Source: http://saraagostini.postilla.it/2014/01/28/cosa-ce-di-nuovo-per-le-liquidazioni-coatte-delle-societa-cooperative/
Timestamp: 2017-12-15 21:21:35+00:00
Document Index: 96166043

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 2545', 'art. 203', 'art. 210', 'art. 107', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 202', 'art. 6', 'art 209', 'art. 214', 'art. 213']

Novita' per le liquidazioni coatte delle societa’ cooperative
Postilla » Generale » Il Blog di Sara Agostini » Cooperative » Cosa c’e’ di nuovo per le liquidazioni coatte delle societa’ cooperative
Durante il periodo di vigenza del Governo Monti sono stati approvati due interessanti Decreti Legge che hanno apportato modifiche alla procedura di liquidazione coatta amministrativa, con riferimento specifico alle società cooperative.
Scopo dei provvedimenti è quello di rendere più agili, efficienti e meno onerose le suddette liquidazioni, aumentate purtroppo nel numero a causa della perdurante crisi economica.
D.L. n. 95 del 06.07.2012, convertito nella Legge n. 135 del 07.08.2012:
§ l’incarico di Commissario nelle liquidazioni coatte amministrative delle cooperative è monocratico. Mai più, quindi, nomine di un collegio di tre commissari per le liquidazioni di società mutualistiche maggiori dimensione;
§ le liquidazioni coatte sono stabilite con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico. Mai più a Decreti del Direttore generale o del Dirigente di sezione;
§ il Commissario deve esercitare personalmente le proprie funzioni e se le delega a terzi, il compenso è decurtato di quanto speso per il delegato;
§ Si rimodulano i compensi dei Commissari (con probabile rideterminazione al ribasso). Si è in attesa del decreto attuativo.
D.L. n. 179 del 18.10.2012, convertito nella Legge n. 221 del 17.12.2012:
§ Utilizzo della PEC per le comunicazioni ai creditori. Il Commissario deve comunicare al registro imprese e ai creditori la propria PEC. I creditori, a loro volta, devono trasmettere al Commissario il proprio indirizzo di posta elettronica certificata per poter essere resi edotti di tutte le fasi della liquidazione. In mancanza, le comunicazioni verranno fatte presso la cancelleria del Tribunale competente per territorio.
§ Tutti i messaggi PEC inviati e ricevuti devono essere conservati dal Commissario in pendenza della procedura e nei due anni successivi alla sua chiusura.
§ Il Commissario deve trasmettere la relazione semestrale dell’attività svolta non solo al Ministero dello Sviluppo Economico, ma anche ai creditori via PEC e al registro imprese.
Sicuramente importante è la possibilità di utilizzazione della PEC, in quanto le spese postali, nell’ambito di una procedura, sono sempre piuttosto onerose. Dal momento che ora le imprese e i professionisti inscritti agli Ordini hanno la posta elettronica certificata, è un’ottima soluzione comunicare in questo modo.
Resta tuttavia qualche perplessità: 1) spesso i soci lavoratori non hanno la PEC. Costringerli alle comunicazioni in cancelleria mi pare oneroso, tenuto conto che non solo sono tra i creditori privilegiati, ma subiscono più di chiunque altro le sorti tragiche della cooperativa; 2) non si comprendono i motivi della comunicazione al Registro imprese della relazione semestrale del commissario liquidatore, in quanto non se ne prevede la pubblicazione.
Maggiori approfondimenti sulle novità per le liquidazioni coatte delle società cooperative saranno contenute in un articolo a mia firma pubblicato prossimamente sulla Rivista Ipsoa Cooperative e Enti No profit.
Sara Agostini – www.studioagostini.org
Letture: 18086 | Commenti: 60 |
60 Commenti a “Cosa c’e’ di nuovo per le liquidazioni coatte delle societa’ cooperative”
luigi Tricoli scrive:
Scritto il 10-2-2014 alle ore 17:28
Come d’abitudine: brava, sintetica e chiara.
Mi chiedevo se tali modifiche entrano in vigore anche nelle Regioni a Statuto Speciale o bisognerà attendere la “legiferazione Regionale”.
vds. Sicilia.
