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Timestamp: 2019-01-19 21:02:23+00:00
Document Index: 161246930

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 28 settembre 2015, n. 39187. L'intervenuto annullamento della cartella esattoriale, ancorchè con sentenza non definitiva, comporta il venir meno della pretesa tributaria (e, dunque, l'esistenza del profitto del reato, consistente nel delitto in esame nel valore dei beni idonei a fungere da garanzia nei confronti dell'amministrazione finanziaria che agisce per il recupero delle somme evase costituenti oggetto delle condotte artificiose considerate dalla norma), atteso l'intervenuto sgravio delle somme di cui all'avviso di accertament - Renato D'Isa
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Il tribunale del riesame motiva ripercorrendo i contenuti del provvedimento del GIP; quanto al fumus delicti, il tribunale rinvia genericamente al precedente provvedimento reso in sede di riesame; quanto alla dedotta inapplicabilita’ del principio del c.d. doppio binario, sostenuto dalla difesa nel ritenere illegittimo il mantenimento del sequestro per il venir meno del debito tributario, i giudici del riesame richiamano il disposto del Decreto Legislativo n. 74 del 2000, articolo 20, e la soppressione della c.d. pregiudiziale tributaria che consente di affermare l’autonomia dei due procedimenti; quanto alla dedotta esecutivita’ della sentenza della CTR, il tribunale richiama l’articolo 373 c.p.c., e la derogabilita’ di tale principio; nel merito, poi, il tribunale sostiene che proprio la presenza di alcuni elementi oggettivi (in particolare, la nota della Direzione Prov.le dell’Agenzia delle Entrate che suggerisce all’Avvocatura dello Stato di proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza della CTR) rende evidente la “precarieta'” della posizione dell’indagato, la cui situazione dinanzi al Fisco risulta sub iudice, non potendo trarsi alcun elemento a favore della dichiarazione di insussistenza del debito erariale prodotta dalla difesa del ricorrente, sicche’ l’attuale doppia pendenza del processo (penale e tributario) non consentirebbe la revoca del sequestro per equivalente, non essendovi alcuna indebita compressione del diritto di proprieta’, essendo finalizzato il sequestro alla salvaguardia delle pretese erariali.
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 24 giugno 2015, n. 26542....