Source: http://www.avvocatolisetti.it/news.aspx?ID=57
Timestamp: 2020-02-22 22:34:48+00:00
Document Index: 125138653

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 97', 'art. 87', 'art. 200', 'art. 4', 'art. 200']

La data di oggi: 22/02/2020 23.34
Contestazione immediata necessaria su strade urbane e centri abitati
Le violazioni al codice della strada, accertate con l'ausilio di mezzi tecnici di controllo, avvenute in strada urbana o in centro abitato devono essere immediatamente contestate da parte degli organi di polizia stradale. Lo ha stabilito il Tribunale di Viterbo, con la sentenza 23 giugno 2010, n. 467 il quale ha accolto l'appello promosso da un conducente avverso la sentenza del Giudice di Pace di Viterbo che aveva ritenuto quest'ultimo responsabile della violazione di cui all'art. 148, comma 2, CDS. Sebbene la decisione che qui si riporta si pone in contrasto con un consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, secondo il quale, indipendentemente dal fatto che si tratti di centro abitato o meno, non vi sarebbe mai l'obbligo di contestazione immediata nel caso in cui il rilevamento della velocità avvenga mediante un'apparecchiatura di vecchia generazione (c.d. Velomatic 512) che consente l'accertamento della velocità stessa dopo il passaggio del veicolo, è da evidenziare come la normativa ora richiamata sembrerebbe limitare alle autostrade ed alle strade extraurbane la deroga alla contestazione immediata di cui sopra.
Secondo i giudici territoriali, infatti: “fuori dai casi tassativamente descritti dalla norma, è doveroso continuare ad utilizzare sistemi di misurazione della velocità, ovvero di rilevamento o di documentazione degli illeciti, avendo riguardo alla disciplina generale del Codice della Strada, procedendo all'immediata contestazione della violazione con il diretto intervento di un organo di polizia stradale, anche per l'indubbia portata deterrente che assume la contestazione immediata e per la concreta possibilità di applicare le eventuali misure personali a carico del conducente”.
nella causa Civile in grado d'Appello iscritta al n. 1418 anno 2008
posta in deliberazione all'udienza del 18.2.2010 e vertente
S. V., elettivamente domiciliata in Viterbo, Via A. Pacinotti, 5 presso lo Studio dell'AVV. Raffaello Maria Cirilli, che la rappresenta e difende, in forza di delega a margine del ricorso in Appello;
Con Sentenza n. 884 / 07 dei 20.2-20.3.2007, il Giudice di Pace di Viterbo respingeva il ricorso proposto dall'Avv. V. S. avverso il verbale di contestazione n. 1061 V /2006/V Prot. 1907/2006 redatto dalla Polizia locale del Comune di Monte Romano, per violazione di cui all'art. 148-comma 8°, Codice della Strada;
l'opposizione era fondata sulla mancata contestazione immediata dell'infrazione;
il discorso si estendeva, necessita, alla qualificazione del tratto di strada sul quale era stata rilevata l'infrazione e alla legittimità della rilevazione stessa, nel tratto di strada interessato, a mezzo dell'apparecchiatura Velomatic 512 (vecchia generazione );
si deve intanto costatare che, per un qualche disguido, la Sentenza impugnata confonde le date, atteso che, in epigrafe, dichiara:” Vista la legge 689/81, all'udienza del 28.02.06, udite le conclusioni delle parti, ha pronunciato….”, mentre la Sentenza stessa risulta redatta il 20.2.2007, depositata il 20.3.2007;
dal verbale d'udienza, (che è del 28.02.2007) risulta che “ nessuno compare per il Comune di Monte Romano”;
nel fascicolo d'ufficio relativo al giudizio di primo grado non risulta alcuna comparsa redatta nell'interesse del Comune opposto;
però, nell'intestazione della Sentenza, il Comune di Monte Romano risulta rappresentato e difeso dall'Avv. Daniele Ronchini;
leggendo lo “svolgimento del processo”, il mistero aumenta, ove si consideri che è riportato quanto segue: “Si costituiva l'Amm.ne opposta mediante il deposito degli atti relativi al procedimento, nonché comparsa di costituzione risposta e, all'udienza di comparizione, il suo difensore concludeva con la richiesta di conferma del verbale opposto”;
comunque, in appello, il Comune appellato si è costituito con difesa tecnica, insistendo per il rigetto dell'appello;
