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Timestamp: 2017-12-16 00:16:55+00:00
Document Index: 151457537

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art.134', 'art.4', 'art.10', 'art.15', 'art.10', 'art.10']

LE RAPINE IN BANCA. LA VALUTAZIONE DEI RISCHI. OBBLIGHI, PROCEDURE, RESPONSABILITÀ - PDF
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1 LE RAPINE IN BANCA. LA VALUTAZIONE DEI RISCHI. OBBLIGHI, PROCEDURE, RESPONSABILITÀ Protocollo di intesa per la prevenzione della criminalità in banca. Analisi e valutazioni 27 Novembre 2006 Confronto Protocollo ABI Ed. 15 marzo 2006 (in riquadro) e proposte FISAC PROPOSTA PROTOCOLLO DI INTESA PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO RAPINA IN BANCA La Prefettura, le Forze dell Ordine, l'associazione Bancaria Italiana (di seguito ABI), le banche, le Organizzazioni Sindacali, le ASL, ciascuno per quanto di competenza in relazione agli impegni di seguito assunti.
2 CONSIDERATO che il crescente aumento della domanda di sicurezza nei luoghi di lavoro investe il settore bancario; che alle Forze dell'ordine spetta istituzionalmente la difesa del cittadino; che la necessità di proteggere le dipendenze bancarie è un preciso impegno, ai sensi della legislazione vigente, delle banche nei confronti dei dipendenti, della clientela e di terzi a qualsiasi titolo presenti presso le dipendenze bancarie, e risponde all'esigenza di consentire l'operatività in condizioni di sicurezza. PRESO ATTO che la proficua collaborazione nelle province italiane tra Prefetture, Forze dell'ordine, ABI, Banche, Organizzazioni Sindacali di categoria, le ASL, può determinare effetti sinergici positivi per la prevenzione e protezione dal rischio rapina alle dipendenze bancarie. CONVENGONO QUANTO SEGUE La Prefettura, le Forze dell Ordine, l'abi, le banche, le Organizzazioni Sindacali di categoria, le ASL, firmatari del Protocollo,
3 Art.1 - Informazioni di carattere generale Le banche firmatarie del Protocollo si impegnano a segnalare (e ad aggiornare) i seguenti dati alle Forze dell'ordine : il nome e i recapiti telefonici del/i responsabile/i al quale è possibile rivolgersi per le problematiche di sicurezza e security di carattere generale, l'elenco delle dipendenze e i relativi indirizzi, numeri telefonici e di fax, il nome e il numero telefonico di un referente per le problematiche concernenti le singole dipendenze o, in alternativa, un recapito telefonico facente capo ad una centrale operativa della banca a cui far riferimento nelle 24 ore, l'orario di apertura al pubblico antimeridiana e pomeridiana, dal lunedì al venerdì, e di apertura eventuale nelle giornate di sabato, domenica e festive.
4 Art. 2 Segnalazione di situazioni di rischio Le banche firmatarie del Protocollo si impegnano a segnalare alle Forze dell'ordine, ai numeri telefonici indicati nell'allegato 1, situazioni particolari di rischio in cui versano le dipendenze bancarie, quali : carenze gravi e imprevedibili delle misure di prevenzione e protezione (es. guasto dei sistemi relativi al controllo degli accessi, ecc.); movimenti sospetti di persone all'interno e all esterno delle dipendenze bancarie; eccezionali aggravamenti del rischio (es. aumento anomalo delle giacenze di cassa, effettuazione dì un trasporto valori con elevato ammontare di denaro, ecc.); lavori da svolgere, in particolare durante l'orario di apertura della dipendenza bancaria, che possono compromettere l'efficacia dei sistemi di prevenzione e protezione (es. manutenzione o sostituzione : di una bussola, di un sistema di allarme, ecc.), altre situazioni particolari di rischio in cui versano le dipendenze bancarie.
