Source: http://www.fadcpiabologna.it/mod/page/view.php?id=170
Timestamp: 2019-01-22 06:11:00+00:00
Document Index: 46772138

Matched Legal Cases: ['art. 70', 'art. 2575', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 70', 'art. 70', 'art. 70', 'art. 70']

Fad Cpia Bologna: Informativa sui diritti d'autore
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I limiti che sussistono all’utilizzo per scopi didattici di materiali coperti da diritto di autore sono stabiliti dalla legge sul diritto di autore (art. 70 l. 633/1941) la quale consente le riproduzioni parziali di opere altrui (“Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera”) e la loro comunicazione al pubblico purché funzionali a fini di critica e discussione e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera. Inoltre, se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica, l'utilizzo deve avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.
Iniziamo col dire che per rispondere alla domanda occorrerà verificare che i materiali, che si intende utilizzare per fini didattici, siano oggetto di diritto di autore.
Oggetto del diritto di autore
Secondo l’art. 2575 del Codice Civile (da ora in poi c.c.) e l’art. 1 della legge sul diritto d’autore (l 633/1941 da ora in poi l.d.a.) sono oggetto di diritto di autore le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. Per essere oggetto di diritto di autore occorre anche che l’opera abbia carattere creativo. L’art. 1 l.d.a. stabilisce infatti che sono protette le “opere dell’ingegno di carattere creativo”.
Il carattere creativo viene dedotto dalla novità e originalità delle opere. Si ritiene che non abbiano tali caratteri ad esempio foto meramente riproduttive della realtà prive di valore artistico (Trib. Torino 1.6.2012). Comunque la creatività non può essere esclusa soltanto perché l'opera consiste in idee e nozioni semplici, ricomprese nel patrimonio intellettuale di persone aventi esperienze nella materia (ex plurimis Trib. Milano 13.12 2015).
Sempre con riferimento alla novità e originalità, va detto che la violazione del diritto di autore è esclusa quando si ha creazione di una nuova opera attraverso la rielaborazione di un’opera con carattere di autonomia ed originalità (Trib. Firenze 23.11.2006). Ove a fini didattici si usino materiali di altri autori ma in una forma rielaborata personalmente tale da presentare caratteri di originalità, gli autori delle opere originarie non potranno far valere diritti di esclusiva e anzi, il docente “rielaboratore”, potrà vantare un diritto proprio alla pubblicazione e utilizzo economico di tale “nuova opera”.
L’opera di ingegno deve poi trovare una forma espressiva percepibile all’esterno. Sul punto occorre distinguere ai fini della tutela tale forma dal contenuto, che secondo l’opinione dominante esulerebbe dalla tutela autoriale. Sarebbero contenuto le informazioni, idee, teorie, ecc.. “Non si estende, specie per quanto attiene alle opere di carattere scientifico, al contenuto ed agli insegnamenti che, attraverso l'opera, possono essere impartiti. Pertanto, l'esclusiva cade solo sull'espressione formale, cioè sulla soluzione espressiva del discorso scientifico, ma non pure sul contenuto intellettuale intrinseco dell'opera, o sull'insegnamento che da esso può trarsene, dovendo questo invece rimanere a disposizione di tutti, per il progresso delle scienze e della cultura generale” (Tribunale Bari, sez. V, 11/03/2014).
Normativa di riferimento per uso a fini didattici di opere coperte dal diritto di autore
Con riferimento all’uso didattico di opere che sarebbero coperte dal diritto di autore le norme di riferimento sono:
L 20 giugno 1978 n. 399, Art. 10 (legge di ratifica della convenzione di BERNA)
“1) Sono lecite le citazioni tratte da un'opera già resa lecitamente accessibile al pubblico, nonché le citazioni di articoli di giornali e riviste periodiche nella forma di rassegne di stampe, a condizione che dette citazioni siano fatte conformemente ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo.
3) Le citazioni e utilizzazioni contemplate negli alinea precedenti dovranno menzionare la fonte e, se vi compare, il nome dell'autore.”
Quindi la convenzione rinvia alla legge nazionale per quanto riguarda la riproduzione per finalità di insegnamento. La normativa nazionale di riferimento è:
L 22 aprile 1941 n. 633 (l.d.a.), Art. 70
“1. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.
3. Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell'opera, dei nomi dell'autore, dell'editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull'opera riprodotta.”
La norma prevede un’eccezione alla regola di cui agli artt. 2577 c.c. e 12 l.d.a. per cui l’autore dell’opera ha diritto esclusivo di pubblicarla e di utilizzarla economicamente.
Essendo una norma eccezionale se ne può proporre solo un’interpretazione stretta non potendo essere applicata analogicamente ad ipotesi similari.
Per il resto si ridistende la disciplina generale sulla pubblicazione di opere indipendentemente dal mezzo di riproduzione e comunicazione al pubblico impiegato (internet, stampa, videoproiezione…)
Al comma 1 dell’art. 70 si fa riferimento a riproduzioni parziali “Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera” laddove la riproduzione deve essere funzionale al fine di critica e discussione senza costituire concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera. Potrebbe ad esempio costituire concorrenza alla utilizzazione economica la riproduzione che, ancorché parziale, sui potenziali acquirenti dall’acquistare l’originale perché avente ad oggetto le parti di maggiore interesse. Inoltre una riproduzione totale e non funzionale allo scopo suddetto esula dalla eccezione di cui all’art. 70 l.d.a. e importa una violazione del diritto di autore.
Laddove la riproduzione sia per fini di insegnamento o ricerca scientifica occorre che l’uso non avvenga per fini commerciali. “Premesso che l'utilizzazione didattica è libera se non avviene a scopo di lucro, non si può dedurre la libertà d'uso dell'opera dalla sussistenza del solo fine didattico. Occorre infatti accertare, oltre a tale finalità, anche la totale assenza del predetto scopo nell'uso stesso dell'opera, che, peraltro, deve per definizione essere ritenuto sussistente tutte le volte che dell'opera si faccia un uso economico” (Cassazione civile, sez. I, 01/09/1997, n. 8304).
In base al comma 3 dell’art. 70 occorre infine che il riassunto, la citazione o la riproduzione siano “sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell'opera, dei nomi dell'autore, dell'editore.”
Al comma 1 bis dell’art. 70 l.d.a. (inserito dalla legge 9.1.2008, n. 2) sono introdotte regole particolari per la riproduzione via internet di immagini o musica. Se ne ammette la riproduzione purché a titolo gratuito per fini di insegnamento o ricerca e infine purché le immagini presentino una definizione deteriore rispetto agli originali.
Come detto inoltre è esente da tali limitazioni nella riproduzione e pubblicazione nonché dal rischio di contenzioso l’impiego di materiale autoprodotto o rielaborato personalmente.
(estratto da: Sara Landini, Dipartimento di Scienze Giuridiche, Università degli Studi di Firenze)
Ultime modifiche: giovedì, 3 gennaio 2019, 18:56