Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/09/novita-fiscali-del-08-settembre-2011.html
Timestamp: 2018-02-25 03:53:01+00:00
Document Index: 82777490

Matched Legal Cases: ['art. 163', 'art. 58', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 444', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 50']

Novità fiscali dell'8 settembre 2011: aggiornamento sulle misure di cui alla manovra salvadeficit
Novità fiscali dell’8 settembre 2011: aggiornamento sulle misure di cui alla manovra salvadeficit
in Diario quotidiano, Novità legislative
1) Manovra di ferragosto: Resoconto parlamentare
2) Accertamento sintetico dal prossimo mese di ottobre
3) Manovra: Modifiche alla disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e IVA
4) Ripristinato il Sistri
5) Manovra: Nelle liste selettive di controllo solo dati aggregati
6) Manovra: Modifica alla disciplina in materia di estrazione di beni da depositi IVA
7) Manovra di ferragosto: Voto di fiducia
8) Manovra: Stangata da 300 euro con l’aumento dell’Iva
9) Borse: Milano chiude sopra il 4%
Al Senato, l’Assemblea ha avviato l’esame del ddl n. 2887 di conversione in legge del Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo.
Correlato alla manovra finanziaria per il 2012, il provvedimento anticipa gli effetti di correzione dei saldi e rafforza le misure contenute nel D.L. n. 98, approvato a luglio, per conseguire il pareggio di bilancio nel 2013, anziché nel 2014, e assicurare la sostenibilità della finanza pubblica.
Presentato, ed approvato con il voto di fiducia, il maxi-emendamento:
– Sale di un punto l’aliquota Iva dal 20 al 21%
L’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto è stata stabilita nella misura del 21% della base imponibile dell’operazione.
L’aumento scatta a decorrere dall’entrata in vigore della legge di conversione della manovra.
E’ quanto si legge nel maxi-emendamento alla manovra presentato all’Aula del Senato, che ha confermato le misura pre-annunciate.
Il maxi-emendamento impatta sul deficit per 4,342 miliardi di euro nel 2012, 4,399 mld nel 2013 e 4,389 mld nel 2014.
Nel 2011 invece l’impatto sull’indebitamento netto è di 700 milioni. Quasi tutto il gettito aggiuntivo arriva dal ritocco dell’aliquota Iva dal 20 al 21%.
L’innalzamento di un punto dell’aliquota Iva del 20% porterà un maggiore gettito di 700 milioni di euro nel 2011 e di 4.236 dal 2012.
Lo si legge nella relazione Tecnica al maxiemendamento alla manovra presentato all’Aula del Senato.
– Contributo di solidarietà vale 53,8 mln nel 2012
Le correzioni hanno previsto un contributo di solidarietà del 3% sui redditi superiori a 300mila euro.
L’introito netto per la finanza pubblica del contributo di solidarietà ammonterà a 53,8 milioni di euro per il 2012 e di 144,2 nei successivi due anni.
E’, secondo la nota Ansa del 07 settembre 2011, quanto si legge nella relazione tecnica al maxi-emendamento.
Proroga accertamento condono 2002
Per i soggetti che hanno aderito al condono di cui alla legge 27 dicembre 2002, n. 289, i termini per l’accertamento ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto pendenti al 31 dicembre 2011 sono prorogati di un anno.
Lo riporta la nota Ansa sulla base della lettura del maxi-emendamento alla manovra depositato all’Aula del Senato.
– Norma carcere evasori
Per i reati fiscali l’istituto della sospensione condizionale della pena di cui all’art. 163 del codice penale non trova applicazione nei casi in cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:
a) l’ammontare dell’imposta evasa sia superiore al 30% del volume d’affari;
b) l’ammontare dell’imposta evasa sia superiore a tre milioni di euro.
– Da pensioni donne risparmi 90 mln da 2015
L’anticipo dell’allineamento dell’età pensionabile delle donne lavoratrici del settore pubblico a quello delle donne impiegate nel pubblico porterà risparmi per le casse dello Stato di 90 milioni nel 2105, che saliranno progressivamente a 720 nel 2021.
