Source: https://www.exeo.it/free/accordo-di-cessione-volontaria-esproprio
Timestamp: 2018-02-20 07:20:16+00:00
Document Index: 62633252

Matched Legal Cases: ['art. 45', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 11', 'art. 45', 'art. 12', 'art. 20', 'art. 1350', 'art. 45', 'art. 1350', 'art. 97', 'art. 17', 'art. 45', 'art.1350', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 1350']

L’accordo sulla cessione volontaria dei beni da espropriare
Disciplina dell'istituto della cessione volontaria
L’esecuzione coattiva della cessione volontaria
La cessione volontaria deve avere forma scritta
Cause di invalidità della cessione del bene
Revocabilità dell'accordo di cessione volontaria
Per giurisprudenza costante, in termini strutturali la cessione volontaria è un contratto che, tuttavia, da un punto di vista funzionale, equivale a un provvedimento di esproprio. Si tratta cioè di uno strumento che, sebbene formalmente negoziale, mantiene la connotazione di atto autoritativo, dato che il fine pubblico può essere perseguito anche attraverso la diretta negoziazione del provvedimento finale. Valgono dunque, in quanto compatibili, le disposizioni dettate per l'espropriazione (si veda ora, espressamente, l'art. 45, comma 4, del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327).
In termini strutturali, la cessione volontaria è sì un contratto. Tuttavia, da un punto di vista funzionale, essa equivale a un provvedimento di esproprio. Si tratta cioè di uno strumento che, sebbene formalmente negoziale, mantiene la connotazione di atto autoritativo, dato che il fine pubblico può essere perseguito anche attraverso la diretta negoziazione del provvedimento finale. Valgono dunque, in quanto compatibili, le disposizioni dettate per l'espropriazione (si veda ora, espressamente, l'art. 45, comma 4, del d.P.R. 8 giugno 20... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....
La natura polimorfa dell'istituto della cessione volontaria implica che all'atto negoziale, in sé riguardato, devono coerentemente applicarsi i principi civilistici che riguardano l'atto convenzionale in senso proprio; lo stesso Giudice di Legittimità è fermo nel ritenere che l'inquadramento della cessione volontaria fra i contratti pubblici non esclude l'applicabilità delle regole di diritto privato che riguardino il contratto in sé, sia per quanto riguarda la sua struttura sia per quanto riguarda i profili di regolarità giuridica e/o di efficacia.
La causa propria del contratto di cessione volontaria va ricondotta ad una forma alternativa di realizzazione del procedimento espropriativo mediante l'utilizzo di uno strumento privatistico soggetto, peraltro, sotto alcuni aspetti, a norme imperative. E', però, indubbio che la conclusione è soggetta alla disciplina del contratto privatistico, caratterizzata non dalla posizione di preminenza dell'amministrazione espropriante, ma dall'incontro paritetico delle volontà: gli effetti traslativi della proprietà traggono quindi origine dal contratto, non da provvedimenti amministrativi, che pure parallelamente caratterizzano il perfezionam... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...volontà dell'ente, nella fase dell'evidenza pubblica.
Secondo la ricostruzione dell'istituto patrocinata dalla giurisprudenza civile di legittimità, la cessione volontaria, regolata dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, è un contratto la cui causa va ricondotta ad una forma alternativa di realizzazione del procedimento espropriativo mediante l'utilizzo di uno strumento privatistico soggetto, peraltro, sotto alcuni aspetti (tra cui quello del prezzo), a norme imperative. E' però indubbio che la conclusione è soggetta alla disciplina del contratto privatistico, caratterizzata non dalla posizione di preminenza dell'a p.a., ma dall'incontro paritetico delle volontà: gli effetti traslativi della proprietà traggono quindi origine dal contratto, non da provvedimenti amministrativi.
La natura bifronte del contratto di cessione volontaria si riverbera sui poteri pubblicistici e privatistici che competono all'Amministrazione che è parte dell'accordo, sulla disciplina cui è assoggettato l'accordo e sui rimedi a disposizione del privato in caso di violazione degli obblighi ivi assunti. Questo significa che mentre la domanda di nullità e di risoluzione per difetto della causa della cessione volont... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ffetto della mutata destinazione d'uso del bene, sono regolate dalle norme del Codice civile, la persistenza o meno dell'obbligo di non mutare la destinazione d'uso dei beni trasferiti va valutata alla luce dei principi che sovrintendono i poteri pubblicistici dell'Amministrazione.
