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Timestamp: 2017-12-18 16:41:20+00:00
Document Index: 91831799

Matched Legal Cases: ['art 3', 'art 13', 'sentenza ', 'art 2', 'art 13', 'sentenza ']

Ucraina: una madre lotta per scoprire la verità sulla morte del figlioDiritti Europa
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Posted by: Oxana Mikhaylova in Categorie Violazioni CEDU, Diritto alla vita, I diritti in Europa, In evidenza 1 febbraio 2013
IL CASO – La ricorrente, Tetyana Mosendz, cittadina ucraina, ha un unico figlio, Denys Mosendz. Anche per lui, come per tutti i giovani ucraini, arrivò il tempo della leva militare obbligatoria con le truppe ucraine.
IL RICORSO – Nonostante questa magra consolazione il desiderio di giustizia della madre non si placa e il 14 Ottobre del 2008 decise di presentare un ricorso contro l’Ucraina presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. La ricorrente, nel ricorso, lamentava la violazione degli articolo 2 CEDU e dell’art 3 della Convenzione, riguardanti i maltrattamenti subiti dal figlio durante il servizio militare che culmineranno con la sua morte. In particolare la cittadina ucraina contesta la violazione dell’art 13 CEDU per il fatto che le autorità nazionali non abbiano voluto indagare adeguatamente sulla questione preferendo archiviarla e lasciare il caso irrisolto. Ed infine richiede 120.525 € (EUR) a titolo di danno patrimoniale e di 2.000.000 euro per quanto riguarda il danno morale.
IL GOVERNO – ha rilevato che la ricorrente, non avendo presentato l’appello o un ricorso per cassazione, ha accetto le conclusioni della presente sentenza, e pertanto non ci sarebbe alcuna ragione per presentare quest’ultimo. E rivendica con forza il governo il fatto che c’era stato un effettivo accertamento sia militare che procedurale per individuare le responsabilità dei sergenti che picchiarono l’ufficiale morto.
LA CORTE – con la sentenza del 17 gennaio 2013 afferma che vi è stata violazione dell’art 2 CEDU, poiché lo stato non ha protetto e tutelato l’incolumità dell’ufficiale Mosendz, e dell’art 13 CEDU, non avendo l’Ucraina garantito un ricorso interno effettivo alla ricorrente. Per queste ragioni riconosce 20.000 euro di risarcimento a titolo di danno non patrimoniale che lo stato convenuto dovrà versare alla ricorrente.
La sentenza è reperibile qui: Caso Mosendz vs Ukraine, 17 Gennaio 2013
Art 13 CEDU Art 2 CEDU Mark Villiger Prima Sezione Ucraina	2013-02-01
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