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Timestamp: 2019-03-22 08:19:09+00:00
Document Index: 100651412

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.139', 'art.75', 'art.138', 'art.71', 'art.50', 'art.1', 'art. 4']

Stato italiano: forma e personalità
Stato italiano: sua forma e personalità
Il principio democratico nella Costituzione italiana
Anche lo Stato italiano come ogni altro Stato è l'organizzazione giuridica di un popolo, su un determinato territorio, sotto un potere sovrano.
FORMA DELLO STATO ITALIANO
La forma dello Stato italiano è quella repubblicana scelta dal popolo nel referendum del 02 giugno 1946 e sancita dall'art.1 della Costituzione il quale stabilisce che "l'Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione".
L'Italia è una repubblica democratica in quanto la sovranità appartiene al popolo: in altre parole, è il popolo che decise circa l'organizzazione e il funzionamento dello Stato.
Le democrazie si caratterizzano dalla divisione dei poteri: il potere legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario sono separati e affidati ad organi diversi. Mentre, negli Stati totalitari i tre poteri sono concentrati in un unica persona o in un ristretto gruppo di funzionari e vi è un solo partito a guidare lo Stato.
La forma dello Stato italiano non è modificabile: infatti, l'art.139 della Costituzione stabilisce che "la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale".
Il popolo esercita la sovranità nelle forme e nei limiti della Costituzione, cioè mediante gli istituti previsti dalla Costituzione. Tali istituti sono:
la partecipazione alle elezioni politiche;
l'iniziativa in materia legislativa.
Negli Stati moderni, dato l'elevato numero dei cittadini, si hanno delle democrazie indirette o rappresentative.
In pratica il popolo si governa mediante i propri rappresentanti che sono liberamente eletti dai cittadini stessi. Tali rappresentanti hanno il compito di prendere le decisioni inerenti la vita dello Stato. Per questo si dice che lo Stato italiano è uno Stato rappresentativo, cioè uno Stato nel quale i cittadini partecipano alla elezione, diretta o indiretta, di organi rappresentativi.
Anche in Italia abbiamo una democrazia indiretta: il popolo elegge i propri rappresentanti al Parlamento, cioè all'organo al quale compete il potere di emanare le leggi.
Il Parlamento elegge il Presidente della Repubblica che rappresenta l'unità nazionale e che ha il compito di nominare il Governo.
I principali organi dello Stato hanno, quindi, un'investitura di origine popolare. Possiamo perciò affermare che il principale strumento di democrazia previsto dalla nostra Costituzione è la partecipazione alle elezioni politiche.
In Italia, esistono anche alcuni strumenti di democrazia diretta: si tratta di strumenti che permettono al popolo di esercitare direttamente la democrazia senza che sia necessario ricorrere ai propri rappresentanti.
Sono strumenti di democrazia diretta:
i referendum popolari che possono essere:
abrogativi, cioè servono ad abrogare, in tutto o in parte, una legge (art.75 della Costituzione);
o a scopo costituzionale, cioè sono impiegati nell'ambito della procedura di revisione della Costituzione (art.138 della Costituzione);
in materia di creazione, fusione o modifica territoriale di Regioni e di Comuni e di distacco di Province da una Regione per l'aggregazione ad un'altra (artt.132-133 della Costituzione);
l'iniziativa popolare, ovvero la possibilità da parte di un certo numero di elettori di presentare un progetto di legge che viene poi discusso e votato dal Parlamento (art.71 della Costituzione);
la petizione alle Camere, mediante la quale qualsiasi cittadino può rivolgersi alle camere per chiedere provvedimenti legislativi o per esporre delle comuni necessità (art.50 della Costituzione)..
L'art.1 della Costituzione, oltre al principio democratico, stabilisce anche il principio lavorista.
L'affermazione secondo la quale "la repubblica è fondata sul lavoro" testimonia l'importanza che lo Stato italiano dà al lavoro che non è considerato come una qualsiasi attività dell'uomo, bensì come fattore di crescita sia per la singola persona che per l'intera collettività.
Ciò non deve far pensare che nella nostra Costituzione non si dà importanza a chi non lavora come i bambini, gli anziani o le persone che hanno un handicap che li rende non idonei al lavoro: il valore fondamentale è la persona umana e non il lavoro, ma certamente il lavoro è basilare per realizzare una società di uomini liberi ed uguali.
D'altra parte, se lo Stato riconosce il diritto al lavoro, dall'altra il cittadino ha il dovere di svolgere un'attività che contribuisca al progresso materiale o spirituale della società come prevede l'art. 4 della Costituzione.
Lo Stato italiano è una persona giuridica pubblica essendo dotato di potestà d'imperio.
In particolare si tratta di una persona giuridica pubblica dotata di carattere associativo in quanto vi è una base personale.
La personalità giuridica dello Stato è espressamente riconosciuta dal diritto penale là dove, nel titolo primo del secondo libro del Codice penale si parla di delitti contro la personalità dello Stato.