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Timestamp: 2020-07-03 16:03:10+00:00
Document Index: 83740065

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art. 49', 'art. 42', 'art. 333', 'art. 33', 'art. 121', 'art. 44', 'art. 45', 'art. 27', 'art. 51', 'art. 27', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 51', 'art. 21', 'art. 99', 'art. 21', 'art. 25', 'art. 22', 'art. 70', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 23']

Lawbrary | DPA - Legge federale sul diritto penale amministrativo
Legge federale sul diritto penale amministrativo
Campo d'applicazione della legge(1 - 1)
Disposizioni generali(2 - 13)
Disposizioni speciali(14 - 18)
Autorità; disposizioni generali di procedura(19 - 31)
Inchiesta e decisione penale dell'amministrazione
Disposizioni generali(32 - 36)
Inchiesta(37 - 61)
Decisione dell'amministrazione(62 - 72)
Procedura giudiziaria(73 - 83)
Revisione(84 - 89)
Esecuzione(90 - 93)
Spese, indennità e regresso(94 - 102)
Procedimento contumaciale(103 - 103)
Disposizioni finali(104 - 107)
Modifica di atti legislativi
del 22 marzo 1974 (Stato 1° gennaio 2019)
visti gli articoli 64bis, 106 e 114 della Costituzione federale1;2 visto il messaggio del Consiglio federale del 21 aprile 19713,
Titolo primo: Campo d'applicazione della legge
Cam­po d'ap­pli­ca­zio­ne
La pre­sen­te leg­ge si ap­pli­ca nei ca­si in cui il pro­ce­di­men­to e il giu­di­zio per un'in­fra­zio­ne so­no de­man­da­ti a un'au­to­ri­tà am­mi­ni­stra­ti­va del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
Titolo secondo: Diritto penale amministrativo
A. Ap­pli­ca­zio­ne del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro
Le di­spo­si­zio­ni ge­ne­ra­li del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro (Co­di­ce pe­na­le)1 si ap­pli­ca­no ai fat­ti cui la le­gi­sla­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va fe­de­ra­le com­mi­na una pe­na, sal­vo che non sia al­tri­men­ti di­spo­sto dal­la pre­sen­te leg­ge o dal­le sin­go­le leg­gi am­mi­ni­stra­ti­ve.
B. Inos­ser­van­za di pre­scri­zio­ni d'or­di­ne
Co­sti­tui­sce inos­ser­van­za di pre­scri­zio­ni d'or­di­ne a te­no­re del­la pre­sen­te leg­ge la con­trav­ven­zio­ne de­si­gna­ta co­me ta­le dal­le sin­go­le leg­gi am­mi­ni­stra­ti­ve ov­ve­ro pas­si­bi­le di una mul­ta di­sci­pli­na­re.
C. De­ro­ghe al Co­di­ce pe­na­le
I. Mi­no­ri
L'azio­ne pe­na­le è im­pro­po­ni­bi­le con­tro il mi­no­re che ha com­mes­so un at­to pu­ni­bi­le pri­ma di aver com­piu­to i quin­di­ci an­ni.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 44 n. 2 del­la LF del 20 giu. 2003 sul di­rit­to pe­na­le mi­no­ri­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3545; FF 1999 1669).
II. Par­te­ci­pa­zio­ne
In ma­te­ria di con­trav­ven­zio­ni, l'isti­ga­to­re e il com­pli­ce so­no pu­ni­bi­li, sal­vo per l'inos­ser­van­za di pre­scri­zio­ni d'or­di­ne.
III. In­fra­zio­ni com­mes­se nell'azien­da, da man­da­ta­ri e si­mi­li
1. Re­go­la
1Se l'in­fra­zio­ne è com­mes­sa nel­la ge­stio­ne de­gli af­fa­ri di una per­so­na giu­ri­di­ca, di una so­cie­tà in no­me col­let­ti­vo o in ac­co­man­di­ta, di una dit­ta in­di­vi­dua­le o di una co­mu­ni­tà di per­so­ne sen­za per­so­na­li­tà giu­ri­di­ca, o al­tri­men­ti nell'eser­ci­zio di in­com­ben­ze d'af­fa­ri o di ser­vi­zio per ter­ze per­so­ne, le di­spo­si­zio­ni pe­na­li si ap­pli­ca­no al­le per­so­ne fi­si­che che l'han­no com­mes­sa.
2Il pa­dro­ne d'azien­da, il da­to­re di la­vo­ro, il man­dan­te o la per­so­na rap­pre­sen­ta­ta che, in­ten­zio­nal­men­te o per ne­gli­gen­za, in vio­la­zio­ne di un ob­bli­go giu­ri­di­co, omet­te di im­pe­di­re un'in­fra­zio­ne del su­bor­di­na­to, man­da­ta­rio o rap­pre­sen­tan­te ov­ve­ro di pa­ra­liz­zar­ne gli ef­fet­ti, sog­gia­ce al­le di­spo­si­zio­ni pe­na­li che val­go­no per l'au­to­re che agi­sce in­ten­zio­nal­men­te o per ne­gli­gen­za.
3Se il pa­dro­ne d'azien­da, il da­to­re di la­vo­ro, il man­dan­te o la per­so­na rap­pre­sen­ta­ta è una per­so­na giu­ri­di­ca, una so­cie­tà in no­me col­let­ti­vo o in ac­co­man­di­ta, una dit­ta in­di­vi­dua­le o una co­mu­ni­tà di per­so­ne sen­za per­so­na­li­tà giu­ri­di­ca, il ca­po­ver­so 2 si ap­pli­ca agli or­ga­ni, ai mem­bri de­gli or­ga­ni, ai so­ci pre­po­sti al­la ge­stio­ne, al­le per­so­ne ef­fet­ti­va­men­te di­ri­gen­ti o ai li­qui­da­to­ri col­pe­vo­li.
2. Or­di­na­men­to spe­cia­le per mul­te fi­no a 5000 fran­chi
1Se la mul­ta ap­pli­ca­bi­le non su­pe­ra i 5000 fran­chi e se la de­ter­mi­na­zio­ne del­le per­so­ne pu­ni­bi­li se­con­do l'ar­ti­co­lo 6 esi­ge prov­ve­di­men­ti d'in­chie­sta spro­por­zio­na­ti all'en­ti­tà del­la pe­na, si può pre­scin­de­re da un pro­ce­di­men­to con­tro det­te per­so­ne e, in lo­ro ve­ce, con­dan­na­re al pa­ga­men­to del­la mul­ta la per­so­na giu­ri­di­ca, la so­cie­tà in no­me col­let­ti­vo o in ac­co­man­di­ta o la dit­ta in­di­vi­dua­le.
2Il ca­po­ver­so 1 si ap­pli­ca per ana­lo­gia al­le co­mu­ni­tà di per­so­ne sen­za per­so­na­li­tà giu­ri­di­ca.
IV. Com­mi­su­ra­zio­ne del­la pe­na
1. Mul­te
Le mul­te fi­no a 5000 fran­chi van­no com­mi­su­ra­te al­la gra­vi­tà dell'in­fra­zio­ne e del­la col­pa; non oc­cor­re te­ner con­to di al­tri ele­men­ti di com­mi­su­ra­zio­ne del­la pe­na.
2. Con­cor­so di rea­ti o di di­spo­si­zio­ni pe­na­li
L'ar­ti­co­lo 68 del Co­di­ce pe­na­le1 sul con­cor­so di rea­ti o di di­spo­si­zio­ni pe­na­li non si ap­pli­ca al­le mul­te e al­le pe­ne da com­mu­ta­zio­ne.
1 RS 311.0. Ora: art. 49.
V. Com­mu­ta­zio­ne del­la mul­ta
1La mul­ta che non può es­se­re ri­scos­sa è, dal giu­di­ce, com­mu­ta­ta in ar­re­sto ov­ve­ro, se si trat­ta di ado­le­scen­ti, in car­ce­ra­zio­ne. La mul­ta per inos­ser­van­za di pre­scri­zio­ni d'or­di­ne non è sog­get­ta a com­mu­ta­zio­ne.
2Il giu­di­ce può, fer­me le con­di­zio­ni dell'ar­ti­co­lo 41 del Co­di­ce pe­na­le1, con­ce­de­re la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le del­la pe­na da com­mu­ta­zio­ne ov­ve­ro, in quan­to il con­dan­na­to gli ab­bia for­ni­to la pro­va ch'egli si tro­va, sen­za sua col­pa, nell'im­pos­si­bi­li­tà di pa­ga­re la mul­ta, esclu­de­re la com­mu­ta­zio­ne. Tut­ta­via, l'esclu­sio­ne del­la com­mu­ta­zio­ne e la con­ces­sio­ne del­la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le del­la pe­na non so­no am­mis­si­bi­li se il con­dan­na­to ha com­mes­so in­ten­zio­nal­men­te l'in­fra­zio­ne e se, nei cin­que an­ni pre­ce­den­ti l'azio­ne pu­ni­bi­le, è sta­to con­dan­na­to per un'in­fra­zio­ne, esclu­sa la sem­pli­ce inos­ser­van­za di pre­scri­zio­ni d'or­di­ne, con­tro la stes­sa leg­ge am­mi­ni­stra­ti­va.
3Nel ca­so di com­mu­ta­zio­ne, un gior­no d'ar­re­sto o di car­ce­ra­zio­ne è rag­gua­glia­to a 30 fran­chi; la du­ra­ta del­la pe­na da com­mu­ta­zio­ne non può pe­rò su­pe­ra­re i tre me­si. Se al­cu­ne ra­te so­no sta­te pa­ga­te, la pe­na è ri­dot­ta dal giu­di­ce nel­la pro­por­zio­ne esi­sten­te fra le ra­te sud­det­te e l'im­por­to to­ta­le del­la mul­ta.
4La mul­ta pa­ga­ta do­po la com­mu­ta­zio­ne estin­gue la pe­na da com­mu­ta­zio­ne in quan­to que­sta non sia sta­ta an­co­ra ese­gui­ta.
1 RS 311.0. Ora: art. 42.
VI. Pre­scri­zio­ne
1L'azio­ne pe­na­le per le con­trav­ven­zio­ni si pre­scri­ve in due an­ni.
2Tut­ta­via, se la con­trav­ven­zio­ne con­si­ste nel­la sot­tra­zio­ne o nel­la mes­sa in pe­ri­co­lo di tas­se o nell'ot­te­ni­men­to in­de­bi­to di una re­sti­tu­zio­ne, di una ri­du­zio­ne o di un con­do­no di tas­se, il ter­mi­ne di pre­scri­zio­ne è di cin­que an­ni; in ca­so d'in­ter­ru­zio­ne del­la pre­scri­zio­ne, il ter­mi­ne non può es­se­re pro­lun­ga­to di più del­la me­tà.
3Per i de­lit­ti e le con­trav­ven­zio­ni, la pre­scri­zio­ne è so­spe­sa du­ran­te i pro­ce­di­men­ti d'op­po­si­zio­ne, di re­cla­mo o giu­di­zia­ri cir­ca l'ob­bli­go di pa­ga­men­to o re­sti­tu­zio­ne o cir­ca al­tre que­stio­ni pre­giu­di­zia­li da de­ci­de­re se­con­do la sin­go­la leg­ge am­mi­ni­stra­ti­va ov­ve­ro fin­ché l'im­pu­ta­to scon­ti all'este­ro una pe­na pri­va­ti­va del­la li­ber­tà.
4La pe­na per le con­trav­ven­zio­ni si pre­scri­ve in cin­que an­ni.
D. Sot­tra­zio­ne; con­se­gui­men­to frau­do­len­to di con­tri­bu­ti e ca­si si­mi­li
I. Ob­bli­go di pa­ga­men­to o re­sti­tu­zio­ne
1Se, per ef­fet­to di un'in­fra­zio­ne al­la le­gi­sla­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, a tor­to:
una tas­sa non è sta­ta ri­scos­sa, è sta­ta re­sti­tui­ta, ri­dot­ta o con­do­na­ta, ov­ve­ro
un'in­den­ni­tà o un con­tri­bu­to è sta­to pa­ga­to o un cre­di­to non è sta­to fat­to va­le­re dal­la Con­fe­de­ra­zio­ne, da un Can­to­ne, da un Co­mu­ne, da un isti­tu­to o da un en­te di di­rit­to pub­bli­co o da un or­ga­ni­smo con com­pi­ti di di­rit­to pub­bli­co,
la tas­sa, l'in­den­ni­tà, il con­tri­bu­to o il cre­di­to non re­cla­ma­to, in­te­res­si com­pre­si, van­no pa­ga­ti o re­sti­tui­ti in­di­pen­den­te­men­te dal­la pu­ni­bi­li­tà di una da­ta per­so­na.
2Ob­bli­ga­ta al pa­ga­men­to o al­la re­sti­tu­zio­ne è la per­so­na che ha frui­to dell'in­de­bi­to pro­fit­to, se­gna­ta­men­te quel­la ob­bli­ga­ta al pa­ga­men­to del­la tas­sa ov­ve­ro be­ne­fi­cia­ta dell'in­den­ni­tà o del con­tri­bu­to.
3La per­so­na che, in­ten­zio­nal­men­te, ha com­mes­so l'in­fra­zio­ne o vi ha par­te­ci­pa­to ri­spon­de in so­li­do, con le per­so­ne ob­bli­ga­te al pa­ga­men­to se­con­do il ca­po­ver­so 2, del­la som­ma da pa­ga­re o da re­sti­tui­re.
4L'ob­bli­go di pa­ga­men­to o re­sti­tu­zio­ne non si pre­scri­ve fin­tan­to che non sia­no pre­scrit­te l'azio­ne pe­na­le e l'ese­cu­zio­ne del­la pe­na.
II. Au­to­de­nun­zia
Chiun­que ha de­nun­zia­to spon­ta­nea­men­te una pro­pria in­fra­zio­ne ge­ne­ran­te un ob­bli­go di pa­ga­men­to o re­sti­tu­zio­ne, ha da­to inol­tre, per quan­to si po­te­va pre­ten­de­re da lui, in­di­ca­zio­ni com­ple­te ed esat­te cir­ca i fon­da­men­ti dell'ob­bli­go di pa­ga­men­to o re­sti­tu­zio­ne, ha con­tri­bui­to a ac­cla­ra­re i fat­ti e ha adem­pi­to l'ob­bli­go che gli in­com­be­va e pri­ma d'ora non si è mai de­nun­zia­to spon­ta­nea­men­te per un'in­fra­zio­ne in­ten­zio­na­le di me­de­si­ma na­tu­ra, è esen­te da pe­na.
Capo secondo: Disposizioni speciali
A. Rea­ti1
I. Truf­fa in ma­te­ria di pre­sta­zio­ni e di tas­se
1Chiun­que in­gan­na con astu­zia l'am­mi­ni­stra­zio­ne, un'al­tra au­to­ri­tà o un ter­zo af­fer­man­do co­se fal­se o dis­si­mu­lan­do co­se ve­re op­pu­re ne con­fer­ma sub­do­la­men­te l'er­ro­re e in tal mo­do con­se­gue in­de­bi­ta­men­te dall'en­te pub­bli­co, per sé o per un ter­zo, una con­ces­sio­ne, un'au­to­riz­za­zio­ne, un con­tin­gen­te, un con­tri­bu­to, una re­sti­tu­zio­ne di tas­se o al­tre pre­sta­zio­ni, ov­ve­ro fa sì che una con­ces­sio­ne, un'au­to­riz­za­zio­ne o un con­tin­gen­te non sia re­vo­ca­to, è pu­ni­to con la de­ten­zio­ne o con la mul­ta.2
2Se l'au­to­re, con il suo sub­do­lo com­por­ta­men­to, fa sì che l'en­te pub­bli­co si tro­vi de­frau­da­to, in som­ma ri­le­van­te, di una tas­sa, un con­tri­bu­to o un'al­tra pre­sta­zio­ne o ven­ga a es­se­re al­tri­men­ti pre­giu­di­ca­to nei suoi in­te­res­si pa­tri­mo­nia­li, la pe­na è del­la de­ten­zio­ne fi­no a un an­no o del­la mul­ta fi­no a 30000 fran­chi.
