Source: http://paolofranceschetti.blogspot.it/2015_05_01_archive.html
Timestamp: 2017-03-28 19:43:31+00:00
Document Index: 155802067

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 25']

Paolo Franceschetti: maggio 2015
Estrapoliamo i fatti come ricostruiti dal PM, evinti dall'interrogazione parlamentare che si allega alla fine. Nessuna prova, e nessun riscontro, come a Marcinelle, e come in molti altri casi al mondo. I bambini potrebbero pure essersi inventati tutto, i genitori anche. Ma il PM... è impazzito o forse occorrerebbe leggere la vicenda in altro modo?
pubblico ministero di Tivoli sostiene che, nel corso dell’anno scolastico 2005,
le persone incriminate si sono riunite in associazione per attuare un programma
delittuoso finalizzato al compimento di atti osceni in luogo pubblico,
maltrattamenti e sottrazione di minore, sequestro di persona, violenza
Reati perfezionati con l’abuso
dell’autorità derivante dal rapporto di custodia dei minori loro affidati per
ragioni di istruzione presso la scuola materna.
I minori sarebbero stati sottratti
alle regolari attività educative e, durante l'orario scolastico, sottoposti
sempre in gruppo adatti di sevizie e crudeltà nel bagno o in un’aula o in un
punto riparato del giardino della scuola materna, in abitazioni private, o in
altri luoghi non identificati.
Secondo l’accusa, gli indagati,
anche con l’uso della violenza e di minacce, avrebbero indotto i piccoli sia di
sesso maschile che femminile a praticare su loro stessi reciproci atti di
esplicita natura sessuale, fare uso lesivo di strumenti (vibratore, penna o
altro) in reciproco danno.
Gli indagati sono stati, ancora,
accusati d’aver anche tenuto legati a catene i bambini e, con carattere di
abitudinarietà e senza motivo, averli sottoposti a percosse e ad altri atti di
Per raggiungere i loro scopi,
avrebbero anche usato siringhe, effettuato prelievi di sangue sui bambini o gli
avrebbero inoculato sostanze varie quali camomilla, narcotici, stupefacenti e/o
altro gravemente lesivo della salute delle persone.
Avrebbero terrorizzato le loro
vittime con l’uso di cappucci, vestiti da diavolo o coniglio nero o altro
ancora, mostrandosi ai medesimi completamente o parzialmente nudi. Li avrebbero
costretti a ripugnanti atti di coprofagia e coprofilia, avrebbero compiuto riti
esoterici e satanici. Le maestre si tagliavano ripetutamente varie parti del
corpo, raccogliendo il sangue versato in bicchieri dai quali bevevano il loro
stesso sangue, costringendo anche i bambini a bere il sangue, oltre ad altri
liquidi non meglio precisati i quali, però, non piacevano ai bambini medesimi.
Alcuni bambini erano costretti a farsi praticare e a
praticare rapporti orali, con fuoriuscita di sperma che finiva sul loro corpo e
sul loro volto. I disobbedienti, oltre ad essere picchiati fino a farli
vomitare, venivano anche sottoposti a sanzioni orrende: messi in secchioni
della spazzatura, in acqua fredda e sporca, al freddo ed altro ancora. Facevano
anche fare loro bagni in vasche e piscine nelle case delle maestre, dove
nuotavano nudi accanto ad adulti anch'essi nudi. Venivano costretti ad atti di
adorazione del diavolo, mentre venivano usate croci infuocate e animali gettati
nel fuoco. Le scene venivano fotografate e riprese con telecamere i cui servizi
sarebbero stati immessi nei circuito del commercio di materiale
pedo-pornografico.
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindispr&leg=16&id=483535
Rimandiamo anche a:
http://paolofranceschetti.blogspot.it/2011/06/sacrifici-umani-testimonianze-di.html
Border Nights - puntata 163. Si parla di tumori e terrorismo con Massimo Mazzucco Dopo la scheda di Maestro Di Dietrologia sui giovani studenti morti dopo essere precipitati, lungo collegamento con Massimo Mazzucco e Paolo Franceschetti: si parla di tumori e scelta di non vivere, Charlie Hebdo, Isis, caso Moro, scie chimiche, 11/9, Movimento 5 stelle, Kubrick e l'allunaggio. Border Nights va in onda ogni settimana alle 22 su Web Radio Network e New Life Radio. Per intervenire: bordernights@webradionetwork.eu blog: www.bordernights.it gruppo Facebook: border nights
Trasmissione radio Border nights,
Forme d'Onda - puntata 32. Ospite Solange Manfredi
32^ puntata di Forme d'Onda, la trasmissione condotta da Stefania Nicoletti e Rudy Seery, andata in onda giovedì 21 maggio su www.newliferadio.it Ospite Solange Manfredi, con cui si parla del nuovo libro da lei curato, dal titolo: "Depistaggi: la storia delle strategie eversive e delle coperture compiute dai servizi segreti".
