Source: http://mobile.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/15/R15*8
Timestamp: 2019-11-21 19:21:13+00:00
Document Index: 174577977

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 107', 'art. 15', 'art.17', 'art.16', 'art.5', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 145', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 145', 'art.16', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 162', 'sentenza ', 'art. 15', 'sentenza ']

Comunicazione del ricorso e del decreto di convocazione del debitore
Ricorso per la dichiarazione di fallimento - Decreto di fissazione dell’udienza - Omessa o inesistente notifica al fallendo - Concessione di nuovo termine per notificare - Ammissibilità - Ragioni
Dichiarazione di fallimento – Procedimento – Società già cancellata dal registro delle imprese – Convocazione e notifica – Modalità
In caso di società già cancellata dal registro delle imprese, il ricorso per la dichiarazione di fallimento può essere notificato, ai sensi della L. Fall., art. 15, comma 3, nel testo successivo alle modifiche apportate dal D.L. n. 179 del 2012, art. 17, conv. con modif. nella L. n. 221 del 2012, all'indirizzo di posta elettronica certificata della società cancellata in precedenza comunicato al registro delle imprese, ovvero, nel caso in cui non risulti possibile - per qualsiasi ragione - la notifica a mezzo PEC, direttamente presso la sua sede risultante dal registro delle imprese (Cass. 17946/2016, 26333/2016, 602/2017). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 06 Novembre 2017. Segue...
Notifica del ricorso di fallimento alle società ex art. 15, comma 3, l.fall. - Specialità della disciplina - Conseguenze - Applicabilità delle disciplina codicistica delle notificazioni agli irreperibili - Esclusione
Fallimento – Dichiarazione – Procedimento – Notifica al debitore collettivo – Modalità – Illegittimità costituzionale per disparità di trattamento – Esclusione – Ratio
Fallimento – Dichiarazione – Procedimento – Notifica al debitore del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza – Attestazione della impossibilità di eseguire la notifica a mezzo PEC – Allegazione del messaggio ritrasmesso dal gestore della posta elettronica certificata attestante l'esito negativo dell'invio – Non necessità – Attestazione del cancelliere
L’art. 15, comma 3, legge fall. nel disporre che "quando, per qualsiasi ragione, la notificazione non risulta possibile o non ha esito positivo, la notifica, a cura del ricorrente, del ricorso e del decreto si esegue esclusivamente di persona a norma del D.P.R. 15 dicembre 1959, n. 1229, art. 107, comma 1, presso la sede risultante dal registro delle imprese", non prevede particolari modalità attestative circa l'impossibilità di eseguire la notifica a mezzo PEC, nè richiede la specifica allegazione del messaggio ritrasmesso dal gestore della posta elettronica certificata attestante l'esito negativo dell'invio, ben potendo l'esito della notifica essere attestato dal cancelliere al quale sia stato affidato il compito di procedere alla notifica in via telematica. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 28 Marzo 2017, n. 8014. Segue...
Fallimento – Dichiarazione – Procedimento – Notifica di ricorso e decreto al debitore – Notifica a mezzo PEC all’indirizzo comunicato dall’imprenditore – Erroneità – Irrilevanza
La notifica telematica del ricorso di fallimento e del decreto ex art. 15, comma 3, legge fall., nel testo successivo alle modifiche apportate dall'art.17 del d.l. 179 del 2012, convertito dalla l. 221/2012, si perfeziona nel momento in cui perviene all'indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario, precedentemente comunicato dal medesimo al momento della sua iscrizione nel registro delle imprese, ai sensi dell'art.16, comma 6, del d.l. 185/2008, convertito dalla l. 2/2009 e dell'art.5, comma 1, del d.l. 179/2012, convertito dalla l. 221/2012, salva la prova che l'indirizzo Pec risultante dal detto registro sia erroneo per fatto non imputabile all'imprenditore che ha effettuato la comunicazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03 Gennaio 2017, n. 31. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Notificata al debitore - Specialità del procedimento di notifica - Diversità rispetto a quello ordinario - Ratio
La specialità e la complessità degli interessi tutelati dal legislatore del fallimento - comuni a una pluralità di operatori economici, e anche di natura pubblica in ragione delle connotazioni soggettive del debitore e della dimensione oggettiva del debito - giustificano e caratterizzano la diversità tra il procedimento ordinario di notifica e quello speciale con il quale il debitore viene informato della domanda di fallimento e della fissazione della relativa udienza.
