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Timestamp: 2018-11-17 05:27:24+00:00
Document Index: 110832154

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 14']

RELAZIONE DI MANDATO ASL AL - PDF
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1 Sede legale: Viale Giolitti, Casale Monferrato (AL) Partita IVA/Codice Fiscale n RELAZIONE DI MANDATO ASL AL
3 Premessa.pag.4 Le scelte organizzative pag.7 Strategie organizzative..pag.7 Cronologia delle norme e delle azioni....pag.10 Le regole. pag.12 L articolazione distrettuale...pag.40 L organizzazione...pag.57 L assetto istituzionale..pag.81 L attuazione del Piano di Organizzazione. pag.84 Il Dipartimento di Prevenzione...pag.84 I Distretti dell ASL AL e l azione di costruzione dei PEPS.....pag.91 Distretti e uniformità delle procedure e attività pag.96 Il Centro per la ricerca e la sorveglianza dei rischi da amianto pag.120 La Rete Ospedaliera pag.128 I risultati ottenuti..pag.141 L equilibrio della gestione pag.141 Il personale pag.146 Gli investimenti nei progetti e nell innovazione pag.152 L assistenza farmaceutica..pag.204 Conclusioni pag.217 3
4 Premessa L anno 2008 rappresenta l inizio dell ASL AL, ma è innegabile che il periodo antecedente, a partire dal secondo semestre del 2006 e l intero anno 2007, abbia rappresentato con il commissariamento delle Asl un momento estremamente importante, seppur carico di difficoltà per l effettiva nascita dell ASL provinciale. Il percorso di costituzione dell ASL AL e le scelte strategiche, organizzative, nonché le azioni del corrente anno hanno avuto quale quadro di riferimento gli indirizzi forniti dal Piano Socio Sanitario Regionale , attraverso gli snodi fondamentali rappresentati dai percorsi di definizione/approvazione del Piano Strategico di Riqualificazione dell Assistenza e di Riequilibrio Economico-Finanziario (PRR) , dell Atto Aziendale Piano di Organizzazione aziendale e dal piano di rientro per il perseguimento dell equilibrio della gestione nell anno Il percorso descritto, così sfidante ma anche ricco di ostacoli e difficoltà, ha avuto attori ed interlocutori importanti quali la Conferenza dei Servizi che ha rappresentato e rappresenta sicuramente un importante momento di confronto con i partner istituzionali, i cittadini utenti, le associazioni, gli operatori. In questo senso la collaborazione tra ASL, Sindaci e rappresentanti di organi istituzionali è risultata particolarmente rilevante: non si è trattato solo di definire momenti di confronto costruttivi sui problemi reali della popolazione, ma anche di percorrere l iter finalizzato all elaborazione dei profili e piani di salute, come strumento di programmazione delle politiche sociali e sanitarie a livello distrettuale. In questo quadro ha assunto particolare importanza l impronta organizzativa che il nuovo Piano di Organizzazione aziendale ha tracciato sul ruolo della dirigenza aziendale chiamata, a vario livello e grado di responsabilizzazione, a concretizzare le scelte strategiche delineate, traghettando l Azienda nel difficile percorso di piena integrazione e sviluppo. Analoga importanza ha rivestito il ruolo del personale del comparto, anche attraverso il prezioso compito di raccordo costituito dalle Rappresentanze Sindacali, chiamato ad affrontare e gestire il cambiamento in atto, attraverso percorsi che hanno richiesto inequivocabilmente uno spirito propositivo e volto al futuro. 4
5 I processi di accorpamento, di riorganizzazione interna non hanno mai dimenticato il ruolo e la centralità del cittadino, non solo conclamati ma effettivamente realizzati con progetti, azioni concreti; tra questi hanno assunto una priorità della nuova Azienda: il potenziamento degli sportelli e dei punti di primo accesso / contatto a tutti i livelli, sanitari e amministrativi; il concetto della effettiva presa in carico del cittadino, che comporta un nuovo rapporto tra ospedali, territori e dipartimenti in una visione sistemica dell offerta di servizi la sempre più puntuale collaborazione con i Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta, attori fondamentali del processo di presa in carico del cittadino Il modello di organizzazione adottato, improntato alla semplificazione e al contenimento delle