Source: https://www.66026ilblog.com/single-post/2018/01/04/Resoconto-del-consiglio-comunale-del-30-dicembre
Timestamp: 2020-05-28 15:01:19+00:00
Document Index: 91616453

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 23', 'art. 38', 'art. 23', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 194', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Resoconto del consiglio comunale del 30 dicembre
Si è tenuto il 30 dicembre l'ultimo consiglio comunale del 2017, un anno molto importante per la politica ortonese che ha visto numerosi cambiamenti. Questo consiglio comunale, seppure tenutosi in una data abbastanza "particolare", non è da sottovalutare. La sentenza Seccia s'impone definitivamente come vero argomento politico, mostrando concretamente i rischi economici per la collettività. Ma si accende qualche spiraglio per la sistemazione dei Ripari di Giobbe, patrimonio paesaggistico della città, spesso trascurato.
Comunicazioni inerenti variazioni di cassa e variazioni del piano esecutivo di gestione.
Interventi per la tutela e valorizzazione di aree di attrazione naturale di rilevanza strategica - Riserve naturali di Ripari di Giobbe e Punta dell'Acquabella (POR FESR Abruzzo 2014-2020). Apposizione del progetto definitivo con variante urbanistica semplificata. Apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e dichiarazione di pubblica utilità.
All'appello sono risultati assenti Fabrizio Leonzio, Rinaldo Veri.
Ordine del giorno proposto, seduta stante, dal sindaco. Leo Castiglione: «Considerate le elezioni che si svolgeranno il prossimo 4 marzo con molta probabilità, si ritiene opportuno assicurare la massima trasparenza nella scelta degli scrutatori e per questo si invitano i componenti della commissione elettorale a procedere alla scelta degli scrutatori tramite sorteggio».
1) PEPPINO POLIDORI, oggetto: Ricognizione personale dipendente comune e sicurezza ambienti lavoro.
Peppino Polidori: «Passeggiando per gli uffici mi sono reso conto di queste criticità. In diversi uffici comunali, a seguito dei pensionamenti c’è mancanza di personale. L’ufficio demanio, ad esempio, col pensionamento dell’addetto, è rimasto scoperto. Inoltre i co.co.co, i lavoratori a tempo determinato e i “socialmente utili” vengono chiamati a fare lavori che richiederebbero un lavoratore stabile. Infine, gli ambienti di lavoro non risultano rispettosi delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Chiedo pertanto: che l’amministrazione provveda, secondo quanto disposto dalla legge Madia, alla ricognizione del personale, e voglio avere copia di questa per avere un piano completo e preciso. Quali sono le misure che l’amministrazione intende adottare per la sicurezza sul lavoro?».
VINCENZO POLIDORI (vicesindaco e assessore con delega al personale), risposta: «Queste sono situazioni dannose ed è chiaro a tutti, si sono formate nel corso degli anni. La sicurezza del personale sta molto a cuore a questa amministrazione. Abbiamo dei progetti riguardo il superamento delle barriere architettoniche e al momento se ne sta occupando l’assessore ai lavori pubblici. Riguardo la sicurezza, concordo. Ci siamo affidati ad una società, l’Agenzia nazionale sicurezza sul lavoro di Montesilvano, che svolge servizio di controllo da diversi anni. Paolo Di Lorenzo è responsabile dell’agenzia e Fabrizio Santillo è il medico competente in materia di lavoro. Riguardo i pensionamenti e ruoli lasciati scoperti: proprio ieri in giunta è stata approvata la nuova macrostruttura dell’ente. Cercheremo di provvedere nei settori più importanti e dove ci sono più carenze con un piano di assunzioni. Invece, relativamente alle figure socialmente utili, mi risulta che svolgano funzioni di affiancamento ai dipendenti e in questo momento, vista la carenza di personale è l’unica soluzione a questi problemi».
