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Timestamp: 2019-08-21 22:51:45+00:00
Document Index: 45919200

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38']

Novità fiscali del 10 novembre 2009: dogane: nuovi modelli Intrastat; esportatore abituale: dal 2010 taglio ai benefici del plafond per i servizi; l'immobile destinato a studio rientrante nella comunione legale non incide per il terzo acquirente; contratti di solidarietà: il TFR non costituisce base retributiva utile; contratti di solidarietà anche in aziende al sotto dei 15 dipendenti; accertamenti bancari: basta la presunzione per vincere l'intestazione fittizia; istanze di rimborso IRES a seguito della parziale deducibilità dell’IRAP: presentazione scaglionata per regione | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 10 novembre 2009: dogane: nuovi modelli Intrastat; esportatore abituale: dal 2010 taglio ai benefici del plafond per i servizi; l'immobile destinato a studio rientrante nella comunione legale non incide per il terzo acquirente; contratti di solidarietà: il TFR non costituisce base retributiva utile; contratti di solidarietà anche in aziende al sotto dei 15 dipendenti; accertamenti bancari: basta la presunzione per vincere l'intestazione fittizia; istanze di rimborso IRES a seguito della parziale deducibilità dell’IRAP: presentazione scaglionata per regione
dogane: nuovi modelli Intrastat; esportatore abituale: dal 2010 taglio ai benefici del plafond per i servizi; l’immobile destinato a studio rientrante nella comunione legale non incide per il terzo acquirente; contratti di solidarietà: il TFR non costituisce base retributiva utile; contratti di solidarietà anche in aziende al sotto dei 15 dipendenti; accertamenti bancari: basta la presunzione per vincere l’intestazione fittizia; istanze di rimborso IRES a seguito della parziale deducibilità dell’IRAP: presentazione scaglionata per regione
1) L’immobile “destinato” a studio rientrante nella comunione legale non incide per il terzo acquirente
2) Contratti di solidarietà: Il TFR non costituisce base retributiva utile
3) Contratti di solidarietà anche in aziende al sotto dei 15 dipendenti
4) Esportatore abituale: Dal 2010 taglio ai benefici del plafond per i servizi
5) Dogane: nuovi modelli Intrastat
6) Esenzione dall’accisa sul gasolio utilizzato per le coltivazioni sotto serra
7) Accertamenti bancari: Basta la presunzione per vincere l’intestazione fittizia
8) Istanze di rimborso IRES a seguito della parziale deducibilità dell’IRAP: Presentazione scaglionata per regione
La dichiarazione di destinazione ad attività professionale contenuta nell’atto pubblico di compravendita di un immobile allo scopo di sottrarlo alla comunione legale dei coniugi non ha efficacia negoziale; tuttavia, per quanto riguarda l’efficacia dell’esclusione verso terzi, il sopravvenuto accertamento della comunione legale non è opponibile al terzo acquirente in buona fede.
La materia sottoposta al vaglio delle Sezioni Unite, oggetto di controversa giurisprudenza, ha riguardato la questione se i coniugi in comunione legale dispongono di diritti (quale quello di alienazione) sui beni inclusi nella comunione e quali siano gli eventuali effetti di tali disposizioni per i terzi acquirenti qualora sia accertata la comunione legale sul bene alienato.
<?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />La Corte di Cassazione (sentenza n. 22755 del 28.10.2009) ha stabilito che la dichiarazione di destinazione ad attività professionale contenuta nell’atto pubblico di compravendita di un immobile allo scopo di sottrarlo alla comunione legale dei coniugi non ha efficacia negoziale.
La norma prevede che il bene sia escluso dalla comunione solo nei casi tassativamente previsti.
Il coniuge non acquirente potrà sempre proporre azione di accertamento della comunione legale e a quel punto sarà determinante la verifica dell’effettiva esclusione del bene dalla comunione conseguente alla dichiarazione di destinazione.
Per quanto riguarda l’efficacia dell’esclusione verso terzi, il sopravvenuto accertamento della comunione legale non è opponibile al terzo acquirente in buona fede.
La base comprende unicamente le voci connotate dal requisito dell’immediatezza della fruizione.
Il TFR non rientra nella base retributiva utile ai fini del calcolo del contributo spettante all’impresa e ai lavoratori che stipulano contratti di solidarietà difensivi.
