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Timestamp: 2018-04-19 15:44:49+00:00
Document Index: 116465685

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 20', 'art. 12', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 156', 'art. 1']

SPORTELLO USI CIVICI del Comune di Rocca Imperiale (Cs): LEGGE NAZIONALE USI CIVICI n° 1766/1927
Per l’accertamento e la liquidazione generale degli usi civici e di qualsiasi altro diritto di promiscuo godimento
Nel giudizio di accertamento circa la esistenza, natura ed estensione degli usi civici, ove non esista la prova
cessato anteriormente al 1800.
Chiunque eserciti o pretenda esercitare diritti della natura di cui all’articolo precedente è tenuto,
Trascorso detto termine senza che siasi fatta la dichiarazione, rimane estinta ogni azione diretta ad ottenere
agli usi civici.
Per la generalità degli abitanti le dichiarazioni e le istanze saranno fatte dal podestà o dalla
potrà chiamare in giudizio i legali rappresentanti del comune, della frazione o dell’associazione.
Le dichiarazioni e le istanze potranno essere presentate anche al pretore, che ne curerà la trasmissione
al commissario.
1º essenziali, se il personale esercizio si riconosca necessario per i bisogni della vita;
2º utili, se comprendano in modo prevalente carattere e scopo di industria.
Appartengono alla 1ª classe i diritti di pascere e abbeverare il proprio bestiame, raccogliere legna per
uso domestico o di personale lavoro, seminare mediante corrisposta al proprietario.
Alla 2ª classe appartengono, congiunti con i precedenti o da soli, i diritti di raccogliere o trarre dal
quelli che sono necessari al sostentamento personale e famigliare.
Per gli effetti della presente legge sono reputati usi civici i diritti di vendere erbe, stabilire i prezzi
data al fondo dal proprietario.
Il compenso per la liquidazione dei diritti suddetti è stabilito in una porzione del fondo gravato o della
determinata nel modo seguente:
Per i diritti della prima classe, comunque esercitati, l’anzidetta porzione di terreno corrisponderà
elevata ad un terzo ed anche sino alla metà.
Per i diritti della seconda classe il compenso, tenendo conto dei criteri suddetti, potrà da un minimo
di un quarto elevarsi dal commissario fino al massimo di due terzi del fondo.
Questo compenso comprenderà anche quello che corrisponde ai diritti della prima classe, qualora anche
questi siano in tutto od in parte esistenti sul medesimo fondo.
Allorché si tratti di un solo diritto, che a giudizio del commissario sia di tenue entità, il
La porzione di terreno da assegnarsi in compenso dei diritti civici da liquidare dovrà essere determinata
non solo col criterio della sua estensione, ma con quello anche del suo valore.
A tal fine il commissario potrà ordinare apposita perizia. E in tal caso sarà in facoltà
il suo finale provvedimento.
Saranno esenti dalla divisione e gravati di annuo canone di natura enfiteutica a favore del comune, in misura
sostanziali e permanenti migliorie, ed i piccoli appezzamenti non aggruppabili in unità agrarie.
Restano ferme nelle provincie ex-pontificie le disposizioni dell’art. 9 del Regio Decreto 3 agosto 1891, n.
Le comunioni generali per servitù reciproche, qualora esistano, e tutte le comunioni particolari nelle
Le comunioni generali per condominio, e le particolari, sia per condominio sia per servitù fra comuni,
a pascolare, e dei bisogni di ciascun comune e di ciascuna frazione.
Si considerano comunioni generali quelle costituite sugli interi territori delle comunità partecipanti;
si considerano particolari quelle che comprendono solo una parte di detti territori.
In considerazione dei bisogni della economia locale potranno essere conservate le promiscuità esistenti,
Qualora sulle terre di uso civico appartenenti ai comuni, alle frazioni ed alle associazioni o ad esse pervenute
occupatori, potranno essere legittimate, sempre che concorrano unitamente le seguenti condizioni:
Le stesse norme valgono per la legittimazione dell’acquisto delle quote dei demani comunali delle province
napoletane e siciliane, alienate durante il periodo di divieto.
Non avvenendo la legittimazione, le terre dovranno essere restituite al comune, alla associazione, o alla frazione
del comune, a qualunque epoca l’occupazione di esse rimonti.
Nel concedere la legittimazione di cui all’articolo precedente, il commissario imporrà sul fondo occupato
Il detto canone potrà essere di misura inferiore quando l’occupatore avrebbe potuto beneficiarsi della
quotizzazione.
I terreni assegnati ai comuni o alle frazioni in esecuzione di leggi precedenti relative alla liquidazione dei
sui quali si esercitano usi civici, saranno distinti in due categorie:
Per i terreni di cui alla lettera a) si osserveranno le norme stabilite nel capo secondo del titolo quarto del
Regio Decreto 30 dicembre 1923, n. 3267.
I comuni e le associazioni non potranno, senza l’autorizzazione del ministero dell’economia nazionale, alienarli
o mutarne la destinazione.
