Source: http://www.anacap.it/2015/11/
Timestamp: 2017-12-14 22:49:31+00:00
Document Index: 50738942

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 9', 'sentenza ']

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Risoluzione sull’obbligo di adire le centrali di committenza per l’affidamento dei servizi di accertamento e riscossione delle entrate degli enti locali – del 16/11/2015
24 novembre 2015 Pubblicato nella categoria Riscossione coattiva, Risoluzioni Anacap
Mediazione nei crediti tributari, così come modificata dal D.lgs. n. 156/2015, rubricato “Misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario, in attuazione degli articoli 6, comma 6, e 10, comma 1, lettere a) e b), della legge 11 marzo 2014, n. 23.”
9 novembre 2015 Pubblicato nella categoria News Tags: 139
Il D.lgs. n. 156/2015 ha previsto la possibilità, per il contribuente, di esperire la procedura di mediazione nelle controversie aventi ad oggetto crediti di natura tributaria.
A tal fine, l’art. 9, comma 10, lett. l), della norma in commento, rubricato “Modifiche al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546”, prevede la modifica dell’art. 17bis, concernente, per l’appunto, gli istituti giuridici di reclamo e mediazione.
Recita il novellato art. 17bis: “1. Per le controversie di valore non superiore a ventimila euro, il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell’ammontare della pretesa.”
Ad una prima lettura del dettato normativo, sembrerebbe che la procedura di mediazione costituisca una mera facoltà, della quale il contribuente possa decidere di servirsi o meno. Proseguendo nella lettura dei successivi commi del novellato art. 17bis, il legislatore provvede a garantire alla procedura mediativa il ruolo di condizione di procedibilità per il ricorso medesimo, prevedendo, al comma 2, che “il ricorso non e’ procedibile fino alla scadenza del termine di novanta giorni dalla data di notifica, entro il quale deve essere conclusa la procedura di cui al presente articolo. Si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale.”
Il successivo comma 6 dispone, infine che: “Nelle controversie aventi ad oggetto un atto impositivo o di riscossione, la mediazione si perfeziona con il versamento, entro il termine di venti giorni dalla data di sottoscrizione dell’accordo tra le parti, delle somme dovute ovvero della prima rata. Per il versamento delle somme dovute si applicano le disposizioni, anche sanzionatorie, previste per l’accertamento con adesione dall’articolo 8 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218. Nelle controversie aventi per oggetto la restituzione di somme la mediazione si perfeziona con la sottoscrizione di un accordo nel quale sono indicate le somme dovute con i termini e le modalità di pagamento. L’accordo costituisce titolo per il pagamento delle somme dovute al contribuente.”
Dunque, appare di chiara evidenza che la novella normativa inciderà in maniera rilevante tanto sulle procedure della giurisdizione tributaria, quanto sui procedimenti avviati dalle aziende affidatarie dei servizi di accertamento e riscossione delle entrate degli Enti locali.
Le società concessionarie, infatti, dovranno adeguare l’iter procedurale interno a ciascuna azienda alla novità introdotta dal d.lgs. n. 156/2015, conformando le informative contenute negli avvisi di pagamento che le stesse inviano ai contribuenti al dettato normativo, che entrerà in vigore dal 1 gennaio p.v.
Sarà, a tal fine, necessario operare un distinguo all’interno delle informazioni utili per proporre ricorso contro l’atto impositivo o di riscossione inviato al contribuente. In pratica, occorrerà tracciare due direttrici: laddove il contribuente sia intenzionato a proporre ricorso avverso l’atto impositivo entro il 31 dicembre di quest’anno, egli dovrà seguire le ordinarie procedure, essendo non ancora vigente la novella normativa. Nessuna modifica sarà, dunque, da apportare nelle diciture già presenti sugli atti dei concessionari. Viceversa, ove l’avviso di pagamento sia impugnabile a partire dal 1 gennaio 2016, data di entrata in vigore delle norme contenute nel d.lgs. n. 156/2015, il concessionario dovrà informare il contribuente dell’obbligatorietà del previo esperimento della procedura di mediazione, pena l’inammissibilità del ricorso.