Scritto il 11-2-2014 alle ore 10:43
Grazie per il complimenti. Le novità sono contenute in una legge. Si riferiscono all’intero territorio nazionale e per quanto riguarda l’utilizzo della PEC sono direttamente applicabili a tutti. Le norme relative alle nomine dei commissari si riferiscono a quelle effettuate dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Matilde Riccioli scrive:
Scritto il 28-4-2014 alle ore 20:04
Gentilissima Sara Agostini, la mia domanda è sul compenso del commissario liquidatore,che dovrebbe essere liquidato secondo i criteri di legge ai sensi dell’art. 39 L.Fall. Ma non riesco a capire come funziona, ho pagato i creditori insinuatisi allo stato passivo, come devo determinare il mio compenso? devo logicamente calcolarlo prima della liquidazione definitiva? in attivo sono rimasti 9000 euro. Grazie
Scritto il 28-4-2014 alle ore 21:15
Il compenso del commissario liquidatore deve essere calcolato in base al D.M. 23 febbraio 2001 e ovviamente è in prededuzione. Prima del piano di riparto finale, il commissario deve richiedere al Ministero dello Sviluppo Economico l’autorizzazione per la liquidazione del compenso finale. Solo dopo questo si possono predisporre gli atti finali. Il commissario senza autorizzazione non può acquisire il compenso e neppure eventuali anticipi.
LUCIA STURIALE scrive:
Scritto il 16-7-2014 alle ore 21:14
Sto predisponendo gli atti finali per la chiusura di una liquidazione coatta amministrativa. Nessun problema per il progetto di riparto finale, ma che differenze esistono tra il bilancio finale di liquidazione ed il rendiconto della gestione?
Nelle bozze che ho predisposto tutte le voci sono identiche!
Lucia Sturiale
Iacuone Carmine scrive:
Scritto il 22-1-2015 alle ore 19:01
Sono socio; creditore. di una cooperativa edilizia in liquidazione coatta amministrativa, volevo sapere se in queto caso esiste una legge che prevede la rivalutazione ISTAT sulla somma a credito. In attesa distinti saluti
Scritto il 27-1-2015 alle ore 01:09
Buongiorno può spiegarmi come si calcola attualmente il compenso per il commissario liquidatore ?
Scritto il 20-3-2015 alle ore 17:13
Quali sono le autonomie del Commissario Liquidatore. Esempio… avendo una perizia giurata, può vendere le attrezzature, vetture, ecc… Puo’ affittare un locale o abitazione? Oppure per tutto ciò deve chiedere preventiva autorizzazione al Ministero?
Scritto il 23-3-2015 alle ore 16:43
Per quello che riguarda le vendite è necessaria l’autorizzazione ministeriale per le vendite in blocco, le cessioni aziendali, le vendite di beni mobili registrati e ovviamente immobili. Gli affitti presuppongono una prosecuzione di attività che deve essere anch’essa sottoposta all’autorità di vigilanza.
Scritto il 11-5-2015 alle ore 14:11
quali sono gli obblighi di un commissario liquidatore (nominato nel 2008) precisando che lo stesso non ha svolto qualsivoglia attività fino a 2012, allorquando ha presentato denuncia, lamentando di non essere venuto in possesso di alcuna documentazione amministrativo/contabile ne del conto di gestione di una cooperativa in liquidazione coatta. Unico atto che ha svolto alla nomina avvenuta nel 2008 è stato quello di richiedere la documentazione tramite raccomandata all’ultimo presidente della cooperativa, risultato all’epoca irreperibile presso indirizzo della raccomandata.Il liquidatore avrebbe dovuto compiere altre azioni? Grazie
Scritto il 11-5-2015 alle ore 15:16
Direi di sì. Prima cosa la vidimazione del registro della liquidazione, come prescrive la legge. E poi fare una visura per reperire l’indirizzo di residenza dell’amministratore. E via via moltissime altre attività per reperire informazioni sullo stato della cooperativa.
Scritto il 15-6-2015 alle ore 09:14
Gentilissa Dott.ssa Agostini
esiste una metodologia di calcolo, ritenuta valida da tutti, del canone di godimento degli immobili assegnati ai soci di una cooperativa edilizia ( con mutualità prevelente) con proprietà indivisa?
Scritto il 5-4-2016 alle ore 19:29
Sono un commissario liquidatore di una cooperativa edilizia sciolta per atto di autorità.
