Source: http://pisamedica.it/2017/04/rapporto-odontoiatra-odontotecnico/
Timestamp: 2017-11-18 08:10:44+00:00
Document Index: 8668153

Matched Legal Cases: ['art 2224', 'art 1176', 'art. 2226', 'art 1218', 'art 1454', 'art 2227', 'art 2043', 'art 1223', 'art 1228', 'art 1218']

Rapporto odontoiatra – odontotecnico | PisaMedica
Apr 28, 2017 | Notizie dagli Odontoiatri, Odontoiatria |
CD SMOLT
L’Odontoiatra svolge giornalmente un’attività ambulatoriale che è caratterizzata dal suo stretto rapporto di collaborazione con l’Odontotecnico; quest’ultimo provvede alla realizzazione dei manufatti protesici/ortodontici utilizzando i modelli in gesso tratti dalle impronte fornitegli dal Professionista.
L’Odontotecnico esercita un’arte ausiliaria di una professione sanitaria, istituita nel nostro paese con il Regio Decreto n. 1334 del 1928 che delinea i limiti e le modalità di esercizio dell’arte: “gli odontotecnici sono autorizzati unicamente a costruire apparecchi di protesi dentaria su modelli tratti da impronte loro fornite da medici chirurghi a dagli abilitati a norma di legge all’esercizio della odontoiatria, con le indicazioni del tipo di protesi; è in ogni caso vietato agli odontotecnici di esercitare, anche alla presenza del medico, alcuna manovra cruenta o incruenta nella bocca del paziente”.
Il successivo Regio Decreto n. 1265 del 1934 ha stabilito che “chiunque intenda esercitare un’arte ausiliaria delle professioni sanitarie deve essere munito di licenza, rilasciata dalle scuole appositamente istituite per impartire l’insegnamento delle arti medesime”.
L’ambito di attività dell’Odontotecnico, stabilito in modo preciso dai suddetti Decreti, non ha subìto sostanziali revisioni nel corso del tempo, anzi è stata ulteriormente disciplinata sia con l’introduzione dell’obbligo di conseguimento del Diploma Scolastico presso l’Istituto Professionale sia dalle nuove norme vigenti sui dispositivi medici introdotte dalle Direttive Europee. In accordo con la normativa, i laboratori odontotecnici devono registrarsi nell’elenco dei fabbricanti dei dispositivi medici su misura presso il Ministero della Salute ed il manufatto protesico/ortodontico può essere realizzato soltanto se preceduto da una specifica prescrizione da parte di un medico richiedente.
In accordo con la vigente Direttiva 47 del 2007 e il D.Lgs 46/97 il manufatto protesico/ortodontico è da considerarsi un “dispositivo medico su misura”, definito come “dispositivo fabbricato appositamente sulla base della prescrizione scritta di un medico debitamente qualificato che precisi, sotto la propria responsabilità, le caratteristiche specifiche di progettazione e destinato ad essere utilizzato solo per un determinato paziente”. I dispositivi su misura sono prodotti da imprese artigiane, dunque sono caratterizzati da una ineliminabile variabilità sia della fase progettuale sia della realizzazione, dunque l’Odontotecnico fabbricante deve redigere una dichiarazione di conformità per ogni dispositivo prodotto.
Ai sensi del D.Lgs 46/97, la dichiarazione di conformità sostituisce il marchio CE e contiene i dati identificativi del dispositivo, il nome del paziente utilizzatore esclusivo del dispositivo, il nome del medico prescrittore, le caratteristiche specifiche del dispositivo e la dichiarazione che il dispositivo è conforme con i requisiti essenziali.
In data 17.07.1998 il Ministero della Salute ha emanato la Direttiva 93/42 ove si precisa che l’Odontotecnico deve definire e documentare le proprie procedure di lavorazione, analizzare i rischi ascrivibili all’uso del dispositivo, con particolare riferimento alla compatibilità dei materiali utilizzati, fornire foglio illustrativo contenente istruzioni d’uso e informazioni per utilizzo sicuro del dispositivo, compresi eventuali rischi residui di livello accettabile che non è stato possibile rimuovere. Infine la direttiva 93/42 prevede che la dichiarazione di conformità sia redatta in duplice copia e consegnata all’Odontoiatra, che a sua volta ne consegnerà una al paziente cui è destinato il dispositivo e conserverà l’altra presso il proprio studio.
