Source: http://lucacampana.postilla.it/2013/06/17/caparra-confirmatoria-e-assegno-bancario/
Timestamp: 2019-03-23 16:38:51+00:00
Document Index: 5904931

Matched Legal Cases: ['art. 1385', 'art. 1453', 'art. 1385', 'art. 1385', 'art. 1197', 'sentenza ', 'sentenza ']

Caparra confirmatoria e assegno bancario
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La caparra confirmatoria è un istituto di diritto civile utilizzato molto frequentemente nella prassi commerciale; sia la dottrina sia la giurisprudenza hanno analizzato – nel corso degli anni – tutti i suoi diversi aspetti specie quelli fisiologici e patologici.
L’abbondante produzione giurisprudenziale – mi limito a segnalare solo le questioni maggiormente rilevanti – ha dibattuto dei “rimedi” collegati all’inadempimento e degli strumenti in capo alla parte non inadempiente (facoltà di recedere ex art. 1385 c.c. ovvero di risolvere il contratto per inadempimento ex art. 1453 c.c.), soffermandosi – negli ultimi anni – sulle problematiche sottese al mutamento della domanda, anche in appello, di un rimedio rispetto all’altro (da ultimo Cass. Civ., Sez. Unite, 23 febbraio 2012, n.2737).
La Suprema Corte ha anche emesso importanti pronunce in ordine agli effetti risolutori e alla disponibilità (o meno) della parte di rinunziare a tali effetti; si pensi, ad esempio, alla diffida ad adempiere entro un termine, decorso il quale, il contratto si intende risolto di diritto e alla possibilità (o meno) della parte non inadempiente di poter comunque avvalersi dei rimedi di cui all’art. 1385, comma 2, c.c.
Il presente abstract – senza pretesa di esaustività e più prosaicamente – mira invece ad analizzare ciò che spesso viene disciplinato nei contratti e cioè la previsione di una caparra confirmatoria mediante la dazione di un assegno bancario, dazione che talvolta non è contestuale alla stipulazione ma è pattuita successivamente alla stipula del contratto.
Accenno – in estrema sintesi – alla natura della caparra confirmatoria e cioè la consegna all’altra parte di una somma di denaro (o di una quantità di altre cose fungibili).
La dazione di detta somma può avvenire a vario titolo ma ove le parti l’abbiano qualificata e intesa quale caparra confirmatoria (n.d.r. diviene quindi fondamentale esplicitare tra le parti gli scopi della dazione attribuendo alla stessa non solo la funzione di anticipazione della prestazione ma – e soprattutto – la funzione di garanzia del vincolo obbligatorio), essa assumerà due funzioni rispetto alla destinazione finale della somma versata.
La dazione, in caso di esatto adempimento, verrà imputata in conto prezzo mentre, nell’opposta ipotesi di inadempimento, avrà funzione di rimedio risarcitorio e verrà ritenuta dalla parte non inadempiente (ovvero richiesta nella misura del doppio), previo esercizio del diritto di recesso, a titolo di liquidazione anticipata del danno. In tale ultimo caso la caparra assumerà la funzione, quindi, di risarcimento anticipato del danno nella misura convenzionalmente pattuita.
Il patto sulla caparra confirmatoria ha una natura c.d. reale e, pertanto, si conclude e si perfeziona mediante l’effettiva consegna della somma di denaro (o della quantità di cose fungibili ivi previste), avendo inoltre una natura accessoria rispetto all’obbligazione a cui accede.
La Suprema Corte ha sempre confermato come alla natura reale della caparra segua il corollario che gli effetti giuridici suoi propri non si producono se non viene consegnata una somma di denaro (o una determinata quantità di cose fungibili) all’altra parte contrattuale per il caso di inadempimento del contratto principale.
