Source: http://www.marinacastellaneta.it/blog/2011/09
Timestamp: 2017-07-25 02:39:40+00:00
Document Index: 21043846

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

2011 settembre - Marina Castellaneta
Il 15 settembre è stata approvata, in Inghilterra, la nuova legge sulla giurisdizione universale (http://services.parliament.uk/bills/2010-11/policereformandsocialresponsibility.html). Con un chiaro obiettivo: evitare imbarazzi alle autorità inglesi analoghi a quelli suscitati dalla visita dell’ex ministro degli esteri israeliano Tzipi Lvini sulla quale pendeva una denuncia per crimini di guerra e che, di conseguenza, aveva annullato la visita di Stato a Londra. Con il nuovo sistema rimane ferma la possibilità per le autorità giudiziarie inglesi di avviare azioni per crimini di guerra, tortura, presa di ostaggi nei confronti di ogni individuo ovunque siano stati commessi i crimini, ma solo previo consenso del Director of Public Prosecutions. In pratica, dopo una denuncia per crimini di guerra, prima dell’emissione di un mandato di arresto, le autorità giudiziarie dovranno attendere il via libera del Director of Public Prosecutions per evitare – sostiene il Ministro della giustizia – abusi e usi politici della giurisdizione universale.
Scritto in: crimini di guerra | in data: 29 settembre 2011 | Parole Chiave: // giurisdizione universale Lo scioglimento del matrimonio disposto con atto notarile straniero può essere riconosciuto in Italia
Un atto notarile straniero che attesta il divorzio tra un cittadino italiano e una donna di nazionalità cubana può essere riconosciuto in Italia. Lo ha deciso la Corte di cassazione, prima sezione civile, con sentenza n. 19602/11 del 26 settembre 2011 (atto notarile). La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del procuratore generale presso la Corte di appello di Ancona che contestava il riconoscimento di un atto notarile cubano di scioglimento del matrimonio deciso dalla Corte di appello di Ancona che ne aveva disposto la trascrizione nell’ufficio di stato civile.
Scritto in: diritto internazionale privato, riconoscimento sentenze straniere | in data: 27 settembre 2011 | Parole Chiave: // atto notarile La Cassazione applica il decreto legge sul recepimento della direttiva rimpatri
Nel primo caso di applicazione del decreto legge n. 89 del 23 giugno 2011 recante “Disposizioni urgenti per il completamento dell’attuazione della direttiva 2004/38/Ce sulla libera circolazione dei cittadini comunitari e per il recepimento della direttiva 2008/115/Ce sul rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi irregolari”, convertito con legge 2 agosto 2011 n. 129, la Corte di cassazione (sesta sezione civile) con ordinanza n. 18481/2011 (ord18481) smantella il precedente sistema di espulsione previsto dall’articolo 14 del Dlgs n. 286/1998, modificato dalla legge n. 94 del 2009. E lo fa grazie alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 28 aprile 2011 (El Dridi, C-61/11. si veda il post del 28 aprile). Per la Cassazione la norma interna contraria alla direttiva rimpatri soprattutto nella parte in cui disattende il principio della partenza volontaria e prevede ordini di allontanamento per la sola preesistenza di una misura espulsiva non può essere attuata. E questo – osserva la Suprema Corte – anche quando il provvedimento di allontanamento è stato adottato in epoca anteriore all’entrata in vigore della direttiva.
Si vedano i post del 14 settembre, del 29 agosto e del 26 giugno 2011.
Scritto in: immigrazione | in data: 27 settembre 2011 | Parole Chiave: // direttiva rimpatri La Palestina cerca l’ammissione all’Onu
Scritto in: ONU | in data: 24 settembre 2011 | Parole Chiave: // Palestina Il no al rinvio pregiudiziale alla Corte Ue non viola il diritto all’equo processo
Non c’è violazione dell’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo se gli organi giurisdizionali nazionali di ultimo grado rifiutano di sottoporre una questione pregiudiziale alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Questo perché, chiarisce la Corte europea dei diritti dell’uomo nella sentenza del 20 settembre 2011 (Ullens de Schooten e Rezabek contro Belgio, n. 3989/97 e 38353/07, http://cmiskp.echr.coe.int/tkp197/view.asp?action=html&documentId=891990&portal=hbkm&source=externalbydocnumber&table=F69A27FD8FB86142BF01C1166DEA398649), la stessa Corte di giustizia, nella pronuncia CILFIT ha chiarito che non si tratta di un obbligo assoluto. Sia il Consiglio di Stato sia la Corte di cassazione belga avevano escluso il rinvio pregiudiziale motivando la scelta del proprio rifiuto. La presenza di una motiviazione comporta che non è stato violato il diritto a un equo processo assicurato dalla Convenzione europea.
