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Timestamp: 2020-04-01 23:57:40+00:00
Document Index: 169622181

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Sentenza Cassazione Civile n. 3292 del 08/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3292 del 08/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 08/02/2017, (ud. 10/11/2016, dep.08/02/2017), n. 3292
sul ricorso 13684-2015 proposto da:
M.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FEDERICO
ROSAZZA 32, presso lo studio dell’avvocato MATTEO MICHELI,
rappresentato e difeso dall’avvocato FIORELLA BERTOLI giusta delega
– avverso la sentenza n. 6936/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALI di MILANO del 4/12/2014, depositata il 17/12/2014;
10/11/2016 dal Consigliere Relatore Dott. CONTI ROBERTO GIOVANNI.
M.C. impugna con ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, la sentenza resa dalla CTR della Lombardia indicata in epigrafe, che ha confermato il rigetto del ricorso proposto dal contribuente contro la cartella di pagamento al medesimo notificata per il pagamento di imposta di registro.
L’Agenzia delle entrate si è costituita con controricorso. Nessuna difesa ha depositato Equitalia Nord spa.
L’unico motivo proposto, basato sul vizio di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per illogicità della sentenza impugnata, laddove ha illogicamente confuso l’avviso bonario con l’avviso di liquidazione notificato precedentemente alla parte contribuente, è manifestamente inammissibile.
Trova infatti applicazione alla vicenda qui in esame la novella all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 – risultando la sentenza della CTR depositata il 17.12.2014. Ne consegue che l’esame della censura di illogicità prospettata è impedito dal fermo orientamento di questa Corte a Sezioni Unite, a cui tenore a riformulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, disposta dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 delle preleggi, come riduzione al “minimo costituzionale” del sindacato di legittimità sulla motivazione. Pertanto, è denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sè, purchè il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali. Tale anomalia si esaurisce nella “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione – cfr. Cass. S.U. n. 8053/2014.
Le spese seguono la soccombenza. Nulla sulle spese quanto alla parte non costituita.
Condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali che liquida in favore dell’Agenzia delle entrate in Euro 4500,00 per compensi, oltre spese prenotate a debito. Nulla sulle spese quanto alla parte non costituita.
Dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, comma 1 bis.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della sesta sezione civile il 10 novembre 2016.