Source: https://www.ramarrosicilia.com/decreto-23-marzo-1999/
Timestamp: 2020-01-29 07:51:03+00:00
Document Index: 18155959

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 31', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 41', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 22', 'art. 20', 'art. 17', 'art. 22', 'art. 26']

DECRETO 23 marzo 1999 – Ramarro Sicilia
Istituzione della riserva naturale Bosco di S. Pietro, ricadente nei territori dei comuni di Mazzarrone e Caltagirone
Viste le leggi regionali n. 98/81 e n. 14/88, recanti disposizioni per l’istituzione di riserve naturali;
Visto il decreto n. 970/91, con il quale è stato approvato, ai sensi dell’art. 3 della legge regionale n. 14/88, il piano regionale dei parchi e delle riserve;
Considerato che il citato piano regionale annovera, tra le altre, la riserva naturale orientata Bosco di S. Pietro ricadente nei territori dei comuni di Mazzarrone e Caltagirone, provincia di Catania, così come riportata sulla cartografia I.G.M.I. in scala 1:25.000, fg. 272 III N.E. e II S.E.; 273 III N.O. e III S.O.;
Considerato che i comuni di Mazzarrone e Caltagirone hanno avanzato richieste di modifica al perimetro e al regolamento della R.N. Bosco di S. Pietro;
Visti i rapporti istruttori del gruppo di lavoro XLIV n. 318 del 17 novembre 1993, n. 177 del 13 maggio 1994 e n. 252 del 29 luglio 1994;
Visti i pareri resi dal Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale nelle sedute del 15 aprile 1997 e del 4 novembre 1998 che approvano e riconfermano la modifica al perimetro della riserva naturale Bosco di S. Pietro così come segue:
– vengono escluse dall’area protetta il plesso ospedaliero e il borgo di Santo Pietro nel territorio del comune di Caltagirone, così come meglio evidenziato nello stralcio in scala 1:2.000 allegato alla cartografia della riserva nonché l’insediamento rurale di contrada Cucchi nella parte sud-orientale della riserva nel territorio del comune di Mazzarrone;
Visti i pareri del C.R.P.P.N., espressi nelle sedute del 22 giugno 1998 e del 4 novembre 1998, in ordine al regolamento con cui si stabiliscono le modalità d’uso e i divieti da osservare nell’area della riserva e preriserva;
Considerato, altresì, che la Commissione legislativa IV dell’A.R.S. in data 3 marzo 1993 ha espresso parere favorevole sulla proposta di affidamento in gestione;
Ritenuto di condividere i pareri espressi dal C.R.P.P.N. in ordine alla perimetrazione e al regolamento e dalla Commissione legislativa in ordine all’individuazione dell’ente gestore;
Considerato che l’art. 14 della legge regionale n. 16/96 autorizza l’amministrazione forestale a “svolgere” anche compiti di “gestione di riserve naturali”;
Considerato che, ai sensi e per gli effetti della norma citata, l’Azienda provvede alle spese di gestione, conservazione, miglioramento e valorizzazione delle riserve affidatele “con le risorse finanziarie disponibili nel proprio bilancio”, nonché tramite “un contributo” che l’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente verserà “in entrata nel bilancio dell’Azienda”;
Considerato anche che le somme da versare in entrata “saranno trasferite successivamente alla presentazione all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente di una relazione sull’attività svolta e sugli obiettivi che si intendono perseguire”;
Art. 1 E’ istituita, ai sensi dell’art. 4 della legge regionale n. 14/88, la riserva Bosco diS. Pietro, ricadente nei territori dei comuni di Mazzarrone e Caltagirone, provincia diCatania.
Art. 2 I confini della riserva naturale sono quelli compresi all’interno delle linee di delimitazione segnate sulla cartografia I.G.M.I. in scala 1:25.000, fg. 272 II N.E. e II S.E.; 273 III N.O. e III S.O., di cui all’allegato 1 che forma parte integrante del presente decreto, e specificamente, con lettera A l’area destinata a riserva e con lettera B l’area destinata a preriserva.
