Source: http://docplayer.it/1109520-Regolamento-di-istituto.html
Timestamp: 2016-10-25 16:16:11+00:00
Document Index: 158165139

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 27', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 42', 'art. 15', 'art. 15', 'art.9']

⭐REGOLAMENTO DI ISTITUTO
Biaggio Timoteo Silvestri
1 REGOLAMENTO DI ISTITUTO T I T O L O P R I M O: ORGANI DELL ISTITUZIONE SCOLASTICA E ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE PARTE PRIMA: ORGANI ISTITUZIONALI Pag. 1 ART. 1 ATTI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO Pag. 1 ART. 2 DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE SUGLI O.O.C.C. Pag. 1 ART. 3 ART. 4 PUBBLICITÀ DEGLI ATTI Pag. 2 ORGANI COLLEGIALI ISTITUZIONALI Pag. 3 A) Consigli di interclasse/intersezione Pag. 3 B) Collegio dei docenti Pag. 3 C) Consiglio di Circolo Pag. 4 D) Giunta esecutiva Pag. 4 E) Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti Pag. 4 ART. 5 F) Gruppo di lavoro per l integrazione degli alunni diversamente abili Pag. 5 D.S.G.A. E ASSEMBLEA DEL PERSONALE A.T.A. Pag. 5 PARTE SECONDA: ALTRI ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE Pag. 5 ART. 6 INCONTRI SCUOLA/FAMIGLIE Pag. 5 ART. 7 ASSEMBLEE DEI GENITORI Pag. 6 TITOLO SECONDO: ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA PARTE PRIMA: ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI Pag. 6 ART. 8 ART. 9 ART. 10 ART. 11 ART. 12 ISCRIZIONE DEGLI ALUNNI ALLA SCUOLA DELL INFANZIA E PRIMARIA Pag. 6 CRITERI DI PRIORITA PER L AMMISSIONE ALLA SCUOLA DELL INFANZIA CRITERI DI PRIORITA PER L AMMISSIONE ALLA FREQUENZA DELLE CLASSI A TEMPO PIENO CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE SEZIONI DI SCUOLA DELL INFANZIA CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI DI SCUOLA PRIMARIA Pag. 7 Pag. 7 Pag. 8 Pag. 82 PARTE SECONDA: ATTIVITÀ DIDATTICHE Pag. 9 ART. 13 ART. 14 ART. 15 ART.16 ART.17 ART.18 ART.19 ART.20 ART. 21 ART. 22 ART. 23 ART. 24 ART. 25 ART. 26 ART. 27 ART. 28 ART.29 ART. 30 ART. 31 ART.32 ART. 33 ART. 34 ART. 35 ART. 36 ART. 37 ART. 38 ORARI DI FUNZIONAMENTO DELLE ATTIVITA Pag. 9 VIGILANZA SUGLI ALUNNI Pag. 9 INGRESSO ALUNNI Pag. 9 INTERVALLO USCITA ALUNNI ASSENZE E DIMISSIONI DALLA SCUOLA DELL INFANZIA GIUSTIFICAZIONE ASSENZE SCUOLA PRIMARIA COMPITI E LEZIONI ALIMENTI PORTATI A SCUOLA DAI BAMBINI IGIENE SOMMINISTRAZIONE FARMACI CRITERI PER L ORGANIZZAZIONE DI ATTIVITÀ DIDATTICHE FINANZIATE CON IL CONTRIBUTO DELLE FAMIGLIE BIBLIOTECA DI CIRCOLO ATTIVITÀ SCOLASTICHE CON INTERVENTO DI ESPERTI ACCESSO DEI GENITORI ALLA SCUOLA ACCESSO DI ESTRANEI ALLA SCUOLA ORARIO DI DIREZIONE E UFFICIO DI SEGRETERIA DIFFUSIONE DI MATERIALE INFORMATIVO NELLE SCUOLE PARTECIPAZIONE A CERIMONIE RELIGIOSE, LUTTI, MANIFESTAZIONI VESTIARIO USO DEL CELLULARE USO DEI FOTOCOPIATORI MOSTRE, SPETTACOLI, FESTEGGIMENTI USO DEI LOCALI E DELLE ATTREZZATURE SCOLASTICHE RAPPORTI SCUOLA TERRITORIO VISITE GUIDATE E VIAGGI D ISTRUZIONE Pag.10 Pag.10 Pag.10 Pag.10 Pag.10 Pag.11 Pag.11 Pag.11 Pag.11 Pag.12 Pag.12 Pag.12 Pag.12 Pag.12 Pag.13 Pag.13 Pag.13 Pag.13 Pag.13 Pag.14 Pag.14 Pag.14 Pag.143 ART.39 FOTOGRAFIE SCOLASTICHE Pag.15 TITOLO TERZO: REGOLAMENTO DISCIPLINARE E REGOLAMENTO DI SICUREZZA PARTE PRIMA: REGOLAMENTO DISCIPLINARE Pag.15 ART.40 NORME DISCIPLINARI DIRITTI DOVERI Pag.15 DIRITTI Pag.16 DOVERI Pag.16 PARTE SECONDA: REGOLAMENTO DI SICUREZZA ART.41 COMPORTAMENTI DEGLI ALUNNI NON AMMESSI ART.42 SANZIONI Pag.17 Pag.17 Pag.17 DISPOSIZIONI FINALI ART.43 PUBBLICIZZAZIONE Pag.18 ART.44 MODIFICHE AL REGOLAMENTO Pag.184 DIREZIONE DIDATTICA SAVIGLIANO 1 CIRCOLO REGOLAMENTO DI CIRCOLO PREMESSA Il presente regolamento è espressione dell'autonomia dell istituto, sancita dall art. 117 della Costituzione e disciplinata dal DPR 275/1999 e dal DI 44/2001. T I T O L O P R I M O ORGANI DELL ISTITUZIONE SCOLASTICA E ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE PARTE PRIMA: ORGANI ISTITUZIONALI ART. 1 ATTI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO 1- Il Dirigente Scolastico esercita le funzioni previste dalle norme giuridico-contrattuali attraverso atti formali e informali. Gli atti del dirigente scolastico, unitamente alle deliberazioni di cui al successivo art. 3, sono espressione e presupposto dell autonomia dell istituzione scolastica. 2- Gli atti formali del dirigente scolastico sono costituiti dalle tipologie che seguono: a. Decreti: atti mediante i quali sono istituiti o modificati stati giuridicamente rilevanti. b. Direttive e disposizioni di servizio: atti mediante i quali sono indicate linee di condotta interne. c. Avvisi, informative, comunicazioni, richieste, lettere di trasmissione ecc; atti, rivolti ai soggetti interni ed esterni con cui si portano a conoscenza degli interessati atti, obblighi, fabbisogni, procedure, scadenze, eventi ecc. d. Atti amministrativi ordinari. 3- Gli atti formali hanno sempre la natura di documento scritto. 4- Gli atti informali, scritti o orali, comprendono le istruzioni operative, accordi, documenti istruttori e ogni altra disposizione volta alla buona finalizzazione delle norme generali, del presente regolamento, degli atti di cui al precedente comma 2 e delle deliberazioni degli organi collegiali. Tutti i destinatari e i soggetti a vario titolo implicati sono vincolati al rispetto degli atti legittimi del dirigente scolastico. ART. 2 DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE SUGLI O.O.C.C. 1- Le decisioni degli OO.CC., ove non diversamente specificato, sono costituite da deliberazioni; la deliberazione dell organo collegiale costituisce atto formale di manifestazione di volontà giuridicamente efficace dell istituzione scolastica. 2- Tutti sono vincolati al rispetto delle deliberazioni legittime degli OO.CC. d'istituto. 3- Il dirigente scolastico assicura la regolare applicazione delle deliberazioni degli OO.CC. d Istituto. 4- Ciascuno degli Organi Collegiali programma le proprie attività nel tempo, in rapporto alle proprie competenze, allo scopo di realizzare - nei limiti del possibile - un ordinato svolgimento delle attività stesse, raggruppando in date prestabilite, in linea di massima, la discussione di argomenti su cui sia possibile prevedere con certezza la necessità di adottare decisioni, proposte o pareri. 5- Le sedute degli OO.CC. si svolgono a seguito di convocazione sulla base di un ordine del giorno (OdG). La convocazione è firmata dal presidente ed è diramata, a cura dell ufficio di segreteria, almeno 5 giorni prima rispetto alla data della riunione. La convocazione riporta data, orario e luogo della convocazione e OdG. 6- In caso di motivata urgenza la comunicazione può avvenire nelle 24 ore precedenti la riunione. 7- L OdG può essere modificato in corso di seduta alle seguenti condizioni: a. modifica della sequenzialità: su proposta di un membro dell organo, può essere disposta con voto a maggioranza dell organo medesimo;5 b. inserimento di nuovi punti: può essere disposta all unanimità dei presenti; c. ritiro di uno o più punti: disposta dal presidente; d. mozione d ordine: ciascun membro dell organo può sollevare, prima della discussione, una questione pregiudiziale relativa al punto trattato e richiederne il rinvio. Sulla mozione l organo si pronuncia a maggioranza. 