Source: http://www.sistriforum.com/t11784-test-cessione-terre-e-rocce-per-piccoli-cantieri-giornalieri
Timestamp: 2018-08-19 17:42:44+00:00
Document Index: 99223032

Matched Legal Cases: ['art. 230', 'art. 230', 'art. 230', 'art. 185', 'art 230', 'art 230', 'art.230', 'art.230', 'art. 230']

Test cessione terre e rocce per piccoli cantieri giornalieri
marcolo il Lun Lug 06, 2015 2:50 pm
innanzitutto mi complimento per il forum, perchè è veramente esaustivo e ben fatto. Vorrei chiedervi una delucidazione in merito al test di cessione, visto che organi competenti e operatori del settore non sono stati in grado di aiutarmi.
L'azienda per cui lavoro opera nel settore gas, effettua quindi scavi per la posa di reti ed allacciamenti per il gas metano. I nostri cantieri, mediamente hanno la durata di mezza giornata o 1 giorno intero, tempo sufficiente per concludere il lavoro. Il materiale di risulta e asfalto rimosso non possono essere riutilizzati, e vengono conferiti alla discarica. Il problema sorge in quanto per ogni cantiere mi viene richiesto un test di cessione, e con 4/5 squadre di lavoro che operano su 5/8 cantieri giornalieri, diventa impossibile soddisfare questa richiesta. Mediamente stiamo parlando di 2-4 metri cubi di materiale. Secondo voi come c'è una soluzione al mio problema?
Re: Test cessione terre e rocce per piccoli cantieri giornalieri
clmsra il Lun Lug 06, 2015 3:44 pm
Ciao, di norma la caratterizzazione e analisi per accedere in discarica va fatta ogni anno o a ogni modifica significativa del processo che origina il rifiuto. L'analisi è comprensiva di test di cessione.
In alternativa puoi verificare se rientri nella definizione di sottoprodotto attuando poi (analiticamente)le indicazioni dell'ARPA presente nel territorio.
marcolo il Lun Lug 06, 2015 4:28 pm
A me vengono chieste le analisi per ogni autocarro che va a scaricare in discarica. In parole povere se ho 3 autocarri che stanno lavorando in 3 indirizzi diversi, le discariche vogliono un analisi per ogni sito di scavo. E per noi è praticamente impossibile soddisfare questa richiesta per un cantiere temporaneo che si conclude in mezza giornata.
cirillo il Lun Lug 06, 2015 5:25 pm
marcolo ha scritto: Il materiale di risulta e asfalto rimosso non possono essere riutilizzati, e vengono conferiti alla discarica.
Chi ha detto che non possono essere riutilizzati?
1) se c'è asfalto (17.03.XX) significa che "sotto" c'è del materiale di natura antropica e, conseguentemente, si deve parlare di rifiuti da costruzioni e demolizioni (17.09.XX) e non di terre e rocce da scavo (17.05.XX);
2) l'asfalto rimosso va trasportato separatamente con un suo FIR specifico così come il resto del materiale;
3) può (deve) andare tutto a recupero e, addirittura, il fresato d'asfalto, potrebbe già essere "sottoprodotto";
4) male che vada e non lo vogliono capire, vi dotate di una autorizzazione allo stoccaggio provvisorio (R13) per quei 2/3 CER che servono per questo caso, ve li trasportate direttamente dai cantieri, con FIR, al vostro centro dove, periodicamente, effettuerete un'analisi "sul mucchione" e non sul singolo 1/2mc.
5) periodicamente li conferite ad un centro autorizzato in R5.
6) l'alternativa è l'articoletto 230 del D.Lgs 152/2006... se gli enti per i quali lavorate sanno di che si tratta e hanno previsto questa procedura nei rispettivi bandi di gara e nei relativi contratti.
secondo logica il p. 6 sarebbe il primo da tenere in considerazione
Ultima modifica di cirillo il Mar Lug 07, 2015 8:46 am, modificato 1 volta
marcolo il Lun Lug 06, 2015 5:37 pm
grazie per la risposta. Hai ragione scusami sul formulario indichiamo 170904. L'asfalto, in blocchi, viene portato separatamente. Avevo pensato anche io al deposito temporaneo, il problema è che la committente, l'azienda del gas, richiede un FIR per ogni ordine di lavoro, e che l'indirizzo del FIR e dell'ordine di lavoro corrispondano.
