Source: http://fiscoautismo.blogspot.it/p/indennita-di-accompagnamento-e-autismo.html?m=1
Timestamp: 2017-09-22 00:46:01+00:00
Document Index: 185768893

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 34', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1']

Normative e Agevolazioni per gli Autistici e le loro Famiglie...: Indennità di Accompagnamento e Autismo di Maurizio Bocca
Normative e Agevolazioni per gli Autistici e le loro Famiglie...
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Indennità di Accompagnamento e Autismo di Maurizio Bocca
In questa pagina cercherò di riassumere i criteri che regolano l'attribuzione dell'Indennità di Accompagnamento, che allo stato attuale rappresenta uno dei sostegni di maggior importo che lo Stato garantisce a particolari categorie di persone, e che riguarda direttamente chi è affetto da patologia dello Spettro Autistico.
L'indennità di accompagnamento per invalidità civile è stata istituita con la Legge n. 18 del 11 febbraio 1980.
E' corrisposta nelle ipotesi in cui la competente commissione sanitaria abbia accertato:
la totale inabilità per minorazioni fisiche o psichiche
l'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore, oppure l'impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e la conseguente necessità di un'assistenza continua
Non sono previsti limiti di età, l'indennità è prevista al solo titolo della minorazione, cioè senza considerare l'età dell'invalido. Quindi spetta anche ai minori di 18 anni e agli ultra 65enni.
Per le persone ultra 65enni, non più valutabili sul piano dell'attività lavorativa, il diritto all'indennità è subordinato alla condizione che essi abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni dell'età (art. 6, D.Lgs. 509/1988).
Infatti l'art. 6 del D. Lgs. 509/1988 ha modificato in tal senso l'art. 2 della Legge 118/1971 introducendo un 3° comma che, in relazione a le persone ultrasessantacinquenni, non pone la condizione dell'impossibilità, ma delle difficoltà persistenti a compiere le funzioni proprie dell'età.
Anche per i minorenni la legge subordina il riconoscimento dell'invalidità civile a condizione che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età (art. 2, 2° comma, Legge n. 118/71).
Infatti, ai minori di 18 anni non viene riconosciuta una percentuale d'invalidità e per tanto non è concessa la pensione o assegno mensile. Tale considerazione trova fondamento nel fatto che queste prestazioni economiche (pensione e assegno mensile) sono accordate come corrispettivo di un mancato guadagno causato dalla minorazione, quindi la sua erogazione trova giustificazione solo per le persone maggiorenni, ma non oltre i 65 anni di età, e non per i minori.
Nessuno (l'indennità di accompagnamento è indipendente da redditi).
Non sono previsti limiti di reddito, l'indennità è prevista al solo titolo della minorazione, cioè senza considerare il reddito eventualmente posseduto dall'interessato.
Vale la pena ricordare che attualmente si paventava l'ipotesi dell'inserimento di un limite reddituale per l'indennità di accompagnamento all'interno della prossima Legge di Stabilità.
Come le altre prestazioni agli invalidi civili, ciechi e sordomuti, l'indennità non è soggetta ad IRPEF (art. 34, D.P.R. 601/73 - D.P.R. 917/73).
Incapacità di deambulazione
E' da intendersi come impossibilità o incapacità a svolgere la complessa funzione neuromotoria della deambulazione. In particolare, è da intendersi non deambulante la persona invalida che non possiede o ha gravemente alterata tale funzione per amelia, dismelia, paralisi, ecc. o non è in grado di controllarla perché affetto da forme neuropsichiche.
Non è detto che una persona affetta da autismo presenti problematiche di tipo motorio.
Incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita
Va considerata, ai fini dei diritto all'indennità di accompagnamento, come condizione alternativa a quella della non deambulazione. Per atti quotidiani della vita, sono da intendere quelle azioni elementari che espleta quotidianamente una persona normale di corrispondente età e che rendono il disabile, che non è in grado di compierle, bisognevole di assistenza (minimo di funzioni vegetative e di relazione indispensabili per garantire gli atti quotidiani, non lavorativi, della vita).
Questa condizione è sicuramente presente in una persona autistica, e da qui nasce il diritto all'assegnazione dell'indennità di cui stiamo trattando.
