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Timestamp: 2019-06-18 01:08:13+00:00
Document Index: 102428792

Matched Legal Cases: ['art. 294', 'art. 1', 'art. 106', 'art. 1', 'art 1', 'art. 83', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 416', 'art. 291', 'art. 76', 'art. 118', 'art. 76', 'art. 118', 'art. 21', 'art. 108', 'art. 106', 'art 1', 'art. 83', 'art. 1', 'art. 106']

Patrocinio a spese dello Stato nel processo penale ai sensi dell’art. 294 del d.p.r. 115/02 (luglio 2017)
(Analisi di dati relativi agli anni: 1995 – 2016)
1.2) Analisi del fenomeno in sintesi
Tabelle anno 2016 (xlsx, 76 Kb)
La rilevazione dei dati, su cui si basa la presente Relazione, fa parte del Piano Statistico Nazionale. Purtroppo non tutti gli uffici giudiziari interessati rispondono, benché sollecitati, pur trattandosi di una rilevazione obbligatoria per legge. Le percentuali degli uffici rispondenti risultano comunque ben significative ai fini di una corretta analisi e valutazione del fenomeno, anche grazie ad una attenta stima dei dati mancanti.
Persone interessate e ammesse
I dati relativi al periodo 1995 – 2016 mostrano che il fenomeno, in termini di numero di persone interessate ed ammesse al patrocinio in materia penale, è sempre in crescita. In particolare, nel 1995 il numero delle persone interessate al beneficio era stato di circa 16.500, mentre nell’anno 2016, anno di picco dell’intero periodo, sono state 183.500, delle quali 156.500 sono state ammesse (vedi par. 4.2) .
La percentuale di ammissione delle richieste al beneficio è stata sempre piuttosto elevata e costante durante l’intero periodo esaminato. Nell’anno 2016 in circa l’85% dei casi il giudice ha concesso l’autorizzazione a poter usufruire del patrocinio penale a spese dello Stato (per il corretto calcolo di tale percentuale si veda il par. 5.1 relativo alle persone ammesse) .
Per ciò che riguarda la distribuzione percentuale del numero delle persone interessate per area geografica, il fenomeno appare essersi ormai assestato da molti anni intorno al 45% per il Centro-Nord e per il restante 55% nel Sud-Isole (vedi par. 4.3) .
Per ciò che riguarda invece l’età delle persone interessate al beneficio, l’andamento del peso percentuale delle persone interessate minorenni sul totale delle persone interessate (ossia maggiorenni e minorenni) è risultato fortemente decrescente fino al 2002, stazionario fino al 2007, e quindi nuovamente decrescente fino al 2016 (il peso era inizialmente del 45% nel 1995, diminuito a poco più del 5% del 2016) e, conseguentemente, opposto andamento si è avuto per il peso percentuale delle persone interessate maggiorenni. Tale forte decrescita dei minorenni in termini percentuali, non è però dovuta alla diminuzione del numero dei minorenni in valore assoluto, numero che è rimasto all’incirca stazionario durante tutto il periodo esaminato, ma è in realtà dovuta al grande aumento del numero dei maggiorenni (circa 173.300 maggiorenni richiedenti nel 2016), cui non è corrisposto analogo aumento del numero dei minorenni (circa 10.200 minorenni, tra richiedenti e ammessi di ufficio, nel 2016), vedi par. 4.5) .
Il numero degli stranieri interessati al beneficio, in termini assoluti, è risultato sempre crescente nel periodo esaminato (solo 3.300 stranieri nel 1995 e 37.800 nel 2016), mentre la relativa incidenza percentuale sul totale delle persone interessate (ossia italiani e stranieri, sia maggiorenni che minorenni) ha registrato un andamento a mo’ di parabola concava con il suo punto di minimo nel 1999 (9% nel 1999, mentre in entrambi gli anni ‘estremi’ del periodo, ossia 1995 e 2016, l’incidenza degli stranieri interessati sul totale delle persone è stata di circa il 20%; vedi par. 4.6). Non si registrano quindi significative variazioni in termini percentuali degli stranieri, i cui valori assoluti risultano in crescita in modo piuttosto proporzionato a quelli degli italiani.
Restringendo poi l’analisi alle sole persone interessate minorenni (quindi italiani e stranieri, ma solo minorenni), si è visto come l’incidenza degli stranieri minorenni rispetto al totale delle persone interessate minorenni sia invece risultata un poco superiore rispetto al 20% sopra indicato; infatti nell’intero periodo esaminato tale incidenza è risultata mediamente pari al 32% . Pertanto, durante tutto il periodo esaminato, circa 1/3 delle persone minorenni interessate al beneficio era straniero.
Analizzando infine la composizione dei soli stranieri interessati al beneficio in termini di età, si è visto come, nel 1995, dei 3.300 stranieri interessati circa il 19% era maggiorenne mentre l’81% era minorenne; di converso, nel 2016 circa il 91% era maggiorenne, mentre il restante 9% era minorenne, denotando quindi una completa e graduale inversione, nel tempo, tra le due percentuali.
Per ciò che riguarda l’analisi dei costi, si segnala che nell’anno 1995 il costo del patrocinio a spese dello Stato nel processo penale al lordo delle spese eventualmente recuperate, calcolato intermini ‘reali’, ossia a prezzi anno 2016, era stato di circa 6 milioni di Euro, mentre nell’anno 2016 è stato di ben 141 milioni di Euro.
