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Timestamp: 2019-04-24 04:35:24+00:00
Document Index: 68868925

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 444']

Patteggiamento escluso per i reati tributari salvo che ricorra circostanza attenuante di riparazione dell'offesa. - Quotidiano Legale
Patteggiamento escluso per i reati tributari salvo che ricorra circostanza attenuante di riparazione dell’offesa.
Posted by Fulvio Graziotto | Feb 6, 2019 | Diritto Penale, Diritto Tributario, Dottrina, Giurisprudenza, Penale
Patteggiamento escluso per i reati tributari salvo che ricorra circostanza attenuante di riparazione dell’offesa
Per i reati tributari in materia di imposte dirette e IVA, patteggiamento escluso salvo che ricorra una circostanza attenuante speciale collegata alla riparazione dell’offesa causata dal reato (art. 13 bis del Decreto legislativo n. 74/2000), cioè solo se prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari relativi ai fatti costitutivi dei delitti considerati siano stati estinti mediante pagamento.
Decisione: Sentenza n. 55498/2018 Cassazione Penale – Sezione III
Per i reati tributari in materia di imposte dirette e IVA, patteggiamento escluso salvo che ricorra una circostanza attenuante speciale collegata alla riparazione dell’offesa causata dal reato, ex art. 13 bis del Decreto legislativo n. 74/2000, vale a dire solo se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari relativi ai fatti costitutivi dei delitti considerati siano stati “estinti mediante pagamento, anche a seguito delle speciali procedure conciliative o di adesione all’accertamento previste dalle norme tributarie”.
Il caso oggetto di ricorso riguardava una condanna – a seguito di patteggiamento – per il delitto di cui all’art. 2 del Decreto legislativo n. 74/2000 “Art. 2 – Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”.
Il Procuratore Generale ricorreva in Cassazione lamentando la non accessibilità al rito del patteggiamento in difetto delle condizioni previste dall’art. 13-bis del decreto legislativo citato, cioè del pagamento dei tributi.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso annullando la sentenza del Giudice per le indagini preliminari, sottolineando che il caso di specie non è paragonabile a quello oggetto di altra precedente decisione, con la quale il pagamento non costituiva presupposto di legittimità del patteggiamento: «non può estendersi al caso in esame quanto recentemente affermato da questa Corte a proposito del delitto di omesso versamento dell’IVA, laddove si è invece affermato che l’estinzione dei debiti tributari mediante integrale pagamento, da effettuarsi prima dell’apertura del dibattimento, non costituisce presupposto di legittimità del patteggiamento ai sensi dell’art. 13-bis del d.lgs. n. 74 del 2000 (Sez. 3, n. 38684 del 12/04/2018 – dep. 21/08/2018, P.G. in proc. Incerti, Rv. 273607), essendo il caso in esame diverso da quello esaminato con la predetta decisione. In quel caso, infatti, questa Corte aveva escluso che l’integrale pagamento del debito tributario costituisse condizione ostativa al patteggiamento in base al rilievo che l’art. 13, comma 1 configura detto comportamento come causa di non punibilità dei delitti previsti dagli articoli 10-bis, 10-ter e 10-quater del medesimo decreto e il patteggiamento non potrebbe certamente riguardare reati non punibili; nel caso sottoposto all’esame di questo Collegio, invece, l’art. 13, né al comma 1 né al comma 2 configura detto comportamento come causa di non punibilità del delitto di cui all’art. 2, d. Igs. n. 74/2000 (v. anche, Sez. 7, n. 25227 del 10/03/2017 – dep. 19/05/2017, Rocchi e altro, Rv. 270668), con la conseguenza che tale principio non può trovare applicazione al caso di specie».
AGGIORNAMENTI: La Corte costituzionale, con sentenza 26 giugno – 2 luglio 1990, n. 313 (in G.U. 1°a s.s. 04/07/1990, n. 27), ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’art. 444, secondo comma, del codice di procedura penale 1988, nella parte in cui non prevede che, ai fini e nei limiti di cui all’art. 27, terzo comma, della Costituzione, il giudice possa valutare la congruità della pena indicata dalle parti, rigettando la richiesta in ipotesi di sfavorevole valutazione”.
La Corte costituzionale, con sentenza 26 settembre – 12 ottobre 1990, n. 443 (in G.U. 1a s.s. 17/10/1990, n. 41), ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’art. 444, secondo comma, secondo periodo, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che il giudice condanni l’imputato al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile, salvo che ritenga di disporne, per giusti motivi, la compensazione totale o parziale”.
Art. 2 – Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti
Art. 13 – Causa di non punibilità. Pagamento del debito tributario
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