Source: http://paperzz.com/doc/5287663/call-for-proposals-giordania-aid-10249
Timestamp: 2016-10-27 16:52:36+00:00
Document Index: 37816432

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 106', 'art.\n161', 'art. 107', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 88', 'art. 89', 'art. 38', 'art. 67', 'art. 86', 'art. 92', 'art. 86', 'art. 86', 'art. 85', 'art.\n86', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7']

Call for Proposals GIORDANIA AID 10249
Bando - Associazione Italiana Dislessia pdf462 Кб
Che cosa sono i Disturbi Specifi di Apprendimento? pdf467 Кб
Call for Proposals ONG LIBANO AID 10248_def pdf664 Кб
A natural aid to fight diabetes FITO DIABEM pdf421 Кб
LETTERA in bianco alle associazioni pdf324 Кб
Intervento SATAP S.p.A. pdf668 Кб
SAFETY DATA SHEET According to 91/155 / EEC. pdf358 Кб
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Iniziativa di emergenza per il sostegno delle condizioni di vita dei
rifugiati e delle comunit&agrave; ospitanti in Giordania
Formato standard proposta di progetto
Modello polizza fideiussoria 2%
Modello polizza fideiussoria anticipo
Modello comunicazione dati per antimafia
Dichiarazione di esclusivit&agrave;
Formato standard Rapporto intermedio e finale
Amman, 25/06/2014.
GIORDANIA - Programma di emergenza AID 10249 - Call for Proposals ONG
INIZIATIVA DI EMERGENZA PER IL SOSTEGNO DELLE CONDIZIONI DI VITA
DEI RIFUGIATI E DELLE COMUNIT&Agrave; OSPITANTI IN GIORDANIA
Di seguito si enunciano le modalit&agrave;, stabilite dall’Ambasciata d’Italia ad Amman, in accordo con
l’Unit&agrave; Tecnica Centrale (UTC) e l’Ufficio VI della DGCS, per la formulazione e presentazione delle
proposte progettuali da parte delle ONG.
Sar&agrave; cura della DGCS, per mezzo dell’Ambasciata d’Italia ad Amman e dell’Ufficio del Programma
di Emergenza, comunicare eventuali modifiche o integrazioni eventualmente sopravvenute nella
normativa vigente richiamata nel presente documento.
Si fa presente che verranno fornite istruzioni relative alla normativa in materia di tracciabilit&agrave; dei
flussi finanziari (legge 136/2010 e s.m.i).
1. CARATTERISTICHE DEL PROGRAMMA DI EMERGENZA A FAVORE DELLE POPOLAZIONI VITTIME DELLA CRISI
SIRIANA ............................................................................................................................................................. 4
2. LE CARATTERISTICHE DELLA INIZIATIVA DI EMERGENZA AID 10249 .................................................................. 6
2.1 PREMESSA.................................................................................................................................................................... 6
2.2 LINEE STRATEGICHE GENERALI PER LA ESECUZIONE DEI PROGETTI ............................................................................................. 8
2.3 SETTORI DI INTERVENTO .................................................................................................................................................. 9
2.3.1 PROMOZIONE DELLA CONDIZIONE FEMMINILE......................................................................................................... 9
2.3.2 SALUTE ........................................................................................................................................................... 9
2.3.3 PROTEZIONE DEI RIFUGIATI E SFOLLATI ................................................................................................................ 10
2.4 AREE DI INTERVENTO .................................................................................................................................................... 10
2.5 INDIRIZZI DI INTERVENTO ............................................................................................................................................... 11
2.6 COORDINAMENTO E INTERAZIONE CON ALTRI PROGRAMMI .................................................................................................. 12
2.7 MODALIT&Agrave; DI REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI ................................................................................................................ 14
3. CRITERI DI AMMISSIBILIT&Agrave;................................................................................................................................14
3.1 AMMISSIBILIT&Agrave; DELL’ORGANISMO PROPONENTE ................................................................................................................ 14
3.2 AMMISSIBILIT&Agrave; DELLE PROPOSTE PROGETTUALI .................................................................................................................. 15
4. SELEZIONE, VALUTAZIONE E APPROVAZIONE DELLE PROPOSTE PROGETTUALI ................................................15
5. DEFINIZIONE DELLE PROPOSTE PROGETTUALI ..................................................................................................17
5.1 DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE ALLA PROPOSTA DI PROGETTO ........................................................................................... 17
6. FINANZIAMENTO DEI PROGETTI .......................................................................................................................17
7. MODALIT&Agrave; DI EROGAZIONE ..............................................................................................................................20
8. RAPPORTI DI MONITORAGGIO INTERMEDIO E FINALE .....................................................................................20
9. RENDICONTAZIONE ..........................................................................................................................................22
10. PIANO FINANZIARIO E COMPENSAZIONI DELLE VOCI DI SPESA .......................................................................23
11. RESPONSABILIT&Agrave; E IMPEGNI DELLE ONG PER L’ESECUZIONE DEI PROGETTI CONCORDATI .............................23
12. ASSISTENZA TECNICA / CONSULENZA INTERNAZIONALE ................................................................................24
1. CARATTERISTICHE DEL PROGRAMMA DI EMERGENZA A FAVORE DELLE POPOLAZIONI VITTIME
La DGCS ha approvato con atto n. 34 del 6 marzo 2014 il finanziamento per la realizzazione
dell'Iniziativa a sostegno delle condizioni di vita dei rifugiati e delle comunit&agrave; ospitanti in
Giordania, AID 10249 mediante la costituzione di un fondo in loco presso l’Ambasciata d’Italia ad
Amman di Euro 1.500.000,00.
Tale iniziativa si inquadra nelle finalit&agrave; generali dell’azione della Cooperazione Italiana ed e’ in
linea con gli appelli della Comunit&agrave; internazionale. L’iniziativa si propone di intervenire nel
contesto della gravissima emergenza umanitaria causata dal conflitto in atto in Siria, fornendo
soccorso alle vittime della crisi.
Conformemente a quanto previsto nella Proposta di Finanziamento relativa all’iniziativa di
emergenza oggetto del presente documento, si riportano qui di seguito gli importi ivi previsti per
ciascun settore di intervento:
Importo previsto in €
Settore: Promozione della condizione femminile
Settore: Protezione dei rifugiati e sfollati
Si fa presente che tali importi, seppur indicativi, dovranno essere rispettati nella sostanza in fase di
implementazione dell’iniziativa. Eventuali variazioni potranno essere ammesse se debitamente
Le proposte progettuali dovranno attenersi alle indicazioni fornite nel presente documento in
termini di settori di intervento e obiettivi (obiettivo specifico e risultati previsti). Le proposte
selezionate inoltre dovranno permettere al programma all’interno del quale si inseriscono di
raggiungere il suo obiettivo specifico, ovvero: Migliorata la capacit&agrave; di risposta, sia della comunit&agrave;
siriana rifugiata sia della comunit&agrave; ospite, alle gravi conseguenze a livello socio-economico e
sanitario causate dallo sradicamento da un lato e dalla pressione sule risorse locali dall’altro.
Allo scopo si pu&ograve; fare riferimento al paragrafo 2.5 – Indirizzi di intervento e/o al quadro logico di
Logica d’intervento
 Rafforzata la resilienza
delle comunit&agrave;
giordane ospiti rispetto
alla pressione causata
dall’afflusso di rifugiati
 Migliorate le condizioni
di vita dei rifugiati
siriani in Giordania
Aumento della qualit&agrave; dei
stabilmente erogati e del
numero di fruitori degli
Diminuzione degli
interventi sanitari legati
Diminuzione di incidenza
delle malattie croniche;
rispetto ai servizi sanitari
Migliorate le condizioni
ufficiali di UN,
Autorit&agrave; Locali,
ONG locali e
socio-economiche delle
fasce piu’ vulnerabili della
Migliorata la capacit&agrave; di
risposta, sia della
comunit&agrave; siriana rifugiata
sia della comunit&agrave; ospite,
alle gravi conseguenze a
livello socio-economico e
sanitario causate dallo
sradicamento da un lato e
dalla pressione sule
risorse locali dall’altro
Aumento del 15% del
benessere socioeconomico e delle
condizioni sanitarie delle
comunit&agrave; beneficiarie
1. Ridotta l’incidenza e le
violenza di genere fra
la comunit&agrave; rifugiata
Riduzione del 15% dei
danni fisici e pscicologici
causati dalla violenza di
2. Rafforzati i servizi
sanitari a beneficio
della communit&agrave;
Aumento del 15 % del
numero degli utenti dei
Diminuzione del 10%
delle conseguenze di
patologie croniche e
relative alla salute
3. Rafforzate le capacit&agrave;
Diminuzione del 15%
dell’incidenza delle
patologie relative a cattive
condizioni di vita dal
punto di vista igienicosanitario
di resilienza dei rifugiati
alloggiati presso le
comunit&agrave; ospitanti e
degli strati pi&ugrave;
vulnerabili delle
comunit&agrave; ospitanti
1.1 Rafforzamento dei
servizi comunitari specifici
offerti nei governatorati di
Mafraq, Irbid e Amman e
ove necessario, di quelle
strutture che abbiano
dimostrato ottime capacit&agrave;
di impatto e di efficienza;
1.2 Fornitura di servizi di
assistenza alle vittime di
violenza sessuale e di
genere nei governatorati di
Irbid, Mafraq e Greater
1.3 Diffusione di
informazioni relative ai
servizi disponibili alle
vittime anche potenziali di
violenza e sui diritti
inalienabili in materia
presso le comunit&agrave; target
1.4 Formazione del
personale sanitario gi&agrave;
operante nelle aree
interessate per la gestione
di casi di vittime di
iniziali e finali,
e sulle condizioni
comunit&agrave; target
prodotti dagli enti
Il coordinamento fra tutti gli
stakeholders mantiene l’attuale
livello di efficienza e di efficacia
Il conflitto in Siria non si inasprisce
ulteriormente, tanto da minare
qualitativamente la capacit&agrave; di
risposta alla crisi dei Governi
Locali e della Comunit&agrave;
Le tensioni sociali non si
Le Autorit&agrave; e la societ&agrave; civile locali
mantengono alto il livello di
trasparenza e di impegno a favore
delle vittime della crisi
qualitativi e
erogatori dei
dal progetto per
area tematica di
intervento e per
La Comunit&agrave; Internazionale
continua a promuovere l’ownership
degli interventi e un adeguato
trasferimento di capacit&agrave; e di
Migliorato del 15%
l’apporto nutrizionale
 Personale dell’ufficio
 Personale delle ONG;
 Strutture di assistenza
presenti nelle aree di
 Esperti a supporto di
attivit&agrave; specifiche
relativamente al tema
della violenza di
 Formatori, personale
di supporto ai servizi
sociosanitari, e di
Le Autorit&agrave; locali non inaspriscono
le disposizioni attuali e
l’atteggiamento relativamente
permissivo in materia di accesso al
Le Autorit&agrave; locali continuano a
permettere alla comunit&agrave; ospitata
l’accesso ai servizi primari
La comunit&agrave; internazionale tiene
fede agli impegni presi in termini di
sostegno finanziario e operativo
nelle dimensioni e modalit&agrave;
previste dagli RRP6, e NRP
2.1 Fornitura di medicine e
di materiale sanitario agli
ambulatori presenti nei
2.2 Rafforzamento delle
strutture sanitarie inclusi
interventi infrastrutturali,
fornitura di attrezzature e
attrezzature esistenti,
affinch&eacute; possano
efficacemente affrontare le
salute materno infantile e
alla disabilit&agrave;.
