Source: http://www.uicmi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=332
Timestamp: 2020-05-25 15:43:37+00:00
Document Index: 155029476

Matched Legal Cases: ['art 16', 'art, 16', 'art.3', 'art, 16', 'art 14', 'art 16', 'art 16']

Notiziario n. 1 - Marzo 2019
E’ parte integrante del presente numero: la Convocazione assembleare, la Relazione sull’attività svolta nell’anno 2018 e lo schema di sintesi del Bilancio consuntivo 2018 così come prevedono le norme statutarie e regolamentari della nostra Associazione, e l’informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento UE n. 679/2016.
QUOTA SOCIALE UICI 2019
QUOTA SOCIALE CIRCOLO PAOLO BENTIVOGLIO 2019
CONCORSO NAZIONALE TATTILE “TOCCA A TE”
La manifestazione del 15 dicembre, quando l’Unione Italiana Ciechi ha celebrato con l’Istituto la 60^ Giornata nazionale del Cieco, mi ha particolarmente gratificato: è stata consegnata al presidente Rodolfo Masto la Campanella della “solidarietà”, intesa a ricordare per sempre il Premio Marcellina Cebro, Armando Caciagli e Beppina Dal Fabbro, la Campanella dovrà essere rintoccata ogniqualvolta inizieranno e si concluderanno i lavori consiliari, maniera migliore non poteva esserci per ricordare quei nostri importanti benefattori.
La Campanella della Solidarietà quest’anno è stata dedicata a Mariangela Merlini, storica dipendente dell’Unione recentemente scomparsa.
Mi sento di complimentarmi con Rodolfo Masto per la medaglia d’oro che l’Istituto dei Ciechi ha attribuito al Ministro della Pubblica Istruzione, a mio avviso, mai riconoscimento è stato così ben meritato.
La quota di appartenenza all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti rimane invariata anche per il 2019, euro 49,58, invitiamo tutti i nostri soci a rinnovare la quota tesseramento per l’anno 2019 ed eventualmente per gli anni precedenti. Ricordiamo che i soci possono sempre avvalersi della possibilità di pagare la quota sociale attraverso i ratei di pensione e/o di indennità di accompagnamento o avvalendosi altresì della possibilità di poter effettuare il pagamento tramite bancomat.
E’ grazie all’impegno dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti che si sono ottenuti e mantenuti tutti i benefici attualmente fruibili dai disabili visivi.
L’Unione, ha il diritto - legge 1047/1947 - di rappresentare e tutelare tutti i disabili visivi.
Anche chi non chiede nulla, sappia che ogni giorno, chi non vede, gode comunque di benefici conquistati dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti in tutti i suoi lunghi anni di vita. Insieme, siamo una forza e una realtà non facilmente domabile.
Chi volesse manifestare direttamente gratitudine alla Sezione, può offrire un proprio libero contributo.
L’iscrizione all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti da diritto a ricevere, per quanto attiene gli associati della sezione UICI di Milano, il periodico Camminare Insieme, organo ufficiale della Sezione, nelle sue diverse versioni.
Oggi, più che mai, è importante essere numerosi, il Governo, lo Stato, hanno necessità di risparmiare, se non fossimo coalizzati e numericamente importanti rischieremmo di perdere anche i diritti acquisiti.
Il rinnovo della quota per l’anno 2019 è di 25,00 euro, può essere effettuato sia presso gli uffici sezionali sia direttamente presso la sede del Circolo.
Anche in questa circostanza ciascuno può offrire liberalità a favore delle attività del Circolo. Si ricorda che l’iscrizione è indispensabile per partecipare a corsi e iniziative varie.
L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Milano invita anche quest’anno i non vedenti, familiari, amici, volontari e simpatizzanti a destinare il 5 per mille nella circostanza dell’annuale dichiarazione dei redditi alla sezione di Milano apponendo nell'apposito modulo il seguente Codice Fiscale: 80095170157.
Non occorre sottolineare l’importanza di questa devoluzione. I proventi saranno impegnati anche per il finanziamento dei corsi di autonomia e mobilità e per il servizio di accompagnamento.
Anche quest’anno, la Sezione, a seguito della sottoscrizione della convenzione con ANMIL, offre, previo appuntamento, servizi di Patronato e CAF per l’espletamento di pratiche assistenziali e previdenziali. Per la denuncia dei redditi (Modello 730) Presentazione Modello UNICO e ISEE ai soci in regola con il versamento della quota sociale, a parenti e affini di I° grado, per la campagna fiscale 2019 che avrà validità su tutto il territorio nazionale e riguarderà quindi l’intera platea degli iscritti all’UICI sarà applicato il seguente tariffario:
Modello 730 singolo per soci UICI: Euro 10,00
Modello 730 singolo per coniugi e parenti di I° grado: Euro 18,00
Modello 730 congiunto per soci UICI: Euro 17,00
Modello 730 congiunto per parenti di I° grado: Euro 23,00
Modello UNICO per soci UICI: Euro 23,00
Modello UNICO per coniugi e parenti di I° grado: Euro 28,00
ISEE : gratuito
Al fine di garantire il miglior servizio ed evitare lunghe, inutili attese, si informa che il servizio di Patronato, che ricordiamo, viene erogato per direttiva della Presidenza nazionale, in convenzione con l’ANMIL e viene prestato solo il venerdì, previo appuntamento, telefonando al numero 02/783000 (selezione 3) Simona o tramite e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Non avrei mai pensato che il nostro Presidente Cav. di Gran Croce Rodolfo Masto fosse tanto modesto da non comunicare subito l’ultimo importantissimo personale successo: essere stato nominato presidente del nuovo Consiglio di Amministrazione della più recente configurazione dell’Istituto dei Ciechi di Milano.
Rodolfo Masto già nel 1992 è stato nominato dal competente ministero Commissario straordinario dell’Istituto. Sin d’allora Rodolfo Masto si è battuto per ottenere una normalizzazione delle cariche istituzionali dell’Ente.
Rodolfo Masto in tutti questi anni si è dovuto sobbarcare oneri e responsabilità non comuni facendo mantenere all’ente attività e impegni non comuni non facendo mancare alcuna assistenza a coloro che erano in carico o che si rivolgevano all’Istituto dei Ciechi di Milano per ottenere assistenza e istruzione.
