Source: http://www.pensioniscuola.it/schede/Cessazcoatta.htm
Timestamp: 2019-11-22 04:49:29+00:00
Document Index: 55225041

Matched Legal Cases: ['art. 72', 'art. 72', 'art. 509', 'art. 4', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 34', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 6']

CESSAZIONI PER LIMITI DI SERVIZIO O DI ETA'
Cessazioni d'ufficio per limite di servizio
Il principio é stato introdotto dal comma 11 dell'art. 72 della legge 133/08 per il triennio 2009-2011.
Il decreto legge n. 138/11 convertito nella legge n. 148 del 14/9/2011 ha prolungato la scadenza al 31/12/2014.
E' prevedibile un'ulteriore rinvio della scadenza, in mancanza del quale la norma esaurisce i suoi effetti nel 2014.
Nel 2015 sono interessati (quindi potrebbero essere dimessi a discrezione dell'Amministrazione) coloro che al 31 agosto maturano:
a) uomini e donne: 40 anni se al 31/12/2011 avevano maturato i requisiti per la pensione (quota 96)
b) uomini: 42 anni e 6 mesi
c) donne: 41 anni e 6 mesi
Deroghe: non si può procedere con la cessazione d'ufficio:
- se il dipendente matura un passaggio di classe entro il periodo di vigenza della norma e in considerazione dell'anno scolastico già in corso entro il 31 agosto 2015 (vedi nota del MIUR Prot. n. AOOODGPER 1610 del 24/2/2011). Naturalmente tenendo presenti le disposizioni relative al blocco degli scatti.
- se il dipendente ha meno di 62 anni e cessando incorre nella penalizzazione prevista dalla legge 214/11
"Possono essere dimessi d'ufficio ..." oppure " Sono dimessi d'ufficio"
Non é un giochino di parole, ma effettivamente si esprimono due concetti differenti.
La legge in origine diceva "possono" ovvero l'Amministrazione valuta ogni singolo caso, ma le indicazioni applicative fornite dal MIUR dicevano "sono", In seguito sono state introdotte le deroghe indicate sopra.
infatti nella direttiva 94 del 4/12/09 si diceva:
"Qualora da più puntuali accertamenti attivati, da parte dei Dirigenti Scolastici, si verifichi l’esistenza di tale condizione sarà inoltrato, dagli stessi, il dovuto preavviso di risoluzione del rapporto di lavoro, da comunicare entro il 28 febbraio 2010".
E più avanti si raccomandava una particolare attenzione per il personale in esubero, anche perché è noto che non si può applicare il comma 11 in assenza dei decreti di valutazione dei servizi preruolo: "Ai fini dell’applicazione dell’art. 72, comma 11, l’Amministrazione assume come prioritaria l’esigenza di evitare l’insorgere di esubero e di favorirne massimamente il riassorbimento."
Fino al 2012 sono stati applicati questi principi, la circolare sui pensionamenti 2012, la n. 23 del 20/3/2012, ribadiva la validità delle indicazioni contenute nella direttiva 94.
La circolare sui pensionamenti 2013, la n. 98 del 23/12/12, non ha evidenziato più come riferimento normativo la direttiva 94 ed inoltre ha ripreso rivedendola la precisazione sul personale in esubero già contenuta nella direttiva 94: "Ai fini dell’applicazione dell’articolo 72 c.11 è necessario valutare l’esistenza di una situazione di esubero del posto, classe di concorso o profilo di appartenenza dell’interessato, sia a livello nazionale che provinciale."
Ma é significativo che viene esteso a chi matura la pensione anticipata il diritto a chieder la pensione + il part-time, a differenza dall'anno precedente in cui questa prerogativa era riservata a chi nel 2011 aveva maturato quota 96.
Ciò lascia presumere che da quest'anno le dimissioni d'ufficio per pensione anticipata non siano obbligatorie, ma a facoltà dell'amministrazione.
La circolare sui pensionamenti 2015 n. 18851 del 11/12/14, ha confermato le indicazioni contenute in quella dello scorso anno.
Adempimenti - L'amministrazione è tenuta a comunicare al dipendente la cessazione con un preavviso di sei mesi, pertanto entro l'ultimo giorno di febbraio.
