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Timestamp: 2019-04-18 23:10:43+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 617', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 616', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 366', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 77', 'art. 76', 'art. 3', 'art. 366', 'art. 2719', 'art. 366', 'sentenza ', 'art. 366']

È nulla la cartella esattoriale priva delle modalità di ricorso – Ricorsi.net
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Con la sentenza n. 4777 del 2013 la Suprema Corte di Cassazione rigetta il ricorso sollevato da Equitalia, ribadendo l’obbligatorietà, anche per quel che riguarda le iscrizioni ipotecarie, della comunicazione da effettuarsi al contribuente, mediante avviso, avente ad oggetto il termine entro cui poter sollevare opposizione e l’autorità innanzi alla quale poterla proporre.
In particolare, la Corte di Cassazione afferma che, proprio in virtù della posizione di subordinazione in cui versa il cittadino nei suoi rapporti con l’amministrazione finanziaria, non possono essere disattese né trascurate proprio quelle norme che, nel rispetto del principio di legalità, predispongono e informano l’esecutato delle tutele cui può avvalersi per far valere le proprie ragioni.
M.C. ha proposto opposizione ai sensi dell’art. 617 cod. proc. civ. davanti al Giudice di pace di Barra (NA), alla procedura esecutiva promossa a suo carico dalla s.p.a. Equitalia per la riscossione di tributi per l’importo complessivo di € 2.551,99, di cui a varie cartelle esattoriali. L’opponente ha denunciato l’illegittimità dell’iscrizione di ipoteca sui suoi beni immobili: iscrizione di cui ha avuto notizia il 12 novembre 2007.
Con sentenza 12-22 febbraio 2008 n. 769, notificata il 19giugno 2008, il Giudice di pace, ritenuta la propria giurisdizione, ha dichiarato nulla l’iscrizione ipotecaria, ordinandone la cancellazione, e ha disposto l’annullamento delle cartelle esattoriali.
1.- Deve essere preliminarmente corretta la qualificazione dell’oggetto della sentenza impugnata, che la ricorrente assume doversi considerare di opposizione all’esecuzione, in virtù del principio dell’apparenza, poiché così il Giudice di pace avrebbe qualificato la domanda dell’opponente.
La questione è stata posta dal ricorrente al fine di dimostrare l’ammissibilità del ricorso, ma è comunque irrilevante, poiché sia in tema di opposizione all’esecuzione, sia in tema di opposizione agli atti esecutivi, la sentenza che decide il procedimento è inappellabile in base al regime applicabile alla controversia (art. 616 cod. proc. civ., come modificato dall’art. 14 legge 24 febbraio 2006 n. 52 : cfr. Cass. civ. 29 maggio 2008 n. 14179).
2.- Con il primo motivo Equitalia assume che la sentenza impugnata ha erroneamente applicato l’art. 3, 4° comma, legge n. 241/1990 all’iscrizione ipotecaria di cui all’are. 77 del d.p.r. 29 settembre 1973 n. 602, circa l’obbligo di comunicare al contribuente, con l’avviso dell’iscrizione, il termine entro il quale può proporre opposizione e l’autorità a cui proporla. La norma sarebbe da ritenere inapplicabile alla riscossione esattoriale, poiché la legge pone il contribuente in posizione di subordinazione all’amministrazione finanziaria, in vista dell’esigenza della pronta realizzaz1one del credito fiscale (favor lisci).
2.1.- Il motivo non è fondato, e ne è anche dubbia l’ammissibilità, considerata la genericità e l’astrattezza del quesito formulato ai sensi dell’art. 366 bis cod. proc. civ.
È essenziale pertanto che, proprio in tema di esecuzione esattoriale, siano rigorosamente rispettati sa il principio di legalità, tramite la stretta osservanza delle procedure stabilite; sia gli adempimenti di carattere generale diretti allo scopo di permettere all’esecutato di far valere le sue ragioni: soprattutto ove si tratti di adempimenti di agevole esecuzione e poco costosi per l’amministrazione, quali quello di comunicare all’interessato unitamente alla comunicazione dell’avvenuta iscrizione ipotecaria – i termini e le modalità con cui può proporre opposizione e far valere le sue ragioni.
3.- Con il secondo motiva la ricorrente impugna la sentenza del GdP nella parte in cui ha ritenuto applicabili all’iscrizione ipotecaria esattoriale gli art. 50 e 76 d.p.r. 602/73.
La Corte di cassazione a sezioni unite ha ripetutamente affermato che l’ipoteca prevista dall’art. 77 d.p.r. n. 602 del 1973, pur non essendo atto di esecuzione, è tuttavia strettamente preordinata e strumentale all’espropriazione immobiliare, e pertanto è soggetta agli stessi limiti stabiliti per quest’ultima dall’art. 76 del medesimo d.p.r., come da ultimo modificato dall’art. 3 del d.!. n. 203 del 2005, conv. in legge n. 248 del 2005. L’ipoteca non può quindi essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli ottomila euro (Cass. civ. S.U. 22 febbraio 2010 n. 407; Cass. civ. S.U. 12 aprile 2012 n. 5771).
4.- Il terzo, il quarto ed il quinto motivo sono inammissibili sia per l’inidonea formulazione dei quesiti di diritto, sia per difetto di specificità ai sensi dell’art. 366 n. 6 cod. proc. civ.
“Si chiede alla Corte di cassazione di stabilire, tenuto conto della disciplina contenuta negli art. 2719 cod. civ. , 214 215 cod. proc. civ., se sia ammissib2le o meno disco.1oscere la conformità della fotocopia di un documento rispetto all’originale nell’atto introduttivo di un giudizio, prima cioè che avvenga la produzione in quest’ultimo del documento stesso” (quinto quesito).
A norma dell’art. 366 bis cod. proc. civ., è inammissibile il motivo di ricorso per cassazione il cui quesito di diritto si risolva in un’enunciazione di carattere generale e astratto, priva di qualunque indicazione sul tipo della controversia e sulla sua riconducibilità alla fattispecie in esame, tale da non consentire alcuna risposta utile a definire la causa nel senso voluto dal ricorrente, non potendosi desumere il quesito dal contenuto del motivo o integrare il primo con il secondo, pena la sostanziale abrogazione del suddetto articolo 366bis {Cass. civ. s.u. 11 marzo 2008 n. 6420).
4.1.- In secondo luogo non risulta se e tramite quali atti le questioni prospettate nei motivi di ricorso siano state sollevate davanti al giudice di primo grado, considerato che esse non risultano in alcun modo discusse dalla sentenza impugnata; né la ricorrente dichiara di avere prodotto in questa sede gli atti su cui il ricorso si fonda, indicando come siano contrassegnati e come siano reperibili fra gli altri atti e documenti di causa, come prescritto a pena di inammissibilità dall’art. 366 n. 6 cod. proc. civ. (Cass. civ. 31 ottobre 2007 n. 23019; Cass. civ. Sez. 3, 17 luglio 2008 n. 19766; Cass. civ. S.U. 2 dicembre 2008 n. 28547 , Cass. civ. Sez. Lav, 7 febbraio 2011 n. 2966 , fra le tante; e da ultimo Cass. civ. S.U. 3 novembre 2011 n. 22726, quanto alla necessità della specifica indicazione del luogo in cui il documento si trova).
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