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Timestamp: 2018-08-18 21:52:01+00:00
Document Index: 168940332

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 115', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 269', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 32', 'art. 18', 'art. 491', 'sentenza ', 'art. 316', 'sentenza ', 'art. 388', 'sentenza ', 'art. 49', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Contratto preliminare – Esecuzione in forma specifica – Tribunale di Ortona, sentenza 02.03.2015 – est. Ria.
1. Ai fini della esecuzione in forma specifica dell’obbligo di concludere un contratto preliminare, l’oggetto del preliminare medesimo è determinato e determinabile laddove contenga l’individuazione degli elementi essenziali del contratto definitivo, quali i dati identificati dell’immobile anche da costruire, la presenza in allegato della planimetria e della piantina dell’edificio, l’indicazione del prezzo e delle relative modalità e tempi di pagamento, la data di stipula del definitivo e, infine, le garanzie relative alla libertà dell’immobile da ipoteche e da altri pesi.
2. Con riguardo ai contratti preliminari di compravendita di immobili da frazionare, la mancanza del frazionamento al momento della domanda di esecuzione in forma specifica non incide minimamente sulla validità ed efficacia del contratto, quanto al requisito della determinatezza del suo oggetto, ben potendo gli eventuali ostacoli di natura formale essere rimossi prima della sentenza costitutiva di trasferimento.
Risarcimento danni da allagamenti da acque meteoriche – Giurisdizione -Tribunale di Pescara – sentenza 13.1.2015 – est. Colantonio.
Sussiste la competenza a decidere del Tribunale delle Acque Pubbliche e non del Giudice Ordinario, laddove sia avanzata, nei confronti di un’Amministrazione comunale, domanda per il risarcimento danni derivanti da allagamenti per la difettosa esecuzione e/o manutenzione di un’opera idraulica da parte della P.A. medesima.
Principio di non contestazione – Corte d’Appello de L’Aquila – sentenza 16.03.2015 n. 383
Con riguardo al principio di non contestazione ex art. 115 c.p.c., il sistema delle preclusioni del processo civile e di avanzamento dell’accertamento giudiziale dei fatti mediante il contraddittorio delle parti, se comporta, per queste ultime, l’onere di collaborare fin dalle prime battute processuali e circoscrivere la materia controversa evidenziando con chiarezza gli elementi in contestazione, suppone che la parte onerata di provare i fatti specifichi, anzitutto, le proprie relative circostanze in modo dettagliato ed analitico, così che l’altra parte abbia il dovere di prendere posizione verso tali allegazioni puntuali e di contestarle, ovvero di ammetterle in mancanza di una risposta a ciascuna di esse.
Opposizione a decreto ingiuntivo e mediazione - Tribunale di Pescara, sentenza 13.1.2015 -est. Ursuleo.
L’espletamento del procedimento di mediazione non può svolgere alcun effetto sul termine per proporre opposizione a decreto ingiuntivo, nel senso di evitare la decadenza dall’azione decorsi inutilmente 40 giorni dalla notificazione del decreto ingiuntivo.
Fallimento - Legittimazione processuale – Tribunale di Pescara, sentenza 04.01.2015 – est. Falco.
La legittimazione processuale del fallito alla tutela giurisdizionale dei rapporti compresi nel fallimento ha carattere straordinario, eccezionale e suppletivo, presupponendo la totale inerzia ed il disinteresse degli organi fallimentari, per la quale non è sufficiente che la curatela si sia astenuta da iniziative processuali o, pur essendosi attivata, non abbia poi ritenuto conveniente o prudente proseguire la controversia. L’inammissibilità dell’impugnazione proposta dal fallito è eccepibile dalla controparte e rilevabile d’ufficio.
Opposizione a decreto ingiuntivo – Tribunale di Pescara, sentenza 18.11.2014 – est. De Ninis.
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, poiché l’iniziativa processuale è rimessa al debitore/convenuto sostanziale, la chiamata del terzo – ferma restando la decadenza di formularla nella comparsa di risposta - può essere direttamente effettuata dall’opponente provvedendo alla citazione diretta del terzo, senza che egli proceda alla richiesta di spostamento della prima udienza (art. 269, comma 2, c.p.c.); e ciò in quanto l’opponente riveste sì la posizione di attore formale, ma nel contempo non ha bisogno dell’autorizzazione alla chiamata del terzo da parte del giudice, in ragione della condizione di convenuto sostanziale.
