Source: https://www.torquatiassicurazioni.it/2017/riconosciuta-la-perdita-di-chance-per-ritardata-pubblicazione-di-zona-carente/
Timestamp: 2018-11-21 00:06:01+00:00
Document Index: 66820965

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 30', 'art. 2947']

Riconosciuta la perdita di chance per ritardata pubblicazione di zona carente. - Polizze per Medici - RC Responsabilità Civile Professionale » Torquati Assicurazioni
17 05, 2017 | Area Medica
In particolare, tale condizione, che integra un’occasione la quale non è mera aspettativa di fatto, ma entità patrimoniale a sé stante, giuridicamente ed economicamente suscettibile di autonoma valutazione, può essere ritenuta integrata, quantomeno in modo presuntivo e basato sul calcolo delle probabilità, alla luce del fatto che dopo poco tempo a parte ricorrente è stata effettivamente assegnata una zona carente, restando così attestato nei fatti un grado di probabilità superiore al 50% che, in concreto, il richiedente avrebbe avuto di conseguire il bene della vita quale probabilità di riuscita valutabile in termini di “chance risarcibile”, distinta dalla mera possibilità di conseguire l’utilità sperata, da ritenersi chance irrisarcibile.
– Regione Calabria, in persona del legale rapp.te p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato Antonio Ferraro C.F. FRRNTN60B11E968O, con domicilio eletto presso l’avvocato Donatella Plutino in Roma, viale delle Milizie, 34;
– FIMMG Nazionale – Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, in persona del legale rapp.te p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato Francesco Caroleo C.F. CRLFNC56B02H501T, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, piazza della Libertà, 20;
– FIMMG Calabria – Federazione Italiana Medici di Medicina Generale Regionale della Regione Calabria, in persona del legale rapp.te p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato Francesco Belcastro C.F. BLCFNC79R11D086B, con domicilio eletto presso l’avvocato Domenico Mariani in Roma, piazza Mincio, 2
– al risarcimento del danno patrimoniale subito a causa della condotta illegittima serbata dalle controparti, da quantificarsi complessivamente in € 260.000,00, oltre rivalutazione e interessi dalla produzione del danno, ovvero nella diversa somma, anche equitativamente determinata in corso di causa;
– al risarcimento del danno patrimoniale per perdita di chance subito a causa della condotta illegittima serbata dalle controparti, da quantificarsi complessivamente in € 130.000,00, oltre rivalutazione e interessi dalla produzione del danno, ovvero nella diversa somma, anche equitativamente determinata in corso di causa;
– al risarcimento del danno patrimoniale da ritardo nell’adempimento del giudicato amministrativo subito a causa della condotta illegittima serbata dalle controparti, da quantificarsi complessivamente in € 50.000,00, oltre rivalutazione e interessi dalla produzione del danno, ovvero nella diversa somma, anche equitativamente determinata in corso di causa;
– al risarcimento del danno non patrimoniale con pregiudizi esistenziali per violazione degli obblighi di buona fede e correttezza, subito a causa della condotta illegittima serbata dalle controparti, da quantificarsi complessivamente in € 50.000,00, oltre rivalutazione e interessi dalla produzione del danno, ovvero nella diversa somma, anche equitativamente determinata in corso di causa;
– al risarcimento del danno non patrimoniale, a cagione della palese infondatezza di tutte le liti intentate nei confronti della ricorrente, al danno da responsabilità processuale aggravata, da quantificarsi complessivamente in € 50.000,00, oltre rivalutazione e interessi dalla produzione del danno, ovvero nella diversa somma, anche equitativamente determinata in corso di causa.
