Source: https://www.yumpu.com/it/document/view/41287687/decreto-del-presidente-della-repubblica-26-agosto-1993-n-412
Timestamp: 2020-04-06 19:42:02+00:00
Document Index: 161800270

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 28', 'art.26', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 28', 'art. 8', 'art. 31', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 4']

Decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzionedegli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazionedell'art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10(modificato dal d.P.R. 21 dicembre 1999, n. 551, in G.U. n. 81 del 6 aprile 2000)Art. 1. Definizioni.1. Ai fini dell'applicazione del presente regolamento si intende:a) per «edificio», un sistema costituito dalle strutture edilizie esterne che delimitano unospazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gliimpianti, dispositivi tecnologici ed arredi che si trovano al suo interno; la superficie esternache delimita un edificio può confinare con tutti o alcuni di questi elementi: l'ambienteesterno, il terreno, altri edifici;b) per «edificio di proprietà pubblica», un edificio di proprietà dello Stato, delle Regioni,degli Enti Locali, nonché di altri Enti Pubblici, anche economici, destinato sia allosvolgimento delle attività dell'Ente, sia ad altre attività o usi, compreso quello di abitazioneprivata;c) per «edificio adibito ad uso pubblico», un edificio nel quale si svolge, in tutto o in parte,l'attività istituzionale di Enti pubblici;d) per «edificio di nuova costruzione», salvo quanto previsto dall'articolo 7 comma 3, unedificio per il quale la richiesta di concessione edilizia sia stata presentata successivamentealla data di entrata in vigore del regolamento stesso;e) per «climatizzazione invernale», l'insieme di funzioni atte ad assicurare, durante il periododi esercizio dell'impianto termico consentito dalle disposizioni del presente regolamento, ilbenessere degli occupanti mediante il controllo, all'interno degli ambienti, della temperaturae, ove presenti dispositivi idonei, della umidità, della portata di rinnovo e della purezzadell'aria;f) per «impianto termico», un impianto tecnologico destinato alla climatizzazione degliambienti con o senza produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari o alla solaproduzione centralizzata di acqua calda per gli stessi usi, comprendente i sistemi diproduzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e dicontrollo; sono quindi compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento,mentre non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, radiatoriindividuali, scaldacqua unifamiliari;g) per «impianto termico di nuova installazione», un impianto termico installato in un edificiodi nuova costruzione o in un edificio o porzione di edificio antecedente privo di impiantotermico;h) per «manutenzione ordinaria dell'impianto termico», le operazioni specificamente previstenei libretti d'uso e manutenzione degli apparecchi e componenti che possono essereeffettuate in luogo con strumenti ed attrezzature di corredo agli apparecchi e componentistessi e che comportino l'impiego di attrezzature e di materiali di consumo d'uso corrente;i) per «manutenzione straordinaria dell'impianto termico», gli interventi atti a ricondurre ilfunzionamento dell'impianto a quello previsto dal progetto e/o dalla normativa vigentemediante il ricorso, in tutto o in parte, a mezzi, attrezzature, strumentazioni, riparazioni,ricambi di parti, ripristini, revisione o sostituzione di apparecchi o componenti dell'impiantotermico;j) per «proprietario dell'impianto termico», chi è proprietario, in tutto o in parte,dell'impianto termico; nel caso di edifici dotati di impianti termici centralizzati amministrati incondominio e nel caso di soggetti diversi dalle persone fisiche gli obblighi e le responsabilitàposti a carico del proprietario del presente regolamento sono da intendersi riferito agliAmministratori;l) per «ristrutturazione di un impianto termico», gli interventi rivolti a trasformare l'impiantotermico mediante un insieme sistematico di opere che comportino la modifica sostanziale siadei sistemi di produzione che di distribuzione del calore; rientrano in questa categoria anchela trasformazione di un impianto termico centralizzato in impianti termici individuali nonchéla risistemazione impiantistica nelle singole unità immobiliari o parti di edificio in caso di
installazione di un impianto termico individuale previo distacco dall'impianto termicocentralizzato;m) per «sostituzione di un generatore di calore», la rimozione di un vecchio generatore el'installazione di un altro nuovo destinato ad erogare energia termica alle medesime utenze;n) per «esercizio e manutenzione di un impianto termico», il complesso di operazioni checomporta l'assunzione di responsabilità finalizzata alla gestione degli impianti includente:conduzione, manutenzione ordinaria e straordinaria e controllo, nel rispetto delle norme inmateria di sicurezza, di contenimento dei consumi energetici e di salvaguardia ambientale;o) per «terzo responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto termico», lapersona fisica o giuridica che, essendo in possesso dei requisiti previsti dalle normativevigenti e comunque di idonea capacità tecnica, economica, organizzativa, è delegata dalproprietario ad assumere la responsabilità dell'esercizio, della manutenzione e dell'adozionedelle misure necessarie al contenimento dei consumi energetici;p) per «contratto servizio energia», l'atto contrattuale che disciplina l'erogazione dei beni eservizi necessari a mantenere le condizioni di comfort negli edifici nel rispetto delle vigentileggi in materia di uso razionale dell'energia, di sicurezza e di salvaguardia dell'ambiente,provvedendo nel contempo al miglioramento del processo di trasformazione e di utilizzodell'energia;q) per «valori nominali» delle potenze e dei rendimenti di cui ai punti successivi, quellidichiarati e garantiti dal costruttore per il regime di funzionamento continuo;r) per «potenza termica del focolare» di un generatore di calore, il prodotto del poterecalorifico inferiore del combustibile impiegato e della portata di combustibile bruciato; l'unitàdi misura utilizzata è il kW;s) per «potenza termica convenzionale» di un generatore