Inoltre qualora le parti, nell’ambito della loro autonomia contrattuale, abbiano differito la dazione, in tutto od in parte, ad un momento successivo alla stipulazione del contratto, purché anteriormente alla scadenza delle obbligazioni pattuite (cfr. Cassazione Civile, 15 aprile 2002, n. 5424; Cassazione Civile, 6 febbraio 2013, n. 2832) la natura reale della caparra viene meno ove la perdita della disponibilità della somma di denaro a favore della controparte contrattuale – e il connesso rafforzamento del vincolo obbligatorio – non si realizzi o non possa realizzare per qualunque motivo.
Infatti la possibilità della parti di differire la dazione della somma di denaro non comporta anche la possibilità di escludere la natura reale del patto e attribuire all’obbligazione della prestazione gli effetti che l’art. 1385, 2 comma c.c. ricollega alla sua consegna ove quest’ultima non avvenga (cfr. da ultimo Cassazione Civile, 24 aprile 2013, n.10056).
Quid iuris se la somma di denaro viene corrisposta mediante assegno bancario non posto all’incasso dalla parte inadempiente ? E ancora, la parte adempiente potrebbe, esercitato il recesso, esigerne il doppio dalla parte inadempiente ?
Il patto sulla caparra – come accennato – ha natura reale sicché esso non si dovrebbe perfezionare se la somma recata dall’assegno non è entrata nella disponibilità della parte inadempiente, uscendo dalla sfera di disponibilità della parte adempiente.
La Suprema Corte, con sentenza, sez. II, 9 agosto 2011, n. 17127, ha risolto la questione dell’assegno non posto all’incasso, assumendo la perfetta validità della caparra confirmatoria sulla scorta di questo ragionamento logico-giuridico: se si consentisse a chi riceve la caparra (a mezzo assegno bancario) di sottrarsi all’adempimento dei propri obblighi semplicemente non ponendo all’incasso l’assegno, risulterebbe evidente il deficit di tutela in favore della parte adempiente.
Queste le ineccepibili motivazioni: “Invero, tenuto conto della funzione dell’assegno bancario, la caparra ben può essere costituita mediante la consegna di un assegno bancario, perfezionandosi l’effetto proprio della caparra al momento della riscossione della somma recata dall’assegno, e quindi salvo buon fine. Allorquando il venditore accetti la dazione della caparra con assegno bancario, è suo onere quello di porre all’incasso il titolo, nel senso che, ove l’assegno non venga posto in riscossione, il mancato buon fine dell’assegno bancario — che preclude il raggiungimento dello scopo proprio della consegna della caparra – è riferibile unicamente al comportamento del prenditore.
Questa Corte, del resto, ha avuto modo di affermare che «in base alla regola di correttezza posta dall’articolo 1175 cod. civ. , l’obbligazione del debitore si estingue a seguito della mancata tempestiva presentazione all’incasso del titolo di credito (assegno bancario, nella specie) da parte del creditore, che in tal modo, viene meno al suo dovere di cooperare in modo leale e fattivo all’adempimento del debitore. Deve quindi ritenersi che, se il creditore omette, violando la predetta regola di correttezza, di compiere gli adempimenti necessari affinché il titolo sia pagato, nei termini di legge, dalla banca tratta ria (o da altro istituto bancario), tale comportamento omissivo deve essere equiparato, a tutti gli effetti di legge, all’avvenuta esecuzione della “diversa prestazione”, con conseguente estinzione dell’obbligazione, ex art. 1197 cod. civ.» (Cass. n. 12079 del 2007) .
Ed ancora si è chiarito che «in caso di pagamento effettuato mediante assegni di conto corrente, l’effetto liberatorio si verifica con la riscossione della somma portata dal titolo, in quanto la consegna del titolo deve considerarsi effettuata, salva diversa volontà delle parti, pro solvendo; tuttavia, poiché l’assegno, in quanto titolo pagabile a vista, si perfeziona, quale mezzo di pagamento, quando passa dalla disponibilità del traente a quella del prenditore, ai fini della prova del pagamento, quale fatto estintivo dell’obbligazione, è sufficiente che il debitore dimostri l’avvenuta emissione e la consegna del titolo, incombendo invece al creditore la prova del mancato incasso, la quale, pur costituendo una prova negativa, non si risolve in una probatio diabolica, in quanto, avuto riguardo alla legge di circolazione del titolo, il possesso dello stesso da parte del creditore che lo ha ricevuto implica il mancato pagamento» (Cass. n. 17749 del 2009).
