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Timestamp: 2018-07-17 15:21:53+00:00
Document Index: 155786491

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 2', 'art. 2712', 'art. 214', 'art. 14', 'art. 512', 'art. 2290', 'art. 344', 'art.116', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 6', 'art.117']

Sentenze e massime - Ultime dalla Corte di Cassazione: febbraio 2011
RISARCIMENTO DEL DANNO DA LESIONE DI DIRITTI INVIOLABILI - AZIONABILITA' IN ITALIA - INVOCABILITA', DA PARTE DEL DEBITORE DELLA CONDIZIONE DI RECIPROCITA' - ESCLUSIONE
L’art. 16 disp. prel. c.c., nella parte in cui subordina alla condizione di reciprocità l’esercizio dei diritti civili da parte dello straniero, pur essendo tuttora vigente, dev’essere interpretato in modo costituzionalmente orientato, alla stregua dell’art. 2 cost., che assicura tutela integrale ai diritti inviolabili. Pertanto allo straniero, che sia o meno residente in Italia, è sempre consentito (a prescindere da qualsiasi condizione di reciprocità) domandare al giudice italiano il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale derivato dalla lesione di diritti inviolabili della persona avvenuta in Italia, sia nei confronti del responsabile del danno, sia nei confronti degli altri soggetti che per la legge italiana siano tenuti a risponderne, ivi compreso l’assicuratore della responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli od il Fondo di garanzia per le vittime della strada.
Sentenza n. 450 dell'11 gennaio 2011
(Sezione Terza Civile, Presidente R. Preden, Relatore A. Segreto)
ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA DELLA RESPONSABILITA' CIVILE DERIVANTE DALLA CIRCOLAZIONE DI VEICOLI - RESPONSABILITA' PER "MALA GESTIO" NEI CONFRONTI DELL'ASSICURATO - PRESUPPOSTI - ACCERTAMENTO - CRITERI
Il termine di adempimento di 60 giorni che la legge accorda all’assicuratore della responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli per adempiere la propria obbligazione risarcitoria nei confronti del terzo danneggiato rileva anche nei rapporti tra assicuratore ed assicurato, in quanto la colposa violazione di quel termine fa sorgere in capo all’assicuratore una responsabilità per mala gestio nei confronti dell’assicurato, se a causa del ritardo il risarcimento, capiente all’epoca del sinistro, sia divenuto incapiente; ricorrendo tale ipotesi l’assicuratore è obbligato a tenere indenne l’assicurato per l’intero risarcimento cui questi sia tenuto verso il danneggiato.
Testo Completo: Sentenza n. 1083 del 18 gennaio 2011
(Sezione Terza Civile, Presidente F. Trifone, Relatore A. Amatucci)
LAVORO – VIDEOSORVEGLIANZA DEI LAVORATORI – CONTROLLO A DISTANZA C.D. DIFENSIVO - VALORE PROBATORIO DELLE REGISTRAZIONI DELL'IMPIANTO AUDIOVISIVO– ART. 2712 COD. CIV. - DISCONOSCIMENTO – MODALITÀ
In tema di videosorveglianza dei lavoratori, con riferimento al valore probatorio di registrazioni audiovisive legittime (in quanto volte a realizzare controlli difensivi da parte del datore di lavoro), la S.C. ha precisato che il disconoscimento delle riproduzioni meccaniche di cui all'art. 2712 cod. civ., che fa perdere alle stesse la loro qualità di prova, pur non essendo soggetto ai limiti e alle modalità di cui all'art. 214 cod. proc. civ., deve essere, oltre che tempestivo, chiaro, circostanziato ed esplicito, dovendo concretizzarsi nell'allegazione di elementi attestanti la non corrispondenza tra realtà fattuale e realtà riprodotta.
Testo Completo: Sentenza n. 2117 del 28 gennaio 2011
(Sezione Lavoro, Presidente F. Miani Canevari, Relatore G. Napoletano)
GIURISDIZIONE CIVILE – GIURISDIZIONE IN MATERIA TRIBUTARIA CONTRIBUTO ANNUALE PREVISTO DALL'ART. 14 DEL D.LGT N. 382 DEL 1944 A FAVORE DEL CNF - CONTROVERSIE SUL PAGAMENTO - DEVOLUZIONE ALLA GIURISDIZIONE TRIBUTARIA
Le Sezioni Unite decidendo su un regolamento preventivo di giurisdizione hanno ritenuto che la controversia concernente il pagamento del contributo annuale previsto dall'art. 14 del d.lgt n. 382 del 1944 a carico degli avvocati ed a favore del Consiglio nazionale forense (CNF) è devoluta alla giurisdizione tributaria.
