Source: https://issuu.com/albo-autotrasporto/docs/tir-146-x-sito
Timestamp: 2018-03-23 00:00:24+00:00
Document Index: 147597318

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 17', 'art.1', 'art.33', 'art.13', 'art. 13', 'e contrario', 'art. 3', 'art. 3', 'art.11', 'art.7', 'art.7', 'art.7', 'art. 10', 'art. 8', 'art.8', 'art. 46', 'art. 15']

TIR 146_2012_02 by Rivista Tir - issuu
Una ricerca dell’Albo
ARANZIA FONDO DI G
1 Anche il 201 è da record
· n.146 Febbraio 2012
OMICA GUIDA ECON
Il Governo risponde alle richieste dell’autotrasporto DCOOS3417 NAZ/278/2008
CONFERMATE LE RISORSE FINANZIARIE PER IL SETTORE, STABILITO IL RECUPERO DELLE ACCISE OGNI TRE MESI. DIBATTITO APERTO SU SISTRI, DIVIETI DI CIRCOLAZIONE E ACCESSO ALLA PROFESSIONE
ANNO XII NÂ° 146 - Febbraio 2012 COMITATO SCIENTIFICO PRESIDENTE Bruno Amoroso VICEPRESIDENTI Gabriella Gamba, Francesco Del Boca COMPONENTI Marco Cattabiani, Daniele Caffi, Stefania Cippitelli, Giuseppina Della Pepa, Silvio Faggi, Carolina Galasso, Maurizio Longo, Alessandro Massarelli, Paolo Melfa, Olga Eugenia Pegoraro, Isabella Pini Ferrari, Roberto Sgalla, Enzo Solaro, Mario Troisi
difficoltĂ , a volte anche sulle polemiche politiche e sindacali. Ma si rischia di perdere di vista un fattore importantissimo: a muovere i camion su e giĂš per lâ&#x20AC;&#x2122;Italia e per lâ&#x20AC;&#x2122;Europa, a caricare e consegnare la fetta piĂš consistente
STAMPA Arti Grafiche Boccia Spa - Salerno EDITORE Comitato Centrale per lâ&#x20AC;&#x2122;Albo Nazionale degli Autotrasportatori di Cose per Conto di Terzi Registrazione del Tribunale di Roma nÂ° 547 del 18/11/98
NZIA FONDO DI GARA
Anche il 2011 Ă¨ da record
Il Governo risponde alle richieste dellâ&#x20AC;&#x2122;autotrasporto   
CONFERMATE LE RISORSE FINANZIARIE PER IL SETTORE, STABILITO IL RECUPERO DELLE ACCISE OGNI TRE MESI. DIBATTITO APERTO SU SISTRI E DIVIETI DI CIRCOLAZIONE
cooperative, comunitĂ di cittadini accomunate da un mestiere che non Ă¨ solo fatica, ma spesso anche passione, competenza, eccellenza. A ricordarci il carico umano di questa professione sono arrivati, purtroppo, due tragici episodi che, pur nella loro diversitĂ , hanno messo in primo piano il fattore umano dellâ&#x20AC;&#x2122;autotrasporto. Il primo ha riguardato le giornate della protesta. Massimo Crepaldi, un autista astigiano, Ă¨ morto il 24 gennaio mentre stava partecipando a un presidio nei pressi della sua cittĂ , travolto da una collega
Un mondo di passione e fatica tedesca. Un episodio la cui esatta dinamica sarĂ stabilita da un processo, ma che comunque lascia sgomento lâ&#x20AC;&#x2122;intero autotrasporto italiano. Il secondo caso si Ă¨ verificato proprio mentre questo numero di TIR stava per essere dato alle stampe, dopo i disagi causati dalla neve a tutta lâ&#x20AC;&#x2122;Italia e in particolare allâ&#x20AC;&#x2122;autotrasporto, con la morte di un camionista bolognese di sessantotto anni trovato privo di vita nella cabina del suo mezzo, alle porte di Avezzano. Di fronte alla morte di questi camionisti si cercano, naturalmente, le responsabilitĂ penali, politiche, morali, di due casi certo molto differenti, ma che hanno in comune lâ&#x20AC;&#x2122;estrema gravitĂ . Alle loro famiglie va il cordoglio della redazione e, ne siamo sicuri, quello di tutti i lettori di TIR. Alboautotrasporto.it
Una ricerca dellâ&#x20AC;&#x2122;Albo
dei beni che finiranno nelle nostre case, sono
REDATTORE Yari Selvetella
HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO Angelo Ciaravolo, Cristina Gimignani, Angela Iantosca, Michele Latorre, Fabrizio Serafini, Ferdinando Tagliabue, Marco Tempestini
uomini e donne in carne e ossa, sono famiglie, sono aziende piccole e grandi,
CAPO REDATTORE Lucia Angeloni
SEGRETERIA Milva Pistoni
Âˇ n.146 Febbraio 2012
concentra sulle prospettive economiche, sulle
DIRETTORE RESPONSABILE Massimo De Donato
FOTO Luciano Tramontano
complesso come lâ&#x20AC;&#x2122;autotrasporto ci si
REALIZZAZIONE Arti Grafiche Boccia Spa Via Tiberio Claudio Felice 7 - 84131 Salerno DIREZIONE-REDAZIONE Via Tevere 44 - 00198 ROMA Tel. 06 85356494 - 06 68892416 (fax) redazione.tir@tin.it
GRAFICA Stefania Cinquini
PERIODICO DEL COMITATO CENTRALE DELLâ&#x20AC;&#x2122;ALBO NAZIONALE DEGLI AUTOTRASPORTATORI DI COSE PER CONTO DI TERZI
pesso quando si parla di un settore
Massimo De Donato dedonato.tir@alboautotrasporto.it
CHE COSâ&#x20AC;&#x2122;Ă&#x2C6; IL QR CODE Il QR Code (Quick Response Code - codice a risposta rapida) Ă¨ un codice che puĂ˛ essere facilmente letto da qualsiasi smartphone dotato di fotocamera e che permette di accedere a unâ&#x20AC;&#x2122;enorme quantitĂ di informazioni e contenuti che arrivano direttamente da internet sullo schermo del telefonino. Per poter leggere il codice occorre installare sullo smartphone un software adatto distribuito gratuitamente per tutti gli smartphone oggi in commercio: dagli iPhone ai dispositivi Android, ai nuovi apparati Windows Mobile.
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In copertina DAF XF ATe
Editoriale La rivista dellâ&#x20AC;&#x2122;autotrasporto Periodico del Comitato Centrale per lâ&#x20AC;&#x2122;Albo Nazionale degli Autotrasportatori di Cose per Conto di Terzi
LA RIVISTA DELLâ&#x20AC;&#x2122;AUTOTRASPORTO
Sommario n. 146 - Febbraio 2012
Le risposte del Governo alle richieste del settore
Confermate le risorse finanziarie, stabilito il recupero delle accise ogni tre mesi, meno divieti di circolazione, rinviato il Sistri: cosa si sta facendo per aiutare l’autotrasporto di Yari Selvetella
Italia bloccata dal fermo di TrasportoUnito
Le mobilitazioni hanno creato gravi disagi al Paese per diversi giorni. Alla protesta non ha partecipato la maggior parte delle associazioni
Costi: poco competitivi nel confronto europeo
Da uno studio commissionato dal Comitato Centrale dell’Albo emergono tutte le difficoltà delle nostre aziende di settore. Da Est la concorrenza più pericolosa
Il risparmio s’impara con i corsi di guida economica
Aumentano le iniziative formative per gli autisti di veicoli industriali, organizzati dalle case costruttrici e dalle associazioni di categoria. Obiettivo: il risparmio di Michele Latorre
Consulta e Università per il Piano della Logistica
Un incontro presieduto da Bartolomeo Giachino ha evidenziato come con il Piano il Prodotto Interno Lordo del nostro Paese potrebbe crescere di mezzo punto di Cristina Gimignani
Fondo di garanzia, occasione per il settore
La sezione speciale autotrasporto nel 2011 ha accolto finanziamenti per 161 milioni. Secondo il Presidente della Consulta Giachino “È un buon risultato ma possiamo fare di più”
Più controlli, anche con il contributo dell’Albo
Intervista con il nuovo direttore della Polizia Stradale Maria Luisa Pellizzari
Off-road: Scania tenta la scalata al cava-cantiere
I veicoli della serie G e P sono stati rinnovati nel frontale e in alcuni componenti. Irrobustiti per meglio affrontare gli impieghi più gravosi di Ferdinando Tagliabue
Rubriche Editoriale Albo Consulta Scadenze e divieti Europa
Notizie Logistica Fisco Normative Costi di esercizio In viaggio con
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Verso un settore sano e legalizzato. Con l’aiuto di tutti Il ministro Passera ha dimostrato di comprendere le richieste del settore e l’importanza che ricopre nell’economia del Paese
oglio iniziare questo mio articolo ricordando lo sfortunato collega di Asti che ha incredibilmente perso la vita in un disgraziato incidente avvenuto mentre manifestava per una causa che riteneva giusta per tutta la categoria. E voglio anche ricordare il collega bolognese morto d’infarto sul suo Tir, lungo la superstrada vicino ad Avezzano, mentre attendeva che i soccorritori liberassero la carreggiata ghiacciata. Cose di questo genere lasciano l’amaro in bocca ma cosa molto più grave, lasciano due famiglie nella disperazione. In nome di tutti i rappresentanti dell’Albo Nazionale dell’Autotrasporto rivolgo ai famigliari le più sentite condoglianze e prometto di ricordarli durante i lavori del prossimo Comitato Centrale dell’Albo. Inizio d’anno difficile Avevo ipotizzato, nell’ultimo numero di dicembre, un 2012 difficile e decisivo circa il futuro dell’autotrasporto nostrano e i fatti delle ultime settimane stanno confermando le previsioni fatte. La disperazione che attanaglia molte imprese di autotrasporto ha fatto si che, di fronte a promesse risolutive dei loro problemi, abbiano aderito
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al fermo nazionale dichiarato da un’associazione di categoria. La manifestazione, giusta o sbagliata non sta a me dirlo, è stata comunque facile preda di chi con l’autotrasporto ha ben poco a spartire. Senza volere entrare nel merito delle motivazioni che hanno spinto agricoltori e pescatori a manifestare insieme agli autotrasportatori, voglio ricordare che sia gli uni sia gli altri godono di un regime speciale sui prezzi dei carburanti avendolo ottenuto prima del 01.01.2003 anche se, è giusto ricordarlo, pure loro subiscono la concorrenza di paesi che hanno costi infinitamente inferiori ai nostrani. Qualcuno ha affermato che ci siano state infiltrazioni mafiose e altro ancora, ma pure in questo caso non ho riscontri che possano avvalorare queste affermazioni, l’unica cosa certa è che se non verranno rispettate, magari migliorandone l’applicazione laddove sia possibile, le norme condivise con lo scorso governo si andrà incontro a un 2012 ricco di manifestazioni a difesa di una categoria che ribadisco, per l’ennesima volta, è fondamentale per la crescita dell’economia italiana. L’unica nota positiva di questo inizio del 2012 ci viene dal governo, in particolare dal Ministro Corrado Passera e dal Vice Ministro Mario Ciaccia, che con i fatti ha dimostrato di comprendere le richieste del settore e, nello stesso tempo, l’importanza che lo stesso ricopre nell’economia del paese. Tutto ciò ci fa ben sperare che, stante la volontà espressa, si possa portare a felice compimento il percorso iniziato dall’ex sottosegretario Bartolomeo Gia-
chino verso un settore dell’autotrasporto sano e legalizzato dove il rispetto delle norme sulla sicurezza stradale e sociale porta, non allo sfruttamento delinquenziale attuale, ma a un rapporto leale e produttivo di ricchezza sia dalla parte dei committenti sia da quella dei vettori. Campagna per la sicurezza stradale Anno nuovo, vita nuova, speriamo sia questo lo slogan per un 2012 di pace, serenità, ripresa del lavoro ma soprattutto di ritorno agl’utili da parte delle aziende di autotrasporto. Il Comitato Centrale dell’Albo, a sua volta, ha iniziato un percorso di collaborazione con tutta la struttura del Ministero al fine di coordinare al meglio tutti gli sforzi atti a migliorare sia le condizioni lavorative sia l’immagine delle aziende di autotrasporto. Voglio porre l’accento la grande sintonia esistente con il direttore generale dott. Enrico Finocchi al fine di rendere applicabili tutte le norme a favore degli autotrasportatori. Come vi avevo anticipato è prossima a partire la IV Campagna per la sicurezza stradale “TRASPORTIAMO” guidati dalla passione”. L’ iniziativa è stata studiata con il fine di informare l’opinione pubblica circa la valenza sociale dell’autotrasporto merci, fatto di persone che svolgono un lavoro duro, difficile e molto usurante al servizio di tutti i cittadini facendo sembrare normale quello che normale non è, ma che è il risultato di tanti sacrifici di cui molti non ne sono a conoscenza ebbene l’obbiettivo della campagna sarà proprio questo.
Ultime disposizioni sul requisito dello “stabilimento” Un decreto dirigenziale emanato il 25 gennaio indica le caratteristiche che deve avere la sede operativa e i documenti da conservare presso la sede dell’impresa
stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 febbraio il decreto dirigenziale del 25 gennaio 2012, che disciplina il requisito dello “stabilimento”. L’art. 3 del Regolamento CE 1071/09 del Parlamento europeo prevede che le imprese che esercitano la professione di trasportatore su strada oltre il possesso dei tre requisiti (onorabilità, idoneità professionale e idoneità finanziaria) abbiano una sede effettiva e stabile in uno Stato membro. Il successivo art. 5 detta le disposizioni per soddisfare quest’ultimo requisito e precisa che l’impresa disponga di una sede situata in uno Stato membro, dotata di locali in cui conserva i suoi documenti principali (contabili di gestione del personale, tempi di guida e di riposo), e di veicoli immatricolati posseduti a titolo di proprietà o ad altro titolo previsto dalla normativa vigente (contratto di vendita a rate, noleggio leasing, comodato). Infine, che abbia una sede operativa con strutture amministrative e tecniche per le attività concernenti i veicoli. Con il successivo Decreto Dirigenziale del Capo Dipartimento del 25 novembre 2011 sono state dettate le disposizioni del Regolamento e precisato che con successivo Decreto della Direzione Generale per il trasporto stradale e per l’intermodalità (da emanarsi entro 60 giorni), emanato appunto il 25 gennaio, dovevano essere indicati i documenti da conservare presso la sede dell’impresa di trasporto nonché le caratteristiche che deve avere la sede operativa. Requisito di stabilimento In esso è previsto che il requisito di stabilimento è soddisfatto dalle imprese che dispongono di una
sede effettiva e stabile situata nel territorio dello Stato italiano. Tale condizione è dimostrata e mantenuta con la disponibilità da parte dell’impresa di uno o più locali adibiti ad uso ufficio, in proprietà, in usufrutto, in leasing, in locazione o in comodato (in tali ultimi casi tramite contratto regolare registrato). In alternativa a quanto sopra detto l’ufficio può essere eletto presso la residenza anagrafica italiana del titolare d’impresa individuale e per le società a responsabilità limitata unipersonali. Nei casi di imprese associate e consorzi o cooperative (DPR 115/99) l’ufficio può essere presso il consorzio o la cooperativa. Documenti da conservare I documenti da conservare sono i documenti contabili, relativi alla gestione economica e patrimoniale, i documenti fiscali relativi all’assolvimento delle imposte dirette e dell’Iva, i documenti di gestione del personale. Tale documentazione può essere conservata anche presso la sede di un domiciliatario fiscale. Sono inoltre da conservare i documenti contenenti i dati relativi ai tempi di guida e di riposo dei conducenti e i documenti di trasporto possono essere tenuti presso la sede di una associazione provinciale di categoria degli autotrasportatori di cose presente nel Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori, ovvero anche presso la sede di un’impresa di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto. Possesso di veicoli Appena ottenuta l’autorizzazione all’esercizio della professione, l’impresa deve dimostrare di disporre secondo la normativa vi-
gente di almeno un autoveicolo. Tale dimostrazione si concretizza con l’immissione in circolazione di uno o più autoveicoli. Inoltre la stessa impresa deve dimostrare di servirsi di una sede operativa presso la quale viene data assistenza tecnica ai veicoli. Ciò avviene tramite un’officina interna il cui possesso è dimostrato dal rappresentante legale dell’impresa mediante una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà. La sede operativa può essere individuata formalmente presso un’officina di riparazioni esterna, esercente regolarmente l’attività, ai sensi della legge 2 maggio 1992, n°122, attraverso una dichiarazione come sopra descritto. Qualora si verifichino modifiche di luogo e dei luoghi di stabilimento ovvero la cessazione del rapporto di manutenzione, l’impresa deve darne comunicazione, entro trenta giorni, all’ufficio della Motorizzazione Civile competente per la sede principale.
L’autotrasporto in tv con Prosegue la collaborazione tra l’Albo degli Autotrasportatori e la Rai: un nuovo rapporto, che ha preso il via alla fine dello scorso anno, e che permetterà nel corso dei prossimi mesi di approfondire e far conoscere al grande pubblico televisivo i valori e i problemi dell’autotrasporto italiano. Il legame tra Albo e servizio pubblico si rafforza con la realizzazione di una rubrica specifica dedicata ai veicoli pesanti all’interno di Easy Driver, storica trasmissione dedicata ai motori in onda tutte le domeniche su Rai Uno alle 9.35. L’obiettivo è fornire un’immagine dell’autotrasporto non viziata da pregiudizi e stereotipi, utilizzando come “veicolo” proprio il camion, con le novità delle case costruttrici presentate nei loro aspetti tecnici -seguendo quindi il format caratteristico di Easy Driver- che servono da spunto per affrontare aspetti importanti per la categoria. Easy Driver, ogni domenica su Rai Uno ore 9.35
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o scorso 19 gennaio, l’Osservatorio sulle attività di autotrasporto ha aggiornato i costi della sicurezza, tenuto conto dell’andamento del costo del gasolio registrato dal ministero dello Sviluppo economico nel mese di dicembre, che è risultato ammontare a 1,610 euro/litro. Contemporaneamente, sul sito internet del ministero dei Trasporti è stata pubblicata la nota metodologica con la quale l’Osservatorio ha reso note le altre voci, in aggiunta al gaso-
tale, sono le seguenti: - Costo del trattore stradale e del semirimorchio, che tengono conto: del costo di acquisto per il quale viene considerato un valore convenzionale determinato in funzione del valore medio dei prezzi di listino dei più importanti produttori, e degli sconti mediamente applicati; dell’ammortamento in sei anni, con valore residuo pari al 20% del costo di acquisto.
la tassa di proprietà e per gli oneri di revisione. - Costo per pneumatico, tenuto conto del costo unitario medio per pneumatico nuovo di fabbrica, della durata media e del numero, a seconda della classe di veicolo. - Costo dei pedaggi autostradali, sulla base di una stima delle percorrenze media in autostrada per ciascuna classe di veicolo.
