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Timestamp: 2020-08-10 07:43:43+00:00
Document Index: 93072882

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 157', 'art.8']

L’art. 2 d.lgs. n. 74/2000: la fattispecie, i profili operativi ed i più recenti orientamenti giurisprudenziali nel reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
L’art. 2 d.lgs. n. 74/2000: la fattispecie, i profili operativi ed i più recenti orientamenti giurisprudenziali nel reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.
Il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti è una delle fattispecie più gravi tra i reati tributari, la cui disciplina è fissata dal d.lgs. n. 74/2000. La norma penale, contenuta nell’art. 2 del decreto, sanziona la condotta di colui che utilizza fatture o altri documenti probatori per dichiarare passività inesistenti all’interno della dichiarazione IVA o nella dichiarazione dei redditi al fine di ridurre fraudolentemente l’imponibile oggetto del prelievo fiscale.
La norma dell’art. 2 d.lgs. n. 74/2000
Elemento oggettivo: Soggetto attivo del reato può essere unicamente il contribuente, cioè il soggetto obbligato alla tenuta di scritture contabili ai fini del pagamento dell’IVA (oppure amministratore, liquidatore o rappresentante del contribuente soggetto ad imposizione, art. 1, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 74/2000), ma anche il soggetto tenuto soltanto all’obbligatoria presentazione della dichiarazione annuale dei redditi.
Il reato è consumato nel momento della presentazione della dichiarazione fraudolenta, pertanto, in presenza di plurime dichiarazioni fraudolente si avranno più violazioni della norma penale.
Elemento soggettivo: Il delitto è punito a titolo di dolo specifico. È necessario, quindi, che in capo all’agente risieda la consapevolezza e volontà di porre in essere la specifica condotta sanzionata, cioè di utilizzare le fatture per operazioni inesistenti per dichiarare il falso al fisco, quindi il fine specifico di evadere le imposte. In base all’art. 1, lett. d) del decreto, nel fine di evadere le imposte si ricomprende anche quello di conseguire un indebito rimborso o il riconoscimento di un inesistente credito d’imposta, e il fine di consentirli a terzi.
La più recente giurisprudenza ha provveduto a precisare la nozione di operazione inesistente che viene in rilievo ai sensi dell’art. 2 d.lgs. n. 74/2000 quale elemento centrale della fattispecie.
Innanzitutto, relativamente al soggetto che emette la fattura/documento per l’operazione inesistente, la Cassazione ha superato l’orientamento che limitava l’operatività della fattispecie de qua ai casi in cui le fatture siano state emesse da terzi, in tal modo evidenziando la differenza con i delitti puniti agli artt. 3 e 8 del medesimo decreto. Nel ragionamento della Corte, la condotta sanzionata dall’art. 2 è “la falsificazione della dichiarazione dei redditi che si consuma attraverso la rappresentazione di operazioni inesistenti, essendo indifferente che la documentazione falsa provenga dallo stesso autore della dichiarazione piuttosto che da terzi. (…)
Si ritiene, in conclusione che la fattispecie prevista dal D.lgs. n. 74 del 2000, art. 2 sanzioni i comportamenti che si risolvono nella presentazione di una dichiarazione dei redditi che rappresenti operazioni inesistenti, nulla rilevando che le fatture o i documenti che attestano tali operazioni siano creati dalla stessa persona che presenta la dichiarazione o da terzi” (Cass., Sez. fer., n. 47603/2017).
Il termine di prescrizione del reato inizia a decorrere dalla consumazione dello stesso, dunque dal momento della presentazione della dichiarazione. Il d.lgs. n. 74/2000 originariamente non ha previsto nessuna prescrizione particolare per i reati tributari, pertanto ha trovato applicazione per gli stessi la disciplina ordinaria dettata dal codice penale dall’art. 157 (sei anni, che diventano sette e mezzo in caso di interruzione).
Attualmente, pertanto, la prescrizione per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture ha subito un notevole allungamento dei termini, se tenuto conto dei fenomeni sospensivi ed interruttivi.
Misure cautelari reali e confisca.
Quadro giurisprudenziale di riferimento in tema di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture oggettivamente e/o soggettivamente inesistenti:
Cassazione penale, sez. III, 05/12/2017, n. 267.
Cassazione penale, sez. III, 25/05/2017, n. 37454.
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