Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/339
Timestamp: 2020-04-04 12:50:02+00:00
Document Index: 41430621

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 113', 'art. 616', 'art. 339', 'sentenza ', 'art. 113', 'art. 339', 'sentenza ', 'art. 279', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 339', 'art. 10']

I. Possono essere impugnate con appello le sentenze pronunciate in primo grado, purché l'appello non sia escluso dalla legge o dall'accordo delle parti a norma dell'articolo 360, secondo comma.
II. È inappellabile la sentenza che il giudice ha pronunciato secondo equità a norma dell'articolo 114.
III. Le sentenze del giudice di pace pronunciate secondo equità a norma dell'articolo 113, secondo comma, sono appellabili esclusivamente per violazione delle norme sul procedimento, per violazione di norme costituzionali o comunitarie ovvero dei principi regolatori della materia (1).
(1) Comma sostituito dal d.ls. 2 febbraio 2006, n. 40, con effetto dal 2 marzo 2006. La disposizione si applica: «ai giudizi pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto. Tuttavia, ai provvedimenti del giudice di pace pubblicati entro la data di entrata in vigore del presente decreto si applica la disciplina previgente».
Divieto di appellabilità delle sentenze in materia di opposizione all'esecuzione - Abrogazione ad opera della l. n. 69 del 2009 - Sentenze del giudice di pace pronunciate secondo equità ex art. 113, comma 2, c.p.c. - Appellabilità limitata - Sussistenza.
In tema di opposizione all'esecuzione, pur dopo l'abrogazione, ad opera della l. n. 69 del 2009, del divieto di appellabilità (introdotto, modificando l'art. 616, ultimo comma, c.p.c, dalla l. n. 52 del 2006) le sentenze del giudice di pace pronunciate, in ragione del valore della lite, secondo equità necessaria, sono sono appellabili esclusivamente per motivi limitati indicati dall'art. 339, comma 3 c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 24 Settembre 2019, n. 23623. Segue...
Responsabilità dello Stato per violazione di Direttive europee - Condanna emessa dal giudice di pace secondo equità - Appello a motivi limitati - Ammissibilità.
E' ammissibile l'appello avverso la sentenza di condanna dello Stato italiano al risarcimento del danno derivante dalla violazione di una Direttiva europea, emessa dal giudice di pace nell'ambito di un giudizio di equità cd. necessaria, ai sensi dell'art. 113, comma 2, c.p.c., atteso che la ragione di impugnazione fondata sull'erronea applicazione della Direttiva rientra tra i motivi "limitati" di cui all'art. 339, comma 3, c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 28 Giugno 2018, n. 17058. Segue...
Avvocato - Onorari - Prestazioni professionali - Richiesta cumulativa, anche a seguito di riunione di giudizi, di compensi per la trattazione di affari civili e penali - Procedimento di cui alla l. n. 794 del 1942 (applicabile "ratione temporis") - Inapplicabilità - Conseguenze.
Il procedimento previsto dagli artt. 28 e ss. della l. n. 794 del 1942 per la liquidazione degli onorari di avvocato non è applicabile per i compensi in materia penale, anche se chiesti cumulativamente a quelli civili nel medesimo giudizio, ovvero in altro, ordinario, riunito a quello disciplinato dalla menzionata legge: in tali ipotesi, il rito ordinario di cognizione, che è il solo consentito per le prestazioni penali, prevale, per ragioni di connessione, su quello speciale, ed il procedimento va definito con sentenza, soggetta all'appello e non al ricorso straordinario per cassazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 27 Settembre 2016, n. 19025. Segue...
Provvedimento giudiziale - Mezzo di impugnazione - Effetto giuridico sostanziale - Rilevanza - Forma esteriore del provvedimento o denominazione data del giudice - Irrilevanza..
Allo scopo di stabilire se un provvedimento abbia carattere di ordinanza o di sentenza, e sia quindi soggetto ai mezzi di impugnazione stabiliti per l’uno o per l’altro provvedimento, non deve aversi riguardo alla forma esteriore od alla denominazione data dal Giudice, ma all’effetto giuridico sostanziale che esso é destinato a produrre, in base al principio della prevalenza della sostanza sulla forma, con la conseguenza che, indipendentemente dalla veste formale utilizzata, si è comunque in presenza di una sentenza quando il Giudice si pronuncia in via definitiva o non definitiva sul merito della controversia, sui presupposti o sulle condizioni processuali ex art. 279 c.p.c.. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 21 Giugno 2011. Segue...
Processo civile - Sentenza del giudice di pace - Valore inferiore a mille cento euro - Appello - Ammissibilità - Condizioni - Adempimento dell'obbligazione - Conseguimento da parte del debitore della disponibilità della somma dovuta - Necessità..
Il comportamento del debitore che, nonostante le rimostranze del creditore, perseveri nel voler provvedere al pagamento dell’obbligazione con modalità tali che non forniscano al creditore la disponibilità della somma di denaro dovuta costituisce violazione dei “principi regolatori della materia” (cfr. artt. 1175 e 1375, codice civile) e avverso la sentenza del giudice di pace che non faccia applicazione di detti principi potrà essere proposto appello anche nel caso in cui il valore della controversia sia inferiore a mille cento euro. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 26 Ottobre 2010. Segue...
Sentenze del giudice di pace pronunciate secondo equità – Appello – Impugnazione del capo della sentenza relativo alla condanna alle spese – Violazione delle norme sul procedimento – Configurabilità. .
Il capo della sentenza del giudice di pace - che ha deciso la causa come giudice di equità - relativo alla spese processuali è appellabile, atteso che la disciplina sulle spese appartiene alle regole che governano il processo e che, quindi, la sua violazione integra violazione delle norme sul procedimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 21 Aprile 2009. Segue...
Procedimento civile – Sentenze del giudice di pace – Appellabilità – Criteri – Valore non superiore ad euro 1.100,00 – Decisione secondo equità – Irrilevanza..
In tema di impugnazione di sentenze del giudice di pace, in base al combinato disposto degli art. 339, comma 3, e 113, comma 2, cod. proc. civ., sono da ritenersi inappellabili (e perciò immediatamente ricorribili per Cassazione) tutte le sentenze pronunciate dal giudice di pace in controversie non eccedenti il valore di € 1.100,00=, a prescindere dal fatto che esse siano pronunciate secondo diritto o secondo equità, a tal fine dovendo considerarsi non il contenuto della decisione ma, appunto, solamente il valore della controversia, da determinarsi applicando analogicamente le norme di cui agli art. 10 e ss. cod. proc. civ. in tema di competenza. (Edoardo Di Capua) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 21 Gennaio 2009. Segue...