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Timestamp: 2019-09-22 02:48:23+00:00
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Separazione e divorzio: come dedurre l'assegno di mantenimento
Separazione e divorzio: come dedurre l’assegno di mantenimento
È possibile scaricare dalle tasse l’assegno di mantenimento corrisposto al coniuge in caso di separazione o divorzio; non è invece consentito scaricare quello destinato al mantenimento dei figli; nell’ articolo è illustrata brevemente la normativa con tutte le particolarità del caso.
La legge [1] prevede la possibilità di scaricare dalle tasse i pagamenti periodici (conosciuti come “assegni di mantenimento”) corrisposti al coniuge in caso di separazione o divorzio, a condizione che risultino da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.
La deducibilità spetta anche se gli assegni periodici sono corrisposti al coniuge residente all’estero.
In una recente sentenza [2] è stato stabilito che è deducibile il contributo periodico alle spese dell’abitazione, poiché la disponibilità di un’abitazione costituisce elemento essenziale per la vita di un soggetto. Questo significa che, se nel provvedimento del giudice è stato stabilito che il coniuge separato deve pagare una certa somma mensile per contribuire alle spese della casa lasciata all’altro coniuge, anche queste possono essere dedotte dal reddito.
Cosa non è possibile dedurre
Non è possibile scaricare l’assegno corrisposto in un’unica soluzione (cosidetto “una tantum”): questo si verifica quando il coniuge separato, anziché pagare una somma mensile, si accorda a pagare un’unica somma di importo rilevante, liberandosi poi da ogni altro pagamento. L’Agenzia delle Entrate ha poi chiarito che non è possibile scaricare dalle tasse il pagamento in un’unica soluzione anche quando dal testo dell’accordo ratificato dal giudice risulta che il versamento, benché unico e di importo cospicuo, viene frazionato in un numero definito di rate.
Non è possibile nemmeno scaricare dalle tasse i premi pagati per l’assicurazione sulla vita a favore del coniuge divorziato, anche se stabilito nella sentenza del tribunale [3].
L’Agenzia delle Entrate ha negato la deducibilità delle somme pagate da un coniuge separato per le rate di mutuo contratto per l’acquisto della casa coniugale di competenza dell’altro coniuge, con corrispondente rinuncia di quest’ultimo all’assegno mensile di mantenimento.
Principio di tassazione per chi riceve le somme
Se chi paga l’assegno può dedurlo, allo stesso modo chi lo riceve è tenuto a dichiararlo e a pagarci le imposte, poiché costituisce per legge [4] un reddito assimilato al lavoro dipendente.
Adeguamento dell’assegno
1) la deducibilità è prevista anche per l’adeguamento automatico dell’assegno periodico, ma solo se previsto nella sentenza del giudice;
2) è esclusa la possibilità di dedurre importi corrisposti volontariamente per sopperire alla mancata indicazione da parte del tribunale di meccanismi di adeguamento dell’assegno.
I giudici [5] hanno avuto modo di chiarire che non sono deducibili le maggiorazioni degli assegni nella misura derivante da successivi patti privati tra le parti o accordati spontaneamente dal coniuge obbligato, se non ratificati giudizialmente.
Obbligo di inserire in dichiarazione il codice fiscale del coniuge
I soggetti che deducono dal reddito complessivo IRPEF assegni periodici corrisposti al coniuge devono indicare nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o UNICO PF) il codice fiscale del beneficiario delle somme.
Ciò permette di controllare in modo incrociato la dichiarazione dei redditi del coniuge percettore dell’assegno, che ha l’obbligo di dichiarare le somme ricevute.
Le istruzioni ai modelli 730 e UNICO PF precisano che, in caso di mancata indicazione del codice fiscale, non è riconosciuta la deduzione dal reddito complessivo degli assegni periodici.
Secondo alcuni giudici [6], invece, l’indeducibilità dell’assegno per mancata indicazione del codice fiscale del coniuge, non essendo prevista dalla legge, non può essere stabilita dalle istruzioni di compilazione della dichiarazione dei redditi, per cui non è necessaria.
Somme destinate al mantenimento dei figli
Sono espressamente esclusi dalla deducibilità gli assegni periodici corrisposti al coniuge, ma destinati al mantenimento dei figli.