3Se per la cor­ri­spon­den­te in­fra­zio­ne non sub­do­la­men­te com­mes­sa la sin­go­la leg­ge am­mi­ni­stra­ti­va pre­ve­de un mas­si­mo del­la mul­ta più ele­va­to, que­st'ul­ti­mo va­le an­che nei ca­si pre­vi­sti nei ca­po­ver­si 1 e 2.
4Chiun­que, per me­stie­re o in col­la­bo­ra­zio­ne con ter­zi, com­met­te in­fra­zio­ni di cui ai ca­po­ver­si 1 o 2 in ma­te­ria fi­sca­le o do­ga­na­le e in tal mo­do pro­cac­cia a sé o ad al­tri un in­de­bi­to pro­fit­to di en­ti­tà par­ti­co­lar­men­te con­si­de­re­vo­le op­pu­re pre­giu­di­ca in mo­do par­ti­co­lar­men­te con­si­de­re­vo­le gli in­te­res­si pa­tri­mo­nia­li o al­tri di­rit­ti dell'en­te pub­bli­co, è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va fi­no a cin­que an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria. Con la pe­na de­ten­ti­va è cu­mu­la­ta una pe­na pe­cu­nia­ria.3
1 A par­ti­re dal 1° gen. 2007 le pe­ne e i ter­mi­ni di pre­scri­zio­ne de­vo­no es­se­re adat­ta­ti giu­sta la chia­ve di con­ver­sio­ne dell'art. 333 cpv. 2 - 6 del Co­di­ce pe­na­le (RS 311.0), nel te­sto del­la LF del 13. dic. 2002 (RU 2006 3459; FF 1999 1669).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. III del­la LF del 17 giu. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1995 (RU 1994 2290; FF 1991 II 797).
3 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 3 ott. 2008 con­cer­nen­te l'at­tua­zio­ne del­le Rac­co­man­da­zio­ni ri­ve­du­te del Grup­po d'azio­ne fi­nan­zia­ria (RU 2009 361; FF 2007 5687). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 5 del­la LF del 12 dic. 2014 con­cer­nen­te l'at­tua­zio­ne del­le Rac­co­man­da­zio­ni del Grup­po d'azio­ne fi­nan­zia­ria ri­ve­du­te nel 2012, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 1389; FF 2014 563).
II. Fal­si­tà in do­cu­men­ti; con­se­gui­men­to frau­do­len­to di una fal­sa at­te­sta­zio­ne
1. Chiun­que, al fi­ne di pro­cac­cia­re a sé o a al­tri un in­de­bi­to pro­fit­to a te­no­re del­la le­gi­sla­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va del­la Con­fe­de­ra­zio­ne op­pu­re di nuo­ce­re al pa­tri­mo­nio o a al­tri di­rit­ti dell'en­te pub­bli­co, for­ma un do­cu­men­to fal­so o al­te­ra un do­cu­men­to ve­ro, abu­sa dell'al­trui fir­ma au­ten­ti­ca o dell'al­trui se­gno a ma­no au­ten­ti­co per for­ma­re un do­cu­men­to sup­po­si­ti­zio, op­pu­re fa uso, a sco­po di in­gan­no, di un do­cu­men­to di ta­le na­tu­ra,
chiun­que, usan­do in­gan­no, in­du­ce l'am­mi­ni­stra­zio­ne o un'al­tra au­to­ri­tà o un pub­bli­co uf­fi­cia­le a at­te­sta­re in un do­cu­men­to pub­bli­co, con­tra­ria­men­te al­la ve­ri­tà, un fat­to im­por­tan­te per l'at­tua­zio­ne del­la le­gi­sla­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e chiun­que fa uso di un do­cu­men­to ot­te­nu­to in tal mo­do per in­gan­na­re l'am­mi­ni­stra­zio­ne o un'al­tra au­to­ri­tà, è pu­ni­to con la de­ten­zio­ne o con la mul­ta fi­no a 30000 fran­chi.
2. Il nu­me­ro 1 si ap­pli­ca pa­ri­men­te ai do­cu­men­ti este­ri.
III. Sop­pres­sio­ne di do­cu­men­ti
1Chiun­que, al fi­ne di pro­cac­cia­re a sé o a al­tri un in­de­bi­to pro­fit­to a te­no­re del­la le­gi­sla­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va del­la Con­fe­de­ra­zio­ne op­pu­re di nuo­ce­re al pa­tri­mo­nio o a al­tri di­rit­ti dell'en­te pub­bli­co, de­te­rio­ra, di­strug­ge o di­strae do­cu­men­ti che do­ve­va con­ser­va­re in vir­tù del­la le­gi­sla­zio­ne sud­det­ta, è pu­ni­to con la de­ten­zio­ne o con la mul­ta fi­no a 30000 fran­chi.
2Si può pre­scin­de­re da ogni pe­na qua­lo­ra l'au­to­re, pri­ma del­la chiu­su­ra dell'in­chie­sta am­mi­ni­stra­ti­va, pro­du­ca spon­ta­nea­men­te il do­cu­men­to di­strat­to.
3I ca­po­ver­si 1 e 2 si ap­pli­ca­no pa­ri­men­te ai do­cu­men­ti este­ri.
IV. Fa­vo­reg­gia­men­to
1.1 Chiun­que, nel cor­so di un pro­ce­di­men­to pe­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo, sot­trae una per­so­na ad at­ti di pro­ce­di­men­to pe­na­le o all'ese­cu­zio­ne di una pe­na, in­com­ben­te all'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa,
chiun­que con­tri­bui­sce ad as­si­cu­ra­re all'au­to­re o a un com­par­te­ci­pe i pro­fit­ti de­ri­van­ti da un'in­fra­zio­ne al­la le­gi­sla­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va del­la Con­fe­de­ra­zio­ne,
è pu­ni­to con una pe­na de­ten­ti­va fi­no a tre an­ni o con una pe­na pe­cu­nia­ria. La pe­na mas­si­ma ap­pli­ca­bi­le all'au­to­re non può es­se­re su­pe­ra­ta.
2. Chiun­que con­tri­bui­sce il­le­ci­ta­men­te a im­pe­di­re l'ese­cu­zio­ne di un prov­ve­di­men­to di di­rit­to pe­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo è pu­ni­to con la de­ten­zio­ne fi­no a un an­no o con la mul­ta fi­no a 30000 fran­chi.
3. Si può pre­scin­de­re da ogni pe­na qua­lo­ra fra il fa­vo­reg­gia­to­re e la per­so­na fa­vo­reg­gia­ta esi­sta­no re­la­zio­ni co­sì stret­te da ren­de­re scu­sa­bi­le la sua con­dot­ta.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I 2 del­la LF del 3 ott. 2008 con­cer­nen­te l'at­tua­zio­ne del­le Rac­co­man­da­zio­ni ri­ve­du­te del Grup­po d'azio­ne fi­nan­zia­ria, in vi­go­re dal 1° feb. 2009 (RU 2009 361; FF 2007 5687).
B. Or­ga­ni­smi con com­pi­ti di di­rit­to pub­bli­co
Gli or­ga­ni­smi con com­pi­ti di di­rit­to pub­bli­co e i lo­ro or­ga­ni o man­da­ta­ri, in quan­to deb­ba­no ap­pli­ca­re la le­gi­sla­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, so­no equi­pa­ra­ti, ne­gli ar­ti­co­li 14 a 17, all'en­te pub­bli­co e al­la sua am­mi­ni­stra­zio­ne.
Titolo terzo: Procedura penale amministrativa
Capo primo: Autorità; disposizioni generali di procedura
A. Au­to­ri­tà
I. De­nun­zia e prov­ve­di­men­ti ur­gen­ti
1Le in­fra­zio­ni a una leg­ge am­mi­ni­stra­ti­va del­la Con­fe­de­ra­zio­ne van­no de­nun­zia­te a un fun­zio­na­rio dell'am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le in cau­sa o a un uf­fi­cio di po­li­zia.
2L'am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le e la po­li­zia can­to­na­le e co­mu­na­le so­no te­nu­te a de­nun­zia­re all'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa ogni in­fra­zio­ne che i pro­pri or­ga­ni han­no ac­cer­ta­to o ap­pre­so nell'eser­ci­zio del­le lo­ro fun­zio­ni.
3Gli or­ga­ni dell'am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le e del­la po­li­zia, se so­no te­sti­mo­ni di un'in­fra­zio­ne o so­prag­giun­go­no im­me­dia­ta­men­te do­po la stes­sa, han­no il di­rit­to, se vi è pe­ri­co­lo nel ri­tar­do, di pro­ce­de­re al fer­mo dell'au­to­re, di se­que­stra­re prov­vi­so­ria­men­te gli og­get­ti con­nes­si all'in­fra­zio­ne e di in­se­gui­re a tal fi­ne l'au­to­re, o il de­ten­to­re dell'og­get­to, in abi­ta­zio­ni e in al­tri lo­ca­li, co­me an­che in fon­di cin­ta­ti e at­ti­gui a una ca­sa.
4La per­so­na fer­ma­ta dev'es­se­re im­me­dia­ta­men­te tra­dot­ta di­nan­zi al fun­zio­na­rio in­qui­ren­te dell'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa; gli og­get­ti se­que­stra­ti de­vo­no es­se­re con­se­gna­ti sen­za in­du­gio.
II. In­chie­sta
1Dell'in­chie­sta è com­pe­ten­te l'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa. Gli in­ter­ro­ga­to­ri a ver­ba­le, le ispe­zio­ni ocu­la­ri e i prov­ve­di­men­ti coat­ti­vi so­no af­fi­da­ti a fun­zio­na­ri spe­cial­men­te istrui­ti a tal fi­ne.
2La po­li­zia can­to­na­le e co­mu­na­le as­si­ste l'am­mi­ni­stra­zio­ne nell'in­chie­sta; se­gna­ta­men­te, il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te può ri­chie­de­re l'aiu­to del­la po­li­zia se in­con­tra re­si­sten­za in un'ope­ra­zio­ne d'in­chie­sta che ri­ca­de nel­le sue at­tri­bu­zio­ni uf­fi­cia­li.
3Nel­le cau­se pe­na­li di com­pe­ten­za sia dell'am­mi­ni­stra­zio­ne in­te­res­sa­ta, sia del­la giu­ri­sdi­zio­ne fe­de­ra­le o di quel­la can­to­na­le, il Di­par­ti­men­to pre­po­sto all'am­mi­ni­stra­zio­ne in­te­res­sa­ta può or­di­na­re la riu­nio­ne del per­se­gui­men­to pe­na­le nel­le ma­ni dell'au­to­ri­tà che sta già oc­cu­pan­do­se­ne, qua­lo­ra sus­si­sta uno stret­to le­ga­me og­get­ti­vo e que­sta au­to­ri­tà vi ab­bia ac­con­sen­ti­to.1
1 Te­sto ret­ti­fi­ca­to dal­la Com­mis­sio­ne di re­da­zio­ne dell'AF [art. 33 LRC - RU 1974 1051]. In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 22 dic. 1999, in vi­go­re dal 1° ott. 2000 (RU 2000 2141; FF 1998 1095).
III. Giu­di­zio
1. Com­pe­ten­za per ma­te­ria
1Del giu­di­zio è com­pe­ten­te l'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa; tut­ta­via, se il Di­par­ti­men­to pre­po­sto re­pu­ta che ri­cor­ra­no gli estre­mi per in­flig­ge­re una pe­na de­ten­ti­va o per or­di­na­re una mi­su­ra pri­va­ti­va del­la li­ber­tà o l'espul­sio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 66a o 66abis del Co­di­ce pe­na­le1, il giu­di­zio spet­ta al tri­bu­na­le.2
2La per­so­na col­pi­ta dal­la de­ci­sio­ne pe­na­le am­mi­ni­stra­ti­va può chie­de­re di es­se­re giu­di­ca­ta da un tri­bu­na­le.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le può, in tut­ti i ca­si, de­fe­ri­re la cau­sa pe­na­le al­la Cor­te pe­na­le3.
4L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te a in­flig­ge­re la pe­na prin­ci­pa­le pro­nun­cia an­che sul­le pe­ne ac­ces­so­rie, le mi­su­re e le spe­se.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 6 dell'all. al­la LF del 20 mar. 2015 (At­tua­zio­ne dell'art. 121 cpv. 3-6 Co­st. sull'espul­sio­ne di stra­nie­ri che com­met­to­no rea­ti), in vi­go­re dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).
3 Nuo­va espr. giu­sta il n.10 dell'all. al­la LF del 4 ott. 2002 sul Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2003 2133 2131; FF 2001 3764). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
2. Com­pe­ten­za per ra­gio­ne di ter­ri­to­rio
1Il tri­bu­na­le com­pe­ten­te è quel­lo de­si­gna­to ne­gli ar­ti­co­li 31-37 del Co­di­ce di pro­ce­du­ra pe­na­le del 5 ot­to­bre 20071 (CPP) o quel­lo di re­si­den­za dell'im­pu­ta­to.2 La scel­ta tra que­ste giu­ri­sdi­zio­ni spet­ta all'am­mi­ni­stra­zio­ne.
2L'ar­ti­co­lo 40 ca­po­ver­so 2 CPP è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia.3 Nel­la sua de­ci­sio­ne, il Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le4 non è vin­co­la­to dal­la scel­ta fat­ta dall'am­mi­ni­stra­zio­ne.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 11 dell'all. 1 del Co­di­ce di di­rit­to pro­ces­sua­le pe­na­le sviz­ze­ro del 5 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1881; FF 2006 989).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 11 dell'all. 1 del Co­di­ce di di­rit­to pro­ces­sua­le pe­na­le sviz­ze­ro del 5 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1881; FF 2006 989).
4 Nuo­va espr. giu­sta il n.10 dell'all. al­la LF del 4 ott. 2002 sul Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2003 2133 2131; FF 2001 3764).
IV. Pro­ce­du­ra con­cer­nen­te gli ado­le­scen­ti
1Se un mi­no­re com­met­te un at­to pu­ni­bi­le do­po aver com­piu­to i quin­di­ci an­ni, ma non an­co­ra i di­ciot­to, l'in­chie­sta e il giu­di­zio so­no di­sci­pli­na­ti dai di­spo­sti del­la pre­sen­te leg­ge. Tut­ta­via, se per ema­na­re il giu­di­zio o per or­di­na­re una mi­su­ra pre­vi­sta dal di­rit­to mi­no­ri­le ap­pa­re ne­ces­sa­rio pro­ce­de­re a in­da­gi­ni spe­cia­li, ov­ve­ro se l'au­to­ri­tà can­to­na­le com­pe­ten­te del­la giu­sti­zia mi­no­ri­le lo ri­chie­de o se il mi­no­re col­pi­to dal­la de­ci­sio­ne pe­na­le am­mi­ni­stra­ti­va ha chie­sto il giu­di­zio di un tri­bu­na­le, l'am­mi­ni­stra­zio­ne de­ve de­man­da­re la con­ti­nua­zio­ne del pro­ce­di­men­to all'au­to­ri­tà can­to­na­le com­pe­ten­te del­la giu­sti­zia mi­no­ri­le, scin­den­do­lo all'oc­cor­ren­za da quel­lo pro­mos­so con­tro al­tri im­pu­ta­ti; gli ar­ti­co­li 73-83 del­la pre­sen­te leg­ge si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.1
2In de­ro­ga all'ar­ti­co­lo 22, il fo­ro si de­ter­mi­na con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 10 del­la pro­ce­du­ra pe­na­le mi­no­ri­le del 20 mar­zo 20092.3
3Ol­tre a chi eser­ci­ta l'au­to­ri­tà pa­ren­ta­le, al tu­to­re o al cu­ra­to­re, il mi­no­ren­ne ca­pa­ce di di­scer­ni­men­to può eser­ci­ta­re in pro­prio ogni ri­me­dio giu­ri­di­co.4
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'art. 44 n. 2 del­la LF LF del 20 giu. 2003 sul di­rit­to pe­na­le mi­no­ri­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 3545; FF 1999 1669).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell'all. al­la pro­ce­du­ra pe­na­le mi­no­ri­le del 20 mar. 2009, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1573; FF 2006 989, 2008 2607).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 15 dell'all. al­la LF del 19 dic. 2008 (Pro­te­zio­ne de­gli adul­ti, di­rit­to del­le per­so­ne e di­rit­to del­la fi­lia­zio­ne), in vi­go­re dal 1° gen. 2013 (RU 2011 725; FF 2006 6391).
