Source: http://www.riforme.info/segn/3783-falsa-rappresentazioneaccordo-fiat
Timestamp: 2019-06-17 04:40:19+00:00
Document Index: 158436137

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art.1', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 41']

Senza dire, poi, che la cgil, di cui la Fiom è parte essenziale, è firmataria dell'accordo interconfederale del 20 dicembre 1993, certamente da applicare pure alla Fiat, relativo alla costiuzione delle RSU, e secondo il quale i componenti di queste ultime, elletti direttamente con metodo proporzionale puro da tutti i lavoratori, subentravano, come sono subentrati, ai dirigenti delle RSA nella titolarità dei diritti di cui all'art. 19 e seguenti Statuto del Lavoratori. Ebbene, con il c.d. accordo Mirafiori (in realtà dictat padronale), da un lato si "abroga" e si "disapplica" illegittimamennte, perchè non ne avevano il potere, il succitato accordo interconfederale, ridando vita alle meno democratiche RSA al posto delle RSU - (nelle prime, infatti, i componenti sono designati dalle associazioni sindacali, nelle seconde sono eletti da tutti i lavoratori, anche non iscitti ad alcun sindacato) -, dall'altro si dispone, nell'allegato 1, sub "Diritti sindacali", art.1, che la RSA (di Mirafiori) sarà costituita solo dalle organizzazioni sindacali <<firmatarie del presente accordo>>. E tale illegittima disposizione è ripetuta anche per la <<Commissione Prevenzione e Sicurezza del Lavoro>>, per la <<Commissione Organizzazione e sistemi di Produzione>>, la <<Commissione Servizi Aziendali>>, la <<Commissione verifica assenteismo>>, per l'esercizio del diritto di Assemblea (sub "Diritti sindacali", art. 3), e del diritto di affissione (sub idem, art. 4). Non hanno neppure tenuto presente che il d.lgs. 188/05 di "attuazione della direttiva europea 2001/86/CE che riguarda il ... coinvolgimento dei lavoratori", dispone nell'allegato 1, Parte Prima, sub art. 1, lett. a), che <<l'organo di rappresentanza dei lavoratori è composto da lavoratori eletti o (in subordine) designati dai rappresentanti dei lavoratori o in mancanza di questi dall'insieme dei lavoratori, congiuntamente alle OOSS stipulanti i ccnl di riferimento>>, e, quindi, nella Fiat, per quanto prima precisato, anche dalla Fiom cgil; senza dire che lo stesso d.lgs. 188/05, sempre sub art. 1 cit., lett. b), richiama espressamente, per "l'elezione dell'organo di rappresentanza", "l'accordo interconfederale 20 dicembre 1993 sulle RSU".
Cremaschi ha quindi detto la pura e semplice verità scrivendo su Liberazione del 28 dicembre scorso che il dictat di Mirafiori ha un precedente storico preciso nel patto sociale firmato a palazzo Vidoni il 2 ottobre 1925 da Mussolini, la Confindustria, ed i sindacati "collaborativi" di allora, quelli cioè nazionalisti e fascisti; patto con cui vennero eliminate le "commissioni interne e negato il diritto dei lavoratori di scegliersi liberamente le proprie rappresentanze". La reazione critica espressa al riguardo di Pierluigi Battista sul Corriere è puramente ipocrita, propria di chi si professa "liberale" a giorni alterni, e solo quando sa di non disturbare il padrone.
Va pure sottolineato che quel che non dicono i giuristi dell'impresa, come Boeri e Ichino e la parte politica di loro riferimento, da PD a Rutelli, concordi del tutto in ciò con Marchionne e Berlusconi, è che il citato accordo interconfederale dle '93 dispone, nel rispetto dell'art. 39 cost. e quindi del pluralismo sindacale, che alle elezioni delle RSU, a differenza che nelle RSA, partecipino anche i sindacati non firmatari di accordi applicati nell'azienda.Non a caso nel disegno di legge 1872/09 presentato da Ichino, Rutelli e compagni ed oggi riproposto come una bandiera da tutto il PD, vengono escluse le RSU con la reintroduzione delle sole RSA e con la espilicita subordinazione di queste alle associazioni sindacali esterne all'azienda. In detto disegno di legge inoltre, dopo aver affermato che <<il contratto collettivo stipulato dalla coalizione che abbia conseguito la maggioranza dei consensi nell’ultima consultazione - (principio su cui concordiamo) - è efficace nei confronti di tutti i dipendenti di un'azienda>>, si aggiunge che ciò vale anche se il contratto stipulato dalla coalizione maggioritaria è <<in deroga a contratti collettivi applicabili di livello superiore, o comunque a contratti stipulati da altre associazioni>>. Ma lo stesso disegno di legge esclude, contrariamente a quanto previsto sul punto nel progetto di iniziativa popolare sulla rappresentanza sindacale proposto dalla Fiom cgil, che sia democraticamente verificata, attraverso il referendum, la rispondenza tra il risultato della negoziazione e la volontà dei lavoratori, anche, si ripete, se la negoziazione è stata in deroga ai ccnl o a contratti stipulati da altre associazioni. Però, guarda caso, il referendum, ed in questol caso preventivo, Ichino e compagni lo esigono perché un'associazione sindacale non maggioritaria possa proclamare uno sciopero aziendale, anche in presenza di gravi violzioni di diritti da parte ppadronale.
Per loro, come per i Pierluigi Battista ed i Sergio Romano, la democrazia è rispetto delle regole solo quando conviene, altrimenti è considerata un inciampo per l'accumulazione capitalistica, ed è, quindi, da limitare e sospendere con un Craxi, un Berlusconi, un Mussolini o un Marchionne. Confermano che, come abbiamo sempre detto, c'è una profonda contraddizione fra democrazia dispiegata e capitalismo.Ecco perché, d'accordo con Berlusconi vogliono che sia modificato, abrogato, l'art. 41 della Costituzioe, che così dispone : <<l'iniziativa economica privata ... non può svolgersi ....... in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana>>. Come palesemente fatto con i dictat di Pomigliano ed ora Mirafiori. Dictat che la Confindustria vuole assumere come modello per tutte le aziende.
Avranno una grande e dura risposta il 28 gennaio con lo sciopero dei metalmeccanici, cui hanno già detto di aderire tutti gli studenti d'Italia, la nuova generazione cui il capitalismo ha negato e nega ogni futuro. E il PRC e tutta la sinistra, che la durezza dello scontro di classe ha oggi riunito sino a SEL, facendo svanire le illusioni ed i sogni di alleanze con Casini, Fini e tutto il PD, spingeranno perché la cgil proclami al più presto lo sciopero generale. Con ciò isolando fra i lavoratori, se dovessero persistere ad essere proni e collaborativi, quei sindacati, che come i D'Aragona ed i Rigola di ieri, osannano oggi il regime Berlusconi-Marchionne.