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Timestamp: 2019-04-23 06:03:24+00:00
Document Index: 91432644

Matched Legal Cases: ['art. 82', 'art. 86', 'sentenza ', 'art. 336', 'art. 336', 'art. 86', 'art. 22', 'art. 58', 'art. 319', 'art. 86', 'art. 82', 'art. 22', 'art. 380', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 24', 'art. 58', 'art. 360', 'art. 354', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 58', 'art. 380', 'art. 375', 'art. 204', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 58', 'art. 319', 'art. 22', 'art.82', 'art.23', 'art.86', 'art. 86', 'art. 60', 'art. 86', 'art. 86', 'art. 60', 'art. 86', 'art. 365', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 365', 'art. 86', 'art. 365', 'art. 365', 'art. 86', 'art. 365', 'art. 86', 'art. 86', 'art. 60']

086. (Difesa personale della parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
Codice di procedura civile Libro primo: DISPOSIZIONI GENERALI Titolo III: DELLE PARTI E DEI DIFENSORI Capo II: DEI DIFENSORI 86. (Difesa personale della parte)
Art. 86. (Difesa personale della parte)
Procedimento civile - difesa personale della parte - Qualità di avvocato della parte - Spendita di tale qualità presso il giudice adito - Necessità - Fondamento – Fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 1518 del 21/01/2019 In tema di giudizi in cui è consentita alla parte la difesa personale ex art. 82 c.p.c., è onere dell'interessato, che rivesta la qualità di avvocato, specificare a che titolo intenda partecipare al processo, poiché, mentre la parte che sta in giudizio personalmente non può chiedere che il rimborso delle spese vive sopportate, il legale, ove manifesti l'intenzione di operare come proprio difensore ex art. 86 c.p.c., ha diritto alla liquidazione delle spese secondo la tariffa professionale. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di appello che aveva negato la liquidazione delle spese in base alla summenzionata tabella ad un avvocato che, in una controversia avanti al giudice di pace, non aveva dedotto di volere provvedere alla difesa personale, ma si era limitato a qualificarsi in atti, oltre che con il proprio nome, anche con il titolo professionale). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 1518 del 21/01/2019 ...
Capacita' della persona fisica - rappresentanza e assistenza dell'incapace legale - curatela - curatore e curatore speciale- in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 9 del 03/01/2019 Procedimento ex art. 336 c.c. - Curatore del minore che sia anche avvocato - Cumulo delle due qualifiche - Ammissibilità -Necessità di formale procura a se stesso - procedimento civile - difesa personale della parte Nel procedimento camerale ex art. 336 c.c., il curatore speciale del minore che rivesta anche la qualifica di avvocato può stare in giudizio senza il ministero di altro difensore ai sensi dell'art. 86 c.p.c., potendo cumulare le due qualifiche -che restano, comunque, distinte - e non avendo necessità del formale conferimento a se stesso della procura alle liti. Ne consegue che il compenso per l'attività difensiva svolta non può essergli negato a causa del mancato deposito della procura, né per il fatto che non siano state osservate le formalità di costituzione di cui agli artt. 165 e 166 c.p.c., essendo il procedimento sottoposto alle forme semplificate del rito camerale. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 9 del 03/01/2019 ...