Dal 1992 a ieri Rodolfo Masto ha sfruttato tutte le sue conoscenze e il suo impegno per ottenere che gli organismi ministeriali preposti procedessero a emanare gli opportuni decreti intesi a far nominare il nuovo consiglio di amministrazione concedendo all’Ente Istituto dei Ciechi di Milano le sue nuove prerogative e configurazioni.
Lunedì 22 gennaio 2019 si è riunito il nuovo Consiglio di Amministrazione dell’Ente con tutte le sue facoltà e prerogative, nel corso della riunione ha provveduto alla nomina dei componenti del CdA della nuova Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano:
Rodolfo Masto Presidente
- Giangiacomo Ruggeri Vice Presidente
- Mario Barbuto Consigliere
- Laura Stampini Consigliere
- Alberto Colace Consigliere
Non sarebbe mio compito, modesto estensore di una realtà, esprimere pareri ma non posso esimermi dal rivolgere a Rodolfo Masto, al quale meritatamente è stata assegnata la presidenza, il più vivo compiacimento; a tutti i componenti giungano le felicitazioni per il nuovo importante ruolo assunto: un abbraccio a
Giangiacomo Ruggeri con il quale sono legato da sincera amicizia.
Ho conosciuto tutti i componenti poiché il nuovo presidente mi ha usato l’attenzione di invitarmi al pranzo dopo il loro insediamento, quindi ho avuto modo di conoscerli, sono a tutti grato per l’attenzione e la simpatia con le quali si sono intrattenuti con me, io, modesto presidente onorario dell’Unione Italiana dei Ciechi di Milano.
RICORDIAMOLI dal 16 Novembre 2018 al 15 marzo 2019
Mascoli Luciano - Mazzoleni Cecilia - Nicastro Antonietta - Rancati Maria Maddalena - Sabatini Rita - Sciusco Giulia Venegoni Enrico.
Si informa che sabato 13 aprile alle ore 11.30 presso l’Istituto dei Ciechi di Milano Via Vivaio 7 si svolgerà la cerimonia di premiazione della 5^ edizione del Concorso “Tocca a Te” libri illustrati dedicati alla prima infanzia (e non solo, perché le fiabe piacciono a tutti!)
Partecipare accanto ai nostri giovani oltre ad essere una festa, sarà un ulteriore segnale di solidarietà associativa.
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Coloro che volessero ricevere settimanalmente i comunicati informativi della nostra sezione potranno iscriversi alla newsletter inviando una richiesta per e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Non molti lettori sapranno o ricorderanno che la sede della nostra Unione, prima che fosse in via Mozart, era collocata a Milano, in Via Sant’Eusebio 24. Era stata la nostra prima sede di proprietà, acquistata con il contributo della nostra sede centrale, il Presidente di allora era Umberto Trani.
Nel 1980, ero anche componente il Consiglio dell’Istituto dei Ciechi, il cui presidente era Virginio Pozzi. In quegli anni mi era venuta l’idea che sarebbe stata una opzione felice ottenere che l’Unione potesse occupare la palazzina di Via Mozart, in quegli anni inutilizzata poiché i ciechi avevano avuto l’obbligo di frequentare la scuola pubblica e non più le scuole presso gli istituti per ciechi. E’ stata allora una dura battaglia: Virginio Pozzi non voleva e il Consiglio, tutto sommato, gli andava dietro, sono arrivato a al punto di assumere vere e proprie forme di ricatto: “…i ciechi erano rifiutati da una struttura che era stata dedicata e costruita per loro!”
Proprio nel 1980 ho vinto la battaglia ed è così che è stato stipulato un contratto di comodato gratuito tra Istituto e Unione per cui, la palazzina di Via Mozart, è stata concessa all’Unione di Milano attraverso un comodato gratuito - sine die.
E’ stato appunto in questo periodo che mi sono particolarmente impegnato perché l’Istituto dei ciechi di Milano non fosse fagocitato dagli enti pubblici, così come avrebbero voluto alcuni consiglieri dello stesso istituto. E’ stata una importante conquista, diversamente dalla sorte subita da altri istituti per ciechi, le cui proprietà e fini istituzionali sono stati distratti dalle loro primigenie finalità.
Questa premessa, per raccontare un aneddoto che non poteva essere avulso dalla storia che è giusto, ogni tanto, far conoscere.
Capo segreteria dell’Unione in via Sant’Eusebio era Tonina Fancellu, moglie del prof. Salvatore Ruiu, allora direttore dell’Istituto dei Ciechi di Milano, in seguito anche dell’Istituto Rittmayer di Trieste, era un uomo colto, con la chitarra, cantava antiche storie della sua Sardegna.
Trasferito a Trieste, rimasto vedovo, ha avuto la capacità e il tempo di tradurre la Divina Commedia in sardo.
In quegli anni Tonina Ruiu era incinta: ha voluto rimanere a lavorare per tutto il tempo della gravidanza, tanto che il Presidente di allora Dario Formigoni, temeva che …sfornasse il bimbo in ufficio.
Fra Ruiu e Formigoni era nata una buona amicizia e frequentazione, io che a quei tempi avevo ancora un piccolo residuo visivo ne … fruivo e ne godevo. Un certo giorno è capitato che i Ruiu ci invitassero a cena per il giovedì successivo. Nel giorno in questione io puntuale mi sono recato in sezione da Formigoni, il quale, mi è apparso subito perplesso: “non li abbiamo più sentiti, che se ne fossero dimenticati?”. Io a rappresentargli con estrema convinzione che sarebbe stato molto disdicevole se i Ruiu avessero predisposto la cena e non fossimo andati. Il mio ragionamento lo ha convinto, e, preso un taxi, non abitavano lontano, in
Via Tolstoj, siamo andati dai Ruiu, i quali, non appena aperta la porta: “…come mai da queste parti?...” e Formigoni: “passavamo proprio di qui…”.
Poi scomparvero, dopo poco riapparvero. Ricordando il loro invito, pensavamo che, non avendoci più sentiti, fosse passato nel dimenticatoio. Quella sera, tutto si è risolto per il meglio, soprattutto per me, Formigoni ci ha invitato a cena in un ottimo ristorante. I Formigoni provenivano dal mantovano nella cui provincia avevano possedimenti agricoli; da bambino Formigoni si ricordava che la sua famiglia aveva una “Isotta Fraschini” con autista.