Dal punto di vista giurisprudenziale la collaborazione tra Odontoiatra ed Odontotecnico configura, di fatto, un contratto di prestazione d’opera avente come oggetto la costruzione del manufatto protesico/ortodontico; il rapporto fra i due soggetti è quindi regolato dalle norme di legge che disciplinano il contratto di prestazione di opera (Art 2222).
Con l’accettazione del contratto l’Odontotecnico si impegna a seguire le indicazioni ricevute nella prescrizione medica, realizzando un manufatto (opus) esente da imperfezioni secondo le condizioni stabilite dal contratto, le regole dell’arte (art 2224) e la diligenza prevista da norma di legge, costantemente rapportata alla capacità media di un operatore della stessa età e qualifica (art 1176).
Nel caso che il manufatto risulti difforme rispetto alle indicazioni fornite dall’Odontoiatra ovvero presenti difetti tali da rendere la protesi non idonea allo scopo per cui è stata richiesta, si applica l’art. 2226 del Codice Civile: “il committente deve, a pena di decadenza, denunciare la difformità e i vizi occulti al prestatore d’opera entro otto giorni dalla data della scoperta; l’azione si prescrive entro un anno dalla scoperta”.
Nella circostanza di cui sopra, dimostrata la responsabilità del prestatore di opera ex art 1218, il committente Odontoiatra potrà:
− chiedere la corretta esecuzione ex art 1454 “diffida ad adempiere”
− recedere dal contratto unilateralmente ex art 2227c.c.; in caso di recesso andrà garantito alla controparte il corrispettivo per le spese sostenute in relazione sia al
lavoro utilmente portato a buon fine e sia al mancato guadagno
− chiedere il riconoscimento del danno ex art 2043 e ex art 1223, risarcimento comprensivo della perdita subita dal creditore, come il mancato guadagno qualora
questo sia conseguenza immediata e diretta dall’inadempimento.
Dal punto di vista della giurisprudenza anche il rapporto fra medico e paziente è di tipo contrattuale; quando l’odontoiatra prende in cura un paziente fra i due soggetti si costituisce un contratto di prestazione di opera professionale e l’oggetto del contratto può essere la realizzazione di una riabilitazione protesica.
Per adempiere a tale opera professionale il medico svolge attività di diagnosi, elabora un piano di trattamento scegliendo la terapia protesica più idonea, interviene sui tessuti biologici presenti nel cavo orale, istruisce il paziente al corretto mantenimento dell’igiene orale e rileva le impronte che vengono consegnate all’Odontotecnico contestualmente alla prescrizione medica per la costruzione del manufatto protesico secondo le specifiche tecniche indicate per quello specifico caso clinico.
Il sanitario applicherà la protesi controllando la conformità alle indicazioni prescritte, il corretto adattamento ai tessuti orali; seguirà l’eventuale funzionalizzazione e programmazione di controlli periodici con verifica del corretto mantenimento dell’igiene orale da parte del paziente.
Nonostante la professione medica sia di tipo intellettuale, nel caso di una riabilitazione protesica il medico esercita una attività dove inserisce un opera materiale realizzata da terzi nel contesto di un piano terapeutico, in cui l’applicazione del manufatto protesico costituisce un momento non prevalente rispetto agli altri passaggi clinici.
In merito la Suprema Corte ha ribadito che “un’entità materiale non è mai individuabile nell’opera del dentista, neanche in riferimento alla protesi, che può considerarsi un’opera materiale ed autonoma solo in quanto oggetto della prestazione dell’odontotecnico”.
In altri termini la Suprema Corte enuncia la responsabilità dell’odontoiatra in ogni passaggio del ripristino protesico, dalla progettazione al controllo in situ del manufatto realizzato dall’odontotecnico il cui ruolo viene definito quale realizzatore di opera materiale su indicazione del sanitario.
