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Timestamp: 2018-06-23 04:01:49+00:00
Document Index: 131424344

Matched Legal Cases: ['art. 64', 'art.  2', 'art. 17', 'art.  1', 'art. 2', 'art. 2', 'art.  1', 'art. 17', 'art.  13', 'art. 191', 'art. 2', 'art.  2', 'art.  3', 'art. 1', 'art.  64', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 2', 'art.  1', 'art.  64', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 2', 'art.\n2', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 1', 'art.  13', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 18', 'art.\n48', 'art. 7', 'art.  69', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 8', 'art.  1', 'art. 7', 'art. 3', 'art.  13', 'art. 3', 'art.  2', 'art.  3', 'art. 2', 'art.  1', 'art. 64', 'art.  191', 'art.  3']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 88 - Regolamento recante norme per il riordino degli istituti tecnici a norma dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0110) - (GU n. 137 del 15-6-2010 | Architetto.info
<CONFERENZA UNIFICATA – PROVVEDIMENTO 29 aprile 2010
MINISTERO DELLA SALUTE – DECRETO 29 marzo 2010>
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 88 – Regolamento recante norme per il riordino degli istituti tecnici a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0110) – (GU n. 137 del 15-6-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 88 - Regolamento recante norme per il riordino degli istituti tecnici a norma dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0110) - (GU n. 137 del 15-6-2010 - Suppl. Ordinario n.128) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 16/06/2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010 , n. 88
Regolamento recante norme per il riordino degli  istituti  tecnici  a
norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
133. (10G0110)
Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400  e
Visto il decreto-legge 31  gennaio  2007,  n.  7,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, ed  in  particolare,
l’articolo 13, commi 1, 1-bis, 1-ter e  1-quater,  che  prevedono  il
riordino e il potenziamento degli istituti tecnici  con  uno  o  piu’
regolamenti da adottarsi entro il 31  luglio  2008  con  decreto  del
Ministro della pubblica istruzione, ai sensi dell’articolo 17,  comma
3, della citata legge n. 400 del 1988 e successive modificazioni;
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ed  in  particolare
l’articolo 64, che prevede, al comma 3, la predisposizione  da  parte
del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di un
piano   programmatico   di   interventi   volti   ad   una   maggiore
razionalizzazione  dell’utilizzo  delle  risorse  disponibili  e  che
conferiscano  una  maggiore  efficacia  ed  efficienza   al   sistema
scolastico e, al comma 4, in attuazione del piano e nel quadro di una
piu’ ampia  revisione  dell’assetto  ordinamentale,  organizzativo  e
didattico  del  sistema  scolastico,  l’emanazione   di   regolamenti
governativi, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della  citata  legge
n. 400 del 1988, e successive modificazioni, per la ridefinizione dei
curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola  anche  attraverso  la
razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi  quadri  orario,
con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;
Visto   il   piano   programmatico   predisposto    dal    Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, ai  sensi  dell’articolo  64,
comma 3, del citato decreto-legge n. 112 del  2008,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008;
Visto il testo unico delle leggi in materia di istruzione approvato
con  decreto  legislativo  16  aprile  1994,  n.  297  e   successive
Visto il  decreto  legislativo  15  aprile  2005,  n.  76,  recante
definizione delle norme generali sul diritto-dovere all’istruzione  e
alla formazione, a norma dell’articolo 2, comma 1, lettera c),  della
legge 28 marzo 2003, n. 53;
Visto il  decreto  legislativo  15  aprile  2005,  n.  77,  recante
definizione   delle   norme    generali    relative    all’alternanza
scuola-lavoro, a norma dell’articolo 4 della legge 28 marzo 2003,  n.
Visto il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e  successive
modificazioni, recante norme  generali  e  livelli  essenziali  delle
istruzione e formazione ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53;
Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante  disposizioni  per
finanziaria 2007), ed in particolare l’articolo 1,  comma  622,  come
modificato dall’articolo 64, comma 4-bis, del  decreto-legge  n.  112
del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008,
che ha sancito l’obbligatorieta’ dell’istruzione per almeno 10 anni;
Vista la legge 11 gennaio  2007,  n.  1,  recante  disposizioni  in
materia  di  esami  di  Stato  conclusivi  dei  corsi  di  studio  di
istruzione secondaria superiore e delega al  Governo  in  materia  di
raccordo tra la scuola e le universita’;
Visto il decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 21, relativo  alle
norme per la definizione dei percorsi di orientamento  all’istruzione
universitaria e all’alta formazione artistica, musicale e coreutica;
Visto il decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 22  relativo  alla
definizione dei percorsi di orientamento finalizzati alle professioni
e al lavoro;
Visto il decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169;
Vista la legge 18 giugno 2009, n. 69, articolo 5, comma 1,  lettera
a), con la quale sono  state  apportate  modifiche  all’articolo  17,
comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
275,  recante  norme  in  materia  di  autonomia  delle   istituzioni
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n.
122, relativo al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione
Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  25
gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del’11 aprile
2008,  recante  linee  guida  per  la  riorganizzazione  del  sistema
dell’istruzione e formazione tecnica superiore e  costituzione  degli
istituti tecnici superiori;
Visto il decreto del Ministro della pubblica istruzione  22  agosto
2007, n. 139, relativo al regolamento recante  norme  in  materia  di
adempimento dell’obbligo di istruzione;
Vista la Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio  18
dicembre 2006, relativa alle competenze  chiave  per  l’apprendimento
Vista la Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio  23
aprile 2008, relativa alla  costituzione  del  Quadro  europeo  delle
qualifiche dell’apprendimento permanente;
Vista la  deliberazione  preliminare  del  Consiglio  dei  ministri
adottata nella seduta del 28 maggio 2009;
Visto  il  parere  reso  dal  Consiglio  nazionale  della  pubblica
istruzione, nell’adunanza in data 22 luglio 2009,  con  il  quale  il
predetto Consiglio richiama il  parere  positivo  gia’  espresso  sul
riordino  dell’istruzione   tecnica   nell’esaminare   il   documento
culturale di riferimento «Persona,  tecnologie  e  professionalita’ –
gli istituti tecnici e professionali come  scuole  dell’innovazione»;
sottolinea l’obiettivo di valorizzare la  cultura  del  lavoro  quale
riferimento fondamentale per la formazione delle giovani generazioni;
sostiene  che  la   progettazione   formativa   mirata   alla   piena
realizzazione della  persona  in  tutte  le  sue  dimensioni  sia  lo
strumento piu’ idoneo per raccordare le istanze del mondo del  lavoro
con le vocazioni e  gli  interessi  dei  singoli  studenti;  fornisce
indicazioni  e  formula  osservazioni  sul  rafforzamento  del  ruolo
dell’autonomia   scolastica   e   della   progettazione    formativa,
sull’organico raccordo con l’obbligo di  istruzione,  sul  ruolo  del
Comitato tecnico scientifico, e sull’organizzazione dei Dipartimenti,
sugli indirizzi, profili e quadri orari,  considerando  necessario  e
inderogabile il graduale avvio dei nuovi ordinamenti a partire  dalle
prime classi;
Considerato che la maggior parte delle osservazioni  del  Consiglio
nazionale della pubblica istruzione trovano accoglimento,  altre  una
parziale attuazione, compatibilmente  con  i  vincoli  imposti  dalla
finanza  pubblica,  altre  ancora  saranno  recepite   con   separati
provvedimenti da assumere nella fase applicativa del riordino;
8 del decreto legislativo 28  agosto  1997,  n.  281  espresso  nella
seduta del 29 ottobre 2009;
Considerato  che  la  Conferenza  unificata  di  cui   al   decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nella seduta del 29 ottobre 2009,
si e’ espressa a maggioranza  positivamente,  con  alcune  condizioni
che, compatibilmente con i vincoli imposti  dalla  finanza  pubblica,
sono state accolte e che soltanto la regione  Calabria,  ha  espresso
parere negativo senza peraltro esplicitare alcuna motivazione;
Acquisito il parere del Consiglio di Stato  espresso  nell’adunanza
della sezione consultiva per gli atti normativi nella seduta  del  21
Camera  dei  deputati  e  del  Senato  della   Repubblica,   espressi
rispettivamente il 20 gennaio e 27 gennaio 2010;
Considerato che le condizioni contenute nei predetti  pareri  delle
competenti Commissioni  parlamentari  trovano  puntuale  accoglimento
mentre talune osservazioni sono state recepite compatibilmente con  i
vincoli imposti  dalla  finanza  pubblica,  e  altre  ancora  saranno
recepite  con  separati  provvedimenti   da   assumere   nella   fase
applicativa del riordino;
riunione del 4 febbraio 2010;
della ricerca, di concerto con  il  Ministro  dell’economia  e  delle
1. Il presente regolamento detta  le  norme  generali  relative  al
riordino degli istituti tecnici in attuazione del piano programmatico
di interventi di cui all’articolo 64, comma 3, del decreto  legge  25
giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6
agosto  2008,  n.  133,  volti  ad  una  maggiore   razionalizzazione
dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, tali  da
conferire efficacia ed efficienza al sistema scolastico.
2. Gli istituti tecnici di cui all’articolo 13 del decreto legge 31
gennaio 2007, n. 7, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  2
aprile 2007, n. 40, fanno parte dell’istruzione secondaria  superiore
quale articolazione del secondo ciclo del  sistema  di  istruzione  e
formazione di cui all’articolo 1 del decreto legislativo  17  ottobre
2005, n. 226 e successive modificazioni.
3. Gli istituti tecnici sono riorganizzati e potenziati, secondo le
norme contenute nel presente  regolamento,  a  partire  dalle  classi
prime funzionanti nell’anno  scolastico  2010-2011  in  relazione  al
profilo  educativo,  culturale  e  professionale  dello  studente   a
conclusione dei percorsi del secondo ciclo di istruzione e formazione
di cui all’allegato A) del decreto legislativo 17  ottobre  2005,  n.
