Source: http://astratto.info/anticorruzione-e-trasparenza.html
Timestamp: 2019-03-19 07:40:56+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 8', 'art.1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 2']

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R.P.C.T. dott. Ugo Vestri
1. INTRODUZIONE E RIFERIMENTI NORMATIVI 3
2. il processo seguito e i soggetti coinvolti 6
2.1 I soggetti coinvolti 6
2.2 La predisposizione del Piano 7
2.3 L’attività di monitoraggio 9
3. analisi del contesto 11
3.1 Il contesto esterno 11
3.2 Il contesto interno 11
3.2.1 La struttura dell’Ente e le sue peculiarità 13
3.2.2 breve disamina degli accadimenti in tema di anticorruzione 15
4.gestione del rischio 16
4.1 mappatura dei processi 17
4.2 VALUTAZIONE DEI RISCHI 19
4.3 TRATTAMENTO DEL RISCHIO 23
5. trasparenza 25
6. codice di comportamento 26
7. formazione del personale 27
8. ulteriori misure obbligatorie 29
8.1 rotazione deGLI INCARICHI 29
8.2 attribuzione degli incarichi e nomina commissioni 30
8.2.1. Incarico dirigenziale. Dichiarazione sulle cause di inconferibilità e di incompatibilità. 30
8.2.2. formazione di commissioni. Dichiarazione sulle cause di inconferibilità e di incompatibilità. 32
8.3 conflitto di interessi 32
8.4 attivitÀ successiva alla cessazione del rapporto di lavoro 33
8.5 tutela del dipendente che segnala illeciti (whistleblower) 33
8.6 intervento sui procedimenti – monitoraggio dei termini 36
8.7 Azioni di sensibilizzazione e rapporto con la società civile 36
La legge 6 novembre 2012 , n. 190, recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione”, articola il processo di formulazione e attuazione delle strategie di prevenzione della corruzione su un doppio livello:
quello nazionale, in base al quale il Dipartimento della Funzione Pubblica ha predisposto il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA), approvato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC - già CIVIT) in data 11/9/2013 con delibera 72/2013;
quello decentrato, in base al quale ogni amministrazione pubblica definisce ed adotta il proprio Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC).
Con la determina 12/2015 del 28.10.2015, l’ANAC ha dettato l’aggiornamento al PNA.
Il PTPC AP è un documento programmatico triennale che, sulla base delle indicazioni contenute nel PNA, definisce la strategia di prevenzione della corruzione adottata dall’Ente.
Nel rispetto dei vincoli di contenimento della spesa pubblica, esso è stato elaborato unicamente attraverso l’apporto di risorse umane e strumentali interne all’Ente.
Le Autorità Portuali, istituite con la legge 29 gennaio 1994 n.84, sono enti dotati di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia amministrativa, finanziaria e di bilancio, con compiti di programmazione, pianificazione e controllo delle attività e delle operazioni portuali, sottoposti alla vigilanza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
L’art. 1, comma 993 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007) ha chiarito la natura giuridica delle Autorità Portuali, qualificandole quali “enti pubblici non economici” e tale orientamento, oggi maggioritario, è stato adottato anche nel testo del decreto legge, attualmente in discussione in Consiglio dei Ministri, avente ad oggetto proprio la riforma delle Autorità Portuali.
Il Decreto del Ministro dei Trasporti e della Navigazione datato 06.04.1994 definisce la circoscrizione dell’Autorità Portuale di Napoli, che si estende per circa 20 km lungo la linea di costa cittadina da La Pietra (Bagnoli) a Pietrarsa (Portici).
La competenza territoriale dell’Autorità Portuale di Napoli è stata successivamente estesa anche al porto di Castellammare di Stabia.
L'Area strettamente portuale della città di Napoli è di circa 4 km e si estende da Vigliena al Molosiglio, comprendendo anche il porto di Mergellina, sussidiario al porto di Napoli.
La gestione patrimoniale e finanziaria delle Autorità Portuali è disciplinata da un regolamento di contabilità approvato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro del Tesoro.
Il conto consuntivo delle Autorità Portuali è allegato allo stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l'esercizio successivo a quello di approvazione.
Il rendiconto della gestione finanziaria è soggetto al controllo della Corte dei Conti. (cfr.: art. 8 bis, comma 1, lettera c), legge 27 febbraio 1998, n. 30).
Il compito principale delle Autorità portuali è individuato dall’art.1 l.84/94 nella definizione e attuazione della politica dei trasporti definita nel piano nazionale dei trasporti mediante la pianificazione e il coordinamento con i piani di trasporto regionale.
Strumento principale di regolazione, pianificazione e sviluppo è il Piano Regolatore Portuale, adottato dal Comitato Portuale previa intesa con il Comune interessato, in cui vengono individuate le caratteristiche e la funzione delle aree interessate e l'ambito complessivo del porto, comprese le aree adibite alla produzione industriale, all'attività cantieristica e alle infrastrutture stradali e ferroviarie.
Ulteriori compiti dell’Ente, in conformità agli obiettivi di cui al richiamato art. 1, sono dettati dall’art. 6:
indirizzo, programmazione, coordinamento, promozione e controllo delle operazioni portuali di cui all'articolo 16, comma 1, e delle altre attività commerciali ed industriali esercitate nei porti, con poteri di regolamentazione e di ordinanza, anche in riferimento alla sicurezza rispetto a rischi di incidenti connessi a tali attività ed alle condizioni di igiene del lavoro in attuazione dell'articolo 24;
manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni nell'ambito portuale, ivi compresa quella per il mantenimento dei fondali, previa convenzione con il Ministero dei Lavori Pubblici che preveda l'utilizzazione dei fondi all'uopo disponibili sullo stato di previsione della medesima Amministrazione;
affidamento e controllo delle attività dirette alla fornitura a titolo oneroso agli utenti portuali di servizi di interesse generale, non coincidenti né strettamente connessi alle operazioni portuali di cui all'articolo 16, comma 1, individuati con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge.
Gli organi dell'Autorità Portuale sono:
- il Presidente, nominato, previa intesa con la Regione interessata, con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell'ambito di una terna di esperti di massima e comprovata qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale designati rispettivamente dalla Provincia, dai Comuni e dalle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura;
- il Comitato Portuale, composto:
l) da sei rappresentanti dei lavoratori, dei quali cinque eletti dai lavoratori delle imprese che operano nel porto ed uno eletto dai dipendenti dell'Autorità Portuale, secondo modalità stabilite con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. In sede di prima applicazione della presente legge i rappresentanti dei lavoratori vengono designati dalle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale e restano in carica per un quadriennio. (cfr.: art. 2, comma 8, legge 23 dicembre 1996, n. 647).
l.bis) da un rappresentante delle imprese ferroviarie operanti nei porti, nominato dal Presidente dell'Autorità Portuale. (cfr. art. 2, comma 9, legge 23 dicembre 1996, n. 647);
- il Segretariato Generale, composto dal segretario generale e dalla segreteria tecnico-operativa. Il Segretario Generale è nominato dal Comitato Portuale, su proposta del Presidente, tra esperti di comprovata qualificazione professionale nel settore disciplinato dalla legge 84/94;
- il Collegio dei Revisori dei Conti, composto da tre membri effettivi e tre supplenti, nominati con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell'ambito degli iscritti all'albo dei Revisori Ufficiali dei Conti. Un membro effettivo, con funzioni di Presidente, ed un membro supplente sono nominati su designazione del Ministro del Tesoro.