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Timestamp: 2018-01-16 15:23:21+00:00
Document Index: 105608770

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 248', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 28', 'art. 248', 'art. 249']

valutazione rischi Archivi | Gruppo Alis
Archivio tag: valutazione rischi
Pubblicato su 28 aprile 2016 di Gruppo Alis Pubblicato in Sicurezza nei luoghi di lavoro, Sicurezza sul lavoro
Igiene del Lavoro salute Sicurezza sul lavoro valutazione rischi
RSPP: può essere anche un soggetto esterno
Pubblicato su 5 novembre 2014 di Gruppo Alis Pubblicato in Igiene del lavoro, News, Sicurezza nei luoghi di lavoro	Lascia un commento
Il Ministero del Lavoro Con rispondendo ad interpello n. 24 del 4 novembre 2014 ha sancito il principio che il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi possa essere anche un soggetto gerarchicamente non dipendente dal datore di lavoro.
Infatti il termine interno, rivolto al RSPP, non può essere visto con mero riferimento alla forma del contratto, ma deve essere caratterizzato da aspetti più rilevanti nei confronti dell’intera organizzazione aziendale, vale a dire quelli funzionali, che non sono garantiti da alcuna delle attuali tipologie di contratto di lavoro dipendente:
presenza non sporadica, ma consistente,
garanzia di rapido intervento in caso di necessità impreviste (reperibilità totale in qualunque orario necessario, nei giorni feriali e festivi),
dipendenza dal datore di lavoro (funzionale e non gerarchica: risponde al Ddl, viene da lui utilizzato, deve instaurarsi tra i due un rapporto fiduciario – cosa, peraltro, poco probabile quando esista un rapporto di sudditanza),
efficacia di ruolo (deve dimostrare capacità e competenze, sapere e potere effettuare sopralluoghi – interni alle sedi aziendali ed anche esterni in caso di necessità – verifiche, valutazioni, proporre soluzioni, elaborare misure di sicurezza e procedure, comunicare in modo efficace la sicurezza ai lavoratori, sapere stimare il cambiamento del loro comportamento nel tempo, saper individuare le competenze necessarie a supporto di stime e misure tecniche o analitiche, saper coordinare gli ASPP e tutti i soggetti coinvolti nella sicurezza e prevenzione aziendale, saper colloquiare in modo esaustivo con il Medico del lavoro, con i RLS, con l’Organismo di vigilanza, etc.),
garanzia di comunicazione efficace (essere velocemente raggiunto tramite l’utilizzo di tutti i mezzi di comunicazione possibili).
Il datore di lavoro dell’azienda può stipulare con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione – necessariamente in possesso dei requisiti di legge (art. 32, d.lgs. n. 81/2008) – un contratto di prestazione professionale il quale garantisca che il contraente sia a disposizione della struttura del Servizio (la quale dovrà essere interna all’azienda) con una determinata continuità e, comunque, in modo da permettere che il medesimo sia continuamente reperibile per lo svolgimento delle funzioni di Responsabile del servizio, per le attività che la legge (articolo 33) attribuisce al Servizio medesimo.
Igiene del Lavoro Sicurezza nei luoghi di lavoro valutazione rischi
Monitoraggio ambientale, ovverosia la misura della concentrazione delle fibre di amianto aerodisperse all’interno dell’edificio.
Ispezioni visive. Controllo visivo dei MCA allo scopo di individuare tutti gli elementi di danneggiamento esistenti (crepe, fratture, discontinuità, zone di infiltrazione delle acque, ecc). L’ispezione valuta inoltre l’eventuale presenza fibre nelle polveri sedimentate mediante campionamenti con la tecnica del “wipe-test”, lo stato di usura dei materiali mediante l’osservazione diretta delle eventuali fibre affioranti dalla matrice cementizia. Il lavoro viene effettuato da personale esperto e qualificato e restituito, anche con l’utilizzo di materiale fotografico di dettaglio.
Campionamento e analisi dei materiali in massa. Campionamenti e successive analisi in MOCF per la ricerca di fibre di amianto nelle polveri sedimentate mediante la metodica “wipe-test”; la strategia di campionamento prevede la raccolta delle polveri in punti degli ambienti non sottoposti a frequenti interventi di pulizia, tali da rappresentare una possibile contaminazione pregressa degli ambienti;
Algoritmi di valutazione: i dati raccolti nella campagna d’indagine sono elaborati utilizzando criteri di valutazione che comportano l’utilizzo di algoritmi in grado di quantificare, attraverso l’espressione di un valore numerico, il rischio amianto e la necessità di interventi e/o la frequenza dei controlli e delle verifiche necessarie.