Notificazioni durante il procedimento presso la cancelleria del giudice - Ammissibilità - Condizioni - Limiti - Parte rappresentata da procuratore alla lite operante nella circoscrizione di sua assegnazione - Obbligo di elezione di domicilio presso la sede del giudice - Esclusione - Applicabilità del principio in tema di opposizione ex art. 22 della legge n. 689 del 1981 - Cassazione Civile Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 9096 del 15/04/2013 {tab massima|green}Cassazione Civile Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 9096 del 15/04/2013 L'art. 58 disp. att. cod. proc. civ. - secondo il quale le notificazioni durante il procedimento dinanzi al giudice di pace possono essere validamente eseguite presso la cancelleria dello stesso, ove sia omessa la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio, a norma dell'art. 319, secondo comma, cod. proc. civ., nel comune sede dell'ufficio giudiziario adito - opera unicamente nei confronti della parte che sta in giudizio personalmente; se, invece, la parte è rappresentata da procuratore alla lite (o, come nella specie, si difenda personalmente ai sensi dell'art. 86 cod. proc. civ.), questi, in difetto di prescrizioni al riguardo nello stesso codice di rito ed alla stregua della legge professionale (art. 82 r.d. 22 gennaio 1934, n. 37), è tenuto, ai fini delle notificazioni, ad eleggere domicilio nel luogo ove il giudice ha sede (venendo, in mancanza, considerato elettivamente domiciliato presso la cancelleria di quel giudice) solo quando eserciti il proprio ministero professionale fuori della circoscrizione del tribunale cui è assegnato, e non pure quando operi (in qualunque luogo, e perciò anche in comune diverso da quello sede del tribunale) nell'ambito di detta circoscrizione, nel qual caso le notifiche possono validamente eseguirsi solo presso il suo domicilio risultante dall'albo professionale, secondo le normali regole applicabili in materia. Ne consegue che, alla luce di tali principi, va interpretata altresì la disposizione dell'art. 22, sesto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689 (nella specie, applicabile "ratione temporis"), la quale, allorché l'opponente avverso provvedimento in materia di sanzioni amministrative abbia nominato un procuratore, per le notificazioni e comunicazioni in corso di procedimento rinvia alle modalità stabilite dal codice di procedura civile. {tab integrale|orange}FATTO E DIRITTORilevato che il consigliere designato ha depositato, in data 7 dicembre 2012, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c.:"Con ordinanza adottata all'udienza del 17 marzo 2010, nell'assenza della parte ricorrente, il giudice di pace di Bologna convalidava, nei confronti dell'opponente RDM s.r.l. il provvedimento sanzionatorio impugnato (con ricorso depositato il 18 marzo 2009) costituito dal verbale di accertamento della Polizia provinciale di Bologna del 12 gennaio 2009 - n. 713A/2009. Interposto appello da parte della medesima RDM s.r.l. e nella costituzione dell'ente provinciale appellato, il Tribunale di Bologna, con sentenza n. 238 del 2011 (depositata il 27 gennaio 2011), rigettava il gravame con la condanna dell'appellante alla rifusione delle spese del grado. Avverso la richiamata sentenza di appello (non notificata) ha proposto ricorso per cassazione (consegnato per la notifica il 19 ottobre 2011, notificato il 20 ottobre 2011 e depositato il 27 ottobre 2011) la RDM s.r.l., basato su tre motivi. Si è costituita in questa fase con controricorso l'intimata Provincia di Bologna, che ha instato per l'inammissibilità del ricorso o, in ogni caso, per il suo rigetto.Con il primo motivo la ricorrente la dedotto, ai sensi dell'art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4, l'inosservanza e la violazioni delle norme processuali di cui agli artt. 319, 354, 160 e 170 c.p.c., nonché dell'art. 24 Cost. e dell'art. 58 disp. att. c.p.c., con conseguente applicazione del principio desumibile dagli artt. 159 e 160 c.p.c.. Con il secondo motivo la ricorrente la denunciato - sempre ai sensi dell'art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4 - l'inosservanza e la violazione o falsa applicazione degli artt. 356 e 345 c.p.c..Con il terzo motivo la ricorrente ha, per un verso, prospettato la violazione o falsa applicazione dell'art. 354 c.p.c. e, per altro verso, il vizio di motivazione della sentenza impugnata, congiuntamente alla violazione e falsa applicazione degli artt. 319, 139 e 170 c.p.c., e dell'art. 24 Cost. e art. 58 disp. att. c.p.c.. Ritiene il relatore che, nel caso di specie, sussistono i presupposti per procedere nelle forme di cui all'art. 380 bis c.p.c., comma 1, ravvisandosi le condizioni per pervenire - in relazione al disposto dell'art. 375 c.p.c., n. 5 - alla possibile declaratoria di accoglimento del proposto ricorso per manifesta fondatezza del primo motivo di ricorso, con conseguente assorbimento degli altri. Infatti, per come emerge ex actis, a seguito del deposito in data 18 marzo 2009 (quindi, anteriormente all'entrata in vigore della L. 18 giugno 2009, n. 69) del ricorso in primo grado proposto ai sensi dell'art. 204 bis C.d.S. 1992 (il cui comma 2 richiama, per quanto non diversamente previsto, la disciplina processuale di cui alla L. n. 689 del 1981, artt. 22 e 23, ratione temporis applicabile nella specie), alla successiva udienza di comparizione (fissata con decreto giudiziale depositato il 14 settembre 2009) del 17 marzo 2010, il giudice di pace di Bologna, con ordinanza adottata ai sensi della L. n. 689 del 1981, art. 23, comma 5, ebbe a convalidare il provvedimento opposto, sul presupposto della ritualità dell'instaurazione del contraddittorio, della ingiustificata mancata comparizione dell'opponente e della insussistenza delle condizioni per pervenire, sulla scorta della documentazione allegata, all'accoglimento del ricorso. Il Tribunale di Bologna, in sede di appello, con la sentenza in questa sede impugnata, ha ritenuto infondato il primo motivo di gravame rilevando che la mancata notifica del decreto di fissazione dell'udienza...
