Source: http://sostegno.ilcaso.it/sezioni/Trust/legittimita
Timestamp: 2020-07-06 16:46:32+00:00
Document Index: 74417070

Matched Legal Cases: ['art. 1322', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 2']

il Trust - Archivio
Trust: regime della tassazione.
Imposta sulle successioni e sulle donazioni – Costituzione di vincoli – Trust.
Il Decreto Legge n. 262 del 2006 ha reintrodotto la disciplina della imposta sulle successioni e donazioni includendo anche i vincoli di destinazione e segnatamente i trust: l’imposizione si riferisce agli atti “a titolo gratuito”, e non più solo alle “liberalità”, cosa che consente di argomentare che il presupposto del tributo vada ravvisato, più che nell’animus donandi, nell’accrescimento patrimoniale (effettivo) del beneficiario, ottenuto senza alcuna contropartita. Nell’ambito concettuale dei “vincoli di destinazione” devono essere ricondotti non solo gli “atti di destinazione” di cui all’articolo 2645-ter c.c., ma qualunque fattispecie prevista dall’ordinamento tesa alla costituzione di patrimoni vincolati ad uno scopo, ed in tal senso si e’ espressa anche l’Amministrazione finanziaria (cfr. Circolare 3/E del 22 gennaio 2008), secondo la quale per vincoli di destinazione si intendono “i negozi giuridici mediante i quali determinati beni sono destinati alla realizzazione di un interesse meritevole di tutela da parte dell’ordinamento, con effetti segregativi e limitativi della disponibilita’ dei beni medesimi”. La consapevolezza del legislatore delle problematicita’ insite nel sottoporre a tassazione uno strumento negoziale tipologicamente assai variegato, quale appunto e’ il trust, segna inevitabilmente i limiti dell’intervento novellatore, che non si confronta con la complessita’ del fenomeno governato, per cui non si puo’ trarre dallo scarno disposto del Decreto Legge n. 262 del 2006, articolo 2, comma 47, il fondamento normativo di un’autonoma imposta, intesa a colpire ex se la costituzione dei vincoli di destinazione, indipendentemente da qualsivoglia evento traslativo – in senso proprio di beni e diritti, pena il deficit di costituzionalita’ della novella cosi’ letta (Cass. n. 21614/2016). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 17 January 2019, n. 1131.
La vendita dell’immobile costituito in fondo patrimoniale determina la cessazione del vincolo.
Fondo patrimoniale – Vendita del bene – Cessazione del vincolo – Ipoteca iscritta dopo la vendita ma prima della sua trascrizione – Opponibilità.
La vendita dell’immobile costituito in fondo patrimoniale determina la cessazione del vincolo, con la conseguenza che è opponibile all’acquirente l’ipoteca iscritta dal creditore dopo la vendita del bene ma prima della sua trascrizione nei registri immobiliari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 30 August 2018, n. 21385.
Revocatoria di dotazione di beni in trust: il beneficiario va convenuto solo se l’atto è a titolo oneroso.
Azione revocatoria – Ordinaria – Atto di dotazione di beni in trust – Accertamento sullo stato soggettivo del terzo – Qualità di terzo rivestita dal beneficiario – Affermazione – Litisconsorzio necessario del beneficiario – Limitato agli atti a titolo oneroso – Affermazione.
Nell’azione revocatoria ordinaria avente ad oggetto beni in trust, lo stato soggettivo del terzo rilevante nel caso di atto di disposizione patrimoniale a titolo oneroso è quello del beneficiario e non quello del trustee. Il beneficiario è litisconsorte necessario esclusivamente nel caso dell’atto di disposizione patrimoniale a titolo oneroso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 29 May 2018, n. 13388.
Trust: valutazione di meritevolezza e legittimazione passiva dei beneficiari nel giudizio di revocatoria.
Trust - Meritevolezza - Valutazione del giudice - Irrilevanza - Valutazione di meritevolezza della tutela è stata compiuta dal legislatore
Trust - Azione revocatoria - Legittimazione passiva dei beneficiari - Esclusione - legittimazione del trustee - Sussistenza - Rilevanza della eventuale diversa previsione dell'atto di conferimento.
