Source: http://www.condominioweb.com/cambio-residenza-ecco-cosa-fare-per-essere-in-regola.11879
Timestamp: 2018-04-19 23:31:16+00:00
Document Index: 180343010

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 43', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 31', 'art. 44', 'art. 4']

Cambio residenza: che cosa fare per essere in regola con la legge
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Cambio residenza, ecco cosa fare per essere in regola
Questo quanto specificato dal secondo comma dell'art. 43 c.c.
La legge non fornisce altresì il significato della parola dimora, ma è chiaro che con questo termine si faccia riferimento al luogo in cui si abita.
La dimora rilevante rispetto alla residenza è quella abituale. Che cosa vuol dire dimora abituale?
A livello comune è abituale la dimora in cui una persona, quotidianamente svolge la propria vita.
Eppure a questa stringata definizione comune di dimora abituale sfuggono degli aspetti che, giuridicamente, hanno rilevanza.
Tizio abita a Milano, per lavoro, ma nei momenti liberi torna nella sua città, ossia nella casa dove vive con moglie e figli a Cremona.
Tizio, mediamente, vive per cinque giorni la settimana in una stanza ammobiliata nella prima periferia milanese ma la sua residenza anagrafica è fissata a Cremona.
La dimora abituale di Tizio, è legata alla residenza anagrafica, oppure alla sua prevalente permanenza milanese?
A dire della Cassazione “secondo la previsione dell'art. 43 c.c., la residenza di una persona è determinata dall'abituale e volontaria dimora in un determinato luogo, che si caratterizza per l'elemento oggettivo della permanenza e per l'elemento soggettivo dell'intenzione di abitarvi stabilmente, rivelata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle normali relazioni sociali.
Ne consegue che i soggetti residenti, intendendosi per tali le persone aventi dimora abituale nel comune ex art. 3, comma 1, d.p.r. 223/1989, sono obbligate a richiedere l'iscrizione nell'anagrafe comunale a norma dell'art. 2, comma 1, l. 1228/1954" (Cass. 1 dicembre 2011 n. 25726 in Diritto & Giustizia 2012, 7 marzo ).
Nel caso che abbiamo portato ad esempio, è evidente che Tizio faccia bene a lasciare la propria residenza a Cremona: la sua presenza a Milano, sebbene più lunga in termini meramente contabili, è strettamente legata all'esigenza lavorativa ma la sua vita sociale e famigliare è legata a Cremona, ove risiedono i suoi cari.
=> Che cosa fare se l'ex inquilino non cambia residenza?
D.p.r. 223/1989 e legge n. 1228/1954: è a questi due atti normativi che bisogna fare riferimento per sapere come quando fissare la residenza in un determinato comune
L'art. 3, primo comma, d.p.r. n. 223/89 si limita a specificare che:
Più utile ai fini che ci occupano l'art. 2 della legge n. 1228/1954 a mente della quale:
L'obbligo di denuncia al precedente comune di residenza si effettua “con la doppia dichiarazione fatta al comune che si abbandona e a quello dove s'intende fissare la dimora abituale. Nella dichiarazione fatta al comune che si abbandona deve risultare il luogo in cui è fissata la nuova residenza” (art. 31 disp. att. c.c.).
“Il trasferimento della residenza non può essere opposto ai terzi di buona fede, se non è stato denunciato nei modi prescritti dalla legge” (art. 44, primo comma, disp. att. c.c.)
Il controllo sulla verità delle dichiarazioni relative alle fissazioni e quindi ai cambi di residenza spetta all'ufficiale dell'anagrafe (ossia al Sindaco o ad un suo delegato), il quale “ordina gli accertamenti necessari ad appurare la verità dei fatti denunciati dagli interessati, relativi alle loro posizioni anagrafiche, e dispone indagini per accertare le contravvenzioni alle disposizioni della presente legge e del regolamento per la sua esecuzione” (art. 4, secondo comma, l. n. 1228/1954).
Cosa diversa dalla residenza è il domicilio, ossia il luogo eletto come riferimento per una serie di affari o comunicazioni.
=> Prima casa, il trasferimento di residenza deve avvenire entro i diciotto mesi anche se l'immobile è in costruzione
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