Dario Formigoni era un uomo colto, buono e intelligente, io, gli devo molto. Conduceva una vita da signore, a tavola e …altrimenti, non si faceva mancare mai nulla. Le sue rendite giungevano quasi sempre al momento giusto, se l’è sempre cavata, gli ho voluto molto bene.
Il 19 novembre 1982 la nuova sede dell’Unione di Via Mozart 16 è stata inaugurata con una certa solennità, erano presenti rappresentanti del Comune e della Regione; a distanza di anni non ricordo tutti, certamente erano presenti: Aniasi, Tognoli e l’étoile della Scala Luciana Savignano. Il nostro Maestro Alberto Colombo ha tenuto un concerto memorabile, le note del pianoforte a gran coda, appositamente noleggiato, ha diffuso per tutti i 3 piani l’edificio, le note: si era organizzato un sistema di diffusione per tutto l’edificio, molta la gente intervenuta, su tutti i piani si erano predisposte sale di accoglienza e ricevimento.
Virginio Pozzi presidente dell’Istituto dei Ciechi di allora, mi aveva chiesto di poter intervenire: gli ho direttamente fatto sapere che, …il mio cerimoniale, non prevedeva che egli potesse intervenire.
La sede di Sant’Eusebio è stata affittata traendone così un profitto.
Tutto quanto è accaduto e raccontato non avrebbe potuto essere senza la collaborazione affettuosa, competente e corretta di tutti i dipendenti dell’Unione di Milano, con una particolare riconoscenza allo storico e indimenticabile Segretario Enzo Zaniboni, il cui ricordo è vivo in me e sicuramente in tutti coloro che l’hanno conosciuto, anche per certi suoi tipici atteggiamenti e modi di dire.
ASSEMBLEA ORDINARIA DELLA SEZIONE PROVINCIALE DI MILANO PER L’ANNO 2019 AVVISO DI CONVOCAZIONE DIRITTO DI PARTECIPAZIONE
l’Assemblea ordinaria dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Sezione provinciale di Milano è convocata Domenica 14 Aprile 2019, presso la Sala Umberto Trani Via Mozart, 16 alle ore 8.30 in prima convocazione, alle ore 9.30 in seconda convocazione, qualunque sia il numero degli intervenuti, con il seguente
1. Nomina del Presidente.
2. Nomina del Vicepresidente.
3. Nomina del Segretario dell’Assemblea.
4. Nomina di tre questori per l’organizzazione assembleare.
5. Nomina di tre scrutatori per le votazioni palesi in sala.
6. Approvazione della Relazione sull’attività svolta nell’anno 2018.
7. Approvazione del Bilancio consuntivo dell’esercizio finanziario 2018.
Hanno diritto di partecipazione all’Assemblea i soci effettivi e tutori che siano in regola con il tesseramento, come previsto dall’art.3 del Regolamento statutario in vigore, nonché i nuovi soci che risultino regolarmente iscritti alla data di svolgimento dell’Assemblea stessa. Hanno facoltà di presenziare, senza diritto di voto e di parola, anche i soci non in regola con il pagamento della quota associativa.
Si ricorda che per esercitare il voto palese in sala è indispensabile ritirare l’apposita scheda, presso l’apposita segreteria organizzativa.
Al termine dell’incontro, previsto intorno alle ore 12/12.30, per i partecipanti all’assemblea e i loro accompagnatori che si saranno prenotati, è previsto un gustoso pranzo presso la mensa dell’Istituto dei Ciechi. La quota pro- capite è di 25 euro.
Per motivi organizzativi invitiamo i soci a prenotarsi al più presto e comunque non oltre venerdì 12 Aprile 2019 (sino ad esaurimento dei posti) presso la nostra segreteria.
L’organizzazione, anche in questa occasione, ha precise regole alle quali occorre attenersi e collaborare affinché l’organizzazione possa svolgersi al meglio.
RELAZIONE MORALE SULL’ATTIVITA’
SVOLTA NELL’ANNO 2018
ASSEMBLEA DOMENICA 14 APRILE 2019
SALONE UMBERTO TRANI
UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E IPOVEDENTI Via Mozart, 16 MILANO
eccoci nuovamente tra le mura della nostra Casa comune per rivivere insieme i momenti più salienti che hanno interessato la vita della nostra Sezione nell’anno appena trascorso.
Daremo il giusto spazio ai numeri, ricordando comunque che, così come prevede lo Statuto e il Regolamento, ogni socio, se lo desidera, può consultare presso la Sezione tutti i documenti di contabilità, ma soprattutto cercheremo di riflettere sui grandi temi che interessano la nostra categoria e su come la nostra Unione abbia risposto alle crescenti esigenze e alle svariate richieste dei soci in un contesto di crisi economica e di grande confusione istituzionale.
A queste latitudini, al di là della sensibilità politica di ognuno, siamo abituati al rigore, alla puntualità e all’ordine, segni distintivi che caratterizzano il nostro modo di essere; tuttavia, oggi, soffriamo per il dilagare del pressappochismo e della scarsa sensibilità dei nostri interlocutori istituzionali.
Certo, il legislatore, si potrebbe dire “ci ha messo del suo”, promuovendo riforme rimaste in balìa di un Parlamento impreparato e condizionato da pregiudizi, che ha trovato nella crisi economica l’alibi per rimandare, al di là dei proclami, una vera e completa riforma del Terzo Settore.
In questi ultimi anni l’unico mantra è stato quello del risparmio che ha legittimato revisioni e tagli più o meno mascherati i quali hanno fortemente compromesso la qualità dei servizi, soprattutto quelli dedicati alla scuola, al lavoro e agli anziani, innestando derive inaccettabili, per esempio nel delicato segmento della pluridisabilità.
E così mentre soffia il vento del centenario della nostra Unione, molte istanze sembrano affievolirsi, portando i nostri giovani a vivere di pensione e gettando alle ortiche faticosi anni di formazione.
