Source: http://laleggeconsolo.ilcannocchiale.it/?r=87563
Timestamp: 2017-07-24 20:29:59+00:00
Document Index: 70245989

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 583', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 583', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 583', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 604', 'art. 8', 'art. 11']

LaLeggeConsolo
LaLeggeConsolo	Per le Donne, per la Giustizia
DAL PADRE DELLA LEGGE
CONSOLO (FLI), VIOLENZA SULLE DONNE: PROSEGUIRE LOTTA CONTRO MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI "Alla vigilia della Giornata Mondiale contro le Mutilazioni genitali femminili e a cinque anni dall'entrata in vigore della Legge italiana ci rendiamo sempre piu' conto che la battaglia e' lunga e difficile, ma che diritto e prevenzione possono sicuramente vincerla". E' quanto dichiara Giuseppe Consolo, deputato di Futuro e Liberta', e padre della legge Consolo per la prevenzione e la lotta a questo terribile fenomeno. "L'impegno del governo e del Parlamento italiano continua senza sosta - prosegue Consolo - In attesa dell'approvazione definitiva della proposta avanzata all'Onu dalla delegazione governativa italiana per una Risoluzione di condanna e di lotta a questo grave delitto, registriamo oggi una proposta del professor Morrone per l'istituzione di un "benefit" alle donna che rifiutino ufficialmente, per se' e per le proprie figlie, la pratica della mutilazione genitale". "E' umano e normale - rimarca l'esponente finiano - che per debellare una pratica che non nasce da prescrizioni religiose, ma si alimenta di leggi sociali non scritte e consuetudini culturali, un incentivo anche materiale puo' aiutare queste sfortunate donne a prendere finalmente decisioni di dignita' e salute''. ''Ma non dimentichiamo mai - conclude Consolo - che siamo in uno Stato di diritto e di cultura sociale: accanto a riconoscimenti finanziari e' bene che il nostro governo finanzi, ancora e sempre di piu', campagne di sensibilizzazione medica, sociale, culturale e politica che portino a scelte di convinzione basata non solo su vantaggi materiali, ma su propositi di giustizia e dignita'".
In Italia a rischio 3mila bimbe all’anno
Fino a tremila bambine all'anno, figlie di immigrate residenti in Italia, rischiano di essere infibulate ed e' piuttosto frequente che le madri portino le figlie nei Paesi d'origine per brevi periodi, per sottoporle a questa pratica. E' una realtà fotografata da Aldo Morrone, direttore dell'Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della poverta' (Inmp) alla vigilia della Giornata Mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, istituita dall'Onu nel 2003. In Italia ci sono ''30-35 mila donne infibulate'', secondo il direttore dell'Inmp, istituto dove in 10 anni sono state assistite oltre 5 mila donne con complicazioni dovute all'infibulazione, da infezioni a cicatrici cheloidi e fistole. Il rischio di infibulazione, che riguarda fino a tremila bambine all'anno, secondo Morrone, deriva dal fatto che provengono da Paesi dove e' molto forte questa tradizione (Corno d'Africa, fascia sub-sahariana, Egitto e Sudan) e in assenza di una campagna di sensibilizzazione, le famiglie in questione non sono sollecitate ad abbandonare questo rituale. In Italia, dal 2007, è in vigore una legge che punisce con un periodo di reclusione fino a 12 anni chi pratica mutilazioni genitali femminili. Per aggirare questo ostacolo, ''capita che le donne immigrate facciano brevi viaggi nei loro Paesi d'origine - sottolinea Morrone - per sottoporre le figlie a infibulazione''. Per contrastare questa pratica, Morrone ha lanciato una proposta ai Ministri dell'Istruzione e delle Pari Opportunità, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna: prevedere ''benefici sociali'', come ''buoni sconto per l'acquisto di libri scolastici, accesso facilitato agli asili nido e alle scuole elementari per le donne immigrate in Italia che, formalmente, rinuncino all'infibulazione per sé e per le loro figlie''. ''Questa misura potrebbe essere un esempio per altre donne - prosegue Morrone - e potrebbe aiutare a diffondere una cultura del rispetto per il proprio corpo'', oltre che eradicare del tutto questa pratica. Il direttore dell'Inmp esclude che operatori sanitari italiani, anche clandestinamente, facciano interventi di questo tipo ma mette in guardia sul rischio che cio' accada nelle comunita' immigrate in Italia piu' isolate e meno integrate.
