Source: http://formazione.provincia.pc.it/pagina.asp?IDpag=116&idbox=26&idvocebox=156&IDlan=1
Timestamp: 2017-11-24 05:20:32+00:00
Document Index: 105044728

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 25', 'art. 118', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 240', 'art. 12', 'art. 25', 'art. 17', 'art. 17']

Come si trattano i lavoratori autonomi nei confronti dei regimi di aiuto?
ASSISTENZA TECNICA POR OBIETTIVO 2 REGIONE EMILIA ROMAGNA NOTA SUL TRATTAMENTO DEI LIBERI PROFESSIONISTI AI FINI DELL’AMMISSIBILITA’ AL POR E DELL’APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA SUGLI AIUTI DI STATO
Oggetto: chiarimenti sul trattamento dei liberi professionisti
In relazione all’oggetto, al fine di precisare le condizioni di ammissibilità al POR FSE dei liberi professionisti aventi partita IVA, e il modo in cui si applica ad essi la normativa sugli aiuti di Stato, si chiarisce quanto segue.
In primo luogo i liberi professionisti, in quanto occupati, sono ammissibili all’Asse Adattabilità del POR e a tutte le azioni degli altri Assi che prevedono gli occupati come destinatari, ferme restando le specifiche condizioni di ammissibilità stabilite dal POR per particolari azioni, oppure quelle che - sempre in coerenza con il POR - vengono previste dagli Organismi Intermedi negli avvisi di propria competenza.
In relazione alla normativa sugli aiuti di Stato, è necessario distinguere il tipo di formazione prevista e la situazione occupazionale del libero professionista.
Nel caso di formazione gestita da una o più imprese, o da un ente di formazione accreditato a favore di una o più imprese, i liberi professionisti possono partecipare come destinatari se svolgono la propria attività prevalente presso una delle imprese coinvolte. In tal caso la normativa sugli aiuti di Stato si applica alle imprese, e ad esse spetta l’onere di dimostrare il rispetto di tale normativa, con riferimento alla propria situazione economica e contabile.
Nel caso di formazione gestita da un ente di formazione accreditato, che preveda l’accesso individuale dei partecipanti occupati a vario titolo, il libero professionista può partecipare, senza che debba essere applicata la normativa sugli aiuti di stato. Tuttavia, nel caso in cui i destinatari del progetto siano esclusivamente liberi professionisti (da soli o in associazione con titolari di impresa o imprese individuali) al progetto si applica la normativa sugli aiuti di stato, in quanto la sola presenza di destinatari qualificabili come ''impresa'' ai sensi della normativa comunitaria fa presumere che l'attività formativa determini un vantaggio a favore delle imprese. (La seguente frase è stata eliminata ... e ad esso si applica la normativa sugli aiuti di Stato, in quanto la persona è configurabile come “impresa” ai sensi della normativa comunitaria).
Quindi al libero professionista spetta l’onere di dimostrare il rispetto di tale normativa, con riferimento alla propria situazione economica e contabile.
Per le attività di formazione non finanziata come ci si deve comportare per la rilevazione delle presenze?
In data 17/06/2010 nella Modulistica di Attuazione 2007-2013 del SIFER è stata inserita per la prima volta la “SCHEDA INDIVIDUALE DI PRESENZA (Formazione non finanziata)” che deve essere utilizzata dai Soggetti Attuatori per la registrazione delle attività svolte da ciascun partecipante (aula, stage, p.w., ecc …). Al paragrafo 9.2.1 della DGR 105/2010 viene indicato che SOLO NEL CASO DI PERCORSI REGOLAMENTATI da specifiche leggi il soggetto attuatore dovrà utilizzare schede individuali di presenza vidimate per registrare le presenze dei partecipanti. Viene lasciata libertà di scelta ai soggetti attuatori (REGISTRI O SCHEDE) per tutti gli altri casi relativi ad attività autorizzate non finanziate diverse da quelle regolamentate.
Per le imprese che aderiscono a fondi diversi da INPS è possibile partecipare a bandi di gara legge 236/93?