Viene affrontata la presenza occulta dei servizi segreti dietro a tutte le stragi italiane, dagli anni '60 fino alla strage di Bologna, toccando anche vicende attuali.
http://www.spreaker.com/user/formedondaradio/forme-donda-32-puntata-21-05-2015
blog solange manfredi,
solange manfredi,
strage di bologna,
Border Nights - puntata 162. Solange Manfredi e Leo Zagami
Primo ospite della serata Solange Manfredi che ci parla del suo ultimo volume "Depistaggi", come i servizi segreti hanno coperto le stragi eversive in Italia, a cominciare da quella di Bologna. Nella seconda parte collegamento con Leo Zagami per parlare del suo ultimo libro "Confessioni di un Illuminato vol.4" (con le domande anche di Maestro Di Dietrologia). Poi terza parte a ruota libera con Paolo Franceschetti. Border Nights va in onda in diretta ogni martedi alle 22 su Web Radio Network e New Life Radio. Per intervenire:bordernights@webradionetwork.eu
http://www.spreaker.com/user/bordernights/border-nights-puntata-162-19-05-2015
Video della conferenza di Carpeoro: "Pensiero Magico e Pensiero Simbolico"
"Pensiero Magico e Pensiero Simbolico": conferenza di Giovanni Francesco Carpeoro, tenutasi a Senigallia (AN) il 9 maggio 2015. Organizzata da Bruna Scataglini e dalla Libreria Equilibri, in collaborazione con la trasmissione radio Border Nights. Partecipano alla conferenza Paolo Franceschetti e Fabio Frabetti. Riprese video: Stefania Nicoletti. www.bordernights.it Pubblicato da
Ci rubano il tempo per non farci pensare. Ecco il grande complotto
Di Gianfranco Carpeoro
AVVERTENZA! :: questo stralcio su uno scritto di Carpeoro richiede un po' di tempo per essere letto e ... purtroppo sarebbe utile soprattutto a chi "non ha molto tempo" ...
L'Italia e il Totalitarismo rovesciato. La Costituzione
Trascrizione.
Nel secondo video abbiamo visto quali siano stati i passaggi che hanno portato l’economia e la finanza a dominare e, conseguentemente, a guidare la politica; come, questa lenta trasformazione o meglio espansione del potere privato, abbia portato ad una cultura dell’irresponsabilità e all’abdicazione della responsabilità pubblica al benessere dei cittadini.
Abbiamo anche visto come questi modelli economici, basati sulla ricerca del massimo profitto a scapito del bene comune, si siano imposti grazie ad una cultura predatoria, arrogante ed egoista.
Ma attenzione, perché essendo ormai il potere finanziario che guida lo Stato, l’arroganza che porta gli uomini d’affari ad infrangere le leggi si rispecchia anche nell'arroganza con cui il regime, divenuto stato-azienda, ignora e calpesta le norme costituzionali, nonché le norme interne e internazionali.
Ed eccoci alla terza fondamentale differenza tra i due totalitarismi.
Nei regimi totalitari classici si presupponeva che il potere totale (totalitarismo appunto) richiedesse che la totalità delle istituzioni, delle consuetudini, dei valori fosse creata e coordinata dall'alto. Era un potere che si prefiggeva, anche attraverso la forza e la violenza, il controllo di tutta società al fine di promuovere e sostenere i propositi del regime.
Il totalitarismo rovesciato funziona diversamente: come il totalitarismo classico, anche il totalitarismo rovesciato ha una ideologia virtualmente indiscussa, che in questo caso è rappresentata dal libero mercato.
Una teoria quella del libero mercato che, come abbiamo già evidenziato nel secondo video, al posto di una spiegazione in termini economici offre un miracolo, un’armonia naturale di interessi egoistici dettata da una mano invisibile. Questo modello economico, questo miracolo, era peraltro stato ipotizzato in un periodo storico, verso al fine del 1700, in cui non vi erano aziende come le multinazionali, i cui profitti sono superiori a quelli di molte nazioni e, conseguentemente, in grado di alterare in maniera sensibile tale miracolosa armonia ed equilibrio di interessi egoistici.
Comunque, tornando a noi, dicevamo che il totalitarismo rovesciato, ha questa sua ideologia ma, a differenza del totalitarismo classico, per imporla non occupa, né neutralizza o sopprime l’autorità e le risorse dello Stato, ma le sfrutta.
Infatti, il totalitarismo rovesciato non ha, come presupposto del proprio successo, l’abbattimento del sistema costituito.
Non mira apertamente a sopprimere tutte le opposizioni.
Riconosce la libertà di parola, dice di rispettare, ed anzi voler migliorare, la costituzione, e opera all’interno di un sistema bipartitico.
Più che rivoltarsi contro un sistema esistente, dice di difenderlo. Perché?
Perché il totalitarismo rovesciato ha imparato a sfruttare quelli che, a prima vista, sembrerebbero vincoli politici e giuridici forti, utilizzandoli in modo contrario al loro proposito originario, ma senza smantellarli o attaccarli apertamente. Una delle strategie che utilizza è, infatti, lo sfruttamento delle istituzioni, per facilitare certe forme privilegiate di potere e tenere sotto controllo quelle concorrenti.
Quindi, ad esempio, non nega la costituzione, come aveva fatto il nazismo, ma la cambia, o ne sfrutta le porosità, e legittima il suo potere attraverso un’interpretazione della legge che mette al riparo i finanziatori della politica sotto l’ombrello degli articoli della costituzione.
Perché, infatti, sopprimere la costituzione, e così porsi in una situazione difficile, quando questa può essere piegata, aggirata o utilizzata in senso contrario al suo proposito?
