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Timestamp: 2017-01-17 03:03:04+00:00
Document Index: 58539455

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 51', 'art. 84', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 17']

Risoluzione Agenzia Entrate n.92 del 27.10.2015 REGISTRAZIONE GRATUITA
Ris. AE 2015
Risoluzione Agenzia Entrate n.92 del 27.10.2015 Interpello art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 – Reddito di
lavoro dipendente - Rimborso chilometrico - art. 51, commi 1
e 5, del DPR n. 917 del 1986
ALFA S.p.A., compagnia nata nel .. per effetto della fusione per
incorporazione in BETA di GAMMA e DELTA, svolge attività assicurativa e
riassicurativa nei rami danni e vita attraverso un'estesa rete di agenzie
assicurative diffuse sul territorio nazionale.
Al fine di svolgere proficuamente tale attività, la Compagnia annovera tra
i propri dipendenti alcune figure professionali che svolgono frequentemente le
proprie mansioni in trasferta, in particolare al di fuori del territorio comunale ove
è ubicata la sede di lavoro di assegnazione (cd. missione temporanea).
In questi casi i suddetti dipendenti, in alternativa all'utilizzo dei mezzi
pubblici, possono essere autorizzati all'uso dell'autovettura personale.
Al riguardo, l'art. 84 del vigente CCNL (Rapporti fra le imprese di
assicurazione e il personale dipendente non dirigente) rimanda alla contrattazione
integrativa aziendale la determinazione dell'indennità chilometrica spettante al
personale in trasferta. Il contratto integrativo aziendale ex BETA del … 2010 (applicabile ai dipendenti ex BETA ed ex DELTA), e il contratto integrativo
aziendale ex GAMMA del … 2011 (applicabile ai dipendenti ex GAMMA)
prevedono, per il caso di trasferte al di fuori del territorio comunale, l'erogazione
di indennità chilometriche calcolate moltiplicando i chilometri riconosciuti per
l'importo unitario determinato sulla base delle Tabelle ACI applicabili al veicolo
La vigente procedura aziendale per la "gestione delle trasferte" dispone,
poi, che "il riferimento per la determinazione del chilometraggio è la sede di
lavoro, o il domicilio nelle situazioni in cui quest'ultimo sia più funzionale alla
trasferta stessa, nei limiti dei chilometri effettivamente percorsi".
Per il rimborso delle spese di trasferta e la gestione amministrativocontabile
e fiscale dello stesso, viene utilizzato un applicativo informatico,
denominato "XY", la cui applicazione è stata estesa nel 2015 all'intero perimetro
di ALFA.
Per la determinazione del rimborso chilometrico in caso di utilizzo della
vettura personale, XY pone a confronto i chilometri calcolati "dalla sede di
lavoro alla località di missione" (di seguito "prima percorrenza") con quelli "dal
domicilio alla località di missione" (di seguito "seconda percorrenza") operando
- quando il percorso per raggiungere la località di missione, calcolato a
partire dall'abitazione, è più breve rispetto a quello calcolato partendo dalla sede
di lavoro (il calcolo della "seconda percorrenza" risulta minore della "prima
percorrenza"), l'indennità chilometrica spettante viene interamente riconosciuta
in regime di esenzione fiscale e contributiva;
- quando, invece, il percorso per raggiungere la località di missione,
calcolato a partire dall'abitazione, è più lungo rispetto a quello calcolato partendo
dalla sede di lavoro (il calcolo della "seconda percorrenza" risulta maggiore della
"prima percorrenza"), l'indennità chilometrica, seppur corrisposta in ragione
dell'intero percorso, è assoggettata a tassazione, fiscale e previdenziale, per la sola quota riferibile alla maggiore distanza percorsa; ciò nel presupposto che
l'importo tassato è da considerarsi quale rimborso erogato per il tratto abitazione
- sede lavoro.
Taluni dipendenti/sostituìti hanno rappresentato alla compagnia/sostituto
d'imposta che tale comportamento determina la tassazione di importi che
potrebbero costituire invece rimborsi spese analitici esclusi dall'imponibile ai
sensi dell'art. 51, comma 5, del TUIR.
L'istante ritiene non imponibile l'indennità chilometrica calcolata sia per il
tragitto sede di lavoro-località di missione ubicata in altro comune, sia quella
calcolata per il tragitto abitazione dipendente-località di missione ubicata in altro
comune rispetto alla sede di lavoro, sempreché in quest'ultima ipotesi il tragitto
percorso sia inferiore rispetto a quello sede di lavoro-località di missione.
Alle medesime conclusioni l'istante ritiene non possa pervenirsi
nell'ipotesi in cui l'indennità chilometrica venga corrisposta per il tragitto
abitazione dipendente-località di missione e il tragitto percorso risulti maggiore
rispetto a quello sede di lavoro-località di missione. II rimborso delle spese di
viaggio per il tragitto abitazione-sede di lavoro, infatti, a parere dell'istante,
costituisce un ammontare fiscalmente rilevante ai sensi dell'art. 51 del TUIR, dal
momento che il costo sostenuto al riguardo risulta già forfettariamente
"rimborsato" con il riconoscimento delle detrazioni per lavoro dipendente di cui
all'art. 13 del TUIR.
A conforto di tale soluzione interpretativa, l'istante menziona sentenze
della Corte di Cassazione (sentenze n. 302 del 1973, n. 466 del 1984 e n. 2618
del 1986) nonché pronunce dell'Amministrazione finanziaria (circolare n. 326/E
del 1997, risoluzione n. 54/E del 1999 e risoluzione n.191/E del 13/12/2000).