PEPPINO POLIDORI, replica: «Non sono soddisfatto. Non sono state date soluzioni ma sollevati altri problemi. Quali sono i progetti? I tempi? Questo è amministrare. Qual è il programma per l’abbattimento delle barriere architettoniche? Nell’ufficio elettorale non c’è l’affiancamento e adesso serve. La signora che lavora lì mi ha detto che è sola e non può assentarsi. Riguardo la sicurezza, voglio leggere come sono stati valutati i rischi. Voglio vedere i documenti».
VINCENZO POLIDORI, risposta: «La delibera approvata ieri contiene la ricognizione del personale».
2) GIORGIO MARCHEGIANO, oggetto: presunta violazione delle prerogative dei consiglieri comunali di minoranza.
Marchegiano: «Il 21 novembre è stata presentata una mozione da noi di minoranza per il centro di raccolta dei rifiuti di Fonte Grande e il 21 dicembre io e il consigliere Cauti abbiamo presentato una mozione per la ristrutturazione delle scuole San Nicola e Gran Sasso. Dopo la conferenza dei capigruppo del 21 dicembre, alla quale io e Cauti per motivi di lavoro non abbiamo potuto partecipare, la Presidente del consiglio ha deciso di escludere queste due mozioni dal consiglio comunale di oggi. Riteniamo che fossero due argomenti molto importanti per cui il fattore rapidità è fondamentale. Non entro nel merito perché non c’è nell'ordine del giorno, ma chiedo: perché sono state escluse da questo?».
«Ho chiesto chiarimenti e mi è stato risposto dai capigruppo che quelle mozioni non c’erano perché mancavano di una istruttoria. L’istruttoria è un parere, un lavoro di analisi delle delibere del consiglio comunale da parte di un dirigente o di un servizio preposto all’interno del comune. Non ritenendo sufficienti queste motivazioni, abbiamo chiesto assistenza della segretaria comunale dott.ssa Di Fabio, argomentando che le mozioni, ossia atti di indirizzo politico, a norma del nostro regolamento comunale (ex. art. 23 comma 6), non richiedono istruttoria. La risposta della maggioranza è stata che all’art. 38 comma 5 del regolamento comunale, un riferimento a mio parere “atecnico”, c’è scritto che i punti all’odg devono essere “già istruiti”, ma questo “già istruiti” non può essere paragonato all’istruttoria dell’art. 23, significa solo che il consigliere deve essere messo a conoscenza dell’odg. L’art. 38 al secondo comma, dice che spetta al Presidente contribuire a formare l’odg con proprie decisioni. Le autonome decisioni del Presidente però hanno un limite: salvo l’obbligo di inserire le mozioni proposte dai consiglieri comunali».
«Chiedo che venga acclarato dal Presidente del consiglio o dal segretario che c’è stata una violazione del regolamento comunale, e che le mozioni vengano inserite nel primo consiglio comunale utile».
EVELINA DI FABIO (segretario comunale), risposta: «Io intendo il termine “istruiti” all’art. 38 comma 5 del regolamento come valutazione da parte dei consiglieri. La mozione non è istruita come le proposte di delibera che hanno bisogno di parere, è vero, ma in questo caso si tratta di tempo per valutarla prima di sottoporla al consiglio. Per me bisogna rivedere il regolamento perché da adito a confusioni, vanno fatte delle specificazioni».
SIMONA RABOTTINI (presidente del consiglio comunale), risposta: «Sono convinta della mia decisione. Se la mozione richiede dei finanziamenti come ad esempio la mozione sulla videosorveglianza proposta dal consigliere Di Sipio, prima di assumere l’impegno devo sapere se i fondi ci sono o meno e la quantificazioni degli stessi. Quando la Di Sipio ha proposto la mozione sulla video sorveglianza, è stata portata poi nel consiglio comunale successivo, seguita da una breve esposizione dell’assessore Totaro che spiegava tutto e la maggioranza è stata favorevole. Voglio sapere se i fondi ci sono, se si possono reperire, per non votare in modo inconsapevole. Anche l’andare sulla luna si può votare, ma poi se ci sono soldi o no è problema dell’amministrazione. Non ho leso i diritti della minoranza. Ho già detto che tali mozioni saranno portate nel prossimo consiglio».
