Source: http://atticonsiglio.consiglio.basilicata.it/AD_Elenco_Resoconti?cognome=BRAIA&leg=XI
Timestamp: 2020-07-09 04:43:28+00:00
Document Index: 140027233

Matched Legal Cases: ['art.116', 'art.116', 'art.116', 'art.3', 'art. 3', 'art. 117', 'art.116', 'art. 116']

Intervento di ACITO ALIANDRO BALDASSARRE BARDI BELLETTIERI BRAIA CARIELLO CARLUCCI CIFARELLI COVIELLO CUPPARO DINO BECAGLI FANELLI GIORGETTI LEGGIERI LEONE MERRA PERRINO PIRO PITTELLA POLESE PRESIDENTE (CICALA) PRESIDENTE (LEONE) QUARTO ROSA SILEO TREROTOLA VIZZIELLO ZULLINO
Intervento BRAIA resoconto nr. 1 del 06/05/2019
Argomento : ELEZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
Grazie, Presidente. Colgo l’occasione di questo microintervento per augurare buon lavoro al Presidente e un benvenuto a tutti i Consiglieri eletti. Prima di procedere alla terza votazione, noi avevamo volontà di esprimere un concetto, un pensiero e anche un principio e poi una decisione: noi, un po’ più esperti di quest’Aula ci rendiamo perfettamente conto che lavorare in questo contesto è estremamente importante per il futuro della nostra comunità.
I lavori che si effettuano in quest’aula hanno bisogno di uno sforzo democratico importante, un’abitudine al dialogo e al confronto democratico e anche alla presa di coscienza nel rispetto dei ruoli che ognuno di noi è stato chiamato a svolgere dal popolo lucano.
Abbiamo bisogno di legittimare ruoli importanti apicali che regoleranno l’azione di quest’aula, abbiamo intuito attraverso il risultato di queste prime due votazioni che la volontà della maggioranza non espressa in via preliminare all’inizio del primo voto, come in genere si fa, è quella di far presiedere l’aula al Consigliere Cicala. Riteniamo che per svolgere un lavoro fruttuoso, efficace, abbiamo bisogno che il garante, così chiamiamo nel gergo della politica chi esercita questa funzione e lo vuole fare con il massimo della collaborazione e della disponibilità, deve essere chi governa quest’aula consiliare.
Pertanto intendiamo, lo faccio a nome dei gruppi Avanti Basilicata, Comunità Democratica, PD e il gruppo di cui fa parte il candidato Presidente Trerotola, votare il vostro candidato Cicala perché possa essere il garante della regolarità delle funzioni che si svolgono in quest’Aula per garantire a tutti eguali diritti e doveri che dobbiamo necessariamente esercitare per esplicare al meglio le nostre funzioni. Grazie.
Argomento : SALUTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE NEOELETTO, CARMINE CICALA
Grazie, Presidente, intanto rinnovo l’augurio di buon lavoro anche al Presidente del Consiglio neoeletto e alla maggioranza che si appresta a fare spero uno straordinario lavoro, lo dico da cittadino lucano. Se alcune riflessioni che sono venute dalla opposizione in questa seduta vogliono per qualcuno apparire come giustificatrici del proprio insuccesso, ha sbagliato indirizzo e valutazione. Noi abbiamo la coscienza a posto, la schiena dritta e ognuno per le proprie attività svolte e funzioni esercitate, è convinto di aver dato il massimo, di aver profuso il massimo dell’impegno, i cittadini hanno deciso, valutato e hanno dato alla maggioranza di Centro Destra l’onore e l’onere di governare questa comunità.
Il tentativo in campo oggi è un tentativo frutto anche di un’esperienza, frutto anche di una consapevolezza maturata in questi anni anche a nostre spese rispetto alla necessità di istituire in quest’aula prima di ogni altro luogo un rapporto corretto e rispettoso del pensiero altrui. Tutti siamo portavoce di una verità, della propria verità, ognuno avrà la possibilità in quest’aula di dimostrare quello che è stato fatto numeri alla mano, lo farò a valle della sua relazione, Presidente Bardi, che vorrò leggere con molta attenzione per capire la strategia, i metodi, gli obiettivi che ci vogliamo porre per questa comunità, perché guardi, Presidente, se ci sono state delle scelte compiute in questi ultimi anni, sono state scelte che hanno sacrificato per certi aspetti l’ambizione di dare alla Basilicata un impulso maggiore di quello che è stato dato, una strategia diversa da quella che abbiamo dovuto applicare.
Quando andrete a governare, non a comandare, questa comunità, vi renderete conto che rispetto alle ambizioni, alle aspettative, ai sogni desiderati c’è la realtà che si affronta con umiltà, con senso del dovere, del sacrificio, con la necessità e la consapevolezza che bisogna collaborare giorno e notte per affrontare i mille dossier, le tante difficoltà di una comunità che vive da quand’è nata una contraddizione che si è manifestata forse in maniera più compiuta in questi ultimi anni.
L’idea sempre è che si può e si deve fare meglio guardando in faccia la realtà e atteggiandosi con lealtà. Si valuteranno i programmi, si valuteranno i progetti che si vorranno mettere in campo, ma una cosa deve essere chiara: la legislatura passata ha tentato, riuscendoci per certi versi, di cambiare il paradigma dello sviluppo di questa regione. I temi, le paure dei colleghi 5 Stelle, le dichiarazioni e le parole chiave per ora ascoltate dal Presidente del Consiglio sono rispettabili, ma sono per chi vuole strumentalmente interpretarlo, un grido d’allarme perché noi abbiamo avuto la forza e il coraggio nella ristrettezza economica che abbiamo affrontato in un governo che ha tagliato continuamente le disponibilità per la Regione in una contraddizione tra la volontà di elevare l’attenzione sulle tematiche ambientali che ci sono costate risorse economiche che non sono più state rese disponibili rispetto agli obiettivi.
Abbiamo cambiato il paradigma di sviluppo, per noi l’agroalimentare, l’ambiente, il turismo, sono diventate le parole chiave, questa è la realtà dei fatti, e su questa misuriamo i risultati, il più che possiamo e potremmo estrinsecare nei prossimi giorni, appena la Giunta sarà pronta. Dovremmo ripartire dai più e attenzionare i meno, ma i più sono tanti, e sono su quel tema, su quel principio, su quella strategia che noi abbiamo voluto mettere in campo prendendo e mantenendo un impegno con i cittadini.
Il petrolio è un’opportunità che va gestita meglio, forse, di come l’abbiamo fatto noi, vedremo come lo saprete fare in maniera straordinaria voi, ma rappresenta un presente, non può essere il nostro futuro. Il futuro di questa regione lo abbiamo già scritto nei titoli, e abbiamo anche agito perché quei titoli diventassero paragrafi riempiti di contenuto, di progetti, di azioni che hanno portato risultati inimmaginabili per questa regione, diventata la regione più nota in Italia, al mondo, non certo per il petrolio, finalmente perché portatrice di valori, di opportunità, perché ha puntato sulla cultura, sull’agroalimentare, sull’agricoltura, perché ha cambiato passo.
E allora ben venga chi vuole porsi in maniera differente rispetto agli obiettivi che si vorranno determinare, ma staremo molto attenti se quegli obiettivi che si vogliono raggiungere si vogliono poi determinare tornando indietro piuttosto che guardando avanti. Ecco, su questo io vorrei che si cogliesse lo spirito con cui è impostato il nostro agire dal primo minuto.
Coesione, solidarietà, sussidiarietà sono state bussole, direzioni di marcia di questa legislatura, abbiamo usato le risorse per sostenere le Amministrazioni Comunali spesso e molte volte di centrodestra chiamate a chiedere sostegno alla Regione per evitare di chiedere ulteriori tasse ai cittadini.
E questa Regione, sacrificando anche prospettive e progetti di sviluppo, ha dovuto e ha scelto una strada. Spero abbiate il coraggio, la forza, la determinazione per far sì che il Governo Nazionale riconosca le peculiarità del sud e della Basilicata più di quanto è stato fatto negli anni precedenti. Vorremmo misurare però quante opportunità e quante attenzioni alla Basilicata vorranno riversare perché questa relazione virtuosa che oggi si consuma in questa parte di inizio legislatura è un’opportunità importante.
Io spero che i cittadini lucani ne potranno usufruire, saremo pronti ad applaudirvi e ad aiutarvi se la direzione di marcia sarà migliore della nostra, più efficace della nostra, se sarete in grado di valorizzare più di quanto abbiamo fatto noi i dipendenti, i funzionari, i dirigenti, i direttori generali. Chiamati a responsabilità magari oggi dovranno confrontarsi con una nuova modalità di azione io spero più efficace, più fruttuosa per il bene dei lucani. Saremo molto vigili se questo non accadrà, se saranno state parole, slogan, a volte anche consumati nel tentativo di fiaccare e denigrare la dignità di chi oggi è anche in quest’aula. Non dobbiamo nasconderci su queste cose, ma ripeto anche io: la campagna elettorale è finita, oggi valuteremo azioni, proposte, progetti, leggi, norme e noi vogliamo continuare a fare la nostra parte, grazie.
Intervento BRAIA resoconto nr. 2 del 29/05/2019
Argomento : SOSTITUZIONE TEMPORANEA DEI CONSIGLIERI NOMINATI ASSESSORI AI SENSI DELL’ARTICOLO 23 DELLA LEGGE REGIONALE 20 AGOSTO 2018 N.20 E CONVALIDA PROVVISORIA DEI CONSIGLIERI SUPPLENTI
Grazie, Presidente. Intanto a nome sia del Gruppo “Avanti Basilicata”, che di “Comunità democratiche”, che del Gruppo “Prospettive Lucane”, anche se oggi non c’è il rappresentante, il candidato Presidente Carlo Trerotola, formulo i migliori auguri di buon lavoro alla Giunta che si è insediata da qualche settimana, sperando di poter avviare una collaborazione operativa e positiva, diciamo, nel rispetto dei ruoli. Chiaramente sempre a nome degli stessi Gruppi un benvenuto e un ben arrivati ai Consiglieri che si sono insediati nella giornata odierna. Anche a loro, chiaramente, un buon lavoro e chiaramente anche nel rispetto di quello che abbiamo detto nella prima seduta, diciamo anche un’attività dialettica che in questo Consiglio si possa esprimere nel massimo della lealtà e della trasparenza.