5 ! Art. 3 Valutazione dei rischi Le banche firmatarie del Protocollo si impegnano : a stabilire le opportune sinergie tra aspetti organizzativi, tecnici e procedurali in relazione alla security aziendale (rif. norma UNI 10459) e alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (rif. DLgs e smi), presso ciascuna unità produttiva; ad assicurare : - una qualificata valutazione del rischio per specifica unità produttiva (al riguardo in Allegato 2 si riportano i principali, non esaustivi, elementi di riferimento di cui tener conto nel processo di valutazione), - l aggiornamento periodico di detta valutazione, anche in relazione all evoluzione del fenomeno criminoso (eventi subiti, risposta dei sistemi di gestione di safety e security, ecc.) e alle eventuali informazioni fornite dalle Forze dell ordine, a riesaminare, a seguito di ogni evento criminoso, le misure adottate, in relazione : - al Documento sulla Valutazione dei Rischi (ex art. 4, DLgs 626/ 94 e smi), coinvolgendo i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, - al documento sulla security dell unità produttiva;
6 Art. 4 Misure di prevenzione e protezione Le banche firmatarie del Protocollo, a seguito della qualificata valutazione del rischio per specifica unità produttiva (sulla base dei principali, non esaustivi, elementi di riferimento di cui tener conto nel processo di valutazione e riportati in Allegato 2), si impegnano, fermo restando l obbligo di ricostruzione video degli eventi, a dotare la dipendenza bancaria delle idonee misure di prevenzione e protezione, che in linea generale possono essere inquadrate nelle seguenti principali (non esaustive) categorie :
7 1. Antintrusione a. bussola monopersona blindata a consenso con metal detector b. rilevatore biometrico c. vigilanza armata fissa esterna d. vigilanza armata fissa in box interno alla dipendenza bancaria e. vigilanza armata itinerante f. blindatura perimetrale g. blindatura localizzata h. sistemi antisfondamento (es. dissuasori fisici esterni, vetrature antiproiettile, ecc.) 2. Rilevazione/monitoraggio-allarme e di ausilio alle Forze dell ordine a. videoregistrazione (interna e/o perimetrale) analogica b. videoregistrazione (interna e/o perimetrale) digitale c. videosorveglianza-videocollegamento (continuo o su evento) d. allarmi antirapina monitoraggio elettronico (es. perimetrale, volumetrico) interno e. allarmi antirapina monitoraggio elettronico esterno collegati alla centrale operativa aziendale, dell istituto di vigilanza, delle Forze dell Ordine 3. Dissuasione a. dispositivi di custodia valori temporizzati b. cash guardian c. macchiatore banconote d. tracciabilità banconote e. bancone blindato/area blindata f. efficace pubblicizzazione (es. cartellonistica esterna-interna, ecc.), sulle misure di protezione adottate Le banche firmatarie del Protocollo si impegnano altresì ad assicurare le opportune azioni di prevenzione (di prima, seconda e terza istanza*) previste dalla normativa vigente in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare attraverso : l assistenza sanitaria specialistica post-evento criminoso, ai lavoratori e alle persone coinvolte, l assistenza giuridica ai lavoratori e alle persone coinvolte. Le banche firmatarie del Protocollo si impegnano (conformemente al dettato del DLgs 626/ 94 e smi, in particolare artt.4, 12 e 15) altresì : ad adottare le misure adeguate necessarie in caso di pericolo grave e immediato, sentito il medico competente ove previsto, a prendere i provvedimenti necessari in materia di pronto soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori e di terzi infortunati, ad organizzare i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di gestione dell'emergenza. (*) PREVENZIONE PRIMARIA: interviene per ridurre la probabilità che insorgano disturbi PREVENZIONE SECONDARIA: riguarda gli individui che manifestano problemi a livello sub-clinico PREVENZIONE TERZIARIA: serve per ridurre la durata e l impatto di un particolare disturbo
8 Art.5 Esigenze di privacy (aggiungere) Le banche firmatarie del Protocollo, nell adempiere alla normativa generale vigente in materia di protezione dei dati personali (in particolare l art.134 Videosorveglianza del DLgs 196/2003 Codice in materia di protezione dei dati personali ), confermano altresì che le apparecchiature che consentono la registrazione visiva degli ambienti destinati al pubblico e allo svolgimento del lavoro, sono state installate e continueranno ad essere adottate e utilizzate nel rispetto di quanto previsto dall art.4 della Legge 20 maggio 1970 n Art.6 Manutenzione delle misure di sicurezza Le banche si impegnano a implementare piani di manutenzione preventiva (rif. Norme UNI) periodica e a guasto dei sistemi di prevenzione e protezione (inclusa la taratura periodica della sensoristica) adottati, al fine di consentirne il continuo ed efficace funzionamento. Le banche firmatarie del Protocollo si impegnano altresì ad assicurare in tempi brevi il ripristino : delle condizioni organizzative, gestionali e tecniche per la prevenzione e la protezione, in caso di modifiche delle stesse, dei sistemi di prevenzione e protezione (antintrusione, rilevazione/monitoraggio-allarme e di ausilio alle Forze dell Ordine, dissuasione, ecc.) che hanno subito guasti, attivando, comunque, misure alternative di pari efficacia.