La norma, contenuta nell’articolo 15 legge fall., garantisce, infatti, adeguatamente il diritto di difesa, nella declinazione di conoscibilità, da parte del debitore, dell'attivazione del procedimento fallimentare a suo carico, proprio in ragione del predisposto duplice meccanismo di ricerca della società, la quale viene notiziata prima presso l'indirizzo PEC, del quale è obbligata a dotarsi e che è tenuta a mantenere attivo durante la vita dell'impresa in forza di un sistema che presuppone il corretto operare della disciplina delle comunicazioni telematiche dell'ufficio giudiziario, tale da raggiungere una conoscibilità effettiva dell'atto da notificare equipollente a quella conseguibile con i meccanismi ordinari; quindi, in caso di inutile attivazione di tale primo meccanismo, mediante notificazione presso l'indirizzo della sede legale, da indicare obbligatoriamente nel registro delle imprese. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 Dicembre 2016, n. 26333. Segue...
Fallimento - Dichiarazione - Fusione per incorporazione - Requisiti - Valutazione con riferimento alla società incorporante - Effetti della fusione - Confusione tra i patrimoni
Fallimento - Dichiarazione - Fusione per incorporazione - Instaurazione del contraddittorio - Notifica del ricorso in data anteriore alla pubblicazione del progetto di fusione
Fallimento - Dichiarazione - Fusione per incorporazione - Requisiti - Stato d’insolvenza - Valutazione con riferimento alla società incorporante
Procedimento civile - Notificazioni a mezzo PEC - Soggetto esercente attività di impresa - Obbligo di munirsi di casella postale certificata - Onere di controllo, manutenzione e assistenza
Fallimento - Dichiarazione - Procedimento - Notifica telematica del ricorso e del provvedimento di fissazione dell’udienza - Notifica a mezzo PEC - Sequenza procedimentale stabilita dalla legge - Ricevuta di consegna all’indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario a annotazione del cancelliere sull’attivazione del meccanismo sostitutivo previsto dall’articolo 15 l.f. - Irrilevanza
Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Convocazione del debitore - Persone giuridiche - Irreperibilità - Diritto di difesa - Notifica a mezzo PEC - Notificazione presso la sede legale dell’impresa collettiva - Deposito presso la casa comunale
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 15, comma terzo, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell’amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), come sostituito dall’art. 17, comma 1, lettera a), del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese), convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione.
A differenza della disposizione di cui all’evocato art. 145 cod. proc. civ. – esclusivamente finalizzata all’esigenza di assicurare alla persona giuridica l’effettivo esercizio del diritto di difesa in relazione agli atti ad essa indirizzati ad alle connesse procedure – il riformulato art. 15 della così detta legge fallimentare (come emerge dalla relazione di accompagnamento dell’art. 17 del d.l. n. 179 del 2012, il cui testo, in parte qua, non è stato oggetto di modifiche in sede di conversione) si propone di «coniugare» quella stessa finalità di tutela del diritto di difesa dell’imprenditore (collettivo) «con le esigenze di celerità e speditezza cui deve essere improntato il procedimento concorsuale». E, a tal fine appunto, prevede che «il tribunale è esonerato dall’adempimento di ulteriori formalità quando la situazione di irreperibilità deve imputarsi all’imprenditore medesimo». La specialità e la complessità degli interessi (comuni ad una pluralità di operatori economici, ed anche di natura pubblica in ragione delle connotazioni soggettive del debitore e della dimensione oggettiva del debito), che il legislatore del 2012 ha inteso tutelare con l’introdotta semplificazione del procedimento notificatorio nell’ambito della procedura fallimentare, segnano, dunque, l’innegabile diversità tra il suddetto procedimento e quello ordinario di notifica ex art. 145 cod. proc. civ.
Il diritto di difesa, nella sua declinazione di conoscibilità, da parte del debitore, dell’attivazione del procedimento fallimentare a suo carico, è adeguatamente garantito dalla norma denunciata, proprio in ragione del predisposto duplice meccanismo di ricerca della società. Questa, infatti, ai fini della sua partecipazione al giudizio, viene notiziata prima presso il suo indirizzo di PEC, del quale è obbligata a dotarsi, ex art.16 del d.l., 29 novembre 2008, n. 185, ed è tenuta a mantenere attivo durante la vita dell’impresa; dunque, in forza di un sistema che presuppone il corretto operare della disciplina complessiva che regola le comunicazioni telematiche da parte dell’ufficio giudiziario e che, come tale, consente di giungere ad una conoscibilità effettiva dell’atto da notificare, in modo sostanzialmente equipollente a quella conseguibile con i meccanismi ordinari (ufficiale giudiziario e agente postale).
