Source: http://www.flclatina.it/flc-cgil/9066-atto-unilaterale-sentenza-di-condanna-per-un-d-s-della-provincia-di-roma
Timestamp: 2020-01-18 19:43:01+00:00
Document Index: 150103725

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 40', 'art. 1', 'art. 28', 'sentenza ']

FLC LATINA - Atto unilaterale: sentenza di condanna per un D.S. della provincia di Roma.
Atto unilaterale: sentenza di condanna per un D.S. della provincia di Roma.
Il Tribunale di Velletri, con decreto del 20.10.2019, ha accolto integralmente un ricorso ex art. 28 legge 300/70 promosso dalle cinque organizzazioni sindacali più rappresentative nel comparto scuola, FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA, SNALS - CONFSAL, FEDERAZIONE GILDA UNAMS che avevano denunciato la grave violazione delle prerogative e libertà sindacali da parte di un Dirigente scolastico.
Nel ricorso ex art. 28 erano stati evidenziati e documentati tutti i momenti più qualificanti della condotta antisindacale ed il giudice del lavoro, li ha pienamente condivisi e recepiti in una motivazione che appare di assoluta rilevanza.
Il giudice ha infatti censurato la complessiva condotta del dirigente scolastico, laddove quest'ultimo:
non ha rispettato la tempistica prevista dal CCNL Istruzione e Ricerca 2016/2018 né per l'avvio né per la conclusione della contrattazione di istituto;
non ha rispettato i precisi obblighi su di lui gravanti in materia di informazione successiva (sugli emolumenti percepiti dal personale sui vari capitoli del salario accessorio del 2017/18);
ha in ogni caso ostacolato e ritardato la normale negoziazione del contratto integrativo di istituto con varie modalità;
ha adottato l’Atto Unilaterale dopo due mesi dall’ultimo incontro con i sindacati e lo ha per giunta comunicato alle OO.SS. dopo quasi un mese dalla sua adozione;
ha liquidato definitivamente, ad anno scolastico ormai pressoché terminato, compensi al personale scuola che lui stesso aveva unilateralmente individuato ad inizio anno, senza dunque le necessarie coperture contrattuali;
a dispetto di quanto chiaramente previsto ex art. 40 comma 3 Ter del D.Lgs 165/2001 circa la natura (necessariamente provvisoria) del provvedimento, ha utilizzato lo strumento dell'Atto unilaterale per disporre in via definitiva la liquidazione dei compensi accessori all'intero personale scolastico;
ha riunito il Comitato di valutazione (da lui presieduto) per deliberare sui criteri per la valorizzazione docenti, dopo l’ultimo incontro di contrattazione e senza farne seguire nuovo tavolo per la contrattazione sulla parte economica del cd bonus docenti;
ha fatto uscire dalla contabilità generale dell’Istituto – e dunque sottratto alla contrattazione - le risorse del FIS a.s. 2005/06 che erano residuate dopo il pagamento dei compensi accessori al personale scolastico (il Contratto Integrativo d’Istituto di quell’anno non era stato a suo tempo definito);
a dispetto del CCNL Istruzione e Ricerca, si è ingiustamente rifiutato di sottoporre alla contrattazione le risorse del cosiddetto “Bonus Docenti” e della “alternanza scuola/lavoro”.
In particolare riferendosi alla determinazione dei compensi finalizzati alla valorizzazione del personale docente (ex bonus), il giudice ha avuto modo di chiarire la corretta procedura che deve essere adottata (in base al combinato disposto degli artt. 1 comma 126 e ss. della legge 107/2015 e 22 lett. c-4 del CCNL Istruzione e Ricerca 2016-2018):
il Comitato di Valutazione individua i criteri per la valorizzazione dei docenti (comma 129 art. 1 legge 107/2015), declinando i criteri contenuti nelle lettere a) b) e c) del punto 3 del comma 129 senza discostarsene e soprattutto senza definire nessun criterio inerente l’aspetto economico;
il tavolo della contrattazione definisce i criteri di attribuzione dei compensi, in base alle attività (in analogia al resto del FIS);
Il Dirigente Scolastico assegna il compenso in base ai criteri definiti dal comitato di valutazione e dalla contrattazione.
Infine, il Tribunale di Velletri, nel solco della giurisprudenza più autorevole e recente, ha precisato significativamente che per riconoscere “...gli estremi della condotta antisindacale di cui all'art. 28 dello Statuto dei lavoratori, è sufficiente che il comportamento del datore di lavoro leda oggettivamente gli interessi collettivi di cui sono portatrici le organizzazioni sindacali, non essendo necessario (ma neppure sufficiente) uno specifico intento lesivo da parte del datore di lavoro...”.
Le OOSS promotrici esprimono la loro piena soddisfazione per una sentenza che valorizza l’importanza della contrattazione decentrata d’istituto legata ad una visione democratica e partecipativa della vita scolastica.
Al contrario, il “dirigismo”, che alcune associazioni perseguono come modalità di governo della scuola, esprime una visione tecnocratica, del tutto incompatibile con la natura pubblica della scuola dello Stato e incompatibile con la visione di una scuola vissuta come “comunità educante”.