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Timestamp: 2018-02-18 11:04:26+00:00
Document Index: 137593540

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 67', 'art. 1', 'art. 67', 'art. 49', 'art. 67', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 106', 'art. 113', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 43', 'art. 52', 'art. 1', 'art. 102', 'art. 1', 'art. 54']

Novità fiscali del 18 maggio 2007
1) STUDI DI SETTORE: APPLICAZIONE DEGLI INDICI DI NORMALITÀ ECONOMICA <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
In materia di studi di settore, tenuto conto della rilevanza che gli indicatori di normalità economica (previsti dall’art. 1, comma 14, legge n. 296/2006 – Finanziaria 2007) assumono nella determinazione dei ricavi e dei compensi, l’Agenzia delle Entrate sta predisponendo un’apposita circolare con cui, oltre ad esaminare in dettaglio i singoli indicatori, saranno date istruzioni agli Uffici locali per la loro corretta applicazione.
(Interrogazione Camera dei deputati 16/05/2007, n. 5-01037)
2) STOCK OPTION – PIANI GIÀ DELIBERATI PRIMA DEL 3 OTTOBRE 2006: CONDIZIONE PER USUFRUIRE DEL REGIME FISCALE AGEVOLATO
Con riferimento ai piani di stock option già deliberati prima dell’entrata in vigore del D.L. n. 262/2006, che prevedono un termine per l’esercizio dell’opzione inferiore a tre anni o che non prevedono un termine per l’esercizio dell’opzione, i dipendenti beneficiari possono usufruire del regime fiscale agevolativo, a condizione che le opzioni assegnate loro prima del 3 ottobre 2006 vengano esercitate decorsi almeno 3 anni dalla relativa data di assegnazione.
In relazione a tali ipotesi, infatti, il comportamento del dipendente sarebbe conforme alla ratio della norma che ricollega il regime fiscale di favore alla fidelizzazione del dipendente all’azienda per almeno tre anni.
Questa interpretazione riguarda solamente i piani in corso già deliberati prima dell’entrata in vigore del citato D.L. n. 262/2006.
(Interrogazione Camera dei deputati 16/05/2007, n. 5-01036)
3) CONFERIMENTI DI IMMOBILI A SOCIETÀ AGRICOLE – APPLICABILITÀ DELL’IMPOSTA DI REGISTRO IN MISURA FISSA: CHIARIMENTI
La Commissione Finanze della Camera dei Deputati ha fornito chiarimenti in ordine all’applicabilità dell’imposta fissa di registro nel caso di conferimento di immobili ad una società agricola in sede di aumento di capitale sociale.
In particolare, sono stati chiesti chiarimenti in ordine all’applicabilità dell’imposta fissa di registro nel caso di conferimento di immobili ad una società agricola in sede di aumento di capitale sociale.
Al riguardo, ai sensi dell’art. 2, comma 4, del D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99, alle società agricole (in possesso dei requisiti di cui all’art. 1, comma 3, del medesimo decreto legislativo) «sono riconosciute le agevolazioni tributarie in materia di imposizione indiretta e creditizie stabilite dalla normativa vigente a favore delle persone fisiche in possesso della qualifica di coltivatore diretto».
A favore dei coltivatori diretti (e quindi anche delle predette società agricole), il combinato disposto dell’art. 1 della legge 6 agosto 1954, n. 604 (concernente modificazioni alle norme relative alle agevolazioni tributarie a favore della piccola proprietà contadina) e dell’art. 28 della legge 2 giugno 1961, n. 454 (recante il piano quinquennale per lo sviluppo dell’agricoltura) prevede, tra l’altro, la possibilità di assolvere l’imposta, di registro, in misura fissa, per gli atti di compravendita posti in essere per la formazione e l’arrotondamento della piccola proprietà contadina.
Premesso quanto sopra, è stato chiesto di sapere se la predetta agevolazione, riferita agli atti di compravendita, sia applicabile anche ai conferimenti in società.
