettivo verso le persone vulnerabili con disturbi comportamentali e deficit attentivi. 2. Praticamente assente (salvo in circa 40 centri del progetto DPA Early detection ) programmi di identificazione precoce degli utilizzatori di sostanze giovanissimi, anche mediante counseling e drug test precoce. 3. Scarsissima presenza di valutazione degli esiti degli interventi e dei reali risultati prodotti. 4. Scarsa presenza di informazioni e di iniziative preventive sulla rete Internet e sui social network, particolarmente frequentati dai giovani. L importo totale investito nel 2012 è stato di circa euro in prevenzione universale e di altri in prevenzione selettiva per un totale di euro. Il Dipartimento Politiche Antidroga in tutto il 2012 ha finanziato progetti di prevenzione universale e prevenzione selettiva (progetti per genitori, scuole, posti di lavoro, incidenti stradali) per il 33,4 % del proprio budget annuale per un totale di euro. Negativo crollo degli investimenti regionali per la prevenzione: meno 56,3% per l universale; - 31,1% per la selettiva Circa 1,9 milioni di euro investiti dal DPA in prevenzione III.2 TRATTAMENTI SOCIO-SANITARI Distinguendo gli utenti in trattamento psico-socio-riabilitativo da quelli in trattamento farmacologico integrato, si osserva che il 51,3% degli assistiti risulta in trattamento farmacologico integrato a fronte del 66,2% rilevato nel Il 51,3% degli assistiti presso i servizi nel 2012 è in trattamento farmacologico integrato (66,2% nel 2011) xxii25 Figura 25: Numero medio di prestazioni per assistito nei Ser.T. in trattamento farmacologico integrato (esclusa l erogazione dei farmaci). Anno 2012 Prov. Aut. Bolzano Friuli Venezia Giulia Veneto Lombardia Liguria Umbria Piemonte Basilicata Emilia Romagna Sicilia Valle d'aosta Abruzzo Toscana Lazio Puglia Sardegna Campania ITALIA 41,5 Fonte: Elaborazione su dati SIND Ministero della Salute Figura 26: Numero medio di prestazioni per assistito nei Ser.T. in trattamento psico-socio-riabilitativo. Anno 2012 Prov. Aut. Bolzano Veneto Piemonte Liguria Umbria Lombardia Sicilia Friuli Venezia Giulia Emilia Romagna Lazio Abruzzo Puglia Toscana Valle d'aosta Basilicata Campania Sardegna ITALIA 21, Fonte: Elaborazione su dati SIND Ministero della Salute Confrontando il numero medio di prestazioni erogate a ciascun paziente dei due gruppi considerati, al netto della somministrazione di farmaci per il gruppo di utenti in trattamento farmacologico, il numero medio di altre prestazioni erogate nel periodo di riferimento a quest ultimo ammonta a 41 per soggetto, a fronte di un valore di quasi la metà (21,2) osservato nel gruppo di pazienti in trattamento psico-socio-riabilitativo. Tale risultato evidenzia che al netto delle terapie farmacologiche, il carico assistenziale per i pazienti in trattamento farmacologico è superiore, quasi il doppio in termini di numero di prestazioni, rispetto ai pazienti in trattamento psico-socio-riabilitativo. 41 prestazioni in media per assistito nel periodo di riferimento tra gli utenti in trattamento farmacologico integrato (escluse le somministrazioni di farmaci) xxiii26 RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE III.3 REINSERIMENTO SOCIALE E MISURE ALTERNATIVE In tutti i piani regionali si è registrato una forte presenza di programmi di reinserimento sociale e lavorativo ma con un investimento globale da parte delle regioni nel corso del 2012 di circa 7,4 milioni di euro, e cioè 2 milioni meno del Il 65% delle regioni ha dichiarato di ritenere prioritario l attivazione di programmi di reinserimento lavorativo con alta accessibilità ai servizi per l occupazione. Contemporaneamente quai il 60% delle regioni ha attivato interventi per il completamento dell istruzione scolastica. Nel 24,5% dei casi nuovi è stato revocato