Source: https://www.cspt.pro/pct/gli-elementi-attivi-vietati-nelle-regole-tecniche-del-pct-ricostruzione-della-normativa-di-riferimento-e-indicazioni-operative/
Timestamp: 2017-11-19 03:03:41+00:00
Document Index: 167653868

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 12', 'art. 73', 'art. 285', 'art. 4', 'art. 71']

Gli "elementi attivi" vietati nelle regole tecniche del PCT - ricostruzione della normativa di riferimento e indicazioni operative - Centro Studi Processo Telematico
19 gennaio 2016 3 luglio 2017 Valentina CarolloProcesso Civile Telematico
Una delle prime nozioni che abbiamo imparato ad apprendere agli albori del Processo Civile Telematico è quella relativa al divieto di “elementi attivi” negli atti del processo, sancito dall’art. 11, quanto all’atto principale (“L’atto del processo in forma di documento informatico e’ privo di elementi attivi“) e dall’art. 12 del D.M. 44/2011 quanto agli allegati (“I documenti informatici allegati all’atto del processo sono privi di elementi attivi“); l’enunciazione del requisito viene reiterata nelle Specifiche Tecniche (Provv. DGSIA 16/4/2014, artt. 12 e 13), con l’unica indicazione tecnica esemplificativa rappresentata da “macro” e “campi variabili”.
Si tratta, a dirla tutta, di regole apprese a mo’ di postulati indimostrabili, delle quali si è fatta inizialmente applicazione “talebana”, secondo la norma della massima prudenza interpretativa, affermandosi che era consigliabile evitare di lasciare link ipertestuali nei documenti, ancorché si fosse trattato dei meri indirizzi di posta elettronica certificata1.
Conseguenza di ciò è che il cancelliere non ha il potere di rifiutare l’atto in sede di controllo manuale della busta: si è da più parti fatto osservare come l’unica norma del codice di rito in merito alla possibilità di rifiuto del deposito da parte del cancelliere è l’art. 73, comma 2, disp. att. c.p.c.4, norma oltretutto sostanzialmente inapplicabile ad un contesto in cui si tratta di gestione di documenti non cartacei; altra norma che legittima il rifiuto del cancelliere è l’art. 285, comma 4, del T.U. Spese di Giustizia (d.P.R. n. 115/2002) 5.
Fu così che, mediante l’unione della riconosciuta sapienza informatica dell’Avv. Claudio De Stasio (www.dirittopratico.it) con la competenza del Collega Arcella venne messa a punto una web-app (clicca sul link per accedervi) che esegue un’analisi dei documenti che si sia in procinto di depositare e che consente di rivelare se gli stessi presentino o meno i temuti “elementi attivi
A ben vedere, un riferimento normativo esiste: si tratta dell’art. 4, comma 3, delle regole tecniche sulle firme elettroniche elettroniche avanzate, qualificate e digitali (D.P.C.M. 22/2/2013, emanato ai sensi dell’art. 71 del Codice dell’Amministrazione Digitale – d.lgs. 82/2005), secondo il quale
– integrità: “insieme delle caratteristiche di un documento informatico che ne dichiarano la qualità di essere completo ed inalterato”;
– immodificabilità: “caratteristica che rende il contenuto del documento informatico non alterabile nella forma e nel contenuto durante l’intero ciclo di gestione e ne garantisce la staticità nella conservazione del documento stesso”;
Taggato cad, elementi attivi, link, macro, pct, regole tecniche, specifiche tecniche
Notifiche via PEC e attestazioni di conformità – flowchart v. 3.0