V. Pub­bli­co mi­ni­ste­ro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne
Il pub­bli­co mi­ni­ste­ro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne può in­ter­ve­ni­re in qua­lun­que pro­ce­di­men­to giu­di­zia­rio.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 11 dell'all. 1 del Co­di­ce di di­rit­to pro­ces­sua­le pe­na­le sviz­ze­ro del 5 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1881; FF 2006 989).
VI. Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li1
1La Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li del Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le2 de­ci­de i re­cla­mi e le con­te­sta­zio­ni che le so­no de­fe­ri­ti in vir­tù del­la pre­sen­te leg­ge.
2In quan­to sia ne­ces­sa­rio per la de­ci­sio­ne da pren­de­re, la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li or­di­na l'as­sun­zio­ne del­le pro­ve; a tal fi­ne es­sa può ri­cor­re­re ai ser­vi­gi dell'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa co­me an­che a quel­li del giu­di­ce istrut­to­re fe­de­ra­le del­la re­gio­ne lin­gui­sti­ca cor­ri­spon­den­te.
3Qua­lo­ra la tu­te­la d'im­por­tan­ti in­te­res­si pub­bli­ci o pri­va­ti lo ri­chie­da, la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li pren­de co­gni­zio­ne del­la pro­va esclu­den­do il re­cla­man­te o il ri­chie­den­te.
4L'one­re del­le spe­se per la pro­ce­du­ra di re­cla­mo da­van­ti al­la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li si de­ter­mi­na se­con­do l'ar­ti­co­lo 73 del­la leg­ge del 19 mar­zo 20103 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li.4
1 Nuo­va espr. giu­sta il n.10 dell'all. al­la LF del 4 ott. 2002 sul Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2003 2133 2131; FF 2001 3764). Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
2 Nuo­va espr. giu­sta il n.10 dell'all. al­la LF del 4 ott. 2002 sul Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2003 2133 2131; FF 2001 3764). Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 9 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
B. Re­cla­mo con­tro ope­ra­zio­ni d'in­chie­sta
I. In ma­te­ria di prov­ve­di­men­ti coat­ti­vi
1Con­tro i prov­ve­di­men­ti coat­ti­vi (art. 45 e segg.) e le ope­ra­zio­ni e omis­sio­ni con­nes­se può es­se­re pro­po­sto re­cla­mo al­la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li del Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le.
2Il re­cla­mo de­ve es­se­re pre­sen­ta­to:
al­la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li, se è di­ret­to con­tro un'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria can­to­na­le o con­tro il di­ret­to­re o ca­po dell'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa;
al di­ret­to­re o ca­po dell'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa, ne­gli al­tri ca­si.
3Se, nei ca­si del ca­po­ver­so 2 let­te­ra b, il di­ret­to­re o ca­po dell'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa ret­ti­fi­ca l'ope­ra­zio­ne o ri­me­dia all'omis­sio­ne in con­for­mi­tà del­le con­clu­sio­ni pro­po­ste, il re­cla­mo di­ven­ta sen­za og­get­to; in ca­so con­tra­rio, que­sti de­ve tra­smet­ter­lo al­la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li, con le sue os­ser­va­zio­ni, al più tar­di il ter­zo gior­no fe­ria­le do­po il suo ri­ce­vi­men­to.
II. In ma­te­ria di al­tre ope­ra­zio­ni d'in­chie­sta
1Con­tro le ope­ra­zio­ni e le omis­sio­ni del fun­zio­na­rio in­qui­ren­te, non im­pu­gna­bi­li giu­sta l'ar­ti­co­lo 26, può es­se­re in­ter­po­sto re­cla­mo pres­so il di­ret­to­re o ca­po dell'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa.
2La de­ci­sio­ne sul re­cla­mo va no­ti­fi­ca­ta per scrit­to al re­cla­man­te e de­ve in­di­ca­re i ri­me­di giu­ri­di­ci.
3La de­ci­sio­ne sul re­cla­mo può es­se­re im­pu­gna­ta pres­so la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li del Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le sol­tan­to per vio­la­zio­ne del di­rit­to fe­de­ra­le, com­pre­so l'ec­ces­so o l'abu­so del po­te­re d'ap­prez­za­men­to.
4I ca­po­ver­si 1 a 3 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia ai re­cla­mi per ope­ra­zio­ni d'in­chie­sta e omis­sio­ni di chi agi­sce per or­ga­ni­smi con com­pi­ti fe­de­ra­li di di­rit­to pub­bli­co; tut­ta­via, l'au­to­ri­tà di pri­ma istan­za è il Di­par­ti­men­to pre­po­sto.
III. Di­spo­si­zio­ni co­mu­ni
1Il di­rit­to di re­cla­mo spet­ta a chiun­que è toc­ca­to dall'ope­ra­zio­ne im­pu­gna­ta, dall'omis­sio­ne cen­su­ra­ta o dal­la de­ci­sio­ne sul re­cla­mo (art. 27 cpv. 2) e ha un in­te­res­se de­gno di pro­te­zio­ne all'an­nul­la­men­to o al­la mo­di­fi­ca­zio­ne; il re­cla­mo con­tro la de­ci­sio­ne dell'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria can­to­na­le di li­be­ra­re una per­so­na fer­ma­ta o ar­re­sta­ta (art. 51 cpv. 5 e 59 cpv. 3) può es­se­re in­ter­po­sto an­che dal di­ret­to­re o ca­po dell'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa.
2Con il re­cla­mo si può far va­le­re la vio­la­zio­ne del di­rit­to fe­de­ra­le, l'ac­cer­ta­men­to ine­sat­to o in­com­ple­to di fat­ti giu­ri­di­ca­men­te ri­le­van­ti o l'ina­de­gua­tez­za; ri­ma­ne ri­ser­va­to l'ar­ti­co­lo 27 ca­po­ver­so 3.
3Il re­cla­mo con­tro un'ope­ra­zio­ne o con­tro una de­ci­sio­ne su re­cla­mo dev'es­se­re pre­sen­ta­to per scrit­to all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te, con le con­clu­sio­ni e una bre­ve mo­ti­va­zio­ne, en­tro tre gior­ni a con­ta­re da quel­lo in cui il re­cla­man­te ha avu­to co­no­scen­za dell'ope­ra­zio­ne o ha ri­ce­vu­to no­ti­fi­ca­zio­ne del­la de­ci­sio­ne; se il re­cla­man­te è in sta­to d'ar­re­sto, è suf­fi­cien­te che il re­cla­mo sia con­se­gna­to al­la di­re­zio­ne del­le car­ce­ri, la qua­le lo tra­smet­te­rà sen­za in­du­gio all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te.
4Il re­cla­mo pro­po­sto a un'au­to­ri­tà in­com­pe­ten­te de­ve es­se­re im­me­dia­ta­men­te tra­smes­so all'au­to­ri­tà com­pe­ten­te; se il re­cla­mo è pro­po­sto in tem­po uti­le a un'au­to­ri­tà in­com­pe­ten­te, il ter­mi­ne di re­cla­mo è re­pu­ta­to os­ser­va­to.
5In quan­to la leg­ge non di­spon­ga al­tri­men­ti, il re­cla­mo non ha ef­fet­to so­spen­si­vo, sal­vo che que­sto gli sia con­fe­ri­to me­dian­te prov­ve­di­men­to cau­te­la­re dall'au­to­ri­tà adi­ta o dal suo pre­si­den­te.
C. Di­spo­si­zio­ni ge­ne­ra­li di pro­ce­du­ra
I. Ri­cu­sa­zio­ne
1I fun­zio­na­ri cui spet­ta di con­dur­re un'in­chie­sta, di pren­de­re o pre­pa­ra­re una de­ci­sio­ne, i pe­ri­ti, i tra­dut­to­ri e gli in­ter­pre­ti de­vo­no ri­cu­sar­si se:
han­no un in­te­res­se per­so­na­le nel­la cau­sa;
so­no il co­niu­ge o il part­ner re­gi­stra­to dell'im­pu­ta­to o con­vi­vo­no di fat­to con lui;
bbis.2so­no pa­ren­ti o af­fi­ni in li­nea ret­ta o, fi­no al ter­zo gra­do, in li­nea col­la­te­ra­le con l'im­pu­ta­to;
po­treb­be­ro, per al­tri mo­ti­vi, ave­re una pre­ven­zio­ne nel­la cau­sa.
2Se la ri­cu­sa­zio­ne è con­te­sta­ta, de­ci­de, ri­ser­va­to il re­cla­mo al­la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li del Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le (art. 27 cpv. 3), il su­pe­rio­re del fun­zio­na­rio in cau­sa o di quel­lo che ha chie­sto la col­la­bo­ra­zio­ne del pe­ri­to, tra­dut­to­re o in­ter­pre­te.
3Nei pro­ce­di­men­ti giu­di­zia­ri e per i fun­zio­na­ri e gli im­pie­ga­ti can­to­na­li, la ri­cu­sa­zio­ne è di­sci­pli­na­ta dal di­rit­to fe­de­ra­le o can­to­na­le ap­pli­ca­bi­le.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 21 dell'all. al­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
2 In­tro­dot­ta dal n. 21 dell'all. al­la L del 18 giu. 2004 sull'unio­ne do­me­sti­ca re­gi­stra­ta, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2005 5685; FF 2003 1165).
II. As­si­sten­za fra le au­to­ri­tà
1Le au­to­ri­tà am­mi­ni­stra­ti­ve del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, dei Can­to­ni e dei Co­mu­ni de­vo­no pre­star as­si­sten­za, nell'esple­ta­men­to dei lo­ro com­pi­ti, al­le au­to­ri­tà in­ca­ri­ca­te del pro­ce­di­men­to e del giu­di­zio in ma­te­ria di cau­se pe­na­li am­mi­ni­stra­ti­ve; es­se de­vo­no se­gna­ta­men­te co­mu­ni­car lo­ro tut­te le in­for­ma­zio­ni oc­cor­ren­ti e con­ce­der lo­ro di pren­der vi­sio­ne de­gli at­ti uf­fi­cia­li che pos­so­no ave­re im­por­tan­za per il pro­ce­di­men­to pe­na­le.
2L'as­si­sten­za può es­se­re ne­ga­ta sol­tan­to quan­do vi si op­pon­ga­no im­por­tan­ti in­te­res­si pub­bli­ci, se­gna­ta­men­te la si­cu­rez­za in­ter­na o ester­na del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o dei Can­to­ni, ov­ve­ro quan­do es­sa pre­giu­di­chi no­te­vol­men­te l'au­to­ri­tà ri­chie­sta nell'ese­cu­zio­ne dei suoi com­pi­ti. I se­gre­ti con­fi­da­ti giu­sta gli ar­ti­co­li 171-173 CPP1 de­vo­no es­se­re ser­ba­ti.2
3Del ri­ma­nen­te, in ma­te­ria d'as­si­sten­za so­no ap­pli­ca­bi­li gli ar­ti­co­li 43-48 CPP.3
4Gli or­ga­ni­smi con com­pi­ti di di­rit­to pub­bli­co so­no te­nu­ti, nell'am­bi­to di que­sti com­pi­ti, a pre­sta­re la stes­sa as­si­sten­za del­le au­to­ri­tà.
5Le con­te­sta­zio­ni fra au­to­ri­tà fe­de­ra­li so­no de­ci­se dal Con­si­glio fe­de­ra­le, quel­le fra Con­fe­de­ra­zio­ne e Can­to­ni o fra sin­go­li Can­to­ni dal­la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li del Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le. Le mi­su­re di si­cu­rez­za or­di­na­te so­no man­te­nu­te si­no al­la de­ci­sio­ne.
2 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. II 11 dell'all. 1 del Co­di­ce di di­rit­to pro­ces­sua­le pe­na­le sviz­ze­ro del 5 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1881; FF 2006 989).
III. Ter­mi­ni
1Al com­pu­to e al­la pro­ro­ga dei ter­mi­ni, co­me an­che al­la re­sti­tu­zio­ne per inos­ser­van­za di un ter­mi­ne si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 20 a 24 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 di­cem­bre 19681 sul­la pro­ce­du­ra am­mi­ni­stra­ti­va.
2Nel­la pro­ce­du­ra giu­di­zia­ria, i ter­mi­ni so­no di­sci­pli­na­ti dal CPP2.3
Capo secondo: Inchiesta e decisione penale dell'amministrazione
A. Di­fen­so­re
I. De­si­gna­zio­ne
1L'im­pu­ta­to ha, in qua­lun­que sta­dio del­la cau­sa, il di­rit­to di prov­ve­der­si di un di­fen­so­re.
2So­no am­mes­si co­me di­fen­so­ri di pro­fes­sio­ne nei pro­ce­di­men­ti di­nan­zi all'am­mi­ni­stra­zio­ne:
gli av­vo­ca­ti di­plo­ma­ti che eser­ci­ta­no la pro­fes­sio­ne in un Can­to­ne;
le per­so­ne che eser­ci­ta­no una pro­fes­sio­ne am­mes­sa a cer­te con­di­zio­ni dal Con­si­glio fe­de­ra­le per as­su­me­re la di­fe­sa nel­le cau­se pe­na­li am­mi­ni­stra­ti­ve.
3In via ec­ce­zio­na­le e ri­ser­va­ta la re­ci­pro­ci­tà, l'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa può am­met­te­re an­che un di­fen­so­re stra­nie­ro.
4L'au­to­ri­tà può esi­ge­re che il di­fen­so­re giu­sti­fi­chi i suoi po­te­ri con una pro­cu­ra scrit­ta.
II. Di­fen­so­re d'uf­fi­cio
1Se l'im­pu­ta­to non è al­tri­men­ti as­si­sti­to, l'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa gli de­si­gna d'uf­fi­cio, te­nen­do con­to per quan­to pos­si­bi­le dei suoi de­si­de­ri, un di­fen­so­re scel­to fra le per­so­ne men­zio­na­te nell'ar­ti­co­lo 32 ca­po­ver­so 2 let­te­ra a:
se l'im­pu­ta­to non è ma­ni­fe­sta­men­te in gra­do di di­fen­der­si da sé;
du­ran­te il car­ce­re pre­ven­ti­vo, se que­sto si pro­trae per più di tre gior­ni.
2Se l'im­pu­ta­to, per in­di­gen­za, non è in gra­do di prov­ve­der­si di un di­fen­so­re a sua ri­chie­sta ne sa­rà pu­re de­si­gna­to uno d'uf­fi­cio. So­no esclu­si i ca­si in cui la mul­ta ap­pli­ca­bi­le è in­fe­rio­re a 2000 fran­chi.
