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Timestamp: 2016-10-26 23:19:35+00:00
Document Index: 124421822

Matched Legal Cases: ['art.21', 'art.18', 'art.2', 'art. 7', 'art.4', 'art. 7', 'art.18', 'art. 58', 'art. 49', 'art.11', 'art. 8', 'art.8', 'art. 8', 'art.8', 'art. 39', 'art. 8', 'art.2', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 31', 'art. 39', 'art.4', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 8', 'art. 8']

⭐UFFICIO AMBIENTE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO DI GESTIONE DEI RIFIUTI
UFFICIO AMBIENTE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO DI GESTIONE DEI RIFIUTI
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1 UFFICIO AMBIENTE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO DI GESTIONE DEI RIFIUTI Titolo I -DISPOSIZIONI GENERALI E DEFINIZIONI Art. 1 Finalità del presente regolamento Il presente regolamento è adottato ai sensi dell'art.21 del D.Lgs. 05 febbraio 1997, n.22 al fine di stabilire: A) le disposizioni per assicurare la tutela igienico-sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti urbani; B) le modalità di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani; C) le modalità del conferimento, della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti urbani al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli. stessi per il raggiungi mento degli obiettivi definiti anche dalla normativa regionale in materia; D) le norme atte a garantire una distinta ed adeguata gestione dei rifiuti urbani pericolosi, e dei rifiuti da esumazioni e estumulazioni; E) le disposizioni necessarie ad ottimizzare le forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio in sinergia con altre frazioni merceologiche, fissando strandard minimi da rispettare; F) le modalità di esecuzione della pesata dei rifiuti urbani prima di inviarli al recupero e allo smaltimento; G) l'assimilazione per qualità e quantità dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani ai fini della raccolta e dello smaltimento sulla base dei criteri fissati ai sensi dell ' art.18, comma 2, lettera d) del D.Lgs. 22/97. Art. 2 Campo di applicazione del presente regolamento Ove non diversamente specificato nell'articolato le norme e prescrizioni del presente Regolamento si applicano: A) per quanto attiene alle disposizioni specifiche di disciplina dei pubblici servizi di gestione dei rifiuti urbani, entro i limiti delle zone all'interno delle quali sono istituiti i servizi medesimi; B) per quanto attiene alle norme finalizzate alla tutela igienico-sanitaria dell'ambiente e della cittadinanza, nonche il persegui mento degli obiettivi di cui alle lett. a) e d) dell'art. I del presente regolamento, all'intero territorio comunale. Art. 3 Definizioni In relazione alle successive disposizioni e norme sono fissate le seguenti definizioni: rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell'allegato A del D.Lgs. 22/97 di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi; 12 produttore: la persona la cui attività ha prodotto rifiuti e la persona che ha effettuato operazioni di pretrattamento o di miscuglio o altre operazioni che hanno mutato la natura o la composizione dei rifiuti; detentore: il produttore dei rifiuti o la persona fisica o giuridica che li detiene; gestione: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni, nonche il controllo delle discariche e degli impianti di smalti mento dopo la chiusura; conferimento: le operazioni e modalità attraverso cui i rifiuti vengono trasferiti dai luoghi di produzione ai dispositivi e attrezzature di raccolta, ovvero consegnati a trasportatore debitamente autorizzato; raccolta: l'operazione di prelievo, di cernita e di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto; raccolta differenziata: la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclaggio ed al recupero di materia prima; smaltimento: le operazioni previste nell'allegato B del D.Lgs. 22/97; recupero: le operazioni previste nell'allegato C del D.Lgs. 22/97; luogo di produzione dei rifiuti: uno o più edifici o stabilimenti o siti infrastrutturali collegati tra loro all'interno di un'area delimitata in cui si svolgono le attività di produzione dalle quali originano i rifiuti; stoccaggio: le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti d~ cui al punto D 15 dell'allegato B del D.Lgs. 22/97, nonche le attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di materiali di cui al punto R 13 dell'allegato C del D.Lgs. 22/97; deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti alle seguenti condizioni: i rifiuti depositati non devono contenere policlorodibenzodiossine, policlorodibenzofurani, policlorodibenzofenoli in quantità superiore a 2,5 ppm ne policlorobifenile, pooliclorotrifenili in quantità superiore a 25 p pm; i rifiuti pericolosi devono essere raccolti e avviati alle operazioni di recupero odi smaltimento con cadenza almeno bimestrale indipendentemente dalle quantità in deposito, ovvero, in alternativa quando il quantitativo di rifiuti pericolosi in deposito raggiunge i dieci metri cubi; il termine di durata del deposito temporaneo è di un anno se il quantitativo in deposito non supera i dieci metri cubi nell'anno; i rifiuti pericolosi devono essere raccolti e avviati alle operazioni di recupero o smalti mento con cadenza almeno trimestrale indipendentemente dalle quantità in deposito, ovvero, in alternativa, quando il quantitativo di rifiuti non pericolosi in deposito raggiunge i venti metri cubi; il termine di durata del deposito temporaneo è di un anno se il quantitativo in deposito non supera i venti metri cubi nell' anno; il deposito temporaneo deve essere effettuato per tipi omogenei e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonchè per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute; devono essere rispettate le norme che disciplinano l'imballaggio e l'etichettatura dei rifiuti pericolosi; bonifica: ogni intervento di rimozione della fonte inquinante e di quanto dalla stessa contaminato fino al raggiungi mento dei valori limite conformi all'utilizzo previsto dell'area; messa in sicurezza: ogni intervento per il contenimento o isolamento definitivo della fonte inquinante rispetto alle matrici ambientali circostanti; combustibile da rifiuti: il combustibile ricavato dai rifiuti urbani mediante trattamento finalizzato all'eliminazione delle sostanze pericolose per la combustione ed a garantire un adeguato potere calorico, e che possieda caratteristiche specificate con apposite norme tecniche; compost da rifiuti: prodotto ottenuto dal compostaggio della frazione organica dei rifiuti urbani nel rispetto di apposite norme tecniche finalizzate a definirne contenute e usi compatibili con la tutela ambientale e sanitaria, e in particolare a definirne i gradi di qualità; 23 cernita: operazione di selezione dei materiali di rifiuto ai fini del riciclaggio, della riutilizzazione, del trattamento differenziato e/o del recupero di una o più frazioni merceologicamente omogenee presenti nel rifiuto conferito; trattamento intermedio: operazioni comportanti modificazioni chimico-fisiche della natura o conformazione del rifiuto tal quale, finalizzate a consentirne una più idonea eliminazione, ovvero atte a renderne possibile il riutilizzo, la rigenerazione, il recupero, il riciclo, l'innocuizzazione, compreso l'incenerimento; stazioni ecologiche di base: piazzole attrezzate con contenitori idonei al conferimento di alcuni materiali della raccolta differenziata; esse sono accessibili in qualsiasi momento; stazioni ecologiche attrezzate: aree attrezzate sia con contenitori idonei per la gran parte dei materiali della raccolta differenziata, sia con impianti di base per il primo trattamento di alcuni materiali; esse sono custodite ed accessibili soltanto in orari prestabiliti; frazione organica: i rifiuti putrescibili, ad alto contenuto di umidità, presenti nei rifiuti urbani e assimilati; frazione secca: i materiali a basso o nullo tenore di umidità e caratterizzati, per alcuni, da elevato contenuto energetico; tale frazione è d'interesse per la raccolta differenziata sia nell'insieme sia nelle singole componenti; strutture sanitarie: le strutture pubbliche e private che erogando in forma organizzata e continuativa le prestazioni sanitarie di cui all'art.2 della L.833/78 danno luogo alla formazione di rifiuti speciali ospedalieri la cui assimibilabilità ai rifiuti urbani è disciplinata dal D.M pubblicato nella G.U. n. 137/89; imballaggio: il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e a proteggere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all'utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione, nonchè gli articoli a perdere us~ti allo scopo stesso. imballaggio per la vendita o imballaggio primario: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, un'unità di vendita per l'utente finale o per il consumatore (es: bottiglie in vetro, bottiglie in plastica, contenitori per latte, scatola da scarpe, ). imballaggio multiplo o imballaggio secondario: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, il raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale all'utente finale o al consumatore, o che serva