Source: http://www.periti.info/normativa/agenzia-per-la-rappresentanza-negoziale-delle-pubbliche-amministrazioni-comunicato-contratto-collettivo-nazionale-di-lavoro-del-personale-non-dirigente-del-comparto-regioni-e-autonomie-locali-qua/
Timestamp: 2018-04-22 18:08:43+00:00
Document Index: 102039982

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 48', 'art. 55', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 52', 'art.  1', 'art.  316', 'art. 316', 'art. 58', 'art.\n3', 'art. 3', 'art. 23', 'art.  23', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'sentenza ', 'art.  3', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'art.  24', 'art. 24', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 28', 'sentenza ', 'art.  653', 'art.  653', 'sentenza ', 'art. 653', 'art.  3', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 3', 'sentenza\n', 'art. 316', 'art.  58', 'art.  316', 'art. 3', 'art. 4', 'art.   4', 'art. 52', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 5', 'art.  29', 'art. 9', 'art. 33', 'art. 6', 'art.  2122', 'art.  6', 'art. 1', 'art.\n31', 'art. 31', 'art. 22', 'art.  31', 'art. 31', 'art. 31', 'art.  31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 12', 'art. 60', 'art. 9']

AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI - COMUNICATO - Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale non dirigente del comparto regioni e autonomie locali, quadriennio normativo 2006-2009 | Periti.info
<MINISTERO DELLA SALUTE – COMUNICATO – Elenco dei rappresentanti, stabiliti in Italia, degli stabilimenti ubicati in Paesi terzi, di cui al comma 9 dell’articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 2 novembre 2001, n. 433, concernente il regolamento di attuazione delle direttive 96/51/CE, 98/51/CE e 1999/20/CE, in materia di additivi nell’alimentazione degli animali. Anno 2007. (GU n. 98 del 26-4-2008
COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 25 gennaio 2008>
AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI – COMUNICATO – Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale non dirigente del comparto regioni e autonomie locali, quadriennio normativo 2006-2009
AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI - COMUNICATO - Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale non dirigente del comparto regioni e autonomie locali, quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007. (GU n. 99 del 28-4-2008 )
Contratto  collettivo nazionale di lavoro del personale non dirigente
del  comparto  regioni  e  autonomie  locali,  quadriennio  normativo
2006-2009 e biennio economico 2006-2007.
Il  giorno  11 aprile  2008,  alle  ore  10,00,  ha  avuto  luogo
l’incontro tra l’ARAN:
nella  persona  del  Presidente  Avv.  Massimo  Massella  Ducci  Teri
Organizzazioni Sindacali         | Confederazioni Sindacali
CGIL FP (firmato)                         |CGIL (firmato)
CISL FPS (firmato)                        |CISL (firmato)
UIL FPL (firmato)                         |UIL (firmato)
CSA Regioni e Autonomie Locali (firmato)  |CISAL (firmato)
DICCAP (Snalcc-Fenal-Sulpm) (firmato)     |CONFSAL (firmato)
Al  termine della riunione le parti hanno sottoscritto l’allegato
del  comparto  regioni  e  autonomie  locali  relativo al quadriennio
1.  Il  presente  contratto  collettivo  nazionale  si applica al
personale,  esclusi  i  dirigenti,  con  rapporto  di  lavoro a tempo
Comparto delle regioni e delle autonomie locali indicati dall’art. 9,
comma 1,  del  CCNQ  sulla definizione dei comparti di contrattazione
collettiva  dell’11 giugno  2007,  di  seguito  denominati «enti», in
2.  Al personale delle IPAB, ancorche’ interessato da processi di
riforma  e  trasformazione, si applica il CCNL del comparto regioni e
autonomie  Locali  sino  alla  individuazione  o  definizione, previo
confronto  con  le  organizzazioni sindacali nazionali firmatarie del
presente  contratto,  della nuova e specifica disciplina contrattuale
3.  Al  restante  personale  del  comparto soggetto a processi di
mobilita’  in  conseguenza di provvedimenti di soppressione, fusione,
scorporo,  trasformazione  e  riordino,  ivi  compresi  i processi di
privatizzazione,  riguardanti  l’ente  di appartenenza, si applica il
contratto  collettivo  nazionale  del  comparto delle regioni e delle
autonomie  locali,  sino  alla  individuazione  o definizione, previo
presente  CCNL,  della  nuova e specifica disciplina contrattuale del
successive  modificazioni  ed integrazioni e’ riportato nel testo del
5.  Per  quanto  non  previsto dal presente contratto collettivo,
1.   Il   presente   contratto  concerne  il  periodo  1° gennaio
2006-31 dicembre  2009  per  la  parte  normativa  ed  e’  valido dal
2.  Gli  effetti  del  presente  contratto  decorrono  dal giorno
successivo  alla  data  di  stipulazione,  salvo  specifica e diversa
prescrizione   e  decorrenza  espressamente  prevista  dal  contratto
3.   Gli  istituti  a  contenuto  economico  e  normativo  aventi
carattere   vincolato   ed   automatico  sono  applicati  dagli  enti
destinatari  entro  trenta  giorni  dalla  data  di  stipulazione del
4.  Il  presente contratto, alla scadenza, si rinnova tacitamente
di  anno  in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle parti
con  lettera  raccomandata,  almeno  tre  mesi  prima di ogni singola
integralmente  in  vigore  fino  a  quando  non  siano sostituite dal
successivo contratto collettivo. Resta altresi’ fermo quanto previsto
dall’art. 48, comma 3, del decreto legislativo n. 165/2001.
