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Timestamp: 2020-08-14 20:17:25+00:00
Document Index: 72367270

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 70']

Ricorso concorso Inps (a 365 posti di analista bandito nel 2017), Tar Lazio sentenza n. 1206 1 febbraio 2018 sul requisito di partecipazione del possesso della certificazione della conoscenza della lingua inglese secondo il Livello B2 del QCE | Sentenze
Scritto il Febbraio 3, 2018 da sentenze
Concorso Inps e requisito della certificazione B2 per l’inglese, Tar Lazio sentenza n. 1206 1 febbraio 2018 respinge il ricorso:
Non è illegittima per irragionevolezza o illogicità la disposizione del bando relativo al concorso pubblico a 365 posti di analista di processo-consulente professionale nei ruoli del personale dell’INPS, area C, posizione economica C1, che prevede il requisito della conoscenza della lingua inglese come requisito di partecipazione e secondo il Livello B2 del QCE, perché l’Istituto ha scelto, in relazione al particolare profilo per cui ha bandito il concorso, di prevederlo come requisito di partecipazione, in tale opzione sostenuto dalla lettera dell’art. 17, comma 1 lett. e) della legge delega n. 124 del 2015*.
[* Infatti la legge di delega n. 124 del 7 agosto 2015, all’art. 17 stabilisce che i provvedimenti di riordino della disciplina in materia di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni tra le altre possano recare: “comma 1, lett. e): previsione dell’accertamento della conoscenza della lingua inglese e di altre lingue, quale requisito di partecipazione al concorso o titolo di merito valutabile dalle commissioni giudicatrici, secondo modalità definite dal bando anche in relazione ai posti da coprire” ed in attuazione di detta previsione è stato appunto adottato il d.lgs. 25 maggio 2017, n. 75 che ha modificato il testo dell’art. 37 del d.lgs. n. 165/2001.]
“E tanto ha effettuato con la determinazione istitutiva del profilo messo a concorso la n. 156 del 2017 – si insiste successiva al quadro normativo sopra delineato** – e stante il cui paragrafo dedicato alle “Modalità di accesso” era previsto che “E’ altresì richiesta la conoscenza approfondita della lingua inglese certificata dagli istituti legalmente riconosciuti, pari almeno al livello B2 nonché la piena conoscenza dei principali applicativi informatici”.
[** E’ bene porre in rilievo che sia il bando di concorso adottato in data 7 novembre 2017, sia la determina istitutiva del profilo di “Analista del processo – consulente professionale” che è del 17 ottobre 2017, sia ancora la modifica al Regolamento dell’Istituto recante la disciplina delle procedure di reclutamento per l’assunzione del personale INPS che è del 7 novembre 2017, sono tutti successivi alla modifica recata al d.lgs. n. 165 dalla cd. Riforma Madia adottata, in virtù della legge delega n. 124 del 2015, con d.lgs. 25 maggio 2017, n. 75.
La norma in questione – l’art. 37 del d.lgs. n. 165/20011 – stabiliva che “A decorrere dal 1° gennaio 2000 i bandi di concorso per l’accesso alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, prevedono l’accertamento della conoscenza dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse e di almeno una lingua straniera.”.
Il ridetto d.lgs. 25 maggio 2017, n. 75 lo ha modificato ed il tenore della norma attualmente è il seguente: “A decorrere dal 1° gennaio 2000 i bandi di concorso per l’accesso alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, prevedono l’accertamento della conoscenza dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse e della lingua inglese,…”, laddove dunque l’espressione “almeno una lingua straniera” è stata sostituita dalla più stringente “della lingua inglese”.]
