Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_mediazione/13
Timestamp: 2020-08-03 14:50:02+00:00
Document Index: 101672328

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 27', 'art. 91', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 47', 'art. 47']

1. Quando il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice esclude la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, riferibili al periodo successivo alla formulazione della stessa, e la condanna al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente relative allo stesso periodo, nonche' al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di un'ulteriore somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto. Resta ferma l'applicabilita' degli articoli 92 e 96 del codice di procedura civile.. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano altresi' alle spese per l'indennita' corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all'esperto di cui all'articolo 8, comma 4.
2. Quando il provvedimento che definisce il giudizio non corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice, se ricorrono gravi ed eccezionali ragioni, puo' nondimeno escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice per l'indennita' corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all'esperto di cui all'articolo 8, comma 4. Il giudice deve indicare esplicitamente, nella motivazione, le ragioni del provvedimento sulle spese di cui al periodo precedente.
3. Salvo diverso accordo le disposizioni precedenti non si applicano ai procedimenti davanti agli arbitri (1) (2).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 84, comma 1, lettera n) del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98, con la decorrenza indicata nell'articolo 84, comma 2, del medesimo decreto.
(2) La Corte Costituzionale con sentenza 6 dicembre 2012, n. 272 aveva dichiarato, riguardo il precedente testo, in via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 l'illegittimita' costituzionale del presente articolo, escluso il periodo «resta ferma l'applicabilita' degli articoli 92 e 96 del codice di procedura civile».
Procedimento civile - Liquidazione delle spese di soccombenza - Spese di mediazione - Distinzione tra spese stragiudiziali e spese giudiziali.
In ordine alla liquidazione delle spese della fase di mediazione, non si ritiene (in consapevole contrasto con Cass. 16990/2017) trattarsi di autonoma voce di danno da provarsi e da dover essere oggetto di condanna al risarcimento anzichè di mera liquidazione ex art. 91 c.p.c.
Una volta che siano state ritenute funzionali alla difesa della parte vittoriosa, non è, infatti, condivisibile la tesi che distingue il fondamento per la imputabilità delle spese legali di soccombenza a seconda che esse siano maturate nella fase stragiudiziale (come quelle relative al procedimento di mediazione) o nella successiva fase giudiziale, dovendo esso essere identico per ovvie ragioni di identità e coerenza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 09 Aprile 2018. Segue...
Mediazione - Delegata del giudice - Scelta dell'organismo di mediazione - Regolamento con clausole limitative del potere del mediatore di formulare la proposta di conciliazione anche quando le parti non ne facciano concorde richiesta.
Nella scelta dell’organismo di mediazione, è opportuno che le parti si rivolgano ad enti il cui regolamento non contenga clausole limitative del potere, riconosciuto al mediatore dall’art. 11, secondo comma, del D. Lgs. n. 28/10, di formulare una proposta di conciliazione quando l’accordo amichevole tra le parti non è raggiunto, in particolare restringendo detta facoltà del mediatore al solo caso in cui tutte le parti gliene facciano concorde richiesta; tali previsioni regolamentari frustrano, infatti, lo spirito della norma – che è quello di stimolare le parti al raggiungimento di un accordo – e non consentono al giudice di fare applicazione delle disposizioni previste dall’art. 13 del citato decreto, in materia di spese processuali, così vanificandone la ratio ispiratrice, tesa a disincentivare rifiuti ingiustificati di proposte conciliative ragionevoli. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vasto, 23 Giugno 2015. Segue...
Mediazione - Mancato raggiungimento di un accordo amichevole - Proposta di conciliazione da parte del mediatore in mancanza di concorde richiesta delle parti - Passaggio fondamentale della procedura di mediazione - Equa riparazione per violazione del termine di ragionevole durata del processo - Conseguenze - Introduzione nell'ordinamento di meccanismi dissuasivi di comportamenti processuali protesi alla coltivazione della soluzione giudiziale della controversia.
La formulazione di una proposta di conciliazione da parte del mediatore – tutte le volte in cui le parti non abbiano raggiunto un accordo amichevole ed anche in assenza di una richiesta congiunta delle stesse – costituisce un passaggio fondamentale della procedura di mediazione, vieppiù valorizzato dalle disposizioni del D.L. 22.06.2012 n. 83, il quale – modificando l’art. 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89, in tema di equa riparazione per violazione del termine di ragionevole durata del processo – ha introdotto il comma 2 quinquies, a norma del quale “non è riconosciuto alcun indennizzo: […] c) nel caso di cui all'articolo 13, primo comma, primo periodo, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28”, con ciò confermando la tendenza del legislatore ad introdurre nell’ordinamento meccanismi dissuasivi di comportamenti processuali ostinatamente protesi alla coltivazione della soluzione giudiziale della controversia, la cui individuazione presuppone necessariamente la previa formulazione (o, comunque, la libera formulabilità) di una proposta conciliativa da parte del mediatore ed il suo raffronto ex post con il provvedimento giudiziale di definizione della lite. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vasto, 23 Giugno 2015. Segue...
La direttiva 2008/52/CE, letta alla luce dell'art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, non osta ad una normativa nazionale, come quella italiana, che preveda - per la parte che ingiustificatamente non partecipi al procedimento di mediazione – che il giudice successivamente investito della controversia possa desumere argomenti di prova dalla mancata partecipazione e la condanna ad una somma corrispondente al contributo unificato. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Commissione Europea, 02 Aprile 2012. Segue...
La direttiva 2008/52/CE, letta alla luce dell'art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, osta ad una normativa nazionale, come quella italiana, che assortisce il procedimento di mediazione di tipo obbligatorio di sanzioni economiche in grado di incidere sulla libertà delle parti di porre fine al procedimento di mediazione in qualsiasi momento e pertanto di limitare, in maniera sproporzionata, l'esercizio del diritto d'accesso al giudice. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Commissione Europea, 02 Aprile 2012. Segue...