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Timestamp: 2020-08-13 11:30:42+00:00
Document Index: 150593373

Matched Legal Cases: ['art. 2936', 'art. 2937', 'art. 2938', 'art. 2941', 'art. 2943', 'art. 1167', 'art. 2963', 'art. 1164', 'art. 1141', 'art. 1165', 'art. 2121', 'art. 1166', 'art. 2942', 'art. 1165', 'art. 1166', 'art. 1167', 'art. 2124', 'art. 1165', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1165', 'art. 2944', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2943', 'art. 1165', 'art. 938', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1165', 'art. 2943', 'art. 705', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1165', 'art. 946', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1165', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2943', 'sentenza ']

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Le disposizioni generali sulla prescrizione(1), quelle relative alle cause di sospensione(2) e d'interruzione [1167, 2653 n. 5, 2943](3) e al computo dei termini [2963](4) si osservano, in quanto applicabili, rispetto all'usucapione.
(1) Si tratta degli articoli 2934 e 2940. Tra le disposizioni generali sulla prescrizione è certamente riferibile
all'usucapione esclusivamente l' art. 2936, che riguarda l' inderogabilità della disciplina legale.
Non è, invece, applicabile all'usucapione l'art. 2937 l'art. 2938, circa la rinuncia alla prescrizione: ciò in forza della difficoltà di individuare una rinunzia all'usucapione; essa si connota, infatti, come fatto conseguente all'acquisto a titolo originario della proprietà o di altro diritto reale. Si potrebbe, pertanto, parlare di rinuncia richiamandosi al diritto acquistato con l'usucapione, e non, viceversa, all'usucapione, in sé e per sè.
(2) Circa l'applicabilità all'usucapione delle disposizioni in materia di sospensione della prescrizione, si sottolinea che tale previsione mira ad assicurare il proprietario o il titolare di altro diritto reale sul bene, in ordine al passare del tempo, ai fini dell'usucapione medesima, qualora egli non possa agire a protezione del proprio diritto. Fra le cause di sospensione della prescrizione di cui all'art. 2941, si possono applicare all'usucapione i numeri 5 (l'erede è proprietario in quanto tale dei beni ereditari, così un problema di usucapione in questa ipotesi non si pone), 7 ed 8 (in materia di obbligazioni, cioè di diritti relativi, tipologia ovviamente contrapposta a quella dei diritti reali o assoluti).
(3) Circa l'applicabilità all'usucapione delle disposizioni in tema di interruzione della prescrizione, va rilevato che esse si applicano quasi per la totalità, ad esclusione, peraltro, del comma 4 dell'art. 2943, in tema di obbligazioni; tali motivi d'interruzione sono detti civili, e si differenziano dalla c.d. interruzione naturale, di cui all'art. 1167.
(4) Per quanto riguarda, infine, l'applicabilità all'usucapione delle disposizioni in materia di computo dei termini della prescrizione, si precisa che non si applicano i commi 2 e 4 dell'art. 2963; nel primo caso, la previsione è superflua in materia di usucapione, perché non è indispensabile ai fini della sua realizzazione il compimento di atti formali in un giorno festivo; nel secondo caso, la previsione è, invece, inapplicabile all'usucapione, dal momento che non è previsto, con riferimento ad esse, un termine a mesi, ma ad anni.
