Source: http://www.bastacartelloni.it/2011_05_01_archive.html
Timestamp: 2013-12-12 13:15:29+00:00
Document Index: 169042681

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 31', 'art.4', 'art. 44', 'art. 8', 'art. 27', 'art. 11', 'art. 142', 'art. 153', 'art. 23', 'art. 31', 'art. 49', 'art. 23', 'art. 55']

polmunicipaleseggssu@comune.roma.it ; francesco.paciello@comune.roma.itsegnalazioniaffissioni@comune.roma.it ; polmunicipaleseg16@comune.roma.it
Si chiede di volere accertare la piena legittimità del suddetto impianto, verificando se la sua collocazione rispetti tutti i divieti di affissione prescritti dalla intera normativa vigente in materia.Si chiede quindi la più sollecita rimozione dell’impianto in caso di accertamento della sua natura abusiva o comunque illecita, provvedendo al suo immediato oscuramento per il tutto il tempo necessario alla sua materiale rimozione, così come prescrive il 6° comma dell'art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009, oltre che al sanzionamento dell’insezionista.
Per l’Associazione Comitato Promotore della Delibera di iniziativa popolare per la modifica del regolamento sulle affissioni Il Comune non ripianta gli alberi? E qualcuno occupa lo spazio previsto con un bell cartello "funebre". Lungo il muro di cinta dell'ospedale S. Camillo, proprio nel quadratino di terra ricavato dall'asfalto dove fino a poco tempo fa c'era un giovane alberello abbattuto perchè malato, una delle fameliche ditte del "caro estinto" ha piantato il suo albero di metallo e vetroresina. Ci giungono segnalazioni da più parti della citta di cartelloni pubblicitari di imprese di pompe funebri totalmente abusivi "alla radice" , cioè senza targhetta del Servizio Affissioni.Presto dunque denunceremo altri cartelli di questo tipo.
Segnalazione inviata il 27. 05. 2011 A:
francesco.paciello@comune.roma.it ; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it ; polmunicipaleseg16@comune.roma.it ;segreteria.matteoli@mitgov.it (aggiunto il 30 maggio)
Come si evince dalla foto “Forte Bravetta 3” l’impianto in questione è stato collocato su uno spartitraffico che ospita più semafori, sulla linea di avvistamento e praticamente a ridosso di almeno 2 di questi, contravvenendo al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento Comunale sulle affissioni, approvato con la delibera n. 37/2009, che dispone che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 25 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni lungo le strade urbane di quartiere, di 15 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni lungo le strade locali e di 10 metri dopo gli impianti semaforici e le intersezioni. Inoltre, sempre dalla foto “Forte Bravetta 3”, si evince che lo stesso impianto contravviene anche al 4° comma del succitato articolo, che regola l’installazione di impianti pubblicitari su spartitraffico, essendo lo spartitraffico su cui è installato l’impianto in questione inferiore ai 4 metri di larghezza e comunque essendo l’impianto posizionato a meno di 1,80 mt dalla carreggiata. Per i motivi fin qui esposti si ne chiede la più sollecita rimozione, ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009, oltre al sanzionamento della ditta proprietaria e dell’inserzionista come previsto dallo stesso Regolamento.Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica.Si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.
Segnalazione inviata il 24/05/2011 a: segnalazioniaffissioni@comune.roma.it ; davide.bordoni@comune.roma.it ; francesco.paciello@comune.roma.it ;polmunicipaleseggssu@comune.roma.it ; polmunicipaleseg02@comune.roma.it
Oggetto: Segnalazione di due impianti pubblicitari di presunta natura abusivaSi segnala, la presenza di un impianto pubblicitario bifacciale della misura di cm 100 x 100 circa, privo della targhetta identificativa della Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni, persistente in Piazza Santiago del Cile, di fronte al civico 1, installato nottetempo sul marciapiede appena ristrutturato. Le foto allegate (denominate ‘santiago cile 7’ e ‘santiago cile 8’) confermano la mancanza della targhetta sulla struttura dell’impianto, come anche la mancanza del nome della ditta proprietaria dell’impianto stesso. Si chiede di verificare se l’impianto in questione sia munito di tutti i titoli autorizzativi necessari, verificando se la sua collocazione rispetti la normativa vigente.