L’osservatorio aggiorna i costi della sicurezza Considerata solo la variazione del prezzo del gasolio. Pubblicata anche la nota metodologica con cui vengono rese note le altre voci che concorrono a determinare il costo totale
(* vedi istruzioni a pag.3)
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lio, che concorrono a determinare il costo chilometrico totale. Prima di addentrarci in queste ulteriori voci, occorre evidenziare che l’Osservatorio ha chiarito che l’aggiornamento dei costi della sicurezza del mese di dicembre è stato fatto considerando soltanto la variazione del prezzo del gasolio; gli altri costi non sono stati toccati nonostante la Legge (articolo 83 bis, comma 2 della Legge 133/2008 e successive modifiche) ne stabilisca la revisione al 15 dicembre ed al 15 giugno, in quanto erano stati fissati appena un mese prima nella delibera dell’Osservatorio del 2 novembre 2011. (vedi il numero 144 di Tir). Le voci di costo diverse dal gasolio che concorrono al calcolo del costo chilometrico to-
- Costi di manutenzione, calcolati in base ai cicli di interventi che normalmente si effettuano durante la vita del mezzo. L’incidenza è stata determinata in ragione di una percentuale annua rispetto al costo da ammortizzare del trattore e del semirimorchio. - Costo del lavoro degli autisti dipendenti sulla base del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (livello 3°, 3° super e 4°). E’ stato preso in esame il costo del lavoro medio comprensivo di tredicesima, quattordicesima, trasferte e fuori orario. - Costo per assicurazioni, bolli e revisioni, tenuto conto dei livelli medi di costo per le assicurazioni obbligatorie, per
- Costi di organizzazione, in riferimento ad un’impresa correttamente organizzata ed efficiente. L’Osservatorio ha inoltre precisato il significato dei costi minimi di esercizio riportati nella colonna di destra delle tabelle: si tratta di quei costi che si applicano ai contratti scritti di subvezione stipulati da un’impresa di autotrasporto iscritta all’Albo degli autotrasportatori con un altro vettore. Di conseguenza, i più elevati costi di esercizio, evidenziati nella colonna di sinistra, si applicano a tutte le altre tipologie contrattuali, compresi anche i contratti di subvezione quando non abbiano la forma scritta richiesta dall’articolo 6 del Decreto legislativo 286/2005.
Febbraio 2012 MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER
IVA Invio telematico dei dati relativi alle dichiarazioni d'intento ricevute nel mese precedente; Liquidazione dell’imposta relativa al mese precedente. IRPEF INPS ritenute d'acconto e contributi relativi al mese precedente e 4a rata 2011 dei contributi dovuti sul minimale di reddito da parte degli artigiani. INAIL Predisposizione del modello per il calcolo e pagamento del premio.
IRPEF Consegna del modello Cud e della Certificazione delle Ritenute d'acconto effettuate sui compensi erogati nel 2011.
8-22 IRPEF Consegna del modello Cud e della Certificazione delle Ritenute d'acconto effettuate sui compensi erogati nel 2011. BLACK-LIST Invio della comunicazione relativa alle operazioni effettuate con paesi Black List nel mese gennaio. IVA Presentazione in via telematica della comunicazione dati reativi all'anno 2011.
Domenica 00,00-22,00 00,00-22,00 00,00-21,45 08,00-21,00 18,00-21,00 06,00-22,00 13,00-22,00 00,00-22,00 08,00-21,00 00,00-24,00 00,00-22,00 00,00-22,00 15,00-21,00
Notte 22/23-05/06 22,00-05,00 -
Giorni di restrizione . tutti i venerdì 18,00 - 21,00 8/2 08,00-21,00 24/2 16,00-21,00 25/2 27/2 15,00/22,00
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Marzo 2012 GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM LUN MAR MER GIO VEN SAB
8-22 MODELLI INTRA Presentazione per via telematica dei Modelli INTRA relativi alle operazioni del mese di febbraio.
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Giorni di restrizione tutti i venerdì 18,00 - 21,00 15/3 00,00-22,00 23/3 16,00/21,00 -
VDO Telematics: per orientarsi nella telematica senza imprevisti. VDO affianca la tecnologia telematica al tachigrafo digitale per rendere piĂš efficiente la tua flotta. Navigazione Localizzazione GPS
DTCO ÂŽ
VDO Telematics offre soluzioni modulari che, nel rispetto degli obblighi di legge, permettono di scaricare i dati tachigrafici da remoto, localizzare i propri mezzi, pianificare viaggi e percorsi da seguire (navigazione assistita truck), comunicare tramite messaggistica con i propri autisti e ricevere, elaborare e valutare i dati relativi al consumo di carburante e ad altre informazioni tecniche del veicolo (dati FMS/CAN-bus).
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l tema dei pesi e delle dimensioni dei camion ammessi all’interno dell’Ue per tratte sia nazionali che internazionali è sempre più caldo: le discussioni fra detrattori e sostenitori di una revisione della normativa comunitaria in materia si sono infittite (vedi anche Tir di gennaio 2012), e la Commissione europea ha deciso di lanciare una consultazione pubblica per cercare di stabilire dei punti fermi. La direttiva adesso vigente mira a garantire una concor-
renza leale fra i trasportatori, assicurando che le operazioni di trasporto non siano rifiutate tra due Stati membri sulla base delle dimensioni del veicolo utilizzato, che devono rientrare fra quelle ammesse. In questo senso si tratta di una direttiva che contribuisce al mercato interno e la libera circolazione di merci e persone. In determinate circostanze e in linea con il principio di sussidiarietà (che significa, brevemente, che se qualcosa può essere fatta meglio a livello na-
zionale e/o territoriale, Bruxelles lascia fare e non si intromette) la direttiva consente inoltre agli Stati membri di prevedere deroghe alle disposizioni per il peso e l'altezza dei veicoli che effettuano trasporti nazionali all'interno dei propri confini, e di deviare in qualche caso specifico dalle disposizioni di lunghezza e larghezza. La norma risale tuttavia a metà degli anni ’90: gli scenari sono cambiati e dunque da molte parti si invoca il cambiamento per fare fronte a nuove
Megacamion: parte la consultazione europea La normativa vigente risale agli anni Novanta e prevede che le dimensioni del veicolo rientrino tra quelle ammesse. Ma in molti chiedono un adeguamento alle tecnologie
Accesso: cosa succede in Europa?
Forum UE sui megacamion
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L’accesso alla professione di autotrasportatore è stato recentemente disciplinato dal Governo italiano in maniera aderente al testo del regolamento comunitario n. 1071 del 2009. Senza scendere nel merito del contenuto della norma e soprattutto delle decisioni del legislatore (decreto dirigenziale del 25/11/2011) è interessante fornire qui una breve prospettiva di quello che sta accadendo in alcuni Paesi Ue. Partiamo dal Belgio, che pare aver optato per una delle scelte più radicali: il governo infatti dovrebbe disciplinare l’accesso non per le imprese con mezzi da 3.5 ton in su (come prevede la norma europea ed anche ad oggi quella italiana) bensì per tutte le aziende con qualunque veicolo. Scelta che viene motivata con l’esigenza che nessuna azienda di autotrasporto sfugga a quei requisiti che sono a garanzia di qualità, professionalità e sicurezza stradale. Anche Francia e Germania intendono regolamentare le piccole portate, sfruttando dunque la possibilità che il regolamento Ue dà ai singoli Stati di abbassare la soglia di applicazione: la prima ha infatti portato a compimento quella che definisce “professionalizzazione del trasporto leggero”, sotto le 3.5 ton. La seconda sembra voler guardare alla soglia di 2.8 ton, per motivi legati a normativa interna sul cronotachigrafo. Ancora nulla in Spagna, mentre in Ungheria una decisione, simile a quella presa dal Governo italiano, di recezione della lettera del regolamento n. 1071 ha suscitato grande malumore da parte degli autotrasportatori, che denunciano l’eccessiva genericità di molte delle disposizioni in materia ed i rischi legati a necessità e problemi di ordine pratico che non potranno in tal modo essere risolti.
esigenze. La Commissione in realtà aveva già annunciato nel suo Libro Bianco sui trasporti del marzo scorso che, per rendere il trasporto stradale più efficiente e integrare ulteriormente le altre modalità per la creazione di un'area unica europea dei trasporti, la normativa in materia di peso e dimensione avrebbe dovuto essere rivista per adeguarla alle nuove tecnologie e facilitare il trasporto intermodale e la riduzione complessiva dei consumi energetici e le emissioni.
Qualunque sia l’esito dell’indagine, i megacamion non avranno comunque libero accesso in ogni Paese
Cosa affronta la consultazione La consultazione in corso affronta questioni relative al rendimento energetico e di CO2 dei veicoli pesanti, l'intermodalità e l'innovazione nelle esigenze di trasporto, specifiche questioni giuridiche sollevate dalla direttiva attuale, e il miglioramento della conformità alle normative attraverso i controlli sul rispetto delle regole. Per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di CO2 dei camion (obiettivo che si lega alla strategia Ue che dovrebbe essere lanciata dalla Commissione europea nel corso del 2013) il documento indaga la possibilità di migliorare l’aerodinamicità dei mezzi, anziché agire subito sulla loro grandezza/capacità di carico (che consentirebbe di ridurre il nu-
Carburanti alternativi: l’importanza delle infrastrutture Un nuovo rapporto europeo affronta il tema delle infrastrutture per i carburanti alternativi. A presentarlo è il gruppo di esperti istituito dalla Commissione Ue che dovrà fornire consulenza per lo sviluppo di strategie e azioni per sostituire a lungo termine i combustibili fossili nei trasporti e “decarbonizzarli”, come si dice in gergo. Ciò garantendo al tempo stesso la crescita economica. E’ il Libro Bianco sui trasporti ad annunciare che la Commissione svilupperà una strategia sostenibile di carburanti alternativi tra cui anche un’infrastruttura appropriata e assicurerà linee guida e standard per le stazioni di rifornimento. Il rapporto evidenzia l’attuale mancanza su scala europea di infrastrutture per combustibili alternativi e, per quelle esistenti, una mancanza di armonizzazione nei sistemi, dovuta alla differenza nel livello di sviluppo degli Stati membri dell’Ue. Tale sviluppo frammentato porta a costi elevati, ostacola i rifornimenti e frena le economie di scala. Gli Stati membri hanno promosso infrastrutture di combustibile alternativo che sono anche molto diverse fra loro, avendo optato per priorità differenti di scelta dei carburanti (e di sostegno statale) nell’attuazione della direttiva sulle energie rinnovabili. Emerge dunque una chiara mancanza di norme armonizzate Ue nell'ambito dei vari tipi di apparati di rifornimento di carburante e sistemi di immagazzinamento, che rende molto difficile per un vettore di uno stato A che usa carburanti alternativi (es. gas naturale liquefatto o trazione elettrica) rifornirsi nel Paese B. Inoltre, un altro problema è garantire la frequenza delle stazioni di rifornimento: non ha senso realizzare progetti se poi ad esempio su un’autostrada lunga 500 chilometri si garantisce solo una stazione. Nell'ultimo decennio i Governi si sono concentrati per lo più sullo sviluppo dei carburanti e dei veicoli ed hanno trascurato l’infrastruttura. I finanziamenti sono stati insufficienti ed i costi iniziali per lo sviluppo di mercato delle infrastrutture a carburante alternativo sono generalmente più elevati che per i combustibili tradizionali a causa della mancanza di economie di scala iniziale. Il rapporto cita quale esempio da seguire, che dovrà essere esteso a livello Ue, il piano “H 2 Mobility” della Germania per dotare il Paese di una fitta rete di stazioni per il rifornimento di idrogeno per i mezzi a celle a combustibile. Bruxelles pensa naturalmente a stazioni lungo tutta la rete di trasporto transeuropea TEN T. Inoltre evidenzia che naturalmente andrà fornita adeguata informazione ai trasportatori – in questo l’uso di nuove tecnologie e trasporti intelligenti sarà cruciale. Priorità sarà data a quei carburanti che dimostreranno una fattibilità tecnologica ed un potenziale di mercato più elevati. Interessante il riferimento alla esigenza di coordinare la politica e il finanziamento pubblico / privato con la tassazione (che a esempio dovrebbe essere minore nel caso di impiego di mezzi a carburanti alternativi).
mero di viaggi) cosa che, secondo le stime, potrebbe abbassare i consumi del 5 o 6%. Ad esempio si fa riferimento alle code aerodinamiche o al design della cabina. Per quanto riguarda l’intermodalità, la CE rileva che dagli anni Novanta l’utilizzo di containers di 45 piedi è grandemente aumentato ed è stato standardizzato, ma in base alla direttiva vigente il traffico è attualmente subordinato ad un regime particolare sulla base di una specifica autorizzazione: alla luce dei bisogni dell’industria (in particolare per il trasporto di materiale chimico o di autovetture) ci si chiede dunque se non sia il caso di introdurre delle modifiche, per consentire una (ancora più) libera circolazione delle merci. Bruxelles si chiede infine se non sia il caso di potenziare i controlli sul rispetto dei pesi e dimensioni e armonizzare le sanzioni nell’Ue, come si sta cercando di fare per la violazione della normativa sociale dell’autotrasporto - anche in relazione all’instituendo
“ERRU” (interconnessione elettronica di tutti gli “albi autotrasporto” dei Paesi europei con una sezione specifica anche per le infrazioni commesse). Nessun utilizzo obbligatorio È importante sottolineare che la Commissione Europea ha comunque già affermato che, qualunque sia l’esito dell’indagine, non intende introdurre in generale (cioè indifferentemente su tutto il territorio dell’Ue) veicoli più pesanti e/o più lunghi, né tantomeno un loro utilizzo obbligatorio da parte degli Stati membri. In effetti si tratta di un principio equilibrato ed apprezzabile: se ad esempio un Paese del nord Europa introdurrà sul proprio territorio l’utilizzo di un Megacamion, non potrà tuttavia pretendere che tale mezzo possa avere libera circolazione sul territorio di un altro Paese (a meno di un suo consen-
so). Nel caso, la revisione della direttiva sarà accompagnata da un adeguamento al progresso tecnico della omologazione dei requisiti per i pesi e dimensioni dei veicoli pesanti (cioè in sostanza gli standard da rispettare per la commercializzazione e immatricolazione di veicoli nuovi) nel quadro del regolamento 661/2009 e della direttiva 2007/46/CE.
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Confermate le risorse finanziarie, stabilito il recupero delle accise ogni tre mesi, meno divieti di circolazione, rinviato il Sistri: cosa si sta facendo per rinforzare l’autotrasporto
Le risposte del Governo alle richieste del settore L
a protesta degli autotrasportatori, di grande impatto sull’economia del Paese e di grande risonanza sui media, ha sollevato un polverone in cui si sono incrociate rivendicazioni sacrosante, inesattezze, proposte di ogni tipo, anche in contesti che normalmente non si occupano di autotrasporto. Spenti, almeno per il momento, i riflettori sulla mobilitazione, non resta che cnostatare cosa rimanga realmente al settore delle decisioni politiche assunte prima e dopo il fermo. Recupero delle accise, risorse finanziarie per il settore, modifiche ai divieti di circolazione, rinvio del Sistri: sono davvero molti i temi toccati recentemente dall’attività del Parlamento e dal confronto tra l’Esecutivo guidato da Mario Monti e le associazioni rappresentative degli autotrasportatori. Recupero accise trimestrale Uno degli elementi che più ha fatto salire la tensione tra gli imprenditori del settore nel corso degli ultimi mesi è stato il continuo aumento del prezzo del carburante. È vero, molti organi di informazione hanno scritto che la protesta nasceva da una contrarietà alle liberalizzazioni, ma per l’autotrasporto quello è un capitolo affrontato già da anni, in netto anticipo sugli altri settori. Il problema sono i costi. Di fronte a quello sempre più proibitivo di un pieno di gasolio, la prospettiva di un recupero annuale delle accise – così come era previsto dalla normativa – rischiava di divenire del tutto tardiva, creando uno scoperto tale da colpire a morte molte aziende. Basti pensare a un'impresa con 50 camion, solo per le accise di cui ha diritto al rimborso, si trovava 14 TIR146-2012
Caro RCA, il Governo con il settore Il rincaro delle tariffe assicurative è uno dei problemi più sentiti dalle aziende di autotrasporto. Si paga molto, troppo; e alle questioni economiche vanno ad aggiungersi, in molti territori, difficoltà ad ottenere copertura assicurativa. Già prima di Natale, su questo tema, erano scese in campo le associazioni, tra cui Anita che annunciava un possibile ricorso all’Antitrust. “L’aspetto più allarmante – si leggeva in una nota del presidente Arcese - riguarda l’applicazione di aumenti anche in presenza di una bassa rischiosità. Inoltre, risulta difficile per un’impresa poter cambiare compagnia in presenza di premi assicurativi pressoché identici, sintomo evidente di assenza di concorrenza tra compagnie”. Queste esigenze sono state accolte dal Viceministro Mario Ciaccia e dal Capo di gabinetto Mario Torsello che hanno scritto, rispettivamente, all’Antitrust e all’associazione delle imprese assicuratrici Ania. “Come è noto i continui rincari dei costi stanno conducendo le imprese di autotrasporto al collasso finanziario – si legge nelle lettere – tanto che molte imprese anche strutturate hanno difficoltà a continuare ad operare sul mercato. Tale situazione sta aggravando la situazione di crisi generale che ha già colpito duramente il settore del trasporto di merci per conti di terzi, strategico per il sistema economico italiano nel suo complesso. In particolare si evidenzia che pervengono diverse segnalazioni da parte delle associazioni di categoria dell’autotrasporto, che denunciano un aumento delle polizze assicurative RCA per i veicoli pesanti dal 30 al 50% rispetto allo scorso anno”. Il Governo è intervenuto per attivare una verifica sull'eventuale esistenza di intese o di operazioni restrittive della concorrenza tra le compagnie di assicurazione. Secondo quanto dichiarato dal ministro Passera, le liberalizzazioni dovrebbero aiutare il contenimento delle tariffe.
a dover anticipare oltre 150.000 euro prima che lo Stato gli consentisse di utilizzare il credito in compensazione. La rivendicazione di un recupero più veloce era già nelle piattaforme di varie associazioni e al centro del confronto istituzionale. L’articolo 61 del decreto sulle liberalizzazioni va incontro a questa esigenza prevedendo il recupero delle accise ogni tre mesi a partire dal 2012 e l’anticipo già a
gennaio per quello dell’anno 2011. Il provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri, oltre a permettere di effettuare il recupero delle accise su base trimestrale, consente anche di utilizzare il credito in compensazione anche nell'anno successivo a quello in cui è sorto il diritto e di superare - cosa prima non possibile - il limite dei 250.000 euro all’anno (vedi approfondimento a pag. 38).
Un settore vitale Per il ministro Passera l’autotrasporto è “un settore vitale per il rilancio dell'economia del Paese, anche tenuto conto del fatto che l'80 per cento della nostra merce viaggia su gomma e che il settore ha particolarmente risentito della grave crisi economico-finanziaria degli ultimi anni”. Nel corso del suo intervento del 18 gennaio, Passera ha ricordato l’incontro al ministero dell’11 gennaio tra associazioni e Governo per tentare di allentare la crisi del settore.
Il Governo ha anticipato di voler rinnovare l’Ecobonus per un importo di 30 milioni di euro.
