Source: http://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/formazione-lavoro/dati-analisi-mercato-lavoro/FOGLIA17/
Timestamp: 2017-12-13 12:42:46+00:00
Document Index: 7367149

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 12']

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - progetti
servizi per l’impiego e Masterplan: progetti
Intesa Regione – Esercito per il ricollocamento dei militari in congedo
Progetto "RESTART"
Progetto FIRM
L'intesa nasce dal comune riconoscimento della necessità di assicurare ai militari che hanno prestato servizio in Friuli Venezia Giulia in modo professionale e meritevole un percorso di inserimento lavorativo particolarmente attento e mirato.
In questo senso la Regione recepisce in pieno lo spirito di quanto disposto dalla Legge 14 novembre 2000, n. 331, contenente norme per l'istituzione del servizio militare professionale, dal Decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, recante disposizioni per disciplinare la trasformazione progressiva dello strumento militare in professionale, dal Decreto del Ministero della Difesa 8 giugno 2001, con il quale è stato istituito l'Ufficio per il collocamento al lavoro dei militari volontari congedati e dai dettami della Conferenza "Stato – Regioni" nella seduta del 26 settembre 2002, tutti atti che, riconoscendo il valore anche sociale dell'attività dei militari svolta durante il loro servizio, ne garantisce il sostegno al reingresso nel mondo del lavoro una volta questo sia giunto a compimento.
Regione e Comando Militare del Friuli Venezia Giulia, con le intese firmate, s'impegnano a porre in essere tutta una serie di strumenti che vanno dallo stabilire rapporti informativi, anche in rete telematica al fine di acquisire ogni utile informazione sui profili professionali interessati, all'analisi sui fabbisogni occupazionali sui mercati del lavoro locali, nei vari settori produttivi; dall'orientamento (anche inteso quale individuazione delle caratteristiche di occupabilità) dei militari alla definizione di percorsi formativi personalizzati da attuarsi anche attraverso stage e tirocini formativi presso aziende ed istituti.
Tutte le iniziative verranno concordate all'interno di una Commissione di indirizzo e controllo, costituita da rappresentanti di entrambe le parti e integrabile con i rappresentanti delle parti private e/o istituzionali interessate, e troveranno collocazione in un Programma (il P.A.I.Co.M – Programma Annuale di Intervento per il Collocamento dei Militari) che, fra l'altro, avrà il compito di individuare forme di informazione e pubblicizzazione degli interventi rivolte alle imprese, alle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, alle istituzioni locali e ad ogni altro organismo pubblico e privato interessato, per arrivare al massimo coinvolgimento sul territorio, nell'obiettivo di dare una occupazione corrispondente alle professionalità ed alle aspirazioni dei militari che hanno prestato servizio in Friuli Venezia Giulia con impegno e dedizione.
Convenzione Operativa >
Sintesi del quadro normativo >
L. 14 novembre 2000, n. 331, contenente norme per l'istituzione del servizio militare professionale >
DLgs 8 maggio 2001, n. 215 "Disposizioni per disciplinare la trasformazione progressiva dello strumento militare in professionale, a norma dell'articolo 3, comma 1, della legge 14 novembre 2000, n. 331" >
Modulo adesioni>
Il Programma "AR.CO." è il Progetto regionale per lo sviluppo territoriale sostenibile e l'occupazione
Promosso dal Ministero del lavoro, è finalizzato a favorire lo sviluppo territoriale sostenibile ed a determinare un aumento dei livelli di occupazione. Il Programma viene realizzato con l'assistenza tecnica di Italia Lavoro S.p.A., agenzia tecnica del Ministero. Sulla scorta di esperienze maturate con altri precedenti interventi, il modello proposto prevede, accanto alle azioni rivolte ai lavoratori, azioni finalizzate ad accrescere la competitività delle imprese ed a rafforzare il tessuto produttivo al fine di prevenire le crisi occupazionali e migliorare le opportunità di inserimento nel mercato del lavoro.