A fine lavoro, tutte le informazioni raccolte descritte nei punti precedenti sono riportate in una relazione tecnica. Tale documentazione costituisce, con le analisi sui materiali e la documentazione fotografica acquisita, un “fascicolo amianto” da utilizzare come strumento decisionale circa le azioni da intraprendere, in ottemperanza a quanto richiesto dalla normativa vigente. Il documento inoltre fornisce una risposta completa agli obblighi e alle responsabilità in capo al titolare dell’impresa, al gestore dell’attività o al proprietario dell’immobile scaturite dalla presenza di MCA, nel rispetto di quanto indicato nelle normative vigenti (L. 257/92, DM 6/9/94) ed anche come strumento informativo sul rischio amianto nell’ambito dei contratti di appalto, d’opera e di somministrazione indirizzato alle ditte esterne, imprese e appaltatori in occasione di lavori di manutenzione o ristrutturazione dello stabile nel rispetto degli artt. 26 comma 1 lettera b, e 248 del D. Lgs. 81/08. Il documento si conclude valutando, in relazione al rapporto costi/benefici, l’opportunità di effettuare interventi di messa in sicurezza (bonifica) scegliendo tra quelli previsti dalla normativa tecnica (rimozione, incapsulamento, confinamento).
L’Italia è uno dei Paesi del Bacino del Mediterraneo dove è maggiore la frequenza dei terremoti. L’intensità di alcuni di essi determina un altissimo impatto sociale ed economico. La nostra penisola è ubicata nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica ed è sottoposta a forti spinte compressive, con conseguente formazione di faglie di diverso genere, alcune delle quali sismogenetiche. L’Italia è stata colpita in 2500 anni da più di 30.000 terremoti di intensità superiore al IV-V grado della scala Mercalli e da circa 560 eventi sismici di intensità uguale o superiore all’VIII grado. Solo nel XX secolo, ben 7 terremoti hanno avuto effetti classificabili tra il X e XI grado Mercalli.Negli ultimi 40 anni l’ammontare dei danni dovuti ai terremoti è valutabile in circa 135 miliardi di euro, impiegati per il ripristino e la ricostruzione post-evento oltre a conseguenze inestimabili sociali e sul patrimonio storico-artistico.
L’impatto dei terremoti è attribuibile principalmente all’elevata densità abitativa e alla notevole fragilità del nostro patrimonio edilizio.
Conoscere le caratteristiche sismiche (pericolosità sismica = probabilità al verificarsi di un evento sismico di una certa magnitudo, in un certo intervallo di tempo) del territorio ove una struttura è inserita è il primo indispensabile passo per adeguare antisimicamente la struttura stessa e, di conseguenza, mitigare i danni che l’evento può produrre. In una parola, diminuire la sua vulnerabilità.
Alis offre supporto e consulenze per tutte le procedure necessarie.
La Legge 257 del 1992 ha avviato un processo per la dismissione dall’uso dell’amianto nel nostro paese a causa del suo potere cancerogeno.
Il D.M. 101 del 2003 indica la necessità di avere una mappatura dei siti con presenza di materiali contenenti amianto (MCA) prevedendo due fasi essenziali:
l’individuazione e la determinazione dei siti caratterizzati dalla presenza di MCA nell’ambiente naturale o costruito (mappatura delle zone con presenza di amianto);
Con tali finalità la Regione Lazio ha incaricato il Centro Regionale Amianto della ASL di Viterbo (scarica la brochure informativa), tramite l’invio di una scheda di autonotifica (scarica il modello della scheda), di realizzare tale mappatura.
Se siete stati contatti dalla ASL o dalla Regione in qualità di proprietari o titolari delle attività svolte in edifici pubblici o aperti al pubblico, Alis può redigere per voi la scheda di autonotifica, effettuando un sopralluogo a cura dei nostri tecnici e realizzando ispezioni visive, campionamenti e successive analisi di laboratorio per l’individuazione e la quantificazione dei materiali contenenti amianto eventualmente presenti nel vostro edificio.
Individuare la presenza di materiali contenenti amianto in un’azienda o in un edificio è obbligatorio, ma non comporta necessariamente l’immediato smantellamento. A seconda dello stato di conservazione e della ubicazione dei MCA potrebbe non essere richiesto alcun intervento, ma, se facilmente accessibile o degradato, potrebbe essere necessario provvedere alla sua messa in sicurezza fino alla rimozione completa.