In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha fatto preliminarmente presente che il riconoscimento dell’agevolazione viene subordinato al ricorrere delle condizioni previste dalla legge n. 604/1954.
In particolare, l’agevolazione riguarda solo gli atti tassativamente elencati nell’art. 1 di tale legge, aventi ad oggetto fondi agricoli per la formazione e l’arrotondamento della piccola proprietà contadina, tra i quali non figura il conferimento in società.
Trattandosi di norma agevolativa, la stessa non può applicare in relazione a fattispecie analoghe a quelle tassativamente previste.
La problematica prospettata con l’interrogazione in esame trae, tuttavia, argomento dal fatto che la disciplina dell’agevolazione per la piccola proprietà contadina è stata estesa alle società mediante generico rinvio alle agevolazioni già previste per le persone fisiche e che, quindi, il mancato inserimento del conferimento in società tra gli atti agevolati potrebbe essere semplicemente dovuto al mancato coordinamento normativo.
L’Agenzia delle Entrate ha fatto presente che la questione prospettata, oggetto di approfondimento, troverà definitiva soluzione in apposita circolare di imminente emanazione.
(Interrogazione Camera dei deputati 16/05/2007, n. 5-01035)
4) ACCISE: ALIQUOTA AGEVOLATA SUL METANO UTILIZZATO IN STRUTTURE ALBERGHIERE
Per le utilizzazioni del gas metano relative all’abitazione del custode dell’albergo, può applicarsi l’aliquota di accisa ridotta rispetto a quella per “l’uso civile”. Ciò che rileva ai fini dell’applicazione dell’aliquota ridotta, infatti, è la connessione dell’attività di custodia con l’attività alberghiera, la destinazione dei locali ad abitazione del custode, nonché l’ubicazione dei medesimi locali nell’ambito della struttura alberghiera.
(Interrogazione Camera dei deputati 16/05/2007, n. 5-01034)
5) FINANZIARIA 2007: AGEVOLAZIONI FISCALI E CONTRIBUTIVE IN FAVORE DI CORI, BANDE MUSICALI E FILODRAMMATICHE CON FINALITÀ DILETTANTISTICHE
Con riferimento alle agevolazioni fiscali e contributive introdotte dalla legge n. 296/2006 (art. 1, commi 188 e 299) in favore di cori, bande musicali e filodrammatiche con finalità dilettantistiche, la Commissione Finanze della Camera dei Deputati ha chiarito la nozione di “collaboratori tecnici” di cui all’art. 67, comma 1, lettera m), D.P.R. n. 917/1986, e ha precisato gli obblighi di iscrizione e contribuzione nei confronti dell’ENPALS.
In particolare, poiché l’art. 1, commi 188 e 299, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), ha introdotto agevolazioni fiscali e contributive per valorizzare il mondo culturale-dilettantistico, è stato chiesto di conoscere quali soggetti possano essere ricompresi nella nozione di «collaboratori tecnici» e se i redditi percepiti dai direttori artistici e dai collaboratori tecnici per attività non professionali non superiori a 7.500 euro siano da considerare esenti dagli obblighi di iscrizione e contribuzione Enpals.
L’art. 67, comma 1, lettera m), primo periodo, del T.U.I.R., stabilisce che costituiscono redditi diversi, tra l’altro, «le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche (…)».
A tal fine, possono qualificarsi come «redditi diversi» quei redditi che non siano riconducibili ad una diversa categoria reddituale prevista dall’articolo 6 del TUIR (redditi di lavoro dipendente – art. 49 del TUIR; redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente – articolo 50 del TUIR; redditi di lavoro autonomo – articolo 53 del TUIR).
In sostanza, possono essere qualificate come «redditi diversi» le somme che non siano erogate sulla base di un rapporto di lavoro subordinato intercorrente fra il soggetto percipiente e gli enti indicati al citato articolo 67, comma 1, lettera m), ovvero sulla base di contratti di collaborazione riconducibili fra i «redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente» né costituiscano il corrispettivo per l’esercizio dell’arte o della professione svolta.
