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Timestamp: 2020-07-15 19:08:44+00:00
Document Index: 25822300

Matched Legal Cases: ['art. 2502', 'art. 2502', 'art. 2502', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2502', 'art. 2411', 'sentenza ']

Art. 2502 codice civile - Decisione in ordine alla fusione - Brocardi.it
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Articolo 2502 Codice civile
Decisione in ordine alla fusione
Dispositivo dell'art. 2502 Codice civile
La fusione è decisa da ciascuna delle società che vi partecipano mediante approvazione del relativo progetto. Se l'atto costitutivo o lo statuto non dispongono diversamente, tale approvazione avviene, nelle società di persone, con il consenso della maggioranza dei soci determinata secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili, salva la facoltà di recesso per il socio che non abbia consentito alla fusione e, nelle società di capitali, secondo le norme previste per la modificazione dell'atto costitutivo o statuto(1).
La decisione di fusione può apportare al progetto di cui all'articolo 2501 ter solo le modifiche che non incidono sui diritti dei soci o dei terzi.
(1) Nelle società di capitali tale compito è riservato all'assemblea straordinaria delle società che vi partecipino, con le maggioranze previste.
La decisione di fusione rappresenta il secondo passaggio del procedimento di fusione.
Spiegazione dell'art. 2502 Codice civile
La fusione è decisa, non deliberata, per cui si ritiene non sia necessaria l'approvazione del progetto in assemblea.
La legge richiede il consenso dei soci, quindi è indifferente la modalità di raccoglimento della loro volontà, se in assemblea o separatamente a seconda di quanto previsto dai patti sociali.
Relativamente alla diversa disposizione dell'atto costitutivo in deroga alla maggioranza:
nelle società di persone è necessaria una clausola che preveda l'unanimità proprio nell'ipotesi specifica di fusione;
per quanto riguarda le società di capitali: nelle s.r.l. lo statuto può prevedere un quorum minore, più elevato o l'unanimità; nelle s.p.a. non è possibile prevedere un quorum minore, è possibile prevederne uno più elevato, è discusso se sia possibile prevedere l'unanimità.
Il legislatore prevede tre forme di tutela della minoranza:
la maggioranza qualificata (2369, 5° comma);
il diritto di recesso (artt. 2437, 1° comma, lett. b); 2473, 1° comma);
il consenso dei soci che assumono responsabilità illimitata (2500 sexies, 1° comma).
La maggioranza qualificata in seconda convocazione è prevista per le s.p.a. e s.a.p.a. che, a causa della fusione, cambino tipo sociale. Secondo la dottrina e il Consiglio notarile di Milano (massima n. 21) se la fusione comporta una ulteriore modificazione dello statuto, e per tale modificazione statutaria la legge o lo statuto richiedono la maggioranza qualificata, vale tale maggioranza.
Il recesso in caso di fusione è previsto per le società di persone e per le s.r.l. (2473), mentre non è previsto per le s.p.a. in cui il recesso è previsto solo per la trasformazione. Nella s.p.a. la fusione costituisce causa di recesso solo se comporta la trasformazione, oppure se comporta una ulteriore modificazione dello statuto per la quale, la legge o lo statuto stesso, prevedano il recesso.
Il recesso decorre dalla decisione di fusione.
La decisione può apportare modifiche al progetto di fusione purché non incidano sui diritti dei soci o dei terzi. In tale ipotesi tutte le società partecipanti alla fusione dovranno approvare il progetto modificato.
Se si vogliano apportare modifiche che incidano sui diritti dei soci o dei terzi, ad esempio modifica del rapporto di cambio, si dovrà ripercorrere l'intero procedimento di fusione a partire dalla redazione del progetto.
Massime relative all'art. 2502 Codice civile
Cass. civ. n. 15599/2000
La fusione per incorporazione tra società di capitali, pur comportando effetti più pregnanti di una semplice modifica dell'atto costitutivo, deve essere deliberata dall'assemblea straordinaria delle società che vi partecipano, con le maggioranze all'uopo previste, e non all'unaminità, a nulla rilevando che (come nella specie) lo statuto della società incorporante preveda una clausola di destinazione di una parte degli utili in beneficienza, giacché tale clausola non incide sulla comunione di interessi creata col contratto sociale e non è idonea, in linea di principio, ad eludere lo scopo lucrativo perseguito dalla società.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 15599 del 11 dicembre 2000)
Cass. civ. n. 3380/1995
Gli atti di fusione di società sono sottoposti alla pubblicità costitutiva dell'iscrizione sul registro delle imprese e non alla omologazione del tribunale, che, ai sensi del combinato disposto degli artt. 2502 e 2411 c.c., è invece, prescritta per le deliberazioni di fusione.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3380 del 23 marzo 1995)
Cass. civ. n. 3121/1993
In forza dell'art. 2502 c.c. — nel testo vigente prima dell'entrata in vigore del D.L.vo n. 22 del 1991 (attuazione delle direttive CEE nn. 855/78 e 897/82) — e del richiamo in esso operato all'art. 2411, primo, secondo e terzo comma, c.c., la deliberazione di fusione deve essere iscritta nel registro delle imprese (da individuarsi in base alla sede della società che la ha adottata) previo giudizio di omologazione, indipendentemente dalla circostanza che dalla fusione risulti una società di capitali ovvero una società di persone, non essendo rilevante, rispetto al descritto contesto normativo, la diversa disciplina della pubblicità degli atti costitutivi dei due tipi di società.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 3121 del 16 marzo 1993)