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Timestamp: 2018-02-22 14:26:25+00:00
Document Index: 97617465

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 17']

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Lecco, 24 luglio 2017 |
Le correzioni apportate sono minime nella forma ma di una certa rilevanza sostanziale
Il 14 luglio 2017, il Dipartimento delle Finanze ha reso nota l’emanazione di un nuovo decreto in materia di split payment, datato 13 luglio 2017, modificativo del decreto del 27 giugno 2017 e contenente norme attuative delle disposizioni di cui all’art. 1 del DL n. 50/2017 (codificate dal decreto del MEF del 23 gennaio 2015).
Come evidenziato anche dalla relazione illustrativa, le correzioni apportate sono minime nella forma ma di una certa rilevanza sostanziale e riguardano i soggetti che, per le fatture emesse dal 1° luglio scorso, sono destinatari delle norme di cui all’art. 17-ter del DPR 633/72 relative al meccanismo dello split payment.
La modifica principale riguarda l’individuazione delle pubbliche amministrazioni destinatarie delle norme in parola e, più specificamente, l’eliminazione, nell’art. 5-bis del decreto del 2015, del riferimento all’elenco delle P.A. inserite nel Conto economico consolidato, pubblicato dall’ISTAT ai sensi dell’art. 1 comma 3 della L. 31 dicembre 2009 n. 196.
Il campo di applicazione dello split payment, per le amministrazioni pubbliche, coincide adesso con quelle amministrazioni che applicano le norme in materia di fatturazione elettronica obbligatoria ex art. 1 commi da 209 a 214 della L. 244/2007.
Si tratta, in concreto:
- dei soggetti di cui al già richiamato elenco ISTAT;
- delle Autorità indipendenti;
- in ogni caso dei soggetti di cui all’art. 1 comma 2 del DLgs. N. 165/2001 (le amministrazioni dello Stato, ivi inclusi gli istituti e le scuole di ogni ordine e grado, le aziende e amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, gli enti territoriali, le istituzioni universitarie, le Camere di Commercio, le aziende e gli enti del SSN, ecc.);
- delle Amministrazioni autonome.
Le nuove disposizioni si applicano alle fatture per le quali l’esigibilità si verifica a partire dal giorno successivo a quello della pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale.
Data la rilevanza delle modifiche, è stata prevista anche una clausola di salvaguardia, in base alla quale sono fatti salvi i comportamenti dei soggetti – siano essi fornitori o acquirenti – che si sono conformati alla precedente versione del decreto in relazione alle fatture per le quali l’esigibilità dell’imposta si è verificata dal 1° luglio 2017 fino alla data di pubblicazione del decreto del 13 luglio 2017.
Con il provvedimento in commento è stato, inoltre, modificato l’art. 5-ter comma 2 del decreto del 2015, relativo agli elenchi delle società controllate del settore pubblico e delle società quotate incluse nell’indice FTSE MIB. Terminato il periodo di interlocuzione tra società interessate e Dipartimento delle Finanze del MEF, quest’ultimo provvederà alla mera pubblicazione dell’elenco definitivo delle società destinatarie, l’anno successivo, delle disposizioni di cui all’art. 17-ter del DPR 633/72, senza che vi sia necessità di un’approvazione dell’elenco formalizzata con decreto del Direttore generale delle Finanze.
Possibile aggiornare gli elenchi fino al 19 luglio
Infine, ieri il MEF ha pubblicato i nuovi elenchi delle società controllate dalle pubbliche amministrazioni – siano esse centrali o locali – e delle società quotate incluse nell’indice FTSE MIB, i quali tengono conto delle segnalazioni dei contribuenti pervenute entro il 6 luglio 2017.
Tuttavia, tali elenchi non posso ancora considerarsi definitivi, posto che il Ministero ha invitato i soggetti interessati a indicare eventuali mancate o errate inclusioni in tali elenchi entro mercoledì 19 luglio 2017.