soltanto a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto vendita. Esso può essere rimosso dal prodotto senza alterarne le caratteristiche ( es: plastica termoretraibile contenente più confezioni di bevande, cartone contenente più confezioni di latte, ). imballaggio per il trasporto o imballaggio terziario: imballaggio concepito in modo da facilitare la manipolazione ed il trasporto di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli per evitare la loro manipolazione ed i danni connessi al trasporto, esclusi i container per i trasporti stradali, ferroviari, marittimi ed aerei (es: pallets, cartoni utilizzati per la consegna delle merci, ). coefficienti di produttività specifica: valore espresso in Kg/mq anno che fornendo quantificazione della produzione annua di rifiuti da parte di una determinata attività, in rapporto con la superficie dei locali ove si svolge l'attività di che trattasi, consente di valutarne l'attitudine a produrre rifiuti. I coefficienti di produttività specifica ottenuti come media dei valori singoli rilevati tramite monitoraggio periodico effettuato su campioni rappresentativi di categorie omogenee di attività, vengono assunti come riferimento per l'indicizzazione dell'effettivo grado di utilizzazione del pubblico servizio e della conseguente determinazione delle tariffe unitarie da stabilirsi per le diverse attività comprese nelle classi di contribuenza previste dai meccanismi d'applicazione della tassa RSU. Art. 4 Classificazione dei rifiuti 34 Ferma restando la classificazione dei rifiuti di cui all'art. 7 del D.Lgs n. 22, ai fini delle successive disposizioni e norme del presente regolamento si individuano le seguenti categorie: A) Rifiuti Urbani Sono rifiuti urbani: A.1 Rifiuti urbani domestici non ingombranti: costituiti dai rifiuti domestici ordinari provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione. A.2 Rifiuti urbani domestici ingombranti: costituiti da beni di consumo durevoli destinati all'abbandono quali oggetti di comune uso domestico o d'arredamento, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione, che per dimensioni o peso, in relazione alle forme organizzative del servizio di raccolta, risultino di impossibile o disagevole conferimento nei contenitori messi a disposizione per il deposito dei rifiuti interni non ingombranti. A.3 Rifiuti urbani pericolosi: rifiuti urbani domestici costituiti da:vernici, inchistri, adesivi, solventi, prodotti fotochimici, pesticidi, residui di tali prodotti e relativi contenitori etichettati col simbolo "T" e/o "F" e/o "T+" e/o "C" e/o "Xn" e/o "Xi"; tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio. Sono da ritenersi automaticamente recepite nel presente Regolamento eventuali future modifiche ed integrazioni all'elenco dei rifiuti urbani pericolosi sopra richiamato dovuto a modifiche normative regionali e nazionali. A.4 Rifiuti urbani di giardini privati: costituiti da residui di potatura, sfalcio, pulizia, raccolta dei piccoli rifiuti urbani esterni di giardini ed aree cortilive di insediamenti abitativi e analoghi. A.5 Rifiuti urbani esterni: costituiti da rifiuti di qualsiasi natura e provenienza giacenti sulle strade ed aree pubbliche o di pertinenza di servizi pubblici, ovvero su strade ed aree private soggette ad uso pubblico o sulle rive di fiumi, torrenti, canali appartenenti a pubblici demani. Si dividono a loro volta in : A. 5.1 Rifiuti urbani esterni prodotti da cicli naturali giacenti sulle strade ed aree pubbliche o di pertinenza di servizi pubblici, ovvero su strade ed aree private soggette ad uso pubblico o sulle rive di fiumi, tojtenti, canali appartenenti a pubblici demani. A.5.2 Rifiuti urbani esterni prodotti da attività umana di qualsiasi natura e provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o di pertinenza di servizi pubblici, ovvero su strade ed aree private soggette ad uso pubblico o sulle rive di fiumi, torrenti, canali appartenenti a pubblici demani. A.6 Rifiuti dichiarati urbani: i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera A.l, assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell' articolo 21, comma 2, lettera g) del D.Lgs. 22/97; A.7 Rifiuti cimiteriali: i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonche gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere A.5 e A.6. C) Rifiuti Speciali: B.l rifiuti da attività agricole e agro-industriali; B.2 rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione: i rifiuti costituiti da inerti di demolizione e scavo, materiali ceramici cotti, vetri, rocce e materiali litoidi di costruzione e loro sfridi, nonche i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo; B.3 rifiuti da lavorazioni industriali; B.4 rifiuti da lavorazioni artigianali; B.5 rifiuti da attività commerciali; B.6 rifiuti da attività di servizio; B.7 rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi; B.8 rifiuti derivanti da attività sanitarie: i rifiuti provenienti dalle strutture pubbliche o private, di cui all'art.l comma 2 ter del D.L convertito con modifiche nella L , n.45 con ciò intendendosi le strutture sanitarie, ivi comprese quelle veterinarie, che in base alle vigenti disposizioni debbono essere dotate di autorizzazione sanitaria; 45 B.9 macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti; B.10 veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti. D) Rifiuti Pericolosi: Sono pericolosi i rifiuti non domestici precisati nell'elenco di cui all'allegato D del D.Lgs. 22/97 sulla base degli allegati G, H, I del medesimo D.Lgs.. Art. 5 Oggetto e contenuti del presente regolamento Il presente regolamento disciplina: A) Le modalità di espletamento dei pubblici servizi di gestione dei rifiuti urbani di cui al punto A del precedente art.4 del presente regolamento, gli obblighi dei produttori e/o conferitori di tali rifiuti nonchè le norme per garantire la tutela igienico-sanitaria dell'ambiente, della cittadinanza e degli addetti in ogni fase dello smaltimento. B Le modalità di espletamento del pubblico servizio di raccolta dei rifiuti urbani esterni, l'asporto, la raccolta e lo smalti mento di detti rifiuti, i divieti e gli obblighi annessi alla produzione di rifiuti urbani esterni, nonche le norme per garantire la tutela igienico-sanitaria dell'ambiente, della cittadinanza e degli addetti in ogni fase dello smaltimento. C) Le delimitazioni, i relativi criteri di definizione, e le procedure di eventuale modifica dei perimetri all'interno dei quali sono istituiti rispettivamente il servizio di raccolta dei rifiuti urbani domestici e dei rifiuti dichiarati urbani, ed il servizio di raccolta dei piccoli rifiuti urbani esterni e asporto dei rifiuti urbani esterni D) Le norme per assicurare l'osservanza di adeguati principi di tutela igienico-sanitari per l'ambiente e la cittadinanza in funzione della produzione di rifiuti fuori dai perimetri su cui sono istituiti i relativi servizi di raccolta, asporto e smaltimento, di cui alla precedente lettera c) del presente articolo. E) Le norme atte a garantire fin dal conferimento un distinto ed adeguato smaltimento dei rifiuti pericolosi, dei rifiuti non pericolosi non destinabili agli impianti di smalti mento dei rifiuti urbani, e dei rifiuti urbani pericolosi. F) I principi e le disposizioni atte a favorire, fin dal conferimento, il recupero di materiali da destinarsi al riciclo o alla produzione di energia. G) Ogni altra disposizione concernente la tutela igienico-sanitaria della cittadinanza e salubrità dell'ambiente in connessione con la produzione, detenzione e con le diverse fasi della gestione dei rifiuti. Le Disposizioni del presente Regolamento non si Applicano: A) ai rifiuti radioattivi disciplinati dalle norme del D.P.R n. 185 e successive modifiche ed integrazioni; B) ai rifiuti risultanti dalla prospezione, estrazione trattamento ed ammasso delle risorse minerarie e dallo sfruttamento delle cave; C) alle carogne ed ai seguenti rifiuti agricoli: materie fecali ed altre sostanze utilizzate nell'attività agricola; D) agli scarichi disciplinati dalla Legge n. 152/99 e successive modificazioni; E) alle emissioni nell'aria soggette alla disciplina di cui alla Legge n. 615, ai relativi regolamenti di esecuzione e alle leggi successive; E) agli esplosivi. Art. 6 Modalità di esercizio delle competenze del Comune in materia di gestione dei rifiuti 56 Il Comune esplica l'attività di smalti mento con diritto di privativa ai sensi del D.Lgs n. 22/97 direttamente o mediante Azienda Speciale o Consorziale o mediante concessioni ad Enti od Imprese specializzate ed autorizzate. Art. 7 Attività di gestione dei rifiuti svolte dal Comune Il Comune, anche attraverso l'ente Gestore svolge le seguenti attività e servizi in materia di gestione dei rifiuti: A) Gestione dei rifiuti urbani A.l Servizio di raccolta, trasporto e smalti mento dei rifiuti urbani domestici non ingombranti. A.2 Servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani domestici ingombranti. A.3 Servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani pericolosi. A.4 Servizio di raccolta, trasporto e recupero dei rifiuti urbani di giardini privati; A.5 Servizio di raccolta, trasporto e smalti mento dei rifiuti dichiarati urbani ai