8- Le funzioni di segretario degli OO.CC. d istituto comprendono i compiti di: verbalizzazione. 9- Il segretario verbalizzante riporta in forma sintetica le operazioni dell organo e le conseguenti deliberazioni; i membri dell'organo interessati ad una fedele trascrizione delle proprie manifestazioni di pensiero debbono farne espressa richiesta al segretario precisandone oralmente o per iscritto i contenuti. 10- La verbalizzazione può essere effettuata direttamente nel corso della seduta (seduta stante) ovvero successivamente (verbalizzazione differita), sulla base di appunti presi durante la seduta. La verbalizzazione seduta stante viene sottoscritta da tutti i membri presenti; nel caso di verbalizzazione differita il verbale dovrà essere approvato dall organo collegiale in una seduta successiva; in tal caso è firmato dal presidente e dal segretario. 11- La verbalizzazione seduta stante è obbligatoria in occasione degli scrutini quadrimestrali, degli esami o quando sia disposta la sanzione disciplinare dell allontanamento dalla comunità scolastica ai sensi dell art. 4 del DPR 249/1998 come modificato dal DPR 235/ Nel caso in cui i lavori dell organo si protraggano in modo tale da impedire il necessario approfondimento degli argomenti, il presidente può aggiornare la seduta a data successiva; la data e l orario dell aggiornamento sono approvati a maggioranza. 13- Ove, dopo la terza votazione, non si raggiunga la predetta maggioranza, la data e l orario sono decisi dal presidente. 14- L aggiornamento può essere deciso anche in presenza di situazioni che turbino il regolare svolgimento dei lavori. 15- Il verbale riporta i predetti aggiornamenti e le relative motivazioni. 16- Il presidente può autorizzare, in presenza di validi motivi, l ingresso posticipato o l uscita anticipata di un membro dell organo; in tal caso il membro medesimo figura nell elenco dei presenti; in nessun momento il numero dei presenti deve essere inferiore al numero legale richiesto. 17- Tutti i membri dell organo hanno diritto di parola; il presidente può stabilire un tempo massimo a disposizione per ciascun intervento. 18- Il Dirigente Scolastico può invitare alle sedute degli OOCC personale esterno esperto in particolari settori, su proposta di uno o più dei membri dell Organo stesso. Gli esperti partecipano alla riunione per il tempo necessario alla trattazione dei relativi punti all OdG con diritto di parola. 19- Ove non vincolato da norme specifiche, l organo stabilisce le modalità di espressione del voto. Lo scrutinio segreto è obbligatorio nei casi in cui l oggetto della votazione contenga riferimenti diretti o riconducibili a persone. Il suddetto obbligo non si applica nei casi di dati conoscibili da chiunque. 20- I membri elettivi hanno la facoltà di dimettersi dall organo; in tal caso dovrà essere prodotta specifica istanza indirizzata all organo e da questo discussa e ratificata. L organo ha l obbligo di richiedere il ritiro dell istanza da parte del richiedente; una volta approvata, la dimissione non è più revocabile. 21- Tutti i membri sono vincolati dal segreto in relazione ai dati personali trattati. ART. 3 PUBBLICITÀ DEGLI ATTI 1- La pubblicità degli atti del Consiglio di Circolo, disciplinata dall'art. 27 del D.P.R. 31/5/1974, n. 416, deve avvenire mediante affissione in apposito Albo della copia integrale- sottoscritta ed autenticata nelle forme di Legge - del testo delle deliberazioni adottate dal Consiglio stesso. 2- L'affissione all'albo deve avvenire entro il termine massimo di 15 giorni dalla relativa seduta del Consiglio. 3- La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo di dieci giorni. 4- I verbali e tutti gli altri scritti preparatori sono depositati nell'ufficio di Segreteria del Circolo e - per lo stesso periodo - sono esibiti a chiunque ne faccia richiesta. 5- La copia delle deliberazioni da affiggere all'albo è consegnata al Dirigente Scolastico dal D.S.G.A. del Circolo; il Dirigente Scolastico ne dispone l'immediata affissione e attesta in calce ad essa la data di affissione.6 6- Non sono soggetti a pubblicazione gli Atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell'interessato. 7- In casi di presenza di dati personali l atto viene consegnato espunto delle parti che consentano, direttamente o indirettamente, di risalire a dati personali di terzi; la predetta disposizione non si applica: a. ai dati personali conoscibili da chiunque; b. ai genitori/ affidatari in relazione ai dati dei propri figli. 8- Nel caso di richiesta volta ad ottenere l accesso a dati personali di terzi, questi devono essere informati, a cura del richiedente, della richiesta, delle relative motivazioni e delle modalità di trattamento, al fine dell esercizio dei diritti di cui all art. 7 del D.L.vo 196/2003. ART. 4 ORGANI COLLEGIALI ISTITUZIONALI A) Consigli di interclasse/intersezione 1- Il numero dei rappresentanti dei genitori eletti in ciascun consiglio di interclasse/intersezione deve essere sempre quello previsto dalle norme vigenti, anche quando ottengano voti un numero inferiore di genitori. 2- Il Consiglio di Interclasse/Intersezione si insedia all inizio di ciascun anno scolastico. 3- La convocazione dei consigli di classe/interclasse/intersezione è disposta dal dirigente, o suo delegato, mediante: a- comunicazione interna per il personale docente; b- convocazione individuale per i rappresentanti ai genitori. 3- Nel caso in cui le sedute siano state puntualmente calendarizzate all inizio dell anno scolastico e il calendario opportunamente comunicato, la convocazione del personale docente mediante comunicazione interna può essere omessa. 4- La seduta del consiglio di interclasse/intersezione, di norma, è articolata in due fasi: una prima fase con la presenza dei soli docenti, destinata alle operazioni di cui al comma 6 dell art. 5 del D.L.vo 297/1994; una seconda fase, con la presenza dei rappresentanti dei genitori, nella quale viene trattato l andamento ed il profilo generale della classe/sezione. 5- Nella fase con la presenza dei rappresentanti dei genitori è fatto divieto di comunicare dati personali di alunni, genitori e insegnanti; tale divieto non si applica ai dati conoscibili da chiunque. 6- Quando l O.d.G. comprende adempimenti esclusivamente di carattere valutativo o relativi all irrogazione di sanzioni disciplinari a carico degli alunni, il consiglio è convocato con la sola presenza dei docenti. 7- La funzione di presidente è svolta dal dirigente scolastico o da un suo delegato membro del consiglio. Il presidente partecipa alle votazioni e concorre alla formazione delle maggioranze, ovvero delle minoranze, nelle deliberazioni; in caso di parità dei voti prevale il voto del presidente. 8- Il calendario, anche di massima, delle convocazioni viene determinato all inizio di ciascun anno scolastico nel piano annuale delle attività funzionali all insegnamento; nel piano viene anche determinata la durata complessiva di ciascuna seduta e le frazioni destinate alle due fasi di cui al precedente comma In aggiunta alle convocazioni stabilite nel piano annuale possono essere disposte convocazioni straordinarie per esigenze sopravvenute, per l irrogazione di sanzioni disciplinari a carico degli alunni o su richiesta scritta e motivata della maggioranza della componente docente o della componente dei genitori. B) Collegio dei docenti 1- Il Collegio dei Docenti si insedia all inizio di ciascun anno scolastico. 