(www.televideo.rai.it)
permalink | inviato da federicamancinelli il 5/2/2011 alle 8:14 | commenti (0) | 29 ottobre 2007
Gazzetta Ufficiale N. 14 del 18 Gennaio 2006 <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /> LEGGE 9 gennaio 2006, n.7 Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile.
<?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />La Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica hannoapprovato;IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAPromulgala seguente legge:
Art. 1.(Finalita)1. In attuazione degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione e diquanto sancito dalla Dichiarazione e dal Programma di azione adottatia Pechino il 15 settembre 1995 nella quarta Conferenza mondiale delleNazioni Unite sulle donne, la presente legge detta le misurenecessarie per prevenire, contrastare e reprimere le pratiche dimutilazione genitale femminile quali violazioni dei dirittifondamentali all'integrita' della persona e alla salute delle donne edelle bambine.
Avvertenza:Il testo delle note qui pubblicato e' stato redattodall'amministrazione competente per materia, ai sensidell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delledisposizioni sulla promulgazione delle leggi,sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblicaitaliana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092,al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni dilegge modificate o alle quali e' operato il rinvio. Restanoinvariati il valore e l'efficacia degli atti legislativiqui trascritti.Nota all'art. 1:- Il testo degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzionesono i seguenti:«Art. 2. - La Repubblica riconosce e garantisce idiritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelleformazioni sociali ove si svolge la sua personalita', erichiede l'adempimento dei doveri inderogabili disolidarieta' politica, economica e sociale.».«Art. 3. - Tutti i cittadini hanno pari dignita'sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzionedi sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinionipolitiche, di condizioni personali e sociali.E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli diordine economico e sociale, che, limitando di fatto laliberta' e la uguaglianza dei cittadini, impediscono ilpieno sviluppo della persona umana e l'effettivapartecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazionepolitica, economica e sociale del Paese.».«Art. 32. - La Repubblica tutela la salute comefondamentale diritto dell'individuo e interesse dellacollettivita', e garantisce cure gratuite agli indigenti.Nessuno puo' essere obbligato a un determinatotrattamento sanitario se non per disposizione di legge. Lalegge non puo' in nessun caso violare i limiti imposti dalrispetto della persona umana.».
Art. 2.(Attivita' di promozione e coordinamento)1. La Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento per lepari opportunita' promuove e sostiene, nell'ambito degli ordinaristanziamenti di bilancio, il coordinamento delle attivita' svolte daiMinisteri competenti dirette alla prevenzione, all'assistenza allevittime e all'eliminazione delle pratiche di mutilazione genitalefemminile.2. Ai fini dello svolgimento delle attivita' di cui al comma 1, laPresidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento per le pariopportunita' acquisisce dati e informazioni, a livello nazionale einternazionale, sull'attivita' svolta per la prevenzione e larepressione e sulle strategie di contrasto programmate o realizzateda altri Stati.
Art. 3.(Campagne informative)1. Allo scopo di prevenire e contrastare le pratiche di cuiall'articolo 583-bis del codice penale, il Ministro per le pariopportunita', d'intesa con i Ministri della salute, dell'istruzione,dell'universita' e della ricerca, del lavoro e delle politichesociali, degli affari esteri e dell'interno e con la Conferenzapermanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provinceautonome di Trento e di Bolzano, predispone appositi programmidiretti a:a) predisporre campagne informative rivolte agli immigrati daiPaesi in cui sono effettuate le pratiche di cui all'articolo 583-bisdel codice penale, al momento della concessione del visto presso iconsolati italiani e del loro arrivo alle frontiere italiane, direttea diffondere la conoscenza dei diritti fondamentali della persona, inparticolare delle donne e delle bambine, e del divieto vigente inItalia delle pratiche di mutilazione genitale femminile;b) promuovere iniziative di sensibilizzazione, con lapartecipazione delle organizzazioni di volontariato, delleorganizzazioni no profit, delle strutture sanitarie, in particolaredei centri riconosciuti di eccellenza dall'Organizzazione mondialedella sanita', e con le comunita' di immigrati provenienti dai Paesidove sono praticate le mutilazioni genitali femminili per svilupparel'integrazione socio-culturale nel rispetto dei diritti fondamentalidella persona, in particolare delle donne e delle bambine;c) organizzare corsi di informazione per le donne infibulate instato di gravidanza, finalizzati ad una corretta preparazione alparto;d) promuovere appositi programmi di aggiornamento per gliinsegnanti delle scuole dell'obbligo, anche avvalendosi di figure diriconosciuta esperienza nel campo della mediazione culturale, peraiutarli a prevenire le mutilazioni genitali femminili, con ilcoinvolgimento dei genitori delle bambine e dei bambini immigrati, eper diffondere in classe la conoscenza dei diritti delle donne edelle bambine;e) promuovere presso le strutture sanitarie e i servizi sociali ilmonitoraggio dei casi pregressi gia' noti e rilevati localmente.2. Per l'attuazione del presente articolo e' autorizzata la spesadi 2 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2005.
