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Timestamp: 2018-07-20 06:54:41+00:00
Document Index: 2353772

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art.9', 'art. 2', 'art. 29', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 1', 'sentenza ']

IMU (ex-ICI) sui fabbricati rurali - Forum Macchine
13-10-2007, 21.17.39
Sono nuovo del forum. Apro questo post per sapere se, anche in altre zone d'Italia, i Comuni hanno iniziato a non riconoscere l'esenzione ai fini ICI delle abitazioni e dei locali strumentali all'attività agricola. L'intento è quello di condividere le esperienze per difendersi da sempre possibili ingiustizie.
Ultima modifica di 90 c : 21-12-2011 alle ore 16.40.00 Motivo: Aggiornamento titolo
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14-10-2007, 01.07.29
Intanto ti porgo il benvenuto.
Cosa dirti, da queste parti come dalle altre, gli enti locali e non, sono affamati di soldi e se le inventano di sana pianta per raccimolarli.Nello specifico della tua richiesta non sono aggiornato, ma stanno facendo un rastrellamento per quanto riguarda i fabbricati rurali se i propretari hanno ancora quei requisiti per considerarli ancora tali e se li hanno verificare se la volumetria sia proporzionata all'estensione o che rientri nei parametri previsti- Altrimenti bisogna riaccatastarli cambiando la destinazione d'uso. E' sott'inteso pagare l' I.C.I e tutti gli annessi e connessi. Dimenticavo che i termini sono già scaduti da qualche tempo in compenso ora c'è la proroga fino a novembre (previo pagamento di penale).
14-10-2007, 21.14.26
Il D.L. del 30 dicembre 1992 n° 504 (la legge istitutiva dell'ICI) stabilisce che “Sono esclusi dall'imposta locale sui redditi i redditi di fabbricati a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali od oggetto di locazione, i redditi dominicali delle aree fabbricabili e dei terreni agricoli, nonché i redditi agrari di cui all'articolo 29 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni”.
Il requisito di ruralità si mantiene se sono soddisfatti i requisiti dell'art. 9 del D.L. n. 557 del 1993 e del DM n° 1072 del 02/08/1969.
Il problema è che, come troppo spesso avviene, alcuni funzionari non vogliono riconoscere come strumentali i locali come: cantine, stalle, magazzini, ecc. inseriti nelle abitazioni per cui, queste superfici, concorrono a formare la superficie complessiva tassabile.
Gli effetti, per gli agricoltori, sono devastanti; quasi tutti i fabbricati rurali perdono i requisiti per l'esonero dell'imposta.
Non so se lo fanno di proposito ma non considerano che l’art.9 del DL n.557/1993 è stato modificato dall’art. 2 del DPR n.139/1998, che, oltre a riscrivere il comma 3, riferendolo ai soli fabbricati destinati ad edilizia abitativa, vi ha inserito il comma 3-bis, con il quale ha riconosciuto carattere rurale a tutti i fabbricati e porzioni di fabbricato strumentali all’esercizio dell’attività agricola “destinate alla protezione delle piante, alla conservazione dei prodotti agricoli, alla custodia delle macchine, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione, nonché ai fabbricati destinati all’agriturismo” , indicate dall’art. 29 del DPR n.917/1986.
Potrei disquisire sul fatto che secondo il Ministero delle Finanze il “reddito dominicale dei terreni è comprensivo della redditività delle costruzioni rurali asservite, ancorché destinate ad edilizia abitativa da parte del soggetto che conduce il terreno” (circolare ministeriale n. 50/E del 20 marzo 2000, n. 109/E del 24 maggio 2000 e circolare della direzione centrale per la fiscalità locale n. 2037 di protocollo del 6 febbraio 2001; Cass., Sez. trib., sent. n. 24152 del 29 dicembre 2004; Comm. trib. reg. Toscana, Sez. XXII, sent. n. 25 del 19 dicembre 1997).
Quindi nel reddito dominicale è già compresa anche la potenzialità reddituale dei fabbricati strumentali alle attività agricole (la rendita catastale è il reddito medio ordinario che può produrre un’azienda agricola e il reddito dominicale è la parte di tale rendita imputabile al capitale fisso).
