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Timestamp: 2020-08-10 05:43:43+00:00
Document Index: 162009796

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 23', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 205', 'art. 12', 'art. 19', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 90']

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Toscana / Guida per la creazione di una nuova impresa
« il: 07 Aprile 2012, 16:50:24 »
Guida per la creazione di una nuova impresa
A cura della Camera di Commercio di Firenze e del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione-Prefettura di Firenze
Toscana / 18/4 - Incontri tra Autorità Appaltanti e imprese del tessuto
« il: 07 Aprile 2012, 16:49:08 »
Incontri tra Autorità Appaltanti e imprese del tessuto e abbigliamento tecnico-innovativo
Prato, 18 aprile 2012 ore 14.00 presso il Palazzo dell'Industria, via Valentini, 14
Metropoli, Azienda Speciale della CCIAA di Firenze, membro di Enterprise Europe Network, in collaborazione con la Camera di Commercio di Prato, il Polo di Innovazione per la filiera della moda della Regione Toscana con capofila Next Technology Tecnotessile e l’Unione Industriale Pratese, ha il piacere di invitarVi ad incontri tra Autorità Appaltanti e imprese toscane del tessuto e abbigliamento tecnico-innovativo dove sarà possibile presentare i propri prodotti innovativi e raccogliere esigenze dalle Autorità Appaltanti.
Per ulteriori informazioni in allegato il programma
Per aderire compilare la scheda di adesione
L'iniziativa rientra nel progetto europeo PRISME cofinanziato dalla Commissione europea.
Paola Lesmo (paola.lesmo@metropoliaziendaspeciale.it tel: 055/26 71 620 ) di Enterprise Europe Network di Metropoli, Azienda Speciale della CCIAA di Firenze, resta a disposizione.
http://www.promofirenze.com/index.asp?pg=5574
Edilizia e ambiente / IMPIANTI PUBBLICITARI SU STRADA - niente SCIA nè silenzio-assenso
« il: 07 Aprile 2012, 16:34:07 »
IMPIANTI PUBBLICITARI SU STRADA - niente SCIA nè silenzio-assenso
T.A.R. Campania Napoli, Sezione IV, 20 marzo 2012 SENTENZA N. 1355
Con atto ritualmente notificato e depositato la società Tregiga S.R.L. espone di avere presentato in data 31.3.2011 segnalazione certificata di inizio attività per la installazione di un impianto pubblicitario su tetto privato da collocare sul solaio di copertura di un edificio sito alla via Volta, angolo via Cancello di Franco n. 29 , richiamando le previsioni dell’art. 7 del PGI del Comune di Napoli; la SCIA era corredata degli allegati prescritti e quasi simultaneamente procedeva alla installazione.
Tuttavia con la diffida in epigrafe l’amministrazione comunale ha comunicato alla ricorrente ed alla società proprietaria del tetto che la SCIA non poteva produrre effetti, trattandosi di attività soggetta ad autorizzazione; ha inoltre aggiunto che ai sensi delle delibere di GM n. 263/2010 e n. 1675/2010 il rilascio delle nuove autorizzazioni in tutto il territorio comunale è sospeso sino al 31.12.2011 al fine dell’aggiornamento del Piano generale degli impianti pubblicitari.
Ha quindi diffidato la società alla rimozione dell’impianto,nelle more già installato, con atto notificato in data 1.6.2011. Stante l’inadempimento, il provvedimento veniva portato ad esecuzione coatta il 17.6.2011.
Avverso i suddetti provvedimenti sono state articolate le seguenti censure:
- incompetenza,violazione artt. 48 e ss. TU 267/00, violazione del PGI del Comune di Napoli: le delibere di GM n. 263 e 1675/2010 con cui è stata disposta la sospensione del rilascio delle autorizzazioni pubblicitarie sarebbero state emanate da organo incompetente, trattandosi di materia riservata al Consiglio comunale, in quanto ridondante di fatto in una modifica sostanziale del PGI; è illegittimo un atto di sospensione sine die al rilascio delle autorizzazioni in oggetto; le stesse inoltre difetterebbero di una motivazione idonea a giustificare la sospensione del P.G.I. per lungo tempo: il Comune, anziché disporre una generale sospensione delle autorizzazioni, avrebbe dovuto di volta in volta verificare la sussistenza de requisiti soggettivi ed oggettivi alla stregue dei criteri fissati dalle norme a tutela della sicurezza della viabilità, dell’ambiente e del paesaggio;
- violazione dell’art. 10 bis legge 241/90, violazione dell’art. 19 legge 241/90 , violazione dell’art. 7 del PGI: la mancata notifica del preavviso di rigetto non avrebbe consentito alla ricorrente la partecipazione al procedimento; nel caso di specie dopo il decorso di trenta giorni dalla presentazione della SCIA il titolo autorizzatorio dovrebbe ritenersi formato, per cui il Comune avrebbe potuto procedere solo in autotutela. L’attività sarebbe stata svolta sulla scorta di un provvedimento formatosi tacitamente ai sensi dell’articolo 7 titolo V del PGI secondo cui, per la istallazione degli impianti pubblicitari su proprietà privata, il procedimento di rilascio si definisce anche con il silenzio della PA per decorrenza di 30 gg.
- eccesso di potere, illegittimità derivata: la istallazione dell’impianto de quo non sarebbe soggetta ad autorizzazione, contrariamente a quanto ritenuto dall’amministrazione, trattandosi di impianti su suolo privato e non su suolo pubblico; solo per la istallazione di materiale pubblicitario su suolo pubblico potrebbe parlarsi di contingentamento dell’attività, assoggettabile ad autorizzazione, mentre la richiesta in esame ricadrebbe a pieno titolo nel campo applicativo della SCIA di cui al novellato art. 19 legge 241/90. Dunque l’amministrazione avrebbe potuto procedere solo in autotutela ai sensi degli artt. 21 quinquies e nonies legge 241/90.
Si è costituito in giudizio il Comune di Napoli, il quale ha rappresentato di avere provveduto in strettissimi termini a notificare l’improcedibilità della SCIA tanto alla richiedente quanto alla società proprietaria del lastrico su cui era prevista la installazione; la raccomandata era stata inviata alla sede legale della società indicata sulla SCIA stessa, ma veniva restituita il 13.4.2011 con la dicitura “destinatario sconosciuto” . Si procedeva anche alla notifica presso l’indirizzo personale del legale rapp.te della società, ed in data 11.5.2011 la raccomandata veniva restituita con la dicitura “ destinatario trasferito”. Ciò escluderebbe la necessità di rispetto dell’obbligo di preavviso di rigetto.
Il Comune ha aggiunto che, essendo stato già installato l’impianto, ha proceduto alla diffida alla rimozione entro 10 gg. con nota notificata in data 1.6.2011; stante la inottemperanza, il provvedimento di rimozione è stato eseguito in data 17,6.2011.
Inoltre , con riferimento alle delibere giuntali del 2010, controdeduce sostenendo che la Giunta non avrebbe travalicato i poteri del Consiglio,avendo disposto un atto di indirizzo agli uffici di mero carattere organizzativo; dette delibere conterrebbero adeguata motivazione, ed un termine finale di efficacia della sospensione.
