Source: https://fiscomania.com/quadro-vn-dichiarazione-iva/
Timestamp: 2020-05-26 20:28:48+00:00
Document Index: 60842610

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 57', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 8', 'art. 8']

Quadro VN della dichiarazione integrativa IVA 2020 - Fiscomania
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Quadro VN della dichiarazione integrativa IVA 2020
Istruzioni per la compilazione del quadro VN della dichiarazione integrativa IVA 2020.
Il Quadro VN è riservato ai soggetti che hanno presentato nel 2019 una dichiarazione integrativa a favore, oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo a quello di riferimento della dichiarazione integrativa (ad esempio, dichiarazione integrativa IVA 2017, relativa al 2016, presentata nel 2019).
Quadro VN dichiarazione integrativa IVA 2020
Rigo VN
La disciplina in materia di dichiarazioni integrative
Quadro VN e recupero del credito derivante dalla dichiarazione integrativa
Modalità di recupero del credito IVA
Quadro VN e recupero del credito mediante la dichiarazione IVA 2020
Quadro VN e dichiarazione integrativa “a proprio favore”
Quesito Agenzia delle Entrate
Quadro VN e presentazione di più dichiarazioni integrative
Quadro VN e procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo
A tal fine, occorre indicare nel rigo VN i seguenti dati, nelle seguenti Colonne:
1: l’anno per cui è presentata la dichiarazione integrativa (ad esempio, per la dichiarazione integrativa IVA 2017, indicare 2016);
2: da barrare da parte della società controllante di una procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo qualora il credito, da indicare nella Colonna 3, emerga dal prospetto IVA 26 PR di una dichiarazione integrativa presentata nel 2019 relativa alla medesima procedura;
3: il credito derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione integrativa, per la quota non chiesta a rimborso nella dichiarazione integrativa stessa. L’importo concorre alla determinazione del saldo annuale, e pertanto, deve essere riportato nel rigo VL11 oppure nel rigo VW28, colonna 1, se è barrata la colonna 2;
4: il codice fiscale del soggetto a cui si riferisce la dichiarazione integrativa nel caso sia diverso dal soggetto che l’ha presentata (ad esempio, in caso di incorporazione nel caso in cui la dichiarazione integrativa dell’incorporata è stata presentata dall’incorporante);
5: in presenza di più moduli a seguito di trasformazioni sostanziali soggettive che comportano la compilazione di più sezioni 3 del quadro VL, il numero che individua il primo dei moduli riferiti al soggetto partecipante alla trasformazione (compreso il dichiarante) che ha presentato la dichiarazione integrativa (ad esempio, se la società incorporata ha presentato nel 2019, prima dell’operazione straordinaria, una dichiarazione integrativa a favore e la società incorporante compila per se stessa un modulo e per la società incorporata due moduli, riferiti a due attività gestite con contabilità separata, nella presente colonna occorre indicare il numero 2).
La compilazione di più moduli a causa della presenza di più Quadri VN non modifica il numero di moduli di cui si compone la dichiarazione da indicare sul frontespizio.
Nel caso in cui nel 2019 sono state presentate dichiarazioni integrative relative a diversi anni e/o diversi soggetti, occorre compilare un rigo del quadro VN per ciascuna annualità e per ciascun soggetto.
Il credito indicato in Colonna 3 non può confluire nella medesima procedura in quanto relativo ad un periodo d’imposta precedente a quello di adesione alla procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo.
Qualora nell’anno per cui è presentata la dichiarazione integrativa il soggetto non partecipava alla procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo a cui partecipa, invece, nel 2019.
L’art. 5 co. 1 del DL n. 193/2016, conv. L. n. 225/2016, ha riformato la disciplina delle dichiarazioni integrative relative alle imposte sui redditi, all’IRAP, all’IVA e ai sostituti d’imposta (modello 770).
