Source: http://affarilegali.confintesa.it/wordpress/giurisprudenza-2/
Timestamp: 2018-03-23 10:51:14+00:00
Document Index: 154105687

Matched Legal Cases: ['sentenza\n', 'art. 1', 'art. 2087', 'sentenza\n', 'sentenza\n', 'art. 2087', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza\n', 'art. 28', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3']

Licenziamento. Società cooperative.
In tema di tutela del socio lavoratore di cooperativa, in caso d’impugnazione, da parte del socio, del recesso della cooperativa, la tutela risarcitoria non è inibita dall’omessa impugnazione della contestuale delibera di esclusione fondata sulle medesime ragioni, afferenti al rapporto di lavoro, mentre resta esclusa la tutela restitutoria. Leggi la sentenza
In tema di rapporto di lavoro subordinato avente ad oggetto l’insegnamento presso scuole private legalmente riconosciute, ai sensi dell’art. 1, commi 4 e 6 della L. 10 marzo 2000, n. 62, recante norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione, e degli artt. 3 e 6 della L. 19 gennaio
In tema di rapporto di lavoro subordinato, con riferimento alla tutela delle condizioni di lavoro, l’art. 2087 c.c. pone, in capo al datore di lavoro, un fondamentale dovere di prevenzione, che si estrinseca in un preciso obbligo di controllare che il lavoratore, nell’esercizio dell’attività lavorativa, osservi le prescrizioni datoriali concernenti l’esecuzione della prestazione in condizioni
Onere della prova. Mobbing
In materia di mobbing, ai fini della configurabilità della condotta lesiva del datore di lavoro rilevano specifici elementi, il cui accertamento costituisce un giudizio di fatto riservato al giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità se logicamente e congruamente motivato. Detti elementi sono: a) la molteplicità dei comportamenti a carattere persecutori o, illeciti
Licenziamento tramite email
Il licenziamento del lavoratore comminato con una missiva inviata via e-mail deve ritenersi perfettamente valido: la posta elettronica è idonea a integrare il requisito della comunicazione per iscritto previsto per il recesso datoriale dal rapporto di lavoro. Leggi la sentenza
Anche l’esercizio abusivo del potere disciplinare da parte del datore di lavoro, posto in essere con il fine di estromettere il dipendente dell’azienda, è un comportamento che può contribuire a realizzare un’ipotesi di mobbing. Leggi la sentenza
Lavoro subordinato. Malattia, infortuni, gravidanza e puerperio
In tema di responsabilità del datore di lavoro, alla stregua dell’art. 2087 c.c., non è ipotizzabile a carico dell’imprenditore un obbligo di sicurezza e prevenzione anche in relazione a condotte del dipendente che, pur non rientranti nella nozione di opinabilità e di abnormità, siano state poste in essere successivamente al compimento della prestazione lavorativa richiesta,
In tema di dequalificazione del lavoratore, il giudice del merito, con apprezzamento di fatto incensurabile in cassazione se adeguatamente motivato, può desumere l’esistenza del danno, determinandone anche l’entità in via equitativa, con processo logico-giuridico attinente alla formazione della prova, anche presuntiva, in base agli elementi di fatto relativi alla qualità e quantità della esperienza lavorativa
Contratto a termine – POSTE E TELEGRAFI
In tema di rispetto dell’art. 2, comma 1 bis, del D.Lgs. n. 368 del 2001, la percentuale del 15% ivi prevista è riferita all’intero organico aziendale; la norma fa esclusivo riferimento alla tipologia dell’impresa presso cui avviene l’assunzione e nulla dispone in relazione alla tipologia delle mansioni esercitate dai dipendenti ai fini della possibilità di assunzione a
In ordine al rifiuto della prestazione a seguito di adibizione a mansioni inferiori, il lavoratore non può rendersi totalmente inadempiente alla prestazione sospendendo ogni attività lavorativa, ove il datore di lavoro assolva a tutti gli altri propri obblighi (pagamento della retribuzione, copertura previdenziale ed assicurativa, assicurazione del posto di lavoro), potendo – una parte –
In tema di risarcimento del danno, il creditore che voglia ottenere, oltre il rimborso delle spese sostenute, anche i danni derivanti dalla perdita di chances che, come concreta ed effettiva occasione favorevole di conseguire un determinato bene, non costituisce una mera aspettativa di fatto ma una entità patrimoniale a sé stante, ha l’onere di provare,
Illegittimità del licenziamento e diritto alla reintegrazione
A seguito e per effetto della sentenza dichiarativa dell’illegittimità del licenziamento, sorge in capo al lavoratore il diritto alla reintegrazione e, contemporaneamente, il diritto di ottenere, in alternativa, l’indennità sostitutiva, esercitando la relativa opzione nel rispetto del termine di decadenza così come previsto dall’art. 18, comma 5, dello Statuto dei Lavoratori con riferimento alle due
La contestazione disciplinare deve essere caratterizzata da immediatezza anche nel caso di una condanna penale a carico del lavoratore. L’azione disciplinare esercitata un anno dopo il passaggio in giudicato della condanna penale non può essere riconosciuta come tempestiva e rende illegittimo il conseguente licenziamento. Anche se il criterio d’immediatezza va inteso in senso relativo, spetta
Lavoro subordinato a termine
Ai fini del riconoscimento della legittimità del contratto a tempo determinato, il rispetto della forma scritta, – prevista ad substantiam, onde insuscettibile di esser provata a mezzo testi – della clausola appositiva del termine presuppone l’avvenuta sottoscrizione del contratto stesso ad opera del lavoratore, ovviamente in momento antecedente o contestuale all’inizio del rapporto. Non è,
