Source: https://www.immobilio.it/threads/acquisto-prima-casa-per-appartenenti-alle-forze-armate-e-di-polizia.28033/
Timestamp: 2017-01-21 17:37:18+00:00
Document Index: 172170468

Matched Legal Cases: ['sentenza\n', 'art. 143', 'art. 143', 'sentenza ', 'art. 66', 'sentenza ', 'art. 143', 'art. 144', 'art. 36']

Acquisto prima casa per appartenenti alle Forze Armate e di Polizia | immobilio - Forum Immobiliare
Registrati in 30 Secondi	Registrarsi è gratis ed elimina la pubblicità	Acquisto prima casa per appartenenti alle Forze Armate e di Polizia
Discussione in 'Fisco Tasse e Agevolazioni per la Casa' iniziata da LUCMAR, 1 Luglio 2013.
Buon giorno a voi tutti, con il presente post vorrei portarvi a conoscenza dell'ennesima brutta situazione messa in atto dall'Agenzia delle Entrate.
Nell'anno 2010, come prima abitazione e fruendo delle previste agevolazioni, in compropietà con mia moglie ho acquistato la mia prima ed unica casa nel territorio nazionale, godendo pertanto degli sgravi fiscali per prima casa.
Oggi, a distanza di circa 4 anni, l'Agenzia delle Entrate richiede la restituzione del 50 % piu' le sanzioni perchè dagli atti risulta che mia moglie, convivente, in comunione di beni e cointestataria, entro i 18 mesi non ha ottemperato al cambio di residenza. Ovviamente ho contestato quanto richiesto dall' Agenzia, ottenendo come risposta quello che già sapevo, ovverio che io non devo pagare nulla perchè appartenente alle forze di polizia e quindi beneficiario di una deroga alla Legge. Questa legge pero' parrebbe non applicabile ai familiari dei militari e dei poliziotti (anche se conviventi e cointestatari). Secondo l'interpretazione dell'Agenzia, difatti i familiari hanno sempre obbligo di "portare" la residenza NEL COMUNE dove è situato l'immobile (a sentire la loro , per non incorrere nella sanzione e la perdita dei benefici, la residenza del coniuge poteva essere portata, dico io" falsamente", temporaneamente presso amici e/o conoscenti, e questo anche per un solo giorno). Come vedete, a fare gli onesti in questo paese si viene sempre fregati.
La mia richiestà è pertanto diretta a tutti coloro che possano aiutarmi per una soluzione del sopra esposto problema, anche semplicemente segnalando eventuali link a casi analoghi.
LUCMAR,
Il notaio vi aveva reguardito dell'obbligo ricadente sul coniuge o familiare conitestatario?
@Ponz
rispondo e specifico:
Nell'atto è stata inserita la solita frase standard dei 18 mesi di obbligo e, pur essendone stato a conoscenza, il Notaio non ha inserito alcuna clausola o riferimenti normativi alla mia conosciuta professione (che peraltro risulta riportata nell'atto di concessione del mutuo).
Nel particolare chiarisco che per la mia parte è stato comunque tutto risolto, inviando una semplice comunicazione all'Agenzia, hanno annullato l'atto in regime di autotutela. Rimane pero' in essere quello, a loro detta, dovuto per mia moglie, all'epoca e a tutt'oggi convivente, casalinga e priva di qualunque fonte di reddito.
Tutto cio' va comunque ad impegnare economicamente il sottoscritto quale in obbligato in solido perchè negli atti compropietario al 50% ed in comunione di beni con la mia consorte.
In conclusione, da una parte per portarti via il denaro fanno valere la convivenza e la cointestazione , mentre dall'altra, per fruire delle norme di agevolazione, dicono che le stesse non si applicano ai familiari (anche se titolati).
A questo punto è sperabile trovare qualche riferimento in sentenza
Il discorso dell'ade mi torna, purtroppo... non ho conoscenza di sentenze in merito a tuo favore... ma devo dire che la mia ricerca in tal senso è molto limitata... rivolgerti al notaio che ha rogitato potrebbe essere un buon inizio, magari ti da delle dritte... se ve ne sono.
LUCMAR ha scritto:
Grazie per l'interessamentoClicca per allargare...
Perchè tua moglie non ha trasferito la residenza come necessario, cosa ti rendeva certo che tale beneficio riguardasse anche il coniuge di un funzionario forze armate/polizia?
A questo punto è sperabile trovare qualche riferimento in sentenzaClicca per allargare...
