Source: https://www.variazionicatastalionline.it/
Timestamp: 2019-03-23 22:54:52+00:00
Document Index: 49878655

Matched Legal Cases: ['art. 540', 'art. 588', 'art. 569', 'art. 674', 'sentenza ', 'art. 582', 'art. 583', 'art. 566', 'art. 544', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 421', 'sentenza ']

VARIAZIONICATASTALI ON LINE
•	i rapporti patrimoniali personali (anche detti diritti di credito), salvi quelli c.d. “intuitu personae”, ossia che implicano un legame inscindibile rispetto alla persona che ne è titolare (come il diritto agli alimenti, inidoneo a trasferirsi a terzi per definizione);
•	i rapporti patrimoniali di natura reale e le azioni che l'ordinamento prevede a loro tutela (si pensi al diritto di proprietà), a meno che non siano strettamente connessi alla vita del titolare (ad esempio il diritto di abitazione);
•	i contratti in corso di esecuzione, a meno che non sia possibile devolvere la posizione giuridica del defunto in capo all'erede perché la natura del contratto lo rende impossibile (si immagini il caso eclatante di un contratto di prestazione d'opera tra una casa discografica e un noto cantante: non è detto che il figlio abbia le capacità e la fama del padre!).
•	omicidio, consumato o tentato, dell'ereditando o di un suo stretto congiunto;
•	commissione, nei confronti di una o più di tali persone, di un delitto punibile con le norme sull'omicidio;
•	denuncia calunniosa delle persone medesime ovvero falsa testimonianza ai loro danni;
•	forzatura della volontà testamentaria, con violenza e dolo;
•	distruzione, falsificazione, alterazione o occultamento del testamento del de cuius.
•	l'eredità sia devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del de cuius;
•	l'attivo ereditario abbia un valore non superiore ad euro 25.822,84 e non comprenda beni immobili o diritti reali immobiliari.
•	la patente di guida deve essere riconsegnata alla motorizzazione civile;
•	il passaporto ed il porto d'armi devono essere consegnati alla Questura. Nel caso in cui il defunto detenesse armi, gli eredi che non intendano procedere alla vendita o alla consegna di dette armi, avranno l'onere di richiedere il nulla osta, alla Questura di riferimento, per la detenzione;
•	la carta d'identità, il certificato elettorale ed il libretto di pensione possono essere restituiti al Comune;
•	contratto di lavoro: nel caso in cui il de cuius fosse un lavoratore dipendente, al momento del decesso, deve esserne informato il datore di lavoro. Gli eredi avranno diritto alla liquidazione della retribuzione maturata e non percepita, dell'indennità di fine rapporto e di tutti i diritti derivanti dal contratto di lavoro. Il diritto degli eredi di richiedere tali somme si prescrive in cinque anni dal momento dell'apertura della successione;
•	nel caso in cui il de cuius fosse pensionato: deve essere informato l'Ente pensionistico erogatore della pensione. Nel caso fosse l'INPS, l'erede deve presentare, presso l'Ufficio competente, il certificato di morte, la fotocopia della carta d'identità del defunto ed (eventualmente) copia autentica del testamento;
•	nel caso in cui il de cuius fosse titolare di pensioni sulla vita: è necessario informare l'Istituto di riferimento ai fini dell'attivazione del procedimento di liquidazione previsto nelle condizioni della polizza. Si ricorda che non sono tassabili i premi di assicurazione sulla vita, quindi non devono essere inseriti nella dichiarazione di successione;
•	utenze e contratti di locazione: non vi è alcun obbligo di comunicazione: i contratti proseguono con gli eredi;
•	rapporti bancari: è necessario avvisare l'istituto di credito al fine di riconsegnare gli assegni e le carte utilizzate dal de cuius ed ottenere così la volturazione del conto a favore degli eredi. Il conto corrente, una volta dichiarato il decesso alla Banca, sarà bloccato: per ottenere lo sblocco è necessario presentare il certificato di morte e, qualora vi fosse, copia autentica del testamento. Il mutuo dovrà essere accollato dagli eredi;
•	partecipazioni societarie: la successione delle partecipazioni societarie è disciplinata, dal contratto di società, nei limiti delle disposizioni legislative;
•	veicoli iscritti al PRA: i veicoli non devono essere inseriti nella dichiarazione di successione, ma è necessario presentare modifica di intestazione al PRA presso gli sportelli ACI.
•	Definizione: l'erede è il successore a titolo universale, colui il quale subentra nella titolarità dell'intero patrimonio ereditario o in una quota di esso. Il legatario è il successore a titolo particolare che subentra in uno o più determinati rapporti giuridici attivi; In altri termini attraverso un una disposizione testamentaria (detta "legato") il testatore attribuisce al "legatario" un bene o un diritto avente carattere patrimoniale. L'esempio tipico è quello in cui il testatore nomina un soggetto come suo erede universale e dispone un legato a favore di un altro soggetto (ad esempio gli lascia un gioiello di famiglia). In somma il legatario non ha una quota del patrimonio ereditario come accade per l'erede.
