Source: http://peritare.blogspot.it/2011/04/
Timestamp: 2017-11-24 11:21:41+00:00
Document Index: 145988194

Matched Legal Cases: ['art. 495', 'art. 606', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 195']

Peritare, pallido e assorto. Assorto, soprattutto.: aprile 2011
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Pasqua di Resurrezione (24 Aprile),
Pesach (19 Aprile ovvero 14 Nisan 5771).
Auguri a tutti - l'orizzonte è libero, approfittiamone.
Scrito da Oberon alle 10:04:00 AM
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Ammissibilità della Perizia e suo valore come prova
Due recentissime sentenze delle sezioni penali della Corte di Cassazione, ribadiscono l'orientamento circa il valore della perizia come "prova", e sulla ammissibilità o meno della perizia (d'ufficio) nel dibattimento penale.
La perizia è sempre "prova neutra", che non è né a carico né a discarico dell'imputato, è sottratta alla disponibilità delle parti ed è rimessa al potere discrezionale del Giudice, che al più dovrà fornire una logica motivazione all'eventuale diniego.
Le due sentenze sono la n. 5295/11 della VI sezione penale e la successiva 12757/11 della II sezione; in particolare l'eventuale, motivato, diniego da parte del Giudice ad ammettere perizia nel dibattimento non costituisce motivo di ricorso per Cassazione.
Nella lettera, della 5295/11, dell'11 Gennaio 2011 : "La mancata assunzione di prova decisiva, quale motivo di ricorso per cassazione, può essere dedotta solo in relazione a mezzi di prova di cui sia stata legittimamente chiesta l'ammissione a norma dell'art. 495 c.p.p., comma 2, il quale stabilisce il diritto dell'imputato all'ammissione delle prove indicate a discarico sui fatti costituenti oggetto delle prove a carico. Va però subito chiarito che il diritto alla controprova non può avere per oggetto l'espletamento di una perizia, essendo essa per antonomasia mezzo di prova neutro, non classificabile né a carico né a discarico, oltre che sottratto alla disponibilità delle parti, e rimesso, invece, al potere discrezionale del giudice. Pertanto la perizia non può ricondursi al concetto di "prova decisiva", la cui mancata assunzione possa costituire motivo di ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 606 c.p.p., lett. d)."
Una meditazione sul fatto che la perizia non è né prova né verità rivelata e incontestabile ma mero strumento gnoseologico a disposizione della formazione del libero convincimento del Giudice, potrebbe spegnere alcuni ardori (o pruriti, secondo altre opinioni) manifestati da alcuni.
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Revisione del processo e novità della prova scientifica
La prima sezione della Corte di Cassazione, nella sentenza numero 15139 del 13 Aprile scorso, deliberando sull'ammissibilità della revisione di un processo di fronte alla applicazione di un "nuovo metodo scientifico" scoperto o applicato successivamente alla definizione del processo stesso, ha anche definito un metodo di valutazione delle nuove prove da parte del Giudice.
Secondo i Giudici, la revisione del processo, dopo condanna passata in giudicato, è in generale ammessa se - successivamente - sia stato scoperto o definito un "nuovo metodo scientifico" per la valutazione delle prove. In tal proposito la prima sezione critica la giurisprudenza pregressa, che considerava la nuova perizia quale "mero apprezzamento critico di elementi già esaminati e valutati in giudizio" anche se condotta con metodi nuovi, giacché la scienza è contraddistinta dalla incompletezza e dalla provvisorietà delle acquisizioni conoscitive raggiunte. "Ciò comporta, quindi, che anche il giudizio di revisione debba confrontarsi con la nuova prova scientifica, per tale dovendosi intendere il mezzo ad efficacia dimostrativa che utilizza il mezzo scientifico per accertare il fatto ignoto, ed è preordinato a procurare, nell'ambito di un procedimento che coinvolge le parti in un serrato contraddittorio tecnico, un sapere al giudice in relazione ad un'evenienza di cui non gli è più possibile la diretta percezione. [...] la novità della prova scientifica può essere correlata all'oggetto stesso dell'accertamento oppure al metodo scoperto o sperimentato, successivamente a quello applicato nel processo ormai definito, di per sé idoneo a produrre nuovi elementi fattuali. In questo secondo caso al giudice spetta stabilire se il nuovo metodo applicato alle emergenze processuali già acquisite sia in concreto produttivo di effetti diversi rispetto a quelli già ottenuti e se i risultati cosi conseguiti, o da soli o insieme con le prove già valutate, possano far sorgere il ragionevole dubbio della non colpevolezza della persona di cui è stata affermata la penale responsabilità con una sentenza passata in giudicato”.
