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Timestamp: 2017-10-22 23:06:19+00:00
Document Index: 173564932

Matched Legal Cases: ['§ 29', '§ 12', 'art. 95', 'art. 37', '§ 15', '§ 16', 'art. 3', '§ 18', 'art. 37', 'art. 95', '§ 24', '§ 26']

Il danno curricolare si compone quindi di due elementi: a la perdita di un livello di qualificazione già posseduta ovvero la mancata acquisizione di un livello superiore b) la mancata acquisizione di un elemento costitutivo della specifica idoneità tecnic
Può passarsi, conclusivamente, alla parte dell’appello incidentale che contesta il mancato riconoscimento del danno c.d curricolare, il quale viene quantificato nella stessa perizia sopra ricordata secondo il criterio del 3% rapportato al valore finale dei lavori, comprensivo dei quasi 20 milioni di euro imputabili a lavori aggiuntivi per varianti in corso d’opera.
§ 29 Il danno curricolare – da riconoscere, come detto, in via di principio – si compone quindi di due elementi: a ) la perdita di un livello di qualificazione già posseduta ovvero la mancata acquisizione di un livello superiore ( ai sensi e per gli effetti di cui al D.P.R. 25-1-2000 n. 34 ) , quale conseguenze immediate e dirette della mancata aggiudicazione ; b) la mancata acquisizione di un elemento costitutivo della specifica idoneità tecnica richiesta dal bando oltre la qualificazione SOA.
1.1 – Con D.P.C.M. del 24 aprile 2007 – confermato e legittimato dall’articolo 36 del D.L. 1-10-2007, n. 159, convertito in legge n. 222/2007 ( Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l’equità sociale ), contemplante uno speciale programma di interventi connessi alle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità nazionale – con un’autorizzazione di spesa di 140 milioni di euro per l’anno 2007 – è stato istituito uno speciale Comitato interministeriale, al quale sono state affidate, in raccordo con le Amministrazioni regionali e locali interessate, le attività di pianificazione, preparazione ed organizzazione degli interventi e delle iniziative connesse alle celebrazioni del predetto centocinquantenario.
§ 12 Dal canto suo, la norma regolamentare contenuta nell’art. 95 del D.P.R. 21-12-1999 n. 554 ( operante per effetto del richiamo contenuto nel citato art. 37 sino all’emanazione del nuovo regolamento sui contratti pubblici ), nel disciplinare i requisiti dell’impresa singola e di quelle riunite, stabilisce, al comma 2, che “ Per le associazioni temporanee di imprese e per i consorzi ….. ………..di tipo orizzontale, i requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi richiesti nel bando di gara per le imprese singole devono essere posseduti dalla mandataria o da una impresa consorziata nelle misure minime del 40%; la restante percentuale è posseduta cumulativamente dalle mandanti o dalle altre imprese consorziate ciascuna nella misura minima del 10% di quanto richiesto all’intero raggruppamento. L’impresa mandataria in ogni caso possiede i requisiti in misura ricorrente 5oritaria. “.
§ 15 In sintesi e per concludere sul punto, dal combinato disposto dei commi 2 e 13 dell’articolo 37 del Codice consegue che prima, in sede di domanda di partecipazione, deve essere formulata almeno l’indicazione delle quote partecipative al raggruppamento, dalle quali desumere la quota parte dei lavori da eseguire da ciascun associato, dovendo sussistere una perfetta corrispondenza tra quota di lavori e quota di effettiva partecipazione al raggruppamento, l’indicazione delle quote di partecipazione rivelandosi dunque requisito di ammissione alla gara e non contenuto di obbligazione da far valere in sede di esecuzione del contratto ( Cons. St., sez. V, n. 5817/2009 ). Sulla base delle predette indicazioni preventive e formali, avverrà la verifica della sussistenza della qualificazione SOA.
§ 16 Alla stregua delle esposte considerazioni, ciò che determinava l’esclusione del RTI appellante non è tanto la circostanza, pur addotta dal TAR, che le imprese componenti del raggruppamento RICORRENTE 2 aggiudicatario “ hanno ricusato di esplicitare le quote da ciascuna di esse assunte quanto all’esecuzione dei lavori “ ( a tal fine bastando, come sopra detto, l’indicazione delle quote di partecipazione da ciascuna di esse vantate nell’ambito del raggruppamento stesso, dalla quale ricavare anche la quota di assunzione dei lavori ); quanto, piuttosto, la circostanza, anch’essa rilevata dal TAR, che la qualificazione per la categoria OG11, classifica III, posseduta dal Consorzio ITL (€ 1.032.913, aumentata di un quinto ai sensi del comma 2 dell’art. 3 del D.P.R. 25 gennaio 2000 n. 34, per un riveniente importo pari ad € 1.239,495) aveva indotto l’organismo valutatore, in sede d’esame della documentazione allegata alla domanda ed all’offerta, a considerare ITL non già quale mandante, ma quale “impresa cooptata”, al fine di superare l’indubbia mancanza del requisito di qualificazione.
§ 18 Con una seconda serie di censure, la parte privata appellante, facendo leva sul disposto dell’art. 37, commi 1 e 2, del Codice, che distinguono fra RTI di tipo verticale ed orizzontale ) ed art. 95 del DPR n. 554/1999, il quale contiene la disciplina sui requisiti di partecipazione distinguendo , appunto, i requisiti prescritti ai raggruppamenti orizzontali da quelli richiesti ai raggruppamenti verticali, assume che solo ai raggruppamenti verticali sarebbe richiesto di possedere i requisiti di qualificazione in relazione alle categorie (prevalente/scorporate) di lavori assunti, rispettivamente, dalla mandataria e dalle mandanti.
§ 24 Ciò precisato, va riconosciuto il risarcimento per equivalente del danno emergente da mancata aggiudicazione dell’appalto al RTI CONTROINTERESSATA, nella misura del 5% calcolata sull’intero importo a base d’asta ( 54.750.249,56 ) decurtato della percentuale di ribasso offerta dal RTI CONTROINTERESSATA ( 4, 179%), dovendosi evidentemente quella percentuale calcolarsi sui ricavi effettivi e non sulle indicazioni preliminari del bando.
§ 26 Quanto alla perdita di chances, è preliminarmente da ricordare, con la giurisprudenza di questo Consiglio, che tale aspetto della responsabilità precontrattuale della P. A. – diversamente dal danno futuro, che riguarda un pregiudizio non attuale, ma soggetto a ristoro purché certo e altamente probabile, nonché ascrivibile ad una causa efficiente già in atto – costituisce un danno attuale, che non si identifica con la perdita di un risultato utile, ma con quella della concreta possibilità ovvero probabilità ( traduzione italiana appunto della parola francese chance ) di conseguirlo, e necessita, a tal fine, della sussistenza di una situazione presupposta, concreta ed idonea a consentire la realizzazione del vantaggio sperato, da valutarsi sulla base di un giudizio prognostico e statistico, fondato sugli elementi di fatto allegati dal danneggiato (Cons. St., sez. VI, 7 febbraio 2002, n. 686).