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Timestamp: 2020-04-09 13:53:51+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2048', 'art. 2048', 'art. 2048']

Culpa in vigilando Archives - Gianfranco Scialpi
Archivi categoria: Culpa in vigilando
Legislazione, sentenze, commenti
Culpa in vigilando, un caso dove conta la coerenza…
Una vicenda chiusa con una sentenza che conferma il criterio della coerenza.
Culpa in vigilando, un caso che descrive comportamenti non coerenti con quanto previsto dai regolamenti interni di un Istituto. In questo caso l’Amministrazione scolastica in primis è chiamata a risarcire la vittima.
Questo articolo è stato pubblicato in Culpa in vigilando e taggato come Culpa in vigilando, Docenti il 23 Settembre 2019 da Gianfranco
Questo articolo è stato pubblicato in Culpa in vigilando, Tutti gli articoli e taggato come Culpa in vigilando, fortuita, Genitori, L'onere della prova il 12 Maggio 2019 da Gianfranco
I viaggi d’istruzione e le strutture alberghiere. L’importanza di un controllo preventivo
I viaggi d’istruzione. Aumenta esponenzialmente la culpa in vigilando, riguardando anche il controllo della struttura alberghiera.
Viaggi d’istruzione. Maggio-giugno è il periodo migliore per organizzarli. Una sentenza che ha fatto molto discutere conferma la necessità del controllo della struttura alberghiera. Azione da attuare sempre. Anche in presenza di ragazzi quasi maggiorenni.
La vicenda di una ragazza quasi maggiorenne
Viaggi d’istruzione. La culpa in vigilando aumenta esponenzialmente, riguardando non solo i comportamenti degli studenti, ma anche il controllo preventivo della struttura alberghiera che deve possedere i requisiti di sicurezza. Sempre, anche in presenza di studenti prossimi alla maggiore età.
Il riferimento è una sentenza della Corte di Cassazione (n°1769) del lontano 2012 che è intervenuta sul caso di una sedicenne (quindi minorenne), precipitata da una terrazza di un albergo e rimasta paralizzata. Dagli accertamenti era emerso che la studentessa, dopo essersi ritirata nella sua stanza apriva la finestra, ne scavalcava il parapetto, per appartarsi con un suo compagno presso il solaio e consumare sostanze allucinogene. Rimasta sola, probabilmente per scarsa lucidità, cadeva nel vuoto.
Le prime due sentenze “sensate”
La ragazza divenuta maggiorenne attivava un procedimento civile basato su queste criticità:
a) la violazione dell’obbligo di vigilanza da parte dei docenti
accompagnatori;
b) la non conformità dei locali dell’albergo ai regolamenti edilizi e di
In sintesi i primi due gradi di giudizio (Trieste, 2005-2009) respingevano l’istanza della ricorrente in quanto ““non può ritenersi che l’obbligo di sorveglianza possa/debba spingersi fino a una penetrante perquisizione personale di tutti gli alunni sedicenni partecipanti alla gita (e in ogni momento di questa) in modo da poter rilevare l’eventuale possesso di sostanze stupefacenti e provvedere al loro immediato sequestro; né può richiedersi al sorvegliante responsabile l’obbligo di vigilare anche sulla continuità del sonno degli allievi che, maggiori di anni sedici, dichiarino di volersi ritirare nella propria stanza per riposare”. A questo gli ermellini aggiunsero che l’altezza non a norma del parapetto (quindici centimetri più basso) non poteva essere la causa della caduta, imputabile solo alla volontà della ragazza di scavalcarlo.
La Cassazione ribalta tutto
In terzo grado la Corte di cassazione ribaltò quasi tutto, sconfessando in parte i primi due giudizi. Pur confermando che la vigilanza, pur richiesta, non deve essere continua e prolungata e quindi violare la sfera della privacy, i giudici ribadirono, però che i docenti “per dimostrare la carenza di colpa non deve però ritenersi sufficiente quanto appena indicato; proprio perché il rischio che, lasciati in balia di se stessi, i minori possano compiere atti incontrollati e potenzialmente autolesivi, all’istituzione è imposto un obbligo di diligenza per così dire preventivo, consistente, quanto alla gita scolastica, nella scelta di vettori e di strutture alberghiere che non possano, né al momento della loro scelta, né al momento della loro concreta fruizione, presentare rischi o pericoli per l’incolumità degli alunni.”
