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Timestamp: 2018-01-19 11:12:28+00:00
Document Index: 175845465

Matched Legal Cases: ['art. 6', '§ 1', 'art. 512', 'art. 6', '§ 1', 'sentenza ', 'art. 6', '§1', 'art. 6', '§1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', '§ 1', 'art. 6']

Processo Penale e Giustizia - contraddittorio
Corte edu, 27 aprile 2017, Asatryan c. Armenia
Giusto processo – Diritto di difesa – Contraddittorio – Diritto di esaminare i testimoni a carico
Il diritto all’equo processo è violato quando la difesa dell’accusato non è posta nelle condizioni di poter quantomeno interloquire su tutti gli elementi di prova che possono essere impiegati dal giudice per decidere il merito della regiudicanda, a prescindere dalla loro vis probatoria, essendo sufficienti – in questo caso – la loro rilevanza e utilizzabilità ai fini del giudizio. [Nella fattispecie, la Corte ha riscontrato una infrazione dell’art. 6, § 1 e 3 (d) in una vicenda in cui la condanna di secondo grado si basava (anche) sulle dichiarazioni predibattimentali di alcuni soggetti che non solo non erano mai stati ascoltati nel contraddittorio tra le parti (né in fase di prime cure né in appello), ma i cui dicta non erano mai stati neppure propriamente acquisiti mediante lettura, né avevano formato oggetto di discussione dibattimentale. [In tal caso, dunque, i giudici europei hanno accertato, cassandolo, un duplice diniego di contraddittorio: tanto per la prova, quanto sulla prova].
Corte edu, 23 giugno 2016, Moumen c. Italia
Contraddittorio - Prove - Testi assenti
Chiamata ad esprimersi in ordine all'equità di un procedimento penale celebrato in patria, la Corte europea ha declinato i c.d. Al-Khawaja criteria - recentemente precisati in seno al precedente Schatschaschwili c. Germania - con riferimento alla condanna pronunciata nei confronti di un cittadino marocchino: costui, accusato di violenza sessuale e lesioni, aveva lamentato di non avere potuto controesaminare un teste oculare che - dopo avere reso dichiarazioni a carico del ricorrente in sede investigativa - aveva fatto perdere le proprie tracce. Pur censurando la scelta dell'autorità giudiziaria di avvalersi dell'art. 512 c.p.p. senza avere compiuto alcuno sforzo per ottenere la comparizione del teste in udienza, la Corte non ha ravvisato violazione alcuna: le dichiarazioni unilaterali costituivano, infatti, semmai, un mero riscontro rispetto alla deposizione della vittima, già ascoltata in sede di incidente probatorio; l'analisi del processo rivelava, inoltre, la presenza di sufficienti counterbalancing factors, atti a compensare le difficoltà difensive.
Corte edu, Grande Camera, 15 dicembre 2015, Schatschaschwili c. Germania
Contraddittorio - Diritto ad un processo equo - testi assenti
Nel condannare la Germania per violazione dell'art. 6 §§ 1 e 3, lett. d), della Cedu, la Corte europea ha colto l'occasione per fare chiarezza in ordine ai c.d. Al‑Khawaja criteria. Ove si configuri il fenomeno dei c.d. testi assenti, il vaglio d'equità del procedimento penale complessivamente inteso, com'è noto, si articola (alla luce del suindicato arresto) in tre steps successivi: occorre, infatti, verificare se vi fosse stato un valido motivo per rinunciare all'escussione in giudizio dei dichiaranti, se la pronuncia di condanna fosse stata fondata unicamente, o in modo determinante, su tale species di prova e, in caso affermativo, se fossero ravvisabili sufficienti fattori atti a sopperire al deficit difensivo. Nella sentenza in esame i Giudici di Strasburgo hanno chiarito che l'ordine suddetto può essere sovvertito ogniqualvolta la verifica di uno specifico requisito possa essere risolutiva ai fini del vaglio complessivo. Occorre, tuttavia, precisare che il mancato soddisfacimento di ciascun singolo criterio non sembra ormai ex se sufficiente a determinare l'iniquità dell'intero procedimento: contrariamente a quanto sembrerebbe emergere dal precedente Al‑Khawaja e da alcune successive pronunce (arrestatesi al primo step) l'assenza di un valido motivo sotteso alla mancata escussione dibattimentale costituisce solamente un fattore da soppesare; a ciò si aggiunga, però, che la ricerca di elementi compensativi deve essere condotta anche laddove il carattere determinante della prova spuria appaia incerto, salva la rilevanza di quest'ultima ai fini della decisione concreta [poste tali premesse, la Grande Camera, rovesciando una pronuncia di prima istanza, ha ravvisato l'iniquità del procedimento a carico del ricorrente, condannato per rapina ai danni di due prostitute, uniche testimoni oculari dei fatti, le quali, ascoltate innanzi al giudice nella fase investigativa, avevano fatto ritorno al proprio paese, rifiutando di rendere ulteriori dichiarazioni (nonostante vi fosse un residuo compendio di prove a carico, la Corte ha ritenuto che la mancata garanzia del contraddittorio nella fase d'indagine - quando l'autorità era al corrente del rischio d'irripetibilità - avesse pregiudicato la complessiva fairness processuale)].
