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Timestamp: 2017-12-17 15:45:57+00:00
Document Index: 133523556

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 17', 'art. 192', 'art. 192', 'sentenza ', 'art. 192', 'art. 192']

La Compagnia di volo deve rimuovere i rottami dell’aereo precipitato. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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febbraio 5, 2016 Gruppo d'Intervento Giuridico	Lascia un commento Go to comments
La sentenza Cons. Stato, Sez. V, 11 dicembre 2015, n. 5662 interviene nella vicenda tragica del disastro aereo avvenuto in località Conca d’Oru, in Comune di Sarroch (CA), il 14 settembre 1979. Nella caduta dell’aereo A.T.I. diretto a Cagliari morirono trentuno persone, tutti quelli a bordo del velivolo.
Poco importa il lungo tempo trascorso dai fatti, l’inerzia delle varie amministrazioni pubbliche competenti: la giurisprudenza amministrativa ha costantemente ritenuto che l’inquinamento dia luogo a una situazione di permanente danno all’ambiente, fin quando non ne siano state rimosse le cause e i livelli di qualità ambientale non siano ritornati accettabili (Cons. Stato, Sez. VI, 5 marzo 2015 n. 1109; Cons. Stato, Sez. VI, 23 giugno 2014, n. 3165; Cons. Stato, Sez. VI., 9 ottobre 2007, n. 5283).
Conseguentemente dev’essere applicata la “legge ratione temporis vigente per far cessare i perduranti effetti della condotta omissiva ai fini della bonifica (nei casi citati l’art. 17 del d.lgs. n. 22 del 1997), anche indipendentemente dal momento in cui siano avvenuti i fatti origine dell’inquinamento”.
Sarà, quindi, l’Alitalia, succeduta all’A.T.I. in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi al momento dell’incorporazione (1994), a doversi occupare della bonifica ambientale delle aree interessate dal tragico incidente aereo.
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 13 gennaio 2016
Consiglio di Stato, Sez. V, n. 5662, del 11 dicembre 2015
Rifiuti. Legittimità ordinanza di rimozione e smaltimento dei rifiuti abbandonati (rottami di aeromobile).
Al riguardo non pare rilevare nel caso di specie l’ampio dibattito giurisprudenziale e dottrinale, riguardante le condizioni in presenza delle quali possa ritenersi sussistente la responsabilità anche del proprietario del terreno – che sorge esclusivamente in relazione ad un atteggiamento doloso o colposo – con particolare riguardo al suo comportamento meramente omissivo. Nel particolare caso in esame, rileva la peculiarità della vicenda, e soprattutto dell’evento, che fa ritenere insussistente il nesso causale tra la condotta del proprietario dei terreni sul quale il velivolo è precipitato (nella specie: il Comune) e il danno. Infine va disatteso il motivo inerente la “vetustà” dei rifiuti, l’inerzia delle amministrazioni coinvolte ed il lungo tempo trascorso dai fatti, che avrebbero reso i rottami aerei res derelictae usucapite dai proprietari dei terreni. La giurisprudenza di questo Consiglio ha da sempre affermato che l’inquinamento dà luogo a una situazione di carattere permanente al pari dell’abuso edilizio, che perdura fino a che non ne siano rimosse le cause e i parametri ambientali non siano riportati entro i limiti normativamente accettabili, da tale presupposto la giurisprudenza ha fatto derivare l’applicazione della legge ratione temporis vigente per far cessare i perduranti effetti della condotta omissiva ai fini della bonifica, anche indipendentemente dal momento in cui siano avvenuti i fatti origine dell’inquinamento.
05662/2015 REG.PROV.COLL.
03137/2015 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 3137 del 2015, proposto da Alitalia Linee Aeree Italiane S.p.A. in amministrazione straordinaria della persona dei commissari straordinari in carica, rappresentata e difesa dall’avv. Angelo Clarizia, con domicilio eletto presso il medesimo in Roma, Via Principessa Clotilde, 2;
Il Comune di Sarroch nella persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall’avv. Enrico Salone, con domicilio eletto presso la signora Antonia De Angelis in Roma, Via Portuense, 104;
L’U.T.G. – Prefettura di Cagliari e del Ministero dell’Interno, questo ultimo rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria in Roma, Via dei Portoghesi, 12; Regione Sardegna, Salvatore Spano, Azienda Agricola dell’Ing. Vincenzo Manca di Villahermosa S.a.s.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 24 novembre 2015 il Cons. Raffaele Prosperi e uditi per le parti gli avvocati Angelo Clarizia, Alberto La Gloria su delega dell’avvocato Enrico Salone, Alessandro Maddalo per l’Avvocatura Generale dello Stato;
Con il ricorso proposto davanti al Tar della Sardegna notificato il 5 agosto 2013 e depositato il successivo 9 agosto, Alitalia s.p.a. chiedeva l’annullamento della suddetta ordinanza deducendo i seguenti motivi in diritto:
Tale soggetto non poteva che essere la ricorrente Alitalia s.p.a., la quale aveva incorporato nel 1994 la compagnia ATI, succedendole nei relativi rapporti attivi e passivi, dunque anche nelle connesse responsabilità in ordine allo smaltimento dei rottami dell’incidente aereo in questione.