E che la crisi che sta investendo il nostro paese in questi anni non sia solo economica, sociale, politica ed istituzionale, ma anche democratica è palese a molti, come numerosi e continui sono gli appelli lanciati da insigni giuristi, tra cui l’ex presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky, per denunciare questa deriva autoritaria.
Ma non solo. La violazione dei principi democratici sanciti dalla nostra costituzione è così frequente ed evidente da far lanciare un grido di allarme anche agli intellettuali che vivono al di là dell’Oceano. “La democrazia in Italia è scomparsa”, così ha esordito recentemente Noam-Chomsky, linguista, filosofo, teorico della comunicazione e professore al Massachusetts Institute of Technology, ospite al Festival delle Scienze all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Ma, nonostante queste denunce, lo stillicidio dei principi democratici continua inesorabile.
Come è possibile che questo accada? Cerchiamo di capirlo, ovvero di capire attraverso quale meccanismo il totalitarismo rovesciato possa fare ciò, perché solo comprendendo il meccanismo con cui opera questo regime, ci si potrà poi accorgere dei futuri abusi.
L’Italia è una Repubblica democratica, queste le prime parole dell’art. 1 della nostra costituzione.
Ma, cosa significa democratica, ovvero quali valori deve tutelare un paese per poter dire di essere democratico?
Il carattere democratico di uno Stato può essere scomposto in una serie di valori fondamentali, il cui principale, ovvero quello fondante, è la tutela dei diritti umani, anche del singolo individuo.
Ed, infatti, l’art. 2, sancisce che: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo, sia all’interno delle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
Cosa vollero sancire con queste due previsioni i Costituenti?
Primo: affermare il primato della persona sullo Stato, cioè che la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo, anche di un solo uomo, viene prima della tutela di ogni istituzione politica e ad ogni potere costituito.
Secondo: che i diritti umani non sono solo il fondamento primo dello Stato ma sono, nello stesso tempo, il fine ultimo delle attività politiche di uno Stato. Cioè le attività politiche di uno Stato devono avere come fine ultimo la tutela dei diritti umani.
La costituzione, poi, nei suoi articoli, tutela innumerevoli altri diritti fondamentali ma, per ora, fermiamoci qui, perché l’analisi di questi due articoli è sufficiente per capire il meccanismo attraverso il quale il totalitarismo rovesciato opera e per analizzare dove e come sia stato affermato e scritto che la nostra non è più una Repubblica democratica.
Quali sono le istituzioni preposte a garantire l’osservanza dei principi sanciti dalla nostra costituzione da parte degli altri organi dello Stato, compreso il potere politico (anzi soprattutto, il potere politico, visto che emana le leggi, leggi che, come vedremo, spesso vengono formulate in modo tale da poter essere manipolate e così da poter offrire scappatoie al potere politico).
Perché i diritti sanciti dalla nostra costituzione vengano rispettati dal potere politico il costituente ha previsto un doppio livello di controllo:
- Il capo dello stato ha la funzione di garante della costituzione (funzione di controllo preventiva).
- La corte costituzionale ha la funzione di custode della costituzione (funzione di controllo successiva).
Il rispetto della carta costituzionale può avvenire solo se entrambe le funzioni vengono svolte correttamente. Vediamo perché.
Il Presidente della Repubblica ha la funzione di garante della costituzione. ù
Analizziamo questa sua funzione che, priorio in questi giorni è tornata di attualità con la richiesta da parte di alcuni al presidente Mattarella di non firmare l’italicum, firma che purtroppo il presidente ha apposto. Torneremo poi su questo punto.
Cosa vuol dire che il Presidente della Repubblica ha la funzione di garante della costituzione? Vuol dire che il Presidente della Repubblica ha l'importantissimo compito di controllo preventivo di costituzionalità sulle funzioni legislative e di governo.
Come esercita il Capo dello Stato questa funzione? promulgando le leggi.
Il Costituente ha infatti previsto che sia compito del Presidente della Repubblica promulgare le leggi votate dal parlamento o i decreti emanati dal governo, cioè queste giungono sul tavolo del Capo dello Stato che, con la sua firma, che ne garantisce la conformità ai principi costituzionali, le promulga.
Se il Presidente ha dei dubbi, e ritiene che la legge presenti profili di incostituzionalità, può, ma soprattutto deve, non firmare, ovvero può, e deve, porre un veto sospensivo sulle legge e, con messaggio motivato, rinviare alle Camere la legge chiedendo una nuova votazione (Art. 74 Cost. “Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione).
E' possibile che le Camere non tengano conto delle indicazioni del Capo dello Stato e approvino nuovamente lo stesso testo (difficilmente capita, normalmente le Camere tengono in considerazione le indicazioni del Capo dello Stato).
In questo caso il Capo dello Stato deve firmare e promulgare la legge (Art. 74 Cost. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata).
Ma anche questo non è completamente vero, infatti, nei casi più gravi, si ritiene che, se la legge che gli viene chiesto di firmare è anti-costituzionale, ovvero apparisse gravemente ed irrimediabilmente lesiva delle competenze costituzionali di un altro potere, il Capo dello Stato potrebbe ancora rifiutarsi di firmare, proprio in forza della sua primaria funzione di garante della costituzione e dell'equilibrio tra poteri. Certo, a fronte di un atto così "forte" probabilmente si assisterebbe ad uno scontro durissimo in cui il Governo potrebbe sollevare un conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale.