Io prendevo la parola, Presidente, per presentare una mozione, chiaramente anche se nella prima seduta ufficiale dedicata, come vedremo, alla relazione del Presidente, può sembrare un po’ irrituale, ma è assolutamente contingente presentarla nella giornata odierna ed è un una mozione che ha come argomento, come oggetto, l’autonomia regionale richiamata dall’Articolo 116 della Costituzione. L’utilità, l’importanza di questa mozione chiaramente non sfuggirà alla luce anche dell’esito elettorale che si è avuto in questi giorni e anche alle accelerazioni presunte su questa tematica che, immagino, il Governo Nazionale vorrà dare, visto anche l’importanza del risultato raggiunto dalla Lega stessa, rappresentato in maniera consistente anche in questo Consiglio Regionale, è fondamentale, ed è lo spirito della mozione, chiedere al Presidente un’immediata convocazione o discussione, diciamo, di questo argomento nel più breve tempo possibile. Saremmo disposti a non chiedere l’immediata discussione, ma solamente l’iscrizione, laddove chiaramente ci fosse da parte del Presidente l’impegno a discutere di questa tematica nel primo Consiglio utile, cioè quello praticamente già calendarizzato, non del 6, ma del 18 giugno se non vado errato, che già l’Ufficio di Presidenza ha già chiaramente deciso.
Questo è un argomento capirete, comprenderete, assolutamente fondamentale per il futuro della Basilicata ed è un elemento politico dirimente che credo condizionerà in qualche modo anche il futuro della nostra comunità ed è fondamentale che l’organo appena costituito, più rappresentativo, l’unico organo rappresentativo dell’intera Regione de ne faccia totalmente carico in una discussione che mi auguro sarà nel merito delle questioni, che posa poi consentire al Presidente di rappresentare la volontà che il Consiglio vorrà per poter far sentire la voce che la Regione Basilicata nell’assise principale, riunita, appunto, in questo Consiglio, saprà esprimere e saprà elaborare come posizione. Noi riteniamo inderogabile questo elemento e vorrei però leggere il dispositivo della mozione che poi consegnerò al Presidente per le decisioni e per il voto legato all’iscrizione e la decisione eventualmente su come proseguire rispetto a questo argomento. Visto il terzo comma dell’art.116 che le Regioni con il bilancio in ordine possano chiedere di vedersi assegnate maggiori competenze rispetto a quelle previste normalmente per le Regioni a statuto ordinario, vista l’interlocuzione istituzionale già in corso tra il Ministero per gli Affari Regionali Elica Stefani e i Governatori delle Regioni che a seguito del referendum consuntivo tenutosi nell’autunno dello scorso anno richiedono di utilizzare le possibilità offerte dall’art.116, comma 3 della Costituzione al fine di pervenire ad autonomia differenziata, considerato il contesto di profonda incertezza per le prospettive economiche del sistema paese che deve affrontare problemi sociali e di competitività dopo una lunga crisi con una debole ripresa e con il rischio di una grave recessione economica, considerato che basare i meccanismi di finanziamento sui cosiddetti fabbisogni standard assumendo come termine di riferimento il gettito dei tributi maturati nel territorio regionale in rapporto ai rispettivi valori nazionali, vedrà le Regioni con il PIL più alto ricevere più risorse per ospedali, scuole e servizi. Considerato che le Regioni economicamente più deboli riceveranno ancora meno risorse delle attuali venendo meno al principio di perequazione e solidarietà che dovrebbe garantire livelli essenziali delle prestazioni sociali e civili a tutti i cittadini italiani ovunque residenti e che i cittadini e le cittadine di Basilicata hanno il diritto di conoscere quale sia la posizione del Governo Regionale sul tema, preso atto delle posizioni fortemente critiche di tutte le Regioni a statuto ordinario dell’Italia Meridionale, preso atto che anche il Governo Regionale debba esprimere una posizione a difesa degli interessi della Basilicata, considerato che in data 20 marzo 2018 il Consiglio con delibera di Consiglio Regionale n.726/A ha approvato una risoluzione sul regionalismo differenziato che impegnava la Giunta Regionale a predisporre sentiti i Dipartimenti Regionali un documento per settori relativi alle potenzialità e opportunità del regionalismo differenziato da inviare alle componenti Commissioni Consiliari e il Presidente del Consiglio Regionale a predisporre un calendario delle attività delle Commissioni al fine di avviare un percorso di largo confronto e approfondimento con UPI, ANC, parti sociali, associazioni e rappresentanze del mondo del lavoro e delle imprese ed inoltre ad avviare un’attività di confronto a supporto sul documento dell’indirizzo in sede di Conferenza dei Presidenti nell’Assemblea Regionale legislativa delle Regioni, considerato che nella scorsa legislatura le Commissioni Consiliari competenti hanno affrontato il tema con documenti e focus specifici, tanto visto considerato richiamato si impegnano il Presidente della Giunta e il Presidente del Consiglio Regionale a confermare gli impegni presi dal Consiglio con la suddetta deliberazione n.726 del 20 marzo 2018 a ribadire che al fine di salvaguardare la tenuta unitaria del paese, l’unica autonomia possibile rimane quella definita dall’art.116 della Costituzione, un’autonomia che sappia tenere insieme le esigenze di maggiore efficienza ed efficacia della Pubblica Amministrazione e allo stesso tempo garantire che tutti i cittadini siano uguali non solo difronte alla legge e soprattutto al fisco, ma anche sul lato dei diritti per raggiungere questo obbiettivo prioritario e condividere alcuni punti oggetto del confronto tra Regioni e Governo il riconoscimento delle competenze richieste dalle Regioni, la definizione per ciascuna competenza dei livelli essenziali delle prestazioni, il monitoraggio pubblico, il ruolo centrale del Parlamento per il controllo ed eventuali correzioni che si rendessero necessarie e il finanziamento agli enti locali e alle funzioni pubbliche assegnate e il collegamento delle (incomprensibile), delle risorse alla verifica dell’efficienza della spesa e il recupero della potestà statale su Matera è nevralgica per lo sviluppo nazionale solo in questo modo l’autonomia delle Regioni può rappresentare uno strumento per migliorare la vita dei cittadini e non una scorciatoia per alimentare egoismi territoriali e luoghi comuni. Grazie, Presidente.
Intervento BRAIA resoconto nr. 3 del 06/06/2019
Argomento : DIBATTITO SULLA RELAZIONE PROGRAMMATICA DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE RESA AI SENSI DELL’ART. 48 COMMA 6 DELLO STATUTO REGIONALE
Grazie, Presidente. Spero di stare nei 15 minuti, se prenderò qualche altro minuto, me lo concederà, spero, perché la seduta è di quelle importanti, direi storiche. Ogni inizio di legislatura; Presidente Bardi, Presidente Cicala, in questi momenti, in queste battute iniziali di una legislatura si definiscono le direzioni, si dettagliano le strategie, si comunicano gli intendimenti e gli obiettivi che una comunità che si è rivista in una rappresentanza in questa legislatura nuova vuole comprendere fino in fondo, al netto di quello che è stato più o meno detto in campagna elettorale. Quindi ha ragione il collega Cifarelli quando dice che nutrivamo una grande aspettativa, come tutti i lucani, rispetto a questa relazione, che non è un atto formale, ma un atto sostanziale. Da questo atto ci aspettavamo un quadro un quadro che nel tempo vivesse la verifica, il monitoraggio, il controllo di ciò che si è detto e di ciò che si è riusciti a realizzare, perché è evidente, lo scoprirete vivendo, che le grandi aspettative o i grandi auspici non sono sempre facilmente realizzabili per le tante condizioni che un governo vive nella sua vita e quindi scoprirete come è difficile realizzare gli obiettivi quando questi si scrivono, quando questi si declinano, quando questi si dettagliano. Sarà molto facile forse per il Presidente dire che abbiamo fatto quello che abbiamo scritto, perché impegnarsi sulle infrastrutture vuol dire tanto e vuol dire niente, impegnarsi per ridurre il fenomeno dell’assistenzialismo può essere tanto o potrebbe essere niente, ma basterebbe un po’ un’azione per dimostrare che si è andato in quella direzione. Ecco perchè auspicavo che questo cambiamento, non rivoluzione, coem l’ha definita il Presidente ci circostanziasse di qualcosa di vero e concreto, invece abbiamo assistito ad una elencazione di auspici e di principi, spesso in linea con le azioni che sono state in qualche modo messe in campo dalla nostra passata legislatura, e lo dico perché sia chiaro che cosa io intendo, che cosa noi intendiamo per visione e per obiettivi di una Regione, rivendicato quello che si è fatto e auspicando che voi siate nelle condizioni di fare di più e meglio.