L’anno di picco dell’intero periodo è stato proprio il 2016 (€ 141 milioni di Euro; vedi par. 6.4), che, insieme all’anno 2015 (€ 112 milioni), ha fatto registrare un significativo stacco dal resto degli importi del periodo in esame, in particolare dai ‘soli’ 88 milioni dell’anno 2014.
Per cercare di comprendere nel modo migliore l’entità dei costi relativi all’anno 2014, appare opportuno segnalare che l’art. 1, comma 606, della Legge di stabilità 2014 (Legge n. 147 del 27/12/13) ha introdotto nel DPR 115/02 l’art. 106 bis: “Gli importi spettanti al difensore, all'ausiliario del magistrato, al consulente tecnico di parte e all'investigatore privato autorizzato sono ridotti di un terzo”; questa norma è stata quindi applicata alle liquidazioni successive alla data di entrata in vigore della citata Legge, ossia successive al 01/01/14 (ai sensi dell’art. 1, comma 607 della medesima Legge).
Tale diminuzione sembra spiegare la causa per la quale gli importi del 2014 sono risultati significativamente inferiori rispetto a quelli del 2013 (quasi 101 milioni, sempre a prezzi anno 2016), contrariamente a quanto sarebbe stato logico attendersi, considerato il trend sempre crescente del numero delle persone ammesse al beneficio che, come sopra accennato, ha toccato il suo picco nel 2016.
Un’altra motivazione per spiegare gli importi contenuti del 2014 potrebbe essere anche l’introduzione della fattura elettronica, da emettersi obbligatoriamente a partire dal 6 giugno 2014; l’iniziale complessità della procedura potrebbe forse aver portato alla formazione di un certo arretrato presso gli uffici. Non da ultimo è infine da considerarsi il forte impatto organizzativo che hanno avuto i D.L.vi 155 e 156/2002; tali Decreti hanno infatti profondamente ridisegnato la geografia giudiziaria, sopprimendo ad esempio tutte le sezioni distaccate di Tribunale a partire dal 12/09/13 e riducendo drasticamente il numero dei Giudici di Pace.
Successivamente, le varie agitazioni da parte dei difensori a causa dei ritardi nei pagamenti delle loro fatture e l’emanazione della Legge di Stabilità 2016 (L. 208/15) che ha introdotto, tramite l’art 1 comma 783, il comma 3-bis all’art. 83 del DPR 115/02 (“Il decreto di pagamento è emesso dal giudice contestualmente alla pronuncia del provvedimento che chiude la fase cui si riferisce la relativa richiesta”), sembrano aver portato gli uffici giudiziari ad un rapido smaltimento dell’arretrato nei pagamenti, fattore che ha probabilmente determinato un maggiore esborso per lo Stato per gli anni 2015-2016 rispetto al normale trend.
Una fondamentale caratteristica dei costi per il patrocinio penale, che si è potuta osservare per l’intero periodo esaminato, è che la sola spesa relativa gli onorari dei difensori, IVA inclusa, è sempre stata di circa il 93% del totale.
Per ciò che riguarda la distribuzione dei costi per area geografica, il fenomeno appare molto simile in termini percentuali a quello del numero delle persone interessate (circa 44% per il Centro-Nord e 56% nel Sud-Isole; vedi par. 6.5)
Infine, si è visto come la maggioranza dei costi si concentri presso gli Uffici del Giudice per le indagini preliminari, i Tribunali sede e le Corti di Assise congiuntamente considerati; nell’anno 2016 tale percentuale è stata del 68% del totale (vedi par. 6.6).
A partire dal maggio 2001, il beneficio del patrocinio penale è stato esteso anche ai procedimenti relativi alle contravvenzioni (prima lo era solo per i delitti e per le sole contravvenzioni connesse a delitti).
A causa della persistente difficoltà di acquisizione dei dati presso alcuni uffici giudiziari, problema che di fatto comporta l'assegnazione di un valore pari a zero a tutte le variabili dell'ufficio inadempiente, si è ritenuto opportuno effettuare, per gli anni 2005-2016, una stima dei dati mancanti, procedura che ha consentito di mitigare in modo apprezzabile tale carenza.
Pertanto, poiché le stime sono state effettuate solo per gli anni 2005-2016, i dati degli anni 1995-2004 non risultano pienamente confrontabili con quelli del 2005-2016, e sono stati allo scopo separati da un’apposita formattazione divisoria nell’ambito di ogni singola tabella (tre linee verticali per separare i due periodi).
A partire dalla Relazione dell’Agosto 2009, è stato rideterminato con maggiore correttezza il numero delle persone richiedenti ammesse al beneficio, per tenere conto del fatto che, solitamente, il giudice non riesce a provvedere in merito ad una piccola percentuale di richieste di ammissione al beneficio presentate nell’anno (nell’anno 2016 tale percentuale è stata del 12% del totale delle persone richiedenti; questa percentuale appare tuttavia in tendenziale aumento, ad esempio nell’anno 2006 era solo poco più del 2%). Si tratta in genere delle richieste di ammissione che vengono presentate nell’ultimo periodo dell’anno, dovendo il giudice decidere per legge entro 10 giorni dalla presentazione della richiesta.
Tale problema è stato agevolmente risolto mediante la ripartizione statistica di tale percentuale fra le due categorie delle richieste ammesse e non ammesse, sulla base della percentuale statistica media di accoglimento delle richieste da parte del giudice (l’85% nel 2016).
A seguito delle normative che hanno ridisegnato la geografia giudiziaria (D.L.vi 155 e 156/2002), sono state soppresse tutte le ex Sezioni distaccate di Tribunale ed è stato drasticamente ridotto il numero dei Giudici di Pace, pertanto il numero degli uffici interessati alla rilevazione è passato, a partire dall’anno 2014 compreso, da quasi 1.800 a circa 1.000 (vedi anche il Cap. 2).