5.  Per  evitare  periodi di vacanza contrattuale, le piattaforme
sono  presentate tre mesi prima della scadenza del contratto. Durante
parti  negoziali non assumono iniziative unilaterali ne’ procedono ad
6.  Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla
dipendenti  del  comparto  sara’  corrisposta  la relativa indennita’
secondo  le  scadenze stabilite dall’Accordo sul costo del lavoro del
23 luglio  1993.  Per le modalita’ di erogazione di detta indennita’,
l’ARAN  stipula  apposito  accordo,  ai sensi degli articoli 47 e 48,
dell’indennita’  di  vacanza  contrattuale,  erogati sulla base dello
specifico  accordo  di cui al presente articolo, sono successivamente
riassorbiti   negli  incrementi  stipendiali  derivanti  dal  rinnovo
collettiva,  in  sede  di  rinnovo  biennale  per la parte economica,
ulteriore  punto  di riferimento del negoziato sara’ costituito dalla
comparazione   tra   l’inflazione   programmata  e  quella  effettiva
intervenuta  nel  precedente  biennio,  secondo  quanto  previsto dal
1.  Nel  rispetto del principio di gradualita’ e proporzionalita’
delle  sanzioni  in  relazione  alla  gravita’  della  mancanza, e in
conformita’ a quanto previsto dall’art. 55 del decreto legislativo n.
165  del  2001  e successive modificazioni ed integrazioni, il tipo e
l’entita’ di ciascuna delle sanzioni sono determinati in relazione ai
a) intenzionalita’  del  comportamento,  grado  di  negligenza,
imprudenza   o   imperizia   dimostrate,  tenuto  conto  anche  della
prevedibilita’ dell’evento;
c) responsabilita’  connesse  alla posizione di lavoro occupata
d) grado di danno o di pericolo causato all’ente, agli utenti o
e) sussistenza  di  circostanze  aggravanti  o  attenuanti, con
particolare  riguardo  al comportamento del lavoratore, ai precedenti
disciplinari   nell’ambito  del  biennio  previsto  dalla  legge,  al
f) al concorso nella mancanza di piu’ lavoratori in accordo tra
2.  La  recidiva  nelle mancanze previste ai commi 4, 5 e 6, gia’
sanzionate  nel  biennio  di  riferimento,  comporta  una sanzione di
maggiore gravita’ tra quelle previste nell’ambito dei medesimi commi.
3. Al dipendente responsabile di piu’ mancanze compiute con unica
azione od omissione o con piu’ azioni od omissioni tra loro collegate
ed  accertate  con  un unico procedimento, e’ applicabile la sanzione
prevista  per  la  mancanza piu’ grave se le suddette infrazioni sono
punite con sanzioni di diversa gravita’.
4.  La  sanzione disciplinare dal minimo del rimprovero verbale o
scritto   al  massimo  della  multa  di  importo  pari  a  4  ore  di
retribuzione  si  applica,  graduando  l’entita’  delle  sanzioni  in
a) inosservanza  delle  disposizioni di servizio, anche in tema
di assenze per malattia, nonche’ dell’orario di lavoro;
b) condotta  non  conforme  ai  principi  di  correttezza verso
c) negligenza nell’esecuzione dei compiti assegnati, nella cura
dei  locali e dei beni mobili o strumenti a lui affidati o sui quali,
in  relazione  alle sue responsabilita’, debba espletare attivita’ di
d) inosservanza  degli obblighi in materia di prevenzione degli
infortuni  e  di sicurezza sul lavoro ove non ne sia derivato danno o
e) rifiuto  di  assoggettarsi  a  visite  personali  disposte a
tutela  del  patrimonio  dell’ente,  nel  rispetto di quanto previsto
dall’art. 6 della legge 20 maggio 1970, n. 300;
f) insufficiente  rendimento,  rispetto ai carichi di lavoro e,
comunque, nell’assolvimento dei compiti assegnati.
L’importo  delle ritenute per multa sara’ introitato dal bilancio
dell’ente e destinato ad attivita’ sociali a favore dei dipendenti.