l affido sulla base dell art. 94 DPR 309/90 per andamento negativo o altri motivi oppure è stato archiviato, mentre il 74,6% è giunto a buon fine. Resta comunque critica la condizione conseguente ad un bassissimo utilizzo dell art. 94 del DPR 309/90 rispetto alle necessità e possibilità esistenti. Da più parti è stata segnalata la necessità di ricorrere maggiormente all art. 94 per il trasferimento dei tossicodipendenti dalle carceri alle comunità terapeutiche e o servizi territoriali se ben controllati e particolarmente qualificati. Da segnalare che dei tossicodipendenti in affido nel 2012 in virtù dell art. 94 solo il 35,2% era stato arrestato in seguito alla violazione al DPR 309/90 (art. 73 o art. 74), valore notevolmente inferiore a quello registrato tra i soggetti in affido da anni precedenti (40,4%). La maggior parte delle persone pertanto è stato arrestato per reati contro la persona, contro il patrimonio (estorsione, truffa, rapina, etc.) contro la famiglia, contro lo Stato o altri reati. In generale cresce la quota di nuovi affidati agli Uffici di esecuzione penale esterna (UEPE) provenienti dalle strutture carcerarie: essa è passata dal 37% nel 2006 al 52% nel 2007, al 64% nel 2010, al 66% nel 2011 mentre nel 2012 si registra la quota pari a 62,7% in leggera diminuzione rispetto al Riduzione degli investimenti: 7,4 milioni di euro investiti in attività di reinserimento lavorativo (2milioni in meno rispetto al 2011) Bassissimo utilizzo dell art. 94: necessità di aumentare l efficienza della procedura di affidamento da parte dei Ser.T. Forte aumento degli affidamenti all UEPE, provenienti dal carcere, dal 2006 (37%) al 2012 (63%) IV.2 MERCATO DELLA DROGA E INTERVENTI DI CONTRASTO La penisola italiana, grazie alla sua baricentrica posizione nel Mar Mediterraneo e per la sua peculiare conformazione geografica, rappresenta un importante crocevia per il narcotraffico internazionale, sia per la droga per l uso nazionale ma soprattutto per quella in transito per i Paesi del Nord-Europa. Nell ultimo decennio, come risulta dai dati della DCSA, mentre l andamento quantitativo dei sequestri sul territorio nazionale è altalenante, quello presso le frontiere registra un trend di crescita in termini assoluti, con un aumento costante dal 2008 al Il quadro nazionale, delineato dall analisi delle attività di contrasto insieme ai dati e alle informazioni catalogate ed elaborate dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, dimostra che anche nel 2012 la gestione della gran parte del narcotraffico nazionale è propria delle tradizionali consorterie criminali autoctone ( Ndrangheta, Cosa Nostra, Camorra e criminalità organizzata pugliese). La struttura delle grandi organizzazioni criminali dedite al narcotraffico si presenta come un sistema di tipo reticolare, il cui modus operandi è quello di non fare sempre riferimento a modelli operativi predefiniti, ma di creare rapporti di cooperazione e sinergie spesso occasionali e transitori, tanto dinamici e rapidi quanto insoliti ed inaspettati. Queste, infatti, tendono ad introdurre direttamente sul territorio italiano ingenti quantitativi di cocaina e hashish e la regione che risulta essere un importante crocevia per il passaggio di xxiv Italia: una delle principali aree di traffico e transito di sostanze illecite27 eroina e marijuana, con elevato principio attivo, di produzione albanese è la Puglia. Questa infatti è la 1^ regione per quantitativo complessivo di droghe sequestrate: la 1^ sia per la marijuana sia per il rinvenimento di piante di cannabis (oltre 4 milioni che rappresentano il 97% del totale nazionale) e la 2^ per sequestri di eroina. Le attività investigative antidroga, inoltre, delineano scenari complessi e in continua evoluzione, contraddistinti dalle trasformazioni