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Timestamp: 2018-11-19 15:10:37+00:00
Document Index: 100342096

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 148', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2']

Novità fiscali del 9 giugno 2009: INPS e Unico 2009: contributi dovuti da artigiani, commercianti e dai liberi professionisti iscritti alla gestione separata; cessione di aree a scomputo di oneri di urbanizzazione; polizza assicurativa a favore di amministratore societario: aspetti fiscali; firma digitale e documenti informatici; minimi: codici tributo per gli acconti dell’imposta sostitutiva | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 9 giugno 2009: INPS e Unico 2009: contributi dovuti da artigiani, commercianti e dai liberi professionisti iscritti alla gestione separata; cessione di aree a scomputo di oneri di urbanizzazione; polizza assicurativa a favore di amministratore societario: aspetti fiscali; firma digitale e documenti informatici; minimi: codici tributo per gli acconti dell’imposta sostitutiva
1) Cessione di aree a scomputo di oneri di urbanizzazione
2) Corrispettivi specifici per i servizi complessi di enti non commerciali soggetti a tassazione anche se rivolti ai propri soci
3) INPS e Unico 2009: Contributi dovuti da artigiani, commercianti e dai liberi professionisti iscritti alla gestione separata
4) Polizza assicurativa a favore di amministratore societario: Aspetti fiscali
5) Firma digitale e documenti informatici: Pubblicate in G.U. le regole tecniche
6) Minimi: Codici tributo per gli acconti dell’imposta sostitutiva, codice anche per fondi immobiliari “ristretti”
La normativa esclude dall’IVA le cessioni realizzate a titolo gratuito dalle imprese titolari delle concessioni di edificare nei confronti dei Comuni, a condizione che dette cessioni abbiano ad oggetto aree ed opere di urbanizzazione e siano effettuate a scomputo di contributi di urbanizzazione o in esecuzione di convenzioni di lottizzazione.
Le opere la cui cessione rientra nell’ambito applicativo della predetta disposizione sono le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
Pertanto, la disposizione si applica a quelle cessioni di aree sulle quali devono essere realizzate opere di urbanizzazione primaria o secondaria.
Nel caso di specie, esaminato dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 140/E del 04.06.2009, una S.r.l. deve effettuare nei confronti di un comune la cessione di un’area che lo stesso Comune potrà destinare a finalità pubbliche o sociali, mentre la stessa società lottizzante non é tenuta a realizzare sulla medesima area alcuna opera di urbanizzazione.
Ne consegue che tale cessione del lotto non può essere ricondotta tra le cessioni di aree ed opere di urbanizzazione di cui all’art. 51 della Legge n. 342/2000.
La cessione del lotto assume, pertanto, rilevanza agli effetti dell’IVA e, poiché realizzata dalla società a scomputo parziale degli oneri di urbanizzazione secondaria dalla stessa dovuti, si considera come effettuata a titolo oneroso, nell’ambito di un’operazione permutativa di cui all’art. 11 del D.P.R. n. 633/72.
Pertanto, la base imponibile su cui calcolare l’IVA in relazione a detta operazione di cessione del lotto, in assenza di corrispettivo monetario, deve essere determinata secondo il valore normale del lotto, ai sensi dell’art. 13, comma 2, lett. d), del D.P.R. n. 633/72 che per le operazioni permutative individua espressamente quale corrispettivo da utilizzare come base imponibile il valore normale dei beni e servizi che formano oggetto di ciascuna di esse.
Non spettano, in tali ipotesi, le agevolazioni fiscali previste ai fini delle imposte sui redditi e sull’IVA.
Il caso esaminato dall’Agenzia delle Entrate
Un ente non commerciale intende acquistare una porzione di un complesso storico immobiliare e, in particolare, un numero iniziale di venti appartamenti adibiti a residenza privata, lussuosamente arredati e con finiture di pregio.
Detti appartamenti, secondo quanto risulta dalla “domanda di ammissione” a socio del club, sono suddivisi in tre differenti categorie, “ciascuna delle quali è caratterizzata da omogeneità di dimensioni, funzionalità e tipologia di arredo” e a ciascuna categoria di appartamento sono collegate “memberships individuanti la tipologia dell’appartamento alla quale il socio potrà avere accesso”.
In sostanza, i soci, che secondo lo statuto possono essere persone fisiche, giuridiche ed enti collettivi (società, associazioni, trusts, etc.), al momento della sottoscrizione del contratto associativo potranno scegliere tra diverse tipologie di appartamenti corrispondenti alle diverse quote associative denominate memberships, alle quali corrisponde una differente posizione del socio in termini di diritti e prerogative, rispetto alla fruizione nonché al godimento dell’immobile e dei servizi che ad esso sono collegati.