Questa è una Regione governata dal Centro Sinistra per tanti anni, ma che negli ultimi 5 anni quella rivoluzione annunciata certo non è stata compiuta, ma è evidente, è evidente nei numeri e nei fatti che è stata platealmente iniziata e al relazione del Presidente Bardi lo ammette. Ahimè, per chi ne ha teorizzato travolgimenti, ne definisce anche i contorni e i contenuti, e in qualche modo ne declina anche i risultati e ha ragione se è così perché questa Regione negli ultimi 5 anni ha avuto il coraggio, la classe dirigente che l’ha rappresentata, di fare un a scommessa epocale. La scommessa epocale è stata quella di provare a cambiare il paradigma di sviluppo di questa Regione. Per tanti, forse troppi anni, la Basilicata era conosciuta al mondo per l’auto motiv e per il petrolio. Lo sforzo fatto nella passata legislatura, in parte riuscito, è quello di lavorare su quelli che sono le caratteristiche le emergenze naturali che sono insite alla nostra comunità e che caratterizzano il nostro territorio. Abbiamo provato ad alzare l’asticella dell’attenzione sui temi dell’ambiente, voglio essere smentito dai dati, dalle politiche messe in campo che vanno in una direzione contraria a quella che ho appena raccontato. Abbiamo provato a valorizzare il nostro straordinario patrimonio ambientale e agroalimentare, provando a metterlo al centro di un nuovo paradigma di sviluppo e provando a scommettere su quelle che sono le nostre cartistiche come una possibilità di realizzare una Basilicata che si proietti nel futuro e che sia sostenibile nel tempo quella sua dimensione e lo abbiamo fatto con politiche che valorizzavano questi aspetti, ma anche con azioni e iniziative che hanno provato a comunicare e promuovere tutto quello che stavamo realizzando. Il risultato non ci ha premiato, ma questa direzione l’abbiamo fortemente voluta e realizzata. Lo dico al Presidente, non è stato fatto solamente comunicazione con il Capodanno RAI, l’azione di comunicazione e promozione ha vissuto 5 anni di straordinaria attività, sono stati 5 anni un cui 80 milioni di italiani hanno potuto vedere, conti alla mano, che cos’è la nostra Terra, di cos si caratterizza realmente il nostro patrimonio anche di risorse umane e di aziende che tutelano e valorizzano questo territorio. Lo abbiamo fatto con accordi che hanno visto al RAI in riferimento, ma che hanno dato protagonismo alla nostra Regione per 25 trasmissioni all’anno, non voglio elencarle, sono visibili sui siti della Regione al qualità e al quantità della nostra attività di promozione, perché il turismo è diventato un elemento caratterizzante dell’azione politica della vecchia legislatura e voglio dirla recuperando i passaggi che il Presidente ha voluto sottoscrivere in quella relazione, parlando di brand Basilicata come di un’operazione da iniziare, di un brand Basilicata come se noi dovessimo ricostruire un’immagine. Presidente, oggi la Basilicata è se stessa un brand, è stata scoperta finalmente nella sua bellezza, nella sua straordinarietà, oltre i confini nazionali ed internazionali, anche grazie alla scommessa che una classe politica ha voluto fare sul progetto ambizioso che ci ha proiettato nella dimensione mondiale che è quella di Matera 2019, da gestire di più, meglio, da rafforzare, certo la fondazione dovrà ridisegnare una mission, sono d’accordo con lei, dovrà proiettarsi nel futuro, è vero, perché questa grande opportunità, questa grande visibilità, questa grande scommessa vinta, non sia solo di Matera, ma sia sempre di più della Basilicata intera e si proietti nel tempo, sì, su questo sono d’accordo, questa vocazione che noi abbiamo riscoperto, è giusto che questa consiliatura la affronti, diciamo, con responsabilità e consapevolezza. Il paradigma di sviluppo da automotive e petrolio è diventato agroalimentare, ambiente e turismo, questa è la visione che noi abbiamo voluto mettere in campo e che pensavamo fosse, invece, diciamo, oggetto di discussione, di messa in discussione da parte del cambiamento. Io spero che questo non sia e spero che anche gli attentati che dal livello nazionale e dal livello regionale, diciamo, che io avverto, non siamo veritieri, che quelle, che ciò che temiamo non si realizzi dalle divisioni territoriali alle scommesse sul petrolio. Noi abbiamo bisogno di guardare avanti e di fare della Basilicata una piattaforma di sviluppo sostenibile modello per l’intero Mezzogiorno, al centro del Mediterraneo, è una delle missioni che ci dobbiamo assegnare. Questo è uno degli obiettivi che un piano strategico si deve definire (inc.) nel futuro, cosa vuole essere e (inc.) mettere in campo attività e azioni e progetti per poter realizzare questi obiettivi. Lei ha parlato di infrastrutture e ha citato una serie di cose, io sono convinto che molte informazioni non le sono ancora note e non si può che dargli, diciamo, questo spazio giustificativo, ma tante cose che lei ha citato, le assicuro, sono state messe in campo e la forza dell’interlocuzione che abbiamo avuto con il governo nazionale ha portato ad investimenti, ha messo a disposizione della nostra regione importanti risorse economiche che vanno ora utilizzate, vanno cantierizzate e sapete benissimo che le responsabilità in questo caso non sono nella dimensione regionale, ma sono nella dimensione nazionale. Quello che lei auspica come apertura dei tavoli con Anas e il Governo, sono tavoli che esistono da mesi/anni e che per l’inerzia di un’Anas che non è scossa da nessuno dei governi che in questi ultimi anni si è succeduta, riesce a smuovere. Il patto per il sud, i 700 milioni di euro, molti dei quali di competenza Anas ancora fermi, sono fermi e sono impossibili, diciamo, da rendere operativi e quindi da trasformarsi in opportunità, in cantieri, in lavori, in occupazione, ma soprattutto in viabilità efficace. Potenza – Melfi, i cantieri per piccoli pezzi sono ripartiti; Parlerà la Basentana, per fare la Basentana ci vogliono, se non ricordo male , oltre 330 milioni di euro, stima Anas; penso che quando parla di Matera - Ferrandina non so se si riferisce alla viabilità o alla ferrovia, ma vorrei informarla che sulla viabilità, se bisogna fare un adeguamento, parliamo di 400 milioni di euro, se dobbiamo fare un raddoppio, parliamo di 800 milioni di euro, stima Anas, spero che queste informazioni servano, diciamo, per acquisire una consapevolezza, che l’interlocuzione, diciamo, con l’Anas e con il Governo, oggi affidata interamente alla filiera del centro destra, produca di più di quanto ha prodotto nel passato. La Matera – Ferrandina, dopo una battaglia secolare, è finanziata per 250 milioni di euro, i cantieri sono ripartiti. Su Pontecagnano abbiamo sentito flotte di critiche negli anni passati, dopodiché, però, nella relazione non si è capito se il cambiamento significa tornare indietro o confermare quel finanziamento. Parliamo della pista Mattei, qual è l’obiettivo, qual è la strategia, cosa vogliamo farne di quella pista? Parliamo nel linguaggio della verità. Vogliamo farla diventare un aeroporto di passeggeri, come l’aeroporto Palese di Bari, vogliamo farne un Ab turistico, vogliamo fare un Abb, diciamo aeroportuale per sviluppare le economie, le imprese dell’area, della Regione, soprattutto quelle del comparto agroalimentare. Qual è l’obiettivo, qual è la strategia, l’idea? Altrimenti siamo alla campagna elettorale e agli slogan. Ho sentito parlare, nella relazione ha scritto bene “Trasporto su gomma”, io voglio riportarla, in quest’assise voglio ricordarle due cose, parla di rimettere in discussione il contratto di servizi, a cosa ci riferiamo, a quello con FAL stipulato nel novembre del 2017 e che scade nel 2023, a quello con Trenitalia, stipulato nel giugno 2017, scadenza 2023, o parliamo diciamo delle gare di appalto della mobilità sui gomma che dobbiamo fare? Una relazione ha anche bisogno di questo dettaglio, di questa declinazione, per comprendere di cosa parliamo, su che cosa ci dobbiamo esprimere, su quale giudizio dobbiamo formulare, quale contributo vogliamo noi dare? Perché, immaginare una rivisitazione, immagino che sia nei vostri doveri, forse diritti, visto che siete del cambiamento, di quello che la Giunta Regionale ha fatto sui piani di bacino, significa rimettere in piedi una discussione, i contratti scadono, le proroghe ulteriori scadono a ottobre, novembre, abbiamo 3, 4 mesi di tempo per ridiscutere tutto, per riformulare, fare una gara d’appalto e poi rifare le proroghe, è bene saperlo, è importante saperlo. Mi permetto di aggiungere a quello che è stato scritto sulle infrastrutture, un’attenzione particolare al dissesto idrogeologico, all’accessibilità delle aree interne, alla viabilità rurale, problemi che abbiamo provato, senza successo sì, perché la scarsità delle risorse è un dato, elemento su cui farete i conti anche voi, poi ci sarà una capacità straordinaria di utilizzo, Assessore Cupparo, che io spero e immagino voi sarete in grado di fare molto e più di noi, ma questi sono temi di cui abbiamo bisogno di parlare e di capire cosa il Governo vuole fare. I nostri sforzi, piccoli o grandi che siano, hanno portato un risultato, non abbiamo sentito parlare di infrastrutturazione digitale, lo diceva Acito l’importanza dell’innovazione della tecnologia e soprattutto della connessione digitale di una comunità che è quella della Lucania. Su questo tema noi abbiamo fatto un grandissimo investimento, banda larga, banda ultralarga, abbiamo costretto o convinto il Governo nazionale a fare la sperimentazione del 5 G a Matera, abbiamo connesso la nostra Regione, abbiamo messo nelle condizioni il futuro di arrivare in questa terra. Certo, abbiamo fatto un lavoro enorme e oggi si può immaginare di utilizzare quel lavoro, quel contesto migliorato e riposizionato in termini di scelta politica, per poter portare finalmente la Basilicata e la comunità di Basilicata laddove merita. Ancora una volta si è espressa sul turismo, parlando di turismo di avventura, questa Regione in questi anni ha scelto il turismo che valorizza l’ambiente come un elemento, così come quello culturale, su cui puntare. Quello che lei racconta è quello che abbiamo fatto, si è dimenticato del più grande ponte tibetano al mondo che nascerà a Castelsaraceno, 500 metri di lunghezza e 70 metri di altezza, un attrattore straordinario c he porterà in questa Regione, spero, centinaia di migliaia di persone a visitare luoghi straordinari, e i risultati sul turismo sono evidenti: incremento della ricettività, incremento degli arrivi, siamo la prima regione in Italia, non voglio, diciamo, elencare dati, perché sono già andato oltre il tempo assegnato, ma arrivano turisti dall’Italia, dall’intera Europa e dal mondo intero. L’agricoltura come risorsa, ancora 5 minuti e chiudo. Ha parlato di un’agricoltura distrutta, ieri ho sentito un comunicato stampa della collega Sileo, di un’agricoltura martoriata e ridotta, diciamo, ai minimi termini. Io credo che l’agricoltura, come il turismo, abbia rappresentato la vera nota positiva di questa regione, di questa scommessa fatta nel cambio di paradigma, e i dati non sono solamente, diciamo, frutto di fantasia, i dati sono sotto gli occhi di tutti. Lascerò la relazione, perché è anche un elenco di dati, valore aggiunto passato da 550 milioni di euro ad oltre... Da 338 a 570 milioni di euro nel 2018, più 71%; la produzione più 43% dal 2013 al 2018; le imprese, l’unica regione in Italia che cresce all’ 1%, quando del 2, 4% in 5 anni, quando invece in Italia si decresce; gli occupati salgono del 18% nel quinquennio 2013 – 2018; l’export sta al 28%, siamo a prima regione per scommesse fatte sul biologico. Ci piacerebbe capire che cosa significa rimodulazioni del progetto, (audio disturbato) Presidente...
Intervento BRAIA resoconto nr. 4 del 25/06/2019
Argomento : MOZIONE DEI GRUPPI DEL CENTRO SINISTRA SULLA QUESTIONE TEMPA ROSSA
Sono assolutamente d’accordo con quello che abbiamo fatto, volevo solamente diciamo argomentare perché mi sembra anche giusto per chi ci ascolta, per la stampa, che la motivazione sia evidente e chiara, l’argomento della mozione è l’autonomia differenziata, un provvedimento che il Governo nazionale il prossimo 3 luglio porterà in Consiglio dei Ministri probabilmente, le intese proposte, elaborate per le tre regioni Veneto, Emilia Romagna e Lombardia e pertanto è fondamentale che questa discussione arrivi ad una determinazione, e quindi si compia, prima di quella data, la motivazione del rinvio è l’assenza del Presidente che chiaramente per motivi istituzionali, non possiamo mettere in discussione, ma... è evidente che la sua presenza è conditio sine qua non per poter rendere compiuto il dibattito e politicamente diciamo adeguata la soluzione che si andrà a determinare o le soluzioni che si andranno a determinare visto l’impatto che questa autonomia differenziata ad oggi così come impostata, con tanti dubbi che poi verranno fuori nella discussione, si andranno eventualmente le posizioni a determinare; pertanto la motivazione è assolutamente pertinente, l’assenza del Presidente ahimè in una discussione di questo tipo è importante, ragion per cui l’aggiornamento della seduta, e quindi ringrazio il Presidente per questo, è assolutamente fondamentale.
