Source: http://www.dplmodena.it/LAVOROFLESSIBILE.HTM
Timestamp: 2013-05-22 00:00:48+00:00
Document Index: 162925492

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 34', 'art. 4', 'art 1', 'art. 2222', 'art.62']

DPL Modena - Lavoro Flessibile
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Le tipologie di lavoro flessibile e la loro storia
Il mercato del lavoro nel nostro Paese ha subito, nel corso degli ultimi anni, una forte spinta nella direzione di una maggiore flessibilit� del rapporto di lavoro. Il progresso tecnologico, cos� come i mutamenti nelle condizioni di mercato hanno, senza dubbio, modificato profondamente l�ambiente nel quale le imprese si trovano ad operare, cos� da determinare una crescente necessit� di reagire, con "maggiore flessibilit�", ai cambiamenti sul fronte dell�offerta e della domanda. Al tal fine il Legislatore ha profondamente innovato il quadro regolatorio, legislativo e contrattuale, alle intervenute nuove circostanze superando, cos�, le pregresse rigidit�. Lo ha fatto introducendo, nel nostro ordinamento, tutta una serie di �nuove tipologie contrattuali con il dichiarato obiettivo di �ripulire� il mercato del lavoro dall�improprio utilizzo di alcuni strumenti purtroppo ancora oggi esistenti, in funzione elusiva o frodatoria della legislazione posta a tutela del lavoro subordinato� (cfr. Libro Bianco sul mercato del lavoro).
Qui di seguito � possibile rinvenire una sintetica rassegna delle principali tipologie contrattuali �flessibili� con le relative caratteristiche. pagina aggiornata al 12 maggio 2011 Co.co.co. anche a progetto (Collaborazione coordinata e continuativa)
Lavoro intermittente (c.d. a chiamata)
LOA - Lavoro Occasionale Accessorio Mini Co.co.co. (Collaborazione coordinata e continuativa)
LOA - Lavoro Occasionale Accessorio La Definizione
E' una particolare modalit� di prestazione lavorativa la cui finalit� � quella di regolamentare quelle prestazioni occasionali, definite appunto �accessorie', che non sono riconducibili a contratti di lavoro in quanto svolte in modo saltuario. Il pagamento avviene attraverso 'buoni lavoro'. Sono garantite la copertura previdenziale presso l'INPS e quella assicurativa presso l'INAIL, � riconosciuto ai fini del diritto alla pensione, ma non d� diritto alle prestazioni a sostegno del reddito dell'INPS (disoccupazione, maternit�, malattia, assegni familiari ecc.).
Il ricorso ai buoni lavoro � limitato al rapporto diretto tra prestatore e utilizzatore finale, mentre � escluso che una impresa, sia essa una cooperativa o una agenzia del lavoro, possa reclutare e retribuire lavoratori per svolgere prestazioni a favore di terzi come nel caso dell�appalto o della somministrazione. Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attivit� lavorative di natura occasionale rese nell'ambito:
d) di manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidariet� anche in caso di committente pubblico (L. 33/2009);
e) di qualsiasi settore produttivo, compresi gli enti locali, le scuole e le universit�, il sabato e la domenica e durante i periodi di vacanza da parte di giovani con meno di venticinque anni di et� se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell'anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l'universit�;
f) di attivit� agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati, da casalinghe e da giovani di cui alla lettera e) ovvero delle attivit� agricole svolte a favore dei soggetti di cui all'articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;
g) dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi;
h-bis) di qualsiasi settore produttivo, compresi gli enti locali, da parte di pensionati. h-ter) di attivit� di lavoro svolte nei maneggi e nelle scuderie.
In via sperimentale per l'anno 2011, per prestazioni di lavoro accessorio si intendono anche:
- le attivit� lavorative di natura occasionale rese nell'ambito di qualsiasi settore produttivo da parte di prestatori di lavoro titolari di contratti di lavoro a tempo parziale, con esclusione della possibilit� di utilizzare i buoni lavoro presso il datore di lavoro titolare del contratto a tempo parziale.
- prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, e nel limite massimo di 3.000 euro per anno solare, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito compatibilmente con quanto stabilito dall�articolo 19, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. L�INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio.
Il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte di un committente pubblico e degli enti locali � consentito nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale e ove previsto dal patto di stabilit� interno.
Decreto Legislativo n. 276/2003 - articoli dal 70 al 74
INPS: mes.10500 - mancato utilizzo del voucher telematico
INPS: mes.3598/2011 - lavoro occasionale accessorio - gestione segnalazioni e chiarimenti operativi
INPS: 2010 - dai tabaccai emissione e pagamento dei voucher per lavoro occasionale accessorio
INPS: cir.17/2010 - il lavoro occasionale di tipo accessorio dopo le modifiche della Finanziaria 2010
INAIL: nota 8625/2009 - comunicazione preventiva (c.d. DNA) lavoro occasionale accessorio
INPS: cir.88/2009 - lavoro occasionale di tipo accessorio, il nuovo quadro normativo
INPS: cir.76/2009 - lavoro occasionale di tipo accessorio nell'impresa familiare
INPS: cir.94/2009 - estensione del lavoro occasionale di tipo accessorio in agricoltura
Min.Lavoro: 2006 - la guida informativa sul lavoro occasionale accessorio
Gli Interpelli della Dir. Gen. per l'Attivit� Ispettiva del Ministero del Lavoro
Gli interpelli in materia di lavoro occasionale accessorio
Le prestazioni occasionali e accessorie nell�anno 2011
Tabella riepilogativa delle prestazioni occasionali di tipo accessorio
Scheda di approfondimento del lavoro occasionale di tipo accessorio (Lippolis)
2011 Il lavoro occasionale accessorio dopo gli interpelli del ministero del lavoro (Camera)
Lavoro accessorio: quali limiti all'applicazione? (Anastasio)
Il Lavoro Accessorio negli Enti Locali (Pascale)
Il lavoro che cambia: staff leasing e lavoro accessori (Stern)
Rischio di sommerso per il lavoro accessorio (Parisi)
2009 Vademecum sul lavoro accessorio (Lippolis - Anastasio)
Il lavoro accessorio nella impresa familiare (Anastasio)
I giovani ed il lavoro accessorio (Massi)
Min.Lavoro: la pagina dedicata al lavoro occasionale di tipo accessorio
Clic Lavoro: la pagina dedicata al lavoro occasionale di tipo accessorio
INPS: la pagina dedicata al lavoro occasionale di tipo accessorio
� un contratto, a tempo determinato o indeterminato, mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione del datore di lavoro per svolgere prestazioni di carattere discontinuo o intermittente individuate dalla contrattazione collettiva nazionale o territoriale.
Per l�assunzione a tempo determinato non sar� applicabile la disciplina normativa di tale tipologia contrattuale, pertanto le ragioni che legittimano la stipulazione del contratto a termine saranno espressamente indicate dalla legge e/o dalla contrattazione collettiva
Il ricorso al contratto di lavoro intermittente � ammesso:
- per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente in base a quanto stabilito dai CCNL (in via definitiva);
- per lo svolgimento delle attivit� che richiedono un lavoro discontinuo o di semplice attesa o custodia indicate nella tabella allegata al Regio Decreto 6 dicembre 1923, n. 2657 (art. 1, comma 1 del D.M. del 22/10/2004); - per periodi predeterminati nell'arco della settimana, del mese o dell'anno;
- week-end, il periodo che va dal venerd� pomeriggio, dopo le ore 13.00, fino alle ore 6.00 del luned� mattina;
- vacanze natalizie, il periodo che va dal 1� dicembre al 10 gennaio;
- vacanze pasquali, il periodo che va dalla domenica delle Palme al marted� successivo il Luned� dell�Angelo;
- ferie estive, i giorni compresi dal 1� giugno al 30 settembre.
- per prestazioni rese da da soggetti con meno di 25 anni di et�;
- per prestazioni rese da lavoratori con pi� di 45 anni di et�, anche pensionati.
