Source: https://www.testo-unico-sicurezza.com/linea-guida-per-lo-svolgimento-dellincarico-di-coordinatore-per-la-sicurezza-in-fase-di-esecuzione.html
Timestamp: 2019-12-15 04:54:52+00:00
Document Index: 53102272

Matched Legal Cases: ['art. 92', 'art. 92', 'art.104', 'art 18', 'art.100', 'art.91', 'art. 91']

CNI – Circolare n. 626 del 10/11/2015
il Gruppo di Lavoro "Sicurezza" del C.N.I. , coordinato dal consigliere Gaetano Fede,
ha sviluppato una specifica attività nel settore cantieri dalla quale è scaturita la redazione
del documento in oggetto.
La linea guida per il Coordinatore della Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE) è il
frutto di un lungo lavoro del GdL, sviluppatosi attraverso un confronto serrato e continuo
con numerosi interlocutori esperti della materia, dai responsabili degli organi di vigilanza di
alcune ASL regionali, agli ingegneri esperti in sicurezza di numerosi Ordini territoriali,
nonché Federazioni e Consulte regionali.
Nella redazione della "linea guida", oltre a prendere in considerazione le
osservazioni e i contributi forniti dagli interlocutori nazionali, si è provveduto ad analizzare
alcuni aspetti virtuosi delle normative di recepimento della direttiva "cantieri" da parte di altri
importanti paesi dell'Unione Europea, al fine di un allineamento con il ruolo manageriale del
Coordinatore per la Sicurezza a livello europeo.
Obiettivo primario della presente linea guida è di fornire indicazioni circa le modalità con
cui il coordinatore in materia di sicurezza e salute durante la realizzazione dell’opera
[CSE], possa svolgere l’incarico attribuito con piena consapevolezza e conoscenza sia
delle vigenti previsioni normative che dei pertinenti approcci giurisprudenziali.
In tale ottica, si è ritenuto di fornire al coordinatore per l’esecuzione dei lavori, nell’ambito
della discrezionalità che ne caratterizza l’esercizio di tale funzione, un utile ausilio che
permetta un’efficace gestione dei compiti ad egli affidati dall’art. 92 D.Lgs. 81/2008 (che
restano la base di ogni ragionamento).
La funzione del CSE è di alta vigilanza in termini di coordinamento delle imprese; la
vigilanza “operativa” è di competenza del datore di lavoro delle imprese esecutrici e in
particolare dell’impresa affidataria.
La puntuale, continua e stringente vigilanza è compito del datore di lavoro e delle figure
operative da lui delegate quali il dirigente ed il preposto.
Le omissioni derivanti dagli accadimenti estemporanei che scaturiscono nel corso dello
sviluppo dei lavori non rientrano nella sfera di controllo del CSE, ad eccezione di quanto
rilevabile direttamente da quest’ultimo nell’ambito delle visite e dei sopralluoghi effettuati
presso il cantiere (è opportuno segnalare quelli direttamente riscontrati).
Il compito di alta vigilanza del CSE pur assicurando un’efficace azione di coordinamento
non implica una costante e continua presenza in cantiere col compito di controllo delle
singole lavorazioni in atto (individuare fasi o momenti legati a specifiche lavorazioni sulla
base del cronoprogramma in cui prevedere la presenza). Rimane inteso che la presenza
del CSE sia opportuna in occasione delle circostanze indicate al seguente punto 5 lettere a), b), c), d), f). Le fasi critiche di cui alle lettere a), b), d) dovranno essere indicate nel 2
crono programma dei lavori.
Il CSE nel caso in cui si avvalga di collaboratori del proprio staff con adeguate capacità e
formazione conforme all’allegato XIV del D.Lgs.81/2008, mantiene la piena e diretta
responsabilità degli obblighi derivanti dall’incarico ricevuto.
