Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-21712-del-19-09-2017
Timestamp: 2020-08-14 18:43:56+00:00
Document Index: 27575007

Matched Legal Cases: ['art. 360', 'art. 360', 'art. 7', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 5', 'art. 395', 'art. 13', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 21712 del 19/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21712 del 19/09/2017
Cassazione civile, sez. VI, 19/09/2017, (ud. 12/06/2017, dep.19/09/2017), n. 21712
sul ricorso 14276/2016 proposto da:
X.B., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
difeso dall’avvocato CLAUDIO DEFILIPPI;
MINISTERO DELL’INTERNO – QUESTURA DI PERUGIA;
avverso l’ordinanza n. 3581/15 del GIUDICE DI PACE di PERUGIA,
partecipata del 12/06/2017 dal Consigliere Dott. MAURO DI MARZIO.
Il cittadino albanese X.B. ricorre per la cassazione dell’ordinanza del Giudice di Pace di Perugia depositata il 15 dicembre 2015 con cui è stata rigettata l’opposizione da lui proposta avverso il provvedimento di espulsione dal territorio dello Stato Cat. A11Imm/174/15 notificatogli in data 21 luglio 2015 dal Prefetto di Perugia.
L’intimato Ministero dell’Interno – Questura di Perugia non ha svolto difese.
Il primo motivo di ricorso lamenta “Violazione ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nonchè art. 360 c.p.c., n. 3, in relazione alla direttiva 2008/115/CE quanto alla mancata traduzione del decreto di convalida, alla motivazione apparente, perplessa e incomprensibile ovvero carente della ordinanza di convalida quanto alle garanzie previste per l’espulsione immediata e circa l’attuale pericolosità, la durata e il tipo della misura, la necessità e urgenza del provvedere all’espulsione immediata di residente di lungo periodo con intero nucleo familiare in Italia e in (OMISSIS). Nonchè dalla L. n. 242/199, art. 7, circa la mancata comunicazione del provvedimento di espulsione”.
Il secondo motivo di ricorso lamenta “Omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, quanto alla motivazione omessa, apparente, perplessa ed incomprensibile sul punto della adeguata difesa in occasione della convalida dell’espulsione. Violazione ex art. 360 c.p.c., n. 3, in relazione alla violazione dell’art. 5 bis TU immigrazione, artt. 3,24,111 Cost.. 6.1-13 Convenzione europea dei diritti dell’uomo, 47-48 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, quanto al diritto di difesa nel procedimento di convalida”.
I due motivi di ricorso, da esaminarsi congiuntamente, sono inammissibili.
In relazione alla lamentata mancata traduzione nella lingua del paese di origine del ricorrente, l’inammissibilità deriva dalla circostanza che l’ordinanza impugnata afferma testualmente che “il provvedimento in oggetto risulta tradotto nella lingua albanese”, il motivo contesta tale circostanza deducendo il contrario; ma una fattispecie di tal fatta potrebbe legittimare la diversa impugnazione per revocazione, ove dedotto e provato un errore di percezione rilevante ai sensi dell’art. 395 c.p.c., ma non può essere sindacato in questa sede di legittimità.
In relazione alla lamentata violazione del diritto di difesa, parimenti l’ordinanza da atto della nomina di un difensore di ufficio non essendo quello di fiducia stato contattato nonostante un tentativo telefonico; anche tale affermazione non può essere sindacata in questa sede.
In relazione al merito della contestazione, va rilevato che il ricorso lamenta la mancata considerazione delle esigenze di conservazione dell’unità del nucleo familiare, ma non contesta l’autonoma ratio decidendi fondata sulla accertata pericolosità sociale del ricorrente, sottoposto a misura di prevenzione della sorveglianza speciale in quanto raggiunto da numerosi precedenti di polizia e per questo destinatario di rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno, come tale autonomamente legittimante il provvedimento impugnato (Cass. n. 18553 del 02/09/2014; Cass. n. 19337 del 29/09/2016).
Trattandosi di procedimento esente dal contributo unificato, non trova applicazione il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17.