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Timestamp: 2020-01-26 21:54:15+00:00
Document Index: 179977439

Matched Legal Cases: ['art.11', 'art.7', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 1', 'art.1', 'art.53', 'art.9', 'art.36']

spesa flessibile – carmignaniconsulenza
14 luglio 2015 di carmignaniconsulenza
L’UTILIZZO DEL DIPENDENTE CON IL COMMA 557 DELLA FINANZIARIA 2005 RIENTRA TRA I LIMITI DI SPESA FLESSIBILE – DELIBERAZIONE CORTE DEI CONTI MOLISE N. 35/2015
Richiesta di parere avanzata dal Sindaco del Comune di Cantalupo del Sannio per sapere <<1) se, nonostante la modifica introdotta dall’art.11, comma 4-bis della legge 11 agosto 2014, n.114, di conversione del decreto legge 24 giugno 2014, n.90, sussiste ancora il limite per il lavoro flessibile della spesa complessiva sostenuta per le stesse finalità nel 2009 per gli enti locali in regola con l’obbligo di riduzione delle spese di personale di cui ai commi 557 e 562 dell’ad. 1 della legge 27 dicembre 2006, n.296, e successive modificazioni, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente; 2) in caso di riscontro positivo al primo quesito, se tale limite trova applicazione anche per l’incarico ai sensi dell’ad. 1, comma 557, della L.311/2004>> (art.7 comma 8 Legge 5 giugno 2003 n.131). Il dott. Verrico illustra il principio enunciato dalla Sezione delle Autonomie con la deliberazione n.2/2015/QMIG in merito alla questione rimessa da questa Sezione con la deliberazione n.220/2014/PAR correlata alla richiesta di parere in parola avanzata con nota n.4312 del 19 novembre 2014. La Sezione si attiene al principio di diritto fermato dalla Sezione delle Autonomie secondo cui: “Le limitazioni dettate dai primi sei periodi dell’art. 9, comma 28, del d.l. n. 78/2010, in materia di assunzioni per il lavoro flessibile, alla luce dell’art. 11, comma 4-bis, del d.l. 90/2014 (che ha introdotto il settimo periodo del citato comma 28), non si applicano agli enti locali in regola con l’obbligo di riduzione della spesa di personale di cui ai commi 557 e 562 dell’art. 1, L. n.296/2006, ferma restando la vigenza del limite massimo della spesa sostenuta per le medesime finalità nell’anno 2009, ai sensi del successivo ottavo periodo dello stesso comma 28”. Pertanto, gli enti virtuosi, seppur esclusi dall’applicazione del limite del 50%, ricadono inevitabilmente in quello del 100% della spesa sostenuta nel 2009, regime, comunque, più favorevole rispetto al vincolo disposto dal primo periodo (50%). Quanto al secondo quesito, ricorda che l’art.1, comma 557 della L. 30 dicembre 2004, n.311 col fine di fronteggiare l’esiguità degli organici e le ridotte disponibilità finanziarie degli enti locali con meno di cinquemila abitanti, ha introdotto <<una particolare ipotesi di rapporti “a scavalco” (cioè a favore di più enti contemporaneamente) che hanno la peculiarità di consentire – al di fuori dell’orario di lavoro, a tempo pieno, dell’ente di appartenenza – lo svolgimento di funzioni presso altri enti locali. Tale scavalco “d’eccedenza” è diverso dallo scavalco in cui il lavoratore presta, presso ciascuno degli enti a cui è assegnato, una prestazione a tempo parziale (scavalco “condiviso”)>> disciplinato dall’art.53 del D.lgs. n.165/2001 (in questo senso, CdS, Sez. I, par. n.2141 del 25 maggio 2005; Cdc, Sez. contr. Puglia, par. n.99 del 18 ottobre 2012; Sez. contr Lombardia deliberazione n.118 del 4 aprile 2012 e pareri nn.988/2010 e 676/2010, nonché orientamento ARAN RAL670). Ne consegue che, a differenza del caso dello scavalco c.d. condiviso, si è in presenza di un’assunzione a tempo determinato e parziale (non essendo, del resto, possibile l’instaurazione di un secondo rapporto a tempo pieno e indeterminato), come tale rientrante nel computo del vincolo finanziario prescritto dall’art.9, comma 28 del D.L. 31 maggio 2010, n.78, volto a ridurre il ricorso alternativo a forme di lavoro flessibili in senso ampio, cioè diverse dal tempo pieno e subordinato di cui all’art.36, comma 1, del D.lgs. n.165/2001 (cfr. anche Sez. contr. Lombardia n.448/2013; Sez. Umbria n.41/2013; Sez. Regione siciliana n.128/2014).
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