2- La convocazione del collegio dei docenti è disposta dal dirigente scolastico mediante comunicazione interna. 3- Il collegio dei docenti è presieduto dal dirigente scolastico; il dirigente scolastico indice le votazioni deliberative ma non partecipa alla votazione In aggiunta alle sedute ordinarie possono essere disposte sedute straordinarie, al di fuori dei limiti orari contrattuali, quando questo venga richiesto: - da almeno 1/3 dei membri; - dalla RSU d istituto, anche a maggioranza.7 5- La convocazione straordinaria è obbligatoria anche tutte le volte in cui ricorrano situazioni d urgenza, in coincidenza di eventi aventi ricadute rilevanti per la vita della scuola. 6- Il collegio dei docenti può articolarsi al suo interno in gruppi di lavoro, dipartimenti e commissioni. 7- Ai gruppi di lavoro viene delegata la fase istruttoria e preparatoria alle deliberazioni di competenza dell organo. 8- La funzione di segretario verbalizzante è attribuita a uno dei due docenti collaboratori. C) Consiglio di Circolo 1- La prima convocazione del consiglio di Circolo successiva alla nomina dei relativi membri, è disposta dal dirigente scolastico. 2- Nella prima seduta il consiglio è presieduto dal dirigente scolastico ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori membri del consiglio stesso, il proprio presidente. 3- L'elezione ha luogo a scrutinio segreto; viene eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti ovvero la maggioranza relativa nel caso non sia stata raggiunta la maggioranza assoluta nella prima votazione e siano presenti alla seduta almeno la metà più uno dei componenti. A parità di voti è eletto il più anziano di età. 4- Il consiglio può deliberare di eleggere anche un vice presidente da votarsi fra i genitori eletti con le medesime modalità previste per l'elezione del presidente. 5- in caso di assenza del presidente la presidenza è assunta dal vicepresidente; in caso di assenza contemporanea di presidente e vicepresidente la presidenza è assunta dal genitore più anziano. 6- Il consiglio di circolo/istituto è convocato dal presidente. Il presidente dispone la convocazione: a) di propria iniziativa; b) su richiesta: del presidente della giunta esecutiva; della maggioranza dei membri. 7) La convocazione è disposta, tramite l ufficio di segreteria, con comunicazione individuale. 8) Tutti gli atti relativi agli argomenti dell OdG devono essere disponibili, a richiesta dei membri dell organo collegiale, almeno 24 ore prima dell orario di convocazione, presso l ufficio di segreteria. 9) Le deliberazioni del consiglio d istituto, a cura del segretario verbalizzante, sono affisse all albo della scuola. Ove non sia espressamente richiesto dagli interessati, l affissione non si effettua in caso di atti contenenti dati personali. 10) Le sedute del Consiglio d'istituto sono, ai sensi dell' art. 42 del TU, sino a capienza dei locali, aperte agli elettori delle varie componenti ivi rappresentate, per le parti dell'ordine del giorno che non contengano riferimenti o dati personali. 11) Il pubblico presente non ha facoltà di intervenire. D) Giunta esecutiva 1- Il Consiglio di Circolo elegge nel suo seno la Giunta Esecutiva. 2- Della stessa fanno parte di diritto: il Dirigente Scolastico, che la presiede ed ha la rappresentanza del Circolo, ed il Direttore dei Servizi Generali Amministrativi, che vi svolge anche le funzioni di segretario. 3- Sono membri elettivi: un docente, due rappresentanti dei genitori e un non docente, che devono essere eletti a maggioranza assoluta. 4- Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, i componenti vengono eletti a maggioranza relativa, sempre che siano presenti alla seduta almeno la metà più uno dei componenti in carica. 5- La GE si riunisce, di norma, antecedentemente al Consiglio di Circolo. E) Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti 1- Il Comitato per la Valutazione del Servizio degli Insegnanti viene eletto dal Collegio dei Docenti all inizio di ciascun anno scolastico. 2- Il comitato è convocato dal dirigente scolastico: 3- alla conclusione dell'anno scolastico per procedere alla valutazione del periodo di formazione e prova degli insegnanti; 4- ogni qualvolta se ne presenti la necessità.8 5- F) Gruppo di lavoro per l integrazione degli alunni diversamente abili 1- La componente docente del Gruppo di studio e di Lavoro (GLH) di cui all' art. 15 della L. 104/92 è individuata dal collegio dei docenti all inizio di ciascun anno scolastico; del gruppo fanno obbligatoriamente parte i docenti specializzati di sostegno e almeno un docente di ciascuna classe/sezione che accoglie alunni diversamente abili. 2- Del gruppo fa parte anche il Dirigente Scolastico. 3- Può essere invitato a partecipare al gruppo un rappresentante dei genitori degli alunni in situazione di handicap nelle riunioni in cui vengono trattati temi di interesse generale e non relativi a singoli alunni. 4- Il GLH è presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato, la funzione di segretario verbalizzante è attribuita dal presidente ad un docente specializzato di sostegno. 5- La convocazione del GLH è disposta dal dirigente mediante: a- comunicazione interna per il personale docente; b- convocazione individuale per i rappresentanti esterni. 5- Nella convocazione è riportato l ordine del giorno. 6- Il GLH si riunisce ordinariamente almeno due volte l anno, all inizio ed al termine dell anno scolastico. ART. 5 D.S.G.A. E ASSEMBLEA DEL PERSONALE A.T.A. 1- Il DSGA, nell ambito degli indirizzi stabiliti dal DS, è autonomo nella organizzazione dei servizi di segreteria e generali. 2- Il DSGA predispone l organigramma dell ufficio di segreteria e il piano annuale per le attività del personale A.T.A. 3- Il DSGA, sentito il Dirigente Scolastico, può emanare specifici regolamenti relativi all accesso agli uffici di segreteria e all uso di strumenti quali telefono, fax, fotocopiatrice ecc. 4- E istituita l assemblea del personale A.T.A.; l assemblea è presieduta dal dirigente scolastico o, in sua assenza dal D.S.G.A.; la convocazione è disposta congiuntamente dal dirigente scolastico e dal D.S.G.A. 5- L assemblea si riunisce ordinariamente all inizio dell anno scolastico e tutte le volte in cui è richiesto: a. dal Dirigente Scolastico; b. dal D.S.G.A.; c. da almeno un terzo del personale A.T.A.; d. dalla R.S.U., anche a maggioranza. Nell ambito dell assemblea vengono stabiliti e concordati gli impegni e gli incarichi ordinari e specifici e le disposizioni riguardanti lo svolgimento del servizio da parte del personale in parola. PARTE SECONDA: ALTRI ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE ART. 6 INCONTRI SCUOLA/FAMIGLIE 1. Ad inizio anno scolastico il Consiglio di Circolo stabilisce le modalità e i criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie, sulla base delle proposte del Collegio dei Docenti. 