Source: https://www.cesnur.org/testi/scie_mar2000_txt.htm
Timestamp: 2020-02-22 07:23:32+00:00
Document Index: 132758660

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art.1', 'art. 2', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art.1', 'art. 87', 'art. 86', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 108', 'art. 2195', 'art. 111', 'art. 4', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 603', 'art. 5', 'art. 8']

Scientology e Narconon (Cassazione)
Scientology ha "natura religiosa" ma i profitti di Narconon sono tassabili, sostiene la Cassazione (sentenza del 16.12.1999/23.2.2000)
1) BELLEI Simonetta nata a Modena 11 12.1.1962,
2) ESPOSITO Maria, nata a Cosenza i1 13.9.1970, .
3) CHENAL Cristina, NATA ad Aosta i1 24.10.I972,
Udito il difensore dell'imputata Bellei avv. Giovanni Leale che ha insistito nel ricorso,
0sserva:
1 - Simonetta Bellei Maria Esposito e Cristina Chenal quali rappresentanti legali della Comunità Narconon Albatros, ognuna per i1 rispettivo periodo di amministrazione venivano rinviate a giudizio davanti al tribunale di Paola per rispondere dei seguenti reati:
art. 1, comma 1, legge, 516/1982, per omessa presentazione delle dichiarazioni ai fini delle imposte sui redditi per gli anni 1990,1991 a 1992. nonché per omessa presentazione delle dichiarazioni ai fini dell'i.v.a., per gli anni 1991. 1992 e 1993;
art. 1, comma 2, nn. 1 e 2, legge 516/1982, per aver omesso di fatturare e/o annotare nelle scritture contabili obbligatorie ai fini delle II.DD. e dell'i.v.a. corrispettivi superiori alle soglie di punibilità previste dalla legge negli anni 1990, 1991, 1992 e 1993;
art.1, comma sesto, legge 516/1982 per avere omesso la tenuta delle scritture contabili obbligatorie nell’anno 1993;
art. 2, comma primo, legge 516/1982 come modificato dal D.L. 83/1991, per aver omesso di presentare la dichiarazione di sostituto di imposta per l'anno 1991, pur avendo corrisposto compensi soggetti a ritenuta d'acconto superiori ai 50.000.000 di lire:
tutti accertati in Amantea il 30,3.1994.
3 -Il difensore della Bellei avvocato Leale ha presentato ricorso, deducendo tre motivi.
Col terzo motivo si deduce ancora inosservanza. o erronea applicazione della legge. penale in ordine all'elemento soggettivo dei reati. Si sostiene che la Bellei ha seguito in buona fede la prassi dei precedenti amministratori, che a un certo punto, su consiglio del commercialista, non tennero più la contabilità fiscale.
4 -Anche il difensore della Esposito a della Chenal, avvocato Vittorio Gallucci, ha presentato ricorso, deducendo inosservanza ed erronea applicazione della legge penale. In particolare lamenta che i giudici di merito abbiano erroneamente applicato la legge penale a) in ordine al dolo dei reati, posto che si tratta di reati dolosi e che le imputate sono state condannate benché fossero in buona fede; b) in ordine alle norme tributarie del D.P.R. 633/1972 e del t.u.i.r. che disciplinano i presupposti soggettivi e oggettivi degli obblighi tributari, e quindi delle norme incriminatrici (in particolare in ordine al concetto di impresa).
5 .- Per chiarezza sembra opportuno premettere che i c.d. centri Narconon, quali quelli gestiti in Calabria dalle imputate si presentano come articolazioni operative della ormai nota Chiesa di Scientology, fondata nella metà deI secolo XX da uno scrittore americano di fantascienza, Ron Hubbard. Questi, nel 1950, pubblicava il libro "Dianetics: the modern science of mental health" e nel 1954 fondava la "Church of Scientology" allo scopo di diffondere i principi della dottrina dianetica che non è il caso di riferire in questa sede. A partite dagli anni Settanta, la chiesa si diffonde anche in Italia, attraverso l'apertura di vari istituti, nei quali viene offerta una serie di servizi progressivamente complessi e costosi principalmente costituiti da sedute di auditing (sorta di terapia di tipo psico-analitico) e programmi di purification (cicli di saune, con somministrazione massiccia di vitamine), nel contesto di una martellante opera di indottrinamento sulle teorie di Hubbard. Negli anni Ottanta, sempre ispirati alle teorie di Hubbard, cominciano a essere aperti nel territorio italiano i centri Narconon per iI recupero dalla tossicodipendenza.