Divieti, cambia il calendario Il Consiglio dei ministri del 27 gennaio, approvando il decreto sulle semplificazioni, è andato a incidere anche su un’altra questione molto sentita dalla categoria: quella dei divieti di circolazione. Il testo approvato prevede infatti una modifica del calendario. Viene stralciata dalla normativa la previsione di strade, nei giorni prefestivi o immediatamente successivi alle feste, sempre senza camion con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate. Viene stabilito invece un principio di bilanciamento delle varie esigenze per cui i divieti potranno “riguardare, oltre che le giornate festive, anche ulteriori giorni individuati contemperati con le esigenze di sicurezza e traffico stradale e gli effetti che tali divieti possono avere sul sistema economico-produttivo nel suo complesso”. Questa decisione potrebbe corrispondere a un cambiamento soprattutto per quel che riguarda i sei venerdì introdotti nel 2011 e confermati anche per l’anno in corso. Riguarda l’autotrasporto anche la previsione, in linea con gli altri Paesi europei, di una taratura biennale del cronotachigrafo, anziché annuale come stabilito attualmente. Passera risponde Dopo l’insediamento nel mese di dicembre e la manovra d’urgenza varata appena prima di Natale, il Governo era atteso a un confronto anche dagli autotrasportatori. Effettivamente il dialogo si è aperto anche se, evidentemente, le valutazioni sul suo esito non sono positive per tutte le rappresentanze. Il viceministro Mario Ciaccia e il capo di gabinetto Mario Torsello hanno condiviso le preoccupazioni della categoria sul caro assicurazioni, scrivendo
all’Ania e all’Antitrust (vedi Box). Al di là del merito della lettera si è trattato di un primo segnale di avvicinamento e dialogo che è stato rafforzato, sempre in queste settimane, dalle dichiarazioni del ministro Corrado Passera, titolare, come noto, di un super-dicastero che comprende Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti. Sollecitato dal question time del 18 e del 25 gennaio (la procedura per cui il ministro risponde direttamente in aula a interrogazioni già presentate ritenute di particolare urgenza), Passera ha tracciato le sue linee di intervento rispetto alle politiche dell’autotrasporto.
Mantenute le risorse Vengono confermati i 400 milioni di euro previsti dalla manovra del Governo Berlusconi. Viene inoltre definito “in via di conclusione” il procedimento di emanazione del decreto che disciplina le procedure per l'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 83-bis, per ottenere una reale piena operatività della norma. Il Governo si impegna inoltre a riesaminare le questioni relative all’accesso alla professione. Anche dopo i giorni di protesta, il 25 gennaio, Passera è tornato a parlare di autotrasporto: riduzione dei pedaggi autostradali, rapida firma del decreto che libera le risorse e il rinnovo dell’Ecobonus, per un importo pari a 30 milioni di euro. In questo modo il ministro ha in buona sostanza avallato il percorso di confronto tra l’autotrasporto e Governo che aveva caratterizzato gli scorsi anni. Sistri rimandato ancora Va anche segnalato l’ennesimo rinvio sul sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi (Sistri). Le Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera dei deputati hanno infatti approvato il disegno di legge di conversione del Milleproroghe (Atto Camera 4865A), per cui l’entrata in vigore del Sistri viene differita dal 9 aprile al 30 giugno 2012. Il disegno di legge passa ora al Parlamento.
Dalla politica ai tribunali, arriva il sì ai costi di sicurezza Il mese di gennaio è stato molto importante rispetto alla questione dei costi di sicurezza. Un importante riconoscimento è venuto da parte del ministro Passera, e per di più appena pochi giorni dalla attesa sentenza del Tar del Lazio, in cui è stata respinta la loro sospensione. Sulla richiesta presentata da Confindustria, Confetra e altre associazioni, il Tribunale si esprimerà nel merito il 28 giugno prossimo. Restano quindi validi, almeno fino a quella data, i livelli dei costi minimi indicati nelle tabelle pubblicate dall'Osservatorio. Il ministro, intervenendo in Parlamento, ha affermato infatti di condividere pienamente la necessità di assicurare agli autotrasportatori la copertura dei costi incomprimibili della sicurezza. Ma il via libera ai costi minimi non arriva solo dalla sede politica. Ci sono le sentenze, a dar ragione ai trasportatori. La Fai informa che nei giorni scorsi, il Tribunale di Roma e quello di Torino hanno riconosciuto la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo per richieste di pagamento basate sulla differenza tra quanto pagato dalla committenza e quanto indicato sui costi minimi della sicurezza. In questo casi ammontavano, rispettivamente, a un -22% e nell’altro a un -35%. La Fiap ha inoltre reso nota la sentenza relativa alla richiesta di un autotrasportatore della Val di Sangro: l'impresa aveva chiesto il rispetto dei costi minimi sulla base dell’83bis e una sentenza gli ha riconosciuto il pagamento di ben 604mila euro da parte di un committente.
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lla metà di gennaio la situazione del confronto tra Governo e associazioni rappresentative dell’autotrasporto sembrava essersi avviato sui binari del dialogo costruttivo. La convocazione di fermo del coordinamento di Unatras (Confartigianato Trasporti, Cna Fita, Fai, Fiap, Sna/Casartigiani, Unitai che rappresentano la maggioranza delle imprese di autotrasporto merci italiane), dal 23 al 27 gennaio, aveva trovato risposte nell’Esecutivo e nel senso di responsabilità della categoria: “Non pos-
siamo non tener conto degli impegni concreti assunti dal Governo e della grave situazione nella quale si trova l’economia del Paese” si leggeva in una nota. Al fermo, in ogni caso, erano contrarie anche Fita e Anita. Unica associazione a sostenere le ragioni di una protesta estrema è rimasta TrasportoUnito: “Non è vero che il governo ha risposto con il decreto sulle liberalizzazioni, alle rivendicazioni della categoria – si legge in un comunicato – e l’unica misura tangibile riguarda le accise, ma la trimestralità non risolve
il problema dell’esposizione finanziaria. E non è vero che l’autotrasporto si dichiari soddisfatto dai 400 milioni di euro messi a disposizione dal Governo. Mille euro a camion rappresentano una briciola rispetto all’indebitamento delle imprese di autotrasporto (dieci miliardi di euro). I soldi li deve dare il mercato con leggi serie e con controlli seri”. Nel frattempo, a cominciare dalla Sicilia, il Paese ha attraversato un momento molto delicato, con proteste maturate in ambiti diversi e una situazione eco-
Italia bloccata dal fermo di TrasportoUnito Le mobilitazioni hanno creato gravi disagi al Paese per diversi giorni. Alla protesta non ha comunque aderito la maggior parte delle associazioni
Dalla protesta al lutto Ci sono ragioni, torti, rivendicazioni, risultati, ma facendo un bilancio sulle recenti proteste degli autotrasportatori, occorre purtroppo dar conto del grave lutto che ha colpito il settore nel corso delle manifestazioni. Si chiamava Massimo Crepaldi, era un autista della Cooperativa Astigiana Trasporti e quel 24 gennaio stava partecipando al presidio nei pressi dell’uscita Asti ovest della A21 Torino-Piacenza. Poi, alle cinque e un quarto del mattino, la tragedia: Karin Jiutta Weckerle, cinquantatreenne autista tedesca, non vuole rispettare il blocco, vuole partire, cerca un varco per passare con il camion e il suo carico di compressori e altre attrezzature. Crepaldi forse tenta di dissuaderla, rimane incastrato alla portiera, viene travolto, finisce sotto le ruote, trascinato per metri. Viene chiamata un'ambulanza, arrivano la Polstrada e la municipale, ma per Crepaldi non c'è più nulla da fare.
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VERITÀ ANCORA DA STABILIRE La precisa dinamica dell’evento, in realtà, è tuttora al vaglio della magistratura. La donna è stata arrestata e ci sarà un processo che dovrà stabilire, assieme all’esatto svolgimento del fatto, la sua responsabilità nell’accaduto. Si tratta di omicidio colposo, accusa con cui l’autista è stata fermata al termine di un interrogatorio di due ore, o nel suo comportamento è rintracciabile l’accettazione del rischio di provocare la morte? Può sembrare una sottigliezza, ma dal punto di vista della pena la differenza è molto consistente. Di sicuro la tensione, in giro per l’Italia, nei giorni del fermo è stata molto alta e in questo tipo di frangenti, purtroppo, il rischio di degenerazioni violente di vario tipo è sempre possibile. Anche ad Asti il clima non era certo disteso, con l’aggravante dell’incomprensione linguistica tra l’autista e i manifestanti. La notizia della morte di Crepaldi ha fatto subito il giro del web e dei giornali, con
nomica di grande sofferenza per molte categorie. E proprio lì, in Sicilia, si sperimenta la prova generale del fermo, con diversi autotrasportatori che aderiscono alle mobilitazioni. Italia bloccata Si arriva al 23 gennaio, il fermo comincia e i presidi di protesta iniziano a diffondersi in tutta Italia, in modo certo molto diverso da regione a regione, ma comunque sempre in modo tale da creare un danno serio al normale svolgimento delle relazioni commerciali
del Paese. È a quel punto che ci si rende conto di quanto sia importante l’autotrasporto per la nostra economia e di quanto il malcontento che serpeggia tra gli operatori sia uno dei problemi da mettere urgentemente nell’agenda dell’emergenza sociale. Dalla Sardegna al Piemonte, dalla Campania all’Emilia Romagna i picchetti rallentano l’Italia nonostante non aderiscano la maggior parte delle imprese. “Le manifestazioni che si stanno svolgendo in alcune zone del Paese – sottolinea il Presidente di
Unatras Francesco Del Boca – sono attuate soltanto da una sigla del settore cui non può essere attribuita la rappresentatività delle imprese di autotrasporto del Paese. In questo momento, con le risposte appena ricevute dal Governo ed un decreto appena approvato, la decisione di organizzare blocchi purtroppo non serve a nulla ed appare piuttosto frutto di strumentalizzazioni. Rincara la dose Anita, definendo il fermo “inaccettabile”. “E’ fondamentale che il Governo intervenga utilizzando tutti gli strumenti disponibili – scrive il presidente Eleuterio Arcese al Govreno - affinché venga salvaguardato il diritto dei cittadini e dei lavoratori alla libera circolazione e allo svolgimento delle proprie attività”. “Non si capisce come le proteste di chi blocca ferrovie, autostrade e aeroporti, per non parlare dei blocchi delle città, siano in Italia lecite se sono garantite da sigle sindacali confederali – ribatte il segretario di TrasportoUnito Maurizio Longo – e diventino illegittime e selvagge se a scendere in campo sono piccoli imprenditori, che hanno in gioco la sopravvivenza delle loro aziende e delle loro famiglie”. Le cifre Difficile quantificare il numero e l’esatta composizione di chi ha partecipato alla protesta. Difficile distinguere il camion che aderisce al picchetto da quello che dal picchetto stesso viene fermato e inutile sembra immergersi nel-
tanto di dettagli non corrispondenti alla realtà. All’inizio si dice che la Weckerle ha aizzato un cane di grossa taglia contro i partecipanti al picchetto. Si rivelerà poi essere un barboncino. Sull'ipotesi incidente, comunque, sono in molti a nutrire dubbi. Secondo il TgCom un collega di Crepaldi ha commentato così quanto accaduto: "Incidente? Mah, diciamo incidente...". È uno dei due testimoni dell'investimento mortale. L'uomo ha lasciato gli uffici della Procura di Asti, dove è stato sentito come testimone, visibilmente scosso. "Ero lì - ha detto mentre se ne andava dagli uffici giudiziari -. Eravamo una trentina, poi è successo quel che è successo. Conoscevo bene Crepaldi, non ho voglia di dire altro". UNA FAMIGLIA PER BENE Crepaldi non era un imprenditore del settore trasporto, ma un autista dipendente di una ditta facente capo alla Astigiana Autotrasporti, una cooperativa formata da una quarantina di soci con circa settanta mezzi a disposizione, che effettua
trasporti nell’ambito della realizzazione di opere industriali e infrastrutture civili. Un lavoratore, che lascia la moglie Daniela e il figlio Alex, all’ultimo anno di liceo classico presso l’Istituto d’istruzione superiore “Vittorio Alfieri” di Asti. “Sosterremo Alex in ogni modo - dice la preside Tina Rosita Casamento - Un ragazzo serio, sempre presente, che ha dimostrato in questi giorni la sua grande maturità. Speriamo che continui a mantenere la stessa forza. Tutto l’Istituto è vicino a lui e alla sua famiglia”. Inutile dire che la notizia della morte di Crepaldi ha lasciato sgomenti tutti i colleghi in ogni parte d’Italia, aprendo anche un dibattito, tuttora in corso, sulle modalità della protesta. “Vicinanza e cordoglio per l'autotrasportatore investito e morto ad Asti – dichiara in una nota Massimo Montebove, consigliere nazionale del Sindacato di polizia Sap per il Piemonte – ma è opportuno ricordare che i blocchi sono illegali e chi partecipa commette reato. Episodi come quello di Asti potrebbero purtroppo ripetersi".
l’ovvio valzer di cifre. L’impatto, comunque, è fortissimo, sia in termini mediatici con titoli in prima pagina e aperture di tutti i Tg, sia in termini economici: gli speculatori ritoccano i prezzi nel giro di qualche ora, problemi effettivi di distribuzione delle merci iniziano a scuotere il Paese. E, forse un po’ a sorpresa, dopo i picchi di tensione dei primi giorni, il fermo, pur depotenziato, arriva fino in fondo, al 27 gennaio. Si è poi passati alla costatazione dei danni. Si tratta di stime molto complesse e tutte da verficare. Solo per dare qualche dato, secondo la Confederazione italiana agricoltori “il blocco degli autotrasportatori, attuato prima in Sicilia e poi nel resto d'Italia costato all'agricoltura e alla zootecnia siciliana 70 milioni di euro”. Confagricoltura stima che, dall’inizio dei blocco dei Tir, la perdita complessiva, in Italia superi le 500 mila giornate di lavoro, pari a 30 milioni di euro di retribuzione, più di 3 milioni al giorno. La Federcoopesca-Confcooperative parla di 25 milioni di euro di danno. La Fiat ha temporaneamente chiuso gli stabilimenti e in tutte le regioni d’Italia le associazioni confindustriali e rappresentative degli esercenti commerciali hanno lamentato danni. Uno stop che, dall’ultima settimana di gennaio, è tornato lentamente alla normalità. In vista nuove proteste Il dibattito aperto nel mese di gennaio non sembra essersi concluso con le proteste culminate nel fermo dei servizi e nei blocchi stradali che, in diversi casi, hanno intercettato un malcontento anche estraneo alla categoria. “Sono stati per tutti noi i giorni dell'ira, della fatica, della tensione – si legge sulla home page di TrasportoUnito – ma anche i giorni in cui si è costruito fra di noi un legame di condivisione, di amicizia, di collaborazione, di solidarietà, di altruismo ma sopratutto di speranza”. Opposta l’opinione di Paolo Uggè, presidente di Fai Conftrasporto: “Tutta questa vicenda ha prodotto lacerazioni, aspettative deluse, indebolimento dell’immagine del settore, a soprattutto danni alle imprese ed alle persone”. E TrasportoUnito prepara già un nuovo fermo, quello delle bisarche, per il 20 febbraio. TIR146-2012 17
i fronte alle gravi difficoltà affrontate dall’autotrasporto di merci (e da molti altri settori) è molto importante orientarsi e cercare possibili soluzioni. Ma bisogna farlo in base ai dati e non, come talvolta accade, sulla scorta di impressioni e riflessioni parziali. Un aiuto alla categoria, in questo senso, sta arrivando dal Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori che, come di consueto, finanzia progetti di studio e ricerca statistica per inquadrare i fenomeni
Young, su incarico dell’Albo stesso, ha messo a confronto l’impatto delle imposte su fatturati e costi delle nostre aziende, in relazione ai loro competitori internazionali. L’indagine non prende in considerazione tutti i 27 paesi dell’Unione Europea (anzi 28, dopo il recente referendum in Croazia), ma si concentra su esempi importantissimi per comprendere il nostro posizionamento. Vi ritroviamo Germania e Francia, economie strutturate e locomotive del si-
operatori possono contare su un carico fiscale molto più conveniente; ma anche all’interno di questa categoria occorre stabilire alcune differenze. Vengono infatti presi in esame paesi come l’Ungheria e la Romania, in grande difficoltà nello scenario economico internazionale, ma anche la Polonia, che è invece considerata un nazione in forte ascesa. Lo studio ha dunque evidenziato le diverse forme di imposizione vigenti in ciascun Paese per poi metterle a confronto
stema europeo. Vi è poi la Spagna, la cui situazione, per molti aspetti, richiama i problemi italiani. Interessante la comparazione con i “vicini di casa” di Austria e Slovenia. E infine l’est, quei paesi da cui proviene la maggior parte della concorrenza e in cui gli
Francia cara, Italia anche Il primato delle imposte dirette più alte spetta alla Francia, che presenta il maggior carico fiscale nominale (con un’aliquota complessiva del 33,33%), cui si aggiunge la “tassa professionale”, caratterizzata da una aliquota nominale variabile. Pre-
Costi: poco competitivi nel confronto europeo Da uno studio commissionato dal Comitato Centrale dell’Albo emergono tutte le difficoltà delle nostre aziende di settore. Da Est la concorrenza più pericolosa economici e politici che riguardano da vicino la movimentazione di merci. Tra quelli più recenti presentati dal Comitato Centrale, va segnalata l’“analisi comparativa del carico fiscale e contributivo nel sistema normativo vigente”, attraverso la quale la Ernst &
Comparazione aliquote fiscali nominali Imposte reddito Italia Germania Francia Spagna Slovenia Austria Ungheria Polonia Romania
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27,50% 30% 33,33% 30% 20% 25% 10% - 19% 19% 16%
Altre imposte locali 3,90% - 4,82% 2% -
Imposte dirette totali 31,4% - 32,32% 30% 33,33% 30% 20% 25% 12% - 21% 19% 16%
Imposte indirette (IVA) 20%, 10%, 4% 19%, 7% 19,6%, 5,5% - 2,1% 16%, 7%, 4%, 0% 20%, 8,50% 20%, 10% 25% 22%, 7%, 3% 24%, 9%
occupante che la pressione fiscale sugli operatori italiani sia in linea con questo standard, con un carico fiscale pressoché analogo a quello francese: l’aliquota complessiva ordinaria è infatti pari al 31,4% (Ires 27,5%; Irap 3,9%) elevabile al 32,32% (Ires 27,5%; Irap 4,82%). Classi dimensionali L’indagine statistica condotta per conto dell’Albo seleziona le aziende in base alla classi dimensionali, dai monoveicolari fino alle imprese più strutturate che di-
Il primato delle imposte dirette più alte spetta alla Francia, ma anche per l’Italia la situazione è preoccupante
spongono di più di dieci veicoli. Interessante notare come vi siano alcune tendenze comuni a tutte le imprese, pur se di diversa consistenza: le aziende francesi, tedesche ed austriache occupano le prime tre posizioni nella classifica del fatturato; le ultime quattro posizioni sono occupate, in ordine decrescente, dalla Slovenia, dall’Ungheria, Polonia ed Romania. l’Italia occupa la quarta posizione. Dall’analisi emerge che il posizionamento competitivo delle aziende italiane prescinde dalla loro dimensione. Tuttavia analizzando il fatturato delle nostre imprese di settore si nota che un ostacolo per il conseguimento di più alti livelli risiede proprio nelle frammentazione del mercato italiano. L’autotrasporto paga questa caratteristica sia in termini di capacità di offrire servizi più complessi, sia in
termini di confronto con la committenza. Dallo studio emerge che le classi dimensionali intermedie sono le meno performanti sotto il profilo dei costi, anche se comparati con quelli degli operatori residenti nei Paesi dell’Europa dell’Est. Al contrario le aziende italiane appartenenti alle classi dimensionali “estreme”, e cioè monoveicolari o con oltre 10 veicoli a disposizione, sembrerebbero godere di un livello di costi meno oneroso: tuttavia anche in questo caso le imprese italiane presentano costi relativi maggiori se rapportati a quelli delle imprese più performanti dell’Europa dell’Est (da +36% a +41%)
Difficile competere Il quadro che emerge, insomma, per le aziende di autotrasporto italiane, non è dei più rassicuranti. In particolare, secondo la ricerca, gli autotrasportatori italiani rischiano un’ulteriore marginalizzazione, non solo a livello internazionale (nel contesto generale europeo), ma perfino in patria. Basti pensare che il carico fiscale, per una ditta individuale rumena è dell’11% e del 22% per quelle nostrane. Le “ricette” proposte dallo studio, sebbene non assimilabili a proposte di carattere politico, vanno nella direzione più volte auspicata dagli osservatori. Anzitutto, per raggiungere posizioni di mercato importanti non basta essere semplici vettori, ma occorre muoversi come operatori in grado di internalizzare l’intera “catena logistica” (monitoraggio, stoccaggio, evasione ordine). E in questo senso sembrerebbero muoversi le politiche strategiche del settore, con iniziative come il Piano nazionale della logistica. Va sottolineato anche che la dipendenza del nostro Paese da aziende estere per la fornitura di servizi di trasporto e logistica fonda la propria origine sulla politica di vendita seguita dagli operatori economici italiani basata sulla stipula di contratti franco-fabbrica, secondo la quale sono gli acquirenti a scegliere, tra gli altri, anche l’operatore per il trasporto. Altro punto importante, lo sviluppo della logistica pubblica: dovrebbe consentire un processo di valorizzazione del territorio e l’incremento della competitività dei diversi operatori economici locali.
