Source: http://it.pschitt.info/page/Associazione+per+delinquere
Timestamp: 2019-10-20 10:59:27+00:00
Document Index: 29421969

Matched Legal Cases: ['art. 115', 'art. 112', 'art. 416', 'sentenza ', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 416']

Associazione per delinquere - Pschitt
3.4266381766305 (1404)
Inviato da david 18/04/2009 @ 18:07
Tags : associazione per delinquere, criminalità, società
Organizzazione (PKNA)
Camorrista arrestato dai carabinieri - Il Tempo
... Robert Berardi Salvador, 40enne di origine argentina, residente a Torrice, pregiudicato, ritenuto responsabile dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione iva,...
Lecce,21 arresti per traffico droga - TGCOM
I carabinieri hanno eseguito, nelle province di Lecce, Brindisi, Bari e Padova, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 21 indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti....
Mantellassi nei guai Stop alle nomine - Corriere della Sera
La magistratura di Salerno lo accusa di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e alla truffa ai danni del Ministero dello sviluppo economico e della Regione Campania. Il Tribunale gli ha notificato una misura interdittiva:...
Chi è Patrizia, la grande «accusatrice» del premier - L'Unità
Ed è lavorando sull'ipotesi di corruzione e intercettando le utenze dei due giovani e rampanti imprenditori (indagati con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione assieme ad altre due persone) che il pm Giuseppe Scelsi e gli...
Global service, il pm chiede 10 anni per Romeo - La Repubblica
Romeo deve rispondere di associazione per delinquere, come gli ex assessori, Pugliese, Grittani e Russo. La Procura ha chiesto di escludere la continuazione fra l´associazione ei "reati fine", come la turbativa d´asta, così da arrivare per Romeo alla...
È dalle intercettazioni legate a questa indagine (l'ipotesi è associazione per delinquere finalizzata alla corruzione) che sarebbero emersi i riferimenti ad alcune donne che, probabilmente in cambio di danaro, avrebbero preso parte alle feste...
Indagato Flaminio Tacconi con altri 13 Evasione, bancarotta, falso ... - La Nazione
Pesanti le accuse: associazione per delinquere (nei confronti di dieci dei quattordici) per realizzare un gruppo di società collegate sotto la denominazione di «Tacconi Sport» al fine, come si legge testualmente in un dispositivo della sezione del...
Usura, arresti a Marsala - ANSA
POL - Truffa da 50 miloni, coinvolto ex numero uno dei commercialisti - Il Velino
Associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta e truffa. Coinvolti anche due sindacalisti che, secondo gli inquirenti, avrebbero estorto somme di danaro in cambio di una tregua sindacale. I fatti contestati vanno dal 2006 al 2008....
Arrestati affiliati clan Tavoletta - ANSA
Apparterrebbero al gruppo Tavoletta fazione del clan dei Casalesi operante nella zona di Villa Literno ed in lotta per anni con quella capeggiata da Francesco Bidognetti, detto 'Cicciotte e mezanotte'. I due sono accusati di associazione per delinquere...
Secondo la dottrina e la giurisprudenza prevalenti, il bene protetto è costituito dall’ordine pubblico, che risulterebbe minacciato dalla sola esistenza dell'associazione per delinquere; gli associati, infatti, vengono "...per ciò solo..." puniti cioè per il solo fatto di appartenere all'associazione, indipendentemente dalla commissione o meno dei delitti contemplati dal programma di delinquenza questo perchè il solo essere a conoscenza dell'esistenza di una associazione per delinquere genera inevitabilmente "allarme sociale". Come si può notare, ciò costituisce una vistosa eccezione al principio generale sancito dall'art. 115 c.p. secondo cui "Salvo che la legge disponga altrimenti..." non è punibile colui il quale si accorda allo scopo di commettere un reato, quando l'accordo non sia seguito dalla commissione del reato medesimo.
Soggetto attivo del reato può essere chiunque. Occorre però che il reato sia commesso da almeno tre persone (reato plurisoggettivo o a concorso necessario) accordatesi tra loro. Secondo la dottrina prevalente e la giurisprudenza nel numero minimo non devono essere computati i soggetti incapaci di intendere o di volere, cioè gli infermi di mente e i minori di anni diciotto. Tuttavia, un'autorevole dottrina ha acutamente osservato che l'esclusione sarebbe in contrasto con il principio generale sancito dall'ultimo comma dell'art. 112 c.p. secondo cui anche i soggetti incapaci devono essere annoverati tra i "concorrenti" nel reato; inoltre, l'esclusione sarebbe manifestamente irragionevole perchè la stessa dottrina e giurisprudenza quando si tratta di determinare il numero di persone (pari a 10 o più) che darebbe luogo all'applicazione dell'aggravante speciale prevista dal quinto comma dell'art. 416 c.p. vi computano anche i soggetti incapaci e non si capisce la ragione di tale arbitrio (Antolisei).