4. A partire dall’anno  scolastico  2010/2011  le  classi  seconde,
terze e quarte proseguono secondo i piani di studio  previgenti  sino
alla conclusione del quinquennio con un  orario  complessivo  annuale
delle lezioni di 1056 ore, corrispondente a 32 ore settimanali.
– Il testo vigente dell’art. 64, del  decreto-legge  25
giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto  2008,
n. 133,  recante  «Disposizioni  urgenti  per  lo  sviluppo
tributaria.» e’ il seguente:
«Art. 64 (Disposizioni  in  materia  di  organizzazione
scolastica). – 1. Ai fini di  una  migliore  qualificazione
dei  servizi  scolastici  e  di  una  piena  valorizzazione
professionale del personale docente, a decorrere  dall’anno
scolastico 2009/2010, sono  adottati  interventi  e  misure
volti  ad  incrementare,  gradualmente,  di  un  punto   il
rapporto  alunni/docente,  da  realizzare  comunque   entro
l’anno scolastico 2011/2012, per un  accostamento  di  tale
rapporto ai relativi standard europei tenendo  anche  conto
delle necessita’ relative agli alunni diversamente abili.
2. Si procede, altresi’, alla revisione dei  criteri  e
dei parametri previsti per la definizione  delle  dotazioni
organiche  del   personale   amministrativo,   tecnico   ed
ausiliario (ATA),  in  modo  da  conseguire,  nel  triennio
2009-2011 una riduzione complessiva del 17 per cento  della
consistenza numerica della dotazione  organica  determinata
per l’anno scolastico 2007/2008. Per  ciascuno  degli  anni
considerati, detto decremento non deve essere inferiore  ad
un terzo della riduzione complessiva da  conseguire,  fermo
restando quanto disposto dall’art.  2,  commi  411  e  412,
3. Per la realizzazione delle  finalita’  previste  dal
presente    articolo,    il    Ministro    dell’istruzione,
dell’universita’  e  della  ricerca  di  concerto  con   il
Ministro  dell’economia  e  delle   finanze,   sentita   la
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e previo  parere  delle
Commissioni Parlamentari competenti per materia  e  per  le
conseguenze di  carattere  finanziario,  predispone,  entro
quarantacinque giorni dalla data di entrata in  vigore  del
presente decreto,  un  piano  programmatico  di  interventi
volti ad una maggiore razionalizzazione dell’utilizzo delle
risorse umane e strumentali disponibili,  che  conferiscano
una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico.
4. Per l’attuazione del piano di cui al  comma  3,  con
uno o piu’ regolamenti da adottare entro dodici mesi  dalla
data di entrata in vigore del presente decreto ed  in  modo
da assicurare comunque la puntuale attuazione del piano  di
cui al comma 3, in relazione agli  interventi  annuali  ivi
previsti, ai sensi dell’art. 17, comma 2,  della  legge  23
agosto   1988,   n.   400,   su   proposta   del   Ministro
dell’istruzione,  dell’universita’  e  della   ricerca   di
sentita la Conferenza unificata di cui  al  citato  decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  anche  modificando  le
disposizioni  legislative  vigenti,  si  provvede  ad   una
revisione dell’attuale assetto ordinamentale, organizzativo
e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti
a) razionalizzazione ed accorpamento delle classi  di
concorso, per una maggiore flessibilita’  nell’impiego  dei
b) ridefinizione dei curricoli  vigenti  nei  diversi
ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione  dei
piani  di  studio  e  dei  relativi   quadri   orari,   con
particolare   riferimento   agli   istituti    tecnici    e
c)  revisione  dei  criteri  vigenti  in  materia  di
formazione delle classi;
d)    rimodulazione    dell’attuale    organizzazione
didattica della scuola primaria ivi compresa la  formazione
professionale  per  il  personale  docente  interessato  ai
processi   di   innovazione   ordinamentale   senza   oneri
aggiuntivi carico della finanza pubblica;
e) revisione dei criteri e dei parametri vigenti  per
la  determinazione  della  consistenza  complessiva   degli
organici del personale docente ed ATA, finalizzata  ad  una
razionalizzazione degli stessi;
f) ridefinizione dell’assetto organizzativo-didattico
dei centri di istruzione per gli  adulti,  ivi  compresi  i
corsi serali, previsto dalla vigente normativa;
f-bis) definizione di criteri, tempi e modalita’  per
la   determinazione   e   articolazione   dell’azione    di
ridimensionamento   della   rete   scolastica   prevedendo,
nell’ambito  delle  risorse  disponibili   a   legislazione
vigente,  l’attivazione  di  servizi  qualificati  per   la
migliore fruizione dell’offerta formativa;
f-ter) nel caso  di  chiusura  o  accorpamento  degli
istituti scolastici aventi  sede  nei  piccoli  comuni,  lo
Stato, le regioni  e  gli  enti  locali  possono  prevedere
specifiche misure finalizzate alla  riduzione  del  disagio
4-bis. Ai fini di contribuire al  raggiungimento  degli
obiettivi   di   razionalizzazione   dell’attuale   assetto
ordinamentale di cui al comma 4,  nell’ambito  del  secondo
ciclo  di  istruzione  e  formazione  di  cui  al   decreto
legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, anche con  l’obiettivo
di ottimizzare le risorse disponibili,  all’art.  1,  comma
622, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  le  parole  da
“Nel rispetto degli obiettivi di apprendimento  generali  e
specifici” sino a “Conferenza permanente per i rapporti tra
Bolzano” sono  sostituite  dalle  seguenti:  “L’obbligo  di
istruzione si assolve anche nei percorsi  di  istruzione  e
formazione professionale di cui al  Capo  III  del  decreto
legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e, sino alla  completa
messa a regime delle disposizioni ivi contenute, anche  nei
percorsi   sperimentali   di   istruzione   e    formazione
professionale di cui al comma 624 del presente articolo”.
4-ter.  Le  procedure  per  l’accesso  alle  Scuole  di
specializzazione  per  l’insegnamento  secondario  attivate
presso le universita’ sono sospese  per  l’anno  accademico
2008-2009 e fino al completamento degli adempimenti di  cui
alle lettere a) ed e) del comma 4.
4-quater. Ai fini del conseguimento degli obiettivi  di
cui al presente articolo, le regioni  e  gli  enti  locali,
nell’ambito  delle  rispettive   competenze,   per   l’anno
scolastico 2009/2010, assicurano il  dimensionamento  delle
istituzioni scolastiche autonome nel rispetto dei parametri
fissati dall’art. 2 del regolamento di cui al  decreto  del
Presidente della Repubblica 18  giugno  1998,  n.  233,  da
realizzare comunque non oltre il 31 dicembre 2008. In  ogni
caso  per  il  predetto  anno  scolastico  la   consistenza
numerica dei punti di erogazione dei servizi scolastici non
deve superare quella relativa al precedente anno scolastico
4-quinquies.  Per  gli  anni  scolastici  2010/2011   e
2011/2012, il Ministro dell’istruzione, dell’universita’  e
della ricerca e il Ministro dell’economia e delle  finanze,
sentito  il  Ministro  per  i  rapporti  con  le   regioni,
promuovono,  entro  il  15  giugno  2009,  la  stipula   di
un’intesa in sede di Conferenza unificata per discliplinare
l’attivita’ di dimensionamento della  rete  scolastica,  ai
sensi  del  comma  4,  lettera  f-ter),   con   particolare
riferimento ai punti di erogazione del servizio scolastico.
Detta intesa prevede la definizione dei criteri finalizzati
alla   riqualificazione   del   sistema   scolastico,    al
contenimento della spesa pubblica nonche’ ai tempi  e  alle
modalita’  di  realizzazione,  mediante  la  previsione  di
appositi protocolli d’intesa tra le regioni  e  gli  uffici
scolastici regionali.
4-sexies. In sede di Conferenza unificata  si  provvede
al monitoraggio dell’attuazione delle disposizioni  di  cui
ai  commi  4-quater  e  4-quinquies.  In   relazione   agli
adempimenti di cui al comma  4-quater  il  monitoraggio  e’
finalizzato anche all’adozione, entro il 15 febbraio  2009,
degli  eventuali  interventi  necessari  per  garantire  il
conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica.
5.   I   dirigenti   del   Ministero   dell’istruzione,
dell’universita’ e  della  ricerca,  compresi  i  dirigenti
scolastici, coinvolti nel processo di razionalizzazione  di
cui al presente  articolo,  ne  assicurano  la  compiuta  e
puntuale realizzazione.  Il  mancato  raggiungimento  degli
obiettivi prefissati,  verificato  e  valutato  sulla  base
delle vigenti  disposizioni  anche  contrattuali,  comporta
l’applicazione delle misure connesse  alla  responsabilita’
dirigenziale previste dalla predetta normativa.
6. Fermo restando il disposto di cui all’art. 2,  commi
411  e  412,  della  legge  24  dicembre  2007,   n.   244,
dall’attuazione dei  commi  1,  2,  3,  e  4  del  presente
articolo, devono  derivare  per  il  bilancio  dello  Stato
economie lorde di spesa, non inferiori  a  456  milioni  di
euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di  euro  per  l’anno
2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno  2011  e  a  3.188
milioni di euro a decorrere dall’anno 2012.
7.  Ferme  restando  le  competenze  istituzionali   di
controllo e verifica in capo al Ministero  dell’istruzione,
dell’universita’   e   della   ricerca   e   al   Ministero
dell’economia e delle finanze, con decreto  del  Presidente
del Consiglio dei Ministri e’  costituito,  contestualmente
all’avvio dell’azione programmatica e senza maggiori  oneri
a carico del bilancio dello Stato, un comitato di  verifica
tecnico-finanziaria   composto   da   rappresentanti    del
e del Ministero dell’economia e delle finanze, con lo scopo
di monitorare il processo attuativo delle  disposizioni  di
cui al presente articolo, al fine di assicurare la compiuta
realizzazione  degli  obiettivi  finanziari  ivi  previsti,
segnalando eventuali scostamenti per le  occorrenti  misure
correttive. Ai componenti del  Comitato  non  spetta  alcun
compenso ne’ rimborso spese a qualsiasi titolo dovuto.