Il Collegio ha dettato le attività a carico del Giudice chiamato a decidere su una revisione a seguito della applicazione di una nuova prova scientifica :
" a) l'apprezzamento della novità del metodo introdotto;
b) la valutazione della sua scientificità;
c) l'applicazione del nuovo metodo scientifico alle risultanze probatorie già vagliate, alla stregua delle pregresse conoscenze, nel processo già celebrato;
d) il giudizio di concreta novità dei risultati ottenuti grazie al nuovo metodo:
e) la loro valutazione nel contesto delle prove già raccolte nel precedente giudizio allo scopo di stabilire se essi sono idonei a determinare una decisione diversa rispetto a quella di condanna già intervenuta. "
Annoto, in margine, come tale sentenza si avvicini alla giurisprudenza statunitense corrente, che attribuisce al Giudice il ruolo di gatekeeper nell'ammissione e nella valutazione della prova scientifica.
Scrito da Oberon alle 5:20:00 AM
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Poche settimane fa, la trasmissione "Chi l'ha visto", trattando della scomparsa delle gemelle Alessia e Livia Schepp, mostrava il testo, in italiano, della prima cartolina inviata dal padre, Matthias Schepp, alla moglie.
Un fermo immagine dal servizio è qui riprodotto :
Palesemente non l'originale, ma una immagine finalizzata all'argomentazione televisiva. Osservate la diversità di risoluzione tra scritta e stampato della cartolina, gli allineamenti della scritta perfettamente regolari, l'uniformità delle aste e delle terminazioni, la dimensione esatta dei puntini delle lettere e dell'ellissi sulla terza riga, la misura dell'interrigo. Allineamenti, aste, terminazioni, interrigo : lingua da lettering, da tipografia, perché di lettering si tratta, non di scrittura manuale, di handwriting.
Questa immagine, inoltre, circola solamente in Italia, solo successivamente alla trasmissione de quo, e non ve n'è traccia nei media svizzeri o tedeschi; provate a cercare con Google Images o con Tineye.
Non si vedono poi, francobollo, indirizzo del destinatario, timbri postali, ma non essendo una condizione necessaria per l'esistenza dell'oggetto "cartolina postale" (possono essere sull'altra faccia del foglietto, o potrebbe essere stato inviata in busta) teniamolo a parte.
Chiaro, pacifico, convinti ?
Sembrerebbe di no : Marisa Aloia mi ha segnalato che da un po' di tempo circolano alcune analisi (soi-disant) grafologiche della scritta mostrata a "Chi l'ha visto", assunta tél quél come scrittura di pugno di Matthias Schepp, e da dette analisi si pretenderebbe di ottenere informazioni sulla personalità e sullo stato emotivo del suicida.
Analizzare la scrittura di una persona deceduta con lo strumento grafologico è una parte importantissima dell'autopsia psicologica (il tentativo di ricostruire il profilo psicologico di una vittima attraverso varie fonti ante-mortem). Un altro esempio recentissimo viene dall'esame della scrittura nelle ultime lettere del Mass-Murderer del Realengo, raffrontate con scritture di periodi precedenti.
Sembra una paratautologia, ma il campione della grafia che viene esaminata deve certamente appartenere alla persona in esame, non a terzi, magari al giornalista che ha copiato il testo di una lettera che gli è stato impedito di fotoriprodurre, o magari un allestimento scenico a fini televisivi.
Eppure, nel caso di Schepp, dove la scrittura è palesemente generata da un DTP, non da una mano, questo è accaduto.
Iliprandi, Lefebure ? E ched'è ? .. 'n farmaco nòvo?
Convertiamo la nomenclatura tipografica in qualcosa di più vicino alla grafologia: gli allineamenti di base perfettamente regolari e modulati, l'uniformità innaturale del tratto , i tratti finali uniformi, la forma esatta dei puntini delle lettere e dell'ellissi sulla terza riga, l'allineamento innaturale di quest'ultima, la completa sovrapponibilità di gruppi letterali (esempio : il gruppo ta).
