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Timestamp: 2019-05-25 10:34:54+00:00
Document Index: 99037951

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 15', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 612', 'art. 309', 'art. 700', 'art. 55', 'art. 18', 'art. 55', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 615', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 34', 'sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ']

Foro Giuridico: dicembre 2015
In tema di accertamento tributario, la Sezione Tributaria ha affermato, che ai sensi dell'art. 42 del d.P.R. n. 600 del 1973, l'atto deve essere sottoscritto, a pena di nullità, dal capo dell'ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato (e, cioè, da un funzionario di area terza di cui al contratto del comparto delle agenzie fiscali per il quadriennio 2002-2005), di cui non è richiesta la qualifica dirigenziale, sicché non incide sulla sua validità la declaratoria d'incostituzionalità dell'art. 8, comma 24, del d.l. n. 16 del 2012, convertito nella legge n. 44 del 2012.
La sentenza redatta in formato elettronico dal giudice e da questi sottoscritta con firma digitale, ai sensi dell'art. 15 del d.m. 21 febbraio 2011, n. 44, non è affetta da nullità per difetto di sottoscrizione, attesa l'applicabilità al processo civile del cd. 'Codice dell'amministrazione digitale'.
Le Sezioni Unite, a soluzione di una questione di massima di particolare importanza, hanno affermato il principio secondo il quale in capo all'Amministrazione finanziaria solo per i tributi 'armonizzati' sussiste un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale, la cui violazione comporta l'invalidità dell'atto purché il contribuente abbia assolto all'onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere e non abbia proposto un'opposizione meramente pretestuosa, mentre per i contributi 'non armonizzati' non è rinvenibile, nella legislazione nazionale, un analogo
La Corte di Cassazione interviene nuovamente in materia di comodato, delineandone i termini e i presupposti in presenza dei quali il comodante può richiedere la restituzione dell'immobile. Due sorelle convengono in giudizio la cognata, madre di due figli, per ottenere, previo accertamento dell'estinzione del contratto di comodato stipulato in data 2 ottobre 2000, il rilascio dell'immobile oggetto del contratto e il risarcimento danno per occupazione sine titolo. Assumono le attrici che
La Cassazione con la sentenza n. 23793/2015 conferma l'orientamentogiù delineato dalla sentenza n. 11851/2015 in tema di risarcibilità in via autonoma del danno morale in caso di lesioni gravi. Il caso: una dipendente delle Poste Italiane instaura una causa nei confronti della società datrice di lavoro per sentirla condannare al risarcimento dei danni dalla medesima patiti in occasione d'una rapina, avvenuta ai danni dell'ufficio postale presso il quale lavora. In primo grado il
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 24788 del 4 dicembre 2015, si e` espressa in tema di Irap per attivita` artistiche. Nello specifico la Corte ha sancito che le spese sostenute dall`artista per il pagamento a terzi dei servizi di agenzia volti alla organizzazione di spettacoli, non possono essere assimilate a quelle che la norma prevede per le prestazioni di collaboratori, indice queste ultime di assoggettamento all`Irap. Clicca qui per leggere l`approfondimento pubblicato dall`Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro, a firma di Renzo La Costa.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25047/2015 si e` espressa in tema di licenziamento per giusta causa affermando che, ogni volta che la violazione commessa dal lavoratore non assume il carattere di grave negazione degli elementi essenziali del rapporto di lavoro ed in particolare non lede in maniera irreversibile la fiducia che sta alla base dello stesso, non à legittimamente configurabile la giusta causa a fondamento del licenziamento. Clicca qui per leggere l`approfondimento pubblicato dall`Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro, a firma di Renzo La Costa.
Corte di Cassazione sentenza n. 47256 del 30 novembre 2015. La Cassazione ha recentemente sentenziato che va esclusa la non punibilità del datore di lavoro per la particolare tenuità della somma non versata all`INPS a titolo di contributi previdenziali ed assistenziali, nel caso in cui l`omesso versamento sia ripetuto nel tempo. Per i Giudici l`ipotesi di non punibilità prevista dall`articolo 131-bis del codice penale è sì connessa alle soglie edittali, ma va valutata anche l`abitualità o meno del comportamento.