Guarda se questa può tornarti utile:
La Commissione Tributaria della Regione Campania (sezione staccata di Salerno n. 2279/08) ha recentemente accolto il ricorso di due coniugi che si sono visti recapitare l’accertamento tributario per mancato trasferimento della residenza da parte di uno dei due. La Commissione, senza disattendere l’orientamento della Corte Suprema, ha affermato che le agevolazioni prima casa spettano per intero anche se solo uno dei coniugi possiede i requisiti prescritti dalla norma ed ha specificato che i coniugi, ai sensi dell’art. 143 C.C., hanno solo l’obbligo alla coabitazione, potendo così avere due residenze anagrafiche diverse in virtù di particolari esigenze familiari.
La Commissione Tributaria della Regione Campania (sezione staccata di Salerno n. 2279/08) ha recentemente accolto il ricorso di due coniugi che si sono visti recapitare l’accertamento tributario per mancato trasferimento della residenza da parte di uno dei due. La Commissione, senza disattendere l’orientamento della Corte Suprema, ha affermato che le agevolazioni prima casa spettano per intero anche se solo uno dei coniugi possiede i requisiti prescritti dalla norma ed ha specificato che i coniugi, ai sensi dell’art. 143 C.C., hanno solo l’obbligo alla coabitazione, potendo così avere due residenze anagrafiche diverse in virtù di particolari esigenze familiari.Clicca per allargare...
Potrebbe indicare solo la mancanza del trasferimento della residenza, ma in assenza di quote di proprietà... il testo della sentenza?
il testo della sentenza?Clicca per allargare...
.. in difficoltosa ricerca! Abakab,
cosa ti rendeva certo che tale beneficio riguardasse anche il coniuge di un funzionario forze armate/polizia?Clicca per allargare...
il tutto è derivato da una cattiva informazione, a sentir diverse e titolate campane tutti dicevano che il beneficio era da intendersi per tutto il nucle familiare.
Nella legge di riferimento non viene difatti esplicitato che il beneficio di cui trattasi NON si applica, in estensione, ai familiari cointestatari, ma non dice neanche il contrario. In assenza di specifica norma, o in questo caso nel dubbio, il cittadino soccombe di fronte al fisco statale. La miglior risposta che ho finora ottenuto dagli uffici pubblici, coloro che al servizio del cittadino dovrebbero tutelarci e non solo pelarci, è che effettivamente nel caso specifico potrebbe esserci del <fumus> ma non è compito loro di portare avanti la pratica per un quesito ministeriale; lavandosene le mani consigliano di rivolgersi alla commissione tributaria.
Il mancato spostamento della residenza del nucleo familiare nei successivi 18 mesi è connesso ad un già richiesto, programmato e poi mancato trasferimento di sede lavorativa (documentabile con gli atti ministeriali) e con il contestuale obbligo del sottoscritto al mantenimento nella precedente sede dell'alloggio di servizio ad incarico dove, per correttezza, ho mantenuto fino all'ultimo giorno utile la residenza di tutto il nucleo familiare convivente (giustamente pagando le tasse comunali dove effettivamente avevo abituale dimora). Al 22 mese, e non al 18 mese, ottenuto il richiesto cambio di sede lavorativa, ho poi trasferito la residenza di tuto il nucleo familare nella casa di propietà.
Il mancato spostamento della residenza del nucleo familiare nei successivi 18 mesi è connesso ad un già richiesto, programmato e poi mancato trasferimento di sede lavorativa (documentabile con gli atti ministeriali) e con il contestuale obbligo del sottoscritto al mantenimento nella precedente sede dell'alloggio di servizio ad incarico dove, per correttezza, ho mantenuto fino all'ultimo giorno utile la residenza di tutto il nucleo familiare convivente (giustamente pagando le tasse comunali dove effettivamente avevo abituale dimora). Al 22 mese, e non al 18 mese, ottenuto il richiesto cambio di sede lavorativa, ho poi trasferito la residenza di tuto il nucleo familare nella casa di propietà.Clicca per allargare...
Se ti hanno consigliato di fare ricorso alla commissione tributaria significa che ritengono corretta la sanzione comminata e non ritengono di sgravarla in autotutela.
Il mancato spostamento della residenza del nucleo familiare nei successivi 18 mesi è connesso ad un già richiesto, programmato e poi mancato trasferimento di sede lavorativaClicca per allargare...
Non concordo. Se hanno consigliato di fare ricorso è perché ritengono che possa ottenere quello che loro non possono dare in ragione di responsabilità personale.
Si tratta sempre di PA e la "rogna" non sempre possono prendersela e in genere non vogliono mai prendersela.
