Source: https://www.brocardi.it/codice-della-strada/titolo-i/art6.html
Timestamp: 2020-04-06 02:12:04+00:00
Document Index: 55656810

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 2', 'art. 1067', 'art. 1079', 'art. 1069', 'art. 1079']

Art. 6 codice della strada - Regolamentazione della circolazione fuori dei centri abitati - Brocardi.it
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Dispositivo dell'art. 6 Codice della strada
3. [Per le strade militari i poteri di cui ai commi 1 e 2 sono esercitati dal comandante della regione militare territoriale.](2)
[f-bis) prescrivere al di fuori dei centri abitati, in previsione di manifestazioni atmosferiche nevose di rilevante intensità, l'utilizzo esclusivo di pneumatici invernali, qualora non sia possibile garantire adeguate condizioni di sicurezza per la circolazione stradale e per l'incolumità delle persone mediante il ricorso a soluzioni alternative.](4)
[e) per le strade militari, dal comandante della regione militare territoriale.](3)
12. Chiunque non ottempera ai provvedimenti di sospensione della circolazione emanati a norma dei commi 1 e 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 173 a € 695. Se la violazione è commessa dal conducente di un veicolo adibito al trasporto di cose, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da € 431 a € 1.734. In questa ultima ipotesi dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da uno a quattro mesi, nonché della sospensione della carta di circolazione del veicolo per lo stesso periodo ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
13. Chiunque viola le prescrizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 26 a € 102.
14. Chiunque viola gli altri obblighi, divieti e limitazioni previsti nel presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 87 a € 345. Nei casi di sosta vietata la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da € 41 a € 167 qualora la violazione si prolunghi oltre le ventiquattro ore, la sanzione amministrativa pecuniaria è applicata per ogni periodo di ventiquattro ore per il quale si protrae la violazione.
(2) Comma abrogato dal D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66.
(3) Lettera abrogata dal D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66.
(4) Lettera aggiunta dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con L. 17 dicembre 2012, n. 221, e successivamente soppresso dala L. 24 dicembre 2012, n. 228.
relative all'articolo 6 Codice della strada
Norma di riferimento: Articolo 6 Codice della strada - Regolamentazione della circolazione fuori dei centri abitati | Quesito Q201616569
“Buongiorno, abito in una piccola frazione montana in Piemonte.
La mia abitazione è raggiungibile solo tramite una strada vicinale sulla quale incombono due immobili - il primo ad uso abitazione ed il secondo ad uso deposito e stalla (quasi mai utilizzato d'inverno) - di proprietà di un vicino di casa.
Entrambi gli immobili hanno tetti in lamiera consunti dal tempo e privi di fermaneve.
La frazione si trova ad oltre 1000 metri di altezza e, ogni anno, con l'arrivo dell'inverno, la mia via di accesso a casa viene ostruita dai cumuli di neve che cadono dai suddetti tetti.
Ho chiesto più volte al mio vicino di aiutarmi a pulire la strada ma, fino ad oggi, ho ricevuto solo risposte negative e, addirittura, l'invito "ad andare a piedi e di corsa" per evitare il rischio di essere travolto dalla neve che cade dai tetti.
Vorrei sapere se vi è un obbligo di fermaneve o di compartecipazione ai costi di pulitura della strada da parte del mio vicino di casa.”
L’art. 2 C.d.S. equipara la strada vicinale alla strada comunale. Occorrerebbe sapere se per tale strada è previsto un uso pubblico oppure no.
Nel primo caso, infatti, il comune deve contribuire alle spese di manutenzione e la strada viene considerata demaniale; nel caso, invece, di strada vicinale ad uso non pubblico, il comune può contribuire alle spese ma di fatto queste competono ai privati e la strada non sarà considerata demaniale.
Da quanto si può desumere dal quesito posto, dovrebbe esistere una servitù di passaggio, vale a dire un “peso” sul fondo servente – in questo caso, la strada – che consiste nel far passare per la strada medesima il proprietario dell’immobile intercluso. In ogni caso, anche qualora non esista alcun tipo di servitù formalizzata, si potrebbe ipotizzare un’usucapione della stessa: un possesso (e quindi un esercizio del passaggio) non interrotto per venti anni, a cui va aggiunto il possesso del proprietario precedente (sì come stabilito dalla Cassazione, sent. 18909/2012).
In altre parole, dunque, il proprietario dell’immobile sito in fondo alla strada parrebbe essere titolare di una servitù di passaggio: ciò che consente l’applicazione tanto dell’art. 1067 c.c. (per il quale il proprietario del fondo servente – vale a dire, il proprietario dei due immobili privi di fermaneve – non può fare nulla che renda più gravosa la servitù) quanto dell’art. 1079 c.c. (che consente l’azione per far cessare le turbative nell’esercizio della servitù).
Inoltre, l'art. 1069 c.c. prevede che le opere necessarie per conservare la servitù debbano essere realizzate a cura e spese del proprietario del fondo dominante, sempre che la situazione dei luoghi non sia stata alterata da manomissioni e/o innovazioni compiute dal proprietario del fondo servente (Cass., sent. 3534/1993): si ritiene che la mancata manutenzione dei tetti in lamiera possa essere considerata un'alterazione della situazione dei luoghi, sì da far sussistere l'obbligo di spese a carico del proprietario del fondo servente.
Si badi che – qualora si decida di agire in giudizio ai sensi dell’art. 1079 c.c. – occorre esperire il tentativo obbligatorio di mediazione (ciò che sarebbe auspicabile per consentire di chiudere la questione in sede stragiudiziale, senza aggravio di costi).