Source: https://www.slideshare.net/ChiaraGiordano/scheda-legge-3282000
Timestamp: 2017-07-25 05:46:24+00:00
Document Index: 57135705

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.18', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 21', 'art.27']

by Dario 38851 views
Percorso decisionale disabili – Leg...
SCHEDA SINTETICA Legge 8 novembre 2000, n. 328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali"SCOPO E OBIETTIVOLa Legge 328/2000 intitolata "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato diinterventi e servizi sociali" è la legge per lassistenza, finalizzata a promuovere interventisociali, assistenziali e sociosanitari che garantiscano un aiuto concreto alle persone e allefamiglie in difficoltà.Scopo principale della legge è, oltre, la semplice assistenza del singolo, anche il sostegnodella persona all’interno del proprio nucleo familiare.La qualità della vita, la prevenzione, la riduzione e leliminazione delle disabilità, il disagiopersonale e familiare e il diritto alle prestazioni sono gli obiettivi della 328. Per la primavolta, altresì, viene istituito un fondo nazionale per le politiche e gli interventi sociali,aggregando e ampliando i finanziamenti settoriali esistenti e destinandoli allaprogrammazione regionale e degli entiDal titolo si può osservare che si tratta di una legge quadro, pertanto la relativaapplicazione è delegata allemanazione di decreti da parte del governo, ministeri, regioni,ecc.SOGGETTI DESTINATARILa legge in esame stabilisce che hanno diritto di usufruire delle prestazioni e dei servizi delsistema integrato di interventi e servizi sociali i cittadini italiani e, nel rispetto degli accordiinternazionali, con le modalità e nei limiti definiti dalle leggi regionali, anche i cittadini diStati appartenenti all’Unione europea ed i loro familiari, nonchè gli stranieri, individuati aisensi dell’articolo 41 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. Aiprofughi, agli stranieri ed agli apolidi sono garantite le misure di prima assistenza, di cuiall’articolo 129, comma 1, lettera h), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.La legge 328 intende superare ulteriormente il concetto assistenzialistico dell’interventosociale, nel senso che considera il cittadino non come passivo fruitore, ma come soggetto 1 2.
attivo e in quanto tale portatore di diritti, a cui devono essere destinati interventi mirati allarimozione di situazioni di disagio psico-sociale e di marginalità.SERVIZI PREVISTIIl capo III elenca le disposizioni relative alla realizzazione di particolari interventi sociali epiù esattamente a favore di persone disabili, anziani non autosufficienti, famiglie.Sono previsti infatti:Progetti individuali per le persone disabili: i comuni, d’intesa con le aziende unitàsanitarie locali, predispongono, su richiesta dell’interessato, un progetto individuale.Il progetto individuale comprende: - la valutazione diagnostico-funzionale; - le prestazioni di cura e di riabilitazione a carico del Servizio sanitario nazionale; - i servizi alla persona a cui provvede il comune in forma diretta o accreditata, con particolare riferimento al recupero e all’integrazione sociale; - le misure economiche necessarie per il superamento di condizioni di povertà, emarginazione ed esclusione sociale.Nel progetto individuale sono definiti le potenzialità e gli eventuali sostegni per il nucleofamiliare. L’interessato indicherà nella tessera sanitaria, con modalità stabilite con decretodel Ministro della sanità, di concerto con il Ministro per la solidarietà sociale, i dati relativialle condizioni di non autosufficienza o di dipendenza per accedere ai servizi ed alleprestazioni sociali.Sostegno domiciliare per le persone anziane non autosufficienti: il Ministro per lasolidarietà sociale, con proprio decreto, emanato di concerto con i Ministri della sanità eper le pari opportunità, determina annualmente la quota da riservare ai servizi a favoredelle persone anziane non autosufficienti, per favorirne l’autonomia e sostenere il nucleofamiliare nell’assistenza domiciliare alle persone anziane che ne fanno richiesta. Una quotadei finanziamenti di cui al primo comma è riservata ad investimenti e progetti integrati traassistenza e sanità, realizzati in rete con azioni e programmi coordinati tra soggetti pubblicie privati, volti a sostenere e a favorire l’autonomia delle persone anziane e la loropermanenza nell’ambiente familiare secondo gli indirizzi indicati dalla presente legge.Valorizzazione e sostegno delle responsabilità familiari: il sistema integrato diinterventi e servizi sociali riconosce e sostiene il ruolo peculiare delle famiglie e valorizza 2 3.
