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Timestamp: 2018-03-19 16:08:57+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 11', 'art. 83', 'art. 15', 'art. 25', 'art. 2']

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Intervento davanti al T.A.R. Sardegna in difesa del piano paesaggistico.
24 Giugno 2007 Gruppo d'Intervento Giuridico	Commenti chiusi
Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l?Abolizione della Caccia e Gruppo d?Intervento Giuridico danno sul piano paesaggistico regionale ? P.P.R. approvato nel settembre 2006 complessivamente una valutazione positiva e sosterranno le ragioni della salvaguardia ambientale proprie del P.P.R. con uno specifico intervento ad opponendum (a nome delle prime due, in quanto associazioni di protezione ambientale riconosciute ex art. 13 della legge n. 349/1986) curato dagli avv.ti Carlo Augusto Melis Costa e Guendalina Garau davanti al T.A.R. Sardegna. E? stato inoltrato l?intervento ad opponendum contro il ricorso n. 1019/2006 dei Comuni di Castelsardo, Valledoria, Bosa, Tempio Pausania, Gairo e delle società immobiliari Set s.r.l. e Vibrobeton s.r.l. e la prima udienza è prevista per il prossimo 11 luglio 2007. I primi ricorsi saranno, invece, discussi all?udienza fissata per il 27 giugno 2007. Successivamente, con ogni probabilità, il T.A.R. procederà alla riunione di tutti i ricorsi in un?unica trattazione.
Circa 100 ricorsi (altri 62 sono quelli straordinari al capo dello Stato), mentre da varie parti si parlava di addirittura quattrocento. Molti meno di quanti avverso i quattordici piani territoriali paesistici approvati dalla Regione nel 1993 e poi annullati su ricorsi degli Amici della Terra in quanto gravemente lesivi delle prerogative di tutela ambientale. Hanno inoltrato ricorsi amministrazioni comunali (ad esempio Cagliari, Olbia, Arzachena, Carloforte, Tertenia, Teulada, Castelsardo, Bosa, Tempio Pausania, Santa Teresa di Gallura, Budoni, Gairo, Valledoria), ?signori del vento? (la società Bonorva Wind Energy), tanti ?signori del mattone? ed anche tre consiglieri regionali dell?U.D.C. (Roberto Capelli, Sergio Milia e Franco Cuccu). Si sentono defraudati del potere di approvare il piano paesaggistico. Curiosamente la legge assegna, invece, tale potere alla Giunta regionale (art. 11 della legge regionale n. 45/1989 come modificato dall?art. 2 della legge regionale n. 8/2004). Comuni e privati lamentano lo scarso coinvolgimento ed il mancato accoglimento delle proprie ?osservazioni? durante la procedura di approvazione.
Di seguito, per chi volesse approfondire, una scheda sul P.P.R.
Lega per l?Abolizione della Caccia, Amici della Terra, Gruppo d?Intervento Giuridico
PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE, LE RAGIONI DEL “SI”.
Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l?Abolizione della Caccia e Gruppo d?Intervento Giuridico dànno del P.P.R. complessivamente una valutazione positiva.
Ricordiamo che la Giunta regionale, con la deliberazione n. 36/7 del 5 settembre 2006, approvava il piano paesaggistico regionale ? P.P.R. Giungeva, quindi, al termine il lungo procedimento che ha visto il parere della Commissione competente del Consiglio regionale, in seguito all?adozione del P.P.R. (deliberazione G. R. n. 22/3 del 24 maggio 2006) e, in precedenza, all?adozione della proposta di piano (deliberazione G.R. n. 59/36 del 13 dicembre 2005), le successive conferenze di co-pianificazione, la presentazione di atti di ?osservazioni? da parte di soggetti imprenditoriali, enti locali, associazioni ecologiste, ecc. In contemporanea i numerosi documenti del piano sono stati pubblicati sul sito web della Regione (http://www.regione.sardegna.it/pianopaesaggistico/) con un bell?esempio di trasparenza istituzionale purtroppo non comune.
