Source: https://icpressroom.wordpress.com/2011/01/19/xbrl-2011-in-versione-rinnovata/
Timestamp: 2017-07-27 20:33:59+00:00
Document Index: 63784554

Matched Legal Cases: ['art. 2250', 'art. 42', 'art. 2497', 'art. 2250', 'art. 2630', 'art. 42', 'art. 5', 'art.5']

Xbrl 2011 in versione rinnovata – IC PressRoom
Xbrl 2011 in versione rinnovata
19 gennaio 2011 da IC PressRoom	Italia Oggi – 17 gennaio 2011
La campagna bilanci 2011 avrà una nuova tassonomia Xbrl. E in arrivo, infatti, l’aggiornamento del vocabolario dedicato alla codifica dei bilanci d’esercizio, redatti secondo i principi contabili nazionali. Non si tratta di una rivoluzione, bensì di un upgrade significativo attraverso cui Xbrl Italia vuole perfezionare lo strumento che ha reso elaborabili i prospetti contabili delle società di capitali italiane.
Perché una nuova release? Il 2010 è stato l’anno del linguaggio dei bilanci: più del 99% dei rendiconti 2009 è stato infatti depositato nel nuovo formato elaborabile. Il tasso di errore, inferiore all’1% se si escludono i problemi di codice fiscale, ha sorpreso anche gli addetti ai lavori (non solo del nostro paese). Perché proporre, allora, l’aggiornamento di un vocabolario che, oggettivamente, ha «funzionato» consentendo, fatto non di poco conto, la creazione della più importante banca dati dell’economia nazionale? Esistono tre ragioni.
La prima fa riferimento alla problematica del cosiddetto «doppio deposito», ossia il numero delle pratiche che contengono i prospetti contabili tanto in formato elaborabile quanto nel più tradizionale Pdf/a.
La seconda all’esigenza di recepire importanti novità normative in tema di anagrafica delle società.
La terza, infine, al miglioramento della qualità della traduzione in lingua straniera.
Ridurre i doppi depositi.
Circa il 20% dei bilanci 2009 è stato depositato codificando i prospetti contabili sia in Xbrl che in Pdf/a: una fattispecie che dovrebbe avere, invece, carattere eccezionale. Un problema di diffidenza verso la nuova tecnologia, comprensibile nel primo anno di generale applicazione, oppure carenze della tassonomia a oggi disponibile (la versione 1.00 del 16 febbraio 2009)? La risposta a questa domanda è arrivata dall’analisi campionaria dei documenti presenti nei server del registro delle imprese. Circa il 60% dei doppi depositi è apparso come «prudenziale»: quanto codificato in Xbrl corrispondeva pienamente, salvo differenze meramente grafiche, a quanto offerto in Pdf/a. Nel restante 40% dei casi, invece, le differenze riguardavano, in prevalenza, il dettaglio dei conti d’ordine e delle riserve. Per i primi è massima la libertà concessa dal codice civile: ciò si scontra, evidentemente, con la rigidità del vocabolario oggi impiegabile. Per le seconde, invece, è la legge a imporre un meccanismo di personalizzazione, oggi non disponibile nell’implementazione italiana di Xbrl, richiedendo la distinta indicazione, nello stato patrimoniale, delle riserve non allocabili nelle voci da II a VI del patrimonio netto.
La soluzione ai doppi depositi prudenziali non richiede modifiche all’attuale tassonomia: è frutto, infatti, di un’interpretazione (maggioritaria fino alla fine del 2009) che vedeva la necessità, per l’impossibilità di rendere in Xbrl pure la nota integrativa, di accompagnare sempre il nuovo formato con il tradizionale Pdf/a. Nel corso del 2010 si è però consolidata una nuova esegesi, fondata sulla ratio semplificatoria del dpcm 10 dicembre 2008 e riconosciuta istituzionalmente (Osservatorio Unioncamere/Cndcec del 21 aprile 2010), che chiarisce l’inutilità di tale comportamento quando, come nei casi in parola, il vocabolario disponibile ben fotografa la situazione aziendale. Il maggiore dettaglio dei conti d’ordine e delle riserve ha richiesto, invece, piccoli aggiustamenti della tassonomia. Il primo riguarda, e si tratta di una modifica tangibile, la possibilità di adottare, anche per il bilancio in forma abbreviata, la scomposizione della voce «A. VII – Altre riserve» prevista per il rendiconto in versione ordinaria: sarà il redattore a decidere se limitarsi a indicare la voce preceduta dal numero romano (affidando il suo dettaglio obbligatorio solo alla nota integrativa), comportamento a cui era finora obbligato, oppure esplicarne il contenuto pure nello stato patrimoniale. Il secondo aggiustamento, che in realtà non rappresenta una concreta modifica della tassonomia, riguarda l’utilizzo della tecnologia delle «footnote»: Xbrl consente, infatti, di precisare il contenuto di qualsiasi voce codificata attraverso delle annotazioni. Queste potrebbero essere di enorme aiuto per personalizzare alcune voci non standardizzabili, in particolare proprio nell’ambito delle riserve e dei conti d’ordine (qualora non riconducibili a voci già in tassonomia). Si annuncia, quindi, una modifica nei software di compilazione dell’istanza, in primis di quello gratuito messo a disposizione da InfoCamere, per introdurre la possibilità di annotare le voci in parola (l’attuale foglio di stile è già in grado di visualizzarle).