Fatturato aziende di autotrasporto con più di 10 veicoli 2.000.000 1.608.582
1.564.573
1.408.909
1.564.591 1.373.355 1.238.968 1.111.563 1.043.798
891.657
Costi aziende di autotrasporto con più di 10 veicoli 0 -200.000 -400.000 -600.000 -800.000 -872.245
-1.000.000 -995.129 -1.063.653
-1.200.000 .-1.187.591
-1.225.981
-1.400.000 -1.600.000
-1.343.011
-1.370.072
-1.451.407 -1.468.881
Fatturato imprese monoveicolari 200000
150000 138.188
94.935 79.384
Costi imprese monoveicolari 0 -20000 -40000 -60000 -80000
-78.648
-120000 -128.502
-130.338
-140.063
-160000 italia
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Aumentano i corsi di guida economica per gli autisti dei veicoli industriali organizzati dalle case costruttrici e dalle associazioni di categoria. Grazie anche all’utilizzo di simulatori digitali Michele Latorre
Il risparmio s’impara con i corsi di guida economica R
idurre il consumo di gasolio: quella che fino ad ieri era una priorità è diventata una necessità vitale per le imprese di autotrasporto, che stanno affrontando un costante aumento dei costi d'esercizio, causato soprattutto dagli incrementi del carburante. E per risparmiare ogni goccia di gasolio si utilizza qualsiasi mezzo, intervenendo sia sul veicolo, sia sull'autista. Nel primo caso, i costruttori propongono una serie di equipaggiamenti che alleggeriscono il camion e ne aumentano la penetrazione aerodinamica: ruote in lega leggera, carenatura laterale, spoiler superiore. Grazie a questi accorgimenti si riesce ad ottenere il massimo dal veicolo. Ma non basta, perché è ancora più importante agire su chi il veicolo lo comanda, ossia il conducente. Il fattore umano è sempre stato importantissimo per ridurre i consumi di carburante e lo rimane anche sui veicoli dell'ultima generazione, per quanti equipaggiamenti aerodinamici ed elettronici possano avere. Anzi, proprio le nuove generazioni di motori richiedono un drastico mutamento dello stile di guida per sfruttarne al massimo le prestazioni. Così, stanno diffondendosi dei corsi per autisti, specializzati proprio nell'insegnare i 20 TIR146-2012
fondamenti teorici e la pratica del risparmio del gasolio al volante di un veicolo pesante. Prima si sono attivati i costruttori degli automezzi, che utilizzano tali iniziative anche come canale di promozione, poi si sono mosse le associazioni degli autotrasportatori, che usano i fondi stanziati per la formazione professionale. Tutti chiariscono una cosa: questi corsi non servono per “insegnare a guidare” il camion, anzi danno per scontato che chi vi partecipa sia pratico del volante. Servono, piuttosto, per conoscere meglio le potenzialità offerte dai motori dell'ultima generazione e i vantaggi della cosiddetta “guida predittiva” che, oltre a ridurre il consumo di carburante, diminuisce anche quello dei freni ed aumenta la sicurezza. Guidare con l’occhio Il primo insegnamento dei corsi di guida economica è guidare non più con l'orecchio, bensì con l'occhio. Molti autisti sono cresciuti professionalmente con l'abitudine di cambiare marcia quando udivano il motore raggiungere un determinato regime. Oggi, con le cabine completamente insonorizzate, il rumore del propulsore è praticamente scomparso, quindi il cambio della marcia deve avvenire guardando il con-
tagiri. La lancetta deve sempre rimanere all'inizio della “zona verde”, ossia intorno ai 1100-1300 giri. E con le elevate coppie dei motori di oggi, ciò significa cambiare molto meno e saltare anche uno o due rapporti in una scalata. “Ogni cambio di marcia richiede un maggiore consumo di carburante, quindi meno ne fate, più risparmiate”, spiegano gli istruttori. “E non preoccupatevi se sembra che il motore non ce la faccia. Finché la lancetta resta sul verde, siate certi che vi fornirà tutta la potenza necessaria”. Per molti autisti, specialmente se hanno la patente da qualche anno, questa è una vera rivoluzione, perché sono abituati a mantenere un alto regime. Guida predittiva Un altro drastico cambiamento di prospettiva è la cosiddetta “guida predittiva”, che consiste nell'adattare il comportamento al volante considerando in anticipo quali azioni si dovranno fare, sulla base delle condizioni del traffico o dell'andamento della strada. Due esempi che vengono portati nei corsi sono la presenza di un semaforo o di una rotonda all'orizzonte: in questo caso, bisogna lasciare l'acceleratore con largo anticipo, arrivando con abbrivio sulla linea d'arresto, dove si può decidere se accelerare o frenare. Un altro caso classico è l'inizio di una salita, dove si consiglia d'accelerare fino all'attacco della pendenza, che va affrontata con un rapporto che consenta al veicolo di arrivare in cima senza ulteriori cambi. In mol-
Con la “guida predittiva” si adatta il comportamento al volante considerando in anticipo le azioni da intraprendere
ti casi, è meglio staccare il cambio automatizzato e passare alla guida manuale. Prova sul campo Queste sono solo alcune delle raccomandazioni che gli istruttori dei corsi propongono ai partecipanti, ma non si accontentano di presentare una teoria. Essi chiedono di metterla in pratica e di verificare sul campo i miglioramenti che si possono ottenere. Quindi, tutti i corsi prevedono, dopo un'introduzione teorica, anche una parte di guida, che può essere svolta su un vero camion in un percorso reale, oppure con un sofisticato simulatore di guida, che non ha nulla da invidiare a quelli adottati nel settore aeronautico. In entrambi i casi, la sessione prevede due fasi: nella prima, il partecipante conduce il veicolo (che viaggia a pieno carico) secondo il suo abituale stile, poi ripete lo stesso percorso seguendo le istruzioni dell'istruttore. Quindi, si torna in aula e si confrontano i risultati tra le due sessioni, verificando la differenza nei consumi. I risultati dei corsi mostrano che quasi sempre c'è un miglioramento adottando le tecniche insegnate, che varia dal tre all'otto per cento, secondo il livello iniziale di ciascun autista. In concreto, una riduzione dell'otto percento applicata ad un veicolo industriale che percorre ogni anno 12mila chilometri significa un risparmio annuale, per la sola voce del carburante, di circa cinquemila euro per automezzo. Ma questi corsi non offrono solamente una riduzione dei consumi di gasolio. Le cen-
traline di bordo dei camion registrano qualsiasi evento del veicolo durante la marcia, tra cui il numero di cambi marcia (ed il relativo regime), le frenate e l'uso del retarder. Questi dati si possono scaricare sul computer aziendale per analizzare lo stile di guida. Anzi, questo lavoro viene svolto da specifici programmi, che rilevano i punti deboli e forniscono perfino un voto sulla guida, sempre dal punto di vista del consumo di carburante. Grazie a questi strumenti di rilevazione, l'istruttore può anche fornire consigli utili su come diminuire l'usura dei freni e della frizione.
alcune associazioni di categoria, tra cui Anita, Confartigianato Trasporti e Fai. L'Asc ha due simulatori gemelli, uno fisso presso la sede, l'altro montato su un semirimorchio per svolgere formazione presso gli autotrasportatori. Anche in questo caso, i corsi comprendono una parte teorica e una di guida, ma quest'ultima avviene con il simulatore, che consente di creare percorsi personalizzati, che l'autista percorre alla guida di un camion virtuale, anch'esso adattabile alle singole situazioni. Per esempio, si può simulare un articolato cisternato, piuttosto che un centinato a diverse altezze di baricentro. Il simulatore può inserire nel percorso fino a trenta diversi utenti della strada (dai pedoni ad altri camion) e determinare se hanno un comportamento rispettoso delle regole, oppure imprevedibile, quando interagiscono con l'autista. Gli strumenti per migliorare lo stile di guida degli autisti sono quindi diversi e sofisticati. I risultati che si ottengono al termine del corso sono buoni, però è necessaria una condizione per renderli effettivamente utili per l'impresa di autotrasporto: che gli insegnamenti appresi vengano applicati nel lavoro quotidiano. E questa è la parte più difficile, perché cambiare abitudini accumulate in anni di lavoro richiede impegno ed attenzione.
«Con meno cambi di marcia si ottiene un forte risparmio di carburante»
Il simulatore Uno strumento che può ulteriormente evolvere i corsi di guida economica è il simulatore. E non parliamo di un programma installato sul pc, bensì di un sistema complesso, analogo a quelli in uso da tempo per la formazione in campo aeronautico. L'autista sale su una vera cabina, montata su martinetti, e sul parabrezza vede un percorso stradale ricostruito dal computer. In questo modo, l'istruttore può creare un viaggio virtuale, che viene affrontato in modo realistico, scegliendo le situazioni di strada, di traffico e meteorologiche più adatte alla formazione di ciascun conducente. È quello che dal 2007 sta facendo l'Asc di Vairano (Milano), che svolge corsi di guida economica anche in collaborazione con
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on sprecare tempo prezioso e realizzare nei tempi più veloci possibile quanto il Paese aspetta da anni. Questo l’oggetto dell’incontro che si è tenuto tra la Consulta generale per l’autotrasporto e la logistica e i maggiori docenti universitari e i gruppi di studio interessati al settore. Presieduto da Bartolomeo Giachino, l’incontro ha focalizzato come, se il Governo è disposto a investire nell’organizzazione logistica, nei trasporti e nell’energia, il nostro Paese avrà mezzo punto di PIL in più.
Consulta e Università per il Piano della Logistica Un incontro presieduto da Bartolomeo Giachino ha evidenziato come con il Piano il nostro Paese potrebbe crescere di mezzo punto di PIL in più Non sprecare tempo prezioso e realizzare nei tempi più veloci possibile quanto il Paese aspetta da anni. Questa la sintesi dell’incontro che si è tenuto tra la Consulta Generale per l’Autotrasporto e la Logistica e alcuni docenti universitari esperti della materia. Presieduto da Bartolomeo Giachino, l’incontro ha evidenziato come, investendo nell’organizzazione logistica, nei trasporti e nell’energia, il nostro Paese potrà avere mezzo punto di PIL in più. Aprendo i lavori, il presidente della Consulta Giachino ha riepilogato gli sforzi fatti per la realizzazione del Piano della Logistica, anche alla luce della recente indicazione della CE che ha individuato i 10 corridoi strategici, quattro dei quali passeranno nel nostro Paese e s’incroceranno 22 TIR146-2012
nella pianura Padana, dando luogo alla parte più importante della Grande Area Logistica del sud Europa. “L’Italia può crescere di un mezzo punto di PIL in più se investe in energia e trasporti e se migliora fin dal prossimo anno l’efficienza logistica - ha sottolineato Giachino -. Il nostro Paese è agli ultimi posti in Europa per livello di crescita: meno dell’1 per cento contro percentuali ben maggiori degli altri Paesi, soprattutto Germania e Francia”. Per crescere di più, secondo Giachino, occorre quindi investire in una nuova politica energetica (l’Italia sacrifica il 4,1% del PIL alle spese di energia, la Francia – grazie al nucleare – solo il 3%), nello sviluppo dei trasporti e infine – grazie all’Alta Velocità ferroviaria e al nostro patrimonio
d’arte – nei movimenti turistici e nel miglioramento dell’efficienza logistica. Razionalizzare i sistemi Grazie alla razionalizzazione dei sistemi esistenti è già possibile migliorare l’efficienza logistica di 10 punti percentuali l’anno. Sull’esempio del porto di Venezia, che solo attraverso una razionalizzazione delle procedure e una drastica riduzione dei tempi di controllo e movimentazione dei container, ha aumentato i propri traffici provenienti da Shanghai e dalla Cina del 10 per cento annuo, più di Rotterdam. Il Piano si articolerà su 47 azioni concordate con gli operatori che dovranno dare nuovo slancio ai sistemi logistici del nostro Paese. “Lo studio sul ‘non fare’ – ha proseguito Giachino - evidenzia
l’analisi, già applicata a ferrovie e autostrade, all’intero settore della logistica. In particolare, si intende individuare e, ove possibile, misurare gli impatti economici, ambientali e sociali legati alla mancata implementazione delle principali linee del Piano Nazionale della Logistica. In particolare intendiamo valutare quali saranno i maggiori costi che le filiere logistiche agroalimentare, sanitaria ospedaliera e della distribuzione urbana delle merci dovranno sopportare qualora non vengano risolte le criticità che ne ostacolano l’ammodernamento: la scarsa connettività delle reti e accessibilità dei territori, la scarsa esternalizzazione delle attività logistiche, l’incapacità di offrire servizi integrati, la mancanza di una efficiente rete telematica e di uno sportello unico doganale”. Il contributo delle Università Tra i primi docenti a essere intervenuti Oliviero Baccelli, per il Certet, ha spiegato i temi macroeconomici, come la posizione
Il Piano si articolerà su 47 azioni concordate con gli operatori che dovranno dare slancio ai sistemi logistici del nostro Paese
come la tassa logistica, o il costo che il nostro Paese paga all’inefficienza, sia pari a ben 40 miliardi. Se si riuscisse a incrementare il valore dei processi logistici legati alla movimentazione dei due milioni di container che già oggi attraversano l’Italia, si riuscirebbe ogni anno a guadagnare una cifra di oltre 4 miliardi di euro.” I costi del ‘non fare’ L’Osservatorio “I costi del non fare”, Agici Finanza d’Impresa, da oltre 6 anni misura l’impatto sulla collettività del mancato sviluppo dei settori delle ferrovie e delle autostrade. Nel corso dell’incontro, Andrea Gilardoni, responsabile dell’Osservatorio, ha mostrato come secondo gli ultimi studi tale costo, su un orizzonte tem-
porale di 16 anni, è pari a quasi 300 miliardi di euro in termini di impatti economici, ambientali e sociali. “Il rilancio dell’economia del Paese dovrebbe passare proprio da un ripensamento del settore nel suo complesso, che potrebbe rendere più appetibili le nostre produzioni e attrarre un maggior traffico merci dall’estero, grazie anche alla nostra posizione strategica nel bacino del Mediterraneo. In questo senso – ha continuato il prof. Gilardoni - il Piano Nazionale della Logistica del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha l’importante obiettivo di individuare le principali linee d’azione per una riorganizzazione complessiva del settore logistico. L’Osservatorio CNF ha avviato uno studio che estende
economia, i docenti hanno affrontato il primo la valorizzazione dei processi di filiera favorendo l’interscambio tra le reti regionali e i canali esteri, mentre il secondo ha puntato il dito sulla mancanza di un apposito ente che dovrebbe affrontare nello specifico il problema, rivendicando la vocazione socioeconomica della logistica. Partnership con i Paesi di frontiera Roberto Barontini, del Centro Studi ricerca della Bocconi, ha affrontato lo scenario del traffico transalpino dal 2020 al 2026, con particolare attenzione alle infrastrutture e ai paesi limitrofi, senza dimenticare il sistema porti del Mediterraneo. Il tutto, intersecato con politiche regolatorie come i progetti in esame all’Unione Europea, provvedimenti come l’ecobonus e il ferrobonus. “La realizzazione del Piano della Logistica – ha detto Barontini - procede a ritmo serrato ed entro breve tempo porteremo le nostre conclusioni al ministro
«Il costo che il nostro Paese paga all’inefficienza è pari a 40 miliardi di euro» dell’Italia nel contesto infrastrutturale euro mediterraneo, gli incentivi ai porti, il quadro generale delle risorse. Temi specifici ha affrontato Giacomo Borruso, dell’Istiee, come il prolungamento del corridoio PP23 (l’asse Adriatico-Baltico), i nuovi progetti garantiti dalla Banca Centrale Europea, le Piattaforme di corridoio, lo sportello unico doganale, l’istituzione dell’Agenzia per la logistica, le smart city e le liberalizzazioni. Alessandro Panaro di SRM ha relazionato sugli studi effettuati in materia internazionale e ha proposto di trovare spazio nel Piano Nazionale della Logistica alle relazioni degli incontri con gli enti locali, rivolgendo particolare attenzione ai “grandi progetti”. Sulla microeconomia si è invece concentrata l’attenzione sia di Gaetano Aiello, per l’Università di Firenze, sia di Sergio Bologna per Ernst e Young: partendo dalle peculiarità appartenenti al nostro territorio e alla sua
Passera e al sottosegretario Ciaccia. Lavoriamo con fiducia. Ovviamente, le partnership da noi privilegiate sono quelle dei Paesi di frontiera, come la Svizzera e le sue nuove politiche per la restrizione dei traffici dopo l’apertura del tunnel del San Gottardo. Spagna e Grecia saranno interessate dalle autostrade del mare. I fondi necessari sono consistenti: è chiaro che per opere come il tunnel del Brennero il finanziamento deve essere spalmato in vari anni”. Apprezzamenti positivi per il lavoro svolto dalla Consulta sono stati espressi anche da Antonio Dallara, dell’Università Cattolica di Piacenza, che ha ricordato l’attività del Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con la collaborazione della Fondazione ITL. In particolare il progetto Arco Latino, sui poli logistici di Piacenza e Novara, insieme a analisi sui sistemi fluviali navigabili italiani e relativi collegamenti con città e regioni del nostro Paese. TIR146-2012 23
l Fondo di garanzia è uno strumento che si è rivelato utile a molte aziende di autotrasporto e che, in futuro, potrebbe essere approfondito con nuove applicazioni. I dati di Mediocredito parlano chiaro: nel biennio 20102011 la Sezione speciale dedicata al settore è diventata sempre di più una sponda importante per il sostegno alle imprese messe a dura prova dalla crisi economica. Per valutare i dati e individuare nuove proposte di utilizzo, il presidente della Consulta per l’autotrasporto e la logistica Bartolo-
meo Giachino ha convocato una riunione con i rappresentanti delle associazioni e i funzionari incaricati della gestione del fondo stesso. Si tratta di un’iniziativa che, sempre di più, viene conosciuta dalle aziende del settore - con buone performance nel Mezzogiorno - e dagli istituti bancari, ma che sembra avere ancora nuove potenzialità. “Siamo di fronte a un settore indubbiamente debole nei confronti della banche - ha affermato Giachino - abbiamo creduto nella possibilità di aiutare
questo rapporto e i dati ci danno ragione, con circa tremila domande esaminate e accolte e più di trecento in Sicilia. Ora, in un anno che si preannuncia molto difficile, dobbiamo capire cosa fare per migliorare ancora”. Tendenza positiva I finanziamenti accolti sono in crescita. La sezione speciale ha iniziato a essere operativa soltanto verso la fine del 2009, dunque un reale confronto è possibile solo in relazione al biennio appena trascorso: si è passati dai circa euro
Fondo di garanzia, occasione da approfondire La sezione Speciale autotrasporto, nel 2011, ha accolto finanziamenti per 161 milioni. Secondo il Presidente della Consulta Giachino “È un buon risultato, ma possiamo fare di più”
Bassi: serve più flessibilità Abbiamo rivolto qualche domanda a Gianluigi Bassi, segretario di Confartigianato Trasporti e rappresentante degli autotrasportatori per le vicende legate al Fondo di garanzia. È possibile tracciare un bilancio sull’attività del fondo dopo due anni di piena operatività? Sicuramente è un bilancio positivo soprattutto se si guarda all’evoluzione di questo strumento e alla sua diffusione tra gli operatori del settore. Da principio sembrava che quest’iniziativa stentasse un po’ ad essere compresa dalla categoria e ci siamo spesi molto, con assemblee, pubblicazioni, incontri, per favorirla e far comprendere la sua utilità. Gli autotrasportatori hanno capito e stanno utilizzando sempre più il fondo. Nel frattempo è stato necessario sensibilizzare anche le banche, stimolarne le competenze, far capire l’opportunità che il
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fondo di garanzia rappresenta. Ora direi che siamo arrivati a una buona messa a punto, ma bisogna guardare avanti. Chiaramente la possibilità di utilizzare il fondo anche per l’acquisto dei veicoli ha rappresentato un aiuto per questa iniziativa. E adesso che non sarà più possibile? Indubbiamente il fondo di garanzia va rivitalizzato con nuove proposte, in modo da aiutare le aziende a utilizzare queste risorse. Ricordiamo che esiste una sezione speciale legata all’autotrasporto e questo accade solo per la nostra categoria. Evidentemente è una particolarità da sfruttare. La nostra proposta è applicare criteri specifici e più flessibili alle imprese di autotrasporto, come già previsto nel decreto istitutivo del Fondo, in modo da favorire il suo utilizzo. Vedremo, con i gestori del fondo, come valorizzare ancora una volta le aziende di autotrasporto.