Cosa si intende per conflitto di attribuzione, un contrasto che sorge tra organi diversi dello stato in ordine alla competenza su una determinata materia. Comunque, se le Camere approvano nuovamente lo stesso testo di legge il capo dello stato deve firmare.
Tale previsione ha un suo perché. Infatti il Costituente, ben consapevole dell'importanza della Costituzione, e volendo tutelarla da tutti i possibili abusi, ha predisposto una doppia garanzia: da un lato quella del Capo dello Stato su possibili abusi della maggioranza (con il veto sospensivo); dall'altra da possibili abusi proprio del Capo dello Stato che, sfruttando il suo diritto di veto, potrebbe rifiutarsi di mettere la firma sulle leggi votate dalle Camere così bloccando all'infinito il Legislatore.
Ma tutto ciò non significa che la funzione preventiva di controllo di costituzionalità del Capo dello Stato non sia importante, anzi è fondamentale e, soprattutto, non può essere sostituita dal solo controllo successivo della Corte Costituzionale.
Infatti, se è vero che le decisioni di rispondenza delle leggi alla Costituzione competono alla Corte Costituzionale, è anche vero che il potere di valutazione preventiva dato al Capo dello Stato, ove non esercitato, può portare a situazioni gravissime e, purtroppo, irrimediabili.
E spieghiamo il perché facendo due esempi.
Con la legge n. 270 del 21 dicembre 2005, il sistema elettorale italiano viene cambiato. I profili di incostituzionalità al disegno di legge vengono subito evidenziati da diversi costituzionalisti e denunciati dai parlamentari durante la discussione in aula.
Ma, nonostante questi rilievi di incostituzionalità il disegno viene approvato e firmato dal Presidente della Repubblica divenendo così legge (n. 270 del 21 dicembre 2005).
Uno dei firmatari della legge 270, nel marzo del 2006, durante una intervista alla trasmissione Matrix definisce la legge “una porcata”, (da qui il soprannome alla legge Porcellum dato dal politologo Giovanni Sartori).
Le elezioni politiche del 2006 (Governo Prodi) e del 2008 (Governo Berlusconi) si svolgono, per riprendere le parole di uno dei firmatari, con quella porcata di legge (per l’elezione dei successivi governi - Monti, Letta e Renzi - non abbiano più neanche potuto votare).
A distanza di 9 anni dalla sua emanazione quella legge elettorale, il porcellum, viene dichiarata incostituzionale. Perché così tanti anni?
Perché il procedimento per poter far dichiarare una legge incostituzionale non è né semplice, né rapido. Infatti la corte costituzionale non può essere adita direttamente, ma solo in via c.d. incidentale. Si deve cioè attendere che la norma sospetta di incostituzionalità debba essere applicata da un giudice, ma non solo, il giudice deve ritenere che le eccezioni di illegittimità costituzionale siano fondate.
Infatti, per giungere a far dichiarare il porcellum, un cittadino ha dovuto convenire in giudizio, dinanzi al Tribunale di Milano, la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dell’interno, sostenendo che in occasione delle lezioni del 2006 e 2008, ovvero le elezioni svolte con il porcellum i suoi diritti in materia di voto previsti sia dalla Costituzione italiana articoli 48, 56 e 58, sia dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo protocollo 1 erano stati violati perché gli era stato impedito di esercitare il suo diritto di voto in modo libero e diretto.
Ed aveva ragione, infatti, la Corte Costituzionale, nella sentenza 1 del 2014 afferma che venivano violati i principi dell’elettorato, perché in una democrazia il popolo ha diritto alla «scelta del corpo legislativo», ovvero dei candidati alle camere. Invece il porcellum non permetteva all’elettore di esprimere alcuna preferenza per i candidati, ma solo di scegliere una lista di partito, cui era rimessa la designazione di tutti i candidati.
Secondo: il meccanismo previsto per il premio di maggioranza non solo era assolutamente irragionevole e non portava nessun vantaggio in termini di governabilità, ma provocava una alterazione degli equilibri istituzionali democratici.
Violazioni palesi, ma non per tutti. Infatti il Tribunale di Milano, con sentenza del 18 aprile 2011, ha respinto le domande del cittadino, giudicando manifestamente infondate le proposte eccezioni di illegittimità costituzionale.
Il cittadino ha proposto appello ma, anche in questo caso, i giudici hanno ritenuto infondate le eccezione di illegittimità costituzionale.
Il tenace cittadino, quindi, ha proposto ricorso in Cassazione e, il 17 maggio 2013 la Corte di Cassazione, ravvisando la sussistenza dell’illegittimità della legge, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale rimettendo tutto alla Corte Costituzionale che, con la sentenza 1/2014, ne ha dichiarato la parziale incostituzionalità.
Per poter veder dichiarata incostituzionale quella legge, definita dallo stesso autore “una porcata”, ci sono voluti 3 gradi di giudizio ed immaginiamo quale esborso di denaro di denaro da parte di quel cittadino.
Ma non è questo il grave. Infatti, la conseguenza di tale declaratoria di incostituzionalità è stata che 148 deputati eletti con il premio di maggioranza del porcellum (dichiarato incostituzionale), siedono illegittimamente in Parlamento. Torneremo poi su questo punto per parlare dell’Italicum. Per ora evidenziamo che se il controllo preventivo di costituzionalità demandato al Presidente della Repubblica avesse funzionato, ovvero se il Presidente della Repubblica avesse ravvisato che quella legge incostituzionale, tutto ciò non sarebbe accaduto e i diritti sanciti dalla costituzione non sarebbero stati irrimediabilmente violati.
