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Timestamp: 2018-12-10 04:18:44+00:00
Document Index: 117638973

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 2', 'art. 34', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 37']

Responsabili - Rappresentanti | SicurScuola Lombardia
Responsabili - Rappresentanti
Per quanto riguarda l’organizzazione interna della sicurezza nei singoli istituti scolastici, il T.U. (art. 32) recepisce quanto previsto dalla circolare del MIUR 119/99, secondo cui il Dirigente Scolastico che non opta per lo svolgimento diretto dei compiti propri del RSPP, designa il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione tra il personale del proprio istituto oppure di quello appartenente ad altri istituti.
Se non reperibili nel sistema scuola, gruppi di istituti possono avvalersi di un unico esperto esterno, individuato attraverso convenzione in via prioritaria con gli enti locali proprietari degli edifici scolastici e, in subordine, con enti o istituti specializzati in materia di salute e sicurezza sul lavoro o liberi professionisti (D.M. n. 382 del 29.9.98, art. 2, comma 4).
Nel caso di nomina di RSPP esterni alla scuola, il Dirigente Scolastico dovrà comunque organizzare un Servizio interno “con un adeguato numero di addetti”.
Questa indicazione, non casualmente riservata specificatamente alla scuola, deve essere intesa funzionale alla promozione della cultura della salute e sicurezza: il RSPP è il soggetto potenzialmente in grado, se interno, di sviluppare e coordinare la didattica della sicurezza, secondo la logica dell’integrazione con le attività riferite all’ambiente scolastico.
All’impegno in termini di formazione dei RSPP e degli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione, in carico ai Dirigenti Scolastici viene in aiuto il sistema delle Reti che organizzano corsi coerenti con questa prospettiva e a costi contenuti.
Le Reti devono attrezzarsi per rispondere ai nuovi ulteriori obblighi di formazione previsti dal T.U.:
obblighi di aggiornamento per i Dirigenti Scolastici che svolgono i compiti di RSPP (art. 34)
obblighi di aggiornamento periodico del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza - RLS (art. 37)
obbligo di formazione e aggiornamento periodico dei preposti “a cura del datore di lavoro e in azienda” (art. 37): ogni Dirigente Scolastico dovrà individuare, sulla base della definizione riportata sullo stesso T.U. (art. 2, comma 1, lettera e), le figure che rivestono tale funzione, e quindi formalizzare tale attribuzione.
DM 382/98
Circolare 119/99
Se < 200 dipendenti (esclusi gli allievi)
Personale di altra scuola
Consorzio tra scuole
Risorse dell’Ente locale
Volendo schematizzare i punti più importanti in materia di requisiti e formazione si può dire che:
2. Per lo svolgimento delle funzioni da parte dei soggetti di cui al punto 1, è necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore nonché di un attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.
3. Possono altresì svolgere le funzioni di responsabile o addetto coloro che, pur non essendo in possesso del titolo di studio di cui al punto 2, dimostrino di aver svolto una delle funzioni richiamate, professionalmente o alle dipendenze di un datore di lavoro, almeno da sei mesi alla data del 13 agosto 2003 previo svolgimento dei corsi secondo quanto previsto dall'accordo di cui al punto 2.
4. I corsi di formazione di cui al punto 2 sono organizzati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, dalle Università, dall'ISPESL, dall'INAIL, o dall'IPSEMA per la parte di relativa competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco dall'amministrazione della Difesa, dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione e dalle altre Scuole superiori delle singole amministrazioni, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori o dagli organismi paritetici, nonché dai soggetti di cui al punto 4 dell'accordo di cui all’innanzi citato punto 2 nel rispetto dei limiti e delle specifiche modalità ivi previste. Ulteriori soggetti formatori possono essere individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
5. Coloro che sono in possesso di laurea in una delle seguenti classi: L7, L8, L9, L17, L23, e della laurea magistrale LM 26, di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 6 luglio 2007, o nelle classi 8, 9, 10, 4, di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto 2000, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000, ovvero nella classe 4 di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 2 aprile 2001, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 128 del 5 giugno 2001, ovvero di altre lauree e lauree magistrali riconosciute corrispondenti ai sensi della normativa vigente con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, su parere conforme del Consiglio Universitario Nazionale, sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione di cui al punto 2, primo periodo. Ulteriori titoli di studio possono essere individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
6. I responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione sono tenuti a frequentare corsi i aggiornamento secondo gli indirizzi definiti nell'accordo Stato - Regioni di cui al punto 2. E' fatto salvo quanto previsto dall'articolo 34.