Con riferimento all’IVA, la nuova disciplina, contenuta nell’art. 8 co. 6-bis del DPR 322/98, prevede la possibilità di presentare una dichiarazione integrativa:
Per correggere errori od omissioni, compresi quelli che abbiano determinato l’indicazione di un maggiore o di un minore imponibile o, comunque, di un maggiore o di un minore debito d’imposta ovvero di una maggiore o di una minore eccedenza detraibile;
Utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione, secondo le modalità di presentazione previste dall’art. 3 del DPR 322/98;
Entro i termini per la decadenza del potere di accertamento, di cui all’art. 57 del DPR 633/72;
Salva l’applicazione delle sanzioni e ferma restando la possibilità di ravvedimento operoso.
La novellata disciplina in tema di dichiarazioni integrative, è divenuta la medesima per le dichiarazioni:
A favore del Fisco, volte a correggere errori od omissioni che abbiano determinato l’indicazione di una minore base imponibile, di una minore imposta o di un maggiore credito IVA;
A favore del contribuente, volte a correggere errori od omissioni che abbiano determinato l’indicazione di una maggiore base imponibile, di una maggiore imposta o di un minore credito IVA. In precedenza, in questo caso il termine ultimo era quello previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo.
Peraltro, devono ritenersi confermati i principi secondo cui la presentazione di dichiarazioni integrative presuppone che la dichiarazione originaria (Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 25.1.2002 n. 6):
Presentata a suo tempo validamente e tempestivamente;
Presentata tardivamente, purché entro 90 giorni dal termine di scadenza, salva l’applicazione della sanzione amministrativa per il ritardo.
Le modalità di recupero del credito IVA, derivante dalla dichiarazione integrativa “a favore del contribuente“, variano a seconda che:
Presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo. Il credito può essere portato in detrazione in sede di liquidazione periodica o di dichiarazione annuale,può essere compensato nel modello F24 o chiesto a rimborso, in presenza dei requisiti ordinari previsti dagli art. 30 e 34 co. 9 (per i produttori agricoli) del DPR 633/72 per l’anno cui si riferisce la dichiarazione integrativa;
Presentata oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, fermo restando il termine massimo rappresentato da quello previsto per l’esercizio del potere di accertamento. Il credito può essere richiesto a rimborso, qualora ricorrano i requisiti ordinari previsti dagli art. 30 e 34 co. 9 (per i produttori agricoli) per l’anno cui si riferisce la dichiarazione integrativa, oppure compensato nel modello F24 con i debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa.
Nella seguente tabella sono indicate le modalità attraverso le quali è possibile recuperare il credito IVA derivante dalla presentazione della dichiarazione integrativa “a favore del contribuente“.
Momento di presentazione della dichiarazione integrativa Modalità di recupero del credito IVA
Entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta
successivo Utilizzo in sede di liquidazione periodica o dichiarazione annuale
– Compensazione nel modello F24;
– Rimborso in presenza dei requisiti ex art. 30 e 34 co. 9 del DPR
633/72 per l’anno cui si riferisce la dichiarazione integrativa
Oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, ma entro il termine di esercizio del potere di accertamento – Rimborso in presenza dei requisiti ex art. 30 e 34 co. 9 del DPR 633/72 per l’anno cui si riferisce la dichiarazione integrativa;
– Compensazione nel modello F24 con debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di presentazione della dichiarazione integrativa.
L’Agenzia delle Entrate, in risposta ad un quesito posto nell’ambito di Telefisco 2018 ha ribadito che il credito derivante dalla dichiarazione integrativa “a favore del contribuente” presentata oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo può essere utilizzato in compensazione nel modello F24 solo per eseguire il versamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa.
Ha, inoltre, chiarito che il credito derivante dalla dichiarazione integrativa presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo (c.d. integrativa “annuale“), può invece essere utilizzato in compensazione già a partire dal giorno successivo all’integrazione.
La nuova disciplina in materia di dichiarazioni integrative si rende applicabile anche alle dichiarazioni integrative di annualità pregresse, per le quali non siano ancora spirati i termini di decadenza per l’accertamento.
