Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-quinto/titolo-v/art365.html
Timestamp: 2020-01-20 12:48:37+00:00
Document Index: 88839590

Matched Legal Cases: ['art. 365', 'art. 370', 'art. 365', 'art. 97', 'art. 365', 'art. 370', 'art. 365', 'art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 365', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 179', 'sentenza ', 'art. 430', 'art. 405', 'art. 430', 'sentenza ']

Art. 365 codice di procedura penale - Atti ai quali il difensore ha diritto di assistere senza avviso - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura penale > LIBRO QUINTO - Indagini preliminari e udienza preliminare > Titolo V - Attività del pubblico ministero > Articolo 365
Dispositivo dell'art. 365 Codice di procedura penale
1. Il pubblico ministero (1), quando procede al compimento di atti di perquisizione [247] o sequestro [253], chiede alla persona sottoposta alle indagini, che sia presente, se è assistita da un difensore di fiducia e, qualora ne sia priva, designa un difensore di ufficio a norma dell'articolo 97 comma 3.
3. Si applicano le disposizioni dell'articolo 364 comma 7 (2).
(1) Tale compito spetta inoltre alla P.G. che agisca per delega del P.M. ex art. 370, comma 2.
(2) La giurisprudenza ritiene che gli adempimenti di cui al comma primo, unitamente alla consegna del decreto di perquisizione o sequestro all'indagato presente, costituiscono atto equipollente al'invio di informazione di garanzia.
Spiegazione dell'art. 365 Codice di procedura penale
La persona sottoposta alle indagini può usufruire dell'assistenza del proprio difensore (d'ufficio o di fiducia) attraverso lo svolgimento di indagini difensive, attraverso la presentazione di memorie e richieste al p.m. o al g.u.p., oppure tramite l'assistenza del difensore agli atti investigativi della polizia giudiziaria o del p.m..
La legge processuale distingue tra:
atti cui il difensore ha diritto di assistere essendo stato preavvisato del loro compimento;
atti cui il difensore non ha diritto di assistere;
atti cui il difensore ha diritto di assistere senza essere preavvisato.
La norma in esame disciplina tale ultima fattispecie, che si realizza quando è necessario compiere atti che possono comportare un pregiudizio per diritti fondamentali della persona ma che, per essere efficaci, devono essere compiuti a sorpresa.
Oltre alle varie ipotesi di atti compiuti dalla polizia giudiziaria senza onere di preavviso al difensore (ad es. perquisizioni, accertamenti urgenti, apertura immediata di un plico ecc.), nell'ambito delle indagini compiute dal p.m. il diritto di assistenza senza preavviso è conferito al difensore solamente per la perquisizione ed il sequestro.
All'atto del compimento della perquisizione o del sequestro, il pubblico ministero deve chiedere all'indagato presente se egli sia già assistito da un difensore.
In mancanza, e sempre salva la facoltà di nominare un difensore di fiducia, deve essere designato un difensore d'ufficio ex art. 97 co. 3.
A questo punto il difensore ha diritto di assistere al compimento dell'atto, ferma restando, nell'ipotesi di perquisizione personale, la facoltà dell'indagato di farsi assistere da persona di fiducia, purché prontamente reperibile.
Massime relative all'art. 365 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 33517/2005
Poiché la polizia giudiziaria, quando agisce su delega del pubblico ministero, è tenuta all'osservanza delle stesse forme che la legge stabilisce per gli atti compiuti direttamente da quest'ultimo (art. 370, comma 2, c.p.p.), deve ritenersi che dia luogo a nullità dell'atto di sequestro probatorio effettuato dalla polizia giudiziaria su delega del pubblico ministero il fatto che, essendo presente la persona sottoposta a indagini, non si sia provveduto, come previsto invece dall'art. 365 c.p.p., a chiedere se era assistita da un difensore di fiducia e a designare, in caso negativo, un difensore d'ufficio; adempimenti, questi, da ritenersi funzionali ad un ulteriore obbligo, desumibile dall'art. 24 della Costituzione, di avvisare il difensore, di fiducia o d'ufficio, onde metterlo in grado, se prontamente reperibile, di intervenire. (Mass. redaz.).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 33517 del 14 settembre 2005)
Cass. pen. n. 36021/2003
L'eventuale nullità dell'interrogatorio dell'indagato, determinata dall'assenza del difensore, non invalida le dichiarazioni accusatorie che nel corso dello stesso interrogatorio siano state rese nei confronti di altri, non potendosi dire pregiudicato il diritto di difesa di questi ultimi dal momento che i loro difensori non avrebbero comunque avuto titolo per essere avvisati dell'interrogatorio stesso, né tanto meno ad assistervi.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 36021 del 19 settembre 2003)
Cass. pen. n. 373/1995
In tema di sequestro (art. 365 c.p.p.), la garanzia dell'avviso al difensore non è prevista per il compimento dell'atto. Pertanto, il difensore ha facoltà di assistere all'atto stesso solo se l'indagato sia presente al suo compimento.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 373 del 15 marzo 1995)
Cass. pen. n. 3735/1994
La nullità dell'interrogatorio dell'indagato, determinata dall'assenza del difensore non invalida le dichiarazioni accusatorie che, nel corso dello stesso interrogatorio, siano state rese nei confronti di altri indagati, non potendosi dire pregiudicato il diritto di difesa di questi ultimi, dal momento che i loro rispettivi difensori, a mezzo dei quali tale diritto doveva essere esplicato, non avrebbero comunque avuto titolo ad essere avvisati del detto interrogatorio, né, tanto meno, ad assistervi
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3735 del 19 novembre 1994)
Cass. pen. n. 501/1994
L'assenza del difensore in caso di perquisizione e sequestro non determina nullità, giacché quella prevista dall'art. 179 primo comma c.p.p. si riferisce ai casi in cui è obbligatoria la presenza del difensore, mentre per gli atti sopra menzionati tale presenza è facoltativa.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 501 del 30 aprile 1994)
Cass. pen. n. 858/1994
Successivamente all'emissione del decreto che dispone il giudizio, al pubblico ministero non è consentito il compimento né di atti di perquisizione, né di atti di sequestro. (In motivazione, la S.C. ha rilevato come l'ultrattività dei poteri di indagine di cui all'art. 430 c.p.p. costituisca una deroga ai principi generali fissati dall'art. 405 stesso codice, onde non ne può essere consentita interpretazione estensiva, sottolineando che la locuzione dell'art. 430 relativa «agli atti per i quali è prevista la partecipazione del difensore» non può non comprendere anche gli atti per i quali è contemplata la sola facoltà di intervento del difensore, a nulla rilevando che le perquisizioni e i sequestri siano tipici atti «a sorpresa», mentre sono rilevanti i loro tipici effetti processuali, essendo essi costitutivi di prova).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 858 del 12 aprile 1994)