Source: http://www.conord.eu/index.php/quesiti/632-acquisizione-di-lavori-beni-e-servizi
Timestamp: 2019-12-15 18:42:39+00:00
Document Index: 11318882

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 33', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 125', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 9', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1']

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Acquisizione di lavori, beni e servizi
Premesso che l’art. 9 comma 4 del Decreto Legge 24.04.2014 n. 66” Misure Urgenti per la competitività e la giustizia sociale” ha riformulato il comma 3 bis dell’art. 33 del Codice Contratti “ nei seguenti termini:
I Comuni non capoluogo di provincia procedono all’acquisizione di lavori, beni e servizi nell’ambito dell’Unione
dei comuni di cui all’art. 32 del Decreto Legislativo del 15 agosto 2000 n. 267, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici, ovvero ricorrendo ad un soggetto aggregatore o alle province, ai sensi della Legge 7 aprile 2014 n. 56. In alternativa gli stessi Comuni possono effettuare i propri acquisti attraverso strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip S.P.A. o da altro soggetto aggregatore di riferimento”.
Il Comune pone i seguenti quesiti:
1) E’ corretto interpretare la norma sopracitata nel senso che tutti i Comuni non di capoluogo non possono più procedere autonomamente in economia mediante amministrazione diretta per acquisizione di lavori, di beni, servizi e forniture di valore inferiore a 40 mila euro ( come era invece previsto all’art. 1 comma 343 della Legge di Stabilità 2014)?
2) Si può in conseguenza di ciò procedere ugualmente all’applicazione dell’art. 125 comma 8 e comma 11 secondo periodo del Decreto Legislativo n. 163/2006 senza usufruire delle centrali di committenza o dei soggetti aggregatori?
3) Il primo comma dell’art. 33 del Decreto Legislativo n. 163/2006 recita che “le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori possono acquisire lavori, servizi e forniture, facendo ricorso a centrali di committenza, anche associandosi o consorziandosi”.
Leggendo il 1^ comma insieme al comma 3 bis dell’art. 33 così come modificato dall’art .9 comma 4 del D.L. n. 66 del 24.04.2014, questo Comune pone la seguente domanda: E’ un obbligo o una facoltà per tutti i Comuni non di capoluogo ricorrere a modelli di gestione aggregata (Unioni dei Comuni, accordo consortile, soggetto aggregatore e province) per l’acquisizione di lavori, beni e servizi, indipendentemente dalla loro tipologia, dal loro valore e dagli importi ( siano essi di rilevanza comunitaria che sotto soglia comunitaria) non effettuabili mediante Consip o mercato elettronico?
4) La norma di cui all’art. 9 comma 3 bis dell’art. 33 del Codice dei Contratti trova applicazione già dal 24 aprile 2014 o viene differita al 1° luglio 2014 a causa del combinato disposto con l’art. 3 comma 1 bis della Legge n. 15/2014?
Le nuove disposizioni contenute nel DL 66 sull’obbligo di acquisto accentrato da parte degli Enti Locali sono alquanto controverse e di interpretazione non univoca.
Il principio che il legislatore ha voluto precisare è che l’acquisizione di lavori, beni e servizi deve avvenire nell’ambito degli strumenti elettronici di acquisto o in alternativa mediante l’acquisto accentrato.
Rispetto alla previgente normativa, oltre ad ampliare l’elenco dei soggetti obbligati (tutti i comuni non capoluogo di provincia), viene introdotto un obbligo generalizzato senza distinzione di categorie merceologiche ed importi. In relazione agli importi, inoltre, sparisce l’esclusione per gli acquisti in economia mediante amministrazione diretta e per gli affidamenti diretti sottosoglia.
Si deve tuttavia ricordare che, il ricorso a strumenti elettronici è comunque obbligatorio, già da tempo, ai sensi dell’art. 1 comma 450 della legge 296/2006 che disponeva appunto l’obbligo del ricorso al mercato elettronico ovvero al sistema telematico messo a disposizione dalla centrale regionale di riferimento.
L’obbligo del ricorso agli acquisti accentrati o in alternativa al mercato tuttavia si applica alle procedure per le quali viene effettuata una selezione. Infatti sia la Corte dei Conti che l’AVCP hanno escluso dall’obbligo l’amministrazione diretta in quanto “…sistema di acquisto ontologicamente estraneo al mercato, costituendo una modalità di “autoproduzione” dei lavori, servizi e forniture (Deliberazione AVCP n.22/2008)” analogo principio è stato sostenuto dalla Corte dei Conti per quanto concerne gli affidamenti diretti.
Pertanto nel caso in cui non possa essere utilizzata una delle succitate modalità sarà necessario ricorrere alla centrale unica di committenza ovvero agli strumenti del mercato elettronico.
Si deve ulteriormente ricordare che gli strumenti del mercato elettronico possono essere utilizzati anche nel caso di affidamento diretto poiché è sempre possibile effettuare una RDO (richiesta di offerta) anche per lavori, beni o servizi non già presenti a catalogo.
Alla luce delle riflessioni sopra riportate ed in riferimento ai quesiti esposti si ritiene che:
- è ancora possibile procedere autonomamente a procedure in economia mediante amministrazione diretta per acquisizione di lavori, di beni, servizi e forniture di valore inferiore a 40 mila euro, a tal fine utilizzando il mercato elettronico (ad esempio RDO all’interno del MEPA);
- Il ricorso agli acquisti accentrati o in alternativa al mercato elettronico deve considerarsi obbligatorio.
- In relazione alla decorrenza dell’obbligo potrebbe ipotizzarsi una decorrenza dal primo di luglio 2014 in presenza del differimento di cui all'art. 3, comma 1 - bis, legge n. 15 del 2014). Tuttavia, come sopra ricordato, il ricorso a strumenti elettronici è comunque obbligatorio, già da tempo, ai sensi dell’art. 1 comma 450 della legge 296/2006, al contrario il ricorso agli acquisti accentrati non è concretamente attuabile nell’immediato.