Che fine hanno fatto la bramosia, il desiderio di vero riscatto, figli dello spirito divampato il 26 ottobre 1920 a Genova quando una folta rappresentanza di Ciechi, provenienti da tutto il Paese, uniti dai valori universali dell’uguaglianza e andando oltre la condizione del ceto di appartenenza, accesero la fiaccola dell’Unione?
E ancora, come può essere dimenticato il sacrificio materiale e morale di quanti tra noi nel maggio del 1954 non esitarono ad essere protagonisti della “Marcia del dolore” su Roma, sfidando Governo e Parlamento che indugiavano nel riconoscere l’indennità ai Ciechi? Fu proprio quello il primo anello di una catena di norme che avrebbe dato nel tempo dignità alla nostra esistenza.
Queste deboli folate, che da qui al 2020 diventeranno turbini, portano gli echi della passione di tanti bravi dirigenti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti che, incuranti di chi un giorno avrebbe raccolto i frutti, hanno seminato il campo della nostra emancipazione.
Una lunga sequenza di nomi più o meno conosciuti legati a storie di grande impegno civile e associativo, nomi da sottolineare affinché il percorso verso la piena integrazione dei Ciechi Italiani, intrapreso quasi 100 anni fa, mai si interrompa.
Valori che hanno ispirato anche il lavoro di tanti dirigenti milanesi e lombardi il cui ricordo appare molto spesso nei racconti del nostro Presidente onorario Mario Censabella, egli stesso protagonista della marcia del dolore del 1954.
Una eredità morale sempre rispettata dagli uomini e dalle donne che si sono avvicendati nel tempo alla guida della nostra Sezione e alla quale si ispira l’impegno responsabile del Direttivo attualmente in carica.
Impegno che nel 2018 si è tradotto in atti di gestione consapevole della delicatissima situazione in cui versa il Paese e che al di là degli slogan interessa anche il nostro territorio.
Anzi, abituati ad avere risposte per lo meno sollecite, pur se non sempre positive, oggi viviamo il disagio dovuto alle lungaggini e alla scarsa professionalità di molti operatori della Pubblica Amministrazione.
Come sempre, i primi a farne le spese sono i cittadini più fragili, e tra questi i nostri giovani, che vivono sulla loro pelle la precarizzazione dei servizi a loro dedicati e ancor più i nostri anziani, soprattutto coloro che associano ai tipici problemi dell’età il dramma della solitudine.
Per i nostri studenti, in particolare, che fino al 2011 potevano contare su servizi tiflodidattici di comprovata e certificata qualità, per lo più erogati dall’Istituto dei Ciechi di Milano, realizzati secondo il metodo largamente condiviso dalle Istituzioni più rappresentative d’Europa, secondo i principi della “presa in carico”. Servizio in cui la centralità della figura del tiflologo garantisce la specificità dell’azione didattica, funzione questa che, seppur importante e necessaria, è purtroppo considerata ausiliaria. Infatti oggi, si accede ai servizi di consulenza tiflologica facendone esplicita richiesta all’ATS di competenza territoriale che opera per conto della Regione Lombardia nell’ambito di linee guida prestabilite non sempre, peraltro, con procedure omogenee.
Questa innovazione, dovuta alla miope e incompiuta riforma delle Province, porta comunque con sé due note positive: la prima, e forse la più significativa dal punto di vista dell’Unione, è quella della omogeneizzazione del servizio a livello regionale; la seconda, la stabilizzazione delle risorse, anche se a mio avviso ancora insufficienti, ovvero la remunerazione degli Enti gestori e l’introduzione anche in questo comparto del criterio di libera scelta da parte dei genitori relativamente alla realtà educativo/formativa alla quale affidare la crescita sociale e culturale dei propri figli.
Sostanzialmente la Regione ha parzialmente mutuato anche in questo settore quanto introdotto da quasi vent’anni nei servizi sanitari e socio/assistenziali quando convenzionò e contrattualizzò gli Enti gestori che fino ad allora assicuravano i servizi sopracitati sulla base dei budget storici.
Ciò permise agli Enti interessati di investire nella ricerca nonché di stabilizzare gli organici puntando sulla formazione del personale, con particolare riferimento alle figure che esprimevano particolari e specifiche professionalità.
Per il nostro settore ciò non è avvenuto mettendo l’Istituto di Milano che, ribadisco, segue direttamente o indirettamente con grande difficoltà, 335 tra bambini e ragazzi, nella condizione di “navigare a vista” modalità che, di fatto, poco si addice a realtà scientifico/culturali che dovrebbero fare della ricerca/azione un obiettivo primario.
Il ruolo svolto dalla nostra Sezione nell’ultimo anno scolastico è stato quello di favorire la più ampia diffusione e conoscenza delle Linee Guida regionali che oggi sovraintendono questo delicatissimo servizio, sia con informazioni dirette alle singole famiglie sia promuovendo gli incontri organizzati dal Presidente Regionale dell’Uici, ogni giorno impegnato affinché il nuovo sistema, superata la fase della sperimentazione, possa sempre più rispondere con regolarità ordinaria alle legittime istanze dei nostri giovani.
Sì, i nostri giovani, che al termine del ciclo di studi prescelto dovrebbero senza ulteriori ostacoli e ritardi inserirsi nel mondo del lavoro, realizzando i loro sogni o meglio acquisendo il legittimo diritto alla vita indipendente, proprio qui, nella nostra generosa e modernissima Milano, vanno incontro, invece, ad anni di infruttuosa attesa per lo più dovuta all’inerzia degli Uffici preposti.
E così, anche nel 2018, nonostante le promesse ricevute, abbiamo assistito pressoché sconcertati allo stallo degli Uffici di Collocamento, imbrigliati dalla mancata riforma delle Provincie congiunto al forzato immobilismo dell’Ispettorato del Lavoro in perenne crisi di organico volto puntualmente a eludere o addirittura disattendere la Legge 113/85, chiuso nella convinzione che la sola applicazione dell’articolo 14 della legge 68/99 possa rispondere con efficacia al bisogno di lavoro dei cittadini disabili.
L’Unione di Milano, dunque, sa da tempo che non è così e nel prendere atto del continuo inarrestabile rallentamento degli inserimenti lavorativi mirati, lancia costantemente l’allarme richiamando le Istituzioni interessate alle loro precise responsabilità.