delle organizzazioni criminali, le quali non sempre fanno riferimento a modelli operativi predefiniti, ma creano rapporti di cooperazione e partenariato occasionali e transitori. In tale contesto proliferano compagini delinquenziali straniere che tendono a generare ed estendere il sistema relazionale che ruota attorno ad esse superando i confini regionali e sviluppando network criminali multietnici. La criminalità estera rappresenta un fenomeno rilevante, caratterizzato da una diffusa ramificazione sul territorio con caratteristiche organizzative e peculiarità multiformi che contribuisce ad espandere il traffico di sostanze stupefacenti nel territorio italiano usufruendo del traffico marittimo e dei valichi di frontiera. Nel 2012 in Italia non si riscontrano elementi di discontinuità rispetto all anno precedente per quanto riguarda gli attori dello scenario del narcotraffico, che si conferma il terreno più fertile per un sincretismo criminale anche in quelle aeree ad alto indice di criminalità di tipo mafioso. Figura 27: Zone di produzione e macroflussi: cocaina. eroina, hashish e marijuana e droghe sintetiche Rotte della cocaina Rotte della cannabis Rotte dell eroina Rotte delle droghe sintetiche Fonte: Relazione annuale DCSA Per quanto riguarda le operazioni di polizia si registra una lieve diminuzione nel 2012, rispetto al 2011, delle operazioni globali lungo le tre direttrici (produzione, traffico e spaccio di stupefacenti) pari all 1,5%. Le operazioni antidroga nel 2012 sono state , riportando il sequestro di sostanze illecite nell 83,4% dei casi, la scoperta di reato nell 8,4% delle operazioni ed il rinvenimento di quantitativi di droga in un ulteriore 7,8% delle attività di contrasto. I sequestri di piante di cannabis hanno fatto registrare un forte aumento pari al 308,9% rispetto al 2011, e per la marijuana, le droghe sintetiche, l eroina e l hashish si è registrato un aumento dei sequestri rispettivamente pari al 97,1%, 36,6%, 17,3% e 8,1%. Da segnalare una diminuzione del 16,1% dei sequestri di cocaina. Queste oscillazioni percentuali devono essere valutate considerando le quantità di maxi sequestri avvenuti nell anno, che sono in grado di far variare fortemente le percentuali. Tali quantità di droga però potrebbero essere (come spesso accade) Lieve diminuzione del numero delle operazioni Diminuzione dei volumi per cocaina Forte aumento per le piante di cannabis (308,9%) xxv28 RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE partite in transito sul territorio nazionale ma non destinate al consumo locale (vedi paragrafo IV.2.3 Operazioni e sequestri di sostanze stupefacenti). Relativamente al prezzo di vendita al dettaglio delle sostanze, si assiste ad una stabilità del costo delle amfetamine, della marijuana, dell ecstasy e dell LSD. Diminuisce il costo massimo di eroina bianca (69 euro) ed eroina brown (47 euro), aumenta il prezzo massimo e minimo dell hashish (9,2 e 12,6 euro, rispettivamente) e della cocaina (57,1 e 82,8 euro, rispettivamente) e vi è un aumento anche del prezzo minimo dell eroina bianca (55 euro). La purezza dell eroina (oscillante tra 2 50%) risulta molto variabile anche nel 2012 come negli anni precedenti, analogamente a cocaina (6 87%) e MDMA ( mg per pasticca/unità). Presente anche una discreta oscillazione della purezza dei cannabinoidi (1 27%). Stabile il prezzo di amfetamine, marijuana, ecstasy e LSD. Aumento del prezzo di hashish e cocaina Forze dell ordine e Giustizia Dall analisi delle informazioni contenute nella banca dati del Ministero dell Interno, si evidenzia che, nel 2012, i soggetti segnalati dai Prefetti ai Ser.T. competenti territorialmente, in base all art 121, sono stati 7.001, di cui maschi (91%). Il dato complessivo risulta pertanto in netta diminuzione rispetto a