Source: http://bundesstrafgericht.ch/it/media/comunicati-stampa/2016.html
Timestamp: 2020-06-07 00:12:19+00:00
Document Index: 48323695

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In prevalenza accolti i reclami contro il decreto di non luogo a procedere emanato dal Ministero pubblico della Confederazione concernente le manipolazioni dei sistemi di rilevamento delle emissioni dei gas di scarico
Con ordinanze del 30 novembre e 6 dicembre 2016, la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale ha parzialmente annullato il decreto di non luogo a procedere emanato dal Ministero pubblico della Confederazione e invitato quest’ultimo ad avviare un procedimento penale nei confronti di Volkswagen AG, AMAG Automobil- und Motoren AG (“AMAG”) e gli organi responsabili nonché gli impiegati di AMAG per titolo di truffa e ulteriori eventuali reati.
Nel mese di settembre 2015, attraverso i media, sono stati resi pubblici i fatti legati alle manipolazioni dei valori dei gas di scarico delle automobili del gruppo Volkswagen. A seguito di ciò, tra ottobre 2015 e la fine di marzo 2016 sono state presentate al Ministero pubblico della Confederazione e a diverse procure cantonali circa 2'000 denunce penali contro Volkswagen AG a Wolfsburg (Germania) e i suoi organi così come contro AMAG e i suoi organi per titolo di truffa e concorrenza sleale. Le denunce sono state trattate sin dall’inizio dal Ministero pubblico della Confederazione.
Con decreto di non luogo a procedere del 26 risp. 27 maggio 2016, il Ministero pubblico della Confederazione ha deciso che contro le persone denunciate non sarebbe stato aperto alcun procedimento penale. Per quanto riguarda le accuse penali indirizzate a Volkswagen AG e ai suoi organi in Germania, il Ministero pubblico della Confederazione ha motivato la sua decisione affermando che la Procura di Braunschweig già stava perseguendo in Germania i presunti autori dei reati in questione e che le autorità tedesche hanno confermato l’assunzione del perseguimento penale. Per questo motivo, esso ha rinunciato al perseguimento penale in Svizzera contro Volkswagen AG e i suoi organi responsabili. Per quanto attiene alle accuse penali contro AMAG e i suoi organi responsabili, il Ministero pubblico della Confederazione, ritenendo che non vi fossero elementi concreti atti a sostanziare sufficienti indizi di reato, ha deciso di non aprire un procedimento penale.
Nella misura in cui il non luogo a procedere concerne gli organi di Volkswagen AG in qualità di persone fisiche, i reclami interposti dagli accusatori privati sono stati respinti. Contro di esse, quando il Ministero pubblico della Confederazione ha valutato se aprire un procedimento penale, la Procura di Braunschweig già conduceva una procedura investigativa. Con riferimento a Volkswagen AG, la Corte dei reclami penali ha invece accolto i reclami, dato che l’ordinamento giuridico tedesco non prevede un diritto penale dell’impresa equivalente a quello del Codice penale svizzero. Secondo il diritto svizzero, la responsabilità penale di Volkswagen AG sarebbe sussidiaria rispetto ad un’eventuale punizione dell’organo. Nel procedimento penale germanico la possibilità di far valere pretese civili nei confronti di Volkswagen AG è esclusa. Di conseguenza gli accusatori privati hanno legittimamente contestato la delega del procedimento all’estero. La Corte dei reclami penali ha pure accolto i reclami legati alle accuse rivolte ad AMAG e ai suoi organi. Tra AMAG e Volkswagen AG vi sono stretti e decennali legami d’affari. Per ciò, non si può escludere con certezza che organi o singoli impiegati di AMAG siano stati messi al corrente dal partner contrattuale germanico dei sistemi di rilevamento delle emissioni dei gas di scarico manipolati, prima che tutto ciò fosse reso pubblico nel settembre 2015 tramite i media e che AMAG abbia sottaciuto, direttamente o attraverso il suo (ignaro) partner contrattuale, tale aspetto agli acquirenti delle automobili. Secondo il Tribunale, il Ministero pubblico della Confederazione avrebbe dovuto effettuare delle indagini per chiarire tale questione. Solo in caso di non punibilità manifesta è possibile rinunciare all’apertura di un’inchiesta penale. In caso di dubbio, il pubblico ministero deve aprire un’inchiesta penale.
La decisione è cresciuta in giudicato.
