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Timestamp: 2019-02-22 10:30:29+00:00
Document Index: 107779804

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art.15', 'art.40', 'art 40', 'art.15', 'art 49', 'art 43']

L. 12 novembre 2011, n. 183 - art. 15. - Pagina 37 - Forum Enti.it
Messaggioda Giorgio » 24/02/2012, 10:16
Sul sito del Ministero per la PA alla voce FAQ (http://www.funzionepubblica.gov.it/lazi ... uenti.aspx
è uscita la seguente risposta al quesito:
Concordo su tutto; l'unica cosa che mi lascia un pochino perplesso è l'invenzione della dicitura finale, ma credo che mi adeguerò
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 24/02/2012, 17:39
Condivido sull'impertinenza (= non pertinenza) di quest'indicazione.
Messaggioda pieretto » 27/02/2012, 08:37
questoa risposta conclude le diatribe su : certificato si, certificato no ? il certificato esiste ancora , non è morto e sepolto come qualcuno voleva far intendere. Non è necessario ma neanche illegittimo. L'apposizone della dicitura sembra un un pleonasmo ma direi che la sostanza non cambia: il certificato è morto, viva il certificato!!
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 27/02/2012, 15:43
Fosse solo questo ... nelle FAQ relative http://www.funzionepubblica.gov.it/lazi ... uenti.aspx si e' - anche - inventata la dicitura "valido all'estero" Sic!
Messaggioda Ospite » 28/02/2012, 00:32
dott. Scolaro, visto che il certificato va all'estero, come si scrive VALIDO ALL'ESTERO in Inglese, francese, tedesco e spagnolo, che sarebbe bene tradurlo, no?
Messaggioda Ospite » 28/02/2012, 02:26
Tradurre solo quella dicitura, senza tradurre anche tutto il resto (ciò che si certifica), che utilità avrebbe?
Messaggioda Nenna » 28/02/2012, 08:27
E da quando siamo noi a tradurre i certificati?
ps: se nei vari ministeri si inventano le diciture per certificati e carte d'identità, me ne posso inventare anch'io qualcuna?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 28/02/2012, 09:28
A volte viene da pensare che vi sia stato chi da piccolo sia caduto dal seggiolone.
Ricordiamo Obelix e la sua "traslitterazione" dell'acronimo S.P.Q.R.
Messaggioda pieretto » 28/02/2012, 10:03
Sono Pasticcioni Questi Romani ( ministeriali e/o parlamentari)
Messaggioda Nenna » 28/02/2012, 11:06
Messaggioda TIZZYTIZZY » 28/02/2012, 15:54
Visto che si sono resi conto che l'art.15 L.183/2011 è scritto con i piedi, invece che diramare una bella circolare esplicativa in cui era sufficiente confermare che l'interlocutore dell'art.40 DPR 445/2000 è il privato e che tra PA i certificati si possono rilasciare tranquillamente e quindi non occorrenti di dicitura (che va solo sui certificati rilasciati al cittadino da produrre ai privati) e che la mancanza quindi non rende nullo il certificato, si stanno inventando queste soluzioni di "nuove diciture", senza rendersi conto che per giustificare l'assenza della dicitura in calce bastava suggerire di indicare "la giustificazione" alla voce uso. Es. "uso verifica d'ufficio di PA" oppure "uso presentazione/trascrizione all'estero".
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 28/02/2012, 16:42
Ma non e' gia' stata emanata? Si fa riferimento alla Direttiva del ministro a cio' competente n. 14/2011 del 22/12/2011, indirizzata a TUTTE le P.A.
Per inciso, sembra che nel D.-L. sulle semplificazioni fiscali, adottato il 24/2/2012, si preveda, tra l'altro, che queste disposizioni non si applicano ... all'Agenzia del territorio.