•	Necessarietà: l'istituzione ereditaria è necessaria per l'ordinamento giuridico. In mancanza di eredi (ossia di parenti entro il sesto grado o eredi istituiti testamentariamente) il patrimonio ereditario sarà devoluto allo Stato; il legato, diversamente, è meramente eventuale, salvo la previsione di taluni legati ex lege quali i diritti di abitazione della casa adibita a residenza coniugale e dei mobili che la corredano, ai sensi del secondo comma dell'art. 540 c.c., a favore del coniuge superstite;
•	Modalità di acquisto: l'eredità deve essere accettata (espressamente o tacitamente) dal chiamato mentre il legato si acquista di diritto: ossia non è necessario un formale atto di accettazione;
•	Rinunzia: l'erede può rifiutare l'istituzione a titolo di erede prima che intervenga l'accettazione. Il legatario acquista di diritto il lascito ma può rifiutarlo anche se, di diritto, esso è già entrato nel suo patrimonio;
•	Possesso: l'erede prosegue nel possesso del de cuius mentre il legatario inizia un nuovo possesso, che può essere riunito;
•	Debiti ereditari: Il legatario non risponde dei debiti ereditari, salvo diversa volontà del testatore e comunque non oltre il limite della cosa legata. Gli eredi, subentrando in tutti i rapporti del de cuius, risponderanno illimitatamente dei debiti, salvo abbiano accettato con beneficio di inventario;
•	Termine: per il principio semel heres semper heres l'erede non può essere a termine, a differenza del legatario, il quale può essere beneficiato di una proprietà temporanea, ossia sottoposta a termine iniziale o finale;
•	Institutio ex re certa: l'indicazione di beni determinati o di un complesso di beni, che integrerebbero un'istituzione di legato, si considerano a titolo universale (e quindi attribuiscono la qualità di erede) quando risulta, dalla scheda testamentaria, che il testatore ha inteso assegnare quei beni come quota del suo patrimonio (art. 588 c.c.);
•	Usufrutto universale: Una disposizione di usufrutto universale integra un'istituzione a titolo di erede o a titolo di legato? Vi sono ragioni per sostenere entrambe le teorie. La giurisprudenza, ha avuto un orientamento oscillante: la Cassazione 12.09.2002, n. 13310 ha sottolineato si tratti di istituzione di erede mentre la Cassazione 21.01.1985, n. 207 l'ha qualificato come legato.
•	fissare un appuntamento con il notaio o il cancelliere;
•	presentare il certificato di morte (ci si può anche avvalere dell'autocertificazione in caso di parentela diretta o per il coniuge);
•	certificare la residenza del defunto (certificato di residenza storico);
•	presentare Codice Fiscale e carta d'identità sia dell'erede che del defunto;
•	possedere l'autorizzazione del giudice tutelare per i minori, gli inabilitati e gli interdetti.
1.	il rinunciante ha dei discendenti: in tal caso, per rappresentazione, i discendenti potranno accettare la quota rinunciata dal proprio ascendente;
2.	il rinunciante non ha discendenti (o i discendenti non voglio venire alla successione) ma ha ascendenti: il tal caso la quota si devolve agli ascendenti, identificati ai sensi dell'art. 569 c.c.;
3.	il rinunciante non ha né discendenti, né ascendenti ma vi sono altri coeredi: in tal caso la quota si accrescerà agli altri coeredi;
4.	il rinunciante non ha parenti in linea retta né coeredi: in tal caso l'eredità si devolve a coloro ai quali spetterebbe nel caso egli mancasse.
1.	il testatore può aver disposto, del caso in cui l'erede rinunzi, mediante una sostituzione ordinaria;
2.	può aver luogo, di diritto, la rappresentazione;
3.	può operare l'accrescimento tra coeredi, nel caso concorrano i presupposti di cui all'art. 674 c.c. (istituzione nello stesso testamento, nell'universalità di beni, senza determinazioni di parti o in parti uguali);
4.	può operare la devoluzione agli eredi legittimi.
•	nel caso succedano solo i figli, questi ereditano in parti uguali;
•	nel caso un soggetto muoia senza figli, fratello o sorelle o loro discendenti, succedono i genitori in parti uguali; nel caso non vi siano nemmeno i genitori, succederanno per metà gli ascendenti della linea materna e per metà della linea paterna. Nel caso gli ascendenti siano di grado diverso, il grado più vicino esclude gli altri;
•	se muore senza figli, genitori o ascendenti, succedono i fratelli e le sorelle in parti uguali: i fratelli e sorelle unilaterali succedono per metà della quota;
•	nel caso di concorso tra genitori e fratelli e sorelle, sono ammessi tutti ed i genitori avrà almeno la metà del patrimonio. Nel caso in cui i genitori non possano o non vogliano venire alla successione e vi sono ulteriori ascendenti, il patrimonio si devolverà a loro;
•	nel caso di assenza di discendenti, ascendenti, fratelli e sorelle o loro discendenti, la successione si devolverà in favore dei parenti entro il sesto grado (figli dei cugini);
•	se il coniuge concorre con i figli, egli ha diritto alla metà dell'eredità nel caso in cui concorra con un solo figlio, mentre ha diritto ad un terzo nel caso in cui concorre con più figli;
•	se il coniuge concorre con ascendenti, fratelli e sorelle, al coniuge sono devoluti i due terzi dell'eredità, salvo il diritto ad un quarto degli ascendenti;
•	se il coniuge non concorre con discendenti, ascendenti, fratelli o sorelle, al coniuge si devolve l'intera eredità;
•	il coniuge, al quale non sia addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato, viene alla successione come un coniuge non separato. Nel caso di addebito ha diritto ad un assegno vitalizio solamente nel caso in cui, al momento dell'apertura della successione, godeva degli alimenti.
