Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2016/09/14/pubblicato-nuovo-testo-unico-societa-partecipazione-pubblica/
Timestamp: 2018-01-19 19:09:15+00:00
Document Index: 72837568

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 16', 'art. 17', 'art.1']

PUBBLICATO NUOVO TESTO UNICO SOCIETA’ PARTECIPAZIONE PUBBLICA | Francesco Colaci's BLOG
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PUBBLICATO NUOVO TESTO UNICO SOCIETA’ PARTECIPAZIONE PUBBLICA
Sulla G.U. n. 210 dell’8 settembre 2016,risulta pubblicato il decreto legislativo n. 175 del 19 agosto 2016, relativo al Testo unico richiamato nel titolo,le cui disposizioni ,in vigore dal provvedimento 23.9.2016 ,si esaminano di seguito .
Oggetto (art. 1) – Il dcreto si applica alla costituzione di società da parte di P.A. ex art. 1, comma 2, D. Leg.vo 165/2001, nonché l’acquisto, mantenimento e gestione di partecipazioni da parte di tali amministrazioni, in società a totale o parziale partecipazione pubblica, diretta o indiretta. Restano ferme le norme che disciplinano società pubbliche costituite per l’esercizio della gestione di servizi di interesse generale o per il perseguimento di una specifica missione di pubblico interesse. Si segnala che con D.P.C.M. può essere deliberata l’esclusione totale o parziale dell’applicazione delle disposizioni del decreto a singole società a partecipazione pubblica.
Società in cui è ammessa la partecipazione pubblica (artt. 3 e 4) – Le società partecipate devono avere ad oggetto la produzione di servizi di interesse generale; la progettazione e realizzazione di un’opera pubblica sulla base di un accordo di programma fra P.A.; la realizzazione e gestione di un’opera o l’organizzazione e gestione di un servizio d’interesse generale in regime di PPP; l’autoproduzione di beni e servizi strumentali all’ente o agli enti pubblici partecipati; servizi di committenza. Le amministrazioni pubbliche possono partecipare esclusivamente a società per azioni o a responsabilità limitata, anche in forma cooperativa.
La motivazione analitica (art. 5) – L’atto deliberativo di costituzione o di acquisto di partecipazioni in una società pubblica deve essere analiticamente motivato circa la necessità della società per il perseguimento delle proprie attività istituzionali.
Principi relativi organizzazione e gestione società con controllo pubblico (art. 6) – Le società in controllo pubblico devono adottare specifici programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale ed eventuali altri strumenti di governance opzionali.
Gestione partecipazioni pubbliche (art. 9) – Le competenze sono attribuite al Ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con i Ministeri competenti.
Amministrazione società a controllo pubblico (art. 11) – Sono previsti per i componenti dell’organo di amministtrazione requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza, da stabilirsi con D.P.C.M., fermo restando il D. Leg.vo 39/2013 in materia di inconferibilità e di incompatibilità degli incarichi presso le P.A. e gli enti privati in controllo pubblico. L’organo amministrativo è di regola costituito da un amministratore unico, salvo che l’assemblea della società disponga la composizione a 3 o 5 membri.
Società titolari di affidamenti diretti di contratti pubblici (società in house) (art. 16) – È vietata la partecipazione di capitali privati, a meno che non sia prevista dalla legge o che non comporti controllo o potere di veto. La P.A. deve esercitare sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e almeno l’80% delle attività della società devono essere effettuate nello svolgimento dei compiti affidati dall’ente pubblico.
Società a partecipazione mista pubblico-privata (art. 17) – Nelle società costituite per la finalità di realizzazione e gestione di un’opera, il socio privato deve essere selezionato con gara e partecipare in misura non inferiore al 30%.
Personale (artt. 19 e 25) –
Salvo quanto previsto dal presente decreto, ai rapporti di
lavoro dei dipendenti delle societa’ a controllo pubblico si
applicano le disposizioni del capo I, titolo II, del libro V del
codice civile, dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato
nell’impresa, ivi incluse quelle in materia di ammortizzatori
sociali, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, e dai
Le societa’ a controllo pubblico stabiliscono, con propri
nel rispetto dei principi, anche di derivazione europea, di
trasparenza, pubblicita’ e imparzialita’ e dei principi di cui
all’articolo 35, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
In caso di mancata adozione dei suddetti provvedimenti, trova
diretta applicazione il suddetto articolo 35, comma 3, del decreto
I provvedimenti di cui al comma 2 sono pubblicati sul sito
istituzionale della societa’. In caso di mancata o incompleta
pubblicazione si applicano gli articoli 22, comma 4, 46 e 47, comma
2, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.
