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Timestamp: 2019-06-27 04:54:41+00:00
Document Index: 181073109

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 731', 'art. 49', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 729', 'sentenza ', 'art. 729', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 58', 'art. 729', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 190', 'art. 727', 'sentenza ', 'art. 727', 'art. 728', 'art. 726', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 61', 'art. 729', 'art. 48', 'art. 49', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 727', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 723', 'art. 190', 'art. 49', 'sentenza ', 'art. 729', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 49', 'art. 729', 'sentenza ', 'art. 58', 'art. 727', 'art. 727', 'art. 58', 'sentenza ', 'art. 729', 'art 729', 'sentenza ', 'art. 731', 'sentenza ', 'art. 49', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 726', 'art. 727', 'art. 728', 'art. 729', 'sentenza ', 'art. 727', 'art. 728', 'sentenza ']

Ministero della giustizia - Sentenze di morte presunta
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Sentenze di morte presunta
N. sent. 44/2019
in linea fino al 26 agosto 2019
Il Collegio formato dai seguenti magistrati
Enrica Manfredini Presidente
Ilaria Mazzei Giudice relatore
Maria Rita Cordova Giudice
all’esito della Camera di Consiglio ha emesso la seguente
visto il ricorso depositato in data 19.6.2018 con cui Devalenza Angelo in qualità di fretello della persona scomparsa Devalenza Vittorio ha chiesto al Tribunale che venga dichiarata l’ assenza del proprio congiunto di cui non ha più notizie dal13 maggio 2008;
premesso che il ricorrente dichiarava che il fratello il giorno 13 maggio 2008 usciva dalla propria abitazione in Bussero (MI) recandosi presso la residenza di caccia “Vignali” in Comazzo (CO) per pescare sul fiume Adda e che da quel momento non si rendeva più reperibile né raggiungibile e da allora non dava più alcuna notizia di sé;
rilevato che gli accertamenti esperiti dagli organi competenti non hanno avuto esito positivo dal momento che Devalenza Vittorio non è mai stato ritrovato e che i familiari ritengono possa essere annegato nel fiume Adda;
ritenuto pertanto che, trattandosi di persona effettivamente scomparsa da più di due anni, il ricorso può essere accolto;
di Devalenza Vittorio nato a Comezzano – Cizzago (BS) il 17.2.1948 da considerarsi avvenuta il 13 maggio 2008;
dispone che la presente sentenza venga inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e nel sito Internet del Ministero della Giustizia per la durata di giorni 60.
Manda alla Cancelleria per la comunicazione all’Ufficiale di Stato Civile competente ex art. 731 c.p.c. dopo il passaggio in giudicato della sentenza, nonché per gli altri adempimenti conseguenti.
Milano, lì 20 giugno 2019
Ilaria Mazzei
Sent. n. 3/2019
RG n. 2720/2018
Repert. n. 1072/2019
In linea fino al 25 settembre 2019
1) Dr.Eugenio Maria Turco Presidente Relat.
2) Dr. Paolo Bonofiglio Giudice
3) DOtt.ssa Maria Carmela Magarò Giudice
riunito nella camera di consiglio, ha emesso la seguente
nella procedura n. 2720/2018 avente ad oggetto: dichiarazione di assenza e vertente tra
CECCARELLI Antonio (C.F: CCCNTN60E127L882Q) nato a Vignanello (VT) il 27/06/1960 e residente in Vignanello (VT)in Via Amba Alagi n. 16,
CECCARELI Lucio, nato a Viterbo il 19110/1976, residente a Vallerano (VT) in Piazza Liberazione n. 8.
Conclusioni: le parti hanno rassegnato le conclusioni all'udienza del 17.4.2019 ed il PM è stato sentito il 23.4.2019.
Il Tribunale, letto il ricorso proposto da CECCARELLI Antonio nato a Vignanello (VT) il 27/0611960 e residente in Vignanello (VT)in Via Amba Alagi n. 16;
rilevato che dagli atti acquisiti è emerso:
1) che l'istante. ha un fratello di nome CECCARELI Lucio, nato a Viterbo il 19/10/1976, residente a Vallerano (VT) in Piazza Liberazione n. 8, agricoltore il quale era stato visto l'ultima volta in data 06/07/2015, in località Piangoli, al confine tra i comuni di Soriano nel Cimino e Canepina;
2) che dalla indicata data non si erano avute più notizie di Ceccarelli Lucio il quale si era allontanato senza dare notizie di sé, chiudendo la propria abitazione e staccando il quadro generale dell'utenza elettrica;
3) che a seguito di ciò l'istante in data 08/07/2015 aveva depositato presso i Carabinieri di Vignanello una denuncia di scomparsa del fratello a seguito della quale venivano iniziate le ricerche che erano risultate infruttuose;
3) che a tale scomparsa era stato dato ampio risalto attraverso mass media ai quali era stata richiesta la più ampia diffusione dell'appello, ai giornali locali ed al programma televisivo Rai dal titolo "Chi l'ha visto" il cui appello era andato in onda dopo alcuni mesi dalla scomparsa, il 19/1012015;
4) che 'in merito alle ricerche ridotte, dalle forme di Polizia poco tempo dopo la scomparsa, il 10/07/2015, i Carabinieri, la Protezione Civile ed i Vigili del Fuoco,. tramite la Prefettura si erano attivati perlustrando la zona dei Cimini, senza riuscire ad avere informazioni del Ceccarelli il quale, oltretutto, non risultava avere effettuato alcun prelevamento dal proprio conto corrente in banca;
5) che Ceccarelli Lucio non ha lasciato procuratori ovvero rappresentanti legali, che unico erede legittimo di quest'ultimo è l'istante, considerando il decesso di entrambi i genitori (Ceccarelli Arturo avvenuto il 19/07/2014 e Barboni Giovanna deceduta il 03/05/2013);
6) che il ricorrente ha rappresentato che è suo interesse la continuazione e la gestione del patrimonio del fratello i cui beni immobili, tra i quali l'abitazione sita a Vallerano in Piazza Liberazione n. 8 dove lo stesso era residente ed i conti correnti postali, sono quasi per la totalità in comproprietà tra lo scomparso e l'istante e che quindi v'era anche interesse sempre del ricorrente che sia dichiarata l'assenza dello scomparso al fine di poter successivamente procedere, alla stesura del necessario inventario ed all'immissione dell'istante, nel possesso temporaneo dei beni dell'assente;
7) rilevato pertanto che sussistono i presupposti di cui all'art. 49 CC considerando che Ceccarelli Lucio non e' piu’ comparso nel luogo del dell'ultima sua residenza, che non se ne hanno avute più notizie, e che, infine sono trascorsi due anni dal giorno in cui v'erano state notizie su di lui e che, quindi può deve essere dichiarata la sua assenza con sentenza come imposto dall'art. 50 CC
il Tribunale di. Viterbo dichiara l'assenza di Ceccarelli Lucio nato a Viterbo il 19.10.1076 e nomina curatore dei beni dello stesso il fratello Ceccarelli Antonio nato a Vignanello il 27.6.1960:
Visto l'art. 729 CPC dispone che la presente sentenza venga inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicata sul sito internet del Ministero della Giustizia a cura di qualsiasi interessato.
Cosi deciso nella camera di consiglio il 9.05.2019
Dr. Eugenio Maria Turco
Depositata in cancelleria il 15.05.19
Sent. n. 28/2019 V.G.
