Source: https://www.exeo.it/free/opere-interventi-edilizi-impianti-distribuzione-carburante
Timestamp: 2018-05-26 17:56:15+00:00
Document Index: 151447228

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 83', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 31', 'art. 27', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 2']

DISTANZA MINIMA, VINCOLO PAESAGGISTICO
CAMPANIA, FRIULI, VENETO
L'entrata in vigore del D. Lgs. 32/1998 ha innovato la disciplina in materia di impianti di distribuzione di carburanti, operando una liberalizzazione del settore attraverso l'eliminazione del regime concessorio previsto dalla previgente legge 745/1970.
Non è consentito ai comuni opporre alla presentazione di istanze tese alla installazione di impianti di carburanti una zonizzazione urbanistica diversa da quella di tipo A, ma resta possibile e consentito opporre l'incompatibilità dell'intervento con le disposizioni edilizie del piano regolatore, le prescrizioni concernenti la sicurezza sanitaria, ambientale e stradale, le disposizioni per la tutela dei beni storici e artistici, nonché le norme di indirizzo programmatico delle regioni.
L' attività di distribuzione di carburanti pur essendo un servizio pubblico non è annoverabile tra quelli di pubblica utilità destinatari di disposizioni agevolative.
Qualora le N.T.A. del P.R.G. consentano nuove stazioni di servizio e distributori di carburante solo al di fuori delle zone urbane, è necessario prendere a riferimento la perimetrazione del ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ato effettuata ai fini urbanistici, a nulla rilevando quella disposta ai sensi dell'art. 4 D. Lgs. 285/1992, che viene in considerazione ai soli fini dell'attuazione della disciplina della circolazione stradale.
Le disposizioni dettate in materia di sportello unico operano sul piano organizzativo dell'amministrazione e non possono per ciò stesso confliggere con disposizioni normative che contengono la disciplina sostanziale di determinate materie (nel caso il d. legislativo n. 32 del 1998, che disciplina il settore degli impianti di carburanti).
Gli impianti di distribuzione di carburante, considerato il loro limitato impatto ambientale e la natura non residenziale della struttura, non si palesano certamente idonei a snaturare la destinazione impressa dall'ente locale a determinate aree, quali quelle agricole.
In mancanza di una disciplina regionale in materia di distribuzione di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., continua a trovare applicazione, in via suppletiva, la normativa statale di cui al D. Lgs. 32/1998 che espressamente riconosce la competenza comunale a regolamentare l'attività di distribuzione del carburante.
Anche in assenza di una norma espressa attributiva del potere di disciplina delle condizioni di rilascio dell'autorizzazione all'esercizio di nuovi impianti di distribuzione di carburanti, in presenza della perdurante inerzia regionale il principio di necessaria continuità della funzione amministrativa impone al Comune di dotarsi di un atto di pianificazione che, nel rispetto della disciplina legislativa vigente, consenta di esaminare le istanze di rilascio delle prescritte autorizzazioni.
L'obiettivo di riduzione del numero degli impianti di distribuzione di carbura... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...al D.M. 31.10.2001 deve ritenersi definitivamente superato dall'art. 83-bis n. 17 d.l. 112/2008 conv. in legge 133/2008 a mente del quale, al fine di garantireil rispetto delle disposizioni comunitarie in materia di concorrenza, l'installazione di un nuovo impianto di distribuzione di carburanti non può essere subordinato alla chiusura di impianti esistenti né al rispetto di vincoli relativi a contingentamenti numerici o a distanze minime tra impianti.
La realizzazione di impianti di distribuzione di carburanti è compatibile con qualsiasi destinazione urbanistica di un'area ad eccezione delle zone A e delle aree gravate da particolari vincoli.
La possibilità di costruire impianti di distribuzione di carburante senza necessità di ricorrere ad apposite procedure di variante va circoscritta alle sole destinazioni di zona, rinvenendo la sua ratio nell'attitudine degli impianti di distribuzione del carburante ad adiuvare qua... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ttività.
La destinazione di un'area a zona agricola non è di per sé ostativa all'installazione di impianti di distribuzione di carburante trattandosi, in ogni caso, di infrastrutture al servizio della zona.
