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Timestamp: 2016-10-24 07:01:24+00:00
Document Index: 14565093

Matched Legal Cases: ['art. 148', 'art. 193', 'art.1', 'art. 151', 'art. 231', 'art. 151', 'art. 150', 'art. 35']

⭐CLEMENTE: DISASTRO FINANZIARIO PER IL COMUNE DI VIESTE.. CONTINUA IL SINDACO OSTAGGIO DELL ARROGANZA
CLEMENTE: DISASTRO FINANZIARIO PER IL COMUNE DI VIESTE.. CONTINUA IL SINDACO OSTAGGIO DELL ARROGANZA
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1 CLEMENTE: DISASTRO FINANZIARIO PER IL COMUNE DI VIESTE.. CONTINUA IL SINDACO OSTAGGIO DELL ARROGANZA PREMESSA La situazione finanziaria del Comune di Vieste ha iniziato a raggiungere livelli insostenibili a partire dall esercizio finanziario 2010/2011, che coincide con l ultima campagna elettorale. Nel periodo dal 2011 al 2014 sono stati pagati interessi passivi su anticipazioni di cassa per circa ( ; ; ; ). La procedura di infrazione è stata aperta dalla Corte dei Conti nell ottobre 2012, in concomitanza dell istruttoria del conto consuntivo Il Comune di Vieste attribuiva la grave situazione di liquidità al tardivo o mancato pagamento da parte dei Comuni conferenti rifiuti nella discarica di cui era titolare il Comune di Vieste ed all inadempimento del concessionario della riscossione ( ,94); inoltre, precisava, che al fine di ristabilire gli equilibri di cassa, il Comune aveva messo in vendita gli immobili di proprietà del Comune. Successivamente, ha adottato altre misure per il contenimento della spessa e per il ripiano della situazione debitoria. All esito dell istruttoria la Corte dei Conti ha evidenziato le seguenti criticità/irregolarità: - Presenza di squilibri di bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario; - Ricorso costante all anticipazione di tesoreria e prolungato mancato ripristino dei fondi vincolati per impieghi di parte corrente; richiedendo in data al Comune di Vieste l adozione entro 60 giorni di un piano di rientro dalla situazione debitoria, con il completo e duraturo rientro dall anticipazione di tesoreria entro il , pena la dichiarazione di dissesto. La Corte dei Conti ha così motivato la pronuncia ex art. 148-bis del d.lgs n. 267/2000: - il continuo ricorso all anticipazione di tesoreria fa presumere l omissione di una corretta attività di riaccertamento dei residui; - la presenza di residui attivi di dubbia esigibilità nel risultato di amministrazione espone l ente al rischio, in caso di insolvenza, dei relativi crediti, di una brusca riduzione dell avanzo o, addirittura, di una situazione di disavanzo; - al fine di evitare la formazione ed il possibile utilizzo di un avanzo non rispondente all effettiva situazione finanziaria del comune, è necessario che nel conto del bilancio siano conservati soltanto i residui attivi che hanno una notevole probabilità di essere incassati; - considerato che il Comune di Vieste ha approvato il rendiconto 2012 in data , per un riaccertamento dei residui attivi di dubbia esigibilità, dovrà intervenire con l istituzione di un fondo svalutazione crediti. In presenza di una condizione di illiquidità permanente, con la contrazione continua di anticipazioni di tesoreria o l incapacità di ripristinare i fondi vincolati impiegati per esigenze di parte corrente, il mancato pagamento dei propri debiti per incapacità a farvi fronte, si ritiene che sia onere dell ente adottare un piano di rientro che preveda: l estinzione del debito tuttora insoluto verso i terzi fornitori e prestatori di servizi, la restituzione dell intero importo dell anticipazione di tesoreria, il ripristino dei fondi vincolati utilizzati per impieghi di parte corrente; un piano capace di superare definitivamente lo stato di insolvenza e riportare in condizioni di equilibrio la cassa dell ente entro il corrente anno o entro il termine di conclusione dell eventuale manovra correttiva da approvarsi con la prossima deliberazione di2 salvaguardia degli equilibri di