Sulla stessa piazza Santiago del Cile, si segnala un altro impianto pubblicitario bifacciale della misura di 200x100 circa, installato nottetempo provocando danni visibili al marciapiede appena ristrutturato. Tale impianto risulta dotato della targhetta NBD (0062/AR751/P) ma sulla medesima non vi è indicazione della sua ubicazione come invece prescritto dalla normativa vigente (foto denominate ‘santiago cile 5’; ‘santiago cile 6’; ‘santiago cile 9’). Tutto ciò premesso, in caso si rilevino irregolarità di sorta, si chiede di procedere al sanzionamento nei confronti del titolare dell’impianto e dell’inserzionista e alla immediata rimozione e/o oscuramento dello stesso, così come previsto dalla deliberazione comunale 37/2009.
Segnalazione inviata il 24 maggio 2011 a: segnalazioniaffissioni@comune.roma.it ; davide.bordoni@comune.roma.itfrancesco.paciello@comune.roma.it ; polmunicipaleseggssu@comune.roma.itpolmunicipaleseg15@comune.roma.it
In attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica.Si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.
Segnalazione inviata il 24 maggio A: francesco.paciello@comune.roma.ite, p. c. polmunicipaleseggssu@comune.roma.it
Si segnala che questa Associazione, nell’ambito del percorso di sperimentazione dell’attività di controllo sul territorio per il contrasto all’abusivismo pubblicitario, attivato con Sua Determinazione Dirigenziale n.151 del 19.1.2011, ha segnalato alla SS.VV. in data 1.3. 2011, tra gli altri, un impianto sito in Viale Giotto contraddistinto da targhetta identificativa della NBD riportante i caratteri 0004/AA641/P, avendo potuto riscontrare la sua eccessiva vicinanza alle strisce pedonali, come da foto allegata “Giotto 2”. Con il verbale della riunione tenutasi con alcuni membri del Comitato Promotore in data 20 Aprile 2011, prot. 28937, ci veniva comunicato che con nota prot. AA. PP. n. 28781 del 20 aprile 2011, il GSSU aveva inoltrato il verbale relativo ai controlli effettuati sugli impianti segnalati, fra cui quello in oggetto, e che nello specifico, per l’impianto di Viale Giotto 3, era stato elevato un “verbale di sopralluogo per ricollocamento”.
Infatti, ai sensi dell’art.4 comma 5 del vigente Regolamento Comunale sulle affissioni (approvato con delibera 37/2009) la distanza minima concessa per il posizionamento nelle strade urbane di quartiere di cartelli di dimensioni non superiori a mt. 1,20x1,80 deve essere di 15 metri dagli attraversamenti pedonali. Si fa altresì presente che il citato impianto è stato registrato nella NBD come collocato all’altezza del civico 3 di Viale Giotto, mentre prima come adesso è collocato in prossimità del civico 1 a oltre 50 metri dal civico 3, in posizione molto più vantaggiosa in quanto trattasi di incrocio stradale. Si lasciano a Lei le considerazioni sull’operato della ditta proprietaria dell’impianto e di chi avrebbe dovuto verificare e controllare questa “ricollocazione”, e si rinnova la richiesta di una ulteriore verifica sull’impianto in questione.
La decisione di chiudere questa esperienza di collaborazione è stata presa dai membri del Comitato Promotore dopo aver analizzato le risultanze delle segnalazioni inviate agli inizi del marzo 2011 e relative al Municipio Centro Storico. A distanza di quasi tre mesi infatti la gran parte degli impianti che a seguito dei controlli erano stati sanzionati o di cui era stato richiesto il ricollocamento sono ancora nelle stesse condizioni della prima rilevazione.