Necessità di assistenza continua
Quando l'autonomia nel compiere un complesso significativo ed esistenziale dei suddetti atti quotidiani viene a mancare e sorge, rispetto ad una persona normale di corrispondente età, l'esigenza di assistenza continua per assicurare un minimo di condizioni vitali per l'autosufficienza quotidiana, si concretizza l'impossibilità di compiere autonomamente gli atti di ogni giorno della vita, essendo alterato ogni rapporto concreto con la realtà quotidiana.
Anche in questo terzo punto ricadrà sicuramente una persona con autismo.
E' compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa. In tal senso, l'art. 1, 3° comma, della Legge 21 novembre 1988, n. 508 espressamente dispone: "Fermi restando i requisiti sanitari previsti dalla legge, l'indennità' di accompagnamento non e' incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa..."
L'indennità è dovuta anche durante il periodo di detenzione nella considerazione che in tale periodo non viene meno l'esigenza di assistenza, cui il diritto all'indennità è finalizzato
INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO E RICOVERO
Obblighi periodici
Ogni anno, gli invalidi civili totali titolari di indennità di accompagnamento devono sottoscrivere la dichiarazione di responsabilità che attesti la sussistenza o meno di ricovero in istituto e in caso affermativo se lo stesso è a titolo gratuito o a pagamento.
Disabilità intellettive (Riguardante persone con autismo)
La normativa (Legge 23 dicembre 1996, n. 662, art. 1 comma 254) ammette una semplificazione per i disabili intellettivi o psichici: in sostituzione della dichiarazione può essere presentato un certificato medico che riporti la patologia una volta soltanto.
Invalidi ricoverati in istituti o case di riposo
L'art. 1, Legge 18/1980 esclude dalla concessione dell'indennità agli invalidi civili ricoverati gratuitamente in istituto che provvedono al suo sostentamento. Per ricovero gratuito deve intendersi quello con retta o mantenimento a totale carico di un ente pubblico, anche se a tale retta si aggiunga una contribuzione da parte di privati per ottenere un migliore trattamento.
In caso di ricovero, è necessario specificare se sia a titolo gratuito o meno, dal momento che questo comporterà la successiva corresponsione o sospensione dell'indennità.
Di tutti i periodi di ricovero, ai fini della sospensione dell'indennità di accompagnamento, si terrà conto soltanto di quelli pari o superiori ai 30 giorni, in coerenza con le disposizioni, a suo tempo emanate in materia, dagli Enti che hanno esercitato la potestà concessoria prima dell'attribuzione di detta funzione all'Istituto (Messaggio INPS, del 26 settembre 2011, n. 18291; Corte costituzionale, sentenza del 22 aprile 1991, n. 183)
Anche la Suprema Corte di Cassazione, uniformandosi alla pronuncia della Corte Costituzionale, ha inteso la nozione di ricovero come limitata ai soli casi di lunga degenza e terapie riabilitative, escludendo, in questo modo, le situazioni contingenti (Cass. 1436/1998).
Il ricovero si considera a pagamento quando l'interessato (o la sua famiglia) corrisponde tutta la retta - base, oppure ne versa solo una parte e l'altra parte sia a carico dell'ente pubblico.
In questo caso l'indennità di accompagnamento non può essere sospesa
Con la recente Sentenza n. 2270 del 02/02/2007, la Suprema Corte di Cassazione intervenendo in tema di indennità di accompagnamento, ha affermato che il ricovero presso un ospedale pubblico non costituisce di per sé l'equivalente del ricovero in istituto, al quale fa riferimento l´ art. 1 della legge n. 18 del 1980 che esclude dall'indennità di accompagnamento gli "invalidi civili ricoverati gratuitamente in istituto".
Il consiglio per lo svolgimento della pratica, di competenza INPS-AUSL è quello di rivolgersi a un Patronato che fornirà assistenza gratuita sia per la compilazione della domanda in via telematica sia per il disbrigo delle formalità burocratiche connesse.
SuperAbile Inail Quadro esplicativo normativa nazionale.
Legge 11 febbraio 1980, n. 18: Indennità di accompagnamento agli invalidi civili totalmente inabili (G.U. del 14.02.80, n. 44)
Decreto Legislativo 23 novembre 1988, n. 509 : Norme per la revisione delle categorie delle minorazioni e malattie invalidanti, nonché dei benefici previsti dalla legislazione vigente per le medesime categorie, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della Legge 26.07.1988, n. 291 (G.U. del 26.11.1988, n. 278)
andrea ciriaci 14 aprile 2015 01:00
IlDanno DiValentino