In relazione agli oneri sostenuti per il mantenimento dei figli, infatti, spetta la detrazione d’imposta per figli a carico; per cui, nella stessa misura, gli assegni di mantenimento ricevuti dai figli non devono da questi essere dichiarati.
Per legge [7] è previsto che, se dalla sentenza non emerge la quota dell’assegno periodico destinato al mantenimento dei figli, la stessa viene stabilita nella misura del 50%, a prescindere dal numero dei figli.
Ad esempio se al coniuge separato è corrisposto un assegno pari a € 1.000,00 mensili, comprensivo della quota per il mantenimento dei figli, l’importo deducibile è sempre pari a 6.000,00 euro (12.000,00 x 12 x 50%), indipendentemente dal fatto che i figli siano uno, due o più.
[1] Art. 10, comma 1, lett. c) del TUIR
[2] Cass. sent. n. 13029/2013 del 24.5.2013
[3] Cass. sent. n. 2236/2011 del 31.1.2011
[4] Art. 50, comma 1, lett. i) del TUIR.
[5] Cass. Ord. n. 10323/2011 del 10.5.2011
[6] C.T.P. Bergamo Sent. n. 34/1/12 del 7.2.2012
[7] Art. 3, del DPR n. 42 del 4.2.88.
Ignazio Foschi ha detto:
13/05/2014 alle 15:23
Sono Pensionato Residente all’estero (RSM) verso un assegno di mantenimento, come da sentenza del Tribunale di Rimini, di oltre € 465 al mese alla mia ex moglie.
Siccome l’unica entrata è la Pensione INPS, sono tenuto a fare il Mod. Unico? e nel caso posso mettere in deduzione l’assegno per l’ex coniuge ?
10/11/2014 alle 18:13
Non sei tenuto salvo diversa disposizione in convenzione tra i due paesi..
nel caso NON puoi mettere.
poi per il resto quanto dice l’articolo va bene tranne per ciò che concerne il mutuo, che certo non è deducibile, ma detraibile se il coniuge vi abita, in quanto la detrazione spetta per l’acquisto dell’abitazione principale adibita a dimora abituale del proprietario e dei suoi familiari. Tra i familiari rientrano anche il coniuge separato (finché non interviene la sentenza di divorzio) e i figli.
poi certo chi scrive l’articolo è un “dottore commercialista”, io un semplice giardiniere, quindi chiedi all’agenzia delle entrate ulteriori conferme ciao 🙂
Giuliano Borsari ha detto:
03/03/2015 alle 21:42
Buongiorno, la mia ex moglie sta per trasferirsi in svizzera dove prenderà la residenza e aprirà una piccola attività. Dove dorà versare le tasse sull’assegno di mantenimento che le invio per sentenza ogni mese ? In Italia con tassazione italiana o in svizzera con tassazione svizzera ? Grazie per la risposta. GB
giuseppe bianchini ha detto:
23/04/2015 alle 12:25
nella sentenza di divorzio è stabilito che il sottoscritto oltre all’assegno di mantenimento mensile è tenuto anche al pagamento delle tasse dovute dalla mia ex moglie all’erario. e’ giusto? se si posso dedurle sulla dichiarazione redditi insieme all’assegno di mantenimento?
Bruno Baldussu ha detto:
21/12/2015 alle 10:39
Da sentenze del Tribunale di Cagliari, ho l’obbligo di riconoscere l’assegno di mantenimento a 2 figli il primo di 40 anni mentre il secondo di 25 anni per un totale di 450 euro mensili. Entrambi vivono con la nonna. Faccio presente che sono vedovo e poi risposato.
Vorrei sapere se posso scaricare nella denuncia dei redditi da pensionato la quota relativa al mantenimento
Irene Escobedo ha detto:
18/05/2016 alle 17:06
Sono messicana, residente in Italia, sposata con citadino italiano.. ho una figlia d matrimonio precedente al stero e ricevo a mio nome -su un conto corrente in messico- l’assegno di mantenimento per la bambina, soldi che poi spendo in Italia per fare fronte alle spesse d mia figlia.. questi soldi vanno dichiarati in Italia? devo pagare le tasse?