Pur tenendo presente la necessità per gli uffici di rispettare tutte le normative vigenti, le nostre aspettative erano per un’accelerazione del processo segnalazione-verifica-sanzione-rimozione che portasse al risultato finale al massimo nel giro di qualche settimana. Molti altri impianti sono chiaramente in situazioni di totale illegalità senza alcun intervento da parte dell’Amministrazione, citiamo quelli intorno al cimitero del Verano per tutti.
Considerata la situazione generale dell’impiantistica pubblicitaria a Roma, caratterizzata da un affollamento la cui esorbitanza non è messa in discussione da nessuno, ed il fatto che continuano ad essere installati impianti con numeri e modalità in gran parte al di fuori di ogni controllo, il Comitato Promotore ha concluso che i risultati scaturiti dalla collaborazione di cui all’oggetto non possono in alcun modo incidere e neanche dare il segnale concreto di inversione di tendenza che tanti cittadini romani ancora aspettano. Abbiamo individuato nella mancanza di volontà politica dell’amministrazione la causa principale di questa situazione. Crediamo che una collaborazione leale debba impegnare entrambe le parti a fare del proprio meglio per affrontare e risolvere un problema e purtroppo non abbiamo riscontrato tale impegno, anzi abbiamo avuto l’impressione di dare all’amministrazione l’alibi per poter dire che coopera con i cittadini. Pur rimanendo a disposizione dell’Amministrazione Comunale per valutare eventuali ulteriori iniziative che però vadano nella direzione di dare un segnale concreto e visibile di cambiamento dello status quo, è intenzione del Comitato Promotore spostare la collaborazione su modalità più normali, quelle a disposizione di ogni altro cittadino. Abbiamo già iniziato infatti ad inviare agli organi competenti le segnalazioni di impianti che presentino elementi di illiceità, dandone pubblicità sul nostro blog (http://bastacartelloni.blogspot.com), con l’intenzione di seguirne i progressi e gli esiti nel tempo.
Con Osservanza Il Comitato Promotore Noi ce l'abbiamo messa tutta ma non possiamo non constatare che una reale lotta all'abusivismo pubblicitario non rientra tra le priorità dell'attuale amministrazione.
Segnalazione inviata il 24 maggio A: segnalazioniaffissioni@comune.roma.it ; davide.bordoni@comune.roma.it
Segnalazione inviata il 23 maggio 2011 a:segnalazioniaffissioni@comune.roma.it ; davide.bordoni@comune.roma.itfrancesco.paciello@comune.roma.it ; polmunicipaleseggssu@comune.roma.itpolmunicipaleseg18@comune.roma.it ; posta@romanatura.roma.it ; sbap-rm@beniculturali.itbruno.cignini@comune.roma.it
- Dopo altri 100 mt, al km 9,500 della Via Aurelia, prima dello svincolo con Via dell’Acquafredda,sono stati installati in data imprecisata altri due impianti: uno bifacciale sempre della ditta D.D.N. di circa 2 x 2,5 mt ( foto Aurelia 6) con 2 targhette identificative che si distinguono tra loro per l’indirizzo ed il fatto che la prima è scritta con pennarello (Aurelia 7 e Aurelia 8) , con il codice 0060/AU807/P ;
- Nel corso dell’ultimo mese, infine, perché a tale periodo risale la congiunzione di via Gregorio XI con la Via Aurelia, sulla stessa Via Gregorio XI, 200 mt circa prima dell’innesto con la Via Aurelia, è stato installato un altro impianto bifacciale di circa 2 x 2 mt, dalla ditta censita al n° 0087 dell’elenco delle ditte pubblicitarie riportate sul sito del Comune di Roma al 19 Aprile 2011 (Di Emme Immobiliare srl), riportante il codice identificativo 0087/BD135/P (foto Aurelia 11 e Aurelia 12)Dalla cartografia della zona e da quella riportata sul sito dell’Ente Parco www.romanatura.roma.it