di calore, la potenza termica delfocolare diminuita della potenza termica persa al camino; l'unità di misura utilizzata è il kW;t) per «potenza termica utile» di un generatore di calore, la quantità di calore trasferitanell'unità di tempo al fluido termovettore, corrispondente alla potenza termica del focolarediminuita della potenza termica scambiata dall'involucro del generatore con l'ambiente edella potenza termica persa al camino; l'unità di misura utilizzata è il kW;u) per «rendimento di combustione», sinonimo di «rendimento termico convenzionale» di ungeneratore di calore, il rapporto tra la potenza termica convenzionale e la potenza termicadel focolare;v) per «rendimento termico utile» di un generatore di calore, il rapporto tra la potenzatermica utile e la potenza termica del focolare;w) per «temperatura dell'aria in un ambiente», la temperatura dell'aria misurata secondo lemodalità prescritte dalla norma tecnica UNI 5364;z) per «gradi-giorno» di una località, la somma, estesa a tutti i giorni di un periodo annualeconvenzionale di riscaldamento, delle sole differenze positive giornaliere tra la temperaturadell'ambiente, convenzionalmente fissata a 20 °C, e la temperatura media esternagiornaliera; l'unità di misura utilizzata è il grado-giorno (GG).Art. 2. Individuazione della zona climatica e dei gradi-giorno1. Il territorio nazionale è suddiviso nelle seguenti sei zone climatiche in funzione dei gradi-giorno,indipendentemente dalla ubicazione geografica:Zona A: comuni che presentano un numero di gradi-giorno non superiore a 600;Zona B: comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 600 e non superiorea 900;Zona C: comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 900 e non superiorea 1.400;Zona D: comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 1.400 e nonsuperiore a 2.100;Zona E: comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 2.100 e nonsuperiore a 3.000;Zona F: comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 3.000.2. La tabella in allegato A, ordinata per regioni e province, riporta per ciascun comune l'altitudine della casacomunale, i gradi-giorno e la zona climatica di appartenenza. Detta tabella può essere modificata ed
1. Durante il periodo in cui é in funzione l'impianto di climatizzazione invernale, la media aritmetica delletemperature dell'aria nei diversi ambienti di ogni singola unità immobiliare, definite e misurate come indicatoal comma 1, lettera w, dell'articolo 1, non deve superare i seguenti valori con le tolleranze a fianco indicate:a) 18 (gradi)C + 2 (gradi)C di tolleranza per gli edifici rientranti nella categoria E.8;b) 20 (gradi)C + 2 (gradi)C di tolleranza per gli edifici rientranti nelle categorie diverse daE.8.2. Il mantenimento della temperatura dell'aria negli ambienti entro i limiti fissati al comma 1 deve essereottenuto con accorgimenti che non comportino spreco di energia.3. Per gli edifici classificati E.3, ed E.6 (1), le autorità comunali, con le procedure di cui al comma 5, possonoconcedere deroghe motivate al limite massimo del valore della temperatura dell'aria negli ambienti durante ilperiodo in cui è in funzione l'impianto di climatizzazione invernale, qualora elementi oggettivi legati alladestinazione d'uso giustifichino temperature più elevate di detti valori.4. Per gli edifici classificati come E.8 sono concesse deroghe al limite massimo della temperatura dell'arianegli ambienti, durante il periodo in cui è in funzione l'impianto di climatizzazione invernale, qualora siverifichi almeno una delle seguenti condizioni:a) le esigenze tecnologiche o di produzione richiedano temperature superiori al valore limite;b) l'energia termica per il riscaldamento ambiente derivi da sorgente non convenientementeutilizzabile in altro modo.5. Ferme restando le deroghe già concesse per gli edifici esistenti in base alle normative all'epoca vigenti, ivalori di temperatura fissati in deroga ai sensi dei commi 3 e 4 devono essere riportati nella relazione tecnicadi cui all'articolo 28 della legge 9 gennaio 1991, n. 10 assieme agli elementi tecnici di carattere oggettivo cheli giustificano. Prima dell'inizio lavori le autorità comunali devono fornire il benestare per l'adozione di talivalori di temperatura; qualora il consenso non pervenga entro 60 giorni dalla presentazione della suddettarelazione tecnica, questo si intende accordato, salvo che non sia stato notificato prima della scadenza unprovvedimento interruttivo o di diniego riguardante le risultanze della relazione tecnica.Art. 5. Requisiti e dimensionamento degli impianti termici1. 2. (abrogati dall'articolo 16 del d.lgs. n. 192 del 2005)3. (abrogato dall'articolo 16 del d.lgs. n. 192 del 2005, come modificato dall'articolo 7 del d.lgs. n. 311 del2006)4. (abrogato dall'articolo 16 del d.lgs. n. 192 del 2005)5. Negli impianti termici ad acqua calda per la climatizzazione invernale con potenza nominale superiore a350 kW, la potenza deve essere ripartita almeno su due generatori di calore. Alla ripartizione di cui sopra èammessa deroga nel caso di sostituzione di generatore di calore già esistente, qualora ostino obiettiviimpedimenti di natura tecnica o economica quali ad esempio la limitata disponibilità di spazio nella centraletermica.6. Negli impianti termici di nuova installazione, nonché in quelli sottoposti a ristrutturazione, la produzionecentralizzata dell'energia termica necessaria alla climatizzazione invernale degli ambienti ed alla produzionedi acqua calda per usi igienici e sanitari per una pluralità di utenze, deve essere effettuata con generatori dicalore separati, fatte salve eventuali situazioni per le quali si possa dimostrare che l'adozione di un unicogeneratore di calore non determini maggiori consumi di energia o comporti impedimenti di natura tecnica oeconomica. Gli elementi tecnico-economici che giustificano la scelta di un unico generatore vanno riportatinella relazione tecnica di cui all'art. 28 della legge 9 gennaio 1991, n. 10. L'applicazione della norma tecnicaUNI 8065, relativa ai sistemi di trattamento dell'acqua, è prescritta, nei limiti e con le specifiche indicate nellanorma stessa, per gli impianti termici di nuova installazione con potenza complessiva superiore o uguale a350 kW.7. Negli impianti termici di nuova installazione e in quelli sottoposti a ristrutturazione, i generatori di caloredestinati alla produzione centralizzata di acqua calda per usi igienici e sanitari per una pluralità di utenze ditipo abitativo devono essere dimensionati secondo le norme tecniche UNI 9182, devono disporre di unsistema di accumulo dell'acqua calda di capacità adeguata, coibentato in funzione del diametro dei serbatoisecondo le indicazioni valide per tubazioni di cui all'ultima colonna dell'allegato B e devono essere progettatie condotti in modo che la temperatura dell'acqua, misurata nel punto di immissione della rete didistribuzione, non superi i 48 °C, +5 °C di tolleranza.8. Negli impianti termici di nuova installazione, nella ristrutturazione degli impianti termici nonché nellasostituzione di generatori di calore destinati alla produzione di energia per la climatizzazione invernale o per
