Source: http://lexambiente.it/rifiuti/155/3330-Rifiuti.%20Incendio%20rifiuti%20e%20articolo%20674%20c.p..html
Timestamp: 2016-02-09 20:26:05+00:00
Document Index: 89737351

Matched Legal Cases: ['Cass. Sez. ', 'art. 674', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art.\n674', 'art. 674', 'art. 844', 'art. 9', 'art. 87']

Rifiuti. Incendio rifiuti e articolo 674 c.p.
CercaFAQ	Sei qui: Home	Rifiuti	Cassazione Penale	Rifiuti. Incendio rifiuti e articolo 674 c.p.	Rifiuti. Incendio rifiuti e articolo 674 c.p.	Stampa Email Dettagli	Categoria principale: Rifiuti	Categoria: Cassazione Penale	Pubblicato: 30 Novembre -0001	Visite: 4762	Cass. Sez. III n. 23793 del 18 giugno 2007 (Up 15 mag. 2007)Pres. Lupo Est. Petti Ric. CardiRifiuti. Incendio rifiuti e articolo 674 c.p.Ai fini della configurabilità del reato previsto dalla seconda parte dell'art. 674 cod. pen. (emissione di gas, vapori o fumi atti a molestare le persone), l'espressione "nei casi non consentiti dalla legge" costituisce una precisa indicazione circa la necessità che tale emissione avvenga in violazione delle norme che regolano l'inquinamento atmosferico. Tali principi sono tuttavia applicabili allorché le emissioni provengano da attività autorizzata .Se, invece, i fumi provengano da attività non autorizzata o addirittura contra legem , ai fini della configurabilità del reato non è necessario accertare il superamento dei limiti della normale tollerabilità essendo sufficiente l'astratta idoneità dei fumi a recare fastidio o molestia alle persone (fattispecie relativa all’incendio di un cassone di rifiuti prodotti dall’attività dell’imputato) Svolgimento del processo
sentenza del 3 maggio del
2006, il tribunale di Catania condannava Cardi Concetto alla pena di
di ammenda oltre al pagamento delle spese processuali, quale
responsabile, in
concorso di circostanze attenuanti generiche, dei seguenti reati: A)
del reato p. e p. dall’art. 51, comma
secondo, in relazione
all’art. 51 comma primo lett. b) del decreto legislativo n.
22 del ‘97 perché,
quale amministratore della S.r.l. UNIVERSAL con sede in Motta
depositava in modo incontrollato rifiuti pericolosi provenienti dal
lavorazione della medesima ditta, tra cui vernici, solventi, smalti e
vetro; B)
del reato p. e p. dall’art. 51
comma primo lett. b) del decreto legislativo n. 22/97
perché, quale
amministratore della S.r.l. UNIVERSAL con sede in Motta
smaltiva in mancanza della prescritta autorizzazione rifiuti speciali
pericolosi provenienti dal ciclo di lavorazione della ditta anzidetta,
imballaggi vari, plastica, latte di vernici, solventi, smalti e gomme,
ponendoli nel cassone di un camion e appiccandovi il fuoco; C)
del reato p. e p. dall’art.
674 c.p. perché, nella qualità e con il
comportamento indicato al capo B),
provocava emissioni di vapori, gas e fumo atti ad offendere, imbrattare
comunque - molestare le persone. Con la recidiva. Fatti accertati in
Sant’Anastasia il 13 marzo 2003.
per cassazione l’imputato
denunciando mancanza di motivazione sia con riferimento
all’attribuibilità a
lui del fatto, sia con riguardo al superamento dei limiti di
delle emissioni. In diritto
ricorso va respinto perché
infondato. Il
giudice del merito ha
accertato che il 13 marzo del 2003, nel corso di un servizio di
territorio, gli agenti, avendo notato una nuvola di fumo denso
provenire da un
stabilimento, si erano recati sul posto ed avevano constatato che
dell’azienda dell’odierno prevenuto stava bruciando
un cassone stracolmo di
rifiuti (imballaggi, plastica, lattine ecc) prodotti
dall’attività esercitata
dalla ditta. Notavano inoltre che il luogo dove si erano sprigionate le
si trovava a poca distanza da alcune palazzine e che
l’imputato non era in
possesso di alcuna autorizzazione per lo smaltimento dei propri
rifiuti. Tanto
premesso, si rileva che è
evidente la riferibilità dei fatti all’odierno
prevenuto perché l’abbruciamento
si era verificato nel suo stabilimento in assenza di autorizzazione per
gestione dei propri rifiuti. L’assunto del ricorrente,
l’esecutore materiale dell’abbruciamento era altro
soggetto al quale egli aveva
conferito l’incarico, non risulta provato ed in ogni caso non
l’imputato essendo l’evento comunque attribuibile a
lui, ancorché materialmente
posto in essere da altri per suo ordine. Ugualmente
infondato è anche il
secondo motivo. In
proposito va premesso che
secondo l’orientamento prevalente di questa sezione, ai fini
della configurabilità
del reato previsto dalla seconda parte dell’art. 674 cod.
pen. (emissione di
gas, vapori o fumi atti a molestare le persone),
l’espressione “nei casi non
consentiti dalla legge” costituisce una precisa indicazione
che tale emissione avvenga in violazione delle norme che regolano
l’inquinamento atmosferico. Ne consegue che,
poiché la legge contiene una sorta
di presunzione di legittimità delle emissioni di fumi,
vapori o gas che non
superino la soglia fissata dalle leggi speciali in materia, ai fini
dell’affermazione di responsabilità per il reato
indicato, non basta
l’accertamento che le emissioni stesse siano astrattamente
idonee ad arrecare
fastidio, ma è indispensabile la puntuale e specifica
dimostrazione che esse
superino i parametri fissati dalla legge, mentre quando, pur essendo le
emissioni contenute nei limiti di legge, abbiano arrecato e arrechino
concretamente fastidio alle persone, superando la normale
tollerabilità, si
applicheranno le norme di carattere civilistico contenute
nell’art. 844 cod.
civ. (cfr. Sez. 1^, 16 giugno 2000,
Meo, m. 216.621; Sez. 1^, 24 ottobre 2001,
m. 220.678; Sez. 3^, 23 gennaio 2004,
Parinone, m. 228.010; Sez. 3^, 19 marzo 2004,
n. 16728,
Parodi; Sez. 1^, 20 maggio 2004,
Invernizzi, m. 229.170; nonché Sez. I^, 12 marzo 2002,
Pagano, m. 221.362; Sez. 1^, 14 marzo 2002,
Rinaldi, m. 221.653, in tema
di emissione di onde elettromagnetiche). Tali
principi sono tuttavia applicabili allorché le emissioni
provengano da attività
autorizzata. Se, invece, i fumi provengano da attività non
autorizzata o
addirittura contra legem,
è avvenuto nella fattispecie, ai fini della
configurabilità del reato non è
necessario accertare il superamento dei limiti della normale
essendo sufficiente l’astratta idoneità dei fumi a
recare fastidio o molestia
alle persone. Nella
fattispecie tale idoneità è
stata accertata dagli operanti i quali, tra l’altro, hanno
sottolineato che a
pochi metri di distanza dal cassone dove bruciavano rifiuti, costituiti
materiale plastico, vernici, smalti ecc., si trovavano palazzine
adibite ad
abitazioni civili. share-1tweet-1plus-1share-1
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