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Document Index: 48863890

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 8', 'art. 340', 'art. 337', 'art. 336', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 64', 'art. 223', 'art. 220', 'art. 4', 'art. 220']

1 18 Aprile 2005 SEMINARIO SUL TEMA: TUTELA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO – ATTIVITA’ DI CONTROLLO AMMINISTRATIVO E DI INDAGINE PENALE – FACOLTA’ E. - ppt scaricare
1 18 Aprile 2005 SEMINARIO SUL TEMA: TUTELA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO – ATTIVITA’ DI CONTROLLO AMMINISTRATIVO E DI INDAGINE PENALE – FACOLTA’ E.
PubblicatoBarbara Righi Modificato 2 anni fa
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1 1 18 Aprile 2005 SEMINARIO SUL TEMA: TUTELA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO – ATTIVITA’ DI CONTROLLO AMMINISTRATIVO E DI INDAGINE PENALE – FACOLTA’ E DIRITTI DI DIFESA DEL DATORE DI LAVORO E DEI SUOI COLLABORATORI Relatore Avv. Novelio Furin
2 2 18 Aprile 2005 Scopo del presente incontro è l’esame dei diritti e delle facoltà difensive del datore di lavoro e dei suoi collaboratori (tra cui dirigenti e preposti) quando sono destinatari: 1) di accertamenti di routine effettuati per verificare il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro in azienda; 2) di accertamenti di rilievo penale a seguito di infortuni sul lavoro, denunce di malattia professionale o, comunque, di notizie di reato concernenti la violazione di norme in materia di sicurezza sul lavoro. La distinzione tra i due tipi di accertamento è di grande rilievo sotto il profilo difensivo, come si vedrà. SCOPO DELL’INCONTRO
3 3 18 Aprile 2005 Sono accertamenti di routine tutti i controlli che non sono provocati da una notizia di reato. Pertanto, l’organo di vigilanza accede all’azienda per effettuare la verifica dell’osservanza delle norme in materia di igiene e sicurezza, senza che gli sia stata segnalata in via preventiva la possibile sussistenza della violazione di una norma penale. GLI ACCERTAMENTI DI ROUTINE
4 4 18 Aprile 2005 GLI ACCERTAMENTI DI ROUTINE ESPRESSIONE DELLA FUNZIONE DI POLIZIA AMMINISTRATIVA In effetti, la funzione di polizia amministrativa è costituita dall’insieme di norme che disciplinano l’attività di vigilanza ed osservazione della condotta dei cittadini, allo scopo di verificare se i loro comportamenti siano o meno rispettosi delle leggi, dei regolamenti e degli atti amministrativi in genere. Essa costituisce, dunque, espressione del potere di ispezione e vigilanza. Quindi, la funzione di polizia amministrativa viene esercitata in totale assenza di una notizia di reato e nell’ambito dei cosiddetti controlli di routine.
5 5 18 Aprile 2005 GLI ACCERTAMENTI DI RILIEVO PENALE Quando l’intervento dell’organo di vigilanza è provocato da una notizia di rilievo penale (non occorre la certezza, ma è sufficiente l’ipotesi della violazione), l’accertamento svolto dall’organo di vigilanza non può più essere qualificato di routine, bensì di polizia giudiziaria.
6 6 18 Aprile 2005 La polizia giudiziaria deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale. Si tratta di un’attività non di routine, ma provocata da una notizia di reato e finalizzata ad un accertamento mirato a stabilirne o meno la fondatezza. GLI ACCERTAMENTI PENALI ESPRESSIONE DELLA FUNZIONE DI POLIZIA GIUDIZIARIA
7 7 18 Aprile 2005 IN CONCLUSIONE: LA DISTINZIONE TRA LE DUE FUNZIONI Se l’accesso all’azienda avviene per effettuare un controllo di routine si è in presenza di un attività di vigilanza e di ispezione che è espressione della funzione di polizia amministrativa. Se invece l’accesso è provocato da una notizia di reato pervenuta o comunque appresa dalla polizia giudiziaria o dalla Procura della Repubblica competente per territorio, allora siamo in presenza di attività che rientrano nella funzione di polizia giudiziaria. Le notizie di reato vanno verificate in sede di indagini.
8 8 18 Aprile 2005 L’INDIZIO DI REATO COME ELEMENTO DISTINTIVO TRA LA FUNZIONE DI POLIZIA AMMINISTRATIVA E GIUDIZIARIA La notizia assume rilievo penale se contiene indizi di reato. Gli indizi di reato sono costituiti da tutti quegli elementi di fatto in base ai quali si può ritenere, anche se con un amplissimo margine di dubbio, che un soggetto possa aver commesso un fatto costituente reato. In conclusione, gli indizi sono elementi conoscitivi idonei ad orientare le indagini penali su una o più persone determinate.