la produzione di acqua calda sanitaria, per ciascun generatore di calore deve essere realizzato almeno unpunto di prelievo dei prodotti della combustione sul condotto tra la cassa dei fumi del generatore stesso ed ilcamino allo scopo di consentire l'inserzione di sonde per la determinazione del rendimento di combustione edella composizione dei gas di scarico ai fini del rispetto delle vigenti disposizioni.9. Gli impianti termici siti negli edifici costituiti da più unità immobiliari devono essere collegati ad appositicamini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti di combustione, con sbocco sopra il tettodell'edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente, nei seguenti casi:- nuove installazioni di impianti termici, anche se al servizio delle singole unità immobiliari;- ristrutturazioni di impianti termici centralizzati;- ristrutturazioni della totalità degli impianti termici individuali appartenenti ad uno stesso edificio;- trasformazioni da impianto termico centralizzato a impianti individuali;- impianti termici individuali realizzati dai singoli previo distacco dall'impianto centralizzato.Fatte salve diverse disposizioni normative, ivi comprese quelle contenute nei regolamenti edilizi locali e lorosuccessive modificazioni, le disposizioni del presente comma possono non essere applicate in caso di merasostituzione di generatori di calore individuali e nei seguenti casi, qualora si adottino generatori di caloreche, per i valori di emissioni nei prodotti della combustione, appartengano alla classe meno inquinanteprevista dalla norma tecnica UNI EN 297:singole ristrutturazioni di impianti termici individuali già esistenti, siti in stabili plurifamiliari, qualora nellaversione iniziale non dispongano già di camini, canne fumarie o sistemi d'evacuazione dei prodotti dellacombustione con sbocco sopra il tetto dell'edificio, funzionali ed idonei o comunque adeguabili allaapplicazione di apparecchi con combustione asservita da ventilatore;nuove installazioni di impianti termici individuali in edificio assoggettato dalla legislazione nazionale oregionale vigente a categorie di intervento di tipo conservativo, precedentemente mai dotato di alcun tipo diimpianto termico, a condizione che non esista camino, canna fumaria o sistema di evacuazione fumifunzionale ed idoneo, o comunque adeguabile allo scopo.Resta ferma anche per le disposizioni del presente articolo l'inapplicabilità agli apparecchi non consideratiimpianti termici in base all'art. 1, comma 1, lettera f), quali: stufe, caminetti, radiatori individuali, scaldacquaunifamiliari.10. In tutti i casi di nuova installazione o di ristrutturazione dell'impianto termico, che comportinol'installazione di generatori di calore individuali che rientrano nel campo di applicazione della direttiva90/396/CEE del 29 giugno 1990, è prescritto l'impiego di generatori muniti di marcatura CE. In ogni caso igeneratori di calore di tipo B1 (secondo classificazione della norma tecnica UNI-CIG 7129) installatiall'interno di locali abitati devono essere muniti all'origine di un dispositivo di sicurezza dello scarico deiprodotti della combustione, secondo quanto indicato nella norma tecnica UNI-CIG EN 297 del 1996.(comma così modificato dall'articolo 44 della legge n. 39 del 2002)11. Negli impianti termici di nuova installazione e nelle opere di ristrutturazione degli impianti termici, la retedi distribuzione deve essere progettata in modo da assicurare un valore del rendimento medio stagionale didistribuzione compatibile con le disposizioni di cui al comma 1 relative al rendimento globale mediostagionale. In ogni caso, come prescrizione minimale, tutte le tubazioni di distribuzione del calore, compresequelle montanti in traccia o situate nelle intercapedini delle tamponature a cassetta, anche quando questeultime siano isolate termicamente, devono essere installate e coibentate, secondo le modalità riportatenell'allegato B al presente decreto. La messa in opera della coibentazione deve essere effettuata in modo dagarantire il mantenimento delle caratteristiche fisiche e funzionali dei materiali coibenti e di quelli dacostruzione, tenendo conto in particolare della permeabilità al vapore dello strato isolante, delle condizionitermoigrometriche dell'ambiente, della temperatura del fluido termovettore. Tubazioni portanti fluidi atemperature diverse, quali ad esempio le tubazioni di mandata e ritorno dell'impianto termico, devono esserecoibentate separatamente.12. Negli impianti termici di nuova installazione e in quelli sottoposti a ristrutturazione, qualora sianocircoscrivibili zone di edificio a diverso fattore di occupazione (ad esempio singoli appartamenti ed uffici,zone di guardiania, uffici amministrativi nelle scuole), è prescritto che l'impianto termico per laclimatizzazione invernale sia dotato di un sistema di distribuzione a zone che consenta la parzializzazione didetta climatizzazione in relazione alle condizioni di occupazione dei locali.13. Negli impianti termici di nuova installazione e nei casi di ristrutturazione dell'impianto termico, qualoraper il rinnovo dell'aria nei locali siano adottati sistemi a ventilazione meccanica controllata, è prescrittal'adozione di apparecchiature per il recupero del calore disperso per rinnovo dell'aria ogni qual volta laportata totale dell'aria di ricambio G ed il numero di ore annue di funzionamento M dei sistemi di ventilazionesiano superiori ai valori limite riportati nell'allegato C del presente decreto.