Luigi De Magistris (Napoli, 20 giugno 1967) è un ex magistrato italiano.
La sua scelta di scendere in politica ha trovato in disaccordo palese il Movimento Ammazzateci tutti, che in precedenza lo aveva sempre difeso.
Tra gli altri sono indagati il segretario dell'UDC, Lorenzo Cesa, in qualità di socio di una società che avrebbe ricevuto un finanziamento per realizzare nel cosentino uno stabilimento per la produzione di dvd, poi realizzato soltanto in parte e nel quale non sarebbe mai stata avviata la produzione; l'ex presidente della Giunta regionale della Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, attuale vicepresidente dell'istituto Garante per la privacy, l'ex assessore regionale all'Ambiente, Domenico Basile, uno degli uomini di punta di Alleanza Nazionale in Calabria. Le indagini condotte dai carabinieri ruotano attorno alla destinazione ed all'utilizzo di duecento milioni di euro ed hanno preso spunto dalla relazione del 2004 della sezione regionale di controllo della Corte dei conti.
L'OLAF, l'agenzia antifrode dell'Unione europea, ha contestato un reato di frode comunitaria a Papello, Cesa e Fabio Schettini, già segretario dell'ex ministro di Forza Italia Franco Frattini, oggi commissario europeo.
L'inchiesta è stata sottratta a De Magistris dal procuratore Mariano Lombardi per presunte irregolarità procedurali.
L'inchiesta, chiamata Why Not dal nome di una società di lavoro interinale la cui attività rappresenta uno dei filoni principali dell'indagine, ha registrato un momento di svolta il 18 giugno 2007 quando il pm De Magistris ha fatto eseguire dai carabinieri 26 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati. Tra loro anche Pietro Scarpellini, consulente "non pagato", come precisò all'epoca Palazzo Chigi, della Presidenza del Consiglio. Nell'inchiesta risultano indagati, inoltre, Luigi Bisignani, consulente della Ilte spa, ed il senatore Giancarlo Pittelli, di Forza Italia. Un ruolo centrale nella vicenda sarebbe stato svolto dall'imprenditore Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria. L'inchiesta ruota attorno anche a presunti contatti tra Saladino e l'allora presidente della Commissione Europea Romano Prodi. Negli atti dell'inchiesta figurano anche alcune intercettazioni telefoniche riguardanti colloqui tra il ministro della Giustizia Clemente Mastella e l'imprenditore Antonio Saladino. Proprio Clemente Mastella ha chiesto il trasferimento di De Magistris e il CSM ha rimandato il trasferimento a dicembre 2007. Alla fine sia De Magistris che i suoi collaboratori sono stati rimossi dall'inchiesta creando un caso nazionale che ha fatto intervenire anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il pm De Magistris e il ministro Mastella, per motivi opposti, sono stati entrambi oggetto di minacce.
Il 19 ottobre 2007 la procura di Catanzaro, nella persona di Dolcino Favi (avvocato generale dello Stato e procuratore generale reggente a Catanzaro) ha avocato a sé, per presunta incompatibilità, l'inchiesta, sottraendola a De Magistris. Il Pg facente funzioni ha inoltre disposto che la notizia venisse ufficialmente comunicata al P.M. solo il 22 ottobre. De Magistris dichiarerà infatti in un'intervista a Repubblica di esserne venuto a conoscenza dalla stampa.
De Magistris sta attualmente indagando sul caso denominato Toghe lucane. Secondo il giudice un "comitato d'affari" comprendente politici, magistrati, avvocati, imprenditori e funzionari avrebbe gestito grosse operazioni economiche in Basilicata. La guardia di Finanza ha perquisito nei primi mesi del 2007 le abitazioni e gli uffici del sottosegretario allo Sviluppo economico, Filippo Bubbico (Ds), del procuratore generale di Potenza, Vincenzo Tufano, dell'avvocato Giuseppe Labriola e della dirigente della squadra mobile di Potenza, Luisa Fasano.
De Magistris, contemporaneamente, è stato assolto dall'accusa di non aver adottato le misure necessarie per impedire la "fuga di notizie" sull'inchiesta Why Not e da quella di aver avuto "rapporti disinvolti" con la stampa.