Finanziamenti accolti - 2011 N. operazioni
146 milioni nel 2010 e quasi euro 161 milioni nel 2011. La buona prestazione del 2011, però, va collegata anche a un forte incentivo introdotto da normativa: la possibilità, cioè, di avvalersi della garanzia del fondo per l’acquisto di veicoli. Per quanto riguarda questo specifico ambito, nel 2010 i finanziamenti sono stati di poco più di 4 milioni di euro, mentre nel 2011 sono stati di circa 19 milioni di euro.
giani, che hanno assolto anche la funzione di “broker” per il reperimento degli istituti bancari. Infine, è positivo il fatto che i finanziamenti relativi alla Sezione autotrasporto sono stati desti-
Micro Piccola Media Totale
Finanziamenti Importo accolti garantito 51.949.851,89 29.600.686,9 80.461.073 47.518.423 28.350.193 14.770.706 160.761.119 91.889.815
983 483 86 1.552
Durata operazioni N. operazioni Breve termine 748 Mediolungo termine 804 Totale 1.552
Finanziamenti accolti 67.152.030 93.609.089 160.761.119
Importo garantito 35.222.084 56.667.731 91.889.815
Numero domande N. operazioni 2009* 2010 2011 Totale
6 1.163 1.552 2.721
Finanziamenti accolti 3.145.000 145.893.927 160.761.119 309.800.046
Importo garantito 1.592.750 86.257.804 91.889.815 179.740.369
* Il dato si riferisce al periodo 1°-31 dicembre 2009
Quota N. operazioni 2009* 2010 2011 Totale
0,2% 2,3% 2,8% 2,5%
Finanziamenti accolti 0,4% 1,6% 1,9% 1,7%
Importo garantito 0,4% 1,7% 2,1% 1,8%
Contributo acquisto mezzi
Bartolomeo Giachino, presidente della Consulta. Nella pagina accanto Gianluigi Bassi, rappresentante degli autotrasportatori nel Fondo
Altro aspetto da sottolineare è rappresentato dall’incidenza percentuale delle operazioni della Sezione speciale autotrasporto sul totale di quelle relative alle Pmi, passata dal 2,3% nel 2010 al 2,8% nel 2011.
nati ad investimenti per il 30%, e per il 60% hanno riguardato finanziamenti a medio e lungo termine: si tratta di dati migliori rispetto a quelli degli altri comparti.
Piccole imprese protagoniste I dati del 2011 mostrano una prevalenza delle cosiddette microimprese, anche se la definizione - in un settore molto frammentato come l’autotrasporto -non deve sviare: si tratta di quelle che hanno fino a dieci dipendenti. Queste hanno attivato 983 operazioni sulle 1552 complessive, cui corrispondono 52 milioni di finanziamenti sui 161 totali, probabilmente connessa all’entrata in campo dei Confidi arti-
Le proposte Ora che il fondo non potrà più essere utilizzato per l’acquisto di veicoli si cercano nuove strade. Giachino propone di utilizzarlo per una sorta di anticipazione sul rimborso delle accise, tema così caldo delle recenti trattative sindacali. Dal punto di vista tecnico non dovrebbero esserci ostacoli, ora bisognerà vedere se i rappresentanti degli autotrasportatori troveranno utile la proposta e decideranno di farla propria. Se ne riparlerà a Marzo, in una nuova riunione.
N. operazioni Finanziamenti accolti 2009   2010 44 4.291.880 2011 214 19.413.961 Totale 258 23.705.841
Importo Investimenti garantito   2.917.134 3.754.323 12.340.950 32.130.249 15.258.084 35.884.572
Finanziamento acquisto mezzi - 2011 N. operazioni Lombardia 32 Piemonte 24 Emilia Romagna 15 Liguria 4 Friuli Venezia Giulia 3 Veneto 3 Trentino Alto Adige 1 Valle d'Aosta 1 Totale nord 83 Toscana 19 Marche 9 Lazio 5 Umbria 1 Totale centro 34 Sicilia 37 Campania 22 Puglia 20 Calabria 10 Basilicata 3 Abruzzo 1 Molise 1 Sardegna 3 Totale mezzogiorno 97 Totale 214
Finanziamenti accolti 2.298.568 1.995.096 2.146.990 328.500 147.000 820.000 143.000 78.375 7.957.529 1.345.000 1.733.810 861.750 500.000 4.440.560 2.000.908 1.918.952 1.746.264 980.848 142.800 35.700 50.400 140.000 7.015.872 19.413.961
Importo garantito 1.376.001 1.165.040 1.278.270 175.125 88.200 492.000 38.610 35.269 4.648.515 614.250 1.034.015 368.288 300.000 2.316.552 1.583.226 1.433.461 1.327.099 782.197 114.240 21.420 30.240 84.000 5.375.884 12.340.950
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Verifiche sugli operatori stranieri, nuove tecnologie per i controlli, maggiore collaborazione con le istituzioni. Parla il nuovo direttore della Polizia Stradale Maria Luisa Pellizzari Yari Selvetella
Più controlli con il contributo dell’Albo degli Autotrasportatori I
ncontriamo il nuovo direttore della Polstrada Maria Luisa Pellizzari nei difficili giorni del fermo. Le chiediamo la sua opinione e i suoi progetti su alcuni dei temi più sentiti dalla categoria, dalle verifiche sugli operatori stranieri alle nuove tecnologie utilizzate per il controllo. Un percorso di dialogo nel segno della legalità. Dalla prevenzione al controllo, la Polizia Stradale lavora quotidianamente per garantire la sicurezza di chi viaggia, confrontandosi con le principali categorie coinvolte, a cominciare proprio dagli autotrasportatori. Direttore, l’autotrasporto è una delle poche categorie che si batte per avere più controlli. A che punto siamo? I controlli hanno avuto un ulteriore incremento e il nostro obiettivo è una costante crescita. I dati relativi al 2011 sono in corso di elaborazione proprio in queste settimane. A cominciare dai controlli sul rispetto dei regolamenti 3851/1985 e 561/2006, in tema di cronotachigrafo e rispetto dei tempi di guida e di riposo. Possiamo tuttavia anticipare che, dalle prime analisi, il dato di tendenza in crescita per il 2011 è confermato. Da parte nostra c’è la volontà di proseguire nel lavoro che, già nel biennio 2009-2010, 26 TIR146-2012
ha visto un deciso incremento dei controlli da parte della Polizia Stradale. Ritengo che il messaggio della legalità debba essere articolato in varie fasi: dalla prevenzione al controllo. È nostra intenzione svolgere questo lavoro nel segno della condivisione con i protagonisti della strada e in questo caso soprattutto con le associazioni di categoria. Sappiamo bene che quello degli autotrasportatori è un mestiere durissimo e il nostro messaggio anche agli altri utenti della strada è che non si deve aver paura del camion. A questo ruolo dell’autotrasporto, però, corrisponde una grande responsabilità: un comportamento corretto è interesse anzitutto degli autotrasportatori, anche per modificare la percezione nei loro confronti. Un tema molto sentito dalla categoria riguarda i controlli sui vettori stranieri: si chiede, in buona sostanza, che le regole valgano per tutti… Abbiamo intensificato e intensificheremo i controlli sulle direttrici stradali e autostradali. E il nuovo Codice della strada ci ha fornito un valido strumento: il pagamento immediato della sanzione e la possibilità del sequestro immediato del veicolo. Mi rendo
conto che, a fronte del numero di controlli effettuati sugli italiani, la quota di verifiche sui vettori stranieri può sembrare piccola, ma in termini proporzionali si noterà che non facciamo sconti a nessuno. Anche per quanto riguarda la qualità dei controlli, abbiamo corsi di formazione specifica presso la nostra scuola di Cesena. Inoltre collaboriamo con il ministero della Infrastrutture e Trasporti e con il Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori con corsi di approfondimento sulla disciplina del trasporto merci, riservati agli operatori ai quali, periodicamente, vengono distribuiti anche dei fac-simile per una corretta verifica dei documenti stranieri. L’investimento in tecnologia sembra aver dato i suoi frutti in questi anni… Del trinomio “prevenzione, controllo e tecnologia” intendo fare un po’ il mio motto. L’uso di nuove tecnologie ci permette di utilizzare strumenti di grande efficacia e al contempo liberare risorse umane da destinare a ulteriori controlli. Uno dei più recenti riguarda proprio i camion, e cioè l’Overload tutor, che controlla i pesi dei veicoli commerciali in transito. Ne verificheremo presto i risultati. Un’altra novità riguarda l’informatizzazione, per una lettura “vidimata” e più veloce del cronotachigrafo digitale. Il Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori ci ha inoltre consegnato 55 computer portatili con software dedicati a una lettura facilità della Cqc e dei dati dei veicoli pesanti adibiti al trasporto merci.
Il nuovo direttore della Polizia Stradale Maria Luisa Pellizzari. Ha assunto l’incarico da qualche settimana
UNA LUNGA ESPERIENZ A
Padovana di nascita, laureata in giurisprudenza, 61 anni, Maria Luisa Pellizzari è in Polizia dal 1985. Ha una lunga esperienz a sul campo in cui spicca, dal 1992 al 2001, il ruolo di dirigente della sez ione investigativa del centro operativo della Dia di Roma. Ha poi diretto la II e la III divisione del servizio cen trale operativo della direzione centra le anticrimine. Primo dirigente nel 200 1 e Dirigente superiore nel 2010, Pel lizzari ha inoltre diretto i corsi del l’Istituto superiore di Polizia e il ser vizio assistenza e attività sociali della Direzione Centrale Affari Generali.
In questo momento di crisi del settore e dell’economia, è possibile, secondo lei, che le tematiche della sicurezza passino in secondo piano? Certamente, da parte nostra, non ci sarà alcun abbassamento della guardia. Lavoreremo con il massimo impegno per razionalizzare le spese, ma la sicurezza stradale è e deve rimanere un tema prioritario e non solo in termini repressivi. Ci rivolgiamo ai giovani con iniziative come Icaro, giunta alla dodicesima edizione e stiamo preparano una nuova iniziativa, una sorta di “cassetta di lavoro” della sicurezza da distribuire ai ragazzi. Non dimentichiamoci che gli incidenti mortali sono la prima causa di decesso tra i giovani.
CONTROLLI PER NAZIONALITÀ DEL VEICOLO
ITALIANA PAESE U.E. PAESE EXTRA U.E. TOTALE VEICOLI CONTROLLATI
113.166 9.175 2.067
229.152 20.168 3.997
115.986 10.993 1.930
102,5 119,8 93,4
180 62 14.538
76 34 6.766
73,1 121,4 87,1
36.698 47.908
19.867 30.554
118,0 176,1
LEGGE 298/74 Art.26/1 Esercizio abusivo Art.26/2 Affidamento trasporto ad abusivo Art.46 Trasporto abusivo Art.7 c.2 D.L.286/05 (Affidamento trasporto ad abusivo da parte di impresa)
CODICE DELLA STRADA Art.61 Sagoma limite 104 Art.62 Massa limite 28 Art.142 Limiti di velocità 7.772 Art.164 Sistemazione del carico sui veicoli 537 Art.167 Trasporto di cose con veicoli a motore 3.194 Art.174 Tempi di guida e di riposo 16.831 Altro 17.354
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IL LIBRO Da Babele a sistema
Tripletta di Iveco nella Dakar 2012 Dominio Iveco nella Dakar 2012, il più importante rally del mondo. L’azienda italiana si è infatti imposta con un primo, secondo e sesto posto nella classifica generale dei veicoli pesanti della 33a Dakar che, partita il 1° gennaio da Mar del Plata, ha attraversato Argentina, Cile e Perù, in una gara in linea di 14 tappe, per un totale di 8.500 chilometri, dei quali circa 4.200 cronometrati. Il Team Petronas De Rooy Iveco ha vinto il rally con l’olandese Gerard De Rooy, alla guida di
un Iveco Powerstar, un camion prodotto e commercializzato da Iveco in Australia. L’Iveco Powestar è dotato di un motore FPT Industrial C13, con più di 900 Cv, e di componentistica Magneti Marelli. Alle spalle di De Rooy, gli altri piloti del team, Stacey e Biasion sono stati alla guida di due Iveco Trakker Evolution 2, equipaggiati con lo stesso motore. I tre veicoli, adattati alle condizioni ambientali estreme del rally, erano di serie e ottimizzati per prestazioni a elevata efficienza energetica.
Tutta la vita è programmazione. Dalle più superficiali esperienze individuali ai più complessi sistemi economico-produttivi non c’è ambito che si sottragga all’importanza dell’organizzazione e della razionalizzazione. Ne è convinto Paolo Volta, prolifico autore di saggi dedicati ai trasporti e
Veicolo di assistenza high tech Renault Trucks Il servizio 24/7 di Renaul Trucks, disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7 in tutta Europa, si è dotato di un nuovo veicolo, unico nel suo genere, per fare in modo che gli autisti fermi per un guasto possano ripartire il più velocemente possibile. Frutto di una collaborazione tra il centro design di Renault Trucks (HDD) e l’agenzia di grafica e sviluppo multimediale Trafik, l’aspetto innovativo di questo veicolo richiama l’affascinante
mondo dei camion americani. Il veicolo d’assistenza, a disposizione della succursale Renault Trucks Lorraine, è un Renault Kerax 520cv 8x4 con mtt di 32t, con allestimento Mega 45 della Jigé International. L’allestimento comprende un braccio idraulico di rimorchio a 3 livelli di estensione con una capacità di sollevamento di 45t, 2 argani idraulici da 24t e un
Ottimi risultati per Paccar nel 2011, che per il 73esimo anno consecutivo ha chiuso l’anno in utile. Nel quarto trimestre dell’anno i profitti sono stati pari a 4,85 miliardi di dollari, la cifra più alta nella storia della società. “I risultati finanziari della società riflettono la qualità dei nostri prodotti e servizi – ha commentato Mark Pigott, presidente e amministratore delegato della società - i benefici della diversificazione geografica e la crescita dei servizi finanziari. Nell’ultimo trimestre abbiamo iniziato la costruzione della linea di assemblaggio di DAF in Brasile, aperto un centro di distribuzione di parti di ricambio in Russia e aumentato gli impiegati in India e Cina”. L’utile nel quarto trimestre è stato di 327,7 milioni di dollari (9,1 dollari per azione) un incremento del 93% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, quando era stato pari a 169,8 mi-
braccio elevatore idraulico. Il veicolo verrà utilizzato per assistere tutti i camion fermi in panne sulle strade tra Luneville, Charmes et Laxou grazie ad un permesso ottenuto aggiudicandosi una gara d’appalto e più in generale su tutto il dipartimento di Meurthe-etMoselle per tutti coloro chiameranno il servizio d’assistenza 24/7.
lioni di dollari. Le vendite hanno registrato il record di 4,85 miliardi di dollari, in aumento del 58% rispetto ai 3,06 miliardi dello stesso periodo 2010. Particolarmente bene è andata per DAF. “Le vendite di veicoli sopra le 15 tonnellate nei Paesi dell’Europa Centrale e Orientale sono state 244.000 nel 2011, con un incremento del 33% rispetto al 2010”, ha detto Harrie Schippers, presidente di DAF. “Nel 2011 DAF ha raggiunto una quota di mercato record, pari al 15,5% per i veicoli sopra le 15 tonnellate, il livello più alto nella sua storia. DAF è leader di mercato nel Regno Unito, Olanda e Belgio e in molti paesi dell’Europa Centrale. Secondo le stime – ha concluso Schippers - nel 2012 le vendite, sempre nel mercato sopra le 15 tonnellate, saranno pari a 210.000240.000 unità”.
