Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25526-del-26-10-2017
Timestamp: 2020-06-04 15:13:43+00:00
Document Index: 135040069

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 348', 'art. 325', 'art. 327', 'art. 348', 'art. 86', 'art. 348', 'art. 348']

Sentenza Cassazione Civile n. 25526 del 26/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25526 del 26/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 26/10/2017, (ud. 10/03/2017, dep.26/10/2017), n. 25526
sul ricorso 4694-2015 proposto da:
M.F.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA BADOERO,
82, presso lo studio dell’avvocato MARIA PAOLA DI NICOLA,
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA LEONIDA RECH, 76,
presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE POERIO, rappresentato e
difeso dagli avvocati MARIO CHENG CHI CHANG, PIERLUIGI TRIVELLIZZI;
avverso la sentenza n. 25/2013 del TRIBUNALE di TERAMO SEZIONE
DISTACCATA di GIULIANOVA, depositata il 05/03/2013;
partecipata del 10/ 03/ 2017 dal Consigliere Dott. MILENA FALASCHI.
M.F.C. evocava, dinanzi il Tribunale di Teramo – Sez. dist. di Giulianova, il Condominio (OMISSIS), chiedendo l’annullamento di delibera assembleare adottata senza la previa rituale convocazione dei condomini, ed il giudice adito, nella resistenza del convenuto, respingeva la domanda attorea.
Sull’impugnazione proposta dallo stesso M., la Corte di Appello di L’Aquila, confermava la pronuncia di primo grado, dichiarando, ex art. 348 bis c.p.c., inammissibile il gravame.
Ricorre per la cassazione del provvedimento di appello e della sentenza di primo grado il M., sulla base di due motivi, cui resiste con controricorso il condominio.
è prioritaria la verifica della tempestività del ricorso rispetto al merito dello stesso.
In proposito occorre precisare che in caso di declaratoria di inammissibilità dell’appello, ai sensi dell’art. 348 bis c.p.c., il termine per proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza di primo grado – decorrente, a norma del successivo art. 348 ter c.p.c., dalla comunicazione (o notificazione, se anteriore) dell’ordinanza che ha dichiarato inammissibile il gravame – si identifica in quello “breve” di cui all’art. 325 c.p.c., comma 2, dovendo intendersi il riferimento all’applicazione dell’art. 327 c.p.c. “in quanto compatibile” (contenuto nel medesimo art. 348 ter c.p.c.) limitato ai casi in cui tale comunicazione (o notificazione) sia mancata (in termini Cass. n. 25115 del 2015).
Ciò posto, l’ordinanza della Corte di appello di L’Aquila, è stata comunicata, per via telematica (v. ricevuta acquisita presso la stessa cancelleria della corte di merito), al medesimo ricorrente, il quale si difendeva ex art. 86 c.p.c., il 2 luglio 2014, mentre il ricorso è stato consegnato all’Ufficiale giudiziario per la notificazione solo il 26 gennaio 2015 ben oltre il termine perentorio di 60 giorni previsto dall’art. 348 ter c.p.c..
Il ricorso è tardivo, essendo stato notificato quando il termine di cui all’art. 348 ter c.p.c. era già consumato.
condanna il ricorrente alla rifusione delle spese processuali del giudizio di legittimità che liquida in complessivi Euro 1.700,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre alle spese forfettarie e agli accessori come per legge.