Dal 2003 è oggetto di interrogazioni parlamentari che ne sostenevano l'incompatibilità ambientale e ne chiedevano l'allontanamento da Catanzaro. In una di queste interrogazioni l'allora senatore di Alleanza Nazionale Ettore Bucciero ha chiesto e ottenuto - nel gennaio 2006 - un'ispezione ministeriale a carico del PM. Provvedimenti avvenuti in concomitanza con due delle sue indagini, Poseidon e Why Not (entrambe sottrattegli), in cui stava indagando su personaggi politici di spicco, mafia e massoneria. L'attività del dottor De Magistris si è scontrata più volte con il mondo politico e parte della stampa ha sottolineato che da parte degli organi di potere vi sono stati tentativi di fermare le sue inchieste, altri giornali hanno invece criticato più o meno aspramente il suo operato. Sul tema, molto controverso, sono state presentate anche interrogazioni parlamentari a lui favorevoli, dal deputato Falomi di Rifondazione Comunista con risposta del sottosegretario Li Gotti in appoggio a Luigi De Magistris.
Luciano Moggi (Monticiano, 10 luglio 1937) è un ex dirigente sportivo e manager calcistico italiano. Personaggio controverso e discusso del calcio italiano, è stato collaboratore di Italo Allodi e dirigente di diversi club calcistici tra cui Torino, Napoli, Roma, Lazio e Juventus. Nel maggio 2006 il suo nome è stato collegato ad un'inchiesta giudiziaria per truffa in ambito sportivo, detta Calciopoli.
Dipendente delle ferrovie, Moggi entra nel calcio maggiore negli anni '70.
Luciano Moggi muove i primi passi come osservatore e scopritore di nuovi talenti per la Juventus alle dipendenze del General Manager Italo Allodi, ma ben presto, dopo la rottura con il presidente Giampiero Boniperti che non gli consente neppure l’accesso in sede, passa a fare il consulente di mercato per la Roma del presidente Gaetano Anzalone. Le sue quotazioni salgono dopo avere “soffiato” Roberto Pruzzo alla Juventus, ma le cose cambiano con l’arrivo alla presidenza della società giallorossa di Dino Viola che lo allontana dopo essere venuto a conoscenza del fatto che “Lucianone”, alla vigilia della partita con l’Ascoli, è stato a cena con l’arbitro dell’incontro Pieri.
Nel 1980, dopo lo scandalo del calcio scommesse viene assunto dalla Lazio per "moralizzare" la squadra coinvolta nell'inchiesta e qui riveste la carica di Direttore Sportivo. La fallita promozione della società, che a seguito dello scandalo era stata retrocessa in Serie B, ed una gestione disastrosa, lo costringono a “cambiare aria” e si trasferisce al Torino del presidente Serrgio Rossi e dell’amministratore delegato Luciano Nizzola. Al Torino rimane per sei anni subendo anche la contestazione dei tifosi forse a causa dei disastrosi colpi di mercato portati a termine (come l’argentino Patricio Hernandez) o saltati (lo jugoslavo Safet Sušić ed il catanzarese Borghi).
Dal Torino passa al Napoli, dove gioca Diego Armando Maradona. Dopo un campionato vinto dalla squadra partenopea, alla vigilia del coinvolgimento della società in una storia di scommesse, droga e camorra, nel 1991 Moggi torna al Torino del presidente Gian Mauro Borsano. Qui, tra fondi neri e frodi fiscali legate alla compravendita di giocatori inesistenti, Moggi viene inquisito insieme al suo collaboratore Pavaresi per illecito sportivo e favoreggiamento della prostituzione per le “squillo” fornite agli arbitri in occasione delle partite di Coppa UEFA della squadra granata. La sentenza è però di proscioglimento anche perché Pavaresi si è assunto tutte le responsabilità. Anche dal lato sportivo, la frode non sussiste in quanto la frode sportiva non si applica alle gare UEFA, che chiude velocemente le proprie indagini. Moggi viene condannato a tre mesi di reclusione e tre milioni di multa per evasione fiscale.
Lasciato il Torino, Moggi torna alla Roma di Franco Sensi.
Nel 1994 dalla capitale “Lucky Luciano” (altro soprannome di Moggi dovuto ad un'opera del giornalista Marco Travaglio) passa alla Juventus dell’amministratore delegato Antonio Giraudo e dove verrà definito dall’avvocato Gianni Agnelli, che non lo ama troppo ma lo sopporta per alcuni colpi di mercato e per i successi della squadra, “lo stalliere del re, che deve conoscere tutti i ladri di cavalli” . Qui rimane fino al maggio 2006 quando viene collegato ad un'inchiesta giudiziaria per truffa in ambito sportivo, detta Calciopoli. Questo gli ha valso diverse citazioni in varie canzoni, la più nota delle quali è Siamo una squadra fortissimi di Checco Zalone, e addirittura durante le ultime elezioni per il Presidente della Repubblica, c'è stato un deputato che ha scritto sulla scheda il nome "Luciano Moggi" (ovviamente quella scheda venne considerata nulla).
