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Timestamp: 2018-06-21 20:04:20+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2659']

NEWS DI Ripartizione spese12 Giugno 2014 ore 15:10
Il condominio, al pari di qualunque altra organizzazione di persone, è tenuto a richiedere all'amministrazione finanziaria l'attribuzione di un codice fiscale.
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Che cos'è il codice fiscale?
Nella prima metà degli anni Settanta sono state emanate una serie di normative finalizzate a disciplinare l'anagrafe tributaria e l'attribuzione del codice fiscale.
Facciamo riferimento, soprattutto, al d.p.r. n. 605 del 1973 ed al d.m. 23 dicembre 1976.
L'anagrafe tributaria raccoglie e ordina su scala nazionale i dati e le notizie risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce presentate agli uffici dell'amministrazione finanziaria e dai relativi accertamenti, nonché i dati e le notizie che possono comunque assumere rilevanza ai fini tributari.
Queste le finalità dell'anagrafe tributaria previste dall'art. 1, primo comma, d.p.r. n. 605/73; niente di più di una catalogazione dei soggetti rilevanti a fini fiscali.
In questo genere di catalogazione riveste un ruolo di prima importanza il così detto codice fiscale.
Esso altro non è che un sistema di codificazione che consente l'identificazione univoca di un dato soggetto; così ad esempio gli omonimi signori Mario Bianchi saranno comunque distinguibili dall'amministrazione finanziaria anche grazie al differente codice fiscale; l'art. 6 del d.m. 23 dicembre 1976 contiene gli accorgimenti tecnici per addivenire a tale differenziazione.
Così, ad esempio, l'art. 2 del d.m. 23 dicembre 1976 stabilisce che il numero di codice delle persone fisiche è costituito da una espressione alfanumerica di sedici caratteri; in questa sequenza, specifica il decreto, i primi quindici caratteri sono indicativi dei dati anagrafici di ciascun soggetto, mentre il sedicesimo carattere, alfabetico, ha funzione di controllo.
Quali sono i soggetti tenuti a richiedere l'attribuzione del codice fiscale?
A questa domanda fornisce soluzione il d.p.r. n. 605/73 ed esattamente l'art. 2, primo comma, che recita:
Sono iscritte all'anagrafe tributaria, secondo un sistema di codificazione stabilito con decreto del Ministro per le finanze, le persone fisiche, le persone giuridiche e le società, associazioni ed altre organizzazioni di persone o di beni prive di personalità giuridica.
Persone, società di persone e di capitali, associazioni, comitati ed in genere tutti i soggetti in qualsiasi modo denominati hanno l'obbligo di chiedere l'attribuzione del codice fiscale.
Anche il condominio?
Condominio e richiesta di attribuzione del codice fiscale
È evidente che per rispondere alla domanda bisogna prima d'ogni cosa chiarire che cosa debba intendersi per condominio .
S'è soliti dire che il condominio, pur privo di soggettività giuridica distinta da quella dei suoi partecipanti, è ente di gestione delle parti comuni.
La Cassazione, nella sua veste più autorevole (cfr. sent. SS.UU. n. 9148/08) ha avuto modo di contestare questa definizione argomentando la propria critica sulla base della diversità sostanziale tra ente di gestione e collettività condominiale .
Attualmente, ad avviso di chi scrive ed in assenza di indicazioni normative certe, la migliore definizione del condominio è quella che lo vede come distinto dai suoi partecipanti (sul punto cfr. Cass. 19 marzo 2009, n. 6665).
Ad ogni buon conto, il condominio, quale organizzazione di persone priva di personalità giuridica, ma comunque rilevante ai fini fiscali, deve chiedere l'attribuzione del codice fiscale.
È utile ricordare che ai sensi dell'art. 8 del d.m. 23 dicembre 1976, il codice fiscale dei soggetti diversi dalle persone fisiche, ergo anche i condomini, si compone di undici cifre; la norma appena citata spiega a che cosa si riferiscono i caratteri numerici.
Attribuzione e variazione del codice fiscale
Chi chiede il codice fiscale del condominio?
Se è presente l'amministratore, spetta a questa figura richiedere, all'amministrazione finanziaria, il codice fiscale della compagine.
Si badi: sebbene sia usuale sentir affermare che il codice fiscale del condominio è obbligatorio solamente se è necessario nominare l' amministratore (e quindi allorquando i condomini sono più di otto, cfr. 1129 c.c.), le cose non stanno così. Il codice fiscale per il condominio è obbligatorio non appena esso sorge, vale a dire al momento della cessione della prima unità immobiliare.
La mancata richiesta del codice comporta l'irrogazione di sanzioni.
Con la recente riforma del condominio (legge n. 220/2012) s'è andati a modificare l'art. 2659 n. 1 c.c. andando ad inserire il seguente inciso:
Per i condominii devono essere indicati (nella nota di trascrizione n.d.A.) l'eventuale denominazione, l'ubicazione e il codice fiscale.
La norma ha la finalità di fare conoscere all'amministrazione finanziaria tutta una serie di condominii attualmente non censiti.
Il codice fiscale dei soggetti diversi dalle persone fisiche, quindi, è legato ad un soggetto, solitamente il legale rappresentante, e l'amministrazione finanziaria deve conoscere le eventuali variazioni nella rappresentanza.
Nei condominii senza amministratore, si diceva in precedenza, il codice fiscale dev'essere richiesto da uno dei condomini e la sua mancata presenza comporta l'impossibilità di usufruire, ad esempio, delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni o per il risparmio energetico (cfr. in tal senso Min. Fin. Circ. 6 dicembre 2000).
Articolo: Codice fiscale del condominio
Codice fiscale del condominio: Commenti e opinioni
C_franchina
Venerdì 16 Gennaio 2015, alle ore 11:00
Salve, una domanda. Se l'amministratore cambia anche il cf del condominio deve essere cambiato? perche non capisco cosa significa che "Il codice fiscale dei soggetti diversi dalle persone fisiche, quindi, è legato ad un soggetto, solitamente il legale rappresentante". Grazie
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