3.1 Identificazione dei
bisogni specifici delle
famiglie pi&ugrave; vulnerabili in
termini di mezzi di
sussistenza ospitate
presso le comunit&agrave; locali o
facenti parte di esse;
3.2 Fornitura di servizi di
assistenza, di formazione,
educazione, informazione
e di supporto alla
creazione di mezzi di
identificate come pi&ugrave;
3.3 Capacity development
delle CSOs CBOs locali
che forniscono servizi di
3.4 Sostegno al dialogo e
all’integrazione fra le
comunit&agrave;,
Le Autorit&agrave; locali mantengono un
atteggiamento di collaborazione e
apertura nei confronti degli
interventi a sostegno delle
comunit&agrave; rifugiate a fronte del
sostegno offerto anche alle
comunit&agrave; locali afflitte dalla
pressione degli ospiti siriani
Le attivit&agrave; di emergenza saranno realizzate in gestione diretta e con il concorso di ONG ai sensi
della Legge 80/2005 che, all’art. 1, comma 15-sexies1, attribuisce al Capo Missione la facolt&agrave; di
stipulare convenzioni con Organizzazioni Non Governative (ONG) per la realizzazione degli
interventi di emergenza (art. 11 Legge 49/87), fornendo a livello locale uno strumento di maggiore
semplificazione amministrativa e gestionale dei fondi relativi alle attivit&agrave; di cooperazione
accreditati alle rappresentanze diplomatiche.
2. LE CARATTERISTICHE DELLA INIZIATIVA DI EMERGENZA AID 10249
A circa 3 anni dall'inizio del conflitto armato in Siria, le prospettive di una risoluzione rimangono
ancora estremamente incerte. Il conflitto sta provocando non solo la perdita di numerose vite
umane e la distruzione del tessuto sociale, economico e politico del Paese, ma anche una
migrazione epocale di persone, sia all'interno del Paese (sfollati) che verso i Paesi limitrofi
(rifugiatisi soprattutto in Libano, Giordania, Turchia e Iraq), dando una dimensione regionale alle
Art. 1, comma 15-sexies della Legge 80/2005: “Per la realizzazione degli interventi di emergenza di cui all’articolo 11 della legge 26
febbraio 1987, n.49, e successive modificazioni, mediante fondi accreditati alle rappresentanze diplomatiche, il capo missione pi&ugrave;
stipulare convenzioni con le organizzazioni non governative che operano localmente..”
Interi settori dell’economia hannno sub&igrave;to seri contraccolpi a livello regionale (turismo, scambi
commerciali, produzioni locali) ma quello che al momento appare l'impatto pi&ugrave; rilevante al di fuori
della Siria, &egrave; la pressione che il massiccio afflusso di profughi esercita sulle risorse naturali, sui
servizi e sulle economie locali dei Paesi ospitanti. Questa pressione, unita alla competizione che si
sta creando sul mercato del lavoro e per l'accesso ai servizi di base, rischia inoltre di creare
tensioni sociali rilevanti, minando cos&igrave; la stabilit&agrave; interna dei Paesi ospiti. Per affrontare questi
problemi di livello socio-economico &egrave; cruciale affiancare alle iniziative umanitarie, anche iniziative
a supporto delle comunit&agrave; locali, tese a rafforzare il tessuto socio-economico di accoglienza al fine
di mitigare il rischio di conflitti sociali e per mettere le stesse comunit&agrave; in grado di offrire un
ambiente di vita pi&ugrave; consono ai rifugiati. Questo approccio &egrave; in linea con il principio 8 della Good
Humaniatarian Donorship Initiative (GHDI) che afferma la necessit&agrave; di rafforzare le capacit&agrave; dei
paesi colpiti e delle comunit&agrave; locali nella prevenzione, preparazione, mitigazione e risposta alle
crisi umanitarie, con l’obiettivo di assicurare che i governi e le comunit&agrave; locali siano meglio capaci
di sostenere le proprie responsabilit&agrave; e di coordinarsi efficientemente con i partner umanitari.
Solo in Giordania si contavano, al 10/04/2014, 589.792 rifugiati registrati dall’UNHCR2, ma un
recente bollettino ufficiale dell’UNHCR3 (novembre 2013) stima che il numero totale dei rifugiati,
includendo quelli non registrati ma ugualmente in stato di estremo bisogno, si aggiri intorno agli
800.000. La dimensione della crisi umanitaria ha generato sforzi consistenti da parte delle
comunit&agrave;, delle ONG e delle istituzioni locali e internazionali. Ad oggi una significativa risposta
umanitaria alla crisi &egrave; stata organizzata attraverso lo SHARP (Syrian Humanitarian Assistance
Response Plan) e gli RRP (Regional Response Plan), i cui fabbisogni finanziari sono stati soddisfatti
solo per circa il 69% nel 2013 (2.045.550.254 USD). A questo massiccio afflusso di aiuti destinati
all’assistenza ai rifugiati, che per quanto riguarda la Giordania sembra essere consono alle
necessit&agrave;, visto il numero di Siriani effettivamente presenti, vanno aggiunti gli sforzi dei singoli
Paesi donatori, che hanno eseguito interventi coordinati e significativi anche al di fuori del quadro
previsto dagli RRP e dallo SHARP, e delle comunit&agrave; e dei governi locali, che hanno dovuto
rapidamente ridefinire le priorit&agrave; di spesa e di intervento dei loro piani di sviluppo. E’ urgente, in
questa fase, contribuire a rafforzare le capacit&agrave; delle comunit&agrave; ospitanti di sostenere lo shock
esogeno prolungato causato dal protrarsi della crisi e di continuare a sostenere i rifugiati che si
sono sistemati fuori dai campi di accoglienza, affinch&eacute; le loro condizioni di vita non peggiorino
ulteriormente e al fine di prepararli al meglio per affrontare ci&ograve; che li aspetter&agrave; al loro rientro in
Siria. &Egrave; necessario, per raggiungere questo scopo, lavorare affinch&eacute; le fasce pi&ugrave; vulnerabili della
popolazione rifugiata e locale possano contare su servizi formali e informali di assistenza e di
promozione che ne rafforzino in maniera concreta le capacit&agrave; di sostentamento e che
promuovano un ambiente adeguato per la protezione degli individui, soprattutto delle donne e dei
minori che, sebbene per ragioni diverse, subiscono in maniera maggiore ed estremamente grave le
conseguenze sociali ed economiche della migrazione forzata.
La dimensione della crisi nei Paesi ospiti, sebbene non sembri destinata ad aumentare, almeno in
Giordania, nel breve periodo (nonostante i massicci spostamenti di persone avvenuti all’inizio del
2013 abbiano avuto come conseguenza che la popolazione rifugiata a livello regionale nell’inverno
2013/2014 sia di 4 volte superiore a quella dell’inverno precedente), &egrave; comunque ancora tale da
Inter-agency Regional Response Plan for Syrian refugees in Egypt, Iraq, Jordan, Lebanon, Turkey Special RRP6 edition - 18
December 2013. Bollettino preparato da UNHCR in pieno coordinamento con i Governi locali e con i 136 attori coinvolti nella risposta
umanitaria alla crisi, che fornisce settimanalmente un quadro aggiornato della situazione.
destare grossa preoccupazione, soprattutto rispetto ai rischi sulla stabilit&agrave; interna dei singoli Paesi;
sono perci&ograve; necessarie misure immediate, ben coordinate fra donatori e implementing partner,
che si fondino su criteri chiari e specificamente formulati sulla base delle situazioni di vulnerabilit&agrave;
che si riscontrano in ciascun Paese, su priorit&agrave; opportunamente identificate e condivise dai
Governi locali, dagli enti esecutori e dai beneficiari stessi e che tengano conto delle fragilit&agrave;
specifiche dei singoli Paesi in cui si va ad intervenire.
2.2 Linee strategiche generali per la esecuzione dei progetti
Alla luce della crisi in atto in Siria, si ritiene prioritario intervenire in risposta alla grave emergenza
in corso, contribuendo all’aiuto della comunit&agrave; internazionale, anche attraverso il diretto
coinvolgimento delle ONG idonee. In conformit&agrave; con la Proposta di Finanziamento, l’iniziativa di
emergenza ha l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita dei profughi siriani in Giordania e delle
comunit&agrave; locali ospitanti nei settori socio-sanitario e socio-economico. Tale intervento si affianca
alle operazioni finanziate dal Governo italiano alle Agenzie delle Nazioni Unite che agiscono in
L’intervento proposto risponde ai principi e ai criteri operativi stabiliti nella GHDI e dalle Linee
Guida relative della DCGS in quanto si pone come obiettivo (i) di alleviare la sofferenza e
mantenere la dignit&agrave; umana successivamente al verificarsi della crisi causata dal conflitto in Siria
sui Paesi limitrofi che stanno ospitando centinaia di migliaia di rifugiati, (ii) di prevenire il
“contagio” del conflitto favorendo la stabilit&agrave; sociale e politica del paese target (Giordania) e (iii) di
rafforzare la preparazione e la capacit&agrave; di risposta per affrontare la situazione attuale e l’eventuale
futuro acuirsi della crisi (principio di riferimento 1) .
