Source: https://www.notaiodonatonarciso.it/atti/alle-societa/
Timestamp: 2019-04-19 16:25:28+00:00
Document Index: 46840865

Matched Legal Cases: ['art. 160', 'art. 67', 'art. 182', 'art. 160', 'art. 182', 'art. 161', 'art. 67']

Alle societa » Donato Narciso | Studio Notarile
Operazioni realizzate al di fuori della gestione ordinaria delle società per diverse ragioni, come la modifica della struttura o della forma giuridica dell’impresa, il trasferimento della titolarità dell’azienda o del controllo dell’impresa, ovvero la liquidazione dell’azienda per procedere alla chiusura. Le operazioni straordinarie sono variegate.
Alcune possono riguardare la generalità delle imprese (cessione e conferimento d’azienda; liquidazione ordinaria o coatta), altre solo le società (trasformazioni, fusioni, scissioni, scambio di partecipazioni).
La maggior parte di queste operazioni è volontaria, mentre alcune (come il fallimento o la liquidazione coatta amministrativa) sono obbligatorie.
Altre tipologie includono le operazioni ‘dirette’, come per es. la cessione d’azienda, oppure ‘mediate’ (nel senso che si realizzano attraverso la cessione delle partecipazioni).
Le società di capitali si caratterizzano per la rilevanza che in esse assume l’elemento oggettivo costituito dal capitale che è prevalente rispetto all’elemento soggettivo delle persone dei soci.
Gli elementi che caratterizzano le società di capitali sono individuati:
a) nella responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali limitata al valore del loro conferimento;
b) nella normale libera trasferibilità delle partecipazioni al capitale;
c) nella presenza di organi dotati di competenze specifiche, attraverso i quali la società vive ed opera.
Queste caratteristiche fanno sì che per i terzi che entrano in contatto con tali tipi di società sia importante conoscere il patrimonio della società, dal momento che tale patrimonio costituisce una garanzia del pagamento delle obbligazioni sociali.
Le società di capitali sono strutture societarie idonee per svolgere attività economiche di dimensioni medie e grandi.
Tale categoria include le società per azioni, le società a responsabilità limitata, le società in accomandita per azioni, le società cooperative e le mutue assicuratrici.
Le società di persone si caratterizzano per la rilevanza che in esse assume l’elemento soggettivo rappresentato dalle perone dei soci.
Gli elementi che caratterizzano le società di persone sono individuati:
a) nelle società di persone i soci, alcuni o tutti, rispondono illimitatamente e solidalmente delle obbligazioni sociali, e la loro responsabilità si aggiunge a quella del patrimonio sociale;
b) la quota di un socio illimitatamente responsabile di società di persone non è trasferibile , neanche per causa di morte, senza il consenso degli altri soci, salvo che l’atto costitutivo stabilisca altrimenti, e quindi le società di persone sono tendenzialmente dei gruppi chiusi;
c) ogni socio illimitatamente responsabile è, salvo diversa disposizione del contratto sociale amministratore della società e dunque l’organizzazione interna è ridotta.
Pertanto le modifiche del contratto sociale di regola devono essere assunte all’unanimità e in talune decisioni si fa ricorso al voto per teste.
Queste caratteristiche fanno sì che per i terzi che entrano in contatto con tali tipi di società sia importante conoscere le persone dei soci, dal momento che il loro patrimonio costituisce una garanzia del pagamento delle obbligazioni sociali.
Le società di persone sono strutture societarie idonee per lo svolgimento di attività economiche di dimensioni medio piccole e, rispetto alle società di capitali, presentano il vantaggio di avere una gestione più semplice ed economica, anche dal punto di vista fiscale.
Tale categoria include le società semplici, le società in nome collettivo e le società in accomandita semplice.
Il termine “crisi” in senso finanziario è considerato sinonimo di insolvenza, considerando in crisi, l’impresa che “non sia in grado di fare fronte alle proprie obbligazioni, o meglio, quando vengano meno le condizioni di liquidità e di credito necessarie per adempiere regolarmente e con mezzi normali, alle obbligazioni contratte”.