9 Art.7 Informazione (aggiungere) Le banche si impegnano altresì a intensificare, nei confronti dei propri dipendenti, l attività di informazione continua, estesa (nelle forme più opportune) anche a lavoratori con contratti di lavoro flessibile e a terzi che svolgono attività in outsourcing presso la specifica dipendenza bancaria, inerenti la prevenzione e protezione nei luoghi di lavoro nonché la sicurezza anticrimine, anche tramite : specifica normativa (ad es. Linee Guide ABI), anche al fine di individuare standard organizzativi, tecnici, procedurali nonché comportamentali, adeguati alle specifiche circostanze, la divulgazione delle pubblicazioni sulla sicurezza e le tecnologie per la protezione delle dipendenze bancarie (es. Bancaforte, ecc.). Art.8 - Formazione Le banche si impegnano a intensificare, nei confronti dei propri dipendenti, le attività di formazione continua (aggiornamento per tutti gli operatori, per nuovi assunti, per cambio mansione, addetti alla gestione delle emergenze e del primo soccorso), estesa (nelle forme più opportune) anche a lavoratori con contratti di lavoro flessibile e a terzi che svolgono attività in outsourcing presso la specifica dipendenza bancaria, anche tramite le iniziative di ABI Formazione e OS.SI.F., l Osservatorio dell ABI sulla Sicurezza Fisica.
10 Art.9 Ruolo delle Forze dell ordine (specificare) intervenire, su richiesta delle banche e a fronte di reali necessità, a specifici incontri di informazione e sensibilizzazione dei lavoratori bancari in materia di sicurezza anticrimine. Art.10 Ruolo della Prefettura La Prefettura s'impegna a convocare le Riunioni Tecniche di Coordinamento e/o il Comitato Provinciale per l Ordine e la Sicurezza Pubblica a richiesta dell ABI, delle Organizzazioni Sindacali, delle ASL, firmatari del presente Protocollo. Art.11 Ruolo dell ABI L'ABI nell ambito delle Riunioni Tecniche di Coordinamento e/o del Comitato Provinciale per l Ordine e la Sicurezza Pubblica di cui all art.10, ordinarie e straordinarie, si impegna a mettere a disposizione dei partecipanti i dati contenuti nel proprio Osservatorio sulla sicurezza fisica (OS.SI.F.), con particolare riferimento ai dati territoriali e a quelli sullo stato di percezione della cultura della sicurezza di cui al successivo art.15.
11 Art.12 Ruolo delle banche Le banche nell ambito delle Riunioni Tecniche di Coordinamento e/o del Comitato Provinciale per l Ordine e la Sicurezza Pubblica di cui all art.10, ordinarie e straordinarie, si impegnano a mettere a disposizione dei partecipanti i dati inerenti indagini periodiche, almeno con frequenza annuale, volte a analizzare la percezione dei lavoratori rispetto alle loro condizioni di lavoro. L obiettivo delle indagini è delineare un quadro di riferimento all interno del quale tutti gli attori che intervengono per la prevenzione nella gestione dei sistemi salute e sicurezza e della securuty possano trarre utili informazioni ed indicazioni (es. le cause scatenanti di malessere e di insicurezza nonché gli effetti sui singoli e sull azienda) per avviare strategie di miglioramento della qualità del lavoro e della vita lavorativa, nella consapevolezza che la conoscenza di come realmente i lavoratori percepiscono il lavoro e la sua organizzazione, è fonte preziosa per una politica di intervento proveniente dal basso. Le indagini utilizzeranno un questionario condiviso tra banche, Organizzazioni Sindacali, ASL, tenendo conto dall analogo documento della Agenzia Europea per la Sicurezza-Fondazione per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro di Dublino. Art.13 Ruolo delle Organizzazioni Sindacali di categoria (aggiungere) Nelle Riunioni Tecniche di Coordinamento e/o del Comitato Provinciale per l Ordine e la Sicurezza Pubblica, ordinarie e straordinarie, le Organizzazioni Sindacali possono presentare : i dati in proprio possesso sugli eventi criminosi, i dati del Registro nazionale delle malattie professionali dell INAIL (previsto dall art.10 del DLgs 38/2000 e istituito presso la Banca dati dell istituto), quant altro ritenuto utile. I predetti dati costituiranno oggetto di analisi da parte del Comitato. Art.14 Cultura della sicurezza (aggiungere) La divulgazione delle pubblicazioni sulla sicurezza e le tecnologie per la protezione delle dipendenze bancarie (es. Bancaforte, ecc.), sarà garantita anche ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza.