Con riferimento al trust, la valutazione (astratta) di meritevolezza della tutela è stata compiuta, una volta per tutte, dal legislatore; infatti, la legge 16 ottobre 1989, n. 364 (Ratifica ed esecuzione della convenzione sulla legge applicabile ai trusts e sul loro riconoscimento, adottata a L'Aja il 1 luglio 1985), riconoscendo piena validità alla citata convenzione dell'Aja, ha dato cittadinanza nel nostro ordinamento, se così si può dire, all'istituto in oggetto, per cui non è necessario che il giudice provveda di volta in volta a valutare se il singolo contratto risponda al giudizio previsto dal citato art. 1322 c.c. (nella premessa alla Convenzione si afferma espressamente che si tratta di un istituto tipico dei Paesi di common law, adottato però anche da altri Paesi con alcune modifiche). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
L'interesse alla corretta amministrazione del patrimonio in trust non integra una posizione di diritto soggettivo attuale in favore dei beneficiari ai quali siano attribuite dall'atto istitutivo soltanto facoltà, non connotate da realità, assoggettate a valutazioni discrezionali del trustee; conseguentemente, deve escludersi che i beneficiari non titolari di diritti attuali sui beni siano legittimati passivi e litisconsorti necessari nell'azione revocatoria avente ad oggetto i beni conferiti nel trust, spettando invece la legittimazione, oltre che al debitore, al trustee, in quanto unico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi.
Il trustee è legittimato passivamente nell'azione revocatoria in funzione della sua titolarità di poteri di gestione sui beni, mentre i beneficiari non sono titolari di un diritto soggettivo attuale alla corretta amministrazione dei beni, a meno che l'atto di conferimento non stabilisca diversamente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 19 April 2018, n. 9637.
Il trasferimento dei beni al trustee avviene a titolo gratuito.
Trustee - Trasferimento dei beni al trustee - Natura - Gratuità.
Il trasferimento dei beni al trustee avviene a titolo gratuito, non essendovi alcun corrispettivo, ed il disponente non intende arricchire il trustee, ma vuole che quest'ultimo li gestisca in favore dei beneficiari, segregandoli per la realizzazione dello scopo indicato nell'atto istitutivo del trust, per cui l'intestazione dei beni al trustee deve ritenersi, fino allo scioglimento del trust, solo momentanea. (Franco Benassi) (riproduzione riservata9 Cassazione civile, sez. V, tributaria, 17 January 2018, n. 975.
Azione revocatoria del fondo patrimoniale e litisconsorzio necessario con i figli minori.
Famiglia - Fondo patrimoniale - Azione revocatoria di atto costitutivo di un fondo patrimoniale - Figli minori - Qualità di litisconsorti necessari - Sussistenza - Esclusione - Fondamento
Famiglia - Trust interno - Azione revocatoria di atto di dotazione patrimoniale di un trust interno - Figli minori - Qualità di litisconsorti necessari - Sussistenza - Esclusione - Fondamento.
La costituzione del fondo patrimoniale determina soltanto un vincolo di destinazione sui beni confluiti nel fondo, affinché, con i loro frutti, sia assicurato il soddisfacimento dei bisogni della famiglia, ma non incide sulla titolarità dei beni stessi, né implica l'insorgere di una posizione di diritto soggettivo in favore dei singoli componenti del nucleo familiare, neppure con riguardo ai vincoli di disponibilità. Ne consegue che deve escludersi che i figli minori del debitore siano litisconsorti necessari nel giudizio promosso dal creditore per sentire dichiarare l'inefficacia dell'atto con il quale il primo abbia costituito alcuni immobili di sua proprietà in fondo patrimoniale.