quello del 2011, (9.887 persone), sebbene il dato 2012 sia da considerarsi provvisorio in relazione ai ritardi di notifica. Nel 2012 le persone segnalate ex art. 75 sono state in totale , di cui maschi (pari al 93,7 %). Dal 1990 al 2012 si è registrato un aumento del trend delle persone segnalate con età maggiore di 30 anni, soprattutto dal 2002, con una maggior incidenza di poliassuntori che spesso assumono stupefacenti in associazione con alcolici. Per quanto riguarda le sostanze d abuso, il 77% delle segnalazioni riguarda la cannabis; bassa risulta invece la percentuale dei segnalati per sostanze a base di amfetamina. In diminuzione la percentuale di persone segnalate per detenzione per uso personale di eroina (10% nel 2010, 9% nel 2011 e 7% nel 2012). Rispetto al 2011, in cui erano state erogate sanzioni, il dato relativo alle segnalazioni per art. 75 nel 2012 risulta in diminuzione (15.405). Dal 2006 si evidenzia una forte riduzione del numero di soggetti inviati al programma terapeutico e un aumento delle sanzioni applicate. Il fenomeno è sostenuto dalla mancata sospensione delle sanzioni in caso di accettazione del programma (Legge 49/2006). Nel 2012, con riferimento alle azioni di contrasto in violazione della normativa sugli stupefacenti, sono state le operazioni antidroga, le denunce (-5%), gli arresti per reati in violazione del DPR 309/90. Il 65% delle segnalazioni deferite all Autorità Giudiziaria nel 2012 erano a carico di italiani ed un 9% circa riguardava la popolazione di genere femminile. L età media dei soggetti segnalati è di circa trentuno anni. Si riconferma che le denunce per reati legati alla produzione, traffico e vendita di sostanze illecite si concentrano in Lombardia, a differenza del profilo delle denunce per i reati più gravi che si concentrano, invece, nella penisola meridionale ed insulare. Il 40,3% delle segnalazioni all Autorità Giudiziaria per violazioni della normativa sugli stupefacenti riguardava il traffico di cannabis, seguite dalla cocaina (35,4%) ed in percentuale minore da eroina (16%), in aumento le droghe sintetiche (+7,6%). Le persone condannate dall Autorità Giudiziaria in seguito alla violazione del DPR 309/90 per reati legati al traffico di sostanze stupefacenti ammontano nel 2012 a Circa il 20% dei condannati mostra un comportamento recidivo. Risultano più recidivanti i soggetti coinvolti in reati di maggiore gravità. Riduzione delle segnalazioni delle Forze dell Ordine: - art. 121 = art. 75 = Aumento dell età media dei segnalati e diminuzione della percentuale di segnalati per detenzione di eroina In diminuzione le sanzioni per art. 75 e delle persone inviate ai Ser.T. Nel 2010: denunce per reati DPR 309/90.: -5% denunce -4,4% arresti Aumento delle denunce per traffico di droghe sintetiche Le condanne per reati DPR 309/90 sono : 20% recidivi recidivanti con reati più gravi xxvi29 Carcere Secondo il flusso dati del Ministero della Giustizia DAP - nel 2012 gli ingressi totali dalla libertà in carcere per vari reati sono stati con un decremento dal 2011 del 18,1%. Nel 2012, anche gli ingressi di soggetti con problemi socio-sanitari droga correlati hanno subito una riduzione (-18,4%) passando da a È importante sottolineare che il 34,5% dei soggetti entrati negli istituti penitenziari nel 2012 per reati in violazione alla normativa per gli stupefacenti sono usciti in libertà nel corso dell anno. Carcere: decremento del 18,1% degli ingressi totali in carcere Il 34,5% esce in libertà nell arco dell anno Figura 28: Numero di ingressi complessivi negli istituti penitenziari e ingressi di soggetti in carcere con problemi socio-sanitari droga correlati. Anni decremento 18,1% decremento TD 18,4% Riduzione degli ingressi in carcere per reati DPR 309/90 Numero totale degli ingressi in carcere