In questa prospettiva le azioni si concentrano in quei settori che hanno costruito il proprio vantaggio competitivo sugli elementi maggiormente distintivi del territorio (prodotti tipici, paesaggio, tradizioni etc.) e in particolare:
- l'artigianato (tipico - anche con riferimento alle produzioni agroalimentari - del manifatturiero tradizionale, delle lavorazioni di qualità e dei servizi di riqualificazione energetica e ambientale connessi al patrimonio edilizio);
- il commercio (turismo).
Si tratta di predisporre ed implementare servizi che attuino "strategie di rete/filiera" basate sull'impiego di strumenti che rendano riconoscibili e visibili le produzioni/servizi dei settori coinvolti, esaltando i caratteri d'identità delle singole filiere e promuovendo i loro prodotti e servizi. Occorre inoltre puntare, anche attraverso "marchi" identificativi, alla creazione di una cultura di appartenenza a un sistema e di condivisione di regole comuni, attraverso la creazione di una nuova coscienza partecipativa ai processi e alle organizzazioni.
In tale contesto si inserisce il Progetto Arco sviluppato dalla Regione Friuli Venezia Giulia che, accanto alle misure dirette a sostenere l'apprendistato si propone di intervenire in favore del territorio costiero e di quello confinario e montano, favorendo il processo di rafforzamento dell'artigianato in generale, dell'artigianato della nautica e del turismo (ristorazione, strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, ecc), delle produzioni alimentari tipiche. Si tratta di settori importanti per il rafforzamento della struttura produttiva ed occupazionale del territorio costiero e montano della regione. Un territorio piuttosto periferico e marginale rispetto al settore manifatturiero, nel quale si intende intervenire proponendosi di valorizzare le risorse ambientali e culturali nonché la ricchezza e diversità del paniere enogastronomico.
Inoltre ci si propone di valorizzare le risorse turistiche e quelle artigianali anche attraverso la promozione e la messa a regime di servizi di valorizzazione del prodotto tipico. In questo senso l'Agenzia regionale del lavoro è chiamata a raccogliere, attraverso un attento studio e lavoro di ricerca sul campo, la realtà imprenditoriale di tali filiere in detti territori e, a tale scopo, è stata avviata una raccolta di informazioni tramite questionario che consentirà, oltre che a monitorare il Progetto, di calibrare gli interventi in funzione di una loro ottimizzazione.
Il Progetto regionale>
Questionario scaricabile> formato word - da compilare a cura delle imprese artigiane e commerciali localizzate nei territori previsti dal progetto e da inviare al seguente indirizzo e-mail: progettoarco@agelav.fvg.it
Presidenza del Consiglio dei Ministri >
Italialavoro >
Servizi lavoro >
Questo progetto segue il programma PARI, acronimo di «Programma di Azioni di Re-Impiego», che ha preso il via nella primavera del 2005 e che è stato affidato, per quanto riguarda l’esecuzione, a Italia Lavoro Spa. Il nuovo progetto «Welfare to Work» è stato progettato a valere sul Fondo Sociale Europeo (integrato con risorse del Fondo per l’occupazione) secondo le linee già sperimentate con il programma PARI.
Linee di lavoro della nuova progettazione
La nuova progettazione prevede quattro linee di lavoro:
1) lo sviluppo e il consolidamento della governance delle politiche per il lavoro;
2) la progettazione e la gestione di azioni di reimpiego rivolte a specifici target di lavoratori, attraverso il supporto alla Regione nella progettazione degli interventi di «Welfare to Work» e l’assistenza nella gestione e nell’attuazione delle azioni;
3) il potenziamento e la qualificazione dei servizi pubblici e privati del lavoro, attraverso l’elaborazione e l’implementazione di piani organizzativi dei servizi e il trasferimento di metodologie e strumenti per il reimpiego di specifici target;
4) il monitoraggio dei lavoratori percettori di ammortizzatori sociali e l’assistenza alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, attraverso il supporto alla predisposizione e all’i mplementazione di strumenti e sistemi per la condivisione di dati sui lavoratori percettori di ammortizzatori sociali.