Deve escludersi che i figli minori del debitore siano litisconsorti necessari nel giudizio promosso dal creditore per sentire dichiarare l'inefficacia dell'atto con il quale il primo abbia costituito in trust alcuni immobili di sua proprietà allorché il tenore delle clausole dell'atto istitutivo non consenta di qualificare i beneficiari né come attuali beneficiari di reddito con diritti quesiti, né come beneficiari finali con diritto immediato a ricevere beni del trust (nel caso di specie, il riconoscimento della qualità di beneficiari di reddito era rimesso alla discrezionalità del trustee, mentre i beneficiari finali avrebbero potuto ricevere dal medesimo, in luogo degli immobili in trust, una somma di denaro). (Saverio Bartoli) Cassazione civile, sez. III, 03 August 2017, n. 19376.
Azione revocatoria di atto di dotazione del trust e litisconsorzio necessario.
Procedimento civile - Legittimazione - Passiva - Azione revocatoria di atto di dotazione del trust - Beneficiari privi di diritti attuali sui beni in trust - Legittimazione - Sussistenza - Esclusione - Fondamento.
L'interesse alla corretta amministrazione del patrimonio in trust non integra una posizione di diritto soggettivo attuale in favore dei beneficiari ai quali siano attribuite dall'atto istitutivo soltanto facoltà, non connotate da realità, assoggettate a valutazioni discrezionali del trustee; conseguentemente, deve escludersi che i beneficiari non titolari di diritti attuali sui beni siano legittimati passivi e litisconsorti necessari nell'azione revocatoria avente ad oggetto i beni in trust, spettando invece la legittimazione, oltre al debitore, al trustee, in quanto unico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 03 August 2017, n. 19376.
Il trust familiare è un atto a titolo gratuito.
Responsabilità patrimoniale - Conservazione della garanzia patrimoniale - Revocatoria ordinaria - Rapporti con la simulazione - Ambito oggettivo - Trust familiare - Natura - Atto a titolo gratuito - Azione revocatoria ordinaria - Esperibilità.
L'istituzione di trust familiare (nella specie, per fare fronte alle esigenze di vita e di studio della prole) non integra, di per sé, adempimento di un dovere giuridico, non essendo obbligatoria per legge, ma configura - ai fini della revocatoria ordinaria - un atto a titolo gratuito, non trovando contropartita in un'attribuzione in favore dei disponenti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 03 August 2017, n. 19376.
Fondo patrimoniale e trust: azione revocatoria e legittimazione dei figli minori o dei beneficiari.
Azione revocatoria di atto costitutivo del fondo patrimoniale - Figli minori - Qualità di litisconsorti necessari - Sussistenza - Esclusione - Fondamento
Azione revocatoria di atto di dotazione del trust - Beneficiari privi di diritti attuali sui beni in trust - Legittimazione - Sussistenza - Esclusione - Fondamento
Trust familiare - Natura - Atto a titolo gratuito - Azione revocatoria ordinaria - Esperibilità.
La costituzione del fondo patrimoniale determina soltanto un vincolo di destinazione sui beni confluiti nel fondo, affinché, con i loro frutti, sia assicurato il soddisfacimento dei bisogni della famiglia, ma non incide sulla titolarità dei beni stessi, né implica l'insorgere di una posizione di diritto soggettivo in favore dei singoli componenti del nucleo familiare, neppure con riguardo ai vincoli di disponibilità. Ne consegue che deve escludersi che i figli minori del debitore siano litisconsorti necessari nel giudizio promosso dal creditore per sentire dichiarare l'inefficacia dell'atto con il quale il primo abbia costituito alcuni beni di sua proprietà in fondo patrimoniale. (massima ufficiale)
L'interesse alla corretta amministrazione del patrimonio in trust non integra una posizione di diritto soggettivo attuale in favore dei beneficiari ai quali siano attribuite dall'atto istitutivo soltanto facoltà, non connotate da realità, assoggettate a valutazioni discrezionali del trustee; conseguentemente, deve escludersi che i beneficiari non titolari di diritti attuali sui beni siano legittimati passivi e litisconsorti necessari nell'azione revocatoria avente ad oggetto i beni in trust, spettando invece la legittimazione, oltre al debitore, al trustee, in quanto unico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi. (massima ufficiale)
L’esclusione della soggettività giuridica del trust e la conseguente necessità che le trascrizioni siano eseguite a favore o contro il trustee.