Lo riporta, secondo la nota Ansa, la relazione tecnica al maxiemendamento alla manovra.
La nuova versione della manovra, prosegue ulteriormente la citata nota dell’Ansa, prevede un anticipo sia dell’avvio (2014) sia dell’entrata a regime dell’allineamento (2026). Dunque nel 2014 ci sarà un incremento di un mese all’età per accedere alla pensione.
Negli anni successivi l’aumento sarà scalettato secondo una precisa tabella: due mesi nel 2015 (con un cumulato di 3), altri tre nel 2016 (cumulato 6 mesi), 4 mesi nel 2017 (10 mesi cumulati), 5 mesi nel 2018 (cumulato di 15 mesi), 6 mesi nei successivi anni fino al 2025 (qui il cumulato raggiungerà i 57 mesi); altri 3 mesi saranno aggiunti nel 2026 per un cumulato definitivo di 60 mesi che segnerà l’entrata a regime.
– Commissioni tributarie: Stop all’incompatibilità per i professionisti
L’emendamento alla manovra bis ha comportato il dietrofront sulla incompatibilità per i liberi professionisti a rivestire il ruolo di giudice nelle commissioni tributarie.
Per far scattare il divieto non sarà più sufficiente la sola iscrizione all’Albo. Il professionista dovrà pure esercitare, anche in forma non individuale, attività in materia tributaria, bilancistica o contabile.
Alleggerita anche la norma che regola l0incompatibilità parentale. Ora il grado di parentela si riduce e scende al secondo grado.
– Uso eccessivo del contante senza sanzioni in agosto
L’emendamento alla manovra bis varato dalla Commissione Bilancio del Senato ha anche previsto la non applicabilità delle sanzioni per le operazioni oltre soglia compiute tra il 13 e il 31 agosto 2011.
L’esclusione è riferita alle violazioni del nuovo limite all’uso del contante e dei titoli al portatore, fissato a 2.500 euro, previsto dal D.L. n. 138 del 2011.
Pertanto, denaro, titoli al portatore, assegni e libretti al portatore di importo o saldo compreso tra 2.500 e 5.000 euro, passati di mano tra l’entrata in vigore del D.L. e la fine di agosto, non andranno incontro alle sanzioni previste dall’art. 58 del D.Lgs. n. 231 del 2007 che, in taluni casi, possono arrivare fino al 40% dell’importo trasferito.
La risposta al questionario obbliga gli uffici a motivare l’avviso di accertamento.
Gli inviti recapitati a ottobre ai contribuenti riguarderanno l’accertamento sintetico e non anche il redditometro basandosi sulle spese di carattere ordinario e straordinario sostenute nell’anno. Le Entrate dovranno individuare gli elementi su cui tarare il redditometro.
E’ quanto viene evidenziato nel quotidiano Il Sole 24 Ore del 07 settembre 2011.
L’approccio dell’Agenzia è quello di inviare al contribuente un questionario attraverso cui vengono richieste informazioni su beni e servizi di interesse per il “redditometro” ed incrementi realizzati di recente con riflesso sulle annualità ancora da accertare.
L’invito comporta per il contribuente l’obbligo di rispondere per difendersi sia in sede amministrativa sia in quella giudiziale.
In definitiva, per il nuovo accertamento sintetico previsto dal D.L. n. 78/2010 si profila una seconda fase in base alle informazioni che potrebbero arrivare nelle prossime settimane.
In particolare, per adesso gli inviti che l’Agenzia delle Entrate recapiterà ai contribuenti riguarderanno solo l’accertamento sintetico “puro” e non anche il redditometro.
L’accertamento, così, si baserà sulle spese sostenute nell’anno (ordinarie/straordinarie). Il redditometro, invece, sarà tarato su elementi di capacità contributiva ancora da identificare da parte del Fisco, tenuto conto del nucleo familiare del contribuente e della sua area di appartenenza.
