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Timestamp: 2019-06-18 07:21:03+00:00
Document Index: 12118041

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Nuovo rinvio della Cassazione. Da rifare il Processo "Marina Uno"
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Mesotelioma Peritoneale: confermata la condanna per Rete Ferroviaria Italiana
Pubblicato da Redazione Legale il 14 Giugno 2019
La Cassazione ha confermato la condanna per Rete Ferroviaria Italiana al risarcimento dei familiari di un ex dipendente deceduto per Mesotelioma Peritoneale.
La FDA approva i campi elettrici nel trattamento di prima linea del Mesotelioma Pleurico Maligno
Pubblicato da Redazione il 7 Giugno 2019
La FDA, l'agenzia per gli alimenti ed i farmaci americana, ha approvato un sistema che utilizza i campi elettrici (Tumor Treatment Fields) nella cura del mesotelioma pleurico maligno di prima linea.
Risarcimento per Asbestosi in sede civile per Fincantieri
Pubblicato da Redazione Legale il 31 Maggio 2019
Il Tribunale di Palermo ha condannato Fincantieri ad un maxi-risarcimento a favore dei familiari di un ex dipendente deceduto per asbestosi per esposizione ad amianto nel cantiere navale.
Eternit Bis: imprenditore svizzero condannato per le morti da amianto
Pubblicato da Redazione Legale il 27 Maggio 2019
Processo Eternit Bis: condanna in primo grado per il patron della Eternit di Casale Monferrato nel processo per due morti per malattie da amianto allo stabilimento Eternit di Cavagnolo.
Prosegue il procedimento a carico degli ex Manager della Raffineria di Gela per le malattie da amianto
Pubblicato da Redazione Legale il 6 Maggio 2019
Si succedono in Tribunale le testimonianze di lavoratori, periti e altri testimoni nel procedimento ai manager della Raffineria di Gela per le esposizioni ad amianto.
Ex Isochimica di Avellino. La Regione Campania ha dato il via alla bonifica del sito
Pubblicato da Redazione il 21 Aprile 2019
A marzo hanno preso il via i lavori finanziati dalla Regione Campania per la bonifica del sito della ex Isochimica, sito d'interesse nazionale per il risanamento dall'amianto.
Leucemia mieloide acuta. Scoperti i meccanismi di recidiva
Pubblicato da Redazione il 19 Aprile 2019
Scoperti i meccanismi messi in atto dalle cellule tumorali nella leucemia mieloide acuta per ingannare il sistema immunitario.
Confermata in Cassazione la condanna per Dalmine S. P. A. Risarcimento per un lavoratore deceduto per Mesotelioma Peritoneale
Pubblicato da Redazione Legale il 6 Aprile 2019
La Cassazione ha respinto il ricorso di Dalmine S.P.A. avverso al risarcimento dei familiari di un lavoratore deceduto per un mesotelioma peritoneale.
Vetrerie Riunite condannate a risarcire i familiari di una lavoratrice deceduta per Mesotelioma
Pubblicato da Redazione Legale il 22 Marzo 2019
Vetrerie Riunite S. P. A., già Finvetro S. P. A. condannata al risarcimento dei familiari di una ex lavoratrice deceduta per mesotelioma pleurico. La malattia fu causata da esposizione ad amianto sul luogo di lavoro.
Nuovo rinvio della Cassazione. Da rifare il Processo “Marina Uno”
Pubblicato da Redazione Legale il 30 Marzo 2019
La Suprema Corte di Cassazione, con sentenza del 6 novembre 2018, ha annullato la sentenza di assoluzione dei 5 ammiragli della Marina Militare emessa il 16 marzo 2017 dalla Corte di Appello di Venezia.
Gli ammiragli erano accusati dell’omicidio colposo di due marinai deceduti rispettivamente nel 2002 e nel 2005, a Padova, a causa di un mesotelioma pleurico causato dall’esposizione all’amianto sul luogo di lavoro, cioè sulle navi militari.
I reati ascritti riguardavano:
l’omessa informazione sui rischi corsi dai marinai per l’esposizione a materiali contenenti amianto presenti nella destinazione di servizio;
la mancanza di dispositivi di protezione individuale;
l’assenza di misure idonee atte a contenere la dispersione di fibre di amianto sul luogo di lavoro.
La sentenza di primo grado del Tribunale di Padova
Nel 2012, in primo grado, il Tribunale di Padova aveva assolto gli imputati per l’impossibilità, secondo i giudici, di individuare le responsabilità penali degli imputati.
I giudici rilevavano infatti la difficoltà di stabilire l’esatto momento temporale dell’induzione della malattia.
Inoltre il Tribunale, dopo una disamina della letteratura scientifica a riguardo, dichiarava non dimostrato il nesso causale per le esposizioni successive a quella di innesco, sebbene riconoscesse la loro importanza quanto alla riduzione della latenza della malattia.