Ingressi di soggetti tossicodipendenti Fonte: Elaborazione su dati Ministero della Giustizia Dipartimento dell Amministrazione Penitenziaria Nel 2012 si è osservato un incremento degli ingressi di soggetti stranieri per reati in violazione al D.P.R. 309/90 che dal 31,3% del 2011 è passato al 34,5 del Una modesta riduzione è rilevata invece per i soggetti di nazionalità italiana (33,7% nel 2011 e 33,2 del 2012). Figura 29: Ingressi complessivi negli istituti penitenziari e percentuali di ingressi per reati in violazione del DPR 309/90, secondo la nazionalità. Anni , decremento: 18,1% 90, , , ,0 50, ,0 32,0 32,0 30,0 27,0 26,0 26,0 33,0 32,0 32,1 33,5 33,8 33,4 33,7 25,0 23,5 26,5 28,2 29,4 27,7 31,3 34,5 33,2 40,0 30,0 20, , ,0 Totale ingressi Ingressi IT DPR 309/90 Ingressi ST DPR 309/90 Fonte: Elaborazione su dati Ministero della Giustizia - Dipartimento dell Amministrazione Penitenziaria xxvii30 RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE Rispetto al 2011 si registra una riduzione degli ingressi di minori in carcere del 16% per reati DPR 309/90. La reclusione di minori in violazione alla normativa sugli stupefacenti ha riguardato quasi esclusivamente il genere maschile (96,6%), con prevalenza di soggetti stranieri (53,4%), poco più che 17-enni, senza apprezzabili differenze tra i minori di diversa nazionalità. Attraverso i flussi della Direzione Generale dell Esecuzione Penale Esterna del DAP Ministero della Giustizia si monitora l andamento degli affidamenti concessi ai detenuti ex art. 94 del D.P.R. 309/90. Nel 2012 i soggetti affidati sono complessivamente aumentati del 7,6% rispetto al 2011 (da soggetti a 2.518). L aumento maggiore è a carico di quelli provenienti direttamente dalla libertà (18,7%) rispetto a quello provenienti dalla detenzione (1,9%). Ingressi in carcere per reati DPR 309/90 da parte di minori Aumento del 7,6% dei nuovi affidamenti Figura 30: Numero di soggetti tossicodipendenti affidati al servizio sociale provenienti dalla detenzione e dalla libertà. Anni Nuovi tossicodipendenti in affido per art. 94 (Totale libertà + detenzione) Nuovi tossicodipendenti in affido provenienti dalla libertà Nuovi tossicodipendenti in affido provenienti dalla detenzione Fonte: Ministero della Giustizia - Dipartimento dell Amministrazione Penitenziaria - Direzione Generale dell esecuzione Penale Esterna xxviii31 Il 94% dei soggetti posti in affidamento è di sesso maschile, mentre nel 91,7% dei casi si tratta di cittadini italiani. La classe di età più rappresentata è quella anni (40,5%). Da segnalare come dato positivo che la maggior parte dei casi archiviati nel corso del 2012, pari al 56,4%, ha avuto la chiusura del procedimento con esito favorevole, mentre le revoche per andamento negativo rappresentano il 23,0% del totale delle archiviazioni. È utile sottolineare che ai affidi concessi nel corso del 2012 vanno aggiunti quelli già in esecuzione da anni precedenti che risultano essere Il totale dei soggetti con affidamento per art. 94 è quindi pari a soggetti, con diminuzione del 4,8% rispetto all anno precedente, dove si erano osservati casi di affidamento. 56,4% degli affidamenti archiviati con esito favorevole Dal 2010 aumento del 10% degli affidi Tabella 4: Numero dei tossicodipendenti affidati al servizio sociale, con distinzione tra nuovi e già attivi. Anni Già attivi (1) Nuovi Totale Già attivi (2) Nuovi Totale Affidi ,8% (1) presi in carico tra il 2007 e il 2010 (2) presi in carico tra il 2007 e il 2011 Fonte: Ministero della Giustizia - Dipartimento dell Amministrazione Penitenziaria - Direzione Generale dell esecuzione Penale Esterna Figura 31: Motivo di archiviazione del procedimento riguardante i soggetti tossicodipendenti affidati ai servizi sociali. Anno 2012 Δ% Archiviazione altro 11,3% Revoca