Avendo la società proposto ricorso al TAR avverso lo scioglimento ed essendo lo stesso stato accolto
quali sono le formalità per il liquidatore dopo la notifica della sentenza?
Il compenso al liquidatore per l’attività svolta sino a quel momeento come si calcola e chi lo paga?
Scritto il 6-4-2016 alle ore 08:53
Un caso interessate…è necessario valutare quale attività effettivamente sia stata svolta dal Commissario nel periodo intercorrente tra la nomina e l’annullamento del decreto. Immagino che debba essere quantificato dal MiSE e posto a carico dell’Erario.
Scritto il 22-4-2016 alle ore 15:41
La nostra società cooperativa di lavoro,sarà costretta a chiudere l’attività probabilmente per motivi dovuti a ex soci-dipendenti i quali hanno acceso delle vertenze che non possono essere onorate.Sono da agosto 2014 amministratore unico, quali sono le conseguenze personali civili e penali? Si comunica che la cooperativa non ha inadempienze Inps,Inail A.dell’Entrate, M.del Lavoro.Desideriamo dei consigli proprio per chiudere in chiarezza senza ripercussioni personali e societarie.Grazie.Aldo
Scritto il 22-4-2016 alle ore 17:03
Buonasera. La risposta alla sua domanda è articolata e, per questo, non è possibile rispondere nel breve spazio di un post. Prima di tutto è necessario capire se la cooperativa è, al momento attuale, insolvente o meno. Perché le conseguenze penali, in linea di massima, sono legate alla commissione di reati fallimentari (bancarotta, abuso del credito, etc..). Le conseguenze di tipo civile sono, invece, legate alla responsabilità degli amministratori nella eventuale mala gestio della cooperativa. Per poterle rispondere con cognizione, avrei necessità di maggiori informazioni. Può contattarmi direttamente a Studio.
GIACINTO FUSCO scrive:
Scritto il 5-5-2016 alle ore 09:28
/82)Per richiedere il pagamento del TFR al FONDO DI GARANZIA INPS(L.297/82) ho bisogno del rilascio del Commissario liquidatore di una cooperativa del Mod. TFR/clbis sost cod. sr52. Il commissario ( nominato dal MISE) non risponde. Debbo accertarmi se è stato accertato lo stato di insolvenza da parte del Tribunale? A chi posso inoltrare proteste per il controllo dell’operato del Commissario? Sicuro di adeguata risposta, porgo distinti saluti.
Scritto il 5-5-2016 alle ore 09:53
Buongiorno. Il commissario liquidatore può rilasciare il modello TFR cod sr52 solo se è stato già depositato in Tribunale lo stato passivo della cooperativa e non è stato opposto. Le consiglio, per prima cosa, di informarsi su questo. Se il Commissario non le rilascia questa informazione, può recarsi in Tribunale e verificare se lo stato passivo è stato depositato. Se è stato depositato e Lei risulta tra i creditori che hanno diritto al TFR ed il Commissario non le fornisce il modulo necessario per accedere al Fondo di Garanzia, allora può informarsi presso il Ministero dello Sviluppo Economico presso la Divisione che si occupa specificamente della gestione delle liquidazioni coatte amministrative delle società cooperative.
Scritto il 12-7-2016 alle ore 20:59
Buona sera,faccio parte di una coop edilizia in fase di liq coatta amministrativa. Mutuo indiviso, ma io ho pagato tutta la. casa con versamenti documentati e riconosciuti. Ma gli altri pagavano interessi di pre ammortamento e sono dentro casa con miseri versamenti. Ora la banca chiede la restituzione del mutuo. Cosa succederà a me che ho pagato? Premetto che non abbiamo gli atti della case. Ma ci abitiamo in quanto tutti abbiamo pensato di occupare le case, dato che ci siamo trovati con un presidente ladro. Io però ho pagato fino all ultimo centesimo e risulto creditore privilegiato e chirografario . Ma che succederà a me? Io non ho più soldi ! Ho pagato tutto, ma il mutuo è indiviso. Attendo qualche risposta
Scritto il 4-8-2016 alle ore 15:47
Buongiorno. Non mi è possibile rispondere alla sua domanda, perché dovrei visionare la documentazione concernente il suo specifico caso.