Si precisa infine che eventuali discordanze tra i dati della presente Relazione e quelli della precedente sono dovute ad alcune revisioni e correzioni cui vengono solitamente sottoposte le banche dati, oltre alla circostanza che alcuni uffici non riescono a rispondere in tempo utile per la stesura della Relazione, ma solo in seguito.
Gli uffici interessati alla rilevazione del patrocinio a spese dello Stato nel processo penale sono tutti gli uffici giudicanti, compresi i Giudici di Pace (questi ultimi, come noto, hanno acquisito competenze in materia penale solo a partire dal 1° Gennaio 2002; il loro numero è stato poi drasticamente ridotto dalle normative che hanno ridisegnato la geografia giudiziaria, in particolare dal D.L.vo 156/2002). Resta esclusa solo la Corte di Cassazione, in quanto la richiesta per l’ammissione al patrocinio deve essere presentata all’ufficio del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato.
Restano quindi esclusi tutti gli uffici inquirenti, in quanto il pubblico ministero, pur dovendo dare le opportune disposizioni per far annotare alcune spese di giustizia sugli appositi registri previsti dal Testo unico D.P.R. 115/02, non può decidere sulla richiesta di ammissione al patrocinio (come anche precisato dalla stessa Corte di Cassazione, nella sentenza 23/04/04 n. 19.289 delle Sezioni penali unite), essendo peraltro equiparabile ad una parte processuale, per quanto di natura pubblica, e non ad un organo giurisdizionale terzo ed imparziale.
Nel periodo 1995-2016, le percentuali degli uffici giudicanti rispondenti sono state le seguenti:
N. Uffici
1.000 (**) 84% 69% 82% 72% 76% 75% 75%
Nota (**) Successivamente, a partire dall’anno 2014 compreso, a motivo dell’entrata in vigore dei D.L.vi 155 e 156/2002 che hanno profondamente ridisegnato la geografia giudiziaria (sopprimendo ad esempio tutte le sezioni distaccate di Tribunale e riducendo drasticamente il numero dei Giudici di Pace), il numero degli uffici interessati alla rilevazione è diventato di soli 1.000 circa
Per il periodo 2005-2016, come meglio descritto nel punto b) del precedente paragrafo 1.3, è stata effettuata una stima dei dati mancanti, procedura che ha consentito di mitigare in modo apprezzabile il problema delle mancate risposte.
La rilevazione dei dati, su cui si basa la presente Relazione, fa parte del Piano Statistico Nazionale. Purtroppo, come si può vedere anche dalle percentuali della sovrastante tabella, non tutti gli uffici giudiziari interessati rispondono, benché sollecitati, pur trattandosi di una rilevazione obbligatoria per legge. Le percentuali risultano comunque ben significative ai fini di una corretta analisi e valutazione del fenomeno, soprattutto relativamente al citato periodo 2005-2016 ove si è operata un’attenta stima dei dati mancanti.
Dal novembre del 1990 fino al 30/06/02, il patrocinio è stato disciplinato dalla L. 217/90 “Istituzione del patrocinio a spese dello Stato per i non abbienti”; dal 01/07/02 la legge di riferimento è divenuta il D.P.R. n° 115 del 30/05/02 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia”.
Per i soggetti già condannati con sentenza definitiva per alcuni particolari reati (art. 416 bis c.p., art. 291 quater del DPR n. 43/73), il reddito si ritiene superiore ai limiti previsti; invece, le persone offese da alcuni particolari reati contro la integrità e la sanità della stirpe, possono essere ammesse al beneficio anche in deroga ai limiti di reddito previsti (art. 76, commi 4 bis e 4 ter).
Per ciò che riguarda le persone offese, si ricorda che con il D.L.vo 9/15 (Attuazione della Direttiva 2011/99/UE sull’Ordine Protezione Europeo) e con il D.L.vo 212/15 (Attuazione della Direttiva 2012/29/UE sull’assistenza e protezione delle vittime di reato), esse possono adesso usufruire di una maggiore tutela assistenziale e giuridica.
Se al contrario l’imputato al quale è stato assegnato un difensore d’ufficio è minorenne, lo Stato ha diritto di recuperare le somme anticipate se il giudice accerta il superamento dei limiti di reddito previsti per l’ammissione al patrocinio. L’accertamento viene fatto sulla base della dichiarazione sostitutiva delle condizioni di reddito appositamente richiesta ai familiari del minorenne o sulla base degli accertamenti finanziari comunque da effettuarsi d’ufficio qualora i familiari non presentino la suddetta dichiarazione entro un termine fissato. In questo caso, pertanto, è lo stesso Stato che deve attivarsi per verificare la sussistenza delle condizioni per il recupero delle somme, non essendo obbligatorio per il minorenne o per i suoi familiari presentare l’istanza per l’ammissione al patrocinio (si veda l’art. 118; al contrario, nel caso del maggiorenne, era questi che doveva attivarsi per evitare l’eventuale recupero delle somme da parte dello Stato, dovendo obbligatoriamente presentare l’istanza per il patrocinio).
Come accennato nell’introduzione (Capitolo 1) ed anche ai fini di una migliore e più corretta lettura dei dati riportati in questo e nei capitoli successivi, è necessario tenere presente che, a partire dal maggio 2001, il beneficio del patrocinio penale è stato esteso anche alle contravvenzioni, mentre prima era limitato ai soli delitti e alle sole contravvenzioni connesse a delitti (L. 134/01 che ha modificato la L. 217/90).