i molteplici compiti che le famiglie svolgono sia nei momenti critici e di disagio, sia nellosviluppo della vita quotidiana.Al fine di migliorare la qualità e l’efficienza degli interventi, gli operatori coinvolgono eresponsabilizzano, inoltre, le persone e le famiglie nell’ambito dell’organizzazione deiservizi.Nell’ambito del sistema integrato di interventi e servizi sociali sono inoltre previsti iseguenti servizi:a) l’erogazione di assegni di cura e altri interventi a sostegno della maternità e dellapaternità responsabile, da realizzare in collaborazione con i servizi sanitari e con i servizisocio - educativi della prima infanzia;b) politiche di conciliazione tra il tempo di lavoro e il tempo di cura, promosse anchedagli enti locali ai sensi della legislazione vigente;c) servizi formativi ed informativi di sostegno alla genitorialità, anche attraverso lapromozione del mutuo aiuto tra le famiglie;d) prestazioni di aiuto e sostegno domiciliare, anche con benefici di carattereeconomico, in particolare per le famiglie che assumono compiti di accoglienza, di cura didisabili fisici, psichici e sensoriali e di altre persone in difficoltà, di minori in affidamento,di anziani;e) servizi di sollievo, per affiancare nella responsabilità del lavoro di cura la famiglia, edin particolare i componenti più impegnati nell’accudimento quotidiano delle personebisognose di cure particolari ovvero per sostituirli nelle stesse responsabilità di curadurante l’orario di lavoro;f) servizi per l’affido familiare, per sostenere, con qualificati interventi e percorsiformativi, i compiti educativi delle famiglie interessate.Per sostenere le responsabilità individuali e familiari e agevolare l’autonomia finanziaria dinuclei monoparentali, di coppie giovani con figli, di gestanti in difficoltà, di famiglie chehanno a carico soggetti non autosufficienti con problemi di grave e temporanea difficoltàeconomica, di famiglie di recente immigrazione che presentino gravi difficoltà diinserimento sociale, i comuni, in alternativa a contributi assistenziali in denaro, possonoconcedere prestiti sull’onore, consistenti in finanziamenti a tasso zero secondo piani direstituzione concordati con il destinatario del prestito.I comuni possono prevedere, altresì, agevolazioni fiscali e tariffarie rivolte alle famigliecon specifiche responsabilità di cura e deliberare ulteriori riduzioni dell’aliquota 3 4.
dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) per la prima casa, nonché tariffe ridotte perl’accesso a più servizi educativi e sociali.CONDIZIONI DI APPLICABILITA’ DELLA LEGGELa legge annuncia che per realizzare i servizi sociali in modo unitario e integrato gli entilocali, le Regioni e lo Stato, ognuno nell’ambito delle proprie competenze, provvedano allaprogrammazione degli interventi e delle risorse. Nel farlo è importante che vengano seguitii principi di coordinamento e di integrazione tra gli interventi sanitari e dell’istruzione e lepolitiche attive del lavoro ma la legge aggiunge che tale programmazione deve essere fattacoinvolgendo anche il Terzo settore.La legge di riforma dell’assistenza ha tra i suoi punti di forza il coinvolgimento di soggettipubblici e privati nell’erogazione dei servizi sociali. Per poter trovare applicazione la leggestabilisce che i privati devono essere prima autorizzati, e poi eventualmente accreditati, apartecipare alla rete dei servizi sociali territoriali.In altre parole, l’autorizzazione è indispensabile per qualsiasi soggetto privato che vogliafornire servizi alla persona, anche se non è interessato a entrare nel circuito dell’assistenzapubblica; se invece vuole diventare un "fornitore di servizi" dell’amministrazione pubblica,e quindi far parte del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, oltre ad essereun ente autorizzato deve anche essere accreditato.Ai Comuni è assegnato il compito di autorizzare e di accreditare i soggetti privati sullabase di un insieme di requisiti stabiliti dalle leggi regionali. Le Regioni definiscono talirequisiti raccogliendo, ed eventualmente integrando, i requisiti minimi fissati dallo Statocon decreto ministeriale del ministro della Solidarietà sociale. 4 5.
SOGGETTI EROGATORILa programmazione e l’organizzazione del sistema integrato di interventi e servizi socialicompete agli enti locali, alle regioni ed allo Stato ai sensi del decreto legislativo 31 marzo1998, n. 112, e della presente legge.Alle Regioni e ai Comuni spettano alcuni compiti importanti, ma anche lo Stato è chiamatoa fare la sua parte:Lo Stato ha il compito di: fissare un Piano sociale nazionale che indichi i livelli uniformi edi base delle prestazioni, stabilire i requisiti che devono avere le comunità-famiglie e iservizi residenziali nonché i profili professionali nel campo sociale ed infine ripartire lerisorse del Fondo sociale nazionale e controllare landamento della riforma.Le Regioni dovranno programmare e coordinare gli interventi sociali, spingere versolintegrazione degli interventi sanitari, sociali, formativi e di inserimento lavorativo,stabilire i criteri di accreditamento e vigilare sulle strutture e i servizi sia pubblici cheprivati, costituire un albo dei soggetti autorizzati a svolgere le funzioni indicate dallanormativa, stabilire la qualità delle prestazioni, determinare i livelli di partecipazione allaspesa da parte degli utenti, finanziare e programmare la formazione degli operatoriIn ultima analisi non bisogna dimenticare come questa legge abbia riconosciuto unacentralità al ruolo dei Comuni che, per questo motivo, sono gli interlocutori privilegiati,con i quali bisogna tracciare politiche di intervento.I Comuni sono gli organi amministrativi che gestiscono e coordinano le iniziative perrealizzare il "sistema locale della rete di servizi sociali". In questo, i Comuni devonocoinvolgere e cooperare con le strutture sanitarie, con gli altri enti locali e con leassociazioni dei cittadini.Dai Comuni dipende: • la determinazione dei parametri per la valutazione delle condizioni di povertà, di limitato reddito e di incapacità totale o parziale per inabilità fisica e psichica, e le relative condizioni per usufruire delle prestazioni; 5 6.