Scritto il 25-9-2016 alle ore 21:19
Buonasera, sono proprietario di un appartamento costruito in cooperativa edilizia (ex GESCAL). La Cooperativa è attualmente in L.C.A. e dispone di nr. 3 appartamenti che non sono mai stati assegnati. Quali sono in questo caso i doveri del Commissario liquidatore? Nelle assemblee condominiali deve essere convocato il Commissario liquidatore in rappresentanza dei tre appartamenti di pertinenza della Cooperativa? È vero che il Commissario liquidatore per coprire il passivo della cooperativa deve provvedere alla vendita dei cespiti della cooperativa e che il ricavato della vendita non può essere utilizzato, in alcun modo, per provvedere alla riparazione dell’immobile?
In attesa di sua cortese risposta, La ringrazio e Le porgo distinti saluti.
Scritto il 30-9-2016 alle ore 11:33
Buongiorno. Il compito del commissario è, in via generale, effettivamente, quello della vendita dei cespiti per la realizzazione dell’attivo. Non posso, però, rispondere nello specifico alla sua domanda, perché non conosco i fatti nella loro interezza.
Scritto il 6-10-2016 alle ore 10:45
Gent.le Dott.ssa sono un socio di una cooperativa (mutualità prevalente divisa), abbiamo dato incarico ad un liquidatore (liquidazione volontaria) che per prima cosa a chiesto il recupero dei crediti ai soci, anche a quei soci che hanno versato soldi in piu’ e sono creditori di circa 15000,00 verso la cooperativa, con decreto ingiuntivo ed iscrizione dell’ipoteca sugli immobili invenduti. Le chiedo: 1- Posso versare e successivamente chiedere un acconto sulle somme dovute?
2) possiamo chiedere il passaggio alla coatta e quale periodo di bilancio verrà verificato dall’ente amministrativo.
3) avendo messo ipoteca sugli immobiie è possibile ricavare qualcosa dalla vendita o il socio è l’ultima persona che verrà rimborsata?
4) il commissario liquidatore verrà pagato dai soci?
5) Quale altre somme sono a carico dei soci se l’attivo non copre il passivo.
Scritto il 6-10-2016 alle ore 15:16
Buongiorno. Non mi è possibile fornire una consulenza su un caso specifico, come pare essere il suo, se non ho a disposizione la documentazione. Per quello che riguarda la liquidazione coatta amministrativa, in linea generale le posso dire che si tratta di una procedura concorsuale e che la nomina del commissario è effettuata dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il presupposto per l’adozione del provvedimento della liquidazione coatta amministrativa della società è l’insolvenza. Per cui se la sua cooperativa non è insolvente, non potrà essere posta in lca. Il compenso del commissario liquidatore di una procedura di liquidazione coatta amministrativa è a carico dell’attivo della cooperativa. Se non vi è attivo è a carico dello Stato.
simona ardovini scrive:
Scritto il 10-10-2016 alle ore 09:57
Egr.Dott.sa buongiorno, la domanda è questa:
puo il liquidatore di una coop.edificatrice in liquidazione volontaria prendere decisioni straordinarie senza aver consultato l’assemblea?Lo statuto non prevede niente.
Scritto il 10-10-2016 alle ore 11:10
Gent.le Dott.ssa, puo’ il liquidatore di una cooperativa in liquidazione volontaria mettere in mora i soci e procedere con decreto ingiuntivo per recupero crediti? E i soci possono fare opposizione, visto che vantano crediti nei confronti della cooperataiva che ha più iniziative sociali?
Scritto il 18-10-2016 alle ore 19:01
Gent.le Dott.ssa, una cooperativa edilizia è stata messa in liquidazione coatta circa un anno fa,il commissario liquidatore non provveduto a comunicarlo ai creditori, è stata fatta una prima asta,che è andata deserta,Le chiedo Cortesemente è corretto il comportamento del liquidatore,Grazie
Scritto il 25-10-2016 alle ore 19:14
in primis mi complimento per il suo blog sempre esaustivo!
sono stato nominato commissario liquidatore di una cooperativa sciolta dal Mise ai sensi dell’art. 2545 septiesdecies c.c..
In mancanza di documentazione contabile poichè amministratore irreperibile, dopo gli accertamenti di rutine da me compiuti ho formato lo stato passivo (depositato in tribunale) dove è presente equitalia, 2 lavoratori e società cessionaria di un credito di istituto bancario.
