Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2328-codice-civile-atto-costitutivo
Timestamp: 2019-04-25 18:49:08+00:00
Document Index: 60258910

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 2333', 'art. 1', 'art. 2328', 'art. 47', 'art. 2518', 'art. 17', 'art. 2328', 'art. 2328', 'art. 2384']

Art. 2328 codice civile: Atto costitutivo | La Legge per tutti
Art. 2328 codice civile: Atto costitutivo
La società puo’ essere costituita per contratto o per atto unilaterale.
1) il cognome e il nome o la denominazione, la data e il luogo di nascita o lo Stato di costituzione, il domicilio o la sede, la cittadinanza dei soci e degli eventuali promotori, nonché il numero delle azioni assegnate a ciascuno di essi (1);
3) l’attività che costituisce l’oggetto sociale (2);
4) l’ammontare del capitale sottoscritto e di quello versato;
5) il numero e l’eventuale valore nominale delle azioni, le loro caratteristiche e le modalità di emissione e circolazione;
12) l’importo globale, almeno approssimativo, delle spese per la costituzione poste a carico della società;
13) la durata della società ovvero, se la società è costituita a tempo indeterminato, il periodo di tempo, comunque non superiore ad un anno, decorso il quale il socio potrà recedere (3).
Lo statuto contenente le norme relative al funzionamento della società, anche se forma oggetto di atto separato, costituisce parte integrante dell’atto costitutivo (4). In caso di contrasto tra le clausole dell’atto costitutivo e quelle dello statuto prevalgono le seconde.
Il D.Lgs. Luogotenenziale 14 settembre 1944, n. 287 ha disposto (con l’art. 3, comma 3) che “Restano inoltre abrogati, in conformità dell’art. 1 del R. decreto-legge 20 gennaio 1944, n. 25, gli articoli 1, terzo comma, 91, 155 secondo comma, 292, 342, 348 ultimo comma e 404 ultimo comma del Codice civile, nonché il riferimento alla razza contenuto negli articoli 2196 n. 1, 2295 n. 1, 2328 n. 1, 2475 n. 1, 2518 n. 1, dello stesso Codice”.
Contratto: [v. Libro IV, Titolo II]; Atto unilaterale: [v. 1324]; Atto costitutivo: [v. 2295]; Atto pubblico: [v. 2699]; Denominazione: [v. 2326]; Sede: [v. 2295]; Sede secondaria: [v. 2295]; Oggetto sociale: [v. 2253]; Amministratori: [v. 2298].
Capitale sociale: valore in denaro dei con-ferimenti effettuati dai soci e risultanti dalle valutazioni compiute nel contratto sociale.
Promotore: colui che nella costituzione di una s.p.a. per pubblica sottoscrizione ha firmato il programma ai sensi dell’art. 2333 c. 2.
Valore nominale (delle azioni): importo nominale indicato sull’azione in base al quale si determina la misura del capitale sociale (numero delle azioni emesse per il valore nominale).
Conferimenti in natura: si hanno quando il socio conferisce un bene o altro diritto reale vantato sullo stesso, di cui la società acquista la titolarità.
Fondatori: soggetti che sono presenti tanto se la società ha origine dalla costituzione simultanea tanto da quella per pubblica sottoscrizione ed hanno stipulato l’atto costitutivo. A tali soggetti è riservato un compenso ma sempre nei limiti stabiliti per i promotori.
Collegio sindacale: organo di controllo interno alla società che ha il compito di esercitare il controllo sull’amministrazione della società e di assicurare il rispetto della legge o dell’atto costitutivo.
Statuto: documento, generalmente allegato all’atto costitutivo, contenente le norme relative al funzionamento e all’organizzazione della società.
(1) Si ricordi che i soci di una s.p.a. possono essere non solo persone fisiche, ma anche enti con o senza personalità giuridica (ad. es. società di persone).
(2) Non si parla più di «oggetto sociale» in generale, ma è richiesta l’indicazione dell’«attività» che costituisce l’oggetto sociale, ciò al fine di impedire indicazioni di oggetti sociali che comprendano qualsiasi tipo di attività completamente differenti dall’attività concretamente esercitata.
