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Timestamp: 2020-08-09 03:01:37+00:00
Document Index: 158336542

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art.8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8']

Legge Aprea: l’art. 8, oltre che anti-costituzionale, è da irresponsabili. - Aetnascuola.it
Legge Aprea: l’art. 8, oltre che anti-costituzionale, è da irresponsabili.
Redazione 6 Aprile 2012 Legge Aprea: l’art. 8, oltre che anti-costituzionale, è da irresponsabili.2012-04-06T19:36:45+02:00 Nessun Commento
Avevo già espresso i miei dubbi sull’art. 8 della legge “Cresci Lombardia”, in un articolo, in cui parlavo del doppio vulnus proposto dal consiglio degli inquisiti. Alla luce dello scandalo che sta colpendo la Lega Nord, confermo ancora di più tutti i miei timori e ritengo che l’art. 8 in questione, oltre ad essere anti-costituzionale, è soprattutto “consapevolmente” da irresponsabili.
In coincidenza con le dimissioni dell’On. Valentina Aprea da deputato della Camera, che ha optato per l’incarico di assessore alla pubblica istruzione della Regione Lombardia, arriva l’approvazione dell’art.8 della legge “Cresci Lombardia”. Si tratta della legge che avrebbe l’intenzione di rafforzare l’autonomia scolastica, consentendo alle scuole di reclutare i docenti, inseriti in un albo regionale, senza necessariamente seguire una graduatoria. La ratio della riforma del reclutamento docenti in Lombardia, afferma l’On. Aprea, sta nel fatto di consentire ai dirigenti scolastici delle scuole lombarde, nel rispetto di una vera ed assoluta autonomia, di scegliere “consapevolmente” e “responsabilmente”, i docenti più competenti, garantendo, per il bene della scuola e della sua didattica, continuità e qualità di insegnamento. L’ On. Aprea ritiene l’attuale procedura di assegnazione delle supplenze annuali un meccanismo burocratico che limita l’autonomia di una scuola a scegliersi il personale docente. Personalmente non ripudio in assoluto la ratio, che ha spinto l’assessore lombardo alla pubblica istruzione ad approvare l’art. 8 di questa legge, ma ho, al riguardo, dei timori giustificati. Il problema non sta nella norma in sé ma nella persona che la deve applicare. Se questa norma venisse applicata da persone veramente responsabili, adamantine, che fanno della trasparenza e del rispetto delle regole un dettato di vita, allora la scelta di un docente rispetto ad un altro avrebbe sicuramente una sua logica, che va nella direzione dell’interesse pubblico e non nell’interesse privato. Ma in un’Italia dove la corruzione è dilagante e dove per soldi la gente si vende anche la dignità, non è pensabile di parlare di responsabilità e consapevolezza, ma al contrario si dovrebbe parlare di regole ferree e trasparenza. Quale responsabilità ha dimostrato la classe dirigente lombarda nel gestire la cosa pubblica? L’On. Aprea è consapevole dei personaggi reclutati dal suo partito (PDL) inseriti nella lista bloccata nelle ultime elezioni regionali della Lombardia? Ma di quale responsabilità e consapevolezza parla l’On. Aprea? Vorremmo evitare di fare diventare le scuole un luogo dove si reclutano persone con le stesse modalità con cui la politica lombarda ha reclutato consapevolmente ma irresponsabilmente, un consiglio regionale pieno di inquisiti. Avevo già espresso i miei dubbi sull’art. 8 della legge “Cresci Lombardia”, in un articolo, in cui parlavo del doppio vulnus proposto dal consiglio degli inquisiti. Alla luce dello scandalo che sta colpendo la Lega Nord, confermo ancora di più tutti i miei timori e ritengo che l’art. 8 in questione, oltre ad essere anti-costituzionale, è soprattutto “consapevolmente” da irresponsabili.
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