Source: https://issuu.com/jobnotizie/docs/notiziario-aggiornato-cisl-scuola
Timestamp: 2017-07-27 23:32:03+00:00
Document Index: 170398382

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'sentenza ', 'art. 459', 'art. 8', 'art. 18', 'art.\n18', 'art. 59', 'art. 39', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 39', 'art. 73', 'art. 1', 'art.\n3', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art.\n6', 'art. 1', 'art.\n22', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 4', 'art.\n554', 'art. 554', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 44', 'art. 58', 'art. 73', 'art. 4', 'art. 554', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 33', 'art.\n32', 'art. 32', 'art. 4', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 33', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 45', 'art. 39', 'art. 40', 'art. 41', 'art 42', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 69']

notiziario-aggiornato-cisl-scuola by Job Notizie - issuu
Anno 11 - n. 6 - Settembre 2011collegamento
milanoMensile della CISL Scuola Territoriale di MilanoMANOVRA:
“Equità prima di tutto.
No a misure punitive
per i lavoratori pubblici”
Comunicato CISL Scuola e Pubblico Impiego
La stabilizzazione finanziaria e
lo sviluppo sono obiettivi che rispondono ad un vitale interesse
del Paese e dei lavoratori: in questo senso la CISL condivide la necessità e l’urgenza di misure che
mettano l’Italia in condizione di
reggere alle crescenti pressioni dei
mercati finanziari, come affermato
nel documento comune delle parti sociali presentato nei giorni
scorsi a governo e opposizione.
Il decreto legge varato dal Governo soddisfa certamente le esigenze di urgenza, ma non risponde
in modo sufficiente agli indispensabili requisiti di equità che
una manovra impostata nel segnodel rigore e dei sacrifici è tenuta
doverosamente ad assicurare.
La CISL, che ha svolto e intende
continuare a svolgere un serrato
confronto di merito sui contenuti
della manovra, ritenendo privo di
senso e controproducente ogni
arroccamento su atteggiamenti di
mera protesta, è fermamente intenzionata a dare seguito alle iniziative già messe in campo per
rivendicare come assoluta priorità,
da tradurre in credibili provvedimenti e non in generici annunci,
la lotta all’evasione fiscale e una
drastica riduzione dei costi della
segue a pag. 6Spedizione in Abbonamento Postale - art. 2
Comma 20/C - Legge 662/96 - Filiale MilanoOltre 5000 assunzioni
in ruolo a Milano
Per i docenti si tratta di 2.180
contratti a tempo indeterminato e
3.261 riguardano il personale ATA
Accordo all’Aran, costi contenuti per un risultato straordinario.
L’accordo sottoscritto all’ARAN dalla quasi totalità delle sigle sindacali è molto positivo, crea le condizioni per immettere in ruolo, già a settembre, circa 67.000 lavoratori della scuola e lo fa in cambio di una contropartita assolutamente sostenibile.
Un costo molto contenuto, che val bene l’obiettivo di un’occupazione stabile per chi lavora precariamente da tanti anni.
Chi parla di un accordo che impone forti penalizzazioni non sa quel che dice, o è in malafede. La sola eliminazione di una fascia stipendiale, senza alcun intervento sui meccanismi e sui tempi delle ricostruzioni di carriera,
comporta per tutti un sacrificio modesto e in molti casi del tutto inesistente; in compenso si mette fine ad una situazione che si trascinava da anni,
col lavoro precario talmente esteso da sfiorare, per il personale ata, il 30%
Per quest’ultima tipologia di personale le immissioni in ruolo superano di
cinque volte il numero dei pensionamenti, rapporto che dà l’esatta misura
di quanto valga l’operazione assunzioni alla cui riuscita la CISL e la CISL
Scuola stanno lavorando da mesi.
I lavoratori sanno distinguere molto bene chi cerca e ottiene risultati da chi
vive di slogan e li copre di improbabili promesse. Chi cerca adesso di intestarsi il merito di risultati per ottenere i quali non ha mosso un dito, dedicandosi anzi per settimane a seminare dubbi e perplessità, dà prova di una
disinvoltura che rasenta il ridicolo.Corso preparazione
al TFA
SERVIZI RISCATTATI:
Stiamo ultimando l’organizzazione del corso CISL in preparazione alla
prova selettiva per l’accesso al TFA con qualche semplificazione rispetto alla prima versione. Tutti coloro che hanno segnalato di essere interessati a tale corso riceveranno a breve, al loro indirizzo di posta elettronica una mail contenente le modalità per effettuare l’iscrizione e il
relativo pagamento per poter partecipare al primo incontro.
Speciale TFA a pag. 7Dal 15 settembre
consulenze nelle zone
RIUNIONE NEOASSUNTI IN RUOLO
PRESSO CISL DI MILANO
VIA TADINO 23.
sugli adempimenti connessi
a tempo indeterminatoinaccettabile penalizzazione
L’ipotesi di escludere dal computo
dell’anzianità previdenziale i periodi
riscattati è a dir poco sconcertante: si
interviene su scelte già fatte, per le
quali si sono pagati anche costi non
indifferenti, sconvolgendo le attese
di quanti vedono allungarsi i tempi di
Tale operazione si tradurrebbe per
buona parte dei lavoratori pubblici e
per moltissimi lavoratori della scuola
in un’ennesima penalizzazione.
Di fronte a disposizioni la cui legittimità è peraltro assai dubbia, ci chiediamo quale sia la logica che le informa, se non quella di un perduran-te attacco al lavoro pubblico, per il
quale evidentemente non vale il richiamo ai diritti acquisiti, solennemente invocati per fare salvi i vitalizi
Attendiamo di conoscere come saranno formulate le ipotesi emendative su cui si sarebbe trovata l’intesa
nell’ambito della maggioranza: in
ogni caso riteniamo inaccettabile, e
lo contrasteremo con forza, ogni intervento che scarichi in modo così
pesante e discriminatorio sui lavoratori pubblici e della scuola i costi della manovra.
Roma, 30 agosto 2011Ricorsi precari
Il tribunale di Milano continua ad accogliere i nostri ricorsi riconoscendo ai
precari il diritto ad un risarcimento economico del danno per i contratti a tempo determinato fino al 2010/2011 ritenuti illegittimi, oltre al riconoscimento
Con il mese di settembre gli studi legali termineranno il deposito degli ultimi
ricorsi presentati. Tutti gli interessati riceveranno per posta il testo della sentenza che li riguarda ovvero la data dell’udienza per coloro che non l’hanno
ancora avuta fissata. Per chi è passato di ruolo in questi giorni il ricorso prosegue ugualmente perché relativo alla pregressa condizione di precariato.2Estate di “manovre”
Nel giro di pochi giorni sotto la crescente pressione dei ripetuti attacchi speculativi che hanno visto in affanno le borse e
destato allarme per la tenuta della Paese sui mercati internazionali sono stati emanati tre decreti leggi di cui due già convertiti in legge ed uno attualmente all’esame del parlamento.
Su entrambi i provvedimenti la CISL ha svolto una pressante
interlocuzione col Governo, puntando ad ottenere che le misure in corso di adozione fossero quanto più rispondenti a requisiti di equità e sostenibilità nella distribuzione dei sacrifici
richiesti alla collettività. È infatti inaccettabile che questi si scarichino sulla consueta platea dei lavoratori dipendenti e dei
pensionati, senza intaccare aree di consolidato privilegio sempre meno sopportabili sul piano economico e sempre più intollerabili sul piano etico. Ci riferiamo al fenomeno dell’elusione e dell’evasione fiscale, che vede sottratte ogni anno risorse per quasi duecento miliardi di euro, e ai costi della politica, determinati da fattori che si intrecciano in modo perverso: un regime di emolumenti ben superiori alla media di
quelli erogati negli altri Paesi, cui si somma la mole di privi-legi di cui gode la classe politica e su cui da tempo sono accesi, ma senza apprezzabili esiti, i riflettori dei media.
I provvedimenti contengono misure di specifico interesse per
Il decreto legge 70, cosiddetto decreto sviluppo, legge 106
del 12 luglio 2011 è quello che ha previsto il piano triennale
di assunzioni in corso in questi giorni di fine agosto.
Il decreto legge 98, cosiddetta manovra correttiva, legge 111
del 15 luglio 2011 ha ulteriormente bloccato il rinnovo del
nostro CCNL fino al 2014. Resta valido il Decreto interministeriale n.3 del gennaio scorso che prevede lo sblocco degli
scatti di anzianità per chi ne matura il diritto in gennaio 2012
Il decreto legge 138 del 13 agosto 2011 è attualmente in parlamento è quindi ancora da emendare prevede lo slittamento di un anno del pensionamento dal 2012 di un anno rispetto al 31 agosto di compimento dei requisiti per lasciare
il lavoro e proroga l’uscita d’ufficio per chi raggiunge i 40 anni di contributi.MANOVRA CORRETTIVA
Decreto legge 98 del 15 luglio
Art. 19. (Razionalizzazione della
spesa relativa all’organizzazione
Comma 4. Per garantire un processo di
continuità didattica nell’ambito dello
stesso ciclo di istruzione, a decorrere
dall’anno scolastico 2011-2012 la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la
scuola secondaria di primo grado sono
aggregate in istituti comprensivi, con la
conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e
scuole secondarie di I grado; gli istituti
compresivi per acquisire l’autonomia
devono essere costituiti con almeno
1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni
montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche.
Comma 5. Alle istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di
alunni inferiore a 500 unità, ridotto fino
a 300 per le istituzioni site nelle piccole
isole, nei comuni montani, nelle aree
geografiche caratterizzate da specificità
linguistiche, non possono essere assegnati dirigenti scolastici con incarico a
tempo indeterminato. Le stesse sono
conferite in reggenza a dirigenti scolastici con incarico su altre istituzioni scolastiche autonome.
La norma mette incide sostanzialmente
sul numero dei Dirigenti Scolastici e dei
Dsga, mentre dovrebbe produrre effetti
molto limitati per quanto riguarda le
dotazioni del personale docente e ATA.
Nessun accorpamento è stato ovviamente fatto per il primo settembre
2011mancando totalmente i tempi per
le delibere di Comuni, Province e Regioni.
L’incidenza sui Dirigenti Scolastici è accentuata anche dalla previsione di affidare in reggenza le istituzioni autonome con meno di 500 alunni, per le quali in ogni caso non verrebbe più prevista
la figura del Dirigente.Esonero vicari
Comma 6. Il comma 4 dell’articolo 459
del decreto legislativo 16 aprile 1994, n.
297, come modificato dall’articolo 3,
comma 88, della legge 24 dicembre
2003, n. 350, è abrogato.
La conseguenza è che i limiti minimi per
la concessione di esoneri e semiesoneri
sono ora soltanto quelli previsti dai
commi 2 e 3 dell’art. 459 e cioè, rispettivamente:
- 80 classi per l’esonero nelle scuole primarie. Non è previsto il semiesonero;
- 55 classi per l’esonero nelle scuole secondarie e negli istituti comprensivi;
in tali istituzioni è possibile un semiesonero con almeno 40 classi.Organici del personale
Comma 7. A decorrere dall’anno scolastico 2012/2013 le dotazioni organiche
del personale docente, educativo ed
ATA della scuola non devono superare
la consistenza delle relative dotazioni organiche dello stesso personale determi-collegamento scuola milanoMANOVRE ESTIVESettembre 2011nata nell’anno scolastico 2011/2012 in
applicazione dell’articolo 64 della legge
6 agosto 2008, n. 133, assicurando in
ogni caso, in ragione di anno, la quota
delle economie lorde di spesa che devono derivare per il bilancio dello Stato,
a decorrere dall’anno 2012, ai sensi del
combinato disposto di cui ai commi 6 e
9 dell’articolo 64 citato.