Tali servizi possono essere offerti dal Club (reception, manutenzione e riparazione dei beni del Club, utilizzo dell’area fitness, connessione internet, libreria e videoteca, impianto TV satellitare, ecc.) ovvero resi direttamente da soggetti terzi sulla base di convenzioni stipulate con il Club (ad es. cucina, degustazione di vini, personal trainer, yoga, pilates, etc.).
Dalla “domanda di ammissione – Scheda delle informazioni di base del Club” risulta che l’ammissione al Club e l’acquisizione della qualifica di socio “è subordinata al pagamento di un corrispettivo definito «quota di ammissione»” nonché al versamento di quote periodiche annuali indicate insieme alla categoria di appartamento prescelta dal socio nella “griglia dei dati essenziali” allegata alla predetta domanda.
In particolare, le quote di ammissione, destinate a coprire il debito per l’acquisizione del godimento o della proprietà dell’immobile, in base allo statuto sono quantificate anche “tenuto conto della categoria di appartamento” nella quale il socio sceglie di accedere e soggiornare.
Una parte delle quote associative annuali vengono calcolate, secondo il citato statuto, “in modo proporzionale all’ampiezza (in metri quadri) degli appartamenti e/o delle unità abitative”.
In base alla suddetta “domanda di ammissione” nella “griglia dei dati essenziali” verranno indicate le quote variabili denominate “check-out fees” e “daily linen change fees” che il socio, in relazione alla categoria di appartamento prescelta, dovrà corrispondere al Club “in aggiunta alla quota associativa annuale, a fronte della prestazione di servizi aggiuntivi “Check-out service” e “Daily linen change” di cui all’Elenco Servizi”.
Da tale ricostruzione operativa dell’ente, emerge che le quote pagate dai soci, diversificate e quantificate in ragione anche della categoria degli appartamenti e degli specifici beni e servizi resi dall’Associazione, sono dirette a remunerare il godimento dell’appartamento assegnato a ciascun socio e il complesso delle prestazioni garantite dal Club.
L’Associazione, infatti, oltre a consentire l’accesso e il godimento dell’appartamento, assicura un soggiorno completo attraverso la messa a disposizione diretta o tramite terzi di un complesso di servizi.
Pertanto, nel caso di specie, l’attività svolta dal Club non si esaurisce nel possesso e nella gestione di unità immobiliari, ma dagli elementi rilevati, assume le connotazioni di un’attività complessa svolta con i caratteri della commercialità.
Pertanto, nel caso sopra esaminato, secondo il parere dell’Agenzia delle Entrate, le quote pagate dagli associati non rientrano nell’ambito applicativo di cui all’art. 148, comma 1, del TUIR.
Inoltre, anche per la complessità dell’attività svolta dall’associazione nei confronti degli associati, non si può applicare neppure il contenuto dell’art. 4, comma 5, lett. a) del D.P.R. n. 633/72, che, in deroga alla presunzione di commercialità prevista dal comma 2 del medesimo art. 4, dispone, tra l’altro, che non sono considerate attività commerciali il possesso e la gestione di unità immobiliari (classificate o classificabili nella categoria catastale A e le loro pertinenze) da parte di società o enti, qualora la partecipazione a questi ultimi consenta gratuitamente o verso un corrispettivo inferiore al valore normale, il godimento, personale, o familiare dei predetti beni.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 04.06.2009)
L’INPS con la circolare n. 79 del 05.06.2009 ha fornito i seguenti chiarimenti in merito alla riscossione 2009 dei contributi dovuti dagli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti sulla quota di reddito eccedente il minimale e dai liberi professionisti iscritti alla gestione separata.
L’INPS, ha provveduto, previo scambio di dati con l’Agenzia delle Entrate, alla spedizione di un prospetto di liquidazione contenente l’indicazione degli importi e delle causali per il versamento dei contributi previdenziali relativi all’anno 2009 nonché una lettera esplicativa delle modalità di determinazione degli importi dovuti dai commercianti ed artigiani titolari di partita IVA.
Per i soggetti non titolari di partita IVA sono stati spediti anche i necessari modelli F24.
I contributi afferenti la quota di reddito eccedente il minimale devono essere versati entro il 16 giugno 2009 (saldo 2008 e primo acconto 2009) ed entro il 30 novembre 2009 (secondo acconto 2009).
