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Timestamp: 2018-03-17 06:39:13+00:00
Document Index: 57838512

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 101', 'art. 19']

L’AGCM avvia un’istruttoria nel mercato delle telecomunicazioni mobili e fisse: dopo la sanzione AGCOM, ora arriva l’antitrust - R&P Legal - Studio Associato
E, questa volta, la condotta contestata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (l’”Autorità” o l’”AGCM”) è una presunta intesa restrittiva della concorrenza, di tipo orizzontale (un cd. “cartello” antitrust), nei mercati dei servizi al dettaglio di telecomunicazione mobile e su rete fissa a banda stretta, larga e ultralarga (i “Mercati rilevanti”).
Ad aggravare la condotta illecita addebitata agli Operatori concorrerebbe anche un presunto scambio di informazioni sensibili che gli Operatori avrebbero posto in essere all’interno dell’associazione di categoria Assotelecomunicazioni – Asstel (“Asstel”).
Prima di approfondire le criticità antitrust, sollevate dall’AGCM nel provvedimento di avvio, è necessario ripercorrere le origini e le motivazioni che sono sottese all’intervento dell’Autorità.
II. L’interesse per il settore delle telecomunicazioni: tra tutela consumeristica ed intervento regolatorio
A causa di un intervento unilaterale con cui TIM, Vodafone e Wind, a partire dal 2015, avevano modificato il periodo di rinnovo delle offerte ricaricabili per la telefonia mobile, contraendo il periodo di fatturazione da una cadenza mensile ad una quadrisettimanale (ogni 28 giorni), nel 2016 l’AGCM ha sanzionato dette imprese per aver posto in essere una pratica commerciale scorretta, sub specie di condotta aggressiva, nei confronti dei consumatori, in violazioni del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206 recante il “Codice del Consumo”[1].
Sul tema oggetto dei procedimenti dell’AGCM, e cioè quello della rimodulazione delle offerte dedicate alla telefonia fissa, è intervenuta anche l’AGCOM che, con la deliberazione 121/17/CONS del 15 marzo 2017 (la “Delibera AGCOM”), ha stabilito che l’unità temporale per la cadenza di rinnovo e fatturazione dei contratti di rete fissa dovesse essere il mese, e non i 28 giorni.
E questo per consentire al consumatore di poter avere la corretta percezione del prezzo offerto da ciascun Operatore e la corretta informazione sul costo indicato in bolletta per l’uso dei servizi acquistati.
Nonostante simile previsione, gli Operatori hanno continuato a porre in essere la cd. “prassi dei 28 giorni”, determinando nei consumatori l’insorgere di un’oggettiva situazione di incertezza e confusione, tale da incidere sulla libertà dei consumatori di valutare le diverse offerte presenti sul mercato e di compiere scelte contrattuali consapevoli.
In ragione di simile violazione, a fine dicembre 2017, l’AGCOM ha accertato l’illecito e ha irrogato, nei confronti di ciascun Operatore[2], una sanzione di 1,6 milioni di euro. Oltre al pagamento della sanzione, gli Operatori sono stati diffidati a provvedere – in sede di ripristino del ciclo di fatturazione con cadenza mensile o di multipli del mese – allo storno degli importi corrispondenti al corrispettivo per il numero di giorni che non sono stati fruiti dai consumatori - in termini di erogazione del servizio - a causa del disallineamento fra ciclo di fatturazione quadrisettimanale e ciclo di fatturazione mensile.
III. I nuovi obblighi di legge per la tutela dei consumatori che usufruiscono di servizi di comunicazione elettronica
Sulla scia dei provvedimenti sanzionatori dell’AGCOM, il legislatore italiano ha adottato l’art. 19-quinquiesdecies del D.L. n. 148/2017 (convertito con modificazioni dalla L. n. 172/2017) con cui ha introdotto alcune rilevanti modifiche alla disciplina che regola il settore della telefonia, delle reti televisive e delle comunicazioni elettroniche.
Nell’ambito della disciplina prevista dall’art. 1 del D.L. n. 7/2007 (convertito, con modificazioni, dalla L. n. 40/2007), che regola i contratti con gli operatori telefonici, televisivi e di servizi Internet, l’art. 19-quinquiesdecies, comma 1, lett. a), del D.L. n. 148/2017 ha introdotto una più specifica e severa disciplina in materia di rinnovo delle offerte e delle fatturazioni dei servizi telefonici, televisivi e di servizi Internet.
La norma in commento ha inserito, dopo il comma 1 dell’art. 1 del D.L. n. 7/2007, il comma 1-bis che dispone che i contratti di fornitura dei servizi di comunicazione elettronica[3] debbano prevedere che la cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione dei servizi erogati avvenga su base mensile o di multipli del mese (eccezion fatta per i servizi promozionali di durata inferiore al mese e non rinnovabili).
