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Timestamp: 2020-02-24 10:28:14+00:00
Document Index: 52607702

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 10', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 2', 'art. 36', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1']

1. DECRETO «INCENTIVI» – COMUNICAZIONE delle OPERAZIONI
con PAESI BLACK LIST
L’art. 1, co. 1, D.L. 25.3.2010, n. 40, conv. con modif. dalla L. 22.5.2010, n. 73 (cd. decreto «incentivi») introduce una sorta di elenco clienti e fornitori per i rapporti intercorsi con soggetti collocati in paradisi fiscali. Ulteriori indicazioni sono contenute nei decreti attuativi (D.M. 30.3.2010 e D.M. 5.8.2010).
Il 28 maggio, inoltre, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha approvato, unitamente alle relative istruzioni, il modello per la comunicazione delle operazioni rilevanti effettuate dall’1.7.2010.
In base all’art. 1, D.M. 30.3.2010 i soggetti passivi Iva devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori individuati dai DD.MM. 4.5.1999 e 21.11.2001.
Le operazioni interessate sono:
prestazioni di servizi rese;
a condizione che siano registrate o soggette a registrazione ai sensi del D.P.R. 633/1972, a prescindere dalla circostanza che le stesse siano soggette o non soggette ad Iva.
Riferimento ai soggetti Iva
I soggetti obbligati al nuovo adempimento sono tutti i soggetti passivi Iva. Tra questi rientrano anche gli enti non commerciali titolari di una partita Iva.
Per gli enti non commerciali la partita Iva è presente quando:
oltre all’attività istituzionale svolgono anche attività commerciali;
svolgono solo l’attività istituzionale ma risultano identificati ai fini Iva in quanto hanno superato la soglia di acquisti intracomunitari fissata in 10.000 euro ad opera dell’art. 38, co. 5, lett. c), D.L. 331/1993.
Inoltre, in relazione alle prestazioni di servizi, si considerano soggetti passivi per le prestazioni di servizi ad essi rese:
gli enti, le associazioni e le altre organizzazioni di cui all’art. 4, co. 4, D.P.R. 633/1972 anche quando agiscono al di fuori delle attività commerciali o agricole;
Si ritiene che anche il rappresentante fiscale e la stabile organizzazione, in qualità di soggetti Iva, siano tenuti a presentare il modello.
3. PERIODICITÀ e TERMINI
L’art. 2, D.M. 30.3.2010 stabilisce che il modello di comunicazione sia presentato con riferimento:
a periodi mensili, per i soggetti che non si trovano nelle condizioni richieste dal punto precedente.
Il superamento della soglia di 50.000 euro, in una sola delle categorie di operazioni di cui sopra, determina «l’attrazione» nella periodicità di presentazione mensile per tutte le tipologie di operazioni.
Si prevede, inoltre, che i soggetti che hanno iniziato l’attività da meno di quattro trimestri trasmettano la comunicazione trimestralmente, sempre che rispettino la condizione illustrata nei trimestri già trascorsi.
In caso di presentazione con periodicità trimestrale con superamento, nel corso di un trimestre, della soglia di 50.000 euro, è necessario presentare la comunicazione con periodicità mensile a partire dal mese successivo in cui tale soglia è superata. In base all’art. 3, D.M. 30.3.2010 il modello di comunicazione è presentato all’Agenzia delle Entrate per via telematica entro l’ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento.
È pertanto esclusa ogni altra modalità di compilazione.
I termini del 31.8 e del 30.9 sono stati prorogati al 2.11.2010 ad opera dell’art. 4, co. 3, D.M. 5.8.2010.
La tabella seguente riassume i termini di presentazione degli elenchi relativamente alle operazioni del 2010.
