Source: http://www.apicoltura2000.it/Leg/etic2000.htm
Timestamp: 2017-11-19 03:19:25+00:00
Document Index: 27532103

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 17', 'art.\n3', 'art. 3']

DECRETO LEGISLATIVO 25 febbraio 2000, n.68
Attuazione della direttiva 97/4/CE, che modifica la direttiva 79/112/CEE, in materia di etichettatura, presentazione e pubblicita' dei prodotti alimentari destinati al consumatore finale.
Vista la direttiva 97/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 1997, recante modifica della direttiva 79/112/CE, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l'etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari destinati al consumatore finale, nonche' la relativa pubblicita';
Tenuto conto della rettifica dell'articolo 9, paragrafo 2, della direttiva 79/112/CE del Consiglio del 18 dicembre 1978 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee L 32 del 22 aprile 1999;
Visto il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, della sanita' e delle politiche agricole e forestali;
Modifica all'articolo 3 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109
1. All'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, dopo la lettera m) e' aggiunta la seguente:
"m-bis) la quantita' di taluni ingredienti o categorie di ingredienti come previsto dall'articolo 8.".
Modifiche all'articolo 4 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109
"1. La denominazione di vendita di un prodotto alimentare e' la denominazione prevista per tale prodotto dalle disposizioni della Comunita' europea ad esso applicabili. In mancanza di dette disposizioni la denominazione di vendita e' la denominazione prevista dalle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative dell'ordinamento italiano, che disciplinano il prodotto stesso.";
"1-bis. In assenza delle disposizioni di cui al comma 1, la denominazione di vendita e' costituita dal nome consacrato da usi e consuetudini o da una descrizione del prodotto alimentare e, se necessario da informazioni sulla sua utilizzazione, in modo da consentire all'acquirente di conoscere l'effettiva natura e di distinguerlo dai prodotti con i quali potrebbe essere confuso.
1-quinquies. Nella ipotesi di cui al comma 1-quater, il produttore, il suo mandatario o il soggetto responsabile dell'immissione sul mercato del prodotto, trasmette al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato la documentazione tecnica ai fini dell'autorizzazione all'uso di una diversa denominazione da concedersi di concerto con i Ministeri della sanita' e delle politiche agricole, entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda. Con lo stesso provvedimento possono essere stabilite eventuali specifiche merceologiche, nonche' indicazioni di utilizzazione.".
Modifica all'articolo 5 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109
1. All'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, dopo la lettera b), e' aggiunta la seguente:
Modifica all'articolo 7 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109
1. All'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, la lettera a), e' sostituita dalla seguente:
Modifica all'articolo 8 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109
1. L'articolo 8 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, e' sostituito dal seguente:
"Art. 8 (Ingrediente caratterizzante evidenziato). 1. L'indicazione della quantita' di un ingrediente o di una categoria di ingredienti, usata nella fabbricazione o nella preparazione di un prodotto alimentare, e' obbligatoria, se ricorre almeno uno dei seguenti casi:
Modifica all'articolo 10 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109
1. All'articolo 10 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, il comma 1 e' sostituito dal seguente:
"1. Il termine minimo di conservazione e' la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprieta' specifiche in adeguate condizioni di conservazione; esso va indicato con la dicitura "da consumarsi preferibilmente entro.... quando la data contiene l'indicazione del giorno o con la dicitura "da consumarsi preferibilmente entro la fine .... negli altri casi.".
Modifica all'articolo 17 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109
1. All'articolo 17 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente:
Modifica all'articolo 18 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109
"Art. 18 (Sanzioni). - 1. La violazione delle disposizioni dell'articolo 2 e' punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire sei milioni a lire trentasei milioni.
1. E' consentito utilizzare, fino al 31 dicembre 2000, etichette e imballaggi non conformi alle disposizioni del presente decreto, purche' conformi alle disposizioni del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109; i prodotti cosi' etichettati possono essere venduti fino al completo smaltimento delle scorte.