550 L'art. 1164 del c.c. regola i modi d'interversione del possesso, agli effetti dell'usucapione della proprietà, da parte di chi abbia un possesso corrispondente all'esercizio di un diritto reale su cosa altrui. Si richiede in questo caso, in conformità di una norma tradizionale, che il titolo del possesso sia mutato o per causa proveniente da un terzo o in forza di opposizione fatta dal possessore contro il diritto del proprietario. La disposizione non costituisce un duplicato di quella dell'art. 1141 del c.c., secondo comma, la quale non concerne l'ipotesi del possessore che tende a invertire il titolo del suo possesso, ma l'ipotesi del detentore che tende a trasformare la detenzione in possesso, per quanto identici in entrambi i casi siano i modi d'interversione. Il tempo necessario per l'usucapione decorre naturalmente dalla data in cui il titolo del possesso fu mutato. Circa le cause di sospensione e d'interruzione dell'usucapione e il computo dei termini, ho richiamato (art. 1165 del c.c.), nei limiti della loro applicabilità, le disposizioni dettate in tema di prescrizione. Il principio che il codice del 1865 sanciva nell'art. 2121 riceve, nell'art. 1166 del c.c., formulazione più chiara e completa, conforme all'interpretazione che del disposto del codice anteriore dava la migliore dottrina. Nel primo comma, l'articolo 1166 esclude che l'impedimento, che può derivare da condizione o da termine, all'esercizio del diritto, nonché le cause di sospensione della prescrizione enunciate nell'art. 2942 del c.c., e cioè le cause di sospensione stabilite con riguardo alla condizione del titolare del diritto (minori non emancipati, interdetti per infermità di mente, militari in servizio in tempo di guerra, ecc.) — le quali, ai sensi dell'art. 1165, sono anche cause di sospensione dell'usucapione — operino, nell'usucapione ventennale, rispetto al terzo possessore di un immobile o di un diritto reale sopra un immobile, ossia rispetto a colui che possiede senza titolo o con titolo a non domino: il corso dell'usucapione ventennale non è impedito nè sospeso, ma il possesso continua a produrre i suoi effetti. Nel secondo comma, l'art. 1166 detta una regola analoga in tema di prescrizione dei diritti reali, escludendo che le menzionate cause impeditive o sospensive della prescrizione siano opponibili al terzo possessore nella prescrizione per non uso dei diritti reali sui beni da lui posseduti: questi diritti si estinguono per non uso, nonostante l'impedimento al loro esercizio o la speciale condizione del titolare. L'art. 1167 del c.c. concerne la così detta interruzione naturale. La disposizione è conforme a quella dell'art. 2124 del codice precedente, che ho tuttavia creduto di integrare al fine di chiarire che l'interruzione si ha come non avvenuta se fu proposta l'azione diretta a ricuperare il possesso e questo venne ricuperato.
Massime relative all'art. 1165 Codice civile
Cass. civ. n. 27170/2018
Ai fini della configurabilità del riconoscimento del diritto del proprietario da parte del possessore, idoneo a interrompere il termine utile per il verificarsi dell'usucapione, ai sensi degli artt. 1165 e 2944 c.c., non è sufficiente un mero atto o fatto che evidenzi la consapevolezza del possessore circa la spettanza ad altri del diritto da lui esercitato come proprio, ma si richiede che il possessore, per il modo in cui questa conoscenza è rivelata o per fatti in cui essa è implicita, esprima la volontà non equivoca di attribuire il diritto reale al suo titolare. Costituendo la c.d. volontà "attributiva" del diritto un requisito normativo del riconoscimento, questa può normalmente desumersi dall'essere state intavolate trattative con i titolari del diritto di proprietà ai fini dell'acquisto in via derivativa, restando invece esclusa quando tali iniziative siano ispirate dalla diversa volontà di evitare lungaggini giudiziarie per l'accertamento dell'usucapione, ovvero di prevenire in via conciliativa la relativa lite.
(Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 27170 del 26 ottobre 2018)
Cass. civ. n. 23850/2018
L'azione di reintegrazione è idonea ad interrompere il possesso "ad usucapionem", non rilevando l'esito dell'azione medesima, ma la volontà di riacquistare il possesso mediante un atto idoneo ad instaurare il giudizio.
(Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 23850 del 2 ottobre 2018)
Cass. civ. n. 29420/2017
L'effetto interruttivo della prescrizione a seguito dell'introduzione di un procedimento di accertamento tecnico preventivo si produce soltanto rispetto al soggetto o ai soggetti nei cui confronti l'accertamento medesimo è demandato, nella prospettiva della successiva instaurazione del procedimento cognitivo per l'accertamento e la tutela del diritto fatto valere.
(Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 29420 del 7 dicembre 2017)
Cass. civ. n. 29419/2017
Le azioni possessorie e quelle cautelari hanno efficacia interruttiva della durata dell'altrui usucapione in corso di perfezionamento anche nel caso di rigetto delle domande, quando siano proposte nella qualità di titolare di un diritto contrapposto ed incompatibile con la situazione possessoria dell'usucapiente.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 29419 del 7 dicembre 2017)
Cass. civ. n. 26327/2016
L'interversione nel possesso non può aver luogo mediante un semplice atto di volizione interna, ma deve estrinsecarsi in una manifestazione esteriore - rivolta specificamente contro il possessore, in maniera che questi possa rendersi conto dell'avvenuto mutamento - dalla quale sia consentito desumere che il detentore abbia cessato d'esercitare il potere di fatto sulla cosa in nome altrui ed abbia iniziato ad esercitarlo esclusivamente in nome proprio, con correlata sostituzione al precedente "animus detinendi" dell'"animus rem sibi habendi". Non rilevano, a tal fine, l'inottemperanza alle pattuizioni in forza delle quali la detenzione era stata costituita, verificandosi, in questo caso, un'ordinaria ipotesi di inadempimento contrattuale, né meri atti di esercizio del possesso, traducendosi gli stessi in un'ipotesi di abuso della situazione di vantaggio determinata dalla materiale disponibilità del bene. (Nella specie, la S.C. ha escluso l'interversione nel possesso, da parte del conduttore ed ex proprietario del bene poi espropriato, osservando, da un lato, che la stipula di contratti di locazione e la percezione dei relativi canoni, lo svolgimento di opere di manutenzione e la gestione delle utenze, erano tutte condotte non rivolte nei confronti del soggetto espropriante, e, dall'altro, che la proposizione del giudizio di opposizione alla stima e della domanda di retrocessione dell'immobile erano atti comportanti il riconoscimento del diritto di quest'ultimo).
Ai sensi degli artt. 1165 e 2944 c.c., l'usucapione della proprietà è interrotta dal riconoscimento del diritto altrui, ossia dal fatto che il possessore “ad usucapionem” riconosca il diritto di proprietà del soggetto cui il bene formalmente appartiene e, in questo senso, implicano certamente un riconoscimento dell'altrui proprietà tanto le domande di opposizione alla stima dell'indennità di esproprio proposte dall'espropriato, quanto quella di retrocessione del bene: l'opposizione alla stima, infatti, presuppone la presa d'atto dell'esproprio, ossia del formale trasferimento coattivo della proprietà del bene a favore dell'espropriante; la domanda di retrocessione, invece, consistendo in una richiesta di ritrasferimento della proprietà del bene all'espropriato sul presupposto che siano venute meno le ragioni dell'atto ablatorio, implica il riconoscimento, da parte dell'ex proprietario, del pregresso passaggio della proprietà del bene all'espropriante per effetto dell'emissione del decreto di esproprio.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 26327 del 20 dicembre 2016)
Cass. civ. n. 20565/2016
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 20565 del 12 ottobre 2016)
Cass. civ. n. 19706/2014
(Cassazione civile, Sez. VI-2, ordinanza n. 19706 del 18 settembre 2014)
Cass. civ. n. 6785/2014
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 6785 del 21 marzo 2014)
Cass. civ. n. 28721/2013
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 28721 del 30 dicembre 2013)
Cass. civ. n. 18353/2013
L'azione di reintegrazione è idonea ad interrompere il possesso "ad usucapionem", anche qualora venga respinta per tardività, atteso che, per l'effetto interruttivo, non rileva l'esito dell'azione, ma la volontà di riacquistare il possesso mediante un atto valido ad instaurare il giudizio.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 18353 del 31 luglio 2013)
Cass. civ. n. 16234/2011
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 16234 del 25 luglio 2011)
Cass. civ. n. 15199/2011
Gli atti di diffida e di messa in mora sono idonei ad interrompere la prescrizione dei diritti di obbligazione, ma non anche il termine per usucapire, potendosi esercitare il possesso anche in aperto e dichiarato contrasto con la volontà del titolare del diritto reale.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 15199 del 11 luglio 2011)
Cass. civ. n. 13625/2009
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 13625 del 11 giugno 2009)
Cass. civ. n. 7847/2008