Gli enti locali hanno la facoltà di consentire, in sede di pianificazione della rete, la localizzazione di nuovi impianti di distribuzione del carburante anche nelle zone del p.r.g. soggette a diversa destinazione, purché non sottoposte a particolari vincoli, e fatto salvo il potere pianificatorio per motivi di interesse pubblico allo stesso connessi.
La realizzazione di impianti di distribuzione del carburante è compatibile con qualsiasi destinazione urbanistica dell'area esclusa la zona "A" e le aree gravate da particolari vincoli.
La destinazione a zona agricola di una determinata area del territorio comunale non osta all'installazione di un impianto di distribuzione di carburante, rientrando questo tra le opere catalogabili lato sensu come opere di urbanizzazion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a e infrastrutture complementari al servizio della circolazione stradale, mentre la destinazione agricola di una zona di piano ha di norma la finalità di evitare l'ulteriore espansione dell'edilizia residenziale e non preclude, quindi, l'esecuzione di opere che non determinino ulteriori insediamenti abitativi.
Non essendo la zona agricola di per sé ostativa alla realizzazione degli impianti di realizzazione di carburanti, siffatti impianti possono essere autorizzati senza alcuna variazione allo strumento urbanistico e senza ricorrere all'autorizzazione in deroga.
Gli impianti di distribuzione di carburante sono compatibili con qualsiasi destinazione di zona stante la loro attitudine a servire in relazione a ogni tipo di attività, sicché è stato affermato che la loro localizzazione, ai sensi del D.Lgs. n. 32 del 1998, art. 2, non è esclusa neppure dalla destinazione dell'area a verde pubblico o a verde attrezzato.
La destinazione agricola non preclude l'installazione di impianti di distribuzione di carburanti che, in quanto servizi a rete, sono diffusi in tutte le zone urbanistiche, salvo eccezioni espresse basate su particolari ragioni, e sono catalogabili come opere di urbanizzazione secondar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...trutture complementari al servizio della circolazione stradale che, come tali, non determinano ulteriori insediamenti abitativi.
Ai sensi dell'art. 2, co. 1-bis, D. Lgs. 32/1998 le previsioni di piano, finalizzate ad agevolare l'apertura di nuovi impianti di distribuzione di carburante, che si pongano in contrasto con le prescrizioni urbanistiche (purché in assenza di peculiari regimi vincolistici) non sono illegittime, ma valgono piuttosto, a tutti gli effetti di legge, quale adeguamento degli strumenti urbanistici, nel senso che ne conformano in via diretta i contenuti, senza necessità di ricorrere al procedimento di variante, che resta invece obbligatorio ove la previsione del piano di razionalizzazione della rete introduca una disciplina maggiormente restrittiva rispetto a quella urbanistica.
La localizzazione di un impianto di distribuzione di carburante non è esclusa dalla destinazione della area relativa a verde pubblico o a verde attrezzato, atteso che gli impianti di distribuzione del carburante sono da ritenere compatibili con qualsiasi destinazione di zona, stante la loro attitudine di servire a ogni tipo di attività.
In sede di adozione del piano carburanti, il Comune non può introdurre u... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ndiscriminato di localizzazione degli impianti in determinate zone, trattandosi di una prescrizione estranea all'ambito del potere conferito dal legislatore all'ente locale, e, comunque, di una prescrizione che, essendo preordinata a modificare il vigente strumento urbanistico, deve, per diventare concretamente operante, essere sottoposta all'approvazione della Regione.
L'impianto di distribuzione carburanti, in quanto complementare a servizio della zona, è una infrastruttura potenzialmente compatibile con qualunque destinazione urbanistica, salvo espressi divieti, per cui non necessita di una variante di piano, costituendo piuttosto la sua localizzazione un mero adeguamento degli strumenti urbanistici.
La disciplina nazionale in materia di installazione degli impianti di carburante e, segnatamente, quella relativa agli obblighi di distanze minime (d. lgs. 32/1998 e legislazione regionale attuativa cui è rimessa, ai sensi dell'art. 1, co. 2, del medesimo decreto, l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i norme di indirizzo programmatico attraverso le quali sono introdotti gli obblighi di rispetto delle distanze minime), deve essere disapplicata in quanto contrastante con il principio comunitario di libertà di stabilimento.