Trust – Inesistenza giuridica del soggetto esecutato – Rilevabilità d’ufficio – Nullità del pignoramento – Improseguibilità del processo esecutivo – Sussistenza
Trust – Soggettività giuridica – Titolarità di rapporti giuridici – Esclusione
Trust – Nota di trascrizione effettuata contro il trust – Illegittimità – Indicazione del trustee come soggetto “a favore” e “contro” – Indicazione nel quadro D dell’esistenza del trust – Ammissibilità
Trust – Inesistenza di una soggettività giuridica – Applicazione ad istituti affini (associazioni non riconosciute, società di persone, fondi comuni d’investimento) – Esclusione.
È rilevabile d’ufficio da parte del giudice dell’esecuzione l’inesistenza giuridica del soggetto nei confronti del quale è stato eseguito il pignoramento, in quanto attiene alle condizioni fondamentali dell’azione e ai presupposti processuali. La prospettazione di una titolarità di diritti in capo al trust costituisce infatti una fattispecie impossibile secondo l’ordinamento giuridico, il che contrasterebbe con l’esigenza di garantire, nel corso del giudizio esecutivo, che il soggetto esecutato possa subire coattivi trasferimenti dei beni aggrediti. (Vittorio Occorsio) (riproduzione riservata)
Il trust ha natura di patrimonio separato, destinato a un fine prestabilito, e non ha quindi personalità giuridica, e nemmeno soggettività giuridica. Infatti, l’art. 2 della Convenzione dell’Aja del 1.7.1985, ratificata in Italia con legge 16 ottobre 1989 n. 364, esclude qualsiasi entificazione del trust, definito come il vincolo impresso dal disponente a un insieme di rapporti giuridici, in forza del quale determinati beni o diritti vengono sottoposti al controllo di un trustee, al fine di beneficiare taluni soggetti ovvero al fine di perseguire un determinato scopo. Pertanto, l’unico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi è il trustee, il quale non agisce come legale rappresentante del trust, bensì come soggetto che dispone del diritto in qualità di trustee. (Vittorio Occorsio) (riproduzione riservata)
Stante l’inesistenza di una qualsivoglia soggettività giuridica in capo al trust, per quanto limitata ai soli fini della trascrizione, è nulla la nota di trascrizione che rechi l’indicazione del trust come soggetto “contro” o “a favore”. La trascrizione di atti negoziali e giudiziali deve essere eseguita a favore o, come nel caso di specie trattandosi di pignoramento, contro il trustee, con l’indicazione nel quadro D della nota che la trascrizione avviene nei confronti di questo soggetto in tale sua specifica qualità, ossia nella sua veste di titolare di una proprietà segregata e vincolata ad un determinato programma. Questo principio è valido sia per la trascrizione del pignoramento sia per altre trascrizioni, ivi inclusa quella dell’atto di conferimento di beni in trust. (Vittorio Occorsio) (riproduzione riservata)
Il fatto che vi siano altri istituti in relazione ai quali è riconosciuta, pur in assenza di una personalità giuridica in senso stretto, l’esistenza di una soggettività giuridica, ossia della capacità ad essere titolare di determinati rapporti attivi e passivi, come accade per associazioni non riconosciute, società di persone, fondi comuni d’investimento, non giova al riconoscimento in capo al trust di tale pur minima soggettività. Da un lato, infatti, tali fattispecie sono ontologicamente diverse dal trust; dall’altro, esse trovano un riferimento normativo che consente di ancorare la manifestazione di volontà delle parti all’effetto di creare una per quanto limitata soggettivazione, cosa che manca nella fattispecie del trust ai sensi dell’art. 2 della Convenzione dell’Aja del 1985. Ad esempio, diversamente dal trust, nel caso di fondi comuni d’investimento, la trascrizione deve essere eseguita a favore e contro il fondo, con l’indicazione nel quadro D dell’esistenza del rapporto gestorio, e non a favore o contro l’SGR. (Vittorio Occorsio) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 27 January 2017, n. 2043.
Legittimazione del trustee all'insinuazione al passivo dei diritti degli obbligazionisti.