Ne consegue che, allorquando la caparra venga costituita mediante consegna di un assegno bancario, il comportamento del prenditore del titolo che, dopo averne accettato la consegna, ometta poi di porlo all’incasso, trattenendo comunque l’assegno e non restituendolo all’acquirente, è contrario a correttezza e buona fede e comporta a carico del prenditore l’insorgenza degli obblighi propri della caparra, nel senso che ove risulti inadempiente all’obbligazione cui si riferisce la caparra, egli sarà tenuto al pagamento di una somma pari al doppio di quella indicata nell’assegno.”.
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24 Commenti a “Caparra confirmatoria e assegno bancario”
Scritto il 26-9-2013 alle ore 15:38
Sto rivedendo un preliminare scritto da un avvocato furbacchione! Mi siete stati di grande aiuto. Complimenti per la chiarezza. Grazie
Scritto il 10-10-2013 alle ore 10:20
cortesemente vorrei essere aiutato su una vicenda un po particolare….io purtroppo gioco a poker online
quindi ero in possesso di un conto gioco presso un agenzia….la quale x farmi credito nel gioco mi ha richiesto degli assegni a scadenza come garanzia o caparra…come la vogliamo chiamare non so…problema?…io il credito non l’ho mai ricevuto e quello della agenzia ha messo ugualmente gli assegni all’incasso….logicamente trovando il conto scoperto e quindi procedendo con un precetto e quant’altro……ma io questo credito non l’ho mai ricevuto come si può anche evincere dall’estratto conto gioco….cosa posso fare e come posso procedere x riparare alla mia ingenuita?
Scritto il 30-10-2013 alle ore 09:00
Se l’assegno della caparra invece non viene incassato ma lo stesso viene restituito e l’acquirente lo accetta? l’aquirente puo’ chiedere il doppio della caparra? c’e’ qualche sentenza dove si puo’ trarre spunto.
Scritto il 18-11-2013 alle ore 13:52
BUON GIORNO, AVEVAMO STIPULATO UN CONTRATTO DI LOCAZIONE AD USO ABITATIVO VERSANDO 3 MENSILITA ANTICIPATE A FORMA DI CAPARRA, PRECISO IL CONTRATTO ERA A NOME MIO E DELLA MOGLIE QUINDI CON UN DIRITTO AL 50% SULLA STESSA.
NELLA DURATA DEL CONTRATTO HO AVVIATO LA SEPARAZIONE E LEI A PERMANERE NELL’APPARTAMENTO.
IO COMUNQUE VERSAVO MENSILMENTE LA MIA META DI LOCAZIONE PUR NON ABITANDOCI MA RISPETTANDO IL CONTRATTO.
AL MOMENTO DELLA SCADENZA NATURALE DEL CONTRATTO SENTO IL PROPRIETARIO PER LA RISCOSSIONE DELLA META DELLA CAPARRA VERSATA E QUEST’ULTIMO NON MI RESTITUISCE NULLA. QUALE SAREBBE LA RISOLUZIONE?
Scritto il 20-11-2013 alle ore 19:11
Sarei interessato anche io ad avere una risposta alla domanda posta da Simona, che chiede se si ha comunque il diritto di chiedere il risarcimento nel caso in cui si accetta la restituzione dell’assegno. Grazie.
Scritto il 21-11-2013 alle ore 11:37
Rispondo al quesito posto sulla resitutzione.
Ove l’assegno non sia stato posto all’incasso e, addirittura, restituito alla parte “non inadempiente”, quest’ultima – ricevendo il titolo – non potrebbe esigere il doppio della somma.