sensi del successivo titolo II del presente Regolamento anche attraverso particolari articolazioni del servizio di raccolta, da definirsi in relazione alle caratteristiche quali-quantitative dei rifiuti oggetto di conferimento. A.6 Servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani esterni; A.7 Servizio di raccolta, trasporto e smalti mento dei rifiuti cimiteriali. Titolo II -ASSIMILAZIONE DI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI Al RIFIUTI URBANI (RIFIUTI DICHIARATI URBANI) Art. 8 Assimilazione di rifiuti speciali ai rifiuti urbani L'assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi della civile abitazione ed in particolare: i rifiuti da attività agro-industriali; i rifiuti da lavorazioni industriali; i rifiuti da lavorazioni artigianali; i rifiuti da attività commerciali; i rifiuti da attività di servizio; avviene ai sensi dell'art. 7, comma 2, lettera b) del D.Lgs. 22/97 e pertanto viene stabilita dal Comune per quantità e qualità sulla base dei criteri previsti ali' art.18, comma 2, lettera d) del citato D.Lgs..In attesa di tali criteri sono dichiarati assimilati ai rifiuti urbani, a fini dell'obbligatorio conferimento al pubblico servizio di raccolta e della conseguente applicazione della Tassa di cui all'art. 58 del D.Leg. vo no507 alle relative superfici di formazione, o della tariffa ai sensi dell'art. 49 del D.Lgs. 22/97, i rifiuti aventi le caratteristiche quali- quantitative definite ai successivi art.11 e 12. Alle superfici di formazione dei rifiuti di cui al presente articolo e ai sensi dei sopra citati criteri, viene applicata la tassa per 10 smalti mento dei rifiuti urbani nei modi stabiliti dal relativo regolamento e le tariffe adottate secondo le vigenti disposizioni di legge. Per contro è garantito senza ulteriori oneri 10 smaltimento di tali rifiuti attraverso l'ordinario servizio di raccolta che potrà essere articolato e svolto anche secondo forme particolari, in relazione alle esigenze organizzative e gestionali dell'ente Gestore. Art. 9 Norme di esclusione 67 Sono esclusi dall'assimilazione ai rifiuti urbani i rifiuti assimilati di cui al precedente art. 8 la cui formazione avvenga all'esterno dei perimetri entro cui è istituito il servizio di raccolta dei rifiuti urbani. Sono inoltre esclusi dall'assimilazione i rifiuti, anche se derivanti dalle attività di cui al precedente art.8 formati all'interno dell'area di espletamento del servizio di raccolta dei rifiuti urbani, per i quali in base a quanto previsto al punto della deliberazione 27/7/1984 non sia ammesso lo smaltimento in impianti di discarica di lo categoria, anche se non pericolosi, con le sole eventuali eccezioni esplicitate nei successivi articoli. Art.10 Coefficiente di produttività specifica Per coefficiente di produttività specifica si intende la produzione media di rifiuti (urbani e/o dichiarati urbani) propria di singole attività e/o gruppi di attività omogenei sotto il profilo delle caratteristiche quali-quantitative dei rifiuti prodotti. Tale coefficiente viene calcolato mediante il rapporto tra il quantitativo di rifiuti annualmente prodotti e la superficie dei locali ed aree di formazione dei rifiuti. Si misura in kg/mq. Il coefficiente di produttività specifica rappresenta l'indicatore della potenzialità di produzione rifiuti da parte delle diverse attività svolte nei locali e nelle aree e quindi a cui correlare, in caso di assoggettamento al regime di tassazione sui rifiuti solidi urbani, l'entità delle tariffe unitarie. Art.11 Limiti qualitativi per il conferimento dei rifiuti assimilati al pubblico servizio. I criteri qualitativi per l'assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi provenienti da attività e lavorazioni previste al precedente art. 8 sono i seguenti: abbiano una composizione analoga a quella dei rifiuti urbani o, comunque, siano costituiti da manufatti e materiali simili a quelli elencati nel seguito, a titolo esemplificativo: - imballaggi primari e secondari (di carta, cartone, plastica, legno, metallo esimili) ; - contenitori vuoti (fusti, vuoti di vetro, plastica e metallo, latte e lattine e simili) non provenienti dalla raccolta differenziata; - sacchi e sacchetti di carta o plastica; fogli di carta, plastica, cellophane; - accoppiati: quali carta plastificata, carta metallizzata, carta adesiva; - frammenti e manufatti di vimini e sughero; - paglia e prodotti di paglia; - scarti di legno provenienti da falegnameria, trucioli; - fibra di legno e pasta di legno anche umida, purchè palabile; - ritagli e scarti di tessuto di fibra naturale e sintetica, stracci e juta; - feltri e tessuti non tessuti; - pelle e simil-pelle; - resine termoplastiche e termo-indurenti in genere allo stato solido e manufatti composti da tali materiali; - imbottiture, isolanti termici ed acustici costituiti da sostanze naturali e sintetiche, quali lane di vetro e di roccia; - espansi elastici e minerali, esimili; - manufatti di ferro tipo paglietta, filo di ferro, spugna di ferro esimili; - nastri adesivi; - cavi e materiale elettrico in genere: - scarti in genere della produzione di alimentari, purchè non allo stato liquido, quali ad esempio scarti di caffè, - scarti dell'industria molitoria e della pastificazione, alimenti deteriorati, anche inscatolati o comunque imballati, scarti derivanti dalla lavorazione di frutta e ortaggi, caseina, san se esauste esimili; - scarti vegetali in genere ( erbe, fiori piante, verdure, ) anche derivanti da lavorazioni basate su processi meccanici (bucce, bacelli, pula, scarti di sgranatura e trebbiatura, esimili); - residui animali e vegetali provenienti dall'estrazione di principi attivi; - accessori per l' informatica. Al fine di garantire il conferimento al servizio pubblico senza gravi scompensi organizzativi e funzionali del servizio medesimo, si definisce che: 1. vengono esclusi dall'assimilazione ai rifiuti urbani i rifiuti speciali che richiedono un servizio di raccolta convenzionale con frequenza superiore a quella giornaliera; 2. vengono esclusi dal servizio d'istituto i rifiuti speciali che presentino caratteristiche qualitative incompatibili con le tecniche di raccolta e smaltimento adottate presso il servizio, quali ad esempio: 78 - materiali non aventi consistenza solida - materiali che sottoposti a compattazione producano quantità eccessive di percolato -prodotti fortemente maleodoranti -prodotti eccessivamente polverulenti. Art.12 Limiti quantitativi per il conferimento dei rifiuti assimilati al pubblico servizio I criteri quantitativi per l'assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi provenienti da attività e lavorazioni previste al precedente art.8 sono i seguenti: i rifiuti prodotti dalla singola attività risultino non superiori a due volte il coefficiente di produttività specifico rapportato alla superficie a ruolo della medesima attività. Art.13 Requisiti per l'assimilazione ai rifiuti urbani dei rifiuti prodotti da singole attività: procedure di accertamento In relazione alle obbligazioni insorgenti a carico dei produttori di rifiuti che a norma del suddetto art. 39 L , non rispondano ai requisiti per l'assimilazione ai rifiuti urbani, cui fa per altro riscontro il beneficio della cancellazione dai ruoli della tassa RSU delle relative superfici di formazione, si definiscono le procedure di accertamento di seguito esposte ai fini della classificazione di rifiuti prodotti da singole attività come dichiarati urbani, ovvero per l'esclusione da tale classificazione. L'iscrizione nei ruoli della tassa RSU o l'applicazione della tariffa alle relative superfici di formazione, in essere all'atto dell'entrata in vigore del presente Regolamento, costituisce presunzione del possesso dei requisiti per l'assimilazione dei rifiuti prodotti ai rifiuti urbani. Per contro, l'esistenza di convenzione o contratto di smaltimento con Ente o Impresa autorizzati dalla Regione, in essere all'atto dell'entrata in vigore del presente Regolamento, costituisce presunzione della caratterizzazione di parte almeno dei rifiuti prodotti quali rifiuti speciali non assimilati e/o non assimilabili ai rifiuti urbani, salvo che i rifiuti oggetto di conferimento non risultino in contrasto con quanto esposto al precedente art. 8. L'accertamento sulla natura dei rifiuti prodotti da singole attività comprese tra quelle contemplate nel presente titolo, coi conseguenti effetti sull'applicazione o meno della tassa o della tariffa RSU alle relative superfici di formazione, o sulla sussistenza dell'obbligo a provvedere a proprie spese allo smalti mento dei rifiuti, può avvenire: A) con procedimento d'ufficio, previa verifica della documentazione tecnico amministrativa disponibile, eventualmente acquisita dagli altri Enti che esercitano funzioni istituzionali in materia o tramite altri contatti diretti con la ditta produttrice di rifiuti; B) su richiesta degli interessati previa presentazione di adeguata documentazione tecnica in grado di evidenziare i seguenti aspetti: B.l ramo di attività dell'azienda e sua classificazione (industriale, artigianale, commerciale, di servizio ecc.); B.2 specificazione dell'attività svolta; B.3 articolazione tipologica del rifiuto prodotto; B.4 quantitativi mensili e