Source: http://www.unioneinquiliniroma.it/a-tutela-del-patrimonio-ater-una-proposta-concreta-di-regolarizzazione-arriva-dallu-i/
Timestamp: 2020-02-17 14:21:15+00:00
Document Index: 44486147

Matched Legal Cases: ['art.11', 'art. 8', 'art. 11', 'art 9', 'art. 8', 'art. 12']

A TUTELA DEL PATRIMONIO ATER UNA PROPOSTA CONCRETA DI REGOLARIZZAZIONE ARRIVA DALL’U.I. | Unione Inquilini Roma
17 maggio 2017 ATER No comments
L’Unione Inquilini ha consegnato nella giornata di ieri presso la Regione Lazio, ad alcuni consiglieri di maggioranza e di opposizione, il documento che propone diverse soluzioni per la regolarizzazione delle famiglie che senza titolo risiedono nelle case popolari.
Da anni urge una normalizzazione che possa riorganizzare il patrimonio pubblico dell’Ater e garantire il riconoscimento agli inquilini aventi diritto. Una situazione che deve essere gestita secondo il rispetto di tutti i cittadini in graduatoria come spiega Guido Lanciano segretario romano dell’unione Inquilini: “Siamo assolutamente contrari alla sanatoria generalizzata, ma riteniamo necessario estrapolare la situazione amministrativa dei residenti negli alloggi e procedere con le regolarizzazioni per alcune situazioni”.
Proposte concrete e dettagliate che si auspica possano gettare le basi per un percorso condiviso di risanamento del patrimonio collettivo.
PROPOSTE DI regolarizzazione posizioni nuclei familiari in case popolari
Ipotesi di normativa transitoria
Noi non riteniamo, come alcuni dicono, che gli ATER “non sanno chi è in casa loro” e che “è piena di famiglie che non hanno diritto alla casa popolare”.
Da una analisi approssimativa si può dire che oltre l’80% dei Nuclei familiari residenti negli alloggi ATER hanno tutti i requisiti per la permanenza nell’alloggio ERP. Circa il 20%, invece, per varie ragioni o hanno perso il requisito, o non hanno mai avuto un titolo legittimo. Dal Censimento reddituale effettuato dagli ATER nell’ultimo anno può facilmente essere estrapolato il dato sull’attuale situazione amministrativa dei residenti negli alloggi.
In questo 20% c’è di tutto poiché, a causa delle continue modifiche legislative, ed in particolare sull’ampliamento del nucleo familiare e la modifica sui criteri di calcolo dei punteggi dei bandi, all’interno degli ATER si è creata molta confusione.
Siamo assolutamente contrari ad ogni ipotesi di sanatoria ma riteniamo che alcune situazioni, trattate in modo diverso dalle diverse ATER e dalle norme succedutesi, ed inoltre da alcune sentenze dei Tribunali possano essere regolarizzate.
Dai dati in nostro possesso, relativi ai censimenti passati, attualmente nelle case popolari del Lazio, ed in particolare a Roma, vi sono circa 2.000 nuclei familiari “proprietari di altra casa adeguata”. Questi nuclei familiari non hanno alcun diritto di rimanere negli alloggi e devono essere i primi ad essere sgomberati per assegnare gli alloggi alla graduatoria.
Per gli altri casi, noi partiamo dalla considerazione che, seppure tutti coloro i quali hanno i requisiti per l’assegnazione, hanno “diritto alla casa popolare”, in mancanza di case sufficienti l’unico modalità per scegliere gli assegnatari è la graduatoria generale dei bandi dei vari Comuni, (che a Roma è stata pubblicata solo ad inizio 2013), ed inoltre che, a causa di lentezze burocratiche degli ATER questi considerano “senza titolo” anche molti nuclei familiari che, invece, ritengono di avere diritto al subentro perché nessuno gli ha comunicato di non averne diritto
La nostra proposta, pertanto prevede due ipotesi di “regolarizzazione”:
I Nuclei familiari senza titolo legittimo dovranno, per poter rimanere nell’alloggio, presentare al Comune di residenza la domanda prevista dal bando pubblico per l’assegnazione, con temporanea esclusione del requisito di cui al punto f) dell’art.11 della L. 12/99 (non aver occupato) limitato ad una sola occupazione.
Il Nucleo Familiare “autorizzato all’utilizzo temporaneo” ha l’obbligo di versare il canone previsto dalla Delibera 947 del 2009, (che prevede l’applicazione del canone concordato con abbattimenti proporzionali al reddito) sino al provvedimento di assegnazione comunale che avverrà, esattamente come per tutti gli altri richiedenti, in base alla posizione del NF nella graduatoria generale.
Occorre inoltre una norma transitoria che “regolarizzi” tutte le richieste di voltura nel caso in cui l’Ente gestore non ha inviato il provvedimento di diniego di ampliamento familiare formalizzato con lettera o indicato almeno per 2 censimenti consecutivi, e quelle rigettate in base a norme non più valide.
IPOTESI DI ARTICOLATO
Ai nuclei familiari detentori di alloggi di ERP senza titolo legittimo, si applica, su loro richiesta, l’indennità di occupazione nella misura prevista dalla DGR Lazio n. 947 del 2009 alle seguenti condizioni:
a) Che la detenzione abbia avuto inizio prima del 31 dicembre 2013
b) Che il nucleo familiare abbia presentato domanda per l’assegnazione di alloggio ERP
c) Che la richiesta venga inviata entro il 30 Settembre 2017
d) Che il nucleo familiare abbia inviato all’Ente gestore il reddito annuo, tramite il censimento previsto dalla normativa regionale
e) Che il nucleo familiare abbia i requisiti per l’assegnazione previsti dalla normativa regionale
Ai Nuclei familiari che hanno presentato l’istanza di cui al comma precedente non si applica, ai fini dell’accertamento dei requisiti per l’accesso previsto dall’art. 8 del RR Lazio n. 2/00, per una sola volta, il requisito di cui al punto f) dell’art. 11 della L. 12/99.
Nei confronti dei nuclei familiari che hanno presentato l’istanza di cui al comma 1, abbiano le condizioni ivi previste, e versino l’indennità prevista dalla DGR n. 947/09, è sospeso ogni provvedimento di rilascio, sino alla comunicazione di assegnazione di alloggio, ai sensi del comma 4 dell’art 9 del RR Lazio n. 2/00, o di inammissibilità della domanda di assegnazione ai sensi dell’art. 8 del RR Lazio n 2/00, da parte del Comune competente per l’assegnazione.
All’art. 12 della L. 12/98 è aggiunto il seguente comma 5 bis :
“Decorsi 5 anni dalla comunicazione di ampliamento del nucleo familiare, anche mediante l’inserimento dei nuovi componenti nel censimento reddituale per il medesimo periodo, senza alcuna comunicazione di diniego, l’ampliamento si intende accolto.
Ai fini della verifica delle condizioni per l’ampliamento si applica la normativa vigente al momento dell’adozione del provvedimento di accoglimento o rigetto”
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