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Timestamp: 2020-08-05 08:34:42+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 9097 del 07/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9097 del 07/04/2017
Cassazione civile, sez. VI, 07/04/2017, (ud. 10/01/2017, dep.07/04/2017), n. 9097
sul ricorso 4355-2016 proposto da:
IOVANE RICAMI SRL IN LIQUIDAZIONE, in persona del legale
e difesa dall’avvocato LIDIA SINATORE, giusta procura in calce al
avverso la sentenza n. 10648/5/2015, emessa il 24/11/2014 della
COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI NAPOLI, SEZIONE DISTACCATA di
SALERNO, depositata il 27/11/2015;
partecipata del 10/01/2017 dal Consigliere Dott. ENRICO MANZON;
Con sentenza in data 24 novembre 2014 la Commissione tributaria regionale della Campania, sezione distaccata di Salerno, accoglieva l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate, ufficio locale, avverso la sentenza n. 196/12/12 della Commissione tributaria provinciale di Salerno che aveva accolto parzialmente il ricorso proposto da Iovane Ricami srl contro la cartella di pagamento ie ed altro 2007. La CTR osservava in particolare che la pretesa fiscale portata dalla cartella esattoriale impugnata era da ritenersi fondata sui ritardi di versamento di imposta constatati in sede di controllo automatizzato D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36 bis.
L’intimata Agenzia delle entrate non si è costituita.
Con il primo motivo – ex art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 4 – 5, – la società ricorrente lamenta vizio motivazionale della sentenza impugnata particolarmente in quanto non argomenta adeguatamente sui contestati ritardi di versamento e relative sanzioni.
La censura è inammissibilmente formulata.
Va ribadito che “Con la proposizione del ricorso per Cassazione, il ricorrente non può rimettere in discussione, contrapponendone uno difforme, l’apprezzamento in fatto dei giudici del merito, tratto dall’analisi degli elementi di valutazione disponibili ed in sè coerente;
l’apprezzamento dei fatti e delle prove, infatti, è sottratto al sindacato di legittimità, dal momento che nell’ambito di detto sindacato, non è conferito il potere di riesaminare e valutare il merito della causa, ma solo quello di controllare, sotto il profilo logico formale e della correttezza giuridica, l’esame e la valutazione fatta dal giudice di merito, cui resta riservato di individuare le fonti del proprio convincimento e, all’uopo, di valutare le prove, controllarne attendibilità e concludenza e scegliere, tra le risultanze probatorie, quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione” (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 7921 del 2011).
La sentenza impugnata offre una propria versione dei fatti oggetto della lite ed argomenta di conseguenza, cosicchè sotto tale profilo risulta incensurabile in questa sede.
Con il secondo motivo – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, – la ricorrente si duole della mancata considerazione da parte della CTR della nullità formale della cartella esattoriale impugnata, in particolare per l’omessa specificazione del calcolo degli interessi.
Nella sentenza infatti si afferma che sanzioni ed interessi non risultano oggetto di contestazione e che peraltro tali accessori del credito fiscale trovano fondamento nell’irregolarità temporale dei versamenti delle rate capitarie.
Il mezzo de quo non si confronta con queste argomentazioni fattuali e giuridiche, sicchè ne risulta la carenza di specificità.
Il ricorso va quindi dichiarato inammissibile; nulla per le spese poichè l’Agenzia delle entrate non si è difesa.