Source: https://www.ostetricheinliguria.eu/ecm/
Timestamp: 2020-04-04 02:37:01+00:00
Document Index: 129851964

Matched Legal Cases: ['art.16', 'art. 16', 'art. 66', 'art. 1', 'art. 66', 'art. 1']

ECM Ostetriche: informazioni su Esoneri, Esenzioni, Tutoraggio ECM - Ostetriche in Liguria
Nuova Normativa: Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sul documento LA FORMAZIONE CONTINUA NEL SETTORE «SALUTE»
Esoneri, Esenzioni, Tutoraggio ECM
Con l’introduzione del metodo ECM si è voluto fare della formazione, che fino ad allora era a discrezione del professionista, uno strumento strategico per il continuo miglioramento delle performances in ambito sanitario orientandole verso l’appropriatezza, l’efficacia alla coerenza con i bisogni di saluti.
In quest’ottica il progetto formativo deve quindi tener conto sia delle esigenze tecnico-scientifiche sia di quelle gestionale-organizzativo.
Appare quindi chiaro che l’evento formativo deve contenere sia i bisogni formativi dei singoli sia quelli legati all’organizzazione nel quale il professionista opera.
Cosa è la E.C.M.
– ll possesso di capacità comunicative e relazionali (l’essere).
A questo scopo , in tutti i Paesi del mondo, sono nati i programmi di Educazione Continua in Medicina (E.C.M.); essa comprende l’insieme organizzato e controllato di tutte quelle attività formative, sia teoriche che pratiche, promosse da chiunque lo desideri (si tratti di una Società Scientifica o di una Società professionale, di una Azienda Ospedaliera, o di una Struttura specificamente dedicata alla Formazione in campo sanitario, ecc.), con lo scopo di mantenere elevata ed adeguata con i tempi la professionalità degli operatori della Sanità.
La Commissione nazionale per la formazione continua ha individuato, ai sensi dell’art.16-ter, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.502 e successive modificazioni, i temi prioritari di E.C.M.
Partecipare ai programmi di E.C.M. è un dovere degli operatori della Sanità, richiamato anche dal Codice Deontologico, ma è anche – naturalmente – un diritto dei cittadini a richiedere professionisti sanitari aggiornati e sensibili.
Nel nostro Paese si sono svolte, fino all’introduzione del metodo ECM eventi formativi finalizzati all’aggiornamento ed al miglioramento della professione sanitaria ma spesso senza tener conto della qualità dell’evento formativo e senza poter “obbligare” all’aggiornamento coloro che per “pigrizia professionale” non partecipavano a corsi di aggiornamento.
La qualità formativa dei vari corsi non era sempre all’altezza delle aspettative. Il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come integrato dal decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 ha voluto istituzionalizzare anche nel nostro Paese la E.C.M. La elaborazione del programma di E.C.M. è stata affidata, ai sensi dell’art. 16-ter del predetto decreto legislativo, ad una Commissione nazionale per la Formazione Continua , che ha il compito, tra l’altro, di “…definire i crediti formativi che devono essere maturati dagli operatori in un determinato arco di tempo…” e di “…definire i requisiti per l’accreditamento dei soggetti pubblici e privati che svolgono attività formative…”.
La Commissione, costituita con decreto del Ministro della salute del 5 luglio 2000, ha ritenuto di elaborare, sulla base di precedenti esperienze europee, extraeuropee e nazionali, un programma di E.C.M.; le cui linee fondamentali del programma sono riportate di seguito:
Il programma nazionale prevede che l’E.C.M. deve essere controllata, verificata e misurabile; inoltre, deve essere incoraggiata, promossa ed organizzata. E’ esonerato dall’obbligo dell’E.C.M. il personale sanitario che frequenta, in Italia o all’estero, corsi di formazione post-base propri della categoria di appartenenza (corso di specializzazione, dottorato di ricerca, master, corso di perfezionamento scientifico e laurea specialistica, previsti e disciplinati dal Decreto del MURST del 3 novembre 1999, n. 509, pubblicato nella G.U. n. 2 del 4 gennaio 2000; corso di formazione specifica in medicina generale, di cui al Decreto Legislativo 17 agosto 1999, n. 368, emanato in attuazione della Direttiva 93/16/CEE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli; formazione complementare es. corsi effettuati ai sensi dell’art. 66 “Idoneità all’esercizio dell’attività di emergenza” di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000 n. 270 Regolamento di esecuzione dell’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale; corsi di formazione e di aggiornamento professionale svolti ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera d) “Piano di interventi contro l’AIDS” di cui alla Legge 5 giugno 1990, n. 135, pubblicata nella G.U. n. 132 dell’8 giugno 1990) per tutto il periodo di formazione (anno di frequenza).
