Source: http://pmedintorni.blogspot.it/2013/08/
Timestamp: 2017-07-24 16:28:48+00:00
Document Index: 11652225

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 275', 'art. 609', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 27', 'art. 275']

Dunque per le violazioni alle norme del codice della strada, scatta lo sconto del 30% se il trasgressore od obbligato in solido effettuano il pagamento entro cinque giorni dalla contestazione o notificazione del verbale. Riduzione non applicabile - Lo sconto non si applica :
GIA' NEI GIORNI SCORSI IL MINISTERO DELL'INTERNO AVEVA, TRAMITE CIRCOLARE, PROVVEDUTO A ESPLICARE E DETTARE LE PRIME NORME OPERATIVE IN MATERIA VEDI POST PRECEDENTE CON MODIFICHE DEL DECRETO DEL FARE NELL'AMBITO DELLA P.A. E SUL CODICE DELLA STRADA E LA CIRCOLARE N° 6333 DEL 12/08/2013 DEL MINISTERO DELL'INTERNO
Art. 202 Cds,
Modifiche Cds,
Modifiche operative,
PER QUEL CHE CONCERNE, INVECE, IL CODICE DELLA STRADA ci sono state modifiche sia relativamente alle sanzioni applicate agli autotrasportatori, in quanto ha eliminato la norma che creava due diversi trattamenti per gli autisti di veicoli industriali che decidevano di pagare immediatamente una sanzione al Codice della Strada per evitare il fermo amministrativo del veicolo. Con la norma in vigore in precedenza i conducenti titolari di patente italiana corrispondevano la metà del massimo edittale, quelli titolari di patente estera invece pagavano il minimo edittale (in poche parole una somma inferiore). Ora tutti i pagamenti sono stati equiparati e portati, quindi, al minimo edittale.
più sicuri in caso di emergenze o calamità. L'Unità di crisi del Ministero
degli affari esteri può dare incarico agli operatori telefonici di inviare,
anche senza consenso, sms ai clienti italiani all'estero con informazioni utili
in situazioni di emergenza (indicazione del numero unico dell'Ambasciata del
Paese in cui si trovano, eventuali aree da evitare o punti di raccolta,
comportamenti a rischio ecc.). Il Garante privacy ha detto sì alla procedura
che il Ministero degli affari esteri (Mae) intende adottare per affrontare le
emergenze in cui potrebbero essere coinvolti cittadini italiani e che prevede
anche l'invio di informazioni via sms. Le modalità di intervento individuate
dal Mae rientrano nell'ambito delle iniziative adottabili per l'invio di sms di
pubblica utilità, già disciplinate con provvedimento generale del Garante nel
2003 (doc. web n. 29844). In quella sede l'Autorità
aveva stabilito che gli operatori telefonici possono, in deroga alla disciplina
sulla protezione dei dati, inviare sms istituzionali senza il consenso degli
utenti solo in caso di disastri e calamità naturali o altre emergenze (ad es.
inondazioni, terremoti, epidemie etc.) quando disposto da un soggetto pubblico
centrale o locale che adotti un provvedimento d'urgenza. Condizioni che
ricorrono nella procedura individuata dal Mae. La procedura verrebbe infatti
attivata caso per caso, sulla base di un provvedimento del capo dell'Ufficio
consolare del Paese in cui si siano verificate le circostanze eccezionali,
redatto secondo le istruzioni fornite dal Mae o di propria iniziativa nelle
situazioni più gravi. Il Garante ha comunque ribadito che le istruzioni
impartite dal Ministero e il provvedimento consolare prevedano espressamente la
deroga all'acquisizione del consenso degli interessati al trattamento dei dati
necessari per l'invio degli sms e individuino nel dettaglio le
"circostanze eccezionali" che autorizzano tale invio, in modo da
circoscrivere il più possibile l'ambito emergenziale e la conseguente deroga
alla disciplina in materia di protezione dei dati.