Una normativa di diritto interno come quella italiana, che prevede distanze minime obbligatorie fra gli impianti stradali di distribuzione di carburanti, costituisce una restrizione alla libertà di stabilimento sancita dal trattato; una disciplina del genere, infatti, applicandosi unicamente ad impianti nuovi e non ad impianti già esistenti prima della sua entrata in vigore, pone condizioni all'accesso all'attività della distribuzione di carburanti e, favorendo gli operatori già presenti sul territorio italiano, è idonea a scoraggiare, se non ad impedire, l'accesso al mercato da parte di imprenditori comunitari.
Le distanze minime dalle intersezioni previste dall'art. 22 d. lgs. 285/1995 per gli imp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rburanti non si applicano qualora il tratto di strada contiguo al distributore conduca a residenze private e sia comunque sbarrato ai flussi veicolari generali: in tal caso infatti non può darsi "intersezione", atteso che non si è in presenza di una vera e propria "strada", che è soltanto l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione.
La distanza tra impianti di distribuzione di carburante deve essere misurata tra gli accessi veicolari dei singoli impianti, non rilevando la effettiva distanza degli eventuali confini dei lotti di insistenza.
Nella Regione Campania, l'amministrazione non ha alcun obbligo di valutare il progetto di trasferimento dell'impianto di erogazione del carburante p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...al titolare qualora, dopo il decesso di questi, gli eredi non abbiano avviato entro un anno dall'apertura della successione, ai sensi dell'art. 31 commi 9, 10 e 11 della L.R. n. 27/94, un nuovo provvedimento di concessione, previa dimostrazione del possesso dei requisiti di cui alle lettere a, b, e, m del co. 1° dell'art. 27.
A mente dell'art. 2, comma 1, della l.r. Friuli-Venezia Giulia n. 8/2002, l'installazione e l'esercizio degli impianti di distribuzione dei carburanti presuppongono necessariamente il possesso dell'autorizzazione ivi contemplata, rilasciata dal Comune secondo le modalità di cui alla stessa legge ed al Piano di programmazione e razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti.
Nella Regione Friuli-Venezia Giulia il rilascio dei titoli abilitativi edilizi aventi ad oggetti gli impianti di distribuzione di carburante è subordinato all'esistenza dell'autorizzazione di cui all'art. 2, comma 1 della legge regionale n. 8/2002.
OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DI CARBURANTE --> REGIONI E PROVINCE --&g... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r />
L'art. 17 D.G.R. Veneto 1532/2004, che prevede che attività come l'autolavaggio possano legittimamente svolgersi "nelle aree di pertinenza" degli impianti di distribuzione di carburante, situati all'interno delle fasce di rispetto, va interpretato nel senso che sia necessaria non solo l'esistenza di un collegamento oggettivo e funzionale tra l'impianto di distribuzione carburanti e le attività accessorie, ma anche la presenza di un legittimo titolo di disponibilità per tutte le aree interessate, per cui il proprietario dell'impianto di distribuzione di carburante bene principale deve possedere anche l'area indicata come pertinenziale.
Gli impianti di carburante sono compatibili con le diverse parti del territorio, ad eccezione di quelle comprese in zona territoriale omogenea A ovvero soggette a particolari vincoli paesaggistici, ambientali o monumentali con l'effetto che essi non devono di necessità essere collocati in zona territoriale omogenea a destinazione industriale.
Nell'ammettere gli impianti di distribuzione di carburanti in zona agricola, il D.Lgs n. 32 del 1998, art. 2, c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... fa espressamente salvi i vincoli paesaggistici, ambientali ovvero monumentali esistenti sul territorio.
Nel caso in cui la zona destinata ad un distributore di carburante sia sottoposta al vincolo paesistico ordinario, è sufficiente che la Regione conceda il "nullaosta" affinché l'intervento proposto, compatibile col vincolo e richiedente il mero adeguamento del P.R.G., non renda necessario il parere del S.U.P. della Provincia.
Nella Regione Lazio non si può ritenere la sussistenza di un obbligo generalizzato all'adozione della variante allo strumento urbanistico vigente nel caso in cui la localizzazione dell'impianto di distribuzione dei carburanti sia stata effettuata in zona assoggettata a vincolo.