Sono esonerati, altresì, dall’obbligo E.C.M. i soggetti che usufruiscono delle disposizioni in materia di tutela della gravidanza di cui alla legge 30 dicembre 1971, n. 1204, e successive modificazioni, nonché in materia di adempimento del servizio militare di cui alla legge 24 dicembre 1986, n. 958, e successive modificazioni, per tutto il periodo (anno di riferimento) in cui usufruiscono o sono assoggettati alle predette disposizioni.
I Crediti formativi E.C.M. sono una misura dell’impegno e del tempo che ogni operatore della Sanità ha dedicato annualmente all’aggiornamento ed al miglioramento del livello qualitativo della propria professionalità.
Il credito è riconosciuto in funzione sia della qualità dell’attività formativa che del tempo ad essa dedicato in ragione delle specifiche professionalità.
A titolo esemplificativo, per quanto concerne i medici, una giornata di formazione completamente dedicata alla E.C.M. – ai massimi livelli qualitativi riconosciuti dalla Commissione nazionale – corrisponde a circa a 10 crediti formativi E.C.M.
I crediti per il primo quinquennio sono stati fissati in complessivi 120 crediti, con un obbligo progressivo di crediti da 10 per il primo anno fino a 30 per il quinto anno (10-20-30-30-30) con un minimo annuale di almeno il 50% del debito formativo previsto per l’anno e con un massimo annuale del doppio del credito formativo previsto per l’anno. Il numero dei crediti da conseguire ogni anno e nel quinquennio è uguale per tutte le categorie. Uno stesso evento formativo, diretto a più categorie, può avere attribuito un numero di crediti differente per ciascuna categoria interessata.
– 2002: 10 crediti (con un minimo di cinque ed un massimo di 20);
– 2003: 20 crediti (con un minimo di 10 ed un massimo di 40);
– 2004: 30 crediti (con un minimo di 15 ed un massimo di 60);
– 2005: 30 crediti (con un minimo di 15 ed un massimo di 60);
– 2006: 30 crediti (con un minimo di 15 ed un massimo di 60).
– 50 crediti/anno (minimo 30 e massimo 70 per anno) per un totale di 150 nel triennio 2008-2010.
In particolare, dei 150 crediti formativi del triennio 2008-2010, almeno 90 dovranno essere “nuovi” crediti, mentre fino a 60 potranno derivare dal riconoscimento di crediti formativi acquisiti negli anni della sperimentazione a partire dall’anno 2004 fino all’anno 2007, indipendentemente dal numero totale di crediti acquisiti.
Quindi, chi avesse acquisito meno di 60 crediti negli anni 2004-2007 potrà ridurre il suo debito formativo solo della quota di crediti acquisiti e documentati (da 1 a 60). (19 novembre 2007)
Il valore numerico dei Crediti formativi E.C.M. non deve essere visto come elemento di “giudizio” sul valore scientifico globale della manifestazione; esso indicherà invece esclusivamente la rilevanza professionale (o la non rilevanza) di quella particolare manifestazione ai soli ed esclusivi fini del programma nazionale di E.C.M., anche alla luce degli obiettivi formativi d’interesse nazionale.
I Crediti formativi E.C.M. sono espressi in numeri interi: ogni attività formativa programmata, ossia ogni evento formativo, si vedrà assegnato un numero di Crediti formativi E.C.M. calcolato sulla base di una serie di indicatori appositamente definiti.
L’accreditamento di un evento formativo, con la relativa attribuzione dei crediti, fa rientrare lo stesso nel programma nazionale di E.C.M.. A questo scopo, vengono valutati il programma e gli altri dati forniti dall’organizzatore, assegnando il punteggio attraverso una serie di parametri di giudizio, o indicatori di qualità, quali la rilevanza delle attività didattico-formative, l’importanza degli argomenti, la autorevolezza professionale dei docenti, l’esistenza o meno di sistemi di valutazione delle attività da parte dei partecipanti, la qualità della organizzazione, la sua durata.
La Commissione nazionale, per questa valutazione, si avvale della collaborazione di esperti suddivisi per specifiche aree professionali. Gli esperti sono scelti tra operatori della Sanità che hanno accettato di collaborare in via riservata; ad essi sono trasmesse, via internet, le informazioni (fornite dagli organizzatori) relative agli eventi formativi per i quali è richiesta l’attribuzione dei crediti.