ASSISTENZA TECNICA POR FSE EMILIA-ROMAGNA 2007-2013
Nota sull’ammissibilità ai finanziamenti della legge 236/93 di enti e aziende che aderiscono e versano il contributo integrativo ai Fondi paritetici interprofessionali
La legge 236/93 (art. 9) stabilisce che le risorse derivanti dal contributo integrativo previsto dall’art. 25 della legge 845/78 siano destinate alla formazione continua e istituisce il Fondo per la formazione professionale in cui affluiscono dette risorse.
Norme, decreti e circolari successive hanno puntualizzato le modalità attuative, gli aspetti operativi e le linee strategiche che si sono evolute nel tempo, in particolare con l’ampliamento dei dispositivi organizzativi (piani formativi individuali, aziendali, territoriali, settoriali, piani straordinari di intervento, cataloghi, voucher individuali ecc.), dei destinatari e delle relative priorità (dagli occupati a specifiche tipologie contrattuali, ai soggetti interessati da provvedimenti di ammortizzatori sociali, ai giovani disoccupati). La ripartizione delle risorse della 236 tra le Regioni e Province autonome avviene con cadenza annuale con decreti del Ministero del lavoro attraverso modalità stabilite in accordo con le Regioni stesse. In tutte le norme esaminate non sono stati rintracciati specifici vincoli o esclusioni nell’individuazione dei beneficiari/destinatari degli interventi, ma solo orientamenti attutivi e priorità.
Con la legge 388/00 (art. 118) è stata prevista la possibilità di istituire, per ciascuno dei settori economici dell'industria, dell'agricoltura, del terziario e dell'artigianato, “fondi” paritetici interprofessionali per la formazione continua, in cui far confluire le risorse derivanti dal contributo integrativo previsto dall’art. 25 della legge 845/78 versate dai datori di lavoro che aderiscono ai “fondi”.
Anche nel caso della 388/00 ulteriori leggi, decreti e circolari Inps hanno provveduto a definire modalità operative e adempimenti relativi all’istituzione, al funzionamento e alle attività realizzate attraverso i “fondi”. In particolare segnaliamo che ai fini dell’operatività i “fondi” devono avere una articolazione territoriale ed essere presenti nella Regione o Provincia autonoma in cui opera l’azienda.
Il contributo integrativo a carico delle aziende viene in ogni caso versato all’Inps attraverso la denuncia contributiva (DM10) in cui l’impresa indica l’eventuale Fondo (rappresentato a livello regionale) di destinazione delle risorse. L’Inps provvede periodicamente alla liquidazione ai diversi “fondi” dei contributi versati dalle aziende, mentre le risorse derivanti dalla legge 236 non destinate ai “fondi”, vengono ripartite annualmente alle Regioni come precedentemente indicato.
Destinatari delle risorse assegnate agli interventi di formazione continua promossi attraverso i “fondi” e dalla 236 sono le aziende ed i lavoratori assoggettati al versamento del contributo integrativo previsto dall’art. 25 della legge 845/78, e anche in tutte le norme relative alla 388/00 e alle sue modalità attuative non sono stati rintracciati specifici vincoli o esclusioni nell’individuazione dei beneficiari/destinatari degli interventi.
L’esame dei bandi emanati dalle Regioni a seguito dell’assegnazione delle risorse della 236/93 del periodo 2006-2007 conferma che non esistono esclusioni di tipo normativo dall’accesso ai fondi della 236/93 per i soggetti aderenti ai “fondi”. Infatti il Friuli, la Lombardia il Piemonte, la Sardegna, Trento e l'Umbria prevedono l’ammissibilità delle imprese "assoggettate al contributo", e vengono previste limitazioni decise autonomamente da singole regioni: l'Umbria esclude il personale occupato di imprese che hanno accesso ai Fondi interprofessionali e la Sardegna esclude tra i destinatari i lavoratori i cui progetti formativi siano finanziati o finanziabili dai Fondi paritetici interprofessionali.
Proprio per l’assenza di una netta linea di demarcazione tra le attività di formazione continua promosse attraverso le diverse risorse – comprese quelle del FSE – e con l’intento di produrre un coordinamento e una programmazione unitaria delle risorse e costruire un sistema integrato di FC, il 17 aprile del 2007 è stato approvato un Accordo tripartito (Ministero del lavoro, Regioni e Parti sociali) rivolto a promuovere la costruzione di un “sistema nazionale di formazione continua, progressivamente ordinato, non concorrenziale, ma integrato” allo scopo di porre in essere programmazioni quanto più possibile coordinate.
