Source: https://www.capriasca.ch/Autorita-regionale-di-protezione-7-d6b04800
Timestamp: 2020-07-04 12:57:41+00:00
Document Index: 104444241

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 318', 'art. 325', 'art. 319', 'art. 320', 'art. 326', 'art. 327', 'art. 416']

- COMUNE DI CAPRIASCA
Autorità regionale di protezione 7 - sede di Capriasca (ex Commissione Tutoria) - è competente per i Comuni di Capriasca, Origlio e Ponte Capriasca.
L'autorità di protezione è l'autorità competente ad adottare e gestire le misure di protezione per maggiorenni e minorenni conformemente a quanto previsto dal Codice civile svizzero.
I principali compiti sono quelli di decidere l'istituzione di curatele, tutele volontarie e inabilitazioni, decretare privazioni provvisorie dell'esercizio dei diritti civili, designare tutori, curatori e assistenti, decretare le privazioni della libertà a scopo di assistenza ed approvare inventari, rendiconti e rapporti morali nonché, per quanto riguarda i minorenni, istituire le misure opportune, le curatele e privare i genitori della custodia o dell'autorità parentale.
Inventario ARP7
L’Autorità Regionale di Protezione è responsabile per il corretto e tempestivo allestimento dell'inventario. Specialmente nel caso
di tutori o curatori "privati" essa è tenuta a garantire la necessaria consulenza.
L'inventario deve essere compilato immediatamente all'apertura di ogni caso di tutela/curatela che comporta una gestione
patrimoniale. Tale compito incombe al tutore/curatore, ecc. e al delegato dell’Autorità Regionale di Protezione (art. 20 cpv. 1
ROPMA.). L'allestimento dell'inventario avviene con il concorso dell’interessato, se capace.
L'accertamento degli elementi del patrimonio si esegue con l'interrogatorio dell’interessato stesso (se capace), delle persone a lui
vicine o di quelle altrimenti suscettibili di fornire informazioni in merito alla sua situazione patrimoniale; con l'esame degli atti
(dichiarazione d'imposta, notifica di tassazione, estratti bancari, polizze d'assicurazione, corrispondenza con istituti di credito,
ispezione di eventuali cassette di sicurezza, ecc.). Dove necessario il tutore/curatore, rispettivamente il delegato procederanno alle
opportune verifiche presso gli istituti di credito, di assicurazione (pubblici o privati), casse pensioni, con l'appello ai creditori, ecc.
Se richiesto dalle circostanze l’Autorità Regionale di Protezione, il tutore o curatore ordinano subito misure cautelari a
salvaguardia del patrimonio dell’interessato (art. 20 cpv.2 ROPMA), mediante il blocco del registro fondiario, dei conti bancari, la
revoca di procure, il deposito di somme o di valori in luogo sicuro, ecc.
L’Autorità Regionale di Protezione deve approvare l'inventario entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della misura (art. 20
cpv. 2 ROPMA). Ove non risultasse possibile presentare ed approvare l'inventario completo nel termine massimo di sessanta giorni,
sarà inoltrato un rapporto provvisorio indicante i beni ed i valori conosciuti con la menzione di quelli presumibili o da verificare (art. 20
cpv.4 ROPMA). L’Autorità Regionale di Protezione assegna, in questo caso, un nuovo termine per l'inoltro dell'inventario definitivo.
L'inventario comprende l'elenco di tutti gli elementi attivi e passivi che formano il patrimonio del tutelato/curatelato tra cui: denaro
contante, somme depositate su libretti o conti correnti, titoli, oggetti di valore, immobili, crediti e debiti (con l'indicazione se sono
contestati o meno), polizze assicurative, partecipazioni a comunioni ereditarie, a società commerciali, a patrimoni comuni; vanno
invece adeguatamente menzionate in calce: garanzie, ipoteche, pegni, perdite presumibili sui crediti, ecc.
attivi: i singoli elementi del patrimonio devono essere elencati in dettaglio: in particolare il numero del conto o del libretto, il nome
della banca, valuta e nome dei titoli; nome e cognome del debitore, scadenza del credito; per i beni mobili va indicato il valore
venale; nel caso dei titoli il valore di mercato, per le obbligazioni il valore nominale; per le polizze assicurative, il valore di riscatto; per
oggetti d'arte o d'antiquariato il valore stimato (eventualmente occorrerà fare capo al concorso di un perito); mobili e oggetti d'uso
corrente - in particolare se rimangono a disposizione del pupillo e non presentano d'acchito un valore rilevante - possono essere
indicati riassuntivamente "pro memoria" senza indicazione del loro valore effettivo; i beni immobili possono essere indicati al valore
di stima ufficiale (se non è conosciuto il valore commerciale): deve inoltre essere indicato l'ubicazione ed il numero di mappa.
passivi: valgono gli stessi principi applicabili agli elementi dell'attivo. Nel caso di debiti vanno indicati il nome e cognome del
creditore, la scadenza del debito, ecc.
Se il tutelato/curatelato non possiede nulla, ciò dovrà essere dichiarato espressamente e non esime l'Autorità di protezione dalla
decisione di approvazione.
Ove nel corso del tempo si rendessero necessarie correzioni, il tutore/curatore provvederà alle opportune segnalazioni.