l'appellante ripercorre tutte le argomentazioni di cui al ricorso, censurando la Sentenza impugnata che non avrebbe recepito, a dire dell'appellante, principii adottati, in casi analoghi, da altri Giudici di Pace della stessa sede;
l'appello appare fondato e meritevole d'accoglimento;
l'infrazione è stata rilevata al Km 14,800 della SS1 bis Aurelia;
anche se il Comune appellato ha omesso di ottemperare a quanto il Giudice aveva disposto con l'ordinanza del 18.9.2008, si può ritenere la circostanza non in contestazione, stando anche a quanto affermato, a verbale dell'udienza 6.11.2008, dalla difesa dell'appellato Comune;
il punto controverso è se, trattandosi di strada urbana, interna al centro abitato, possa ritenersi che l'accertamento della violazione debba essere contestato immediatamente;
fondamentale è, al riguardo, il quarto comma dell'articolo quattro della Legge 1° agosto 2002, n. 168, "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121, recante disposizioni urgenti per garantire la sicurezza nella circolazione stradale" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 183 del 6 agosto 2002;
“Nelle ipotesi in cui vengano utilizzati i mezzi tecnici o i dispositivi di cui al presente articolo, non vi e' l'obbligo di contestazione immediata di cui all'articolo 200 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285”.;
questa deroga, al fondamentale principio della contestazione immediata, letta da sola, enucleata dal contesto, ha portato all'errato giudizio del primo Giudice, giudizio del quale si duole, a ragione, parte appellante;
infatti, si deve leggere, il riportato quarto comma, nel contesto dell'articolo tutto, in primis il comma primo che recita:
1. Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali di cui all'articolo 2, comma 2, lettere A e B, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, gli organi di polizia stradale di cui all'articolo 12, comma 1, del medesimo decreto legislativo, secondo le direttive fornite dal Ministero dell'interno, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, possono utilizzare o installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico, di cui viene data informazione agli automobilisti, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme di comportamento di cui agli articoli 142 e 148 dello stesso decreto legislativo, e successive modificazioni. I predetti dispositivi o mezzi tecnici di controllo possono essere altresi' utilizzati o installati sulle strade di cui all'articolo 2, comma 2, lettere C e D, del citato decreto legislativo, ovvero su singoli tratti di esse, individuati con apposito decreto del prefetto ai sensi del comma 2.;
limitata così, alle autostrade e alle strade extraurbane, l'adozione dei fin troppo noti mezzi tecnici di controllo, resta da esaminare perché mai si sia ritenuto di rilevanza alcuna il fatto che il tratto di strada, nel quale è stata rilevata l'infrazione, è “ centro abitato”, secondo il portato di una delibera mai prodotta dal Comune opposto, ma non contestata, da questi, nel merito;
in verità, ad una tale conclusione pare pervenuta la S.C.,in più pronunce (Cass. civ., sez. II, 30 aprile 2009, n. 10156, in Arch. giur. circ. 2009, 904; Cass. civ., sez. II, 27 ottobre 2005, n. 20873) dalle quali pare doversi ricavare il principio che, comunque, centro abitato o meno, non vi sia mai obbligo di contestazione immediata, quando il rilevamento avvenga a mezzo di apparecchiatura (Velomatic 512) che consente l'accertamento della velocità solo dopo il passaggio del veicolo;
ferma restando l'insindacabilità, da parte del giudice ordinario, delle scelte organizzative della P.A., in termini d'uomini e mezzi, non pare che si possa lasciar arbitra la P.A. di comprimere o negare un diritto del cittadino (nello specifico, contravventore) che, nel sistema normativo vigente, pare dover essere, di norma, salvaguardato, eccezion fatta per le specifiche deroghe di legge, alle quali si è appena fatto riferimento;
tuteli, il giudice ordinario, i diritti fondamentali dei cittadini, tra i quali, quello alla contestazione immediata delle infrazioni de quibus, quando sia possibile, non è certo l'ultimo;
