Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/05/fisco-novita-fiscali-del-26-maggio-2008-in-evidenza-spese-di-telefonia-deducibilita-a-forfait-senza-possibilita-di.html
Timestamp: 2018-03-21 05:10:32+00:00
Document Index: 34141928

Matched Legal Cases: ['art. 102', 'art. 102', 'art. 1', 'art. 102', 'art. 37', 'art. 90', 'art. 108', 'art. 7']

Fisco - novità fiscali del 26 maggio 2008. In evidenza: spese di telefonia: deducibilità a forfait senza possibilità di prova contraria; credito d’imposta per assunzione di personale
1) Spese di telefonia: Deducibilità a forfait senza possibilità di prova contraria
2) Deducibilità dal reddito d'impresa delle sponsorizzazioni sportive
3) Credito d’imposta per assunzione di personale: Spetta anche se la prevista condizione normativa sia verificata solo in seguito
4) Residenti all’estero, Irpef e agevolazioni per i disabili: Pronte le guide
L'art. 102, comma 9, D.P.R. n. 917/1986 (che ammette, per le imprese, la deducibilità, nella misura dell'80%, delle quote di ammortamento dei canoni di locazione anche finanziaria o di noleggio e delle spese di impiego e manutenzione "relativi ad apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico") non è suscettibile di essere disapplicata, giacché assume la funzione di norma di "sistema" e non di norma antielusiva specifica.
In particolare, l'attuale formulazione dell'art. 102, comma 9, del TUIR ammette, per le imprese, la deducibilità, nella misura dell'80%, delle quote di ammortamento, dei canoni di locazione anche finanziaria o di noleggio e delle spese di impiego e manutenzione relativi ad apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico di cui alla lettera gg) del comma 1 dell'art. 1 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al D.Lgs. n. 259/2003.
La normativa, fino al periodo d'imposta 2006, prevedeva una deducibilità, in misura pari al 50%, delle spese e degli altri componenti negativi relativi alle "apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione soggette alla tassa di concessione governativa" (vale a dire telefoni cellulari e radiotelefoni).
L'esigenza di inserire una siffatta norma nell'ambito del TUIR é stata dettata dalla circostanza che l'utilizzo di tali apparecchi, attese le loro peculiari caratteristiche tecniche, oltre ad essere destinato all'esercizio di attività produttive di reddito, si presta potenzialmente a soddisfare anche esigenze e necessità personali degli utilizzatori.
La medesima ratio si può ricollegare anche alla vigente disposizione del TUIR, che ha esteso il limite di deducibilità agli oneri relativi a tutte le "apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico", elevando detto limite dalla misura del 50% all'80%.
Come già chiarito nella risoluzione n. 190/E del 27/07/2007, la ratio sottostante alla previsione di una deducibilità a forfait di determinati costi, tra i quali vanno senz'altro ricompresi anche quelli menzionati nel comma 9 dell'art. 102, "é riconducibile alla volontà del legislatore di evitare un "evasivo" utilizzo privatistico del bene".
Considerata la difficoltà, sul piano operativo, di verificare l'eventuale "uso promiscuo" e di quantificare il reale utilizzo di determinati beni per lo svolgimento dell'attività d'impresa, il legislatore tributario ha - ab origine e con forza di presunzione assoluta - operato la scelta, più pragmatica, di "forfetizzare" l'inerenza relativamente ai costi connessi all'acquisto ed alla gestione dei medesimi, prevedendo per tali costi una deducibilità limitata.
Una volta operata tale scelta, il legislatore prescinde dalla circostanza dell'effettiva destinazione - ed in quale misura - del bene per finalità strettamente connesse con l'esercizio d'impresa.
In tale ottica non viene ritenuta compatibile, pertanto, la "prova contraria", ossia la possibilità per il contribuente di dimostrare, nel caso specifico, l'esclusiva destinazione del bene allo svolgimento dell'attività imprenditoriale.
Per tutto ciò, secondo l’Agenzia delle Entrate, non ricorrono i presupposti per qualificare tale disposizione come norma antielusiva specifica, ed in quanto tale suscettibile di essere disapplicata ai sensi dell'art. 37-bis, comma 8, del D.P.R. n. 600/73.
(Risoluzione Agenzia delle Entrate 22/05/2008, n. 214/E)
E’ stato chiesto se le spese di sponsorizzazione dell'attività di società sportive dilettantistiche, regolarmente documentate da queste con l'emissione di fattura, sostenute da soggetti passivi di imposta (sia persone fisiche che giuridiche) siano deducibili dal reddito di impresa e in che misura.
Il contratto di sponsorizzazione rientra nel novero delle prestazioni di servizi: Contratto a prestazioni corrispettive con il quale una parte, lo sponsorizzato, s'impegna, dietro pagamento di un corrispettivo, ad mostrare pro tempore, nel corso di manifestazioni sportive, artistiche, culturali o scientifiche, il nome dello sponsor al proprio.