Ricercatore scientifico - Impugnazione proposta personalmente davanti al C.N.F. del provvedimento del Consiglio dell'ordine territoriale di rigetto dell'istanza di iscrizione all'albo speciale degli avvocati - Inammissibilità - Sussistenza - Fondamento. E inammissibile il ricorso, proposto personalmente innanzi al Consiglio nazionale forense da un ricercatore scientifico, col quale si censura il provvedimento, emesso dal Consiglio dell'ordine territoriale, di rigetto dell'istanza di iscrizione all'albo speciale degli avvocati; analogamente a quanto disposto in tema di procedimento disciplinare, infatti, la possibilità di proporre ricorso al Consiglio nazionale forense o alle Sezioni Unite della Corte di cassazione da parte di soggetto non iscritto all'albo dei patrocinanti davanti alle giurisdizioni superiori presuppone pur sempre che si tratti di soggetto iscritto almeno all'albo degli avvocati, poiché, in mancanza di tale condizione, il ricorrente è privo dello "ius postulandi" indispensabile per stare in giudizio di persona. Corte Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 20697 del 10/09/2013 ...
Praticante avvocato - Impugnazione proposta personalmente davanti al C.N.F. del provvedimento del Consiglio dell'ordine territoriale di cancellazione dal registro speciale dei praticanti - Inammissibilità - Sussistenza - Fondamento. È inammissibile il ricorso, proposto personalmente dal praticante avvocato al Consiglio nazionale forense, col quale si censura il provvedimento, emesso dal Consiglio dell'ordine territoriale, di cancellazione dal registro speciale dei praticanti a causa dell'interruzione ultrasemestrale della pratica; analogamente a quanto disposto in tema di procedimento disciplinare, infatti, la possibilità di proporre ricorso al Consiglio nazionale forense o alle Sezioni Unite della Corte di cassazione da parte di soggetto non iscritto all'albo dei patrocinanti davanti alle giurisdizioni superiori presuppone pur sempre che si tratti di soggetto iscritto almeno all'albo degli avvocati, poiché, in mancanza di tale condizione, il ricorrente è privo dello "ius postulandi" indispensabile per stare in giudizio di persona. Corte Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 23022 del 07/11/2011 ...
Giudizio davanti al giudice di pace - Costituzione personale dell'opponente - Regime delle notificazioni nei suoi confronti - Disciplina dell'art. 22, commi quarto e quinto, della legge n. 689 del 1981 - Interpretazione - Notificazioni presso la cancelleria del giudice adito - Legittimità - Condizioni. L'art. 58 disp. att. cod. proc. civ. - secondo il quale le notificazioni durante il procedimento dinanzi al giudice di pace possono essere validamente eseguite presso la cancelleria dello stesso, ove sia omessa la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio, a norma dell'art. 319, secondo comma, cod. proc. civ., nel Comune sede dell'ufficio giudiziario adito - opera unicamente nei confronti della parte che sta in giudizio personalmente, alla quale soltanto è riferibile la previsione del suddetto articolo del codice di rito. Lo stesso principio è applicabile anche nel procedimento di opposizione in materia di sanzioni amministrative ai sensi dell'art. 22, commi quarto e quinto, della legge n. 689 del 1981 (ritenuto "in parte qua" costituzionalmente legittimo con ordinanza n. 391 del 2007 della Corte costituzionale), sicchè nel caso in cui l'opponente, costituitosi personalmente, non abbia dichiarato la residenza o eletto domicilio nel Comune in cui ha sede il giudice adito, le notificazioni nei suoi confronti possono essere legittimamente eseguite mediante deposito nella cancelleria del suddetto giudice. Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 9092 del 15/04/2010 ...