Inammissibilità dell’appello nel processo del lavoro – Corte d’Appello de L’Aquila, sez. lavoro – sentenza 09.10.2014 – est. Ciangola.
Le nuove disposizioni sui requisiti dell’appello, anche nell’ambito del processo del lavoro, non giustificano una lettura rigorosamente formale dei requisiti dell’atto introduttivo dell’impugnazione, ma appaiono dirette, nella sostanza, a pretendere la denuncia della ingiustizia del provvedimento sotto il profilo ontologico e l’indicazione, sul piano normativo, del contenuto della nuova valutazione richiesta. In questo senso, l’atto introduttivo dell’appello deve individuare le questioni di fatto e di diritto che si ritengono risolte male ed indicare una soluzione alternativa, senza tuttavia richiedere la redazione di una vera e propria motivazione alternativa, essendo l’appellante onerato solo dell’obbligo di puntualizzare gli errori della sentenza impugnata e di chiarire le correzioni richieste.
Indennità di reperibilità/rintracciabilità – Corte d’Appello de L’Aquila, sez. lavoro – sentenza 12.03.2015 – est. De Nisco.
Il servizio di reperibilità/rintracciabilità del lavoratore non coincide con la prestazione di attività lavorativa in senso stretto, ma consiste in sé nell’obbligazione ad essere rintracciato fuori dal normale orario di lavoro per prestare sollecitamente la propria opera, ove questa necessiti. Pertanto, esso comporta il diritto ad un particolare trattamento economico aggiuntivo stabilito dalla contrattazione collettiva o, in mancanza, determinato dal giudice.
Co.Co.Co – Risarcimento del danno – Tribunale di Chieti, sez. lav., sentenza 16.10.2014 – est. Prozzo.
L’art. 7 del D.Lgs. n. 165/2001 impone di ricorrere alle collaborazioni coordinate e continuative solo in casi eccezionali. Pertanto, l’Ente che vi sia ricorso ingiustificatamente è tenuto al risarcimento del danno ai sensi dell’art. 32 del Collegato lavoro (l. n. 83/2010) che, in caso di illegittima apposizione del termine al contratto di lavoro prevede un indennizzo da 2,5 a 6 mensilità di retribuzione (n.d.r. La decisione si pone in contrasto con l’orientamento consolidato della Corte d’Appello de L’Aquila per cui, in caso di illegittima utilizzazione dei contratti di lavoro flessibile da parte della p.a., il risarcimento del danno dovuto al lavoratore è quantificabile in 20 mensilità, mediante l’applicazione analogica dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori).
Processo penale – Capo di imputazione - Eccezione ai sensi dell’art. 491 c.p.p. – Tribunale di Pescara – ordinanza 02.03.2015 - est. Battista.
È abnorme il provvedimento col quale il giudice dichiari la nullità del decreto di citazione a giudizio per indeterminatezza del capo d’imputazione senza, previamente, invitare il P.M. ad integrarlo con le necessarie precisazioni (n.d.r. Di recente la Suprema Corte ha, altresì, puntualizzato che la fattispecie della mera genericità o della indeterminatezza dell'imputazione si distingue da quella della contestazione di un fatto che, così come specificamente descritto nell'editto accusatorio, non integra gli estremi del reato contestato e che, in tale ultima ipotesi, non è abnorme l'ordinanza con la quale il giudice del dibattimento restituisca al P.M. gli atti del processo per il corretto esercizio dell'azione penale, senza averlo previamente sollecitato alla modifica dell’imputazione. Così, Cass. pen. Sez. V, Sent. 7.11.2014, n. 46134).
Truffa aggravata – Debito INPS - Tribunale di Pescara – sentenza 15.12.2014 - est. D’Arcangelo.
Sussiste il reato p. e p. dall’art. 316 ter c.p. nel caso in cui il datore di lavoro, attraverso la fittizia esposizione di somme corrisposte al lavoratore a titolo di indennità di malattia, ottenga dall’INPS il conguaglio di tali somme, in realtà non corrisposte, con quelle da lui dovute all’istituto previdenziale a titolo di contributi previdenziali e assistenziali, così percependo indebitamente dallo stesso istituto le corrispondenti erogazioni, che possono consistere anche nell’esenzione dal pagamento di una somma altrimenti dovuta.
Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice concernente l’affidamento di minori – Corte d’Appello di L’Aquila – sentenza 28.5.2014 – Pres. Manfredi, est. Flamini.
Ai fini della integrazione della fattispecie di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice concernente l’affidamento dei minori, di cui all’art. 388, comma 2 c.p., anche a voler considerare che l’utilizzo della forma verbale “concerna” indichi la necessità di ampliare quanto più possibile la platea dei provvedimenti giurisdizionali la cui elusione è punita, non v’è dubbio che il riferimento debba essere sempre e comunque alla disciplina dell’affidamento (n.d.r. Fattispecie relativa alla elusione del provvedimento che autorizzava i nonni a trascorrere con il nipote un giorno al mese).
Appalti - Avvalimento – Tar Abruzzo Pescara, sez. I - sentenza 3.03.2015, n. 105 – Pres. Eliantonio, est. Nazzaro.
La procedura di avvalimento (art. 49 Codice dei Contratti) può essere utilizzata anche con riguardo all’attestazione della qualificazione SOA, purché la ditta ausiliaria dia indicazione contenutistica concreta e reale dei “requisiti tecnici” per una specifica categoria, vale a dire di quelle che sono le risorse materiali o tecniche per l’esecuzione dell’appalto. In caso contrario, il contratto di avvalimento deve ritenersi generico e, dunque, nullo.
Opposizione di terzo nel processo amministrativo – Tar Abruzzo Pescara, sez. I - sentenza 12.02.2015, n. 68 – Pres. Eliantonio, est. Balloriani.
Essendo il processo amministrativo sottoposto a termini di decadenza, il ricorso di opposizione di terzo è soggetto al termine di decadenza di sessanta giorni, decorrenti dal giorno nel quale l'opponente ha avuto legale o comunque piena conoscenza della sentenza ritenuta pregiudizievole del suo interesse.
Occupazione appropriativa I – Richiesta di risarcimento del danno commisurato alla perdita della proprietà –Tar Abruzzo L’Aquila - sentenza 24.07.2014, n. 632 – Pres. Passoni, est. Abbruzzese.
In materia di danni da c.d. “occupazione appropriativa” con richiesta di un risarcimento commisurato alla perdita della proprietà, manifestata dalla irreversibile trasformazione del fondo, dapprima occupato e poi interessato da vari interventi di consolidamento viario e geologico, l’accoglimento della domanda risarcitoria può invero conseguire soltanto all’accertamento di un danno derivante da un fatto illecito commesso dalla P.A. Tuttavia, gli interventi materiali svolti dalla P.A., a seguito di formale dichiarazione di pubblica utilità e di rituale provvedimento di occupazione, in mancanza di provvedimento di esproprio, non legittimano i destinatari della occupazione medesima a pretendere ed ottenere un corrispettivo, posto che la proprietà del suolo, fino a formale esproprio (ovvero a provvedimento acquisitivo o ad atto traslativo avente medesimo effetto), resta di proprietà degli originari intestatari che, dunque, non hanno mai subito la dedotta perdita.
Occupazione appropriativa II – Obbligo della P.A. di pronunciarsi - Tar Abruzzo L’Aquila - sentenza 24.07.2014, n. 625 – Pres. Passoni, est. Abbruzzese.
In materia di c.d. “occupazione appropriativa”, l’obbligo giuridico di far venire meno, in ogni caso, l’occupazione “sine titulo” e quindi di adeguare comunque la situazione di fatto e quella di diritto, può dall’Amministrazione essere assolto o mediante la restituzione del suolo (salvi gli obblighi risarcitori per l’occupazione illegittima nelle more mantenuta) ovvero mediante l’acquisizione sanante (nelle forme e secondo le modalità previste nella detta disposizione), ma il privato, in quanto titolare del descritto interesse legittimo, ben può sollecitare, avendone interesse, la discrezionale valutazione dell’Amministrazione che, ove decida di non dare seguito all’acquisizione sanante (rifiutando di procedervi), non potrà che restituire il suolo, così concentrando il contenuto dell’alternativa ad essa rimessa.
La discrezionalità della scelta non esclude tuttavia la doverosità dell’attivazione del procedimento inteso appunto alla scelta, attivazione nel che consiste appunto l’obbligo generico di provvedere di cui il ricorrente chiede la declaratoria.
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