annui del rifiuto prodotto, eventualmente suddivisi secondo le diverse tipologie merceologiche; B.5 dati relativi all'ingombro, alla pezzatura media e al peso specifico del rifiuto, alle modalità previste di smaltimento, esclusa comunque la vendita a terzi per le diverse frazioni di rifiuto, sia assimilabile che non assimilabile ai rifiuti urbani; B.6 superfici di formazione del rifiuto (o superfici di formazione delle diverse tipologie di rifiuto); B.7 superfici aziendali complessive; 89 B.8 numero di addetti complessivi; B.9 numero di addetti preposti alle attività manifatturiere che danno luogo alla formazione dei rifiuti che si ipotizzano come "speciali". Per rifiuti residuati da lavorazioni - o comunque derivanti da sale di lavorazione - di imprese industriali la documentazione può essere limitata a quanto previsto ai punti b.l, b.2, b.3, b.6, b. 7, con fini statistico conoscitivi, e/o per consentire la verifica del rispetto, delle disposizioni di cui al titolo IV del presente Regolamento. La documentazione di cui sopra dovrà essere accompagnata da adeguati elaborati planimetrici comprensivi dell'area cortiliva, in genere alle scale 1:200-1 :500, ma comunque con specificazione della scala di rappresentazione grafica, recanti l'indicazione dei diversi reparti e/o porzioni che diano luogo a distinte tipologie di rifiuto, tali da consentire il computo delle superfici di formazione di rifiuti assimilati agli urbani, e di eventuali superfici di formazione di rifiuti speciali non assimilabili e/o non assimilati ai rifiuti urbani. Le richieste di accertamento da parte di privati dovranno essere presentate, unitamente alla sopracitata documentazione, al Comune presso 1 'Ufficio Tributi che si avvarrà della collaborazionedell ufficio Ambiente Nel caso in cui l'istanza risulti finalizzata alla cancellazione dai ruoli della tassa RSU o alla non applicazione della tariffa di superfici aziendali a causa della supposta formazione di rifiuti speciali da non ritenersi assimilati ai rifiuti urbani sulla base dei criteri di cui ai precedenti artt. 8 e 9, sebbene tipologicamente assimilabili, l'esistenza di una convenzione di smaltimento con Ente o impresa autorizzato non costituisce titolo sufficiente per ottenere la cancellazione di superfici a ruolo all'atto della presentazione della domanda, se non in presenza dj attestazione sotto propria responsabilità dell'ente o Impresa che esercita l'attività di smaltimento relativa all'effettiva rispondenza qualitativa e quantitativa dei rifiuti in questione ai criteri previsti dal presente titolo, operata sulla base di un periodo di osservazione non inferiore a sei mesi e facendo riferimento a criteri accettati dall' Amministrazione Comunale L'attestazione (o la comunicazione) dell'ente o Impresa autorizzata allo smaltimento di rifiuti speciali con cui il titolare dell'istanza abbia sottoscritto convenzione di smaltimento, dovrà essere allegata alla documentazione precedentemente citata. Non sono in ogni caso ammesse a detassazione superfici di esclusiva formazione di rifiuti recuperabili e/o di scarti oggetto di commercializzazione, quali trucioli e rottami metallici, imballaggi, carta, cartoni e simili anche se merceologicamente analoghi a rifiuti speciali assimilabili. In esito alla procedura di che trattasi l'ente Gestore procede all'accertamento della natura dei rifiuti prodotti entro 60 (sessanta) giorni dal completamento della documentazione tecnica e degli allegati prescritti, dando luogo, se del caso alle conseguenti variazioni. Domande non complete della sopra riportata documentazione sono improcedibili ed archiviate d'ufficio. TITOLO III: ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI DOMESTICI ED ASSIMILATI ED OBBLIGHI DEI CONFERIMENTI Art.14 Ambito di applicazione delle disposizioni relative i servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani Le norme e disposizioni di cui al presente titolo III disciplinano il conferimento e la raccolta dei rifiuti urbani domestici e dichiarati urbani e si applicano nelle aree ed ambiti territoriali di espletamento del relativo servizio. Art.15 Area di espletamento del pubblico servizio I perimetri atti ad individuare gli ambiti territoriali di espletamento del pubblico servizio di gestione dei rifiuti urbani domestici e dichiarati urbani sono definiti con l'obiettivo di estendere al massimo numero di utenti potenziali la possibilità di usufruire del servizio, compatibilmente con i livelli tecnico-organizzativi dell'ente Gestore ed i vincoli di pareggio del bilancio tra costi di erogazione del servizio e gettito globale della tassa. Il servizio è garantito in regime di privativa a tutto il territorio comunale ovvero: a) a tutta l'area urbana e alla sua periferia insediata; b) a tutti i centri frazionali; 910 c) a tutti i nuclei abitativi sparsi. S'intendono comunque completamente serviti tutti gli edifici e le aree comprese entro la distanza di m t 500 (misurabili sulla viabilità ordinaria) dai punti di conferimento disposti a cura di Ente Gestore. Si intendono altresì coperti dal pubblico servizio: - gli edifici abitativi agricoli dei quali risulti effettivamente all'interno dell'area di espletamento del servizio di raccolta anche il solo imbocco del relativo stradello poderale o vicinale d'accesso. - le strade chiuse per le quali sia posizionato un contenitore ad una distanza massima di 200 mt. dall'accesso di detta strada. Art.16 Competenze dell'ente Gestore L'organizzazione operativa e la definizione delle modalità di erogazione dei servizi inerenti alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti urbani interni e dei rifiuti speciali assimilati ai rifiuti urbani costituisce precipua competenza dell'ente Gestore. In tal senso l'ente Gestore: A) provvede a definire eventuali articolazioni e relative modalità organizzative del servizio di raccolta dei rifiuti urbani e rifiuti speciali assimilati agli urbani, nel rispetto delle modalità indicate nel contratto di servizio, con particolare riferimento a: - rifiuti urbani domestici ingombranti; - rifiuti urbani domestici non ingombranti; - rifiuti dichiarati urbani; - rifiuti speciali assimilati agli urbani - rifiuti urbani pericolosi; B) determina le più idonee caratteristiche dei contenitori destinati al conferimento dei rifiuti in relazione alla struttura urbanistica ed alle caratteristiche insediative del territorio servito, nonché all'ottimale utilizzazione del personale e dei mezzi impiegati per la raccolta; C) stabilisce numero ed ubicazione dei contenitori, frequenza ed orari delle operazioni di svuotamento ed asporto, tenuto conto degli indirizzi del Comune e delle esigenze dell'utenza, in quanto compatibili con la complessiva organizzazione dei servizi; D) assicura I'igienicità dei contenitori e la tutela igienico sanitaria della cittadinanza attraverso i periodici interventi di lavaggio e disinfezione dei cassonetti e pulizia delle relative piazzole, in quanto ricavate in area pubblica; E) promuove l'innovazione tecnologica del servizio di raccolta e garantisce l'idoneità ed il rinnovo di contenitori e mezzi operativi. Per l'esercizio delle competenze di cui alla lettera A) l'ente Gestore acquisisce il preventivo parere dell'assessorato all'ambiente del Comune. Art 17 Collocazione dei contenitori per rifiuti urbani ed allestimento delle relative piazzole I contenitori destinati a raccogliere i rifiuti urbani domestici ed i rifiuti dichiarati urbani relativamente all'area urbana, devono essere collocati, di norma, in area pubblica a cura dell'ente Gestore in accordo con la competente autorità comunale. I contenitori dei rifiuti urbani devono essere preferibilmente dislocati in apposite piazzole opportunamente allestite ai fini dell'igienicità, dell'agevolezza delle operazioni di svuotamento e asporto, della salvaguardia delle esigenze di circolazione e traffico, nonché dell'armonico inserimento con le altre opere di arredo stradale. Nell'allestimento delle piazzole si avrà cura di evitare la creazione di barriere architettoniche che costituiscono ostacolo alla deambulazione dei disabili. Fatte salve le norme e le disposizioni in tema di circolazione stradale, in corrispondenza delle aree delimitate da strisce gialle sulle quali sono depositati i cassonetti è vietato depositare oggetti o parcheggiare veicoli o comunque porsi in modo tale da intralciare o ritardare l'opera di svuotamento dei cassonetti. 