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Timestamp: 2020-08-14 05:12:02+00:00
Document Index: 151850322

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 67', 'art. 29', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 83', 'art. 67', 'art. 83', 'art. 67', 'art. 83', 'art. 67', 'art. 29', 'art. 73', 'art. 29', 'art. 73', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 83', 'art. 73', 'art. 29']

Disposizioni sull’attivita’ di contenzioso degli enti impositori nel periodo di emergenza covid-19 : “in claris non fit interpretatio” o meri errori materiali da sanare in sede di conversione?
La Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 16 aprile 2019 n. 10/E– recante primi chiarimenti in tema di rinvio delle udienze e dei termini processuali in materia tributaria conseguenti alla emergenza epidemiologica COVID-19, così come disposto dal D.L. 18/2020 (c.d. Decreto Cura Italia) e dal D.L. 23/2020 (c.d. Decreto Liquidità Imprese) – opera una “correzione” ad un probabile errore materiale contenuto nell’art. 29, co. 3, del D.L. 23/2020 (c.d. Decreto Liquidità Imprese) in relazione all’attività di contenzioso degli enti impositori, destando dubbi e perplessità in un contesto già di per sé caotico e confusionario.
E invero, mentre l’art. 67 del “Decreto Cura Italia” ha disposto la sospensione dei termini delle attività di accertamento, di controllo, di riscossione e di contenzioso fino al 31 maggio 2020, successivamente, l’art. 29, comma 3, del “Decreto Liquidità Imprese” ha prorogato – solo per l’attività del contenzioso degli enti impositori – il suddetto termine al 31 luglio 2020 (per via del rimando effettuato all’art. 73 del Decreto Cura Italia); tuttavia, l’Agenzia delle Entrate, con la recente Circolare n. 10/E del 16 aprile 2020, inserendo una propria nota di redazione, ha ritenuto che per l’attività del contenzioso degli enti impositori il termine finale di sospensione sia da intendersi all’11 maggio 2020 e non, invece, al 31 luglio 2020, in quanto, secondo l’Agenzia, il rimando normativo operato dal citato articolo 29 “Decreto Liquidità alle Imprese” non deve riferirsi all’art. 73 bensì all’art. 83, comma 2, del “Decreto Cura Italia”, e tanto al fine di non creare distinzioni tra le parti del processo tributario.
<<Sono sospesi dall’8 marzo al 31 maggio 2020 i termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori. (…)>>.
<<(…). 3. In deroga al termine fissato dall’articolo 67, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, la proroga del termine di cui all’articolo 73, comma 1, si applica anche alle attività del contenzioso degli enti impositori.>>
<< 1. Al fine di contrastare e contenere la diffusione del virus COVID-19 e fino alla data di cessazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020, i consigli dei comuni, delle province e delle città metropolitane e le giunte comunali, che non abbiano regolamentato modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza, possono riunirsi secondo tali modalità, nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati dal presidente del consiglio, ove previsto, o dal sindaco, purché siano individuati sistemi che consentano di identificare con certezza i partecipanti, sia assicurata la regolarità dello svolgimento delle sedute e vengano garantiti lo svolgimento delle funzioni di cui all’articolo 97 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché adeguata pubblicità delle sedute, ove previsto, secondo le modalità individuate da ciascun ente.(…)>>.
A riguardo, si precisa che la “Delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020” – in G.U. Serie Generale n.26 del 01-02-2020, recante “Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili” – fissa il termine finale dello stato di emergenza al 31 luglio 2020.
I chiarimenti da parte dell’agenzia e le problematiche irrisolte
<< (…)l’articolo 67 del Decreto contiene una disciplina generale di riferimento per la sospensione dei termini delle attività degli enti impositori, fatte salve le specifiche deroghe previste dalle altre norme “speciali” contenute nel decreto stesso, quale ad esempio, appunto, l’articolo 83 del Decreto. Di conseguenza con riferimento a tutti i termini processuali e in particolare per la notifica del ricorso in primo grado e al termine per la conclusione del procedimento di mediazione risulta applicabile la specifica sospensione di cui al citato articolo 83, comma 2 del Decreto.>>.
Con la citata circolare, dunque, l’Agenzia delle Entrate, ha risolto l’antinomia normativa creata dal combinato disposto degli art. 67, co. 1, e 83, co. 2, del “Decreto Cura Italia” che comportava una disparità di trattamento nel processo tributario, emergendo una diversa sospensione dei termini processuali a seconda delle diverse parti del processo tributario e, in particolare:
– per il contribuente, dal 9 marzo al 15 aprile 2020 (ex art. 83, co, 2);
– per gli enti impositori dall’08 marzo al 31 maggio 2020 (art. 67, co. 1).
L’Agenzia delle Entrate, dunque, applicando il noto principio di diritto “lex specialis derogat generali”, ha evidenziato che l’articolo 67 cit,, contenendo una disciplina generale di riferimento per la sospensione dei termini delle attività degli enti impositori, poteva essere derogato da altre norme “speciali” contenute nel decreto stesso, quale, appunto, l’articolo 83, con la conseguente applicazione, anche all’attività di contenzioso degli enti impositori in relazione ai termini procedurali, della specifica sospensione prevista ex art. 83, co. 2 (9 marzo – 15 aprile 2020), anziché quella prevista dall’art. 67, co, 1 (8 marzo-31 maggio 2020).
E invero, il Decreto Liquidità Imprese (del 8 aprile 2020), all’art. 29, comma 3, ha disposto esclusivamente per le attività del contenzioso degli enti impositori, in deroga al termine fissato dall’articolo 67, comma 1, una proroga del termine di sospensione richiamando espressamente il termine di cui all’art. 73, comma 1, Decreto Cura Italia (che fissa a sua volta il termine finale al 31 luglio 2020).
Così facendo, per via del rimando operato dall’art. 29 “Decreto Liquidità Imprese” al termine fissato dall’art. 73, co. 1 , “Decreto Cura Italia” (<<fino alla data di cessazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020>> , cioè 31 luglio 2020), ne discende che risulterebbero sospesi i termini dell’attività contenziosa degli enti impositori fino al 31 luglio 2020.
In tale contesto, caratterizzato da un continuo rimbalzo tra articoli, provvedimenti governativi e chiarimenti amministrativi, l’Agenzia delle Entrate ha contribuito a rendere ancora più difficile l’interpretazione della questione, affermando nella Circolare n. 10/E del 16 aprile 2020, par. 2, pag. 7, che :
Si precisa fin da subito che l’Agenzia delle Entrate, con la sigla “n.d.r.” (“nota della redazione” o “nota del redattore”), ha inteso chiarire che si tratta di una lettura operata dall’Amministrazione stessa, non essendo intervenuta alcuna fonte legislativa a modificare il contenuto dell’art. 29 cit.
Ciò posto, a parere degli scriventi, facendo riferimento al dato letterale dell’art. 29 cit., la tesi avanzata dall’Agenzia delle Entrate (secondo cui il rimando dell’art. 29 “Decreto Liquidità Imprese” dovrebbe riferirsi al termine di cui all’art. 83 anzichè all’art. 73 del “Decreto Cura Italia”) non pare condivisibile o, perlomeno, non sembra così automatica, in quanto sembrerebbe porsi in netto contrasto con la volontà del legislatore che all’art. 29 cit. espressamente parla di “proroga del termine” per le attività del contenzioso degli enti impositori.