Il contratto di lavoro intermittente potr� essere stipulato con obbligo di disponibilit� ed in tal caso il lavoratore sar� obbligato a restare a disposizione del datore di lavoro; senza obbligo di disponibilit�, il prestatore non si impegna contrattualmente ad accettare la chiamata del datore di lavoro, e dunque non matura il diritto all�indennit� correlata all�impegno di disponibilit�, bens� solo la retribuzione per il lavoro eventualmente prestato.
E� possibile stipulare pi� contratti di lavoro intermittente con datori di lavoro differenti e porre in essere un contratto intermittente ed altre differenti tipologie contrattuali a patto che siano tra loro compatibili e che non ostacolino i vari impegni negoziali assunti dalle parti. Il contratto di lavoro intermittente non potr� essere stipulato nelle seguenti ipotesi (art. 34 D. LGS 276/2003 e Circ. Inps, 8 Febbraio 2006, n. n. 17):
- per sostituire lavoratori che esercitano il diritto di
- per assunzioni presso unit� produttive nelle quali si sia proceduto, entro i 6 mesi precedenti, a licenziamenti collettivi riguardanti lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro intermittente, salva diversa disposizione degli accordi sindacali; - per assunzioni presso unit� produttive nelle quali sia in corso una sospensione o una riduzione dell'orario, con diritto al trattamento di CIG, rivolta a lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro intermittente;
- da parte di imprese che non abbiano provveduto ad effettuare la valutazione dei rischi (art. 4 D. LGS 626/94).
Decreto Legislativo n. 276/2003 - articoli dal 33 al 40
Il lavoro intermittente nel settore turismo - 3� edizione (Federalberghi)
INPS: mes.24865/2008 - chiarimenti sull'indennit� di disoccupazione per i lavoratori a chiamata
Min.Lavoro:
cir.7/2008 -validit� dei contratti a chiamata e somministrazioni a tempo indeterminato
Min.Lavoro: 2007 -
no alla stabilizzazione con contratto di lavoro intermittente
INPS: circ.17/2006 - nessuna agevolazione per i lavoratori intermittenti
Lavoro: 2005 - retribuzione convenzionale per contribuzione lavoro a chiamata
Min.Lavoro: 2005 - la circolare sul lavoro intermittente
Gli interpelli in materia di lavoro intermittente
Flessibilit� e tutele per il lavoro a chiamata (Lippolis)
Scheda di approfondimento del lavoro intermittente (Lippolis)
Min.Lavoro: la pagina dedicata al lavoro intermittente
E' possibile assumere con contratti a termine lavoratori dipendenti. E' consentita l'apposizione del termine a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili alla ordinaria attivit� del datore di lavoro. Il rapporto di lavoro si estingue, automaticamente, allo scadere del termine fissato inizialmente.
Il datore di lavoro pu� assumere personale con contratto a tempo determinato per sostituire lavoratrici e lavoratori che siano assenti dal lavoro, per congedi maternit� o paternit� e congedi parentali. Tale assunzione a termine potr� avvenire anche con anticipo fino ad un mese rispetto al periodo di inizio del congedo, salvo periodi superiori previsti dalla contrattazione collettiva. Qualora l�azienda abbia meno di 20 dipendenti sar� concesso, al datore di lavoro, uno sgravio contributivo pari al 50%, solo fino al compimento di un anno di et� del figlio della lavoratrice o del lavoratore in congedo o per un anno dall'accoglienza del minore adottato o in affidamento.
Decreto Legislativo n. 368/2001 - aggiornato con la Legge n. 133/2008
Min.Lavoro: cir.13/2008 - chiarimenti sulle novit� del contratto a tempo determinato
INPS: 2005 - assunzioni a tempo determinato per lavoratori in mobilit�
2009 - Le nuove modalit� per il tempo determinato (Camera)
Riflessioni sul "nuovo" contratto a termine (Massi)
Gli interpelli in materia di lavoro a tempo determinato
Il lavoro somministrato, ex lavoro interinale, � un contratto in base al quale l'impresa (utilizzatrice) pu� richiedere manodopera ad agenzie o intermediari specializzati (somministratori), a tempo determinato o indeterminato. Fa eccezione la pubblica amministrazione, che pu� stipulare contratti di somministrazione unicamente a tempo determinato. Il rapporto di somministrazione � un contratto di natura commerciale, concluso tra il somministratore e l'utilizzatore.
