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Timestamp: 2020-05-28 08:34:19+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 25328 del 12/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25328 del 12/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 12/12/2016, (ud. 03/11/2016, dep.12/12/2016), n. 25328
sul ricorso 1270/2015 proposto da:
M.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CATANZARO 9,
presso lo studio dell’avvocato ALBERTO MARIA PAPADIA, rappresentato
e difeso dall’avvocato MASSIMO CANTIANI giusta procura in calce al
UNIPOLSAI ASSICURAZIONE S.P.A., P.L., B.E.;
avverso la sentenza n. 814/2013 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,
emessa il 19/03/2013 e depositata il 18/11/2013;
“1. M.E. ha impugnato per cassazione la sentenza 18.11.2013 n. 814 della Corte d’appello d’Ancona, la quale – confermando la decisione di primo grado – ha rigettato la sua domanda di risarcimento del danno patito in conseguenza d’un sinistro stradale.
La domanda è stata rigettata dal giudice di merito sul presupposto che la responsabilità del sinistro fisse da ascrivere unicamente alla odierna ricorrente, per non avere rispettato il segnale di “Stop” dal quale era onerata.
2. Con ambedue i motivi del proprio ricorso, pur formalmente lamentando l’omesso esame di fatti decisivi (primo motivo) e la violazione di legge (secondo motivo), la ricorrente deduce in sostanza che il giudice di merito avrebbe erroneamente ricostruito la dinamica del sinistro, e malamente valutato le prove raccolte.
3. Ambedue i motivi appaiono manifestamente infondati, se non inammissibili.
3.1. Il primo motivo è infondato in quanto le Sezioni Unite di questa Corte, nel chiarire il senso del nuovo testo dell’art. 360 c.p.c., n. 5, hanno stabilito che per effetto della riforma “è denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sè, purchè il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultane processuali. Tale anomalia si esaurisce nella “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione” (Sez. U, Sentenza n. 8053 del 07/04/2014,Rv. 629830).
Nella motivazione della sentenza appena ricordata, inoltre, si precisa che “l’omesso esame di elementi istruttori, in quanto tale, non intera l’omesso esame circa un fatto decisivo previsto dalla norma, quando il fatto storico rappresentato sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorchè questi non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie astrattamente rilevanti”.
Nel caso di specie, invece, la ricorrente denuncia come “omesso esame d’un fitto decisivo” la mancata valutazione di elementi istruttori: e dunque formula una censura non consentita.
3.2. Il secondo motivo è infondato giacchè stabilire quale sia stata la condotta d’un veicolo a motore in occasione d’un sinistro stradale costituisce un accertamento di fitto, non una valutazione in diritto.
2. La parte ricorrente ha depositato un atto datato 27.10.2016, nel quale ha dichiarato di volere rinunciare al ricorso.
Non essendovi stata costituzione di altre parti, correttamente non è stato notificato agli intimati (art. 390 c.p.c., comma 3).