In tema di usucapione, quando l'interruzione del termine necessario ad usucapire derivi, ai sensi dell'articolo 1165 c.c., dal riconoscimento del diritto del proprietario della cosa su cui il possesso è esercitato, siffatto riconoscimento, per essere operante a tali fini, deve provenire direttamente dal soggetto che lo manifesta o da soggetto abilitato ad agire in nome e per conto di quest'ultimo. (Nella specie è stato negato che, per il solo fatto dell'utilizzo del plurale nelle missive indirizzate al proprietario confinante, nelle quali ci si obbligava ad eliminare affacci e luci abusive, il mittente avesse manifestato anche la volontà della propria consorte di dismettere le predette
servitù illegittime in favore dell'immobile di proprietà esclusiva di quella).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7847 del 26 marzo 2008)
Cass. civ. n. 25250/2006
In tema di usucapione, ai sensi del'art. 1165 c.c. in relazione all'art. 2944 c.c., il riconoscimento del diritto altrui da parte del possessore, quale atto incompatibile con la volontà di godere il bene uti dominus, interrompe il termine utile per l'usucapione. (Nella specie è stata confermata la sentenza impugnata che, nell'escludere l'animus possidendi da parte del possessore, aveva rilevato che il medesimo aveva trattato l'acquisto della proprietà del bene, così manifestando non solo di essere a conoscenza dell'appartenenza del bene ad altri, ma anche di riconoscere l'altrui proprietà).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 25250 del 29 novembre 2006)
Cass. civ. n. 7509/2006
A mente dell'art. 2943, primo comma, c.c., richiamato dall'art. 1165 c.c. in tema di usucapione, la domanda giudiziale ha efficacia interruttiva del decorso del termine utile per usucapire, qualora sia diretta a far valere una pretesa incompatibile con gli effetti derivanti dal trascorrere del termine; pertanto, tale effetto non è prodotto dalla domanda con cui il proprietario del suolo chieda, ai sensi dell'art. 938 c.c., il pagamento del doppio del valore del terreno occupato in buona fede dalla costruzione eretta sul fondo attiguo, in quanto è diretta a dismettere il bene, non già a recuperarne il possesso.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7509 del 30 marzo 2006)
Cass. civ. n. 18207/2004
Gli atti di riconoscimento del diritto altrui, da parte del possessore, interruttivi del termine utile per l'usucapione (artt. 1165 e 2944 c.c.) possono essere provati anche per testimoni, in mancanza di specifica disposizione normativa contraria o limitativa al riguardo.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 18207 del 10 settembre 2004)
Cass. civ. n. 4892/2003
In tema di possesso ad usucapione, con il rinvio fatto dall'art. 1165 c.c. all'art. 2943 c.c. la legge ne elenca tassativamente gli atti interruttivi. Ne consegue che, non essendo compresa in tale elenco, la comparsa di risposta con cui il convenuto nel giudizio possessorio contesta semplicemente l'altrui possesso senza proporre, a sua volta, alcuna specifica domanda diretta a rivendicare la proprietà o il possesso dello stesso bene, non è idonea ad interrompere il decorso del termine utile ad usucapire. Ed in contrario non rileva il divieto di proporre giudizio petitorio nel giudizio possessorio, previsto dall'art. 705 c.p.c. antecedentemente alla sentenza della Corte costituzionale n. 25 del 3 febbraio 1992, giacché l'esercizio di tale azione, ancorché irritualmente esperita, sul piano sostanziale è idoneo ad interrompere l'usucapione, costituendo esercizio del diritto di proprietà e manifestazione della volontà del suo titolare di evitarne la perenzione.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4892 del 1 aprile 2003)
Cass. civ. n. 14917/2001
In tema di usucapione, il rinvio dell'art. 1165 c.c. alle norme sulla prescrizione in generale, ed, in particolare, a quelle relative alle cause di sospensione ed interruzione, incontra il limite della compatibilità di queste con la natura stessa dell'usucapione, con la conseguenza che non è consentito attribuire efficacia interruttiva del possesso se non ad atti che comportino, per il possessore, la perdita materiale del potere di fatto sulla cosa oppure ad atti giudiziali, siccome diretti ad ottenere ope iudicis la privazione del possesso nei confronti del possessore usucapiente. Non sono, invece, idonei come atti interruttivi del termine utile per l'usucapione la diffida o la messa in mora in quanto può esercitarsi il possesso anche in aperto contrasto con la volontà del titolare del diritto reale. (Nella specie, vertendosi in tema di usucapione ad opera della P.A., la Corte ha escluso che potesse attribuirsi valore interruttivo ad un atto introducente un procedimento amministrativo inteso ad accertare l'intervenuto acquisto dell'area di sedime per accessione ai sensi dell'art. 946 c.c. previgente).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 14917 del 23 novembre 2001)
