Source: http://www.chimicitaa.org/notizie/page/4/
Timestamp: 2019-01-21 18:08:31+00:00
Document Index: 46778712

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 483', 'art. 4', 'art. 37']

18 dicembre 2017 | 0 commento | in Formazione permanente obbligatoria | Notizie | di Demattè Fabrizio
Riceviamo dal CNC e diamo pubblicazione del Prot. 1810/17/cnc/fta :
In riferimento al Regolamento per la Formazione Professionale Continua dei Professionisti Chimici disposto dal Consiglio Nazionale dei Chimici ai sensi del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, articolo 7, pubblicato sul B.U. del Ministero della Giustizia n. 15 del 15 agosto 2014 e tenuto conto che sarà possibile acquisire fino al 31.01.2018 i CFP deontologici relativi all’anno 2017, come già comunicato nella lettera prot. 1781/17/cnc/fta con cui si informava dell’attivazione di un corso deontologico gratuito in madalità FAD,
si avvisa che il Consiglio Nazionale dei Chimici nella seduta del 24 e 25 novembre 2017 ha deliberato quanto segue:
– è prorogato alla data del 30 aprile 2018 il termine del 31 gennaio 2018, fissato all’art. 7 del comma 3 del citato Regolamento per la Formazione Professionale Continua, ove è previsto che “la relazione di cui al comma 2 deve essere presentata al Consiglio dell’Ordine al quale il Professionista Chimici è iscritto entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello cui fa riferimento la relazione”;
– è prorogato alla data del 30 giugno 2018 il termine del 31 marzo 2018 fissato dall’art. 10, comma 7 del suddetto Regolamento per la Formazione Professionale Continua ove è previsto che “il Consiglio dell’Ordine invia entro il 31 marzo al Consiglio Nazionale dei Chimici una relazione sulle attività svolte nel complesso dai Professionisti Chimici afferenti al proprio Consiglio (…)”. La presente viene notificata agli Ordini Territoriali per gli adempimenti di competenza ed a tutti gli iscritti attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale www.chimici.it
Si rammenta che è inteso come “relazione” la registrazione delle attività formative svolte nel 2017 nel portale COGEAPS. Sono ovviamente escluse da questa pratica tutte le attività erogate da enti autorizzati (come ad esempio l’Ordine stesso) che vengono registrate di volta in volta direttamente dall’Ente autorizzato. Sono quindi da inserire la formazione somministrata da enti non autorizzati, la partecipazione a gruppi di lavoro ufficiali le pubblicazioni etc etc.
Per lo studio individuale si rammenta che non è sufficiente dichiarare in Cogeaps di aver studiato una o l’altra materia ma è necessario relazionare in tal senso, si sollecitano gli iscritti interessati a protendere per una relazione orale secondo le indicazioni più volte enunciate.
Questa necessità/disponibilità può alimentare lo strumento della mutua formazione che ha già registrato particolare apprezzamento dagli iscritti che vi hanno preso parte sia come docenti che come discenti.
Il referente per le attività formative
2 novembre 2017 | 0 commento | in Formazione permanente obbligatoria | Notizie | di Demattè Fabrizio
Formazione Autunno 2017
Sabato 11 novembre 2017 dalle ore 9:00 alle ore 13:00
Biorisanamento (Bioremediation) di siti contaminati:
esperienze su impianto pilota.
• Introduzione ai bioreattori: impianti pilota, dimensionamento, conduzione di esercizio
• Principali procedure biotecnologiche per biorisanamento di siti contaminati.
• Similitudini di applicazione in situ e in impianto pilota per la bonifica di suoli contaminati.
RELATORE: GIANUMBERTO GIURIN
Sabato 18 novembre dalle ore 9:00 alle ore 13:00
Etichette alimentari: dalla teoria alla pratica
• Disposizioni regolamento CE 1169/2011 e linee guida
• Valutazione di alcuni modelli di etichette alimentari
• Metodologie per la stesura delle “tabelle nutrizionali” inserite in etichetta
RELATORE: ELENA BELLETTI
Sabato 25 novembre dalle ore 9:00 alle ore 13:00
• Alimentarsi bene e in sicurezza per vivere meglio
• Diverse culture alimentari a confronto
• Conosciamo le etichette alimentari (Reg. UE 1196/2011 e ultime normative su etichettatura degli alimenti
RELATORE: MARINO MELISSANO
Sabato 2 dicembre dalle ore 9:00 alle ore 13:00
La valutazione del rischio chimico e cancerogeno nei
• Panorama normativo ed approcci classici
• Criticità dei metodi tradizionali
• Il nuovo metodo secondo le Linee guida ISPRA 164/2017
RELATORE: WALTER RIZZOLI
Gli eventi formativi si svolgeranno presso la presso la GIMO di Viale Verona 190/4-38123 Trento (TN).