Nel merito, sottolinea come l’istituto del silenzio assenso possa invocarsi solo in casi residuali, laddove anche gli impianti pubblicitari su suolo privato -pur esclusi dal contingentamento- sarebbero soggetti alla restante disciplina del PGI, ed a quella del codice della strada( cfr. articolo 4 titolo I del PGI): pertanto, ai fini della istallazione dell’impianto non sarebbero sufficiente la SCIA, dovendosi rilasciare apposita autorizzazione.
Con motivi aggiunti depositati in data 2 agosto 2011 la società ha impugnato la diffida alla rimozione notificata il 1.6.2011, ed ha agito per il risarcimento del danno derivante dalla attività provvedimentale e dalla materiale attività di rimozione dell’impianto. Ha eccepito motivi di illegittimità derivata dalla illegittimità degli atti che hanno escluso la formazione del silenzio assenso e ritenuto la abusività della collocazione dell’impianto, ed ha richiesto il risarcimento del danno derivante dalla rimozione dell’impianto, quantificato in Euro 55.600, e rettificato con memoria integrativa del 27.7.2011 in euro 58.719,50.
Anche ai motivi aggiunti ha replicato la difesa comunale.
Alla pubblica udienza del 8 febbraio 2012 il ricorso è stato ritenuto in decisione.
Viene in rilievo nel presente giudizio la questione del titolo giuridico in base al quale vanno legittimati gli impianti pubblicitari, qualora siano realizzati su suolo privato e non su suolo pubblico.
In particolare, parte ricorrente ritiene di poter invocare il procedimento di cd. SCIA ( segnalazione certificata di inizio attività) di cui al novellato articolo 19 legge 241/90( cfr. legge 122/2010 e legge 106/2011) , richiamandosi alle previsioni dell’art. 7 del Piano generale degli impianti pubblicitari del Comune di Napoli, e sostenendo che lo stesso conterrebbe una disciplina peculiare per gli impianti da collocare su proprietà privata, per cui il procedimento di rilascio si definisce anche con il silenzio della PA dopo il decorso di trenta giorni dal deposito della istanza.
Alla luce di tali premesse, contesta sia la tardività della diffida in quanto inoltrata solo in data 19.5.2011 ( rispetto alla istanza protocollata in data 1.4.2011) , sia la erroneità della motivazione di improcedibilità che fa riferimento alla necessità di un titolo autorizzatorio, in quanto lo stesso si sarebbe legittimamente formato per decorso del tempo.
La tesi non merita favorevole considerazione.
Va premesso che l’amministrazione comunale, nel costituirsi in giudizio, ha documentato la esatta sequenza del procedimento posto in essere, in particolare ha rappresentato di avere provveduto in strettissimi termini a notificare l’improcedibilità della SCIA tanto alla richiedente quanto alla società proprietaria del lastrico su cui era prevista la installazione; la raccomandata è stata inviata alla sede legale della società indicata sulla SCIA stessa, ma risulta restituita il 13.4.2011 con la dicitura “destinatario sconosciuto” . Si è proceduto anche alla notifica presso l’indirizzo personale del legale rapp.te della società, ed in data 11.5.2011 la raccomandata è stata restituita con la dicitura “ destinatario trasferito”.
Di qui la infondatezza in via preliminare delle censure che lamentano la tardività della inibitoria, per cui resta esclusa la necessità che il Comune agisse in autotutela, avendo l’amministrazione posto in essere ogni comportamento esigibile secondo le regole di correttezza e buona fede procedimentale, laddove non risulta che la società istante abbia tenuto un pari comportamento, stante la indicazione nella SCIA di una sede legale alla quale è risultata sconosciuta dopo pochi giorni dal deposito della dichiarazione stessa, nonchè il trasferimento di indirizzo del legale rappresentante .
Peraltro, nella fattispecie in esame va esclusa in radice la configurabilità dei presupposti per far luogo alla procedura della SCIA, trattandosi di attività non rientrante nel novero della semplificazione di cui all’art. 19 legge 241/90.
Va premesso che la esclusione delle attività di apposizione impianti pubblicitari su suolo privato da quelle contingentate –disposta dall’articolo 4 del titolo I del PGI comunale- non vale ex se a determinare il transito del procedimento nell’ambito di quelli de-regolati, né ai sensi dell’art. 19 legge 241/90, né ai sensi dell’art. 7 del PGI del Comune di Napoli.
Con riferimento alla normativa primaria, va rilevato che l’art. 19 legge 241/90 , come di recente novellato dalla legge 122/2010, contiene una serie di esclusioni della operatività della SCIA, tra cui i procedimenti che attengono alla pubblica sicurezza ed alla incolumità pubblica.
Nella specie, è incontroverso che si tratti di impianto visibile dalla pubblica, via e come tale interferente con la sicurezza della circolazione, anche in relazione alle sue rilevanti dimensioni ( la superficie dichiarata è di 36 mq); va dunque condiviso l’orientamento della S.C. in base al quale per gli impianti pubblicitari lungo le strade o in vista di esse non si applica l’istituto del silenzio- assenso (Cass. Civile sez. II,1.3.2007 n. 4869; 19.9.2011 n. 19103).
Invero la normativa nazionale e regolamentare ( art. 23 del D. Lgs 285/1992, DPR 495/92, D. Lgs 446/97, ed il Piano generale degli impianti pubblicitari vigente per il Comune di Napoli) sottopone la disciplina pubblicitaria al regime autorizzatorio, evidenziando che in materia di pubblicità l’interesse pubblico prevale su quello del privato allo svolgimento dell’attività.
Il codice della strada ed il regolamento di attuazione, in particolar,e stabiliscono sia divieti idonei a tutelare esigenze della circolazione e sicurezza stradale, sia a disporre precisi criteri dimensionali sia obblighi specifici concernenti le modalità di installazione e posizionamento, al fine di evitare che i mezzi pubblicitari ingenerino confusione con la segnaletica stradale, ovvero possano arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l’attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione.
L’istituto del silenzio assenso ed oggi della SCIA e della DIA, non è di portata illimitata, ma contiene deroghe per gli atti e procedimenti indicati nel comma uno dell’articolo 19, tra i quali quelli che attengono alla pubblica sicurezza.
Ne consegue che per il combinato disposto della predetta norma e dell’articolo 23 del Cds, l’istituto non è applicabile alla fattispecie in esame, ove il potere conferito agli enti proprietari della strada di disciplinare l’istallazione di impianti pubblicitari risponde alla necessità di garantire la sicurezza della circolazione stradale e quindi l’incolumità di persone e cose (cfr anche Cass. n. 4045/2011, n. 23340/09; nonché il recente parere del Ministero dei Trasporti in data 5.10.2011 n. 4928).
Alla luce di tali considerazioni, le censure proposte si presentano infondate.
L’impugnato provvedimento di diffida si fonda invero su una motivazione adeguata, che peraltro non ha formato oggetto di contestazione nella sua interezza da parte della società ricorrente. Inoltre la stessa perizia giurata di parte allegata alla presentazione della SCIA non contiene alcun riferimento alla posizione dell’impianto rispetto alla pubblica via, e quindi non attesta elementi in ordine alla sicurezza della circolazione, risultando sotto tale profilo incompleta ed inidonea a fornire alla pubblica amministrazione tutti i necessari elementi valutativi.
La società istante,invero, si è limitata, rispettivamente, a contestare quella parte della motivazione che fa riferimento all'impossibilità di installare il cartellone anche su suolo privato in difetto di preventiva autorizzazione comunale, senza alcun riferimento ad ulteriori interessi pubblici coinvolti nel procedimento attivato.
