Source: http://ilcastello1.blogspot.com/2006/03/devoluzione.html
Timestamp: 2018-07-17 17:21:16+00:00
Document Index: 34363621

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 115', 'art. 117', 'art. 118', 'art. 117', 'art. 117']

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Il tema della “devolution” è molto complesso e controverso. Comunque si tratta di un brutto inglesismo che meglio sarebbe dire "devoluzione", cioè, come spiega il vocabolario italiano, sostantivo dal verbo “devolvere” e cioè “trasferire ad altri un bene o un potere”. Nel caso nostro dallo Stato centrale alle Regioni.
Ora alla base di tale trasferimento (che segna l’avvio necessario verso il “federalismo”) vi sono taluni principi già contenuti nella Costituzione del 1948. E cioè
A) l’art. 5 della Cost. che afferma il più ampio decentramento amministrativo in favore delle autonomie locali (Regioni, Province, Comuni)
Il “decentramento” , trasferimento cioè dall’alto (il Centro – lo Stato) verso il basso (Regioni etc.) ((vedi anche il principio di sussidiarietà)) , può essere
1) istituzionale: se riguarda i poteri legislativi (fare le leggi)
2) amministrativo: se si guarda i poteri di amministrazione, cioè di organizzazione e di gestione per l’attuazione delle leggi
3) burocratico o gerarchico: se riguarda il potere di emanare atti di gestione e di organizzazione jure proprio ( cioè direttamente, se lo prevede la legge, come quella sulla dirigente statale) o per “delega” da parte dell’autorità superiore (ad. Es. il Ministero), per lo svolgimento dell’attività amministrative.
B) Gli art. 115 e 117 della Cost. del ’48 regolamentano il decentramento istituzionale sotto due profili fondamentali del potere legislativo.
1) Potestà legislativa esclusiva: riguarda solo le 5 Regioni a Statuto speciale. Il loro Statuto ( che è legge di natura costituzionale) elenca le materie nelle quali legifera solo la Regione e non solo lo Stato. Unico limite “secondo i principi fissati nella Costituzione”. In particolare il divieto di conflitto con altre Regioni e il contrasto con “l’interesse nazionale”.
2) Potestà legislativa concorrente: riguarda le altre 15 Regioni a Statuto ordinario che possono emanere leggi nelle materie indicate nell’art. 117 della Cost., però nei limiti dei principi stabiliti dallo Stato con propria legge (legge cornice di principio).
Ciò significa che tanto lo Stato che le Regioni fanno leggi sulla stessa materia, ma questa ultima nell’ambito dei principi generali fissati dallo Stato e per adattarle o adeguarle alla peculiarità regionali, e purché non contrastino con leggi di altre Regioni o con l’interesse nazionale.
3) L’art. 118 e il 117, ultimo Comma, regolamentano il decentramento amministrativo secondo la linea di trasferimento “ a cascata” degli atti di amministrazione e di gestione Stato – Regioni – Provincia – Comuni.
4) Infine altri ambiti riguardano il decentramento “gerarchico” che viene regolato dalle leggi sull’ordinamento della “dirigenza”, ma questo è un altro discorso, che va fatto a parte.
La spinta federalista della Lega Nord ha costretto tutte le forze politiche a intervenire sulla materia.
a) Il centro – sinistra ha approvato al 90° minuto e quindi prima dello scioglimento delle Camere nel marzo del 2001, con legge costituzionale, e con soli 4 voti di maggioranza, una modifica dell’art. 117 della Cost. ampliando le competenze delle Regioni a Statuto ordinario, introducendo il concetto di residualità, creando confusione fra competenza esclusiva e concorrente, con il conseguente aumento del Contengioso Stato - Regioni davanti alla Corte Costituzionale dato il crescente equivoco conflittuale fra Stato e Regioni.
Veniva inoltre soppresso l’interesse nazionale , quale parametro fondamentale di equilibrio fra attività legislativa statale e attività regionale.
b) Il centro – destra , con nuova legge costituzionale, approvata a larga maggioranza (contraria l’opposizione) dopo circa tre anni di discussione, ha riordinato la materia dell’art. 117, con l’intento di eliminare gli equivoci introdotti con la normativa del 2001
· Ha reintrodotto il parametro dell’interesse nazionale
· Ha devoluto a tutte le Regioni come materia a legislazione esclusiva
à La organizzazione locale del servizio sanitario nazionale (ampliando il concetto di assistenza ospedaliera e sanitaria, prima prevista)
à La organizzazione del servizio scolastico (ampliando il concetto precedente di istruzione artigiana, professionale e assistenza scolastica) e introducendo la salvaguardia linguistica e culturale della storia e tradizioni locali)
à La polizia amministrativa locale ampliando e coordinando le già esistenti polizia urbana, rurale, cimiteriale, etc.
à Modificando strutture, competenze, composizione di Camere e Senato (il quale viene chiamato Senato federale) riducendo i posti e distinguendo le competenze
à Modificando composizione e criteri di nomina della Corte Costituzionale
à Modificando i poteri del Capo dello Stato e del Primo Ministro, (criteri di nomina, rapporti con le Camere) in particolare le norme sulla fiducia.
La riforma della pubblica amministrazione la trovate sui Diavoli Rossi
:: posted by Bisquì @ 00:00