- Si riporta il testo dell'art. 20 della legge 5 febbraio 1999, n. 25, recante "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee - legge comunitaria 1998":
"Art. 20 (Etichettatura dei prodotti alimentari:
criteri di delega). - 1. L'attuazione della direttiva 97/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 1997, sara' informata ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) prevedere che con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con i Ministri per le politiche agricole e della sanita', possono essere stabilite le eventuali specifiche merceologiche e le indicazioni di utilizzazione, nonche' la denominazione di vendita dei prodotti alimentari di un Paese membro, nei casi in cui la stessa:
1) non e' disciplinata da disposizioni legislative, regolamentari, amministrative o dagli usi;
c) prevedere la revisione del sistema sanzionatorio dell'intera materia che concerne l'etichettatura dei prodotti alimentari, stabilendo, oltre all'introduzione di adeguate sanzioni amministrative pecuniarie, anche un riordino ed una armonizzazione di quelle gia' esistenti. Il riordino del sistema sanzionatorio nella materia dell'etichettatura dei prodotti alimentari potra' avvenire mediante l'introduzione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma non inferiore a lire cinquecentomila e non superiore a lire venticinque milioni, precisandosi che ai fini della determinazione in concreto della sanzione si dovra' tenere conto del numero dei prodotti o delle loro porzioni aventi un'etichettatura non conforme, fermo restando il rispetto degli altri principi e criteri direttivi indicati all'art. 2, comma 1, lettera c)".
- L'allegato A della succitata legge n. 25/1999 riporata l'elenco delle direttive da attuare con decreto legislativo.
- La direttiva 97/4/CE e' pubblicata in G.U.C.E n. L 43 del 14 febbraio 1997.
- La direttiva 79/112/CEE e' pubblicata in G.U.C.E. n.
L 33 dell'8 febbraio 1979.
- L'art. 9, paragrafo 2, della suddetta direttiva, cosi' recita:
"2. Esso viene indicato con la dicitura "da consumarsi preferibilmente entro ... .
Tuttavia, per alcuni prodotti alimentari molto deperibili dal punto di vista microbiologico, gli Stati membri possono prescrivere la dicitura: "da consumarsi entro ... . Fatta salva l'informazione di cui all'art. 22, gli Stati membri comunicano alla Commissione ed agli altri Stati membri ogni misura adottata a norma del presente commna".
- Per quanto riguarda il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, vedi in nota alle premesse. Si riporta qui di seguito l'art. 3, comma 1, cosi' come modificato dal presente decreto:
"1. Salvo quanto disposto dagli articoli successivi, i prodotti alimentari preconfezionati destinati al consumatore devono riportare le seguenti indicazioni:
m-bis) la quantita' di taluni ingredienti o categorie di ingredienti come previsto dall'art. 8".
- Per quanto riguarda il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, vedi in nota alle premesse. Si riporta qui' di seguito l'art. 4 cosi' come modificato dal presente decreto:
"Art. 4. - 1. La denominazione di vendita di un prodotto alimentare e' la denominazione prevista per tale prodotto dalle disposizioni della Comunita' europea ad esso applicabili. In mancanza di dette disposizioni la denominazione di vendita e' la denominazione prevista dalle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative dell'ordinamento italiano, che disciplinano il prodotto stesso.
1-bis. In assenza delle disposizioni di cui al comma 1, la denominazione di vendita e' costituita dal nome consacrato da usi e consuetudini o da una descrizione del prodotto alimentare e, se necessario da informazioni sulla sua utilizzazione, in modo da consentire all'acquirente di conoscerne l'effettiva natura e di distinguerlo dai prodotti con i quali potrebbe essere confuso.
1-ter. E' ugualmente consentito l'uso della denominazione di vendita sotto la quale il prodotto e' legalmente fabbricato e commercializzato nello Stato membro di origine. Tuttavia, qualora questa non sia tale da consentire al consumatore di conoscere l'effettiva natura del prodotto e di distinguerlo dai prodotti con i quali esso potrebbe essere confuso, la denominazione di vendita deve essere accompagnata da specifiche informazioni descrittive sulla sua natura e utilizzazione.
1-quater. La denominazione di vendita dello Stato membro di produzione non puo' essere usata, quando il prodotto che essa designa, dal punto di vista della composizione o della fabbricazione; si discosta in maniera sostanziale dal prodotto conosciuto sul mercato nazionale con tale denominazione.