Le lettere che l’Agenzia invierà ad ottobre riguardano il periodo d’imposta 2009. Il contribuente dovrà obbligatoriamente rispondere al questionario e questo potrà essere utile per presentare una memoria difensiva. Difatti, se l’ufficio non riterrà valida la tesi del contribuente dovrà motivare l’atto notificato, dovrà cioè spiegare perché sono state disattese le argomentazioni difensive del contribuente.
Il maxi-emendamento al cd. Decreto di ferragosto (D.L. n. 138 del 2011) approvato dal Senato con il voto di fiducia, in particolare, l’art. 2 di tale Decreto legge, contiene una serie di modifiche al Decreto Legislativo 10 marzo 2000, n. 7486, concernenti la disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e IVA, dirette, in termini generali, ad abbassare la soglia di imposta evasa da cui scatta l’applicazione delle sanzioni penali.
Più in dettaglio vengono apportate le seguenti modifiche al Decreto Legislativo
n. 74 del 2000:
– All’art. 2 (dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) viene soppressa la disposizione che riduce l’entità della reclusione (da sei mesi a due anni anziché da un anno e sei mesi a sei anni) se l’ammontare degli elementi passivi fittizi è inferiore a euro 154.937,07;
– all’art. 3 (dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici) è stata ridotta la soglia di imposta evasa che fa scattare la sanzione penale da 77.468,53 euro a 30.000 euro e, analogamente, la soglia relativa all’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione da 1.549.370,70 euro a 1.000.000 di euro;
– all’art. 4 (dichiarazione infedele) le suddette soglie sono state ridotte rispettivamente da 103.291,38 euro a 50.000 euro e da 2.065.827,60 euro a 2.000.000 di euro;
– all’art. 5 (omessa dichiarazione) la soglia di imposta evasa che fa scattare la sanzione penale è stata ridotta da 77.468,53 euro a 30.000 euro;
– all’art. 8 (emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) è stata soppressa la disposizione che riduce l’entità della reclusione (da sei mesi a due anni anziché da un anno e sei mesi a sei anni) se l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti è inferiore a euro 154.937,07;
– all’art. 12 (pene accessorie) è stato aggiunto un comma diretto a prevedere che, per i delitti previsti dagli articoli da 2 a 10-quater dello stesso Decreto n. 74 del 2000, qualora l’imposta evasa o non versata sia superiore a tre milioni di euro, non trova applicazione l’istituto della sospensione condizionale della pena;
Circostanza attenuante e pagamento del debito tributario
– all’art. 13 (circostanza attenuante e pagamento del debito tributario) è stata prevista la riduzione fino ad 1/3 (anziché sino alla metà) delle pene stabilite per i delitti previsti dal Decreto n. 74 del 2000 se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari relativi ai fatti costitutivi dei delitti medesimi sono stati estinti mediante pagamento; è altresì inserito un nuovo comma concernente l’applicazione dell’art. 444 del codice di procedura penale per i delitti di cui allo stesso decreto n. 74 del 2000;
– infine all’art. 17 (interruzione della prescrizione) è stato aggiunto un comma diretto ad elevare di un terzo i termini di prescrizione per i delitti previsti dagli articoli da 2 a 10 del citato decreto n. 74 del 2000.
Applicazione delle novità
Un ulteriore comma aggiuntivo specifica che le suddette modifiche si applicano ai fatti successivi all’entrata in vigore della legge in esame (rectius alla legge di conversione del presente Decreto Legge).
4) Manovra: Ripristinato il Sistri
L’art. 6 del Decreto di ferragosto (D.L. n. 138 del 2011), nel testo originario del Decreto Legge, recava l’abrogazione delle norme in materia di sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti – Sistri.
Adesso il maxi-emendamento approvato ieri con il voto di fiducia ha rimesso le coste a posto, al fine di assicurare la progressiva entrata in operatività del Sistri.
Il Sistri è il sistema di controllo della tracciabilità di rifiuti speciali a livello nazionale e di rifiuti urbani nel territorio della regione Campania.
