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Timestamp: 2017-01-17 00:49:22+00:00
Document Index: 154514605

Matched Legal Cases: ['art. 1143', 'art. 1143', 'art. 1158', 'art. 1158', 'art. 1141', 'art. 1143']

Art. 1143 codice civile: Presunzione di possesso anteriore
HOME Codice civile Articoli Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015 Codice civile Art. 1143 codice civile: Presunzione di possesso anteriore L’AUTORE: Redazione
Il possessore attuale della cosa, si presume [v. 1142] ne abbia avuto il possesso anche precedentemente, quando il suo possesso sia assistito da un titolo con data anteriore, ed a partire dalla data medesima. Il possesso, infatti, può intervenire anche in assenza di un titolo che giustifichi l’esercizio del potere di fatto sulla cosa.
La norma dell'art. 1143 c.c., secondo cui quando il possessore attuale vanti un titolo a fondamento del suo possesso si presume che esso abbia posseduto dalla data del titolo, è ispirata alla considerazione che normalmente l'acquisto della proprietà o di un diritto reale in base ad un titolo comporta anche l'acquisto del possesso. Deve, pertanto, escludersi che tale norma sia dettata per l'usucapione ventennale, perché in relazione a questo istituto la sussistenza del titolo a fondamento del possesso non avrebbe alcun significato, non avendo il possessore munito di titolo concretamente idoneo (e quindi valido) alcuna necessità d'invocare l'usucapione ai fini della prova del dominio o di altro diritto reale.
Cassazione civile sez. II 27 gennaio 2011 n. 1899 La norma dell'art. 1143 c.c., secondo cui quando il possessore attuale vanti un titolo a fondamento del suo possesso si presume che esso abbia posseduto dalla data del titolo, è ispirata alla considerazione che normalmente l'acquisto della proprietà o di un diritto reale in base ad un titolo comporta anche l'acquisto del possesso, talché non è dettata per l'usucapione ventennale perché in relazione a questo istituto la sussistenza del titolo a fondamento del possesso non avrebbe alcun significato, non avendo il possessore munito di titolo concretamente idoneo (e, quindi, valido) alcuna necessità di invocare l'usucapione ai fini della prova del dominio o di altro diritto reale.
Cassazione civile sez. II 28 agosto 1993 n. 9134 Specie in presenza di una comunione ereditaria tra genitore e figli, a seguito della morte dell'altro genitore, per potersi riconoscere, rispetto ad un determinato immobile comune, il possesso esclusivo di uno dei condomini, rilevante anche ai sensi ed agli effetti di cui agli art. 1158 e 1168 c.c. è necessario che l'assegnazione di fatto ad uno dei coeredi sia stata determinata da un ben preciso, certo accordo comune e caratterizzata da univocità e continuità temporale: non sussiste, pertanto, possesso esclusivo, rilevante anche ex art. 1158 e 1168 c.c., qualora l'assegnazione di mero fatto sia stata determinata da mera tolleranza, o dall'intento di addivenire ad un momentaneo accomodamento; ancor meno, poi, sussiste possesso esclusivo, anche ai fini predetti, qualora l'assegnazione di fatto sia stata determinata dall'intento di non acuire, fra i congiunti coeredi, la tensione e la diffidenza competitiva che da tempo inquinava i reciproci rapporti tra le parti, con la riserva di rinviare a tempi di maggiore serenità la soluzione d'ogni questione patrimoniale.
Pretura Trapani 19 settembre 1991 Procedimento civile
È carente di legittimazione ad agire nella controversia per il risarcimento del danno derivante da sinistro stradale - questione sollevabile "ex officio" - l'attore che non dimostri di esercitare di fatto il potere sulla cosa, ovvero il potere di un'attività corrispondente "all'esercizio di un diritto reale" ex art. 1141 c.c., costituente l'essenza del possesso. A ciò va aggiunto che, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1143 c.c., "il possesso attuale non fa presumere il possesso anteriore, salvo che il possessore abbia un titolo a fondamento del suo possesso, in questo caso si presume che egli abbia posseduto dalla data del titolo" (nella specie, dall'esame del rapporto integrale redatto dalla p.m., prodotto nel corso del giudizio, era emerso che il veicolo non era di proprietà dell'attore).
Giudice di pace Bari sez. II 20 settembre 2010 n. 7061
Cassazione civile sez. II 04 marzo 1997 n. 1925 Colui che agisce in rivendicazione deve provare la sussistenza dell'asserito dominio sulla cosa rivendicata, risalendo, anche attraverso i propri danti causa, fino ad un acquisto a titolo originario o dimostrando il compimento dell'usucapione, ed in questo secondo caso, se il possesso è contestato dal convenuto, non adempie al suo onere probatorio semplicemente limitandosi a dimostrare che il titolo, o i titoli, risalgono ad un ventennio, ma deve provare di avere, egli e i suoi danti causa, posseduto l'immobile continuativamente dalla data del titolo stesso salva la presunzione, iuris tantum, di possesso intermedio.
Cassazione civile sez. II 07 maggio 1984 n. 2766 Art. precedente
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