Come in precedenza esposto, la necessità di autorizzazione esplicita cui fa riferimento il Comune non deriva invero dal contingentamento della attività, ma dalla assoggettabilità dell’attività imprenditoriale- anche qualora svolta su suolo privato- alla intera disciplina del PGI come disposto dall’art. 4 titolo I del piano stesso.
In tal senso è la costante giurisprudenza anche di questa Sezione ( cfr. sentenza TAR Napoli sez. IV n. 21409/08 che è relativa alla l’istallazione di cartellone pubblicitario di identiche dimensioni su tetto privato posto verosimilmente allo stesso indirizzo di quello odierno , ove si è ritenuta la legittimità del diniego opposto dal Comune di Napoli che in quella occasione aveva così motivato : “nel caso in esame, la superficie dell'impianto pubblicitario (mq 36) è pari a poco meno della metà della superficie di facciata dello stabile (mq 81), proporzione che, oltre a costituire un impatto negativo sull'ambiente circostante, è anche un pericolo per la circolazione stradale se si considera che l'impianto di grandi dimensioni viene ubicato ortogonalmente al senso di marcia degli autoveicoli .” Ed ancora :”È appena il caso di rilevare che l’autorizzazione all'installazione di impianti pubblicitari postula, sia in base alla normativa statale di riferimento, che a quella regolamentare del Comune di Napoli, un'attenta valutazione delle esigenze di tutela del contesto ambientale e di sicurezza della circolazione stradale. A tal fine occorre in primo luogo richiamare l'articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il cui primo comma pone espressamente il divieto di collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda che per dimensioni, forma, colore, disegno e ubicazione “possano ingenerare confusione con la segnaletica stradale ovvero possano renderne difficile la comprensione, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarre l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione”.” ).
La stessa disciplina contenuta nel Piano Generale degli Impianti Pubblicitari del Comune di Napoli, all'articolo 1, nel definire gli obiettivi del Piano, individua nelle esigenze di carattere sociale, di tutela ambientale e paesaggistica, nonché della circolazione, i principi fondamentali cui attenersi nell'esercizio del potere di autorizzazione degli impianti pubblicitari, affinché questi “non costituiscano in alcun modo pericolo o disturbo per la sicurezza stradale, sia per quanto riguarda la circolazione veicolare sia quella pedonale” e “non si pongano, sul territorio, come elementi di disturbo all'estetica dell'ambiente naturale come di quello umanizzato, ma al contrario, ove possibile, nell'ambito del contesto cittadino diventino, quali elementi di arredo, occasione di arricchimento del panorama urbano, …”.
In relazione segnatamente agli impianti di rilevanti dimensioni, poi, gli schemi tecnici allegati al piano espressamente prevedono che l'approvazione del progetto da parte dell'ufficio concedente “dovrà tenere conto delle misure globali e delle misure in proporzione al pannello complessivo, dei colori, delle modalità di installazione, nonché della valutazione di impatto sull'ambiente circostante”.
E’ pur vero che il titolo V del PGI disciplina gli impianti non compresi nel contingentamento, tra cui all’articolo 1 lettera I :” I. I mezzi pubblicitari collocati su proprietà privata”
Tuttavia l’articolo 4 dello stesso titolo prevede che :” Gli impianti di cui alle lettere a), b), e), f) possono essere installati senza l’autorizzazione del Comune, ferma restando la corresponsione di quanto, eventualmente, dovuto per i canoni e/o le imposte.
Chiunque intenda installare sul territorio comunale gli impianti di cui alle lettere c), d), g), h), i), l), di cui all’Articolo 1 dello stesso Titolo, ovvero richieda la variazione di quelli già installati, è soggetto alla preventiva autorizzazione del Comune.”
Il successivo articolo 7 del titolo V , nell’elencare le procedure autorizzatorie, recita tra l’altro :
“….silenzio della Pubblica Amministrazione per decorrenza del termine di giorni 10 per la pubblicità temporanea e di giorni 30 per le fattispecie di cui alle lettere c, d, g, h, i dalla presentazione della domanda per il caso sub 2) e dal perfezionamento degli altri elementi necessari nel caso di atti complessi ex legge 241/90 e successive modifiche ed integrazioni.”.
Pertanto, anche in tal caso il mancato perfezionamento degli altri elementi necessari ai sensi del codice della strada impedisce la formazione di un provvedimento tacito.
Nella specie, quindi, è necessaria una serie articolata di valutazioni tale da confermare la esclusione del procedimento dal novero di quelli soggetti alla semplificazione di cui all’art. 19 legge 241/90.
Dalla infondatezza del ricorso principale discende anche quella del ricorso per motivi aggiunti concernente la rimozione di ufficio dell’impianto, la quale è avvenuta nel rispetto del paradigma legale di cui all’art. 23 del cod. strad; in proposito la relazione del settore precisa che la rimozione è avvenuta –sulla base del verbale di accertamento della Polizia municipale che ha constatato la istallazione abusiva dell’impianto- ai sensi del co 13 bis dell’art. 23 cod. strad., stante il contrasto col co 1 dell’impianto stesso; è conseguentemente da respingere anche la connessa domanda risarcitoria.
In conclusione, il ricorso introduttivo del giudizio deve essere dichiarato infondato, ed i motivi aggiunti vanno egualmente respinti.
Fondandosi il provvedimento inibitorio su almeno un motivo valido, tanto esimerebbe il Collegio dal valutare la legittimità del riferimento alle delibere soprasessorie di Giunta che hanno disposto la sospensione del rilascio delle autorizzazioni pubblicitarie su tutto il territorio comunale sino al 31.12.2011, in attesa della rielaborazione del PGI.
Tuttavia, anche ai fini di completezza dell’esame motivazionale del gravato atto, ritiene il Tribunale che tale ulteriore profilo sia egualmente legittimo, risultando rispettati i limiti della competenza dell’organo decidente, ed i principi di proporzionalità e ragionevolezza.
Quanto al primo aspetto, basti rilevare come la competenza consiliare alla modifica del piano generale degli impianti non è stata intaccata, trattandosi di meri atti diretti a dettare indirizzi di natura organizzativa agli uffici , senza alcun contenuto modificativo delle prescrizioni del piano .
Né possono le stesse ritenersi viziate per difetto di motivazione, e per mancata prefissione di un termine massimo di durata.
Sotto il primo aspetto, va rilevato che la necessità di non compromettere ulteriormente l’utilizzo della immagine urbana – in attesa del necessario aggiornamento del PGI ormai risalente nel tempo- si presenta come un valore prevalente sugli interessi economici privati, ed adeguatamente specificato. Quanto al secondo aspetto, la delibera integrativa dell’ ottobre 2010 dispone la prefissione di un termine massimo di durata alla sospensione, parametrata al 31.12.2011, termine che rientra nella logica della proporzionalità e ragionevolezza, per cui la relativa censura va disattesa.( cfr. TAR Brescia 593/2011).
Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo ,restando definitivamente a carico della ricorrente il contributo unificato dalla stessa anticipato.
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, respinge la domanda principale e quella proposta con i motivi aggiunti.
Condanna la società ricorrente alla rifusione delle spese di lite in favore del Comune di Napoli, liquidate in complessivi Euro 2000,00 ( duemila/00); contributo unificato a carico di parte ricorrente.
