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Timestamp: 2020-04-02 19:11:04+00:00
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mandato d’arresto europeo | 01 Agosto 2016
Arresti domiciliari per 9 ore e braccialetto elettronico non hanno un effetto privativo della libertà
Lo Stato membro che ha emesso un mandato d’arresto europeo, ai fini della deduzione del periodo di custodia scontato nello Stato membro di esecuzione, deve esaminare se le misure prese nei confronti della persona interessata in quest’ultimo Stato abbiano avuto un effetto privativo della libertà.
(Corte di Giustizia UE, sentenza 28 luglio 2016, causa C-294/16)
mandato d’arresto europeo | 25 Luglio 2016
Da un anno e mezzo in Italia, ma senza rapporti lavorativi: nessun radicamento
Confermata la consegna di un cittadino tedesco alla Germania. L’uomo è stato condannato in patria a quasi quattro anni di reclusione per rapina aggravata. Nessuna possibilità di scontare nelle carceri italiane la pena. Manca la prova di un reale radicamento nella Penisola. Irrilevante il richiamo alla durata temporale della sua permanenza in Italia.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 31929/16; depositata il 25 luglio)
mandato d’arresto europeo | 27 Giugno 2016
Lui sostiene il proprio radicamento in Italia, ma la necessità di un interprete lo smentisce: ‘via libera’ al ritorno in patria
Confermata la consegna alle autorità giudiziarie rumene. L’uomo dovrà scontare in patria una condanna a ben venti mesi di reclusione. Poco plausibile la tesi di una sua stabile presenza in Italia.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 26577/16; depositata il 24 giugno)
mandato d’arresto europeo | 16 Giugno 2016
MAE: è necessaria la residenza in Italia per l’annullamento della sentenza
Il mancato radicamento di un cittadino rumeno in territorio italiano comporta la sua espulsione dallo Stato.
(Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 24804; depositata il 15 giugno)
mandato d’arresto europeo | 11 Maggio 2016
Tentato omicidio a neanche 18 anni: consegnato alla Francia. Sufficienti le misure previste per il trattamento carcerario dei minorenni
Definitivo il ‘via libera’ da parte dei giudici italiani. Respinte le contestazioni del legale che rappresenta il giovane, un cittadino croato con residenza in Italia. In Francia previsto un trattamento carcerario differente per i minori di 18 anni.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 19415/16; depositata il 10 maggio)
mandato d’arresto europeo | 18 Aprile 2016
Condannato in patria, lì va scontata la pena. Irrilevante la figlia avuta in Italia dallo straniero
Definitivo il ritorno nel Paese d’origine per lo straniero, un cittadino rumeno, approdato in Italia. Egli non può scontare nella Penisola i 3 anni di reclusione conseguenti alla condanna in patria per furto aggravato. Impossibile parlare di un suo radicamento in Italia.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 15886/16; depositata il 15 aprile)
mandato d’arresto europeo | 19 Febbraio 2014
Residenza formale, ma senza radici in Italia: via libera per la consegna al Paese d’origine
Irrilevanti gli elementi portati a proprio a favore da un cittadino rumeno presente in Italia, ossia la convivenza, nella Penisola, con la sorella, e lo svolgimento di attività lavorativa come collaboratore familiare. Nonostante la residenza formale, ottenuta a marzo 2013, continua a mancare la concretezza del radicamento in Italia. Corretta, allora, la decisione di consegnare l’uomo alle autorità giudiziarie del Paese d’origine, dove sconterà la pena per il reato di guida in stato di ebbrezza.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 7792/14; depositata il 19 febbraio)
Mandato d’arresto europeo | 10 Ottobre 2013
Residenza in Romania, vita quotidiana e attività lavorativa in Italia: radicamento possibile
Rimesso in discussione il forzato ritorno in patria per scontare i tre anni di gale a seguito di condanna per concorso in furto aggravato. Non discutibile, certo, l’elemento della residenza anagrafica nel Paese d’origine dello straniero, ma le ‘carte’ giocate dal cittadino straniero, ossia presenza stabile in Italia con moglie e figlia, e connessa attività lavorativa subordinata, sono di rilievo, e non possono essere trascurate a priori.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 41910/13; depositata il 10 ottobre)
Mandato d’arresto europeo | 10 Settembre 2013
Tirocinio e prova, ma senza assunzione: niente radici in Italia per lo straniero
Nessun dubbio sull’impegno dell’uomo in un panificio. Ma i due mesi di tirocinio e poi il periodo di prova, non coronato dall’avvio della procedura per l’assunzione, non possono essere valutati come attività lavorativa.
(Corte di Cassazione, sez. Feriale Penale, sentenza n. 37089/13; depositata il 10 settembre)
Mandato d’arresto europeo | 02 Settembre 2013
Vent’anni in Italia, affiancato anche dalla madre: radici comunque deboli per lo straniero
Assolutamente impensabile parlare di presenza stabile nel Belpaese. Secondario il richiamo al legame affettivo col genitore, che si è trasferito in Italia. Di conseguenza, la pena inflitta per il reato commesso nel Paese d’origine dovrà essere scontata nelle patrie galere.
(Corte di Cassazione, sez. Feriale Penale, sentenza n. 35855/13; depositata il 2 settembre)