Il somministratore � il soggetto regolarmente autorizzato a svolgere l�attivit�, l�utilizzatore � il soggetto che fruisce della prestazione lavorativa ed il lavoratore � colui che, per l�intera durata della somministrazione, adempie alla prestazione nell�interesse dell�utilizzatore e sotto la sua direzione, sottoponendosi alle modalit� di esecuzione da esso stabilite.
La somministrazione di lavoro, pertanto, si realizza mediante la stipulazione di due contratti, distinti ed allo stesso tempo tra loro collegati: il contratto di somministrazione di lavoro, concluso tra somministratore e utilizzatore, ed il contratto di lavoro concluso tra somministratore e lavoratore. L'utilizzatore pu� essere un soggetto privato o una Pubblica Amministrazione, pertanto non � necessaria la qualifica di imprenditore, ma in tale ultimo caso il contratto di somministrazione potr� essere stipulato solo a tempo determinato. Dovr� essere stipulato obbligatoriamente in forma scritta, a pena di nullit�, e dovr� contenere:
a) gli estremi dell'autorizzazione rilasciata dagli organi competenti al somministratore;
c) i casi di ammissione qualora il contratto di somministrazione sia a tempo indeterminato o le ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, nel caso in cui il contratto di somministrazione sia a tempo determinato; d) l�indicazione della presenza di eventuali rischi per l�integrit� e la salute del lavoratore e delle misure di prevenzione adottate;
e) la data in cui ha inizio il contratto di somministrazione e la durata prevista; f) le mansioni alle quali saranno adibiti i lavoratori ed il loro inquadramento; g) il luogo, l�orario e il trattamento economico e normativo delle prestazioni lavorative; h) l�assunzione da parte del somministratore dell�obbligo del pagamento diretto al lavoratore del trattamento economico e del versamento dei contributi previdenziali; i) l�assunzione dell�obbligo dell�utilizzatore di rimborsare al somministratore gli oneri retributivi e previdenziali effettivamente sostenuti in favore dei prestatori di lavoro; j) l�assunzione dell'obbligo dell�utilizzatore di comunicare al somministratore i trattamenti retributivi applicabili ai lavoratori comparabili (intendendo per tali i lavoratori dipendenti direttamente dall�utilizzatore svolgenti le medesime mansioni dei lavoratori assunti con contratto di somministrazione); k) l�assunzione da parte dell'utilizzatore, qualora il somministratore risulti inadempiente, dell'obbligo di pagare direttamente al lavoratore la retribuzione spettante e versare i relativi contributi previdenziali, fatto salvo il diritto di rivalsa verso il somministratore.
Legge n. 196/1997 - Norme in materia di promozione dell'occupazione
Legge 488/99 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2000)
Decreto Ministeriale n. 381 del 03/09/1997
Regolamento recante norme per l�istituzione dell�albo delle societ� esercenti attivit� di fornitura di lavoro temporaneo - Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.257 del 04/11/1997
Decreto Ministeriale n. 382 del 03/09/1997
Regolamento concernente le modalit� di presentazione della domanda di autorizzazione provvisoria all�esercizio di attivit� di fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo -
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.257 del 04/11/1997
Legge 24 dicembre 2007 n. 247 art 1 co. 42, 46
Decreto Legislativo n. 276/2003 - articoli dal 20 al 28
Min.Lavoro: circolare n.141 del 05/11/1997
Istituzione dell�albo delle societ� che esercitano l�attivit� di fornitura di lavoro temporaneo. Autorizzazione provvisoria all�esercizio dell�attivit�. Campo di operativit�.
