Source: http://www.confetra.com/it/archivio/doc_html/Circolari_2001/circ046.htm
Timestamp: 2017-11-20 19:09:40+00:00
Document Index: 169987767

Matched Legal Cases: ['art. 120', 'art. 120', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 120', 'art. 120']

Circolare 46/2001
CIRCOLARE N. 46/2001
OGGETTO: PREVIDENZA – CONTRIBUTI INPS – ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA – CIRCOLARE INPS N.52 DEL 6.3.2001.
Come è noto, in base all’ultima finanziaria (legge n.388/2000) a decorrere dall’1 febbraio scorso i contributi INPS a carico delle aziende sono stati ridotti dello 0,80%; detta riduzione va applicata sull’aliquota per la CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari). Al riguardo l’INPS, alla luce degli orientamenti dei Ministeri del Lavoro e del Tesoro, ha modificato il precedente indirizzo ammettendo alla riduzione, sia pure nella misura ridotta dello 0,40%, anche quei datori di lavoro (tra cui le associazioni di categoria) che sono esonerati dal versamento alla CUAF in quanto garantiscono a proprie spese gli assegni familiari ai lavoratori interessati. Il recupero per il mese di febbraio potrà essere effettuato entro il 16 giugno.
Con l’occasione si rammenta che dall’1 gennaio 2001 per le associazioni di categoria è scattato l’aumento dello 0,5% dell’aliquota al Fondo Pensioni per effetto del meccanismo di adeguamento automatico dei contributi previsti dal decreto ministeriale 21 febbraio 1996.
Com’è noto, quel provvedimento destinò al Fondo Pensioni una quota parte delle contribuzioni per maternità (0,57%), tubercolosi (0,14%) e assegni familiari (3,72%). Per la generalità dei datori di lavoro la manovra si risolse in una semplice compensazione, mentre per quei datori di lavoro (come appunto le associazioni di categoria) esonerati dal versamento delle suddette aliquote l’aumento è stato effettivo e deve essere applicato ogni due anni nella misura dello 0,5% a decorrere dal 1997 sulla base delle istruzioni emanate dall’INPS con la circolare n.103 del 15.5.1996.
Per riferimenti confronta circ.ri conf.li nn.12/2001, 20/1999 e 118/1996
Roma, 6 marzo 2001
Art. 120 della legge n. 388/2000. Riduzione degli oneri sociali.
La legge finanziaria 2001 prevede, a decorrere dal 1/2/2001, un esonero dal versamento dei contributi sociali per assegni per il nucleo familiare.
La legge 23 dicembre 2000, n. 388, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001)”, pubblicata nella G.U. n. 302 del 29-12-2000, S.O. n. 219, prevede, all'art. 120, una riduzione degli oneri sociali da realizzarsi attraverso un esonero dal versamento della contribuzione per assegni per il nucleo familiare dovuta dai datori di lavoro.
Il provvedimento, emanato in attuazione del programma di riduzione del costo del lavoro stabilito nel Patto sociale per lo sviluppo e l’occupazione del 22 dicembre 1998, con il quale il Governo e le parti sociali firmatarie concordavano sulla opportunità di realizzare una riduzione del carico contributivo equivalente in tutti i settori dell’economia, fa seguito alla soppressione dei cosiddetti oneri impropri (ENAOLI, ASILI NIDO, TBC e GESCAL) ed alla riduzione degli oneri contributivi per MATERNITÀ a carico del datore di lavoro.
A decorrere dal 1/2/2001, l’art. 120 della legge n. 388/2000 (allegato n. 1), stabilisce, al comma 1, un esonero dall’aliquota contributiva per assegni per il nucleo familiare dovuta dai datori di lavoro pari a 0,80 punti percentuali.
Ai datori di lavoro, tenuti al pagamento di un'aliquota contributiva per assegni per il nucleo familiare inferiore a 0,80 punti percentuali, il comma 2 del medesimo articolo, riconosce un ulteriore esonero, fino ad un massimo di 0,40 punti percentuali, a valere sui versamenti degli altri contributi di cui all’articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88 (allegato n. 2), "prioritariamente considerando i contributi per maternità e per disoccupazione".