Confermati quindi i parametri per la definizione degli organici del sostegno, che
restano quelli previsti dalla legge
244/07 e le eventuali deroghe necessarie per assicurare la piena tutela dell’integrazione scolastica.Riforma Invalsi e Ansas
Comma 1. Al fine dell’attuazione, nei
tempi stabiliti, del disposto di cui all’articolo 2, commi dal 4-septiesdecies al 4undevicies del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2011,
n. 10, i commissari straordinari dell’INVALSI e dell’ANSAS avviano urgentemente un programma straordinario di
reclutamento, da concludersi entro il 31
agosto 2012. L’INVALSI e l’ANSAS provvedono a realizzare il proprio programma di reclutamento nel limite della dotazione organica dell’ente nonché entro
il limite dell’80% delle proprie entrate
correnti complessive. La decorrenza giuridica ed economica delle assunzioni
presso l’ANSAS decorre dal primo settembre 2012, data in cui il personale in
posizione di comando presso l’ANSAS
rientra in servizio attivo nelle istituzioni
scolastiche. Dalla medesima data è soppresso l’ANSAS ed è ripristinato l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE)
quale ente di ricerca con autonomia
scientifica, finanziaria, patrimoniale, amministrativa e regolamentare. Sono conseguentemente abrogati i commi 610 e
611 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ferma restando la
soppressione degli ex IRRE. L’Istituto si
articola in 3 nuclei territoriali e si raccorda anche con le Regioni.
Comma 2. Successivamente alla conclusione del programma straordinario di
reclutamento, all’INVALSI e all’INDIRE si
applicano i limiti assunzionali di cui all’articolo 9 comma 9 del decreto legge
31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio
Comma 3. Con decreto del Ministro
dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze sono individuate, per il triennio 2012-2014, le risorse finanziarie conseguenti agli interventi di razionalizzazione previsti dal
presente articolo, iscritte nello stato di
previsione del predetto Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca a legislazione vigente, da destinare
ad un apposito fondo da istituire nel
medesimo stato di previsione finalizzato al finanziamento del sistema nazionale di valutazione. Le predette risorse
confluiscono a decorrere dal 2013 sul
“Fondo ordinario per gli enti e le istitu-zioni di ricerca “ per essere destinate al
funzionamento dell’INDIRE e dell’INVALSI con le modalità di cui al DLg.vo
n. 204 del 1998.
Corposo intervento di riordino di Invalsi ed ANSAS che viene soppresso con
contestuale ripristino di Indire. Chissà
se dopo cinque anni di continue modifiche questa sarà la soluzione definitiva!!!Personale inidoneo
Comma 12. Il personale docente dichiarato, dalla commissione medica
operante presso le aziende sanitarie locali, permanentemente inidoneo alla
propria funzione per motivi di salute,
ma idoneo ad altri compiti, su istanza di
parte, da presentarsi all’Ufficio scolastico regionale entro 30 giorni dalla data
di dichiarazione di inidoneità, assume,
dell’Ufficio scolastico regionale competente, la qualifica di assistente amministrativo o tecnico. In sede di prima applicazione, per il personale attualmente
collocato fuori ruolo ed utilizzato in altre mansioni, i 30 giorni decorrono dalla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto. Il
personale viene reimmesso in ruolo su
posto vacante e disponibile, con priorità nella provincia di appartenenza e tenendo conto delle sedi indicate dal richiedente, sulla base di criteri stabiliti
con successivo decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e mantiene il maggior trattamento
stipendiale mediante assegno personale riassorbibile con i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti. Le immissioni nei ruoli del personale amministrativo e tecnico sono
comunque effettuate nell’ambito del
piano di assunzioni previsto dalla normativa vigente in materia.
Comma 13. Il personale di cui al comma 12 che non presenti l’istanza ivi prevista o la cui istanza non sia stata accolta per carenza di posti disponibili, è soggetto a mobilità intercompartimentale,
transitando obbligatoriamente nei ruoli del personale amministrativo delle
Amministrazioni dello Stato, delle Agenzie, degli enti pubblici non economici e
delle università con il mantenimento
dell’anzianità maturata nonché dell’eventuale maggior trattamento stipendiale mediante assegno personale
pensionabile riassorbibile con i successivi miglioramenti economici a qualsiasi
titolo conseguiti.
Comma 14. La mobilità di cui al comma 13 si realizza compatibilmente con
le facoltà assunzionali previste dalla legislazione vigente per gli enti destinatari del personale interessato ed avviene
all’interno della Regione della scuola in
cui attualmente il personale è assegnato, ovvero in altra Regione, nell’ambito
Fortemente critici verso questa norma
che cercheremo di rimuovere attraverso
le prerogative contrattuali che su questa
materia la CISL Scuola intende assolutamente rivendicare.Manovra
D.L. 13/8/2011, n. 138. Ulteriori misure urgenti
per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo
16. Le disposizioni di cui all’articolo 72, comma 11, del decretolegge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con legge 6 agosto
21. Con effetto dal 1° gennaio 2012 e con riferimento ai soggetti
predetta data all’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre
1997, n. 449, dopo le parole “anno scolastico e accademico” inserire la seguente: “dell’anno successivo”. Resta ferma l’applicazione della disciplina vigente prima dell’entrata in vigore del presente comma per i soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2011.Passare dai tagli
agli investimenti. Sui costi
della politica attese deluse
In queste condizioni di finanza
pubblica e di clima politico era
impensabile che la scuola uscisse del tutto indenne da una
manovra volta a recuperare risorse per oltre quaranta miliardi di euro; il peso degli interventi previsti per il settore dell’istruzione potrebbe anche dirsi sopportabile, se non fosse che
il comparto ha già pagato in
questi anni un costo elevatissimo alle politiche di risanamento. Il fatto che non si prevedano
ulteriori riduzioni di posti rispetto a quelli attivati nel 2011/12
può essere una prima risposta
alle nostre ripetute richieste di
porre fine a un’insostenibile politica di tagli agli organici. Lo
stesso vale anche per l’esplicita
conferma dei parametri attualmente vigenti per l’organico
del sostegno, presupposto necessario per chi, come noi, punta a mantenere e consolidare le
pratiche di integrazione che
qualificano il nostro sistema
Interventi più consistenti attengono al dimensionamento della rete scolastica: al riguardo, rischia di essere riduttivo limitare
la questione ad un mero ritocco
di parametri numerici, trattandosi di una rivisitazione di modelli organizzativi che necessariamente chiama in causa le
competenze di altri livelli istituzionali (regioni, province, comuni).
Sul versante assunzioni, non è
messo in discussione il piano
triennale per la scuola previsto
dal decreto sviluppo, di cui è
imminente la conversione in
legge. L’immediata copertura di
del personale docente e ATA resta l’obiettivo che vogliamo
conseguire in tempo utile per
l’avvio del prossimo anno scolastico. Su questo abbiamo chiesto al Governo di convocarci, ci
attendiamo che lo faccia nel giro di pochi giorni.All’ulteriore rinvio dei rinnovi
contrattuali diciamo no, anche
perché la contrattazione può
essere fattore importante per
attraverso una valorizzazione
delle professionalità legata ad
un ottimale utilizzo delle risorse.
Resta la necessità che di scuola
si parli non soltanto in relazione
a provvedimenti di emergenza
economico finanziaria, vincolati al contenimento dei costi. Va
invece assunto fino in fondo il
concetto che la scuola e la formazione sono settori strategici
su cui investire per accelerare
l’uscita dalla crisi e offrire al Paese prospettive di crescita e sviluppo.
Non possono essere comunque
i lavoratori a sopportare, da soli, il costo del pur necessario risanamento della finanza pubblica. La CISL lo ha detto chiaramente, ogni richiesta di sacrifici al Paese può essere fatta solo a fronte di interventi chiari e
credibili che assumano come
obiettivo una maggiore equità
fiscale, a partire dal recupero
delle scandalose quote di evasione, l’eliminazione degli sprechi nell’utilizzo delle risorse
pubbliche e un consistente abbattimento dei costi della politica. Su quest’ultimo punto, in
particolare, le attese restano ancora una volta deluse, per l’evanescenza degli interventi annunciati, che risultano di assoluta irrilevanza e affidati, ancora
una volta, a provvedimenti “a
futura memoria”. Trasformare
ingiustificati privilegi in “diritti
acquisiti” da tutelare, quando la
stessa cautela non si è usata
ogni qual volta i lavoratori hanno visto rimettere in discussione, per esigenze di risparmio, le
loro attese consolidate, aggiunge all’insufficienza dei provvedimenti anche un insopportabile
tocco di sfrontatezza.
segretario generale CISL ScuolaSulle tredicesime
una norma aberrante
che va rimossa
La manovra deve essere corretta nel segno dell’equità. È questo
l’obiettivo che ci siamo dati e per questo stiamo lavorando intensamente. Questa è una fase nella quale vanno privilegiate le iniziative di proposta e confronto per ottenere le necessarie modifiche
al testo di legge: al riguardo non hanno alcuna utilità azioni di pura protesta, che appaiono oltretutto fuori dalla realtà in un momento come questo.
Per parte nostra abbiamo già evidenziato i punti di più evidente
criticità della manovra rispetto ai lavoratori del pubblico impiego
e della scuola, verso i quali si persiste in un atteggiamento di ingiustificato e inaccettabile accanimento.
È, di tutte le misure, quella più odiosa e insopportabile, una sorta
di “vendetta trasversale” che colpirebbe i lavoratori lasciando impuniti gli amministratori incapaci, veri responsabili di inefficienze e
sprechi. È una norma che basta da sola a rendere impresentabile
la manovra: diventa perciò indispensabile rimuoverla.collegamento scuola milanoMANOVRE ESTIVEAudizione al Senato
(25 agosto 2011) su D. L. 138/2011 del
Segretario Gen. della CISL Raffaele Bonanni
La manovra del Decreto Legge n. 138 per complessivi 45
miliardi, aggiuntiva a quella
di luglio, risponde alla necessità di mettere sotto controllo i conti pubblici, anticipando al 2013 il pareggio di bilancio, come richiesto in modo stringente dalla BCE per
fare fronte alla crisi di fiducia
e alla speculazione dei mercati finanziari.
La scelta del rigore dei conti, a
cui, secondo la CISL, un contributo dovrebbe venire anche
da una significativa dismissione di immobili demaniali per
ridurre il debito e quindi il costo da interessi e da una vendita delle frequenze televisive,
è pienamente condivisa.
partecipano alla manovra per
9,2 miliardi di euro nel biennio. La CISL non sottovaluta le
possibili conseguenze sociali,
ma ritiene per evitarle che gli
amministratori debbano passare dal catastrofismo sulle
prestazioni sociali e sui servizi
locali, nonché sull’aumento
delle imposte locali (liberalizzate dal 2012) e sulle tariffe,
all’assunzione responsabile di
un impegno forte alla razionalizzazione della spesa pubblica, alla riqualificazione del funzionamento delle pubbliche
amministrazioni, con precisi
piani industriali, come previsto
nella manovra di luglio, alla liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici locali, ai
tagli agli sprechi e ai costi della politica, che si annidano
ovunque, iniziando comunque da quanto previsto dalla
Sulla urgenza della riduzione
dei costi della politica e di
nuovi assetti istituzionali, che
realizzino obiettivi di semplificazione, efficienza, minore
spesa pubblica, la manovra
improvvisa alcuni passi (su
Province, Comuni, composizione di organismi, trattamenti e costi di aerei e auto) ma
senza un disegno complessivo, senza tempi certi, senza
neppure alcuna certezza sui risultati economici, non definiti
nella Relazione finanziaria. Più
netta è la scelta su liberalizzazioni e privatizzazioni dei servizi pubblici locali, che però
vanno rese più esplicitamente
vincolanti. La CISL ritiene che
su costi e nuovi assetti le scelte debbono essere più determinate nel disegno, nei tempi
e nei risultati economici, tenendo anche presente che si
tratta di un “dominio” così
ben presidiato da vanificare le
scelte stesse!