Si tenga inoltre presente che qualora l’incarico di CSE fosse relativo a cantieri soggetti ad
ulteriori normative oltre al Titolo IV del D.Lgs.81/2008, quali, a titolo meramente
a) il Decreto del Presidente Consiglio Ministri n. 231 del 28 novembre 2011, relativo agli
interventi attuati dal Dipartimento della Protezione Civile;
b) il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro
della Salute, del 22 luglio 2014, relativo agli spettacoli musicali, cinematografici,
teatrali e alle manifestazioni fieristiche
Queste ed altre eventuali normative dovranno essere tenute nella necessaria
considerazione qualora prevedano ulteriori obblighi integrativi rispetto a quanto riportato
Si evidenzia infine che il contenuto del testo che segue potrà eventualmente fare
riferimento, a livello locale, ad ulteriori Linee Guida o Procedure di Processo o Buone
Prassi, alle quali gli Ordini Provinciali intendano aderire o promuovere ad integrazione del
1) Il CSE, ricevuti i documenti PSC e “fascicolo”, effettua un sopralluogo nel sito che sarà
oggetto del cantiere per verificare la documentazione ricevuta (anche nel caso in cui i
piani siano stati redatti secondo i modelli semplificati di cui al D.I. 9 settembre 2014),
controllando che lo stato dei luoghi non abbia subito modificazioni dalla fine della
progettazione (per esempio apertura di cantieri limitrofi, modifiche della viabilità, etc...).
È opportuno lasciare traccia del sopralluogo redigendo relativo verbale corredato da 3
2) Il CSE, ricevuta dal Committente o dal Responsabile dei Lavori l’avvenuta verifica, con
esito positivo, dell’idoneità tecnico-professionale delle Imprese esecutrici e dei
lavoratori autonomi (come previsto dall'allegato XVII del D.lgs. 818), compresa quella
prevista da normative specifiche (quali ad esempio quelle citate in premessa a titolo
esemplificativo), procede alla verifica dell’idoneità del/dei POS delle imprese esecutrici,
ricevuto/i dalla/e Impresa/e affidataria/e controllandone la rispondenza rispetto a
quanto disposto dall’allegato XV del D.Lgs. n. 81/2008 e ss.mm.ii. e la congruità con il
PSC, dandone evidenza oggettiva al Committente o al Responsabile dei Lavori e alle
In caso di non idoneità provvede a richiedere, tramite l’impresa affidataria, alla/e
impresa/e esecutrice/i le integrazioni e modifiche necessarie. Le imprese affidatarie ed
esecutrici dovranno inviare i POS modificati prima di iniziare le rispettive lavorazioni.
Per ciò che concerne l’adempimento alla verifica dell’ ”attuazione degli accordi tra le
parti sociali” previsto dal D.Lgs. 81/08, art. 92, lettera d), si intende la verifica che in
ogni impresa sia stato nominato il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
(RLS) o ci si avvalga di quello Territoriale (RLST) di competenza. In difetto di ciò il CSE
fa esplicita comunicazione all’impresa.
3) Convoca una riunione di coordinamento preliminare, prima dell’inizio dei lavori, a
4) Eventuali ulteriori figure tecniche previste dalla normativa vigente qualora
necessario (ad esempio: tecnici dei gestori sottoservizi, RSPP del committente,
Della riunione sarà data comunicazione al Committente/responsabile dei lavori che
potrà partecipare qualora lo ritenga necessario
Nella riunione dovranno essere discussi almeno i seguenti punti: 4
a) i contenuti dei piani di sicurezza (PSC e POS) in relazione alle attività da svolgere e
le eventuali proposte di adeguamento/integrazione formulate dai presenti;
b) la verifica della programmazione dell’attività esecutiva e dello sviluppo delle fasi
lavorative rispetto al cronoprogramma con particolare attenzione alle
sovrapposizioni ed all’individuazione delle fasi ritenute più pericolose;
c) le modalità di coordinamento delle Imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi per
la fasi individuate;
a tal fine il CSE verifica che il cantiere sia effettivamente coperto in caso si verifichi
una situazione di emergenza o un incidente (compresa l’eventuale necessità di
effettuare operazioni di salvataggio di lavoratori colti da malore e/o infortunatisi,
operanti in quota o in ambienti sospetti di inquinamento o confinati), in tutti gli orari
di lavoro e relaziona sul tipo di organizzazione, tra le tre sotto riportate, che è stata
scelta per lo specifico cantiere:
1) committente/RL intendono organizzare apposito servizio di PS [d.lgs.81/08
art.104 c.4] e di conseguenza i datori di lavoro sono esonerati dagli obblighi
legati alla designazione degli addetti al PS e dunque della gestione "diretta" del
Primo Soccorso [d.lgs.81/08 art 18 comma lettera (b)]
2) in fase di progettazione è stato deciso dal CSP che la gestione del Primo
Soccorso sarà di tipo unitario, definendo la partecipazione delle imprese
(affidataria ed esecutrice) alla gestione delle emergenze identificando
un’impresa deputata alla gestione delle operazioni anche tramite un preposto,
con garanzia da parte delle imprese presenti in cantiere della costante presenza
di almeno un addetto specificamente formato [rif. Doc. 10/01/2005 del
coordinamento interregionale]
3) in assenza delle due ipotesi precedenti ogni impresa presente dovrà assolvere
autonomamente agli obblighi relativi al PS
Qualora la tipologia di lavorazioni previste nel cantiere prevedano la presenza della
squadra di salvataggio, la stessa dovrà essere organizzata rispettando i
summenzionati criteri.
