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Timestamp: 2019-02-21 19:59:45+00:00
Document Index: 92621348

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 20', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 133', 'art. 138', 'art. 250', 'art. 13', 'art. 254', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 28', 'art. 5']

LEGGE REGIONALE n.4 del 22 Febbraio 1994
17/03/1994 entrata in vigore
LEGGE REGIONALE 22 Febbraio 1994 ,n. 4
Pubblicazione: Bollettino Ufficiale n. 9 del 02/03/1994
1. La Regione in attuazione dell' art. 9 del DPR 24 luglio 1977, n. 616 e dell' art. 20 dello Statuto , istituisce il servizio volontario di vigilanza ecologica per le seguenti specifiche finalità :
c) concorrere con le istituzioni pubbliche alla tutela e alla valorizzazione dei patrimonio naturale, culturale e dell'ambiente;
d) accertare le violazioni di disposizioni in materia ecologica, ai sensi della legge regionale 30 maggio 9183, n. 15 ;
b) sorveglianza negli ambiti destinati a parco regionale, nelle aree di particolare interesse naturalistico ed ambientale, nelle zone destinate a particolare vincoli di tutela, nelle zone in cui sono state accertate e siano presenti entità di particolare valore naturalistico ed ambientale e nelle altre zone ritenute meritevoli di tutela da parte del Comitato regionale, di cui all' art. 11 ;
c) vigilanza sui pericoli di degrado ambientali e relative cause, sullo stato di conservazione degli endemismi, dei biotopi e dei geotopi, o di realtà ambientali e paesaggistiche tipiche del territorio umbro;
d) accertamento delle violazioni di disposizioni in materia ambientale, secondo quanto disposto dall' art. 4 della legge regionale 30 maggio 1983, n. 15 .
Enti organizzatori del servizio
1. L'organizzazione del servizio volontario di vigilanza ecologica è affidata i seguenti soggetti:
Compiti degli enti organizzatori
b) approvano programmi annuali di attività , sentiti gli enti o organismi pubblici titolari di competenze in materia di tutela del patrimonio naturale e dell'ambiente;
e) ricevono i rapporti di servizio ed i verbali redatti dalle guardie ecologiche e li trasmettono alle autorità competente;
f) vigilano sul regolare espletamento del servizio e l'osservanza degli obblighi di cui all' art. 7 da parte delle guardie ecologiche volontarie, segnalando alla Giunta regionale ogni eventuale irregolarità riscontrata;
1. Gli enti di cui all' art. 3 organizzano corsi di formazione e di aggiornamento sulla base delle modalità e dei termini stabiliti dalla Giunta regionale.
2. I Comuni per esigenze di tutela e di vigilanza ambientale, anche degli ambiti urbani. nonchè le Comunità montane, che intendano disporre di guardie ecologiche volontarie, rivolgono istanza alla Provincia di appartenenza per far organizzare i relativi corsi.
c) non aver subito condanna per qualsiasi tipo tipo di violazione della normativa con finalità di salvaguardia ambientale e naturalistica.
4. Al termine del corso le aspiranti guardie sostengono presso l'Ente organizzatore un esame teorico - pratico innanzi ad una commissione regionale, nominata con decreto del Presidente della Giunta regionale.
Nomina a guardia giurata
1. Il presidente dell'Ente organizzatore del servizio volontario di guardia ecologica presenta istanza al Prefetto territorialmente competente per il rilascio, ai sensi dell'art. 133 del TU delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con RD 18 giugno 1931, n. 773 , del decreto di approvazione della nomina a guardia giurata di coloro che hanno superato l'esame, di cui al precedente articolo e siano in possesso dei requisiti previsti dall'art. 138 del citato TU delle leggi di pubblica sicurezza.
Incarico di guardia ecologica volontaria
2. La guardia ecologica volontaria è ammessa all'esercizio delle sue funzioni dopo aver prestato il giuramento innanzi al Pretore, ai sensi dell' art. 250 del RD 6 maggio 1940, n. 635 .
3. La guardia ecologica volontaria è agente di polizia amministrativa a titolare dei poteri di cui all' art. 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689 .
4. La guardia ecologica volontaria è dotata di un tesserino di riconoscimento e di un distintivo, conformi al modello approvato dalla Giunta regionale e dal Prefetto, ai sensi dell' art. 254 del RD 6 maggio 1940, n. 635 .
