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Timestamp: 2018-08-15 18:12:56+00:00
Document Index: 99294355

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 22', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 21', 'art 2231', 'art. 35', 'art. 42', 'art. 331', 'art. 63', 'art. 331', 'art. 331']

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http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2018/05/busi_94_900x500.jpg 500 900 admin http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2018/08/Veda_Logo_18_002_transparent_340x136.png admin2018-04-23 19:35:132018-05-29 07:35:36Con SIAR comunicazione antiriciclaggio delle infrazioni sul contante solo in modalità telematica
16 aprile 2018 /3 Commenti/in Articoli, Titolare effettivo /da admin
I criteri per individuare il titolare effettivo, hanno subito una importante revisione dalla data del 4 luglio 2017, con l’entrata in vigore del D.lgs. 90/2017 che ha ridisegnato la normativa antiriciclaggio contenuta nel D.Lgs. 231/2007.
L’impostazione scelta nell’attuale previsione normativa, è stata quella di prevedere all’art. 20 del D.lgs. 231/2007, i “criteri per la determinazione della titolarità effettiva di clienti diversi dalle persone fisiche“. Ai fini dell’analisi relativa all’individuazione del titolare effettivo nelle società di persone, è di fondamentale importanza la circostanza che il legislatore abbia previsto una soluzione normativa limitata a tutti gli enti, siano essi dotati o meno di personalità giuridica, purchè diversi dalle persone fisiche.
In effetti, analizzando il contenuto delle disposizioni relative ai criteri per individuare il titolare effettivo di clienti diversi dalle persone fisiche, ci si imbatte subito in una importante definizione di carattere generale, che è quella prevista all’art. 20, comma 1, del D.lgs. 231/2007, in cui si stabilisce con grande chiarezza, che il “il titolare effettivo di clienti diversi dalle persone fisiche coincide con la persona fisica o le persone fisiche cui, in ultima istanza, è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente ovvero il relativo controllo“. In pratica il nostro legislatore (diversamente dalla scelta fatta in sede comunitaria con la IV Direttiva UE), si concentra sul concetto di proprietà ovvero sul concetto di controllo.
Inoltre, la struttura prevista dall’art. 20 del D.Lgs. 231/2007, contiene delle indicazioni di carattere generale che valgono per tutti gli enti e delle indicazioni specifiche che valgono soltanto per talune tipologie di enti diversi dalle persone fisiche. In effetti, a scanso di ogni suggestiva interpretazione, il tenore delle indicazioni normative specifiche è di evidente semplicità, poichè, all’art. 20, comma 2, il legislatore si occupa di società di capitali (dice espressamente “nel caso in cui il cliente sia una società di capitali“) e all’art. 20, comma 5, il legislatore si occupa di persone giuridiche private (dice espressamente “nel caso in cui il cliente sia una persona giuridica privata“). Si segnala, che con riferimento al Trust, i criteri per individuare il titolare effettivo, non sono contenuti all’art. 20, bensì individuati in maniera specifica all’art. 22, comma 5, del D.Lgs. 231/2007.
Titolare effettivo nelle società di persone
Sul punto relativo all’individuazione del titolare effettivo nelle società di persone, e come già meglio analizzato nella pubblicazione del mese di gennaio 2018, nel “manuale delle procedure antiriciclaggio per gli studi professionali“, ed ancor prima nel mese di ottobre 2017 nelle “faq sulle casistiche del titolare effettivo” i criteri sono oggettivamente abbastanza semplici e non necessitano di particolari sforzi interpretativi.
Infatti, nel caso in cui il cliente sia una società di persone il titolare effettivo, coincide con la persona fisica o le persone fisiche cui, in ultima istanza, è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente ovvero il relativo controllo, e quindi, nelle società di persone, a prescindere dalla tipologia di modello (società in nome collettivo, società in accomandita semplice etc) il titolare effettivo coinciderà sempre con tutti i suoi soci, e ciò a prescindere dalla tipologia di quota posseduta a titolo di proprietà (socio accomandante o accomandatario), ed a prescindere dalla percentuale di partecipazione al capitale (la percentuale di partecipazione al capitale viene richiamata unicamente e tassativamente nel caso delle società di capitali come visto sopra).