Inventario della sostanza del figlio ARP7
L'inventario deve contenere un elenco degli attivi e dei passivi. Per quanto riguarda gli attivi vanno precisati i libretti di risparmio, titoli, assicurazioni sulla vita, rendite, crediti diversi, ecc. Occorre inoltre indicare il numero, il valore ed il luogo dove sono depositati o custoditi. Per gli immobili occorre indicare il comune ed il numero di mappa. I passivi devono essere esposti indicandone in dettaglio gli importi, i creditori e le garanzie prestate. In caso di partecipazione a comunioni ereditarie deve essere indicato l'insieme dei beni che compongono l'eredità, il numero ed il nome degli eredi e le rispettive quote.
art. 318 cpv. 1 CC I genitori hanno il diritto ed il dovere di amministrare la sostanza del figlio finché è soggetto alla loro autorità. L'amministrazione dei genitori termina con la maggiore età del figlio, con la privazione dell'autorità parentale o con la privazione dell'amministrazione ai sensi dell'art. 325 cpv 1 CC.
art. 319 cpv. 1 CC I genitori possono impiegare i redditi della sostanza del figlio solo per il suo mantenimento, la sua educazione e istruzione. In quanto l'equità lo richieda possono attingervi anche per i bisogni dell'economia domestica.
art. 320 cpv. 2 CC I genitori possono attingere alla sostanza solo con il consenso dell'Autorità Regionale di Protezione, se necessario per provvedere alle spese di mantenimento, educazione o istruzione.
art. 326 CC Cessando l'autorità o l'amministrazione parentale, i genitori devono consegnare la sostanza al figlio divenuto maggiorenne od al suo rappresentante legale sulla scorta di un rendiconto.
art. 327 cpv. 1 e 2 CC 1. I genitori sono responsabili per la restituzione come un mandatario. 2. Di quanto fu da loro alienato in buona fede devono restituire il prezzo ricavato.
Rapporto morale ARP7
Rendiconto finanziario ARP 7
Il rendiconto, debitamente firmato, deve essere trasmesso con i documenti giustificativi, che risaranno restituiti,
all’Autorità regionale di protezione entro il mese di febbraio, salvo proroga autorizzata, in tante copie quante
richieste dalla stessa autorità.
Il rendiconto deve specificare le entrate e le uscite della gestione cui si riferisce nelle rispettive colonne entrate
d'esercizio e uscite d'esercizio.
Salvo quelle di minima importanza, le spese devono essere giustificate dal relativo documento (ricevuta ecc.)
numerato e unito al rendiconto.
Con il rendiconto devono essere trasmessi all’Autorità regionale di protezione i documenti (certificati di deposito
ecc.) atti a comprovare il deposito dei capitali, titoli, valori, ecc. Gli stessi saranno restituiti al tutore/curatore con la
crescita in giudicato della decisione di approvazione del rendiconto.
I tutori/curatori devono fare speciale menzione delle operazioni eccedenti l'ordinaria amministrazione,
segnatamente di quelle contemplate all’art. 416 CC (compera o vendita di beni immobili, costituzione di pegno,
contratti di affitto o di locazione, ecc.).
Il tutore/curatore sottopone il rendiconto finanziario e morale all'esame dell’interessato, se capace di
discernimento ed abbia compiuto i 16 anni, e lo invita ad apporvi il suo visto. Se ciò non avviene il tutore ne dà
I tutori/curatori devono presentare un rapporto sulle condizioni fisiche, intellettuali e morali del tutelato/curatelato
delle prospettive e dei progetti per il prossimo anno di esercizio (cfr. modulo rapporto morale).
Vanno iscritti al passivo le procedure esecutive e gli attestati carenza beni risultanti dall’estratto rilasciato,
gratuitamente, dall’ufficio esecuzioni e fallimenti. È opportuno, a fine anno, chiedere un aggiornamento della
situazione al 31.12. perché esistono debiti che diventano procedure esecutive (l’importo aumenta a seguito degli
interessi e delle spese esecutive) e procedure che diventano attestati di carenza beni.
Le variazioni dell’importo delle procedure esecutive, a fine esercizio, vanno riportate nel conto esercizio (utile
patrimoniale se diminuiscono, perdita patrimoniale se aumentano).
Utili patrimoniali: vanno indicati tutti i redditi e le entrate provenienti da sostanza e, in particolare:
- interessi sui conti bancari (al lordo dell’imposta preventiva che andrà iscritta quale credito all’attivo della
sostanza)
- aumento di valore degli investimenti bancari (salvo per le obbligazioni che, nonostante il corso, vanno sempre
indicate al valore nominale)
- affitti di proprietà immobiliari
- entrate straordinarie e irripetibili, ad esempio ricavi da successioni, eredità, donazioni, vincite ecc.
- aumenti di valore della sostanza immobiliare per revisione delle stime (nel caso di riattazioni o ristrutturazioni
limitatamente alla differenza tra l’investimento e l’aumento del valore)
- differenza, nel caso di alienazione di un immobile, fra il valore di stima e quello effettivamente incassato.
Perdite patrimoniali: vanno indicati a questa posizione, in particolare,
- le diminuzioni di valore degli investimenti bancari (ad esempio delle azioni o dei fondi di investimento)
- la differenza tra l’investimento effettuato per ristrutturare un immobile e l’aumento di valore di stima immobiliare:
normalmente quest’ultimo è inferiore
- la diminuzione del valore di stima degli immobili, conseguente per esempio ad una revisione delle stime
Gli ammortamenti ipotecari o di altri debiti non vanno iscritti alle uscite come spesa di esercizio in quanto
alla diminuzione di liquidità corrisponde una identica diminuzione del debito.
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Fax 091 936 03 86
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