Source: https://koreandogs.org/law-italian/
Timestamp: 2020-04-04 22:54:02+00:00
Document Index: 176924923

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 25', '§ 3', 'art. 14', '§ 1', 'art. 33', 'art. 11', 'art. 49', 'art. 8', '§ 1', 'art. 46', 'art. 7', '§ 1', 'art. 45', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 7', '§ 1', 'art. 45', 'art. 94', 'art. 44', '§ 1', 'art. 97']

Opuscolo di informazioni legali del KARA per la fine del consumo della carne di cane - Stop the Dog and Cat Consumption in S. Korea!
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KARA’s Legal Information Booklet for the ending of dog meat consumption in Italian
Un riepilogo delle principali disparità tra l’attuale legge sull’allevamento dei cani per il commercio della loro carne, la vendita e la macellazione per il consumo umano, e le attuali pratiche messe in atto in Corea del Sud (pubblicato dai KARA)
Questa è la versione narrativa dell’opuscolo di informazioni legali per la fine del consumo di carne di cane del KARA (Korea Animal Rights Advocates). Clicca QUI per maggiori informazioni sull’opuscolo di informazioni legali del KARA per la fine del consumo di carne di cane.
Atto illegale: la lavorazione non autorizzata dei rifiuti alimentari somministrati ai cani allevati per il commercio della loro carne
Leggi pertinenti: art. 15-2 e art. 25, § 3 della LEGGE SUDCOREANA SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI.
Violazioni: i fornitori e i trasportatori di rifiuti alimentari destinati agli allevamenti di cani violano questa legge.
Pene: artt. 64 e 65 della LEGGE SUDCOREANA SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI. Un massimo di 5 anni di prigione o un’ammenda massima di 50.000.000 won coreani (45.000 dollari americani).
Atto illegale: la somministrazione di rifiuti alimentari ai cani allevati per il commercio della loro carne
Leggi pertinenti art. 14, §§ 1 e 2 della LEGGE SUDCOREANA SULLA GESTIONE DELL’ALIMENTAZIONE DEL BESTIAME E DELLA FAUNA ITTICA.
Violazioni: la raccolta non autorizzata di rifiuti alimentari e relativa somministrazione ai cani allevati per il commercio della loro carne.
Pene: art. 33 della LEGGE SUDCOREANA SULLA GESTIONE DELL’ALIMENTAZIONE DEL BESTIAME E DELLA FAUNA ITTICA. Un massimo di 3 anni di prigione o un’ammenda massima di 30.000.000 won coreani (27.000 dollari americani).
Atto illegale: escrementi e danni ambientali risultanti quali sottoprodotti degli allevamenti illegali di cani.
Leggi pertinenti art. 11 della LEGGE SUDCOREANA SULLA GESTIONE E L’IMPIEGO DEGLI ESCREMENTI DEL BESTIAME.
Violazioni: gli escrementi prodotti negli allevamenti di cani causano danni ambientali nell’area in cui si trova l’allevamento e nelle immediate vicinanze.
Pene: art. 49 della LEGGE SUDCOREANA SULLA GESTIONE E L’IMPIEGO DEGLI ESCREMENTI DEL BESTIAME. Un massimo di 2 anni di prigione o un’ammenda massima di 20.000.000 won coreani (18.000 dollari americani).
Atto illegale: la macellazione dei cani per il consumo umano delle loro carni.
Leggi pertinenti art. 8, § 1, clausola 1 della LEGGE SUDCOREANA SULLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI.
Violazioni: l’uccisione di un cane senza giustificabile motivo – quindi al di là della necessità dovuta ad un trattamento veterinario, o a circostanze di minaccia, pericolo o danno immediati per la vita umana o per la proprietà, è una violazione di questa legge.
Pene: art. 46 della LEGGE SUDCOREANA SULLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI. Un massimo di 1 anno di prigione o un’ammenda massima di 10.000.000 won coreani (9.000 dollari americani).
Atto illegale: la macellazione di cani mediante elettrocuzione
Violazioni: il provocare lesioni o la morte a un animale con i seguenti mezzi: percosse, esposizione a farmaci, esposizione a calore estremo o al fuoco, elettrocuzione o annegamento è condannato ad una pena. Pertanto, l’abituale macellazione dei cani da parte di macellai e allevatori con questi metodi rappresenta una violazione di questa legge. Inoltre, l’elettrocuzione adottata come pratica di macellazione è riconosciuta a livello internazionale come metodo intrinsecamente crudele, ed è quindi proibita in tutto il mondo. [1]
Atto illegale: la macellazione di cani in mattatoi non autorizzati.
Leggi pertinenti art. 7 § 1 della LEGGE SUDCOREANA SUL CONTROLLO SANITARIO DEI PRODOTTI PROVENIENTI DA BESTIAME.
Violazioni: questa legge afferma che i cani sono ufficialmente riconosciuti e classificati come “animali la cui macellazione e distribuzione sotto forma di cibo per il consumo umano è proibita”. Per questo motivo, coloro che gestiscono i macelli per cani operano al di fuori dei parametri della legge e in violazione della stessa.
Pene: art. 45 della LEGGE SUDCOREANA SUL CONTROLLO SANITARIO DEI PRODOTTI PROVENIENTI DA BESTIAME. Un massimo di 10 anni di prigione o un’ammenda massima di 100.000.000 won coreani (90.000 dollari americani). [2]
Atto illegale: la macellazione di cani per il consumo delle loro carni.
