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Timestamp: 2019-01-23 20:38:23+00:00
Document Index: 113842486

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 25', 'art. 7', 'art. 50', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 25', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 23', 'art. 25']

Start-up innovative: il regolamento consob sul crowdfunding - Lexology
Start-up innovative: il regolamento consob sul crowdfunding
Italy September 5 2013
Lo scorso 12 luglio è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la delibera del 26 giugno 2013 n. 18592 con cui la Consob ha adottato il Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali on line (il “Regolamento”) da parte di imprese rientranti nella categoria di start up innovative, in attuazione degli artt. 50 quinquies e 100 ter del TUF (d.lgs. 58/1998) – rispettivamente rubricati “Gestione di portali per la raccolta di capitali per le start-up innovative” e “Offerte attraverso portali per la raccolta di capitali” – ed in esecuzione della delega prevista dall’art. 30 del Decreto Legge del 18 ottobre 2012, n. 179 (cd. Decreto Sviluppo bis), convertito dalla Legge del 17 dicembre 2012, n. 221, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita".
Viene dunque introdotta, per la prima volta in Europa, una fonte normativa in materia di Equity crowdfunding che riconosce la possibilità alle start up innovative - di nuova costituzione o già costituite - di reperire, tramite portali online autorizzati, capitale di rischio (funding) facendo ricorso ad un elevato numero di investitori non professionali (crowd).
La suddetta normativa in tema di Equity crowdfunding opera esclusivamente con riferimento alle start up innovative, non trovando invero applicazione per tutte quelle società che non rientrano nella definizione di cui all’art. 25, commi 2 e 4, del Decreto Sviluppo bis.
La ratio di tale limitazione è dovuta essenzialmente dalla volontà del legislatore di incentivare la crescita sostenibile e lo sviluppo tecnologico favorendo, pertanto, l’investimento nel capitale di start up innovative da parte di possibili investitori che decidono di investire i propri risparmi in offerte di strumenti partecipativi al capitale di rischio emesse da tali società tramite un portale online autorizzato.
Il Regolamento Consob si propone, pertanto, di regolare l’attività di gestione dei portali online al fine di facilitare l’incontro tra start up innovativa ed imprenditori assicurando, da un lato, la raccolta di capitale di rischio da parte delle start up innovative e, dall’altro, garantendo un sostanziale livello di tutela agli investitori non professionali tramite specifici obblighi informativi e regole di condotte poste a carico dei gestori dei portali.
Registro e disciplina dei Gestori di portali
Il Regolamento prevede l’istituzione di un apposito registro per i gestori di portali online (artt. 4 – 6 del Regolamento), con la descrizione del procedimento di iscrizione (art. 7 del Regolamento), dei necessari requisiti di onorabilità e professionalità (artt. 8 e 9 del Regolamento), delle regole di condotta (artt. 13 – 21 del Regolamento) e degli eventuali provvedimenti sanzionatori (artt. 22 e ss. del Regolamento).
La gestione dei portali online è affidata, ai sensi del citato art. 50 quinquies, comma secondo, del TUF, alle imprese di investimento, alle banche (“Gestori di diritto”) ed alle società iscritte in apposito registro istituito, ai sensi dell’art. 4 del Regolamento, e tenuto presso la Consob.
In particolare, la società che intende svolgere attività di gestione di un portale online per la raccolta del capitale di rischio deve presentare apposita istanza alla Consob corredata di una relazione sull’attività di impresa e sulla struttura organizzativa descrivendo in maniera dettagliata le attività che intende svolgere.
La Consob dovrà deliberare in merito all’istanza di iscrizione della società richiedente entro 60 giorni dalla data di presentazione a seguito di verifica della completezza della domanda e della sussistenza dei requisiti di onorabilità e professionalità, entrambi propedeutici all’iscrizione, che esigono l’assenza di qualsivoglia condanna penale in capo ai gestori di portali e la sussistenza di competenze specifiche degli amministratori nella gestione di impresa o nelle attività finanziarie.
Il suddetto iter non si rivolge invero alle imprese di investimento e alle Banche già autorizzate ai relativi servizi di investimento (ovvero, ai cd. Gestori di Diritto) le quali saranno registrate in annessa sezione speciale del registro dei gestori (cfr. art. 4 del Regolamento).