Salvo quanto previsto dall’articolo 2126 del codice civile, ai
fini retributivi, i contratti di lavoro stipulati in assenza dei
provvedimenti o delle procedure di cui al comma 2, sono nulli. Resta
ferma la giurisdizione ordinaria sulla validita’ dei provvedimenti e
delle procedure di reclutamento del personale.
Le amministrazioni pubbliche socie fissano, con propri
provvedimenti, obiettivi specifici, annuali e pluriennali, sul
complesso delle spese di funzionamento, ivi comprese quelle per il
personale, delle societa’ controllate, anche attraverso il
contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni di personale
e tenuto conto di quanto stabilito all’articolo 25, ovvero delle
eventuali disposizioni che stabiliscono, a loro carico, divieti o
limitazioni alle assunzioni di personale.
Le societa’ a controllo pubblico garantiscono il concreto
perseguimento degli obiettivi di cui al comma 5 tramite propri
provvedimenti da recepire, ove possibile, nel caso del contenimento
degli oneri contrattuali, in sede di contrattazione di secondo
I provvedimenti e i contratti di cui ai commi 5 e 6 sono
pubblicati sul sito istituzionale della societa’ e delle pubbliche
amministrazioni socie. In caso di mancata o incompleta pubblicazione
si applicano l’articolo 22, comma 4, 46 e 47, comma 2, del decreto
Le pubbliche amministrazioni titolari di partecipazioni di
controllo in societa’, in caso di reinternalizzazione di funzioni o
servizi esternalizzati, affidati alle societa’ stesse, procedono,
prima di poter effettuare nuove assunzioni, al riassorbimento delle
unita’ di personale gia’ dipendenti a tempo indeterminato da
amministrazioni pubbliche e transitate alle dipendenze della societa’
interessata dal processo di reinternalizzazione, mediante l’utilizzo
delle procedure di mobilita’ di cui all’articolo 30 del decreto
legislativo n. 165 del 2001 e nel rispetto dei vincoli in materia di
finanza pubblica e contenimento delle spese di personale. Il
riassorbimento puo’ essere disposto solo nei limiti dei posti vacanti
nelle dotazioni organiche dell’amministrazione interessata e
nell’ambito delle facolta’ assunzionali disponibili.
Le disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 565 a 568 della
legge 27 dicembre 2013, n. 147, continuano ad applicarsi alle sole
procedure in corso alla data di entrata in vigore del presente
(Si riporta il testo dei commi dell’art.1 sopra citati :
565.Le societa’ controllate direttamente o indirettamente dallepubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decretolegislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, o dailoro enti strumentali,, che rilevino eccedenze dipersonale, in relazione alle esigenze funzionali o ai casi di cui alcomma 564(Gli enti che controllano le societa’ di cui al comma 563adottano, in relazione ad esigenze di riorganizzazione delle funzionie dei servizi esternalizzati, nonche’ di razionalizzazione dellespese e di risanamento economico-finanziario secondo appositi pianiindustriali, atti di indirizzo volti a favorire, prima di avviarenuove procedure di reclutamento di risorse umane da parte dellemedesime societa’, l’acquisizione di personale mediante le proceduredi mobilita’ di cui al medesimo comma 563, nonche’ nell’ipotesi in cui l’incidenza delle spese dipersonale sia pari o superiore al 50 per cento delle spese correnti,)
inviano alle rappresentanze sindacali operanti presso la societa’ e
alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo
dalla stessa applicato un’informativa preventiva in cui sono
individuati il numero, la collocazione aziendale e i profili
professionali del personale in eccedenza. Tali informazioni sono
comunicate anche alla Presidenza del Consiglio dei ministri —
Dipartimento della funzione pubblica. Le posizioni dichiarate
eccedentarie non possono essere ripristinate nella dotazione di
personale neanche mediante nuove assunzioni. Si applicano le
disposizioni dell’articolo 14, comma 7, del decreto-legge 6 luglio
2012, n. 135.