Tra le azioni più significative condotte dalla Sezione nel corso dell’anno in esame ricordo:
1 - Il richiamo al Sindaco di Milano e agli Assessori preposti, in occasione della convocazione della Consulta per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, affinché il Comune, l’Area Metropolitana, le Aziende Municipalizzate e tutta la pletora di Enti dipendenti e comunque collegati, rispettino le norme sul collocamento delle categorie protette e non siano i precursori di false innovazioni che trasferiscono le funzioni congeniali ai lavoratori ciechi e ipovedenti a soggetti che contravvengono alle norme sul collocamento quali, ad esempio, l’appalto di servizi di prima accoglienza e di telefonia a strane società che gestiscono call center nelle zone più disparate, se non addirittura all’estero.
2 - L’impegno assunto dal vicesindaco della Città Metropolitana a cui afferiscono, in attesa dell’ennesima riforma, le competenze degli Uffici di Collocamento per un costante monitoraggio delle liste di attesa unitamente all’adozione di iniziative di sensibilizzazione rivolte al mondo imprenditoriale.
3 - Il costante richiamo, in tutti i contesti pubblici e privati, affinché la Società non pensi di avere risolto il problema del collocamento obbligatorio attraverso ignobili sanatorie che permettono di monetizzare il mancato rispetto delle norme. Si tratta qui, come possiamo facilmente dedurre, di un accordo al ribasso raggiunto a discapito di quei cittadini che, seppur disabili, ambiscono alla migliore integrazione possibile.
Evito, per ragioni di brevità, di entrare ancora di più nel merito delle tante questioni legate al collocamento lavorativo, confermandovi che la Sezione di Milano, nel rispetto della sua storia, mal si adatta alla condivisione di compromessi, ancorché legittimati (per esempio l’art 14 della legge 68/99) non tanto perché tali scelte si siano dimostrate inefficaci nel collocamento delle persone con disabilità visiva e neppure perché siano davvero discutibili i criteri con i quali si utilizzano le risorse provenienti dalle sanzioni dovute alla non ottemperanza delle norme sul collocamento stesso, ma per una questione di cultura sociale che coinvolge tutti - mondo politico ed imprenditoriale - e che non può permettere che a Milano, vera locomotiva verso l’Europa, la sventolata innovazione per i disabili visivi si traduca in una nuova strisciante e subdola segregazione.
La Sezione però, non si è limitata ai continui richiami ma ha voluto essere parte attiva e propositiva al fianco dell’Istituto dei Ciechi nella promozione di iniziative capaci di coinvolgere imprenditori illuminati i quali, superato, ma non eluso il concetto di collocamento obbligatorio, hanno intrapreso percorsi per il collocamento condiviso.
Ricordo, a titolo esemplificativo, l’iniziativa condotta positivamente negli anni scorsi e in parte replicata anche nel 2018 che ha portato, al termine di un corso specifico mirato, all’assunzione di 12 operatori altamente specializzati presso la Società di assicurazioni Allianz Global Assistances.
Nota positiva questa, alla pari di quella concernente l’azione di sistema, sempre per il lavoro, gestita dal Consiglio Regionale UICI in collaborazione con l’Istituto, in cui il coinvolgimento di alcune Sezioni - tra queste la nostra - ha favorito: l’inserimento lavorativo, la riqualificazione e il mantenimento del posto di lavoro di 16 persone.
Una analisi concreta della situazione relativa alla occupabilità dei cittadini ciechi e ipovedenti è stata offerta il 30 novembre scorso dove, in occasione di un convegno realizzato dall’Istituto dei Ciechi, con il supporto della nostra Sezione, a conclusione del Progetto triennale Lombardia Plus, partecipato da oltre 350 persone. In quel contesto si sono promossi oltre 70 colloqui di lavoro tra i giovani interessati e le diverse aziende intervenute.
È stata un’iniziativa di grande spessore che definisco, senza timore di smentita, innovativa e lungimirante i cui effetti non tarderanno a farsi sentire e per la quale ritengo doveroso tornare a ringraziare Franco Lisi, la sua squadra e quanti, a vario titolo, si sono prestati per l’ottima riuscita, confermando che tali eventi, come per altri, i confini di lavoro e competenza tra la Sezione e l’Istituto sono aperti, declinando correttamente, ancora una volta, il concetto di Rete tanto caro al nostro Presidente Nazionale Mario Barbuto.
La Sezione si è battuta e si batterà per il rispetto e l’applicazione delle norme di salvaguardia relative al collocamento obbligatorio e al tempo stesso continuerà a sostenere, per quelle che sono le sue competenze, iniziative capaci di favorire risposte di qualità tra le domande e le offerte di lavoro, individuando percorsi che tengano effettivamente conto delle legittime istanze di quei disabili visivi che, al termine di percorsi formativi complessi e di livello universitario meritano di mettersi in gioco al pari di tutti.
Mentre scrivo queste righe farcite, purtroppo delle solite denuncie ma anche di messaggi positivi, appare sul BURL della Regione Lombardia il bando che governerà l’esercizio dei corsi professionali per i prossimi tre anni.
Nonostante la richiesta di correttivi formulati a Regione Lombardia nel corso di apposito incontro, sorprende l’esiguità delle risorse disponibili rispetto ai programmi definiti dal Ministero del Lavoro a corredo della riforma della 113/85 e soprattutto l’inserimento di parametri che mal si conciliano con le effettive esigenze e possibilità dei cittadini disabili visivi e tra questi, evidenzio il limite d’età posto a 29 anni, elemento che denota una scarsa conoscenza della problematica.
Al di là del ruolo che potranno giocare gli Enti gestori, e tra questi quello prestigioso del nostro Istituto, sono certo che il Presidente Regionale UICI in ossequio ai principi del D.Lgs.C.P.S. 1047 del 26 ottobre 1947, aprirà una interlocuzione con la Regione volta alla salvaguardia del diritto alla formazione e riqualificazione dei cittadini con disabilità visiva.
L’Unione di Milano non eccepisce sulla scelta di Regione Lombardia di finanziare la formazione professionale e la riqualificazione dei disabili visivi con fondi europei ma chiede, oltre all’adeguatezza delle risorse, il superamento sia della precarietà, attraverso la programmazione puntuale dei bandi, che dei tanti vincoli che questa scelta comporta in quanto non tiene conto della specificità afferente le persone cieche e ipovedenti.
