Source: https://lavoroeimpresa.com/2014/07/01/permessi-legge-104-i-chiarimenti-del-ministero/
Timestamp: 2018-06-22 05:40:05+00:00
Document Index: 8081853

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 9', 'art. 33', 'art. 24']

Permessi legge 104: i chiarimenti del Ministero – Lavoro e Impresa
1 luglio 2014 Prassi
Permessi legge 104: i chiarimenti del Ministero
Chiarimenti del Ministero del Lavoro sul diritto alla fruizione dei permessi ex L. n. 104/92
Il Ministero del Lavoro con interpello n. 19/2014 risponde sulla corretta interpretazione dell’art. 33 L. n. 104/92, come modificato dall’art. 24 L. n. 183/2010, riguardante il diritto alla fruizione di tre giorni di permesso mensile per l’assistenza di persona con handicap in situazione di gravità, per i parenti o gli affini entro il terzo grado.
Il quesito posto riguarda:
Se l’estensione del diritto esposto ai parenti o agli affini entro il terzo grado prevista dalla disposizione sopra citata possa prescindere dalle eventuale presenza nella famiglia dell’assistito di parenti o affini di primo e secondo grado che siano nelle condizioni di assisterlo, dovendo dunque essere esclusivamente comprovata una delle particolari condizioni del coniuge e dei genitori della persona in situazione di gravità richieste dalla norma stessa.
In via preliminare il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ritiene necessario partire dalla lettura dell’art. 33, co. 3 che prevede:
a condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa.
Dalla lettera della legge si evince:
che sono legittimati a fruire di tali permessi prioritariamente il coniuge e il parente o affine entro il secondo grado.
Nei casi in cui i genitori o il coniuge della persona da assistere si trovino in una delle condizioni individuate dal legislatore
¨ Abbiano compiuto 65 anni di età
¨ siano affetti da patologie invalidanti
¨ siano deceduti o mancanti
La fruizione dei permessi è possibile da parte di un parente o affine entro il terzo grado. Tali affini e parenti possono fruire dei permessi anche qualora le condizioni sopra descritte si riferiscano ad uno solo dei soggetti menzionati dalla norma.
Una diversa interpretazione, cioè consentire l’estensione al terzo grado solo quando tutti i soggetti prioritariamente interessati si trovino nell’impossibilità di assistere il disabile, finirebbe per restringere fortemente la platea dei soggetti interessati.
In conclusione alla luce di queste argomentazioni ,il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ritiene che al fine di consentire la fruizione dei permessi ex art. 33 co. 3, L.104/1992 ai parenti o affini entro il terzo grado debba essere dimostrata esclusivamente la circostanza che il coniuge o genitore della persona con handicap grave si trovino in una delle specifiche condizioni stabilite dalla medesima norma, a nulla rilevando,in quanto non richiesto, il riscontro della presenza nell’ambito famigliare di parenti o affini di primo e di secondo grado in grado di assisterli.
Riferimenti: Interpello n. 19/2014; D.Lgs. n. 124/2004, art. 9; L. n. 104/92, art. 33; L. n. 183/2010, art. 24.
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