Source: https://www.ilriformista.it/blog/perche-la-bandiera-europea-non-va-mai-vilipesa-e-dovrebbe-essere-invece-rispettata/
Timestamp: 2020-06-06 13:35:58+00:00
Document Index: 5936305

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 313', 'art 11', 'sentenza ', 'art 4', 'art. 4']

Perché la bandiera europea non va mai vilipesa, e dovrebbe essere invece rispettata - Il Riformista
Perché la bandiera europea non va mai vilipesa, e dovrebbe essere invece rispettata
Abbiamo assistito nelle scorse settimane ad alcune incitazioni social al vilipendio della bandiera europea. Addirittura bruciandola, o rimuovendola dagli edifici e uffici pubblici. Forse accogliendo scioccamente questa istigazione a commettere un atto illecito, due appartenenti all’Associazione Nazionale Bersaglieri, qualche settimana fa l’hanno rimossa da un edificio che ospita una fanfara del Corpo, prima di gettarla in strada. Il gesto plateale è stato ripreso in un video che è circolato in rete, ed è stato rimbalzato dalla stampa nazionale. La reazione dell’Associazione Nazionale Bersaglieri è stata immediata. I Bersaglieri sono intervenuti col consueto passo di corsa e, nell’arco di sole 24 ore, hanno riunito in teleconferenza la Giunta Esecutiva Nazionale, convocando alla stessa i due responsabili dell’atto. Dopo aver ascoltato le giustificazioni e le ragioni dei due associati, è stata comminata loro l’espulsione dal sodalizio, per aver contravvenuto allo Statuto dell’associazione, che stabilisce che l’ANB è apartitica ed apolitica. Organi di stampa, hanno poi diffuso la notizia che i Carabinieri hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria.
Il Prefetto Francesco Tagliente, ex Questore di Roma ed ex Prefetto di Pisa, quale delegato ai rapporti istituzionali dell’Associazione Nazionale degli Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI), ha recentemente ricordato sulla pagina Facebook dei benemeriti della Repubblica che le disposizioni sulla Bandiera della Repubblica italiana e dell’Unione europea sono state emanate con la legge del 5 febbraio 1998, n. 22 in attuazione dell’art. 12 della Costituzione. Riferendosi poi all’invito sui social di gruppi anti-UE a bruciare la bandiera Europea, pur precisando che anche lui ha provato “delusione e risentimento per le prese di posizione di alcuni Paesi che contraddicono lo spirito e le idealità dell’Unità di Stati vagheggiata dai Padri fondatori della Casa europea”, ha ricordato che bruciare una bandiera costituisce sempre un illecito grave. E non rassicura il fatto che l’art. 313 del Codice Penale prevede che i comportamenti siano punibili solo su richiesta del Ministro per la giustizia, e neppure la circostanza che l’ordinamento richiede condizioni di reciprocità della tutela penale per la bandiera italiana.
Quindi benissimo ha fatto l’Associazione Nazionale Bersaglieri ad espellere i suoi soci macchiatisi di un simile atto. Perché ancora più grave quando compiuto da militari o da appartenenti ad associazioni di militari in congedo. I quali devono sempre conformarsi al rispetto della Costituzione e delle leggi. L’art 11 della Costituzione, conformemente all’interpretazione datane dalla Consulta, impone infatti all’ordinamento italiano di promuovere le organizzazioni internazionali e i trattati internazionali cui l’Italia ha scelto democraticamente di aderire.
L’Italia, non dimentichiamolo mai, è uno Stato membro ma anche fondatore dell’Unione europea, cui ha aderito nel 1956. Continua ad aderire ed aderirà fino a quando una legge votata dal Parlamento – e non l’opinione personale di alcuni – stabilirà di denunciare il Trattato Ue.
Va poi ricordato che secondo una pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 1963, l’Ue “costituisce un ordinamento giuridico di nuovo genere nel campo del diritto internazionale, a favore del quale gli Stati hanno rinunziato, anche se in settori limitati, ai loro poteri sovrani, ordinamento che riconosce tra i loro soggetti non soltanto gli Stati membri ma i loro cittadini”. Questo è noto come il principio dell’effetto diretto. E cioè che le norme Ue si rivolgono direttamente ai cittadini, nei settori di competenza.
Nel 1964, invece, la Corte di Giustizia ha affermato un secondo importante principio tuttora valido. E cioè che “a differenza dei comuni trattati internazionali, il Trattato sull’Ue ha istituito un proprio ordinamento giuridico integrato nell’ordinamento giuridico degli stati membri, che i giudici nazionali sono tenuti ad osservare”. Ed è il cosiddetto principio del primato.
Nel giugno 1995, infine, il Consiglio dei capi di stato e di governo, riunito a Milano, decise che la bandiera europea fosse emblema ufficiale dell’Unione e la rappresentasse.
Da quanto appena detto si capisce meglio la logica del fatto che offendere la bandiera dell’Ue non è soltanto una violazione del diritto europeo, ma è anche una violazione del diritto nazionale, e della Costituzione italiana. Alla stessa stregua dell’offesa alla bandiera italiana. Per un militare, inoltre, è un atto di insubordinazione che è sanzionato penalmente in modo più grave che per il civile. Perché assimilato al tradimento ed ai reati contro la fedeltà e la difesa militare. Mentre per un militare in congedo, invece, è anche un tradimento del proprio giuramento, che lo rende indegno di appartenere ad un’associazione d’arma.