5.  La  sanzione  disciplinare della sospensione dal servizio con
privazione  della  retribuzione  fino  ad  un massimo di 10 giorni si
applica,  graduando  l’entita’ della sanzione in relazione ai criteri
a) recidiva  nelle  mancanze  previste dal comma 4, che abbiano
comportato l’applicazione del massimo della multa;
b) particolare gravita’ delle mancanze previste al comma 4;
c) assenza  ingiustificata  dal  servizio  fino  a  10 giorni o
arbitrario  abbandono  dello  stesso; in tali ipotesi l’entita’ della
sanzione  e’  determinata  in  relazione  alla  durata dell’assenza o
dell’abbandono  del  servizio,  al  disservizio  determinatosi,  alla
gravita’   della  violazione  degli  obblighi  del  dipendente,  agli
eventuali danni causati all’ente, agli utenti o ai terzi;
d) ingiustificato  ritardo,  non  superiore  a  dieci giorni, a
e) svolgimento   di   attivita’   che   ritardino  il  recupero
g) comportamenti  minacciosi, gravemente ingiuriosi, calunniosi
o  diffamatori  nei confronti di altri dipendenti o degli utenti o di
i) manifestazioni ingiuriose nei confronti dell’ente, salvo che
siano  espressione  della  liberta’ di pensiero, ai sensi dell’art. 1
lesivi della dignita’ della persona;
k) violazione  di  obblighi  di  comportamento  non  ricompresi
specificatamente  nelle  lettere  precedenti,  da  cui  sia  derivato
disservizio ovvero danno o pericolo all’ente, agli utenti o ai terzi;
l) sistematici  e  reiterati  atti  o comportamenti aggressivi,
ostili  e  denigratori  che  assumano  forme  di violenza morale o di
6.  La  sanzione  disciplinare della sospensione dal servizio con
privazione  della retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di sei
a) recidiva   nel   biennio   delle   mancanze   previste   nel
comma precedente  quando  sia  stata  comminata  la  sanzione massima
particolare gravita’;
b) assenza  ingiustificata  ed  arbitraria  dal servizio per un
numero  di  giorni  superiore  a quello indicato nella lettera c) del
c) occultamento,  da parte del responsabile della custodia, del
controllo  o  della  vigilanza,  di  fatti  e circostanze relativi ad
di pertinenza dell’ente o ad esso affidati;
d) persistente  insufficiente  rendimento  o  fatti,  colposi o
dolosi,  che  dimostrino grave incapacita’ ad adempiere adeguatamente
e) esercizio,   attraverso   sistematici  e  reiterati  atti  e
comportamenti  aggressivi  ostili e denigratori, di forme di violenza
morale  o  di  persecuzione  psicologica  nei  confronti  di un altro
dipendente  al  fine  di  procurargli un danno in ambito lavorativo o
di  particolare  gravita’  che  siano  lesivi  della  dignita’  della
g) fatti  e  comportamenti  tesi  all’elusione  dei  sistemi di
rilevamento  elettronici  della presenza e dell’orario o manomissione
Tale  sanzione  si applica anche nei confronti di chi avalli, aiuti o
h) alterchi  di  particolare  gravita’  con  vie di fatto negli
i) qualsiasi  comportamento  da  cui  sia  derivato danno grave
all’ente o a terzi.
Nella  sospensione  dal  servizio prevista dal presente comma, il
dipendente  e’  privato  della  retribuzione  fino  al  decimo giorno
mentre,  a  decorrere  dall’undicesimo, viene corrisposta allo stesso
una  indennita’  pari al 50% della retribuzione indicata all’art. 52,
comma 2,   lettera b)   (retribuzione  base  mensile)  del  CCNL  del
14 settembre  2000  nonche’  gli  assegni  del  nucleo  familiare ove
spettanti.   Il   periodo  di  sospensione  non  e’,  in  ogni  caso,
computabile ai fini dell’anzianita’ di servizio.
7.  La  sanzione  disciplinare del licenziamento con preavviso si
a) recidiva plurima, almeno tre volte nell’anno, nelle mancanze
previste  ai commi 5 e 6, anche se di diversa natura, o recidiva, nel
biennio,  in una mancanza tra quelle previste nei medesimi commi, che
abbia  comportato  l’applicazione della sanzione massima di 6 mesi di
sospensione  dal  servizio  e  dalla retribuzione, fatto salvo quanto
c) ingiustificato  rifiuto del trasferimento disposto dall’ente
per  riconosciute  e motivate esigenze di servizio nel rispetto delle
vigenti  procedure,  adottate  nel  rispetto dei modelli di relazioni
sindacali   previsti,   in  relazione  alla  tipologia  di  mobilita’
d) mancata   ripresa   del   servizio  nel  termine  prefissato
dall’ente  quando  l’assenza  arbitraria  ed  ingiustificata  si  sia
protratta  per  un  periodo  superiore  a quindici giorni. Qualora il
dipendente  riprenda  servizio  si  applica  la  sanzione  di  cui al
e) continuita’,   nel   biennio,   dei  comportamenti  rilevati
o  fatti,  dolosi  o  colposi,  che  dimostrino  grave incapacita’ ad