articolazioni orizzontali e verticali, è stato accompagnato da una profonda riorganizzazione sia all interno dei singoli servizi che nella rete ospedaliera e territoriale, al fine di consentire un impiego più equo delle risorse disponibili, un miglioramento della produttività complessiva del sistema nonché l eliminazione delle sacche di improduttività, delle duplicazioni e delle incongruità più evidenti dell organizzazione. Tale modello tende alla realizzazione di un raccordo sistematico e sinergico fra le varie articolazioni aziendali, per garantire l efficacia e la qualità dei risultati di salute della popolazione e della gestione della Struttura. La sinergia fra le Strutture aziendali è stata perseguita utilizzando soluzioni gestionali, progetti e programmi, ricorrendo a coordinamenti organizzativi per le Macroaree aziendali (Prevenzione, Distretti, Ospedali). Merita sottolineare come negli anni 2008, 2009 e sicuramente 2010 si sia raggiunto il pareggio economico della gestione. 5
7 Le scelte organizzative Strategie organizzative - periodo Fin dalla costituzione dell Azienda si è cercato di definire una visione d insieme di tutti gli assetti attuali e delle prospettive di sviluppo per il futuro al fine di fornire alla Regione elementi utili a rendere ancor più specifico il ruolo dell ASL AL nel panorama regionale, evidenziando le peculiarità del nostro territorio e la fondamentale importanza dello sviluppo della prevenzione. L impegno, finalizzato a realizzare un quadro organizzativo stabile, ha consentito all Azienda di rispondere in modo efficace ai bisogni della popolazione e, con la definizione dell Atto aziendale Piano di organizzazione, ha definito una serie di obiettivi organizzativi che hanno impegnato l Azienda nel medio e lungo termine, avviando sin da subito il processo di cambiamento. In più momenti si sono state attuate iniziative per creare una concreta opportunità di incontro coi cittadini e i rappresentanti delle istituzioni del nostro territorio per renderli partecipi del processo di riordino della sanità piemontese in generale e della provincia di Alessandria in particolare, cercando di cogliere tutti i contributi necessari per la progettazione della nuova rete di attività territoriali e ospedaliere. In questo senso, la proficua collaborazione che si è instaurata tra l ASL provinciale e i Sindaci è risultata e risulta particolarmente rilevante e ha permesso di giungere rapidamente al nuovo assetto distrettuale che ha consentito momenti di confronto costruttivo sui problemi reali della popolazione e con l avvio del Comitato dei Sindaci di Distretto e con l elaborazione dei profili e piani di salute, ormai in dirittura di arrivo, si potrà disporre di uno strumento di programmazione delle politiche sociali e sanitarie di ogni territorio. Il confronto con gli organi istituzionali e con tutti gli organismi di rappresentanza degli utenti, dalle associazioni di volontariato, dalle organizzazioni dei cittadini e da ogni singolo utente della nostra Azienda, che sono stati e saranno sempre per questa Direzione interlocutori privilegiati in una prospettiva di miglioramento continuo della sanità alessandrina sta alla base del nostro impegno per far crescere l ASL AL il più vicino possibile ai cittadini. 7
8 Le Aziende precedenti ( ) si presentavano con una forte componente di disomogeneità in termini di erogazione di servizi, procedure amministrative, organizzazione strutturale, allocazione di risorse e risposte ai bisogni di salute, che possono sommariamente essere così rappresentate: rete ospedaliera diffusa ma non coordinata, con una forte incidenza della mobilità passiva ed elevato tasso di ospedalizzazione; insufficiente integrazione tra ospedale e territorio; inadeguato sviluppo del modello distrettuale; limitata diffusione delle attività di prevenzione; diversità di approccio metodologico alle varie problematiche; insufficiente coinvolgimento degli Enti locali e dei Soggetti portatori di interessi. La nuova Azienda costituita con il dichiarato intento di risolvere, in una visione strategica complessiva, le disomogeneità precedentemente esistenti, ha puntato la propria azione verso l obiettivo di garantire una risposta ai bisogni di salute sempre più