Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/07/ulteriore-stretta-sulle-compensazioni.html
Timestamp: 2018-07-22 12:43:29+00:00
Document Index: 25293739

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 1', 'art. 60', 'art. 27', 'art. 331', 'art. 10', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 25', 'art. 7', 'art. 27', 'art. 10']

Ulteriore stretta sulle compensazioni | Commercialista Telematico
Ulteriore stretta sulle compensazioni
La compensazione – introdotta nel nostro ordinamento attraverso l’art. 17 del D.Lgs. n. 241 del 9 luglio 1997 – per consentire ai contribuenti di eseguire i versamenti delle imposte, dei contributi Inps e delle altre somme a favore dell’Erario con eventuale compensazione dei crediti vantati nei confronti degli stessi soggetti – è oggetto, in quest’ultimo periodo, di numerosi interventi legislativi per stringerne le maglie.
Dapprima la legge n. 296/2006 aveva imposto ai titolari di partita IVA un obbligo di comunicazione. In pratica, entro il quinto giorno precedente quello in cui intendevano effettuare l’operazione di compensazione per importi superiori a 10.000 euro, i contribuenti dovevano comunicare all’Agenzia delle entrate, in via telematica, l’importo e la tipologia dei crediti oggetto della successiva compensazione. Valeva il silenzio assenso: la mancata comunicazione da parte dell’Agenzia delle entrate al contribuente, entro il terzo giorno successivo a quello di comunicazione, determinava per il contribuente la possibilità di effettuare la compensazione. Tale norma tuttavia – mai entrata in vigore – è stata abrogata dal D.L. n. 185/2008.
Successivamente, con l’art. 1, comma 421, della legge n. 311/2004 il legislatore ha disposto che, ferme restando le attribuzioni e i poteri previsti dagli artt. 31 e seguenti del D.P.R. n. 600/73, nonché quelli previsti dagli artt. 51 e seguenti del D.P.R. n. 633/72, per la riscossione dei crediti indebitamente utilizzati in tutto o in parte, anche in compensazione, l’Agenzia delle entrate può emanare apposito atto di recupero motivato da notificare al contribuente con le modalità previste dall’art. 60 del citato D.P.R. n. 600 del 1973.
Con la legge n. 2/2009 (art. 27, commi da 16 a 20) il legislatore ha previsto che, salvi i più ampi termini previsti dalla legge in caso di violazione che comporta l’obbligo di denuncia ai sensi dell’art. 331 del codice di procedura penale per il reato previsto dall’art. 10-quater, del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, l’atto di cui all’articolo 1, comma 421, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, emesso a seguito del controllo degli importi a credito indicati nei modelli di pagamento unificato per la riscossione di crediti inesistenti utilizzati in compensazione ai sensi dell’articolo 17, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, può essere notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello del relativo utilizzo.
In ordine alle sanzioni, il successivo comma 18 del citato art. 27 del D.L. n. 185/08, ha modificato la misura della sanzione, determinandola in misura variabile dal 100% al 200% del credito inesistente illegittimamente compensato, equiparandola, di fatto, a quella prevista per l’ipotesi di infedele dichiarazione.
Per quanto riguarda il termine per la riscossione coattiva il comma 19 dell’art. 27 dispone che “In caso di mancato pagamento entro il termine assegnato dall’ufficio, comunque non inferiore a sessanta giorni, le somme dovute in base all’atto di recupero di cui al comma 16, anche se non definitivo, sono iscritte a ruolo ai sensi dell’articolo 15-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602”.
Il legislatore, quindi, nell’ipotesi di indebita compensazione, indipendentemente dall’intervenuta definitività o inoppugnabilità dell’atto di recupero, prevede che le somme dovute a titolo di imposta, sanzione o interesse sono iscritte a ruolo a titolo definitivo per intero, derogando, pertanto, al principio generale della riscossione frazionata.
In ordine al termine entro il quale l’Agente della Riscossione deve procedere alla notifica della cartella di pagamento, il legislatore ha disposto l’applicazione del termine previsto dall’art. 25, primo comma, lettera c), del D.P.R. n. 602/73; la cartella quindi dovrà essere notificata entro il secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo, per le somme dovute in base agli accertamenti dell’ufficio.
Tale norma è stata integrata dall’art. 7, comma 2, del D.L. 10.2. 2009 n. 5, conv. in L. n. 33 del 9 aprile 2009, che ha aggiunto un periodo al comma 18 dell’art. 27 del D.L. n. 185 del 2008, prevedendo l’applicazione della sanzione nella misura massima del duecento per cento nel caso di utilizzo in compensazione di crediti inesistenti per un ammontare superiore a 50 mila € per ciascun anno solare.
Il D.L.n.78/2009
La cd. Manovra d’estate 2009 – D.L. n. 78/2009 – è nuovamente intervenuta per contrastare gli abusi e corrispondentemente per incrementare la liquidità delle imprese, riorganizzando il sistema delle compensazioni fiscali, rendendolo più rigoroso.
Le nuove disposizioni introdotte dalla manovra anticrisi (art. 10 del decreto legge n. 78 del 2009, pubblicato in G.U. n. 150 dell’ 1 luglio 2009), il cui obiettivo è di rendere più rigorosi i controlli al fine di contrastare il fenomeno legato alle compensazioni di crediti inesistenti, avranno effetto a decorrere dall’1 gennaio del 2010, anche per evitare disparità di trattamento per i contribuenti che hanno già effettuato i versamenti di Unico, tramite compensazione, entro il 16 giugno scorso.
la compensazione può essere effettuata a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale (30 settembre) o dell’istanza infrannuale da cui emerge il credito;