* si deve, in primo luogo, evidenziare che il P.P.R., il primo piano approvato da una regione italiana in applicazione delle previsioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni), appare supportato da un?ampia e, sostanzialmente, esaustiva analisi tecnico-scientifica territoriale, ambientale, insediativa (relazioni illustrative, tecniche, del comitato scientifico, 27 schede illustrative degli ambiti costieri) che costituisce la ?motivazione? dell?atto pianificatòrio;
* vengono in parte eliminati alcuni effetti fortemente negativi determinati dall?applicazione della normativa transitoria: in particolare la possibilità, per i Comuni dotati di piano urbanistico comunale ? P.U.C. di mandare avanti interventi di trasformazione del territorio in base a semplice stipula di convenzione di lottizzazione entro il 24 maggio 2006, anche in assenza di alcun intervento. In questi mesi, infatti, numerosi Comuni dotati di P.U.C. hanno approvato convenzioni di lottizzazione in fretta e furia proprio per anticipare l?entrata in vigore delle norme provvisorie del P.P.R. Fra i tanti casi, a Teulada è stato approvato il piano di lottizzazione presentato dalla soc. Holdima a Porto Tramatzu, pur esistendo un contenzioso societario su chi abbia realmente titolo su quelle aree. A Carloforte hanno rapidamente presentato all?approvazione un piano di lottizzazione sulla collina della Croce. A Castiadas il Consiglio comunale ha lavorato a ciclo continuo per adottare una trentina di piani di lottizzazione in zona costiera ed in area agricola. Ora, però, i comparti privi di titoli abilitativi (permessi di costruire, nullaosta paesaggistici, ecc.) alla data di entrata in vigore del P.P.R. dovranno esser rivisti (art. 15, comma 4°, delle norme tecniche di attuazione) e potranno esser realizzati soltanto previa intesa (art. 11 delle norme tecniche di attuazione) fra Regione, Provincia e Comune interessato;
* analogamente particolare importanza positiva assumono le disposizioni a tutela delle aree agricole: in particolare gli indirizzi vincolanti per la pianificazione urbanistica comunale relativi al mantenimento dell?equilibrio fra gli insediamenti con case sparse ed il contesto ambientale, la facoltà di nuovi edifici a carattere residenziale per i soli conduttori dell?attività agricola, generalmente fuori dalla fascia costiera, in relazione alle caratteristiche geo-pedologiche dei terreni interessati rispetto alle coltivazioni previste e l?estensione minima del fondo di 3 ettari per colture intensive e di 5 ettari per colture estensive (art. 83 delle norme tecniche di attuazione). Si deve rammentare, infatti, che la superficie agricola regionale è drasticamente diminuita soprattutto a causa dei fenomeni di urbanizzazione: in dieci anni, dal 1990 al 2000, si è registrato un calo del 24,7 % (dati ISTAT, 2005). Emblematico il caso delle aree agricole olivetate del Sassarese: fra il 1977 ed il 1998 Alghero ha perso 474 ettari di oliveti su 2.456 (- 19,3 %), Sassari ne ha perso 361 ettari su 4.981 (- 7,2 %), Sorso ne ha perso 342 ettari su 1.611 (- 21,2 %). Soltanto Sennori e Tissi hanno registrato minimi incrementi, rispettivamente di 16 (+ 3,5 %) e di 13 (+ 7,3 %) ettari (dati Università degli Studi di Sassari, cattedra di olivicoltura, 2006). In relazione alla sola Sassari, al 2002 dei 4.620 ettari presenti nel 1977, ne sono risultati ?degradati? (?oliveti radi, con 50-100 alberi per ettaro) ben 562, 27 ettari sono risultati formati da alberi sparsi (meno di 50 olivi per ettaro): grazie a tale indagine condotta con l?ausilio di immagini satellitari si è appurato, quindi, che la perdita complessiva dell?area olivetta fruibile anche a fini economici è stata di ben 926 ettari (- 19 %). E tale perdita è dovuta quasi esclusivamente alla crescita edilizia incontrollata nell?agro;
* la previsione quali ?beni paesaggistici? (artt. 6 e 8 delle norme tecniche di attuazione e parte II del P.P.R.) aventi specifica necessità di conservazione del loro insieme, come ad es. l?area archeologica di Tuvixeddu, e di ?beni identitari? (artt. 6 e 9 delle norme tecniche di attuazione e II parte del P.P.R.) di aree e singoli beni che indichino il senso di appartenenza alla collettività sarda, es. l?archeologia mineraria ed industriale.
* permane una normativa transitoria (art. 15 delle norme tecniche di attuazione) che può provocare potenzialmente notevole degrado in fascia costiera, a causa dei numerosi piani di lottizzazione approvati sulla base dei P.U.C. vigenti;
* la definizione delle aree semi-naturali (art. 25 delle norme tecniche di attuazione) ricomprende i ?boschi naturali? (leccete, quercete, sugherete e boschi misti, dune e litorali soggetti a fruizione turistica, ecc.), volendo individuare diversa disciplina per le aree ad utilizzazione agro-forestale comprendenti i ?rimboschimenti artificiali?: tale differente classificazione è in palese contrasto con quanto previsto dall?art. 2, commi 1° e 6°, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227, norma quadro in materia, che esplicitamente qualifica come ?bosco i terreni coperti da vegetazione arborea associata o meno a quella arbustiva di origine naturale o artificiale, in qualsiasi stadio di sviluppo, i castagneti, le sugherete e la macchia mediterranea?.devono avere estensione non inferiore a 2.000 metri quadrati e larghezza media non inferiore a 20 metri e copertura non inferiore al 20 per cento?? ;
Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico avevano presentato le proprie ?osservazioni? al P.P.R. con atto del 21 marzo 2006. Osservazioni, parzialmente accolte, che hanno puntato a rendere ancora migliore un P.P.R. decisamente improntato ad un?approfondita conoscenza del territorio costiero sardo ed ad una corretta gestione della parte più pregiata dell?Isola. Le ?osservazioni? erano incentrate principalmente su una più puntuale tutela dei demani civici (i terreni ad uso civico, il 15 % della Sardegna), oggi purtroppo oggetto di pericolose disposizioni che ne prevedono di fatto la ?svendita?, sulla salvaguardia di zone umide e dei boschi, sul contenimento delle possibilità edificatorie lungo le coste, sui meccanismi procedurali in caso di inerzia degli Enti locali nelle loro attività di pianificazione urbanistica in attuazione del P.P.R. una volta approvato definitivamente e sulla correzione di alcune discrasie cartografiche (Chia, Portu Malu di Teulada, Porto Conte, Bados e Pittulongu di Olbia, Baccu Mandara di Maracalagonis). Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico, dopo aver presentato diverse proposte in tema di pianificazione territoriale paesistica, hanno preso parte alla fase delle conferenze istruttorie di co-pianificazione (gennaio-febbraio 2006).