3L'in­den­ni­tà al di­fen­so­re d'uf­fi­cio, ri­ser­va­to il re­cla­mo al­la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li del Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le (art. 25 cpv. 1), è sta­bi­li­ta dall'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa sul­la ba­se di una ta­rif­fa ema­na­ta dal Con­si­glio fe­de­ra­le e è com­pre­sa nel­le spe­se pro­ce­du­ra­li; nei ca­si del ca­po­ver­so 1, l'im­pu­ta­to cui so­no ad­dos­sa­te le spe­se de­ve re­sti­tui­re l'in­den­ni­tà al­la Con­fe­de­ra­zio­ne se, se­con­do il suo red­di­to o il suo pa­tri­mo­nio, gli era pos­si­bi­le di prov­ve­der­si di un di­fen­so­re.
B. Ele­zio­ni di do­mi­ci­lio
1L'im­pu­ta­to non do­mi­ci­lia­to in Sviz­ze­ra può eleg­ge­re qui­vi un do­mi­ci­lio do­ve pos­sa­no es­ser­gli fat­te le no­ti­fi­ca­zio­ni.
2Se l'im­pu­ta­to as­sen­te dal Pae­se ha un do­mi­ci­lio no­to in uno Sta­to cui non può es­se­re chie­sta as­si­sten­za, l'aper­tu­ra del pro­ce­di­men­to pe­na­le, sal­vo che spe­cia­li mo­ti­vi vi si op­pon­ga­no, gli è no­ti­fi­ca­ta con let­te­ra rac­co­man­da­ta, av­ver­ten­do­lo nel con­tem­po che s'egli in­ten­de eser­ci­ta­re i suoi di­rit­ti di par­te nel pro­ce­di­men­to de­ve eleg­ge­re un do­mi­ci­lio in Sviz­ze­ra. Di­sat­te­so que­sto in­vi­to nei 30 gior­ni, il pro­ce­di­men­to si svol­ge co­me con­tro un im­pu­ta­to di igno­ta di­mo­ra.
3Que­ste di­spo­si­zio­ni si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia al­le per­so­ne col­pi­te dal­la con­fi­sca.
C. Par­te­ci­pa­zio­ne all'as­sun­zio­ne del­le pro­ve
1Il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te con­sen­te all'im­pu­ta­to e al di­fen­so­re di par­te­ci­pa­re all'as­sun­zio­ne del­le pro­ve, se la leg­ge non ne esclu­de la par­te­ci­pa­zio­ne e se nes­sun in­te­res­se es­sen­zia­le, pub­bli­co o pri­va­to, vi si op­po­ne.
2Il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te può esclu­de­re co­de­sta par­te­ci­pa­zio­ne se la pre­sen­za dell'im­pu­ta­to e del di­fen­so­re in­tral­cia l'in­chie­sta.
D. Esa­me de­gli at­ti
Gli ar­ti­co­li 26 a 28 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 di­cem­bre 19681 sul­la pro­ce­du­ra am­mi­ni­stra­ti­va si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.
Sezione seconda: Inchiesta
A. Esten­sio­ne
1Il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te dell'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa ac­cer­ta i fat­ti e as­si­cu­ra le pro­ve.
2L'im­pu­ta­to può chie­de­re in ogni mo­men­to che si pro­ce­da a de­ter­mi­na­te ope­ra­zio­ni d'in­chie­sta.
3Se non è ne­ces­sa­rio pro­ce­de­re a par­ti­co­la­ri ope­ra­zio­ni di in­chie­sta, è ste­so im­me­dia­ta­men­te il pro­ces­so ver­ba­le fi­na­le se­con­do l'ar­ti­co­lo 61.
4So­no ri­ser­va­ti i di­spo­sti dell'ar­ti­co­lo 65 sul de­cre­to pe­na­le in pro­ce­du­ra ab­bre­via­ta.
B. Ver­ba­liz­za­zio­ne
1L'aper­tu­ra, il de­cor­so e gli ac­cer­ta­men­ti es­sen­zia­li dell'in­chie­sta de­vo­no ri­sul­ta­re chia­ra­men­te dall'in­ser­to uf­fi­cia­le.
2Il pro­ces­so ver­ba­le di in­ter­ro­ga­to­rio è ste­so se­du­ta stan­te e, a con­fer­ma del­la sua ve­ri­di­ci­tà, dev'es­se­re sot­to­scrit­to, su­bi­to do­po la chiu­su­ra, dal­la per­so­na in­ter­ro­ga­ta, cui ne de­ve es­se­re da­ta co­no­scen­za, e dal fun­zio­na­rio in­qui­ren­te; se man­ca la fir­ma del­la per­so­na in­ter­ro­ga­ta, dev'es­ser­ne in­di­ca­to il mo­ti­vo.
3Il pro­ces­so ver­ba­le di un'al­tra ope­ra­zio­ne d'in­chie­sta de­ve es­se­re ste­so il più pre­sto pos­si­bi­le, al più tar­di pe­rò il gior­no fe­ria­le suc­ces­si­vo; la sua ve­ri­di­ci­tà de­ve es­se­re con­fer­ma­ta dal­la fir­ma del fun­zio­na­rio in­qui­ren­te.
4Ogni pro­ces­so ver­ba­le in­di­ca il luo­go e il gior­no dell'ope­ra­zio­ne d'in­chie­sta e i no­mi del­le per­so­ne che vi han­no par­te­ci­pa­to. Es­so di­stin­gue tra gli ac­cer­ta­men­ti fat­ti dal fun­zio­na­rio in­qui­ren­te e co­mu­ni­ca­zio­ni dei ter­zi.
C. In­ter­ro­ga­to­ri, in­for­ma­zio­ni
I. Im­pu­ta­to
1L'im­pu­ta­to è dap­pri­ma in­vi­ta­to a di­chia­ra­re il no­me, l'età, la pro­fes­sio­ne, l'at­ti­nen­za e il do­mi­ci­lio.
2Il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te in­di­ca all'im­pu­ta­to il fat­to che gli è con­te­sta­to. Lo in­vi­ta a spie­gar­si sull'im­pu­ta­zio­ne e a enun­cia­re i fat­ti e le pro­ve a sua di­scol­pa.
3Se non si trat­ta del pri­mo in­ter­ro­ga­to­rio, l'im­pu­ta­to può chie­de­re la pre­sen­za del di­fen­so­re; que­sti ha il di­rit­to di por­re do­man­de com­ple­ti­ve per il tra­mi­te del fun­zio­na­rio in­qui­ren­te.
4Se l'im­pu­ta­to ri­fiu­ta di ri­spon­de­re, ne sa­rà fat­ta men­zio­ne ne­gli at­ti.
5So­no vie­ta­ti al fun­zio­na­rio in­qui­ren­te ogni coer­ci­zio­ne, mi­nac­cia, pro­mes­sa, in­di­ca­zio­ne in­ve­ri­tie­ra, do­man­da cap­zio­sa o ana­lo­ghi pro­ce­di­men­ti.
II. In­for­ma­zio­ni
Il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te può rac­co­glie­re in­for­ma­zio­ni ora­li o scrit­te o in­ter­ro­ga­re ter­zi ver­ba­liz­zan­do­ne le in­for­ma­zio­ni; in tal ca­so de­ve in­for­mar­li del lo­ro even­tua­le di­rit­to di non de­por­re.
III. Te­sti­mo­ni
1Ove i fat­ti non pos­sa­no es­se­re suf­fi­cien­te­men­te chia­ri­ti in al­tro mo­do, si può ri­cor­re­re all'in­ter­ro­ga­to­rio di te­sti­mo­ni.
2All'in­ter­ro­ga­to­rio e all'in­den­ni­tà dei te­sti­mo­ni si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 163-166 e 168-176 CPP1 e l'ar­ti­co­lo 48 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 4 di­cem­bre 19472 di pro­ce­du­ra ci­vi­le fe­de­ra­le; il te­sti­mo­ne che, sen­za mo­ti­vo le­git­ti­mo, ri­fiu­ta di fa­re una de­po­si­zio­ne ri­chie­sta­gli con ri­fe­ri­men­to all'ar­ti­co­lo 292 del Co­di­ce pe­na­le3 e sot­to com­mi­na­to­ria del­le pe­ne ivi pre­vi­ste, è de­fe­ri­to al giu­di­ce pe­na­le per di­sob­be­dien­za a de­ci­sio­ni dell'au­to­ri­tà.4
3L'im­pu­ta­to e il suo di­fen­so­re han­no il di­rit­to di as­si­ste­re all'in­ter­ro­ga­to­rio dei te­sti­mo­ni e di por­re do­man­de com­ple­ti­ve per il tra­mi­te del fun­zio­na­rio in­qui­ren­te.
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 11 dell'all. 1 del Co­di­ce di di­rit­to pro­ces­sua­le pe­na­le sviz­ze­ro del 5 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1881; FF 2006 989).
IV. Ci­ta­zio­ne e or­di­ne di ac­com­pa­gna­men­to
1Di re­go­la, im­pu­ta­to e te­sti­mo­ni so­no ci­ta­ti per scrit­to. De­vo­no es­se­re av­ver­ti­ti del­le con­se­guen­ze le­ga­li del­la man­ca­ta com­pa­ri­zio­ne.
2La per­so­na re­go­lar­men­te ci­ta­ta, se non com­pa­re al­la udien­za sen­za suf­fi­cien­te giu­sti­fi­ca­zio­ne, può es­ser­vi con­dot­ta con la for­za pub­bli­ca. L'or­di­ne di ac­com­pa­gna­men­to è emes­so per scrit­to dal fun­zio­na­rio in­qui­ren­te.
3Al­la per­so­na non com­par­sa sen­za giu­sti­fi­ca­zio­ne pos­so­no es­se­re ad­dos­sa­te le spe­se ca­gio­na­te dal­la sua as­sen­za.
D. Pe­ri­ti
1Si pos­so­no as­su­me­re pe­ri­ti qua­lo­ra l'ac­cer­ta­men­to o l'ap­prez­za­men­to dei fat­ti esi­ga co­no­scen­ze spe­cia­li.
2All'im­pu­ta­to dev'es­se­re da­ta la pos­si­bi­li­tà di espri­mer­si cir­ca la scel­ta dei pe­ri­ti e le do­man­de da por­re.1 Per il re­sto, al­la no­mi­na dei pe­ri­ti, co­me an­che ai lo­ro di­rit­ti e do­ve­ri, si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 183-185, 187, 189 e 191 CPP2, non­ché l'ar­ti­co­lo 61 del­la leg­ge del 4 di­cem­bre 19473 di pro­ce­du­ra ci­vi­le fe­de­ra­le.4
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 10 dell'all. al­la LF del 4 ott. 2002 sul Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2003 2133 2131; FF 2001 3764).
4 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. II 11 dell'all. 1 del Co­di­ce di di­rit­to pro­ces­sua­le pe­na­le sviz­ze­ro del 5 ott. 2007, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1881; FF 2006 989).
E. Ispe­zio­ne ocu­la­re
1Il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te or­di­na un'ispe­zio­ne ocu­la­re ogni qual­vol­ta es­sa pos­sa con­tri­bui­re a chia­ri­re i fat­ti. L'im­pu­ta­to e il di­fen­so­re han­no il di­rit­to di as­si­ste­re all'ispe­zio­ne.
2In ca­so d'ispe­zio­ne di in­stal­la­zio­ni com­mer­cia­li o in­du­stria­li, è te­nu­to con­to de­gli in­te­res­si le­git­ti­mi del­la per­so­na che oc­cu­pa i lo­ca­li.
F. Prov­ve­di­men­ti coat­ti­vi
I. Di­spo­si­zio­ni ge­ne­ra­li
1In ca­so di se­que­stro, per­qui­si­zio­ne, fer­mo o ar­re­sto si de­ve pro­ce­de­re con il ri­guar­do do­vu­to all'in­te­res­sa­to e al­la sua pro­prie­tà.
2In ca­so d'inos­ser­van­za di pre­scri­zio­ni d'or­di­ne non so­no am­mes­si prov­ve­di­men­ti coat­ti­vi.
II. Se­que­stro
1. Og­get­to
1De­vo­no es­se­re se­que­stra­ti dal fun­zio­na­rio in­qui­ren­te:
gli og­get­ti che pos­so­no ave­re im­por­tan­za co­me mez­zi di pro­va;
gli og­get­ti e gli al­tri be­ni che sa­ran­no pre­su­mi­bil­men­te con­fi­sca­ti;
i do­ni e gli al­tri pro­fit­ti che sa­ran­no de­vo­lu­ti al­lo Sta­to.
2Al­tri og­get­ti e be­ni che han­no ser­vi­to a com­met­te­re l'in­fra­zio­ne o che ne so­no il pro­dot­to pos­so­no es­se­re se­que­stra­ti quan­do ciò ap­pa­ia ne­ces­sa­rio per im­pe­di­re nuo­ve in­fra­zio­ni o per ga­ran­ti­re un di­rit­to di pe­gno le­ga­le.
3Gli og­get­ti e i do­cu­men­ti ine­ren­ti ai con­tat­ti tra una per­so­na e il pro­prio av­vo­ca­to au­to­riz­za­to a eser­ci­ta­re la rap­pre­sen­tan­za in giu­di­zio in Sviz­ze­ra se­con­do la leg­ge del 23 giu­gno 20001 su­gli av­vo­ca­ti non pos­so­no es­se­re se­que­stra­ti, sem­pre che l'av­vo­ca­to non sia a sua vol­ta im­pu­ta­to nel­lo stes­so con­te­sto fat­tua­le.2
2 In­tro­dot­to dal n. I 7 del­la LF del 28 set. 2012 che ade­gua di­spo­si­zio­ni di di­rit­to pro­ce­du­ra­le sul se­gre­to pro­fes­sio­na­le de­gli av­vo­ca­ti, in vi­go­re dal 1° mag. 2013 (RU 2013 847; FF 2011 7255).
2. Pro­ce­du­ra
1Il de­ten­to­re di un og­get­to o di un be­ne se­que­stra­to è te­nu­to a con­se­gnar­lo al fun­zio­na­rio in­qui­ren­te, ri­ce­ven­do quie­tan­za o co­pia del pro­ces­so ver­ba­le di se­que­stro.
2Gli og­get­ti e i be­ni se­que­stra­ti so­no men­zio­na­ti nel pro­ces­so ver­ba­le di se­que­stro e so­no po­sti in luo­go si­cu­ro.
3Se gli og­get­ti so­no espo­sti a ra­pi­do de­prez­za­men­to o ri­chie­do­no una ma­nu­ten­zio­ne co­sto­sa, l'am­mi­ni­stra­zio­ne può far­li met­te­re all'asta pub­bli­ca e, in ca­so d'ur­gen­za, ven­der­li a trat­ta­ti­ve pri­va­te.
III. Per­qui­si­zio­ne do­mi­ci­lia­re e per­so­na­le
1. Mo­ti­vi, com­pe­ten­za
1Si può pro­ce­de­re a una per­qui­si­zio­ne do­mi­ci­lia­re sol­tan­to se è pro­ba­bi­le che in un'abi­ta­zio­ne o in al­tri lo­ca­li, co­me an­che in un fon­do cin­ta­to e at­ti­guo a una ca­sa, si tro­vi na­sco­sto l'im­pu­ta­to o vi si pos­sa­no rin­trac­cia­re og­get­ti o be­ni sog­get­ti al se­que­stro op­pu­re trac­ce dell'in­fra­zio­ne.
2Oc­cor­ren­do, l'im­pu­ta­to può es­se­re sot­to­po­sto a una per­qui­si­zio­ne per­so­na­le. In tal ca­so, la per­qui­si­zio­ne è fat­ta da una per­so­na del­lo stes­so ses­so o da un me­di­co.
3La per­qui­si­zio­ne è ope­ra­ta in ba­se a un or­di­ne scrit­to del di­ret­to­re o ca­po dell'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa.1
4Se vi è pe­ri­co­lo nel ri­tar­do e se l'or­di­ne di per­qui­si­zio­ne non può es­se­re tem­pe­sti­va­men­te ot­te­nu­to, il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te può or­di­na­re o in­tra­pren­de­re in pro­prio la per­qui­si­zio­ne. Prov­ve­di­men­to sif­fat­to dev'es­se­re mo­ti­va­to ne­gli at­ti.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell'O del 21 nov. 2018, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 4587).
