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Timestamp: 2020-04-06 06:44:35+00:00
Document Index: 177813875

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 469', 'art. 598', 'art. 129', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 613', 'sentenza ', 'art. 582', 'sentenza ', 'art. 63', 'art. 188', 'sentenza ', 'sentenza ']

impugnazioni | 23 Marzo 2020
Inammissibilità della sentenza predibattimentale di proscioglimento nel giudizio d’appello
Nel giudizio d’appello, non è consentito pronunciare sentenza predibattimentale di proscioglimento ai sensi dell’art. 469 c.p.p., «in quanto il combinato disposto degli art. 598, 599 e 601 c.p.p., non effettua alcun rinvio, esplicito o implicito, a tale disciplina, né la pronuncia predibattimentale può essere ammessa ai sensi dell’art. 129 c.p.p., poiché l’obbligo del giudice di dichiarare immediatamente la sussistenza di una causa di non punibilità presuppone un esercizio della giurisdizione con effettiva pienezza del contraddittorio».
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 10376/20; depositata il 20 marzo)
Mancata dichiarazione di estinzione per intervenuta prescrizione: è errore percettivo che legittima il ricorso straordinario
Se la prescrizione è già maturata al momento del ricorso per cassazione dichiarato infondato, deve essere dichiarata l’estinzione per intervenuta prescrizione; in caso contrario, la sentenza che nulla esprima al riguardo può essere oggetto di ricorso straordinario per cassazione per errore di fatto.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 10417/20; depositata il 20 marzo)
impugnazioni | 18 Marzo 2020
Inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente dell’imputato
Il ricorso per cassazione deve essere proposto ai sensi dell’art. 613, comma 1, c.p.p. dal difensore abilitato. Ai fini dell’ammissibilità dell’impugnazione presentata personalmente dall’imputato nessuna rilevanza può attribuirsi all’autentica della sottoscrizione da parte del difensore.
(Corte di Cassazione, sez. II Penale, ordinanza n. 10362/20; depositata il 17 marzo)
impugnazioni | 16 Marzo 2020
Incidente di esecuzione: domanda “meramente reiterativa”, inammissibilità d’ufficio in sede di legittimità
Quando l’inammissibilità della domanda - dichiarata dal giudice dell’esecuzione - costituisce motivo specifico di impugnazione, la Corte di Cassazione, ove ritenga fondato il ricorso, deve annullare - senza rinvio - il provvedimento impugnato in quanto pronunciato in assenza del potere del giudice di provvedere nel merito.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 9970/20; depositata il 13 marzo)
impugnazioni | 12 Marzo 2020
Rientra nei termini il deposito dell’impugnazione da parte del difensore presso il foro di appartenenza
Ai fini della tempestività della presentazione dell'impugnazione, ai sensi dell'art. 582, comma 2, c.p.p., non assume rilievo il periodo di tempo intercorrente tra il deposito dell'atto presso la cancelleria del giudice del luogo ove si trova l'impugnante ed il suo arrivo presso quella del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 9712/20; depositata l’11 marzo)
impugnazioni | 10 Marzo 2020
Le Sezioni Unite sul controllo di legittimità del giudice amministrativo
Non integra eccesso di potere per usurpazione della funzione amministrativa la decisione del Consiglio di Stato che, sull’impugnativa dell’aggiudicazione dell’affidamento in concessione dei lavori di costruzione e gestione di un’opera pubblica, rileva, anche se all’esito del procedimento di verificazione di cui all’art. 63, comma 4, c.p.a., quale vizio di quel provvedimento l’illegittimità, ai fini della giustificazione di una valutazione di maggiore convenienza e dell’attribuzione di maggior punteggio decisivo per l’aggiudicazione, dell’equiparazione ad un mancato utilizzo del contributo pubblico a fondo perduto della sua promessa di restituzione integrale, non assistita da valide garanzie o previsioni gestionali e contabili.
(Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, ordinanza n. 6691/20; depositata il 9 marzo)
impugnazioni | 04 Marzo 2020
Rideterminazione del trattamento punitivo al fine di adeguarlo alla sopravvenuta illegalità della pena
Il meccanismo di rinnovata negoziazione della pena per l’applicazione in sede esecutiva della continuazione o del concorso formale di cui all’art. 188 disp. att. c.p.p., non può rappresentare il modello processuale generale cui far riferimento per la rideterminazione del trattamento punitivo al fine di adeguarlo alla sopravvenuta illegalità della pena, «conseguente a pronuncia di incostituzionalità, essendo individuato dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite con esclusivo riferimento all’ipotesi che il titolo di condanna sia rappresentato da sentenza di patteggiamento».
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 8601/20; depositata il 3 marzo)
impugnazioni | 03 Marzo 2020
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