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Timestamp: 2020-08-10 09:34:09+00:00
Document Index: 183292219

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 281', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 132', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 366', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 25096 del 24/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25096 del 24/10/2017
Cassazione civile, sez. III, 24/10/2017, (ud. 14/02/2017, dep.24/10/2017), n. 25096
sul ricorso 13385-2015 proposto da:
M.D., T.M.C., M.A., M.G.,
elettivamente domiciliati in ROMA, P.LE CLODIO 14, presso lo studio
dell’avvocato GIOVANNI MARIA LO BIANCO, rappresentati e difesi
dall’avvocato GIOVANNI ROSSI giusta procura in calce al ricorso;
MA.EN. & C SNC, in persona del suo legale rappresentante
p.t., Sig. MA.AT., elettivamente domiciliata in ROMA,
VIA TACITO N.23, presso lo studio dell’avvocato FERNANDO CIAVARDINI,
avverso la sentenza n. 7126/2014 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
14/02/2017 dal Consigliere Dott. LUIGI ALESSANDRO SCARANO;
manifesta infondatezza del ricorso, condanna aggravata alle spese e
statuizione sul contributo unificato;
udito l’Avvocato GIOVANNI ROSSI;
udito l’Avvocato FERNANDO CIAVARDINI.
Con sentenza ex art. 281 sexies c.p.c. del 19/11/2014 la Corte d’Appello di Roma, in accoglimento del gravame interposto dalla società Ma.En. &amp; C. s.n.c. e in conseguente totale riforma della pronunzia Trib. Latina n. 190/2010, ha rigettato la domanda nei confronti della medesima originariamente proposta dal sig. M.A. di declaratoria di efficacia della compravendita dell’autovettura Porsche tg. (OMISSIS) e di risarcimento dei danni conseguentemente subiti.
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito i sigg. M.G. ed altri, quali eredi del deceduto sig. M.A., propongono ora ricorso per cassazione, affidato a 4 motivi, illustrati da memoria.
Resiste con controricorso la società Ma.En. &amp; C. s.n.c., che ha presentato anche memoria.
Con il 1 motivo i ricorrenti denunziano violazione degli artt. 112 e 345 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 2 motivo denunziano “omesso esame” di fatto decisivo per il giudizio, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Con il 3 motivo denunziano violazione dell’art. 132 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4.
Con il 4 motivo denunziano “omesso esame” di “elementi istruttori” circa un “fatto storico” decisivo per il giudizio, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Va anzitutto osservato che esso risulta formulato in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso che i ricorrenti fanno riferimento ad atti e documenti del giudizio di merito (in particolare, all’acquisto “in data 17/12/1996 dalla Ma.En. &amp; C. snc” di “un’autovettura usata Porsche modello 911 targata (OMISSIS)”, alla “cessione del contratto di leasing (in origine stipulato tra il precedente proprietario/locatore dell’auto Porsche ( m.m., quale legale rapp. Pt della Zen di m.m. &amp; C. sas, e Ifim Leasing International spa)”, alla “notificata sentenza (nr. 402/2005 del Tribunale di Latina) e relativo atto di precetto per Euro 40.800,10″, alla domanda proposta nei confronti della ” Ma.En. &amp; Co. snc, per sentire dichiarare efficace tra esse parti la compravendita dell’autovettura Porsche del 17/12/1996″, alla comparsa di costituzione e risposta della Ma.En. &amp; Co. snc, alla “dichiarazione di vendita dell’autovettura con firma autenticata il 27/01/1998”, alla “procura a vendere della Jaguar… rilasciata in data 23/01/1997”, alla “sentenza nr. 190/10” del Tribunale di Latina, sez. distaccata di Terracina, all’atto di appello di controparte, alla loro comparsa di costituzione e risposta in grado d’appello, alla “prova testimoniale”, al “verbale udienza dell’11/05/2009… allegato 12 di cui alla produzione del presente ricorso”, agli “atti e verbali di causa”, alle “risultanze del formale interrogatorio del Sig. MA.AT.”) limitandosi a meramente richiamarli, senza invero debitamente (per la parte strettamente d’interesse in questa sede) riprodurli nel ricorso ovvero, laddove riprodotti, senza fornire puntuali indicazioni necessarie ai fini della relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta presso la Corte di Cassazione, al fine di renderne possibile l’esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell’esatta collocazione nel fascicolo d’ufficio o in quello di parte, e se essi siano stati rispettivamente acquisiti o prodotti (anche) in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239, e, da ultimo, Cass., 6/11/2012, n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
Deve altresì osservarsi che il vizio di motivazione risulta inammissibilmente dedotto al di là dei limiti consentiti dalla vigente formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 (v. Cass., Sez. Un., 7/4/2014, n. 8053), giacchè alla stregua della vigente formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nel caso ratione temporis applicabile, il vizio di motivazione denunciabile con ricorso per cassazione si sostanzia solamente nell’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti, dovendo riguardare un fatto inteso nella sua accezione storico-fenomenica, e non anche la contraddittorietà della motivazione o l’omesso esame di determinati elementi probatori, essendo sufficiente che come nella specie il fatto sia stato esaminato, senza che sia necessario dare conto di tutte le risultanze probatorie emerse all’esito dell’istruttoria come astrattamente rilevanti (cfr. Cass., Sez. Un., 7/4/2014, n. 8053, e, da ultimo, Cass., 29/9/2016, n. 19312), giacchè il vizio di motivazione non conferisce al giudice di legittimità il potere di riesaminare il merito dell’intera vicenda processuale sottoposta al suo vaglio.
Senza sottacersi, con particolare riferimento al 1 motivo, che la doglianza degli odierni ricorrenti in ordine alla mancata declaratoria di inammissibilità – per asserita “novità” – dell’eccezione di giudicato sollevata da controparte in grado d’appello appare priva d’interesse, giacchè la statuizione del giudice del gravame di relativo rigetto non è stata dall’eccipiente invero idoneamente censurata (cfr. Cass., 9/12/1974, n. 4121; Cass., 25/5/1973, n. 1534).
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna i ricorrenti al pagamento, in solido, delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 2.700,00, di cui Euro 2.900,00 per onorari, oltre a spese generali ed accessori come per legge.