Cass. civ. n. 6647/2001
Il possesso ad usucapione è interrotto dall'attività giudiziale del proprietario diretta ad ottenere ope judicis il recupero del possesso e la sua privazione da parte del possessore usucapiente e non già dalla pretesa esercitata in giudizio da parte di quest'ultimo. (Nella specie la Corte ha escluso che potesse avere efficacia interruttiva della prescrizione acquisitiva la domanda introdotta dal possessore del bene controverso diretta ad ottenere l'esecuzione in forma specifica del contratto preliminare in forza del quale il bene anzidetto era entrato nella sua disponibilità).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 6647 del 14 maggio 2001)
Cass. civ. n. 14733/2000
Per il disposto dell'art. 1165 c.c. l'applicabilità alla prescrizione acquisitiva delle disposizioni relative alla sospensione ed alla interruzione della prescrizione estintiva ha come limite la compatibilità di tali disposizioni con la peculiare natura dell'istituto. Ne discende che ai fini dell'interruzione del decorso del termine utile per l'usucapione sono inidonei quegli atti dispositivi del proprietario che non siano diretti al recupero del possesso, tanto nel caso in cui siano del tutto ignorati dal possessore, quanto nel caso in cui gli siano a qualsiasi titolo notificati o comunicati. Pertanto nessuna rilevanza possono assumere ai fini della decisione sulla domanda di accertamento dell'avvenuta usucapione gli atti di costituzione di ipoteche compiuti dal proprietario del bene, non comportando questi alcun trasferimento dello ius possessionis che il possessore continua ad esercitare, né può riconoscersi effetto interruttivo al processo di esecuzione promosso dai creditori nei confronti del proprietario del bene, restando escluso che il decreto di aggiudicazione emesso in questa sede possa prevalere sull'usucapione maturata in favore del possessore.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 14733 del 14 novembre 2000)
Cass. civ. n. 7028/1995
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7028 del 21 giugno 1995)
Cass. civ. n. 379/1995
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 379 del 13 gennaio 1995)
Cass. civ. n. 4156/1994
L'atto di appello inteso a denunciare l'ultra petizione, consistente nell'avere la sentenza di primo grado riconosciuto un diritto di servitù in un giudizio di regolamento di confini, non ha effetto interruttivo della prescrizione acquisitiva del medesimo diritto, fatta valere, in successivo giudizio dal soggetto convenuto con negatoria servitutis, trattandosi di domanda intesa non ad ottenere il riconoscimento e la tutela della situazione giuridica cui si oppone il possesso ad usucapione, ma la pronuncia, di mero contenuto processuale, in ordine alla determinazione dell'oggetto della lite.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4156 del 29 aprile 1994)
Cass. civ. n. 4215/1987
Il riconoscimento del diritto altrui, da parte del possessore, quale atto unilaterale non recettizio incompatibile con la volontà di godere del bene uti dominus, interrompe il termine utile per l'usucapione (artt. 1165 e 2944 c.c.), anche quando sia effettuato nei confronti di un soggetto diverso dal titolare del diritto stesso.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 4215 del 7 maggio 1987)
Cass. civ. n. 2842/1982
Affinché il riconoscimento del diritto reale sia idoneo a interrompere il termine utile per usucapire, non è sufficiente che il possessore con l'atto di riconoscimento mostri di conoscere il soggetto cui appartiene il diritto da lui esercitato come proprio, ma si richiede che egli per il modo in cui questa conoscenza è rivelata o per i fatti nei quali essa è implicita, manifesti la volontà di attribuire il diritto reale al suo titolare.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2842 del 7 maggio 1982)
Cass. civ. n. 584/1974
Gli atti interruttivi dell'usucapione sono esclusivamente quelli indicati dall'art. 2943 c.c., fatta eccezione per il quarto comma del medesimo articolo che, contemplando gli atti di costituzione in mora del debitore, riguarda il caso particolare dell'interruzione della prescrizione dei diritti di obbligazione, con l'effetto che la relativa disciplina non può essere estesa all'interruzione dell'usucapione dei diritti reali.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 584 del 2 marzo 1974)