Argomento : MOZIONE DEL CONSIGLIERE CIFARELLI ED ALTRI SULLE “PROSPETTIVE SVILUPPO DELLO STABILIMENTO FCA DI SAN NICOLA DI MELFI E RELATIVO INDOTTO”.
Solamente per un minuto, due. Io dico alla Maggioranza e al Governo, ma noi qualche cosa dobbiamo pur farla, non è che ci date molti compiti da fare negli ultimi mesi, stiamo osservando quello che sta succedendo in questa Regione, nelle cose che si fanno, nelle cose che non si fanno, delle cose che accadono, per responsabilità di nessuno, ma osserviamo però, non è che ogni volta che noi diciamo esercitiamo con gli strumenti che la democrazia mette a disposizione nella nostra funzione dobbiamo sentirci diciamo sempre dire o essere bacchettati nel merito della mozione che auspica semplicemente un comportamento e un’attenzione crescente in funzione delle notizie che arrivano, che mettono in preoccupazione una comunità e un popolo e che sono delle ultime settimane, non degli ultimi anni in un contesto come quello produttivo FIAT, che l’avete ripetuto, l’avete detto e lo ripeto, parla ad 11.000 famiglie, non c’è un altro, diciamo, oltre alla Pubblica Amministrazione e l’Agricoltura, dopodiché non c’è un altro asset in questa Regione che produce tanta economia e tanta occupazione ed ogni notizia che arriva tramite i media è una preoccupazione, ed è giusto che sia così, pertanto non vi sentiate né osservati, né rimproverati. Stiamo cercando esclusivamente di elevare, laddove ci consta, l’attenzione su determinate dinamiche, non ci sono rimproveri, ci sono sollecitazioni e impegni che possono portare a delle risoluzioni e a delle buone prassi. La FIAT in questa Regione nel ’91-’92 ha investito 6,6 miliardi di euro e ne ha investito un altro quando ha cominciato l’attività della Jeep Renegade 4 anni fa e 4 anni fa ci son o stati picchi di occupazione pari a 4-5.000 unità. Non preoccuparsi di queste tematiche o di queste dinamiche penso che sia un ruolo che tocchi al Governo, ma che tocchi anche all’Opposizione, lo faceva prima il Movimento 5 Stelle verso il Centro-Sinistra e il Centro-Destra, ora lo facciamo noi verso di voi. Mi sembra un normale ruolo che si svolge senza che questo possa suscitare o solleticare la suscettibilità di nessuno. Se oggi FIAT annuncia la soppressione di 30 turni di lavoro è un grande campanello di allarme 5 che occupa tutti e preoccupa tutti, in primis l’Assessore che ne ha la competenza e il Presidente che ne ha la competenza, ma, Viva Dio, anche a noi, che con lo strumento che abbiamo, lo mettiamo a disposizione e lo mettiamo in azione. Lo dico semplicemente perchè se si sanno cose che si sono fatte male nel passato, c’è la Procura, c’è la Magistratura. Andavano e arrivavano curricula, e si denuncia. Non si faccia, diciamo, demagogia sulle vicende. Io lo dico perchè oggettivamente mi sembra veramente un po’ pretestuoso. Ma veramente la chiudo qua, è un po’ polemica, ma mi sento a volte anche nell’esercizio delle funzioni che svolgo, mi sembra ogni volta che si faccia una cosa una lesa maestà, non è così, dobbiamo collaborare e operare, ognuno nel proprio ruolo e questo è il nostro.
Argomento : RICHIESTA DI AVVIO DI COMMISSIONE D’INCHIESTA SULL’EOLICO SELVAGGIO IN BASILICATA
In questo caso, Presidente, come Presidente della Commissione Bilancio, quindi in genere quando gli atti arrivano dalla Commissione Bilancio un minimo di relazione può essere utile; in questo caso diciamo è semplicemente una comunicazione di questo tipo, nel senso che arrivano in Consiglio 5 atti su 6 che erano stati portati all’approvazione, le Commissioni si sono tenute in due giornate differenti, la prima ha riguardato con audizioni annesse il bilancio dei tre parchi del Vulture, parco di Gallipoli Cognato e delle chiese rupestri del materano, tutte e tre in quella seduta hanno avuto esito positivo, tranne mi sembra un’astensione, no, no, tutti hanno approvato all’unanimità dopo l’audizione fatta con i Presidenti, i direttori dei rispettivi parchi, nella giornata di oggi abbiamo... proprio per consentire diciamo agli enti che hanno subìto un ritardo in questa fase per il cambio di legislatura di approvazione degli atti abbiamo convocato una Commissione che aveva come obiettivo l’approvazione di tre atti, l’APT, l’ARDSU e l’Arpab, due dei tre è stato approvato diciamo al... con voto favorevole tranne che un’astensione da parte del rappresentante del Movimento 5 Stelle, il terzo atto, quello dell’Arpab, è stato chiesto dalla Maggioranza un aggiornamento per dei chiarimenti che avevano necessità di avere e quindi si è proceduto al voto e all’aggiornamento dello stesso atto.
Pertanto volevo fare questa comunicazione a beneficio chiaramente dei colleghi che dovranno votare gli atti.
Solamente perché, diciamo, essendo Presidente nel ruolo per me non c’è nessun problema se il Presidente chiaramente accetta, se sono stati diciamo fugati i dubbi che eventualmente la Maggioranza aveva e ha esplicitato in corso di quella seduta, per me... nulla quaestio a convocare in questo momento una Commissione per poter procedere alla valutazione.
Argomento : BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIA PER IL TRIENNIO 2019-2021 DELL’APT
Semplicemente per ribadire l’impegno già preso in commissione, perché questo è un tema che è già stato sollevato anche dal sottoscritto. Siccome non incide sulla regolarità dell’approvazione del bilancio di previsione, ma probabilmente è un’anomala modalità operativa dell’ufficio Bilancio/Ragioneria, recupereremo in Commissione e daremo chiaramente ai Commissari copia della giustificazione, della motivazione scritta che abbiamo già formalmente chiesto agli uffici.
Argomento : DISEGNO DI LEGGE N. 6 DEL 2019: “BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO OPERA IL TRIENNIO 2019-2021 DELL’ARPAB”.
No, essendo chiaramente un tema... Grazie, Presidente, intanto. Essendo un tema di grande importanza sul quale abbiamo già espresso il nostro impegno nel passato vorremmo chiaramente partecipare anche direttamente alla sottoscrizione di questo atto, pertanto mi aggiungo all’istanza del collega Cifarelli per poter eventualmente anche apporre la firma alla mozione del collega Vizziello.
Argomento : INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI BRAIA, POLESE E CIFARELLI AVENTE AD OGGETTO: “AVVIO CANTIERI E FORESTAZIONE, TURNOVER RISPETTO ACCORDO 2018 CON I SINDACATI SU RIFORMA FORESTAZIONE”.
Grazie, Presidente. Mah, il tema è abbastanza chiaro, evidentemente nel momento in cui l’interrogazione è stata fatta c’era una situazione sicuramente diversa da quella attuale, nel senso che eravamo in..., fatta il 17 maggio quindi non avevamo contezza dell’avvio dei cantieri e quindi delle disponibilità eventualmente economiche che fossero state determinate in quell’inizio di Legislatura, però diciamo l’interrogazione poi ha anche altri due elementi su cui immagino il governo vorrà esprimersi, la prima è il mantenimento degli impegni che sono stati presi nel 2018 con i sindacati di categoria del comparto, è un’intesa chiaramente a tutto campo che prevedeva una serie di azioni e di determinazioni che già nel 2018 furono messe in campo per la quota parte e che chiaramente dovevano essere completate in termini di impegno negli anni a venire, tra le quali voglio rimarcare una cosa che ha un impatto molto importante ed ha generato chiaramente un’attesa di grande rilevanza per il destino dei lucani che è quella dell’attivazione del turn over, si partiva dall’idea, dal dato inconfutabile che nel triennio 2018 – 2019 – 2020 oltre 500 persone di avviano, si sono parzialmente già avviati al pensionamento posto che c’è una platea che è avanti con l’età, che ha sicuramente grandi difficoltà, proprio perché è avanti con l’età. Molte, diciamo, dal punto di vista medico, non tutti riescono a fare il 100% dell’attività, riescono ad essere performanti in quest’attività che è comunque complessa ed anche dura, e quindi, di conseguenza, dare un futuro alla forestazione significava attivare il turno over per dare un ricambio generazionale e quindi inserire energie nuove per potere immaginare una forestazione produttiva e dare anche contestualmente una risposta, soprattutto alle aree interne, che sono quelle più interessate a questo comparto, che è la forestazione, che potevano vedere le proprie aspettative di figli e famiglie, trovare un punto di soddisfazione in questo ambito che noi avevamo nel 2018, diciamo, ad un comparto, diciamo, di prospettiva, da sostenere in maniera importante nel futuro. Ecco, quindi, su questo punto, al netto delle altre aspetti dell’accordo sul rinnovo del contratto, eccetera, vorremmo, chiaramente, una risposta puntuale da parte del Governo.
