Source: http://www.iccastellucchio.gov.it/siti_web_delle_pa_le_linee_guida_del_garante_privacy
Timestamp: 2016-12-11 09:53:37+00:00
Document Index: 75345066

Matched Legal Cases: ['art. 124', 'art. 11', 'art. 22', 'art. 9', 'art. 76', 'art. 1']

Istituto Comprensivo di Castellucchio: Siti web delle PA, le linee guida del Garante Privacy
HomeSiti web delle PA, le linee guida del Garante Privacy
La privacy tra i banchi di scuola: consulta il documento del Garante 7 febbraio 2013 - Parere del Garante su uno schema di decreto legislativo concernente il riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle Pa -
IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI Linee guida in materia di trattamento di dati personali contenuti anche in atti e documenti amministrativi effettuato da soggetti pubblici per finalita’ di pubblicazione e diffusione sul web
(Deliberazione del 2 marzo 2011) 1. Ambito di applicazione
3.1. Trasparenza La disponibilita’ sui siti istituzionali delle amministrazioni di atti e documenti amministrativi, contenenti dati personali, per finalita’ di trasparenza e’ volta a garantire una conoscenza generalizzata delle informazioni concernenti aspetti dell’organizzazione dell’amministrazione al fine di assicurare un ampio controllo sulle capacita’ delle pubbliche amministrazioni di raggiungere gli obiettivi, nonche’ sulle modalita’ adottate per la valutazione del lavoro svolto dai dipendenti pubblici.
3.2. Pubblicita’ La disponibilita’ on line per finalita’ di pubblicita’ e’ volta a far conoscere l’azione amministrativa in relazione al rispetto dei principi di legittimita’ e correttezza, nonche’ a garantire che gli atti amministrativi producano effetti legali al fine di favorire eventuali comportamenti conseguenti da parte degli interessati. Tale pubblicita’ puo’ configurarsi anche come uno strumento della trasparenza poiche’ funzionale a rendere conoscibile l’attivita’ delle pubbliche amministrazioni .
3.3. Consultabilita’ La disponibilita’ sui siti istituzionali delle amministrazioni di atti e documenti amministrativi per finalita’ di consultabilita’ e’ volta a consentire la messa a disposizione degli stessi solo a soggetti determinati -anche per categorie- al fine di garantire in maniera agevole la partecipazione alle attivita’ e ai procedimenti amministrativi.
A. Trasparenza; B. Pubblicita’; C. Consultabilita’. Tali valutazioni devono essere effettuate dalle amministrazioni pubbliche, nel rispetto dei principi di necessita’ e proporzionalita’ del trattamento dei dati personali (artt. 3 e 11 del Codice), in modo da garantire modalita’ differenziate di messa a disposizione di dati e documenti tenendo conto delle diverse finalita’ sopra evidenziate e descritte nel par. 3, delle tipologie di informazioni oggetto di divulgazione, nonche’ degli strumenti e dei mezzi utilizzati per assicurarne la conoscibilita’, affinche’ siano correttamente rispettati i diritti degli interessati.