f) recidiva   nel  biennio,  anche  nei  confronti  di  persona
diversa,  di  sistematici e reiterati atti e comportamenti aggressivi
ostili  e denigratori e di forme di violenza morale o di persecuzione
psicologica  nei  confronti  di  un collega al fine di procurargli un
danno  in  ambito lavorativo o addirittura di escluderlo dal contesto
g) recidiva  nel  biennio  di  atti,  comportamenti o molestie,
anche  di  carattere  sessuale, che siano lesivi della dignita’ della
h) condanna  passata  in giudicato per un delitto che, commesso
fuori  dal  servizio  e  non  attinente in via diretta al rapporto di
lavoro,  non  ne  consenta  la  prosecuzione  per  la  sua  specifica
gravita’;
i) violazione   dei  doveri  di  comportamento  non  ricompresi
specificatamente  nelle lettere precedenti di gravita’ tale secondo i
criteri  di  cui  al  comma 1,  da non consentire la prosecuzione del
j) reiterati  comportamenti  ostativi  all’attivita’  ordinaria
dell’ente di appartenenza e comunque tali da comportare gravi ritardi
8.  La sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso si
b) accertamento   che   l’impiego  fu  conseguito  mediante  la
produzione  di  documenti  falsi  e, comunque, con mezzi fraudolenti,
ovvero  che la sottoscrizione del contratto individuale di lavoro sia
1. per   i   delitti  gia’  indicati  nell’art.  1,  comma 1,
lettere a), b)  limitatamente  all’art.  316  del  codice penale, c),
ed e)  della  legge  18 gennaio  1992, n. 16;, per il personale degli
enti  locali il riferimento e’ ai delitti previsti dagli articoli 58,
comma 1, lettera a), b) limitatamente all’art. 316 del codice penale,
lettera c), d)  ed e),  e  59,  comma 1, lettera a), limitatamente ai
delitti  gia’  indicati  nell’art. 58, comma 1, lettera a) e all’art.
3. per  i  delitti  previsti dall’art. 3, comma 1 della legge
d) condanna  passata  in giudicato quando dalla stessa consegua
l’interdizione perpetua dai pubblici uffici;
e) condanna  passata  in  giudicato  per un delitto commesso in
servizio  o  fuori  servizio che, pur non attenendo in via diretta al
rapporto  di  lavoro,  non  ne  consenta  neanche provvisoriamente la
prosecuzione per la sua specifica gravita’;
f) violazioni   intenzionali   degli  obblighi  non  ricompresi
specificatamente  nelle  lettere  precedenti,  anche nei confronti di
terzi,  di  gravita’ tale, in relazione ai criteri di cui al comma 1,
g) l’ipotesi  in  cui  il  dipendente  venga  arrestato perche’
colto,  in  flagranza, a commettere reati di peculato o concussione o
corruzione  e  l’arresto  sia convalidato dal giudice per le indagini
comunque  sanzionate  secondo  i criteri di cui al comma 1, facendosi
riferimento,  quanto  all’individuazione dei fatti sanzionabili, agli
obblighi  dei  lavoratori  di  cui  all’art. 23 del CCNL del 6 luglio
1995,  come  modificato  dall’art.  23  del CCNL del 22 gennaio 2004,
quanto  al  tipo e alla misura delle sanzioni, ai principi desumibili
10.  Al  codice  disciplinare  di  cui al presente articolo, deve
essere  data  la  massima  pubblicita’  mediante  affissione in luogo
accessibile  a  tutti  i  dipendenti.  Tale  forma  di pubblicita’ e’
tassativa e non puo’ essere sostituita con altre.
11.  In  sede  di prima applicazione del presente CCNL, il codice
disciplinare  deve  essere obbligatoriamente affisso in ogni posto di
lavoro  in  luogo  accessibile  a  tutti i dipendenti, entro quindici
giorni  dalla data di stipulazione del presente CCNL e si applica dal
12.  Per  le  infrazioni  disciplinari,  comunque,  commesse  nel
periodo  antecedente  alla data di efficacia del codice disciplinare,
di  cui  a  comma 11,  si applicano le sanzioni previste dall’art. 25
(codice  disciplinare)  del  CCNL  del 6 luglio 1995, come modificato
dall’art. 25 del CCNL del 22 gennaio 2004.
13.  Dalla  data  di  sottoscrizione definitiva del presente CCNL
sono  disapplicate le disposizioni dell’art. 25 del CCNL del 6 luglio
1995 come sostituito dall’art. 25 del CCNL del 22 gennaio 2004.
1.  Nel  caso  di  commissione  in  servizio di fatti illeciti di
rilevanza  penale  l’ente  inizia  il  procedimento  disciplinare  ed
inoltra  la  denuncia  penale.  Il  procedimento  disciplinare rimane
sospeso  fino  alla sentenza definitiva, fatta salva l’ipotesi in cui
il   dipendente  venga  arrestato  perche’  colto,  in  flagranza,  a
commettere  reati  di peculato o concussione o corruzione e l’arresto
sia  convalidato  dal giudice per le indagini preliminari. Sulla base
della  valutazione derivante dall’esito del procedimento disciplinare
si  applica  la  sanzione  di  cui  all’art.  3, comma 8, lettera g).
