Source: https://www.e-glossa.it/wiki/5_-_adeguamenti_statutari_e_disciplina_transitoria.aspx
Timestamp: 2018-09-20 07:27:52+00:00
Document Index: 46514122

Matched Legal Cases: ['art. 223', 'art. 223', 'art. 223', 'art. 2473', 'art. 2486', 'art. 223', 'art. 2409', 'art. 223', 'art. 4', 'art. 2370', 'art. 2365', 'art. 2486', 'art. 223', 'art. 2366', 'art. 2410']

5 - Adeguamenti statutari e disciplina transitoria - WikiJus
L'art. 223-bis, comma 3 disp. att. cod. civ., quale risultante dal D.Lgs. 6 febbraio 2004 n. 37, in vigore dal 29 febbraio 2004, permette di modificare l'atto costitutivo/statuto di società di capitali con deliberazione sorretta dalla maggioranza semplice dei legittimati al voto intervenuti in assemblea, in deroga alle più qualificate maggioranze previste dalla legge o dall'atto costitutivo/statuto per le modifiche dello stesso, nei seguenti casi:
In forza del medesimo art. 223-bis disp. att. cod. civ., come da ultimo modificato, le società di capitali costituite anteriormente al 1° gennaio 2004 sono regolate:
La massima discende dal confronto tra il precedente e il nuovo testo dell'art. 223-bis disp. att. cod. civ., anche alla luce dei commenti e delle non sempre convergenti interpretazioni del primo testo della citata disposizione, oltre che in considerazione degli intenti manifestati dal legislatore nella relazione accompagnatoria al decreto correttivo e in altre sedi.
a) Il "mero adattamento a norma inderogabile" si ha non solo quando il contrasto di una clausola statutaria con la nuova normativa implichi un unico modo di configurare la clausola affinché risulti conforme alla nuova normativa, ma anche quando la nuova normativa impone l'introduzione nello statuto di una clausola assente e in tale introduzione si abbiano dei margini di libertà, come avviene ad esempio per il recesso nella s.r.l. in forza dell'art. 2473 cod. civ. (laddove impone di disciplinarne "le relative modalità") In simili situazioni si può dire che la regola della maggioranza semplice, motivata dalla indispensabilità dell'adeguamento, si estende inevitabilmente ai profili di discrezionalità concessi dalla disposizione alla quale viene adattata la clausola. Ciò, tra l'altro, si desume dalla constatazione che, se così non fosse, mancherebbe una vera ragione per permettere l'adattamento a maggioranza semplice, posto che una mera uniformazione alla nuova normativa inderogabile si verificherebbe sempre di diritto mediante sostituzione automatica della clausola affetta da nullità sopravvenuta.
l'attribuzione del controllo contabile al collegio sindacale, sussistendone i presupposti stabiliti per la s.p.a. dalla nuova legge;
il deposito delle azioni almeno cinque giorni prima dell'assemblea ai fini della legittimazione ad intervenire alla riunione;
l'attribuzione della competenza per l'emissione delle obbligazioni non convertibili all'assemblea straordinaria;
la fissazione dei quorum per le decisioni dei soci nella s.r.l. secondo quanto previsto dal vecchio art. 2486 cod. civ. (maggioranza del capitale sociale per decisioni che in passato sarebbero state di competenza dell'assemblea ordinaria; due terzi del capitale sociale per decisioni che in passato sarebbero state di competenza dell'assemblea straordinaria).
La seconda parte della massima ricostruisce la complessa regolamentazione giuridica delle società di capitali durante la fase transitoria, quale deriva dall'ultimo periodo del (nuovo) terzo comma dell'art. 223-bis disp. att. cod. civ.: disposizione introdotta a complemento di quella contenuta nel periodo precedente (disapplicazione di nuove norme derogabili per mantenere invariato il rapporto sociale), onde garantire la continuazione invariata del rapporto sociale nel mutato quadro normativo sino al momento in cui si adegui l'atto costitutivo/statuto o, alternativamente, sino al 30 settembre 2004.
sino a che l'atto costitutivo/statuto non viene adeguato, il controllo contabile continua ad essere esercitato dal collegio sindacale in conformità alla vecchia normativa (né si potrà, senza previamente adeguare lo statuto, nominare un revisore, salvo che ciò sia imposto dalla nuova legge con norma inderogabile, come avviene per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio o che siano tenute alla redazione del bilancio consolidato: art. 2409-bis cod. civ., ult. comma);
ad adeguamento effettuato o, in difetto, dal 1° ottobre 2004, il controllo contabile spetterà al revisore, a meno che in fase di adeguamento non lo si sia attribuito al collegio sindacale.
Peraltro, la disposizione in commento, se pur primariamente pensata per il problema del controllo contabile, si presenta generalizzata ad ogni altro aspetto del rapporto sociale non regolato dall'atto costitutivo/statuto (se non con un rinvio esplicito o implicito alla legge) e dalla nuova normativa diversamente regolato - ma consentendo il ritorno al passato - rispetto a quanto faceva la precedente. Ne deriva che in tutti i casi in cui, come sopra ricordato, si può a maggioranza semplice disapplicare la nuova normativa per ritornare al passato (o, meglio, per mantenerlo fermo anche dopo il 30 settembre 2004), il passato sopravvive e costituisce regola presente. Tale sopravvivenza delle norme derogabili vigenti prima del 1° gennaio 2004, tuttavia, è prevista allorché sia possibile "l'introduzione nello statuto di clausole che escludono l'applicazione di nuove disposizioni di legge, derogabili con specifica clausola statutaria", come dispone il citato art. 223-bis, comma 3 disp. att. cod. civ., il che avviene allorché la nuova norma derogabile preveda espressamente la "specifica clausola statutaria" che ne esclude l'applicazione o che comunque la deroghi.
Continueranno pertanto a trovare applicazione, ad esempio, in presenza di uno statuto che nulla dica o che semplicemente rinvii alla legge, le norme in tema di deposito delle azioni almeno cinque giorni prima dell'assemblea (art. 4 l. 1745/1962, in parziale modifica del vecchio art. 2370 c.c.), di competenza per l'emissione di obbligazioni (vecchio art. 2365 c.c.), nonché di quorum dell'assemblea di s.r.l. (vecchio art. 2486 cod. civ.). Al contrario, e sempre a titolo esemplificativo, non dovrebbero trovare applicazione, in virtù dell'art. 223-bis, comma 3 disp. att. cod. civ., le norme in tema di requisiti per l'assemblea totalitaria (vecchio art. 2366, comma 3, c.c.) o di limiti quantitativi all'emissione di obbligazioni (vecchio art. 2410 c.c.).
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