Procedimento civile - Legittimazione - Attiva - "Trust" - Natura - Legittimazione esclusiva del "trustee", nei rapporti con i terzi, in ordine ai beni vincolati - Fondamento - Fattispecie in tema di insinuazione al passivo.
Il "trust" non è un ente dotato di personalità giuridica ma un insieme di beni e rapporti destinati ad un fine determinato, nell'interesse di uno o più beneficiari, e formalmente intestati al "trustee", il quale, pertanto, disponendo in via esclusiva dei diritti conferiti nel patrimonio vincolato, è l'unico soggetto legittimato a farli valere nei rapporti con i terzi, anche in giudizio. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C., confermando il decreto impugnato, ha ritenuto che, costituiti in "trust" i diritti di tutti gli obbligazionisti di una società, solo il "trustee" era legittimato ad insinuare i relativi crediti al passivo della garante poi fallita). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 December 2015, n. 25800.
La costituzione di un vincolo di destinazione non è di per sé sufficiente ad integrare il presupposto per l'applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale.
Trust - Vincolo di destinazione - Imposta di registro - Imposte ipotecaria e catastale - Presupposto dell'obbligazione tributaria - Esclusione.
La costituzione del vincolo di destinazione non è in grado, in sè, di determinare il presupposto dell'obbligazione tributaria, dovendo l'effetto di trasferimento essere proiettato nella sfera giuridica di un soggetto diverso dal trustee, fin dall'inizio determinato dal disponente, nominatim ovvero in base a un criterio generale di individuazione.
Ne consegue che la costituzione di un trust va considerata estranea al presupposto dell'imposta indiretta sui trasferimenti in misura proporzionale, sia essa l'imposta di registro (anche per le considerazioni all'inizio esposte) sia essa l'imposta ipotecaria o l'imposta catastale, mancando l'elemento fondamentale dell'attribuzione definitiva dei beni al soggetto beneficiario. Quanto alle imposte ipotecaria e catastale, l'atto soggetto a trascrizione, ma non produttivo di effetto traslativo in senso proprio (id est, definitivo), postula l'applicazione di dette imposte in misura fissa (D.Lgs. n. 347 del 1990, art. 1, e art. 4 dell'allegata tariffa, quanto all'ipotecaria; art. 10, comma 2, del D.Lgs. cit., quanto alla catastale). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 18 December 2015, n. 25478.
Conferimento di beni in trust, applicazione delle imposte ipotecaria e catastale e requisiti del motivo di impugnazione della decisione d'appello.
Conferimento di beni in trust - Imposte ipotecaria e catastale - Applicazione commisurata al valore assegnato ai fini dell'imposta di registro - Ricorso per cassazione - Omessa indicazione delle caratteristiche del trust e dei beneficiari - Difetto di autosufficienza.
Il motivo posto a fondamento del ricorso per cassazione avverso la sentenza della commissione tributaria regionale che ha ritenuto corretta l'applicazione dell'imposta ipotecaria e catastale in misura fissa degli atti di segregazione in trust, sul presupposto che gli stessi non ponevano in essere alcun trasferimento di beni a favore del beneficiario, deve contenere l'indicazione dei beni costituiti in trust, dello scopo del medesimo, dei soggetti designati come trustee e dei beneficiari dei singoli atti di conferimento, pena la sua inammissibilità per difetto di autosufficienza.
Nella fattispecie, il giudice di appello aveva affermato che, sulla base degli articoli 1, 2 e 10 del decreto legislativo n. 347/1990, le imposte ipotecaria e catastale devono essere commisurate al valore assegnato ai fini dell'imposta di registro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 23 June 2015, n. 13004.
Trust con attribuzioni di denaro: si applica l'imposta sulle successioni e donazioni nella parte in cui prevede la costituzione di vincoli di destinazione.
Vincoli di destinazione - Trust - Attribuzione di denaro destinata ad essere investita a beneficio di terzi - Imposta sulle successioni e donazioni
Vincoli di destinazione - Imposta sulle successioni e donazioni - Presupposto impositivo - Predisposizione del programma di funzionalizzazione del diritto al perseguimento dei fini voluti dal disponente.