Vendite record per nel 2011
alla logistica che, proprio in queste settimane, ha pubblicato - per l’editrice il Sole 24 ore - il suo ultimo lavoro, dal titolo “Trasporto merci: da Babele a Sistema”, realizzato con Federico Rupi (docente universitario di economia dei trasporti). Nel sottotitolo si chiarisce già un certo intento programmatico del libro: “Il valore della programmazione nella movimentazione di merci”, infatti, suona anzitutto come un invito alle istituzioni e agli operatori, perché tengano nel debito conto di questo fattore. I problemi di trasporto, consegna e riciclaggio delle merci, incidono sui disagi del traffico e sulla qualità della nostra vita. Va quindi progettata e sviluppata una logistica sostenibile che passi attraverso l'intermodalità, l'ottimizzazione dei percorsi, la riduzione dei ritorni a vuoto, la localizzazione intelligente dei magazzini, ma anche attraverso una progettualità diversa che punti a sciogliere i nodi del sistema logistico.
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I veicoli della serie G e P destinati al cava cantiere sono stati rinnovati nel frontale e in alcuni componenti. Irrobustiti per meglio affrontare gli impieghi più gravosi Ferdinando Tagliabue
Off road: Scania tenta la scalata al cava-cantiere Scania P420
a connotazione di Scania è notoriamente stradale. Il costruttore svedese vanta infatti una grande tradizione nel comparto dei pesanti stradali, mentre ora nel settore del veicolo cava cantiere cerca di farsi strada. Cresce la funzionalità Le esigenze del cava cantiere, specialmente se impegnativo, sono profondamente differenti da quelle dei veicoli stradali e conseguentemente si rende necessaria una progettazione specifica. E infatti ecco una nuova gamma Scania specificamente progettata per affrontare anche le più difficili condizioni operative. I nuovi modelli off-road si caratterizzano per il rinnovato styling del frontale, improntato alla massima funzionalità e caratterizzato dal nero della calandra e della struttura dei paraurti che contribuiscono ad enfatizzare un’aria di grande robustezza e continuano il tema della "T avvolgente" tipicamente Scania. Oltre all’aspetto però c’è anche la sostanza, grazie all’adozione di una serie di soluzioni adottate allo scopo di mettere al riparo da eventuali contatti con ostacoli i componenti più vulnerabli e maggiormente esposti a questo rischio. Prima la G poi la P Per la nuova gamma fuoristrada Scania la scelta dei tecnici della casa svedese si orientata sulle spaziose cabine della serie G che saranno seguite in una seconda fase da quelle più compatte della serie P. Anche i nuovi mezzi da fuori strada saranno equipaggiati con tutte quelle nuove soluzioni e funzioni che sono state recentemente adottate sui modelli stradali come ad esempio lo Scania Opticruise, proposto per l’occasione con modalità off-road ma anche nuove funzioni di controllo della trazione, innovative soluzioni per il telaio nonché il nuovo retarder le cui prestazioni sono state ottimizzate per le basse velocità. L’automatizzato per l’off-road Lo Scania Opticruise (proposto in versione completamente automatico o con pedale della frizione) oggi dispone di una nuova modalità operativa con cambio di marcia ottimizzato per l’off-road ed il cantiere. Numerose le funzioni “intelligenti” come ad esempio la modalità manovra per il preciso controllo del veicolo a bassa velocità o la modalità di disimpegno automatico che rileva lo slittamento delle ruote motrici. Alcuni parametri dell’Opticruise possono essere adattati in officina secondo le condizioni effettive; è possibile disabilitare la modalità Power e il kickdown; la marcia di partenza è automatica ma la marcia di default può essere riprogrammata. Uno specifico pannello di comando assicura la massima facilità di accesso a tutte le diverse funzioni relative ad aderenza e trazione, integrate in un unico modulo. Le modalità normale e Power sono ora integrate da una nuo-
va modalità particolarmente Sopra vediamo il gancio Un retarder traino (con capacità di 35 indicata per la marcia su terper l’off-road ton) integrato al paraurti; reni morbidi o sconnessi. Lo Scania Retarder è ora a destra le robuste griglie Quando ci si trova in modisponibile in una versione in acciaio a protezione dalità off-road il sistema cerche contempla anche la nuodei gruppi ottici ca di tenere innestata la friva modalità per basse velocizione il più a lungo possibile allo tà che si rivolge a quella utenscopo di evitare una interruzione za che necessità di una maggior dell'erogazione di potenza e, di conpotenza a basse velocità (come nel caso seguenza, della trazione. I cambi di marcia degli impieghi in fuori strada) e prestazioni suvengono ridotti al minimo in modo da perperiori. Il nuovo Scania Retarder (denominamettere alla velocità del motore di variare su to R4100) sotto il profilo tecnico è pressoché una fascia più ampia di giri; inoltre i cambi di identico alla versione R3500, almeno per marcia vengono accelerati. La modalità Power quanto concerne gli aspetti principali (inteviene adottata quando i tempi di trasporto grazione delle funzioni dei sistemi frenanti, hanno la priorità. In questo caso le prestazioni controllo della velocità, cambio di marcia e rafin salita sono adattate a regimi del motore in freddamento). La capacità frenante totale è cui viene erogata la potenza massima e se da un lato è inevitabile un maggior consumo di carburante è altrettanto vero che la marcia in salita risulta più veloce e con cambi di marcia più rapidi. La modalità normale è ottimizzata sul risparmio di carburante anche se è comunque in grado di fornire buone prestazioni in salita; operando in questa modalità il sistema cerca di mantenere un regime in cui viene erogata la massima coppia. La modalità di manovra (che si inserisce allontanando la leva dell’Opticruise dal volante per alcuni secondi) è disponibile in tutte le modalità di marcia.
stata passata dai 3.500 Nm della versione R3500 ai 4.100 Nm mentre il rapporto di trasmissione interno è passato da 3.04 a 3.26, il che si traduce in una incremento della coppia frenante massima del 17% circa mentre a basse velocità, l'incremento effettivo è invece del 20-25%, in base al rapporto al ponte posteriore. Il nuovo rapporto di trasmissione è in grado di fornire un leggero incremento anche alla resistenza aerodinamica a velocità elevate. Un paraurti separato La robustezza del paraurti rappresenta un aspetto molto importante quando si lavora in cava e in generale nel fuori strada. Nel caso di Scania, la protezione della cabina è stata
Scania Gamma 051
Pannello di comando trazione Quasi tutti i veicoli Scania dispongono di controllo trazione e bloccaggio differenziale; i comandi che riguardano la trazione (bloccaggio differenziale, controllo trazione e trasferimento del carico) sono accorpati in un modulo intuitivo posto sul cruscotto. I comandi per il sollevamento dell'asse di traino o il trasferimento del carico tra gli assali del ponte si trovano accanto all'interruttore girevole. Al centro del modulo del pannello si trova l'interruttore girevole per il bloccaggio del differenziale che innesta tutti i blocchi sul veicolo per fornire maggior trazione mantenendo al tempo stesso la massima capacità di sterzo.
Off road: Scania tenta la scalata al cava-cantiere
affidata ad un robusto paPer eseguire manovre, in presenza di fango. Seml’Opticruise richiede raurti in acciaio di notevopre allo scopo di evitare l’allontanamento le sporgenza, ben 135 mm, possibili danni derivanti da della leva del volante 80 mm in più rispetto alla piccoli urti, i gradini di acper pochi secondi soluzione adottata in prececesso sono separati dal padenza che comunque rimane raurti, con il gradino inferiore, ancora disponibile. Questo nuodi tipo collassabile, sospeso con vo paraurti, che è in grado di sopcinghie di gomma che, in caso di portare anche urti di una certa entità sencontatto con ostacoli, si piegano. za deformarsi, è montato separatamente e Soluzioni innovative per il cantiere senza alcun collegamento con altri comLa costante ricerca di soluzioni volte ad asponenti che, in caso di urto forte, potrebsicurare la massima mobilità e robustezza ha bero subire danni di una certa entità. Nel portato i tecnici della Scania ad individuare una nuovo paraurti è integrato un gancio di traiserie di caratteristiche e di opzioni di allestino che ha una capacità di 35 t (10 t in più mento per il settore dei veicoli per cava canrispetto alla versione standard) il che signitiere. Tra le opzioni più interessanti vanno sefica poter rimorchiare il veicolo senza doverlo gnalate l’asse anteriore da 9 t con sospensioni scaricare (almeno in molti casi). pneumatiche; le sospensioni pneumatiche Va poi segnalata la presenza di un pancomplete abbinate ai freni a tamburo, in opnello di protezione che parte dal paraurti e zione per i modelli 6x4, 8x4 e 8x4 equipagarriva fino alla parte inferiore dell'intercoogiati con ponte sterzante con riduzione ai ler e del radiatore e all'estremità anteriore mozzi da 19/21/26 t ad alta capacità; le sodella coppa. L’angolo di attacco del nuospensioni pneumatiche posteriori combinavo paraurti è di 25° e, grazie anche a gete ai freni a disco ed EBS per i veicoli 6x4, 8x4 nerosi angoli di dosso e di uscita, il veicolo e 8x4 equipaggiati con ponte sterzante con può essere classificato come off-road e perriduzione ai mozzi da 19/21 t. Da ricordare antanto esente dall'obbligo di protezione cora le sospensioni pneumatiche a due molfrontale anti incastro. le per i trattori 4x2, 6x2 e 6x4 e per gli auSopra il paraurti si trova anche un graditotelai 4x2, 6x2, 6x4, 8x2 e 8x4 con telaio alto; no antisdrucciolo a cui si può accedere mequesta soluzione consente un risparmio vadiante un altro gradino estraibile che si troriabile dai 50 e 120 kg, secondo la configuva sotto il gancio di traino, per agevolare la razione degli assi. pulizia del parabrezza, operazione resa ulteriormente agevole grazie alla presenza di Comfort e trazione due barre della calandra che assolvono alla Per restare in tema di sospensioni va segnalata funzione di maniglie. la disponibilità di nuove molle paraboliche sul ponte da 19/21 t (6x4, 8x4); la nuova molla Gruppi ottici ben protetti 2x38+2x45 mm viene proposta come alterI gruppi ottici anteriori e gli indicatori nativa alla 4x41 e alla 4x30 per migliorare sia sono montati separatamente e distanziati dal il comfort sia la trazione quando si viaggia a vuoparaurti, una soluzione che contribuisce a proto. La rigidità della molla è analoga a quella delteggerli maggiormente dagli eventuali urti; i la 4x41 in condizioni di carico e simile a quelgruppi ottici anteriori, i fendinebbia e i rela della 4x30 a vuoto o con un carico leggero. tronebbia opzionali, integrati nella struttura È disponibile anche un ponte da 26 t con moldel paraurti, sono protetti da robuste griglie le paraboliche progressive 2x41+2x48 mm e in acciaio; da segnalare anche la disponibiliuna nuova sospensione parabolica da 5x48 mm tà di un sistema di lavaggio delle luci anteriori, destinata a ponti da 30 o 32 t di peso. Gli assi utile specialmente nella stagione invernale e 32 TIR146-2012
con riduzioIl paraurti ospita un gradino antisdrucciolo ne ai mozzi che rende più facile ora disponla pulizia gono di sedel parabrezza miassi più robusti che permettono di ridurre qualsiasi tendenza alle oscillazioni di potenza e conseguentemente migliorare la trazione. Rapporti di riduzione ai mozzi Novità anche per quanto concerne i rapporti di riduzione ai mozzi con l’introduzione di un rapporto di 4.21 in luogo di 3.81 per una maggior riduzione che migliora la trazione e riduce gli strappi. In questo modo il rapporto di trasmissione totale va da 3.96 a 7.18 (in precedenza 6.50) per il ponte da 19/21/26/30/32 t e da 3.67 a 4.66 per il ponte da 19/21 t. Meno peso più carico Sui veicoli a 4 assi che operano su fondi in buone condizioni viene proposto un asse anteriore da 10 t che ha lo stesso peso di quello da 9 t e il peso è lo stesso dell'asse anteriore da 9; grazie ad un corpo assale più leggero, saldato anziché in fusione, per l'asse con riduzione ai mozzi da 11/13 t è possibile risparmiare 20 kg per asse senza per questo compromettere la robustezza. Disponibile per ponti fino a 26 t, con freni a disco a gestione elettronica (abbinabili alla funzione hill-hold) si possono risparmiare altri 35 kg per asse. Serbatoi a scelta L'altezza da terra è stata aumentata e la configurazione garantisce maggior spazio libero per i serbatoi ecc. ai lati del telaio. Ora sono disponibili di fabbrica serbatoi del carburante cilindrici in alluminio con capacità di 330, 400 e 440 litri sui trattori e gli autotelai cabinati a due e tre assali. I serbatoi cilindrici sono più robusti e duraturi per condizioni d'impiego gravose.
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on il maltempo e i disagi dei giorni scorsi, ritorna di grande attualità il tema degli pneumatici invernali. Livigno (alta Valtellina) ha ospitato una serie di test in cui si sono confrontati i nuovi pneumatici invernali Pirelli della serie W01 (progettati e costruiti per fornire le massime prestazioni con temperature inferiori ai 4°C) con i corrispettivi Pirelli “normali”. Il percorso innevato su cui si sono svolti i vari test (trazione, frenata, accelerazione e tenuta) hanno naturalmente visto primeggiare
Gomme sicure e intelligenti: in Valtellina i test di Pirelli La giornata della sicurezza stradale un’occasione per mostrare il sistema Cyber Fleet e per un confronto tra i pneumatici invernali e normali sulle nevi di Livigno i winter che, grazie alle fitte e profonde lamellature, nonché l’ottimizzata sequenza di incavi e tasselli del battistrada, assicurano una perfetta presa neve su neve. Una presa che garantisce non solo ridotti spazi di frenata ma anche la massima aderenza in accelerazione come in curva.
Sicurezza intelligente Nella stessa giornata è stato anche presentato il sistema Cyber Fleet, un sistema intelligente per gli pneumatici che, mediante un sensore elettronico e un sistema telematico, è in grado di fornire dati che riguardano non solo lo stato di salute dello pneumatico (temperatura, pressione, ecc.) ma anche la sua posizione geografica. Cyber Fleet è stato sviluppato da Pirelli in collaborazione con Schrader Electronics (società specializzata nelle tecnologie di monitoraggio a bordo veicolo della pressione delle gomme). Si tratta di un sensore elettronico, denominato TMS che viene applicato all’interno dello pneumatico e che da quella posizione privilegiata è in grado di raccogliere i dati della pressione, della temperatura e dell’identificazione dello pneu-
matico stesso. Dopo aver raccolto i dati il sensore provvede a comunicarli contemporaneamente sia all’autista sia al gestore della flotta; quest’ultimo è così in grado di provvedere ad interventi di diagnostica e manutenzione mentre chi è alla guida viene informato su ogni variazione di pressione o temperatura (ogni 3 minuti) che potrebbero pregiudicare la sicurezza di marcia. La possibilità di controllare costantemente la corretta pressione rappresenta una condizione fondamentale non solo per l’ottimizzazione del consumo di carburante ma anche per la durata della copertura stessa. Cyber Fleet, che sarà disponibile sul mercato a partire dal mese di settembre, è attualmente oggetto di test da parte di flotte europee e sudamericane. TIR146-2012 35
È QUANDO TI SENTI PICCOLO CHE SAI DI ESSERE DIVENTATO GRANDE. A volte gli uomini riescono a creare qualcosa più grande di loro. Qualcosa che prima non c’era. È questo che noi intendiamo per innovazione ed è in questo che noi crediamo. Una visione che ci ha fatto investire nel cambiamento tecnologico sempre e solo con l’obiettivo di migliorare il valore di ogni nostra singola produzione. È questo pensiero che ci ha fatto acquistare per primi in Italia impianti come la rotativa Heidelberg M600 B24. O che oggi, per primi in Europa, ci ha fatto introdurre 2 rotative da 32 pagine Roto-Offset Komori, 64 pagine-versione duplex, così da poter soddisfare ancora più puntualmente ogni necessità di stampa di bassa, media e alta tiratura. Se crediamo nell’importanza dell’innovazione, infatti, è perché pensiamo che non ci siano piccole cose di poca importanza. L’etichetta di una lattina di pomodori pelati, quella di un cibo per gatti o quella di un’acqua minerale, un catalogo o un quotidiano, un magazine o un volantone con le offerte della settimana del supermercato, tutto va pensato in grande. È come conseguenza di questa visione che i nostri prodotti sono arrivati in 10 paesi nel mondo, che il livello di fidelizzazione dei nostri clienti è al 90% o che il nostro fatturato si è triplicato. Perché la grandezza è qualcosa che si crea guardando verso l’alto. Mai dall’alto in basso.
Fercam cresce in Austria Maersk aumenta traffico in Italia
Nel 2011, la società italiana della compagnia marittima danese specializzata nel trasporto di container ha registrato una crescita del 10% dei volumi. A questo risultato ha contribuito anche la nuova società Seago Line, controllata completa-
mente da Maersk, dedicata al feeder marittimo all'interno dell'Europa. Secondo le rilevazioni di Drewry, il Gruppo Maersk ha raggiunto un tasso di puntualità dell'83,9%, a fronte di una media del mercato del 63%.
Accordo per occupazione a Vado Ligure I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, l'Autorità Portuale di Savona e la compagnia marittima Maersk hanno siglato l'accordo quadro per avviare le assunzioni per il nuovo terminal container di Vado Ligure, i cui lavori di costruzione sono già iniziati. L'intesa prevede l'assunzione di 431 persone
per l'inizio delle attività, che diventeranno 645 quando la struttura opererà a pieno regime. Per accogliere le domande di lavoro, la Regione Liguria ha aperto sul proprio sito web uno spazio dedicato, che sino alla fine di marzo 2012 fornirà la precedenza ai residenti del territorio di Vado. Le mansioni
previste dall'accordo riguardano dirigenti e quadri (16 persone all'inizio attività e 20 a regime), coordinatori e impiegati (45 e 70), operatori di gru in banchina (40 e 45), operatori di bordo (120 e 210), operatori di gru di piazzale (150 e 250), manutentori (45) e addetti all'area frigorifera (15).
CargoItalia in liquidazione La compagnia aereo cargo italiana, che ha sede a Malpensa, ha dichiarato di avere sospeso tutti i voli ed avviato la procedura di liquidazione volontaria. La nuova CargoItalia era sorta nel 2008,
grazie alla collaborazione tra l'imprenditore Alcide Leali e la banca Intesa Sanpaolo, rilevando autorizzazioni e parte del personale di Alitalia Cargo. La notizia della chiusura è giunta inaspet-
La filiale austriaca del trasportatore altoatesino ha aperto una filiale a Seeboden, città situata nella regione della Carinzia, che confina con la Slovenia. Questa è la terza sede nel Paese d'oltralpe di Fercam Austria ed è sorta per seguire le spedizioni dirette verso l'Europa orientale e l'area balcanica. La filiale austriaca è nata tre anni fa ed oggi conta trenta dipendenti.
tata, perché nel 2011 la società aveva attuato diverse azioni per lo sviluppo, come il potenziamento dei collegamenti con la Cina e l'avvio di quelli verso l'Africa.
Container anche di notte a Venezia Il terminal container del porto veneto può accogliere le navi anche nelle ore notturne, grazie ad un provvedimento emesso dall'Autorità Portuale e dalla Capitaneria di Porto, che vuole così rendere più competitivo lo scalo. L'approdo delle portacontainer con lunghezza fino a 300 metri e pescaggio massimo di 9,6 metri è possibile grazie ai recenti lavori di dragaggio, che permettono la navigazione fino a Venezia di scafi con pescaggio fino a 10,6 metri, che diventano 10,8 metri con l'alta marea. Entro la fine del 2012, tale limite sarà portato a 11,4 metri.