Facciamo un secondo esempio.
Grazie ad una legge del 2006 Oggi, preparare un colpo di stato non è più reato, mentre compiere un colpo di stato con atti violenti è sanzionato con una pena ridicola. Ad esempio compiere un attentato, con atti diretti, violenti ed idonei contro gli organi costituzionali: Presidente della Repubblica, governo, ecc.. è punito con una pena da 1 a 5 anni, mentre per il furto con strappo è prevista una pena da 1 a 6 anni. Insomma oggi rischia di più chi in metropolitana vi ruba, senza che ve accorgiate, il portafoglio che non chi attenta con atti diretti, violenti ed idonei agli organi costituzionali.
Ma, come si è arrivati a questo assurdo giuridico? Con la legge 24 febbraio 2006 n. 85, pubblicata in G.U. del 13 marzo 2006, n. 60, dal titolo: “Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione”.
Eppure sin dal primo articolo ci si rende conto che le modifiche più importanti apportate dalla legge hanno ben poco a che vedere con i reati di opinione. Infatti vengono modificati gli artt.241 (attentati contro l'indipendenza, l'integrità e l'unità dello Stato); 283 (attentato contro la Costituzione dello Stato); 289 (attentato contro organi costituzionali e contro le assemblee regionali), ovvero le figure di attentato alle istituzioni democratiche del paese.
Attenzione a questo particolare, ovvero quello di nascondere cose molto gravi dietro parole apparentemente innocue perché è uno dei principali strumenti con cui il totalitarismo rovesciato opera.
Comunque, dicevamo, che le modifiche più importanti vengono apportate agli articoli che riguardano le figure di attentato contro l’indipendenza l'integrità e l'unità dello Stato; contro la Costituzione dello Stato; contro organi costituzionali
Certo, con quella legge sono stati anche modificati, e abrogati, alcuni articoli che incidono sulla libertà di espressione (es. vilipendio, propaganda e apologia). Tali modifiche, però, non hanno la rilevanza di quelle apportate agli articoli che concernono le figure di attentato.
Come è stato possibile apportare tale modifica? Attraverso uno dei tanti strumenti, ovvero inganni, con cui opera il totalitarismo rovesciato, ovvero porre mano ad una legge dicendo di volerla migliorare per poter poi, nei fatti, peggiorarla pericolosamente. Vediamo come.
Prima della modifica operata dalla legge n. 85/2006, per integrare una delle fattispecie di attentato contro la personalità dello Stato, trattandosi di delitti posti a presidio di beni di rango particolarmente elevato (Integrità, indipendenza ed unità dello Stato; Costituzione ed organi Costituzionali), era sufficiente un qualsiasi atto intenzionalmente diretto a ledere il bene protetto, indipendentemente dalla sua idoneità a raggiungere lo scopo.
Tale previsione, però, poneva un problema di ordine costituzionale, precisamente vi era una violazione dell’art. 25 della costituzione che prevede il principio di offensività. Cioè io posso essere punito per un fatto solo ove questo sia idoneo ad arrecare una offesa. Facciamo un esempio: se io voglio uccidere una persona e per far,o gli lancio contro una mollica di pane, è evidente che questo mio atto non è idoneo. Per ottemperare a questa esigenza il legislatore avrebbe potuto modificare la fattispecie prevedendo la punibilità della condotta di “fatti diretti ed idonei a...”.
Il legislatore, però, si è spinto ben oltre prevedendo, perché sia integrata la fattispecie, che gli atti, oltre ad essere idonei e diretti, debbano essere anche violenti.
Tale ulteriore restrizione della fattispecie, non giustificata da esigenze costituzionali espone le istituzioni democratiche del paese ad un grave rischio, privandole, nei fatti, di qualsiasi tutela.
Come scrive efficacemente il prof. Domenico Pulitanò: “La specificazione “atti violenti”, a prima vista così plausibile, pone delicati problemi di interpretazione: quid juris (cioè quale norma applicare) ove mai un attentato all'integrità dello Stato, o alla Costituzione, o al funzionamento di organi costituzionali, venisse perpetrato con abuso di pubblici poteri, senza dispiegamento di forza bruta?”.
Già, quale norma si potrebbe applicare per punire un delitto così grave? La risposta è nessuna. Nulla, non si potrebbe fare nulla, come nulla potrebbe fare la magistratura se scoprisse che un certo gruppo sta preparando un colpo di stato, perché non avrebbe ancora compiuto alcun atto violento.
Ma che i beni tutelati dall'ordinamento possano essere lesi anche da atti non violenti è da sempre chiaro al nostro legislatore, come dimostra il fatto che la maggior parte delle condotte punite dal nostro codice penale non richiedono la connotazione violenta.
In questo caso, invece, si richiede la connotazione violenta.
Così io vengo punito se vengo scoperto a preparare un furto, una rapina, o altro, ma non se vengo scoperto a preparare un colpo di stato, no. Se abusando del mio potere attuo un colpo di stato, quello che viene definito cioè golpe bianco, no, non sono neanche perseguibile.
