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Timestamp: 2018-02-22 04:47:08+00:00
Document Index: 61376792

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'art. 4', 'sentenza ']

Gli scivoli delle casse di un esercizio Commerciale fanno parte della superficie di vendita e pertanto l’area su cui insistono va inserita nella superficie di vendita netta; è di quest’avviso la V sez. del Consiglio di Stato con sentenza del 13 maggio | Passiamo
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Gli scivoli delle casse di un esercizio Commerciale fanno parte della superficie di vendita e pertanto l’area su cui insistono va inserita nella superficie di vendita netta; è di quest’avviso la V sez. del Consiglio di Stato con sentenza del 13 maggio
Da Redazione su	 16 luglio 2014 0 Commenti
Gli scivoli delle casse di un esercizio Commerciale fanno parte della superficie di vendita e pertanto l’area su cui insistono va inserita nella superficie di vendita netta; è di quest’avviso la V sez. del Consiglio di Stato che si è espressa con sentenza
n. 3267 del 13 maggio 2014. Contrariamente a quando precedentemente aveva affermato il Ministero per lo Sviluppo Economico, le casse di un esercizio di vendita di qualunque tipo non possono essere considerate un “servizio”, poiché presso di esse si perfeziona la compravendita dei beni esposti, compravendita che frequentemente implica il confezionamento, la somma del denaro speso e la consegna finale al cliente di tutta la merce acquistata: perciò le casse ed i loro necessari annessi, soprattutto per quel genere di esercizi di vendita di prodotti alimentari da raccogliere nel loro insieme, devono forzatamente essere considerate aree destinate alla vendita. La Sezione Conclude che detto spazio non possa essere escluso dalla superficie di vendita la quale, ai sensi dell’art. 4 comma 1 lett. c) D.Lgs 31.3.1998 n. 114, ricomprende l’area propriamente destinata alla vendita, vale a dire quella occupata da banchi, scaffalature e simili, con la sola esclusione della parte destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi. Pertanto un’eventuale eccedenza oltre i 250 mq. fa si che trattasi di una media struttura di vendita e non di un esercizio di vicinato soggetto ad una diversa disciplina autorizzatoria.
La sentenza del Consiglio di Stato stravolge un orientamento di prassi e regolamenti comunali che ritengono in realtà lo spazio in questione un’area di passaggio della clientela, senza correlazione con la vendita propriamente detta, è sostanzialmente una zona di passaggio successivo che nulla ha a che vedere con la vendita, operazione che si chiude con il pagamento davanti alla cassa ove si batte il prezzo; del resto vari regolamenti comunali escludono espressamente la zona d’avancassa, ossia l’area tra casse di pagamento ed uscita, dalla superficie commerciale, del resto sgombra anche di carrelli ed altro materiale utile agli acquisti.
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