Dopo una rapida ricognizione del lavoro condotto dalla Sezione a supporto dei grandi temi come Scuola, Assistenza e Lavoro, eccoci ad analizzare le azioni intraprese per la migliore gestione dei servizi di prima istanza come il Servizio di Accompagnamento, il Servizio di Patronato, la Segreteria Soci e i Servizi di Consulenza.
Il servizio di Accompagnamento - affidato a Layla con il supporto di Chiara e la supervisione di Alberto Piovani, ha effettuato nel 2018, nonostante l’esiguità dei volontari civili disponibili oltre 14.000 interventi.
Tra questi mi piace evidenziare quelli operati a partire dalle ore 7.00 a favore dei lavoratori forzatamente mattinieri, ma soprattutto quelli operati a favore di persone sole quando l’operatività e andata ben oltre il consueto accompagnamento, investendo la sfera dei rapporti umani, piccole gocce d’affetto che hanno contribuito a combattere il senso di solitudine di tanti nostri soci anziani.
Ancora grazie carissime ragazze e carissimi ragazzi, la vostra presenza oggi, nonostante la fine del mandato, ci rende davvero felici e ci conforta in attesa degli effetti benefici della riforma del Servizio Civile che ha assunto la denominazione di Universale ma che al momento, a mio avviso, conserva tutti i limiti della gestione precedente.
Infatti, a Milano e provincia, il compenso previsto di circa 434 euro mensili viene ritenuto insufficiente rispetto all’impegno richiesto e rende di conseguenza particolarmente problematico il reclutamento e la permanenza in servizio.
Nel 2018 il contributo straordinario di 50mila euro erogato da Fondazione Cariplo ha permesso alla Sezione, grazie ad una gestione meno vincolata, di avvalersi di volontari straordinari, per lo più giovani, utilizzati negli anni precedenti, che hanno surrogato l’esiguo numero di volontari civili dell’attuale contingente.
Anche da queste righe invio un ringraziamento speciale ai nostri volontari tradizionali che da anni svolgono un servizio encomiabile non sempre apprezzato come si deve.
Concludendo questo capitolo dedicato al prezioso sevizio di accompagnamento, per noi irrinunciabile, permettetemi di ringraziare Alberto Piovani, il nostro “burbero Piovani”, come simpaticamente lo definiscono alcuni, posto spesso, ingiustamente, sulle picche a causa della caparbia applicazione delle regole che sovrintendono la gestione del servizio e che prevedono, in carenza di volontari, il rispetto di priorità legate al buon senso.
Il Servizio di Patronato
Il Servizio di Patronato affidato alla nostra Simona dopo i primi anni di rodaggio, durante i quali sono state superate piccole e grandi difficoltà dovute principalmente al posizionamento di ANMIL, ha raggiunto livelli di certificata qualità crescendo in cinque anni del 300%.
Le pratiche trattate presentano sempre maggiori complessità ma l’ufficio preposto riesce sempre a dare risposte, nonostante emerga la necessità di mettere ordine al rapporto con ANMIL Milano, interessata da recenti cambiamenti ai vertici.
Per meglio rispondere ai quesiti dei soci Simona si è rapportata spesso con Emanuele Ceccarelli della Sede Centrale ricevendo sempre risposte precise e puntuali e al quale rivolgiamo i nostri sentiti ringraziamenti.
La Segreteria Soci ha nel 2018 assicurato i rapporti con i 1.360 iscritti, offrendo altresì prestazioni a molti, anche se non iscritti, nel momento in cui si sono presentati o hanno telefonato in Sezione.
Questo servizio è stato curato principalmente da Chiara Levati e alla bisogna da tutti i dipendenti oltre all’onnipresente Alberto Piovani. Tutti hanno potuto contare sul prezioso aiuto della signora Belli, vera memoria storica dell’anagrafe sezionale, in grado di intervenire in tutte le questioni portando il contributo di parecchi anni di effettiva esperienza e di affettuosi rapporti nei confronti di tanti soci con i capelli bianchi.
I Servizi di Consulenza sono da sempre uno dei fiori all’occhiello della Sezione e si articolano in tre settori:
Consulenza Giuridica svolta dall’avvocato Nicoletta Dal Cero che unisce alle doti di ottimo professionista, serio e sempre preparato, la non abituale conoscenza del nostro mondo avendolo conosciuto attraverso il padre, storico dirigente dell’Unione.
Anche nel 2018 la sua pazienza è stata messa a dura prova dai tanti soci che chiedevano appuntamenti a ripetizione scambiandola spesso per il confessore.
La consulenza psico-pedagogica è stata affidata da anni alla professoressa Rosaria Girotti e al Dottor Eugenio Tomasoni i quali, anche nell’anno passato, sono stati un sicuro punto di riferimento per giovani e famiglie che hanno trovato nei due professionisti oltre alla competenza anche una particolare vicinanza e sensibilità per le istanze di chi non vede.
Lo Sportello di primo ascolto, curato e promosso da Erica Monteneri che, anche nell’anno in esame, ha fornito un valido aiuto a tutte quelle persone che si sono trovate ad affrontare il problema drammatico della perdita improvvisa della vista.
La Stamperia è stata nel 2018, così come avviene da parecchi anni, gestita da Maurizio Ilardo che ha continuato, sotto la vigile guida di Mario Censabella, la predisposizione e la conseguente spedizione delle riviste in braille: Ora Serena e Voce Amica, nonché il periodico ufficiale dell’Unione di Milano “Camminare Insieme”. In questo caso ritengo doveroso sottolineare la scelta del Consiglio Direttivo Sezionale che ha voluto, nonostante i problemi economici, proseguire l’attività di stampa in braille appunto, ritenendola particolarmente significativa nei confronti dei soci.
Completano l’organigramma della Sezione l’ufficio Contabilità, la Segreteria di Presidenza e la Segreteria Generale.
L’Ufficio Contabilità affidato ormai da tanti anni a Renata Dilli, ha vissuto nel 2018 un periodo particolarmente impegnativo in relazione agli effetti del passaggio dalla contabilità finanziaria a quella economica. Renata ha collaborato con impegno alla graduale introduzione della nuova procedura di contabilità voluta dalla Sede Centrale.