bilancio di cui all art. 193 del decreto legislativo n. 267/2000, come ricostruito anche dalla Sezione delle Autonomia con deliberazione n. 2/AUT/2012/QMIG del 26 gennaio 2012, e comunque entro il termine massimo del 31 dicembre 2014 in considerazione del fatto che la rilevazione della massa debitoria è avvenuta nel Il piano di rientro della situazione debitoria, preceduto da una completa e puntuale ricognizione della stessa in contraddittorio con l organo di revisione e da un operazione straordinaria di riaccertamento dei residui, deve essere contabilmente plausibile ad indicare l entità della progressiva diminuzione che si attende ad ogni semestre antecedente alla data di scadenza della manovra, onde consentire all ente l adozione di misure correttive qualora si riscontrino significativi scostamenti rispetto ai risultati attesi. Sulla scorta delle relazioni dei dirigenti è stato predisposto il piano di rientro approvato dal Consiglio comunale a maggioranza nel mese di settembre Il piano di rientro è stato predisposto in assenza delle prescrizioni previste dalla pronuncia della Corte dei Conti. Infatti, esso non ha considerato che la causa principale che ha indotto la Corte dei Conti ad emettere la pronuncia è che il continuo ricorso all anticipazione di tesoreria fa presumere l omissione di una corretta attività di riaccertamento dei residui. Conseguentemente, la presenza di residui attivi di dubbia esigibilità nel risultato di amministrazione espone l ente al rischio, in caso di insolvenza, dei relativi crediti, di una brusca riduzione dell avanzo o, addirittura, di una situazione di disavanzo. Pertanto, al fine di evitare la formazione ed il possibile utilizzo di un avanzo non rispondente all effettiva situazione finanziaria del comune, è necessario che nel conto del bilancio siano conservati soltanto i residui attivi che hanno una notevole probabilità di essere incassati. La Corte dei conti ha monitorato semestralmente il Piano di rientro del Comune, riscontrando al 31/12/2014 un aumento (raddoppio) della debitoria corrente rispetto al semestre precedente. Il Comune di Vieste nel mese di gennaio u.s. ha chiesto ed ottenuto dalla Corte dei conti una proroga del piano al 30/06/2015. ATTIVITÀ ESPLETATA DAL MIO GRUPPO Il 10 settembre 2013 si è tenuto un Consiglio comunale che ha rigettato il Piano di rientro preparato dal Sindaco. Ai lavori del Consiglio non si è presentata la maggioranza. Il Sindaco non ha tenuto conto della delibera ed in data 13 settembre 2013 il Consiglio ha approvato a maggioranza il Piano di rientro. Nel settembre 2013 tutti i gruppi di opposizione hanno chiesto la convocazione del Consiglio comunale con il seguente odg integrazione e modifica al piano finanziario di rientro. Al fine di formulare in Consiglio Comunale la proposta di deliberazione, constatata la complessità delle richieste: - in data 26 settembre hanno chiesto ai Dirigenti comunali una serie di atti ed incontri entro il termine del 30 settembre 2013, e precisamente: - di fissare una riunione per la ricognizione della situazione debitoria e dei fondi vincolati, il riaccertamento dei residui, in contraddittorio con il revisore; - di conoscere la volumetria e la superficie dell immobile in località Pietà già destinato a Macello, nonché la superficie complessiva dell area con relative pertinenze;3 - il numero di autorizzazioni rilasciate e realizzazioni di volumi tecnici a servizio di aziende e a servizio di edifici residenziali dal 1990 al 2009; - la quantificazione economica del servizi non svolti, nonché di quelli svolti saltuariamente, dalla SI.ECO. SpA, impresa che svolge il servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti, di nettezza e igiene urbana e dei servizi accessori, dal 2009 ad oggi. Per servizi non svolti si intendono anche le economie che ci sarebbero state (personale/direttore, raccolta differenziata, penali, ecc.) con un corretto svolgimento dell appalto; - una