Source: http://www.brocardi.it/codice-di-procedura-civile/libro-secondo/titolo-iii/capo-ii/art358.html
Timestamp: 2017-05-28 02:44:53+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 358', 'sentenza ', 'art. 329', 'art. 350', 'sentenza ', 'art. 339', 'art. 348', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 395', 'art. 338', 'art. 358', 'art. 387', 'art. 358']

Art. 358 codice di procedura civile - Non riproponibilità di appello dichiarato inammissibile o improcedibile - Brocardi.it
Articolo 358Codice di Procedura Civile
Non riproponibilità di appello dichiarato inammissibile o improcedibile
Dispositivo dell'art. 358 Codice di Procedura Civile
L'appello dichiarato inammissibile [325, 327, 329, 331, 339, 350] (1) o improcedibile [348, 350] non può essere riproposto, anche se non è decorso il termine fissato dalla legge (2).
Si ha inammissibilità dell'appello per:
- decorrenza del termine per impugnare (artt. 325 e 327);
- acquiescenza alla sentenza (art. 329 del c.p.c.);
- omessa integrazione del contraddittorio ad opera delle parti, ai sensi dell'art. 350 del c.p.c.;
- inappellabilità della sentenza (art. 339 del c.p.c.);
- mancanza di una condizione per proporre l'impugnazione.
I casi di improcedibilità, invece, sono quelli previsti dall'art. 348 del c.p.c..
La norma si applica sia all'appello principale che a quello incidentale.
Non trova applicazione, invece, nei casi in cui, per la gravità del vizio, si dichiari nullo addirittura l'appello: in queste ipotesi, ad esempio nel caso di impugnazione proposta da procuratore privo di mandato, il diritto di impugnare non si considera nemmeno esercitato.
La disposizione è espressione del c.d. principio della consumazione del potere di impugnazione, che non consente la riproposizione dell'appello, anche tempestiva, qualora l'impugnazione fosse stata dichiarata inammissibile o improcedibile.
Naturalmente, tale principio non riguarda altri mezzi di impugnazione, per cui la proposizione dell'appello contro una sentenza inappellabile non impedisce il successivo ricorso per cassazione.
Cass. n. 7344/2012
Cass. n. 15721/2011
Il principio di consumazione dell'impugnazione, secondo un'interpretazione conforme ai principi costituzioni del giusto processo, che sono diretti a rimuovere, anche nel campo dei gravami, gli ostacoli alla compiuta realizzazione del diritto di difesa, rifuggendo formalismi rigoristici, impone di ritenere che, fino a quando non intervenga una declaratoria di improcedibilità, possa essere proposto un secondo atto di appello, sempre che la seconda impugnazione risulti tempestiva e si sia svolto regolare contraddittorio tra le parti.
Cass. n. 1902/2011
Cass. n. 9265/2010
Cass. n. 9058/2010
Il principio di consumazione dell'impugnazione non esclude che, fino a quando non intervenga una declaratoria di inammissibilità, possa essere proposto un secondo atto di appello, immune dai vizi del precedente e destinato a sostituirlo, sempre che la seconda impugnazione risulti tempestiva; detta tempestività deve valutarsi, anche in caso di mancata notificazione della sentenza, non in relazione al termine annuale, bensì in relazione al termine breve decorrente dalla data di proposizione della prima impugnazione, equivalendo essa alla conoscenza legale della sentenza da parte dell'impugnante.
Cass. n. 13062/2007
Il principio processuale della consumazione dell'impugnazione — in base al quale la parte rimasta in tutto o in parte soccombente esercitando il potere di impugnazione consuma la facoltà di critica della decisione che la pregiudica e non può proporre in prosieguo altri motivi, o ripetere, specificare o precisare quelli già dedotti, sempre che si tratti di due impugnazioni della stessa specie e che al tempo della proposizione della seconda l'inammissibilità della precedente sia stata già dichiarata —, benché previsto dal codice di rito solo con riferimento all'estinzione del procedimento d'appello o di revocazione nei casi previsti dai nn. 4 e 5 dell'art. 395 (art. 338 c.p.c.) e alla declaratoria d'inammissibilità od improcedibilità dell'appello (art. 358 c.p.c.) o del ricorso per cassazione (art. 387 c.p.c.) ha carattere generale, e deve ritenersi applicabile ogniqualvolta il procedimento d'impugnazione non pervenga, quale ne sia il motivo, ad una decisione di merito. Pertanto, il suindicato principio trova applicazione anche in ipotesi di declaratoria di «irricevibilità» prevista nell'ambito del procedimento speciale avanti alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie di cui al D.P.R. 5 aprile 1950, n. 221, artt. 53 e 54, ultimo comma, per il caso di inosservanza dei termini e dei modi ivi prescritti per la proposizione dell'atto introduttivo del giudizio, e per il mancato rispetto del termine fissato per l'integrazione del contraddittorio, cui non può riconoscersi significato autonomo e distinto dall'inammissibilità o dall'improcedibilità.
Cass. n. 11870/2007
Allorquando il diritto di impugnazione sia stato validamente esercitato, il principio di consumazione dell'impugnazione esclude che possa essere proposto un secondo atto di appello, per motivi diversi da quelli dedotti con il primo gravame, ancorchè la seconda impugnazione risulti tempestiva in relazione al termine breve decorrente dalla data di proposizione della prima, essendosi esaurito, con la proposizione del ricorso, il diritto di impugnazione. (Fattispecie relativa a controversia agraria).
Cass. n. 20313/2006
Qualora venga notificato un atto di appello e successivamente l'appellante, ritenendo che la notificazione sia affetta da nullità, provveda spontaneamente alla notificazione di un nuovo atto di appello, nel rispetto del termine di impugnazione (da considerarsi comunque iniziato a decorrere, a carico dello stesso notificante come termine cosiddetto breve, dal momento della prima notificazione), il giudice dell'impugnazione, ove l'appellante (pur avendone l'onere, sia nel caso di insussistenza della nullità del primo appello, sia — in ragione della efficacia ex tunc della rinnovazione — nel caso di nullità) non si sia costituito nei termini in relazione alla prima notificazione, non può dichiarare improcedibile l'appello per difetto di tempestiva costituzione del medesimo, ove l'improcedibilità dell'appello proposto con la prima notificazione non risulti dichiarata al momento della seconda notificazione, trovando viceversa applicazione l'art. 358 c.p.c.
Cass. n. 16162/2002
Stante l'espressa previsione degli artt. 358 e 387 c.p.c., la consumazione del potere di impugnazione presuppone l'esistenza di due impugnazioni della stessa specie nonché, al tempo della proposizione della seconda, una declaratoria di inammissibilità della precedente; pertanto non si ha consumazione del potere di impugnazione quando il suo esercizio sia stato preceduto da una impugnazione di diversa specie.
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