Source: http://federsupporter.it/index.php/786-la-calciopoli-dimenticata
Timestamp: 2019-01-17 05:11:10+00:00
Document Index: 30814734

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 29', 'art. 22', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

La Calciopoli dimenticata.
In ambito sportivo il reato più grave è la “frode sportiva” , specie se questa è commessa da soggetti che governano il mondo del calcio. Il reato, ancorchè dichiarato estinto per prescrizione, comporta il diritto al risarcimento dei danni, diritto che coloro che si erano costituiti come parti civili nel processo dovrebbero esercitare.
Questo per i “comuni” mortali.
Nel mondo del calcio, invece, soggetti pubblici ( Ministero dell’Economia e Finanze, Azienda Autonoma Monopoli di Stato, Ministro per lo Sport- già Ministero delle Politiche Giovanili per le Attività Sportive) e privati ( FIGC) ritengono che il diritto loro riconosciuto dalla Cassazione ( III Sezione penale, sentenza n.1857 del 23.03/9.09 2015) possa essere non azionato, anzi è “meglio” non azionarlo.
Nelle pagine seguenti è riportata la richiesta che Federsupporter ha ritenuto di reiterare ( vedasi lettera del 21 ottobre 2015 diretta alla FIGC) ai soggetti interessati il 26 settembre scorso, chiedendo le ragioni di questa “ dimenticanza”,.
In tale lettera Federsupporter ha, in sostanza ,fatte proprie le domande poste nell’articolo “Calciopoli, o Cara” apparso il 18 settembre scorso su “Il Romanista” agli interessati ; domande alle quali”QUALCUNO” dovrebbe rispondere.
E ,in particolare, quando e quali azioni sono state intraprese per il recupero delle somme da risarcire ? Azioni che non costituiscono solo un obbligo giuridico ma, soprattutto, morale, in un mondo che dovrebbe rispettare quei principi di lealtà, correttezza e probità , da sempre posti a base del proprio ordinamento.
Oggetto: Diritto al risarcimento dei danni derivante dalla sentenza della Cassazione, III Sezione penale, n.1857 del 23 marzo/9settembre 2015 relativa alla cosìdetta vicenda “Calciopoli”.
Con la sentenza in oggetto veniva definitivamente sancito il diritto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dell’Azienda Autonoma Monopoli di Stato, del Ministero delle Politiche giovanili e per le Attività Sportive ( oggi Ministro per lo Sport) e della Federazione Italiana Giuoco Calcio ( FIGC) al risarcimento dei danni a detti Enti arrecati a seguito della commissione di reati di frode sportiva, sebbene dichiarati estinti per prescrizione.
Fra gli imputati definitivamente riconosciuti responsabili dei suddetti reati, pur prescritti e, quindi, tenuti a risarcirne i conseguenti danni (De Santis, Mazzini, Pairetto, Racalbuto, Foti) figura, oltre i Sigg. Andrea e Diego Della Valle, Dirigenti apicali della AC Fiorentina spa, il dr. Claudio Lotito, maggiore azionista e Presidente del Consiglio di gestione della SS Lazio spa.
Ciò premesso, Federsupporter, quale Associazione di piccoli azionisti e sostenitori di società e Associazioni sportive , tipico Ente esponenziale dei diritti e degli interessi collettivi di una specifica categoria, titolare di un interesse concreto, attuale e diretto, consistente nell’esigenza di ripristino della legalità e della lealtà sportiva, formulava l’8 ottobre 2015 formale richiesta alla FIGC di accesso agli atti, onde conoscerne gli eventuali provvedimenti adottati a seguito della suddetta sentenza.
Quanto sopra, in specie tenuto conto del fatto che il dr. Claudio Lotito, all’epoca e fino a poco tempo fa, era anche componente del Comitato di Presidenza e Consigliere della medesima FIGC.
Cariche che, mantenute pur in presenza del definitivo accertamento di responsabilità e di obbligo risarcitorio operato dalla Cassazione, avrebbe comportato, come ha comportato, una palese irregolarità della composizione di Organi federali.
Ciò sia ai sensi e per gli effetti dell’art. 29, commi 1 e 5, dello Statuto federale ( “Divieto di elezione di coloro i quali abbiano in essere controversie giudiziarie contro il CONI, le Federazioni o altri organismi riconosciuti dal CONI stesso o in situazioni di permanente conflitto di interessi per ragioni economiche con l’organo dal quale sono stati eletti o nominati”), sia degli artt. 18 ( “Responsabilità degli amministratori verso l’Ente”), 1722, comma 1, n. 2 ( “ Estinzione del mandato”) e 1723, comma 2 ( “Revocabilità del mandato”) C.C.