Art. 3 La riserva naturale di cui all’art. 1 è tipologicamente individuata, ai sensi dell’art. 6 della legge regionale n. 14/88, come riserva naturale orientata al fine della salvaguardia del più importante relitto di sughereta mista a lecceta esistente nella Sicilia centrale, valorizzata da aspetti di macchia e di gariga che ospitano importanti elementi floristici e faunistici.
Art. 4 Nei territori destinati a riserva e preriserva vigono le disposizioni regolamentari, con cui si stabiliscono le modalità d’uso e divieti da osservarsi, di cui all’allegato n. 2 che forma parte integrante del presente decreto.
Art. 5 La gestione della riserva di cui all’art. 1 è affidata, ai sensi dell’art. 20 della legge regionale n. 14/88, all’Azienda foreste demaniali della Regione siciliana.
Art. 6 In capo all’ente gestore di cui all’art. 5 sono statuiti, ai sensi dell’art. 4 legge regionale n. 14/88, i seguenti obblighi:
– provvedere alla tabellazione e/o recinzione delle riserve. I progetti relativi redatti dall’Azienda saranno approvati dall’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente;
– fornire indicazioni utili al consiglio provinciale scientifico per l’elaborazione del piano di sistemazione della riserva comprendente:
– le opere necessarie alla conservazione e all’eventuale ripristino dell’ambiente;
– i tempi per la cessazione delle attività esistenti ed incompatibili con le finalità istitutive della riserva;
– la regolamentazione delle attività antropiche consentite, tra cui le attività agro – silvo – pastorali;
– l’individuazione di aree da acquisire per il conseguimento delle finalità della riserva;
– garantire l’osservanza delle modalità d’uso e divieti di cui al regolamento;
– determinare ed erogare gli indennizzi per danni provocati alla fauna selvatica nonché gli eventuali interventi a favore dei soggetti interessati dalla riduzione di attività economiche ai sensi dell’art. 22 della legge regionale n. 14/88.
Art. 7 L’ente gestore potrà disporre limitazioni in luoghi e determinati periodi dell’anno al fine di garantire lo svolgimento dei programmi di ricerca scientifica o di realizzare le finalità di conservazione naturalistiche o di attuazione dei piani dell’area protetta o per altre motivazioni di urgenza e necessità.
L’ente gestore può stipulare convenzioni con enti, associazioni, cooperative per la gestione di servizi relativi alla gestione e alla fruizione della riserva.L’ente gestore può avvalersi della collaborazione di volontari.
L’ente gestore, previo parere dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, può chiedere un corrispettivo per la visita e fruizione delle riserve.
Art. 8 Al fine di promuovere l’acquisizione di terreni ricadenti all’interno delle riserve naturali, ivi compreso “specchi d’acqua, pantani, aree nude, rocce e anfratti”, l’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente promuoverà ogni intesa con l’Assessorato regionale dell’agricoltura e delle foreste onde concorrere con le proprie risorse finanziarie di cui all’art. 22 della legge regionale n. 14/88 alla realizzazione del piano di acquisizione di cui al p. 4 dell’art. 31 della legge regionale n. 16/96.
Art. 9 L’ente gestore, al fine di contribuire all’elaborazione e all’aggiornamento del piano di cui all’art. 34 della legge regionale n. 16/96, provvederà ad acquisire il parere dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente sulle proposte relative agli interventi da realizzare nelle aree affidate in gestione.
Nelle more dell’approvazione del piano sopra numerato, onde disporre di interventi urgenti nei punti sensibili di cui alla lettera D, comma II, art. 34 della legge regionale n. 16/96 ricadenti nelle aree protette, l’ente gestore ne darà preventiva comunicazione all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente.
L’ente gestore, al fine di disporre gli interventi di manutenzione dei bordi stradali per la prevenzione degli incendi di cui all’art. 41 della legge regionale n. 16/96, darà preventiva comunicazione all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente.
Vistato dalla Ragioneria centrale dell’Assessorato del territorio e dell’ambiente il 4 aprile 1999, con nota n. 69.