L'accordo sulla cessione dei beni assoggettati ad espropriazione non può derogare a quanto previsto dall'art. 45 TU espropri e quindi non può essere autonomamente determinato dalle parti ai sensi dell'art. 11 L. 241/1990.
La cessione volontaria costituisce un negozio traslativo, inserito nel procedimento espropriativo, avente struttura, forma e contenuto disciplinati dalle norme di diritto privato, sicché la stessa si perfeziona solo con il consenso delle parti in ordine all'immediato trasferimento dell'immobile all'espropriante.
Il procedimento di espropriazione funge da indispensabile momento genetico e presupposto del contratto di cessione volontaria; detta influenza si arresta "in limine" di questo, nel senso che l'accordo in questione conclude automaticamente la procedura espropriativa e vive per il resto autonomamente, sottoposto alla disciplina propria del contratto: caratterizzata dall'incontro delle volontà dei... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... su di un piano paritetico, nonché dai principi civilistici sulla formazione del consenso, ivi compresi gli adempimenti richiesti dall'evidenza pubblica per le P.A..
Attraverso l'istituto della cessione volontaria il legislatore ha inteso consentire la sostituzione, col consenso della parte ablata, dell'intervento autoritativo della P.A. con uno strumento più semplice e rapido di carattere negoziale, cui si rendono applicabili (al di là del suo inquadramento o meno tra i contratti di diritto pubblico, e fatti salvi gli adempimenti richiesti dalla evidenza pubblica dell'atto), i principi civilistici che regolano la conclusione dei contratti.
L'accordo amichevole (o "concordamento") sull'ammontare dell'indennità di espropriazione che la legge prevede che possa inserirsi nell'ambito della procedura espropriativa per scopi di pubblica utilità, pur essendo un contratto di diritto pubblico, poiché previsto e per certi aspetti disciplinato dal diritto pubblico, è, per il resto, cioè per gli aspetti non considerati dal diritto pubblico, certamente soggetto alla generale disciplina dettata dal codice civile in tema di contratti (o comunque ai principi generali da tale disciplina ricavabili).[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...> La disciplina delle espropriazioni non richiama le regole tipiche della risoluzione del contratto per inadempimento; ne consegue che, anche volendo qualificare l'accordo bonario sulla determinazione dell'indennità come un contratto, soggetto alla disciplina degli articoli 1321 e seguenti del codice civile, la speciale normativa espropriativa (che in particolare subordina, l'effetto espropriativo al pagamento integrale dell'indennità), continua a prevalere sulle regole codicistiche in materia di risoluzione per inadempimento, incentrate sulla valutazione di non scarsa importanza delle prestazioni rimaste ineseguite.
In ipotesi di definizione consensuale del procedimento, mediante stipula di contratto di cessione volontaria, finiscono con il perdere ogni rilievo gli atti autoritativi eventualmente in precedenza intervenuti ed un ruolo paritario e certamente decisivo riveste la volontà del privato; ne consegue che la problematica relativa all'acquisizione del bene deve essere presa in considerazione senza il ricorso ad istituti pubblicistici, ma utilizzando unicamente categorie di diritto civile.
In ipotesi in cui all'originario esercizio del potere autoritativo, si siano sovrapposti atti negoziali, intesi alla cessione delle ar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del pagamento di corrispettivi da parte della P.A., le ragioni di credito devono essere tutelate mediante gli ordinari rimedi privatistici, nel sistema di tutela contrattuale e non già in quello ablatorio autoritativo.
Il negozio di cessione volontaria, avente ad oggetto un immobile espropriando, è regolato dai principi civilistici sulla formazione del consenso e sottoposto alla disciplina propria della stipulazione del contratto.
TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> CESSIONE VOLONTARIA --> FORMA
Secondo pacifica e consolidata giurisprudenza, ai fini della qualificazione di un accordo come cessione volontaria ai sensi dell'art. 45 del d.P.R. 8 giugno 2001, nr. 327, oltre alla circostanza che questo si inserisca all'interno di una procedura di esproprio validamente instaurata (e, quindi, che vi siano state la dichiarazione di pubblica utilità e la rituale offerta e accettazione dell'indennità di esproprio), non occorre l'atto pubblico, essendo sufficiente la forma scritta.
Il contratto di cessione volontaria dell'immobile è sottoposto alla disciplina propria del contratto, caratterizzata dai principi civilistici sulla formazione del consenso, ivi compresi ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enti richiesti dall'evidenza pubblica per le P.A., sicché, quando sia posto in essere da un'amministrazione comunale o provinciale esso si perfeziona con l'incontro della volontà negoziale che è soggetta al requisito della forma scritta a pena di nullità e può ritenersi osservata solo in presenza di un documento che la racchiuda, dal quale va, pertanto, desunta l'instaurazione del rapporto e l'oggetto delle prestazioni da svolgersi da ciascuna delle parti.
Secondo l'accreditata ricostruzione dell'istituto, la cessione volontaria, regolata originariamente dall'art. 12 della L. 22 ottobre 1971 n. 865 e, nel regime vigente, dall'art. 20 DPR 327/2001, è un contratto pubblicistico, siccome originato da un procedimento espropriativo - la cui conclusione provvedimentale mira proprio a prevenire - e si perfeziona con l'incontro delle volontà delle parti, con oggetto il trasferimento del bene; tale negozio si deve ritenere soggetto all'osservanza di tutti gli adempimenti richiesti dall'evidenza pubblica per le P.A., primo fra tutti il requisito della forma scritta a pena di nullità.
Richiamata la necessaria forma scritta ad substantiam (e in un unico atto) dell'atto traslativo in cui consiste la cession... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...non può essere attribuita tale natura alla delibera del Comune che costituisca mero atto di indirizzo, volto a verificare (nel caso specifico), l'opportunità di transigere il contenzioso in atto e che come tale non integra i requisiti formali di cui all'art. 1350 c.c.
Ai fini della qualificazione di un accordo come cessione volontaria ai sensi dell'art. 45 del d.P.R. 8 giugno 2001, nr. 327, oltre alla circostanza che questo si inserisca all'interno di una procedura di esproprio validamente instaurata (e, quindi, che vi siano state la dichiarazione di pubblica utilità e la rituale offerta e accettazione dell'indennità di esproprio), non occorre l'atto pubblico, essendo sufficiente la forma scritta.
Una mera dichiarazione di cessione, non effettuata nelle forme prescritte dalla legge per il trasferimento di beni immobili, non è idonea da sola a determinare la perdita della legitimatio ad causam ancorata alla proprietà del bene inciso dal provvedimento della p.a..
La nota recante il calcolo dell'indennità provvisoria spettante (con la maggiorazione del 50% per l'ipotesi di cessione volontaria) e la determinazione dell'Amministrazione, ove si dà atto delle dichiarazioni con le quali ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...interessati hanno accettato la quantificazione delle indennità provvisorie e fornito la "disponibilità per la cessione bonaria", sono atti non idonei a dimostrare l'avvenuta stipula del contratto di cessione volontaria, atteso che il perfezionamento di quest'ultimo può configurarsi soltanto in presenza di un negozio con forma scritta ad substantiam, stipulato dal rappresentante legale dell'Amministrazione e dell'espropriando, contenente l'enunciazione degli elementi essenziali del contratto, l'accordo sugli stessi da parte dei contraenti e la loro sottoscrizione.
Il negozio di cessione volontaria posto in essere da un'amministrazione comunale si deve ritenere soggetto all'osservanza di tutti gli adempimenti richiesti dall'evidenza pubblica per le P.A., primo fra tutti il requisito della forma scritta a pena di nullità, che può ritenersi osservato solo in presenza di un documento che contenga in modo diretto la volontà negoziale, essendo stato redatto al fine specifico di manifestare la stessa, e dal quale si deve, pertanto, poter desumere la concreta instaurazione del rapporto con le indispensabili determinazioni in ordine alle prestazioni da svolgersi da ciascuna delle parti.