NADIA DI SIPIO (consigliere comunale PD), intervento: «Presidente, vogliamo essere tutelati, lei rappresenta anche la minoranza. Questa istruttoria quanto può durare? È stata presentata a novembre, si tratta solo di un indirizzo politico. Diamoci un metodo. Posso capire la mozione sulla videosorveglianza, lì i tempi erano stretti».
PEPPINO POLIDORI, intervento: «Secondo l’art. 26 comma 6, le mozioni sono iscritte all’ordine del giorno alla prima adunanza del consiglio dopo la presentazione. Lo dice il nostro regolamento e anche il testo unico. Se si fa in maniera diversa si rischia l’abuso d’ufficio».
SAUL MONTEBRUNO, intervento: «Indegno il comportamento verso la presidenza. Sulle mozioni del 21 novembre si è trattato sicuramente di una mancanza, sono d’accordo. Però, non sono sicuro che la mozione sulla scuola abbia solo un indirizzo politico, perché quando si chiede di impegnare il sindaco nella ricerca di fondi, l’impegno va rispettato. L’ultima mozione è stata pubblicizzata ancor prima di portarla in conferenza di capigruppo. Si capisce qual è il vero fine. Chiedo al Presidente di essere maggiormente severa con le proposte che non hanno piedi, perché vengono utilizzate per nuove campagne elettorali e non lo faranno sulle spalle della maggioranza. A breve daremo notizia del recupero delle scuole di San Nicola e Gran Sasso. L’abbiamo detto in campagna elettorale cosa volevamo fare, non siamo confusi. La scuola è il futuro della nostra città, compreso l’adeguamento degli edifici scolastici.
ANTONELLO DI DEO, oggetto: Z.E.S.
Di Deo: «Mi sono attivato su indicazione del sindaco per occuparmi della questione ZES. Ho contattato il presidente dell’Arap, il dott. Leombroni, e ha detto che non può dirci nulla perché la situazione è ferma, in quanto non ci sono ancora i decreti attuativi per la formazione della ZES. La Regione sta contrattando con il ministero in merito a problemi interpretativi come l’estensione della ZES e il porto: le norme europee impongono che il volume di traffico del porto su cui la ZES insisterebbe deve essere pari a un millesimo del volume di traffico europeo. Il porto di Ortona unito a quello di Vasto non raggiungerebbero questo numero. Vedremo cosa accadrà in futuro.
Ordine del giorno presentato seduta stante dal Sindaco sulle modalità di selezioni degli scrutatori mediante sorteggio.
MARCHEGIANO dichiarazione di voto: «Siamo favorevoli. A fare questa proposta siamo stati noi in teatro nel primo consiglio».
MONTEBRUNO dichiarazione di voto: «Mi congratulo per l’odg presentato, finalmente impegneremo la commissione elettorale per fa sì che le dinamiche per la scelta degli scrutatori finisca e si dia luogo al sorteggio. I 108 posti da scrutatore sono sempre stati strumenti di politica. Ora non sarà più così. A San Vito sono anni che si fa il sorteggio. Ci informeremo per i metodi, è lo strumento più veloce».
VOTAZIONE SULL’ORDINE DEL GIORNO: APPROVATO ALL’UNANIMITÀ
Dopo aver approvato l’odg-sorteggi, i verbali della seduta precedente (punto I), e le comunicazioni dell’assessore Falcone su variazioni di cassa e del piano esecutivo di gestione (punto II, senza discussione né votazione) si è passati all’esame dei restanti cinque punti.
FALCONE, relazione: «La variazione è propedeutica al successivo odg (riconoscimento debiti fuori bilancio contestuale alla sentenza Seccia, ndr). La variazione in questione è di 134 mila e 974 euro. Su questa delibera c’è stato il parere favorevole dei revisori e del dirigente finanze».