A tale scopo, appare, ad avviso della scrivente, utile inserire, nei propri moduli, una specifica che richiami la nuova normativa. Si propone, a titolo puramente esemplificativo, un esempio:
“Si informa, inoltre che, ai sensi e per gli effetti del D.lgs. 24 settembre 2015, n. 156, art. 9, comma 10, lett. l), commi 1 e ss., è previsto che “1. Per le controversie di valore non superiore a ventimila euro, il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell’ammontare della pretesa. Il valore di cui al periodo precedente e’ determinato secondo le disposizioni di cui all’articolo 12, comma 2. Le controversie di valore indeterminabile non sono reclamabili, ad eccezione di quelle di cui all’articolo 2, comma 2, primo periodo.
2. Il ricorso non e’ procedibile fino alla scadenza del termine di novanta giorni dalla data di notifica, entro il quale deve essere conclusa la procedura di cui al presente articolo. Si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale”.
Da ultimo, torna utile segnalare che la formula sopra indicata va anche riportata nella ingiunzione emessa per il recupero coattivo del tributo, trattandosi di atto incluso nel novero delle controversie , dal comma 6, della norma in commento.
Esonero IMU per un solo immobile per italiani iscritti all’AIRE
9 novembre 2015 Pubblicato nella categoria News Tags: Affidamento Servizi
Il cittadino italiano residente all’estero (Aire) può usufruire dell’esonero Imu per un solo immobile anche se ne possiede più di uno. Lo ha chiarito il Dipartimento delle Finanze con la risoluzione 10/DF/2015, intervenendo sulla nuova disposizione agevolativa (esonero Imu e riduzione Tari-Tasi) introdotta dall’articolo 9-bis del Dl 47/2014.
IMU sugli alloggi assegnati alle coop. edilizie
I fabbricati costruiti dalle cooperative edilizie e non ancora assegnati ai soci delle cooperative stesse possono essere considerati “beni merce” e quindi non devono pagare l’Imu. Lo ha chiarito il Dipartimento delle finanze con la risoluzione n. 9/DF2015, intervenendo sulla fattispecie di esonero prevista dall’articolo 13, comma 9-bis del Dl 201/2011. Si tratta della disposizione riguardante i «fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati». Il Mef ritiene sussistenti entrambi i presupposti previsti dalla norma. In primo luogo le cooperative edilizie rientrano nel novero dei soggetti qualificabili come “impresa costruttrice”, alla luce di alcune pronunce dell’Agenzia delle Entrate (n. 182/E/1996, n. 33/E/2006 e n. 163/E/2007) e della Cassazione (sentenza n. 12675/2014). In secondo luogo, l’«assegnazione» dell’alloggio al socio della cooperativa può essere equiparato a una «vendita», sempre in base ad alcuni orientamenti delle Entrate e dei giudici di Piazza Cavour (sentenze nn. 7684/2002 e 5724/2004), trattandosi comunque di un’attribuzione patrimoniale riveniente da cessione di beni. In conclusione per il Mef le cooperative edilizie che assegnano in proprietà gli alloggi ai propri soci possiedono i requisiti richiesti dalla disposizione di esonero in questione.
Risoluzione9
Questione ASMEL: nuova ordinanza del Consiglio di Stato
6 novembre 2015 Pubblicato nella categoria News Tags: 139
Si allega l’ordinanza n. 5042/2015, emessa dal Consiglio di Stato e depositata in Segreteria il 4 novembre 2015, inerente la vicenda ASMEL consortile.
Come si evince dalla succinta motivazione, la sospensione dell’efficacia del provvedimento adottato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione ha incidenza soltanto sulle procedure in corso alla data di deposito della prima ordinanza del Consiglio di Stato, ovvero dal 9 settembre 2015, e non ha incidenza, invece, sulla successiva attività di ASMEL.
Alla luce della precisazione suddetta, il provvedimento del TAR Lazio spiega tutta la sua efficacia, nel senso che ASMEL non è abilitata ad attivare alcuna procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento dei servizi di accertamento e riscossione delle entrate degli Enti locali.
ANACAP-ASMEL-Cons.Stato-Ordinanza
Piano anticorruzione, l’Anac chiede più responsabilità per sindaci e giunta
4 novembre 2015 Pubblicato nella categoria News Tags: 139
Le amministrazioni pubbliche devono elevare la qualità delle misure anticorruzione, rendendo i piani triennali strumenti più efficaci, soprattutto in relazione ad alcune attività, come la gestione delle gare e degli appalti.
La determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015 definisce l’adeguamento al Piano nazionale anticorruzione, assumendo a presupposto la necessaria consapevolezza e condivisione degli obiettivi della lotta alla corruzione e delle misure organizzative necessarie da parte dei vertici politici delle amministrazioni.