andamento negativo 23,0% Revoca altro motivo 9,4% Archiviazione chiusura proc. 56,4% Fonte: Ministero della Giustizia - Dipartimento dell Amministrazione Penitenziaria - Direzione Generale dell esecuzione Penale Esterna Per valutare in modo più attendibile il fenomeno dei tossicodipendenti in carcere a partire dall anno scorso è stata attivata una rilevazione puntuale (Carcere -DPA, in base all accordo siglato in Conferenza Unificata del 18 maggio 2011) eseguita al 31 dicembre di ciascun anno. A questa indagine hanno partecipato tutte le Regioni/PP.AA. con una copertura pari al 90,4% della popolazione carceraria. La popolazione detenuta che presentava tossicodipendenza diagnosticata secondo i criteri ICD-IX-CM risultava essere di soggetti, pari al 23,5% del totale dei soggetti ristretti in carcere. Solo una parte di questi (2.613 soggetti) risulta aver fatto richiesta di accesso alla pena alternativa ex art.94 D.P.R. 309/90, di cui l 81,8% (2.137 soggetti) presentava i requisiti idonei per accedervi. Nel 41,2% dei casi, Indagine Carcere- DPA ,5% dei detenuti è diagnosticato tossicodipendente con criteri clinici secondo DSM IV e ECD9 9 xxix32 RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLE TOSSICODIPENDENZE corrispondente a 881 detenuti, è stata applicata la pena alternativa. Figura 32: Flusso della popolazione detenuta al 31 dicembre 2011 (le percentuali fanno riferimento al livello superiore) Da segnalare la ridotta percentuale dei detenuti tossicodipendenti aventi diritto che escono dal carcere per pene alternative in base all art. 94 (41,2%) Fonte: Regioni - Dipartimento Politiche Antidroga (Carcere-DPA 2011) (*) Il nuovo flusso delle Regioni è in via di attivazione e risente di sottonotifica in relazione della iniziale fase di implementazione del sistema. L attuale sottonotifica è del 9,6% rispetto ai dati del Ministero di Giustizia RACCOMANDAZIONI E CONCLUSIONI I dati in nostro possesso, provenienti da molteplici fonti indipendenti tra loro, mostrano una realtà in cambiamento per le sostanze stupefacenti tradizionali che mantiene in generale il trend di contrazione del fenomeno ma con degli spunti di variazione che riguardano soprattutto le fasce giovanili per droghe quali la cannabis. Tali variazioni devono farci riflettere sulla necessità di adottare nuove forme di prevenzione, più precoce e più selettiva. Il quadro italiano, per essere meglio compreso, deve essere necessariamente inquadrato all interno del contesto europeo e internazionale da cui si evince una tendenza globale alla riduzione del consumo di droga, con la comparsa di nuovi mercati e di organizzazioni criminali fortemente orientate all uso di Internet come promozione e veicolo delle nuove offerte di droghe sintetiche. L osservazione trasversale e pluriennale di tutti questi dati fa comunque comprendere che il fenomeno sta trovando risposte efficaci che possono e devono sicuramente migliorare la loro performance all interno del nostro Paese. Tuttavia, per combattere la sempre maggiore globalizzazione delle organizzazioni criminali, del traffico e dello spaccio, dovremo necessariamente trovare una risposta altrettanto globalizzata da parte delle nazioni ma anche delle singole Regioni e delle Provincie Autonome. Il traffico di droga non riconosce né rispetta i confini o le frontiere, non differenzia competenze e né sovranità, siano esse nazionali o regionali, e quindi è necessario e indispensabile che, sia nel campo della prevenzione, della cura e della riabilitazione, ma anche del contrasto del traffico e dello spaccio si adottino sempre di più logiche xxx Positivo andamento generale, ma segni preoccupanti per le giovani generazioni in relazione all uso di cannabis e al policonsumo Vedere altro
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