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Timestamp: 2019-04-25 04:48:05+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 96', 'sentenza ', 'art. 109', 'art. 109', 'art. 109', 'art. 38', 'art. 32', 'sentenza ', 'sentenza ']

Novità fiscali del 9 novembre 2010: la fattura TIA è un atto impugnabile; interessi passivi: deroga al principio di inerenza; archivio digitale: è prossima la scadenza per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle minusvalenze e differenze negative; rateazione del canone Rai entro il 15 novembre; evasione fiscale: per i movimenti non contabilizzati ed accertati induttivamente sul c/c bancario; lavoro occasionale accessorio: il valore del voucher non è legato all’ora di lavoro | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 9 novembre 2010: la fattura TIA è un atto impugnabile; interessi passivi: deroga al principio di inerenza; archivio digitale: è prossima la scadenza per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle minusvalenze e differenze negative; rateazione del canone Rai entro il 15 novembre; evasione fiscale: per i movimenti non contabilizzati ed accertati induttivamente sul c/c bancario; lavoro occasionale accessorio: il valore del voucher non è legato all’ora di lavoro
1) La fattura Tia è un atto impugnabile
2) Tirocinio Commercialisti: è arrivato il decreto del Miur per gli iscritti prima della stipula della convenzione
3) Interessi passivi: Deroga al principio di inerenza
4) Archivio digitale: maggiori servizi per clienti dei Commercialisti
5) E’ prossima la scadenza per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle minusvalenze e differenze negative
6) Rateazione del canone Rai entro il 15 novembre
7) Evasione fiscale: per i movimenti non contabilizzati ed accertati induttivamente sul c/c bancario
8) Validi gli atti impositivi tedeschi per le attività svolte dal cittadino in Germania
9) Lavoro occasionale accessorio: il valore del voucher non è legato all’ora di lavoro
Non si tratta, infatti, di un mero avviso bonario. Il contribuente può, quindi, impugnare la fattura Tia.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione 22377 del 03/11/2010 che ha, così, accolto il ricorso presentato da una azienda.
Anche i tirocinanti in possesso di laurea triennale e iscritti ad un corso di laura specialistica che hanno iniziato il tirocinio a seguito dell’emanazione del regolamento del tirocinio, avvenuta nell’ottobre 2009, e che, nelle more della stipula della convenzione quadro siglata il 13 ottobre 2010, potevano svolgere il tirocinio solo per l’accesso alla sezione B, potranno ora essere “trasferiti” nella sezione “tirocinanti commercialisti” del registro del tirocinio.
E’ quanto stabilisce il decreto emanato il 5 novembre 2010 dal Ministero dell’Università, che, recependo sollecitazioni in tal senso pervenute negli scorsi mesi dal Consiglio nazionale dei commercialisti e da tanti giovani tirocinanti, sana una situazione di indeterminatezza riguardante diverse centinaia di ragazzi.
Una sollecitazione per l’adozione di un provvedimento di questa natura era venuta negli scorsi mesi anche dal Tar del Lazio.
Secondo quanto stabilito adesso dal Ministero, “sono iscritti nella sezione “Tirocinanti commercialisti” del registro del tirocinio coloro che, alla data del presente decreto, risultano iscritti nella sezione “Tirocinanti esperti contabili” e che contestualmente risultano iscritti ad un corso di laurea magistrale nelle classi LM 56 e LM 77 o specialistica nelle classi 64/S e 84/S”.
Fino all’anno accademico 2011-2012, inoltre, “sono iscritti nella sezione “Tirocinanti commercialisti” coloro che presentano domanda di iscrizione nel registro dei tirocinanti e risultano contestualmente iscritti ad un corso di laurea magistrale nelle classi LM 56 e LM 77 o specialistica nelle classi 64/S e 84/S”. Tutti i soggetti destinatari del provvedimento sono, in ogni caso, tenuti ad integrare il corso di laurea magistrale o specialistica con alcuni specifici crediti formativi, indicati nel decreto, se già non previsti dal proprio piano di studi o non assolti nel percorso per il conseguimento della laurea triennale.