I negozio di cessione volontari... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essere da un'amministrazione, deve ritenersi soggetto all'osservanza di tutti gli adempimenti richiesti dall'evidenza pubblica per le P.A., primo fra tutti il requisito della forma scritta a pena di nullità, che può ritenersi osservato solo in presenza di un documento che contenga in modo diretto la volontà negoziale, essendo stato redatto al fine specifico di manifestare la stessa, e dal quale si deve, pertanto, poter desumere la concreta instaurazione del rapporto con le indispensabili determinazioni in ordine alle prestazioni da svolgersi da ciascuna delle parti.
Le regole che governano la formazione dei contratti in sede civilistica sono applicabili anche al negozio di cessione volontaria avente ad oggetto un immobile da espropriare. Tra queste rientra anche quella di cui all'art. 1350 c.c., che richiede la forma scritta a pena di nullità.
Non è possibile sostenere che il negozio di cessione volontaria si sia concluso per comportamenti concludenti, atteso che allorquando la pubblica amministrazione agisce "iure privatorum", i relativi atti negoziali constano di manifestazioni formali di volontà.
Il negozio di cessione volontaria avente ad oggetto un immobile espropriando, indispensabile pe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e automaticamente la procedura espropriativa, è regolato dai principi civilistici sulla formazione del consenso ed è sottoposto alla disciplina propria della stipulazione del contratto; pertanto esso va stipulato nella forma scritta a pena di nullità (1350 cod. civ.), che può ritenersi osservata solo in presenza di un documento che contenga, in modo diretto, la dichiarazione della volontà negoziale espressa da parte dell'organo rappresentativo dell'ente locale, che venga redatto al fine specifico di manifestare tale volontà e dal quale dunque possa desumersi la concreta instaurazione del rapporto con le indispensabili determinazioni in ordine alle prestazioni da svolgersi da ciascuna delle parti.
La sussistenza ed il perfezionamento della vendita possono configurarsi soltanto in presenza di un negozio con forma scritta "ad substantiam" stipulato dal rappresentante legale dell'Amministrazione e dall'espropriato e contenente l'enunciazione degli elementi essenziali del contratto, nonché l'accordo su di essi da parte dei contraenti. Deve escludersi, pertanto, che il perfezionamento del negozio di cessione volontaria possa ricavarsi da altri atti, quali, ad esempio, le delibere dell'organo collegiale dell'ente che autor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...quisto delle aree tramite cessione volontaria e approvano gli schemi del negozio di cessione volontaria, benché questi siano stati sottoscritti dai proprietari. Tali delibere costituiscono meri atti interni del procedimento amministrativo propedeutici alla stipula del negozio di cessione volontaria.
Non è possibile sostenere che il negozio di cessione volontaria possa ritenersi concluso per comportamenti concludenti attraverso l'immissione nel possesso dei beni e il pagamento del prezzo, atteso che allorquando la pubblica amministrazione agisce "iure privatorum" i relativi atti negoziali constano di manifestazioni formali di volontà, con la conseguenza che il contratto stipulato in assenza della sottoscrizione dell'ente legittimato ad esprimerne la volontà all'esterno è nullo e non è suscettibile di sanatoria.
Le delibere con le quali l'Amministrazione aderisce alla proposta dei privati di cessione volontaria dei beni e approva la relativa bozza di convenzione, ancorché tale bozza sia stata sottoscritta dai proprietari e da un funzionario dell'ente ed ancorché tali delibere siano accompagnate dall'anticipata immissione nel possesso dei beni e dal versamento del corrispettivo, non sono idonee a ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...é un contratto preliminare né un negozio definitivo di cessione volontaria dei beni, in quanto tali negozi necessitano di forma scritta ad substantiam e devono essere sottoscritti, ai fini della loro validità, dal legale rappresentante dell'ente o da altro soggetto legittimato ad esprimere all'esterno la volontà dell'ente stesso.
