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Timestamp: 2018-02-24 15:34:44+00:00
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Corte di Cassazione, sezione VI civile, sentenza 20 dicembre 2016, n. 26441 - Avvocato Renato D'Isa
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E’ illegittimo e va, pertanto, annullato il verbale di contestazione, con il quale è stata rilevata su una strada extraurbana secondaria, la violazione del limite di velocità, senza l’indicazione degli estremi del decreto prefettizio di autorizzazione dell’uso di strumenti di rilevazione automatica della velocità
sentenza 20 dicembre 2016, n. 26441
COMUNE ARBOREA, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), rappresentato e difeso dall’avvocato (OMISSIS), giusta procura speciale a margine del controricorso;
udito l’Avvocato (OMISSIS) difensore del ricorrente che si riporta ai motivi ed insiste per l’accoglimento;
udito l’Avvocato Anna Gennaro per delega dell’Avvocato (OMISSIS) difensore del resistente, che si riporta al controricorso.
Ritenuto che (OMISSIS) ricorre, con quattro motivi, per la cassazione della sentenza del Tribunale di Oristano, depositata il 27 novembre 2014 e notificata il 24 febbraio 2015, che, in riforma della sentenza del G.d.P. di Terralba n. 39 del 2013, ha rigettato l’opposizione proposta dal predetto (OMISSIS) avverso il verbale di contestazione elevato dalla Polizia Municipale del Comune di Arborea in data 10 novembre 2008, per violazione del Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 142, eccesso di velocita’ rilevato a mezzo di dispositivo elettronico lungo la strada provinciale n. 49; che, per quanto ancora di rilievo, il Tribunale ha ritenuto che non integrava violazione del diritto di difesa – peraltro denunciata solo genericamente – la mancata indicazione, nel verbale di contestazione, del decreto prefettizio di individuazione della strada su cui era stata rilevata l’infrazione tra quelle extraurbane nelle quali era consentito l’utilizzo di dispositivi finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni, e che non era sindacabile la scelta della pubblica amministrazione, di includere determinate strade o tratti di strada, ai sensi del Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 2, comma 2, lettera C e D, tra quelli nei quali e’ consentita la rilevazione a distanza, essendo il controllo giurisdizionale limitato alla verifica della rispondenza delle finalita’ perseguite dall’amministrazione con quanto indicato dal legislatore;che non si era formato il giudicato sul rigetto degli ulteriori motivi di opposizione, sui quali il Giudice di pace non aveva pronunciato, avendoli ritenuti assorbiti;che era inammissibile, in quanto nuova, la contestazione riguardante l’asserita impossibilita’ di individuare dalle fotografie il veicolo che aveva commesso l’infrazione;
che gli altri motivi di opposizione, che l’appellato si era limitato ad elencare senza esplicitarne le ragioni, erano comunque infondati e, in particolare, non costituiva causa di nullita’ del verbale di contestazione la mancanza di sottoscrizione, trattandosi di documento redatto su modulo prestampato con il sistema meccanizzato;che l’apparecchiatura di rilevazione, che era omologata e risultava essere stata sottoposta a verifica e taratura in data 3 giugno 2008, poco tempo prima del rilevamento dell’infrazione a carico dell’opponente (10 novembre 2008), era gestita direttamente dall’organo di Polizia municipale che aveva proceduto alla contestazione;che lungo il tratto di strada in questione erano installati due cartelli di preavviso a distanza, rispettivamente di 150 e di 400 metri dalla postazione di rilevamento;che gli agenti e ufficiali della Polizia municipale erano dotati del potere di accertamento delle violazioni al codice della strada su tutto il territorio comunale, e cio’ rendeva irrilevante la circostanza che l’unica delibera agli atti (n. 122 del 3 agosto 2008) riguardava un diverso tratto di strada;