Va applicata l'imposta sulle successioni e donazioni, nella peculiare accezione concernente la costituzione di vincolo di destinazione, assunto come autonomo presupposto impositivo, sull'attribuzione di denaro, conferito in trust e destinata ad essere investita a beneficio di terzi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Nell'imposta sulle successioni e donazioni relativa a vincoli di destinazione, il presupposto impositivo, a differenza che nell'imposta tradizionale avente ad oggetto i trasferimenti, è correlato alla predisposizione del programma di funzionalizzazione del diritto al perseguimento degli obiettivi voluti; là dove l'oggetto consiste nel valore dell'utilità della quale il disponente finisce con l'impoverirsi stabilendo che detta utilità sia sottratta all'esercizio delle proprie facoltà proprietarie per essere gestita da altri (trustee) a beneficio di terzi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 18 March 2015, n. 5322.
Requisiti del ricorso per cassazione volto a contestare l'applicazione in misura fissa delle imposte di registro ipotecaria e catastale all'atto istitutivo di trust.
Ricorso per cassazione - Requisito dell'autosufficienza - Trust - Contestazione dell'applicazione in misura fissa delle imposte di registro, ipotecaria e catastale.
Manca del requisito dell'autosufficienza il ricorso per cassazione proposto dalla Agenzia delle entrate avverso la decisione della commissione tributaria regionale che ha ritenuto corretta l'applicazione all'atto costitutivo di un trust delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa, qualora il ricorso medesimo non contenga l'indicazione dei beni costituiti in trust, dello scopo assegnato al trust, del soggetto designato come trustee e, soprattutto, del beneficio attribuito ai beneficiari, nel caso di specie soci della società disponente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 12 March 2015, n. 5028.
Tratto caratteristico del TRUST è il trasferimento dal senior a terzi dei beni costituiti in vincolo al fine del conseguimento dell'effetto, con carattere reale, di destinazione alla soddisfazione dell’interesse programmato.
Trust – Trasferimento dei beni da parte del senior a terzi – Requisito strutturale – Sussiste – Trust cd. autodichiarato – Qualificabilità come “trust” – Esclusione
Trust – Qualificazione ai fini tributari – Atto costitutivo di vincolo di destinazione – Assoggettabilità alla relativa imposta – Sussiste.
Uno dei tratti tipologicamente caratteristici del Trust è il trasferimento a terzi da parte del senior dei beni costituiti in vincolo al fine del conseguimento dell'effetto, con carattere reale, di destinazione del bene alla soddisfazione dell’interesse programmato. Conferendo beni in trust, di fatti, il disponente mira a modificare il risultato finale del negozio esterno di attribuzione patrimoniale, mediante l’obbligo assunto dal trustee d’imprimere a quanto trasferito la destinazione finale voluta. Conformemente alla definizione di trust, allora (in base all'art. 2 della Convenzione dell’Aja del 1 luglio 1985, ratificata con legge 16 ottobre 1989, n. 364, secondo cui per trust «si intendono i rapporti giuridici istituiti... qualora dei beni siano posti sotto il controllo di un trustee nell'interesse del beneficiario»), la causa del relativo negozio sta nella conformazione funzionalmente orientata della proprietà. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
L'atto denominato trust, funzionale, quoad effectum, all'applicazione di un regolamento equiparabile ad un fondo patrimoniale, va qualificato ai fini tributari come atto costitutivo di vincolo di destinazione, con le conseguenti assoggettabilità alla relativa imposta dei beneficiari della destinazione e responsabilità d'imposta del notaio rogante. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 25 February 2015, n. 3886.
L'imposta proporzionale su successioni e donazioni si applica anche alla creazione di vincoli di destinazione, indipendentemente dal trasferimento della proprietà dei beni.
