Source: http://www.patrimoniopubblico.it/site/d_NewsList.asp?CategoriaNews=30&stat=
Timestamp: 2019-06-15 20:42:49+00:00
Document Index: 4692932

Matched Legal Cases: ['art. 825', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 879', 'art. 1061', 'art. 825']

Non basta a estinguere una servitù di passaggio il mancato esercizio da parte della generalità dei cittadini
Non è sufficiente per predicare l'estinzione della servitù di uso pubblico (quale la servitù di passaggio) il mancato esercizio da parte della generalità dei cittadini, ma è necessario un comportamento della pubblica amministrazione incompatibile con il persistere dell'asservimento del bene privato a pubblici interessi.
Obbligatorio l'asservimento coattivo se si vuole utilizzare una servitù di passo in una strada senza vicinale cieca
Le strade vicinali si possono distinguere in pubbliche e private. Sono private le vie cosiddette agrarie o vicinali private costituite da passaggi in comunione incidentale tra i proprietari dei fondi latistanti serviti da quei medesimi passaggi, fermo restando il principio che tali strade siano suscettibili di servire a tutti i proprietari dei fondi in tutte le direzioni, onde ciascuno ne abbia per tutta la sua lunghezza la proprietà "pro indiviso". Sono vicinali pubbliche le vie di proprietà privata, soggette a pubblico transito. In concreto, il sedime della vicinale, compresi accessori e pertinenze, è privato, di proprietà dei titolari dei terreni latistanti, mentre l'ente pubblico è titolare di un diritto reale di transito a norma dell'art. 825 c.c..
Soppressione dei passaggi a livello: nessuno può essere intercluso
Ove la chiusura di un passaggio a livello, deliberata in funzione del miglioramento della sicurezza e dell'efficienza dei transiti ferroviari (nell'esercizio del potere unilaterale rimesso dall'art. 1 della l. 315 del 1969 agli enti che esercitano linee ferroviarie, di sopprimere in via espropriativa una passaggio a livello per ragioni di tutela dell'esercizio e della pubblica incolumità), comporti l'ablazione per motivi di interesse generale di un diritto reale di servitù necessaria di passaggio, devono essere seguite le procedure appositamente previste dalla legge. E il comma 3 dell'art. 1 citato ricomprende nella soppressione dei passi a livello in consegna ai privati la contestuale fissazione di una via alternativa alla preesistenza onde evitare eventuali situazioni di interclusione.
L'amministrazione comunale titolare di una servitù di passaggio su un'area privata non può concedere al singolo usi eccezionali o particolari su di essa
L'amministrazione comunale, titolare di una servitù di passaggio su un'area privata, può su di essa esercitare il potere diretto a garantire ed a disciplinare l'uso generale del bene da parte della collettività, nell'ambito del pubblico interesse giustificativo della servitù medesima, ma, ove il titolo costitutivo della servitù non lo consenta espressamente, non può concedere al singolo usi eccezionali o particolari su porzioni di detto immobile, essendo il relativo potere concessorio incompatibile con il diritto dominicale del privato.
Ai fini della sussistenza di una servitù pubblica di passaggio su di un'area, l'apposizione dei cartelli recanti dicitura “proprietà privata” o la delimitazione dell'area con strisce o altri segnali visivi non ha rilievo, in quanto la servitù non elide il diritto di proprietà (la cui esistenza è resa pubblica dai cartelli o dai segnali indicati), bensì coesiste con esso, limitandone il godimento.
Elettrodotto: va indennizzato il deprezzamento per la vicinanza ai campi elettromagnetici, non il danno alla salute in quanto tale
Il danno alla salute che può, in tesi, derivare dai campi elettromagnetici (risarcibile in un giudizio ordinario, come danno alle persone) esula dall'ambito delle voci da liquidare nel diverso ambito risarcitorio da costituizione della servitù di elettrodotto, nè giova ai ricorrenti la giurisprudenza richiamata (Cass. n. 22148 del 2010, ma vedi anche n. 14996 del 2013) perchè relativa a fattispecie in cui la vicinanza dei campi elettromagnetici aveva comportato - come accertato dalle indagini tecniche ivi svolte - una riduzione di valore dei terreni in riferimento al "rischio possibile o probabile" assunto dall'acquirente "medio", restando quindi escluso che la riduzione di valore possa tout court presumersi, dovendo piuttosto essere specificamente accertata e ritenuta sussistente nel caso concreto.
Un'area può assumere una servitù di uso pubblico per decorso del tempo a prescindere dalla natura dichiarativa e non costitutiva dell’atto di classificazione
Se è vero che la destinazione ad uso pubblico di un'area presuppone un titolo giuridico (proprietà o altro diritto reale) in favore dell'Amministrazione, è altrettanto vero che il titolo può essere costituito da una servitù di uso pubblico che si è formata con il decorso del tempo, anche a prescindere dalla natura meramente dichiarativa e non costitutiva dell'atto di classificazione.