che il Comune di Arborea resiste con controricorso.Considerato che il Collegio ha deliberato l’adozione di una motivazione in forma semplificata;che con il primo motivo e’ dedotta violazione e falsa applicazione del Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 2, in relazione al Decreto Legge n. 121 del 2002, articolo 4, e del Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 200, in relazione al Decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 1992, articolo 383, nonche’ vizio di motivazione, e si contesta l’affermata insindacabilita’ del provvedimento prefettizio di autorizzazione all’installazione delle apparecchiature di rilevamento automatico della velocita’ sotto il profilo delle caratteristiche della strada, come previste dal Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 2, comma 2, lettera C e D; che, inoltre, la mancata indicazione degli estremi del decreto prefettizio nel verbale di contestazione integrava un vizio di motivazione del provvedimento sanzionatorio, e non una mera irregolarita’ formale;che con il secondo motivo e’ dedotta violazione e falsa applicazione del Decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 1992, articolo 345, in relazione alla L. n. 168 del 2002, nonche’ vizio di motivazione e si contesta che il Tribunale non aveva verificato se la societa’ di noleggio degli apparecchi di rilevamento fosse abilitata alla taratura degli stessi;che con il terzo motivo e’ dedotta violazione e falsa applicazione del Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articoli 11 e 12, Decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 1992, articolo 345, in relazione alla L. n. 168 del 2002, nonche’ vizio di motivazione e si contesta l’omesso esame del contratto di noleggio, dal quale risulterebbe che il Comune di Arborea aveva affidato la gestione degli apparecchi alla societa’ (OMISSIS) s.p.a.; che con il quarto motivo e’ dedotta violazione e falsa applicazione del Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articoli 2 e 12, e del Decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 1992, articolo 345, nonche’ vizio di motivazione e si contesta la legittimita’ dell’utilizzo degli apparecchi autovelox nel tratto di strada lungo il quale era stata rilevata l’infrazione a carico del ricorrente, tenuto conto della rilevata divergenza tra il predetto tratto di strada e quello indicato nella delibera comunale n. 122 del 2008; che la doglianza prospettata con il primo motivo di ricorso e’ fondata nei termini di seguito esposti, e assorbe le rimanenti;
che deve essere ribadita la giurisprudenza di questa Corte secondo cui il provvedimento del prefetto, di individuazione delle strade o dei tratti di strada nei quali e’ autorizzato l’uso di strumenti di rilevazione automatica della velocita’, puo’ includere soltanto le strade del tipo imposto dalla legge mediante rinvio alla classificazione di cui al Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 2, trattandosi di provvedimento connotato da discrezionalita’ vincolata, come tale sindacabile dal giudice ordinario (Cass., sez. 2, sentenza n. 7872 del 2011);che, peraltro, nel caso di specie il Tribunale non era tenuto a disapplicare il provvedimento in assenza di elementi relativi alla soltanto prospettata non conformita’ a legge dello stesso;che, sotto altro profilo, non era necessario l’accertamento circa il posizionamento dell’apparecchiatura di rilevazione, se dentro o fuori il centro abitato, giacche’ il verbale di contestazione fa prova di cio’ e non era specificamente dedotto che la strada non fosse effettivamente quella indicata nella delibera;
che, invece, e’ fondato il terzo profilo di doglianza;che, infatti, risulta in atti che l’infrazione e’ stata rilevata su una strada extraurbana secondaria e che il verbale di contestazione non conteneva l’indicazione degli estremi del decreto prefettizio con il quale era autorizzata, sulla strada in questione, la rilevazione della velocita’ a mezzo autovelox e la contestazione differita; che la giurisprudenza di questa Corte ha ripetutamente affermato che la mancata indicazione degli estremi del decreto prefettizio nel verbale di contestazione integra un vizio di motivazione del provvedimento sanzionatorio, che pregiudica il diritto di difesa e non e’ rimediabile nella fase eventuale di opposizione (ex plurimis, Cass., sez. 2, sentenza n. 2243 del 2008; sez. 6-2-, ordinanza n. 331 del 2015);che pertanto il ricorso va accolto e, non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, ai sensi dell’articolo 384 c.p.c., la causa e’ decisa nel merito, con il rigetto dell’appello; che le spese dell’intero giudizio seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo.
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso per quanto di ragione, assorbiti i rimanenti, cassa e, decidendo nel merito, rigetta l’appello; condanna il Comune di Arborea al pagamento delle spese del giudizio che liquida in complessivi Euro 360,50 per il primo grado, in complessivi Euro 427,50, di cui Euro 82,50 per spese, per il secondo grado, e in complessivi Euro 800,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, per il presente giudizio, oltre spese generali e accessori di legge