Source: http://docplayer.it/528554-Provincia-di-padova-ditta-n-6194-pratica-n-2014-1357-19-12-2014.html
Timestamp: 2016-12-06 16:29:29+00:00
Document Index: 13721778

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 23', 'art. 208', 'art. 6', 'art. 30', 'art. 178', 'art. 90', 'art. 101', 'art. 101', 'art. 101', 'art. 3', 'art. 271', 'art. 271', 'art. 269', 'art. 271', 'art. 269', 'art. 190', 'art. 28', 'art. 22', 'art. 3', 'art 216', 'art 216', 'art. 31', 'art. 20', 'art. 767', 'art. 208', 'art. 208', 'art. 25']

⭐PROVINCIA DI PADOVA. Ditta n Pratica n. 2014/1357 (19/12/2014)
PROVINCIA DI PADOVA. Ditta n Pratica n. 2014/1357 (19/12/2014)
Download "PROVINCIA DI PADOVA. Ditta n. 6194 - Pratica n. 2014/1357 (19/12/2014)"
1 Provvedimento N. 5681/EC/2014 Prot. Gen. N /14 Ditta n Pratica n. 2014/1357 (19/12/2014) Sede Centrale: P.zza Antenore, 3 - Padova tel. 049/ Settore Ambiente: P.zza Bardella (3^ Torre)- Padova tel. 049/ AUTORIZZAZIONE REALIZZAZIONE E GESTIONE DI IMPIANTO DI RECUPERO RIFIUTI PERICOLOSI E NON PERICOLOSI Operazioni R3, R4, R12 e All. C del D. Lgs. n. 152, Parte IV D.Lgs. n. 152/06 s.m.i. e L.R. n. 3/2000 ANNULLA E SOSTITUISCE PROVVEDIMENTO N. 5614/EC/2013 del 17/12/13 Ditta: Gifema srl Sede legale: Via Aurelia n. 85/B Loreggia Partita I.V.A.: Sede attività: Via Aurelia Loreggia IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO ECOLOGIA PREMESSO che: la ditta GIFEMA s.r.l. ha presentato domanda di Valutazione di Impatto Ambientale e contestuale approvazione/autorizzazione del progetto, ai sensi dell art. 23 del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii. e dell art. 23 della L.R. 10/99 e ss.mm.ii, tramite SUAP della Federazione dei Comuni del Camposampierese, per un Nuovo impianto di recupero rifiuti pericolosi e non pericolosi nel Comune di Loreggia, acquisita dalla Provincia con prot. n del 23/01/2012. Contestualmente ha presentato domanda di autorizzazione unica per un nuovo impianto di recupero rifiuti speciali pericolosi e non, ai sensi dell'art. 208 del D.Lgs. 152/06; con Delibera di Giunta Provinciale n. 254 di reg. del 30/10/12 è stato espresso giudizio di compatibilità ambientale al progetto, favorevole con prescrizioni; a seguito del parere favorevole della CTPA arg. 4 del 22/04/13 in merito alla succitata richiesta presentata dalla Ditta in data 23/01/2012 ( prot. Provincia n /13) ed integrata successivamente con nota del 07/01/13 (prot. Provincia n. 3436/13) e della deliberazione n. 22 di reg. del 23/05/13 del Consiglio Provinciale conformemente alla L.R. 10/11, la ditta GIFEMA s.r.l. è stata autorizzata con Provvedimento Provinciale n. 5594/13 del 26/06/13 alla realizzazione e gestione di un impianto di trattamento rifiuti pericolosi e non pericolosi sito in Via Aurelia nel Comune di Loreggia; con nota del 26/09/13 (prot. Provincia n /13) la Ditta ha chiesto una modifica dell'autorizzazione sopracitata consistente in una modifica del quantitativo in stoccaggio in quanto ha rilevato nella relazione tecnica trasmessa un mero errore nell'indicare come quantitativo totale dei 12 rifiuti che intende stoccare 380 t anziché 520 t. Conseguentemente, preso atto del parere favorevole espresso dalla C.T.P.A. nella seduta del 14/11/13, è stato rilasciato il Provvedimento Provinciale n. 5614/EC/2013 del 17/12/13; PRESO ATTO che con nota del 10/11/14 (prot. Provincia n /14) la Ditta ha chiesto una modifica dell'autorizzazione sopracitata consistente: nell'inserimento nell'elenco dei rifiuti che la Ditta è autorizzata a trattare i rifiuti speciali non pericolosi aventi codici CER , , e ; di effettuare l'operazione di recupero R12 sui rifiuti di matrice plastica per i quali ad oggi sono autorizzate solamente le attività di e R3; con la stessa nota la Ditta ha precisato che rimarranno invariati i processi impiantistici, le potenzialità di trattamento dei rifiuti, la quantità massima stoccabile dei rifiuti in ingresso e prodotti, i macchinari utilizzati autorizzati con il Provvedimento Provinciale n. 5614/EC/2013 del 17/12/13. VISTO che la C.T.P.A. nella seduta del 30/09/14, arg. 1 ha fornito indirizzi operativi per il rilascio delle autorizzazioni per il recupero dei rifiuti. In particolare ha ritenuto che possano essere rilasciati d'ufficio i provvedimenti autorizzativi per le modifiche relative all'inserimento di nuovi codici CER relativi a rifiuti non pericolosi nell'elenco dei rifiuti autorizzati ad essere sottoposti ad operazioni di recupero e per l'inserimento delle operazioni di recupero quali R12 e R4 nel caso in cui non avvengono modifiche né impiantistiche né gestionali dell'impianto. CONSIDERATO che Il D.Lgs. n. 152 del 03/04/06, Parte IV, come modificato, da ultimo con D.Lgs. n. 205 del 03/12/10, disciplina la gestione dei rifiuti; a seguito del D.Lgs. n. 152/06, la Regione Veneto con L.R. n. 20 del 16/08/07, ha disposto che fino all entrata in vigore della legge regionale di riordino della disciplina di tutela ambientale, la Regione, le Province ed i Comuni esercitano le competenze amministrative in materia di gestione dei rifiuti di cui agli artt. 4, 6 e 7 della Legge Regionale n. 3 del 21/01/2000 e successive modificazioni; ai sensi dell art. 6 della L.R. n. 3/2000, compete alla Provincia il rilascio dell autorizzazione alla gestione degli impianti di smaltimento e recupero rifiuti; con Deliberazione della Giunta Provinciale n. 542 del 05/09/2005 questa Provincia ha adottato indirizzi in materia di recupero rifiuti in procedura semplificata, che prevedono tra le altre il divieto di gestione di rifiuti in procedura ordinaria e semplificata, in uno stesso impianto; la C.T.P.A. nella seduta del 30/09/14, arg. 1 ha fornito indirizzi operativi per il rilascio delle autorizzazioni per il recupero dei rifiuti. VISTO il D.Lgs. n. 152/06, la L.R. n. 3/2000 e la L.R. n. 20/2007; 23 il D.Lgs. n. 267/00; l art. 30 dello Statuto della Provincia approvato con Deliberazione del Consiglio Provinciale del 17/05/2000, n. 15 di reg., ed integrato con Deliberazione del Consiglio Provinciale del 22/11/2000 n. 68 di reg.; D I S P O N E Art.1. La Ditta GIFEMA srl è autorizzata alla realizzazione e gestione di un impianto di trattamento rifiuti pericolosi e non pericolosi sito in Via Aurelia nel Comune di Loreggia; Operazioni R3, R4, R12 e del D.Lgs. n. 152/06, parte IV All. C. Art.2. Il presente provvedimento annulla e sostituisce a far data dal presente, il Provvedimento Provinciale n. 5614/EC/2013 del 17/12/13. Art.3.Il presente provvedimento ha validità fino al 26/06/2023. Art.4. TIPOLOGIE DI RIFIUTI CONFERITI, RECUPERATI E STOCCATI Nell impianto potranno essere conferiti e trattati esclusivamente i seguenti rifiuti pericolosi e non pericolosi per un quantitativo annuo massimo di ,00 tonnellate, riportati nell'elenco sottostante. CODICE CER DESCRIZIONE ATTIVITÀ DI RECUPERO QTÀ ANNO (ton) QTÀ MAX STOCCABIL E (ton) rifiuti plastici (ad esclusione degli imballaggi) rifiuti plastici rifiuti non specificati altrimenti limatura e trucioli di materiali plastici imballaggi in plastica - R12 - R , plastica plastica plastica e gomma plastica macchine fotografiche monouso senza batterie - R macchine fotografiche monouso diverse da quelle di cui alla voce R apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da a componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli di cui alla voce apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci , e R12 R3 - R4 R12 - R3 - R4 - R3 R4 4224,00 80,00 34 componenti non specificati altrimenti R3 R componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli di cui alla voce R12 R3 - R cavi, diversi da quelli di cui alla voce R12 R3 - R metalli non ferrosi - R12 R4 R scarti di corteccia e sughero segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci diversi da quelli di cui alla voce rifiuti non specificati altrimenti rifiuti non specificati altrimenti - R scorie di fusione scorie di fusione rifiuti non specificati altrimenti rifiuti della produzione di materiali compositi a base di cemento, diversi da quelli di cui alle voci e imballaggi in carta e cartone imballaggi in legno imballaggi in vetro imballaggi in materia tessile * imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze * imballaggi metallici contenenti matrici solide porose pericolose (ad esempio amianto), compresi i contenitori a pressione vuoti assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi, diversi da quelli di cui alla voce vetro * componenti pericolosi diversi da quelli di cui alle voci da a , e rifiuti non specificati altrimenti * apparecchiature fuori uso contenenti PCB o da essi contaminate, diverse da quelle di cui alla voce * apparecchiature fuori uso, contenenti clorofluorocarburi, HCFC, HFC * apparecchiature fuori uso, contenenti componenti pericolosi (2) diversi da quelli di cui alle voci e , ,5 160215* componenti pericolosi rimossi da apparecchiature fuori uso catalizzatori esauriti contenenti oro, argento, renio, rodio, palladio, iridio