La Giurisprudenza ha più volte sancito la natura patrimoniale dell'obbligazione assunta dallo sponsorizzato, esso non ha per oggetto lo svolgimento di una attività in comune, ma lo scambio di prestazioni.
La tradizionale connotazione di queste spese è di non essere gratuite, ma conseguente alla stipula di contratti sinallagmatici: a fronte del corrispettivo di una parte l'altra assume l'obbligo di pubblicizzare il prodotto, il marchio, il servizio.
L'informazione aziendale rivolta al potenziale pubblico della manifestazione sportiva fa appello ai sentimenti, alle passioni dei partecipanti ai quali è trasmessa l'immagine positiva dell'impresa attraverso strumenti di comunicazione non di massa.
Questa peculiarità attribuisce al rapporto negoziale la natura di sponsorizzazione intesa come forma di pubblicità semplificata diretta alla creazione di un'immagine positiva dell'impresa.
L'art. 90, comma 8, della L. 289/2002 ha introdotto un chiarimento molto importante circa l'assimilazione alle spese di pubblicità delle spese di sponsorizzazioni.
Le spese sostenute per l'attività di sponsorizzazione di associazioni sportive dilettantistiche da parte di società commerciali (individuali, di persone, di capitali) sono fiscalmente assimilate alle spese di pubblicità e godono quindi del medesimo trattamento.
L'importo erogato dallo sponsor potrà essere dedotto dal reddito d'impresa secondo il quanto disposto dall'art. 108, comma 2, del D.P.R. 917/1986 (TUIR), ovvero interamente nell'esercizio in cui la spesa è stata sostenuta, oppure in quote costanti nell'esercizio stesso e nei quattro successivi.
E’ stato, inoltre, fissato un tetto limite annuo di 200.000 Euro.
Si tratta di una presunzione assoluta circa la natura di tali spese che sono considerate, nel limite del predetto importo, in ogni modo di pubblicità.
Peraltro, il godimento dell'agevolazione per l'erogante è subordinato alla sussistenza di specifiche condizioni, ovvero:
- i corrispettivi erogati devono essere necessariamente destinati alla promozione dell'immagine o dei prodotti del soggetto erogante;
- deve essere riscontrata, a fronte dell'erogazione, una specifica attività del beneficiario della medesima.
(Di Mauro Turri in Ipsoa del 23/05/2008)
Avvalendosi di quanto disposto dall’art. 7 della Legge 23/12/2000 n. 388, un contribuente ha utilizzato il relativo credito di imposta per gli anni dal 2001 al 2004, peraltro riconosciuto dalla citata legge per le assunzioni di personale avente una età (pari o) superiore a 25 anni.
Tuttavia, detto contribuente ha compiuto il 25 anno di età soltanto dopo, ed ha pertanto chiesto, in sede di contenzioso tributario, il riconoscimento del diritto al credito d’imposta dal 19/12/2001, data di compimento del 25° anno di età della lavoratrice assunta.
La Commissione tributaria regionale, ha bocciato la tesi dell’Agenzia delle Entrate (che negava l’applicazione dell’agevolazione in questione, indipendentemente dal compimento dell’età in epoca successiva) e quella della Comissione tributaria provinciale che aveva confermato il parere dell’Amministrazione finanziaria, accogliendo l’appello proposto dal contribuente, per la parte consentita, e, quindi, dichiarando sussistente per il medesimo contribuente il diritto al credito d’imposta a decorrere dal compimento del 25° anno di età della lavoratrice assunta.
(Commissione Tributaria Regionale di Bari, n. 2824/05 del 13/02/2007)
E’ stata aggiornata la versione per le guide dell’Agenzia relative a residenti all’estero, disabili e Irpef.
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it sono disponibili dal 23/05/2008 le tre pubblicazioni che tengono conto delle modifiche alla normativa in materia.
Tra le novità la possibilità per i non residenti di accedere alle detrazioni per carichi di famiglia.
Da quest’anno e fino al 2009 i contribuenti che non risiedono in Italia ma pagano le imposte nel nostro Paese possono usufruire delle detrazioni per i familiari a carico che non possiedano un reddito complessivo superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili.
La nuova pubblicazione, “La dichiarazione dei redditi dei residenti all’estero”, aggiornata rispetto all’edizione del giugno 2007, contiene tutte le informazioni utili per coloro che, pur non iscritti nelle anagrafi della popolazione residente per la maggior parte del periodo d’imposta, hanno prodotto redditi o possiedono beni in Italia e sono quindi tenuti al pagamento delle imposte.
Nel dettaglio, il vademecum spiega come compilare la dichiarazione dei redditi, come e quando presentarla ed effettuare i relativi versamenti.
Particolare attenzione viene dedicata ai codici per il pagamento dei principali tributi, compresi quelli delle regioni, delle province autonome e degli enti locali.
Spazio poi alle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni e all’elenco degli Stati e territori con regime fiscale privilegiato, la cosiddetta black list.