Avvocato e procuratore - giudizi disciplinari - impugnazioni – Sez. U, Ordinanza n. 11213 del 08/05/2008
Avvocato sospeso cautelarmente - Mancanza dello "ius postulandi" - Configurabilità - Ricorso al C.N.F. proposto personalmente - Ammissibilità - Esclusion L'avvocato sottoposto a sospensione cautelare dall'esercizio della professione è privo dello "ius postulandi"; pertanto, in considerazione della natura impugnatoria del ricorso al Consiglio nazionale forense avverso la decisione emessa dal locale Consiglio dell'ordine, tale atto è inammissibile ove personalmente proposto dall'avvocato sospeso. Sez. U, Ordinanza n. 11213 del 08/05/2008 ...
Qualità di avvocato della parte - Spendita di tale qualità presso il giudice adito - Necessità - Fondamento. Nei giudizi in cui è consentito alla parte la difesa personale (e cioè nel procedimento dinanzi al giudice di pace, ex art.82 c.p.c., ove il valore della lite sia inferiore al milione di lire, ovvero, senza limite ne' per giudice adito ne' per valore, in caso di opposizione a sanzione amministrativa ex art.23 della legge 689/81), è onere della parte stessa, che riveste anche la qualità di avvocato, specificare a che titolo intenda partecipare al processo, poiché (a prescindere dal profilo fiscale), mentre la parte che sta in giudizio personalmente non può chiedere che il rimborso delle spese vive sopportate, il legale, ove manifesti, appunto, l'intenzione di operare come difensore di sè medesimo ex art.86 c.p.c., ha diritto alla liquidazione delle spese secondo la tariffa professionale. Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 12680 del 09/07/2004 ...
Avvocato e procuratore - consiglio nazionale forense – Corte Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19358 del 17/12/2003
Rappresentanza e difesa personale - Ammissibilità - Condizioni - Ricorso al CNF sottoscritto dal solo praticante avvocato - Inammissibilità - Questione di legittimità costituzionale - Manifesta infondatezza. In tema di procedimento disciplinare a carico di avvocati, la norma generale dell'art. 86 cod. proc. civ. (secondo la quale la parte stessa, se in possesso dei requisiti necessari per esercitare l'ufficio di difensore presso il giudice adito, può stare in giudizio personalmente, senza il ministero di altro difensore) va correlata con le norme speciali previste dall'ordinamento forense e, in particolare, con gli artt. 1, 7 e 33 del regio decreto - legge 27 novembre 1933, n. 1578 e con l'art. 60 del regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37, di talché non è consentito a chiunque svolgere difese ed assumere patrocinio davanti al Consiglio nazionale forense, bensì soltanto ai soggetti cui la legge professionale attribuisce il relativo potere in relazione alle qualità personali che abbiano giustificato in precedenza l'iscrizione nell'albo, soltanto eccezionalmente il ricorso al CNF essendo consentito al professionista interessato non iscritto all'albo speciale, a condizione, tuttavia, che egli sia iscritto nell'albo ordinario, con (eventuale) assistenza di un avvocato iscritto nell'albo speciale. Ne consegue che è inammissibile il ricorso al Consiglio nazionale forense sottoscritto dal solo interessato, praticante avvocato e non avvocato; ne' ciò determina alcun "vulnus" agli artt. 3 e 24 della Costituzione, stante la diversità di posizioni e di disciplina giuridica tra avvocato e praticante, giustificata dalla diversità dei rispettivi titoli professionali e dal percorso per accedervi, ed atteso che l'esigenza di una difesa tecnica, affidata a soggetto in possesso della qualità necessaria per esercitare l'ufficio di difensore con procura presso il giudice adito, risponde allo scopo di assicurare un più efficace esercizio del diritto di difesa. Corte Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19358 del 17/12/2003 ...
Procedimento civile - difesa personale della parte – Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11966 del 08/08/2003
Ammissibilità - Condizioni - Estensione della facoltà al rappresentante della parte stessa. In tema di procedimento civile, l'art. 86 cod. proc. civ., nel contemplare la difesa personale della parte che abbia la qualità necessaria per esercitare l'ufficio di difensore con procura presso il giudice adito, la consente anche alla persona che la rappresenta, quando sia munita di tale qualità. Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11966 del 08/08/2003 ...