o platino (tranne ) cemento mattoni mattonelle e ceramiche miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, diverse da quelle di cui alla voce legno vetro * rifiuti metallici contaminati da sostanze pericolose * cavi, impregnati di olio, di catrame di carbone o di altre sostanze pericolose materiali da costruzione a base di gesso diversi da quelli di cui alla voce rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci , e carta e cartone vetro legno diverso da quello di cui alla voce altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce carta e cartone vetro * apparecchiature fuori uso contenenti clorofluorocarburi * apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alla voce e , contenenti componenti pericolosi (6) legno, diverso da quello di cui alla voce imballaggi in materiali compositi - R3 - R imballaggi in materiali misti - R3 - R pneumatici fuori uso R rifiuti metallici - R12 - R scorie non trattate scaglie di laminazione - R12 - R rifiuti non specificati altrimenti - R12 - R ,00 40, ,00 140,00 56 rifiuti non specificati altrimenti - R12 - R zinco solido - R12 - R rifiuti non specificati altrimenti - R limatura e trucioli di materiali ferrosi - R12 - R polveri e particolato di materiali ferrosi - R12 - R limatura e trucioli di materiali non ferrosi - R12 - R polveri e particolato di materiali non ferrosi - R12 - R rifiuti non specificati altrimenti - R12 - R imballaggi metallici - R12 - R serbatoi per gas liquido - R metalli ferrosi - R12 - R metalli non ferrosi - R12 - R rame, ottone, bronzo - R12 - R alluminio - R12 - R piombo - R12 - R zinco - R12 - R ferro e acciaio - R12 - R stagno - R12 - R metalli misti - R12 - R materiali ferrosi estratti da ceneri pesanti - R12 - R rifiuti di ferro e acciaio - R12 - R rifiuti di metalli non ferrosi - R12 - R Fluff frazione leggera e polveri, diversi da - R12 R4 - R3 quelli di cui alla voce metalli ferrosi - R12 - R metalli non ferrosi - R12 - R metallo - R12 - R4 TOTALE , Capacità massima di rifiuti non pericolosi trattati annualmente: ton/anno Capacità massima di rifiuti pericolosi trattati annualmente: ton/anno Capacità massima di rifiuti pericolosi stoccati: 50 ton Capacità massima di rifiuti non pericolosi stoccati: 470 ton Art.5. L impianto deve essere realizzato e gestito nel rispetto delle finalità enunciate all art. 178 del D.Lgs. 152/06 e smi, nonché di quanto stabilito nei successivi articoli del presente provvedimento. Art.6. Nell impianto oggetto del presente provvedimento, non potranno essere svolte attività di recupero rifiuti in regime di procedura semplificata (art del D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.). Art.7. CESSAZIONE DELLA QUALIFICA DI RIFIUTO E/O PRODOTTI OTTENUTI L impianto dovrà produrre Materie-Prodotti che hanno cessato la qualifica di rifiuti, con caratteristiche conformi alle specifiche tecniche di settore a seconda del trattamento di provenienza. Più precisamente: 67 materiale conforme alle norme UNIPLAST UNI dal trattamento dei metalli ferrosi, di acciaio e di alluminio si dovranno ottenere materiali conformi al regolamento CE n. 333/2011; dal trattamento dei metalli costituiti da rame ottone e bronzo si dovranno ottenere materiali conformi alle specifiche di cui al Regolamento n. 715/2013, dall attività di recupero degli altri metalli non ferrosi dovranno essere prodotte materie da impiegare nell industria metallurgica conformi alle specifiche UNI ed Euro; dal trattamento dei RAEE dovranno essere prodotti: materiale plastico conforme alle norme UNIPLAST-UNI 10667, materiale ferroso e di alluminio conforme al Regolamento CE n. 333/2011, materiale costituito da rame, ottone e bronzo conforme al Regolamento n. 715/2013,materiale non ferroso conforme alle specifiche UNI ed Euro da avviare all industria metallurgica; dall attività di trattamento dei rifiuti costituiti da cavi dovranno essere prodotti: materiali non ferrosi conformi alle specifiche UNI ed Euro o materiale in alluminio conforme al Regolamento CE n. 333/2011, materiale costituito da rame, ottone e bronzo conforme al Regolamento n. 715/2013,materiale in PVC conforme alle specifiche UNI ; dal trattamento dei rifiuti a merceologia mista dovranno essere prodotti: materiale plastico conforme alle norme UNIPLAST-UNI 10667, materiale ferroso e alluminio conforme alle specifiche di cui al Regolamento n. 333/2011, materiale costituito da rame ottone e bronzo conforme al Regolamento n. 715/2013, materiale non ferroso conforme alle specifiche UNI ed Euro da avviare all industria metallurgica. La Ditta dovrà mettere a disposizione degli Enti di controllo documentazione comprovante il rispetto della norma a cui fa riferimento e di tale norma dovrà averne copia aggiornata. Art.8. Tutti i prodotti dell attività di recupero non conformi alle caratteristiche di Ex MPS devono essere considerati e trattati come rifiuti, nel rispetto delle disposizioni di legge. PRESCRIZIONI TECNICHE Nella gestione dell impianto valgono le seguenti prescrizioni: 1. L attuale filare di alberature esistenti lungo il confine sud sia affiancato (a distanza tecnicamente congrua e assicurando la permeabilità del suolo interessato) da un ulteriore filare di alberi a portamento anche arbustivo, autoctoni ed ecologicamente adatti al sito, da mettere a dimora anche nel tratto a confine lato est, con le specificazioni di cui al punto 2, e il cui piano di manutenzione volto ad assicurare la buona conservazione nel tempo delle piante esistenti e di progetto, dovrà essere depositato agli atti del procedimento. 2. Il lato est rivolto verso il fiumicello Rustega, in relazione all irregolarità dello scoperto e alle sue parzialmente limitate dimensioni necessita di diversificare la mitigazione prescritta al punto 1 tenuto conto della mancanza di alberature esistenti pertanto nel tratto a sud dell accesso da via Aurelia si metteranno a dimora le alberature di cui al punto 1, assicurando la massima efficacia della barriera verde di mitigazione, mentre a nord dell accesso si prescrive la messa a dimora di un efficace siepe arbustiva anch essa da realizzarsi mediante la messa a dimora a confine di recinzione di idonee specie arbustive autoctone, previo ripristino del tratto di suolo permeabile dove è tecnicamente necessario, precisando che il piano di manutenzione del verde di mitigazione di cui al punto 1 riguarderà anche tale settore. 3. Il muro di confine di progetto sul lato ovest sarà adeguatamente affiancato sul lato esterno da arbusti autoctoni che lo nascondano alla vista, il cui piano di manutenzione sarà conforme a quanto specificatamente previsto al punto Ogni intervento che preveda movimentazione del terreno dev'essere effettuato con assistenza archeologica continuativa a cura di personale dotato di adeguata professionalità e con oneri non a 78 carico della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto, al quale compete la direzione scientifica degli aspetti di natura archeologica. 5. Eventuali ritrovamenti di beni archeologici dovranno essere tempestivamente denunciati alla Soprintendenza a norma dell'art. 90 del D.Lgs. 42/2004 e potranno condizionare la realizzabilità del progetto approvato. 6. La Ditta dovrà avvisare la Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto con congruo anticipo (minimo 15 giorni) dalla data di inizio lavori. 7. In prossimità dell ingresso all impianto dovrà essere apposta e ben visibile, a disposizione dei Soggetti preposti al controllo, un idonea planimetria con lay-out dell impianto, con indicate le aree di deposito e stoccaggio dei rifiuti e delle Materie prodotte. 8. L'impianto potrà accettare rifiuti di cui al codice CER solo se bonificati. Dell'avvenuta bonifica dovrà essere tenuta in impianto apposita documentazione. 9. L attività dovrà essere svolta nelle aree indicate dalla planimetria tav. 2 con lay-out funzionale acquisita da questa Provincia con prot. n /13 del 03/09/ Lo stoccaggio e attività di recupero dei rifiuti dovrà avvenire esclusivamente nelle aree previste dal progetto. 11. Il personale addetto alla gestione dell impianto di trattamenti dei rifiuti dovrà avere adeguata preparazione adottando tutti gli accorgimenti necessari per la corretta gestione dei rifiuti. 12. E' vietato lo stoccaggio di rifiuti all'esterno del capannone. 13. La viabilità interna dovrà essere organizzata in modo tale che sia mantenuta la funzionalità delle aree di passaggio, mantenendole sgombre da eventuali rifiuti. 14. Alla fine della giornata lavorativa tutte le aree di transizione, di conferimento, di lavorazione, sia interne che esterne al capannone, dovranno essere adeguatamente ripulite. 15. Le aree di stoccaggio di rifiuti ed (ex) MPS devono essere contrassegnate da apposita cartellonistica che specifichi il materiale stoccato. 16. Dovrà essere impedita anche l accidentale miscelazione delle varie tipologie di rifiuti prima della loro verifica e dell immissione all impianto di recupero. 