La mano non è una macchina, si legge nelle premesse preconfezionate da tagl'incolla ossessivo-compulsivo che si vedono nelle consulenze di basso livello, e come al solito questa premessa non viene poi applicata nel seguito dell'indagine.
Le lettere sono diverse tra loro, mi dite ?
Dal 2002 (siamo nel 2011, ricordatelo) tutte le librerie di font per computer sono disponibili nel formato Open Type; tra le altre cose, il formato permette di "ottenere effetti tipografici avanzati".
Uno di tali effetti avanzati è la realizzazione in digitazione delle legature tra caratteri : "Nella calligrafia ed in tipografia, una legatura è composta dall'unione di due o più lettere, quasi sempre unite in una forma o glifo. Le legature di solito rimpiazzano due caratteri che condividono dello spazio e fanno parte di una categoria più ampia di caratteri chiamata di forma contestuale, ovvero che assumono una specifica forma a seconda del contesto nel quale vengono inseriti, ovvero delle lettere che precedono e seguono oppure degli spazi." (Wikipedia, così si trova subito).
Finalmente si spiega quel misterioso box nei settaggi dei word processor o DTP : "attiva legature".
Ritorniamo alla cartolina : ta, te, ti, to, tu al momento della digitazione vengono automaticamente sostituiti da una forma legata (in tipografia si chiama glifo), adatta al contesto: te, legate in basso, ta, to legate in alto col taglio della t, eccetera.
Una analisi di un font, o comunque di un elaborato grafico, con gli strumenti della grafologia è certamente eseguibile. Si pensi solo alla valenza della impostazione, della direzione, dell'inclinazione, della dimensione, della continuità e della forma : vi siete mai chiesti perché il logo Coca-Cola è ascendente, inclinato, grande, legato, arrotondato, nutrito ?
Niente di nuovo, comunque: cercate lo studio di Manuel Moreno, Grafología y Diseño Gráfico Publicitario.
Non di Matthias Schepp si parli però; al più delle intenzioni comunicative dei grafici e dei sistemisti di Adobe, Monotype, Linotype.
L'attenzione non è qualcosa che di deve applicare solo quando "è esplicitamente richiesto dal quesito".
Scrito da Oberon alle 9:09:00 AM
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L'écriture a des lois. Quoi que puissent en penser les esprits superficiels, l'acte d'écrire, qui se décompose en une serie de gestes presque inconscients, ne s'accomplit pas au hasard et ne reflète pas non plus un caprice perpétuel de l'ésprit ou de la main.
Edmund Solange-Pellat, Les Lois de l'Écriture, Librairie Vuibert, Parigi 1927
La copia illustrata è la mia, originale; non lo si trova in giro, nemmeno su Google Books. Potete provare a cercarlo nelle librerie residuali o antiquarie, e preparatevi a pagarlo per ciò che vale, tanto.
Scrito da Oberon alle 12:48:00 PM
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CTU nel processo civile, "relazione da trasmettere alle parti"
Oggi, son dieci volte in un mese che vedo "relazioni provvisorie", "bozze", "proposte di relazione" e via fantasiando.
Ripeto, sottolineo, gioco alla vox clamantis.
Art. 195 CPC , novellato : [...] La relazione deve essere trasmessa dal consulente alle parti costituite nel termine stabilito dal giudice con ordinanza resa all’udienza di cui all’articolo 193. Con la medesima ordinanza il Giudice fissa il termine entro il quale le parti devono trasmettere al consulente le proprie osservazioni sulla relazione e il termine, anteriore alla successiva udienza, entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione, le osservazioni delle parti e una sintetica valutazione sulle stesse. La relazione deve essere depositata in cancelleria nel termine che il giudice fissa.
La relazione de quo [de cuius per gli assorti] è la relazione finale.
Non la bozza, la relazione provvisoria, la relazione temporanea, la relazione in itinere , la proposta di relazione. Una proposta di relazione potrebbe avere una ragion d'essere in una mediazione, una conciliazione, un laudo unanime, ma qui non è proprio il caso.
È la relazione finale, che non potrà essere più modificata. La relazione che si manda alle parti deve essere completa in ogni sua parte, risposta motivata al quesito compresa.
Le osservazioni delle parti, e la sintetica valutazione delle stesse, sono atto successivo. Non sono le "note" pre-novella, sono osservazioni (leggi: controdeduzioni, precisazioni, scritto in sostegno, etc) alla relazione finale.
Scrito da Oberon alle 12:24:00 PM
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