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Timestamp: 2018-11-13 23:22:01+00:00
Document Index: 181291828

Matched Legal Cases: ['art. 375', 'art. 320', 'art. 4', 'art. 414', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 423', 'art. 74', 'art. 77', 'art. 10']

LIBRO PRIMO: DELLE PERSONE E DELLA FAMIGLIA TITOLO I: DELLE PERSONE FISICHE - PDF
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1 LIBRO PRIMO: DELLE PERSONE E DELLA FAMIGLIA TITOLO I: DELLE PERSONE FISICHE 1. Capacità giuridica. La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita (cfr. 320, 462, 715, 784). 2. Maggiore età. Capacità di agire. La maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo anno. Con la maggiore età si acquista la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita un età diversa. TITOLO X: DELLA TUTELA E DELL EMANCIPAZIONE 390. Emancipazione di diritto. Il minore è di diritto emancipato (cfr. 129 att.) col matrimonio (cfr. 82 ss.) Curatore dell'emancipato. Curatore del minore sposato con persona maggiore di età è il coniuge. Se entrambi i coniugi sono minori di età (cfr. 2), il giudice tutelare può nominare un unico curatore, scelto preferibilmente fra i genitori. Se interviene l'annullamento per una causa diversa dall'età (cfr. 117), o lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio (cfr. 149) o la separazione personale (cfr. 150 ss.), il giudice tutelare nomina curatore uno dei genitori, se idoneo all'ufficio, o, in mancanza, altra persona. Nel caso in cui il minore contrae successivamente matrimonio, il curatore lo assiste altresì negli atti previsti nell'articolo Capacità dell'emancipato. L'emancipazione conferisce al minore la capacità di compiere gli atti che non eccedono l'ordinaria amministrazione (cfr. 1572). Il minore emancipato può con l'assistenza del curatore riscuotere i capitali sotto la condizione di un idoneo impiego e può stare in giudizio sia come attore sia come convenuto. Per gli altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione, oltre il consenso del curatore (cfr. 395), è necessaria l'autorizzazione del giudice tutelare (cfr. 472). Per gli atti indicati nell'art. 375 l'autorizzazione, se curatore non è il genitore, deve essere data dal tribunale su parere del giudice tutelare. Qualora nasca conflitto di interessi fra il minore e il curatore, è nominato un curatore speciale a norma dell'ultimo comma dell'art. 320 (cfr. 45 att.). TITOLO XII: DELLE MISURE DI PROTEZIONE DELLE PERSONE PRIVE IN TUTTO O IN PARTE DI AUTONOMIA 414. Persone che possono essere interdette.* Il maggiore di età e il minore emancipato, i quali si trovano in condizioni di abituale infermità di mente che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi, sono interdetti quando ciò è necessario per assicurare la loro adeguata protezione. * Articolo sostituito dall'art. 4 2, L , n Persone che possono essere inabilitate. Il maggiore di età infermo di mente, lo stato del quale non è talmente grave da far luogo all'interdizione, può essere inabilitato (cfr. 166, 193). Possono anche essere inabilitati coloro che, per prodigalità o per abuso abituale di bevande alcooliche o di stupefacenti, espongono sé o la loro famiglia a gravi pregiudizi economici. Possono infine essere inabilitati il sordomuto e il cieco dalla nascita o dalla prima infanzia, se non hanno ricevuto un'educazione sufficiente, salvo l'applicazione dell'art. 414 quando risulta che essi sono del tutto incapaci di provvedere ai propri interessi (cfr. 776) Istanza di interdizione o di inabilitazione. L'interdizione e l'inabilitazione possono essere promosse dalle persone indicate negli articoli 414 e 415, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini
2 entro il secondo grado, dal tutore o curatore ovvero dal pubblico ministero (cfr. 76 ss.; 40 att.).* Se l'interdicendo o l'inabilitando si trova sotto la potestà dei genitori (cfr. 316) o ha per curatore uno dei genitori (cfr. 392), l'interdizione o l'inabilitazione non può essere promossa che su istanza del genitore medesimo o del pubblico ministero. * Comma così modificato dall'art. 5 1, L , n Mezzi istruttori e provvedimenti provvisori. Non si può pronunziare l'interdizione o l'inabilitazione senza che si sia proceduto all'esame dell'interdicendo o dell'inabilitando. Il giudice (cfr. 40 att.) può in questo esame farsi assistere da un consulente tecnico. Può anche d'ufficio disporre i mezzi istruttori utili ai fini del giudizio, interrogare i parenti prossimi dell'interdicendo o inabilitando e assumere le necessarie informazioni. Dopo l'esame, qualora sia ritenuto opportuno, può essere nominato un tutore provvisorio all'interdicendo o un curatore provvisorio all'inabilitando Pubblicità. Il decreto di nomina del tutore o del curatore provvisorio e la sentenza d'interdizione o d'inabilitazione devono essere immediatamente annotati a cura del cancelliere nell'apposito registro (cfr. 48 ss., 49 att.) e comunicati entro dieci giorni all'ufficiale dello stato