Ben presto l'autoqualificazione statutaria delta chiesa di Scientology come associazione religiosa diventava centrale nelle vicende processuali che la riguardavano sotto il profilo penale o tributario. In virtù delta sua natura religiosa infatti, molte decisioni delle commissioni tributarie le riconoscevano il diritto all'esenzione dai tributi spettante appunto alle associazioni con scopo religioso o culturale; così come molte pronunce dei giudici penali assolvevano dai reati tributari, in base alla considerazione che la chiesa a le sue articolazioni operative non rientravano tra i soggetti passivi delle imposte sui redditi e dell'i.v.a. (anche se una sentenza della suprema corte aveva statuito che nessun tipo di organizzazione era escluso dalla sfera di applicazione dell'obbligo tributario Cass. Sez. III n. 3857 del 3.4.1992, ud. 11.1.1992, Zanella ru. 189810, con riferimento a un'analoga associazione per la liberazione dalla droga, citata anche dalla sentenza impugnata).
In ordine, invece, ai reati comuni di associazione per delinquere e di estorsione, contestati a dirigenti di Scientology, è stata emblematica una lunga vicenda giudiziaria che ha visto protagoniste la corte di appello milanese e la seconda sezione di questa corte attestate con vari argomenti su una diversa concezione di religione a dei suoi parametri di identificazione nell'ordinamento giuridico (App. Milano 5.11.1993, Segalla ed altri; Cass. Sez. II 9.2.1995, Avanzini e altri, che ha annullato con e senza rinvio App. Milano 5.11.1993; App. Milano 2.12.1996, Bandera e altri; Cass. Sez. II, 8,10.1997, Bandera e altri, che ha annullato con rinvio; App. Milano 2. 12.1996). Da una parte il giudice di merito era propenso a escludere il carattere religioso di Scientology, perché l'autoqualificazione confessionale contenuta nello statuto appariva un mero espediente preordinato al fine di ottenere il trattamento di favore riconosciuto alle confessioni religiose. Dall'altra il giudice di legittimità ha correttamente ribadito che la valutazione di religiosità di un'associazione, in ossequio al principio di laicità dell'ordinamento costituzionale, deve essere condotta su criteri formali e oggettivi, prescindendo da orientamenti personali e anche da concezioni storicamente egemoni come quelle risalenti alle religioni "del libro" (ebraismo, cristianesimo e islamismo).
svolgeva operazioni soggette all'i.v,a, ai sensi dell'art.1 del D.P.R. 26.10.1972 n. 633, e in specie prestava servizi nell'esercizio di impresa ai sensi degli artt. 1 e 4 dello stesso decreto;
in quanto ente privato diverso dalle società, che non ha per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali (ex art. 87, comma 1, lett. c) del testo unico delle imposte sui redditi, D.P.R. 22.12.1986 n. 917), possedeva redditi di impresa o altri redditi imponibili (ex art. 86, in relazione all'art. 6, del citato t.u.i.r.).
A tal fine occorre tenere presente quello che i giudici di merito, con motivazione congrua e legittima, incensurabile in questa sede hanno accertato in fatto. E cioè che la Comunità Narconon, per un trattamento di tre-quattro mesi, a fronte di una retta di lire 14.000.000 versata da ciascun iscritto o partecipante. (nell'anno 1993), offriva in via principale vitto e alloggio, e in via economicamente marginale un servizio "terapeutico" consistente in una sauna giornaliera di varie ore, nonché in meditazioni a discussioni sulle teorie di Hubbard e sulla filosofia "Scientology"; che a tal fine la Comunità aveva una specifica organizzazione, e che i costi sopportati per questa organizzazione e per l'erogazione dei predetti servizi erano sicuramente inferiori ai proventi derivanti dalle suddette rette di partecipazione pro capite (v. soprattutto pagg. 4 e 5 della sentenza impugnata).
Per quanto invece riguarda l'applicabilità dell'imposta sui redditi delle persone giuridiche viene in rilievo il capo terzo del titolo secondo del t.u.i.r., specificatamente dedicato agli enti non commerciali vale a dire agli enti che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale (lettera c), comma 1 dell’art.. 87), come sono in genere gli enti religiosi, assistenziali, terapeutici e simili. Per questi enti l'art. 108 del testo unico stabilisce che non si considerano attività commerciali (e quindi non sono soggette all'imposta) le prestazioni di servizi (diverse dalle attività industriali, di intermediazione, di trasporto, bancarie a assicurative di cui all’art. 2195 cod. civ.) "rese in conformità alle finalità istituzionali dell'ente senza specifica organizzazione e verso pagamento di corrispettivi che non eccedono i costi di diretta imputazione". Per conseguenza, sono da considerarsi attività commerciali soggette all'imposta quelle prestazioni di servizi che, pur conformi alle finalità istituzionali dell'ente sono rese attraverso una specifica organizzazione e contro corrispettivi che eccedono il costo del servizio ovverosia producono reddito. E ciò vale - com'è stato notato - , sia quando il servizio "a pagamento" è diverso e solo strumentale rispetto all'attività religiosa dell'ente sia quando costituisce l'essenza stessa dell'attività religiosa.