Analoga sospensione e’ disposta anche nel caso in cui l’obbligo della
denuncia  penale  emerga nel corso del procedimento disciplinare gia’
2. Al di fuori dei casi previsti nel comma 1, quando l’ente venga
a  conoscenza  dell’esistenza  di un procedimento penale a carico del
questo e’ sospeso fino alla sentenza definitiva.
3.  Qualora  l’ente sia venuta a conoscenza dei fatti che possono
dare  luogo  a  sanzione  disciplinare  solo a seguito della sentenza
definitiva  di  condanna,  il  procedimento  e’  avviato  nei termini
previsti  dall’art.  24,  comma 2,  del  CCNL del 6 luglio 1995, come
sostituito  dall’art. 24, comma 1, lettera b) del CCNL del 22 gennaio
4.  Fatto  salvo il disposto dell’art. 5, comma 2, della legge n.
97  del  2001,  il  procedimento  disciplinare  sospeso  ai sensi del
presente  articolo  e’  riattivato entro centottanta giorni da quando
l’ente ha avuto notizia della sentenza definitiva e si conclude entro
5.  Per  i soli casi previsti all’art. 5, comma 4, della legge n.
97  del  2001 il procedimento disciplinare precedentemente sospeso e’
riattivato   entro   novanta   giorni   da  quando  l’ente  ha  avuto
comunicazione  della  sentenza  definitiva e deve concludersi entro i
6.  L’applicazione  della  sanzione  prevista dall’art. 3 (codice
disciplinare),  come  conseguenza  delle  condanne  penali citate nei
commi 7,   lettera h)   e  8,  lettera c)  ed e),  non  ha  carattere
automatico   essendo   correlata   all’esperimento  del  procedimento
disciplinare, salvo quanto previsto dall’art. 5, comma 2, della legge
n.  97  del  2001 e dall’art. 28 del codice penale relativamente alla
applicazione  della  pena  accessoria  dell’interdizione perpetua dai
7.  In  caso  di  sentenza  penale irrevocabile di assoluzione si
applica  quanto  previsto  dall’art.  653  c.p.p. e l’ente dispone la
all’interessato.   Ove  nel  procedimento  disciplinare  sospeso,  al
sia  stata  assoluzione,  siano  state  contestate  altre violazioni,
oppure  qualora  l’assoluzione  sia  motivata  «perche’  il fatto non
costituisce  illecito  penale»,  non  escludendo  quindi la rilevanza
esclusivamente  disciplinare  del  fatto  ascritto,  il  procedimento
8.  In  caso  di  proscioglimento  perche’ il fatto non sussiste,
ovvero  perche’  l’imputato  non  lo  ha  commesso  si applica quanto
previsto  dall’art.  653  c.p.p.  Ove  nel  procedimento disciplinare
sospeso,  al  dipendente,  oltre ai fatti oggetto del giudizio penale
per  i  quali  vi sia stata assoluzione, siano state contestate altre
violazioni oppure qualora il proscioglimento sia motivato «perche’ il
fatto  non  costituisce  reato»  non  escludendo  quindi la rilevanza
9.   In   caso   di   sentenza  irrevocabile  di  condanna  trova
applicazione l’art. 653, comma 1-bis, del c.p.p.
10.  Il  dipendente  licenziato  ai  sensi  dell’art.  3  (codice
disciplinare),  comma 7,  lettera h)  e  comma 8,  lettera c) ed e) e
successivamente  assolto  a  seguito  di  revisione  del  processo ha
diritto,  dalla data della sentenza di assoluzione, alla riammissione
soprannumero,  nella posizione economica acquisita nella categoria di
appartenenza    all’atto   del   licenziamento   ovvero   in   quella
11.  Dalla data di riammissione di cui al comma 10, il dipendente
ha  diritto  a  tutti gli assegni che sarebbero stati corrisposti nel
periodo  di licenziamento, tenendo conto anche dell’eventuale periodo
di  sospensione  antecedente,  escluse  le indennita’ comunque legate
alla  presenza in servizio, agli incarichi ovvero alla prestazione di
lavoro  straordinario.  In  caso  di premorienza, gli stessi compensi
12.  La  presente  disciplina  trova  applicazione  dalla data di
sottoscrizione  definitiva  del  CCNL, con riferimento ai fatti ed ai
data sono disapplicate le disposizioni dell’art. 25, commi 8 e 9, del
CCNL  del 6 luglio 1995 e quelle dell’art. 26 del CCNL del 22 gennaio
1.  Il  dipendente  che  sia  colpito da misura restrittiva della
liberta’  personale  e’ sospeso d’ufficio dal servizio con privazione
dello stato restrittivo della liberta’.