9 9 18 Aprile 2005 Quando nel corso di attività ispettive o di vigilanza (ovvero di routine, quindi di polizia amministrativa) previste da leggi o decreti emergono indizi di reato, gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale sono compiuti con l’osservanza delle disposizioni dettate dal codice di procedura penale per le attività di polizia giudiziaria. L’EMERGERE DELL’INDIZIO DI REATO COME PASSAGGIO DALLA FUNZIONE DI POLIZIA AMMINISTRATIVA A QUELLA DI POLIZIA GIUDIZIARIA
10 10 18 Aprile 2005 Trattasi di una distinzione decisiva perché nell’ambito della funzione di polizia amministrativa (accertamenti di routine), il diritto e le facoltà difensive del datore di lavoro e dei suoi collaboratori sono molto attenuate rispetto a quelle garantite nell’ambito della funzione di polizia giudiziaria (accertamenti provocati da una ipotesi di reato). L’IMPORTANZA SOTTO L’ASPETTO DIFENSIVO DELLA DISTINZIONE TRA LA FUNZIONE DI POLIZIA AMMINISTRATIVA E LA FUNZIONE DI POLIZIA GIUDIZIARIA
11 11 18 Aprile 2005 Lo Spisal programma ed esegue un’attività di verifica per accertare se un’azienda osserva la normativa, ad esempio, in materia di rumore. L’accertamento non è provocato da una notizia di reato, ma è imposto dalla legge che fissa la disciplina sulla sicurezza e, contemporaneamente, ne garantisce il rispetto attraverso la funzione di polizia amministrativa. L’attività di verifica programmata, pertanto, andrà svolta applicando le norme previste per gli accertamenti di polizia amministrativa. UN ESEMPIO DI ESERCIZIO DELLA FUNZIONE DI POLIZIA AMMINISTRATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO
12 12 18 Aprile 2005 Alcuni operai, prossimi alla pensione, lamentano ipoacusia da rumore. L’Istituto di Medicina del Lavoro li sottopone ad esami audiometrici, compilando modelli informativi che mirano ad accertare se gli operai si siano esposti a rumori di rilevante intensità anche in attività extralavorative. Conclusi gli accertamenti, l’Istituto medesimo invia alla Procura della Repubblica, allo Spisal e all’Inail una notizia di reato a carico del datore di lavoro, allegando la relativa documentazione. In questo caso, le attività necessarie per stabilire la fondatezza della notizia di reato vanno svolte con l’osservanza dei diritti di difesa previsti dal codice di procedura penale per le attività di polizia giudiziaria. UN ESEMPIO GIURISPRUDENZIALE DI ESERCIZIO DELLA FUNZIONE DI POLIZIA GIUDIZIARIA IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO
13 13 18 Aprile 2005 Le garanzie difensive nell’ambito degli accertamenti di polizia amministrativa sono meno estese poiché il Legislatore ha operato la discutibile scelta di accordare il pieno diritto di difesa solo dopo che siano emersi indizi di reato a carico di un soggetto e, quindi, in presenza di un’attività di polizia giudiziaria. Passiamo, comunque, ad analizzare le modalità con le quali si esercitano gli accertamenti di polizia amministrativa. LA DESCRIZIONE DELLE NORME CHE DISCIPLINANO LA FUNZIONE DI POLIZIA AMMINISTRATIVA
14 14 18 Aprile 2005 La funzione di polizia amministrativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro è svolta: 1) dall’Azienda Sanitaria Locale in via generale attraverso un proprio servizio, solitamente denominato Spisal; 2) dai Vigili del Fuoco per il rischio incendio; 3) dall’Ispettorato del Lavoro, in via sussidiaria, per le attività comportanti rischi particolarmente elevati, ovvero: a) attività nel settore delle costruzioni edili o di genio civile e più in particolare lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione e risanamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura e in cemento armato, opere stradali, ferroviarie, idrauliche, scavi, montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati. Lavori in sotterraneo e gallerie, anche comportanti l’impiego di esplosivi; GLI ORGANI COMPETENTI AD ESERCITARE LA FUNZIONE DI POLIZIA AMMINISTRATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO
15 15 18 Aprile 2005 b) lavori mediante cassoni in aria compressa e lavori subacquei. Le attività di vigilanza esercitate dall’Ispettorato del Lavoro hanno carattere sussidiario e, quindi, vengono effettuate previa informazione all’ASL competente per territorio e secondo programmi concordati periodicamente anche al fine di evitare sovrapposizioni di interventi; 4) dal Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato attraverso la Direzione generale delle miniere ed i suoi uffici periferici per le attività minerarie relative a sostanze minerali di prima categoria, ferme restando le attribuzioni e le competenze delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano;
16 16 18 Aprile 2005 5) dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano per le attività estrattive relative a sostanze minerali di seconda categoria, ad acque minerali e termali, alle piccole utilizzazioni locali di fluidi geotermici di cui all’art. 9 della legge 9 dicembre 1986, n. 896, nonché alla coltivazione delle risorse geotermiche classificate di interesse locale di cui all’art. 8 della stessa legge n. 896 del 1986; 6) da altri enti ancora che però non vengono elencati, dato il loro considerevole numero e la specificità dei settori di attività lavorativa interessati.