PEPPINO POLIDORI, intervento: «Per quanto riguarda questa variazione è bene ribadire che 135 mila euro destinati a questa sentenza, per errori commessi in passato. Ho chiesto già da tempo che mi fossero inviati gli atti riguardo la rinegoziazione del mutuo. Invierò una PEC di diffida. Non è possibile che la città e la minoranza non vengano a conoscenza delle somme».
FALCONE: «La rinegoziazione del mutuo l’abbiamo trovata, è stata fatta dal Commissario (Domenica Calabrese, ndr)».
CAUTI, intervento: «Voglio fare un appunto inerente alla documentazione degli atti del consiglio comunale. Mancano i pareri dei revisori, elemento fondamentale e necessario per inserire la variazione nell’odg. Questa delibera manca dunque di istruttoria, direi che si tratti di applicazione di due pesi per due misure. Non condivido la scelta politica dell’amministrazione che è stata quella di intaccare il fondo pluriennale vincolato, costituente un cuscinetto di sicurezza. La scelta più lungimirante è stata quella del Commissario, ossia di rinegoziare i mutui».
DI SIPIO, intervento: «Chiedo all’assessore: perché, a fronte di questa variazione, vedo, nell’allegato alla delibera di variazione di bilancio, una previsione di cassa di 54 mila e 600 euro. Ci spiega questo passaggio?».
FALCONE, risposta: «La previsione di cassa era di 54mila e 600 euro ma verrà aggiornata in relazione alla disponibilità di risorse per far fronte al pagamento dei 134mila euro. Riguardo questa variazione, il parere era già agli atti. Il collegio di revisione dell’ente ha tre giorni di tempo per fornire il parere e l’ha fornito il 27. È stata una mia dimenticanza non inviarlo».
Favorevoli: maggioranza (10)
Contrari: Cauti, Marchegiano, Di Sipio, Polidori
Sentenza della Corte d'Appello de L'Aquila n. 840/2014. Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell'art. 194, comma 1, lettera a) del D.Lgs. n. 267/2000
FALCONE (assessore Bilancio), relazione: Esproprio terreno zona P.E.E.P. di Fonte Grande (c.d. Sentenza Seccia).
Falcone: «Nel 1988 il proprietario della zona sottoscrive un accordo bonario per la cessione di un territorio di circa 14 mila metri al comune. Su quest’area c’era anche un fabbricato e l’accordo bonario prevedeva la corresponsione da parte dell’ente del 40% della somma pattuita all’atto di occupazione del terreno, e il restante 60% in sede di stipula dell’atto pubblico che sarebbe dovuto comunque avvenire entro il 1988.
In sede di occupazione del suolo pubblico il comune ha corrisposto il 40% ma il comune non ha corrisposto il residuo del 60% al momento della stipula dell’atto pubblico. A fronte di questa mancanza, il proprietario del terreno, nel 1998, ha adito il tribunale di Chieti con il quale chiedeva che fosse dichiarato nullo l’accordo sottoscritto di cessione per inadempimento dell’ente e lamentava anche un bene fuori perizia rilevato in sede di verbale di consistenza.
La pronuncia del tribunale è arrivata nel 2008 e, pur riconoscendo la proprietà dell’ente del terreno acquisito, la sentenza ha ordinato al Comune di corrispondere i residui del prezzo aumentato di una serie di piccoli beni che all’epoca non erano stati rilevati in sede di verbale di consistenza. Nel primo grado il comune si è costituito.
I Seccia hanno poi appellato la sentenza. La pronuncia della corte d’Appello arriva nel 2014 e il comune non si è costituito. La sentenza ha dichiarato risolto l’atto di cessione bonario, ha individuato un maggior valore di quelle terre e condannato l’ente al pagamento delle spese. Nel frattempo il Comune ha corrisposto quanto dovuto in relazione all’accordo bonario secondo la sentenza del 1998.
