Source: https://beta.e-justice.europa.eu/169/IT/defendants_criminal_proceedings?ITALY&init=true&idSubpage=4
Timestamp: 2019-10-15 06:52:16+00:00
Document Index: 53572020

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Posso impugnare la sentenza della Corte d’appello?
Cosa avviene dopo che la sentenza diventa definitiva?
In caso di condanna, posso essere nuovamente giudicato per lo stesso reato?
Voi e il vostro avvocato potete impugnare la sentenza purché la pena non sia solo un'ammenda.
Il ricorso va presentato al giudice che vi ha condannato entro termini che possono variare da 15 a 45 giorni dalla data della pronuncia o del deposito della sentenza.
Nel ricorso occorre indicare le motivazioni su cui si fonda il ricorso e i punti impugnati della sentenza.
Il processo si svolgerà dinanzi alla Corte d’appello o alla Corte d’assise d’appello.
Se impugnate la sentenza, l'esecuzione della pena è sospesa fino a quando la sentenza diventa definitiva.
La presentazione del ricorso non comporta il vostro rilascio, qualora vi troviate in carcere al momento dell’impugnazione della sentenza. Se siete in custodia cautelare, la Corte d’appello esaminerà il ricorso entro breve termine. Negli altri casi i tempi dipendono dal numero di cause pendenti.
La Corte d’appello decide sulla base delle prove esistenti.
Può anche disporre un nuovo giudizio, ma solo in casi eccezionali. Può stabilire di avvalersi delle prove disponibili solo se lo ritiene indispensabile ai fini della sua decisione. Potete chiedere di tener conto in appello di prove impreviste o scoperte di recente, dopo la pronuncia della sentenza di primo grado.
Se non eravate presenti al processo in primo grado e potete provare che vi trovavate nell’impossibilità di partecipare, o se non eravate al corrente che il processo fosse in corso di svolgimento, il tribunale può decidere di ricominciare il processo.
Il vostro avvocato deve essere presente al processo. Voi potete partecipare, ma non siete tenuti.
Avete il diritto di avere un interprete.
Se il tribunale decide di ricominciare il processo riesaminerà tutte le prove.
Dopo le dichiarazioni conclusive delle parti, il tribunale pronuncia la sentenza.
Se il ricorso viene dichiarato ammissibile, il tribunale può annullare o modificare la sentenza in toto o in alcune parti.
Se il ricorso è inammissibile, il tribunale conferma la sentenza del tribunale di primo grado.
Se siete assolti dalle accuse in fase di appello, non sono in generale previste disposizioni per il vostro risarcimento.
La sentenza d’appello può essere impugnata dinanzi alla Corte di cassazione.
Il ricorso può essere presentato da voi o dal vostro avvocato purché sia iscritto al cosiddetto “Albo dei patrocinanti in Cassazione” (uno speciale registro degli avvocati abilitati alla difesa dinanzi alla Corte di Cassazione).
Il ricorso va presentato alla Corte d’appello entro termini che possono variare da 15 a 45 giorni.
I motivi di impugnazione sono rigorosamente disciplinati e riguardano unicamente errori giuridici.
Le udienze possono essere a porte chiuse o pubbliche.
La Corte di cassazione decide sulla base degli atti del tribunale.
La Corte di cassazione può dichiarare inammissibile il ricorso o respingerlo, oppure cassare la sentenza impugnata con o senza rinvio. Se occorre tenere un nuovo processo, la causa viene rinviata al giudice originario.
La sentenza diventa definitiva se non viene proposto ricorso dinanzi alla Corte d’appello o alla Corte di cassazione entro i termini fissati dalla legge, o dopo la sentenza con la quale la Corte di cassazione respinge il ricorso.
Quando la sentenza diventa definitiva è esecutiva e viene registrata all’Ufficio del casellario giudiziale.
Se la pena consiste nel pagamento di un'ammenda, siete tenuti a versare l'importo richiesto.
Se siete condannati a una pena di reclusione non sospesa, il pubblico ministero emette un ordine di esecuzione.
Se dovete scontare una pena detentiva fino a tre anni, il pubblico ministero può sospendere la pena e notificarvi tale decisione.
Entro 30 giorni potete chiedere l’applicazione di misure alternative alla detenzione al “Tribunale di sorveglianza” (organo che decide sulla concessione delle misure alternative). Se sono previste condizioni per la concessione del beneficio, potete chiedere di essere affidati alla supervisione di un assistente sociale, di essere posti agli arresti domiciliari o sotto la supervisione di un centro di riabilitazione e prevenzione.
Se non presentate istanza in tal senso o la vostra domanda è respinta, dovete iniziare a scontare la pena.
Il giudice può applicare la misura di sicurezza dell’espulsione se siete condannati a una pena di reclusione di oltre due anni.
Il giudice può sostituire la pena detentiva con un divieto di rientro se siete stati condannati o avete patteggiato una pena detentiva di due anni e non sono previste disposizioni che concedano la sospensione della pena. L’espulsione sarà immediata, anche se la sentenza non è definitiva. L’autorità competente è il “Questore” (dirigente a livello provinciale della polizia di Stato).
Potete essere espulso anche se siete già in carcere e dovete scontare una pena inferiore a due anni. L’ordine è emesso dal magistrato del “Tribunale di sorveglianza". Potete impugnare tale decisione dinanzi al Tribunale di sorveglianza.
Le informazioni sulle accuse e/o la condanna saranno registrate sul mio certificato penale?
Le sentenze definitive sono registrate nel casellario giudiziale.
Le registrazioni vengono rimosse al compimento degli 80 anni o in seguito a morte.
Sono rimosse anche in caso di revisione della causa.
Le sentenze del giudice di pace saranno cancellate cinque anni dopo la data di imposizione della sanzione per le ammende o dopo dieci anni nel caso di altre sanzioni, purché non siano stati commessi altri reati durante il periodo stabilito.
Potete chiedere al tribunale competente di far rettificare le registrazioni e i certificati dell’Ufficio del casellario giudiziale. Se siete nati all’estero, è competente il Foro di Roma.
Se siete stati condannati da un giudice italiano, la condanna è definitiva e non potete essere riprocessati in Italia per lo stesso reato.
Se siete stati condannati da un giudice straniero e si tratta di un reato commesso in Italia, potete essere riprocessati in Italia.
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Questioni di diritto penale