In questo Alis vi supporta nella completa gestione del problema amianto che, oltre all’adempimento formale della scheda di autonotifica per il censimento e la mappatura dell’amianto, offre una serie di servizi specialistici finalizzati ad una corretta gestione del problema, come:
Verifica della presenza di amianto all’interno di edifici pubblici e privati (scuole, palestre, ospedali, condomini ecc)
Verifica dello stato di conservazione dei materiali contenenti amianto (ETERNIT, cassoni idrici, lastre di copertura, canne fumarie)
Verifica delle condizioni di inquinamento da fibre di amianto in ambienti di vita (abitazioni, scuole, ospedali, edifici pubblici)
Assistenza in fase decisionale sui criteri da adottare per la messa in sicurezza dei materiali contenenti amianto
Assistenza tecnico-legale nelle controversie dovute alla presenza di materiali contenenti amianto
Progettazione e pianificazione degli interventi di bonifica mediante analisi costi/benefici
Pianificazione delle attività di controllo e manutenzione per la gestione dei materiali di amianto
Attuazione del piano di controllo e manutenzione (punto 4 DM 6/9/94)
Assunzione dell’incarico di Responsabile dei materiali contenenti amianto, in attuazione del piano di controllo e manutenzione di cui al punto 4 del DM 6/9/94
Comunicazione ambientale agli occupanti l’edificio sulle reali condizioni di rischio associate alla presenza di materiali di amianto
Gestione dei rapporti gli organi ispettivi
LA GESTIONE DELL’AMIANTO NEGLI IMMOBILI
La Legge 257/92 “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto” pone un obbligo di comunicazione a carico dei proprietari degli edifici nei quali siano presenti materiali contenenti amianto floccati (cioè applicati a spruzzo) o materiali contenenti amianto in matrice friabile (che cioè possono essere facilmente sbriciolati con la semplice pressione manuale), con priorità per gli edifici pubblici, per i locali aperti al pubblico o di utilizzazione collettiva e per i blocchi di appartamenti. I contenuti della suddetta comunicazione, che va indirizzata alle unità sanitarie locali, sono individuati dal D.P.R. 8/8/94.
Il DM 18 marzo 2003 n. 101 infine avvia le procedure per il censimento e la mappatura dell’amianto nelle varie regioni.
Dai riferimenti normativi di cui sopra, deriva la necessità per i proprietari degli immobili, di procedere preliminarmente alla verifica dell’esistenza di materiali contenenti amianto, sia all’interno che all’esterno dell’edificio. Il D.M. 6/9/94 contiene le normative e le metodologie tecniche per l’ispezione delle strutture edilizie al fine di individuare i materiali potenzialmente contenenti fibre di amianto, nonché per il campionamento e l’analisi dei materiali sospetti per l’identificazione dei materiali contenenti amianto.
Il controllo preliminare della presenza di amianto inoltre è oggi richiesto prima dell’inizio di qualsiasi lavoro di demolizione o ristrutturazione di immobili, ai sensi dell’art. 248 del D. Lgs 81/08.
Se l’ispezione e i successivi campionamenti e analisi mettono in evidenza la presenza di materiali contenenti amianto, ciò non comporta di per sé un pericolo per la salute degli occupanti. Se il materiale é in buone condizioni e non viene manomesso, é estremamente improbabile che esista un pericolo apprezzabile di rilascio di fibre di amianto. Se invece il materiale viene danneggiato o é in cattive condizioni o é altamente friabile, le vibrazioni dell’edificio, i movimenti di persone o macchine, le correnti d’aria possono causare il rilascio di fibre.
La presenza di amianto in un edificio quindi comporta sempre la necessità di un’azione al fine di ridurre al minimo l’esposizione degli occupanti l’edificio alle fibre di amianto e gestire in maniera corretta il rischi. Per scegliere l’azione più idonea, é necessario procedere, dopo aver individuato la presenza di materiali contenenti amianto, ad un’attenta valutazione del rischio da amianto.
Il D.M. 6/9/94, individua due fondamentali strumenti per la valutazione rischio da amianto:
• ispezione visiva, ovverosia l’esame delle condizioni dei materiali contenenti amianto, al fine di stimare il pericolo di un rilascio di fibre;
• monitoraggio ambientale, ovverosia la misura della concentrazione delle fibre di amianto aerodisperse all’interno dell’edificio.