• lautorizzazione, laccreditamento e la vigilanza sui servizi sociali e sulle strutture residenziale e semiresidenziali pubbliche e private; • il garantire il diritto dei cittadini a partecipare al controllo di qualità dei servizi.Le azioni, gli obiettivi e le priorità degli interventi comunali sono definiti nei Piani diZona. I Comuni devono anche realizzare ed adottare la Carta dei servizi sociali cheillustra le opportunità sociali disponibili e le modalità per accedervi.I Comuni, Regioni e Stato dovranno, infatti, coinvolgere e responsabilizzare il settorenon-profit. I soggetti del Terzo settore sono inseriti tra gli "attori" della legge sia nellaprogrammazione e organizzazione del sistema integrato (art. 1 comma 4) sianell’erogazione dei servizi (art. comma 5).COMMENTO ALLA LEGGEPrima dell’approvazione della legge n. 328 del 2000, sullassistenza sociale, il settore eraancora disciplinato dalla legge 17 luglio 1890, n. 6972, e successive modificazioni,cosiddetta "legge Crispi".Il primo processo di politiche sociali innovative si è svolto sulla base di alcuni presuppostie principi di fondo, quali la riorganizzazione del territorio in ambiti territoriali adeguati, laprogrammazione degli interventi in base alle caratteristiche ed ai bisogni dellapopolazione, lintegrazione dei servizi sanitari con quelli sociali e la partecipazione attivanei servizi degli utenti e dei cittadini. In questo contesto, il ruolo dei Comuni è statosempre più importante: sono i Comuni che realizzano, organizzano e gestiscono i servizisociali, secondo le indicazioni elaborate a livello regionale. La “Carta europea delleautonomie locali ”, sottoscritta a Strasburgo il 15 ottobre 1985 e tradotta nella legge n.439/89, rappresenta la base fondamentale per lo sviluppo delle politiche socialiintroducendo principi basilari quali la sussidiarietà, cioè la necessità di rispondere aibisogni delle collettività locali; la cooperazione, intesa come la capacità degli enti locali diassociarsi fra loro per la tutela e la promozione dei loro comuni interessi e per la gestioneassociata dei servizi; lauto-organizzazione, nel senso di capacità propria nella scelta della 6 7.
struttura amministrativa più idonea allo svolgimento delle funzioni. Tra i principi generalie le finalità indicate dallarticolo 1 della citata legge n. 328 del 2000, meritano unamenzione particolare alcuni passaggi che affidano, infatti, in posizione paritaria, agli entilocali, alle regioni ed allo Stato la programmazione e lorganizzazione dei servizi e degliinterventi sociali. Nellintento di valorizzare al massimo grado il principio di sussidiarietà,le regioni dovranno riconoscere ed agevolare il ruolo di tutti i soggetti sociali, delleassociazioni e degli enti di promozione sociale, compreso quello degli enti riconosciutidalle confessioni religiose, con cui lo Stato ha stipulato intese nellorganizzazione e nellagestione dei servizi sociali.Sempre nel medesimo articolo, al comma 5, viene enunciato un altro importantissimoprincipio e, cioè, che alla gestione ed allofferta dei servizi provvedono soggetti pubblici,nonché associazioni ed enti di promozione sociale, fondazioni ed altri organismi privati, inqualità di soggetti attivi nella progettazione, nellorganizzazione e nella gestione dei servizie degli interventi sociali.La presente proposta di legge intende anche rispondere alle sollecitazioni contenute nellalegge 28 agosto 1997, n. 285, recante disposizioni per la promozione di diritti e diopportunità per linfanzia e ladolescenza, nella parte in cui auspica il coinvolgimento deglienti locali, delle istituzioni pubbliche e private per la promozione dei diritti, la qualità dellavita, lo sviluppo, la realizzazione individuale e la socializzazione dellinfanzia edelladolescenza, privilegiando lambiente a loro più confacente, in attuazione dei principidella Convenzione sui diritti del fanciullo, resa esecutiva con legge 27 maggio 1991, n.176. 7 8.