La Cassazione con la sentenza n. 47195/2015 torna ad occuparsi del reato di stalking, delineandone i caratteri ed i presupposti e soffermandosi in particolare su uno degli eventi tipici, lo stato di ansia o il fondato timore ex art. 612 bis c. p. Il Tribunale di Brescia, in sede di riesame, con ordinanza, ai sensi dell'art. 309 c. p. c. in data 7. 7. 2015 annullava l'ordinanza del G. i. p. del Tribunale di Mantova del 9. 6. 2015 con cui era stata applicata la misura della custodia in carcere
È inammissibile il regolamento preventivo di giurisdizione che si fondi sull'asserito eccesso di potere giurisdizionale del giudice per aver questi adottato un provvedimento d'urgenza ex art. 700 c.p.c. in materia nella quale la tutela cautelare è esclusa per legge e, inoltre, per non aver applicato, con il contestuale sollevamento di questione di legittimità costituzionale, la norma della cui legittimità dubitava, trattandosi di questioni non identificabili come di giurisdizione ai sensi degli artt. 37 e 41 c.p.c., che la Corte di cassazione, a sezioni unite, possa essere chiamata a
In caso di licenziamento intimato al pubblico impiegato in violazione di norme imperative, quali l'art. 55-bis, comma 4, del d.lgs. n. 165 del 2001, si applica la tutela reintegratoria di cui all'art. 18 ., come modificato dalla l. n. 92 del 2012, trattandosi di nullità prevista dalla legge.
Le Sezioni Unite civili, a soluzione di una questione di massima di particolare importanza, hanno affermato il principio secondo il quale l'impugnazione del garante riguardo al rapporto principale, tanto nel caso in cui la chiamata si sia esaurita nella sola richiesta di estensione soggettiva dell'accertamento sul rapporto principale al garante, quanto nel caso in cui ad essa sia stata cumulata la domanda di garanzia, è idonea ad investire il giudice dell'impugnazione anche a favore del garantito, attesa la struttura necessaria del litisconsorzio sul piano processuale e considerato che è
La Prima Sezione Civile, andando di contrario avviso ad un proprio precedente specifico ma muovendosi nel solco di un orientamento generale ormai prevalente in materia di incompatibilità, ha escluso che la partecipazione del giudice delegato che ha deciso sulla domanda di insinuazione al passivo fallimentare al collegio giudicante chiamato a pronunciarsi sulla conseguente opposizione allo stato passivo possa determinare la nullità della decisione, in quanto l'incompatibilità prevista dalla legge può dar luogo soltanto all'esercizio del potere di ricusazione, che la parte interessata ha
Le Sezioni Unite, a soluzione di una questione di massima di particolare importanza, hanno affermato il principio secondo cui ove il diritto non si possa far valere se non con un atto processuale la prescrizione è interrotta dall'atto di esercizio del diritto, ovvero dalla consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario per la notifica, mentre in ogni altro caso opera la soluzione opposta.
In materia di pubblico impiego, l'organo competente per il procedimento disciplinare è quello, ex art. 55 bis, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001, del luogo in cui il dipendente, anche se in posizione di distacco, presta effettivamente la propria attività lavorativa.
Cassazione Civile Sezioni unite, sentenza 9.12.2015 n. 24823
Con la sentenza n. 23133/2015 la Corte di Cassazione si pronuncia in merito ai criteri di ripartizione delle spese di CTU tra le parti del giudizio e ai rapporti tra decreto provvisorio di liquidazione e sentenza definitiva. Nella fattispecie sottoposta all'attenzione della Suprema Corte, un società propone avanti al GdP opposizione a precetto ex art. 615 c. p. c notificatogli da una CTU, unitamente al decreto di liquidazione emesso dal Tribunale, con il quale era stato riconosciuto a
In tema di responsabilità professionale dell'avvocato, si segnala una interessante sentenza della Corte di Cassazione, che ne delinea i presupposti e i limiti di operatività anche nel caso di mancata o carente attività istruttoria. Il caso prende le mosse da una procedura per l'accertamento dell'obbligo del terzo promosso dal legale di due creditori a seguito della contestazione delle dichiarazioni negative rese dai terzi pignorati in sede di esecuzione presso terzi.
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con le pronunce del 24 novembre 2015, nn. 46625 e 46624, hanno affrontato due interessanti questioni: "se la circostanza aggravante prevista dall'art. 186, comma 2-bis, cod. strad., in riferimento al reato di guida in stato di ebbrezza, sia applicabile anche al rifiuto di sottoporsi all'accertamento per la verifica dello stato di ebbrezza di cui all'art. 186, comma 7, cod. strad." e "se, nel caso di rifiuto a sottoporsi all'esame alcolimentrico previsto dall'art. 186, comma 7, del codice della strada, il rinvio operato dalla norma all'art. 186,
Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 7.10.2015 n. 40272
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23233 del 13 novembre 2015 ha chiarito che al fine di stabilire Continua Giurdanella.it .
Per la Cassazione anche i dipendenti pubblici possono essere licenziati. La sentenza n. 24157/2015 della Corte di Cassazione ha chiarito una questione che è stata oggetto di discussione e orientamenti giurisprudenziali contrastanti: quella della estensibilità anche al pubblico impiego dell'art. 18 dello St. Lav. , come modificato dalla legge Fornero e di recente dal Jobs Act. Un dirigente di un Consorzio impugna il licenziamento disciplinare intimatogli con delibera
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24157 del 25 novembre 2015, ha dichiarato che l'art. 18, così come Continua Giurdanella.it .