Se il punteggio complessivo attribuito dagli esperti e dalla Commissione all’evento formativo avrà superato il valore minimo, allora l’evento, previo pagamento del contributo dovuto , sarà accreditato ai fini della E.C.M..
L’accreditamento consiste nella assegnazione all’evento di un certo numero di Crediti formativi E.C.M., che sono formalmente riconosciuti ai partecipanti all’evento. E’ compito degli organizzatori segnalare ai partecipanti il valore dei Crediti formativi E.C.M. assegnati dalla Commissione Nazionale e rilasciare agli stessi un attestato apposito.
L’attestato deve essere conservato dall’interessato per essere presentato, ai fini della registrazione dei crediti, sia all’Ordine, Collegio o Associazione professionale sia presso l’Azienda presso il quale il professionista lavora.
Attività formative residenziali
E’ la modalità di formazione più tradizionale e diffusa: per partecipare a queste attività l’utente deve recarsi nella sede in cui esse vengono svolte. Esse consistono in:
– congresso/simposio/conferenza/seminario;
– tavola rotonda;
– conferenze clinico-patologiche volte alla presentazione e discussione epicritica interdisciplinare di specifici casi clinici;
– consensus meeting interaziendali finalizzati alla revisione delle casistiche per la standardizzazione di protocolli e procedure operative ed alla pianificazione e svolgimento di attività legate a progetti di ricerca finalizzata;
– corsi di formazione e/o applicazione in materia di costruzione, disseminazione ed implementazione di percorsi diagnostico-terapeutici;
– corso di aggiornamento tecnologico e strumentale;
– corso pratico finalizzato allo sviluppo continuo professionale;
– progetto formativo aziendale;
– corso pratico per lo sviluppo di esperienze organizzativo-gestionali;
– frequenza clinica con assistenza di tutore e programma formativo presso una struttura assistenziale;
Si tratta di programmi per i quali l’utente non deve spostarsi sul luogo di lavoro o dal domicilio, da svolgersi sia in gruppo che individualmente, usando materiale cartaceo o informatico. Per questi programmi di formazione a distanza è previsto un sistema di valutazione con un livello minimo di apprendimento;in altri termini, l’utente deve superare un “test” che comprovi il raggiungimento di un certo livello di apprendimento.
Le attività formative a distanza inizieranno ad essere accreditate nel secondo semestre del 2002.
E’ da intendersi attività formativa a distanza anche la formazione residenziale integrata con sistemi di videoconferenza.
Gli obiettivi formativi di interesse nazionale stabiliti dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le Province autonome sono i seguenti:
a) qualità assistenziale, relazionale e gestionale nei servizi sanitari
b) etica e deontologia degli interventi assistenziali e socio assistenziali con riferimento all’umanizzazione delle cure, alla tutela del segreto professionale ed alla privacy
c) sistemi di valutazione,verifica e miglioramento degli interventi preventivi diagnostici, clinici e terapeutici e di misurazione dell’efficacia, compresi i sistemi di valutazione, verifica e miglioramento dell’efficienza ed appropriatezza delle prestazioni nei livelli di assistenza
d) formazione interdisciplinare finalizzata allo sviluppo dell’integrazione di attività assistenziali e socio-assistenziali
e) promozione della qualità della vita e della qualità e sicurezza dell’ambiente di vita e di lavoro
g) miglioramento dell’interazione tra salute ed ambiente e tra salute ed alimentazione
j) apprendimento e miglioramento dell’inglese scientifico
l) gestione del rischio biologico, chimico e fisico anche con riferimento alla legge 626
m) implementazione dell’introduzione della medicina basata sulle prove di efficacia nella pratica assistenziale
o) formazione multiprofessionale per la cooperazione alla definizione del progetto riabilitativo applicato alle diverse aree della disabilità
c) formazione in campo socio-assistenziale e per l’implementazione dell’assistenza domiciliare integrata
f) formazione finalizzata all’utilizzo ed all’implementazione delle linee guida e dei percorsi diagnostico-terapeutici
g) promozione della cultura della donazione e formazione interdisciplinare in materia di trapianti d’organo
h) clinica e diagnostica delle malattie infettive emergenti e riemergenti: patologie d’importazione
k) innovazione tecnologica : valutazione, miglioramento dei processi di gestione delle tecnologie biomediche e dei dispositivi medici
m) sviluppo delle attività e degli interventi di sanità pubblica veterinaria, con particolare riferimento all’igiene degli allevamenti e delle produzioni animali, alla sanità animale ed all’igiene degli alimenti di origine animale
s) innovazione tecnologica ed implementazione delle abilità e manualità nella pratica della medicina generale e della pediatria di libera scelta
u) aggiornamento professionale nell’esercizio dell’attività’ psicologica e psicoterapeutica
v) aggiornamento delle procedure ed attività professionali per le professioni sanitarie non mediche
w) percorsi assistenziali: integrazione tra ospedalizzazione, assistenza specialistica, assistenza domiciliare integrata
y) ottimizzazione dell’impiego delle terapie termali nell’ambito delle prestazioni nel SSN
z) valutazione dei fondamenti scientifici e dell’efficacia delle medicine alternative o non convenzionali
zz) prevenzione, diagnosi e terapia delle malattie odontostomatologiche e maxillo facciali
Operatori della Sanità Domande & risposte
Che valore hanno i crediti formativi conseguiti all’estero?