I gestori autorizzati sono tenuti a rispettare una serie di obblighi informativi e di trasparenza fornendo agli investitori, in modo comprensibile, tutte le informazioni relative all’offerta di strumenti finanziari emessi dalla start up innovativa affinchè gli stessi possano comprendere i rischi connessi all’investimento ed agire in modo consapevole.
Parimenti, il Regolamento riconosce esclusivamente all’investitore non professionale il diritto di revocare il proprio investimento entro 7 giorni dalla data di adesione all’offerta emessa dalla start up innovativa (art. 12, quinto comma, del Regolamento) ovvero dalla data in cui sopravvenga un fatto nuovo o sia rilevato un errore concernente le informazioni atte ad influire sulla decisione dell’investimento (art. 25, comma secondo, del Regolamento).
Una volta appurato che l’investitore non professionale abbia compreso tutte le informazioni relative al servizio offerto ed ai rischi dell’investimento in start up innovative, verrà ad esso riconosciuta la possibilità di accedere alle sezioni del portale in cui potrà eventualmente aderire alle singole offerte.
Nel momento in cui il gestore del portale riceve un ordine di adesione ad una singola offerta da parte di un investitore non professionale è obbligato a trasmettere tali ordini alle banche ed alle imprese di investimento che operano nei confronti degli investitori nel rispetto della disciplina europea per la tutela dell’investitore e la trasparenza tramite informative al cliente (cd. disciplina MiFID).
Tale procedura non si applica qualora il controvalore dell’ordine di adesione alle offerte proveniente dall’investitore non professionale non dovesse superare i limiti specificati dall’art. 17, quarto comma, del Regolamento e, precisamente, per gli ordini di:
investitori-persone fisiche il cui controvalore risulti inferiore ad Euro 500,00 per singolo ordine, ovvero ad Euro 1.000,00 considerando gli ordini complessivi annuali; e nel caso di
investitori- persone giuridiche il cui controvalore risulta inferiore ad Euro 5.000,00 per singolo ordine, ovvero ad Euro 10.000,00 considerando gli ordini complessivi annuali.
Provvedimenti sanzionatori e cautelari
Il Regolamento prevede inoltre una specifica disciplina sanzionatoria nei casi in cui sussistano delle violazioni normative da parte dei gestori: la Consob può disporre in via cautelare, laddove ne ravvisi la necessità e l’urgenza, la sospensione dell’attività del gestore fino ad un massimo di 90 giorni (art. 20 del Regolamento) e, qualora le violazioni siano accertate, un’ulteriore sospensione dell’attività oppure disporre, nei casi espressamente indicati dall’art. 23 del Regolamento, la radiazione dal registro.
Offerte tramite portali
La Parte III del Regolamento prescrive le condizioni necessarie ai fini dell’ammissione delle offerte emesse dalle start up innovative sul portale per la raccolta di capitale di rischio : in particolare ai fini dell’ammissione, il gestore del portale deve verificare che lo statuto o l’atto costitutivo della società emittente abbia previsto:
il diritto di recesso dalla società ovvero il diritto di co-vendita delle proprie partecipazioni nel caso in cui i soci di controllo, a seguito dell’emissione dell’offerta, trasferiscano il controllo della società a terzi in favore degli investitori diversi dagli investitori professionali o dalle fondazione bancarie o da incubatori di start-up innovative : tali diritti sono riconosciuti per il periodo in cui sussistono i requisiti previsti per il riconoscimento della natura di start up innovative e comunque per almeno tre anni dalla conclusione dell'offerta;
la comunicazione alla società nonché la pubblicazione dei patti parasociali nel sito internet dell’emittente.
Inoltre, ai fini del perfezionamento dell’offerta sul portale, il gestore deve verificare che almeno il 5% degli strumenti finanziari offerti sia stato sottoscritto da investitori professionali, fondazioni bancarie ovvero da incubatori certificati di cui all’art. 25, comma 5, del Decreto Sviluppo bis.
A tal riguardo occorre precisare che la suddetta quota sottoscritta dagli investitori professionali deve risultare al momento dell’effettiva conclusione della raccolta del capitale di rischio non incidendo, pertanto, sull’ammissibilità dell’offerta sul portale bensì sul perfezionamento della stessa.