Consulta il tuo commercialista (vista la rilevanza della somma devi avere una difesa qualificata) e vedi se riesce ad applicare per analogia le sentenze già emesse in merito.
Tieni presente che si tratta di una situazione difficile perché dinnanzi al fisco la posizione è sempre individuale ma ritengo che un bravo professionista possa imbastire la causa (vedi sentenza che ti è stata fornita nelle risposte precedenti)
maxmiura
Purtroppo anch'io, come l'utente Lucmar, pochi giorni fa ho ricevuto analoga richiesta dall'Agenzia delle Entrate. Anche nel mio caso il notaio,ha inserito la solita frase standard, dell'impegno a spostare la residenza nel Comune dove è stata acquistata la "prima casa" entro 18 mesi ed ha omesso di indicare la mia professione.Nel mio caso io ho fatto spostare la residenza alla mia compagna mentre non ho spostato la mia, in quanto sicuro di potermi avvalere della normativa che consente agli appartenenti alle forze armate/forze di polizia di non spostare la residenza. Adesso l'Agenzia delle Entrate mi chiede di pagare il 50 % più sanzioni della mia quota di oneri relati all'acquisto della prima casa. Ho letto che il collega è riuscito, con una semplice memoria in autotutela a far annullare l'atto dell' agenzia delle entrate. Se l'utenze LucMar segue ancora questo forum mi farebbe piacere mettermi in contatto con lui, sono inoltre graditi eventuali suggerimenti da partecipanti a questo forum. Il mio indirizzo email è maxmiura@tiscali.it.
maxmiura,
maxmiura ha scritto:
Purtroppo anch'io, come l'utente Lucmar, pochi giorni fa ho ricevuto analoga richiesta dall'Agenzia delle Entrate. Anche nel mio caso il notaio,ha inserito la solita frase standard, dell'impegno a spostare la residenza nel Comune dove è stata acquistata la "prima casa" entro 18 mesi ed ha omesso di indicare la mia professione.Nel mio caso io ho fatto spostare la residenza alla mia compagna mentre non ho spostato la mia, in quanto sicuro di potermi avvalere della normativa che consente agli appartenenti alle forze armate/forze di polizia di non spostare la residenza. Adesso l'Agenzia delle Entrate mi chiede di pagare il 50 % più sanzioni della mia quota di oneri relati all'acquisto della prima casa. Ho letto che il collega è riuscito, con una semplice memoria in autotutela a far annullare l'atto dell' agenzia delle entrate.Clicca per allargare...
Ciao Max! Poiché nel rogito ti sei impegnato - pur non essendo obbligato (art. 66, co. 1 della legge n°342/2000) – a trasferire la residenza nei 18 mesi dall’acquisto, è opportuno verificare presso l’ufficio competente se, per godere dell’esenzione (tua moglie ha posto la residenza nei termini fissati dalla legge) sia o meno necessario un atto integrativo o (più probabile) se sia sufficiente – a carte scoperte - una semplice dichiarazione in autotela da rendere in Agenzia nel quale inserire le motivazioni che portano a non aderire ai rilievi contestati.
Ciò che ti è capitato è dovuto al controllo automatizzato e formale degli atti incrociati (è probabile che l’ufficio non ne sia neppure a conoscenza). Che cosa succede? Succede che sistema informatizzato lavora per imput. Imput = Prima casa. Imput = Residenza. Imput = Ritardo. Imput = Sanzione. Se vede che tu hai acquistato prima casa a Ospedaletti e risiedi a Roma, fa partire in automatico un avviso di accertamento.
I margini per annullare l’atto nel caso prospettato sono molto ampi, ma, a giudizio di scrive, i margini per uscirne sussistono anche nel caso di LUCMAR. In termini generali, una posizione prudenziale consiglierebbe sempre di far trasferire la residenza del coniuge, se non altro per evitare noie e contenziosi. Secondo i giudici della Suprema Corte (Cass. n°14237/2000; n°13085/2003; n°15426/2009), però, ciò non è necessario poiché – e qui mi ricollego anche al caso di LUCMAR - in relazione all’appartamento che il coniuge acquirente ha acquistato in regime di comunione legale, gode dei benefici fiscali prima casa anche l’altro coniuge, per quanto privo del requisito di residenza: il beneficio è esteso ope legis con la comunione legale (e, pertanto, l’agevolazione prima casa spetta sull’intero valore).