I diritti delle popolazioni dei detti terreni saranno conservati ed esercitati in conformità del piano
I terreni indicati alla lettera b) dell’art. 10 sono destinati ad essere ripartiti, secondo un piano tecnico
all’approvazione sovrana.
L’assegnazione dei terreni alle due categorie di cui all’art. 11 sarà determinata dal commissario, contemperando
per l’economia nazionale.
Qualora l’estensione lo consenta, i terreni destinati a coltura agraria, salvo il disposto dell’art. 17, potranno
dell’associazione degli utenti tra agricoltori ed esperti in materia agraria.
b) di compilare ed attuare, ad opere compiute, il piano di ripartizione dei terreni in unità fondiarie,
Per gli uffici di cui alla lettera a) del presente articolo il delegato risponderà direttamente al ministero
b) dovrà attenersi alle disposizioni contenute nel secondo comma dell’articolo 13.
Il delegato, per provvedersi dei mezzi necessari all’adempimento degli uffici, di cui all’articolo precedente,
n. 1633, 30 dicembre 1923, n. 3139, e dai successivi provvedimenti in materia di credito agrario.
Qualora alla gestione dei terreni indicati alla lettera a) dell’art. 11 venga provveduto con la nomina di un
delle funzioni di delegato tecnico di cui all’art. 15.
Il ministro per l’economia nazionale, qualora lo ritenga opportuno, potrà affidare, in base ad apposita
ed istituti legalmente riconosciuti, che diano affidamento di rapida e perfetta esecuzione.
L’assegnazione delle unità fondiarie risultanti dalla ripartizione è fatta a titolo di enfiteusi,
Il canone sarà fissato in base al prezzo dell’unità fondiaria, realizzabile in libera contrattazione,
tenuto conto dei vincoli giuridici apposti all’assegnazione e del precedente diritto dell’assegnatario.
Nel caso di ipoteca inscritta per mutui contratti per opere preliminari di sistemazione e trasformazioni fondiarie,
nel canone sarà distinta la parte da corrispondersi agli istituti mutuanti.
Non sarà ammessa l’affrancazione se non quando le migliorie saranno state eseguite ed accertate: l’accertamento
sarà fatto dalla locale cattedra di agricoltura.
Prima dell’affrancazione le unità suddette non potranno essere divise, alienate o cedute per qualsiasi
Qualora l’estensione delle terre da ripartire non sia sufficiente per soddisfare tutte le domande delle famiglie
primo comma dell’art. 13.
Allo scopo di aumentare la massa da dividere tra gli aventi diritto, è tuttavia consentito tanto ai
14 luglio 1918, n. 1142, diretto ad agevolare l’acquisto di nuovi terreni.
La stessa facoltà è data ai comuni ed alle associazioni per affrancare i canoni enfiteutici che
gravano le terre da ripartire.
Qualora occorra pagare quote di ammortamento per debiti incontrati dal comune per l’acquisto delle terre, si
applicherà la disposizione del capoverso dell’art. 20 limitatamente alla parte che viene ripartita.
Gli assegnatari delle terre ripartite potranno riunirsi in consorzio per provvedersi più agevolmente dei
mezzi necessari per utilizzarle e per godere dei vantaggi accordati dalle leggi.
La riunione in consorzio sarà obbligatoria qualora il ministero dell’economia nazionale, su proposta
del delegato tecnico, lo ritenga necessario per l’esecuzione di opere e servizi di interesse comune.
Il capitale di affrancazione dei canoni per effetto di liquidazione di diritti, per legittimazione di occupazioni,
ad opere permanenti di interesse generale della popolazione.
Egualmente sarà investito in titoli del debito pubblico, intestati come sopra è detto e con
identico vincolo, il prezzo di vendita dei terreni dichiarati alienabili ai termini dell’art. 12.
Il ministero dell’economia nazionale, su proposta del commissario, o di sua iniziativa allorché questi
o vi siano motivi per ritenere inutile o dannosa la esistenza di esse.
In tal caso i terreni delle associazioni saranno trasferiti ai comuni o alle frazioni nel cui territorio trovansi
compresi, con la destinazione corrispondente alla categoria cui essi appartengono.
Quanto sopra si osserverà anche relativamente ai beni di altra natura posseduti dalle dette associazioni;
I terreni di uso civico dei comuni e delle frazioni e quelli delle associazioni, sia che passino ai comuni od
I terreni suddetti di originaria appartenenza delle frazioni e gli altri che ad esse passeranno in seguito
stessa legge saranno amministrati i beni delle associazioni conservate.
All’attuazione di quanto è disposto nella presente legge provvederanno con funzioni amministrative e giudiziarie
i commissari regionali.
I commissari saranno nominati con decreto reale su proposta del ministro per l’economia nazionale con consenso
consigliere di corte d’appello, e prenderanno il nome di commissari per la liquidazione degli usi civici.