E’ la stessa sentenza in commento, nell’ultimo capoverso, a chiarire che “… allorquando la caparra venga costituita mediante consegna di un assegno bancario, il comportamento del prenditore del titolo che, dopo averne accettato la consegna, ometta poi di porlo all’incasso, trattenendo comunque l’assegno E NON RESTITUENDOLO ALL’ACQUIRENTE [evidenzio in maisucolo il passaggio], è contrario a correttezza e buona fede e comporta a carico del prenditore l’insorgenza degli obblighi propri della caparra, nel senso che ove risulti inadempiente all’obbligazione cui si riferisce la caparra, egli sarà tenuto al pagamento di una somma pari al doppio di quella indicata nell’assegno.”.
Scritto il 4-12-2013 alle ore 18:21
salve pongo una questione, se in un preliminare di compravendita vengono versati 3 assegni, ma soltanto nel primo vi è la dizione caparra confirmatoria e conto prezzo, mentre negli altri 2 vi mensionato solo importo e dati dell’assegno, vengono considerati tutti e 3 a titolo di caparra oppure soltanto il primo.
Scritto il 11-12-2013 alle ore 15:30
quesito posto sulla restituzione.
AVV LUCA CAMPANA: Pur avendo restituito assegno di caparra all’acquirente e lo stesso accettata la sua restituzione (e lo scrive negli atti) in primo grado il giudice ha confermato la restituzione del doppio della caparra.
Abbiamo fatto Appello ma ho qualche possibilità di vedermi restituire cio’ che ho versato(ovvero il doppio della caparra)?
Quindi la sua risposta “non potrebbe esigere il doppio della caparra” come lo devo interpretare?
Le sarei grata se mi desse una risposta a breve.
Scritto il 12-12-2013 alle ore 10:22
Anch’io sarei interessato all’approfondimento della risposta a Simona
Scritto il 13-1-2014 alle ore 14:27
Gent.le Avv Campana, puo dare precisazione sul quesito posto da Simona il 11/12/2013?
Scritto il 29-1-2014 alle ore 15:04
Gentilmente avvocato anch’io sarei interessato alla richiesta di speigazioni di Simona del 11/12/2013
Scritto il 6-3-2014 alle ore 09:51
Gentilmente avvocato mi da una sua considerazione sulla mia del 11/12/2013.
Scritto il 8-3-2014 alle ore 14:28
Gentilissimo, prima che dia di matto, io un mese fa circa ho firmato un proposta di acquisto per una casa lasciando una caparra alla agenzia. Quest’ultima ha ceduto l’assegno al venditore quale lo ha incassato, poteva già farlo?
Scritto il 19-3-2014 alle ore 10:57
Chiarisco a tutti i lettori che il presente articolo è un abstract divulgativo e il blog che curo (come indicato nel disclaimer che gentilmente invito a leggere) non è la sede per fornire consulenze/chiarimenti di ogni singola posizione che va valutata caso per caso a mezzo di un legale debitamente incaricato.
Scritto il 30-8-2014 alle ore 14:38
Salve dovrei concludere un contratto di locazione commerciale 6+6. Io sono il locatore. Vorrei inserire nel contratto una caparra confirmatoria con la quale se il conduttore non adempie determinate cose, la perderebbe.
Siccome nel contratto credo non si possa inserire una caparra superiore a 3 mensilità, posso fare un contratto a parte per la caparra confirmatoria a questi collegato, ovviamente superiore alla somma delle tre mensilità?
Scritto il 18-2-2015 alle ore 11:15
Buongiorno come locatore ho stipulato un normale contratto di locazione 4+4 ad uso abitazione.
il conduttore mi ha pagato con assegno la prima mensilità e la caparra per l’appartamento, ma al momento della riscossione, la banca mi ha comunicato che l’assegno era scoperto e quindi inviato al protesto.
cosa posso fare per rientrare in possesso dell’appartamento? normale causa di sfratto o altro?
Scritto il 14-4-2015 alle ore 13:41
Gentile avv, le espongo il mio quesito. Caparra confirmatoria (così denominata nel contratto)di locazione immobile – diverso da abitativo – assegno regolarmente incassato. La conduttrice decide di andare via e si permette di non pagare gli ultimi due mesi di canone accordandosi con la locataria per la compensazione della somma dovuta. La locatrice al 20esimo giorno oltre al scadenza del termine di pagamento del primo canone scaduto notifica lo sfratto con richiesta di ingiunzione canoni scaduti. Senza intimazione scritta e soprattutto non rispettando l’accordo raggiunto.
