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Timestamp: 2020-06-04 04:12:53+00:00
Document Index: 5755051

Matched Legal Cases: ['art. 708', 'art. 669', 'art. 709', 'art. 669', 'art. 708', 'art. 709', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 111', 'art. 669', 'art. 709', 'art. 708']

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La Corte Costituzionale, nel rigettare l’eccezione di costituzionalità degli artt. 709 4° comma e 709 Ter del codice di procedura civile, ha in sostanza accreditato, nella parte motiva, quella giurisprudenza che ritiene che le ordinanze del giudice istruttore che revocano o modificano i provvedimenti temporanei e urgenti emessi dal presidente del tribunale nell’interesse della prole e dei coniugi ai sensi dell’art. 708, terzo comma, c.p.c. sono reclamabili davanti al tribunale in composizione collegiale attraverso il il rimedio del rito cautelare uniforme ai sensi dell’art. 669-terdecies cod. proc. civ.
Secondo i giudici rimettenti, ancor oggi deve escludersi che le parti possano provocare il controllo giurisdizionale dei provvedimenti istruttori davanti ad un’autorità giudiziaria diversa, qualora i provvedimenti temporanei e urgenti nell’interesse della prole e dei coniugi siano stati dati per la prima volta, ovvero modificati o revocati, da parte del giudice istruttore nella fase del giudizio di separazione successiva a quella c.d. “presidenziale”. Inoltre, non vi sarebbe alcuno spazio per una interpretazione costituzionalmente orientata del dettato normativo, che apra la strada al reclamo delle ordinanze del giudice istruttore pronunciate ai sensi dell’art. 709 c.p.c.
La Corte Costituzionale ha però fortemente criticato questo assunto sottolineando come i rimettenti neppure si danno carico di considerare che nella giurisprudenza si sono formati differenti orientamenti, tra cui numerose decisioni di giudici di merito che sono pervenuti, seguendo la via interpretativa, appunto alla conclusione della reclamabilità di tali provvedimenti davanti al collegio mediante il rimedio del rito cautelare uniforme ai sensi dell’art. 669-terdecies cod. proc. civ.
Sul punto esiste comunque un contrasto giurispridenziale abbastanza evidente, tanto che la teoria della reclamabilità appare essere la tesi minoritaria. E’ auspicabile, pertanto, un intervento risolutivo delle Sezioni Unite della Cassazione.
Corte Costituzionale, Ordinanza n. 322 del 11/11/2010
Separazione personale dei coniugi – Procedimento di separazione giudiziale – Ordinanze del giudice istruttore che revocano o modificano i provvedimenti temporanei e urgenti emessi dal presidente del tribunale nell’interesse della prole e dei coniugi ai sensi dell’art. 708, terzo comma, c.p.c. – Reclamabilità davanti al tribunale in composizione collegiale – Mancata previsione.
composta dai signori: Presidente: Ugo DE SIERVO; Giudici : Paolo MADDALENA, Alfonso QUARANTA, Franco GALLO, Luigi MAZZELLA, Sabino CASSESE, Maria Rita SAULLE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Alessandro CRISCUOLO, Paolo GROSSI,
Ritenuto che, con ordinanza emessa il 28 novembre 2009, il Tribunale ordinario di Cagliari, in composizione collegiale – chiamato a pronunciarsi su un reclamo proposto, ex articolo 669-terdecies del codice di procedura civile, avverso un’ordinanza con la quale il giudice istruttore, nell’ambito di un procedimento di separazione giudiziale, aveva modificato le condizioni economiche stabilite dal presidente del tribunale – ha sollevato, in riferimento agli articoli 3, 24 e 111, primo e secondo comma, della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’articolo 709, quarto comma, del medesimo codice, «nella parte in cui non consente di sottoporre a reclamo davanti al Tribunale, in composizione collegiale, le ordinanze del giudice istruttore in materia di revoca o modifica dei provvedimenti temporanei ed urgenti emessi dal presidente del tribunale nell’interesse della prole e dei coniugi ai sensi dell’ar t. 708, 3° comma, c.p.c.»;
che non essendovi «alcuno spazio per una interpretazione costituzionalmente orientata del dettato normativo, che apra la strada al reclamo delle ordinanze del giudice istruttore pronunciate ai sensi dell’art. 709 c.p.c.», il rimettente ritiene che l’omessa previsione di tale rimedio sia lesiva: a) dell’art. 3 Cost. sotto il profilo della violazione del principio di uguaglianza, «non sussistendo differenza alcuna tra la condizione di chi subisca, sul piano personale e/o patrimoniale, gli effetti dei provvedimenti temporanei ed urgenti pronunciati con ordinanza del presidente del tribunale, e quella di chi debba sopportare un analogo provvedimento, assunto come lesivo dei propri diritti, emesso nel prosieguo dello stesso giudizio dal giudice istruttore»; b) dell’art. 24 Cost. «essendo irragionevolmente esclusa, per le ordinanze del giudice istruttore, la ricorribilità ad uno strumento di difesa (il reclamo dinanzi al collegio) di an aloga valenza garantistica rispetto a quello ritenuto, dallo stesso legislatore, necessario con riguardo ad un’altra fase dello stesso procedimento»; c) dell’art. 111, secondo comma, Cost. poiché «solo la possibilità di adire un giudice diverso da quello del provvedimento contestato assicurerebbe, sull’istanza di revoca o modifica dei provvedimenti del giudice istruttore, la piena terzietà ed imparzialità dell’organo decidente»;
che, con altra ordinanza emessa in pari data, sulla base di argomentazioni sostanzialmente coincidenti e con riferimento agli stessi parametri, il medesimo Tribunale ordinario di Cagliari, in composizione collegiale – anch’esso investito di un reclamo ex art. 669-terdecies cod. proc. civ. avverso un’ordinanza con la quale il giudice istruttore, nell’ambito di un procedimento di separazione giudiziale, aveva modificato (ai sensi dell’art. 709-ter cod. proc. civ.) i provvedimenti temporanei ed urgenti assunti in precedenza –, ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli artt. 709, quarto comma, e 709-ter del medesimo codice, «considerati in sé e nelle loro reciproche relazioni, nelle parti in cui non consentono di sottoporre a reclamo davanti al Tribunale, in composizione collegiale, le ordinanze del giudice istruttore in materia di revoca o modifica dei provvedimenti temporanei ed urgenti emessi dal p residente del tribunale nell’interesse della prole e dei coniugi ai sensi dell’art. 708, 3° comma, c.p.c.»;
che da tale affermazione (basata sulla analisi del mero dato testuale) essi traggono la conseguenza (su cui fondano i dubbi di costituzionalità delle disposizioni censurate) secondo la quale – nonostante l’evoluzione normativa che ha riguardato nel tempo gli artt. 708 e 709 cod. proc. civ., all’esito della quale lo strumento del reclamo davanti alla Corte d’appello continua ad applicarsi alla sola ordinanza pronunciata dal presidente del tribunale nella prima fase del giudizio di separazione – ancor oggi deve «escludersi che le parti possano provocare il controllo giurisdizionale dei provvedimenti istruttori davanti ad un’autorità giudiziaria diversa, qualora i provvedimenti temporanei e urgenti nell’interesse della prole e dei coniugi siano stati dati per la prima volta, ovvero modificati o revocati, da parte del giudice istruttore nella fase del giudizio di separazione successiva a quella c.d. “presi denziale”»;
Tags: 2010 Corte Costituzionale
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