Per ultimo, con Decreto Ministeriale del 26 maggio 2011, era stato prorogato il termine per l’adesione al sistema e quindi l’avvio a regime del Sistri.
Tale decreto aveva introdotto diversi limiti temporali variabili tra il 1° settembre ed il 1° dicembre 2011, in base alla tipologia ed alle dimensioni delle aziende o enti interessati. Da ultimo il Decreto Legge 13 maggio 2011, n. 70 (convertito dalla legge n. 106 del 2011) aveva previsto una proroga ulteriore, ad una data non precedente il 1° giugno 2012, per i piccoli produttori di rifiuti speciali pericolosi.
Con la novità si mantiene ferma la restante disciplina in materia di gestione dei rifiuti.
In particolare, la norma richiama esplicitamente quanto stabilito dal comma 2, lettera b), dell’articolo 188-bis del Codice ambientale: ai sensi di tale disposizione la gestione dei rifiuti deve avvenire nel rispetto degli obblighi relativi alla tenuta dei registri di carico e scarico nonché del formulario di identificazione disciplinati dagli articoli 190 e 193 del Codice stesso.
Con il nuovo comma 2 viene, quindi, prorogata la piena operatività del SISTRI al 9 febbraio 2012 (fermo quanto previsto dall’articolo 6, comma 2, lettera f-octies del citato D.L. 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106 per i produttori di rifiuti speciali pericolosi che hanno fino a 10 dipendenti) ed è prevista la verifica tecnica delle componenti software e hardware, anche ai fini dell’eventuale implementazione di tecnologie di utilizzo più semplice rispetto a quelle attualmente previste, organizzando, in collaborazione con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, test di funzionamento con l’obiettivo della più ampia partecipazione degli utenti.
La verifica tecnica, che deve svolgersi dalla data di entrata in vigore del D.L. in esame sino la 15 dicembre 2011, è assicurata dal Ministro dell’ambiente attraverso il concessionario SISTRI.
La vigente normativa in materia di rifiuti impone taluni adempimenti ai soggetti che lavorano nel settore. In base al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 17 dicembre 2009, articolo 1, comma 2, essi comunicano le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti oggetto della loro attività attraverso il SISTRI, una volta che esso sia in funzione.
Come sopra riportato, con D.M. 26 maggio 2011, era stato prorogato il termine per l’adesione al sistema introducendo diversi limiti temporali variabili tra il 1° settembre ed il 1° dicembre 2011, in base alla tipologia ed alle dimensioni delle aziende o enti interessati.
Con la disposizione in esame per la generalità degli interessati il termine di entrata in funzione del sistema è prorogato al 9 febbraio 2012.
Il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 26 maggio 2011 aveva fissato al 2 gennaio 2012 il termine fino al quale i produttori di rifiuti speciali pericolosi aventi fino a 10 dipendenti devono rispettare l’obbligo preesistente all’istituzione del SISTRI, recato dal Decreto Legislativo n. 152/2006, articolo 190, di tenere registri di carico e scarico conformi alle indicazioni esposte dal medesimo articolo 190 e di renderli disponibili in qualunque momento per eventuali controlli da parte dell’autorità competente, nonché altri obblighi (preesistenti anch’essi) concernenti il trasporto di rifiuti previsti da un altro articolo del Decreto Legislativo 152/2006, ovvero l’articolo 193, tra cui l’accompagnamento con idonea documentazione identificativa, variabile a seconda dei casi specifici..
Si prevede che sia individuato un nuovo termine e che tale nuovo termine non potrà comunque essere antecedente al 1° giugno 2012.
Al nuovo comma si demanda ad un decreto, da emanarsi entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge in esame, da parte del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro per la semplificazione normativa, sentite le categorie interessate l’individuazione di specifiche tipologie di rifiuti, alle quali, in considerazione della quantità e dell’assenza di specifiche caratteristiche di criticità ambientale, sono applicate, ai fini del sistema di controllo di tracciabilità dei rifiuti, le procedure previste per i rifiuti speciali non pericolosi.