1011 E vietato agli utenti lo spostamento dei contenitori, ferma restando la possibilità di inoltrare all'ufficio Ambiente del Comune motivata richiesta in tal senso. Nel caso di interventi di risistemazione viaria, ovvero di strumenti urbanistici particolareggiati di iniziativa pubblica o privata nell'ambito del progetto delle opere di urbanizzazione primaria, dovranno essere obbligatoriamente previste le dislocazioni delle piazzole per i contenitori dei rifiuti urbani, sulla base di standards proposti dall'ufficio Ambiente in relazione alla densità edilizia ed alla destinazione degli insediamenti da servire. A cura dei progettisti delle opere dovrà essere acquisito il preventivo parere dell'ufficio Ambiente, la cui assistenza agli atti risulterà obbligatoria per l'approvazione dei relativi progetti. Art.18Conferimento dei rifiuti urbani domestici e dei rifiuti dichiarati urbani La detenzione iniziale dei rifiuti solidi urbani domestici e dei rifiuti dichiarati urbani deve avvenire unicamente all'interno dei locali di formazione del rifiuto stesso essendo vietato l'utilizzo di eventuali canne di caduta tuttora esistenti, ovvero l'esposizione agli agenti atmosferici di tali rifiuti. Nella detenzione iniziale dei rifiuti urbani domestici e dichiarati urbani si dovranno osservare modalità atte a favorire l'igienicità della successiva fase di conferimento nei contenitori predisposti (e/o approvati) dall'ente Gestore incaricato del pubblico servizio. - II conferimento dei rifiuti urbani domestici e dei rifiuti dichiarati urbani deve essere effettuato esclusivamente utilizzando i contenitori messi a disposizione dall'ente Gestore o dal medesimo approvati. - I rifiuti dovranno essere contenuti in appositi involucri protettivi, previa riduzione volumetrica e separazione delle parti recuperabili per le quali sia istituito un servizio di raccolta differenziata, restando vietata l'immissione di rifiuti sciolti, salvo che nel caso di beni durevoli obsoleti non ingombranti, la cui pezzatura dovrà comunque essere ridotta per un funzionale utilizzo dei contenitori. - È vietato altresì immettere nei cassonetti e nei contenitori residui liquidi o sostanze incendiate. - I rifiuti putrescibili, nelle zone in cui non è istituito apposito servizio di raccolta differenziata, dovranno essere immesse avendo cura che l'involucro protettivo eviti qualsiasi dispersione o cattivo odore. Specialmente nelle zone in cui il conferimento viene effettuato in sacchi di uso familiare, particolare cura dovrà essere rivolta ad evitare che frammenti di vetro, residui ed oggetti taglienti od acurninati possano causare lacerazioni ai sacchi o lesioni agli addetti alla raccolta. - È vietata la cernita dei rifiuti dai cassonetti e altri contenitori di rifiuti posti in opera dal gestore del pubblico servizio. - È vietata l'utilizzazione dei cassonetti quando il grado di riempimento non ne consenta la perfetta chiusura. - È tassativamente vietato l'abbandono di rifiuti anche se immessi in involucri protettivi perfettamente sigillati a lato dei cassonetti e/o dei contenitori predisposti. - È altresì vietato l'incendio di rifiuti, sia in area pubblica che in area privata. Art.19 Usi vietati dei contenitori Oltre a quanto stabilito nel precedente articolo, è vietata l'immissione nei cassonetti e contenitori predisposti per il conferimento dei rifiuti urbani domestici e dei rifiuti dichiarati urbani: A) di rifiuti pericolosi B) di rifiuti speciali non pericolosi non dichiarati urbani C) di rifiuti urbani pericolosi D) di rifiuti urbani per il cui conferimento siano stati istituiti speciali articolazioni del servizio di raccolta, (quali ad esempio i rifiuti ingombranti) ovvero raccolte differenziate ai fini di recupero di materiali (carta e cartone, vetro, lattine, bottiglie di plastica, ecc) E) di rifiuti di imballaggi terziari F) di rifiuti di imballaggi primari e secondari per i quali è stato attivato apposito servizio di raccolta differenziata G) rifiuti derivanti da costruzioni e demolizioni (inerti,calcinacci, ecc..) 1112 E vietato agli utenti del servizio ribaltare, spostare o danneggiare in alcun modo i cassonetti, che devono essere richiusi dopo l'uso. E' altresì vietato eseguire scritte sui cassonetti o affiggere su di essi materiali di qualsivoglia natura e dimensione (manifesti, targhette adesive) fatto salvo quanto espressamente autorizzato dall'ente Gestore. Art.20 Conferimento dei rifiuti urbani domestici ingombranti I rifiuti urbani domestici ingombranti dovranno essere conferiti secondo le seguenti modalità: A) mediante immissione negli appositi cassoni per la raccolta dei rifiuti indifferenziati e differenziati posti in opera nelle stazioni ecologiche attrezzate; B) mediante la consegna al servizio di ritiro rifiuti ingombranti su chiamata; I rifiuti domestici ingombranti conferiti all'apposito servizio di ritiro su chiamata, costituente articolazione dell'ordinario servizio di raccolta, devono essere collocati in area pubblica a cura del conferitore, nell'ubicazione prescritta dal Comune o dall'ente gestore, esclusivamente a partire dalle ore del giorno antecedente a quello fissato per il ritiro. L'utente è tenuto a disporre i beni obsoleti oggetto di conferimento in modo ordinato occupando il minimo possibile di spazio pubblico, e comunque in termini tali da non costituire intralcio alla circolazione e da rappresentare minimo ostacolo alla sosta dei veicoli. È in particolare vietato collocare rifiuti ingombranti in corrispondenza di piazzole d'attesa e di fermate del trasporto pubblico. Art.21 Smaltimento dei Rifiuti Pericolosi e dei Rifiuti Urbani Pericolosi OBBLIGHI DEI PRODUTTORI DI RIFIUTI SPECIALI E/O PERICOLOSI: DISPOSIZIONI GENERALI E Tassativamente vietata l'immissione di rifiuti speciali non assimilati agli urbani e di rifiuti pericolosi nei contenitori o punti di accumulo destinati ad accogliere rifiuti urbani o rifiuti speciali assimilati agli urbani. L'ente Gestore predisporrà, nei casi in cui lo ritenga opportuno, interventi di monitoraggio per verificare il rispetto di quanto indicato nel precedente comma. I produttori di rifiuti speciali non assimilati agli urbani e di rifiuti pericolosi, sono tenuti a distinguere i flussi di tali rifiuti da quelli urbani e assimilati, e a provvedere a un loro adeguato smaltimento, in osservanza alle norme vigenti. L 'Ente Gestore è tenuto a verificare la possibilità che detti materiali, in alternativa allo smaltimento, possano essere destinati al riciclo o alla produzione di energia: in tal senso l'ente Gestore e l'amministrazione comunale collaborano con le iniziative tendenti a realizzare un collegamento fra produttori e possibili utilizzatori. A) Rifiuti Speciali Inerti Sono classificati rifiuti speciali inerti: - sfridi di materiale da costruzione e materiali provenienti da demolizioni, costruzioni e scavi; - materiali ceramici cotti; - rocce e materiali litoidi da costruzione. Questi rifiuti devono essere conferiti alle discariche di II categoria di tipo A autorizzate, autorizzate dal Comune a norma della norme vigenti e L.R. n. 27/98. B) Rifiuti costituiti da veicoli a motore rimorchi e simili I veicoli a motore, rimorchi e simili che, per volontà dei proprietari o per disposizione di legge siano destinati alla 1213 demolizione debbono essere conferiti dal proprietario stesso esclusivamente ad appositi centri di raccolta per la demolizione, l'eventuale recupero di parti e la rottamazione. I centri di raccolta sono gestiti su licenza amministrativa che stabilisce, tra l'altro, i limiti massimi della superficie del centro e della quantità di materiale complessivamente accumulabile, nonché il tempo massimo di detenzione dei materiali da avviare alla demolizione o rottamazione, non superiore ai 180 giorni dalla data di conferimento. C) Residui derivanti dalle attività di trattamento dei Rifiuti e quelli derivanti da/la Depurazione degli effluenti: Compete all'ente Gestore lo smaltimento di: A) acque di percolazione delle discariche e altri residui derivanti dal lavaggio delle macchine e dagli impianti usati in tutte le fasi dello smalti mento. B) Residui dell'attività di depurazione delle acque di scarico urbane (materiale solido raccolto nelle griglie degli impianti, fanghi disidratati, sabbie) D) Rifiuti Tossici Nocivi Tutte le attività di smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi devono essere espressamente autorizzate dalla Regione e pertanto il produttore è tenuto a mantenere scrupolosamente separati i flussi di tali rifiuti da quelli urbani od assimilabili e da quelli speciali. Tutti coloro che nell'entrata in vigore del presente Regolamento sono produttori di rifiuti tossici e nocivi devono comunque darne comunicazione al Comune. Chiunque intenda installare un'attività produttiva da cui hanno origine rifiuti tossici e nocivi deve farne esplicita menzione in sede di richiesta di concessione per la costruzione di nuovi stabilimenti o per le eventuali ristrutturazioni, indicando con quali mezzi ed in quali modi intende stoccare e/o smaltire tali rifiuti nel rispetto della normativa vigente. D) Raccolta e smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi Al fine di favorirne e incentivarne un distinto e separato smaltimento rispetto ai rifiuti urbani fino alla fase del conferimento, l'ente gestore promuove e organizza i servizi per la raccolta differenziata di talune tipologie di rifiuti pericolosi o speciali non assimilabili, con particolare riferimento a rifiuti di origine domestica o derivanti da attività con bassa produzione specifica di rifiuto. E) Rifiuti Urbani Pericolosi I rifiuti urbani pericolosi (RUP), così come identificati dalla deliberazione e successive modifiche e integrazioni, sono oggetto di separato conferimento. Il relativo servizio di raccolta differenziata deve intendersi quale articolazione dell'ordinario servizio di raccolta rifiuti urbani. La raccolta differenziata di tale categoria dei RUP si svolge nei termini seguenti: - Pile e batterie esauste: L 'Ente gestore provvede allo svuotamento periodico degli appositi contenitori ubicati presso gli esercizi commerciali autorizzati alla vendita di pile e batterie - Farmaci scaduti o non utilizzati: 1 'Ente gestore provvede allo svuotamento periodico degli appositi contenitori ubicati presso le farmacie - Prodotti Tossici e/o infiammabili: sono quelli contrassegnati dai simboli impressi sulla confezione o stampati sull'etichetta in colore nero su fondo arancione. Sono da ritenersi rifiuti urbani pericolosi anche i rifiuti appartenenti alle categorie pile e batterie esauste, farmaci scaduti o non utilizzati e prodotti T e/o F che provengano da attività commerciali e di servizio come ad esempio, farmaci scaduti degli studi medici privati, salvo che non si tratti di beni obsoleti costituenti oggetto precipuo dell'attività economica ( ad es. farmaci scaduti nelle farmacie, vernici presso vendite al minuto o all'ingrosso e simili). 