Source: https://responsabilecivile.it/clima-familiare-oppressivo-ex-coniuge-condannato-per-maltrattamenti/
Timestamp: 2020-07-13 01:00:01+00:00
Document Index: 82879961

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Clima familiare oppressivo: ex coniuge condannato per maltrattamenti
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Un clima familiare di oppressione e prevaricazione generato dalla aggressività dell’ex coniuge della vittima e culminato in minacce di morte contro quest’ultima: la Cassazione ha confermato la condanna per maltrattamenti in famiglia
La Corte di appello di Torino aveva pronunciato sentenza di condanna a carico dell’imputato per il reato di maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie e dei figli. Contro la citata sentenza l’uomo ha proposto ricorso per cassazione lamentando la violazione di legge in ordine alla ritenuta sussistenza del reato contestato.
Ma il motivo non è stato accolto. A giudizio del Supremo Collegio “non incorre in vizi logici e giuridici la ricostruzione avallata dalla sentenza impugnata – sulla base delle testimonianze della parte offesa e dei testi di riferimento – in relazione al generale clima di oppressione e prevaricazione familiare generato dalla aggressività del ricorrente imputato, certamente favorita dall’abuso di alcolici, manifestatasi – anche dopo la separazione – con una accentuazione della sua deriva, correlata all’allontanamento dalla famiglia e alla gelosia per la moglie e sfociata in una serie di atti persecutori culminati, oltre che in numerosi pedinamenti ed arbitrari accessi presso l’abitazione della parte offesa, in gravissime minacce estrinsecatesi attraverso l’uso di un’arma rivolta anche contro il nuovo compagno della donna”.
I giudici della Suprema Corte (Sesta Sezione Penale, sentenza n. 24189/2019) hanno invece accolto la censura relativa al trattamento sanzionatorio, essendo stata individuata la pena inflitta a partire dalla pena base pari al minimo edittale per il reato di cui all’art. 572 cod. pen. indicato in anni due di reclusione, tale, invece, essendo la pena minima introdotta dalla legge n. 172 del 2012, intervenuta successivamente alla condotta accertata – invece – fino al dicembre 2011.
La sentenza impugnata è stata perciò annullata limitatamente alla determinazione della pena con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Torino per nuovo giudizio sul punto. Nel resto il ricorso è stato rigettato.
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