N. R.G. 626/2018 VG
cron.10574/2019
repertorio 723/2019
in linea fino al 30 giugno 2019
I CIVILE
dott.ssa Luciana Sangiovanni Presidente
dott.ssa Daniela D’Auria Giudice rel.
nella causa civile di primo grado iscritta al n. 626/2018 del ruolo generale volontaria giurisdizione, posta in decisione all’udienza del 13.3.2019, con termine per il deposito di memorie di replica fino al 29.1.2018, e vertente
MARUGGI MARIA ROSALIA, con il patrocinio dell’avvocato Salvatore Scianni
NURCHIS ANTONELLO, con il patrocinio degli avvocati Marcello Rhodio e Roberta Boratto
oggetto: dichiarazione di morte presunta
conclusioni: cfr. verbale del 13.3.2019
dichiara la morte presunta di Nurchis Franca Paola Maria (nata ad Iglesias il 27/8/1926);
determina la morte presunta di Nurchis Franca Paola Maria in data 16.2.2008;
visto l’art. 729 c.p.c., dispone che la presente sentenza sia inserita per estratto, una sola volta, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicata, una sola volta, sul quotidiano “Il Messaggero”, e, per 15 giorni sul sito internet del Ministero della Giustizia, nel periodo compreso tra il 15 giugno 2019 ed il 15 luglio 2019;
ordina la comunicazione della presente sentenza all’Ufficiale dello Stato Civile competente per le dovute annotazioni;
spese di lite irripetibili.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del Tribunale di Roma, in data 26.3.2019
IL GIUDICE REL.
Renata Notarmuzi
Roma, il 16 aprile 2019
Sent. n. 11/2019
in linea fino al 9 luglio 2019
Il Tribunale di Treviso, Prima Sezione Civile, composto dai seguenti Magistrati:
dott.ssa Laura Ceccon - Presidente
dott. Alberto Barbazza - Giudice
dott.ssa Carlotta Brusegan - Giudice rel. ed est.
nel procedimento r.g. V.G. al n. 647/2018 promossa con ricorso
IGINIO MASUTTI, rappresentato e difeso dall’avv. Fiammetta Bottos;
PIVETTA ELSA
e con l’intervento del
PUBBLICO MINISTERO in sede.
per il ricorrente: insiste affinché venga dichiarata la morte presunta di Elsa Pivetta;
per il Pubblico Ministero: dichiarare la morte presunta di Elsa Pivetta.
Con ricorso per la dichiarazione di morte presunta, l’odierno ricorrente ha rappresentato di essere il marito di Elsa Pivetta (nata a Oderzo –TV il 26/05/1957), scomparsa dalla sua residenza in data 30/12/2003.
Ha allegato altresì che la sig.ra Elsa Pivetta è stata dichiarata assente con sentenza n. 17/2007 emessa dal Tribunale di Treviso in data 13/03/2007 e che sono ormai trascorsi quindici anni dall’ultima notizia.
Ha quindi precisato che successori legittimi della sig.ra Pivetta sono il ricorrente stesso e il figlio Andrea Masutti (regolarmente notificato e comparso all’udienza del 14/03/2019).
Per tali ragioni, il ricorrente ha domandato, ai sensi degli artt. 726 cod. proc. civ. e 58 cod. civ., la dichiarazione di morte presunta di Elsa Pivetta.
Sono state acquisite:
una relazione della Polizia locale di Mansuè (luogo di ultima residenza della sig.ra Pivetta) del 22/03/2019, nella quale viene indicato che la sig.ra Elsa Pivetta risulta essere totalmente sconosciuta, che non risultano atti a suo nome dal 2007 e che è stata cancellata dai registri anagrafici per irreperibilità dal 2013;
una relazione dei Carabinieri di Fontanelle del 19/03/2019 (nella quale è stata riportata la nota conclusiva delle indagini e delle ricerche eseguite il 30/12/2003), ove viene indicato che tutte le ricerche eseguite hanno dato esito negativo e che da quella data non risultano notizie e/o documenti tali da far desumere una eventuale permanenza in vita di Elsa Pivetta.
Sono stati prodotti estratto per riassunto dell’atto di nascita di Andrea Masutti, certificato di stato famiglia, certificato storico di residenza ed estratto per riassunto dell’atto di nascita di Pivetta Elsa.
Il ricorso deve essere accolto poiché dagli atti di causa risulta che Pivetta Elsa è stata dichiarata scomparsa con sentenza n. 17/2007 emessa dal Tribunale di Treviso in data 13/03/2007 (doc. 1) e che non appare plausibile la sua permanenza in vita ancora oggi.
Essendo, dunque, soddisfatto il presupposto di cui all’art. 58 cod. civ., deve essere dichiarata la morte presunta di Pivetta Elsa.
Nulla deve essere disposto sulle spese, considerata la natura del procedimento.
Il Collegio, definitivamente pronunciando, così provvede:
DICHIARA la morte presunta di Pivetta Elsa nata a Oderzo il 26/05/1957;
visto l’art. 729 c.p.c.,
che a cura del ricorrente la presente sentenza sia inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicata nel sito Internet del Ministero della Giustizia per la durata di trenta giorni a decorrere dal 10/06/2019;
che copia della Gazzetta Ufficiale, recante la pubblicazione dell’estratto, sia depositata nella Cancelleria di questo Tribunale per l’annotazione sull’originale della sentenza;
Così deciso in Treviso, nella camera di consiglio del 28/05/2019.
Il Giudice rel. ed est.
Carlotta Brusegan
Sent. n. 1/2016
RG n. 1797/2014
N. V.G. 1797/2014
rep. 145/2016
Il collegio, riunito in camera di consiglio in persona dei magistrati
Stefania Deiana Presidente relatore
Ada Gambardella - giudice
Lorenza Manca - giudice
Ha pronunciato la seguente sentenza nella causa n. 1197/2014 VG tra
LETIZIA SOI -RICORRENTE
GIUSEPPINO SOI (C.F. SOIGPP52P18F271U) -RESISTENTE
Con l'intervento del Pubblico Ministero in sede
La ricorrente ha concluso come da atto introduttivo
Con ricorso depositato il 24 ottobre 2014 Letizia Soi ha chiesto venisse dichiarata la morte presunta del fratello Giuseppino Soi, di cui non aveva più alcuna notizia dal 16 settembre 2004 quando egli era scomparso mentre soggiornava nel paese di Ruinas.
Aggiungeva che, nonostante le indagini espletate dai Carabinieri, cui era stata denunciata la scomparsa del Soi, le ricerche erano state del tutto vane e nessuna ulteriore informazione avevano potuto raccogliere su di lui i suoi familiari.
Effettuate le prescritte pubblicazioni e decorso il previsto termine semestrale, la causa era istruita attraverso produzioni documentali ed informazioni orali. Veniva quindi rimessa al collegio per la decisione all'udienza del 19 novembre 2015, con rinuncia della ricorrente ai termini di cui all'art. 190, c.p.c.
La domanda è fondata e dev'essere accolta, dato che in esito all'istruttoria espletata non è stata conseguita alcuna ulteriore notizia circa il Soi Giuseppino che risulta effettivamente scomparso da oltre dieci anni.
Eseguite, infatti, a cura della ricorrente le pubblicazioni prescritte dall'art. 727, c.p.c., sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica e sui due quotidiani indicati dal Presidente del tribunale, é trascorso il decennio dalla data indicata dalla stessa ricorrente, e confermata dai testi informatori sentiti nel corso del processo, come quella della scomparsa del Soi Giuseppino. Data che trova peraltro riscontro anche nella denuncia effettuata il 21 settembre 2004 ai carabinieri di Ruinas, prodotta in atti, senza che sia mai pervenuta alcuna notizia dell'assente.
Il suo decesso deve pertanto ritenersi come affatto probabile.
I fratelli dello scomparso, che risulta siano i suoi unici parenti prossimi, essendo i suoi genitori deceduti e non avendo egli mai contratto matrimonio né avuto figli, nonché la stessa ricorrente, hanno, infatti, confermato (quelli sentiti a sommarie informazioni, mentre gli altri nulla hanno opposto al ricorso) che dalla metà di settembre del 2004 il Soi, che in quel periodo dimorava a Ruinas, suo paese natio, non aveva più fatto ritorno nella sua abitazione né aveva più dato alcuna notizia di sé.
