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Timestamp: 2018-09-21 18:00:34+00:00
Document Index: 46264433

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2']

PIR e PIR immobiliari investiti tramite polizze assicurative
Angelo Paletta, docente di management | 05/03/2018 11:53
Il Parlamento con la Legge di Stabilità 2017 (art. 1, commi 100-115, Legge 11 dicembre 2016, n. 232), istituente i Piani Individuali di Risparmio (PIR), ha consentito ai risparmiatori di investire in PIR tramite i contratti assicurativi dei rami I, III, V e con soluzioni multiramo. I PIR immobiliari, invece, sono stati introdotti con la Legge di Stabilità 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205), che ha abrogato i precedenti divieti sugli investimenti in immobili (art. 1, comma 80), di cui le compagnie assicurative sono ricche. Il legislatore nazionale ha consentito ad un piano di lungo termine di essere costituito attraverso un contratto di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione classificato come "PIR compliant".
In tal caso non è richiesto l'esercizio dell'opzione per il regime del risparmio amministrato, giacché il rapporto origina solo redditi di capitale di cui all'art. 44, comma 1, lett. g-quater, del TUIR (DPR 22 dicembre 1986, n. 917). È un fatto che il successo di raccolta tramite i PIR, che nel primo anno ha superato quota 11 miliardi di euro e la previsione del MEF conteggia 70 miliardi nel quinquennio, deriva in buona parte dalle agevolazioni fiscali per gli investimenti di durata pari o superiore a cinque anni (c.d. "holding period"). Ogni persona fisica, infatti, può sottoscrivere fino a 30.000 complessivi l'anno ed ottenere l'esenzione fiscale sulle somme investite se tenute vincolate per cinque anni. L'obiettivo di politica economica del legislatore è quello di incentivare l'impiego della liquidità delle famiglie italiane verso degli investimenti di lungo termine nell'economia reale al fine di favorire la crescita del sistema aziendale italiano.
Le imprese, infatti, hanno sempre più necessità di trovare soluzioni complementari al credito bancario, che con l'Addendum alla Linee guida della BCE sui crediti deteriorati ha reso ulteriormente stringenti le condizioni già severe dettate dai vincoli bancari di vigilanza prudenziale che vanno sotto il nome di Basilea 3. I PIR ed i PIR immobiliari sono un valido strumento per rafforzare la crescita economica dell'Italia, che è trainata soprattutto dalle PMI. Questo trend è confermato proprio dal vincolo di investimento del 70% dei fondi raccolti in strumenti finanziari (art. 1, comma 102, Legge n. 232/2016), di cui il 30% in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle quotate nel FTSE MIB. Tale vincolo dovrebbe indurre molte PMI a valutare la scelta strategica di quotare i propri titoli azionari e di debito, aumentando di conseguenza il popolamento dei diversi listini di Borsa Italiana – London Stock Exchange Group.
PIR e compagnie di assicurazione residenti e non residenti operanti nel ramo vita
In base al dettato normativo un PIR può essere costituito tramite quote o azioni di OICR ovvero con polizze assicurative. Ciò significa che, in caso di scelta assicurativa, un PIR può essere costituito avvalendosi di imprese di assicurazione residenti nel territorio dello Stato ovvero di imprese di assicurazione non residenti che operano nel territorio dello Stato tramite stabile organizzazione o in regime di libera prestazione di servizi con nomina di un rappresentante fiscale in Italia scelto tra i predetti soggetti residenti. La norma stabilisce che un PIR sia sottoscrivibile tramite intermediari abilitati all'applicazione del regime del risparmio amministrato. Ciò richiede che gli strumenti finanziari oggetto di investimento debbano essere depositati presso intermediari residenti o stabili organizzazioni di intermediari non residenti. Il Parlamento ha consentito anche il sub deposito degli strumenti finanziari presso intermediari non residenti. Qualora invece si incontrasse il divieto di investimento in soggetti residenti in Stati non collaborativi, andrebbe verificato rispetto agli attivi dell'impresa di assicurazione.