Anche io, purtroppo lo dico all’Assessore Fanelli, le risposte non sono arrivate, o non sono arrivate in maniera chiara, come è giusto che debbano essere in questo contesto in cui piuttosto che girare intorno alle parole, bisogna dire se le cose si fanno o non si fanno e se gli impegni si vogliono mantenere o meno, nella vostra legittimità e per responsabilità politica potete dire che si fa o non si fa. Il turn over si fa o non si fa? Che il POA preveda una frase, diciamo, “Faremo, diremo”, è assolutamente, diciamo, un qualcosa che non ha nessuna valenza, se, diciamo, non si attivano le procedure e se in un contesto come questo, non viene esplicitata la volontà, e noi in questo contesto vogliamo che il Governo espliciti la propria volontà. La comunità di Basilicata, può attendersi per il 2019 l’avvio delle procedure di bando e selezione di almeno 500 unità che sono quelli pensionandi nel triennio 2018 – 2021, sì o no? Quest’impegno che è stato sottoscritto nel 2018 e che doveva essere realizzato in questo triennio, ha bisogno di una risposta da parte del Governo. Faccio notare, e me ne compiaccio per questo, che la risposta è arrivata dall’Assessore Fanelli, che so, nel Decreto di cui sopra, non avere la delega, ma a me poco cambia rispetto al tema, perché se la delega ce l’ha il Presidente, come mi sembra di avere compreso dagli atti, sia nell’attuazione, che nella programmazione, diciamo, che il Presidente abbia delegato l’Assessore che non è di riferimento, ma è un Assessore in cui è incardinato l’ufficio Foreste che gestisce l’attività, a me poco cambia, a me interessa la risposta. Vorrei dire un’altra cosa, che ascolto, Assessore Fanelli, che il primo stralcio ancora deve essere approvato. Io spero che non sia così. Se non è approvato, si sta lavorando in mancanza di una progettualità che ha le approvazioni degli uffici competenti? Questa è una gravissima dichiarazione. Spero che lei la corregga e che quello che lei ha letto è semplicemente, diciamo, un errore, dovuta alla data ed al momento in cui lei risponde ad un’interrogazione, se così non fosse siamo in presenza di una gravissima inadempienza. Se il secondo stralcio sta per essere approvato, vorremmo capire a che punto è, perché so che il primo stralcio ha una, diciamo, un ordine temporale che non supera il mese di luglio. Siamo già a luglio, vorremmo capire se ci sono le coperture economiche e se i cantieri forestali e i forestali, che i cantieri li praticano, hanno la possibilità di vivere tranquilli, nelle prossime settimane/mesi hanno la possibilità di ricontinuare le attività, visto che sono cominciate il 10 luglio e non come il primo luglio e non come diciamo il 10 giugno e non come in passato diciamo fine maggio, inizio di giugno e quindi non hanno possibilità di bloccarsi, di fermarsi e quindi di conseguenza rischiano di fanfare le 151 giornate che sono l’accordo, l’intesa e sono l’impegno assunto anche nel POA. Aggiungo che il POA l’ho letto e il POA che mi consta ha una copertura economica solamente di 7 milioni di euro e i 7 milioni di euro sono esattamente i soldi fondi che abbiamo rimasto, diciamo sono stati residuati nei capitoli di bilancio dalla passata Legislatura, quindi mi sembra di comprendere e vorrei capire anche in questo momento se tutto è a posto se ci sono le coperture per un progetto che a questo punto mi sembra di aver capito non è ancora approvato e se al netto delle coperture per la quota di progetto di questo inizio di attività ci sono le coperture, i 15 milioni di euro per il secondo stralcio, se questo è mi sarebbe molto utile, mi farebbe molto piacere conoscere la verità dei fatti.
Argomento : INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI BRAIA E TREROTOLA, SU: “ADEMPIMENTI RELATIVI ALLE POLITICHE FAUNISTICO – VENATORIE 2019”.
Grazie, Presidente. Sempre della, serie noi come Opposizione in questa fase di transizione abbiamo fatto delle cose, vorremmo, per quello che ci consta, che si continuassero a fare, quindi è evidente che c’è anche un allineamento, un disallineamento tra quello che vi aspettate dall’Opposizione, ma, sapremo essere anche diversi da quello che siamo, forse vi piacerà di più. Questa interrogazione è il tema sulla caccia, comparto che riguarda 5.000 addetti, operatori, 5.000 persone che comunque si occupano di caccia e chiaramente alla data sempre dell’interrogazione c’erano degli adempimenti che noi abbiamo suggerito si facessero velocemente perché, appunto, errano e sono delle questioni che hanno una necessità, hanno una temporalità, se non vengono realizzate in tempio debito perdono la loro efficacia e rischiamo di far andare in criticità e difficoltà il comparto. In particolar modo lei ha già adempito a due di questi punto dell’interrogazione ed era una sostituzione di un componente nell’ATCA di Matera, della Fipsas, ho letto la delibera e questa è stata compiuta sul riparto importante della somma esistente nei capitolo che abbiamo in questo caso positivamente fatto ereditare alla nuova Giunta. Ha compiuto anche in questo caso un riparto a favore delle ATC per il risarcimento dei danni.
L’interrogazione pertanto si riduce a due punti in questo caso, il primo punto è la nomina del Comitato tecnico faunistico venatorio che ha avuto dopo tanti anni di attesa una risposta nel febbraio 2018, e noi abbiamo finalmente rispettato la norma, la legge e costituito quel Comitato, quel Comitato però la legge prevede che decada con la legislatura, ricostituirlo è un elemento fondamentale, ritengo, anche in questo caso sarebbe opportuno conoscere le volontà del nuovo Assessore e capire se questo Comitato faunistico venatorio che ha un compito consuntivo lo vuole costituire velocemente per tempo e attraverso lo stesso Comitato far... diciamo elaborare il piano faunistico venatorio che invece è una cosa che ha una certa incombenza, da questi punto di vista diciamo vorremmo un aggiornamento dell’Assessore.
Sì, contrariamente all’altra interrogazione in cui si sono aperti diciamo punti, buchi neri sul tema della forestazione, sulla caccia devo dire, Assessore Fanelli, che le cose sono andate avanti e io sono contento di questo e la invito a fare sempre di più e meglio, io... su questo tema che è abbastanza complesso riconosco diciamo il fatto che entrare in questa materia non è semplicissimo, però abbiamo necessità di migliorare quello che è stato nel passato, io le posso garantire che nel passaggio della delega che lei ha citato il percorso sul comparto venatorio, soprattutto sotto il tema dell’organizzazione, della pacificazione diciamo tra le varie organizzazioni e sull’attività formativa io le auguro di fare almeno uguale, se non meglio, di come abbiamo fatto noi grazie agli uffici che hanno fatto un grande lavoro e che sicuramente le daranno una grande mano, sul calendario venatorio spero che le procedure diciamo anche di monitoraggio che abbiamo messo in campo 2 anni fa e che, come lei avrà sicuramente compreso, ci vogliono 3 anni di monitoraggio per poi avere efficacia, quelle determinazioni poi lei potrà fruirne per fare un calendario venatorio migliore di quello che è stato fatto fino a quel momento in cui la delega era nelle mie mani, non per incapacità, imperizia o per ritardi, caro Assessore, ma semplicemente perché... chiaramente questa è una responsabilità del Centro Sinistra, l’eredità era un’eredità pesante in un comparto che abbiamo dovuto riorganizzare e rimettere a sistema e chiaramente anche in questo caso lei avrà i benefici di un lavoro fatto nel passato. Grazie.
Argomento : INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI CIFARELLI, POLESE, TREROTOLA, BRAIA, PITTELLA, SU : “BLOCCO DELLE PROCEDURE FINALIZZATE ALLA REALIZZAZIONE DEL BUNKER CENTRO SPOKE PER LA RADIOTERAPIA PRESSO L’OSPEDALE MADONNA DELLE GRAZIE DI MATERA”.
Presidente, non so qual è la ritualità in questo caso, è la prima volta che capita diciamo questa..., anche se il tema mi sembra importante chiaramente, le chiedo solo questo, magari non so se dobbiamo fare un minuto di sospensione, però siccome il tema è abbastanza delicato non vorrei diciamo incorrere nell’incidente del primo Consiglio, quindi non so se è il caso di fare una sospensione di qualche minuto per regolare il dibattito e anche sulla tempistica oppure diciamo vogliamo proseguire chiaramente chiedendo un po' di elasticità.
Argomento : MOZIONE DEL CONSIGLIERE BRAIA E ALTRI SULL’AUTONOMIA REGIONALE ARTICOLO 116 DELLA COSTITUZIONE
Grazie, Presidente. Io mi... avvarrò, diciamo, delle determinazioni assunte nella riunione prima fatta nel retro consiglio di qualche minuto in più, intanto le voglio annunciare che la mia posizione, seppur comprendendo la sua, non è assolutamente in linea, me ne dispiace, perché penso che partiamo da punti di vista un po’ differenti e soprattutto partiamo dal fatto che qualche elemento in più di valutazione andrebbe fatto alla luce di studi che probabilmente, spero, anche in questo Consiglio si siano realizzati per poter valutare fino in fondo quelli che sono gli effetti ad oggi ella proposta incardinata addirittura nel prossimo Consiglio dei Ministri che potrebbe venire alla luce, diciamo, e che potrebbe dare il via ad un’autonomia differenziata che invece io ritengo sia molto penalizzante per il mezzogiorno, e a nulla valgono gli auspici, gli atti che si stanno consumando sono al limite del paradossale, proprio per il sud e proprio per la Basilicata, quando il treno viaggia e quando il treno parte è difficile fermarlo o cambiarne la direzione. Mi consentirete però di introdurre questo delicatissimo argomento, che ho voluto si svolgesse in una seduta quasi monotematica, leggendo l’art.3 della Costituzione Italiana che ritengo venga messo da questa proposta fortemente in discussione, se non materialmente calpestato, questa proposta di autonomia differenziata che ha una evidente trazione di Lega Nord. L’art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, è compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”. È assolutamente opportuno, caro Presidente, ricordare che il processo di messa in discussione per fare realtà e chiarezza di tale straordinario principio e senso di civiltà che tiene unito il Paese è stata la riforma del titolo quinto della Costituzione, frutto del 2001 dell’accordo tra PDS e Forza Italia fatto per arginare le mire secessionistiche della Lega Nord Padania, tale modifica unitamente ad altre succedutesi nel tempo hanno reso possibili tre cose, uno: la richiesta delle regioni di annettersi definitivamente la legislazione di tutte o solo alcune delle 23 materie elencate nell’art. 117 della Costituzione riformato nel 2001 al comma 3; secondo: destinare alla legislazione concorrente Stato – Regioni traesse sanità, sicurezza sul lavoro, beni culturali, ricerche e infrastrutture; terzo: il passaggio alle Regioni delle norme generali sull’istruzione insieme alla tutela dell’ambiente e all’ecosistema.