14. L'installazione nonché la ristrutturazione degli impianti termici deve essere effettuata da un soggetto inpossesso dei requisiti di cui agli art. 2 e 3 della legge 5 marzo 1990, n. 46, attenendosi alle prescrizionicontenute nella relazione tecnica di cui all'art. 28 della legge 9 gennaio 1991, n. 10.15. Per gli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico è fatto obbligo, ai sensi del comma 7 dell'art.26 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, di soddisfare il fabbisogno energetico favorendo il ricorso a fontirinnovabili di energia o assimilate ai sensi dell'art. 1 comma 3 della legge 10 stessa, salvo impedimenti dinatura tecnica od economica. Per quanto riguarda gli impianti termici, tale obbligo si determina in caso dinuova installazione o di ristrutturazione. Gli eventuali impedimenti di natura tecnica od economica devonoessere evidenziati nel progetto e nella relazione tecnica di cui al comma 1 dell'art. 28 della legge stessarelativi all'impianto termico, riportando le specifiche valutazioni che hanno determinato la non applicabilitàdel ricorso alle fonti rinnovabili o assimilate.16. Ai fini di cui al comma 15 il limite di convenienza economica, per gli impianti di produzione di energia dinuova installazione o da ristrutturare, che determina l'obbligo del ricorso alle fonti rinnovabili di energia oassimilate è determinato dal recupero entro un periodo di otto anni degli extracosti dell'impianto che utilizzale fonti rinnovabili o assimilate rispetto ad un impianto convenzionale; il recupero, calcolato come tempo diritorno semplice, è determinato dalle minori spese per l'acquisto del combustibile, o di altri vettori energetici,valutate ai costi di fornitura all'atto della compilazione del progetto, e dagli eventuali introiti determinati dallavendita della sovrapproduzione di energia elettrica o termica a terzi. Il tempo di ritorno semplice è elevatoda otto a dieci anni per edifici siti nei centri urbani dei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti,al fine di tener conto della maggior importanza dell'impatto ambientale.17. Nel caso l'impianto per produzione di energia venga utilizzato oltre che per la climatizzazione invernale eper la produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari anche per altri usi, compreso l'utilizzo di energiameccanica e l'utilizzo o la vendita a terzi di energia elettrica, le valutazioni comparative tecniche edeconomiche di cui ai commi 15 e 16 vanno effettuate globalmente tenendo conto anche dei suddetti utilizzi evendite.18. L'allegato D al presente decreto individua alcune tecnologie di utilizzo delle fonti rinnovabili di energia oassimilate elettivamente indicate per la produzione di energia per specifiche categorie di edifici. L'adozione didette tecnologie per dette categorie di edifici deve essere specificatamente valutata in sede di progetto e direlazione tecnica di cui all'art. 28 della legge 9 gennaio 1991, n. 10 senza che tale adempimento esoneri ilprogettista dal valutare la possibilità al ricorso ad altre tecnologie d'utilizzo di fonti rinnovabili di energia oassimilate, da lui ritenute valide.Art. 6. Rendimento minimo dei generatori di calore1. Negli impianti termici di nuova installazione, nella ristrutturazione degli impianti termici nonché nellasostituzione di generatori di calore, i generatori di calore ad acqua calda di potenza nominale utile pari oinferiore a 400 kW devono avere un "rendimento termico utile" conforme a quanto prescritto dal decreto delPresidente della Repubblica 15 novembre 1996, n. 660. I generatori ad acqua calda di potenza superioredevono rispettare i limiti di rendimento fissati dal medesimo decreto del Presidente della Repubblica per lecaldaie di potenza pari a 400 kW. I generatori di calore ad aria calda devono avere un "rendimento dicombustione" non inferiore ai valori riportati nell'allegato E al presente decreto.2. Alle disposizioni di cui al comma 1 non sono soggetti:a) i generatori di calore alimentati a combustibili solidi;b) i generatori di calore appositamente concepiti per essere alimentati con combustibili le cuicaratteristiche si discostano sensibilmente da quelle dei combustibili liquidi o gassosicomunemente commercializzati, quali ad esempio gas residui di lavorazioni, biogas;c) i generatori di calore policombustibili limitatamente alle condizioni di funzionamento concombustibili di cui alla lettera b)Art. 7. Termoregolazione e contabilizzazione1. Fermo restando che gli edifici la cui concessione edilizia sia stata rilasciata antecedentemente all'entrata invigore del presente decreto devono disporre dei sistemi di regolazione e controllo previsti dalle precedentinormative, le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano agli impianti termici di nuovainstallazione e nei casi di ristrutturazione degli impianti termici.2. Negli impianti termici centralizzati adibiti al riscaldamento ambientale per una pluralità di utenze, qualorala potenza nominale del generatore di calore o quella complessiva dei generatori di calore sia uguale osuperiore a 35 kW, è prescritta l'adozione di un gruppo termoregolatore dotato di programmatore checonsenta la regolazione della temperatura ambiente almeno su due livelli a valori sigillabili nell'arco delle 24ore. Il gruppo termoregolatore deve essere pilotato da una sonda termometrica di rilevamento della