Min.Lavoro: circolare n.25 del 24/06/2004
Min.Lavoro: circolare n.7 del 22/02/2005
Min.Lavoro: circolare n.7 del 25/03/2008
Min.Lavoro: circolare n.13 del 02/05/2008
INPS: circolare 44/2006 - agenzie di somministrazione e lavoratori svantaggiati
Gli interpelli in materia di lavoro somministrato
Min.Lavoro: la pagina dedicata al lavoro somministrato
Clic Lavoro: la pagina dedicata al lavoro somministrato
come la definizione del co.co.pro. ma con le seguenti limitazioni: - durata complessiva delle prestazioni, nel corso dello stesso anno solare, e con il medesimo committente inferiore a 30 giorni;
- rapporti di durata non superiore a 240 ore svolti con il medesimo committente nell'ambito dei servizi di cura ed assistenza alla persona;
- ammontare di compensi non superiori a 5.000 euro;
- non � necessario n� il progetto o programma di lavoro, n� la forma scritta.
Decreto Legislativo n. 276/2003 - comma 2, articolo 61
La Prassi INPS: circolare n. 36/2010 - tutela del reddito per i co.co.pro.
INPS: circolare n. 74/2009 - indennit� una tantum da corrispondere a favore dei co.co.pro - chiarimenti
INPS: circolare n. 41/2006 - prestazioni a sostegno nelle nuove tipologie contrattuali (DLvo 276
La Tabella Riepilogativa delle caratteristiche dei rapporti di lavoro parasubordinato
Co.co.co. anche a progetto
I rapporti di collaborazione coordinata e continuativa sono, prevalentemente, di natura personale e senza vincolo di subordinazione e devono essere riconducibili ad uno o pi� progetti specifici o programmi di lavoro, o fasi di esso determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con la organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l'esecuzione della attivit� lavorativa.
Le collaborazioni coordinate e continuative sono caratterizzate, in primo luogo, da un progetto, programma di lavoro o fase di esso che costituisce la modalit� organizzativa di tale prestazione lavorativa, ma l�elemento essenziale � dato dall'autonomia del collaboratore nello svolgimento dell�attivit�, dalla coordinazione con il committente e dall'irrilevanza del tempo impiegato per la realizzazione del progetto; si precisa che tra le forme di coordinamento all'organizzazione del committente rientrano anche forme di coordinamento temporale che in ogni caso non pregiudicano l'autonomia del collaboratore a progetto.
Tali caratteristiche consentono di distinguere il contratto di lavoro a progetto, sia dal lavoro subordinato che da quello autonomo (art. 2222 c.c.).
Il progetto, il programma o fase di esso, determinati, diventano parte del contratto di lavoro e devono essere specificati per iscritto ed individuati nel loro contenuto caratterizzante. Il progetto consiste in un'attivit� produttiva ben identificabile, collegata ad un risultato finale al quale il collaboratore partecipa personalmente con la sua prestazione. Potr� essere attinente all'attivit� principale o a quella dell'impresa accessoria, precisando che le valutazioni, le scelte tecniche, organizzative e produttive relative al progetto sono insindacabili.
Il programma di lavoro o una sua fase , invece, consistono in un�attivit� non direttamente connessa ad un risultato finale, bens� ad un risultato solo parziale destinato ad essere integrato da altre fasi di lavorazioni.
Il collaboratore dovr� gestire in maniera autonoma il progetto o il programma stabilendo i tempi di lavoro e le modalit� di esecuzione in quanto il commissionario avr� come unico interesse la realizzazione del risultato convenuto e non la disponibilit� di una prestazione di lavoro eterodiretta, come avviene nel lavoro subordinato.
Le collaborazioni coordinate e continuative a progetto hanno una durata determinata o determinabile, in base alla durata ed alle caratteristiche del progetto, del programma di lavoro o della fase di esso. Il collaboratore a progetto pu� operare all'interno del ciclo produttivo del committente ed a tal fine sar� tenuto a coordinare la propria prestazione con le esigenze dell'organizzazione del committente.
