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Timestamp: 2018-09-19 02:14:29+00:00
Document Index: 123383515

Matched Legal Cases: ['art. 1474', 'art. 1474', 'art. 1657', 'art. 1474', 'art. 1474', 'art. 9', 'art. 1561', 'art. 1474']

Codice civile Art. 1561 codice civile: Determinazione del prezzo
Nella somministrazione a carattere periodico, se il prezzo deve essere determinato secondo le norme dell’art. 1474 (1), si ha riguardo al tempo della scadenza delle singole prestazioni e al luogo in cui queste devono essere eseguite (2).
(1) Le parti, in virtù dell’autonomia contrattuale [v. 1322], possono liberamente fissare il prezzo: pertanto il rinvio all’art. 1474 (in tema di vendita) ha carattere integrativo e non sostitutivo della volontà dei contraenti.
(2) Nelle somministrazioni di servizi deve farsi riferimento all’art. 1657, dettato in tema di appalto.
Nei contratti che hanno per oggetto la compravendita di cose che il venditore vende abitualmente o la somministrazione di cose a carattere periodico, la mancata determinazione del prezzo non ne comporta la nullità, sempre che questo sia determinabile secondo i criteri stabiliti rispettivamente dagli art. 1474 e 1561 c.c. (in applicazione del suindicato principio la Suprema Corte ha escluso la nullità del contratto avente ad oggetto merce il cui prezzo era stato determinato dal giudice di merito mediante consulenza tecnica d'ufficio, avuto riguardo ai prezzi ricavabili dalle fatture facenti espresso riferimento agli articoli messi in vendita). (Conferma App. Firenze 7 dicembre 2001).
Cassazione civile sez. III 08 maggio 2006 n. 10503
Se il contratto ha per oggetto cose che il venditore vende abitualmente, o la somministrazione di beni a carattere periodico ai sensi - rispettivamente - degli art. 1474 e 1561 c.c., la mancata determinazione espressa del prezzo non ne importa la nullità, giacché si presume che le parti abbiano voluto riferirsi al prezzo normalmente praticato dal venditore, che, se si tratta di cose aventi un prezzo di borsa o di mercato, si desume -salvo patto contrario - dai listini o dalle mercuriali del luogo in cui deve essere eseguita la consegna o da quelli della piazza più vicina (per la compravendita) ovvero dai listini o dalle mercuriali del luogo in cui devono essere eseguite le prestazioni (per la somministrazione). (In applicazione del suindicato principio la S.C. ha escluso la nullità del contratto avente ad oggetto merce il cui prezzo era stato determinato dal giudice di merito mediante c.t.u., avuto riguardo ai prezzi ricavabili dalle fatture facenti espresso riferimento agli articoli messi in vendita).
La clausola di un capitolato speciale per la fornitura di farmaci che prevede che nel caso di introduzione sul mercato di un medicinale generico corrispondente ad una specialità aggiudicata l'Amministrazione si riserva la facoltà di acquistare il farmaco generico revocando l'aggiudicazione della specialità (ciò salvo che il fornitore aggiudicatario non allinei il prezzo di aggiudicazione a quello del corrispondente generico) non configura una rinegoziazione del contratto, come tale vietata dagli art. 9 e 19 d.lg. n. 358 del 1992, modificato dal d.lg. n. 402 del 1998, ma si limita ad indicare un criterio di determinazione del prezzo in un'ipotesi in cui fattori esterni alle parti possano incidere sul valore delle forniture, con l'attribuzione alla controparte di un potere di recesso che allarga la sfera delle opportunità a lei riconosciute. Tale clausola, per altro, sotto il profilo del diritto amministrativo non altera le condizioni iniziali nelle quali si è svolta la gara nè incide sulla "par condicio creditorum" posto che tutti si troverebbero nella medesima situazione ove si verificasse la condizione prevista dalla clausola contrattuale, nè appare in contrasto con la disciplina privatistica del contratto di somministrazione che, ai sensi dell'art. 1561 c.c., richiama, riferendole al tempo della scadenza delle singole prestazioni, le regole per la determinazione del prezzo contenute nell'art. 1474 c.c che al comma 2 esplicitamente consente la determinazione del prezzo con riferimento ai listini o alle mercuriali che registrano i prezzi di mercato.
Consiglio di Stato sez. V 11 maggio 2004 n. 2969
Con riguardo al contratto di somministrazione (nella specie, di energia elettrica) l'errore di fatturazione nel quale sia incorso il somministrante nell'indicazione del corrispettivo nella relativa bolletta, attenendo non alla formazione del consenso, ma all'esecuzione dal contratto, non ne comporta l'annullabilità incidendo solo sull'entità della prestazione pretesa dal creditore, al quale è, pertanto, consentito di rettificare la richiesta divergente dai dati reali e di pretendere la parte del corrispettivo non percepito e non soltanto un indennizzo nei limiti dell'ingiustificato arricchimento del destinatario della somministrazione.
Cassazione civile sez. II 23 settembre 1991 n. 9889