Sulle misure sociali la CISL
• apprezza e sostiene il mantenimento delle pensioni di
anzianità, la cui cancellazione
risponderebbe solo all’esigenza di fare cassa;
• è per il mantenimento della gradualità nel raggiungimento del requisito dei 65
anni per la pensione di vecchiaia delle donne nel privato, pur con la anticipazione
2015/2028; anche in questo
caso la decorrenza immediata
servirebbe solo a fare cassa;
• sostiene la necessità, tenendo presente che i lavoratori pubblici sono già da tempo in regime di blocco contrattuale e del turn over, di
una misura alternativa alla riscossione ritardata della loro
buona uscita dopo due anni
dal pensionamento di anzianità, deludente le aspettative di
risparmio di una vita;• è decisamente contraria al
taglio della tredicesima mensilità per i dipendenti delle PP
AA che non rispettino gli
obiettivi di riduzione delle spese: non solo avrebbero amministratori e dirigenti incapaci
ed irresponsabili, ma ne pagherebbero in solido le conseguenze delle inefficienze; l’alternativa è piuttosto che
l’azione per realizzare economie di gestione nelle pubbliche amministrazioni determini effetti premiali per la contrattazione integrativa dei lavoratori pubblici. Nell’ambito
del pubblico impiego è particolarmente positiva la conferma della stabilizzazione di 67
mila docenti e ATA nella scuola, tuttavia siamo particolarmente preoccupati per la finestra pensionistica dei lavoratori della scuola;
• ritiene necessaria una misura alternativa nella manovra al
ripristino del ticket per le visite
specialistiche, in un contesto
in cui la spesa sanitaria è stata
tenuta fuori dalla manovra
Sulle misure fiscali la CISL
• valuta positivamente la tassazione al 20% delle rendite finanziarie e dei risparmi, mantenendo il 12,5% per i titoli
• ritiene che tutte le misure
previste per combattere l’evasione debbano essere rafforzate, compresi la riduzione del
contante consentito (2500
nella manovra) rispetto alla
tracciabilità e il rigore delle
sanzioni per professionisti ma
anche lavoratori autonomi che
non emettono fattura;
• condivide la estensione ai
dipendenti privati del contributo di solidarietà già deciso
per i pubblici, del 5% e del
10%, l’uno per i redditi oltre i
90 mila euro e l’altro per quelli oltre i 150 mila; per il contributo di solidarietà dei lavoratori autonomi, rinviato ad una
revisione degli studi di settore,
dovrebbero essere assunti come riferimento più che i redditi denunciati, in un contesto
di elevata evasione, lo stato
D’altro canto senza questa
scelta di tassazione sul patrimonio dei lavoratori autonomi, confrontato con i redditi
dichiarati o meno, è oggettivamente ingiusta la tassazione
dei redditi oltre i 90 mila e i
150 mila, dei dipendenti pubblici e privati e dei pensionati,
tutti con ritenuta alla fonte.
In ogni caso, a fronte dei sacrifici richiesti a lavoratori e
pensionati, che pagano tutti le
tasse, un problema di equità
non può essere enfatizzato solo rispetto al contributo di solidarietà per i redditi oltre 90
mila e 150 mila euro né ha
senso l’assunzione, solo per il
contributo su questi redditi,
del problema del carico familiare.
D’altro canto la CISL non condivide di individuare l’alternativa al contributo di solidarietà
dei redditi alti in un aumento
dell’IVA, che graverebbe, al di
fuori di una riforma del fisco
con la riduzione compensativa
delle aliquote sui redditi di lavoratori e pensionati, soprattutto ancora una volta su questi redditi, già a rischio degli
aumenti delle addizionali territoriali e locali.
Per l’equità e per la crescita,
secondo la CISL, decisiva è la
riforma fiscalecon la riduzione del prelievo
sul lavoro e su salari e pensioni, assicurando un minore
costo del lavoro per la competitività, incrementando i consumi.
Va dunque attuata subito la
legge delega, per la quale le risorse devono venire:
• da una manovra, appunto,
sull’IVA, ben compensata dalla riduzione delle aliquote su
salari e pensioni;
• dal disboscamento (almeno 10 mld) rispetto al cumulo di tanti interessi corporativi dei 163 mld di agevolazioni fiscali;
• dall’evasione fiscale, ad iniziare dall’IVA.
È necessario l’utilizzo immediato delle risorse pubbliche e
private disponibili per le infrastrutture, nelle reti energetiche e nei fondi europei del
Mezzogiorno attraverso poteri sostitutivi.
Le risorse dal fisco devono essere tutte restituite ai contribuenti onesti e per ridurre il
costo del lavoro, riducendo la
pressione complessiva.
per la crescita la CISL
• valuta positivamente il riconoscimento strutturale della
misura di incentivazione fiscale al salario di produttività;
• ritiene l’art. 8 pur da noi
non richiesto, compatibile
con gli accordi interconfederali del gennaio 2009 e del
giugno 2011 in quanto da
sostegno alla volontà delle
parti di rafforzare la contrattazione territoriale ed aziendale ed attraverso queste le
potenzialità che potranno
sprigionare per la migliore e
maggiore produttività per le
aziende, per i salari, per l’economia nazionale;
• Deve essere chiarito che
nei contratti territoriali ed
aziendali sottoscritti dalle
operanti in azienda, esse siano intese come rappresentanze sindacali aziendali previste dalla legge 300 ed Rsu
previste dagli accordi interconfederali. Questo chiarimento è necessario per evitare destrutturazioni della rappresentanza, favorendo la
nascita dei sindacati di comodo;
• valuta positivamente le misure sul lavoro laddove affrontano finalmente in modo deciso il contrasto al lavoro sommerso prevedendo sanzionimolto forti tra cui il carcere
per chi compie reato di sfruttamento e nella parte in cui regolano in modo più stringente i tirocini per impedirne l’utilizzo abusivo, molto diffuso tra
• ritiene decisive per lo sviluppo, oltre quelle quadro per
le liberalizzazioni delle professioni, le misure previste nella
manovra sulle liberalizzazioni e
privatizzazioni dei servizi pubblici locali, secondo la forte
sollecitazione della BCE. Per la
loro realizzazione occorre un
monitoraggio e politiche di
sollecitazione e premialità
molto forti :
Sull’articolo 17 – Disposizioni
relative al CNEL, la CISL ha
condiviso con CGIL, CISL, UIL,
UGL e le associazioni imprenditoriali Confindustria, Rete
imprese Italia, Alleanza delle
Cooperative, ABI e ANIA la
proposta di un emendamento
sostitutivo, che vi si chiede di
prendere in considerazione; in
esso si condivide l’obiettivo di
coinvolgere anche il CNEL nell’impegno di riduzione dei costi delle istituzioni e lo si rafforza intervenendo sul funzionamento e sulla struttura organizzativa del Consiglio.
Si ritiene tuttavia che la riduzione prevista dei consiglieri,
per evitare lo stravolgimento
della natura stessa del Consiglio dell’economia e del lavoro come definita dall’articolo
99 della Costituzione, debba
intervenire nella stessa proporzione su tutte le componenti (esperti, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, imprese, membri designati dai due Osservatori dell’Associazionismo e del Volontariato) e dar luogo ad un rinnovamento complessivo del
Consiglio, senza soluzione di
Contraddice l’obiettivo del risparmio ed è pertanto da cancellare il raddoppio da due a
quattro dei vicepresidenti, come, d’altronde, è incomprensibile e insostenibile l’inserimento del segretario generale
tra i componenti della stessa
È opportuno, inoltre, contenere ulteriormente i costi di funzionamento con apposita previsione legislativa di sinergie
con altri apparati pubblici
(Istat, Banca d’Italia, Enti Previdenziali, Ministeri, ecc.) e
con la soppressione di posizioni dirigenziali oggettivamente
pletoriche.Settembre 20113PENSIONI
Con la nota operativa n. 27 del 21 luglio u.s. l’INPDAP
illustra le innovazioni introdotte in materia previdenziale con la recente “Manovra ” (D.L. n. 98/2011 convertito con modificazioni, nella legge 15 luglio 2011, n.
111). Le parti della circolare che interessano direttamente i lavoratori della scuola sono contenute nei paragrafi 3.2 e 3.4 di cui riportiamo di seguito una breve
sintesi.Requisiti
Adeguamento dei requisiti prescritti per il diritto a pensione (art. 18, co. 4)
Il sistema di adeguamento dei requisiti per il conseguimento del diritto a pensione previsto dall’articolo 12,
commi 12-bis e 12-ter della legge n. 122/2010, è stato modificato anticipando al 1° gennaio 2013 l’adeguamento automatico dell’età pensionabile alla speranza di vita (individuato dall’Istat in 3 mesi) che era
stato già programmato per il 2015.
Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2013 il cosiddetto sistema delle quote subisce la variazione riportata nella
tabella seguente nella quale sono riportati, incrementati di 3 mesi, i nuovi requisiti anagrafici prescritti per i
pensionamenti di vecchiaia e i requisiti di età e i valori
di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva
(Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004 n. 243)
AnnoRequisito Anagrafico
Pensione di VecchiaiaRequisiti Pensione
di Anzianità (Quote)201365 anni e 3 mesi(quota 97 e 3)
61 anni e 3 mesi di età
+36 anni di contribuzione
62 anni e 3 mesi di età
+35 anni di contribuzioneQuestione finestre di uscita
Accesso al trattamento pensionistico con il possesso del
solo requisito della massima anzianità contributiva (art.
18, comma 22-ter, 22-quater, 22-quinquies).
Riguardo l’accesso al trattamento pensionistico con il
possesso del solo requisito della massima anzianità contributiva (40 anni), la nota INPDAP afferma con chiarezza che le nuove disposizioni introdotte (che aumentano progressivamente la durata della finestra mobile
di un mese dal 2012, due mesi dal 2013 e tre mesi dal
2014) non si applica al personale della scuola per il quale viene confermata l’applicazione del comma 9, dell’art. 59 della legge 449/1997 con il quale si prevede
come unica finestra di uscita l’inizio di ciascun anno
scolastico (per coloro che maturano il requisito di 40
anni entro il 31 dicembre).
TALE DISPOSIZIONE È INVECE ABROGATA
DAL DECRETO 138 del 13 agosto all’esame
del Parlamento che prevede lo slittamento
LA CISL SCUOLA SI STA BATTENDO CONTRO,
con EMENDAMENTI ad hoc.
ATTENDIAMO L’EVOLVERSI IN PARLAMENTO
anche a fronte di ulteriori novità nel momento in cui andiamo in stampa.PERSONALE INIDONEO
Con tempestività degna di miglior causa il MIUR ha emanato oggi, 10 agosto,
la CM Prot.AOODGPER6626 con la
quale detta disposizioni per la presentazione delle istanze di inquadramento
nei ruoli del personale ATA (profilo di assistente amministrativo o tecnico) da
parte dei docenti dichiarati inidonei per
motivi di salute. Anticipando considerevolmente i tempi che erano stati ipotizzati nel corso dell’incontro con i sindacati del 3 agosto scorso, la scadenza per
le domande è fissata al 14 settembre. Le
stesse potranno essere prodotte a partire dal 14 agosto in modalità cartacea,
mentre solo dal 1° settembre dovrebbe
essere data la possibilità di un invio con
Nella domanda, da compilarsi su apposito modulo, l’interessato deve dichiarare il profilo in cui chiede di essere inquadrato sulla base dei titoli posseduti,
indicando ai fini della scelta della sedefino a un massimo di due province. Per
l’a.s. 2011/12 il personale sarà assegnato ad una sede provvisoria, passando a
quella definitiva nell’anno successivo.
Poiché nel citato incontro del 3 agosto
avevamo manifestato tutte le ragioni
del nostro dissenso su un’operazione
che determina per il personale interessato gravi ripercussioni di ordine economico e giuridico, non possiamo che
ribadirle, insieme alla richiesta che sulle
modalità di inquadramento e di gestione della mobilità si apra immediatamente un tavolo negoziale, trattandosi
di materie da disciplinare contrattualmente.
È incredibile che al personale si chieda
di produrre istanze “al buio”, addirittura senza poter esprimere alcuna preferenza per la sede di servizio se non quella, a dir poco generica, di una provincia.
Ed è parimenti inconcepibile che la scelta debba essere fatta in condizioni chenon consentono di valutare minimamente le diverse opportunità che la legge prevede attraverso le procedure di
Del tutto insufficiente, inoltre, la ventilata possibilità di vedere accolta in corso d’anno un’eventuale domanda di
collocamento in pensione per chi ne
avesse i requisiti: riteniamo infatti che ai
docenti inidonei debba essere riconsegnata la facoltà di lasciare il servizio con
diritto a pensione a prescindere dai requisiti posseduti, come sarebbe stato loro diritto al momento in cui ne veniva
certificata l’inidoneità all’insegnamento.