Tenuto conto della totale e prolungata mancanza di qualsiasi notizia dello scomparso, ed essendo inoltre rimaste senza esito le ricerche e le indagini svolte a seguito della denuncia sporta dai familiari e le pubblicazioni eseguite a cura dell'istante, dev'essere dunque dichiarata la morte presunta del Soi, con riferimento al giorno a cui risale l'ultima notizia del medesimo, ovvero al 16 settembre 2004 (artt. 58 e 61, c.c.).
Data la natura del procedimento, non si fa luogo a condanna alle spese.
Definitivamente pronunciando, disattesa ogni contraria istanza, in accoglimento del ricorso
presentato da Soi Letizia, dichiara la morte presunta di Soi Giuseppino, nato a Ruinas il 18 settembre 1952, alla data del 16 settembre 2004.
Dispone che la presente sentenza sia inserita, una sola volta e per estratto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, nonché pubblicata sul sito internet del Ministero della Giustizia, a cura di parte ricorrente o di chiunque vi abbia interesse.
Manda alla cancelleria per le comunicazioni al competente ufficio dello stato civile e per gli altri adempimenti di competenza.
Sassari, 18 gennaio 2016
Sent. n. 2/2019
Repert. n. 501/2019
n linea fino al 30 giugno 2019
IL TRIBUNALE DI PATTI
composto dai Sigg.:
dott. Ugo Scavuzzo Presidente
dott.ssa Concetta Alacqua Giudice
dott. Giuseppe D’Agostino Giudice rei.
riunito in Camera di Consiglio, ha reso la seguente
nella causa iscritta al n. 37/2017 V.G.
Rosa Mancuso (c.f. MNCRS083P44G377Y), nata a Patti il 4 settembre 1983 e residente in Rocca di Caprileone (Me), via Pirandello n. 1, rappresentata e difesa dall’Aw. Rosanna Campisi ed elettivamente domiciliata in Sant’Agata di Militello (Me), via Respighi n. 2 presso lo studio dell’Aw. Giuseppe Mancuso,
Giuseppe Mancuso, nato a Sant’Agata di Militello (Me), il 4 gennaio
con l’intervento del Pubblico Ministero
avente per oggetto: ricorso per dichiarazione di morte presunta.
Con ricorso depositato il 20 gennaio 2017 Rosa Mancuso nata a PattiMe) il 4 settembre 1983 chiedeva che venisse dichiarata la morte presunta del padre Giuseppe Mancuso, nato a Sant’Agata di Militello il 4 gennaio 1958, il quale era scomparso dal giorno 28 dicembre 2014, data del naufragio del traghetto Norman Atlantic sul quale era salito a bordo, senza più dare alcuna notizia di sé.
Con provvedimento del 28 maggio 2018 il Giudice delegato disponeva, a norma dell’art. 727 c.p.c., la pubblicazione della suddetta domanda, ordinando, che questa fosse inserita per estratto, due volte consecutive a distanza di dieci giorni, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica ed in due giornali, con invito a chiunque avesse notizie dello scomparso di farle pervenire al Tribunale entro sei mesi dall’ultima pubblicazione. Decorso tale termine, i ricorrenti depositavano la documentazione attestante l’avvenuta pubblicazione e il Giudice Delegato fissava, quindi, con decreto, ai sensi dell’art. 728 c.p.c., l’udienza di comparizione dell’istante e di tutte le altre persone indicate nell’art. 726 c.p.c.. All’udienza del 23 aprile 2019 il Giudice Delegato rimetteva la causa al collegio per la decisione.
Ritiene questo Tribunale che, sulla base degli elementi di conoscenza acquisiti attraverso la documentazione prodotta e le dichiarazioni dei prossimi congiunti dell’interessato, la domanda va accolta. Risulta, infatti, dalle dichiarazioni dei familiari che le ultime notizie di Giuseppe Mancuso, nato a Sant’Agata di Militello il 4 gennaio 1958 risalgono al 28 dicembre 2014, data del naufragio del traghetto Norman Atlantic sul quale era salito a bordo.
Tale circostanza trova riscontro anche nelle risultanze del procedimento penale nel quale Giuseppe Mancuso figura tra le persone dichiarate disperse in occasione del naufragio del Norman Atlantic.
Ciò premesso, ritiene il Collegio che ricorrano i presupposti per dichiarare la morte presunta di Giuseppe Mancuso, nato a Sant’Agata di Militello (Me), il 4 gennaio 1958 ai sensi dell’art. 60, comma 1 n. 3 c.c. Secondo l’interpretazione più accreditata, infatti, il termine infortunio va assunto nel significato più ampio, comprensivo di tutti i fatti accidentali o no, quali un incendio, un naufragio, un’esplosione, come pure calamità naturali, quali alluvioni, inondazioni o terremoti.
Alla luce delle superiori considerazioni, e tenuto conto che sono passati più di due anni dall’ultima notizia dello scomparso (cfr. art. 60, comma 1 n. 3 c.c.) si deve, pertanto, dichiarare la morte presunta di Giuseppe Mancuso, nato a Sant’Agata di Militello il 4 gennaio 1958. La dichiarazione di morte presunta va fatta risalire al 28 dicembre 2014, data della scomparsa dell’interessato, secondo quanto previsto dall’art. 61 c.c. Ai sensi dell’art. 729 c.p.c., va disposta la pubblicazione della presente sentenza, mediante inserzione per estratto, a cura di qualsiasi interessato, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e in due giornali a scelta dei ricorrenti.
Il Tribunale di Patti così provvede:
dichiara la morte presunta in data 28 dicembre 2014 di Giuseppe Mancuso, nato a Sant’Agata di Militello (Me), il 4 gennaio 1958; dispone la pubblicazione della presente sentenza, mediante inserzione per estratto, a cura di qualsiasi interessato, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e sul sito internet del Ministero della Giustizia, a cura dei ricorrenti o di qualsiasi altro interessato.
Così deciso in Patti, nella Camera di Consiglio del 29 aprile 2019.
Il Giudice rei.
N. RG VG 576/2018
In linea fino al 29 giungo 2019
dott. V M Bevilacqua Presidente rel.