L'atto consistente in uno scambio epistolare, invocato quale dimostrativo della cessione volontaria in realtà non è produttivo di tali effetti né allo stesso può essere attribuita la detta natura, qualora carente del profilo formale; ciò in quanto i contratti con la P.A. devono essere redatti, a pena di nullità, in forma scritta e con la sottoscrizione, ad opera dell'organo rappresentativo esterno dell'ente, in quanto munito dei poteri necessari per vincolare l' amministrazione e della controparte, di un unico documento, in cui siano specificamente indicate le clausole disciplinanti il rapporto.
Secondo un principio generale assolutamente pacifico invalso sia presso la giurisprudenza del g.o. che del g.a., anche quando la P.A. agisce "iure privatorum", è richiesta, ai sensi degli artt. 16 e 17 del r.d. 18 novembre 1923, n. 2440, come per ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...contratto stipulato dalla P.A., la forma scritta "ad substantiam", che è strumento di garanzia del regolare svolgimento dell'attività amministrativa nell'interesse del cittadino e della collettività, costituendo remora ad arbitrii e agevolando l'espletamento della funzione di controllo, e quindi espressione dei principi d'imparzialità e buon andamento della P.A. ex art. 97 Cost.
Il negozio di cessione volontaria posto in essere da un'amministrazione pubblica si deve ritenere soggetto all'osservanza di tutti gli adempimenti richiesti dall'evidenza pubblica per le p.a., primo fra tutti il requisito della forma scritta a pena di nullità, che può ritenersi osservato solo in presenza di un documento che contenga in modo diretto la volontà negoziale, essendo stato redatto al fine specifico di manifestare la stessa, e dal quale si deve, pertanto, poter desumere la concreta instaurazione del rapporto con le indispensabili determinazioni in ordine alle prestazioni da svolgersi da ciascuna delle parti.
Nel vigore del r.d. n. 383 del 1934 (n.d. ma anche in vigore del t.u. espropriazioni), ad integrare la stipulazione del negozio di cessione volontaria non può bastare l'accettazione di una propos... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ta o di acquisto del bene fatta dall'uno o dall'altro contraente, essendo indispensabile la presenza di un documento scritto stipulato dal rappresentante legale dell'amministrazione e dall'espropriato, e contenente l'enunciazione degli elementi essenziali del contratto stesso, nonché l'accordo su di essi dei contraenti. Ne discende l'assoluta inidoneità della mera accettazione della proposta di cessione volontaria (con accettazione della relativa indennità), fatta dal proprietario espropriando, trattandosi di deliberazioni di valenza meramente interna rispetto al non concluso procedimento di trasferimento in via bonaria della proprietà.
L'art. 17 del R.D. 2440/1923 consente, per i contratti a trattativa privata, la stipulazione "per mezzo di corrispondenza, secondo l'uso del commercio, quando sono conclusi con ditte commerciali"; trattasi all'evidenza di forma di conclusione del contratto semplificata, del tutto derogatoria e valevole per i soli contratti con ditte commerciali ovvero per i contratti conclusi in regime di economia non estensibile ai contratti, quale la cessione volontaria disciplinata dall'art. 45. del t.u. espropriazioni, aventi effetto reale traslativo della proprietà di beni immobili, in alternativa al decreto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o, per i quali è ineludibile la redazione per iscritto in un unico atto contenente la sottoscrizione del privato e del rappresentante dell'ente pubblico legittimato ad esprimerne all'esterno la volontà.
Deve escludersi l'esistenza di un atto avente efficacia traslativa della proprietà in ipotesi in cui sia intervenuto tra le parti uno scambio di lettere che appare insufficiente anche a configurare un impegno giuridicamente rilevante alla cessione dell'area, idoneo a consentire all'Amministrazione di conseguire l'acquisto della stessa al demanio comunale a titolo gratuito in assenza della disponibilità della proprietaria in tal senso. L'apprensione della proprietà privata non può prescindere da un formale trasferimento della stessa in capo all'Amministrazione che l'ha utilizzata per il soddisfacimento di un interesse pubblico.
