Source: http://basilicatadati.regione.basilicata.it/annuario-statistico-regionale-basilicata/glossario/
Timestamp: 2018-01-20 14:34:47+00:00
Document Index: 153076751

Matched Legal Cases: ['art. 185', 'art. 5', 'art. 109', 'art. 119', 'art. 4', 'art. 39', 'art. 42', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 64', 'art. 43']

Basilicata Dati – Glossario
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Abitanti equivalenti serviti. Rappresentano l&apos;unità di misura con cui viene convenzionalmente espresso il carico inquinante organico biodegradabile in arrivo all&apos;impianto di depurazione, secondo l&apos;equivalenza: 1 abitante equivalente = 60 grammi/g
La raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclo e al recupero di materia. La frazione organica umida è raccolta separatamente o con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti biodegradabili certificati. (Direttive n. 91/156/Cee sui rifiuti, n. 91/689/Cee sui rifiuti pericolosi e n. 94/62/Ce sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, decreto legislativo n. 4 del 16 gennaio 2008)
b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall’articolo 186 del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006;
c) i rifiuti da lavorazioni industriali, fatto salvo quanto previsto dall’art. 185, comma 1, lettera i;
n) i rifiuti derivanti dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani. (Direttive n. 91/156/Cee sui rifiuti, n. 91/689/Cee sui rifiuti pericolosi e n. 94/62/Ce sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006)
b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell’articolo 198 comma 2, lettera g del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006;
g) i rifiuti domestici,anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione. (Direttive n. 91/156/Cee sui rifiuti, n. 91/689/Cee sui rifiuti pericolosi e n. 94/62/Cee sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006)
Qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell’allegato A alla parte quarta del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, e di cui il detentoresi disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi. (Direttive n. 91/156/Cee sui rifiuti, n. 91/689/Cee sui rifiuti pericolosi e n. 94/62/Ce sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006)
La ripartizione del territorio nazionale in zone omogenee derivanti dall’aggregazione di comuni contigui sulla base di valori soglia altimetrici. Si distinguono zone altimetriche di montagna, di collina e di pianura. Le zone altimetriche di montagna e di collina sono state divise, per tener conto dell’azione moderatrice del mare sul clima, rispettivamente, in zone altimetriche di montagna interna e collina interna e di montagna litoranea e collina litoranea, comprendendo in queste ultime i territori,esclusi dalla zona di pianura, bagnati dal mare o in prossimità di esso.
Il territorio caratterizzato dalla presenza di diffuse masse rilevate aventi altitudini,di regola, inferiori a 600 metri nell’Italia settentrionale e 700 metri nell’Italia centro-meridionale e insulare. Eventuali aree di limitata estensione aventi differenti caratteristiche, intercluse, si considerano comprese nella zona di collina.
Il territorio caratterizzato dalla presenza di notevoli masse rilevate aventi altitudini, di norma, non inferiori a 600 metri nell’Italia settentrionale e 700 metri nell’Italia centro-meridionale e insulare. Gli anzidetti livelli altitudinali sono suscettibili di spostamento in relazione ai limiti inferiori delle zone fitogeografiche dell’Alpinetum, del Picetum e del Fagetum, nonché in relazione ai limiti superiori delle aree di coltura in massa della vite nell’Italia settentrionale e dell’olivo nell’Italia centro-meridionale e insulare. Le aree intercluse fra le masse rilevate,costituite da valli, altipiani e analoghe configurazioni del suolo, s’intendono comprese nella zona di montagna.
Il sistema continuo di registrazione della popolazione residente. Viene continuamente aggiornata tramite iscrizioni per nascita da genitori residenti nel comune, cancellazioni per morte di residenti e iscrizioni/cancellazioni per trasferimento di residenza da/per altro comune o da/per l’estero.
Riguarda la persona già iscritta nell’anagrafe della popolazione residente del comune, anche se deceduta in altro comune o all’estero purché i relativi atti siano pervenuti per la trascrizione.
Persona con cittadinanza straniera o apolide iscritta all’anagrafe di un comune italiano.
Differenza tra il quoziente di natalità e il quoziente di mortalità.
Decesso (o Morte)
Voce dell’uso burocratico (vedi Morte).
Riguarda i nati da genitori iscritti nell’anagrafe della popolazione residente del comune, anche se la nascita è avvenuta in altro comune o all’estero purché siano pervenuti i relativi atti per la trascrizione.
Media delle età, ponderata con l’ammontare della popolazione in ciascuna classe di età.
Rapporto tra la popolazione di età 65 anni e più e la popolazione in età attiva (15-64 anni), moltiplicato per 100.
Rapporto tra la popolazione in età non attiva (0-14 anni e 65 anni e più) e la popolazione in età attiva (15-64 anni), moltiplicato per 100.
Indice di ricambio della popolazione in età lavorativa
Rapporto percentuale tra la popolazione della classe 60-64 anni e quella della classe 15-29 anni.
Rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di 0-14 anni, moltiplicato per 100.
L’iscrizione riguarda le persone trasferitesi nel comune da altri comuni o dall’estero;la cancellazione riguarda le persone trasferitesi in altro comune o all’estero. I trasferimenti da un comune a un altro decorrono dal giorno della richiesta di iscrizione nel comune di nuova dimora abituale, ma vengono rilevati quando la pratica migratoria, di ritorno dal comune di cancellazione, risulta definita. I trasferimenti da e per l’estero sono rilevati nel momento in cui, rispettivamente,viene richiesta l’iscrizione o la cancellazione.
Mortalità (quoziente di)
Il rapporto tra il numero dei decessi nell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente (per mille).
Morte (o Decesso)
Il rapporto tra il numero di nati vivi dell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente (per mille).
Nati mortalità (quoziente di)
Il rapporto tra il numero di nati morti e il numero complessivo di nati (per mille).
Nato morto – Nato vivo
Il decesso fetale che si verifica a partire dal 180° giorno di durata della gestazione. Il prodotto del concepimento che, una volta espulso o completamente estratto dal corpo materno, indipendentemente dalla durata della gestazione, respiri o manifesti altro segno di vita.
La somma dei quozienti specifici di fecondità calcolati rapportando, per ogni età feconda(15-49 anni), il numero di nati vivi all’ammontare medio annuo della popolazione femminile. Esprime in un dato anno di calendario il numero medio di figli per donna.
Il rapporto tra il numero di matrimoni celebrati nell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente (per mille).
È costituita dalle persone presenti nel comune a una data considerata e aventi in esso dimora abituale, nonché dalle persone presenti nel comune alla stessa data, ma aventi dimora abituale in altro comune o all’estero.
È costituita dalle persone aventi dimora abituale nel comune, anche se alla data considerata sono assenti perché temporaneamente presenti in altro comune italiano o all’estero.
L’eccedenza o il deficit di iscrizioni per immigrazione dall’estero rispetto alle cancellazioni per emigrazione verso l’estero.
Differenza tra il numero dei nati e il numero dei morti con riferimento alla popolazione in Italia.
Scenari di previsione della popolazione
Le previsioni della popolazione sono articolate secondo tre distinti scenari. Con il primo di essi, lo scenario centrale, viene fornito un set di stime puntuali ritenute “verosimili” che, costruite in base alle recenti tendenze demografiche, sono quelle verso il quale vengono principalmente orientati gli utilizzatori. Accanto allo scenario considerato più “probabile” sono stati costruiti due scenari alternativi che hanno il ruolo di disegnare il campo dell’incertezza futura. Tali due scenari, denominati rispettivamente scenario basso e scenario alto, sono impostati definendo una diversa evoluzione per ciascuna componente demografica rispetto allo scenario centrale. Le due varianti tracciano idealmente un percorso alternativo, dove ciascuna componente apporterà maggiore (scenario alto) o minore (scenario basso) consistenza alla popolazione. Per lo scenario alto ciò significa fecondità, sopravvivenza e flussi migratori (interni e con l’estero) più sostenuti, mentre vale esattamente l’opposto nello scenario basso. Tanto il primo quanto il secondo sono da intendersi soltanto come alternative “plausibili”. A nessuno dei due, infatti, può essere attribuito il significato di limite potenziale (superiore o inferiore) allo sviluppo della popolazione in futuro.
Il numero medio di anni che restano da vivere ai sopravviventi all’età x.
Tasso di nuzialità totale
La somma dei quozienti specifici di nuzialità calcolati rapportando, per ogni classe di età, il numero di matrimoni all’ammontare medio annuo della popolazione.
