Source: https://www.parrocchiabertipaglia.it/asilo/ptof.html
Timestamp: 2019-05-25 11:24:43+00:00
Document Index: 183610863

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 600']

SCUOLA DELL’INFANZIA “TONINO PETROBELLI”
P.ZZA BERTIPAGLIA 2,
35020 MASERA’ DI PADOVA –PD-
TEL 049.8860067
“ Amo la scuola perché è sinonimo di apertura alla realtà. Almeno così dovrebbe essere! Ma non sempre riesce ad esserlo, e allora vuol dire che bisogna cambiare un po’ l’impostazione. Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni. E noi non abbiamo diritto ad aver paura della realtà! La scuola ci insegna a capire la realtà. Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni. E questo è bellissimo! Nei primi anni si impara a 360 gradi, poi piano piano si approfondisce un indirizzo e infine ci si specializza. Ma se uno ha imparato a imparare, – è questo il segreto, imparare ad imparare! – questo gli rimane per sempre, rimane una persona aperta alla realtà! Questo lo insegnava anche un grande educatore italiano, che era un prete: Don Lorenzo Milani.” Papa Francesco
La scuola dell’infanzia : proposta educativa e servizio pubblico.
Legge 13 luglio 2015 n. 107. Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti.
Art 1 comma 12: “Le istituzioni scolastiche predispongono entro il mese di ottobre dell'anno scolastico precedente il triennio di riferimento, il piano triennale dell'offerta formativa. Il predetto piano contiene anche la programmazione delle attività formative (…) Il piano può essere rivisto annualmente entro il mese di ottobre (…)”
Comma 152: "Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca avvia, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un piano straordinario di verifica della permanenza dei requisiti per il riconoscimento della parità scolastica di cui all'art. 1, comma 4, della legge 10 marzo 2000, n. 62, con particolare riferimento alla coerenza del piano triennale dell'offerta formativa con quanto previsto dalla legislazione vigente e al rispetto della regolarità contabile, del principio della pubblicità dei bilanci e della legislazione in materia di contratti di lavoro (…)
Il nostro PROGETTO EDUCATIVO D’ISTITUTO (P.E.I.) , unitamente allo STATUTO, è parte fondante della nostra scuola dell’infanzia e parte integrante del PTOF che richiama pienamente ai dettati della Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.) per il decennio 2010-2020 all’ "EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO", compreso quanto previsto per l'Insegnamento della Religione Cattolica (I.R.C.), con i riferimenti alla Intesa 2012 tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica (C.E.I).
Il P.T.O.F. è disciplinato già nell’art. 3 del D.P.R. 275/99 “Regolamento sull’autonomia delle istituzioni scolastiche” - oggi comma 14 della L. 107/2015- che non riporta sostanziali modifiche al già citato art. 3, tranne che per la dicitura “rivedibile annualmente”. “Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curriculare, extracurriculare, educativa e organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia".
Il Piano Triennale di Offerta Formativa 2016-2019: caratteristiche e contenuti
Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (P.T.O.F.) attua e da vigore al Progetto Educativo d’Istituto (P.E.I.), documento fondante delle nostre scuole dell’infanzia paritarie, parte integrante, unitamente allo Statuto, in armonia con i principi della Costituzione Italiana. Il P.T.O.F. intende favorire il pieno sviluppo delle potenzialità dei bambini che la frequentano in un adeguato contesto cognitivo, ludico e affettivo, garantendo, così, il loro diritto ad avere pari opportunità di educazione, di cura, di relazione, di gioco e di istruzione anche attraverso l’abbattimento delle disuguaglianze e le eventuali barriere territoriali, economiche, etniche e culturali per attuare una vera inclusione, favorendone la crescita armonica. Il P.T.O.F.: - indica gli obiettivi cognitivi ed educativi determinati a livello nazionale, raccoglie linee d’azione ed interventi educativi per raggiungere gli obiettivi, riflette le esigenze del contesto territoriale locale nei suoi aspetti culturali, sociali ed economici. - E’ redatto in conformità alla Legge n. 107/2015 e tiene conto della legge sull’Autonomia Scolastica (D.P.R. 275 del 8-3-99) e dallo Statuto.
