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Timestamp: 2018-04-24 15:55:01+00:00
Document Index: 119325921

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Il retratto successorio Cass. Sez. 2, n. 01358/2017 - Accademia Lex Iuris
Il retratto successorio Cass. Sez. 2, n. 01358/2017
Per Sez. 2, n. 01358/2017, Lombardo, Rv. 642222, l’esercizio del retratto successorio comporta l’integrale sostituzione all’acquirente del coerede che lo abbia esercitato, sicché non è consentito a quest’ultimo il riscatto parziale, non essendogli permesso di modificare il contenuto della compravendita.
La stessa decisione ha precisato, con riferimento alla denuntiatio della vendita, che questa, per essere conforme all’art. 732 c.c., deve risultare tale da permettere al destinatario di comprendere concretamente il tenore dell’offerta e valutarne in tutti i suoi elementi la convenienza, al fine di decidere se esercitare o meno il diritto di prelazione.
L’esercizio del retratto successorio comporta l’integrale sostituzione all’acquirente del coerede che lo abbia esercitato, sicchè non è consentito a quest’ultimo il riscatto parziale, non essendogli permesso di modificare il contenuto della compravendita.
1. – R.L. convenne in giudizio R.R.A., chiedendo il riscatto delle quote pari ai 4/5 dell’eredità paterna e materna che gli altri coeredi – R.G., R.G., R.A. e Ro.Le. – avevano ceduto al convenuto in violazione dell’art. 732 c.c..
Nella resistenza di R.R.A., il Tribunale di Ariano Irpino accolse la domanda attrice.
2. – Sul gravame proposto dal convenuto, la Corte di Appello di Napoli confermò la pronuncia di primo grado.
3. – Per la cassazione della sentenza di appello ricorre R.R.A. sulla base di un’unico motivo.
Resiste con controricorso R.L..
1. – Con l’unico motivo di ricorso, il ricorrente denuncia la violazione degli artt. 732 e 1362 c.c., per avere la Corte territoriale errato a non ritenere pienamente valido ed efficace quella parte del contratto di compravendita che riguardava gli immobili che erano stati inclusi nella proposta notificata all’attrice ex art. 732 c.c. (gli immobili siti in (OMISSIS)) e per non avere – di contro – limitato l’inopponibilità della compravendita ai solo immobili (quelli siti in (OMISSIS)) che non erano stato oggetto di denuntiatio.
Ai sensi dell’art. 732 c.c., “Il coerede, che vuol alienare a un estraneo la sua quota o parte di essa, deve notificare la proposta di alienazione, indicandone il prezzo, agli altri coeredi, i quali hanno diritto di prelazione. Questo diritto deve essere esercitato nel termine di due mesi dall’ultima delle notificazioni. In mancanza della notificazione, i coeredi hanno diritto di riscattare la quota dall’acquirente e da ogni successivo avente causa, finchè dura lo stato di comunione ereditaria. Se i coeredi che intendono esercitare il diritto di riscatto sono più, la quota è assegnata a tutti in parti uguali”.
Secondo la giurisprudenza di questa Corte, dalla quale non v’è ragione di discostarsi, la c.d. denuntiatio della vendita, proprio perchè finalizzata a consentire all’erede di evitare che divenga parte della comunione persona a questa estranea, deve essere tale, per rispettare il disposto dell’art. 732 c.c., da consentire al destinatario di avere la concreta possibilità di comprendere il tenore dell’offerta e di valutarne in tutti i suoi elementi la convenienza per stabilire se esercitare o meno il diritto di prelazione (Cass., Sez. 2, n. 6320 del 18 aprile 2003, Rv. 562333).
Se ne ricava che grava sull’alienante uno specifico dovere di informazione completa dei coeredi, in quanto costoro devono essere resi edotti di ogni aspetto rilevante della cessione, in particolare dell’identità dei beni trasferiti e del prezzo complessivo della vendita.
La vendita della quota ereditaria ha carattere unitario, in relazione ad ogni atto negoziale, e non è frazionabile in tante cessioni quanti sono i beni facenti parte della quota acquistati dal terzo; ciò anche perchè l’esercizio del retratto successorio comporta l’integrale sostituzione al compratore del coerede che lo abbia esercitato, al punto che, per consolidata giurisprudenza, non è consentito a quest’ultimo il riscatto parziale, non essendogli permesso di modificare il contenuto della compravendita (Cass., Sez. 2, n. 5374 dell’11 maggio 1993, Rv. 482300).
Nella specie, la Corte territoriale ha accertato che, con l’atto di vendita del 1999, erano stati ceduti beni ulteriori rispetto a quelli indicati nella denuntiatio e che era mutato anche il prezzo in essa indicato.
Pertanto, la resistente non ha avuto la possibilità, nel ricevere la denuntiatio, di vagliare la convenienza dell’operazione che le veniva comunicata. Non può escludersi, infatti, che se l’attrice avesse saputo anche della cessione della quota ereditaria relativa ad immobili ulteriori rispetto a quelli inclusi nella proposta comunicata, si sarebbe potuta determinare diversamente.
Non rileva il fatto che nell’atto di compravendita il prezzo corrisposto sia stato ripartito tra i diversi immobili, in quanto ciò non esclude che la convenienza dell’affare va valutata nella sua globalità.
Infine, è inconferente il riferimento del ricorrente al fatto che l’art. 732 consente di alienare anche solo una parte della quota ereditaria. Invero, la cessione parziale della quota ereditaria nulla ha a che fare con la pretesa possibilità di effettuare una denuntiatio parziale e di sottrarre al riscatto i beni oggetto di denuntiatio; possibilità quest’ultima che – per quanto detto – va esclusa.