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Timestamp: 2020-08-09 20:14:45+00:00
Document Index: 107821908

Matched Legal Cases: ['art.36', 'art.7', 'art.36', 'art. 4', 'art.10', 'art.10', 'art.5', 'art.36', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art.118', 'art.14', 'art.1']

Il conferimento dei contratti ordinari a tempo indeterminato con oneri a carico dei Fondi ordinari, comunitari e di progetto negli Enti Pubblici di Ricerca - La Previdenza - Quotidiano di informazione giuridica
Il conferimento dei contratti ordinari a tempo indeterminato con oneri a carico dei Fondi ordinari, comunitari e di progetto negli Enti Pubblici di Ricerca
Avvocato Maurizio Danza
Di grande interesse per il comparto degli enti pubblici di ricerca la disciplina applicabile ai contratti a tempo determinato con corrispettivo a carico dei fondi ordinari, comunitari e di progetto, in attesa della emanazione dei decreti di riordino di cui all'articolo 17, comma 1,della legge 7 agosto 2015, n. 124 . In primo luogo va rammentato come detta regolamentazione debba essere desunta dalle disposizioni di cui dal decreto legislativo 6 settembre 2001, n.368 (di attuazione della Direttiva 1999/70/CE relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato), dall’art.36 del D.lgs.n.165/2001, dai contratti nazionali del Comparto degli EPR, nonché dalle specifiche disposizioni di legge in tema di fondi comunitari. Ciò detto, in merito alla tipologia dei contratti a tempo determinato degli Enti di Ricerca con corrispettivo a carico dei fondi ordinari di cui all’art.7 co.2 del D.lgs. 5 giugno 2004, debbono essere innanzitutto applicati i principi contenuti nel D.lgs. 6 settembre 2001, n. 368, di applicazione generalizzata a tutti i comparti del pubblico impiego, per effetto della esplicita previsione contenuta nel nuovo co.5 ter dell’ art.36 del D.lgs.n.165/2001, secondo cui ”Le disposizioni previste dal decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 si applicano alle pubbliche amministrazioni, fermi restando per tutti i settori l'obbligo di rispettare il comma 1, la facoltà di ricorrere ai contratti di lavoro a tempo determinato esclusivamente per rispondere alle esigenze di cui al comma 2 e il divieto di trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato” (comma aggiunto dall'art. 4, co. 1, L.30 ottobre 2013 n.125 ).
Con particolare riferimento agli Enti Pubblici di Ricerca il nuovo co.5 bis dell’art.10 del D.lgs. 6 settembre 2001, n. 368, introdotto dalla L.16 maggio 2014 n.78, stabilisce espressamente che “Il limite percentuale di cui all'articolo 1,comma 1 ( pari al 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1 gennaio dell’anno di assunzione ), non si applica ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati tra istituti pubblici di ricerca ovvero enti privati di ricerca e lavoratori chiamati a svolgere in via esclusiva attività di ricerca scientifica o tecnologica, di assistenza tecnica alla stessa o di coordinamento e direzione della stessa. I contratti di lavoro a tempo determinato che abbiano ad oggetto in via esclusiva lo svolgimento di attività di ricerca scientifica possono avere durata pari a quella del progetto di ricerca al quale si riferiscono“. Appare evidente dunque come la disposizione operi una distinzione tra contratti a tempo determinato per lo svolgimento “in via esclusiva di attività di ricerca scientifica o tecnologica, di assistenza tecnica alla stessa o di coordinamento e direzione della stessa” e contratti a tempo determinato, aventi ad oggetto attività diverse da queste ultime; a ben vedere dunque solo in riferimento ai contratti a tempo determinato, ascrivibili alle tipologie di cui al co.5 bis dell’art.10, si applica il regime derogatorio riferito sia al numero massimo dei conferimenti, che al limite della durata. A tal proposito si fa rilevare altresì come detta disposizione sembra riproporre la formulazione dell’art.5 del CCNL EPR 2002/2005, secondo cui “i contratti a termine legati a progetti hanno durata congruente con quella dei progetti stessi..”.
Ciò detto, appare evidente che, fatti salvi gli specifici contratti a tempo determinato previsti dalla disposizione suindicata, ai contratti a tempo determinato di diversa tipologia debbano essere applicati i principi generali desumibili dall’art.36 del D.lgs.n.165/2001, così come risultanti dalle modifiche introdotte dalla L.30 ottobre 2013 n.125, con particolare riferimento al conferimento dettato da “esigenze di carattere esclusivamente temporanee o eccezionali”, desumibile dal co.2. Va rammentato altresì come ai contratti a tempo determinato con oneri a carico dei finanziamenti di cui ai Progetti Bandiera e degli altri Progetti di interesse, nonché riferiti ad attività di ricerca a valenza internazionale, comunque finanziati con il “Fondo ordinario per gli Enti di Ricerca”, vadano applicati i limiti finanziari relativi all’utilizzo di personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, consistenti nel 35 per cento della spesa sostenuta , con effetto dall'anno 2008, previsti dall'art. 3 co. 80 della L.24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), confermati dall'art. 9, co. 28, del D.L. n. 78/2010.
Va segnalata inoltre la recente disposizione di cui all’art. 1, comma 227, terzo periodo, della L. n 28 dicembre 2015 n.208 ( Legge di stabilità per il 2016 ), secondo cui al fine di garantire la continuità nell'attuazione delle attività di ricerca, tenuto conto di quanto disposto dall'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, e nelle more della emanazione dei decreti di riordino di cui all'articolo 17, comma 1,della legge 7 agosto 2015, n. 124 gli istituti ed enti di ricerca, la possono continuare ad avvalersi del personale con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, in essere alla data del 31 dicembre 2015, mediante l’attivazione di contratti a tempo determinato a valere sulle risorse di cui all’art. 1, comma 188, della legge n. 266/2005, nonché, nel limite del 30 per cento, delle risorse derivanti dalle facoltà assunzionali disponibili.
In merito poi al conferimento di contratti a tempo determinato con corrispettivo a valere su risorse comunitarie, va applicata la peculiare disciplina dell’art.118 co.14 della legge 23 dicembre 2000, n.388, come modificato dall’art.14 co.4 bis della L.23 giugno 2014, n.89, la cui norma reca espressamente che “Nell'esecuzione di programmi o di attività, i cui oneri ricadono su fondi comunitari, gli enti pubblici di ricerca sono autorizzati a procedere ad assunzioni o ad impiegare personale a tempo determinato per tutta la durata degli stessi, anche mediante proroghe dei relativi contratti di lavoro, anche in deroga ai limiti quantitativi previsti dall’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368...”. Da ciò consegue che i conferimenti, sia ex novo che in regime di proroga di contratti a tempo determinato, afferenti esclusivamente a progetti comunitari, non sono assoggettati né ai principi generali in tema di durata dei contratti, né a quelli quantitativi previsti dall’art.1 co. 1, del D.lgs. 6 settembre 2001, n. 368.
(Avvocato Maurizio Danza)
LaPrevidenza.it, 17/06/2016