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Timestamp: 2019-04-20 10:59:01+00:00
Document Index: 69677528

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 26', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 23', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 29', 'art. 11', 'art. 30', 'art. 23', 'art. 11', 'art. 37', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 50', 'art. 22', 'art. 19', 'art. 49', 'art. 20', 'art. 54', 'art. 55', 'art. 20', 'art. 56']

Legge Regionale 4 Luglio 1978, n° 16
Titolo Norme per l'attuazione delle direttive comunitarie per la riforma dell'agricoltura
Oggetto Agricoltura - Direttive comunitarie - Attuazione
Bollettino Bollettino Ufficiale n° 13 del 15/07/78
Abrogazioni Abrogata intera legge dalla legge n. 31/2000 art. 1, primo comma, lettera t)
Modifiche Modificato art. 1 dalla legge n. 15/1982 art. 1
Modificato art. 16 dalla legge n. 15/1982 art. 1
Modificato art. 17 dalla legge n. 15/1982 art. 1
Art. 1: Norme applicabili
Per l'attuazione delle direttive del Consiglio delle Comunita' Europee per la riforma dell'Agricoltura, nel territorio della Regione Molise si applicano le norme contenute nelle leggi 9 maggio 1975, n. 153 e 10 maggio 1976, n. 352, con le procedure e le priorita' previste dalla presente legge.
I destinatari degli interventi finanziari e contributivi, i requisiti d'ordine soggettivo ed oggettivo che gli stessi devono possedere, gli adempimenti e gli obblighi ai quali devono assoggettarsi, il regime di incentivazione e la determinazione del reddito di obiettivo restano disciplinati dalle predette leggi statali n. 153/1975 e n. 352/76, con le integrazioni di cui alla presente legge.
Nelle procedure amministrative per la concessione delle provvidenze in applicazione delle citate leggi n. 153/75 e n. 352/76 nonche' delle norme previste dalla presente legge, si debbono osservare in generale, i principi posti dalle stesse leggi statali e, in particolare, i seguenti:
a) armonizzazione con i programmi regionali d'intervento e con gli obiettivi fissati nei piani comprensoriali e nei piani di sviluppo socio-economico delle Comunita' montane e, in mancanza, con le direttive di politica economica stabilite dalla Regione;
b) priorita', nella concessione delle provvidenze di cui al titolo III della legge 153/75, ad imprenditori agricoli a titolo principale, che siano nello stesso tempo coltivatori diretti, singoli od associati, coadiuvati da familiari nell'esercizio della impresa di coltivazione dei fondi e/o di allevamento e governo del bestiame, semprecche' la complessiva forza lavorativa familiare non sia inferiore ad un terzo di quella occorrente per il normale fabbisogno di giornate lavorative, tenuto conto anche dell'impiego di macchine agricole. Tra i coltivatori diretti titolari di imprese familiari sono preferiti quelli di eta' inferiore ai 41 anni. Le forme associative di cui sopra sono le societa' di persone e le cooperative costituite da coltivatori diretti, proprietari o affittuari, da mezzadri e coloni;
c) partecipazione a commissioni, comitati, od altri organismi collegiali, a livello locale o regionale, di rappresentanti delle diverse categorie degli imprenditori agricoli a titolo principale, designati e nominati secondo il principio della proporzione alla maggiore rappresentativita' delle organizzazioni professionali agricole a livello nazionale;
d) effettiva partecipazione delle organizzazioni professionali maggiormente rappresentative a livello nazionale alla attivita' di informazione socio-economica e di qualificazione professionale delle persone che lavorano in agricoltura.
Per l'attuazione del Titolo IV della legge 9 maggio 1975, n. 153, non sono applicabili criteri che limitano la concessione delle indennita' di cessazione o del premio di apporto strutturale oltre a quelli previsti dalla legge stessa.
Ai fini della concessione del premio di apporto strutturale, si considerano prioritarie le domande presentate da imprenditori agricoli e da proprietari i quali cedano le terre a imprese familiari coltivatrici, singole o associate, che le acquisiscano per la realizzazione dell'ammodernamento delle aziende agricole, in attuazione dei piani di sviluppo aziendali o interaziendali.
Art. 3: Accertamento dei requisiti degli imprenditori agricoli
Fermi restando i limiti fissati dall'art. 12 della legge n. 153/75 e dall'art. 8 della legge n. 352/76, il possesso dei requisiti inerenti al reddito e al tempo dedicato alla attivita' agricola da parte dell'imprenditore che dichiara di esercitare tale attivita' a titolo principale, e' accertato dall'Assessorato regionale all'agricoltura che, avvalendosi dei propri uffici tecnici e sulla base dei dati indicati dal richiedente in apposito atto sostitutivo di noto.rieta', esperira' ogni opportuna indagine, acquisendo anche, ove necessario, elementi e dati dagli uffici del lavoro e dei contributi agricoli unificati. Il requisito della capacita' professionale, nei casi previsti, e' accertato da una commissione provinciale composta da un funzionario della Regione, con funzione di presidente, e da nove rappresentanti delle organizzazioni professionali degli imprenditori agricoli, in ragione di sette per i coltivatori diretti e di due per i conduttori non coltivatori diretti.
I predetti rappresentanti sono designati dalle sezioni regionali delle organizzazioni professionali degli imprenditori agricoli maggiormente rappresentative a livello nazionale.
Art. 4: Piani di sviluppo aziendali e interaziendali
Per la determinazione del livello di redditivita' d'obiettivo e in applicazione dell'art. 17 della legge 153/75, la Giunta Regionale, su proposta dell'Assessore all'agricoltura, sentita la Commissione consiliare competente, provvede ad identificare modelli di aziende di riferimento nei differenti territori ed in base ai diversi ordinamenti produttivi.
L'Ente regionale di sviluppo assiste gli imprenditori agricoli che ne facciano richiesta, senza oneri per gli interessati e dando priorita' agli operatori indicati al precedente art. 2. lettera b), provvedendo alla elaborazione dei piani di sviluppo aziendali e interaziendali, nel rispetto delle propensioni degli imprenditori stessi, nonche' agli adempimenti necessari per la concessione delle provvidenze.
Art. 5: Norme procedurali per l'attuazione degli interventi sulle strutture agricole
Gli imprenditori agricoli, singoli o associati, in possesso dei requisiti prescritti, che intendono usufruire degli aiuti previsti per l'ammodernamento ed il potenziamento delle strutture agricole, devono inoltrare domanda in carta semplice, corredata dal piano di sviluppo e dagli altri documenti prescritti, alla Regione Molise - Assessorato Regionale all'Agricoltura -.
L'Assessorato esegue l'istruttoria tecnico-amministrativa della domanda avvalendosi dei propri uffici o anche degli uffici dell'Ente regionale di sviluppo, nei casi in cui i piani non siano stati da questo redatti, e la trasmette entro 30 giorni dalla ricezione al competente comitato agricolo consultivo di cui al successivo art. 6 con le proprie osservazioni in ordine:
-all'accertamento del possesso da parte del richiedente dei requisiti prescritti;
-alla priorita' dell'intervento ai sensi dell'art. 2, lettera b) della presente legge;
-alla validita' del piano di sviluppo.L'ufficio istruttore puo' invitare il richiedente ad integrare o a rettificare la domanda; in tal caso il suddetto termine decorre dalla data di perfezionamento della pratica. Acquisito il parere del comitato, l'Assessore propone la richiesta alla Giunta Regionale che, con deliberazione motivata, decide in merito all'ammissibilita' della domanda e alla concessione delle provvidenze.
Il Presidente della Giunta Regionale o l'Assessore all'Agricoltura all'uopo delegato, entro 90 giorni dalla ricezione o dal perfezionamento della domanda, comunica all'interessato le decisioni adottate.
L'Assessorato Regionale all'Agricoltura provvede alla vigilanza sull'attuazione dei singoli piani di sviluppo con i propri uffici tecnici che compilano una relazione periodica sugli stati di avanzamento comprovante l'avvenuta esecuzione degli investimenti previsti.
Art. 6: Comitati agricoli consultivi
Ai sensi dell'art. 26, lettera c), della legge n. 153/75, sono costituiti due Comitati consultivi con sede presso gli uffici regionali dell'agricoltura in Campobasso e Isernia, con il compito di esprimere il parere:
a) sulla conformita' dei piani di sviluppo alle indicazioni dei programmi regionali di intervento e agli obiettivi fissati nei piani comprensoriali e nei piani di sviluppo socio-economico delle Comunita' montane e, in mancanza, alle direttive regionali;
b) sulla rispondenza dei piani di sviluppo ai principi ed alle disposizioni contenute nelle leggi n. 153/75, n. 352/76 e nella presente legge regionale;
c) sulla idoneita' dei piani di sviluppo a realizzare gli obiettivi di ammodernamento con gli investimenti e gli altri interventi programmati.
Ciascun comitato agricolo e' composto da:- 7 rappresentanti dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni;
- 3 rappresentanti degli imprenditori non coltivatori;- 3 rappresentanti dei lavoratori agricoli dipendenti;
- 2 rappresentanti delle cooperative agricole;
- 1 funzionario tecnico dell'Assessorato regionale all'agricoltura, del livello direttivo, con funzioni di presidente;
- 1 funzionario della Regione, con qualifica non inferiore a quella di istruttore, con funzioni di segretario, senza diritto di voto.
I componenti del comitato sono nominati con decreto del Presidente della Giunta Regionale, su conforme deliberazione della Giunta stessa, adottata sulla base delle designazioni effettuate dagli enti ed organismi interessati e sentita la Commissione consiliare competente.
I rappresentanti delle prime quattro categorie sono designati dalle rispettive organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale, tramite le rispettive sezioni regionali, e sono nominati in misura proporzionale alla loro rappresentativita' sulla base della loro consistenza numerica e di ogni altra partecipazione ad attivita' sindacali e sociali in favore delle categorie stesse da parte delle organizzazioni designanti.
I funzionari dell'Assessorato sono designati dall'Assessore all'Agricoltura.
I comitati deliberano a maggioranza dei presenti; in caso di parita' prevale il voto del Presidente.
Il parere dei comitati agricoli consultivi deve essere motivato ed espresso entro 30 giorni dalla richiesta. Decorso infruttuosamente tale termine, l'Assessore regionale all'Agricoltura provvedera' agli ulteriori adempimenti di sua competenza anche in mancanza di detto parere.
Ai membri dei comitati compete un gettone di presenza di L. 8.000 per ogni giornata di effettiva partecipazione alle sedute, oltre al rimborso delle spese di viaggio, nella misura di lire sessanta a chilometro, sommando i percorsi di andata e ritorno, per coloro che non risiedano nei Comuni dove hanno sede i comitati. Di ciascuna seduta sara' redatto apposito verbale.
Gli oneri per il funzionamento dei comitati sono a carico della Regione.
Art. 7: Investimenti collettivi zootecnici nelle zone montane e svantaggiate
La Regione concede aiuti per la realizzazione degli investimenti collettivi di carattere zootecnico elencati all'art. 12 della legge n. 352/76.
L'aiuto potra' essere concesso in forma contributiva o in forma creditizia alle condizioni piu' favorevoli previste all'art. 9 della presente legge, o congiuntamente, secondo le preferenze del richiedente, purche' complessivamente non superi li 75% della spesa ritenuta ammissibile, contenuta nei limiti stabiliti dal quarto comma del suddetto art. 12.
Alle iniziative previste dal presente articolo sono estesi i premi di orientamento di cui all'art. 23 della legge n. 153/75, nei limiti e con gli importi indicati al terzo comma dell'art. 10 della citata legge n. 352/76.
Le domande intese ad ottenere gli aiuti previsti nel presente articolo vanno presentate, corredate dalla necessaria documentazione, alla Regione Molise - Assessorato all'Agricoltura -, il quale, esperita l'istruttoria, le sottopone alle decisioni della Giunta Regionale.
Sara' accordata preferenza alle richieste presentate dalle Comunita' montane e dalle associazioni di produttori agricoli costituite in forma cooperativa.
Art. 8: Infrastrutture nelle zone di montagna e svantaggiate
Nelle zone montane ed in quelle svantaggiate non dotate di infrastrutture sufficienti ed in particolare di vie di accesso alle aziende, di elettricita', di acqua potabile e, per le zone a vocazione turistica, di depuratori delle acque, la Regione concede aiuti per la realizzazione delle predette opere, alle Comunita' montane ed ai Comuni non facenti parte di Comunita' montane, nei limiti stabiiti dalle norme vigenti.
Condizione indispensabile per l'ammissibilita' al finanziamento e' che le opere siano comprese nei programmi-stralcio delle Comunita' montane, ovvero nei programmi comprensoriali o regionali.
Art. 9: Concorso pubblico negli interessi sui mutui
Con decreto del Presidente della Giunta Regionale, su conforme deliberazione della Giunta stessa, adottata su proposta dell'Assessore all'Agricoltura, verranno determinati annualmente, in relazione al tasso globale fissato per il credito agrario l'ammontare della quota del concorso regionale nel pagamento degli interessi relativi ai mutui da contrarre per gli investimenti globalmente necessari per l'attuazione dei piani di sviluppo approvati, da contenere entro il limite massimo dell'11%, elevabile al 12% nelle zone di montagna o svantaggiate, nonche' il tasso a carico del beneficiario, il cui limite minimo e' fissato nella misura del 2%.
Art. 10: Aiuti per la contabilita' aziendale
Agli imprenditori agricoli a titolo principale che ne facciano richiesta e si impegnino a tenere la contabilita' aziendale in conformita' dell'art. 11 della direttiva CEE n. 159/72 per un periodo di almeno quattro anni, e' concesso, nel rispetto delle preferenze di cui all'art. 2, lettera b), il contributo previsto dall'art. 29 della legge n. 153/75.
La Giunta Regionale provvede a precisare i particolari tecnici e a definire gli elaborati relativi alla documentazione finale da presentare per la attestazione della tenuta della contabilita' stessa e per l'ottenimento della erogazione del contributo.La Regione favorisce e sostiene con un contributo di avviamento la costituzione di centri regionali o provinciali per la tenuta della contabilita' agraria-aziendale, l'assistenza agli imprenditori, la raccolta e l'elaborazione dei dati, con la metodologia richiamata dalla presente legge.
La Giunta Regionale, sentita la competente Commissione consiliare, determina il numero dei centri di contabilita' agraria da sussidiare nella Regione.
Ai centri ritenuti idonei puo' essere concesso, con provvedimento della Giunta Regionale, un contributo in conto capitale fino al 70% della spesa ritenuta ammissibile per l'acquisto delle macchine e delle attrezzature occorrenti, dando la preferenza alle richieste presentate:
- dalle associazioni di cui al successivo art. 11;
- da enti pubblici operanti nel settore agricolo o da enti privati i cui consigli di amministrazione siano composti in prevalenza da rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole piu' rappresentative a livello nazionale.
Gli imprenditori agricoli, oltre che avvalersi del servizio dei centri regionali, possono tenere direttamente la contabilita', anche manualmente, purche' redigano i documenti conclusivi previsti dalla presente legge.
Gli imprenditori agricoli che desiderano usufruire degli aiuti di cui al primo comma del presente articolo devono inoltrare apposita domanda all'assessorato regionale all'Agricoltura che, con i propri uffici, ne accerta l'ammissibilita'.
La Giunta Regionale provvede alla concessione degli aiuti su proposta dell'Assessore all'Agricoltura. Alla fine di ciascun esercizio, gli imprenditori trasmettono al predetto Assessorato gli elaborati contabili finali. La Giunta Regionale provvede altresi' alla liquidazione dei ratei annuali del contributo, su proposta dell'Assessore all'Agricoltura e sulla base dei rapporti informativi predisposti dagli organi tecnici dell'Assessorato, i quali esercitano anche la vigilanza sulla tenuta della contabilita'.
Art. 11: Associazioni di assistenza interaziendale
La Regione concede aiuti di avviamento alle associazioni di assistenza interaziendale, costituite ai sensi e con le modalita' di cui all'art. 30 della legge 153/75, con preferenza a quella a prevalente partecipazione di coltivatori diretti, i cui programmi riguardino l'assistenza per la conduzione aziendale, la contabilita' agraria, l'analisi della gestione e la redazione ed attuazione dei piani di sviluppo, la cui attivita' venga svolta in collegamento con il servizio di cui al successivo art. 23.
Art. 12: Norme procedurali per le associazioni di assistenza interaziendale
Le associazioni di imprenditori agricoli che intendono usufruire degli aiuti previsti dal precedente art. 11 devono inoltrare apposita domanda al Presidente della Giunta Regionale, tramite l'Assessorato all'Agricoltura, corredata da copia autentica dell'atto costitutivo e dello statuto.
La domanda e' sottoposta a istruttoria da parte dell'ufficio tecnico dell'Assessorato all'Agricoltura il quale provvede a redigere un'apposita relazione circa l'idoneita' dell'associazione ad eseguire l'attivita' che si e' impegnata a compiere, nonche' ad acquisire il parere del comitato agricolo consultivo.
Su proposta dell'Assessore all'Agricoltura, la Giunta Regionale, con deliberazione motivata, decide in merito all'ammissibilita' della domanda ed alla concessione delle provvidenze. Entro 90 giorni dalla ricezione o dal perfezionamento della domanda, il Presidente della Giunta, o l'Assessore all'Agricoltura all'uopo delegato, comunica al richiedente le determinazioni adottate e, se favorevoli, dispone la liquidazione del contributo.
Art. 13: Indennita' di cessazione e premio di apporto strutturale Norme procedurali
Le domande di indennita' per anticipata cessazione dell'attivita' agricola e di premio di apporto strutturale, corredate dalla necessaria documentazione, debbono essere presentate alla Regione Molise - Assessorato all'Agricoltura -.
L'Assessorato, avvalendosi dei propri uffici tecnici, provvede all'istruttoria delle domande per l'accertamento della sussistenza delle condizioni richieste dalla legge n. 153/75 ed in particolare dell'effettiva destinazione delle terre cedute ai fini stabiliti dall'art. 37 della predetta legge.
Su proposta dell'Assessore all'Agricoltura la Giunta Regionale decide, entro 60 giorni dalla ricezione o dal perfezionamento della domanda, procedendo alla determinazione e liquidazione del premio di apporto strutturale nel rispetto delle priorita' di cui all'ultimo comma del precedente art. 2.
Il rilascio di motivato nulla osta per il pagamento della indennita' di anticipata cessazione dell'attivita' agricola e' demandato all'Assessore all'Agricoltura.
Art. 14: Organismo fondiario
Le funzioni di organismo fondiario, per gli effetti di cui alla sezione II del Titolo IV della legge 153/75 e per ogni altro effetto previsto dalla legge stessa, sono esercitate dall'Ente regionale di sviluppo agricolo il quale, nell'ambito delle sue disponibilita', provvede a soddisfare le richieste di terre, anche mediante dichiarazione di impegno, entro 30 giorni dalla loro presentazione.
Nella concessione delle terre sono preferiti gli imprenditori coltivatori diretti di cui al precedente art. 2, lettera b) e, tra questi, quelli operanti su fondi contigui.
Art. 15: Norme previdenziali
Nella erogazione dell'assistenza sanitaria a favore dei beneficiari dell'indennita' per anticipata cessazione, per se' e per i familiari, e degli assegni familiari, si applica il principio della pari titolarita' dei genitori nella potesta' familiare secondo la legge 19 maggio 1975, n. 151.
Art. 16: Indennita' compensativa
La Regione concede agli imprenditori agricoli, singoli o associati, operanti nelle zone montane e nelle zone svantaggiate comprese nell'elenco comunitario allegato alla direttiva C.E.E. n. 273/75, un'indennita' compensativa annua per la durata di cinque anni, intesa ad alleviare gli svantaggi naturali permanenti delle zone predette.
L'indennita' compensativa spetta agli imprenditori agricoli che si trovino nelle condizioni stabilite dall'art. 5 della legge n. 352/76 e che assumano gli impegni dallo stesso previsti.
Nella verifica della superficie agricola utilizzata dai soggetti richiedenti l'indennita' compensativa, si terra' conto delle quote e dei diritti indicati al quarto comma del predetto art. 5; in particolare, per gli usi civici, la superficie che puo' essere attribuita al soggetto deve essere proporzionata al numero dei componenti la famiglia del richiedente ed al rapporto tra la superficie complessiva gravata da uso civico ed il numero dei membri della collettivita' a cui spetta il diritto.
Art. 17: Misura dell'indennita' compensativa
Per ogni ettaro di superficie agraria - limitatamente a quella coltivata nelle zone di montagna e con esclusione della superficie destinata alla produzione foraggera, alla produzione di frumento, nonche' alla produzione intensiva di peri, peschi e meli eccedente le 50 are per azienda - e per ogni unita' di bestiame adulto (UBA) allevata durante l'anno, la misura dell'indennita' compensativa viene determinata secondo gli scaglioni sotto indicati:
-fino a 10 ettari o UBA 52 u.c. ad ettaro o UBA
-sull'eccedenza a 10 e fino a 20 ettari o UBA 45 u.c. ad ettaro o UBA
-sull'eccedenza a 20 e fino a 30 ettari o UBA 35 u.c. ad ettaro o UBA
-sull'eccedenza a 30 e fino a un massimo di 35 ettari o UBA 25 u.c. ad ettaro o UBA.
L'importo totale dell'indennita' concessa per gli allevamenti non puo' superare 52,5 unita' di conto per ettaro di superficie foraggera a disposizione dell'azienda.
Nelle zone montane possono essere incluse nel calcolo delle UBA le vacche da latte la cui produzione e' destinata alla commercializzazione.
Nelle zone svantaggiate possono essere incluse nel calcolo delle UBA le vacche da latte la cui produzione rappresenta oltre il 30% della produzione dell'azienda; in tal caso l'indennita' viene ridotta all'80% per le sole vacche da latte e puo' corrispondersi limitatamente a 10 unita' da latte da comprendersi nel primo scaglione della tabella precedente.
L'importo totale dell'indennita' concessa a ciascuna impresa non potra' essere superiore in ogni caso a 1.800 unita' di conto, anche quando l'azienda si dedichi alla coltivazione e all'allevamento.
Art. 18: Norme procedurali per la concessione dell'indennita' compensativa
La domanda per l'indennita' compensativa, che puo' essere inoltrata anche tramite le associazioni di categoria e relativi patronati di assistenza, deve essere rivolta alla Regione Molise - Assessorato all'Agricoltura - e puo' essere presentata agli uffici periferici dell'Assessorato all'Agricoltura competenti per territorio.
La domanda, redatta su apposito modello predisposto dall'Assessorato all'Agricoltura, deve essere accompagnata da atto sostitutivo di notorieta' nel quale il richiedente dichiari la sussistenza dalle condizioni che danno diritto alla concessione dell'indennita'.
Gli uffici provinciali, esperita l'istruttoria, trasmettono con parere motivato le domande all'Assessorato Regionale all'Agricoltura entro 30 giorni dalla data della loro acquisizione e perfezionamento.
Alla liquidazione dell'indennita' si provvede con deliberazione della Giunta Regionale, su proposta dell'Assessorato all'Agricoltura.
Il Segretario della Giunta Regionale cura l'invio di copia della deliberazione di liquidazione delle indennita' ai Comuni delle zone montane e di quelle svantaggiate perche' la stessa sia tenuta affissa nell'albo pretorio comunale per quindici giorni.
Art. 19: Informazione socio-economica Indirizzo e coordinamento
Per il conseguimento degli scopi di cui all'art. 50 della legge 9 maggio 1975, n. 153, la Regione svolge attivita' di informazione socio-economica in modo diretto e attraverso servizi autogestiti dai produttori.
Presso l'Assessorato Regionale all'Agricoltura e' istituito un apposito ufficio per l'informazione socio-economica.
La Giunta Regionale indirizza e coordina le attivita' dirette e indirette svolte in materia d'informazione socioeconomica.
- indirizza e coordina l'informazione socioeconomica con l'attuazione della programmazione regionale e con le attivita' per la formazione, informazione e qualificazione professionale agricola;
- studia idonee metodologie per l'espletamento dell'informazione socio-economica;
- esercita il controllo sull'attivita'delle associazioni, degli enti di istituti riconosciuti idonei a svolgere attivita' di informazione socio-economica;
- cura la redazione e la divulgazione del notiziario di cui al successivo art. 22.
Art. 20: Affidamento dell'attivita' di informazione socio-economica
In applicazione dell'art. 19, la Regione puo' affidare ad associazioni di produttori agricoli compiti di informazione socio-economica, purche' esse si costituiscano espressamente allo scopo di creare servizi di informazione socio-economica per i propri associati, risultino in possesso dei requisiti di cui all'art. 49, secondo comma, della legge n. 153/75 ed abbiano ottenuto il riconoscimento regionale.
Le associazioni devono operare a livello regionale e avere un numero di iscritti non inferiore al 40% degli iscritti all'albo professionale agricolo o, finche' l'albo non sia costituito, non inferiore al 30%, degli iscritti ai contributi agricoli unificati come lavoratori autonomi.
La Regione puo' altresi' affidare compiti di informazione socio-economica anche ad istituti ed enti, sia di diritto pubblico che privato, che operino nel settore della propaganda e dell'assistenza tecnica o dei servizi sociali di aiuto alle famiglie agricole, purche' siano riconosciuti idonei allo svolgimento dell'attivita' socio-economica di informazione e ne facciano richiesta all'Assessorato all'Agricoltura entro tre anni dall'entrata in vigore della legge n. 153/75.
Il riconoscimento alle associazioni regionali e l'affidamento dell'attivita' di informazione socio-economica alle associazioni medesime e ad istituti ed enti ritenuti idonei sono concessi dal Presidente della Giunta Regionale, su conforme deliberazione della Giunta stessa, assunta su proposta dell'assessore all'Agricoltura e sentita la competente Commissione consiliare.
Le associazioni, istituti ed enti, ai quali siano state affidate attivita' di informazione socio-economica, entro il 31 dicembre di ogni anno trasmetteranno all'Assessorato all'agricoltura una relazione sull'attivita' svolta.
Art. 21: Contributi alle associazioni, istituti ed enti per l'attivita' di informazione socioeconomica
Alle associazioni, istituti ed enti regionali che, ai sensi dell'art. 20 della presente legge, svolgono attivita' di informazione socio-economica, possono essere concessi contributi fino al 70 per cento delle spese riconosciute ammissibili, sulla base di programmi approvati e controllati dalla Giunta Regionale.
I contributi di cui al precedente comma saranno liquidati con provvedimento della Giunta Regionale previa rendicontazione delle spese sostenute. Eventuali anticipazioni possono essere concesse a richiesta degli affidatari e non possono superare il 40 per cento dei contributi calcolati nei programmi preventivamente approvati.
Art. 22: Divulgazione
Per orientare l'attivita' d'informazione socio-economica sui fondamentali problemi dell'agricoltura e del mondo rurale e per far conoscere, nell'ambito del territorio regionale, l'attivita' svolta in attuazione delle direttive comunitarie, la Giunta Regionale dirama un notiziario mensile curandone la piu' efficace divulgazione nei modi previsti dall'art. 54 della legge n. 153/75.
Art. 23: Qualificazione professionale delle persone che lavorano in agricoltura
Per la realizzazione degli obiettivi previsti dall'art. 55 della legge n. 153/75 sono istituiti presso la Regione appositi servizi per la qualificazione professionale e l'assistenza tecnica alle persone che lavorano in agricoltura.
Tali servizi hanno il compito di:
a) promuovere la qualificazione professionale per consentire alle persone che lavorano in agricoltura di acquisire una nuova qualificazione nell'ambito della professione agricola o di migliorare quella che gia' possiedono affinche' possano integrarsi in una agricoltura moderna;
b) promuovere, su vasta scala ed in forma capillare, un'azione di divulgazione e di assistenza tecnica svolta a livello delle singole aziende o di gruppi di aziende omogenee.
I corsi di formazione professionale dovranno tendere alla qualificazione di capi azienda in grado di recepire criticamente ed efficacemente nuove tecniche produttive e nuove forme di gestire aziendale, derivanti dalla ricerca e dalla sperimentazione e, piu' generalmente, ad adeguare il livello di formazione generale, tecnica ed economica degli imprenditori, dei lavoratori agricoli dipendenti e dei coadiuvanti familiari agricoli alle esigenze imposte dalla dinamica della realta' agricola.
Art. 24: Attivita' di qualificazione professionale
L'attivita' di qualificazione professionale delle persone che lavorano in agricoltura puo' essere svolta direttamente dalla Regione o attraverso le organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale che si avvalgono di associazioni o istituzioni specializzate da esse costituite.
Tali associazioni o istituzioni dovranno ottenere il riconoscimento regionale con le modalita' previste al penultimo comma del precedente art. 20, previo accertamento dell'esistenza delle condizioni stabilite dal secondo comma dell'art. 56 della legge n. 153/75.
Entro il 31 dicembre di ogni anno, gli affidatari dell'attivita' di qualificazione professionale agricola trasmetteranno alla Regione una relazione sui programmi svolti.
Art. 25: Programmi particolari di qualificazione professionale
La Regione, per l'attuazione di programmi particolari di qualificazione professionale e di assistenza tecnica, puo' avvalersi della collaborazione degli istituti professionali, delle universita', dell'Ente regionale di sviluppo agricolo nonche' di altri centri all'uopo preposti.
La Giunta Regionale, su proposta dell'Assessore all'Agricoltura, approva le convenzioni di collaborazione con i predetti enti ed istituti.
Art. 26: Disposizioni finanziarie
Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, la Regione fara' fronte con le autorizzazioni di spesa deliberate dal CIPE sui fondi straziati dalle leggi n. 153/75 e n. 352/76 e con i fondi che verranno stanziati con successive leggi di integrazione.
All'iscrizione degli appositi capitoli di spesa in bilancio, nonche' alla determinazione dei singoli stanziamenti, si provvedera' annualmente con la legge di approvazione del bilancio e con le leggi di variazioni allo stesso sulla base delle comunicazioni ufficiali delle autorizzazioni di spesa deliberate dal CIPE.
Art. 27: Entrata in vigore