MODELLO di COMUNICAZIONE – TERMINI di PRESENTAZIONE
per i mensili
per i trimestrali
Operazioni escluse da Iva
Abbiamo già segnalato come l’art. 1, D.L. 40/2010 stabilisca che sono rilevanti ai fini della comunicazione le operazioni «registrate o soggette a registrazione». Poiché ai sensi dell’art. 21, D.P.R. 633/1972 le prestazioni di servizi non sono soggette all’obbligo di fatturazione se effettuate nei confronti di soggetti extracomunitari, di fatto le operazioni fuori campo Iva non sarebbero mai oggetto di comunicazione.
Infatti, nonostante le modifiche intervenute dal 2010, l’art. 21, co. 6, D.P.R. 633/1972 stabilisce che la fattura deve essere emessa solo in relazione ad alcuni casi di operazioni escluse da Iva italiana. Si tratta, in particolare, delle cessioni relative a beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale, non soggette all’imposta a norma dell’art. 7-bis, co. 1, D.P.R. 633/1972, delle prestazioni di servizi rese a committenti soggetti passivi stabiliti nel territorio di un altro Stato membro non soggette all’imposta ai sensi dell’art. 7-ter., stesso D.P.R.
Vi sono, inoltre, alcuni casi di operazioni che non sono considerate cessioni di beni o prestazioni di servizi ai sensi, rispettivamente dell’art. 2 e dell’art. 3, D.P.R. 633/1972. Si veda, al riguardo, la seguente tabella.
OPERAZIONI NON RILEVANTI ai FINI IVA
Operazioni non considerate cessioni di beni (art. 2, D.P.R. 633/1972)
Operazioni non considerate prestazioni
di servizi (art. 3, D.P.R. 633/1972)
a) le cessioni che hanno per oggetto denaro o crediti in denaro
a) le cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti d'autore effettuate dagli autori e loro eredi o legatari, tranne quelle relative alle opere di cui ai nn. 5) e 6) dell'art. 2, L. 22.4.1941, n. 633, e alle opere di ogni genere utilizzate da imprese a fini di pubblicità commerciale
b) le cessioni e i conferimenti in società o altri enti, compresi i consorzi e le associazioni o altre organizzazioni, che hanno per oggetto aziende o rami di azienda
b) i prestiti obbligazionari
c) le cessioni che hanno per oggetto terreni non suscettibili di utilizzazione edificatoria a norma delle vigenti disposizioni. Non costituisce utilizzazione edificatoria la costruzione delle opere indicate nell'art. 9, lett. a), L. 28.1.1977, n. 10;
c) le cessioni dei contratti di cui alle lett. a), b) e c) del co. 3 dell'art. 2
d) le cessioni di campioni gratuiti di modico valore appositamente contrassegnati
d) i conferimenti e i passaggi di cui alle lett. e) ed f) del co. 3 dell'art. 2
e) (lettera soppressa)
e) le prestazioni di mandato e di mediazione relative ai diritti d'autore, tranne quelli concernenti opere di cui alla lett. a), e le prestazioni relative alla protezione dei diritti d'autore di ogni genere, comprese quelle di intermediazione nella riscossione dei proventi
f) i passaggi di beni in dipendenza di fusioni, scissioni o trasformazioni di società e di analoghe operazioni poste in essere da altri enti
f) le prestazioni di mandato e di mediazione relative ai prestiti obbligazionari
g) (lettera soppressa)
h) (lettera soppressa)
h) le prestazioni dei commissionari relative ai passaggi di cui al n. 3) del co. 2 dell'art. 2 e quelle dei mandatari di cui al co. 3 dell’art. 3 in esame
l) le cessioni di paste alimentari; le cessioni di pane, biscotto di mare, e di altri prodotti della panetteria ordinaria, senza aggiunta di zuccheri, miele, uova, materie grasse, formaggio o frutta; le cessioni di latte fresco, non concentrato ne' zuccherato, destinato al consumo alimentare, confezionato per la vendita al minuto, sottoposto a pastorizzazione o ad altri trattamenti previsti da leggi sanitarie;
m) le cessioni di beni soggetti alla disciplina dei concorsi e delle operazioni a premio di cui al R.D. 19.10.1938, n. 1933, conv. nella L. 5.6.1939, n. 937, e succ. modif. ed integr.