Secondo costante giurisprudenza, in assenza di formale stipulazione del contratto, non è ravvisabile una cessione volontaria del bene e ad integrare la stipulazione del suddetto negozio non può bastare l'accettazione di una proposta di vendita o di acquisto del bene fatta dall'uno o dall'altro contraente, essendo indispensabile la presenza di un documento scritto stipulato... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sentante legale dell'amministrazione e dall'espropriato, e contenente l'enunciazione degli elementi essenziali del contratto stesso, nonché l'accordo su di essi dei contraenti.
La proposta di cessione bonaria dell'Amministrazione e la relativa accettazione da parte del privato, presentano i contenuti tipici ed essenziali di un accordo di cessione bonaria. Al riguardo il D.P.R. n. 327/2001 non contempla alcun riferimento ad un separato accordo sull'indennità e sul trasferimento del bene oggetto della procedura ablatoria. E' pertanto ammissibile un accordo che includa entrambi i momenti ed, in una seconda fase, una volta che l'effetto traslativo si sia già verificato, una trasposizione dell'accordo in forma pubblica o scrittura privata autenticata, ai soli fini della pubblicità e dell'opponibilità ai terzi.
I presupposti indispensabili e sufficienti affinché si realizzino gli effetti di una cessione volontaria sono la condivisione dell'indennità, il deposito della documentazione attestante la piena e libera proprietà del bene, il consenso in merito all'effetto traslativo dell'atto. La successiva trasfusione delle manifestazioni di volontà dei contraenti in un unico atto avente la forma del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a privata autenticata dal Segretario comunale, quale pubblico ufficiale rogante, avrebbe come unica finalità la trascrizione nei pubblici registri immobiliari, in quanto la determinazione e l'accettazione dell'indennità nonché il trasferimento del bene in mano pubblica, si sono già verificati.
Non può condividersi la prospettazione secondo cui l'effetto traslativo del bene occupato si verifica al momento della conclusione dell'accordo amichevole di cessione intervenuto, con conseguente inutilità/superfluità della successiva emanazione del decreto di esproprio, qualora l'accordo non sia mai stato formalizzato in atto pubblico e, pertanto, in virtù del disposto dell'art.1350 c.c., da ritenersi, a cagione di tale carenza, inesistente.
In assenza di formale stipulazione del contratto, non è ravvisabile una cessione volontaria del bene e ad integrare la stipulazione del suddetto negozio non può bastare l'accettazione di una proposta di vendita o di acquisto del bene fatta dall'uno o dall'altro contraente, essendo indispensabile la presenza di un documento scritto stipulato dal rappresentante legale dell'amministrazione e dall'espropriato, e contenente l'enunciazione degli elementi esse... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...contratto stesso, nonché l'accordo su di essi dei contraenti.
In presenza di sola manifestazione di disponibilità alla stipula alla cessione del bene non può ritenersi avvenuto il perfezionamento dell'accordo di cessione.
Il negozio di cessione volontaria posto in essere da un'amministrazione comunale deve ritenersi soggetto all'osservanza di tutti gli adempimenti richiesti dall'evidenza pubblica per le P.A., primo fra tutti il requisito della forma scritta a pena di nullità, che può ritenersi osservato solo in presenza di un documento che contenga in modo diretto la volontà negoziale.
La convenzione per la cessione volontaria dell'immobili oggetto di espropriazione definita "scrittura privata da valere quale atto pubblico a tutti gli effetti di legge" ha natura di cessione volontaria del suolo ex artt. 12 e 17 legge n. 865/1971, idoneo ex se a determinare il trasferimento del bene che ne è oggetto in capo all'Amministrazione espropriante.
Ad integrare la stipulazione della cessione volontaria di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 12, non può bastare l'accettazione di una proposta di vendita o di acquisto del bene fatta dall'uno o dall'altro contraente, essendo indi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la presenza di un documento scritto stipulato dal rappresentante legale dell'amministrazione e dall'espropriato, e contenente l'enunciazione degli elementi essenziali del contratto stesso.
Il consenso verbale del proprietario all'occupazione di parte del proprio terreno per la realizzazione dell'opera pubblica, deve ritenersi ininfluente ai fini del trasferimento della proprietà, in mancanza dell'atto scritto richiesto dall'articolo 1350 c.c..
