Source: http://www.quotidianolegale.it/compensi-amministratori-indeducibili-senza-specifica-delibera-assembleare/
Timestamp: 2017-09-23 20:02:39+00:00
Document Index: 89702258

Matched Legal Cases: ['art.109', 'sentenza ', 'art. 2389', 'art. 2630', 'art. 1', 'art. 2364', 'art. 2434', 'art. 2393', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.2389']

Compensi amministratori indeducibili senza specifica delibera assembleare. - Quotidiano LegaleQuotidiano Legale Senza unanimità deliberazione assembleare nulla se si ledono diritti esclusivi dei condomini
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Scritto da: Fulvio Graziotto Scritto il: novembre 29, 2016 In: Civile, Diritto Tributario, Dottrina, Giurisprudenza
I compensi agli amministratori vanno approvati in assemblea: la sola delibera di approvazione del bilancio, anche se include la posta relativa ai compensi degli amministratori, non è idonea a fissare la misura del compenso quando non sia stabilito nell’atto costitutivo.
Decisione: Ordinanza n. 11779/2016 Cassazione Civile – Sezione VI
La società ricorreva, e la Commissione Tributaria Regionale confermava l’annullamento degli avvisi di accertamento disposto in primo grado.
L’Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione, che accoglie il secondo motivo di ricorso con il quale l’Ufficio deduceva la violazione dell’art.109 D.P.R. n.917/86 e degli artt. 2364 e 2389 c.c., occorrendo ai fini della deducibilità dei compensi corrisposti agli amministratori di società un’apposita delibera assembleare.
Dopo aver ritenuto infondato il primo motivo di ricorso, il Collegio passa a esaminare il secondo, che ritiene fondato, e ricorda che per l’Ufficio «La sentenza impugnata era in ogni caso contrastante con i principi espressi da questa Corte- Cass. S.U. n.21933/2008, occorrendo ai fini della deducibilità dei compensi corrisposti agli amministratori di società un’apposita delibera assembleare».
La Suprema Corte condivide la tesi dell’Ufficio: «Questa Corte è ferma nel ritenere che qualora la determinazione della misura del compenso degli amministratori di società di capitali, ai sensi dell’art. 2389, primo comma cod. civ., non sia stabilita nell’atto costitutivo, è necessaria un’esplicita delibera assembleare, che non può considerarsi implicita in quella di approvazione del bilancio, posto che: a)la natura imperativa e inderogabile della previsione normativa, discendente dall’essere la disciplina del funzionamento delle società dettata, anche, nell’interesse pubblico al regolare svolgimento dell’attività economica, oltre che dalla previsione come delitto della percezione di compensi non previamente deliberati dall’assemblea (art. 2630, secondo comma cod. civ., abrogato dall’art. 1 del d.lgs. 11 aprile 2002, n. 61); b) la distinta previsione della delibera di approvazione del bilancio e di quella di determinazione dei compensi (art. 2364 n. 1 e 3 cod. civ); c)la mancata liberazione degli amministratori dalla responsabilità di gestione, nel caso di approvazione del bilancio (art. 2434 cod. civ.); d)il diretto contrasto delle delibere tacite ed implicite con le regole di formazione della volontà della società (art. 2393, secondo comma, cod. civ.)».
Il Collegio così argomenta, richiamando precedenti pronunce: «Conseguentemente, l’approvazione in sé del bilancio, pur se contenente la posta relativa ai compensi degli amministratori, non è idonea ai predetti fini, salvo che un’assemblea convocata solo per l’approvazione del bilancio, essendo totalitaria, non abbia espressamente discusso e approvato la proposta di determinazione dei compensi degli amministratori -cfr. Cass. n.20265/2013 ;Cass.n. 22761/2014; Cass.n.17673/2013;Cass. sez. un., 29 agosto 2008, n. 21933; Cass.n.28243/2005.».
La Cassazione richiama anche le motivazioni di altra sentenza riguardo all’applicabilità della disciplina anche alle SRL: «Tali principi, ribaditi di recente da Cass.n. 5349/2014, che ha pure sottolineato come la necessità della preventiva delibera assembleare è funzionale alla certezza del costo, sono stati ulteriormente confermati da questa Corte con la sentenza n.21953/2015, esaminando incidentalmente, con motivazioni che devono intendersi qui integralmente richiamate, la questione circa l’applicabilità della disciplina codicistica (art.2389 c.c.) in tema di compensi degli amministratori di società di capitali agli amministratori di s.r.l. anche in seguito alla riforma del diritto societario conseguente al d.lgs.n.6/2003 che non pare potersi escludere anche in assenza di esplicito richiamo alla disciplina in tema di spa, risultando peraltro dallo stesso statuto societario (p.19) la competenza assembleare a decidere i compensi all’amministratore, per come rilevato dai verificatori e non contraddetto dalla società contribuente nel controricorso».
Decidendo sul caso concreto, il Collegio accoglie il secondo motivo di ricorso e rinvia ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale per l’accertamento nel merito, perché il giudice di appello ha deciso «senza tuttavia verificare non solo che la questione fosse stata esaminata in sede di approvazione del bilancio, ma anche l’esistenza di un’approvazione specifica della proposta di determinazione dei compensi agli amministratori».
Per la Suprema Corte, in assenza di determinazione dei compensi nell’atto costitutivo, la delibera di approvazione dei compensi deve essere esplicita, non bastando a tal fine quella di approvazione del bilancio dal quale risultano i compensi.
b) relativamente ai contratti di associazione in partecipazione ed a quelli di cui all’articolo 2554 del codice civile allorchè sia previsto un apporto diverso da quello di opere e servizi.
Scritto da: Fulvio Graziotto il 29 novembre 2016.
IL CNF HA INVIATO AL MINISTRO CANCELLIERI LA PROPOSTA PER COMPENSI EQUI E PER FACILITARE L’ORIENTAMENTO DEI CITTADINI.