Il rapporto tra il saldo migratorio e l’ammontare medio annuo della popolazione residente.
Vita media (o Speranza di vita alla nascita)
3. ISTRUZIONE, FORMAZIONE E CULTURA
Il titolo di studio conseguito al termine di un corso di scuola secondaria di secondo grado della durata di quattro o cinque anni e dopo il superamento dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione.
Il titolo di studio che viene rilasciato al compimento dei corsi di scuola secondaria di primo grado e dopo il superamento dell’esame di Stato del primo ciclo d’istruzione. A partire dall’anno scolastico 2004/2005, a seguito dell’attuazione della riforma dei cicli scolastici, è stato soppresso l’esame conclusivo della scuola primaria (con il superamento del quale si conseguiva la licenza elementare).
Diploma di qualifica professionale e di maestro d’arte
Titoli di studio conseguiti al termine di un corso triennale di scuola secondaria di secondo grado (istituto professionale, istituto d’arte) che non consentono l’accesso a corsi di istruzione universitaria.
Gli iscritti per la prima volta a un corso di studi universitario.
Il sistema di istruzione in Italia si suddivide nei seguenti livelli:
educazione pre primaria (scuola dell’infanzia);
istruzione primaria (scuola elementare);istruzione secondaria di primo grado (scuola media inferiore);
istruzione secondaria di secondo grado (scuola secondaria superiore);istruzione terziaria (istruzione post-secondaria non universitaria e universitaria).L’istruzione primaria e quella secondaria di primo grado costituiscono il primo ciclo d’istruzione;
l’istruzione secondaria di secondo grado coincide con il secondo ciclo d’istruzione.
Tradizionalmente articolata in corsi di diploma universitario e scuole dirette a fini speciali (della durata di due o tre anni) e corsi di laurea (tra i quattro e i sei anni), a partire dall’anno accademico 2000/2001, a seguito delle modificazioni introdotte dalla riforma dei cicli, comprende i seguenti nuovi corsi:
Il titolo di studio che si consegue dopo aver completato un tradizionale corso di laurea (di durata dai quattro ai sei anni). Oggi è affiancato dai nuovi titoli che si conseguono al termine di: un corso di laurea triennale; un corso di laurea specialistica a ciclo unico; un corso di laurea specialistica di secondo livello.
La classe nella scuola dell’infanzia.
Il titolo di studio rilasciato da: scuole di specializzazione (da due a sei anni); corsi di dottorato di ricerca (da tre a cinque anni), master universitari (un anno).
L’industria che ha per oggetto la pubblicazione e distribuzione di opere librarie.
Il documento a stampa non periodico in forma codificata. (Norma Uni/Iso 2789, 2.1Biblioteche)
Opera non periodica composta da uno o più volumi e pubblicata in tutto o in parte nel corso dell’anno. Sono da escludere, in quanto periodiche, quelle pubblicazioni edite in serie continua sotto uno stesso titolo, con una numerazione progressiva o con una diversa data che contraddistingue i singoli numeri della serie (riviste o simili). Sono, invece, da comprendere i libri (romanzi rosa, gialli eccetera) anche se diffusi con cadenza periodica e con numerazione progressiva, attraverso le rivendite dei giornali o altri canali.
Attività di produzione di beni o servizi che ha luogo quando risorse quali lavoro,impianti e materie prime concorrono all’ottenimento di beni o alla prestazione di servizi. Un’attività economica è caratterizzata dall’uso di fattori della produzione, da un processo di produzione e da uno o più prodotti ottenuti (merci o prestazioni di servizi). Ai fini della produzione dell’informazione statistica, le attività economiche sono classificate secondo una nomenclatura internazionale che a livello europeo è denominata Nace Rev. 1 (per la classificazione Ateco 1991) e Nace Rev. 1.1 (per la classificazione Ateco 2002).
Prestazione economica erogata dall’INPS con la funzione di sostituire od integrare la retribuzione dei lavoratori sospesi o lavoranti ad orario ridotto in concomitanza di eventi espressamente previsti dalla legge.
Disciplinata dalle leggi n.164/1945 e n.223/1992, opera in presenza di sospensioni o riduzioni temporanee e contingenti dell’attività d’impresa che conseguono a situazioni aziendali, determinate da eventi transitori non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori, ovvero da crisi temporanee di mercato.
Disciplinata dalla legge n.464/1972, opera a favore di imprese industriali e commerciali in caso di ristrutturazione riorganizzazione e conversione aziendale, ovvero nei casi di crisi aziendale e di procedure concorsuali.
Strutture pubbliche gestite dalle Province che forniscono a titolo gratuito servizi di sostegno all’incontro tra domanda e offerta di lavoro: per questa ragione, essi si rivolgono sia alle persone in cerca di lavoro (o che vogliono cambiarlo) sia alle imprese che cercano lavoratori. I centri per l’impiego offrono nello specifico servizi di accoglienza, informazione, orientamento, preselezione e selezione oltre a svolgere precisi adempimenti di tipo gestionale: il loro compito è di recuperare alla fruizione del servizio pubblico le imprese che domandano lavoro, accompagnare con dispositivi di sostegno l’inserimento lavorativo e formativo delle fasce svantaggiate, fornire al territorio un punto di riferimento per i servizi e le attività di progettazione, promozione e realizzazione degli interventi a sostegno dell’occupazione.
Vedi Inattivi.
Nella rilevazione sulle forze di lavoro comprendono le persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento:
sono assenti dal lavoro (ad esempio, per ferie o malattia). I dipendenti assenti dal lavoro sono considerati occupati se l’assenza non supera i tre mesi, oppure se durante l’assenza continuano a percepire almeno il 50 per cento della retribuzione. Gli indipendenti assenti dal lavoro, ad eccezione dei coadiuvanti familiari, sono considerati occupati se, durante il periodo di assenza, mantengono l’attività. I coadiuvanti familiari sono considerati occupati se l’assenza non supera tre mesi.
Ore complessive di cassa integrazione guadagni, ordinaria e straordinaria, di cui le imprese hanno usufruito nel mese di riferimento dell’indagine.
Nella rilevazione sulle forze di lavoro comprendono le persone non occupate tra 15 e 74 anni che:
hanno effettuato almeno un’azione attiva di ricerca di lavoro nei 30 giorni che precedono l’intervista e sono disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le due settimane successive all’intervista;
oppure inizieranno un lavoro entro tre mesi dalla data dell’intervista e sono disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le due settimane successive all’intervista, qualora fosse possibile anticipare l’inizio del lavoro.
Posizione definita sulla base del livello di autonomia e/o responsabilità e della funzione di ciascuna persona espletante un’attività economica in rapporto all’unità locale in cui viene svolta l’attività stessa. Le posizioni sono raggruppate in:lavoratori autonomi o indipendenti; lavoratori dipendenti.
5. CONTI ECONOMICI REGIONALI
Le grandezze sintetiche che misurano il risultato d’insieme delle operazioni svolte da tutte le unità economiche del sistema; vi sono due tipi di aggregati:-aggregati legati direttamente alle operazioni del sistema dei conti (la produzione di beni e servizi, i consumi finali, gli investimenti fissi lordi, i redditi da lavoro dipendente eccetera); aggregati che rappresentano saldi contabili (il prodotto interno lordo, il risultato lordo di gestione, il risparmio nazionale eccetera). Gli aggregati che rappresentano saldi possono essere espressi al lordo o al netto degli ammortamenti.
I dati relativi alle valutazioni reali ottenute con il metodo del concatenamento vengono presentati attraverso le serie in livello concatenate rispetto all’anno 2000fissato come quello di riferimento. Queste serie sono ottenute moltiplicando l’indice a catena con anno di riferimento 2000 (2000=1) per i valori correnti dell’anno 2000di ogni singola serie.
Tutte le imposte prelevate sulle unità economiche a motivo dell’esercizio dell’attività di produzione, indipendentemente dalla quantità o dal valore di beni o servizi prodotti o scambiati.
Il settore che raggruppa le unità istituzionali le cui funzioni principali consistono nel produrre per la collettività servizi non destinabili alla vendita e nell’operare una redistribuzione del reddito e della ricchezza del Paese. Le principali risorse sono costituite da versamenti obbligatori effettuati direttamente o indirettamente da unità appartenenti ad altri settori. Il settore delle amministrazioni pubbliche è suddiviso in tre sottosettori:
amministrazioni centrali che comprendono l’amministrazione dello Stato in senso stretto (i ministeri) e gli organi costituzionali; gli enti centrali con competenza su tutto il territorio del Paese (Anas, Cri, Coni, Cnr, Istat, Isae eccetera);
enti di previdenza che comprendono le unità istituzionali centrali e locali la cui attività principale consiste nell’erogare prestazioni sociali finanziate attraverso contributi generalmente a carattere obbligatorio (Inps, Inail eccetera).