Solo a fronte della non utile attivazione di tale primo meccanismo segue la notificazione presso la sede legale dell’impresa collettiva: ossia, presso quell’indirizzo da indicare obbligatoriamente nell’apposito registro ex l. 29 dicembre 1993 n. 580, la cui funzione è proprio quella di assicurare un sistema organico di pubblicità legale, sì da rendere conoscibili – e perciò opponibili ai terzi, nell’interesse dello stesso imprenditore – i dati concernenti l’impresa e le principali vicende che la riguardano.
Per cui, in caso di esito negativo di tale duplice meccanismo di notifica, il deposito dell’atto introduttivo della procedura fallimentare presso la casa comunale ragionevolmente si pone come conseguenza immediata e diretta della violazione, da parte dell’imprenditore collettivo, dei descritti obblighi impostigli dalla legge.
Ciò anche alla luce del principio, più volte enunciato dalla Corte di cassazione (seppur con riferimento al testo previgente dell’art. 15 della legge fallimentare), per cui esigenze di compatibilità tra il diritto di difesa e gli obiettivi di speditezza e operatività, ai quali deve essere improntato il procedimento concorsuale, giustificano che il tribunale resti esonerato dall’adempimento di ulteriori formalità, ancorché normalmente previste dal codice di rito, allorquando la situazione di irreperibilità dell’imprenditore debba imputarsi alla sua stessa negligenza e a condotta non conforme agli obblighi di correttezza di un operatore economico (sezione sesta, sentenze n. 3062 del 2011, n. 32 del 2008).
Va conclusivamente poi considerato che il sistema, nel quale si inserisce la disposizione censurata, non è privo di ulteriori correttivi a tutela della effettività del diritto di difesa dell’imprenditore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 18 Maggio 2016. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Cessazione dell’esercizio dell’impresa - Applicazione dell’articolo 10 L.F. all’ipotesi di trasferimento dell’impresa all’estero - Procedimento prefallimentare - Necessità di notificazione del ricorso al debitore intenzionalmente o colpevolmente irreperibile - Sussiste
Va ribadito il principio per il quale nel procedimento per la dichiarazione di fallimento, l'avvenuta procedimentalizzazione del giudizio e delle attività di trattazione ed istruttoria, a seguito della riforma di cui al d.lgs. del 9 gennaio 2006, n. 5, 'ed al d.lgs. del 12 settembre 2007, n. 169, implica che la notificazione al debitore del ricorso e del decreto di convocazione all'udienza sia la regola anche quando il debitore, rendendosi irreperibile, si sia sottratto volontariamente o per colpevole negligenza al procedimento, restando la notificazione un adempimento indefettibile (Sez. 1, n. 10954/2014, in una fattispecie nella quale la S.C. ha confermato la sentenza di revoca del fallimento di una società trasferita in Bulgaria che, nel procedimento ex art. 15 legge fall., non aveva ricevuto alcuna notifica, né in Italia né all'estero). (Vincenzo Cannarozzo) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 12 Gennaio 2016. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Cessazione dell’esercizio dell’impresa - Applicazione dell’articolo 10 L.F. all’ipotesi di trasferimento dell’impresa all’estero - Procedimento prefallimentare - Nullità della notifica nei confronti del sostituito - Sussiste - Necessità della rinnovazione della notifica nei confronti del nuovo amministratore - Sussiste
Con riguardo alla notifica del ricorso per fallimento, l'articolo 15, comma 15, legge fall. consente al presidente del tribunale, in presenza di particolari ragioni d'urgenza, non solo di abbreviare i termini di convocazione del debitore ma anche di disporre che il ricorso ed il decreto di fissazione dell'udienza siano portati a conoscenza del destinatario con ogni mezzo idoneo, omessa ogni formalità che non sia indispensabile a rendere quegli atti conoscibili. E' quindi valida la comunicazione al debitore del decreto di convocazione avvenuta, in base a quanto disposto con specifico provvedimento del presidente del tribunale, per il tramite di un ufficiale di polizia giudiziaria, anziché nelle forme della notifica di cui all'articolo 136 e seguenti c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 05 Ottobre 2015. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Convocazione del debitore - Notifica a mezzo pec di società posta in liquidazione - Disparità di trattamento - Questione di legittimità costituzionale - Infondatezza - Dovere del tribunale di disporre la celere convocazione - Dovere dell'operatore economico di conformare la condotta a diligenza e correttezza
È infondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 15 L.F., per contrasto con gli articoli 3, 24 e 111 della Costituzione, nella parte in cui introduce la notifica del decreto di convocazione del debitore per mezzo della posta elettronica certificata anche per quelle società che siano già state poste in liquidazione all'epoca dell'entrata in vigore di detta modifica legislativa. Lo scopo della novella legislativa, infatti, quello di velocizzare le notifiche in ambito prefallimentare, svincolandole il più possibile dal mezzo cartaceo e dalle lungaggini che le caratterizzavano. Inoltre, l'obbligo del tribunale di disporre la previa convocazione del debitore viene assolto effettuando ogni ricerca per provvedere alla convocazione compatibilmente con le esigenze di speditezza ed operatività cui deve essere improntato il procedimento concorsuale, con la conseguenza che il tribunale, anche dopo la modifica dell'articolo 111 della Costituzione, ai fini del rispetto del contraddittorio, è esonerato dall'adempimento di ulteriori formalità, ancorché normalmente previste dal codice di procedura civile, allorquando la situazione di oggettiva irreperibilità dell'imprenditore debba imputarsi a sua stessa negligenza ed a condotta non conforme agli obblighi di correttezza e quali un operatore economico deve attenersi. (Cass., 7 gennaio 2008, n. 32; Cass., ord. 8 febbraio 2011, n. 3062). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 09 Aprile 2015. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Notifica della convocazione alle persone giuridiche - Deposito dell'atto presso la casa comunale - Questione di illegittimità costituzionale - Non manifesta infondatezza
Si ritiene non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 15 L.F., con riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, nella parte in cui, creando un'irragionevole disparità di trattamento rispetto alle norme ed ai principi in tema di notifica alle persone giuridiche, dichiara eseguita la notifica dell'atto che non si sia potuto consegnare presso la sede della società con il solo deposito presso la casa comunale, incombente inidoneo alla conoscibilità dell'atto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Catanzaro, 01 Aprile 2015. Segue...
Procedimento per la dichiarazione di fallimento – Notifica a mezzo PEC del ricorso e del decreto di convocazione ex art. 15 L.F. – Indirizzi PEC “duplicati” assegnati contemporaneamente a più imprese – Mancata costituzione del debitore nel procedimento – Violazione del diritto di difesa e del principio del contradditorio – Nullità della sentenza di fallimento
Il meccanismo vigente delle notifiche a mezzo PEC consente una verifica del loro esito di natura meramente “virtuale”, poiché il cancelliere individua l’indirizzo PEC – cui va notificato il ricorso ed il decreto di convocazione prefallimentare – ricavandolo automaticamente dal sistema, attraverso l’inserimento del solo codice fiscale del debitore. (Carlo-Enrico Salodini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 20 Ottobre 2014. Segue...
È pacifica l’eventualità che presso l’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INIPEC) si trovino iscritte più imprese con il medesimo indirizzo PEC, anche se per una sola di esse tale indirizzo, risulta poi attivo. (Carlo-Enrico Salodini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 20 Ottobre 2014. Segue...
Alcun controllo successivo è previsto, ai fini della verifica circa la reale corrispondenza tra il titolare dell’indirizzo PEC – cui si intendeva far pervenire quella notifica – e l’elemento identificativo (codice fiscale/partita IVA) del soggetto al quale essa risulta poi effettivamente recapitata. (Carlo-Enrico Salodini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 20 Ottobre 2014. Segue...
Malgrado l’apparente “buon fine” della notifica ex art. 15 L.F. – pur documentata come “regolare”, attraverso la cd. attestazione di consegna pervenuta alla cancelleria – essa non può ritenersi validamente ed utilmente perfezionata, ai fini del suo scopo essenziale di instaurare il contradditorio nei confronti della società poi dichiarata fallita qualora la notifica a mezzo PEC abbia effettivamente raggiunto una società diversa da quella che ne doveva essere la destinataria, con conseguente nullità della notifica. (Carlo-Enrico Salodini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 20 Ottobre 2014. Segue...
La notifica ex art. 15 L.F. pervenuta ad una società diversa da quella che ne doveva essere la destinataria e titolare del medesimo indirizzo PEC è nulla e non inesistente in presenza di chiarissime e rilevanti relazioni tra la notifica del ricorso-decreto ed il soggetto cui essa doveva pervenire come effettivo destinatario, insite nella corrispondenza letterale fra la PEC e la sua denominazione societaria, nell’iscrizione alla CCIAA su apposita iniziativa e nella relativa domanda per conseguire l’indirizzo PEC utilizzato ai fini della notifica. (Carlo-Enrico Salodini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 20 Ottobre 2014. Segue...