dott. R Mastropietro Giudice
dott. A A Balzani Giudice
nella causa iscritta al n. r.g. 576/2018 promossa da:
SORBA CARLA (CF SRBCRL54A50L219I), nata a Torino – il 10/01/1954 rappresentata e difesa, congiuntamente e disgiuntamente, dall’avvocato Antonella Pracca (c.f. PRCNNL73T55L219D – pec antonellapracca@pec.ordineavvocatitorino.it ) e dall’avvocato Gian Luca De Ruvo (c.f. DRVGLC67R15L219Y – pec gianlucaderuvo@pec.ordineavvocatitorino.it )e presso lo studio di questi ultimi elettivamente domiciliata
per la dichiarazione della morte presunta di
Longo Stefano (C.F. LNGSFN50T26L219C), nato a Torino - il 26/12/1950
Con l’intervento del Pubblico Ministero nella persona del Procuratore della Repubblica Giuseppe Ferrando
Per i ricorrenti:
Come da ricorso depositato il 1.3.2018
In data 1.4.2019 il P.M. ha concluso per l’accoglimento del ricorso
Con ricorso depositato il 1.3.2018 la signora Sorba Carla indicava di essere moglie del signor Longo Stefano (C.F. LNGSFN50T26L219C), nato a Torino - il 26/12/1950, a seguito di matrimonio contratto in Casale Monferrato (TO) in data 11/05/1974; dal matrimonio è nata una figlia, Longo Daniela, nata a Torino – il 15/01/1975;
in data 09/01/2008 il sig. Stefano Longo si allontanava dalla sua residenza in Gassino Torinese, via San Giovanni Bosco n. 5, senza farvi ad oggi ritorno;
la signora Sorba Carla in data 10/01/08 denunciava la scomparsa del marito recandosi alla Stazione dei Carabinieri di Castiglione Torinese,
Su istanza della signora Sorba, numerose ricerche sono state inutilmente condotte nei mesi successivi alla scomparsa del signor Longo da parte dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri e della Protezione Civile al fine di cercare e trovare il sig. Stefano Longo;
la ricorrente non ha più avuto alcuna notizia del marito a far data dal 9/01/2008, giorno della scomparsa del signor Longo Stefano;
A seguito della scomparsa del signor Longo, si rendeva necessaria, ex art. 48 c.c., la nomina di un curatore speciale che rappresentasse il signor Longo nell’espletamento di incombenti quali la formazione di un inventario, il pagamento delle spese, delle utenze e della manutenzione ordinaria della casa coniugale; con decreto del 11.07.08, depositato in data 15.07.08, il Tribunale di Torino nominava Bonafede Filippo quale Curatore Speciale dello scomparso Longo Stefano,
Non essendovi prove successive dell’esistenza in vita del signor Longo Stefano e decorso il termine minimo richiesto dal legislatore, ex art. 49 c.c., la ricorrente chiedeva la dichiarazione di assenza del signor Longo Stefano;
Il Tribunale di Torino, sezione VII civile, nel procedimento recante rg n. 1925/12 VG, con sentenza n. 33/12 del 20.06.2012, depositata il 27.6.2012, dichiarava l’assenza del signor Longo Stefano con il seguente dispositivo “Visti gli artt. 49 e ss. c.c., 722 e ss. c.p.c. dichiara l’assenza di LONGO STEFANO (in atto di nascita già ZUGI STEFANO, poi adottato con decreto C. Appello di Torino del 13.3.1965), n. a Torino il 26.12.1950, alla data del 9.1.2008. Così deciso in Torino nella camera di consiglio del 20.6.2012”.
La sentenza veniva notificata in data 9.10.2012 e ricevuta in data 10.10.2012 dalla signora Longo Daniela e non veniva impugnata; la sentenza veniva pubblicata sulla G.U., parte seconda, numero 123, del 18.10.2012 a pagina n. 29 e sul sito del Ministero della Giustizia dal 20.11.2012 al 4.12.2012; copia della G.U., su cui è stata pubblicata la sentenza, è stata depositata in cancelleria, che ha provveduto alle annotazioni di legge sull’originale della sentenza;
La sentenza è passata in giudicato in data 14.02.2013 ed è divenuta esecutiva;
L’Esponente, successivamente al deposito del ricorso veniva immessa temporaneamente nei beni dell’assente;
i successori legittimi del signor Longo Stefano sono l’odierna ricorrente e la figlia;
non esiste alcun procuratore o rappresentante legale dello scomparso, né persona che sarebbe gravata da obbligazioni o perderebbe diritti per effetto della morte dello stesso;
sono trascorsi più di dieci anni dall'ultima notizia;
Preliminarmente si osserva che sussiste in capo alla ricorrente la legittimazione ad agire (trattandosi di “coloro che sarebbero eredi … legittimi” dell’assente e che il Giudice adito è territorialmente competente (perché l’ultima residenza di costui era in Gassino T.se ). Inoltre sono state espletate tutte le formalità previste dall’art. 727 c.p.c.
sono osservate le procedure di rito
Venendo al merito, la domanda della ricorrente è fondata.
Dalla documentazione versata in atti si evince che Longo Stefano, all’epoca di salute compromessa, dedito all’abuso di bevande alcoliche ed in stato di depressione, che lo aveva portato alla dichiarazione della sua volontà di sparire un giorno o l’altro, si allontanava dalla sua residenza in Gassino Torinese, via San Giovanni Bosco n. 5, senza farvi ad oggi ritorno.
A nulla portavano le ricerche disposte dalla PG. La ricorrente i udienze ha dichiarato di non avere piu’ avuto notizie del marito
Nella predetta situazione non esiste solo allontanamento volontario e la successiva mancanza di notizie, risultando estremamente probabile l’avvenuto decesso, tenendo conto delle circostanze in cui è avvenuta la scomparsa e dei fatti emersi successivamente, relativamente allo stato di salute psico-fisica dell’uomo e le sue dichiarazioni di intenti.
Sussistono, dunque, i presupposti per dichiarare la morte presunta come richiesto dalla ricorrente
La data della morte presunta va individuata nel 09/01/2008 giorno dell’allontanamento volontario,
Stanti le caratteristiche del presente giudizio, che di fatto non ha assunto carattere contenzioso, va dichiarata la non ripetibilità delle spese sostenute dai ricorrenti.
Il Tribunale Ordinario di Ivrea
Il Tribunale, disattesa ogni contraria istanza, eccezione e deduzione:
Dichiara la morte presunta - ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 726 cpc e 58 c.c- del signor LONGO STEFANO (in atto di nascita già ZUGI STEFANO, poi adottato con decreto C. Appello di Torino del 13.3.1965) nato a Torino il 26.12.1950.
Spese non ripetibili;
Ordina l’inserzione per estratto della presente sentenza nella Gazzetta Ufficiale a cura dei ricorrenti, nonché la sua pubblicazione sul sito internet del Ministero della Giustizia per 30 giorni con decorrenza dal 30/5/2019 a cura della Cancelleria;
Manda alla Cancelleria per la comunicazione della presente sentenza all’Ufficiale dello stato civile competente per le annotazioni di legge.
Così deciso in Ivrea nella camera di consiglio del 20/3/2019
RG n. 129/2018
Repert. n. 548/2019
in linea fino al 3 luglio 2019
Il Tribunale di Alessandria, sezione civile, nelle persone dei magistrati:
Dott. Caterina Santinello PRESIDENTE
Dott. Giuseppe Bersani GIUDICE
Dott. Francesca Ballesi GIUDICE rel./est. ha pronunciato, dopo rituale delibera, la seguente
nella causa n. 129/18 V.G., avente ad oggetto dichiarazione di assenza, promossa
Persavalli Letizia, quale amministratore di sostegno di Persavalli Giancarlo, nata a Muscoline (BS) il 29.9.1949, rappresentata e difesa dall’Avv. Marino Macola
Persavalli Giancarlo, nato a Muscoline (BS) l’11.4.1951
INTERVENUTO PER LEGGE
Posta in decisione all’udienza dell’8.2.2019 sulle seguenti conclusioni della ricorrente: “Voglia l'On. Tribunale di Alessandria, In via definitiva, espletata ogni attività istruttoria ritenuta all’uopo opportuna e necessaria, dichiarare l’assenza di Giancarlo Persavalli”.
Con ricorso depositato il 7.3.2018 Letizia Persavalli, in qualità di sorella ed amministratore di sostegno di Giancarlo Persavalli, ha chiesto che venisse dichiarata l’assenza di quest’ultimo, non avendo più sue notizie dal 18.7.2012, giorno in cui l’interessato si era allontanato dalla RSA Casa Mia Rosbella di Nizza Monferrato, ove si trovava, non essendo neppure riuscita a reperire informazioni a seguito della denuncia presentata lo stesso giorno dalla direttrice della struttura e nonostante la stessa ricorrente avesse incaricato
delle ricerche l’agenzia investigativa Carpe Diem.
Eseguite le notifiche e le pubblicità di cui all’art. 723 c.p.c., sono state assunte sommarie informazioni dai prossimi congiunti di Giancarlo Persavalli e dalla direttrice pro-tempore, della struttura Casa Mia Rosbella ed il giudizio è stato trattenuto in decisione all’udienza dell’8.2.2019, previa rinuncia della ricorrente al termine ex art. 190 c.p.c.
