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Timestamp: 2018-05-26 19:56:05+00:00
Document Index: 182197640

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art.2', 'sentenza ', 'art. 21']

Autotutela, natura discrezionale
Discrezionalità dell'autotutela amministrativa
Il potere di annullamento d'ufficio è un potere discrezionale, conformato dalla necessaria previa disamina delle ragioni di interesse pubblico a sostegno dell'annullamento, dalla imprescindibile considerazione del tempo decorso e dalla valutazione bilanciata dei contrapposti interessi dei destinatari dell'atto e degli eventuali controinteressati.
I provvedimenti di autotutela sono manifestazione dell'esercizio di un potere tipicamente discrezionale dell'amministrazione che non ha alcun obbligo di attivarlo e, qualora intenda farlo, deve valutare la sussistenza o meno di un interesse che giustifichi la rimozione dell'atto, valutazione della quale essa sola è titolare e che non può ritenersi dovuta nel caso di una situazione gi&ag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ita con provvedimento inoppugnabile.
La richiesta dei privati, rivolta all'amministrazione, di esercizio dell'autotutela, è una denuncia, con mera funzione sollecitatoria, che non fa sorgere in capo all'amministrazione alcun obbligo di provvedere.
Il potere di autotutela dell'amministrazione è un potere d'ufficio rispetto al quale non sussiste alcun obbligo di provvedere ma che impone all'amministrazione di concluderlo con un provvedimento espresso.
L'esercizio del potere di autotutela, in tutte le relative forme, costituisce ambito riservato alla discrezionalità dell'amministrativa, azionabile d'ufficio e in merito al quale conseguentemente non sussiste alcun obbligo di provvedere.
In sede di rilascio e rinnovo di concessioni demaniali la pubblica amministrazione dispone di un potere di autotutela ampiamente discrezionale tanto che in presenza di un atto affetto da un vizio di legittimità, può decidere di astenersi del tutto dall'intervenire ovvero scegliere il momento in cui far cessare l'illecito permanente procedendo alla rimozione dell'atto allorquando (tenuto anche conto degli interessi contrapposti) ritiene divenuto attuale e concreto l'interesse pubblico per agire in autotute... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
La falsa rappresentazione operata dal privato consente sempre l'annullamento del provvedimento illegittimamente concesso a prescindere dal rispetto delle garanzie procedimentali.
L'esercizio del potere di annullamento d'ufficio costituisce espressione di un potere di merito, che si esercita previa valutazione delle ragioni di pubblico interesse, insindacabile da parte del giudice, con la conseguenza che la richiesta del privato, rivolta all' amministrazione, di esercizio dell'autotutela è una mera denuncia, con funzione sollecitatoria che non fa sorgere un obbligo di provvedere.
L'istanza del privato mirante ad ottenere il riesame da parte della pubblica amministrazione di un atto autoritativo, non tempestivamente impugnato ovvero impugnato con esito negativo, non comporta, di regola, la configurazione di un obbligo di riesame.
I provvedimenti di secondo grado, implicando la valutazione comparativa di interessi pubblici e privati, si connotano per essere, normalmente, espressione di un potere discrezionale che investe non solo contenuto del provvedimento ma anche l'an del provvedere per cui non è sufficiente una semplice istanza affinché sorga l'obbligo dell'amministrazione di adottare un provvedimento di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...do.
A fronte di un'istanza di un privato un comune non può ritenersi obbligato ad attivare i propri poteri di secondo grado volti a rimuovere un provvedimento di demolizione.
Qualora la P.A. abbia annullato d'ufficio un titolo edilizio rilasciato sulla base di dati accertati come falsi in sede penale e l'interessato non abbia impugnato l'autotutela, l'eventuale sentenza penale che assolva il soggetto dall'accusa di falso per insussistenza del fatto non fa sorgere in capo alla P.A. un obbligo giuridico di riesaminare il precedente provvedimento d'annullamento d'ufficio.
L'art. 21 nonies esclude una sovrapponibilità tra illegittimità dell'atto e necessità di una sua rimozione, nel senso che un atto illegittimo non deve essere perciò solo necessariamente annullato d'ufficio.
Nei casi di annullamento d'ufficio la tutela dell'interesse pubblico può eccezionalmente considerarsi slegata dal rispetto della legittimità dell'azione amministrativa.
La richiesta rivolta all'amministrazione di esercizio dell'autotutela non determina l'insorgere di un obbligo di provvedere ma costituisce una mera denuncia con funzione sollecitatoria.
L'istanza del privato ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enere il riesame di un atto autoritativo non tempestivamente impugnato non determina un obbligo di riesame in capo all'amministrazione.
Una volta avviato un procedimento di secondo grado volto al riesame di un provvedimento sospettato di invalidità, rientra nella più ampia discrezionalità dell'amministrazione determinarne l'esito con un atto di ritiro ovvero di sanatoria sempreché, in entrambi i casi, siano rispettate le norme ed i principi di riferimento.
La richiesta di autotutela non fa sorgere nell'Amministrazione l'obbligo di provvedere, essendo legata ad una valutazione discrezionale, il che porta ad escludere, anche per esigenze di certezza delle situazioni giuridiche, che l'Amministrazione sia tenuta ad aprire un procedimento e compiere una valutazione di merito al fine di intervenire in autotutela su una propria precedente determinazione, al fine di sostituirla, su istanza degli interessati, con altra avente diverso contenuto.
Il potere di autotutela si esercita discrezionalmente d'ufficio, essendo rimesso alla più ampia valutazione di merito dell'Amministrazione, e non su istanza di parte, per cui le eventuali istanze di parte hanno valore di mera sollecitazione e non determinano alcun obbl... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...co di provvedere.