Doveri delle guardie ecologiche volontario
a) assicurano almeno 12 ore di servizio ogni mese, dando comunicazione con preavviso quindicinale al responsabile del servizio delle disponibilità di giornate e di orari;
d) compilare in modo chiaro e completo i rapporti di servizio ed i verbali di accertamento, secondo quanto disposto dalla vigente normativa, facendoli pervenire con la massima tempestività al responsabilità del servizio
e) usare con cura l'attrezzatura ed in messi in dotazione;
f) partecipa ai corsi di aggiornamento;
1. La Giunta regionale esercita le funzioni di indirizzo, coordinamento e vigilanza, al fine di uniformare le attività degli enti organizzatori il servizio, nonchè i comportamenti delle guardie ecologiche volontarie sull'intero territorio regionale, avvalendosi del Comitato regionale di coordinamento.
3. E'istituito presso la Regione l'elenco regionale delle guardie ecologiche volontarie, abilitate, ai sensi dell' art. 7 , all'esercizio delle funzioni di cui alla presente legge.
4. L'iscrizione all'elenco è disposta d'ufficio all'atto della pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del decreto di cui all' art. 7 .
[ Art. 11 ]	[3]
1. Entro il mese di febbraio di ciascun anno gli enti organizzatori del servizio volontario di vigilanza ecologica trasmettono alla Giunta regionale un resoconto dell'attività svolta ed i dati consuntivi della gestione finanziaria dei contributi assegnati alla Regione per l'anno precedente.
2. Entro il 30 settembre degli enti organizzatori devono presentare alla Giunta regionale un dettagliato preventivo di tutte le spese relative all'organizzazione del servizio, articolato in spese per dotazioni strumentali e spese per la promozione e per il funzionamento del servizio medesimo per l'anno successivo.
3. Nei successivi sessanta giorni la Giunta regionale, sentito il Comitato di cui all'art. 11, delibera il piano di riparto dei contributi, destinati dalla legge di approvazione del bilancio regionale, all'organizzazione del servizio volontario di vigilanza ecologica, riservandosi una quota per gli adempimenti di propria competenza, non superiore al venti per cento.
1. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 5 e 6, coloro che hanno già conseguito il titolo di guardia giurata e attestino di aver svolto il servizio volontario di guardia ecologica da almeno un anno dall'entrata in vigore della presente legge, al fine di ottenere il decreto del Presidente della Giunta regionale di cui all' art. 7 , devono partecipare ad un corso di formazione per guardie ecologiche volontarie, con esonero dall'esame finale.
2. Coloro che abbiano conseguito la qualifica di guardia ecologica volontaria in altre Regioni, a seguito del superamento di esami finali relativi a corsi ivi organizzati, e che abbiano ottenuto la residenza in Umbria sono iscritti, a domanda, nell'elenco di cui all' art. 10 .
3. La nomina dei componenti la Consulta " Sportello verde", nella composizione disciplinata dall' art. 11 , è effettuata entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
1. Per l'attuazione della presente legge è autorizzata per l'anno 1994 la spesa di lire 100.000.000, da iscrivere, sia in termini di competenza che di cassa, al cap. 5852 di nuova istituzione nello stato di previsione della spesa del bilancio 1994, denominato: " Contributi della Regione per l'organizzazione e gestione del Servizio volontario di vigilanza ecologica".
2. All'onere di cui al precedente comma 1 , si fa fronte con la disponibilità che sarà appositamente prevista nel fondo globale del cap. 6120 dello stato di previsione della spesa per il 1994.
3. La Giunta regionale - a norma dell'art. 28, comma 2, della legge regionale di contabilità 3 maggio 1978, n. 23 - è autorizzata ad apportare al bilancio medesimo le conseguenti variazioni sia in termini di competenza che di cassa.
4. Per gli anni 1995 e successivi l'entità della spesa sarà annualmente stabilita a norma dell'art. 5 della legge regionale di contabilità 3 maggio 1978, n. 23 - con legge di bilancio.
Perugia, 22 febbraio 1994
[3] - Abrogazione da: Articolo 51 Comma 1 Lettera l legge Regione Umbria 21 ottobre 1997, n. 31.