Lo ha precisato il Ministero del Lavoro con la nota protocollo n. 16582 del 03.11.2009, cambiando il precedente orientamento fornito nella nota n. 11025/09, con la quale il Ministero aveva configurato il TFR come elemento costante, ancorché differito, della retribuzione.
E, come tale, aveva ritenuto di doverlo ricomprendere nella base retributiva dei 12 mesi precedenti il regime di solidarietà in misura pari al rateo maturato in questo periodo.
Nella nuova nota, invece, riconsiderando che la base retributiva cui riferirsi ai fini del calcolo del contributo “è costituita dal quantum che il lavoratore avrebbe percepito di fatto durante il periodo nel quale l’azienda ha disposto la riduzione di orario di lavoro”, ha spiegato che il TFR non può esservi incluso giacché “sebbene caratterizzato dalla stabilità dell’erogazione e non maturato a titolo occasionale, ne costituisce elemento differito”.
Per tale ragione, dunque, non può appartenere alla base retributiva utile ai fini del calcolo del contributo integrativo.
Base che, invece, “comprende unicamente le voci connotate dal requisito dell’immediatezza della fruizione da parte dei lavoratori in solidarietà”.
Al fine di evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo e con accordo sindacale.
Anche le imprese con meno di 15 dipendenti (finora escluse, non potendo attivare la procedura di mobilità) hanno facoltà di ricorrere al contratto di solidarietà difensivo.
Il datore di lavoro in crisi, invece di licenziare può fare un accordo sindacale di ricorso alla solidarietà al fine di evitare tali licenziamenti plurimi individuali.
In cambio ne otterrà un contributo economico pari alla metà delle retribuzioni non erogate.
(Ministero del Lavoro, nota protocollo n. 22114/2009)
Il recepimento della direttiva 2008/8, che modifica la direttiva di rifusione della sesta direttiva Iva, taglia, dal 1° gennaio 2010, i benefici del plafond per l’esportatore abituale.
Il Dpr 633/72 prevede che chi effettua cessioni e prestazioni non imponibili a Iva può acquistare e importare beni e servizi senza pagare l’imposta nei limiti delle esportazioni e operazioni assimilate registrate nell’anno o nei 12 mesi precedenti.
La sesta direttiva Iva e quella di rifusione non prevedono l’istituto dell’esportatore abituale.
L’Italia ha però mantenuto il beneficio del plafond perché operativo dal 1973, prima dell’entrata in vigore della sesta direttiva.
Le disposizioni che dovranno essere recepite dal 1° gennaio 2010, dovranno considerare fuori campo Iva numerose prestazioni fornite dal soggetti italiani a soggetti non residenti e che, fino al 31 dicembre, sono considerate operazioni che concorrono al plafond per l’esportatore abituale.
A perdere il beneficio dell’esportatore abituale, in particolare, saranno le imprese che eseguono in Italia, per conto di soggetti non residenti, lavori di trasformazione e riparazione di beni mobili, trasporti intracomunitari di beni e servizi accessori ai trasporti.
L’Agenzia delle Dogane, con una nota, ha anticipato le novità in arrivo sui modelli Intrastat.
Infatti, dal 2010 gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie accoglieranno anche le prestazioni di servizi e dovranno essere presentati esclusivamente per via telematica.
Inoltre, cambieranno le regole sulla frequenza di presentazione, con la soppressione della cadenza annuale.
Non saranno interessati alle novità in oggetto gli elenchi riferiti a periodi precedenti al 2010.
Il documento dell’Agenzie delle dogane ha così anticipato l’imminente pubblicazione delle norme di recepimento della direttiva n. 2066/112/Ce, o più precisamente delle modifiche apportate a detta direttiva con le direttive nn. 8,9 e 117 del 2008.
Tuttavia, non viene precisato se lo strumento sarà quello del decreto legislativo, come previsto dalla legge delega n. 88 del 2009, oppure trattandosi dell’adeguamento dei modelli, di un decreto ministeriale.
Infine, l’Agenzia delle Dogana ha anche informato che dall’anno prossimo la firma digitale occorrente per utilizzare il servizio telematico doganale sarà rilasciata soltanto alle persone fisiche e saranno revocati i certificati rilasciati alle persone giuridiche.
Queste pertanto per continuare ad avvalersi del servizio, dovranno inserire almeno un sottoscrittore persona fisica.
In particolare, la citata nota contiene le seguenti indicazioni.