La sentenza del 2014 non è stata impugnata dal Comune. A fronte di questa sentenza, la parte ha richiesto un decreto ingiuntivo all’ente per un importo di 790 mila euro complessivi, poi abbandonato. Successivamente c’è stato un giudizio di ottemperanza, ancora in corso al momento dell’insediamento di questa amministrazione. Quindici giorni fa il giudizio di ottemperanza è arrivato a conclusione, ordinando all’ente il pagamento delle somme dovute in relazione al testo della sentenza, nominando il Ragioniere Generale dello Stato come commissario ad acta qualora l’ente non salderà quanto dovuto.
Oggi quindi ci troviamo a riconoscere il debito, che ammonta complessivamente a 625 mila e 173,98 euro. Questa somma è un riconoscimento di un debito fuori bilancio e trova copertura, in parte da risorse derivanti dalla rinegoziazione dei mutui, in parte dalla variazione di bilancio (137 mila euro), in parte dalle risorse già presenti nel bilancio per oneri straordinari (44 mila euro)».
DI SIPIO, intervento:«Ripercorro anche io la storia per fare chiarezza. Nel 1988 con questo verbale di amichevole convenzione tra comune di Ortona e proprietari, è stata concordata la cessione del terreno per realizzare degli alloggi di edilizia convenzionata. Il prezzo all’epoca calcolato dal geometra Verna era di 396 milioni 386 mila e 500 Lire. L’atto è stato poi approvato con delibera di giunta numero 443/1988. L’amministrazione ha provveduto a pagare i primi 158 milioni e 831 lire ma la seconda parte della somma è stata corrisposta in ritardo.
Nel 1989 l’amministrazione ha disposto l’occupazione urgente dell’area e ha provveduto a pagare la seconda parte del pattuito. Nel 1998 gli eredi Seccia citano così il comune, chiedono la risoluzione del contratto, la condanna del Comune alla restituzione e al risarcimento dei danni derivanti dalla distruzione del fabbricato che insisteva sul terreno, più la corresponsione degli interessi.
Arriva poi la sentenza n. 848/2007 del tribunale di Chieti e il Comune avrebbe solo dovuto corrispondere gli interessi derivanti dal ritardo del pagamento. Si trattava di 30-40mila euro di interessi. La sentenza è stata appellata dai ricorrenti nel 2008, ma il comune di Ortona non si è costituito in Appello. Perché? È stata una scelta politica? Una dimenticanza? Una scelta amministrativa? L’avvocato aveva la citazione già dal dicembre 2008, ma è arrivata all’ufficio protocollo del Comune di Ortona solo ad aprile 2009».
FALCONE, risposta: «Alcune precisazioni: la sentenza di primo grado ridetermina l’importo. A fronte di questa sentenza il Comune ha versato ulteriori 97 mila euro, che sono in parte somma in parte interessi».
PEPPINO POLIDORI, intervento: «Avete individuato i responsabili? Chiedo di allegare tutto il fascicolo e inviarlo alla Corte dei Conti. Il primo errore è stato non costituirsi in Appello, ma abbiamo continuato a sbagliare non ricorrendo in Cassazione. Chi era l’assessore all’epoca? Chi il funzionario incaricato? Chi il responsabile dell’ufficio legale? Voglio i nomi.
Questa delibera non può essere adottata. Questa operazione ci costa più di 1 milione di euro. L’errore perché continua? Perché è errata la delibera? Nel giudizio di ottemperanza viene stimato il debito a 790mila euro. I conti nella delibera sono sbagliati anche oggi. Vi siete accorti adesso che il Comune ha corrisposto anche 97 mila euro? Allora l’istruttoria non era stata fatta bene, dovete stare attenti all’istruttoria di questi atti, non delle mozioni! Nell’atto davanti al TAR, gli eredi Seccia hanno chiesto 790 più le spese del giudizio di ottemperanza. Per adottare una delibera di riconoscimento di debito fuori bilancio occorre che l’importo non abbia alcun margine di apprezzamento discrezionale. Le nostre spese legali qui non sono indicate, a quanto ammontano? Tale somma deve essere pagata dagli amministratori che hanno sbagliato. Questa delibera non è adeguatamente istruita».