Chiediamo pertanto che il MIUR torni
sui propri passi, sospendendo ogni decisione in merito alla utilizzazione dei
docenti inidonei, anche al fine di evitare l’insorgere di un prevedibile diffuso contenzioso, e apra immediatamente il confronto e il negoziato con i
Sindacati.4TOTALE DOCENTI
Personale educativoI contingente
nomine retrodatateII contingente
nomine 2011/12129
4Assunzioni scuola media
I contingente
di concorso retroattive
0II contingente Codice
1AB77
0II contingente
0Assunzioni scuole superiori
0collegamento scuola milanoSPECIALE ASSUNZIONISettembre 2011II contingente Codice
0C.M. n. 73
Oggetto: assunzioni a
per l’a.s. 2010/2011 e
2011/2012 – istruzioni
Si informa che è in corso di
emanazione il provvedimento ministeriale, che sarà inviato alla Corte dei Conti per
la registrazione e pubblicato
sul sito Internet e sulla rete
Intranet, con il quale sono
stati assegnati due contingenti, rispettivamente, di
30.300 unità per il personale docente ed educativo -di
cui 10.000 a completamento della richiesta di assunzioni effettuata per l’anno scolastico 2010/2011, con retrodatazione giuridica al medesimo anno ed utilizzando
per le assunzioni, per la quota parte del 50%, le graduatorie ad esaurimento vigenti
2010/2011 - e di 36.000
unità di personale ATA, da
autorizzare con le procedure
previste dall’art. 39 della legge 27 dicembre 1997,
n. 449, ai fini della stipula
dei contratti a tempo indeterminato per l’ anno scolastico 2011/2012.
Al fine del necessario anticipo dei tempi operativi si allegano, alla presente, le tabelle analitiche che evidenziano, per ciascuna provincia, la ripartizione - rispettivamente, per la scuola dell’infanzia, per la scuola primaria, per la scuola secondaria di primo e secondo
grado, per il sostegno, per il
personale educativo e per il
personale ATA - del numero
massimo di assunzioni da effettuare, nonché le istruzioni
operative in ordine alle modalità di conferimento delle
nomine per il personale docente e le istruzioni relative
al personale ATA, con l’avvertenza che non è possibile
disporre le relative operazioni prima della data di effetti-va emanazione del decreto
Viene inviata, inoltre, la ripartizione degli specifici
contingenti di assunzioni da
effettuare nell’ambito delle
province per le singole classi
di concorso del personale
Al personale beneficiario dei
contratti a tempo indeterminato sarà assegnata, per
l’anno scolastico 2011/12, la
sede provvisoria di servizio
utilizzando, ovviamente, tutte quelle disponibili sino alla
conclusione del medesimo
anno scolastico, Il numero di
contratti a tempo indeterminato, invece, resta comunque subordinato alla effettiva vacanza e disponibilità
del corrispondente numero
di posti nell’organico di diritto provinciale. La sede definitiva viene attribuita secondo i criteri e le modalità
da determinare con il contratto sulla mobilità, relativo
Le assunzioni sui posti di sostegno saranno disposte sotto condizione di accertamento della regolarità formale e sostanziale del titolo
La suddivisione della dotazione di nomine del personale docente ed educativo in
due contingenti, riferiti rispettivamente all’anno scolastico 2010/2011 ed all’anno scolastico 2011/2012,
comporta che codesti Uffici,
dovranno adottare, al riguardo, le seguenti direttive:
a) la confluenza di unità di
personale assegnate per l’anno scolastico 2010/2011, alla dotazione relativa all’anno
scolastico 2011/2012, potrà
avvenire esclusivamente nei
casi di assoluta mancanza di
aspiranti utilmente collocati
nelle graduatorie di competenza dell’anno scolastico
2010/2011; b) l’accettazione da parte di un aspirante
di posto relativo al contin-gente per l’anno scolastico
2010/2011, rende il medesimo aspirante non idoneo a
conseguire ulteriori nomine,
per lo stesso posto o classe
di concorso, relativamente
alla dotazione per l’anno
scolastico 2011/2012, sia
nella medesima che per altra
provincia; c) è consentito, in
via eccezionale, che in caso
di rinuncia a nomina sulla
2010/2011, l’aspirante rimanga in posizione utile per
il conseguimento di nomina
per il medesimo posto o
classe di concorso, relativamente alla dotazione per
2011/2012, sia per la medesima che per altra provincia.
Per il personale ATA per
quanto concerne la mobilità
professionale e in particolare
per i profili di assistente amministrativo, assistente tecnico e DSGA, i cui contingenti
sono individuati rispettivamente dalla colonna B, F e I
, saranno tempestivamente
comunicate modalità operative per la stipula di contratti a tempo indeterminato,
come già anticipato dalla
nota 6583 del 5 agosto
2011 di questa Direzione generale. Analogamente, con
riferimento ai profili professionali di assistente amministrativo e assistente tecnico,
saranno diramate specifiche
istruzioni per quanto concerne gli accantonamenti previsti per il personale inidoneo.
Si richiama l’attenzione sull’urgenza di ultimare tutte le
assunzioni entro il termine
del 31 agosto 2011, previsto
dall’art. 9, comma 19, della
legge n. 106 del 12 luglio
Per garantire la massima trasparenza delle operazioni, si
prega di dare opportuna
pubblicità ai contingenti da
assegnare alle assunzioni e
adeguata informativa alle
OO.SS. sulle operazioni effettuate.Nota n. 50
sulle assunzioni a
Facendo seguito alla circolare
n. 73 del 10 agosto u.s., con
la quale è stato trasmesso il
D.M. n. 74 in pari data, relativo alle assunzioni a tempo indeterminato del personale
2010/2011 e 2011/2012, con
la presente si forniscono ulteriori precisazioni a seguito di
numerosi quesiti pervenuti.
Rinuncia all’assunzione
in ruolo dal contingente
La rinuncia alla nomina dal
contingente 2010/11 consente di rimanere in posizione utile per le assunzioni da
effettuare con il contingente
Ad integrazione del punto c)
della C.M. 73 del 10 agosto
2011 si chiarisce che la rinuncia alla nomina dal contingente per le assunzioni
2010/11, effettuata in base
alle graduatorie ad esauri-mento valide per il citato anno, lascia impregiudicata la
posizione dell’aspirante inserito nelle GAE compilate per
l’a.s. 2011/2012, consentendo in tal modo l’immissione
in ruolo anche per gli anni
successivi alla tornata relativa
all’anno scolastico 2011/12.
Le immissioni in ruolo, comprese quelle del contingente
relativo all’a.s. 2010/2011,
devono essere effettuate utilizzando i posti vacanti e disponibili per l’intero anno scolastico, residuati dopo le operazioni di utilizzazione e di assegnazione provvisoria previste dall’O.M. n. 64 del 21 luglio 2011, ovviamente nel limite di dette disponibilità.
Le immissioni in ruolo della
scuola primaria devono essere effettuate attingendo dalla graduatoria generale e secondo la posizione nella stessa occupata, anche se riferite
a posti di specialista di lingua
inglese. Ne consegue che
non si procede comunque alla immissione in ruolo qualora il profilo di insegnate di
scuola primaria risulti in esu-bero a livello provinciale.
Art. 9, comma 21 del
D.L. n.70/2011 convertito in legge 12.7.2011,
Il comma 21 prevede che “i
docenti destinatari di nomina
a tempo indeterminato decorrente dall’anno scolastico
2011/2012 possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria o l’utilizzazione in altra provincia, dopo
cinque anni di effettivo servizio nella provincia di titolarità”. La suddetta disposizione
si applica anche ai docenti
nominati con retrodatazione
giuridica al 2010/11, sia dalle graduatorie dei concorsi
che da quelle ad esaurimento, in quanto anche nei confronti di tale personale l’assunzione è effettuata nell’anno scolastico 2011/12, a valere sul contingente programmato per gli anni 20112013: il comma 17 del citato
D.L. n. 70/2011 stabilisce, infatti, che ”è definito un piano
triennale per gli anni 20112013... il piano può prevedere la retrodatazione giuridica
dall’a.s. 2010/2011 di quota
parte delle assunzioni...”collegamento scuola milanoSPECIALE ASSUNZIONISettembre 2011Come cambiano i “gradoni”
Accordo del 19.11.2011
15 - 200-89 - 143-80-2
L’intesa prevede una modifica alla progressione di carriera, che consiste nella eliminazione della fascia stipendiale oggi prevista al
compimento del terzo e fino all’ottavo; la modifica,
che si applica solo ai neo
assunti dal 1/9/2011, fa sì
che la seconda posizione
stipendiale si maturi al
compimento del nono an-no, quando si acquisisce la
posizione 9-14, confermata
nel suo attuale valore. Si segue da quel momento la
normale progressione.
Di seguito indichiamo una
stima degli effetti prodotti,
in determinate situazioni,
dalla modifica ai percorsi di
carriera. Ripetiamo che la
modifica non riguarda chi
oggi è già in servizio a tem-* i successivi gradoni sono definiti dalle fasce 21-27
e 28-34. Con 35 anni si matura l'ultimo gradonepo indeterminato e non
produce effetti per chi ha
già almeno 10 anni di servizio da precario
La tabella prende in considerazione ciò che accade a
seconda dell’anzianità di
servizio posseduta all’atto
dell’immissione in ruolo
(prima colonna). La seconda colonna indica quanto
tempo separa il lavoratoreDocenti
al 31.8.11
anniperiodo
lo scattoriduzione complessiva salario*
1a+4m
3a+4m0
1.740,10Anzianità
ammin e
tecnico10
61 anno
1a+8m
2a+4m
3a+8m289,40
1.061,130
1.929,83dal conseguimento dello
scatto previsto al compimento del nono anno di
servizio. A seconda della
durata di attesa, si determina il costo derivante dalla
mancata attribuzione dello
scatto oggi erogato dopo 3
anni e non più previsto per
i neo assunti.Docenti quanto
vale il pre-ruolo
4 anni + due terzi:
Gli anni svolti prima dell’assunzione a tempo indeterminato vengono conteggiati, dopo il superamento
del periodo di prova, in base ad un criterio che è lo
stesso per i docenti e per il
personale a.t.a.: vengono
cioè riconosciuti per intero
4 anni, mentre per la parte
eccedente i 4 si ha diritto a
vederne riconosciuti solo
Esempio: 10 anni di pre
ruolo valgono 4 anni più
due terzi dei rimanenti 6;
quindi sono in totale 8 gli
anni che vengono riconosciuti. Se ad essi viene sommato l’anno di prova svolto
dopo l’assunzione, si totalizzano i 9 anni che danno
titolo ad accedere alla classe stipendiale 9 -14. Per
questo il docente che ha
già oggi 10 anni di pre ruolo non subisce alcuna penalizzazione. Per gli ata la situazione è leggermente diversa in quanto il periodo
di prova dura solo tre mesi.0
3.960,43ATA372,22
1.364,81ecc.*642,61
1.071,02
2.356,24* La riduzione è calcolata per l’intero periodo nel quale non si percepisce l’aumento che
sarebbe derivato dallo scatto eliminato nella nuova progressione. Ad es., per un docente di scuola media il minor beneficio è pari a 578,95 euro annui lordi, cioè 48,25 euro
mensili lordi, da moltiplicare per i mesi necessari per la maturazione della nuova posizione stipendiale (anzianità di 9 anni). Da quel momento si prosegue con la normale progressione prevista dal CCNL.DISPONIBILITÀ ATA
MILANOass.amm. ass.tecnici
177collab
2.472dsga
149cuoco
5guard.
0az.agr.
3321CONTINGENTE ATA
Totale accantonamenti per inidonei
40% del contingente destinato a mobilità
professionale (già detratta quota
accantonamento per inidonei)
60% del contingente destinato a nomine
in ruolo (già detratta quota accantonamento
per inidonei)
Totale contingente 2011/12
Totale contingente 2011/1260
170Direttore servizi amministrativi
Accantonamento per mobilità professionale51Collaboratore scolastico
Contingente nomine 2011/122.395Cuoco
Contingente nomine 2011/125Guardarobiere
Contingente nomine 2011/127Infermiere
Contingente nomine 2011/1205Dalla prima pagina
Pur prendendo atto che per la prima volta si mette mano ad
una revisione dell’assetto istituzionale, le scelte contenute nel
decreto si rivelano insufficienti, vaghe e generiche, prive per
lo più di effetti immediati e quindi aperte a prevedibili rimaneggiamenti tali da limitarne o vanificarne la portata. I primi
segnali si sono già colti in modo inequivocabile ed è purtroppo lecito attendersi, nei prossimi giorni, un loro proliferare a tutto campo. In questo senso è decisivo sottolineare
che il risanamento dei bilanci pubblici, il rilancio della qualità
dei servizi, la valorizzazione del lavoro pubblico al servizio dei
cittadini passa dalla capacità di generare risparmi attraverso
un ridisegno vero dell’organizzazione e dei livelli amministrativi. Ridisegno che si realizza non tanto con la soppressione
degli enti, quanto con la riorganizzazione dei servizi: attraverso i consorzi di comuni, la creazione di sportelli unici, la
riarticolazione territoriale degli enti.