appare chiaro che tutti gli impianti in questione sono stati installati lungo la strada del confine sud della Riserva Naturale della tenuta dell’Acquafredda, ad eccezione dell’ultimo che ricade invece proprio all’interno della stessa Riserva Naturale, area protetta istituita come “riserva naturale” ai sensi della lettera r) del 1° comma dell’art. 44 della legge regionale n. 29/1997. Si chiede di verificare se i suddetti impianti sino stati installati con il preventivo ed obbligatorio rilascio del nulla osta da parte dell’ Ente di gestione del parco della Tenuta di Acquafredda Nulla osta che comunque non poteva essere concesso, perché in violazione del divieto di affissione imposto tanto dalla misura di salvaguardia dettata dalla lettera o) del 3° comma dell’art. 8 della legge regionale n. 29/1997 quanto dal Regolamento così come disciplinato dal 3° comma dell’art. 27 della legge regionale n. 29/1997, che a sua volta rimanda alla lettera d) del 3° comma dell’art. 11 della legge n. 394/1991.La suddetta area naturale protetta è vincolata ope legis come “bene paesaggistico” ai sensi della lettera f) del 1° comma dell’art. 142 del D.Lgs. n. 42/2004 (“Codice dei beni Culturali e del Paesaggio”), dove ai sensi del successivo art. 153 <<é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari>>.Per i motivi fin qui esposti si chiede quindi di verificare se i suddetti impianti godano di tutte le autorizzazioni necessarie a persistere ove si trovano, anche alla luce del nuovo Codice della Strada e relativi codici attuativi, e qualora così non fosse se ne chiede la più sollecita rimozione, ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica. Si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.
E' facile girando per la città, soprattutto nelle zone dove è maggiore il passaggio pedonale, trovare piccoli manifesti attaccati ai pali.L'immagine che segue ne mostra uno con sullo sfondo una Piazza del Popolo ingombra degli allestimenti per la festa della Polizia. In questi giorni la piazza è presidiata giorno e notte, dal che se ne deduce che chi ha affisso il manifesto in figura, e gli altri su tutti i pali circostanti, ha potuto agire indisturbato al cospetto degli agenti. E' vero che l'affissione abusiva configura un'infrazione considerata, chissà perché, minore, ma sarebbe bastato far notare al soggetto che quella cosa non si poteva fare, che anzi doveva rimuovere tutti i manifesti precedentemente affissi (su tutta Via del Corso), e la cosa finiva lì.
Gli amici del rione Campo Marzio ci segnalano questo apparentemente insignificante cartello installato in Vicolo del Bottino. L'impianto non presenta alcuna targhetta identificativa, dal che si deduce che non può essere stato autorizzato né tantomeno paga alcuna imposta o contributo.La presenza dell'impianto è stata segnalata alla Polizia Municipale ed all'Ufficio Affissioni il 23 aprile u.s.. Passate quattro settimane l'impianto è ancora lì. Per chi non lo sapesse, Vicolo del Bottino è la stretta strada dove sbuca l'uscita della fermata della Metro A Spagna, un cunicolo dove passano migliaia (forse decine di migliaia) di persone al giorno. Una location quindi estremamente appetibile, tant'è che in meno di 50 metri ci sono 6 impianti tra paline e oroglogi.
L'ennesima dimostrazione che a Roma il crimine paga, in tutti i campi ma in particolar modo nell'impiantistica pubblicitaria. E se questo genere di furbate riescono nel pieno centro della città, in una zona presidiata tutto il giorno da agenti di tutte le forze di polizia, che speranze ci sono che nel resto della città si riescano a far rispettare le regole?