8. Al fine di garantire l’effettivo conseguimento degli
obiettivi di risparmio di cui al comma  6,  si  applica  la
procedura prevista dall’art.  1,  comma  621,  lettera  b),
9. Una quota parte delle economie di spesa  di  cui  al
comma 6 e’ destinata, nella misura del  30  per  cento,  ad
incrementare  le  risorse  contrattuali  stanziate  per  le
iniziative dirette alla  valorizzazione  ed  allo  sviluppo
professionale della carriera del personale della  Scuola  a
decorrere  dall’anno  2010,  con  riferimento  ai  risparmi
conseguiti  per  ciascun  anno  scolastico.   Gli   importi
corrispondenti alle  indicate  economie  di  spesa  vengono
iscritti in bilancio in un apposito Fondo  istituito  nello
stato   di   previsione   del   Ministero   dell’istruzione
dell’universita’ e della  ricerca,  a  decorrere  dall’anno
successivo   a    quello    dell’effettiva    realizzazione
dell’economia di  spesa,  e  saranno  resi  disponibili  in
gestione con decreto del Ministero  dell’economia  e  delle
finanze  di  concerto  con  il  Ministero  dell’istruzione,
dell’universita’  e  della  ricerca  subordinatamente  alla
verifica dell’effettivo ed  integrale  conseguimento  delle
stesse rispetto ai risparmi previsti.».
– Si riporta il testo degli articoli 87,  e  117  della
«Art. 87 (Il Presidente della  Repubblica  e’  il  Capo
dello Stato  e  rappresenta  l’unita’  nazionale).  –  Puo’
inviare messaggi alle Camere.
Indice le elezioni delle nuove Camere  e  ne  fissa  la
Autorizza la presentazione alle Camere dei  disegni  di
Promulga le leggi ed emana i decreti aventi  valore  di
Indice il referendum popolare nei casi  previsti  dalla
Nomina, nei casi indicati  dalla  legge,  i  funzionari
Accredita  e  riceve  i   rappresentanti   diplomatici,
supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara  lo
«Art. 117 (La potesta’ legislativa e’ esercitata  dallo
e  dagli  obblighi  internazionali  ).  –   Lo   Stato   ha
legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
alla legislazione dello Stato .
– Il testo vigente dell’art. 17, commi  2  e  3,  della
«Art. 17 (Regolamenti). -1. (Omissis).
Consiglio di  Stato,  e  previo  parere  delle  Commissioni
– Si riporta il testo dell’art.  13,  commi  1,  1-bis,
1-ter e 1-quater del decreto-legge 31 gennaio 2007,  n.  7,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2  aprile  2007,
n.  40,  recante  «Misure  urgenti  per   la   tutela   dei
consumatori, la promozione della concorrenza,  lo  sviluppo
di attivita’ economiche, la nascita di  nuove  imprese,  la
valorizzazione dell’istruzione tecnico-professionale  e  la
rottamazione di autoveicoli.»:
«Art. 13 (Disposizioni urgenti in materia di istruzione
tecnico-professionale e  di  valorizzazione  dell’autonomia
scolastica.  Misure   in   materia   di   rottamazione   di
autoveicoli.   Semplificazione    del    procedimento    di
cancellazione dell’ipoteca per i mutui immobiliari.  Revoca
delle concessioni per la progettazione e la costruzione  di
linee  ad  alta  velocita’   e   nuova   disciplina   degli
affidamenti   contrattuali    nella    revoca    di    atti
amministrativi.  Clausola  di  salvaguardia.   Entrata   in
vigore). – “1.  Fanno  parte  del  sistema  dell’istruzione
secondaria superiore  di  cui  al  decreto  legislativo  17
ottobre 2005, n. 226, e successive modificazioni, i  licei,
gli istituti tecnici e gli istituti  professionali  di  cui
all’art. 191, comma 2, del testo unico di  cui  al  decreto
legislativo 16 aprile 1994, n. 297,  tutti  finalizzati  al
conseguimento  di  un  diploma  di  istruzione   secondaria
superiore. Nell’art. 2 del decreto legislativo n.  226  del
2005, al primo  periodo  del  comma  6  sono  soppresse  le
parole: «economico,» e  «tecnologico»,  e  il  comma  8  e’
sostituito dal seguente: «8. I percorsi del liceo artistico
si articolano in indirizzi  per  corrispondere  ai  diversi
fabbisogni formativi”. Nel medesimo decreto legislativo  n.
226 del 2005 sono abrogati il comma 7  dell’art.  2  e  gli
articoli 6 e 10.
1-bis.   Gli   istituti   tecnici   e   gli    istituti
professionali  di  cui  al  comma  1  sono   riordinati   e
potenziati   come   istituti   tecnici   e   professionali,
appartenenti   al   sistema   dell’istruzione    secondaria
superiore, finalizzati istituzionalmente  al  conseguimento
del diploma di cui al medesimo comma  1;  gli  istituti  di
istruzione secondaria superiore, ai fini di quanto previsto
dall’art.  3  del  regolamento  di  cui  al   decreto   del
Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275,  attivano
ogni opportuno collegamento  con  il  mondo  del  lavoro  e
dell’impresa, ivi compresi il  volontariato  e  il  privato
sociale, con la formazione professionale, con l’universita’
e la ricerca e con gli enti locali.
1-ter. Nel quadro del riordino e del  potenziamento  di
cui al comma 1-bis, con uno o piu’ regolamenti adottati con
decreto del Ministro della  pubblica  istruzione  ai  sensi
previo parere delle competenti Commissioni parlamentari  da
rendere entro il termine di trenta  giorni  dalla  data  di
trasmissione  dei  relativi  schemi,  decorso  il  quale  i
regolamenti  possono   comunque   essere   adottati,   sono
previsti: la riduzione del numero degli attuali indirizzi e
il  loro  ammodernamento  nell’ambito   di   ampi   settori
tecnico-professionali, articolati in un’area di  istruzione
generale,  comune  a  tutti  i  percorsi,  e  in  aree   di
indirizzo; la scansione temporale dei percorsi e i relativi
risultati di apprendimento; la previsione di un  monte  ore
annuale delle  lezioni  sostenibile  per  gli  allievi  nei
limiti del monte ore complessivo annuale gia’ previsto  per
i licei economico e tecnologico dal decreto legislativo  17
ottobre 2005, n. 226, e del monte ore  complessivo  annuale
da definire ai sensi dell’art. 1, comma  605,  lettera  f),
della legge  27  dicembre  2006,  n.  296;  la  conseguente
riorganizzazione delle discipline di insegnamento  al  fine
di potenziare le attivita’ laboratoriali,  di  stage  e  di
tirocini;  l’orientamento  agli  studi  universitari  e  al
sistema dell’istruzione e formazione tecnica superiore.
1-quater. I regolamenti di  cui  al  comma  1-ter  sono
adottati entro il 31 luglio 2008.
1-quinquies – 8-viciel semel (omississ)».
– Per il  testo  dell’art.  64,  del  decreto-legge  25
tributaria si veda la nota al titolo».
–  Il  «Testo  unico  delle  disposizioni   legislative
vigenti in materia di istruzione, relative alle  scuole  di
ogni ordine e grado» approvato con decreto  legislativo  16
aprile 1994, n. 297, e’  stato  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 19 maggio 1994, n. 115, S.O.
– Il testo del decreto legislativo 15 aprile  2005,  n.
76,  recante  «Definizione   delle   norme   generali   sul
diritto-dovere all’istruzione e alla  formazione,  a  norma
dell’art. 2, comma 1, lettera  c),  della  legge  28  marzo
2003, n. 53» e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 5
maggio 2005, n. 103.
– Il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, recante
«Definizione delle norme generali  relative  all’alternanza
scuola-lavoro, a norma dell’art. 4  della  legge  28  marzo
– Il decreto  legislativo  17  ottobre  2005,  n.  226,
recante  «Norme  generali  e   livelli   essenziali   delle
prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo
di istruzione e formazione, a norma dell’art. 2 della legge
28 marzo 2003, n. 53.» e’ stato pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 4 novembre 2005, n. 257, S.O.
– Si riporta il testo dell’art.  1,  comma  622,  della
legge 27 dicembre 2006, n. 296 recante «Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale  dello  Stato
(Legge finanziaria 2007),  come  modificato  dall’art.  64,
comma 4-bis del decreto-legge n. 112 del 2008»:
«622. L’istruzione impartita per almeno dieci  anni  e’
obbligatoria   ed   e’   finalizzata   a   consentire    il
conseguimento di un titolo di studio di  scuola  secondaria
superiore o di una qualifica professionale di durata almeno
triennale entro il diciottesimo anno di  eta’.  L’eta’  per
l’accesso al lavoro e’ conseguentemente elevata da quindici
a sedici anni. Resta fermo il regime di gratuita’ ai  sensi
degli articoli 28, comma 1, e 30, comma 2, secondo periodo,
del  decreto  legislativo  17   ottobre   2005,   n.   226.
L’adempimento dell’obbligo di istruzione  deve  consentire,
una volta conseguito il titolo  di  studio  conclusivo  del
primo ciclo, l’acquisizione dei saperi e  delle  competenze
previste dai curricula relativi ai  primi  due  anni  degli
istituti di istruzione secondaria superiore, sulla base  di
un  apposito  regolamento  adottato  dal   Ministro   della
pubblica istruzione ai sensi dell’art. 17, comma  3,  della
legge 23 agosto 1988, n. 400. L’obbligo  di  istruzione  si
assolve anche  nei  percorsi  di  istruzione  e  formazione
professionale di cui al Capo III del decreto legislativo 17
ottobre 2005, n. 226, e, sino alla completa messa a  regime
delle  disposizioni  ivi  contenute,  anche  nei   percorsi
sperimentali di istruzione e  formazione  professionale  di
cui al comma 624 del presente articolo. Sono fatte salve le
competenze  delle  regioni  a  statuto  speciale  e   delle
province autonome di Trento e di Bolzano, in conformita’ ai
rispettivi statuti e alle  relative  norme  di  attuazione,
nonche’ alla legge costituzionale 18 ottobre  2001,  n.  3.
