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Timestamp: 2020-05-29 06:53:35+00:00
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CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^ 22 Febbraio 2012 – AmbienteDiritto.it
Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Beni culturali ed ambientali, Diritto urbanistico - edilizia, Pubblica amministrazione Numero: 7032 | Data di udienza: 18 Gennaio 2012
* DIRITTO URBANISTICO – Ordine di demolizione – Atto dovuto – Natura di sanzione amministrativa atipica di tipo ablatorio – Decorso del tempo – Ininfluenza – Ordine impartito con sentenza di patteggiamento – Effetti – Art. 444 c.p.p. – BENI CULTURALI ED AMBIENTALI – PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Area sottoposta a vincolo – Ordine di demolizione – Effetti nei confronti dell’autore del reato ed eredi – Abbattimento del manufatto – Pubblica Amministrazione – Provvedimenti incompatibili successivi alla sentenza di condanna – Effetti – Fattispecie – Art. 31 c.9 D.P.R. n.380/2001.
Numero: 7032
Estensore: Squassoni
CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. 3^, 22 Febbraio 2012 (Cc. 18/01/2012), Sentenza n. 7032
DIRITTO URBANISTICO – Ordine di demolizione – Atto dovuto – Natura di sanzione amministrativa atipica di tipo ablatorio – Decorso del tempo – Ininfluenza – Ordine impartito con sentenza di patteggiamento – Effetti – Art. 444 c.p.p..
L’ordine di demolizione costituisce un atto dovuto in quanto obbligatoriamente previsto dalla normativa in vigore in relazione ad opere abusivamente edificate. Tale ordine ha natura di sanzione amministrativa atipica di tipo ablatorio ed assolve ad una autonoma funzione di ripristino del bene giuridico e dell’interesse pubblico leso; pertanto, non si estingue con il decorso del tempo e non è soggetto né alla prescrizione quinquennale dell’art.28 L.689/1981, che concerne le sanzioni pecuniarie con finalità punitive, né al regime prescrizionale dettato dal codice civile. L’ordine può essere impartito anche con la sentenza che applica la pena a richiesta delle parti atteso che detto provvedimento ha natura giurisdizionale ed è equiparata ad una sentenza di condanna a tutti gli effetti diversi da quelli espressamente previsti dall’art. 445 c.1 cod.proc.pen.. (Cass. Sez.3 sentenza 16390/2010).
(conferma ordinanza n. 77/2010 TRIB.SEZ.DIST. di ISCHIA, del 09/05/2011) Pres. De Maio, Rel. Squassoni, Ric. Patalano
DIRITTO URBANISTICO – BENI CULTURALI ED AMBIENTALI – PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Area sottoposta a vincolo – Ordine di demolizione – Effetti nei confronti dell’autore del reato ed eredi – Abbattimento del manufatto – Pubblica Amministrazione – Provvedimenti incompatibili successivi alla sentenza di condanna – Effetti – Fattispecie.
L’ordine di demolizione, una volta accertato l’abuso, per il suo carattere reale ed il contenuto ripristinatorio, ha effetto non solo nei confronti dell’autore del reato, ma di tutti coloro che hanno un diritto reale o personale di godimento sull’area del sedime e, quindi, anche nei confronti dell’erede dell’imputato (Cass. Sez.3 sentenza 3861/2011). Pertanto, l’ordine di demolizione non passa in giudicato e deve essere revocato in caso di provvedimenti della Pubblica Amministrazione, successivi alla sentenza di condanna, incompatibili con l’abbattimento del manufatto e deve essere sospeso quando è ragionevolmente prevedibili che siffatti provvedimenti saranno emanati in breve lasso temporale. Nella specie la mancanza del parere positivo della amministrazione preposta alla tutela del vincolo non prevede la possibilità di una prognosi favorevole sulla istanza di condono.
– sul ricorso proposto da PATALANO GIOVANNI N. IL 08/06/1965
– avverso l’ordinanza n. 77/2010 TRIB.SEZ.DIST. di ISCHIA, del 09/05/2011
– sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. CLAUDIA SQUASSONI;
– lette le conclusioni del PG rigetto con condanna alle spese;
Ha proposto ricorso per Cassazione Patalano Giovanni per l’annullamento della ordinanza 9 maggio 2011 con la quale il Tribunale di Napoli, Giudice dell’esecuzione, ha respinto la istanza di revoca o sospensione dell’ordine di demolizione di un manufatto abusivo impartito con sentenza irrevocabile del 24 novembre 2005.
Il ricorrente deduce violazione di legge rilevando;
– che l’ordine di demolizione, essendo una pena, presuppone una sentenza di condanna e non è applicabile nel caso (che è quello concreto) di pena concordata;
– che l’ordine de quo è prescritto a sensi dell’art.28 L. 689/1981 ed artt. 2934, 2946 cod.civ.;
– che 1′ imputato è morto e la sanzione amministrativa non è trasmettibile agli eredi per il disposto dell’art. 7 L.689/1981;
– che, per la prognosi positiva sull’esito del condono, l’ordine di demolizione andava sospeso.
L’ordine di demolizione costituisce un atto dovuto in quanto obbligatoriamente previsto dalla normativa in vigore in relazione ad opere abusivamente edificate.
Tale ordine ha natura di sanzione amministrativa atipica di tipo ablatorio ed assolve ad una autonoma funzione di ripristino del bene giuridico e dell’interesse pubblico leso; pertanto, non si estingue con il decorso del tempo e non è soggetto né alla prescrizione quinquennale dell’art.28 L.689/1981,che concerne le sanzioni pecuniarie con finalità punitive, né al regime prescrizionale dettato dal codice civile (ex plurimis : Cass. Sez. 3 sentenza 4300612010).
L’ordine può essere impartito anche con la sentenza che applica la pena a richiesta delle parti atteso che detto provvedimento ha natura giurisdizionale ed è equiparata ad una sentenza di condanna a tutti gli effetti diversi da quelli espressamente previsti dall’art. 445 c.1 cod.proc.pen.. (ex plurimis : Cass. Sez.3 sentenza 16390/2010).
Per il suo carattere reale ed il contenuto ripristinatorio, una volta accertato l’abuso, l’ordine di demolizione ha effetto non solo nei confronti dell’autore del reato, ma di tutti coloro che hanno un diritto reale o personale di godimento sull’area del sedime e, quindi, anche nei confronti dell’erede dell’imputato ( ex plurimis: Cass. Sez.3 sentenza 3861/2011).
L’ordine in esame non passa in giudicato e deve essere revocato in caso di provvedimenti della Pubblica Amministrazione, successivi alla sentenza di condanna, incompatibili con l’abbattimento del manufatto e deve essere sospeso quando è ragionevolmente prevedibili che siffatti provvedimenti saranno emanati in breve lasso temporale.
Tale non è il caso in esame dal momento che il Giudice ha avuto cura di specificare nella ordinanza le ragioni ( prima tra tutte la mancanza del parere positivo della amministrazione preposta alla tutela del vincolo) per le quali non è possibile una prognosi favorevole sulla istanza di condono.