Il presente intervento include la protezione di civili e di coloro che hanno abbandonato le ostilit&agrave;
attraverso la fornitura di servizi primari (in questo caso soprattutto servizi sanitari ed altri mezzi di
assistenza), a beneficio delle popolazioni colpite e per facilitarne il ritorno alla vita normale
(principio di riferimento 3) e si propone di rafforzare le capacit&agrave; della Giordania (Paese colpito in
quanto ospite di un numero ingente di rifugiati) e delle comunit&agrave; locali nella prevenzione,
preparazione, mitigazione e risposta alla crisi umanitaria, con l’obiettivo di assicurare che essi
siano pi&ugrave; capaci di sostenere le proprie responsabilit&agrave; e di coordinarsi efficacemente con i partner
umanitari (principio di riferimento 8); l’intervento si prefigge soprattutto di realizzare attivit&agrave; che
siano funzionali alla riabilitazione ed allo sviluppo di lungo termine, assicurando l’appropriato
sostegno al ripristino e al mantenimento di adeguati mezzi di sostentamento ed alla transizione
dalle azioni umanitarie a quelle di riabilitazione e sviluppo. L’iniziativa si inserisce nel pi&ugrave; ampio
contesto della strategia di aiuto definita dalle Nazioni Unite e dalle Autorit&agrave; locali, cos&igrave; rispettando
il ruolo centrale delle Nazioni Unite (principio 10) nel coordinamento della risposta alle crisi
umanitarie e rafforzandone l’efficacia e sostenendo l’assunzione di responsabilit&agrave; da parte del
Governo giordano di salvaguardare le vittime dell’emergenza umanitaria (principio 5). Per
raggiungere il suo obiettivo l’azione incoragger&agrave; il coinvolgimento di ONG e di organizzazioni della
societ&agrave; civile. L’intervento si fonda inoltre sui principi di umanit&agrave;, neutralit&agrave;, imparzialit&agrave; e
indipendenza che costituiscono il fondamento teorico ai principi e ai criteri operativi sopra
2.3 Settori di intervento
2.3.1 Promozione della condizione femminile
Secondo l’ultima e pi&ugrave; accurata analisi condotta in loco sulla Violenza Sessuale e di Genere4
(Sexual and Gender Based Violence - SGBV) risulta evidente come la SGBV sia una delle
conseguenze pi&ugrave; diffuse del conflitto in corso in Siria sia fra le comunit&agrave; sfollate nel Paese sia fra
quelle rifugiate nei paesi limitrofi. La violenza di genere deve rappresentare quindi un tema
centrale negli interventi di assistenza umanitaria. Da un sondaggio eseguito da Care e ripreso da
UN Women5 si evince che almeno il 28 % delle famiglie che hanno lasciato la Siria lo hanno fatto
per timore di subire violenze, fra cui violenze sessuali e di genere. Inoltre molte delle donne
intervistate per la ricerca di cui alla nota 4 hanno confermato accresciuti livelli di violenza
domestica dall’arrivo in Giordania. Una valutazione partecipata dei bisogni condotta da UNHCR 6
presso le popolazioni siriane che risiedono nel nord della Giordania ha rilevato che moltissime
donne hanno subito e continuano a subire violenze e abusi fisici e psicologici per mano di partner
e addirittura di “service providers” di varie Organizzazioni Comunitarie (CBOs) che pretendono
favori in cambio di aiuti. Uno degli elementi chiave rilevati &egrave; anche che le vittime di violenza (cosi
come il resto della comunit&agrave;) fanno fatica a ricondurre gli abusi subiti in un’ottica di SGBV. Dallo
stesso assessment si evince che i rifugiati non sono a conoscenza dei servizi disponibili per
fronteggiarne le conseguenze e che comunque non sarebbero inclini a servirsene. Per queste
ragioni si ritiene cruciale lavorare affinch&eacute; i servizi relativi alla SGBV, siano rafforzati, promossi ed
erogati in una maniera che renda possibile alle vittime fruirne. Bisogna inoltre sottolineare come il
problema non riguardi solo la popolazione rifugiata: le comunit&agrave; giordane ne erano affette a
prescindere dalla crisi, la quale, per&ograve;, ha indubbiamente aggravato il problema nella misura in cui
sta esercitando una pressione rilevante sia a livello sociale sia sulle risorse disponibili per farvi
fronte. &Egrave; necessario prevedere quindi un rafforzamento delle capacit&agrave; di protezione e di risposta a
favore anche della comunit&agrave; ospitante.
2.3.2 Salute
La questione dell’erogazione dei servizi sanitari di base, continua a ricoprire una posizione cruciale
negli interventi di emergenza nel Paese. &Egrave; infatti necessario assicurare che le strutture sanitarie
esistenti siano dotate di tutti gli strumenti necessari per fare fronte alle esigenze specifiche della
popolazione rifugiata. Nel caso, per esempio, del campo profughi di Z&agrave;tari, si &egrave; rilevato che il
poliambulatorio donato dal Governo Italiano e gestito dal Royal Medical Service, non riesce a far
fronte alle richieste, sia per la mancanza di adeguate scorte di medicinali che per il cattivo
funzionamento di attrezzature fondamentali per la diagnostica, dovuto alla mancanza di fondi per
Inoltre mancano nel campo strutture chirurgiche adeguatamente attrezzate per poter eseguire
parti cesarei e per l’assistenza alla salute materno infantile. Infine le strutture di accoglienza e
aiuto per le vittime di violenza sono anch’esse deficitarie. Si ritiene perci&ograve; necessario intervenire
per sanare questa situazione e per fornire alle strutture gi&agrave; esistenti ed operanti
l’equipaggiamento necessario a garantire l’efficienza e l’efficacia del servizio.
4 Inter-Agency Assessment of Gender Based Violence and Child Protection among Syrian Refugees in Jordan, with a Focus on
Early marriage 2013, pubblicato da UN Women nel giugno 2013.
Il sondaggio &egrave; riportato nel documento citato nella nota precedente.
Si rileva inoltre che, nelle zone in cui l’afflusso di rifugiati non alloggiati presso i campi &egrave; maggiore,
la pressione sui servizi locali &egrave; tale da rendere difficoltoso, per le autorit&agrave; locali, farvi fronte, viste
le scarse risorse attualmente a disposizione. &Egrave; pertanto necessario potenziare i servizi offerti dalle
strutture sanitarie gi&agrave; presenti sul territorio nelle zone ove maggiore &egrave; la presenza di rifugiati
2.3.3 Protezione dei rifugiati e sfollati
Secondo dati UNHCR aggiornati al 10 aprile 2014 in Giordania risiedono circa 800.000 rifugiati di
cui circa 590.000 registrati. Di questi solo circa 100.000 sono alloggiati nei 4 campi profughi gi&agrave;
operativi. La stragrande maggioranza risiede invece in aree urbane e rurali. A circa tre anni
dall’inizio della crisi, i rifugiati che risiedono fuori dai campi vedono scarseggiare le risorse a loro
disposizione e sono costretti a compiere scelte sempre pi&ugrave; difficili quali trasferirsi nei campi laddove possibile - o richiedere assistenza umanitaria per fare fronte alle basilari esigenze di
protezione, o ancora, in casi purtroppo non rari, mettere in atto strategie di risposta negative che
spesso sfociano nello sfruttamento sia sessuale, sia del lavoro minorile, sia di manodopera
sottopagata. Gli individui vulnerabili sono stati stimati intorno al 60% su una popolazione di circa
800.000 persone e la maggior parte di questi individui &egrave; ospitato in comunit&agrave; locali gi&agrave; di per s&eacute;
vulnerabili. &Egrave; quindi indispensabile, nell’azione umanitaria, raggiungere questa popolazione per
fornire servizi primari di protezione, quali riabilitazione degli alloggi, couselling e attivit&agrave; di
supporto psicosociale. Laddove possibile &egrave; anche necessario fornire strumenti idonei affinch&eacute;
detti gruppi vulnerabili possano essere in grado di procurarsi autonomamente i mezzi di
sostentamento e condurre un’esistenza dignitosa. Poich&eacute; inoltre i rifugiati si sono sistemati per lo
pi&ugrave; in aree urbane gi&agrave; abitate da famiglie che versano, in alcuni casi, in condizioni di grave
vulnerabilit&agrave;, &egrave; necessario assicurare che i benefici dell’intervento coinvolgano anche la comunit&agrave;
locale, in un’ottica di promozione della pace sociale nelle aree interessate.
2.4 Aree di Intervento
Le attivit&agrave; di questo intervento si concentreranno nei governatorati di Mafraq, Irbid e nel distretto
di Amman, con possibili estensioni geografiche ad altre zone che verranno incluse solo sulla base
di credibili analisi in merito alla concentrazione dei flussi di richiedenti asilo. L’esigenza di non
limitare esclusivamente le aree di intervento alle prime tre citate &egrave; motivata dal fatto che di
recente si &egrave; riscontrato un fenomeno di altissima mobilit&agrave; dei gruppi di rifugiati, che si spostano
all’interno del Paese ospitante in cerca di condizioni di vita pi&ugrave; favorevoli.
La scelta delle zone geografiche prioritarie &egrave; motivata dal fatto che queste aree ospitano al
momento un numero molto consistente di rifugiati che insistono su un tessuto economico e
sociale gi&agrave; fragile. Nel Governatorato di Mafraq &egrave; situato il campo profughi di Z&agrave;tari, che da solo
ospita circa 100.000 persone, mentre se ne contano circa altre 120.000 alloggiate presso le
comunit&agrave; limitrofe. Nel caso di Irbid e di Amman, sono rispettivamente circa 127.000 e 140.000 le
persone rifugiate che contano sui servizi offerti dal governo locale e dalla comunit&agrave; internazionale.