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er il 2011 sarà più celere il rimborso delle accise che dal 2012 potrà essere poi recuperato trimestralmente. Il modello, le istruzioni ed il software sono già disponibili gratuitamente sul sito Internet all’indirizzo www.agenziadogane.gov.it (vedi approfondimento pag. 40). Sempre in merito al 2011, invece, la novità principale riguarda l’aumento dell’aliquota d’accisa sul gasolio per autotrazione elevata da euro 19,78609 ad euro 189,98609, per mille litri di gasolio effettuati nel corso dell’anno.
Diventa più veloce il rimborso delle accise A partire dal 2012 rimborso trimestrale. Per il 2011, la novità principale è l’aumento dell’aliquota dell’accisa sul gasolio
Il software per il recupero accise
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Ai fini dell’esatto calcolo dei benefici, diventa quindi necessario scomporre il periodo in cui sono stati effettuati i consumi di gasolio. L’ammontare dell’agevolazione, per mille litri di prodotto, è infatti pari a: euro 19,78609, dal 1° gennaio al 5 aprile 2011; euro 27,08609, dal 6 aprile al 27 giugno 2011; euro 67,08609, dal 28 al 30 giugno 2011; euro 68,98609, dal 1° luglio al 31 ottobre 2011; euro 77,88609, dal1°novembre al 6dicembre 2011; euro 189,98609, dal 7 al 31 dicembre 2011. Chi può chiedere il rimborso Ricordiamo che il rimborso relativo al 2011 può essere ri-
chiesto, entro il 30 giugno 2012, da tutti gli esercenti l’attività di autotrasporto merci, conto terzi e conto proprio, per i veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate e da alcune categorie degli esercenti il trasporto di persone come, ad esempio, gli enti pubblici e le imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico per il trasporto di persone oppure dalle imprese esercenti autoservizi di competenza statale, regionale e locale. E’ utile rammentare che gli autotrasportatori di merci possono comprovare i consumi di gasolio soltanto con le fatture di acquisto mentre chi esercita l’attività di trasporto di persone può farlo anche con le schede carburanti. La domanda va presentata,
come di consueto, all’Agenzia delle Dogane territorialmente competente. Al riguardo la stessa Agenzia ha pubblicato lo scorso 30 gennaio il software per compilare in formato elettronico la domanda di recupero delle accise del 2011. Gli utenti interessati possono inviare le proprie dichiarazioni anche per mezzo del Servizio Telematico Doganale - E.D.I., purchè siano stati preventivamente abilitati all’utilizzo del servizio. Sul frontespizio della domanda, l’impresa deve specificare, per ciascuno dei periodi di riferimento, il gasolio consumato e l’entità del credito. Il recupero andrà richiesto entro il 30 giugno, tenuto conto che il recupero trimestrale opera solamente per le accise sui consumi di carburante del 2012.
Cosa ricordare - Il 30 giugno 2012 è l’ul timo giorno utile per la presentazione della domand a di rimborso delle accise 2011. - La domanda va presen tata in formato cartaceo unitamente al floppy-disk o cd rom all’agenzia del le dogane competente per ter ritorio. - Il rimborso riguarda i consumi dal 1° gennaio al 31 dicembre 2011. - Sul modello F24 on line va riportato il codice tributo 6740
Inail, al via la dichiarazione on line
Come usufruire del rimborso Le imprese richiedenti possono scegliere di utilizzare gli importi a credito per compensare tasse e imposte da pagare, ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo del 9 luglio 1997 n. 241, oppure possono richiedere il rimborso in denaro. Nel primo caso l’importo del credito può essere utilizzato entro l’anno solare in cui il credito è sorto, con un limite annuale di 250.000 euro. Le eventuali eccedenze, non utilizzate in compensazione, potranno essere richieste in denaro presentando un’apposita domanda all’Agenzia delle dogane competente per territorio entro il 30 giugno 2013. Per la fruizione del credito in compensazione va utilizzato il consueto modello
F24 on line sul quale va riportato il codice tributo 6740. Chi sceglie invece il rimborso in denaro, per il relativo accredito, dovrà indicare nella domanda il proprio codice Iban. La dichiarazione di rimborso deve essere presentata all’Agenzia delle dogane competente per territorio in formato cartaceo, unitamente al floppy-disk o cd rom. Gli esercenti comunitari, non tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia, dovranno invece inviare la domanda di rimborso all’Ufficio delle Dogane di Roma I. Ai fini fiscali va ricordato che l’importo del credito non concorre alla formazione del reddito imponibile. Tuttavia, l’importo va indicato nel quadro RU della prossima dichiarazione dei redditi.
Da quest’anno l’Istituto Nazionale delle assicurazioni ha introdotto importanti novità anche per le aziende di autotrasporto. Dal 2012 le principali comunicazioni all'Inail dovranno essere inviate utilizzando i canali telematici, a cominciare dalla prossima dichiarazione delle retribuzioni per l'autoliquidazione annuale dei premi 2011-2012 e così anche per la comunicazione del pagamento del premio annuale in quattro rate, per la domanda di ammissione alla riduzione dei premi assicurativi da parte delle aziende artigiane, per la comunicazione motivata di riduzione delle retribuzioni presunte per la rata del premio anticipato nell'ambito dell'autoliquidazione annuale dei premi, per la comunicazione degli elenchi trimestrali dei soci facchini, ecc. Intanto l’Inail ha fissato l’ammontare della riduzione dei premi speciali unitari spettante agli autotrasportatori artigiani. Sulle somme dovute per l’anno 2011 dalle imprese classificate alle voci di tariffa 9121 e 9123, dovrà essere applicata la riduzione del 14,70 per cento (nessuna riduzione spetta invece sulla rata del 2012). Il versamento degli importi dovuti potrà essere effettuato in un’unica soluzione (entro il prossimo 16 febbraio, salvo proroghe dell’ultima ora) direttamente con il consueto modello F24 on line oppure a mezzo degli intermediari abilitati (commercialisti, CAF, associazioni di categorie, ecc.). In alternativa è possibile usufruire della rateazione in quattro rate trimestrali del premio da autoliquidazione, barrando il campo 89 della dichiarazione. In tal caso, il pagamento della prima rata dovrà essere effettuato entro il 16 febbraio versando il 25 per cento dell’importo complessivamente dovuto. Le rate successive alla prima devono essere versate entro il giorno 16 dei mesi di maggio, agosto e novembre, maggiorate degli interessi. Con il modello unificato F24 è inoltre possibile compensare direttamente debiti e/o crediti nei confronti di più enti pubblici. E’ opportuno ricordare infine che tutte le aziende devono inviare per via telematica, entro il prossimo 16 marzo, la dichiarazione delle retribuzioni con l’indicazione di tutti i dati richiesti, anche con valore zero, ad eccezione delle imprese artigiane che non hanno occupato dipendenti nel corso dell’anno 2011.
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La dichiarazione Il modello è composto dal frontespizio, in cui vanno indicati i dati anagrafici e fiscali dell’impresa richiedente il rimborso unitamente ai dati contabili relativi ai consumi dei litri di gasolio effettuati nei diversi periodi dell’anno 2011, con i rispettivi importi del credito spettante; dai quadri A, per indicare i dati identificativi degli automezzi, il totale dei litri e l’importo spettante per ciascun periodo; dal quadro B, per le imprese che possiedono un distributore collegato con un serbatoio e dal quadro C, per riportare gli estremi degli automezzi che non hanno diritto ad alcun rimborso. Attenzione alle dichiarazioni mendaci L’Agenzia delle dogane ricorda che chi fornisce dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia. Inoltre, per effetto della dichiarazione infedele, il dichiarante ammesso alla fruizione dei benefici per il
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settore dell’autotrasporto decade automaticamente dai benefici ottenuti, salvo il ricorso al ravvedimento operoso.
Ultimi giorni per gli Studi di settore
Recupero delle accise 2012 A partire dalle accise pagate sul gasolio consumato nel 2012, il recupero diventa trimestrale. E’ il frutto della disposizione inserita nel decreto legge sulle liberalizzazioni n. 1 del 24 gennaio 2012, pubblicato sul Supplemento ordinario n. 18 alla Gazzetta Ufficiale n. 19 del 24 gennaio, in vigore dal 25 gennaio. La norma risponde a un’esigenza rappresentata dagli autotrasportatori vista l’incredibile impennata subita dal prezzo del gasolio soprattutto dallo scorso mese di dicembre, dopo gli ultimi aumenti delle accise introdotti con il cd decreto legge Salva Italia n. 201/2011 (convertito in Legge 214 del 22 dicembre 2011), per effetto dei quali, dal 1 gennaio di quest’anno, l’aliquota è passata a 593,20 €/1.000 litri di prodotto. Pertanto, il Governo ha reso possibile il recupero su base trimestrale del differenziale tra l’aliquota di accisa prima citata e quella in vigore per l’autotrasporto (403, 21391 €/1000 litri,
Ultimi giorni utili per comunicare all’Agenzia delle Entrate gli eventuali scostamenti stimati dagli studi di settore. Entro il 29 febbraio scade infatti il termine ultimo per fornire al Fisco i motivi per giustificare situazioni di non congruità, non normalità o non coerenza risultanti dall'applicazione degli studi di settore per il periodo d'imposta 2010 (in dichiarazione è possibile giustificare anche eventuali cause di inapplicabilità o di esclusione dagli studi di settore). La trasmissione delle comunicazioni dovrà avvenire esclusivamente per via telematica, utilizzando il software denominato “Segnalazione studi di settore Unico 2011”, disponibile gratuitamente su Internet all’indirizzo www.agenziaentrate.gov.it (successivamente all’invio della segnalazione, al contribuente verrà spedita una ricevuta che riporta l'esito della trasmissione). Ricordiamo che le segnalazioni, oltre ad evitare al contribuente di essere selezionato dal Fisco per un eventuale accertamento sintetico, non comportano costi aggiuntivi per interessi o sanzioni.
per un totale di 18,99 centesimi al litro), grazie ad una modifica della normativa che disciplina la procedura davanti all’Agenzia delle Dogane, contenuta nel D.P.R 277/2000. Si tratta di modifiche che stravolgono l’impianto che è stato seguito per un decennio, per cui richiamiamo le imprese a un’attenta lettura delle nuove disposizioni tenuto anche conto delle conseguenze derivanti dalla mancata osservanza della nuova scadenza. La domanda andrà presentata entro la fine del mese successivo al trimestre in cui i consumi sono stati fatti, a pena di decadenza. Quindi, per le accise del 2012 va in soffitta la vecchia scadenza del 30 giugno dell’anno solare successivo a quello in cui sono stati effettuati i consumi di gasolio, la quale è sostituita da quella appena citata che, come già scritto, deve essere rispettata a pena di decadenza: quindi, scaduto questo termine, la richiesta di recupero non potrà essere più presentata, con la conseguenza che l’impresa perderà la possibilità di fruire di questo beneficio per quel trimestre, fermo restando che potrà comunque avanzare la richiesta per il gasolio consumato nel trimestre successivo (sempre entro la fine del mese successivo). Pertanto, per il gasolio consumato nel trimestre gennaio/marzo 2012, la richiesta di recupero andrà presentata entro e non oltre il 30 aprile 2012.
Ci sarà un anno di tempo in più per utilizzare i crediti di imposta legati alle accise. Infatti, le imprese avranno tempo fino al 31 dicembre dell’anno solare successivo a quello in cui è sorto il credito, per compensare queste somme nel modello F24; con le norme precedenti, invece, questo credito andava utilizzato entro il 31 dicembre dello stesso anno solare in cui era sorto. Quindi, per le accise relative al gasolio consumato nel trimestre gennaio/marzo 2012, con domanda presentata al 30 aprile, il credito potrà utilizzarsi in compensazione nel modello F24 a partire dal 30 giugno 2012 e fino al 31 dicembre del 2013. Altra importante agevolazione è quella che ha sottratto questi crediti di imposta al limite generale di utilizzo annuo di 250.000 euro, fissato dall’art.1, comma 53 della Legge 244/2007 e per effetto del quale l’ammontare da indicare nel quadro RU non può oltrepassare questo importo. Il recupero delle accise diventa una misura strutturale: d’ora in poi, ogni futuro aumento delle accise sul gasolio potrà essere recuperato dagli autotrasportatori, senza che occorra una norma specifica che riconosca loro questo diritto, com’è invece avvenuto fin’ora. La misura costerà 26,4 milioni di euro, che saranno detratti dallo stanziamento di 400 milioni previsto a favore del settore, dall’art.33, comma 10 della Legge 183/2011.
Rinnovo della CQC: chiarimenti sui nuovi corsi A settembre 2014 scade la carta di qualificazione del conducente rilasciata “per documentazione”. I nuovi corsi di formazione per il trasporto merci partono da marzo 2013
on l’avvicinarsi del 9 settembre 2014, data di scadenza della carta di qualificazione del conducente rilasciata “per documentazione” (quindi, senza sostenere il periodo di formazione iniziale) ai conducenti titolari di patente “C” o superiore alla data del 9 settembre 2009, il ministero dei Trasporti ha iniziato ad occuparsi delle problematiche legate allo svolgimento di questi corsi. I corsi sono disciplinati dal Decreto ministeriale del 16 ottobre 2009 che, all’art.13, prevede che il programma d’insegnamento si articoli in 35 ore di lezioni teoriche, suddivise in moduli di 7 ore ciascuno che, peraltro, possono essere ripartiti anche su più giornate a condizione che la lezione abbia una durata minima di due ore. Insegnamenti previsti La parte comune al trasporto merci e al trasporto persone, prevede l’insegnamento: dei dispositivi del veicolo e della condotta di guida; delle norme di comportamento e responsabilità del conducente;
della conoscenza dei rischi professionali legati all’attività di conducente. La parte specifica del trasporto di cose, prevede invece le seguenti materie: carico e scarico delle merci e compiti del conducente; normativa sul trasporto di cose. A seguito della modifica introdotta la scorsa estate al comma 10 della norma dal D.M. del 5 agosto 2011, il corso di formazione periodica può essere frequentato a partire da diciotto mesi precedenti alla scadenza della CQC: quindi, per quanto concerne il trasporto merci, a partire dal marzo 2013, mentre per il trasporto persone dal marzo 2012. Supporto multimediale Il ministero dei Trasporti ha ritenuto di dover intervenire per chiarire alcuni aspetti controversi dell’art. 13 del D.M del 16.10.2009 e della successiva nota interpretativa, redatta sempre dallo stesso ministero, del 22 ottobre 2010. In particolare, il paragrafo 7.2 di questa circolare
prevede che una o più lezioni possano essere sostituite da lezioni registrate su supporto multimediale, alla presenza del responsabile del corso che ne attesta la conformità ai programmi. Per sgombrare il campo da equivoci, il ministero ha chiarito che questa disposizione non autorizza lo svolgimento di un corso intero con il solo ausilio del supporto multimediale, in assenza di docenti. Infatti, ciò sarebbe contrario allo spirito della norma che privilegia la presenza fisica in aula del docente, tenuto anche conto che, come detto agli inizi, la prima tornata di rinnovi interessa quei conducenti titolari della patente C alla data del 9 settembre 2009, che hanno ottenuto la CQC senza svolgere una formazione iniziale. Pertanto, la circolare ha stabilito che per ogni modulo di 7 ore, almeno due ore debbono effettuarsi con il sistema cd frontale, ovvero alla presenza di un docente che può dialogare con i discenti per verificarne il livello di comprensione ed assimilazione dei contenuti della lezione, ed al quale possono chiedersi dei chiarimenti. Il responsabile del corso Altra questione affrontata dal ministero ha interessato la persona che può rivestire l’incarico di responsabile del corso. Anche in questo caso, il ministero perviene a conclusioni diverse a seconda se la formazione venga impartita con o senza l’ausilio di sistemi multimediali. Nel primo caso, l’incarico di responsabile può essere ricoperto dal legale rappresentante dell’ente che lo svolge o da persona da questi delegata in possesso della qualifica di insegnante o di esperto in materia di organizzazione aziendaTIR146-2012 41
Chi può frequentare i corsi Uno sguardo, infine, ai soggetti che possono frequentare i corsi per il rinnovo della CQC in Italia: si tratta di coloro che sono residenti in Italia e di quelli residenti all’estero ma che lavorano, con la qualifica di autista, alle dipendenze di un’impresa stabilita in Italia; peraltro queste ultime CQC, se collegate a patenti rilasciate da un altro Stato, non permettono ai relativi conducenti di usufruire del doppio binario del punteggio per le infrazioni del CdS commesse alla guida del mezzo pesante, per effetto del quale i punti vengono sottratti dalla carta anziché dalla patente di guida. I soggetti saranno ammessi a frequentare il corso per il rinnovo a partire dal marzo 2013, e potranno rinnovare questa CQC purché non siano trascorsi più di due anni dalla scadenza originaria (quindi, fino al settembre 2016), senza dover sostenere nessun esame anche se, ovviamente, dal momento in cui la CQC è scaduta non possono condurre dei camion. Il rinnovo scatta a partire dal giorno di rilascio dell’attestato di frequenza mentre per chi ha rinnovato la carta prima della scadenza, tale rinnovo decorre dal primo giorno successivo all’originaria scadenza del documento. Qualora siano trascorsi più di due anni dalla scadenza della carta, il rinnovo è sempre possibile ma il titolare, al termine del corso di formazione periodica, deve sostenere un esame. Qualora siano trascorsi più di due anni dalla scadenza della carta, il rinnovo è sempre possibile ma il titolare, al termine del corso di formazione periodica, deve sostenere un esame. 42 TIR146-2012
le, a prescindere dall’anzianità di insegnamento e dagli ulteriori requisiti stabiliti dall’art. 3 del D.M. del 16 ottobre 2009 per insegnare nei corsi; nel secondo caso, il legale rappresentante dell’ente erogatore del corso può ricoprire il ruolo di responsabile del corso, solo se in possesso dell’abilitazione di insegnante o della qualifica di esperto aziendale, e dei requisiti di anzianità previsti dal comma 5, art. 3 sopracitato (per gli insegnanti, aver esercitato almeno 3 anni negli ultimi 5, mentre per gli esperti aver maturato almeno 3 anni di esperienza in un azienda di autotrasporto, negli ultimi 5).
Meno divieti di circolazione con il Decreto Sviluppo Alcune disposizioni adottate il 27 gennaio toccano da vicino l’autotrasporto. Novità anche sul cronotachigrafo e sull’accesso alla professione
el Consiglio dei ministri di venerdì 27 gennaio è stato approvato un nuovo decreto legge in materia di semplificazione e sviluppo, in cui sono state inserite alcune disposizioni che toccano da vicino l’autotrasporto (art.11 della bozza del provvedimento). Il decreto, al momento di andare in stampa, non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma le bozze che sono state pubblicate sui principali organi di informazione contengono alcune semplificazioni molto importanti.