La sentenza della Corte di Appello di Venezia
La Corte di Appello di Venezia, con sentenza del 14 luglio 2014, pur ritenendo configurabile il reato di omicidio colposo per gli ammiragli della Marina Militare per l’omissione delle tutele di sicurezza dei lavoratori, assolve gli imputati per intervenuta prescrizione dei reati.
Nell’adottare il provvedimento la Corte esclude l’applicabilità delle aggravanti relative alla violazione delle norme di sicurezza e igiene del lavoro previste da D. P. R. n. 303 del 1956, che avrebbero allungato i tempi della prescrizione stessa.
Infatti “esse non trovano applicazione in relazione al lavoro a bordo del naviglio di Stato”, come previsto dell’art. 20, comma 2 della legge n. 183 del 4 novembre 2010, cd. collegato lavoro.
Il primo annullamento della Cassazione
La Quarta Sezione penale della Cassazione ha tuttavia annullato la prima sentenza della Corte di Appello di Venezia in quanto i giudici di secondo grado:
[…] non si erano confrontati con la richiesta della Procura generale, pure richiamata in sentenza, di prendere in considerazione il complesso dell’attività lavorativa prestata da [omissis], non potendo la clausola di esenzione introdotta dal legislatore del 2010, da interpretare in senso restrittivo, essere riferita anche all’attività prestata a terra (dunque non solo sui navigli) da parte dei lavoratori.
Inoltre i giudici di legittimità annullavano la sentenza impugnata per altre due motivazioni:
la mancanza di un approfondimento quanto all’effetto acceleratore delle cosiddette esposizioni successive alla prima e alla loro incidenza sul nesso causale fra esposizione ed evento mortale;
la presunta inapplicabilità, secondo la corte lagunare, delle aggravanti previste dall’art. 2087 del Codice Civile, che escludeva in termini apodittici che il datore fosse equiparabile all’imprenditore.
Il secondo giudizio della Corte di Appello di Venezia
Il secondo pronunciamento della Corte di Appello di Venezia, nel 2017, ha tuttavia ribadito l’inutilità di un’ennesima indagine peritale quanto all’accertamento dell’effetto acceleratore delle esposizioni successive alla prima.
Secondo la Corte infatti, non ci sarebbe consenso nella comunità scientifica quanto alla rilevanza delle esposizioni successive alla prima (quella dell’induzione) nell’accorciamento della latenza della malattia.
In questo senso la Corte ha ritenuto corretta l’impostazione della prima sentenza del Tribunale di Padova del 2012. La sentenza aveva assolto gli ammiragli della Marina Militare imputati nel processo.
Il nuovo annullamento della Corte di Cassazione
Le motivazioni dell’annullamento della sentenza di assoluzione della Corte di Appello di Venezia da parte della Corte di Cassazione, nell’udienza del 6 novembre 2018, sono state depositate pochi giorni fa (Terza Sezione Penale, sentenza n. 11451 del 2019).
Per la Cassazione, la Corte territoriale non si sarebbe “uniformata ai criteri interpretativi fissati dalla Corte di legittimità”.
Si legge infatti nella sentenza:
[…] nella vicenda in esame, la Corte di appello ha sostanzialmente eluso le direttive ermeneutiche fissate nel giudizio di legittimità, […] la questione demandata alla Corte territoriale era quella di approfondire, ‘anche con l’ulteriore ausilio di esperti qualificati e indipendenti’, la questione se l’esposizione prolungata dei lavoratori, in assenza di strumenti di protezione individuale e senza l’adozione delle misure di riduzione delle polveri, possa aver inciso anche solo sul tempo di latenza o sul decorso della malattia, con particolare riferimento alle lavorazioni a terra, per le quali non operava la clausola di esenzione ex lege n. 183 del 2010.
La Cassazione sottolinea come la diversità di opinioni scientifiche sollevata dalla Corte di Appello quale elemento assolutorio non esimeva comunque la Corte stessa dal condurre tale indagine.
A maggior ragione poiché la prima sentenza stessa della Corte di Appello di Venezia aveva già ribaltato le motivazioni della sentenza di assoluzione di primo grado.
In essa veniva dimostrata l’esistenza del nesso causale fra esposizione all’amianto e mesotelioma pleurico insorto nei due marinai nonché dell’effetto acceleratore provocato dalle successive esposizioni.
Infine la Cassazione rileva l’omissione, da parte della Corte di Appello, di una pronuncia su uno dei temi sollevati dalla Corte di legittimità, relativa all’applicabilità dell’art. 2087 del Codice Penale, rispetto all’equiparazione tra datore di lavoro e imprenditore.
l’amianto e le malattie da amianto sulle navi e nei cantieri navali;
processo Marina Due. Assolti gli ammiragli della Marina Militare;
ottenere un risarcimento per le malattie causate dall’amianto.
Crediti: immagine di Dawid Skalec, concessa con licenza CC BY-SA 3.0, da Wikimedia Commons. Modificata (ritagliata). Ridistribuita con la stessa licenza.
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