Gli unici strumenti utili ai fini della sanatoria del vizio di nullità della notifica sono la rinnovazione dell’atto invalido, oppure la costituzione del debitore in giudizio. Il mero intervento di terzi estranei al contradditorio non può ottenere tale risultato sanante. (Carlo-Enrico Salodini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 20 Ottobre 2014. Segue...
La notifica non può ritenersi avverata, né può ritenersi precluso al debitore avvalersi della nullità della notifica, anche nel caso in cui il debitore si sia sottratto alla notifica volontariamente o per colpevole negligenza, rendendosi irreperibile. (Carlo-Enrico Salodini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 20 Ottobre 2014. Segue...
Notificazione - Notificazione a mezzo pec - Apertura del messaggio da parte del destinatario - Irrilevanza - Fattispecie in tema di notifica dell'istanza di fallimento e relativo decreto di convocazione
Sentenza dichiarativa di fallimento di società estinta – Omessa notifica istanza di fallimento al domicilio del liquidatore – Nullità
La circostanza che la società possa essere dichiarata fallita ancorché estinta, purché entro l’anno da tale evento, non vale affatto, di per sé, a prorogare la domiciliazione della società, ove la cancellazione sia stata preceduta da messa in liquidazione, nomina di liquidatore nella persona di soggetto diverso dal precedente legale rappresentante e contestuale indicazione della sede della liquidazione presso il liquidatore medesimo, in luogo diverso da quello ove in precedenza la società aveva sede. Ne consegue che la notifica dell’istanza fallimentare debba essere eseguita alla società in persona del liquidatore presso il domicilio di quest’ultimo, pena la nullità della sentenza, poiché emessa in violazione dell’obbligo di consentire al fallendo di conoscere l’istanza e di congruamente esercitare il proprio diritto di difesa. (Mara Biaggio) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 20 Marzo 2014. Segue...
Provvedimenti del giudice civile - Sentenza - Contenuto - Motivazione - Pluralità di argomentazioni - Inammissibilità di una domanda, o di un capo di essa o di un motivo di gravame - Motivazione anche sul merito - "Potestas iudicandi" - Insussistenza - Motivo di ricorso per cassazione solo sotto tale secondo profilo - Inammissibilità - Fattispecie.
Nel procedimento per la dichiarazione di fallimento, divenuto - per effetto delle modifiche all'art. 15 della legge fall. introdotte dal d.lgs. n. 5 del 2006, nel testo "ratione temporis" applicabile - un procedimento a cognizione piena, il rapporto cittadino-giudice si instaura con il deposito del ricorso, mentre la successiva fase, che si perfeziona con la notifica al convenuto del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza, è finalizzata esclusivamente all'instaurazione del contraddittorio: pertanto, in caso di omissione della notifica o mancato rispetto del termine assegnato per il suo compimento, non ne deriva, in difetto di espressa sanzione, la nullità del ricorso stesso, ma solo la necessità di assicurare l'effettiva instaurazione del contraddittorio, realizzabile mediante l'ordine di rinnovazione della notifica emesso dal giudice, in applicazione dell'art. 162, primo comma, cod. proc. civ., o mediante la costituzione spontanea del resistente, ovvero ancora, come nella specie, attraverso la rinnovazione della notifica eseguita spontaneamente dalla parte. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 29 Ottobre 2009, n. 22926. Segue...
Procedimento per dichiarazione di fallimento – Notifica del ricorso al legale rappresentante – Nullità – Omesso avviso del deposito del piego presso l’ufficio postale.
Deve essere dichiarata la nullità della notifica del ricorso per dichiarazione di fallimento - e quindi della sentenza dichiarativa - qualora la notifica, non riuscita alla sede della società, venga effettuata al legale rappresentante della stessa ma al numero civico errato e per di più mediante deposito del plico presso l’ufficio postale omettendo l’invio della raccomandata con avviso di ricevimento con al quale si da avviso al destinatario del compimento delle formalità eseguite e del deposito del piego. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 19 Settembre 2007. Segue...
Fallimento – Notificazione del ricorso e del decreto di convocazione – Competenza dell’ufficiale giudiziario – Sussistenza – Violazione – Inesistenza.
Il termine “notificazione” di cui al terzo comma dell’art. 15 della legge fallimentare deve essere inteso in senso giuridico di notificazione effettuata per il tramite di ufficiale giudiziario. Pertanto, ove tale formalità venga eseguita da soggetti diversi (nella specie ufficiali di PG) la stessa è inesistente e comporta la nullità di tutti gli atti del procedimento e della relativa sentenza di fallimento nonchè la rimessione degli atti al primo giudice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Palermo, 18 Maggio 2007. Segue...