Poiché l’ICI colpisce un valore del terreno calcolato in base alla capacità di produrre reddito dell’intera azienda, compresi i fabbricati strumentali, l’imposta sui suddetti fabbricati sarebbe una duplicazione dell’imposta.
Il post comincia ad essere pesante?
Il fatto è che non mi piacciono le ingiustizie e quando parlo di queste evidenti vessazioni mi accaloro!!
Alla prossima puntata e grazie per l'attenzione.
19-11-2007, 16.48.04
che io sappia i fabbricati rurali vengono tassati nell'ici essendo il loro valore compreso nell'imponibile dei terreni. Le revisioni degli estimi dovrebbero assegnare un valore maggiore al fondo cui è asservito un fabbricato rurale.
So però che esisteva un decreto che prevedeva l'esenzione per alcune aree depresse individuate in tutta italia.
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29-05-2008, 13.07.53
Vi spiego il mio problema da oltre 30anni in famigli coltiviamo oltre il nostro terreno quello di mio zio (0.5ha) residente all'estero. Gli accordi erano consistevano semplicemnte nell'utilizzo del terreno coltivandolo o comunque mantenendolo pulito e pagando la tassa al consorzio di bonifica. Anche con l'introduzione dell'ici gli accordi non sono mai cambiati e quidi l'ici la pagava mio zio. Ora sostiene che tocca a noi e rivuole indietro tutto quanto pagato fino ad oggi....
Sinceramente non so a chi tocca ma se spettasse a noi non serei disposta a pagarla da oggi in avanti (modificando l'accordo e magari mettendo il tutto nero su bianco...)
Secondo voi qual'è la visione corretta?
29-05-2008, 16.41.05
per risolvere con chiarezza il quesito da te posto dovresti specificare che tipo di accordo c'è tra te e tuo zio, ma da quanto capisco di tratta di un contratto informale. in modo semplicistico ti posso rispondere che l'ICI spetta a tuo zio dato che lui è il proprietario del fondo, diversa è invece l'impostazione ai fini IRPEF poichè tuo zio non conduce direttamente il fondo.
29-05-2008, 20.20.56
in merito all ici le aziende agricole e i fabbricati sono esentati se i proprietari sono imprenditori agricoli.. per il terreno in questione basta fare uno scritto tra le parti e poi lo si presenta all agenzia delle entrate . comunque puoi rivolgerti alla coldiretti
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29-05-2008, 23.32.21
Originalmente inviato da cronoflyer
...rivuole indietro tutto quanto pagato fino ad oggi....
... lasciare libero il fondo!....
30-05-2008, 10.42.38
L'Ici rimane comunque a carico di tuo zio, se ora ha delle storie tu liberi il terreno e lui si prenderà il contoterzista a pulire ogni tanto... solite discordie che saltano fuori tra parenti...!
30-05-2008, 14.08.45
ecco uno dei classici casi in cui la formalizzazione di un contratto avrebbe messo a tacere qualunque controversia (soprattutto tra parenti). le alternative possibili che puoi perseguire sono: quella di lasciare il fondo come indica anche Potionkhinson, oppure quella di entrare in contraddittorio con tuoi zio, sempre che in futuro, in base a come evolverà la questione ti lasci continuare a condurre il fondo. la scelta sta a te anche in base al fatto che tu lo coltivi o meno il terreno o effettui in esso solo opere di manutenzione.
02-06-2008, 13.16.39
grazie a tutti delle risposte..... dopo l'estate torna in ferie qua e se ne ridiscute e se continua a chiedere l'ici di tutti gli anni passati pesiamo di lasciarglielo.... non sono certo 5000 metri che ci danno da vivere.....
03-06-2008, 18.19.09
Originalmente inviato da peter70
Rispondo solo a questo post, visto che alla questione del nostro utente cronoflyer avete già data risposta. Non generiamo confusione in merito all'ICI , in quanto è si vero che il coltivatore diretto o IAP ( e quindi NON il semplice imprenditore agricolo) non pagano ici su fabbricati rurali e terreni di proprietà, ma ciò vale solo fino ad una determinata base imponibile (attualmente 25.822,84 euro, calcolati mediante la rivalutazione del reddito dominicale di tutti i terreni posseduti). Oltre a tale importo entrano in gioco quattro scaglioni di reddito, che inducono anche il CD o IAP a pagare l'ICI in maniera progressiva (cioè nel primo scaglione si paga solo il 30% dell'imposta dovuta, nel secondo il 50%, nel terzo il 75% e nel quarto il 100%).Saluti. Gabriele
09-10-2008, 15.58.00
Niente ICI sui fabbricati rurali: Vista la confusione legislativa sulla questione il ministro Rotondi si è chiaramente espresso dicendo che non bisogna pagare l'ICI sui fabbricati rurali.