• materiali integri suscettibili di danneggiamento, perché accessibili o esposti a fattori di deterioramento quali vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni d’acqua, ecc.;
• materiali danneggiati per azioni umane o deterioramento.
A ciascuna delle suddette ipotesi, si accompagnano diverse misure d’intervento.
Nel caso di materiali integri suscettibili di danneggiamento, è necessario eliminare le cause del possibile danneggiamento e quindi mettere in atto il programma di controllo e manutenzione.
Nel caso di materiali danneggiati, si prende in considerazione l’estensione del danno. Se questo è limitato ed é possibile eliminare le cause che lo hanno prodotto, può risultare sufficiente il restauro dei materiali e successivamente realizzare il programma di controllo e manutenzione. Se il danno è esteso, occorre realizzare un intervento di bonifica.
Il programma di controllo e manutenzione è costituito da una serie di misure di natura tecnica, organizzativa e procedurale atte a tenere sotto controllo i potenziali fattori di deterioramento dei materiali contenenti amianto, al fine di ridurre al minimo l’esposizione degli occupanti alle fibre d’amianto aerodisperse. il programma di controllo e manutenzione si traduce nei seguenti obblighi a carico del proprietario dell’edificio:
• designare una figura responsabile con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che possono interessare i materiali d’amianto;
• tenere un’idonea documentazione da cui risulti l’ubicazione dei materiali contenenti amianto;
• garantire il rispetto di efficaci misure di sicurezza durante le attività di pulizia, gli interventi manutentivi e in occasione di qualsiasi evento che possa causare un disturbo dei materiali di amianto;
• fornire una corretta informazione agli occupanti dell’edificio sulla presenza di amianto nello stabile, sui rischi potenziali e sui comportamenti da adottare;
• nel caso siano in opera materiali friabili provvedere a far ispezionare l’edificio almeno una volta l’anno da personale in grado di valutare le condizioni dei materiali, redigendo un dettagliato rapporto corredato di documentazione fotografica, trasmettendone copia alla USL competente.
I metodi di bonifica sono la rimozione, l’incapsulamento e il confinamento.
La rimozione consiste nell’eliminazione dei materiali contenenti amianto. L’incapsulamento si traduce nel trattamento dei materiali contenenti amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che tendono ad inglobare le fibre di amianto, a ripristinare la loro aderenza al supporto, a creare una pellicola protettiva sui materiali. Il confinamento prevede l’installazione di una barriera a tenuta, che separi i materiali contenenti amianto dal resto dell’edificio.
La scelta del metodo di bonifica dipende da molte variabili ed il D.M. 6/9/94 fornisce solo delle indicazioni di massima per orientare nella scelta. L’unica indicazione a carattere impositivo é rappresentata dall’obbligo di rimozione dei materiali contenenti amianto prima della demolizione dell’edificio
A prescindere dall’intervento di bonifica scelto, si sottolinea che il proprietario dell’edificio deve sempre accertarsi della specifica qualificazione dell’impresa che realizzi l’intervento. Tale impresa deve fornire garanzie in particolare circa la tutela della salute dei lavoratori coinvolti nell’intervento, il corretto smaltimento dei rifiuti contaminati da amianto e le condizioni di restituibilità dell‘edificio.
Ricordiamo infine che il proprietario dell’immobile, che appalti un intervento di bonifica, è tenuto ad adempiere a tutti gli obblighi del D.Lgs 81/08 di cui al titolo IV (sicurezza dei cantieri mobili)
RECENSIONE DELLA NORMATIVA VIGENTE
Descriviamo di seguito una breve, ma esaustiva, recensione della normativa. Tale nota riguarda gli obblighi a carico del datore di lavoro e/o del responsabile dell’attività e/o proprietario dell’immobile. Tale breve rassegna potrebbe anche essere utilizzata per verificare l’idoneità della documentazione attualmente esistente in ogni stabile.
a) La legge 257/92 obbliga i proprietari degli immobili a comunicare la presenza di amianto floccato o in matrice friabile alle unità sanitarie locali (art. 12 comma 5). Sulla base delle comunicazioni pervenute, le unità sanitarie locali relazionano alle Regioni, ai fini del censimento dei MCA, così come previsto dall’art. 10 comma 2 punto l.