Tale impostazione avrebbe tradito lo spirito della nuova disposizione.
Successivamente è intervenuto sul tema il D.M. 5.8.2010.
L’art. 3 del suddetto D.M., in particolare, stabilisce che l’obbligo di comunicazione viene esteso alle prestazioni di servizi che non si considerano effettuate nel territorio dello Stato agli effetti dell’Iva e che sono rese o ricevute nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio nei Paesi black list di cui ai DD.MM. 4.5.1999 e 21.11.2001.
La norma è chiara nel prevedere l’obbligo di segnalazione solo per i servizi che non sono soggetti ad Iva per difetto di territorialità. Da ciò si desume che non sono da segnalare:
le cessioni di beni da non fatturare ai sensi dell’art. 21, co. 6, D.P.R. 633/1972, a meno che il cedente italiano non scelga di emettere fattura e di assoggettarsi, quindi, all’obbligo di registrazione;
le cessioni che non sono considerate tali dall’art. 2, D.P.R. 633/1972;
i servizi che non sono considerati tali dall’art. 3, D.P.R. 633/1972.
È, tuttavia, importante evidenziare come in base all’art. 4, punto 2, D.M. 5.8.2010, le disposizioni di cui all’art. 3 dello stesso D.M. si applichino alle operazioni effettuate dall’1.9.2010.
Pertanto, non sono oggetto di segnalazione le prestazioni di servizi effettuate o ricevute nel bimestre luglio e agosto che risultano fuori campo iva per difetto di territorialità.
Esonero per i soggetti dispensati per operazioni esenti
L’art. 36-bis, D.P.R. 633/1972 concede ai contribuenti, che svolgono esclusivamente operazioni esenti, la possibilità di godere di particolari agevolazioni, in virtù del fatto che essendo loro preclusa (o limitata), di fatto, la detrazione dell’Iva, perdono l’interesse ad eseguire adempimenti contabili quali la fatturazione o la registrazione.
Nello specifico, la norma prevede che il contribuente, previa opzione comunicata all’Ufficio, sia dispensato dagli obblighi di fatturazione e di registrazione relativamente alle operazioni esenti da imposta ai sensi dell’art. 10, D.P.R. 633/1972, con esclusione però delle operazioni di cui ai nn. 11 (oro da investimento), 18 (prestazioni sanitarie) e 19 (prestazioni di ricovero e cura), fermi restando:
i predetti obblighi di fatturazione e registrazione, se riferiti ad altre operazioni eventualmente poste in essere;
l’obbligo di registrazione degli acquisti;
l’obbligo di rilasciare la fattura quando richiesta dal cliente.
Il soggetto che opta ex art. 36-bis, a fronte delle agevolazioni contabili, perde il diritto alla detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti, nella presunzione che tutti gli acquisti siano riferibili all’attività esente.
Generalmente, la dispensa dell’art. 36-bis viene chiesta da banche e società di assicurazione.
L’art. 2, D.M. 5.8.2010 ha stabilito che sono escluse dall’obbligo di comunicazione le attività con le quali si realizzano operazioni esenti ai fini dell’Iva, sempre che il contribuente si avvalga della dispensa dagli adempimenti di cui all’art. 36-bis.
Resta fermo l’obbligo di comunicazione per le eventuali operazioni imponibili effettuate nell’ambito di dette attività.
5. PAESI ESTERI INTERESSATI
Per determinare i Paesi a fiscalità privilegiata il Legislatore ha fatto riferimento a quelli individuati nei DD.MM. 4.5.1999 e 21.11.2001 (si veda la tabella a pag. seg).