Scritto in: CEDU, Corte di giustizia Ue | in data: 22 settembre 2011 | Parole Chiave: // Corte di giustizia e Corte europea dei diritti dell'uomo Modifiche alla legge 218/95 con la semplificazione dei riti civili
La semplificazione dei procedimenti civili porta a un chiarimento sul rito applicabile ai casi di contestazione del riconoscimento di una sentenza straniera e dei provvedimenti stranieri di volontaria giurisdizione, nonché di esecuzione forzata. L’articolo 30 del Decreto legislativo n. 150 del 1° settembre 2011 (in vigore dal 6 ottobre) sulle “disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione di procedimenti civili di cognizione ai sensi dell’articolo 54 della legge 18 giugno 2009 n. 69” (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2011;150) dispone, infatti, che alle controversie in materia di contestazioni relative al riconoscimento di sentenze straniere e di provvedimenti stranieri di volontaria giurisdizione, nonché ai casi di esecuzione forzata, si applica il rito sommario di cognizione. La competenza è affidata alla Corte d’appello del luogo di attuazione del provvedimento. E’ così modificato, dall’articolo 34 n. 38, l’articolo 67 della legge n. 218.
Scritto in: diritto internazionale privato, riconoscimento sentenze straniere | in data: 22 settembre 2011 | Il radicamento sul territorio italiano blocca l’esecuzione di un mandato di arresto europeo
La consegna di un condannato che ha un radicamento sul territorio italiano in esecuzione di un mandato di arresto europeo deve essere rifiutata per non violare l’articolo 18 della legge 22 aprile 2005 n. 69 con la quale è stata data esecuzione alla decisione quadro 2002/582. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, sezione feriale penale, con la sentenza n. 32962 depositata il 1° settembre 2011 (sen32962) che ha dato seguito alla dichiarazione di incostituzionalità contenuta nella pronuncia n. 227 del 2010 con la quale la Corte Costituzionale ha precisato che deve essere rifiutata la consegna se il cittadino Ue ha un radicamento sul territorio italiano. Sempre sul mandato di arresto, la Suprema Corte (sezione feriale penale) con la sentenza n. 32963/11 depositata lo stesso giorno (sen32963) oltre a precisare il rapporto tra consegna e indulto, ha chiarito che per verificare l’esistenza del centro degli interessi della persona richiesta non deve farsi riferimento unicamente alla residenza, ma deve essere effettuata una valutazione complessiva.
Scritto in: mandato di arresto europeo | in data: 22 settembre 2011 | Il futuro della mediazione nelle mani della Corte Ue
Scritto in: Corte di giustizia Ue | in data: 19 settembre 2011 | Parole Chiave: // mediazione Respinta l’immunità dell’Ungheria dinanzi ai tribunali Usa per la restituzione di opere d’arte confiscate durante la Seconda guerra mondiale
Gli Stati Uniti dicono sì all’azione di restituzione di opere d’arte confiscate durante la Seconda guerra mondiale in Ungheria. Con sentenza del 1 settembre 2011 la United States District Court for the District of Columbia ha respinto la richiesta del Governo ungherese di rigettare il ricorso presentato contro l’Ungheria da alcuni cittadini ungheresi che, in quanto ebrei, erano stati privati di numerose opere d’arte da ufficiali ungheresi e tedeschi (http://legaltimes.typepad.com/files/huvelle-opinion.pdf), opere poi finite nella Herzog Collection di Budapest. Ai giudici Usa si erano rivolti gli eredi delle vittime adducendo una violazione del diritto internazionale che giustifica la competenza dei tribunali Usa che, in effetti, hanno respinto anche la teoria dell’Act of State invocata dal Governo. Il procedimento, quindi, va avanti e su 29 delle 40 opere di cui è stata chiesta la restituzione.
Si veda il sito http://www.legaltimes.typepad.com.
Scritto in: immunità Stati esteri | in data: 18 settembre 2011 | Il Consiglio di sicurezza dà il via alla missione in Libia
Supporto al National Transitional Council, protezione dei diritti umani, cammino verso la democrazia, attenuazione delle sanzioni e dell’embargo. Ma soprattutto costituzione della missione UNSMIL per tre mesi. Sono gli obiettivi fissati dalla risoluzione n. 2009 adottata il 16 settembre con la quale il Consiglio di sicurezza fornisce il proprio supporto alle autorità libiche (http://www.un.org/News/Press/docs/2011/sc10389.doc.htm). Cade un pezzo di embargo per le armi dirette alle autorità del Governo transitorio che hanno ormai il controllo della Libia e le sanzioni nel settore più importante dell’economia libica ossia il petrolio. La missione traccerà il cammino per arrivare a nuove elezioni e per l’adozione di una nuova costituzione. Intanto il Consiglio transitorio è pronto ad esordire, martedì 20, alla sessione plenaria dell’Assemblea generale. Di Gheddafi, però, ancora nessuna traccia.
Scritto in: Libia | in data: 18 settembre 2011 | « Post precedenti