L’innalzamento dell’obbligo di istruzione decorre dall’anno
scolastico 2007/2008.».
– La legge 11 gennaio 2007, n. 1, recante «Disposizioni
in materia di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio
di istruzione secondaria superiore e delega al  Governo  in
materia di raccordo tra la  scuola  e  le  universita’»  e’
stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 13 gennaio  2007,
– Il testo del decreto legislativo 14 gennaio 2008,  n.
21, recante «Norme  per  la  definizione  dei  percorsi  di
orientamento  all’istruzione   universitaria   e   all’alta
formazione artistica, musicale e coreutica, per il raccordo
tra la scuola, le universita’ e  le  istituzioni  dell’alta
formazione artistica, musicale e coreutica, nonche’ per  la
valorizzazione  della  qualita’  dei  risultati  scolastici
degli studenti ai fini dell’ammissione ai corsi  di  laurea
universitari ad accesso programmato di cui all’art. 1 della
legge 2 agosto 1999, n. 264, a norma dell’art. 2, comma  1,
lettere a), b) e c) della legge 11 gennaio 2007, n.  1»  e’
stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 febbraio  2008,
22, recante:  «Definizione  dei  percorsi  di  orientamento
finalizzati alle professioni e al lavoro, a norma dell’art.
2, comma 1, della legge 11 gennaio 2007,  n.  1»  e’  stato
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 febbraio 2008, n. 32.
– Il testo del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 ottobre 2009,
n.  169,  recante:  «Disposizioni  urgenti  in  materia  di
istruzione  e  universita’»  e’  stato   pubblicato   nella
Gazzetta Ufficiale 1° settembre 2008, n. 204.
– Si riporta il testo dell’art. 5, comma 1, lettera a),
della legge 18 giugno 2009, n. 69,  recante:  «Disposizioni
per  lo  sviluppo   economico,   la   semplificazione,   la
competitivita’ nonche’ in materia di processo civile»:
«Art. 5 (Modifiche  alla  disciplina  dei  regolamenti.
Testi unici compilativi). – 1. All’ art. 17 della legge  23
agosto 1988,  n.  400,  e  successive  modificazioni,  sono
a) al comma 2, dopo le parole: “Consiglio  di  Stato”
sono  inserite  le  seguenti:  “e   previo   parere   delle
Commissioni parlamentari  competenti  in  materia,  che  si
pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta”;
… omissis …».
8  marzo  1999,  n.  275,  recante  «Norme  in  materia  di
autonomia   delle   istituzioni   scolastiche»   e’   stato
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 10 agosto 1999, n. 186,
– Il decreto del Presidente della Repubblica 22  giugno
2009, n. 122, recante  «Regolamento  recante  coordinamento
delle norme vigenti  per  la  valutazione  degli  alunni  e
ulteriori modalita’ applicative in materia, ai sensi  degli
articoli 2 e 3 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008,
n. 169.» e’ stato pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  19
agosto 2009, n. 191.
– Il testo del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 25 gennaio  2008  recante:  «Linee  guida  per  la
riorganizzazione del Sistema  di  istruzione  e  formazione
tecnica superiore e la costituzione degli istituti  tecnici
superiori» e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  11
aprile 2008, n. 86.
– Il testo del  decreto  del  Ministro  della  pubblica
istruzione 22 agosto 2007,  n.  139,  recante  «Regolamento
recante norme in materia  di  adempimento  dell’obbligo  di
istruzione, ai sensi dell’art. 1, comma 622, della legge 27
dicembre 2006, n. 296» e’ stato pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale del 31 agosto 2007, n. 202.
– Il testo della Raccomandazione del Parlamento Europeo
e del Consiglio del 18 dicembre 2006 relativa a  competenze
chiave  per  l’apprendimento  permanente  (2006/962/CE)  e’
stato  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale   dell’Unione
Europea del 30 dicembre 2006.
e del Consiglio del 23 aprile 2008 sulla  costituzione  del
Quadro  europeo  delle   qualifiche   per   l’apprendimento
permanente  (2008/C  111/01)  e’  stato  pubblicato   nella
Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 6 maggio 2008.
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, recante «Definizione ed
ed autonomie locali»:
tributaria, si veda la nota al titolo».
– Per  il  testo  dell’art.  13  del  decreto-legge  31
gennaio 2007, n. 7, convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge 2 aprile 2007, n. 40, recante «Misure urgenti per  la
tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo
sviluppo di  attivita’  economiche,  la  nascita  di  nuove
imprese,      la       valorizzazione       dell’istruzione
tecnico-professionale e la rottamazione  di  autoveicoli.»,
– Si riporta il testo vigente dell’art. 1  del  decreto
legislativo  17  ottobre  2005,  n.  226,  recante   «Norme
generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al
secondo  ciclo  del  sistema  educativo  di  istruzione   e
formazione, a norma dell’art. 2 della legge 28 marzo  2003,
n. 53»:
«Art.  1  (Secondo  ciclo  del  sistema  educativo   di
istruzione e formazione). – 1. Il secondo ciclo del sistema
educativo di istruzione  e  formazione  e’  costituito  dal
sistema dell’istruzione secondaria superiore e dal  sistema
dell’istruzione   e   formazione   professionale.   Assolto
l’obbligo di istruzione di cui all’art. 1, comma 622, della
legge 27 dicembre  2006,  n.  296,  nel  secondo  ciclo  si
realizza,   in    modo    unitario,    il    diritto-dovere
all’istruzione  e  alla  formazione  di  cui   al   decreto
legislativo 15 aprile 2005, n. 76.
2. Lo  Stato  garantisce  i  livelli  essenziali  delle
prestazioni del secondo  ciclo  del  sistema  educativo  di
3. Nel secondo ciclo del sistema educativo si  persegue
la formazione intellettuale,  spirituale  e  morale,  anche
ispirata ai principi della Costituzione, lo sviluppo  della
coscienza storica e di appartenenza alla comunita’  locale,
alla collettivita’ nazionale ed alla civilta’ europea.
4.  Tutte  le  istituzioni  del  sistema  educativo  di
istruzione e formazione sono dotate di autonomia didattica,
organizzativa, e di ricerca e sviluppo.
5. I percorsi liceali e  i  percorsi  di  istruzione  e
formazione  professionale  nei   quali   si   realizza   il
diritto-dovere all’istruzione e  formazione  sono  di  pari
dignita’ e si  propongono  il  fine  comune  di  promuovere
l’educazione alla convivenza civile, la crescita educativa,
culturale e professionale dei giovani attraverso il sapere,
il saper essere, il saper fare e l’agire, e la  riflessione
critica su di  essi,  nonche’  di  incrementare  l’autonoma
capacita’ di giudizio e l’esercizio  della  responsabilita’
personale e  sociale  curando  anche  l’acquisizione  delle
competenze  e   l’ampliamento   delle   conoscenze,   delle
abilita’,  delle  capacita’  e  delle  attitudini  relative
all’uso delle nuove  tecnologie  e  la  padronanza  di  una
lingua europea, oltre all’italiano e  all’inglese,  secondo
il profilo educativo,  culturale  e  professionale  di  cui
all’allegato   A.    Essi    assicurano    gli    strumenti
indispensabili per l’apprendimento lungo tutto l’arco della
vita.  Essi,  inoltre,  perseguono  le  finalita’   e   gli
obiettivi specifici indicati ai Capi II e III.
6.  Nei  percorsi  del  secondo   ciclo   si   realizza
l’alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15
aprile 2005, n. 77.
7. Le istituzioni del sistema educativo di istruzione e
formazione assicurano ed assistono, anche associandosi  tra
loro, la possibilita’ di cambiare  scelta  tra  i  percorsi
liceali e, all’interno di questi, tra  gli  indirizzi,  ove
previsti, nonche’ di passare dai percorsi liceali a  quelli
dell’istruzione e formazione professionale e  viceversa.  A
tali  fini  le  predette  istituzioni   adottano   apposite
iniziative didattiche, per consentire l’acquisizione di una
preparazione adeguata alla nuova scelta.
8. La  frequenza,  con  esito  positivo,  di  qualsiasi
percorso  o  frazione  di   percorso   formativo   comporta
l’acquisizione di crediti certificati  che  possono  essere
fatti valere, anche  ai  fini  della  ripresa  degli  studi
eventualmente  interrotti,  nei  passaggi  tra  i   diversi
percorsi di cui al comma  7.  Le  istituzioni  del  sistema
educativo di istruzione e formazione  riconoscono  inoltre,
con   specifiche   certificazioni   di    competenza,    le
esercitazioni pratiche, le esperienze formative, i tirocini
di cui all’art. 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196 e gli
stage realizzati in Italia e all’estero anche  con  periodi
di   inserimento   nelle   realta’   culturali,    sociali,
produttive, professionali e dei servizi. Ai fini di  quanto
previsto nel presente comma sono  validi  anche  i  crediti
formativi acquisiti e le esperienze  maturate  sul  lavoro,
nell’ambito del contratto di apprendistato di cui  all’art.