1314 Sono altresì da ritenersi RUP i rifiuti sopra citati che provengano da attività artigianali, sempre che non si tratti di residui di prodotti comunque utilizzati nel ciclo di lavorazione (ad es. solventi delle lavanderie, collanti delle falegnamerie e carrozzerie e contenitori di vernici) ovvero di prodotti deteriorati del ciclo di lavorazione/produzione, che manterranno la classificazione a rifiuti speciali o pericolosi. Non sono da considerarsi assoggettati alle modalità di conferimento e smaltimento di cui al presente paragrafo i contenitori di prodotti appartenenti alle sopra riportate categorie di cui si sia avuta integrale utilizzazione, e che non conservino traccia avvertibile dell'originario contenuto. Per i contenitori dei prodotti destinati all ' igiene domestica e dei locali ( ad es. candeggina, alcool denaturato, acido muriatico e simili) integralmente utilizzati, è ammesso il conferimento all'ordinario servizio di raccolta differenziata previo accurato lavaggio. E' vietato il conferimento dei rifiuti urbani pericolosi nei contenitori destinati alla raccolta dei rifiuti ordinari. Art.22 Gestione dei rifiuti da esumazioni e estumulazioni Si applicano gli articoli n. 12 e 13 del Decreto Ministeriale del n Art.23 Trasporto n trasporto dei rifiuti deve essere effettuato con idonei automezzi le cui caratteristiche, stato di conservazione e manutenzione devono essere tali da assicurare il rispetto delle esigenze igienico-sanitarie di cui all'art.2 del D.Lgs. 22/97. I veicoli utilizzati per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti urbani devono ottemperare alle norme della circolazione vigente nel territorio comunale, salvo speciali autorizzazioni che possono essere concesse dall'amministrazione Comunale per agevolare lo svolgimento del servizio pubblico (accesso a corsie preferenziali, fermata e sosta anche in zone soggette a divieto, fermate in seconda posizione, ecc.). Art.24 Modalità di pesatura dei rifiuti raccolti Le modalità di pesatura dei rifiuti urbani raccolti da recuperare o da smaltire devono essere tali da garantire la corretta ed oggettiva misurazione dei quantitativi raccolti siano essi destinati al recupero come allo smaltimento. I dati riguardanti la pesata saranno raccolti e conservati a cura del gestore del servizio e copia dovrà essere inviata al competente Ufficio Comunale con cadenza mensile. Art.25 Smaltimento finale Lo smaltimento finale dei rifiuti conferiti all'ordinario servizio di raccolta o mediante speciali articolazioni dei medesimo avviene a cura dell'ente gestore presso gli impianti di smalti mento in esercizio debitamente autorizzati dalla competente Autorità regionale o provinciale, nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge e dei principi generali di cui all art. 2 del D.Lgs. 22/97 e delle eventuali prescrizioni specifiche contenute nei dispositivi autorizzativi. TITOLO IV: INCENTIVAZIONE DEL RECUPERO DI MATERIALI E/O ENERGIA E PER ASSICURARE L'IDONEITÀ DEL RIFIUTO ALL'INCENERIMENTO Art.26 Promozione delle attività inerenti al recupero di materiali riutilizzabili e/o energia Il Comune promuove la definizione di idonee forme organizzative dei servizi di conferimento, al fine di favorire la selezione di materiali da destinarsi al recupero, al riciclaggio, alla produzione di energia, nel rispetto di adeguati principi di tutela igienico-sanitaria per l'ambiente, la cittadinanza e gli operatori addetti. Il Comune d'intesa con I'Ente gestore promuove la riorganizzazione del Servizio di raccolta dei RSU per il conseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata cui al D. Lgs n. 22/97, tenendo conto altresì dell'esigenza di incentivare il conseguimento degli obiettivi del consorzio nazionale imballaggi. 1415 Art.27 Raccolte differenziate a fini economico produttivi Anche nelle more della complessiva riorganizzazione di cui all'ultimo comma del precedente art. 28 possono essere attivate in forma sperimentale, indi se del caso definitivamente istituite con ordinanza del Sindaco forme di raccolta differenziata attraverso le quali sia possibile conseguire il recupero di materiali a fini economico- produttivi. Tali raccolte differenziate possono essere organizzate anche mediante convenzioni con Enti o Ditte private. Le ordinanze istitutive stabiliscono anche se il conferimento al servizio di raccolta differenziata debba ritenersi obbligatorio o facoltativo ed eventuali particolari categorie di soggetti obbligati. Art.28 Raccolte differenziate a fini conoscitivi Possono essere attivate in forma sperimentale, in ambiti territoriali o per categorie di produttori da definirsi con ordinanza del Sindaco, anche forme di raccolta differenziata finalizzate all'analisi merceologica ed alla conoscenza della composizione del rifiuto sia con riferimento ad obiettivi di razionalizzazione dei servizi di smaltimento che di ottimizzazione del recupero energetico, che di tutela igienico-sanitaria nelle diverse fasi dello smaltimento dei rifiuti. Art.29 Provvedimenti atti a condizionare la composizione merceologica dei rifiuti conferiti all'ordinario servizio di raccolta In relazione al conseguimento degli obiettivi di cui all'art. 28, con particolare riferimento all'efficienza del recupero energetico e alla tutela igienico-sanitaria dell'incenerimento dei rifiuti, il Sindaco con proprie ordinanze può dettare disposizioni finalizzate alle limitazioni del conferimento all'ordinario servizio di raccolta di rifiuti scarsamente compatibili con l'incenerimento. Art.30 Obblighi per l'esercizio delle raccolte differenziate Gli Enti, imprese o associazioni che, anche per conto del Comune, gestiscono servizi per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani sono tenuti: A) alla manutenzione e pulizia dei contenitori e all'asporto dalle piazzole di appoggio di eventuali materiali o loro frammenti fuoriusciti nel corso delle operazioni di travaso; B) ad inoltrare annualmente all'ente Gestore un resoconto sui quantitativi dei materiali recuperati e riciclati. Art.31 Stazioni ecologiche attrezzate Si intende per stazione ecologica un'area attrezzata presso la quale possono essere conferiti carta, cartone, vetro, plastica e tutte quelle categorie di rifiuti che saranno indicate dal Comune e/o dall'ente Gestore. Vengono indicati 2 tipi di stazione ecologica: l) IL CENTRO ZONALE DI RACCOLTA (CZR) che rappresenta il primo livello della raccolta differenziata (RD). E' un'area di modeste dimensioni aperta all'utenza a tutti gli orari e non presidiata, costituita da un raggruppamento di più campane e lo cassonetti dove l'utente può effettuare il conferimento separato dei rifiuti. Per quanto possibile il CZR deve essere facilmente raggiungibile. E' preferibile ubicare tali centri in corrispondenza di: - aree già occupate da campane e cassonetti; - aree di parcheggio in corrispondenza di centri commerciali, supermercati, scuole uffici pubblici ecc; - aree adiacenti a strade e piazze non decentrate e facilmente accessibili ed in posizioni tali da non costituire potenziale intralcio al traffico anche nelle operazioni di svuotamento delle campane. Potranno conferire i rifiuti al CZR solo le utenze domestiche. Il CZR dovrà essere pavimentato per poterne assicurare la facile pulizia. 1516 Nella realizzazione dei CZR si adotterà uno schema tipo al fine di uniformare I' arredo urbano ed, inoltre, verranno previste adeguate schermature vegetali o artificiali a seconda dell'ambiente in cui saranno collocati. Il CZR dovrà essere munito di appositi cartelli segnaletici e di tabelle che illustrino agli utenti le corrette operazioni da svolgere per l'uso del centro stesso. 