Verranno confermati al raggiungimento di almeno 5 iscrizioni. Per ulteriori informazioni e iscrizione
fare riferimento al sito formazione.chimici.it
24 ottobre 2017 | 0 commento | in Notizie | di Demattè Fabrizio
Comunicato Congiunto Cup-Rete
“Professioni compatte sull’Equo compenso”
Il Comitato Unitario delle professioni e la Rete delle Professioni Tecniche fanno quadrato intorno alla necessità di avere una previsione legislativa che tuteli il lavoro degli iscritti agli albi, in generale, e quello dei più giovani, in particolare. Grande manifestazione organizzata per il 30 novembre p.v. a Roma.
Roma, 16 ottobre 2017 – “L’equo compenso per i professionisti non ha nulla a che vedere con la reintroduzione delle tariffe minime obbligatorie e pertanto non c’è alcun motivo per fermare l’iter legislativo avviato in Parlamento per colmare il vuoto creatosi a partire con le liberalizzazioni del 2006”. Il Comitato Unitario delle Professioni e la Rete delle Professioni Tecniche fanno quadrato intorno alle presunte criticità evidenziate dal Dipartimento delle politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri. La nota del Dipartimento ritiene che il disegno di legge sull’equo compenso, su cui si sta concretizzando un’ampia convergenza politica, punti ad una surrettizia reintroduzione di tariffe minime obbligatorie, con conseguente necessità di previa notifica alla Commissione
della proposta. “L’obbligo di comunicazione alla Commissione di misure del genere”, fanno sapere il Cup presieduto da Marina Calderone e la Rete presieduta da Armando Zambrano, “è previsto dalla Direttiva Bolkestein all’art. 15, co. 7 e i casi che richiedono la notifica sono indicati tassativamente; tra essi quello appunto delle “tariffe obbligatorie minime e/o massime che il prestatore deve rispettare (art. 15, par. 2, lett. g)”. Chiarito ciò, vale la pena ricordare che ad oggi la giurisprudenza europea non ha mai sancito l’incompatibilità con il diritto europeo primario e/o derivato di fonti interne che stabilissero tariffe vincolanti, purché siano appunto determinate dallo Stato e applicate dal giudice come accadeva in Italia fino al 2006 (Corte giustizia UE, caso Arduino, 2001), e siano adottate, in coerenza con il principio di proporzionalità, alla luce di motivi imperativi di interesse generale, quali la protezione dei consumatori e/o la corretta amministrazione della giustizia (Corte giustizia UE caso Cipolla Macrino, 2006).
Tornando al disegno di legge all’esame del Parlamento, questo non prevede affatto tariffe minime obbligatorie ma, molto più semplicemente, una presunzione giuridica (quindi superabile) per cui i compensi inferiori a quelli fissati dai parametri ministeriali sono appunto iniqui. I parametri ministeriali sono, infatti, fonti statali e non atti delle professioni regolamentate, per cui è escluso che possano essere qualificati come intese restrittive della concorrenza. I parametri sono in ogni caso uno strumento diversissimo per ratio, struttura e cogenza (del tutto assente) dallo strumento tariffario, in Italia abrogato definitivamente dal Governo Monti con il Decreto legge Cresci Italia (n. 1/2012). Ne consegue che non sussiste affatto l’obbligo di previa notifica alla Commissione delle
misure contenute nel ddl sull’equo compenso.