Il nuovo comma 3-bis consente agli operatori che producono rifiuti soggetti a ritiro obbligatorio di delegare gli adempimenti relativi al SISTRI ai consorzi di recupero, secondo le modalità previste dalle associazioni di categoria.
Si ricorda che i consorzi obbligatori istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuto che organizzano la gestione di detti rifiuti per conto dei consorziati, rientrano tra i soggetti obbligati all’iscrizione al SISTRI.
Per alcuni settori la legge ha previsto l’istituzione obbligatoria di consorzi per il riciclo di materiali specifici. Le attività riguardano la raccolta di particolari materiali come batterie, rifiuti piombosi, oli usati, beni in polietilene e imballaggi.
Nelle liste dei redditi online finiranno solo dati aggregati. Non saranno dunque pubblicate integralmente le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti ma solo i principali dati cumulativi riferiti alle stesse. La pubblicazione sarà inoltre riferita esclusivamente a determinate categorie di contribuenti ovvero di redditi dichiarati.
È questa la nuova versione del provvedimento contenuto nella manovra di ferragosto (D.L. n. 138 del 2011) dopo il maxi-emendamento appena approvato.
Resta dunque aperta la possibilità che i comuni italiani optino per la pubblicazione sul sito istituzionale dell’ente locale le dichiarazioni dei redditi dei loro concittadini.
Le modifiche apportate hanno però precisato il contenuto di tali pubblicazioni.
In primo luogo si è ritenuto di dover precisare che la pubblicazione non potrà, ovviamente, riguardare l’intera dichiarazione dei redditi dei contribuenti ma solo di alcuni dati aggregati rinvenibili dalla stessa.
La finalità dell’emendamento è dunque quella di stemperare le polemiche in atto ed evitare pronunce del garante della privacy come quelle che intervennero subito dopo la pubblicazione sul sito internet delle Entrate dei dati salienti delle dichiarazioni dei redditi degli italiani.
La pubblicazione di dati aggregati dovrebbe anche ridurre l’effetto delatorio che verrebbe inevitabilmente a innescarsi nell’ipotesi di diffusione capillare dei dati dei singoli contribuenti.
Il comma 36-bis dell’art. 2 del D.L. n. 138/2011 (manovra di ferragosto), aggiunto dal maxi-emendamento al Senato, contiene una modifica all’art. 50-bis, comma 6, del D.L. 30 agosto 1993, n. 33177, con il quale viene disciplinata l’estrazione dei beni da un deposito IVA.
In particolare, per effetto della modifica introdotta si prevede che l’estrazione dei beni da un deposito IVA ai fini della loro utilizzazione o in esecuzione di atti di commercializzazione nello Stato comporta il pagamento dell’imposta e può essere effettuata solo da soggetti passivi d’imposta agli effetti dell’IVA che:
– siano iscritti alle Camere di commercio da almeno un anno;
– dimostrino una effettiva operatività;
– attestino la regolarità dei versamenti IVA.
Per la definizione delle relative modalità applicative la norma fa quindi rinvio ad un successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.
Il Senato, ieri (07 settembre 2011) ha votato la fiducia sulla manovra economica intorno alle 20.
Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo che ha fissato in tale giorno per le 12.00 il dibattito sul maxi emendamento e per le 18.00, con la diretta televisiva, le dichiarazioni di voto.
Dopo le ore 19 è iniziata la prima chiama dei senatori sulla fiducia.
Ecco tutte le misure della manovra cambiate in Senato e sulle quali Palazzo Madama ha votato la fiducia (come da nota Ansa del 07 settembre 2011).
– IVA PIU’ CARA.
L’aliquota del 20% passa dal 21% a partire dalla data di conversione in legge
– CONTRIBUTO 3%.
Vale per i contribuenti con un reddito oltre i 300.000 euro l’anno. Parte dal 2011 e sarà applicato fino al 2013. Prorogabile fino al pareggio di bilancio.