Il totale delle persone interessate al patrocinio penale è dato dalla somma delle persone (maggiorenni e minorenni) che hanno presentato l’istanza per ottenere l’ammissione (persone richiedenti) e dei minorenni per i quali il difensore è stato nominato d’ufficio (minorenni ammessi d’ufficio; questi sono i minorenni che non hanno presentato nessuna istanza per richiedere il beneficio, ed ai quali è stato pertanto assegnato un difensore d’ufficio).
I dati relativi al periodo 1995 – 2016 mostrano che il fenomeno, in termini di numero di persone interessate, è tendenzialmente in crescita. In particolare, nel 1995 il numero di persone interessate al beneficio era stato di circa 16.500, mentre nell’anno 2016 sono state 183.500:
Persone richiedenti 59,9% 85,5% 92,0% 92,5% 95,4% 97,5% 97,4%
Minori ammessi d'ufficio 40,1% 14,5% 8,0% 7,5% 4,6% 2,5% 2,6%
TOTALE. % 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0%
TOTALE PERSONE INTERESSATE 16.585 47.674 77.920 111.091 129.944 166.614 183.500
La tabella mostra un graduale e consistente aumento del peso percentuale delle persone richiedenti e, di converso, una forte diminuzione del peso percentuale dei minorenni ammessi d’ufficio. In termini assoluti, si ha il seguente grafico:
E’ da tenere comunque presente che, al contrario dei minorenni che vengono ammessi al beneficio d’ufficio, ossia in modo automatico qualora non avessero nominato un proprio difensore, non tutte le persone richiedenti il patrocinio (sia maggiorenni che minorenni) ne ottengono poi l’ammissione (nel 2016 solo l’85% ha ottenuto l’ammissione; per maggiori dettagli si veda il successivo Capitolo 5).
Per ciò che riguarda il numero dei minorenni ammessi d’ufficio, appare tuttavia necessario segnalare che, non esistendo presso gli uffici per i minorenni un registro relativo alle ammissioni d’ufficio, esso è stato determinato mediante la rilevazione del numero dei minorenni il cui difensore d’ufficio è stato liquidato nell’anno in esame.
Poiché la liquidazione dell’onorario si riferisce all’anno di rilevazione mentre invece l’ammissione d’ufficio può essersi verificata anche in anni precedenti, il numero dei minorenni ammessi d’ufficio sopra riportato per ciascun anno si deve quindi considerare come una stima del reale numero dei minorenni ammessi d’ufficio.
Per ciò che riguarda la distribuzione del numero di persone interessate per area geografica, il fenomeno ha sostanzialmente registrato, nel periodo 1995–2004, una progressiva diminuzione del peso percentuale dell’area del Centro-Nord e, del pari, un aumento del peso percentuale dell’area del Sud-Isole, apparendo poi, nel restante periodo 2005-2016, piuttosto stabile e quasi equamente suddiviso fra le due aree, sebbene l’area del Sud-Isole ne detenga al momento la quota maggiore (45% per il Centro-Nord e restante 55% nel Sud-Isole):
43,3% 29,5% 27,7% 26,3% 25,6% 26,6% 27,1%
23,8% 18,9% 16,7% 20,8% 20,0% 18,2% 17,4%
18,8% 27,4% 33,1% 30,2% 29,5% 27,3% 28,3%
14,1% 24,1% 22,5% 22,6% 24,9% 27,9% 27,2%
TOTALE PERSONE INTERESSATE
In termini assoluti, il numero di persone interessate presenta un andamento crescente in tutte e quattro le aree geografiche, come evidenziato dalla sottostante tabella:
7.177 14.073 21.557 29.194 33.221 44.347 49.670
3.948 9.030 13.077 23.156 26.031 30.286 31.880
3.114 13.074 25.763 33.604 38.313 45.480 51.964
2.346 11.497 17.523 25.137 32.379 46.501 49.986
16.585 47.674 77.920 111.091 129.944 166.614 183.500
In termini grafici abbiamo (per motivi di leggibilità vengono riportati solo i dati relativi al Centro e al Sud, che sono questi ultimi quelli di maggiore entità):
Il prospetto di rilevazione prevede due apposite voci per rilevare le due menzionate categorie. Nel periodo esaminato si registra un costante e graduale aumento del peso percentuale delle persone offese e danneggiate dal reato (si ricordano alcune recenti normative in favore delle persone offese dal reato: l’art. 76 comma 4 ter del D.P.R 115/02, il D.L.vo 9/15 in Attuazione della Direttiva 2011-99-UE sull’Ordine Protezione Europeo, il D.L.vo 212/15 sull’assistenza e protezione delle vittime reato), che nell’anno 2016 ha raggiunto l’11%:
98,8% 97,9% 96,6% 94,0% 91,3% 89,1% 89,0%
1,2% 2,1% 3,4% 6,0% 8,7% 10,9% 11,0%
Per ciò che riguarda l’età delle persone interessate, l’andamento del peso percentuale delle persone interessate minorenni sul totale delle persone interessate (ossia maggiorenni e minorenni) è risultato fortemente decrescente fino al 2002, stazionario fino al 2007, e quindi nuovamente decrescente fino al 2016. Si tenga presente che le persone interessate minorenni sono date dalla somma dei minorenni interessati richiedenti il patrocinio e dei minorenni ammessi d’ufficio. Questi ultimi sono i minorenni che non hanno nessun difensore di fiducia e che, al tempo stesso, non richiedono neanche il patrocinio, per cui devono venire per forza ammessi al beneficio d’ufficio, avendo bisogno di un difensore che per legge li assista.