2. Gli incontri tra docenti e genitori saranno strutturati: a)per assemblee di sezione, classe o modulo per l'informazione e la conoscenza degli obiettivi trasversali di progetti educativi e didattici e per la trattazione di argomenti di interesse generale. b)a livello individuale (con frequenza bimestrale per la scuola primaria, due volte all anno per la scuola dell infanzia) per informare i genitori sull'andamento e sugli esiti dei processi di apprendimento, nonché per acquisire dalle famiglie dati e informazioni utili sui bambini. c)colloqui straordinari possono essere richiesti e concordati tra genitori ed insegnanti, al di fuori dei tempi prestabiliti, per situazioni di emergenza.9 3- Non è consentito ai genitori degli alunni avere colloqui con i docenti durante l'orario di lezione. 4- I tempi da destinare ai colloqui individuali saranno definiti dal Collegio dei docenti in relazione alle esigenze di ciascun plesso e classe. 5- I colloqui tra genitori e dirigente devono avvenire su appuntamento; le problematiche relative al rendimento o al comportamento scolastico dei figli devono essere trattate prioritariamente con i docenti interessati. ART. 7 ASSEMBLEE DEI GENITORI 1- Le assemblee dei genitori possono essere di sezione, di classe o di circolo, a norma dell' art. 15 del TU. 2- la richiesta di assemblea straordinaria deve essere presentata al Dirigente Scolastico almeno cinque giorni prima della data prevista per la riunione, rendendone nota la data e l'ordine del giorno; 3- la concessione viene accordata subordinatamente alla disponibilità dei locali e soltanto quando sia assicurata la presenza di almeno un collaboratore scolastico, sempre fuori dall'orario delle lezioni. 4- il richiedente si assume per iscritto ogni responsabilità in ordine all'igiene, alla sicurezza e alla salvaguardia del patrimonio e per eventuali danni che dall'uso dei locali possano derivare a persone o cose, esonerando il Direttore Didattico da ogni e qualsiasi responsabilità per i danni stessi. 5- Il Dirigente Scolastico, ove ne ravvisi la necessità o su richiesta dei docenti, può promuovere la convocazione di assemblee di genitori. T I T O L O S E C O N D O ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA PARTE PRIMA: ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI ART. 8 ISCRIZIONE DEGLI ALUNNI ALLA SCUOLA DELL INFANZIA E PRIMARIA 1. Le iscrizioni dei bambini alla scuola dell infanzia e primaria si svolgono secondo le disposizioni previste dalla C.M. n. 400 del e successive modifiche ed integrazioni. 2. L'iscrizione è presentata alla Direzione della scuola di appartenenza (di norma, la più vicina alla residenza del bambino). 3. Possono essere accettate domande presso scuole diverse da quella di competenza, compatibilmente con la disponibilità di strutture ricettive. 4. Le iscrizioni alla classe prima della scuola a tempo pieno sono aperte a tutti, compatibilmente con la capienza dei locali scolastici ed il personale in organico. 5. I tempi e le modalità per l iscrizione alla scuola primaria e la documentazione richiesta vengono tempestivamente comunicati alle famiglie degli alunni nati nell anno di riferimento tramite lettera individuale, in accordo con il Comune ed il II Circolo Didattico. 6. I tempi e le modalità per l iscrizione alla scuola d Infanzia vengono pubblicizzati attraverso i giornali locali in accordo con il II Circolo Didattico. 7. La facoltà di provvedere all'istruzione dei bambini obbligati, direttamente o per mezzo di scuola privata, deve essere esercitata entro il termine delle iscrizioni dandone ogni anno comunicazione scritta al Dirigente Scolastico. 8. Le eventuali liste di attesa verranno formate in base ai criteri dei successivi art.9. (scuola dell Infanzia) e art..10 (Scuola Primaria).10 9. La lista d attesa viene formata dalla Giunta del Consiglio di Istituto e resa pubblica tramite affissione all albo della scuola nei modi e tempi definiti per ciascun anno scolastico. I reclami potranno essere presentati entro 5 giorni dalla data di pubblicazione. 10. In caso di parità, viene effettuato un sorteggio alla presenza dei genitori interessati previa comunicazione. ART. 9 CRITERI DI PRIORITÀ PER L AMMISSIONE ALLA SCUOLA DELL INFANZIA In caso di eccedenza delle domande di frequenza in rapporto ai posti disponibili, si adottano i sottoriportati criteri di priorità: 1)priorità per le domande presentate nei temini previsti 2) precedenza assoluta dei già frequentanti; 3) provenienza dal Comune di residenza, o, in particolari casi, dal consueto bacino di utenza proprio dell'ordine scolastico successivo; 4) soggetti portatori di handicap - riconosciuti; 5) alunni nuovi iscritti all ultimo anno di frequenza; 6) orfani di entrambi i genitori; 7) alunno proveniente da nucleo familiare con un solo genitore (per vedovanza, ragazze-madri, separazioni) 8) prolungata assenza di uno dei genitori dalla sede domestica, con stato di deprivazione del minore; 9) situazioni di rilevante deprivazione socio culturale, certificata dai Servizi Sociali; 10) alunni nuovi iscritti con fratello già frequentante e ancora iscritto alla medesima sede nel successivo anno scolastico; 11) impegno lavorativo di entrambi i genitori; 12) provenienza da Comuni sprovvisti di Scuola dell Infanzia Statale, con applicazione per detti casi, dei criteri recepiti nei punti sopra riportati 13) casi particolari saranno soggetti alla valutazione discrezionale del Dirigente Scolastico. A parità di condizioni si procede per sorteggio per anno di nascita al fine dell individuazione degli ammessi. ART. 10 CRITERI DI PRIORITÀ PER L AMMISSIONE ALLA FREQUENZA DELLE CLASSI A TEMPO PIENO A TEMPO PIENO 1) Priorità nell'accettazione degli alunni residenti per i quali è stata presentata la richiesta di iscrizione entro i termini temporali indicati dalla Direzione Didattica; 2) priorità, nell'ambito dei richiedenti in tempi regolari, dei soggetti portatori di handicap fisico o psicofisico, alla condizione che il servizio di N.I. dell'asl di residenza espliciti per l'alunno in questione quanto segue indicato: a) assenza di controindicazioni per la permanenza dell'alunno nella scuola per complessive ore 8 quotidiane; 3) nuclei familiari con un unico genitore (per separazione, vedovanza, ragazze-madri, etc...): punti 8 + punti 1 per ciascun figlio minorenne; 4) nuclei familiari con entrambi i genitori impegnati in attività lavorativa a tempo pieno (situazione documentabile) (1): punti 5 + punti 1 per ciascun figlio minorenne; 5) nuclei familiari con uno dei genitori impegnato in attività lavorativa a tempo pieno e l'altro a tempo parziale (situazione documentabile) (1): punti 3 + punti 1 per ciascun figlio minorenne;11 6) nuclei familiari con un solo genitore impegnato in attività lavorativa (situazione documentabile) (1): punti 2 + punti i per ciascun figlio minorenne; 7) nuclei familiari con figli che per l'anno richiesto già risultino frequentanti sezioni di scuola a tempo pieno: punti 1 per ciascun figlio; 8) i reclami potranno essere presentati entro 5 giorni dalla data di pubblicazione della graduatoria provvisoria all'albo della scuola sede di direzione didattica; A parità di punteggio, si farà ricorso al sorteggio, presenti gli interessati. Situazioni di eccezionale gravità potranno essere oggetto di valutazione discrezionale a carattere straordinario da parte della Giunta Esecutiva, cui vengono demandati i compiti dell'esame delle richieste d'iscrizione pervenute, la pubblicazione della graduatoria degli alunni accolti, la trattazione degli eventuali reclami e la decisione sui medesimi. (1) Documentazione "status" dei liberi professionisti: per quanti esercitino la libera professione si richiede adeguata documentazione tramite produzione di fotocopia d'iscrizione ad albi, collegi, ordini professionali vari abbinata a fotocopia del n di attribuzione della partita IVA ovvero mediante autocertificazione. ART. 11 CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE SEZIONI DI SCUOLA DELL INFANZIA 1- Sarà evitata, nell'assegnazione dei bambini alle diverse sezioni, qualsiasi distinzione in base alla condizione etnica, religiosa e sociale delle famiglie degli alunni. 