sia chiaro: non deve il giudice ordinario sindacare il modo di organizzarsi della P.A, ma può sindacarne l'effetto, quando questo sia il tentativo della P.A. di rendere la vita difficile ai cittadini e di sottrarsi, normalmente, ad ogni dovere di lealtà, responsabilità, buona fede e correttezza (art. 97 -1° comma- Costituzione);
fatti i dovuti rapporti, il comportamento della P.A., nella specie, sembra assimilabile al comportamento di chi si è messo nello stato d'incapacità di intendere o di volere, al fine di prepararsi una scusa (art. 87 c.p.);
la P.A., cioè, secondo criteri che non sono sindacabili dal giudice ordinario, sceglie di usare un'apparecchiatura (vecchia generazione) che consente il rilevamento della velocità solo dopo il passaggio del veicolo;
sempre la P.A., secondo criteri che non sono sindacabili dal giudice ordinario, sceglie di utilizzare una sola pattuglia per presidio all'apparecchiatura;
invero, la doppia pattuglia, in centro urbano e in presenza della nota apparecchiatura, o di altra più antiquata, denoterebbe la volontà dell'amministrazione di voler rispettare l'impianto normativo complessivo nella specifica materia;
non si può escludere che un pazzo criminale possa percorrere un centro urbano a duecento l'ora;
l'art. 200 del D.L.vo 30 Aprile 1992 n. 285, contiene un'enunciazione di principio, sia riguardo alla regola, sia riguardo all'eccezione, che sta all'interprete riempire: con il buon senso, col senso della Giustizia, con il rispetto per tutti i consociati, tra i quali sono compresi, piaccia o meno, quelli che superano, anche di soli 5 o 10 Km. orari, un limite di velocità;
se la contestazione immediata non è mai dovuta, non si comprende quale sia la ragion d'essere del famoso quarto comma dell'articolo quattro della Legge 1° agosto 2002, n. 168;
il contesto normativo porta a ritenere che , nel centro urbano, non debba trovar ragion d'essere la deroga di cui all'articolo appena cennato;
libera, quindi, la P.A, di scegliere le modalità organizzative, in termini di uomini e mezzi, ma non libera dall'obbligo di rispettare la Legge;
nel senso indicato, è anche, per quanto in questa sede può valere, la Circolare dell'Ufficio Territoriale del Governo, Prot. n. 19333/2007 Roma, 9 novembre 2007 FAX AI SIG.RI SINDACI DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI ROMA - LORO SEDI - OGGETTO: Art. 4 comma 2 del Decreto-Legge 20.6.2002 n.121, convertito, con modifiche nella
“Il D.L. 20-6-2002 n. 121, recante “Disposizioni urgenti per garantire la sicurezza nella circolazione stradale”, all'art. 4, ha introdotto una nuova disciplina che legittima l'accertamento e la contestazione differita delle violazioni rilevate con i dispositivi ed mezzi tecnici di misurazione della velocità, senza richiedere che l'impossibilità della contestazione immediata sia adeguatamente motivata caso per caso, ma considerandola oggettivamente e presuntivamente presente in tutte le fattispecie indicate. La norma cioè ha introdotto un'espressa eccezione al principio della contestazione immediata di cui all'art. 200 del Codice della Strada, qualora l'accertamento delle violazioni di cui agli artt. 142, 148 e 176 del Codice della Strada, avvenga su strade ed in situazioni in cui la contestazione immediata, per motivi oggettivi (inerenti alla natura della strada stessa), è comunque impossibile, molto difficoltosa ovvero pericolosa per il personale operante o per gli utenti della strada.
stradale, anche per l'indubbia portata deterrente che assume la contestazione immediata e per la concreta possibilità di applicare le eventuali misure personali a carico del conducente (come già evidenziato con la Circolare ministeriale n. 300/A/24850/144/5/20/3 del 12 dicembre 2000)”;
l'Appello è accolto;
il ricorso, proposto dall'Avv. S. V., è accolto e, di conseguenza, è annullato il verbale impugnato;
Il Tribunale di Viterbo, in composizione monocratica, in persona del GOT, dr. Vincenzo Farro- definitivamente pronunciando sull'Appello di cui in epigrafe, così provvede:
accoglie l'Appello;
in riforma dell'impugnata Sentenza, accoglie il ricorso proposto dall'Avv. S. V. ed annulla il verbale impugnato;