Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-13664-del-30-05-2017
Timestamp: 2020-04-01 22:02:18+00:00
Document Index: 102380874

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 196', 'art. 386', 'art. 196', 'art. 196', 'art. 196', 'art. 84', 'art. 196', 'art. 386', 'art. 196']

Sentenza Cassazione Civile n. 13664 del 30/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13664 del 30/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 30/05/2017, (ud. 06/04/2017, dep.30/05/2017), n. 13664
sul ricorso 10266-2016 proposto da:
AVIS BUDGET ITALIA SPA, in persona del legale rappresentante pro
92, presso lo studio dell’avvocato ELISABETTA NARDONE, che la
rappresenta e difende unitamente all’avvocato VINCENZO DE NISCO;
COMUNE FIRENZE, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente
GIUSEPPE LEPORE, rappresentato e difeso dall’avvocato ANDREA
avverso la sentenza n. 3568/2015 del TRIBUNALE di FIRENZE, depositata
partecipata del 06/04/2017 dal Consigliere Dott. SESTINI DANILO.
riformando la sentenza di primo grado, il Tribunale di Firenze ha rigettato l’opposizione proposta dall’Avis Budget Italia s.p.a. avverso due cartelle esattoriali relative al pagamento di sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada; il Tribunale ha ritenuto che, divenuti definitivi i verbali di accertamento ad essa ritualmente notificati, l’Avis non potesse proporre opposizione avverso la cartella di pagamento per motivi attinenti alla formazione del titolo, giacchè ogni contestazione avrebbe dovuto essere svolta mediante ricorso amministrativo al Prefetto o tramite ricorso giurisdizionale al Giudice di Pace;
ricorre per cassazione la società soccombente denunciando la violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, artt. 22 e 23, dell’art. 196 C.d.S. e dell’art. 386 del relativo Regolamento di Attuazione (primo motivo), nonchè l’omesso esame di un fatto decisivo e la violazione e l’errata applicazione dell’art. 196 C.d.S. (secondo motivo): deduce la ricorrente che, quale locatrice di veicoli senza conducente, aveva tempestivamente comunicato all’amministrazione comunale i nominativi dei clienti cui erano stati locati i mezzi ed esclude di poter essere chiamata a rispondere delle violazioni commesse dai conducenti, atteso che l’art. 196 C.d.S., prevede la responsabilità solidale del conducente e del locatario;
resiste il Comune di Firenze a mezzo di controricorso.
la circostanza che l’art. 196 C.d.S., comma 1, secondo periodo, preveda che, nelle ipotesi di cui all’art. 84 (concernente la locazione di veicoli senza conducente), delle violazioni commesse dal conducente “risponde solidalmente il locatario” non vale ad escludere la concorrente responsabilità del locatore (cfr. Cass. n. 18988/2015 che sottolinea come l’art. 196 C.d.S. intenda “assicurare il pagamento di un soggetto agevolmente identificabile, mentre l’identità del locatario, di regola, è nota soltanto al locatore”);
nè può ritenersi che la previsione dell’art. 386 Reg. Att. C.d.S. (che disciplina l’ipotesi della notificazione dei verbali a soggetto estraneo) si riferisca anche al locatore di veicoli senza conducente, dal momento che tale figura non rientra tra i “soggetti indicati nell’art. 196 del Codice”;
risulta pertanto corretta l’affermazione del giudice di appello, secondo cui la società esercente attività di autonoleggio non si sarebbe dovuta limitare a comunicare i nominativi dei locatari (comunicazione che – peraltro – il Comune assume avvenuta in maniera incompleta), ma avrebbe dovuto proporre ricorso in via amministrativa o giudiziaria per impedire che il verbale di accertamento divenisse definitivo;
parimenti corretta è la conclusione che non possa consentirsi la contestazione delle cartelle esattoriali per motivi attinenti alla formazione del titolo, che avrebbero dovuto essere dedotti avverso il verbale di accertamento della violazione;
il ricorso va pertanto rigettato, con condanna della ricorrente al pagamento delle spese di lite;
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente a rifondere al controricorrente le spese di lite, liquidate in Euro 2.300,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 e agli accessori di legge.