5. 1. Motori di ricerca E’ necessario stabilire se i dati siano reperibili mediante motori
5. 2. Tempi proporzionati di mantenimento della diffusione dei dati Le esigenze di trasparenza, pubblicita’ e consultabilita’ degli atti, proprio in relazione alla circostanza che i dati personali in essi contenuti sono diffusi sul web, devono comunque tenere anche conto della necessita’ di individuare un congruo periodo di tempo entro il quale devono rimanere disponibili (in una forma che consenta l’identificazione dell’interessato) che non puo’ essere superiore al periodo ritenuto, caso per caso, necessario al raggiungimento degli scopi per i quali i dati stessi sono resi pubblici. Come detto, la diffusione illimitata e continua in Internet di dati personali relativi ad una pluralita’ di situazioni riferite ad un medesimo interessato, costantemente consultabili da molteplici luoghi e in qualsiasi momento, puo’ comportare conseguenze pregiudizievoli per le persone interessate, specie se si tratta di informazioni non piu’ aggiornate o relative ad avvenimenti risalenti nel tempo contenute anche in atti e provvedimenti amministrativi reperibili on line che hanno gia’ raggiunto gli scopi per i quali si era reso necessario renderli pubblici. In tale quadro, nelle ipotesi in cui specifiche disposizioni di settore individuino determinati periodi di tempo per la pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi (es., art. 124, d.lg. n. 267/2000 riguardante le deliberazioni del comune e della provincia che devono essere affisse all’albo pretorio, nella sede dell’ente, per quindici giorni consecutivi), i soggetti pubblici sono tenuti ad assicurare il rispetto dei limiti temporali previsti, rendendoli accessibili sul proprio sito web durante il circoscritto ambito temporale individuato dalle disposizioni normative di riferimento, anche per garantire il diritto all’oblio degli interessati. Nei casi in cui, invece, la disciplina di settore non stabilisce un limite temporale alla pubblicazione degli atti, vanno individuati -a cura delle amministrazioni interessate- congrui periodi di tempo entro i quali mantenerli on line. La predetta congruita’ va commisurata alle esigenze sottese alle finalita’ di trasparenza, di pubblicita’ o di consultabilita’ di volta in volta perseguite, sempre che queste non abbiano carattere di permanenza. Piu’ in particolare, in relazione alla finalita’ di trasparenza potrebbe risultare necessario individuare periodi di tempo ragionevoli di permanenza dei dati in rete, proprio al fine di garantire a chiunque una effettiva e immediata accessibilita’ alle informazioni. Tempi piu’ circoscritti, invece, devono riguardare la disponibilita’ on line dell’atto o del documento pubblicato per finalita’ di pubblicita’, avuto anche riguardo ai termini previsti dalla legge per l’impugnazione dei provvedimenti oggetto di pubblicazione. Trascorsi i predetti periodi di tempo specificatamente individuati, determinate notizie, documenti o sezioni del sito devono essere rimossi dal web o privati degli elementi identificativi degli interessati ovvero, in alternativa, laddove l’ulteriore diffusione dei dati sia volta a soddisfare esigenze di carattere storico-cronologico, gli stessi vanno sottratti all’azione dei comuni motori di ricerca, ad esempio, inserendoli in un’area di archivio consultabile solo a partire dal sito stesso o in un’area ad accesso riservato.
5. 3. Duplicazione massiva dei file contenenti dati personali Devono essere adottate opportune cautele per ostacolare operazioni di duplicazione massiva dei file contenenti dati personali da parte degli utenti della rete, rinvenibili sui siti istituzionali delle amministrazioni, mediante l’utilizzo di software o programmi automatici, al fine di ridurre il rischio di riproduzione e riutilizzo dei contenuti informativi in ambiti e contesti differenti. A tale scopo si puo’ fare ricorso ad accorgimenti consistenti, ad esempio, nell’uso di firewall di rete in grado di riconoscere accessi che risultino anomali per numero rapportato all’intervallo di tempo di riferimento oppure di opportuni filtri applicativi che, a fronte delle citate anomalie, siano in grado di rallentare l’attivita’ dell’utente e di mettere in atto adeguate contromisure. Gli accorgimenti che si intende utilizzare devono comunque essere conformi ai principi di fruibilita’, di usabilita’ e di accessibilita’ dei siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni, garantendo in particolare l’accessibilita’ alle informazioni riprodotte on line anche alle persone disabili.