La domanda merita accoglimento.
Deve ricordarsi che, ai sensi dell’art. 49 c.c., l’assenza è una situazione di diritto che unisce al sostrato materiale della mancanza di notizie oltre il biennio l’elemento formale della sentenza che la dichiara. Con detto istituto si cerca di attuare un equo contemperamento tra l’interesse dell’assente alla conservazione del patrimonio e l’interesse dei presunti successibili e dei terzi titolari di posizioni dipendenti dalla morte dello stesso ad ottenere immediatamente l’esercizio provvisorio dei diritti loro spettanti.
Nel caso di specie l’istruttoria svolta ha confermato quanto dedotto dalla ricorrente ADS di Giancarlo Persavalli.
Infatti anche l’altro fratello dell’interessato, Ivano Persavalli, sentito all’udienza del 26.4.2018, ha dichiarato: “l’ultima notizia che ho avuto di mio fratello risale al 2012 quando mi telefonò mia sorella per dirmi che Giancarlo era scomparso; fino al 2012 mio fratello era nella casa di cura di Nizza Monferrato ed andavo a trovarlo circa una volta al mese”.
Parimenti significative sono state le dichiarazioni rese all’udienza dell’8.2.2019 da Damosso Elisa, la quale aveva ricoperto l’incarico di direttrice della RSA Casa Mia Rosbella di Nizza Monferrato all’epoca della scomparsa del Persavalli e precisamente da maggio 2012 ad ottobre dello stesso anno.
La sig.ra Damosso, infatti, ha riferito: “Mi ricordo che il 18 luglio del 2012 le OSS del reparto ove si trovava il Persavalli mi hanno avvisato che lui non si trovava più nella sua stanza; mi ricordo di quel giorno perché cadeva il mio compleanno e preciso che il sig. Persavalli si trovava in un reparto più protetto della struttura. All’inizio abbiamo cominciato a cercare il Persavalli all’interno e fuori dalla struttura e poi abbiamo allertato i Carabinieri di Nizza Monf. To che sono subito arrivati nella casa di riposo. Dopo quella giornata del 18 luglio non abbiamo più avuto notizie di dove fosse Giancarlo Persavalli. Non abbiamo mai avuto idea di dove potesse essere andato il Persavalli; so che però in passato si era allontanato anche da un’altra struttura del nostro gruppo e poi era stato ritrovato”.
Deve altresì essere messo in evidenza che la ricorrente, quale ADS del fratello, già nel rendiconto relativo al periodo settembre 2012- settembre 2013, depositato nella procedura di amministrazione di sostegno iscritta al
n. 367/2011 VG, aveva reso nota la circostanza della scomparsa dell’amministrato, confermando, anche nei rendiconti degli anni successivi, di non avere avuto più alcuna notizia di lui; ella, inoltre, oltre ad essersi recata presso la Prefettura di Asti per consegnare un campione del suo DNA da confrontare con quello di eventuali persone rinvenute in ospedali o cimiteri del posto, senza mai essere stata contattata, aveva anche incaricato l’agenzia investigativa Carpe Diem, la quale pure non era riuscita ad acquisire alcuna notizia sul fratello.
Alla luce di quanto sopra vi sono elementi per dichiarare l’assenza di Giancarlo Persavalli, nato a Muscoline (BS) l’11.4.1951.
Nulla sulle spese di lite.
Ai sensi dell’art. 729 c.p.c. la presente sentenza, a cura degli interessati, deve essere inserita, per estratto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicata sul sito internet del Ministero della Giustizia.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando nel giudizio iscritto al n. 129/2018 VG promosso da Letizia Persavalli, con l’intervento del P.M.;
ogni altra istanza rigettata;
dichiara l’assenza di Giancarlo Persavalli, nato a Muscoline (BS) l’11.4.1951;
Alessandria, così deciso nella camera di consiglio del 27.2.2019
Francesca Ballesi
N. 2195/2014 V.G.
sent. N. 15/2014
in linea fino al 19 settembre 2019
Il Tribunale di Messina, con sentenza n. 15/2019 del 18/12/2014, ha dichiarato l’assenza di Kweder Abdullatif, nato a Mouaddamiek (Siria) il 17/05/1943.
Manuela Naborre
N. Sent. 9/2018
RG n. 917/2017
in linea fino al 20 settembre 2019
Il Tribunale di Napoli - Sezione Tredicesima - così composto:
Dott. Carlo GAGLIARDI Presidente rel.
Dott.ssa Silvana SICA Giudice
Dott. Stefano CELENTANO Giudice
riunito in camera di consiglio,
nella causa civile iscritta al n°917/2017 del ruolo generale degli affari non contenziosi, avente ad oggetto: ricorso per la dichiarazione di morte presunta di GARGANO Camillo, nato a Ferrara il 30 gennaio 1942, proposto da
GARGANO Carlo, rappresentato e difeso dagli avv.ti Carmine e Fortunato Masucci
INTERVENTORE EX LEGE
CONCLUSIONI: Come da ricorso e verbali in atti.
Con ricorso depositato il giorno 13 febbraio 2017, Carlo Gargano esponeva che il fratello Camillo Gargano, nato a Ferrara il 30 gennaio 1942, la cui ultima residenza conosciuta era stata quella di Napoli, alla piazza S. Maria degli Angeli a Pizzofalcone n°2, si era allontanato dall’Italia nel 1985 per ignota destinazione, che, da allora, non aveva dato più notizie di sé e nulla si era più saputo di lui. Premesso di essere l’unico “erede e successore legittimo” dello scomparso e che non esistevano altre persone che, per effetto della morte dello scomparso, avrebbero potuto “perdere diritti o essere gravate da obbligazioni”, aggiungeva che, su sua domanda, il Tribunale di Napoli, con sentenza del 26 luglio 1999, aveva dichiarato l’assenza del fratello, autorizzandolo ad immettersi nel possesso temporaneo dei suoi beni; evidenziava che, successivamente, era stato redatto l’inventario dei beni ed egli, versata la cauzione di 55.000 euro, era stato immesso nel possesso giuridico dei beni dell’assente. Avendone interesse per il fatto di essere l’unico erede dell’assente, ricorreva al tribunale per sentir dichiarare la morte presunta di Camillo Gargano ed essere autorizzato a disporre liberamente dell’importo da lui versato a titolo di cauzione.
A seguito del ricorso del 20/10/2011l Presidente del Tribunale emetteva il decreto di cui all’articolo 727 cpc, a seguito del quale parte ricorrente provvedeva, entro il termine fissato, alle formalità prescritte.
Con successivo ricorso il ricorrente, premesso che erano state regolarmente adempiute le forme di pubblicità prescritte ed era decorso il termine di sei mesi dal compimento delle medesime, chiedevano fissarsi l’udienza di comparizione.
All’udienza del 21 marzo 2018, sentito il ricorrente, la causa veniva rimessa al Collegio per la decisione.
Parte ricorrente ha puntualmente fatto eseguire le pubblicazioni previste dall’articolo 727 cpc, sia sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, sia sui quotidiani Il Mattino di Napoli e Corriere della Sera, senza che alcuno abbia fatto pervenire notizie dello scomparso.
All’udienza del 21 marzo 2018, poi, il ricorrente ha dichiarato che il fratello scomparve, improvvisamente, nel 1985, e che da allora la famiglia non aveva avuto più alcuna notizia di lui. Ha aggiunto che il fratello era subentrato al padre nella conduzione di una azienda di strumenti per le analisi cliniche (di cui era divenuto esclusivo titolare, a seguito della sua rinunzia), che si era reso responsabile, però, di alcune truffe, ed era stato condannato per il reato di bancarotta fraudolenta, soffrendo anche un periodo di carcerazione preventiva. Ha precisato che il fratello aveva una compagna, anche lei ignara della sorte di lui, che nessuna denunzia era stata presentata, né da lui, né dalla madre, in forza del convincimento che l’allontanamento era stato volontario, sottolineando, però, che il lungo tempo trascorso e l’assenza di qualsiasi ragionevole impedimento a dare notizia di sé rendevano plausibile che egli fosse deceduto.
