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Timestamp: 2019-02-16 17:50:47+00:00
Document Index: 155286153

Matched Legal Cases: ['art. 360', 'art. 360', 'art. 380', 'art. 710', 'art. 16', 'art. 155', 'art. 29', 'art. 8', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 155', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 18 marzo 2014, n. 6208. Nel caso in cui uno dei due coniugi cambi residenza o il domicilio, l'altro può chiedere se il mutamento interferisce con l'affidamento, la ridefinizione degli accordi o dei provvedimenti adottati, risulta rispettato anche in correlazione con i parametri costituzionali e CEDU, in quanto: il mutamento di residenza non è illecito perché realizzato dal genitore collocatario, la vicinanza dei luoghi non interferisce con il regime di visita, in quanto pienamente esercitabile secondo l'incensurabile valutazione della Corte d'Appello fondata su un esame dei fatti che non può essere rivalutato in sede di sindacato di legittimità se non specificamente censurato nel limitato confine indicato dall'art. 360 n. 5 cod. proc. civ., attualmente vigente ed applicabile alla fattispecie - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 18 marzo 2014, n. 6208. Nel caso in cui uno dei due coniugi cambi residenza o il domicilio, l'altro può chiedere se il mutamento interferisce con l'affidamento, la ridefinizione degli accordi o dei provvedimenti adottati, risulta rispettato anche in correlazione con i parametri costituzionali e CEDU, in quanto: il mutamento di residenza non è illecito perché realizzato dal genitore collocatario, la vicinanza dei luoghi non interferisce con il regime di visita, in quanto pienamente esercitabile secondo l'incensurabile valutazione della Corte d'Appello fondata su un esame dei fatti che non può essere rivalutato in sede di sindacato di legittimità se non specificamente censurato nel limitato confine indicato dall'art. 360 n. 5 cod. proc. civ., attualmente vigente ed applicabile alla fattispecie
ordinanza 18 marzo 2014, n. 6208
Rilevato che è stata depositata la seguente relazione ex art. 380 bis cod. proc. civ. in ordine al procedimento civile iscritto al R. G. 16079 del 2013:
“Il relatore designato, visti gli artt. 377, 380 bis e 360 bis cod. proc. civ.,
letti gli atti del procedimento civile iscritto al R.G. 851 del 2013 tra
Rilevato che la Corte d’Appello di Venezia, adita in sede di reclamo avverso il provvedimento emesso ex art. 710 cod. proc. civ. dal Tribunale di Rovigo, ed in riforma del medesimo, stabiliva:
“che il trasferimento di residenza da Rovigo a Padova voluto da N.P., coniuge separata del ricorrente F.Z. e collocataria dei figli minori in affido condiviso ad entrambi i coniugi, doveva ritenersi lecito e non in contrasto con l’interesse dei minori a mantenere un rapporto significativo e continuativo con l’altro genitore, attraverso una più coerente articolazione del diritto di visita, attesa la vicinanza e la facilità di spostamento da Rovigo a Padova;
che la scelta della residenza da parte del genitore affidatario o collocatario costituisce l’esercizio di un diritto inviolabile di libertà garantito dall’art. 16 Cost, rispetto al quale l’altro genitore non può opporre altre ragioni che non siano direttamente collegate all’interesse della prole, come nel caso di un evidente ostacolo all’esercizio del proprio diritto di visita, con conseguente possibilità ai sensi dell’art. 155 quater cod. civ, di una rimodulazione delle condizioni di affidamento;
che doveva essere revocata l’assegnazione della casa coniugale di Rovigo alla Pirogova e respinta la sua richiesta di un contributo economico sostitutivo del vantaggio relativo all’assegnazione della casa coniugale;
nel primo motivo di ricorso viene dedotta la violazione e falsa applicazione dell’art. 29 Cost. e 155 cod. civ. ed art. 8 CEDU in relazione all’art. 360 n. 3 cod. proc. civ.;
nel secondo motivo viene dedotta l’omessa valutazione dei motivi addotti dalla P. a giustificazione del suo trasferimento a Padova, con riferimento a parametri dell’art. 360 n. 3 e n. 4 cod. proc. civ. anche in combinato disposto con gli art.. 132 e 156 cod. civ.
nel terzo motivo viene dedotto l’omesso esame della C.T.U resa nel giudizio di primo grado dal prof. C. nel punto in cui sostiene che “un eventuale trasferimento della madre a Padova dovrebbe poter consentire il rispetto e il mantenimento dell’attuale ripartizione dei tempi di visita, con riferimento ai parametri di cui all’art. 360 n. 3 e 5 cod. proc. civ.
ritenuto in particolare che quanto al primo motivo il parametro costituito dall’art. 155 quater ultimo comma cod. civ. ai sensi del quale “nel caos in cui uno dei due coniugi cambi residenza o il domicilio, l’altro può chiedere se il mutamento interferisce con l’affidamento, la ridefinizione degli accordi o dei provvedimenti adottati”, risulta rispettato anche in correlazione con i parametri costituzionali e CEDU, in quanto:
il mutamento di residenza non è illecito perché realizzato dal genitore collocatario,
la vicinanza dei luoghi non interferisce con il regime di visita, in quanto pienamente esercitabile secondo l’incensurabile valutazione della Corte d’Appello fondata su un esame dei fatti che non può essere rivalutato in sede di sindacato di legittimità se non specificamente censurato nel limitato confine indicato dall’art. 360 n. 5 cod. proc. civ., attualmente vigente ed applicabile alla fattispecie;
alla luce del novellato art. 360 n. 5 cod. proc. civ.. non risulta identificato un fatto decisivo al cui valutazione sia stata omessa dal provvedimento impugnato, tenuto conto del fatto che la Corte d’Appello ha rimodulato il diritto di visita e lo stesso CTU non ha prospettato il diniego del mutamento di residenza;
rigetta il ricorso. Condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese del presente procedimento che liquida in euro 1500 per compensi e euro 200 per esborsi oltre accessori di legge, in favore della contro ricorrente.
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 29 agosto 2014, n. 18462....