Avvocato e procuratore - consiglio nazionale forense – Corte Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 3598 del 12/03/2003
Patrocinio - Relativo esercizio - Requisiti - Rappresentanza e difesa personale - Ammissibilità - Condizioni - Ricorso al CNF sottoscritto dal solo praticante avvocato - Inammissibilità - Questione di legittimità costituzionale - Manifesta infondatezza. In tema di procedimento disciplinare a carico di avvocati, la norma generale dell'art. 86 cod. proc. civ. (secondo la quale la parte stessa, se in possesso dei requisiti necessari per esercitare l'ufficio di difensore presso il giudice adito, può stare in giudizio personalmente, senza il ministero di altro difensore) va correlata con le norme speciali previste dall'ordinamento forense e, in particolare, con gli artt. 1, 7 e 33 del regio decreto - legge 27 novembre 1933, n. 1578 e con l'art. 60 del regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37, di talché non è consentito a chiunque svolgere difese ed assumere patrocinio davanti al Consiglio nazionale forense, bensì soltanto ai soggetti cui la legge professionale attribuisce il relativo potere in relazione alle qualità personali che abbiano giustificato in precedenza l'iscrizione nell'albo, soltanto eccezionalmente il ricorso al CNF essendo consentito al professionista interessato non iscritto all'albo speciale, a condizione, tuttavia, che egli sia iscritto nell'albo ordinario, con (eventuale) assistenza di un avvocato iscritto nell'albo speciale. Ne consegue che è inammissibile il ricorso al Consiglio nazionale forense sottoscritto dal solo interessato, praticante avvocato e non avvocato; ne' ciò determina alcun "vulnus" agli artt. 3 e 24 della Costituzione, stante la diversità di posizioni e di disciplina giuridica tra avvocato e praticante, giustificata dalla diversità dei rispettivi titoli professionali e dal percorso per accedervi, ed atteso che l'esigenza di una difesa tecnica, affidata a soggetto in possesso della qualità necessaria per esercitare l'ufficio di difensore con procura presso il giudice adito, risponde allo scopo di assicurare un più efficace esercizio del diritto di difesa. Corte Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 3598 del 12/03/2003 ...
Procedimento civile - difesa personale della parte – Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 12348 del 22/08/2002
Società di capitali - Rappresentante legale - Avvocato iscritto nell'albo speciale del patrocinanti presso le giurisdizioni superiori - Sottoscrizione del ricorso per Cassazione - Legittimità - Condizioni - Rilascio a sè medesimo della procura alle liti - Necessità - Esclusione - Atto deliberativo abilitante il sottoscrittore del ricorso ad agire quale legale rappresentante e quale difensore dell'ente - Data certa - Necessità - Fondamento - Mancanza - Conseguenze. La disciplina dettata dal codice di rito in tema di difesa personale della parte (art. 86 cod. proc. civ.) va coordinata, in caso di rappresentanza legale di una società di capitali da parte conferita ad un avvocato iscritto nell'albo speciale, con i principi dettati dal medesimo codice con riguardo alla sottoscrizione del ricorso per cassazione (art. 365 cod. proc. civ.), a mente dei quali la procura speciale - ovvero l'atto che consenta di esercitare lo "ius postulandi" - va pur sempre rilasciata successivamente alla pronuncia della sentenza impugnata ed in data anteriore o contemporanea a quella della notificazione del ricorso, con la conseguenza che, qualora questo sia proposto da una società di capitali e sia sottoscritto da un avvocato che cumuli in sè la qualità di rappresentante del rapporto sostanziale dedotto in giudizio e quella di difensore tecnico abilitato dinanzi alle giurisdizioni superiori, è indispensabile, ai fini dell'ammissibilità del gravame, che l'atto deliberativo in forza del quale il sottoscrittore agisce come legale rappresentante della società e, al tempo stesso, come difensore munito di "ius postulandi" senza aver rilasciato - non essendovene la necessità - a sè stesso la procura, sia stato assunto (posteriormente alla pronuncia della sentenza impugnata e) in data anteriore o contemporanea a quella della notifica del ricorso. (Nell'affermare il principio di diritto che precede, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione sottoscritto dal legale rappresentante di una Srl che cumulava in sè tale qualità rappresentativa e quella di avvocato iscritto all'albo speciale dei patrocinanti presso le giurisdizioni superiori, poiché il verbale del consiglio di amministrazione della società, dal quale il predetto ripeteva i suoi poteri sostanziali e processuali, era privo di data certa, il che rendeva impossibile verificare l'anteriorità del conferimento del potere di esercitare lo "ius postulandi" rispetto alla notificazione del ricorso). Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 12348 del 22/08/2002 ...