2.  Il dipendente puo’ essere sospeso dal servizio con privazione
della   retribuzione  anche  nel  caso  in  cui  venga  sottoposto  a
procedimento  penale  che  non comporti la restrizione della liberta’
attinenti  al  rapporto  di  lavoro o comunque tali da comportare, se
accertati,    l’applicazione    della   sanzione   disciplinare   del
licenziamento  ai sensi dell’art. 3 (codice disciplinare) commi 7 e 8
3.  L’ente,  cessato  lo  stato  di  restrizione  della  liberta’
personale,  di  cui al comma 1, puo’ prolungare anche successivamente
il   periodo  di  sospensione  del  dipendente,  fino  alla  sentenza
4.  Resta  fermo  per  tutti  gli  enti del comparto l’obbligo di
sospensione  del  lavoratore in presenza dei casi gia’ previsti dagli
articoli 58,  comma 1, lettera a), b), limitatamente all’art. 316 del
codice  penale,  lettera c), d)  ed e),  e  59,  comma 1, lettera a),
limitatamente   ai   delitti  gia’  indicati  nell’art.  58  comma 1,
lettera a)  e  all’art.  316  del  codice penale, lettera b) e c) del
5. Nel caso dei delitti previsti all’art. 3, comma 1, della legge
medesimi  delitti,  qualora intervenga condanna anche non definitiva,
ancorche’  sia concessa la sospensione condizionale della pena, trova
applicazione l’art. 4, comma 1, della citata legge n. 97 del 2001.
6.  Nei  casi  indicati  ai  commi precedenti  si  applica quanto
previsto   dall’art.   4   in   tema  di  rapporti  tra  procedimento
7.  Al  dipendente  sospeso  dal  servizio  ai sensi del presente
articolo   sono   corrisposti   un’indennita’   pari   al  50%  della
retribuzione base mensile di cui all’art. 52, comma 2, lettera b) del
CCNL del 14 settembre 2000, la retribuzione individuale di anzianita’
ove  acquisita  e gli assegni del nucleo familiare, con esclusione di
8.   Nel   caso  di  sentenza  definitiva  di  assoluzione  o  di
proscioglimento,  pronunciata con la formula «il fatto non sussiste»,
«non  costituisce illecito penale» o «l’imputato non lo ha commesso»,
quanto  corrisposto,  durante  il periodo di sospensione cautelare, a
titolo di assegno alimentare verra’ conguagliato con quanto dovuto al
lavoratore  se  fosse  rimasto  in  servizio, escluse le indennita’ o
ovvero  a prestazioni di carattere straordinario. Ove il procedimento
disciplinare  riprenda  per  altre  infrazioni, ai sensi dell’art. 4,
comma 8,  secondo  periodo,  il  conguaglio  dovra’ tener conto delle
9.  In  tutti  gli  altri  casi di riattivazione del procedimento
sospeso  viene conguagliato quanto dovuto se fosse stato in servizio,
escluse  le indennita’ o compensi comunque collegati alla presenza in
servizio,   agli   incarichi   ovvero   a  prestazioni  di  carattere
straordinario;  dal  conguaglio sono esclusi i periodi di sospensione
del  comma 1  e  quelli eventualmente inflitti a seguito del giudizio
10.  Quando  vi  sia  stata  sospensione cautelare dal servizio a
causa  di  procedimento  penale, la stessa conserva efficacia, se non
revocata,  per  un  periodo  di tempo comunque non superiore a cinque
anni.  Decorso  tale  termine, la sospensione cautelare dal servizio,
dipendente  dal  procedimento penale, e’ revocata ed il dipendente e’
riammesso  in  servizio,  salvo casi in cui, per reati che comportano
l’applicazione  delle  sanzioni  previste ai commi 7 ed 8 dell’art. 3
(codice  disciplinare),  l’ente ritenga che la permanenza in servizio
del dipendente provochi un pregiudizio alla credibilita’ dello stesso
a  causa del discredito che da tale permanenza potrebbe derivargli da
parte  dei  cittadini  e/o,  comunque,  per ragioni di opportunita’ e
operativita’ dell’ente stesso. In tal caso, puo’ essere disposta, per
i  suddetti motivi, la sospensione dal servizio, che sara’ sottoposta
a  revisione  con  cadenza  biennale.  Il  procedimento  disciplinare
rimane, comunque, sospeso sino all’esito del procedimento penale.
11.  Qualora  la sentenza definitiva di condanna preveda anche la
pena  accessoria  della  interdizione temporanea dai pubblici uffici,
l’Ufficio   competente  per  i  procedimenti  disciplinari  dell’ente
sottoscrizione   definitiva   del  CCNL.  Dalla  medesima  data  sono
disapplicate le disposizioni dell’art. 27 del CCNL del 6 luglio 1995,
come sostituito dall’art. 27 del CCNL del 22 gennaio 2004.
