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Timestamp: 2020-01-29 20:41:55+00:00
Document Index: 179930963

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 3', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 6']

Uif banca d’Italia
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La segnalazione di operazioni sospette da parte del professionisti Profili normativi
Torino, 14 ottobre 2010
1. Standard internazionali …
progressiva estensione dell’ambito soggettivo … operatori non finanziari e professionisti
a livello internazionale (GAFI) … tipologie e valutazioni … poi raccomandazioni … le ragioni > analisi della casistica e possibilità di arbitraggi
a livello comunitario … lavori Comitato di Contatto … ampliamento con la seconda direttiva (2001/97/CE) … confermato dalla terza (2005/60/CE)
… e disciplina nazionale
estensione ad attività non finanziarie (d.lgs. 374/1999) e poi a professionisti (d.lgs. 56/2004)
D.M. n. 141 e 143 e provvedimenti UIC del febbraio 2006 … lenta entrata a regime
d.lgs. n. 231/2007 conferma gli obblighi dei professionisti … anche finanziamento del terrorismo … “approccio basato sul rischio” per l’adeguata verifica
graduazione degli obblighi, attenzione a costi, formulazioni normative generiche
… una comparazione …
analisi di un campione di 8 ordinamenti europei (eterogenei per natura della FIU)
omogeneità delle categorie professionali considerate
in molti Paesi, ruolo di filtro degli organi professionali con partecipazione a emanazione indicatori e controlli
attribuzione di un certo grado di valutazione soggettiva e discrezionale per la rilevazione di SOS
scarsa quantità delle segnalazioni
in generale, ricopiare più che recepire direttiva
contenzioso sulla compatibilità tra applicazione della normativa e diritto alla difesa e al processo giusti (professionisti legali)
ricorsi nazionali ed europei (Corte di Giustizia CE, 26 giugno 2007; Consiglio di Stato francese)
in generale, compatibilità tra obbligo di segnalazione e diritto di difesa in direttiva per esclusione di attività giudiziaria
in Francia, filtro degli Ordini nei rapporti con la FIU
2. Prevenzione e ruolo della UIF
d.lgs. 231 muta il quadro delle autorità di riferimento
UIF … unità autonoma e indipendente presso la Banca d’Italia
riceve e analizza le SOS … propone indicatori di anomalia … elabora e diffonde schemi di anomalia … definisce il contenuto della segnalazione … verifica il rispetto della disciplina sulle SOS
a differenza dell’UIC, non ha competenze in materia di adeguata verifica della clientela e obblighi di registrazione
Prevenzione e ruolo UIF
gli altri presidi antiriciclaggio
adeguata verifica e astensione (vere novità del 231 del 2007)
registrazione (con più alternative)
violazioni dei limiti al contante e ai titoli
carenze di poteri o ritardi nella normativa di attuazione … intervento di alcuni Ordini professionali
3. Destinatari (art. 12)
iscritti albo dottori commercialisti ed esperti contabili
iscritti albo dei consulenti del lavoro
ogni altro soggetto che rende i servizi forniti da periti, consulenti ed altri soggetti che svolgono in maniera professionale, anche nei confronti dei propri associati o iscritti, attività in materia di contabilità e tributi ivi compresi associazioni di categoria di imprenditori e commercianti, CAF e patronati
prestatori di servizi relativi a società e trust ad esclusione dei soggetti indicati precedentemente
limite oggettivo per notai e avvocati
in nome o per conto dei clienti compiono operazioni finanziarie o immobiliari
assistono i clienti nella predisposizione o realizzazione delle seguenti operazioni:
trasferimento a qualsiasi titolo di diritti reali su immobili o attività economiche
gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni
apertura o gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti titoli
organizzazione degli apporti per la costituzione, gestione o amministrazione di società
costituzione, gestione o amministrazione di società, enti o trust
art. 3 della 197/91 … “ogni operazione che … induca a ritenere” provenienza delittuosa del denaro o dei beni
art. 41 della 231/07 … “sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare … in corso, compiute o tentate operazioni di riciclaggio” (nozione amministrativa)
ampliamento dell’obbligo
avere ragionevoli motivi (elementi per dover sospettare? … in astratto?)
operazioni tentate (condotta criminosa avviata?)