Messaggioda gianlucamameli » 28/02/2012, 16:48
... e dopo 37 pagine di inutili lucubrazioni ora è tutto da rifare?!?! ahahahah
Messaggioda Publius » 28/02/2012, 22:50
Secondo me con il nuovo teso dell'art 40 DPR 445/2000 modificato dall'art.15 della L. 183 del 12 novembre 2011 hanno come al solito buttato il bambino con l'acqua sporca in nome di una pacchiana politica della legge bandiera.
Come vi regolate con le copie autentiche in base a quell'articolo 40? Esso dispone che si applica anche alla certificazione di “fatti” tout cour quindi anche al fatto che un documento in copia è uguale a un documento in originale… principia infatti la sua portata applicativa con le parole “Le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione in ordine a stati, qualità personali e fatti..”
Ma come vi regolate se un cittadino vi chiede una copia autentica di un certificato medico dicendo che deve allegarlo a due istanze per due pubbliche amministrazioni? Ad es Un certificato del possesso dei requisiti per il maneggio di armi da allegare un una istanza di rinnovo di licenza di caccia (istanza da mandare in Questura) che si vuole in copia autentica allegare pure ad una istanza di iscrizione ad un tiro a segno (altro ente pubblico).
L’art 49 (invariato) dello stesso DPR 445/2000 parla chiaro “I certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di conformità CE, di marchi o brevetti non possono essere sostituiti da altro documento, salvo diverse disposizioni della normativa di settore.” Onde per cui per questi certificati la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la corrispondenza della copia all’originale non si può fare è nulla e quindi non può essere imposta al cittadino! Anche perché la pubblica amministrazione non può operare verifica d’ufficio della veridicità dei dati ex art 43 DPR 445/2000 rispetto a certificati di “valutazione” che vendono rilasciati in originale da un medico che non ne conserva nemmeno copia nel suo studio!
Ma ancora se un avvocato viene a chiedervi copia autentica di documenti che gli devono servire come prova documentale in un processo perché magari li deve produrre uguali in 2 procedimenti giudiziari diversi o perché magari vuole conservare presso la sua disponibilità la fonte di prova originale cosa fate? Bisogna ricordarsi che le misure di autocertificazione sono previste dal DPR 445/2000 solo per i procedimenti amministrativi e che non valgono una beata mazza nei procedimenti giudiziari dove le regole della prova documentale solo disciplinate in via speciale da apposite sezioni del codice civile e del codice di procedura civile che esigono a scanso di ogni contestazione di controparte solo la copia conforme in luogo del documento originale.
Per non parlare del fatto che il DPR 445/2000 è una normativa generale che ben può essere interpretato come derogabile da normative speciali che conferiscano alla pubblica amministrazione il potere di chiedere al cittadino certificati appositi…magari in materia di pubblica sicurezza e rilascio di porti d’armi.
Saranno contenti medici e notai che all’occorrenza rilasceranno doppi originali di certificati e copie conformi dietro compenso notoriamente più costoso dei diritti di segreteria degli uffici comunali che fanno autentiche!
Messaggioda maurito » 29/02/2012, 03:11
Ma come vi regolate se un cittadino vi chiede una copia autentica di un certificato medico dicendo che deve allegarlo a due istanze per due pubbliche amministrazioni?
Il problema è, appunto, che con ogni probabilità - nell'intenzione del legislatore - sarebbe dovuto incorrere un divieto per qualunque PA di chiedere al cittadino "qualcosa che la PA sa già". In alcuni casi, non trovando il divieto nello specifico, nel dettaglio della legge, la PA chiede al cittadino lo stesso "ciò che sa già", creando così problemi agli altri uffici. Quindi le leggi andrebbero riscritte più coerentemente, per ottenere tale scopo. Dato che il principio ispiratore è abbastanza ineccepibile, allora io lamenterei il fatto che le leggi non rendano più espliciti alcuni divieti mancanti all'appello (che in ogni caso già oggi, spesso, non configurano al contrario obblighi, ma meri non-divieti). Visto, appunto, che alcune amministrazioni ritengono di "dover" chiedere al cittadino un certificato pubblico.
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