17. Dovrà essere impedita inoltre anche l accidentale miscelazione dei rifiuti con le Materie prodotte dall'impianto. 18. La Ditta potrà conferire presso l'impianto rifiuti aventi codice CER solamente con stato fisico solido non pulverulento. 19. I contenitori, i serbatoi fissi o mobili, le vasche e i bacini utilizzati per lo stoccaggio dei rifiuti devono possedere adeguati requisiti di resistenza, in relazione alle proprietà chimico-fisiche ed alle caratteristiche di pericolosità dei rifiuti. 20. Sono vietate le soste e gli accumuli o gli stoccaggi di rifiuti nelle aree non pavimentate, non servite dal sistema di raccolta delle acque di dilavamento o degli eventuali spandimenti e/o esterne alla recinzione. 21. Lo stoccaggio delle apparecchiature fuori uso contenenti sostanze pericolose deve essere effettuato in contenitori stagni dotati di sistemi di raccolta di eventuali liquidi che possono fuoriuscire dalle apparecchiature stesse. 22. La movimentazione dei RAEE contenenti fluidi pericolosi dovrà essere effettuata con la massima attenzione possibile al fine di evitare l'immissione dei fluidi stessi nell'ambiente. Art.9. PRECAUZIONI DA PRENDERE IN MATERIA DI SICUREZZA ED IGIENE AMBIENTALE Devono essere rispettati i seguenti criteri di gestione: Sono vietate le soste e gli accumuli o gli stoccaggi nelle aree non pavimentate, non servite dal sistema di raccolta delle acque di dilavamento o degli eventuali spanti e/o esterne al capannone. In caso di incidenti o spargimenti fortuiti è fatto obbligo alla ditta di procedere all'immediato recupero dei rifiuti dispersi ed al ripristino ambientale. Deve essere posta particolare attenzione alla funzionalità dei sistemi impiantistici garantendo la loro corretta gestione e manutenzione. 89 Art.10. SCARICHI IDRICI 1. La Ditta è autorizzata preventivamente alla realizzazione ed esercizio dell'impianto e sistemi di depurazione per i reflui ivi prodotti ed a scaricare le acque reflue meteoriche di dilavamento piazzali di prima pioggia del proprio stabilimento di via Aurelia, Comune di Loreggia nel corpo idrico denominato Rustega con l'osservanza delle seguenti prescrizioni: i valori limite di emissione dello scarico devono essere conformi ai limiti previsti nella tabella A del D.M ; i valori limite di emissione non possono in alcun caso essere conseguiti mediante diluizione con acque prelevate esclusivamente allo scopo, ai sensi dell'art. 101, comma 5 del D.Lgs 152/06; tutti gli scarichi dovranno essere resi accessibili per il campionamento da parte dell autorità competente per il controllo nel punto assunto per la misurazione, ai sensi dell'art. 101 del citato D.Lgs 152/06, a mezzo di idonei pozzetti ubicati nei punti immediatamente a monte del punto di immissione in tutti gli impluvi naturali, in tutte le acque superficiali e sotterranee, sul suolo e nel sottosuolo; i sistemi di trattamento, compresa la rete di raccolta e i relativi pozzetti, devono essere mantenuti sempre in perfetta efficienza programmando interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, pulizia, sostituzione filtri e controllo, puntualmente registrati in un quaderno di manutenzioneda istituire e custodire presso l'impianto e a disposizione degli organi di controllo; le materie prime e/o i rifiuti, utilizzati e/o derivanti dall'attività, che possono dare origine a dilavamenti anche di carattere accidentale, in particolare gli idrocarburi, oli minerali e altre sostanze chimiche pericolose, (siano essi materia prima o rifiuto), devono essere depositati ed utilizzati in idonee aree protette dagli agenti atmosferici, dotate di bacini di contenimento/pozzetti chiusi; tutti i rifiuti residui dell'attività, ivi compresi i materiali dell'attività di manutenzione, devono essere smaltiti presso ditte/impianti autorizzati; i piazzali dovranno essere adibiti solo a parcheggio e viabilità interna come dichiarato nella relazione tecnica allegata alla richiesta di autorizzazione; dovrà essere consentito al personale dell autorità competente al controllo ai sensi dello stesso art. 101 del D.Lgs. 152/06 di effettuare tutte le ispezioni che ritenga necessarie per l accertamento delle condizioni che danno luogo alla formazione degli scarichi. 2. In relazione all'istruttoria e fermo restando la validità della presente autorizzazione, dopo l attivazione dello scarico dovrà essere effettuato dall A.R.P.A.V. Dipartimento Provinciale di Padova, un accertamento analitico teso a verificare il rispetto dei valori limite di emissione dello scarico. 3. I fanghi derivanti dal trattamento delle acque reflue sono sottoposti alla disciplina dei rifiuti di cui alla parte quarta dello stesso D.Lgs. n 152/06, nonché nel caso di utilizzazione sul suolo agricolo al D.Lgs. n 99/92. I fanghi devono essere riutilizzati ogni qualvolta ciò risulti appropriato. E comunque vietato lo smaltimento dei fanghi nelle acque superficiali dolci e salmastre. 4. Ai sensi dell art. 3 del D.M , è vietato l utilizzo del cloro gas e dell ipoclorito di sodio, sia per la disinfezione degli scarichi e come agente antifouling nei circuiti di raffreddamento. 910 Art.11. EMISSIONI IN ATMOSFERA a) i valori di emissione degli inquinanti negli scarichi gassosi non dovranno essere superiori a: CAMINO N. FASE PORTATA massima di progetto (Nm 3 /h) POLVERI (mg/nm 3 ) INQUINANTI Sostanze Inorganiche Tabella B (g/h) 1 Triturazione, separazione densimetrica macinazione Cl. I Cl. II Cl. III 0,396 3,6 18 *si ritengono rispettati i valori di portata se il valore misurato non supera il valore limite aumentato del 20%. b) il controllo delle emissioni degli inquinanti sopra riportati dovrà avere frequenza almeno annuale; c) la ditta dovrà dotarsi di: un registro relativo ai casi di interruzione del normale funzionamento degli impianti di abbattimento (manutenzione ordinaria e straordinaria, guasti, malfunzionamenti, interruzioni dell attività dello stabilimento produttivo), qualora presenti, secondo il modello pdall appendice 2 dell All. 6 alla parte V del D.Lgs. 152/2006 s.m.i.; taregistro dovrà essere compilato tempestivamente, riportando tutti i dati necessari a verificare il corretto svolgimento delle manutenzioni ed i camini cui fanno riferimento i sistemi di abbattimento in esame; a seconda dei metodi di misura utilizzati: oppure un registro relativo ai dati dei controlli discontinui periodici delle emissioni (secondo il modello previsto appendice 1 dell All. 6 alla parte V del D.Lgs. 152/2006 s.m.i.) un registro relativo alle manutenzioni periodiche e straordinarie degli strumenti di misura nei controlli in continuo (secondo il modello previsto dall appendice 3 dell All. 6 alla parte V del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.); f) ai sensi del comma 14 dell art. 271 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., se si verifica un'anomalia o un guasto tale da non permettere il rispetto dei valori limite di emissione, la ditta deve informare entro le otto ore successive l autorità competente che può disporre la riduzione o la cessazione delle attività o altre prescrizioni, fermo restando l obbligo del gestore di procedere al ripristino funzionale dell impianto nel più breve tempo possibile e di sospendere l'esercizio dell'impianto se l'anomalia o il guasto può determinare un pericolo per la salute umana; g) ai sensi del comma 20 all art. 271 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., se si verifica un superamento dei valori limite di emissione durante i controlli di competenza del gestore, le difformità tra i valori 1011 misurati ed i valori limite prescritti devono essere specificamente comunicate dalla ditta alla Provincia, al Comune e all'arpav entro 24 ore dall'accertamento; h) le bocche dei camini devono risultare ad asse verticale, più alte di almeno un metro rispetto al colmo dei tetti, ai parapetti ed a qualunque altro ostacolo o struttura distante meno di 10 m; i) dovrà essere apposta su ogni camino presente nello stabilimento apposita targhetta inamovibile riportante la numerazione del camino stesso; j) la ditta, al fine di consentire i controlli di legge degli inquinanti emessi, dovrà prevedere per tutti i camini fori di prelievo secondo i criteri previsti dal manuale Unichim n. 422/86. Il foro di prelievo deve trovarsi possibilmente in tratti verticali 8 diametri a valle ed almeno 3 diametri a monte di qualsiasi ostacolo. Per l'accesso al camino degli addetti al controllo è necessaria l'installazione di un dispositivo stabile di accesso ai punti di prelievo (scale, pensiline, ecc.) a norma di legge o, in alternativa di un dispositivo mobile di immediato utilizzo sempre a norma di legge. Le zone di accesso ai camini dovranno essere tenute sgombre; k) tutte le emissioni tecnicamente convogliabili sulla base della miglior tecnologia disponibile devono essere convogliate; le emissioni diffuse devono essere contenute nel maggior modo possibileai fini della tutela ambientale; la Ditta produca, manipoli, trasporti, immagazzini, carichi