1.  Lo  stipendio tabellare delle posizioni economiche iniziali e
di  sviluppo  delle  diverse categorie, come definito nella tabella A
allegata  al  CCNL  del  9 maggio 2006, e’ incrementato degli importi
mensili  lordi,  per  tredici  mensilita’,  indicati nella tabella A,
2.  A seguito dell’applicazione della disciplina del comma 1, gli
importi   annui  lordi  dello  stipendio  tabellare  delle  posizioni
a) la tredicesima mensilita’, secondo la disciplina dell’art. 5
b) la retribuzione individuale di anzianita’, ove acquisita;
c) gli   altri   eventuali   assegni   personali   a  carattere
continuativo  e  non  riassorbibile,  ivi  compresi  quelli  previsti
dall’art.  29,  comma 4,  del CCNL del 22 gennaio 2004 e dall’art. 9,
d) indennita’  di  comparto,  di  cui  all’art. 33 del CCNL del
1.  Nei  confronti  del  personale  cessato  o  che  cessera’ dal
servizio  con  diritto  a pensione nel periodo di vigenza della parte
economica  del  presente contratto, relativa al biennio 2006-2007, le
misure  degli  incrementi di cui all’art. 6, comma 1, ed all’allegata
tabella  A hanno effetto integralmente, alle scadenze e negli importi
previsti   nella   tabella   A,  ai  fini  della  determinazione  del
trattamento  di  quiescenza.  Agli  effetti dell’indennita’ premio di
fine  servizio,  dell’indennita’  sostitutiva  del preavviso, del TFR
nonche’   di   quella  prevista  dall’art.  2122  del  codice  civile
(indennita’   in   caso   di   decesso),   si  considerano  solo  gli
2.  Salvo diversa espressa previsione del CCNL del 1° aprile 1999
e  del  CCNL  del  14 settembre 2000, gli incrementi dei valori delle
posizioni   economiche   iniziali   e  di  sviluppo  del  sistema  di
classificazione  previsti  nell’art.  6,  comma 1,  e  nella allegata
tabella  A  hanno  effetto,  dalle  singole  decorrenze, su tutti gli
1.  Gli  enti,  relativamente  al  biennio  economico  2006-2007,
integrano   le  risorse  finanziarie  destinate  alla  contrattazione
decentrata  integrativa nel rispetto del Patto di stabilita’ interno,
per  quelli  che  vi  sono  sottoposti,  e  in coerenza con il quadro
normativo  delineato  dall’art. 1, comma 557, della legge 27 dicembre
2006,  n.  296,  e  con  le  corrispondenti  previsioni  delle  leggi
finanziarie  dettate specificamente per le Camere di commercio, ferma
restando,  in  relazione  alla  specificita’ di ciascuna tipologia di
ente,  l’osservanza  degli  indicatori di capacita’ finanziaria sotto
2.  Gli  enti locali, a decorrere dal 31 dicembre 2007 e a valere
per  l’anno  2008, incrementano le risorse decentrate di cui all’art.
31,   comma 2,   del   CCNL   del  22 gennaio  2004  con  un  importo
corrispondente  allo 0,6% del monte salari dell’anno 2005, esclusa la
3.  In  aggiunta  alle  disponibilita’ derivanti dal comma 2, gli
enti  locali,  ad  eccezione  di quelli previsti dal comma 4, possono
incrementare,  a decorrere dal 31 dicembre 2007 e a valere per l’anno
2008, le risorse decentrate di cui all’art. 31, comma 3, del CCNL del
22 gennaio  2004,  qualora rientrino nei parametri di cui al comma 1,
dei  valori  percentuali  calcolati  con  riferimento al monte salari
dell’anno  2005, esclusa la quota relativa alla dirigenza, di seguito
4.  In  aggiunta  alle  disponibilita’  derivanti  dal comma 2, i
comuni  capoluogo  delle  aree  metropolitane, di cui all’art. 22 del
decreto  legislativo n. 267 del 2000, qualora rientrino nei parametri
di  cui  al comma 1 ed inoltre il rapporto tra spese del personale ed
entrate   correnti   sia  non  superiore  al  39%,  a  decorrere  dal
31 dicembre 2007 ed a valere per l’anno 2008, possono incrementare le
risorse  decentrate  di  cui  all’art.  31,  comma 3,  del  CCNL  del
22 gennaio  2004,  fino  ad  un  massimo  dello 0,9% del monte salari
dell’anno 2005, esclusa la quota relativa alla dirigenza.
al  comma 1 ed inoltre il rapporto tra spese del personale ed entrate
correnti  sia  non superiore al 41%, a decorrere dal 31 dicembre 2007
ed  a  valere  per l’anno 2008, incrementano le risorse decentrate di
cui all’art. 31, comma 2, del CCNL del 22 gennaio 2004 con un importo
quota  relativa alla dirigenza. In aggiunta a tale aumento, le camere
a  valere  per l’anno 2008, le risorse decentrate di cui all’art. 31,
di  cui  al comma 1, dei valori percentuali calcolati con riferimento
al  monte  salari  dell’anno  2005,  esclusa  la  quota relativa alla
6.  Le regioni, qualora rientrino nei parametri di cui al comma 1
ed  inoltre  il  rapporto  tra  spesa  del personale e spesa corrente
depurata  della spesa sanitaria sia non superiore al 35%, a decorrere
dal  31 dicembre  2007  e  a  valere per l’anno 2008, incrementano le
risorse  decentrate  di  cui  all’art.  31,  comma 2,  del  CCNL  del
22 gennaio  2004  con  un  importo corrispondente allo 0,6% del monte
salari  dell’anno  2005, esclusa la quota relativa alla dirigenza. In
aggiunta  a tale aumento, le regioni, qualora rientrino nei parametri
di  cui  al  comma 1 ed inoltre il rapporto tra spesa del personale e
spesa  corrente depurata della spesa sanitaria sia uguale o inferiore
al  35%,  possono  incrementare, a decorrere dal 31 dicembre 2007 e a
valere  per  l’anno  2008,  le risorse decentrate di cui all’art. 31,
comma 3,  del CCNL del 22 gennaio 2004, fino ad un massimo dello 0,9%
del  monte  salari  dell’anno  2005,  esclusa  la quota relativa alla
7.  Gli  altri  enti del comparto, diversi da quelli indicati nei
commi precedenti,  a  decorrere  dal  31 dicembre 2007 e a valere per
l’anno  2008,  incrementano le risorse decentrate di cui all’art. 31,
comma 2,  del  CCNL del 22 gennaio 2004, nel rispetto dei principi di
cui  al  comma 1,  fino  ad  un  massimo  dello 0,6% del monte salari
dell’anno  2005,  esclusa  la  quota relativa alla dirigenza, ove nel
bilancio sussista la relativa capacita’ di spesa.