48 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
9. Le modalita’ di valutazione dei crediti, ai fini dei
passaggi  tra  i  percorsi  del  sistema  dei  licei,  sono
definite con  le  norme  regolamentari  adottate  ai  sensi
dell’art. 7, comma 1, lettera b) della legge 28 marzo 2003,
10. Le corrispondenze e modalita’ di riconoscimento tra
i crediti  acquisiti  nei  percorsi  liceali  e  i  crediti
acquisiti  nei  percorsi   di   istruzione   e   formazione
professionale ai fini dei passaggi dal sistema dei licei al
sistema  dell’istruzione  e  formazione   professionale   e
viceversa  sono  definite  mediante  accordi  in  sede   di
Conferenza  Stato-Regioni,   recepiti   con   decreto   del
Presidente  della  Repubblica,  su  proposta  del  Ministro
dell’istruzione,  dell’universita’  e  della  ricerca,   di
concerto con il  Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche
11. Sono riconosciuti i  crediti  formativi  conseguiti
nelle  attivita’  sportive  svolte  dallo  studente  presso
associazioni sportive. A tal fine  sono  promosse  apposite
12.  Al  secondo  ciclo  del   sistema   educativo   di
istruzione e formazione si accede a seguito del superamento
dell’esame  di  Stato  conclusivo  del   primo   ciclo   di
13.  Tutti  i  titoli  e  le  qualifiche  a   carattere
professionalizzante sono  di  competenza  delle  regioni  e
province autonome e vengono rilasciati esclusivamente dalle
istituzioni   scolastiche   e   formative    del    sistema
d’istruzione e formazione professionale. Essi hanno  valore
nazionale in quanto corrispondenti ai livelli essenziali di
cui al Capo III.
14.  La  continuita’  dei  percorsi  di  istruzione   e
formazione professionale con  quelli  di  cui  all’art.  69
della  legge  17  maggio  1999,   n.   144   e   successive
modificazioni e’ realizzata per il tramite  di  accordi  in
sede  di  Conferenza  unificata  ai   sensi   del   decreto
legislativo  28  agosto   1997,   n.   281   e   successive
modificazioni, prevedendo anche il raccordo con i  percorsi
di cui al Capo II.
15. I percorsi del  sistema  dei  licei  e  quelli  del
sistema di istruzione e  formazione  professionale  possono
essere realizzati in un’unica sede,  anche  sulla  base  di
apposite  convenzioni  tra  le  istituzioni  scolastiche  e
formative   interessate.    Ognuno    dei    percorsi    di
insegnamento-apprendimento   ha   una   propria   identita’
ordinamentale e curricolare. I percorsi dei licei  inoltre,
ed in particolare di quelli articolati in indirizzi di  cui
all’art. 2, comma 8, possono raccordarsi con i percorsi  di
istruzione e formazione professionale costituendo, insieme,
un  centro  polivalente   denominato   “Campus”   o   “Polo
formativo”. Le convenzioni predette prevedono modalita’  di
gestione e coordinamento delle attivita’ che assicurino  la
rappresentanza delle istituzioni  scolastiche  e  formative
interessate, delle associazioni imprenditoriali del settore
economico e tecnologico di riferimento e degli enti locali.
All’attuazione del presente comma si  provvede  nell’ambito
delle risorse umane, strumentali e finanziarie  disponibili
a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la
finanza pubblica.».
– Per i riferimenti del decreto legislativo 17  ottobre
2005, n. 226, si vedano le note alle premesse.
Identita’ degli istituti tecnici
1. L’identita’ degli  istituti  tecnici  si  caratterizza  per  una
solida base culturale di carattere scientifico e tecnologico in linea
con le  indicazioni  dell’Unione  europea,  costruita  attraverso  lo
studio, l’approfondimento e l’applicazione di linguaggi e metodologie
di carattere generale e specifico  ed  e’  espressa  da  un  limitato
numero di ampi indirizzi, correlati a  settori  fondamentali  per  lo
sviluppo economico e produttivo del Paese,  con  l’obiettivo  di  far
acquisire agli studenti, in relazione  all’esercizio  di  professioni
tecniche, saperi e competenze necessari per un rapido inserimento nel
mondo del lavoro e per l’accesso all’universita’ e  all’istruzione  e
formazione tecnica superiore.
2. I percorsi degli istituti tecnici hanno durata quinquennale e si
concludono con il conseguimento di diplomi di  istruzione  secondaria
superiore in relazione ai  settori  e  agli  indirizzi  di  cui  agli
articoli 3 e 4, con riferimento al profilo  di  cui  all’articolo  1,
comma 3, riguardante tutti i percorsi del secondo ciclo di istruzione
e formazione, nonche’ al profilo educativo, culturale e professionale
di cui all’allegato A) e ai profili di uscita con i rispettivi quadri
orario relativi a ciascun indirizzo di cui agli  allegati  B)  e  C),
costituenti parte integrante del presente regolamento. L’insegnamento
di scienze motorie e’  impartito  secondo  le  indicazioni  nazionali
relative al medesimo insegnamento dei percorsi liceali.
3. Gli istituti tecnici  collaborano  con  le  strutture  formative
accreditate dalle Regioni nei Poli tecnico  professionali  costituiti
secondo  le  linee  guida  adottate  dal  Ministro   dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca ai  sensi  dell’articolo  13,  comma
1-quinquies del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7,  convertito  con
modificazioni dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, anche allo  scopo  di
favorire i passaggi tra i sistemi di istruzione e formazione.
4. Agli  istituti  tecnici  si  riferiscono  gli  istituti  tecnici
superiori secondo quanto previsto  dal  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri 25 gennaio  2008,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 86 dell’11 aprile 2008, con l’obiettivo  prioritario  di
sostenere lo sviluppo delle professioni tecniche a livello terziario,
mediante le specializzazioni richieste  dal  mondo  del  lavoro,  con
particolare riferimento alle piccole e medie imprese.
– Si riporta il testo dell’art. 13,  comma  1-quinquies
del citato decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito,
con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40.
«1-quinquies.  Sono  adottate  apposite  linee   guida,
predisposte  dal  Ministro  della  pubblica  istruzione   e
d’intesa, ai sensi dell’art. 3 del decreto  legislativo  28
agosto 1997, n. 281, con la  Conferenza  unificata  di  cui
all’art. 8 del medesimo decreto  legislativo,  al  fine  di
realizzare organici raccordi tra i percorsi degli  istituti
tecnico-professionali  e  i  percorsi   di   istruzione   e
formazione professionale finalizzati  al  conseguimento  di
qualifiche e  diplomi  professionali  di  competenza  delle
regioni compresi in un apposito repertorio nazionale.».
– Per il testo del decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri 25 gennaio 2008 recante: «Linee guida  per  la
superiori» si vedano le note alle premesse.
1. I percorsi degli istituti tecnici del settore economico  di  cui
all’Allegato B) si riferiscono ai risultati di apprendimento  e  agli
strumenti organizzativi e metodologici di cui  ai  punti  2.1  e  2.4
dell’Allegato A) comuni a tutti i percorsi degli istituti  tecnici  e
al profilo culturale specifico e ai risultati di apprendimento di cui
al  punto  2.2  dell’allegato  medesimo,  in  relazione  ai  seguenti
a) amministrazione, finanza e marketing (B1);
b) turismo (B2).
1. I percorsi degli istituti tecnici del settore tecnologico di cui
all’Allegato C) si riferiscono ai risultati di apprendimento  e  agli
al  punto  2.3  dell’allegato  medesimo,  in  relazione  ai  seguenti
a) meccanica, meccatronica ed energia (C1);
b) trasporti e logistica (C2);
c) elettronica ed elettrotecnica (C3);
d) informatica e telecomunicazioni (C4);
e) grafica e comunicazione (C5);
f) chimica, materiali e biotecnologie (C6);
g) sistema moda (C7);
h) agraria, agroalimentare e agroindustria (C8);
i) costruzioni, ambiente e territorio (C9).
2. I percorsi di  cui  al  comma  1  prevedono,  nell’ambito  delle
attivita’ e degli  insegnamenti  di  cui  all’articolo  5,  comma  2,
lettere  a),  b),  c)  e  d)  le  seguenti  ore  di  compresenza   in
laboratorio: 264 ore nel primo biennio, 891 ore nel triennio  di  cui
561 ore nel secondo biennio e 330 ore nel quinto anno.
3. Gli istituti tecnici per il settore tecnologico sono  dotati  di
un  ufficio  tecnico  con  il  compito  di  sostenere   la   migliore
organizzazione e funzionalita’ dei laboratori a fini didattici  e  il
loro adeguamento in relazione alle  esigenze  poste  dall’innovazione
tecnologica, nonche’ per la sicurezza delle persone e  dell’ambiente.
Per i relativi posti, si  fa  riferimento  a  quelli  gia’  previsti,
secondo il  previgente  ordinamento,  dai  decreti  istitutivi  degli
istituti tecnici confluiti  negli  ordinamenti  di  cui  al  presente
regolamento in base alla tabella di cui all’Allegato D).
1. I percorsi degli istituti  tecnici  sono  riordinati  secondo  i
a) i risultati di apprendimento dei percorsi sono determinati  in
base a quanto previsto all’articolo 3, comma  1,  e  all’articolo  4,
comma 1, in relazione agli insegnamenti di cui agli Allegati B) e  C)
del  presente  regolamento.  La   declinazione   dei   risultati   di
apprendimento in competenze,  abilita’  e  conoscenze  e’  effettuata
dalle istituzioni scolastiche, nella loro autonomia, sulla base delle
linee guida di cui all’articolo 8, comma 3, anche in  relazione  alla
Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio 23 aprile 2008
sulla  costituzione  del  Quadro   europeo   delle   qualifiche   per
l’apprendimento permanente (EQF), anche ai fini della mobilita’ delle
persone sul territorio dell’Unione europea;
b) l’orario complessivo annuale  e’  determinato  in  1.056  ore,
corrispondente a 32 ore settimanali  di  lezione,  comprensive  della
quota riservata alle  regioni  e  dell’insegnamento  della  religione
cattolica;
c) i percorsi attengono a due  ampi  settori:  1)  economico;  2)
d) l’area di istruzione generale e’ comune a tutti i  percorsi  e
le aree di indirizzo, che possono essere ulteriormente specificate in
opzioni secondo quanto previsto dall’articolo 8, comma 2, lettera d),
si riferiscono a ciascuno dei due settori di cui alla lettera c);
e)  attivita’  e  insegnamenti   relativi   a   «Cittadinanza   e
Costituzione», di cui all’articolo 1 del decreto-legge  1°  settembre
2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge  30  ottobre
2008, n. 169, sono  previsti  in  tutti  i  percorsi  secondo  quanto
indicato nell’Allegato A) del presente regolamento.