Tutto ciò premesso, l’Agenzia delle Entrate ha osservato, anzitutto, che attraverso l’utilizzo dell’inciso «finalità dilettantistiche» relativamente ai cori, bande musicali e filodrammatiche che erogano compensi ai direttori artistici e ai collaboratori tecnici, l’articolo 67, comma 1, lettera m) del TUIR ha inteso espressamente evidenziare che detti enti debbono avere quale scopo lo svolgimento di attività artistica o musicale a carattere dilettantistico e, nell’ambito di tale attività, devono essere rese le anzidette prestazioni del direttore artistico e dei collaboratori tecnici.
I proventi, inoltre, devono essere corrisposti al direttore artistico ed ai collaboratori tecnici a fronte di prestazioni di «natura non professionale» intendendo con tale espressione che l’attività del direttore artistico o quella dei collaboratori tecnici considerata noia deve costituire (oggetto dell’arte o della professione abitualmente svolta dal soggetto percipiente.
In sostanza, sono escluse dall’art. 67, comma 1, lettera m), del TUIR (e non possono, quindi godere delle agevolazioni fiscali ivi previste e previdenziali collegate) le somme erogate a soggetti la cui attività artistica o musicale è resa in favore di cori, bande musicali e filodrammatiche nell’ambito della stessa professione da essi svolta abitualmente in modo indipendente ed autonomo ad una potenziale pluralità di committenti.
Per quanto riguarda più specificamente i soggetti ai quali la predetta norma si riferisce, si osserva che essi sono indicati tassativamente e sono individuati esclusivamente nel direttore artistico e nei collaboratori tecnici.
In particolare, per quanto riguarda i collaboratori tecnici, a parere dell’Agenzia, il tenore delle disposizioni in commento sembra riferirsi soltanto a quei soggetti che insieme al direttore artistico prendono parte direttamente alle manifestazioni artistiche e musicali organizzate da cori, bande musicali e filodrammatiche, offrendo contributi afferenti alla tecnica delle manifestazioni stesse.
Non rientrano, peraltro, nell’ambito della norma in esame i compensi eventualmente percepiti per prestazioni di carattere amministrativo-gestionale rese nei confronti dei cori, bande musicali e filodrammatiche, posto che l’inclusione dei, medesimi compensi nel novero dei redditi diversi è espressamente disposto solo per le prestazioni di carattere amministrativo-gestionale a favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche.
Per quanto concerne, in particolare, il quesito circa l’esenzione dagli adempimenti contributivi nei confronti dell’Enpals per le prestazioni lavorative rese nell’ambito di spettacoli musicali finalizzati alla celebrazione di tradizioni popolari e folcloristiche da determinati soggetti, a condizione che la retribuzione annua lorda percepita per tali esibizioni non superi l’importo di 5.000 euro, il Ministero del lavoro e della previdenza sociale ha rappresentato che l’Enpals, con circolare n. 6 del 20 aprile 2007, nel definire il profilo oggettivo del campo di applicazione, ha chiarito che «ove nel corso dell’anno solare si sia superato il predetto limite reddituale, i rispettivi datori di lavoro o committenti saranno tenuti ad assolvere, per la quota di reddito eccedente il limite di 5.000 euro, agli adempimenti contributivi ed informativi conformemente alle norme ordinarie».
(Interrogazione Camera dei deputati 16/05/2007, n. 5-01033)
6) FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI – VECCHI FONDI: IN G.U. IL DECRETO PER L’ADEGUAMENTO
Entra in vigore il 31 maggio 2007 il regolamento contenente le disposizioni per l’adeguamento alle previsioni del D.Lgs. 252/2005 delle forme pensionistiche complementari preesistenti alla data di entrata in vigore della legge 421/1992.