Quest’azione va ad insistere quindi su un substrato di bisogno di circa 400.000 rifugiati, spesso
ospitati in contesti di vulnerabilit&agrave;.
Nelle Aree prescelte sono gi&agrave; attive ONG locali e internazionali e si vuole quindi far leva su di esse
per poterne migliorare la qualit&agrave; degli interventi, amplificare la capacit&agrave; di outreach, incrementare
i servizi offerti per includere attivit&agrave; legate alla Gender Based Violence (GBV), alla salute materno
infantile e alle sustainable livelyhoods, laddove possibile.
2.5 Indirizzi di intervento
Nel contesto generale fin qui descritto, l’Ambasciata d’Italia ad Amman, in accordo con la DGCS,
con il presente avviso indice un procedimento di selezione di proposte progettuali presentate da
ONG idonee e operanti in Giordania, per la realizzazione di iniziative di emergenza per un importo
complessivo non superiore a 400.000 Euro per ciascun progetto.
Alla luce di quanto rilevato, il presente Programma sar&agrave; diretto, come precedentemente riportato,
a tre settori principali: (i) promozione della condizione femminile, (ii) salute, (iii) protezione di
rifugiati e sfollati, settori di tradizionale esperienza della Cooperazione Italiana in Giordania e
anche di gran parte delle ONG idonee operanti nel Paese.
(i) Nell’ambito del settore della promozione della condizione femminile, la Proposta di
Finanziamento ha individuato un solo risultato atteso da raggiungere mediante quattro tipologie di
attivit&agrave;, come meglio descritte di seguito, con un importo previsto di Euro 240.000.
 Ridotta l’incidenza e le conseguenze della violenza di genere fra la comunit&agrave; rifugiata.
Tipologia attivit&agrave; 1:
1.1 Rafforzamento dei servizi comunitari specifici offerti nei governatorati di Mafraq, Irbid e
Amman di quelle strutture che abbiano dimostrato ottime capacit&agrave; di impatto e di efficienza;
1.2 Fornitura di servizi di assistenza alle vittime di violenza sessuale e di genere nei governatorati
di Irbid, Mafraq e Greater Amman e ove necessario;
1.3 Diffusione di informazioni relative ai servizi disponibili alle vittime anche potenziali di violenza
e sui diritti inalienabili in materia presso le comunit&agrave; target del Programma;
1.4 Formazione del personale sanitario gi&agrave; operante nelle aree interessate per la gestione di casi
di vittime di violenza.
(ii) Nell’ambito del settore della salute, la Proposta di Finanziamento ha individuato un solo
risultato atteso da raggiungere mediante due tipologie di attivit&agrave;, come meglio descritte di
seguito, con un importo previsto di Euro 560.000.
 Rafforzati i servizi sanitari gi&aacute; disponibili per la comunit&agrave; rifugiata.
Tipologia attivit&agrave; 2:
2.1 Fornitura di medicine e di materiale sanitario agli ambulatori presenti nei campi profughi
(Attivit&agrave; da realizzarsi in gestione diretta);
2.2 Rafforzamento delle strutture sanitarie inclusi interventi infrastrutturali, fornitura di
attrezzature e manutenzione delle attrezzature esistenti affinch&eacute; possano efficacemente
affrontare le problematiche relative alla salute materno infantile e alla disabilit&agrave;.
(iii) Nell’ambito del settore della protezione dei rifugiati e sfollati, la Proposta di Finanziamento ha
individuato un solo risultato atteso da raggiungere mediante quattro tipologie di attivit&agrave;, come
meglio descritte di seguito, con un importo previsto di Euro 540.000.
 Rafforzate le capacit&agrave; di resilienza dei rifugiati alloggiati presso le comunit&agrave; ospitanti e degli
strati pi&ugrave; vulnerabili delle comunit&agrave; ospitanti stesse.
Tipologia attivit&agrave; 3:
3.1 Identificazione dei bisogni specifici delle famiglie pi&ugrave; vulnerabili in termini di mezzi di
sussistenza ospitate presso le comunit&agrave; locali o facenti parte di esse;
3.2 Fornitura di servizi di assistenza, formazione, educazione, informazione e di supporto alla
creazione di mezzi di sussistenza alle famiglie identificate come pi&ugrave; vulnerabili;
3.3 Capacity development delle CSOs e CBOs locali che forniscono servizi di assistenza alle famiglie
3.4 Sostegno al dialogo e all’integrazione fra le comunit&agrave;.
L’iniziativa, pur prendendo avvio e in continuit&agrave; con le precedenti, si propone di compiere un
ulteriore passo verso l’autonomia dei beneficiari attraverso la messa a punto di servizi sostenibili.
La presente iniziativa &egrave; in linea con l'approccio proposto dai Governi locali - e condiviso anche
dalla comunit&agrave; internazionale - di provvedere supporto ai rifugiati sia direttamente, attraverso
azioni mirate alla loro sopravvivenza dignitosa, sia attraverso un rafforzamento e un sostegno
consistente alla stabilit&agrave; socio economica dei Paesi ospiti. Con questo intervento ci si propone
perci&ograve; (i) di affiancarsi ad iniziative gi&aacute; in essere proposte e promosse dall’ RRP6, (ii) di fare leva su
quanto fatto dalla Cooperazione Italiana nel recente passato per far fronte alla crisi, per sostenere
la funzionalit&agrave; e i risultati dei precedenti interventi, (iii) di fare leva sul posizionamento e sulle
expertise delle ONG partner presenti in loco per ottimizzare la capacit&agrave; di impatto dell'iniziativa e
(iv) di insistere su quei gap rilevati in termini di servizi e di assistenza, con un approccio
comprensivo e sostenibile, che offra agli strati pi&uacute; vulnerabili della popolazione l'opportunit&agrave; di
uscire dalla fase di crisi acuta e di gettare le basi per un futuro dignitoso.
Considerata l’entit&agrave; limitata delle risorse a disposizione, si intende evitare un’eccessiva
parcellizzazione e dispersione dei fondi, in favore di un approccio atto a facilitare la
complementariet&agrave; e l’integrazione tra le iniziative finanziate sul territorio.
2.6 Coordinamento e interazione con altri programmi
L'intervento proposto s’inserisce nel quadro pi&uacute; ampio di risposta alla crisi disegnato dalla
Comunit&agrave; dei donatori e dei governi locali dei Paesi limitrofi alla Siria, attraverso il Working
Document - Towards a Comprehensive Regional Strategy UN 10-13 7 che propone un approccio
regionale e comprensivo che:
- insista su tre gruppi di beneficiari: (i) i rifugiati, (ii) le popolazioni locali dei Paesi ospiti, (iii) e i
governi dei Paesi ospiti;
- descriva in maniera trasparente la magnitudo dei problemi che ogni gruppo target deve
- ne misuri in maniera realistica la vulnerabilit&agrave; e i bisogni;
- e quantifichi chiaramente le necessit&agrave; di assistenza per ciascun gruppo.
Il presente intervento si configura quindi come ponte fra l’assistenza umanitaria per s&eacute; ed il
rafforzamento della resilienza dei beneficiari tutti, in modo anche da dare continuit&agrave; ai processi di
sviluppo gi&agrave; in essere prima della crisi nei Paesi ospiti e per fornire alle popolazioni rifugiate gli
Si tratta di un documento preparato dalle Nazioni Unite (qui citato nella sua versione soggetta a revisione) per essere sottoposto
alla Conferenza dei Donatori e dei Direttori dei rispettivi dipartimenti di Aiuto Umanitario ed Emergenza del 4/12/2013 che si propone
come documento strategico congiunto da adottare per contestualizzare i futuri interventi di emergenza e di sviluppo finanziati
nell’ambito delle azioni poste in essere per far fronte alla crisi siriana.
strumenti per affrontare l'immediato futuro e, in maniera pi&ugrave; efficacie le sfide che si
presenteranno al loro rientro in Siria.
Questo intervento si inserisce nell'ambito delle priorit&agrave; stabilite dal National Resilience Plan 2013 Jordan8 (UNDP9/MOPIC10), documento che definisce i fabbisogni e le priorit&agrave; in termini di
assistenza economica, finanziaria, e di supporto alla erogazione dei servizi stabiliti dal governo
giordano in partnership con la comunit&agrave; internazionale, del Regional Response Plan 6 2013 - per la
parte relativa alla Giordania, che stabilisce le priorit&agrave; di intervento per la popolazione rifugiata in
Giordania, sia quella ospitata nei campi allestiti da UNHCR/MOPIC sia quella stabilitasi al di fuori di
In Giordania &egrave; in avvio un programma, finanziato dalla DCGS sul canale ordinario, di sostegno alle
Municipalit&agrave; di Irbid e Mafraq (maggiormente interessate dalla crisi) che ha lo scopo di rafforzare
le capacit&agrave; delle autorit&agrave; locali nella erogazione di servizi di base quali: raccolta e gestione dei
rifiuti, educazione e salute primaria. L’iniziativa qui proposta – che insister&agrave; prevalentemente sulla
stessa area geografica interessata da tale programma, intende esserne complementare nella
misura in cui andr&agrave;, fra l’altro, a supportare gli individui pi&ugrave; vulnerabili, favorendone la capacit&agrave; di
fruire di servizi di base rafforzati e messi a disposizione delle autorit&agrave; locali e lavorer&agrave; in
coordinamento con esse per meglio orientare tali servizi alle esigenze dei pi&ugrave; vulnerabili. Inoltre
con questo programma si intende continuare a sostenere il Poliambulatorio da campo di Z&agrave;atari
(donato dal Governo italiano a quello giordano) struttura che, a seguito della chiusura
dell’adiacente Ospedale Militare francese, si trova a dover servire un numero sempre crescente di
Tutte le attivit&agrave; proposte per questa iniziativa dovranno essere coerenti con i bisogni espressi dai
beneficiari, dovranno far leva su strutture e iniziative gi&aacute; esistenti a livello locale in modo da
rafforzarne le capacit&agrave; di impatto e dovranno essere coerenti con le indicazioni dei Ministeri locali
competenti in materia, secondo le attivit&agrave;. Questa specifica iniziativa mira a rafforzare e
consolidare l'assistenza gi&agrave; fornita nell'ambito diiniziative precedenti e a gettare le basi, attraverso
iniziative pilota, per un programma di intervento futuro che raggiunga un numero maggiore di
Attraverso incontri bilaterali e multilaterali con gli stakeholdes rilevanti nella gestione della crisi
(UNHCR, UNWomen, IOM, MOPIC) si &egrave; raggiunto un accordo sulle aree tematiche che necessitano
di maggiore attenzione da parte dei donatori (need gaps) e la presente iniziativa insister&agrave; su quelle
aree di intervento sulle quali si potr&agrave; offrire un valore aggiunto significativo in termini di
posizionamento, expertise e buone pratiche consolidate. Il programma si concentrer&agrave; quindi (i) sui
temi della salute, con particolare attenzione ai servizi di assistenza sanitaria alle donne, (ii) sul
sostegno ai mezzi di sussistenza, specialmente alle famiglie guidate da donne sole, e (iii) sul
rafforzamento delle capacit&agrave; della societ&agrave; civile a fornire servizi qualitativamente significativi alle
fasce pi&ugrave; vulnerabili della popolazione.
