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Timestamp: 2019-06-25 20:52:05+00:00
Document Index: 84719552

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art 6', 'art. 46', 'art 46', 'art. 47', 'art 47', 'art. 1', 'art 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 51']

SAN FERMO DEMOCRATICA - Che la giunta rispetti la presenza dei sessi, come sancito. - AltraComo
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Alla luce di quanto esposto noi voteremo contro questo atto di indirizzo non solo perché non vuole essere rappresentativo delle esigenze di tutte le elettrici ed elettori di San Fermo ma anche perché non riteniamo legittima la Giunta Comunale preposta ad applicarlo visto che non rispetta la normativa sulla parità di genere.
Quindi, per concludere prendiamo atto che con la firma della delibera n 16 .del 20/06/2016 “nomina della giunta comunale” il sindaco di San Fermo della Battaglia ha mancato il rispetto della norma che garantisce la parità di genere all'interno della Giunta appena nominata, Legge n.56 del 7 aprile 2014, articolo 1, comma 137, tanto che il riferimento a tale legge non è neanche citata nella suddetta delibera.
Visto che i riferimenti normativi (che vengono sotto riportati) non danno adito ad interpretazioni equivoche, chiediamo:
- l'attuazione della Legge n.56 del 7 aprile 2014
possibile in quanto lo Statuto Comunale di San Fermo della Battaglia prevede all’articolo 30 del capo III che i componenti della Giunta possano essere scelti non solo tra i Consiglieri Comunali eletti ma “tra tutti i cittadini aventi i requisiti per essere eletti alla carica di Consigliere Comunale”.
• una rivolta agli statuti comunali e provinciali, che devono conformarsi al principio di pari opportunità (art. 6 co. 3 TUEL D.lgs. 267/2000);
art 6 comma 3. “Gli statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125, e per garantire la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune e della provincia, nonché degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti.”
• una rivolta a sindaci e presidenti di provincia all'atto della nomina dei componenti della giunta (art. 46, co. 2 TUEL);
art 46 comma 2. “Il sindaco e il presidente della provincia nominano, nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi, i componenti della Giunta, tra cui un vicesindaco e un vicepresidente, e ne danno comunicazione al consiglio nella prima seduta successiva alla elezione.”
• una riservata alla possibilità di nomina alla carica di assessore di cittadini esterni al consiglio comunale (art. 47, co. 3 e 4 TUEL);
art 47 comma 3. “Nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti e nelle province gli assessori sono nominati dal sindaco o dal presidente della provincia, anche al di fuori dei componenti del consiglio, fra i cittadini in possesso dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere.”
Art 47 comma 4. “Nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti lo statuto può prevedere la nomina ad assessore di cittadini non facenti parte del consiglio ed in possesso dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere.”
• una rivolta alle giunte dei comuni con popolazione superiore ai 3000 abitanti, le quali devono avere al loro interno una rappresentanza percentualmente definita di entrambi i generi (art. 1 co. 137, l. 56/2014).
art 1 comma 137 “Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico.”
Il principio di parità democratica nella rappresentanza politica e quello di riequilibrio tra uomini e donne all'interno delle giunte comunali erano già stati trattati, con importanti ricadute pratiche, dal TAR Lazio Roma con le sentenze nn. 633 e 8206 del 2013 e dal Consiglio di Stato con sentenza n. 3144/2014 e sentenza n. 406/2016 che entra nel merito della supposta impossibilità a rintracciare assessori donna.
Tali decisioni sono note per aver declinato i principi di uguaglianza, non discriminazione e pari opportunità in una soglia minima di presenza all'interno delle giunte pari ad almeno il 40% per ciascun genere, sottolineandone la matrice costituzionale (ricavabile dall'art. 51 Cost.), prima ancora che comunitaria, che così recita:
"Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro."
A giustificazione della scelta fatta Il Sindaco comunica che è stato redatto un documento integrativo alla delibera di nomina della Giunta. In tale documento datato 17/giugno 2016 si riporta la seguente frase :
“da una indagine preventiva svolta, non sono state reperite idonee professionalità di sesso femminile interessate a ricoprire l’eventuale carica di assessore esterno”.