temperatura esterna. La temperatura esterna e le temperature di mandata e di ritorno del fluidotermovettore devono essere misurate con una incertezza non superiore a ±2 °C.3. Ai sensi del comma 6 dell'art. 26 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, gli impianti di riscaldamento alservizio di edifici di nuova costruzione, la cui concessione edilizia sia stata rilasciata dopo il 18 luglio 1991,data di entrata in vigore di detto art. 26, devono essere progettati e realizzati in modo tale da consentirel'adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore per ogni singola unità immobiliare.Ai sensi del comma 3 dell'art. 26 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, gli impianti termici al servizio di edifici dinuova costruzione, la cui concessione edilizia sia rilasciata dopo il 30 giugno 2000, devono essere dotati disistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del consumo energetico per ogni singola unità immobiliare.4. Il sistema di termoregolazione di cui al comma 2 del presente articolo può essere dotato di unprogrammatore che consenta la regolazione su un solo livello di temperatura ambiente qualora in ognisingola unità immobiliare sia effettivamente installato e funzionante un sistema di contabilizzazione delcalore e un sistema di termoregolazione pilotato da una o più sonde di misura della temperatura ambientedell'unità immobiliare e dotato di programmatore che consenta la regolazione di questa temperatura almenosu due livelli nell'arco delle 24 ore.5. Gli edifici o le porzioni di edificio che in relazione alla loro destinazione d'uso sono normalmente soggettiad una occupazione discontinua nel corso della settimana o del mese devono inoltre disporre di unprogrammatore settimanale o mensile che consenta lo spegnimento del generatore di calore ol'intercettazione o il funzionamento in regime di attenuazione del sistema di riscaldamento nei periodi di nonoccupazione.6. Gli impianti termici per singole unità immobiliari destinati, anche se non esclusivamente, allaclimatizzazione invernale devono essere parimenti dotati di un sistema di termoregolazione pilotato da una opiù sonde di misura della temperatura ambiente con programmatore che consenta la regolazione di questatemperatura su almeno due livelli di temperatura nell'arco delle 24 ore.7. (abrogato dall'articolo 16 del d.lgs. n. 192 del 2005)8. L'eventuale non adozione dei sistemi di cui al comma 7 deve essere giustificata in sede di relazionetecnica di cui al comma 1 dell'art. 28 della legge 9 gennaio 1991, n. 10; in particolare la valutazione degliapporti solari e degli apporti gratuiti interni deve essere effettuata utilizzando la metodologia indicata dallenorme tecniche UNI di cui al comma 3 dell'art. 8.9. Nel caso di installazione in centrale termica di più generatori di calore, il loro funzionamento deve essereattivato in maniera automatica in base al carico termico dell'utenza.Art. 8. Valori limite del fabbisogno energetico normalizzato per la climatizzazione invernale.(abrogato dall'articolo 16 del d.lgs. n. 192 del 2005)Art. 9. Limiti di esercizio degli impianti termici.1. Gli impianti termici destinati alla climatizzazione invernale degli ambienti devono essere condotti in modoche, durante il loro funzionamento, non vengano superati i valori massimi di temperatura fissati dall'articolo4 del presente decreto.2. L'esercizio degli impianti termici è consentito con i seguenti limiti massimi relativi al periodo annuale diesercizio dell'impianto termico ed alla durata giornaliera di attivazione:Zona A: ore 6 giornaliere dal 1° dicembre al 15 marzo;Zona B: ore 8 giornaliere dal 1° dicembre al 31 marzo;Zona C: ore 10 giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo;Zona D: ore 12 giornaliere dal 1° novembre al 15 aprile;Zona E: ore 14 giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile;Zona F: nessuna limitazione.Al di fuori di tali periodi gli impianti termici possono essere attivati solo in presenza disituazioni climatiche che ne giustifichino l'esercizio e comunque con una durata giornalieranon superiore alla metà di quella consentita a pieno regime.3. È consentito il frazionamento dell'orario giornaliero di riscaldamento in due o più sezioni.4. La durata di attivazione degli impianti non ubicati nella zona F deve essere comunque compresa tra le ore5 e le ore 23 di ciascun giorno.5. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 4, relative alla limitazione del periodo annuale di esercizio ed alladurata giornaliera di attivazione non si applicano:
a) agli edifici rientranti nella categoria E.3;b) alle sedi delle rappresentanze diplomatiche e di organizzazioni internazionali, che nonsiano ubicate in stabili condominiali;c) agli edifici rientranti nella categoria E.7, solo se adibiti a scuole materne e asili nido;d) agli edifici rientranti nella categoria E.1 (3), adibiti ad alberghi, pensioni ed attivitàassimilabili;e) agli edifici rientranti nella categoria E.6 (1), adibiti a piscine saune e assimilabili;f) agli edifici rientranti nella categoria E.8, nei casi in cui ostino esigenze tecnologiche o diproduzione.6. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 4 non si applicano, limitatamente alla sola durata giornaliera diattivazione degli impianti termici per il riscaldamento degli edifici, nei seguenti casi:a) edifici rientranti nella categoria E.2 ed E.5, limitatamente alle parti adibite a servizi senzainterruzione giornaliera delle attività;b) impianti termici che utilizzano calore proveniente da centrali di cogenerazione conproduzione combinata di elettricità e calore;c) impianti termici che utilizzano sistemi di riscaldamento di tipo a pannelli radianti incassatinell'opera muraria;d) impianti termici al servizio di uno o più edifici dotati di circuito primario, al solo fine dialimentare gli edifici di cui alle deroghe previste al comma 5, di produrre acqua calda per usiigienici e sanitari, nonché al fine di mantenere la temperatura dell'acqua nel circuito primarioal valore necessario a garantire il funzionamento dei circuiti secondari nei tempi previsti;e) impianti termici