previsione del numero delle affrancazioni e dell importo dei relativi canoni di occupazione; e se nella valutazione dei prezzi di riscatto si sia tenuto conto della destinazione urbanistica dei terreni divenuti zone turistico/residenziali/ commerciali e degli acquisiti indici di rendita. - in data 30 settembre, considerato che il termine del è decorso infruttuosamente, e che il 6 ottobre scadeva il termine perentorio di venti giorni - dalla richiesta del entro il quale si deve tenere il Consiglio comunale, hanno chiesto l intervento del Prefetto affinché fosse consentito ai Consiglieri comunali il diritto/dovere a svolgere il ruolo di mandato popolare, ponendo in essere tutte le iniziative opportune per il ripristino della legalità violata. Il Consiglio comunale che abbiamo convocato per integrare e modificare il Piano di rientro non si è potuto tenere per l ostruzionismo del Comune e la inerzia della Prefettura. Nel mese di gennaio 2015, i Consiglieri comunali Clemente, Devita, Montecalvo e Spina Diana, preso atto: - della mancata esecuzione del Piano di rientro; - dei cospicui debiti fuori bilancio riconosciuti nel 2014; - dell ammanco TARI per il 2014 di circa , non inserito nell assestamento di bilancio; - del pieno utilizzo dell anticipazione di tesoreria; - che il Bilancio di previsione 2013 ed il Piano di rientro del 13/09/2013 sono stati redatti con dati volutamente errati, al fine di nascondere spese per oltre 2 milioni. Infatti, i soli debiti fuori bilancio riconosciuti, pari ad ,56 si riferiscono a spese ben conosciute come risulta agli atti (delibere di riconoscimento); - che il pagamento dei suddetti debiti fuori bilancio è stato ripartito in tre anni, ma non hanno una copertura nel bilancio di previsione pluriennale relativo alle annualità 2015 e 2016; - alla luce di quanto innanzi riportato, il Piano di rientro approvato dal C.C. n. 61/2013 risulta del tutto inattendibile e privo di fondamento; hanno chiesto alla Corte dei Conti di favorire la proroga del termine del piano di rientro al 30/06/2015 e di dare la possibilità al Consiglio comunale di predisporre un nuovo piano. Personalmente, con diversi comunicati stampa, ho evidenziato che il Sindaco non ha mai voluto vendere gli immobili comunali, né ha voluto riscuotere le entrate e contrastare l evasione. Nel maggio 2012 il Consiglio comunale ha preso atto della relazione finale sull'attività svolta dalla Commissione consiliare sul contrasto all'evasione, da me presieduta. Detta relazione, approvata all unanimità dei componenti (Caruso, Falcone, Giuffreda, Notarangelo, Vescera), per quanto riguarda la riscossione dei tributi, preso atto delle irregolarità compite dalla GEMA, ha proposto una gestione diretta della riscossione dei tributi e l avvio di azioni tese al recupero dell evasione tributaria, attivando con celerità le Convenzioni di cooperazione con l Agenzia delle Entrate e l INPS.4 Il Consiglio comunale ha preso atto della relazione e ha approvato all unanimità gli indirizzi sull argomento, obbligando la Giunta a confrontarsi con i gruppi di minoranza sulle procedure e progetti di riscossione diretta e di contrasto all evasione. Come al solito il lavoro svolto è risultato disatteso dalla Giunta, che ha attuato la gestione diretta della riscossione volontaria, senza tenere conto degli indirizzi ricevuti dal Consiglio, ed ha affidato a terzi la riscossione coattiva nel mese di aprile del Il servizio di accertamento e riscossione coattiva dei tributi ed entrate comunali è stato affidato alla società CE.R.IN.Srl con sede in Bitondo, illegittimamente, in quanto è precluso partecipare alle gare di appalto per la riscossione dei tributi alle imprese che si sono rese responsabili di gravi inadempienze nell'esecuzione di precedenti contratti. Ma, la gara di appalto per l affidamento della riscossione coattiva delle entrate comunali è lo stratagemma utilizzato dalla Giunta per rinviare una seria