Ministero pubblico della Confederazione e accusatori privati contro Dieter Behring
Il 30 settembre 2016, con la pronuncia e la motivazione orale della sentenza, si è concluso dinanzi al Tribunale penale federale il dibattimento concernente la causa penale che ha opposto il Ministero pubblico della Confederazione e gli accusatori privati a Dieter Behring (SK.2015.44). Quest’ultimo è stato condannato per truffa per mestiere, commessa tra il 1° ottobre 2001 e l’autunno 2004, ad una pena privativa della libertà di cinque anni e mezzo. Nei confronti dello stesso è stata ordinata la confisca dei valori patrimoniali sequestrati nonché un risarcimento equivalente di 100 milioni di franchi a favore della Confederazione. La decisione sulle pretese civili degli accusatori privati sarà emanata, in forma scritta, in un secondo tempo. La comunicazione della stessa è prevista contemporaneamente a quella della motivazione scritta della sentenza.
La sentenza non è al momento cresciuta in giudicato. Il Tribunale motiverà la sentenza per iscritto nei prossimi mesi. Un’eventuale impugnazione della sentenza sarà possibile solamente quando vi sarà la sua motivazione scritta (presumibilmente nel primo trimestre 2017). Il Tribunale rinuncia quindi a spedire il dispositivo della sentenza pronunciata oralmente il 30 settembre 2016 agli accusatori privati e ai terzi aggravati assenti. Agli stessi verrà comunicata, non appena disponibile, la sentenza completa motivata con una descrizione dettagliata dei rimedi di diritto.
Sugli assegnamenti dei valori patrimoniali confiscati destinati agli accusatori privati ai quali verrà riconosciuto un indennizzo potrà essere statuito soltanto quando la sentenza sarà cresciuta in giudicato. In quel momento il Tribunale informerà gli accusatori privati sul prosieguo.
Comunicazione del Tribunale concernente i reclami interposti dinanzi alla Corte dei reclami penali (lingua e costi della procedura in caso di ricorsi di massa)
La legge prevede che i procedimenti su reclamo sono condotti nella lingua della decisione impugnata. Tutta la corrispondenza inviata dal Tribunale e tutte le decisioni procedurali o finali sono emanate nella sola lingua della procedura.
Le parti devono inoltrare i loro allegati in una delle lingue ufficiali, la quale può differire dalla lingua della procedura.
Costi della procedura, segnatamente in caso di ricorsi di massa
In caso di procedimenti su reclamo, gli accusatori privati sono tenuti a versare un anticipo delle spese, il quale ammonta, di regola, a fr. 2'000.-- per singola procedura. Per ogni reclamo interposto viene avviata una procedura separata, ciò che vale anche per i ricorsi di massa.
Un ritiro del reclamo è possibile sino alla fine dello scambio degli allegati, precisato che, anche in caso di ritiro, le spese procedurali sono a carico del reclamante.
Rapporto di gestione 2015 – Comunicato stampa congiunto dei tribunali della Confederazione
Comunicato stampa congiunto del Tribunale federale, del Tribunale penale federale, del Tribunale amministrativo federale e del Tribunale federale dei brevetti in relazione ai rapporti di gestione 2015.
Estradizione di un funzionario calcistico agli USA confermata
Il 23 settembre 2015 l'Ufficio federale di giustizia ha autorizzato l'estradizione agli Stati Uniti di un funzionario calcistico. Con decisione del 27 gennaio 2016 la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale ha respinto il ricorso presentato dall'estradando.
Gli Stati Uniti contestano al predetto di aver chiesto e ricevuto, nella sua qualità di presidente della federazione calcististica venezuelana e, a partire dal 2014, di vicepresidente della CONMEBOL, denaro a fini corruttivi da imprese private per appalti relativi a contratti di sponsoring in ambito sportivo, risp. per il rafforzamento della posizione di uno degli offerenti. Riferendosi al reato di corruzione passiva prevista nella legge federale sulla concorrenza sleale, il Tribunale è giunto alla conclusione che quanto contestato sarebbe punibile anche dal diritto svizzero. Sulla base di un esame sommario, esso ritiene che l'esposto dei fatti presentato permetta agli Stati Uniti di ammettere la propria giurisdizione penale, in quanto, tra l'altro, i pagamenti incriminati sarebbero avvenuti su un conto dell'estradando negli Stati Uniti. La censura, secondo la quale egli si esporrebbe negli Stati Uniti ad una condanna eccessivamente severa e a condizioni di esecuzione della pena disumane, è stata respinta.
Contro la sentenza può essere interposto ricorso al Tribunale federale.
Tribunale penale federale, Mascia Gregori Al-Barafi, Segretaria generale e addetta stampa Tel. 091 822 62 62