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Timestamp: 2020-03-31 20:36:05+00:00
Document Index: 157640612

Matched Legal Cases: ['art. 380', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2697', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 5299 del 04/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5299 del 04/03/2011
Cassazione civile sez. trib., 04/03/2011, (ud. 26/01/2011, dep. 04/03/2011), n.5299
D.S.G., elettivamente domiciliato in Roma, via Claudio
Monteverdi n. 16, presso l’avv. Natola Giuseppe, che lo rappresenta e
n. 114/10/08, depositata il 22 ottobre 2008;
udito l’avv. Giuseppe Natola per il ricorrente;
SORRENTINO Federico, il quale ha dichiarato di aderire alla relazione
ex art. 380 bis c.p.c.
“1. D.S.G., in proprio e quale erede di C.M. A., propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio n. 114/10/08, depositata il 22 ottobre 2008, con la quale, accogliendo l’appello principale dell’Ufficio e rigettando quello incidentale del contribuente, e’ stata affermata la legittimita’ dell’avviso di rettifica e liquidazione dell’imposta di registro ed accessori emesso nei confronti di quest’ultimo in relazione alla vendita di un terreno sito nel comune di (OMISSIS), avvenuta nel 2001. In particolare, il giudice d’appello ha ritenuto, da un lato, che la natura agricola del terreno non fosse stata dimostrata in modo chiaro e convincente dal contribuente, e, dall’altro, che, invece, piena efficacia probatoria dovesse attribuirsi al certificato di destinazione urbanistica allegato all’atto di vendita e richiamato dalla stima dell’UTE. L’Agenzia delle entrate resiste con controricorso.
2. Il primo motivo, con il quale si denuncia vizio di motivazione della sentenza in relazione alla natura del terreno de quo, appare inammissibile, poiche’ si risolve in una generica e non autosufficiente contestazione della valutazione delle risultanze probatorie compiuta dal giudice di merito.
3. Il secondo motivo, con il quale si denuncia la violazione dell’art. 2697 cod. civ., sempre con riferimento alla natura del terreno compravenduto, appare manifestamente infondato, sia per le ragioni gia’ indicate in ordine al motivo precedente, sia perche’ la violazione di detta norma si configura soltanto nell’ipotesi in cui il giudice abbia attribuito l’onere della prova ad una parte diversa da quella che ne e’ gravata secondo le regole dettate dalla norma stessa, non anche quando, a seguito di una (asserita) incongrua valutazione delle acquisizioni istruttorie, il giudice abbia errato nel ritenere che la parte onerata abbia assolto tale onere (poiche’ in questo caso vi e’ soltanto un erroneo apprezzamento sull’esito della prova, sindacabile in sede di legittimita’ solo per il vizio di cui all’art. 360 c.p.c., n. 5).
4. Infine, il terzo motivo, con il quale si invoca l’efficacia di giudicato esterno della sentenza emessa dalla CTR del Lazio nei confronti della dante causa del ricorrente, con la quale e’ stata accertata la natura agricola del terreno, appare manifestamente infondato, se non altro perche’ tale sentenza si riferisce alla situazione dell’immobile nel 1983.
5. In conclusione, si ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio.”;
LA CORTE rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alle spese, che liquida in Euro 1300,00 per onorari, oltre spese prenotate a debito.