qualificata, equa ed uniforme su tutto il territorio provinciale. La missione istituzionale dell ASL AL ha consistito e consiste nel farsi carico, in modo costante ed uniforme, dei bisogni di salute dei residenti e nel garantire ai predetti l erogazione delle prestazioni inserite nei livelli essenziali di assistenza, direttamente o attraverso il ricorso a strutture esterne accreditate, pubbliche o private, assicurando risposte qualificate, appropriate e tempestive, su più livelli di complessità. In particolare si è operato tenendo conto delle peculiarità, ricavabili dai dati statistici, sociali ed epidemiologici, presenti nella Provincia di Alessandria, quali a puro titolo indicativo, l elevato indice di vecchiaia della popolazione, correlato all aumento costante di malattie invalidanti e degenerative e l esistenza di ambiti territoriali, fortemente connotati da un elevata prevalenza ed incidenza di patologie tumorali rare. Ai fini del perseguimento delle sopraccitate finalità, l ASL AL ha definito la propria visione strategica, strutturando un impianto organizzativo improntato ai seguenti principi: - razionalità e adeguatezza delle risorse da impiegare, - continuità e qualità dei servizi da offrire, - analisi epidemiologica e valutazione dello stato di salute della popolazione, - programmazione, pianificazione e valutazione delle attività. 8
10 Cronologia delle norme e delle azioni La seconda parte dell anno 2007 è stata caratterizzata da una serie di interventi legislativi e deliberativi, da parte della Regione Piemonte, di fondamentale importanza strategica per il futuro della sanità piemontese: la L.R. n. 18 del 6 agosto 2007 Norme per la programmazione socio sanitaria e il riassetto del servizio sanitario regionale ; la D.C.R. n del 22 ottobre 2007 Individuazione delle Aziende sanitarie locali e dei relativi ambiti territoriali ; la D.G.R. n del 24 ottobre 2007 Piano socio sanitario L Azienda ASL AL, istituita con DPGR n. 85 del 17/12/2007 e diventata operativa dal 1 gennaio 2008, ed ha sostituito, unificandone le competenze e le funzioni, le tre AA.SS.LL. (ASL 20, ASL 21, ASL 22) che in precedenza operavano su singole porzioni del territorio provinciale ed extra provinciale. L ASL AL ha adottato, con deliberazione n del 30 giugno 2008, il proprio Atto aziendale, che disciplina l organizzazione e il funzionamento dell intera Azienda e dell articolazione distrettuale e, in seguito alle osservazioni regionali, l Atto aziendale è stato adottato in via definitiva con la deliberazione n del L Atto aziendale ha costruito l impianto della nuova ASL AL su tre elementi cardine, la prevenzione, la rete dei presidi ospedalieri, la distrettualizzazione, nonché su forti elementi di integrazione a tutti i livelli, con l obiettivo di realizzare un modello generale di servizi centrati sul cittadino ed economicamente sostenibile dal sistema. I principi generali ed i valori a cui si è ispirato il processo di riorganizzazione dei servizi sono rappresentati da: 1. Beneficialità: ogni azione di riorganizzazione deve determinare per il sistema, cioè per i pazienti, un incremento dei benefici in termini di Evidence Based Public Health, sicurezza, accessibilità dei servizi, uso razionale delle risorse. 2. Autonomia: ogni azione deve essere rapportata alle situazioni locali (distrettualizzazione e sviluppo dei PEPS per far si che il Distretto acquisisca un effettivo ruolo nei processi di programmazione aziendale); 3. Equità: le azioni devono correggere gli squilibri e le disequità determinatesi nel corso di un lungo periodo senza PSR, in cui i servizi si sono sviluppati in modo frammentato in base a spinte non razionali. 10