Silenziosa e disponibile, si è distinta anche nel 2018 per le sue doti di discrezione.
Svolge le funzioni di segretaria del Presidente Tania Riili che associa alle tipiche competenze d’ufficio, quella capacità di primo ascolto dei soci, soprattutto i più fragili, cercando di fornire sempre un aiuto, un’informazione per offrire sempre a tutti un parola buona.
Redattrice da anni della Segreteria telefonica, la sua voce riecheggia settimanalmente, nel cuore di molti soci.
Tra le funzioni più significative svolte da Tania ricordo il supporto tecnico fornito alla predisposizione del periodico Camminare Insieme, la cui direzione è affidata a Mario Censabella.
A lei il compito di affiancare il Presidente nel mantenimento dei diversi contatti e nella predisposizione della documentazione atta al corretto svolgimento dei Consigli Direttivi.
I compiti particolarmente delicati e gravosi della segreteria generale sono svolti da Dario Tarantino. In particolare, nel 2018 si è impegnato in prima linea nella fase di transizione concernente l’adozione del nuovo sistema di contabilità. Caratterizzato da una personale riservatezza, Dario ha sempre affrontato con spirito collaborativo ogni situazione, dalle più semplici alle più complesse, mettendo sempre in evidenza, attraverso i suoi comportamenti, la generosità e la semplicità, doti propedeutiche alla crescita della squadra.
IRIFOR Provinciale
Nel 2018 l’Irifor di Milano è riuscito, grazie anche alla generosità dell’Associazione SOS, nella persona di Marinella Di Capua, ad organizzare il Campo estivo riabilitativo tenutosi a Cesenatico e che ha registrato la partecipazione di 16 ragazzi e, tra questi, anche di ragazzi con disabilità complessa.
L’esperienza, ancora una volta, è stata particolarmente positiva e ne sono la prova le continue sollecitazioni per replicarla anche quest’anno. Colpisce il legame che unisce i nostri ragazzi tra loro e con i tutor, trasformatosi ormai in vera amicizia.
Inoltre, si è aderito al bando destinato all’intervento precoce che ha previsto corsi di musicoterapia e stimolazione basale frequentati da bambini nella fascia di età da 0 a 5 anni, e tra questi Cloe che, lo dico con commozione, pochi mesi fa è volata in cielo come un angelo.
Circolo Culturale e Ricreativo Paolo Bentivoglio
Il Circolo di Via Bellezza, guidato con maestria da Erica Monteneri conta, nel 2018, 222 iscritti. Ciò denota un trend positivo di ripresa di un percorso di alto valore inclusivo nel contesto del territorio.
Si informa che anche quest’anno l’intervento della Sezione è stato circoscritto all’affitto e al costo dell’operatore.
Grazie però ad una lungimirante e brillante programmazione che ha permesso tra spettacoli teatrali, musicali e interessanti salotti letterari, di costruire un ricco “cartellone”, sono state coinvolte attivamente sempre più persone in diverse iniziative particolarmente attraenti ed entusiasmanti.
L’offerta del Circolo si completa con lo svolgimento dei tradizionali corsi di braille, di ceramica, di ballo, d’inglese ecc. La vocazione turistica del Circolo viene onorata anche da gite e dall’organizzazione di straordinari viaggi. L’azione del Circolo è inoltre rivolta ai problemi della società con approfondimenti che toccano diversi temi, tra i quali: la violenza di genere, il superamento del pregiudizio e la lotta ad ogni forma di discriminazione. Coloro che sono interessati ad approfondire la conoscenza e le attività del Circolo possono prendere visione diretta della documentazione.
La vivace realtà delle nostre aggregazioni ci porta al Gruppo Sportivo che, anche nel 2018, ha operato in modo attivo e diversificato, un modo per mantenere viva la volontà di incontrarsi attraverso lo sport dove abilità, esercizio fisico, destrezza, attività psicomotoria e leale confronto agonistico sono gli elementi caratterizzanti il Gruppo. Anche qui sperimentiamo un’ulteriore strada verso l’inclusione vissuta in maniera divertente e sana.
Per una realtà come quella sportiva in costante espansione il Consiglio UICI ha fatto ogni sforzo anche nel 2018 allo scopo di garantire un aiuto concreto, costruendo validi presupposti volti ad un consolidamento delle attività.
Colgo l’occasione qui per ricordare Claudio Levantini un appassionato partecipante al gruppo che tanto ha fatto per diffondere lo sport tra i disabili visivi.
Le Politiche di comunicazione e di Foundraising
Le modalità di comunicazione con le quali la nostra Associazione, sia all’interno che all’esterno, si è manifestata sono sempre state curate con specifica attenzione. In particolare, per quanto attiene alla comunicazione interna, ritengo doveroso citare il periodico Camminare Insieme che raggiunge, per 3 volte all’anno, i nostri soci, volontari ed amici con aggiornamenti e informazioni. Così come il nostro Notiziario che ogni settimana porta la voce dell’Unione e delle sue articolate attività a tutti quelli che, sempre più numerosi, si collegano telefonicamente. Le notizie e le informazioni sono diffuse anche attraverso la newsletter e sul nostro sito.
Con una punta di orgoglio mi preme mettere in risalto che il nostro notiziario è ascoltato anche fuori dai “confini” della nostra sezione.
La comunicazione rivolta all’esterno finalizzata a promuovere e diffondere iniziative di raccolta fondi, foundraising come è opportuno dire oggi, insiste anche sulle tematiche dell’inclusione con l’intento di superare, abbattere ostacoli o barriere culturali che ancora limitano il pieno diritto di cittadinanza delle persone con disabilità visiva. Pensiamo alla scuola, al mondo del lavoro e più in generale alla società nel suo complesso.
Perché puntiamo l’attenzione sul coinvolgimento della società?
Perché una buona comunicazione sensibilizza un sempre maggior numero di persone, a seconda dei ruoli ricoperti, a saper rispondere alle giuste istanze di chi non vede sia come semplici cittadini che come interlocutori istituzionali.
In occasione di speciali campagne di comunicazione anche i 16 monitor dei nostri “botteghini”, posizionati lungo l’asse San Babila/Duomo, richiamano l’attenzione sulla donazione del 5 per mille all’Unione e sulle iniziative di prevenzione della cecità.