ALTRE OSSERVAZIONILa legge in esame prevede e promuove attività socio-assistenziali da parte diassociazioni di cittadini, quali le Onlus, le cooperative sociali, le organizzazioni divolontariato, gli enti di promozione sociale e le fondazioni. Questi organismi possonooffrire e gestire alcuni servizi, alternativi a quelli degli enti pubblici, rivolti ai cittadiniche ne hanno bisogno. Inoltre, rappresentanti di tutte le associazioni concorrono allaprogrammazione, allorganizzazione e alla gestione del sistema integrato dei servizi socialiinsieme con le istituzioni pubbliche. Le Regioni devono definire i requisiti necessari deiservizi offerti e devono controllare la qualità del loro operato, anche tramite listituzione diregistri regionali delle organizzazioni autorizzate allesercizio dei servizi socio-assistenziali.DOMANDE FREQUENTI2. Cos’è la “Commissione di indagine sulla esclusione sociale” ?La Commissione di indagine sulla esclusione sociale, è istituita, presso la Presidenza delConsiglio dei ministri.E’ nata con il compito di effettuare, anche in collegamento con analoghe iniziativenell’ambito dell’Unione europea, le ricerche e le rilevazioni occorrenti per indagini sullapovertà e sull’emarginazione in Italia, di promuoverne la conoscenza nelle istituzioni enell’opinione pubblica, di formulare proposte per rimuoverne le cause e le conseguenze, dipromuovere valutazioni sull’effetto dei fenomeni di esclusione sociale.La Commissione si compone di studiosi ed esperti con qualificata esperienza nel campodell’analisi e della pratica sociale, nominati, per un periodo di tre anni, con decreto delPresidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la solidarietà sociale. 8 9.
RIFERIMENTI NORMATIVI E NORME COLLEGATECome previsto dai rispettivi articoli, sono stati emanati alcuni decreti attuativi:Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri 17/11/2000 "Integrazione della delega difunzioni al Ministro per la Solidarietà Sociale, on. Livia Turco", (Gazzetta ufficiale n. 281dell1/12/2000); Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri 15/12/2000 recante "riparto tra le Regionidei finanziamenti destinati al potenziamento dei servizi a favore delle persone che versanoin stato di povertà estrema e senza fissa dimora" (Gazzetta Ufficiale n. 69, del 23/03/2001);Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2001 - 2003, a norma dellart.18,comma 2 della legge 328/2000;Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri recante " Atto di indirizzo e coordinamentosui sistemi di affidamento dei servizi alla persona previsti dallart. 5 della legge 328/2000"G.U. 14 agosto 2001, n.188);Schema di regolamento recante "Requisiti minimi strutturali e organizzativi perlautorizzazione allesercizio dei servizi e delle strutture a ciclo residenziale esemiresidenziale" a norma dellart. 11 della legge 328/2000;Decreto Legislativo del 04/05/2001 n. 207 "Riordino del sistema delle IstituzioniPubbliche di Assistenza e Beneficenza, a norma dellart. 10 della legge n. 328/2000"(Gazzetta Ufficiale n. 126, del 01/06/2001);Schema di regolamento a norma dellart. 12 della legge n. 328/2000, Profilo professionaledegli assistenti sociali, formazione universitaria ed equiparazione dei titoli di studio;Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri recante " Atto di indirizzo e coordinamentosullintegrazione socio-sanitaria", a norma dellart. 2, comma 1, lettera n della legge 30novembre 1998, n.419Accordo tra il Ministro della sanità, il Ministro della solidarietà sociale e le Regioni eProvince autonome di Trento e Bolzano per la individuazione della figura e del relativoprofilo professionale delloperatore socio-sanitario e per definizione dellordinamentodidattico dei corsi di formazione, a norma dellart. 4 del Decreto legislativo n, 281/97;D.M. 20 aprile 2001 recante Istituzione Commissione tecnica per il sistema informativo deiservizi sociali, a norma dellart. 21, comma 2, della legge 328/2000;DPCM 21 febbraio 2001 "Atto costitutivo della Commissione di indagine sulla esclusionesociale" di durata triennale, in attuazione dellart.27, comma 4, legge 328/2000Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 - Testo unico delle disposizioni concernenti ladisciplina dellimmigrazione e norme sulla condizione dello straniero – 9 10.
Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 - Conferimento di funzioni e compitiamministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I dellalegge 15 marzo 1997, n. 59" Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compitialle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per lasemplificazione amministrativa -Legge 17 luglio 1890, n. 6972 - Norme sulle istituzioni pubbliche di assistenza ebeneficenza -Legge 28 agosto 1997, n. 285 Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità perlinfanzia e ladolescenza - 10 Recommended
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