Cup e Rete annunciano la volontà di andare fino in fondo in quella che definiscono una “battaglia di civiltà giuridica”. Intanto perché è l’art. 36 della Costituzione ad affermare che ‘il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e
qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa’. E poi perché dopo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato (n. 4614/2017), che legittima di fatto gli enti pubblici a promuovere bandi senza compenso
per il professionista e con la sola previsione del rimborso spese, c’è il rischio che per lavorare con una pubblica amministrazione lo si debba fare necessariamente in modo gratuito, nonostante vengano garantite prestazioni professionali di qualità. È una
condizione questa che toglie sicurezza, particolarmente ai giovani, rendendoli economicamente fragili. “Il ddl sull’equo compenso può e deve evitare questa deriva”, concludono Marina Calderone e Armando Zambrano, “per rispettare soprattutto la
dignità del lavoro degli iscritti agli albi, che oggi contano su 2,3 milioni di soggetti”. L’appuntamento per i Consigli Nazionali aderenti al Cup e alla Rete, nonchè per le rappresentanze territoriali, è fissato per il 30 novembre a Roma, dove è stata organizzata
una grande manifestazione a sostegno della dignità dei Professionisti Italiani.
3 ottobre 2017 | 0 commento | in Organizzazione | di Demattè Fabrizio
Come è noto da molte comunicazioni pregresse, che si invitano a cercare nel sito, l’Ordine Regionale del Trentino Alto Adige a seguito degli obblighi imposti dalla recente riforma delle professioni ha richiesto di aderire al consiglio di disciplina dell’Ordine Interprovinciale del Veneto. Tale decisione è stata vagliata ed approvata dal Ministero della Giustizia.
A seguito dei rinnovi dei consigli degli Ordini Territoriali afferenti al medesimo consiglio di disciplina si necessita di rinnovare lo stesso, presentando le candidature attraverso i vari Consigli territoriali ed il consiglio interprovinciale del Veneto al Tribunale di Padova il cui Presidente sceglierà tra i candidati sottoposti dai consigli.
Pertanto siamo a chiedere agli iscritti all’Ordine Regionale dei Chimici del Trentino Alto Adige se vi fossero delle persone interessate a candidarsi al consiglio di disciplina.
Per chi ha interesse di candidarsi per il rinnovo del Consiglio di Disciplina, si pubblicano i documenti da compilare e restituire firmati in formato PDF via PEC all’indirizzo ordine.trentinoaltoadige@pec.chimici.org
tassativamente entro il giorno 08 ottobre 2017.
Dichiarazione candidati iscritti.1-2-0002-20130408
Dichiarazione candidati non iscritti.2-0002-20130408
C.V. 0002-20130408
IL LABORATORIO DELLE ETICHETTE: INDICAZIONI FACOLTATIVE E MARKETING CLAIMS
7 settembre 2017 | 0 commento | in Formazione permanente obbligatoria | di Demattè Fabrizio
Corso, Lunedì 2 ottobre dalle 9.00 alle 16.30 Sala convegni
Laboratorio Chimico Camera di Commercio Torino Via Ventimiglia, 165 10127 Torino
Le informazioni facoltative che possono comparire nell’ etichetta, nella presentazione e nella pubblicità dei prodotti alimentari per descriverne al meglio le caratteristiche e/o contraddistinguerli da prodotti simili sul mercato, sono una libera scelta degli operatori del settore alimentare. In linea generale tali indicazioni devono sottostare ai principi dell’articolo 7 del Reg. UE 1169/2011, e se si tratta di indicazioni nutrizionali e/o salutistiche anche a quanto disposto dal Regolamento (CE) 1924/2006 e s.m.i.. Il legislatore Ue, constatando la presenza nell’Unione di un numero crescente di alimenti aventi un’etichettatura e una pubblicità caratterizzate da indicazioni nutrizionali e sulla salute, ha ritenuto indispensabile disciplinare questa materia, con l’obiettivo di garantire un elevato livello di tutela dei consumatori, consentendo, tra l’altro, solo la presenza di indicazioni basate su prove scientifiche generalmente accettate. Tuttavia molte indicazioni utilizzate non sono previste da normative che danno disposizioni specifiche, é proprio per questa tipologia di informazioni che l’azienda deve valutare attentamente se é possibile il loro inserimento, tenendo in considerazione che la responsabilità é ovviamente dell’azienda stessa che deve poter dimostrare, con documentazione adeguata, il possesso dei requisiti quindi di poter sostenere il vanto. Per approfondire questi delicati argomenti il Laboratorio Chimico Camera di Commercio Torino e Riviere di Liguria organizza una nuova edizione del LABORATORIO DELLE ETICHETTE ALIMENTARI con un evento formativo, dedicato alle modalità di inserimento delle indicazioni facoltative e del marketing claims. Peculiarità dell’evento, dopo una prima tavola rotonda che vedrà il coinvolgimento degli organi ufficiali, è l’impronta pratica degli interventi, durante i quali verranno considerati molti casi pratici. Il coinvolgimento dei partecipanti è un altro elemento chiave del workshop: nel corso della giornata, infatti, si chiederà agli iscritti una partecipazione fortemente interattiva con i relatori, con l’obiettivo di discutere e cercare di risolvere insieme dubbi e problematiche relative alle indicazioni facoltative da inserire nelle etichette dei prodotti alimentari. Al termine delle sessioni sarà dato spazio ad eventuali incontri personalizzati con i relatori del Laboratorio Chimico che gestiscono lo Sportello Etichettatura per poter approfondire quesiti specifici.