e scarichi materiali polverulenti o sostanze organiche liquide dovrà adottare le disposizioni contenute nell allegato V alla parte V del D.Lgs. 152/2006 s.m.i.; l) ai sensi del comma 6 dell art. 269 del D.Lgs.152/2006 e s.m.i., la ditta dovrà comunicare alla Provincia e al Sindaco la data di messa in esercizio degli impianti afferenti al camino n. 1 almeno 15 (quindici) giorni prima della data fissata (a tal fine farà fede la data di invio della comunicazione). La data di messa a regime viene considerata coincidente con quella di messa in esercizio; m) durante il periodo di marcia controllata di 15 (quindici) giorni successivi alla messa a regime degli impianti, dovrà essere effettuato il campionamento, presso un laboratorio accreditato ai sensi della Circolare della Regione Veneto n. 14 dell 11/05/1999, per il controllo del rispetto dei limiti autorizzati. Entro i 45 (quarantacinque) giorni successivi alla messa a regime, la Ditta dovrà comunicare alla Provincia e al Sindaco i dati sugli inquinanti emessi al camino n. 1; la Provincia modificherà eventualmente i limiti degli inquinanti emessi ai camini in seguito alla presentazione e valutazione delle analisi; n) per la valutazione della conformità degli impianti alle prescrizioni dell autorizzazione la Ditta dovrà rispettare quanto previsto dall All. 6 alla parte V del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. e dal comma 17 dell art. 271; in particolare tutti i campionamenti per il controllo del rispetto dei limiti autorizzati devono essere costituiti, sia per i sistemi in continuo che per quelli in discontinuo, da almeno tre letture consecutive riferite ad un ora di funzionamento degli impianti; o) la ditta, inoltre, per la valutazione della conformità delle emissioni ai limiti autorizzati dovrà utilizzare i metodi di campionamento riportati nella tabella consultabile nel sito internet all interno del link Guida ai servizi, opzione Emissioni in atmosfera; p) in occasione dell effettuazione delle analisi annuali, di quelle eventualmente previste dal comma 6 dell art. 269 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. o di quelle altrimenti imposte dal provvedimento autorizzativo, dovranno essere comunicate preventivamente, e comunque con un anticipo di almeno 7 giorni lavorativi, al Dipartimento Provinciale ARPAV di Padova (via Ospedale, PADOVA) le date fissate sia per il campionamento che per le analisi, a cui potrà presenziare; 1112 q) tutti gli impianti di combustione presenti nello stabilimento e tutti i combustibili ivi utilizzati devono essere conformi a quanto previsto dal Titolo III e dall allegato 10 alla parte V del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.; r) deve essere preventivamente comunicata a questa Provincia, ogni eventuale modifica non sostanziale che il gestore intenda effettuare, nel caso in cui l Amministrazione Provinciale non si esprima entro 60 giorni il gestore può procedere all esecuzione della modifica, fatto salvo il potere dell Autorità di provvedere successivamente; s) deve essere preventivamente comunicata a questa Provincia, ogni eventuale variazione relativa alla modifica della ragione sociale della ditta; t) le prescrizioni contenute nel provvedimento autorizzativo potranno essere modificate, su parere della Commissione Tecnica Provinciale Ambiente, o a seguito dell'entrata in vigore del Piano Regionale di Risanamento dell'atmosfera e/o della normativa conseguente all'applicazione del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. o dall individuazione di migliori tecniche disponibili oppure qualora lo richiedano particolari situazioni di rischio sanitario o zone soggette a particolare tutela ambientale; u) l'attività potrà essere svolta soltanto nel rispetto delle norme edilizie, urbanistiche ed in materia di rumore e nel rispetto delle norme in materia di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro il cui controllo spetta allo SPISAL. Art.12. PRESCRIZIONI PER LE OPERAZIONI DI MESSA IN SICUREZZA, CHIUSURA DELL IMPIANTO E RIPRISTINO DEL SITO Al momento della dismissione dell impianto la Ditta dovrà provvedere alla chiusura dell impianto di trattamento e al ripristino ambientale dell area utilizzata, secondo quanto previsto dal piano di ripristino ambientale presentato dalla Ditta (prot. prov.le n del ) al fine di garantire la fruibilità del sito in coerenza con la destinazione urbanistica dell area. Della corretta esecuzione degli interventi di ripristino dovrà essere data comunicazione a questa Provincia, concordando l effettuazione di eventuali operazioni ulteriormente necessarie alla messa in sicurezza e ripristino del sito. Art.13. GARANZIE FINANZIARIE L efficacia del presente provvedimento è subordinata alla conformità delle garanzie finanziarie presentate dalla ditta alle disposizioni previste dalla D.G.R.V del 28/07/14: qualora la polizza RCI presentata dalla ditta preveda il pagamento del premio con rate annue, la ditta è tenuta ad inviare alla scrivente Provincia (almeno 15 giorni prima della scadenza del premio annuale) l attestazione dell avvenuto pagamento del premio per l anno successivo; in caso di mancata presentazione delle garanzie finanziarie di cui sopra nei termini fissati, la Ditta dovrà sospendere l'attività autorizzata con il presente provvedimento; l eventuale riduzione dell importo della fidejussione o una sua liberazione per cessazione dell attività è subordinata ad un espresso nulla osta da parte della Provincia di Padova. Art.14. PRESCRIZIONI GENERALI 1. La Ditta dovrà rispettare quanto stabilito dalla normativa vigente e dal relativo regolamento comunale in materia di rumore. 1213 Art.15. Art Le attività autorizzate devono avvenire con l osservanza delle vigenti disposizioni in materia di salute e di sicurezza del lavoro di cui al D.Lgs 81/2008 il cui controllo spetta allo SPISAL. 3. Al termine dell attività prevista dal presente Provvedimento, dovrà essere comunicato alla Provincia il luogo in cui vengono tenuti i registri di carico e scarico, ai sensi dell art. 190, c.3 del D.Lgs. n. 152/06 s.m.i.. Sono fatte salve le disposizioni di legge in materia di SISTRI. 4. Devono essere tenuti appositi quaderni per la registrazione dei controlli di esercizio eseguiti e degli interventi di manutenzione programmata e straordinaria degli impianti, nonché, ai sensi dell art. 28 della L.R. 3/2000, il piano di sicurezza (acquisito agli atti con prot. Prov.le n del ) che dispone le procedure da adottarsi in caso di incidente grave che si estenda al perimetro esterno dello stabilimento. Tale piano deve essere accessibile agli interessati e verificabile da parte delle Autorità comunali e di quelle che esercitano la vigilanza, ai sensi dell art. 22 c. 2 lettera d) della L.R. 3/2000; 5. Deve essere garantito un adeguato sistema di derattizzazione e disinfestazione dalle zanzare del quale la Ditta dovrà tenere adeguata documentazione che ne attesti la regolare esecuzione nel tempo. Di tale programma deve esserne data preventiva comunicazione al Comune e all'ulss competente per territorio. 6. Dovranno essere preventivamente comunicate a questa Provincia eventuali variazioni relative al nominativo del responsabile tecnico della Ditta. RINNOVO DEL PROVVEDIMENTO L eventuale richiesta di rinnovo della presente autorizzazione dovrà essere presentata almeno 6 mesi prima della scadenza (e non prima di 1 anno) e contenere tutte le variazioni intervenute rispetto alla situazione attuale. INOSSERVANZA DELLE DISPOSIZIONI DEL PRESENTE PROVVEDIMENTO L inosservanza delle disposizioni contenute nel presente decreto comporta l applicazione delle sanzioni previste dal D.Lgs 152/2006 Parte IV, s.m.i.. Sono fatte salve le autorizzazioni e le prescrizioni di competenza di altri Enti ed organismi, quali il certificato di prevenzione incendi e/o parere di conformità rilasciato dai Vigili del Fuoco, ed i provvedimenti dei Comuni in materia edilizia ed igienico sanitaria, nonché l autorizzazione paesaggistica ove ed in quanto prevista. Questa Amministrazione si riserva la facoltà di modificare ed integrare il presente provvedimento nel caso ciò si renda necessario a seguito di modifiche normative introdotte nella materia. Avverso il presente provvedimento è ammesso eventuale ricorso giurisdizionale, al T.A.R. del Veneto, ai sensi dell art. 3 della Legge n. 241, nel termine di 60 giorni dal ricevimento, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni. Il presente atto costituito da n. 13 pagine. IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO ECOLOGIA Dott.ssa Miledi Dalla Pozza (con firma digitale) 13 Vedere altro
Provvedimento N. 5666/EC/2014 Prot. Gen. N. 129597/14 del 24/09/2014 Ditta n. 28174 - Pratica n. 2014/544 Sede Centrale: P.zza Antenore, 3 - Padova tel. 049/8201111 Settore Ambiente: P.zza Bardella (3^ Dettagli PROVINCIA DI PADOVA. Sede Centrale: P.zza Antenore, 3 - Padova tel. 049/8201111 Settore Ambiente: P.zza Bardella (3^ Torre)- Padova tel.
