Source: https://www.guidelegali.it/approfondimenti-in-banche-calcolo-degli-interessi-e-mutui/usura-sopravvenuta-l-ultima-decisione-delle-sezioni-unite-della-cassazione-8988.aspx?catid=38
Timestamp: 2019-06-15 21:11:34+00:00
Document Index: 179652158

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 644', 'art. 1815', 'art. 2', 'art. 1815', 'art. 644', 'art. 1815', 'art. 1815', 'sentenza ']

Usura sopravvenuta. L’ultima decisione delle Sezioni Unite della Cassazione. (Banche) - GuideLegali.it
Usura sopravvenuta. L’ultima decisione delle Sezioni Unite della Cassazione.
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 24675 del 19.10.2017 hanno respinto la tesi della c.d. usura sopravvenuta con argomentazioni che tuttavia, sotto certi profili, potrebbero ulteriormente aprire, anziché definitivamente chiudere, la questione.
Avv. Simone Bertone di Bergamo, BG
Letto 153 volte dal 18/05/2018
La L. 108/1996 ha riformato il sistema di lotta all’usura, oltre che inasprendo e rendendo più efficace, in sede penale, la repressione della condotta di chiunque si faccia dare o promettere interessi usurari quale corrispettivo di una prestazione di denaro (art. 644 c.p.), prevedendo, in sede civile, la nullità della pattuizione dei suddetti interessi, che non sono, quindi, più dovuti al creditore (art. 1815 secondo comma c.c.).
La stessa legge ha inoltre individuato una precisa soglia numerica oltre la quale il tasso d’interesse è usurario, calcolata aumentando in misura percentuale (nei termini precisati all’art. 2 ultimo comma) il c.d. TEGM, ovverosia il tasso effettivo globale medio, praticato dalle banche (e dagli altri operatori finanziari autorizzati) per ciascuna singola categoria di operazioni di credito (ad. es. mutui, leasing, anticipazioni ed aperture di credito in conto corrente, ecc.), trimestralmente rilevato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla scorta delle indicazioni della Banca d’Italia, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
All’indomani della riforma, si è subito posto il problema se anche i finanziamenti antecedenti fossero soggetti alle suddette soglie ivi previste.
Ci si è chiesti, ad esempio, se un mutuo ventennale pattuito nel 1982, il cui tasso d’interesse era elevato in ragione dell’inflazione a due cifre dell’epoca, potesse essere considerato usurario in base alla soglia successivamente individuata nel 1997 (anno delle prime citate rilevazioni trimestrali), in un contesto di inflazione, e correlati tassi medi d’interesse, di gran lunga inferiore, e, quindi, se fosse corretto affermare per il suddetto mutuo, originariamente rispondente ai dettami di legge, di “usura sopravvenuta”, con conseguente disapplicazione, per effetto della succitata nullità sancita dall’art. 1815 secondo comma c.c., del tasso d’interesse praticato, ed obbligo del debitore di restituire alla banca solamente il capitale ricevuto, ma non anche di pagare gli interessi.
Il D.L. 394/2000, conv. con L. 24/2001 ha dato risposta alle suddette questioni stabilendo, con efficacia retroattiva, che “ai fini dell’applicazione dell’art. 644 del codice penale e dell’art. 1815, secondo comma, del codice civile”, il raffronto del tasso concretamente applicato al finanziamento, col c.d. “tasso soglia” ex L. 108/1996, deve essere esclusivamente effettuato avuto riguardo al momento della stipula del contratto di finanziamento.Le decisioni dei Tribunali hanno quindi, anzitutto, pacificamente escluso che possa considerarsi usurario un mutuo estintosi prima dell’entrata in vigore della L. 108/1996, essendo evidentemente nato, vissuto e morto quando non esisteva ancora alcun tasso soglia oltre il quale lo si potesse definire tale.Dubbi sono tuttavia rimasti relativamente ai finanziamenti antecedenti alla L. 108/1996, ma ancora pendenti dopo la sua entrata in vigore, e per quelli successivi, il cui tasso originariamente sotto soglia sia poi divenuto superiore, avendo alcune corti di giustizia e studiosi del diritto ritenuto che le previsioni del D.L. 394/2000 riguardino la sola più severa sanzione di nullità – e conseguente radicale non debenza - degli interessi prevista dall’art. 1815 secondo comma c.c., ma non anche altri rimedi come, ad esempio, l’automatica riduzione (ai sensi degli artt. 1419 e 1339 c.c.) dei tassi divenuti usurari entro i limiti del tasso soglia via via vigente, restando quindi dovuti solo in questa misura.
Le Sezioni Unite hanno inoltre aggiunto che il sistema delineato dal Legislatore del 1996 risponde ad una volontà di repressione dell’intento usurario del soggetto finanziatore al momento della pattuizione, che verrebbe frustrata allorché venissero sanzionate anche situazioni – come quelle a cui fa riferimento l’ipotizzata usura sopravvenuta - indipendenti dalla sua responsabilità, bensì dalle fluttuazioni dei tassi in base all’andamento del mercato.
Avv. Simona Giaccardi
Studio Legale Giaccardi-Laurino - Fossano, CN
esperta in diritto bancario e assicurativo esperta in pratiche di risarcimento danni per invalidità da sinistri stradali o infortuni sul lavoro esperta in diritto di famiglia esperta in mediazioni ci...
Obblighi degli Istituti, protesti, crif (12 doc.)
Calcolo degli interessi e mutui (23 doc.)
Simone Bertone
CMS e usura alla luce della recentissima sentenza 22.6.2016 n. 12965 della Corte di Cassazione.
Letto 728 volte dal 19/07/2016
Il diritto d’accesso alla documentazione bancaria e le sue limitazioni.
Letto 125 volte dal 18/05/2018
Prodotti finanziari derivati, istruzioni per l’uso.
Letto 138 volte dal 25/07/2016