- E’ strutturato per il triennio 2016 – 2019 (L.107/2015) con spazio per adeguarsi annualmente, attraverso l’aggiornamento delle sue parti in relazione alle nuove esigenze e alle nuove normative. - Raccoglie i documenti fondamentali in base ai quali viene organizzato il servizio scolastico. - E’ elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle indicazioni di gestione e di amministrazione definite dal Presidente secondo le disposizioni dello Statuto/Regolamento della Scuola . - E' approvato dal Comitato di Gestione e "La scuola al fine di permettere una valutazione comparativa da parte delle famiglie, assicura la piena trasparenza e pubblicità dei piani triennali dell'offerta formativa, che sono pubblicati nel Portale unico per la legge 107/2015 comma 136. Sono altresì ivi pubblicate tempestivamente eventuali revisioni del piano triennale" (comma 17). - Le famiglie sono informate di questo fondamentale documento indicando loro dove possono prenderne visione, inoltre viene condiviso nel momento dell’iscrizione e nelle assemblee di inizio anno scolastico.
Il PTOF è uno strumento di pianificazione e si propone obiettivi su base pluriennale, che trovano progressiva realizzazione nelle progettazioni annuali, mantenendo la sua caratteristica di flessibilità: è uno strumento “aperto”, pertanto nel corso del triennio saranno possibili integrazioni e modifiche annuali, da assumere con la stessa procedura che la legge 107/2015 prevede per l’adozione e l’approvazione del documento generale in base:
- Agli esiti dell’autovalutazione.
- Ai profondi cambiamenti ch interessano la scuola.
- Ai nuovi bisogni che emergono dall’utenza.
- Ai nuovi bisogni che emergono dal territorio in cui la scuola svolge la sua funzione educativa e formativa.
- Ad eventuali nuove proposte.
Il PTOF è il documento che richiama al principio di corresponsabilità ed alleanza educativa tra Famiglia e Comunità Educante (Legale Rappresentante/Presidente, Amministratori, Coordinatrice, Docenti, Educatrici, Personale non Insegnante, Volontari) intesa come assunzione di precisi stili educativi e compiti per il conseguimento delle finalità condivise con le famiglie.
La nostra scuola dell’infanzia venne ideata e costruita su terreno parrocchiale nel 1925 da don Gottardo Bellan parroco allora in carica. La scuola ha subito varie ristrutturazioni e ammodernamenti sino ad arrivare all’attuale struttura ampliata dal 2002 per renderla a norma di legge e permettere l’avvio dell’Asilo Nido Integrato. Ogni anno la scuola è sottoposta comunque ad interventi ordinari e straordinari per renderla sempre più sicura ed accogliente. Dal 9 ottobre 1925 la scuola è retta dalle Suore Minime del Suffragio il cui fondatore è il Beato Francesco Faa di Bruno noto studioso di scienza e pedagogia. Dal novembre 1986 le suore sono state affiancate da personale laico con varie mansioni.
La nostra scuola opera in un territorio dagli aspetti fisici eterogenei: alcune zone sono caratterizzate da insediamenti di tipo urbano, mentre altre hanno una fisionomia di tipo rurale e decentrata. Ne conseguono una tipologia abitativa e un tessuto sociale molto vari.
Le famiglie che si trasferiscono nel comune (italiane e straniere) apportano nuovi stimoli culturali, favorendo una certa dinamicità sociale. La crisi economica e la conseguente precarietà del lavoro sta modificando lo stile di vita di alcune famiglie. Si è notato per esempio che l’importante figura dei nonni come presenza educativa e di sostegno alle famiglie sta diminuendo in quanto anche loro impegnati in attività di lavoro per l’innalzamento dell’età pensionabile.
La nostra scuola per il suo sostentamento attinge a risorse finanziarie sia dal pubblico (contributi comunali e regionali) che dal privato (rette , donazioni e ricavati di varie iniziative sostenute dai genitori).
