Source: https://www.welfareforpeople.it/bando-conciliamo-alle-aziende-74-milioni-per-misure-di-conciliazione-e-welfare-aziendale/
Timestamp: 2019-10-23 20:41:39+00:00
Document Index: 77598452

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 9']

Bando #CONCILIAMO. Alle aziende 74 milioni per misure di conciliazione e welfare aziendale. – Welfare for People
di di Redazione 17 Settembre 2019 17 Settembre 2019
Aziende pronte a cogliere l’opportunità? Lo scorso 27 agosto è stato pubblicato il bando #CONCILIAMO con cui il Dipartimento per le politiche della famiglia mette a disposizione 74 milioni di euro per finanziare progetti di conciliazione vita lavoro, misure di flessibilità e di welfare aziendale volte a sostenere i bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie. In particolare, le proposte progettuali dovranno prevedere azioni volte a perseguire uno o più dei seguenti obiettivi (art. 2) quali la crescita della natalità, il riequilibrio tra i carichi di cura tra uomini e donne, l’incremento dell’occupazione femminile, il contrasto all’abbandono degli anziani, il supporto della famiglia in presenza di componenti disabili e la tutela della salute.
Il bando attua, con un po’ di ritardo, le previsioni della Legge di Bilancio 2019, che con l’art. 1, comma 482, lett. n prevedeva che le risorse del Fondo per le politiche della famiglia fossero utilizzate anche per «iniziative di conciliazione del tempo di vita e di lavoro, nonché di promozione del welfare familiare aziendale, comprese le azioni di cui all’articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53». Tale fondo era stato istituito dall’articolo 1 della Legge di Bilancio 2007 (l.n. 296 del 27 dicembre 2006) e disciplinato dai commi 1250, 1251 e 1252; disposizioni che la Legge di Stabilità 2019 è andata a modificare allargando dunque alla possibilità di finanziarvi misure di conciliazione.
Il finanziamento… La richiesta di finanziamento (art. 7, comma 3) non potrà essere inferiore ai 500.000 euro e non superiore a 1.500.000 euro. È necessaria una quota di co-finanziamento (art. 3, comma 2, lett. c) di almeno il 20% del totale dell’importo richiesto (attraverso risorse finanziarie o parimenti attraverso risorse umane, beni e servizi messi a disposizione dai soggetti proponenti quantificabili nella percentuale suddetta). Si tratterà dunque di progetti dal valore minimo complessivo di 600.000 euro.
Possono presentare domanda… imprese e società cooperative con almeno 50 dipendenti a tempo indeterminato sul territorio nazionale (art. 3) ma anche consorzi, gruppi d’impresa e ATS (art. 4) purché il capofila soddisfi il requisito dei 50 dipendenti e che gli altri soggetti aderenti rispettino i requisiti previsti dal bando (art. 3 comma 2).
La scadenza… Il termine per la presentazione delle domande è fissato alla data del 15 ottobre alle ore 12.00 per le modalità di presentazione della domanda si rimanda all’art. 5 del bando.
Criteri di valutazione… Ciascuna proposta verrà valutata rispetto a criteri di innovatività, concretezza, efficacia, economicità e sostenibilità dell’azione.
Quali misure? Gli ambiti su cui si possono concentrare le progettualità sono davvero ampi. Nell’Allegato 3 vengono riepilogate, a titolo esemplificativo, alcune tipologie di azioni ammissibili riguardanti:
Flessibilità oraria: banca del tempo, smart working, part-time, assunzioni a termine, permessi e congedi.
Sostegno della natalità, della maternità e reinserimento delle lavoratrici con esigenze di conciliazione: incentivi alla natalità, specifiche iniziative formative per assenze di lungo periodo.
Interventi e servizi: servizi di istruzione educativi e per l’infanzia.
Flexible benefit e ulteriori misure a sostegno dei dipendenti.
Piani di comunicazione per accrescere consapevolezza sul welfare aziendale.
All’art. 9 si specifica che le proposte progettuali, perseguendo gli obiettivi sociali elencati devono prevedere «la prosecuzione e/o lo sviluppo delle azioni già intraprese e/o l’introduzione di nuove azioni di welfare aziendale». Nel primo caso occorre però specificare nella domanda che si tratta di un proseguimento di azioni già avviate che dovranno necessariamente concludersi prima dell’inizio del finanziamento.
Le progettualità potranno essere sviluppate anche attraverso l’attivazione di reti con enti territoriali, aziende e parti sociali, ovvero partenariati e altri sistemi di partecipazione integrata di soggetti pubblici e privati
I destinatari… sono i lavoratori e le lavoratrici a tempo indeterminato e determinato del soggetto proponente (inclusi part-time e dirigenti) ma possono beneficiarne anche i soci lavoratori delle società cooperative, i lavoratori in somministrazione e i co.co.co purché la natura e la modalità di esecuzione del lavoro siano compatibili con la tipologia e la durata delle misure realizzate.
La durata… Le azioni progettuali dovranno avere una durata fissata in 24 mesi (art. 9, comma 5) periodo in cui non rientrano le attività di rilevazione dati e le attività di studio finalizzate alla redazione del progetto.
Il bando rappresenta un’opportunità sia per le aziende che vogliano rafforzare il percorso intrapreso a sostegno della conciliazione vita-lavoro per i propri dipendenti sia per coloro che invece, sino a ora, si sono limitati a guardare la materia, se pur con interesse, più da lontano. Tuttavia, la soglia dei 50 dipendenti e i minimi stabiliti per il finanziamento rendono sicuramente più difficile l’accesso al bando per le imprese meno strutturate. Queste infatti potrebbero beneficiare delle risorse stanziate solo presentando un progetto come soggetto collettivo insieme a un capofila che rispetti tale requisito. Ad ogni modo, l’ampio ventaglio di misure potenzialmente rientranti nella proposta progettuale conferma un approccio multi-sfaccettato al tema della conciliazione volto a integrare misure di flessibilità organizzativa, formazione (a fronte di per assenze di lungo periodo), con altre più tipicamente riconducibili a servizi di welfare aziendale in senso stretto. Sono infatti proprio la complementarità e l’integrazione che il bando riconosce a tutte queste misure, messe di fatto sullo stesso piano, gli aspetti più interessanti da sottolineare, a conferma di una visione di più ampio raggio rispetto all’eterogeneità degli strumenti con cui è possibile sostenere i bisogni sociali dei lavoratori.
di di Maria Sole Ferrieri Caputi 3 Maggio 2019 3 Maggio 2019