2- Sulla base dei dati di osservazione acquisiti e considerando l esigenza dei bambini di avere dei punti di riferimento precisi per il primo ingresso istituzionale nel gruppo dei pari, il Dirigente Scolastico procede alla composizione nominativa delle sezioni, tenendo conto di: a. equa composizione numerica degli alunni b. equa distribuzione dei maschi e delle femmine c. In base agli elementi raccolti vengono formate sezioni eterogenee al loro interno e, per quanto possibile, omogenee tra di loro. 3- Inoltre, in base all età e al numero dei bambini già frequentanti e dei nuovi iscritti, si valuta, caso per caso, la possibilità di organizzare sezioni omogenee o eterogenee per età. 4- La composizione delle sezioni sarà resa pubblica mediante affissione all albo nei primi giorni di settembre e comunque prima dell inizio della frequenza scolastica. 5- Stando ai risultati di numerose e qualificate ricerche in ambito educativo e scolastico a livello mondiale, eventuali alunni gemelli verranno preferibilmente inseriti in sezioni diverse, per dar modo ad ogni individuo di seguire un proprio percorso autonomo di sviluppo e di crescita. 6- Lo stesso principio educativo sarà seguito anche in caso di fratelli o sorelle. 7- Casi particolari (es. segnalazione dei servizi sociali, alunni disabili, bambini di 5 anni trasferiti in corso d anno) saranno valutati dal Dirigente Scolastico sentiti gli insegnanti del plesso per l inserimento nelle sezioni anche in deroga al numero massimo previsto. 8- I bambini compresi nell'elenco di attesa possono essere ammessi alla frequenza, non oltre il quinto mese dall'apertura della scuola, in sostituzione dei bambini che si siano ritirati dalla scuola o siano stati dimessi. ART. 12 CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI DI SCUOLA PRIMARIA 1- Sarà evitata, nell'assegnazione dei bambini alle diverse sezioni, qualsiasi distinzione in base alla condizione etnica, religiosa e sociale delle famiglie degli alunni.12 2- Qualora il numero degli alunni consenta la formazione di più di una classe, si procederà come di seguito indicato: La formazione delle classi è disposta dal Dirigente Scolastico in base ai seguenti criteri: a- suddivisione degli alunni per sesso. b- frequenza o meno della scuola materna; c- fasce di livello riferite ai frequentanti la scuola materna ed applicate distintamente alla scuola materna statale e non statale in base alle osservazioni prodotte dalle insegnanti di scuola materna. d- appartenenza al semestre; e- compresenza, laddove possibile, di almeno due compagni per classe provenienti da una stessa sezione di scuola materna. 3- Qualora l articolazione organizzativa e didattica lo consenta, le classi a modulo potranno subire modifiche dopo il primo periodo di osservazione. PARTE SECONDA: ATTIVITÀ DIDATTICHE ART. 13 ORARI DI FUNZIONAMENTO DELLE ATTIVITÀ Gli orari di funzionamento delle attività didattiche, sentite le esigenze delle famiglie, sono proposti dai Consigli di Interclasse e dai Collegi dei docenti e approvati dal Consiglio di Circolo. ART. 14 VIGILANZA SUGLI ALUNNI 1- Ai docenti spetta la vigilanza degli alunni durante l'ingresso, la permanenza nella scuola, l'uscita dalla medesima e durante le attività svolte all'esterno e organizzate dalla scuola stessa. 2- In caso di momentaneo allontanamento dall'aula, l'insegnante dovrà affidare la vigilanza degli alunni al collaboratore scolastico e al collega della classe vicina. 3- In caso di assenze, ogni insegnante organizza il controllo sulle classi attigue alla propria in attesa dell'arrivo del supplente. 4- Ai sensi dell'art comma 5 - del CC.NL. del i docenti hanno l'obbligo di essere presenti nell'edificio scolastico 5 minuti prima dell'ingresso degli alunni e di vigilare sull'uscita degli stessi al termine delle lezioni. ART. 15 INGRESSO ALUNNI 1- L'orario di entrata per gli alunni è stabilito dal Consiglio di Circolo. 2- Per la scuola infanzia i genitori accompagnano i bambini all interno della scuola. 3- L ingresso alla scuola è consentito 5 minuti prima dell orario stabilito nel plesso, con eccezione per gli alunni iscritti al pre-scuola. 4- Per la scuola primaria i genitori accompagnano gli alunni fino all ingresso dell edificio e si assicurano che l alunno entri effettivamente nell edificio scolastico. 5- L orario va scrupolosamente osservato per garantire agli alunni il diritto allo studio; si raccomanda al riguardo la puntualità per evitare disagi all alunno e alla classe. Eventuali ritardi o ingressi posticipati per motivate necessità devono essere giustificati dai genitori accompagnatori. Per la sede centrale i genitori accompagnatori devono giustificare il ritardo presso l ufficio di Segreteria. 6- Per favorire l'accoglienza agli alunni di classe prima, nel primo periodo di scuola, i genitori potranno accedere temporaneamente ai locali scolastici. 7- I genitori che non abbiano particolari incarichi negli organi Collegiali hanno diritto di accesso agli uffici della Direzione didattica nell'orario stabilito per il pubblico o in occasione di incontri prefissati con il13 Dirigente Scolastico; l'accesso in orario scolastico alle aule o agli altri locali destinati alle attività educative è consentito soltanto su invito dell'insegnante o per motivi estremamente importanti o urgenti. ART. 16 INTERVALLO 1. Per gli alunni della scuola primaria ha la durata di 15 muniti e va effettuato nell'orario concordato da tutte le classi del plesso. 2. Nel plesso centrale, le classi che gravitano sui medesimi servizi si accorderanno per un turno opportuno. 3. Anche in tale periodo gli alunni devono essere sotto il diretto controllo degli insegnanti che organizzeranno attività ricreative ordinate compatibili con gli spazi disponibili. ART. 17 USCITA ALUNNI 1- E questo il momento in cui possono verificarsi i maggiori inconvenienti, considerata la simultaneità dell uscita degli alunni dall edificio scolastico, pertanto si invitano i genitori a rispettare scrupolosamente l orario comunicato ad inizio anno scolastico. 2- All uscita dalla scuola i bambini dovranno sempre essere accolti da un genitore o da persona delegata. 