Al termine della riunione il CSE redige il verbale di coordinamento sottoscritto dai
presenti, quale utile strumento di modifica ed integrazione del PSC, per la corretta
4) Verifica di volta in volta che tutte le imprese esecutrici e i lavoratori autonomi abbiano
ricevuto dall’Impresa/e affidataria/e copia del PSC e ne abbiano accettato i contenuti.
5) Convoca eventualmente ulteriori riunioni di coordinamento, in riferimento alle
indicazioni del cronoprogramma, in occasione di:
g) accadimento di eventi atmosferici di notevole intensità (venti di tempesta, piogge
molto intense, abbondanti nevicate, ecc.)
h) accadimento di quasi incidente o quasi infortunio (near miss) rilevato con modulo di
cui al D.M. 13 febbraio 2014 o altra modalità.
Al termine della riunione redige il verbale sottoscritto dai presenti, che costituisce, in
funzione dei contenuti, aggiornamento al PSC.
Il CSE provvede, con gli strumenti che ritiene più opportuni, a mantenere aggiornato
l’elenco delle imprese affidatarie ed esecutrici e dei lavoratori autonomi.
6) Qualora riscontri l’eventuale ingresso in cantiere di Imprese esecutrici o lavoratori
autonomi non autorizzati avvisa per iscritto il Committente o il Responsabile dei Lavori
e all’Impresa/e affidataria/e, e comunica contestualmente alle imprese esecutrici o ai
lavoratori autonomi il divieto di ingresso (per “non autorizzato” si intende l’ingresso in
cantiere di Imprese o lavoratori autonomi dei quali non è stata formulata richiesta di autorizzazione al Committente o al responsabile dei Lavori e per i quali non sia ancora 6
pervenuta l’autorizzazione da parte di questi),.
7) Effettua frequenti sopralluoghi in cantiere con periodicità da determinare in funzione
delle caratteristiche dell’opera e dei rischi presenti (comunque in occasione delle fasi
critiche della realizzazione dell’opera) e comunque, preferibilmente accompagnato dal
capo cantiere e/o preposti delle Imprese opportunamente nominati, per verificare la
corretta applicazione, da parte delle Imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle
disposizioni loro pertinenti contenute nel PSC e la corretta applicazione delle relative
procedure di lavoro, e indica il tempo entro cui è necessario ottemperare alle
inadempienze. Tale attività può essere condotta anche con l'ausilio di apposite check
Al termine del sopralluogo redige il verbale sottoscritto dai presenti, nel quale indica
esattamente quali sono le azioni da effettuare (e a carico di chi) per eliminare le
eventuali inadempienze rilevate, ed eventualmente indicando un intervallo temporale
per la realizzazione di quanto prescritto. Nel verbale riferito al successivo sopralluogo
ne annoterà l’esito in riferimento alle azioni indicate.