a) il personale interno all'unita' scolastica in possesso dei requisiti di cui al presente articolo che si dichiari a tal fine disponibile;
9. In assenza di personale di cui alle lettere a) e b) del punto 8, gruppi di istituti possono avvalersi in maniera comune dell'opera di un unico esperto esterno, tramite stipula di apposita convenzione, in via prioritaria con gli enti locali proprietari degli edifici scolastici e, in via subordinata, con enti o istituti specializzati in materia di salute e sicurezza sul lavoro o con altro esperto esterno libero professionista.
10. Nei casi di cui al punto 8 il datore di lavoro che si avvale di un esperto esterno per ricoprire l'incarico di responsabile del servizio deve comunque organizzare un servizio di prevenzione e protezione con un adeguato numero di addetti.
ADDETTI AL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE - ASPP
Il D.Lgs. 195/2003 (vedi inquadramento legislativo lettera F) prevede, come per il RSPP, una formazione specifica per coloro che vengono nominati addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione.
Sul “libretto formativo del cittadino” (D. Lgs. 10 settembre 2003 n. 276, art. 2, c. 1 lett. I) dovranno essere annotate tutte le iniziative di informazione e formazione in carico a lavoratori, preposti, RSPP e ASPP, RLS, addetti PS e antincendio (art. 37 D.L.gs 81/2008). Il Dirigente Scolastico, e per suo conto il RSPP, sarà così agevolato nella programmazione dell’informazione e formazione in relazione ai bisogni individuali, anche in considerazione dell’elevato turn over del personale della scuola.
Quello del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è una ruolo organizzativo rivestito da persone designate all’interno delle RSU o elette dai lavoratori in tutte le aziende o unità produttive, per rappresentare i lavoratori relativamente agli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro.
Il RLS quindi rientra tra i diritti dei lavoratori e è presenza obbligatoria in tutte le istituzioni scolastiche.
Il mandato organizzativo del RLS comprende i seguenti compiti:
• accedere ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;
• raccogliere dai lavoratori le indicazioni di problemi concernenti la salute e la sicurezza, discutendone possibili soluzioni (diventare animatori di sicurezza);
• essere consultato sulla valutazione dei rischi, l'individuazione, la programmazione, la realizzazione e verifica delle misure di prevenzione;
• essere consultato sulla designazione degli addetti al servizio di prevenzione e protezione e degli addetti alle emergenze e al pronto soccorso;
• essere consultato in merito all'organizzazione della formazione;
• promuovere l'elaborazione, l'individuazione e l'attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori;
• fare proposte in merito all’attività di prevenzione;
• partecipare alla riunione periodica;
• ricevere (e interpretare correttamente) le informazioni e la documentazione aziendale sulla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione, sulle sostanze pericolose, le macchine, gli impianti, l'organizzazione e gli ambienti di lavoro, gli infortuni e le malattie professionali;
• ricevere (e interpretare correttamente) le informazioni dai servizi di vigilanza;
• ricorrere alle autorità quando ritiene che le misure adottate non siano idonee a garantire la sicurezza e la salute.
Al fine di espletare tali compiti deve disporre del tempo e dei mezzi necessari allo svolgimento dell’incarico senza perdita di retribuzione.
Il numero minimo di RLS da eleggere/designare è correlato al numero di dipendenti:
sino a 200
da 201 a 1.000