17 17 18 Aprile 2005 Il diritto di accesso consiste nel potere da parte dell’organo di vigilanza amministrativa competente per legge di visitare in ogni parte, a qualunque ora del giorno ed anche della notte, i laboratori, gli opifici, i cantieri, ed i lavori, nonché i dormitori e refettori annessi agli stabilimenti. E’ fatto divieto di visitare i locali annessi a luoghi di lavoro che non siano direttamente od indirettamente connessi con l’esercizio dell’azienda, sempre che non vi sia il fondato sospetto che servano a compiere o a nascondere violazioni di legge. IL DIRITTO DI ACCESSO ALLE AZIENDE DA PARTE DEGLI ORGANI CHE ESERCITANO LA FUNZIONE DI POLIZIA AMMINISTRATIVA
18 18 18 Aprile 2005 1) L’accesso concernente la funzione di polizia amministrativa viene esercitato ad iniziativa dell’organo di vigilanza, sulla scorta di una programmazione decisa in via autonoma dall’autorità amministrativa. 2) Gli accertamenti vengono eseguiti senza preavviso per garantire l’elemento sorpresa. Si teme che un avviso preventivo all’azienda vanifichi la genuinità dell’accertamento. LE MODALITA’ RELATIVE ALL’ACCESSO E ALL’ESERCIZIO DELLA FUNZIONE DI POLIZIA AMMINISTRATIVA
19 19 18 Aprile 2005 3) Il singolo ispettore ha l’obbligo di dichiarare ogni eventuale situazione d’incompatibilità con lo svolgimento dell’attività programmata. Deve, in particolare, astenersi dallo svolgimento dell’attività di vigilanza qualora sussistano interessi personali in relazione all’attività dell’azienda ispezionata, relazioni di parentela, di affinità ovvero di convivenza e di commensalità abituale con il datore di lavoro. Ciò vale anche per l’ipotesi in cui l’attività di vigilanza programmata riguardi aziende la cui documentazione di lavoro sia tenuta da consulenti, o da soggetti equiparati, che siano legati all’ispettore da un rapporto di parentela od affinità entro il terzo grado. …continua
20 20 18 Aprile 2005 4) Il personale ispettivo, contestualmente all’accesso, ha l’obbligo di qualificarsi e, a richiesta della persona alla quale si presenta, di esibire la carta di riconoscimento (tesserino). Dovrà essere evitato, pertanto, l’accesso ispettivo qualora, per qualsiasi motivo, tale personale sia, anche momentaneamente, sprovvisto di tale documento. 5) Nel dare inizio alla sua attività, il personale ispettivo chiede di conferire con il datore di lavoro o con chi ne fa le veci, rendendolo edotto che ha facoltà di farsi assistere, nel corso dell’attività ispettiva, da un professionista abilitato e che, comunque, l’assenza di tale professionista non impedirà la prosecuzione o la validità dell’attività ispettiva. …continua
21 21 18 Aprile 2005 6) Il datore di lavoro, o chi ne fa le veci, non può assolutamente impedire l’accesso o procrastinarlo, pena la commissione del reato di interruzione di pubblico servizio (art. 340 cod. pen.) e, a seconda dei casi, anche del reato di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 cod. pen.) o di violenza o minaccia a pubblico ufficiale (art. 336 cod. pen.). 7) Il personale ispettivo può esaminare la documentazione relativa alla sicurezza sul lavoro presso la sede dell’azienda ispezionata. Qualora l’esame della documentazione sia particolarmente elaborato, il personale ispettivo può chiedere la trasmissione all’ufficio della documentazione di cui sopra. …continua
22 22 18 Aprile 2005 8) Il personale ispettivo può intervistare (si tratta di una sorta di interrogatorio) i lavoratori occupati nell’azienda. Questi devono essere sentiti separatamente dal resto del personale e durante l’audizione non è ammessa la presenza del datore di lavoro, o di chi ne fa le veci, né dei professionisti eventualmente presenti all’ispezione. 9) L’ispettore deve avere cura di riportare fedelmente quanto dichiarato dal lavoratore, omettendo ogni interpretazione personale sul contenuto della dichiarazione resa. Tale dichiarazione dovrà essere letta e firmata dal lavoratore. 10) Il personale ispettivo deve mantenere il segreto sopra i processi di lavorazione e sulle notizie e documenti dei quali viene a conoscenza per ragioni d’ufficio, pena la responsabilità penale. …continua
23 23 18 Aprile 2005 Gli accertamenti di polizia amministrativa possono essere suddivisi in quattro tipi: 1) l’ispezione dei luoghi, degli impianti, dei macchinari e di tutti i mezzi di protezione collettiva e individuale. Tale ispezione consiste in un sopralluogo di tutti i locali e dei mezzi utilizzati nell’attività imprenditoriale; 2) il potere d’intervista (“interrogatorio”) che si esplica mediante la richiesta verbale di informazioni al datore di lavoro, al dirigente, al preposto, al responsabile del servizio di prevenzione e protezione, al rappresentante della sicurezza dei lavoratori, ai lavoratori e al medico competente e, più in generale, a tutti i protagonisti, anche esterni, dell’obbligo prevenzionistico. TIPI DI CONTROLLI CONNESSI ALLA FUNZIONE DI POLIZIA AMMINISTRATIVA
24 24 18 Aprile 2005 3) l’esame di tutti i documenti che attengono alla tutela della sicurezza e dell’igiene sul lavoro, tra i quali la valutazione dei rischi, le cartelle sanitarie dei lavoratori, il libro matricola, il registro degli infortuni, le schede dei prodotti utilizzati nei processi produttivi, i manuali di manutenzione e d’uso degli impianti e dei macchinari, le fatture di acquisto dei mezzi di protezione, eventuali autorizzazioni necessarie per il deposito, l’utilizzo di sostanze pericolose e così via. L’organo di vigilanza non è abilitato a richiedere l’esibizione e copia di documentazione che non attiene all’ambito della sicurezza sul lavoro; 4) attività di carattere tecnico-scientifico, quali prelievi, campionamenti ed analisi. Si pensi ad un’attività di misurazione del rumore presente in azienda, alla verifica della salubrità dell’ambiente di lavoro, ad esempio attraverso un’analisi del microclima, di sufficiente illuminazione, o ricambio d’aria. …continua