Come si può vedere dalla sottostante tabella, il peso era inizialmente del 44,7% nel 1995, poi diminuito fino al solo 5,4% nel 2016; conseguentemente, opposto andamento si è avuto per il peso percentuale delle persone interessate maggiorenni:
55,3% 65,8% 82,9% 86,7% 89,7% 89,5% 90,0%
44,7% 34,2% 17,1% 13,3% 10,3% 10,5% 10,0%
16.585 30.097 47.674 69.639 77.920 117.144 111.091
Tale forte decrescita dei minorenni in termini percentuali, non è però dovuta alla diminuzione del numero dei minorenni in valore assoluto, numero che è rimasto all’incirca stazionario durante tutto il periodo esaminato (vedi il sottostante grafico), ma è in realtà dovuta al grande aumento del numero dei maggiorenni interessati (circa 173.300 maggiorenni richiedenti nel 2016), cui non è corrisposto analogo aumento del numero dei minorenni (circa 10.200 minorenni, tra richiedenti e ammessi di ufficio, nel 2016; vedi anche il par. 5.1) .
10,4% 15,8% 22,9% 25,6% 38,9% 53,3% 52,6%
89,6% 84,2% 77,1% 74,4% 61,1% 46,7% 47,4%
TOTALE MINORENNI INTERESSATI
7.415 8.174 8.059 11.129 9.821 8.939 10.220
che mostra tuttavia come il peso dei minorenni richiedenti sia però in decisa crescita, al contrario dei minorenni ammessi d’ufficio, il cui peso è invece decrescente (le due percentuali sembrano tendere ad equipararsi).
Per ciò che riguarda la serie storica dei valori assoluti (che qui non si riporta per brevità di trattazione), si osserva come il numero dei minorenni richiedenti sia in continua crescita (circa 770 minorenni richiedenti nel 1995, a fronte di quasi 5.400 nel 2016), mentre invece il numero dei minorenni ammessi d’ufficio risulti abbastanza stazionario nell’intero periodo esaminato, sebbene appaia in diminuzione negli ultimi anni (circa 6.600 minorenni ammessi d’ufficio nel 1995 rispetto ai circa 4.800 nel 2016).
34,9% 25,8% 26,5% 25,7% 25,3% 23,6% 26,4%
31,0% 19,7% 11,2% 26,7% 24,3% 21,2% 22,2%
24,4% 33,8% 36,1% 31,8% 30,1% 28,1% 26,0%
9,6% 20,7% 26,2% 15,8% 20,3% 27,1% 25,4%
I valori sono strutturalmente simili a quelli della tabella delle persone interessate per area geografica (vedi il precedente par. 4.3). Anche qui si rileva una flessione del peso percentuale dell’area del Centro-Nord (nel 1995 era il 66% mentre nel 2016 è stato di circa il 49%), e, parallelamente, un aumento del peso del Sud-Isole (nel 1995 era il 34% mentre nel 2016 è stato il 51%).
Confrontando il peso percentuale dei cittadini italiani con quello degli stranieri, abbiamo:
79,9% 91,0% 87,3% 80,4% 79,3% 78,9% 79,4%
20,1% 9,0% 12,7% 19,6% 20,7% 21,1% 20,6%
La tabella indica come il peso percentuale degli stranieri abbia avuto un andamento a mo’ di parabola concava, con il suo punto di minimo nel 1999 (9%), mentre in entrambi gli anni ‘estremi’ del periodo, ossia 1995 e 2016, il peso percentuale è stato di circa il 20%. Non si registrano significative variazioni in termini percentuali degli stranieri, i cui valori assoluti risultano infatti crescere in modo proporzionato a quelli degli italiani (3.300 stranieri nel 1995 e 37.800 nel 2016):
63,4% 75,0% 70,5% 58,9% 64,7% 66,9% 66,6%
36,6% 25,0% 29,5% 41,1% 35,3% 33,1% 33,4%
che mostra come, mediamente, circa il 32% dei minorenni interessati al beneficio sia straniero, incidenza che risulta un poco superiore rispetto a quella della tabella precedente. Pertanto, durante tutto il periodo esaminato, circa 1/3 delle persone minorenni interessate al beneficio era straniero.
43,0% 46,1% 42,2% 33,8% 34,7% 38,6% 40,0%
50,1% 38,4% 32,0% 39,8% 35,9% 30,1% 29,3%
3,0% 8,2% 17,9% 17,5% 18,4% 17,0% 15,5%
3,9% 7,2% 7,9% 9,0% 11,1% 14,3% 15,3%
TOTALE STRANIERI INTERESSATI
3.335 4.313 9.916 21.811 26.896 35.162 37.843
I risultati mostrano che, anche qui, il fenomeno ha registrato una diminuzione del peso percentuale del Centro-Nord e, del pari, un aumento del peso percentuale del Sud-Isole; il peso del Centro-Nord resta tuttavia sempre preponderante (69% nel 2016, rispetto al 31% del Sud-Isole).
18,7% 52,7% 76,0% 79,0% 87,1% 91,6% 91,0%
81,3% 47,3% 24,0% 21,0% 12,9% 8,4% 9,0%
Questi valori si discostano in modo piuttosto significativo da quelli della tabella relativa all’età dell’intero gruppo delle persone interessate riportata in precedenza (vedi la prima tabella del par. 4.5), anche se presentano un andamento molto simile, ed evidenziano come le entità delle due percentuali degli stranieri maggiorenni e minorenni risultino addirittura invertite alla fine del periodo esaminato (18,7% – 81,3% nel 1995 e 91,0% - 9,0% nel 2016).