centralizzati di qualsivoglia potenza, dotati di apparecchi per laproduzione di calore aventi valori minimi di rendimento non inferiori a quelli richiesti per igeneratori di calore installati dopo l'entrata in vigore del presente regolamento e dotati digruppo termoregolatore pilotato da una sonda di rilevamento della temperatura esterna conprogrammatore che consenta la regolazione almeno su due livelli della temperaturaambiente nell'arco delle 24 ore; questi impianti possono essere condotti in esercizio continuopurché il programmatore giornaliero venga tarato e sigillato per il raggiungimento di unatemperatura degli ambienti pari a 16 °C +2 °C di tolleranza nelle ore al di fuori della duratagiornaliera di attivazione di cui al comma 2 del presente articolo;f) impianti termici centralizzati di qualsivoglia potenza, dotati di apparecchi per la produzionedi calore aventi valori minimi di rendimento non inferiori a quelli richiesti per i generatori dicalore installati dopo l'entrata in vigore del presente regolamento e nei quali sia installato efunzionante, in ogni singola unità immobiliare, un sistema di contabilizzazione del calore edun sistema di termoregolazione della temperatura ambiente dell'unità immobiliare stessadotato di un programmatore che consenta la regolazione almeno su due livelli di dettatemperatura nell'arco delle 24 ore;g) impianti termici per singole unità immobiliari dotati di apparecchi per la produzione dicalore aventi valori minimi di rendimento non inferiori a quelli richiesti per i generatori dicalore installati dopo l'entrata in vigore del presente regolamento e dotati di un sistema ditermoregolazione della temperatura ambiente con programmatore giornaliero che consentala regolazione di detta temperatura almeno su due livelli nell'arco delle 24 ore nonché lospegnimento del generatore di calore sulla base delle necessità dell'utente;h) impianti termici condotti mediante «contratti di servizio energia» i cui corrispettivi sianoessenzialmente correlati al raggiungimento del comfort ambientale nei limiti consentiti dalpresente regolamento, purché si provveda, durante le ore al di fuori della durata diattivazione degli impianti consentita dal comma 2 ad attenuare la potenza erogatadall'impianto nei limiti indicati alla lettera e);7. In caso di fabbricato in condominio ciascun condomino o locatario può richiedere che, a cura delleAutorità competenti di cui all'art. 31 comma 3 della legge 9 gennaio 1991, n. 10 e a proprie spese, vengaverificata l'osservanza delle disposizioni del presente regolamento.8. In tutti gli edifici di cui all'art. 3 l'amministratore e, dove questo manchi, il proprietario o i proprietari sonotenuti ad esporre, presso ogni impianto termico centralizzato al servizio di una pluralità di utenti, una tabellaconcernente:
a) l'indicazione del periodo annuale di esercizio dell'impianto termico e dell'orario diattivazione giornaliera prescelto nei limiti di quanto disposto al presente articolo;b) le generalità e il domicilio del soggetto responsabile dell'esercizio e della manutenzionedell'impianto termicoArt. 10. Facoltà delle Amministrazioni comunali in merito ai limiti di esercizio degli impiantitermici1. In deroga a quanto previsto dall'art. 9, i sindaci, su conforme delibera immediatamente esecutiva dellagiunta comunale, possono ampliare, a fronte di comprovate esigenze, i periodi annuali di esercizio e ladurata giornaliera di attivazione degli impianti termici, sia per i centri abitati, sia per i singoli immobili.2. I sindaci assicurano l'immediata informazione della popolazione relativamente ai provvedimenti adottati aisensi del comma 1.Art. 11. Esercizio e manutenzione degli impianti termici e controlli relativi1. L'esercizio e la manutenzione degli impianti termici sono affidati al proprietario, definito come alla letteraj) dell'articolo 1, comma 1, o per esso ad un terzo, avente i requisiti definiti alla lettera o) dell'articolo 1,comma 1, che se ne assume la responsabilità. L'eventuale atto di assunzione di responsabilità da parte delterzo, che lo espone altresì alle sanzioni amministrative previste dal comma 5 dell'articolo 34 della legge 9gennaio 1991, n. 10, deve essere redatto in forma scritta e consegnato al proprietario. Il terzoeventualmente incaricato, non può delegare ad altri le responsabilità assunte, e può ricorrere solooccasionalmente al subappalto delle attività di sua competenza, fermo restando il rispetto della legge 5marzo 1990, n. 46, per le attività di manutenzione straordinaria, e ferma restando la propria direttaresponsabilità ai sensi degli articoli 1667 e seguenti del codice civile. Il ruolo di terzo responsabile di unimpianto è incompatibile con il ruolo di fornitore di energia per il medesimo impianto, a meno che lafornitura sia effettuata nell'ambito di un contratto servizio energia, con modalità definite con decreto delMinistro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con il Ministro delle finanze.2. Nel caso di unità immobiliari dotate di impianti termici individuali la figura dell'occupante, a qualsiasi titolo,dell'unità immobiliare stessa subentra per la durata dell'occupazione, alla figura del proprietario, nell'onere diadempiere agli obblighi previsti dal presente regolamento e nelle connesse responsabilità limitatamenteall'esercizio, alla manutenzione dell'impianto termico ed alle verifiche periodiche di cui al comma 12.3. Nel caso di impianti termici con potenza nominale al focolare superiore a 350 kW, ferma restando lanormativa vigente in materia di appalti pubblici, il possesso dei requisiti richiesti al "terzo responsabiledell'esercizio e della manutenzione dell'impianto termico è dimostrato mediante l'iscrizione ad albi nazionalitenuti dalla pubblica