2) IL CENTRO COMUNALE DI RACCOLTA (CCR) rappresenta il secondo livello nella struttura della RD. È un'area di medie dimensioni, aperta al pubblico ad orari prefissati e presidiata da personale. Presso il CCR possono essere stoccati i rifiuti: - conferiti da utenze domestiche; - conferiti dalle utenze commerciali e da piccole utenze produttive; Il CCR dovrà essere ubicato in maniera da consentire il facile accesso da parte di tutte le utenze sia domestiche che commerciali e produttive. Il CCR sarà idoneo a ricevere i seguenti materiali: - rifiuti ingombranti di origine domestica (mobili, elettrodomestici) - rifiuti speciali assimilabili agli urbani (legname, imballaggi) - batterie auto - materiale verde (potature e sfalci) - eventuali altre tipologie di rifiuti per i quali vengano attivate altre raccolte differenziate Il personale di custodia dovrà indirizzare gli utenti affinché eseguano il corretto deposito dei materiali, dovrà provvedere alle normali operazioni di pulizia del CCR, dovrà dare agli utenti tutte le informazioni relative alla RD. Gli utenti saranno opportunamente informati dell'articolazione degli orari di apertura tramite appositi comunicati. Gli stessi orari saranno inoltre indicati anche su cartelli posizionati all'ingresso di ogni stazione. E in ogni caso tassativamente vietato l'abbandono di rifiuti a fianco o nelle prossimità delle stazioni stesse. Art.32 Modalità di effettuazione raccolte differenziate La raccolta differenziata può essere effettuata mediante contenitori rigidi (campane) dislocate sul suolo pubblico, mediante sistema Porta a Porta o tramite Punto di Conferimento Comunale. Possono essere quindi previste: a) raccolta mediante contenitori rigidi (campane, cassonetti, ecc) b) raccolta mediante porta a Porta tale raccolta è caratterizzata dall utilizzo di contenitori o sacchi dedicati alle diverse frazioni di rifiuto ed è effettuata al limite di confine di proprietà dell utente; c) raccolta mediante centro raccolta comunale; Quelle attualmente effettuate sono le seguenti: - raccolta carta effettuata tramite contenitori pluriutenza (campane) a livello stradale identificati dalla colorazione bianca e/o verde; - raccolta vetro, lattine in alluminio o acciaio effettuata tramite contenitori pluriutenza (campane ) a livello stradale identificati dalla colorazione verde, inoltre viene effettuata la raccolta domiciliare presso le attività commerciali (bar, ristoranti, ecc); - raccolta contenitori in plastica per liquidi tramite contenitori pluriutenza (campane) a livello stradale identificati dalla colorazione gialla, inoltre viene effettuata la raccolta domiciliare presso le attività commerciali (bar, ristoranti, ecc); - raccolta domiciliare presso le utenze commerciali e non degli imballaggi di carta e cartone; - raccolta batterie e pile tramite contenitori pluriutenza a livello stradale identificati con il colore giallo, normalmente posizionati in prossimità dei relativi punti vendita; - raccolta medicinali tramite contenitori pluriutenza posizionati all'interno di farmacie pubbliche e private; - raccolte differenziate di altri rifiuti presso i contenitori posizionati presso le stazioni ecologiche, cosi come descritto al precedente art. 31. Il rapporto contenitore/utente e le capacità volumetriche degli stessi viene definito dall'ente gestore di concerto con l Amministrazione Comunale, tenendo conto di eventuali disposti di legge e sulla base degli obbiettivi di raccolta. Variazioni alle modalità di effettuazione delle raccolte potranno essere apportate in ogni momento, a 1617 seguito di mutate esigenze tecniche ed organizzative richieste dai servizi stessi. L 'Ente gestore provvederà in tal caso, mediante opportune campagne divulgative, ad informare l utenza delle modifiche intervenute. L Amministrazione Comunale per l attivazione dei servizi di raccolta differenziata renderà pubbliche all utenza le ubicazioni dei contenitori, dei centri di raccolta, nonché le diverse modalità di svolgimento dei servizi, compreso il porta a porta ; inoltre l Amministrazione Comunale stabilisce: le modalità di conferimento da parte degli utenti delle frazioni da raccogliere, le modalità e la frequenza di raccolta delle varie frazioni di rifiuto, e modalità di eventuale affidamento agli utenti di contenitori a tipologia particolare; L utente deve obbligatoriamente conferire in modo separato e secondo le modalità previste dal Comune di Ciampino tutti i rifiuti per i quali è stata attivata la relativa raccolta differenziata. Art.33 Modalità di raccolta differenziata di rifiuti di imballaggi Ai sensi degli art. 39 e 43 del D.Lgs. 22/97 è consentito il conferimento al servizio pubblico di raccolta dei rifiuti di imballaggio primario ed eventuali rifiuti di imballaggi secondari non restituiti all'utilizzatore dal commerciante al dettaglio solo in raccolta differenziata. In particolare a seconda delle caratteristiche merceologiche i rifiuti di imballaggio dovranno essere così conferiti: vetro - tramite contenitori pluriutenza a livello stradale identificati dalla colorazione verde; carta e cartone - per limitati quantitativi tramite contenitori pluriutenza a livello stradale identificati dalla colorazione bianca; - tramite appositi servizi monoutenza appositamente attivati (raccolta cartoni presso le utenze commerciali, raccolta porta a porta di carta e cartone, ) plastica per quanto riguarda i contenitori Vuoti per liquidi : -tramite contenitori pluriutenza a livello stradale identificati dalla colorazione gialla; metallo per quanto riguarda i contenitori Vuoti per liquidi in alluminio e/o acciaio: - tramite contenitori pluriutenza a livello stradale identificati dalla colorazione verde; per quanto riguarda altre tipologie di imballaggio: - tramite appositi contenitori posizionati presso le stazioni ecologiche attrezzate purché sia garantito il ritiro del materiale raccolto da parte del Consorzio Nazionale Imballaggi o chi per esso; legno - tramite appositi contenitori posizionati presso le stazioni ecologiche attrezzate; altri - tramite appositi contenitori posizionati presso le stazioni ecologiche attrezzate purché sia garantito il ritiro del materiale raccolto da parte del Consorzio Nazionale Imballaggi o chi per esso; Art.34 Modalità di informazione dell'utenza Dovranno essere promosse campagne di informazione dell'utenza su: - tipologie di rifiuti per cui sono attivate le raccolte differenziate; - finalità e modalità di effettuazione dei servizi; - destinazioni delle frazioni recuperate; - obblighi e doveri nel conferimento dei rifiuti. In particolar modo ciò potrà avvenire: - mediante cartelli posizionati sui contenitori per la raccolta; - mediante comunicati stampa; - mediante volantini consegnati direttamente all'utenza interessata; - mediante altre forme di diffusione di materiale informativo. L 'Ente gestore è tenuto a comunicare ogni variazione apportata alle modalità di effettuazione del servizio all'utenza interessata con un preavviso minimo di 7 giorni, previo nulla osta favorevole da parte dell'ufficio Ambiente del Comune. 1718 Art.35 Divieti ed obblighi dell'utenza È obbligatorio avvalersi delle strutture predisposte per le raccolte differenziate. È pertanto vietato il conferimento di rifiuti oggetto di raccolte differenziate (quali bottiglie e contenitori di vetro, plastica a perdere, materiale cartaceo costituiti da giornali, riviste, libri, stampati, tabulati di computers e centri elaborazione dati, documenti d'archivio ecc..) nei cassonetti predisposti per l'ordinario servizio di raccolta RSU. In particolare gli oggetti, sia prodotti da utenze civili che commerciali, artigianali e industriali, che per dimensioni non possono essere introdotti nei contenitori posizionati sul territorio per le raccolte differenziate, dovranno essere obbligatoriamente conferiti presso le stazioni ecologiche attrezzate. E' vietato lo spostamento dei contenitori dalla loro posizione. E' inoltre vietato agli utenti del servizio ribaltare e danneggiare in alcun modo i contenitori, eseguire scritte o affiggere su di essi materiali di qualsivoglia natura e dimensione (manifesti, targhette adesive) fatto salvo quanto espressamente autorizzato dall'ente Gestore. È inoltre tassativamente vietato l'abbandono di tali rifiuti alato dei contenitori destinati alla loro raccolta differenziata. Art.36 Incentivi Al fine di raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla normativa nazionale relativamente alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani, dovranno essere previsti, anche all'interno del regolamento di disciplina della tassa per lo smaltimento rifiuti, incentivi atti a favorire le persone, associazioni, aziende che maggiormente si adoperano per il conseguimento dei risultati. In particolare dovrà essere incentivato l'utilizzo di compostiere domestiche riconoscendo una riduzione sulla tassa per lo smalti mento degli R.S.U. dovuta, agli utenti che provvedano al compostaggio della frazione umida (sfalci, potature, resti vegetali, ecc..) derivante dai rifiuti prodotti nelle proprie aree verdi. In generale gli incentivi potranno assumere le seguenti forme: - attestati di benemerenza sulla base dei rendiconti periodici della raccolta differenziata, a riconoscimento delle iniziative più meritevoli e dell'impegno profuso; - premi materiali da distribuirsi in occasioni particolari campagne di lancio e sensibilizzazione dell'iniziativa; - sgravi sulla tassa o sulla tariffa rifiuti commisurati al beneficio effettivo, per l'amministrazione Comunale, ottenuto dalla raccolta differenziata. Art.37 Attività del volontario Si riconoscono quali contributi utili, ai fini del buon esito della raccolta differenziata, quelli delle associazioni, che si ispirano a scopi caritatevoli e/o ambientali, e che operano senza fini di lucro utilizzando attività di volontariato. Condizione indispensabile per poter