Rappresentano il valore dei beni e servizi impiegati per soddisfare direttamente i bisogni umani, siano essi individuali o collettivi. Sono utilizzati due concetti: la spesa per consumi finali e i consumi finali effettivi. La differenza fra i due concettista nel trattamento riservato ad alcuni beni e servizi che sono finanziati dalle amministrazioni pubbliche o dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie, ma che sono forniti alle famiglie come trasferimenti sociali in natura;questi beni sono compresi nel consumo effettivo delle famiglie, mentre sono esclusi dalla loro spesa finale.
L’insieme di tutti i conti economici che descrivono l’attività economica di un paese odi una circoscrizione territoriale. Essa ha per oggetto l’osservazione quantitativa e lo studio statistico del sistema economico o dei sub-sistemi che lo compongono a diversi livelli territoriali.
I quadri sintetici delle relazioni economiche che si hanno tra le differenti unità economiche di una data comunità in un determinato periodo. Essi riportano, in un certo ordine, le cifre sulla situazione economica del paese, sulle risorse disponibili e sul loro uso, sul reddito che si è formato e sulle sue componenti, sul processo di accumulazione e sul suo finanziamento, sulle relazioni con il resto del mondo e su altri fenomeni.
Registra la distribuzione alle unità residenti e ai settori istituzionali dei redditi derivanti dalla partecipazione diretta al processo di produzione e dei redditi ottenuti come corrispettivo per aver messo a disposizione di altre unità istituzionali mezzi finanziari o beni materiali non prodotti. Il saldo per l’intera economia è costituito dal reddito nazionale.
Il conto analizza la misura in cui il valore aggiunto può coprire i redditi da lavoro dipendente e le altre imposte al netto dei contributi alla produzione. Esso misura il risultato di gestione.
Raffronta, per l’insieme dell’economia e per branche, le entrate (produzione e importazioni) e le uscite di beni e servizi (consumi intermedi, consumi finali,investimenti fissi lordi, variazione delle scorte, acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore, esportazioni). È il conto equilibrato per definizione e, pertanto, non origina alcun saldo.
Mostra, per quei settori che hanno dei consumi finali, come il reddito disponibile viene ripartito tra i consumi finali e il risparmio. Il saldo è il risparmio.
Sono i trasferimenti unilaterali correnti operati dalle amministrazioni pubbliche o dalle istituzioni comunitarie dell’Unione europea nel quadro della politica economica e sociale alle unità residenti che producono beni e servizi, allo scopo di influenzare i prezzi e/o di consentire una sufficiente remunerazione dei fattori produttivi. Si articolano in:
contributi ai prodotti: vengono erogati per singola unità di bene o servizio prodotto o importato. Essi possono consistere in un determinato importo di denaro per una quantità di un bene o servizio oppure possono essere calcolati ad valorem, nella forma di una determinata percentuale del prezzo per unità. I contributi possono anche essere calcolati quali differenza tra un dato prezzo di riferimento e il prezzo di mercato effettivamente pagato da un acquirente. I contributi ai prodotti sono generalmente concessi allorché i beni e i servizi sono prodotti, venduti o importati. Per convenzione, i contributi ai prodotti riguardano esclusivamente la produzione di beni e servizi destinabili alla vendita o la produzione di beni e servizi per proprio uso finale;
altri contributi alla produzione: i contributi, diversi dai contributi ai prodotti, che le unità di produzione residenti percepiscono a motivo dell’esercizio dell’attività di produzione.
Versamenti che i datori di lavoro effettuano agli enti previdenziali o ad altri organismi di assicurazione per coprire i lavoratori dipendenti dai rischi di malattia,maternità, invalidità, vecchiaia e superstiti, disoccupazione, infortuni sul lavoro e malattie professionali e per carichi di famiglia. Essi sono a carico dei datori di lavoro, oppure a carico dei lavoratori dipendenti oppure a carico dei lavoratori indipendenti e delle persone non occupate.
Esborsi effettuati direttamente dai datori di lavoro al fine di garantire ai propri dipendenti il godimento di prestazioni sociali (malattie, maternità, invalidità,assegni familiari eccetera), senza far ricorso a imprese di assicurazione, fondi pensione o costituzione di fondi speciali o riserve.
Sono costituite dagli acquisti all’estero (resto del mondo) di beni (merci) e di servizi,introdotti nel territorio nazionale. Le importazioni di beni comprendono tutti i beni(nuovi o usati) che, a titolo oneroso o gratuito, entrano nel territorio economico del paese in provenienza dal resto del mondo. Esse possono essere valutate al valore Fob (vedi esportazioni), o al valore Cif (costo, assicurazione, nolo) che comprende: il valore Fob dei beni, le spese di trasporto e le attività assicurative tra la frontiera del paese esportatore e la frontiera del paese importatore. Le importazioni di servizi includono tutti i servizi (trasporto, assicurazione, altri) prestati da unità non residenti a unità residenti.
Differenza tra le importazioni e le esportazioni di beni e servizi.
le imposte indirette, che operano sulla produzione e sulle importazioni di beni e servizi, sull’utilizzazione del lavoro, sulla proprietà e sull’utilizzo di terreni, fabbricati o altri beni impiegati nell’attività di produzione.
Acquisizione di capitale fisso da parte dei produttori residenti cui si aggiungono gli incrementi di valore dei beni (materiali e immateriali) prodotti e destinati a essere utilizzati nei processi produttivi per un periodo superiore ad un anno. L’insieme di investimenti fissi lordi, variazione delle scorte e acquisizione di oggetti di valore costituisce l’aggregato degli investimenti lordi.
Sono costituti dalle acquisizioni (al netto delle cessioni) di capitale fisso effettuate dai produttori residenti a cui si aggiungono gli incrementi di valore dei beni materiali non prodotti. Il capitale fisso consiste di beni materiali e immateriali (es. software) prodotti e destinati a essere utilizzati nei processi produttivi per un periodo superiore a un anno.
Comprendono i contributi sociali effettivi (a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori) e i contributi sociali figurativi.
Il prezzo che il produttore può ricevere dall’acquirente per una unità di bene o servizio prodotta, dedotte le eventuali imposte da pagare su quella unità quale conseguenza della sua produzione e della sua vendita (ossia le imposte sui prodotti),ma compreso ogni eventuale contributo da ricevere su quella unità quale conseguenza della sua produzione o della sua vendita (ossia i contributi ai prodotti).Sono escluse le spese di trasporto fatturate separatamente dal produttore mentre sono inclusi i margini di trasporto addebitati dal produttore sulla stessa fattura,anche se indicati come voce distinta.
Il risultato finale dell’attività di produzione delle unità produttrici residenti. Corrisponde alla produzione totale di beni e servizi dell’economia, diminuita dei consumi intermedi ed aumentata dell’IVA gravante e delle imposte indirette sulle importazioni. È altresì pari alla somma dei valori aggiunti a prezzi di mercato delle varie branche di attività economica, aumentata delle imposte sui prodotti (compresa l’IVA e le imposte sulle importazioni), al netto dei servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati (SIFIM).
Costo sostenuto dai datori di lavoro a titolo di remunerazione dell’attività prestata alle proprie dipendenze dai lavoratori. I Rdl risultano composti dalle retribuzioni lorde e dai contribuiti sociali effettivi e/o figurativi.
Reddito medio di ogni cittadino.
Comprendono i salari, gli stipendi e le competenze, in denaro e in natura, a lordo delle trattenute erariali e previdenziali, corrisposte ai lavoratori dipendenti dal datore di lavoro. Sono escluse dalle retribuzioni tutti gli esborsi effettuati dal datore di lavoro, non rimborsati dagli enti di previdenza, al fine di garantire ai propri dipendenti il godimento di prestazioni sociali (malattia, maternità, invalidità, infortuni sul lavoro, licenziamenti ecc.) nonché le spese sostenute dai datori di lavoro a beneficio loro e dei dipendenti perché necessarie per i processi di produzione dei datori di lavoro ( ad esempio, indennità e rimborsi per trasferte, spese per migliorare il comfort sul luogo del lavoro, per esami medici resi necessari dalla natura del lavoro, per la fornitura di indumenti di lavoro indossati esclusivamente o principalmente sul posto di lavoro ecc.)