2. I percorsi di cui al comma 1 hanno la seguente struttura:
a) un primo biennio articolato, per ciascun anno, in 660  ore  di
attivita’ e insegnamenti di istruzione  generale  e  in  396  ore  di
attivita’  e  insegnamenti  obbligatori   di   indirizzo,   ai   fini
dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione di  cui  al  regolamento
adottato con decreto del Ministro della pubblica istruzione 22 agosto
2007, n. 139 e dell’acquisizione dei saperi  e  delle  competenze  di
indirizzo  in   funzione   orientativa,   anche   per   favorire   la
reversibilita’ delle scelte degli studenti;
b) un secondo biennio articolato, per ciascun anno, in 495 ore di
attivita’ e insegnamenti di istruzione  generale  e  in  561  ore  di
attivita’ e insegnamenti obbligatori di indirizzo;
c)  un  quinto  anno  articolato  in  495  ore  di  attivita’   e
insegnamenti di istruzione generale e  in  561  ore  di  attivita’  e
insegnamenti obbligatori di indirizzo;
d)  il  secondo  biennio   e   il   quinto   anno   costituiscono
articolazioni, all’interno di  un  complessivo  triennio  nel  quale,
oltre all’area di istruzione generale comune a tutti  i  percorsi,  i
contenuti scientifici, economico-giuridici e tecnici  delle  aree  di
indirizzo di cui  agli  Allegati  B)  e  C)  vengono  approfonditi  e
assumono connotazioni specifiche  che  consentono  agli  studenti  di
raggiungere, nel quinto anno, una adeguata  competenza  professionale
di settore, idonea anche per la prosecuzione degli studi a livello di
istruzione  e  formazione  superiore  con   particolare   riferimento
all’esercizio delle professioni tecniche;
e) si realizzano attraverso metodologie finalizzate a sviluppare,
con particolare riferimento alle attivita’  e  agli  insegnamenti  di
indirizzo,  competenze  basate  sulla   didattica   di   laboratorio,
l’analisi e la soluzione dei problemi, il lavoro per  progetti;  sono
orientati alla gestione di processi in contesti organizzati e all’uso
di modelli  e  linguaggi  specifici;  sono  strutturati  in  modo  da
favorire un collegamento organico con il mondo  del  lavoro  e  delle
professioni, compresi il volontariato ed il privato  sociale.  Stage,
tirocini e alternanza scuola lavoro sono strumenti didattici  per  la
realizzazione dei percorsi di studio.
3. Ai fini di cui al comma 1, gli istituti tecnici:
a)  possono  utilizzare  la  quota  di  autonomia  del  20%   dei
curricoli, nell’ambito degli indirizzi definiti dalle  regioni  e  in
coerenza con il profilo di cui all’Allegato A),  sia  per  potenziare
gli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti, con  particolare
riferimento alle attivita’ di laboratorio, sia per attivare ulteriori
insegnamenti, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi  previsti
dal piano dell’offerta  formativa.  Nei  limiti  del  contingente  di
organico ad esse annualmente assegnato, tale quota e’ determinata, in
base all’orario complessivo  delle  lezioni  previsto  per  il  primo
biennio e per il complessivo triennio, tenuto conto  delle  richieste
degli studenti e delle loro famiglie,  fermo  restando  che  ciascuna
disciplina non puo’ essere decurtata per piu’ del  20%  previsto  dai
quadri orario di cui agli Allegati B) e C). A tal  fine,  nell’ambito
delle  dotazioni  organiche   del   personale   docente   determinate
annualmente con il decreto adottato  dal  Ministero  dell’istruzione,
dell’universita’ e  della  ricerca,  di  concerto  con  il  Ministero
dell’economia e delle finanze puo’ essere previsto un contingente  di
organico  da  assegnare  alle  singole  istituzioni  scolastiche  e/o
disponibile attraverso gli accordi di rete previsti  dall’articolo  7
del decreto del Presidente della Repubblica 8  marzo  1999,  n.  275,
fermi restando il conseguimento, a regime, degli obiettivi finanziari
di cui all’articolo 64 del decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  e
subordinatamente alla preventiva  verifica  da  parte  del  Ministero
Ministero dell’economia e  delle  finanze  circa  la  sussistenza  di
economie aggiuntive;
b) utilizzano i seguenti  spazi  di  flessibilita’,  intesi  come
possibilita’ di articolare in opzioni le aree  di  indirizzo  di  cui
agli Allegati B) e C) per corrispondere alle esigenze del  territorio
e ai fabbisogni formativi espressi  dal  mondo  del  lavoro  e  delle
professioni, con riferimento all’orario annuale delle lezioni:  entro
il 30% nel secondo biennio e  il  35%  nell’ultimo  anno.  La  citata
flessibilita’ e’ utilizzata  nei  limiti  delle  dotazioni  organiche
assegnate senza determinare esuberi di personale;
c)  possono  costituire,  nell’esercizio  della  loro   autonomia
didattica, organizzativa e di ricerca, senza nuovi e  maggiori  oneri
per la finanza pubblica, dipartimenti, quali articolazioni funzionali
del collegio dei docenti, per  il  sostegno  alla  didattica  e  alla
progettazione formativa;
d) possono dotarsi, nell’esercizio della loro autonomia didattica
e organizzativa, di un comitato tecnico-scientifico,  senza  nuovi  e
maggiori oneri per la finanza pubblica,  composto  da  docenti  e  da
esperti del mondo del  lavoro,  delle  professioni  e  della  ricerca
scientifica e tecnologica, con funzioni consultive e di proposta  per
l’organizzazione delle aree  di  indirizzo  e  l’utilizzazione  degli
spazi di autonomia e flessibilita’; ai componenti  del  comitato  non
spettano compensi ad alcun titolo;
e) possono stipulare contratti d’opera con esperti del mondo  del
lavoro e delle professioni con una specifica e documentata esperienza
professionale  maturata  nel  settore   di   riferimento,   ai   fini
dell’arricchimento   dell’offerta   formativa   e   per    competenze
specialistiche non presenti nell’istituto, nei limiti degli spazi  di
flessibilita’ di cui alla lettera a) e  delle  risorse  iscritte  nel
programma annuale di ciascuna istituzione scolastica.
– Per il testo  della  Raccomandazione  del  Parlamento
europeo  e  del  Consiglio  del  23   aprile   2008   sulla
costituzione  del  Quadro  europeo  delle  qualifiche   per
l’apprendimento permanente (2008/C  111/01)  si  vedano  le
– Per i  riferimenti  del  decreto-legge  1°  settembre
2008, n. 137, convertito dalla legge 20  ottobre  2009,  n.
169,  recante:  «Disposizioni   urgenti   in   materia   di
istruzione e universita’» si vedano le note alle premesse.
– Per i riferimenti  del  decreto  del  Ministro  della
pubblica  istruzione  22  agosto  2007,  n.  139,   recante
«Regolamento  recante  norme  in  materia  di   adempimento
dell’obbligo di istruzione, ai  sensi  dell’art.  1,  comma
622, della legge 27 dicembre 2006, n.  296»  si  vedano  le
– Il testo dell’art. 7 del decreto del Presidente della
Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, recante «Norme in  materia
di autonomia delle istituzioni scolastiche» e’ il seguente:
«Art.  7  (Reti  di  scuole).  –  1.   Le   istituzioni
scolastiche possono promuovere accordi di rete o aderire ad
essi  per  il  raggiungimento   delle   proprie   finalita’
2. L’accordo puo’ avere a oggetto attivita’ didattiche,
di ricerca, sperimentazione e  sviluppo,  di  formazione  e
aggiornamento; di  amministrazione  e  contabilita’,  ferma
restando l’autonomia dei singoli bilanci;  di  acquisto  di
beni e servizi, di  organizzazione  e  di  altre  attivita’
coerenti  con  le  finalita’  istituzionali;  se  l’accordo
prevede attivita’ didattiche o di ricerca,  sperimentazione
e sviluppo, di formazione e  aggiornamento,  e’  approvato,
oltre che dal consiglio di circolo o di istituto, anche dal
collegio dei docenti delle singole scuole  interessate  per
la parte di propria competenza.
3. L’accordo puo’ prevedere lo  scambio  temporaneo  di
docenti, che liberamente vi consentono, fra le  istituzioni
che partecipano alla rete i cui docenti abbiano  uno  stato
giuridico omogeneo.  I  docenti  che  accettano  di  essere
impegnati in progetti che prevedono lo  scambio  rinunciano
al  trasferimento  per  la  durata  del  loro  impegno  nei
progetti stessi, con le  modalita’  stabilite  in  sede  di
4.  L’accordo  individua  l’organo  responsabile  della
gestione delle risorse e del raggiungimento delle finalita’
del progetto, la sua durata, le sue  competenze  e  i  suoi
poteri, nonche’  le  risorse  professionali  e  finanziarie
messe a disposizione della rete dalle singole  istituzioni;
l’accordo e’ depositato presso le segreterie delle  scuole,
ove gli interessati possono prenderne visione  ed  estrarne
5. Gli accordi sono aperti  all’adesione  di  tutte  le
istituzioni  scolastiche  che  intendano   parteciparvi   e
prevedono iniziative per favorire  la  partecipazione  alla
rete   delle   istituzioni   scolastiche   che   presentano
situazioni di difficolta’.
6. Nell’ambito delle reti  di  scuole,  possono  essere
istituiti laboratori finalizzati tra l’altro a:
a) la ricerca didattica e la sperimentazione;
b) la documentazione, secondo  procedure  definite  a
livello nazionale per la  piu’  ampia  circolazione,  anche
attraverso  rete  telematica,  di   ricerche,   esperienze,
documenti e informazioni;
c)  la   formazione   in   servizio   del   personale
d) l’orientamento scolastico e professionale.
7. Quando sono istituite reti di scuole,  gli  organici
funzionali di istituto possono essere definiti in  modo  da
consentire l’affidamento a personale dotato  di  specifiche
esperienze e  competenze  di  compiti  organizzativi  e  di
raccordo interistituzionale e di gestione dei laboratori di
cui al comma 6.
