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Timestamp: 2019-06-20 23:53:25+00:00
Document Index: 183772127

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 109', 'art. 67', 'art. 10']

31 Dic 2014 - Imposte Dirette (Irpef, Ires, Irap) Libera Professione Società Commerciali
Dal 1° gennaio 2015 cambiano le modalità e le condizioni di deducibilità delle spese di vitto e alloggio che i professionisti sostengono per lo svolgimento degli incarichi ricevuti, a condizione che il pagamento avvenga direttamente da parte del committente, significa che per il professionista queste spese non rientrano fra quelle che hanno il limite di deducibilità (75% della spesa comunque non più del 2% dei compensi lordi percepiti) e sono completamente deducibili per il committente; nulla cambia per le spese di viaggio e trasporto che mantengono i limiti fiscali per il professionista solo relativamente alle spese legate all’utilizzo dell’autovettura (20% della spesa).
Di seguito l’estratto della Circolare di ieri che illustra la posizione dell’Agenzia delle Entrate, con tabella esplicativa:
Agenzia delle entrate, Circolare 31/E del 30 dicembre 2014
2 SPESE DI VITTO E ALLOGGIO DEI PROFESSIONISTI (ARTICOLO 10)
L’art. 10 del decreto legislativo 21 novembre 2014,n. 175 interviene sulla determinazione del reddito di lavoro autonomo, sostituendo il secondo periodo dell’art. 54, comma 5, del Testo Unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. n. 917 del 1986 (di seguito, TUIR) riguardante il trattamento fiscale delle spese di vitto e alloggio sostenute direttamente dal committente.
Si ricorda che, in base al primo periodo del comma 5 dell’art. 54 del
TUIR, non modificato dal decreto, “Le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande sono deducibili nella misura del 75 per cento e, in ogni caso, per un importo complessivamente non superiore al 2 per cento dell’ammontare dei compensi percepiti nel periodo di imposta”.
Le differenze sono sintetizzate nello schema seguente.
Schema di sintesi delle differenze di trattamento delle spese sostenute dal committente relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande
Il committente riceve da colui che presta il servizio alberghiero o di ristorazione, il documento fiscale a lui intestato con l’esplicito riferimento al professionista che ha fruito del servizio. Il committente riceve da colui che presta il servizio alberghiero o di ristorazione, il documento fiscale a lui intestato con l’esplicito riferimento al professionista che ha fruito del servizio.
Il committente:- comunica al professionista l’ammontare della spesa effettivamente sostenuta;
– invia al professionista copia della relativa documentazione fiscale.
deducibile per l’impresa committente. Il committente:- non comunica al professionista l’ammontare della spesa effettivamente sostenuta;
– non invia al professionista copia della relativa documentazione fiscale.
Il professionista:- emette la parcella comprensiva dei compensi e delle spese pagate dal committente;
– considera il costo integralmente deducibile, qualora siano state rispettate le predette condizioni.
Il professionista:- emette la parcella non comprendendo le spese sostenute dal committente per l’acquisto di prestazioni alberghiere e per la somministrazione di alimenti e bevande;
– considera non deducibili le spese sostenute dal committente per l’acquisto di prestazioni alberghiere e per la somministrazione di alimenti e bevande.
L’impresa committente , ricevuta la parcella, imputa a costo la prestazione, comprensiva dei rimborsi spese. Il costo è deducibile per il committente in base alle ordinarie regole applicabili alla propria categoria di reddito (lavoro autonomo o impresa)
del limite del 2% di deducibilità delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande, fermo restando la loro deducibilità nella misura del 75 per cento del relativo importo (primo periodo);
2.1 RILEVANZA PER IL COMMITTENTE
L’art. 54, comma 5, primo periodo, del TUIR, concernente la determinazione del reddito di lavoro autonomo, e l’art. 109, comma 5, quarto periodo, del medesimo Testo Unico, concernente la determinazione del reddito d’impresa, prevedono la limitazione al 75% della deducibilità delle spese sostenute per prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande.
In altri termini, la funzione della spesa deve continuare a ritenersiassorbita dalla prestazione di servizi resa dal professionista beneficiario al committente.
2.2 REDDITI DI LAVORO AUTONOMO NON ABITUALE
Considerata la sostanziale identità tra la nozione di compenso riferibile all’attività di lavoro autonomo professionale e quella riferibile all’attività di lavoro autonomo non abituale di cui alla lett. l) del comma 1 dell’art. 67 del TUIR (cfr. Circolari nn. 1 del 1973 e 58 del 2001, risoluzioni n. 20 del 1998, 69 del 2003 e 49 del 2013) si ritiene che la disposizione de qua sia applicabile anche nella determinazione dei redditi diversi derivanti da tali attività occasionali.
In relazione all’entrata in vigore, l’art. 10 del decreto specifica che “La disposizione di cui al periodo precedente si applica a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2015”.
Dato che la disposizione introdotta dal decreto riguarda la determinazione del reddito di lavoro autonomo, è necessario fare riferimento al periodo di imposta dei titolari di reddito di lavoro autonomo, normalmente coincidente con l’anno solare (persone fisiche e associazioni professionali residenti).
Pertanto, la disposizione in esame troverà applicazione dal 1° gennaio 2015. Al riguardo rileverà la data della prestazione alberghiera e delle somministrazioni di alimenti e bevande risultanti dai documenti fiscali emessi da colui che presta il servizio alberghiero o di ristorazione, intestati al committente e con l’indicazione degli estremi del professionista che ha fruito del servizio.