Sulla base dell’istruttoria espletata, ritiene, pertanto, il Tribunale, che la scomparsa, ormai ultratrentennale, del Gargano Camillo, anche in considerazione dell’esito delle disposte pubblicazioni, integri gli estremi necessari per farsi luogo alla dichiarazione di morte presunta, ai sensi dell’articolo 60 cc, alla data della primavera del 1985 (epoca alla quale risalgono le ultime notizie della sua esistenza in vita).
Gli effetti di cui all’articolo 63 cc si produrranno nel momento in cui la sentenza sarà divenuta eseguibile, secondo la previsione contenuta nell’articolo 730 cpc.
Devono essere eseguite le formalità di cui agli articoli 729 (con le modifiche di cui al decreto legge 98/2011, convertito in legge n°111 del 2011) e 731 cpc.
Il Tribunale, definitivamente pronunziando, così provvede:
dichiara la morte presunta di Camillo Gargano, nato a Ferrara il 30 gennaio 1942, con ultima residenza conosciuta alla piazza S. Maria degli Angeli a Pizzofalcone n°2, Napoli;
ordina che la presente sentenza sia inserita, a cura del ricorrente, per estratto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e pubblicata nel sito Internet del Ministero della Giustizia per la durata di mesi sei, con onere di depositare in Cancelleria copia delle pubblicazioni predette, per l’annotazione sull’originale della sentenza a norma dell’articolo 729 cpc.
dispone comunicarsi la presente sentenza, a cura della Cancelleria, all’Ufficiale di Stato civile del Comune di Napoli,.
Così deciso in Napoli in camera di consiglio il giorno 11 aprile 2018
Sent. n. 11/2018
N. 643/2018 R.G.V.G.
N. 5273/2018 Rep.
in linea fino all'11 settembre 2019
il collegio nella seguente composizione:
dott. Marina Caparelli Presidente
dott. Stefania Caparello Giudice relatore
dott. Giovanni Genovese Giudice
nella causa n. 643/2018 tra le parti:
VANIA GIURIATO, cf GRTVNA74R58L840T
- difesa: avv. GONZATO SILVIA, cf GNZSLV65P69L157V
- domicilio: presso il difensore
ROBERTA GIURIATO, cf
- difesa: avv. GOBBATO ALDO, cf GBBLDA42E31G587X
SILVIA GIURIATO, cf
OGGETTO: Dichiarazione di assenza o di morte presunta (COLLEGIO)
CONCLUSIONI DEL RICORRENTE: chiede che il Tribunale di Vicenza, ex art. 49 c.c., 722 c.p.c. e 190 disp. att. c.p.c., dichiari l’assenza della propria madre sig.ra ROSSATO ROSANNA, nata a Torri di Quartesolo (VI) il 25.8.1940 e residente a Vicenza (VI) in via Cricoli n. 32 / D c.f. RSS RNN 40M65 L297U.
CONCLUSIONI DEL CONVENUTO Roberta Gobbato: aderisce alla istanza depositata dalla sorella, Giuriato Vania, dal momento che corrisponde al vero quanto esposto in ricorso e che, quindi, sussistono le condizioni per la dichiarazione di assenza della madre.
CONCLUSIONI DEL PUBBLICO MINISTERO: Il P.M. conclude chiedendo l’accoglimento del ricorso
Con ricorso del 15/2/18 la sig.ra Giuriato Vania ha esposto che la propria madre, sig.ra Rossato Rosanna, nata a Torri di Quartesolo (VI) il 25.8.1940, c.f. RSS RNN 40M65 L297U aveva partecipato, nel periodo 3.1.2015- 8.11.2015 ad una crociera organizzata dalla MSC Crociere; che dopo il rientro della nave nel porto di Genova, in data 8.11.2015, la sig.ra Rossato non si era presentata all’incontro fissato con il gruppo di cui faceva parte per il rientro in pullman a Vicenza; che la Polizia di Stato - Ufficio di Polizia di Frontiera presso gli Scali Marittimo ed Aereo di Genova, aveva dato prontamente avvio alle ricerche; che dagli accertamenti svolti era risultato che la sig.ra Rossato aveva effettuato l’ultimo accesso presso la propria cabina nella serata del 7.11.2015; che la mattina successiva il personale di camera aveva riscontrato il letto sfatto e la mancanza del bagaglio che veniva poi rintracciato, chiuso, al Terminal Crociere.
La ricorrente ha, inoltre, riferito che dall’esame delle immagini video riprese dalle telecamere della nave, acquisite dalla Polizia di Stato, risulta che tra le 22,45 e le 22,48 della serata del 7.11.2016 una persona di sesso femminile si era spostata più volte sul Ponte 6 denominato “Otello” e si era affacciata dal parapetto; alle 22,50, sul lato destro della nave, all’estremità del campo visivo della telecamera situata in corrispondenza della fine del Ponte 6 Otello, c’era stato un anomalo spruzzo sulla superficie dell’acqua causato dalla caduta in mare di un corpo o di un oggetto, poi sparito tra i flutti. La donna in questione ripresa dalle telecamere era stata riconosciuta dalla figlia nella persona della madre Rossato Rosanna.
Dal giorno della scomparsa né la ricorrente né le altre figlie della sig.ra Rossato, sig.re Giuriato Silvia e Giuriato Roberta, nè il compagno, sig. Carella Davide Pietro, né altri parenti avevano più avuto notizia della sig.ra Rossato Rosanna.
Con provvedimento del 19.7.2016 la sig.ra Giuriato Vania era stata nominata dal Tribunale di Vicenza curatore speciale della madre.
Essendo trascorsi oltre due anni dal giorno a cui risale l’ultima notizia della sig.ra Rossato, la ricorrente ha chiesto dichiararsi l’assenza della madre.
Si è costituita Roberta Giuriato, aderendo alle richieste della ricorrente.
All’udienza del 13/6/18 si è presentata personalmente anche Silvia Giuriato e si è proceduto a interrogare le parti.
La causa è stata, dunque, rimessa al Collegio per la decisione, previa acquisizione del parere del P.M., che concludeva per l’accoglimento del ricorso.
Così riepilogati in sintesi l’iter procedimentale e le prospettazioni delle parti, rileva il Collegio che dalle affermazioni contenute nel ricorso introduttivo e negli atti dimessi, nonché dalle informazioni desumibili in sede di interrogatorio delle parti, risulta che, nonostante le ricerche effettuate, nulla è stato accertato sull’attuale sorte di Rossato Rosanna.
In particolare, è emerso che all’epoca della sua scomparsa, avvenuta nel mese di novembre 2015, la sig.ra Rossato Rossana presentava gravi problemi di salute (neoplasia che si stava avviando alla fase terminale e che coinvolgeva la tiroide, i polmoni e l’utero).
La sig.ra Giuriato Vania, che tra le figlie è stata quella più vicina alla madre, ha riferito che la madre, a causa delle problematiche di salute sopra indicate, aveva avuto diversi ricoveri per principio di soffocamento.
La stessa ha, poi, dichiarato di aver rinvenuto nella casa della madre tre biglietti d’addio.
In questa situazione, quindi, ricorrono i presupposti di legge per la dichiarazione di assenza, essendo trascorsi oltre due anni dal giorno a cui risale l’ultima notizia dell’assente (7/11/15).