Né in tale espressa previsione quale modalità di ammissione al concorso è dato rinvenire alcuna irrazionalità, dal momento che nel paragrafo della determinazione n. 156/2017 dedicato alla “Descrizione delle competenze” si chiarisce in maniera dettagliata che “In considerazione della conoscenza della lingua inglese richiesta, – la figura professionale – è in grado di svolgere funzioni di operatore internazionale, assicurando, attraverso il pieno utilizzo delle apposite procedure informatiche, l’erogazione di prestazioni nei confronti di utenza di diversa nazionalità”.
Risulta di tutta evidenza che ai fini dell’ingresso in tale figura professionale di nuova istituzione non era sufficiente l’ “accertamento” della conoscenza della lingua inglese comunque predicato dall’art. 37/d.lgs. n. 165 nella versione modificata con il d.lgs. n. 75/2017 a fattor comune per tutte le figure professionali della pubblica amministrazione, ma era necessario, trattandosi di una figura specialistica, che la conoscenza della lingua inglese di un certo livello fosse individuato come requisito di partecipazione, essendone in ciò consentito l’Istituto dall’art. 17, comma 1 lett. e) della legge n. 124 del 2015.
E tale norma primaria unitamente alla descrizione del profilo neoistituito impediscono di valorizzare l’aspetto delle censure con cui parte ricorrente pone in risalto la contraddittorietà nell’operato dell’amministrazione, laddove il requisito del possesso della certificazione che dimostra la conoscenza della lingua inglese è stato posto sia come criterio di ammissione sia come criterio preferenziale.
Tale interpretazione, infatti, da un lato contrasta con la lettera dell’art. 8 del bando che prevede la valutazione dei titoli, laddove questi ovviamente sono valutati nella misura in cui siano posseduti anche in più di uno di essi e pure in ordine alla conoscenza della lingua inglese; e dall’altro contrasta con la specificità del profilo istituito dalla determinazione n. 156 del 2017 laddove nella descrizione delle competenze vengono poste in rilievo le “funzioni di operatore internazionale” che può dovere erogare “prestazioni nei confronti di utenza di diversa nazionalità”.
Né in conclusione può dirsi che gli interessati non siano stati messi per tempo in condizione di conoscere tale specifico requisito di ammissione perché la determinazione n. 163 del 7 novembre 2017 di indizione del concorso recava esplicitamente nelle premesse sia il riferimento alla determinazione n. 156 del 17 ottobre 2017 istitutiva del profilo professionale in questione e che prevedeva il detto requisito di “accesso”; e recava altresì la espressa citazione del Regolamento delle procedure di reclutamento dell’INPS di cui alla determinazione n. 162 del 7 novembre 2017 che faceva chiaramente riferimento alla norma che consente ai vari ordinamenti di adottare propri regolamenti di reclutamento e cioè all’art. 70, comma 13 del d.lgs. n. 165 del 2001, come ha effettuato l’Istituto prima di bandire il concorso con la determinazione appunto n. 162 ora citata.
La superiore osservazione consente pure di ritenere priva di solidità la contestazione circa il difetto di motivazione della determinazione di stabilire come requisito di accesso il possesso della certificazione di conoscenza della lingua inglese secondo il livello B2 del QCE, dal momento che risultano indimostrate sia il dedotto vizio della motivazione in maniera assoluta, sia la irragionevolezza, la illogicità e la contraddittorietà in misura manifesta, in ordine alla relativa disposizione del bando di concorso, figure sintomatiche dell’eccesso di potere attraverso le quali unicamente possono essere sindacate in sede di legittimità le scelte discrezionali dell’amministrazione, come da giurisprudenza sull’argomento: cfr. Cons. Stato, Sez. V, 13 gennaio 2014, n. 75, in particolare sul titolo di studio di un certo tipo nelle previsioni di concorso: Cons. Stato Sez. V, 27 marzo 2013, n. 1814.”
Vedi anche sulla stessa questione:
Autocertificazione titoli, Consiglio di Stato in materia di valutazione titoli nei concorsi pubblici: dichiarazione sostitutiva di certificazione ed integrazione documentale
sent. n. 1206/2018
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