Può procedere con la comunicazione se l'anzianità maturata è documentata da:
- certificato/i di servizio
- decreti di computo – riscatto – ricongiunzione emessi dall'U.S.P. oppure dall'INPDAP
- accettazione da parte dell’interessato dei decreti che comportano il pagamento di un onere
Cessazioni d'ufficio per limite di età
L'amministrazione procede con le dimissioni d'ufficio, senza alcun preavviso:
a) se il dipendente matura entro il 31 agosto l'età ordinamentale (per la scuola 65 anni) e ha i requisiti minimi per ottenere la pensione a partire dal 1° settembre;
b) se il dipendente matura entro il 31 agosto i requisiti per la pensione di vecchiaia ovvero 66 anni e 3 mesi e possiede entro il 31 dicembre il servizio minimo (20 anni oppure 15).
Pertanto chi aveva maturato quota 96 al 31/12/11 ed ha compiuto i 65 anni entro il 31/8/2012, è stato dimesso d'ufficio dal 1/9/2012.
In caso di mancanza dei requisiti minimi per la pensione, l'amministrazione mantiene il rapporto di lavoro fino a quando il dipendente non li matura, ma comunque non oltre i 70 e 3 mesi di età.
Per il personale che al 31 agosto ha compiuto i 65 anni ed ha maturato i requisiti per la pensione (41 anni e 6 mesi/42 anni e 6 mesi oppure quota 96 al 31/12/11), per effetto del decreto legge 90 del 24/6/2014 non possono più essere concessi i due anni di prolungamento del servizio.
Pertanto diventa obbligatorio per l'amministrazione procedere con le dimissioni d'ufficio.
I requisiti minimi in mancanza dei quali non si procede con la cessazione d'ufficio in presenza dei 65 anni al 31 agosto sono:
a) per le donne 41 anni e 6 mesi al 31 dicembre
b) per gli uomini 42 anni e 6 mesi al 31 dicembre
c) aver maturato quota 96 al 31/12/2011
Per chi non è stato dimesso d'ufficio con i 65 anni per mancanza dei requisiti di cui sopra, le cessazioni d'ufficio diventano obbligatorie al compimento di 66 anni e 3 mesi al 31 agosto, unitamente al servizio minimo richiesto per la pensione e cioé 20 anni (in rari casi 15) di anzianità al 31 dicembre.
A mio avviso, l'introduzione del principio del mantenimento del rapporto di lavoro fino alla maturazione dei requisiti minimi, evidenziato dalla circolare n. 2 della Funzione Pubblica del 8 marzo 2012, sembrava aver tolto ogni limite al mantenimento in servizio.
In realtà la stessa Funzione Pubblica, con la nota 55888 del 4/4/2013 in risposta ad un quesito, ripropone i vantaggi e i limiti previsti previsti dal comma 3 dell'art. 509 del T.U. 297/94: 70 anni e tre mesi di età (vedi più avanti nella normativa di riferimento).
Con questo principio i parametri di riferimento, da avere entro il 31 agosto, per essere dimessi d'ufficio possono essere:
a) 65 anni se in possesso dei requisiti minimi per la pensione
b) oltre i 65 anni: l'età alla quale si maturano i requisiti minimi per la pensione, col limite di 70 anni + i mesi aggiunti per le aspettative di vita (dal 2013 3).
L'ETA' ORDINAMENTALE - Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, il limite di età previsto dal proprio ordinamento non coincide con quello necessario per la pensione di vecchiaia; per il personale della scuola resta quello indicato dall'art. 4 del DPR 1092/73: 65 anni.
Lo conferma la circolare n. 2 del 8/3/2012 della Funzione Pubblica.
