Source: https://acromagna.forumattivo.it/t513-notifica-nulla-se-eseguita-presso-la-cancelleria-anziche-alla-pec-del-destinatario
Timestamp: 2020-07-02 18:52:02+00:00
Document Index: 10144327

Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 52', 'art. 366', 'art. 6', 'art. 82', 'sentenza ', 'art. 327', 'sentenza ']

Luca Ricci il Dom Gen 28, 2018 11:46 pm
Cassazione Civile, sez. VI-3, ordinanza 14/12/2017 n° 30139
La notifica in proprio tramite PEC, così come disciplinata dalla L. 53/94, nata come modalità alternativa e, soprattutto, facoltativa a quella tradizionale, è divenuta, in alcuni casi, obbligatoria al punto che, ove effettuata in modalità diversa, deve intendersi nulla; ciò a seguito dell’entrata in vigore del c.d. “domicilio digitale” ex articolo 16 sexies D.L. n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012, introdotto dal D.L. n. 90 del 2014, art. 52, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 114 del 2014.
Decreto Legge n. 179/12
(introdotto dall’art. 52 del Decreto Legge n. 90/14)
“Salvo quanto previsto dall'articolo 366 del codice di procedura civile, quando la legge prevede che le notificazioni degli atti in materia civile al difensore siano eseguite, ad istanza di parte, presso la cancelleria dell'ufficio giudiziario, alla notificazione con le predette modalità può procedersi esclusivamente quando non sia possibile, per causa imputabile al destinatario, la notificazione presso l'indirizzo di posta elettronica certificata, risultante dagli elenchi di cui all'articolo 6-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nonchè dal registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal ministero della giustizia.”.
Proprio in virtù dell’entrata in vigore della trascritta disposizione, se il destinatario della notifica non ha eletto domicilio nel comune in cui ha sede l'ufficio giudiziario innanzi al quale si svolge il procedimento, non è più possibile procedere, ai sensi dell’articolo 82 del R.D. 22 gennaio 1934, n. 37, alle comunicazioni o alle notificazioni presso la cancelleria in quanto, in tale ipotesi, il difensore dovrà notificare il proprio atto alla PEC del destinatario risultante dai pubblici elenchi e quindi da INIPEC o dal REGINDE e potrà procedere alla notifica in cancelleria solo se l'indirizzo di posta elettronica certificata non risulti accessibile per cause imputabili al destinatario.
Nel caso di specie il ricorrente denuncia la violazione e/o la falsa applicazione dell’articolo 52 del decreto legge 25 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, in riferimento alla legge n. 183 del 2011, articolo 25, e all'articolo 141 c.p.c., per aver il Tribunale di Torre Annunziata erroneamente ritenuto valida la notificazione dell'atto di appello avvenuta, ai sensi dell'articolo 82 del R.D. 22 gennaio 1934, n. 37, presso la cancelleria del Giudice di Pace di Torre Annunziata essendo il relativo difensore domiciliatario patrocinante extra districtum, e non presso l'indirizzo PEC di detto difensore o quello della stessa società, risultanti, rispettivamente, dal ReGIndE e dall'INIPEC, come imposto in forza del citato articolo 52 D.L. 90/14.
La Suprema Corte, nell’ordinanza in commento, senza esitazione alcuna, dopo attenta e precisa ricostruzione normativa, ritiene fondato il ricorso in quanto, “…l’articolo 16 sexies D.L. n. 179 del 2012, dalla sua entrata in vigore, nell'ambito della giurisdizione civile (e fatto salvo quanto disposto dall'art. 366 c.p.c., per il giudizio di cassazione), impone alle parti la notificazione dei propri atti presso l'indirizzo PEC risultante dagli elenchi INI PEC di cui al D.Lgs. n. 82 del 2005, art. 6 bis, (codice dell'amministrazione digitale) ovvero presso il ReGIndE, di cui al D.M. n. 44 del 2011, gestito dal Ministero della giustizia, escludendo che tale notificazione possa avvenire presso la cancelleria dell'ufficio giudiziario, salvo nei casi di impossibilità a procedersi a mezzo PEC, per causa da addebitarsi al destinatario della notificazione …”; aggiunge poi che “la norma in esame non solo depotenzia la portata dell'elezione di domicilio fisico, la cui eventuale inefficacia (ad es., per mutamento di indirizzo non comunicato) non consentirà, pertanto, la notificazione dell'atto in cancelleria, ma pur sempre e necessariamente alla PEC del difensore domiciliatario (salvo l'impossibilità per causa al medesimo imputabile), ma, al contempo, svuota di efficacia prescrittiva anche il R.D. n. 37 del 1934, art. 82, posto che, stante l'obbligo di notificazione tramite PEC presso gli elenchi/registri normativamente indicati, potrà avere un rilievo unicamente in caso, per l'appunto, di mancata notificazione via PEC per causa imputabile al destinatario della stessa, quale localizzazione dell'ufficio giudiziario presso il quale operare la notificazione in cancelleria…”.
Il Collegio, applica e fa proprio il principio di diritto formulato, dalla medesima Corte, Sezione Terza, con la decisione n. 17048 del 11 luglio 2017 ove veniva dichiarata la nullità della notifica della sentenza d’appello eseguita presso la cancelleria della Corte d'Appello posto che la stessa doveva essere notificata alla PEC del destinatario risultante dal REGINDE o da INIPEC cui seguiva l'inidoneità della stessa a far decorrere il termine di impugnazione di cui all'articolo 325 del codice di procedura civile, con la conseguenza che il ricorso proposto dalla ricorrente prima della scadenza del termine "lungo" previsto dall'art. 327 cod. proc. civ. veniva considerato tempestivo.
Nel caso di specie, la Cassazione ritiene, quindi, nulla la notifica dell’appello effettuata presso la cancelleria del Giudice di Pace; spiega poi che non può dichiararsi, della medesima, l’inesistenza posto che “quest'ultima sarebbe configurabile, oltre che in caso di totale mancanza materiale dell'atto, nelle sole ipotesi in cui venga posta in essere un'attività priva degli elementi costitutivi essenziali idonei a rendere riconoscibile un atto quale notificazione, ricadendo ogni altra ipotesi di difformità dal modello legale, tra cui, in particolare, i vizi relativi all'individuazione del luogo di esecuzione, nella categoria della nullità…” così come già in precedenza statuito dalla Suprema Corte con le decisioni n. 14916/2016 e n. 21865/2016 delle quali la prima pronunciata a Sezioni Unite.
Il ricorso viene quindi accolto e la sentenza impugnata cassata con rinvio al Tribunale di Torre Annunziata, quale giudice di appello, al fine di provvedere alla rinnovazione della notificazione del gravame.
Ordinanza 14 dicembre 2017, n. 30139