Source: https://www.osservatoriosullefonti.it/archivi/archivio-rubriche/archivio-rubriche-2012/252-giurisprudenza-costituzionale
Timestamp: 2020-07-07 16:16:57+00:00
Document Index: 65649692

Matched Legal Cases: ['art. 75', 'art. 75', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 77', 'art. 76']

Nuove dimensioni del welfare (a partire dalla giurisprudenza costituzionale) e sfida formativa per la professione sociale (3/2012)
Pubblichiamo un'osservazione del Dott. Leonardo Bianchi sul tema della formazione professionale dell'Assistente sociale, nel contesto dell'evoluzione del welfare state moderno e della giurisprudenza costituzionale in materia di assistenza sociale.
Divieto di ripristino della normativa abrogata da referendum ex art. 75 cost. (3/2012)
Sentenza n. 199/2012 – Giudizio di legittimità costituzionale in via principale
La Corte ribadisce il divieto di ripristino della normativa abrogata dalla volontà popolare espressa mediante referendum desumibile dall'art. 75 Cost. Coerentemente con la propria giurisprudenza secondo cui costituisce ripristino della normativa abrogata - e deve pertanto essere dichiarata illegittima in quanto si pone in palese contrasto con l'intento perseguito mediante referendum abrogativo - la normativa che introduce una nuova disciplina della materia «senza modificare né i principi ispiratori della complessiva disciplina normativa preesistente né i contenuti normativi essenziali dei singoli precetti» (sent. n. 68/1978, richiamata e citata espressamente), essa dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 4 del d.l. n. 138 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, mediante il quale, a distanza di meno di un mese dalla alla pubblicazione del decreto dichiarativo dell'avvenuta abrogazione dell'art. 23-bis del d.l. n. 112 del 2008 - disposizione volta a restringere, rispetto al livello minimo stabilito dalle regole concorrenziali comunitarie, le ipotesi di affidamento diretto e, in particolare, di gestione in house dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, consentite solo in casi eccezionali ed al ricorrere di specifiche condizioni - il Governo aveva dettato una nuova disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, "che non solo è contraddistinta dalla medesima ratio di quella abrogata, in quanto opera una drastica riduzione delle ipotesi di affidamenti in house, al di là di quanto prescritto dalla normativa comunitaria, ma è anche letteralmente riproduttiva, in buona parte, di svariate disposizioni" della stessa.
Libertà dell'impugnativa regionale e tardività del ricorso (3/2012)
Sent. n. 164/2012 - Giudizio di legittimità costituzionale in via principale.
Deposito: 27/06/2012. Pubblicazione in G.U. 04/07/2012.
In questa decisione la Corte, nel respingere un’eccezione dell’Avvocatura dello Stato, specifica il regime di impugnabilità, da parte della Regione, del Decreto legge: controbattendo all’asserzione della difesa dello Stato, secondo la quale i ricorsi proposti «avverso le norme del decreto-legge non modificate in sede di conversione e quindi, in ipotesi, immediatamente lesive» sarebbero tardivi, la Corte asserisce che l’efficacia immediata, propria del decreto-legge, e il conseguente carattere lesivo che esso può assumere, lo rendono impugnabile in via immediata da parte delle Regioni; anche se è pur vero che soltanto con la legge di conversione il detto provvedimento legislativo acquisisce stabilità (art. 77, terzo comma, Cost.) la Regione può, a sua scelta, impugnare tanto il solo decreto legge, quanto la sola legge di conversione, quanto entrambi (ex plurimis: sentenze n. 298 del 2009, n. 443 del 2007, n. 417 del 2005, n. 25 del 1996).
Stretto scrutinio per la valutazione dell'eccesso di delega in materia di riordino o riassetto di settori normativi (3/2012)
Sent. n. 162/2012 - Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale
Deposito: 27/06/2012 . Pubblicazione in G.U. 04/07/2012.
In questa decisione, la Corte torna a ribadire quanto più volte affermato a proposito della «pregiudizialità logico-giuridica» delle censure riferite all'art. 76 Cost., «giacché esse investono il corretto esercizio della funzione legislativa e, quindi, la loro eventuale fondatezza eliderebbe in radice ogni questione in ordine al contenuto precettivo della norma in esame» (ex plurimis, sentenze n. 80 del 2012 e n. 293 del 2010). Pertanto, secondo la Corte esse devono essere esaminate per prime e fra queste, la precedenza spetta, seguendo la medesima linea di pregiudizialità logico-giuridica, a quelle relative alla genericità e indeterminatezza della delega, indipendentemente dall'ordine seguito dal giudice rimettente.
La Corte ribadisce il carattere unitario e contestuale dell’esercizio del potere promulgativo (3/2012)
Ordinanza n. 137/2012 – Giudizio di legittimità costituzionale in via principale
Deposito del 31/05/2012 – Pubblicazione in G.U. 06/06/2012
L'ordinanza n. 137 del 2012 è relativa alla legittimità costituzionale degli artt. 14, 15, comma 1 (limitatamente ad una sua parte), 17, comma 1, 19, 20, 22, 25, 26, 35, 36, 38, 40 e 41 della delibera legislativa relativa al disegno di legge n. 732-672-699-700-713 approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 297 del 9 novembre 2011; il relativo ricorso è stato promosso dal Commissario dello Stato per la Regione siciliana, notificato il 17 novembre 2011, depositato in cancelleria il 28 novembre 2011, ed iscritto al n. 164 del registro ricorsi 2011.
Sentenza n. 272/2011 - Giudizio di legittimità costituzionale in via principale