Scritto il 19-5-2015 alle ore 19:55
Gentile Avv. mi può cortesemente rispondere alla seguente domanda ?
Verso 25.000€ di caparra per l’acquisto di un ufficio che regolarmente viene rogitato.
All’atto mi viene reso un assegno di 25.000€ che risulta poi scoperto. Dopo vari rimandi e sostituzione di assegni ne incasso 8.000. Viene emessa una cambiale dei 17.000 residui anch’essa insoluta. Dopo 3 anni di attesa e tentati pignoramenti non fruttiferi in quanto subentrati creditori privilegiati, che strade posso percorrere ?
Si può tentare una causa per frode o chiedere l’annullamento dell’atto e relativo risarcimento ?
Gabriella Celoria scrive:
Scritto il 15-1-2016 alle ore 14:59
Gentile Avvocato, Vorrei sapere a quali condizioni potrei recedere dalla vendita del mio appartamento dato che l’assegno relativo alla caparra confirmatoria non è stato ancora incassato ma è giacente presso l’agenzia di vendita in attesa che scada la condizione sospensiva prevista per l’acquisizione del mutuo da parte dell’acquirente
Scritto il 19-1-2016 alle ore 15:46
Chiarisco nuovamente a tutti i gentili lettori che il presente articolo è un abstract divulgativo e il blog che curo (come indicato nel disclaimer che invito a leggere) non è la sede per fornire consulenze/chiarimenti di ogni singola posizione che va valutata caso per caso a mezzo di un legale debitamente incaricato.
krilly scrive:
Scritto il 10-6-2017 alle ore 01:41
E se l’assegno o i contanti non sono stati incassati perché trattenuti dall’agenzia immobiliare e la proposta di acquisto porta il salvo accettazione mutuo?
Scritto il 6-7-2018 alle ore 16:39
Buongiorno, devo firmare un contratto di locazione, ma la casa verrà libera tra 2 mesi circa. Mi è stato chiesto un assegnò per l’agenzia immobiliare(per la mediazione) e un assegno equivalente a 1mensilità poi ovviamente un assegno per la cauzione. Mi si dice che l’assegno della 1mensilita verrà depositato alla firma del contratto. E corretto?
Scritto il 28-1-2019 alle ore 19:14
Salve , ho visto una mansarda tramite agenzia e mi hanno chiesto 2 cauzioni di cui una al proprietario una all’agenzia e una corrente , inoltre mi hanno detto che servirà anche un altra cauzione ancora da fare con assegno bancario che serve solo per tutelare loro il locatore . Mi può informare su quest’ultimo tipo di cauzione con assegno bancario ?
stefano cona scrive:
Scritto il 26-2-2019 alle ore 18:31
Io, parte venditrice, ho sottoscritto una proposta di acquisto che prevedeva una caparra confirmatoria tramite assegno bancario di 5.000 euro dato in consegna all’agenzia immobiliare in attesa delle verifiched di eventuali sospensive esistenti sull’immobile ( visure ipotecarie). Dopo 18 giorni l’Agenzia mi informava che led visure avevano dato buon esito e mi voleva consegnare l’assegno, dicendomi che non si era accorta che era post datato a un mese mezzo dalla firma della proposta. A quel punto io ho rifiutato l’assegno dicendo che per me la proposta era nulla. L’assegno era datato 15 Marzo e la proposta sottoscritta il 29 Gennaio. Ora mi chiedo se dovrò aspettarmi qualche sorpresa da parte dell’acquirente o dall’Agenzia stessa. Di fatto ho firmato una proposta di acquisto senza sapere che la caparra confirmatoria era rappresentata da un assegno post datato e quindi non incassabile. E’ nulla o no quella mia sottoscrizione ?