REGOLAMENTO RECANTE LE MODALITA’ D’USO E DIVIETI VIGENTI NELLA RISERVA NATURALE ORIENTATA BOSCO SANTO PIETRO
Titolo I NORME PER LA ZONA A
a) effettuare sugli immobili esistenti gli interventi di cui alle lettere a), b), c) e d) dell’art. 20 della legge regionale n. 71/78. Gli interventi di cui alle lett. b) e c) sono sottoposti al parere dell’ente gestore; gli interventi di cui alla lett. d) sono consentiti esclusivamente per le finalità di gestione e fruizione della riserva previo nulla osta dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, sentito il parere del Consiglio regionale protezione patrimonio naturale (C.R.P.P.N.).
b) effettuare eventuali mutazioni di destinazione d’uso degli immobili oggetto degli anzidetti interventi solo se strettamente funzionali al proseguimento delle attività ammesse o funzionali all’attività di gestione dell’area protetta e previo nulla osta dell’ente gestore;
c) effettuare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su strade, mulattiere e sentieri esistenti nel rispetto delle attuali caratteristiche planoaltimetriche, tipologiche e formali, previo nulla osta dell’ente gestore;
d) effettuare sugli impianti a rete esistenti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, previo nulla osta dell’ente gestore, con l’obbligo della rimessa in pristino dei luoghi, utilizzando a tal fine tecniche di rinaturazione;
e) realizzare strutture mobili in legno o altro materiale naturale esclusivamente per le finalità di gestione, qualora nell’area di riserva non vi siano manufatti da utilizzare per tale funzione, previo nulla osta dell’Assessorato, sentito il parere del C.R.P.P.N.;
g) attuare opere di miglioramento fondiario anche di tipo strutturale, fermi restando i divieti di cui al successivo art. 2 e previo nulla osta dell’Assessorato, sentito il C.R.P.P.N. L’Assessorato al fine di rilasciare il citato nulla osta valuterà l’ammissibilità delle opere da realizzare sulla base dell’estensione e della produzione potenziale ed in atto del fondo e della compatibilità con i fini istitutivi della riserva.Le nuove costruzioni comunque non potranno avere in nessun caso destinazione d’uso abitativa e dovranno essere strutture precarie.Le istanze dovranno essere inoltrate all’Assessorato per il tramite dell’ente gestore che è onerato di formulare il proprio avviso circa gli interventi proposti;
h) effettuare interventi sui popolamenti forestali per finalità naturalistiche e per la costituzione di fascie antincendio, fermo restando il divieto di aprire nuove piste di accesso con esclusione di interventi preventivi strutturali.
Tutti gli interventi sono sottoposti a nulla osta dell’ente gestore;
i) effettuare interventi di rinaturazione e restauro ambientale secondo criteri naturalistici, previo nulla osta dell’ente gestore;
l) praticare l’escursionismo.Le escursioni a piedi sono libere, quelle a cavallo possono essere effettuate in percorsi definiti e con l’eventuale limitazione della frequenza, al fine di evitare danneggiamenti all’ambiente e disturbo alla fauna.E’ fatta salva la facoltà dell’ente gestore di fissare limiti e prescrizioni alle attività di fruizione, fino a precludere totalmente alcune aree alla visita, per finalità di ricerca scientifica o di conservazione naturalistica;
m) recintare proprietà esclusivamente con siepi a verde e/o materiali naturali, secondo l’uso locale e con l’impiego di specie autoctone;
n) transitare con mezzi motorizzati sulla rete stradale esistente, con l’esclusione di mulattiere e sentieri, e accedere con veicoli ai fondi serviti da piste per l’esercizio delle attività consentite. L’ente gestore potrà regolamentare o interdire del tutto il traffico su qualunque arteria non di collegamento in considerazione di particolari esigenze gestionali e di tutela.