PIR costruiti con polizze assicurative vita del ramo I, ramo III, multiramo, ramo V
Il PIR può essere costituito anche attraverso la sottoscrizione da parte di una persona fisica di un contratto di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione. In particolare, si può istituire un PIR sottoscrivendo un contratto assicurativo utilizzante polizze vita del ramo I, del ramo III, oppure quelle definite "multiramo", ossia una combinazione delle polizze dei rami I e III. Per completezza, il legislatore ha ammesso i contratti di capitalizzazione previsti dal ramo V. Per le assicurazioni, come per gli OICR, restano salvi i vincoli all'investimento, sia in termini di composizione, sia di concentrazione, nonché il divieto di investimento in Stati non collaborativi stabiliti dalla legge. I PIR generati dal sistema assicurativo, come nel caso di PIR costituiti da fondi di fondi, presentano dei vincoli di composizione degli investimenti ed i limiti alla concentrazione devono essere rispettati avendo riguardo agli attivi. Tradotto vuol dire che quando i fondi interni e/o gli OICR e/o le gestioni separate sottostanti al contratto non sono, di per sé stesse "PIR compliant" ai sensi del comma 104, assumono rilevanza i singoli investimenti qualificati al loro interno, nella misura risultante dalla demoltiplicazione degli investimenti.
Elementi essenziali dei PIR nella forma giuridica delle polizze assicurative
Un PIR costituito tramite una polizza assicurativa registra una serie di elementi caratteristici. Il titolare del PIR è il contraente, che dev'essere una persona fisica, volendo anche minorenne. Il requisito del periodo di possesso minimo (c.d. "holding period") si calcola con riferimento a ciascuno dei premi versati in base al contratto assicurativo sottoscritto dall'investitore e non agli strumenti finanziari nei quali l'impresa di assicurazione investe i premi, indipendentemente dalla durata del contratto stipulato. In caso di riscatto (parziale o totale) della polizza, si considerano riscattati per primi i premi versati per primi. A livello fiscale ciò significa che al momento del riscatto, le somme riferibili a premi versati da meno di 5 anni sono soggette a tassazione secondo le regole ordinarie, mentre saranno percepiti in regime di esenzione fiscale solo i rendimenti riferibili ai premi versati da almeno un quinquennio. I rendimenti che si cumulano durante l'investimento non possono essere considerati nuovi investimenti e, quindi, possono consolidarsi anche oltre i limiti all'investimento qualificato come "PIR compliant": va sempre rispettato il massimale annuo di 30.000 euro e di complessivi 150.000 euro.
PIR compliant investiti in polizze di ramo I o multiramo
Un PIR può essere costituito con le "gestioni separate" delle polizze del ramo I, anche se presenti nelle polizze multiramo. Questi contratti sono assimilabili a dei portafogli di titoli gestiti dalle compagnie di assicurazione per garantire delle prestazioni predeterminate e rivalutabili. Tradotto vuol dire che non sussistono rischi in capo all'investitore per il rimborso del capitale, ad eccezione del default dell'impresa di assicurazione. Tali gestioni, inoltre, non sono assoggettate al limite di concentrazione del 10% (art. 1, comma 103 Legge n. 232/2016) quando non sono investimenti qualificati, esenzione dal vincolo che consente di giungere fino alla concorrenza del 30% dell'asset allocation globale.
PIR compliant investiti in polizze del ramo III: OICR e fondi interni assicurativi
Il valore delle polizze di ramo III può essere collegato sia a OICR esterni, sia a fondi interni assicurativi. Per gli OICR esterni la polizza risulta essere "PIR compliant" se almeno il 70% dei premi versati a fronte della polizza è investito in OICR "PIR compliant". Rispetto a "fondi interni assicurativi", il contratto assicurato è classificabile "PIR compliant" se almeno il 70% dei premi versati a fronte della polizza è investito in fondi interni i cui regolamenti rispettano le previsioni di legge (art. 1 comma 104, Legge n. 232/2016) al pari dei regolamenti degli OICR esterni. Se la quota investita in OICR o fondi interni "PIR conformi" è inferiore al 70% dei premi versati, il vincolo di composizione va computato sommando alla predetta quota le percentuali demoltiplicate dei singoli investimenti qualificati all'interno dei fondi interni e/o OICR e/o gestioni separate non "PIR compliant".
