Source: https://www.simonaaduasio.it/corruzione-e-concussione/
Timestamp: 2020-08-14 19:48:53+00:00
Document Index: 91274028

Matched Legal Cases: ['art. 97', 'art. 357', 'art. 358', 'art. 314', 'art. 316', 'art. 317', 'art. 318', 'art. 319', 'art. 319', 'art. 323', 'art. 328', 'art. 322', 'art. 444', 'art. 97', 'art. 336', 'art. 337', 'art. 340', 'art. 341', 'art. 346', 'art. 347', 'art. 348', 'art. 349', 'art. 356', 'art. 393', 'art. 52', 'art. 599', 'art. 393']

Corruzione e concussione | Avvocato Simona Aduasio
Delitti contro la pubblica amministrazioneAvv. Simona Aduasio2018-09-25T20:37:48+02:00
Corruzione e concussione | Avvocato penalista Simona Aduasio
Peculato | Malversazione a danno di privati | Malversazione a danno dello Stato | Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato | Concussione e Corruzione per l’esercizio della funzione | Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio | Corruzione in atti giudiziari | Induzione indebita a dare o promettere utilita’ | Istigazione alla corruzione | Abuso d’ufficio | Interesse privato in atti di ufficio | Rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio | Eccitamento al dispregio e vilipendio delle istituzioni, delle leggi o degli atti dell’Autorità | Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione | Rifiuto o ritardo di obbedienza commesso da un militare o da un agente della forza pubblica | Abbandono collettivo di pubblici uffici, impieghi, servizi o lavori | Interruzione d’un servizio pubblico o di pubblica necessità | Omissione di doveri di ufficio in occasione di abbandono di un pubblico ufficio o di interruzione di un pubblico servizio | Abbandono individuale di un pubblico ufficio, servizio o lavoro | Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa | Violazione colposa dei doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativa
Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale | Resistenza a un pubblico ufficiale | Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità | Oltraggio a pubblico ufficiale | Oltraggio a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario | Oltraggio a un magistrato in udienza | Oltraggio a un pubblico impiegato | Offesa all’Autorità mediante danneggiamento di affissioni | Millantato credito | Abusivo esercizio di una professione | Violazione di sigilli | Turbata libertà degli incanti | Frode nelle pubbliche forniture
DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONEdelitti dei pubblici ufficiali
Il capo I del titolo II comprende i delitti commessi dai Pubblici Ufficiali contro la Pubblica Amministrazione.
Si tratta infatti di reati cosiddetti “propri”, in quanto possono essere commessi solo da soggetti che rivestano la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio.
Si distinguono quindi, sotto l’aspetto del soggetto attivo del reato, dai delitti previsti dal Capo II, che possono essere commessi dai privati.
Questa categoria di reati è posta a tutela del prestigio e del buon andamento della Pubblica Amministrazione, che gode altresì di copertura costituzionale all’art. 97 Cost.
L’art. 357 c.p. definisce i Pubblici Ufficiali come “coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa”, qualificando come pubblica anche “la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi, e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi”.
Gli incaricati di un pubblico servizio sono, così come emerge dalla definizione di cui all’art. 358 c.p., “coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio”. Per pubblico servizio si intende “un’attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di questa ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale”.
Tra i principali delitti contro la pubblica amministrazione commessi dai pubblici ufficiali si citano il peculato (art. 314 c.p.), la malversazione a danno dello Stato (art. 316-bis c.p.), la concussione (art. 317 c.p.), la corruzione per l’esercizio della funzione (art. 318 c.p.), la corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.), la nuova fattispecie di induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quater c.p.), l’abuso d’ufficio (art. 323 c.p.), il rifiuto di atti d’ufficio (art. 328 c.p.).
L’art. 322-ter c.p. prevede – nel caso di condanna o di patteggiamento ai sensi dell’art. 444 c.p.p. per uno dei delitti previsti dagli articoli da 314 a 320 c.p. – la confisca obbligatoria dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la cosiddetta confisca per equivalente, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto.
La confisca obbligatoria è altresì applicata alle ipotesi di condanna (o di patteggiamento) del corruttore.
DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONEdelitti dei privati
Il capo II del titolo II comprende i delitti contro la Pubblica Amministrazione commessi dai privati.
Si tratta di reati cosiddetti “comuni”, in quanto non prevedono, tra gli elementi costitutivi, una particolare qualità del soggetto autore del delitto, potendo essere commessi da “chiunque”.
Anche la categoria dei reati previsti dal capo II tutela il prestigio e il buon andamento della Pubblica Amministrazione, che trova fondamento nell’art. 97 Cost., oltre alla libera formazione della volontà delle pubbliche amministrazioni e all’incolumità delle persone fisiche che esercitano le funzioni o il servizio.
Tra i principali delitti contro la Pubblica Amministrazione commessi dai privati si annoverano la violenza o minaccia a un pubblico ufficiale (art. 336 c.p.), la resistenza a un pubblico ufficiale (art. 337 c.p.), l’interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità (art. 340 c.p.), l’oltraggio a pubblico ufficiale (art. 341-bis c.p.), il millantato credito (art. 346 c.p.), l’usurpazione di funzioni pubbliche (art. 347 c.p.), l’abusivo esercizio di una professione (art. 348 c.p.), la violazione di sigilli (art. 349 c.p.), la frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.).
La legge 94/2009 (cd. pacchetto sicurezza) ha introdotto l’art. 393-bis c.p., che prevede la causa di non punibilità comune alle disposizioni di cui agli artt. 336, 337, 338, 339, 341-bis, 342 e 343 c.p.
La norma presenta affinità con le scriminanti della legittima difesa di cui all’art. 52 c.p. e della cd. provocazione scriminante di cui all’art. 599, co. 2 c.p.
In particolare, ciò che rileva ai fini della non applicabilità degli artt. 336, 337, 338, 339, 341-bis, 342 e 343 c.p. è che “il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio ovvero il pubblico impiegato abbia dato causa al fatto” commesso dal privato, “eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni”.
Le due ipotesi contemplate dall’art. 393 bis c.p. riguardano la reazione materiale ovvero la reazione verbale del privato agli atti arbitrati del pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio ovvero del pubblico impiegato.
Entrambe le ipotesi vengono ritenute scusabili, ancorché lesive del prestigio della Pubblica Amministrazione, in quanto generate dall’offesa ad un diritto o interesse del privato ovvero da un atto arbitrario del pubblico funzionario.
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