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 4 aprile 2017 il dott. Alfredo Storto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
– l’AIR era stato impugnato innanzi a questo Tar il quale, con la sentenza 26 settembre 2007, n. 9909, ne aveva annullato l’art. 12.2. laddove era stato innalzato il rapporto ottimale medio medico/cittadini da 1/1000 o frazione di mille superiore a 50 a 1/1200 o frazione di 1.200 superiore a 600;
– la pronuncia era stata fatta oggetto da parte della FIMMG nazionale, non costituitasi in primo grado, di appello risolto dal Consiglio di Stato con la sentenza reiettiva 20 gennaio 2009, n. 241;
– nonostante la successiva messa in mora del 5/6 e del 12 marzo 2009 con contestuale diffida a individuare e pubblicare le c.d. zone carenti di assistenza primaria secondo le istruzioni pratiche allegate all’A.C.N. sopra menzionato, la Regione aveva invece adottato la deliberazione di G.R. n. 98 del 9 marzo 2009 con la quale approvava un nuovo testo dell’art. 12.2. (con aggiunta di un successivo punto 12.2-bis), introduttivo di “parametri correttivi” e “nuove metodiche di calcolo” del rapporto ottimale ai fini della individuazione delle zone carenti che questa Sezione, con la sentenza 6 ottobre 2009, n. 9771, dichiarava nulla per violazione della pronuncia n. 9909/2007, ribadendo l’obbligo della Regione Calabria di ottemperare a quest’ultima;
– avendo il Consiglio di Stato, innanzi al quale la FIMMG Calabria aveva interposto appello avverso la sentenza n. 9771/2009, respinto la domanda di inibitoria con ordinanza n. 461 del 28 gennaio 2010, la Regione aveva provveduto ad adottare la delibera giuntale 28 gennaio 2010, n. 48, così ripristinando il corretto rapporto ottimale;
– tuttavia, visto che con successiva delibera n. 118 del 12 febbraio 2010, la medesima Regione, «recependo acriticamente l’avviso espresso dal Comitato Consultivo Regionale» (così Sez. III-quater, sent. n. 9923/2010), era tornata ad aggiungere all’A.I.R. l’art. 12.2-bis il quale introduceva un nuovo correttivo che valeva ad alterare il parametro del rapporto ottimale individuale, questa Sezione, adita degli interessati, con sentenza 6 maggio 2010, n. 9923 dichiarava nulla la predetta delibera, stimata violativa del giudicato, e nominava il Commissario ad acta per il caso di persistente inerzia della Regione Calabria;
– quest’ultima, tuttavia, con delibera di Giunta n. 368 del 10 maggio 2010 provvedeva a riformulare correttamente l’art. 12.2. dell’A.I.R. per la Medicina Generale in Calabria, con la conseguente pubblicazione sul B.U.R.C. n. 29 del 23 luglio 2010 delle zone carenti di assistenza primaria individuate dalle ASL di Cosenza, Crotone, Vibo Valentia, Reggio di Calabria e Locri, e sul B.U.R.C. del successivo 13 agosto quelle relative all’ASP di Catanzaro;
– anche la procedura di assegnazione delle zone carenti aveva però subito gravi ritardi in quanto, nonostante il termine di presentazione delle domande fosse spirato il 7 agosto 2010, l’ASP di Cosenza aveva approvato le graduatorie per trasferimento e le assegnazioni per graduatoria delle zone carenti di assistenza primaria per gli anni 2007-2009, soltanto con atto del successivo 9 dicembre, dovendosi attendere il 5 aprile e il 10 maggio 2011 perché l’ASP provvedesse all’effettiva assegnazione delle zone carenti ai medici di medicina generale collocati in graduatoria e, tra questi, anche all’odierna parte ricorrente.
1.1. Detta azione è altresì tempestiva tenuto conto che, secondo quanto sancito da Ad. Plen. n. 6 del 2015, il termine decadenziale di centoventi giorni previsto, per la domanda di risarcimento per lesione di interessi legittimi, dall’art. 30, comma 3, c.p.a., non è applicabile ai fatti illeciti anteriori all’entrata in vigore del codice, trovando per essi applicazione il previgente regime prescrizionale quinquennale di cui all’art. 2947 c.c. operante a parere di un pacifico indirizzo interpretativo.
In particolare, tale condizione, che integra un’occasione la quale non è mera aspettativa di fatto, ma entità patrimoniale a sé stante, giuridicamente ed economicamente suscettibile di autonoma valutazione, può essere ritenuta integrata, quantomeno in modo presuntivo e basato sul calcolo delle probabilità, alla luce del fatto che dopo poco tempo a parte ricorrente è stata effettivamente assegnata una zona carente, restando così attestato nei fatti un grado di probabilità superiore al 50% che, in concreto, il richiedente avrebbe avuto di conseguire il bene della vita quale probabilità di riuscita valutabile in termini di “chance risarcibile”, distinta dalla mera possibilità di conseguire l’utilità sperata, da ritenersi chance irrisarcibile (ex multis, C.d.S., V, 25 febbraio 2016, n. 762).
Ciò posto, nel procedere alla valutazione equitativa del danno risarcibile, ai sensi dell’articolo 1226 c.c., si può ragionevolmente assumere la retribuzione indicata nella consulenza tecnica allegata dalla parte ricorrente in € 2.171,00 mensili (ottenuta dalla moltiplicazione della quota pari a € 3,34, spettante per ogni assistito nella Regione Calabria, per un carico verosimile di assistiti pari a 650), commisurata al periodo di 15 mesi nel quale è stata ravvisata la sussistenza della responsabilità della Regione (marzo 2009-maggio 2010) e così ottenendo il dato della complessiva retribuzione per il periodo considerato pari a € 32.565,00 (€ 2.171,00 x 15).
– dichiara il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, sussistendo la giurisdizione del giudice ordinario, con riguardo alla domanda risarcitoria spiegata nei confronti della FIMMG Nazionale e, in parte, della FIMMG Calabria;
– respinge per il resto la domanda risarcitoria articolata nei confronti della FIMMG Calabria;
– condanna la Regione Calabria a risarcire alla parte ricorrente il danno, per le causali indicate nella motivazione, liquidato nella complessiva somma di € 9.769,50, oltre agli accessori pure specificati in parte motiva;
– condanna altresì la Regione Calabria a rifondere alla parte ricorrente le spese di lite liquidate in complessivi € 3.000,00, oltre al rimborso del contributo unificato;
– compensa le spese di giudizio con le altre parti costituite.