Source: http://www.sindacatofsi.it/2016/10/09/danno-biologico-inail-la-cassazione-precisa-i-criteri-per-la-quantificazione/
Timestamp: 2018-02-20 03:55:37+00:00
Document Index: 95046549

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art.13', 'art. 1', 'art. 66', 'art.13', 'sentenza ', 'art. 13']

Danno biologico Inail: la Cassazione precisa i criteri per la quantificazione | Sindacato FSI
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Sentenza 2 febbraio – 26 aprile 2016, n. 8243
Il motivo è fondato. Risulta anzitutto dagli atti che nella domanda azionata in giudizio contro l’INAIL il ricorrente avesse chiesto la tutela assicurativa ex art. 13 cit. ovvero la rendita per invalidità superiore al 15% o l’indennizzo per danno biologico superiore al 5%, affermando che la determinazione del danno effettuata in sede civilistica dal ctu con la quantificazione del 5% “non potesse essere condivisa in questa sede in quanto effettuata sotto il diverso profilo civilistico e non in ambito INAIL”; e chiedendo pure una autonoma determinazione del danno attraverso CTU. È evidente pertanto, in primo luogo, che il ricorrente abbia contestato la possibilità di determinare l’entità del danno biologico richiesto ai sensi dell’art. 13 cit. sulla scorta di quella effettuata nella causa risarcitoria contro il datore di lavoro.
In secondo luogo non è corretto affermare che la determinazione del danno biologico, risultante dalla causa risarcitoria contro il datore di lavoro, potesse restare ferma nella causa previdenziale, in difetto di ricorso per Cassazione. Sia perché l’INAIL è terzo rispetto alla prima causa; e sia perché, in ogni caso, la determinazione del danno biologico ai fini della tutela dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali non si effettua con i medesimi criteri valevoli in sede civilistica atteso che in sede previdenziale vanno osservate obbligatoriamente le tabelle delle invalidità (“Tabella delle menomazioni”; “Tabella indennizzo danno biologico”; “Tabella dei coefficienti”) di cui al DM 12.7.2000, e successivi aggiornamenti, ai sensi dell’art.13 d.lgs. n. 38/2000; mentre ai fini civilistici si utilizzano baremes facoltativi, secondo tabelle elaborate dalla comunità scientifica. In effetti il D.Lgs. n. 38 del 2000, art. 1, ha stabilito che “in attesa della definizione di carattere generale di danno biologico e dei criteri per la determinazione del relativo risarcimento, il presente articolo definisce, in via sperimentale, ai fini della tutela dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali il danno biologico come la lesione all’integrità psicofisica, suscettibile di valutazione medico legale, della persona. Le prestazioni per il ristoro del danno biologico sono determinate in misura indipendente dalla capacità di produzione del reddito del danneggiato”. In caso di danno biologico, per i danni conseguenti ad infortuni sul lavoro e a malattie professionali verificatisi o denunciati a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale di cui al comma 3, l’INAIL nell’ambito del sistema d’indennizzo e sostegno sociale, in luogo della prestazione di cui all’art. 66, comma 1, n. 2), del Testo Unico, eroga l’indennizzo previsto e regolato dalle apposite disposizioni. In particolare, secondo l’art.13, 2 comma lett. a) del d.lgs. n. 38 le menomazioni conseguenti alle lesioni dell’integrità psicofisica di cui al comma 1 sono valutate in base a specifica “tabella delle menomazioni”, comprensiva degli aspetti dinamico-relazionali. L’indennizzo delle menomazioni di grado pari o superiore al 6 per cento ed inferiore al 16 per cento è erogato in capitale, dal 16 per cento è erogato in rendita, nella misura indicata nell’apposita “tabella indennizzo danno biologico”.
3.- La sentenza impugnata va quindi cassata e la causa rinviata alla Corte d’Appello di Torino in diversa composizione la quale, attenendosi ai principi qui espressi, ed accertata la sussistenza dei presupposti sostanziali della tutela, dovrà procedere alla determinazione autonoma delle conseguenze ai sensi dell’art. 13 cit. e delle tabelle allegate al d.lgs. 38/2000. Il giudice di rinvio provvederà altresì alla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.