12 Le Regole L Atto Aziendale L Unità Sanitaria Locale AL, è stata costituita in Azienda con personalità giuridica pubblica ed autonomia imprenditoriale, con decreto del Presidente della Giunta regionale del Piemonte n. 85 del 17/12/2007 ed è operativa dal 1 gennaio La sede legale dell ASL AL è in Casale Monferrato, al n. civico 2 di viale Giolitti. La missione istituzionale dell ASL AL consiste nel farsi carico, in modo costante ed uniforme, dei bisogni di salute dei residenti e nel garantire ai predetti l erogazione delle prestazioni inserite nei livelli essenziali di assistenza, direttamente o attraverso il ricorso a strutture esterne accreditate, pubbliche o private, assicurando risposte qualificate, appropriate e tempestive, su più livelli di complessità. In particolare l ASL AL opererà tenendo conto delle peculiarità, ricavabili dai dati statistici, sociali ed epidemiologici, presenti nella Provincia di Alessandria, quali a puro titolo indicativo, l elevato indice di vecchiaia della popolazione, correlato all aumento costante di malattie invalidanti e degenerative e l esistenza di ambiti territoriali, fortemente connotati da un elevata prevalenza ed incidenza di patologie tumorali rare. Ai fini del perseguimento delle sopraccitate finalità, l ASL AL definisce la propria visione strategica, strutturando un impianto organizzativo improntato ai seguenti principi: - alla razionalità e all adeguatezza delle risorse da impiegare, - alla continuità e alla qualità dei servizi da offrire, - all analisi epidemiologica e alla valutazione dello stato di salute della popolazione - al metodo della programmazione, della pianificazione e valutazione delle attività. Ne scaturisce una serie di interventi, diretti a perseguire, nel medio e lungo termine: l unitarietà dell intervento ospedaliero, attraverso la creazione di un modello di rete coordinato dei presidi ospedalieri esistenti; lo sviluppo e la qualificazione del sistema delle cure primarie, quale risposta appropriata ed alternativa ai ricoveri ospedalieri, da realizzare con una più incisivo ruolo dell organizzazione distrettuale, utilizzando, a tali fini, innovative ed originali soluzioni organizzative, di coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta; la continuità assistenziale che garantisca un percorso di presa in carico e di assistenza socio/sanitaria,senza soluzioni di continuità; 12
13 la prevenzione e la promozione della salute, anche attraverso progetti di collaborazione intersettoriali; il rafforzamento degli autentici valori aziendali quali il senso d identità, la meritocrazia, la responsabilizzazione, la valorizzazione, la formazione e il costante aggiornamento dei professionisti e degli operatori sanitari; il consolidamento di un organizzazione capace di coniugare l efficienza economica con i principi dell etica pubblica trasparenza e centralità del cittadino ; la collaborazione con le Istituzioni locali, le Agenzie formative, le Organizzazioni sindacali, le Associazioni rappresentative dei cittadini e del terzo settore. Organi dell Azienda Sono Organi dell Azienda: - il Direttore Generale; - il Collegio Sindacale. Il Direttore Generale Il Direttore Generale, nominato dalla Giunta Regionale, è il legale rappresentante dell Azienda ed è responsabile della gestione complessiva della stessa, nonché delle relazioni istituzionali esterne, rispondendo alla Regione del proprio operato, svolto nell ambito della programmazione regionale e sulla base delle indicazioni, valutazioni e proposte espresse dagli organismi locali di riferimento politico istituzionale. Attua il proprio mandato con autonomia imprenditoriale nell organizzazione e allocazione delle risorse produttive a disposizione dell Azienda, assicura il perseguimento della missione avvalendosi dell attività degli organi e delle strutture organizzative Aziendali. Esercita funzioni di governo, di programmazione e pianificazione delle attività di alta amministrazione e di indirizzo gestionale, ordinariamente non ascrivibili ad aspetti di amministrazione attiva e rilevanza gestionale/operativa immediata, nel rispetto peraltro l autonomia della funzione dirigenziale, alla quale riconosce piena competenza e responsabilità nell assunzione degli atti concreti di amministrazione e di gestione. Individua e distribuisce tra le varie strutture le risorse umane, materiali ed economiche da destinare alle diverse funzioni. Controlla e verifica la corretta ed economica gestione delle risorse disponibili e la conformità della gestione, mediante valutazione comparativa dei costi, dei rendimenti, dei risultati, ai criteri di efficacia, efficienza ed economicità. Verifica l imparzialità ed il buon andamento dell azione amministrativa. Adegua la gestione del personale alla normativa del codice civile ed alle leggi sul lavoro dipendente dell impresa. Adotta i regolamenti di organizzazione e di funzionamento delle strutture interne. 13