Caro Presidente e cari colleghi, l’eguaglianza dei cittadini e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese sono diritti fondamentali che nessun governo di qualunque colore politico deve dimenticare, nessuna visione o concetto di federalismo fiscale o autonomia differenziata a solo vantaggio di questa o quella regione a discapito di altre deve farci dimenticare di essere parti costitutive di una unica e sola nazione. Una uguaglianza che costa ovviamente svariati miliardi e a nessuno ritengo debba essere permesso di aggirare questo concetto di stato sociale percorrendo le scorciatoie che piegano le regole, provano ad eludere e a tratti calpestano la Costituzione mettendo in piedi azioni che provano ad attribuire a regioni del sud alle quali dall’Unità d’Italia ad oggi non si è riusciti a garantire un livello minimo di infrastrutture materiali ed immateriali ancora una volta meno diritti e meno risorse economiche. Il tema del riconoscimento di maggiori forme di autonomia alle regioni a stato ordinario ai sensi dell’art.116 terzo comma della Costituzione si è imposto al centro del dibattito a seguito delle iniziative intraprese da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna nel 2017; è utile sottolineare che dopo aver sottoscritto tre accordi preliminari con il governo Gentiloni, 28 febbraio 2018, 4 giorni prima delle elezioni, su richiesta delle tre regioni stesse il negoziato è proseguito con questo governo Lega – 5 Stelle, ampliando il quadro delle materie da trasferire rispetto a quello originariamente previsto; nella seduta del 14 febbraio 2019 il Ministro degli Affari Regionali E4rika Stefani ha illustrato in Consiglio dei Ministri contenuti dell’intesa da sottoporre alla firma, nel frattempo però altre regioni hanno intrapreso il percorso per la richiesta di condizioni particolari di autonomia, ed esattamente Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria, Marche e Campania, questo è il quadro, da aprile 2018 ad oggi decine sono stati gli incontri tra il Governo e le singole regioni, ciascuna con richieste differenti ma tutti con la medesima convinzione, paghiamo più tasse e quindi è arrivato il momento che le stesse le tratteniamo noi e le gestiamo noi perché esigiamo di più e migliori servizi per le nostre comunità, questo è l’incipit del ragionamento delle tre regioni. È evidente a tutti che tale istanza porta inevitabilmente a una potenziale realizzazione anche solo a titolo esemplificativo di tre scenari, 20 sistemi scolastici differenti, probabile conseguenza l’abrogazione del valore legale del diritto allo studio, 20 sistemi sanitari differenti e la possibile definitiva distruzione del sistema sanitario nazionale, una possibile cancellazione del senso del valore del contratto collettivo nazionale ridotto a poco più di un accordo cornice su cui inesorabilmente interverranno i contratti regionali. l’autonomia differenziata, così come impostata e con il livello di informazione e determinazione a cui si è giunti, oltre a rimanere un tema dell’assetto istituzionale del paese, se non attentamente ponderata, porterà conseguenze pesantissime per la nostra regione. A rischio, come detto, ci sono i principi di uguaglianza, di solidarietà, delle pari opportunità, l’interesse generale, la funzione della Repubblica ed i diritti civili e sociali. E’ evidente che, se dovesse passare il provvedimento, l’Italia differenziata non sarà più una Repubblica Democratica fondata sul lavoro e non sarà più compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono in pieno svolgimento della persona, sviluppo della persona, ma saremmo un popolo parcellizzato, vincolato e mosso non più ad un’appartenenza politica, etica, culturale, ma dalla rivalsa, dalla rivendicazione rancorosa dei propri privilegi, dei propri servizi e dei propri diritti, l’esaltazione del ciascuno per sé, il trionfo dell’individualismo, del localismo come paradigma, la convinzione che sia assai più importante promuovere la competitività delle aree più forti del Paese, piuttosto che puntare ad un rilancio dell’intera economia nazionale. Ritengo che sarebbe l’inizio della fine di un modello sociale, politico, culturale, l’inizio di un percorso inesorabile che potrebbe portarci diritti verso una secessione, così come l’ha definita l’economista Gianfranco Viesti, “Secessione dei ricchi”, nell’indifferenza del popolo ed in particolare di quello del Mezzogiorno del Paese, che faremmo bene a richiamare , a definire una comune intesa, una comune proposta, evenienza da evitare con tutte le nostre forze, perché il modello che si vuole realizzare è quello per cui le Regioni a più alto reddito trattengono una parte maggiore delle tasse, raccolte sul proprio territorio, sottraendoli alla fiscalità nazionale. I diritti universali, già minati dalla modifica dell’Articolo 81 della Costituzione, che viene inserito l’equilibrio di bilancio, saranno un optional più o meno raggiungibile, non perché sia compito della Repubblica garantirli, ma perché variano sulla base del certificato di residenza. Ecco perché è urgente e necessario il dibattito pubblico. I cittadini e le cittadine di Basilicata hanno il diritto di conoscere prima di tutto quale sia la posizione del Governo e del Consiglio Regionale sul tema. Tale esigenza diventa assolutamente urgente, perché nel programma di mandato del nuovo Governo Nazionale Lega – 5 Stelle, venuto fuori dall’elezione del 4 marzo 2018, si è voluto includere nel cosiddetto contratto di Governo, il punto 20 che cita: “Riforme Istituzionali, Autonomie e Democrazia diretta”, e che testualmente recita: “Sotto il profilo del regionalismo l’impegno sarà quello di porre come questione prioritaria nell’agenda di governo, l’attribuzione per tutte le Regioni che motivatamente lo richiedono, di maggiore autonomia, in attuazione dell’Articolo 116, Terzo Comma della Costituzione, portando ad una rapida conclusione le trattative tra Governo e Regioni. Il riconoscimento delle ulteriori competenze dovrà essere accompagnato dal trasferimento delle risorse necessarie per un autonomo esercizio delle stesse. Questo percorso di rinnovamento”, cita sempre il Punto 20 “Dell’assetto Istituzionale, dovrà dare sempre più forza al regionalismo, dice 5 Stelle e Lega, applicando Regione per Regione la logica delle geometrie variabili, che tenga conto sia delle peculiarità e della specificità delle diverse realtà territoriali, sia della solidarietà nazionale, dando spazio alle energie positive e alle sfide propulsive espresse dalle collettività sociali”. Conclude il Punto 20: “Occorre, inoltre, utilizzare il modello dei costi standard per i servizi regionali e locali”. Quanto ho appena letto è inserito nel contratto di Governo di questo Governo, Lega – 5 Stelle, che non chiarisce quale metodologia vuole adottare per il calcolo dei costi standard, nulla dice circa il tema dei fabbisogni standard, o su quello delle capacità fiscali, soprattutto dei livelli essenziali delle prestazioni, cosiddetti LEP, forse, spero, perché esplicitamente richiamati nella Costituzione Italiana, e che quindi si presume vadano ufficialmente definiti, approvati e di conseguenza applicati, prima di avviare qualsiasi processo di autonomia differenziata per qualsivoglia regione italiana. Vi è quindi un aspetto fondamentale di cui si deve inevitabilmente tenere conto, e che noi da quest’aula, prima di ogni altro ragionamento politico dobbiamo ufficialmente chiedere di attuare per consentire a tutti gli italiani, e quindi anche ai lucani, di godere degli stessi diritti di cittadinanza, in particolare dello stesso livello essenziale delle prestazioni pubbliche più importanti, la Costituzione prevede all’Articolo 117 al punto M che lo Stato abbia l’onere della determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, i cosiddetti LEP. L’Articolo 120 della Costituzione richiede poi che sia mantenuta la tutela dell’unità giuridica e dell’unità economica, ed in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti diritti sociali e civili. L’importanza dei LEP è ribadita con forza anche nella legge 42/2009, attuativa del Federalismo Fiscale. Tale determinazione non è però mai avvenuta dal 2001 ad oggi. E’ evidente che la quantificazione dei LEP debba essere preliminare a quella dei fabbisogno standard per i servizi pubblici, dato che essi dovrebbero in primo luogo mirare a garantire proprio quei basilari diritti di cittadinanza definiti dal Legislatore Nazionale. Tale necessità evidenzia, a tutela principalmente delle Regioni del Mezzogiorno e della Basilicata, che basare i meccanismi di finanziamento, Presidente, mi dispiace che il Presidente Bardi preferisce altro alla discussione, molto mi dispiace, questa è una discussione da cui dipende il futuro della nostra comunità. Basare i meccanismi di finanziamento sui cosiddetti fabbisogni standard, assumendo come termine di riferimento il costo storico e la capacità fiscale, ovvero il gettito dei tributi maturati nel territorio regionale in rapporto ai rispettivi valori nazionali, è un’assurda condizione, inaccettabile. E’ inaccettabile condizione che vedrà le Regioni con il PIL più alto ricevere più risorse per ospedali, scuole, servizi, e comporterà per le Regioni economicamente più deboli vedersi aggiungere al deficit storico di infrastrutture, di sviluppo, e quindi di servizi sociali e di reddito, frutto di 50 anni di politica antimeridionalista, il apradosso anche di vedersi assegnate meno risorse delle attuali, venendo così meno al principio di perequazione e solidarietà che dovrebbe garantire i livelli essenziali delle prestazioni sociali e civili a tutti i cittadini e le cittadine italiane ovunque residenti. Va una volta per sempre eliminata la convinzione che il Sud riceva più del Nord. La spesa pubblica del Sud non ha mai raggiunto il 34%, percentuale coincidente con la popolazione del Mezzogiorno. Una verità va detta, un tentativo il Governo Renzi - Gentiloni l’ha fatta di portare al 34% gli investimenti per il Sud, prontamente siamo tornati indietro con questo Governo. E la spesa pro capite al sud non è mai andata superiormente al 28%. L’idea di autonomia differenziata che si sta perseguendo, basata sulla gestione del proprio gettito fiscale, metterà a rischio la questione sociale di una comunità, la qualità e la quantità di servizi essenziali per cittadini e cittadine quali trasporti, sanità e istruzione. La definizione dei LEP è quindi precondizione ineludibile prevista dalla Costituzione Italiana, così come il fondo perequativo che non può essere che al 100%. Quattro sono i capisaldi su cui si basa l’autonomia differenziata proposta oggi dal Governo: capacità fiscale, fabbisogni standard, definizioni dei livelli essenziali delle prestazioni e fondo di solidarietà ai Comuni. Capacità fiscale che cos’è, è la capacità dei Comuni e delle Regioni a Statuto Ordinario, di generare gettito tributario di spettanza a ciascun ente locale, applicando l’aliquota ordinaria in assenza di maggiorazione o riduzione di imposta ed accise dell’ente. La stima viene effettuata considerando le basi imponibili puntuali dei principi tributi comunali: IMU, TASI, IRPEF, Addizionale IRPEF. Il residuo fiscale è una stima, non un dato oggettivo, si ottiene sottraendo la spesa pubblica complessiva che ha luogo nel territorio, dall’ammontare del gettito fiscale generato dai contribuenti residenti nello stesso territorio. Se la differenza è negativa, Presidente, quel territorio riceve meno spesa rispetto alle tasse versate. Ciò significa che se non facesse parte di una comunità nazionale più ampia, potrebbe permettersi una spesa maggiore, è il sogno del Nord. Ad oggi la capacità fiscale è stimata in 25 miliardi di euro circa, di cui quasi il 50 % si riferisce a gettito IMU e TASI. La capacità fiscale pro capite per il totale dei Comuni e delle Regioni a Statuto ordinario, è pari a 475 euro di media. I Comuni e le Regioni del Centro – Sud hanno una capacità fiscale sempre ben al di sotto del valore medio totale. Su questo aspetto il testo di Marco Esposito, che invito tutti i colleghi a leggerlo, si chiama “Zero al Sud”, citerò anche più avanti. Si riporta che dalla Bicamerale Giorgetti, confermato dalla relazione di Tria di qualche mese fa, spero che l’avete letta, fatta al COPAFF, emerge con sorpresa, ma dà l’idea della struttura ipotetica in atto, colleghi. Il top della ricchezza in Italia da quello studio risulta non la Lombardia, ma la Liguria, per effetto delle seconde case. La Liguria ha 776 euro per abitante, mentre la Basilicata è penultima per capacità fiscale con 268 euro per abitante, il 34% del massimo rispetto ad una media di 475 euro, quindi noi abbiamo capacità fiscale pari a 268, lo rimarco e lo ripeto, e la Liguria, non la Lombardia addirittura, ha una capacità fiscale pari a 776, risulta la prima in Italia perché vengono calcolate anche le seconde case. Cos’è il fabbisogno standard? Costituiscono i parametri su cui correlare le sfere degli enti locali che attengono ai diritti fondamentali di cittadinanza, mentre per le altre occorrenze di spesa la copertura dei fabbisogni finanziari viene affidata e misura maggiore al finanziamenti con gli strumenti propri dell’autonomia tributaria per le quali si prevede una perequazione delle capacità fiscali, ossia un finanziamento delle funzioni che tiene conto dei livelli di ricchezza differenziale dei territori. A testimonianza di un’altra stortura grande che esiste in questa proposta di autonomia differenziata è quella ancora una volta rilevata...