Testo Completo: Sentenza n. 1782 del 26 gennaio 2011
PROVE – DICHIARAZIONI ASSUNTE NEL CORSO DELLE INDAGINI PRELIMINARI – SOPRAVVENUTA PERDITA DELLA MEMORIA DEL TESTE PER TRAUMA – UTILIZZABILITA’ NEL DIBATTIMENTO
La Corte ha stabilito che nel dibattimento possono essere acquisite mediante la lettura e legittimamente utilizzate ai fini di prova, ricorrendo un’ipotesi di sopravvenuta impossibilità di ripetizione dell’atto ai sensi dell’art. 512 cod. proc. pen., le dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari da persona informata sui fatti la quale una volta chiamata a deporre in udienza dichiari di non ricordare più nulla sui fatti oggetto dell’esame e risulti accertato che nelle more abbia subito una perdita della memoria di origine traumatica.
Sentenza n. 3315 del 26 novembre 2010 - depositata il 31 gennaio 2011
(Sezione Seconda Penale, Presidente P. A. Sirena, Relatore G. Diotallevi)
SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO – CESSIONE DI QUOTA – OBBLIGAZIONI PREGRESSE – RESPONSABILITÀ DEL SOCIO CEDENTE – VERSO I CREDITORI SOCIALI – SUSSISTENZA – CONFIGURABILITÀ ANCHE VERSO LA SOCIETÀ E GLI ACQUIRENTI DELLA QUOTA - ESCLUSIONE
In caso di cessione di quota di società in nome collettivo, se il cedente non ha garantito gli acquirenti dell’inesistenza di debiti sociali pregressi, sussiste la sua responsabilità per tali obbligazioni unicamente verso i creditori della società (trovando applicazione il principio dell’art. 2290 cod. civ.), ma non anche nei confronti della società e dei predetti acquirenti, i quali, una volta adempiuti tali debiti, non hanno titolo per essere tenuti indenni, dall’ex socio cedente, di quanto corrisposto ai creditori.
Testo Completo: Sentenza n. 25123 del 13 dicembre 2010
(Sezione Terza Civile, Presidente R. Preden, Estensore M. Finocchiaro)
Testo Completo: Sentenza n. 25126 del 13 dicembre 2010
PROCESSO CIVILE – LITISCONSORZIO - CONTROVERSIA TRA ASSOCIAZIONI POLITICHE RELATIVA ALL’USO DEL NOME E DEL SIMBOLO DI UNA TERZA ASSOCIAZIONE
La controversia tra due associazioni, in ordine alla nullità di una deliberazione assunta dagli organi di una terza associazione estranea al giudizio, è utilmente decisa sulla base di accertamenti che acquistano l’efficacia del giudicato soltanto tra le parti, e che non possono in alcun modo essere opposti all’associazione che non ha partecipato al giudizio, con la conseguenza che l’intervento in appello da parte di quest’ultima è inammissibile, non ricorrendo il caso dell’art. 344 cod. proc. civ. (fattispecie relativa all’intervento del Partito popolare italiano nel giudizio di appello intercorrente tra il partito Democrazia cristiana e l’Associazione dei Cristiano democratici uniti, avente ad oggetto la validità della delibera di una terza associazione –la Democrazia cristiana “storica”- relativamente al diritto all’uso del nome “Democrazia cristiana” e del simbolo costituito dallo scudo crociato con la scritta “Libertas”).