– PENSIONI DONNE.
Anticipato al 2014 l’inizio del timing per arrivare a 65 anni nel privato.
– MANETTE EVASORI.
Niente sospensione condizionale della pena se sono stati evasi oltre 3 milioni di euro. Ma a condizione che l’evaso sia pari al 30% del fatturato.
– SALVE FESTE LAICHE.
Il Primo Maggio, il 25 aprile e il 2 giugno non verranno accorpate alla domenica. Niente da fare invece per le feste patronali: resta solo quella di Roma.
– MENO TAGLI A ENTI LOCALI, DI PIU’ AI MINISTERI.
Il gettito, circa 1,8 mld, atteso dalla cosiddetta “Robin Hood Tax”, l’addizionale sulle imprese energetiche, andrà ad alleggerire integralmente i tagli agli enti territoriali, e non più per metà a loro e per metà ai ministeri.
– CONTO CORRENTE SU UNICO.
Salta la norma che obbligava a indicare il nome della banca.
– LISTE NERE CONTRIBUENTI.
L’Agenzia delle Entrate potrà controllare i conti correnti in via preventiva.
– DICHIARAZIONI ON LINE.
I Comuni potranno pubblicare sui loro siti i dati relativi alle dichiarazioni ma solo in forma aggregata, per categorie.
– LOTTA EVASIONE COMUNI.
Passa dal 50% al 100% l’incasso dei frutti della lotta all’evasione messa in campo con la collaborazione del Comune.
– STRETTA SULLE COOP.
Si alleggeriscono le agevolazioni e gli utili peseranno di più sulla base imponibile.
– PIU’ TASSE A SOCIETA’ DI COMODO.
Arriva un’addizionale del 10,5% e una serie di norme restrittive.
– SOCIETA’ IN PERDITA.
Se il “rosso” è registrato per tre esercizi consecutivi sono equiparati alle società di comodo.
– BARCA SOCIETA’ ENTRA IN REDDITOMETRO.
Più controlli sui beni delle società usati da soci o familiari. Dalle barche alle auto entreranno nel redditometro.
– CONTRATTO AZIENDALE DEROGA LEGGE, ANCHE LICENZIAMENTO.
I contratti di lavoro aziendali o territoriali operano in deroga alle leggi (vale anche per l’articolo 18) e ai contratti collettivi nazionali.
– MAMME PIU’ TUTELATE.
Si amplia alle neo mamme la platea dei soggetti che non possono essere licenziati in deroga alle leggi.
– RIFORMA UFFICI GIUDIZIARI.
Vengono riorganizzati i tribunali.
– PICCOLI COMUNI, VERSO UNIONI.
Niente giunte per i Comuni sotto i 1.000 abitanti e accorpamenti attraverso le Unioni. Meno assessori anche nei Comuni oltre i 1.000 ma comunque piccoli.
– PROVINCE, RINVIATO TAGLIO.
Salta il taglio delle Province con meno di 300.000 abitanti; la partita è rinviata ad un ddl costituzionale, già oggi all’esame del Cdm.
– SALVI FAS REGIONALI.
Esclusi dalla clausola di salvaguardia che prevedeva un loro taglio se i ministeri non raggiungeranno nel 2012 i 6 miliardi di euro di risparmi.
– SALVA 13/A STATALI.
Come clausola di salvaguardia, in caso di mancati risparmi da parte ei ministeri, ci sarà il taglio del 30% dei premi di produzione dei dirigenti responsabili.
– SALVI MINI-ENTI.
Non verranno soppressi gli enti pubblici non economici con meno di 70 dipendenti.
– BOLLO MONEY TRANSFER.
L’imposta è del 2%, con un minimo di prelievo di 3 euro. Sono esenti dall’imposta i trasferimenti fatti da persone fisiche con matricola Inps e i cittadini Ue.
– RECUPERO CONDONO 2002.
Il Fisco potrà recuperare coattivamente le somme non riscosse dal condono tombale del 2002, entro il 31 dicembre 2011.