Quantifica in modo omogeneo il volume di lavoro svolto da coloro che partecipano al processo di produzione realizzato sul territorio economico di un paese a prescindere dalla loro residenza (occupati interni). Tale calcolo si è reso necessario in quanto la persona può assumere una o più posizioni lavorative in funzione: dell’attività (unica, principale, secondaria); della posizione nella professione (dipendente, indipendente); della durata (continuativa, non continuativa); dell’orario di lavoro (a tempo pieno, a tempo parziale); della posizione contributiva o fiscale (regolare, irregolare). L’unità di lavoro rappresenta la quantità di lavoro prestato nell’anno da un occupato a tempo pieno, oppure la quantità di lavoro equivalente prestata da lavoratori a tempo parziale o da lavoratori che svolgono un doppio lavoro. Questo concetto non è più legato alla singola persona fisica, ma risulta ragguagliato ad un numero di ore annue corrispondenti ad un’occupazione esercitata a tempo pieno, numero che può diversificarsi in funzione della differente attività lavorativa. Le unità di lavoro sono dunque utilizzate come unità di misura del volume di lavoro impiegato nella produzione dei beni e servizi rientranti nelle stime del prodotto interno lordo in un determinato periodo di riferimento.
Il valore prodotto da ogni unità che esercita un’attività di produzione. E’ la risultante della differenza tra il valore della produzione di beni e servizi conseguita dalle singole branche produttive e il valore dei beni e servizi intermedi dalle stesse consumati (materie prime e ausiliarie impiegate e servizi forniti da altre unità produttive). Corrisponde alla somma delle remunerazioni dei fattori produttivi. Può essere calcolato a prezzi base o ai prezzi al produttore.
Valore aggiunto ai prezzi base
È il saldo tra la produzione e i consumi intermedi, in cui la produzione è valutata ai prezzi di base, cioè al netto delle imposte sui prodotti e al lordo dei contributi ai prodotti. La produzione valutata ai prezzi di base si differenzia da quella valutata al costo dei fattori: quest’ultima, è infatti al netto di tutte le imposte (sia quelle sui prodotti, sia le altre imposte sulla produzione), ed al lordo di tutti i contributi (sia i contributi commisurati al valore dei beni prodotti, sia gli altri contributi alla produzione).
Valore aggiunto ai prezzi base più le imposte sui prodotti , IVA esclusa, e al netto dei contributi ai prodotti
L’unità tecnico-economica costituta da terreni, anche in appezzamenti non contigui,ed eventualmente da impianti e attrezzature varie, in cui si attua la produzione agraria, forestale o zootecnica, a opera di un conduttore, cioè persona fisica, società o ente che ne sopporta il rischio, sia da solo (conduttore coltivatore o conduttore consalariati e/o compartecipanti), sia in associazione a un mezzadro o colono parziario. (Censimento generale dell’agricoltura, 2000)
Il responsabile giuridico ed economico dell’azienda; può essere persona fisica, società o ente pubblico. (Censimento generale dell’agricoltura, 2000)
Le coltivazioni praticate sui terreni fuori avvicendamento, destinati permanentemente (o in ogni caso per un periodo superiore a cinque anni) alla produzione di piante erbacee poliennali o spontanee, coltivate o non, atte a fornire foraggio per l’alimentazione del bestiame.
Superficie a bosco le cui piante sono destinate a essere allevate ad alto fusto e a rinnovarsi prevalentemente per via naturale (seme) o artificiale (talee). Rispetto alle specie legnose, le fustaie vengono distinte in: fustaie di conifere (o resinose), fustaie di latifoglie e miste.
La produzione legnosa destinata direttamente alla combustione (legna da ardere e fasciname), nonché quella destinata alla carbonizzazione (legna da carbone e carbonella).
L’assortimento ricavato sul luogo dell’abbattimento della massa legnosa grezza; la quantità è quella effettiva della massa legnosa utilizzata, valutata dopo le operazioni di allestimento ed esbosco.
Le sostanze attive e i preparati contenenti una o più sostanze attive, presentati nella forma in cui sono forniti all’utilizzatore e destinati a:
proteggere i vegetali o i prodotti vegetali da tutti gli organismi nocivi alle piante e ai prodotti vegetali o a prevenirne l’azione;
eliminare le piante indesiderate;-eliminare parti di vegetali, frenare o evitare un loro indesiderato accrescimento.(Direttiva Cee n. 91/414 in materia di immissione in commercio di prodotti fitosanitari, d.lgs. n. 194 del 17 marzo 1995)
Prodotto forestale legnoso
La massa legnosa effettiva e asportata dalla foresta: legname da lavoro e legname per combustibile.
Produzione totale (delle coltivazioni)
La totalità del prodotto presente sulla pianta allo stato di frutto pendente al momento in cui hanno inizio le normali operazioni di raccolta.
Corrisponde alla somma dei valori ottenuti per ogni speculazione moltiplicando il reddito lordo standard unitario per il numero di unità rispettive. (Decisione n. 85/377/Cedella Commissione delle Comunità europee)
L’insieme dei terreni investiti a seminativi, orti familiari, prati permanenti e pascoli, coltivazioni legnose agrarie e castagneti da frutto. Essa costituisce la superficie investita ed effettivamente utilizzata in coltivazioni propriamente agricole, non comprende la superficie investita a funghi in grotte, sotterranei o appositi edifici. (Censimento generale dell’agricoltura, 2000)
Area complessiva dei terreni dell’azienda formata dalla superficie agricola utilizzata(Sau), da quella coperta da arboricoltura da legno, da boschi, dalla superficie agraria non utilizzata (insieme di terreni non utilizzati a scopi agricoli, compresi i terreni abbandonati e le aree destinate ad attività ricreative), nonché dall’area occupata da parchi e giardini ornamentali, fabbricati, stagni, canali, cortili situati entro il perimetro dei terreni che costituiscono l’azienda. (Censimento generale dell’agricoltura, 2000)
La superficie forestale nella quale è stata eseguita, senza soluzione di continuità,una utilizzazione totale o parziale del soprassuolo.
La superficie utilizzata per le colture di piante erbacee, soggette all’avvicendamento colturale che prevede una durata delle coltivazioni non superiore a cinque anni.
Unità di lavoro (Ula)
Nell’indagine sui risultati economici delle aziende agricole, una unità di lavoro è posta pari a 280 giornate lavorate nell’azienda. Le giornate lavorate sono intese come giornate effettivamente lavorate di almeno otto ore.
Utilizzazione legnosa
La massa legnosa, espressa in metri cubi, abbattuta nonché separata dal suolo,anche se non asportata, purché destinata a esserlo.
7. IMPRESE E OCCUPATI
Impresa iscritta al Registro Imprese delle Camere di Commercio che esercita l’attività e non risulta avere procedure concorsuali in atto.
Ai fini del Registro Imprese, l’impresa artigiana si definisce, in modo formale, come l’impresa iscritta nell’apposito Albo Provinciale previsto dall’art. 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443. Infatti, tale legge dà una definizione diversa e più ampia di quella prevista dal codice civile che colloca l’impresa artigiana nell’ambito della piccola impresa.
Le imprese che risultino iscritte negli Albi Provinciali previsti dalla legge sono, per definizione, artigiane – anche se possono adottare diverse forme giuridiche, accanto a quella più frequente di impresa individuale: ad esempio, quella abbastanza frequente di società in nome collettivo – e, in base alla legge istitutiva del Registro delle Imprese, vengono “annotate” nell’apposita Sezione speciale.
Iscrizioni (variabile di flusso)
Il numero di iscrizioni al Registro Imprese delle Camere di Commercio nell’arco del trimestre/semestre/anno si riferisce al conteggio di tutte le operazioni effettuate nel periodo considerato.
Cancellazioni (variabile di flusso)
Il numero di cancellazioni (imprese cessate) dal Registro Imprese delle Camere di Commercio nell’arco del trimestre/semestre/anno si riferisce a tutte le posizioni che, nel periodo considerato, hanno cessato l’attività. Si considera cessata una impresa se per essa esiste un evento di cessazione, ovvero se risulta significativo almeno uno dei seguenti dati:
a) causale di cessazione;
b) data denuncia di cessazione;
c) data cessazione.