Nota all'art. 3:- Per il testo dell'art. 583-bis del codice penale siveda l'art. 6, comma 1, della legge in lettura.
Art. 4.(Formazione del personale sanitario)1. Il Ministro della salute, sentiti i Ministri dell'istruzione,dell'universita' e della ricerca e per le pari opportunita' e laConferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano, emana, entro tre mesi dalladata di entrata in vigore della presente legge, linee guida destinatealle figure professionali sanitarie nonche' ad altre figureprofessionali che operano con le comunita' di immigrati provenientida Paesi dove sono effettuate le pratiche di cui all'articolo 583-bisdel codice penale per realizzare un'attivita' di prevenzione,assistenza e riabilitazione delle donne e delle bambine gia'sottoposte a tali pratiche.2. Per l'attuazione del presente articolo e' autorizzata la spesadi 2,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2005.
Nota all'art. 4:- Per il testo dell'art. 583-bis del codice penale siveda l'art. 6, comma 1, della legge in lettura.
Art. 5.(Istituzione di un numero verde)1. E' istituito, entro tre mesi dalla data di entrata in vigoredella presente legge, presso il Ministero dell'interno, un numeroverde finalizzato a ricevere segnalazioni da parte di chiunque vengaa conoscenza della effettuazione, sul territorio italiano, dellepratiche di cui all'articolo 583-bis del codice penale, nonche' afornire informazioni sulle organizzazioni di volontariato e sullestrutture sanitarie che operano presso le comunita' di immigratiprovenienti da Paesi dove sono effettuate tali pratiche.2. Per l'attuazione del presente articolo e' autorizzata la spesadi 0,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2005.
Nota all'art. 5:- Per il testo dell'art. 583-bis del codice penale siveda l'art. 6, comma 1, della legge in lettura.
Art. 6.(Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili)1. Dopo l'articolo 583 del codice penale sono inseriti i seguenti:"Art. 583-bis. - (Pratiche di mutilazione degli organi genitalifemminili). - Chiunque, in assenza di esigenze terapeutiche, cagionauna mutilazione degli organi genitali femminili e' punito con lareclusione da quattro a dodici anni. Ai fini del presente articolo,si intendono come pratiche di mutilazione degli organi genitalifemminili la clitoridectomia, l'escissione e l'infibulazione equalsiasi altra pratica che cagioni effetti dello stesso tipo.Chiunque, in assenza di esigenze terapeutiche, provoca, al fine dimenomare le funzioni sessuali, lesioni agli organi genitali femminilidiverse da quelle indicate al primo comma, da cui derivi una malattianel corpo o nella mente, e' punito con la reclusione da tre a setteanni. La pena e' diminuita fino a due terzi se la lesione e' di lieveentita'.La pena e' aumentata di un terzo quando le pratiche di cui alprimo e al secondo comma sono commesse a danno di un minore ovvero seil fatto e' commesso per fini di lucro.Le disposizioni del presente articolo si applicano altresi' quandoil fatto e' commesso all'estero da cittadino italiano o da stranieroresidente in Italia, ovvero in danno di cittadino italiano o distraniero residente in Italia. In tal caso, il colpevole e' punito arichiesta del Ministro della giustizia.Art. 583-ter. - (Pena accessoria). - La condanna control'esercente una professione sanitaria per taluno dei delitti previstidall'articolo 583-bis importa la pena accessoria dell'interdizionedalla professione da tre a dieci anni. Della sentenza di condanna e'data comunicazione all'Ordine dei medici chirurghi e degliodontoiatri".2. All'articolo 604 del codice penale, al primo periodo, leparole: "da cittadino straniero" sono sostituite dalle seguenti:"dallo straniero" e, al secondo periodo, le parole: "il cittadinostraniero" sono sostituite dalle seguenti: "lo straniero".
