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Timestamp: 2017-01-18 14:10:01+00:00
Document Index: 42364403

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 47', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 12']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 6 del 08.01.2008
Interpretazione dell'art. 2, del regolamento
approvato con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, n. 149,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 210 del 10 settembre 2007 - italiani
residenti in Paesi extracomunitari - documentazione per fruire della detrazione
per carichi di famiglia
Alcuni parlamentari
della Repubblica hanno chiesto chiarimenti in merito alle disposizioni contenute
nel regolamento concernente le detrazioni per carichi di famiglia ai soggetti
non residenti, di cui all'art. 1, comma 1324, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, approvato con decreto del Ministero dell'Economia e delle
Finanze del 2 agosto 2007, n. 149,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 210 del 10 settembre 2007.
In particolare, il problema rappresentato concerne la
precisa individuazione della documentazione che i soggetti non residenti
nell'Unione Europea né in uno Stato aderente all'Accordo sullo Spazio Economico
Europeo (SEE) debbono produrre per ottenere il riconoscimento delle detrazioni
per carichi di famiglia.
Ad avviso degli onorevoli istanti, per quanto riguarda
la documentazione che i soggetti residenti in paesi extracomunitari, come ad
esempio i pensionati italiani o i contrattisti alle dipendenze dello Stato
Italiano, devono produrre ai fini di cui sopra, l'art. 2 del regolamento in
esame prevede la produzione di documentazione che sembra riferirsi
esclusivamente a soggetti che hanno sì la residenza all'estero ma che lavorano
e vivono in Italia.
Nella lista delle attestazioni da produrre, infatti, ai
sensi dell'art. 2, comma 1, lettere a) e c), si indica ad esempio
"documentazione prodotta dall'autorità consolare del paese di origine...con
asseverazione da parte del prefetto competente per territorio"; tale tipo
di richiesta non ha senso nei confronti di chi risiede, vive e lavora in paesi
Il problema non sarebbe risolto dalla circostanza che
l'art. 2, comma 1, lettera b), prevede la possibilità di utilizzare una
documentazione semplificata e cioè l'Apostille, in quanto tale possibilità è
circoscritta ai paesi che hanno firmato la Convenzione dell'Aja del 1961. Al
riguardo, è necessario fare presente, preliminarmente, che l'art. 1, comma 1324 della legge 27
dicembre 2006, n. 296 riconosce anche ai soggetti non residenti, sebbene
limitatamente agli anni 2007, 2008 e 2009, il diritto a fruire delle detrazioni
per carichi di famiglia di cui all'art. 12 del TUIR.
La previsione in commento introduce una deroga
temporanea, ancorché non esplicita alla disposizione contenuta nell'art. 24 del TUIR, concernente la
determinazione dell'imposta dovuta dai non residenti, il quale stabilisce, al
comma 2, che a questi ultimi le detrazioni per carichi di famiglia non
Ai sensi del citato art. 1, comma 1324, della legge n. 296
del 2006, infatti, le predette detrazioni spettano a condizione che i soggetti
non residenti dimostrino che le persone alle quali le detrazioni medesime si
riferiscono non possiedano un reddito complessivo superiore, al lordo degli
oneri deducibili, al limite di cui al predetto art. 12, comma 2, compresi i redditi
prodotti fuori del territorio dello Stato, e di non godere, nel paese di
residenza, di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi familiari.
Il limite reddituale ivi richiamato, pari a euro
2.840.51, è quello che, ai sensi del comma 2 del citato art. 12 del TUIR, va verificato ai
fini dell'attribuzione ai contribuenti fiscalmente residenti in Italia delle
detrazioni per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato e per i
Per esplicita disposizione normativa contenuta nel
citato comma 1324
dell'art. 1 della legge n. 296 del 2006, inoltre, la dimostrazione della
sussistenza delle condizioni richieste va effettuata mediante idonea
documentazione individuata con decreto del Ministero dell'Economia e delle
In ottemperanza a tale disposizione è stato emanato il
decreto n. 149 del 2 agosto
2007 che ha adottato il regolamento concernente le detrazioni per i carichi di
famiglia ai soggetti non residenti, di cui all'art. 1, comma 1324, della legge n. 296
In particolare, l'art. 1 del regolamento stabilisce
che, ai fini dell'attribuzione delle detrazioni di cui al citato art. 12 del TUIR, i soggetti residenti
in uno degli Stati membri dell'Unione europea e degli Stati aderenti all'Accordo
sullo spazio economico europeo attestano mediante dichiarazione sostitutiva di
atto di notorietà di cui all'art. 47
del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, le condizioni elencate nelle lettere a), b)
e c), comma 1, del medesimo art. 1.
