Source: http://directio.it/multimedia/news/2018/03/12-licenziamento-legittimo-e-mail.aspx
Timestamp: 2018-08-16 19:51:32+00:00
Document Index: 53146381

Matched Legal Cases: ['art. 2702', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 20', 'art. 2702', 'art. 1', 'art. 2702']

Un licenziamento per essere legittimo non può basarsi su mere e-mail prive di firma elettronica | News | Directio - le strade nell'economia
Un licenziamento per essere legittimo non può basarsi su mere e-mail prive di firma elettronica
Un'e-mail non certificata, priva di firma elettronica avanzata, qualificata o digitale, non soddisfa l’efficacia della forma scritta di cui all'art. 2702 c.c.
Con la sentenza n. 5523 pubblicata l’8 marzo 2018, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’Appello di Roma che aveva dichiarato l’illegittimità di un licenziamento perpetrato nei confronti di un lavoratore dipendente di una società di telecomunicazioni, in quanto basato su mere email aziendali di “dubbia valenza probatoria” e sulla inattendibilità dei testimoni concretamente coinvolti nella vicenda.
Con specifico riferimento ai messaggi di posta elettronica, la corte territoriale ne aveva escluso la valenza probatoria, in quanto, trattandosi di corrispondenza elettronica non certificata o sottoscritta con firma digitale non era garantita l’identificabilità dell’autore e l’integrità e l’immodificabilità del contenuto.
E proprio su questo punto si è soffermata anche la Corte di Cassazione, precisando che il messaggio di posta elettronica fa parte della categoria dei documenti informatici, secondo la definizione contenuta all'art. 1, comma 1, lett. p), del D. Lgs. n. 82 del 2005 (“documento informatico: il documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti”), che riprende quella di cui all'art. 1, comma 1, lett. b) del DPR nr. 445 del 2000.
E infatti, in relazione all’efficacia probatoria dei documenti informatici, l’art. 21 dello stesso decreto, nelle sue diverse espressioni attualmente in vigore, attribuisce l'efficacia prevista dall'articolo 2702 del cod. civ. solo al documento sottoscritto con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale, mentre è rimessa alla valutazione discrezionale del giudice, in base a quanto stabilito dall'art. 20 D.Lgs 82/2005, l'idoneità di ogni diverso documento informatico (come è appunto per l'e-mail tradizionale) a soddisfare il requisito della forma scritta, in relazione alle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità ed immodificabilità.
Nel caso di specie, dunque, se è vero, senza dubbio alcuno, che le email erano state concretamente inoltrate, lo stesso non poteva dirsi in maniera certa e inequivocabile con riferimento al suo autore apparente, essendo le e-mail contestate prive di firma elettronica. Ad esse infatti non può applicarsi l’art. 2702 c.c., essendo il contenuto dello stesso riferibile alle sole scritture private, cosa che non può dirsi delle semplici email, anche sulla base di quanto disposto dal citato art. 1 D.Lgs 82/2005.
Pertanto, le mere e-mail non possono essere assunte come prova certa per legittimare un licenziamento, in quanto alle stesse non può attribuirsi l’efficacia della scrittura privata prevista dall’art. 2702 c.c.
Il licenziamento si perfeziona anche con la sola lettura dell’atto se il dipendente si rifiuta di riceverne copia
Non perde la tutela risarcitoria ma solo quella restitutoria chi impugna il licenziamento e non la delibera di esclusione da socio