8. Le scuole, sia singolarmente che collegate in  rete,
possono stipulare convenzioni  con  universita’  statali  o
private,  ovvero  con  istituzioni,  enti,  associazioni  o
agenzie operanti sul territorio che intendono dare il  loro
apporto alla realizzazione di specifici obiettivi.
9. Anche al di fuori dell’ipotesi prevista dal comma 1,
le istituzioni scolastiche possono promuovere e partecipare
ad accordi e convenzioni per il coordinamento di  attivita’
di  comune   interesse   che   coinvolgono,   su   progetti
determinati,   piu’   scuole,   enti,   associazioni    del
volontariato  e  del  privato  sociale.  Tali   accordi   e
convenzioni sono  depositati  presso  le  segreterie  delle
scuole dove gli interessati possono  prenderne  visione  ed
estrarne copia.
10. Le istituzioni  scolastiche  possono  costituire  o
aderire a consorzi pubblici e privati per assolvere compiti
istituzionali coerenti col Piano dell’offerta formativa  di
cui all’art. 3 e per l’acquisizione di servizi e  beni  che
facilitino  lo  svolgimento  dei   compiti   di   carattere
formativo.».
tributaria», si veda la nota al titolo.
1.  La  valutazione  periodica  e  finale  degli  apprendimenti  e’
effettuata secondo  quanto  previsto  dall’articolo  13  del  decreto
legislativo 17 ottobre  2005,  n.  226  e  successive  modificazioni,
dall’articolo  2  del  decreto-legge  1°  settembre  2008,  n.   137,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, e
dal  regolamento  emanato  con  il  decreto  del   Presidente   della
Repubblica 22 giugno 2009, n. 122.
2. I percorsi degli istituti tecnici si concludono con un esame  di
Stato,  secondo  le  vigenti  disposizioni  sugli  esami   conclusivi
dell’istruzione secondaria superiore.
3. Le prove per la valutazione periodica e finale e per  gli  esami
di Stato di cui ai commi 1 e 2 sono definite in modo da accertare, in
particolare, la capacita’ dello studente di utilizzare i saperi e  le
competenze  acquisiti  nel  corso  degli  studi  anche  in   contesti
applicativi. A tal fine,  con  riferimento  a  specifiche  competenze
relative alle aree di indirizzo, le commissioni di esame  si  possono
avvalere di esperti del mondo economico e produttivo con  documentata
esperienza nel settore di riferimento.
4. Al superamento dell’esame di Stato conclusivo dei percorsi degli
istituti tecnici viene rilasciato il diploma di  istruzione  tecnica,
indicante  l’indirizzo  seguito  dallo  studente  e   le   competenze
acquisite, anche con riferimento alle eventuali  opzioni  scelte.  Il
predetto  diploma  costituisce  titolo   necessario   per   l’accesso
all’universita’  ed  agli  istituti  di  alta  formazione  artistica,
musicale e coreutica, agli istituti tecnici superiori e  ai  percorsi
di istruzione e formazione tecnica superiore di cui ai capi II e  III
del decreto del Presidente del Consiglio  dei  Ministri  in  data  25
gennaio 2008, fermo restando il valore del diploma medesimo  a  tutti
gli altri effetti previsti dall’ordinamento giuridico.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  13  del   decreto
«Art. 13 (Valutazione e scrutini). – 1. La valutazione,
periodica   e   annuale,   degli   apprendimenti   e    del
comportamento degli  studenti  e  la  certificazione  delle
competenze, abilita’ e capacita’  da  essi  acquisite  sono
affidate ai docenti responsabili degli insegnamenti e delle
attivita’ educative e  didattiche  previsti  dai  piani  di
studio  personalizzati.  Sulla  base  degli   esiti   della
valutazione  periodica,  gli  istituti  predispongono   gli
interventi educativi  e  didattici  ritenuti  necessari  al
recupero e allo sviluppo degli apprendimenti.
2.  Ai  fini  della   validita’   dell’anno,   per   la
valutazione dello studente, e’ richiesta  la  frequenza  di
almeno  tre  quarti  dell’orario   annuale   personalizzato
complessivo di cui all’art. 3.
5. All’esame di Stato sono ammessi i candidati  esterni
in possesso dei  requisiti  prescritti  dall’art.  2  della
legge 10 dicembre 1997, n. 425 e dall’art.  3  del  decreto
del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323.
6.  Coloro  che  chiedano  di  rientrare  nei  percorsi
liceali e che abbiano superato l’esame conclusivo del primo
ciclo tanti anni prima quanti ne  occorrono  per  il  corso
normale degli studi liceali possono essere ammessi a classi
successive alla prima previa valutazione delle  conoscenze,
competenze,  abilita’  e  capacita’   possedute,   comunque
acquisite, da  parte  di  apposite  commissioni  costituite
presso  le  istituzioni  del  sistema  dei   licei,   anche
collegate in rete tra di loro. Ai fini di tale  valutazione
le  commissioni  tengono  conto  dei   crediti   acquisiti,
debitamente documentati, e possono sottoporre i richiedenti
ad eventuali prove  per  l’accertamento  delle  conoscenze,
competenze, abilita’ e capacita’ necessarie per la proficua
prosecuzione  degli  studi.  Con   decreto   del   Ministro
dell’istruzione,  dell’universita’  e  della  ricerca  sono
stabilite le  modalita’  di  costituzione  e  funzionamento
delle commissioni. Alle  valutazioni  di  cui  al  presente
comma si provvede dopo l’effettuazione degli scrutini.
7. Coloro che cessino di frequentare  l’istituto  prima
del 15 marzo e che intendano di proseguire  gli  studi  nel
sistema dei licei, possono chiedere  di  essere  sottoposti
alle  valutazioni  di  cui  al  comma  6.  Sono  dispensati
dall’obbligo dell’intervallo dal superamento dell’esame  di
Stato di cui al comma 6 i richiedenti che abbiano  compiuto
il diciottesimo anno di eta’ non oltre il giorno precedente
quello dell’inizio delle predette valutazioni. Coloro  che,
nell’anno  in  corso,  abbiano  compiuto  o   compiano   il
ventitreesimo anno di eta’ sono altresi’  dispensati  dalla
presentazione di qualsiasi titolo di studio inferiore.».
– Si riporta il testo dell’art. 2 del decreto-legge  1°
settembre 2008, n. 137, convertito dalla legge  20  ottobre
2009, n. 169, recante: «Disposizioni urgenti in materia  di
istruzione e universita’»:
«Art. 2 (Valutazione del comportamento degli studenti).
– 1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno  1998,
n. 249, e successive modificazioni, in materia di  diritti,
doveri e sistema disciplinare degli studenti  nelle  scuole
secondarie  di  primo  e  di  secondo  grado,  in  sede  di
scrutinio   intermedio   e   finale   viene   valutato   il
comportamento di ogni studente durante tutto il periodo  di
permanenza nella sede scolastica, anche in  relazione  alla
partecipazione alle attivita’ ed agli interventi  educativi
realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori  della
1-bis. Le somme iscritte  nel  conto  dei  residui  del
bilancio dello Stato per l’anno 2008, a seguito  di  quanto
disposto dall’art.  1,  commi  28  e  29,  della  legge  30
dicembre 2004, n.  311,  e  successive  modificazioni,  non
utilizzate alla data di entrata in vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto, sono versate  all’entrata
del  bilancio  dello  Stato   per   essere   destinate   al
finanziamento di interventi per l’edilizia scolastica e  la
messa in sicurezza  degli  istituti  scolastici  ovvero  di
impianti e strutture  sportive  dei  medesimi.  Al  riparto
delle risorse,  con  l’individuazione  degli  interventi  e
degli  enti  destinatari,  si  provvede  con  decreto   del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con  il
in  coerenza  con  apposito   atto   di   indirizzo   delle
profili finanziari.
2.  A  decorrere  dall’anno  scolastico  2008/2009,  la
valutazione  del  comportamento  e’   effettuata   mediante
l’attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.
3.  La  votazione  sul  comportamento  degli  studenti,
attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre
alla valutazione complessiva dello studente e determina, se
inferiore a sei decimi, la  non  ammissione  al  successivo
anno di corso  o  all’esame  conclusivo  del  ciclo.  Ferma
l’applicazione  della  presente  disposizione   dall’inizio
dell’anno scolastico di cui al comma  2,  con  decreto  del
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della  ricerca
sono specificati i criteri per correlare la  particolare  e
oggettiva gravita’ del comportamento al  voto  inferiore  a
sei decimi, nonche’  eventuali  modalita’  applicative  del
presente articolo.».
– Per i riferimenti del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 22 giugno 2009, n. 122, si vedano le  note  alle
Consiglio dei Ministri 25 gennaio 2008 si  vedano  le  note
Monitoraggio, valutazione di sistema e aggiornamento dei percorsi
1. I percorsi degli  istituti  tecnici  sono  oggetto  di  costante
monitoraggio, anche ai fini della loro  innovazione  permanente,  nel
confronto con le regioni, gli enti locali, le  parti  sociali  e  gli
altri  Ministeri  interessati,  avvalendosi   anche   dell’assistenza
tecnica  dell’Istituto  nazionale  per  la  valutazione  del  sistema
educativo di  istruzione  e  formazione  (I.N.VAL.S.I),  dell’Agenzia
nazionale per lo  sviluppo  dell’autonomia  scolastica  (A.N.S.A.S.),
dell’Istituto per lo  sviluppo  della  formazione  professionale  dei
lavoratori (I.S.F.O.L), di  Italia  lavoro  e  dell’Istituto  per  la
promozione industriale (I.P.I), senza ulteriori oneri a carico  della
2. Gli indirizzi, i profili e i relativi risultati di apprendimento
degli  istituti  tecnici   sono   aggiornati,   periodicamente,   con
riferimento agli esiti del monitoraggio di cui  al  comma  1  e  agli
sviluppi della ricerca scientifica e alle  innovazioni  tecnologiche,
nonche’ alle esigenze espresse dal mondo economico e produttivo.