(Direttiva comunitaria 2006/112/CE e successive modifiche)
Sono in corso di pubblicazione le norme di recepimento della Direttiva Comunitaria 2006/112/CE che:
– estendono l’obbligo della presentazione degli elenchi INTRA anche alle prestazioni di servizio effettuate in ambito comunitario;
– rendono obbligatoria la presentazione per via esclusivamente telematica delle dichiarazioni INTRA beni e/o servizi riferite a periodi decorrenti dal 2010 eliminano la cadenza di presentazione annuale;
– prevedono nuove soglie per determinare la periodicità di presentazione mensile/trimestrale;
– introducono nuove modalità per il cambio di periodicità.
– elenchi annuali 2009 (scadenza 31 gennaio 2010 per presentazione cartacea/floppy e febbraio 2010 per presentazione telematica);
– elenchi trimestrali 4° trimestre 2009 (scadenza 31 gennaio 2010 per presentazione cartacea/floppy e 5 febbraio 2010 per presentazione telematica);
– elenchi mensili dicembre 2009 (scadenza 20 gennaio 2010 per presentazione cartacea/floppy e 25 gennaio 2010 per presentazione telematica).
Considerara l’imminenza della prima scadenza per l’obbligatorietà della trasmissione telematica (elenchi mensili relativi a gennaio 2010), qualora non si è già utenti del servizio telematico doganale, viene consigliato di consultare le pagine del sito delle Dogane per trovare le informazioni necessarie per aderirvi, disponibili al seguente indirizzo:
Inoltre, vengono trattate le importanti novità riguardanti la Firma digitale derivanti dall’applicazione di quanto previsto dal Decreto legislativo 7 marzo 2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale – CAD).
A partire dal 1/1/2010 i certificati di firma digitale saranno rilasciati soltanto a persone fisiche.
Se non si é in possesso di un certificato di firma digitale vi è la possibilità di iscrivervi al Servizio Telematico (www.agenziadogane.it -> Servizio Telematico Doganale – E.D.I) indicando almeno un Sottoscrittore (persona fisica).
A partire da 1/1/2010 saranno revocati i certificati di firma rilasciati alle persone giuridiche (codici fiscali di aziende).
Se é già aderito al Servizio Telematico Doganale e si é titolari di certificati di firma digitale assegnati a persone giuridiche si può inserire il sottoscrittore tramite l’apposita applicazione presente all’indirizzo www.agenziadogane.it -> Servizio Telematico Doganale – E.D.I. -> Modifiche alle autorizzazioni al servizio telematico doganale
Infine, si possono inoltrare eventuali quesiti all’indirizzo dogane.helpdesk.intra@agenziadogane.it dopo aver verificato che le informazioni non siano già presenti nella sezione dedicata all’Intrastat sul sito dell’Agenzia all’indirizzo
Non è più possibile riconoscere ulteriormente il beneficio fiscale (esenzione dall’accisa sul gasolio utilizzato per le coltivazioni sotto serra), ciò anche in assenza di un’espressa abrogazione della norma nazionale di previsione (art. 2, comma 14, della legge 22.12.2008, n. 203).
Tutto questo a causa della declaratoria di incompatibilità dell’esenzione dall’accisa sul gasolio utilizzato per le coltivazioni sotto serra formulata dalla Commissione europea con decisione della Commissione europea del 13.07.2009.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Dogane con la nota RU 149256 del 03.11.2009.
Oltre alla necessità del recupero degli aiuti in parola nei confronti degli effettivi beneficiari (i serricoltori) da parte della competente Amministrazione, la quale provvederà a darvi corso nei tempi e nei modi più opportuni, l’Agenzia ha evidenziato l’impossibilità di un’ulteriore applicazione dell’esenzione suddetta.
Pertanto, viene evidenziata l’inapplicabilità dell’art. 2, comma 14, della legge n. 203/2008 con la conseguenza che rispetto alle ulteriori forniture di gasolio, destinato ad essere impiegato nell’attività di coltivazione sotto serra, dovrà essere applicata l’aliquota prevista al punto 5 della Tabella A per i prodotti destinati all’agricoltura.
Al contribuente non rimane altro che provare il contrario, facendo valere le proprie ragioni anche in sede contenziosa.
Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 21454 del 09.10.2009), all’Amministrazione finanziaria spetta il potere di determinare il reddito e di imputarne il possesso al soggetto che, anche per il tramite di interposizione fittizia, ne sia il reale e vero percettore, con la sola dimostrazione di un quadro indiziario grave, preciso e concordante.