Pertanto, il conteggio delle cessazioni in un determinato periodo è indipendente dalla data dicessazione: una impresa può rientrare fra le cessate del trimestre/semestre/anno anche se presenta una data di cessazione che non appartiene al periodo in esame.
Sono considerate società di capitale: le società per azioni, le società a responsabilità limitata, le società in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata con unico socio.
Sono considerate società di persone: le società in nome collettivo, le società in accomandita semplice, le società di fatto.
Le ditte individuali comprendono le due tipologie di imprese (non di capitale) di cui è titolare una persona fisica: l’impresa familiare e l’impresa individuale, al cui interno si colloca la quasi totalità dei coltivatori diretti, degli imprenditori agricoli non coltivatori diretti, dei piccoli imprenditori non coltivatori diretti e degli artigiani.
Tipologia che raccoglie tutte le imprese aventi forma giuridica diversa da quelle che rientrano nei raggruppamenti della ditta individuale, della società di persone e della società di capitale. Il raggruppamento delle “altre forme” comprende oltre 40 tipologie di soggetti giuridici; quelle più numerose sono le società cooperative, i consorzi e le società consortili.
Persona con carica
Nel Registro delle Imprese ogni impresa deve avere almeno una persona che ricopra una carica idonea a rappresentarla, in modo conforme alla struttura dell’impresa. Ad esempio, per la ditta individuale la persona è il titolare.
Numero di clienti ospitati negli esercizi ricettivi (alberghieri o complementari) nel periodo considerato.
Rapporto tra il numero di notti trascorse (presenze) e il numero di clienti arrivati nelle strutture ricettive (arrivi).
9. COMMERCIO INTERNO
Unità locali di imprese attive iscritte nel Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, che svolgono attività prevalente di commercio al dettaglio in sede fissa, secondo la classificazione delle attività economiche ATECO 2002. Sono considerate, in particolare:
le localizzazione del commercio al dettaglio non specializzato (classe ATECO 52.1), suddivise in esercizi a prevalenza alimentare e a prevalenza non alimentare;
le localizzazioni del commercio al dettaglio a specializzazione alimentare (classe ATECO 52.2 e rispettive sotto-categorie);
le localizzazioni del commercio specializzato non alimentare (classi ATECO 52.3 e 52.4 e rispettive sotto-categorie).
Restano quindi escluse tutte le imprese del commercio ambulante e tutte le unità locali che esercitano l’attività commerciale come secondaria o ancillare.
Esercizio al dettaglio operante nel campo non alimentare, che dispone di una superficie di vendita superiore a 400 mq. e di almeno cinque distinti reparti, ciascuno dei quali destinato alla vendita di articoli appartenenti a settori merceologici diversi e in massima parte di largo consumo.
Esercizio al dettaglio con superficie di vendita superiore a 2.500 mq., suddiviso in reparti (alimentare e non alimentare), ciascuno dei quali avente, rispettivamente, le caratteristiche di supermercato e di grande magazzino.
Esercizio al dettaglio in sede fissa operante nel campo alimentare, con una superficie di vendita che varia tra 200 e 399 mq. e che presenta le medesime caratteristiche del supermercato.
Esercizio al dettaglio operante nel campo alimentare, organizzato prevalentemente a libero servizio e con pagamento all’uscita, che dispone di una superficie di vendita superiore a 400 mq. e di un vasto assortimento di prodotti di largo consumo, in massima parte preconfezionati, nonché, eventualmente, di alcuni articoli non alimentari di uso domestico corrente.
L’indice NIC misura l’inflazione a livello dell’intero sistema economico. Per gli organi di governo l’indice rappresenta il parametro di riferimento per la realizzazione delle politiche economiche.
10. COMMERCIO ESTERO
Bilancia dei Pagamenti della Tecnologia (BPT)
La Bilancia dei Pagamenti della Tecnologia misura le transazioni con l’estero di tecnologia non incorporata in beni. Il saldo costituisce la differenza fra la capacità di vendere all’estero la propria tecnologia e la dipendenza da tecnologie straniere.
La clausola tradizionale dei contratti di trasporto, prevalentemente di tipo marittimo, impiegata nelle statistiche nazionali e internazionali del commercio estero per indicare il valore delle merci inclusi i costi di trasporto e di assicurazione dal luogo di produzione o di commercializzazione estero fino alla frontiera nazionale dell’acquirente.
I trasferimenti di beni (merci) e di servizi da operatori residenti a operatori non residenti (resto del mondo). Le esportazioni di beni includono tutti i beni (nazionali o nazionalizzati, nuovi o usati) che, a titolo oneroso o gratuito, escono dal territorio economico del paese per essere destinati al resto del mondo. Esse sono valutate al valore Fob (Free on board) che corrisponde al prezzo di mercato alla frontiera del paese esportatore. Questo prezzo comprende: il prezzo ex fabrica, i margini commerciali, le spese di trasporto internazionale, gli eventuali diritti all’esportazione. Le esportazioni di servizi comprendono tutti i servizi (trasporto,assicurazione, altri) prestati da unità residenti a unità non residenti.
La clausola tradizionale dei contratti di trasporto, prevalentemente marittimo, che indica nella quotazione dei prezzi delle merci che le spese di spedizione e i rischi sono a carico del venditore fino al caricamento della merce sul mezzo di trasporto. Tale clausola è utilizzata nelle statistiche del commercio estero nazionali e internazionali per indicare il valore delle merci inclusi i costi di trasporto e di assicurazione dal luogo di produzione o di commercializzazione fino alla frontiera nazionale del venditore.
I beni mobili, ossia tutti i prodotti concreti e tangibili oggetto di transazione commerciale. L’energia elettrica, pur non essendo un bene mobile, è considerata merce ai fini statistici. Nelle statistiche del commercio con l’estero sono incluse tutte le merci che formano oggetto di scambi internazionali, ad eccezione di quelle che, perla loro particolare natura ovvero a seguito di accordi intervenuti in sede internazionale, vengono escluse dalla rilevazione.
Modo di trasporto (delle merci)
La modalità di trasporto utilizzata per l’introduzione o l’uscita delle merci dal territorio comunitario per gli scambi con i paesi non appartenenti all’Unione europea; dallo Stato membro di spedizione o di acquisto per gli scambi comunitari. Tali modalità includono: trasporto marittimo, ferroviario, stradale, aereo, spedizioni postali, installazioni fisse (funivie, gasdotti eccetera), trasporto per vie d’acqua e propulsione propria (quest’ultima relativa alle merci oggetto di una transazione,quali navi o aerei, nel caso in cui raggiungano con mezzi propri il paese di destinazione).
Paese di destinazione (delle merci)
L’ultimo paese conosciuto, al momento dell’esportazione, verso il quale le merci risultano spedite.
Paese di origine (delle merci)
Il paese nel quale le merci sono interamente ottenute. Nel caso di merci alla cui produzione abbiano contribuito due o più paesi, queste sono considerate originarie del paese in cui è avvenuta l’ultima lavorazione o trasformazione sostanziale che ha originato il prodotto nuovo o una fase importante della lavorazione. Anche il paese membro può essere paese di origine per le merci prodotte, spedite all’estero e successivamente reintrodotte nel territorio statistico delle stesso paese.
Paese di provenienza (delle merci)
Il paese dal quale le merci risultano essere state spedite.
Il trattato dell’Unione europea definisce le tre fasi principali del processo di realizzazione della Uem nell’Unione europea. La prima fase, iniziata nel luglio 1990 e conclusasi il 31 dicembre 1993, è stata caratterizzata principalmente dall’eliminazione di tutte le barriere al libero movimento dei capitali in seno alla Ue.La seconda fase, iniziata il 1° gennaio 1994, è stata caratterizzata dalla costituzione dell’Ime, dal divieto di finanziamento monetario e di accesso privilegiato alle istituzioni finanziarie per il settore pubblico e dall’obbligo di evitare disavanzi eccessivi. La terza fase è iniziata il 1° gennaio 1999, conformemente alla decisione di cui all’art. 109j (4) del trattato, con il trasferimento delle competenze monetarie dei paesi partecipanti a tale fase all’eurosistema e l’introduzione dell’euro.
11. CREDITO E MERCATO IMMOBILIARE
La dipendenza bancaria, comunque denominata (succursale, agenzia eccetera), in cui si effettuano operazioni di deposito a risparmio o in conto corrente.
La voce comprende i depositi a risparmio, i certificati di deposito, i buoni fruttiferi, i conti correnti passivi e i pronti contro termine passivi nei confronti di clientela ordinaria residente.
