Source: http://www.ordineavvocativerbania.it/ForoVerbanese/16/page18.html
Timestamp: 2018-03-24 04:14:27+00:00
Document Index: 26021092

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 512', 'sentenza ', 'art. 512', 'art. 596', 'art. 51', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 51']

Massima n. 9/16/C
Esecuzione individuale fondiaria- fallimento del debitore- deroga al divieto di azioni esecutive individuali- sussiste- esclusività della sede fallimentare dell'accertamento e collocazione dei crediti- sussiste.
Tribunale di Verbania, G.U. dr. Nicola Cosentino, sentenza 4.9.2003
La natura fondiaria del mutuo posto a fondamento dell'azione esecutiva giustifica la sua insensibilità alla pendenza, precedente o sopravvenuta, di una procedura di fallimento del debitore. La banca procedente può dunque avvalersi integralmente del procedimento esecutivo giungendo a conseguire il ricavato della vendita, nei limiti del proprio credito. Il Curatore potrà intervenire nell'esecuzione per controllarne la regolarità e conseguire le somme eccedenti. Successivamente sarà onere della banca, per rendere stabile ed effettivo l'incameramento del ricavato dell'esecuzione, insinuarsi al passivo del fallimento e partecipare quindi utilmente al riparto. Qualora dovesse mancare l'insinuazione al passivo della banca, il Curatore dovrà pretendere la restituzione integrale delle somme incamerate dalla medesima. La banca sarà tenuta invece a restituire la sola eccedenza qualora in sede fallimentare il credito della banca sia stato collocato in misura inferiore a quella denunciata in sede esecutiva dalla medesima.
Massima n. 10/16/C
Esecuzione immobiliare- progetto di distribuzione- udienza di discussione- opposizione ex art. 512 c.p.c. - introduzione di giudizio ordinario di cognizione- domanda processuale perfetta- necessità.
Tribunale di Verbania, G.U. dr. Cosentino, sentenza 1.9.2003
Le contestazioni dei creditori o del debitore sul progetto di distribuzione non sono fini a se stesse, ma costituiscono l'introduzione di un giudizio ordinario di cognizione avente ad oggetto la collocazione del credito, ovvero la sua esistenza e quantificazione.
I creditori e il debitore possono proporre l'opposizione ex art. 512 c.p.c. con ricorso depositato in cancelleria o già oralmente in udienza, con dichiarazione a verbale.
La contestazione espressa in udienza vale ad introdurre il conseguente giudizio di opposizione e dunque la domanda processuale che viene formulata deve già essere dotata di tutti gli elementi essenziali idonei a determinare causa petendi e petitum, a pena di inammissibilità della stessa.
Massima n. 11/16/C
Esecuzione immobiliare- progetto di distribuzione- contestazioni- -udienza di discussione- onere di formulare specifiche censure- sussiste- preclusione successiva.
Il creditore o il debitore non possono limitarsi a non approvare espressamente il progetto di distribuzione senza dirne le ragioni, al fine di ottenere di impedire l'esecuzione del progetto di distribuzione.
La giurisprudenza non ha mai revocato in dubbio che i partecipanti all'udienza ex art. 596 c.p.c abbiano uno specifico onere di prendere posizione in merito alla distribuzione (v. Cass. 3565/1980 secondo la quale il creditore che non sollevi in udienza alcuna contestazione approva il progetto di distribuzione).
La mancata approvazione del progetto implica la formulazione di specifiche censure e il termine preclusivo va individuato nell'udienza di discussione del progetto di distribuzione.
Massima n. 12/16/C
Esecuzione forzata- beni dell'amministrazione fallimentare- divieto ex art. 51 L.F.- opposizione all'esecuzione- accoglimento.
Corte d'Appello di Torino- G.rel.dr.Strazzuso- sentenza 26.9.2003
Va accolto l'appello proposto dal Fallimento (già attore in opposizione a esecuzione forzata individuale) in quanto il credito fatto valere esecutivamente dall'odierna appellata avrebbe potuto e dovuto essere fatto valere all'interno della procedura fallimentare ex art. 51 L.F., trattandosi nella fattispecie di un credito vantato, comunque, nei confronti della massa fallimentare, chiedendo il pagamento del credito in prededuzione, tenendo conto della natura esclusiva dell'art. 51 L.F. che non lascia alcuno spazio interpretativo ai fini della competenza funzionale del Giudice fallimentare.