Disponibile dal 23/05/2008 sul sito dell’Agenzia anche la “Guida al nuovo sistema di tassazione dell’Irpef”, con tutte le novità della Finanziaria 2008, come l’aumento della detrazione per i contribuenti che percepiscono assegni periodici dall’ex coniuge, l’ulteriore sconto per le famiglie numerose e i bonus per chi vive in affitto.
Rivista e aggiornata infine la “Guida alle agevolazioni fiscali per i disabili”, vademecum completo sulle opportunità offerte, ad esempio, per l’acquisto di una nuova automobile, per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per l’assistenza personale.
La "Guida alle agevolazioni fiscali per i disabili" aggiornata con la normativa in vigore, nell'offrire un'ampia panoramica sui benefici e le agevolazioni di cui i cittadini con diversa abilità possono avvalersi, tiene conto delle ulteriori agevolazioni introdotte dalla legge finanziaria 2008, che ha prorogato fino a tutto il 2010 la possibilità di fruire della detrazione d'imposta del 36% sulle spese sostenute per l'eliminazione delle barriere architettoniche e semplificato la modalità con cui è possibile portare in detrazione le spese sostenute per gli addetti all'assistenza personale o familiare.
Ulteriori chiarimenti vengono forniti sulle modalità da seguire per usufruire della deduzione Irpef per la spesa sostenuta per l'acquisto di medicinali a favore dei disabili: per il 2007, è prevista ancora una forma transitoria di autocertificazione dell'acquisto, mentre dal 1° gennaio 2008, quindi per tutti gli acquisti da far valere dall'anno d'imposta 2008, la spesa potrà essere utilizzata in deduzione solo se certificata da "scontrino parlante" della farmacia che indichi natura, quantità e qualità del farmaco e codice fiscale del destinatario dell'acquisto.
La "Guida al nuovo sistema di tassazione dell'Irpef", nell'illustrare le novità del nuovo sistema di tassazione, ricorda a tutti i contribuenti persone fisiche, titolari o non di partita Iva, che nella dichiarazione dei redditi da presentare per l'anno d'imposta 2007 potranno beneficiare degli effetti della nuova Irpef, possibilità finora fruita solo dai lavoratori dipendenti e pensionati, per i quali le nuove regole di determinazione dell'Irpef sono state applicate in busta paga o sulla rata di pensione fin dal primo periodo del 2007.
La guida per la dichiarazione dei redditi dei residenti all'estero.
Dopo aver illustrato le principali caratteristiche dell'Irpef, la guida chiarisce quando i non residenti sono tenuti a procedere al versamento.
A tal fine il vademecum spiega che i non residenti devono verificare se sono o meno tenuti a presentare la dichiarazione ed elenca i principali casi di esonero dalla presentazione, tra i quali si segnala, come novità, il possesso si soli redditi fondiari (terreni e/o fabbricati) per un ammontare complessivo non superiore a 500 euro.
In tema di detrazioni fiscali, la guida spiega sinteticamente quali sono le principali agevolazioni previste dalla normativa. Per gli interventi di ristrutturazione, i non residenti possono avvalersi della detrazione d'imposta (del 41% o del 36%) prevista per coloro che sostengono le spese per la manutenzione, la ristrutturazione e il restauro del patrimonio edilizio. L'agevolazione è stata prorogata fino al 31 dicembre 2010.
La guida illustra anche la detrazione del 55% per le spese finalizzate al risparmio energetico degli edifici; va ripartita in tre rate se la spesa è stata affrontata nel 2007, in un numero di rate non inferiore a tre e non superiore a dieci per quelle sostenute dal 2008 al 2010.
Vengono poi indicati i termini di presentazione della dichiarazione e le modalità con le quali l'adempimento va effettuato, con particolare riferimento alla via telematica.
Per la dichiarazione consegnata in forma cartacea a un ufficio postale, la scadenza è fissata al 30 giugno 2008; quando il modello è trasmesso in via telematica - direttamente dal contribuente o da un intermediario abilitato o da un ufficio dell'agenzia delle Entrate - c'è tempo fino al 31 luglio 2008.
Un capitolo della guida è dedicato alle scadenze e alle modalità per effettuare i versamenti, possibili anche per via telematica mediante il servizio internet "F24 on-line". Per utilizzare questo canale, è necessario essere titolari del codice Pin e di un conto corrente presso una delle banche convenzionate con l'agenzia delle Entrate. In alternativa, i non residenti possono effettuare i versamenti presso una banca del Paese estero tramite bonifico a favore di una banca italiana.
Riguardo i termini di versamento, la guida ricorda che gli importi risultanti dalla dichiarazione, compresi quelli relativi al primo acconto, devono essere eseguiti entro il 16 giugno ovvero entro il 16 luglio con una maggiorazione dello 0,40%.
Infine, la guida contiene l'elenco (cioè solo i riferimenti normativi) degli accordi internazionali bilaterali per evitare le doppie imposizioni e l'elenco degli Stati e i territori che hanno un regime fiscale privilegiato per le persone fisiche (black list).
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa e Notiziario del 23/05/2008)