Provvedimento N. 5667/EC/2014 Prot. Gen. N.129594/14 del 24/09/2014 Ditta n. 7439 - Pratica n. 2013/972 Sede Centrale: P.zza Antenore, 3 - Padova tel. 049/8201111 Settore Ambiente: P.zza Bardella (3^ Torre)- Dettagli APPENDICE I Elenco CER ammessi all impianto
APPENDICE I Elenco CER ammessi all impianto CER DESCRIZIONE 01.04.07* rifiuti contenenti sostanze pericolose, prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali non metalliferi 02.01.03 scarti di tessuti Dettagli PROVINCIA DI VERONA SETTORE ECOLOGIA Servizio Gestione Rifiuti U.O. Rifiuti Speciali
Oggetto: Rinnovo dell autorizzazione all esercizio dell impianto di recupero di proprietà della Ditta Benassuti Rottami S.a.s., sito in Località Pigno del Comune di Sommacampagna (Vr) e contestuale presa Dettagli L'Azienda Vescovo Romano & C. è attiva dal 1960, svolgendo quindi da oltre 40 anni un ruolo importante nel settore dell'ecologia.
L'Azienda Vescovo Romano & C. è attiva dal 1960, svolgendo quindi da oltre 40 anni un ruolo importante nel settore dell'ecologia. Al fine di ridurre l'impatto ambientale,si occupa del riciclaggio dei materiali Dettagli Descrizione rifiuto Codice CER Deposito max istantaneo (mc.) 070501* 070703* 2 m 3 (deposito) 160506*
Descrizione rifiuto Codice CER Rifiuti liquidi pericolosi soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri - Acque 070501* di lavaggio di laboratorio solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio ed 070703* Dettagli Provincia di Roma. Dipartimento 04 Servizio 00UD. Promozione della qualita' ambientale e sviluppo sostenibile - Gestione Rifiuti
Provincia di Roma Dipartimento 04 Servizio 00UD Promozione della qualita' ambientale e sviluppo sostenibile - Gestione Rifiuti e-mail: c.vesselli@provincia.roma.it Proposta n. 1884 del 03/04/2014 RIFERIMENTI Dettagli SUB-ALLEGATO 1 ELENCO CODICI CER AMMESSI IN IMPIANTO DEMOLIZIONI POMILI SRL (LOCALITA PRATO DELLA CORTE)
SUB-ALLEGATO 1 ELENCO CODICI CER AMMESSI IN IMPIANTO DEMOLIZIONI POMILI SRL (LOCALITA PRATO DELLA CORTE) 1/6 CER AUTORIZZATI E RELATIVE OPERAZIONI ALLE QUALI POSSONO ESSERE SOTTOPOSTI CER RIFIUTI PERICOLOSI Dettagli Uff. Controllo Suolo e Sottosuolo. N. Reg. Decr. 324/2015 Data 14/09/2015. Oggetto: Ditta Zanette Gianni & C. s.n.c. - Cordignano.
Atto T0B0FH Settore T Servizio AU Ecologia e Ambiente Ecologia e ambiente U.O. 0030 Rifiuti e Cave Ufficio TSUS Uff. Controllo Suolo e Sottosuolo C.d.R. 0023 Ecologia e Ambiente Autorizzazione impianto Dettagli RELAZIONE TECNICA. (rinnovo comunicazione R13 ed R4 ai sensi dell art 216 del d.lgs 152/06)
RELAZIONE TECNICA Comunicazione R13 ed R4 ai sensi dell art 216 del D.Lgs. 152/06 BALASINI ROTTAMI SNC Via Tomba n 45 42045 Luzzara (RE) Sede impianto: via Tomba n 45-42045 LUZZARA (RE) Allegato 1 RELAZIONE Dettagli Città Metropolitana di Genova PROVVEDIMENTO DIRIGENZIALE
Città Metropolitana di Genova PROVVEDIMENTO DIRIGENZIALE DIREZIONE AMBIENTE, AMBITI NATURALI E TRASPORTI SERVIZIO ACQUA E RIFIUTI Prot. Generale N. 0000821 / 2015 Atto N. 69 OGGETTO: MODIFICA NON SOSTANZIALE Dettagli Determinazione del Dirigente del Servizio Gestione Rifiuti e Bonifiche
AREA SVILUPPO SOSTENIBILE E PIANIFICAZIONE AMBIENTALE Determinazione del Dirigente del Servizio Gestione Rifiuti e Bonifiche Torino, 18 OTT 2007 N. 233-1190524/2007 (numero - protocollo / anno) OGGETTO: Dettagli TABELLA 1 Codice CER Descrizione R13 R12 SC R12 EI/A/DR/RV R3 02.01.04 rifiuti plastici (ad esclusione degli imballaggi) 03.01.01 scarti di corteccia e sughero 03.01.05 04.01.08 segatura, trucioli, residui Dettagli G2 AMBIENTE SRL Elenco CODICI CER/OPERAZIONI
ALLEGATO A Elenco rifiuti speciali non pericolosi e speciali pericolosi autorizzati, gestibili presso l impianto C.E.R. 02 Rifiuti non pericolosi DESCRIZIONE QUANTITA (TONN/ANNO) 3.000 OPERAZIONE DI GESTIONE Dettagli FERRARI CLAUDIO AUTODEMOLITORE E OFFICINA MECCANICA
Proponente FERRARI CLAUDIO Studio incaricato STUDIO TECNICO Fogola Geom. Francesco Via della Repubblica 50 54026 Arpiola di Mulazzo (MS). FERRARI CLAUDIO AUTODEMOLITORE E OFFICINA MECCANICA INTEGRAZIONE Dettagli ALLEGATO 3 LIMITI E PRESCRIZIONI RIFIUTI
LIMITI E PRESCRIZIONI ALLEGATO 3 L autorizzazione integrata ambientale ai sensi del D.lgs 152/2006, è rilasciata alla Società ECO-WORKS S.r.l. per l esercizio dell impianto di raccolta, stoccaggio e trattamento Dettagli SUB-ALLEGATO 3 INTEGRAZIONE ALL ALLEGATO B GRUPPO DI MISCELAZIONE NPP8
SUB-ALLEGATO 3 INTEGRAZIONE ALL ALLEGATO B GRUPPO DI MISCELAZIONE NPP8 Integrazione all Allegato B - gruppo di miscelazione NPP8 GRUPPO NPP8 solidi di natura prevalentemente inorganica Tipologie da miscelare: Dettagli CONDIZIONI DA RISPETTARE. relative alla Determinazione n. del
CONDIZIONI DA RISPETTARE relative alla Determinazione n. del Gestore: TRASH s.r.l. P.IVA e C.F.: 05818421009 Sede Legale: Via Licenza n.9 00156 Roma (RM) Sede Operativa : Via Casale Cavallari n.45 00156 Dettagli REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 1/9 DEL 9.1.2009
Oggetto: Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale ai sensi dell art. 31 della L.R. n. 1 del 18.1.1999 e s.m.i. e della Delib. G.R. n. 5/ 11 del 15.2.2005 e s.m.i. relativa al progetto Ampliamento Dettagli PROVINCIA DI BIELLA. Ambiente e Agricoltura - DT Impegno n. DETERMINAZIONE N. 599 IN DATA 09-03-2010
PROVINCIA DI BIELLA Ambiente e Agricoltura - DT Impegno n. Dirigente / Resp. P.O.: SARACCO GIORGIO DETERMINAZIONE N. 599 IN DATA 09-03-2010 Oggetto: Metallurgica Biellese S.r.l. - Complesso I.P.P.C sito Dettagli ELENCO CODICI RIFIUTI AUTORIZZATI
C.E.R. DESCRIZIONE RIFIUTO ELENCO CODICI RIFIUTI AUTORIZZATI 02 01 08* rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose 02 01 09 rifiuti agrochimici diversi da quelli della voce 02 01 08 02 02 04 fanghi Dettagli Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento
RIFIUTI: AMMISIBILITA IN DISCARICA NUOVA LISTA POSITIVA Con delibera della Giunta Provinciale n. 2740 del 14 dicembre 2012 è stata modificata la lista positiva dei rifiuti non pericolosi che possono essere Dettagli C.E.R. DESCRIZIONE NOTE
Bollettino Ufficiale n. 3/I-II del 15/01/2013 / Amtsblatt Nr. 3/I-II vom 15/01/2013 133 Allegato parte integrante ELENCO DEI RIFIUTI NON PERICOLOSI ELENCO DEI RIFIUTI NON PERICOLOSI PROVENIENTI DA LOCALI Dettagli PROVINCIA DI BRINDISI Servizio Ambiente ed Ecologia
PROVINCIA DI BRINDISI Servizio Ambiente ed Ecologia ESTRATTO DEL PROVVEDIMENTO DIRIGENZIALE DI AUTORIZZAZIONE n. 3 DEL 04-04-2013 Oggetto: Verifica di assoggettabilità a VIA - progetto per la realizzazione Dettagli Provincia di Pordenone
REPUBBLICA ITALIANA Provincia di Pordenone SETTORE ECOLOGIA Qualità dell' Aria Proposta nr. 55 del 13/05/2010 - Determinazione nr. 1189 del 14/05/2010 OGGETTO: D.Lgs. 152/06 e s.m.i - Autorizzazione alle Dettagli IL DIRETTORE REGIONALE DEL DIPARTIMENTO AMBIENTE