Il negozio di cessione volontaria, concluso nell'ambito di un procedimento espropriativo, si deve ritenere soggetto, al pari di ogni contratto stipulato dalle Pubbliche amministrazioni, all'osservanza di tutti gli adempimenti richiesti dall'evidenza pubblica primo fra tutti il requisito della forma scritta ad substantiam, che ne costituisce elemento essenziale avente funzione costitutiva e non dichiarativa; non occorre pertanto l'atto pubblico.
Per il trasferimento della proprietà di un immobile non occorre che l'atto di cessione volontaria avvenga in forma "notarile" cioè con contratto di compravendita sottoscritto in presenza del notaio.
La cessione volontaria posta in essere da un'amministrazione comunale o provinciale è negozio soggetto al requisito... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a scritta a pena di nullità, che può ritenersi osservato solo in presenza di un documento che contenga in modo diretto la volontà negoziale, perciò redatto al fine specifico di manifestare la stessa, e dal quale si deve, pertanto, poter desumere la concreta instaurazione del rapporto con le indispensabili determinazioni in ordine alle prestazioni da svolgersi da ciascuna delle parti.
I contratti della p.a. debbono essere redatti a pena di nullità per iscritto e l'atto scritto deve consistere in un documento unitario sottoscritto dal privato e dal rappresentante dell'ente legittimato ad esprimere la volontà all'esterno.
Ai fini della validità del contratto di cessione volontaria dell'immobile, oggetto di espropriazione, ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 12, comma 1, è sufficiente la scrittura privata (art. 1350 cod. civ.), non essendo prescritto l'atto pubblico.
La mera accettazione della proposta di vendita o di acquisto del bene fatta dall'uno o dall'altro contraente non è sufficiente in quanto la sussistenza ed il perfezionamento della vendita possono configurarsi soltanto in presenza di un documento scritto stipulato dal rappresentante legale dell'Amminist... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...all'espropriato e contenente l'enunciazione degli elementi essenziali del contratto, nonché l'accordo su di essi da parte dei contraenti.
Ai fini del trasferimento della proprietà tra privato e l'Amministrazione non può ritenersi valido l'accordo conseguente a proposta di cessione volontaria seguita da accettazione da parte della P.A.; ciò in quanto i contratti della p.a. devono essere redatti a pena di nullità per iscritto ed a questo fine è irrilevante l'esistenza di una deliberazione dell'organo collegiale dell'ente pubblico che abbia autorizzato la stipulazione del contratto, ove tale deliberazione non si sia tradotta in un unico atto contrattuale coevamente sottoscritto dal rappresentante esterno dell'ente e dal privato, da cui possa desumersi la concreta instaurazione del rapporto.
L'atto scritto nel quale il negozio privatistico viene assunto, deve consistere in un documento unitario sottoscritto dal privato e dal rappresentante dell'ente legittimato ad esprimere la volontà all'esterno; deve pertanto escludersi che la sua esistenza possa essere ricavata da altri atti, ai quali sia eventualmente seguita la comunicazione per iscritto dell'accettazione della controparte, non essendo ammissibile la... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...diante atti separati sottoscritti dall'organo che rappresenta l'ente e dall'altro soggetto, tranne che non si tratti di contratti a distanza conclusi con imprese commerciali.
In mancanza di atto scritto ad substantiam in un unico contesto, deve ritenersi che nessuna di cessione del bene sia intercorsa tra le parti.
Il negozio di cessione volontaria, avente ad oggetto un immobile espropriando, è soggetto a tutti gli adempimenti richiesti dall'evidenza pubblica per le P.A., primo fra tutti la forma scritta a pena di nullità; a tale fine non è sufficiente la mera accettazione della proposta di vendita o di acquisto del bene fatta dall'uno o dall'altro contraente, rendendosi viceversa necessaria la presenza di un documento scritto, stipulato dal rappresentante legale dell'Amministrazione e dall'espropriato e contenente l'enunciazione degli elementi essenziali del contratto, nonché l'accordo su di essi da parte dei contraenti.
Ai fini della validità del contratto di cessione volontaria, è necessaria e sufficiente la forma scritta, e quindi anche la scrittura privata.