Segnalazione inviata il 20 maggio 2011 a:segnalazioniaffissioni@comune.roma.it ; davide.bordoni@comune.roma.it ; francesco.paciello@comune.roma.it ;polmunicipaleseggssu@comune.roma.it ; polmunicipaleseg01@comune.roma.it
Si segnala, la presenza di un impianto pubblicitario bifacciale della misura di cm 100 x 70 circa, con orologio, privo della targhetta identificativa della Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni, persistente in Piazza della Minerva, lato Via dei Cestari, altezza civico 76, nelle immediate vicinanze del monumento del Pantheon. Le foto allegate,scattate il 17 maggio 2011, confermano la mancanza della targhetta sulla struttura dell’impianto, come anche la mancanza del nome della ditta proprietaria dell’impianto stesso. Si chiede di verificare se l’impianto in questione sia munito di tutti i titoli autorizzativi necessari, compresi quelli previsti dai vincoli dei Beni Culturali, così come riportato dall’art. 49 del D.Lgs. n. 42/2004 e successive integrazioni, visto il persistere dell’impianto in prossimità di beni di particolare interesse storico-monumentale tutelati dall’UNESCO, anche per coerenza con lo stesso Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) che é stato adottato lo scorso 2 febbraio dalla Giunta Capitolina. Si chiede inoltre di verificare se il suddetto impianto vìoli le norme del CdS, art. 23 e conseguenti regolamenti attuativi, in quanto è collocato in modo perpendicolare al senso di marcia, non adeso alla facciata del palazzo, anzi a circa un metro da questa, in piena sede di carreggiata stradale priva di marciapiede. Tutto ciò premesso, in caso si rilevino irregolarità di sorta, si chiede di procedere al sanzionamento nei confronti del titolare dell’impianto e dell’inserzionista e alla immediata rimozione dello stesso, così come previsto dalla normativa vigente. Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica. Si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.
Anche stavolta è andata bene. Stanotte la fermata dell'autobus davanti ai grandi magazzini METRO di Via del Pescaccio, zona Aurelia, al momento dell'incidente era deserta e nessuno si sarebbe fatto male.
Infatti, causa il forte vento, alcune plance elettorali destinate ad accogliere i manifesti per la prossima consultazione referendaria, sono piombate al suolo proprio in prossimita di un fermata autobus. Visto il vento che imperversa su tutta la città, probabilmente altri manufatti pubblicitari saranno stati abbattuti. Speriamo che come in questo caso nessuno si sia fatto male.
Durante l'estate i suddetti impianti sono stati tutti rimossi e nessuno, colto da momentanea euforia, ha pensato ad immortalare l'uscita della metro liberata dai cartelloni. Ad inizio autunno, però, pianino pianino, uno dopo l'altro, sono ricomparsi esattamente dove stavano tutti e tre i cartelloni:
La notizia buona che siamo riusciti a cogliere da tutta la vicenda è che il prezzo dei condizionatori è calato di 20 euro, secondo il cartellone più grande; La notizia cattiva è che dei soldi dei contribuenti sono stati inutilmete spesi per rimozioni "farlocche".
Ne hanno piazzati così tanti in tutta Roma che ormai le stesse ditte non riescono a gestire tutti i cartelloni e alcuni finiscono così: completamente in abbandono. Sulla circonvallazione Trionfale, XVII° Municipio, abbiamo notato questo impianto in rovina pieno di ruggine e TOTALMENTE PRIVO DI TARGHETTA NBD. L'unico riferimento è sulla cimasa che indica la ditta Publicittà: ma a quel numero non risponde nessuno. Pochi metri più avanti, all'altezza del civico 88, ecco un altro cartello completamente abbandonato. Su questo c'è la targhetta identificativa ma i commercianti della zona ci hanno detto è in quelle condizioni da mesi, senza pannelli di vetro e dunque ancora più brutto e degradante di quanto già non siano tutti gli altri impianti che infestano Roma .
Stavolta mostriamo uno dei tanti "fuori misura" che sono presenti in città. La foto ritrae un cartellone di almeno 25 mq piantato in un giardino privato, ad angolo fra Via Aurelia e Via Supino. La particolarità che deve aver colpito il fotografo, però, non è tanto la dimensione del catafalco bensì la frase del beato Giovanni Paolo II che appare sullo stendardo vicino che lo ritrae e che è diventata ormai famosa.
Stavolta sono stati immortalati 13 cartelloni 4 x 3 e un 1 x 1 che dovrebbe essere definito "di utilità" perchè riporta il nome della via. Lo si può intravedere a malapena, prima degli ultimi due cartelloni in lontananza. Così sovrastato da 13 giganti ci chiediamo chi lo possa vedere! Siamo ad un affollamento di 157 mq. di superficie espositiva in circa 70 mt di strada. Notare che il PRIP prevederebbe al massimo 32 mq per 100 mt lineari di strada.