Toscana / Proposta - Criteri e modalità installazione di impianti fotovoltaici a terra
« il: 07 Aprile 2012, 16:30:15 »
Proposta di deliberazione: 211 del 08 febbraio 2012
Criteri e modalità installazione di impianti fotovoltaici a terra ai sensi dell’art. 3 della L.R. 11/2011
Pdd 211
IMPIANTI FOTOVOLTAICI A TERRA:
ELEMENTI PER IL CORRETTO INSERIMENTO NEL PAESAGGIO E SUL
Gli impianti fotovoltaici, come gli altri impianti alimentati da fonti rinnovabili, garantiscono un
significativo contributo per il raggiungimento degli obiettivi e degli impegni nazionali, comunitari e
internazionali in materia di energia e di ambiente. A tale proposito, si rammentano le seguenti
- Direttiva 2001/77/CE, recepita con decreto legislativo 29 dicembre 2003, n.387, “Attuazione
della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti
energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità”;
- Direttiva 2009/28/CE, recepita con decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, che individua un
obiettivo obbligatorio del 20% di energia da fonti rinnovabili sul consumo di energia
complessivo della Comunità entro il 2020 e che indica, come obiettivo assegnato allo stato
italiano, la quota del 17%.
Ai fini della promozione dell’energia da fonti rinnovabili, l’art. 12 del D. Lgs. 387/2003, come
modificato dalla legge 24 dicembre 2007, n.244, ha introdotto la razionalizzazione e la
semplificazione delle procedure autorizzatorie.
In applicazione di tali disposizioni, è stato emanato il decreto ministeriale 10 settembre 2010,
recante “Linee guida per il procedimento per l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di
impianti di produzione di elettricità da fonti rinnovabili nonché linee guida tecniche per gli
impianti stessi”.
Tale decreto sottolinea come “occorre comunque salvaguardare i valori espressi dal paesaggio e
direttamente tutelati dall’art. 9 della Costituzione e dalla Convenzione europea del paesaggio”,
assicurando “l’equo e giusto contemperamento dei rilevanti interessi pubblici in questione, anche
nell’ottica della semplificazione procedimentale e della certezza delle decisioni spettanti alle
diverse amministrazioni coinvolte nella procedura autorizzatoria”.
Nella stesura del presente documento, oltre ai riferimenti di legge sopra citati, si è tenuto conto di:
- disposizioni dettate con la legge regionale 21 marzo 2011, n. 11, come integrate e
modificate con legge regionale 4 novembre 2011, n. 56, e, in particolare,
- l’articolo 5 della L.R. 11/2011 “Aree urbanizzate e casse di espansione”;
- l’articolo 6 della L.R. 11/2011 “Cumulo di impianti”;
- l’articolo 7 della L.R. 11/2011 “Perimetrazione”;
- l’Allegato A – Tabella della L.R. 11/2011, recante una prima individuazione delle aree non
idonee all’installazione di impianti fotovoltaici a terra ai sensi dell’articolo 4 della citata
- la Deliberazione del Consiglio Regionale n. 68 del 26 ottobre 2011, recante l’aggiornamento della
prima individuazione di cui sopra delle aree non idonee all’installazione di impianti fotovoltaici a
terra, sulla base delle proposte avanzate dalle province competenti relativamente alle zone
all’interno di coni visivi e panoramici, la cui immagine è storicizzata; alle aree agricole di
particolare pregio paesaggistico e culturale; alla diversa perimetrazione all’interno delle aree a
denominazione di origine protetta (DOP) e alle aree a indicazione geografica protetta (IGP);
- l’implementazione del Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) per la disciplina paesaggistica, adottata
con delibera del Consiglio Regionale n. 32 del 16 giugno 2009.
Il presente documento indica i criteri di inserimento e di mitigazione dei possibili impatti ambientali
e paesaggistici degli impianti fotovoltaici a terra finalizzati al miglioramento della qualità
architettonica e paesaggistica dei progetti e alla corretta realizzazione degli stessi impianti, nonché
le modalità di gestione utili a garantire il corretto uso del suolo e degli impianti stessi nelle
successive fasi di esercizio e di dismissione.
Tali criteri e modalità, pur non essendo strettamente vincolanti e consentendo interpretazioni legate
a ciascun caso e contesto, costituiscono parametri qualitativi a cui fare riferimento, sia in fase di 2
progettazione che in fase di valutazione di compatibilità dei progetti presentati, fermo restando che
la sostenibilità degli impianti dipende da diversi fattori e che luoghi, potenze e tipologie differenti
possono presentare criticità sensibilmente diverse.
Gli obiettivi da perseguire per la salvaguardia delle risorse paesaggistiche, culturali, territoriali ed
ambientali sono:
- assicurare un corretto inserimento degli impianti nel paesaggio e sul territorio, nel rispetto della
biodiversità e della conservazione delle risorse naturali, ambientali e culturali;
- assicurare che l’installazione e l’esercizio dell’impianto in zone agricole caratterizzate da
produzioni agroalimentari di qualità non interferisca negativamente con le finalità perseguite dalle
disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla
valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali;
- assicurare il minor consumo possibile di suolo e il minor impatto possibile dal punto vista
percettivo, garantendo comunque l’efficienza e la resa dell’impianto;
- orientare il corretto ripristino dei luoghi a seguito della dismissione degli impianti.
Il presente documento si applica agli impianti fotovoltaici a terra ai sensi dell’art. 205 quater
comma 3 della L.R. 01/2005 e s.m.i., nel rispetto delle norme vigenti in materia di tutela
dell’ambiente e del paesaggio, ad esclusione di quelli di potenza inferiore a 20 kWp che non
interessino aree sottoposte a tutela dei beni culturali e/o paesaggistici. L’ottemperanza ai criteri e
modalità contenute nel presente documento costituisce elemento per la valutazione positiva dei
progetti, nel rispetto della normativa statale.
Il D.M. 10 settembre 2010 “Linee Guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti
rinnovabili”, nella Parte IV, punto 16.1, lettere da a) ad h), elenca una serie di requisiti la cui
sussistenza costituisce, in generale, elemento per la valutazione positiva dei progetti.
Tra questi requisiti, che sono da intendersi integralmente richiamati nel presente documento, si
evidenziano i seguenti elementi, da considerare come riferimento in quanto particolarmente
significativi per la tutela del paesaggio:
- il ricorso a criteri progettuali volti ad ottenere il minor consumo del territorio, sfruttando al
meglio le risorse energetiche disponibili;
- il riutilizzo di aree già degradate da attività antropiche, pregresse o in atto, tra cui siti
industriali, cave, discariche, siti contaminati, così come definite dalla l.r. 11/2011;
- la ricerca e la sperimentazione di soluzioni progettuali e componenti tecnologici innovativi,
al fine dell’armonizzazione e del migliore inserimento degli impianti stessi nel contesto
storico, naturale e paesaggistico.
Criteri di inserimento e misure di mitigazione
Un’analisi del paesaggio mirata alla valutazione del rapporto tra l’impianto e la preesistenza dei
luoghi costituisce elemento fondamentale per la messa in opera di buone pratiche di progettazione.
Tale analisi dovrà essere effettuata tramite la ricognizione e l’indagine degli elementi caratterizzanti
il paesaggio ad una scala idonea in relazione al territorio interessato, alle opere ed al tipo di
installazione prevista.