Leggi pertinenti art. 10 della LEGGE SUDCOREANA SULLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI
Violazioni: l’intento di questa legge è garantire che gli animali non vengano macellati in maniera cruenta e disgustosa, né provando dolore, paura o stress inutili durante la macellazione. L’unica modalità umana per macellare i cani sarebbe quindi l’eutanasia (iniezione letale). Tutti i metodi di macellazione correntemente praticati da macellai, allevatori e commercianti escludono l’eutanasia, per cui essi violano tutti questa legge.
Pene: attualmente non vi sono disposizioni sanzionatorie per la violazione dell’art. 10. Ciononostante la macellazione con metodi cruenti è contemplata dall’art. 8 della legge sulla protezione degli animali, che afferma che le eventuali violazioni saranno soggette ad un massimo di 1 anno di prigione o ad un’ammenda massima di 10.000.000 won coreani (9.000 dollari americani).
Leggi pertinenti art. 7 § 1 clausola 2 della LEGGE SUDCOREANA SUL CONTROLLO SANITARIO DEI PRODOTTI PROVENIENTI DA BESTIAME
Violazioni: secondo questa legge infatti, la macellazione per il consumo umano è consentita solamente per gli animali ufficialmente definiti e classificati come bestiame ai sensi della legge sudcoreana sul controllo sanitario dei prodotti provenienti da bestiame, e i cani non sono compresi in tale definizione.Pene: art. 45 della LEGGE SUDCOREANA SUL CONTROLLO SANITARIO DEI PRODOTTI PROVENIENTI DA BESTIAME. Un massimo di 10 anni di prigione o un’ammenda massima di 100.000.000 won coreani (90.000 dollari americani).
Atto illegale: esposizione e vendita delle carcasse di cane nei mercati tradizionali all’aperto.
Leggi pertinenti artt. 4 e 5 della LEGGE SUDCOREANA SULL’IGIENE ALIMENTARE.
Violazioni: * vengono inoltre violate le leggi che proibiscono la vendita di cibo nocivo per contaminazione dovuto ad una macellazione insalubre e illegale dell’animale e all’esposizione della relativa carcassa. Ad esempio, le carcasse dei cani sono di norma contaminate da microorganismi che provocano l’insorgenza di malattie e l’avvelenamento da cibo, con conseguente rischio di complicazioni gravi e pericolose.
* La Corea del Sud vanta inoltre leggi severe che proibiscono la vendita della carne di animali malati, in quanto questa non è soggetta a controlli di qualità o a monitoraggi formali delle pratiche di macellazione; nel commercio della carne di cane, è molto probabile che queste leggi vengano violate abitualmente.
Pene: art. 94 della LEGGE SUDCOREANA SULL’IGIENE ALIMENTARE. Un massimo di 10 anni di prigione o un’ammenda massima di 100.000.000 won coreani (90.000 dollari americani).
Atto illegale: la preparazione della zuppa di carne di cane, servita presso i ristoranti che propongono abitualmente specialità di questo tipo, effettuata con carcasse di cani di origine ignota.
Leggi pertinenti art. 44, § 1, clausola 1 (entrata in vigore il 04.08.2016) della LEGGE SUDCOREANA SULL’IGIENE ALIMENTARE.
Violazioni: i prodotti ottenuti da bestiame non ispezionato non devono essere trasportati, conservati, esposti, venduti o utilizzati per la produzione o la lavorazione di alimenti per il consumo umano.
Pene: art. 97 della LEGGE SUDCOREANA SULL’IGIENE ALIMENTARE. Un massimo di 3 anni di prigione o un’ammenda massima di 30.000.000 won coreani (27.000 dollari americani).
[1] Secondo le linee guida per l’eutanasia degli animali dell’American Veterinary Medical Association, che definiscono lo standard accettato a livello internazionale per l’eutanasia umana, solo l’iniezione endovenosa di un apposito farmaco, ad esempio il pento-barbital-disodio (pentobarbital) è ammesso per l’eutanasia dei cani. Altri metodi consentiti, al di là dell’iniezione endovenosa di pento-barbital-disodio, sono l’avvelenamento per monossido o diossido di carbonio, e l’uccisione per arma da fuoco. L’uccisione con monossido e diossido di carbonio e per arma da fuoco non sono comunque di norma consigliati per l’eutanasia. (AVMA Guidelines for the euthanasia of Animals: 2013 Edition, P. 99 Appendix I – Methods of euthanasia and chemicals) https://www.avma.org/KB/Policies/Documents/euthanasia.pdf
[2] Il fatto che i cani non siano considerati bestiame ai sensi della legge sudcoreana sul controllo sanitario dei prodotti provenienti da bestiame non significa che la macellazione dei cani e la distribuzione e la vendita della carne di cane siano esenti da restrizioni legali. Significa semplicemente che le restrizioni legali dovrebbero venire applicate, e che se sussiste una violazione delle normative della legislazione vigente, i trasgressori devono essere puniti. Secondo la legge, la macellazione dei cani non è consentita in quando effettuata in macelli non autorizzati, pertanto deve essere punita con il massimo della pena ai sensi della legge sudcoreana sul controllo sanitario dei prodotti provenienti da bestiame.
Categories: Italian, KARA, Law