Tale regola, fissata con chiarezza dal legislatore all’art. 20, comma 1, del D.Lgs. 231/2007, non soffre di nessuna particolare controindicazione, soprattutto se calata nel contesto e nello spirito del sistema delle norme di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo, poichè nella stragrande maggioranza delle possibili casistiche, quando un cliente è una società di persone, sarà sempre possibile individuare una o più persone fisiche che sono proprietarie delle relative quote societarie, e nei casi residuali di impossibilità (casistica assolutamente poco frequente), il legislatore ci mette a disposizione i criteri generali previsti dall’art. 20, comma 3 ed in ultima istanza il criterio fissato all’art. 20, comma 4.
Analogamente, nei casi in cui il cliente non sia una società di capitali o una persona giuridica privata o un trust (si pensi alle associazioni senza personalità giuridica, al terzo settore etc), i criteri legali previsti dalla normativa antiriciclaggio, sono quelli generali per i clienti diversi dalle persone fisiche ed individuati all’art. 20, comma 1, all’art. 20, comma 3 e all’art. 20, comma 4.
Infine si segnala, che gli amministratori di società di persone, non hanno nessun obbligo di acquisire e conservare i dati relativi alla propria titolarità effettiva secondo quanto previsto dall’art. 21 del D.lgs. 231/2007 (obbligo che invece hanno le imprese con personalità giuridica dal 4 luglio 2017), così come non hanno nessun obbligo di depositare al Registro delle Imprese (con disposizioni di prossima attuazione), i dati relativi al titolare effettivo secondo quanto previsto dall’art. 21 del D.lgs. 231/2007.
http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2018/05/busi_93_900x500.jpg 500 900 admin http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2018/08/Veda_Logo_18_002_transparent_340x136.png admin2018-04-16 19:56:512018-05-13 13:02:04Titolare effettivo nelle società di persone sempre da individuare per la normativa antiriciclaggio
http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2018/02/busi_90_900x500.jpg 500 900 admin http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2018/08/Veda_Logo_18_002_transparent_340x136.png admin2018-02-28 10:10:582018-04-29 00:18:22Gestione antiriciclaggio e mitigazione del rischio all'interno dello studio professionale solo in pratica
Tra l’altro, sull’argomento, la Cassazione (n. 10937/1999) ha stabilito che l’art 2231 si applica anche quando la prestazione resa al cliente sia riferibile ad una società, per essersi essa assunta contrattualmente tale impegno, a nulla rilevando che la società si sia servita, per l’espletamento di detta attività, di tecnici iscritti ai relativi albi.
Se allo scenario già di per se inquietante sopra evidenziato, ci aggiungiamo che i proventi derivanti dal delitto non colposo di esercizio abusivo della professione di commercialista, sono proventi illeciti, in quanto proventi da reato (la legge parla di delitto non colposo e la condotta di esercizio abusivo è un delitto non colposo), lo sfortunato commercialista abusivo, ha anche il problema all’orizzonte del delitto di riciclaggio o peggio di autoriciclaggio, con una misura detentiva che può arrivare fino a 12 anni di reclusione, aumentata perchè il fatto è commesso nell’esercizio di una attività professionale.
Trattandosi come evidenziato sopra di proventi derivanti da attività criminosa, il commercialista abusivo, oltre al problema di dover spiegare al PM la provenienza dei propri denari, dovrà anche stare molto attento al rischio che presentandosi in banca per versare i denari illeciti provenienti da delitto, la banca effettui una segnalazione di operazione sospetta prevista dall’art. 35 del D.Lgs. 231/2007.
Si ricorda, che la professione di commercialista, e le relative attività previste e tutelate dal D.Lgs. 139/2005, possono essere svolte in forma individuale dal professionista abilitato, ovvero all’interno di uno studio associato o in una società tra professionisti (STP), altre soluzioni non ve ne sono.
Inoltre, il codice di deontologia professionale del Dottore Commercialista, prevede all’art. 42, il divieto per il professionista di favorire l’esercizio abusivo della professione oltre che un obbligo di comunicazione tempestiva all’Ordine dell’esercizio abusivo della professione da parte di chiunque. In pratica, oltre alle conseguenze penali sopra evidenziate, il professionista iscritto all’albo che in qualsiasi modo favorisca oppure non comunichi all’Ordine l’abusivo esercizio della professione, è destinatario di gravi provvedimenti disciplinari.