Il potere di autotutela amministrativa mediante annullamento è un potere di merito dell'amministrazione, incoercibile e insindacabile da parte del giudice amministrativo.
L'art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990 ha disciplinato i presupposti e le forme dell'annullamento d'ufficio, ma non ha modificato la natura del potere, e non lo ha trasformato da discrezionale in obbligatorio, né ha previsto un interesse legittimo dei privati all'autotutela amministrativa.
La P.A. non è obbligata a ritirare gli atti illegittimi o inopportuni in quanto tali, ma deve valutare, di volta in volta, se esista un interesse pubblico alla loro eliminazione, diverso dal semplice ristabilimento della legalità violata.
L'esercizio del potere di autotutela costituisce facoltà ampiamente discrezionale dell'Amministrazione, che non ha alcun dovere giuridico di esercitare detto potere.
In assenza di un'espressa istanza del privato di revoca o di riesame della determinazione precedentemente assunta una volta adottato l'atto, l'Amministrazione non ha alcun obbligo di provvedere d'ufficio su un preteso fatto nuovo.
Il conseguimento - a seguito del silenzio accoglimen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ovvedimento favorevole non esclude che l'amministrazione possa esercitare, in via di autotutela, ulteriori controlli di legittimità e di merito in ordine all'autorizzazione assentita ed eventualmente pronunciarne l'annullamento, senza dover motivare circa le ragioni di interesse pubblico attuale.
Il riesame di legittimità del provvedimento amministrativo ai fini del suo annullamento in via di autotutela implica l'esercizio di una potestà discrezionale rimessa alla più ampia valutazione di merito dell'Amministrazione, e quindi con scelta che, ancorché sussistano ipotetici vizi afferenti alla validità dell'atto, resta subordinata ad una preventiva ed insindacabile valutazione di opportunità.
La P.A. non ha alcun obbligo di rispondere al soggetto che ha sollecitato l'esercizio del potere di autotutela né ha l'obbligo, una volta iniziato il procedimento, di concluderlo con un provvedimento espresso.
A fronte di un'istanza di un privato intesa a sollecitare l'esercizio di poteri di autotutela, l'Amministrazione non ha alcun obbligo di rispondere in modo espresso.
Il provvedimento di cui all'art. 21-nonies della legge n. 241/1990 ha carattere tipicamente discrezionale.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...> Il provvedimento di annullamento d'ufficio di cui all'art. 21-nonies della legge n. 241/1990 ha carattere tipicamente discrezionale.
L'esercizio dello ius poenitendi da parte della P.A. è sottratto alle regole della doverosità che, ai sensi dell'art.2 della legge n.241/90, scandiscono l'azione amministrativa, non sussistendo, in capo alla P.A., un obbligo di provvedere in sede di riesame ed essendo configurabile, in capo al soggetto istante, solo un interesse di mero fatto e non una posizione tutelata.
L'amministrazione non ha alcun obbligo a dare corso all'annullamento di propri atti, specie nei casi in cui l'esercizio del potere di autotutela sia sollecitato da chi non rivesta alcuna posizione giuridica qualificata, quale il quisque de populo.
A fronte di una istanza di revisione di un atto asseritamente illegittimo (quale nel caso di specie dovrebbe essere una contestata previsione del PRG), la PA non ha alcun obbligo di pronunciarsi.
L'istanza di riesame in autotutela non comporta alcun conseguente obbligo di procedere in capo all'Amministrazione e neppure, quindi, di sospensione dell'efficacia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dimento di cui è chiesto il riesame.
La pendenza dell'appello davanti al giudice penale non attenua l'obbligo dell'ente locale di procedere al riesame, in sede amministrativa, della situazione degli abusi accertati nella sentenza di primo grado.
Non sussiste alcun obbligo per l'Amministrazione di pronunciarsi su un'istanza volta ad ottenere un provvedimento in via di autotutela, non essendo coercibile dall'esterno l'attivazione del procedimento di riesame della legittimità dell'atto amministrativo.
Non sussiste alcun obbligo giuridico di attivare una procedura di autotutela, specie se la legittimità dell'atto è stata acclarata dal G.A..
I canoni della ragionevolezza del termine per l'esercizio del potere di autotutela, il rispetto per l'affidamento nella situazioni consolidate e l'aggravio motivazionale in ordine alla preminenza dell'interesse dell'amministrazione alla rimozione degli atti (rispetto alle pur legittime aspettative del privato) subiscono un significativo affievolimento dovuto all'intervento di una amministrazione esterna, deputata al controllo della legalità complessiva della gestione dell'ente.
Le ist... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...itatorie dell'esercizio della potestà di autotutela non fanno sorgere nell'amministrazione l'obbligo di provvedere rilevante ai fini dell'esercizio dell'azione contro il silenzio rifiuto.
La P.A. non ha alcun obbligo di provvedere in relazione ad istanze di ritiro di provvedimenti divenuti inoppugnabili: di conseguenza, mancando l'obbligo di provvedere, non è esperibile contro l'inerzia dell'amministrazione il rimedio del ricorso avverso il silenzio di cui all'art. 21-bis legge 1034/1971.
L'esercizio della potestà di autotutela è rimessa alla più ampia valutazione discrezionale dell'Amministrazione: ne consegue che a fronte di istanze sollecitatorie al suo esercizio il privato è titolare di una posizione di mero interesse semplice, che non rende obbligatoria né coercibile l'attivazione del procedimento di riesame.