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Timestamp: 2020-08-04 12:04:53+00:00
Document Index: 30955029

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Sentenza Cassazione Civile n. 33994 del 19/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 33994 del 19/12/2019
Cassazione civile sez. trib., 19/12/2019, (ud. 24/10/2019, dep. 19/12/2019), n.33994
sui ricorso 16851-2017 proposto da:
avverso la sentenza n. 12952017 della COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. di
1. – La Commissione tributaria regionale della Puglia, con sentenza n. 1295/2017 del 7 dicembre 2016, pubblicata il 7 aprile 2017, ha confermato la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Lecce n. 446/2016 di accoglimento del ricorso proposto dalla contribuente I.S. avverso l’avviso di accertamento col quale l’Agenzia delle entrate, ai sensi della L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, previa rideterminazione del classamento, aveva elevato le rendite catastali dei cespiti specificamente indicati nell’atto impositivo.
2. – L’Avvocatura generale dello Stato, mediante atto del 23 giugno 2017, ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi.
In seguito a richiesta del Comune di Lecce la Agenzia del territorio ha proceduto alla revisione parziale del classamento e delle rendite delle unità immobiliari comprese nelle microzone di quel Comune n. 1 e n. 2; e, all’esito della revisione, ha emesso ” in via generalizzata e indifferenziata avvisi di accertamento attributivi di classe e di rendita superiori “, tra i quali quello oggetto del ricorso di parte contribuente.
Nella specie l’Agenzia del territorio ha attribuito la classe superiore ed elevato la rendita catastale motivando ” asetticamente ” (sic) con generico riferimento al quadro normativo, allo scostamento dai valori medi, a non specificati e indimostrati ” interventi di riqualificazione della viabilità interna e di arredo urbano (…) di ristrutturazione degli edifici da parte dei privati “, omettendo di dar conto della incidenza dei pretesi interventi sulla redditività dei singoli immobili, oggetto dell’atto impositivo, a dispetto della circostanza che nessun intervento di manutenzione o di ristrutturazione sia stato eseguito e che i fabbricati versino ” in totale stato di fa-tiscenza e di abbandono “.
2.1 – Col primo motivo l’Avvocatura deduce la violazione degli artt. 295 c.p.c. e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39.
Premesso che presso il Consiglio di Stato pende tuttora il giudizio intentato da alcune associazioni dei contribuenti mediante ricorso avverso le deliberazioni colle quali la Giunta del Comune di Lecce aveva richiesto alla Agenzia del territorio di avviare il procedimento di revisione del classamento degli immobili siti nelle microzone n. 1 e n. 2 del territorio comunale, ai sensi della L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, la ricorrente censura il rigetto da parte della Commissione regionale tributaria della richiesta di sospensione del processo in considerazione della pregiudizialità, reputata ” evidente “, tra il giudizio amministrativo e quello tributario.
Con riferimento ai lavori preparatori della legge e mediante puntuale richiamo di pertinente arresto di legittimità, esattamente in termini (Sez. 5, sentenza n. 217176 del 19/10/2016, n. m.), l’Avvocatura generale dello Stato sostiene: la disposizione della L. 30 dicembre 2004, art. 1, comma 335, costituisce ” norma a carattere speciale ” recante ” una procedura m a ss i va di revisione parziale dei classamenti delle unità immobiliari ” per ” sopperire al mancato aggiornamento delle rendite “, la quale non esige la ” revisione puntuale ” del classamento del singolo cespite; erroneamente, pertanto, la Commissione regionale tributaria, supponendo che con ” l’accertato presupposto dello scostamento significativo tra i valori di mercato ” della microzona e quelli catastali, dovesse concorrere, nell’ottica (affatto differente) di una procedura ” individua-le/oggettiva, (…) la considerazione dei fattori posizionali ed edilizi pertinenti a ciascuna unità immobiliare “, ha ritenuto privo di adeguata motivazione l’avviso di accertamento impugnato, così incorrendo nella duplice, denunziata violazione di legge; laddove, come chiarito dalla giurisprudenza di legittimità, ” l’obbligo di motivazione dell’atto di classamento resta assolto una volta che sia stato evidenziato (…) il presupposto dell’accertamento risultante, laddove esso tragga impulso da una c.d. verifica per microzone, dalla previsione di cui alla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335 (…) senza che sia necessario indicare specifiche caratteristiche dell’immobile “.
Orbene, nella specie, l’epilogo del giudizio amministrativo, relativo alla legittimità degli atti presupposti adottati dal Comune di Lecce (indicato dalla ricorrente come causa pregiudicante), è palesemente ininfluente sulla definizione del presente processo tributario, laddove il thema de-cidendum concerne il vizio di motivazione dell’avviso di accertamento catastale impugnato, sicchè la regiudicanda resta assolutamente insensibile anche rispetto all’eventuale sentenza del Consiglio di Stato favorevole alla Amministrazione finanziaria.
La giurisprudenza più recente di legittimità – anche alla luce dei crite- fr/
ri ermeneutici offerti dal Giudice delle leggi colla sentenza n. 249 del /
2017, resa nel giudizio di legittimità costituzionale della norma in parola – si è consolidata nella riaffermazione del principio di diritto secondo il quale ” in tema di estimo catastale, il nuovo classamento adottato ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, soddisfa l’obbligo di motivazione se, oltre a contenere il riferimento ai parametri di legge generali, quali il significativo scostamento del rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, ed ai provvedimenti amministrativi su cui si fonda, consente al contribuente di evincere gli elementi, che non possono prescindere da quelli indicati dal D.P.R. n. 138 del 1998, art. 8 (quali la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito, la qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata, le caratteristiche edilizie del fabbricato e della singola unità immobiliare), che, in concreto, hanno inciso sul diverso classamento, ponendolo in condizione di conoscere ex ante le ragioni specifiche che giustificano il singolo provvedimento di cui è destinatario, seppure inserito in un’operazione di riclassificazione a carattere diffuso ” (Sez. 5, sentenza n. 19810 del 23/07/2019; cui adde Sez. 6-5, ordinanza n. 20574 del 31 luglio 2019; Sez. 6-5, ordinanza n. 19275 del 17/07/2019; Sez. 65, ordinanza n. 12604 del 10/05/2019; Sez. 6 – 5, ordinanza n. 9770 del 08/04/2019, Rv. 653679 – 01; Sez. 6-5, ordinanza n. 5049 del 21/02/2019; Sez. 6 – 5, ordinanza n. 23129 del 26/09/2018, Rv. 650817 – 01; Sez. 6 – 5, ordinanza n. 16378 del 21/06/2018, Rv. 649373 – 01; Sez. 5, ordinanza n. 22900 del 29/09/2017).
3.3 – Nessun provvedimento deve essere adottato per il regolamento delle spese del presente giudizio in quanto la vittoriosa parte contribuente intimata non ha svolto alcuna difesa.