Link per l’iscrizione all”interno dell’allegato.
Programma Workshop_etichettatura facoltativa
7 settembre 2017 | 0 commento | in Notizie | di Demattè Fabrizio
6September2017 13:28 FONTE Adnkronos-GeneralNews GENNEW
Copyright2017Adnkronos Roma,6set.(Adnkronos/Labitalia)-IlGruppoGiovanidiSocietà
Adnkronos 06092017
Claudia Bonfio (UniTN, Chimica dei Sistemi Biologici), Luca Capaldo (UniPV, Chimica Organica) e Federica Leone (PoliTO, Chimica Industriale) vincono la
terza edizione del Premio Reaxys.
Il loro saggio focalizzato sull’interazione tra l’attività di ricerca del dottorato e l’utilizzo del database prodotto da Elsevier è stato insignito di questo prestigioso premio internazionale. Claudia, Luca e Federica ritireranno il premio la prossima settimana durante il Congresso della Società Chimica Italiana.
L’annuncio dato dall’agenzia Adnkronos.
1 settembre 2017 | 0 commento | in Notizie | di Demattè Fabrizio
Dipartimento di chimica, materiali e biotecnologie
Corso di aggiornamento di Chimica
Corso di aggiornamento per i docenti di chimica delle scuole secondarie di secondo grado della regione
Trentino Alto Adige organizzato dal dipartimento di chimica, materiali e biotecnologie dell’ITT
M.Buonarroti – A.Pozzo di Trento in collaborazione con la Sezione Trentino Alto Adige-Südtirol della SCI.
Verrà presentata e discussa una sequenza didattica che, dalla riflessione su attività di laboratorio, mira
all’apprendimento del concetto di equilibrio chimico come fenomeno dinamico.
Obiettivi: fornire agli insegnanti un’occasione per approfondire e sistematizzare le proprie conoscenze
disciplinari sull’equilibrio chimico con il fine di migliorarne l’insegnamento e rendere per gli studenti
l’apprendimento stabile e utilizzabile come chiave di comprensione dei processi chimici.
Aula magna prof. Mario Mattedi ITT M.Buonarroti – A.Pozzo Via Brigata Acqui, 15 Trento
Martedì 5 settembre 2017 ore 14.00 – 18.00
“Insegnamento e apprendimento del concetto di equilibrio chimico nella scuola secondaria di secondo grado” prima parte
Mercoledì 6 settembre 2017 ore 8.30 – 12.30
“Insegnamento e apprendimento del concetto di equilibrio chimico nella scuola secondaria di secondo grado” seconda parte
prof. Marino Cofler tel.scuola 0461216811 e-mail: marinocofler[@]gmail.com
prof. Marco Ghirardi Istituto di Istruzione Superiore “Q. Sella”, Biella; componente del
direttivo della Divisione di Didattica della SCI
Insegnanti e assistenti dell’ITT Buonarroti Pozzo di Trento, Dipartimento di chimica,
Insegnanti e assistenti Istituti superiori della provincia di Trento e della provincia di Bolzano
Appassionati di chimica
Iscrizione: direttamente presso la sede del corso
Corso aggiornamento equilibrio chimico 5 6 settembre 2017 (1)
17 agosto 2017 | 0 commento | in Notizie | di Demattè Fabrizio
Condividiamo alcuni riflessioni emerse dalla lettura di un recente articolo (sotto i riferimenti) in merito alla responsabilità del laboratorio e del chimico che lo dirige nelle questioni inerenti ai rifiuti.
