Source: https://postideologico.wordpress.com/2010/11/16/laltrove-al-di-la-di-freedonia/
Timestamp: 2017-05-26 03:29:32+00:00
Document Index: 106384693

Matched Legal Cases: ['art. 76', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 70', 'art. 52', 'art. 20', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 50', 'art. 12', 'art. 67', 'art. 69', 'e contrario', 'art. 50', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 28']

L’altrove, al di là di Freedonia | Post ideologico
L’altrove, al di là di Freedonia
IL RAPPORTO FIDUCIARIO CON LE CAMERE.
Il Cancelliere e i Ministri sono responsabili dinanzi alla sola Camera bassa (art. 76, comma 1).
Se il Consiglio Nazionale nega la fiducia al Governo federale nel suo insieme o a singoli membri di esso con esplicita deliberazione, il Governo o il Ministro federale in questione deve essere sollevato dall’incarico (art. 74, comma 1).
Per la deliberazione sulla sfiducia è necessaria la presenza della metà dei membri del Consiglio Nazionale. Tuttavia, se un numero di deputati stabilito dal Regolamento lo richiede, la votazione può essere rinviata al secondo giorno lavorativo successivo (art. 74 Cost., commi 1 e 2).
Per la revoca del Cancelliere federale o dell’intero Governo non è richiesta alcuna proposta; la revoca di singoli Ministri ha luogo su proposta del Cancelliere federale (art. 70, comma 1).
Entrambe le Camere hanno il diritto di verificare la gestione del Governo, interrogare i Ministri sull’intero complesso dell’attività esecutiva e richiedere tutte le informazioni pertinenti, nonché esprimere le loro opinioni sull’esercizio dell’attività esecutiva mediante risoluzioni (art. 52, comma 1).
Il Governo è responsabile davanti al Parlamento (art. 20 Cost.).
Il Primo ministro, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, impegna davanti all’Assemblea nazionale la responsabilità del Governo sul suo programma o eventualmente su una dichiarazione di politica generale. (art. 49 Cost., c. 1).
L’Assemblea nazionale può far valere la responsabilità del Governo attraverso il voto di una “mozione di censura” (art. 49 Cost., c. 2).
Il Primo ministro può, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, impegnare la responsabilità del Governo davanti all’Assemblea nazionale sul voto di un testo legislativo, ad alcune condizioni recentemente stabilite con la riforma del 2008. Con la legge costituzionale n. 2008-724 è stata infatti limitata alle leggi finanziarie e ad un testo per sessione, la possibilità di ricorso a tale procedura che consente al Governo di ottenere l’adozione di un provvedimento senza voto, ponendo la questione di fiducia dinanzi all’Assemblea Nazionale.
Se non viene presentata alcuna mozione di censura, il testo si considera automaticamente approvato.
Il Primo ministro ha altresì la facoltà di chiedere al Senato l’approvazione di una dichiarazione di politica generale. (art. 49 Cost., c. 4).
Quando l’Assemblea nazionale approva una mozione di censura o quando disapprova il programma o una dichiarazione di politica generale del Governo, il Primo ministro deve rassegnare al Presidente della Repubblica le dimissioni del Governo. (art. 50 Cost.)
Previa consultazione del Primo ministro e dei Presidenti delle Camere, il Presidente della Repubblica può sciogliere l’Assemblea nazionale. Si tratta di uno dei suoi poteri che non esigono controfirma ministeriale e quindi di una vera e propria sua prerogativa, che esercita con la massima libertà di decisione. (art. 12 Cost.)
Il rapporto fiduciario intercorre con il solo Bundestag.
Dopo l’iniziale elezione del Cancelliere federale, il Bundestag può esprimergli la sfiducia solo eleggendo a maggioranza dei suoi membri un successore e chiedendo al Presidente federale di revocare il Cancelliere federale in carica. In tal caso, il Presidente federale deve aderire alla richiesta e nominare il nuovo eletto. (art. 67 Cost.).
La carica di Cancelliere federale o di ministro federale termina in ogni caso quando si riunisce un nuovo Bundestag; la carica di ministro federale termina inoltre tutte le volte che il Cancelliere federale cessa dal suo ufficio (art. 69 Cost.).
Per convenzione costituzionale, la fiducia della Camera dei Comuni è presunta nei confronti del Primo Ministro designato dal Sovrano.
Alcuni commentatori individuano un momento di espressione formale della fiducia al Governo nell’approvazione parlamentare di un indirizzo di risposta (Address of Reply) al discorso della Corona con cui all’inizio di ogni sessione annuale si annunciano i contenuti salienti del programma legislativo del Governo per la sessione che si apre. In riferimento a tale ricostruzione, l’approvazione di un indirizzo di risposta nettamente contrario ai contenuti del discorso della Corona, così come la reiezione del bilancio, avrebbero valenza analoga all’espressione della sfiducia.
Questa può essere invece formalmente espressa mediante una mozione di censura, la cui approvazione induce per prassi il Governo alle dimissioni oppure a richiedere al Sovrano lo scioglimento della Camera dei Comuni. La posizione della questione di fiducia non fa parte della tradizione della Camera dei Comuni. Qualora nelle votazioni parlamentari il Governo venga messo in minoranza, il Primo ministro resta libero di valutarne le conseguenze.