Alcuni comuni come il mio hanno chiesto l'ICI per i fabbricati rurali (a me hanno chiesto 4000 euro mentre prima non pagavo nulla) appellandosi alla sentenza della corte di cassazione che dice che l'ICI va pagata a prescindere dalla ruralità e dalla destinazione del fabbricato.
http://www.anci.emilia-romagna.it/Li...DEFINITIVA.pdf
Noi non paghiamo e abbiamo fatto ricorso.
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12-12-2008, 13.08.34
Avrei un quesito da sottoporVi........è vero che i fabbricati rurali, già censiti nel catasto terreni, sono esenti da tributi diretti e dall'imposta comunale sugli immobili??? In altre parole, quei fabbricati rurali, che sono parte integrante del fondo coltivato e che non producendo reddito proprio, non sono soggetti al pagamento dell'ici? E' veramente cosi?
17-01-2009, 15.31.12
il mondo è bello perché è "avariato"......
In alcune Regioni (Emilia Romagna, Veneto, Toscana e Puglia), molti comuni chiedono il pagamento dell’ICI (arretrati compresi). Oltre alle abitazioni, il “fenomeno” riguarda anche i fabbricati strumentali e quelli utilizzati per l’attività agrituristica.
Ancora una volta si attende dal Governo un decreto “risolutivo”....
P.S. se il "fenomeno" vi riguarda... ma possedete i requisiti della "ruralità"... almeno per il momento: non pagate!
29-01-2009, 17.52.32
Sono un agricoltore a cui hanno notificato gli avvisi di accertamento (ICI) dall'anno 2003.
Sto cercando nella rete notizie che mi possano tranquillizzare sugli sviluppi della situazione.
Paradossalmente, ho trovato pochissimo materiale; sembra che il problema non esista ed anche diversi agricoltori che conosco, non sembrano aver capito la gravità della situazione.
Qui si parla di multe e di recuperi di imposta per migliaia di euro per azienda, a mio avviso non dovuta per una lunga serie di motivi, e tutti stiamo zitti !!!
Se stiamo zitti, pensate che qualcun altro farà i nostri interessi?
Non pensate che sia meglio cominciare a chiedere chiarimenti, ognuno ai propri rappresentanti sindacali e politici?
Grazie a Potionkhinson per ricordarci la spada di Damocle che abbiamo sulla testa.
Ultima modifica di giodigio : 29-01-2009 alle ore 21.53.01
28-06-2009, 18.13.33
Sto seguendo l'argomento ICI da qualche anno, ma piu intensamente da circa due e percio mi trovo su questo forum che trovo interessante. Ho tutti i requisiti della ruralità ma ancora qualche dubbio: Il terreno circostante i fabbricati non raggiunge il limite di 1ettaro, però possego altri terreni a distanze che variano da 1a10km .
Per questo dubbio e per la exconvinzione che la ruralità dovrebbe essere assegata dal catasto o dall'Agenzia Entrate (a cui ho indirizzato alcune domande)ho preferito pagare sempre regolarmente l'ici sui fabbricati (circa300mq)dell'azienda composta da un totale di circa 8 ettari. Ora approfondendo mi sto convincendo che sarei esonerato dall'ici (e anche dal dichiarare i fabbricati in denuncia redditi) e quindi sto già pensando di chiedere il rimborso al comune. Chi se la sente di darmi un consiglio? Il 2009 ho deciso di non pagare, devo dare dichiarazione al comune?
In'oltre chiedo se gli aiuti Agea vanno dichiarati in qualche modo nei redditi? e se vanno sommati alle entrate dell'attività agricola intese come fatturato dalla vendita di prodotti.