8.  Gli  incrementi  indicati  nei  commi 2,  3  e  4 non trovano
applicazione  da parte degli enti locali dissestati o strutturalmente
deficitari,  per  i  quali  non  sia  intervenuta  ai  sensi di legge
l’approvazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato.
9.  Le  predette  risorse sono finalizzate al miglioramento della
produttivita’  dei servizi nonche’ al riconoscimento e valorizzazione
delle  professionalita’  e  del  merito,  nell’ambito  del quadro del
del  rapporto  richiesto  dai commi precedenti per l’incremento delle
risorse decentrate e’ effettuata con riferimento ai dati del bilancio
consuntivo degli enti relativo all’anno 2007.
Integrazione    della   disciplina   della   progressione   economica
orizzontale all’interno della categoria
1.  Ai  fini della progressione economica orizzontale, secondo la
disciplina dell’art. 5 del CCNL del 31 marzo 1999, il lavoratore deve
essere  in  possesso del requisito di un periodo minimo di permanenza
2.  La disciplina del comma 1 trova applicazione per le procedure
selettive   per   la   realizzazione   della  progressione  economica
orizzontale   che   sono  formalmente  avviate  successivamente  alla
1.  Le  parti,  in  considerazione  del ritardo con il quale sono
state  avviate  le  trattative  per  il  CCNL relativo al quadriennio
normativo  2006-2009  ed  al  biennio  economico 2006-2007, ritenendo
prioritario  concludere in tempi brevi la presente fase negoziale, si
impegnano  a  disciplinare,  in  sede  di rinnovo contrattuale per il
a) attuazione  dei  principi  e  dei  contenuti dell’Intesa sul
lavoro   pubblico  e  sulla  riorganizzazione  delle  Amministrazioni
Pubbliche,  sottoscritto in data 6 aprile 2007 (Memorandum sul lavoro
pubblico   e  la  riorganizzazione  delle  Amministrazioni  pubbliche
siglato  tra il Presidente del Consiglio dei Ministri, i Ministri per
le  riforme  e  le  innovazioni  nella  pubblica  amministrazione, il
Ministro   dell’economia   e   delle  finanze,  il  Presidente  della
Conferenza  delle  regioni  e delle provincie autonome, il Presidente
dell’ANCI,  il  Presidente  dell’UPI,  il  Presidente dell’UNCEM e le
b) semplificazione  delle  modalita’  di  calcolo delle risorse
destinate   alla   contrattazione   decentrata  integrativa  e  nuova
d) modalita’ attuative dell’art. 14 del CCNL del 9 maggio 2006;
e) sistema  di classificazione professionale, con prioritario e
particolare riferimento ai profili indicati nell’art. 12 del CCNL del
22 gennaio 2004 ed alle alte professionalita’;
f) predisposizione    del   testo   unificato   delle   vigenti
Le   parti  congiuntamente  dichiarano  che  il  «monte  salari»,
inviati  da  ciascun Ente al Ministero dell’economia e delle finanze,
ai  sensi dell’art. 60 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
in  sede  di  rilevazione del conto annuale, corrisposte nell’anno di
pasto,  i  rimborsi  spese, le indennita’ di trasferimento, gli oneri
per  i  prestiti al personale e per le attivita’ ricreative, le somme
Con  riferimento  alla  disciplina dell’art. 9, le parti si danno
reciprocamente  atto  che,  ai  fini  della determinazione del numero
minimo  dei mesi utili per partecipare alle procedure di progressione
economica  orizzontale,  devono  essere  considerati  tutti i mesi di
compresi  quelli  maturati  antecedentemente  alla sottoscrizione del
—->   Vedere Tabelle da pag. 41 a pag. 43
AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI – COMUNICATO – Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale non dirigente del comparto regioni e autonomie locali, quadriennio normativo 2006-2009 redazione redazione 2015-05-05T15:22:43+00:00