Le conseguenti responsabilità per i docenti
Quest’ultimo passaggio rimanda a due responsabilità. Una “a monte”, l’altra “a valle”, che possono essere declinate rispettivamente nella responsabilità in eligendo e di dovuto controllo. La prima rimanda alla scelta di una struttura alberghiera idonea a garantire la sicurezza degli studenti, che deve essere supportata dalla certificazione inviata dai responsabili dell’albergo.
La seconda, invece è espletata in loco, verificando la corrispondenza tra la documentazione e la realtà.
Ne consegue che per i docenti-accompagnatori corre l’obbligo:
1) di ispezionare all’arrivo le stanze, individuando e valutando le diverse criticità (=pericolosità);
2) di ricercare eventualmente soluzioni alternative. Soluzione difficile da praticare in loco. Inoltre, con quali risorse economiche? Dei docenti? Impensabile e in ogni caso esposta alla contestazione dei genitori non interpellati;
3) di terminare prematuramente il viaggio. Soluzione drastica, ma più praticabile rispetto a quella precedente.
L’alternativa al punto 2 e 3 è costituita dal “consiglio del buon padre di famiglia“, che avverte gli studenti dei rischi presenti nella struttura. La presente soluzione salva l’iniziativa, ma non riduce i rischi per i docenti.
Questo articolo è stato pubblicato in Culpa in vigilando, Tutti gli articoli e taggato come Culpa in vigilando, Docenti-accompagnatori il 6 Maggio 2019 da Gianfranco
Infortuni alunni e culpa in vigilando, le ultime sentenze
Infortuni alunni e culpa in vigilando. Le ultime sentenze confermano tutto
Infortuni alunni e culpa in vigilando, le ultime sentenze confermano ruoli e responsabilità all’interno dell’edificio scolastico e nelle sue pertinenze. Un ottimo contributo da leggere e tenere in evidenza.
Infortuni alunni, le conferme dalle ultime sentenze
Infortuni alunni e culpa in vigilando, il portale giuridico La legge per tutti ha pubblicato un’ interessante sintesi delle ultime sentenze, riguardanti gli infortuni degli alunni/studenti. Inevitabilmente i casi richiamano l’eventuale Culpa in vigilando (art. 2048 codice civile). I pronunciamenti confermano quanto già si sapeva. L’orientamento giurisprudenziale si applica ovviamente anche ai casi di bullismo e cyberbullismo.
Gli elementi ricorrenti
1) La responsabilità del docente, innanzitutto persiste per tutto il tempo in cui il minore è affidato. E questo significa che ogni attività, svolta anche fuori dall’edificio scolastico, e qualunque incarico previsto dal Regolamento, sono implicitamente richiamati dall’art. 2048 comma 2);
2) l’onere della prova, inoltre spetta all’Istituto scolastico e nello specifico al docente (art. 2048 comma 3). Può coinvolgere anche il Dirigente Scolastico ( Culpa in organizzando ) se egli non può dimostrare di aver “preso adeguati provvedimenti contro l’aggressore, nonostante le ripetute segnalazioni ricevute“(Tribunale Roma Sez. XIII, con provvedimento del 04/04/2018). Quest’ultimo passaggio coinvolge i Dirigenti scolastici soprattutto nei casi bullismo;
3) gli insegnanti, infine sono esonerati da ogni responsabilità se possono dimostrare l’imprevedibilità dell’evento. “L’istituto potrà risultare esente da responsabilità, solamente provando che l’evento dannoso è derivato da una causa non imputabile alla scuola o ad un suo docente, essendo riconducibile ad un evento casuale non evitabile ed imprevedibile.” (Tribunale Genova Sez. II con Sent del 14/03/2018).
Questo articolo è stato pubblicato in Culpa in vigilando, Tutti gli articoli e taggato come Culpa in vigilando, Infortuni alunni il 27 Marzo 2019 da Gianfranco
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