Source: http://www.privacy.it/archivio/garanterisp200209301.html
Timestamp: 2018-11-15 20:43:51+00:00
Document Index: 35112591

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 29', 'art. 20', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 23', 'art. 20']

Poiché la leggibilità dei dati richiesti è la prima condizione, necessaria ancorché non sufficiente, per la loro comprensione, qualora la grafia con cui è stata redatta una cartella clinica non risulti comprensibile per l'interessato, questi ha il diritto di ottenere dall'azienda ospedaliera una trascrizione dattiloscritta o, comunque, comprensibile delle informazioni ivi contenute, che debbono essergli comunicate tramite un medico all'uopo designato.
Esaminato il ricorso presentato da sig. Rosario Pullano
Azienda ospedaliera "G. Salvini" di Garbagnate Milanese;
Il ricorrente lamenta di non avere ricevuto idoneo riscontro dall'Azienda ospedaliera "G. Salvini" di Garbagnate Milanese ad una istanza, formulata ai sensi dell'art. 13 della legge n. 675/1996, con la quale aveva chiesto di ottenere la comunicazione in forma intelligibile dei dati personali che lo riguardano contenuti nella cartella clinica rilasciata dalla citata azienda. Tale cartella è risultata infatti "illeggibile per la pessima grafia degli autori".
Con il ricorso proposto ai sensi dell'art. 29 della legge n. 675/1996 l'interessato ha ribadito le proprie richieste chiedendo di porre a carico del titolare del trattamento le spese del procedimento.
All'invito ad aderire formulato da questa Autorità ai sensi dell'art. 20 del d.P.R. n. 501/1998, l'Azienda ospedaliera "G. Salvini" ha risposto con nota in data 5 settembre 2002, ribadendo di aver già rilasciato copia della documentazione sanitaria richiesta e sostenendo che "mediante rilascio di copia di un atto pubblico si perfeziona senza dubbio la comunicazione in forma intelligibile dei dati sanitari".
Con successiva nota del 10 settembre 2002 il ricorrente ha ribadito che "non può considerarsi in alcun modo intelligibile un atto scritto con una grafia indecifrabile".
Il ricorso concerne la richiesta di accedere in modo "intelligibile" ai dati personali riportati nella cartella clinica dell'interessato, risultati di difficile o impossibile comprensione per illeggibilità della grafia con cui la stessa è stata redatta (circostanza non contestata in atti dalla resistente).
L'art. 13 della legge n. 675/1996 (che riconosce il diritto di accesso ai dati personali, distinto dal diverso diritto di accesso agli atti e documenti amministrativi disciplinato dalla legge n. 241/1990) prevede che i dati personali ai quali si riferisce una richiesta di accesso devono essere estratti e comunicati all'interessato "in forma intelligibile". L'art. 17 del d.P.R. n. 501/1998 ribadisce, in riferimento ad alcune modalità di riscontro al diritto di accesso, che la comprensione dei dati deve essere agevole " considerata anche la qualità e la quantità delle informazioni" (comma 6) e obbliga inoltre il titolare del trattamento, "ai fini di una più efficace applicazione dell'art. 13 della legge", ad adottare "le opportune misure volte, in particolare, ad agevolare l'accesso ai dati personali da parte dell'interessato" (comma 9).
L'esibizione e/o la consegna in copia della documentazione ai sensi del citato art. 13 della legge n. 675/1996, possono costituire una modalità di adempimento adeguata per corrispondere alle richieste di accesso ai dati personali dell'interessato, qualora la consultazione dei documenti consenta ugualmente un'agevole conoscenza dei dati personali richiesti, considerata anche la qualità e la quantità delle informazioni, e risultino invece particolarmente difficoltose l'estrazione dei dati stessi dai documenti ai sensi del citato art. 17, comma 6 e la loro trasposizione su supporto cartaceo o informatico (cfr. Provv. del 17 settembre 2001, in Bollettino n. 22, p. 32).
La richiesta del ricorrente di conoscere, in modo intelligibile, le informazioni che lo riguardano contenute nella cartella clinica in questione è pertanto legittima, così come statuito da questa Autorità con la decisione 26 marzo 2001 (pubblicata in Bollettino n. 18, p. 9), relativa ad analoga fattispecie. Ciò anche in quanto la "leggibilità" dei dati comunicati all'interessato è la prima condizione, necessaria ancorché non sufficiente, per la loro intelligibilità.
La resistente dovrà pertanto, entro il termine del 20 marzo 2003, rilasciare una trascrizione dattiloscritta o comunque comprensibile delle informazioni contenute nella cartella clinica in questione e comunicarle all'interessato, per il tramite del medico dallo stesso già designato, secondo il disposto dell'art. 23, comma 2, della legge n. 675/1996.
a) accoglie il ricorso in riferimento alla richiesta dell'interessato di conoscere in forma intelligibile i dati personali contenuti nella propria cartella clinica e ordina all'Azienda ospedaliera "G. Salvini" di Garbagnate Milanese di provvedere al rilascio delle informazioni richieste, nei termini di cui in motivazione, entro il 20 marzo 2003, dando comunicazione anche a questa Autorità, entro la stessa data, dell'avvenuto adempimento;
b) determina, ai sensi dell'art. 20, commi 2 e 9, del d.P.R. n. 501/1998, nella misura forfettaria di euro 250, di cui 25,82 per diritti di segreteria, l'ammontare delle spese e dei diritti del presente procedimento, posto a carico di Azienda ospedaliera "G. Salvini" di Garbagnate Milanese, che dovrà liquidarli direttamente a favore del ricorrente.