Riceviamo e pubblichiamo due foto di un impianto che si trova in Viale delle Medaglie D'Oro, zona Balduina, una delle zone più esclusive di Roma. Ebbene neanche quì qualcuno ha avuto scrupoli a realizzare qualcosa di tanto dozzinale quanto pericoloso per l'incolumità dei passanti. Si noti come la struttura, tutta di metallo, sia attraversata di lato da un filo elettrico che, in caso di eccessiva trazione o usura, può trasmettere corrente elettrica all'intero impianto. Nella speranza che questo non avvenga mai, ci chiediamo quale certificato di conformità possa mai aver prodotto la ditta proprietaria dell'impianto per aver ottenuto l'autorizzazione all'installazione dello stesso.
di seguito la denuncia inoltrata dal nostro lettore:﻿To: polmunicipaleseggssu@comune.roma.it ; alemanno ; francesco.paciello@comune.roma.it Cc: segnalazioniaffissioni@comune.roma.it ; polmunicipaleseg19@comune.roma.it ; difensorecivico@comune.roma.it Sent: Tuesday, May 10, 2011 5:35 PM
Subject: cartellone pubblicitario pericoloso Si fa presente che in Viale delle Medaglie D'oro, di fronte al numero civico 243 è da tempo stato installato un cartellone pubblicitario 1x1 (targhetta di iscrizione nella NBD 0029/AG947/P) la cui illuminazione è assicurata da un cavo elettrico penzolante( già alquanto deteriorato) che fuoriesce da un palo metallico piantato accanto ad esso.
La scorsa settimana il Comitato Promotore ha presentato all'Ufficio Affissioni e Pubblicità del Comune le proprie proposte di modifica al Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) approvato dalla Giunta Comunale il 2 febbraio u.s. Come premessa generale, nelle nostre richieste abbiamo voluto conformarci a quanto fatto dalla Giunta Comunale, che ha approvato un PRIP superando in diversi punti la disciplina vigente (essenzialmente la delibera CC n.37/2009), forte del fatto che il provvedimento dovrà passare in Consiglio Comunale dove quindi l'intera disciplina potrà essere riconciliata. Abbiamo quindi considerato l'occasione del PRIP per intervenire anche su aspetti della materia, pur non ricompresi nel PRIP stesso, che però a nostro avviso non possono rimanere immutati, pena l'inefficacia complessiva dell'intervento. Evitando di scendere nel dettaglio delle singole richieste di emendamento ai punti dle PRIP, vogliamo qui rendere note le linee guida che abbiamo seguito ed a grandi linee le modifiche richieste. I punti che seguono le illustrano. Anzitutto riteniamo necessario che il PRIP venga redatto uniformandosi alla terminologia ed agli schemi usati di solito per i piani urbanistici. Chiediamo inoltre che esso venga reso nella forma più semplice possibile per facilitarne l'applicazione, evitare l'insorgere di contenziosi e permettere un controllo immediato da parte di tutti i cittadini. Quella su impianti stradali tradizionali è un tipo di pubblicità obsoleta ed estremamente invasiva. Per questo riteniamo che il numero degli impianti e la superficie espositiva debbano essere ridotti drasticamente. Nel contempo, nell’ottica di mantenere o addirittura aumentare il giro d’affari, i canoni di concessione dovranno essere sensibilmente aumentati, in virtù anche del maggior valore che gli spazi pubblicitari acquisirebbero in presenza di una ridotta superficie espositiva totale. Nell'ottica della drastica riduzione della superficie espositiva totale abbiamo chiesto l'eliminazione degli indici di concentrazione massimi (28 e 32 metri quadrati per 100 metri di strada), permettendo le concentrazioni inferiori, e l'aumento della distanza minima tra impianti da 25 a 40 metri. Nel documento propostoci il ruolo dei Municipi rimane marginale. Andrebbe invece rafforzato cogliendo l’occasione per modificare l’intera disciplina e attribuendo ai Municipi competenze più forti in tema di controllo del