Per ciò che riguarda la serie storica dei corrispondenti valori assoluti (che qui non si riporta per brevità di trattazione), si osserva come l’inversione delle due percentuali sopra riportate sia dovuta all’aumento del numero degli stranieri maggiorenni in termini assoluti (solo 600 nel 1995 e ben 34.400 nel 2016), a cui non è corrisposto analogo aumento del numero degli stranieri minorenni (2.700 nel 1995 e 3.400 nel 2016, con trend con piccole variazioni).
34,2% 62,0% 63,8% 67,2% 66,6% 74,8% 75,9%
5,5% 5,8% 7,7% 8,1% 7,8% - -
- - 4,0% 6,5% 8,8% 8,6% 7,2%
21,0% 6,5% 5,0% 3,4% 3,2% 3,6% 3,7%
4,5% 8,6% 9,2% 4,7% 6,1% 7,7% 7,7%
Istituto penale per i minorenni +
31,7% 16,9% 10,1% 9,7% 7,3% 5,3% 5,0%
3,1% 0,3% 0,3% 0,3% 0,2% 0,1% 0,1%
Le aggregazioni tra diversi tipi di uffici giudiziari sono dovute al fatto che non tutti gli uffici interessati alla rilevazione riescono a fornire i propri dati disaggregati, dipendendo ciò dal tempo e dalle risorse umane disponibili, nonché dalle concrete possibilità di corretta estrazione dei dati consentite dai propri registri informatici.
Proprio per questi motivi è stata concessa la possibilità di poter fornire anche dati aggregati, ossia relativi a più uffici insieme, anche per cercare di ridurre le non poche difficoltà che spesso incontrano i singoli uffici nel dover effettuare i conteggi (è il caso ad esempio degli uffici quali il GIP- Tribunale sede-Corte di Assise od anche quali gli uffici per i minorenni).
Come si vede dalla tabella, la maggior parte delle persone interessate si concentra presso gli Uffici del Giudice per le indagini preliminari e i Tribunali sede congiuntamente considerati, tento conto che presso la Corte di Assise sono in genere pochissime le persone interessate (probabilmente neanche lo 0,5%).
Tale concentrazione è stata del 76% nel 2016, percentuale che, per gli anni 2015 e 2016, ricomprende anche quella delle ex Sezioni distaccate di Tribunale; analoga concentrazione, seppur inferiore, si ravvisa anche per i costi (vedi par. 6.6).
Per il periodo 1995-2016, il totale delle persone ammesse presenta un andamento ed una distribuzione percentuale del tutto analoghi a quello delle persone interessate (vedi la tab. del par. 4.2):
55,7% 83,2% 91,0% 91,5% 94,6% 97,0% 96,9%
44,3% 16,8% 9,0% 8,5% 5,4% 3,0% 3,1%
TOTALE PERSONE AMMESSE
15.000 41.073 68.855 97.951 111.163 141.130 156.454
La sola differenza con la tabella delle persone interessate del par. 4.2, è che ora la percentuale delle persone richiedenti, poiché non tutte vengono ammesse, risulta inferiore. La percentuale è solo di poco inferiore all’altra, in quanto viene ammesso mediamente circa l’85% delle persone richiedenti, entità che è rimasta pressoché invariata nell’intero periodo in esame, come mostra la seguente tabella:
84,1% 83,8% 87,4% 87,2% 84,8% 84,3% 84,9%
Come accennato nelle avvertenze per una corretta lettura dei dati illustrate nel par. 1.3, il numero delle persone richiedenti ammesse e’ stato rideterminato (e pertanto anche il totale delle persone ammesse e’ stato rideterminato) con maggiore correttezza, come era già stato fatto a partire dalla Relazione dell’Agosto 2009, per tenere conto del fatto che, solitamente, il giudice non riesce a provvedere in merito ad una piccola percentuale di richieste di ammissione al beneficio presentate nell’anno (nell’anno 2016 tale percentuale è stata del 12% del totale delle persone richiedenti; questa percentuale appare tuttavia in tendenziale aumento, ad esempio nell’anno 2006 era solo poco più del 2%). Si tratta in genere delle richieste di ammissione che vengono presentate nell’ultimo periodo dell’anno, dovendo il giudice decidere per legge entro 10 giorni dalla presentazione della richiesta
Sussisteva infatti il problema che tali richieste, risultando statisticamente ancora pendenti alla fine dell’anno, non potevano far parte né delle richieste ammesse, né delle richieste non ammesse, pur restando comunque correttamente ricomprese nel totale delle persone richiedenti.
Tale problema è stato agevolmente risolto mediante la ripartizione statistica delle richieste pendenti fra le due categorie delle richieste ammesse e non ammesse, sulla base della percentuale statistica media di accoglimento delle richieste da parte del giudice (come detto l’85% nel 2016).
Si ricorda che, nel caso dei minorenni ammessi d’ufficio, è lo stesso Stato che deve attivarsi per verificare la sussistenza delle condizioni per il recupero delle somme, non essendo obbligatorio per il minorenne o per i suoi familiari presentare l’istanza per l’ammissione al patrocinio (si veda l’art. 118).
