Source: http://www.ediliziappalti.com/normativa/approfondimenti/3806-cause-di-esclusione-soggetti-a-cui-vanno-riferite.html
Timestamp: 2019-02-20 13:14:47+00:00
Document Index: 89649643

Matched Legal Cases: ['art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'sentenza ']

Secondo la Sentenza del TAR sez. Bolzano n. 14-2019 ai fini dell’esclusione dalla gara prevista dall’art. 80, comma 5, del D.Lgs. n. 50 del 2016, andrebbe valutata l’attività dell’impresa concorrente e l’eventuale commissione di “gravi infrazioni” nel suo esercizio o di “gravi illeciti professionali” del solo operatore economico che partecipa alla gara, mentre non potrebbero essere prese in considerazione le condotte tenute dai suoi rappresentanti nell’ambito di attività imprenditoriali o professionali pregresse, non riconducibili a quella dell’operatore economico concorrente alla gara. Nel caso di specie non vi sarebbe stata alcuna negligenza, né illecito professionale o violazione di norme in materia di salute e della sicurezza posti in essere dalla concorrente.
La stazione appaltante avrebbe inoltre violato i criteri applicativi della disciplina dell’art. 80, comma 5, lett. c), del D. Lgs. n. 50 del 2016 indicati da ANAC nelle Linee Guida n. 6, approvate dall’Autorità con delibera n. 1293/2016, in ottemperanza a quanto disposto dall’art. 80, comma 13, dello stesso decreto.
In particolare, secondo le dette Linee Guida la stazione appaltante potrebbe disporre l'esclusione dell’operatore economico solo allorquando “il comportamento illecito incida in concreto sull’integrità e sull’affidabilità dell’operatore economico in considerazione della specifica attività che lo stesso è chiamato a svolgere in esecuzione del contratto da affidare…all’esito di una valutazione che operi un apprezzamento complessivo del candidato in relazione alla prestazione affidata”. Il provvedimento di esclusione dovrebbe inoltre essere “adeguatamente motivato” con riferimento ai criteri indicati.
Va premesso che l’art. 80 del D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 e s.m., rubricato “Motivi di esclusione”, contiene l’elenco dei requisiti di carattere generale (detti anche di moralità) che devono possedere le concorrenti e la cui mancanza costituisce motivo di esclusione dalla gara. La ratio della norma è quella di accertare che l’operatore economico possieda le qualità morali indispensabili per assumere commesse pubbliche, così da assicurare il buon andamento dell’Amministrazione (cfr. Consiglio di Stato, Sez. VI, 15 marzo 2013, n. 1551).
Dal punto di vista soggettivo, il comma 3 del citato art. 80 chiarisce poi quanto segue: “L'esclusione di cui ai commi 1 e 2 va disposta se la sentenza o il decreto ovvero la misura interdittiva sono stati emessi nei confronti: del titolare o del direttore tecnico, se si tratta di impresa individuale; di un socio o del direttore tecnico, se si tratta di società in nome collettivo; dei soci accomandatari o del direttore tecnico, se si tratta di società in accomandita semplice; dei membri del consiglio di amministrazione cui sia stata conferita la legale rappresentanza, ivi compresi institori e procuratori generali, dei membri degli organi con poteri di direzione o di vigilanza o dei soggetti muniti di poteri di rappresentanza, di direzione o di controllo, del direttore tecnico o del socio unico persona fisica, ovvero del socio di maggioranza in caso di società con meno di quattro soci, se si tratta di altro tipo di società o consorzio…”.
Il principio di tassatività delle cause di esclusione dalla gara è sancito nel comma 8 dell'articolo 83 del D.Lgs. n. 50 del 2016, che - in continuità con il previgente comma 1-bis dell'articolo 46 del D.Lgs. n. 163 del 2006 - commina la nullità delle previsioni della legge di gara recanti cause di esclusione ulteriori e diverse rispetto a quelle normativamente fissate, codificando così l'orientamento sostanzialista invalso nella più recente giurisprudenza amministrativa: “Le cause di esclusione dalla gara, in quanto limitative della libertà di concorrenza, devono essere ritenute di stretta interpretazione, senza possibilità di estensione analogica, con la conseguenza che, in caso di equivocità delle disposizioni che regolano lo svolgimento della gara, deve essere preferita quell'interpretazione aderente ai criteri di proporzionalità e ragionevolezza, che eviti eccessivi formalismi e illegittime restrizioni alla partecipazione” (cfr. Consiglio di Stato, Sez. V, 2 febbraio 2018, n. 693).
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