Il decreto emanato dal Miur giunge a poche settimane di distanza della sottoscrizione, da parte dello stesso Miur e del Consiglio nazionale dei commercialisti, della Convenzione quadro che regolamenta la possibilità di integrare il tirocinio nel corso degli studi universitari, come previsto dal D.Lgs. n. 139 istitutivo dell’Albo unico tra Dottori Commercialisti e Ragionieri, consentendo, in sostanza, ai giovani praticanti di svolgere due dei tre anni di tirocinio contestualmente allo svolgimento della laurea specialistica, con una significativa riduzione (da otto a sei anni) dei tempi per l’accesso alla professione.
(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato stampa del 08/11/2010)
Niente sindacato di inerenza per gli interessi passivi. Per i soggetti Ires sono sempre deducibili nei limiti disposti dall’art. 96 del Tuir.
In tema è intervenuta la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2440 del 2010, che si è posta in controtendenza rispetto al parere dell’Agenzia delle Entrate, secondo cui l’art. 109, comma 5, del Tuir non dimostrerebbe l’esclusione dal giudizio di inerenza degli interessi passivi ma attesterebbe solo che è diversa la misura di deducibilità, nel senso che essa è solo parziale, fermo restando il prerequisito dell’inerenza.
Viceversa, secondo la Suprema Corte tale norma dice il contrario.
L’invio dell’impronta serve per dare certezza, durante la fase dei controlli, che gli archivi contabili sono divenuti immodificabili.
Con il provvedimento del 25/10/2010 il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha, a tal fine, completato la fase regolamentare delineata dal D.M. 23 gennaio 2004 per la conservazione sostitutiva dei documenti contabili e fiscali, individuando modalità e tempistica di invio dell’impronta dell’archivio conservato a norma.
I commercialisti potranno inviare l’impronta dell’archivio informatico della propria clientela.
Ciò avverrà mediante il sistema “Entratel” o “Fisconline”. Si tratta di un servizio che sia aggiunge agli usuali adempimenti di trasmissione di dichiarazioni, comunicazioni e deleghe di versamento.
Entro il 15/11/2010 i contribuenti devono comunicare all’Agenzia delle Entrate le minusvalenze e le differenze negative di ammontare superiore a € 50.000,00, di cui all’art. 109, comma 3-bis, del TUIR, realizzate a decorrere dal 1 gennaio 2009, derivanti da operazioni su azioni o altri titoli negoziati, anche a seguito di più operazioni, in mercati regolamentati italiani o esteri.
Secondo quanto previsto dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 29 marzo 2007, infatti, la comunicazione deve essere presentata entro 45 giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale tali componenti negative sono state realizzate.
Soggetti obbligati: sono obbligati coloro che hanno realizzato minusvalenze derivanti da mercati regolamentati
Devono rispettare tale adempimento coloro che hanno conseguito minusvalenze e alle differenze negative, di cui all’art. 109, comma 3-bis, del TUIR, realizzate a decorrere dal 1 gennaio 2009, di ammontare superiore a cinquantamila euro, derivanti da operazioni su azioni o altri titoli negoziati, anche a seguito di più operazioni, in mercati regolamentati italiani o esteri.
Il contribuente deve comunicare i dati e le notizie necessarie alla Direzione Regionale competente in relazione al proprio domicilio fiscale mediante consegna o spedizione a mezzo del servizio postale in plico raccomandato e con avviso di ricevimento.
La comunicazione, redatta in carta libera, va effettuata entro il 15/11/2010 (come predetto, quindi, entro 45 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale le minusvalenze e le differenze negative sono state realizzate).
La comunicazione tardiva si considera omessa. Le comunicazioni omesse, incomplete, infedeli o tardive determinano l’indeducibilità della componente negativa realizzata, anche se la dichiarazione dei redditi è regolare.
I pensionati che vogliono rateizzare il pagamento del canone Rai 2011 devono presentare domanda, entro il 15/11/2010, al proprio ente previdenziale, che provvederà ad effettuare, da gennaio a novembre, 11 trattenute mensili sulla pensione.