14 Assume gli atti ed i provvedimenti amministrativi a lui espressamente riservati dalla normativa vigente in materia di nomine. Il Direttore Generale si avvale di Uffici di Staff in relazione sia alla normativa vigente sia alle proprie autonome scelte organizzative in riferimento alla strategia aziendale. Nello svolgimento dei propri compiti, il Direttore Generale è coadiuvato dal Direttore Amministrativo e dal Direttore Sanitario d Azienda, ciascuno per le proprie competenze e con essi costituisce la Direzione Generale dell Azienda. La Direzione Generale garantisce, nella sua collegialità, l unitarietà delle funzioni di indirizzo, programmazione e controllo dell Azienda. Il Collegio Sindacale Il Collegio Sindacale è organo dell Azienda previsto ai sensi dell art. 3 ter del D.Lgs. n. 502/92 e s.m.i., è composto da cinque membri, di cui due designati dalla Regione, uno designato dal Ministero del Economia e delle Finanze, del Bilancio e della Programmazione Economica, uno dal Ministro della Salute e uno dalla Conferenza dei Sindaci. A tale organo compete, altresì, di riferire almeno trimestralmente alla Regione sui risultati del riscontro eseguito, denunciando immediatamente i fatti se vi è fondato sospetto di gravi irregolarità. Spetta al Collegio Sindacale la trasmissione periodica, almeno semestrale, di una relazione sull andamento dell attività aziendale alla Conferenza dei Sindaci. Organismi locali politico-istituzionali Sono organismi locali politico - istituzionali: - La Conferenza e la Rappresentanza dei Sindaci - Il Comitato dei Sindaci di Distretto La Conferenza e la Rappresentanza dei Sindaci La Conferenza dei Sindaci, prevista dall art. 3, comma 14, del D.Lgs. n. 502/92 e s.m.i. è costituita, ai sensi dell art. 7 L. R. n. 18 del 6/8/2007 Norme per la programmazione socio sanitarie e riassetto del Servizio Sanitario Nazionale dai Sindaci (o loro delegati) di tutti i Comuni del territorio dell Azienda. Ai sensi dell art. 7 L. R. n. 18 del 6/8/2007 la Conferenza è in particolare chiamata a: - definire, nell ambito della programmazione socio sanitaria regionale, le linee di indirizzo per l elaborazione del Piano attuativo locale; - esaminare ed esprimere pareri sul bilancio pluriennale di previsione e sul bilancio d esercizio dell ASL di riferimento, rimettendo alla Giunta Regionale le proprie osservazioni; 14
15 - esprimere i pareri previsti dall art. 3 bis, commi 6 e 7 D. Lgs. N. 502/92 s.m.i. sull operato del Direttore Generale dell ASL. La Conferenza può, inoltre, richiedere all Amministrazione regionale la revoca del Direttore Generale dell ASL nei casi previsti dall art. 3 bis, comma 7 D. Lgs. n. 502/92 s.m.i. La Conferenza esercita, inoltre, ogni altra attribuzione prevista ai Titoli III Riassetto del Servizio Sanitario Nazionale e IV Disposizioni transitorie ed abrogative della L. R. n. 18 del 6/8/2007. Ai sensi dell art. 15 L.R. n. 10 del 24/1/1995, la Conferenza esercita le proprie funzioni di indirizzo e controllo tramite la Rappresentanza dei Sindaci, costituita nel suo seno da non più di n. 5 componenti, da essa eletti. Le Conferenza dei Sindaci adotta un proprio Regolamento di organizzazione che disciplina le funzioni e le attività della Conferenza stessa e della Rappresentanza, stabilendo i criteri di composizione di quest ultima in ragione della dimensione demografica e della collocazione dei Comuni all interno dei Distretti socio sanitari. Il Comitato dei Sindaci di Distretto Il Comitato dei Sindaci di Distretto è istituito ai sensi dell art. 8 L. R. n. 18 del 6/8/2007, in relazione alle indicazioni dell art. 3 quater comma 4 D. Lgs. 502/92 s.m.i. ed è composto dai Sindaci dei Comuni compresi nell ambito distrettuale. Il Comitato dei Sindaci partecipa, sulla base di quanto previsto dagli art. nn. 14, 15, 22 L. R. n. 18 del 6/8/2007, alla programmazione socio sanitaria a livello distrettuale. Il Comitato dei Sindaci concorre alla verifica del raggiungimento dei risultati di salute definiti dalla programmazione delle attività territoriali ed esercita ogni altra competenza attribuita dalla L. R. n. 18 del 6/8/2007. Partecipano alle riunioni del Comitato, con