DECRETO N. 47 DEL 7 MAGGIO 2014 OGGETTO: Ditta Polaris S.r.l. con sede legale in via Sacro Cuore n. 3 Rovigo. Impianto di stoccaggio provvisorio di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, ubicato Dettagli fanghi prodotti da operazioni di lavaggio, pulizia, sbucciatura,
REFECTA s.r.l. - ALLEGATO A Elenco rifiuti speciali non pericolosi e speciali pericolosi autorizzati, gestibili presso l impianto sito in Via Grotte di Nottola 21 Cisterna di Latina (LT) C.E.R. DESCRIZIONE Dettagli PROVINCIA DI VERONA Settore Ambiente Servizio Gestione Rifiuti Unità Operativa Rifiuti Speciali
PROVINCIA DI VERONA Settore Ambiente Servizio Gestione Rifiuti Unità Operativa Rifiuti Speciali Oggetto Rinnovo dell'autorizzazione all'esercizio, con validità fino al 31 dicembre 2016, rilasciata alla Dettagli Esemplificazione sulle caratteristiche tecniche di un impianto di recupero e trattamento
Allegato 1 Esemplificazione sulle caratteristiche tecniche di un impianto di recupero e trattamento Si riporta di seguito, in via del tutto esemplificativo, la strutturazione di un impianto di trattamento Dettagli PROVINCIA DI VICENZA AREA SERVIZI AL CITTADINO E AL TERRITORIO SETTORE AMBIENTE SERVIZIO ACQUA SUOLO RIFIUTI
PROVINCIA DI VICENZA AREA SERVIZI AL CITTADINO E AL TERRITORIO SETTORE AMBIENTE SERVIZIO ACQUA SUOLO RIFIUTI Partita IVA e Codice Fiscale: 00496080243 Domicilio Fiscale: Palazzo Godi - Nievo, Contrà Gazzolle, Dettagli BILANCIO DI PRODUZIONE DEI MATERIALI INERTI DA SCAVO E DEI MATERIALI DA DEMOLIZIONE E COSTRUZIONE
BILANCIO DI PRODUZIONE DEI MATERIALI INERTI DA SCAVO E DEI MATERIALI DA DEMOLIZIONE E COSTRUZIONE l.r. 3 dicembre 2007 n. 31 (NUOVE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI) Allegato obbligatorio Dettagli DECRETA. 1)Ritenere la premessa parte integrante del presente provvedimento.
A.G.C. - Ecologia, Tutela dell'ambiente, Disinquinamento, Protezione Civile - Settore Provinciale Ecologia, Tutela dell'ambiente, Disinquinamento Protezione Civile - Caserta - Decreto dirigenziale n.144 Dettagli Costo./ton Smaltimento Selezione Ritiro. Corrispettivo./ton DESCRIZIONE
Costo 20 RIFIUTI URBANI (RIFIUTI DOMESTICI E ASSIMILABILI PRODOTTI DA ATTIVITÀ COMMERCIALI E INDUSTRIALI NONCHÉ DALLE ISTITUZIONI) INCLUSI I RIFIUTI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA 20 01 frazioni oggetto Dettagli Città Metropolitana di Genova DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE DIREZIONE AMBIENTE
Città Metropolitana di Genova DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE DIREZIONE AMBIENTE Prot. Generale N. 0100090 / 2015 Atto N. 4715 OGGETTO: BENFANTE S.P.A. MODIFICA NON SOSTANZIALE DELL AUTORIZZAZIONE UNICA, RILASCIATA, Dettagli P r o v i n c i a d i P a d o v a
1 Decreto n. 131/VIA/2014 Prot. n. 94709 del 03/07/2014 Ditta n. 71048 Sede Settore Ambiente: P.zza Bardella, 2 35131 Padova tel. 049/8201811 VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA' (art. 20 del D.Lgs 152/06 e s.m.i.) Dettagli PROVINCIA DI FOGGIA. N. 39 /6.15/Reg. Deter. Data, 12/01/2010
N 3 /Reg. Ambiente PROVINCIA DI FOGGIA DETERMINAZIONE DEL RESPONSABILE DEL SERVIZIO AMBIENTE N. 39 /6.15/Reg. Deter. Data, 12/01/2010 OGGETTO: Integrazione e rinnovo autorizzazione alla soc. Nicola Veronico Dettagli PROGETTO DI RIPRISTINO
REGIONE TOSCANA PROVINCIA LIVORNO IMPIANTO FOTOVOLTAICO DI POTENZA 7,17 MWp Strada Loc. Forni Comune di Suvereto VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA' A V.I.A. "PROGETTO DEFINITIVO" RETE RINNOVABILE S.R.L. Via Dettagli Scheda 5.1 Iscrizione al Registro provinciale delle imprese esercenti attività di recupero dei rifiuti non pericolosi
Scheda 5.1 Iscrizione al Registro provinciale delle imprese esercenti attività di recupero dei rifiuti non pericolosi SOGGETTI RICHIEDENTI Le imprese che intendono avviare l attività di recupero di rifiuti Dettagli CODICI CER RIFIUTI SETTORE COSTRUZIONI
CODICI CER RIFIUTI SETTORE COSTRUZIONI Tipo di attività: SCAVO, COSTRUZIONE, DEMOLIZIONE (attività edile vera e propria) Codice CER Declaratoria Note 17.01.01 cemento 17.01.02 mattoni 17.01.03 mattonelle Dettagli Dott. Ing. Giovanni Tegazzini. Sommario
Pagina 2 di 14 Sommario 1. NOTIZIE GENERALI STATO AUTORIZZATO... 3 2. MODIFICHE RICHIESTE... 6 3. OPERAZIONE DI RECUPERO R4... 7 4. INDIVIDUAZIONE E DESCRIZIONE AREA IMPIANTO... 9 5. CARATTERISTICHE STRUTTURALI Dettagli CENTRO ROTTAMAZIONE E DEMOLIZIONE PONTINA S.r.l.
CENTRO ROTTAMAZIONE E DEMOLIZIONE PONTINA S.r.l. Sede legale e impianto: Via S. Carlo, snc - 04014 Pontinia (LT) ALLEGATO TECNICO ELENCO CER SCHEMI A BLOCCO La ditta proponente C.R.D. Centro Rottamazione Dettagli CIRCOLARE n.1/2011. b) l autocertificazione attestante la presenza o meno di sostanze contenenti amianto nell unità catastale oggetto dell intervento;
SETTORE AMBIENTE ENERGIA Servizio Pianificazione e Presidenza Gestione dei Rifiuti Osservatorio Provinciale Rifiuti CIRCOLARE n.1/2011 Linee di indirizzo provinciali per la compilazione della modulistica Dettagli provincia.udine@cert.provincia.udine.it AREA AMBIENTE AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE
provincia.udine@cert.provincia.udine.it AREA AMBIENTE AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE OGGETTO: DPR N. 59/2013 - AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE DELLA DITTA VALORI FRANCO & Dettagli Italplafer s.r.l. Impianto di recupero rifiuti non pericolosi. Comune di Giulianova Zona Industriale Colleranesco INTEGRAZIONI AL RAPPORTO PRELIMINARE
www.focusambiente.it COMMITTENTE Italplafer s.r.l. Impianto di recupero rifiuti non pericolosi Comune di Giulianova Zona Industriale Colleranesco OGGETTO INTEGRAZIONI AL RAPPORTO PRELIMINARE Verifica di Dettagli REPUBBLICA ITALIANA Provincia di Pordenone. SETTORE ECOLOGIA Tutela del Suolo e Rifiuti
REPUBBLICA ITALIANA Provincia di Pordenone SETTORE ECOLOGIA Tutela del Suolo e Rifiuti Proposta nr. 37 del 08/04/2011 - Determinazione nr. 832 del 08/04/2011 OGGETTO: Comune di CASARSA DELLA DELIZIA. Autorizzazione Dettagli P R O V I N C I A D I V I C E N Z A
P R O V I N C I A D I V I C E N Z A AREA SERVIZI AL CITTADINO E AL TERRITORIO SETTORE AMBIENTE E TERRITORIO SERVIZIO ACQUA SUOLO RIFIUTI Partita IVA e Codice Fiscale: 00496080243 Domicilio fiscale: Palazzo Dettagli DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA ATTO DI NOTORIETA
DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA ATTO DI NOTORIETA Il sottoscritto, nato a il residente a in, in qualità di tecnico abilitato incaricato dalla ditta, consapevole che, ai sensi dell art. 767 del DPR n. 445 del Dettagli REPUBBLICA ITALIANA Provincia di Pordenone. SETTORE ECOLOGIA Qualità dell' Aria