Colui che diviene proprietario della metà del cespite acquisito dal coniuge – che viene poi fatto rientrare nel regime della comunione legale – non si rende “acquirente” del bene, ma lo riceve per volontà di legge (Cass. n°14237/2000). Di conseguenza, al coniuge non acquirente non è richiesta la titolarità del requisito! Tanto più in considerazione del fatto che – come rilevato dalla sentenza della CT sopra riportata – i coniugi non sono tenuti ad una comune residenza anagrafica, ma solo alla reciproca coabitazione (art. 143 cod. civ.). Da tale costrutto ne deriva che la coabitazione con il coniuge acquirente è un elemento adeguato a soddisfare il requisito della residenza ai fini civilistici.
L’Agenzia delle Entrate è, invece, di tutt’altro avviso. Come ragione l’Agenzia delle Entrate? Ragiona in questi termini. Poiché la moglie successivamente non può più riacquistare, avendo già goduto il bonus, doveva necessariamente aver preso la residenza per avere la detrazione. Con la circolare n°38/2005 (par. 2.1), facendo leva su precedenti sentenze della stessa Cassazione (n°8502/1996; n°3159/1996) che argomentavano che “in carenza di disposizioni che espressamente stabiliscono l’unicità del trattamento tributario […] si deve far riferimento all’indicata natura della comproprietà indivisa e quindi si deve accertare per ogni acquirente, ed in relazione alla sua quota, la presenza o meno dei presupposti dell’agevolazione”, l’Agenzia delle Entrate sostiene che se si accogliesse l’opposta soluzione, sarebbe attratto nell’orbita tributaria della legge di favore un soggetto per cui non ricorrono i presupposti necessari.
In definitiva, secondo detto assunto, l’acquisto di un appartamento da adibire ad abitazione principale da parte di un coniuge che si trovi in regime di comunione legale, comporta che l’applicazione nella misura del 50% dell’agevolazione prima casa, qualora l’altro coniuge non sia in possesso dei requisiti necessari per fruire del bonus. Con una deroga, però. Quale? Se uno dei coniugi ha già fruito dell’agevolazione in relazione ad un immobile acquistato prima del matrimonio ovvero in regime di separazione dei beni, in quanto tali situazioni permettono di escludere la comproprietà.
Al riguardo, l’Agenzia sottolinea che:
a) ai fini civilistici non sussiste la necessità che entrambi i coniugi intervengano nell’atto di trasferimento della casa di abitazione per acquisirne la comproprietà, in quanto il coacquisto si realizza automaticamente ex lege.
b) ai fini fiscali, invece, per ottenere l’agevolazione prima casa sull’intero immobile, viene espressamente richiesto che entrambi i coniugi devono rendere le dichiarazioni previste alla lettera b) (assenza dii altri diritti reali su immobili ubicati nello stesso Comune) e c) (godimento dell’agevolazione) della Nota II-bis del TUR.
In merito alla lettera a) della Nota (l’immobile ubicato nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha o stabilisca la propria residenza) - che è quello che più interssa a noi - nella circolare richiamata, viene chiarito che l’agevolazione compete negli stessi limiti del 50% anche se uno solo dei coniugi abbia reso la dichiarazione, citandosi a conforto (in realtà: a torto!) l’ordinanza di Cassazione n°13085/2003, quando, in realtà, la Suprema Corte, in tale sentenza, aveva detto ben altro, motivando che qualora l’immobile sia acquistato da un coniuge in comunione di beni, ai fini del’applicazione delle norme sull’acquisto della prima casa, non rileva il dato anagrafico, quanto la effettiva utilizzazione del bene per soddisfare primarie esigenze abitative. Inoltre ciò che conta, non è tanto la residenza dei singoli coniugi, quanto quella della famiglia, quale soggetto autonomo rispetto ai coniugi (art. 144 cod. civ.).
Pertanto – secondo Cassazione - anche la norma tributaria va letta ed applicata nel senso che diventa prevalente l’interesse della famiglia rispetto a quello dei singoli coniugi, per cui il metro di valutazione dei requisiti per ottenere i benefici deve essere diverso in considerazione della presenza di un’altra entità, quale, appunto, la famiglia (soggetto tutelato in senso più ampio).
In conclusione, attesa la persistente posizione contraria dell’Amministrazione finanziaria, non rimane che prendere atto che residuano ancora margini sufficienti per ritenere la questione tuttora non pacificamente risolta.
A alessandro66 e Ponz piace questo messaggio.
