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Timestamp: 2018-08-15 08:33:37+00:00
Document Index: 123166949

Matched Legal Cases: ['art. 696', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 590', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 12']

Pubblicato Giovedì, 12 Gennaio 2017 18:02
In data 12/01/2017 è stato approvato in Senato, seppur con modifiche, il disegno di legge n. 2224, già passato al vaglio della Camera il 16/01/2016 in tema di "Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario".
Il promotore del ddl, il responsabile della sanità del PD Federico Gelli, ne riassume il contenuto affermando che con esso "vengono implementati tutti quei meccanismi a garanzia del diritto al risarcimento e alla trasparenza per i cittadini danneggiati da un errore sanitario e, al contempo, aumenteranno le tutele per i professionisti che potranno così tornare a svolgere con serenità il proprio lavoro, nell'esclusivo interesse dei pazienti, e senza dover ricorrere alla cosiddetta medicina difensiva per tutelarsi".
Cerchiamo ora di capire più nello specifico quali sono queste novità che il ddl introdurrebbe nell'ambito della vexata quaestio della responsabilità medica:
1) Tentativo di concliliazione obbligatorio: il danneggiato che vorrà chiedere in via giudiziale il risarcimento del danno dovrà preliminarmente tentare la conciliazione ai sensi dell'art. 696-bis c.p.c., ovvero esperendo una consulenza tecnica preventiva finalizzata, appunto, alla conciliazione delle parti;
2) Responsabilità penale del medico: l'art. 3 comma 1 della legge Balduzzi prevede che "l’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’articolo 2043 del codice civile. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo".
L'art. 6 del disegno di legge, emendato dal Senato, introdurrà nel codice penale l'art. 590 sexies, più favorevole nei confronti dei medici, escludendo la responsabilità penale (relativamente ai reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose) non solo per colpa lieve ma anche per colpa grave qualora l'evento si sia verificato a causa di imperizia, escludendo la punibilità "quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico assistenziali, sempre che le raccomandazioni previste dalle predette linee guida risultino adeguate alle specificità del caso concreto". Ai sensi del secondo comma verrà di conseguenza abrgato l'art. 3 comma 1 L. Balduzzi.
3) La responsabilità della struttura e del medico: il successivo art. 7 distingue le due responsabilità, stabilendo che la struttura, come ampiamente sostenuto dalla giurisprudenza, risponderà dei danni cagionati dai sanitari ancorché non dipendenti della struttura stessa ai sensi degli artt. 1218 e 1228 c.c., ovvero per responsabilità contrattuale. Tale disposizione varrà anche per le prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria.
Per quanto riguarda il personale sanitario invece il comma 3 art. 7 stabilisce che "l'esercente la professione sanitaria di cui ai commi 1 e 2 risponde del proprio operato ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile", facendo rientrare nell'ambito della responsabilità extracontrattuale i danni cagionati dagli stessi. Ciò comporta due importanti conseguenze: l'onere della prova sarà a carico del danneggiato, dovendo egli provare di aver subito un danno da parte del personale sanitario ed un termine prescrizionale per agire di 5 anni. Resta fermo invece il termine decennale per la RC delle strutture, trattandosi di responsabilità contrattuale.
4) Fondo di garanzia: l'art. 14 pone le basi per istituire il Fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria, operante nel caso in cui il danno sia di importo eccedente rispetto ai massimali previsti dai contratti di assicurazione stipulati dalla struttura o dal personale sanitario, nonché quando gli stessi risultino assicurati presso un'impresa insolvente nel momento del sinistro.
5) Obbligo di assicurazione delle strutture: previsto inoltre all'art. 10 l'obbligo di assicurazione per le aziende del Servizio sanitario nazionale, le strutture e gli enti privati operanti in regime autonomo o di accreditamento con il Servizio sanitario nazionale che erogano prestazioni sanitarie a favore di terzi per i danni cagionati dal personale e dai liberi professionisti in regime intramurario, fatta salva la possibilità di rivalsa per dolo o colpa grave nei confronti dell'esercente la professione sanitaria. Viene concessa inoltre, ai sensi del successivo art. 12, la possibilità del danneggiato di agire direttamente nei confronti della compagnia assicuratrice della struttura e del personale, entro i limiti del massimale stabilito nei singoli contratti.
E' chiaro quindi che il ddl 2224 è un importante passo avanti verso la tutela dei diritti dei medici i quali, al momento dell'approvazione definitiva da parte della Camera del testo emendato che dovrebbe avvenire entro febbraio 2017, risulteranno finalmente tutelati in maniera più incisiva, in un campo in cui si sentiva l'esigenza di una disciplina normativa più puntuale ormai da tempo.
Dott. Antonin Chakargi
Bancarotta fraudolenta ospedali IDI e San Carlo di Nancy - Costituzione parte civile
Pubblicato Mercoledì, 30 Novembre 2016 10:17
L’Associazione DI.PRO.ME., da sempre in prima linea per la tutela dei diritti dei medici in ogni campo, ha raggiunto un nuovo importante traguardo. Il giorno 23.11.16 si è tenuta l’udienza preliminare per bancarotta fraudolenta a carico anche dei religiosi della Provincia Italiana dei Figli della Immacolata Concezione che hanno amministrato gli Ospedali IDI e San Carlo di Nancy (gli imputati sono 40). I legali dell’associazione hanno ottenuto che i medici del San Carlo, nostri associati, venissero ammessi nel processo come parti civili. Ora inizia la battaglia affinché, acclarate le responsabilità, si ottenga il risarcimento integrale dei danni tutti patrimoniali e soprattutto non patrimoniali (danni morali, all’immagine, alla vita di relazione, ecc…). A tale scopo trattandosi di strutture ospedaliere accreditate gestite da un istituto di diritto pontificio i nostri legali chiederanno a buon diritto la citazione della Santa Sede come responsabile civile.
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