1-quinquies. Nelle ipotesi di cui al comma 1-quater, il produttore, il suo mandatario o il soggetto responsabile dell'immissione sul mercato del prodotto, trasmette al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato la documentazione tecnica ai fini dell'autorizzazione all'uso di una diversa denominazione da concedersi di concerto con i Ministeri della sanita' e delle politiche agricole, entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda. Con lo stesso provvedimento possono essere stabilite eventuali specifiche merceologiche nonche' indicazioni di utilizzazione.
4. La menzione del trattamento mediante radiazioni ionizzanti e' in ogni caso obbligatoria e deve essere realizzata con la dicitura "irradiato ovvero "trattato con radiazioni ionizzanti .
5. La conservazione dei prodotti dolciari alle basse temperature, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di conservazione degli alimenti, non costituisce trattamento ai sensi del comma 3".
- Per quanto riguarda il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, vedasi in nota alle premesse. Si riporta qui di seguito l'art. 5, comma 2, cosi' come modificato dal presente decreto:
"2. Gli ingredienti devono essere designati con il loro nome specifico; tuttavia:
b) gli ingredienti, che appartengono ad una delle categorie elencate nell'allegato II devono essere designati con il nome della loro categoria seguito dal loro nome specifico o dal reltivo numero CEE. Qualora un ingrediente appartenga a piu' categorie, deve essere indicata la categoria corrispondente alla funzione principale che esso svolge nel prodotto finito;
b-bis) la designone "amido(i) che figura nell'allegato I, ovvero quella "amidi modificati di cui all'allegato II, deve essere completata dall'indicazione delle sua origine vegetale specifica, qualora l'amido possa contenere glutine".
- Per quanto riguarda il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, vedasi in nota alle premesse. Si riporta qui di seguito l'art. 7, comma 2, cosi' come modificato dal presente decreto:
"2. L'indicazione degli ingredienti non e' richiesta:
a) nei prodotti costituiti da un solo ingrediente, salvo a quanto disposto da norme specifiche a condizione che la denominazione di vendita sia identica al nome dell'ingrediente ovvero consenta di conoscere la effettiva natura dell'ingrediente;
f) negli aceti di fermentazione, provenienti esclusivamente da un solo prodotto di base e purche' non siano stati aggiunti altri ingredienti".
- Per quanto riguarda il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, vedasi in nota alle premesse.
"Attuazione della direttiva 90/496/CEE del Consiglio del 24 settembre 1990 relativa all'etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari".
- Per quanto riguarda il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, vedasi in nota alle premesse. Si riporta qui' di seguito l'art. 10, cosi' come modificato dal presente decreto:
"Art. 10. - 1. Il termine minimo di conservazione e' la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprieta' specifiche in adeguate condizioni di conservazione; esso va indicato con la dicitura "da consumarsi preferibilmente entro ... quando la data contiene l'indicazione del giorno, o con la dicitura "da consumarsi preferibilmente entro la fine .... negli altri casi.
2. La data di scadenza e' la data entro la quale il prodotto alimentare va consumato; essa va indicata con la dicitura "da consumarsi entro seguita dalla data oppure dalla indicazione del punto della confezione in cui essa figura.
5. Qualora sia necessario adottare, in funzione della natura del prodotto, particolari accorgimenti per garantire la conservazione del prodotto stesso sino al termine di cui ai commi 1 e 2 ovvero nei casi in cui tali accorgimenti siano espressamente richiesti da norme specifiche, le indicazioni di cui ai commi 1 e 2 sono completate dall'enunciazione delle condizioni di conservazione con particolare riferimento alla temperatura in funzione della quale il periodo di validita' e' stato determinato.
- Per quanto riguarda il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, vedasi in nota alle premesse. Si riporta qui' di seguito l'art. 17, cosi' come modificato dal presente decreto:
"Art. 17 (Prodotti non destinali al consumatore). - 1.
I prodotti alimentari destinati all'industria, agli utilizzatori commerciali intermedi ed agli artigiani per i loro usi professionali ovvero per essere sottoposti ad ultenori lavorazioni nonche' i semilavorati non destinati al consumatore devono riportare le menzioni di cui all'art.
3, comma 1, lettere a), c), e) ed h).
2-bis. Ai prodotti di cui al comma 1 non si applicano le disposizioni di cui all'art. 3. comma 2".