Finanziamenti in euro e valuta a clientela ordinaria residente nelle seguenti forme tecniche: sconto di portafoglio, scoperti di conto corrente, operazioni autoliquidantisi (finanziamenti per anticipi su effetti, altri titoli di credito e documenti accreditati salvo buon fine), finanziamenti per anticipi su operazioni di importazione ed esportazione, mutui, pronti contro termine attivi, anticipazioni attive non regolate in conto corrente, prestiti su pegno, prestiti contro cessione di stipendio, cessioni di credito, impieghi con fondi di terzi in amministrazione, altri investimenti finanziari (negoziazione di accettazioni bancarie, commercial papers, …).
Gli impieghi a breve termine hanno una scadenza fino a 18 mesi; quelli a medio e a lungo termine hanno una scadenza oltre i 18 mesi.
Crediti nei confronti di soggetti in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili.
Società e quasi società non finanziarie
Comprendono tutte le società di capitali, le società cooperative e le società di persone, le società semplici e le imprese individuali con oltre 5 dipendenti. Il settore include, inoltre, le istituzioni e associazioni senza scopo di lucro dotate di personalità giuridica, che producono beni e servizi a favore delle società non finanziarie e quelle che producono beni e servizi destinabili alla vendita che sono oggetto di scambio sul mercato.
Società semplici e imprese individuali che occupano fino a 5 dipendenti e operano nel settore non finanziario, nonché le unità produttrici di servizi ausiliari dell’intermediazione finanziaria senza addetti dipendenti.
Transazioni di unità immobiliari
Compravendite dei diritti di proprietà di unità immobiliari. Il loro calcolo tiene conto della quota di proprietà oggetto di transazione; ciò significa che se di una unità immobiliare è compravenduta una frazione di quota di proprietà, ad esempio il 50%, essa non è contata come una transazione, bensì come 0,5 transazioni.
Indice IMI
L’indice di Intensità del Mercato Immobiliare è calcolato come rapporto tra il numero di transazioni di unità immobiliari e lo stock di unità immobiliari esistenti.
12. INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
Una zona definita su terra o acqua in uno Stato membro soggetta alle disposizioni del trattato, destinata a essere utilizzata totalmente o parzialmente per l’arrivo, la partenza e il movimento in superficie di aeromobili e aperta a servizi aerei commerciali.
Veicolo stradale destinato esclusivamente o principalmente al trasporto di cose e delle persone addette all’uso o al trasporto delle cose stesse.
Il veicolo stradale provvisto di un motore che costituisce il suo solo mezzo di propulsione, utilizzato normalmente per il trasporto di persone o merci o per la trazione di veicoli stradali.
Il veicolo stradale a due o tre ruote, dotato di motore di cilindrata inferiore a 50 centimetri cubi e velocità massima consentita stabilita dalla normativa nazionale.
Unità giuridico-economica che produce beni e servizi destinabili alla vendita e che, in base alle leggi vigenti o a proprie norme statutarie, ha facoltà di distribuire i profitti realizzati ai soggetti proprietari, siano essi privati o pubblici. Tra le imprese sono comprese: le imprese individuali, le società di persone, le società di capitali, le società cooperative, le aziende speciali di comuni o province o regioni. Sono considerate imprese anche i lavoratori autonomi e i liberi professionisti.
Indice di dotazione di infrastrutture
Indice che calcola l’offerta territoriale di una determinata infrastruttura, in termini di presenza, caratteristiche quanti-qualitative e grado di utilizzo, da parte della popolazione, di una determinata infrastruttura su territorio. Tale indice è calcolato in percentuale del valore medio nazionale di dotazione di detta infrastruttura.
Indice sintetico di vivibilità urbana
Indice sintetico derivante dall’aggregazione di 26 indici tematici, basati su una sessantina di indicatori primari. L’insieme degli indicatori selezionati copre tutte le principali componenti ambientali presenti in una provincia: aria, acque, rifiuti, trasporti e mobilità, spazio e verde urbano, energia, politiche ambientali pubbliche e private. Sono considerati tanto i fattori di pressione quanto la qualità delle componenti ambientali e la capacità di risposta e di gestione ambientale.
La più grande rete attualmente operativa che si estende fisicamente a livello mondiale e utilizza il protocollo Tcp/Ip per connettere migliaia di reti e milioni di computer.
Merce (trasporto merci su strada)
Per merce s’intende qualsiasi bene venga trasportato sulla strada pubblica da autoveicoli idonei a effettuare il trasporto merci.
Il veicolo a motore a tre ruote destinato al trasporto di cose.
Veicolo stradale a due ruote, con o senza side-car, incluse le motociclette, oppure l’autoveicolo stradale a tre ruote, di tara inferiore ai 400 chilogrammi. Sono inclusi tutti i veicoli di cilindrata uguale o superiore a 50 centimetri cubi, nonché quelli con cilindrata inferiore a 50 centimetri cubi che non rientrano nella definizione di ciclomotore.
L’autoveicolo destinato, esclusivamente o prevalentemente, al traino di veicoli stradali non provvisti di motore (prevalentemente semirimorchi).
Il veicolo stradale destinato a essere trainato da un autoveicolo stradale.
Veicolo costruito in modo tale che parte di esso si sovrapponga all’unità motrice e che una parte notevole della sua massa o del suo carico sia sopportata da detta motrice.
Standard emissivo degli autoveicoli
Quantità di particolato atmosferico immessa da un autoveicolo circolante, misurato tramite il grado di opacità dei fumi di scarico, il cui valore corrisponde alla percentuale di intensità luminosa assorbita.
La via di comunicazione con sede diversa dai binari e dai corridoi destinati al traffico aereo pubblico, essenzialmente destinata alla circolazione di autoveicoli stradali a guida libera.
Tonnellata-chilometro (Tonn-km)
Unità di misura nel trasporto di merci che indica il trasporto di una tonnellata di merce per un chilometro di strada.
L’unità di misura corrispondente allo spostamento di un viaggiatore per un chilometro.
13. RICERCA , SVILUPPO E INNOVAZIONE
Bilancia dei pagamenti tecnologica
La Bilancia dei Pagamenti della Tecnologia (BPT) è un sottoinsieme della Bilancia dei Pagamenti che riassume diverse voci dal conto corrente (servizi) e dal conto capitale (cessazioni/acquisizione brevetti, invenzioni ecc.) e registra i flussi di incassi e pagamenti riguardanti le transazioni di tecnologia non incorporata in beni fisici (disembodied technology), nella forma di diritti di proprietà industriale e intellettuale, come brevetti, licenze, marchi di fabbrica, know-how e assistenza tecnica. I flussi registrati nella BPT rappresentano un indicatore dell’input di tecnologia (i pagamenti) e dell’output (gli incassi).
Brevetti registrati presso l’EPO
Il brevetto è un contratto tra il richiedente e lo Stato nel quale il richiedente si impegna a mettere l’invenzione a disposizione del pubblico dopo un congruo periodo di tempo mentre lo Stato gli concede un diritto di esclusiva per lo sfruttamento dell’invenzione. Il brevetto registrato presso l’Ufficio Brevetti Europeo (EPO), prevede il superamento di un attento esame sostanziale, concede un brevetto “europeo” che però ad oggi non ha validità sovranazionale e deve essere nuovamente convalidato nei diversi paesi europei nei quali si desidera proteggere l’invenzione.
Ricerca e sviluppo sperimentale (R&S)
Il complesso di lavori creativi intrapresi in modo sistematico sia per accrescere l’insieme delle conoscenze (compresa la conoscenza dell’uomo, della cultura e della società), sia per utilizzare dette conoscenze per nuove applicazioni.
I raggruppamenti di unità istituzionali (società, imprese individuali, famiglie, amministrazioni pubbliche eccetera) che manifestano autonomia e capacità di decisione in campo economico-finanziario e che, fatta eccezione per le famiglie, tengono scritture contabili regolari. (Sistema europeo dei conti, Sec95)
La spesa per attività di ricerca scientifica e sviluppo sperimentale (R&S) svolta da istituzioni pubbliche, istituzioni private non profit, imprese e università con proprio personale e con proprie attrezzature.