diritto di voto, il Presidente della Provincia e il Presidente dell Ente gestore dei servizi sociali. Possono partecipare, senza diritto di voto, il Presidente della Conferenza dei Sindaci, il Direttore Generale, il Direttore del Distretto e il Direttore dell Ente gestore dei servizi sociali. L organizzazione e il funzionamento del Comitato dei Sindaci di Distretto è disciplinato da apposito Regolamento basato sugli indirizzi regionali. Il Collegio di direzione Il Collegio di direzione, costituito ai sensi dell art. 17 del D.Lgs. n. 502/92 s.m.i., è composto dal Direttore Generale che lo presiede, dal Direttore Amministrativo e dal Direttore Sanitario d Azienda nonché dai Responsabili delle Strutture organizzative dell Azienda, individuati da apposito regolamento coerente con gli indirizzi regionali e approvato dal Direttore Generale. 15
16 Esso svolge le funzioni previste dalla normativa vigente e assicura alla Direzione Generale una gestione operativa dell Azienda su basi collegiali e integrate. È strumento della Direzione Generale per la comunicazione e condivisione di informazioni gestionali tra la Direzione dell Azienda e le sue Strutture. Rappresenta, a livello centrale, l ambito di definizione di mediazione e di sintesi delle attività negoziali che si sviluppano all interno dell azienda. Il Consiglio dei sanitari Il Consiglio dei sanitari è organismo elettivo dell Azienda, è costituito ai sensi dell art. 3 comma 12 del D.Lgs. n. 502/92 s.m.i., è presieduto dal Direttore Sanitario d Azienda e svolge le funzione di consulenza tecnico sanitaria attribuite dalla normativa vigente. La composizione, le modalità di elezione e di funzionamento del Consiglio dei Sanitari sono disciplinati da apposito regolamento nel rispetto della normativa regionale vigente. Il Nucleo di Valutazione È l organismo che supporta i processi di valutazione, elaborando proposte in particolare sulla: - definizione dell impianto del sistema premiante; - definizione della metodologia di gestione del sistema premiante; - supporto metodologico alla definizione di obiettivi e relativi indicatori per le varie articolazioni organizzative; - verifica e valutazione del raggiungimento degli obiettivi. La composizione e le modalità di funzionamento del Nucleo di Valutazione sono disciplinati da apposito regolamento nel rispetto della normativa regionale vigente. Altri organismi collegiali di partecipazione e rappresentanza L Azienda istituisce, secondo necessità, altri organismi collegiali di direzione e partecipazione, in particolar modo ai sensi dell art. 10 comma 2 L. R. 6/8/2007 n. 18 sulla base delle disposizioni previste dall art. 14 comma 2 D. Lgs. 502/92 s.m.i., costituisce la Conferenza Aziendale di partecipazione composta da rappresentanti degli utenti, degli organismi del terzo settore che collaborano con il sistema dei servizi sanitari erogati dall ASL AL e da rappresentanti dell azienda. Le modalità di individuazione dei componenti e di organizzazione e funzionamento della conferenza sono stabilite da apposito regolamento aziendale adottato dal Direttore Generale in conformità degli indirizzi regionali in merito. 16
17 Principi organizzativi e macro funzioni dell Azienda L organizzazione aziendale, pur presentandosi unitaria, assume a riferimento la distinzione tra le funzioni di pianificazione strategica posta in capo alla Direzione aziendale e la responsabilità gestionale sulla produzione, di competenza dei vari livelli organizzativi aziendali. Il Direttore Generale, cui sono attribuiti i poteri del governo aziendale, si avvale del Direttore Sanitario e del Direttore Amministrativo in tutte le fasi del governo aziendale, in particolare del processo di programmazione e controllo. L Azienda adotta metodologie organizzative basate sui seguenti principi: - scelte strategiche adottate secondo uno schema di accentramento partecipato, con l ausilio di canali organizzati che, supportando la Direzione, permettano il coinvolgimento attivo dei diversi livelli in cui sono inserite le risorse umane dell Azienda; - scelte gestionali adottate secondo il principio del decentramento dei poteri decisionali e delle responsabilità, utilizzando gli strumenti della delega, della responsabilizzazione e della