Al fine di attribuire a tutti gli operatori telefonici, televisivi e di servizi internet un tempo sufficientemente utile per adeguarsi a tale modifica legislativa, il successivo comma 1-ter fissa, a tal proposito, un termine di 120 giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore della L. n. 172/2017. Durante questo periodo, dette società, senza distinzione alcuna in ragione della tecnologia utilizzata nell'erogazione dei propri servizi, dovranno adeguare i propri contratti con l'utenza in modo da prevedere una cadenza di rinnovo delle offerte o della fatturazione dei servizi mensile o di multipli del mese.
Laddove l’operatore non ottemperi all'obbligo di rinnovo o fatturazione mensile, l’AGCOM è legittimata ad ordinargli la cessazione della condotta e il rimborso delle eventuali somme indebitamente percepite o ingiustificatamente addebitate agli utenti, indicando il termine entro cui adempiere, in ogni caso non inferiore a 30 giorni.
IV. L’avvio del procedimento antitrust
Ad esito dell’adunanza dello scorso 7 febbraio, durante la quale il Collegio dell’Autorità ha deciso di avviare, nei confronti di TIM, Fastweb, Vodafone, Wind e Asstel, un’istruttoria diretta ad accertare l’esistenza di un presunto coordinamento tra i detti Operatori, finalizzato a preservare l’aumento dei prezzi delle tariffe praticate agli utenti finali, in data odierna l’Autorità ha pubblicato sul proprio sito Internet[4] il provvedimento di avvio del procedimento in questione (proc. I820) per verificare la violazione dell’art. 101, co. 1, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).
Più in particolare, l’Autorità ritiene che, a fronte della modifica legislativa introdotta dall’art. 19-quinquiesdecies del D.L. n. 148/2017, gli Operatori abbiano deciso di coordinare la propria strategia commerciale, connessa alla cadenza dei rinnovi e alla fatturazione delle offerte sui Mercati rilevanti a seguito dell’introduzione dei nuovi obblighi regolamentari e normativi.
Secondo l’AGCM, gli Operatori avrebbero adottato identiche modalità di attuazione dell’obbligo di legge, e cioè avrebbero comunicato ai propri clienti che la fatturazione delle offerte e dei servizi erogati sarebbe stata effettuata su base mensile e non più quadrisettimanale, con la conseguenza che la spesa annuale complessiva sarebbe rimasta invariata, ma distribuita su 12 canoni, anziché 13.
In considerazione del fatto che la novella legislativa non fa menzione né della rideterminazione dei canoni né della spesa annuale, l’AGCM ha visto in ciò l’elemento di coordinamento delle strategie aziendali degli Operatori, finalizzato a mantenere stabile l’aumento dei prezzi delle tariffe, determinato dalla iniziale modifica della periodicità del rinnovo delle offerte (da mensile a quadrisettimanale).
Il coordinamento degli Operatori – così emerge dal provvedimento di avvio – sarebbe avvenuto in occasione degli incontri e dello scambio di informazioni avvenuti in sede Asstel, finalizzati a coordinare la posizione degli operatori in relazione all’ottemperanza alla Delibera AGCOM e alla novella legislativa.
È evidente che l’istruttoria avviata dall’AGCM non rappresenta un unicum, bensì si inserisce in un più ampio filone di intervento, regolatorio e legislativo, cui segue, come altro non ci si poteva aspettare, l’enforcement antitrust dell’Autorità.
[1] AGCM, provv. 26134 del 27/07/2016, proc. PS10246 - TELECOM-RIMODULAZIONE PIANI TARIFFARI 28 GIORNI, in Boll. n. 28/2016; provv. 26135 del 27/07/2016, proc. PS10247 - WIND-RIMODULAZIONE PIANI TARIFFARI 28 GIORNI, in Boll. n. 28/2016; provv. 26307 del 21/12/2016, proc. PS10497 - VODAFONE-RIMODULAZIONE TARIFFARIA DA 30 A 28 GG, in Boll. n. 47/2016;
[2] AGCOM, delibere nn. 497/17/CONS (Wind Tre), 498/17/CONS (Vodafone), 499/17/CONS (Tim) e 500/17/CONS (Fastweb).
[3] Vale a dire, i contratti aventi ad oggetto servizi consistenti, esclusivamente o prevalentemente, nella trasmissione di segnali su reti di comunicazione elettronica, compresi i servizi di telecomunicazioni e i servizi di trasmissione nelle reti utilizzate per la diffusione circolare televisiva.
[4] Si v. la pagina web del sito dell’Autorità http://www.agcm.it/stampa/comunicati/9163-i820-fatturazione-mensile-con-aumento-tariffe-avviata-istruttoria-con-ispezioni-in-relazione-a-una-possibile-intesa-tra-i-principali-operatori-di-telefonia-fissa-e-mobile.html.
AGCM_-_Proc._I820_-_Presunto_cartello_TLC.pdf