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Timestamp: 2020-02-24 01:08:59+00:00
Document Index: 29166617

Matched Legal Cases: ['art. 92', 'art. 148', 'art. 101', 'art. 147', 'art. 2267', 'art. 147', 'art. 92', 'art. 148']

Fallimento società di fatto - Forum FALLIMENTI - VARIE
Virgilio Sallorenzo
sono stato nominato nel 2015 Curatore della Alfa srl; lo stato passivo è stato formato e dichiarato esecutivo. L'attivo è stato in gran parte realizzato e i crediti in prededuzione sorti nel corso della procedura sono stati parzialmente pagati; pendono ancora cause per recupero di crediti commerciali.
A distanza di quasi 5 anni, a seguito del rinvenimento di atti che dimostravano attività gestoria da parte di un soggetto persona fisica X, è stata chiede l'estensione del fallimento di Alfa srl ed il Tribunale, accertata l'esistenza di una società di fatto tra la società Alfa srl e il socio X, ha dichiarato all'inizio del corrente anno un nuovo fallimento (attribuendo un nuovo numero di R.G.) della sdf Beta tra i due soggetti Alfa srl (già fallito) e di X nonché del socio X personalmente.
Mi ritrovo con diverse questioni da porre al fine di procedere ad una corretta gestione dei due fallimenti.
PASSIVO. Il passivo della sdf Beta sarà formato dal passivo della società Alfa srl (già esecutivo) per i crediti riconducibili all'attività sociale (quindi con esclusione di quelli strettamente riconducibili all'attività del solo socio Alfa srl quali ad esempio il credito della Camera di Commercio per il mancato versamento del diritto annuale) e dagli eventuali nuovi crediti di cui sarà richiesta l'ammissione al passivo di Beta sdf una volta accertata la loro effettiva imputabilità nei confronti della stessa sdf.
Le comunicazioni ex art. 92 L.F. saranno rivolte sostanzialmente agli stessi creditori individuati per la Alfa srl ma: a) solo ai creditori già ammessi al passivo del fallimento Alfa srl o anche ai creditori, allora individuati, che non hanno mai presentato domanda di insinuazione? b) Nel caso la comunicazione vada rivolta a tutti i creditori, essendo lo stato passivo della Beta sdf trasposto poi ex art. 148 nello stato passivo del socio Alfa srl, non si fornirebbe ai creditori non intervenuti una seconda possibilità a distanza di 5 anni e quindi ben oltre i termini di cui all'art. 101 L.F.? c) Lo stato passivo della Alfa srl, già esecutivo, può essere modificato nel caso vi siano nuovi creditori ammessi al passivo della Beta sdf? d) Deve essere formato uno stato passivo del socio Alfa srl nel fallimento della Beta sdf oppure, non essendo stato correttamente dichiarato nuovamente il fallimento della Alfa srl, sarà eventualmente da integrare e modificare lo stato passivo del fallimento Alfa srl (del 2015) comportandosi di fatto come le due procedure fossero riunite in una sola?
ATTIVO. L'attivo di Alfa srl è stato quasi integralmente liquidato ed sono stati pagati parzialmente i crediti prededotti.
e) L'attivo realizzato nel fallimento Alfa srl (2015) deve essere attribuito alla massa attiva del fallimento di Alfa srl oppure, derivando essenzialmente dalla vendita di attrezzature e dal recupero di crediti commerciali, deve essere considerato attivo della Beta sdf? e) i creditori prededotti nel fallimento di Alfa srl (2015) non ancora soddisfatti, saranno pagati con l'attivo trasferito a Beta sdf?
CAUSE IN CORSO. Le cause attive in corso nel fallimento di Alfa srl, possono proseguire una volta dichiarato il fallimento di Beta sdf? Cioè l'autorizzazione resa al Curatore di Alfa srl ad agire giudizialmente, deve essere rinnovata per Beta sdf al fine del prosieguo delle azioni già in corso?
Ringrazio per la risposta che vorrete darmi.
Le sue domande sono tipiche di ogni situazione riconducibile al comma quinto dell'art. 147 l. fall., di quando, cioè, dopo la dichiarazione di fallimento di un imprenditore individuale risulti che l'impresa è riferibile ad una società di cui il fallito è socio illimitatamente responsabile. Nel suo caso la situazione è ulteriormente aggravata dal tempo decorso dalla dichiarazione del fallimento della srl Alfa rispetto alla dichiarazione di fallimento della sdf Beta, con soci Alfa srl e il socio persona fisica X.