Unità equivalente tempo pieno (con riferimento all’attività di R&S)
Quantifica il tempo medio annuale effettivamente dedicato all’attività di ricerca. Così se un addetto a tempo pieno in attività di ricerca ha lavorato per soli sei mesi nell’anno di riferimento, dovrà essere conteggiato come 0,5 unità di “equivalente tempo pieno”. Similmente, se un addetto a tempo pieno ha dedicato per l’intero anno solo metà del suo tempo di lavoro ad attività di ricerca dovrà essere ugualmente conteggiato come 0,5 unità di “equivalente tempo pieno”. Di conseguenza, un addetto impiegato in attività di ricerca al 30 per cento del tempo lavorativo contrattuale più un addetto impiegato al 70 per cento corrispondono a una unità in termini di “equivalente tempo pieno”.
14. SPESA PUBBLICA
Entrate pubbliche correnti
Entrate per incasso di tributi propri, redditi da capitale percepiti, contributi sociali percepiti, vendita di beni e servizi, trasferimenti in conto corrente da altre amministrazioni, famiglie o imprese.
Entrate pubbliche in conto capitale
Entrate per alienazioni di beni patrimoniali, trasferimenti in conto capitale da altre amministrazioni, famiglie o imprese, riscossione di crediti.
La definizione di Settore Pubblico Allargato (SPA) è costituito, in aggiunta alla PA, da un Settore Extra PA (con enti sia a livello centrale che locale) che:
produce servizi di pubblica utilità;
prevede un controllo (diretto o indiretto) nella gestione e/o un intervento nel finanziamento degli organismi in questione da parte degli Enti pubblici.
Il Settore Extra PA a livello centrale, costituito dalle Imprese Pubbliche Nazionali, include quindi tutte le imprese partecipate dallo Stato che, già attualmente o in prospettiva, presentano flussi finanziari significativi, con particolare riferimento alle spese in conto capitale.
Il Settore Extra PA a livello locale, costituito dalle Imprese Pubbliche Locali, è invece un comparto, ad oggi di oltre 3500 unità, formato da enti rilevati capillarmente sul territorio dai Nuclei Regionali CPT e non considerati in modo organico da alcuna altra fonte statistica
Spesa totale erogata dall’ente di riferimento e computata per cassa
Spesa per acquisto o manutenzione di beni immobiliari, mobili, trasferimenti in conto capitale a famiglie, imprese, enti pubblici, partecipazioni azionarie o societarie, concessione di crediti da parte dell’ente di riferimento
Spesa per acquisto di beni mobili che l’ente ritiene di utilizzare nel proprio processo per una durata superiore all’anno ed acquisto o manutenzione di immobili da parte dell’amministrazione di riferimento
Tributi che, a norma dell’art. 119 della Costituzione, sono istituiti dalle Regioni con propria legge.
Tributi devoluti
Tributi rispetto ai quali l’ente di riferimento riceve una parte o l’interezza del gettito, ma che non sono da questo normati, se non per aspetti secondari.
15. SANITA’ E SALUTE
La sindrome da immunodeficienza acquisita, identificata nel 1979 e definita dall’insorgenza di gravi infezioni opportunistiche sostenute da agenti infettivi normalmente controllati dall’immunità cellulare. Il contagio sembra avvenire esclusivamente mediante i liquidi biologici e gli individui maggiormente a rischio sono gli omosessuali, i tossicodipendenti, i politrasfusi.
Ospedali di rilievo nazionale e di alta specializzazione. Sono individuati come tali,oltre ai policlinici universitari, gli ospedali che rispondono alle seguenti caratteristiche:
L’azienda ospedaliera è dotata di personalità giuridica pubblica, di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica. Essa ha gli stessi organi previsti per l’azienda sanitaria locale nonché il direttore amministrativo, il direttore sanitario e il consiglio dei sanitari. La gestione delle aziende ospedaliere è informata al principio dell’autonomia economico-finanziaria e dei preventivi e consuntivi per centri di costo, basati sulle prestazioni effettuate.
L’unità territoriale preposta all’erogazione dei servizi sanitari ai cittadini. Ogni Asl copre una parte del territorio nazionale, in molti casi coincidente con la provincia.
Ricovero ospedaliero in regime di degenza diurna. Tale particolare forma di erogazione dell’assistenza ospedaliera viene effettuata in divisioni, sezioni o servizi ospedalieri per fini diagnostici e/o curativi e/o riabilitativi e risponde a tutte le seguenti caratteristiche funzionali:
si tratta di ricovero o ciclo di ricoveri programmato/i;
è limitato a una sola parte della giornata e non ricopre quindi l’intero arco delle 24ore dal momento del ricovero;
fornisce prestazioni multi professionali e/o multi specialistiche, che necessitano di un tempo di esecuzione che si discosta in modo netto da quello necessario per una normale prestazione ambulatoriale.
Struttura residenziale attrezzata per l’accoglienza e l’assistenza a tempo pieno di pazienti per fini diagnostici e/o curativi e/o riabilitativi. È dotata di personale medico specializzato, di apparecchiature di diagnosi e cura ed eventualmente di servizi di supporto all’assistenza ospedaliera, quali: dipartimento di emergenza,centro di rianimazione, pronto soccorso, centro trasfusionale, centro dialisi, sale operatorie, camere iperbariche, incubatrici, ambulanze, unità mobili di rianimazione. Si definisce anche come l’entità ospedaliera costituita dall’insieme di tutte le divisioni, sezioni e servizi, autonoma o dipendente da una struttura pubblica(ad esempio Asl) o privata. Ogni istituto è individuato da un codice ai sensi del d.m. del 6 settembre 1988 del Ministero della sanità. Con l’espressione istituto di cura si indica una delle seguenti tipologie specifiche:
ospedale a gestione diretta, costituito in azienda ai sensi dell’art. 4, comma 1 del d.l. n. 502/92;
ospedale a gestione diretta, presidio della Asl;
policlinico universitario (art. 39 legge n. 833/78);
istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (art. 42 legge n. 833/78);
ospedale classificato o assimilato ai sensi dell’art. 1, ultimo comma, legge n. 32/68(art. 41 legge n. 833/78);
casa di cura (provvisoriamente accreditata o non);
istituto psichiatrico residuale (art. 64 legge n. 833/78);
istituto sanitario privato qualificato presidio Asl (art. 43, comma 2, legge n. 833/78e d.p.c.m. del 20 ottobre 1988);
ente di ricerca.
La persona che ha completato gli studi in medicina a livello universitario.
Comprende i morti nel primo anno di vita, ovvero i nati vivi deceduti anteriormente al compimento del primo compleanno, compresi quelli morti prima della registrazione della nascita.
Posto letto (ospedaliero)
Il letto nell’ambito di una struttura ospedaliera, dotata di personale medico e attrezzata per l’accoglienza e l’assistenza a tempo pieno di un insieme di degenti. Il posto letto è situato in una corsia o area dell’ospedale in cui l’assistenza medica ai degenti è garantita e continua. Il numero di posti letto fornisce una misura della capacità ricettiva dell’istituto di cura.
Presidio residenziale socio assistenziale
Istituzione pubblica o privata che offre servizi residenziali di tipo prevalentemente assistenziale. I destinatari dell’assistenza possono essere: minori bisognosi di tutela e assistenza, persone adulte con disabilità fisica, psichica o sensoriale, stranieri o cittadini italiani momentaneamente sprovvisti dei mezzi di sussistenza e in situazioni contingenti di difficoltà, anziani autosufficienti o non autosufficienti.
Unità operativa medica funzionante come primo presidio sanitario per i casi improvvisi e urgenti.
È sinonimo di istituto di cura.
L’ammissione in ospedale con pernottamento (il paziente vi trascorre almeno una notte).
L’ammissione in un istituto di cura.
La speranza di vita esprime il numero medio di anni che restano, in media, da vivere ai neonati.
Tassi di accertamento diagnostico
Persone che nelle quattro settimane precedenti l’intervista hanno effettuato almeno un accertamento diagnostico per 1000 persone.
Tasso di ambulatori e laboratori
Ambulatori e laboratori per 100.000 abitanti.
Tasso di consumo di farmaci
Persone che hanno consumato farmaci nei due giorni precedenti l’intervista per 100 persone
Tasso di disabilità
Persone di 6 anni e oltre disabili per 100 persone di 6 anni e oltre. È definita disabile la persona che, escludendo le condizioni riferite a limitazioni temporanee, dichiara il massimo grado di difficoltà in almeno una delle funzioni rilevate con ciascuna domanda dell’indagine, pur tenendo conto dell’eventuale ausilio di apparecchi sanitari (protesi, bastoni, occhiali, ecc.).
Tasso di mortalità per causa
Decessi per causa (c) per 10.000 abitanti di età (X) e genere (g). Metodo di calcolo:
gDecpX/gPopX*10.000
Tasso di utilizzo dei posti letto ospedalieri
Il tasso di utilizzo dei posti letto è il rapporto tra le giornate di degenza effettive e le giornate di degenza potenziali moltiplicato per 100. Le giornate di degenza potenziali sono calcolate moltiplicando il numero di posti letto per i giorni dell’anno in cui il reparto è stato attivo (365 o 366 se tutto l’anno). Esso esprime in percentuale l’effettiva occupazione dei posti letto rispetto alla dotazione disponibile.
Le terapie non convenzionali sono un insieme di metodiche e tecniche complementari o alternative alla medicina convenzionale in uso in una certa società o cultura, in un preciso periodo storico; sono usate per prevenire e curare le malattie e promuovere il benessere.
16. FAMIGLIE E SOCIETA’
Famiglia e nucleo familiare
Insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione,tutela o da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso comune. Una famiglia può essere costituita anche da una sola persona. L’assente temporaneo non cessa di appartenere alla propria famiglia sia che si trovi presso altro alloggio (o convivenza) dello stesso comune, sia che si trovi in un altro comune italiano o all’estero. La definizione di famiglia adottata per il censimento è quella contenuta nel regolamento anagrafico.
17. GIUSTIZIA E SICUREZZA
L’autorità preposta all’amministrazione della giustizia penale, civile e amministrativa.
L’attività promossa dal pubblico ministero quando non sussistono i presupposti per la richiesta di archiviazione della notizia di reato. (Codice di procedura penale)
L’organo giudiziario che ha sede in Roma ed è il supremo organo consultivo sopra le proposte di legge e sugli affari di ogni natura, per i quali sia interrogato dai ministri. Inoltre spetta al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale di decidere sui ricorsi per incompetenza, per eccesso di potere o per violazione di legge, contro atti o provvedimenti di un’autorità amministrativa o di un corpo amministrativo deliberante,che abbiano per oggetto: l’interesse di individui o di enti giuridici, quando i ricorsi medesimi non siano di competenza dell’autorità giudiziaria, né si tratti di materia spettante alla giurisdizione o alle attribuzioni contenziose di corpi o collegi speciali.
Ha sede in ogni capoluogo di distretto; è organo collegiale e si articola in sezioni civili e penali. Ha competenza, in materia civile e penale, a giudicare delle impugnazioni avverso le sentenze appellabili del tribunale. Costituisce organo di appello per le sentenze in materia di lavoro emesse dal tribunale in primo grado, a seguito della riforma del giudice unico. Ha inoltre competenza diretta in alcune materie, quali riconoscimento di sentenze straniere, riabilitazioni eccetera. In ogni corte di appello è costituita una sezione speciale per i minorenni, che giudica sull’appello delle decisioni dei tribunali dei minorenni sia in sede civile che penale. Un’altra sezione speciale funziona da corte di assise di appello e giudica sugli appelli avverso le sentenze della corte di assise.
È un organo giudiziario collegiale, ha sede in Roma ed è unica per tutto lo Stato italiano. È articolata su sei sezioni, tre competenti in materia civile e tre in materia penale. Giudica, in generale, sui ricorsi avverso sentenze pronunciate in grado di appello ovvero sentenze inappellabili emesse in primo grado. La Corte di cassazione,come organo supremo della giustizia, assicura l’esatta osservanza e la uniforme interpretazione della legge, l’unità del diritto oggettivo, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni e regola i conflitti di competenza e di giurisdizione. Presso la Corte di cassazione è costituita una procura generale.
Il reato per il quale è prevista la pena principale della reclusione e della multa e una serie di pene accessorie (ad esempio interdizione dai pubblici uffici). (Codice di procedura penale)
La procedura giudiziaria mediante la quale il patrimonio di un imprenditore insolvente viene sottratto alla sua disponibilità e destinato alla soddisfazione paritaria dei creditori, nella misura massima concretamente possibile. (R.d. n. 267del 16 marzo 1942)
Imputati (o Denunciati per i quali è iniziata l’azione penale)
Coloro nei confronti dei quali il pubblico ministero avvia l’azione penale formulando formale imputazione e richiesta di rinvio a giudizio.
Il reato o complesso di reati attribuiti a carico della persona indagata al momento dell’inizio dell’azione penale. (Codice di procedura penale)
L’incidente verificatosi nelle vie o piazze aperte alla circolazione nel quale risultano coinvolti veicoli fermi o in movimento e dal quale siano derivate lesioni a persone.
Furti e rapine meno gravi per 1.000 abitanti. Comprende, secondo le nuove definizioni del sistema informativo del Ministero dell’Interno: furto con strappo, furto con destrezza, furti in uffici pubblici, in esercizi commerciali, in appartamenti, su auto in sosta, di opere d’arte e materiale archeologico, di merci su automezzi pesanti, di autoveicoli, ciclomotori e motocicli, rapine in abitazioni.
Crimini violenti per 10.000 abitanti. La definizione di delitto “violento” comprende secondo le nuove definizioni del sistema informativo del Ministero dell’interno: i delitti per strage, gli omicidi volontari consumati, gli infanticidi, gli omicidi preterintenzionali, i tentati omicidi, le lesioni dolose, le violenze sessuali, i sequestri di persona, gli attentati, le rapine.
Tutti i casi di infortunio avvenuti per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero un’inabilità temporanea assoluta che importi astensione dal lavoro per più di tre giorni. Per causa violenta s’intende un fattore esterno, improvviso e imprevisto, che in modo rapido e intenso provoca un effetto lesivo.
Procedimento civile cautelare
Il procedimento che tende a ottenere dal giudice una misura che possa assicurare il mantenimento di uno stato di fatto o di diritto in attesa dell’accertamento del diritto. (Codice di procedura civile)
Procedimento civile di cognizione
Il procedimento inteso all’accertamento del rapporto giuridico controverso. Si distingue in tre fasi: l’introduzione della causa (con la domanda proposta con la citazione), l’istruzione e la decisione. (Codice di procedura civile)
Procedimento civile di esecuzione
Il procedimento che tende alla realizzazione forzata dell’interesse di cui è già certa la tutela ed è dominato dallo scopo di attuare, nel minor tempo e nella massima misura possibile, le pretese la cui conformità all’interesse pubblico è già garantita dal titolo esecutivo (giudiziale come le sentenze di condanna o stragiudiziali come le cambiali). (Codice di procedura civile)
L’insieme di fasi e di atti volti ad accertare e affermare la responsabilità penale in ordine a un determinato comportamento che l’ordinamento giuridico configura come reato. (Codice di procedura penale)
L’atto formale con il quale viene constatato il rifiuto dell’accettazione della cambiale-tratta da parte del trattario o il mancato pagamento della cambiale o dell’assegno. (Codice di procedura civile)
Il delitto o contravvenzione previsto dal codice penale e dalle leggi speciali in materia penale. (Codice di procedura penale)
L’istanza presentata a un’autorità giudiziaria amministrativa da chi ha un interesse diretto e attuale a ottenere l’annullamento, la revoca o la riforma di un atto amministrativo.
È un organo articolato, di regola, in sezioni civili e penali. Prima dell’introduzione della riforma del giudice unico, in materia civile, il tribunale aveva competenza, in primo grado, per le cause inerenti imposte e tasse (salvo quelle rientranti nella giurisdizione delle commissioni tributarie), stato e capacità delle persone (salvo quelle rientranti nella competenza del tribunale per minorenni), diritti onorifici,querela di falso, alcuni casi di contenzioso elettorale e amministrativo, separazioni personali dei coniugi e scioglimenti dei matrimoni, cause di valore indeterminabile. In campo penale il tribunale è competente in primo grado per le cause non di competenza del tribunale per i minorenni e della corte di assise. Il tribunale opera in composizione prevalentemente monocratica, salvo in presenza di alcuni reati,tassativamente previsti dalla legge, per i quali è prevista la composizione collegiale. Una sezione speciale dei tribunali costituisce la corte di assise, organo collegiale cui è attribuita una speciale competenza per i delitti più gravi (strage, attentato,omicidio, spionaggio eccetera). Con il d.lgs. n. 51 del 19 febbraio 1998 (norme in materia di istituzione del giudice unico di primo grado) che ha previsto la soppressione della pretura, il tribunale è diventato ufficio giudiziario unico di primo grado a partire dal 2 giugno 1999. In secondo grado è organo d’appello avverso le sentenze pronunciate dal giudice di pace.