Situazione assurda, ulteriormente aggravata poi dalla scelta operata dal legislatore di ridurre le pene edittali per questi gravi reati, che, considerando la norma sulla prescrizione e i tempi della giustizia, nei fatti, si traduce in una sostanziale impunità per chiunque attenti con atti diretti, violenti ed idonei alle istituzioni democratiche del nostro paese.
Il legislatore, con tale legge, ha, nei fatti, privato di qualsiasi effettiva tutela le istituzioni democratiche del paese.
E Tale legge è tutt'ora in essere, benché presenti non solo evidenti dubbi di legittimità costituzionale ma un vero e proprio pericolo per la sicurezza del nostro Stato.
Perché come abbiamo sopra chiarito, perché la Corte possa essere investita del problema di costituzionalità di una legge si deve attendere che tale legge debba essere applicata da un giudice. Dal momento che questa legge è penale si dovrà attendere che qualcuno tenti un colpo di stato con atti diretti, violenti, ed idonei, che non riesca nel suo intento (se riesce a poco servirà la Corte), che la magistratura individui e rinvii a giudizio gli autori del tentato golpe, che un giudice ravvisi l’illegittimità costituzionale della norma e che rimetta il tutto alla Corte Costituzionale. Solo a questo punto la Corte potrà prendere in esame la costituzionalità della legge.
Ecco alcuni esempi di come, a causa del mancato esercizio del controllo preventivo di costituzionalità da parte del Presidente della Repubblica, si possono produrre conseguenze gravissime e, purtroppo, nel caso in cui il colpo di stato compiuto con atti diretti violenti e idonei abbia avuto successo, irrimediabili.
Nel prossimo video analizzeremo le funzioni della Corte costituzionale evidenziando con degli esempi, come l’abdicazione da parte della Corte alla sua funzione non solo abbia comportato che diritti fondamentali non sono stati tutelati e garantiti, ma come e dove, in realtà, sia stato affermato e scritto che la nostra non è più una Repubblica democratica.
Border Nights - puntata 161. Ludmilla Lopatina e Zeno Tavaglione.
Inizio di puntata scoppiettante con il mancato contrappasso di Paolo, poi collegamento con Lyudmila Lopatina e Manlio Odevaine ci parleranno di A.Petrov e della sua "tecnologia bioinformativa" attraverso la quale sarebbe possibile rigenerare i nostri organi. Lyudmila ci leggerà le risposte di Petrov alle domande che avevamo inviato in precedenza. Manlio ci parlerà anche dei traumi derivanti dall'infanzia o dal periodo prenatale, nascosti nelle nostre cellule.
Nella seconda parte Zeno Tavaglione ci parlerà della morte della sua ex moglie Emma. L'uomo sostiene che sia stata avvelenata da un medico ma le sue denunce sono state archiviate. Ed anzi è finito lui a processo. Poi terza parte a ruota libera con Maestro di Dietrologia e Paolo Franceschetti. Border Nights va in onda in diretta ogni martedi alle 22 su Web Radio Network ed in contemporanea su New Life Radio. Per scriverci:bordernights@webradionetwork.eu
http://www.spreaker.com/user/bordernights/border-nights-puntata-161-13-05-2015
Depistaggi. La storia delle strategie eversive e delle coperture compiute dai servizi segreti
Depistaggi cartaceo
Depistaggi eBook
La vicenda è tristemente nota. La mattina del 02 agosto 1980, presso la stazione ferroviaria di Bologna, un ordigno a tempo contenuto in una valigia esplose provocando 85 morti ed oltre 200 feriti. Le indagini sull’accaduto si presentarono subito difficili, anche a causa dei numerosi depistaggi messi in atto da diversi soggetti. A seguito di un lungo e travagliato iter processuale vennero condannanti all’ergastolo, quali esecutori materiali del reato, alcuni neofascisti appartenenti ai NAR, tra cui Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro.
Per i depistaggi delle indagini vennero condannati: l’estremista di destra Massimo Carminati, il Maestro Venerabile della Loggia massonica P2 Licio Gelli, l’agente del Sismi Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto Pietro Musumeci, Giuseppe Belmonte e Ivano Bongiovanni.
Ma perché uomini dei servizi segreti si erano attivati per depistare le indagini sulla strage? Chi dovevano proteggere? Cosa dovevano nascondere e perché?
La requisitoria che qui proponiamo si presenta particolarmente interessante perché ricostruisce, attraverso gli atti processuali e le conoscenze desunte da altre fonti giudiziarie e parlamentari, uno dei periodi più bui della storia del nostro paese, quello che va dal 1960 al 1980.
I pubblici ministeri, infatti, ritennero non fosse possibile spiegare il perché di quella la strage senza prima ripercorrere la storia che aveva caratterizzato il nostro paese nei decenni precedenti. La storia occulta naturalmente, ovvero la storia degli gli accordi assolutamente segreti, e spesso assolutamente incostituzionali ed illegittimi, intervenuti tra i nostri servizi segreti e quelli di paesi stranieri finalizzati ad operare una vera e propria ingerenza nella vita politica, economica e sociale del nostro paese. Ingerenza che, come vedremo, avveniva anche attraverso il controllo e la strumentalizzazione di movimenti estremisti che venivano all’uopo finanziati, addestrati ed armati.
