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Timestamp: 2019-01-19 21:49:28+00:00
Document Index: 147359201

Matched Legal Cases: ['art. 2357', 'art.2357', 'art. 2357', 'art. 2357', 'art. 2357', 'art. 2427']

SIDREA - Società Italiana dei Docenti di Ragioneria e di Economia Aziendale | Bilancio e principi contabili
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La qualità del bilancio delle società di capitali tra ragioneria e diritto
Fadda Isabella, Modica Patrizia, Pavan Aldo/ Pubblicazioni Sidrea, Riviste / Fascicolo: 1-2016
Il bilancio d’esercizio costituisce la sintesi della contabilità generale tenuta in qualunque tipo d’azienda e, in particolare, nelle imprese (2). Esso esprime il reddito attribuitoper competenza economica al periodo passato e il patrimonio netto al termine dello stesso. Si tratta di un documento di intrinseca natura informativa, volto prima di tutto all’interno dell’azienda. Due sono fondamentalmente le conoscenze che il soggetto economico e gli altri decisori da questo delegati possono trarre dal documento contabile. Le prime sono relative all’apprezzamento del livello di economicità del complesso aziendale (3). Le seconde alla quantità di risorse prelevabili a valere sull’utile di esercizio senza pregiudizio per detto livello di economicità. Rilevano dunque informazioni sull’efficacia nel perseguimento degli obiettivi, più spesso definibili in termini di reddito prospettico e generazione durevole di valore, e di efficiente utilizzo delle risorse. Ma le informazioni sull’economicità aziendale ritraibili dal bilancio sono relative soprattutto agli equilibri nei diversi aspetti della gestione: reddituale, finanziario o patrimoniale e monetario. Il primo esprime la piena remunerazione dei fattori della produzione utilizzati nel processo produttivo, il secondo la corretta copertura del fabbisogno finanziario d’impresa attraverso fonti di finanziamento adeguate per quantità e durata del vincolo alla gestione. […]
Considerazioni generali in merito all’eliminazione dell’area straordinaria del Conto economico
Mari Libero Mario/ Pubblicazioni Sidrea, Riviste / Fascicolo: 1-2016
Il lavoro, prendendo spunto da una delle novità contenute nel recente D. Lgs. 139/2015 di riforma del bilancio di esercizio, ossia l’eliminazione dell’area straordinaria, affronta il più generale e complesso tema dei componenti straordinari di reddito, della loro individuazione, classificazione e rappresentazione. Lo studio, dopo la review della letteratura, cerca, da un lato, di sottolineare i dubbi legata a una precisa e univoca definizione di “straordinarietà” dei componenti reddituali e, dall’altro, di evidenziare come le approssimazioni e le ambiguità associate possano mettere a rischio la significativa delle informazioni di bilancio e, a volte, alimentare comportamenti non proprio ortodossi degli amministratori. Il lavoro ovviamente prende in esame le posizioni assunte in merito dagli organismi professionali nazionali e internazionali, nonché l’evoluzione normativa degli ultimi venticinque anni. La ricerca si conclude con una serie di considerazioni di carattere più generale legate alle difficoltà concettuali di suddividere in aree di formazione l’unitarietà della gestione e del reddito di impresa.