Testo Completo: Sentenza n. 25999 del 23 dicembre 2010
PREVIDENZA – CONTRIBUTI OBBLIGATORI - OMESSA PRESENTAZIONE DEI MODELLI DM10 - OMISSIONE CONTRIBUTIVA – SUSSISTENZA - EVASIONE CONTRIBUTIVA – CONFIGURABILITÀ – ESCLUSIONE
La S.C. ha affermato che, in tema di obbligazioni contributive nei confronti delle gestioni previdenziali, nel vigore della legge 23 dicembre 2000 n. 388, la mancata presentazione del modello DM/10 (recante la dettagliata indicazione dei contributi previdenziali da versare) configura la fattispecie della omissione - e non già della evasione - contributiva, ricadente nella previsione della lettera a) dell'art.116, comma 8, della medesima legge.
Testo Completo: Sentenza n. 1230 del 20 gennaio 2011
(Sezione Lavoro, Presidente F. Miani Canevari, Relatore M. La Terza)
LAVORO – DIRITTI ED OBBLIGHI DELLE PARTI - MALATTIA DEL LAVORATORE INSORTA DURANTE LE FERIE – OBBLIGO DI BUONA FEDE DEL LAVORATORE - SCELTA DEL LUOGO IN CUI TRASCORRERE LE FERIE – RILEVANZA.
La S.C., con riferimento al caso di lavoratore sanzionato disciplinarmente per essersi recato durante distinti periodi di ferie in paese tropicale, contraendo ogni volta la malaria e così prolungando per malattia l'assenza dal lavoro, nell'affermare il principio secondo cui il lavoratore è libero di decidere come e dove utilizzare il periodo di ferie, ha ritenuto che tale libertà debba essere coniugata con l'obbligo di buona fede delle parti dei contratti a prestazioni corrispettive, che impone a ciascuna parte di preservare gli interessi dell'altra parte anche a prescindere dall'esistenza di specifici obblighi giuridici, e che è violato non solo nel caso di dolo, ma anche di comportamento non improntato a diligente correttezza.
Sentenza n. 1699 del 25 gennaio 2011
(Sezione Lavoro, Presidente R. Foglia, Relatore P. Zappia)
PROCESSO CIVILE – LEGITTIMAZIONE AD IMPUGNARE - PROVA DELLA SUCCESSIONE ALLA PARTE ORIGINARIA – CONTENUTO
- SOGGETTO STRANIERO – ATTO NOTARILE STRANIERO DI APERTURA DELLA SUCCESSIONE E DELAZIONE DELL'EREDITÀ IN FAVORE DELLA PARTE, CON TRADUZIONE GIURATA – SUFFICIENZA La S.C., nel richiedere a chi propone l'impugnazione di sentenza resa nei confronti di altro soggetto la prova del decesso della parte originaria e della qualità di erede del ricorrente, ha ritenuto sufficiente la prova della legittimazione ad impugnare data con la produzione dell'atto notarile straniero di apertura della successione e delazione dell'eredità in favore della parte, con traduzione giurata.
Testo Completo: Sentenza n. 1943 del 27 gennaio 2011
(Sezione Lavoro, Presidente A. Lamorgese, Relatore I. Tricomi)
LAVORO – CONTRATTI DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO - TERMINE ILLEGITTIMAMENTE APPOSTO – CONSEGUENZE – ART. 32, COMMI 5 E 6, DELLA LEGGE 4 NOVEMBRE 2010, N. 183 – QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE
La sezione lavoro della S.C. ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 32, commi 5 e 6, della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante il c.d. Collegato lavoro. Secondo la Corte, la norma -che viene ritenuta applicabile a tutti i giudizi pendenti, ivi inclusi quelli in grado cassazione, ai sensi del co. 7 del medesimo articolo- reca, per i casi di apposizione illegittima di termine al contratto di lavoro, la previsione del pagamento di un'indennità onnicomprensiva, che esclude la condanna del datore di lavoro al pagamento delle retribuzioni dalla data di scadenza del termine illegittimamente apposto; così intesa, tuttavia, la previsione non tutela adeguatamente il diritto al lavoro (art. 3 e 4), non reca strumenti che evitino che il datore prolunghi il giudizio e possa sottrarsi all’esecuzione della sentenza (art. 24 e 11 Cost.), contrasta con l'art. 6 CEDU, realizzando un'indebita interferenza del legislatore nei processi in corso (art.117 Cost).
Testo Completo: Ordinanza interlocutoria n. 2112 del 28 gennaio 2011
(Sezione Lavoro, Presidente F. Roselli, Relatore P. Zappia)