Rientrano in questa categoria i datori di lavoro per i quali la contribuzione CUAF è dovuta in misura superiore all'esonero previsto dal citato comma 1 (0,80 punti percentuali) come più compiutamente analizzato nella TABELLA 1 (allegato 3).
Per il recupero dell’esonero dello 0,80%, i datori di lavoro in questione si atterranno alle modalità indicate nel successivo punto 4.1.
Rientrano in questa categoria i datori di lavoro per i quali la contribuzione CUAF è dovuta in misura inferiore all'esonero previsto dal citato comma 1 (0,80 punti percentuali) e per i quali è riconosciuto, in via aggiuntiva, un ulteriore esonero nella misura dello 0,40% da applicare, prioritariamente, sulla contribuzione per MATERNITÀ ovvero, in assenza o per mancata capienza, sulla contribuzione per DISOCCUPAZIONE o, infine, sulle contribuzioni di cui all’art. 24 della legge 9 marzo 1989, n.88 nell'ordine indicato in premessa, non superando comunque la misura massima prevista dello 0,80%.
Rientrano altresì nella fattispecie in esame, secondo gli orientamenti espressi dai Ministeri del Tesoro e del Lavoro, anche quei datori di lavoro appartenenti a settori destinatari della disciplina CUAF che, tuttavia, sono esonerati dal versamento della relativa contribuzione perché provvedono direttamente alla erogazione, ai propri dipendenti, dei trattamenti di famiglia in misura non inferiore ai minimi stabiliti per legge (associazioni sindacali, associazioni di categoria, partiti politici, aziende operanti all’estero in paesi con i quali non esistono accordi di sicurezza sociale, ecc.).
Pertanto, alla luce di quanto su esposto, ai predetti datori di lavoro viene riconosciuto l'esonero dello 0,40%, a valere, prioritariamente, sui contributi per MATERNITÀ e DISOCCUPAZIONE, ovvero sulle altre contribuzioni ex art. 24 L.88/89.
Per il recupero dell’esonero, nelle diverse misure analizzate nella TABELLA 2 (allegato 4), i datori di lavoro in questione si atterranno alle modalità indicate nel successivo punto 4.2.
Per i lavoratori stranieri, titolari di permesso di soggiorno per lavoro stagionale, in sostituzione dei contributi per l'assegno per il nucleo familiare e per l'assicurazione contro la disoccupazione, il c. 2 dell'art. 25 del T.U. sull'immigrazione approvato con il D. LGS. 25 luglio 1998, n. 286, prevede l'obbligo, a carico del datore di lavoro, del versamento all’INPS di un contributo in misura pari all'importo dei medesimi contributi ed in base alle diverse aliquote stabilite per questi ultimi.
Dal 1/2/2001, a seguito delle variazioni d’aliquota introdotte dall’art. 120 della legge n. 388/2000, il contributo in questione, per i datori di lavoro appartenenti ai settori di cui al punto 1, è pari al 3,29%, di cui 1,68% per la CUAF e 1,61% per la DISOCCUPAZIONE.
Ai fini della compilazione del modello DM10/2 i datori di lavoro aventi titolo ai benefici previsti dalla normativa in argomento, si atterranno alle seguenti modalità.
I datori di lavoro in questione, aventi titolo all’esonero CUAF nella misura dello 0,80%, si atterranno alle seguenti istruzioni:
- esporranno, con le consuete modalità, nei quadri “B-C”, l’importo della contribuzione dovuta in base all’aliquota vigente per il settore di appartenenza al 31 gennaio 2001 senza operare alcuna riduzione;
- indicheranno, nel quadro "D" del mod. DM10/2, l’importo della riduzione contributiva spettante, riferita a tutto il personale dipendente compresi i lavoratori per i quali competono agevolazioni contributive, utilizzando il codice di nuova istituzione “R600”, facendolo precedere dalla dicitura “ESONERO CUAF”.
I datori di lavoro in questione, aventi titolo all’esonero CUAF e, stante l’entità dell’importo o l’assenza dello stesso, anche ad un ulteriore 0,40%, stabilito nelle diverse misure come più compiutamente analizzato al punto 2 della presente circolare, si atterranno alle seguenti istruzioni:
- esporranno, con le consuete modalità, nei quadri “B-C”, l'importo della contribuzione dovuta in base all’aliquota vigente per il settore di appartenenza al 31 gennaio 2001 senza operare alcuna riduzione;
- indicheranno, nel quadro "D" del mod. DM10/2, l’importo della riduzione contributiva loro spettante , riferita a tutto il personale dipendente compresi i lavoratori per i quali competono agevolazioni contributive, utilizzando i nuovi codici sottoindicati.