A questo punto compete al contribuente, nell’esercizio del proprio diritto di difesa, trovare gli elementi utili a “smontare” l’accertamento effettuato dal fisco attraverso idonea documentazione probatoria.
L’ufficio del fisco emette un avviso di accertamento a carico di una società, contestando un maggior reddito non dichiarato.
L’accertamento si fonda su una serie di indagini svolte dalla Guardia di finanza, dalle quali era emerso un notevole flusso finanziario tra società fiduciarie e rappresentante legale della società accertata (movimentazioni effettuate attraverso conti correnti bancari e alcuni libretti al portatore nella materiale disponibilità del legale rappresentante della società accertata).
In tale contesto, l’ufficio ha ritenuto che le movimentazioni effettuate con libretti al portatore e conti correnti intestasti a nomi di fantasia, nella disponibilità materiale e gestionale del rappresentante legale della società accertata, costituissero operazioni imputabili a quest’ultima, i cui soci peraltro fanno parte della medesima famiglia.
Tutti questi elementi, sempre secondo l’interpretazione dell’ufficio, hanno fatto presumere – con la valenza indiziaria di gravità, precisione e concordanza – l’ascrivibilità alla società accertata di tutte le operazioni bancarie effettuate con i richiamati strumenti finanziari.
La Suprema Corte ha acconto la tesi interpretativa fornita dall’ufficio del fisco e, quindi, ribaltando le decisioni dei giudici sottostanti che, invece, avevano dato ragione ai contribuenti, e, nel confermare la legittimità da parte degli uffici finanziari di acquisire, nell’ambito dell’attività accertativa, copia dei conti correnti bancari intrattenuti con il contribuente, con la specificazione di tutti i rapporti inerenti o connessi a tali conti (Cassazione, sentenza 8683/2002), ha osservato che “…in sede di rettifica o di accertamento d’ufficio sono imputati al contribuente i redditi di cui appaiono titolari altri soggetti, quando sia dimostrato, anche sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti, che egli ne è l’effettivo possessore”.
In tal caso, tuttavia, “…occorre comunque che risulti provata dall’Amministrazione finanziaria, anche tramite presunzioni, la natura fittizia dell’intestazione o, comunque, la sostanziale riferibilità all’ente dei conti medesimi o di alcuni loro singoli dati (Cass. n. 13391/03), ad onta della formale intestazione al terzo, (Cass. n. 4423/03)”.
Infine, in conformità all’orientamento giurisprudenziale, la Cassazione ha precisato che si tratta di “…una presunzione legale di carattere relativo, essendo ammessa la prova liberatoria da parte del contribuente, a cui resta garantito il diritto di difesa, potendo egli far valere le sue ragioni in sede contenziosa…depositando documenti e memorie fino alla data di trattazione del ricorso in primo grado…”.
Sull’argomento l’Ufficio Studi Tributari della Federazione Italiana Giuoco Calcio ha predisposto la circolare n. 7/2009 del 02.11.2009.
Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 28.10.2009, protocollo n. 154587/2009, sono state modificate le procedure di invio delle istanze di rimborso IRES previste dall’art. 6, comma 1, del D.L. 29.11., n. 185, (cd. decreto anticrisi) convertito dalla legge 28.01.2009, n. 2.
Norma che ha introdotto a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2008 la parziale deducibilità, ai fini delle imposte sui redditi (IRPEF e IRES), dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) che colpisce il costo del lavoro e gli oneri per interessi sostenuti dalle imprese e dai professionisti, giacché componenti negativi generalmente non ammessi in deduzione nella determinazione del valore della produzione da assoggettare al tributo regionale.
La deduzione forfetaria, pari al 10% dell’IRAP versata, può essere fatta valere anche per i periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2008 e, in tal caso, al contribuente spetta il rimborso delle maggiori imposte sui redditi versate con riferimento ai suddetti periodi di imposta, per effetto della mancata deduzione dell’IRAP.
La data di presentazione telematica delle istanze di rimborso è stata prorogata dal 12 giugno al 14.09.2009 (provvedimento del 12/06/2009) e poi con il provvedimento del 28.10.2009 è stato stabilito che la trasmissione telematica delle istanze di rimborso è effettuata per ciascuna regione, determinata in base al domicilio fiscale del contribuente indicato nell’ultima dichiarazione dei redditi presentata, secondo il programma riportato in seguito.