Alcune amministrazioni regionali (Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Toscana, Veneto) hanno proceduto alla stipula di intese con le parti sociali e con i Fondi al fine di applicare i contenuti dell’Accordo, prevedendo sedi specifiche.
E' possibile presentare percorsi di formazione per conduttori di impianti termici?
La Regione Emilia Romagna ha disposto con nota del 17/12/2009 la sospensione dell'autorizzazione dei corsi di conduzione impianti termici (formazione regolamentata). Pertanto, con riferimento all'Avviso pubblico per l'autorizzazione di attività formative non finanziate e finalizzate al conseguimento di un certificato di qualifica/unità di competenze e di attività formative afferenti i profili di formazione regolamentata - modalità just in time (anno 2010) - approvato da questa Amministrazione con atto G.P. 610 del 04/12/2009, non sarà possibile presentare percorsi di formazione per conduttori di impianti termici fino a nuova disposizione.
Accreditamento: l'ambito per utenze speciali in quali casi è richiesto?
Le linee guida per l'accreditamento DGR n. 177 del 10/02/2003 definiscono tra ambiti speciali:
''Attività rivolte ad utenze speciali (portatori di handicap, tossicodipendenti, ristretti, nomadi; giovani a rischio, alcoolisti, sieropositivi, prostitute, ecc.); tale ambito speciale è richiesto in tutti i casi in cui si realizzano attività formative specifiche per questo tipo di utenze, indipendentemente dalla fonte di finanziamento utilizzata''.
L'imposta IRAP è un costo ammissibile?
La Regione Emilia Romagna con nota 109882 del 30/04/2008 ha inviato la comunicazione definitiva per cui le dichiarazioni di spese sostenute dei beneficiari non potranno includere costi sostenuti e contabilizzati successivamente al 31/01/2008.
La nota è presente su questo sito nella bacheca alla data del 08/05/2008 (tale nota sostituisce integralmente quella emessa dalla Regione in precedenza e pubblicata sulla nostra bacheca in data 05/05/2008).
Quali utenti possono rientrare nella categoria di ''Aspiranti all'attività di Responsabile Tecnico''?
La Regione Emilia Romagna con nota del 10/04/2008 ha comunicato a tutte le Province la risposta alla domanda di cui sopra. Se ne riporta il testo in forma integrale.
Oggetto: Responsabile Tecnico officine revisioni auto - Aspiranti all'attività.
Alcuni Enti di formazione e utenti ci hanno rivolto il seguente quesito: Quali utenti possono rientrare nella categoria di ''Aspiranti all'attività di Responsabile Tecnico''?
Riteniamo di fare cosa utile nel trasmettere la risposta a tutte le Amministrazioni provinciali della nostra regione. Il punto 2.1.1. della Delibera della Giunta Regionale n. 2618/04 dedicato agli ''Aspiranti all'esercizio dell'attività di Responsabile Tecnico'' dispone che:
''Ai fini dell'ammissione ai corsi per il conseguimento dell'abilitazione necessaria a svolgere in maniera continuativa l'attività di Responsabile Tecnico delle officine di revisione periodica dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, i partecipanti dovrano documentare all'Ente gestore del corso, anche tramite autocertificazione (escluso il punto f) il possesso dei seguenti requisiti personali e professionali previsti dall'art. 240, comma 1, del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 successivamente modificato dal D.P.R. 05 giugno 2001, n. 360:
c) non essere e non essere stato interdetto o inabilitato o dichiarato fallito ovvero non avere in corso procedimento per dichiarazione di fallimento;
d) essere cittadino italiano o di altro Stato membro della Comunità Europea, con cui sia operante specifica condizione di reciprocità;
e) non avere riportato condanne per delitti, anche colposi e non essere stato ammesso a godere dei benefici previsti dall'articolo 444 del codice di procedura penale e non essere sottoposto a procedimenti penali;
f) essere fisicamente idoneo all'esercizio dell'attività in base a certificaizone rilasciata dal competente organo sanitario del Comune di esercizio dell'attività (questa certificazione non può essere oggetto di autocertificazione);
g) aver conseguito un diploma di perito industriale, di geometra o di maturità scientifica ovvero un diploma di laurea o di laurea breve in ingegneria.''
