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Timestamp: 2018-01-19 23:33:04+00:00
Document Index: 38964874

Matched Legal Cases: ['art. 244', 'art. 696', 'sentenza ', 'art. 669', 'art. 819', 'sentenza ', 'art. 634', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 35', 'art. 2222']

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d appalto ai sensi degli artt e 1669 del c.c. e di Alcune recenti sentenze della Suprema Corte offrono lo spunto per tracciare gli
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1 Riflessioni in tema di responsabilità derivante dal contratto d appalto ai sensi degli artt e 1669 del c.c. e di clausola arbitrale. Alcune recenti sentenze della Suprema Corte offrono lo spunto per tracciare gli elementi salienti che contraddistinguono le due azioni, rispettivamente, di garanzia la prima, e di responsabilità extracontrattuale, la seconda. Con riferimento all art c.c, occorre porre in evidenza che : la garanzia è dovuta, quando si tratti di opera portata a termine e le difformità o i vizi siano stati denunciati dal committente entro gg. gg. 60 dalla scoperta. La denunzia non è necessaria se l appaltatore ha riconosciuto le difformità o i vizi o se li ha occultati. L azione si prescrive in due anni dal giorno della consegna dell opera. Qualora sia il committente ad essere convenuto in giudizio per il pagamento, può sempre fare valere la garanzia purchè i vizi siano comunque stati denunciati entro gg. 60 dalla scoperta e prima che siano decorsi i due anni dalla consegna. La Suprema Corte, con costante orientamento, ha indicato, quale presupposto ineludibile per l applicazione della norma, l avvenuto completamento dell opera, Diversamente, in caso di non integrale esecuzione, al fine di accertare l inesatto adempimento dell appaltatore non si potrà fare ricorso all azione di garanzia di cui agli artt e 1668 c.c., ma si dovrà ricorrere ai principi generali stabiliti in tema di inadempimento contrattuale di cui agli artt e 1455 c.c., con l ulteriore corollario che non si potrà fare questione di decadenza dell appaltatore dalla garanzia ( in questo senso vedi tra le altre Cass. civ. 15/12/1990 n.11950; Cass. civ. Sez. II n del 15/2/2006 e Cass. civ. 24/6/2011 n ).
2 L eccezione di inadempimento parziale, per difformità o incompletezza dei lavori, opera nei limiti del corrispondente importo, sicchè non esclude che per il residuo, secondo i principi di correttezza e buona fede di cui agli artt e 1375 c.c, una volta operata la compensazione parziale tra i rispettivi crediti delle parti, il committente sia tenuto a corrispondere il corrispettivo dovuto per i lavori esenti da vizi ed i relativi interessi di mora ( in questo senso v. Cass. civ. sez. II del 13/3/2007) n Ricordo che detta compensazione, intesa in senso atecnico, anche quando riferita ad un unico rapporto negoziale, seppure complesso, può essere sempre operata, anche d ufficio dal giudice, per determinare il saldo delle contrapposte partite di dare ed avere ( in questo senso vedi Cass. civ. sez. III n del 6/7/2009). Nella pratica, quando si tratti di valutare in concreto le opere eseguite e la loro rispondenza alla buona regola dell arte, al fine di individuare le opere necessarie per il ripristino ed i correlativi costi, l accertamento tecnico diventa punto nevralgico della causa e, qualora non venga redatto in modo chiaro ed esaustivo, può pregiudicarne l esito o comportare maggiori tempi ed oneri per le parti del processo. Rilevo inoltre quanto sia importante per lo svolgimento di un efficace istruttoria la redazione di capitoli di prova determinati e contestualizzati, secondo quanto espressamente previsto dall art. 244 c.p.c, non essendo di alcuna utilità le circostanze dedotte in modo generico e/o estranee ai fatti esposti negli atti introduttivi del giudizio. Tale sbarramento si pone anche a tutela delle parti avversarie che devono potersi difendere, e, a loro volta contro dedurre, su fatti storici specifici.