Il recycling nei bilanci delle società quotate italiane: evidenze empiriche
Incollingo Alberto, Pisani Michele/ Pubblicazioni Sidrea, Riviste / Fascicolo: 1-2016
Il documento IAS 1 definisce una configurazione di reddito allargato, diviso in due distinti risultati reddituali: profit or loss (PL); other comprehensive income (OCI). L’OCI è il reddito derivante dalla differenza tra i proventi e gli oneri non rilevati nel PL, come consentito o imposto da altri IFRS, e comprende i componenti di reddito riepilogati nel par. 7 dello IAS 1. Contestualmente, il PL è definito come la differenza tra il totale dei proventi (income) e degli oneri (expense), a esclusione dei componenti dell’OCI. La somma algebrica di PL e OCI dà luogo a una configurazione di reddito denominato total comprehensive income (CI). Esso include tutti i proventi e gli oneri (income ed expense) rilevati nel periodo ed è definito come la variazione del patrimonio netto di un’impresa durante l’esercizio derivante da operazioni e altri eventi diversi da quelli risultanti da apporti dei soci e distribuzioni ai medesimi. Per illustrare le variazioni di patrimonio netto non derivanti da operazioni con i soci, sono previste due soluzioni alternative: a) un prospetto unico di Conto Economico, denominato statement of comprehensive income; b) due prospetti distinti, da presentare in immediata successione: – un Conto Economico tradizionale, denominato income statement, che rappresenta i componenti del PL; – un secondo Conto Economico integrativo, denominato statement of comprehensive income, che inizia con il PL e aggiunge i componenti dell’OCI. […]
Appendice 1_ List of Disclosure items
Appendice 2_Elenco imprese costituenti l’indice FTSE MIB
Appendice 3_Il campione osservato
Ten years of IAS/IFRS mandatory adoption in EU. A cost/benefit analysis of Italian listed companies: preliminary results
Sorrentino Marco/ Pubblicazioni Sidrea, Riviste / Fascicolo: 1-2016
European Regulation n. 1606/2002 (from now on, IAS Regulation), as legally enforcing the compliance with IAS/IFRS, has significantly changed the accounting system of all European listed companies, and not only. The aim of IAS Regulation is specified as follows (Article 1): “This Regulation has as its objective the adoption and use of international accounting standards in the Community with a view to harmonising the financial information presented by the companies … in order to ensure a high degree of transparency and comparability of financial statements and hence an efficient functioning of the Community capital market and of the Internal Market”. In other words, the mandatory adoption of IAS/IFRSs was expected to result in a better transparency and comparability in European financial reporting, so to allow the internal capital market to operate more efficiently and create a more and more level playing field for investors (ICAEW, 2015). At the same time, this requirement should have generated an inevitable increase of compliance costs with a new set of accounting standards (Brown and Clinch, 1998; Walton, 1992). Within this context, the aim of this paper is to arrange a cost/benefit analysis of IAS/IFRS implementation in Italy. An on-line questionnaire survey was conducted in order to identify the perceptions of all Italian listed companies regarding the benefits and the costs associated with the practice of IAS/IFRS 10 years after their mandatory adoption. […]
Alvino Federico, Lepore Luigi, Paolone Francesco, Pisano Sabrina, Pozzoli Matteo/ Pubblicazioni Sidrea, Riviste / Fascicolo: 1-2016
The European Commission decided to revise substantially the content of the current model, intending, among other things, to reduce the allowed options and the administrative burdens of smaller undertakings. This process has determined the enactment of the directive 34/2013/EU, which should have been implemented by the European Member States by the 20th of July, 2015. The literature studied the harmonization phenomenon for many years, trying to establish predetermined criteria able to measure it. This paper uses the Van der Tas’ I index to examine whether the “new” accounting directive will lead to a more harmonized accounting scenario. Specifically, this paper focuses on the de jure harmonization, investigating the content of the disclosure as well as the measurement requirements. In order to do that, the research analyzes the scenario presented by Germany, France, Italy, Spain and United Kingdom, the five most relevant economies in the European economic area.
Key-Words: Bilancio e principi contabili, Directive 34/2013/EU, Accounting Harmonization, Van de Tas’ index
Table A – Content Analysis (before and after the Directive 34/2013/EU)
Lacchini Marco, Celenza Domenico, Nappo Fabio, Palmaccio Matteo/ Pubblicazioni Sidrea, Riviste / Fascicolo: 1-2016
Le perdite durevoli di valore nella Dottrina economico-aziendale italiana costituiscono un tema particolarmente rilevante e direttamente connesso alla effettività del principio generale della prudenza e al tema della finalità stessa del bilancio di esercizio. L’articolo intende affrontare l’introduzione dell’OIC 9 nell’ordinamento contabile italiano al fine di comprendere la genesi concettuale dello standard e il suo inquadramento, anche in termini comparativi, in relazione alle previsioni degli IAS/IFRS, delle Direttive comunitarie di armonizzazione e offrire una lettura nell’ambito della tradizione e delle posizioni dottrinarie italiane. Il presente short paper intende proporre la prima parte di un lavoro di ricerca più esteso e finalizzato a realizzare gli obiettivi esposti in precedenza. Ponendo le basi su una metodologia qualitativa guidata da un approccio exloratory study, la ricerca mira a contestualizzare l’attuale scenario di armonizzazione contabile, relativamente alle perdite durevoli di valore, nell’ambito del pensiero economico-aziendale tradizionale. Le domande di ricerca alle quali il lavoro nella sua unitarietà risponderà sono le seguenti:
– Quale è l’inquadramento concettuale dell’OIC 9 rispetto alle previsioni degli standard contabili internazionali?