Ricorso sottoscritto dalla parte personalmente o dal rappresentante sostanziale della parte in quanto iscritti nell'apposito albo - Procura speciale - Necessità - Esclusione. L'art. 365 del cod. proc. civ., che impone che il ricorso per cassazione sia sottoscritto per la parte da difensore munito di procura speciale, non trova applicazione allorquando la stessa parte ricorrente o la persona che agisca per suo conto avendo il potere di rappresentarla sul piano sostanziale hanno la qualità necessaria per esercitare l'ufficio del difensore davanti alla Corte di cassazione ed in tale veste sottoscrivano rispettivamente il ricorso, poiché in tal caso , ai sensi dell'art. 86 cod. proc. civ., non è necessario che essi ricorrano ad altro difensore e si muniscano di procura alle liti per esercitare l'ufficio di difensore, dovendo ,d'altro canto, reputarsi soddisfatto l'interesse preservato dallo stesso art. 365, cioè che l'iniziativa della proposizione del ricorso per cassazione non sia presa dal difensore sulla base di una procura conferita per i precedenti gradi di giudizio, ma dalla parte dopo che le sia stato possibile conoscere il provvedimento da impugnare. Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 11436 del 01/08/2002 ...
Ricorso sottoscritto dalla parte o dal suo rappresentante sostanziale in quanto iscritti nell'apposito albo - Procura speciale - Necessità - Esclusione. L'art. 365 cod. proc. civ, che impone che il ricorso per cassazione sia sottoscritto per la parte da difensore munito di procura speciale, non trova applicazione, allorquando la stessa parte ricorrente o la persona che agisca per suo conto avendo il potere di rappresentarla sul piano sostanziale hanno la qualità necessaria per esercitare l'ufficio di difensore davanti alla Corte di cassazione ed in tale veste sottoscrivano rispettivamente il ricorso, poiché in tal caso, ai sensi dell'art. 86 cod. proc. civ., non è necessario che essi ricorrano ad altro difensore e si muniscano di procura alle liti per esercitare l'ufficio di difensore, dovendo, d'altro canto, reputarsi soddisfatto l'interesse preservato dallo stesso art. 365, cioè che l'iniziativa della proposizione del ricorso per cassazione non sia presa dal difensore sulla base di una procura conferita per i precedenti gradi di giudizio, ma dalla parte dopo che le sia stato possibile conoscere il provvedimento da impugnare (nell'affermare questo principio la Suprema Corte ha, tuttavia, fatto salva - senza peraltro esemplificarla - l'ipotesi in cui la scelta della proposizione del ricorso per cassazione debba eventualmente assumere una forma determinata, in base ad un'altra norma). Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8738 del 26/06/2001 ...
Avvocato e procuratore - consiglio nazionale forense – Corte Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 7399 del 28/07/1998
Rappresentanza e difesa dinanzi al Consiglio - Criteri - Coordinamento della norma di cui all'art. 86 cod. proc. civ. con quelle di cui agli artt. 1,7 e 33 R.D. 1578 del 1933 - Necessità - Conseguenze - Rappresentanza e difesa personale - Ammissibilità - Condizioni - Iscrizione all'albo ordinario - Necessità - Assistenza di un avvocato iscritto all'albo speciale - Facoltà. Avvocato e procuratore - consiglio nazionale forense - Patrocinio - Requisiti. In tema di difesa personale della parte, la norma di cui all'art. 86 cod. proc. civ. (secondo la quale la parte stessa, se in possesso dei requisiti necessari per esercitare l'ufficio di difensore presso il giudice adito, può stare in giudizio personalmente, senza il ministero di altro difensore) va correlata con le norme speciali di cui agli artt. 1, 7 e 33 del R.D.L. 1578 del 1933 e 60 del R.D. 37 del 1934, con la duplice conseguenza che l'esercizio della funzione di avvocato e procuratore non è consentita se non ai soggetti iscritti all'albo professionale, e che la rappresentanza e difesa dinanzi a qualsiasi giudice speciale è consentita soltanto ai soggetti iscritti nell'albo speciale, salvo che norme di legge non dispongano diversamente. In particolare, nel procedimento dinanzi al Consiglio nazionale forense, al professionista non iscritto nell'albo speciale è consentito, in via eccezionale, l'esercizio personale dello "ius postulandi", a condizione che egli risulti, comunque, iscritto nell'albo ordinario, con (l'eventuale) assistenza di un avvocato iscritto nell'albo speciale (art. 60, comma quarto, R.D. 37 del 1934 citato). Corte Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 7399 del 28/07/1998 ...