Gli indici sintomatici, previsti dal Ministero del Lavoro - con Circolare n. 4 del 29 gennaio 2008 - per la verifica della genuinit�, o meno, del contratto di collaborazione, sono i seguenti:
- la specificit�: la prestazione svolta non pu� totalmente coincidere con l'attivit� principale o accessoria dell'impresa come risultante dall'oggetto sociale e non pu� ad essa sovrapporsi ma dovr� essere soltanto ad essa funzionalmente correlata, Ne deriva che il progetto non pu� limitarsi a descrivere il mero svolgimento della normale attivit� produttiva n� pu� consistere nella semplice elencazione del contenuto tipico delle mansioni affidate al collaboratore;
- le modalit� di inserimento del collaboratore nel contesto aziendale del committente. L'inserimento organico non pu� infatti, di per s� solo, essere ritenuto elemento decisivo per la natura subordinata del rapporto di lavoro, in quanto connaturato a qualunque prestazione lavorativa. Bisogna infatti valutare la tipologia e le modalit� in cui si esplica l'inserimento nell'organizzazione aziendale individuate espressamente nell'accordo contrattuale (art.62 del D.Lgs. n. 276/2003);
- il contenuto della prestazione, atteso che una prestazione elementare, ripetitiva e predeterminata � assai difficilmente compatibile con una attivit� di carattere progettuale, suscettibile di una valutazione in termini di risultato tipica della collaborazione coordinata e continuativa nella modalit� a progetto. Il personale ispettivo dovr� accertare le concrete modalit� operative con le quali le prestazioni vengono rese e che il collaboratore non sia utilizzato per una molteplicit� di generiche attivit� estranee al progetto, programma di lavoro o fase di esso dedotto in contratto e che la sua prestazione, pertanto, non si risolva in una mera messa a disposizione di energie lavorative in favore del committente.
- il collegamento funzionale con la struttura organizzativa del committente: il collaboratore deve possedere una autonomia di scelta sulle modalit� esecutive di svolgimento della prestazione. - il compenso: non deve essere esclusivamente legato al tempo della prestazione, ma riferito altres� al risultato enucleato nel progetto, programma di lavoro o fase di esso. - la clausola di esclusiva: deve sussistere l�ipotesi di "monocommittenza" che di per s� � assolutamente compatibile anche con il lavoro a progetto, ma la cui sottoscrizione da parte del collaboratore impone al personale ispettivo una pi� attenta verifica di tutti gli altri indici evidenziati.
Decreto Legislativo n. 276/2003 - articoli dal 61 al 69
La Prassi Min.Lavoro: conversione del p.s. per studio in p.s. per lavoro autonomo in caso di co.co.pro.
INPS: circolare n. 36/2010 - tutela del reddito per i co.co.pro.
INPS: circolare n. 111/2008 - co.co.co. nella modalit� a progetto e attivit� dei call center
Min.Lavoro: attivit� di collaborazione svolte all�interno dei call-center
Min.Lavoro: benefici previsti in caso di stabilizzazione delle co.co.co. a progetto
Funzione Pubblica: circolare n. 2/08 - disposizioni in materia di collaborazioni esterne nella P.A.
Funzione Pubblica: parere n. 5/08 - co.co.co. fuori blocco nella P.A.
