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Timestamp: 2019-11-12 21:41:50+00:00
Document Index: 10406726

Matched Legal Cases: ['art. 191', 'art. 191', 'sentenza ', 'art. 193', 'art. 708', 'art. 191']

Scioglimento della comunione legale tra coniugi alla luce del nuovo art. 191, comma 2, del codice civile
A partire da quale momento il regime patrimoniale legale tra i coniugi si scioglie a seguito della separazione?
Avv. Marcella Ferrari - In passato si è molto discusso sul dies a quo dello scioglimento della comunione legale. L'art. 191 c.c., infatti, nel disporre che la comunione tra i coniugi si sciolga per la separazione (oltre agli altri casi tassativamente citati) non forniva indicazioni di sorta in merito al momento a partire dal quale tale scioglimento diveniva operativo.
In caso di separazione consensuale, la giurisprudenza era concorde del fare discendere lo scioglimento del regime patrimoniale legale dall'omologazione dell'accordo tra i coniugi; più discussa, invece, si presentava la questione nel caso di separazione giudiziale. In linea di principio, l'orientamento dominante riteneva che la comunione legale dovesse intendersi sciolta a partire dal passaggio in giudicato della sentenza che definiva la separazione. Un indirizzo recessivo sosteneva che lo scioglimento della comunione avvenisse (rectius: retroagisse) dal momento della proposizione della domanda di separazione. Nondimeno tale lettura esegetica veniva stigmatizzata per l'assenza di una norma espressa che prevedesse la retroazione degli effetti come quella presente nell'art. 193 c. 4 c.c. in tema di separazione giudiziale dei beni.
Il problema interpretativo di cui sopra nasce dal fatto che in corso di separazione il rapporto di coniugio continua. Neppure i provvedimenti provvisori assunti dal presidente del Tribunale ex art. 708 c.p.c. hanno il "potere" di sciogliere il regime patrimoniale legale tra i coniugi, in quanto essi non determinano la cessazione del rapporto di coniugio in virtù della loro natura transeunte.
Orbene tutte le incertezze ermeneutiche summenzionate sono state eliminate dal nuovo secondo comma dell'art. 191 c.c. introdotto dalla legge 6 maggio 2015 n. 55[1]. La norma dispone che «la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il Presidente del Tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al Presidente, purché omologato».
In altre parole, il regime patrimoniale legale tra i coniugi si scioglie dal momento dell'udienza presidenziale. La riforma è evidentemente nel senso di garantire una maggior celerità nello svolgimento della procedure, anche patrimoniali, che accedono all'iter di separazione. In passato, infatti, essendo lo scioglimento della comunione rimesso al passaggio in giudicato della sentenza, potevano anche trascorrere anni prima di giungere alla divisione dei beni. Ora, invece, la domanda di scioglimento della comunione può proporsi nel corso del giudizio di separazione.
[1] Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra i coniugi.
(05/09/2015 - Avv.Marcella Ferrari)