La mia domanda è, posto che la società non ha attivo ma solo passivo e presentata relazione ex art. 203 l.f. alla Procura sono tenuto ad chiedere lo stato di insolvenza atteso che non ho revocatorie da fare ne’ azioni di responsabilità verso l’amministratore che da accertamennti patrimoniali risulta nullatenente?
Grazie se mi vorrà dare riscontro.
Scritto il 25-10-2016 alle ore 19:42
Per quello che riguarda l’asta di immobili, la normativa sulle l.c.a. stabilisce, all’art. 210 L.F., che la vendita deve essere autorizzata dall’autorità che vigila sulla liquidazione. Nell’autorizzazione di vendita il Ministero dello sviluppo economico indica la pubblicità che il commissario deve dare alla vendita. Il Ministero richiede che il bando sia pubblicato su un sito di aste e che dell’avviso di vendita sia data pubblicazione su un quotidiano locale. Se vogliamo considerare applicabile per analogia anche l’art. 107 L.F., allora il commissario dovrebbe altresì dare notizia delle operazioni di vendita a ciascuno dei creditori ipotecari o comunque muniti di privilegio.
Scritto il 25-10-2016 alle ore 19:50
Per quanto riguarda l’accertamento giudiziario dello stato di insolvenza, non è un obbligo per il commissario. Tuttavia il Ministero dello Sviluppo Economico, in questo momento, insiste molto su questo punto e, per le liquidazioni coatte amministrative, richiede ai commissari che presentino l’istanza al Tribunale.
Scritto il 29-10-2016 alle ore 22:22
Socia di cooperativa edilizia S.R.L. in liquidazione (che ha raggiunto il suo scopo, tutti i soci hanno la casa in proprieta`) e ora con sentenza x la quale si deve procedere con la liquidazione coatta amministrattiva, quali ripercussioni avranno i singoli soci seguendo tale procedura??? Ringrazio anticipatamente per l`attenzione.
Scritto il 29-10-2016 alle ore 22:50
Socia di cooperativa edilizia S.R.L. in liquidazione (che ha raggiunto il suo scopo, tutti i soci hanno la casa in proprieta`divisa) ora con sentenza dichiarata la sua insolvenza,si deve procedere con la liquidazione coatta amministrattiva. Quali ripercussioni avranno i singoli soci seguendo tale procedura??? Ringrazio anticipatamente per l`attenzione.
Scritto il 31-10-2016 alle ore 18:16
Buonasera. La procedura di liquidazione coatta amministrativa riguarda la cooperativa, non i singoli soci. Le conseguenze dirette per i soci possono essere di due tipi. Se i soci sono creditori della cooperativa, per il soddisfacimento dei propri crediti devono essere insinuati al passivo della società. Se i soci, invece, sono debitori della cooperativa, il commissario liquidatore chiederà il pagamento dei debiti per recuperare l’attivo necessario per il soddisfacimento dei creditori sociali.
Scritto il 2-11-2016 alle ore 14:47
la coop. edilizia s.r.l. in liquidazione di cui sono socia è stata diffidata a ripianare il patrimonio netto negativo; in caso contrario la possibilità di attivare la procedura della liquidazione coatta amm.va. Faccio presente che:
1- la cooperativa a proprietà divisa è una s.r.l.; l’atto costitutivo in caso di scioglimento non prevede alcuna deroga in relazione alle s.r.l.;
2- fa parte di un consorzio di coop. edili che hanno tutte raggiunto il loro scopo, tutti i soci sono proprietari delle case ed il consorzio così come la mia cooperativa in liquidazione non ha chiuso per cause legali pendenti aperte dai soci;
3 – la mia cooperativa s.r.l. in liquidazione ha chiuso al 31.12.2015 lo stato patrimoniale con un saldo negativo;
4- la mia cooperativa in liquidazione è tutt’ora proprietaria di un immobile che presumibilmente messo all’asta non coprirà interamente la perdita netta iscritta nello stato patrimoniale.
Dopo tutto quanto sopra esposto per i singoli soci della mia cooperativa è opportuno ripianare la perdita netta o attivare la liquidazione coatta amm.va??