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29-06-2009, 19.33.18
Originalmente inviato da urge
Il formulato originale del D.L. 557/93, art. 4, comma 3 riporta:
"fermi restando i requisiti previsti dal comma 3, si considera rurale anche il fabbricato che non insiste sui terreni cui l'immobile è stato dichiarato asservito, purché entrambi risultino ubicati nello stesso comune o in comuni confinanti."
Quindi se i restanti requisiti sono rispettati, non ci sono problemi per quanto riguarda l'asservimento del fabbricato al terreno.
Penso che la L. 14 del 27 febbraio 2009 possa toglierti i residui dubbi. All'art. 23, comma 1-bis stabilisce:
"non si considerano fabbricati le unita' immobiliari, anche iscritte o iscrivibili nel catasto fabbricati, per le quali ricorrono i requisiti di ruralita' di cui all'articolo 9 del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, e successive modificazioni.
Quindi non considerando fabbricati (per quanto riguarda l'ICI) le costruzioni rurali (e in possesso dei requisiti corretti), esse di conseguenza non sono soggette al tributo comunale.
Per quanto riguarda il rimborso dei tributi versati, riporto questo passaggio della Finanziaria 2007, art. 1 comma 164:
"Il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui e' stato accertato il diritto alla restituzione. L'ente locale provvede ad effettuare il rimborso entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell'istanza".
Ti consiglio di recarti presso il tuo Comune, nell'ufficio preposto, per velocizzare la pratica di rimborso.
Ai fini delle imposte sui redditi, le somme relative agli aiuti comunitari percepite dagli imprenditori agricoltori sia a titolo di contributi annuali che nel caso di cessione dei diritti, sono da considerarsi assorbite nella determinazione catastale del reddito agrario. Ovviamente così non è per l'imprenditore agricolo che determina il proprio reddito a costi e ricavi.
30-06-2009, 09.14.21
Gabriele ti ringrazio per la tempestività.
Se non ti dispiace vorrei approfondimenti sugli argomenti: (cito il tuo testo)
1)Ovviamente così non è per l'imprenditore agricolo che determina il proprio reddito a costi e ricavi.
Sono quegli agricoltori che superano 7000€ di ricavi e quindi registrano?
2) Quindi non considerando fabbricati (per quanto riguarda l'ICI) le costruzioni rurali (e in possesso dei requisiti corretti), esse di conseguenza non sono soggette al tributo comunale
Ok i fabbricati se rurali(tutti i requisiti ok) comunque censiti (anche se censiti al catasto fabbricati con rendita) non si dichiarano nel reddito e tanto meno per l'ici, ma nella dichiarazione unica xl'isee si dichiara il loro valore patrimoniale? o basta dichiarare i terreni?
3)Sicuramente conviene come dici tu recarsi all'ufficio tributi del comune per esporre la richiesta di rimborso, ma burocraticamente se prima pagavo l'ici e ora non più, devo fare una "dichiarazione di variazione ici" al comune ?
Ultima modifica di GabrieleB. : 30-06-2009 alle ore 18.37.56 Motivo: ho tagliato la parte iniziale, alla quale ho risposto in privato
30-06-2009, 18.36.56
No, sono quegli agricoltori che optano per la solitamente meno favorevole tassazione a costi/ricavi, cioè l'imponibili su cui calcolare l'imposta dovuta (IRPEF per gli imprenditori individuali) è dato dalla differenza fra i ricavi dichiarati e i costi sostenuti. La tassazione classica invece prevede la determinazione della base imponibile sommando semplicemente i redditi catastali (dominicale ed agrario) attribuiti ai terreni.
Questa è una bella e utile domanda, anche se fuori tema...per quanto riguarda l'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente, viene richiesto solitamente ai soggetti che vogliono accedere a determinate agevolazioni sociale, come assegni di maternità ecc..) discriminante fondamentale è l'attribuzione o meno di rendita catastale al fabbricato (rurale ai fini ICI). Se gode di autonoma rendita catastale,essa va dichiarata nel modello ISEE, nella sezione relativa al patrimonio immobiliare del richiedente; se invece tale rendita non è evidenziata, si inserirà il reddito del terreno su cui il fabbricato insiste
Direi che se prima d'oggi avevi tutti i requisiti per l'esenzione, ma pagavi l'ICI, sarà sufficiente recarti presso il tuo Comune per inoltrare domanda di rimborso. Ovviamente il Comune accerterà la reale esistenza dei requisiti.
