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Timestamp: 2020-08-09 22:48:20+00:00
Document Index: 63992736

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 13', 'art. 31', 'art. 2']

Voce: Privati ed enti pubblici economici > Settori di attività > Attività giornalistica > Profili generali
Provvedimento del 12 marzo 2003 [1068151]
PRIVATI ED ENTI PUBBLICI ECONOMICI > Settori di attività > Attività giornalistica > Profili generali
Il quadro normativo delineato dalla legge n. 675/1996 in tema di diffusione di dati sensibili nell´esercizio dell´attività di giornalista ha lasciato inalterata l´esigenza del rispetto, soprattutto in ordine all´essenzialità dell´informazione rispetto a fatti di interesse pubblico, di alcuni limiti posti al diritto di cronaca a tutela della riservatezza, suscettibili d´integrazione da parte del codice deontologico di settore, previsto dall´art. 25 della legge.
Garante 30 marzo 1998, in Bollettino n. 4, pag. 28 [doc. web n. 42220]
Il diritto all´identità personale, tutelato dall´art. 1 della legge n. 675/1996, può essere leso dall´avvenuta pubblicazione su un quotidiano di vari articoli di stampa che, attraverso un erroneo riferimento alla persona del ricorrente ed al suo stato coniugale, ovvero mediante un´inesatta utilizzazione del suo cognome, gli abbiano attribuito comportamenti posti in essere da altri, con conseguente distorsione della sua immagine. In tal caso, ai sensi dell´art. 29, comma 4 della legge, non solo dev´essere fatto ordine, sia all´editore che al direttore del quotidiano, di cessare il trattamento illegittimo, ma, ai fini di un´effettiva tutela dei diritti dell´interessato, dev´essere ordinata la rettifica dei dati personali trattati, con attestazione, in favore del predetto, della circostanza che tale rettifica è stata portata a conoscenza di coloro ai quali erano stati originariamente diffusi i detti dati, attraverso la pubblicazione, sul medesimo quotidiano, di un apposito comunicato in tal senso.
Garante 19 aprile 1999, in Bollettino n. 8, pag. 31 [doc. web n. 39033]
La mera citazione, in un articolo di giornale, delle generalità di alcuni vigili urbani rimasti vittime di comportamenti lesivi dell´integrità fisica o di atti di resistenza, ovvero coinvolti in procedimenti amministrativi o giudiziari nei quali si controverta di un´infrazione contestata o, eventualmente, imputati per reati riconducibili al servizio prestato, non contrasta con i principi affermati negli artt. 12, 20 e 25 della legge n. 675/1996 e nel codice di deontologia in tema di attività giornalistica.
Il trattamento dei dati personali effettuato nell´esercizio dell´attività giornalistica deve svolgersi nel rispetto delle previsioni del Codice di deontologia pubblicato sulla G.U. del 29 luglio 1998, che, nel richiamare i fondamentali principi affermati in materia dalla legge n. 675/1996, detta specifiche regole in tema di essenzialità dell´informazione rispetto ai fatti d´interesse pubblico.
L´istanza formulata ai sensi dell´art. 13 della legge n. 675/1996 può essere proposta, oltre che al direttore responsabile della testata giornalistica, nella qualità di responsabile del trattamento dei dati personali, anche al titolare del trattamento per il tramite di una articolazione centrale o periferica della struttura che fa capo a quest´ultimo (nella specie, una redazione periferica del quotidiano). L´istanza, infatti, deve presumersi conosciuta dal titolare ove giunga in un luogo che rientra nella sua sfera di dominio e controllo.
È illecita, perché contraria al principio di essenzialità dell´informazione sancito dalla legge n. 675/1996 e dal codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell´esercizio dell´attività giornalistica, e concreta una grave violazione della dignità della persona, la pubblicazione di informazioni idonee a permettere l´identificazione di una persona sospetta di avere contratto una grave malattia – la variante umana della malattia di Creutzfeldt-Jakob – (nella specie il Garante, facendo applicazione dei poteri attribuitigli dall´art. 31, comma 1, lett. l) della legge n. 675/1996, adottando per la prima volta una tale decisione nei confronti dei mezzi di informazione, ha emesso nei loro confronti un provvedimento di divieto del trattamento dei dati personali dell´interessata).
Garante 7 febbraio 2002, in Bollettino n. 25, pag. 8 [doc. web n. 1064770]
Tra i principi che la vigente normativa in materia di protezione dei dati personali individua a tutela della sfera privata rispetto ai trattamenti effettuati nell´esercizio del diritto di cronaca, rileva, in particolare, quello dell´essenzialità dell´informazione in riferimento alla rilevanza pubblica dei fatti riferiti, che impone al giornalista di effettuare un attento vaglio sulle notizie acquisite e sulle modalità della loro acquisizione, evitando di diffondere quelle che attengano a comportamenti o a persone non direttamente connessi alla vicenda riportata.
L´interessato che intenda esercitare i diritti attribuitigli dalla normativa in materia di protezione dei dati personali può presentare l´istanza al titolare del trattamento anche presso le articolazioni periferiche della struttura che fa capo a quest´ultimo, in quanto le richieste devono presumersi conosciute ove giunte in un luogo che rientra nella sua sfera di dominio e controllo. In particolare, ove il destinatario dell´istanza sia un editore, l´interessato può formulare le sue richieste sia presso gli uffici centrali della struttura editoriale, sia presso le articolazioni periferiche (nella specie il Garante ha ritenuto corretto l´inoltro dell´istanza volta a conoscere l´origine di informazioni pubblicate su di un quotidiano presso una redazione locale della testata giornalistica).
La raccolta, l´utilizzo e la diffusione a mezzo stampa di fotografie riferite all´interessato configurano un trattamento di dati personali, che possono essere costituiti anche da immagini, cui si applica la relativa normativa posta dalla legge e dal codice deontologico inerente al trattamento dei dati personali nell´esercizio dell´attività giornalistica (pubblicato sulla G.U. del 3 agosto 1998, n. 179).
In relazione all´asserita illecita pubblicazione su di una rivista di una fotografia e di altri dati personali dell´interessato, non possono costituire oggetto di ricorso al Garante, in quanto non riconducibili ai diritti con esso azionabili, le richieste di ritiro della pubblicazione e di "rettifica delle notizie divulgate", richieste che sono quindi inammissibili. Resta peraltro impregiudicata la facoltà del ricorrente di farle valere nella competente sede giudiziaria, in applicazione di altre disposizioni vigenti.
Al fine del corretto esercizio del diritto di cronaca l´attività di raccolta di dati personali deve avvenire nell´osservanza del principio di correttezza esplicitato anche nel codice deontologico relativo al trattamento dei dati nell´esercizio dell´attività giornalistica, in base al quale il giornalista, nel raccogliere le informazioni a fine di cronaca, deve evitare artifici (art. 2 del codice) quali la registrazione di immagini e di suoni operata attraverso microfoni o telecamere nascosti.
Le informazioni contenute in un articolo giornalistico, comprensive degli estremi identificativi dell´interessato e della sua attuale residenza e sede di lavoro, configurano un trattamento di dati personali.
Garante 12 marzo 2003 [doc. web n. 1068151]