•	1° e 2° CASO: quando c'è la presenza del coniuge e dei discendenti (figli legittimi e naturali), al primo tocca la metà dell'eredità, in concorso con un solo figlio, ovvero di un terzo se i figli sono due o più, ai quali spettano invece i due terzi, suddivisi in parti uguali;
•	3° CASO: quando ci sono il coniuge, gli ascendenti e/o i collaterali (fratelli, sorelle), ma non i discendenti, al primo toccano i due terzi dell'eredità, mentre agli altri un terzo (art. 582 c.c.), da suddividere in parti uguali “per capi”, salvo il diritto degli ascendenti ad un quarto dell'eredità (544 c.c.);
•	4° CASO: quando c'è solo il coniuge, ma non discendenti, ascendenti o collaterali del de cuius, al primo va l'intera eredità (art. 583 c.c.);
•	5° CASO: quando ci sono solo discendenti, ma non il coniuge, ai figli va devoluta l'intera eredità suddivisa in parti uguali (art. 566 c.c.);
•	6° CASO: quando non c'è né il coniuge, né i discendenti, ma solo gli ascendenti e i collaterali, l'intera eredità va suddivisa tra questi ultimi in parti uguali, salvi sempre i diritti degli ascendenti ex art. 544 c.c.
•	7° CASO: in assenza di coniuge, figli, ascendenti e/o collaterali, sono chiamati a succedere al de cuius i parenti fino al sesto grado; la regola principale è quella secondo la quale i legami di parentela più prossimi escludono quelli di grado più remoto (ad es. prima gli zii, parenti in terzo grado, e poi cugini, parenti di quarto grado, ecc.);
•	8° CASO: se il de cuius non ha congiunti, parenti prossimi o remoti, o nessuno di loro gli è sopravvissuto, e non esiste un testamento, l'eredità viene totalmente devoluta allo Stato.
•	gli interdetti per infermità mentale i quali, come ricordato nella sentenza della Suprema Corte 31.03.2011, n. 7477, diventano legalmente incapaci solamente al momento della pubblicazione della sentenza ai sensi dell'art. 421 c.c. con la conseguenza che, il testamento redatto anche durante la fase di giudizio, resta valido salvo si dimostri l'incapacità di intendere e di volere al momento della testamenti factio;
•	i soggetti che, sebbene non interdetti, siano stati incapaci di intendere e volere al momento della testamenti factio. In tal caso sarà a carico di chi intende dimostrare l'incapacità del testatore addurre elementi che facciano ritenere il testatore incapace. La Suprema Corte, nella sentenza 05.01.2011, n. 230, ha ribadito che, ai fini della valutazione dello stato psichico del testatore, possono desumersi elementi utili anche dalla medesima scheda testamentaria.
•	la quota disponibile, della quale il testatore è libero di disporre;
•	la quota di legittima (o riserva), della quale il testatore non può disporre a favore degli eredi legittimi o estranei perché spettante, per legge, ai legittimari.
•	nel caso in cui Giulio non fosse stato dispensato dalla collazione: il patrimonio relitto sarebbe 40.000+50.000=90.000 da dividersi tra Giulio e Daniele € 45.000 ciascuno. Giulio, avendo già avuto 40.000, avrà diritto a soli 5.000,00 euro;
•	nel caso in cui Giulio fosse stato dispensato dalla collazione: i 40.000 sarebbero imputati alla quota disponibile. Nel caso in esame la quota disponibile è 1/3 dell'eredità, quindi 1/3 di euro 90.000=30.000. Giulio riterrà euro 30.000 quale quota disponibile e conferirà solamente euro 10.000.
•	per l'annullabilità conseguente all'incapacità di testare, il dies a quo coincide con l'esecuzione delle disposizioni testamentarie;
•	per i vizi della volontà, invece, dal giorno in cui si è avuta notizia del fatto che ha dato origine al vizio (errore, violenza o dolo).
geometra Angelo scalisi 327/0543695;
dott. geom. Carmelo scalisi 327/7526736; ufficio 095921616
Definizione di Variazione Catastale
comunicazione per diversa ditribuzione spazi interni,
modifica, di toponomastica,
attribuzione nuova rendita catastale a causa di ampliamento ecc,
modifica strutturale dell,edificio. ecc ecc
Variazioni Catastali a steps
Per prima cosa , è quella di affidarsi a un tecnico professionista (geometra, architetto o ingegnere), non solo per affidarsi alla sua competenza ed esperienza maturata sul campo, ma per consigliarsi al meglio , qualora si decidesse di procedere da soli.
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