Source: http://siapol.it/sezione.php?d=733
Timestamp: 2017-07-24 20:51:59+00:00
Document Index: 57779830

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 22', 'sentenza ']

Decisione n. 9321 del 31/12/2003
Mansioni superiori - decorrenza del relativo trattamento economico
N. 9321/03 REG.DEC.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
sul ricorso in appello n.r.g. 9257 del 2003, proposto dal Comune di Roma, rappresentato e difeso dall’avv. **** ed elettivamente domiciliato negli uffici dell’Avvocatura Comunale in Roma, via del Tempio di Giove, n. 21, contro
il sig. ****, rappresentato e difeso dall’avv. **** ed elettivamente domiciliato presso lo studio del medesimo, per l'annullamento
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sez. II bis, n. 6227/03, pubblicata il 14 luglio e notificata il 28 agosto 2003.
Visto l’atto di costituzione in giudizio della parte suindicata;
Designato relatore, alla camera di consiglio del 4 novembre 2003, il consigliere Giuseppe Farina ed uditi, altresì, gli avv. ****; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue.
Visto l’art. 26, commi 4 e seguenti, della l. 6 dicembre 1971, n. 1034, come introdotto dalla l. 21 luglio 2000, n. 205; Ritenuto che nella camera di consiglio, fissata per l’esame della domanda cautelare avanzata dal Comune appellante, le parti sono state informate della possibilità della definizione della controversia con sentenza pronunciata ai sensi del predetto art. 26; che il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha statuito, con la sentenza appellata, che è illegittimo il conferimento della qualifica di dirigente tecnico superiore, a seguito di rinnovazione di scrutinio, annullato in sede giurisdizionale, con decorrenza giuridica dalla data – 1° agosto 1983 – di attribuzione della medesima posizione ai candidati originariamente valutati positivamente, ma con decorrenza economica dalla data posteriore (30 marzo 1992) di svolgimento delle relative funzioni, annullando, conseguentemente, in parte la deliberazione della Giunta municipale del 18 febbraio 2000; che il primo giudice ha osservato che, nella specie, si tratta di un rapporto d’impiego già costituito e della ricostruzione, ora per allora, di una posizione giuridica in precedenza illegittimamente definita, sicché non poteva trovare applicazione il diverso principio della irretroattività degli effetti economici di atti di nomina, vale a dire di ipotesi di negata costituzione di un rapporto d’impiego; che, perciò, ha stabilito che all’appellato spettava la promozione con la stessa decorrenza economica riconosciuta agli altri candidati, ossia quella che gli sarebbe stata riconosciuta se l’Amministrazione avesse correttamente operato; che ha altresì riconosciuto che, oltre alle differenze retributive, dovevano essere corrisposti all’impiegato interessi e rivalutazione sino al 31 dicembre 1994 e dal 1° gennaio 1995, a norma dell’art. 22, comma 35, della l. 23 dicembre 1994, n.724, solo gli interessi, salva rivalutazione per la maggior differenza rispetto al tasso degli interessi (A. pl. 15 giugno 1998, n. 3); che con l’appello del Comune si sostiene che la nomina “ora per allora” comporta che “il trattamento economico è correlato alla funzione svolta”; e che, quindi, non spetta la stessa decorrenza economica e giuridica, perché l’interessato “non ha svolto le funzioni di dirigente tecnico superiore. Considerato che, in relazione alla questione da risolvere, il ricorso in appello è sufficientemente istruito; che in sede di rinnovazione, disposta per effetto di annullamento giurisdizionale di uno scrutinio per merito comparativo, l’impiegato promosso, ora per allora, ha diritto all’integrale ricostruzione della sua posizione giuridica ed economica; che non può assumere rilevanza, ai fini economici, la data di conferimento delle mansioni corrispondenti alla più elevata qualifica conferita per scrutinio, venendo altrimenti ad essere negati gli effetti ripristinatorio e conformativo della decisione giurisdizionale e ad essere, insieme,confermata l’illegittimità consumata dall’Amministrazione per tutto il tempo in cui è stata ritardata l’attribuzione delle mansioni; che la giurisprudenza, sulla quale basa le sue tesi il Comune appellante, riguarda, invece, la diversa e non comparabile ipotesi delle nomine in servizio disposte dopo illegittimi dinieghi, nelle quali non deve farsi luogo ad attribuzione di trattamenti economici retroattivi. La stessa giurisprudenza però esplicitamente esclude, dalle medesime conseguenze restrittive, l’annullamento dell’atto amministrativo che fa cessare illegittimamente un rapporto d’impiego o che ne ritarda illegittimamente la progressione, con connessa reviviscenza o progressione del rapporto nella sua pienezza, con ogni conseguenza di anzianità, di carriera e di retribuzione (confr. VI Sez. 27 settembre 2002, n. 4955, 30 agosto 2002, n. 4375); che, in ogni caso, osta al diniego espresso dal Comune anche la regola generale, secondo la quale spetta all’impiegato la retribuzione stabilita da atti normativi o di contrattazione collettiva per la qualifica o posizione giuridica che gli è stata attribuita; che alla conferma della sentenza appellata può farsi seguire la compensazione delle spese; P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta, respinge l’appello n. 9257 del 2003, come in epigrafe proposto. Spese compensate. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa.
Così deciso in Roma, dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), nella camera di consiglio del 4 novembre 2003, con l'intervento dei Signori:
Agostino Elefante Presidente Giuseppe Farina rel. est. Consigliere Aldo Fera Consigliere Marco Lipari Consigliere Marzio Branca Consigliere L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
f.to Giuseppe Farina f.to Agostino Elefante
Il 31 DICEMBRE 2003