Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-penale/art-16-codice-penale-leggi-penali-speciali
Timestamp: 2019-01-17 20:13:57+00:00
Document Index: 23512453

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 10', 'art. 47', 'art. 16', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 47', 'art. 16', 'art. 39', 'art. 110', 'art. 1', 'art. 110', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 24']

Art. 16 codice penale: Leggi penali speciali | La Legge per tutti
Art. 16 codice penale: Leggi penali speciali
L’art. 16, stesso codice, con una disposizione conforme a quella dell’art. 10 del codice penale abrogato, nel prevedere un’altra ipotesi di fondamentale importanza concernente la materia dei rapporti fra il codice penale e le leggi particolari, riconferma il principio che nei rapporti fra il codice penale, come legge generale, e le leggi speciali, le disposizioni del primo si applicano anche alle materie regolate dalle seconde,
in quanto non sia da queste diversamente stabilito. Normalmente, infatti, le leggi particolari si limitano a contemplare nuove figure di reato con riferimento a particolari interessi da tutelare, svolgendo, quindi, funzione integratrice del codice penale, cui resta affidato il compito di provvedere alla tutela degli interessi generali e dei più rilevanti fra quelli a carattere particolare. Stante il predetto scopo integrativo assegnato alle leggi particolari (complementari o speciali), ne deriva come conseguenza, che il codice penale resta sempre la legge fondamentale chiamata a fornire alla applicazione delle leggi particolari i necessari principi (in tal senso Cass. 3-1-1966, n. 1807).
L'errore sulla esistenza di ragioni che annullano l'obbligo militare, che cade sulla esistenza di un giustificato motivo della mancata presentazione alla chiamata, configura un errore di fatto, che esclude il dolo, ai sensi dell'art. 47 c.p., norma che, in forza dell'art. 16 c.p., offre rilevanza a tale tematica nell'area dell'art. 39 c.p.m.p.
L'art. 39 c.p.m.p. prevede che il militare non può invocare a scusante l'ignoranza dei doveri inerenti alla propria condizione. "Ignoranza dei doveri" sta a significare ignoranza dei doveri in astratto, cioè ignoranza delle fonti normative dei doveri, e non ignoranza degli atti amministrativi che costituiscono il dovere in concreto che sono "fatti" o "atti" che rendono operante il dovere in astratto disciplinato dalla norma giuridica. Essi si ricollegano, pertanto, al principio di cui alla prima parte dell'art. 47 c.p. Ne consegue che l'errore sull'atto amministrativo è errore di fatto che incide sul dolo anche secondo i principi del diritto penale militare ex art. 16 c.p. rendendo rilevante questo errore nell'area dell'art. 39 c.p.m.p..
Cassazione penale sez. I 31 ottobre 1991
In tema di esercizio di gioco d'azzardo mediante apparecchio automatico da gioco, è inapplicabile il principio di specialità, di cui agli artt. 15 e 16 c.p., perché, per espressa volontà del legislatore, l'art. 110 t.u.l.p.s. r.d. 18 giugno 1931 n. 773 modificato dall'art. 1 l. 20 maggio 1965 n. 507, lascia salve le sanzioni previste dal codice penale per il gioco d'azzardo. (Nella specie il ricorrente, condannato per avere tenuto in pubblico esercizio un gioco d'azzardo mediante l'uso di una macchina mangiasoldi (slot-machine), oltre che per giuoco automatico, sosteneva l'errata applicazione degli artt. 718 e 719 c.p. poiché, a suo dire, assorbiti dall'art. 110 t.u. sopra indicato).
Cassazione penale sez. III 02 aprile 1984
L'art. 16 c.p. regola i rapporti tra il codice penale e le altre leggi penali, le quali, limitandosi a prevedere nella normalità dei casi, particolari figure di reati in corrispondenza di particolari e contingenti interessi da tutelare, in virtù dell'art. 16 si rimettono al codice penale in ordine all'applicazione di norme di carattere generale o di interi istituti giuridici. Così, la facoltà riconosciuta al giudice dagli art. 24 comma ultimo, e 26 comma ultimo c.p. di triplicare rispettivamente la pena della multa o quella dell'ammenda, quando ritenga che tali sanzioni pecuniarie, per le condizioni economiche dell'imputato, sarebbero inefficienti anche se irrogate nella misura massima edittale, permane pure in relazione alle pene pecuniarie comminate dalle leggi speciali posteriori all'emanazione del codice penale, sempre che queste non dispongano diversamente.
Cassazione penale sez. III 10 dicembre 1980