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Timestamp: 2019-01-20 01:47:01+00:00
Document Index: 1908228

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 73', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ']

Aurelia Bartoli
1 Pubblicata il 28/10/2016 N /2016 REG.PROV.COLL. N /2013 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Terza) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 767 del 2013, proposto da: ** rappresentato e difeso dagli avvocati Tommaso Lessio e Carlo Bermone, domiciliato ope legis ai sensi dell art. 25 cod. proc. amm. presso la Segreteria del T.A.R. Veneto in Venezia, Cannaregio, 2277; contro Ministero dell'interno, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall'avvocatura Distrettuale
2 dello Stato, presso i cui Uffici è legalmente domiciliato in Venezia, San Marco, 63; per l'annullamento del decreto 28/02/2013 del Questore della Provincia di Padova prot. n.cat. A.12/2012/Imm.ME 2634, notificato in data 8 marzo 2013, con il quale veniva disposta la revoca della carta di soggiorno n.g a tempo indeterminato intestata al ricorrente. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'interno; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 20 ottobre 2016 il dott. Michele Pizzi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO Il sig. **, cittadino nigeriano titolare della carta di soggiorno n. ** rilasciata il per motivi di lavoro autonomo e valida a tempo indeterminato, ha impugnato, con ricorso notificato in data 8 maggio 2013, il decreto del Questore di Padova meglio indicato in epigrafe con il quale, a seguito della condanna pronunciata nei confronti dell odierno ricorrente dal
3 G.U.P. presso il Tribunale di Padova alla pena di anni quattro e mesi otto di reclusione ed ,00 di multa in ordine al reato di detenzione di sostanze stupefacenti (per aver illecitamente detenuto gr ,656 di cocaina e gr. 85,542 di eroina), è stata disposta la revoca della suddetta carta di soggiorno, essendo stato il sig. ** riconosciuto persona socialmente pericolosa ai sensi degli artt.4, comma 3, 5, comma 4, 9, commi 4 e 7, del D.Lgs n.286/98 in combinato disposto all art. 1 L.n.1423/1956 (ora art. 1 D.Lgs n.159/2011), anche in ragione del fatto che l odierno ricorrente non risulta avere altri familiari di riferimento sul territorio nazionale (pag. 1 del decreto del Questore di Padova). Il sig. **è insorto avverso il suddetto decreto questorile con ricorso articolato in un unico motivo, con il quale è stata lamentata (genericamente) violazione di legge, carenza di motivazione ed eccesso di potere, per aver il Questore di Padova omesso di considerare il lavoro svolto dall odierno ricorrente nel corso degli anni ed il suo regolare inserimento sociale e lavorativo: lo stile di vita del ricorrente precedente alla commissione del reato de quo non evidenziava alcuna condotta antisociale, né la commissione di altri reati, a dimostrazione di come, anche prima dell unico evento delittuoso, lo stile di vita del ricorrente fosse improntato a principi di correttezza (pag. 4 del ricorso); inoltre il ricorrente deduce: non si ritiene che la condanna per traffico di sostanze stupefacenti contenga in sé una valutazione di pericolosità sociale in re ipsa [ ] (pag. 6 del ricorso).