Pertanto non si intravedono possibili interpretazioni del termine ''aspiranti'' in senso restrittivo e cioè rivolto esclusivamente a coloro che già operano all'interno di una officina revisione auto, infatti all'atto dell'iscrizione risulta necessiario essere in possesso dei previsti requisiti personali di cui al punto 2.1.1. dettagliatamente sopra riportato.
Fermo restando quanto già precisato, relativamente al riconoscimento dei titoli di studio di cui al sopra richiamato punto g), con lettera circolare cofirmata con il Servizio Infrastrutture Viarie e Intermodalità il 31/01/07 con prot. 29574, avente per oggetto: ''Riconoscimento della validità dei titoli di studio rilasciati da Istituti tecnici di maturità professionale del settore per l'industria e l'artigianato, per l'accesso al percorso formativo per ''Responsabile Tecnico di operazioni di revisione periodica dei veicoli a motore''''.
Pertanto, in un'ottica di sviluppo di una professionalità rivolta a favorire maggiori sbocchi occupazionali, non si intravvedono ostacoli all'ammissione al corso di potenziali Responsabili Tecnici e cioè di persone anche estranee alle Officine Revisione Auto o di disoccupati in genere.
Quale formulario va utilizzato nel caso di Qualifiche che sono presenti anche nell'elenco della Formazione Regolamentata?
La regola che propone la Regione Emilia Romagna è di utilizzare sempre il formulario per le attività corsuali a Qualifica secondo l'SRQ
Utilizzare il formulario SRQ per tutti i percorsi a qualifica. Si utilizza il formulario Formazione Regolamentata solo per i percorsi di specializzazione.
Idem come le estetiste
Operatore Socio Assistenziale (OSS)
Nel corso del 2008 verrà definito con altre direzioni regionali competenti un testo unico che riordina la materia. In attesa di tale testo la presentazione dei progetti di OSS dovrà utilizzare il formulario SRQ, i percorsi OSS saranno gli unici che andranno in deroga rispetto a quanto definito nella DG. 140/08 (Disposizioni), ovvero potrà essere compilato il formulario del progetto ma NON essere accompagnato da quello per il Servizio SRFC
I percorsi di OTS dovranno necessariamente essere presentati su formulario SRQ, sono a tutti gli effetti percorsi afferenti il Sistema Regionale delle Qualifiche.
Sono ammissibili i lavoratori con contratto a termine alle operazioni finanziate con i con fondi di cui alla l. 236/93 (aziendale)?
Per le persone con contratti a termine si intende che la formazione possa avvenire solo ed esclusivamente durante il periodo di lavoro. Lo stesso ragionamento vale per i lavoratori stagionali.
Di seguito si riporta il testo integrale della ''Nota sui lavoratori stagionali'' del 18/02/2008 dell'assistenza tecnica regionale T&D.
Nel corso dell'incontro tecnico con le Amministrazioni Provinciali del 04/02/2008 sul tema delle modalità di programmazione e gestione delle risorse 236/93 è emersa la questione dell'ammissibilità della formazione rivolta a lavoratori stagionali. Infatti in settori quali l'alberghiero, termale, ecc., i lavoratori vengono assunti ogni anno sol per alcuni mesi, solitamente tra aprile e settembre, e le aziende vorrebbero fare loro la formazione in periodo diversi dal periodo di ''lavoro''.
Sulla base di quanto previsto dalla L. 236/93, essenziale è il requisito di ''lavoratore'' (lavoratori e lavoratrici inseriti/te nelle tipologie contrattuali previste dal Titolo V, dal Titolo VI e dal Titolo VII – Capo I del D.Lgs n. 276 del 10/9/2003) in aziende che devono essere assoggettate al contributo di cui all’art. 12 della Legge 160/1975 relativo ai contributi integrativi per l’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria versati all’INPS, così come modificato dall’art. 25 della Legge 845/1978 e successive modifiche e integrazioni, per la formazione di lavoratori in esse occupati. Pertanto le aziende possono richiedere la formazione solo nel periodo in cui la persona è “lavoratore” cioè possiede un contratto con l’azienda e non in altri periodi in cui formalmente non esiste alcun rapporto di lavoro.