I fondi pensione preesistenti, che intendono essere destinatari del conferimento del Tfr di cui all’art. 8 del D.Lgs. 252/2005, devono costituire (ove non già esistenti) un patrimonio separato e apposite sezioni a contribuzione definita.
I suddetti fondi devono avviare le procedure di adeguamento dei propri statuti alle norme del decreto in esame e darne comunicazione alla Covip, che procederà successivamente alla verifica dell’avvenuto adeguamento.
I fondi pensione preesistenti costituiti nell’ambito di categorie, comparti o raggruppamenti assumono forma di soggetto riconosciuto ai sensi dell’art. 4, comma 1, lettera b), del D.Lgs. n. 252/2005, entro due anni dalla data di entrata in vigore del decreto.
(Decreto 10/05/2007, n. 62, G.U. 16/05/2007, n. 112)
7) RAFFORZATA LA COOPERAZIONE TRA AGENZIA DELLE ENTRATE E AGENZIA PER LE ONLUS
Al via tavolo tecnico tra Agenzia delle Entrate e Onlus per definire meglio i controlli e contrastare gli abusi di agevolazioni.
Il protocollo d’intesa é stato siglato il 16 maggio 2007 a Roma dal direttore dell’Agenzia, Massimo Romano, e dal Presidente dell’Agenzia per le Onlus, Stefano Zamagni.
Obiettivo del tavolo, che si riunirà con cadenza bimestrale, é quello di coordinare e di rafforzare la reciproca collaborazione su temi di rilievo che saranno sottoposti ad un approfondimento congiunto.
Particolare attenzione verrà rivolta su questioni legate alla definizione dei requisiti soggettivi e alla determinazione dell’ambito di operatività rilevante per gli enti del terzo settore.
(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa del 16/05/2007)
8) CHIARIMENTI SULL’OBBLIGO DI COMUNICAZIONE DELLA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA (PEC)
Con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2005, ciascun operatore finanziario è tenuto a dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), tramite il quale riceve le richieste di indagine da parte degli organi a ciò preposti; tali operatori erano tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate detto indirizzo entro il termine del 30 aprile 2006 (termine poi prorogato al 30 giugno).
Tra gli operatori finanziari destinatari delle citate disposizioni sono elencati soggetti iscritti negli albi/elenchi tenuti dall’Ufficio Italiano dei Cambi. In particolare, sono destinatari dell’obbligo di istituire la posta elettronica certificata: gli intermediari finanziari ex art. 106 T.U.B., i soggetti che non operano nei confronti del pubblico e che risultano iscritti nella sezione dell’elenco generale ai sensi dell’art. 113 T.U.B., i cambiavalute, i confidi, le casse peota.
Sono esclusi da tale adempimento gli agenti in attività finanziaria (che agiscono come mono/plurimandatari di altri soggetti) e i mediatori creditizi.
I soggetti ancora iscritti nei citati elenchi, interessati dall’Agenzia delle Entrate con apposita comunicazione in materia di istituzione della PEC, qualora ritengano di non possedere più i requisiti previsti dalla normativa di settore per mantenere l’iscrizione negli elenchi in parola, devono presentare all’Ufficio Italiano dei Cambi formale istanza di cancellazione avvalendosi della seguente modulistica:
Modulo UIC AR CAN – pdf per gli iscritti ex artt. 106 e 113 T.U.B., confidi e casse peota, secondo le modalità specificate nella Circolare 4 settembre 1996 (G.U. n. 219 del 18/9/1996 – serie generale);
Modulo UIC CV CAN – pdf per i cambiavalute, secondo le modalità indicate nel Provvedimento UIC 21 dicembre 2001 (G.U. n. 22del 26/1/2002- serie generale)
Dell’avvenuta presentazione dell’istanza di cancellazione l’interessato deve darne comunicazione all’Agenzia delle Entrate mediante fax al n. 0650769716, allegando copia della predetta istanza.