Per cercare di uscirne fuori, bisogna tenere presente, quale criterio direttivo, che l'estensione di fallimento alla società occulta poggia sul presupposto che il soggetto già dichiarato fallito (facciamo finta, per sola comodità espositiva, che Alfa sia un imprenditore individuale e non una srl, come nel caso) è solo apparentemente un imprenditore individuale, essendo, in realtà, socio di una società di fatto con altri; di conseguenza, l'impresa (e gli atti, negoziali o meno, che ne sono l'esplicazione), apparentemente esercitata in nome proprio dal soggetto Alfa (apparente imprenditore individuale) già dichiarato fallito è, in realtà, riferibile ad obbligazioni che, in quanto assunte dal socio (apparente imprenditore individuale) nell'esercizio della predetta impresa e, quindi, per conto della società, sono, appunto, imputabili a quest'ultima quali debiti della società (artt. 2297 e 2267 c.c.).
Il fatto che Alfa sia una srl non muta questa premessa, una volta che la legge ha ammesso la possibilità della partecipazione di una srl ad una società di fatto quale è quella occulta che viene rinvenuta; una volta dichiarato il fallimento di quest'ultima, si applicano al fallimento di questa le ordinarie regole delle società irregolare in nome collettivo, per cui i soci (Alfa srl e il sig. X, assumono la responsabilità illimitata dei soci per le obbligazioni sociali (art. 2267 c.c.) e, di conseguenza vanno dichiarati falliti per ripercussione in forza del principio posto dal primo comma dell'art. 147. Ovviamente Alfa non viene dichiarata nuovamente fallita non potendosi dichiarare il fallimento di chi è già fallito, ma, tuttavia, a seguito della scoperta della società di fatto, il suo originario fallimento va considerato quale fallimento del socio della sdf Beta.
In questo quadro giuridico deve muoversi il curatore per tutte le attività di cui ai quesiti.
Quanto al passivo , bisogna formare il passivo della sdf Beta, del sig. X ed anche rivedere quello di Alfa per la parte riguardante le obbligazioni sociali. Di conseguenza il curatore dovrebbe inviare la comunicazione di cui all'art. 92 a tutti i creditori che hanno intrattenuto rapporti di affari con Alfa, visto che egli agiva solo apparentemente come se fosse un imprenditore singolo; egualmente ai creitori che hanno avuto rapporti commerciali con il sig.. X ed, in più, ai creditori personali di questi. Abbiamo usato il condizionale non perché la comunicazione potrebbe non essere fatta, ma per il contenuto in quanto essa, ai soggetti che già hanno presentato domanda di insinuazione al passivo di Alfa e sono stati ammessi, si deve in primo luogo spiegare cosa è accaduto e poi si può semplicemente dire che ritenendo l'insinuazione già effettuata di natura commerciale, come se il rapporto fosse intercorso con Beta sdf, il credito già ammesso, salva diversa indicazione, sarà trasferito nel passivo della sdf Beta, con le conseguenze di cui al terzo comma dell'art. 148 per quanto riguarda gli stati passivi personali. Si tratta, naturalmente di una indicazione in quanto le formule possono essere varie; l'importante è evitare che i creditori commerciali già ammessi al passivo di Alfa srl siano costretti a presentare una nuova domanda di insinuazione (che non sarebbe tardiva se presentata entro i trenta giorni antecedenti la verifica) con nuova documentazione, tranne i casi in cui lo riterranno essi farli. Ai creditori personali di Alfa non è necessario scrivere, perché essi sono già ammessi e insinuati nel giusto stato passivo.
Discorso simile vale per l'attivo, nel senso che se l'attivo realizzato nel fallimento Alfa è collegabile., come è presumibile, all'attività commerciale svolta, una volta appurato che questa attività risale alla sdf Beta, l'attivo deve essere considerato attivo della Beta sdf e i creditori prededucibili nel fallimento di Alfa srl (che sostanzialmente sono anch'essi creditori verso Beta) non ancora soddisfatti, saranno pagati con l'attivo trasferito a Beta sdf.
Essendo beta sdf un nuovo soggetto, distinto da Alfa srl, che è un socio della prima, anche le cause di natura commerciale già intraprese da Alfa dovranno essere continuate da Beta, previa nuova autorizzazione del giudice dleegato.