E’ online sul sito internet dell’IVASS (www.ivass.it) la nuova edizione dell'indagine sulle tariffe r.c. auto praticate in Italia, avviata lo scorso anno successivamente all’entrata in vigore della sentenza della Corte di Giustizia dell’U.E. in materia di parità di trattamento tra uomo e donna nell’accesso ai servizi assicurativi. L‘indagine, che riguarda tutte le imprese sottoposte alla vigilanza dell’Istituto, rileva trimestralmente i prezzi praticati in 21 province per 11 tipologie standard di assicurati, sia automobilisti sia motociclisti, dei due sessi. Anche per effetto di quella sentenza, il divario di prezzo fra uomini e donne, tradizionalmente a favore delle seconde, continua a ridursi: ad esempio, negli ultimi 12 mesi, i prezzi di listino medi a livello nazionale sono scesi del 9,5% per un diciottenne maschio con autovettura di 1300 cc. a benzina, in classe B/M di C.U. 14, massimale minimo di legge, mentre sono saliti dell'8,4% per il corrispondente profilo femminile. Più in generale, l’andamento delle tariffe è in diminuzione per le autovetture e in rialzo per le “due ruote”, in un contesto caratterizzato da permanenti squilibri territoriali. Al ribasso tendenziale registrato nel settore auto non sono probabilmente estranei, oltre al ritorno all'equilibrio tecnico e alla profittabilità delle compagnie assicurative del settore, la riduzione nella circolazione dei veicoli dovuta alla crisi in atto e il conseguente calo dei sinistri. Il fenomeno potrebbe riflettere anche i primi effetti delle misure legislative introdotte per giungere a un contenimento dei prezzi r.c. auto, con particolare riferimento ai nuovi criteri per la risarcibilità delle microlesioni. Permangono comunque elementi di forte criticità: il livello tuttora molto elevato del premio medio nel confronto internazionale; il divario tra le tariffe praticate nelle regioni settentrionali e in quelle centro-meridionali. L’indagine completa con i relativi allegati statistici è consultabile nel sito www.ivass.it.
NON UTILIZZABILI I DATI DELLA NAVIGAZIONE ABUSIVA DEL DIPENDENTE AI FINI DEL LICENZIAMENTO. LA CASSAZIONE SUL PROVVEDIMENTO DEL GARANTE DELLA PRIVACY La Corte di Cassazione con la sentenza n. 18443 del 1 agosto 2013, dichiara legittimo il provvedimento del Garante della Privacy con il quale quest'ultimo aveva vietato ad un'azienda il trattamento dei dati personali degli accessi internet di un dipendente che la ditta voleva utilizzare nella procedura disciplinare di licenziamento.
Salerno, sezione riesame, aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 275 c. 3 del c.p.p. in riferimento agli articoli 3, 13, primo comma, e
27, secondo comma, della Costituzione. In quest'articolo veniva, infatti, imposta l'applicazione della misura della custodia cautelare in carcere» in relazione al delitto di cui all’articolo 609-octies del codice penale.
Per questo viene posta all'esame della Corte la questione di legittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3, cod. proc. pen., nella parte
in cui per il delitto di cui all’art. 609-octies cod. pen. prevede una presunzione assoluta
di adeguatezza della sola misura cautelare della custodia in carcere. La norma sarebbe in contrasto con i principi di uguaglianza e di ragionevolezza (art. 3
Cost.), con il principio di inviolabilità della libertà personale (art. 13, 1 c.,
Cost.) e con la presunzione di non colpevolezza (art. 27, 2 c., Cost.), che "portano ad individuare nel <<minor sacrificio necessario>> il criterio che deve informare
la materia delle misure cautelari personali e a considerare che le restrizioni della libertà
personale dell’indagato o dell’imputato nel corso del procedimento debbono assumere
connotazioni chiaramente differenziate da quelle della pena".
Occorre prima di tutto rilevare che già precedenti pronunce della stessa Consulta avevano dichiarato l'illegittimità della norma oggetto del presente giudizio in relazione ad alcuni reati a sfondo sessuale, al delitto di omicidio volontario, , delitto di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, etc., per gli stessi motivi invocati oggi. In tutte queste pronunce la Corte Costituzionale aveva tenuto come linea guida delle proprie decisioni il fatto che la compressione della libertà personale deve essere contenuta entro i limiti minimi indispensabili a soddisfare le esigenze cautelari del caso concreto. Compito facilitato dal fatto che nel nostro codice di procedura penale è possibile scegliere tra una serie di misure di gravità crescente (artt. dal 281 al 285 c.p.p.) cercando di commisurarle con il principio di adeguatezza enunciato all'art. 275 c. 1 c.p.p. ai sensi del quale il giudice è tenuto a scegliere la misura meno afflittiva tra quelle idonee ad essere applicate.
NAS NELLE FARMACIE. RISCHIO DI TOSSICITA' DA OPPIOIDI PER PARACETAMOLO ANGENERICO, LONARID BAMBINI E TACHIDOL SCIROPPO. Tutti i farmaci per bambini ritirati dal mercato e vietata la vendita. Lo stabilisce una circolare diffusa dall'Agenzia italiana del farmaco. Ecco perché.