Sul fisco, è del tutto insufficiente l’impegno ad intaccare
in modo deciso l’area dell’evasione fiscale: è positivo che
siano state accolte le nostre richieste di portare al 20% la tassazione delle rendite e di abbassare la soglia della tracciabilità, ma ancora troppo vasta è l’area di chi sarà di fatto esentato, ancora una volta, dai sacrifici che toccheranno esclusivamente chi già oggi paga il dovuto, attraverso la ritenuta
alla fonte sulle proprie retribuzioni. Una rigoroso contrasto
dell’evasione, che consideri anche in modo adeguato la consistenza di patrimoni su cui manca alcun tipo di intervento,
non risponde solo a criteri di doverosa equità, ma è quanto
mai necessario per le ingenti risorse che consentirebbe di recuperare.
Del tutto inaccettabili sono alcune delle misure che riguardano il lavoro pubblico, dalle quali traspare ancora una volta un atteggiamento punitivo verso lavoratori che già subiscono da anni gli effetti di pesanti interventi di riduzione della spesa (si vedano gli oltre 8 miliardi sottratti alla scuola in
tre anni) e le cui retribuzioni, in assenza di rinnovi contrattuali, sono destinate a rimanere ancora per tempo sui valori
È sbagliato e iniquo che si possa anche solo immaginare
di rivalersi sulle tredicesime dei dipendenti, il cui pagamento verrebbe a “slittare” qualora non si raggiungano gli
obiettivi di efficienza delle amministrazioni. Una sorta di “vendetta trasversale” che colpirebbe i lavoratori lasciando impuniti gli amministratori incapaci, veri responsabili di inefficienze e sprechi.
Diciamo no anche allo slittamento dei termini (da sei a
ventiquattro mesi) previsti per la liquidazione del trattamento di fine rapporto a chi va in pensione per anzianità. Si
tratta infatti di somme alle quali il dipendente ha diritto per
la contribuzione cui è stato sottoposto in tutto l’arco della vita lavorativa e che, specie a retribuzioni non rivalutate, sono
una risorsa su cui il lavoratore e la sua famiglia devono poter
far conto in modo affidabile.
Ferma contrarietà esprimiamo sulle disposizioni che introducono la possibilità di spostamenti del personale in ambiti
territoriali molto estesi, oltretutto intervenendo in modo pesante su materie come la mobilità, la cui disciplina deve restare comunque affidata alla contrattazione.
Prendiamo atto positivamente che è confermato il piano di
assunzioni nella scuola, ottenuto grazie alla nostra iniziativa
sindacale e che fino all’ultimo abbiamo difeso da ogni tentativo di rimettere in discussione le 67.000 nomine in ruolo già
programmate per i prossimi giorni. Confermiamo l’impegno
ad esigere la puntuale attuazione del piano anche negli anni
successivi, pur in presenza di disposizioni che modificano i
tempi di uscita dal servizio per chi matura i requisiti di accesso alla pensione.
Condividiamo la preoccupazione che il taglio dei trasferimenti
alle Regioni e agli Enti Locali, insieme ai tagli disposti dalle ultime tre finanziarie anche a Ministeri e amministrazioni centrali, possa determinare ricadute sulla qualità e la quantità dei
servizi sociali erogati ai cittadini, vanificando quanto di positivo potrebbe derivare dall’assenza di interventi significativi a
carico della sanità e delle fasce di reddito più deboli. Tuttavia
è necessario che anche chi riveste ruoli di governo a livello locale sia attivamente impegnato nell’esercizio di un più attento e rigoroso controllo sull’efficienza della spesa, contribuendo per la parte che gli compete all’indispensabile azione di
contenimento e ridimensionamento dei costi della politica. In
questo senso è determinante la leva della contrattazione decentrata, che deve essere rilanciata in ogni posto di lavoro,
così come previsto dall’accordo del 4 febbraio 2011.
CISL FP e CISL Scuola, nel rinviare alle valutazioni che sulla
manovra saranno assunte in termini più generali dalla Confederazione, si dichiarano già ora fermamente intenzionate a
sostenere attivamente ogni iniziativa messa in campo dalla
CISL per rivendicare le indispensabili modifiche ai provvedimenti governativi. Condividono l’orientamento già espresso
dal segretario generale Bonanni circa la necessità di privilegiare, in una fase di così drammatica incertezza per le sorti del
Paese, la via del dialogo, del confronto, della comune assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti politici e sociali. Un’assunzione di responsabilità che non ci rende tuttavia meno esigenti nel rivendicare un diverso equilibrio, nel segno dell’equità, nella distribuzione dei pesi di una manovra
così necessaria e urgente.6collegamento scuola milanoSPECIALE PRECARISettembre 2011Conferimento delle supplenze
Roma, 10 agosto 2011Oggetto: Anno scolastico 2011/2012 – Istruzioni e indicazioni
operative in materia
di supplenze al personale docente, educativo e ATA
L’attribuzione delle supplenze in
base allo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento avviene secondo le relative disposizioni dell’art. 3, comma 2, e seguenti del Regolamento.
Per le sanzioni connesse al mancato perfezionamento o risoluzione anticipata del rapporto di
lavoro nel conferimento delle
supplenze a livello provinciale
trovano piena applicazione le
disposizioni contenute nell’art. 8
del Regolamento che, al riguardo, con effetti relativi a tutto
l’anno scolastico di riferimento,
1 - la rinuncia ad una proposta
di assunzione o l’assenza alla
convocazione comportano la
perdita della possibilità di conseguire supplenze sulla base delle graduatorie ad esaurimento
per il medesimo insegnamento;
2 - la mancata assunzione di servizio dopo l’accettazione, attuatasi anche tramite la presentazione di delega, comporta la
perdita della possibilità di conseguire supplenze, sia sulla base
delle graduatorie ad esaurimento che di quelle di circolo e di
istituto, per il medesimo insegnamento;
3 - l’abbandono del servizio
comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze,
sia sulla base della graduatoria
ad esaurimento che di quelle di
circolo e di istituto, per tutte le
graduatorie di insegnamento.
Si richiama l’attenzione sul disposto dell’art. 3, comma 5, del
citato Regolamento che consente, unicamente durante il
periodo di espletamento delle
operazioni di attribuzione di
supplenze e prima della stipula
dei relativi contratti, che l’aspirante rinunci, senza alcun tipo
di penalizzazione, ad una proposta contrattuale già accettata,
relativa a supplenza temporanea sino al termine delle attività
didattiche, esclusivamente per
l’accettazione successiva di proposta contrattuale per supplenza annuale, per il medesimo o
diverso insegnamento.
Il C.C.N.L. 2006-2009 ha previsto la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato con
rapporto di lavoro a tempo parziale. Si richiamano a tale proposito l’art. 25, c. 6, e l’art. 39,
con particolare riguardo al c. 3.
Alle suddette disposizioni si dà
luogo tenuto conto di quanto
stabilito dall’art. 73 della .L. n.
In relazione all’esigenza di avvalersi nella maniera più ampia di
insegnanti in possesso del titolo
di specializzazione per le attività
didattiche di sostegno, il personale che ha titolo ad essere incluso nelle graduatorie di circolo e di istituto che abbia conseguito il titolo di specializzazione
per il sostegno tardivamente rispetto ai termini prescritti dai
provvedimenti relativi alle graduatorie ad esaurimento e alle
graduatorie di circolo e di istituto e che, pertanto, non ha titolo a figurare negli elenchi di sostegno viene inserito, a domanda, in coda agli elenchi di sostegno della fascia di pertinenza
delle graduatorie di istituto, per
le sedi scolastiche prescelte per
l’a.s. 2011/2012.
Il personale interessato dovrà inviare, ai fini suddetti, formale ri-chiesta in carta libera indicando,
nella forma e con le modalità
dell’autocertificazione, i dati e i
riferimenti utili per l’individuazione dell’avvenuto conseguimento del titolo di specializzazione. Tale domanda dovrà essere consegnata o inoltrata con
raccomandata A/R, entro il termine perentorio del 26 agosto
2011, al Dirigente scolastico
della scuola destinataria dei
modelli A1, A2 , A2 bis di scelta
delle istituzioni scolastiche per
l’inclusione nelle graduatorie di
circolo e di istituto. Il citato Dirigente scolastico trasmetterà direttamente al sistema informativo il nominativo dell’interessato,
qualora trattasi di aspirante incluso in seconda o terza fascia
mentre invierà una comunicazione al competente Ufficio territoriale, perché quest’ultimo
provveda all’acquisizione al sistema informativo del nominativo di colui che presenta la domanda, qualora trattasi di aspirante inserito in prima fascia.
Per quanto riguarda le operazioni di attribuzione delle supplenze da parte dei competenti
Uffici territoriali dell’U.S.R. e delle “scuole di riferimento”, si ribadisce l’esigenza, richiamata
anche negli anni decorsi, di dare priorità alle supplenze relative ai posti di sostegno da assegnare agli aspiranti in possesso
del titolo di specializzazione; ciò
sia per le particolari, più laboriose modalità di individuazione
degli aventi titolo e di conferimento delle supplenze stesse,
che al fine di assicurare tempestivamente il sostegno agli allievi disabili.
Si rammenta che i docenti di cui
all’art. 1, lettere a),b) e c) e art.
3, del D.M. n. 21 del 9 febbraio
2005 “ricorrendone le condizioni, debbono stipulare contratti a tempo indeterminato e
determinato, con priorità,su posti di sostegno”, per cui, l’eventuale rinuncia a proposta di contratto su posto di sostegno consente l’accettazione di altre proposte di contratto esclusivamente per insegnamenti non
collegati alle abilitazioni conseguite ex D.M. n. 21/2005.
In caso di esaurimento degli
elenchi degli insegnanti di sostegno compresi nelle graduatorie ad esaurimento, i posti
eventualmente residuati sono
assegnati dai dirigenti scolastici
delle scuole in cui esistono le disponibilità, utilizzando gli elenchi tratti dalle graduatorie di circolo e di istituto, di prima, seconda e terza fascia, validi per
l’a.s. 2011/2012; in caso di esito negativo si ricorre successivamente a quelli delle altre scuole
della provincia secondo l’ordine
di consultazione degli elenchi
delle “scuole viciniori” e, in subordine, si attinge alle normali
graduatorie degli aspiranti privi
di titolo di specializzazione.
Con riguardo a supplenze conferite sia su posti di sostegno
che su posti di insegnamento
comune, quando al medesimo
docente e sul medesimo posto
sia attribuita prima una supplenza temporanea in attesa
dell’avente titolo e poi una supplenza annuale o temporanea
sino al termine delle attività didattiche, l’intero periodo assume il regime giuridico del provvedimento attribuito a titolo definitivo.
Qualora si esauriscano gli elenchi dei docenti di sostegno della scuola in cui si verifica la disponibilità del posto, la scuola
medesima, in attuazione delle
disposizioni di cui all’art. 7,comma 9, del Regolamento
procede utilizzando gli elenchi
delle altre scuole della provincia,
secondo un ordine di consultazione delle predette scuole che
osservi un criterio di viciniorità.
Ove si renda necessario attribuire la supplenza ad aspiranti privi di titolo di specializzazione i
dirigenti scolastici individuano
gli interessati mediante lo scorrimento della graduatoria di riferimento se trattasi di scuola
dell’infanzia e primaria e tramite lo scorrimento incrociato delle graduatorie d’istituto secondo l’ordine prioritario di fascia se
trattasi di scuola secondaria di
primo grado o di secondo grado con gli stessi criteri adottati
al riguardo per la formazione
degli elenchi del sostegno previsti dall’art. 6, comma 1 del Regolamento, ulteriormente descritti dall’art. 6, comma 3, e seguenti, del D.D.G. 16 marzo
Per quanto riguarda l’eventuale
esaurimento della prima e della
seconda fascia, dello specifico
elenco dell’area disciplinare su
cui debba disporsi la nomina,
nella scuola secondaria di secondo grado, ai sensi dell’art.
6, comma 3, del Regolamento,
si provvede tramite lo scorrimento incrociato degli elenchi
di sostegno delle altre aree disciplinari.