La situazione economica e patrimoniale
Ed infine eccoci all’analisi, seppur concisa, della situazione economica e patrimoniale della nostra Sezione.
Quest’anno ho voluto dedicare ai numeri la parte finale della relazione, non perché non siano importanti, ma per lasciare il massimo spazio ai temi di carattere sociale che sempre più incidono nella vita delle persone cieche ed ipovedenti.
In primo luogo dobbiamo tutti condividere che nonostante il perdurare della crisi economica e del forte rallentamento delle donazioni, la Sezione ha continuato ad erogare tutti i servizi, confermando anche in presenza di una perdita di gestione quelle funzioni operative che la caratterizzano quali ad esempio il sostegno al servizio di accompagnamento, per il quale oltre al contributo della Fondazione Cariplo abbiamo impegnato oltre 50.000 euro, e la conferma delle attività della stamperia per le quali sono state impegnate unitamente al costo del personale risorse per oltre 70.000 euro.
Le entrate da patrimonio sono state influenzate, così come avviene da parecchi anni, dalle elevate imposte e tasse e dalle spese di manutenzione straordinaria oltre che dalla presenza di significative morosità.
I dati complessivamente confermano un netto miglioramento rispetto agli anni precedenti e oggi il raggiungimento del pareggio di gestione non appare più come una chimera irraggiungibile.
Certo in un prossimo futuro sarà necessario intervenire nuovamente sui costi strutturali, così come ad esempio quelli del personale, ma i risultati fino ad ora raggiunti ci indicano che siamo sulla buona strada.
La completezza dei documenti contabili e tra questi una copiosa relazione, che ribadisco è a disposizione dei soci presso gli uffici e sul nostro sito internet, mi consiglia di non indugiare oltre, nella convinzione del fatto che il Consiglio Direttivo ha saputo trovare il giusto compromesso tra il sostegno alla qualità dei servizi erogati e l’esigenza di una corretta gestione finanziaria così come viene illustrato nella tabella sotto allegata in aderenza all’adozione della contabilità economico-patrimoniale e non più finanziaria.
Il risultato conclusivo del Bilancio in oggetto presenta, al 31 dicembre 2018:
- Avanzo di Cassa di euro 261.607,88 determinato da:
* UBI Banca c/c 40451 euro 245.146,01
* Intesa San Paolo Spa c/c 10972 euro 797,40
* c/c Postale period. Stamperia n. 57073207 euro 5.459,79
* c/c Postale Propaganda n. 778209 euro 5.729,68
* avanzo cassa Circolo P. Bentivoglio euro 4.475,00
(escluso: UBI Banca c/c 39953 cauzioni immobili euro 35.238,98)
- Avanzo di Amministrazione di euro 382.759,84
Di seguito, viene riportato il prospetto di calcolo che tiene conto, oltre che dell’Avanzo di Cassa, dell’ammontare delle somme rimaste da incassare e delle somme rimaste da pagare accertate alla data del 31/12/2018.
Banca (UBI e Intesa San Paolo) euro
Saldo iniziale del conto: 149.023,19
Totale incassi dal 01/01/2018 al 31/12/2018: 1.296.578,96
Totale pagamenti dal 01/01/2018 al 31/12/2018: 1.199.658,74
Saldo al 31/12/18: 245.943,41
Saldo iniziale c/c postali: 0,00
Totale incassi dal 01/01/2018 al 31/12/2018: 28.476,77
Totale pagamenti dal 01/01/2018 al 31/12/2018: 17.287,30
Saldo c/c Postale: 11.189,47
CASSA ECONOMATO
Saldo iniziale: 0
Totale incassi dal 01/01/2018 al 31/12/2018: 16.355,90
Totale pagamenti dal 01/01/2018 al 31/12/2018: 11.880,90
Saldo al 31/12/2018: 4.475,00
Saldo Posta
245.943,41
Saldo cassa contanti
Avanzo di Cassa al 31/12/2018
261.607,88
- Somme rimaste da incassare
175.230,02
436.837,90
- Somme rimaste da pagare
54.078,06
Avanzo di Amministrazione al 31/12/2018
382.759,84
al di là delle nostre legittime aspettative e di chi, in presenza di una società più giusta e illuminata, sarebbe tenuto a soddisfarle e in ossequio, inoltre, ai principi della nostra Associazione che persegue il coinvolgimento diretto dei cittadini ciechi e ipovedenti nelle istituzioni a tutti i livelli, non lasciamo ad altri il compito di rappresentarci perché, per quanto bravi possano essere, non potranno mai tutelarci così come ha fatto, e sta facendo, l’Unione in quasi 100 anni di storia. La nostra adesione, affinché sia efficace, deve essere consapevole e convinta, ancorata al presupposto che l’Unione siamo noi!
GDPR Privacy – Informativa
Di seguito si riporta l’informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento UE n. 679/2016.
PRIVACY POLICY - (ai sensi degli artt. 13 e 14 del Reg. UE 679/2016 - GDPR)
Ai sensi degli artt. 13 e 14 del Regolamento Europeo (UE) 2016/679 (di seguito “GDPR”), ed in relazione ai Suoi dati personali di cui l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS – APS (di seguito “UICI”) Sezione territoriale di Milano entrerà in possesso, Le comunichiamo quanto segue.
Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS - APS, Sezione territoriale di Milano, Codice fiscale: 80095170157, indirizzo: Via Mozart 16; Tel. 02783000; Fax 0276009488; Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Rodolfo Masto, CF MSTRLF53M18F205X, domiciliato per la carica c/o UICI Sezione territoriale di Milano, indirizzo: Via Mozart 16; Tel.02 783000 (selezione 7); Fax: 0276009488;e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Avv. Valerio Bocchini, C.F. BCCVLR90P13H501X, domiciliato per la carica c/o la sede nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS - APS, con sede in Roma (RM), Via Borgognona n. 38, (Pec: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ).
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N.B. La presente informativa ha carattere del tutto generale e si precisa che per ogni singolo rapporto di specie (associazione, affiliazione, contratto, collaborazione, consulenza, ecc.), sarà richiesta l’esplicita sottoscrizione di una informativa ad hoc all’uopo predisposta.
INVIATO ALLE STAMPE IL 14 MARZO 2019
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