La FIGC, alla richiesta di Federsupporter, opponeva il 21 ottobre 2015 formale diniego, motivato da una asserita mancanza di “ un interesse qualificato né legittimazione di Federsupporter a conoscere le azioni che la FIGC valuterà di intraprendere a seguito della suddetta pronuncia giurisdizionale”.
A fronte di tale diniego, Federsupporter replicava formalmente il 27 ottobre 2015, evidenziando il proprio interesse attuale, diretto e concreto, come previsto dall’art. 22 ( “ Definizione e principi in materia di accesso”) della Legge n. 241/1990 sul procedimento amministrativo.
Tuttavia, la FIGC persisteva nel non adottare alcun provvedimento e, pertanto, Federsupporter, assistita dai Proff. Avv.ti Enrico e Filippo Lubrano, proponeva ricorso giurisdizionale avverso il provvedimento di diniego dinanzi al TAR del Lazio che, con sentenza del 4 aprile 2016, respingeva il ricorso, poiché, non risultando sussistente alcuna delibera in proposito da parte della FIGC, mancava il presupposto dell’accesso ad atti non ancora esistenti.
In altre parole, con tale sentenza, veniva certificato che nell’aprile 2016, cioè a distanza di circa poco meno di un anno dalla pubblicazione ( 9 settembre 2015) della sentenza della Cassazione, la FIGC non aveva ancora assunto alcuna deliberazione attuativa di quanto sancito dalla predetta sentenza.
In questo modo, non solo mancando di esercitare il proprio diritto a chiedere ed ottenere il risarcimento dei danni ad essa definitivamente riconosciuto, ma anche avallando la palese irregolarità della composizione di Organi federali.
In maniera similmente, inspiegabilmente e colpevolmente omissiva, risultavano e tuttora risultano, a quanto consta, i comportamenti degli altri Enti, quali il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Azienda Autonoma Monopoli di Stato, oggi il Ministro per lo Sport, riconosciuti dalla Cassazione titolari, così come la FIGC, del diritto al risarcimento dei danni.
La questione torna oggi di attualità anche alla luce di un articolo, a firma dell’Avv. Mario Stagliano, Avvocato ed esperto di diritto sportivo, nonché già Vice Capo Ufficio Indagini della FIGC, intitolato “ Calciopoli o cara”, pubblicato su “ Il Romanista” del 18 settembre scorso e che si allega alla presente, in cui, con una serie di evidenti domande retoriche, viene posta in evidenza sia la mancanza di azioni da parte degli Enti legittimati a seguito della sentenza della Cassazione n. 1857, sia l’illiceità per un tesserato in situazione di conflitto di interessi con la FIGC di ricoprire cariche federali.
Aggiungasi che si ha notizia del fatto che, sempre con riferimento alla citata sentenza, i sigg. Andrea e Diego Della Valle, quali dirigenti apicali della AC Fiorentina spa all’epoca della vicenda “Calciopoli”, siano rinviati a giudizio, insieme con i componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio sindacale della Società, per il reato di false comunicazioni sociali per non aver previsto alcun accantonamento alla voce “ Fondo per rischi e oneri di bilancio” in relazione alle cause civili pendenti a seguito della sentenza della Cassazione .
Sentenza dalla quale, secondo il provvedimento del GIP del Tribunale di Firenze, era emerso “ Un quadro chiaro della posizione della Società nella vicenda da cui hanno avuto origine il procedimento penale e quello della giustizia sportiva che, per come sostenuto dal consulente del pm, con argomentazioni condivisibili, imponeva una valutazione diversa del rischio potenziale “ ( cfr.Ansa Roma, www.repubblica.it, www.fiorentina.it, www.lanazione.it del 25 settembre scorso e “Il Tempo” in data odierna).
Alla luce, dunque, di tutto quanto precede, con la presente, si invitano formalmente tutti gli Enti in indirizzo a voler attivarsi, dandone riscontro alla scrivente, per quanto di rispettiva pertinenza e competenza, allo scopo di, sia pur tardivamente, esercitare i loro diritti-doveri nei confronti di tutti i soggetti responsabili, come in precedenza indicati, conseguenti alla sentenza della Cassazione n. 1857 del 23 marzo/9 settembre 2015.
In difetto, si esprime, sin d’ora, riserva di ogni diritto ed azione nelle opportune sedi, nessuna esclusa, in specie, all’occorrenza, onde far valere dinanzi alla Corte dei Conti il danno erariale, concernente anche la FIGC quale soggetto fruitore di finanziamenti pubblici; danno derivante dall’eventuale, mancato esercizio dei diritti-doveri di cui sopra.