Il Tribunale di Vicenza, in accoglimento del ricorso depositato da Giuriato Vania
l’ASSENZA di Rossato Rosanna, nata a Torri di Quartesolo (VI) il 25.8.1940, c.f. RSS RNN 40M65 L297U come avvenuta il 7/11/15 , giorno a cui risale l’ultima notizia della stessa;
la pubblicazione della presente sentenza, per estratto, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica e sul sito internet del Ministero della Giustizia e la successiva annotazione delle stesse copie sull’originale della sentenza, ai sensi dell’art. 729 c.p.c.
Così deciso in Vicenza, nella camera di consiglio della Seconda Sezione Civile, il 13 NOVEMBRE 2018.
Stefania Caparello
Sentenza N° 11/2018
Pubblicata il 05.12.2018
Sent. n. 1/2018
RG n. 398/2016
Repert. n. 153/2018
in linea fino al 15 agosto 2019
riunito in camera di consiglio e composto dai signori Magistrati:
- Dott.ssa Maria Teresa Gentile Presidente
- Dott.ssa Anna Maria Nesci Giudice est.
- Dott.ssa Rosa Maria Bova Giudice
Sulla domanda per dichiarazione di assenza di Raccosta Francesco, nato a Oppido mamertina il 27.9.1982, iscritta al n° 398/16 R.G.V.G. promossa da:
Giuseppina Mazzagatti, rappresentata e difesa dall’Avv. Giuseppe Milicia, in virtù di procura in atti;
Con l’intervento del P.M.
Dichiara l’assenza di Raccosta Francesco, nato ad Oppido Mamertina il 27.9.1982;
Dispone che la ricorrente provveda a inserire la presente sentenza, per estratto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicarla nel sito internet del Ministero della giustizia. Copia della Gazzetta Ufficiale sarà poi depositata nella cancelleria di questo Tribunale per l'annotazione sull'originale.
Manda alla Cancelleria, dopo il deposito di cui al capo precedente, per l’annotazione sull’originale della sentenza e, dopo il suo passaggio in giudicato, per la comunicazione all’Ufficiale dello Stato civile del Comune di Oppido Mamertina.
Così deciso in Palmi nella camera di consiglio del giorno 11 gennaio 2018
Anna Maria Nesci
Sent. n. 123/2019
RG n. 411/2018
Repert. n. 329/2019
N. 411/2018 V.G.
in linea fino al 31 luglio 2019
dott. Ernesto D’Amico presidente
dott. Stefania Abbate giudice
dott. Francesco Bartolotti rel./est. giudice
nella causa civile iscritta al n. r.g. 411/2018, promossa da:
MICHELA TESSARI (C.F. TSSMHL71P49H783N), nata a San Bonifacio (VR), in data 09/09/1971, rappresentata e difesa dall’avv. Laura CRISTANI in virtù di mandato posto a margine del ricorso ed elettivamente domiciliata presso il suo studio in San Bonifacio (VR), C.so Venezia n. 29;
per la dichiarazione di morte presunta di
ELISA BERGAMASCO (C.F. BRGLSE39A41D193V) nata a Veronella (VR) in data 01.01.1939, ultimo domicilio Albaredo d’Adige (VR) via Valle n. 3.
e con l’intervento ex lege del
In punto a: dichiarazione morte presunta ex art. 58 c.c. e artt. 721 e ss. c.p.c.
Conclusioni per la parte ricorrente
Insiste nella domanda di dichiarazione di morte presunta.
Conclusioni per il Pubblico Ministero
Nulla oppone.
Visto il ricorso depositato in data 01.02.2018 con il quale Michela TESSARI chiedeva la dichiarazione di morte presunta di Elisa BERGAMASCO, nata a Veronella (VR) in data 01.01.1939, ultimo domicilio Albaredo d’Adige (VR) via Valle n. 3;
osservato che Elisa BERGAMASCO risulta scomparsa sin dal 24.12.1983, come emerge dall’atto notorio sottoscritto dal di lei coniuge, Luigi TESSARI (cfr. doc. 4, 5 e 6); la scomparsa non è stata invece dichiarata in via giudiziale;
osservato che dalla relazione redatta dalla Legione Carabinieri Veneto - Stazione di Ronco all’Adige - recante data 03.10.2018 risulta che in seguito alle ricerche svolte dopo l’immediata denuncia di scomparsa presentata da Luigi TESSARI, fu accertato che Elisa BERGAMASCO soffriva di un grave stato di depressione e che la stessa in data 24.12.1983 si era portata verso le sponde del fiume Adige scomparendo; dalla relazione dei Carabinieri emerge che Elisa BERGAMASCO è stata cancellata dall’anagrafe del Comune di Albaredo d’Adige (VR) in cui risiedeva con la famiglia a decorrere dal 1995 per irreperibilità e che dal momento della scomparsa non si sono più avute sue notizie;
visto il decreto in data 19.02.2018 con il quale è stata ordinata l’inserzione della domanda per estratto nella Gazzetta Ufficiale ed in altri due quotidiani (L’Arena di Verona ed il Corriere della Sera ovvero altro giornale a scelta dei ricorrenti), per due volte consecutive a distanza di 10 giorni, con invito a chiunque avesse notizie della scomparsa a farle pervenire al Tribunale entro sei mesi dall’ultima pubblicazione;
visti i giornali prodotti in causa e rilevato che le pubblicazioni sono state eseguite;
ritenuto che sono stati adempiuti i dettami di cui all’art. 727 c.p.c.;
rilevato che dalla data delle pubblicazioni predette non risultano pervenute segnalazioni sull’esistenza in vita di Elisa BERGAMASCO ai sensi dell’art. 727 c.p.c.;
rilevato inoltre che Pubblico Ministero presso il Tribunale di Verona ha concluso per l’accoglimento del ricorso;
ritenuto che il ricorso merita accoglimento, sussistendo tutti i requisiti di cui all’art. 58 c.c. per la dichiarazione di morte presunta, atteso che non si sono più avute notizie di Elisa BERGAMASCO a partire dal giorno 24.12.1983;
osservato che la morte presunta va dichiarata alla mezzanotte del giorno al quale risale l’ultima notizia della scomparsa, ossia il giorno 24.12.1983;
visti gli artt. 58 cc e 728 c.p.c.;
DICHIARA la morte presunta di Elisa BERGAMASCO, nata a Veronella (VR) in data 01.01.1939, ultimo domicilio Albaredo d’Adige (VR) via Valle n. 3, per irreperibilità, con decorrenza dalla mezzanotte del giorno 24.12.1983.
DISPONE che a cura e spese della parte ricorrente la presente sentenza sia inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, nel sito internet del Ministero della Giustizia e nel giornale L’Arena di Verona, ai sensi dell’art. 729 c.p.c.
DISPONE che copia della sentenza, della Gazzetta e del giornale suddetto recanti la pubblicazione dell’estratto sia depositata nella Cancelleria del Tribunale di Verona per l’annotazione sull’originale ex art 729 c.p.c.
MANDA alla Cancelleria di dare comunicazione della presente sentenza all’ufficio di Stato Civile del Comune di Veronella (VR) e del Comune di Albaredo d’Adige (VR), ai sensi dell’art. 731 c.p.c.
Così deciso in Verona, nella Camera di Consiglio del giorno 15.01.2019.
Ernesto D’Amico
N. 2929/2013 Sent.
N. 7851/12 R.C.
N. 9196 Cron.
N. 7230 Rep.
dott. Lara Ghermandi Giudice
dott. Stefania Abbate Giudice rel.