In questo ultimo caso i singoli soci saranno chiamati a provvedere alla copertura dei restanti debiti non soddisfatti dalla medesima, debiti principalmente imputabili alle cause legali pendenti ed al compenso del liquidatore, non retribuito in questi ultimi esercizi??
Grazie mille per quanto potrà chiarire le mie perplessità.
Scritto il 2-11-2016 alle ore 16:03
Buongiorno. La situazione che mi descrive è troppo complessa perché io possa rispondere in modo puntuale su questo blog. Per qualsiasi caso che riguardi la singola realtà cooperativa, se lo desidera, può rivolgersi al mio studio (www.studioagostini.org).
Scritto il 4-11-2016 alle ore 09:23
Il ricorso per la dichiarazione dello stato di insolvenza da parte del Commissario Liquidatoreex art 202 è fatto in proprio o con il patrocinio di un legale ed in tal caso va richiesto al Mise la nomina di un legale ? Grazie
Scritto il 5-11-2016 alle ore 19:47
L’accertamento giudiziario dello stato di insolvenza va richiesto direttamente dal commissario liquidatore che parteciperà in udienza personalmente, senza l’ausilio di un legale.
EUPLIO VITELLO scrive:
Scritto il 7-11-2016 alle ore 16:25
Buonasera mia moglie ha vinto una causa tantissimi anni addietro e non abbiamo ricevuto più notizie dal nostro avvocato a cui abbiamo chiesto per anni notizie e che regolarmente ci diceva che c’era un fallimento in corso. Adesso ho trovato cercando su internet la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale nel 2006 della liquidazione coatta della società e la nomina del commissario liquidatore. Posso ancora tentare di reciuperare il credito? Grazie
Scritto il 9-11-2016 alle ore 20:26
Gent.ma Dott.ssa, le pongo una questione interpretativa. Il tema è quello dei compensi del liquidatore. In base all’art. 6 del D. 23/2/01, esso va calcolato “… sull’ammontare dell’attivo già realizzato e sull’ulteriore fabbisogno concordatario attribuito ai creditori”. Ora, il compenso va calcolato, in percentuale, sulla somma tra l’ammontare dell’attivo e l’ulteriore fabbisogno? Oppure un primo compenso percentuale calcolato sull’ammontare dell’attivo e un altro calcolato sull’ulteriore fabbisogno?
* é chiaro che la diversa interpretazione rileva laddove la diversità degli importi porterebbe alla applicazione di scaglioni percentuali differenti nell’uno o nell’altro caso.
Grazie del Suo tempo e della Sua professionalità!
Scritto il 10-11-2016 alle ore 19:41
Premettendo che non ho mai gestito una liquidazione con fase concordataria, dalla lettura del decreto mi sembra di poter interpretare che il compenso vada calcolato con percentuale sull’attivo e con altra percentuale sul fabbisogno concordatario, così come nella liquidazione coatta amm. sic et simpliciter è calcolato sull’attivo realizzato e sul passivo accertato.
Scritto il 12-11-2016 alle ore 12:18
Per capire se una liquidazione coatta amministrativa è ancora aperta, è necessario effettuare una visura alla Camera di Commercio e vedere se la cooperativa sia stata cancellata perchè la liquidazione ha terminato il suo iter. Diversamente, se la cooperativa non è stata ancora cancellata, può tentare di contattare il commissario. Per capire se il suo credito è ancora recuperabile, comunque, dovrei visionare la documentazione.
Scritto il 18-11-2016 alle ore 11:37
in primis mi complimento con il suo blog sempre esaustivo e preciso.
Sono Commissario Liquidatore di una coperativa edilizia che ha depositato lo stato passivo tempestivo in cancelleria del tribunale escludendo i finanziamenti soci dall’ammissione poichè non giustificati. Gli stessi non mi propongono opposizione nei termini ma producono istanza di ammissioni tardive art 209 con la prova dei finanziamenti inviando le domande alla pec della procedura ed indirizzate al Giudice istruttore;
Volevo chiederle ma la nomina del Giudice istruttore e la presentazione delle domande tardive deve avvenire con impulso di parte ricorrente presso il Tribunale con iscrizione a ruolo o e’ il Commissario che deve preoccuparsene?