civile per le annotazioni in margine all'atto di nascita (cfr. 42 att.) Tutela dell'interdetto e curatela dell'inabilitato. Le disposizioni sulla tutela dei minori (cfr. 343 ss.) e quelle sulla curatela dei minori emancipati (cfr. 392) si applicano rispettivamente alla tutela degli interdetti e alla curatela degli inabilitati. Le stesse disposizioni si applicano rispettivamente anche nei casi di nomina del tutore provvisorio dell'interdicendo e del curatore provvisorio dell'inabilitando a norma dell'art Per l'interdicendo non si nomina il protutore provvisorio. Nella scelta del tutore dell'interdetto e del curatore dell'inabilitato il giudice tutelare individua di preferenza la persona più idonea all'incarico tra i soggetti, e con i criteri, indicati nell'articolo 408.* * Comma sostituito dall'art. 7 1, L , n Atti compiuti dall'interdetto e dall'inabilitato. Nella sentenza che pronuncia l'interdizione o l'inabilitazione, o in successivi provvedimenti dell'autorità giudiziaria, può stabilirsi che taluni atti di ordinaria amministrazione possano essere compiuti dall'interdetto senza l'intervento ovvero con l'assistenza del tutore, o che taluni atti eccedenti l'ordinaria amministrazione possano essere compiuti dall'inabilitato senza l'assistenza del curatore.* Gli atti compiuti dall'interdetto dopo la sentenza di interdizione possono essere annullati su istanza del tutore, dell'interdetto o dei suoi eredi o aventi causa (cfr. 1425, 1441 ss.). Sono del pari annullati gli atti compiuti dall'interdetto dopo la nomina del tutore provvisorio, qualora alla nomina segua la sentenza d'interdizione. Possono essere annullati su istanza dell'inabilitato o dei suoi eredi o aventi causa gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione (cfr. 374, 432, 1572) fatti dall'inabilitato, senza l'osservanza delle prescritte formalità, dopo la sentenza di inabilitazione o dopo la nomina del curatore provvisorio, qualora alla nomina sia seguita l'inabilitazione (cfr. 776). Per gli atti compiuti dall'interdetto prima della sentenza di interdizione o prima della nomina del tutore provvisorio si applicano le disposizioni dell'articolo seguente. * Comma introdotto dall'art. 9 1, L , n Revoca dell'interdizione e dell'inabilitazione. Quando cessa la causa dell'interdizione o dell'inabilitazione, queste possono essere revocate su istanza del coniuge, dei parenti entro il quarto grado o degli affini entro il secondo grado, del tutore dell'interdetto, del curatore dell'inabilitato o su istanza del pubblico ministero (cfr. 74, 78). Il giudice tutelare deve vigilare per riconoscere se la causa dell'interdizione o dell'inabilitazione continui. Se ritiene che sia venuta meno, deve informarne il pubblico ministero (cfr. 42 att.). Se nel corso del giudizio per la revoca dell'interdizione o dell'inabilitazione appare opportuno che,
3 successivamente alla revoca, il soggetto sia assistito dall'amministratore di sostegno, il tribunale, d'ufficio o ad istanza di parte, dispone la trasmissione degli atti al giudice tutelare.* * Comma introdotto dall'art. 10 1, L , n Pubblicità. Alla sentenza di revoca dell'interdizione o dell'inabilitazione si applica l'art. 423.
4 COMPLETA LA SEGUENTE MAPPA CAPACITA D AGIRE LA SI RAGGIUNGE A.. ANNI (art. c.c.) SI PERDE NEI CASI DI: O A. ANNI SE SI E EMANCIPATI. INTERDIZIO NE LEGALE INTERDIZIONE GIUDIZIALE (art. c.c.) INABILITAZI ONE (art.. C.c.) CONSISTE NEL CASI DI INCAPACITA ASSOLUTA RELATIVA
5 COMPLETA LA SEGUENTE TABELLA AIUTANDOTI CON GLI ARTICOLI DEL C.C. Persone Inabilitazione Interdizione giudiziale Interdizione legale Da chi può essere richiesta Da chi viene decisa l incapacità Chi viene affiancato all incapace Atti che può compiere l incapace Atti che non può compiere l incapace
6 LA PARENTELA La parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite (art. 74 cc). De cuius, dal latino, colui della cui eredità si tratta. IV Grado Trisavi III Grado II Grado Bisnonni Nonni II grado Fratelli Sorelle I Grado Genitori Zii ASCENDENTI III grado Nipoti (figli di fratelli e/o sorelle) DE CUIUS COLLATERALI IV grado Prozii Pronipoti Primi cugini Figli di prozii DISCENDENTI V grado Secondi nipoti Secondi cugini I Grado Figli II Grado III Grado Nipoti (figli dei figli) Pronipoti VI grado Altri cugini IV Grado Figli dei pronipoti La parentela e i suoi gradi nella famiglia Parentela in linea retta: Parentela in linea collaterale: Affini (i suoceri, i cognati, la nuora, il genero): Persone di cui l'una discende dall'altra (es. madre e figlia) Persone che pur avendo uno stipite comune, non discendono l'una dall'altra (es. fratello e sorella, zio e nipote). L'affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell'altro coniuge. Gli affini quindi non hanno nessun vincolo di consanguineità. La legge non gli attribuisce nessun diritto successorio agli affini. La legge non riconosce il vincolo di parentela oltre il sesto grado... (art. 77 e 572 cc).
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