5. 4. Dati esatti e aggiornati Per garantire la qualita’ dei dati trattati, le amministrazioni pubbliche, nel procedere nei casi previsti alla divulgazione on line di informazioni personali, sono tenute a mettere a disposizione soltanto dati esatti e aggiornati (art. 11, comma 1, lett. c), del Codice). In tale quadro, assume particolare rilievo l’obbligo posto in capo alle amministrazioni pubbliche di garantire “che le informazioni contenute sui siti siano conformi e corrispondenti alle informazioni contenute nei provvedimenti amministrativi originali dei quali si fornisce comunicazione tramite il sito” anche utilizzando, ove opportuno, copie di documenti originali. A tale fine occorre adottare idonee misure per eliminare o ridurre il rischio di cancellazioni, modifiche, alterazioni o decontestualizzazioni delle informazioni e dei documenti resi disponibili tramite Internet. Un utile accorgimento consiste, ad esempio, nell’indicazione, tra i dati di contesto riportati all’interno del contenuto informativo dei documenti, delle fonti attendibili per il reperimento dei medesimi documenti. Un ulteriore accorgimento la cui adozione potra’ essere valutata dalle amministrazioni interessate, anche in relazione a specifiche categorie di documenti, e’ la sottoscrizione del documento pubblicato sul sito web con firma digitale o altro accorgimento equivalente, in modo da garantirne l’autenticita’ e l’integrita’. Il rischio della decontestualizzazione e’ strettamente correlato alla possibilita’ che i contenuti informativi disponibili sul sito istituzionale siano accessibili mediante l’utilizzo di motori di ricerca esterni ovvero siano reperibili attraverso la consultazione di siti dove sono ospitate copie dei medesimi contenuti informativi. Pertanto, ogni file oggetto di pubblicazione sui siti istituzionali, potendo essere letto in un altro ambito e in un momento successivo alla sua diffusione, dovrebbe prevedere l’inserimento dei “dati di contesto” (es. data di aggiornamento, periodo di validita’, amministrazione, segnatura di protocollo o dell’albo).
A. TRASPARENZA In presenza dei presupposti legislativi o regolamentari che legittimano le operazioni di comunicazione e di diffusione, le pubbliche amministrazioni sono tenute a verificare in concreto quali siano i dati personali, ritenuti pertinenti per il corretto svolgimento delle proprie funzioni istituzionali, che devono essere resi conoscibili mediante la loro messa a disposizione sui siti istituzionali (artt. 11, 18 e 19 del Codice). Il procedimento di selezione dei dati personali che possono essere resi conoscibili on line deve essere particolarmente accurato nei casi in cui tali informazioni siano di tipo sensibile o giudiziario o, in particolare, qualora riguardino dati idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale. Un quadro di garanzie particolarmente stringente protegge, infatti, i dati sensibili e giudiziari prevedendo espressamente che i soggetti pubblici possono trattare tali informazioni solo se in concreto indispensabili per svolgere le attivita’ istituzionali che non possono essere adempiute, caso per caso, mediante il trattamento di dati anonimi o di dati personali di natura diversa (art. 22 del Codice).
A. 1. Informazioni riferite agli addetti ad una funzione pubblica Il legislatore ha individuato, nel corso del tempo, molteplici obblighi di pubblicazione on line di dati, dando luogo a una forte frammentazione della disciplina.
A. 2. Situazione patrimoniale di titolari di cariche e incarichi pubblici Uno specifico regime di conoscibilita’ riconducibile alle esigenze di trasparenza della pubblica amministrazione e’ previsto dalla legge 5 luglio 1982, n. 441, sulla pubblicita’ della situazione patrimoniale di coloro che ricoprono cariche pubbliche o incarichi di rilievo pubblico. Tale norma dispone espressamente che esclusivamente i “cittadini iscritti nelle liste elettorali per le elezioni della Camera dei Deputati” possono, mediante la messa a disposizione, consultare legittimamente il bollettino nel quale sono riportati i dati riguardanti la situazione patrimoniale di titolari di cariche elettive e di cariche direttive di alcuni enti (artt. 8 e 9). Nell’ambito del suesposto quadro normativo deve, tuttavia, rilevarsi che una distinta modalita’ e’ prevista per la consultabilita’ dei dati in questione con riferimento agli enti territoriali per i quali, infatti, la legge n. 441/1982 dispone che la pubblicazione individuata dall’art. 9 sopra richiamato sia effettuata, su appositi bollettini, senza pero’ limitare la conoscibilita’ di tali informazioni ai soli cittadini elettori della Camera dei Deputati. In forza della predetta specificazione normativa, le regioni e gli enti locali, nel pubblicare sul proprio bollettino la situazione patrimoniale dei consiglieri e le spese sostenute per la propaganda elettorale, possono dare ampia diffusione ai propri bollettini e alle informazioni ivi riportate, anche mediante la riproduzione dei bollettini stessi sui propri siti istituzionali. Ulteriori disposizioni prevedono che talune informazioni relative agli amministratori locali e regionali (dati anagrafici, lista o gruppo di appartenenza o di collegamento, titolo di studio e professione esercitata) vengano raccolte dal Ministero dell’interno in un’apposita anagrafe di cui chiunque ha il diritto di prendere visione ed estrarre copia, anche su supporto informatico. In considerazione dell’ampio regime di conoscibilita’ previsto per tali informazioni riferite agli amministratori, deve ritenersi consentita la loro messa a disposizione per via telematica da parte delle amministrazioni regionali e degli enti locali interessati attraverso i rispettivi siti istituzionali (art. 76 d.lg. n. 267/2000).