Nota all'art. 6:- Il testo dell'art. 604 del codice penale, cosi' comemodificato dalla presente legge, e' il seguente:«Art. 604 (Fatto commesso all'estero). - Ledisposizioni di questa sezione, nonche' quelle previstedagli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater e609-quinquies, si applicano altresi' quando il fatto e'commesso all'estero da cittadino italiano, ovvero in dannodi cittadino italiano, ovvero dallo straniero in concorsocon cittadino italiano. In quest'ultima ipotesi lostraniero e' punibile quando si tratta di delitto per ilquale e' prevista la pena della reclusione non inferiorenel massimo a cinque anni e quando vi e' stata richiestadel Ministro di grazia e giustizia.».
Art. 7.(Programmi di cooperazione internazionale)1. Nell'ambito dei programmi di cooperazione allo sviluppocondotti dal Ministero degli affari esteri e in particolare neiprogrammi finalizzati alla promozione dei diritti delle donne, inPaesi dove, anche in presenza di norme nazionali di divieto,continuano ad essere praticate mutilazioni genitali femminili, ecomunque senza nuovi o maggiori oneri per lo Stato, sono previsti, inaccordo con i Governi interessati, presso le popolazioni locali,progetti di formazione e informazione diretti a scoraggiare talipratiche nonche' a creare centri antiviolenza che possanoeventualmente dare accoglienza alle giovani che intendano sottrarsi atali pratiche ovvero alle donne che intendano sottrarvi le propriefiglie o le proprie parenti in eta' minore.
Art. 8.(Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231)1. Dopo l'articolo 25-quater del decreto legislativo 8 giugno2001, n. 231, e' inserito il seguente:"Art. 25-quater. 1. - (Pratiche di mutilazione degli organigenitali femminili). - 1. In relazione alla commissione dei delittidi cui all'articolo 583-bis del codice penale si applicano all'ente,nella cui struttura e' commesso il delitto, la sanzione pecuniaria da300 a 700 quote e le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9,comma 2, per una durata non inferiore ad un anno. Nel caso in cui sitratti di un ente privato accreditato e' altresi' revocatol'accreditamento.2. Se l'ente o una sua unita' organizzativa viene stabilmenteutilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare lacommissione dei delitti indicati al comma 1, si applica la sanzionedell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attivita' ai sensidell'articolo 16, comma 3".
Nota all'art. 8:- Il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231,recante: «Disciplina della responsabilita' amministrativadelle persone giuridiche, delle societa' e delleassociazioni anche prive di personalita' giuridica, a normadell'art. 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300» e'pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno2001.
