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Timestamp: 2020-03-30 04:15:46+00:00
Document Index: 132484045

Matched Legal Cases: ['art. 2370', 'art. 2370', 'art 145', 'art. 2370', 'art. 2378', 'art. 2370', 'sentenza ']

Art. 2370 codice civile - Diritto d'intervento all'assemblea ed esercizio del voto - Brocardi.it
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Articolo 2370 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2370 Codice civile
Lo statuto può consentire l'intervento all'assemblea mediante mezzi di telecomunicazione ovvero l'espressione del voto per corrispondenza o in via elettronica. Chi esprime il voto per corrispondenza o in via elettronica si considera intervenuto all'assemblea (3).
Resta fermo quanto previsto dalle leggi speciali in materia di legittimazione all'intervento e all'esercizio del diritto di voto nell'assemblea nonchè in materia di aggiornamento del libro soci nelle società con azioni ammesse alla gestione accentrata.
(1) Il sistema previgente riconosceva il diritto di intervento in assemblea anche a categorie di soci privi del diritto di voto (ad esempio ai titolari di azioni di godimento), a seguito della riforma del 2003 tale diritto è funzionale all'espressione del voto, e pertanto, riconosciuto ai soli azionisti cui spetta il diritto di voto.
(2) Il preventivo deposito delle azioni o della relativa certificazione è rimesso alla valutazione dello statuto per cui, in mancanza di disposizioni statutarie al riguardo, il preventivo deposito dovrà ritenersi superfluo.
(3) E' ammessa la possibilità che lo statuto preveda il voto per corrispondenza, già introdotto nel nostro ordinamento dal d.lgs. n. 58/1998 in tema di società con azioni quotate in borsa, e l'intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione.
Il diritto di intervento è il diritto di presenziare alla riunione. Il legislatore considera tale diritto accessorio rispetto al diritto di voto.
Spiegazione dell'art. 2370 Codice civile
Le azioni istituzionalmente prive del diritto di voto non hanno diritto di intervento in assemblea. Tali azioni non sono computate né ai fini del quorum deliberativo né di quello costitutivo. Tra le azioni istituzionalmente prive di voto vi rientrano le azioni di risparmio (art 145 ss. T.U.F.) e le azioni di godimento (2353).
Si individuano anche le azioni occasionalmente prive del diritto di voto (2368, 3° comma) che non sono computate ai fini del quorum deliberativo, ma lo sono ai fini del quorum costitutivo. Vi rientrano le azioni del socio moroso (2344), le azioni oggetto di patto parasociale (2341 ter).
Il preventivo deposito delle azioni è necessario solo se richiesto dallo statuto. Nel fissare il termine per il deposito, lo statuto non può rendere eccessivamente difficoltosa agli azionisti la partecipazione all'assemblea. L'onere del deposito non deve essere rispettato nell'ipotesi di assemblea totalitaria (2366 4° comma). Il mancato deposito rende illegittima la partecipazione e invalido il voto.
La norma consente la partecipazione virtuale mediante mezzi di telecomunicazione, purché questa non sia prevista come modalità esclusiva di intervento, ma deve essere sempre convocata una riunione in un luogo determinato.
Il voto per corrispondenza è possibile solo se consentito dallo statuto. Questa forma di partecipazione rappresenta una deroga al metodo collegiale. Non potendo sostituire del tutto tale metodo, deve essere in ogni caso convocata e prevista la riunione dei soci.
Massime relative all'art. 2370 Codice civile
Cass. civ. n. 2263/1970
Poichè la deliberazione dell'assemblea di una società, ancorchè impugnata per pretesa invalidità, può essere eseguita (salvo il potere di sospensione attribuito al giudice dall'art. 2378 c.c.), i terzi sottoscrittori in buona fede di nuove azioni, emesse in esecuzione di una deliberazione impugnata, debbono essere considerati soci a tutti gli effetti, e come tali, alle condizioni stabilite dall'art. 2370 c.c., hanno diritto ad intervenire alle assemblee successive, qualunque sia l'oggetto sul quale si debba deliberare. (Nella specie: il S.C. ha ritenuto legittima la partecipazione di detti nuovi soci ad un'assemblea avente ad oggetto la convalida della delibera di un aumento di capitale, in esecuzione della quale erano state emesse le azioni da essi sottoscritte. Ha rilevato, peraltro, in via ipotetica ed astratta, che non potrebbe escludersi in siffatta situazione un conflitto di interessi tra società e nuovi soci, essendo questi ultimi interessati alla delibera sostitutiva, il che impedirebbe l'esercizio del diritto di voto da parte di essi; ma ha considerato che, correttamente, i giudici di merito avevano escluso tale ipotesi in concreto, rilevando che, attraverso l'espediente valido di munire i nuovi soci intervenuti di biglietti d'ammissione di diverso colore, era stato verificato che, anche escludendo i voti dei nuovi soci, la deliberazione di convalida risultava ap-provata con larga maggioranza).
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2263 del 30 ottobre 1970)