Nella requisitoria i magistrati Mancuso e Dardani, infatti, scrivono parole chiare a questo proposito:
Tutto quanto sopra si è premesso allo scopo di dimostrare come abbia prosperato in Italia, all’interno delle nostre Istituzioni, in collegamento con formazioni neofasciste, un gruppo di potere, in grado di condizionare lo sviluppo della nostra democrazia, di limitare la nostra stessa sovranità popolare, con strutture e luoghi di decisioni politiche ed economiche occulti e paralleli a quelli costituzionalmente previsti, che andavano così a sostituirsi a delicatissimi apparati statali…Il che chiarisce che vi fu una partecipazione “corale” degli ambienti militari alle trame golpiste di quegli anni all’interno di una copertura politico militare, di elevato livello istituzionale….È questo inestricabile reticolo di spie, di eversori, di neofascisti, di banditi, di piduisti e di massoni alla base di tante tragedie della nostra storia recente, di cospirazioni antidemocratiche, di corruzioni e di ricatti ai danni di numerosi esponenti politici e militari…Né mai, in nessun momento del loro comune percorso di cospirazione e di attentati, ON ed AN hanno agito da soli: la costante del loro operare è rappresentato dal loro collegamento con apparati dello Stato, che ne consentono i movimenti poiché per anni tali organismi eversivi hanno costituito la loro manovalanza, la loro massa di manovra per le azioni più abbiette, che non potevano direttamente realizzare, e che si inserivano nei loro disegni antidemocratici di manipolazione degli equilibri politici.
Enorme è il materiale che conferma i legami illeciti che hanno unito AN od ON, per diversi anni, a corpi separati dello Stato. È sufficiente qui ricordare tutta la vicenda della deviazione della pista avanguardista nella strage di Piazza Fontana, la composizione (militari e neofascisti) del Fronte Nazionale, della Rosa dei Venti, del MAR, etc.; le coperture ricevute da VINCIGUERRA in occasione della strage di Peteano, le fughe dei BENARDELLI, dei CAUCHI, dei FREDA, dei POZZAN, del VENTURA, dei GIANNETTINI, dei TUTI, le latitanze dei DELLE CHIAIE, dei GELLI, tutte contrassegnate da presenze favoreggiatrici dei Servizi di sicurezza o di altri apparati statali deviati.
I pubblici ministeri, nel 1986, ricostruirono quel periodo con i documenti in loro possesso. Numerosi, precisi ed importanti, certo, ma oggi, grazie alla declassificazione di atti operata in Italia[i] e all’estero dal 1990 in poi,[ii] si possono aggiungere, a quella ricostruzione, ulteriori documenti utili alla comprensione di quanto successo e perché.
Documenti che in questo volume, in premessa alla requisitoria, proponiamo.
La collana. Presentazione INDICE Nota della curatrice La propaganda Messaggio credibile Stereotipi brillanti Testimonianza Linguaggio Insinuazione Ripetizione Operazioni Psicologiche Personale straniero di rinforzo La storia occulta della Repubblica italiana. REQUISITORIA DEL PUBBLICO MINISTERO Introduzione CAPITOLO PRIMO Il Sifar - Il Piano Solo - Le deviazioni
del giugno-luglio 1964 1) Premessa 2) Le deviazioni del SIFAR 3) Le nomine alle alte cariche e la costituzione di un “gruppo di potere” nel SIFAR 4) La brigata meccanizzata 5) Il piano SOLO, le “LISTE”, le circolari VICARI 6) Le conclusioni CAPITOLO SECONDO 1) Premessa 2) L’Istituto Pollio - il SID - La Guerra Rivoluzionaria 3) I “Nuclei di Difesa dello Stato” e “Le mani rosse sulle Forze Armate” 4) La strategia della tensione 5) Franco FREDA o la disintegrazione del sistema 6) La lotta politica di Avanguardia Nazionale - Attacco al sistema 7) Il documento “Formazione Elementare” 8) Come incidere sulla politica nazionale 9) I “Fogli d’Ordini” di Ordine Nuovo 10) La funzione della repressione 11) Costruiamo l’Azione 12) La strategia del terrore - il 2 agosto 1980 si avvicina 13) Mario TUTI e i suoi “metodi di lotta” 14) Il documento di Nuoro 15) La guerra civile 16) Il movimento Forze Armate CAPITOLO TERZO
Acquisizioni processuali in riferimento a stragi e ad altri episodi eversivi con autori rimasti tuttora ignoti. Il ruolo di copertura esercitato dai Servizi segreti in tali vicende. a) La strage di Piazza Fontana b) Le bombe di Trento c) Il caso BIONDARO d) L’arsenale di Camerino e) La riunione di Cattolica e la ricostruzione di Ordine Nuovo sotto l’ala protettiva dei Servizi segreti CAPITOLO QUARTO
Stragi procedenti al 2 agosto 1980, sicuramente ascrivibili alla destra; loro significato e programmi nei quali erano inseriti; rivendicazioni, depistaggi e coperture
a) Strage di Peteano b) II gruppo La Fenice e l’attentato al treno Genova-Ventimiglia c) Le bombe di Milano e l’assassinio dell’Agente MARINO d) Strage di via Fatebenefratelli CAPITOLO QUINTO
Acquisizioni processuali in riferimento a stragi e ad altri episodi eversivi con autori rimasti tuttora ignoti. II ruolo di copertura esercitato dai Servizi segreti in tali vicende.