FALCONE, risposta: «Il ricorso in cassazione andava fatto nel 2014. Sulla responsabilità indagherà la Corte dei Conti. Il testo del deliberato riporta esplicitamente il testo della sentenza. La certezza del debito c’è. La norma non intende certezza nell’importo, ma certezza dell’atto con cui il debito diventa esecutivo. La sentenza è certa perché non è stata impugnata nei termini previsti».
MONTEBRUNO, intervento: «Questa amministrazione si trova di nuovo a riconoscere debiti fuori bilancio che sono sempre stati messi nel cassetto dalle precedenti amministrazioni. Riteniamo che quando in una famiglia ci sono debiti, prima di fare ulteriori spese sia necessario riconoscerli e rendersene conto, per questo voglio ringraziare l’assessore per la sua attività. L’intenzione di questa amministrazione è di portare alla luce tutti i debiti, per una questione di correttezza e rispetto verso le sentenze ma anche nell’ottica di far emergere quelli che sono i responsabili. Sono d’accordo con l’avvocato Polidori, dei responsabili ci devono pur essere. In tutte queste date, un nodo cruciale è il 2007. Chi faceva parte della giunta del 2007? Per adesso sappiamo solo che Castiglione era assessore al sociale, ma c’erano altri componenti. Chi ha tutte queste domande farebbe bene a chiedere a chi era candidato nelle sue liste, ossia gli attori principali nel 2007. C’è responsabilità dei dirigenti succeduti in tutti questi anni. Per rispondere al consigliere Di Sipio, nel 2014 qualcuno avrebbe potuto fare ricorso in Cassazione. La Corte dei Conti troverà i responsabili».
PEPPINO POLIDORI, replica: «La responsabilità è personale. Il mio intervento mirava a individuare gli errori che sono stati fatti dal passato ad oggi. Anche l’altra volta siamo stati chiamati a riconoscere un debito che era di 500 euro e adesso è di 5000 euro. Nella delibera in questione poi, andava indicato che a quanto appurato oggi, il Comune ha pagato altri 98 mila euro per la sentenza Seccia».
FALCONE, risposta: «Riguardo l’importo, siamo arrivati ad oggi per avere contezza dell’importo relativo al debito. Abbiamo aspettato il giudizio di ottemperanza per avere certezza dell’importo. Invece il giudice ha richiamato nuovamente il testo della sentenza. Nell’atto di luglio, per una questione di trasparenza amministrativa abbiamo dato atto di un debito che lo stesso Commissario aveva riconosciuto, il quale aveva avviato la rinegoziazione dei mutui proprio per la copertura di questo debito fuori bilancio. Abbiamo avuto dei contatti con i Seccia, sia io che il sindaco, l’ultimo tentativo è stato fatto una ventina di giorni fa, nell’ottica di questo consiglio. In parte si erano resi disponibili per delle trattative, ma non si sono presentati all’appuntamento».
DI SIPIO, replica a Montebruno: «Nel 2014 si poteva fare ricorso in Cassazione, anche se il merito non sarebbe cambiato e si sarebbero solo allungati i tempi. In quel periodo ci sono stati una serie di passaggi politici, di cambi di giunta, quindi sicuramente ci sono delle responsabilità politiche, però va detto che su questi procedimenti ci sono degli uffici preposti a controllare e vigilare. Deve esser fatta chiarezza sul perché non c’è stata questa vigilanza».
MONTEBRUNO, repliche: «Rispondo al consigliere Di Sipio: è vero che è l’ufficio preposto ad occuparsene, ma è la politica che dà gli indirizzi. Per rispondere all’avvocato Polidori, siamo noi che ci assumiamo la responsabilità della cifra dichiarata».