cirillo il Mar Lug 07, 2015 8:45 am
marcolo ha scritto: .. il problema è che la committente, l'azienda del gas, richiede un FIR per ogni ordine di lavoro, e che l'indirizzo del FIR e dell'ordine di lavoro corrispondano.
questo è logico, visto che, sicuramente, manco sanno dell'esistenza dell' art. 230
marcolo il Mar Lug 07, 2015 9:10 am
Ieri sera e stamattina ho letto l'articolo 230 del D.lgs 152/2006, in poche parole la nostra attività essendo classificata come manutentiva ci permette di indicare sul formulario la nostra sede come luogo di produzione del rifiuto. Quindi facendo un deposito temporaneo e facendo analisi sul "mucchione" posso portare in discarica il materiale accompagnato dalle relative analisi. Giusto? L'autorizzazione del deposito temporaneo a chi si richiede?
Supremoanziano il Mar Lug 07, 2015 9:15 am
marcolo ha scritto: L'autorizzazione del deposito temporaneo a chi si richiede?
Non esiste l'autorizzazione al deposito temporaneo.
marcolo il Mar Lug 07, 2015 9:19 am
Cioè è possibile effettuarlo senza autorizzazione presso la sede della società?
Supremoanziano il Mar Lug 07, 2015 10:00 am
cirillo il Mar Lug 07, 2015 10:17 am
marcolo ha scritto:
Supremoanziano ha scritto: Esatto
Tutto vero Supremo e condivido pure.
Attenzione però, ritengo non sia applicabile l'art. 230 SE l'ente chiede, come da contratto, il FIR da ogni singolo intervento...
A questo punto la cosa si complica un pochino ed è difficilmente illustrabile scrivendo sul forum.
Consiglio, quindi, una adeguata consulenza, meglio se fatta, ovviamente, seduti ad un tavolo con il vostro consulente ambientale.
per un periodo ho lavorato in un'azienda che aveva esattamente la stessa problematica (appalto di manutenzione linee di acquedotto)
marcolo il Mar Lug 07, 2015 10:31 am
Ci ho pensato anche io a questo problema. Non mi resta che parlarne con la committente e con un consulente ambientale.
Grazie mille a tutti per le risposte, siete stati gentilissimi.
Supremoanziano il Mar Lug 07, 2015 10:32 am
cirillo ha scritto: Attenzione però, ritengo non sia applicabile l'art. 230 SE l'ente chiede, come da contratto, il FIR da ogni singolo intervento...
Comunque, come dice cirillo, sedetevi ad un tavolo con un consulente ambientale e decidete il da farsi.
Aurora Brancia il Mar Lug 07, 2015 2:36 pm
se può interessare, ho seguito dal 2008 al 2012 in questo ambito un'azienda che faceva la stessa cosa per un altro "committente" gestore di servizi di pubblica utilità, che per i cantieri appena un po' più grandi chiedeva - oltre il POS, dovuto per l'attività tipica di cantiere mobile - il "piano di Gestione delle Terre e rocce da scavo", dove si doveva indicare CER di conferimento, trasportatore e sito di smaltimento e pure allegarci le relative autorizzazioni: un dispendio di tempo, risorse e soldi da panico! Visto che poi dopo occorreva anche comperare il riporto per riempire lo scavo, che sempre terreno era... una follia, insomma
Ed io ero quella che faceva anche le analisi preliminari (!!!) di queste presunte TRS, dalle quali riuscii a far escludere almeno diossine e amianto per il "top soil" per gli scavi in area urbana, ed in ogni accidenti di piano di gestione TRS ci mettevo puntualmente (anche prima del DM 162/2012) che ciò era stato predisposto per contratto, anche se l'art. 185 (nelle sue diverse e successive formulazioni) escludeva l'applicablità della normativa sulla gestione dei rifiuti relativamente alle TRS scavate e rimesse in situ.
E teniamo presente che quello era un solo ramo dell'attività di quel mio cliente, che aveva già presso la sua sede operativa principale e presso una secondaria dei locali di deposito di "materiali da manutenzioni": anche quelli, di art 230 quanto del 266 non avevano mai sentito parlare...