nozione amministrativa di riciclaggio
(attività criminosa; auto-riciclaggio; aiuto o istigazione)
(conoscenza di provenienza; dolo specifico di dissimulazione; elencazione condotte … ma comma 3)
limite per professionisti
l’obbligo non si applica per le informazioni ricevute dal cliente o ottenute nel corso dell'esame della posizione giuridica o nell’esercizio dei compiti di difesa o di rappresentanza del medesimo in un procedimento giudiziario o in relazione a tale procedimento, compresa la consulenza sull'eventualità di intentare o evitare un procedimento, ove tali informazioni siano ricevute o ottenute prima, durante o dopo il procedimento stesso
4. Indicatori di anomalia
proposta della UIF … sentiti gli ordini professionali … esame del CSF … emanazione decreto (procedura lunga)
DM Ministero Giustizia 16 aprile 2010 (G.U. 3 maggio 2010, n. 101)
esame comparativo degli indicatori a livello internazionale
audizione “informale” degli ordini professionali dalla UIF
audizione formale dal Ministero di Giustizia degli ordini ex art. 41, comma 2, lett. b)
scarsa massa critica di segnalazioni ricevute e limitata significatività
definizioni … ambito di applicazione … principi generali … norme finali
gli indicatori non hanno carattere esaustivo … assenza di indicatori non esclude il sospetto … esigenza di prestare attenzione a ulteriori comportamenti
… rinvio a schemi di anomalia
indicatori sono articolati in sub-indici, che costituiscono una esemplificazione operativa (vanno letti congiuntamente)
due principi di fondo
mera ricorrenza di operazioni o comportamenti descritti in uno o più indicatori non è motivo di per sé sufficiente per la segnalazione … è necessario valutare in concreto la rilevanza del comportamento della clientela (art. 3, comma 5)
selezione degli indicatori rilevanti è effettuata alla luce della concreta attività prestata (art. 3, co. 8)
Allegato 1: gli indicatori
A. connessi al cliente
comportamenti del cliente (informazioni palesemente inesatte o incomplete; rifiuto o riluttanza nel fornire informazioni; inusuale familiarità con antiriciclaggio; non adeguata conoscenza e dubbio di agire per terzo)
profili soggettivi (“referenze giudiziarie” negative; censimento in liste di terrorismo; operatività in Paesi a rischio)
B. connessi alle modalità di esecuzione delle prestazioni professionali
incompatibilità con il profilo economico o con l’attività del cliente o del relativo gruppo
inusualità rispetto alle ordinarie modalità di svolgimento della prestazione
illogicità, quale contrarietà a principi di razionalità economica
C. relativi alle modalità di pagamento
strumenti di pagamento incoerenti; tecniche di frazionamento; modifica di modalità convenute; ricorso a mezzi di pagamento di terzi
D. relativi alla costituzione e amministrazione di imprese, società, trust ed enti analoghi
scopo o effetto di dissimulare o ostacolare titolare effettivo o occultare origine o destinazione delle risorse finanziarie; conferimenti beni in natura per importi sproporzionati a quelli di mercato
E. aventi a oggetto beni immobili o beni mobili registrati
acquisto beni con prezzo elevato; compravendite a prezzi sproporzionali rispetto a valore mercato; con rilevamento di azioni di società in Paesi non equivalenti; in assenza di qualsivoglia legame o convenienza economica; senza informazioni su luogo e condizioni; consulenza per compravendite in contanti
F. operazioni contabili e finanziarie
scopo o effetto di occultare disponibilità; caratteri o importi incoerenti con profilo economico pratimoniale o attività; attestazioni cospicui depositi in banche di Pasi non cooperativi; successive operazioni di apertura e chiusura di conti; conti societari e conti personali
Allegato 2: principi e indicazioni
“manuale del buon segnalatore” … nessun contenuto prescrittivo … richiamo di principi normativi … opportunità di procedure interne per il corretto adempimento degli obblighi
assenza di soglie minime per la segnalazione
segnalazione di operazioni o prestazioni rifiutate
sospensione dell’operazione con canali informali
mantenere traccia dell’iter valutativo seguito
comunicazione dell’avvenuta archiviazione
ruolo degli ordini professionali nella formazione
gli indicatori di anomalia sono (e non possono che essere) campanelli d’allarme
anomalia va valutata alla luce della conoscenza del soggetto per individuare sospetto
collaborazione attiva versus automatismi
critiche per eccessiva genericità e non esaustività
esigenza di lettura positiva …
5. Schemi o modelli di anomalia
art. 6, comma 7, lett. b) di d.lgs. n. 231 del 2007
comportamenti più specifici, ricorrenti nella prassi, caratterizzati da omogeneità e ripetitività
complesso di anomalie soggettive e oggettive connesse sotto il profilo logico ovvero temporale e riconducibili a determinati fenomeni criminali, alla luce dell’esperienza di analisi finanziaria
non tutti i comportamenti dello schema per effettuare SOS … no SOS automatica per singolo comportamento
altri schemi per usura, conti dedicati, phishing (finanziamenti pubblici)
“schema” imprese in crisi
variazioni nella proprietà o nell’amministrazione (improvvise o ripetute, soggetti non qualificati o lontani, in centri off-shore) comportamenti sotto il profilo soggettivo
improvvisi afflussi di disponibilità (contributi, finanziamenti, flussi dall’estero) primi quattro comportamenti sotto il profilo oggettivo
cessioni di beni a prezzi non di mercato
“schema” frodi IVA (carosello)
profilo soggettivo (recente o breve operatività, settore economico, capitale minimo, assenza unità operative, soci non qualificati, documentazione contraffatta, assenza altri rapporti)
profilo oggettivo (vorticosa movimentazione, operatività con l’estero, trasferimento fondi senza giustificazione commerciale, giri di fondi, cessione di beni a prezzi non di mercato, assenza di addebiti tipici di impresa)
“schema” abuso finanziamenti pubblici
fase prodromica all’erogazione
capitalizzazione imprese; variazione assetti; profilo soggettivo di soci o amministratori; entità finanziamento incompatibile; documentazione carente; più società di medesimo gruppo
fase di utilizzo dei finanziamenti
prelievo in contanti; trasferimento a terzi o Paesi off-shore; giri di fondi tra società collegate; pagamento consulenze o prestazioni; rimborso anticipato
modificare il contesto internazionale per superare criticità emerse
differenze tra diverse categorie
collaborazione con gli Ordini nella definizione della normativa
attenzione non solo a quantità ma a qualità
tempo per far maturare una cultura
elenco: public -> convegni
convegni -> Il procedimento “societario”