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Timestamp: 2018-12-14 05:41:27+00:00
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Ravvedimento operoso dal 2011 doppia novità | Commercialista Telematico
Violazioni fiscali: Ravvedimento operoso dal 2011 doppia novità<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Nell’ambito fiscale, come è noto, vige l’istituto del ravvedimento operoso, con il quale è possibile regolarizzare le eventuali violazioni commesse, prima che siano constatate dagli organi di verifica dell’Amministrazione finanziaria, mediante il pagamento di sanzioni ridotte.
Ebbene dall’anno 2011 si assiste ad una doppia novità legata all’aumento del costo delle sanzioni ridotte da versare per potere accedere al citato ravvedimento operoso e per ultimo all’aumento del tasso di interesse legale.
I momenti su cui si applicano nel 2011 tali novità sono diversi, infatti, il nuovo tasso degli interessi legali (1,5%, in luogo del 1% in vigore fino al 31/12/2010) si applica a decorrere dal 01 gennaio 2011, mentre le nuove misure delle sanzioni ridotte si applicano dal 01 febbraio 2011. Ma vediamone di seguito i particolari.
Prima novità: Aumento del costo dell’istituto deflativo
L’art. 1, comma 20, della Legge di stabilità finanziaria 2011 (Legge 13 dicembre 2010, n. 220, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, pubblicata in G.U. n. 297 del 21/12/2010 – Supplemento Ordinario n. 281) ha, quindi, disposto l’aumento delle sanzioni previste nell’ipotesi di ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472) ed in particolare:
– l’aumento da un dodicesimo ad un decimo del minimo della sanzione “nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione” (art. 13, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 472/1997);
– l’aumento da un decimo ad un ottavo del minimo della sanzione “se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore” (art. 13, comma 1, lett. b), del D.Lgs. n. 472/1997);
– l’aumento da un dodicesimo ad un decimo del minimo della sanzione “è prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni”, nonché l’aumento da un dodicesimo ad un decimo del minimo della sanzione “prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni” (art. 13, comma 1, lett. c), del D.Lgs. n. 472/1997);
Le modifiche si applicano alle violazioni commesse a decorrere dal 1° febbraio 2011, come si evince dalla seguente tabella.
Sanzione ridotta ad 1/12 del minimo (1/12 del 30%) pari al 2,50%
(1/10 del 30%) pari al 3%
Entro il termine di
presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale la violazione è stata commessa o
entro un anno dall’omissione o dall’errore, quando non è prevista la dichiarazione periodica
(1/10 del 30%) pari al 3 %
Sanzione ridotta a 1/8 del minimo (1/8 del 30%) pari al 3,75%
Seconda novità: Aumentano gli interessi legali
E’, quindi, aumentata la misura degli interessi legali, in particolare, dal 1° gennaio 2011 gli interessi sono aumentati dal 1% all’1,5%.
L’aumento è stato disposto dall’art. 1 del Decreto del Ministero dell’Economia del 7/12/2010, pubblicato sulla in G.U. n. 292 del 15/12/2010.
Pertanto, la nuova misura di interessi legali si applica a partire dal 1° gennaio 2011.
Ovviamente, fino al 31/12/2010 rimane in vigore il tasso dell’1% stabilito per il 2010 dal Decreto del Ministero dell’Economia del 4/12/2009, pubblicato sulla G.U. n. 291 del 15/12/2009.
Tassi degli interessi legali
Dal 1/1/2011
Tale seconda novità ha, pertanto, influito anche in ambito fiscale a seguito degli importi dovuti all’Erario per i versamenti eseguiti a seguito di ravvedimento operoso.
In conclusione i contribuenti che pagano in ritardo i tributi possono avvalersi:
– Del ravvedimento cd. “breve”, cioè entro i 30 giorni successivi alla scadenza; con sanzione:
– del 2,5% fino al 31/01/2011;
– del 3% dal 01/02/2011.
– del cd. ravvedimento “lungo”, cioè entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è commessa la violazione con sanzione;
– del 3% fino al 31/01/2011;
– del 3,75% dal 01/02/2011.
Inoltre, per potere accedere a detto ravvedimento operoso, oltre al tributo dovuto, il contribuente deve pagare anche l’interesse legale, che, sulla base della suddetta novità é pari a:
– 1% annuo fino al 31 dicembre 2010;
– 1,5% per cento dal 1° gennaio 2011.