2. Ese­cu­zio­ne
1Pri­ma dell'ini­zio del­la per­qui­si­zio­ne, il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te de­ve le­git­ti­mar­si.
2La per­so­na che oc­cu­pa i lo­ca­li, se è pre­sen­te, dev'es­se­re in­for­ma­ta cir­ca il mo­ti­vo del­la per­qui­si­zio­ne e es­se­re in­vi­ta­ta a as­si­ster­vi; se è as­sen­te, al­la per­qui­si­zio­ne de­ve as­si­ste­re un suo con­giun­to o un abi­tan­te del­la ca­sa. Vi de­ve inol­tre es­se­re chia­ma­to un agen­te uf­fi­cia­le de­si­gna­to dall'au­to­ri­tà can­to­na­le com­pe­ten­te o, nel ca­so in cui il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te pro­ce­da in pro­prio, un mem­bro dell'au­to­ri­tà co­mu­na­le o un fun­zio­na­rio can­to­na­le, di­stret­tua­le o co­mu­na­le, il qua­le do­vrà vi­gi­la­re a che l'ope­ra­zio­ne non esor­bi­ti dal suo sco­po. Se vi è pe­ri­co­lo nel ri­tar­do o se la per­so­na che oc­cu­pa i lo­ca­li vi con­sen­te, si può ri­nun­zia­re all'as­si­sten­za di agen­ti uf­fi­cia­li, di abi­tan­ti del­la ca­sa o con­giun­ti.
3Di do­me­ni­ca, nei gior­ni fe­sti­vi ge­ne­ra­li e di not­te, la per­qui­si­zio­ne può di re­go­la es­se­re com­piu­ta sol­tan­to in ca­si im­por­tan­ti e se vi è pe­ri­co­lo im­mi­nen­te.
4Il pro­ces­so ver­ba­le del­la per­qui­si­zio­ne è ste­so im­me­dia­ta­men­te, in pre­sen­za del­le per­so­ne che han­no par­te­ci­pa­to all'ope­ra­zio­ne; su ri­chie­sta, a que­st'ul­ti­me con­se­gna­ta co­pia dell'or­di­ne di per­qui­si­zio­ne e del pro­ces­so ver­ba­le.
IV. Per­qui­si­zio­ne di car­te
1La per­qui­si­zio­ne di car­te dev'es­se­re fat­ta col mag­gior ri­guar­do pos­si­bi­le dei se­gre­ti pri­va­ti; se­gna­ta­men­te, le car­te de­vo­no es­se­re esa­mi­na­te sol­tan­to quan­do si pos­sa pre­su­me­re che con­ten­ga­no scrit­ti im­por­tan­ti per l'in­chie­sta.
2La per­qui­si­zio­ne dev'es­se­re fat­ta in mo­do da tu­te­la­re il se­gre­to d'uf­fi­cio, co­me an­che i se­gre­ti con­fi­da­ti, nell'eser­ci­zio del pro­prio mi­ni­ste­ro o del­la pro­pria pro­fes­sio­ne, agli ec­cle­sia­sti­ci, agli av­vo­ca­ti, ai no­tai, ai me­di­ci, ai far­ma­ci­sti, al­le le­va­tri­ci e ai lo­ro au­si­lia­ri.
3Se pos­si­bi­le, il de­ten­to­re di car­te dev'es­se­re mes­so in gra­do d'in­di­car­ne il con­te­nu­to pri­ma del­la per­qui­si­zio­ne. Se egli si op­po­ne al­la per­qui­si­zio­ne, le car­te de­vo­no es­se­re sug­gel­la­te e po­ste in luo­go si­cu­ro; la de­ci­sio­ne sull'am­mis­si­bi­li­tà del­la per­qui­si­zio­ne spet­ta al­la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li del Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le (art. 25 cpv. 1).
V. Fer­mo e tra­du­zio­ne di­nan­zi al giu­di­ce
1Il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te può pro­ce­de­re al fer­mo dell'in­di­vi­duo gra­ve­men­te in­di­zia­to di un'in­fra­zio­ne, qua­lo­ra vi sia ap­pa­ren­te­men­te un mo­ti­vo d'ar­re­sto a te­no­re dell'ar­ti­co­lo 52 e vi sia pe­ri­co­lo nel ri­tar­do.
2La per­so­na fer­ma­ta o, se­con­do l'ar­ti­co­lo 19 ca­po­ver­so 4, tra­dot­ta di­nan­zi all'am­mi­ni­stra­zio­ne dev'es­se­re im­me­dia­ta­men­te in­ter­ro­ga­ta; le sa­rà da­ta l'oc­ca­sio­ne d'in­fir­ma­re gli in­di­zi a suo ca­ri­co e i mo­ti­vi del fer­mo.
3Se sus­si­ste ap­pa­ren­te­men­te un mo­ti­vo d'ar­re­sto, la per­so­na fer­ma­ta dev'es­se­re tra­dot­ta sen­za in­du­gio di­nan­zi all'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria can­to­na­le com­pe­ten­te a emet­te­re un or­di­ne d'ar­re­sto. Se il fer­mo è av­ve­nu­to in luo­go ap­par­ta­to o im­per­vio op­pu­re se la com­pe­ten­te au­to­ri­tà giu­di­zia­ria can­to­na­le non può es­se­re im­me­dia­ta­men­te rag­giun­ta, la tra­du­zio­ne de­ve av­ve­ni­re en­tro 48 ore.
4L'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria esa­mi­na se vi è un mo­ti­vo d'ar­re­sto; il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te e la per­so­na fer­ma­ta de­vo­no es­se­re udi­ti.
5Sus­se­guen­te­men­te, l'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria or­di­na l'ar­re­sto o la li­be­ra­zio­ne, all'oc­cor­ren­za sot­to cau­zio­ne. Que­sta de­ci­sio­ne può es­se­re im­pu­gna­ta me­dian­te re­cla­mo (art. 26).
6Se il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te pre­sen­ta im­me­dia­ta­men­te re­cla­mo con­tro la li­be­ra­zio­ne, il fer­mo è prov­vi­so­ria­men­te man­te­nu­to. Il di­ret­to­re o ca­po dell'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa de­ve, en­tro 24 ore, co­mu­ni­ca­re all'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria se in­ten­de man­te­ne­re il re­cla­mo. Se que­sto è man­te­nu­to, il fer­mo si pro­trae fi­no al­la de­ci­sio­ne del­la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li; è ri­ser­va­to l'or­di­ne con­tra­rio del­la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li o del suo pre­si­den­te.
VI. Ar­re­sto
1. Am­mis­si­bi­li­tà
1Con­tro l'im­pu­ta­to gra­ve­men­te in­di­zia­to di un'in­fra­zio­ne si può emet­te­re un or­di­ne d'ar­re­sto, se de­ter­mi­na­te cir­co­stan­ze fan­no pre­su­me­re che in­ten­da:
sot­trar­si al pro­ce­di­men­to pe­na­le o all'ese­cu­zio­ne del­la pe­na o
can­cel­la­re trac­ce dell'in­fra­zio­ne, di­strug­ge­re ele­men­ti pro­ba­to­ri, in­dur­re te­sti­mo­ni o coim­pu­ta­ti a fa­re fal­se di­chia­ra­zio­ni o com­pro­met­te­re in ana­lo­go mo­do il ri­sul­ta­to dell'in­chie­sta.
2L'or­di­ne d'ar­re­sto non può es­se­re emes­so se spro­por­zio­na­to all'im­por­tan­za del­la cau­sa.
2. Or­di­ne d'ar­re­sto
a. Com­pe­ten­za; for­ma
1Il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te può chie­de­re che sia emes­so un or­di­ne d'ar­re­sto.
2So­no com­pe­ten­ti a emet­te­re l'or­di­ne d'ar­re­sto:
in ca­so di fer­mo: l'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria can­to­na­le com­pe­ten­te nel luo­go del fer­mo;
in tut­ti gli al­tri ca­si: l'au­to­ri­tà giu­di­zia­ria can­to­na­le com­pe­ten­te se­con­do l'ar­ti­co­lo 22.
3L'or­di­ne d'ar­re­sto dev'es­se­re scrit­to e de­ve in­di­ca­re: i da­ti per­so­na­li dell'im­pu­ta­to e il fat­to che gli è con­te­sta­to; le di­spo­si­zio­ni pe­na­li ap­pli­ca­bi­li; il mo­ti­vo dell'ar­re­sto; le car­ce­ri giu­di­zia­rie al­le qua­li l'ar­re­sta­to dev'es­se­re as­so­cia­to, i ri­me­di giu­ri­di­ci, i di­rit­ti del­le par­ti, le con­di­zio­ni per la li­be­ra­zio­ne sot­to cau­zio­ne e il di­rit­to di av­vi­sa­re i con­giun­ti.
b. Ese­cu­zio­ne; ri­cer­ca dell'im­pu­ta­to
1Una co­pia dell'or­di­ne d'ar­re­sto dev'es­se­re ri­mes­sa all'im­pu­ta­to al mo­men­to dell'ar­re­sto.
2L'ar­re­sta­to dev'es­se­re con­se­gna­to all'au­to­ri­tà can­to­na­le com­pe­ten­te cui vie­ne si­mul­ta­nea­men­te ri­mes­sa una co­pia dell'or­di­ne d'ar­re­sto.
3Se non è pos­si­bi­le ese­gui­re l'or­di­ne d'ar­re­sto, si or­di­ne­rà la ri­cer­ca dell'im­pu­ta­to. L'or­di­ne d'ar­re­sto può es­se­re pub­bli­ca­to.
c. In­ter­ro­ga­to­rio dell'ar­re­sta­to
1L'au­to­ri­tà che ha emes­so l'or­di­ne d'ar­re­sto de­ve in­ter­ro­ga­re l'im­pu­ta­to, se non è già sta­to udi­to (art. 51 cpv. 4), al più tar­di il pri­mo gior­no fe­ria­le suc­ces­si­vo all'ar­re­sto per ac­cer­ta­re se sus­si­ste un mo­ti­vo d'ar­re­sto; il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te dev'es­se­re udi­to.
2Se l'ar­re­sto è man­te­nu­to, l'im­pu­ta­to dev'es­se­re in­for­ma­to dei mo­ti­vi del prov­ve­di­men­to; se l'im­pu­ta­to è li­be­ra­to, si ap­pli­ca per ana­lo­gia l'ar­ti­co­lo 51 ca­po­ver­so 6.
3. Av­vi­so ai con­giun­ti
Se le fi­na­li­tà dell'in­chie­sta lo con­sen­to­no, l'ar­re­sta­to ha il di­rit­to di esi­ge­re che i suoi stret­ti con­giun­ti sia­no im­me­dia­ta­men­te in­for­ma­ti dell'ar­re­sto per il tra­mi­te del fun­zio­na­rio in­qui­ren­te.
4. Du­ra­ta dell'ar­re­sto
1Se l'ar­re­sto è man­te­nu­to, l'in­chie­sta dev'es­se­re ac­ce­le­ra­ta nel­la mi­su­ra del pos­si­bi­le. L'ar­re­sto non può in ogni ca­so su­pe­ra­re la du­ra­ta pre­su­mi­bi­le di una pe­na pri­va­ti­va del­la li­ber­tà o di una pe­na da com­mu­ta­zio­ne.
2Sal­vo au­to­riz­za­zio­ne spe­cia­le dell'au­to­ri­tà che ha emes­so l'or­di­ne d'ar­re­sto, il car­ce­re pre­ven­ti­vo or­di­na­to in ap­pli­ca­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 52 ca­po­ver­so 1 let­te­rab non può es­se­re man­te­nu­to ol­tre 14 gior­ni.
5. Ese­cu­zio­ne dell'ar­re­sto
1L'au­to­ri­tà can­to­na­le prov­ve­de af­fin­ché l'ar­re­sto sia re­go­lar­men­te ese­gui­to. L'ar­re­sta­to è sot­to­po­sto a quel­le so­le re­stri­zio­ni del­la li­ber­tà che si ri­co­no­sco­no ne­ces­sa­rie a as­si­cu­ra­re lo sco­po dell'ar­re­sto e la di­sci­pli­na nel­le car­ce­ri giu­di­zia­rie.
2L'ar­re­sta­to può con­fe­ri­re a vo­ce o per scrit­to col pro­prio di­fen­so­re sol­tan­to con l'au­to­riz­za­zio­ne del fun­zio­na­rio in­qui­ren­te il qua­le può li­mi­ta­re o far ces­sa­re co­mu­ni­ca­zio­ni sif­fat­te sol­tan­to se l'in­te­res­se dell'in­chie­sta lo esi­ga. La li­mi­ta­zio­ne o la ces­sa­zio­ne di que­ste co­mu­ni­ca­zio­ni per più di tre gior­ni dev'es­se­re ap­pro­va­ta dall'au­to­ri­tà che ha emes­so l'or­di­ne d'ar­re­sto; ta­le ap­pro­va­zio­ne può, di vol­ta in vol­ta, es­se­re da­ta al mas­si­mo per die­ci gior­ni.
3L'ese­cu­zio­ne dell'ar­re­sto è ret­ta per al­tro da­gli ar­ti­co­li 234-236 CPP1.2
6. Ri­la­scio in li­ber­tà
1Il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te de­ve met­te­re in li­ber­tà l'ar­re­sta­to ap­pe­na sia­no ces­sa­ti i mo­ti­vi dell'ar­re­sto.
2L'ar­re­sta­to può chie­de­re in ogni tem­po di es­se­re mes­so in li­ber­tà.
3Sem­pre­ché gli at­ti non sia­no già sta­ti tra­smes­si al tri­bu­na­le per il giu­di­zio, su ta­le ri­chie­sta de­ci­de l'au­to­ri­tà che ha emes­so l'or­di­ne d'ar­re­sto. Que­sta de­ve in­ter­pel­la­re in me­ri­to il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te o l'uf­fi­cio pres­so cui la cau­sa è pen­den­te; le pre­scri­zio­ni dell'ar­ti­co­lo 51 ca­po­ver­si 5 e 6 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.
7. Li­be­ra­zio­ne sot­to cau­zio­ne
1L'im­pu­ta­to ar­re­sta­to o in pro­cin­to d'es­ser­lo in vir­tù dell'ar­ti­co­lo 52 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a può, se lo chie­de, es­se­re ri­mes­so o la­scia­to in li­ber­tà pur­ché pre­sti una cau­zio­ne.
2 Al­la li­be­ra­zio­ne sot­to cau­zio­ne si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 238-240 CPP1.2 Tut­ta­via, la cau­zio­ne dev'es­se­re pre­sta­ta al Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze; es­sa di­vie­ne pa­ri­men­te esi­gi­bi­le al­lor­ché l'im­pu­ta­to si sot­trae al pa­ga­men­to del­la mul­ta ir­ro­ga­ta; l'ec­ce­den­za del­la cau­zio­ne ri­scos­sa è de­vo­lu­ta al­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
G. Pro­ces­so ver­ba­le fi­na­le
1Il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te, se re­pu­ta com­ple­ta l'in­chie­sta e ri­tie­ne che un'in­fra­zio­ne sia sta­ta com­mes­sa, sten­de un pro­ces­so ver­ba­le fi­na­le; que­st'ul­ti­mo enun­cia i da­ti per­so­na­li dell'im­pu­ta­to e de­scri­ve la fat­ti­spe­cie dell'in­fra­zio­ne.