2.1 Ferma restando l’osservanza dei divieti previsti dalla vigente normativa statale e regionale in materia di tutela dei beni culturali e ambientali e del paesaggio, di tutela del suolo, delle acque e dell’aria dagli inquinamenti, di forestazione e polizia forestale e di esercizio venatorio, fermi restando, altresì, i divieti di cui all’art. 17 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 e successive modifiche ed integrazioni, è vietato:
a) realizzare nuove costruzioni ed esercitare qualsiasi attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, ivi comprese: l’apertura di nuove strade o piste, nonché la modifica planoaltimetrica, di quelle esistenti, la costruzione di elettrodotti, acquedotti, linee telefoniche e di impianti tecnologici a rete.La realizzazione di elettrodotti, acquedotti, linea telefoniche e di impianti tecnologici a rete sotto traccia su strade preesistenti, con l’obbligo della rimessa in pristino, potrà essere autorizzata dall’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente sentito il parere del Consiglio regionale protezione patrimonio naturale (C.R.P.P.N.).
b) la demolizione e ricostruzione degli immobili esistenti, fatta eccezione per i casi di comprovata precarietà, mantenendo la stessa cubatura e destinazione d’uso e nel rispetto degli elementi tipologici e formali tradizionali, previo nulla osta dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, sentito il parere del C.R.P.P.N.;
c) la collocazione di strutture prefabbricate anche mobili e di roulottes, salvo quanto previsto all’art. 1, lett. g). E’ inoltre ammessa deroga unicamente a favore dell’ente gestore per le finalità di gestione, qualora non vi siano manufatti esistenti da destinare a tale funzione, previo nulla osta dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, sentito il parere del C.R.P.P.N.;
e) aprire cave e miniere ed esercitare attività estrattive, nonché asportare materiale e scavare pozzi, realizzare opere di presa e distribuzione di acqua, cisterne, salvo che queste ultime non siano ad esclusivo servizio dell’agricoltura e delle abitazioni esistenti in zona A, previo nulla osta dell’ente gestore;
h) eseguire movimenti di terreno, salvo che per motivi connessi ad attività consentite dal presente regolamento.La realizzazione di scavi ed opere sotterranee è sottoposta a parere dell’ente gestore per verificare l’integrità degli ambienti sottostanti;
i) asportare o danneggiare rocce, minerali, fossili e reperti di qualsiasi natura, anche se si presentano in frammenti sciolti superficiali, salvo che per motivi di ricerca scientifica a favore di soggetti espressamente autorizzati con apposito disciplinare dell’ente gestore;
m) esercitare la caccia e l’uccellagione e apportare qualsiasi forma di disturbo alla fauna selvatica; molestare o catturare animali vertebrati o invertebrati; raccogliere, disturbare o distruggere nidi, uova, tane e giacigli, salvo che per motivi connessi ad attività consentite dal presente regolamento, previa autorizzazione dell’ente gestore;
n) distruggere, danneggiare o asportare vegetali spontanei di ogni specie e tipo, o parti di essi, fatti salvi gli interventi connessi con lo svolgimento delle attività consentite dal presente regolamento.La raccolta di frutti di bosco e vegetali commestibili spontanei sarà regolamentata dall’ente gestore in ordine a tempi, quantità e specie;
o) alterare l’equilibrio delle comunità biologiche naturali, con l’introduzione di specie estranee alla flora ed alla fauna autoctone.
p) impiantare serre o strutture assimilabili alle serre ed esercitare l’attività agricola in ambiente protetto;
t) praticare il campeggio o il bivacco. E’ ammessa deroga esclusivamente al divieto di bivacco previa autorizzazione dell’ente gestore e su aree precedentemente individuate;
u) accendere fuochi all’aperto, fatto salvo quanto necessario per lo svolgimento delle attività agrosilvopastorali, previa comunicazione all’ente gestore;
v) svolgere attività pubblicitaria, organizzare manifestazioni folkloristiche e sportive non autorizzate dall’ente gestore;
aa) esercitare attività sportive che compromettano l’integrità ambientale e la tranquillità dei luoghi, quali automobilismo, trial, motociclismo, motocross, deltaplanismo, etc.;
dd) attuare interventi che modifichino il regime, il corso o la composizione delle acque, fatte salve le esigenze di attività agricole, nonché di difesa antincendio, previa autorizzazione dell’ente gestore e delle autorità competenti.