amministrazione e pertinenti per categoria quali, ad esempio, l'albo nazionale deicostruttori - categoria gestione e manutenzione degli impianti termici di ventilazione e condizionamento,oppure mediante l'iscrizione ad elenchi equivalenti dell'Unione europea, oppure mediante certificazione delsoggetto, ai sensi delle norme UNI EN ISO della serie 9.000, per l'attività di gestione e manutenzione degliimpianti termici, da parte di un organismo accreditato e riconosciuto a livello italiano o europeo. In ogni casoil terzo responsabile o il responsabile tecnico preposto deve possedere conoscenze tecniche adeguate allacomplessità dell'impianto o degli impianti a lui affidati.4. (abrogato dall'articolo 16 del d.lgs. n. 192 del 2005, come modificato dall'articolo 7 del d.lgs. n. 311 del2006)4-bis. Al termine delle operazioni di controllo e manutenzione dell'impianto, l'operatore ha l'obbligo diredigere e sottoscrivere un rapporto da rilasciare al responsabile dell'impianto, che deve sottoscriverne copiaper ricevuta. L'originale del rapporto sarà da questi conservato ed allegato al libretto di cui al comma 9. Nelcaso di impianti di riscaldamento unifamiliari, di potenza nominale del focolare inferiore a 35 kW, il rapportodi controllo e manutenzione dovrà essere redatto e sottoscritto conformemente al modello di cui all'allegatoH al presente decreto. Tale modello potrà essere modificato ed aggiornato, anche in relazione al progressodella tecnica ed all'evoluzione della normativa nazionale o comunitaria, dal Ministro dell'industria, delcommercio e dell'artigianato, con proprio decreto o mediante approvazione di specifiche norme tecnicheUNI. Con la medesima procedura potranno essere adottati modelli standard per altre tipologie di impianto.5. Il nominativo del responsabile dell'esercizio e della manutenzione degli impianti termici deve essereriportato in evidenza sul «libretto di centrale» o sul «libretto di impianto» prescritto dal comma 9.6. Il terzo eventualmente nominato responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto termicocomunica entro sessanta giorni la propria nomina all'ente locale competente per i controlli previsti al comma3 dell'articolo 31 della legge 9 gennaio 1991, n. 10. Al medesimo ente il terzo responsabile comunicaimmediatamente eventuali revoche o dimissioni dall'incarico, nonché eventuali variazioni sia di consistenzache di titolarità dell'impianto.
7. Il responsabile dell'esercizio e della manutenzione degli impianti termici è tra l'altro tenuto:- al rispetto del periodo annuale di esercizio;- all'osservanza dell'orario prescelto, nei limiti della durata giornaliera di attivazioneconsentita dall'art. 9;- al mantenimento della temperatura ambiente entro i limiti consentiti dalle disposizioni dicui all'art. 4.8. Il responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto, ove non possieda i requisiti necessari onon intenda provvedere direttamente, affida le operazioni di cui al comma 4 a soggetti abilitati allamanutenzione straordinaria degli impianti di cui alla lettera c) dell'articolo 1, comma 1, della legge 5 marzo1990, n. 46. Nel caso di impianti termici a gas il soggetto deve essere abilitato anche per gli impianti di cuiall'articolo 1, comma 1, lettera e) della medesima legge 5 marzo 1990, n. 46. Nel caso di impianti termiciunifamiliari con potenza nominale del focolare inferiore a 35 kW, la figura del responsabile dell'esercizio edella manutenzione si identifica con l'occupante che può, con le modalità di cui al comma 1, delegarne icompiti al soggetto cui è affidata con continuità la manutenzione dell'impianto, che assume pertanto il ruolodi terzo responsabile, fermo restando che l'occupante stesso mantiene in maniera esclusiva le responsabilitàdi cui al comma 7. Al termine dell'occupazione è fatto obbligo all'occupante di consegnare al proprietario o alsubentrante il "libretto di impianto" prescritto al comma 9, debitamente aggiornato, con gli eventuali allegati.9. Gli impianti termici con potenza nominale superiore o uguale a 35 kW devono essere muniti di un «librettodi centrale» conforme all'allegato F al presente regolamento; gli impianti termici con potenza nominaleinferiore a 35 kW devono essere muniti di un «libretto di impianto» conforme all'allegato G al presenteregolamento.10. I modelli dei libretti di centrale e dei libretti d'impianto di cui al comma 9 possono essere aggiornati dalMinistro dell'industria, del commercio e dell'artigianato con proprio decreto.11. La compilazione iniziale del libretto nel caso di impianti termici di nuova installazione sottoposti aristrutturazione, e per impianti termici individuali anche in caso di sostituzione dei generatori di calore, deveessere effettuata all'atto della prima messa in servizio, previo rilevamento dei parametri di combustione,dalla ditta installatrice che, avendo completato i lavori di realizzazione dell'impianto termico, è in grado diverificarne la sicurezza e funzionalità nel suo complesso, ed è tenuta a rilasciare la dichiarazione diconformità di cui all'articolo 9 della legge 5 marzo 1990, n. 46, comprensiva, se del caso, dei riferimenti dicui alla nota 7 del modello di dichiarazione allegato al decreto del Ministro dell'industria, del commercio edell'artigianato 20 febbraio 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 1992. Copia dellascheda identificativa dell'impianto contenuta nel libretto, firmata dal responsabile dell'esercizio e dellamanutenzione, dovrà essere inviata all'ente competente per i controlli di cui al comma 18. La compilazioneiniziale del libretto, previo rilevamento dei parametri di combustione, per impianti esistenti all'attodell'entrata in vigore del presente regolamento nonché la compilazione per le verifiche periodiche