Anac, negli appalti procedura negoziata solo dopo la verifica di mercato
3 novembre 2015 Pubblicato nella categoria News Tags: 139
Le stazioni appaltanti devono motivare con analisi tecniche accurate il ricorso alla procedura negoziata con affidamento a un unico operatore economico nelle fattispecie previste dall’articolo 57 del Codice dei contratti pubblici, sviluppando anche indagini di mercato attualizzate.
Anac C O LineeGuida proc negoz 10 2015
Mediazione per i tributi locali: i nuovi atti impositivi devono essere pronti dal 3 novembre
2 novembre 2015 Pubblicato nella categoria News Tags: 139
Il Dlgs 156/2015 ha esteso anche ai tributi locali, a decorrere dal 2016, la mediazione quale istituto preliminare al ricorso avanti alle Commissioni tributarie, secondo le stesse modalità procedurali e con la stessa soglia di valore fissate per i tributi erariali. Rientreranno infatti nell’obbligo di mediazione tutti gli avvisi di accertamento di valore inferiore a 20mila euro, riferibili alla sola maggiore imposta accertata, senza computare sanzioni e interessi, per cui gli avvisi di accertamento soggetti alla nuova procedura potranno riguardare nel complesso somme nettamente superiori.
La nuova disposizione normativa è destinata a creare ai Comuni e ai concessionari della riscossione parecchi problemi procedurali e organizzativi, che si presenteranno peraltro prima di quanto previsto, a fronte delle norme transitorie dettate dall’articolo 12 del Dlgs 156/2015, che ha previsto l’entrata in vigore di tali disposizioni facendo riferimento non agli atti notificati dai Comuni e dai relativi concessionari a decorrere dall’anno nuovo, bensì facendo richiamo a tutti gli atti procedurali che dovranno essere adottati dal 1° gennaio 2016.
Ne consegue che, in tutti gli atti impositivi e le ingiunzioni fiscali che i Comuni e i concessionari emetteranno a decorrere dal 3 novembre 2015 (e che potrebbero di conseguenza essere impugnati entro il 2 gennaio 2016), il soggetto impositore dovrà riportare nei propri atti non solo le attuali istruzioni necessarie per la proposizione del ricorso (ove il contribuente dovesse proporlo prima della fine del 2015), ma anche le indicazioni necessarie per consentire al contribuente di proporre il reclamo-mediazione in luogo del ricorso (ove lo stesso dovesse essere notificato a decorrere dal 1° gennaio 2016).
Si tratta di un duplice binario che gli Enti locali e i relativi concessionari dovranno prevedere nei propri atti (sia di accertamento che di riscossione ordinaria, ma comunque impugnabili davanti alle Commissioni tributarie) notificati dal 3 novembre fino al 31 dicembre 2015 (quindi nel periodo dell’anno in cui Comuni e concessionari locali emettono normalmente la maggior parte dei propri avvisi di accertamento, per evitare la decadenza di annualità d’imposta non recuperabili nell’anno successivo) .
La rilevanza della corretta indicazione delle modalità di impugnazione è altresì legata al fatto che la presentazione del ricorso al posto del reclamo (e il conseguente deposito in Commissione tributaria prima del decorso del termine di sospensione di 90 giorni fissato per l’esperimento della procedura di mediazione) comporterebbe l’improcedibilità del ricorso, costringendo quindi le parti ad attivare comunque la procedura di mediazione, a seguito della sospensione del procedimento giudiziario instaurato davanti alla Commissione tributaria, con un ulteriore appesantimento della procedura relativa agli atti notificati dagli enti impositori prima del 31 dicembre 2015, ma impugnati dopo il 1° gennaio 2016.
Le modifiche normative introdotte dal Dlgs 156/2015 non riguardano peraltro solo i termini e la procedura di presentazione del reclamo al posto del ricorso, ma anche il valore entro cui i contribuenti potranno impugnare gli atti impositivi emessi dagli enti locali senza necessariamente essere rappresentati da un difensore abilitato (valore, commisurato alla sola maggiore imposta richiesta dall’ente impositore, senza calcolare sanzioni e interessi, che dal 2016 salirà a 3mila euro, in luogo dell’attuale valore di 2.582,28 euro), per cui, anche sotto questo profilo, appare necessario che gli enti impositori provvedano da subito ad aggiornare le indicazioni riportate nei propri atti impositivi, in conformità a quanto previsto dallo Statuto del contribuente, per fare in modo che siano conformi alla nuova disciplina che diventerà applicabile dal 2016.