La nuova scheda anagrafica. Il nuovo vocabolario sarà in grado di contemplare tutte le informazioni necessarie per adempiere agli obblighi pubblicitari disposti dall’art. 2250 c.c., così come novellato dall’art. 42 della legge n. 88 del 7 luglio 2009 (norma successiva alla tassonomia vigente). Negli atti e nella corrispondenza delle società soggette all’obbligo di iscrizione nel registro delle imprese devono essere infatti indicati: la sede sociale, l’ufficio e il numero d’iscrizione (codice fiscale) al registro delle imprese; il capitale sociale secondo la somma effettivamente versata e quale risulta esistente dall’ultimo bilancio (per le società di capitali); lo stato di liquidazione della società a seguito del suo scioglimento; la presenza di un unico socio (per le società per azioni o a responsabilità limitata unipersonali). Viene introdotto, inoltre, un campo per indicare, ai sensi dell’art. 2497 c.c., l’ente che esercita l’attività di direzione e coordinamento.
L’aggiornamento non è di poco conto. Ciò non tanto perché, per limitarsi al primo gruppo di informazioni anagrafiche, la violazione di quanto disposto dall’art. 2250 c.c. è punita dall’art. 2630 c.c., modificato anch’esso dall’art. 42 della legge 88/09, con una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 206 euro a un massimo di 2.065 euro (irrogata, di regola, a ciascun componente dell’organo amministrativo). L’aspetto più significativo è un altro: questi campi, fondamentali per la qualità dell’informazione economico-finanziaria e la trasparenza societaria, diverranno elaborabili.
Quando entrerà in vigore l’aggiornamento della tassonomia? Xbrl Italia ha già approvato le modifiche illustrate; queste attendono ora, come previsto dalla normativa vigente, il parere dell’Organismo italiano di contabilità. Il passo successivo sarà quello della pubblicazione del nuovo vocabolario sul sito web dell’ex Cnipa (ora DigitPa): solo a partire da tale data, certificata con avviso pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il vocabolario avrà valore legale ai sensi dell’art. 5, comma quarto, del dpcm 10 dicembre 2008. Secondo stime, dovrebbe essere questione di poche settimane.
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3 pensieri su “Xbrl 2011 in versione rinnovata”	giuseppe ha detto:	10 febbraio 2011 alle 12:41	devo inviare un bilancio entro fine febbraio che devo fare?? già ci sono file excel per la trasformazione in xbrl con la nuova tassonomia?
Rispondi	IC PressRoom ha detto:	11 febbraio 2011 alle 19:10	Nel mese di Gennaio u.s. XBRL Italia ha pubblicato sul suo sito la versione aggiornata della tassonomia del piano dei conti – TassonomiaPrincipiContabiliItaliani-2009-02-16 – utilizzata per il deposito dei bilanci durante il 2010. La nuova versione, TassonomiaPrincipiContabiliItaliani-2011-01-04, non presenta differenze sostanziali, ma recepisce nuove norme in materia comunicazione delle imprese al registro (articolo 42, legge 7 luglio 2009 n. 88) e, per quanto riguarda il bilancio abbreviato, il contenuto del decreto legislativo 27 gennaio 2010 n. 39, nuova normativa sulla revisione legale dei conti che regola la possibilità di distribuire gli acconti sui dividendi.
La nuova tassonomia, pubblicata anche sul sito ministeriale DIGIT PA il giorno 4 febbraio a seguito del parere positivo di OIC, sarà ufficializzata, ai sensi dell’art.5 comma 6 del D.P.C.M 10 dicembre 2008 quando il Ministero dello Sviluppo Economico provvederà a renderla pubblica mediante apposito avviso in Gazzetta Ufficiale che si prevede non esca prima del 28 Febbraio p.v.
La prima scadenza pubblicitaria per l’anno in corso riguarda i consorzi con attività esterna che, entro il 28 Febbrario, dovranno compiere tale adempimento utilizzando la tassonomia TassonomiaPrincipiContabiliItaliani-2009-02-16- utilizzata per il deposito dei bilanci durante il 2010.
La procedura di deposito di bilancio dei consorzi che si ricorda, devono depositare oltre allo stato patrimoniale anche il conto economico e la nota integrativa, resta quindi la stessa usata per i depositi di bilancio di tutte le altre imprese attivata per la campagna 2010.
Pertanto tutti gli strumenti disponibili sul sito di InfoCamere, utilizzati per la scorsa campagna bilanci, restano validi senza nessuna modifica, fino a diversa esplicita indicazione.
Rispondi	flavio r. ha detto:	7 marzo 2011 alle 20:07	è stata rensa pubblica la nuova tassonomia sulla Gazzetta Ufficiale (che si prevedeva non uscisse prima del 28 Febbraio p.v. – ma siamo al 7 marzo …)?
Dove si scaricano i files informatici XML che la definiscono (equivalenti ai precedenti “itcc-ci-abbsemp-2009-02-16.xsd” ecc.) ?