A. 3. Ruoli del personale e bollettini ufficiali 1. Sono parimenti riconducibili alle esigenze di trasparenza dell’apparato amministrativo anche gli obblighi posti in capo a ciascuna amministrazione dello Stato di pubblicare sul proprio sito web il ruolo dei dirigenti, dando avviso della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Nel ruolo, che l’amministrazione deve aver cura di tenere secondo principi di completezza e trasparenza, nonche’ di pertinenza e non eccedenza dei dati, vanno rese pubbliche le sole informazioni individuate nel dettaglio dalla disciplina di settore (cognome, nome, luogo e data di nascita; data di inquadramento nella fascia di appartenenza o in quella inferiore; data di primo inquadramento nell’amministrazione; incarichi conferiti ai sensi dell’articolo 19, commi 3 e 4, d.lg. 30 marzo 2001, n. 165 con l’indicazione della decorrenza e del termine di scadenza) (artt. 1, comma 7, e 2, commi 1 e 3, d.P.R. 23 aprile 2004, n. 108).
A. 4. Albo dei beneficiari di provvidenze di natura economica 1. Le amministrazioni dello Stato, le regioni, comprese quelle a statuto speciale, e le province autonome di Trento e Bolzano, gli enti locali e gli altri enti pubblici sono tenuti ad istituire l’albo dei soggetti, ivi comprese le persone fisiche, cui sono stati erogati in ogni esercizio finanziario contributi, sovvenzioni, crediti, sussidi e benefici di natura economica a carico dei rispettivi bilanci e devono provvedere ad aggiornarlo annualmente (d.P.R. 7 aprile 2000, n. 118). Il previsto regime di conoscibilita’, anche on line, dei medesimi albi risponde all’esigenza di rendere trasparente l’azione amministrativa, anche in ordine all’utilizzo delle risorse finanziarie da parte dei soggetti eroganti, nonche’ all’esigenza di assicurare la partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo di concessione dei contributi consentendo l’accesso alle relative informazioni. Entrambe le suesposte esigenze sono soddisfatte mediante la pubblicazione, sui siti delle pubbliche amministrazioni individuate dalla norma in esame, degli elenchi di beneficiari di provvidenze economiche e di altri atti che riconoscono agevolazioni, sussidi o altri benefici. In tali elenchi possono essere riportati i soli dati necessari all’individuazione dei soggetti interessati (nominativi e relativa data di nascita), l’esercizio finanziario relativo alla concessione del beneficio, nonche’ l’indicazione della “disposizione di legge sulla base della quale hanno luogo le erogazioni” medesime (art. 1, comma 2, del d.P.R. n. 118/2000). Non risulta invece giustificato diffondere ulteriori dati non pertinenti quali l’indirizzo di abitazione, il codice fiscale, le coordinate bancarie dove sono accreditati i contributi, la ripartizione degli assegnatari secondo le fasce dell’Indicatore della situazione economica equivalente-Isee ovvero informazioni che descrivano le condizioni di indigenza in cui versa l’interessato. Non devono inoltre essere riportate negli albi diffusi on line informazioni idonee a rivelare lo stato di salute degli interessati (artt. 22, comma 8, e 68, comma 3, del Codice). Si pensi, in tale caso, all’indicazione:
