Source: https://www.studiosbordoni.com/pubblicazioni/diritto-nazionale/il-futuro-dellamministrazione/
Timestamp: 2019-03-25 12:44:18+00:00
Document Index: 139406271

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 62', 'art. 63', 'art. 64', 'art. 65', 'art. 61']

Home Pubblicazioni Diritto nazionale Il futuro dell’amministrazione
12. aprile 2007 | Diritto nazionale
Tra le novità che si attendono quest’anno, oltre ai nuovi concessionari ed ai nuovi prodotti ex Legge Bersani, alle reazioni ed agli effetti della sentenza Placanica, v’è anche il riordino dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato.
Ed infatti l’art. 1, comma 15, della legge 24 novembre 2006, n. 286 stabilisce che: “Con il regolamento di organizzazione del Ministero dell’economia e delle finanze da adottare, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Governo procede, (…), anche al riordino delle Agenzie fiscali e dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato. Al fine di razionalizzare l’ordinamento dell’Amministrazione economico- finanziaria, potenziando gli strumenti di analisi della spesa e delle entrate nei bilanci pubblici, di valutazione e controllo della spesa pubblica e l’azione di contrasto dell’evasione e dell’elusione fiscale, con il predetto regolamento si dispone, in particolare, anche la fusione, soppressione, trasformazione e liquidazione di enti ed organismi”.
Al solito, il dettato normativo non è di pronta soluzione. Quale destino attende AAMS: sarà fusa, soppressa, trasformata o liquidata? L’ipotesi più in voga sembra essere quella di trasformazione in Agenzia dei Giochi, richiesta sembra anche dai sindacati dei lavoratori di AAMS. E cosa è dunque un’Agenzia? Quali mutamenti prevede rispetto allo stato attuale? Le agenzie, introdotte dalla “Bassanini 1″ hanno trovato disciplina con il decreto legislativo n. 300/99 del 30 luglio 1999. Qui in particolare sono poi regolate le quattro Agenzie Fiscali (Agenzia delle Entrate ex art. 62, Agenzia delle Dogane ex art. 63, Agenzia del Territorio ex art. 64, Agenzia del Demanio ex art. 65), alle quali sono state attribuite funzioni un tempo esercitate dai Dipartimenti e da altri Uffici del Ministero. E’ attribuita alle Agenzie Fiscali personalità giuridica di diritto pubblico (art. 61), nonché autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria. Le Agenzie ispirano il loro operato ai principi di legalità, imparzialità e trasparenza, e seguono criteri di efficienza, economicità ed efficacia.
Sembrerebbe dunque che il decreto legislativo n. 300/99 abbia dato inizio ad un processo di trasformazione improntato al miglioramento dei rapporti tra Stato e cittadino, alla transizione da un modello di “governance dipartimentale”, laddove il dipartimento costituiva una struttura di governo dipendente dal Ministero, al modello di “governance dell’Agenzia”, quale struttura di governo indipendente dal Ministero. Le Agenzie Fiscali – comunque sottoposte al controllo del Ministero delle Finanze e della Corte dei Conti (!!) – sono strutturate per alcuni versi come aziende private: i Direttori possono essere, a grandi linee, equiparati ad Amministratori Delegati, i Consigli Direttivi/di Gestione ai Consigli di Amministrazione, ed i Collegi dei Revisori ai Collegi Sindacali. Inoltre tre della quattro agenzie (Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane, Agenzia del Territorio) sono enti pubblici non economici, di contro l’Agenzia del Demanio è un ente pubblico economico che risulta pertanto assoggettato ad una disciplina di tipo privatistico; differentemente dalle altre agenzie, i suoi rapporti con il Ministero sono regolati per mezzo di un contratto di servizio, di durata triennale.
Non intendiamo entrare in ulteriori dettagli. Quello che resta irrisolto, a nostro avviso, è l’effetto di questa supposta trasformazione sugli operatori e sul mercato. Come si pone il rapporto concessorio con la spiccata soggettività dell’agenzia? Non v’è dubbio alcuno che nel nostro paese esista sia un mercato che un’industria del gioco, da alcuni tollerata, da altri ignorata (ma non in chiusura bilancio), da altri ancora esasperata. Mercato ed industria che però – oltre a coinvolgere interessi rilevanti – in quanto tali fungono da baluardo per la trasparenza e la legalità. Giustificando in tal modo l’esistenza di un ente regolatore, quale che sia la forma che assume. Tra questi elementi va trovata la quadra, arduo compito (a volte mal digerito) di governi e politica. Ben venga dunque l’Agenzia se potrà contribuire a rendere più agevole il lavoro oggi svolto dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, e quello degli operatori. A proposito, non sarebbe il caso di sentire anche loro cosa ne pensano?