valutazione, snellendo i processi e governando i risultati; - obiettivi individuati, concordati ed attribuiti in modo capillare ai diversi livelli aziendali, adottando il sistema della pianificazione diffusa, intesa come utilizzo degli strumenti propri del problem solving estesi a tutto il sistema aziendale, all interno delle linee guida politico-strategiche della Direzione; - integrazione dei diversi livelli aziendali, sviluppando un sistema decisionale e operativo centrato sulla diffusione delle informazioni e sulla condivisione delle scelte; - sviluppo della qualità delle risorse umane, nell ottica di incentivare professionalità tecnico - specialistica, gestionale e organizzativa di tutti i livelli aziendali, nonché delle risorse che operano in rete per conto dell Azienda. In questo contesto costituiscono punti di riferimento inscindibili dell organizzazione aziendale: - l informazione, regolata da flussi costanti e sistematici mediante strumenti adeguati; - la formazione continua delle risorse umane impegnate nei processi produttivi - erogativi a tutti i livelli; - la ricerca di partecipazione all elaborazione di strategie, obiettivi e programmi; - la condivisione dei progetti. Il modello organizzativo dell Azienda è basato su una netta distinzione tra le macro funzioni: - di governo - di supporto - di tutela della salute - di produzione dei servizi sanitari 17
18 L articolazione delle funzioni in Strutture Organizzative è descritta all interno del Piano di Organizzazione dell Azienda. La funzione di governo (o di Direzione strategica), esercitata dalla Direzione generale, è rappresentata dall insieme delle attività di pianificazione, programmazione, alta amministrazione, controllo strategico e vigilanza La funzione di supporto consiste nell insieme delle attività finalizzate a supportare la Direzione generale e le strutture preposte allo svolgimento delle funzioni di tutela e di produzione.nell espletamento delle proprie funzioni istituzionali. La funzione è svolta a livello centrale con strutture organizzate in forma dipartimentale, con decentramento di funzioni tecnico amministrative ai vari livelli operativi. La funzione di tutela è rappresentata dalle attività finalizzate ad assicurare lo stato di salute dei cittadini attraverso il governo della domanda sanitaria. La funzione di produzione comprende le attività finalizzate alla produzione diretta di servizi sanitari, in ambito ospedaliero o territoriale, di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, anche mediante attività svolte in regime di libera professione intra moenia. Le Strutture Organizzative deputate allo svolgimento delle macro funzioni di tutela e di produzione sono tutte le Strutture aziendali chiamate a svolgere a vario titolo e livello attività di erogazione diretta di prestazioni e servizi sanitari. Le Macrostrutture Organizzative di tutela e di produzione sono dotate di autonomia tecnico - gestionale ed economico - finanziaria, con contabilità separata all interno del bilancio dell Azienda. Le restanti Strutture aziendali operano con autonomia tecnico - professionale e, nell ambito del budget assegnato, operano con autonomia gestionale. Il Piano di organizzazione Il Piano di organizzazione è approvato con deliberazione del Direttore Generale e disciplina, in particolare, l individuazione delle strutture organizzative e la declaratoria delle competenze delle strutture aziendali. Tale atto disciplina, altresì, l articolazione funzionale complessiva delle strutture organizzative e l attività di coordinamento dei servizi ospedalieri e l attività di coordinamento dei servizi distrettuali. Le macro strutture Le macro strutture sono dotate di autonomia tecnico gestionale ed economico finanziaria con contabilità separata all interno del bilancio dell Azienda. All interno dell Azienda si individuano le sottoindicate macro strutture: Dipartimento di prevenzione; Distretti socio/sanitari; Presidi ospedalieri. 18