collaborare alla raccolta differenziata è che le associazioni, di cui al comma precedente, coordinino con l'amministrazione Comunale gli ambiti in cui sono autorizzati ad intervenire e le modalità di intervento. Le associazioni vengono autorizzate senza pregiudizio di carattere religioso o politico, stabilendo ambiti e modalità d'intervento, purché non in concorrenza con analoghi servizi gestiti dal pubblico servizio. A fronte di più richieste di autorizzazione alla collaborazione, che riguardino ambiti similari alla raccolta differenziata, si procederà a selezioni secondo criteri di priorità della richiesta evitando, comunque, di determinare situazioni di concorrenza. I principi gestionali cui dovranno attenersi le associazioni di volontariato per la raccolta differenziata riguardano l'osservanza delle norme di sicurezza, delle norme igienico/sanitarie, delle disposizioni urbanistiche, delle consuetudini di decoro cittadino; in particolare nell' espletamento delle attività dovranno: - arrecare il minimo intralcio alla circolazione; - evitare lo spargimento di materiali e liquami su suolo pubblico; - osservare le vigenti norme di sicurezza, valevoli per i lavoratori, per tutti gli operatori anche se volontari; - garantire la pulizia e il decoro delle aree di deposito temporaneo dei materiali raccolti; - non creare intralcio all ' organizzazione dei servizi pubblici di igiene ambientale. Nel caso di utilizzazione di attrezzature fisse da collocare su suolo pubblico, è necessaria la specifica autorizzazione comunale; in ogni caso dovranno essere garantite la pulizia e il decoro di tali attrezzature e rispettate le disposizioni impartite dagli uffici comunali in ordine alla viabilità e all'occupazione del suolo pubblico. Le associazioni di volontariato dovranno dimostrare di possedere i requisiti indispensabili per poter collaborare dignitosamente alla raccolta differenziata; intendendosi con ciò il possesso di attrezzature, mezzi di trasporto, aree attrezzate per lo stoccaggio provvisorio adeguati alle finalità per cui è avanzata la richiesta di collaborazione. 1819 Le associazioni di volontariato dovranno garantire l'effettivo riciclaggio dei materiali per i quali richiedono l'autorizzazione alla raccolta differenziata, presentando idonee garanzie in forma di accordi, contratti, protocolli d'intesa con aziende affidabili che operano nel campo del riciclaggio dei rifiuti. Le iniziative di collaborazione alla raccolta differenziata da parte di associazioni di volontariato possono riguardare principalmente le seguenti frazioni merceologiche presenti nei rifiuti urbani: - frazione secca - vetro in forma di bottiglie e contenitori per liquidi - alluminio in forma di contenitori per liquidi - metalli - rifiuti ingombranti di natura domestica - stracci e vestiario usato si fa espresso divieto di raccolta di: - frazione umida dei rifiuti urbani - rifiuti urbani pericolosi - oli e batterie auto. Le associazioni di volontariato sono tenute a presentare un rendiconto annuale delle attività in termini di qualità e quantità di materiale raccolto ed effettivamente avviato al riciclaggio, dovranno, inoltre, certificare il corretto smaltimento delle eventuali frazioni non riutilizzate. Della raccolta differenziata e conseguente recupero di rifiuti da parte di associazioni di volontariato, non si potrà tenere conto per la concessione di agevolazioni e incentivi agli utenti con riguardo alla tassa sui rifiuti. TITOLO V: NORME RELATIVE ALLA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI ESTERNI Art.38 Modalità di svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti urbani esterni I servizi inerenti alla raccolta, al trasporto e allo smalti mento dei rifiuti urbani esterni, di cui all'art.4 punto A-5 del presente Regolamento sono svolti dal Comune in forma diretta o mediante il gestore del servizio. Art.39 Criteri ed area di espletamento del servizio di raccolta dei rifiuti urbani esterni e spazzamento Alle attività ordinarie inerenti allo smalti mento dei rifiuti urbani esterni si provvede attraverso il servizio di spazzamento e relativi servizi collaterali che interessano tutto il territorio comunale. I perimetri delle aree all'interno delle quali è istituito il servizio di raccolta dei rifiuti urbani esterni vengono definiti così da comprendere: A) Le strade e le piazze, compresi i portici e marciapiedi classificate come Comunali ai sensi della legge 126/1958 e le nuove strade comunali; B) Le strade vicinali classificate d'uso pubblico ai sensi della legge 126/1958; C) I tratti urbani delle strade statali e provinciali; D) Le strade costituenti opere di urbanizzazione primaria conseguenti a strumenti urbanistici particolareggiati di iniziativa pubblica e privata, anche se non ancora trasferite al patrimonio comunale, purché aperte all'uso pubblico e complete delle opere di arredo e finitura collaterali; E) Le strade private comunque soggette ad uso pubblico purché aperte permanentemente al pubblico transito senza limitazioni di sorta; se dotate di adeguata pavimentazione della carreggiata; F) Aree a verde pubblico e/o attrezzato disponibili permanentemente all'uso pubblico compresi i parchi extraurbani, e gli spazi verdi di arredo stradale, aiuole spartitraffico, centro viali ecc. 1920 Alla raccolta ed allontanamento dei residui di sfalcio-potatura, manutenzione di parchi, giardini pubblici, aree di pertinenza di edifici pubblici di proprietà comunale aperte al pubblico, provvederà il servizio manutenzione del verde del Comune anche mediante affidamento a terzi; G) Aree dei cimiteri limitatamente ai residui di fiori, addobbi, corone funebri e simili, con esclusione dei resti di esumazione e di quanto disciplinato dalle vigenti disposizione di Polizia Mortuaria. Il servizio non viene effettuato sulle aree date in concessione o in uso temporaneo: esso rimane a carico dei concessionari secondo le modalità fissate dalle autorità competenti. La frequenza, le modalità e gli orari dei servizi di spazzamento vengono stabiliti, in relazione ai bisogni ed alle tecnologie adottate per ogni singolo settore, garantendo il mantenimento delle condizioni igienico sanitarie generali. Il Comune può disporre divieti di sosta e limitazioni, nonché la rimozione dei veicoli con le modalità stabilite dalle vigenti leggi, al fine di consentire I'espletamento del servizio di pulizia stradale da parte dell'ente gestore. Art.40 Organizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani esterni Le modalità di espletamento del servizio di raccolta dei rifiuti urbani esterni, comprese eventuali articolazioni delle frequenze di prestazione del servizio vengono stabilite dall'ente gestore sulla base degli indirizzi tecnico- programmatici e finanziari forniti da l'amministrazione Comunale e dai suoi competenti uffici, tenuto conto delle necessità dell'utenza, delle tecnologie e dei mezzi d'opera disponibili, dei livelli organizzativi conseguiti, e comunque nel rispetto dei principi generali di cui all'art. 2 del D.Lgs. 22/97. Art.41 Installazione ed uso di contenitori porta rifiuti All'interno delle aree di espletamento del servizio di raccolta dei piccoli rifiuti urbani esterni I' Amministrazione Comunale, in forma diretta o tramite il gestore del servizio, provvede all'installazione ed al periodico svuotamento di appositi cestini portarifiuti, a disposizione degli utenti negli spazi pubblici. È fatto divieto di danneggiare, spostare dalla posizione stabilita o ribaltare tali contenitori ed utilizzarli per il conferimento di rifiuti urbani domestici. E' inoltre vietato, su di essi, eseguire scritte o affiggere materiali di qualsivoglia natura e dimensione (manifesti, targhette, adesivi,...) fatto salvo quanto espressamente autorizzato dall' Amministrazione Comunale. Art.42 Divieti ed obblighi degli utenti di spazi pubblici È fatto divieto agli utenti di aree, strade, spazi pubblici o ad uso pubblico abbandonare e gettare rifiuti di qualsiasi tipo ed in qualsiasi quantità: tali rifiuti dovranno essere unicamente immessi negli appositi contenitori per rifiuti urbani esterni o se per natura, qualità, dimensioni analoghi a rifiuti domestici, nei cassonetti e contenitori predisposti per l'ordinario servizio di raccolta. Art.43 Carico e scarico di merci e materiali e defissione manifesti Chi effettua operazioni di carico, scarico e trasporto di merci e materiali o defissione di manifesti, che diano luogo su area pubblica o di uso pubblico alla formazione di rifiuti di qualsiasi natura, deve provvedere, ~d operazioni ultimate, alla pulizia dell'area o della superficie medesima. In caso d'inosservanza, la pulizia sarà effettuata direttamente dal Comune, fatto salvo il diritto di rivalsa per il costo di servizio prestato nei confronti dei responsabili inadempienti nonché il procedimento contravvenzionale ai sensi di Legge e di Regolamento. Art.44 Pulizia di aree pubbliche occupate da cantieri Chi effettua attività relative alla costruzione, al rifacimento alla ristrutturazione o alla manutenzione di fabbricati con occupazione di aree pubbliche o d'uso pubblico è tenuto, sia quotidianamente che cessando l'attività, a mantenere e 20 Vedere altro
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