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Timestamp: 2016-10-26 02:20:51+00:00
Document Index: 26837601

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art.\n30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 110', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 30', 'art. 30']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 180 del 24.07.2007
Istanza di interpello - Art. 30 legge 23
dicembre 1994, n. 724 - Società non operative - Verifica della non operatività
- ALFA S.a.s. di XY
... ha trasmesso un'istanza di interpello formulata ai sensi dell'art. 11 della
ALFA S.a.s di XY ha chiesto chiarimenti in merito all'interpretazione dell'art.
30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, in relazione alla fattispecie di
La società istante, ALFA di
XY s.a.s. (di seguito "la società"), intende prendere in locazione,
per la durata di 18 anni, un immobile strumentale per natura da ristrutturare e
successivamente da sublocare a più soggetti. Gli oneri di ristrutturazione
verranno capitalizzati come "migliorie su beni di terzi" ed inseriti
in bilancio (la società è in contabilità ordinaria) alla voce B)I-7)
"altre immobilizzazioni immateriali" dell'attivo dello stato
patrimoniale, gli stessi saranno quindi ammortizzati in relazione alla durata
residua del contratto di locazione. Il canone di locazione da pattuire con
l'ente proprietario dell'immobile terrà conto delle spese per interventi di
ristrutturazione e sarà, pertanto, inferiore ai correnti canoni di mercato.
Ciò premesso l'istante chiede di sapere se, ai fini
della determinazione dei ricavi presunti di cui all'art. 30 della legge 23
dicembre 1994, n. 724, i costi pluriennali di ristrutturazione capitalizzati
come "migliorie su beni di terzi" debbano essere, o meno, ricompresi
tra le "altre immobilizzazioni" previste alla lettera c) del comma 1
della citata disposizione, cui si applica la percentuale del 15 per cento ai
fini della verifica della non operatività (c.d. test di operatività).
Il comma 2 dell'art. 30 della
l. 724/1994, stabilisce che "per la determinazione del valore dei beni si
applica l'art. 110, comma 1,
del testo unico delle imposte sui redditi". Nel caso prospettato le
"altre immobilizzazioni" non sono costituite da beni, né materiali
né immateriali, bensì da oneri pluriennali capitalizzati come "migliorie
su beni di terzi". Pertanto, a parere dell'istante, la determinazione del
valore di tale categoria di immobilizzazioni deve intendersi come non prevista
dalla legge e quindi esclusa, oppure non disciplinata e pertanto indefinita.
La circolare 48/E del 1997, al punto 2, non contempla
nella voce "altre immobilizzazioni" gli oneri pluriennali
capitalizzati come migliorie su beni di terzi, ma soltanto ed esclusivamente:
costi d'impianto ed ampliamento, costi di ricerca e sviluppo e spese di
Da quanto sopra esposto, l'istante ritiene che agli
oneri capitalizzati come "migliorie su beni di terzi" non debba essere
applicata l'aliquota del 15 per cento ai fini della determinazione dei ricavi
presunti. Ciò troverebbe ulteriore conferma dalla considerazione che qualora
l'immobile da prendere in locazione non avesse necessità di lavori di
ristrutturazione, il relativo canone, di importo certamente superiore, sarebbe
interamente contabilizzato quale costo di esercizio e come tale non rientrerebbe
nel computo dei ricavi presunti di cui al citato art. 30. La società istante
ritiene pertanto di non dover ricomprendere gli oneri pluriennali capitalizzati
come migliorie su beni di terzi tra le "altre immobilizzazioni" di cui
al punto c) dell'art. 30 della l. 724/94.
In via preliminare si fa
presente che sulle disposizioni in materia di società non operative, come
modificate dall'art. 35,
commi 15 e 16, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4
agosto 2006, n. 248, nonché
dall'art. 1, commi 109 e
seguenti, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007), sono stati
forniti chiarimenti con la recente circolare del 4 maggio 2007, n. 25/E (pubblicata nella banca dati
"documentazione tributaria", consultabile tramite il sito internet
dell'Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.it..
In merito al quesito posto, concernente la possibilità
di non tener conto degli oneri capitalizzati sostenuti per ristrutturazioni su
beni di terzi ai fini del calcolo dei ricavi presunti previsto al comma 1
dell'art. 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, si osserva quanto segue.
In via generale, il comma 1 dell'art. 30 della l.
724/94, così come modificato dalla l. 296/2006, stabilisce, ai punti a), b), e
c), le categorie di cespiti cui applicare le percentuali ai fini del test di
In particolare, al punto c) viene previsto che "al
valore delle altre immobilizzazioni, anche in locazione finanziaria" venga
applicata la percentuale del 15 per cento per il computo dei ricavi presunti.
Al riguardo la predetta circolare, confermando quanto
già affermato in precedenza con le circolari 26 febbraio 1997, n. 48/E e 15
maggio 1997, n. 137/E (risposte a quesiti), ha ribadito che rientrano nella voce
"altre immobilizzazioni" gli impianti e i macchinari (B, II, 2),
nonché le attrezzature industriali e commerciali (B, II, 3) e gli altri beni di
cui alla voce B, II, 4), diversi dalle navi indicate nell'articolo 8-bis, primo
comma, lettera a) del DPR 26 ottobre 1972, n. 633.
Tra le immobilizzazioni immateriali in esame rientrano,
in quanto suscettibili di produrre ricavi o proventi, sia quelle rappresentate
da veri e propri beni (diritti di brevetto, concessioni, licenze, ecc.) sia
quelle rappresentate da costi ad utilità pluriennale (quali, ad esempio,
avviamento, costi di impianto e ampliamento, spese di ricerca, spese di
pubblicità, ecc.).
Coerentemente con quanto precisato nella circolare n.
48/E del 1997, per le c.d. spese relative a più esercizi (costi d'impianto e di
nell'articolo 110, comma 1,
del TUIR. Alle stesse, pertanto, non si applicano i criteri valutativi stabiliti
da tale ultima disposizione.
Pertanto, da un lato, il tenore letterale della norma,
che fa riferimento in generale alle "altre immobilizzazioni",
dall'altro le precisazioni fornite nei citati documenti di prassi che indicano
tra le immobilizzazioni immateriali anche i costi ad utilità pluriennale,
indicandone alcuni a mero titolo esemplificativo, inducono a ritenere che tra le
altre immobilizzazioni rientrino anche i costi pluriennali rappresentati dalle
spese di ristrutturazioni su beni di terzi, che pertanto devono essere presi in
considerazione nell'applicazione della percentuale del 15 per cento ai fini
della verifica del test di operatività.
Non appare conferente, nel quadro delle considerazioni
svolte, la circostanza - rilevante sul piano dei rapporti tra le parti - secondo
cui il canone sarebbe stato di importo superiore se sull'immobile non fosse
stato convenuto di effettuare i lavori di ristrutturazione sostenuti dal
istanza presentata alla Direzione regionale ..., viene resa dalla scrivente, ai
- Casoria, 3 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.