REPUBBLICA ITALIANA Provincia di Pordenone SETTORE ECOLOGIA Qualità dell' Aria Proposta nr. 27 del 14/03/2013 - Determinazione nr. 680 del 14/03/2013 OGGETTO: D.Lgs. 152/06 e s.m.i - Autorizzazione alle Dettagli Città Metropolitana di Roma Capitale. Dipartimento 04 Servizio 04. Procedimenti integrati e sanzioni ambientali
Città Metropolitana di Roma Capitale Dipartimento 04 Servizio 04 Procedimenti integrati e sanzioni ambientali e-mail: p.camuccio@cittametropolitanaroma.gov.it Proposta n. 4217 del 22/09/2015 RIFERIMENTI Dettagli Determinazione del Dirigente del Servizio Valutazione Impatto Ambientale
Determinazione del Dirigente del Servizio Valutazione Impatto Ambientale N. 66 29422/2011 OGGETTO: Progetto: Trasferimento di attività di recupero di recupero rifiuti non pericolosi Comune: Poirino (TO) Dettagli Provincia di Pordenone
REPUBBLICA ITALIANA Provincia di Pordenone SETTORE ECOLOGIA Qualità dell' Aria Proposta nr. 7 del 10/02/2011 - Determinazione nr. 332 del 14/02/2011 OGGETTO: D.Lgs. 152/06 e s.m.i. - Autorizzazione alle Dettagli 4.3 Il recupero di materia
4.3 Il recupero di materia Nel 2008 sono state gestite tramite operazioni di recupero di materia (da R2 a R13) oltre 13.000.000 t di rifiuti in Veneto nei circa 1.200 impianti ubicati sul territorio regionale. Dettagli Determinazione del Dirigente del Servizio Valutazione Impatto Ambientale
Determinazione del Dirigente del Servizio Valutazione Impatto Ambientale N. 50 29819/2010 OGGETTO: Progetto: Attività di messa in riserva e recupero di rifiuti pericolosi e non pericolosi Comune: Moncalieri Dettagli LA GESTIONE DEI RIFUTI NELLE COSTRUZIONI EDILI
LA GESTIONE DEI RIFUTI NELLE COSTRUZIONI EDILI INDICAZIONI PER I COORDINATORI DELLA SICUREZZA SULLA CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE ALCUNE DEFINIZIONI TRATTE DAL D. LGS. 152/06 Dettagli PROVINCIA DI VERONA Settore Ambiente Servizio Organizzazione e Smaltimento Rifiuti. Determinazione n. 7280/09 del 31 dicembre 2009
PROVINCIA DI VERONA Settore Ambiente Servizio Organizzazione e Smaltimento Rifiuti Oggetto Autorizzazione, con validità fino al 30 dicembre 2014, all'esercizio dell'impianto di messa in riserva, selezione Dettagli Acqua, Bonifiche e Fertirrigazioni. Autorizzazione Unica Ambientale. N. Reg. Decr. 41/2015 Data 9/02/2015
Atto T0AZYJ Settore T Servizio AU Ecologia e Ambiente Ecologia e ambiente U.O. 0063 Acqua, Bonifiche e Fertirrigazioni Ufficio TH2O Acqua, Bonifiche e Fertirrigazioni C.d.R. 0023 Ecologia e Ambiente Autorizzazione Dettagli Il Dirigente del Servizio Tutela e Valutazioni Ambientali
Determinazione del Dirigente del Servizio Tutela e Valutazioni Ambientali N. 5 5487/2015 OGGETTO: Progetto: Richiesta di modifica sostanziale dell autorizzazione ex art. 208 del D.Lgs. 152/2006 n. 230-365281/2006 Dettagli PROVINCIA DI VICENZA AREA SERVIZI AL CITTADINO E AL TERRITORIO
PROVINCIA DI VICENZA AREA SERVIZI AL CITTADINO E AL TERRITORIO SETTORE AMBIENTE - SERVIZIO AMBIENTE E TERRITORIO Partita IVA e Codice Fiscale: 00496080243 Domicilio Fiscale: Palazzo Godi - Nievo, Contrà Dettagli Provincia di Pordenone
REPUBBLICA ITALIANA Provincia di Pordenone SETTORE ECOLOGIA Qualità dell' Aria Proposta nr. 145 del 18/11/2011 - Determinazione nr. 2740 del 18/11/2011 OGGETTO: D.Lgs. 152/06 e s.m.i - Autorizzazione alle Dettagli Atto Dirigenziale N. 1835 del 17/05/2011
Atto Dirigenziale N. 1835 del 17/05/2011 Classifica: 008.11.02 Anno 2011 (3813079) Oggetto Ufficio Redattore Riferimento PEG Centro di Costo Resp. del Proc. Dirigente/Titolare P.O. AUTORIZZAZIONE AI SENSI Dettagli Comune di Adrano (Provincia di Catania) IV A.F. / 3 servizio - Ambiente e verde
Comune di Adrano (Provincia di Catania) IV A.F. / 3 servizio - Ambiente e verde COPIA Determina 4 a A.F. /3 Serv. n. 6 del 31/03/2010 Registro Generale n. 320 del 31/03/2010 Oggetto: Centro di Raccolta Dettagli TITOLO 5 - ECOCENTRO
TITOLO 5 - ECOCENTRO 1. L' ecocentro comunale è connesso e funzionale al sistema di gestione dei rifiuti urbani. 2. Il Comune e il Gestore del servizio rendono pubblico il sito ove è realizzato l'ecocentro Dettagli IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO EMISSIONI IN ATMOSFERA (OMISSIS) DETERMINA
Oggetto: AUTORIZZAZIONE DI CARATTERE GENERALE PER LE EMISSIONI IN ATMOSFERA DI ATTIVITÀ DI PRODUZIONE DI MOBILI, OGGETTI, IMBALLAGGI, PRODOTTI SEMIFINITI IN MATERIALE A BASE DI LEGNO CON UTILIZZO GIORNALIERO Dettagli Fare click sulla voce che identifica la tipologia del rifiuto per proseguire con la FASE 3.
FASE 2. identificare il processo che ha prodotto il rifiuto. L identificazione della tipologia del rifiuto permette di identificare le successive due cifre del codice: 10 01 rifiuti prodotti da centrali Dettagli ALLEGATO A Norme generali
ALLEGATO A Norme generali Rinnovo Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) - dell Impianto di trattamento rifiuti solidi urbani e valorizzazione della accolta differenziata a servizio dell Ambito Ottimale Dettagli Spett.le Dipartimento Ambiente. Il sottoscritto..., nato a..., il..., nella sua qualità di legale rappresentante di..., con sede legale in.
Approvazione del progetto e autorizzazione alla realizzazione dell'impianto di smaltimento e contestuale autorizzazione all'esercizio delle attivita' di deposito preliminare per chi non rispetta le condizioni Dettagli PROVINCIA DI BIELLA. Settore Tutela Ambientale Codice: Impegno n. DETERMINAZIONE N. 3795 IN DATA 05/10/2005
PROVINCIA DI BIELLA Settore Tutela Ambientale Codice: Impegno n. Dirigente / Resp. P.O.: SARACCO GIORGIO Codice: DETERMINAZIONE N. 3795 IN DATA 05/10/2005 Oggetto: Determinazione Dirigenziale n. 2357 del Dettagli Impianti Stoccaggio Amianto
Il trattamento e lo smaltimento dei Rifiuti Contenenti Amianto: situazione italiana. Roma 12 Dicembre 2013. Impianti Stoccaggio Amianto Ing. Beatrice Conestabile della Staffa Dott.ssa Federica Paglietti Dettagli Il sottoscritto. Titolare della Ditta. Legale Rappresentante della Ditta con sede legale nel Comune di località Via...n... CAP.Prov...
A.O.O. Provincia di Roma Servizi di Tutela Ambientale Anno Classificazione Fascicolo.. N.. DATA. Modello I-5bis (Provincia Modello_E-bis Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Civitavecchia Dettagli L ammissione di rifiuti in discarica potrà avvenire secondo le seguenti modalità operative:
Allegato CRITERI E PROCEDURE PER AMMISSIBILITA DI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI IN DISCARICHE PER RIFIUTI NON PERICOLOSI DAL 01/07/2009 AI SENSI DEL DM 3 AGOSTO 2005 Il presente documento ha lo scopo Dettagli TIPOLOGIE DI RIFIUTI CHE SI INTEDONO SMALTIRE DENTRO LA CAVA PROGETTATA A SALUGGIA Trascrizione dal progetto a cura di Legambiente
TIPOLOGIE DI RIFIUTI CHE SI INTEDONO SMALTIRE DENTRO LA CAVA PROGETTATA A SALUGGIA Trascrizione dal progetto a cura di Legambiente 1 RIFIUTI DERIVANTI DA PROSPEZIONE, ESTRAZIONE DA MINIERA O CAVA, NONCHÉ Dettagli sensi dell art. 208 del D.Lgs. 152/2006 e dell art. 25 della L.R. 83/2000).