In via generale, l’analisi dell’inserimento nel paesaggio, con un livello di dettaglio adeguato rispetto
ai valori paesaggistici del contesto riconosciuti dagli strumenti di pianificazione territoriale e dagli
atti di governo del territorio, si articola in:
- analisi delle caratteristiche del paesaggio nelle sue componenti naturali e antropiche e
dell’evoluzione storica del territorio; 3
- analisi dell’intervisibilità dell’impianto nel paesaggio, con un livello di dettaglio adeguato
rispetto alla potenza dell'impianto proposto.
Per l'elaborazione di tali analisi si potrà fare riferimento alla documentazione presente nei Quadri
Conoscitivi degli strumenti di pianificazione territoriale.
Si riportano nel seguito i criteri di inserimento e le misure di mitigazione utili ad indirizzare la
scelta della localizzazione dell’impianto e la redazione del progetto in funzione degli elementi
costituenti e delle caratteristiche dell’impianto, che possono avere un impatto significativo
sull’ambiente e sul paesaggio.
a) L’impianto dovrà essere realizzato nel rispetto di quanto stabilito dalla normativa nazionale
e regionale in materia di difesa del suolo e di indagini geologiche;
b) l’impianto, con i relativi volumi tecnici e opere di servizio, non dovrà indurre impatti
negativi sulle dinamiche geomorfologiche e sulla idrologia del versante, nonché sul regime
c) le modalità realizzative dovranno essere individuate in relazione alle condizioni
geomorfologiche ed idrauliche delle aree interessate, adottando, ove necessario,
accorgimenti tecnici e costruttivi finalizzati alla riduzione delle condizioni di rischio e/o di
esposizione al medesimo;
b) dovrà essere posta attenzione alla stabilità dei pendii evitando localizzazioni in aree
caratterizzate da pendenze tali da favorire l’innesco di fenomeni gravitativi. Nel caso di
versanti acclivi e/o con assetto litostratigrafico sfavorevole, si dovrà dimostrare, con idonee
verifiche di stabilità, che la realizzazione dell'impianto non innescherà scivolamenti
gravitativi né riattiverà in alcun modo eventuali fenomeni stabilizzati o relitti;
d) dovrà essere rispettata la morfologia naturale del suolo e non dovranno essere previste
modificazioni significative dell'andamento topografico con opere di movimento terra, salvo
modesti livellamenti e rettifiche di quote funzionali alla posa delle vele e per la realizzazione
della viabilità di accesso e di manutenzione;
d) dovrà essere garantita la stabilità dei terreni di fondazione e l'equilibrio idrogeologico
superficiale, con particolare riferimento ai corsi d'acqua esistenti e al ruscellamento di
versante e ipodermico, realizzando, ove necessario, opportune opere di drenaggio e di
regimazione idraulico-agraria e adottando, quando possibile, tecniche di ingegneria
e) dovrà essere mantenuta la naturale permeabilità del suolo nel rispetto dei terreni naturali
esistenti in loco.
Localizzazione e tipologia distributiva
Al fine di migliorare l’integrazione dell’impianto nel paesaggio, con particolare riferimento al
paesaggio agrario, e di evitare l’effetto “terra bruciata” delle superfici coperte dai moduli
a) la localizzazione e la forma dell’impianto dovranno tener conto delle caratteristiche
paesaggistiche proprie del territorio interessato e dei relativi elementi costitutivi (naturali,
storici, estetici), con particolare riferimento ai manufatti rurali di valore storico-culturale
(aie, fontanili, lavatoi, forni, edicole, ecc.), al disegno e agli elementi strutturali della
tessitura agraria (viabilità storica, sistemazioni idraulico-agrarie, trame fondiarie di impianto
storico, ecc.);
b) dovrà essere scelta la tipologia distributiva dei moduli fotovoltaici più idonea in relazione
alle diverse caratteristiche morfologiche e di uso del suolo presenti nel territorio interessato,
con particolare riferimento alla trama del paesaggio agrario, adottando di volta in volta
modelli a fascia di larghezza variabile, modelli a isola, ovvero di tipo misto;
c) l'impianto dovrà essere localizzato evitando di interessare coltivazioni storicizzate tipo
castagneti da frutto. 4
Condizioni di interferenza visiva
a) La localizzazione dell’impianto dovrà tener conto delle condizioni di visibilità nel
paesaggio, con particolare riferimento alle possibili interferenze visive da e verso percorsi di
fruizione panoramici, punti e luoghi di belvedere (centri e nuclei storici, luoghi simbolici,
siti archeologici di valenza paesaggistica, piazze e strade). Sarà ammissibile prevedere
localizzazioni situate all’interno o in prossimità di aree ed immobili di interesse culturale, di
beni paesaggistici tutelati, di aree naturali protette o di aree di valore paesaggistico
riconosciuto dagli strumenti di pianificazione territoriale e dagli atti di governo del
territorio, soltanto nei casi in cui, per le specifiche caratteristiche del sito e dell’impianto, la
percezione dei suddetti beni od aree non sia in alcun modo compromessa.
Le condizioni di visibilità dell’impianto nel paesaggio dovranno essere appositamente
documentate negli elaborati progettuali;
b) dovrà essere attentamente valutata la compatibilità paesaggistica delle localizzazioni in aree
collinari di rilevante visibilità, di crinale e di versante, al fine di non interrompere la
continuità delle principali linee di crinale o alterare le emergenze naturalistiche (vegetazioni
riparie, alberature d’alto fusto, ecc.);
c) l’eventuale impiego di schermature arboree ed arbustive con funzione di mitigazione
dell’impatto visivo dell’impianto dovrà essere attentamente valutato rispetto al contesto
paesaggistico, privilegiando gli ambiti collinari o pedemontani ove caratterizzati
dall’alternanza di superfici boscate e di superfici coltivate, mentre sarà da valutare la
coerenza negli ambiti di pianura o fondovalle ove caratterizzati da seminativi nudi a maglia
a) Eventuali recinzioni perimetrali dovranno essere realizzate con elementi di minimo
ingombro visivo e tali da consentire l’attraversamento da parte di piccoli animali; tali
strutture dovranno essere infisse direttamente nel terreno senza la presenza di cordoli o
b) al fine di salvaguardare la continuità ecologica esistente e di garantire lo spostamento in
sicurezza di tutte le specie animali in ambiti particolarmente sensibili sotto l’aspetto
faunistico, si dovranno garantire idonei accessi riservati alla fauna mediante la creazione di
opportuni cunicoli sotto le recinzioni e/o collocando cespugli che permettono il passaggio
degli animali, fatte salve le norme di sicurezza elettrica;
c) eventuali schermature arboree ed arbustive dovranno essere realizzate con ecotipi locali
disposti in modo da riproporre le sistemazioni originali tipiche della tessitura agraria
tradizionale, evitando di creare un effetto barriera e contribuendo a creare elementi di
transizione estesi e irregolari; gli arbusti dovranno essere prevalentemente sempreverdi, per
garantire un’adeguata copertura visiva dall’esterno, alternati a quelli a foglia caduca, in
maniera sempre più rada cercando di creare un effetto il più naturale possibile;
a) Dovranno essere privilegiate le soluzioni impiantistiche che rispondono a requisiti di
massima resa rispetto alla minore superficie occupata, optando per impianti che, a parità di
potenza complessiva, utilizzino un minor numero di elementi e, ove possibile, per impianti
ad inseguimento solare, anche al fine di consentire possibili coltivazioni nell’interfila delle
b) i moduli fotovoltaici dovranno avere la minore altezza possibile dal piano di campagna e, di
norma, non dovranno essere montati ad altezza superiore a 2,00 ml. nel punto più alto, fatti
salvi i casi di particolari tipologie, come gli impianti ad inseguimento, che consentano di
ridurre significativamente il consumo del suolo a parità di potenza installata o di
localizzazioni che presentino scarsa visibilità, fatto salvo le verifiche di ordine idraulico;
c) le strutture di sostegno dei moduli fotovoltaici dovranno essere progettate in modo da
prevedere elementi portanti di minimo ingombro e realizzati con idonei materiali e con 5
finitura superficiale di tipo non riflettente; in territorio agricolo non saranno ammesse
fondazioni in calcestruzzo, ma soltanto pali a vite, pali trivellati o altre tipologie similari,
fatto salvo l'eventuale ricorso a plinti di fondazione in calcestruzzo per gli impianti a
inseguimento;
d) nella scelta della tipologia e delle caratteristiche della cella e dei moduli fotovoltaici (tipo,
forma, colore, materiali, misure) dovranno essere adottate soluzioni che riducano l’impatto
visivo dovuto al riverbero delle superfici riflettenti e alle discontinuità cromatiche e
materiche;
e) i manufatti tecnici a servizio dell’impianto (cabine di trasformazione, inverter, ecc.)