La Dichiarazione ICI si presenta unicamente in caso di variazioni in aumento o diminuzione del patrimonio immobiliare (indipendentemente dai requisiti per l'esenzione).
10-09-2009, 14.07.56
vorrei aggiungere alla risposta di gabriele che comunque gli aiuti comunitari vanno aggiunti al "fatturato" per determinare il volume d'affari da comparare con altri eventuali redditi extra agricoli e dimostrare la prevalenza (o meno) dell'attività agricola.
13-10-2009, 15.45.36
Come evidente nelle quote del messaggio ci si è accertati nel 2009 di avere i requisiti di ruralità sin dal 1996 dopo che alcune circolari ne hanno sciolto alcuni dubbi e quindi fatta domanda di rimborso allegando tutta la documentazione necessaria a dimostrare il possesso dei requisiti dal 1996 al 2008. Il comune ha ignorato gli anni 1996-2003 smentendo quella parte della legge finanziaria 07 dove dispone che il rimborso può essere chiesto entro cinque anni dal versamento o dall'accertamento di non arer dovuto pagare o meglio dall'accertamento del diritto alla restituzione. Mentre la risposta del comune per il periodo 2004-2008 alla domanda di rimborso ici pagata pur essendoci i requisiti di ruralità è stata: "... che le SS.UU. nello specifico hanno sancito che il trattamento tributario degli immobili relativamente all'ici è totalmente dipendente dall'accatastamento e dal classamento, ragion per cui vanno considerati rurali gli immobili abitativi se accatastati come A6 e quelli strumentali come D10..." La motivazione è molto lunga per riportarla integralmente. Tra l'altro afferma che l'acquisizione o la perdita della ruralità và dichiarata al comune con la dichiarazione ici. Come si può ricorrere a tale diniego?
15-10-2009, 15.09.10
......... che le SS.UU. nello specifico hanno sancito che il trattamento tributario degli immobili relativamente all'ici è totalmente dipendente dall'accatastamento e dal classamento, ragion per cui vanno considerati rurali gli immobili abitativi se accatastati come A6 e quelli strumentali come D10..."
ma quando mai !!!! il trattamento tributario ai fini ici non dipende assolutamente dalla classificazione catastale.La ruralità è definita dalla tipologia di uso dell'immobile e dalla qualifica di chi usa l'immobile. vedi qui da pagina 32. è chiaro che se io ho un D2 (albergo) questo non è un fabbricato rurale.
Inoltre la classificazione A6 è praticamente in disuso.
... Tra l'altro afferma che l'acquisizione o la perdita della ruralità và dichiarata al comune con la dichiarazione ici.
mi sembra chiaro che nel momento che io pago l'ici su quell'immobile questi non sia rurale mentre, per contro, se non pago l'ici lo motivo col fatto che l'immobile è rurale. Quindi vien da sè che al momento della dichiarazione comunico anche la ruralità del mio immobile e, se diversa dall'anno precedente, anche la variazione.
15-10-2009, 15.36.50
La ruralità è definita dalla tipologia di uso dell'immobile e dalla qualifica di chi usa l'immobile.
quoto... per ulteriori chiarimenti:
la circolare 7/2007 del 15/06/2007 dell'Agenzia del Territorio non indica il classamento catastale come elemento chiave per la ruralità di un fabbricato.
Inoltre, già con il D.L. 557/1993 non sono stati stabiliti vincoli di classamento .... a meno che il fabbricato non sia censito in categorie A/1 o A/8 (per i quali vale lo stesso principio del D2 citato da azzeccagarbugli).
concordo!.... è già un "miracolo" riuscire a censire un ex F.R. ad uso abitativo come A4!!!
24-11-2009, 19.55.46
Come al solito la Cassazione ci mette del suo (nel bene e nel male)...ecco da dove sono nate le difficoltà di Urge.
29-11-2009, 11.54.44
Quindi, mi rivolgo a tutti voi che molto appassionatamente discutiamo quest'argomento, come ci si regola? Può una sentenza della cassazione stravolgere una legislazione che per essere tanto chiara c'è voluto un tempo dal 93 al 2009 (quando quel principio di censire tutti i fabbricati è quasi compiuto) ed oggi si verifica un buco nell'acqua?
