Source: https://www.federdistribuzione.it/produzione-e-vendita-del-pane-aggiornamenti/
Timestamp: 2019-04-22 14:08:27+00:00
Document Index: 70770897

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10']

Produzione e vendita del pane: aggiornamenti – FederDistribuzione
Produzione e vendita del pane: aggiornamenti
Come noto, negli ultimi mesi il tema della vendita e della produzione del pane sta diventando, per il nostro settore, sempre più critico, sia a livello regionale che nazionale.
Il Tar Sicilia ha di recente rigettato il nostro ricorso avverso il Decreto dell’Assessore per le Attività Produttive della Regione Siciliana del 30 maggio 2018, recante “Disposizioni relative all’attività di panificazione” che, tra gli altri aspetti, prevede il divieto dell’attività di panificazione per almeno un giorno alla settimana, comprensivo del divieto di panificazione per la prima e terza domenica di ciascun mese nei periodi compresi dal 1 gennaio al 15 giugno e dall’1 ottobre al 31 dicembre, nonché l’obbligo di confezionamento del pane con pellicola microforata per alimenti, sulla quale deve essere apposta l’etichetta con la data di confezionamento e ogni altra indicazione prevista dalla normativa vigente.
Si prevede inoltre che il pane da consegnare al domicilio del cliente debba essere chiuso in un sacchetto di carta con all’esterno esposto lo scontrino nonché il cognome e l’indirizzo del destinatario. Le motivazioni poste a fondamento della sentenza stravolgono i principi più volte confermati anche dalla Corte Costituzionale, circa l’incompetenza regionale ad intervenire in materia di orari (in quanto disciplina attinente alla concorrenza) e ignorano di fatto la norma di liberalizzazione del 2006 (L. 248/2006), che aveva reso possibile l’attività di panificazione domenicale.
Il Tar avvalla l’intervento della Regione Sicilia anche su alcuni aspetti di etichettatura, materia che è ormai di competenza comunitaria. Dinnanzi ad una tale sentenza ci pare inevitabile un ricorso al Consiglio di Stato Siciliano (la Sicilia ha un Consiglio di Stato regionale). Sempre a livello regionale, siamo impegnati dinanzi al Tar Piemonte, di fronte al quale abbiamo sollevato l’illegittimità del decreto del Presidente della Giunta Regionale Piemonte 1 dicembre 2017 (“Norme in materia di panificazione”); tale normativa stabilisce che il pane conservato può essere posto in vendita solo se preventivamente confezionato con una dicitura che ne evidenzi lo stato ed il metodo di conservazione utilizzato, il giorno di produzione, le eventuali modalità di conservazione e di consumo. Nel merito attendiamo gli esiti della prossima udienza che si terrà il 10 aprile.
A livello nazionale, invece, la X Commissione permanente (Industria, Commercio e Turismo) del Senato della Repubblica, presso la quale siamo stati auditi il 20 novembre scorso, sta continuando l’esame del disegno di legge n. 739 “Norme in materia di produzione e vendita del pane”. Nelle ultime settimane è stato veicolato alle associazioni di categoria una nuova versione del disegno di legge n. 739 con gli emendamenti proposti dal Relatore (Senatore Vaccaro del M5S) (all. 1). Tali emendamenti aggravano notevolmente il testo normativo per il nostro settore. Gli aspetti più critici, come potete vedere, riguardano: – l’obbligo di inserire il pane ottenuto da una cottura parziale in confezioni “singole” (art. 2 comma 5) – in caso di prodotti ottenuti dalla cottura di impasti preparati con farine alimentari, i prodotti devono essere posti in vendita con l’aggiunta della specificazione del vegetale da cui proviene la farina impiegata e con le indicazioni delle percentuali in caso di farina miscelata, e il luogo di origine della stessa (art. 2 comma 8); – l’impossibilità di utilizzare le paste acide essiccate per il pane fresco (art. 6); – l’obbligo del previo confezionamento per il pane ottenuto mediante completamento di cottura di pane parzialmente cotto (surgelato e non) e l’obbligo di indicazione in etichetta del luogo e della data del primo impasto (art. 7 comma 5); – l’obbligo di indicazione in etichetta della dicitura “Pane di produzione non interamente italiana” con la specifica delle fasi di produzione (impasto, lievitazione, semi- cottura e cottura) e lo Stato in cui sono state effettuate (art. 9); – il trasporto del pane dal luogo di lavorazione all’esercizio di vendita deve essere effettuato in recipienti idonei al contatto con gli alimenti, puliti, lavabili e muniti di copertura a chiusura, in modo che il pane risulti protetto (art. 10 bis comma 1) – l’obbligo di imbustare per singoli pezzi con busta microforata o comunque in busta in atmosfera ordinaria tutte le tipologie di pane per la vendita non assistita; inoltre obbligo di apporre un’etichetta con la denominazione della ditta produttrice, la data di confezionamento ed ogni altra definizione prevista dalla normativa vigente in materia di confezionamento dei prodotti alimentari (art. 10 ter); – l’obbligo dell’etichetta nutrizionale (art. 10 bis comma 4); – la previsione del pane “made in Italy 100%” (art. 10 quinquies); – la chiusura dell’attività in caso di seconda reiterazione per la violazione degli obblighi previsti dalla normativa in esame (art. 10 sexies). Stiamo lavorando ormai da diversi mesi su questo iter normativo, sia attraverso la partecipazione alla sopra citata audizione presso la Commissione X del Senato, sia attraverso la proposizione di emendamenti al testo (all. 2), finalizzati ad intervenire sulle criticità sopra indicate.
Abbiamo inoltre avuto degli incontri istituzionali sull’argomento e abbiamo inviato una lettera articolata e motivata al Presidente e al Vicepresidente della Commissione X, in cui evidenziamo gli effetti concreti che potrebbero prodursi sul mercato con una disciplina normativa come quella ipotizzata.
Il provvedimento ha iniziato il suo iter al Senato nell’autunno scorso (è quindi in prima lettura alla Commissione X): tale iter prevede la presentazione in Commissione, nei primi giorni di aprile, delle proposte emendative, al fine di arrivare ad un testo da presentare in aula Senato. Se si dovesse arrivare all’approvazione di un testo, lo stesso passerebbe poi alla competente Commissione della Camera per proseguire la discussione nell’altro ramo del Parlamento. I tempi di approvazione finale sono quindi incerti e probabilmente non brevi (con ancora spazi di intervento).