Source: http://www.appaltiecontratti.it/2017/03/01/decreto-terremoto-intervento-cantone/
Timestamp: 2019-07-22 16:10:55+00:00
Document Index: 56207906

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 63', 'art. 67', 'art. 63', 'art. 95', 'art. 14', 'art. 63', 'art. 63']

Decreto terremoto: l’intervento di Cantone
Commissione Ambiente della Camera dei Deputati: intervento del Presidente Cantone nell’ambito del decreto terremoto
Pubblichiamo di seguito l’intervento che il Presidente ANAC Raffaele Cantone ha tenuto il 28 febbraio presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’ esame del disegno di legge n. 4286 del 9 febbraio 2017, di conversione del decreto legge 9 febbraio 2017, n. 8 recante “Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017”
Il disegno di legge in oggetto (A.C. n. 4286) di conversione del decreto legge 9 febbraio 2017, n. 8 recante “Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017” prevede disposizioni volte a fronteggiare la situazione di particolare disagio delle popolazioni colpite dagli eventi sismici ed introduce misure – anche derogatorie della disciplina generale sugli affidamenti dei contratti pubblici – funzionali a garantire interventi più efficaci e più veloci per la realizzazione delle opere di ricostruzione nei territori colpiti dal sisma.
1 delle strutture abitative d’emergenza (SAE);
per i casi in cui non procedono direttamente i singoli operatori danneggiati, le regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e gli enti locali delle medesime regioni – ove a tali fini individuati quali stazioni appaltanti – procedono all’espletamento dei predetti interventi ai sensi dell’articolo 63, co. 2, lett. c), del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, nonché con i poteri di cui all’articolo 5 dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 394 del 19 settembre 2016.
Il legislatore nel caso di specie ha previsto una sostanziale deroga rispetto alle procedure ordinarie (ex art. 60 e 61 del Codice dei contratti pubblici) ed ha stabilito il ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara per l’affidamento delle opere di urbanizzazione funzionali alla realizzazione delle strutture sopra elencate. In particolare, la norma prevede la possibilità di procedere ai sensi dell’art. 63, co. 2 lett. c) ovvero “nella misura strettamente necessaria quando, per ragioni di estrema urgenza derivante da eventi imprevedibili dall’amministrazione aggiudicatrice, i termini per le procedure aperte o per le procedure ristrette o per le procedure competitive con negoziazione non possono essere rispettati. Le circostanze invocate a giustificazione del ricorso alla procedura di cui al presente articolo non devono essere in alcun caso imputabili alle amministrazioni aggiudicatrici”.
La norma in esame dispone, altresì, che il criterio di aggiudicazione sia quello del prezzo più basso. A tale proposito si richiama la direttiva n. 24/2014, che all’art. 67 stabilisce che gli Stati membri possono prevedere che le amministrazioni aggiudicatrici non possano usare solo il prezzo o il costo come unico criterio di aggiudicazione o limitarne l’uso a determinate categorie di amministrazioni aggiudicatrici o a determinati tipi di appalto. Il legislatore nazionale prevede, infatti, all’art. 63, co. 6 che “L’amministrazione aggiudicatrice sceglie l’operatore economico che ha offerto le condizioni più vantaggiose, ai sensi dell’articolo 95, previa verifica del possesso dei requisiti di partecipazione previsti per l’affidamento di contratti di uguale importo mediante procedura aperta, ristretta o mediante procedura competitiva con negoziazione” ed all’art. 95, co. 4 e 5 prevede il ricorso al criterio del prezzo più basso in ipotesi specificatamente individuate.
In particolare, all’art. 14, comma 2 del citato decreto dopo la lettera a) si prevede l’inserimento della lettera a-bis) con la quale si stabilisce che al fine di dare attuazione alla programmazione degli interventi il Commissario straordinario, con propria ordinanza, provvede a “predisporre e approvare piani finalizzati ad assicurare il ripristino, per il regolare svolgimento dell’anno scolastico 2017-2018, delle condizioni necessarie per la ripresa ovvero per lo svolgimento della normale attività […]”. Dopo il comma 3 è inserito il comma 3-bis) ai sensi del quale “Gli interventi funzionali alla realizzazione dei piani previsti dalla lettera a-bis) del comma 2 costituiscono presupposto per l’applicazione della procedura di cui all’articolo 63, comma 1, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”.
Il legislatore stabilisce, pertanto, la sussistenza di un presupposto di legge che giustifichi il ricorso alla procedura negoziata senza bando. E, infatti, la norma dispone che “per gli appalti pubblici di lavori, di servizi e di forniture da aggiudicarsi da parte del Commissario straordinario si applicano le disposizioni di cui all’articolo 63, commi 1 e 6, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”.
Com’è noto il comma 1 dell’art. 63 dispone che nei casi e nelle circostanze indicati nei commi da 2 a 5, le amministrazioni aggiudicatrici possono aggiudicare appalti senza previa pubblicazione di un bando, dando conto con adeguata motivazione, nel primo atto della procedura della sussistenza dei relativi presupposti. Il comma 6, dello stesso art. 63 prevede, inoltre, che “le amministrazioni aggiudicatrici individuano gli operatori economici da consultare sulla base delle informazioni riguardanti le caratteristiche di qualificazione economica e finanziaria e tecniche e professionali desunte dal mercato, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e rotazione, e selezionano almeno cinque operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei. L’amministrazione aggiudicatrice sceglie l’operatore economico che ha offerto le condizioni più vantaggiose, ai sensi dell’articolo 95, previa verifica del possesso dei requisiti di partecipazione previsti per l’affidamento di contratti di uguale importo mediante procedura aperta, ristretta o mediante procedura competitiva con negoziazione”.
La norma in commento si conclude prevedendo che i lavori vengono affidati sulla base della valutazione delle offerte effettuata da una commissione giudicatrice costituita secondo le modalità stabilite dall’articolo 216, comma 12, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
In conclusione, appare necessario sottolineare l’esigenza di prevedere risorse un adeguamento stanziamento di risorse economiche tale da garantire l’efficace funzionamento della Struttura di Missione. Si condivide l’ipotesi di inserire un emendamento volto a consentire l’utilizzo dei fondi già stanziati per fare fronte, almeno in parte, alle spese accessorie per il personale (come già è accaduto in precedenti occasioni, quali per esempio il Giubileo). Risulta, infatti, che al momento la Struttura ha in carico 30 unità di personale proveniente, prevalentemente, dalle forze armate, oltre a tre viceprefetti, ma non è possibile corrispondere a questi gli emolumenti dovuti per lo svolgimento del lavoro straordinari nella misura necessaria. Appare evidente che in assenza di una previsione che preveda la possibilità di garantire gli emolumenti accessori al personale, potrebbe essere messa in discussione la funzionalità stessa della Struttura di missione.