Le istanze di rimborso si considerano presentate all’Agenzia delle Entrate secondo l’ordine di trasmissione dei relativi flussi telematici determinato dal periodo di tempo intercorrente tra l’attivazione della procedura telematica, secondo il suddetto programma, e l’invio della stessa istanza, indipendentemente dalla data in cui è avvenuta la trasmissione.
Nel caso di trasmissione delle istanze in data e ora antecedente a quella prevista dal programma, alle istanze contenute nel relativo flusso informativo viene assegnata, per la regione di riferimento, l’ultima posizione dell’ordine sopra citato.
Per le istanze pervenute entro le ore 24:00 del sessantesimo giorno successivo alla data di attivazione della procedura telematica secondo il programma, l’Agenzia provvede, nel rispetto dei limiti di spesa, a soddisfare le richieste di rimborso validamente liquidate che si riferiscono ai periodi d’imposta più remoti e, nell’ambito del medesimo periodo d’imposta, è data priorità alle istanze di rimborso secondo l’ordine di trasmissione, riferito a ciascuno degli uffici dell’Agenzia delle entrate territorialmente competenti.
Qualora le disponibilità finanziarie del 2011 non consentano di erogare integralmente i rimborsi validamente liquidati di uno o più periodi d’imposta, fermo restando il pagamento dei rimborsi residui relativi all’annualità non completata con le modalità in precedenza riportate, quelli relativi al primo periodo d’imposta interamente non pagato saranno erogati proporzionalmente rispetto all’ammontare complessivo dei rimborsi liquidati.
In presenza di successivo incremento dei limiti di spesa i pagamenti verranno integrati a saldo delle somme richieste.
Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, protocollo numero 86440/2009 del 04.06.2009, sono stati approvati il modello per l’istanza di rimborso, con le relative istruzioni, e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati in esso contenuti.
Come sopra citato, il termine iniziale a partire dal quale era possibile inviare le istanze in via telematica, era stato fissato al 12 giugno 2009 e, successivamente, rinviato al 14 settembre 2009.
Il provvedimento del 28 ottobre 2009, oltre a disporre un ulteriore rinvio della data di attivazione della procedura per la presentazione delle istanze di rimborso previste dall’articolo 6 del D.L. n. 185 del 2008, introduce un nuovo meccanismo di accoglimento delle istanze, accompagnato da un sistema di erogazione dei rimborsi che consente al contempo un’equa distribuzione delle risorse finanziarie disponibili e una ottimizzazione dei tempi di lavorazione.
In particolare, saranno preliminarmente soddisfatte le richieste di rimborso validamente liquidate che si riferiscono ai periodi di imposta più remoti (presumibilmente 2004 e 2005) e, nell’ambito del medesimo periodo d’imposta, sarà data priorità alle istanze di rimborso secondo l’ordine di presentazione.
Riguardo le richieste di rimborso per le quali il termine di cui all’art. 38 del D.P.R. 29.09.1973, n. 602, cade nel periodo intercorrente tra il 29 novembre 2008 ed il sessantesimo giorno successivo alla data di attivazione della procedura telematica, le istanze potranno essere presentate entro sessanta giorni dalla data di attivazione della procedura telematica.
Le altre richieste di rimborso, per le quali il termine di cui al menzionato art. 38 cade successivamente al sessantesimo giorno dalla data di attivazione della procedura telematica, potranno essere inviate entro l’ordinario termine previsto dallo stesso art. 38.
Al fine di evitare una concentrazione delle trasmissioni telematiche nelle prime ore della data di avvio della procedura, con potenziali difficoltà tecniche di gestione, è stato disposto un piano di invio, in base al quale la trasmissione delle istanze sarà scaglionata con tempi diversi a seconda della regione in cui il soggetto ha il domicilio fiscale, come previsto dal calendario allegato.
L’Agenzia delle entrate assicura che la diversa tempistica di invio delle istanze prevista per ciascuna regione non inciderà in nessun caso nella determinazione dell’ordine di trasmissione stabilito.