Entro dieci giorni dal ricevimento dell’informativa di cui al
comma 565, si procede, a cura dell’ente controllante, alla
riallocazione totale o parziale del personale in eccedenza
nell’ambito della stessa societa’ mediante il ricorso a forme
flessibili di gestione del tempo di lavoro, ovvero presso altre
societa’ controllate dal medesimo ente o dai suoi enti strumentali
con le modalita’ previste dal comma 563. Si applica l’articolo 3,
comma 19, della legge 28 giugno 2012, n. 92, e successive
Per la gestione delle eccedenze di cui al comma 566, gli enti
controllanti e le societa’ partecipate di cui al comma 563 possono
concludere accordi collettivi con le organizzazioni sindacali
comparativamente piu’ rappresentative finalizzati alla realizzazione,
ai sensi del medesimo comma 563, di forme di trasferimento in
mobilita’ dei dipendenti in esubero presso altre societa’ dello
stesso tipo operanti anche al di fuori del territorio della regione
ove hanno sede le societa’ interessate da eccedenze di personale.
Al fine di favorire le forme di mobilita’, le societa’ di cui
al comma 563 possono farsi carico, per un periodo massimo di tre
anni, di una quota parte non superiore al 30 per cento del
trattamento economico del personale interessato dalla mobilita’,
nell’ambito delle proprie disponibilita’ di bilancio e senza nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le somme a tal fine
corrisposte dalla societa’ cedente alla societa’ cessionaria non
concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle
imposte sul reddito e dell’imposta regionale sulle attivita’
produttive. )
Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto in esame,(quindi entro il 23 marzo 2017) le societa’ a controllo pubblico effettuano una ricognizionedel personale in servizio, per individuare eventuali eccedenze,
L’elenco del personale eccedente, con la puntuale indicazione dei profili
posseduti, e’ trasmesso alla regione nel cui territorio la societa’
ha sede legale secondo modalita’ stabilite da un decreto del Ministro
delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione e con
Le regioni formano e gestiscono l’elenco dei lavoratori
dichiarati eccedenti e agevolano processi dimobilita’ in ambito regionale,
con modalita’ definite dal decreto interministeriale di
Decorsi ulteriori sei mesi dalla scadenza del termine di cui al
comma 1 (quibn’ndi entro il 23.settembre 2017), le regioni trasmettono
gli elenchi dei lavoratori dichiaratieccedenti e non ricollocati all’Agenzia nazionale
per le politiche attive del lavoro_ANPAL_, che gestisce l’elenco dei lavoratori dichiarati
eccedenti e non ricollocati.
Fino al 30 giugno 2018, le societa’ a controllo pubblico non
possono procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato se non
attingendo, con le modalita’ definite dal decreto di cui al comma 1,
agli elenchi di cui ai commi 2 e 3.
Esclusivamente ove sia indispensabile personale con profilo
infungibile inerente a specifiche competenze e lo stesso non sia
disponibile negli elenchi di cui ai commi 2 e 3, le regioni, fino
alla scadenza del termine di cui al comma 3, possono autorizzare, in
deroga a quanto previsto dal comma 4, l’avvio delle procedure di
assunzione ai sensi dell’articolo 19. Dopo la scadenza del suddetto
termine, l’autorizzazione e’ accordata dall’Agenzia nazionale per le
politiche attive del lavoro. Per le societa’ controllate dallo Stato,
prima e dopo la scadenza del suddetto termine, l’autorizzazione e’
accordata dal Ministero dell’economia e delle finanze.
I rapporti di lavoro stipulati in violazione delle disposizioni
del presente articolo sono nulli e i relativi provvedimenti
costituiscono grave irregolarita’ ai sensi dell’articolo 2409 del
Sono escluse dall’applicazione del presente articolo le societa’
a prevalente capitale privato di cui all’articolo 17 che producono
servizi di interesse generale e che nei tre esercizi precedenti
abbiano prodotto un risultato positivo.
Razionalizzazione (artt. 20 e 24) – È previsto un meccanismo di verifica e monitoraggio periodico dell’assetto complessivo delle società in cui le P.A. detengono partecipazioni, anche mediante un piano di riassetto per la loro razionalizzazione, fusione o soppressione. Inoltre le partecipazioni detenute dalle P.A., all’entrata in vigore del decreto (23/09/2016), in società che non soddisfano i requisiti indicati dal provvedimento devono essere alienate entro un anno dal termine di approvazione di apposito atto ricognitivo. In mancanza, la partecipazione è liquidata in denaro
This entry was posted on 14/09/2016 at 20:45 and is filed under Uncategorized.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.