Source: http://www.comune.campegine.re.it/Sezione.jsp?titolo=Commercio%20al%20dettaglio%20su%20aree%20private&idSezione=116
Timestamp: 2018-01-24 01:33:29+00:00
Document Index: 87949551

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 76', 'art. 19', 'art. 71', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 71', 'art. 6', 'art. 12']

Commercio al dettaglio su aree private - COMUNE DI CAMPEGINE
Sei qui: Home Page | SERVIZI | Attività produttive | Commercio | Commercio al dettaglio su aree private
COMMERCIO AL DETTAGLIO SU AREA PRIVATA
Comunicazione di apertura, subingresso, variazioni e cessazione attività
Per “esercizio di vicinato” si intende l’esercizio commerciale la cui superficie di vendita può raggiungere al massimo 150 mq., nei Comuni con popolazione residente inferiore ai 10.000 abitanti.
Per superficie di vendita si intende l’area destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi, scaffalature e simili, con esclusione dei magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi.
L’attività commerciale può essere esercitata – previa presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) - con riferimento ai seguenti settori merceologici:
1) alimentare
2) non alimentare
All’interno di ogni settore merceologico vi è la possibilità di vendere tutti i prodotti appartenenti al medesimo, fermo restando i requisiti igienico-sanitari..
Nel caso di vendita di prodotti alimentari, contestualmente alla SCIA, deve essere presentata alla competente Azienda USL la Notifica ai fini della registrazione delle imprese alimentari prevista dalla Delibera Giunta Regionale n. 970 del 02.07.2007 e dalla Determinazione Dirigenziale n. 9223 del 01.08.2008 del Responsabile Servizio Veterinario ed Igiene degli alimenti della Regione Emilia Romagna.
Nel caso si intenda esercitare anche il commercio di farmaci che possono essere venduti senza obbligo di prescrizione medica (prodotti parafarmaceutici di cui alla L. n. 248/2006) occorre presentare la comunicazione al Ministero della Salute, alla Regione ed al Comune in cui ha sede l’esercizio. Tale vendita è consentita nel rispetto della L. 248/2006 (Decreto Bersani) e delle disposizioni impartite dal Ministero della Salute con Circolare n. 3/2006, nell’ambito di un apposito reparto, alla presenza e con l’assistenza personale e diretta al cliente di uno o più farmacisti abilitati all’esercizio della professione ed iscritti al relativo Ordine.
D. Lgs.vo 31 marzo 1988 n. 114 “Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della Legge 15 marzo 1997 n. 59”
L.R. 5 luglio 1999 n. 14 “Norme per la disciplina del commercio in sede fissa in attuazione del D. Lgs.vo n. 114/98 e sue successive modifiche ed integrazioni
L.R. 26 luglio 2003 n. 14 “Disciplina dell’esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande” articolo 6, comma 2/a
Delibera Giunta Regionale Emilia-Romagna 22 settembre 2003 n. 1825 “Fissazione dei requisiti ai fini dell’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande ai sensi dell’art. 6, commi 2 e 4 della L.R. n. 14/2003”
D. Lgs.vo 26 marzo 2010 n. 59 “Attuazione della Direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi del mercato interno”
La SCIA – corredata dagli allegati richiesti - relativa a:
A - apertura (nuovo esercizio / concentrazione)
B - subingresso
C - variazioni (trasferimento di sede/ampliamento e riduzione di superficie di vendita/ variazione settore merceologico)
D - cessazione
deve essere presentata allo Sportello Unico Attività Produttive in triplice copia, firmate in originale dal Titolare dell’Impresa Individuale o dal Legale Rappresentane della Società, utilizzando l’apposito modello.
Eventuali interventi edilizi da realizzarsi nei locali destinati all’esercizio dell’attività di vendita devono essere effettuati ed ultimati prima della presentazione della medesima
I locali devono altresì essere in possesso del relativo certificato di agibilità.
La ricevuta di presentazione rilasciata consente alla di poter iniziare immediatamente l’attività.
Le dichiarazioni false, la falsità negli atti e l’uso di atti falsi comportano l’applicazione delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del D.P.R. 28/12/2000 n. 445 e delle pene previste dall’art. 19 – comma 6 – della L. n. 241/90 e s.s.m.i. (reclusione da 1 a 3 anni) ove il fatto non costituisca più grave reato.
A) Morali
di cui all’art. 71 del D. Lgs.vo n. 59/2010 e all’art. 10 della L. 575/65 e sue successive modifiche ed integrazioni (cosiddetta “normativa antimafia”) da autocertificare da parte del Titolare/Legale Rappresentante, Soci ed Amministratori indicati all’art. 2 del D.P.R. 3 giugno 1998 n. 252 e precisamente in caso di Snc: tutti i soci - S.a.s.: i soci accomandatari - Società di Capitali (SpA, Srl): tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione.
B) Professionali
in caso di vendita dei prodotti del settore merceologico alimentare – di cui all’art. 71 - comma 6 – del D. Lgs.vo 59/2010 – dell’art. 6 della L.R. N. 14/2003 e Delibera G.R. n. 1825/2003:
1) iscrizione al REC (Registro Esercenti il Commercio di cui alla L. 426/71) per uno dei gruppi merceologici individutati dall’art. 12, comma 2, lettere a), b), e c) del D.M. 375/88 (tabelle merceologiche I-II-III-IV-V-VI-VII-VIII) o per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande ovvero iscrizione nella sezione speciale del medesimo registro per la gestione di impresa turistica (V.di Risoluzione Ministeriale n. 61559 del 31.05.2010) , salva cancellazione dal medesimo registro;
2) aver frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio relativo al settore merceologico alimentare/somministrazione alimenti e bevande istituito o riconosciuto dalla Regione o dalle Province autonome di Trento e Bolzano ovvero essere in possesso di un diploma di Istituto Secondario o Universitario attinente l’attività di preparazione e somministrazione di bevande e alimenti;
3) esperienza lavorativa (aver esercitato in proprio, per almeno due anni anche non continuativi nell’ultimo quinquennio, l’attività di vendita di prodotti del settore alimentare o somministrazione di alimenti e bevande – avere prestato la propria opera, per almeno due anni anche non continuativi nell’ultimo quinquennio, presso imprese esercenti l’attività nel settore alimentare, in qualità di dipendente qualificato addetto alla vendita o all’amministrazione o alla preparazione degli alimenti o, se trattasi di coniuge o parente o affine – entro il terzo grado dell’imprenditore – in qualità di coadiutore familiare, comprovata dall’iscrizione all’INPS)
Notifica imprese alimentari A1 (97,21 Kb)
SCIA (76,83 Kb)