Divieti di circolazione La prima, molto attesa dal settore, riguarda i divieti di circolazione fuori dai centri abitati, per i mezzi di massa superiore alle 7,5 ton. Com’è noto, negli ultimi due anni si è assistito al progressivo inasprimento delle giornate di divieto, che nell’ultimo decreto ministeriale sono passate a 84 (di cui 52 domeniche, 11 festivi e 10 venerdì), a causa dell’accoglimento dei ricorsi proposti dal Codacons da parte del Tar e del Consiglio di Stato; questi giudici, infatti, hanno ritenuto lo Stato italiano responsabile per non aver osservato la prescrizione contenuta all’art.7, comma 2, lett. c del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada (D.P.R. 495/1992), che tra le giornate in cui il ministro può introdurre dei divieti di circolazione, include anche quelle precedenti e quelle successive alle festività. La modifica introdotta dal Consiglio dei ministri attenua la portata di queste disposizioni ed azzera, in buona sostanza, le decisioni del Tar e del Consiglio di Stato, attraverso due interventi:
1) all’art.7, comma 2, lett. b del D.P.R 495/1992, viene stabilito che l’individuazione delle giornate di divieto aggiuntive ai giorni particolari in cui il ministro può vietare la circolazione dei mezzi pesanti, deve avvenire in modo da “contemperare le esigenze della sicurezza della circolazione stradale, connesse con le prevedibili condizioni di traffico, con gli effetti che i divieti determinano anche sulle attività di autotrasporto nonché sul sistema economico produttivo nel suo complesso”; 2) abrogando la sopra citata lett. c, art.7, comma 2 del Regolamento di esecuzione del
CdS, con la conseguenza che il divieto di circolazione nei giorni precedenti e successivi a quelli festivi, non costituisce più una previsione dovuta, come invece era diventata alla luce degli interventi della giustizia amministrativa. Questi principi dovranno essere ora recepiti nel calendario dei divieti del 2012, ma per far questo occorrerà che il ministro dei Trasporti modifichi questo provvedimento. Se così avverrà, è prevedibile che i divieti si riducano di qualche giornata tenuto conto che, come detto in precedenza, l’attuale provvedimento include 10 venerdì in cui
Sistri: nuovo rinvio per l’entrata in vigore La Camera dei Deputati ha rinviato nuovamente la data di entrata in vigore del Sistri, dal 9 aprile al 30 giugno 2012, con l’approvazione, in prima lettura, del disegno di legge di conversione del decreto legge mille proroghe (D.L. 216/2011 in atto camera 4865-A). Questo ulteriore rinvio è giustificato, da un lato, dalla necessità, per il Governo ed il ministero dell’Ambiente, di avere più tempo a disposizione per rendere efficiente e funzionale il sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti (Sistri), che ancora non presenta garanzie sufficienti per sostituire l’attuale meccanismo cartaceo e discrimina i vettori italiani rispetto a quelli comunitari; dall’altro, per uniformare le diverse date prima previste (9 aprile e 1 giugno 2012) per la sua entrata in vigore ai diversi soggetti che ne sono obbligati. Il disegno di legge passa ora al Senato, dove possono essere approvate ulteriori proposte di rinvio e anche una disposizione, fortemente voluta dalla categoria dei trasportatori di rifiuti che obbliga le imprese al pagamento dei contributi annuali d’iscrizione al Sistri solo dopo l’effettiva entrata in vigore del sistema, compensando i contributi già pagati dalle imprese per il 2010 ed il 2011 o rimborsando gli stessi alle imprese che nel frattempo avessero cessato l’attività.
Fissato lo sgravio contributivo per il 2010 E’ stato determinato, con il decreto del ministero del Lavoro e delle politiche sociali del 3 agosto 2011 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2011, il tetto retributivo su cui applicare lo sgravio contributivo per i premi di risultato erogati nel 2010. Come per l’anno 2010, il tetto dello sgravio è stato fissato al 2,25%. Per poter beneficiare della decontribuzione le imprese interessate dovranno aver depositato i contratti di secondo livello presso la DPL. I termini per la presentazione delle domande di ammissione allo sgravio saranno stabilite dall’Inps.
la circolazione dei mezzi pesanti è interdetta.
Accesso alla professione Infine la terza novità che interessa il nostro settore, riguarda l’accesso alla professione e più precisamente, le esenzioni dal corso di formazione e dagli esami. L’Italia ha scelto di avvalersi delle facoltà che gli sono state riconosciute in materia dal nuovo Regolamento comunitario 1071/2009, decidendo di conseguenza: - di esonerare dall’obbligo di frequentare un corso di formazione professionale per la pre-
parazione all’esame, coloro che abbiano ottenuto un diploma di scuola media secondaria superiore. Pertanto, questi soggetti potranno sostenere l’esame per ottenere l’attestato di capacità professionale, senza dover per forza frequentare il corso di preparazione indetto da un ente autorizzato. - di esentare dall’esame coloro che dimostrino di aver diretto in maniera continuativa l’attività di una o più imprese autotrasporto (italiane o comunitarie), da almeno 10 anni precedenti il 4 dicembre 2009, che siano ancora in attività alla data di entrata in vigore del Decreto Legge.
Il decreto discusso in Aula
Cronotachigrafo Altra novità che interessa da vicino l’autotrasporto riguarda la taratura del cronotachigrafo (sia analogico sia digitale), da parte di un’officina autorizzata. Nonostante il Regolamento 3821/1985 preveda che questa operazione possa essere condotta con una cadenza almeno biennale, la norma che è stata applicata fin’ora (Decreto Legge n. 16/1987, convertito in Legge 132/1987) ha previsto all’art. 10 una periodicità annuale. L’attestazione di con-
trollo rilasciata dall’officina dovrà esibirsi in occasione della revisione periodica.
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Iva comunitaria: possibile il rimborso infrannuale Il Parlamento ha esteso agli autotrasportatori la possibilità di chiedere il rimborso quando abbiano svolto almeno il 50% dell’attività per conto di soggetti passivi stabiliti all’estero
due anni di distanza dall’entrata in vigore del Decreto legislativo n.18 dell’11 febbraio 2010, che ha recepito quel complesso di direttive europee noto con il termine “Vat Package” in materia di Iva comunitaria, il nostro Paese torna ad occuparsi di questa materia nell’ambito della “Legge comunitaria 2010”. In particolare, l’art. 8 di questo provvedimento ha introdotto delle novità molto importanti, tra cui una interessa da vicino anche l’autotrasporto. Rispondendo a una precisa richiesta proveniente dalle associazioni di categoria, il Parlamento ha infatti approvato la norma che estende agli autotrasportatori la possibilità di chiedere il rimborso Iva infrannuale, quando abbiano svolto almeno il 50% dell’attività per conto di soggetti passivi stabiliti all’estero. Questa norma pone rimedio alla situazione che si è venuta a creare proprio dopo l’entrata in vigore del D.lgvo 18/2010, per effetto del quale le operazioni svolte a favore di soggetti passivi comunitari, da non imponibili, sono diventate “fuori campo Iva”, con la conseguenza che non hanno più concorso a
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determinare il plafond disponibile che consente l’acquisto e l’importazione di beni e servizi, senza pagamento dell’Iva. Pertanto, dal 1 gennaio 2010, queste imprese hanno visto maturare ingenti crediti Iva nei confronti dello Stato che, ora, potranno recuperare più agevolmente attraverso il meccanismo della compensazione. Questa è certamente la novità più importante del settore e sarà operativa soltanto dal prossimo mese di marzo. Tuttavia, la Legge comunitaria ha introdotto altre importanti modifiche. Prestazioni di servizi Per le prestazioni di servizi generiche effettuate da un soggetto passivo non stabilito in Italia ad altro soggetto passivo stabilito nel nostro Paese (e per quelle rese da un prestatore italiano ad altro non stabilito in Italia), viene ripristinata la regola per cui si considerano svolte nel momento in cui sono state ultimate e non più a pagamento avvenuto. In questo modo, l’Italia si è adeguata al contenuto delle direttive comunitarie in materia, lasciando in vigore la deroga sopra indicata limitatamente alle operazioni interne. Per le prestazioni a carattere periodico o continuativo, si fa riferimento alla data di maturazione dei corrispettivi. Qualora, anteriormente all’ultimazione della prestazione o alla maturazione del corrispettivo quest’ultimo viene pagato in tutto o in parte, la prestazione di servizi si intende effettuata alla data del pagamento, limitatamente all’importo pagato. Le stesse prestazioni, se effettuate in modo continuativo nell’arco di un periodo superiore ad un anno
e se non comportano pagamenti anche parziali nel medesimo periodo, si considerano svolte al termine di ciascun anno solare fino all’ultimazione delle prestazioni stesse. Fatturazione Un'altra importante novità riguarda il meccanismo di fatturazione, per le prestazioni rese a un committente stabilito in Italia da un soggetto passivo di un altro Stato della Ue. L’art.8, lett.g della comunitaria traduce un principio affermato dall’Agenzia delle Entrate nella sua circolare del 12 marzo 2010 (n. 12), affermando che nelle prestazioni, il committente deve esporre l’Iva direttamente sulla fattura emessa dal prestatore, anziché procedere all’emissione di un’autofattura secondo il meccanismo del reverse charge. L’integrazione dovrà avvenire ai sensi dell’art. 46 del D.L 331/1993. Pertanto: in ordine alla fatturazione, la fattura relativa all’acquisto di servizi intracomunitari deve essere numerata ed integrata dal committente con l’indicazione del controvalore in euro del corrispettivo e degli altri elementi che concorrono alla formazione dell’imponibile dell’operazione, nonché dell’ammontare dell’imposta, calcolata secondo l’aliquota dei servizi acquistati. Qualora, tuttavia, il committente non riceva la fattura entro il mese successivo a quello di svolgimento dell’operazione, deve emettere entro il mese successivo, in unico esemplare, la fattura con l’indicazione anche del numero di identificazione attribuito ai fini Iva, al cedente dello Stato membro di appartenenza.
stato istituito anche in Italia, in attuazione del regolamento comunitario 1071/2009 sull’accesso alla professione, il Registro Elettronico Nazionale delle imprese che sono autorizzate all’esercizio dell’autotrasporto di merci o di persone. L’istituzione di questo registro, più brevemente denominato REN, è stata compiuta in primo luogo con il decreto dirigenziale 25 novembre 2011 (pubblicato su Gazzetta Ufficiale n. 277 del 28.11.2011), recante le disposizioni tecniche di prima applicazione del regola-
comprensivi del loro gestore dei trasporti, nella sezione ”imprese e gestori”; nonché l’elencazione delle sanzioni subite da dette imprese negli ultimi due anni e i nominativi delle persone dichiarate inidonee a dirigere le attività di trasporto delle imprese: “sezione sanzioni”. Per questa ragione, il REN è stato istituito presso il Dipartimento per i Trasporti del ministero e verrà tenuto dal CED (Centro Elaborazione Dati) della Motorizzazione e non presso il Comitato Centrale, la cui funzione di tenuta dell’Albo è limi-
mento e le modalità di utilizzo dei dati della sezione imprese e gestori, mentre quelle relative alla sezione sanzioni saranno emanate con successivo e separato decreto dirigenziale. La sezione imprese e gestori contiene quindi: - i nominativi di tutte le imprese di autotrasporto, comprensivi della loro denominazione e forma giuridica, l’indicazione del loro legale rappresentante, il numero di partita Iva e/o codice fiscale, gli estremi dell’autorizzazione all’esercizio della profes-
tata alle sole imprese di autotrasporto di cose per conto di terzi. Ai fini della sua interconnessione con gli analoghi registri elettronici nazionali degli altri 26 Paesi comunitari, espressamente voluta dal nuovo regolamento 1071/2009, il punto di contatto nazionale sarà invece gestito dalla Divisione 4 della Direzione Generale del Trasporto Stradale.
sione, il numero e la data di rilascio della licenza comunitaria (nei casi in cui le imprese la possiedano) e delle sue copie conformi, nonché, se trattasi di imprese di trasporto merci, il suo numero d’iscrizione all’albo degli autotrasportatori di cose per conto di terzi; - i nominativi dei gestori di trasporto delle diverse imprese, con gli elementi identificativi dei loro attestati d’idoneità professionale; - i requisiti di accesso alla professione dimostrati. L’accesso alla sezione “imprese e gestori” è consentito a tutte le autorità italiane competenti ad autorizzare l’accesso alla professione o l’accesso al mercato dei trasporti internazionali e alle analoghe autorità degli altri Paesi comunitari, nonché allo stesso Comitato Centrale.
Arriva il Registro Elettronico Nazionale A differenza dell’Albo, contiene anche i nominativi delle imprese che svolgono professionalmente il trasporto di persone su strada, e l’elenco delle sanzioni subite mento, e successivamente con il Decreto dirigenziale 10 gennaio 2012 (su Gazzetta Ufficiale n. 11 del 14.1.2012), con cui sono state dettate le disposizioni attuative e di funzionamento dello stesso registro, nonché le modalità per il suo utilizzo da parte di alcuni soggetti pubblici italiani o di altri Stati comunitari o per l’accesso al pubblico ad alcuni suoi dati, ai soli fini di consultazione.
QR Code * Decreto sul REN (* vedi istruzioni a pag.3)
Cosa contiene il REN A differenza dell’Albo degli Autotrasportatori di cose per conto di terzi, previsto sin dalla legge 298 del 1974 e tenuto, già in formato elettronico dal Comitato Centrale, il REN contiene anche i nominativi delle imprese che svolgono professionalmente il trasporto di persone su strada,
Le sezioni Il REN viene suddiviso in due sezioni: “imprese e gestori”, dove sono raccolti i riferimenti completi delle imprese e dei loro gestori dei trasporti; “sanzioni”, nella quale sono invece elencate le violazioni commesse dalle imprese. Con il decreto dirigenziale del 10 gennaio 2012 sono state dettate in particolare le disposizioni riguardanti il funziona-
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I nuovi costi di sicurezza dell’Osservatorio L’
Osservatorio sulle attività di autotrasporto, nella riunione del 19 gennaio 2012, ai sensi dell’articolo 83 bis legge 6 agosto 2008, n.133 di conversione del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 e s.m.i., ha deliberato l’adeguamento per il mese di dicembre 2011, dei valori dei costi minimi di cui ai commi 1 e 2 ed ai commi 4 e 4-bis, dell’articolo stesso, in relazione all’andamento economico del costo del carburante, così come rilevato dal Ministero dello Sviluppo Economico (vedi anche rubrica a pag 8) . Si precisa, inoltre, che: a. i dati relativi al prezzo del ga-
solio sono riferiti all’ultima rilevazione disponibile (mese di dicembre 2011) sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico; b. per i veicoli di massa complessiva pari o superiore alle 26 tonnellate, e per quelli di massa complessiva inferiore alle 26 tonnellate e superiore alle 7,5 tonnellate, i dati relativi al prezzo del gasolio sono stati depurati dell’Iva (calcolata per il mese di settembre facendo applicazione del calcolo della media ponderata), e dello sconto sull’accisa, pari a 19,786 euro/1000 litri, più il rimborso di 49,200 euro/litri di cui alla legge 75/2011 e 8,90 euro/1000
litri d cui alla legge 225/2011 e 112,10 euro di cui all’art. 15, comma 4 del D.L. 201/2011, convertito dalla legge 214/2011, con decorrenza 7 dicembre 2011, che si riducono a 90,4 euro/1000 litri per effetto dell’applicazione del calcolo della media ponderata; c. per i veicoli di massa complessiva inferiore alle 7,5 tonnellate, i dati stessi sono stati depurati della sola Iva; d. non si è tenuto conto dell’incidenza, sul prezzo del carburante, della fonte di rifornimento dello stesso (impianti di distribuzione ordinari, o extra-rete).
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Costi di sicurezza gennaio 2012 Veicoli massa sup. a 26 ton. Trasporto leganti idraulici sfusi in cisterna - andata
1,439 1,309
3,136 2,504
28, 003
18, 256
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a attraversato il mondo, incontrato milioni di persone, di sguardi, di pensieri, costumi, culture. Ha visto il sole addormentarsi tra le onde del mare e trovare rifugio dietro le montagne. Ha visto sorgere giorni nuovi in terre lontane dalle sue “ma i viaggi più veri sono quelli che ho scritto. Non quelli che ho compiuto”. Catherine Spaak ha da poco pubblicato “L’amore blu”, edito dalla Rizzoli: un percorso attraverso il tempo, lo spazio, le storie, ma soprattutto un percorso interiore, profondo
Come è cambiata nel tempo? «Non credo che si cambi poi così tanto. Si è sempre gli stessi. Io per molti aspetti sono identica a quando avevo 20 anni. È cambiata solo una cosa: ora ascolto la voce interiore e non la metto via come si fa da giovani. Solo questo è cambiato: la capacità di ascoltare. Di avere acuito l’intuito. Adesso vedo una persona per la prima volta e sento: non ho bisogno di guardarla. Sento il pericolo, la sofferenza, la gioia, la cat-
Il prossimo viaggio? «Non ho idea…tutti i libri sono stati viaggi dentro la mente o il cuore, dentro i luoghi nei quali ho fatto vivere i miei personaggi. Ora sto scrivendo un nuovo romanzo che mi porterà in altri “dove”…In questo momento sto lavorando anche su dei testi che mi sono stati richiesti da un musicista jazz molto bravo. Le mie parole accompagneranno la sua musica in un tour. Si tratta di testi metafisici, con un immaginario totale. La voce è quel-
tiveria, l’invidia, la rabbia... e questo è anche un guaio, soprattutto con i parenti e con i fidanzati».
la di una persona che decide di affittare un faro per un po’ di tempo e di staccarsi da tutto, vivere in solitudine. Ogni pezzo è una storia che questa donna trova in un diario abbandonato…».
Il vero viaggio è nella nostra mente Per Catherine Spaak, che ha da poco pubblicato il romanzo “L’amore blu”, un percorso interiore attraverso il tempo, l’immaginazione è il mezzo di trasporto migliore della protagonista, dietro la quale si intravede la scrittrice. «La protagonista del libro deve spogliarsi di tutto ciò che è schema, smettere di lottare contro. Io ogni tanto a casa prendo e butto ciò che è vecchio. E lo stesso dovremmo farlo nell’anima. Dovremmo scegliere un giorno per “svuotarci” e inventare delle regole... contro le regole!». Leggendo il libro si intuisce il viaggio che ha compiuto e le letture che l’hanno accompagnata in questi anni. «Da 20 anni sono alla ricerca di risposte. Non potendole trovare subito, perlomeno nelle persone, le ho cercate prima nei libri. Credo che nella vita dobbiamo incontrare anche il diavolo, prima di arrivare alla salvezza». 50 TIR146-2012
È faticoso tacere? «È faticoso sapere ciò che l’altro non vuole ammettere». Questo viaggio dentro di sé è stato anche fisico? «Sono andata in India in un posto per aiutare dei bambini, in una scuola cattolica e buddhista con un prete stravagante ed efficace. Li portavo a scuola. È stato volontariato. Però il viaggio lo puoi fare dietro casa tua, oggi. Trent’anni fa non era così. Non c’è bisogno di andare lontano. Dappertutto anche nei posti meno immaginabili trovi persone che stanno in meditazione, che sono molto evolute».
Con quali mezzi ama viaggiare? «Dipende dalla meta. L’immaginazione è il mezzo migliore. C’è uno scrittore che amo moltissimo che non è mai uscito dalla sua piccola città del nord della Francia e posso dire che concordo con lui: non c’è viaggio migliore di quello che ci creiamo nella nostra mente». Questi percorsi si possono insegnare? «Credo che non serva parlare. Il nostro modo di vivere e di essere è l’esempio più forte».
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Numero 146, febbraio 2012, della rivista ufficiale dell'Albo degli Autotrasportatori (MIT)