- TACHIDOL Bambini 125 mg/5 ml + 7,5 mg/5ml Sciroppo – flacone da 120 ml – AIC 031825019;- TACHIDOL Bambini 125 mg/7,5 mg granulato effervescente – 10 bustine – AIC 031825033;- LONARID bambini 200 mg+5mg supposte, 6 supposte – AIC 020204119;- PARACETAMOLO + CODEINA ANGENERICO 125 mg + 7,5 mg granulato effervescente 10 bustine – AIC 034370027
Sportello dei diritti,
Tessera europea di assicurazione malattina,
VALUTAZIONE AUTO USATE: ANTITRUST AVVIA ISTRUTTORIA NEI CONFRONTI DELLE SOCIETA’ CHE GESTISCONO I SITI COMUNICATO STAMPA
Roma, 31 luglio 2013 - «La sicurezza stradale deve essere una priorità nell’agenda del Governo
italiano. La più grande tragedia nazionale per numero di morti e feriti, non può essere considerata
un tema attuale solo in occasione di eventi come il drammatico incidente del bus di domenica sera,
per le cui vittime esprimiamo sentito cordoglio. Condividiamo le parole del Presidente del
Consiglio, Enrico Letta, che ha parlato di centralità del tema della sicurezza stradale, anche se
riteniamo doveroso sottolineare la necessità di impostare una strategia chiara e definita da parte
delle autorità preposte».
E’ questo il commento di Aldo Minucci, Presidente della Fondazione ANIA per la Sicurezza
Stradale, nei giorni in cui l’Italia è in lutto per la morte di 38 persone nel grave incidente che ha
coinvolto un bus turistico precipitato da un cavalcavia sulla A16.
«Gli incidenti stradali – prosegue Minucci – non sono una fatalità, ma la conseguenza di una serie
di concause, dovute ad una mancanza di attenzione per le politiche di prevenzione. Nel solo 2011,
sulle strade del nostro Paese hanno perso la vita 3860 persone e quasi un milione sono restate ferite,
100mila delle quali hanno riportato lesioni permanenti gravi. A queste cifre drammatiche, si
aggiunge il costo sociale degli incidenti stradali, stimato in 28miliardi di euro l’anno, 2 punti
percentuali del pil. All’indomani della tragedia sulla A16 è giusto interrogarsi sulle cause
dell’incidente, ma è ancor più opportuno definire una strategia di azione che faccia della
prevenzione la propria linea guida».
Un intervento a 360 gradi che non deve essere focalizzato solo sugli aspetti infrastrutturali, ma che
deve riguardare anche abitudini e stili di guida degli italiani.
«Oggi si punta il dito contro possibili cause infrastrutturali – conclude Minucci – ma è necessario
avere una visione più ampia del problema. L’Italia non ha raggiunto l’obiettivo comunitario del
dimezzamento delle vittime della strada entro il 2010. Nel nostro Paese, negli ultimi 10 anni, sono
morte oltre 50mila persone a causa degli incidenti stradali. E’ come se fosse stata cancellata dalla
cartina geografica una città di medie dimensioni. Analizzando questi numeri, dobbiamo tenere
presente che il 20% degli incidenti stradali è causato dallo stato delle infrastrutture, mentre l’80% è
riconducibile ad errati comportamenti del conducente. In quest’ottica, se sono fondamentali i
300milioni di euro di investimenti annunciati per migliorare la rete infrastrutturale, andando a
rimuovere i cosiddetti “black point”, i punti critici della viabilità, ancor più importanti sono azioni
educative e formative che riescano ad inculcare una profonda cultura del rispetto delle regole della
strada. Un’azione che può essere supportata cercando di introdurre norme coerenti con l’evoluzione
della circolazione e fornendo alle forze dell’ordine le risorse necessarie per farle rispettare.
L’investimento in sistemi tecnologici, come il Tutor, è una delle possibili strade da seguire. E’
indispensabile, insomma, che il Governo metta tra le priorità la lotta all’incidentalità stradale e, al
tempo stesso, avvii azioni che sollecitino l’impegno del settore pubblico, di quello privato e dei
media, che svolgono un ruolo prioritario nell’opera di sensibilizzazione ed informazione della
collettività. Solo così l’Italia, oggi agli ultimi posti nelle classifiche europee dell’incidentalità
stradale, potrà aspirare a diventare leader europeo per sicurezza stradale, garantendo ai propri
cittadini un diritto sacrosanto per un paese civile, ovvero quello alla mobilità a rischio accettabile». (Fonte: fondazioneania.it)
Fondazione ANIA,