25 25 18 Aprile 2005 Qualora il datore di lavoro e/o i suoi collaboratori siano indagati per un reato in materia di sicurezza sul lavoro, le indagini si svolgono con il compimento di atti tipizzati dal codice di procedura penale. Trattasi di atti assistiti da garanzie difensive la cui inosservanza comporta un regime di nullità, alcune assolute, altre di ordine generale, altre relative. Le prime sono insanabili e rilevate d’ufficio, in ogni stato e grado del giudizio; le seconde sono rilevate anche d’ufficio dopo la deliberazione della sentenza di primo grado o, se si sono verificate nel corso del giudizio, dopo la sentenza del grado successivo; le ultime devono essere eccepite dalla parte entro i termini di legge. Gli atti di polizia giudiziaria che trovano più frequente applicazione sono i seguenti: LE NORME CHE DISCIPLINANO LA FUNZIONE DI POLIZIA GIUDIZIARIA
26 26 18 Aprile 2005 In presenza di un’indagine di rilievo penale, il datore di lavoro e/o i suoi collaboratori non possono più essere “intervistati” liberamente dal personale ispettivo, ma solo sottoposti ad interrogatorio con l’osservanza delle norme del codice di procedura penale qui sintetizzate. 1) L’interrogatorio è preceduto dall’invito a presentarsi che, tra l’altro, deve contenere la sommaria enunciazione del fatto contestato alla luce delle indagini compiute fino a quel momento. 2) L’invito deve essere notificato almeno tre giorni prima della data fissata per l’interrogatorio. 3) All’interrogatorio si può procedere senza ritardo e, comunque, tempestivamente quando vi è fondato motivo di ritenere che il ritardo possa pregiudicare la ricerca o l’assicurazione delle fonti di prova. 4) E’ atto del pubblico ministero, ma può essere delegato anche ad un ufficiale di polizia giudiziaria. INTERROGATORIO DELL’INDAGATO
27 27 18 Aprile 2005 5) La presenza del difensore di fiducia o d’ufficio è obbligatoria. 6) Prima che l’interrogatorio abbia inizio, la persona deve essere avvisata della facoltà di non rispondere, del fatto che, anche se non risponde, il procedimento seguirà il suo corso e, infine, che se renderà dichiarazioni su fatti concernenti la responsabilità di altri, su tali fatti assumerà l’ufficio di testimone. 7) Il reato attribuito va contestato in forma chiara e precisa, vanno resi noti gli elementi di prova contro l’indagato, indicando le fonti di prova, se ciò non pregiudica le indagini. 8) I metodi e le tecniche adottate per l’interrogatorio non possono influire sulla libertà di autodeterminazione od alterare la capacità di ricordare o valutare i fatti. 9) Se da parte dell’indagato vi è rifiuto di rispondere, ne viene fatta menzione a verbale.
28 28 18 Aprile 2005 1) Si tratta di un istituto mediante il quale gli ufficiali di polizia giudiziaria assumono, con talune modalità previste dall’interrogatorio, tra le quali l’obbligatoria presenza del difensore di fiducia o d’ufficio, sommarie informazioni dall’indagato non sottoposto ad arresto o a fermo, utili per le investigazioni. 2) Sul luogo o nell’immediatezza del fatto, gli ufficiali di polizia giudiziaria, pure in assenza del difensore, possono assumere dall’indagato, anche se arrestato o fermato, notizie o indicazioni utili ai fini dell’immediata prosecuzione delle indagini. Queste, però, non possono essere utilizzate nel processo. 3) E’ chiaro che eventuali informazioni date dall’indagato potranno indirizzare le indagini a suo carico con effetto pregiudizievole. SOMMARIE INFORMAZIONI DALLA PERSONA NEI CUI CONFRONTI VENGONO SVOLTE LE INDAGINI
29 29 18 Aprile 2005 1) La polizia giudiziaria può, altresì, ricevere dichiarazioni non sollecitate da domande dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini, ma di esse è consentita la utilizzazione in dibattimento solo ai fini della contestazione. 2) La contestazione consente al Pubblico Ministero e ai difensori di evidenziare incongruenze nelle dichiarazioni rese nel corso del processo ai fini della valutazione dell’attendibilità dell’imputato. 3) Il Codice di procedura penale non pone l’obbligo di dare gli avvisi contenuti nell’art. 64, comma terzo, codice procedura penale (ad esempio l’avvertimento della facoltà di non rispondere). 4) In definitiva, il codice non ha regolamentato il contatto tra polizia giudiziaria e indagato in assenza del difensore. DICHIARAZIONI SPONTANEE DELL’INDAGATO
30 30 18 Aprile 2005 1) E’ l’atto con il quale, così si dice, “viene dato un nome ad un volto”. 2) In altre parole, scopo dell’identificazione è quello di conoscere le generalità ad una persona fisica già individuata. 3) Attraverso l’identificazione si risale alle generalità degli indagati, delle persone offese e dei possibili testimoni. 4) L’invito a sottoscrivere un verbale di identificazione con elezione di domicilio e nomina di un difensore di fiducia, costituisce elemento certo dell’esistenza di un procedimento penale a proprio carico. L’IDENTIFICAZIONE
31 31 18 Aprile 2005 1)La polizia giudiziaria assume informazioni anche da persone diverse dall’indagato, le quali possono fornire informazioni utili alle indagini. 1) Tali persone sono i cosiddetti possibili testimoni, cioè coloro che potranno, nel corso del procedimento, acquistare tale qualità. 2) Tra queste persone, vanno annoverate anche le persone offese: ad esempio, il lavoratore vittima di un infortunio sul lavoro. 3) Chi è convocato per rendere le sommarie informazioni e non si presenti, può essere incriminato per inosservanza di un provvedimento della pubblica autorità. ALTRE SOMMARIE INFORMAZIONI
