Source: http://www.cir-onlus.org/Giurisprudenza%20Europea.htm
Timestamp: 2013-05-22 20:28:52+00:00
Document Index: 174386824

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Sentenza 17 febbraio 2009:
il soggetto che richiede la protezione sussidiaria non deve necessariamente provare di essere minacciato personalmente a causa di elementi propri della sua situazione, nel Paese di origine.
Il grado di violenza indiscriminata nel Paese di origine pu� eccezionalmente essere sufficiente perch� le autorit� competenti decidano che un civile in caso di rimpatrio correrebbe un rischio effettivo di subire minacce gravi e individuali
Sentenza 25 luglio 2008:
La sentenza della CGCE del 25/07/2008, procedimento C-127/08, fornisce l�interpretazione ufficiale, vincolante per tutti gli Stati dell�Ue, della direttiva 2004/38/CE sulla libera circolazione dei cittadini comunitari e dei loro familiari. In base alla sentenza, se un cittadino comunitario si stabilisce in altro Paese dell�Unione, i suoi familiari conviventi hanno diritto ad un titolo di soggiorno: a) se lo accompagnano, lo raggiungono ovvero gi� vivevano in quello Stato; b) anche se irregolari o clandestini; c) anche se sono divenuti familiari - per esempio con il matrimonio - del cittadino comunitario dopo il suo ingresso nello Stato Ue diverso dal proprio.
CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL�UOMO
Art. 3 CEDU � Proibizione della tortura
�Nessuno pu� essere sottoposto a tortura n� a pene o trattamenti inumani o degradanti�
Chahal c. Regno Unito, sentenza del 15 novembre 1996: affermazione del carattere assoluto del principio sancito dall� art 3 della CEDU.
H.L.R. c. Francia,
sentenza del 29 aprile 1997: la violazione dell� art 3 CEDU esiste anche quando il rischio di essere sottoposto a trattamenti disumani e degradanti proviene da un gruppo non statale.
Salah Sheekh c. Paesi Bassi,
sentenza dell�11 gennaio 2007: se un intero gruppo � a rischio di essere sottoposto a trattamenti disumani e degradanti, il singolo non deve dimostrare un rischio ulteriore.
N. c. Regno Unito:sentenza del 15 maggio 2008: la violazione dell� art 3 pu� sussistere anche quando uno straniero affetto da gravi patologie psichiche e fisiche venga rinviato verso un Paese in cui non potrebbe ottenere cure adeguate. Art. 8 CEDU � Diritto al rispetto della vita privata e familiare �Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza. Non pu� esservi ingerenza di una autorit� pubblica nell�esercizio di tal diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una societ� democratica, � necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell�ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libert� altrui�.
Abdulaziz, Cabales e Balkandali:sentenza 28 maggio 1985: la Corte ha precisato che l�art. 8, bench� tenda essenzialmente a tutelare l�individuo rispetto ad ingerenze arbitrarie dei pubblici poteri, pu� imporre altres� obbligazioni positive a carico dello Stato per garantire il rispetto effettivo della vita familiare.
Aoulmi c. Francia: Sentenza del 17.1.2006 : bench� non vi sia un diritto ad entrare e risiedere in un certo paese contraente, l�esclusione di uno straniero dal paese dove vivono i suoi parenti pi� prossimi pu� costituire una ingerenza nel diritto al rispetto della vita familiare, protetto dall�art. 8 par.1 CEDU. Tale ingerenza, infatti, ai sensi dell�art. 8 par.2, deve essere �prevista dalla legge�, deve avere uno �scopo legittimo� e deve essere �necessaria in una societ� democratica�, vale a dire proporzionata rispetto allo scopo.
: in caso di decreto di espulsione di un cittadino straniero per verificare la legittimit� del prevedimento rispetto all� art 8 della CEDU � necessario valutare: 1) l�estensione dei legami della famiglia nel Paese ospite 2) l�esistenza di ostacoli insormontabili al rientro nel Paese di origine 3) l�esistenza di fattori legati al controllo dell� immigrazione 4) la conoscenza dei membri della famiglia della precariet� della situazione di uno di loro.