Titolo II NORME PER LA ZONA B
Art. 3 Attività consentite
3.1 Nell’area di protezione della riserva (preriserva) le nuove costruzioni devono avere esclusiva destinazione d’uso alla fruizione e all’attività di gestione della riserva, eccettuato quanto previsto alla lett. b) del presente articolo;
3.2 Nell’area di protezione della riserva (preriserva), fatte salve le norme di cui al successivo art. 4, è consentito:
a) esercitare le attività agricole e zootecniche esistenti (purché condotte a livello di impresa agricola e di insediamenti civili ai sensi della normativa antinquinamento) ed effettuare mutamenti di colture nell’ambito delle coltivazioni tradizionali della zona, in considerazione delle esigenze proprie dei cicli colturali. Eventuali trasformazioni di tipo diverso, che possano modificare il paesaggio agrario caratteristico della zona o che comportino movimenti di terra, dovranno essere sottoposte a preventivo nulla osta dell’ente gestore.
Il pascolo, compatibilmente con gli interventi di gestione naturalistica, è consentito nei limiti necessari ad assicurare il mantenimento e/o il ripristino della copertura vegetale e la rinnovazione naturale. L’esercizio del pascolo è sempre soggetto all’acquisizione del nulla osta dell’ente gestore che fisserà limiti temporali di zona e di carico di capi di bestiame distinti per specie;
b) attuare opere di miglioramento fondiario anche di tipo strutturale, previo nulla osta dell’Assessorato, sentito il C.R.P.P.N. L’Assessorato al fine di rilasciare il citato nulla osta valuterà l’ammissibilità delle opere da realizzare sulla base dell’estensione e della produzione potenziale ed in atto del fondo e della compatibilità con i fini istitutivi della riserva. Eventuali nuove costruzioni rurali ad uso abitativo potranno essere previste solo dal piano di utilizzazione e dovranno, in ogni caso, essere ad una sola elevazione rispetto alla cubatura massima che sarà fissata dal piano di utilizzazione e che non potrà, comunque, essere superiore a quanto previsto per la zona E dal decreto ministeriale n. 1444 del 2 aprile 1968, art. 7. Le istanze dovranno essere inoltrate all’Assessorato per il tramite dell’ente gestore che è onerato di formulare il proprio avviso circa gli interventi proposti;
c) accendere fuochi all’aperto per lo svolgimento delle attività agrosilvopastorali;
d) esercitare le attività forestali e gli interventi di prevenzione degli incendi previo nulla osta dell’ente gestore;
e) nelle more di approvazione del piano di utilizzazione di cui all’art. 22 della legge regionale n. 98/81 e successive modifiche ed integrazioni:
1) effettuare sugli immobili esistenti gli interventi di cui alle lettere a), b), c) e d) dell’art. 20 della legge regionale n. 71/78.Gli interventi di cui alla lett. d) sono consentiti esclusivamente per le finalità di gestione e fruizione della riserva, previo nulla osta dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, sentito il parere del C.R.P.P.N.
2) effettuare eventuali mutazioni di destinazione d’uso degli immobili oggetto degli anzidetti interventi, solo se strettamente funzionali al proseguimento delle attività ammesse o funzionali all’attività di gestione dell’area protetta, previo nulla osta dell’ente gestore;
3) effettuare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su strade, mulattiere e sentieri esistenti nel rispetto delle attuali caratteristiche planoaltimetriche, tipologiche e formali, previo nulla osta dell’ente gestore;
4) realizzare impianti di distribuzione a rete (acqua, elettricità, comunicazioni, gas, etc.), previo nulla osta dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente sentito il parere del C.R.P.P.N. con l’obbligo della rimessa in pristino dei luoghi, utilizzando a tal fine tecniche di rinaturazione;
5) recintare le proprietà esclusivamente con siepi a verde e/o materiali naturali secondo l’uso locale e con l’impianto di specie autoctone.
4.1 Ferma restando l’osservanza dei divieti previsti dalla vigente normativa statale e regionale in materia di tutela dei beni culturali e ambientali e del paesaggio, di tutela del suolo, delle acque e dell’aria dagli inquinamenti, di forestazione e polizia forestale e di esercizio venatorio, fermi restando i divieti di cui all’art. 17 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 e successive modifiche ed integrazioni, è vietato:
a) la demolizione e ricostruzione degli immobili esistenti, fatta eccezione per i casi di comprovata precarietà, mantenendo la stessa cubatura e destinazione d’uso nel rispetto degli elementi tipologici e formali tradizionali, salvo quanto previsto dal piano di utilizzazione e previo nulla osta dell’ente gestore.