32 32 18 Aprile 2005 4) Se non risponde secondo verità alle domande che gli sono rivolte, egli non commette il reato di falsa testimonianza, poiché non ha ancora la qualità di testimone, né sta rendendo dichiarazioni davanti al pubblico ministero. Tuttavia, se egli dichiara il falso allo scopo di aiutare taluno ad eludere le investigazioni dell’autorità, con il suo comportamento commette il delitto di favoreggiamento personale. 5) Può rifiutarsi di rispondere negli stessi casi in cui ciò è consentito al testimone davanti al giudice (ad esempio, vedasi la facoltà di astensione dal deporre dei prossimi congiunti). …ALTRE SOMMARIE INFORMAZIONI
33 33 18 Aprile 2005 L’attività di polizia giudiziaria è strumentale alla ricerca della prova di reato. La prova si può ricercare con l’interrogatorio, con l’assunzione di sommarie informazioni o di spontanee dichiarazioni dall’indagato, nonché mediante sommarie informazioni anche da parte di persone diverse dall’indagato. Però, molto spesso, la prova del reato in tema di igiene e sicurezza sul lavoro richiede indagini sui luoghi e sulle cose, sia di carattere descrittivo che di carattere tecnico-scientifico. Pensiamo all’esempio fatto: la ricerca di un’ipoacusia tecnopatica esige la ricostruzione del livello di rumore presente in azienda e ciò non può che avvenire attraverso un’attività tecnico-scientifico. Passiamo, quindi, a descrivere gli atti tipici di polizia giudiziaria attraverso i quali si snodano le indagini sui luoghi e quelle a contenuto tecnico-scientifico.
34 34 18 Aprile 2005 1) Quando il pubblico ministero non può intervenire tempestivamente o non ha ancora assunto la direzione delle indagini e vi è il pericolo che le cose e le tracce pertinenti al reato o lo stato dei luoghi si alterino, si disperdano o si modifichino, la polizia giudiziaria può procedere ai necessari accertamenti e rilievi e, se del caso, al sequestro del corpo di reato e delle cose a questo pertinenti. 2) La polizia giudiziaria può farsi assistere da persone dotate di specifiche competenze tecniche. 3) L’indagato, se presente, va avvertito che ha la facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia. 4) La polizia giudiziaria deposita il verbale delle operazioni compiute entro tre giorni. La parte o il difensore ha facoltà di esaminarli o di estrarne copia entro i cinque giorni successivi. ACCERTAMENTI URGENTI SUI LUOGHI, SULLE COSE E SULLE PERSONE. SEQUESTRO
35 35 18 Aprile 2005 1) Il pubblico ministero, nella fase delle indagini, quando procede ad accertamenti per i quali sono necessarie specifiche competenze scientifiche, tecniche (o artistiche), può avvalersi di consulenti che sono tenuti a prestare la loro opera. 2) Trattasi di accertamenti di carattere tecnico-scientifico caratterizzati dalla non ripetibilità, nel senso che non possono essere ripetuti nel tempo, ovvero nella fase dibattimentale che è quella successiva alle indagini. 3) Qualora, prima del conferimento dell’incarico al consulente tecnico, la persona sottoposta alle indagini, formuli riserva di promuovere incidente probatorio, il pubblico ministero dispone che non si proceda agli accertamenti salvo che questi, se differiti, non possano più essere utilmente compiuti. 4) Le operazioni peritali non sono assistite da un tempo minimo di preavviso, potendo iniziare immediatamente, dal momento che lo stato dei luoghi o le cose su cui cade l’accertamento, possono subire alterazioni o modificazioni GLI ACCERTAMENTI TECNICI IRRIPETIBILI
36 36 18 Aprile 2005 1) E’ un istituto del quale il pubblico ministero si serve quando occorre procedere ad “accertamenti, rilievi segnaletici, descrittivi o fotografici o ad ogni altra operazione tecnica per cui sono necessarie specifiche competenze”. 2) L’accertamento è ripetibile ed è necessario per consentire al pubblico ministero di valutare se vi sono i presupposti per un rinvio a giudizio o se il procedimento merita, invece, una richiesta di archiviazione. LA CONSULENZA DEL PUBBLICO MINISTERO
37 37 18 Aprile 2005 Talora, anche per i reati relativi alla sicurezza sul lavoro, si rende necessario il ricorso all’incidente probatorio. Funzione dell’istituto è di consentire l’assunzione della prova nel corso delle indagini preliminari, quando ciò non sia rinviabile al dibattimento. I casi in cui è ammesso l’incidente probatorio sono tassativi: a) assunzione della testimonianza di una persona, quando vi è fondato motivo di ritenere che la stessa non potrà essere esaminata nel dibattimento per infermità o altro grave impedimento; b) assunzione della testimonianza quando, per elementi concreti e specifici, vi è fondato motivo di ritenere che la persona sia esposta a violenza, minaccia, offerta o promessa di denaro o di altra utilità affinché non deponga o deponga il falso; L’INCIDENTE PROBATORIO
38 38 18 Aprile 2005 c) esame della persona sottoposta alle indagini su fatti concernenti la responsabilità di altri; d) esame delle persone imputate in procedimenti connessi; e) confronto tra persone che in altro incidente probatorio o al pubblico ministero hanno reso dichiarazioni discordanti, quando ricorre una delle circostanze previste dalle lettere a) e b); f) perizia o esperimento giudiziale, se la prova riguarda una persona, una cosa o un luogo il cui stato è soggetto a modificazione non evitabile; g) ricognizione, quando particolari ragioni di urgenza non consentono di rinviare l'atto al dibattimento.
