Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2016&numero=231
Timestamp: 2019-11-13 17:11:21+00:00
Document Index: 111503252

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 18', 'art. 117', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 6']

Sentenza 231/2016 (ECLI:IT:COST:2016:231)
Udienza Pubblica del 20/09/2016; Decisione del 20/09/2016
Norme impugnate: Art. 6, c. 3°, 6°, 8°, secondo trattino, 11°, secondo e terzo trattino, 15°, 20° e 21°, primo e secondo trattino, della legge della Regione Liguria 07/04/2015, n. 12.
Massime: 39092 39093 39094 39095 39096 39097 39098 39099 39100 39101
Atti decisi: ric. 65/2015
Anche i commi 8, secondo trattino, e 11, terzo trattino, dell’art. 6 della legge reg. Liguria n. 12 del 2015 contrasterebbero con la normativa statale di riferimento. L’«installazione di opere di arredo pubblico e privato, anche di natura pertinenziale, purché non comportanti creazione di nuove volumetrie, anche interrate», infatti, non si identificherebbe con la realizzazione degli «elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici», che possono essere eseguiti senza titolo abilitativo ai sensi dell’art. 6, comma 2, del TUE. A questo riguardo, il Governo osserva che la norma regionale fa riferimento alla installazione di opere di arredo pubblico e privato “anche” (e non “solo”) di natura pertinenziale, mentre l’art. 6, comma 2, lettera e), del TUE si riferisce agli «elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici». Pertanto, mentre la norma statale consentirebbe interventi liberi per l’installazione di arredi solo su aree di pertinenza degli edifici, quella regionale permetterebbe di realizzare arredi, sia pubblici che privati, anche su aree non pertinenziali, includendo potenzialmente anche gli interventi di privati su aree demaniali di tipo non pertinenziale. Inoltre, a differenza della disciplina regionale, l’art. 6, comma 2, del TUE assoggetta a comunicazione di inizio attività l’esecuzione di tali interventi.
1.2.‒ Il secondo ordine di censure si appunta sull’art. 6, comma 6, della legge reg. Liguria n. 12 del 2015. La disposizione, modificando l’art. 18 della legge reg. n. 16 del 2008, consente di derogare alla normativa statale in materia di distanze degli edifici in caso di interventi di recupero dei sottotetti esistenti ‒ anche se non compresi, come previsto dalla disciplina pregressa, tra gli interventi sul patrimonio edilizio o tra quelli di ristrutturazione edilizia ‒ onde consentire il rispetto dell’allineamento dell’edificio preesistente.
Secondo il Governo tali disposizioni contrasterebbero con l’art. 117, terzo comma, Cost., in riferimento all’art. 17, comma 4, del TUE, il quale prevede che per gli interventi di manutenzione straordinaria (di cui all’art. 6, comma 2, lettera a del TUE), qualora comportanti aumento del carico urbanistico, il contributo di costruzione è commisurato alla incidenza delle sole opere di urbanizzazione, purché ne derivi un aumento della superficie calpestabile. La disciplina statale commisura il contributo di costruzione ai soli oneri di urbanizzazione a fronte dell’aumento del carico urbanistico e della superficie agibile, prescindendo da qualsiasi limite di aumento della superficie calpestabile o del numero delle unità immobiliari soggette a frazionamento o accorpamento, previsti invece dalla normativa regionale. Inoltre, diversamente da quanto previsto dalla legislazione statale, la normativa regionale esonera del tutto dal contributo di costruzione alcuni tipi di interventi.
6.1.‒ La questione di legittimità costituzionale dell’art. 6, commi 20 e 21, primo trattino, della legge reg. Liguria n. 12 del 2015, è fondata.