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Timestamp: 2020-08-14 23:36:31+00:00
Document Index: 46957524

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 360', 'art. 7', 'art. 36', 'art. 327', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 327', 'art. 38', 'art. 155', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 27475 del 30/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27475 del 30/12/2016
Cassazione civile, sez. trib., 30/12/2016, (ud. 25/11/2016, dep.30/12/2016), n. 27475
sul ricorso 13766-2010 proposto da:
AGENTE RISCOSSIONE PROVINCIA DI BOLZANO EQUITALIA TRENTINO ALTO ADIGE
SUDTIROL SPA in persona del l’Amm.re Delegato e legale
BETTOLO GIOVANNI 6, presso lo studio dell’avvocato ULDERICO
CAPOCASALE, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato
DOMENICO LARATTA giusta delega a margine;
D.R., elettivamente domiciliato in ROMA VIA G. PISANELLI
COMUNE DI PREDAZZO;
avverso la sentenza n. 27/2009 della COMM. TRIBUTARIA 2^ GRADO di
udito per il controricorrente l’Avvocato GIGLI che si riporta e
chiede l’inammissibilità;
MASTROBERARDINO PAOLA che ha concluso se non tardivo accoglimento
Equitalia Trentino Alto Adige Sudtirol s.p.a., Agente della riscossione per la provincia di Bolzano, propone ricorso, affidato ad un motivo, per la cassazione della sentenza n. 27/1/09, pronunciata l’11/3/2009 e depositata l’1/4/2009, della Commissione Tributaria Regionale del Trentino Alto Adige, che ha accolto l’appello di D.R. avverso la decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Trento che aveva respinto il ricorso del contribuente avverso la cartella di pagamento n. (OMISSIS), di Euro 818,00, per ICI relativa all’anno 1999 pretesa dal Comune di Predazzo.
Il Giudice di appello osservava, in particolare, che la impugnata cartella esattoriale non reca il nome del funzionario responsabile del procedimento, in violazione di quanto previsto dalla L. n. 212 del 2000, art. 7, comma 2, omissione riscontrabile anche nell’avviso di accertamento emesso dal predetto Comune, con conseguente nullità dell’atto.
contribuente resiste con controricorso.
La ricorrente deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione o falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, comma 2, lett. a), in relazione al D.L. n. 248 del 2007, art. 36, convertito con L. n. 31 dei 2008, che al quarto comma ha dettato disposizioni specifiche relativamente all’indicazione del responsabile del procedimento nelle cartelle di pagamento, precisando che tale obbligo riguarda esclusivamente le cartelle relative ai ruoli d’imposta consegnati agli agenti della riscossione dal 1 giugno 2008. Osserva la ricorrente che, nel caso di specie, la cartella di pagamento riguarda un ruolo d’imposta consegnato all’Agente della riscossione nell’anno 2007 per cui la mancata indicazione del responsabile del procedimento non implica alcuna invalidità dell’atto in oggetto.
Va, preliminarmente, esaminata l’eccezione di inammissibilità del ricorso, che è fondata.
Il controricorrente deduce l’intervenuto decorso del termine d’impugnazione di cui all’art. 327 c.p.c., nel testo ratione temporis applicabile (un anno + 46 giorni per il periodo di sospensione feriale dei termini) atteso che la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Trentino Alto Adige risulta pronunciata l’11/3/2009 e depositata l’1/4/2009, mentre la richiesta di notificazione dell’atto di impugnazione risulta effettuata dall’Agente della riscossione soltanto il 21/5/2010, con conseguente passaggio in giudicato della decisione di primo grado.
La sentenza di appello risulta depositata in data 1/4/2009 dalla Commissione Tributaria Regionale del Trentino Alto Adige e non è stata notificata.
Ne deriva che, nel caso di specie, deve applicarsi, ai fini della verifica della tempestività dell’impugnazione, il termine di un anno previsto dall’art. 327 c.p.c. (nel testo previgente, temporalmente applicabile alla fattispecie), richiamato – in relazione al processo tributario – dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 38, comma 3, (Cass. n. 4333/2002; n. 6375/2006).
Al suddetto termine, che va calcolato ex nominatione dierum, prescindendo, cioè, dal numero dei giorni dai quali è composto ogni singolo mese o anno, devono, tuttavia, aggiungersi quarantasei giorni, ai sensi del combinato disposto dell’art. 155 c.p.c., comma 1 e della L. n. 742 del 1969, art. 1, comma 1 non dovendosi tenere conto dei giorni tra il primo agosto ed il quindici settembre di ogni anno, per effetto della sospensione dei termini processuali durante il periodo feriale (cfr., tra le tante, Cass. S.U. n. 21197/2009; n. 6748/2005; n. 11491/2012; n. 22699/2013).
Orbene, nel caso di specie, dall’esame stesso dell’originale del ricorso per cassazione si desume che la richiesta della notifica dell’atto all’Ufficiale Giudiziario è avvenuta il 20/5/2010, come da data apposta dall’UNEP – Corte di Appello di Roma, ed è stata eseguita il 21/5/2010, a mezzo del servizio postale, perfezionandosi successivamente il procedimento notificatorio, per cui l’impugnazione – applicando la sospensione feriale dei termini – deve ritenersi tardiva, tenuto conto che la decisione di secondo grado è stata depositata l’1/4/2009 e che, quindi, il termine in questione andava a scadere il 17/5/2010.
Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso segue, secondo soccombenza, la liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità cui si provvede in dispositivo.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle del presente giudizio che liquida in Euro per compensi professionali, oltre rimborso spese forfettarie ed accessori di legge.