Art. 9.(Copertura finanziaria)1. Agli oneri derivanti dagli articoli 3, comma 2, 4, comma 2, e5, comma 2, pari a 5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno2005, si provvede mediante corrispondente riduzione dellostanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2005-2007,nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondospeciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia edelle finanze per l'anno 2005, allo scopo parzialmente utilizzando,quanto a euro 5.000.000 per l'anno 2005, a euro 769.000 per l'anno2006 e a euro 1.769.000 a decorrere dall'anno 2007, l'accantonamentorelativo al Ministero della salute, quanto a euro 4.231.000 perl'anno 2006, l'accantonamento relativo al Ministero degli affariesteri e quanto a euro 3.231.000 a decorrere dall'anno 2007,l'accantonamento relativo al Ministero dell'istruzione,dell'universita' e della ricerca.2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato adapportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inseritanella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farlaosservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi' 9 gennaio 2006
CIAMPIBerlusconi, Presidente del Consiglio dei MinistriVisto, il Guardasigilli: Castelli
LAVORI PREPARATORISenato della Repubblica (atto n. 414):Presentato dal sen. Consolo il 9 luglio 2001.Assegnato alla 2ª commissione (Giustizia), in sedereferente, il 24 luglio 2001, con pareri dellecommissioni 1ª, 3ª, 12ª, speciale in materia di infanzia eminori e straordinaria per la tutela e la promozione deidiritti umani.Esaminato dalla 2ª commissione, in sede referente, il1° agosto 2001; il 26 novembre 2002; il 5 e 12 febbraio2003.Assegnato nuovamente alla 2ª commissione (Giustizia),in sede deliberante, il 4 marzo 2003.Esaminato dalla 2ª commissione, in sede deliberante, il19 marzo 2003 e approvato l'8 aprile 2003.Camera dei deputati (atto n. 3884):Assegnato alla II commissione (Giustizia), in sedereferente, il 16 aprile 2003, con pareri delle commissioniI e XII.Esaminato dalla II commissione il 17 giugno 2003;l'8 luglio 2003; il 17 settembre 2003; 1°-8 e 23 ottobre2003; l'11 novembre 2003.Nuovamente assegnato alle commissioni riunite II(Giustizia) e XII (Affari sociali) in sede referente il 2dicembre 2003.Esaminato dalle commissioni riunite II e XII, in sedereferente, il 10 dicembre 2003; 21 gennaio 2004, 4, 11, 12e 24 febbraio 2004; 10, 17, 23 e 25 marzo 2004.Esaminato in aula il 29 marzo 2004; il 28 e 29 aprile2004 ed approvato con modificazioni in un testo unificatocon gli atti numeri C. 150 (Ce' ed altri), C. 3282 (Conti);C. 3867 (Conti); C. 4204 (Di Virgilio e Palumbo) il 4maggio 2004.Senato della Repubblica (atto n. 414/B):Assegnato alle commissioni riunite 1ª (Affaricostituzionali) e 2ª (Giustizia), in sede referente,l'11 maggio 2004, con parere delle commissioni 3ª, 5ª, 7ª,12ª, commissione speciale in materia di infanzia e minori eparlamentare per le questioni regionali.Esaminato dalle commissioni riunite 1ª e 2ª, in sedereferente, il 1°-22 luglio 2004; 5 e 11 maggio 2005.Esaminato in aula il 19 e 24 maggio 2005 e approvatocon modificazioni il 6 luglio 2005.Camera dei deputati (atto n. 150-3282-3867-3884- 4204/B):Assegnato alle commissioni riuniti II (Giustizia) e XII(Affari sociali), in sede referente, il 12 luglio 2005, conil parere delle commissioni I e V.Esaminato dalle commissioni riunite II e XII, in sedereferente, il 21 e 27 luglio 2005; il 15 e 22 settembre2005.Esaminato in aula il 26 settembre 2005 ed approvato conmodificazioni il 20 dicembre 2005.Senato della Repubblica (atto n. 414/D):Assegnato alla 2ª commissione (Giustizia), in sededeliberante, il 21 dicembre 2005 con parere dellecommissioni 1ª, 3ª, 5ª, 7ª e 12ª.Esaminato dalla 2ª commissione in sede deliberante edapprovato il 22 dicembre 2005. Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato
permalink | inviato da federicamancinelli il 29/10/2007 alle 10:2 | commenti (1) | sfoglia Rubriche
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Una società nasce dall’unione di individui che stabiliscono leggi e norme per governare se stessi in relazione agli altri ed ottenere da questi rapporti vantaggi e benefici che non otterrebbero individualmente. Le Leggi, per loro natura intrinseca, devono seguire il corso dell’evoluzione umana per salvaguardare il diritto di ogni individuo di esercitare i propri diritti all’interno del proprio gruppo sociale. La legge 7/2006 rappresenta nel panorama normativo italiano ed internazionale un mezzo di difesa e prevenzione. L’ordinamento giuridico italiano si è dotato di uno strumento non solo repressivo, ma necessario e utile per creare una nuova cutura di diritti, un nuovo modo di entrare nella comunità. Affinché nel nostro Paese nessuno debba mai più pagare un prezzo per la propria esistenza. Federica Mancinelli
(Tutti i testi - salvo altra indicazione - sono tratti da "LA LEGGE CONSOLO PER LA PREVENZIONE E IL DIVIETO DELLE PRATICHE DI MUTILAZIONE GENITALE FEMMINILE", Federica Mancinelli, Giugno 2006)	IL CANNOCCHIALE