L’Inps e l’Inpdap hanno spiegato ai loro assistiti come accedere al nuovo servizio.
Si tratta dei pensionati abbonati alla televisione pubblica, il cui reddito da pensione non abbia superato, nell’anno precedente a quello di presentazione della domanda di rateizzazione, l’importo complessivo di 18mila euro.
E’, quindi, in scadenza il primo appuntamento utile per usufruire dell’agevolazione introdotta dal comma 8, art. 38, D.L. n. 78/2010.
La scelta di non pagare in una sola soluzione il canone 2011 va fatta, infatti, entro lunedì 15 novembre, inviando la richiesta all’ente che eroga la pensione.
Modalità e termini applicativi della norma sono stati definiti con il provvedimento del 29 settembre 2010, firmato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate.
L’Inps) e l’Inpdap) hanno spiegato ai propri assistiti, in due note pubblicate sui rispettivi siti internet, come inviare la domanda di rateizzazione, ricordando i presupposti che aprono la strada a questa corsia preferenziale.
Nell’ipotesi in cui il contribuente si rechi di persona presso un ufficio, l’operatore che riceve l’istanza, grazie all’applicazione informatica “Gestione Fisco – Cud 2010”, può verificare in tempo reale la sussistenza delle condizioni reddituali necessarie per l’accoglimento della richiesta e dare una risposta immediata, negativa o positiva, all’utente.
In ogni caso, l’Istituto comunicherà l’esito della richiesta non oltre il 15 gennaio.
Invece, nel sito Inps, sulla homepage, con un click si arriva alla pagina che fornisce tutte le notizie utili sull’argomento e dalla quale è possibile collegarsi alla sezione che gestisce il nuovo servizio telematico (per il quale è necessario dotarsi di un pin) e compilare on line la domanda.
7) Evasione fiscale: per i movimenti non contabilizzati ed accertati induttivamente sul c/c bancario il contribuente non può invocare la perizia a proprio favore
In ipotesi di contestata evasione fiscale, il contribuente non può giustificarsi adducendo ciò. Resta, quindi, valido l’accertamento induttivo basato sui conti bancari.
In particolare, nei casi di movimenti contabili non fatti transitare in contabilità è il contribuente che deve dimostrare che le somme sono utilizzate per alimentare spese personali
Il contribuente è, perciò, soggetto all’onere di pagare la maggiore imposta accertata.
Nel corso di indagini bancarie, il contribuente é tenuto a dimostrare che le singole movimentazioni finanziarie hanno concorso alla formazione del reddito soggetto ad imposta, oppure che non vi hanno concorso in quanto non rilevanti.
Altrimenti, sono posti come ricavi o compensi gli incassi e i prelevamenti che non risultano dalle scritture contabili e per i quali non viene indicato il soggetto beneficiario.
La dizione “(…) sempreché non risultino dalle scritture contabili (…)”, ha portato sia la dottrina sia la giurisprudenza alla condivisibile opinione secondo cui non operi la presunzione di ricavo/compenso di cui all’art. 32, D.P.R. 600/1973, quando, nel caso di contribuente in contabilità ordinaria soggetto a verifica, si dà evidenza del prelievo in contabilità, con la specifica che il beneficiario risulta lo stesso imprenditore/professionista.
Il pensiero dell’Agenzia delle Entrate (circolare n. 32/E/2006) è quello che agli incassi non giustificati corrispondono ricavi/compensi non dichiarati.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 22636 del 08/11/2010)
E’ pienamente applicabile la convenzione con l’Italia. La notifica di maggiore imposta é dovuta per le attività svolte in Germania. E, quindi, valido l’atto impositivo.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 22622 del 08/11/2010)
Il buono per la prestazione occasionale accessoria non é riconducibile ad una retribuzione minima oraria e comunicazione unica per le prestazioni eseguite in modo frazionato, ma ripetuto in un dato arco temporale.
(INAIL, nota n. 6464 del 09/09/2010)