Nel caso del FSE la situazione è diversa, in quanto i lavoratori stagionali sono espressamente previsti tra i destinatari delle azioni dell’Asse Adattabilità, poiché ad essi sono comunque rivolti interventi finalizzati a rafforzare la loro adattabilità alla situazione del mercato del lavoro. Di conseguenza i lavoratori stagionali sono ammissibili agli interventi dell’Asse e le azioni potranno realizzarsi anche fuori dall’orario di lavoro, cioè nei periodi di assenza di contratto, in quanto nessuna previsione contraria è contenuta nel POR o in altri documenti o normative che incidono sull’attuazione del FSE. Date le loro caratteristiche, le azioni a favore dei lavoratori stagionali potranno non configurare – se svolte fuori dal periodo di vigenza di un contratto di lavoro – un aiuto di Stato (in quanto mancherebbe l’impresa di riferimento), e per quanto attiene l’eventuale partecipazione ad azioni formative individuali, tali lavoratori potranno essere trattati alla stregua di disoccupati per quanto attiene al pagamento della quota di cofinanziamento privata.
Sono ammissibili ai finanziamenti di cui alla L. 236/93 aziendale, operazioni che fanno riferimento a piani formativi settoriali?
Sì. Sono ammissibili purché nel caso in cui sia l’Amministrazione Provinciale ad effettuare l’approvazione delle operazioni, tali piani formativi settoriali abbiano una valenza territoriale. Nel caso di un'operazione pluriaziendale finanziata con fondi della L. 236/93, è consentito il subentro di una nuova azienda in fase di avvio?
Nel caso di un'operazione pluriaziendale finanziata con fondi della L. 236/93, è consentito il subentro di una nuova azienda in fase di avvio?
Questa azione non sarebbe consentita, in quando deve essere allegato in fase di presentazione un piano mirato ad una precisa impresa. Nella pratica potrebbe anche avvenire se l'eventuale azienda che subentra presentasse il piano formativo, corrispondesse come regime di aiuto a quanto già previsto e si adeguasse al target approvato.
Sono ammissibili gli imprenditore e i lavoratori autonomi alle operazioni finanziate con i con fondi di cui alla l. 236/93 (aziendale)?
Per quanto riguarda gli imprenditori o titolari d’impresa, possono partecipare alla 236/93 solo se a busta paga, mentre le persone con P.IVA possono partecipare solo se non iscritti ad ordini o albi professionali, dimostrando con l’impresa in questione contratti di esclusiva o priorità.
I modelli Xa, Xb, Xc, Xd, allegati ai bandi della Provincia si utilizzano anche per i finanziamenti concessi a titolo di De Minimis?
Come sapete, il Dipartimento per il coordinamento delle Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto con il quale regola le modalità applicative del cosiddetto “impegno Deggendorf” (DPCM 23 maggio 2007) e che trova attuazione in tutti i casi di concessione di aiuti di Stato.
Pertanto si precisa che i modelli allegati ai bandi vigenti di questa Amministrazione (allegato xa, allegato xb, allegato xc e allegato xd) vanno compilati solo ed esclusivamente in caso di aiuti di stato.
Tutte le imprese che richiedono contributi che si configurano come aiuti di Stato (ad eccezione di quelli concessi in de minimis) devono presentare una dichiarazione sostituiva di atto di notorietà attestante la propria posizione rispetto alle indicazioni fornite dal citato DPCM, secondo quanto segue:
1. Nella ipotesi in cui le imprese non abbiano beneficiato di nessuno degli aiuti di Stato sopra indicati, neanche secondo la regola de minimis, esse attestano tale circostanza con un'unica dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, relativa cumulativamente agli aiuti dei quali non hanno beneficiato, secondo lo schema di cui all'allegato Xa;
2. Qualora le imprese abbiano beneficiato di taluno degli aiuti di Stato di cui alla precedente lettera b), entro la soglia de minimis, esse attestano tale circostanza, nonché la loro posizione relativamente all'obbligo di restituzione delle somme fruite, con dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, secondo lo schema di cui all'allegato Xb;