39 39 18 Aprile 2005 1) Le ispezioni sono disposte con decreto motivato quando occorre accertare le tracce o altri effetti materiali del reato. 2) Se il reato non ha lasciato tracce o effetti materiali, o questi sono scomparsi, o alterati o rimossi, l’autorità giudiziaria descrive lo stato attuale e, in quanto possibile, quello preesistente, curando anche di individuare modo, tempo e cause delle eventuali modificazioni. 3) L’autorità giudiziaria può disporre rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ogni altra operazione tecnica. 4) All’indagato, o a colui che abbia la disponibilità del luogo al momento dell’inizio delle operazioni, e sempre che siano presenti, è consegnata copia del decreto che dispone tale accertamento. ISPEZIONI
40 40 18 Aprile 2005 1) Sono finalizzate alla ricerca del corpo di reato o di cose pertinenti al reato e sono disposte con decreto motivato che va consegnato all’interessato o a chi abbia la disponibilità del luogo. 2) Va dato avviso all’indagato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia che sia prontamente reperibile. 3) Il verbale delle operazioni di perquisizione viene trasmesso senza ritardo e, comunque, non oltre le quarantotto ore, al pubblico ministero il quale, se ne ricorrono i presupposti, nelle quarantotto ore successive, convalida la perquisizione. PERQUISIZIONI
41 41 18 Aprile 2005 1) Viene disposto dall’autorità giudiziaria con decreto motivato che viene consegnato all’interessato, se presente. 2) Può essere oggetto di sequestro il corpo di reato e le cose pertinenti al reato necessarie per l’accertamento del fatto. 3) Viene nominato un custode della cosa sequestrata, che può essere custodita in altro luogo. 4) Ad esempio, qualora venga sequestrata una macchina produttiva in quanto ritenuta così pericolosa da non poter essere utilizzata previi accorgimenti provvisori, la stessa può essere oggetto d’intervento per la sua regolarizzazione con rimozione e riapposizione dei sigilli. 5) Il sequestro può essere preventivo, quando è necessario impedire che il reato venga portato ad ulteriori conseguenze, o probatorio, nei casi in cui sia necessario assicurare le prove del reato. SEQUESTRO PENALE
42 42 18 Aprile 2005 RIASSUMENDO ALLA LUCE DEI CASI PRATICI DELINEATI IN PRECEDENZA 1) Nell’ipotesi in cui il controllo per la verifica del rumore presente in azienda sia di routine, il potere d’intervista al datore di lavoro e ai suoi collaboratori, gli accessi e la stessa misurazione del rumore non sono assistiti obbligatoriamente dalla garanzia difensiva della presenza di professionisti di fiducia. L’organo di vigilanza procede senza contraddittorio. 2) Nell’ipotesi in cui, invece, l’accertamento avvenga in presenza di indizi di reato, allora tutti gli accertamenti (interrogatorio, accertamento tecnico irripetibile, ecc.) dovranno avvenire secondo le norme del codice di procedura penale, pena la loro nullità.
43 43 18 Aprile 2005 LE QUALIFICHE DEI SOGGETTI CHE SVOLGONO LA FUNZIONE DI POLIZIA AMMINISTRATIVA E DI POLIZIA GIUDIZIARIA Per lo svolgimento della funzione di polizia amministrativa è sufficiente la qualifica di pubblico ufficiale. Per lo svolgimento della funzione di polizia giudiziaria, occorre la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria. Tale distinzione, oggi, ha perso parte del proprio significato, poiché il personale ispettivo che svolge la funzione di polizia amministrativa necessita della qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria per elevare a carico del datore di lavoro le contravvenzioni con relative prescrizioni, ai sensi del D. Lgs. n. 758/94, con il quale si è introdotta, in materia di sicurezza sul lavoro, la cosiddetta oblazione speciale
44 44 18 Aprile 2005 CRITICA ALLA DISTINZIONE TRA FUNZIONE DI POLIZIA AMMINISTRATIVA E GIUDIZIARIA 1) C’è chi sostiene l’incostituzionalità della distinzione tra le due funzioni, con conseguente disparità di trattamento sotto l’aspetto delle garanzie difensive, poiché non solo gli accertamenti di polizia giudiziaria, ma anche la maggior parte di quelli di routine sono finalizzati alla ricerca e all’acquisizione della prova di reato. Pertanto, il diritto di difesa riconosciuto dal codice di procedura penale dovrebbe essere accordato prima dell’emersione degli indizi di reato, ovvero ogni qual volta si sia in presenza di un’indagine che può sfociare in un procedimento penale. 2) Le norme in materia di igiene e sicurezza sul lavoro che prevedono attività di prelievo, campionamento, analisi (dalla misurazione del rumore, all’analisi del microclima con verifica di sostanze pericolose per la salute nell’ambiente di lavoro) nulla stabiliscono sotto il profilo della loro ripetibilità o meno…
45 45 18 Aprile 2005 … Ciò comporta la sostanziale disapplicazione dei diritti di difesa che, invece, la legge riconosce sia in relazione alle analisi di campioni immediatamente deteriorabili che per quelle non immediatamente deteriorabili. 3) Conseguenza di ciò è che talora nei processi penali si pretende di utilizzare in dibattimento il risultato di un’indagine di carattere tecnico- scientifico irripetibile svolta in via amministrativa senza contraddittorio. A nostro avviso, ciò contrasta con le previsioni contenute nell’art. 223 disp. att. Cod. proc. pen. e con la L. 241/90 sul procedimento amministrativo. 4) Molto spesso, in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, anche in presenza di indizi di reato, le norme sul diritto e le facoltà difensive in favore del datore di lavoro e dei suoi collaboratori non trovano pratica applicazione.