Anche suo figlio Alessandro è stato un manager sportivo che curava gli interessi di numerosi giocatori attraverso la società Gea World (prima che la Gea si sciogliesse).
Nel 2007 Luciano Moggi ha pubblicato la sua autobiografia (scritta con Enzo Bucchioni e Mario D'Ascoli): Un calcio nel cuore, pubblicata dalla TEA.
Attualmente collabora con il quotidiano Libero e con l'emittente televisiva campana Telecapri Sport.
Il 4 maggio 2006 il tribunale di Torino ha reso nota una serie di intercettazioni telefoniche in cui il dirigente, secondo la teoria degli inquirenti, consigliava al designatore arbitrale Pierluigi Pairetto i nomi di alcuni direttori di gara a suo dire più indicati a dirigere le partite più importanti della settimana, quelle cosiddette di "fascia A". Da qui, l'accusa di ottenere direzioni arbitrali compiacenti o in ogni caso che garantissero ai suoi protetti un percorso meno complicato, il che ricade nel reato di illecito sportivo. Inoltre, sempre stando alle intercettazioni, Moggi intratteneva singolari rapporti con alcuni soggetti (tra cui Fabio Baldas, ex arbitro e all'epoca moviolista de Il Processo di Biscardi, trasmissione che andava in onda su La7) che gravitavano attorno al giornalismo sportivo italiano, grazie alla condiscendenza dei quali poteva esercitare pressioni atte a mettere in buona o cattiva luce l'operato di arbitri e società a seconda delle convenienze del caso.
In data 11 maggio 2006, ha rassegnato, insieme agli altri membri del CdA, le proprie dimissioni da Direttore Generale della Juventus, decretando così la fine della cosiddetta "Triade" formata da lui stesso, Antonio Giraudo e Roberto Bettega. A luglio, la Corte Federale della FIGC conferma la squalifica di Moggi per 5 anni con richiesta di radiazione.
Il 3 ottobre del 2008 è stato rinviato a giudizio insieme ad altri 24 imputati nell'inchiesta. Al relativo processo, l' 11 novembre 2008 il PM ha chiesto una condanna a 6 anni per Moggi per associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza tramite minaccia e violenza privata, senza le attenuanti del caso per il pessimo comportamento tenuto in aula. 5 anni di condanna sono stati richiesti per suo figlio.
L'8 gennaio 2009 la X sezione del tribunale di Roma ha assolto Luciano Moggi e tutti gli altri componenti della GEA World dall'accusa di associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza, sconfessando così le tesi dei PM Palaia e Palamara. Essa, tuttavia, ha condannato Luciano Moggi a 1 anno e 6 mesi di reclusione per violenza privata nei confronti dei calciatori Blasi ed Amoruso. Con Luciano Moggi è stata condannato anche il figlio Alessandro. In quest'occasione il presidente della Juventus Cobolli Gigli ha affermato che se saranno pronunciate nuove sentenze miti sul conto della società torinese, "allora dovremo avere la coscienza che gli scudetti della Juventus sono 29 e non due di meno, che ci sono stati tolti".
Il 20 gennaio 2009 è iniziato a Napoli il processo di Calciopoli che vede Moggi come imputato. A causa delle mancate notifiche ad alcuni degli imputati, si è avuto un primo rinvio al 24 marzo, mentre il 9 febbraio, il procedimento avrà inizio per gli undici imputati che hanno scelto di avvalersi del rito abbreviato.
L'Organizzazione è un cartello criminale immaginario che appare nella serie a fumetti Disney Italia PKNA - Paperinik New Adventures.
Scopo di questa associazione per delinquere è l'utilizzo illegale della cronavigazione per ottenere ricchezza e potere: il nome, apparentemente banale e generico, sta ad indicare che l'Organizzazione è unica nel suo genere. L'attività più appariscente sono i furti su commissione, solitamente di opere d'arte o tesori sottratti dalle più diverse epoche. Talvolta, il cartello mira anche a modificare avvenimenti storici a proprio vantaggio.
Il suo centro di comando si trova in un luogo imprecisato della Terra del XXIII secolo. È comandata da un triumvirato composto da un grosso rapace (più massiccio ancora del Razziatore), una donna bruna e un papero cyborg: i nomi di questi personaggi non sono noti, né è chiaro se siano veramente i capi supremi.