b) L’inadempimento all’obbligo suddetto di comunicazione di presenza di MCA da parte del proprietario può configurarsi come contravvenzione penale qualora, ai sensi del D.Lgs. 81/08, in caso di lavoratori occupati all’interno dello stabile in oggetto, la redazione del documento di valutazione dei rischi (di cui all’art. 28) non comprenda la voce relativa alla presenza di materiale contenti amianto.
c) In entrambi i casi (L.257/92 o D. Lgs. 81/08), esiste la necessità di realizzare un censimento dei MCA eventualmente presenti negli edifici. Tale censimento, realizzato in maniera scrupolosa e puntuale, consentirà di etichettare tutti i MCA presenti al fine di informare gli occupanti lo stabile, il personale addetto alla manutenzione, oltre alle imprese che dovranno effettuare lavori di demolizione o ristrutturazione dello stabile ai sensi dell’art. 248 del D. Lgs 81/08, sulla presenza dell’amianto in quel luogo.
d) Una volta accertata la presenza di MCA degli impianti o nella struttura dello stabile, sarà necessario attuare una valutazione del rischio specifica ai sensi dell’art. 249 del D. Lgs. 81/08, per le figure professionalmente esposte al tipo di inquinante specifico; tali figure potrebbero essere le persone addette alla manutenzione, i lavoratori delle imprese edili impegnate nei lavori di ristrutturazione o i lavoratori delle ditte di bonifica. Sarà cura del datore di lavoro di ciascuna di queste imprese redigere l’idonea documentazione di valutazione del rischio, fermo restando l’obbligo del proprietario dell’immobile di informare tali ditte della presenza di amianto nei luoghi di lavoro in cui si trovano ad operare.
e) Da aggiungere che, una volta accertata la presenza di MCA, il proprietario dell’immobile e/o il gestore dell’attività, è comunque obbligato ad attuare il piano di controllo e manutenzione dei MCA ai sensi del punto 4 del D.M. 6/9/94 in cui, oltre all’attuazione di un adeguato controllo dei materiali in oggetto, viene valutato il rischio amianto per gli occupanti dello stabile in quanto semplici fruitori.
In conformità a quanto esposto, emerge la necessità, oltre che l’obbligo, di procedere all’attuazione del programma d’indagine finalizzato ad un accurato e puntuale censimento dei MCA presenti.
Alis procede alla valutazione delle condizioni di illuminamento dei posti di lavoro attraverso misure strumentali con lo scopo di individuare eventuali criticità nella disposizione delle postazioni di lavoro rispetto alle sorgenti di luce naturale o carenze dell’impianto di illuminazione artificiale.
Alis offre:
Misurazioni in ambiente di vita e di lavoro dei campi elettromagnetici in alta e bassa frequenza per la valutazione dell’esposizione a radiazioni non ionizzanti e confronto con i limiti di legge.
Misurazioni finalizzate alla valutazione del rispetto dei limiti normativi per autorizzazioni edilizie in edifici di nova costruzione in prossimità di punti o linee di emissione (antenne per telefonia cellulare, elettrodotti).
Verifica sulle macchine per la misurazione del campo elettromagnetico prodotto durante il funzionamento
Valutazioni microclimatiche in ambienti confinati per la verifica delle eventuali condizioni di stress termico in ambiente di tipo severo (fonderie, celle frigorifere, centri fitness e benessere) e condizioni di comfort climatico in ambienti moderati (banche, uffici, sale congressi).
Calcolo degli indici di comfort e di stress negli ambienti abitativi e lavorativi, in conformità alle norme ISO7243, ISO7730 e IS07933.
Collaudo per gli impianti di climatizzazione e condizionamento
– Velocità e portata dell’aria
– CO e CO2
– PMV – Voto Medio Previsto
– PPD – Percentuale di insoddisfatti
– TO – Temperatura Operativa
– HSI – Heat Stress Index
– WBGT interno
– WBGT esterno
– LE – Limite esposizione (Attenzione e Pericolo)
Non solo è importante preservare la vita dei lavoratori ma è fondamentale porre continua attenzione alla salvaguardia della loro salute mediante un’attenta valutazione dei rischi. E su questo la legge italiana pone regole precise.
Alis non solo può aiutare i suoi clienti a districarsi tra la complicata e abbondante normativa ma può concretamente valutare i rischi, grazie a una strumentazione adeguata e al lavoro di professionisti e tecnici specializzati, monitorando i luoghi di lavoro per individuare eventuali criticità e dare indicazioni per ripristinare, ove necessario, le condizioni ottimali.