Scusa, collega Braia, chiedo scusa, ti inviterei ad arrivare a conclusioni così...
I fabbisogni standard ed è giusto ricordare...
Consigliere Braia, quanto stabilito nella Conferenza dei Capigruppo abbiamo concordato, però dare la possibilità anche perché l’argomento è davvero importante, diamo la possibilità a tutti i Consiglieri di...
Presidente, io sono rammaricato, lei non ha idea di che cosa stia in campo in questo momento in questa Regione, in questa Italia e lei si attacca al minuto in più o al minuto in meno per gestire una dinamica politica che ha una dimensione nazionale? La prego, l’ho chiesto...
Ho sbagliato, va bene. Ecco, come vede, quando bisogna di cercare avere un po' più di tempi giusti in modo tale da dare a tutti quanti la possibilità di restare concentrati, quindi le concedo..., chiedo scusa, le concedo altri 5 minuti, prego.
I fabbisogno standard è giusto ricordare sono stati redatti da un organismo denominato COPAF, Commissione Paritetica Attuazione Federalismo Fiscale, le tabelle mai corrette sono state approvate. In queste tabelle, Presidente, ci sono 4.367 zero, sapete a cosa si riferiscono? Sono i Comuni che praticamente per i quali non sono stati registrati in fase di ricognizione l’esistenza di asili nido, su 702 Regioni a statuto ordinario lo zero erano i fabbisogni esistenti esclusivamente in corrispondenza di questi Comuni e non perché negli stessi non ci fossero i bambini a spiegare i fabbisogni, ma perché non vi erano proprio per varie ragioni gli asili nido, ne consegue che ben 4367 Comuni non sarebbero meritevoli in questa proposta di alcuna considerazione rispetto a questo fabbisogno, insomma contano gli edifici e non i bambini, nonostante nel 2018 gli asili nido non erano più in servizio a domanda individuale, la quantificazione dei fabbisogni standard quindi implica scelte politiche per questo è opportuno che siano definiti in modo trasparente e comprensibile l’opinione pubblica, l’applicazione dei fabbisogni standard determina oggi il riconoscimento di una spesa standard superiore alla spesa storica nei Comuni di 10 Regioni, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Molise, Puglia, Campania, Basilicata e Calabria, il riconoscimento di una spesa standard inferiore alla spesa storica nei Comuni di Lombardia, Liguria, Toscana, Lazio e Abruzzo, pertanto è inaccettabile per una non volontà o incapacità di fare calcoli e valutazioni il principio che questi fabbisogni standard si portano dietro legati al fatto che chi non ha un servizio è perché non ne ha diritto, non perché non gliel’hanno riconosciuto. Poiché sarà utile all’esempio finale, ricordo nell’aula che nella relazione del Ministro Tria come evidenzia anche il libro di Esposito viene riportato che il fabbisogno standard della Liguria, fabbisogno standard, risulta pari a 566 euro per abitante, mentre quello della Basilicata 468, poi tornerà utile questo elemento. Fondo di solidarietà nazionale, sui lep ho già espresso la mia valutazione, non esistono e non si può da loro precludere, il fondo di solidarietà nazionale istituito nel 2013 oggi è lo strumento di perequazione fiscale, finalizzato ad assicurare un’equa distribuzione delle risorse ai Comuni svolgendo una funzione di compensazione delle risorse storiche. In relazione al fondo di solidarietà nazionale il percorso avviato nel 2015 porterà nel 2021 a passaggio dal criterio dalla spesa storica fonte di squilibrio e distorsioni delle risorse ad una distribuzione basata integralmente sui meccanismi perequativi che prendono in considerazioni i fabbisogni standard delle capacità fiscali standard. Nel leggere la relazione del 19 aprile fatta da Tria al COPAF si evince chiaramente l’inadeguatezza dello stato di attuazione ad oggi possibile allorquando recita Il Ministro Tria, fabbisogni standard, la conferenza Stato-città per limitare gli effetti ridistribuitivi del nuovo sistema attraverso complesse soluzioni tecniche quali il livello dei servizi per le funzioni costo e il target perequativo del fondo è da calcolarsi al 50% straordinario, le clausole di salvaguardia per limitare gli eccessi, quindi in base a questo ragionamento dal calcolo fatto in assenza totale dei lep se oggi dovessimo accettare questo impianto, Presidente, oltre a tutte le valutazioni sociali in premessa contenute consentiremmo che per esempio in Basilicata in assenza dei lep quindi in definitezza dei servizi minimi necessari esistenti facendo leva sull’esistente storico avendo una capacità fiscale come detto sopra di 268 euro per abitante, fabbisogno standard di 468, il delta è 200, ma siccome il fondo di solidarietà è utilizzabile al 50% avremmo solamente 100, quindi di servizi attuale è la metà di quello che avremmo dovuto avere come impostazione, come accordo in via di determinazione, capisce bene che questo impianto è assolutamente assurdo e nonostante tutto noi non siamo contrari in maniera ideologica a prescindere da un’autonomia che sappia, ma siamo attenti a valutare condizioni che sappiano tenere insieme le esigenze di maggiore efficienza ed efficacia della pubblica amministrazione e allo stesso tempo garantiscono a tutti i cittadini uguali diritti difronte alla legge e soprattutto al fisco, ma anche sul lato appunto dei diritti sociali e civili.
Una chiara valutazione di impatto per la nostra Regione per raggiungere questo obbiettivo prioritario e condividere alcuni punti oggetto del confronto tra Regione e Governo, riconoscimento delle competenze richieste dalle Regioni, definizione per ciascuna competenza dei livelli essenziali delle prestazioni, monitoraggio pubblico, il ruolo centrale del Parlamento, il pieno finanziamento degli enti locali delle funzioni pubbliche assegnate, il collegamento dell’erogazione delle risorse alla verifica dell’efficienza della spesa, il recupero della potestà statale ed è una chiara valutazione di impatto per la nostra Regione con la definizione di tutti i correttivi necessari anche legislativi legati alla gestione diretta ed esclusiva di tutte le entrate fiscali, nazionali e regionali derivanti e generate dallo Stato, per lo Stato dalla gestione delle estrazioni petrolifere, gas, risorse idrica destinata a recuperare gap infrastrutturale, produttivo e quindi economico oltre che occupazionale ad oggi esistente, solo in questo modo l’autonomia delle Regioni potrebbe rappresentare anche per la Basilicata un elemento di valutazione come strumento per migliorare la vita dei cittadini e non una scorciatoia per alimentari egoismi territoriali e luoghi comuni.
Vi chiedo, sarà oggetto diciamo di una richiesta che confluirà in una risoluzione al termine di questo Consiglio di rendersi diciamo coscienti che sono anche gravi due aspetti ulteriori e chiudo evidenziati dalla nota di relazione del Dipartimento degli Affari Giuridici e Legislativi agli atti della Commissione, nei giorni scorsi c’è un grande paradosso – dice – che vede in mancanza della definizione dei fabbisogni standard dopo 3 anni dal varo delle intese le Regioni con maggiore autonomia ricevere un insieme di finanziamenti superiori alla stessa spesa storica che si vorrebbe abolire, facendo invece lievitare consistentemente il debito pubblico del Paese. Vi è assoluta mancanza negli schemi di Veneto, Lombardia, di una disposizione che confermi limiti costituzionali alle deleghe e il ruolo dello Stato unitario, lo dice il Dipartimento per gli affari Giuridici e legislativi. A ciò si aggiunge al dura requisitoria del procuratore generale della Corte dei conti, Presidente, nel corso della presentazione del rendiconto generale dello Stato che esprime serie preoccupazioni per gli effetti assai deleteri che ci sarebbero se si spingesse la crescita solo in alcune parti del Paese con una visione meramente localistica. Un altro minuto e ho chiuso, Presidente. Ritengo appaia ora chiaro da quanto ho esposto che si debba scongiurare un modello che esplicita l’esistenza di cittadini di serie A e cittadini di serie B, solo perché residenti nelle Regioni del Sud, dove, con arbitrarietà di indicatori si attribuiscono meno o zero fabbisogni standard. Da “Prima gli italiani” passeremo al prima “Alcuni italiani”, i più ricchi, presunti produttivi, coloro che ritengono di avere il diritto di scrollarsi dalle spalle il pesante fardello del sud, perché costituenti la locomotiva del Nord che trascina il Paese. Invece siamo tutti italiani e con uguali diritti. Chiudo citando Piero Calamandrei, da una delle sue lezioni del 1955 agli studenti de La Cattolica, dice. “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, quindi lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini di dignità, dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’articolo 1: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” corrisponderà alla realtà.
