Source: https://forum.inexecutivis.it/thread/annullamento-asta-in-corso/
Timestamp: 2019-02-23 17:57:50+00:00
Document Index: 178349239

Matched Legal Cases: ['art. 161', 'art. 624', 'art. 624', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 629', 'art. 632', 'art. 187']

Annullamento asta in corso
Ultimo messaggio 21 novembre 2018
mkv1986 pubblicato 14 novembre 2018
vorrei sapere se fosse possibile bloccare un'asta già in fase di pubblicazione per un accordo tra debitore e creditore?
in particolare, il pregresso è che l'asta per questo immobile è già andata deserta una volta, ora il creditore e il debitore dicono di avere trovato un accordo e di volere cancellare la pubblicazione dell'asta e chiudere il processo. E' possibile farlo?
Inoltre, è possibile chiudere il processo di asta senza incanto anche se sono presenti offerte con cauzione? In tal caso che succede alle cauzioni? E per le spese eventuali sostenute per affronta tale procedure (bonifico, bollo, eventuali perizie, pratiche mutuo, ecc (insomma spese documentabili e non))?
La domanda formulata richiede una risposta articolata.
Ai sensi dell’art. 161 bis disp. att. c.p.c., introdotto dalla l. 28 dicembre 2005 n. 263, che ha previsto la possibilità di rinviare la vendita purché vi sia il consenso dei creditori e degli offerenti che abbiano prestato cauzione.
Lo scopo della norma è quello di scongiurare la prassi di depositare strumentali richieste di rinvio delle vendite presentate a ridosso del giorno della vendita, consentendo comunque accordi tra i soggetti che, a diverso titolo, sono coinvolti nel procedimento al fine di pervenire ad una definizione consensuale della procedura.
L’ambito di applicazione di questa previsione deve essere individuato coordinandola con quanto previsto dal primo comma dell’art. 624 bis c.p.c., a mente del quale l’istanza di sospensione (concordata) “può essere proposta fino a venti giorni prima della scadenza del termine per il deposito delle offerte di acquisto”, per la vendita senza incanto, e nel caso in cui la vendita senza incanto non abbia avuto esito, “fino a quindici giorni prima dell’incanto”. Se ne deve ricavare, allora, che in pendenza del temine per il deposito di offerte di acquisto fino a venti giorni prima della vendita la procedura potrà essere sospesa ex art. 624 bis c.p.c.; dopo il ventesimo giorno la procedura potrà essere rinviata ex art. 161 disp. att. c.p.c., ma se sono state presentate offerte di acquisto, è necessario il consenso degli offerenti.
Fatta questa premessa riteniamo che:
1. Presentata una istanza di rinvio, il provvedimento che la dispone potrà essere disposto solo dopo l’apertura delle buste, atteso che solo in quel momento si conoscerà l’identità degli offerenti e si potrà verificare se essi abbiano prestato o meno cauzione;
2. Questa soluzione, a nostro avviso, deve essere praticata anche quando al momento di presentazione della istanza di rinvio non siano ancora intervenute offerte di acquisto. La norma, invero, nel richiedere il consenso degli offerenti va interpretata nel senso del necessario coinvolgimento del mercato, che deve essere posto in condizione di esprimersi (appunto attraverso la presentazione di offerte di acquisto). Tale interpretazione, inoltre. È quella che meglio la pone al riparo dal rischio di strumentalizzazioni.
3. Quanto agli effetti, l’espressione “rinvio della vendita” contenuto nella norma, deve indurre a ritenere che il provvedimento del Giudice adottato ai sensi dell’art. 161 bis disp att c.p.c. avrà l’effetto congelare le operazioni di vendita, e dunque decorso il termine eventualmente concesso la procedura esecutiva riprenderà il suo corso attraverso la delibazione sulle offerte e l’eventuale gara tra gli offerenti.