Classificazione per rami nel Codice delle Assicurazioni Private
L'art. 2 del Codice delle Assicurazioni Private (Decreto Legislativo 7 settembre 2005, n. 209) disciplina la classificazione dei contratti assicurativi dei rami vita. Il legislatore ha previsto che i rami vita sono sei ed ognuno ha proprie caratteristiche e funzioni. Il ramo I riguarda le assicurazioni sulla durata della vita umana. Il ramo II interessa le assicurazioni di nuzialità e di natalità. Il ramo III unisce le assicurazioni, di cui ai rami I e II, le cui prestazioni principali sono direttamente collegate al valore di quote di Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR) o di fondi interni ovvero a indici o ad altri valori di riferimento. Il ramo IV afferisce all'assicurazione malattia e l'assicurazione contro il rischio di non autosufficienza che siano garantite mediante contratti di lunga durata, non rescindibili, per il rischio di invalidità grave dovuta a malattia o a infortunio o a longevità. Il ramo V si attiene alle operazioni di capitalizzazione. Il ramo VI concerne le operazioni di gestione di fondi collettivi costituiti per l'erogazione di prestazioni in caso di morte, in caso di vita o in caso di cessazione o riduzione dell'attività lavorativa.
Vincolo di detenzione e prodotti assicurativi PIR compliant
Se un PIR viene costituito con la stipula di contratti di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione, la condizione di detenzione quinquennale (c.d. minimum holding period) prevista per gli strumenti finanziari deve essere soddisfatta in capo al titolare, che in tal caso è il contraente. Ciò prescinde dalla durata della detenzione dei singoli investimenti da parte dell'impresa di assicurazione, che investe i premi. La decorrenza dei termini contrattuali dell'holding period inizia dalla data di versamento di ciascun premio. Nell'ipotesi in cui vi sia il pagamento di più premi, nei limiti del plafond annuale di 30.000 euro e complessivo di 150.000 euro, la durata contrattuale deve essere tale da consentire la maturazione dell'holding period quinquennale riguardo a ciascun premio versato. È evidente che un PIR ripartito in 5 premi annuali avrà una durata effettiva di 10 anni per maturare, uno ad uno, tutti i benefici fiscali.
PIR e riscatto parziale delle polizze assicurative e criteri di calcolo del rendimento
Il riscatto totale della polizza prima del compimento del minimum holding period comporta l'assoggettamento all'imposizione ordinaria dei redditi conseguiti e riferibili ai premi versati prima che sia trascorso un quinquennio. I riscatti parziali allineati all'holding period, invece, consentono di beneficiare delle agevolazioni fiscali dei PIR. Qualora la compagnia di assicurazione non fosse in grado di determinare il rendimento attribuibile a ciascuno dei premi versati, la stessa potrebbe adottare un criterio forfettario, assumendo che la percentuale di rendimento di ogni premio corrisponda alla percentuale di rendimento dell'intera polizza, indipendentemente dall'anno in cui ciascun premio è stato versato. Qualora il risparmiatore voglia effettuare un riscatto parziale, il riscatto va imputato ai premi versati meno recenti adottando il criterio First-In First-Off (FIFO). In tal modo i rendimenti non sarebbero assoggettati alla tassazione qualora i premi, uno dopo l'altro, avessero assolto il vincolo quinquennale di detenzione. Se le compagnie di assicurazione, anche in questo caso, non fossero in grado di quantificare la performance attribuibile ad ognuno dei premi versati, possono adottare un criterio forfettario assumendo la percentuale di rendimento di ogni premio corrispondente a quella di rendimento dell'intera polizza, indipendentemente dall'anno in cui ciascun premio è stato versato. Il riscatto, infatti, va imputato ai primi premi versati, i relativi rendimenti sono esclusi da tassazione in quanto i premi, essendo stati versati il primo anno, hanno assolto il vincolo quinquennale.