(3) Altra importante novità introdotta dalla riforma è la eliminazione della durata della società dall’elenco delle indicazioni essenziali dell’atto costitutivo e, dunque, sostanzialmente l’apertura alla possibilità di una Spa costituita a tempo indeterminato. Tale previsione ha suscitato delle perplessità in dottrina già durante i lavori preparatori, con riguardo ai problemi che pone sul piano della tutela della integrità del patrimonio e del capitale sociale che possono sorgere in virtù del diritto di recesso ad nutum riconosciuto al socio di una società a tempo indeterminato e al conseguente obbligo per la società di liquidare le sue azioni. Nell’ipotesi di Spa costituita a tempo indeterminato, nell’atto costitutivo dovrà essere previsto il periodo trascorso il quale il socio potrà liberamente recedere dal contratto sociale.
(4) E deve, quindi, anch’esso essere redatto con atto pubblico.
In genere, l’atto costitutivo è più sintetico, mentre lo statuto disciplina più analiticamente le norme di funzionamento della società. Anche se si tratta di due documenti diversi, essi costituiscono un contratto unitario.
L'amministratore delegato di una società per azioni è legittimato a costituirsi parte civile in nome della stessa anche in mancanza di una specifica delibera del consiglio di amministrazione, salve le eventuali espresse limitazioni presenti nell'atto costitutivo.
Cassazione penale sez. II 24 febbraio 2011 n. 9058
Qualora parte in giudizio sia una società, sulla persona fisica legale rappresentante della stessa grava solo l'onere di indicare tale qualità nell'atto processuale, di modo che la parte interessata possa agevolmente accertare, con l'ordinaria diligenza, l'effettiva sussistenza degli altrui poteri attraverso la semplice consultazione dell'atto costitutivo o dello statuto; la mancata o tardiva contestazione di tale qualità determina una stabilizzazione della situazione, ossia rende incontestabile il difetto del potere di rappresentante nei successivi gradi di merito
Tribunale Catania sez. I 06 maggio 2008 n. 2338
L'art. 1 comma 729 l. 27 dicembre 2006 n. 296 (legge finanziaria 2007) prevede un numero massimo complessivo di componenti del consiglio di amministrazione delle società partecipate dagli enti locali, disponendo che le stesse adeguino i propri statuti e gli eventuali patti parasociali, entro tre mesi dall'entrata in vigore del decreto ministeriale all'uopo adottato con d.P.C.M. 26 luglio 2007 (pubblicato sulla G.U. del 7 agosto 2007); pertanto, pur non essendo prevista una disciplina transitoria che regolamenti le conseguenze derivanti dalle predette modifiche statutarie, al fine di chiarire in modo esplicito se a seguito delle stesse si verifichi o meno la decadenza degli amministratori in carica, dal momento che lo statuto contiene le regole di funzionamento della società (art. 2328 c.c.) ed ogni sua modifica implica l'adeguamento dell'attività sociale ai dettami statutari, non solo a garanzia dei soci ma anche dei terzi che entrano in contatto con la società, la modifica che riguarda il numero degli amministratori riducendolo, comporta la cessazione dalla carica dell'organo amministrativo che risulterebbe, altrimenti, composto in modo difforme dalle previsioni dello Statuto e soprattutto determinerebbe una possibile vanificazione della finalità stessa di contenimento della spesa pubblica che ha supportato l'adozione della disposizione in argomento, alla quale ogni ente è tenuto ad adeguarsi nel rispetto del principio di coordinamento della finanza pubblica.
Corte Conti reg. (Lombardia) sez. contr. 18 ottobre 2007 n. 46
In tema di rappresentanza processuale delle persone giuridiche, la persona fisica che ha conferito il mandato al difensore non ha l'onere di dimostrare tale sua qualità, neppure nel caso in cui l'ente si sia costituito in giudizio per mezzo di persona diversa dal legale rappresentante e l'organo che ha conferito il potere di rappresentanza processuale derivi tale potestà dall'atto costitutivo o dallo statuto, poiché i terzi hanno la possibilità di verificare il potere rappresentativo consultando gli atti soggetti a pubblicità legale e, quindi, spetta a loro fornire la prova negativa. Solo nel caso in cui il potere rappresentativo abbia origine da un atto della persona giuridica non soggetto a pubblicità legale, incombe a chi agisce l'onere di riscontrare l'esistenza di tale potere a condizione, però, che la contestazione della relativa qualità ad opera della controparte sia tempestiva, non essendo il giudice tenuto a svolgere di sua iniziativa accertamenti in ordine all'effettiva esistenza della qualità spesa dal rappresentante, dovendo egli solo verificare se il soggetto che ha dichiarato di agire in nome e per conto della persona giuridica abbia anche asserito di farlo in una veste astrattamente idonea ad abilitarlo alla rappresentanza processuale della persona giuridica stessa. (Nella specie, le Sezioni unite, con riferimento ad un ricorso per regolamento di competenza, hanno disatteso l'eccezione di inammissibilità avanzata dai controricorrenti relativa alla invalidità della procura rilasciata dalla società ricorrente per assunto difetto di legittimazione alla rappresentanza processuale della persona fisica che l'aveva conferita, siccome rimasta priva di prova e risultata comunque formulata solo con la memoria di cui all'art. 47 c.p.c., depositata, però, tardivamente).
Cassazione civile sez. un. 01 ottobre 2007 n. 20596
Benché lo statuto delle società di capitali rechi le norme relative al funzionamento della società e formi parte integrante dell'atto costitutivo (art. 2518 c.c. nel testo anteriore alla riforma introdotta con il d.lg. n. 6 del 2003), non per questo può ritenersi in contrasto con la disciplina statutaria qualunque disposizione organizzativa interna che la società si sia data; in particolare, tale contrasto non sussiste con riguardo all'attribuzione agli organi sociali di specifiche competenze non previste dallo statuto o dalla legge, ove non sia derogata la ripartizione delle attribuzioni dei vari organi ivi stabilita. (Nella fattispecie, relativa ad impugnazione di "regolamento" interno deliberato dall'assemblea di una cooperativa, la S.C. ha respinto il ricorso degli impugnanti sul rilievo che il giudice di merito aveva escluso, con statuizione in fatto censurata dai ricorrenti in termini del tutto generici, la sussistenza di una siffatta deroga).
Cassazione civile sez. I 26 giugno 2007 n. 14791
Nelle società di capitali, la previsione nell'atto costitutivo di una serie di possibili operazioni strumentali all'attività economica, come il rilascio di fideiussioni, non vale ad ampliare l'oggetto sociale.
Tribunale Treviso 20 giugno 2002
In forza dell'art. 17 comma 52, l. 15 maggio 1997 n. 127, la delibera di trasformazione in s.p.a. delle aziende speciali che gestiscono i servizi pubblici locali tiene luogo dell'atto costitutivo della s.p.a. di cui all'art. 2328 c.c.
T.A.R. Palermo (Sicilia) sez. I 27 gennaio 2004 n. 201
L'obbligo di indicare, sotto pena di esclusione, l'"oggetto dell'iscrizione alla Camera di commercio industria ed agricoltura" risponde ad un'esigenza di tipo sostanziale, in quanto l'oggetto sociale (art. 2328, n. 3, c.c.) delimita i poteri di rappresentanza attribuiti agli amministratori (art. 2384 e 2384 bis c.c.) e quindi incide sulla legittimazione negoziale e sulla responsabilità dei soggetti che intendono assumere pubbliche forniture. Il fatto quindi che l'impresa, nel redigere la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, sia incorsa in un errore materiale non può essere ascritta ad una mera irregolarità di tipo formale, ma costituisce un vizio dell'offerta che non consente all'amministrazione di concludere il procedimento nel senso dell'affidamento dell'appalto all'offerente.
Consiglio di Stato sez. V 24 settembre 2003 n. 5463