Ciao Pennylove! Ti ringrazio per la risposta è mi auguro che basti una dichiarazione in autotutela, se così non fosse tenterò una mediazione e se anche questa non bastasse probabilmente opterò per un ricorso. Altri quesiti: nel malaugurato caso che l'Agenzia delle Entrate non ne voglia sapere.. 1) posso continuare a scaricare nel 730 gli interessi del mutuo prima casa?
2) nel caso in cui io richiedessi un altro mutuo per ristrutturazione della prima casa posso usufruire delle agevolazioni prima casa?
3) per i lavori di ristrutturazione posso usufruire dell IVA al 4% prevista per la prima casa?
Se qualcuno è a conoscenza di casi analoghi gli sarei molto grato se me li segnalasse.
A mio avviso, nel tuo caso i margini per uscirne sono molto ampi, tanto più se hai ricevuto un semplice atto di accertamento art. 36-ter (documentazione carente) ovvero 41-bis (accertamento parziale su dati risultanti in Anagrafe). Nella malaugurata ipotesi in cui l’Agenzia ti rispondesse picche, non avresti più diritto alla detrazione degli interessi passivi e andresti incontro ad un recupero di imposta principale pagata a suo tempo dal notaio, avendo goduto di una agevolazione fiscale non avendone titolo. Il 4% di IVA lo paghi solo se acquisti prima casa da impresa con vendita soggetta ad IVA.
Come faccio a mettermi in contatto con l'utente @LUCMAR?
Ultima modifica di un moderatore: 10 Aprile 2015
maxmiura ho visto che ti sei collegato oggi...per favore contattami su ************ e ti dico come ho fatto io per la residenza.
trittico69,
Questa mattina ho ricevuto una mail proveniente dal sito e quindi rispondo a tutte le vostre domande dicendovi che, purtroppo, HO PAGATO, e anche tanto.
Purtroppo avere a che fare con l'Agenzia delle Entrate è stato solo tempo perso, eppure ho parlato, spiegato e presentato tutta la documentazione aggiuntiva e giustificativa he mi veniva richiesta dai vari direttori di sezione e anche al direttore generale. Nonostante tutti si mostrassero dispiaciuti del caso e che in risposta ai mie quesiti dicessero che si sarebbero interessati personalmente, dopo circa un mesetto di attesa il verdetto finale è arrivato con una bella cartella di Equitalia. Contattata nuovamente l'Agenzia per avere spiegazioni, sono così venuto a conoscenza che il direttore generale era stato sostituito, stessa sorte seguiva il capo sezione con cui fino ad allora avevo tenuto i contatti e la risposta dei nuovi preposti è stata che, riferendosi ad una loro circolare interpretativa, il coniuge degli appartenenti alle FF.AA. e FDO non ha alcun diritto all'applicazione del beneficio e quindi, essendo trascorsi i termini del pagamento in forma ridotta, avevano dovuto chiudere la pratica tramite l'agente di riscossione. In totale, fra sanzioni, interessi, multe, costi di nonsoché e ladronerie varie, questi fetenti mi hanno portato via circa 5000 euro.
Con l'occasione faccio inoltre presente che quanto a me accaduto, per le giuste e corrette vie, è stato da me segnalato alla Rappresentanza Militare e alle Segreterie del Ministro della Difesa, Degli Interni e delle Finanze; tranne il Cocer di F.A,, che all'unanimità ha redatto una delibera, da tutti gli altri ho ricevuto il silenzio assoluto. Pertanto, lasciato solo a combattere contro un sistema fiscale pieno di trappole e gabbole e peggio interpretato sempre a loro favore dai tanti imbecilli impiegatuzzi che in quel momento si trovano dietro alle scrivanie, ovviamente non per capacità professionali ma per via delle evidenti e accomodanti nomine politiche, non ho avuto la forza economica per affrontare la causa in Commissione Tributaria e rischiare di perdere altri tre o quattromila euro. Auguri sinceri per chi riuscirà a vincere.
lucmar puoi contattarmi ********************** se mi dai il tuo tel vorrei chiamarti per delle spiegazioni a riguardo.
Messaggi: 5, Visite: 2618
Messaggi: 1, Visite: 2676
Messaggi: 15, Visite: 4140
Messaggi: 14, Visite: 10483
Messaggi: 11, Visite: 4502
Messaggi: 3, Visite: 3015
malinga ha pubblicato, Risposte: 86
Rosa1968 replied 21 Gennaio 2017 alle 17:50
CelesteBB replied 21 Gennaio 2017 alle 17:42
PyerSilvio replied 21 Gennaio 2017 alle 17:32
ludovica83 replied 21 Gennaio 2017 alle 16:42