E’ altresì vietata la realizzazione di nuove costruzioni nonché la collocazione di strutture prefabbricate anche mobili e di roulottes, salvo quanto previsto agli artt. 3.1 e 3.2, lett. b), previo nulla osta dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, sentito il parere del C.R.P.P.N.;
b) impiantare serre. L’utilizzazione di eventuali apprestamenti protettivi alle colture dovrà essere preventivamente comunicata all’ente gestore;
m) esercitare attività sportive che compromettano l’integrità ambientale e la tranquillità dei luoghi, quali automobilismo, trial, motociclismo, motocross, deltaplanismo, etc.;
n) esercitare la caccia e l’uccellagione e apportare qualsiasi forma di disturbo alla fauna selvatica; molestare o catturare animali vertebrati o invertebrati; raccogliere, disturbare o distruggere nidi, uova, tane e giacigli, salvo che per motivi connessi ad attività consentite dal presente regolamento, previa autorizzazione dell’ente gestore;
o) distruggere, danneggiare o asportare vegetali di ogni specie e tipo, o parti di essi, fatti salvi gli interventi connessi con lo svolgimento delle attività consentite dal presente regolamento.La raccolta di funghi, frutti di bosco e vegetali commestibili spontanei sarà regolamentata dall’ente gestore in ordine a tempi, quantità e specie;
p) alterare l’equilibrio delle comunità biologiche naturali, con l’introduzione di specie estranee alla fauna e alla flora autoctone.
L’eventuale reintroduzione di specie scomparse dovrà essere autorizzata dall’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente previo parere del C.R.P.P.N.;
Art. 5 Attività di ricerca scientifica
5.1 In tutto il territorio dell’area protetta può essere svolta attività di ricerca scientifica da parte di soggetti qualificati autorizzati dall’ente gestore che potrà concedere solo a tal fine deroghe ai divieti, specifiche, nominative e a termine.
Irisultati e le copie degli atti delle ricerche condotte dovranno essere comunicati e consegnate all’ente gestore e all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente.
Art. 6 Colture agricole biologiche
6.1 E’ incentivato il mantenimento di colture tradizionali, l’utilizzo di tecniche biologiche nonché la conversione in tecniche biologiche delle tecniche agricole e colturali praticate, ai sensi dei regolamenti comunitari nn. 2092/91 del 24 giugno 1991, 2328/91 del 15 luglio 1991, 2078/92 del 30 giugno 1992 e relative successive modifiche.
6.2 Iproprietari o i conduttori dei terreni coltivati con tecniche biologiche possono richiedere all’ente gestore il relativo contributo presentando apposita documentazione attestante il titolo di proprietà e/o conduzione, il catastino dei terreni condotti e certificazione dell’organismo associativo di controllo autorizzato ai sensi della vigente normativa.
6.3 L’ente gestore trasmetterà all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente le richieste di contributo in uno con la relazione programmatica, previo accertamento dei requisiti necessari.
Art. 7 Patrimonio faunistico domestico
7.1 Sono concessi contributi per il mantenimento di razze domestiche presenti nell’area protetta, che abbiano rilevanza storica e culturale o che corrano il rischio di estinzione.
7.2 L’areale di distribuzione delle predette razze domestiche dovrà interessare il territorio dell’area protetta. L’allevamento dovrà essere condotto in purezza genetica e non a stabulazione fissa.
7.3 L’ente gestore trasmetterà all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente le richieste di contributo in uno con la relazione programmatica, previo accertamento dei requisiti necessari.
Art. 8 Indennizzi
8.1 Quando per il perseguimento delle finalità istituzionali della riserva si verifichino riduzioni dei redditi agrosilvopastorali, l’ente gestore, al quale dovranno essere inoltrate le relative richieste, provvederà al conseguente indennizzo.
8.2 L’ente gestore provvederà, inoltre, all’indennizzo dei danni provocati all’interno dell’area protetta dalla fauna selvatica, con le procedure di cui all’art. 22 della legge regionale n. 14/88.