riscossione. Infatti, l affidamento alla CERIN sarà revocato e successivamente si procederà con una nuova gara che rimanderà il problema di qualche altro anno. Il risultato concreto di questo modo di gestire della Giunta è stato quello di non porre in essere nessun atto di ingiunzione per tre anni, con la conseguenza di aggravare la situazione finanziaria. Ancora nulla sulla richiesta che ho protocollato nel mese di agosto 2011 di una Relazione sulla verifica degli importi per imposte ICI e TARSU dovute dai soggetti che hanno presentato istanza di rimborso e quelli riportati nei ruoli e/o versati, con specificazione se le superfici accatastate rispecchiano l attualità della situazione immobiliare dei complessi turistici. Invito il Sindaco a prendere atto della grave situazione che ha creato sull argomento ed a confrontarsi, come prevedono gli indirizzi del Consiglio comunale, con i gruppi di minoranza sulle procedure e progetti di riscossione diretta e di contrasto all evasione, che se attuati subito possono dare frutti già da quest anno. La Commissione di studio sul contrasto all evasione da me presieduta, aveva messo in guardia nel 2012 sulla irregolarità dell affidamento del servizio (anche alla GEMA) e sulle procedure di riscossione coattiva. Questo debito che si dovranno accollare i cittadini viestani per trenta anni è frutto della incapacità del Sindaco di gestire la situazione finanziaria del Comune. Per quanto riguarda i crediti inesigibili, ho evidenziato che i crediti riportati nel Rendiconto 2012 nei confronti della GEMA SpA (già dichiarata fallita) erano del tutto inesigibili, mentre quelli nei confronti del Comune del Comune di Sannicandro erano in parte inesigibili per Dissesto finanziario. Per queste ragioni il nostro gruppo ha richiesto nel 2013 di poter procedere al riaccertamento dei residui richiesto dalla Corte dei Conti, ma ciò non ci è stato permesso. La Giunta ha approfittato delle modifiche del sistema di contabilità degli Enti locali per procedere a rimediare ad un artificio contabile volutamente posto in piedi nel 2013 per poter giustificare un piano di rientro con la Corte dei Conti del tutto inattendibile. Mi fermo qui per esigenze di sintesi. ATTIVITÀ ESPLETATA DAL COMUNE5 Nel 2013 ha ottenuto, ai sensi dell art.1 del d.l. 8/4/2013 n.35 una anticipazione di liquidità di euro ,46 dalla Cassa depositi e presiti, di cui il 50% erogato nel 2013 e il restante 50% erogato nel 2014, da destinare al pagamento di debiti certi liquidi ed esigibili alla data del 31/12/2012, da restituirsi con un piano di ammortamento a partire dal In data la GEMA ha ammesso al passivo del fallimento in via chirografaria l importo di ,95 (credito insinuato di ,77 in parte privilegiato). In data la Commissione Straordinaria di Liquidazione del Comune di Sannicandro Garganico ha ritenuto ammissibile alla procedura semplificata l importo di ,56, importo ammissibile ,34, importo richiesto ,92. Nel 2014 ha riconosciuto debiti fuori bilancio per , per spese relative ad anni precedenti. Nel marzo 2015 ha incassato il credito nei confronti del Comune di Sannicandro Garganico per ,29, sul totale di ,29 risultante dalla transazione. Dalla delibera della Corte dei Conti risulta che il Comune vanta crediti per ,64. Con Deliberazione di Consiglio comunale del il Comune ha rinegoziato i mutui con la Cassa depositi e prestiti con un allungamento dei piano di ammortamento dal al , ottenendo una riduzione di spesa di ,26 per l anno In data il Consiglio Comunale, con il voto contrario di Clemente, Devita, Montecalvo e Spina Diana (astenuti Giuffreda e Mascia) ha approvato il ripiano del debito di ,004, derivante dal riaccertamento straordinario dei residui, in trenta anni, con una quota annuale di ,60. Il debito proviene principalmente dalla eliminazione del credito nei confronti della GEMA SPA, ex concessionaria dei tributi del Comune di Vieste dichiarata fallita nel Il risultato della gestione