Vincolo di destinazione su beni per il perseguimento di determinate finalità - Imposta sulle successioni e donazioni di cui al 47º comma dell'articolo 2 del decreto legge 262 del 2006, convertito dalla legge 286 del 2006 - Applicazione - Fattispecie in tema di trust volto al rafforzamento di garanzia patrimoniale
Imposta sulle successioni e donazioni - Applicazione alla costituzione di vincoli di destinazione - Presupposti
Atti di destinazione ex articolo 2645-ter c.c. - Creazione di vincoli di destinazione - Applicazione dell'imposta sulle successioni e donazioni di cui al 47º comma dell'articolo 2 del decreto legge 262 del 2006, convertito dalla legge 286 del 2006.
L'atto col quale il disponente vincoli beni a se appartenenti al perseguimento delle finalità di rafforzamento della generica garanzia patrimoniale già prestata, nella qualità di fideiussore, in favore di alcuni istituti bancari, in quanto fonte di costituzione di vincoli di destinazione, è assoggettato l'imposta gravante su tali vincoli a norma del 47º comma dell'articolo 2 del decreto legge 262 del 2006, convertito dalla legge 286 del 2006. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Il presupposto per l'applicazione dell'imposta di cui al 47º comma dell'articolo 2 del decreto legge 262 del 2006, convertito dalla legge 286 del 2006, la quale prende espressamente in considerazione anche la costituzione di vincoli di destinazione, è correlato alla predisposizione del programma di funzionalizzazione del diritto al perseguimento degli obiettivi voluti, laddove l'oggetto consiste nel valore dell'utilità della quale il disponente, stabilendo che sia sottratta all'ordinario esercizio delle proprie facoltà proprietarie, finisce con l'impoverirsi. L'imposta in questione, non abbisogna, quindi, dell'arricchimento, risultando a tal fine sufficiente quella classica sulle successioni e donazioni, nelle quali il presupposto applicativo è appunto il trasferimento, quantunque condizionato o a termine, dell'utilità economica ad un beneficiario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Gli atti di destinazione contemplati dall'articolo 2645-ter c.c., in quanto idonei a produrre un vincolo di destinazione con effetti reali inerenti alla qualità del bene che ne è oggetto, sia pure con contenuto atipico perché rispondente ad interessi meritevoli di tutela, rientrano nell'area applicativa del 47º comma dell'articolo 2 del decreto legge 262 del 2006, convertito dalla legge 286 del 2006. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 24 February 2015, n. 3735.
Trust e imposta sulle successioni e donazioni: il presupposto impositivo è costituito dalla costituzione del vincolo. Conformazione funzionalmente orientata della proprietà come causa del trust.
Trust - Applicazione dell'imposta sulle successioni e donazioni - Costituzione di vincolo di destinazione autonomo presupposto impositivo
Trust - Causa del negozio - Conformazione funzionalmente orientata della proprietà - Attuazione del regolamento
Imposta sulle successioni e donazioni - Presupposto applicativo - Trasferimento di beni e diritti a causa della costituzione di vincoli di destinazione - Esclusione - Costituzione di vincoli in sé considerata.
Va applicata l'imposta sulle successioni e donazioni, nella peculiare accezione concernente la costituzione di un vincolo di destinazione, assunta come autonomo presupposto impositivo, sull'attribuzione di danaro, conferito in trust e destinato ad essere investito beneficio di terzi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
La causa del negozio di costituzione del trust sta nella conformazione funzionalmente orientata della proprietà, in quanto il regolamento negoziale con il quale si istituisce il trust è perfetto ed efficace con la fissazione del suddetto vincolo di destinazione, che conforma i diritti, i poteri, le facoltà e gli obblighi del trustee, all'attuazione di esso programmaticamente preordinati, perché in tale fissazione il regolamento trova la propria ragion d'essere, ossia la propria causa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
L'imposta sulle successioni e donazioni di cui al 47º comma dell'articolo 2 del decreto legge 262 del 2006, convertito dalla legge 286 del 2006 è istituita non già sui trasferimenti di beni e diritti a causa della costituzione di vincoli di destinazione, come, invece, accade per le successioni e donazioni, in relazione alle quali è espressamente evocato il nesso causale: l'imposta è istituita direttamente, ed in sè, sulla costituzione dei vincoli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 24 February 2015, n. 3737.