Scritto il 18-11-2016 alle ore 17:56
E’ necessario prima di tutto capire se trattasi di una vera e propria tardiva oppure di una opposizione allo stato passivo che non è stata presentata ne termini, mascherata da tardiva.
Posto che siano autentiche domande tardive, Le dico subito che gli orientamenti dei Tribunali sono i più vari. Il Tribunale di Roma e, se non erro, anche quello di Milano hanno stabilito che sia il commissario a decidere sulle tardive e, in caso di mancato accoglimento dell’istanza del creditore, questi ha la possibilità di adire il Tribunale, proponendo opposizione. Altri Tribunali, invece, trattano la questione come se fosse un fallimento e non una lca e, quindi, il curatore deve chiedere al Giudice Istruttore la fissazione di una udienza per la trattazione delle domande tardive.
Scritto il 29-11-2016 alle ore 15:05
dott.ssa Agostini,
vedo che ha centrato il problema…trattasi di tardive mascherate poichè non e’ stata fatta nei termini l’opposizione sul rigetto sui finanziamenti soci.
Io propenderei per la trattazione al pari delle tempestive ed l’inammissibilità delle domande tardive poichè i finanziamenti soci sono già state trattate dal Commissario ed escluse.
Scritto il 1-2-2017 alle ore 18:16
gentile Dr.ssa Agostini, sono commissario liquidatore di due cooperative in liquidazione coatta. le cooperative non hanno attivo e l’ultimo bilancio presentato è nel 2010 . ho comunicato la pec alla camera di commercio ma ora vorrei capire l’iter del procedimento:
il registro va obbligatoriamente vidimato dalla camera di commercio?
non avendo nessuna attivita’ nel rendiconto semestrale cosa devo inserire? i valori all’ultimo bilancio disponibile o solo i dati relativi al semestre dalla nomina? cioè 0?
una volta fatta la relazione semestrale e accertato che non c’è attivo devo predisporre lo stato di insolvenza? quali sono gli adempimenti?.
Scritto il 2-2-2017 alle ore 10:24
Buongiorno. Mi spiace, ma non è questa la sede per rispondere a tutti i suoi quesiti, per i quali dovrei descrivere tutto l’iter della liquidazione. Per qualsiasi caso che riguardi la singola realtà cooperativa, se lo desidera, può rivolgersi al mio studio per una consulenza apposita (www.studioagostini.org).
francesco labriola scrive:
Scritto il 2-3-2017 alle ore 14:52
Buongiorno, sono un socio ex amministratore di una cooperativa edilizia, posta in liquidazione coatta. Sono venuto a conoscenza della messa in liquidazione con nomina del Commissario liquidazione per caso, senza una formale comunicazione. Hanno notificato al Presidente ma senza nessuna notifica al consiglio ne dal Commissario ne dal Presidente in carica. E’ valida la nomina del commissario, atteso che secondo la legge andava data pubblicizzazione ai soci? Grazie
Scritto il 2-3-2017 alle ore 15:16
Buongiorno, se il commissario liquidatore non comunica nulla ai creditori cosa succede, inoltre non si è mai attivato. visto che la banca ha messo all’asta gli immobili.
grato per una eventuale risposta
Scritto il 3-3-2017 alle ore 10:53
Il Decreto di messa in liquidazione coatta amministrativa di una cooperativa è pubblicato in Gazzetta Ufficiale e comunicato all’ultimo legale rappresentante dell’ente. Tanto basta come comunicazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.
Scritto il 3-3-2017 alle ore 10:55
Per quello che riguarda la possibile inerzia del commissario liquidatore, si evidenzia che il Commissario è tenuto a comunicare ogni sei mesi via pec ai creditori che abbiano, a loro volta, inviato il proprio indirizzo Pec al commissario, una relazione semestrale sulle attività svolte. In questo modo è possibile conoscere cosa sia stato fatto o meno dal commissario.
Scritto il 8-3-2017 alle ore 22:01
Gentilissima Sara Agostini,
Scritto il 9-3-2017 alle ore 08:50
Buongiorno. Come ho già scritto ad altri lettori, mi è difficile valutare la situazione senza visionare la documentazione attinente al suo specifico caso. Le posso dire che la liquidazione coatta amministrativa è una procedura concorsuale, assimilata per alcuni aspetti significativi, al fallimento. Le consiglio di farsi assistere da un esperto in questa fase, perché, se non conosce la procedura, potrebbe non riuscire a valutare esattamente la situazione.