3- Non è consentito agli alunni uscire da soli dall edificio scolastico prima del termine delle lezioni. In caso di motivata necessità di uscita anticipata i genitori ovvero persona maggiorenne da essi delegata richiedono l autorizzazione scritta presso la segreteria per la sede centrale e tramite gli insegnanti per la sede di Levaldigi e per la scuola dell Infanzia. Per le uscite anticipate programmate i genitori sono tenuti ad avvisare gli insegnanti; per la scuola primaria tale avviso deve avvenire mediante comunicazione scritta sul diario almeno il giorno prima. 4- In caso di improvvisa infermità verificatasi a scuola, verrà telefonicamente informata la famiglia affinché provveda al ritiro dello scolaro. Ove ciò non sia possibile, si provvederà ad avvertire la famiglia tramite un bidello, per il ritiro del minore. In casi diversi, il Dirigente Scolastico assumerà provvedimenti d'emergenza. ART. 18 ASSENZE E DIMISSIONI DALLA SCUOLA DELL INFANZIA 1) Le assenze andranno sempre giustificate a voce. 2) Coloro che si assentino dalla scuola senza giustificati motivi per un periodo continuativo superiore ad un mese sono dimessi dalla scuola previ eventuali accertamenti con disposizione della Direzione Didattica, su motivata proposta delle insegnanti. 3) Analogo procedimento può essere adottato per ripetute assenze non giustificate. 4) I genitori, per il buon inserimento del bambino e per il corretto funzionamento della scuola, sono tenuti a garantire la regolarità della frequenza dei figli. ART. 19 GIUSTIFICAZIONE ASSENZE SCUOLA PRIMARIA 1- Le assenze andranno sempre giustificate per scritto sul diario. 2- In caso di un assenza prolungata per motivi di famiglia è necessaria una dichiarazione dei genitori, possibilmente preventiva. 3- Nel caso di assenze è opportuno informarsi presso i compagni o gli insegnanti sulle attività svolte dalla14 classe, e appena il bambino ne è in grado, aiutarlo a recuperare le lezioni non frequentate. ART. 20 COMPITI E LEZIONI 1) L alunno è tenuto ad eseguire puntualmente i compiti e a studiare le lezioni assegnate 2) E necessario da parte dei genitori (considerata l età degli alunni), un controllo puntuale e quotidiano sull esecuzione dei compiti e lo studio delle lezioni 3) I genitori sono pregati di controllare giornalmente il diario e i quaderni dei figli e firmare per presa visione, avvisi, note, prove di verifica. ART.21 ALIMENTI PORTATI A SCUOLA DAI BAMBINI In occasione di feste e ricorrenze varie, i bambini delle scuole dell infanzia e primaria possono portare a scuola esclusivamente alimenti confezionati, riportanti la data di scadenza o preparati da aziende artigianali (panetterie, pasticcerie, ecc...) e consegnati incartati. ART. 22 IGIENE 1) Il personale scolastico è tenuto ad utilizzare i guanti monouso forniti dal comune per prestare le prime cure agli alunni infortunati che presentino perdite di sangue e per lavarli e cambiarli a seguito di conati di vomito e diarrea. 2) Per evitare inopportuni allarmismi, tale atteggiamento dovrà essere motivato agli alunni ed eventualmente ai genitori come una normale precauzione igienica. 3) Con le stesse motivazioni occorrerà educare i bambini ad evitare il contatto diretto con queste sostanze. ART. 23 SOMMINISTRAZIONE FARMACI 1. Nei casi in cui sia necessario somministrare ad un alunno un farmaco salvavita deve essere seguita la seguente procedura a. Presentazione di richiesta scritta da parte dei genitori per la somministrazione a scuola del farmaco al proprio figlio; b. Acquisizione di autorizzazione alla somministrazione del farmaco da parte del Direttore del Distretto Sanitario di competenza; c. Acquisizione della prescrizione e di tutte le informazioni necessarie per la somministrazione a cura del medico curante; d. Acquisizione di dichiarazione di disponibilità alla somministrazione, sottoscritta dagli insegnanti e/o dai collaboratori scolastici incaricati; e. Acquisizione dell autorizzazione alla somministrazione del farmaco, sottoscritta dai genitori dell alunno, da parte del personale incaricato; f. Autorizzazione, agli insegnanti ed agli operatori incaricati, a somministrare il farmaco specificato secondo le modalità e i tempi previsti dalla documentazione. 2. Si ribadisce che resta in ogni modo prescritto il ricorso al servizio di Emergenza 118 nei casi in cui non sia possibile somministrare il farmaco o questo risulti inefficace. ART. 24 CRITERI PER L ORGANIZZAZIONE DI ATTIVITÀ DIDATTICHE FINANZIATE CON IL CONTRIBUTO DELLE FAMIGLIE 1. Le famiglie contribuiscono alle spese scolastiche nei seguenti casi:15 a) quota per assicurazione contro gli infortuni b) quota per la partecipazione a visite guidate o a viaggi di istruzione, c) quota per partecipazione a eventi e manifestazioni d) eventuali quote per l'acquisto di materiale didattico o di consumo per uso individuale. 2. Le quote di partecipazione alle visite guidate a carico degli alunni devono essere versate alla scuola prima dell effettuazione di ciascun viaggio; in caso di mancata partecipazione non si darà luogo, di norma, a rimborsi delle spese di viaggio. 3. L autorizzazione scritta dei genitori alla partecipazione alla visita guidata costituisce impegno al versamento della relativa quota. 4. Il Consiglio di Circolo stabilisce annualmente i criteri per l eventuale esenzione dal versamento degli oneri a carico delle famiglie in situazione di disagio. 5. Si possono effettuare iniziative che comportano onere economico per le famiglie a condizione che aderiscano almeno l 80% degli alunni della classe. 6. Il Consiglio di Circolo stabilisce annualmente il tetto di spesa per le iniziative con contributo a carico delle famiglie. ART. 25 BIBLIOTECA DI CIRCOLO 1) Presso la Direzione Didattica si trova la biblioteca magistrale del Circolo. 2) La biblioteca è a disposizione dei docenti di ruolo e non di ruolo in servizio nel Circolo e dei genitori degli alunni. 3) Chiunque arrechi danno ai volumi in prestito oppure li smarrisca, è tenuto a rimborsare la somma corrispondente al valore di giornata del volume in questione. ART. 26 ATTIVITÀ SCOLASTICHE CON INTERVENTO DI ESPERTI 1- L eventuale intervento di esperti esterni nelle classi, a scopo didattico, per svolgere attività di supporto che migliorino la conoscenza in settori specialistici, è consentito purché non sostituisca la funzione degli insegnanti e si svolga sotto il loro controllo e la loro presenza, in quanto responsabili dell attività scolastica e della sorveglianza degli alunni. 2- Gli interventi degli esperti esterni vanno preventivamente autorizzati dal DS. 3- Se l intervento comporta una spesa per il bilancio della scuola, deve essere inserito in un progetto all interno del Programma Annuale approvato dal Consiglio di Istituto. ART. 27 ACCESSO DEI GENITORI ALLA SCUOLA 1- Non è consentito l'accesso dei genitori alle aule durante le ore di lezione. 2- I genitori possono accedere ai locali della scuola per assemblee e/o colloqui nei giorni e nelle ore stabiliti; in altri momenti solo se l incontro è stato concordato con l insegnante attraverso comunicazione scritta. 3- Nella prima settimana di scuola, i genitori degli alunni delle classi prime saranno ammessi negli edifici nei minuti riservati all'ingresso. 