3 Si evidenzia altresì l importanza, in tale tipologia di contenzioso, di accedere nell immediatezza dei fatti ad un accertamento tecnico preventivo ex art. 696 o 696 bis c.p.c, quest ultimo anche ai fini di una eventuale conciliazione, qualora si voglia avere una descrizione dettagliata dei luoghi nell immediatezza dell attività svolta, posto che, a distanza di anni, qualora in causa non si disponga degli elementi di valutazione necessari, perché per esempio i lavori sono stati ultimati da terzi o sono stati comunque modificati i luoghi, diverrà assai difficile giungere ad una conclusione soddisfacente per le parti. Evidenzio ancora che il legislatore non ha inserito il contratto di appalto tra quelli assoggettabili alla preventiva mediazione, il che appare singolare, posto che la materia si presterebbe, a mio giudizio, più di altre che vi sono state inserite ( per es. i contratti bancari) ad essere oggetto, e con profitto, di tale attività. In difetto, nell esperienza che ho maturato in questo settore, posso affermare che, quando non vi siano questioni pregiudiziali di diritto, via sia la buona disposizione delle parti e dei loro legali, e si disponga di una buona consulenza, non di rado si riesce a raggiungere con piena soddisfazione di tutti ( anche del giudice) la definizione transattiva della causa, talora, come accennato, addirittura in via preventiva. Venendo ora a considerare l azione di responsabilità extracontrattuale, alla quale è legittimato il committente nei confronti dell appaltatore, ex art c.c., sottoposta al termine di decadenza di un anno ed alla prescrizione di un anno dalla denunzia, segnalo che l interpretazione, ormai consolidata, del Supremo Collegio sul punto è sicuramente estensiva, in quanto il difetto di costruzione che si sia manifestato nell arco del decennio, si ravvisa non solo quando vi sia pregiudizio
4 per la statica dell immobile, la sua durata e conservazione, ma anche in tutti quei casi in cui le alterazioni, pur riguardando una parte dell opera, incidano sulla struttura e funzionalità globale della stessa. ( in questo senso vedi tra le altre Cass. civ. 30/7/82 n. 4369; Cass. civ. 30/1/95 n. 1081; Cass. civ. n /2003; Cass. civ. n. 8140/2004;Cass. civ. n /2005). Così si è ritenuta sussistente tale responsabilità, per esempio in caso di difetti intriseci della costruzione, riconducibili alla inidoneità dei materiali impiegati o alla cattiva esecuzione dei lavori, ma anche per le deformazioni e rotture delle colonne montanti di scarico delle acque nere eseguite in plastica, con conseguenti infiltrazioni nell edificio, il difetto di impermeabilizzazione dell immobile, di costruzione del tetto e del lastrico di copertura; il distacco, per notevole estensione, del rivestimento esterno; l inefficienza dell impianto centralizzato di riscaldamento. Segnalo da ultimo la pronuncia della Corte di Cass. civ. sez. II, n del 4/10/2011 che, ribadendo i principi sopraenunciati, ha ulteriormente definito la nozione di pregiudizio alla funzionalità del bene, ritenendo, diversamente da quanto opinato dalla Corte di merito, che rientrasse in tale contesto anche la difettosa installazione di un ascensore panoramico esterno, in un hotel di nota località termale, ritenendo che il mancato utilizzo dello stesso, tra l altro oggetto di un importante investimento economico, si traducesse nella perdita di funzionalità del bene albergo, costituendo parte integrale e fondamentale di esso, qualificandolo quanto a comodità e gradevolezza e quindi rendendolo non più corrispondente alle aspettative di panoramicità, efficienza e comodità, anche con riferimento ai soli clienti ordinari, se si vuol tralasciare la rilevanza per i disabili.
5 I presupposti indicati devono essere riferiti ad un edificio di nuova costruzione, non potendo trovare applicazione l art c.c. in caso di modificazioni o riparazioni apportate ad un edificio preesistente o ad altre preesistenti cose immobili, anche se destinate per loro natura a lunga durata ( in questo senso vedi da ultimo Cass. civ. sez. II n del 20/11/2007). La pronuncia della Cass. Civ., sez. 2, n del 15/2/2011 ha posto in luce la possibile concorrenza tra le due norme, configurandosi l azione di responsabilità di cui all art c.c. come sottospecie di quella di garanzia ex art c.c. poiché la presenza di un difetto rilevante ai sensi dell art c.c. non può che tradursi necessariamente anche in un vizio, rilevante ai sensi dell art c.c., con l ulteriore conseguenza che il committente, nel primo caso potrà invocare non solo il rimedio risarcitorio, ma anche quelli di eliminazione del vizio, riduzione del prezzo e risoluzione del contratto, previsti dall art c.c., purchè non sia incorso nella decadenza di cui al secondo comma dell art c.c. Infine ricordo che nell ambito della responsabilità ex art c.c. non può trovare applicazione la regola eccezionale prevista dal l ultimo comma del art c.c, secondo cui il committente convenuto per il pagamento può sempre fare valere, in via d eccezione, la garanzia, purchè i difetti siano stati denunciati nei termini prescritti, trattandosi di deroga alla norma generale di cui all art c.c, secondo cui la prescrizione estingue il diritto sia se fatta valere in via d azione che in via d eccezione ( in questo senso ved Cass. civ. sez. II n del 15/2/2011).