Art. 13 CEDU � Diritto ad un ricorso effettivo �Ogni persona i cui diritti e le cui libert� riconosciuti nella presente Convenzione siano stati violati, ha diritto ad un ricorso effettivo davanti ad un�istanza nazionale, anche quando la violazione sia stata commessa da persone che agiscono nell�esercizio delle loro funzioni ufficiali�.
Conka c. Belgio, sentenza del 5 febbraio 2002:
il diritto ad un ricorso giurisdizionale effettivo � violato quando la normativa statale non prevede l�effetto sospensivo dei ricorsi avverso i provvedimenti di espulsione ed estradizione.
Art. 5 CEDU - Diritto alla libert� e alla sicurezza 1. Ogni persona ha diritto alla libert� e alla sicurezza. Nessuno pu� essere privato della libert�, se non nei casi seguenti e nei modi previsti dalla legge: � f) Se si tratta dell�arresto o della detenzione regolari di una persona per impedirle di entrare illegalmente nel territorio, oppure di una persona contro la quale � in corso un procedimento d�espulsione o d�estradizione. 2. Ogni persona arrestata deve essere informata, al pi� presto e in una lingua a lei comprensibile, dei motivi dell�arresto e di ogni accusa formulata a suo carico.
Zečiri c. Italia, sentenza del 4 agosto 2005: sussiste violazione dell� art 5 lett. f) quando il trattenimento in attesa di espulsione di un straniero ha una durata maggiore della pena detentiva.
Saadi c. Regno Unito : sentenza 22 febbraio 2008: la
legittimit� della detenzione volta ad impedire l�ingresso irregolare dello straniero nel territorio dello Stato, a condizione che essa non sia arbitraria - Non arbitrariet� della misura se le sue modalit� sono strettamente correlate al suo scopo.
Art. 6 CEDU � Diritto a un equo processo
� Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale sia chiamato a pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e dovere di carattere civile o sulla fondatezza di ogni accusa penale formulata nei suoi confronti. �
3. In particolare, ogni accusato ha diritto di: a essere informato, nel pi� breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in modo dettagliato, della natura e dei motivi dell�accusa formulata a suo carico: � c difendersi personalmente o avere l�assistenza di un difensore di sua scelta e, se non ha i mezzi per retribuire un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d�ufficio, quando lo esigono gli interessi della giustizia; � e farsi assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua usata in udienza.�
P�lissier e Sassi c. Francia,
sentenza del 1999:
l�imputato ha il diritto di essere informato non soltanto delle ragioni dell�accusa, ma anche, in maniera dettagliata, della qualificazione giuridica data ai fatti
Sejdovic c. Regno Unito, sentenza del 1� marzo 2006:
lo Stato incontra dei limiti specifici rispetto al potere di vietare l�ingresso o la permanenza di stranieri sul proprio territorio in ragione della salvaguardia del diritto ad essere informato e soprattutto a partecipare personalmente ai processi nei quali risulta imputato.
13 marzo 2011 I trasferimenti �Dublino� verso la Grecia al vaglio della Corte europea dei diritti dell�uomo
CASO DUBLINO E RINVII DI IN GRECIA, NOVITA� DALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI 4 febbraio 2011- Ha riscosso grande clamore una recentissima sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani (caso di M.S.S. v Belgio e Grecia �applicaz. n.� 30696|09): la Corte di Strasburgo ha infatti considerato che un eventuale rinvio sotto Dublino II di un richiedente asilo dal Belgio in Grecia violerebbe l�art.3 della Convenzione Europea sui Diritti Umani, con riferimento sia alle lacune della procedura greca, sia alle condizioni di detenzione nel paese; per questo caso, l�UNHCR era intervenuto a supporto del richiedente.
In allegato i due comunicati stampa della Corte sul caso + sentenza
Forthcoming Grand Chamber judgment CASE OF M.S.S. v. BELGIUM AND GREECE