4- Durante gli incontri con i docenti, non è consentita la presenza nell edificio dei bambini. ART. 28 ACCESSO DI ESTRANEI ALLA SCUOLA 1- Non è consentito l'accesso a scuola di personale estraneo se non espressamente autorizzato dal Dirigente Scolastico. 2- Nel plesso Santa Rosa, sede degli uffici di segreteria e direzione, l accesso del pubblico è consentito secondo l orario previsto.16 ART. 28b: ACCESSO DEGLI ALUNNI ALLA SCUOLA AL DI FUORI DELL ORARIO SCOLASTICO Per motivi di sicurezza, non è consentito agli alunni di rientrare nella scuola al di fuori delle ore di lezione. Materiali scolastici ed oggetti diversi potranno essere recuperati durante le successive ore di lezione. ART. 29 ORARIO DI DIREZIONE E UFFICIO DI SEGRETERIA L'accesso agli Uffici di Direzione e di Segreteria da parte dell utenza (genitori, personale, estranei) è consentito secondo l orario previsto. ART. 30 DIFFUSIONE DI MATERIALE INFORMATIVO NELLE SCUOLE 1) Non è consentita la distribuzione agli alunni di materiale pubblicitario o riportante iniziative che comportino spese o l acquisizione di indirizzi o altri dati relativi agli alunni e alle loro famiglie. 2) Gli insegnanti sono autorizzati a distribuire agli alunni unicamente i comunicati relativi ad iniziative di carattere culturale e sportivo promosse dall'ente locale o dalle associazioni culturali e sportive presenti sul territorio, che abitualmente collaborano con la scuola. 3) Sarà consentita l affissione alle Bacheche Genitori e Insegnanti dei Plessi di materiale informativo di rilevanza culturale promosse da Enti pubblici, privati, Associazioni. ART. 31 PARTECIPAZIONE A CERIMONIE RELIGIOSE, LUTTI, MANIFESTAZIONI 1- La partecipazione degli alunni a cerimonie di carattere religioso è consentita quando tutti gli alunni interessati si avvalgono dell'i.r.c. e tutti gli Insegnanti accompagnatori aderiscono a tale iniziativa. 2- In ogni caso la partecipazione degli alunni e dei docenti alle iniziative di cui sopra dovrà essere libera. 3- In caso di decesso di un alunno o di un docente in servizio attivo, potranno partecipare alla cerimonia funebre gli alunni della classe, del modulo o del plesso interessato accompagnati dai rispettivi insegnanti. 4- In caso di decesso di un genitore di un alunno o di uno stretto congiunto di un membro del personale scolastico in servizio attivo, può partecipare alla cerimonia funebre la classe di appartenenza della persona colpita a lutto. 5- Qualora la cerimonia funebre si svolga al di fuori dell'orario scolastico non si fa obbligo di partecipazione pur riconoscendone l'opportunità. 6- Altri casi particolari saranno sottoposti al Dirigente Scolastico. 7- La partecipazione a manifestazioni di carattere civile è consentita quando coerente con il Piano dell Offerta Formativa e con la programmazione educativa e didattica della scuola. 8- Nel caso di partecipazione a cerimonie funebri la rappresentanza della scuola esibirà il gagliardetto dell istituzione scolastica listato a lutto. ART. 32 VESTIARIO Non esiste alcun obbligo di indossare un determinato tipo di vestiario. Spetterà ad ogni famiglia decidere quale sarà l'abbigliamento del proprio figlio, purché decoroso e funzionale all'attività scolastica. ART. 33 USO DEL CELLULARE Non è consentito l uso del cellulare da parte del personale e degli alunni in orario scolastico.17 ART. 34 USO DEI FOTOCOPIATORI 1) E vietato fotocopiare e distribuire agli alunni pagine di testi in commercio, a meno che non sia espressamente consentito dall editore stesso. 2) Gli insegnanti dovranno inoltre, considerare attentamente la validità didattica di tale strumento che spesso non consente un percorso individualizzato di apprendimento e l acquisizione dell autonomia dell alunno. 3) A tal fine, ogni classe/sezione potrà usufruire, nel corso dell anno scolastico, di un numero di fotocopie come stabilito annualmente. ART. 35 MOSTRE, SPETTACOLI, FESTEGGIAMENTI 1)E possibile organizzare nel corso dell anno scolastico iniziative quali mostre, spettacoli o feste, nel rispetto delle disposizioni relative alla sicurezza, usufruendo dei locali scolastici o in mancanza di spazi idonei, ricorrendo a strutture esterne. 2)Tali iniziative dovranno essere programmate e preventivamente autorizzate dal Dirigente Scolastico. ART. 36 USO DEI LOCALI E DELLE ATTREZZATURE SCOLASTICHE 1. L'accesso alle palestre e ai laboratori viene programmato annualmente in base alle esigenze didattiche. 2. Il Dirigente Scolastico può concedere l'uso dei locali e delle attrezzature della scuola da parte di esterni, che ne facciano richiesta, sulla base dei criteri espressi dal Consiglio di Circolo. 3. L utilizzo di locali ed attrezzature è limitato ad attività sportive o di carattere culturale, compatibili con le normali attività scolastiche. ART. 37 RAPPORTI SCUOLA TERRITORIO 1)E' consentita la collaborazione con soggetti esterni alla Scuola, nell'ambito di un'organica programmazione educativa e didattica. 2) Il Dirigente Scolastico può individuare esperti esterni per l attuazione di interventi relativi a progetti didattici nel rispetto dei criteri stabili dal Consiglio di Circolo e delle disposizioni contenute nel DM 44 relativo al Nuovo Regolamento di Contabilità. ART. 38 VISITE GUIDATE E VIAGGI D ISTRUZIONE A)Uscite nel comune: gli spostamenti effettuati nell'ambito del territorio del comune per dar modo all'alunno di conoscere il territorio circostante e per guidarlo alla diretta osservazione dell'ambiente, sono programmati dagli Insegnanti di classe. a. Oltre alla copertura assicurativa è necessario che tutti i genitori diano il loro assenso scritto all'inizio dell'anno scolastico, alle uscite previste dal piano di lavoro dell'insegnante. b. Queste uscite sono precedute, se possibile, da sopralluogo dell'insegnante e sono organizzate sempre in modo tale da proteggere gli alunni da ogni eventuale rischio. c. Rientrando sotto la diretta responsabilità dell'insegnante, l'organizzazione e l'effettuazione delle uscite è comunicata preventivamente al Dirigente Scolastico il quale per gravi e comprovati motivi, potrà negare l'autorizzazione. B)Visite guidate: per visite guidate, secondo la definizione della C.M. n. 253/91 che disciplina tutta la materia, si intendono gli spostamenti a scopo didattico effettuati fuori comune a distanza tale da rendere necessario l'uso del mezzo di trasporto, e che si concludono nell'arco della giornata.18 a. Si ribadisce la finalità strettamente didattica degli spostamenti e si concorda con le indicazioni ministeriali rivolte a privilegiare la conoscenza del territorio di più immediata vicinanza per l'alunno. b. Il loro programma e la loro meta sono proposti dai Docenti ai Consigli di Interclasse, approvati dal Collegio dei Docenti per l'aspetto pedagogico e didattico ed autorizzati dal Consiglio di Circolo per gli aspetti organizzativi e finanziari. c. Gli insegnanti devono acquisire l autorizzazione scritta dei genitori. d. I viaggi debbono essere organizzati in modo da garantire la partecipazione di tutti gli alunni delle classi interessate; qualora per motivi di salute o di famiglia uno o più alunni non possano