previstedal presente regolamento è effettuata dal responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impiantotermico. Il libretto di centrale ed il libretto di impianto devono essere conservati presso l'edificio o l'unita'immobiliare in cui è collocato l'impianto termico. In caso di nomina del terzo responsabile e successivarescissione contrattuale, il terzo responsabile e' tenuto a consegnare al proprietario o all'eventuale terzoresponsabile subentrante l'originale del libretto, ed eventuali allegati, il tutto debitamente aggiornato.12. (abrogato dall'articolo 16 del d.lgs. n. 192 del 2005, come modificato dall'articolo 7 del d.lgs. n. 311 del2006)13. Per le centrali termiche dotate di generatore di calore o di generatori di calore con potenza termicanominale complessiva maggiore o uguale a 350 kW è inoltre prescritta una seconda determinazione del solorendimento di combustione da effettuare normalmente alla metà del periodo di riscaldamento.14. 15. 16. (abrogati dall'articolo 16 del d.lgs. n. 192 del 2005, come modificato dall'articolo 7 del d.lgs. n.311 del 2006)17. Gli impianti termici che provvedono alla climatizzazione invernale degli ambienti in tutto o in partemediante l'adozione di macchine e sistemi diversi dai generatori di calore, macchine e sistemi quali adesempio le pompe di calore, le centrali di cogenerazione al servizio degli edifici, gli scambiatori di calore alservizio delle utenze degli impianti di teleriscaldamento, gli impianti di climatizzazione invernale mediantesistemi solari attivi, devono essere muniti di «libretto di centrale» predisposto, secondo la specificità delcaso, dall'installatore dell'impianto ovvero, per gli impianti esistenti, dal responsabile dell'esercizio e dellamanutenzione; detto libretto dovrà contenere oltre alla descrizione dell'impianto stesso, l'elenco deglielementi da sottoporre a verifica, i limiti di accettabilità di detti elementi in conformità alle leggi vigenti, laperiodicità prevista per le verifiche; un apposito spazio dovrà inoltre essere riservato all'annotazione degli
interventi di manutenzione straordinaria. Per la parte relativa ad eventuali generatori di calore il libretto dicentrale si atterrà alle relative disposizioni già previste nel presente regolamento.18. 19. 20. (abrogati dall'articolo 16 del d.lgs. n. 192 del 2005, come modificato dall'articolo 7 del d.lgs. n.311 del 2006)Art. 12. Entrata in vigore.1. Il presente regolamento, salvo quanto disposto al comma 2, entra in vigore il quindicesimo giornosuccessivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.2. Le disposizioni di cui agli articoli 5, 7, 8 e 11 hanno effetto dal novantesimo giorno successivo a quello dipubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del decreto del Ministro dell'industria, delcommercio e dell'artigianato di recepimento delle normative UNI previste dall'articolo 5, comma 2,dall'articolo 8, comma 3, dall'articolo 11, comma 14, e dall'allegato B e, in ogni caso, a decorrere dal 1°agosto 1994.ALLEGATI A - B - C - D - E - F - G - H (omissis)ALLEGATO I - REQUISITI MINIMI DEGLI ORGANISMI ESTERNI INCARICATI DELLE VERIFICHE1. L'organismo, il personale direttivo ed il personale incaricato di eseguire le operazioni di verificanon possono essere né il progettista, il fabbricante, il fornitore o l'installatore delle caldaie e degliapparecchi che controllano, né il mandatario di una di queste persone. Essi non possono intervenirené direttamente né in veste di mandatari nella progettazione, fabbricazione, commercializzazione omanutenzione di caldaie ed apparecchi per impianti di riscaldamento.2. L'organismo, il personale direttivo ed il personale incaricato di eseguire le operazioni di verificanon possono essere fornitori di energia per impianti di riscaldamento, né il mandatario di una diqueste persone.3. L'organismo ed il personale incaricato devono eseguire le operazioni di verifica con la massimaintegrità professionale e competenza tecnica e non devono essere condizionati da pressioni edincentivi, soprattutto di ordine finanziario, che possano influenzare il giudizio o i risultati delcontrollo, in particolare se provenienti da persone o gruppi di persone interessati ai risultati delleverifiche.4. L'organismo deve disporre del personale e dei mezzi necessari per assolvere adeguatamente aicompiti tecnici ed amministrativi connessi con l'esecuzione delle verifiche; deve altresì avere adisposizione il materiale necessario per le verifiche straordinarie.5. Il personale incaricato deve possedere i requisiti seguenti:a) una buona formazione tecnica e professionale, almeno equivalente a quella necessaria perl'installazione e manutenzione delle tipologie di impianti da sottoporre a verifica;b) una conoscenza soddisfacente delle norme relative ai controlli da effettuare ed una praticasufficiente di tali controlli;c) la competenza richiesta per redigere gli attestati, i verbali e le relazioni che costituiscono la provamateriale dei controlli effettuati.6. Deve essere garantita l'indipendenza del personale incaricato delle verifiche. La remunerazione diciascun agente non deve dipendere né dal numero delle verifiche effettuate né dai risultati di taliverifiche.7. L'organismo deve sottoscrivere un'assicurazione di responsabilità civile, a meno che taleresponsabilità non sia coperta dallo Stato in base alla legislazione vigente o si tratti di un organismopubblico.8. Il personale dell'organismo è vincolato dal segreto professionale.
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Page 5 and 6: la produzione di acqua calda sanita
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Page 11: interventi di manutenzione straordi
Magazine: Decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412