19 Articolazione organizzativa L organizzazione dell Azienda è articolata nelle seguenti tipologie di strutture organizzative: - Dipartimenti; - Strutture complesse; - Strutture semplici a valenza dipartimentale; - Strutture semplici. Su argomenti specifici o per necessità contingenti, l Azienda può costituire gruppi di progetto formati da più soggetti con professionalità differenziate, in stretto collegamento tra loro. Dei gruppi di progetto possono far parte anche soggetti esterni all azienda ed il loro funzionamento è definito da apposito regolamento del Direttore generale. L Azienda procede altresì con l affidamento di incarichi di alta specializzazione professionale, al fine di valorizzare le capacità gestionali e professionali necessarie all Azienda. Il Dipartimento Il modello dipartimentale è il modello ordinario di gestione operativa e di organizzazione di tutte le attività dell ASL AL. Il Dipartimento, unità organizzativa fondamentale dell Azienda, è costituita da strutture complesse e semplici omogenee, omologhe, affini o complementari che perseguono comuni finalità e sono quindi fra loro interdipendenti pur mantenendo le rispettive autonomie e responsabilità professionali. Nell Azienda si riconoscono, sostanzialmente, tre tipi di Dipartimento: - Dipartimenti strutturali, costituiti al loro interno da strutture organizzative complesse e/o semplici, caratterizzati da strutture organizzative proprie con caratteristiche di stabilità e chiamati a svolgere attività di produzione (a livello ospedaliero e/o territoriale) o attività di supporto all Azienda per la gestione tecnica, logistica e amministrativa. - Dipartimenti funzionali, caratterizzati ugualmente da un aggregazione di strutture, ma tale forma dipartimentale nasce dall'esigenza di costituire un dipartimento finalizzato al raggiungimento di uno specifico obiettivo individuato da norme nazionali, nelle esigenze della singola Azienda o nell'opportunità di aggregare strutture complesse, semplici o semplici a valenza dipartimentale totalmente indipendenti fra loro, al fine di raggiungere un determinato obiettivo o assicurare in modo ottimale la continuità diagnostica e terapeutica ai pazienti. - Dipartimenti interaziendali, aggregazioni funzionali di strutture complesse o semplici appartenenti a più Aziende Sanitarie, istituite per il raggiungimento di finalità e obiettivi comuni. 19
20 Una medesima struttura, complessa, semplice o semplice a valenza dipartimentale, può far parte di più Dipartimenti funzionali, oltre, naturalmente, che del proprio Dipartimento strutturale. Complessivamente, i compiti del Dipartimento possono riassumersi in: - coordinamento ed organizzazione dell attività di assistenza; - razionalizzazione dell utilizzo delle risorse umane e tecnologiche; - formazione e aggiornamento; - didattica; - ricerca; - educazione ed informazione sanitaria; - verifica della qualità; - organizzazione rapporti con l utenza. Il Direttore di Dipartimento Il Direttore di Dipartimento è nominato, su base fiduciaria, dal Direttore Generale ai sensi della vigente normativa e assume le funzioni di coordinamento delle attività con particolare riguardo alla componente tecnico gestionale. Compete al Direttore del Dipartimento: - predisporre la proposta di piano di attività annuale, correlandolo all'utilizzo delle risorse disponibili; - negoziare con la Direzione Generale il budget limitatamente alle risorse assegnate; - assicurare il funzionamento del Dipartimento, attuando i modelli organizzativi proposti dal Comitato di Dipartimento; - promuovere le verifiche periodiche sulla qualità, secondo il modello prescelto dal Comitato di Dipartimento; - controllare l'aderenza dei comportamenti con gli indirizzi generali definiti dal Comitato di Dipartimento nell'ambito: dell assistenza sanitaria, della gestione del personale, dei piani di ricerca, di studio e di didattica; - rappresentare il Dipartimento nei rapporti con il Direttore Generale, il Direttore Amministrativo, il Direttore Sanitario, il Coordinatore della rete dei presidi ospedalieri e con organismi esterni, ove sia previsto che il Dipartimento operi in coordinamento o collegamento con gli stessi; - gestire le risorse attribuite al Dipartimento secondo le indicazioni del Comitato di Dipartimento. Il Comitato di Dipartimento Il Comitato di Dipartimento è costituito da componenti di diritto e componenti elettivi. Sono componenti di diritto il Direttore del Dipartimento, i Direttori delle strutture complesse e i Responsabili delle strutture semplici. 20