Illegittimità di interposizione di manodopera. Obbligo di retribuzione
In tema di interposizione di manodopera, ove ne venga accertata l’illegittimità e dichiarata l’esistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, l’omesso ripristino del rapporto di lavoro ad opera del committente determina l’obbligo di quest’ultimo di corrispondere le retribuzioni. Leggi la sentenza
Un ritardo notevole e non giustificato della contestazione dell’addebito posto alla base del licenziamento per giusta causa rappresenta una violazione del principio di buona fede e della volontà delle parti nell’attuazione del rapporto di lavoro. La dichiarazione giudiziale di illegittimità di un tale licenziamento disciplinare comporta perciò l’applicazione della sanzione dell’indennità come prevista dal quinto
Al fine di integrare gli estremi della condotta antisindacale di cui all’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, è sufficiente che tale comportamento leda oggettivamente gli interessi collettivi di cui sono portatrici le organizzazioni sindacali, non essendo necessario (ma neppure sufficiente) uno specifico intento lesivo da parte del datore di lavoro né nel caso di condotte
In tema di pari opportunità dei lavoratori, il giudice deve apprezzare incidentalmente la legittimità, ai fini della sua disapplicazione, della previsione di un’altezza minima, valutando in concreto la funzionalità del requisito richiesto rispetto alle mansioni, attraverso l’accertamento di quali siano le mansioni a cui il lavoratore interessato potrebbe essere addetto e se le stesse potrebbero
Licenziamento in genere. Periodo di prova
Per il licenziamento durante il periodo di prova non è richiesto per legge l’atto scritto. L’ art. 10 della legge n. 604 del 1966, prevede che le garanzie di cui alla stessa legge per il caso di licenziamento si applichino ai lavoratori in prova soltanto dal momento in cui l’assunzione diviene definitiva e, in ogni
Diritto del lavoratore all’integrità fisica
In tema di sicurezza sul lavoro, con riferimento ai lavori svolti in esecuzione di un contratto di appalto o di prestazione d’opera, il dovere di sicurezza è riferibile, oltre che al datore di lavoro (di regola l’appaltatore, destinatario delle disposizioni antinfortunistiche), anche al committente, con conseguente possibilità, in caso di infortunio, di intrecci di responsabilità,
Mutamento di mansioni. Onere della prova
In tema di risarcimento del danno non patrimoniale derivante da demansionamento e dequalificazione, il riconoscimento del diritto del lavoratore al risarcimento del danno professionale, biologico od esistenziale, non ricorre automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale e non può prescindere da una specifica allegazione, nel ricorso introduttivo del giudizio, dell’esistenza di un pregiudizio (di
In tema di infortuni sul lavoro, l’occasione di lavoro di cui all’art. 2 del T.U n. 1124 del 1965, non prevede necessariamente che l’infortunio avvenga durante lo svolgimento delle mansioni lavorative tipiche in ragione delle quali è stabilito l’obbligo assicurativo, essendo indennizzabile anche l’infortunio determinatosi nell’espletamento dell’attività lavorativa ad esse connessa, in relazione a rischio
In relazione all’efficacia dell’attività regolamentare della Cassa Forense all’interno del sistema delle fonti, a seguito dell’entrata in vigore degli art. 2, comma 1, del D.Lgs. n. 509 del 1994 e dell’art. 3, comma 12, della legge n. 335 del 1995, si rileva che il riconoscimento, operato dalla legge in favore del nuovo soggetto, dell’autonomia gestionale,
In tema di licenziamento per giusta causa, la condotta del lavoratore, che, in ottemperanza delle prescrizioni del medico curante, si sia allontanato dalla propria abitazione e abbia ripreso a compiere attività della vita privata, la cui gravosità non è comparabile a quella di una attività lavorativa piena, senza svolgere una ulteriore attività lavorativa, non è
Denuncia penale del lavoratore – Condotta disciplinarmente rilevante – Calunnia
MASSIMA La sola denuncia all’autorità giudiziaria di fatti astrattamente integranti ipotesi di reato non costituisce di per sé condotta disciplinarmente rilevante, tale da giustificare il licenziamento per giusta causa. Ipotesi diversa è quella in cui l’iniziativa del lavoratore sia stata strumentalmente presa nella consapevolezza della insussistenza del fatto o della assenza di responsabilità del datore.
MASSIMA: In tema di rapporto di lavoro subordinato, il principio secondo il quale, in tutti i casi in cui il comportamento sanzionatorio sia immediatamente percepibile dal lavoratore come illecito, perché contrario al c.d. minimo etico o a norme di rilevanza penale, non è necessario provvedere all’affissione del codice disciplinare, è estensibile ai casi di sanzioni
Subordinazione nel contratto a progetto
MASSIMA: Deve ritenersi che nel contratto a progetto ciò che viene essenzialmente in rilievo è che l’attività affidata si svolga in piena autonomia, in funzione di un risultato determinato e in coordinazione con l’organizzazione predisposta dal committente, anche sotto il profilo temporale, divenendo così l’obiettivo un fattore-chiave che giustifica l’autonomia gestionale del progetto o del
MASSIMA Qualora il datore di lavoro che occupi più di quindici dipendenti intenda effettuare, in conseguenza di una riduzione o trasformazione dell’attività di lavoro, almeno cinque licenziamenti nell’arco di 120 giorni (comportante l’osservanza delle procedure previste dalla L. n. 223 del 1991), resta irrilevante, ai fini della configurazione della fattispecie del licenziamento collettivo, che il