Va infine ricordato che la bandiera europea simboleggia sia l’Unione europea, che l’unità e l’identità dell’Europa in generale. È costituita infatti da un cerchio di 12 stelle dorate su uno sfondo blu. Dove le stelle rappresentano gli ideali di unità, solidarietà e armonia tra i popoli d’Europa. Anche il cerchio è simbolo di unità, ma il numero delle stelle non dipende dal numero dei paesi membri, come spiegheremo tra poco.
La bandiera europea nasce nel 1955. Il Consiglio d’Europa, impegnato nella difesa dei diritti umani e nella promozione della cultura europea, sceglie il disegno in uso ancora oggi, dopo che 9 maggio 1950, Robert Schumann presentava la proposta di creare un’Europa unita indispensabile al mantenimento di relazioni pacifiche fra gli Stati che la componevano. A Strasburgo venne costituito il Consiglio d’Europa con l’incarico di porre le basi di una futura federazione. Sempre nel 1950, il Consiglio bandì un concorso per realizzare la bandiera della futura Europa unita. Arrivarono 101 bozzetti e venne scelto quello di un grafico alsaziano, Arsène Heitz.
Il bozzetto piacque molto. Nel 1955, il Consiglio lo adottò ufficialmente, e la nuova bandiera venne diffusa in centinaia di migliaia di esemplari. Ma subito scoppiò lo scandalo. La bandiera era un perfetto simbolo mariano. È costituita, infatti, da 12 stelle poste in cerchio su sfondo azzurro. San Giovanni nell’Apocalisse, al capitolo 12, riferendosi alla Madonna, scrisse: “Apparve un segno grande nel cielo: una donna vestita di sole e sul suo capo una corona di dodici stelle”. E quella corona di dodici stelle divenne il simbolo della Vergine Maria. Simbolo che si vede in moltissime immagini realizzate lungo il corso dei secoli. Fu lo stesso Arsène Heitz a rivelare che per il bozzetto della bandiera europea si era ispirato al simbolo mariano delle dodici stelle. Raccontò che, quando seppe del concorso, stava leggendo la storia della “Medaglia miracolosa”. La “medaglia miracolosa” è un oggetto di devozione che risale al 1800. Una religiosa, Suor Caterina Labouré, oggi santa, viveva in un convento a Parigi e aveva delle visioni della Madonna. Un giorno, il 27 novembre 1830, la Vergine le chiese di far coniare una medaglia promettendo grazie a chi l’avrebbe tenuta con devozione, e fece vedere il bozzetto, come lei voleva la medaglia. La realizzazione fu piuttosto elaborata perché nessuno credeva alle parole della suorina. Ma poi la medaglia venne coniata e diffusa in milioni di esemplari nel mondo. Tra i credenti è ancora un oggetto diffusissimo ed ha fama di essere veramente prodigiosa, per questo viene chiamata la “Medaglia miracolosa”. Quella storia colpì molto Arsène Heitz, cattolico e devoto della Madonna. Si procurò una di quelle medaglie e vide che da una parte era raffigurata la Vergine e sull’altra un cerchio di dodici stelle che racchiude un anagramma costituito da una “M” (Maria), un “I” Jesus, sormontati da una croce. Subito, come egli stesso raccontò, pensò di preparare un bozzetto per la bandiera europea con quel simbolo mariano: le 12 stelle, su sfondo azzurro, il colore del cielo, in modo che la Madonna potesse proteggere gli abitanti di questa nuova Europa, dilaniata fino al recete passato da guerre fratricide.
Negli anni seguenti incoraggia le nuove istituzioni europee ad adottare la stessa bandiera.
Nel 1983 il Parlamento europeo decreta che la bandiera della Comunità sia quella già usata dal Consiglio d’Europa. Nel 1985, i capi di Stato e di governo dei paesi membri ne fanno l’emblema ufficiale della Comunità europea, poi diventata “Unione europea”. Inoltre, tutte le istituzioni europee hanno ora un proprio emblema.
L’uso della bandiera europea sugli edifici pubblici italiani è regolato dal D.P.R. 7 aprile 2000, n. 121, “Regolamento recante disciplina dell’uso delle bandiere della Repubblica italiana e dell’Unione europea da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici.”
La sentenza n. 183 del 4 ottobre 2018, della Corte costituzionale, nel dichiarare l’illegittimità̀ di alcune norme regionali venete, in ordine alla previsione di obblighi di esposizione della bandiera e del gonfalone regionale su edifici non regionali, ha anche fatto un riassunto del quadro normativo in tema di esposizione delle bandiere italiana ed europea.
Per tale ragione l’ANCRI, l’Associazione Nazionale degli Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, nelle sue azioni di tutela del decoro della bandiera italiana e dei simboli della Repubblica, si sta impegnando anche per la stessa azione di tutela, prevista dalla legge, del decoro della bandiera europea. In linea con i principi di leale cooperazione tra Stati membri e UE di cui all’art 4.3 del TUE e del rispetto delle identità nazionali da parte della Ue – art. 4.2 TUE. E nel rispetto dei tanti per i quali quella bandiera rappresenta un ideale di pace, di libertà e di speranza. Come lo rappresentava per il giovane giornalista italiano Antonio Micalizzi, detto “l’europeo”, caduto nel dicembre 2018 a Strasburgo per mano di un terrorista. Spesso ricordato nella celebre foto in cui portava la bandiera stellata sulla propria testa.