Source: http://www.brocardi.it/codice-di-procedura-civile/libro-secondo/titolo-iii/capo-v/art405.html
Timestamp: 2017-01-24 21:22:56+00:00
Document Index: 7507616

Matched Legal Cases: ['art. 405', 'sentenza ', 'art. 405', 'art. 156', 'art. 163', 'art. 164']

Art. 405 codice di procedura civile - Domanda di opposizione - Brocardi.it
Articolo 405Codice di Procedura Civile
Dispositivo dell'art. 405 Codice di Procedura Civile
L'opposizione è proposta davanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza, secondo le forme prescritte per il procedimento davanti a lui (1). La citazione deve contenere, oltre agli elementi di cui all'articolo 163, anche l'indicazione della sentenza impugnata e, nel caso del secondo comma dell'articolo precedente, l'indicazione del giorno in cui il terzo è venuto a conoscenza del dolo o della collusione, e della relativa prova (2).
Si tratta di competenza funzionale come tale non derogabile neanche per motivi di connessione.
L'atto introduttivo deve contenere tutti i requisiti suoi propri oltre quelli ivi specificamente previsti. L'eventuale omissione di uno degli elementi previsti determina la nullità dell'atto.
Cass. n. 10116/1997
Il creditore che agisce con il rimedio della opposizione di terzo revocatoria avverso un decreto ingiuntivo (che si assuma) ottenuto, nei confronti del proprio debitore, da un terzo per effetto di collusione tra questi ultimi, ha l'onere di indicare specificamente, nell'atto di citazione in opposizione, la data della conoscenza di tale collusione e della relativa prova, così come prescritto dall'art. 405, comma secondo, c.p.c., con la conseguenza che la omissione di tale indicazione è causa di nullità dell'atto di citazione, ai sensi dell'art. 156, comma secondo, stesso codice (integrando, in sostanza, una ipotesi di «mancata esposizione dei fatti» richiesta dall'art. 163, n. 4, c.p.c., cui il successivo art. 164, comma quarto, ricollega detto effetto di nullità, peraltro non sanabile con la mera costituzione del convenuto, ma solo con la integrazione successiva della domanda e con effetto soltanto ex nunc, trattandosi di vizio inerente non alla vocatio in ius, ma alla vera e propria editio actionis), atteso il difetto, nell'atto, di uno dei requisiti formali indispensabili al raggiungimento del suo scopo, costituito, nel caso di specie, dall'esigenza di porre immediatamente il giudice e la controparte in condizione di rilevare la tempestività dell'opposizione, in relazione al termine perentorio di trenta giorni dalla scoperta (del dolo o della collusione) stabilito dagli artt. 325 e 326, comma secondo, del codice di rito.
Cass. n. 4798/1991
Cass. n. 514/1977