6 Ancora a proposito di azione ex art c.c. occorre evidenziare che la stessa può essere esperita non solo dal committente contro l appaltatore, ma anche dall acquirente contro il venditore che abbia costruito l immobile sotto la propria responsabilità, allorchè lo stesso venditore abbia assunto, nei confronti dei terzi e degli stessi acquirenti, una posizione di diretta responsabilità nella costruzione dell opera, sempreché i difetti abbiano le caratteristiche enunciate, incidenti sull esistenza e la funzionalità del bene. In particolare la Suprema Corte, sez. II civile, con la pronuncia n del 16/2/2012 ( in senso conforme si vedano Cass. civ. n. 8140/2004 e 4522/2002) non ha mancato di sottolineare che l art c.c. configura una responsabilità extracontrattuale di ordine pubblico, sancita per finalità di interesse generale, che trascende i confini dei rapporti negoziali tra le parti. La Suprema Corte ha ritenuto, nel caso sottoposto al suo esame, che la Corte di merito non avesse tenuto ben presente il discrimine esistente tra semplici vizi e difformità previsti dal art c.c. ovvero ex artt c.c. nei termini di cui all art c.c. ed i gravi difetti contemplati dall art c.c., omettendo di inquadrare in questi ultimi le deficienze costruttive descritte nella sentenza impugnata, quali il cedimento della pavimentazione interna ed esterna, della rampa di scala e del muro di recinzione, aventi ovvia incidenza sulla funzionalità ed abitabilità dell immobile Infine residua l ipotesi nella quale la garanzia decennale sia stata oggetto di espressa clausola contrattuale tra le parti, operando in questi casi solo in virtù della deroga convenzionale stabilita pattiziamente : l eventuale successiva
7 domanda svolta in via giudiziale, dovrà pertanto richiamare espressamente nella causa petendi tale garanzia convenzionale. Quanto alla clausola compromissoria, ritengo di non dover ripercorrere l evoluzione sia della dottrina che della giurisprudenza sul punto, con l intervento decisivo del Legislatore che, introducendo l importante modifica dell art. 669 quinquies c.p.c, divenuta definitiva con la 23/2/2006 n. 51, rendeva possibile anche per gli arbitrati irrituali adire la tutela giurisdizionale perché evidentemente la trattazione dell argomento richiederebbe un esclusivo dibattito sul punto. Ricordo solo che la risoluzione della questione relativa alla individuazione del giudice, piuttosto che dell arbitro, a conoscere della controversia non si pone in termini di competenza in senso tecnico quanto piuttosto di merito, perchè direttamente inerente alla validità o all interpretazione della clausola compromissoria, anche se oggi, a seguito dell intervenuta modifica dell art. 819 ter c.p.c. introdotta dal d.lgs n. 40 del 2006, è possibile esperire regolamento di competenza, in precedenza negato, e quindi non applicabile alle cause introdotte anteriormente alla data del 2/3/2006 ( in questo senso si veda Cass. civ. sez. I ordinanza n del 20/5/2008.) Quanto al tema di indagine che ci occupa, desidero invece segnalare la sentenza della Suprema Corte n del 3/2/2012 la quale ha negato, diversamente opinando rispetto alla Corte di Merito, che potesse trovare applicazione la clausola compromissoria convenuta tra le parti in un contratto di compravendita, negozio che costituiva solo il presupposto storico sul quale si innestava l azione proposta, la cui causa petendi doveva invece essere ricercata nel grave difetto costruttivo denunciato.
8 Pertanto, secondo la Suprema Corte, trattandosi di un comportamento rilevante sotto il profilo di un eventuale responsabilità aquiliana, disciplinata dall art c.c., non si sostanzia in una domanda riconducibile al contratto, nel cui esclusivo ambito opera la clausola compromissoria sottoscritta dalle parti, con la conseguenza che la cognizione della causa è devoluta alla giurisdizione ordinaria. A proposito di contratti di appalto, e concludendo la mia sommaria esposizione, desidero porre in rilievo che proprio la mancanza di adeguati accordi scritti, che contemplino in modo esaustivo la descrizione e la tipologia dei lavori affidati, le modalità di versamento dei corrispettivi ed i tempi di esecuzione, alimenta il contenzioso e ne rende difficoltosa la soluzione. Spesso infatti si dispone solo di sommari preventivi, con costi approssimativi ( spesso non si chiarisce se l Iva è stata ricompresa ed in caso affermativo in quale misura) ai quali si aggiungono in corso d opera lavori, anche di rilevante entità, definiti solo verbalmente ed invariabilmente contestati. In tale prospettiva ritengo che sarebbe molto più opportuno avvalersi della consulenza dell Avvocato nella fase preventiva piuttosto che in quella successiva della patologia. Sebbene non sia pertinente all argomento trattato, segnalo l opportunità di non richiedere l emissione di D.I. per appalto d opera, allegando la sola fattura, seppure corredata dall estratto delle scritture contabili con autentica notarile, posto che l art. 634, II comma c.p.c., contempla le sole prestazioni di servizi, ma non quelle d opera.
9 Analoga considerazione può essere svolta con riferimento al riconoscimento degli interessi ex artt. 4 e 5 D.L.vo n. 231/02, posto che l art. 2, I comma, lett. a) contempla le sole prestazioni di servizi. Genova, 9 Maggio 2012 Daniela Veglia
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