B. 1. Concorsi e selezioni pubbliche L’ordinamento prevede particolari forme di pubblicita’ per gli esiti delle prove concorsuali e delle graduatorie finali di concorsi e selezioni pubbliche (es. affissione presso la sede degli esami, pubblicazione nel bollettino dell’amministrazione interessata o, per gli enti locali, all’albo pretorio). Tale regime di conoscibilità assolve principalmente alla funzione di rendere note le decisioni adottate dalla commissione esaminatrice e dall’ente pubblico procedente anche per consentire il controllo sulla regolarita’ delle procedure concorsuali o selettive da parte dei soggetti interessati. Le previsioni normative che disciplinano la pubblicazione di graduatorie, esiti e giudizi concorsuali prevedono espressamente la diffusione dei relativi dati personali, anche mediante l’utilizzo del sito istituzionale dell’amministrazione di riferimento. Al riguardo, devono ritenersi appropriate quelle modalita’ di diffusione on line di graduatorie, esiti e giudizi concorsuali che consentono di rendere agevolmente conoscibili agli interessati i dati personali ivi riportati consultando il sito istituzionale dell’amministrazione pubblica competente, evitando nel contempo che i medesimi dati siano liberamente reperibili utilizzando i comuni motori di ricerca esterni. E’ invece possibile consentire ai partecipanti alla procedura concorsuale di accedere agevolmente ad aree del sito istituzionale nelle quali possono essere riportate anche eventuali ulteriori informazioni rese disponibili ai soli aventi diritto sulla base della normativa in materia di accesso ai documenti amministrativi (elaborati, verbali, valutazioni, documentazione relativa a titoli anche di precedenza o preferenza, pubblicazioni, curricula, ecc.), attribuendo agli stessi credenziali di autenticazione (es. username o password, n. di protocollo o altri estremi identificativi forniti dall’ente agli aventi diritto, ovvero mediante utilizzo di dispositivi di autenticazione, quali la carta nazionale dei servizi). Devono ritenersi certamente pertinenti ai fini della pubblicazione on line gli elenchi nominativi ai quali vengano abbinati i risultati di prove intermedie, gli elenchi di ammessi a prove scritte o orali, i punteggi riferiti a singoli argomenti di esame, i punteggi totali ottenuti. Appare invece eccedente la pubblicazione di dati concernenti il recapito di telefonia fissa o mobile, l’indirizzo dell’abitazione o dell’e-mail, i titoli di studio, il codice fiscale, l’indicatore Isee, il numero di figli disabili, i risultati di test psicoattitudinali.
B. 2. Graduatorie, elenchi professionali ed altri atti riguardanti il personale Analoghe cautele devono essere adottate in relazione alle pubblicazioni effettuate nel quadro delle ordinarie attivita’ di gestione di rapporti di lavoro (es., graduatorie di mobilita’ professionale; provvedimenti relativi all’inquadramento del personale, all’assegnazione di sede, alla progressione di carriera, all’attribuzione di incarichi dirigenziali).
C. 1. Elenchi del collocamento obbligatorio dei disabili Il trattamento dei dati riferito alle persone disabili da parte disoggetti pubblici effettuato nell’ambito delle attivita’ previstedalla disciplina sul collocamento mirato puo’ ritenersi, in terminigenerali, lecito anche in quanto rispondente alle finalita’ dirilevante interesse pubblico individuate dal Codice (artt. 73, comma2, lett.i), e 112, comma 1, lett. a)) 33 . In tale quadro, ledisposizioni di legge in materia di diritto al lavoro e dicollocamento di disabili appartenenti a categorie protette ecentralinisti telefonici non vedenti, nel prevedere la formazione dielenchi e graduatorie dei soggetti che hanno diritto al collocamentoobbligatorio, ne stabiliscono un generico regime di pubblicita.
Responsabile procedimento pubblicazione mario.varini - documento pubblicato il 23/03/2011 - 11:17 Comunicazioni