Si tratta, in sostanza, delle medesime black list individuate dall’art. 12, co. 2, D.L. 1.7.2009, n. 78, conv. con modif. dalla L. 3.8.2009, n.102, il quale stabilisce che gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenute negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato, in violazione degli obblighi di dichiarazione di cui ai co. 1, 2 e 3 dell’art. 4, D.L. 28.6.1990, n. 167, conv. con modif. dalla L. 4.8.1990, n. 227, ai soli fini fiscali, si presumono costituite, salvo prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione.
Va evidenziato come, nel D.L. 78/2009, l’applicazione di specifiche disposizioni sia stata collegata all’appartenenza di un operatore ai Paesi black list di cui al D.M. 21.11.2001, a prescindere dalle limitazioni in esso contenute. In tali occasioni, il Legislatore ha espressamente esplicitato (è il caso, ad esempio, delle norme in materia di monitoraggio fiscale delle attività finanziarie detenute all’estero ex D.L. 78/2009, applicabili con riguardo ai Paesi a regime fiscale privilegiato individuati nel citato D.M. «senza tener conto delle limitazioni ivi previste») l’eliminazione delle limitazioni previste.
Per gli elenchi clienti e fornitori black list, in mancanza di tale specifico riferimento, si può desumere che l’obbligo della comunicazione in esame dovrebbe riguardare esclusivamente le operazioni poste in essere con gli operatori previsti dal D.M. 21.11.2001 considerando le limitazioni stabilite dalla norma. In base a tale interpretazione risulterebbe, ad esempio, che le operazioni intrattenute con soggetti residenti in Lussemburgo dovranno essere comunicate soltanto se la società estera è una holding ex L. 31.7.1929 e, di conseguenza, le operazioni con le soparfi lussemburghesi non devono essere segnalate.
Angola (con riferimento alle società petrolifere che hanno ottenuto l'esenzione dall'Oil Income Tax, alle società che godono di esenzioni o riduzioni d'imposta in settori fondamentali dell'economia angolana e per gli investimenti previsti dal Foreign Investment Code)
Lussemburgo (solo per D.M. 21.11.2001 con riferimento alle società holding di cui alla locale L. 31.7.1929)
Portorico (con riferimento alle società esercenti attività bancarie ed alle società previste dal Puerto Rico Tax Incentives Act del 1988 o dal Puerto Rico Tourist Development Act del 1993)
Giamaica (con riferimento alle società di produzione per l'esportazione che usufruiscono dei benefici fiscali dell'Export Industry Encourage Act e alle società localizzate nei territori individuati dal Jamaica Export Free Zone Act)
Kenia (con riferimento alle società insediate nelle Export Processing Zones)
Malta, Cipro e Corea
Il D.M. 27.7.2010 è intervenuto sia sull’elenco del D.M. 4.5.1999 che su quello del D.M. 21.11.2001.
Nel primo caso l’art. 2, D.M. 27.7.2010 ha espunto dalla lista Cipro e Malta.
Nel secondo caso, invece, è stato eliminato Cipro dall’art. 1 e i nn. 3) e 10) dall’art. 3. Si tratta, rispettivamente, della Corea del Sud, con riferimento alle società che godono delle agevolazioni previste dalla Tax Incentives Limitation Law e di Malta, con riferimento alle società i cui proventi affluiscono da fonti estere, quali quelle di cui al Malta Financial Services Centre Act, alle società di cui al Malta Merchant Shipping Act e alle società di cui al Malta Freeport Act.
Le modifiche apportate dal D.M. 27.7.2010 influenzano ovviamente anche la disciplina relativa al nuovo elenco clienti e fornitori black list. In particolare, poiché è necessario considerare l’unione delle due liste contenute nei DD.MM. 4.5.1999 e 21.11.2001, ne consegue che dal 4.8.2010 Cipro, Malta e la Corea del Sud sono escluse dalla disciplina.
Per il periodo dall’1.7.2010 al 4.8.2010 l’esclusione è stata prevista espressamente dall’art. 1, D.M. 5.8.2010.
La precedente tabella tiene già conto di queste modifiche.