In conclusione occorre distinguere tra l’Odontotecnico prestatore di opera materiale e l’Odontoiatra prestatore di opera professionale/intellettuale; quest’ultimo, nello svolgimento di un piano terapeutico con applicazione di protesi, è tenuto a mettere in atto un comportamento adeguato all’applicazione di un manufatto (opus materiale) realizzato da terzi sotto la sua indicazione.
Nel caso la riabilitazione protesica si rivelasse inidonea per erronea progettazione o per vizi di realizzazione del manufatto, il professionista è integralmente responsabile nei confronti del paziente, questa circostanza è prevista ex art 1228 Codice Civile “Responsabilità per fatto degli ausiliari: il debitore che nell’adempimento dell’obbligazione si avvale dell’opera di terzi, risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro”. Dunque il medico risponde anche dell’operato dell’odontotecnico e dei vizi insiti nel manufatto che è andato ad installare nel cavo orale del paziente.
Il rapporto contrattuale fra Odontoiatra e Odontotecnico mantiene escluso il paziente; questi ha stipulato un contratto di cura con il medico e di fatto non sceglie l’Odontotecnico dunque non può far valere alcuna azione diretta nei confronti di quest’ultimo. Nell’ipotesi che la terapia protesica fallisca per difetti di costruzione del manufatto, l’Odontoiatra è l’unico legittimato a contestare la prestazione all’Odontotecnico, che è tenuto al risarcimento dell’eventuale danno derivato dall’inadempimento (art 1218).
Nel caso che la condotta del sanitario sia stata tale da pregiudicare il conseguimento dei risultati funzionali ed estetici del trattamento protesico, egli risponde sia del mancato assolvimento dell’impegno contrattuale sia degli eventuali danni all’integrità fisica del paziente. Nei confronti dell’Odontoiatra la responsabilità derivante dal contratto stipulato con il paziente vige per 10 anni da calcolarsi dal momento in cui eventuali vizi o difformità della protesi si sono resi percepibili e palesi al paziente; tale norma a garanzia dell’azione di rivalsa nei confronti del sanitario.
Di seguito gli articoli di legge del Codice Civile cui l’articolo ha fatto riferimento:
Art 2222: Contratto di opera “quando una persona si obbliga ed eseguire presso un corrispettivo un’opera od un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione con il committente”.
Art 1176: Obbligazioni
“nell’adempiere l’obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia; nell’adempimento delle obbligazioni inerenti l’esercizio di un’attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività prestata”
Art. 2224: Esecuzione dell’opera
“Se il prestatore d’opera non procede all’esecuzione dell’opera secondo le condizioni stabilite dal contratto e a regola d’arte, il committente puo’ fissare un congruo termine, entro il quale il prestatore d’opera deve conformarsi a tali condizioni. Trascorso inutilmente il termine fissato, il committente puo’ recedere dal contratto, salvo il diritto al risarcimento dei danni.”
Art. 2226: “il committente deve, a pena di decadenza, denunciare la difformità e i vizi occulti al prestatore d’opera entro otto giorni dalla data della scoperta; l’azione si prescrive entro un anno dalla scoperta”.
Art 1454: Diffida ad adempiere
“alla parte inadempiente l’altra può intimare per iscritto di adempiere entro un congruo termine con dichiarazione che, decorso inutilmente detto termine, il contratto si intenderà risolto”
Art 2227: Recesso unilaterale dal contratto
“Il committente puo’ recedere dal contratto, ancorche’ sia iniziata l’esecuzione dell’opera, tenendo indenne il prestatore d’opera delle spese, del lavoro eseguito e del mancato guadagno”
Art 1218: Responsabilità del debitore
Art 1228: Responsabilità per fatto degli ausiliari
“il debitore che nell’adempimento dell’obbligazione si avvale dell’opera di terzi, risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro”.
Art 2043: Risarcimento per fatto illecito
Art 1223: Risarcimento del danno
“Il risarcimento del danno per l’inadempimento o per il ritardo deve comprendere cosi’ la perdita subita dal creditore come il mancato guadagno, in quanto ne siano conseguenza immediata e diretta”.
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