Conferimento di ore
di insegnamento pari o
inferiori a 6 ore
Ai sensi dell’art. 1, comma 4,
del Regolamento le ore di insegnamento, pari o inferiori a 6
ore settimanali, che non concorrono a costituire cattedre o
posti orario non fanno parte del
piano di disponibilità provinciale da ricoprire in base allo scorrimento delle graduatorie ad
esaurimento, ma restano nella
competenza dell’istituzione scolastica ove si verifica la disponibilità di tali spezzoni di insegnamento.
La predetta istituzione scolastica provvede alla copertura
delle ore di insegnamento in
questione secondo le disposizioni di cui al comma 4 dell’art.
22 della Legge Finanziaria 28
dicembre 2001, n. 448, attribuendole, con il loro consenso, ai docenti in servizio nella
scuola medesima, forniti di
specifica abilitazione per l’insegnamento di cui trattasi, prioritariamente al personale con
contratto a tempo determinato avente titolo al completamento di orario e, successivamente al personale con contratto ad orario completo - prima al personale con contratto
a tempo indeterminato, poi al
personale con contratto a tempo determinato - fino al limite
di 24 ore settimanali come oreaggiuntive oltre l’orario d’obbligo.
Solo in subordine a tali attribuzioni, nei casi in cui rimangano
ore che non sia stato possibile
assegnare al personale in servizio nella scuola, i dirigenti scolastici provvedono all’assunzione
di nuovi supplenti utilizzando le
Attribuzione di ore
di insegnamento per
specialisti di lingua inglese
Qualora a seguito della copertura totale dell’organico dei posti
comuni residuino ore di lingua
inglese in quanto non sia stato
possibile in alcun modo assegnare le predette ore di insegnamento al personale docente
titolare e/o in servizio nella
scuola poiché il medesimo è risultato sprovvisto dei requisiti
per il predetto insegnamento, le
ore rimaste disponibili saranno
assegnate ad aspiranti presenti
nelle graduatorie di circolo in
possesso dei requisiti previsti
dall’art. 7, c.8, del Regolamento
adottato con D.M. 13 giugno
2007, n. 131.
di idoneità all’impiego
e documentazione di rito
Si richiama l’attenzione sulla disposizione di cui all’art. 9, comma 4, del Regolamento che prevede che la certificazione sanitaria di idoneità all’impiego debba essere prodotta una sola volta nel periodo di vigenza delle
graduatorie di circolo e di istituto, in occasione dell’attribuzione del primo contratto di lavoro. È ritenuta comunque valida
la certificazione eventualmente
Sull’argomento si ritiene che,
nei casi di difficoltà di reperimento di certificazione rilasciata
da struttura sanitaria pubblica,
sia ammessa anche la presentazione di apposita certificazione
rilasciata dal medico di base dell’interessato e ciò anche in considerazione della disposizione di
cui all’art. 37 della L. 133/08
che preannuncia sostanzialmente l’abolizione di tale onere di
certificazione nella fase di assunzione.
Circa la presentazione della documentazione di rito si richiamano gli artt. 46, 71, 72, e 76
del D.P.R. 28 dicembre 2000, n.
445, “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari
Personale ATA Conferimento supplenze
annuali e fino al termine
L’art. 1, comma 1, del Regolamento approvato con D.M. 13
dicembre 2000, n. 430, dispone che i posti di personaleA.T.A., fatta eccezione per quelli del profilo di direttore dei servizi generali e amministrativi,
che non è stato possibile assegnare mediante incarichi a tempo indeterminato, sono coperti
con il conferimento di supplenze annuali (lett. a) o di supplenze temporanee sino al termine
dell’attività didattica (lett. b).
Ai fini predetti si utilizzano, ai
sensi dell’art. 4, comma 11, della legge n. 124/99, le graduatorie permanenti dei concorsi provinciali per titoli di cui all’art.
554 del D.L.vo n. 297/94 e, in
caso di esaurimento delle stesse,
gli elenchi e le graduatorie provinciali predisposti ai sensi del
D.M. 19.4.2001, n. 75 e del
D.M. 24.3.2004, n. 35.
Si sottolinea che, solo in caso di
permanenti dei concorsi provinciali per titoli di cui all’art. 554
del D.L.vo n. 297/94 e degli
elenchi e delle graduatorie provinciali ad esaurimento predisposti ai sensi del D.M.
19.4.2001, n. 75 e del D.M.
24.3.2004, n. 35, le eventuali,
residue disponibilità sono assegnate dai competenti dirigenti
scolastici, mediante lo scorrimento delle graduatorie di circolo e d’istituto, con la stipula di
contratti di lavoro a tempo determinato di durata fino al termine dell’attività didattica.
Le nomine così conferite decorrono dal giorno dell’assunzione
in servizio e producono i loro
effetti fino al termine delle attività didattiche, come disposto
dall’art. 1, comma 6 del Regolamento sulle supplenze, emanato con D.M. 13.12.2000,
n. 430.
L’accettazione di una proposta
di supplenza annuale o fino al
termine dell’attività didattica,
non preclude all’aspirante, di
accettare altra proposta di supplenza per diverso profilo professionale , sempre di durata annuale o fino al termine delle attività didattiche.
Per la sostituzione dei direttori
dei servizi generali e amministrativi, nel caso di posti vacanti
e disponibili, come già precisato con la nota prot. n. 1771, del
27.6.2003, dovranno essere utilizzate le graduatorie degli ex responsabili amministrativi di cui
all’art. 7 del D.M. n. 146/2000.
Per la copertura di altri posti
eventualmente disponibili, o residuali dopo l’operazione del
precedente periodo, si dovrà
procedere secondo le indicazioni già fornite con nota prot.
6568 del 5 agosto 2011 di questa Direzione generale.
su posti part-time
Ai fini dell’attribuzione di contratti a tempo determinato con
prestazione di lavoro a tempo
parziale si applicano l’art. 44, c.8, e l’art. 58 del vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, tenuto conto delle disposizioni dettate dall’art. 73 del
D.L. n. 112/2008, convertito
con legge n. 133 del 6 agosto
Le disponibilità derivanti dal
part-time, riferendosi a posti vacanti solo di fatto e non di diritto, vanno coperte mediante
conferimento di supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche.
Più disponibilità derivanti da
part-time, relative allo stesso
profilo professionale, possono
concorrere, ai sensi del comma
1 dell’art. 4 del Regolamento,
alla costituzione di posti a tempo pieno; ciò anche nel caso in
cui tali disponibilità non si creino nella stessa istituzione scolastica.
È appena il caso di precisare
che, ai fini predetti, si utilizzano
le graduatorie permanenti dei
concorsi provinciali per titoli di
cui all’art. 554 del D.L.vo n.
297/94 e, in caso di esaurimento, gli elenchi e le graduatorie
provinciali ad esaurimento predisposti ai sensi del D.M.
24.3.2004, n. 35.
Esaurite le predette operazioni,
le disponibilità residue saranno
utilizzate dai dirigenti scolastici
secondo quanto contemplato
dal D.M. 13 dicembre 2000, n.
430, per la stipula di contratti di
lavoro a tempo determinato, di
durata fino al termine delle attività didattiche.
Qualora dopo lo scorrimento di
tutte le graduatorie, ivi comprese quelle di circolo e di istituto,
occorra ancora procedere alla
copertura di posti di personale
docente, i competenti dirigenti
scolastici dovranno utilizzare le
graduatorie delle scuole viciniori.
Esaurita tale possibilità i medesimi Dirigenti Scolastici potranno
fare ricorso a personale, sempre
fornito di titolo idoneo, che abbia presentato istanza di messa
Per la sostituzione del personale ATA temporaneamente assente, i Dirigenti scolastici possono conferire supplenze temporanee nel rispetto dei criteri
e principi contenuti nell’articolo 6 del D.M. 13 dicembre
2000, n. 430.
Ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un
altro, o più altri, senza soluzione
di continuità o interrotto da
giorno festivo, o da giorno libero, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea, accertata la
necessità, viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente
già in servizio, a decorrere dal
giorno successivo a quello di
scadenza del precedente contratto.Mobilità professionale personale ATA
(ex art. 1, comma 2, sequenza contrattuale 25 luglio 2008) – accantonamento posti per a.s. 2011/2012
Il 14 luglio u.s. è stata sottoscritta, tra
questo Ministero e le Organizzazioni sindacali firmatarie del vigente Contratto del
comparto scuola, un’Ipotesi di Intesa per
disciplinare l’attribuzione della mobilità
professionale al personale ATA.
Tale Intesa contempla che le graduatorie
definitive formulate ai sensi dell’articolo 9
del ccni 3 dicembre 2009, con il quale è
stata disciplinata la mobilità professionale ATA in prima applicazione, siano utilizzabili anche per la mobilità professionale
relativa al prossimo anno scolastico.
Come noto, in tali graduatorie è ancora
collocato, senza aver ricevuto la nomina,
un numero di aspiranti sostanzialmente
analogo a quello dei nominati all’inizio
del corrente anno scolastico in quanto all’espletamento dell’intera proceduraconcorsuale, fu avviato un contingente
di personale di misura doppia rispetto alle nomine conferibili per i due anni scolastici di riferimento (2009/2010 e
Di conseguenza, appare fondato prevedere, sempre compatibilmente con i contingenti di nomine che saranno autorizzati e subordinatamente al riscontro positivo delle certificazioni di legge, che gli
aspiranti inclusi nelle graduatorie in parola potranno presumibilmente risultare destinatari della mobilità professionale per il
A tal fine, ma anche nella fondata considerazione che tali nomine non potranno
essere effettuate prima dell’inizio del prossimo anno scolastico, si evidenzia la assoluta necessità di procedere all’accantona-mento dei posti necessari per la mobilità
professionale. Sui posti accantonati, le
SS.LL. disporranno il conferimento di nomine di supplenti “…fino all’arrivo dell’avente diritto…” (articolo 40, comma 9,
legge 449/97).
La quantificazione delle nomine dei supplenti risulta desumibile dal numero di
aspiranti ancora collocato nelle graduatorie per la mobilità, rapportato all’elenco
già inviato con la nota dell’ottobre del
2010 nonché alle immissioni in ruolo per
mobilità professionale 2011/2012.
Al riguardo, si precisa che con la massima
tempestività saranno comunicati i contingenti eventualmente approvati per la mobilità professionale 2011/2012 nonché le
risultanze della certificazione richiesta, in
ordine alla suindicata Ipotesi di Intesa.collegamento scuola milanoSPECIALE PRECARI - TFASettembre 2011Scuola infanzia
e primariaScuola secondaria
di I gradoScuola secondaria
di II gradoDefinizione della disponibilità
a ciclo unico in scienze
della formazione primariaDefinizione della disponibilità
per TFA e corsi di laurea magistrali
per il prossimo anno accademicoDefinizione della disponibilità
per TFA nel prossimo triennioL’articolo 9 comma 17 della Legge 111/2011 ha
previsto l’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili esistenti per l’a.s. 2011/2012.
Per gli anni 2012 e 2013 devono essere considerati soltanto come posti disponibili le cessazioni dal
Le cessazioni sono calcolate tenendo conto di:
1. Il raggiungimento dei limiti di età per il pensionamento;
2. La stima delle cessazioni dal servizio per cause
diverse dal raggiungimento dei limiti di età calcolata sulla base della serie storica dei cessati nel precedente quinquennio. È da sottolineare che anche
in questo secondo caso il fattore età incide nel calcolo; per cui nelle regioni in cui i docenti hanno
un’età media più elevata risulta maggiore la propensione alla cessazione dal servizio. Si cita come
esempio il dato della Sicilia, età media 53, e della
Lombardia, età media 51, per cui conseguentemente si prospettano flussi di uscita differenti.
Ecco la disponibilità per i corsi di laurea in
scienze della formazione per i primi tre
anni di programmazione in Lombardia:
Primo anno di programmazione
Secondo anno di programmazione
Terzo anno di programmazione
I posti per la formazione resi disponibili dal 50%
delle cessazioni sono calcolati stimando che, in media, nei prossimi cinque anni, le cessazioni degli insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria si attestino al valore di circa 8.000 unità all’anno: il 50% dell’ammontare complessivo delle
cessazioni è destinato per legge agli aspiranti inclusi nelle graduatorie a esaurimento, il restante 50
per cento resta appannaggio dei corsi di laurea in
scienza della formazione primaria, pur al netto degli esuberi provinciali.