2Il fun­zio­na­rio in­qui­ren­te no­ti­fi­ca all'im­pu­ta­to il pro­ces­so ver­ba­le fi­na­le e, se­du­ta stan­te, gli dà mo­do di spie­gar­si, di esa­mi­na­re gli at­ti e di chie­de­re un com­ple­men­to d'in­chie­sta.
3Se l'im­pu­ta­to non è pre­sen­te al­la ste­su­ra del pro­ces­so ver­ba­le fi­na­le o se l'im­pu­ta­to pre­sen­te ne fa ri­chie­sta, op­pu­re se le cir­co­stan­ze, se­gna­ta­men­te la gra­vi­tà del ca­so, lo esi­go­no, il pro­ces­so ver­ba­le fi­na­le e le co­mu­ni­ca­zio­ni ne­ces­sa­rie in vir­tù del ca­po­ver­so 2 de­vo­no es­se­re no­ti­fi­ca­ti per scrit­to, con in­di­ca­zio­ne del luo­go in cui gli at­ti pos­so­no es­se­re esa­mi­na­ti. In que­sto ca­so, il ter­mi­ne per spie­gar­si e pro­por­re con­clu­sio­ni sca­de die­ci gior­ni do­po la no­ti­fi­ca­zio­ne del pro­ces­so ver­ba­le fi­na­le; il ter­mi­ne può es­se­re pro­ro­ga­to se vi so­no mo­ti­vi suf­fi­cien­ti e se la pro­ro­ga è chie­sta pri­ma del­la sca­den­za del ter­mi­ne.
4Con­tro la no­ti­fi­ca­zio­ne del pro­ces­so ver­ba­le fi­na­le e il suo con­te­nu­to non v'è pos­si­bi­li­tà di ri­cor­so. Il ri­get­to di una ri­chie­sta di com­ple­men­to d'in­chie­sta può es­se­re im­pu­gna­to sol­tan­to in­sie­me con il de­cre­to pe­na­le.
5All'im­pu­ta­to che non ha né rap­pre­sen­tan­te né do­mi­ci­lio elet­to in Sviz­ze­ra e è d'igno­ta di­mo­ra ov­ve­ro è do­mi­ci­lia­to o di­mo­ran­te all'este­ro non oc­cor­re no­ti­fi­ca­re il pro­ces­so ver­ba­le fi­na­le né le co­mu­ni­ca­zio­ni ri­chie­ste in vir­tù del ca­po­ver­so 2.
Sezione terza: Decisione dell'amministrazione
A. Na­tu­ra del­la de­ci­sio­ne
I. Nel pro­ce­di­men­to pe­na­le
1L'am­mi­ni­stra­zio­ne ema­na un de­cre­to pe­na­le op­pu­re de­si­ste dal pro­ce­di­men­to; ri­ma­ne ri­ser­va­to il rin­vio a giu­di­zio (art. 21 cpv. 1 e 3).
2La de­si­sten­za dal pro­ce­di­men­to dev'es­se­re co­mu­ni­ca­ta a tut­te le per­so­ne che han­no par­te­ci­pa­to al­lo stes­so co­me im­pu­ta­ti. A ri­chie­sta, la de­si­sten­za co­mu­ni­ca­ta oral­men­te de­ve es­se­re con­fer­ma­ta per scrit­to:
II. Sull'ob­bli­go di pa­ga­men­to o re­sti­tu­zio­ne
1Tas­se, in­den­ni­tà, con­tri­bu­ti, cre­di­ti e in­te­res­si da pa­ga­re o da re­sti­tui­re so­no fat­ti va­le­re in con­for­mi­tà del­le nor­me di com­pe­ten­za e di pro­ce­du­ra del­la sin­go­la leg­ge am­mi­ni­stra­ti­va.
2L'am­mi­ni­stra­zio­ne, se au­to­riz­za­ta a de­ci­de­re sull'ob­bli­go di pa­ga­men­to o re­sti­tu­zio­ne, lo può fa­re con il de­cre­to pe­na­le; tut­ta­via, la de­ci­sio­ne è sog­get­ta in ogni ca­so a rie­sa­me sol­tan­to nel pro­ce­di­men­to d'im­pu­gna­zio­ne pre­vi­sto dal­la sin­go­la leg­ge am­mi­ni­stra­ti­va e de­ve men­zio­na­re i ri­me­di giu­ri­di­ci.
3Se il de­cre­to pe­na­le si fon­da su una de­ci­sio­ne sull'ob­bli­go di pa­ga­men­to o re­sti­tu­zio­ne e sol­tan­to que­sta, im­pu­gna­ta a te­no­re del ca­po­ver­so 2, è mo­di­fi­ca­ta o an­nul­la­ta, l'am­mi­ni­stra­zio­ne de­ci­de di nuo­vo con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 62.
B. De­cre­to pe­na­le
I. Nel­la pro­ce­du­ra or­di­na­ria
1Il de­cre­to pe­na­le dev'es­se­re scrit­to e de­ve in­di­ca­re:
l'im­pu­ta­to;
la fat­ti­spe­cie;
le di­spo­si­zio­ni le­ga­li ap­pli­ca­te;
la pe­na, la re­spon­sa­bi­li­tà so­li­da­le se­con­do l'ar­ti­co­lo 12 ca­po­ver­so 3 e le mi­su­re spe­cia­li;
le spe­se;
la de­ci­sio­ne cir­ca gli og­get­ti se­que­stra­ti;
i ri­me­di giu­ri­di­ci.
2Se il de­cre­to pe­na­le di­ver­ge so­stan­zial­men­te, a pre­giu­di­zio dell'im­pu­ta­to, dal pro­ces­so ver­ba­le fi­na­le, le di­ver­gen­ze van­no in­di­ca­te e mo­ti­va­te suc­cin­ta­men­te.
3Il de­cre­to pe­na­le è no­ti­fi­ca­to all'im­pu­ta­to con let­te­ra rac­co­man­da­ta ov­ve­ro gli è con­se­gna­to di­ret­ta­men­te con at­te­sta­zio­ne di ri­ce­vu­ta; può es­se­re no­ti­fi­ca­to me­dian­te pub­bli­ca­zio­ne nel Fo­glio fe­de­ra­le se l'im­pu­ta­to non ha né rap­pre­sen­tan­te né do­mi­ci­lio elet­to in Sviz­ze­ra e è d'igno­ta di­mo­ra. L'ar­ti­co­lo 34 ca­po­ver­so 2 è ap­pli­ca­bi­le.
II. Nel­la pro­ce­du­ra ab­bre­via­ta
1Se l'in­fra­zio­ne è ma­ni­fe­sta, la mul­ta non su­pe­ra i 2000 fran­chi e l'im­pu­ta­to, ri­ce­vu­ta no­ti­fi­ca dell'am­mon­ta­re del­la mul­ta e dell'ob­bli­go di pa­ga­men­to o re­sti­tu­zio­ne, ri­nun­cia espli­ci­ta­men­te a ogni ri­me­dio giu­ri­di­co, il de­cre­to pe­na­le può es­se­re ema­na­to an­che sen­za ste­su­ra pre­li­mi­na­re di un pro­ces­so ver­ba­le fi­na­le.1
2Il de­cre­to pe­na­le fir­ma­to dall'im­pu­ta­to e dal fun­zio­na­rio in­qui­ren­te equi­va­le, nel­la pro­ce­du­ra ab­bre­via­ta, a una sen­ten­za cre­sciu­ta in giu­di­ca­to; se l'im­pu­ta­to de­ne­ga di fir­ma­re, ca­de il de­cre­to pe­na­le ema­na­to in con­for­mi­tà del ca­po­ver­so 1.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 3 dell'all. al­la L del 18 mar. 2005 sul­le do­ga­ne, in vi­go­re dal 1° mag. 2007 (RU 2007 1411; FF 2004 485).
III. Con­fi­sca in­di­pen­den­te
1Quan­do il pro­ce­di­men­to pe­na­le non sfo­cia in un de­cre­to pe­na­le o nel rin­vio a giu­di­zio, ma, se­con­do la leg­ge, si de­vo­no non­di­me­no con­fi­sca­re og­get­ti o be­ni o de­vol­ve­re al­lo Sta­to do­ni o al­tri pro­fit­ti op­pu­re, in luo­go di sif­fat­ti prov­ve­di­men­ti, si de­ve or­di­na­re un ri­sar­ci­men­to, sa­rà ema­na­to un or­di­ne di con­fi­sca in­di­pen­den­te.
2Or­di­ne sif­fat­to sa­rà pa­ri­men­te ema­na­to se il prov­ve­di­men­to col­pi­sce per­so­ne non im­pu­ta­te.
3L'ar­ti­co­lo 64 è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia. L'or­di­ne di con­fi­sca dev'es­se­re no­ti­fi­ca­to al­le per­so­ne di­ret­ta­men­te in­te­res­sa­te.
C. Op­po­si­zio­ne
I. Pre­sen­ta­zio­ne
1Con­tro il de­cre­to pe­na­le o l'or­di­ne di con­fi­sca l'in­te­res­sa­to può fa­re op­po­si­zio­ne en­tro 30 gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne.
2Se non è fat­ta op­po­si­zio­ne en­tro il ter­mi­ne le­ga­le, il de­cre­to pe­na­le o l'or­di­ne di con­fi­sca è equi­pa­ra­to a una sen­ten­za ese­cu­ti­va.
II. Au­to­ri­tà com­pe­ten­te e for­ma
1L'op­po­si­zio­ne dev'es­se­re pre­sen­ta­ta per scrit­to all'am­mi­ni­stra­zio­ne che ha ema­na­to il de­cre­to o l'or­di­ne im­pu­gna­to.
2L'op­po­si­zio­ne de­ve con­te­ne­re pre­ci­se con­clu­sio­ni e in­di­ca­re i fat­ti che le giu­sti­fi­ca­no; i mez­zi di pro­va van­no men­zio­na­ti e, in quan­to pos­si­bi­le, al­le­ga­ti.
3Se l'op­po­si­zio­ne non sod­di­sfa le con­di­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 2 o se le con­clu­sio­ni o i mo­ti­vi dell'op­po­nen­te non so­no suf­fi­cien­te­men­te chia­ri, e l'op­po­si­zio­ne non sem­bra ma­ni­fe­sta­men­te inam­mis­si­bi­le, all'op­po­nen­te è as­se­gna­to un bre­ve ter­mi­ne sup­ple­ti­vo per ri­me­diar­vi.
4L'am­mi­ni­stra­zio­ne as­se­gna que­sto ter­mi­ne con la com­mi­na­to­ria che, de­cor­ren­do in­frut­tuo­so, de­ci­de­rà se­con­do l'in­ser­to o, qua­lo­ra man­chi­no le con­clu­sio­ni, i mo­ti­vi op­pu­re la fir­ma, non en­tre­rà nel me­ri­to dell'op­po­si­zio­ne.
1Se è fat­ta op­po­si­zio­ne, l'am­mi­ni­stra­zio­ne rie­sa­mi­na il de­cre­to o l'or­di­ne im­pu­gna­to, con ef­fet­to ver­so tut­ti gli in­te­res­sa­ti; es­sa può or­di­na­re un di­bat­ti­men­to ora­le e com­ple­ta­re l'in­chie­sta.
2Se il de­cre­to o l'or­di­ne im­pu­gna­to si fon­da su una de­ci­sio­ne sull'ob­bli­go di pa­ga­men­to o re­sti­tu­zio­ne e que­sta è sta­ta im­pu­gna­ta, la pro­ce­du­ra d'op­po­si­zio­ne è so­spe­sa fi­no al­la pro­nun­cia de­fi­ni­ti­va su que­st'ul­ti­ma im­pu­gna­zio­ne.
IV. De­ci­sio­ne pe­na­le
1In ba­se ai ri­sul­ta­ti del rie­sa­me, l'am­mi­ni­stra­zio­ne ema­na una de­ci­sio­ne di non do­ver­si pro­ce­de­re, una de­ci­sio­ne pe­na­le o una de­ci­sio­ne di con­fi­sca. Es­sa non è vin­co­la­ta dal­le con­clu­sio­ni pro­po­ste, ma può ag­gra­va­re la pe­na ri­sul­tan­te dal de­cre­to pe­na­le sol­tan­to se, nel pro­ce­di­men­to pre­vi­sto nell'ar­ti­co­lo 63 ca­po­ver­so 2, è sta­to ri­co­no­sciu­to un mag­gior ob­bli­go di pa­ga­men­to o re­sti­tu­zio­ne. In que­sto ca­so non è te­nu­to con­to di un even­tua­le ri­ti­ro dell'op­po­si­zio­ne.
2La de­ci­sio­ne dev'es­se­re mo­ti­va­ta; del ri­ma­nen­te si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia i di­spo­sti dell'ar­ti­co­lo 64 sul con­te­nu­to e la no­ti­fi­ca­zio­ne del de­cre­to pe­na­le.
V. Trat­ta­zio­ne ano­ma­la dell'op­po­si­zio­ne
A do­man­da o con il con­sen­so dell'op­po­nen­te, l'am­mi­ni­stra­zio­ne può trat­ta­re l'op­po­si­zio­ne co­me ri­chie­sta del giu­di­zio di un tri­bu­na­le.
D. Ri­chie­sta del giu­di­zio di un tri­bu­na­le
1Chiun­que è col­pi­to da una de­ci­sio­ne pe­na­le o di con­fi­sca può, en­tro die­ci gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne, chie­de­re di es­se­re giu­di­ca­to da un tri­bu­na­le.
2La ri­chie­sta dev'es­se­re pre­sen­ta­ta per scrit­to all'am­mi­ni­stra­zio­ne che ha ema­na­to la de­ci­sio­ne pe­na­le o di con­fi­sca.
3Se il giu­di­zio del tri­bu­na­le non è chie­sto en­tro il ter­mi­ne le­ga­le, la de­ci­sio­ne pe­na­le o di con­fi­sca è equi­pa­ra­ta a una sen­ten­za ese­cu­ti­va.
Capo terzo: Procedura giudiziaria
A. Pro­ce­du­ra da­van­ti ai tri­bu­na­li can­to­na­li
I. Aper­tu­ra
1Se è sta­to chie­sto il giu­di­zio di un tri­bu­na­le o se il Di­par­ti­men­to pre­po­sto re­pu­ta che ri­cor­ra­no gli estre­mi per in­flig­ge­re una pe­na de­ten­ti­va o or­di­na­re una mi­su­ra pri­va­ti­va del­la li­ber­tà o l'espul­sio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 66a o 66abis del Co­di­ce pe­na­le1, l'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa tra­smet­te gli at­ti al pub­bli­co mi­ni­ste­ro can­to­na­le all'at­ten­zio­ne del giu­di­ce pe­na­le com­pe­ten­te.2 Il rin­vio a giu­di­zio è so­spe­so fin­ché l'ob­bli­go di pa­ga­men­to o re­sti­tu­zio­ne su cui si fon­da il pro­ce­di­men­to pe­na­le non sia sta­to og­get­to di una de­ci­sio­ne pas­sa­ta in giu­di­ca­to o non sia sta­to ri­co­no­sciu­to me­dian­te pa­ga­men­to in­con­di­zio­na­to.
2Il rin­vio a giu­di­zio tien luo­go d'ac­cu­sa. Es­so de­ve enun­cia­re la fat­ti­spe­cie e le di­spo­si­zio­ni pe­na­li ap­pli­ca­bi­li ov­ve­ro ri­man­da­re al­la de­ci­sio­ne pe­na­le.
3Non si pro­ce­de­rà a istru­zio­ne a te­no­re del CPP3; è ri­ser­va­to il com­ple­ta­men­to de­gli at­ti in con­for­mi­tà dell'ar­ti­co­lo 75 ca­po­ver­so 2.4
1So­no par­ti nel­la pro­ce­du­ra giu­di­zia­ria l'im­pu­ta­to, il pub­bli­co mi­ni­ste­ro del Can­to­ne in­te­res­sa­to o del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e l'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa.1
2La per­so­na col­pi­ta dal­la con­fi­sca frui­sce de­gli stes­si di­rit­ti di par­te e de­gli stes­si ri­me­di giu­ri­di­ci dell'im­pu­ta­to.