Gli eventi formativi che si svolgono all’estero devono essere preventivamente accreditati dalla Commissione E.C.M. a cura della corrispondente società scientifica, associazione professionale, ordine o collegio professionale italiani.
E’ possibile acquisire crediti ECM partecipando in qualità di docente o relatore ad un evento o ad un progetto formativo aziendale accreditato?
I docenti/relatori hanno diritto, previa richiesta all’organizzatore, a 2 crediti formativi per ogni ora effettiva di docenza in eventi o progetti formativi aziendali accreditati ECM, entro il limite del 50% di crediti formativi da acquisire nel corso dell’anno solare (per il 2002 massimo 5 crediti riferiti ad attività di docenza).
Sono ammesse assenze durante la partecipazione
ad un evento o ad un progetto formativo aziendale?
Come si deve comportare chi usufruisce dell’esenzione da E.C.M.?
il personale sanitario che frequenta, in Italia o all’estero, corsi di formazione post-base propri della categoria di appartenenza (corso di specializzazione, dottorato di ricerca, master, corso di perfezionamento scientifico e laurea specialistica, previsti e disciplinati dal Decreto del MURST del 3 novembre 1999, n. 509, pubblicato nella G.U. n. 2 del 4 gennaio 2000; corso di formazione specifica in medicina generale, di cui al Decreto Legislativo 17 agosto 1999, n. 368, emanato in attuazione della Direttiva 93/16/CEE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli; formazione complementare es. corsi effettuati ai sensi dell’art. 66 “Idoneità all’esercizio dell’attività di emergenza” di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000 n. 270 Regolamento di esecuzione dell’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale; corsi di formazione e di aggiornamento professionale svolti ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera d) “Piano di interventi contro l’AIDS” di cui alla Legge 5 giugno 1990, n. 135, pubblicata nella G.U. n. 132 dell’8 giugno 1990 per tutto il periodo di formazione (anno di frequenza);
i soggetti che usufruiscono delle disposizioni in materia di adempimento del servizio militare di cui alla legge 24 dicembre 1986, n. 958, e successive modificazioni; si precisa che occorre conservare la documentazione comprovante la facoltà della fruizione dell’esonero, data l’impossibilità di frequentare i corsi.
L’esonero dall’obbligo di acquisire i crediti è valido per tutto il periodo (anno di riferimento) in cui i soggetti interessati usufruiscono o sono assoggettati alle predette disposizioni. Occorre specificare che:
nel caso in cui il periodo di assenza dal lavoro ricadesse a cavallo di due anni, l’anno di validità per l’esenzione dai crediti sarà quello in cui il periodo di assenza risulta maggiore. Ad esempio: se l’astensione obbligatoria cade nel periodo da settembre 2003 a gennaio 2004, l’esenzione dall’obbligo di acquisire i crediti sarà valida esclusivamente per l’anno 2003, ossia per l’anno 2003 non si devono acquisire i crediti.
Cosa fare con l’attestato di partecipazione
all’evento formativo o al PFA?
L’attestato, dopo il preliminare controllo dei dati ivi riportati quali l’organizzatore, l’evento e la professione, deve essere scrupolosamente conservato dall’interessato ai fini della successiva verifica dell’aggiornamento effettuato, da parte delle Istituzioni (Regioni, Aziende Ospedaliere, Ordini e Collegi) che saranno successivamente rese note sul sito a cura della Segreteria della Commissione.
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