46 46 18 Aprile 2005 5) Proprio per questo, il Legislatore ha scritto l’art. 220 disp. att. Cod. proc. pen., imponendo espressamente agli organi di vigilanza che svolgono attività di polizia amministrativa non solo in materia di sicurezza sul lavoro (ma anche ambientale, ad esempio) di rispettare i diritti di difesa riconosciuti dal Codice sin dall’apparire del primo indizio di reato. Tale norma non richiedeva di essere espressamente codificata, dal momento che sancisce una regola già riconosciuta dai principi generali, secondo cui a tutti coloro che sono destinatari di un’indagine sono garantiti i diritti di difesa.
47 47 18 Aprile 2005 PRINCIPIO DELLA LIBERTA’ DALLE AUTOINCRIMINAZIONI Nella nozione di diritto di difesa rientra anche il principio della libertà dalle autoincriminazioni, secondo cui l’indagato gode della facoltà di non fornire elementi tali da comportare l’apertura di indagini penali a suo carico. Accanto al diritto al silenzio e al diritto a non essere interrogato, c’è anche il diritto a non fornire elementi all’autorità che procede nei propri confronti. Il principio vale sia in sede penale che amministrativa. La giurisprudenza è assai restrittiva nel riconoscere tale principio, mentre gran parte della dottrina ne denuncia la frequente violazione da parte del Legislatore, soprattutto in materia alimentare, ambientale e di sicurezza sul lavoro. Ad esempio, le norme che disciplinano l’obbligo di denuncia d’infortunio sul lavoro e malattia professionale, costituiscono una dimostrazione eclatante della violazione di tale principio.
48 48 18 Aprile 2005 CONCLUSIONI Per l’ipotesi in cui l’azienda subisca un controllo di routine: 1) gli ispettori dell’organo di vigilanza che procedono al sopralluogo vanno accolti dal datore di lavoro o da un suo collaboratore a ciò incaricato; 2) agli ispettori va chiesto di esibire il tesserino di identificazione, nonché il motivo della visita; 3) agli ispettori non può essere rifiutato o procrastinato l’accesso ai luoghi di lavoro per nessun motivo; 4) gli ispettori vanno accompagnati nel corso del sopralluogo, fermo restando che, se lo desiderano, possono chiedere informazioni riservatamente ai dipendenti, al rappresentante per la sicurezza dei lavoratori ed al responsabile del servizio di prevenzione e protezione;
49 49 18 Aprile 2005 5) si deve rispondere alle domande poste dagli ispettori, tenendo presente che il responsabile di eventuali violazioni alla normativa sull’igiene e sicurezza sul lavoro non ha l’obbligo di fare dichiarazioni autoincriminanti; 6) in caso di richiesta di documentazione fiscale od altro, la stessa va consegnata agli ispettori solo se attinente all’acquisto di mezzi di protezione individuale o collettiva e, comunque, se finalizzata ad accertare eventuali violazioni in materia di igiene e sicurezza sul lavoro; 7) se gli ispettori procedono a prelievi e misurazioni (rumore, microclima, illuminazione, sostanze dannose presenti nell'aria, ecc.), è consigliabile insistere affinché alle operazioni partecipi un proprio tecnico di fiducia. In caso di rifiuto e di esito sfavorevole, si suggerisce di ripetere tale accertamento incaricando un professionista di fiducia, allo scopo di verificare la fondatezza della contravvenzione che verrà, a quel punto, contestata con la prescrizione emanata ai sensi del D. Lgs. 758/94;
50 50 18 Aprile 2005 8) infine, ai sensi dell’art. 4 della L. 22.07.1961, n. 628, coloro che, legalmente richiesti dall’Ispettorato di fornire notizie a norma del citato articolo, non le forniscano o le diano scientemente errate o incomplete, sono puniti con l’arresto fino a due mesi o con l’ammenda fino a 516 E. La sanzione è discutibile: infatti, l’osservanza di tale norma può esporre l’interessato all’autoincriminazione. Anche in questo caso, è evidente il contrasto tra il diritto di difesa e quello, prevalente, di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
51 51 18 Aprile 2005 Per l’ipotesi di infortunio sul lavoro o di denuncia di malattia professionale: 1) a mio avviso, in caso di infortunio sul lavoro o di malattia professionale, le attività di accertamento dovrebbero essere compiute secondo le norme del codice di procedura penale, ovvero con l’osservanza dei diritti di difesa ivi disciplinati. In ogni caso, se ciò non avvenisse, l’eventuale responsabile non è tenuto a fornire dichiarazioni od elementi autoincriminanti; 2) se si verifica un infortunio grave (con morte, pericolo di morte o, comunque, lesioni gravissime), l’organo di vigilanza sarà immediatamente informato del fatto dal medico del Pronto Soccorso. Ciò provocherà l’istantaneo intervento degli ispettori e molto spesso anche dei Carabinieri sul luogo del sinistro. E’ facoltà del datore di lavoro in tal caso attivarsi con urgenza per comprendere le ragioni dell’infortunio ed ogni elemento relativo alla dinamica, sia in chiave difensiva, sia per porre rimedio ad eventuali carenze nella sicurezza. L’obbligo di denuncia, in caso di infortunio mortale o di infortunio con pericolo di morte, va assolto entro il termine di 24 ore;