Il versamento del saldo 2008 e del primo acconto 2009 (e non di altre somme eventualmente a debito) può essere effettuato entro il 16 luglio 2009, anziché entro il 16 giugno 2009, maggiorando l’importo dei contributi dovuti dello 0.40% a titolo di interessi.
La predetta maggiorazione dello 0,40% deve essere versata separatamente dai contributi, utilizzando la causale contributo “API” (artigiani) o “CPI” (commercianti) e la codeline INPS utilizzata per il versamento del relativo contributo.
Riguardo all’individuazione dell’ammontare del reddito da assoggettare all’imposizione dei contributi previdenziali, deve essere preso in considerazione il totale dei redditi d’impresa, al netto delle eventuali perdite dei periodi d’imposta precedenti scomputate dal reddito dell’anno, conseguiti nel 2008.
In particolare, questi di seguito sono gli elementi che costituiscono la base imponibile per il calcolo della contribuzione dovuta, indicati eventualmente nei quadri RF (impresa in contabilità ordinaria), RG (impresa in regime di contabilità semplificata e regimi forfetari) e RH (redditi di partecipazione in società di persone ed assimilate):
Tali redditi devono essere integrati anche con redditi eventualmente derivanti, agli iscritti alle Gestioni, dalla partecipazione a società a responsabilità limitata denunciati con il mod. Unico S. C. (società di capitali).
Per i soggetti che, ai sensi di quanto dispone l’art. 1, commi da 96 a 117, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dal 1 gennaio 2008 possono usufruire del regime semplificato per i contribuenti minimi la base imponibile per il calcolo dei contributi dovuti viene determinata come segue:
La rateizzazione può avere ad oggetto esclusivamente i contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale imponibile, con esclusione quindi dei contributi dovuti sul minimale predetto, ancorché risultanti a debito del contribuente nel quadro “RR” in quanto non versati in tutto o in parte all’atto della compilazione del modello UNICO 2009.
La prima rata deve essere corrisposta entro il giorno di scadenza del saldo e/o dell’acconto, eventualmente differito; le altre rate entro il giorno 16 di ciascun mese di scadenza (per i titolari di partita IVA) ed entro la fine di ciascun mese (per gli altri contribuenti). Si fa presente che la rata con scadenza 16 agosto 2008 è spostata al 17 agosto in quanto il giorno 16 agosto cade di domenica.
L’importo da pagare ad ogni scadenza è dato dalla sorte capitale, a cui va sommata l’eventuale maggiorazione dovuta per differimento (0,40%), divisa per il numero delle rate, e dagli interessi relativi alla singola rata, da calcolare al tasso dello 0,5% mensile, presso gli sportelli delle banche, dei concessionari e delle agenzie postali.
Gli interessi devono essere corrisposti utilizzando, per ogni sezione del modello, l’apposita causale (API o CPI) e decorrono dal termine previsto per il versamento in via ordinaria dell’acconto e/o del saldo, eventualmente differito, che coincide con il termine di versamento della prima rata.
le causali CP, CPR, AP, APR devono quindi riguardare solo contributi;
la rateizzazione riguarda sia i contributi dovuti che la maggiorazione dello 0,40% nel caso in cui il versamento della prima rata sia effettuato dal 17 giugno al 16 luglio.
Il quadro “RR” del modello UNICO 2009
Il quadro “RR” del modello “UNICO 2009 persone fisiche” deve essere compilato, ai fini della determinazione dei contributi dovuti per l’anno 2008, sulla base dei redditi dichiarati per il medesimo anno, dai soggetti iscritti alle gestioni dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali (sezione I).
I liberi professionisti iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 si basano sulla circolare 13 del 28 gennaio 2009 per la determinazione della contribuzione dovuta mentre per la compilazione del quadro RR – sezione II devono di osservare le istruzioni contenute nel mod. Unico 2009.
In particolare, qualora dal quadro RR emergano debiti a titolo di contributi dovuti sul minimale di reddito ed il contribuente intenda regolarizzare la propria posizione tramite mod.F24, la codeline da riportare nel modello è sempre quella relativa ai predetti contributi sul minimale di reddito (codeline del titolare).
L’importo eventualmente risultante a credito dal quadro RR del modello UNICO 2009 può essere portato in compensazione nel modello di pagamento unificato F24.