SINDACO, intervento: «Ricordo a tutti i consiglieri comunali che questa non è un’aula di tribunale. È brutto quando la politica cerca nella persona la responsabilità. Il consiglio non è l’organo preposto a rintracciare la responsabilità, compete alla Corte dei Conti. Vorrei suggerire al consigliere Polidori di non esagerare, perché persone a lei vicino probabilmente risponderanno. Noi oggi stiamo alleggerendo il peso, ci stiamo assumendo la responsabilità come amministrazione, cosa che le altre amministrazioni non hanno fatto, portandoci ad oggi a questa situazione. Vogliamo sanare ogni debito, a costo di non fare investimenti, di modo che tra 5 anni i conti saranno puliti e in ordine, così chi verrà dopo di noi potrà amministrare. Nel 2002, appena insediato come consigliere comunale, fui chiamato a riconoscere tanti debiti e votai positivamente perché la città mi aveva scelto. Basta con la politica dello scarica barile».
CAUTI, voto contrario: «Riguardo il mio precedente intervento tecnico, è vero che i revisori hanno espresso pareri favorevoli sulla proposta di deliberazione in oggetto, ma specificano di far salve le verifiche e le eventuali responsabilità per azioni i rivalsa. Voto contrariamente a tale proposta di deliberazione perché l’importo non è certo, l’avvocato Polidori ha ragione. Sotto l’aspetto politico, lodo ancora una volta l’intervento del commissario, che non ha indebolito il bilancio dell’ente, cosa che accade con la vostra scelta di azione. Io voto contrariamente nel merito, non condividendo lo strumento da voi utilizzato per far fronte a questo debito».
DI SIPIO, voto contrario: «Condivido gli interventi dei consiglieri Cauti e Polidori. Il mio voto è contrario per incertezza della cifra. Spero che nei prossimi consigli il dibattito venga svolto sul merito, non sulle persone o questioni politiche».
PEPPINO POLIDORI, voto contrario: «Il mio voto sarà contrario. Ciò che io ritengo è quello che hanno pensato anche i revisori, che appunto parlano di eventuali azioni di rivalsa. Stiamo utilizzando le risorse della città, bisogna essere precisi. Il mio voto è contrario per motivi tecnici».
MONTEBRUNO, voto favorevole: «Noi siamo favorevoli, riteniamo che la cifra sia certa e ci prenderemo la responsabilità di questo voto. Riconosciamo anche noi il buon operato del Commissario e abbiamo toccato i cuscinetti di cui parla il consigliere Cauti perché stiamo riconoscendo un debito, ci servono i soldi e i fondi a cui possiamo attingere ci servono proprio per queste occasioni».
VOTAZIONE DELIBERA SUL DEBITO FUORI BILANCIO: APPROVATA
Contrari: Cauti, Di Sipio, Polidori, Marchegiano (4)
Di Nardo non ha partecipato alla votazione
Adesione alla Fondazione di partecipazione "Istituto tecnico superiore della mobilità sostenibile". Provvedimenti
CIAMPICHETTI (assessore Cultura), relazione: «Si propone la costituzione di un ITS (istituto tecnico superiore, ndr), una scuola di terzo grado, con forma giuridica di fondazione. I percorsi didattici previsti dall’ITS sulla mobilità sostenibile riguardano attività come il trasporto di merci e persone e la produzione e manutenzione dei mezzi di trasporto. L’ITS è un istituto di alta specializzazione tecnologica del quinto livello che si occupa della formazione terziaria, non universitaria, e risponde alla domanda delle imprese oggi. L’ITS rilascia diplomi specialistici validi in tutti i Paesi degli Stati membri. La Regione Abruzzo ha approvato un piano triennale 2016-2018 dell’istruzione e formazione tecnica superiore riconoscendo e legittimando la presenza di tali istituti. Tra i soggetti fondatori è prevista la presenza di un istituto d’istruzione secondaria superiore che appartenga all’ordine tecnico ed è stata individuata come scuola capofila l’Istituto “Acciaiuoli Einaudi” per il suo ruolo nel trasporto e nella logistica. Anche il Comune di Ortona è tra i soci fondatori e assicura il proprio appoggio finanziario».