finanziaria del Comune presentato alla Corte dei conti, per l istruttoria dell udienza del 23/06/2015, è pari a (MENO) , e precisamente: - debiti correnti di ; - anticipazione di cassa di Il rischio di soccombenza nel contenzioso civile è stimato in , mentre quello nel contenzioso amministrativo in , per un totale di La ditta concessionaria per la riscossione coattiva dei tributi comunali ha emesso avvisi di accertamento COSAP per e TARSU 2012 per PRESA D ATTO DELLA CORTE DEI CONTI La Corte dei Conti ha emesso una Delibera ben motivata dalla quale risulta che i rilievi mossi dai Consiglieri proponenti le modifiche del Piano di rientro erano più che fondati. La Corte ha anche rilevato che il Piano di rientro appariva inizialmente di facile attuazione, ma che l incapacità del Sindaco ha portato all attuale situazione di insolvenza. La Corte dei conti, chiamata a deliberare in ordine all avvenuta adozione, da parte del Comune di Vieste, delle necessarie misure correttive atte a superare gli squilibri strutturali di bilancio accertato con la deliberazione n. 101/PRSP/2013 del 20 maggio 2013, ha constatato che il Comune di Vieste non ha raggiunto gli obiettivi prefissati né in termini di esposizione debitoria, né in quelli di ripristino dell anticipazione di tesoreria, peraltro, incrementata a seguito delle recenti disposizoni legislative.6 Ad aggravare la situazione vi è anche la situazione del contenzioso che espone delle cifre di rischio di soccombenza allarmanti. La situazione di cassa continua ad apparire asfittica. Non esistono sostanzialmente giacenze di cassa e l anticipazione di tesoreria ancora disponibile, è in grado di garantire le spese di personale e le esigenze urgenti. Per tali motivi si ritiene che l ente non abbia posto in essere irrimediabilmente data la scadenza del piano di rientro, i necessari correttivi atti a sanare le criticità di bilancio. Né si ritiene possibile un ulteriore protrazione dei tempi di attuazione delle misure correttive di rientro dal debito, on essendovene i presupposti in base alla ricostruzione ermeneutica del concetto di dissesto. Del resto l ente in tre anni non solo non è stato in grado di recuperare la debitoria iniziale, ma ne ha accumulata di nuova, con il rischio di compromettere i servizi indispensabili. Occorre, pertanto, procedere, con la trasmissione degli atti al Prefetto di Foggia e alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica. LA CORTE DEI CONTI, SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA PUGLIA, IN CONCLUSIONE, HA ACCERTATO L INADEMPIMENTO DA PARTE DEL COMUNE DI VIESTE ALL OBBLIGO DI ADOTTARE LE NECESSARIE MISURE CORRETTIVE ATTE AD EVITARE GLI SQUILIBRI STRUTTURALI IN GRADO DI PROVOCARE IL DISSESTO FINANZIARIO E L AGGRAVAMENTO DELLA SITUAZIONE FINANZIARIA. Per l effetto ha assegnato al Comune di Vieste il termine del 20/07/2015 per la produzione di ulteriori controdeduzioni o di documentazione comprovante l avvenuta adozione di complete misure correttive riguardanti la copertura finanziaria di competenza e cassa delle passività, previa produzione di atti, contestualmente rilevati, inerenti la liquidità e la massa debitoria di bilancio e fuori bilancio. Ove sia accertato, entro il 26/07/2015 (30 giorni dalla trasmissione della Delibera al Comune), il perdurare dell inadempimento, da parte del Comune, delle misure correttive richieste, il Prefetto dovrà assegnare all ente un termine, non superiore a 20 giorni per la deliberazione di dissesto, ed in caso di inerzia nomina il commissario ad acta e avvia la procedura per lo scioglimento del Consiglio comunale. Ora, l unica strada per evitare il dissesto finanziario è quella di deliberare il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale entro il termine assegnato dal Prefetto per la deliberazione di dissesto. Comunicato pubblicato su Vieste, 1 luglio 2015 Mauro Clemente Documenti analoghi
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