Infatti, nelle province in cui ci sia esubero, quest'ultimo è stato sottratto alla stima delle cessazioni. La disponibilità totale per il fabbisogno si ottiene, poi, sommando ai posti per la formazione resi
disponibili dal 50% delle cessazioni l’incremento
del 40%, che comprende: il tasso di abbandono
degli iscritti durante i corsi, 10%, e il fabbisogno
delle scuole paritarie, 30%.
Il valore della disponibilità totale per il fabbisogno
è stato poi equamente ripartito nei tre anni di programmazione dei corsi.
Disponibilità per i corsi di laurea in scienze della
formazione per i primi tre anni di programmazione in Lombardia:
Milano "Cattolica"
400L’articolo 9 comma 17 della Legge 111/2011 ha previsto l’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili esistenti per l’a.s. 2011/2012. Per gli anni 2012 e
2013 devono essere considerati soltanto come posti disponibili le cessazioni dal servizio.
2. La stima delle cessazioni dal servizio per cause diverse dal raggiungimento dei limiti di età calcolata sulla
base della serie storica dei cessati nel precedente quinquennio. È da sottolineare che anche in questo secondo caso il fattore età incide nel calcolo; per cui nelle regioni in cui i docenti hanno un’età media più elevata risulta maggiore la propensione alla cessazione dal servizio. Si cita come esempio il dato della Sicilia, età media
53, e della Lombardia, età media 51, per cui conseguentemente si prospettano flussi di uscita differenti.Ecco la definizione della disponibilità per i TFA
e i corsi di laurea magistrale in Lombardia
(posti normali):
Primo anno di programmazione TFA
Secondo anno di programmazione TFA
Terzo anno di programmazione TFA
I posti per la formazione resi disponibili dal 50% delle cessazioni sono calcolati stimando che, in media, nei prossimi cinque anni, le cessazioni dei docenti della scuola secondaria di
I grado si attestino al valore di circa 6.500 unità all’anno: il
50% dell’ammontare complessivo delle cessazioni è destinato per legge agli aspiranti inclusi nelle graduatorie a esaurimento, il restante 50% resta appannaggio dei corsi di laurea magistrale e dei TFA, pur al netto degli esuberi provinciali.
La disponibilità totale per il fabbisogno si ottiene, poi, sommando ai posti per la formazione resi disponibili dal 50%
delle cessazioni l’Incremento del 40%, che comprende: il tasso di abbandono degli iscritti durante i corsi, 10%, e il fabbisogno delle scuole paritarie, 30%.
Per le province in cui l'esubero relativo a una determinata
classe di concorso ecceda il 50% della stima delle cessazioni, al punto che, nonostante l'Incremento del 40%, il valore
della disponibilità totale per il fabbisogno risulti negativo,
quest'ultimo è stato azzerato, in modo da non alterare la
somma algebrica delle disponibilità provinciali, regione per
Il valore della disponibilità totale per il fabbisogno è stato poi
ripartito nei tre anni di programmazione dei corsi come segue:
• un terzo del totale è riservato ai TFA del primo anno di
• un terzo ai TFA del secondo anno di programmazione;
• la metà del terzo che rimane è assegnata ai TFA del terzo
anno di programmazione;
• e, infine, la restante metà ai corsi di laurea magistrale.Entro il 20 settembre per i corsi di laurea della scuola
secondaria di I grado le Università faranno pervenire
l’offerta formativa che sarà incrociata con i dati disaggregati per classi di concorso. I risultati saranno, pertanto, pubblicati successivamente.
Per l’organizzazione dei TFA i dati disaggregati per classi di concorso dovranno essere incrociati con le proposte che entro il 5 ottobre, le università faranno pervenire. I risultati saranno, pertanto, pubblicati successivamente.Comunicazione sui dati per l’avvio
dei corsi di laurea e dei TFA
Il sistema informativo del MIUR ha definito i dati relativi al fabbisogno di insegnanti nei prossimi anni per i diversi livelli scolastici. Con le recenti immissioni
a ruolo, nei prossimi anni i posti disponibili saranno solo quelli che deriveranno dai pensionamenti che sono stati calcolati sulla base dei parametri e delle regole attuali e tenendo conto della presenza degli insegnanti soprannumerari.
I contingenti così ottenuti per ogni livello scolastico sono stati ampliati del 40%
in modo da poter rispondere non solo al
fabbisogno delle scuole statali ma anche
delle scuole paritarie. Le tabelle allegate
rappresentano il risultato di queste elaborazioni.
Per consentire alle Università l’avvio finodal prossimo anno accademico dei corsi di laurea per conseguire l’abilitazione
sia per la scuola dell’infanzia e primaria
sia per le scuole secondarie di primo
grado e dell’avvio dei TFA sia nelle scuole di primo che di secondo grado, i dati
previsionali contenuti nelle tabelle allegate vengono trasmessi dalla Direzione
dell’Università agli Atenei.
Per quanto riguarda il corso di laurea
per conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e
primaria, i dati sono già stati incrociati
con l’offerta formativa delle Università.
Dei 5.611 posti disponibili è stato possibile attivare corsi per 5.151 studenti
proprio in base all’offerta formativa presentata dagli Atenei. Per quanto riguar-da invece la scuola secondaria di primo
grado l’incrocio tra i dati e l’offerta formativa sarà possibile solo dopo il 20
settembre termine ultimo per l’offerta
formativa delle Università. Analogamente per i corsi di TFA delle secondarie di primo e secondo grado, si dovrà
attendere i primi di ottobre per avere la
mappa completa dei corsi per le principali classi di concorso dopo cioè che le
Università avranno fatto pervenire l’offerta formativa.
Naturalmente trattandosi di dati previsionali nel caso in cui si determinassero
variazioni per quanto riguarda le cessazioni dal servizio, i dati potranno essere
oggetto di variazioni compensative per
i prossimi anni accademici.7L’articolo 9 comma 17 della Legge 111/2011 ha
Ecco la definizione della disponibilità
per i TFA in Lombardia (posti normali):
delle cessazioni sono calcolati stimando che, in media, nei prossimi anni, le cessazioni dei docenti della scuola secondaria di II grado, per le classi di concorso considerate, si attestino al valore di circa
8.600 unità all’anno: il 50% dell’ammontare complessivo delle cessazioni è destinato per legge agli
aspiranti inclusi nelle graduatorie a esaurimento, il
restante 50% resta appannaggio dei TFA, pur al
netto degli esuberi provinciali.
La disponibilità totale per il fabbisogno si ottiene,
poi, sommando ai posti per la formazione resi disponibili dal 50% delle cessazioni l’Incremento del
40%, che comprende: il tasso di abbandono degli
iscritti durante i corsi (10%) e il fabbisogno delle
scuole paritarie (30%).
Per le province in cui l'esubero relativo a una determinata classe di concorso ecceda il 50% della
stima delle cessazioni, al punto che, nonostante
l'Incremento del 40%, il valore della disponibilità
totale per il fabbisogno risulti negativo, quest'ultimo è stato azzerato, in modo da non alterare la
somma algebrica delle disponibilità provinciali, regione per regione.
è stato poi equamente ripartito nei tre anni di programmazione dei TFA.
Per l’organizzazione dei TFA, i dati disaggregati per
classi di concorso dovranno essere incrociati con le
proposte che, entro il 5 ottobre, le università faranno pervenire.
I risultati saranno pertanto pubblicati successivamente.collegamento
Tel. 02 2046211 - Fax 02 29524326
Dir. Rita Frigerio
Dir. resp.: Fulvio Benussi
n. 80 del 26/2/2001
Stampa: A.G. Bellavite srl - Missaglia (LC)8ASSENZE
sui congedi, aspettative
È stato pubblicato sulla G.U. n.
173 del 27 luglio 2011 il D.lgs.
18 luglio 2011, n. 119 “Attuazione dell’articolo 23 della legge
4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il
riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e
permessi”, che entrerà in vigore
l’11 agosto 2011.
Il provvedimento è stato adottato in attuazione di quanto disposto dall’art. 23 della legge 4
novembre 2011, n. 183 (Collegato lavoro), che delegava il
Governo a emanare disposizioni
in materia di congedi, aspettative e permessi dei dipendenti sia
pubblici che privati e introduce
le seguenti modifiche alla normativa vigente.
L’art. 2 modifica l’art. 16 del
D.lgs. n. 151/2001. Si prevede
che, in caso di interruzione
spontanea o terapeutica successiva al 180° giorno dall’inizio
della gestazione, nonché in caso di decesso del bambino alla
nascita o durante il congedo di
maternità, in presenza di conferma del medico specialista del
SSN o del medico convenzionato, la lavoratrice ha facoltà di riprendere in qualunque momento l’attività lavorativa.
di bambini disabili
L’art. 3 modifica l’art. 33 del D.
lgs. n. 151/2001. Alla lettera a)
si prevede che per ogni minore
con handicap, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, ha diritto, entro il
compimento dell’ottavo anno
di vita del bambino, al prolungamento del congedo parentale. Il periodo, potrà essere fruito
in misura continuativa o frazionata, per un massimo di tre anni, comprensivo dei periodi di
congedo parentale di cui all’art.
32 (6 mesi per la madre, 7mesi
per il padre, 11 mesi per entrambi). Il prolungamento del
congedo spetta anche se il
bambino è ricoverato a tempo
pieno in istituto specializzato
qualora i sanitari richiedano la
La lettera b) prevede l’abrogazione del comma 4 dell’art. 32
del D.lgs. n. 151/2001 (diritto a
fruire del congedo parentale).
Congedo e permessi
per assistenza all’handicap
L’art. 4 modifica l’art. 42 del D.
lgs. n. 151/2001.
Il comma 1) lettera a) dispone
che i genitori, anche adottivi,
possono fruire alternativamente
dei tre giorni di permesso di cui
all’art. 33 comma 3.
Il comma 1 lettera b) sostituisce,
in toto, il comma 5 dell’art. 42,
prevedendo che-Il congedo ed i
permessi possono essere accordati ad un unico lavoratore dipendente per l’assistenza alla
stessa persona con handicap in
situazione di gravità -Il congedo
non può superare, nell’arco della vita lavorativa, la durata complessiva di due anni per ciascuna persona portatrice di handicap. -Il congedo può essere fruito anche se la persona da assistere è ricoverata a tempo pieno, qualora lo richiedano i sanitari della struttura. -La richiesta
di fruizione deve essere presentata al datore di lavoro che concede il congedo entro 60 giorni
dalla richiesta e a condizione
che la persona da assistere non
sia ricoverata a tempo pieno
(salvo che, come detto in precedenza, sia richiesta dai sanitari la
presenza nella struttura del soggetto che presta assistenza).
- Il congedo e i permessi possono essere accordati ad un unico lavoratore dipendente percollegamento scuola milanoNOTIZIESettembre 2011l’assistenza alla stessa persona
con handicap in situazione di
- Il congedo non può superare, nell’arco della vita lavorativa,
la durata complessiva di due anni per ciascuna persona portatrice di handicap;
- Il congedo può essere fruito
anche se la persona da assistere
è ricoverata a tempo pieno,
qualora lo richiedano i sanitari
- La richiesta di fruizione deve
essere presentata al datore di lavoro che concede il congedo
entro 60 giorni dalla richiesta e
a condizione che la persona da
assistere non sia ricoverata a
tempo pieno (salvo che, come
detto in precedenza, sia richiesta dai sanitari la presenza nella
struttura del soggetto che presta assistenza).
Il diritto a fruire del congedo
straordinario spetta:
- ai due genitori, anche adottivi, che possono fruirne in maniera alternativa ma non cumulativa. Pertanto, ciascuno dei
due genitori, laddove entrambi
chiedano di fruire dei tre giorni
di permesso mensile ai sensi dell’art. 33 comma 3 della legge
104, non potrà beneficiare per
lo stesso figlio e per lo stesso periodo, delle due ore di riposo
giornaliero (art. 33 comma 2),
del prolungamento del congedo parentale (art. 33 c. 1) e del
congedo straordinario, e viceversa. I riposi e permessi potranno essere cumulati esclusivamente con il congedo parentale e con il congedo per malattia
- al coniuge convivente del
soggetto con handicap;
- a uno dei figli conviventi, in
caso di mancanza o in presenza
di patologie invalidanti del padre
e della madre, anche adottivi;
- a uno dei fratelli o sorelle conviventi, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie
invalidanti dei figli conviventi;
- durante il periodo di congedo il lavoratore ha diritto a percepire una indennità corrispondente all’ultima retribuzione;
- il periodo massimo di due
anni è coperto da contribuzione
figurativa fino ad un importo
annuale massimo, che attualmente ammonta a 43.579,06
euro, rivalutato annualmente in
base all’indice ISTAT;
- il periodo non è utile ai fini
della maturazione delle ferie,
della tredicesima e del TFR;
- il congedo non é computato
nell’anzianità di servizio, né ai fini previdenziali; il lavoratore può
procedere al riscatto, ovvero al
versamento dei relativi contributi, calcolati secondo i criteri
della prosecuzione volontaria ai
sensi dell’art. 4 legge 53/2000.