Siccome sono stupida, appena uscito il DM 162/2012 ho brigato affinchè il mio cliente si facesse parte diligente consultiva del suo committente, e gli facessse finalmente cambiare quell'accidenti di capitolato storico che, scoprii solo allora, risaliva addirittura a prima della Lunardi, senza che i vari megadirigenti e iperingegneri nonchè grand.uff.figl.d.putt succedutisi all'ufficio acquisti si fossero mai dati la pena di vedere come si fosse rimodulata la normativa, UE ed italiana, nel tempo. Ed infatti, analisi di quel tipo dopo le ultime di agosto 2012 per loro non ne ho fatte nè gestite più... donde il "sono stupida".
Nota di colore: se il Committente del mio cliente non si fosse appena giocato una gara UE perchè nel programma tecnico aveva indicato che avrebbe mandato in discarica le TRS e riacquistato materiale "nuovo" per riempire i buchi di tracciato occorrenti, perché in Germania dove si sarebbero svolti i lavori gli hanno stroncato con un voto infimo questa progettualità, magari nemmeno con il 162/12 mi sarebbe riuscito...
cirillo il Mar Lug 07, 2015 5:12 pm
Aurora Brancia ha scritto: ...Nota di colore: se il Committente del mio cliente non si fosse appena giocato una gara UE perchè nel programma tecnico aveva indicato che avrebbe mandato in discarica le TRS e riacquistato materiale "nuovo" per riempire i buchi di tracciato occorrenti, perché in Germania dove si sarebbero svolti i lavori gli hanno stroncato con un voto infimo questa progettualità, magari nemmeno con il 162/12 mi sarebbe riuscito...
Aurora cara... qua, invece, quando si fa uno scavo, ad esempio per la riparazione di un tubo dell'acquedotto, il materiale di risulta và gestito come parte IV 152 (con FIR diretto o art 230 che sia) in quanto lo scavo DEVE, per capitolato, essere riempito con sabbia
Aurora Brancia il Mar Lug 07, 2015 6:42 pm
e tenuto conto che la sabbia, granulometricamente, favorisce lo spandimento di ipotetiche contaminazioni future, ben più che trattenerlo, posso sapere chi ha fatto tale scelta tecnica o almeno in base a quale principio di corretta gestione delle risorse ambientali?
Detta come la racconti, sembra una disposizione prevista dal figlio del proprietario delle più grosse cave di sabbia del territorio... a sua insaputa, beninteso
marcolo il Ven Lug 10, 2015 8:21 am
Aurora Brancia ha scritto: e tenuto conto che la sabbia, granulometricamente, favorisce lo spandimento di ipotetiche contaminazioni future, ben più che trattenerlo, posso sapere chi ha fatto tale scelta tecnica o almeno in base a quale principio di corretta gestione delle risorse ambientali?
Ciao Aurora, grazie per le risposte. Ti posso rispondere dal nostro punto di vista riguardo la sabbia: pretendono il riempimento del primo strato dello scavo con sabbia, in quanto il tubo non va a contatto con sassi o altro materiale che possa rovinare il rivestimento superficiale.
Un aggiornamento: ho parlato con un nostro consulente dell' art.230. Mi dice che per rifiuti derivanti da manutenzione di infrastrutture non si intendono terre e rocce da scavo o rifiuti da costruzione e demolizione, ma sono ferro, scarti di tubazione ecc. ecc. ... Ad oggi siamo in un punto morto
cirillo il Ven Lug 10, 2015 8:59 am
marcolo ha scritto: Un aggiornamento: ho parlato con un nostro consulente dell' art.230. Mi dice che per rifiuti derivanti da manutenzione di infrastrutture non si intendono terre e rocce da scavo o rifiuti da costruzione e demolizione, ma sono ferro, scarti di tubazione ecc. ecc. ... Ad oggi siamo in un punto morto
(...cioè, secondo LUI, l'art. 230 è da utilizzare solo per "valutare" se è
recuperabile un pezzo di tubo che è stato tagliato e tolto proprio perchè è rotto?
Azz... complimenti!)
bel consulente avete consultato
dev'essere uno molto affermato
credo sia di Genova
visto che è così belin-formato