Per effettuare la compensazione il contribuente compilerà uno o più righi di uno o più modelli F24 indicando la causale contributo AP o AF (artigiani) o CP o CF (commercianti), il codice sede, il codice INPS (17 caratteri) relativo alla riscossione dell’anno 2008, se il credito è evidenziato nella colonna 16 o 28 del quadro RR (credito dell’anno precedente) o dell’anno 2008, se il credito emerge dalla dichiarazione 2009 (i codici INPS sono rilevabili dai prospetti inviati unitamente ai modelli F24 dei predetti anni).
Andrà, quindi, indicato il periodo di riferimento (l’anno 2007 ovvero il 2008, secondo quanto appena evidenziato) e l’importo che si intende compensare.
(INPS, circolare n. n. 79 del 05.06.2009)
Per l’ipotesi di una polizza di assicurazione di puro rischio stipulata dalla società per l’amministratore ai fini fiscali, si distinguono due diversi casi in funzione del beneficiario.
Qualora sia beneficiario la stessa società (magari per tutelarsi da eventuali azioni di rivalsa che l’amministratore potrebbe esercitare a seguito di un danno subito per tale funzione svolta), allora il costo sostenuto, poichè è inerente all’attività dell’impresa, é deducibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap come spesa per prestazioni di servizi, secondo il criterio di competenza.
Viceversa, qualora la figura del beneficiario coincide con l’assicurato (amministratore), secondo parere di Dottrina, anche se la società sostiene l’onere per il rischio di morte o di infortuni ma a beneficiarne é lo stesso amministratore o i suoi eredi, il costo, per la società, è deducibile ai fini delle imposte sui redditi come spesa per prestazioni di lavoro e, pertanto non è deducibile ai fini Irap.
Infine, sempre secondo medesima Dottrina poiché il premio pagato costituisce, per l’amministratore, un compenso in natura, va tassato in busta paga come fringe benefit, per cui la società deve operare l’apposita ritenuta ed effettuare la relativa indicazione nel Modello CUD.
Sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme digitali e validazione temporale dei documenti informatici.
Le misure entreranno in vigore dal 03 dicembre 2009.
(Decreto del presidente del consiglio dei ministri 30.03.2009, in G.U. n. 129 del 06.06.2009)
6) Minimi: Codici tributo per gli acconti dell’imposta sostitutiva
Sono stati istituiti anche i codici tributo che i contribuenti minimi dovranno usare per versare, tramite modello F24, gli acconti dell’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali.
Si tratta dell’imposta (20%) che scelgono di applicare i soggetti minimi in virtù di quanto previsto dalla legge Finanziaria 2008, che ha introdotto il particolare regime fiscale per i piccoli imprenditori e professionisti.
In particolare, come viene precisato nella risoluzione n. 143/E del 08.06.2009, i codici tributo per il versamento degli acconti sono:
– 1798 imposta sostitutiva per i contribuenti minimi – acconto prima rata;
– 1799 imposta sostitutiva per i contribuenti minimi – acconto seconda rata o in unica soluzione.
Tali codici si aggiungono al codice 1800, istituito con la risoluzione n. 127/E del 25 maggio 2009 per il pagamento del saldo dell’imposta sostitutiva per i minimi.
Informa, ulteriormente, l’Agenzia delle Entrate che:
“Per i contribuenti minimi valgono – in materia di versamento – le regole Irpef. Ciò vuol dire che l’acconto deve essere versato:
– in unica soluzione entro il 30 novembre 2009, se l’importo dovuto è inferiore a 257,52 euro in due rate (40% entro il 16 giugno 2009, ovvero entro il 16 luglio 2009 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo; 60% entro il 30 novembre 2009), se l’importo dovuto è pari o superiore a 257,52 euro.
Le somme dovute prima rata di acconto (codice “1798”) possono essere versate in rate mensili, fino a novembre.
In tal caso, nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” dell’F24 va riportato il numero della rata nel formato “NNRR” (numero della rata in pagamento – numero complessivo di rate).
Nel campo andrà riportato il valore “0101” se il contribuente sceglierà di versare la prima rata di acconto in un’unica soluzione”.
Fondi immobiliari “ristretti”: Codice per imposta “sostitutiva”
E’ stato istituito, con la risoluzione n. 144/E del 08.06.2009, pure il codice per l’imposta, dovuta sulle plusvalenze da vendita di quote partecipative, da versare entro il prossimo 16 giugno.
Il codice tributo è il 1826 da utilizzare per versare, con l’F24, l’imposta sostitutiva del 20% sulle plusvalenze realizzate attraverso la cessione di quote di partecipazione in fondi immobiliari a ristretta base partecipativa e familiari.