Ad esempio il funzionario dell’Agenzia delle Entrate, che entra in contatto con un commercialista abusivo che in quel momento sta rappresentando o assistendo un cliente, ha l’obbligo di denunciare la condotta in argomento senza ritardo all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 331 del cpp, e comunque allo stesso per quanto previsto dall’art. 63 del Dpr. 600/1973 è richiesto di verificare attentamente che la procura rilasciata dal cliente sia autenticata da un Notaio, poichè in caso contrario è anche prevista una sanzione amministrativa da 1.000 euro a 5.000 euro, oltre che naturalmente la possibilità di trattare per conto del cliente con la Pubblica Amministrazione. Quindi ricapitolando, per i non iscritti agli albi, la legge prevede che la procura deve essere autenticata dal Notaio ed in tal caso, ovviamente il pubblico funzionario ha il dovere d’ufficio di verificare il corretto esercizio della libera professione e in caso contrario l’obbligo di riferire ai sensi dell’art. 331 c.p.p. la notizia di reato all’Autorità Giudiziaria.
Inoltre, si ricorda, che alla Guardia di Finanza è richiesto dalla Circolare del Comando n. 83607/2012, in occasione delle ispezioni e controlli previsti dal D.Lgs. 231/2007, la verifica della legittimazione all’esercizio dell’attività da parte del professionista ispezionato (iscrizioni in albi o registri), poichè anche la pattuglia operante, è destinataria in tal caso ai sensi dell’art. 331 del cpp dell’obbligo di riferire all’Autorità Giudiziaria la notizia di reato.
In pratica, l’amministratore o il Cda di enti, che si propongono di svolgere una delle attività protette previste dal D.Lgs. 139/2005, oltre che assumersi tutte le responsabilità amministrative e penali sopra evidenziate, dovranno prestare particolare attenzione anche alle modalità con cui comunicano, nei loro slogan spesso accattivanti, i loro servizi, poichè costoro devono anche sapere, che se inducono il pubblico soltanto a pensare che l’attività sia svolta da un commercialista, rischiano anche il reato di truffa previsto dall’articolo 640 del codice penale.
Striscia la Notizia. Max Laudadio stana una fuorilegge abusiva e poi il resto lo fa la Guardia di Finanza. Guarda il video:
http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2018/02/busi_900x500.jpg 506 900 admin http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2018/08/Veda_Logo_18_002_transparent_340x136.png admin2018-02-17 12:04:162018-04-15 12:32:29Per il commercialista abusivo brutte novità con carcere fino a tre anni, sanzioni fino a 50 mila euro e confisca
http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2017/12/segnalazioni-antiriciclaggio-b700x300.jpg 300 700 admin http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2018/08/Veda_Logo_18_002_transparent_340x136.png admin2017-11-09 15:21:022018-01-30 07:42:29Antiriciclaggio con nuove indicazioni di rischio per l’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio
http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2017/11/guida_antiriciclaggio_titolare_effettivo_700x300.jpg 300 700 admin http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2018/08/Veda_Logo_18_002_transparent_340x136.png admin2017-10-31 09:42:342018-01-05 15:25:26Guida antiriciclaggio – Criteri per individuare il titolare effettivo – Esame delle casistiche e domande e risposte - Faq antiriciclaggio
http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2017/09/verona_antiriciclaggio_dipendenti_700x300.jpg 300 700 admin http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2018/08/Veda_Logo_18_002_transparent_340x136.png admin2017-09-15 10:21:112018-01-05 15:27:20Novità antiriciclaggio ed organizzazione dello studio professionale. Avviato l'autunno da Verona dei programmi formativi
http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2017/09/consulenti-del-lavoro-obblighi-antiriciclaggio-nuovi-700x300.jpg 300 700 admin http://www.vedaformazione.it/wp-content/uploads/2018/08/Veda_Logo_18_002_transparent_340x136.png admin2017-09-06 12:22:222018-01-05 15:28:36Per i consulenti del lavoro, confermate le prestazioni soggette alla normativa antiriciclaggio in una nuova circolare