LUIGI POLIDORO, proposta di emendamento: «Proposte di emendamento alla delibera, come l’“esclusione dell’ente dal fondo di gestione” e che il Comune di Ortona, in qualità di socio fondatore, assicurerà un apporto finanziario conferendo una somma pari a 2000 euro, riservandosi di valutare eventuali ulteriori partecipazioni».
PEPPINO POLIDORI, proposta di sub-emendamento: «Sono d’accordo, ma propongo una modifica all’emendamento, nella parte in cui prevede la riserva di valutare ulteriori partecipazioni. Questa parte si può omettere, perché le intenzioni non sono contenute in un atto deliberativo. Un atto amministrativo, per sua natura, contiene quello che si fa».
DI SIPIO, dichiarazione di voto: «Sono d’accordo su questo ordine del giorno, perché è un progetto a vantaggio della comunità e, come esponente del PD, voglio precisare che se si è arrivati a questa iniziativa è grazie alla giunta regionale che ha ribadito che in Abruzzo c’è una filiera di trasporti molto importanti, per cui quello che riguarda la formazione per creare una classe dirigente all’altezza dei tempi, va in questo senso. Esprimo il mio voto favorevole».
CIAMPICHETTI, intervento: «Questa è la dimostrazione del fatto che se ci sono proposte valide le mettiamo in atto».
VOTAZIONE DELL’EMENDAMENTO PROPOSTO DAL CONSIGLIERE POLIDORO E INTEGRATO DAL CONSIGLIERE PEPPINO POLIDORI:
VOTAZIONE DELIBERA EMENDATA: APPROVATA
VOTAZIONE IMMEDIATA ESEGUIBILITÀ DELLA DELIBERA:
Ulteriore modifica ed integrazioni al regolamento comunale per la disciplina relativa all'installazione e gestione di dehors approvato con deliberazione del c.c. n. 29 del 30/4/2013 e successive modifiche e integrazioni
FALCONE, relazione: «Questo punto all’ordine del giorno è per l’imminente scadenza prevista dal regolamento sui dehors per l’adeguamento delle strutture esistenti. Vista la volontà dell’amministrazione di rivedere il regolamento, la proposta di delibera prevede un rinvio di questo adeguamento al 31 dicembre 2018».
VOTAZIONE DELIBERA SUL RINVIO MODIFICA REGOLAMENTO DEHORS: APPROVATA ALL'UNANIMITÀ
Interventi per la tutela e valorizzazione di aree di attrazione naturale di rilevanza strategica - Riserve naturali di Ripari di Giobbe e Punta dell'Acquabella (POR FESR Abruzzo 2014-2020). Apposizione del progetto definitivo con variante urbanistica semplificata. Apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e dichiarazione di pubblica utilità
TOTARO (assessore Urbanistica), relazione: «Il valore di questi luoghi è stato riconosciuto anche da una delibera regionale 5/2007. L’amministrazione precedente ha partecipato ad un bando per avere finanziamenti. La Regione ci ha comunicato che Ortona ha vinto il bando e l’architetto Claudio Angelucci ha redatto un progetto definitivo. Data la nostra visione di incremento del turismo, ci è a cuore la fruizione da parte dei cittadini di questi luoghi, soprattutto dei Ripari di Giobbe. Il ruolo dell’ente pubblico è di consentire l’accesso sicuro ai luoghi. Abbiamo, perciò, disposto di introdurre una nuova destinazione: parcheggio a norma e discesa sicura e agevole presso la spiaggia. Si è ricorso al vincolo di esproprio per pubblica utilità e alla variante urbanistica. Avevamo un’area comunale che partiva dall’ingresso Punta Ferruccio fino all’orlo della discesa, che era stata affidata ad un privato che non se ne curava più, quindi ce ne siamo riappropriati per poter realizzare un parcheggio anche presso punta Ferruccio. L’obiettivo è, per l’anno prossimo, quello di ridare alla città due spiagge facilmente accessibili».
VOTAZIONE DELIBERA SUL PROGETTO PER LE RISERVE NATURALI DI RIPARI DI GIOBBE E PUNTA ACQUABELLA: APPROVATA
Contrari: Di Sipio