L'A.T. avrebbe potuto dal primo momento disporre che chi aveva i requisiti censiva con A6 o D10! Se ora gli presentiamo una variazione di classamento (docfa), provando i requisiti, l'accetterà? e sopratutto chi ci rimborsa le spese dovute per discordanti orientamenti delle istituzioni?
Ultima modifica di urge : 29-11-2009 alle ore 13.11.43
30-11-2009, 18.14.30
Prova a dare un'occhiata qua intanto
10-01-2010, 18.38.17
ciao a tutti, avevo bisogno di un informazione sull'ici che però riguarda più le aree edificabili che quelle agricole . Il mio problemma è questo, il mio comune nel novembre 2009 ha effettuato, mediante una delibera di giunta, un adeguamento dei valori di calcolo ici, e fino qui niente di strano visto che comunque è sempre stato fatto anche dalle altre giunte, quello che ha creato scompiglio in tutti i contribuenti è che sono state utilizzate tabelle con valori altissimi e che detti valori sono stati adottati con valore retroattivo di 5 anni, recapitando così cartelle esattoriali con cifre che in alcuni casi superano anche i 50.000,00€. Ora fermo restando che se dai controlli ici effettuati sono risultati errori o inadempienze sia giusto che chi a sbagliato paghi quanto dovuto, la mia domanda è : E' LEGALE FARE UN ADEGUAMENTO RETROATTIVO FACENDO PAGARE PIU' DI QUANTO GIA' GIUSTAMENTE PAGATO ?
Vi chedo scusa se sono uscito un pò dall'argomento ma stò cercando di avere più informazioni possibili in materia, vi ringrazio per tutte le risposte che potete darmi ciao a tutti Carlo 76
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12-01-2010, 12.52.20
Originalmente inviato da carlo 76
Sicuro che sia direttamente legato l'adeguamento aliquote ICI al recapito di numerose cartelle esattoriali?
Oppure, come anche qua avviene, i Comuni si sbrigano a spedire accertamenti entro la caduta in prescrizione, ma per motivi diversi (es. ICI realmente non pagata o pagata in maniera inferiori; capita ad es. che il Comune non tenga conto del fatto che il soggetto sia coltivatore diretto, magari perchè non è stato a suo tempo comunicato con apposita Dichiarazione ICI).
Parliamo di aree edificabili, ma possedute da coltivatori diretti/imprenditori agricoli professionali?
Si può sapere di che Comune parliamo (giuste per andarmi a leggere questo regolamento, che comunque strano pubblichino a novembre..)
12-01-2010, 18.17.52
Si tratta propio di adeguamenti con valore retroattivo accompagnati anche da normali controlli.
Si tratta di aree possedute da coltivatori diretti in piena attività, ma già da tempo inserite nel piano regolatore come fabbricabili ma anche di aree non possedute da agricoltori, di capannoni non ancora iscritti al catasto perchè ancora al rustico e di case. Dalle informazioni che mi sono pervenute si tratta di un pò di tutto. Chi manda le cartelle non è il comune ma una socetà incaricata dei controlli che applica appunto l'ultima delibera di giunta emanata dal comune, come allegato alle cartelle stesse. Tra l'altro ho saputo proppio in mattinata che questa socetà in paesi limitrofi che gli anno conferito mandato ha già fatto cose del genere creando disagia a un sacco di gente per errori loro tantè vero che molte cartelle sono state annullate, persino quì da mè sono già state ritirate ad alcune persone ed a altre sono state riviste e corrette. Ti posso garantire che la delibera di giunta porta la data del mese di ottobre o novembre 2009. Per quanto riguarda la delibera ho la trovi allegata alle multe o andando direttamente in comune perchè sul sito a ieri sera non era stata pubblicata(anche perchè sul sito il comune non è che mette molto) e nessuno ne era al corrente, pensa che anche la coldiretti che compila l'ici per i proppi soci non ne sapeva nulla e a oggi stà consultando i proppi legali per conoscere la legalità della delibera. Dimenticavo il comune è Castelcovati (BS).
grzie ancora Carlo 76
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