Qualora ricorra la fattispecie di dichiarazione integrativa oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, è previsto che il credito IVA sia indicato nella dichiarazione annuale relativa al periodo d’imposta in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa.
A tale fine, il modello di dichiarazione IVA 2020 per il 2019 contiene il quadro VN “Dichiarazioni integrative a favore“, che deve essere compilato dai soggetti che hanno presentato, nel corso del 2019, una o più dichiarazioni integrative “a proprio favore“, oltre il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d”imposta successivo a quello cui si riferisce ciascuna dichiarazione integrativa (c.d. integrative “ultrannuali“).
Il soggetto passivo che ha presentato, nel corso del 2019, una dichiarazione integrativa “a proprio favore” ex art. 8 co. 6-quater del DPR 322/98 deve compilare il quadro VN della dichiarazione IVA 2020 per il 2019 come segue:
Colonna 1: anno a cui si riferisce la dichiarazione integrativa presentata (es. 2016 se la dichiarazione integrativa interessata è la dichiarazione annuale IVA 2017 per il periodo d’imposta 2016);
Colonna 3: credito, derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza IVA detraibile, risultante dalla dichiarazione integrativa presentata e non chiesto a rimborso nella stessa.
La somma degli importi indicati nella Colonna 3 deve essere riportata, salvo quanto si dirà nel caso di procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo, nel quadro VL, rigo VL11 campo 1.
L’importo concorre alla formazione dei righi VL32 “IVA a debito” e VL33 “IVA a credito“, come previsto dal modello dichiarativo.
L’inserimento nel rigo VL11 campo 1 del credito derivante dalle dichiarazioni integrative presentate oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, pertanto, è idoneo a permettere di recuperare il credito IVA, ex art. 8 co. 6-quater del DPR 322/98, in sede di dichiarazione annuale IVA, nonostante non sia espressamente prevista dalla citata disposizione di legge.
Quest’ultima, infatti, prevede che il credito IVA possa essere recuperato solo mediante compensazione nel modello F24, con debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di presentazione della dichiarazione integrativa, oppure con rimborso.
L’Agenzia delle Entrate, in risposta ad un quesito posto nell’ambito di Telefisco 2020, ha infatti evidenziato che:
L’indicazione del credito nella dichiarazione relativa all’anno in cui è stata presentata l’integrativa “ultrannuale” “è resa obbligatoria per consentire la rigenerazione del credito stesso e, quindi, la sua disponibilità per il pagamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa“;
“La rigenerazione del credito pregresso si compie attraverso la sua partecipazione alla liquidazione della corrispondente imposta dovuta per l’anno corrente”;
“Se il risultato della liquidazione è un’eccedenza d’imposta a credito, tale eccedenza può essere, eventualmente, utilizzata in compensazione esterna per il pagamento di debiti relativi ad altre imposte“.
È stata ribadita la necessità che il credito derivante dall’integrativa “ultrannuale” debba essere utilizzato in compensazione con l’imposta dovuta per l’anno in cui è stata presentata l’integrativa.
In una risposta del precedente Telefisco del 2018, peraltro mai recepita in una circolare, l’Agenzia delle Entrate aveva invece affermato che “prima di procedere all’utilizzo del credito in compensazione esterna nel modello F24, è opportuno considerare l’eventuale effetto compensativo interno alla dichiarazione“.
Un soggetto passivo IVA ha presentato, nel corso del periodo d’imposta 2019, la dichiarazione integrativa IVA 2017 relativa al periodo d’imposta 2016.
Dalla citata dichiarazione emerge un credito da maggiore eccedenza IVA detraibile di 4.000,00 euro non chiesto a rimborso nella dichiarazione integrativa presentata.
Il quadro VN della dichiarazione IVA 2020 per il 2019 deve quindi essere compilato come segue:
Colonna 1: va indicato l’anno 2016, anno al quale si riferisce la dichiarazione integrativa IVA presentata;
Colonna 3: va indicato l’importo di 4.000,00 euro, quale credito da maggiore eccedenza IVA detraibile, risultante dalla dichiarazione integrativa presentata, non chiesto a rimborso nella stessa.