– Come si posiziona tale inquadramento nell’ambito della tradizione dottrinale italiana?
In questa prospettiva, il presente short paper presenta l’interpretazione dell’OIC 9 nel sistema contabile italiano, rinviando alla fase successiva della ricerca la comparazione con le previsioni degli IAS/IFRS e delle direttive comunitarie di armonizzazione, al fine di contestualizzarlo nel pensiero economico-aziendale italiano. […]
Il trattamento contabile degli autoveicoli destinati alla vendita nel bilancio delle società di autonoleggio
Tettamanzi Patrizia, Gjergji Rafaela/ Pubblicazioni Sidrea, Riviste / Fascicolo: 1-2016
Il presente lavoro è dedicato all’analisi delle modalità con le quali le società di autonoleggio contabilizzano nei propri bilanci gli autoveicoli oggetto del loro core business, nonché i relativi proventi e oneri. Ai fini di una corretta rilevazione, è necessario individuare un’adeguata classificazione della voce in esame; la scelta si pone in termini di classificazione degli autoveicoli tra le rimanenze, oppure tra le immobilizzazioni. L’attenzione si pone principalmente su quegli autoveicoli che, adibiti a noleggio per un breve periodo di tempo (in genere, nell’ordine di mesi) sono in seguito destinati alla vendita e ceduti. Se ci si concentra sul bilancio, la questione di come classificare queste attività e di come rilevare il risultato della loro successiva vendita diventa fondamentale. La tematica in parola non sipresta a una soluzione univoca; inoltre il ricorso ai principi contabili non sempre consente di definire quale sia il trattamento preferibile. Nel prosieguo si presenta un confronto tra le diverse modalità di contabilizzazione degli autoveicoli oggetto di analisi, riportando il contenuto e le interpretazioni dei principi contabili nazionali (OIC – Organismo Italiano di Contabilità) e internazionali (International Accounting Standards – IAS / International Financial Reporting Standards – IFRS). Si riflette, altresì, sulle possibili ripercussioni che le differenti alternative adottate hanno sulla rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria delle società in considerazione, come evidenziato da uno degli indicatori di redditività più comunemente utilizzati. Pertanto, la domanda di ricerca che questo lavoro si pone è quella di identificare quale sia il trattamento contabile (immobilizzazioni o rimanenze) preferibile o più comunemente utilizzabile degli autoveicoli nei bilanci delle società di autonoleggio e le implicazioni sugli indici di reddittività. […]
Sottoriva Claudio/ Pubblicazioni Sidrea, Riviste / Fascicolo: 1-2016
L’azione è un titolo rappresentativo della proprietà di una quota del capitale sociale di una società per azioni, individuato dal valore nominale del certificato azionario, calcolato dividendo il capitale sociale per il numero di azioni emesse. Il titolare anche di una sola azione è socio a tutti gli effetti e, partecipando alle assemblee ordinarie e straordinarie, concorre alla formazione della volontà aziendale. Può accadere che una società, dopo aver acquistato delle azioni proprie utilizzando riserve di utili, decida di attribuirle ai soci nell’ambito di una politica di remunerazione degli azionisti. Le condizioni che la legge impone per un corretto acquisto di azioni proprie, sono: 1) autorizzazione dell’assemblea dei soci, alla quale compete altresì la fissazione delle modalità di acquisto, il numero di azioni ed il relativo prezzo di vendita (art. 2357 c. 3 Cod. Civ.); 2) le azioni devono risultare integralmente liberate e il loro acquisto può essere effettuato nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato (art.2357 c.1 Cod. Civ.); 3) il valore nominale delle azioni acquisite non può eccedere la quinta parte del capitale sociale, nel caso di società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio (art. 2357 c. 4 Cod. Civ.). La violazione di tali condizioni, comporta l’obbligo di alienazione entro un anno dal loro acquisto, pena l’annullamento e la corrispondente riduzione del capitale sociale (art. 2357 c.5 del Cod. Civ.). Tali limitazioni non operano quando ricorre uno dei casi speciali di acquisto ex art. 2357-bis del Cod. Civ. […]
Schemi di stato patrimoniale previsti dalla Direttiva 2013.34.UE
Un’ esemplificazione: il prospetto di stato patrimoniale IAS/IFRS
La rappresentazione delle azioni proprie in portafoglio
Il prospetto delle informazioni da fornire ai sensi del punto 7bis art. 2427 c.c. secondo la bozza dell’OIC 28
Nota finale sul trattamento contabile delle azioni proprie