3. Salvo quanto disposto dai punti 1 e 2, qualora le imprese abbiano beneficiato di taluno degli aiuti di Stato di cui alle precedenti lettere b) e d), per i quali il recupero ordinato dalla Commissione europea è effettuato secondo le procedure previste da disciplina speciale, le imprese dichiarano di aver provveduto alla restituzione delle somme corrispondenti all'ammontare dell'aiuto, comprensive degli interessi determinati ai sensi del regolamento (CE) n. 794/2004 del 21 aprile 2004 <http://bd07.leggiditalia.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&NOTXT=1&KEY=07LX0000024967> della Commissione, nella misura accertata dall'amministrazione competente per il recupero, secondo lo schema di cui all'allegato Xc;
4. Salvo quanto disposto dai punti 1 e 2, qualora le imprese abbiano beneficiato di taluno degli aiuti di Stato di cui alle precedenti lettere a) e c), per i quali il recupero ordinato dalla Commissione europea è effettuato secondo le procedure previste da disciplina generale, le imprese dichiarano di aver provveduto alla restituzione ai sensi e secondo le modalità di cui al punto 3, oppure di aver provveduto al deposito in un conto di contabilità speciale presso la Banca d'Italia, appositamente acceso dall'amministrazione competente al recupero, delle somme corrispondenti all'ammontare dell'aiuto, comprensive degli interessi determinati ai sensi del regolamento (CE) n. 794/2004 del 21 aprile 2004 <http://bd07.leggiditalia.it/cgi-bin/FulShow?TIPO=5&NOTXT=1&KEY=07LX0000024967> della Commissione, nella misura accertata dall'amministrazione competente per il recupero, secondo lo schema di cui all'allegato Xd.
Nel nuovo formulario per la presentazione dei progetti a partire dal 2007 come si fa ad evidenziare se una operazione prevede un progetto con più edizioni?
Si utilizza la Scheda "Ulteriori informazioni" per dettagliare il numero di edizioni e motivarne la scelta. Quindi si indica nella tabella descrittiva del progetto il totale complessivo dei partecipanti e nello spazio "Durata", le ore di ciascuna edizione con la specifica del numero di edizioni previste.
Secondo la nuova finanziaria 2007 per le imprese esiste un obbligo di comunicazione per i nuovi assunti: tale obbligo sussiste anche nei confronti di stage esclusivamente formativi attivati all’interno di corsi di formazione professionale autorizzati e finanziati da Regioni e Province in ambito FSE o all’interno delle attività di Area Professionalizzante (Terza Area, ex “Progetto’92) realizzate dagli Istituti Professionali di Stato?
Come indicato sul sito www.lavoro.gov.it: questi due casi non rientrano nell’obbligo di comunicazione di cui alla L. 296/2006 ed alla nota esplicativa del 4 gennaio 2007. Si tratta infatti di stage esclusivamente formativi non finalizzati direttamente all’inserimento lavorativo, bensì facilitanti il processo di apprendimento e formazione, realizzando momenti di alternanza tra studio e lavoro.
Quando va presentata la dichiarazione dell'assolvimento degli obblighi di legge di cui alla l. 68/99?
Tutti coloro che intendono richiedere finanziamenti pubblici nell'ambito della formazione professionale, devono presentare, all'atto della richiesta del finanziamento, l'autodichiarazione di essere a norma con quanto disciplinato dall'art. 17 della l. 68/99 (diritto al lavoro dei disabili). In particolare, considerato che l'art. 17 cita testualmente quanto segue: ''Le imprese, sia pubbliche che private, qualora partecipino a bandi per appalti pubblici o intrattengano rapporti convenzionali o di concessione con pubbliche amministrazioni, sono tenute a presentare preventivamente alle stesse la dichiarazione del legale rappresentante che attesti di essere in regola con le norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili..." e pertanto non prevede obblighi a carico di soggetti che non abbiano alcun rapporto diretto con l'Amministrazione pubblica, tutti gli adempimenti in merito a tale legge saranno a carico dei soli soggetti proponenti i progetti formativi alla scadenza dei bandi.
Quando va presentata la dichiarazione "De Minimis"?