52 52 18 Aprile 2005 3) se si verifica un infortunio non grave, è in ogni caso consigliabile raccogliere tutti gli elementi utili sia per ovviare ad eventuali carenze di sicurezza, sia ai fini difensivi. Si tenga presente che l’obbligo di denuncia dell’infortunio stesso, in questi casi, deve essere assolto entro 48 ore. Anche in questo caso, a mio parere, trova applicazione il principio della libertà dalle autoincriminazioni; 4) per l’ipotesi di denuncia di malattia professionale, l’INAIL invierà al datore di lavoro un questionario da compilarsi a cura di quest’ultimo, relativo ad informazioni circa i tipi e le modalità delle lavorazioni cui il dipendente era addetto durante il rapporto. Anche tali questionari vanno compilati tenendo conto che vige il principio della libertà dalle auto incriminazioni;
53 53 18 Aprile 2005 5) se a seguito dell’evento, la malattia del lavoratore infortunatosi si protrae per più di 40 giorni, l’organo di vigilanza accederà senz’altro all’azienda, talora in tempi brevi, talaltra anche a distanza di parecchi mesi, e ciò in quanto in tali ipotesi si procederà d’ufficio ad accertare la sussistenza del reato di lesioni colpose. Ne consegue che il datore di lavoro che intende esercitare tempestivamente il proprio diritto di difesa deve preparare la linea difensiva, oltre che verificare in generale il rispetto della normativa in materia di igiene e sicurezza sul lavoro. I funzionari dell’organo di vigilanza, infatti, nell’occasione potrebbero controllare l’intera azienda. Peraltro, le ispezioni a seguito di infortunio sul lavoro potrebbero essere eseguite anche se il sinistro ha provocato al lavoratore una malattia di durata inferiore a quaranta giorni;
54 54 18 Aprile 2005 6) talvolta gli organi di controllo, anziché eseguire il sopralluogo in azienda ovvero prima ancora di effettuarlo, inviano ai datori di lavoro dei questionari con i quali chiedono notizie in ordine alla dinamica degli infortuni verificatisi. Trattasi di una prassi, a mio avviso, discutibile. In ogni caso, il datore di lavoro può compilare tali questionari tenendo presente il principio della libertà dalle autoincriminazioni; 7) se l’infortunio provoca al lavoratore una malattia di durata superiore a 30 giorni, la legge prevede che sia espletata la c.d. inchiesta infortunistica ad opera del locale Ispettorato del lavoro. Il verbale dell’inchiesta sarà trasmesso a cura dell’Ispettorato stesso all’INAIL ed alla competente Procura della Repubblica. Dubito fortemente della legittimità costituzionale di tale procedimento, non essendo ammissibile che la norma, peraltro disattesa nella prassi, preveda che sia il datore di lavoro che il lavoratore, debbano parteciparvi senza l’assistenza di un difensore; la legge, comunque, ammette che le parti interessate possano delegare a terzi la partecipazione a tale inchiesta.
55 55 18 Aprile 2005 Trattasi, comunque, di procedura che, nella stragrande maggioranza dei casi, non viene eseguita; 8) i decreti penali di condanna vanno preferibilmente opposti poiché equivalgono a tutti gli effetti a vere e proprie sentenze di condanna. Il termine per l’opposizione, pari a 15 giorni, decorre dalla data di notifica del decreto ed è soggetto a sospensione nel periodo che va dal 1° agosto al 15 settembre di ogni anno. È preferibile avvisare il proprio difensore non appena ricevuta detta notifica poiché nei successivi 15 giorni occorre determinare le scelte difensive. Con l’opposizione, infatti, è necessario decidere se affrontare il giudizio, chiedere il patteggiamento della pena o presentare, quando possibile, istanza di oblazione. In conclusione, un efficace e immediato esercizio del diritto di difesa comporterà indubbiamente un vantaggio processuale e nel contempo costituirà garanzia di verità e di giustizia.
56 56 18 Aprile 2005 Seguono le pubblicazioni redatte dal relatore ed apparse su “Cassazione penale”, con le quali il tema del diritto di difesa del datore di lavoro e dei suoi collaboratori in materia di sicurezza sul lavoro, ambientale e alimentare, viene trattato con sistematicità ed ampi riferimenti giurisprudenziali e dottrinali.  Garanzie di difesa tra attività amministrative di vigilanza e attività investigative di polizia giudiziaria in materia di igiene e sicurezza sul lavoro  Diritto di difesa, indizi, sospetti e l’art. 220 norme att. c.p.p.  Polizia Amministrativa e Polizia Giudiziaria; possono le pretese distinzioni tra queste funzioni limitare le garanzie difensive nell’ambito dell’attività ispettiva e di vigilanza amministrativa?  Il Principio della libertà dalle autoincriminazioni e la sua rilevanza in materia di denuncia di infortunio sul lavoro o di malattia professionale
Scaricare ppt "1 18 Aprile 2005 SEMINARIO SUL TEMA: TUTELA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO – ATTIVITA’ DI CONTROLLO AMMINISTRATIVO E DI INDAGINE PENALE – FACOLTA’ E."