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Timestamp: 2020-08-12 08:10:21+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 22400 del 26/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22400 del 26/09/2017
Cassazione civile, sez. VI, 26/09/2017, (ud. 19/07/2017, dep.26/09/2017), n. 22400
sul ricorso 9519/2016 proposto da:
CREDITO EMILIANO S.P.A., in persona del suo legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE DI VILLA MASSIMO
n. 57, presso lo studio dell’avvocato GUIDO BROCCHIERI, che la
rappresenta e difende unitamente e disgiuntamente agli avvocati
GIANFRANCO DI GARBO, BARBARA DAINI, FRANCESCO FLORENZANO;
avverso la sentenza n. 2737/4/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di BOLOGNA, depositata il 15/12/2015;
partecipata del 19/07/2017 dal Consigliere Dott. ROBERTO GIOVANNI
L’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, contro la sentenza resa dalla CTR Emilia Romagna indicata in epigrafe che, riformando la decisione di primo grado, ha annullato la sanzione irrogata al Credito Emiliano spa per il ritardato pagamento della tassa di concessione governativa per l’impiego di apparecchiature per il servizio radiomobile ai sensi dell’art. 21 della tariffa allegata al D.P.R. n. 641 del 1972.
La società intimata si è costituita con controricorso, pure depositando memoria.
La censura proposta dall’Agenzia ricorrente, con la quale si prospetta la violazione dell’art. 21 tariffa allegata al D.P.R. n. 641 del 1972, è manifestamente fondata alla luce dei precedenti di questa Corte – nn. 9344/2016 e 19044/2016 – che, nel richiamare medesimi principi già espressi in precedenza (Cass. n. 8825/2012, Cass. n. 21777/2014), hanno riconosciuto la piena legittimazione passiva dell’utente rispetto all’ipotesi del ritardato pagamento della tassa c.d. sui telefonini – v. in particolare, pag. 9, p. 2.3 Cass. n. 19044/2016.
Le superiori considerazioni resistono alle prospettazioni difensive esposte dalla controricorrente in memoria, non potendosi disconoscere che la pronunzia di questa Corte n. 19044/16 – già menzionata -, nel cassare la pronunzia di secondo grado che aveva ritenuto l’obbligo di corresponsione del tributo in discussione a carico del concessionario del servizio quale unico soggetto legittimato al versamento dell’imposta, escludendo l’applicazione di veruna sanzione ai sensi del D.Lgs. n. 471 del 1997, art. 13, a carico dell’utente finale ha espressamente ed in modo argomentato ricostruito il composito quadro normativo che giustifica la riscossione presso l’utente finale della TGC. Argomenti che sono idonei a superare i rilievi difensivi esposti nel controricorso quanto alla soggettività passiva dell’utente finale rispetto al pagamento della TCG anzidetta.
La sentenza impugnata, in accoglimento del ricorso, va per l’effetto cassata con rinvio ad altra sezione della CTR dell’Emilia Romagna anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR dell’Emilia Romagna anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile, il 19 luglio 2017.
Depositato in Cancelleria il 26 settembre 2017