12 Art.15 Durata Il Protocollo che le parti sottoscrivono, ciascuna per quanto di competenza, in relazione agli impegni espressamente indicati, avrà la durata di 24 (ventiquattro) mesi a decorrere dalla data odierna e sarà tacitamente rinnovato a scadenza salvo diverse intese tra le parti. Data la natura pilota del presente Protocollo, le parti convengono sulla necessità di stabilire un periodo di sperimentazione e valutazione della durata di 12 (dodici) mesi, al termine del quale sarà oggetto di specifico riesame finalizzato, in particolare, a verificarne l efficacia a garanzia del miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza.
13 Allegato 2 Principali fattori, non esaustivi, da tener in conto nel processo di valutazione dei rischi della specifica dipendenza bancaria INTERNI Caratteristiche del sito Posizione geografica e topografica Confini (unità edilizie civili, commerciali; impiantistiche : fogne, cantinati, cavedi, impianti tecnologici comuni, ecc.) Ubicazione Interna ad altri siti produttivi Esterna : 1. Isolata 2. Periferica 3. Su rete viaria veloce 4. Centrale 5. Pedonale Tipologia Sportelli leggeri Open space Dimensione N dipendenti (di ruolo e non, es. nuove forme contrattuali, servizi in outsourcing) Entità dei valori in giacenza media Affollamento clientela (giornaliero, settimanale, mensile, stagionale) Statistiche eventi Rapine subite dalla dipendenza bancaria negli ultimi anni Rapine subite da altre dipendenze bancarie o altri settori produttivi (uffici postali, commerciali, ecc.) del circondario (ai fini dell analisi della deterennza comparata) Organizzazione Security (rif. norma UNI 10459) Sistema di Gestione per la Sicurezza (ruoli, responsabilità, procedure, riesame politica per la sicurezza, ecc.) Progettazione dei luoghi di lavoro Manutenzione Organizzazione del lavoro e relative procedure Formazione e Informazione specifica Turn-over dipendenti Gestione appalti Gestione nuove forme contrattuali Gestione lavoratori autonomi
14 Sistemi di sicurezza adottati Antintrusione bussola blindata a consenso (gestito dal personale, dalla guardia armata, ecc.) metal detector rilevatore biometrico vigilanza armata fissa (all esterno, all interno in specifica postazione blindata, ecc.) vigilanza armata itinerante (percentuale tempo piantonamento) blindatura perimetrale blindatura localizzata sistemi antisfondamento (es. dissuasori fisici esterni, vetrature antiproiettile, ecc.) Rilevazione/monitoraggio-allarme e di ausilio alle Forze dell ordine videoregistrazione (interna e perimetrale) analogica videoregistrazione (interna e perimetrale) digitale (continua, su evento) videosorveglianza allarmi* monitoraggio elettronico (es. perimetrale, volumetrico) interno allarmi* monitoraggio elettronico esterno *collegati alla centrale operativa aziendale, dell istituto di vigilanza, delle Forze dell Ordine Dissuasione mezzo forte temporizzato cash guadian macchiatore banconote bancone blindato pubblicizzazione (mass-media, efficace cartellonistica esterna-interna sulle misure adottate, ecc.) ESTERNI Contesto socio-economico Statistiche crimine : regione, provincia, comune, quartiere/zona Vicinanza altri siti sensibili (sportelli bancari, uffici postali, uffici commerciali) (ai fini dell analisi della deterennza comparata) Tempo intervento Forze dell Ordine