Nel procedimento ex artt. 722 e ss. c.p.c. e 49 c.c., promosso con ricorso depositato il 18.12.2012 da
BINOSI GIANCARLA – C.F. BNSGCR53P41L781I
CONSOLINI TIZIANO – C.F. CNSTZN74H06L781S
CONSOLINI RICCARDO – C.F. CNSRCR87L07L781W
tutti rappresentati e difesi dall’Avv. Emanuela Pasetto, in virtù di delega a margine del ricorso, elett. dom. presso il suo studio in Verona, Via Santa Felicita n. 10
con l’intervento ex lege del
avente ad oggetto: dichiarazione di assenza
Voglia il Tribunale dichiarare l’assenza con sentenza ai sensi degli artt. 49 e seguenti c.c. di GELINDO CONSOLINI, nato a Costermano (VR) il 10.1.1951, già residente in Verona, via Brigata Savoia n.6
Con ricorso depositato il 18.12.2012 Binosi Giancarla, Consolini Tiziano e Consolini Riccardo, rispettivamente moglie e figli di GELINDO CONSOLINI, nato a Costermano (VR) il 10.1.1951, residente in Verona, Via Brigata Savoia n. 6, adivano il Tribunale di Verona, chiedendo di dichiarare l’assenza di quest’ultimo, esponendo:
che non avevano più notizie del sig. Consolini dal 9.12.2008, allorché questi non si era presentato a un appuntamento fissato con un amico;
che sin dal 2003 il sig. Consolini aveva manifestato problemi di dipendenza da alcool e depressione, per i quali aveva anche perso il lavoro;
che, stante l’intollerabilità della convivenza, la moglie, trascorsi i primi due anni, aveva dovuto allontanarsi con i figli dal domicilio coniugale;
che il 9.12.2008 avevano rinvenuto un biglietto presso l’abitazione del sig. Consolini in cui questi manifestava un intento autolesionistico.
All’udienza del 5.6.2013 il Giudice designato, verificata la regolarità del contradditorio alla stregua delle risultanze dello stato di famiglia versato in atti, sentiti i ricorrenti, assumeva informazioni in merito alla scomparsa del sig. Gelindo Consolini per il tramite dei Carabinieri della Stazione di San Massimo.
Ala successiva udienza innanzi al nuovo Giudice designato i ricorrenti precisavano le conclusioni, insistendo per l’accoglimento della domanda.
Venivano in seguito acquisite le conclusioni del P.M.
Orbene, la domanda è fondata.
Risulta all’esame della denuncia sporta dal figlio Consolini Tiziano in data 10.12.2008 presso i Carabinieri della Stazione di Verona San Massimo e dalle informazioni trasmesse dai medesimi Carabinieri il 24.6.2013 che il sig. Gelindo Consolini è scomparso nel dicembre 2008 e che le ricerche, estese a livello nazionale mediante banca dati in uso alle FF.PP., non hanno dato fino ad oggi esito positivo.
Ricorrono quindi i presupposti di cui all’art. 49 c.c. per l’accoglimento della domanda, essendo trascorsi due anni dal giorno in cui il sig. Consolindo non è più comparso nel luogo del suo ultimo domicilio o residenza, senza che si siano avute sue notizie.
Nulla per le spese, in mancanza di opposizione.
in accoglimento della domanda avanzata dai ricorrenti,
dichiara l’assenza di GELINDO CONSOLINI, nato a Costermano (VR) il 10.1.1951;
nulla sulle spese processuali;
ordina l’inserimento per estratto della presente sentenza nella Gazzetta Ufficiale e la pubblicazione sul sito Internet del Ministero della Giustizia;
ordina all’Ufficiale dello Stato civile competente di annotare la presente sentenza in margine all’atto di nascita e di trascriverla in margine all’atto di matrimonio;
Manda alla Cancelleria per le comunicazioni e gli altri incombenti di competenza.
Cos’ deciso in Verona nella camera di consiglio della Prima Sezione civile in data 10.12.2013.
Tribunale c.p. di Verona
(Pasquale Marigliano)
Sent. n. 12/2018
RG n. 2337/2017
Repert. n. 5713/2018
in linea fino al 28 giugno 2019
Il Tribunale Ordinario di Venezia, sezione II civile, composto dai signori magistrati
dott. Roberto Simone Presidente rel.
dott.ssa Silvia Barison Giudice
dott.ssa Ivana Morandin Giudice
nella causa civile promossa con ricorso ex art. 726 c.p.c.
CENTENARO Antonietta, FABBIAN Maurizio e FABBIAN Michele, rappresentati e difesi
dall’avv. Maria Teresa Muffato, presso quest’ultima elettivamente domiciliati per mandato in
calce al ricorso introduttivo,
FABBIAN Francesco,
e con l’intervento nel giudizio del PUBBLICO MINISTERO presso il Tribunale di Venezia,
in punto: dichiarazione di morte presunta.
i ricorrenti hanno dedotto che dall’8.6.1985 Francesco Fabbian, nato a Mirano il 24.2.1963, all’epoca dei fatti iscritto alla facoltà di veterinaria di Bologna, ma residente a Mirano, si è allontanato dalla casa familiare sita in Mirano, via Taglio 33 senza far sapere più nulla di sé;
con decreto del 18.9.2017 il Presidente del Tribunale disponeva l’espletamento delle formalità ex art. 727 c.p.c.;
con istanza del 25.6.2018 i ricorrenti, documentato l’espletamento delle ridette formalità, hanno chiesto la fissazione dell’udienza ex art. 728 c.p.c.;
all’udienza del 17.10.2018 si è proceduto all’audizione dei ricorrenti Maurizio e Michele Fabbian, i quali hanno confermato che dall’epoca della sparizione del fratello Francesco, nonostante le svolte ricerche da parte delle Forze dell’Ordine ed anche a mezzo di una nota trasmissione televisiva versata nello specifico settore, nessuna notizia essi hanno mai avuto del loro congiunto;
l’assenza di notizie perdura da oltre un decennio, il ricorso deve essere accolto provvedendosi ai sensi dell’art. 729 c.p.c., mentre nulla va disposto per le spese data la natura della controversia.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando nella causa in epigrafe riportata, così provvede:
1) dichiara la morte presunta di Francesco Fabbian, nato a Mirano il 24.2.1963 a far data dall’8.6.1985;
2) ordina la pubblicazione per estratto della presente sentenza nella Gazzetta Ufficiale e nel sito internet del Ministero della giustizia.
Sentenza n. 11/2018
RG n. 4954/2017
Repert. n. 5706/2018
VISENTIN Massimo e VISENTIN Andrea, rappresentati e difesi dall’avv. Alberto Teso,
presso quest’ultimo elettivamente domiciliati per mandato il calce al ricorso introduttivo,
VISENTIN Aldo,
e con l’intervento nel giudizio del PUBBLICO MINISTERO presso il Tribunale di
i ricorrenti hanno dedotto che Visentin Aldo, nato a Fossalta di Piave (VE) il 2.4.1928, si è allontanato nel 1987 dalla casa familiare di Fossalta di Piave, piazza IV novembre 25, senza più dare notizie di sé ai figli (oggi ricorrenti) ed alla moglie Antonietta Perissinotto (deceduta il 21.9.2017) e che sin dal 20.10.1991 era stato cancellato dall’anagrafe della popolazione residente
con decreto del 23.12.2017 il Presidente del Tribunale disponeva l’espletamento delle formalità ex art. 727 c.p.c.;
con istanza del 6.9.2018 i ricorrenti, documentato l’espletamento delle ridette formalità, hanno chiesto la fissazione dell’udienza ex art. 728 c.p.c.;
all’udienza dell’8.11.2018 si è proceduto all’audizione dei ricorrenti, i quali hanno confermato che dall’epoca della sparizione del loro congiunto, nonostante le svolte ricerche non hanno alcuna notizia del loro congiunto da oltre trent’anni;
dichiara la morte presunta di Visentin Aldo, nato a Fossalta di Piave (VE) il 2.4.1928 a far data dal 1987;
ordina la pubblicazione per estratto della presente sentenza nella Gazzetta Ufficiale e nel sito del Ministero della giustizia.