L'Amministrazione deve procedere alla cessazione d'ufficio appena il dipendente compie i 65 anni, con deroga per il periodo:
- della prosecuzione del servizio concessa a domanda
- del raggiungimento della finestra di uscita
- fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione se non ancora maturati
Riportiamo lo stralcio della circolare:
Come detto, la nuova disciplina riguarda i requisiti per l'accesso al trattamento; l'art. 24 non ha invece modificato il regime dei limiti di età per la permanenza in servizio, la cui vigenza, anzi, è stata espressamente confermata (comma 4 dell'art. 24). Occorre pertanto chiarire che rimangono vincolanti per tutti i dipendenti i limiti fissati dalla normativa generale (compimento del 65° anno di età in base all'art. 4 del d.P.R. n. 1092 del 1973 per i dipendenti dello Stato e all'art. 12 della 1. n. 70 del 1975 per i dipendenti degli enti pubblici, limiti applicabili in via analogica anche alle altre categorie di dipendenti in mancanza di diversa indicazione normativa) e quelli stabiliti per particolari categorie (ad esempio, compimento del 70° anno di età per i magistrati, gli avvocati e procuratori dello Stato ed i professori ordinari in base rispettivamente all'art. 5 del r.d.lgs. n. 511 del 1946, all'art. 34 del r.d. n. 1611 del 1933 e all'art. 19 del d.p.r. n. 382 del 1980). In base ai principi generali, una volta raggiunto il limite di età ordinamentale l'amministrazione prosegue il rapporto di lavoro o di impiego con il dipendente sino al conseguimento del requisito minimo per il diritto alla pensione (il principio della prosecuzione si desume dall'art. 6, comma 2 bis, del d.l. n. 248 del 2007, convertito in 1. n. 31 del 2008, a proposito del reintegro sul posto di lavoro a seguito di licenziamento). Inoltre, per i dipendenti che hanno maturato il diritto a pensione (diversa da quella di vecchiaia), l'età ordinamentale costituisce il limite non superabile (se non per il trattenimento e per la finestra) in presenza del quale l'amministrazione deve far cessare il rapporto di lavoro o di impiego.
1 - Comma 5 dell'art. 2 del decreto legge n. 101 del 31/8/2013 convertito nella legge n. 125/13.
5. L'articolo 24, comma 4, secondo periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito in legge 22 dicembre 2011, n. 214, si interpreta nel senso che per i lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni il limite ordinamentale, previsto dai singoli settori di appartenenza per il collocamento a riposo d'ufficio e vigente alla data di entrata in vigore del decreto-legge stesso, non e' modificato dall'elevazione dei requisiti anagrafici previsti per la pensione di vecchiaia e costituisce il limite non superabile, se non per il trattenimento in servizio o per consentire all'interessato di conseguire la prima decorrenza utile della pensione ove essa non sia immediata, al raggiungimento del quale l'amministrazione deve far cessare il rapporto di lavoro o di impiego se il lavoratore ha conseguito, a qualsiasi titolo, i requisiti per il diritto a pensione.
2 - Questo concetto era stato già esplicitato dalla circolare n. 2 del 8 marzo 2012 della Funzione Pubblica:
In base ai principi generali, una volta raggiunto il limite di età ordinamentale l'amministrazione prosegue il rapporto di lavoro o di impiego con il dipendente sino al conseguimento del requisito minimo per il diritto alla pensione (il principio della prosecuzione si desume dall'art. 6, comma 2 bis, del d.l. n. 248 del 2007, convertito in 1. n. 31 del 2008, a proposito del reintegro sul posto di lavoro a seguito di licenziamento). Inoltre, per i dipendenti che hanno maturato il diritto a pensione (diversa da quella di vecchiaia), l'età ordinamentale costituisce il limite non superabile (se non per il trattenimento e per la finestra) in presenza del quale l'amministrazione deve far cessare il rapporto di lavoro o di impiego.
Finora la norma di riferimento per chi compiva i 65 anni e non aveva maturato i requisiti minimi per la pensione era il DPR 297/94.
I commi 4 e 5 sono stati modificato per cui il prolungamento non è più un diritto, ma è a discrezione dell'Amministrazione.
ll comma 3, é stato richiamato come valido e vigente dalla nota della FP del 4/4/2013:
3. Il personale, che, al compimento del sessantacinquesimo anno di età, non abbia raggiunto il numero di anni richiesto per ottenere il minimo della pensione, può essere trattenuto in servizio fino al conseguimento di tale anzianità minima e, comunque, non oltre il settantesimo anno di età.
2 - Art. 1 del decreto legge n. 90 del 24/6/2014
Sono abrogati l'articolo 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, l'articolo 72, commi 8, 9, 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e l'articolo 9. comma 31, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
Salvo quanto previsto dal comma 3, i trattenimenti in servizio in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto sono fatti salvi fino al 31 ottobre 2014 o fino alla loro scadenza se prevista in data anteriore. I trattenimenti in servizio disposti dalle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e non ancora efficaci alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge sono revocati.
Il 23/12/13 é stata emanata la nota con le indicazioni operative per i pensionamenti 2014.
L'abbiamo attesa con ansia nella speranza che il MIUR facesse luce su alcuni aspetti poco chiari, invece dobbiamo constatare con rammarico che sono aumentate le ambiguità e le contraddizioni.
Per questo motivo si è ritenuto di dedicare all'argomento una pagina di osservazioni e rilievi che trovate tra le NEWS.