Viene evidenziato senza ambiguità alcuna, il ruolo del professionista singolo, quale titolare unico della responsabilità della “certificazione”. Se avrete voglia di leggere integralmente l’articolo, noterete che non si fa mai riferimento al “laboratorio” in qualità di entità che detiene la responsabilità, ma solo al professionista incaricato. In particolare: “L’esecuzione delle analisi chimiche sul rifiuto comporta in sé l’esposizione del laboratorio di analisi ad una responsabilità sia dal punto di vista penale, sia da quello civilistico. […] Si tratta, in buona sostanza, di una fattispecie autonoma di reato, introdotta appunto dal decreto Ronchi e confermata dal Codice dell’Ambiente, che si aggiunge al dettame di cui all’art. 483 c.p. e può essere commessa solo da soggetti aventi una determinata posizione soggettiva (alias il professionista che redige il certificato e il trasportatore che lo utilizza).
Si ribadisce che: Dal punto di vista contrattuale l’incarico è regolato dagli artt. 2229 e ss. c.c. trattandosi di “professione intellettuale per il cui esercizio è necessaria l’iscrizione in appositi albi o elenchi”.
Ma soprattutto si pone l’attenzione al fatto che: “[…] Vero è anche che, rispetto al produttore, il laboratorio di analisi o l’analista si pongono in una posizione gradata, nel senso che il primo ha perfetta conoscenza dell’impianto che rientra nella sua sfera di disponibilità, così nel silenzio della legge egli è, in linea di principio, libero di indirizzare il rapporto con l’analista o con il laboratorio di analisi. In tale ottica può decidere di coinvolgere tale professionista nella fase propedeutica all’analisi (nel momento del prelievo e del campionamento) ovvero di tenerlo al di fuori, consegnando il rifiuto e chiedendogli di analizzarlo. L’inesistenza di norme comportamentali al riguardo e la libertà di scelta del produttore non è, tuttavia, priva di rilievo in ambito di responsabilità penale: è, infatti, evidente come ai fini della valutazione della colpevolezza l’atteggiamento di un produttore che consapevolmente instaura un rapporto non trasparente con l’analista, senza coinvolgerlo nella fase propedeutica, può essere letto come sintomo della volontà di eludere la legge. Classico è l’esempio del produttore che fa analizzare all’analista una campione parziale delle terre da scavo. […]”
Non si pubblica il documento per sposarne interamente l’opinione ma per offrire uno spunto di riflessione tra chimici.
Si cita l’articolo “Profili di responsabilità civile e penale del laboratorio che esegue le analisi chimiche sul rifiuto.”
pubblicato sul sito www.Industrieambiente.it a firma di di Francesca Romana Tomaselli nel luglio 2017
http://industrieambiente.it/index.php?page=leggi&active=54&id=14 di cui consigliamo la lettura.
Finanziamento dei corsi di specializzazione 2017 per chimici Trentino
29 luglio 2017 | 0 commento | in Formazione permanente obbligatoria | di Demattè Fabrizio
Bando di concorso per la specializzazione del personale laureato non medico
La Giunta provinciale ha approvato il bando di concorso, indetto ai sensi dell’art. 4 del Regolamento attuativo dell’art. 37 della L.P. 8/96, per la concessione dei contributi per favorire la specializzazione di personale sanitario laureato non medico nelle seguenti discipline: chimica, farmacia, fisica, odontoiatria, medicina veterinaria, ammessi nell’anno accademico 2016/2017.
Secondo deliberazione 1178 del 2017 sono stanziati i fondi per finanziare le borse di studio anche per chimici che volessero specializzarsi in scuole di specializzazione in ambito sanitario. Il bando va ricercato nel sito della Provincia autonoma di Trento
https://www.trentinosalute.net/Dal-Dipartimento/Bando-di-concorso-per-la-specializzazione-del-personale-laureato-non-medico