Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_fallimentare/21
Timestamp: 2019-11-14 03:33:15+00:00
Document Index: 84457816

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 2945', 'art.96', 'art. 96', 'art. 2043', 'art. 21', 'art. 96', 'art. 2043', 'art. 1711', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 18']

Revoca della dichiarazione di fallimento (1)
(1) Articolo abrogato, con effetto dal 16 luglio 2006, dall’art. 18 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, pubb. in Gazz. Uff. n. 12 del 16 gennaio 2006.
Società di persone - Fallimento del socio illimitatamente responsabile - Esclusione di diritto - Compimento degli effetti - Revoca della dichiarazione di fallimento - Efficacia retroattiva - Responsabilità del socio per i debiti sociali - Sussistenza..
Se è vero che l'articolo 2288 c.c. - ritenuto dalla giurisprudenza applicabile a tutte le tipologie di società di persone - prevede l'esclusione di diritto del socio che sia stato dichiarato fallito, occorre tuttavia precisare che quest'ultimo risponde comunque dei debiti sociali sorti dopo la dichiarazione di fallimento che sia stata successivamente revocata. Infatti, fino a quando non si siano compiuti tutti gli effetti della situazione giuridica complessiva conseguente all'esclusione di diritto (liquidazione della quota del socio escluso o, nelle società di due soli soci, la liquidazione della società) il mancato completamento della loro normale sequenza, unitamente alla riconosciuta retroattività della sentenza di revoca del fallimento, investe l’intera vicenda ponendola nel nulla, come se non fosse mai venuta a giuridica esistenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 24 Marzo 2011. Segue...
Fallimento - Nullità della costituzione del giudice - Revoca - Salvezza degli effetti prodotti dalle domande di ammissione al passivo sulla prescrizione..
In presenza di revoca del fallimento, ancorché disposta per vizio attinente alla costituzione del giudice, la nullità che ne consegue non osta all’applicazione del principio per cui la revoca lascia salvi gli effetti prodotti dalle domande di ammissione al passivo sul decorso del termine di prescrizione dei relativi crediti, non rilevando in proposito il disposto dell’art. 21 l.fall., che si riferisce agli atti degli organi della procedura ma non a quelli compiuti nei confronti di essa; né la revoca comporta l’estinzione della procedura fallimentare, con la conseguenza che trova applicazione la regola di cui al co. 2 dell’art. 2945 c.c., con la produzione dell’effetto interruttivo permanente della prescrizione, e non quella di cui al co. 3 della medesima norma, che fa salvo, nel caso di estinzione del processo, il solo effetto interruttivo istantaneo prodotto dalla domanda giudiziale. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 08 Febbraio 2011. Segue...
Fallimento e procedure concorsuali - Istanza di fallimento presentata da avvocato privo di mandato - Revoca - Responsabilità aggravata dell'istante - Sussistenza - Concorso con la fallita..
Costituisce causa di revoca del fallimento la sua apertura per effetto di istanza proposta da legali investiti di una procura limitata alla proposizione del ricorso per decreto ingiuntivo; la stessa revoca, inoltre, configura titolo per la responsabilità aggravata, ai sensi dell’art.96 cod. proc. civ., a carico di tali anomali istanti, eventualmente in concorso, come nella specie, con la società fallita che si sia resa irreperibile e non abbia partecipato all’istruttoria prefallimentare, evitando così di segnalare che il credito, nel frattempo, era stato estinto per pagamento. (Fonte CED Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 26 Novembre 2008, n. 28226. Segue...
Revoca della dichiarazione di fallimento – Responsabilità dell'istante – Assoggettabilità alla disciplina ex art. 96 cod. proc. civ. – Sussistenza – Concorso con azione di responsabilità ai sensi dell'art. 2043 cod. civ. – Configurabilità – Esclusione – Fondamento. (15/06/2010).
In tema di revoca della dichiarazione di fallimento pronunciata in difetto delle condizioni di legge, la relativa responsabilità del creditore istante trova la propria disciplina specifica nell'art. 21, comma terzo, della legge fall. (vigente all'epoca dei fatti) e costituisce comunque applicazione dell'art. 96 cod. proc. civ., che regola tutti i casi di responsabilità risarcitoria per atti o comportamenti processuali, ponendosi con carattere di specialità rispetto all'art. 2043 cod. civ. e senza che sia configurabile un concorso, anche alternativo, tra i due tipi di responsabilità; in caso di istanza di fallimento proposta dal difensore munito di procura rilasciata per un processo diverso - nella specie per il solo esercizio dell'azione monitoria - la sua attività processuale non si riflette sulla parte e resta riferibile, in coerenza con l'art. 1711 cod. civ., esclusivamente alla sua responsabilità. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 26 Novembre 2008, n. 28226. Segue...
Fallimento – Revoca – Compenso del legale del fallimento – Liquidazione degli oneri della massa – Necessità..
Il giudice delegato dovrà provvedere alla liquidazione degli oneri gravanti sulla massa anche nel caso in cui il fallimento venga revocato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 25 Settembre 2008. Segue...
Revoca del fallimento – Spese – Imposizione a carico dell'erario – Attività difensiva svolta in favore della procedura – Richiesta di liquidazione degli onorari rivolta agli organi fallimentari – Inammissibilità – Azione ordinaria o procedimento speciale nei confronti dell'Amministrazione dello Stato – Necessità. .
In caso d'intervenuta sentenza di revoca del fallimento, in assenza di colpa del creditore istante e di imposizione a carico dell'erario delle spese della procedura, nella vigenza dell'art. 21, secondo comma, legge fall., attualmente abrogato dall'art. 18 del d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, l'avvocato che abbia svolto prestazioni professionali in favore della procedura stessa non può richiedere la liquidazione degli onorari agli organi preposti al fallimento, ma deve proporre un'azione ordinaria o avvalersi di rimedi procedimentali speciali previsti dall'ordinamento, per richiedere il pagamento delle proprie spettanze all'Amministrazione dello Stato, tenuta al rimborso. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. III, 17 Aprile 2008, n. 10099. Segue...