Scritto il 11-3-2017 alle ore 18:33
Gentile D.ssa una cooperativa in lca con un commissario possono chiedere al MISE gli amministratori un concordato preventivo?
Scritto il 12-3-2017 alle ore 20:50
La risposta è contenuta nell’art. 214 della Legge fallimentare che di seguito le riporto:
L’autorità che vigila sulla liquidazione, su parere del commissario liquidatore, sentito il comitato di sorveglianza, può autorizzare l’impresa in liquidazione, uno o più creditori o un terzo a proporre al tribunale un concordato, a norma dell’articolo 124, osservate le disposizioni dell’articolo 152, se si tratta di società.
La proposta di concordato è depositata nella cancelleria del tribunale col parere del commissario liquidatore e del comitato di sorveglianza, comunicata dal commissario a tutti i creditori ammessi al passivo con le modalità di cui all’articolo 207, quarto comma, e pubblicata mediante inserzione nella Gazzetta Ufficiale e deposito presso l’ufficio del registro delle imprese. (2)
Il tribunale, sentito il parere dell’autorità che vigila sulla liquidazione, decide sulle opposizioni e sulla proposta di concordato con decreto in camera di consiglio. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 129, 130 e 131.
Mirco Mascagni scrive:
Scritto il 26-4-2017 alle ore 11:30
Buongiorno Dr.ssa Agostini.
Dando per scontati i meritatissimi complimenti, Le chiedo:
dopo aver inviato al Mise Relazione Finale e Bilancio di liquidazione (oltre che istanza liquidazione compenso) devo attendere l’autorizzazione alla sua pubblicazione o posso procedere direttamente a trasmetterla (in forma emendata con omissis) a Creditori, Cancelleria Tribunale (completa ed emendata) e a chi altri?
Su questi passaggi ho sentito pareri diversi … Grazie
Scritto il 27-4-2017 alle ore 19:25
Deve assolutamente attendere l’autorizzazione del Ministero, così come previsto dalle legge fallimentare nell’art. 213,
Scritto il 8-9-2017 alle ore 13:37
Buona giornata Dott.ssa D’Agostini,
di regola quanto può durare negli anni una liquidazione coatta amministrativa relativa ad una cooperativa edilizia?
E’ normale che possa andare avanti nel tempo da più di 25 anni essendo stata aperta nel 1991? Esiste un limite di tempo nella durata della L.C.A. previsto dalle leggi italiane ed europee?
Scritto il 8-9-2017 alle ore 20:57
Molte liquidazioni vanno per le lunghe per via dei contenziosi giudiziari oppure per altre motivazioni. Il Commissario Liquidatore, nella relazione che ogni semestre deve inviare al Ministero e ai creditori, deve rendere noto l’andamento della liquidazione e la motivazione che ne ostacola la chiusura definitiva. Se, però, non relaziona adeguatamente, il suo comportamento può essere censurato dall’autorità di vigilanza e determinare la revoca dell’incarico.
Antioco scrive:
Scritto il 6-10-2017 alle ore 11:14
Buongiorno Dott.ssa Agostini. Le pongo un quesito che si dibatte tra noi soci di cooperativa edilizia. La nostra coop è stata già radiata dall’albo delle cooperative edilizie (decreto già pubb in gazzetta) e il MISE ha disposto la gestione commissariale (presumibilmente per liquidarla). La domanda è questa: durante il periodo che intercorre tra la comunicazione del MISE e l’effettiva nomina del commissario, può il nostro consiglio di amministrazione operare come nulla fosse? Avendo perso lo status di mutualità prevalente non dovrebbero essere sospese tutte le iniziative nell’attesa, ormai breve, che subentri il commissario? Siamo preoccupati che queste continue iniziative (spese!) poi gravino sulle spalle di noi soci e/o portino a gravi sanzioni.
Grato per la sua risposta! Cordiali saluti
Scritto il 10-10-2017 alle ore 18:12
Buongiorno. Fino alla firma del decreto che dispone la gestione commissariale il consiglio di amministrazione resta in carica e prosegue nel suo compito. Certamente, sarà il commissario di governo nominato dal Ministero a decidere se il comportamento degli amministratori sia stato corretto.