dovranno avere il minimo ingombro possibile, sia in pianta che in altezza, in relazione alle
esigenze tecniche e dovranno essere progettati, con riferimento alle porzioni esterne fuori
terra, proponendo soluzioni tecniche e costruttive (forma, materiali, colori) di qualità
Sistemazioni del suolo e vegetazione
a) Nel caso in cui l'area presenti un uso agricolo, la superficie non occupata dall'impianto deve,
ove possibile, mantenere tale uso. La sistemazione del suolo occupato dall'impianto dovrà
rispettare i caratteri paesistico ambientali del contesto, al fine di non interromperne la
continuità, mantenendo, ove presenti, prati e pascoli o, in alternativa per impianti con
grandi superfici radianti, studiando un’idonea alternanza di fasce verdi e, ove possibile
coltivate, e fasce fotovoltaiche, al fine di mitigare l'effetto visivo di continuità della stesa dei
b) dovrà essere salvaguardata la continuità ecologica delle reti di naturalità con particolare
riferimento alle connessioni umide e di crinale e, a garanzia della tutela della biodiversità, ai
filari di formazioni arbustive esistenti. In tali casi l’espianto sarà ammesso soltanto per
limitate porzioni di vegetazione di recente formazione a condizione di prevedere interventi
di recupero ambientale che favoriscano la ripresa spontanea della vegetazione autoctona.
a) Dovranno essere privilegiate localizzazioni in aree già dotate di una rete viaria idonea tale da
poter essere utilizzata come viabilità di accesso senza che ne siano alterate le caratteristiche
di ruralità, sia in termini dimensionali che morfologici (andamento, larghezza, finitura, ecc,),
fatta salva la possibilità di realizzare minimi interventi di adeguamento funzionale;
b) eventuali tratti di nuova viabilità di accesso e di distribuzione interna ed eventuali spazi di
manovra potranno essere realizzati solo se strettamente necessari all’esercizio dell’impianto
e dovranno rispettare, per tipologia e materiali, il reticolo delle strade rurali esistenti,
adottando soluzioni plano-altimetriche che non modifichino la morfologia del suolo, fatti
salvi modesti livellamenti e rettifiche di quote;
c) per la nuova viabilità si dovranno impiegare materiali drenanti naturali al fine di garantire la
massima permeabilità del suolo e facilitare le opere di ripristino all’atto della dismissione
d) le linee elettriche di connessione alla rete, nei centri abitati, dovranno essere realizzate
preferibilmente in cavo sotterraneo, preferibilmente in corrispondenza delle sedi viarie o ai
corridoi tecnologici esistenti, tenuto conto dell’assetto della rete elettrica e opportunamente
segnalati e protetti. Tutte le linee elettriche di collegamento tra le diverse parti dell’impianto
dovranno essere interrate, fatta eccezione per i tratti di collegamento elettrico tra i pannelli
della stessa fila.
a) I sistemi anti-intrusione, anche ricorrendo alle tecnologie più innovative presenti sul
mercato, dovranno evitare soluzioni che possano interferire negativamente con il contesto
b) i sistemi anti-intrusione di tipo locale, che prevedono l’accensione di punti luce e/o 6
l’attivazione di allarmi sonori, dovranno entrare in funzione soltanto nel caso in cui sia
rilevata la presenza di intrusi o il persistere di elementi di disturbo; a tale scopo i segnali
rilevati saranno inviati alla centrale di telecontrollo e saranno verificati tramite apposito
software dedicato e soltanto in caso di verifica positiva sarà attivato l’allarme. Al fine di
ridurre i disagi acustici, la sirena dovrà funzionare per tempi limitati, nel rispetto delle
c) l’impianto di illuminazione potrà essere mantenuto costantemente acceso durante le ore
notturne solo in corrispondenza degli apparecchi di video-sorveglianza e, in tal caso,
l’intensità luminosa prodotta sarà quella strettamente necessaria a permettere il
funzionamento di tali apparecchi.
a) Durante la costruzione dell’impianto e nelle successive fasi di manutenzione si dovrà
garantire la costante pulizia dell’area avendo cura di smaltire i materiali di risulta o altri
rifiuti; si dovranno inoltre privilegiare gli interventi che comportino opere da eseguire
prevalentemente a secco e/o con elementi prefabbricati;
b) durante la costruzione dell’impianto e la sua successiva manutenzione e gestione si dovrà
garantire la minimizzazione degli impatti sull’habitat;
c) l’area interessata dall’impianto deve essere mantenuta in buono stato e pertanto i soggetti
responsabili della gestione sono tenuti a garantire, per tutta la durata dell’impianto fino alla
sua definitiva dismissione, la realizzazione delle opere necessarie per l’attecchimento ed il
mantenimento della vegetazione, tanto per quanto riguarda la manutenzione ordinaria
(pulizia, potatura, sfalcio e, se necessario, irrigazione) che per quanto riguarda la
manutenzione straordinaria (piantagione e/o sostituzione di piante, ecc.);
d) la pulizia dei moduli fotovoltaici dovrà essere eseguita unicamente con acqua, normale o
demineralizzata, senza impiego di detersivi, detergenti o solventi, fatti salvi interventi
straordinari per i quali deve essere prevista idonea raccolta e smaltimento dei reflui prodotti.
a) Al termine della vita utile dell'impianto si dovrà procedere alla dismissione dello stesso e
alla rimessa in pristino dello stato dei luoghi, nel rispetto di quanto stabilito dall'art. 12, c. 4 del
dlgs. n. 387/2003. Nella progettazione e realizzazione dell'impianto si dovranno privilegiare
soluzioni che consentano una riduzione degli impatti delle opere di ripristino.
http://www.consiglio.regione.toscana.it/istituzione/commissioni/upload/9/CM03/affari/relazione651.pdf
Toscana / Toscana - L.R. 12/2012 - Disposizioni urgenti in materia ambientale
« il: 07 Aprile 2012, 16:23:52 »
Toscana - L.R. 12/2012 - Disposizioni urgenti in materia ambientale
LEGGE REGIONALE 27 marzo 2012, n. 12
Disposizioni urgenti in materia ambientale. Mo­difiche alla l.r. 20/2006, alla l.r. 25/1998 e alla l.r. 64/2009.