Qualora tuttavia il funzionario delegato non disponesse più di fondi sufficienti per effettuare il pagamento, dovrà di norma attendere lo stanziamento di nuovi fondi. L’art. 21 commi 1 e 2 del Decreto Legge ‘Bersani’ 223/06, convertito in Legge 248/06, ha infatti vietato agli uffici giudiziari di ricorrere all’anticipazione delle somme da parte degli uffici postali (eccettuati gli atti di notifiche relativi a procedimenti penali) e pertanto, al pagamento delle spese di giustizia, si deve provvedere secondo le ordinarie procedure stabilite dalla vigente normativa di contabilità generale dello Stato.
Non vengono rilevate le spese prenotate a debito per effetto dell'ammissione al patrocinio relativamente all'azione di risarcimento del danno nel processo penale (art. 108 del T.U.; sono particolari imposte e spese forfettizzate che non rappresentano propriamente un esborso da parte dello Stato, e che esso ‘anticipa’, per così dire, alla persona ammessa al beneficio), né le somme che lo Stato eventualmente recupera a seguito di revoca dell’ammissione o in danno dei minori ammessi d’ufficio qualora ne ricorrano i motivi (recupero delle somme).
poiché le stime sono state effettuate solo per gli anni 2005-2016, i dati degli anni 1995-2004 non risultano pienamente confrontabili con quelli del 2005-2016, e sono stati allo scopo separati da un’apposita formattazione divisoria nell’ambito di ogni singola tabella (le usuali tre linee verticali per separare i due periodi).
TOTALE NAZIONALE %
TOTALE NAZIONALE (in Euro)
92,1% 7,9% 100,0% 4.069.059
93,0% 7,1% 100,0% 10.214.341
94,6% 5,4% 100,0% 21.269.643
89,4% 10,6% 100,0% 31.811.461
91,0% 9,0% 100,0% 61.435.329
92,4% 7,6% 100,0% 88.177.241
93,7% 6,3% 100,0% 87.867.315
96,0% 4,0% 100,0% 87.615.583
94,9% 5,1% 100,0% 95.664.056
92,4% 7,6% 100,0% 100.866.542
91,3% 8,7% 100,0% (*) 88.159.228
92,2% 7,8% 100,0% (*) 112.662.791
94,0% 6,0% 100,0% (**) 141.769.784
Nota (*): la Legge di stabilità 2014 (Legge n. 147 del 27/12/13) ha introdotto nel DPR 115/02 l’art. 106 bis: “Gli importi spettanti al difensore, all'ausiliario del magistrato, al consulente tecnico di parte e all'investigatore privato autorizzato sono ridotti di un terzo”
Nota (**): la Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208 del 28/12/15) ha introdotto, tramite l’art 1 comma 783, il comma 3-bis all’art. 83 del DPR 115/02: “Il decreto di pagamento è emesso dal giudice contestualmente alla pronuncia del provvedimento che chiude la fase cui si riferisce la relativa richiesta”
La tabella evidenzia come i costi lordi relativi agli onorari per i difensori, computati includendovi la relativa IVA, costituiscano la quasi totalità (mediamente il 93%) dei costi lordi complessivi del patrocinio penale, mentre molto contenuti, sia pure in percentuale, sono i costi relativi a tutte le altre voci (circa il 7%).
Per ciò che riguarda lo studio dell’andamento dei costi nell’intero periodo esaminato, si rimanda al successivo paragrafo 6.4 relativo ai costi lordi espressi in termini reali, in quanto, come noto, la valuta di un dato anno ha un suo proprio potere di acquisto che varia da un anno all’altro a motivo del crescente tasso di inflazione e pertanto, al fine di essere comparabile con le valute di altri anni, deve essere riconvertita esprimendola a prezzi di un dato anno preso come ‘base’ (nel nostro caso viene scelto come ‘base’ l’ultimo anno del periodo esaminato, ossia l’anno 2016).
Come detto, per una più corretta comparabilità dei costi nell’intero periodo esaminato, consideriamo i costi della tabella del precedente paragrafo 6.3 ed esprimiamoli, insieme ad una stima di quelli che potrebbero essere i costi lordi pro-capite (ossia i costi lordi medi sostenuti dallo Stato per ogni singola persona ammessa al patrocinio), in termini reali, ossia a prezzi dell’ultimo anno della serie storica, ovvero l’anno 2016, mediante gli indici del costo della vita pubblicati ogni anno dall’ISTAT (i “coefficienti di rivalutazione monetaria” relativi all’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, ossia all’indice FOI).
Abbiamo la seguente tabella, ove nella prima colonna è stato inserito il numero di persone ammesse ogni anno:
COSTI LORDI DEL PATROCINIO PENALE A PREZZI 2016
COSTI PRO-CAPITE (stima su base triennale)
15.000 5.977.447 -
26.911 14.197.933 -
41.074 28.586.400 789
58.560 40.591.424 930
65.500 74.705.360 962
103.009 103.343.726 1.180
97.951 99.290.066 1.051
95.527 95.238.139 977
111.163 99.681.946 970
126.591 100.866.542 906
135.746 (*) 87.982.909 (*) 809
141.130 (*) 112.550.128 (*) 787
156.454 (**) 141.769.783 (**) 842
Nota (*): la Legge di stabilità 2014 (Legge n. 147 del 27/12/13) ha introdotto, tramite l’art. 1 comma 606, nel DPR 115/02 l’art. 106 bis: “Gli importi spettanti al difensore, all'ausiliario del magistrato, al consulente tecnico di parte e all'investigatore privato autorizzato sono ridotti di un terzo”
Tale diminuzione sembra spiegare la causa per la quale gli importi del 2014 sono risultati significativamente inferiori rispetto a quelli del 2013 (quasi 101 milioni), contrariamente a quanto sarebbe stato logico attendersi, considerato il trend sostanzialmente sempre crescente del numero delle persone ammesse al beneficio che ha toccato il suo picco nel 2016.