parteciparvi, deve essere assicurata loro la possibilità di frequentare la scuola con altro insegnante, sempre che la visita non riguardi tutto il plesso. e. La spesa per i viaggi deve essere contenuta in modo da consentire la partecipazione di tutti gli alunni delle classi interessate. f. per gli alunni le cui famiglie abbiano particolari difficoltà economiche, segnalate dagli insegnanti, la quota o mezza quota di viaggio verrà addebitata a carico della scuola. g. Non sono consentiti viaggi cui partecipino meno dell'80% degli alunni della classe o delle classi interessate. C) Viaggi d Istruzione: Secondo l'accezione della C.M. n. 253/91, per viaggi di istruzione si intendono gli spostamenti che richiedano la necessità del pernottamento fuori sede. Vista l'età degli alunni, tali viaggi verranno consentiti in casi eccezionali il cui progetto sarà sottoposto all'approvazione del Consiglio di Circolo e a specifica autorizzazione del Dirigente Scolastico. Si esclude la partecipazione dei genitori a uscite, visite guidate e viaggi di istruzione, salvo casi particolari che verranno esaminati dal Dirigente Scolastico. Procedura da seguire: ART. 39 FOTOGRAFIE SCOLASTICHE - richiesta di preventivo circa un modello di fotografia, informando altresì i medesimi fotografi sulle condizioni e modalità connesse con l'espletamento dell'operazione; - richiesta di eventuale fornitura gratuita del 7% delle fotografie per eventuali alunni indigenti; - paragone dei preventivi in sede di Giunta Esecutiva; - affidamento del servizio fotografico a chi avrà proposto il prezzo più conveniente per le famiglie degli alunni e pagamento del servizio al fotografo direttamente da parte delle famiglie; - in caso di parità dei preventivi, affidamento del servizio in parti uguali agli eventuali fotografi interessati. T I T O L O T E R Z O REGOLAMENTO DISCIPLINARE E REGOLAMENTO DI SICUREZZA PARTE PRIMA - REGOLAMENTO DISCIPLINARE ART.40 NORME DISCIPLINARI DIRITTI - DOVERI19 Il presente Regolamento nasce dall esigenza di definire un codice di comportamento per gli insegnanti, gli alunni e le famiglie, il più possibile unitario, all interno di un Istituto dalle vaste dimensioni e dalle realtà diversificate fra loro. I principi cui fa riferimento possono essere sintetizzati in: 1) La Scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni 2) La comunità scolastica fonda il suo progetto e la sua azione educativa innanzitutto sulla qualità delle relazioni insegnante studente. 3) La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione. DIRITTI 1) L alunno ha diritto ad una formazione culturale qualificata fornita da una Scuola organizzata e gestita in base ai suoi bisogni. 2) La comunità scolastica promuove il rispetto e la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dell alunno alla riservatezza. 3) L alunno deve essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della Scuola e sui programmi di lavoro. 4) La Scuola s impegna a creare un ambiente a misura dell alunno con particolare attenzione allo sviluppo di un buon clima relazionale all interno della classe. 5) L assegnazione dei compiti e le richieste di studio sono frutto di accordi tra il gruppo docente e tengono conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli alunni 6) Tutti gli alunni (italiani e stranieri) hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono. 7) L alunno ha diritto ad una valutazione trasparente (gli insegnanti comunicano in precedenza i criteri di valutazione, ossia che cosa si valuta e come si valuta) e tempestiva, con finalità formativa, ossia volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca ad individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento 8) Gli alunni hanno il diritto di fare proposte per un migliore funzionamento dell Istituto secondo le modalità operative che ogni classe potrà ideare. DOVERI 1) Nei confronti di tutto il personale che opera nella scuola gli alunni sono tenuti a comportarsi educatamente e con rispetto, anche usando un linguaggio corretto e adeguato. 2) Gli alunni procurano di avere quotidianamente il materiale necessario per le diverse attività e lo rispettano, così come rispettano quello degli altri. 3) Gli alunni contribuiscono a mantenere in ordine gli spazi scolastici, i materiali e a rispettarli. 4) Se dovessero sorgere dei problemi che riguardano il singolo bambino o la scuola, si pregano i genitori di parlarne direttamente con gli insegnanti, previo appuntamento tramite diario o breve comunicazione all uscita dalla Scuola. 5) In caso, di problemi comuni, è importante far riferimento ai Rappresentanti di classe che si assumono la responsabilità di affrontare il problema con gli insegnanti; i rappresentanti di classe, infatti, sono mediatori tra le esigenze della famiglia e la scuola. 6) Le informazioni sull andamento scolastico dell alunno saranno fornite nel corso di appositi colloqui programmati in vari periodi dell anno.20 PARTE SECONDA - REGOLAMENTO DI SICUREZZA ART.41 COMPORTAMENTI DEGLI ALUNNI NON AMMESSI Per rendere più chiari e comprensibili i principi educativi che la scuola mette in atto nei confronti degli alunni e per garantire il rispetto e la sicurezza di tutti, si elencano a titolo esemplificativo alcuni comportamenti che non sono ammessi e che verranno tempestivamente sanzionati con le modalità più sotto descritte: Turbare il regolare svolgimento delle lezioni; Pronunciare espressioni e frasi offensive nei confronti di qualsiasi membro della comunità scolastica; Minacciare e usare violenza nei confronti di qualsiasi membro della comunità scolastica; Danneggiare o sottrarre oggetti personali ai legittimi proprietari; Sporcare o deteriorare i banchi, le sedie, le pareti ed i pavimenti dell edificio scolastico; Non attenersi alle disposizioni organizzative di sicurezza, in particolare per quanto riguarda: o Il rispetto del divieto di correre nei corridoi e nelle aule; o L attenzione a non spintonare e/o intralciare i compagni all ingresso ed all uscita, con particolare riguardo ai percorsi sulle scale interne; o Il rispetto del divieto di salire sui davanzali, aprire le finestre, sporgersi dai parapetti e nei vani scala; o Il rispetto del divieto di scavalcare parapetti e recinzioni; o Il rispetto del divieto di gettare qualsiasi oggetto dalle finestre; o Il rispetto del divieto di rimuovere o danneggiare la segnaletica di sicurezza. Le sanzioni disciplinari in vigore nella scuola e le modalità con cui sono utilizzate sono ispirate ai seguenti principi: ogni persona è responsabile dei propri atti; nessuno può essere sottoposto a sanzione disciplinare senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni; ogni sanzione deve permettere agli alunni di acquisire la consapevolezza della non correttezza del proprio comportamento, in misura dell età di ciascuno. ART.42 SANZIONI 1) In caso di non rispetto di una norma della convivenza civile o delle regole concordate a Scuola o del presente Regolamento, gli insegnanti procedono con un richiamo verbale. 2) In caso di non rispetto ripetuto delle regole gli insegnanti procedono con richiami verbali e avviso Vedere altro
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