Modifiche all’articolo 24 della l.r. 20/2006
1. Al comma 2 dell’articolo 24 della legge regionale
31 maggio 2006 n. 20 (Norme per la tutela delle acque
dall’inquinamento), dopo le parole: “richiesta di autorizzazione” sono inserite le seguenti: “e contestuale piano
di gestione delle AMD, ove previsto,”.
2. Al comma 3 dell’articolo 24 della l.r. 20/2006,
dopo le parole: “stabilimento o insediamento” inserire le
seguenti: “o titolari di autorizzazione integrata ambientale (AIA)”, e dopo le parole: “richiesta di autorizzazione”
sono inserite le seguenti: “e contestuale piano di gestione
delle AMD, ove previsto,”.
Modifiche all’articolo 25 della l.r. 20/2006
1. Al comma 3 dell’articolo 25 della l.r. 20/2006, le
parole: “Entro tre anni dalla data di entrata in vigore del
regolamento di cui all’articolo 13,” sono sostituite dalle
seguenti: “Entro il 31 dicembre 2012”.
Modifiche all’articolo 26 della l.r. 20/2006
1. Al comma 2 dell’articolo 26 della l.r. 20/2006 le
parole: “31 marzo” sono sostituite dalle seguenti: “31
dicembre”.
2. Dopo la lettera a) del comma 2 dell’articolo 26
della l.r. 20/2006 è inserita la seguente:
“a bis) condizioni e modalità, conformi alle indicazioni dell’allegato 5 alla parte terza del decreto legislativo, per la prosecuzione in via temporanea degli scarichi
fino all’ultimazione degli interventi previsti ai sensi della
lettera a);”.
3. Al comma 4 dell’articolo 26 della l.r. 20/2006 le
parole: “30 novembre 2011” sono sostituite dalle seguenti: “31 maggio 2012”.
Modifiche alla legge regionale 18 maggio 1998, n. 25
(Norme per la gestione dei rifiuti e la
bonifica dei siti inquinati)
Modifiche all’articolo 20 sexies della l.r. 25/1998
1. All’articolo 20 sexies della legge regionale 18
maggio 1998, n. 25 (Norme per la gestione dei rifiuti e
la bonifica dei siti inquinati), dopo le parole: “a condizione che tali impianti” sono inserite le seguenti: “, non
iscritti all’albo dei gestori ambientali di cui all’articolo
2, comma 4, del decreto del Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare dell’8 aprile 2008
(Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto dall’articolo
183, comma 1, lettera cc) del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, e successive modifiche),”.
Modifiche alla legge regionale 5 novembre 2009, n. 64
(Disciplina delle funzioni amministrative in materia di
progettazione, costruzione ed esercizio degli
sbarramenti di ritenuta e dei relativi
bacini di accumulo)
Modifiche all’articolo 11 della l.r. 64/2009
1. Al comma 1 dell’articolo 11 della legge regionale 5 novembre 2009, n. 64 (Disciplina delle funzioni
amministrative in materia di progettazione, costruzione
ed esercizio degli sbarramenti di ritenuta e dei relativi
bacini di accumulo), le parole: “31 marzo 2012” sono
sostituite dalle seguenti: “31 marzo 2013”.
della Regione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarla e farla osservare come legge della Regione
Liberalizzazioni / Art. 2 - modifiche all'art. 19 della L. 241/1990 (SCIA)
« il: 07 Aprile 2012, 12:09:56 »
Liberalizzazioni / Art. 1 - Modifiche alla L. 241/1990
« il: 07 Aprile 2012, 12:08:27 »
Liberalizzazioni / Art. 14 - Semplificazione dei CONTROLLI SULLE IMPRESE
« il: 07 Aprile 2012, 12:07:37 »
Liberalizzazioni / Art. 13 - Semplificazioni del TULPS
« il: 07 Aprile 2012, 12:06:54 »
Liberalizzazioni / Art. 12 - LIBERALIZZAZIONI e SEMPLIFICAZIONI
« il: 07 Aprile 2012, 12:06:17 »
Liberalizzazioni / Art. 24 - modifiche al CODICE DELL'AMBIENTE
« il: 07 Aprile 2012, 12:05:28 »
Liberalizzazioni / Art. 23 - AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE
« il: 07 Aprile 2012, 12:04:41 »
Liberalizzazioni / Art. 56 - modifiche al CODICE DEL TURISMO
« il: 07 Aprile 2012, 12:03:14 »
Liberalizzazioni / Art. 47 quater - Indiepa.gov OBBLIGATORIO con sanzioni
« il: 07 Aprile 2012, 12:01:19 »
Liberalizzazioni / Art. 47 ter - INFORMATIZZAZIONE ASSOCIATA NEI COMUNI
« il: 07 Aprile 2012, 12:00:19 »
Liberalizzazioni / Art. 41 - SOMMINISTRAZIONE TEMPORANEA senza requisiti e asseverazioni
« il: 07 Aprile 2012, 11:58:56 »
Liberalizzazioni / Art. 12 bis - COMUNICAZIONI SEMPLICI PER I COMUNI
« il: 07 Aprile 2012, 11:55:39 »
Liberalizzazioni / Art. 6 ter - PAGAMENTI SEMPLIFICATI CON LA P.A.
« il: 07 Aprile 2012, 11:53:34 »
Liberalizzazioni / Art. 6 bis - BOLLO TELEMATICO
« il: 07 Aprile 2012, 11:51:28 »
Edilizia e ambiente / RAEE – Comunicazione annuale entro il 30 aprile 2012
« il: 06 Aprile 2012, 12:54:49 »
RAEE – Comunicazione annuale entro il 30 aprile 2012
http://www.tuttocamere.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=160
Lombardia / LR 6/2012 "Disciplina del settore trasporti"
« il: 06 Aprile 2012, 12:32:47 »
LR 6/2012 "Disciplina del settore trasporti"
Liberalizzazioni / CARBURANTI liberalizzati nel D.L. 1/2012 convertito nella L. 27/2012
« il: 05 Aprile 2012, 05:56:16 »
Art. 17 Liberalizzazione della distribuzione dei carburanti (*)
(*) Articolo così sostituito dalla legge di conversione 24 marzo 2012, n. 27.
Liberalizzazioni / Farmacie e liberalizzazioni nel D.L. 1/2012 convertito nella L. 27/2012
« il: 05 Aprile 2012, 05:55:29 »
Art. 11 Potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica, accesso alla titolarità delle farmacie, modifica alla disciplina della somministrazione dei farmaci e altre disposizioni in materia sanitaria (*)
Non possono partecipare al concorso straordinario i farmacisti titolari, compresi i soci di società titolari, di farmacia diversa da quelle di cui alle lettere b) e c).
b) l'attività svolta da farmacisti collaboratori di farmacia e da farmacisti collaboratori negli esercizi di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, è equiparata, ivi comprese le maggiorazioni.
