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Timestamp: 2016-10-26 05:51:52+00:00
Document Index: 13669315

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 28', 'art. 16', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 49', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 66']

A.________, cittadino italiano, residente in Italia, nato nel 1951, ha lavorato in Svizzera come operaio di fabbrica dal 1969 al 2005 solvendo regolari contributi all'AVS/AI. Rientrato in Italia, l'assicurato non ha pi� svolto attivit� lavorativa.
Statuendo su una prima domanda intesa al conseguimento di una rendita svizzera dell'AI, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI) ha con decisione 13 settembre 2007 denegato il diritto a prestazioni per il motivo che il richiedente, affetto in particolare da disturbi dorsali e da ipertensione arteriosa, non presentava un'invalidit� di grado pensionabile.
Per decisione del 26 febbraio 2009, dopo che l'interessato era stato ritenuto pienamente abile al lavoro in attivit� leggere, confacenti al suo stato di salute, l'UAI ha respinto anche una seconda domanda di prestazioni, sempre per difetto d'invalidit� di grado pensionabile.
Patrocinato dall'avv. Enrico Bortone, A.________ si � aggravato al Tribunale amministrativo federale, il quale per pronuncia del 26 maggio 2010 ha respinto il gravame.
Mentre l'UAI ha concluso alla reiezione del gravame, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali non si � determinato.
Nei considerandi dell'impugnata pronuncia, cui si rinvia, l'autorit� giudiziaria competente ha gi� esposto le norme disciplinanti la materia, rammentando in particolare i presupposti che secondo il diritto svizzero - per principio applicabile al caso di specie anche in seguito all'entrata in vigore, il 1� giugno 2002, dell'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunit� europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC), l'Accordo avendo lasciato immutata la competenza degli Stati contraenti a definire i propri sistemi di sicurezza sociale (art. 8 ALC in relazione con l'art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC e la sua sezione A) - devono essere adempiuti per conferire a una persona assicurata il diritto a una rendita dell'AI.
Cos� dopo aver esposto i concetti d'incapacit� al lavoro (art. 6 LPGA), al guadagno (art. 7 LPGA) e d'invalidit� (art. 8 LPGA e art. 4 LAI), i primi giudici, rammentati i limiti temporali - compresi tra il 13 settembre 2007 e il 26 febbraio 2009 - del potere cognitivo del giudice nel caso di specie, hanno precisato i presupposti e l'estensione del diritto alla rendita (art. 28 cpv. 1 LAI), il metodo ordinario di confronto dei redditi per la determinazione del grado d'invalidit� di assicurati esercitanti un'attivit� lucrativa (art. 16 LPGA), nonch� i compiti del medico e il valore probatorio attribuito a questi referti nell'ambito dell'accertamento dell'invalidit� (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261, 351 consid. 3b/ee pag. 353).
A tale esposizione pu� essere fatto riferimento e prestata adesione, non senza tuttavia ribadire che in virt� dell'obbligo di ridurre il danno, l'assicurato deve intraprendere tutto quanto � ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze della sua "invalidit�", segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacit� lavorativa, se necessario, in una nuova professione (DTF 113 V 22 consid. 4a pag. 28).
Nella misura in cui contesta la valutazione dell'incapacit� lavorativa operata dai primi giudici, i quali, facendo uso del potere di apprezzamento delle prove loro riconosciuto, hanno fondato il proprio giudizio sul parere del servizio medico dell'UAI (vale a dire sui rapporti del 24 novembre 2008 e del 20 febbraio 2009 del dott. M.________ e del 3 giugno 2009 del dott. L.________; sui compiti e il valore probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico dell'AI cfr. art. 49 OAI nonch� DTF 135 V 254 consid. 3.3 e 3.4 pag. 257 segg. e SVR 2009 IV n. 56 pag. 174 [9C_323/2009]) accertando, per la professione abituale di operaio di fabbrica, un'incapacit� lavorativa del 70% a partire dal mese di luglio 2006 e in attivit� sostitutive confacenti al suo stato di salute una abilit� del 100%, l'insorgente censura un giudizio su una questione di fatto che, in quanto tale, vincola per principio questo tribunale (DTF 132 V 393 consid. 3.2 pag. 398 seg.).
Orbene, questa conclusione, e in particolare quella in merito alla totale capacit� lavorativa in attivit� adeguate, non lede nessuna norma di diritto federale, n� risulta da un accertamento manifestamente errato o incompleto dei fatti o da un apprezzamento arbitrario delle prove. Senza arbitrio (sul concetto di arbitrio nel presente contesto cfr. SVR 2008 IV n. 60 pag. 195 consid. 6.2.2 [9C_337/2007]), i primi giudici hanno esposto perch� l'amministrazione poteva fondarsi validamente sulle conclusioni del dott. M.________, confermate successivamente anche dall'altro consulente dell'UAI, dott. L.________. A tal proposito, il Tribunale amministrativo federale ha ritenuto infatti che non vi era motivo di scostarsi dalle valutazioni dei consulenti sanitari dell'UAI in merito all'abilit� lavorativa in attivit� confacenti, dato che nei loro rapporti hanno tenuto conto di tutta la documentazione oggettiva agli atti, ivi compresa quella esibita nella procedura di ricorso. In particolare la precedente istanza ha spiegato perch� le conclusioni dei dottori M.________ e L.________ riguardo alla piena capacit� lavorativa in attivit� leggere non erano suscettibili di essere poste in dubbio dalle contrarie valutazioni espresse nella perizia medica particolareggiata del 17 giugno 2008 dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di C.________, attestanti un tasso d'invalidit� generale del 60%.
Il ricorrente lamenta invero una insufficiente valutazione medico-legale. La censura � infondata. La valutazione dei primi giudici regge alle critiche ricorsuali. La situazione medica risulta chiara e, contrariamente a quanto ritiene l'insorgente, non necessita di accertamenti completivi, l'incarto contenendo gi� le indicazioni necessarie ai fini decisionali (DTF 122 V 157 consid. 1d pag. 162).
Ne discende che la decisione dei primi giudici di considerare l'assicurato abile al lavoro nella misura del 100% in attivit� adeguate, rispettose delle limitazioni indicate dai medici dell'UAI, pu� essere tutelata.
Tenuto conto delle indicazioni mediche, il Tribunale amministrativo federale poteva quindi, a giusta ragione, in maniera sostenibile e non arbitraria, ritenere che A.________ in attivit� di sostituzione confacenti al suo stato di salute non presenta(va) un grado sufficiente a fondare il diritto ad una rendita dell'AI svizzera.
Per il resto, i redditi di riferimento per il calcolo dell'invalidit�, determinati in conformit� agli atti e alla giurisprudenza, non sono contestati. Ne segue che il ricorso dev'essere respinto siccome infondato. Le spese seguono la soccombenza e sono poste a carico del ricorrente (art. 66 cpv. 1 LTF).