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Timestamp: 2020-07-08 08:28:19+00:00
Document Index: 12794565

Matched Legal Cases: ['art. 3', '§ 1', '§ 1', '§ 1', '§ 2', '§ 4']

Un sacerdote puó incaricare un laico che si è formato presso un istituto di Scienze Religiose di fare l’omelia? – Amici Domenicani
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Un sacerdote puó incaricare un laico che si è formato presso un istituto di Scienze Religiose di fare l’omelia?
volevo farle una domanda sull’omelia per curiosità: un sacerdote puó incaricare un laico/a che si è formato presso un istituto di Scienze Religiose di celebrare l’omelia?
Prego per lei!
1. un documento del Magistero della Chiesa che porta la seguente dizione: “Istruzione interdicasteriale su alcune questioni circa la collaborazione dei fedeli laici al ministero dei sacerdoti, Ecclesiae de mysterio, 15 agosto 1997” all’art. 3 porta i motivi per cui un laico non può fare l’omelia all’interno di una celebrazione liturgica.
2. Ecco la parte riservata all’omelia:
Articolo 3 L’omelia
§ 1. L’omelia, forma eminente di predicazione “nella quale durante il corso dell’anno liturgico vengono esposti dal testo sacro i misteri della fede e le norme di vita cristiana” è parte della stessa liturgia.
Pertanto, l’omelia durante la celebrazione dell’Eucaristia deve essere riservata al ministro sacro, sacerdote o diacono.
Sono esclusi i fedeli non ordinati, anche se svolgono il compito detto di «assistenti pastorali» o di catechisti, presso qualsiasi tipo di comunità o aggregazione.
Non si tratta, infatti, di eventuale maggiore capacità espositiva o preparazione teologica, ma di funzione riservata a colui che è consacrato con il sacramento dell’Ordine sacro, per cui neppure il Vescovo diocesano è autorizzato a dispensare dalla norma del canone, dal momento che non si tratta di legge meramente disciplinare, bensì di legge che riguarda le funzioni di insegnamento e di santificazione strettamente collegate tra di loro.
Non si può ammettere, perciò, la prassi, in talune occasioni praticata, per la quale si affida la predicazione omiletica a seminaristi studenti di teologia, non ancora ordinati.
L’omelia non può, infatti, essere considerata come un allenamento per il futuro ministero.
Si deve ritenere abrogata dal can. 767, § 1 qualsiasi norma anteriore che abbia ammesso fedeli non ordinati a pronunciare l’omelia durante la celebrazione della S. Messa”.
3. Come si vede, si tratta di esporre “i misteri della fede e le norme di vita cristiana”.
Non è questione di saperne più del prete o di avere maggiori capacità espositive, cosa di cui ci si può soltanto augurare perché sarebbe un bene prezioso la Chiesa, ma di un ufficio, di un compito.
È il ministro ordinato che parla con autorevolezza durante la celebrazione liturgica e indica altrettanto autorevolmente le norme di vita cristiana.
È a lui che i fedeli devono stare e obbedire.
C’è dunque una diversità intrinseca a motivo della persona che parla.
4. Ed è per questo che il Codice di Diritto canonico al can. 767 – § 1 dice: “Tra le forme di predicazione è eminente l’omelia, che è parte della stessa liturgia ed è riservata al sacerdote o al diacono; in essa lungo il corso dell’anno liturgico siano esposti dal testo sacro i misteri della fede e le norme della vita cristiana.
§ 2. Nei giorni di domenica e nelle feste di precetto, in tutte le Messe che si celebrano con concorso di popolo, si deve tenere l’omelia né si può omettere se non per grave causa”.
5. A sua volta l’istruzione della Congregazione per il culto divino Redemptionis sacramentum (2004), scritta per correggere errori ed abusi, dice espressamente: “L’omelia, che si tiene nel corso della celebrazione della santa Messa ed è parte della stessa Liturgia, «di solito è tenuta dallo stesso Sacerdote celebrante o da lui affidata a un Sacerdote concelebrante, o talvolta, secondo l’opportunità, anche al Diacono, mai però a un laico” (n. 64).
6. Ugualmente anche l’Ordinamento generale del Messale Romano (Institutio generalis Missalis Romani) al n. 66 dice: “L’omelia di solito sia tenuta personalmente dal sacerdote celebrante.
Talvolta, potrà essere da lui affidata a un sacerdote concelebrante e, secondo l’opportunità, anche al diacono; mai però a un laico”.
Questa medesima Instituzione del Messale Romano aggiunge: “In casi particolari e per un giusto motivo l’omelia può essere tenuta anche da un Vescovo o da un Presbitero che partecipa alla celebrazione anche se non può concelebrare”.
7. La citata Istruzione su alcune questioni circa la collaborazione dei fedeli laici al ministero dei sacerdoti del 1997 dice anche questo:
“Nelle circostanze di scarsità di ministri sacri in determinate zone, possono presentarsi situazioni permanenti ed oggettive di necessità o di utilità, tali da suggerire l’ammissione di fedeli non ordinati alla predicazione.
La predicazione nelle chiese e oratori, da parte dei fedeli non ordinati, può essere concessa in supplenza dei ministri sacri o per speciali ragioni di utilità nei casi particolari previsti dalla legislazione universale della Chiesa o dalle Conferenze Episcopali e, pertanto, non può diventare un fatto ordinario, né può essere intesa come autentica promozione del laicato” (articolo 2, § 4).
8. Pertanto in via ordinaria affidare l’omelia ad un laico, con la presenza del ministro sacro e senza le “speciali ragioni di utilità nei casi particolari previsti dalla legislazione universale della Chiesa o dalle Conferenze Episcopale costituisce un errore, anzi un abuso e come tale va eliminato.
Pertanto un fedele laico laureato presso un Istituto Superiore di Scienze Religiose dovrebbe sottrarsi a tale invito e renderne ragione.
Ti ringrazio per la preghiera che a mia volta contraccambio e ti benedico.
Di Padre Angelo Bellon op|2019-02-09T23:47:54+02:0012 Luglio 2019|Un sacerdote risponde - Liturgia e pastorale - Sezione liturgica|