Il National Resilience Plan (NRP) &egrave; un documento programmatico preparato da un gruppo di lavoro comprensivo che riunisce il
Ministero per il Piano e la Cooperazione Internazionale giordano, lo United Nations Development Programme, i Ministeri locali
competenti per materia, i maggiori donatori e le ONG internazionali e nazionali, che identifica le aree primarie di intervento e le
azioni necessarie affinch&eacute; il Paese sia in grado di fare concretamente fronte alla pressione esercitata sui servizi e sull’economia
locale dal numero ingente di rifugiati che si sono riversati nel Paese in seguito al conflitto in Siria.
Ministry of Planning and International Cooperation – ovvero il Ministero giordano preposto al coordinamento e alla gestione delle
azioni relative alla crisi siriana
2.7 Modalit&agrave; di realizzazione degli interventi
La gestione dell'intervento sar&agrave; curata dall'Ufficio Programma di Emergenza dell'Ambasciata di
Italia ad Amman, in coordinamento con gli uffici preposti della DCGS e con l'UTL di Beirut. La
gestione sar&agrave; conforme alle procedure correnti in materia di esecuzione di interventi finanziati con
fondi per l'emergenza e coerente con i principi e le buone pratiche relative agli interventi in
materia. Il programma si avvarr&agrave; inoltre della collaborazione delle ONG idonee in Giordania ai
sensi della Legge 80/2005 che, all’art. 1, comma 15-sexies, che attribuisce al Capo Missione la
facolt&agrave; di stipulare convenzioni con Organizzazioni Non Governative (ONG) per la realizzazione
degli interventi di emergenza (art. 11 Legge 49/87), fornendo a livello locale uno strumento di
maggiore semplificazione amministrativa e gestionale dei fondi relativi alle attivit&agrave; di cooperazione
&Egrave; previsto che una parte del programma sia eseguita in gestione diretta nell'ambito delle attivit&agrave; di
cui al risultato 2 attivit&agrave; 2.1, per un importo massimo di 140.000 Euro, relativo alle forniture di
medicinali e di materiale sanitario a favore del poliambulatorio da campo giordano-italiano
allestito all'interno del campo profughi siriani di Z&agrave;atari, mentre i fondi residui previsti per il
settore sanitario (ovvero Euro 420.000) potranno essere utilizzati nell'ambito dei progetti affidati
alle ONG risultate idonee. La gestione diretta riguarder&agrave; anche le attivit&agrave; di monitoraggio e
valutazione dell'azione.
Tutte le attivit&agrave; sono state identificate e saranno eseguite in pieno coordinamento con il sistema
delle Nazioni Unite in Giordania e con le autorit&agrave; locali competenti.
Prima dell'avvio delle attivit&agrave;, l'ufficio programma di emergenza di Amman formuler&agrave; un Piano
Operativo Generale (POG) da sottoporre alla revisione ed all’approvazione della UTC. Sar&agrave; quindi
cura di detto Ufficio tenere il POG aggiornato e richiedere l’approvazione di eventuali modifiche
laddove ritenute necessarie e sufficientemente giustificate. L'ufficio Programma avr&agrave; quindi cura
di eseguire costanti e accurate attivit&agrave; di monitoraggio e di fornire il supporto tecnico necessario
alle ONG sia nella fase di definizione sia nella fase di esecuzione dei progetti affidatigli.
Si fa presente che il contributo totale della DGCS, per tutti gli interventi previsti la cui esecuzione
pu&ograve; essere affidata ad ONG idonee, sar&agrave; di Euro 1.200.000.
3. CRITERI DI AMMISSIBILIT&Agrave;
Le ONG che vorranno concorrere allo svolgimento del programma in oggetto dovranno rispettare i
criteri di ammissibilit&agrave; qui di seguito riportati, che riguardano sia l’Organismo proponente e i
contenuti della proposta progettuale presentata dalle ONG.
3.1 Ammissibilit&agrave; dell’organismo proponente
Possono presentare Proposte Progettuali per la presente Call for Proposals le ONG11 che alla data
di pubblicazione del presente documento:
E’ possibile presentare progetti congiunti in associazione temporanea con altre ONG idonee che operino localmente. Ogni ONG
facente parte dell’eventuale associazione temporanea dovr&agrave; essere in possesso di tutti i requisiti di ammissibilit&agrave; elencati al
Le ONG possono presentare una sola proposta progettuale, massimo due nel caso che presentino anche una proposta di progetto
in associazione temporanea con altra ONG idonea.
- siano idonee ai sensi della Legge 49/87;
- siano in grado di operare nel territorio giordano sulla base della normativa locale, ovvero
che siano regolarmente registrate presso le autorit&agrave; locali competenti;
- abbiano maturato esperienza ed eseguito progetti nel territorio di intervento.
3.2 Ammissibilit&agrave; delle proposte progettuali
Saranno ammesse alla presente procedura di selezione soltanto le Proposte Progettuali che
abbiano i seguenti requisiti:
- durata massima delle attivit&agrave; di progetto: 9 (nove) mesi12;
- esplicita approvazione/gradimento (per iscritto) da parte delle Autorit&agrave; locali competenti
ed inquadramento del progetto nell'ambito delle priorit&agrave; stabilite dai tavoli di
concertazione locale;
- contributo massimo richiesto: 400.000 (quattrocentomila/00) Euro;
- conformit&agrave; a quanto indicato nel presente documento con riferimento alle finalit&agrave;,
all’obiettivo, ai settori, alle componenti trasversali, ai risultati attesi, alle attivit&agrave; ed
all’identificazione dei beneficiari.
4. SELEZIONE, VALUTAZIONE E APPROVAZIONE DELLE PROPOSTE PROGETTUALI
L’Ambasciata d’Italia ad Amman, in accordo e coordinamento con l’Ufficio del Programma di
Emergenza e coadiuvata da esperti eventualmente inviati in missione dalla DGCS, &egrave; responsabile
delle procedure di selezione, valutazione e approvazione delle proposte progettuali.
Le proposte progettuali (redatte secondo il modello di cui all’Allegato C e complete della
documentazione indicata al paragrafo successivo) dovranno essere presentate dagli organismi
proponenti a pena di esclusione, entro e non oltre le ore 15.00 (ora giordana) del 17/07/2014.
La documentazione potr&agrave; essere consegnata esclusivamente secondo una delle seguenti modalit&agrave;:
 consegna a mano in formato cartaceo e supporto informatico (CD-ROM con file PDF), dalla
domenica al gioved&igrave; dalle ore 9:00 alle ore 16:30 al seguente indirizzo:
In tal caso, far&agrave; fede esclusivamente, ai fini del rispetto del termine, la data e l’ora
dell’attestazione di ricezione dell’Ufficio di Cooperazione, controfirmata dalla persona
incaricata di effettuare la consegna;
Il termine per la durata delle attivit&agrave; di progetto &egrave; stato stabilito anche tenendo conto che, ai sensi dell’Ordine di Servizio n. 11 del
13 giugno 1996 e dalla Delibera n. 50 del 6 giugno 1996 per l’adozione delle “Disposizioni di attuazione in materia di interventi di
emergenza”, la durata del Programma di emergenza [nel suo complesso] non pu&ograve; comunque superare i 12 mesi dall’inizio delle
attivit&agrave; operative [sancito dalla data di approvazione del Piano Operativo Generale – POG – dell’Iniziativa di emergenza].
 invio tramite PEC (posta elettronica certificata) all’indirizzo: [email&#160;protected]
In tal caso, far&agrave; fede la data e l’ora di ricezione della casella di PEC dell’Ambasciata.
N.B.: Ogni richiesta di chiarimento potr&agrave; essere rivolta al seguente indirizzo di posta elettronica
[email&#160;protected] e le risposte di interesse generale verranno pubblicate sul sito dell’Ambasciata
d’Italia ad Amman.
Entro 8 giorni lavorativi dal termine di presentazione delle proposte progettuali, verr&agrave; nominata in
loco una Commissione di valutazione.
Le proposte che abbiano superato la fase di verifica dei requisiti di partecipazione, saranno
valutate e classificate dalla Commissione, eventualmente anche attraverso delle verifiche sul
campo, secondo aree di priorit&agrave;, attribuendo a ciascuna un punteggio complessivo derivato dalla
somma dei punteggi assegnati a ciascuno dei parametri di valutazione (vedi ALLEGATO A). La
Commissione provveder&agrave; a valutare e classificare le proposte giudicate idonee (ossia che abbiano
superato la soglia minima di punteggio 60 su 100) entro 10 giorni lavorativi dalla data del decreto
di nomina. Tali risultati verranno comunicati a tutte le ONG entro 5 giorni lavorativi dalla decisione
Eventuali raccomandazioni della Commissione relative alle proposte ritenute ammissibili dovranno
essere integrate dalle ONG entro 7 giorni lavorativi dalla comunicazione.