“ESONERO CUAF”
“ESONERO MATERNITÀ”
“ESONERO DISOCCUPAZIONE”
“ESONERO ALTRE CONTR.”
Al fine dell’assolvimento degli obblighi contributivi per i lavoratori in questione, i datori di lavoro si atterranno alle seguenti istruzioni:
- esporranno, con le consuete modalità, nel quadro “B-C”, l'importo della contribuzione dovuta in base all’aliquota vigente per il settore di appartenenza al 31 gennaio 2001 senza operare alcuna riduzione;
- indicheranno, nel quadro “D”, gli esoneri contributivi ex art. 120 L.388/2000 previsti per i settori di appartenenza utilizzando le medesime modalità illustrate per la generalità dei lavoratori dipendenti ed indicate nei precedenti punti 4.1 e 4.2;
- calcoleranno le riduzioni contributive e gli sgravi previsti dalle norme che disciplinano le agevolazioni stesse sulle contribuzioni al netto degli esoneri di cui sopra e le esporranno con le consuete modalità.
Esempio n.2 : lavoratore assunto dalle liste di mobilità.
Qualora i datori di lavoro, relativamente alla denuncia del mese di FEBBRAIO 2001, non avessero operato l’esonero delle contribuzioni oggetto della presente circolare, potranno effettuare detto recupero entro il termine di scadenza del terzo mese successivo alla data di emanazione della presente circolare, utilizzando i seguenti nuovi codici
“ARR. ESONERO CUAF”
“ARR. ESONERO MATERNITÀ”
“ARR. ESONERO DISOCCUPAZIONE”
“ARR. ESONERO ALTRE CONTR.”
La Agenzie, nell’ipotesi in cui i datori di lavoro avessero ridotto direttamente l’aliquota contributiva, applicando l’esonero sulla contribuzione dovuta (quella esposta nelle righe dei quadri “B-C” del modello DM10/2), con conseguente emissione di note di rettifica con saldo a DEBITO AZIENDA, dopo aver effettuato gli opportuni controlli di merito, definiranno le stesse alla luce delle presenti istruzioni.
Tabelle aliquote contributive OMISSIS
1. Nell’ambito del processo di armonizzazione delle forme di contribuzione e della disciplina relative alle prestazioni temporanee a carico della gestione di cui all’articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, e in attuazione del programma di riduzione del costo del lavoro stabilito dal Patto sociale per lo sviluppo e l’occupazione del dicembre 1998, a decorrere dal 1 febbraio 2001 è riconosciuto ai datori di lavoro un esonero dal versamento dei contributi sociali per assegni per il nucleo familiare dovuti dai medesimi alla predetta gestione pari a 0,8 punti percentuali.
2. In via aggiuntiva rispetto a quanto riconosciuto in applicazione del comma 1, nei confronti dei datori di lavoro operanti nei settori per i quali l’aliquota contributiva per assegni per il nucleo familiare è dovuta in misura inferiore a 0,8 punti percentuali, è riconosciuto un ulteriore esonero nella misura di 0,4 punti percentuali a valere sui versamenti di altri contributi sociali dovuti dai medesimi datori di lavoro alla gestione di cui al medesimo comma 1, prioritariamente considerando i contributi per maternità e per disoccupazione. In ogni caso il complessivo esonero non può superare la misura di 0,8 punti percentuali.
(Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti)
senza CA 3A
C.A. 7R
senza CA 3V
CA 3W e 3Z
(Esonero da operare sulla contribuzione IPSEMA)
Agricoltura in genere (operai agricoli OTI – OTD)
CA 3Z
Cooperative agricole ed aziende CD/CM iscritte nella sezione Agricoltura dei Registri prefettizi ed aziende con titolare iscritto CD/CM (operai agricoli OTI – OTD)
CA 5R
CA 5R e 3A
CA 5R e 3Z
CA 3V
CA 1C
Cooperative ex DPR 602/70 iscritte nei Registri Prefettizi
(SOCI e NON SOCI)