In questi mesi ed anche recentemente sono apparse decisamente ingenerose e confuse tante critiche mosse al P.P.R. da amministratori locali ed associazioni imprenditoriali, mentre demagogiche, elettoralistiche e prive di reale riscontro concreto le proposte referendarie (miseramente naufragate alla prima verifica di legittimità) avanzate da Forza Italia contro un P.P.R. addirittura non definitivamente approvato. Non certo meglio le contro-proposte avanzate dall?on. Paolo Manichedda, le quali sembrano quasi frutto del desiderio di quegli amministratori locali e progettisti alle disposizioni lassiste degli illegittimi piani territoriali paesistici del 1993, annullati su ricorsi ecologisti dai Giudici amministrativi perché l?esatto contrario di una corretta pianificazione paesistica.
Si ricorda, inoltre, che nell?estate 2005 era stata consegnata al Presidente della Regione autonoma della Sardegna on. Renato Soru ed al Presidente del Consiglio regionale on. Giacomo Spissu la petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde promossa dagli Amici della Terra e dal Gruppo d?Intervento Giuridico. Gli aderenti sono stati ben 3.515 e vedono tra di loro parlamentari europei (on. Monica Frassoni), l?intera direzione nazionale degli Amici della Terra (Rosa Filippini, Walter Baldassarri e Maria Laura Radiconcini), personalità della cultura (lo scrittore Giorgio Todde), personalità del volontariato attivo (don Ettore Cannavera), rappresentanti di associazioni ecologiste di tutto il Mediterraneo (Coordinamenti Friends of the Earth dell?Europa e del Mediterraneo, associazioni nazionali aderenti a Friends of the Earth di Francia, Spagna, Cipro, Israele, Palestina, Croazia, Tema Foundation della Turchia, Istria Verde della Croazia, N.T.M. di Malta, C 21 dell?Algeria, Green Action della Croazia, European Geography Association della Grecia, E.N.D.A. della Francia, Green Home del Montenegro, S.P.N.L. del Libano, Link di Israele, E.N.D.A. Maghreb del Marocco, Tunisian Front Organization della Tunisia, Ecomediterrania della Spagna, O.D.R.A.Z. della Croazia, A.P.E.N.A. della Tunisia, A.F.D.C. del Libano, R.A.E.D. dell?Egitto, Ceratonia Foundation di Malta, C.O.A.G. della Spagna, WWF ? programma Mediterraneo dell?Italia, I.P.A.D.E. della Spagna, Forum della Laguna di Venezia dell?Italia, W.A.D.A. del Libano, Associazione per la Wilderness dell?Italia), componenti di formazioni politico-sociali (vari aderenti a circoli di Progetto Sardegna) e, soprattutto, tanti comuni cittadini sardi, di tante altre parti d?Italia e numerosi stranieri. La petizione ha chiesto che il nuovo piano paesistico contenesse efficaci misure di tutela, una fascia di rispetto costiero di almeno 500 metri dal mare e la conservazione integrale dei tratti costieri ancora integri o non compromessi. Si è chiesta, poi, anche l?istituzione dell?Agenzia per la Salvaguardia delle Coste cui affidare l?acquisizione al patrimonio pubblico e la corretta gestione dei tratti di litorale più pregevoli dal punto di vista ambientale e paesaggistico, della quale, recentemente, la Giunta regionale ha avviato la realizzazione con l?istituzione del Servizio della Conservatoria delle coste sarde e poi con l’Agenzia della Conservatoria delle coste. Richieste provenienti dal mondo ecologista internazionale e dalla ?società civile? alla quale la Regione autonoma della Sardegna ha iniziato a dare risposte positive: ora cerchiamo di renderle migliori e più efficaci.
Riferimenti: piano paesaggistico regionale – P.P.R.
Categorie:Senza categoria	Tag: davanti, difesa, intervento, paesaggistico, piano, sardegna
In difesa del piano paesaggistico: intervento davanti al T.A.R. Sardegna.
19 Maggio 2007 Gruppo d'Intervento Giuridico	3 commenti
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