Source: http://kristianfabbri.blogspot.com/2011/02/
Timestamp: 2018-02-20 23:47:36+00:00
Document Index: 78275387

Matched Legal Cases: ['art.22', 'art.22', 'art.26', 'art.9', 'art.5', 'art.15']

Kristian Fabbri: febbraio 2011
Direttiva 2009/28/CE – Lavori in corso 3 - “Il diavolo sta nei dettagli”
Il recepimento della Direttiva 2009/28/CE è attualmente sottoposto a parere Parlamentare presso il Senato della Repubblica, atto n.302.
L’aspetto più innovativo dello schema del Decreto legislativo riguarda la disciplina dei regimi di sostegno, ovvero degli incentivi, utilizzati per incrementare la produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili e interventi per l’efficienza energetica.
La nuova disciplina si pone l’obiettivo di semplificare e garantire stabilmente nel tempo gli incentivi, ed, ove possibile, "separandoli dalle variabili" di Bilancio dello Stato e quindi dai provvedimenti(Finanziaria).
Indicativo in tal senso è il comma 3 dell’art.22 che recita: “Dal presente titolo [Titolo V Regimi di sostegno] non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato”.
La principale novità consiste nel fatto che l’incentivo non viene più riconosciuto dallo Stato, ma dal Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) mediante contratti di diritto privato, i cui contenuti dovranno essere definiti dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas.
Di fatto il finanziamento degli incentivi “esce” dal Bilancio dello Stato (si contribuisce in base al reddito) ed “entra” a carico del sistema elettrico, e quindi nelle bollette energetiche (si paga in base ai consumi).
Il Decreto prevede particolari regimi di sostegno per la produzione di energia da biomasse, biogas e bioliquidi, per i quali non sono previsti limiti o potenze installate massime per ottenere gli incentivi.
Lo stesso GSE (art.22 comma 5 lettera b), con apposito decreto attuativo, avrà il compito di selezionare i soggetti aventi diritto agli incentivi attraverso le procedure d’asta. La scelta di eliminare l’accesso automatico agli incentivi e di demandare alla scelta di un soggetto (il GSE) per il rilascio degli stessi incentivi, rischia di riportare indietro l’orologio degli investimenti alla prima versione dei Certificati Verdi o del Contoenergia, che hanno prodotto un mercato parallelo di vendita dei progetti incentivati. Il fatto che gli incentivi non siano rilasciati in automatico, come succede ora per il contoenergia, ma sulla base di “criteri d’asta”, riduce la certezza dell’investimento ed aumenta (con molta probabilità) gli oneri e le procedure a carico del soggetto responsabile dell’impianto da fonti rinnovabili.
In merito alla produzione di energia termica ed interventi di efficientamento energetico, si “spostano” eventuali incentivi quali la detrazione del 55% delle spese sostenute per l’installazione di impianti solare termico, da detrazione a contributi o compensazione sulle tariffe del gas naturale.
Non è chiaro quale possa essere l’impatto sui beneficiari, sugli utenti e sui distributori, ed il ritorno nell’investimento dato che, ad esempio, il solare termico ha tempi di ritorno superiori ai 7 anni, per un isolamento a capotto anche più di 12 anni, mentre il periodi di diritto all’incentivo è di 5 anni (art.26 comma 1 lettera c).
Viene abrogato il “Fondo di rotazione per il finanziamento tramite terzi” introdotto dall’art.9 del Dlgs 115/2008.
Almeno questo è quello che sembra esserci scritto.
a giovedì, febbraio 17, 2011 0 commenti
La Direttiva 2009/28/CE “sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili” (in corso di recepimento con lo “schema di Decreto Legislativo” approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri del 30 novembre 2010 ed in discussione al Senato n.302), rispetto alla precedente Direttiva 2001/77/CE “sulla promozione dell’uso dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili” introduce importanti novità.
Primo: è riferita alla promozione dell’uso di energia e non più solo all’energia elettrica, pertanto si dovrà contabilizzare anche la produzione di energia termica da fonti rinnovabili;
Secondo: include tra le fonti rinnovabili anche l’energia aerotermica, idrotermica e geotermica, ovvero una quota parte dell’energia sottratta dalla sorgente esterna delle pompe di calore. In particolare l’Allegato VII definisce un valore minimo del SPF (Seasonal Performance Factor) delle pompe di calore oltre il quale l’energia sottratta/ceduta si può considerare come rinnovabile;
Terzo: rivede la politica energetica europea fissando l’obiettivo 20-20-20, includendo almeno il 20% dell’energia UE prodotta da fonti energetiche rinnovabili;
Definisce i criteri di calcolo (art.5) della quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo lordo di energia elettrica, riscaldamento e raffreddamento, trasporti.
(ri) Definisce i criteri per la “Garanzia di origine dell’elettricità, del calore e del freddo prodotto da fonti energetiche rinnovabili” (art.15)
Inoltre prevede l’approvazione del Piano di azione nazionale per le energia rinnovabili (PAN), che il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato il 30 giugno 2010, nel quale sono previsti gli obiettivi per l’Italia al 2020.
L’obiettivo di riduzione del fabbisogno grazie ad interventi di efficienza energetica nei sistemi di riscaldamento/raffrescamento è di 5.314 ktep, pari a circa 61.790 MWh, grazie ad interventi sull’involucro, riduzione perdite al camino e recuperi termici in processi industriali.
a mercoledì, febbraio 02, 2011 0 commenti
Etichette: Direttiva 2002/28/CE, pompe di calore