Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-156-cod-proc-penale-notificazioni-allimputato-detenuto
Timestamp: 2019-12-11 05:31:44+00:00
Document Index: 65719791

Matched Legal Cases: ['art. 157', 'art. 156', 'art. 156', 'art. 179', 'art. 156', 'art. 156', 'art. 161', 'art. 156', 'art. 161', 'art. 156', 'art. 161']

Art. 156 cod. proc. penale: Notificazioni all'imputato detenuto | La Legge per tutti
2. In caso di rifiuto della ricezione, se ne fa menzione nella relazione di notificazione e la copia rifiutata e’ consegnata al direttore dell’istituto o a chi ne fa le veci. Nello stesso modo si provvede quando non e’ possibile consegnare la copia direttamente all’imputato, perché legittimamente assente. In tal caso, della avvenuta notificazione il direttore dell’istituto informa immediatamente l’interessato con il mezzo più celere.
4. Le disposizioni che precedono si applicano anche quando dagli atti risulta che l’imputato e’ detenuto per causa diversa dal procedimento per il quale deve eseguirsi la notificazione o e’ internato in un istituto penitenziario.
Non è valida la notificazione effettuata presso il domicilio dichiarato o eletto dall'imputato detenuto, il cui sopravvenuto stato di detenzione sia noto al giudice procedente. (In applicazione del principio, la Corte ha annullato con rinvio l'ordinanza emessa dal Tribunale di sorveglianza all'esito di udienza in camera di consiglio, il cui avviso era stato notificato al domicilio dichiarato dall'imputato che, nel frattempo, era stato sottoposto a misura cautelare coercitiva, la cui perdurante applicazione risultava agli atti del procedimento). (Annulla con rinvio, Trib.sorv. Firenze, 08/11/2012 )
Cassazione penale sez. I 09 luglio 2013 n. 13609
È valida la notifica all'imputato detenuto anche per altra causa eseguita presso il domicilio eletto dal medesimo e non presso il luogo di detenzione, nel caso in cui dagli atti lo stato di privazione della libertà non risulti all'autorità giudiziaria precedente. (Rigetta, App. Trieste, 03/12/2012 )
Cassazione penale sez. I 20 febbraio 2014 n. 37248
È valida la notificazione dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari effettuata presso il domicilio eletto da indagato già detenuto per altra causa.
Cassazione penale sez. fer. 24 luglio 2012 n. 31490
È legittima la notificazione del decreto di citazione in appello mediante consegna al difensore di fiducia ai sensi dell'art. 157, comma ottavo bis, c.p.p., nel caso in cui lo stato di detenzione per altra causa dell'imputato non emerga dagli atti, ed egli abbia omesso di comunicare all'autorità giudiziaria il proprio stato di detenzione ai fini delle notifiche ex art. 156 c.p.p. Dichiara inammissibile, App. Firenze, 22 dicembre 2010
Cassazione penale sez. VI 24 aprile 2012 n. 45691
L'inosservanza delle modalità previste dall'art. 156 c.p.p. per la notifica del decreto di citazione a giudizio all'imputato detenuto si risolve in una nullità assoluta ed insanabile ai sensi dell'art. 179 c.p.p., senza che assuma rilievo l'eventuale conoscenza dell'udienza dibattimentale della quale l'imputato abbia in altro modo avuto notizie. Annulla con rinvio, App. Napoli, 03 aprile 2006
Cassazione penale sez. II 11 novembre 2010 n. 43720
In tema di notificazioni, nel caso di imputato in stato di detenzione per altra causa, la notificazione di un atto all'imputato stesso, secondo quanto previsto dall'art. 156 c.p.p., comma 4, deve essere eseguita nel luogo di detenzione solo ove tale stato risulti dagli atti del procedimento per il quale deve eseguirsi la notificazione (nella specie, il decreto di citazione in appello era stato notificato ad un imputato, il cui stato di detenzione, per altra causa, non risultava dagli atti; la Corte, in applicazione del principio suesposto ha escluso la nullità della notificazione, osservando, tra l'altro, che la persona alla quale era stato consegnato l'atto non aveva fatto presente al giudice d’appello la circostanza della detenzione dell'imputato).
Cassazione penale sez. fer. 03 agosto 2010 n. 31005
A norma dell'art. 156 c.p.p., la notifica del decreto di citazione all'imputato detenuto deve avvenire nel luogo di detenzione, anche quando la causa di restrizione sia diversa dal procedimento in corso cui si riferisce la notifica e vi sia stata precedente elezione di domicilio mai revocata, in quanto l'ufficio giudiziario procedente, prima di effettuare la prima notificazione, deve svolgere le dovute ricerche in ordine allo "status libertatis" alla data della notifica del decreto (nella specie, era stata dedotta la nullità della notifica del decreto di citazione perché, risultata vana la notifica presso il domicilio eletto per intervenuto sfratto, in assenza delle ricerche anche presso gli istituti di pena, il decreto era stato notificato presso il difensore ai sensi dell'art. 161, comma 4, c.p.p., mentre l'imputato si trovava ristretto per altra causa e impossibilitato a ricevere notizie del procedimento; la Corte ha annullato la sentenza, ritenendo che erroneamente il giudice aveva dichiarato la contumacia, senza accertare l'assenza dello stato detentivo).
Cassazione penale sez. II 08 luglio 2009 n. 39039
A norma dell'art. 156 c.p.p. la notifica del decreto di citazione all'imputato detenuto deve avvenire nel luogo di detenzione, anche quando la causa di restrizione sia diversa dal procedimento in corso cui si riferisce la notifica e vi sia stata una precedente elezione di domicilio mai revocata, in quanto l'ufficio giudiziario procedente, quando deve effettuare la prima notificazione, deve svolgere le dovute ricerche in ordine allo "status libertatis" alla data della notifica del decreto. Tale regola si applica anche quando la notificazione sia stata effettuata a norma dell'art. 161, comma 4, c.p.p. Annulla senza rinvio, App. Genova, 08 luglio 2005
Cassazione penale sez. VI 20 marzo 2009 n. 20459
La previsione di cui all'art. 156 cod. proc. pen. - per la quale le notificazioni all'imputato detenuto debbono essere eseguite nel luogo di detenzione - non contiene una disciplina derogatoria rispetto a quella generale in tema di notificazioni, atteso che anche all'imputato detenuto è consentito avvalersi della facoltà di dichiarare o eleggere domicilio a norma dell'art. 161, comma primo, cod. proc. pen.. Rigetta, Trib. Udine, 21 Febbraio 2007
Cassazione penale sez. VI 07 ottobre 2008 n. 42306