III. Pre­pa­ra­zio­ne del di­bat­ti­men­to
1Il tri­bu­na­le in­for­ma le par­ti del ri­ce­vi­men­to de­gli at­ti. Esa­mi­na se il giu­di­zio del tri­bu­na­le è sta­to chie­sto in tem­po uti­le.
2Il tri­bu­na­le può, d'uf­fi­cio o a ri­chie­sta di una par­te, com­ple­ta­re o far com­ple­ta­re gli at­ti pri­ma del di­bat­ti­men­to.
3La da­ta del di­bat­ti­men­to è no­ti­fi­ca­ta in tem­po uti­le al­le par­ti.
4Il rap­pre­sen­tan­te del pub­bli­co mi­ni­ste­ro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e quel­lo dell'am­mi­ni­stra­zio­ne non so­no te­nu­ti a pre­sen­tar­si per­so­nal­men­te.1
5L'im­pu­ta­to può, a ri­chie­sta, es­se­re di­spen­sa­to dal com­pa­ri­re.
IV. Sen­ten­za con­tu­ma­cia­le
1Il di­bat­ti­men­to può av­ve­ni­re an­che in as­sen­za dell'im­pu­ta­to se que­sti è sta­to re­go­lar­men­te ci­ta­to e se l'as­sen­za non è sta­ta suf­fi­cien­te­men­te giu­sti­fi­ca­ta. Un di­fen­so­re dev'es­se­re non­di­me­no am­mes­so.
2Il con­dan­na­to in con­tu­ma­cia può, en­tro die­ci gior­ni da che fu in­for­ma­to del­la sen­ten­za, chie­de­re la re­sti­tu­zio­ne in pri­sti­no qua­lo­ra sen­za sua col­pa sia sta­to im­pos­si­bi­li­ta­to di com­pa­ri­re al di­bat­ti­men­to. Se la ri­chie­sta è am­mes­sa, si pro­ce­de a un nuo­vo di­bat­ti­men­to.
3La ri­chie­sta di re­sti­tu­zio­ne in pri­sti­no so­spen­de l'ese­cu­zio­ne del­la sen­ten­za sol­tan­to se il tri­bu­na­le o il suo pre­si­den­te de­ci­de in tal sen­so.
4I pre­sen­ti di­spo­sti si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia al­le per­so­ne col­pi­te dal­la con­fi­sca.
V. Di­bat­ti­men­to
1Gli at­ti dell'am­mi­ni­stra­zio­ne sul­le pro­ve da lei as­sun­te ser­vo­no co­me ele­men­ti di pro­va an­che per il tri­bu­na­le; que­sto può, d'uf­fi­cio o a ri­chie­sta di una par­te, as­su­me­re al­tre pro­ve ne­ces­sa­rie al chia­ri­men­to dei fat­ti o ri­pe­te­re l'as­sun­zio­ne di pro­ve già rac­col­te dall'am­mi­ni­stra­zio­ne.
2Se la tu­te­la d'im­por­tan­ti in­te­res­si pub­bli­ci o pri­va­ti lo esi­ga, se­gna­ta­men­te la tu­te­la del se­gre­to d'uf­fi­cio, di quel­lo pro­fes­sio­na­le o com­mer­cia­le di una par­te o di un ter­zo, il tri­bu­na­le de­ve or­di­na­re che i di­bat­ti­ti e le de­li­be­ra­zio­ni av­ven­ga­no, to­tal­men­te o par­zial­men­te, a por­te chiu­se.
3Il tri­bu­na­le va­lu­ta li­be­ra­men­te le pro­ve.
4La de­ci­sio­ne ese­cu­ti­va sull'ob­bli­go di pa­ga­men­to o re­sti­tu­zio­ne vin­co­la il tri­bu­na­le; se si trat­ta di una de­ci­sio­ne dell'am­mi­ni­stra­zio­ne, il tri­bu­na­le, ove re­pu­ti ch'es­sa si fon­di su una ma­ni­fe­sta vio­la­zio­ne di leg­ge o su un abu­so del po­te­re d'ap­prez­za­men­to, ag­gior­na il di­bat­ti­men­to e rin­via gli at­ti all'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa per nuo­va de­ci­sio­ne. L'ar­ti­co­lo 63 ca­po­ver­so 3 si ap­pli­ca per ana­lo­gia.
VI. Re­vo­ca del­la de­ci­sio­ne pe­na­le o del­la ri­chie­sta del giu­di­zio di un tri­bu­na­le
1L'am­mi­ni­stra­zio­ne, col con­sen­so del pub­bli­co mi­ni­ste­ro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, può ri­ti­ra­re la de­ci­sio­ne pe­na­le o di con­fi­sca fin­tan­to che la sen­ten­za di pri­ma istan­za non sia no­ti­fi­ca­ta.1
2Fi­no a que­sto mo­men­to, an­che l'im­pu­ta­to può re­vo­ca­re la ri­chie­sta di es­se­re giu­di­ca­to da un tri­bu­na­le.
3In ta­li ca­si, il pro­ce­di­men­to giu­di­zia­rio è tol­to.
4Le spe­se del pro­ce­di­men­to giu­di­zia­rio van­no a ca­ri­co del­la par­te che ha fat­to la di­chia­ra­zio­ne di re­vo­ca.
VII. Con­te­nu­to del­la sen­ten­za
1La sen­ten­za in­di­ca:
le spe­se del pro­ce­di­men­to giu­di­zia­rio e di quel­lo am­mi­ni­stra­ti­vo;
il di­rit­to all'in­den­ni­tà (art. 99 e 101);
la de­ci­sio­ne cir­ca gli og­get­ti se­que­stra­ti.
2La sen­ten­za con i con­si­de­ran­di es­sen­zia­li va no­ti­fi­ca­ta per scrit­to al­le par­ti, con in­di­ca­zio­ne dei ter­mi­ni e del­le au­to­ri­tà di ri­cor­so.
VIII. Ri­me­di giu­ri­di­ci
1Con­tro le de­ci­sio­ni dei tri­bu­na­li can­to­na­li so­no am­mis­si­bi­li i ri­me­di giu­ri­di­ci pre­vi­sti dal CPP2.
2An­che il pub­bli­co mi­ni­ste­ro del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e l'am­mi­ni­stra­zio­ne in­te­res­sa­ta pos­so­no, cia­scu­no a ti­to­lo in­di­pen­den­te, av­va­ler­si di ta­li ri­me­di giu­ri­di­ci.
B. Pro­ce­du­ra da­van­ti al­la Cor­te pe­na­le
Le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti la pro­ce­du­ra giu­di­zia­ria si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia an­che al­la pro­ce­du­ra da­van­ti al­la Cor­te pe­na­le.
C. Di­spo­si­zio­ni com­ple­ti­ve
In quan­to gli ar­ti­co­li 73-81 non di­spon­ga­no al­tri­men­ti, per la pro­ce­du­ra da­van­ti ai tri­bu­na­li can­to­na­li e per quel­la da­van­ti al Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le si ap­pli­ca­no le per­ti­nen­ti di­spo­si­zio­ni del CPP2.
1 Abro­ga­to dal n. II 11 dell'all. 1 del Co­di­ce di di­rit­to pro­ces­sua­le pe­na­le sviz­ze­ro del 5 ott. 2007, con ef­fet­to dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1881; FF 2006 989).
Capo quarto: Revisione
A. De­ci­sio­ni dell' am­mi­ni­stra­zio­ne
I. Mo­ti­vi di re­vi­sio­ne
1Un pro­ce­di­men­to pe­na­le con­chiu­so con de­cre­to pe­na­le, de­ci­sio­ne pe­na­le o de­ci­sio­ne di non do­ver­si pro­ce­de­re cre­sciu­ti in giu­di­ca­to può, a ri­chie­sta o d'uf­fi­cio, es­se­re sot­to­po­sto a re­vi­sio­ne:
in ba­se a fat­ti o ele­men­ti di pro­va ri­le­van­ti che l'am­mi­ni­stra­zio­ne non co­no­sce­va al tem­po del pre­ce­den­te pro­ce­di­men­to;
se, suc­ces­si­va­men­te, con­tro un com­par­te­ci­pe è sta­ta pro­nun­cia­ta una sen­ten­za pe­na­le in­con­ci­lia­bi­le con il de­cre­to o la de­ci­sio­ne pe­na­le;
se un rea­to ha in­flui­to sul­la de­ci­sio­ne dell'am­mi­ni­stra­zio­ne.
2La re­vi­sio­ne in fa­vo­re dell'im­pu­ta­to è in ogni tem­po am­mis­si­bi­le. La pre­scri­zio­ne dell'azio­ne pe­na­le so­prav­ve­nu­ta do­po che la de­ci­sio­ne con­te­sta­ta sia cre­sciu­ta in giu­di­ca­to non si op­po­ne a una nuo­va con­dan­na.
3La re­vi­sio­ne a pre­giu­di­zio dell'im­pu­ta­to è uni­ca­men­te am­mis­si­bi­le in ba­se al ca­po­ver­so 1 let­te­re a e c e fin­tan­to che l'azio­ne pe­na­le non sia pre­scrit­ta. La pre­scri­zio­ne de­cor­re dal mo­men­to dell'in­fra­zio­ne; la de­ci­sio­ne pre­ce­den­te non è mo­ti­vo d'in­ter­ru­zio­ne.
4I di­spo­sti de­gli ar­ti­co­li 84 a 88 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia all'or­di­ne e al­la de­ci­sio­ne di con­fi­sca.
II. Aper­tu­ra del pro­ce­di­men­to
1. A do­man­da
1La re­vi­sio­ne può es­se­re do­man­da­ta dall'im­pu­ta­to e, se que­sti è de­ce­du­to, dal suo co­niu­ge o dal suo part­ner re­gi­stra­to, dai suoi pa­ren­ti in li­nea ret­ta e dai suoi fra­tel­li e so­rel­le.1
2La do­man­da di re­vi­sio­ne, con i mo­ti­vi e le pro­ve che la giu­sti­fi­ca­no, dev'es­se­re pre­sen­ta­ta per scrit­to all'am­mi­ni­stra­zio­ne che ha ema­na­to la de­ci­sio­ne con­te­sta­ta.
3La do­man­da di re­vi­sio­ne so­spen­de l'ese­cu­zio­ne del­la de­ci­sio­ne con­te­sta­ta sol­tan­to se l'am­mi­ni­stra­zio­ne lo or­di­ni; que­st'ul­ti­ma può so­spen­de­re l'ese­cu­zio­ne esi­gen­do ga­ran­zie o or­di­na­re al­tri prov­ve­di­men­ti cau­te­la­ri.
4L'am­mi­ni­stra­zio­ne può com­ple­ta­re l'in­chie­sta e or­di­na­re una di­scus­sio­ne ora­le.
2. D'uf­fi­cio
L'am­mi­ni­stra­zio­ne, se in­tra­pren­de la re­vi­sio­ne d'uf­fi­cio, può ria­pri­re l'in­chie­sta; agli in­te­res­sa­ti sa­rà da­ta la pos­si­bi­li­tà di espri­mer­si sul mo­ti­vo del­la re­vi­sio­ne e sul­la pre­vi­sta mo­di­fi­ca­zio­ne del­la de­ci­sio­ne.
1. An­nul­la­men­to del­la de­ci­sio­ne an­te­rio­re
1Se vi è un mo­ti­vo di re­vi­sio­ne, l'am­mi­ni­stra­zio­ne an­nul­la la de­ci­sio­ne an­te­rio­re e ema­na una de­ci­sio­ne di non do­ver­si pro­ce­de­re, una de­ci­sio­ne pe­na­le o una de­ci­sio­ne di con­fi­sca; es­sa de­ci­de nel con­tem­po sul­la re­sti­tu­zio­ne di mul­te, spe­se e be­ni con­fi­sca­ti. È ri­ser­va­to il rin­vio a giu­di­zio (art. 21 cpv. 1 e 3).
2La de­ci­sio­ne dev'es­se­re mo­ti­va­ta; del ri­ma­nen­te si ap­pli­ca per ana­lo­gia l'ar­ti­co­lo 64 sul con­te­nu­to e la no­ti­fi­ca­zio­ne del de­cre­to pe­na­le.
3Con­tro la de­ci­sio­ne pe­na­le o di con­fi­sca può es­se­re chie­sto il giu­di­zio di un tri­bu­na­le con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 72.
4Il giu­di­ce esa­mi­na pa­ri­men­te se vi è un mo­ti­vo di re­vi­sio­ne a te­no­re dell'ar­ti­co­lo 84.
2. Ri­get­to del mo­ti­vo di re­vi­sio­ne
1Se non vi è un mo­ti­vo di re­vi­sio­ne, l'am­mi­ni­stra­zio­ne lo at­te­sta in una de­ci­sio­ne.
2Se la do­man­da di re­vi­sio­ne é re­spin­ta, le spe­se pro­ce­du­ra­li pos­so­no es­se­re mes­se a ca­ri­co del ri­chie­den­te.
3La de­ci­sio­ne dev'es­se­re mo­ti­va­ta e no­ti­fi­ca­ta con let­te­ra rac­co­man­da­ta agli in­te­res­sa­ti al­la pro­ce­du­ra di re­vi­sio­ne.
4Con­tro la de­ci­sio­ne di ri­get­to, il ri­chie­den­te può, en­tro 30 gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne, in­ter­por­re re­cla­mo al­la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li del Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le (art. 25 cpv. 1); i di­spo­sti pro­ce­du­ra­li dell'ar­ti­co­lo 28 ca­po­ver­si 2 a 5 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.
B. Sen­ten­ze del­le giu­ri­sdi­zio­ni pe­na­li
Al­la re­vi­sio­ne del­le sen­ten­ze pas­sa­te in giu­di­ca­to dei tri­bu­na­li can­to­na­li o del Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le si ap­pli­ca­no gli ar­ti­co­li 379-392 e 410-415 CPP2.
Capo quinto: Esecuzione
1Gli or­di­ni, i de­cre­ti e le de­ci­sio­ni dell'am­mi­ni­stra­zio­ne, co­me an­che le sen­ten­ze dei tri­bu­na­li pe­na­li, sem­pre­ché non si trat­ti di una con­dan­na a una pe­na o a una mi­su­ra pri­va­ti­ve del­la li­ber­tà, so­no ese­gui­ti dall'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa.
2I Can­to­ni prov­ve­do­no all'ese­cu­zio­ne del­le pe­ne e del­le mi­su­re pri­va­ti­ve del­la li­ber­tà. La Con­fe­de­ra­zio­ne eser­ci­ta l'al­ta vi­gi­lan­za sull'ese­cu­zio­ne.
B. Com­mu­ta­zio­ne del­le mul­te
1La mul­ta che non può es­se­re ri­scos­sa è, a ri­chie­sta dell'am­mi­ni­stra­zio­ne, com­mu­ta­ta in ar­re­sto o in car­ce­ra­zio­ne con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 10.
2Del­la com­mu­ta­zio­ne è com­pe­ten­te il giu­di­ce che ha giu­di­ca­to sull'in­fra­zio­ne o che ne avreb­be avu­to la com­pe­ten­za (art. 22 e 23 cpv. 2).
C. Re­sti­tu­zio­ne de­gli og­get­ti se­que­stra­ti; rea­liz­za­zio­ne
1Gli og­get­ti e i be­ni se­que­stra­ti che non so­no né con­fi­sca­ti né de­vo­lu­ti al­lo Sta­to né gra­va­ti da un di­rit­to di pe­gno le­ga­le de­vo­no es­se­re re­sti­tui­ti all'aven­te di­rit­to. Se que­sti è igno­to e il va­lo­re de­gli og­get­ti lo giu­sti­fi­ca, si ri­cor­re­rà al­la pub­bli­ca­zio­ne.