Art. 9 Gestione della fauna selvatica
9.1 Nell’area protetta è consentito effettuare interventi di gestione faunistica per le finalità e con le modalità ed i limiti di cui ai successivi commi, previo parere dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente sentito il C.R.P.P.N.
9.2 Non è consentito istituire e gestire zone di ripopolamento, centri pubblici e privati di riproduzione, zone per l’addestramento, l’allenamento e le gare dei cani, aziende faunistico – venatorie, aziende agrituristico – venatorie ed ogni altro istituto previsto dalla normativa in materia faunistico – venatoria che preveda comunque la cattura e/o l’abbattimento della fauna selvatica o di allevamento.
9.3 L’ente gestore potrà predisporre piani di cattura e/o abbattimento nel caso di abnorme sviluppo di singole specie selvatiche o di specie domestiche inselvatichite, tale da compromettere gli equilibri ecologici o tale da costituire un pericolo per l’uomo o un danno rilevante per le attività agro-silvo-pastorali.
Eventuali prelievi faunistici ed eventuali abbattimenti selettivi devono essere limitati a quelli necessari per ricomporre equilibri ecologici accertati dall’ente gestore.
Prelievi e abbattimenti selettivi devono avvenire per iniziativa e sotto la diretta responsabilità e sorveglianza dell’ente gestore ed essere attuati da personale dell’ente.
Gli abbattimenti nel caso di abnorme sviluppo di singole specie selvatiche devono essere attuati da persone all’uopo espressamente autorizzate dall’ente gestore stesso su indicazione dei competenti ambiti territoriali venatori.
I singoli abbattimenti devono essere attuati sotto la diretta responsabilità e sorveglianza del personale dell’ente gestore.
9.4 L’intervento sugli equilibri nelle catene trofiche cercherà prioritariamente di ristabilire gli equilibri preda/predatori.
9.5 L’ente gestore elaborerà, di concerto con le autorità regionali competenti, un piano per la gestione faunistica sulla base di dettagliati studi della fauna dei diversi ecosistemi e sulle principali catene trofiche che ne condizionano la composizione.
L’eventuale reintroduzione di specie, un tempo esistenti nel territorio e oggi scomparse, deve essere preceduta da studi per valutarne attentamente gli effetti positivi e/o negativi sugli attuali equilibri degli ecosistemi.
Studi analoghi devono effettuarsi per decidere in merito all’opportunità di effettuare ripopolamenti.
Art. 10 Misure speciali
A seguito di accertamento della presenza, anche occasionale, nell’area di specie animali tutelate ai sensi della direttiva comunitaria n. 92/43 “habitat” e successive modifiche ed integrazioni, l’ente gestore è onerato di attivare speciali misure di tutela atte a garantire l’integrità degli habitat, vietando tutte le attività che possono recare disturbo ed interferire con la riproduzione.
Art. 11 Attività di controllo e sanzioni
11.1 I provvedimenti di concessione o di autorizzazione sono trasmessi tempestivamente dalle autorità competenti all’ente gestore e al competente distaccamento forestale ai fini dello svolgimento delle attività di vigilanza.
11.2 Le violazioni dei limiti e dei divieti previsti nel presente regolamento sono puniti, ai sensi dell’art. 26 della legge regionale n. 14/88, con una sanzione amministrativa pecuniaria variante da L. 50.000 a L. 5.000.000, secondo la gravità della violazione commessa e del danno arrecato al patrimonio.
11.3 L’accertamento e la contestazione delle predette violazioni comportano in ogni caso l’immediata cessazione dell’attività vietata e l’obbligo della restituzione in pristino dei luoghi.
11.4 L’autorità amministrativa competente, ai sensi della vigente legislazione statale e regionale, ingiunge al trasgressore l’ordine di riduzione in pristino di cui al comma precedente, entro un termine assegnato, che non può essere inferiore a giorni trenta, e in conformità alle prescrizioni dettate dall’ente gestore.
Nelle riserve naturali è, inoltre, vietata ogni altra attività che possa compromettere la protezione del paesaggio, degli elementi naturali, della vegetazione e della fauna.