Copia del verbale viene conservata in cantiere, secondo le modalità definite in sede di
8) In caso di inosservanza delle disposizioni degli artt. 94-95-96 e 97 comma 1 del D.Lgs.
n. 81/2008 e ss.mm.ii. ed alla prescrizioni del PSC, contesta per iscritto quanto
riscontrato alle Imprese o Lavoratori autonomi interessati e all’impresa affidataria,
trasmettendo copia del relativo verbale al Committente o al Responsabile dei Lavori. In
caso di mancato adeguamento segnala le inosservanze al Committente o al
Responsabile dei Lavori proponendo la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle
Imprese o Lavoratori autonomi, la risoluzione del contratto.
9) In caso di pericolo grave e imminente contesta per iscritto quanto direttamente
riscontrato alle Imprese o Lavoratori autonomi interessati e sospende le singole
lavorazioni pericolose, trasmettendo copia del relativo verbale al Committente o al
Responsabile dei Lavori, al direttore lavori e all’impresa affidataria, anche nel caso in
cui il provvedimento riguardi lavori eseguiti da un’impresa subappaltatrice. Effettuati gli
adeguamenti dalle imprese interessate ne riscontra la corretta esecuzione con un sopralluogo facendo riprendere le lavorazioni e trasmette il relativo verbale al 7
committente o al Responsabile dei Lavori e all’impresa affidataria.
10) In occasione della liquidazione del SAL il CSE a seguito di richiesta della Direzione
Lavori approva, previa verifica, l’importo relativo ai costi della sicurezza.
11) Il CSE, in corso d’opera, adegua il piano di sicurezza e di coordinamento di cui
all’art.100 ed il fascicolo di cui all’art.91, comma 1, lettera b), in relazione all’evoluzione
dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute; ciò anche in relazione alla stima dei
costi della sicurezza del PSC che, in caso di variante in corso d’opera, devono essere
oggetto di nuova ed adeguata stima analitica.
12) Il CSE, in corso d’opera, aggiorna e, alla fine dei lavori, completa il “fascicolo” di cui
all’art. 91 comma 1, lett. b), completo dell’elaborato tecnico della copertura ricevuto, se
previsto per lavori ricadenti nel campo di applicazione dei regolamenti regionali, che,
alla fine dell’attività di cantiere, consegna al Committente o al Responsabile dei Lavori,
con evidenza oggettiva della avvenuta consegna.
13) Il CSE, al termine dei lavori, previo accordo con D.L Committente e/o Responsabile dei
Lavori, redige il verbale di fine lavori di sua competenza e lo fa firmare al Committente
e/o al Responsabile dei Lavori e all’Impresa affidataria. Tale verbale è da interpretare
quale conclusione dell’incarico, fatto salvo la consegna del documento di cui al punto
Fonte della circolare
La linea guida è stata elaborata dal GdL Sicurezza del CNI, coordinato dal consigliere nazionale Gaetano Fede, ed ha
avuto Stefano Bergagnin (Federazione degli Ordini dell’Emilia Romagna) come responsabile del progetto.
Damiano Baldessin (Ordine di Treviso), Francesco Paolo Capone (Ordine di Napoli), Michele Carovello (Ordine di Avellino), Marco Di Felice (Ordine di Vicenza), Francesco Fiorino (Ordine di Agrigento), Andrea Galli (Ordine di Perugia),
Luigi Galli (Ordine di Roma), Patrizia Guerra (Ordine di Brescia), Antonio Leonardi (Ordine di Catania), Carlo Rizzieri (Ordine di Rovigo), Rocco Sassone (Ordine di Matera), Remo Vaudano (Ordine di Torino), Luca Vienni (Ordine di Pistoia).
Le Linee Guida del CNI per il Coordinatore in fase di Sicurezza Roma, 06 novembre 2015 CANTIERI: SICUREZZA e INSICUREZZA DIRETTIVA “CANTIERI” 92/57/CEE e LINEE GUIDA
Il recepimento della direttiva “cantieri” nei più importanti Paesi dell’Unione Europea ha determinato la caratterizzazione della figura del coordinatore quale esperto con una funzione manageriale, di raccordo tra la committenza e l’affidataria.
Soprattutto in alcuni Paesi, come la Gran Bretagna, la Francia e la Germania, tale figura, oltre ad avere una competenza molto specialistica, ha un ruolo “alto”, a garanzia soprattutto della corretta programmazione della sicurezza nel cantiere piuttosto che della stretta vigilanza e controllo delle lavorazioni.