Source: https://www.comune.milano.it/servizi/trascrizione-sentenze-estere-di-divorzio
Timestamp: 2020-07-06 04:06:15+00:00
Document Index: 27556740

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 64', 'sentenza ', 'sentenza ']

Trascrizione sentenze estere di divorzio - Comune di Milano
La legge n. 218/95 prevede l’automatica efficacia in Italia di sentenze straniere a condizione che queste ultime rispettino alcuni requisiti sostanziali di compatibilità con l’ordinamento italiano.
È pertanto consentito al cittadino presentare tramite il Consolato italiano nella cui circoscrizione è stata emessa la sentenza o, direttamente dall'interessato, al Comune italiano di iscrizione del matrimonio (se celebrato in Italia) o trascrizione (se celebrato all'estero) l’istanza per la riconoscibilità e trascrizione del provvedimento.
Per la trascrizione delle sentenze di divorzio emesse in un paese U.E. si fa riferimento a quanto stabilito dal Regolamento (CE) 2201/2003 del 27.11.2003. In questo caso l'Autorità competente dello stato membro in cui è stato pronunciato il divorzio rilascia, su richiesta dell’interessato, un certificato utilizzando il modello standard previsto dal suddetto Regolamento, che non necessita di traduzione né di legalizzazione.
IMPORTANTE: le informazioni sopra riportate rivestono carattere generale e, data la molteplice casistica potrebbero non essere perfettamente adattabili a tutti i provvedimenti emessi all'estero.
Per richiedere la trascrizione di una sentenza estera di divorzio è necessario fissare un appuntamento:
dal 4 giugno anche con accesso libero tramite questo link dell'agenda online del Comune di Milano - accesso libero
Per accedere al servizio è obbligatorio ritirare il numero di chiamata (codice MC)
Il codice si ritira presso la Sala Atrio Stato Civile (allo stesso piano).
Si elenca di seguito la documentazione necessaria per richiedere il servizio
domanda, da parte dell’interessato, di trascrizione della sentenza nei registri di stato civile
dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa personalmente dall'interessato, anche contestualmente alla domanda, con cui si dichiara la sussistenza dei requisiti di cui all'art. 64 della legge 218/95 e che la sentenza non è contraria ad altre sentenze pronunciate da un giudice italiano e che non pende un giudizio davanti a un giudice italiano per il medesimo oggetto e fra le stesse parti
originale, o copia conforme della sentenza straniera (non è sufficiente il certificato) corredata dall'attestazione del passaggio in giudicato, dalla legalizzazione e dalla traduzione ufficiale in lingua italiana (a seconda dell’adesione del singolo paese a trattati internazionali, la legalizzazione presso le autorità diplomatiche italiane può essere o omessa o sostituita dall'apposizione dell'Apostille da parte del competente ufficio governativo del paese straniero).