Source: https://www.psicologi-roma.com/valutazione_danno_psichico.htm
Timestamp: 2020-02-22 21:41:43+00:00
Document Index: 160363763

Matched Legal Cases: ['art. 2059', 'art 2059', 'art 32', 'art 32', 'art 2059', 'art. 2', 'art.2']

﻿ Valutazione per il risarcimento del danno psichico | Roma
l danno morale (risarcibile in base all’art. 2059 c.c.) consiste nello stato di sofferenza, nel “patema d’animo” passeggero, momentaneo, conseguente all’evento lesivo subito. Il danno morale attiene alla sfera esclusivamente personale del danneggiato, alla afflizione emotiva circoscritta in un breve lasso di tempo, che rende più difficoltoso il momento di vita della persona, ma che non ne impedisce il proseguimento in nessuno dei suoi aspetti basilari. Il risarcimento del danno morale viene perciò definito pretium doloris, o pecunia doloris.
Il danno biologico (risarcibile in base agli art 2059 c.c. e art 32 Cost.;), ossia la “menomazione dell’integrità psicofisica della persona in sé e per sé considerata, in quanto incidente sul valore uomo in tutta la sua concreta dimensione, che non si esaurisce nella sola attitudine a produrre ricchezza, ma si collega alla somma delle funzioni naturali afferenti al soggetto nell’ambiente in cui la vita si esplica, ed aventi rilevanza non solo economica, ma anche biologica, sociale, culturale ed estetica” (Sentenza n° 184/86 della Corte Costituzionale).
La lesione temporanea o permanente del bene primario della salute, in sé considerato quale diritto inviolabile dell’uomo (art 32 Cost.), ed estendibile quindi oltre che alla pienezza della vita fisica, all’applicazione della propria personalità nel mondo esterno, alla sfera riproduttiva, alla vita spirituale, affettiva, familiare, sociale, sportiva, è meritevole di risarcimento a prescindere dall’esistenza di eventuali conseguenze sulla capacità reddituale del soggetto. Il danno biologico, per essere tale, ha come presupposto l’insorgenza di una condizione patologica nello stato di salute, suscettibile di accertamento medico-legale.
Nello specifico, il danno biologico di natura psichica corrisponde alla menomazione, temporanea o permanente, di una o più funzioni psichiche del danneggiato con conseguente impedimento dell’espressione della propria personalità nel mondo esterno.
Il danno psichico consiste in un’alterazione dell’equilibrio psichico del soggetto, nell'insorgenza di un vero e proprio disturbo psicopatologico, che deve essere diagnosticato tramite consulenza tecnica effettuata da professionisti, psicologi o psichiatri forensi, e ricondotto all’evento lesivo che l’ha causato.
Nel caso di un danno biologico di natura fisica, ad esempio una frattura riportata in seguito ad un incidente stradale, sarà relativamente semplice individuare il nesso causale tra il danno e l’evento. Diversamente, sarà molto più complesso dimostrare l’insorgenza di una psicopatologia.
In questo caso il nostro intervento di valutazione del danno psichico si basa su un’attenta analisi delle caratteristiche di personalità del soggetto, delle eventuali patologie presenti prima dell’evento, degli impedimenti sopraggiunti nella propria vita e delle conseguenze psicologiche dovute alla menomazione di aspetti fondamentali alla persona quali attività lavorativa, sociale, legami familiari.
Il danno esistenziale (risarcibile in base agli art 2059 c.c. e art. 2 Cost.;): consiste nel peggioramento o nell’impoverimento della qualità della vita di un individuo derivante dalla lesione di valori fondamentali alla persona, costituzionalmente garantiti, e che pregiudica l’effettiva esplicazione della personalità del soggetto nel mondo esterno.
A differenza del danno biologico, il danno esistenziale non riguarda la lesione del bene salute, bensì il peggioramento oggettivamente riscontrabile delle condizioni di esistenza di un individuo, dovuto ad un non poter più fare, o ad un “diminuito ventaglio delle attività realizzatrici in confronto a ciò che avrebbe potuto fare laddove il fatto ingiusto non avesse avuto luogo”.
E’ fondamentale, ai fini risarcitori, che la violazione riguardi interessi di rango costituzionale inerenti alla persona, di contenuto apprezzabile, che si sostanziano nell’alterazione di attività ritenute fondamentali per lo sviluppo e la piena realizzazione della personalità, quali:
attività di carattere culturale e religioso
Le modificazioni dei normali ritmi di vita e delle attività quotidiane del danneggiato producono solitamente uno stato di disagio che, pur non sfociando in una vera e propria patologia, incide negativamente sulla qualità della vita del soggetto. La vittima di danno esistenziale può manifestare dei cambiamenti nella personalità, nel proprio modo di essere, consistenti nel disinteresse per attività prima piacevoli, nel maggior affaticamento, nella tendenza alla passività, nella chiusura in se stesso, in disturbi del sonno, interrogativi sul significato della vita, riduzione dell’appetito, dell’attività sessuale, ecc.