Tale dichiarazione è da presentarsi solo nel caso della formazione continua. E' una dichiarazione delle aziende che mandano i loro lavoratori a frequentare i corsi, che, pertanto, godono di questa occasione e beneficiano di formazione finanziata con fondi pubblici. Le aziende devono dichiarare che nei 3 esercizi precedenti a quello preso a riferimento hanno goduto della formazione professionale finanziata per un importo non superiore ai € 200.000,00. Qualora tale somma fosse stata superata, esistono gli aiuti di stato che permettono comunque di accedere alle attività formative finanziate, ma con quote di contribuzione pubblica ridotte. La dichiarazione di essere a norma con tale prescrizione, va allegata già in fase progettuale. Invece, la dichiarazione contenente i calcoli corretti di quanto beneficiato nei 3 esercizi interessati e comprendente la quota del progetto approvato a cui si fa riferimento, va presentata con l'avvio del corso. Tale dichiarazione è considerata un elemento indispensabile senza il quale non verranno avviate le procedure di liquidazione esternalizzata. Tutte le altre informazioni di dettaglio sull'argomento sono reperibili alla voce "Documenti" dell'area riservata.
Che cosa è il just in time?
Il just in time è una modalità di presentazione dei progetti avviata dal 2003 con la finalità di rispondere a esigenze specifiche che possono venirsi a creare in qualunque momento dell’anno. La modalità prevede quindi una data inserita nel bando di riferimento a partire dalla quale è possibile iniziare a presentare i progetti, ma non esiste una scadenza, se non una volta esauriti tutti i fondi messi a disposizione. I progetti, devono possedere al momento della presentazione, requisiti d'urgenza adeguatamente motivati e documentati. Alle iniziative presentate con il metodo just in time, al fine di consentire una risposta flessibile alle esigenze del mercato e dell'utenza, è consentito un coinvolgimento anche di 5 o 6 partecipanti.
E' sempre automatica la flessibilità del 30% per poter ammettere partecipanti senza i requisiti nelle varie assi e misure del F.S.E.?
Come da nota Regionale prot. 8061 del 01/03/2001 sono previste delle flessibilità, contenute in un massimo del 30% degli allievi approvati, da introdurre alle norme di gestione dei corsi finanziati con il Fondo Sociale Europeo, circa i requisiti di ammissibilità dei partecipanti a questi corsi. Tuttavia, non è possibile ai Centri di Formazione Professionale inserire nelle attività corsuali, partecipanti non previsti in fase di approvazione e pertanto sprovvisti dei requisiti di ammissibilità, senza prima aver acquisito da questa Amministrazione debita autorizzazione. Ne consegue che la flessibilità del 30% non è di automatica applicazione.
I dipendenti pubblici sono ammissibili agli interventi dell'Asse Adattabilità del POR FSE 2007-2013?
Assistenza tecnica POR Obiettivo 3 regione Emilia Romagna. Nota sul quesito relativo all'ammissibilità di occupati di pubbliche amministrazioni agli interventi dell'Asse Adattabilità del POR FSE 2007-2013 (30/10/2007)
Relativamente all'ammissibilità di occupati pubblici come destinatari degli interventi dell'Asse Adattabilità, vanno considerate le previsioni contenute nel regolamento n. 1081/2006 relativo al Fondo sociale europeo, il quale riserva all'Obiettivo Convergenza (le regioni dell’ex Obiettivo 1) il rafforzamento delle capacità istituzionali e dell’efficienza delle pubbliche amministrazioni e dei servizi pubblici a livello nazionale, regionale e locale, anche attraverso la formazione continua dei dirigenti e del personale. In secondo luogo, con riferimento alla finalità di accrescere l’adattabilità dei lavoratori (propria anche dell’Obiettivo Competitività regionale e occupazione, a cui l’Emilia-Romagna appartiene) il regolamento in questione fa esplicito riferimento alle imprese, che non rientrano nell’ambito delle pubbliche amministrazioni.
Quindi le previsioni regolamentari escludono la possibilità di finanziare nell’Asse Adattabilità del POR FSE Emilia-Romagna interventi che vedano come destinatari occupati nella pubblica amministrazione, indipendentemente dalla tipologia contrattuale adottata.
Inoltre, il riferimento – contenuto sempre nel regolamento 1081/2006 – ai servizi pubblici nazionali, regionali e locali esclude la possibilità di considerare ammissibili agli interventi dell’Asse gli occupati delle imprese pubbliche, dove per ''pubbliche'' si intendono le imprese che – indipendentemente dalla tipologia giuridica – operano sotto il controllo, anche solo sostanziale e di fatto, di pubbliche amministrazioni.
L'e-mail a cui rivolgere ulteriori quesiti:
fp-pc@provincia.pc.it
e permanenti di confronto, analisi e elaborazione condivisa di strategie di intervento.