Tra i membri dell'Organizzazione spiccano i cronopirati Razziatore e Kronin, il tecnico Vostok e i droidi Newton e FH451.
Nemico naturale dell'Organizzazione è la Tempolizia, corpo che sorveglia il regolare corso della storia.
La presenza di un cartello criminale che mira a controllare il tempo è accennata in PKNA #0/2: in quest'avventura, il Razziatore viene mandato alla fine del XX secolo per costruire e attivare una cronovela (un dispositivo in grado di alterare sensibilmente il corso della storia per i secoli a venire). Non è noto quale sia lo scopo finale di questa modifica al continuum spaziotemporale. Il piano comunque fallisce grazie all'intervento di Paperinik e della tempoliziotta Lyla Lay.
In PKNA #14, l'Organizzazione si palesa per la prima volta, chiedendo aiuto a Paperinik per contrastare il Grande Nulla (una bolla temporale che rischia di distruggere l'intera storia). In quest'avventura appaiono per la prima volta i "capi" sopra citati, il quartier generale e un deposito segreto delle ricchezze rubate.
In PKNA #18, l'Organizzazione spedisce il droide FH451 (sotto le mentite spoglie di Lyla Lay) in una dimensione parallela alla ricerca del Razziatore, che è fuggito tradendo i suoi capi. Il robot mostra un videomessaggio registrato in cui appare uno dei "capi", la donna bruna.
In PKNA #43, il quartier generale viene finalmente scoperto ed espugnato dalla Tempolizia con l'aiuto di Paperinik. I sopra citati "capi" sono tratti in arresto, così come molti altri affiliati all'Organizzazione, tra cui Vostok.
L'associazione per delinquere di tipo mafioso è una fattispecie di reato prevista dal Codice Penale italiano, all'art. 416 bis, e quindi all'interno del V Titolo della Seconda Parte del codice stesso, ossia nella parte disciplinante i Delitti contro l'ordine pubblico.
Fino al 1982 per far fronte ai delitti di mafia si faceva ricorso all'art. 416 c.p.(associazione per delinquere), ma tale fattispecie è ben presto risultata inefficace di fronte alla vastità e alle dimensioni del fenomeno mafia. Tra le finalità perseguite dai soggetti uniti dal vincolo associativo ve ne erano anche di lecite, e ciò costituì il più grande limite all'applicazione dell'art. 416.
Il 19 settembre 1982 l'uccisione del Generale Dalla Chiesa, e la immediatamente successiva reazione di sdegno da parte dell'opinione pubblica, portò lo Stato nel giro di 20 giorni a formulare l'art. 416 bis, dando così la propria risposta al grave fatto di sangue e perseguendo l'obiettivo di porre freno al problema mafia.
La nuova fattispecie prevede l'individuazione dei mezzi e degli obiettivi in presenza dei quali siamo di fronte ad una associazione di tipo mafioso. Il legislatore per la prima volta nel 1982 dà una definizione del concetto di mafia.
Il 416 bis dispone inoltre la confisca dei beni, nonché l'applicabilità di tale fattispecie anche nell'ipotesi di Camorra o di altre associazioni riconducibili a quelle di tipo mafioso, comunque localmente denominate.
Armando Verdiglione (Caulonia, 30 novembre 1944) è uno psicoanalista italiano.
Dopo gli studi superiori a Catania e Palermo, si iscrive all'Università Cattolica di Milano dove si laurea nel 1968 in Lettere e Filosofia con una tesi su Pirandello. Si trasferisce quindi a Parigi, dove diviene allievo di Lacan.
Tornato in Italia, negli anni ottanta è al centro di una serie di vicende giudiziarie relative all'attività sua, della sua "Fondazione" e dei suoi collaboratori, che fanno parlare di lui anche al di fuori dell'ambito psicoanalitico. Nel 1986 viene condannato a quattro anni e due mesi di reclusione per truffa, tentata estorsione e circonvenzione di incapace. Nel 1988 fonda una sua "scuola di pensiero", detta "Cifrematica"; nel 1992, è nuovamente condannato per associazione per delinquere finalizzata alla truffa, all'estorsione ed alla circonvenzione di incapace.
Il programma satirico Drive In lo fa conoscere anche al grande pubblico, attraverso la parodia del "Dottor Vermilione, psicanalista santone" impersonato da Ezio Greggio.
Verdiglione si definisce il "teorico del Secondo Rinascimento".
salvatore riina cosa nostra mafia criminalità società totò riina usura ostaggi spionaggio pizzo racket antonio iovine camorra