La progettazione esecutiva dell’attività è stata approvata dal Ministero del Lavoro con nota del 14 ottobre 2009. Successivamente è stata assegnata alla Regione Friuli Venezia Giulia una prima tranche di risorse pari a un milione di euro. L’intervento, in corso di definizione, diverrà a breve operativo.
Scheda informativa Ministero Lavoro e Politiche Sociali >
Il Programma Fixo, promosso e sostenuto dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, con l'assistenza tecnica di Italia Lavoro, si propone di favorire lo sviluppo di un efficace modello di integrazione tra università e sistema produttivo. Il programma si concretizza in servizi di placement universitario finalizzati ad incrementare l'occupazione e l'occupabilità dei giovani laureati, mediante attivazione di Tirocini di Inserimento Lavorativo (TIL).
1. Job placement universitario: un ponte tra formazione e lavoro
2. Servizi alle imprese: tirocini e opportunità per i laureati
3. azioni a supporto degli spin-off accademici
4. Innovazione tecnologica per la competitività delle imprese.
Il progetto, che si rivolge a laureandi e neolaureati (fino a 18 mesi), prevede per ogni tirocinante l'assistenza di un Tutor didattico-organizzativo e l'erogazione di un rimborso spese pari a 200 euro mensili, al superamento della soglia del 75% delle presenze complessivamente stabilite dal progetto formativo. Le università, attraverso il Programma FixO, mettono a disposizione del sistema produttivo risorse umane con elevati livelli di conoscenza, e servizi di sostegno per facilitare il loro trasferimento nei processi organizzativi e di produzione di beni e servizi.
Il Progetto FIxO costituisce, inoltre, un'opportunità anche per le imprese difatti le imprese che utilizzeranno la “rete operativa” di FIxO potranno accedere a tutti i servizi e ai supporti offerti per la qualificazione delle potenzialità dei giovani laureati e per il loro inserimento lavorativo, ovvero nello specifico:
- strutture di placement universitario qualificate;
- analisi dei fabbisogni professionali, delle caratteristiche dei laureati e formalizzazione dei job profile;
- informazioni sui servizi offerti dal placement, normativa sul mercato del lavoro con indicazioni specifiche per le agevolazioni destinate alle imprese e sostegno alle varie opportunità contrattuali in caso di inserimento lavorativo (copertura degli previdenziali);
- informazioni sui Tirocini di inserimento lavorativo attraverso la pubblicizzazione delle offerte di tirocinio, la selezione dei candidati più rispondenti alle esigenze delle imprese, stipula e gestione della convenzione;
- incrocio domanda/offerta attraverso la pubblicizzazione delle offerte di lavoro, individuazione dei profili, preselezione e selezione dei laureati.
Scheda Università di Trieste >
Scheda Università di Udine >
Il progetto RESTART è finalizzato al fronteggiamento delle situazioni di crisi occupazionale attraverso la progettazione e realizzazione di un sistema di accompagnamento nei confronti dei lavoratori interessati dalle situazioni di grave difficoltà occupazionale dichiarate dall'Amministrazione regionale ai sensi della legge 18/2005 con l'offerta di servizi integrati di sostegno al reinserimento lavorativo. Al momento, il progetto è terminato.
Il Progetto, così come inizialmente definito, si articola in filoni d'intervento;
a. il primo si occupa della progettazione delle linee di servizio necessarie al reinserimento dei lavoratori espulsi dai processi di crisi, della formazione degli addetti ai Centri per l'Impiego provinciali e degli operatori impegnati nella funzione dell'accompagnamento, del monitoraggio delle diverse azioni di intervento, della promozione e diffusione dei risultati;
b. il secondo si articola a sua volta in sei macrointerventi.