Nemmeno era sostenibile, a giudizio del Tar, l’avvenuta usucapione dei beni da parte dei proprietari; i rottami dell’aereo precipitato, da lungo tempo in stato di totale abbandono, costituiscono rifiuti ai sensi dell’art. 192 del D. Lgs. n. 152 del 2006, non trovandosi su un’area interna al sedime aeroportuale che ne avrebbe impedito la qualificazione di “rifiuto”; né era conferente l’argomento dell’eccessiva onerosità dell’operazione di recupero, poiché l’art. 192 del codice dell’ambiente, su cui si fonda l’ordinanza adottata dall’amministrazione, non lascia spazio ad interpretazioni del genere, ma prevede esclusivamente la responsabilità di colui che ha immesso i rifiuti, in solido con i proprietari dell’area ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa.
Con appello in Consiglio di Stato, notificato il 3 aprile 2015, la Società Alitalia Linee Aeree Italiane s.p.a. in amministrazione straordinaria impugnava la sentenza in questione, dolendosi in primo luogo del fatto che il Tar si fosse limitato ad individuare il soggetto che aveva realizzato l’abbandono come unico responsabile, tralasciando di esaminare che nel lungo periodo trascorso dal disastro aereo – oltre trent’anni – vi erano stati una totale trascuratezza e disinteresse da parte dei proprietari dei terreni, al pari di coloro i quali avevano tollerato la presenza sui propri fondi delle cosiddette discariche abusive; in secondo luogo, che l’incorporazione di ATI in Alitalia Linee Aeree Italiane s.p.a. non poteva comportare anche la trasmissione di sanzioni amministrative; in terzo luogo l’illegittimità dell’omissione della comunicazione di avvio del procedimento, fatto che avrebbe permesso di accertare le responsabilità da proprietari delle aree delle quali i rifiuti/rottami giacevano abbandonati e che nulla avevano fatto per avviare lo smaltimento e avevano negligentemente tollerato che l’area interessata divenisse oggetto di sorta di pellegrinaggi e anche di funzioni religiose, senza mai segnalare pericoli per la salvaguardia dell’ambiente; ciò senza ignorare il fatto che il procedimento aveva una natura sostanzialmente sanzionatoria; in quarto luogo, trattandosi di cose abbandonate da oltre vent’anni, il giudice di primo grado ha errato del non considerarle res nulliusoppure beni usucapiti dai proprietari dei terreni.
Oggetto della presente controversia è l’intimazione a carico dell’Alitalia Linee Aeree Italiane s.p.a., attualmente in amministrazione straordinaria, a rimuovere e smaltire i rottami del velivolo del tipo Dc9 precipitato nel territorio comunale di Sarroch, area del Monte Conca d’Oru, il 14 settembre 1979, mentre percorreva la rotta tra Alghero e Cagliari.
Tale velivolo apparteneva alla Aero Trasporti Italiani s.p.a., meglio conosciuta come A.T.I., incorporata 15 anni dopo nell’Alitalia Linee Aeree Italiane.
Con riguardo all’elemento di contestazione contenuto nel secondo motivo di appello e relativo all’assenza di responsabilità dell’Alitalia quale successore universale di A.T.I., non si può che richiamare l’art. 192 co. 4 del D. Lgs. n. 152 del 2006, secondo il quale “Qualora la responsabilità del fatto illecito sia imputabile ad amministratori o rappresentanti di persona giuridica ai sensi e per gli effetti del comma 3, sono tenuti in solido la persona giuridica ed i soggetti che siano subentrati nei diritti della persona stessa, secondo le previsioni del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni”.
Il comma 3 dell’art. 192 del D. Lgs. n. 152 del 2006, stabilisce che “Fatta salva l’applicazione delle sanzioni di cui agli articoli 255 e 256, chiunque viola i divieti di cui ai commi 1 e 2 è tenuto a procedere alla rimozione, all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa, in base agli accertamenti effettuati, in contraddittorio con i soggetti interessati, dai soggetti preposti al controllo”.
febbraio 5, 2016 alle 9:03 am
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