La manovra economica salva il numero chiuso per le farmacie, limitando per questo settore la liberalizzazione.
Salvati, anche con i servizi di noleggio, dalle norme di liberalizzazione.
– SPENDING REVIEW.
Via libera alla revisione della spesa pubblica. La norma impegna il ministro dell’Economia a presentare al Parlamento entro il 30 novembre 2011 un programma per la riorganizzazione della spesa pubblica.
– SUPER-INPS. Tra gli obiettivi di revisione della spesa vi é l’accorpamento degli enti della previdenza pubblica, andando così verso un “super-Inps”.
– NEGOZI.
Salta l’apertura libera dei negozi, la sera o la domenica, e resta questa possibilità solo per le località turistiche e le città d’arte.
Allarme dei consumatori, sulla benzina da agosto 2010 oltre 470 euro. Consumatori all’attacco sull’aumento dell’Iva, dal 20 al 21%, previsto su una lunga lista di prodotti nell’ultima versione della manovra: Si va dall’abbigliamento, le calzature, i detersivi, i giocattoli, ai televisori, le auto e moto, ma anche il caffé, il vino, la cioccolata. E non solo:
l’imposta sarà rivista all’insù sui pacchetti vacanza, e una serie di servizi.
Un Esempio? Taglio e piega dal parrucchiere.
Insomma, ce n’é abbastanza perché le associazioni dei consumatori parlino di vera e propria “stangata” a danno degli italiani. Che il Codacons quantifica addirittura in 290 euro l’anno, mentre nel mirino della Federconsumatori vi é, in particolare, il rincaro della benzina. Un esborso aggiuntivo di 32 euro l’anno, che sommati agli aumenti registrati da agosto 2010 (440 euro tra costi diretti e indiretti sui carburanti), portano a superare i 470 euro.
Il timore ora é che ci possa essere un’impennata dei prezzi dei beni di largo consumo.
“Naturalmente – osserva Carlo Rienzi, presidente Codacons – l’aumento di 290 euro ? una media, il costo sarà maggiore se si tratta di una famiglia numerosa. Il rialzo porterà ad un aumento di tutti i prodotti indistintamente perché l’Iva viene scaricata sui consumatori. Saremo destinati a veder salire anche l’inflazione: certamente non una bella notizia con gli stipendi e le pensioni ferme”.
Allarme, dunque, sulla benzina da parte della Federconsumatori, secondo cui gli effetti saranno particolarmente pesanti per le tasche degli italiani. Dice il presidente della Federconsumatori, Rosario Trefiletti: “Solo l’1% in più comporterà un aumento di 1,3 centesimi al litro.
Vi saranno, quindi, ricadute negative per fare il pieno di benzina, ma anche sul tasso d’inflazione: I beni in Italia sono trasportati su gomma, pertanto ci saranno effetti sui prezzi”.
(Agenzia Ansa, nota del 07 settembre 2011)
Milano e Francoforte chiudono sopra il 4%, Parigi e Londra sopra il 3%. Boom di Atene
BORSA MILANO: CHIUDE IN FORTE RIALZO, FTSE MIB +4,24% – Piazza Affari chiude in forte rialzo. Il Ftse Mib, con uno strappo negli ultimi istanti della della seduta, ha concluso in crescita del 4,24% a 14.645 punti.
BORSA FRANCOFORTE TERMINA SEDUTA A +4,07% – Chiusura in netto rialzo per la Borsa di Francoforte. L’indice Dax ha messo a segno un +4,07% a 5.405,53 punti.
PARIGI CHIUDE IN RIALZO DEL 3,63% – Chiusura di seduta positiva per la Borsa di Parigi.
L’indice Cac 40 ha guadagnato il 3,63% a 3.073,18 punti.
LONDRA CHIUDE A +3,14% – La Borsa di Londra ha chiuso la seduta con un rialzo del 3,14%. Il Ftse 100 ha terminato a 5.318,59 punti.