L'art. 2 stabilisce, invece, che i soggetti residenti
in uno stato diverso da quelli indicati nell'art. 1 attestino le condizioni
elencate nel medesimo art. 1 mediante:
a) documentazione originale prodotta
dall'autorità consolare del paese d'origine, con traduzione in lingua italiana
e asseverazione da parte del prefetto competente per territorio;
b) documentazione con apposizione dell'Apostille,
per i soggetti provenienti da paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell'Aja
del 5 ottobre 1961;
c) documentazione validamente formata dal
paese d'origine, ai sensi della normativa ivi vigente, tradotta in italiano e
asseverata come conforme all'originale, dal consolato italiano nel paese di
Tanto premesso, con particolare riferimento alla
specifica problematica esposta dagli onorevoli istanti, si fa presente che la
documentazione che i soggetti che risiedono in paesi extracomunitari devono
produrre, ai fini di cui sopra, deve essere redatta seguendo le modalità
indicate nell'art. 2 del regolamento.
In particolare, la lettera a), dell'art. 2 si
riferisce, di norma, ai soggetti non residenti che però vivono in Italia, ad
esempio lavoratori dipendenti che soggiornano in Italia per meno di 183 giorni
l'anno. Ciò si desume dal fatto che l'asseverazione della traduzione è
demandata ad un'autorità italiana, in particolare al Prefetto.
Per quanto riguarda i soggetti non residenti che non
vivono in Italia, possono essere più agevolmente utilizzabili le modalità
indicate nelle lettere b) e c) dello stesso art. 2.
E' di tutta evidenza, peraltro, che il rinvio alla
"documentazione validamente formata dal paese d'origine", contenuto
nella lettera c) dell'art. 2, nell'ipotesi di soggetti di origine italiana, ad
es. dei pensionati italiani o dei contrattisti italiani alle dipendenze dello
stato italiano, deve essere in realtà riferito alla documentazione validamente
formata nel paese di residenza.
Qualora gli stati civili siano documentati mediante
certificati o attestazioni rilasciate dalla competente autorità del paese di
residenza del soggetto, in quanto ad esempio il matrimonio è stato contratto
nel paese di residenza, la relativa documentazione dovrà essere redatta
seguendo le modalità previste dall'art. 2 del regolamento in esame (intendendo
il paese di origine come quello di residenza).
E' appena il caso di segnalare che gli stati civili di
soggetti non residenti di origine italiana, qualora risultanti da atti in
possesso di Autorità italiane (ad esempio, matrimonio contratto in Italia,
figli nati in Italia, ecc.) possono essere documentati anche mediante
certificati o attestazioni rese dalla competente Autorità italiana.
In tali ipotesi i soggetti non residenti potranno
richiedere i relativi certificati anche presso il consolato italiano del paese
Naturalmente, in tale evenienza, non emerge la
necessità della traduzione in italiano e della relativa asseverazione.
Per quanto riguarda, invece, la dimostrazione della
circostanza che le persone a carico non possiedono redditi eccedenti il limite
previsto e che il richiedente non gode, nel paese di residenza, di alcun
beneficio connesso ai carichi di famiglia, si ritiene che la stessa debba essere
resa mediante certificazione proveniente dall'autorità fiscale del paese di
residenza, formata ai sensi dell'art. 2 del regolamento.
Per completezza, si precisa che l'art. 1, comma 1325, della legge n. 296
del 2006, prevede che per i cittadini extracomunitari residenti in Italia che
richiedono, sia attraverso il sostituto d'imposta sia con la dichiarazione dei
redditi, le detrazioni per carichi di famiglia di cui all'art. 12 del TUIR, la documentazione può essere formata da:
paese d'origine, ai sensi della normativa ivi vigente, tradotta in
italiano e asseverata come conforme all'originale, dal consolato italiano nel
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