Verificati i presupposti per procedere alla cancellazione, entro il termine di 120 gg dalla presentazione dell’istanza, l’Ufficio Italiano dei Cambi dà comunicazione formale all’interessato dell’avvenuta cancellazione. I soggetti cancellati sono eliminati dal relativo elenco consultabile sul sito www.uic.it, sezione “Albi ed elenchi” e non sono tenuti a dotarsi di PEC.
Allo stesso numero di fax (o in allegato formato .pdf all’indirizzo dc.acc.urd@agenziaentrate.it) possono essere inviate anche le comunicazioni e la documentazione attestante la cancellazione già avvenuta dal suddetto elenco in data anteriore al 26 marzo 2007.
Rimane inoltre sempre possibile, per gli intermediari finanziari destinatari della nota del 26 marzo 2007 n. prot. 21698, dimostrare l’avvenuta cessazione dell’attività con cancellazione dal registro delle imprese tenuto presso la Camera di Commercio, producendo una visura camerale aggiornata con le stesse modalità precedentemente illustrate.
(Agenzia delle Entrate, Comunicato del 17 maggio 2007)
9) CREDITI D’IMPOSTA A CENTRI COMMERCIALI E VILLAGGI TURISTICI IN LOCAZIONE PER GLI INVESTIMENTI EFFETTUATI NELLE AREE SVANTAGGIATE
Per villaggi turistici, centri commerciali e cinema gli imprenditori possono beneficiare del credito d’imposta per gli investimenti effettuati nelle aree svantaggiate, anche se sono stati concessi in locazione.
E’ questo il contenuto saliente della circolare 29/E dell’Agenzia delle Entrate che fornisce chiarimenti sull’applicazione della Visco-sud, cioé sull’applicazione del credito d’imposta per investimenti nelle aree svantaggiate.
In particolare l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in caso di locazione di un immobile strumentale per il quale si usufruisce di un credito d’imposta, il credito decade in tutti i casi tranne quando gli immobili dati in locazione costituiscono un complesso unitario polifunzionale destinato allo svolgimento di un attività commerciale e il locatario destini tali beni all’esercizio di attività d’impresa.
La circolare, infine, ha evidenziato che la fruizione dell’agevolazione per gli immobili polifunzionali spetta con effetto retroattivo.
(Agenzia delle Entrate, Circolare n. 29/E del 17/05/2007)
10) TRATTAMENTO FISCALE DEI COMPENSI PER PRESTAZIONI ESEGUITE DAL DIPENDENTE PUBBLICO PRESSO TERZI IN DIFETTO DI CONFERIMENTO DELL’INCARICO O DI AUTORIZZAZIONE PREVENTIVA DA PARTE DELLA PROPRIA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Secondo la normativa i dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall’amministrazione di appartenenza.
In difetto di ciò, per determinare la corrispondente categoria di reddito cui i compensi appartengono, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, del TUIR, l’assoggettabilità a ritenute alla fonte, ai sensi degli artt. 23 e seguenti del DPR 29.9.1973, n. 600, e valutare ogni altra successiva vicenda del reddito stesso, occorre considerare la circostanza dell’assenza del conferimento d’incarico o di autorizzazione da parte dell’amministrazione d’appartenenza a svolgere attività presso terzi.
Ciò (come peraltro precisato con circolare del Ministero delle Finanze n. 326 del 23 dicembre 1997, par. 5.3) comporta che detti compensi si qualificano, a seconda delle modalità di svolgimento da verificarsi in concreto, come redditi da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o di lavoro autonomo anche occasionale da assoggettare a ritenute alla fonte a titolo d’acconto.
Non osta alla suddetta imponibilità la circostanza che i compensi siano percepiti per incarichi retribuiti presso terzi svolti senza il conferimento o l’autorizzazione di legge, considerato che ai sensi dell’articolo 14, commi 4 e 4-bis della legge 24 dicembre 1993, n. 537, anche i proventi derivanti dalle predette attività non autorizzate sono comunque imponibili se compresi nelle categorie di reddito di cui all’articolo 6, comma 1, del TUIR e i relativi redditi sono determinati secondo le disposizioni riguardanti ciascuna categoria.