- Macrointervento 1: Servizi di accompagnamento all'inserimento lavorativo da attuarsi in raccordo con i Centri per l'impiego.
- Macrointervento 2: Azioni formative per il reimpiego dei lavoratori coinvolti nelle situazioni di grave difficoltà occupazionale.
- Macrointerventi 3, 4, 5: Progetti dedicati al sostegno delle crisi occupazionali che prevedono la realizzazione di analisi sulle specificità dei settori in crisi (trend di sviluppo, fattori di rischio, poli territoriali a rischio, stato attuale del settore e prospettive a breve/medio termine) e la progettazione e sperimentazione di metodologie di intervento a livello aziendale o sovra-aziendale in grado di collocare gli interventi individualizzati a favore dei lavoratori previsti nei Macro-interventi 1 e 2.
- Macrointervento 6: Implementazione di servizi web per la divulgazione della domanda di lavoro.
Nella pratica, nell'ambito del Progetto, al fine di accrescere le credenziali di occupabilità dei lavoratori nella ricerca del nuovo impiego, vengono effettuati dei colloqui cui seguono attività di orientamento, seminari tematici, laboratori di gruppo, corsi di riqualificazione per formare determinati profili in base alle richieste raccolte dalle aziende. Il Progetto prevede infine incentivi sia per le persone che frequenteranno i corsi di formazione o che matureranno la decisione di cimentarsi nel campo dell'imprenditoria, sia per le ditte che si renderanno disponibili ad effettuare assunzioni.
È prevista un' attività di monitoraggio sulle attività svolte e sui risultati conseguiti di cui si da conto nei documenti sotto elencati.
Rapporti di valutazione >
Progetto Firm: scuola di formazione per imprenditori e manager - i rapporti di monitoraggio
Nell'attuazione del Programma Firm, sulla base di quanto previsto dal Regolamento del Programma FIRM, l'Agenzia regionale del lavoro e della formazione professionale (oggi Agenzia regionale del lavoro) riveste un ruolo rilevante in quanto:
• - partecipa alla valutazione ex ante delle iniziative presentate e quindi alla formazione della graduatoria e all'ammissione al finanziamento (art. 8, comma 1);
• - partecipa alla valutazione delle eventuali modifiche o correttivi al Programma ed alle sue modalità di realizzazione ove si riscontrino criticità o esigenze di carattere innovativo (art. 13 commi 1, 2 lett. e) e 3 e art. 8);
• - svolge attività di valutazione del Programma attraverso la realizzazione di rapporti intermedi che vengono esaminati ed approvati nelle sedute ordinarie del Comitato di Indirizzo previsto dall'art. 13 (art. 12);
• - esprime parere ai fini dell'erogazione della seconda e della terza anticipazione (art. 10, comma 3 e art. 12, comma 3).
La rilevanza quindi del ruolo dell'Agenzia sta nel fatto che la valutazione da questa espressa non solo concorre alla ammissibilità al finanziamento dei soggetti proponenti, ma anche alla verifica, in corso d'opera, della coerenza e efficacia delle azioni poste in essere rispetto agli obiettivi prestabiliti che, non ultimo, appare quale condizione sine qua non per l'erogazione dei fondi.
Regolamento del Programma FIRM - D.P.R. 0325 del 24/10/2006 - Pubblicato sul BUR n°45 del 08/11/2006 >
Rapporti di monitoraggio:
Rapporto di monitoraggio n. 6 - ottobre/dicembre 2008 >
Rapporto di monitoraggio n. 5 - luglio/settembre 2008 >
Rapporto di monitoraggio n. 4 - aprile/giugno 2008 >
Rapporto di monitoraggio n. 3 - gennaio/marzo 2008 >
Rapporto di monitoraggio n. 2 -ottobre/dicembre 2007 >
Rapporto di monitoraggio n. 1 - luglio/settembre 2007 >