Operazioni principali.
Le operazioni principali sono la trasformazione, la fusione, la scissione, il conferimento, la cessione e la liquidazione. Per es., si realizza la trasformazione del modello organizzativo della s., attraverso la fusione, quando si concentrano in un’unica struttura societaria il patrimonio e le risorse allocate in altre società. Invece, la scissione aziendale o di rami d’azienda può essere necessaria per alleggerire la struttura sociale esistente. Con la scissione, possono mutare i rapporti di forza tra i soci, ovvero restare invariati rispetto alle condizioni originarie (scissione non proporzionale/proporzionale), ma soggettivamente non muta la proprietà che rimane in capo agli stessi soci originari. Nel caso di conferimento, la società ha proceduto allo scorporo o al conferimento a partecipare nella s. beneficiaria, mentre i soci rimangono proprietari della s. scorporante o conferente.
Gli interessi che ruotano intorno a un’impresa sono numerosi sono e vengono ad essere minacciati dalla crisi della stessa, che spesso è il risultato di un particolare intreccio di condizioni esterne e di fattori interni.
Nell’ambito delle crisi di un’impresa, è possibile distinguere principalmente tra Crisidarigidità e Crisidainefficienza.
La prima, si verifica quando il sistema aziendale incontra notevoli difficoltà con l’ambiente esterno e manifesta l’incapacità dell’impresa di reagire alle mutate condizioni, perché i costi non si adattano in tempi brevi alle diminuzioni della domanda. Le crisi da rigidità sono connesse a cause esterne all’impresa, e dipendono da fattori assolutamente estranei alla stessa e per questo si definiscono causecongiunturali, che risentono dell’ambiente esterno nel quale si trovano a interagire (materie prime, energia, instabilità dei cambi monetari e dei tassi finanziari).
Lacrisidainefficienza riguarda l’ambito interno di un’azienda, e si manifesta quando una o più aree della gestione svolgono la propria attività con rendimenti che non sono in linea con le loro specifiche potenzialità.
Sono causestrutturali di tipo finanziario quantitativo l’eccessivo ricorso al capitale di credito, di tipo finanziario qualitativo, il ricorso a forme di finanziamento molto onerose e di carattere organizzativo e strutturale.
La situazione di crisi è quella fase della vita dell’impresa che pone a rischio la prospettiva della continuazione dell’attività. Il risanamento in queste ipotesi, è ancora possibile.
Con il termine “insolvenza”, una parte della dottrina ritiene si debba intendere una delle forme nelle quali si può manifestare la crisi dell’impresa.
La legge fallimentare del 1942 ha disciplinato, immutata, la materia delle procedure concorsuali per più di sessanta anni.
L’impronta del Legislatore rispondeva ai principi economici e giuridici propri di quel tempo, fondati su una visione patrimonialista di favorcreditoris.
Il concordato preventivo ex art. 160 L.F., il piano attestato di risanamento ex art. 67 co. 3° lettera d) L.F., l’accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis L.F. .
Il “ridisegnato” Concordato preventivo del quale all’art. 160 L.F., contempla e presuppone un accordo rivolto alla ristrutturazione dei debiti ed al collegato soddisfacimento dei crediti, con la possibilità per il proponente di compiere una suddivisione dei creditori in classi secondo posizione giuridica e interessi omogenei, con trattamenti differenziati tra coloro che appartengono alle stesse, e si perfeziona con la sua definitiva omologazione, la quale lo rende efficace anche nei confronti di eventuali creditori dissenzienti. Il concordato preventivo si sostanzia in un procedimento giudiziale che ha bisogno di un accordo tra l’imprenditore e i suoi creditori, in forza del quale il primo, in stato di difficoltà economico-finanziaria, si obbliga a pagare i propri debiti, proponendo un piano che preveda il soddisfacimento dei crediti. L’imprenditore, chiede ai propri creditori di accettare una soddisfazione parziale dei crediti da questi vantati, al fine di scongiurare il fallimento e proseguire l’esercizio dell’impresa.