Importantissima la sentenza emanata il 5 novembre 2015 dalla Corte di cassazione relativamente al riconoscimento del danno biologico in seguito al demansionamento.
In materia di divorzio giudiziale, la Cassazione ribadisce la competenza del giudice del luogo di residenza del convenuto, anche se la coppia ha dei figli minori. Con l' ordinanza n. 24099 del 25/11/2015 la Corte di Cassazione conferma l'ordinanza del Tribunale di Firenze, che, in un procedimento di divorzio tra M. e L. , dichiarava la propria incompetenza territoriale in favore del Tribunale di Prato, ove risiede il marito M. , convenuto in giudizio, ai sensi dell'art. 4 L. 898/1970, mentre
La VI sezione penale della Corte di Cassazione interviene con forza dirompente in una fattispecie che hagiù diviso la giurisprudenza di merito. Ci eravamogiù occupati, da un punto di vista civilistico, della problematica relativa alla possibilità di sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di godimento seperato ( "Condomino moroso, che fare? Breve panoramica sulle procedure per il recupero forzoso del credito ") Come comportarsi nei confronti dei.
La Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi intorno ad un'interessante questione in materia di contratto di trasporto marittimo internazionale su polizza di carico.
L'individuazione dei presupposti per l'applicabilità del rito di cui all'art. 1, commi 47 e seg., l. n. 92 del 2012 rientra nei poteri-doveri del giudice, in quanto detto rito integra una tecnica di tutela volta ad abbreviare i tempi per la decisione definitiva, ogni qual volta la domanda abbia ad oggetto l'impugnativa di un licenziamento rientrante nelle ipotesi di cui all'art. 18 della l. n. 300 del 1970, non potendo il lavoratore licenziato rinunciare al rito speciale, non essendo la specialità prevista nel suo esclusivo interesse.
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 22907/2015 si occupa di una problematica non così infrequente in materia di successioni: simulazione di atti di disposizione del de cuius e tutela dei legittimari pretermessi. Due sorelle, in qualità di eredi legittimari del padre, deceduto ab intestato, citavano in giudizio gli altri fratelli per sentir dichiarare che l'atto pubblico con il quale il padre aveva venduto anni addietro ad uno dei figli ( e alla di lui moglie) un terreno agricolo
La Corte di Cassazione, nella sentenza depositata il 28 ottobre 2015, n. 22008, ha confermato l'orientamento che sanziona, attraverso la nullità, la clausola arbitrale, contenuta negli statuti societari, qualora non demandi la nomina degli arbitri a soggetti estranei alla società, in virtù della prescrizione di cui al comma secondo dell'art. 34, D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 5.
Nella vicenda in esame la Corte di Cassazione ha cassato il decreto di omologazione del concordato di una società in nome collettivo costituita attraverso il conferimento del patrimonio di quattro società di capitali, a loro volta ammesse al medesimo concordato in veste di soci illimitatamente responsabili.
Questione dei Dirigenti Illegittimi Commento alle sentenze della Corte di Cassazione n. 22810, n. 22800 e n. 22803 del 9 novembre 2015 A) Esposizione della vicenda Con una pronuncia shock, la Corte Costituzionale con la sentenza 17 marzo 2015, n. 37 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 8, comma
Cassazione, Sezione IV Penale, Sentenza 3.7.2015 n. 35571
Corte di Cassazione Sentenza n. 24007 del 25 novembre 2015. La Corte di Cassazione ha recentemente ribadito che l`impresa deve versare le ritenute alla fonte nel caso di concessione a titolo gratuito dell`abitazione al proprio amministratore, in qualità di fringe benefit, salvo il caso in cui l`utilizzo del bene sia sporadico. I "fabbricati concessi in locazione, in uso o in comodato", come previsto dall`articolo 51 del TUIR a lettera c) del comma 4, vanno infatti ricondotti alla sfera reddituale del beneficiario.
Corte di Cassazione sentenza n. 24277 del 27 novembre 2015. La Cassazione ha recentemente sentenziato che i costi di manutenzione straordinaria sostenuti su un immobile di terzi sono deducibili, a prescindere quindi dalla proprietà del bene da parte del soggetto che esegue i lavori. Non opera alcuna limitazione con riferimento al diritto di proprietà dell`immobile, essendo sufficiente che i costi siano stati sostenuti nell`esercizio dell`impresa, al fine della realizzazione del miglior esercizio dell`attività imprenditoriale e dell`aumento della redditività della stessa, e che risultino dalla
Nei decreti del Jobs Act nessun riferimento agli statali perché finora il Governo si è sempre schierato contro l'estensione della riforma