I commissari avranno alla propria dipendenza uno o più assessori da scegliersi fra magistrati di grado
il consenso del ministro dal quale dipendono.
L’ufficio degli assessori sarà quello di coadiuvare il commissario in tutte le sue operazioni. Il commissario
essere delegati anche ai pretori.
I commissari potranno pure, per l’istruttoria e per la esecuzione delle operazioni di loro competenza, servirsi
In tutti gli atti del procedimento contenzioso di cui al secondo comma dell’articolo seguente, i commissari
saranno assistiti da un segretario con le funzioni di cancelliere.
I magistrati nominati ai sensi dell’art. 27 e del presente potranno essere posti fuori del ruolo organico della
I commissari procederanno, su istanza degli interessati od anche di ufficio, all’accertamento, alla valutazione,
e ripartizione delle terre.
I commissari decideranno tutte le controversie circa la esistenza, la natura e la estensione dei diritti suddetti,
In ogni fase del procedimento potrà essere promosso un esperimento di conciliazione, sia per iniziativa
di loro fiducia munita di speciale mandato.
I commissari cureranno la completa esecuzione delle proprie decisioni e di quelle anteriori, ma non ancora
Tutte le conciliazioni, relative alle materie contemplate nella presente legge, dovranno riportare l’approvazione
Fino a che non sia intervenuta una decisione irrevocabile o una conciliazione debitamente omologata sull’esistenza,
se non sia stata prima eseguita la reintegrazione in possesso.
I commissari nei loro procedimenti sono dispensati dalla osservanza delle forme della procedura ordinaria; però,
istanze e ragioni.
Non sono ammesse altre eccezioni di nullità degli atti del procedimento fuori di quelle che lascino
Contro le decisioni dei commissari delle questioni concernenti l’esistenza, la natura e la estensione dei diritti
giurisdizione nei territori ove sono situati i terreni in controversia, o la loro maggior parte.
Il reclamo contro decisioni preparatorie o interlocutorie potrà essere proposto solamente dopo la decisione
definitiva ed unitamente al reclamo contro questa.
Quando la corte di appello, riformando la sentenza del commissario, non decida definitivamente in merito,
dovrà sempre rinviare la causa per il corso ulteriore al commissario.
Le corti di appello potranno ordinare la sospensione delle decisioni impugnate quando ravvisino che possano
derivarne gravi danni.
Tutte le autorità, uffici ed archivi sono obbligati a compiere ed eseguire atti, a fornire notizie, a
rilasciare copie di documenti, a prestare ogni assistenza allorché ne siano richiesti dal commissario.
I commissari regionali assumono le funzioni attribuite ai prefetti ed ai commissari ripartitori nelle province
dei relativi diritti di godimento.
Essi però, nelle province cui dette leggi si riferiscono, assumeranno ed eserciteranno tutte le attribuzioni
loro affidate con la presente legge.
Le attribuzioni già conferite alle giunte di arbitri per la Sardegna passeranno al commissario, il quale
delle leggi contenenti provvedimenti per l’isola.
Il commissario competente provvederà con le norme della presente legge alla sistemazione dei demani silani
attribuiti ai comuni per effetto della legge 25 maggio 1876, n. 3124.
dagli art. 1 e 29.
Le spese per l’indennità ai commissari, agli assessori e quelle per fitto di locali, per funzionamento
Le spese dei giudizi e delle operazioni nella misura stabilita dal commissario saranno anticipate dai comuni
spesa nel bilancio comunale e l’emissione del mandato relativo.
I commissari per provvedere alle spese suddette avranno anche facoltà di ordinare il deposito di una
di tali redditi.
Saranno invece redatti su carta da lire 4, e soggetti alla tassa fissa minima di registro in vigore, i decreti,
le sentenze e le ordinanze di divisione, legittimazione e assegnazione di terre.
Tutti gli atti compiuti dai commissari sino alla data di pubblicazione della presente legge rimarranno fermi,
in quanto non siano appellabili e non siano stati appellati nei termini legali.
Nei giudizi di appello dalle decisioni emesse dai commissari anteriormente alla legge presente, si dovranno
applicare, per tutti gli effetti, le norme in questa contenute.
Alle controversie iniziate sotto l’impero di leggi anteriori nelle quali non sia intervenuta sentenza o decisione
Le cause che all’entrata in vigore della presente legge si troveranno in corso avanti qualsiasi autorità
di prima istanza, saranno riassunte davanti il commissario.
Le disposizioni contenute nell’art. 156 del Regio Decreto 30 dicembre 1923, n. 3267, relative all’assegnazione
1923, n. 3558, per quanto riguarda i demani comunali del Mezzogiorno d’Italia sono abrogate.
Restano ferme tutte le disposizioni in materia di usi civici, demani comunali e diritti della natura di cui
all’art. 1º che, attualmente vigenti, non siano contrarie a quelle contenute nella presente legge.
Il ministro per l’economia nazionale è autorizzato a stabilire con regolamento, da approvarsi con decreto