2Se en­tro 30 gior­ni non si an­nun­cia nes­sun aven­te di­rit­to, l'am­mi­ni­stra­zio­ne può far ven­de­re gli og­get­ti all'asta pub­bli­ca. Se l'aven­te di­rit­to si an­nun­cia a rea­liz­za­zio­ne av­ve­nu­ta, il ri­ca­vo gli è con­se­gna­to, de­dot­te le spe­se di rea­liz­za­zio­ne.
3Il di­rit­to al­la re­sti­tu­zio­ne del­la co­sa o al­la con­se­gna del ri­ca­vo si estin­gue cin­que an­ni do­po la pub­bli­ca­zio­ne.
4Se è con­tro­ver­so a chi spet­ti il di­rit­to al­la re­sti­tu­zio­ne del­la co­sa o al­la con­se­gna del ri­ca­vo, l'am­mi­ni­stra­zio­ne può li­be­rar­si me­dian­te de­po­si­to giu­di­zia­le.
D. De­vo­lu­zio­ne del­le mul­te, di be­ni con­fi­sca­ti, ecc.
1In quan­to la leg­ge non di­spon­ga al­tri­men­ti, le mul­te, gli og­get­ti, i be­ni, i do­ni e gli al­tri pro­fit­ti con­fi­sca­ti, i pa­ga­men­ti in con­tan­ti im­po­sti co­me mi­su­ra spe­cia­le e il ri­ca­vo de­gli og­get­ti con­fi­sca­ti o rea­liz­za­ti se­con­do l'ar­ti­co­lo 92 so­no de­vo­lu­ti al­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
2Se re­spin­ge una pre­te­sa di at­tri­bu­zio­ne del ri­ca­vo del­la rea­liz­za­zio­ne di un og­get­to o di un be­ne con­fi­sca­to, fon­da­ta sull'ar­ti­co­lo 59 nu­me­ro 1 se­con­do com­ma del Co­di­ce pe­na­le1, l'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa ema­na una de­ci­sio­ne in ap­pli­ca­zio­ne del­la leg­ge fe­de­ra­le del 20 di­cem­bre 19682 sul­la pro­ce­du­ra am­mi­ni­stra­ti­va.3
1 RS 311.0. Ora: art. 70 cpv. 1.
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 10 dell'all. al­la LF del 4 ott. 2002 sul Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° apr. 2004 (RU 2003 2133 2131; FF 2001 3764).
Capo sesto: Spese, indennità e regresso
A. Spe­se
I. Nel pro­ce­di­men­to am­mi­ni­stra­ti­vo
1. Ti­pi
1Le spe­se del pro­ce­di­men­to am­mi­ni­stra­ti­vo com­pren­do­no i di­sbor­si, in­clu­se le spe­se del car­ce­re pre­ven­ti­vo e quel­le del­la di­fe­sa d'uf­fi­cio, la tas­sa di de­ci­sio­ne e le tas­se di ste­su­ra.
2L'am­mon­ta­re del­le tas­se di de­ci­sio­ne e di ste­su­ra è de­ter­mi­na­to da una ta­rif­fa ema­na­ta dal Con­si­glio fe­de­ra­le.
2. As­sog­get­ta­men­to
1Nel­la de­ci­sio­ne dell'am­mi­ni­stra­zio­ne, le spe­se so­no di re­go­la ad­dos­sa­te al con­dan­na­to; per mo­ti­vi d'equi­tà, que­sti può es­ser­ne li­be­ra­to in tut­to o in par­te.
2Se il pro­ce­di­men­to è tol­to, le spe­se pos­so­no es­se­re, in tut­to o in par­te, ad­dos­sa­te all'im­pu­ta­to, s'egli ab­bia de­ter­mi­na­to per sua col­pa l'aper­tu­ra dell'in­chie­sta o ab­bia con te­me­ra­rie­tà in­tral­cia­to o pro­lun­ga­to no­te­vol­men­te il pro­ce­di­men­to.
3I coim­pu­ta­ti ri­spon­do­no so­li­dal­men­te del­le spe­se, sal­vo che il de­cre­to o la de­ci­sio­ne pe­na­le di­spon­ga al­tri­men­ti.
3. Re­cla­mo con­tro la con­dan­na nel­le spe­se
1L'im­pu­ta­to cui so­no ad­dos­sa­te le spe­se, se il pro­ce­di­men­to è sta­to tol­to o se non chie­de il giu­di­zio di un tri­bu­na­le, può, en­tro 30 gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne del­la de­ci­sio­ne, in­ter­por­re re­cla­mo con­tro la con­dan­na nel­le spe­se pres­so la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li del Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le (art. 25 cpv. 1); le pre­scri­zio­ni pro­ce­du­ra­li dell'ar­ti­co­lo 28 ca­po­ver­so 2 a 5 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.
2Se, en­tro il ter­mi­ne le­ga­le, non è sta­to in­ter­po­sto re­cla­mo o il re­cla­mo è sta­to re­spin­to, la con­dan­na nel­le spe­se è equi­pa­ra­ta a una sen­ten­za giu­di­zia­ria.
II. Nel pro­ce­di­men­to giu­di­zia­rio
1Le spe­se del pro­ce­di­men­to giu­di­zia­rio e la lo­ro ri­par­ti­zio­ne si de­ter­mi­na­no, fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 78 ca­po­ver­so 4, se­con­do gli ar­ti­co­li 417-428 CPP1.2
2Nel­la sen­ten­za, le spe­se del pro­ce­di­men­to am­mi­ni­stra­ti­vo pos­so­no es­se­re ri­par­ti­te co­me quel­le del pro­ce­di­men­to giu­di­zia­rio.
III. Rim­bor­so del­le spe­se al Can­to­ne
1Il Can­to­ne può chie­de­re al­la Con­fe­de­ra­zio­ne il rim­bor­so del­le spe­se pro­ces­sua­li e d'ese­cu­zio­ne al­le qua­li l'im­pu­ta­to non è sta­to con­dan­na­to o che l'im­pu­ta­to non è in gra­do di pa­ga­re. So­no ec­cet­tua­ti gli ono­ra­ri e le dia­rie dei fun­zio­na­ri, co­me an­che gli emo­lu­men­ti e le tas­se di bol­lo.
1bisA ri­chie­sta, la Con­fe­de­ra­zio­ne può rim­bor­sa­re ai Can­to­ni in­te­ra­men­te o in par­te le spe­se straor­di­na­rie cau­sa­te dal­la ri­mes­sio­ne dei pro­ce­di­men­ti giu­sta l'ar­ti­co­lo 20 ca­po­ver­so 3.1
2Le con­te­sta­zio­ni fra Con­fe­de­ra­zio­ne e Can­to­ne quan­to al rim­bor­so del­le spe­se so­no de­ci­se dal­la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li del Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le (art. 25 cpv. 1).
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 22 dic. 1999, in vi­go­re dal 1° ott. 2000 (RU 2000 2141; FF 1998 1095).
B. In­den­ni­tà
1. Di­rit­to
1All'im­pu­ta­to che ha be­ne­fi­cia­to dell'ab­ban­do­no del pro­ce­di­men­to o è sta­to pu­ni­to sol­tan­to per inos­ser­van­za di pre­scri­zio­ni d'or­di­ne è as­se­gna­ta, qua­lo­ra ne fac­cia ri­chie­sta, un'in­den­ni­tà per il car­ce­re pre­ven­ti­vo e gli al­tri pre­giu­di­zi sof­fer­ti; tut­ta­via, l'in­den­ni­tà può es­se­re ne­ga­ta in tut­to o in par­te qua­lo­ra l'im­pu­ta­to ab­bia de­ter­mi­na­to per sua col­pa l'aper­tu­ra dell'in­chie­sta o ab­bia con te­me­ra­rie­tà in­tral­cia­to o pro­lun­ga­to il pro­ce­di­men­to.
2Il de­ten­to­re di un og­get­to se­que­stra­to o l'oc­cu­pan­te di un'abi­ta­zio­ne per­qui­si­ta, se non è sta­to im­pu­ta­to, ha di­rit­to a un'in­den­ni­tà in quan­to, sen­za sua col­pa, ab­bia su­bì­to un pre­giu­di­zio.
3L'in­den­ni­tà è a ca­ri­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
2. Eser­ci­zio del di­rit­to
1Il di­rit­to all'in­den­ni­tà dell'im­pu­ta­to si estin­gue se non è fat­to va­le­re en­tro un an­no dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne dell'ab­ban­do­no del pro­ce­di­men­to o dac­ché la de­ci­sio­ne è di­ve­nu­ta ese­cu­ti­va.
2Il di­rit­to all'in­den­ni­tà a te­no­re dell'ar­ti­co­lo 99 ca­po­ver­so 2 si estin­gue se non è fat­to va­le­re en­tro un an­no dal­la per­qui­si­zio­ne ov­ve­ro, in ca­so di se­que­stro, dal­la re­sti­tu­zio­ne dell'og­get­to se­que­stra­to o dal­la con­se­gna del ri­ca­vo del­la rea­liz­za­zio­ne.
3La ri­chie­sta d'in­den­ni­tà dev'es­se­re pre­sen­ta­ta per scrit­to all'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa e de­ve con­te­ne­re con­clu­sio­ni pre­ci­se co­me an­che i mo­ti­vi che la giu­sti­fi­ca­no.
4L'am­mi­ni­stra­zio­ne de­ci­de sul­la ri­chie­sta al più tar­di en­tro tre me­si. En­tro 30 gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne, ta­le de­ci­sio­ne può es­se­re im­pu­gna­ta me­dian­te re­cla­mo al­la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li del Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le (art. 25 cpv. 1); i di­spo­sti pro­ce­du­ra­li dell'ar­ti­co­lo 28 ca­po­ver­si 2 a 5 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.
1Nel pro­ce­di­men­to giu­di­zia­rio, l'ar­ti­co­lo 99 è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia. Il tri­bu­na­le de­ci­de an­che cir­ca l'in­den­ni­tà do­vu­ta per pre­giu­di­zi sof­fer­ti nel pro­ce­di­men­to am­mi­ni­stra­ti­vo.
2Pri­ma di sta­bi­li­re l'in­den­ni­tà, il tri­bu­na­le de­ve da­re all'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa la pos­si­bi­li­tà di espri­mer­si su il di­rit­to all'in­den­ni­tà e l'am­mon­ta­re del­la me­de­si­ma, e di pre­sen­ta­re pro­po­ste.
III. Di­rit­to di re­gres­so
1La per­so­na che ha pro­vo­ca­to do­lo­sa­men­te il pro­ce­di­men­to può es­se­re ob­bli­ga­ta a rim­bor­sa­re al­la Con­fe­de­ra­zio­ne, in tut­to o in par­te, le in­den­ni­tà pa­ga­te in vir­tù de­gli ar­ti­co­li 99 o 101.
2L'am­mi­ni­stra­zio­ne in cau­sa de­ci­de cir­ca il di­rit­to di re­gres­so.
3La de­ci­sio­ne può, en­tro 30 gior­ni dal­la no­ti­fi­ca­zio­ne, es­se­re im­pu­gna­ta me­dian­te re­cla­mo al­la Cor­te dei re­cla­mi pe­na­li del Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le (art. 25 cpv. 1); i di­spo­sti pro­ce­du­ra­li dell'ar­ti­co­lo 28 ca­po­ver­si 2 a 5 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia. Se non è in­ter­po­sto re­cla­mo nel ter­mi­ne le­ga­le, la de­ci­sio­ne è equi­pa­ra­ta a una sen­ten­za ese­cu­ti­va.
4Il di­rit­to di re­gres­so si estin­gue se non è fat­to va­le­re en­tro tre me­si dac­ché la de­ci­sio­ne o la sen­ten­za cir­ca il di­rit­to all'in­den­ni­tà è di­ve­nu­ta ese­cu­ti­va.
Capo settimo: Procedimento contumaciale
1Se l'im­pu­ta­to non ha elet­to un do­mi­ci­lio in Sviz­ze­ra e è d'igno­ta di­mo­ra, l'am­mi­ni­stra­zio­ne e i tri­bu­na­li pos­so­no con­ti­nua­re il pro­ce­di­men­to in sua as­sen­za. È ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 34 ca­po­ver­so 2.
2L'im­pu­ta­to, se si pre­sen­ta o è cat­tu­ra­to, può chie­de­re la re­sti­tu­zio­ne in pri­sti­no all'ul­ti­ma au­to­ri­tà giu­di­can­te en­tro 30 gior­ni dac­ché fu in­for­ma­to del de­cre­to pe­na­le, del­la de­ci­sio­ne pe­na­le o del­la sen­ten­za.
3Se la ri­chie­sta è pre­sen­ta­ta in tem­po uti­le, è ap­pli­ca­ta la pro­ce­du­ra or­di­na­ria.
4In ca­so di con­fi­sca e di com­mu­ta­zio­ne del­la mul­ta in una pe­na pri­va­ti­va del­la li­ber­tà si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia i ca­po­ver­si 1 a 3.
Titolo quarto: Disposizioni finali
A. Mo­di­fi­ca­zio­ne di at­ti le­gi­sla­ti­vi
1Le mo­di­fi­ca­zio­ni del di­rit­to fe­de­ra­le si­no­ra in vi­go­re so­no da­te nell'al­le­ga­to, par­te in­te­gran­te del­la pre­sen­te leg­ge.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le è au­to­riz­za­to ad adat­ta­re al­la pre­sen­te leg­ge il re­go­la­men­to ese­cu­ti­vo del de­cre­to del Con­si­glio fe­de­ra­le del 27 no­vem­bre 19341 con­cer­nen­te un'im­po­sta sul­le be­van­de.
1 [CS 6 289; RU 1974 1955, 2007 1469 all. 4 n. 27. RU 2007 2909 art. 23 Ziff. 1]. Ve­di ora: l'O sull'im­po­si­zio­ne del­la bir­ra del 15 giu. 2007 (RS 641.411.1).
B. Nuo­ve com­pe­ten­ze
Nei ca­si in cui il di­rit­to pre­vi­gen­te af­fi­da al Con­si­glio fe­de­ra­le la com­pe­ten­za a ema­na­re de­ci­sio­ni pe­na­li, com­pe­ten­za sif­fat­ta è de­fe­ri­ta ai Di­par­ti­men­ti; il Con­si­glio fe­de­ra­le può de­le­gar­la ai ser­vi­zi di­ret­ta­men­te lo­ro su­bor­di­na­ti.
C. Di­spo­si­zio­ni tran­si­to­rie
1I pro­ce­di­men­ti pe­na­li in cui la de­ci­sio­ne pe­na­le dell'am­mi­ni­stra­zio­ne, a te­no­re de­gli ar­ti­co­li 293 o 324 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 15 giu­gno 19341 sul­la pro­ce­du­ra pe­na­le, è sta­ta pre­sa pri­ma dell'en­tra­ta in vi­go­re del­le nuo­ve di­spo­si­zio­ni, so­no con­ti­nua­ti se­con­do il di­rit­to pre­vi­gen­te.
2La pu­ni­bi­li­tà e la cor­re­spon­sa­bi­li­tà del rap­pre­sen­ta­to, del man­dan­te o del pa­dro­ne d'azien­da per in­fra­zio­ni com­mes­se pri­ma dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge so­no de­ter­mi­na­te esclu­si­va­men­te se­con­do il di­rit­to pre­vi­gen­te.
D. Ese­cu­zio­ne. En­tra­ta in vi­go­re
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le ema­na le ne­ces­sa­rie di­spo­si­zio­ni ese­cu­ti­ve.
2Es­so de­ter­mi­na l'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge.