Source: http://briguglio.asgi.it/immigrazione-e-asilo/1997/aprile/caritas-migrantes-5.html
Timestamp: 2018-11-21 18:24:36+00:00
Document Index: 184051672

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 11', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 28', 'art. 5', 'art. 2']

d) dare contenuti effettivi ai diritti maturati dai lavoratori stagionali che rispettino gli obblighi previsti dalla legge in relazione al soggiorno.
Il d.d.l. sembra delineare invece un mercato di lavoro eccessivamente rigido e lasciar predominante quel sistema di chiamata nominativa dall'estero (cfr. art. 20, comma 2) che e' - a quanto conferma una lunga e diretta esperienza - alla base dello scarso realismo e dalla scarsa efficacia dell'attuale regolamentazione degli ingressi per motivi di lavoro, e che, di conseguenza, sta alla base anche della spinta all'immigrazione illegale per decine di migliaia di persone ogni anno.
- Stabilire esplicitamente (art. 19) che le liste di prenotazione siano tenute dalle Rappresentanze diplomatiche o consolari e non - ad esempio - dalle autorita' del Paese straniero, per evitare che una gestione non trasparente delle liste e delle graduatorie danneggi ingiustamente persone che aspirino a migrare in Italia. Stabilire anche che le liste siano tenute per tutti i Paesi stranieri - e non solo per quelli con cui sono stati stipulati accordi - disciplinando, ove necessario, le modalita' di raccolta, da parte di un'unica rappresentanza, dei nominativi di cittadini provenienti da piu' Paesi vicini; in caso contrario, gli stranieri provenienti da Paesi privi di accordi, potranno di fatto entrare in Italia solo irregolarmente. Definire infine modalita' transitorie di programmazione dei flussi anche per il periodo che precedera' l'effettiva apertura delle liste di prenotazione.
- Prevedere (art. 20) che per i settori in cui è prevista una rilevante e persistente carenza di manodopera e in corrispondenza alle mansioni che necessitano di un incontro diretto preventivo tra lavoratore e datore di lavoro l'ingresso degli iscritti nelle liste di prenotazione sia autorizzato, nel rispetto di una graduatoria fondata sull'anzianita' di iscrizione e nel limite fissato dalla programmazione, sulla base della semplice richiesta di visto. In mancanza di una tale previsione, cui dovrebbe corrispondere, in analogia con quanto disposto dall'articolo 21 in relazione alla prestazione di garanzia, il rilascio di un permesso di soggiorno della durata di due anni, risulta di fatto preclusa la possibilita' di migrazione per lavori, quali la collaborazione domestica o l'assistenza domiciliare, per tutti coloro che non possano contare su uno sponsor o su una chiamata, non avendo contatti con soggetti regolarmente presenti in Italia.
- Mantenere (art. 20) la possibilità di presentare richiesta nominativa di assunzione per lavoratori stranieri in eccesso rispetto alle quote annuali, al fine di non irrigidire irragionevolmente la disciplina del mercato di lavoro. Tuttavia, per impedire che tali eventuali ulteriori ingressi per lavoro possano vanificare il sistema degli ingressi di lavoratori inclusi nelle quote, prevedere che, per tali casi, sia riprestinata la verifica preventiva dellindisponibilità di altri lavoratori itaiani o stranieri già iscirtti nelle liste di collocamento aventi le qualifiche richieste.
L'obiettivo di una efficace prevenzione e repressione dell'immigrazione illegale non puo' prescindere dalla definizione, in base alle linee fin qui esposte, di adeguate modalita' di immigrazione legale. La ricerca di misure repressive piu' efficaci puo' quindi essere coronata da successo solo nell'ipotesi che tali percorsi di immigrazione legale risultino previsti e garantiti dalla normativa. Una simile ricerca, che puo' e deve condurre all'individuazione di severe misure contro le organizzazioni criminali ed i datori di lavoro senza scrupoli che sfruttano il fenomeno dell'immigrazione clandestina, non puo' pero', in nessun caso, far derogare alla tutela dei diritti fondamentali in fase di respingimento o di espulsione di quanti non risultino in regola con le norme sull'ingresso o sul soggiorno o siano comunque da allontanare dal territorio dello Stato. Deve essere poi sostanzialmente esclusa la possibilita' di applicazione discrezionale delle norme da parte della pubblica amministrazione. Infine, anche allo scopo di non rendere inutilmente oneroso il compito di una efficiente esecuzione dei provvedimenti in questione, e' necessario evitare che essi siano adottati nei casi in cui risultino palesemente incongrui con la violazione commessa, alla luce delle condizioni di inserimento del cittadino straniero. Sembrano indispensabili, pertanto, le seguenti modifiche.
- Disporre che di norma il reingresso antecedente alla scadenza dei termini del divieto di rientro successivo all'espulsione (art. 11) sia autorizzato dal Ministro dell'interno, su richiesta dello straniero espulso, nei casi in cui e' necessario tutelare il diritto all'unita' familiare dell'interessato.
- Estendere il principio di non refoulement (art. 17) al caso di stranieri in pericolo per motivi che giustificherebbero il loro accoglimento per protezione temporanea, a norma dell'articolo 18, ed estendere la condizione di non espellibilita' alla categoria degli stranieri nati e vissuti continuativamente in Italia, ogni qual volta questo sia richiesto dalle loro condizioni di radicamento sociale. Chiarire inoltre che, per evidenti ragioni di carattere umanitario e per il rispetto delle convenzioni internazionali, devono essere considerati non espellibili anche gli stranieri rifugiati o accolti per ragioni umanitarie o richiedenti asilo, nonche' gli stranieri che necessitino di cure urgenti o comunque essenziali. Prevedere infine che allo straniero privo di permesso di soggiorno che non possa essere espulso in virtu' del principio di non refoulement o della sua appartenenza a categoria protetta, sia, rispettivamente, consentito di presentare una richiesta di asilo o rilasciato un permesso di soggiorno per i motivi appropriati.