3.  I  risultati  di  apprendimento  sono  oggetto  di  valutazione
periodica da parte dell’Istituto nazionale  per  la  valutazione  del
sistema educativo di istruzione e formazione  (I.N.VAL.S.I),  che  ne
cura  anche  la  pubblicizzazione  degli  esiti.  I   risultati   del
monitoraggio  e  della  valutazione  sono  oggetto  di  un   rapporto
presentato al Parlamento ogni tre anni dal Ministro  dell’istruzione,
1.  Gli  attuali  istituti  tecnici  di  ogni  tipo   e   indirizzo
confluiscono,  a  partire  dall’anno  scolastico   2010-2011,   negli
istituti tecnici  di  cui  al  presente  regolamento  secondo  quanto
previsto dalla tabella contenuta nell’Allegato D). Per la  confluenza
di percorsi sperimentali non indicati espressamente nell’Allegato D),
si fa riferimento alla corrispondenza dei titoli finali prevista  dai
provvedimenti di autorizzazione  alla  sperimentazione  adottati  dal
Ministero dell’istruzione,  dell’universita’  e  della  ricerca.  Gli
indirizzi sperimentali corrispondenti ai percorsi liceali funzionanti
presso   gli   istituti    tecnici,    ivi    compreso    l’indirizzo
scientifico-tecnologico, sono ricondotti nei  nuovi  ordinamenti  dei
licei definiti in applicazione dell’articolo 64 del decreto-legge  25
agosto 2008, n. 133. Negli istituti tecnici agrari specializzati  per
la viticoltura ed enologia,  confluiti  negli  istituti  tecnici  del
settore  tecnologico  ad   indirizzo   «Agraria,   agroalimentare   e
agroindustria»  come  indicato  nell’Allegato  D),  i   percorsi   si
sviluppano in un ulteriore sesto  anno,  ai  fini  del  conseguimento
della specializzazione di «Enotecnico» gia’ prevista  dal  previgente
ordinamento. L’ulteriore sesto anno, definito con i decreti di cui al
comma 2, lettera d), puo’ essere attivato nei limiti delle  dotazioni
organiche del personale  docente  a  tal  fine  previste  per  l’anno
scolastico 2009/2010.
2.   Con   successivi   decreti   del   Ministro   dell’istruzione,
dell’universita’  e  della  ricerca,  di  concerto  con  il  Ministro
dell’economia e delle finanze, sono definiti:
a) l’ articolazione delle cattedre, in relazione alle  classi  di
concorso del personale docente, per ciascuno degli indirizzi  di  cui
agli Allegati B) e C), da determinarsi  anche  con  riferimento  alla
ridefinizione dell’orario complessivo annuale delle  lezioni  di  cui
all’articolo 1, comma 4, a partire  dalle  classi  seconde,  terze  e
quarte  degli  istituti  tecnici  funzionanti  nell’anno   scolastico
2010-2011. La ridefinizione, da realizzare in ogni  caso  nei  limiti
degli organici determinati a legislazione vigente, e’  effettuata  in
modo da ridurre del 20% l’orario previsto dall’ordinamento previgente
con riferimento alle classi  di  concorso  le  cui  discipline  hanno
complessivamente un  orario  annuale  pari  o  superiore  a  99  ore,
comprese le ore di compresenza degli insegnanti  tecnico-pratici;  le
cattedre  sono  costituite,  di  norma,  con  non  meno  di  18   ore
settimanali e comunque nel rispetto degli obiettivi finanziari di cui
all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
b) i criteri generali per l’insegnamento, in lingua  inglese,  di
una disciplina non linguistica compresa nell’area  di  indirizzo  del
quinto anno, da attivare in  ogni  caso  nei  limiti  degli  organici
determinati a legislazione vigente;
c) gli indicatori per la valutazione  e  l’autovalutazione  degli
istituti tecnici, anche con riferimento  al  quadro  europeo  per  la
garanzia della qualita’ dei sistemi di istruzione e formazione;
d) la definizione, previo parere della Conferenza Stato,  Regioni
e Province autonome di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997,  n.
281, degli ambiti, dei criteri  e  delle  modalita’  per  l’ulteriore
articolazione delle aree di indirizzo di cui agli  articoli  3  e  4,
negli spazi di flessibilita’ di cui all’articolo 5, comma 3,  lettera
b), in un numero contenuto di opzioni incluse in un  apposito  elenco
nazionale, nonche’ la ripartizione, per il secondo biennio e l’ultimo
anno di ciascun indirizzo, delle ore di compresenza degli  insegnanti
tecnico pratici di cui agli Allegati B) e C), da realizzare  in  ogni
caso nei limiti degli organici determinati a legislazione vigente.
3. Il passaggio al nuovo ordinamento e’ definito da linee  guida  a
sostegno dell’autonomia organizzativa e didattica  delle  istituzioni
scolastiche, anche per quanto concerne l’articolazione in competenze,
abilita’ e conoscenze dei risultati  di  apprendimento  di  cui  agli
Allegati B)  e  C),  nonche’  da  misure  nazionali  di  sistema  per
l’aggiornamento  dei  dirigenti,  dei   docenti   e   del   personale
amministrativo, tecnico e ausiliario degli  istituti  tecnici  e  per
informare i giovani e le loro famiglie in relazione alle scelte degli
studi da compiere per l’anno scolastico 2010-2011.
4. I posti relativi all’Ufficio  tecnico  di  cui  all’articolo  4,
comma  3,  sono  coperti  prioritariamente  con  personale   titolare
nell’istituzione   scolastica   e,   in   mancanza,   con   personale
appartenente a  classe  di  concorso  in  esubero  con  modalita’  da
definire in sede di contrattazione collettiva  nazionale  integrativa
sulla mobilita’ e sulle utilizzazioni.
5. In fase di prima applicazione del presente regolamento,  le  ore
di compresenza in laboratorio degli insegnanti tecnico  pratici,  per
l’indirizzo «Costruzioni, ambiente e territorio» di cui  all’articolo
4, comma 1, lettera i), sono previste a partire dal secondo biennio.
– Per il testo dell’art. 64 del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,
recante «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la
semplificazione,  la  competitivita’,  la   stabilizzazione
della finanza pubblica e la  perequazione  tributaria»,  si
veda la nota al titolo.
– Per i riferimenti del decreto legislativo  28  agosto
1997, n. 281, si vedano le note alle premesse.
1. All’attuazione del presente regolamento si provvede  nei  limiti
delle risorse finanziarie previste  dagli  ordinari  stanziamenti  di
bilancio  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
pubblica, fermi restando gli obiettivi previsti dall’articolo 64  del
dalla legge 6 agosto  2008,  n.  133,  da  realizzare  anche  con  la
successiva emanazione dei regolamenti di completamento della  riforma
concernenti la ridefinizione dell’assetto organizzativo didattico dei
Centri per l’istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi  serali,
e la razionalizzazione ed accorpamento delle  classi  di  concorso  a
cattedre ed a posti di insegnamento, nel quadro generale  di  riforma
del sistema scolastico.
2. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e
di  Bolzano  provvedono  alle  finalita’  del  presente   regolamento
nell’ambito delle competenze ad esse spettanti ai sensi dello statuto
speciale e delle  relative  norme  di  attuazione  e  secondo  quanto
disposto dai rispettivi ordinamenti.
3. Le disposizioni del presente regolamento si applicano anche alle
scuole con lingua di insegnamento slovena, fatte salve le modifiche e
integrazioni per gli opportuni adattamenti agli specifici ordinamenti
di tali scuole.
4. Il presente regolamento entra in vigore il giorno  successivo  a
regolamento, all’articolo 191, comma 3, del  decreto  legislativo  16
aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, sono  soppressi:  a)
al primo periodo, le parole: «gli istituti  tecnici  hanno  per  fine
precipuo quello di preparare all’esercizio di  funzioni  tecniche  od
amministrative,  nonche’   di   alcune   professioni,   nei   settori
commerciale e dei servizi, industriale, delle  costruzioni,  agrario,
nautico ed aeronautico»; b) l’ultimo periodo.
Dato a Roma, addi’ 15 marzo 2010
Gelmini, Ministro  dell’istruzione,
Registrato alla Corte dei conti il 1° giugno 2010
persona e dei beni culturali, registro n. 9, foglio n. 215
– Si riporta il comma 3,  dell’art.  191,  del  decreto
legislativo 16 aprile 1994, n. 297,  recante  «Approvazione
del testo unico delle disposizioni legislative  vigenti  in
materia di istruzione, relative alle scuole di ogni  ordine
e  grado»  cosi’  come  risulta  modificato  dal   presente
«3. Il ginnasio-liceo  classico  e  quello  scientifico
hanno per fine precipuo  quello  di  preparare  agli  studi
universitari; il liceo artistico  ha  per  fine  quello  di
impartire l’insegnamento dell’arte, indipendentemente dalle
sue applicazioni all’industria; gli istituti  professionali
hanno per fine precipuo  quello  di  fornire  la  specifica
preparazione teorico-pratica per  l’esercizio  di  mansioni
qualificate  nei  settori  commerciale   e   dei   servizi,
industriale ed artigiano, agrario e nautico;  gli  istituti
d’arte hanno per fine  precipuo  quello  di  addestrare  al
lavoro  ed  alla  produzione  artistica,  a  seconda  delle
tradizioni, delle industrie e  delle  materie  proprie  del
luogo. Fino  all’attuazione  dell’art.  3  della  legge  19
novembre  1990,  n.  341,  concernente  la  riforma   degli
ordinamenti didattici universitari,  l’istituto  magistrale
conserva,  quale  fine  precipuo,  quello  di  preparare  i
docenti della  scuola  elementare;  la  scuola  magistrale,
quello di preparare i docenti della scuola materna.».
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 88 – Regolamento recante norme per il riordino degli istituti tecnici a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0110) – (GU n. 137 del 15-6-2010 redazione redazione 2015-05-05T19:26:44+00:00