Quindi, in definitiva, se si deposita una istanza di sospensione fino a 20 giorni prima della scadenza del termine per il deposito delle offerte di acquisto, si potrà prescindere dal considerare la posizione degli offerenti, presenti o futuri; se invece l'istanza viene formulata in un momento successivo, il rinvio della vendita potrà essere disposto solo il giorno di apertura delle buste, se gli offerenti lo consentono.
Altra possibilità è che sia depositata dai creditori una vera e propria dichiarazione di rinuncia alla procedura.
In questo caso la disciplina sarà diversa.
l’art. 629 c.p.c., dispone che “Il processo si estingue se, prima dell'aggiudicazione o dell'assegnazione, il creditore pignorante e quelli intervenuti muniti di titolo esecutivo rinunciano agli atti”, Il creditore potrà rinunciare alla procedura anche dopo l’intervenuta aggiudicazione, ma questo non impedirà il trasferimento del bene in capo all’aggiudicatario, comportando esclusivamente che il prezzo da questi versato sarà restituito al debitore esecutato.
È stato recentemente ribadito dalla Corte di Cassazione che “Nel processo esecutivo per espropriazione immobiliare, in caso di rinuncia dei creditori, procedente ed intervenuti, manifestata dopo l'aggiudicazione provvisoria, quest'ultima resta ferma nei confronti del terzo aggiudicatario, in forza dell'art. 632, secondo comma, cod. proc. civ. e dell'art. 187 bis disp. att. cod. proc. civ.” (Cass., Sez. III, 07/03/2017, n. 5604).
Peraltro, ragionando diversamente, il debitore (che magari ha estinto il debito nei confronti dei creditori ottenendo in cambio la dichiarazione di rinuncia) resterebbe esposto alla variabile, a lui non imputabile, dei tempi necessari affinchè, depositate le dichiarazioni di rinuncia, la procedura venga formalmente dichiarata estinta.
Sempre nella medesima direzione va segnalata l’ulteriore pronuncia contenuta in Cass., sez. III, 21.11.2017, n. 27545, a mente della quale “L’estinzione del processo esecutivo si verifica per effetto della sola rinuncia dell'unico creditore, avendo il provvedimento di estinzione del giudice dell'esecuzione natura meramente dichiarativa: ne deriva che, dopo il deposito dell'atto di rinuncia, non è più ammesso l'intervento di altri creditori.
Insomma, ed in definitiva, se il creditore rinuncia prima dell’aggiudicazione, coloro che nel frattempo hanno formulato offerte di acquisto restano pregiudicati, poiché il legislatore ha scelto di sacrificare la loro posizione rispetto all’interesse di favorire una soluzione bonaria della vertenza tra creditore e debitore.
mkv1986 pubblicato 17 novembre 2018
Innanzitutto vi rangrazio per il vostro servizio e la vostra velocità,
vi volevo chiedere cosa succede se qualcuno avesse già versato una cauzione (con relative spese) e l'asta fosse in fase antecedente i 20giorni (in quanto senza incanto).. nello specifico mancano ancora 2 mesi all'asta e almeno io ho effettuato un'offerta, ora qualora il giudice decidesse di proseguire con l'estinzione del processo esecutivo in quanto le parti (debitore e creditore) si sono messe d'accordo cosa accade? posso oppormi o in una qualche maniera? inoltre, qualora l'asta sia decretata nulla, tornerò in possesso della mia cauzione? e se sì quando? le spese documentabili sostenute per presentare l'offerta mi saranno rimborsate o saranno perse?
Se la dichiarazione di rinuncia dovesse intervenire in una fase antecedente alla scandenza dei venti giorni precedenti la scadenza del ptermine per la presentazione delle offerte di acquisto, dal tenore degli artt. 629 e 632 cpc si ricava l'affermazione per cui colui che nel frattempo ha depositato offerta di acquisto non ha strumenti di tutela, e quindi non può opporsi all'estinzione della procedura.
E' chiaro, tuttavia, che otterrà la restituzione della cauzione versata, ma null'altro.
mkv1986 pubblicato 20 novembre 2018
Grazie a tutti per il vostro supporto state facendo davvero un ottimo lavoro.
astalegale pubblicato 21 novembre 2018