Se ne deve concludere che, pur ammettendo il carattere religioso della chiesa di Scientology e di quelle sue articolazioni terapeutiche che sono i centri Narconon, considerata la specifica organizzazione che li caratterizza, e la prestazione di servizi, comprensivi di vitto a alloggio, a fronte di corrispettivi più che remunerativi rispetto ai costi, quei centri devono soggiacere ai fini tributari al trattamento degli enti commerciali, sia per quanto attiene alle imposte dirette sui redditi sia per quanto riguarda l'imposta sul valore aggiunto. In altri termini. si tratta di un'attività religiosa "a pagamento", che in quanto produttiva di reddito per l'organizzazione che la gestisce non è sottratta agli obblighi tributari.
7 - Vero è che. per gli enti di tipo associativo, al cui novero appartiene sia la chiesa di Scientology sia la comunità Narconon amministrata dalle prevenute, l’art. 111 del t.u.i.r. detta una disciplina particolare secondo cui non è considerata commerciale l'attività svolta dall'ente nei confronti degli associati o partecipanti, in conformità alle finalità istituzionali dell'ente stesso, sicché le somme versate dagli associati o partecipanti a titolo di quote o contributi associativi non concorrono a formare il reddito complessivo soggetto al tributo (comma 1).
Orbene, nella fattispecie concreta, i giudici di merito hanno accertato - anche qui con motivazione incensurabile in sede di legittimità - che la retta pagata dagli ospiti della comunità Narconon non era affatto una quota associativa, ma configurava piuttosto un corrispettivo specifico per il servizio reso, tanto è vero che aumentava o diminuiva in ragione dal prolungamento o della precoce interruzione del " trattamento". Come tale concorreva alla formazione dal reddito tassabile. La quota associativa, invece, per sua natura. è svincolata dalla prestazione del servizio e dalle sue vicende, ma esprime solo una partecipazione alla associazione..
8 - Infine. va sottolineato che alla stessa conclusione si deve giungere a seguito delle evoluzioni legislative maturate dopo i fatti per cui è processo, la quale anzi è chiaramente ispirata all'intento di limitare il trattamento tributario di favore per le organizzazioni religiose, sindacali, culturali, ecc, o almeno di introdurre più serie garanzie per evitare che le associazioni interessate strumentalizzino le finalità istituzionali dichiarate nei loro statuti per lucrare indebiti benefici ed esenzioni fiscali.
Cosl il D. Lgs. 4.12.1997 n. 460, sul riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utility sociale (o.n.l.u.s.) poi modificato dal D.Lgs. 19.11.1998 n. 422, ha introdotto significative restrizioni alle esenzioni fiscali degli enti religiosi, sia in materia di i.v.a. (modificando l’art. 4 del D.P.R. 633/1972) che in materia di i.r.p.e.g. (modificando l’art. 111 e introducendo l’art. 111 bis del D.P.R. 917/1986, t.u.i.r.). In particolare, l'esenzione tributaria per le attività svolte dagli enti religiosi in attuazione degli scopi istituzionali a favore degli iscritti, associati o partecipanti verso pagamento di contributi specifici è accordata solo a condizione che lo statuto dell'ente contenga clausole determinate sintomaticamente assunte come "indici di non commercialità", quali: il divieto di distribuire utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell'associazione; l'obbligo di devolvere il patrimonio dell'ente in caso di suo scioglimento, ad altra associazione con finalità analoga; l'obbligo di redigere a approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario; 1' intrasmissibilità inter vivos della quota o contributo associativo (comma 4 quinquies dell'art. 111 cit.).
In particolare, in ordine al primo motivo del ricorso sottoscritto dall'avvocato Leale si può ribadire che 1a corte di merito ha motivatamente accertato il contenuto dei servizi resi dalla Narconon agli iscritti, e che - essendo già in grado di decidere allo stato degli atti — non aveva l'obbligo di rinnovare l'istruzione dibattimentale ex art. 603 c.p.p. per acquisire documenti peraltro non essenziali (quali i libri di testo usati).
In ordine al secondo motivo dedotto a sostegno del ricorso Leale, va ribadito che la retta versata dagli iscritti aveva natura di specifico corrispettivo del servizio prestato a non di mera quota associativa.
Quanto poi al ricorso sottoscritto dall'avvocato Gallucci si è già spiegato perchè la comunità Narconon non aveva titolo per l'esenzione dall’i.r.p.e.g. e dall'i.v.a..
Mentre per quanto attiene alla buona fede invocata sia nel ricorso Leale che in quello Gallucci, basti osservare che si tratta di reati contravvenzionali, a integrare i quali è sufficiente la mera colpa. Nel caso di specie, l'errata interpretazione delle norme tributarie extrapenali non può dirsi inescusabile ai sensi dell'art. 5 cod.pen. a dell'art. 8 legge 516/1982, anche se indotta dal consiglio del commercialista di fiducia. Il fatto stesso che prima del 1990 il centro Narconon tenesse la contabilità fiscale e presentasse le dichiarazioni dei redditi esclude il carattere inescusabile e inevitabile della ignorantia legis dedotta.