7. Ai concorsi per il conferimento di sedi farmaceutiche gli interessati, di età non superiore ai 40 anni, in possesso dei requisiti di legge possono concorrere per la gestione associata, sommando i titoli posseduti. In tale caso, ai soli fini della preferenza a parità di punteggio, si considera la media dell'età dei candidati che concorrono per la gestione associata. Ove i candidati che concorrono per la gestione associata risultino vincitori, la titolarità della farmacia assegnata è condizionata al mantenimento della gestione associata da parte degli stessi vincitori, su base paritaria, per un periodo di dieci anni, fatta salva la premorienza o sopravvenuta incapacità.
17. La direzione della farmacia privata, ai sensi dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, e dell'articolo 11 della legge 2 aprile 1968, n. 475, può essere mantenuta fino al raggiungimento del requisito di età pensionabile da parte del farmacista iscritto all'albo professionale.
Procedimento amministrativo (L. 241/1990) / ACCESSO AGLI ATTI - chiarimenti dal TAR Liguria sentenza 447/2012
« il: 05 Aprile 2012, 05:34:16 »
ACCESSO AGLI ATTI - chiarimenti dal TAR Liguria. Sez. II, sentenza 29.03.2012 n. 447
N. 00447/2012 REG.PROV.COLL.
N. 00082/2012 REG.RIC.
Micaela Garzoglio, rappresentato e difeso dagli avv. Fabrizio Cecchi, Davide Goetz, con domicilio eletto presso Andrea Rossi in 16121 Genova, via Corsica 2; Angela Laura Bernardi, rappresentato e difeso dagli avv. Fabrizio Cecchi, Davide Goetz, con domicilio eletto presso Andrea Rossi in 16121 Genova, via Corsica 2; Domenico Mauro Garzoglio, Elisabetta Profeta, Alessandro Pastorello, rappresentati e difesi dagli avv. Davide Goetz, Fabrizio Cecchi, con domicilio eletto presso Andrea Rossi in 16121 Genova, via Corsica 2;
Comune di Riva Ligure;
Ola Ola Sensual di Gianfranco Marino e Soci Sas, Vittorlivio Garibaldi, Nicola Carlo Garibaldi;
ACCERTAMENTO DIRITTO D'ACCESSO ATTI
Relatore nella camera di consiglio del giorno 29 marzo 2012 il dott. Davide Ponte e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
- rilevato che il ricorso appare prima facie (con conseguente sussistenza dei presupposti per adottare una sentenza in forma semplificata ai sensi degli artt. 74 e 116 comma 4 cod proc amm) in parte improcedibile ed in parte inammissibile;
- atteso che sotto il primo profilo l’amministrazione comunale intimata ha accolto la complessa istanza di accesso, consentendo la visione degli atti in proprio possesso, come risulta dalla documentazione prodotta (nota comunale datata 28\2\2012, nota datata 6\3\2012 ed elencazione allegata), mettendo in condizione parte ricorrente altresì di estrarre copia (cfr. inciso finale della nota 6\3\2012);
- rilevato che il comportamento comunale neppure appare censurabile rispetto ai tempi occorsi, in specie a fronte della ampiezza e genericità della domanda iniziale;
- considerato che, nella restante parte ed in specie a fronte delle ulteriori istanza di parte ricorrente, il gravame appare inammissibile per genericità della domanda, priva della concreta indicazione di quali specifici documenti non sarebbero stati consegnati;
- rilevato che, in proposito, l’ulteriore istanza appare altresì perplessa e contraddittoria, in quanto oltre a non indicare specifici documenti esistenti ipotizza che quanto richiesto neppure sia in concreto esistente;
- considerato che costituisce in materia principio consolidato (e condiviso) quello per cui la domanda d'accesso formulata ai sensi dell'art. 22 della l. n. 241 del 1990 deve avere un oggetto non generico e deve riferirsi a documenti specifici senza necessità di attività di elaborazioni o di indagini da parte del soggetto destinatario della richiesta (cfr. ad es., C.d.S., sez. VI, 10.2.2006, n. 555; T.A.R. Campania, Napoli, sez. VI, 9.7.2010, n. 16647; T.A.R. Campania, Salerno, sez. I, 21.1.2010, n. 796), nè detta istanza può essere rivolta a tutti gli atti adottati in un determinato settore (cfr. ad es., T.A.R. Sicilia, Catania, sez. III, 29.6.2002, n. 1176), o avere per oggetto tutti gli atti adottati in più anni anche se relativi a specificati procedimenti amministrativi (cfr. ad es, T.A.R. Lazio, Roma, sez. III, 11.1.2005, n. 152);
- atteso che alla mancata costituzione di parte intimata consegue che nulla va disposto per le spese.
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara in parte improcedibile ed in parte inammissibile.
Così deciso in Genova nella camera di consiglio del giorno 29 marzo 2012 con l'intervento dei magistrati:
Edilizia e ambiente / Terre e rocce da scavo: una storia italiana
« il: 05 Aprile 2012, 05:33:11 »
Terre e rocce da scavo: una storia italiana
http://www.industrieambiente.it/primo_piano/2012_02/MSanna_Terre_rocce_dascavo.pdf
Edilizia e ambiente / F. Maggio, Il censimento catastale dei fabbricati rurali
« il: 05 Aprile 2012, 05:30:03 »
F. Maggio, Il censimento catastale dei fabbricati rurali
Il censimento catastale dei fabbricati rurali
Al fine di facilitare gli adempimenti a carico dei soggetti interessati dall’inventariazione delle costruzioni
rurali, relativamente alla presentazione delle domande di variazione catastale, che
possono essere consegnate fino alla scadenza del 30 giugno 2012, l’Agenzia del territorio
ha reso noto che, per la relativa presentazione, in attesa dell’emanazione del nuovo decreto ministeriale
attuativo, possono essere utilizzati i modelli già approvati. Le modalità per l’inserimento
negli atti catastali della sussistenza del requisito di ruralità, fermo restando il classamento
originario degli immobili rurali ad uso abitativo, verranno stabilite con il medesimo decreto
http://www.ipsoa.it/shared/Download.aspx?NomeFile=p64_816_821.pdf
Procedimento amministrativo (L. 241/1990) / La responsabilità della PA da esercizio o mancato esercizio di potere
« il: 05 Aprile 2012, 05:28:54 »
La responsabilità della PA da esercizio o mancato esercizio di potere amministrativo
http://www.diritto.it/docs/33236-la-responsabilit-della-pa-da-esercizio-o-mancato-esercizio-di-potere-amministrativo
Appalti e contratti della PA / DURC alla luce della circolare INPS 27 marzo 2012, n. 47
« il: 05 Aprile 2012, 05:26:43 »
DURC alla luce della circolare INPS 27 marzo 2012, n. 47
La comunicazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
sulla «non autocertificabilità» del DURC. La correzione interpretativa
della successiva comunicazione dell’INAIL, d'intesa con il Ministero
stesso. La piena autocertificabilità del DURC anche per l’ipotesi di cui
al D.Lgs. 81/2008, art. 90, comma 9, lett. c). La circolare INPS 27
marzo 2012, n. 47 (sesto aggiornamento)
http://www.linobellagamba.it/documenti/DURC_06_BELLAGAMBA.pdf
Edilizia e ambiente / L'architettura in Toscana da 1945 ad oggi http://www.architetturatoscana.it/
« il: 05 Aprile 2012, 05:23:37 »
L'architettura in Toscana da 1945 ad oggi
http://www.architetturatoscana.it/
Toscana / L'architettura in Toscana da 1945 ad oggi
« il: 05 Aprile 2012, 05:23:30 »