Il processo di revisione delle proposte progettuali verr&agrave; supportato attraverso l’assistenza tecnica
fornita dall’Ufficio del Programma di emergenza di Amman e dagli eventuali esperti della DGCS
inviati in missione, in modo che il complesso degli interventi rappresenti un insieme integrato e
armonico, incrementando i risultati e l’impatto del Programma.
A seguito dell’eventuale revisione, la Commissione effettuer&agrave; quindi la valutazione definitiva delle
proposte progettuali completate, entro 5 giorni lavorativi dalla loro presentazione finale, alla luce
dei parametri di cui all’allegato A, attribuendo a ciascuna un punteggio, sulla base di criteri
preventivamente comunicati e, di conseguenza, approvando le proposte giudicate idonee (ossia
che abbiano superato la soglia minima di punteggio predeterminata), nonch&eacute; stilando una
graduatoria delle stesse proposte. La comunicazione a tutte le ONG degli esiti della valutazione
dovr&agrave; avvenire entro 2 giorni lavorativi dall’approvazione delle proposte definitive.
Nella valutazione del progetto sar&agrave; dato particolare rilievo alla capacit&agrave; dell’ONG di mettere in atto
economie di scala con risorse provenienti da altre fonti, tali da mantenere i costi di gestione ed
amministrativi (somma delle macrovoci A, C ed E del Piano finanziario - Allegato D) entro il 25%.
Le proposte, una volta approvate in via definitiva dalla Commissione, saranno finanziate secondo
l’ordine di graduatoria, seguendo le procedure in vigore e nell’ambito dei fondi disponibili.
L’Ambasciata, coadiuvata dall’Ufficio del Programma di emergenza e dagli eventuali esperti della
DGCS inviati in missione sul Programma, proceder&agrave; quindi ad espletare le procedure necessarie
per il loro immediato avvio.
L’elenco dei progetti selezionati dovr&agrave; essere pubblicato, entro 30 giorni dall’approvazione
definitiva dei progetti, sul Portale della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri
(www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it, nella sezione “Avvisi e bandi”, e sul sito dell’Ambasciata
d’Italia ad Amman). L’elenco dovr&agrave; indicare per ciascun progetto: l’ONG, il titolo, il settore
d’intervento e l’ammontare finanziato.
5. DEFINIZIONE DELLE PROPOSTE PROGETTUALI
5.1 Documentazione da allegare alla proposta di progetto
Il documento di progetto, pur sinteticamente, dovr&agrave; fornire tutte le informazioni necessarie a
consentire una sua corretta valutazione. Dovr&agrave; pertanto comprendere:
- La Proposta di Progetto formulata utilizzando l’apposito formato standard (ALLEGATO C);
- Il Piano Finanziario formulato secondo l’apposito formato standard (ALLEGATO D);
- Termini di Riferimento per il personale di gestione del progetto13;
- Estremi del certificato di idoneit&agrave; MAE ai sensi della legge 49/87;
- Copia dell’autorizzazione o altro documento che attesti che l’ONG pu&ograve; operare nel Paese in
base alla normativa locale;
- Documentazione attestante l’approvazione/gradimento del progetto da parte delle autorit&agrave;
- Documentazione relativa alla pregressa esperienza e/o progetti relativi al Paese e/o nelle
localit&agrave; d’intervento del Programma;
- Documentazione attestante l’impegno al finanziamento del progetto da parte di eventuali
soggetti cofinanziatori;
- MoU con eventuali partner locali;
- In caso di progetto congiunto presentato da due o pi&ugrave; ONG idonee: Accordo istitutivo di
Associazione Temporanea, ovvero Lettera d’impegno, a firma dei rappresentanti legali
delle ONG che presentano il progetto congiunto, a costituire l’Associazione Temporanea
prima della stipula del Disciplinare d’incarico.
La procedura di finanziamento viene avviata attraverso due momenti successivi:
a) firma della Lettera d’incarico (ALLEGATO E);
b) stipula del Disciplinare d’incarico (ALLEGATO H).
a) La Lettera d’Incarico &egrave; un documento unilaterale dell’Ambasciata, con cui si incarica l’ONG
ad eseguire il progetto e che &egrave; firmata per accettazione dalla ONG stessa. La Lettera
d’Incarico consente alla ONG di istruire il procedimento per l’acquisizione delle necessarie
fideiussioni, ma non sancisce in alcun modo l’inizio delle attivit&agrave; o l’eleggibilit&agrave; 14 delle
spese che potranno decorrere solo dalla firma del Disciplinare d’incarico.
I ToR dovranno essere strettamente pertinenti al Progetto e contenere una derubricazione puntuale ed esaustiva delle mansioni
previste per la figura professionale per la gestione del progetto (espatriata o locale) in questione. I TdR non sono richiesti per le
figure professionali con mansioni meramente esecutive, quali, ad esempio, il personale di segreteria. Inoltre Inoltre
dovranno contenere indicazioni concernenti: il titolo di studio richiesto e gli anni trascorsi dal rilascio delle stesso; eventuali altri titoli
di specializzazione; grado di conoscenza della/e lingue straniere; grado di esperienza lavorativa nel settore di competenza
professionale; documentate esperienze in interventi di cooperazione, in particolare interventi di emergenza in Paesi in via di sviluppo
o in altri Paesi potenzialmente beneficiari di tali interventi.
I costi relativi al rilascio delle polizze fideiussorie saranno riconosciuti anche se antecedenti alla stipula del Disciplinare.
Solo dopo la firma della lettera di incarico, la ONG potr&agrave; predisporre tutta la documentazione
accessoria, da inviare all’Uff. VI della DGCS, comprendente:
polizze fideiussorie (ALLEGATI F1 e F2) previste dell’art. 3 del Disciplinare d’incarico15 entro
60 giorni dalla firma della Lettera d’incarico. Nel caso in cui le polizze fideiussorie non
venissero presentate entro il termine suddetto, la Lettera d’incarico decadr&agrave;
retroattivamente;
nel caso di Lettere d’incarico di importo superiore a 150.000 euro: documentazione
necessaria al rilascio della Certificazione antimafia prevista dall’art. 4 del Disciplinare
d’incarico 16.
Le polizze fideiussorie devono pervenire all'Ufficio VI della DGCS in originale ed essere prodotte secondo i modelli allegati e
rilasciate da Istituti autorizzati, ovvero iscritti negli appositi elenchi tenuti dalla Banca d’Italia (per le banche e gli intermediari
finanziari) e dell’IVASS (ex ISVAP, per gli enti assicurativi). In particolare, gli intermediari finanziari devono essere scelti tra quelli
iscritti nell'albo di cui all'art. 106 del Decreto legislativo 1&deg; settembre 1993, n. 385, che svolgono in via esclusiva o prevalente attivit&agrave;
di rilascio di garanzie e che sono sottoposti a revisione contabile da parte di una societ&agrave; di revisione iscritta nell'albo previsto dall'art.
161 del Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (nelle more dell’attuazione della suddetta disposizione rimane in vigore per gli
intermediari finanziari l’elenco speciale tenuto dalla Banca d’Italia ex art. 107 del T.U. in materia bancaria e creditizia).
L’Ufficio VI dar&agrave; comunicazione all’Ambasciata d’Italia ad Amman dell’avvenuta presentazione delle fideiussioni con Messaggio,
inoltrando copia delle stesse. Le fideiussioni non conformi verranno restituite alla ONG per la regolarizzazione.
Le modalit&agrave; per lo svincolo delle polizze fideiussorie sono le seguenti:
- l’Ambasciata d’Italia ad Amman, su richiesta della ONG, con messaggio indirizzato all’Ufficio VI della DGCS, attesta il buon esito
della verifica del rapporto contenente lo stato finale del progetto, la buona esecuzione dello stesso e la regolarit&agrave; amministrativocontabile del corrispondente rendiconto della ONG, nonch&eacute; l’avvenuto pagamento della tranche finale;
- l’Ufficio VI DGCS con Nota indirizzata alla ONG interessata e, per conoscenza, all’Istituto che ha emesso la polizza restituisce gli
originali delle polizze autorizzandone lo svincolo. La Nota viene anticipata via fax sia all’ONG che all’Istituto.
La procedura per gli adempimenti relativi alla certificazione antimafia &egrave; la seguente:
- l’ONG invia all’Ufficio VI il modello di cui all’ALLEGATO G1, debitamente compilato, allegando altres&igrave; fotocopia del documento di
riconoscimento del legale rappresentante della ONG;
- l’Ufficio VI inoltra la richiesta alla Prefettura competente, avvisando contestualmente la Sede con messaggio;
- l’Ufficio VI informa la Rappresentanza diplomatica dell’inoltro e, successivamente, della risposta della Prefettura con un messaggio.
Ai sensi del combinato disposto degli artt. 83, comma 3, lett. e) e 91, comma 1, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i.:
- per i contratti di opere e lavori pubblici il cui importo superi i 150.000 euro e fino a 5.000.000 euro e per i contratti di beni e servizi il
cui importo superi i 150.000 euro e fino a 207.000 euro, &egrave; necessario acquisire le comunicazioni antimafia (di cui all’art. 84,
comma 2, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i.) dalla Prefettura competente;
- per i contratti di beni e servizi il cui importo sia pari o superiore ai 207.000 euro &egrave; necessario acquisire le informazioni antimafia
(art. 84, comma 3, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i.) dalla Prefettura competente.
Ai sensi dell’art. 88, comma 4, del D.Lgs 15972011 e s.m.i., il Prefetto rilascia la comunicazione antimafia entro quarantacinque
Ai sensi dell’art. 89, comma 1, del D.Lgs 15972011 e s.m.i., fuori dai casi in cui &egrave; richiesta l’informazione antimafia, i contratti
dichiarati urgenti sono stipulati previa acquisizione di apposita dichiarazione, ex art. 38 del D.P.R. 445/2000, con la quale
l’interessato attesti che nei proprio confronti non sussistono le cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’art. 67 del
D.Lgs 159/2011 e s.m.i..
