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Timestamp: 2019-05-21 22:37:48+00:00
Document Index: 17722767

Matched Legal Cases: ['art. 2901', 'art. 2901', 'art. 2901', 'art. 1219', 'sentenza ', 'sentenza ']

Ai sensi dell'art. 2901, comma 3, c.c. non è soggetto a revoca l'adempimento di un debito scaduto. L'esenzione trova la sua ragione nella natura di atto dovuto della prestazione del debitore - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 20 aprile 2018, n. 9816.
Ai sensi dell’art. 2901, comma 3, c.c. non è soggetto a revoca l’adempimento di un debito scaduto. L’esenzione trova la sua ragione nella natura di atto dovuto della prestazione del debitore, una volta che si siano verificati gli effetti della mora ex art. 1219 c.c., e deve essere estesa alla alienazione di un bene eseguita per reperire la liquidità necessaria all’adempimento di un proprio debito, purché essa rappresenti il solo mezzo per lo scopo, poiché in tale ipotesi la vendita si pone in un rapporto di strumentalità necessaria con un atto dovuto, che vale ad escludere il carattere di atto di disposizione pregiudizievole per i creditori richiesto per la revoca. La prova dell’unicità del mezzo deve essere fornita dal debitore/venditore, tenendo conto dei principi generali che regolano il riparto degli oneri probatori, fra i quali deve essere ricompreso anche il c.d. “principio di non contestazione” declinato, in suo favore, nel senso di non ritenerlo onerato della prova di fatti a lui favorevoli già allegati dalla controparte.
Ordinanza 20 aprile 2018, n. 9816
1. con il primo motivo, deducendo violazione e falsa applicazione, ex articolo 360 c.p.c., nn. 3 e 5, del principio di non contestazione, ricondotto all’articolo 111 Cost., articoli 115, 116 e 167 c.p.c., e articolo 2697 c.c., i ricorrenti lamentano, sotto il primo profilo, che la Corte d’appello aveva erroneamente applicato le norme sopra indicate ponendo a loro carico un improprio onere probatorio, visto che le stesse allegazioni della Cassa contenute nell’atto introduttivo del giudizio di primo grado – in cui era stata denunciata la sua condizione di impossidenza e l’unicita’ del bene oggetto di disposizione – dovevano indurre a ritenere provata, senza necessita’ di ulteriori dimostrazioni la circostanza, non solo incontestata ma perfino ammessa, che era impossibile saldare il debito precedente senza vendere la quota della casa di cui era contitolare. Si dolgono, inoltre, in relazione al secondo profilo di censura (articolo 360 c.p.c., n. 5), del fatto che la Corte non aveva esaminato la documentazione da loro prodotta dalla quale risultava sia che gli altri immobili di proprieta’ erano stati sottoposti a procedimenti esecutivi, sia che il credito dell’Istituto (OMISSIS) (al quale, anche, era conseguito un pignoramento immobiliare) era antecedente alla fideiussione prestata, sia che la somma ad esso corrispondente era stata pagata nella medesima data della stipula del contratto di vendita sub iudice.
La sentenza impugnata deve pertanto essere cassata con rinvio alla Corte d’Appello di Torino in diversa composizione per un nuove esame della controversia, alla luce dei seguenti principi di diritto: “Ai sensi dell’articolo 2901 c.c., comma 3, non e’ soggetto a revoca l’adempimento di un debito scaduto. L’esenzione trova la sua ragione nella natura di atto dovuto della prestazione del debitore, una volta che si siano verificati gli effetti della mora ex articolo 1219 c.c., e deve essere estesa alla alienazione di un bene eseguita per reperire la liquidita’ necessaria all’adempimento di un proprio debito, purche’ essa rappresenti il solo mezzo per lo scopo, poiche’ in tale ipotesi la vendita si pone in un rapporto di strumentalita’ necessaria con un atto dovuto, che vale ad escludere il carattere di atto di disposizione pregiudizievole per i creditori richiesto per la revoca.
La Corte provvedera’ anche in ordine alle spese del giudizio di legittimita’.
cassa la sentenza impugnata e rinvia per il nuovo esame della controversia alla Corte d’Appello di Torino in diversa composizione che provvedera’ anche in ordine alle spese del giudizio di legittimita’.