Il rapporto fiduciario intercorre tra il Presidente del Governo e il solo Congresso dei Deputati:
· la fiducia deve essere votata a maggioranza assoluta. Ove tale maggioranza non venga raggiunta, si procede ad una nuova votazione a distanza di 48 ore, per la quale è sufficiente la maggioranza semplice. Se non si raggiunge tale risultato, bisogna ripetere il procedimento con un nuovo candidato. Se trascorsi due mesi, a partire dalla prima votazione, nessun candidato ha ottenuto la fiducia del Congresso, il Re scioglie entrambe le Camere e indice nuove elezioni;
· il Presidente del Governo, previa delibera del Consiglio dei Ministri, può porre la questione di fiducia sul suo programma o su una dichiarazione di politica generale al Congresso dei Deputati; la fiducia è accordata se vota a favore la maggioranza semplice dei deputati;
· il Congresso può impegnare la responsabilità politica del Governo attraverso l’approvazione a maggioranza assoluta della mozione di censura, che deve essere proposta da almeno un decimo dei deputati e deve indicare un nuovo candidato alla Presidenza del Governo. La mozione non può essere votata prima di cinque giorni dalla sua presentazione e, qualora sia respinta, i suoi firmatari non potranno presentarne un’altra nella medesima sessione. (artt. 99, 112,113 Cost.)
Il Parlamento canadese è composto da due Camere, la Camera dei Comuni e il Senato, e dal Sovrano. La Camera dei Comuni, composta su base elettiva, è formata da un numero variabile di membri, perché i seggi sono ripartiti tra le Province sulla base della loro popolazione. Attualmente la House of Commons è composta da 307 membri. Essa resta in carica per un periodo massimo di 5 anni (art. 50 del Constitution Act), ma sono frequenti gli scioglimenti anticipati. Il rapporto fiduciario intercorre tra il Governo e la sola Camera dei Comuni, che può esprimersi su una mozione di fiducia o di sfiducia al Governo. In caso di sfiducia, per prassi il Primo ministro è costretto alle dimissioni oppure può richiedere al Governatore generale lo scioglimento della Camera dei Comuni.
Come nel Regno Unito, anche in Canada all’inizio della legislatura e dopo la formazione del Governo, si svolge il discorso della Corona (Speech from the Throne), tenuto dal Governatore generale, a cui segue di solito l’approvazione parlamentare di un indirizzo di risposta. Tale discorso, in cui si annunciano i contenuti salienti del programma legislativo del Governo, si tiene anche all’inizio di ogni sessione parlamentare.
Il Governo israeliano è collettivamente responsabile davanti al Parlamento (art. 4).
Una volta che il Presidente ha conferito il mandato ad un membro della Knesset per formare un nuovo Esecutivo e che questo è stato formato, il Governo – come già evidenziato in precedenza -deve presentarsi di fronte al Parlamento per comunicare il suo programma, la lista dei ministri, con le loro competenze, e per ricevere la fiducia della maggioranza parlamentare.
Il Governo è costituito solo dopo che la Knesset gli ha espresso la sua fiducia (art. 13. d).
La Legge Fondamentale del 2001 ha i introdotto, inoltre, nel sistema costituzionale l’istituto della “sfiducia costruttiva” .
La normativa prevede che la maggioranza dei membri della Knesset possa votare una mozione di sfiducia nel Governo (art. 28. a). Nello sfiduciare il Governo, la maggioranza assoluta del Parlamento deve richiedere al Presidente dello Stato di conferire un incarico per la formazione di un nuovo Governo ad un determinato membro della Knesset, previo il suo consenso scritto. (art. 28.b).
Entro 2 giorni dal voto della mozione di sfiducia, il Presidente è tenuto ad assegnare il nuovo incarico. (art. 28.c). Il Primo Ministro incaricato ha quindi 28 giorni, estendibili fino ad un massimo di 14, per formare il nuovo Esecutivo. (art. 28.d).
Se, trascorso questo tempo, il Governo non è stato formato, o se esso, presentatosi alla Knesset, non ha ottenuto la fiducia dell’Assemblea parlamentare, sono convocate le elezioni anticipate. (art. 28 . e; art. 28. f).
Coerentemente con i principi di separazione e di bilanciamento di poteri che caratterizzano la forma di governo statunitense, nessun potere può incidere sulla permanenza in carica dell’altro.
Ne discende che, nei suoi rapporti con il Congresso, il Presidente non è sottoposto a voto di fiducia parlamentare. Egli non ha il potere, d’altra parte, di determinare l’anticipata interruzione della legislatura.
Nell’ipotesi di gravi violazioni compiute nell’esercizio del suo mandato, il Presidente può essere sottoposto dal Congresso a procedimenti di messa in stato di accusa (impeachment), e, a seguito di condanna, essere destituito. In tale ipotesi il mandato presidenziale è assunto dal Vice-presidente e portato avanti fino alla scadenza prestabilita.
Approfondimenti: Austria, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna
Canada, Israele, Stati Uniti
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Data : 16 novembre 2010
Tag: Fai notizia, fainotizia
alessandro* (17:42:50) : Caro Giovanni Maria,
il tuo excursus europeo è una base importante da cui partire. Dalla crisi in poi si è apperto il problema del controllo della cittadinanza sugli eletti, giusto per non incappare in una crisi più profonda.
In tal senso attendo di conoscere come intende sviluppare il proprio pensiero Aaung San su kiy, il premio Nobel birmano di recente “liberata al mondo”.
Giuseppe Rossi (20:04:03) : Temo che la ricerca sia in parte fatica sprecata: il clan dei nominati non conosce neppure la nostra di costituzione, figurati se gli interessa quella degli altri.
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