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Timestamp: 2019-12-07 17:06:30+00:00
Document Index: 179633430

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza\n', 'sentenza ', 'art. 2051', 'art. 1126', 'sentenza ']

Maggio | 2016 | Studio Pietrasanta
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CONFERMA AUTOMATICA DELL’AMMINISTRATORE DOPO IL PRIMO ANNO
Alle sentenze di vari Tribunali che danno per assodata la durata biennale dell’incarico dell’amministratore, senza che debba essere inserita all’ordine del giorno la discussione della nomina, si aggiunge una recente sentenza del Tribunale di Brescia (R.G. 5103/2015) del 16 aprile 2016.
Gli effetti della nomina cessano solo dopo due anni.
Clicca su RG 5103 2015 per visualizzare la sentenza
POSIZIONE DI GARANZIA DEL DATORE DI LAVORO
La Corte di Cassazione con sentenza n. 11388 del 17 marzo scorso, ha ricordato che, in materia di sicurezza sul lavoro, è irrilevante ai fini dell’individuazione delle posizioni di garanzia che vi sia un formale rapporto di lavoro, ma è sufficiente che vi sia una collaborazione anche saltuaria. La normativa antinfortunistica si applica, non solo ai lavoratori ma addirittura anche agli estranei che possono trovarsi occasionalmente sul luogo di lavoro; grava sul datore di lavoro una posizione di garanzia che va oltre il rapporto di lavoro subordinato e va estesa anche alle collaborazioni saltuarie.
IL VOSTRO VICINO VI STRESSA? IN ARRIVO LO PSICOLOGO DI CONDOMINIO
IL SOLE 24 ORE 16/05/2016
Per risolvere liti e controversie e vivere una serena vita condominiale parte a Milano un progetto pilota.
Le cause delle liti condominiali. Non c’è posto migliore di un condominio perché nasca un conflitto tra vicini di casa. Le cause sono le più diverse e spesso anche le più futili, senza contare il fatto che molti problemi si potrebbero risolvere facilmente con accorgimenti di natura tecnica o, a volte, con un pizzico di buon senso. Invece, non è infrequente imbattersi in inquilini disposti a tutto pur di ingaggiare una lotta con gli altri condomini per le fioriere fuori posto o per i panni stesi. Inoltre, gli odori di cucina, tra cui risultano particolarmente insopportabili spezie e fritto, possono nascondere intolleranze di natura razziale, che rendono quanto mai difficile l’integrazione di etnie diverse nello stesso palazzo. Sempre per restare nell’ambito dei cattivi odori, ben il 30% delle liti è causato da quelli legati alla presenza di animali, come l’urina del cane o del gatto, e il 15% dai fumi di attività commerciali, quali ristoranti e officine.
Si possono ancora elencare, come cause di conflitto, l’alto volume dell’apparecchio televisivo o il chiasso dei bambini che giocano in cortile.
Vita di condominio. Quando il buon senso o il tecnico non ci soccorrono è proprio giunto il momento di ricorrere a un altro supporto: lo psicologo di condominio.
Tuttavia, Elvio Raffaello Martini, psicologo di comunità e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore, precisa che. “Non è giusto parlare solo di scontri, che sono l’aspetto più eclatante ma di vita di condominio”.
Infatti, le liti e le controversie non sono l’unico problema di un condominio, dal momento che vi è anche tanta solitudine di persone che si ritirano proprio per non entrare in conflitto coni vicini. Molti ritengono che l’isolamento sia preferibile alla lite e non considerano che lo stare da soli mina la qualità della vita di quanti abitano nello stesso palazzo senza neanche salutarsi.
Consulenza e affiancamento dei condomini. Da queste considerazioni ha preso vita il progetto pilota di consulenza e affiancamento dei condomini, ideato da Martini e dalla psicologa sociale Silvia Mele, con lo scopo di affrontare meglio la vita negli stessi cortili.
È Silvia Mele a spiegare: “Abbiamo lavorato per 10 anni al Corvetto, nel contesto difficile delle case popolari e da quella esperienza abbiamo tratto molti spunti utili anche in contesti abitati privati: i conflitti possono svilupparsi sia in centro a Milano, che nei condomini di periferia”.
Mancata soluzione giuridica alle liti. Inoltre, la crescente presenza di vicini stranieri sul proprio pianerottolo aumenta le difficoltà di comprensione e le liti che finiscono in mano agli avvocati difficilmente arrivano a soluzione.
A tal riguardo, un’indagine dell’Associazione nazionale amministratori di condominio ha rilevato che sono circa 2 milioni gli italiani che, dopo essersi rivolti al giudice, si sono visti rigettare i ricorsi. “In certi casi per risolvere i problemi basta aiutare le persone a conoscersi e parlarsi – conferma Martini – e noi come psicologi di condominio puntiamo ad affiancare figure professionali come gli amministratori e aiutare chi abita porta a porta a realizzare dei progetti comuni”.
Tale aiuto è senz’altro gradito a Leonardo Caruso, vicepresidente dell’Anaci, che così ironizza: “L’80% degli italiani vive in condominio e pochissimi conoscono i doveri che ne derivano. Servirebbe un test prima di idoneità prima di andare dal notaio”.
CONTRATTO DI LOCAZIONE E CONDOMINIO
Ai sensi della Legge 28 dicembre 2015, n. 208, “È fatto carico al locatore di provvedere alla registrazione (del contratto di locazione) nel termine perentorio di trenta giorni, dandone documentata comunicazione, nei successivi sessanta giorni, al conduttore ed all’amministratore del condominio, anche ai fini dell’ottemperanza agli obblighi di tenuta dell’anagrafe condominiale di cui all’articolo 1130, numero 6), del codice civile.
RIPARTIZIONE RESPONSABILITA’ INFILTRAZIONI LASTRICO SOLARE
SULLA RIPARTIZIONE DELLA RESPONSABILITA’ PER INFILTRAZIONI DAL LASTRICO SOLARE CHE FUNGE DA TETTO
Avv. Michele Giliberti:
Chi ha l’utilizzo esclusivo del lastrico solare o della terrazza si trova, in rapporto alla copertura del palazzo condominiale, in una posizione specifica che oltre a consentirne il pieno utilizzo lo eleva a custode della superficie del lastrico o della terrazza stessa. La conseguenza è dunque quella di essere titolare di una responsabilità da custodia ex art. 2051 c.c. Ciò non toglie, tuttavia, che il condominio sia tenuto a compiere gli atti conservativi e le opere di manutenzione straordinaria perché pur appartenendo in proprietà o essendo in uso esclusivo di uno dei condomini, il lastrico solare per la sua funzione di copertura dell’edificio rientra tra le parti comuni. Da qui, la regola della ripartizione delle spese è quella dell’art. 1126 c.c.: ossia un terzo a carico del proprietario/utilizzatore e due terzi a carico di tutti gli altri condomini. Questo ovviamente in assenza della riconducibilità del danno alla condotta colpevole del proprietario o titolare del diritto di uso esclusivo. Nel caso in cui, infatti, costui sia l’unico responsabile delle infiltrazioni d’acqua (per via appunto di una sua condotta colpevole) le spese saranno addebitabili a lui soltanto.
Clicca per la sentenza Infiltrazioni dal lastrico solare SU 9449-2016
INCAPIENTI, SOLUZIONE IN VISTA
Interessante articolo pubblicato sul SOLE 24 ORE
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2016-05-09/incapienti-soluzione-vista-185018.shtml?uuid=ADwlwTC&refresh_ce=1
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