La comunicazione antimafia ha una validit&agrave; di sei mesi dalla data dell’acquisizione (art. 86, comma 1, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i.).
Ai sensi dell’art. 92, comma 3, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i., decorso il termine di quarantacinque giorni dalla ricezione della richiesta,
ovvero, nei casi d'urgenza, decorso il termine di quindici giorni dalla ricezione della richiesta, le amministrazioni procedono anche in
assenza dell’informazione antimafia. In tale caso, i contributi, i finanziamenti, le agevolazioni e le altre erogazioni di cui al comma 1
sono corrisposti sotto condizione risolutiva e le amministrazioni revocano le autorizzazioni e le concessioni o recedono dai contratti,
E la documentazione da inviare all’Ambasciata:
CV17 e dichiarazione d’esclusivit&agrave; del personale per la gestione del progetto (ALLEGATO I);
numero del conto corrente esclusivamente dedicato al progetto in loco o in Italia. Nel caso
di apertura di un conto corrente dedicato in Italia, si sottolinea che il trasferimento dei
fondi dovr&agrave; avvenire comunque verso un conto corrente in loco appositamente dedicato al
progetto, al fine di permettere la corretta tracciabilit&agrave; dei trasferimenti. In nessun modo sono
permessi giroconti su conti terzi;
delega di firma ed autorizzazione ad operare il conto corrente bancario del progetto in loco
a favore del Capo Progetto.
b) Il Disciplinare d’Incarico &egrave; un accordo formale tra Ambasciata e ONG che regolamenta le
modalit&agrave; di esecuzione del progetto, dei pagamenti, della reportistica ed altre condizioni e la cui
sottoscrizione rappresenta l’inizio formale delle attivit&agrave; e, di conseguenza, l’eleggibilit&agrave; delle spese
e la durata del progetto.
Il Disciplinare potr&agrave; essere sottoscritto soltanto successivamente all’invio alla Sede da parte
dell’Ufficio VI del Messaggio che attesti l’avvenuta presentazione delle polizze fideiussorie e il
rispetto degli adempimenti in materia di documentazione anti-mafia.
Il Disciplinare contiene indicazioni inerenti il numero delle tranche, attraverso le quali saranno
erogati i finanziamenti. L’erogazione dei fondi avverr&agrave; tramite trasferimento bancario presso il c/c
(Intestato specificamente al Progetto) della ONG esecutrice (o, nel caso di Associazione
temporanea, della ONG capofila).
Il Disciplinare fornisce inoltre indicazioni specifiche in ordine a:
- modalit&agrave; di erogazione;
- rapporti e rendicontazione.
Nel caso in cui un soggetto diverso dal rappresentante legale della ONG venga incaricato del
compimento di uno (es. firma del disciplinare d’incarico) o pi&ugrave; atti in nome e per conto della ONG,
tale soggetto dovr&agrave; dimostrare di essere munito degli appositi poteri, conformemente alla
normativa italiana vigente in materia, e a quanto disposto nello statuto o altra eventuale disciplina
interna della ONG stessa.
fatto salvo il pagamento del valore delle opere gi&agrave; eseguite e il rimborso delle spese sostenute per l'esecuzione del rimanente, nei
limiti delle utilit&agrave; conseguite.
La informazione antimafia ha una validit&agrave; di dodici mesi dalla data dell’acquisizione, salvo che non ricorrano modificazioni
dell’assetto societario o gestionale dell’impresa (art. 86, comma 2, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i.).
Ai sensi dell’art. 86, comma 3, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i. i legali rappresentanti degli organismi societari, nel termine di trenta giorni
dall’intervenuta modificazione dell’assetto societario e gestionale dell’impresa, hanno l’obbligo di trasmettere al Prefetto, che ha
rilasciato l’informazione antimafia, copia degli atti dai quali risulta l’intervenuta modificazione relativamente ai soggetti destinatari di
verifiche antimafia di cui all’art. 85 del D.Lgs 159/2011 e s.m.i..
La violazione dell'obbligo di cui al comma 3 &egrave; punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 20.000 euro a 60.000 euro (art.
86, comma 4, del D.Lgs 159/2011 e s.m.i.).
La consegna del CV &egrave; necessaria al fine di verificare la corrispondenza delle qualifiche ed esperienze professionali del personale
per la gstione del progetto (espatriato o locale) con le indicazioni menzionate nei Termini di Riferimento.
7. MODALIT&Agrave; DI EROGAZIONE18
I pagamenti dovuti alla ONG verranno effettuati dall’Ambasciata tramite trasferimento bancario
sul conto corrente indicato dalla ONG.
1. Una prima rata pari al 50% del totale, entro 8 giorni lavorativi dalla firma del Disciplinare
purch&eacute; la ONG comprovi l’avvenuta presentazione delle prescritte fideiussioni, nonch&eacute;
dall’Ambasciata/Ufficio del Programma di emergenza di Amman.
2. Una seconda rata pari al 40% del totale, da erogarsi entro 8 giorni lavorativi dalla data in
cui l’Ambasciata, verificato il rapporto contenente lo stato di avanzamento del progetto,
attesta la regolarit&agrave; amministrativo-contabile del rendiconto intermedio recante
l’ammontare dei costi effettivamente sostenuti dalla ONG in ordine al progetto stesso,
costi che devono essere pari ad almeno l’80% dell’anticipo del finanziamento di cui al
punto 1; l’Ambasciata si impegna ad effettuare le verifiche in questione nel termine di 10
giorni lavorativi dalla ricezione della documentazione predisposta dalla ONG. Detto
termine deve intendersi sospeso nel caso in cui la documentazione fornitura risulti
irregolare o incompleta e ricomincia a decorrere dalla data di regolarizzazione.
3. Una terza rata pari al 10% del totale, da erogarsi entro 8 giorni lavorativi dalla data in cui
l’Ambasciata attesta la regolarit&agrave; amministrativo-contabile del corrispondente rendiconto
recante l’ammontare dei costi complessivi effettivamente sostenuti dalla ONG per la
realizzazione del progetto, dopo aver verificato il rapporto contenente lo stato finale del
progetto, la buona esecuzione, l’attestazione di avvenuto collaudo o regolare esecuzione.
In tale occasione si specifica altres&igrave; che la ONG dovr&agrave; consegnare un verbale attestante la
donazione dei beni mobili presi in carico e dei beni immobili eventualmente ripristinati
durante la realizzazione dell’iniziativa ai beneficiari individuati nella scheda di progetto.
L’Ambasciata si impegna ad effettuare le verifiche in questione nel termine di 30 giorni
lavorativi dalla ricezione della documentazione predisposta dalla ONG. Detto termine deve
intendersi sospeso nel caso in cui la documentazione fornita risulti irregolare o incompleta
e ricomincia a decorrere dalla data di regolarizzazione.
La polizza fideiussoria a garanzia dell’anticipo non sar&agrave; richiesta nel caso in cui la ONG rinunci
espressamente all’anticipo. In tal caso l’Ambasciata e la ONG sottoscriveranno un apposito atto
integrativo da allegare al Disciplinare d’Incarico, nel quale verranno descritte nel dettaglio le
modalit&agrave; dei pagamenti che avverranno a stati di avanzamento, dietro rendicontazione delle
attivit&agrave;. In tale ipotesi il Disciplinare e il relativo atto integrativo potranno essere sottoscritti
soltanto successivamente all’invio del Messaggio dell’Ufficio VI che attesti l’avvenuta
presentazione della polizza fideiussoria del 2% e il rispetto degli adempimenti in materia di
N.B.: non sono ammesse varianti onerose al progetto
8. RAPPORTI DI MONITORAGGIO INTERMEDIO E FINALE
Art. 5 del Disciplinare d’incarico.
La predisposizione di rapporti periodici puntuali ed accurati &egrave; fondamentale per garantire che i
fondi messi a disposizione dalla Cooperazione Italiana (CI) siano spesi in maniera efficace,
efficiente e trasparente. Inoltre, l’acquisizione di rapporti oggettivi, che evidenzino i punti di forza
e di debolezza dell’azione, &egrave; di basilare importanza per apprendere dall’esperienza e migliorare le
programmazioni future in ambito umanitario.
Per valutare l’operato dell’ONG, il personale della Cooperazione Italiana realizzer&agrave; visite di
monitoraggio e di valutazione in loco al fine di predisporre rapporti interni all’organizzazione. Il
monitoraggio e la valutazione della CI verranno condotti in uno spirito di collaborazione con l’ONG
prevedendo, ove possibile, anche la consultazione dei beneficiari.
Cos&igrave; come stabilito dall’art. 7 del disciplinare, l’ONG dovr&agrave;`presentare all’Ambasciata, tramite
l’Ufficio del Programma di emergenza, un rapporto intermedio contenente lo stato di
avanzamento del progetto ed un rapporto finale, corredati dal rendiconto finanziario recante
l’ammontare delle spese sostenute per il Progetto.
I rapporti dovranno essere redatti in lingua italiana utilizzando il Formato Standard (ALLEGATO L).
I rapporti dovranno consentire un chiaro raffronto tra i progressi realizzati rispetto ai risultati
attesi dal progetto approvato, descrivendo in maniera accurata in che modo le attivit&agrave;
preliminarmente previste vengono effettivamente sviluppate sul campo.
Attivit&agrave;: Relativamente alle attivit&agrave;, la descrizione dovr&agrave; fare riferimento alle tipologia e
quantit&agrave; delle attivit&agrave; effettivamente svolte – misurate con appositi indicatori di
realizzazione – specificando luoghi di esecuzione, partner coinvolti, cronologia, numero e
tipologia dei beneficiari coinvolti, nonch&eacute; eventuali ritardi e attivit&agrave; cancellate, aggiuntive o
svolte diversamente da quanto previsto.
Risultati: &Egrave; inoltre fondamentale puntualizzare quali risultati siano stati effettivamente
raggiunti, misurandoli adeguatamente con specifici indicatori, in sia in fase di esecuzione –
ove possibile – sia a chiusura del progetto. Gli indicatori di prodotto, di risultato e di
impatto sono estremamente utili per consentire una valutazione oggettiva dell’effettivo
raggiungimento dei risultati, permettendo una misurazione concreta delle capacit&agrave; di
risposta del progetto rispetto ai problemi identificati ed ai bisogni della popolazione
beneficiaria. &Egrave; essenziale, quindi, che gi&agrave; nella proposta progettuale tali bisogni vengano
opportunamente definiti attraverso indicatori di contesto (base line) che diano
un’immagine chiara delle problematiche su cui si intende operare.
Il focus sugli impatti consente una gestione orientata ai risultati, prevista anche nell’ambito
dell’efficacia degli aiuti. Ci&ograve; significa che, soprattutto a chiusura del progetto, sar&agrave;
fondamentale verificare non solo “cosa” si &egrave; realizzato, ma soprattutto quali “benefici”
l’azione abbia prodotto sulla popolazione target.
Il rapporto intermedio dovr&agrave; rispettare i criteri stabiliti dall’Ambasciata/UTL - Programma di
Emergenza. Il rapporto, contenente lo stato di avanzamento del progetto, dovr&agrave; comprendere la
descrizione: delle attivit&agrave; svolte, del personale impiegato per la gestione, dei servizi forniti, dei
servizi affidati a terzi, della percentuale di lavoro svolto in relazione ai costi sostenuti. Oltre alla
ricapitolazione e l’analisi dei dati finanziari ed amministrativi il rapporto dovr&agrave; documentare il
livello di realizzazione ed una valutazione delle attivit&agrave; del periodo di riferimento, le evoluzioni
rispetto ai risultati attesi e rispetto a quanto previsto, gli effetti attuali sui beneficiari diretti e
indiretti nonch&eacute; la visibilit&agrave; e apprezzabilit&agrave; attuale degli effetti prodotti dal progetto.
Lo stato d’avanzamento generale delle attivit&agrave; andr&agrave; presentato sotto forma di cronogramma,
sovrapponibile a quello allegato al progetto approvato.
Il rapporto finale, completo di rendicontazione, dovr&agrave; essere consegnato, entro 30 giorni
lavorativi dalla fine delle attivit&agrave;, all’Ambasciata/Ufficio del Programma di emergenza che
preparer&agrave; entro i termini previsti dall’art. 7, comma 2, del Disciplinare d’incarico un verbale di
certificazione che permetter&agrave; il saldo finale all’ONG.
L’ONG dovr&agrave; inoltre presentare un rapporto nel caso si verifichino condizioni di straordinariet&agrave; (es.
interruzione temporanea delle attivit&agrave; dovuta a cause di forza maggiore).
9. RENDICONTAZIONE
La rendicontazione progettuale dovr&agrave; essere presentata seguendo la tempistica indicata all’art. 7
del Disciplinare d’incarico e dovr&agrave; contenere:
 la descrizione dell’iniziativa ed il codice progetto;
 documentazione riepilogativa delle spese effettivamente sostenute nel periodo:
frontespizio, piano finanziario, prima nota cronologica, distinta spese per linee di
 giustificativi di spesa intestati alla ONG dovranno essere presentati: in originale,
tradotti in italiano e con la copertina correttamente compilata (titolo del progetto,
descrizione di spesa, l’importo, la valuta utilizzata con relativo tasso di cambio). Tutti i
summenzionati giustificativi di spesa dovranno corrispondere alle voci di spesa previste
dal piano finanziario del progetto. Tutta la documentazione relativa alle fatture dovr&agrave;
essere numerata in ordine progressivo (lo stesso numero andr&agrave; riportato sulla prima
nota completa);
 documentazione bancaria (estratti conto bancari, movimenti effettuati nel periodo,
tutti i bordereaux di cambio);
 contratti del personale (in originale o copia conforme);
 tutti i contratti dovranno essere accompagnati da una traduzione per estratto in lingua
 autorizzazioni alle eventuali varianti. Le autorizzazioni dovranno indicare quanto
specificatamente previsto e quanto modificato;
 spese auto: dichiarazione che tutti i viaggi sono stati effettuati per uso esclusivo di
 spese telefoniche: dichiarazione attestante che tutte le comunicazioni sono state
effettuate solo per uso esclusivo di servizio.
La rendicontazione periodica, cos&igrave; come precedentemente esposto dovr&agrave; essere accompagnata
dai rapporti intermedi e finali.
Le visite e missioni di monitoraggio verranno effettuate regolarmente dal personale della
Cooperazione Italiana. Tali visite consentiranno la verifica dell’andamento dell’intervento e
comprenderanno rilevazioni sugli aspetti finanziari, operativi e procedurali del progetto.
L'Ufficio del Programma di emergenza dell’Ambasciata d’Italia ad Amman preparer&agrave; entro i
termini stabiliti dal ricevimento/accettazione del rapporto finale, un verbale di certificazione che
permetter&agrave; il saldo finale all’ONG. In tale fase possono essere previsti ulteriori sopralluoghi di
verifica da parte dell’Ambasciata d’Italia ad Amman.
10. PIANO FINANZIARIO E COMPENSAZIONI DELLE VOCI DI SPESA
L’Art. 10 del Disciplinare stabilisce che saranno ammesse delle compensazioni contabili al piano
finanziario non soggette ad autorizzazione preventiva, qualora tali compensazioni siano effettuate
tra voci di spesa all’interno dello stesso settore d’intervento (macrovoce) in maniera che le
compensazioni non superino in valore del 15% rispetto all’importo originariamente previsto. Le
variazioni dovranno comunque essere tali da non modificare il piano generale del progetto ed i suoi
Per compensazioni di valore superiore a quello sopra indicato o tra macrovoci sar&agrave; necessaria la
preventiva autorizzazione della Sede. Relativamente al piano finanziario di seguito allegato, si
sottolinea che le voci inserite sono a titolo di esempio e che l’ONG potr&agrave; modellare il suddetto
proponendo il proprio grado di dettaglio delle spese.
11. RESPONSABILIT&Agrave; E IMPEGNI DELLE ONG PER L’ESECUZIONE DEI PROGETTI CONCORDATI
Ad ogni ONG assegnataria di una quota dei fondi del Programma mediante la procedura di cui
sopra &egrave; richiesto di:
Assicurare la preparazione degli accordi necessari con tutte le Autorit&agrave; locali coinvolte (nel
caso di importazioni fare riferimento alle procedure di esenzione emanate dal Governo
Locale o dalla struttura preposta dallo stesso per gestire la situazione di emergenza in
Rispettare la normativa italiana vigente19 (anche ad eventuale integrazione di quanto
previsto nel presente Avviso e nella documentazione fornita dall’Ufficio del Programma di
emergenza di Amman per gli eventuali acquisti di beni e servizi nonch&eacute; lavori civili di
semplice esecuzione tecnico-professionale strettamente accessori, funzionali e
strumentalmente indispensabili al progetto, necessari per la realizzazione dell’intervento;
Stipulare i necessari contratti con le imprese, i fornitori locali e il personale tecnico che
opereranno nei progetti;
Provvedere alle necessarie attivit&agrave; di supervisione;
Curare il trasporto di tutte le forniture, coordinandosi con l’Ufficio del Programma di
emergenza di Amman, richiedendo se necessario assistenza;
Fornire, quando richiesto dall’Ambasciata d’Italia ad Amman, informazioni tecniche
sull’andamento dei progetti e/o dati descrittivi e finanziari;
Fornire, quando previsto, rapporti periodici descrittivi e finanziari;
Si rimanda al riguardo ai “Chiarimenti Amministrativi” (ALLEGATO B).
Contribuire alla visibilit&agrave; delle iniziative e collaborare con l’Ufficio del Programma di
emergenza dell’Ambasciata di Amman nella preparazione della documentazione allo scopo
Partecipare alla valutazione dei progetti;
Rispettare eventuali norme e misure di sicurezza indicate dall’Ambasciata d’Italia ad
Far riferimento alla Lettera e Disciplinare d’incarico per ogni altra responsabilit&agrave;.
12. ASSISTENZA TECNICA / CONSULENZA INTERNAZIONALE
Nel caso in cui le risorse umane e le competenze professionali non siano reperibili in loco, viene
autorizzato l’impiego di consulenti internazionali limitatamente ai fini progettuali.
Nell’eventualit&agrave; che il Consulente svolga la propria attivit&agrave; anche nell’ambito di altri progetti, ci&ograve;
dovr&agrave; essere espressamente dichiarato dall’ONG proponente, che dovr&agrave; imputare al progetto
unicamente la quota parte del compenso previsto, purch&egrave; l’Ambasciata lo ritenga compatibile con
il normale funzionamento del progetto.
Relativamente all’impiego di consulenti internazionali l’ONG dovr&agrave; includere, in allegato nella
proposta di progetto i Termini di Riferimento dettagliati relativi alla consulenza prevista nel
documento di progetto.
Prima della firma del Disciplinare d’incarico, la ONG si impegna a produrre:
la dichiarazione di esclusivit&agrave; del rappresentante della ONG proponente da cui risulti
l’esclusivit&agrave; del rapporto professionale del consulente a operare sullo specifico progetto per il
tempo indicato nel documento di progetto, oppure, la dichiarazione della ONG proponente
relativa alla partecipazione del consulente ad altri progetti;
il CV relativo alla consulenza indicata nel documento di progetto. L'Ambasciata verificher&agrave; la
compatibilit&agrave; del CV20 presentato con i Termini di Riferimento specifici alla consulenza in
Il personale espatriato impiegato sui progetti dovr&agrave; comunicare formalmente all’Ufficio del
Programma di emergenza di Amman arrivi e partenze dal paese oggetto dell’intervento tenuto
conto dell'evoluzione del quadro di sicurezza contingente e delle procedure di sicurezza in vigore.
L’eventuale sostituzione del consulente dovr&agrave; essere concordata con l’Ambasciata e la ONG si
incaricher&agrave; di proporre un nuovo CV e una nuova dichiarazione di esclusivit&agrave; relativa al candidato
I compensi dei consulenti vanno stabiliti secondo parametri retributivi medi solitamente applicati
dalle Organizzazioni Non Governative internazionali.
espatriato con le indicazioni menzionate nei Termini di Riferimento.