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Timestamp: 2019-04-21 02:31:03+00:00
Document Index: 11608160

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 23', 'art. 51', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 51']

Il CONSORZIO MU.SA. è lo strumento mediante il quale le Società di Mutuo Soccorso sanitarie o, più precisamente, le Mutue Sanitarie associate possono istituire e/o gestire, ciascuna in proporzione alla propria struttura organizzativa e in relazione alla presenza sul territorio, fondi sanitari e coperture collettive aziendali, originati da contratti o accordi o regolamenti aziendali ai sensi dell’art. 51, comma 2, lett. a) del TUIR DPR 917/86, che rappresentano un numero di assistiti elevato e/o distribuito su più territori, anche con dimensione nazionale.
Le Società di Mutuo Soccorso sono enti del Terzo settore ai sensi del D. lgs. 117/2017-Codice del Terzo settore, che svolgono attività di interesse generale e senza finalità di lucro a norma della Legge 3818/1886 modificata dall’art. 23 del Decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179 “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” convertito in legge del Parlamento il 13 dicembre 2012.
Esse erogano prestazioni, trattamenti, servizi e sussidi sanitari, socio-sanitari e assistenziali ai propri soci che possono essere sia persone fisiche sia persone giuridiche (fondi sanitari) in favore dei loro iscritti.
Le Società di Mutuo Soccorso sono assimilate agli enti con finalità assistenziale di cui all’art. 51, comma 2, lett. a) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi)-DPR 917/86, che stabilisce la non concorrenza al reddito dei contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale, in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, che operino negli ambiti di intervento stabiliti dal Decreto del Ministro della Salute del 31 marzo 2008 (Decreto Turco) modificato dal Decreto del Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali del 27 ottobre 2009 (Decreto Sacconi).
Tutte le Mutue Sanitarie aderenti al Consorzio Mu.Sa. sono iscritte all’Anagrafe dei Fondi Sanitari a norma di legge.
TRATTAMENTO FISCALE DEI CONTRIBUTI DI ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA
I contributi versati alle Mutue Sanitarie per l’erogazione dell’assistenza sanitaria integrativa a favore dei lavoratori dipendenti su base contrattuale o di accordo/regolamento aziendale beneficiano della deducibilità fiscale a favore del datore di lavoro o del lavoratore, a seconda del soggetto a cui il contributo è posto a carico.
Per il datore di lavoro l'importo dei contributi versati ad una Mutua Sanitaria costituisce un costo di lavoro dipendente ed è, perciò, interamente deducibile dal reddito d'impresa calcolato ai fini IRPEG. Inoltre, i contributi sanitari integrativi versati dal datore di lavoro all’ente assistenziale a favore dei propri dipendenti sono assoggettati al solo contributo di solidarietà del 10% da devolvere alle gestioni pensionistiche di legge cui sono iscritti i lavoratori.
Rimane invece fermo l'assoggettamento alla contribuzione ordinaria nel regime obbligatorio di appartenenza delle quote ed elementi retributivi a carico del lavoratore destinati al finanziamento delle forme di assistenza sanitaria integrativa (art. 6 D.lgs.314/97).
Nel caso in cui l’intero contributo o parte di esso sia a carico del lavoratore, il datore di lavoro tratterrà l’importo direttamente dalla retribuzione lorda del dipendente, a monte dell'imposizione fiscale. Pertanto, la certificazione che il datore di lavoro deve rilasciare ai propri dipendenti in qualità di sostituto d'imposta a norma dell'art. 7bis del D.P.R. 29/9/73 n. 600 (modello CUD), dovrà indicare nell’apposita casella l'ammontare dei contributi sanitari versati all’ente assistenziale che non hanno concorso a formare il reddito di lavoro dipendente.
Non concorrono a formare il reddito del lavoratore dipendente anche i contributi versati in favore di familiari, che siano o meno fiscalmente a carico (vd. Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 50/2002), sempreché detti contributi siano versati ad enti aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale.
Il lavoratore dipendente, in sede di dichiarazione annuale dei propri redditi, non deve fare alcun conteggio in quanto il reddito imponibile è già stato determinato dal datore di lavoro e riportato nel CUD. Nel caso in cui il lavoratore voglia estendere la copertura sanitaria ai familiari fiscalmente a carico e non a carico sostenendone il costo, il relativo contributo usufruirà dei benefici fiscali sopra descritti.
TRATTAMENTO FISCALE DELLE SPESE SANITARIE RIMBORSATE
Il lavoratore che ha ricevuto il rimborso delle spese sanitarie sostenute per effetto dei contributi esclusi dalla formazione del reddito da lavoro dipendente (deducibilità fiscale), potrà avvalersi, in sede di dichiarazione personale dei redditi, della detrazione d'imposta nella misura prevista dalla legge, limitatamente alla parte di spesa rimasta effettivamente a suo carico e non rimborsata.
Qualora siano stati versati contributi sanitari di importo superiore al limite previsto dalla legge (3.615,20 euro) per l’esclusione dal reddito, le spese sanitarie rimborsate potranno dar luogo alla detrazione d’imposta calcolata in proporzione alla quota dei contributi che ha concorso a formare il reddito del lavoratore dipendente e che pertanto è posta fuori dalla deducibilità fiscale.
CONTRIBUTI DI ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA E WELFARE AZIENDALE
Nell’ambito della normativa che regola l’agevolazione fiscale (imposta sostitutiva IRPEF pari al 10% + ordinaria contribuzione previdenziale) riconosciuta ai premi di risultato/produttività (tetto massimo 3.000 euro) spettanti ai lavoratori dipendenti del settore privato in esecuzione di contratti aziendali o territoriali (vd. Leggi stabilità 2016-17-18, Decreto Ministro del Lavoro 25 marzo 2016, nota direttoriale Ministero del Lavoro 22 luglio 2016e Circolari dell’Agenzia delle Entrate 28/E-2016 e 5/E-2018), è possibile, quando esplicitamente prevista dal contratto, la sostituzione di tutto il premio o di parte di esso con beni di welfare tra i quali sono indicati anche i contributi di assistenza sanitaria integrativa di cui all’art. 51, comma 2, lett. a) del TUIR, versati per volontà del lavoratore all’ente assistenziale prescelto, anche se eccedenti il limite di 3.615,20 euro fissato dal medesimo articolo (sempre tenendo conto che il tetto massimo di deducibilità del premio di risultato/produttività è 3.000 euro).
Ad esempio, se un lavoratore che usufruisce di un piano di assistenza sanitaria integrativa istituito in conformità ad un contratto o accordo o regolamento aziendale ed erogato attraverso una Mutua Sanitaria, vuole estendere l’assistenza anche ai propri familiari, può scegliere di sostituire l’eventuale premio di risultato/produttività, per intero o in parte secondo la necessità, con contributi aggiuntivi da versare alla Mutua e beneficiare così, oltre che dell’estensione del piano, anche della deducibilità integrale (defiscalizzazione e decontribuzione previdenziale) dei contributi versati.
Allo stesso modo, se un lavoratore vuole implementare il proprio piano di assistenza integrandolo con ulteriori prestazioni o coperture economiche superiori, i contributi aggiuntivi versati alla Mutua, sempre in esecuzione di previsioni contrattuali, sono integralmente deducibili.