Corte e.d.u., 23 settembre 2014, Cevat Soysal c. Turchia
Contraddittorio – Equo processo – Controesame – Discovery degli elementi di accusa – Rilevanza e non superfluità delle prove
La Corte non è competente a sindacare l’ammissibilità delle prove: essa valuta unicamente l’equità complessiva del procedimento. L’art. 6 §1 Cedu implica la discovery degli elementi di prova di cui dispone l’accusa: si tratta di un principio suscettibile di essere bilanciato con valori di pari rango (tutela dei testi od esigenze di rango pubblicistico), salvaguardando, tuttavia, i diritti difensivi. (Nel caso di specie, la procedura seguita ha violato le regole del processo adversary, il principio di parità delle armi e, conseguentemente, l’art. 6 §1 Cedu).
Laddove l’accusa ritenga che una persona sia una fonte di prova rilevante, e la sua testimonianza venga utilizzata dal giudice ai fini della declaratoria di colpevolezza dell’imputato, occorre presumere che la comparizione e l’esame del teste siano necessari, salvo non appaiano manifestamente superflui o irrilevanti.
Corte e.d.u., 15 maggio 2014, Mavric c. Slovenia
Contraddittorio – Diritto ad un processo equo – Prova decisiva – Controesame
Sussiste una lesione del diritto ad un equo processo qualora all'imputato sia negata la possibilità di ottenere la convocazione di un testimone a discarico che avrebbe potuto risultare decisivo nel convincimento del giudice, in quanto presente sul luogo di commissione del reato e portatore di una conoscenza che avrebbe potuto essere determinante per la decisione finale.
Analoga violazione ricorre nel caso in cui, mancando la comunicazione della data dell’udienza di audizione dei testi, il ricorrente non sia in grado di controesaminare i testimoni a carico, sulle cui deposizioni il giudice ha fondato il proprio convincimento.
Corte e.d.u., 27 marzo 2014, Matytsina c. Russia
Contraddittorio – Diritto ad un processo equo – Testi assenti
L'utilizzo di dichiarazioni rese da soggetti con cui l'imputato non ha mai avuto occasione di confrontarsi può avvenire solamente sulla scorta di una valida giustificazione (quale può essere la precarietà delle condizioni di salute del teste). Anche laddove tale presupposto sia soddisfatto può essere, tuttavia, compromessa l'equità complessiva del procedimento, qualora la pronuncia di condanna si fondi in maniera decisiva su elementi formati in deroga al principio del contraddittorio.
Corte e.d.u., 28 febbraio 2014, Lucic c. Croazia
Contraddittorio – Equo processo – Lettura delle dichiarazioni predibattimentali rese da testi assenti al giudizio – Controesame
L'impossibilità di reperire un testimone può, in determinati casi, giustificare l’acquisizione delle sue dichiarazioni, anche se la difesa non ha avuto la possibilità d’interrogarlo, purché le autorità nazionali abbiano adottato tutte le misure atte a consentire all’imputato di confrontarsi con costui.
Bisogna, poi, valutare se vi siano stati sufficienti fattori a compensare il deficit difensivo determinato dall'acquisizione dei verbali suddetti. Se le dichiarazioni della presunta vittima, unico teste diretto dei fatti in imputazione, costituiscono prova decisiva sulla quale la corte territoriale ha basato la declaratoria di colpevolezza dell’imputato, occorre verificare se a quest'ultimo sia stato assicurato un esercizio adeguato dei propri diritti difensivi ex art. 6 Cedu, ossia se vi siano state garanzie procedurali sufficienti ed altri fattori in grado di sopperire all’impossibilità di controesaminare il teste. (A questo proposito, nel caso de quo, notano i Giudici europei, non v’è alcun elemento da cui desumere che l’imputato ed il proprio difensore abbiano rinunciato ad interrogare la vittima durante le indagini, così occorrendo l'infrazione dell'art. 6 parr. 1 e 3 Cedu).
Corte e.d.u., 19 febbraio 2013, Gani c. Spagna
Contraddittorio – Assunzione della prova testimoniale – Oggettiva impossibilità del controesame – Testi assenti - Tutela del dichiarante vulnerabile
L’utilizzo a fini probatori delle dichiarazioni rese da un testimone, che la controparte non è stata in grado di esaminare, non comporta automaticamente una violazione della norme Cedu. Un’eventuale limitazione dei diritti, infatti, può essere determinata solo alla luce di un esame globale sull’equità del procedimento.
Non sussiste, dunque, alcuna violazione del diritto ad un equo processo (art. 6 §§ 1 e 3 lett. d), Cedu), qualora l'oggettiva impossibilità di controesaminare la vittima del reato non abbia vulnerato il diritto di difesa aliunde assicurato.
Corte edu, 22 novembre 2012, Tseber c. Repubblica Ceca
Contraddittorio – Processo equo – Diritto di interrogare i testimoni
La Corte e.d.u. non è giudice di quarta istanza competente a valutare le prove sulla scorta del diritto interno degli Stati parti della Convenzione. Ai sensi dell’art. 6 par. 3 lett. d) Cedu, prima che un imputato sia condannato, tutti gli elementi a suo carico devono essere prodotti innanzi a lui in udienza, sì che su di essi possa essere instaurato il contraddittorio; la norma, garanzia del diritto alla correttezza procedurale, mezzo di tutela della parità della armi tra accusa e difesa e strumento per monitorare la credibilità e l'affidabilità delle testimonianze, subisce alcune eccezioni qualora sussistano motivi seri (nel caso di specie - osserva la Corte - non è stato rispettato il diritto al controesame, senza ragioni d’urgenza per derogarvi).