I dipendenti percettori di tali compensi nei cui confronti viene effettuato il recupero, possono poi ottenere il rimborso d’imposta con lo strumento degli oneri deducibili dal reddito personale, ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera d-bis, del TUIR (secondo quesito dell’istante), secondo le modalità illustrate con la citata circolare n. 326 del 1997 e con la risoluzione n. 110 del 29 luglio 2005.
Tale forma di rimborso, prevista espressamente per “le somme restituite al soggetto erogatore, se hanno concorso a formare il reddito in anni precedenti”, può essere utilizzata anche se la restituzione avviene in capo ad un soggetto diverso da quello che lo ha erogato.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 101 del 17/05/2007)
11) IMPOSTA DI REGISTRO: BASE IMPONIBILE PER IL TRASFERIMENTO DI IMMOBILE ABITATIVO IN SEGUITO AD AGGIUDICAZIONE ALL’ASTA PUBBLICA
Ai fini dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale, la base imponibile per il trasferimento di immobile abitativo in seguito ad aggiudicazione all’asta pubblica é costituita dal prezzo di aggiudicazione e non può essere calcolata col meccanismo del c.d. “prezzo-valore”.
Per il trasferimento di immobile abitativo in seguito ad aggiudicazione all’asta pubblica la base imponibile viene, quindi, determinata ai sensi dell’art. 44 del TUR (Testo Unico Imposta di Registro) pertanto la deroga prevista dall’art. 1, comma 497, della legge n. 266/2005 non può essere applicata a detti trasferimenti, poiché riferita espressamente al solo art. 43 del TUR.
Pertanto, tutte le fattispecie disciplinate dall’articolo 44 del T.U.R non possono essere attratte nell’ambito della novella del comma 497, poiché la base imponibile é determinata con riferimento al prezzo di aggiudicazione, all’indennizzo e non al valore, con la conseguente inapplicabilità ai predetti trasferimenti, delle disposizioni contenute nell’art. 52, commi 4 e 5, del T.U.R..
Con riferimento ai trasferimenti di unità immobiliari ad uso abitativo posti in essere dalle SCIP a favore di persone fisiche si applicano i medesimi criteri sopra evidenziati, pertanto qualora gli stessi sono attuati a mezzo della procedura di asta pubblica non rientrano nel campo di applicazione del comma 497 citato, in tutti gli altri casi, quale ad esempio la cessione di immobile ad uso abitativo a favore dei conduttori titolari del diritto di opzione all’acquisto, in cui la base imponibile e’ determinata ai sensi dell’articolo 43 del TUR, opera il criterio individuato dal comma 497.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 102 del 17/05/2007)
12) SCIOGLIMENTO E TRASFORMAZIONE AGEVOLATA DELLE SOCIETA’ NON OPERATIVE
E’ possibile usufruire della procedura di scioglimento e trasformazione agevolata anche se la compagine sociale della società non è composta da tutti soci persone fisiche.
La procedura agevolata dello scioglimento e della trasformazione viene estesa anche a quelle società che annoverano tra i propri soci delle società semplici, il cui reddito é determinato con le stesse regole previste per le persone fisiche.
Come è noto, i commi 111 e seguenti della legge finanziaria 2007 hanno previsto un regime fiscale agevolato per consentire alle società considerate non operative nel periodo d’imposta in corso alla data del 4 luglio 2006 di uscire dal regime d’impresa, deliberando lo scioglimento (con conseguente cessione a titolo oneroso dei beni o assegnazione degli stessi ai soci) o la trasformazione in societa’ semplice.
La stessa norma prevede che l’accesso al regime agevolato dello scioglimento o della trasformazione sia subordinato alla circostanza che tutti i soci della società siano persone fisiche (circolare del 4 maggio 2007, n. 25/E,).