Qualora le dichiarazioni integrative a favore siano molteplici, è necessario compilare un rigo del quadro VN (nell’ordine, rigo VN1, VN2, VN3 e VN4) per ciascun periodo d’imposta, con le modalità sopra descritte.
Un soggetto passivo IVA ha presentato, nel corso del periodo d’imposta 2019:
Dichiarazione integrativa IVA 2016 per l’anno 2015, dalla quale emerge un credito da minor debito IVA di 9.000,00 euro non chiesto a rimborso nella dichiarazione integrativa presentata;
Dichiarazione integrativa IVA 2017 per l’anno 2016, dalla quale emerge un credito da maggiore eccedenza IVA detraibile di 5.000,00 euro non chiesto a rimborso nella dichiarazione integrativa presentata.
Rigo VN1: nella Colonna 1 deve essere indicato l’anno al quale si riferisce la prima dichiarazione integrativa IVA presentata (2015), mentre nella Colonna 3 va inserito il credito da minor debito IVA, risultante dalla dichiarazione integrativa presentata, non chiesto a rimborso nella stessa (9.000,00 euro);
Rigo VN2: nella Colonna 1 deve essere indicato l’anno al quale si riferisce la seconda dichiarazione integrativa IVA presentata (2016), mentre nella colonna 3 va inserito il credito da maggiore eccedenza IVA detraibile, risultante dalla dichiarazione integrativa presentata, non chiesto a rimborso nella stessa (5.000,00 euro).
L’ammontare complessivo degli importi indicati nella colonna 3 dei righi contenuti nel quadro VN, pari a 14.000,00 euro (9.000,00 + 5.000,00 euro), deve essere indicato nel quadro VL, rigo VL11 campo 1, della dichiarazione IVA 2020 per il 2019.
La colonna 2 dei righi presenti nel quadro VN deve essere barrata, a cura della controllante, nell’ambito della procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo, qualora il credito indicato (colonna 3) emerga dal prospetto IVA 26 PR di una dichiarazione integrativa presentata nel 2019 relativa alla medesima procedura.
La società controllante di un gruppo, aderente alla procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo, ha presentato nel corso del 2019 la dichiarazione integrativa IVA 2017 per il periodo d’imposta 2016.
Dal prospetto IVA 26 PR della dichiarazione emerge un credito, da maggiore eccedenza IVA detraibile, di 10.000,00 euro non chiesto a rimborso nella dichiarazione integrativa presentata.
Colonna 1: va indicato l’anno 2016, anno a cui si riferisce la dichiarazione integrativa IVA presentata;
Colonna 2: deve essere barrata, in quanto il credito emerge dal prospetto IVA 26 PR relativo alla procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo al quale appartiene il soggetto dichiarante;
Ed infine, Colonna 3: va indicato l’importo di 10.000,00 euro, credito da maggiore eccedenza IVA detraibile, risultante dal prospetto IVA 26 PR della dichiarazione integrativa presentata, non chiesto a rimborso nella stessa.
L’importo indicato nella colonna 3, pari a 10.000,00 euro, deve essere indicato nel quadro VW, rigo VW28 colonna 1, della dichiarazione IVA 2020 per il 2019.
L’ammontare concorre alla formazione dei righi VW32 “IVA a debito” e VW33 “IVA a credito” della liquidazione dell’IVA annuale di gruppo.
Nella Colonna 4 dei righi presenti nel quadro VN deve essere indicato il codice fiscale del soggetto al quale si riferisce la dichiarazione integrativa, solo se diverso dal soggetto che l’ha presentata.
È necessario compilare un rigo del quadro VN indicando il codice fiscale di ciascun soggetto interessato.
La Colonna 5 è da compilare con il numero che individua il primo dei moduli riferiti al soggetto partecipante alla trasformazione sostanziale soggettiva (compreso il dichiarante) che ha presentato la dichiarazione integrativa.
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