Prima di dichiarare, diciamo fare la dichiarazione di voto, io vorrei inserire e proporre al Consiglio e ai colleghi la possibilità di, anche avendo acquisito le informazioni e gli elementi in un dibattito articolato per quello che è stato, devo dire la verità, non me ne voglia, insomma avrei molto gradito conoscere la posizione del Presidente Bardi che abbiamo voluto fortemente essere presente al dibattito per l’importanza che lo stesso ha per il futuro di questa comunità e io lo ringrazio per essere stato tutto il tempo ad ascoltarci comunque nell’aula ma... devo notare che chiaramente se non ci sarà una posizione è un elemento mancante, forse diciamo... dobbiamo ammettere forse il principale che oggi in termini di parere avrebbe molto aiutato la discussione e anche immaginare una soluzione di carattere unitaria su quello che ancora auspico possa esserci in termini di voto, perché... voglio dirlo per diciamo elemento di chiarezza, la mozione che è stata presentata la volta scorsa aveva dentro gli elementi principali descritti diciamo abbastanza in maniera chiara e dettagliata ma aveva l’obiettivo principale di animare una discussione di questo tipo per tempo rispetto ad una decisione che potrebbe determinarsi nel Consiglio dei Ministri convocato per il 3 luglio nel quale è incardinata la discussione ed eventualmente l’approvazione degli accordi preventivi proprio legati alle autonomie differenziate di queste tre regioni, quindi l’obiettivo era quello di fare una discussione, di arrivare a una risoluzione, un ordine del giorno, chiamiamolo come vogliamo, ma insomma un atto unitario, possibilmente unitario, che poi lo stesso Presidente a cui chiederemo eventualmente, se (incomprensibile) questa decisione, di inviare questo parere frutto di questa discussione, proprio a coloro che si apprestano comunque a prendere una decisione di questo tipo, consapevoli del fatto che quella decisione, ed è il motivo per cui l’accelerazione ha portato anche a una tempestiva mozione una tempestiva discussione perché quella decisione tenesse conto comune di un parere diciamo determinato dalla discussione di questo Consiglio regionale, io ritengo che un Presidente del Consiglio, un Consiglio dei Ministri avendo un parere delle regioni piuttosto che un comunicato stampa o lettere che ho letto,ho sentito diciamo il Presidente della Regione Calabri ha fatto proprio qualche ora fa direttamente alla Presidenza notificando per sue mani, quindi diciamo a nome di tutti probabilmente, una posizione della regione in quanto Presidente, noi lo abbiamo voluto fare, questo era l’intento al termine di un dibattito che vedesse Presidente, Presidente del Consiglio, Presidente della Regione, Consiglieri... partecipi e protagonisti di una decisione e comunque chiedo al Presidente di poter porre diciamo in votazione una risoluzione che cita testualmente questo... in termini diciamo enucleati in questa modalità: “Considerato che le regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna il 28 febbraio 2018 hanno sottoscritto con il Governo altrettante preintese per ottenere maggiori competenze e risorse ai sensi dell’art. 116 terzo comma della Costituzione, considerato che sul sito del Dipartimento affari regionali con data 25 febbraio 2019 sono state pubblicate le intese parte generale con Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna dalle quali si evince il criterio di finanziamento per le materie oggetto di trasferimento di competenze che il Ministro dell’Economia Giovanni Tria in audizione presso la Commissione Bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale il 18 aprile 2019 ha segnalato che in alcuni casi le richieste regionali non appaiono del tutto coerenti con i principi costituzionali;
che nella medesima audizione il Ministro Tria ha sottolineato come nell’attuazione del federalismo fiscale per i comuni, l’assenza dei LEP rende poco agevoli le scelte per il progressivo abbandono del criterio della spesa storica in favore del criterio dei fabbisogni e capacità fiscali standard e che in questi anni si è fatta prevalere l’esigenza di limitare gli effetti redistributivi del nuovo sistema attraverso complesse soluzioni tecniche quali il livello dei servizi delle funzioni di costo, il target perequativo al 50% e le clausole di salvaguardia per limitare gli eccessi;
che tali meccanismi nel limitare la redistribuzione danneggiano in particolare i territori con minore capacità fiscale per abitante tra i quali spicca la Basilicata che per i comuni ha un livello medio di 268 euro pro capite superiore solo alla Calabria, 253 euro, contro i 475 dello standard italiano e i 776 euro della Regione Liguria, in uno squilibrio che si moltiplicherebbe con il regionalismo differenziato;
diffida il Governo a procedere nella sottoscrizione di intese con le regioni richiedenti a meno che queste non contengano esplicita previsione della contestuale approvazione dei LEP i livelli essenziali delle prestazioni quali precondizione per attribuire maggiori competenze e risorse e invita il Governo a correggere le attuali regole per il federalismo fiscale relativo si comuni definendo i livelli essenziali delle prestazioni ed eliminando distorsioni quale il target perequativo al 50% in luogo di una perequazione che la Costituzione prevede integrale al 100%. Impegna la Giunta regionale della Basilicata a coordinarsi con le Giunte delle altre regioni di Italia meridionale per una proposta unitaria nella direzione dell’efficienza e della solidarietà che porti alla piena attuazione di tutti i principi di federalismo dalla verifica dei costi e dei servizi offerti alla perequazione infrastrutturale, in più delega il Presidente del Consiglio regionale a proporre ai suoi omologhi delle regioni confinanti con la Basilicata una seduta straordinaria congiunta monotematica sul regionalismo differenziato aperta ai Consiglieri regionali di Campania, Puglia, Calabria e Basilicata da tenersi nella nostra regione e a dare mandato alla Commissione competente, potrebbe essere Bilancio e Programmazione, ma in questo caso potrebbe essere qualsiasi altra, affinché istruisca un dossier di analisi della documentazione delle norme di approfondimento dal quale si possono valutare in fase di programmazione gli effetti e l’impatto del regionalismo differenziato sula Regione Basilicata con il coinvolgimento degli uffici del Dipartimento programmazione e finanza al fine di definire la proposta Basilicata. In sintesi, comunicare al Governo che il Consiglio eventualmente vuole che si fermi la procedura in assenza, così come previsto dalla Costituzione, dei LAP non definiti e nel contempo che ci si faccia protagonisti di una discussione con le altre regioni, in termini di Giunta e di Consiglio per poter armonizzare e arrivare alla determinazione congiunta di tutte le regioni meridionali a difesa dei diritti della comunità che in questi territori vivono.
Intervento BRAIA resoconto nr. 5 del 09/07/2019
Argomento : MOZIONE DEL CONSIGLIERE CIFARELLI E ALTRI SU: “INTESA REGIONE – TOTAL PER TEMPA ROSSA”
No, nel rispetto, diciamo, delle cose che ci siamo detti, io sono contento che il collega Cifarelli abbia espresso con il tempo adeguato la mozione, sono contentissimo che il collega Aliandro abbia fatto la una disanima e la sua risposta esaustiva, articolata, su un tema importante come questo. Il mio intervento, non nel merito, magari lo farò dopo, era esattamente per evidenziare che un dibattito in un Iconologi Regionale ha regole, sì, ma senso di responsabilità e buon senso quando si trattano argomenti importanti devono avere l’elasticità dovuta. Lo rimarco perché questo vale per me, vale per Pittella, vale per i colleghi cella Maggioranza e dell’Opposizione tutta. Chiaro?
Intanto preannunciando chiaramente il voto favorevolissimo diciamo alla mozione, sarebbe interessante cogliere e voglio cogliere questa occasione importante per ricordare anche al Presidente Bardi che in quest’aula prima o poi le linee strategiche richiamate dallo Statuto devono essere discusse e presentate, diciamo approvare una mozione che chiaramente ha dentro tutta una serie di aspettative che la comunità Lucana intorno a questa nuova opportunità si stanno generando e con le utilizzazioni di queste risorse in maniera diretta, indiretta, attraverso diciamo l’incentivazione ai progetti di sviluppo, le infrastrutture, il sostegno all’impresa magari green, un utilizzo virtuoso delle risorse economiche anche, sottolineo, per uno sviluppo sostenibile che vede anche l’agricoltura protagonista, proprio diciamo un’agricoltura che in quelle aree vive una sorta di penalizzazione intrinseca e che invece diciamo riveduta e corretta nelle aree più marginali può vedere una nuova alba, attraverso un utilizzo virtuoso ed un indirizzo specifico degli investimenti sulle tecnologie e quant’altro, è fondamentale che questo ragionamento incroci un documento programmatico che non può essere solamente quello pure importante che è stato diciamo... discusso in quest’aula all’inizio della Legislatura e che però nel piano strategico che il Presidente si era impegnato a discutere e a portare in aula nel rispetto dello Statuto ha la sua enucleazione, ha il suo dettaglio, ha la sua profondità, e che credo, diciamo, anche quest’aula abbia bisogno di acquisire il prima possibile di studiare e anche di eventualmente integrare con le proprie riflessioni e i propri propositi; quindi colgo diciamo l’occasione di questa mozione per poter chiedere al Presidente Bardi di fare il prima possibile questo adempimento che non è un adempimento formale ma sostanziale finalizzato a guidare diciamo i processi e le azioni di questa Legislatura proprio per poi anche incrociare le strategie che si andranno a definire a partire dalla relazione del Presidente sino, diciamo, ad uno degli asset fondamentali che vivranno nei prossimi mesi la propria realizzazione, parliamo di Total ma parliamo anche diciamo del rinnovo delle concessioni Eni, in questi due pilastri che sono diciamo le grandi opportunità di questa Regione ci giochiamo un pezzo di futuro della stessa comunità per orientare diciamo uno sviluppo sostenibile rispetto al quale credo che tutti, spero, siamo impegnati a realizzare.
Argomento : “ATER POTENZA, AZIENDA TERRITORIALE PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA, BILANCIO CONSUNTIVO 2018, CONTROLLO AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE N. 11/2006, DGR 338 DEL 7 GIUGNO 2019”.
Sì, al relazione è presto fatta, insomma, abbiamo avuto anche qui la possibilità di audire il Presidente dell’ATER, i responsabili del Bilancio, credo che la discussione sia stata abbastanza approfondita su vari atti. C’è una decisione che invece va comunicata all’assemblea, che deve decidere poi come procedere, che era la richiesta che è stata formulata di una relazione integrativa rispetto ai residui attivi che sono esposti nel bilancio e quindi la modalità con cui anche una parte di questi residui attivi che coincidono con delle modalità intende, la stessa ATER, recuperare. In questa dinamica c’era stata la richiesta della Commissione, che deve essere per prassi veicolata al Consiglio e noi dobbiamo praticamente decidere sulla richiesta di chiarimenti. Per chiarire la procedura, nel momento in cui il Consiglio approva, saremo in attesa di chiarimenti, lì analizzeremo nella Commissione, poi l’atto tornerà in Consiglio per l’approvazione.
Faccio anche, facendo coincidere con la dichiarazione di voto, noi ci asterremo su questo voto, per un semplice motivo, come ha detto la collega Sileo, l’atto anche noi l’abbiamo ritenuto, diciamo, oggettivo e utile richiederlo, solo che per quanto ci riguarda poteva non essere preclusivo dell’approvazione stessa dell’atto.
Pertanto invece la Maggioranza ha ritenuto così e quindi di conseguenza diciamo ci ritroviamo oggi in questa condizione, quindi noi avevamo semplicem