Source: https://www.laleggepertutti.it/39453_permesso-di-soggiorno-per-stranieri-vittime-di-violenza-domestica-e-legge
Timestamp: 2018-08-20 14:26:25+00:00
Document Index: 10376119

Matched Legal Cases: ['art. 583', 'art. 380', 'art. 419', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 4', 'art. 625', 'art. 628', 'art. 629', 'art. 2', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 380', 'art. 4']

16 ottobre 2013 | Autore: Temistocle Marasco
Gli stranieri vittime di violenza domestica riceveranno il permesso di soggiorno.
Le vittime di violenza domestica hanno diritto al permesso di soggiorno per motivi umanitari [1]. È quanto stabilito dal D.l. sulla sicurezza varato in agosto [2], da pochi giorni diventato legge.
Il provvedimento stabilisce quanto segue: qualora le forze dell’ordine, nel corso delle indagini per i reati di maltrattamenti in famiglia [3], lesione personale [4], sequestro di persona [5], violenza sessuale [6], atti persecutori [7] e per tutti quei reati per i quali è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza [8], commessi sul territorio italiano, accertino situazioni di violenza o abuso nei confronti di uno straniero ed emerga un concreto e attuale pericolo per la sua incolumità, il Questore può rilasciare alla vittima un permesso di soggiorno [9].
Il permesso di soggiorno potrà essere rilasciato anche se le situazioni di violenza o abuso emergono nel corso di interventi assistenziali dei centri antiviolenza, dei servizi sociali territoriali o dei servizi sociali specializzati nell’assistenza delle vittime di violenza. Tali enti inviano una relazione al Questore, allo scopo di documentare la situazione di pericolo esistente e giustificare la concessione del permesso di soggiorno [10].
Per violenza domestica si intende la violenza fisica, sessuale, psicologica all’interno della famiglia o tra persone legate, attualmente o in passato, da matrimonio o da una relazione affettiva, indipendentemente dal fatto che l’autore degli abusi viva con la vittima.
[1] Art. 5, c. 6, del TU immigrazione.
[2] Art. 4 del d.l. n. 93 del 14.08.2013, rubricato “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle provincie”.
[4] Art. 582 cod. pen., oltre che art. 583 cod. pen.
[5] Art. 605 cod. pen.
[6] Art. 609 bis cod. pen.
[7] Art. 612 bis cod. pen.
[8] L’art. 380 stabilisce che: gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono all’arresto di chiunque è colto in flagranza di un delitto non colposo, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni. Le autorità procedono ugualmente all’arresto in flagranza per: a) delitti contro la personalità dello Stato, per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni; b) delitto di devastazione e saccheggio (art. 419 c.p.); c) delitti contro l’incolumità pubblica, per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a tre anni o nel massimo a dieci anni; d) delitto di riduzione in schiavitù (art. 600 c.p.), delitto di prostituzione minorile (art. 600-bis c.p., primo comma), delitto di pornografia minorile (art. 600-ter c.p., commi primo e secondo) e delitto di iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600-quinquies c.p.); e) delitto di furto, quando ricorre la circostanza aggravante (prevista dall’ art. 4, legge 8.08.1977 n. 533) di furto di armi, munizioni o esplosivi nelle armerie, in depositi o in altri locali adibiti alla custodia di essi, o taluna delle circostanze aggravanti previste dall’art. 625 c.p. comma 1 nn. 1, 2 prima ipotesi e 4 seconda ipotesi; f) delitto di rapina (art. 628 c.p.) e di estorsione (art. 629 c.p.); g) delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine, nonchè di più armi comuni da sparo, escluse quelle «da bersaglio da sala», o a emissione di gas, le armi ad aria compressa o gas compressi, sia lunghe sia corte, i cui proiettili erogano un’energia cinetica superiore a 7,5 joule, e gli strumenti lanciarazzi (art. 2, comma terzo, l. 18.04.1975, n. 110); h) delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope; i) delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine costituzionale, per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni; l) delitti di promozione, costituzione, direzione e organizzazione delle associazioni segrete, delle associazioni di carattere militare, delle associazioni dei movimenti o dei gruppi volti alla riorganizzazione del partito fascista; l bis) delitti di partecipazione, promozione, direzione e organizzazione della associazione di tipo mafioso (art. 416 bis c.p.); m) delitti di promozione, direzione, costituzione e organizzazione della associazione per delinquere (art. 416 c.p., commi 1 e 3), se l’associazione è diretta alla commissione di più delitti fra quelli previsti dal comma 1 dell’art. 380 c.p. o da quelli succitati, contraddistinti dalle lettere a), b), c) d), f), g), i).
[9] Art. 18 bis del TU immigrazione, introdotto dall’art. 4 del d.l. 93 del 14.08.2013.
[10] Art. 18 bis, c. 3, TU immigrazione.