L’art. 5 modifica l’art. 2 della
legge 476/1984 e stabilisce che:
- i lavoratori dipendenti pubblici che abbiano già conseguito il titolo di dottore di ricerca o
coloro che siano stati iscritti a
corsi di dottorato per almeno
un anno accademico beneficiando del congedo, non hanno
diritto al congedo stesso;
- dopo il conseguimento del
dottorato, qualora venga interrotto, nei due anni successivi, il
rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione, è dovuta
la ripetizione delle somme percepite durante il congedo;
- le norme in questione si applicano anche al personale dipendente dalla pubbliche amministrazioni, in riferimento all’aspettativa prevista dalla contrattazione collettiva.
Assistenza ai soggetti
L’art. 6 modifica l’art. 33 comma 3, della legge n. 104/92 in
materia di assistenza a soggetti
portatori di handicap grave.
Possono beneficiare dei tre gior-ni di permesso mensile:
- entrambi i genitori naturali o
adottivi, anche in maniera alternativa;
- il parente o l’affine entro il
secondo grado (ad es.:nonni,
nipoti, fratelli e sorelle)
- i parenti ed affini di terzo
grado (ad es.: zii e bisnonni) solo a condizione che i genitori o
il coniuge della persona con
handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano
anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o
-entrambi i genitori naturali o
adottivi, anche in maniera alternativa; -il coniuge; -il parente o
l’affine entro il secondo grado
(ad es.:nonni, nipoti, fratelli e
sorelle) -i parenti ed affini di terzo grado (ad es.: zii e bisnonni)
solo a condizione che i genitori
o il coniuge della persona con
mancanti. Il lavoratore che usufruisce dei permessi e che risiede in comune situato a distanza
stradale superiore a 150 chilometri rispetto a quello di residenza del lavoratore, ha l’obbligo di attestare, con titolo di
viaggio, o altra documentazione
idonea, il raggiungimento del
luogo di residenza dell’assistito.
Ciò comporta che per distanze
fino a 150 chilometri non sarà
dovuta alcuna attestazione.
L’art. 7 prevede che:
- i lavoratori mutilati e invalidi
civili con riconoscimento della
riduzione della capacità lavorativa superiore al cinquanta per
cento, possono fruire, anche in
maniera frazionata, ogni anno,
di un periodo di trenta giorni
per cure;
- la domanda dell’interessato
deve essere corredata della relativa documentazione sanitaria rilasciata dalla struttura pubblica;
- il periodo di congedo è
escluso dal computo delle assenze per malattia e il trattamento economico è calcolato in
base al regime delle assenze per
- il lavoratore è tenuto a documentare in maniera idonea l’avvenuta effettuazione delle cure.
-i lavoratori mutilati e invalidi civili con riconoscimento della riduzione della capacità lavorativa superiore al cinquanta per
per cure; -la domanda dell’interessato deve essere corredata
della relativa documentazione
sanitaria rilasciata dalla struttura
pubblica; -il periodo di congedo
è escluso dal computo delle assenze per malattia e il trattamento economico è calcolato in
malattia; -il lavoratore è tenuto
a documentare in maniera idonea l’avvenuta effettuazione delle cure.
L’art. 8 modifica l’art. 45 del
D.lgs. n. 151/2001:
- Il comma 1 lettera a) stabilisce che le disposizioni riguardanti i riposi giornalieri della
madre (art. 39), i riposi giornalieri del padre (art. 40), i riposi
per parti plurimi (art. 41) possono essere fruiti entro il primo anno dell’ingresso del minore in
- Il comma 1 lettera b) stabilisce che le disposizioni di cui all’art 42 bis (Assegnazione temporanea dei lavoratori dipendenti alle amministrazioni pubbliche) si applicano entro i primi
tre anni dall’ingresso del minore
in famiglia indipendentemente
dall’età del minore.ATA ex enti locali
La CISL Scuola scrive al ministro Gelmini
Oggetto: Sentenza 7 giugno
2011 della Corte Europea
con sentenza del 7 giugno
2011, alla quale si fa espresso
rinvio, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha riconosciuto
la sostanziale violazione da parte dello Stato italiano del diritto
tecnico ed ausiliario transitato
dagli Enti Locali, al trattamento
economico spettante in base alla anzianità di servizio complessivamente maturata.
La sentenza si conclude con l’invito al Governo e ai ricorrenti a
presentare per iscritto entro un
mese dal giorno in cui la decisione diventa definitiva le loro
osservazioni in proposito e a
notificare “qualsiasi accordo cui
si potrebbe pervenire”.
La scrivente Organizzazione
Sindacale, in merito non può
che ribadire la propria posizione
a suo tempo assunta, a seguito
del disposto dell’art. 3, comma
147, della legge 244/07 cherinviava ad un apposito negoziato all’ARAN previsto per il rinnovo contrattuale relativo al
biennio economico 2008-2009,
la determinazione di termini e
condizioni per la soluzione della questione.
In tale contesto legislativo assumeva particolare rilievo politicosindacale l’o.d.g., votato in sede di approvazione della suddetta legge e fatto proprio dal
Governo, che impegnava il Governo stesso “… a reperire le risorse necessarie per affrontare
compiutamente in tale biennio
il riconoscimento dell’anzianità
di servizio del personale in oggetto”.
Questa scelta appare ancora
oggi quella più ragionevole e
sensata, tenuto conto del prolungato confronto attivato con
le controparti istituzionali nella
ricerca di una equa e soddisfacente soluzione al vasto contenzioso giurisdizionale -definitivamente approdato alla Corte
Costituzionale -il cui esito, per
espressa ammissione della ri-chiamata Sentenza, è risultato
pesantemente influenzato da
un intervento legislativo di “interpretazione autentica” (legge
266/05, art. 1, comma 218) ritenuto improprio e inopportuno che ha negato, di fatto, il diritto dei ricorrenti all’”equo processo” giuridicamente sancito
Sindacale esprime pertanto l’avviso che il Governo, su sollecitazione del MIUR, nel dare attuazione al disposto della Sentenza, data l’assoluta specificità del
caso, si attivi -pur nell’attuale fase di moratoria contrattuale per l’avvio della suddetta sessione negoziale, per la quale la
CISL rivendica quale condizione
imprescindibile l’espressa indicazione e la conseguente messa a disposizione delle parti trattanti di specifiche risorse economiche, previamente individuate, necessarie a chiudere la
Certo dell’attenzione, si inviano
distinti saluti.CCNI sulle
sperimentazioni Miur
In data 12 luglio è stato sottoscritto il CCNI relativo all’erogazione dei compensi connessi alle
sperimentazioni condotte dal MIUR su merito e
Per quanto riguarda il progetto “Valorizza”, già
concluso con l’individuazione dei docenti aventi
titolo al compenso una-tantum, il contratto si limita a ridefinire l’entità dei compensi alla luce
delle economie registrate a consuntivo e che
hanno permesso di incrementare l’importo originariamente previsto nel progetto, portandolo
da 2.500 a 3.000 euro lordi.
Per quanto attiene al progetto “VSQ”, tuttora in
corso, il CCNI stabilisce che le somme erogate alle singole istituzioni scolastiche saranno ripartite
al personale docente e ata sulla base di criteri definiti dalla contrattazione di istituto. Si tratta, a
nostro avviso, di un punto la cui portata politica,
dati i tempi, non può considerarsi irrilevante.
E’ chiaro che la firma del contratto non implica
in alcun modo condivisione o corresponsabilità
rispetto al contenuto di progetti definiti in piena
autonomia dal MIUR, in esito ai quali il contratto interviene per la mera regolazione dei connessi aspetti retributivi.
La storia di questi progetti dovrebbe essere, del
resto, a tutti nota: essi scaturscono nell’ambito di
scelte che hanno riguardato le modalità di utiliz-zo di risorse originariamente destinate alla premialità e che sono state invece impiegate quasi
interamente per il recupero degli scatti di anzianità. Davvero residuale la quota di risorse su cui
il MIUR ha ritenuto di avviare le due sperimentazioni, rispetto alle quali la CISL Scuola si è sempre riservata e tuttora mantiene la più totale libertà di autonoma valutazione. Al riguardo, pur
avendo dichiarato a suo tempo di apprezzare in
linea di principio la scelta di affidare alle scuole la
sperimentazione di procedure valutative, non
abbiamo mancato di evidenziare le notevoli criticità riscontrate sia riguardo ai contenuti dei progetti che alle loro modalità di presentazione e
gestione, fermo restando in ogni momento il rispetto delle scelte di adesione ai progetti fatte
dalle scuole attraverso le deliberazioni dei collegi docenti.
Per questo riteniamo priva di motivazioni plausibili la scelta di chi, come la Flc CGIL, non ha firmato il CCNI, ritenendo - a nostro avviso impropriamente - che ciò fosse indispensabile per ribadire le proprie posizioni di dissenso.
Sulla mancata firma della Gilda, che pure aveva
condiviso con noi il percorso vertenziale sulle
modalità di recupero degli scatti, alla scarsa plausibilità si aggiunge qualche elemento di dubbia
coerenza.Indennità di funzioni superiori
e di reggenza: incontro
interlocutorio e deludente
Si è svolto ieri presso il Dipartimento Economico del MIUR
l’incontro scaturito dalla lettera unitaria dello scorso 14 giugno, nella quale le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto
ai responsabili del Dipartimento e della Direzione Generale
del personale scolastico “di
mettere in atto ogni azione”
necessaria per la soluzione del
problema derivante dalla mancanza di risorse da destinare al
pagamento dell’indennità di
funzioni superiori spettante ai
docenti collaboratori con funzioni vicarie.
Ricevuta la convocazione, ci si
attendeva ragionevolmente
che l’Amministrazione fornisse
le misure assunte per la concreta soluzione del problema.
Al contrario, abbiamo dovuto
negativamente constatare e
contestare l’assoluta inerzia
dell’Amministrazione stessa
con la conseguente riproposizione di una situazione di stallo, che si trascina ormai da dueanni, ulteriormente aggravata
dalle affermazioni in proposito
contenute nella nota 10773
dell’11.11.2010 della Direzione Generale per la politica finanziaria e per il bilancio del
L’unico (seppur modestissimo)
“avanzamento” del confronto
è consistito nell’ammissione
esplicita da parte dei responsabili del Dipartimento che esiste
indubbiamente il diritto al
compenso da parte di chi viene chiamato a svolgere la funzione vicaria e che l’imputazione della relativa spesa non può
gravare sul bilancio della scuola, ed in particolare sul FIS.
Resta aperta (ed irrisolta), comunque, per l’Amministrazione la questione su chi e dove
imputare questa spesa, con
l’inevitabile coinvolgimento
delle sue articolazioni territoriali.
La riunione si è conclusa con
l’impegno assunto dal CapoDipartimento di chiedere conferma all’ARAN del parere
espresso nel 2003 sulla piena
vigenza dell’art. 69 del CCNL
4.8.1995 - per noi assolutamente fuori discussione - sulla
base della quale interloquire
con il MEF per determinare le
condizioni, le modalità e gli
strumenti di “ripristino”, a carico della fiscalità generale, del
compenso regolarmente erogato ai docenti-vicari, fino al
Conclusione obiettivamente
modesta, per non dire deludente, che abbiamo considerato del tutto interlocutoria, attendendo gli esiti dell’impegno assunto dall’Amministrazione di cui abbiamo segnalato ogni possibile urgenza.
Ciò anche perché l’alternativa
ad una positiva soluzione amministrativa non può che consistere nell’attivazione di una più
che legittima e doverosa controversia di lavoro cui forniremmo ogni possibile sostegno.All pages:12345678InfoSaveLikeShareDownloadMorenotiziario-aggiornato-cisl-scuola Published on Sep 13, 2011 Dal 15 settembre consulenze nelle zone “Equità prima di tutto. No a misure punitive per i lavoratori pubblici” RIUNIONE NEOASSUNTI IN RUOLO...See MorejobnotizieFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore