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Timestamp: 2017-11-19 12:03:03+00:00
Document Index: 29330094

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art.116', 'art.116', 'art.116', 'art.214', 'art. 23']

PROPRIETARIOVEICOLO
Codice della strada – responsabilità del proprietario del veicolo con cui è stata commessa l’infrazione – prova liberatoria – limiti
Nell’ipotesi di infrazioni al codice della strada, la responsabilità del proprietario del veicolo con cui è stata commessa l’infrazione va presunta, a maggior ragione se il medesimo ometta al momento della contestazione di rappresentare ai verbalizzanti la sussistenza di elementi concreti da cui desumere una volontà contraria alla circolazione del mezzo.
La sentenza, in materia di responsabilità del proprietario del veicolo per le infrazioni commesse da terzi, enuncia il deciso principio che la prova liberatoria in materia è particolarmente rigorosa.
In particolare, l’assenza e la buona fede del proprietario non sono da sole sufficienti ad escluderne la responsabilità, occorrendo invece la prova concreta, da dare in giudizio e manifestare immediatamente al momento stesso della contestazione, di una condotta abusiva e fraudolenta del conducente.
Solo nell’ipotesi in cui emergano e vengano provate tali circostanze, incompatibili con la disponibilità della chiave dell’autovettura da parte del terzo, il proprietario può andare immune da responsabilità.
In caso contrario, ne va ritenuto il consenso tacito, con conseguente responsabilità solidale.
(Giudice di Pace di Partanna n. 52/2002)
Il Giudice di Pace di Partanna, avv. Francesco CANNIA, ha emesso la seguente
Nella procedimento civile n° 5/2002 R.G.A.C. promossa
L. R. residente a Partanna Baraccopoli S.Lucia, elettivamente domiciliata a Gibellina Via Elmi n.5, presso lo studio degli avv.ti Maria Bianco e Giuseppe Ferro, che la rappresentano e difendono per procura a margine del ricorso.
PREFETTO di Trapani in persona del Prefetto pro tempore domiciliato per la carica presso la Prefettura di Trapani.
avente ad oggetto: opposizione ex art. 22 L. 689/81.
Per ricorrente:
- annullare perché illegittimi i verbali n.598879 e n.598880 elevati dai Carabinieri della Stazione di Partanna il 07/01/2002 per violazione dell’art.116/12-13 e relativa applicazione del fermo amministrativo dell’autoveicolo Fiat Uno tg. AY424RP di proprietà della ricorrente
- condannare il Prefetto di Trapani al pagamento delle spese processuali e al dissequestro dell’autoveicolo, previa la sospensione in via preliminare dell’esecuzione dei verbali impugnati;
Per il resistente: rigetto dell’opposizione perché infondata in fatto e in diritto.
Con ricorso depositato il 12/01/2002 presso la cancelleria dell’intestato Giudice, L. R. ha proposto opposizione contro i verbali n.598879 e 598880 elevati alle ore 12,30 del 7/01/2002 dai carabinieri della Stazione di Partanna nei suoi confronti per violazione dell’art.116/12 co. e nei confronti del figlio L. C. per violazione dell’art.116/13 co. e contestuale verbale di fermo amministrativo dell’autoveicolo Fiat Uno tg. AY424RP di sua proprietà.
Deduceva in proposito la ricorrente che, essendo avvenuta la contestazione mentre l’autovettura si trovava ferma, parcheggiata all’interno del proprio giardino, mancava la prova che il figlio, privo di patente di guida, si fosse messo alla guida dell’autoveicolo e che comunque non sussistevano i presupposti per procedere al fermo amministrativo, in quanto, ignorando la stessa il fatto reato commesso dal figlio, risultava evidente che la circolazione della Fiat Uno era avvenuta contro la sua volontà per cui si sarebbe dovuto procedere all’immediata restituzione del mezzo ai sensi dell’art.214 comma 1 bis C.d.S..
Concludeva chiedendo l’annullamento dei verbali impugnati, la restituzione dell’autovettura e la condanna del Prefetto al pagamento delle spese.
In data 18/3/2002 la Prefettura di Trapani faceva pervenire via fax la documentazione di cui all’art. 23 L.689/81, corredata di controdeduzioni degli organi accertatori con le quali si poneva in evidenza:
a) che il veicolo era stato sorpreso in circolazione e non in sosta;
b) che sullo stesso oltre al conducente vi era anche l’altra figlia della ricorrente con il nipotino;
c) che il figlio della ricorrente L. S. era recidivo per fatto analogo;
d) che all’atto della contestazione immediata la ricorrente non rappresentava ai verbalizzanti la sua ignoranza sulla circolazione del veicolo. Concludeva per il rigetto dell’opposizione.
All’udienza del 9/04/2002, precisate le conclusioni, la causa veniva discussa e decisa come da dispositivo a parte, letto in pubblica udienza.
L’opposizione è infondata e deve essere respinta.
Dalla documentazione in atti (v. verbale dei CC. di Partanna, che fa fede fino a querela di falso) risulta che la Fiat Uno tg. AY424RP, all’atto della contestazione immediata, circolava nella via S. Biagio di Partanna, prossima alla Baraccopoli S. Lucia, luogo di abitazione dei trasgressori.
Nessun dubbio può quindi sussistere sulla sussistenza dell’infrazione di guida senza patente, (per non averla conseguita) da parte L. S., persona già nota ai verbalizzanti per avergli contestato analoga infrazione alcuni mesi prima.
Nessun dubbio può parimenti sussistere circa la sussistenza di un tacito consenso della ricorrente all’utilizzo dell’automezzo da parte del figlio L. S. che sapeva anche per le vicissitudini precedenti sprovvisto di patente di guida.
L’autovettura, che la ricorrente usava per recarsi al lavoro, era certamente posteggiata nel suo giardino quando il figlio l’ha usata. Dunque le chiavi della macchina erano nella sua disponibilità e la ricorrente ne era consapevole. Circostanza questa desumibile dal fatto che al rientro della macchina con i due figli e il nipotino ella non ha rimproverato al figlio per l’uso del mezzo contro la sua volontà.
Se tale rimprovero vi fosse stato ella lo avrebbe subito rappresentato ai verbalizzanti all’atto della contestazione anche per evitare il fermo amministrativo della Fiat Uno la cui disponibilità era necessaria per un più agevole espletamento della sua attività lavorativa.
Sotto questo profilo è condivisibile quanto dedotto dall’ufficio opponente, secondo cui la immediata restituibilità del veicolo fermato, non è ricollegabile alla circostanza che la sua circolazione è avvenuta ad insaputa o in assenza del proprietario, ma piuttosto che si sia verificata nonostante (e contrariamente) alla diversa volontà dallo stesso espressamente o tacitamente manifestata.
Nessuna prova contraria su tale circostanza ha fornito la ricorrente, la quale se avesse voluto impedire al figlio l’uso dell’autovettura avrebbe dovuto rendere impossibile o quanto meno difficile l’uso delle chiavi della macchina. Se il figlio avesse forzato l’apertura dello sportello e avesse messo in moto l’autovettura con mezzi fraudolenti, tali circostanze sarebbero state subito rappresentate o provate nel giudizio di opposizione. Il che non è avvenuto! Sussiste quindi, a parere del decidente, l’infrazione di guida senza patente contestata al L. S. e sussiste anche il consenso, quanto meno tacito, della ricorrente all’utilizzo dell’automezzo da parte del figlio, che ella sapeva essere sprovvisto di patente per la guida degli autoveicoli. Conseguentemente rigetta l’opposizione e conferma i verbali impugnati.
Dichiara compensate le spese del giudizio non essendosi la Prefettura di Trapani costituita regolarmente in giudizio anche a mezzo di delegato.
Il Giudice di Pace di Partanna definitivamente pronunziando sulle domande proposte da L. R. con ricorso depositato il 12/01/2002 contro la Prefettura di Trapani, rigetta l’opposizione perché infondata in fatto e in diritto e conferma i verbali n.598879 e 598880 nonché il verbale di fermo amministrativo dell’autoveicolo Fiat Uno tg. AY424RP, redatti il 7/01/2002 dai Carabinieri della Stazione di Partanna.
Dichiara compensate le spese del giudizio.
Così deciso nell’Ufficio del Giudice di Pace di Partanna il 9/04/2002.
IL CANCELLIEREl IL GIUDICE DI PACE
(Avv. Francesco CANNIA
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