Programma di trasmissione delle istanze di rimborso
(Data di apertura del canale telematico/Orario di apertura del canale telematico/cluster di appartenenza/Regione)
martedì 17 novembre 2009/ ore 12,00/ 1(cluster) / MOLISE, BASILICATA, CALABRIA
giovedì 19 novembre 2009/ore 12,00/ 2 / VALLE D’AOSTA, FRIULI VENEZIA-GIULIA, LIGURIA
venerdì 20 novembre 2009/ore 12,00/ 3 / MARCHE, ABRUZZO
lunedì 23 novembre 2009/ore 12,00/ 4 / TRENTINO-ALTO ADIGE, UMBRIA, SARDEGNA
martedì 24 novembre 2009/ore 12,00/ 5 / TOSCANA
mercoledì 25 novembre 2009/ore 12,00/ 6 / PUGLIA
giovedì 26 novembre 2009/ore 12,00/ 7 / PIEMONTE
venerdì 27 novembre 2009/ore 12,00/ 8 / SICILIA
lunedì 30 novembre 2009/ore 12,00/ 9 / EMILIA-ROMAGNA
martedì 1 dicembre 2009/ore 12,00/ 10 / VENETO
mercoledì 2 dicembre 2009/ore 12,00/ 11 / LAZIO persone fisiche
giovedì 3 dicembre 2009/ore 12,00/ 12 / LAZIO società
venerdì 4 dicembre 2009/ore 12,00/ 13 / CAMPANIA persone fisiche
mercoledì 9 dicembre 2009/ore 12,00/ 14 / CAMPANIA società
giovedì 10 dicembre 2009/ore 12,00/ 15 / LOMBARDIA persone fisiche
– Accisa sul gasolio per autotrazione
E’ stato soppresso il codice tributo 2835 con la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 276/E del 09.11.2009.
Esaurita la sua funzione, dopo i cambiamenti relativi alla quota da destinare alle regioni a statuto ordinario.
Era stato istituito con un’altra risoluzione, la n. 69/E del 12 aprile 2007, per versare, tramite il modello “F24 Accise”, la quota di accisa sul gasolio per autotrazione da attribuire alle regioni a statuto ordinario nel cui territorio avveniva il consumo (articolo 1, comma 12, legge 296/2006).
Si doveva indicare nel modello in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati” nella specifica sezione “Accise/Monopoli ed altri versamenti non ammessi in compensazione”.
A chiederne l’archiviazione, è stata l’Agenzia delle Dogane a seguito delle modifiche introdotte dalla Finanziaria 2008 (articolo 1, commi 298 e 312), che ha portato dei cambiamenti rispetto ai criteri di assegnazione degli importi da destinare agli enti territoriali.
– Istituiti due nuovi codici tributo per pagare la tassa sull’oro
Istituiti due nuovi codici tributo: Serviranno per pagare con l’F24 la “golden tax”, l’imposta sostitutiva del 6% sulle plusvalenze iscritte in bilancio da rivalutazione, ai corsi di fine esercizio, delle disponibilità in metalli preziosi (platino, palladio, oro e argento) per uso non industriale.
1829 per l’acconto e 1830 per il saldo sono i “golden number” istituiti con la risoluzione n. 277/E del 09.11.2009.
In particolare, la sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, prevista dall’articolo 14 del Dl 78/2009 (l’anticrisi-bis), si applica, entro il limite massimo di 300 milioni di euro, per il periodo d’imposta in corso all’entrata in vigore della legge 102/2009 di conversione del decreto, lo scorso 5 agosto.
Va versata in acconto nel termine di pagamento del secondo acconto delle imposte sui redditi relative al richiamato periodo d’imposta.
Il saldo, invece è dovuto al tempo del pagamento “a saldo” delle stesse imposte per il medesimo periodo.
Nel modello F24, i nuovi codici trovano spazio nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”.
– Titoli obbligazionari: Istituito il codice per la sostitutiva pro Campania
Va utilizzato per riversare alla Regione l’imposta sui proventi dei prestiti emessi dallo stesso ente territoriale.
E’ “0005” il codice attribuito alla Regione Campania, da indicare in F24 per riversare a favore dell’ente l’imposta sostituiva sui proventi dei titoli obbligazionari emessi dallo stesso.
Viene, quindi, aggiornata la tabella T3 “Codici degli enti territoriali emittenti prestiti obbligazionari”, disponibile sul sito dell’agenzia delle Entrate.
Il codice, attribuito con la risoluzione n. 278/E del 09.11.2009, va indicato nel campo “rateazione/regione/provincia” della sezione “erario”, in corrispondenza del codice tributo 1241, introdotto dalla risoluzione 27/2006 per versare la suddetta imposta.
Nello spazio “anno di riferimento” va inserito l’anno d’imposta (“AAAA”) cui si riferisce il versamento.