Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-14134-del-07-06-2017
Timestamp: 2020-04-04 06:40:43+00:00
Document Index: 53777246

Matched Legal Cases: ['art. 135', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 58', 'art. 360', 'art. 112', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 2', 'art. 58', 'art. 2697', 'art. 360', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 11', 'art. 58', 'art. 9', 'art. 44', 'sentenza ', 'art. 384', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 14134 del 07/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14134 del 07/06/2017
Cassazione civile, sez. trib., 07/06/2017, (ud. 11/05/2017, dep.07/06/2017), n. 14134
sul ricorso 26098/2014 proposto da:
domiciliato in ROMA VIA F. DENZA 2 presso lo studio dell’avvocato
dall’avvocato CLAUDIA CHIARINI con studio in CHIETI VIA COLONNETTA
106, (avviso postale ex art. 135) giusta delega a margine;
avverso la sentenza n. 320/2014 della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST. di
dell’Avvocato DEL FEDERICO che si riporta agli scritti difensivi;
riporta agli scritti difensivi.
La Commissione Tributaria Regionale dell’Abruzzo, sezione staccata di Pescara, respingeva l’appello proposto dal Comune di Spoltore avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Pescara che aveva annullato l’avviso di accertamento ICI per l’anno 2007 emesso nei confronti di F.R..
Il Comune di impugna la sentenza della Commissione Tributaria Regionale deducendo quattro motivi.
1. Con il primo motivo il Comune lamenta violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, artt. 2 e 9, D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 58, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, rilevando come il mero requisito formale della permanenza dell’iscrizione negli elenchi ex Scau non è condizione sufficiente al mantenimento della agevolazione, trattandosi di pensionato; con il secondo motivo lamenta; con il secondo motivo l’ente denuncia omessa pronuncia, ai sensi dell’art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, avendo la CTR omesso di pronunciarsi sull’eccezione formulata dal Comune, sin dal ricorso introduttivo, riproposta nell’atto di appello, relativa all’incompatibilità tra lo status di pensionato e quello di coltivatore diretto; col terzo motivo lamenta il vizio di ultrapetizione, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, avendo accertato la conduzione diretta dei terreni, circostanza che non era stata dedotta dal contribuente nel ricorso introduttivo, fatto estraneo al thema decidendum del presente giudizio; col quarto motivo lamenta violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 58 e art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, avendo la CTR ritenuto provata la conduzione diretta dei terreni sulla base della documentazione versata in atti che contiene una sterile elencazione nominalistica di una serie di documenti del tutto in idonea a provare che il contribuente coltivasse direttamente il fondo oggetto di accertamento.
I primi due motivi, stante la loro connessione logica, possono essere esaminati congiuntamente e sono fondati.
La CTR ha riconosciuto l’agevolazione rilevando non solo l’iscrizione del contribuente negli elenchi comunali, l’assolvimento degli obblighi contributivi ma anche lo svolgimento dell’attività di coltivatore diretto sulla base della documentazione versata in atti.
Ai sensi del combinato disposto del D.Lgs. n. 504 del 1992, artt. 2 e 9 e D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 58, non si considerano edificabili quei terreni che, ancorchè inseriti in PRG come edificabili, sono posseduti e condotti dai soggetti di cui al D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 58, che prevede che si considerano imprenditori agricoli a titolo principale e coltivatori diretti le persone iscritte negli appositi elenchi comunali previsti dalla L. n. 9 del 1963, art. 11 e soggette al corrispondente obbligo di assicurazione per invalidità, vecchiaia e malattia.
La prova della sussistenza di tali presupposti è a carico del contribuente che chiede di avvalersi della agevolazione (cfr., ex plurimis Cass. 16.4.2010 n. 9143.
Al riguardo deve ritenersi non sufficiente, per il riconoscimento del diritto all’agevolazione il possesso dei requisiti formali (attestazione di agricoltore, iscrizione agli elenchi ex Scau e adempimento degli obblighi assicurativi), essendo necessaria anche la prova di quelli sostanziali, non fornita dal contribuente relativamente al carattere principale esclusivo di tali attività rispetto ad altre fonti di reddito. La ratio della disposizione agevolativa è quello di incentivare la coltivazione della terra e di alleggerire del carico tributario quei soggetti che ritraggono dal lavoro della terra la loro esclusiva fonte di reddito, così come richiamato dalla ordinanza della Corte Costituzionale n. 87/2005 (in termini anche ordinanza Corte Cost. n. 336/2003) che,ai fini dell’applicazione dell’Ici, pronunciandosi sulla legittimità costituzionale del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 58, comma 2, nella parte in cui esclude i coltivatori diretti, titolari di pensione maturata a seguito dell’obbligatoria iscrizione alla relativa gestione previdenziale, dalle agevolazioni previste nel D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 9, ha statuito che “la giustificazione dell’agevolazione fiscale di cui si tratta risiede evidentemente in un intento di incentivazione dell’attività agricola, connesso alla finalità di razionale sfruttamento del suolo cui fa riferimento l’art. 44 Cost. e in relazione alla suddetta ratio incentivante non appare manifestamente irragionevole che da tale beneficio siano esclusi coloro che – nel fatto di godere di trattamenti pensionistici – all’evidenza non traggono dal lavoro agricolo la loro esclusiva fonte di reddito”.
E’ irrilevante la circostanza che, per libera scelta, il soggetto continui a versare i contributi volontari in costanza di trattamento pensionistico. Gli ulteriori motivi rimangono assorbiti.
Vanno, conseguentemente, accolti il primo e secondo motivo di ricorso, cassata l’impugnata sentenza e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, ex art. 384 c.p.c., comma 2, va respinto l’originario ricorso proposto dal contribuente.
La Corte accoglie il primo e secondo motivo di ricorso, assorbiti gli altri, cassa l’impugnata sentenza e decidendo nel merito respinge il ricorso proposto dal contribuente; compensa integralmente le spese di ogni fase e grado.