La servitù di presa d'acqua è costituibile per destinazione del padre di famiglia se viene realizzata in modo da irrigare stabilmente il fondo dominante
Vale l'esonero dal rispetto delle distanze legali anche per le costruzioni a confine di strade di proprietà privata gravate da servitù pubbliche di passaggio
L'esonero dal rispetto delle distanze legali, previsto dall'art. 879 c.c., comma 2, per le costruzioni a confine con piazze e vie pubbliche, va certamente riferito anche alle costruzioni a confine delle strade di proprietà privata gravate da servitù pubbliche di passaggio, giacchè il carattere pubblico della strada, rilevante ai fini della ricorrenza di detto esonero, attiene più che alla proprietà del bene, piuttosto all'uso concreto di esso da parte della collettività.
La servitù di uso pubblico richiede tra l'altro la concreta idoneità del bene a soddisfare esigenze generali
Caratteristiche indispensabili della servitù di uso pubblico sono: a) il passaggio esercitato iure servitutis pubblicae, da una collettività di persone qualificate dall'appartenenza ad un gruppo territoriale; b) la concreta idoneità del bene a soddisfare esigenze di carattere generale, anche per il collegamento con la pubblica via; c) un titolo valido a sorreggere l'affermazione del diritto di uso pubblico, che può anche identificarsi nella protrazione dell'uso da tempo immemorabile
Nel momento in cui una strada percorsa dai proprietari frontisti per accedere ai loro lotti cessa di appartenere al comune, su di essa si crea una situazione di asservimento
Nel momento in cui una strada incontestatamente percorsa dai proprietari frontisti per accedere ai loro lotti, cessa di appartenere al comune, vi è una situazione di asservimento o meglio di subordinazione, con l'esistenza della strada, visibile perchè asfaltata, originariamente ed obiettivamente destinata, per conformazione strutturale e funzionale, all'accesso alle proprietà di tutti i frontisti.
L'apparenza della servitù si configura come presenza di segni visibili e inequivocabili di opere permanenti, sia sul fondo dominante che appartenente a terzi
Il requisito dell'apparenza della servitù, di cui all'art. 1061 c.c., necessario ai fini del relativo acquisto per usucapione o per destinazione del padre di famiglia, si configura come presenza di segni visibili di opere permanenti obiettivamente destinate al relativo esercizio ed attestanti in modo non equivoco l'esistenza del peso gravante sul fondo servente, anche quando tali opere insistano sul fondo dominante o su quello appartenente a terzi.
Sussiste servitù di uso pubblico nel caso in cui si configuri un uso a carattere generale del bene che abbia un'intrinseca idoneità ad essere utilizzato da parte di una collettività
Sussiste servitù di uso pubblico nel caso in cui del bene che abbia un'intrinseca idoneità ad essere utilizzato da parte di una collettività, se ne configuri un uso a carattere generale, e non uti singuli, per un periodo prolungato nel tempo.
La servitù di uso pubblico si distingue dalle servitù prediali pubbliche in quanto non è servente rispetto a un fondo demaniale ma si concreta in un'utilitas collettiva
La servitù di uso pubblico fa parte della categoria dei c.d. diritti di uso pubblico (art. 825 c.c.) che si distinguono dalle servitù prediali pubbliche per la mancanza della c.d. predialità in quanto esse non sono serventi rispetto a un fondo demaniale ma si concretano in un'utilitas generalmente collettiva. Di conseguenza, la parte che fa valere il diritto ha l'onere di provare la pubblica utilitas e un valido titolo costitutivo.
La p.a. non può autorizzare usi particolari su area oggetto di servitù pubblica di passaggio
La P.A. titolare di una servitù di passaggio su area privata può esercitare sulla medesima i soli poteri volti a garantirne e disciplinarne l'uso generale da parte della collettività mentre, se non previsto dal titolo, non può concedere a terzi usi particolari del medesimo immobile.
La costituzione di servitù di uso pubblico implica necessariamente quello di disciplinare la manutenzione delle aree soggette a servitù
Il potere di costituire una servitù di uso pubblico implica necessariamente, nel silenzio della procura, anche quello di disciplinare la questione della manutenzione delle aree soggette a servitù, manutenzione che è stata addossata alla proprietà secondo una regola generale per la quale il proprietario ha l'onere di curare il mantenimento del proprio bene, anche se concesso in godimento a terzi (si vedano ad esempio gli articoli 1575 e 1576 del codice civile), o anche se sussistono limiti al diritto dominicale.
La servitù di uso pubblico su un bene privato richiede l'effettiva destinazione al servizio della collettività
Ai fini della esistenza di una servitù di uso pubblico è necessario che il bene privato sia idoneo ed effettivamente destinato al servizio di una collettività indeterminata di soggetti considerati uti cives, ossia quali titolari di un pubblico interesse di carattere generale.
Una servitù di posteggio perpetua comporta una identica durata degli oneri manutentivi accessori
Alla fine, tutto ciò che puoi fare è ridere (da 'Melinda e Melinda')