- Determinare il tipo di permesso la cui titolarita', unitamente al soggiorno regolare prolungato, consente il rilascio della carta di soggiorno, eliminando l'attuale ambigua formulazione: "titolare di un permesso di soggiorno per un motivo che consente il rinnovo senza limiti di tempo" (art. 7). Precisare anche che hanno diritto al rilascio della carta di soggiorno i familiari aventi titolo al ricongiungimento familiare e conviventi in Italia con straniero titolare di carta di soggiorno o con cittadino italiano. Escludere inoltre che, ai fini del rilascio, sia rilevante il reddito, gia' verificato, presumibilmente, in sede di rinnovo del permesso per lavoro; irrilevante anche a tali fini, nel caso di straniero titolare di permesso per asilo, evitando) che si configuri una irragionevole discriminazione di censo in relazione all'accesso al diritto di voto amministrativo. Modificare poi la formulazione del comma 1 dell'articolo 7, che sembra rimettere alla discrezionalita' della Pubblica Sicurezza il rilascio della carta anche in presenza dei requisiti. Definire infine lo stato giuridico di chi si vede rifiutata o revocata la carta di soggiorno.
- Prevedere (art. 7) che, nel rispetto della presunzione costituzionale di non colpevolezza fino a condanna definitiva, la revoca della carta di soggiorno - implicando una retrocessione dello straniero alla condizione di titolare di permesso di soggiorno - possa essere disposta soltanto dal giudice quale pena accessoria in caso di condanna definitiva per uno dei reati ostativi al rilascio della carta. Escludere poi, dal novero di tali reati quelli di minore rilevanza sociale o perseguibili a querela di parte; per tali reati, infatti, una eventuale presentazione della querela a soli fini calunniatori risulterebbe incentivata dalla previsione di un effetto di automatico impedimento al rilascio della carta. Escludere, inoltre, che lo straniero in possesso di carta di soggiorno (titolare di diritto di voto amministrativo) possa essere espulso per semplici motivi di prevenzione.
- Precisare, gia' nella parte sui Principi Generali (art. 2), coerentemente con quanto stabilito dal comma 6 dell'articolo 11, che i provvedimenti su ingresso, soggiorno ed espulsione sono impugnabili. Stabilire inoltre (art. 5) che, salvo che sia diversamente disposto dalla presente legge, la presentazione del ricorso contro il rifiuto di rilascio o di rinnovo, ovvero la revoca o l'annullamento del permesso di soggiorno e della carta di soggiorno ha effetto sospensivo sul provvedimento. Prevedere infine che, in mancanza di altro permesso di soggiorno, lo straniero riceva un permesso temporaneo, rinnovabile fino alla definizione del ricorso e utilizzabile, quando il ricorso riguardi il rifiuto di rilascio o di rinnovo o la revoca di un permesso di soggiorno, per tutte le attivita' consentite dal permesso rifiutato, non rinnovato o revocato.
- Definire per legge requisiti per il rinnovo dei permessi per lavoro che facciano riferimento alla capacita' dello straniero di dimostrare la disponibiltà di un reddito annuo derivante da fonti lecite pari allimporto dellassegno sociale e rispettino lo spirito dell'articolo 8 della Convenzione n. 143 della Organizzazione Internazionale del Lavoro, che vieta di far degradare in condizioni di irregolarita' il lavoratore straniero per la perdita del posto di lavoro.
- Chiarire (art. 28) che, per la conversione del permesso per motivi familiari in caso di scioglimento del vincolo matrimoniale o di compimento della maggiore eta', si prescinde dal possesso dei requisiti corrispondenti al nuovo permesso.
- Escludere la distinzione tra permesso per lavoro subordinato a tempo indeterminato e permesso per lavoro a tempo determinato non stagionale, prevedendo un'unica durata di due anni del permesso rilasciato per la prima volta, e precisare la durata del permesso per lavoro autonomo (art. 5).
- Rendere esplicita l'abolizione della condizione di reciprocita' con l'abrogazione delle disposizioni contenute nell'articolo 16 delle Preleggi (art. 2), con lesplicita previsione che il titolare di carta di soggiorno possa comunque svolgere tutte le altre attività, anche se eventualmente soggette, da parte di altre norme legislative, alle condizioni di reciprocità.
6) Diritto di asilo
Una precedente bozza del disegno di legge dedicava al diritto di asilo un intero capitolo, che nella stesura finale è stato stralciato con la dichiarata intenzione di farne oggetto di un distinto disegno di legge. E' da ritenersi, comunque, che la discussione sullimmigrazione non possa essere affrontata in modo adeguato senza tenere contestualmente presente il problema dellasilo. In ogni caso, occorre sottolineare, coerentemente con quanto indicato lo scorso anno nelle "Linee guida", che deve essere data piena attuazione al dettato costituzionale, sia per quanto riguarda i richiedenti asilo e i rifugiati ai sensi della Convenzione di Ginevra 1951 - quanti cioe' sono personalmente perseguitati -, sia per quanto riguarda lasilo umanitario e la protezione temporanea di coloro che fuggano da situazioni di violenza generalizzata o da calamita' naturali. Vanno infine previste misure straordinarie in caso di esodi di massa.