Provincia dell Aquila Settore Ambiente Genio Civile Protezione Civile Modulo Deposito Temporaneo di rifiuti ELENCO E DESCRIZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE, IN N. 3 ESEMPLARI IN ORIGINALE, ALLA DOMANDA Dettagli ISCRIZIONE ORDINARIA ALBO NAZ.GEST.AMBIETALI N. NA 536 4E Raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi
ISCRIZIONE ORDINARIA ALBO NAZ.GEST.AMBIETALI N. NA 536 4E Raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi CER DESCRIZIONE 01 01 01 rifiuti da estrazione di minerali metalliferi Dettagli REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL CENTRO DI RACCOLTA INTERCOMUNALE SITO NEL COMUNE DI CALCINAIA LOC. MARRUCCO VIA DEL MARRUCCO
REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL CENTRO DI RACCOLTA INTERCOMUNALE SITO NEL COMUNE DI CALCINAIA LOC. MARRUCCO VIA DEL MARRUCCO Art. 1 DEFINIZIONE DI CENTRO DI RACCOLTA E SUA FINALITA Il Centro di Raccolta Dettagli ESTRATTO SETTORE TUTELA AMBIENTALE
R.D. N. 34 ESTRATTO SETTORE TUTELA AMBIENTALE Oggetto: Comune di PASIANO DI PORDENONE, approvazione progetto di una piazzola ecologica sita in via Comugnuzze in comune di Pasiano di Pordenone. LA GIUNTA Dettagli PROVINCIA DI BRINDISI Servizio Ambiente ed Ecologia
PROVINCIA DI BRINDISI Servizio Ambiente ed Ecologia ESTRATTO DEL PROVVEDIMENTO DIRIGENZIALE DI AUTORIZZAZIONE n. 74 DEL 07-11-2013 Oggetto: Valutazione di Impatto Ambientale per la realizzazione e l esercizio Dettagli RINNOVO DELLE AUTORIZZAZIONI ALLO SCARICO NELLE RETI CONSORTILI
RINNOVO DELLE AUTORIZZAZIONI ALLO SCARICO NELLE RETI CONSORTILI INCONTRO TECNICO CON LE IMPRESE Venerdì 20 Aprile 2012, ore 17:00 Piano Primo Autorizzazione allo scarico nelle Reti Fognarie Consortili Dettagli PRODUZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI NEL VENETO Anno 2010
PRODUZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI NEL VENETO Anno 2010 ARPAV Direzione Tecnica Servizio Osservatorio Rifiuti OSSERVATORIO REGIONALE RIFIUTI Ottobre 2012 PRINCIPALI INDICATORI DEI RIFIUTI SPECIALI Dettagli LIVIERI FEDERICO S.R.L.
SOMMARIO LIVIERI FEDERICO S.R.L. 1. PREMESSA... 3 1.1 MISSION... 3 1.2 RIFERIMENTI NORMATIVI... 3 2. SINTESI DELL ATTIVITA E LOCALIZZAZIONE DELL IMPIANTO... 4 2.1 DATI IDENTIFICATIVI DELLA DITTA... 4 2.2 Dettagli COMUNE DI PONTEDERA Provincia di Pisa
COMUNE DI PONTEDERA Provincia di Pisa REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE SITO NEL COMUNE DI PONTEDERA ZONA INDUSTRIALE LA BIANCA VIA DON MEI Art. 1 Definizione centro raccolta Dettagli REPUBBLICA ITALIANA Provincia di Pordenone SETTORE ECOLOGIA TUTELA DEL SUOLO E RIFIUTI
REPUBBLICA ITALIANA Provincia di Pordenone SETTORE ECOLOGIA TUTELA DEL SUOLO E RIFIUTI Proposta nr. 159 del 24/12/2013 - Determinazione nr. 3187 del 24/12/2013 OGGETTO: ECO SINERGIE Società Consortile Dettagli Apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16.02.09 a 16.02.13
Si riportano qui di seguito le Tabelle contenenti per ogni tipologia di rifiuto, l attività di recupero che si intende svolgere, codice, descrizione del codice, stato fisico e quantitativo di trattamento Dettagli R E G I O N E P U G L I A
- Visto il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n.22 (sostituito dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152); - Visto il decreto legislativo 13 gennaio 2003, n.36; - Visto il decreto ministeriale 5 febbraio Dettagli COMUNE DI CAMPOLONGO TAPOGLIANO PROVINCIA DI UDINE
COMUNE DI CAMPOLONGO TAPOGLIANO PROVINCIA DI UDINE Piazza Indipendenza n. 2 - C.A.P. 33040 Tel. 0431-99092 Fax 0431-973707 e-mail: tecnico@com-campolongo-tapogliano.regione.fvg.it - Cod.Fisc. - P.IVA 02551830306 Dettagli Decreto Dirigenziale n. 42 del 20/01/2014
Decreto Dirigenziale n. 42 del 20/01/2014 Dipartimento 52 - Dipartimento della Salute e delle Risorse Naturali Direzione Generale 5 - Direzione Generale per l'ambiente e l'ecosistema U.O.D. 16 - UOD Autorizzazioni Dettagli LINEE GUIDA REGIONALI PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI DA ATTIVITA DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE DGRV 1773, 28 agosto 2012
LINEE GUIDA REGIONALI PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI DA ATTIVITA DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE DGRV 1773, 28 agosto 2012 Laura Fornasiero Limena 14 dicembre 2012 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE OBIETTIVI: indicazioni Dettagli DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO
AL DIRIGENTE DEL SETTORE ECOLOGIA/AMBIENTE DEL COMUNE DI Per il tramite del SUAP del Comune di DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO di acque reflue industriali, acque reflue industriali assimilate alle Dettagli REPUBBLICA ITALIANA Provincia di Pordenone. SETTORE ECOLOGIA Qualità dell' Aria
REPUBBLICA ITALIANA Provincia di Pordenone SETTORE ECOLOGIA Qualità dell' Aria Proposta nr. 59 del 17/06/2013 - Determinazione nr. 1525 del 17/06/2013 OGGETTO: D.Lgs. 152/06 e s.m.i. - Autorizzazione alle Dettagli PIANO DI GESTIONE OPERATIVA
PIANO DI GESTIONE OPERATIVA ROTTAMI GARZON SRL Trattasi di una procedura che tende a consentire una corretta gestione dell impianto individuando le possibili criticità correlate alla tipologia di attività Dettagli IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE emana il seguente regolamento regionale:
Y 32 [BUR2006023] [5.1.3] Regolamento regionale 24 marzo 2006 - n. 4 Disciplina dello smaltimento delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne, in attuazione dell articolo 52, comma 1, Dettagli Io sottoscritto/a in qualità di titolare/legale rappresentante (1) della Ditta/Ente (1) con sede legale in Provincia via n C.A.P.
APPROVAZIONE PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DI SMALTIMENTO O RECUPERO RIFIUTI / VARIANTE SOSTANZIALE IN CORSO DI ESERCIZIO / EVENTUALE AUTORIZZAZIONE ALL ESERCIZIO D.Lgs 22/97 e ss. mm. e Dettagli Comune di Torre del Greco (NA) % di r.d. calcolata dalla fonte dati disponibile
Raccolta differenziata Comune di Torre del Greco (NA) Dati di produzione R.U. e percentuale di raccolta differenziata Anno 2015 % di r.d. calcolata dalla fonte dati disponibile 50% 45% 40% 35% 30% 25% Dettagli REPUBBLICA ITALIANA Provincia di Pordenone. SETTORE ECOLOGIA Qualità dell' Aria
REPUBBLICA ITALIANA Provincia di Pordenone SETTORE ECOLOGIA Qualità dell' Aria Proposta nr. 39 del 27/02/2012 - Determinazione nr. 459 del 29/02/2012 OGGETTO: D.Lgs. 152/06 e s.m.i. - Autorizzazione alle Dettagli VERIFICA DI ASSOGGETTABILITÀ PROGETTO PRELIMINARE STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE
5 ERAZIONI CONFORMI AUTOMEZZI, I E DI NORME RIFIUTI CONFERIMENTO PESA, ALLE DI SPECIFICHE REGISTRAZIONE NORME PRODOTTI RIFIUTI ALLE CONFERIMENTO PESA, OPERAZIONI NORME RESPINTA CONTROLLO SPECIFICHE REGISTRAZIONE Dettagli SCHEDA G1 OPERAZIONI DI RECUPERO DI RIFIUTI NON PERICOLOSI
SCHEDA G1 DI RIFIUTI NON PERICOLOSI DA ALLEGARE ALL ISTANZA GENERALE AUA G1.1 Dichiarazionie impegni del soggetto che propone l istanza. Il soggetto proponente dell istanza dichiara quanto segue di effettuare Dettagli Trasmissione solo via PEC
PROT. N. 150241/15 Lì 2/11/2015 ECOLOGIA RF/ED da citare nella risposta chiave ditta: 27102 pratica n. 2015/847 Trasmissione solo via PEC Spett.le ditta FERCART S.r.l. Via del Lavoro, 1 5044 MONTAGNANA Dettagli Città di Benevento. Ordinanza Sindacale n 86 del 19 Luglio 2011 IL SINDACO PREMESSO:
Ordinanza Sindacale n 86 del 19 Luglio 2011 PREMESSO: IL SINDACO CHE con Ordinanza del Commissario Delegato per l Emergenza Rifiuti nella Regione Campania ex O.P.C.M. 3653 del 30.01.2008 n 122 del 07.05.2008 Dettagli 2016 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back