Min. Lavoro: circolare n. 4/08 - indicazioni per interpretare la genuinit� del contratto a progetto
Min. Lavoro: la tutela della maternit� per le lavoratrici a progetto
INPS: circolare n. 78/07 - stabilizzazione dei rapporti co.co.co., anche a progetto
INPS: circolare n. 76/07 - indennit� giornaliera di malattia ai lavoratori a progetto
Min. Lavoro: attivit� di vigilanza per i co.co.pro. nei call center
INPS: circolare n. 41/2006 - le prestazioni a sostegno nelle nuove tipologie contrattuali (D.L.vo 276/03)
INPS: direttive per l'iscrizione dei collaboratori a progetto
Min. Lavoro: circolare n. 17/2006 sui co.co.pro. nei Call center
Min. Lavoro: circolare n. 1/2004 sui contratti a progetto
Min. Lavoro: attivit� di informazione e controllo sui call center
Funzione Pubblica: i co.co.co. nella Pubblica Amministrazione
Gli interpelli in materia di collaborazioni coordinate e continuative a progetto
Consulta: durata delle co.co.co. iniziate prima del D.L.vo n. 276/2003
Tribunale di Benevento: nullit� del co.co.pro. per genericit� del progetto
Tribunale di Milano: contratto a progetto e conversione del rapporto
Tribunale di Milano: mancata individuazione del contratto a progetto
Tribunale di Milano: contratto a progetto e presunzione assoluta di rapporto subordinato
Tribunale di Milano: non riconoscimento del progetto non adeguatamente circostanziato
Tribunale di Genova: illegittimit� del recesso a voce nel contratto a progetto
Tribunale di Milano: contratto a progetto fittizio
Consiglio di Stato: gli elementi del contratto a progetto
Tribunale di di Torino: specificit� necessaria nei contratti a progetto
Tribunale di Modena: contratto a progetto e richiesta di lavoro subordinato
Tribunale di Ravenna: prova della subordinazione a carico del lavoratore
Tribunale di Milano: prova della subordinazione a carico del lavoratore
Tribunale di Torino: identificazione del contratto a progetto
La Corte di Cassazione in materia di co.co.pro.
2008 - Progetti fasulli? difficile sfuggire (Lippolis)
Scheda di approfondimento delle collaborazioni coordinate e continuative a progetto (Lippolis)
Le principali regole da seguire per l'utilizzo dei co.co.pro. (dr. R. Camera)
La maternit� per le lavoratrici autonome
Contratti a progetto dopo alcuni chiarimenti
Domande frequenti sui contratti a progetto
Part-Time (Tempo parziale)
Il rapporto di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato, � a tempo parziale quando l�orario di lavoro, fissato dal contratto individuale, � inferiore all�orario normale di lavoro previsto dal CCNL. Clausole elastiche
L�articolo 46 del decreto legislativo n. 276 del 2003 ha introdotto, limitatamente al part-time verticale e misto, la facolt� per le parti del contratto di lavoro di stipulare una clausola elastica relativa cio� alla variazione in aumento della prestazione lavorativa.
Nel contratto di lavoro a tempo parziale deve essere inserita una puntuale regolamentazione della collocazione oraria della prestazione con riferimento al giorno, alla settimana al mese o all�anno.
Testo consolidato D.L.vo n. 61/00 con le modifiche apportate dal D.L.vo n. 276/03
Il Decreto legislativo n. 100 del 26 febbraio 2001
Il Decreto legislativo n. 61 del 25 febbraio 2000
Legge n. 339/03: ordinamento forense - vietato il part-time forense per i dipendenti pubblici
Min. Lavoro: circolare n. 9/2004 - il lavoro a tempo parziale
INPS: circolare n.
55/2006 - indennit� di disoccupazione in caso di lavoro parziale verticale
41/2006 -
effetti sulle prestazioni a sostegno del reddito nelle nuove forme di lavoro
29/2006 -
versamenti volontari per tutti i rapporti a tempo parziale
18/2005 -
D.L.vo n. 276/03 e successive modificazioni
INPS: proroga per la domanda di contribuzione volontaria ad integrazione periodi di part-time
Min. Lavoro: circolare n. 40/2005 - patologie oncologiche, periodi di comporto e part-time
INPS: messaggio n. 5143/2005 -
contribuzione sul part-time
57/2004 -
le regole per gli infortuni dei lavoratori a part-time
INPS: circolare n. 205/2000 -
D. InterM. 12 aprile 2000 - Benefici contributivi per assunzioni a part-time
145/2000 -
Benefici contributivi per assunzioni di personale a part-time - Istruzioni contabili
126/2000 -
assegno familiare per le giornate non lavorate in caso di part-time orizzontale
INPS: circolare n. 123/2000 -
Gli interpelli in materia di lavoro a part-time
La Corte di Cassazione in materia di part-time
Scheda di approfondimento del lavoro a part-time (Lippolis)
Il lavoro a tempo parziale dopo i chiarimenti ministeriali (Massi)
Il rapporto di lavoro a tempo parziale (Massi)