4 Si è costituito in giudizio il Ministero dell Interno, con il patrocinio dell Avvocatura dello Stato, chiedendo il rigetto del ricorso. Con successiva memoria depositata il 24 maggio 2016 il ricorrente ha insistito nei motivi di ricorso, depositando il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Napoli del 27 aprile 2015 con il quale, visto il positivo esito dell affidamento in prova ai servizi sociali, è stata dichiarata l estinzione della pena detentiva e di ogni altro effetto penale della condanna. All udienza del 20 ottobre 2016 la causa è stata trattenuta in decisione. In via preliminare occorre rilevare che, a differenza di quanto affermato dal ricorrente nell epigrafe del ricorso, il provvedimento questorile impugnato non è stato notificato il 9 marzo 2013, ma in data 8 marzo 2013 (come emerge per tabulas dalla relata di notifica in calce al decreto del Questore di Padova All.2 del fascicolo del Ministero dell Interno), con la conseguenza che il ricorso, notificato in data 8 maggio 2013, dovrebbe essere dichiarato irricevibile per tardività della notifica ai sensi dell art. 35, comma 1, lett. a) cod. proc. amm. Stante il fatto che tale profilo di irricevibilità del ricorso è emerso dopo il passaggio in decisione della causa, si dovrebbe seguire il disposto di cui all art. 73, comma 3, cod. proc. amm., assegnando alle parti un termine non superiore a trenta giorni per il deposito di memorie. Di conseguenza, per ragioni di economia processuale, stante la manifesta infondatezza del ricorso, il Collegio reputa di dover
5 comunque decidere nel merito la causa, rigettando il ricorso per le ragioni che ora si espongono. Al riguardo si evidenzia, in primo luogo, che il particolare allarme sociale causato dalla commissione dei reati inerenti gli stupefacenti (come recita l art. 4, comma 3, D.Lgs n.286/1998) è palesato dallo stesso Legislatore che, con la suddetta disposizione (pur non direttamente applicabile al caso di specie in quanto il ricorrente è titolare non di un permesso di soggiorno, ma di una carta di soggiorno valida a tempo indeterminato), ha comunque voluto chiarire in modo univoco la particolare gravità dei reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, da costituire addirittura reati ostativi al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno. Nel presente caso, venendo in rilievo l art. 9 D.Lgs n.286/1998 permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, non si applica il meccanismo automatico di revoca del permesso di soggiorno e conseguente espulsione a seguito della commissione di un reato ostativo, dovendosi procedere alla valutazione in concreto della pericolosità sociale del soggetto cui la carta di soggiorno viene revocata ai sensi dell art. 9, commi 4 e 7 D.Lgs n.286/1998. Alla luce di quanto esposto si ritiene che il gravato provvedimento questorile sia immune dalle censure mosse nel ricorso, essendo stata ben esplicitata la ragione per la quale anche la commissione di un solo reato (detenzione di un ingente quantitativo di cocaina e di eroina occultato in ovuli ingeriti), data la sua eccezionale gravità, giustifica di per sé il giudizio
6 di pericolosità sociale in relazione all art. 1 L.n.1423/1956 (ora art. 1 D.Lgs n.159/2011). Né rileva, ai fini che qui interessano, il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, che ha disposto l estinzione della pena detentiva e di ogni altro effetto penale della condanna, per la semplice ragione che la revoca della carta di soggiorno non costituisce sanzione penale o effetto penale della condanna, ma rimane un provvedimento amministrativo del tutto autonomo dalla commissione di un reato o dalle vicende penali scaturenti dalla commissione di un fatto penalmente rilevante, essendo adottato a tutela dei primari valori dell ordine pubblico e della sicurezza dello Stato a seguito di una valutazione ampiamente discrezionale demandata all Autorità di Pubblica Sicurezza, purché fondata su elementi fattuali (come appunto avvenuto nel caso di specie). Inoltre il Questore di Padova ha puntualmente evidenziato che l odierno ricorrente non risulta avere familiari nel Territorio Nazionale, con la conseguenza che la disposta revoca della carta di soggiorno non incide negativamente su alcun nucleo familiare già costituito. In definitiva il ricorso deve essere respinto. Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo. P.Q.M.
7 Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese di lite liquidate in 2.500,00 oltre spese generali, IVA e CPA. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 20 ottobre 2016 con l'intervento dei magistrati: Oria Settesoldi, Presidente Silvia Coppari, Primo Referendario Michele Pizzi, Referendario, Estensore L'ESTENSORE Michele Pizzi IL PRESIDENTE Oria Settesoldi IL SEGRETARIO