La ratio di tale ultima precisazione é quella di favorire la fuoriuscita dei beni detenuti dalla società in regime d’impresa a favore di quei soci, persone fisiche, che determinano il proprio reddito secondo regole diverse da quelle previste per la determinazione del reddito d’impresa.
Al riguardo, l’intento voluto dal legislatore risulta comunque realizzato anche nell’ipotesi in cui i soci della società siano rappresentati da società semplici.
Anche in tale circostanza, infatti, i beni fuoriescono da un regime d’impresa per confluire in un regime impositivo, quello delle società semplici, sostanzialmente assimilato al regime fiscale previsto per le persone fisiche.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 103 del 17/05/2007)
13) IL LIMITE (80%) ALLA DEDUCIBILITA’ DELLE SPESE TELEFONICHE VALE PER TUTTE LE SPESE
Il limite alla deducibilità delle spese si applica sia per i beni che hanno un inconfutabile utilizzo nella connessione telefonica (sotto tale profilo il modem, o il router ADSL rappresenta il mezzo necessario attraverso il quale effettuare la suddetta connessione) sia per le spese afferenti il pc utilizzato per la connessione.
Il comma 401 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 – che ha modificato il c. 9 dell’art. 102 del TUIR – ha fissato, con effetti dal 1 gennaio 2007, all’80% il limite di deducibilità dal reddito d’impresa delle quote di ammortamento, dei canoni di locazione anche finanziaria o di noleggio, delle spese di impiego e manutenzione relativi ad “apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico di cui alla lettera gg) del comma 1 dell’art. 1 del codice delle comunicazioni elettroniche di cui al decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259”.
Il successivo comma 402, modificando l’art. 54, c. 3-bis del TUIR, ha quindi esteso, con i medesimi effetti, detti limiti anche ai titolari di reddito derivante dall’esercizio di attività artistiche o professionali.
Sotto il profilo oggettivo, il codice delle comunicazioni, nella parte alla quale fa rinvio la norma fiscale in esame, riguarda “i servizi, forniti di norma a pagamento, consistenti esclusivamente o prevalentemente nella trasmissione di segnali su reti di comunicazione elettronica, compresi i servizi di telecomunicazioni e i servizi di trasmissione nelle reti utilizzate per la diffusione circolare radiotelevisiva (…)”.
Dal tenore della disposizione, che ricomprende nel proprio ambito indistintamente i servizi di comunicazione e, dunque, anche i servizi afferenti le diverse tipologie di linee di collegamento telefonico, discende che i suddetti limiti fiscali operano sia per la telefonia fissa che quella mobile utilizzata nell’ambito dell’attivita’ d’impresa o professionale o artistica (in tal senso anche le istruzioni di Unico 2007- Persone Fisiche, Fascicolo 1, voce “Appendice”, che a pagina 73, in materia di acconto IRPEF per il periodo d’imposta 2007, fanno riferimento alle spese riguardanti indistintamente tutte le tipologie di “telefonia”).
Pertanto dono compresi nell’ambito applicativo della disposizione in esame, oltre ai costi dei servizi telefonici, anche i costi (tra cui ammortamenti, canoni di locazione anche finanziaria e di noleggio, spese di impiego e manutenzione) relativi a beni (materiali ed immateriali, ivi compreso il software), utilizzati per la connessione telefonica operata nell’ambito dell’attività imprenditoriale ovvero artistica o professionale, limitatamente a quelli indispensabili per il collegamento alle suddette linee telefoniche.
In conclusione, rientrano nell’ambito applicativo della norma in esame le spese sostenute per l’acquisto del modem ovvero del router ADSL (ed eventualmente per l’acquisto del software specifico), mentre i costi relativi al personal computer saranno dedotti secondo i criteri generali che sovrintendono alla formazione del reddito d’impresa o professionale.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 104 del 17/05/2007)
La detrazione IRPEF per acquisto di posto auto pertinenziale alla prima casa