Per ciò che riguarda ora i costi lordi pro-capite stimati, appare importane ribadire che si tratta solo di stime, in quanto, se da un lato si conoscono i costi totali per l’anno esaminato, dall’altro, tuttavia, non si può conoscere il corrispondente numero di persone ammesse al beneficio che ha determinato quei costi, in quanto l’esborso da parte dello Stato può avvenire anche uno o più anni dopo l’ammissione. Possono comunque dare una buona idea quantitativa del fenomeno.
Tale stima è stata qui ottenuta rapportando, questa volta e diversamente dalle precedenti Relazioni, i costi totali di un intero triennio con le persone ammesse di un intero triennio sfalsato però di un anno. Nelle precedenti Relazioni i costi pro-capite venivano semplicemente ottenuti rapportando gli importi totali di un anno con le persone ammesse l'anno precedente, però si è visto che si ottenevano in effetti stime poco ‘robuste’ in termini statistici, ossia un po’ troppo soggette a fenomeni imprevisti, quali è stato ad esempio il caso del contenuto importo 2014 o del notevole importo speso per l’anno 2016, non dovuto quest’ultimo ad un grande ed improvviso aumento delle persone ammesse nel 2015, ma probabilmente dovuto ad una sostanziale eliminazione dell’arretrato dei pagamenti.
Considerando ora i soli costi lordi totali a prezzi 2016, abbiamo, in termini grafici:
Fermo restando quanto detto alla fine del paragrafo 6.2 circa la non piena comparabilità dei dati degli anni 1995-2004 con quelli degli anni 2005-2016, a motivo delle stime dei dati mancanti operate solo relativamente a quest’ultimo periodo, dal grafico si può comunque osservare come i costi lordi totali abbiano registrato un forte aumento fino all’anno 2005, per poi rimanere sostanzialmente stazionari per diversi anni, e quindi, dopo il ribasso del 2014, risalire fino al 2016.
47,5% 25,9% 29,2% 28,6% 26,8% 27,3% 26,6%
21,8% 14,5% 12,4% 17,7% 16,9% 14,7% 15,6%
16,6% 27,4% 32,1% 28,7% 27,1% 27,4% 28,4%
14,1% 32,1% 26,3% 25,0% 29,1% 30,6% 29,5%
(in milioni di Euro a prezzi 2016)
6,0 28,6 74,7 99,3 99,7 112,5 141,8
I valori percentuali ricalcano, sia pure con alcune differenze, quelli della tabella relativa alla distribuzione per area geografica delle persone interessate al patrocinio (vedi par. 4.3, ‘Area geografica’). Si nota, anche qui, una sostanziale diminuzione del peso percentuale del Centro-Nord e, del pari, un aumento di quello del Sud-Isole fino all’anno 2003, per poi rimanere entrambi abbastanza stabili per il resto del periodo (per il 2016 le percentuali sono state del 42% per il Centro-Nord e del restante 58% nel Sud-Isole):
In termini assoluti ed esprimendo sempre i costi in termini reali a prezzi 2016 ed in milioni di euro, abbiamo la seguente tabella, che mostra come l’aumento dei costi riguardi indistintamente, sia pure in diversa misura, tutte le aree geografiche:
2,9 7,4 21,8 28,4 26,8 30,8 37,7
1,3 4,2 9,3 17,6 16,9 16,5 22,1
1,0 7,8 24,0 28,5 27,0 30,8 40,2
0,8 9,2 19,6 24,8 29,0 34,4 41,8
ove si può notare come l’area geografica con i costi maggiori sia stata il Sud fino al 2009, superata però negli ultimi anni dalle Isole (per una migliore leggibilità del grafico si sono riportati solo i valori delle Isole e del Centro).
70,4% 68,5% 62,5% 60,9% 65,2% 68,0%
6,0% 5,6% 6,9% 7,4% - -
- 1,0% 2,9% 5,0% 5,3% 5,5%
12,6% 17,2% 19,8% 20,0% 23,3% 21,3%
3,2% 3,9% 3,7% 2,5% 3,0% 2,6%
7,2% 3,5% 4,1% 3,9% 3,2% 2,6%
0,6% 0,4% 0,2% 0,3% - -
40,6 74,7 99,3 99,7 112,5 141,8
Nota (**) Successivamente, a partire dall’anno 2014 compreso, a motivo dell’entrata in vigore dei D.L.vi 155 e 156/2002 che hanno profondamente ridisegnato la geografia giudiziaria (sopprimendo ad esempio tutte le sezioni distaccate di Tribunale e riducendo drasticamente il numero dei Giudici di Pace), il numero degli uffici interessati alla rilevazione è diventato di soli 1.000 circa (per gli anni 2015 e 2016 gli importi della CAM sono accorpati a quelli della CAP+AAP)
La tabella evidenzia come la maggioranza dei costi si concentri presso gli Uffici del Giudice per le indagini preliminari, i Tribunali sede e le Corti di Assise congiuntamente considerati (il 68,0% del 2016 ricomprende, come sopra accennato, anche la percentuale delle ex Sezioni distaccate di Tribunale).
Al secondo posto si posizionano per entità i costi sostenuti dalla Corte di Appello e dalla Corte di Assise di Appello (21,3% nel 2016), mentre residuali sono quelli relativi ai restanti uffici.