Source: http://fareimpresa.comune.milano.it/joomla/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=88&Itemid=259
Timestamp: 2018-01-23 17:44:53+00:00
Document Index: 31983614

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2']

Legge 23/12/1970 n. 1142 (G.U. 16/1/1971 n. 12)
Modifiche alla Legge 14 febbraio 1963, numero 161, concernente la disciplina dell'attivit� di barbiere, parrucchiere per uomo e donna e mestieri affini
Modifiche all'art. 1, L. 161/63
L'articolo 1 della legge 14 febbraio 1963, n. 161, � sostituito dal seguente:
�I comuni sono tenuti a disciplinare con apposito regolamento le attivit� di barbiere, di parrucchiere per uomo e donna e mestieri affini, ivi compresi tutti gli istituti di bellezza comunque denominati, dovunque tali attivit� siano esercitate, in luogo pubblico o privato, anche a titolo gratuito.
Modifiche all'art. 2, L. 161/63
L'articolo 2 della legge 14 febbraio 1963, n. 161, � sostituito dal seguente:
�Il regolamento di cui al precedente articolo deve prevedere apposita autorizzazione valida per l'intestatario della stessa e per i locali in essa indicati. Nel caso di impresa gestita in forma societaria, la concessione dell'autorizzazione � subordinata all'accertamento della qualificazione professionale della maggioranza dei soci quando si tratta di impresa avente i requisiti previsti dalla legge 25 luglio 1956, n. 860, o della persona che assume la direzione dell'azienda quando si tratti di imprese diverse da quelle previste dalla legge n. 860.
a) del possesso da parte dell'impresa di cui � o sar� titolare il richiedente l'autorizzazione, dei requisiti previsti dalla legge 25 luglio 1956, n. 860. Per le imprese societarie diverse da quelle previste dall'art. 3 della suddetta legge n. 860, la richiesta di autorizzazione deve contenere l'indicazione della persona cui � affidata la direzione dell'azienda. L'accertamento spetta alla commissione provinciale per l'artigianato. Tale accertamento non � richiesto se l'impresa risulti gi� iscritta nell'albo provinciale delle imprese artigiane di cui all'art. 9 della legge 25 luglio 1956, n. 860. Per le imprese societarie non aventi i requisiti previsti dalla suddetta legge n. 860, gli organi comunali preposti al rilascio dell'autorizzazione devono accertare la regolare costituzione della societ� e l'avvenuta iscrizione nel registro delle imprese e nell'albo della camera di commercio;
b) dei requisiti igienici dei locali, delle attrezzature e delle suppellettili destinate allo svolgimento delle attivit� di barbiere, di parrucchiere ed affini, nonch� dei requisiti sanitari relativi ai procedimenti tecnici usati in dette attivit�.
L'accertamento di tali condizioni e requisiti � di competenza degli organi comunali, secondo le norme e disposizioni vigenti in materia;
La qualificazione professionale si intende conseguita dal richiedente l'autorizzazione e dall'eventuale direttore d'azienda, se costui sia, o sia stato, gi� titolare di un esercizio di barbiere, di parrucchiere o mestiere affine, iscritto in un albo provinciale delle imprese artigiane; ovvero se presti o abbia prestato la sua opera professionale qualificata presso una impresa di barbiere o di parrucchiere, in qualit� di dipendente o di collaboratore.
L'accertamento di quest'ultima condizione spetta alla commissione provinciale per l'artigianato, la quale rilascia la relativa certificazione previa indagine circa l'effettivit� del precedente esercizio professionale qualificato. Si ritiene comunque conseguita la qualificazione professionale con un periodo di attivit� lavorativa qualificata non inferiore a due anni da accertarsi attraverso l'esibizione del libretto di lavoro o documentazione equipollente.
La qualificazione professionale si intende altres� conseguita se il richiedente abbia seguito un regolare corso di apprendistato ed ottenuta la qualificazione ai sensi della legge 19 gennaio 1955, n. 25, e delle norme applicative previste nei contratti collettivi di lavoro delle categorie interessate.
d) della distanza fra il nuovo esercizio e quelli preesistenti in rapporto alla densit� della popolazione residente e fluttuante ed al numero degli addetti in esercizio nelle imprese, in conformit� ai criteri proposti dalla commissione di cui all'art. 2-bis , deliberati dal consiglio comunale. Tale accertamento � affidato agli organi di polizia municipale�.
Aggiunta dell'art. 2bis, L. 161/63
Dopo l'articolo 2 della legge 14 febbraio 1963, n. 161, � inserito il seguente art. 2-bis:
�Articolo 2-bis. - I regolamenti comunali di cui all'art. 1 sono redatti previo parere obbligatorio ma non vincolante di una commissione comunale presieduta dal sindaco o da un suo delegato, e composta da 3 rappresentanti della categoria artigianale, da 3 rappresentanti nominati dalle organizzazioni sindacali pi� rappresentative, dall'autorit� sanitaria, dal comandante della polizia municipale, e da un rappresentante della commissione provinciale per l'artigianato o da un suo delegato artigiano della categoria residente nel comune interessato.
I regolamenti stabiliscono anche l'obbligo dell'esposizione delle tariffe. La disciplina per la determinazione degli orari sar� determinata dalle autorit� comunali, sentite le proposte delle organizzazioni di categoria�.
Aggiunta dell'art. 3, L. 161/63
Il primo comma dell'art. 3 della legge 14 febbraio 1963, n. 161, � sostituito dal seguente:
�L'autorizzazione di cui all'art. 2 � rilasciata con provvedimento del sindaco, sentita la commissione di cui al precedente art. 2-bis�.
I regolamenti comunali gi� emanati alla data di entrata in vigore della presente legge dovranno essere, entro un anno da tale data, adeguati alle disposizioni della legge stessa.