Per completezza, la società istante rappresenta anche le ragioni addotte dai
lavoratori a sostegno della tesi della completa esenzione delle indennità
chilometriche corrisposte in caso di trasferta, a prescindere dal tragitto percorso.
Secondo quanto prospettato dai lavoratori/sostituìti, l'interesse esclusivo
del datore di lavoro, che giustifica la non imponibilità dell'indennità chilometrica
calcolata per il tragitto sede di lavoro-località di missione, non verrebbe meno
laddove la stessa fosse calcolata dall'abitazione del lavoratore e, in ragione della
maggiore distanza percorsa, risultasse di importo maggiore.
Il dipendente, infatti, in tale ultima ipotesi godrebbe di un vantaggio
"riflesso", quale "accessorio fortuito" del soddisfacimento dell'interesse
dell'impresa.
Il dipendente è inviato in trasferta per una scelta del datore di lavoro e
solamente per caso il tragitto coperto dal lavoratore per andare in trasferta
parzialmente coincide con quello utilizzabile per andare dalla propria abitazione
al posto di lavoro.
Il vantaggio conseguito dal dipendente in trasferta attraverso il rimborso
dei tragitto casa-lavoro, dunque, è un elemento meramente accidentale rispetto al
soddisfacimento dell'interesse dell'impresa e, come tale, dovrebbe ritenersi non
imponibile in capo al lavoratore.
Il principio secondo cui nelle ipotesi di interessi concorrenti l'interesse
dell'impresa debba essere considerato prevalente rispetto a quello del lavoratore
ai fini dell'individuazione della disciplina fiscale applicabile in capo al
dipendente, a parere dei lavoratori, troverebbe conferma nella giurisprudenza
della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (sentenza n. 258/95 del 16 ottobre
1997) e in un pronunciamento di prassi dell'Amministrazione finanziaria
(circolare n. 34/E del 13 luglio 2009).
I redditi di lavoro dipendente di cui all'articolo 49 del TUIR sono
determinati in base al principio di onnicomprensività, previsto dal successivo
articolo 51, comma 1, in applicazione del quale costituiscono reddito tutte le
somme e i valori che il dipendente percepisce nel periodo d'imposta, a qualunque
titolo, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro.
In generale, quindi, tutte le somme che il datore di lavoro corrisponde al
lavoratore, anche a titolo di rimborso spese, costituiscono per quest'ultimo
reddito di lavoro dipendente, salvo quanto statuito dai commi 2 e seguenti del
citato articolo 51.
Il comma 5, in particolare, definisce il regime fiscale da applicare alle
somme corrisposte al dipendente nell'ipotesi in cui sia incaricato di svolgere
l'attività lavorativa al di fuori della normale sede di lavoro (c.d. trasferte o
missioni), distinguendo a seconda che le prestazioni lavorative siano o meno
svolte nel territorio del comune ove è ubicata la sede di lavoro.
Ed infatti, mentre le "indennità o i rimborsi di spese per le trasferte
nell'ambito del territorio comunale, tranne i rimborsi di spese di trasporto,
comprovate da documenti provenienti dal vettore, concorrono a formare il
reddito", per le trasferte fuori del territorio comunale sono previsti tre distinti
sistemi di tassazione in ragione del tipo di rimborso (analitico, forfetario o misto)
scelto. In ogni caso, non è possibile ipotizzare, accanto alle fattispecie
individuate dal legislatore tributario nel comma 5 dell'art. 51 del TUIR, nuovi e
diversi sistemi di calcolo degli importi che non concorrono al reddito.
Per quanto concerne il regime fiscale da applicare ai rimborsi spese
corrisposti sotto forma di indennità chilometrica, si conferma quanto più volte
affermato al riguardo dalla scrivente (cfr. circolare n. 326/E del 1997 e
risoluzioni n. 54/E del 1999, n. 191/E del 2000, n. 232/E del 2002 e n. 53/E del
Con i documenti di prassi citati, l'Amministrazione finanziaria ha chiarito
che i rimborsi chilometrici erogati per l'espletamento della prestazione lavorativa
in un comune diverso da quello in cui è situata la sede di lavoro, sono esenti da
imposizione, sempreché, in sede di liquidazione, l'ammontare dell'indennità sia
calcolato in base alle tabelle ACI, avuto riguardo alla percorrenza, al tipo di
automezzo usato dal dipendente e al costo chilometrico ricostruito secondo il tipo
di autovettura. Detti elementi dovranno risultare dalla documentazione interna
conservata dal datore di lavoro.
Pertanto, nella fattispecie rappresentata, laddove la distanza percorsa dal
dipendente per raggiungere, dalla propria residenza, la località di missione risulti
inferiore rispetto a quella calcolata dalla sede di servizio, con la conseguenza che
al lavoratore è riconosciuto, in base alle tabelle ACI, un rimborso chilometrico di
minor importo, quest'ultimo è da considerare non imponibile ai sensi dell'articolo
51, comma 5, secondo periodo, del TUIR.
Invece, nell'ipotesi in cui la distanza percorsa dal dipendente per
raggiungere, dalla propria residenza, la località di missione risulti maggiore
rispetto a quella calcolata dalla sede di servizio, con la conseguenza che al
lavoratore viene erogato, in base alle tabelle ACI, un rimborso chilometrico di
importo maggiore rispetto a quello calcolato dalla sede di servizio, la differenza è
da considerarsi reddito imponibile ai sensi dell'articolo 51, comma 1, del TUIR
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