Trattandosi di un procedimento giudiziale, la proposta di concordato deve essere sottoposta alla procedura di ammissione da parte del Tribunale del luogo nel quale si trova la sede principale dell’impresa.
Approvato il concordato, si procede alla sua successiva omologazione con decreto motivato entro 6 mesi dalla presentazione della proposta, e avvenuta l’omologazione, si apre la fase esecutiva del concordato, che segue le modalità indicate nel decreto di omologazione. La novità più rilevante della Riforma della disciplina fallimentare, consiste nell’introduzione all’interno del nostro ordinamento degli Accordi stragiudiziali (c.d. Workouts).
La società in crisi può proporre ai creditori un piano di risanamento che consenta di uscire dalla situazione di crisi e ai creditori di recuperare in tutto o in parte il loro credito. I creditori sono liberi di aderirvi o meno. Il piano è inoltre svincolato da precisi obblighi pubblicitari. Il piano deve essere oggetto di un’attestazione esterna. Un professionista deve attestare la ragionevolezza e l’idoneità dello stesso a superare la situazione di crisi. Il professionista deve essere iscritto nel registro dei revisori contabili e deve essere scelto, con competenza esclusiva, dalla società stessa.
Un notevole vantaggio deriva inoltre dal fatto che il Legislatore ha stabilito che gli atti e i pagamenti posti in essere in esecuzione del Piano, siano esenti da revocatoria fallimentare, in caso di successivo fallimento della società, la legge esonera espressamente da revocatoria a qualsiasi atto, pagamento o garanzia concessa sui beni del debitore posti in essere in esecuzione del piano attestato.
Il secondo tipo di accordo stragiudiziale introdotto dalla Riforma è l’Accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis L.F. Si tratta, in realtà, di un accordo caratterizzato da due fasi. Una stragiudiziale, nella quale l’imprenditore in crisi rinegozia con i propri creditori la situazione debitoria, e una giudiziale, nella quale il Legislatore, fa derivare l’effettiva produzione degli effetti legali dell’accordo, al Tribunale, e per questo motivo possiamo parlare di workout“ibrido”.
L’imprenditore in stato di crisi può chiedere, depositando la documentazione di cui all’art. 161 L.F., l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti stipulato con i creditori rappresentanti almeno il 60 % dei crediti, unitamente a una relazione redatta da un professionista in possesso dei requisiti di cui all’art. 67, co. 3°lett. d) sull’attuabilità dell’accordo stesso, con particolare riferimento alla sua idoneità che assicuri il regolare pagamento dei creditori estranei.
L’accordo è pubblicato nel registro delle imprese e acquista efficacia dal giorno della sua pubblicazione. Dalla data di pubblicazione e per 60 giorni, i creditori per titolo e causa anteriori a questa data, non possono iniziare o proseguire azioni cautelari sul patrimonio del debitore.
Entro 30 giorni dalla pubblicazione, i creditori possono proporre opposizione. Il Tribunale, decise le opposizioni, procede all’omologazione in camera di consiglio e con decreto motivato.
È controverso in dottrina, se il giudizio di omologazione debba riguardare anche la valutazione dell’idoneità del piano ad assicurare l’integrale e tempestivo pagamento dei creditori estranei, o se tale giudizio debba limitarsi ad un controllo che riguardi l’assoluto rispetto dei criteri di legge posti a fondamento dell’accordo e della sua non contrarietà a norme imperative. Nel silenzio della legge, deve ritenersi che, ove l’impresa non adempia agli obblighi assunti con l’accordo di ristrutturazione, i creditori aderenti possano domandare la risoluzione dello stesso secondo la disciplina generale prevista in materia contrattuale. I creditori estranei all’accordo non hanno invece interesse ad agire, perché non possono essere lesi dall’accordo.