a) Golpe BORGHESE 1) Il processo 2) Il contrordine b) La Rosa dei Venti c) Il golpe “bianco” di Edgardo SOGNO e di Luigi CAVALLO d) Il M.A.R. FUMAGALLI e gli attentati del 1974; Brescia, Silvi Marina, Toscana, Italicus: rivendicazioni, depistaggi, coperture, strategie eversive e) In particolare: La strage dell’Italicus - La presenza di GELLI e della P2 - Le coperture CAPITOLO SESTO
Il sistema di potere della P2: origini e sviluppo 1) GELLI e gli apparati Militari 2) GELLI e i Servizi Segreti 3) GELLI, i politici, i partiti a) Gli elenchi 4) La successione GELLI-PAZIENZA 5) La sopravvivenza del sistema di potere P2 6) I rapporti GELLI-P2 ed eversione di destra negli anni 1975/1980 7) GELLI -PAZIENZA -crimine organizzato - vecchia e nuova destra eversiva tra il 1979 e il 1981 a) Premessa b) Semerari, Gelli, Magliana c) Gelli, Signorelli, Fioravanti, Fachini d) Gelli - A.N. e) Magliana, N.A.R., Pazienza, Carboni, Gelli f) GES-DATA: in particolare, il rapporto dei carabinieri del gruppo di Savona g) GELLI-PAZIENZA-SISMI. La archiviazione delle inchieste disciplinari contro SANTOVITO, MUSUMECI. CAPITOLO SETTIMO a) La banda armata b) Le singole posizioni degli imputati. SIGNORELLI Paolo: FACHINI Massimiliano RINANI Roberto; FIORAVANTI Valerio - MAMBRO Francesca: PICCIAFUOCO Sergio: CAVALLINI Gilberto: MELIOLI Giovanni: RAHO Roberto: IANNILLI Marcello: GIULIANI Egidio: c) Gli attentati richiamati nel capo di imputazione attorno ai quali ruota la medesima organizzazione armata Attentato a Palazzo Marino il 29.7.1980: Attentato alla libreria FELTRINELLI di Padova del 25.7.1980: Attentato contro l’On. Tina ANSELMI dell’8.3.1980: Progetto di assassinare il Dr. STIZ subito dopo l’agosto del 1980 Omicidio Dr. Mario AMATO del 23.6.1980 CAPITOLO OTTAVO
Associazione sovversiva a) Le vicende relative ad Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo, le loro cospirazioni contro gli equilibri democratici, le loro alleanze con apparati dello Stato (Servizi segreti e P2) e con il crimine organizzato, alla vigilia del 2 agosto 1980 b) In particolare - Avanguardia nazionale: le singole fonti di accusa a) SPIAZZI Amos: b) IZZO Angelo; c) Testimonianza NALDI Mario Guido d) Testimonianza STROPPIANA Paolo-ANSALDI Mauro d) Requisitoria dell’A.G. romana su “Avanguardia Nazionale” e) Posizione Elio CIOLINI e) La struttura occulta; vertice del SISMI e suoi alleati CAPITOLO NONO
La strage del 2 agosto 1980 a) Elementi di prova acquisiti da più organi dello Stato già alla vigilia del 2 agosto 1980 b) I ruoli ricoperti da MANGIAMELI e RINANI c) Altra anticipazione della strage - Incontro a Bologna tra COGOLLI e FACHINI alla vigilia del 2 agosto 1980: COGOLLI e NALDI abbandonano Bologna poche ore prima della strage; le rivelazioni di NALDI all’agente SISMI “CALIPATTI” d) Primi riscontri probatori nelle carceri di Ferrara e di Rimini e) Ancora sulle responsabilità del gruppo romano-veneto; RINANI-FACHINI-SIGNORELLI f) In particolare: la perizia esplosivistica g) L’omicidio MANGIAMELI: il suo significato ed il suo collegamento con la strage del 2 agosto 1980 h) Le responsabilità di Valerio FIORAVANTI e Francesca MAMBRO nella strage del 2 agosto 1980
i) Le motivazioni della Strage del 2 agosto 1980 CAPITOLO DECIMO a) Le attività di copertura e di deviazione delle indagini commesse dal SISMI-P2 in favore degli autori della strage del 2/08/1980 b) La valigia sul treno Taranto-Milano: c) Le conclusioni RICHIESTE FINALI P.Q.M. INDICE NOMINATIVI ALFABETICO Imputati Note [i] Il 28 dicembre 1990 il presidente del Consiglio Andreotti desegreta, con un anticipo di 30 anni, gran parte della documentazione sugli “avvenimenti” del 1964 (tra cui il golpe Sogno).
[ii] Negli Stati Uniti la legge che regola la declassificazione dei documenti, il Freedom of Information Act (FOIA), è stata introdotta nel 1966. Nel 1995 il presidente Bill Clinton ha emanato l’Executive Order 12958, secondo il quale - a meno che un documento non appartenga a una delle categorie specificatamente elencate (piani militari ancora validi riguardanti la sicurezza nazionale del Paese, informazioni concernenti i ruoli ricoperti da singole persone all’interno dei servizi di intelligence, segreti aziendali, commerciali, ecc.) - ogni ente governativo è tenuto a declassificare automaticamente tutta la documentazione con più di 25 anni.