territorio e repressione dell’abusivismo. Nel PRIP deve essere esclusa esplicitamente ogni deroga ai vincoli paesaggistici ed al Codice della Strada anche se prevista, adeguando le distanze minime fra impianti, dai semafori, gallerie, curve ecc. ai limiti più severi presenti nel C.d.S. stesso. Devono essere previste delle norme di attuazione del PRIP che stabiliscano in modo preciso i soggetti preposti alla rimozione degli impianti ed all’adeguamento alle nuove regole. In questo senso riteniamo che debbano essere inserite nel PRIP delle Norme Transitorie di Salvaguardia che regolino il passaggio dall’attuale situazione, alquanto caotica, a quella prospettata dal PRIP stesso con modalità e tempistica precise e stringenti. Al riguardo abbiamo chiesto che i piani di localizzazione (vale a dire i piani dove viene deciso l'esatto posizionamento degli impianti sulle strade e piazze) debbano essere predisposti entro un anno dalla pubblicazione del PRIP all'Albo Pretorio. Passato tale termine, per le strade e piazze mancati del piano di localizzazione tutti gli impianti verranno considerati decaduti. Abbiamo chiesto che vengano previsti bandi di gara a livello di ambiti territoriali, dove il vincitore della gara dovrà occuparsi anche della rimozione degli eventuali impianti abusivi e/o irregolari segnalati dalla Polizia Municipale. Tra le altre richieste puntuali citiamo: l’impossibilità di derogare ai vincoli paesaggistici e al Codice della Strada anche se previsto,
l'impossibilità di installare impianti sui lungotevere entro la fascia di rispetto di 150 mt individuata da PTPR, l’impossibilità di installare alcun tipo di impianto sui lungotevere lato Tevere,
Noi contiamo di avere la possibilità di illustrare il merito delle nostre richieste all'Amm.ne Comunale e siamo senz'altro disponibili a discuterle e pronti a rivederle nell'ottica di un intervento finalmente efficace per rimettere ordine in una materia a dir poco ingarbugliata. Fin da ora però chiariamo che vi sono dei punti che noi giudichiamo imprescindibili e tra questi: la necessità di ridurre la superficie espositiva massima (da ridurre anche rispetto al valore teorico di 162.500 mq indicato nel PRIP),
Le targhette rilasciate dal Servizio Affissioni dovrebbero corrispondere a dei criteri certi di autenticità, altrimenti chiunque potrebbe fabbricarsele in proprio mascherando così cartelloni del tutto abusivi. A tal proposito si ricorda che il 1° comma dell’art. 55 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495 del 16.12.1992, prevede che “su ogni cartello o mezzo pubblicitario autorizzato dovrà essere saldamente fissata, a cura e a spese del titolare dell'autorizzazione, una targhetta metallica, posta in posizione facilmente accessibile, sulla quale sono riportati, con caratteri incisi, i dati necessari all'identificazione del cartello (ditta proprietaria dell'impianto, n° dell'autorizzazione, luogo dell'istallazione, tipo di istallazione).Visto il proliferare incontrollato delle istallazioni che si sta verificando, le ditte non riescono più ad avere in tempi brevi tali targhette e si assiste quindi a fenomeni quanto meno "strani": targhette adesive, targhette di dimensioni più che raddoppiate ma sempre adesive, targhette completate o interamente scritte a pennarello; Crediamo che questo sia dovuto alla necessità di posizionare il prima possibile gli impianti, e soprattutto di rendere più difficile la verifica di autenticità delle targhette e delle conseguenti autorizzazioni/concessioni.Le foto sottostanti, scattate in Via Andrea Doria e Via Cesi (Piazza Cavour), sono emblematiche perchè racchiudono un pò tutto il discorso di cui sopra e, tanto per non perdere il vizio, evidenziano anche la cura con la quale vengono fatte certe istallazioni, anche nelle zone più centrali di Roma.