Il nostro intervento di valutazione di risarcimento del danno esistenziale prevede l'accertamento di tali alterazioni comportamentali, la loro relazione con le caratteristiche di personalità del soggetto, con la rilevanza dell’interesse violato, con il valore e il significato che assume quell'interesse all’interno della vita e della storia personale del soggetto, con attività svolte dalla vittima prima dell’evento lesivo e le alterazioni provocate in ambito familiare e sociale.
Ambiti in cui è possibile chiedere un risarcimento per il danno psichico e/o danno esistenziale
Il codice delle Assicurazioni prevede il risarcimento del danno biologico e la Commissione nominata dalla Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni ha già dal 1996 individuato delle percentuali di invalidità per il danno psichico. Esistono delle apposite tabelle per la valutazione ed il risarcimento di tale danno.
Recentemente, anche la figura del danno esistenziale ha avuto un riconoscimento nell’infortunistica stradale, in quanto è stato osservato che esistono una pluralità di situazioni negative di carattere psico-fisico, oggettivamente accertabili, che non rientrano né nella categoria del danno morale soggettivo, né nella figura del danno biologico, ma che alterano gravemente le abitudini e gli assetti relazionali propri ad un individuo, inducendolo a scelte di vita diverse quanto all’espressione e alla realizzazione della sua personalità nel mondo esterno.
L’utilizzo del termine mobbing è stato recentemente esteso anche all’ambito coniugale e familiare, intendendo con questo l’insieme degli atteggiamenti aggressivi e vessatori che intenzionalmente vengono messi in atto da un coniuge nei confronti dell’altro, allo scopo di costringerlo ad attuare un comportamento che va contro il suo volere, come ad esempio lasciare la casa coniugale, acconsentire alla separazione consensuale, estromettersi dalle decisoni importanti, ecc.
Si tratta di una strategia comportamentale persecutoria ben precisa, fatta di piccoli gesti, ostilità, chiusura della comunicazione, continue critiche, assoluta indifferenza allo scopo di sminuire l’altro. Alla stregua del mobbing lavorativo tali atteggiamenti vessatori, sistematici e ripetuti, minacciano la dignità, ma anche l’integrità fisica e psichica della persona mobbizzata.
Nel caso in cui le condotte di mobbing riguardano esclusivamente la relazione tra i coniugi, si parlerà di mobbing coniugale. Accanto a questo, distinguiamo anche il mobbing familiare, che coinvolge il sottosistema genitoriale, e riguarda principalmente quell’insieme di condotte mobbizzanti (sabotaggi nelle frequentazioni con il figlio, denigrazioni, minacce, delegittimazione familiare e sociale del ruolo genitoriale) tese alla estromissione di uno dei coniugi dai processi decisionali tipici dei genitori.
Il mobbing familiare e coniugale sono riconducibili sia alla figure del danno esistenziale sia a quella del danno biologico.
Condizioni di inquinamento ambientale (acustico, atmosferico, elettromagnetico, ecc.) che procurino delle modificazioni peggiorative, purchè apprezzabili in quanto ad intensità e qualità, nella sfera personale del soggetto leso, sono da considerare un danno ambientale, ossia un evento lesivo ingiusto che minaccia il bene primario della salute del cittadino e costituisce una limitazione alla normale qualità della vita e/o alla libera estrinsecazione della personalità (art.2 Cost.).
In base al caso specifico, la libera espressione della personalità può essere lesa sia all’interno dell’ambito familiare e privato, sia all’esterno, cioè nelle attività sociali, culturali, ricreative della persona.
La legge obbliga il responsabile del danno ambientale, ove dimostrato che determinate condizioni ambientali hanno prodotto su di un individuo un’alterazione significativa delle attività ritenute fondamentali alla realizzazione e libera espressione della personalità, ossia un danno esistenziale, a risarcire il soggetto leso.
E’ possibile, anche se molto più difficile da dimostrare che il danno ambientale provochi la menomazione dell’integrità psico-fisica della persona. In questo caso il risarcimento riguarderà il danno biologico.
E’ considerato comportamento illecito la violazione della privacy, sia in caso di scorrettezza e illiceità nel trattamento dei dati personali, sia in caso di illegittima intrusione nella riservatezza personale.
A tal proposito è stato ad esempio riconosciuto il danno da spamming, ossia l’invio di posta elettronica indesiderata e non autorizzata da parte di una società commerciale che ha dovuto rispondere del comportamento illecito attraverso il risarcimento dei soggetti lesi (Giudice di Pace di Napoli).