Identità educativa della nostra scuola
“La scuola dell’infanzia paritaria, liberamente scelta dalle famiglie, si rivolge a tutti i bambini dai 3 ai 6 anni di età ed è la risposta al loro diritto di educazione”. (Indicazioni per il Curricolo). La scuola dell’Infanzia, concorre all’educazione del bambino promuovendone le potenzialità di relazione, di autonomia, di creatività e di apprendimento. Le finalità sono perseguite attraverso l’organizzazione di un ambiente di vita, di relazioni e di apprendimento di elevata qualità, garantito dalla professionalità dei docenti e dal dialogo sociale ed educativo con la comunità. Alla luce delle finalità generali indicate da leggi, norme dello Stato Italiano e del proprio PEI, la nostra Scuola si impegna a creare le condizioni perché ogni bambino possa sviluppare tutte le sue potenzialità e pone le basi perché ognuno possa realizzare il proprio progetto di vita. Per ogni bambino o bambina, la Scuola dell’infanzia si pone la finalità di promuovere lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza, della cittadinanza.
Lo sviluppo dell’identità: “Vivere serenamente tutte le dimensioni del proprio io, stare bene, essere rassicurati nella molteplicità del proprio fare e sentire, sentirsi sicuri in un ambiente sociale allargato, imparare a conoscersi ed essere riconosciuti come persona unica e irripetibile. Vuol dire sperimentare diversi ruoli e forme di identità: quella di figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante in un territorio, membro di un gruppo, appartenente a una comunità sempre più ampia e plurale, caratterizzata da valori comuni, abitudini, linguaggi, riti, ruoli” (Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia)
Lo sviluppo dell’autonomia: “Avere fiducia in sé e fidarsi degli altri, provare soddisfazione nel fare da sé e saper chiedere aiuto o poter esprimere insoddisfazione e frustrazione elaborando progressivamente risposte e strategie; esprimere sentimenti ed emozioni; partecipare alle decisioni esprimendo opinioni, imparando ad operare scelte e ad assumere comportamenti e atteggiamenti sempre più consapevoli.” (Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia).
Lo sviluppo della competenza: “Giocare, muoversi, manipolare, curiosare, domandare, imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e il confronto tra proprietà, quantità, caratteristiche, fatti; significa ascoltare, e comprendere, narrazioni e discorsi, raccontare e rievocare azioni ed esperienze e tradurle in tracce personali e condividere; essere in grado di descrivere, rappresentare e immaginare, “ripetere”, con simulazioni e gioco di ruoli, situazioni ed eventi con linguaggi diversi” (Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia)
Lo sviluppo del senso di cittadinanza: “ Scoprire l’altro da sé e attribuire progressiva importanza agli altri e ai loro bisogni; rendersi sempre meglio conto della necessità di stabilire regole condivise, implica il primo esercizio del dialogo che è fondato sulla reciprocità dell’ascolto, l’attenzione al punto di vista dell’altro e alle diversità di genere, il primo riconoscimento di diritti e doveri uguali per tutti; significa porre le fondamenta di un comportamento eticamente orientato, rispettoso degli altri, dell’ambiente e della
I CINQUE CAMPI DI ESPERIENZA: TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE E OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
Gli obiettivi generali sopra descritti si declinano poi in maniera più particolareggiata in obiettivi specifici, articolati in cinque aree come indicato dalle Nuove Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell'infanzia e del Primo Ciclo d'istruzione - 2012. Nella scuola dell'infanzia i traguardi per lo sviluppo della competenza suggeriscono all'insegnante orientamenti, attenzioni e responsabilità nel creare piste di lavoro per organizzare attività ed esperienze volte a promuovere la competenza, che a questa età va intesa in modo globale e unitario. L’organizzazione del curricolo per “campi di esperienza” consente di mettere al centro del progetto educativo le azioni, la corporeità, la percezione, gli occhi, le mani dei bambini. Un fare e un agire, sia individuale sia di gruppo, che permettono percorsi di esperienze da utilizzare per compiere operazioni fondamentali quali: classificare, discriminare, descrivere, argomentare, interpretare l'ambiente in cui è in rapporto. I cinque “campi di esperienza”, denominati IL SE’ E L’ALTRO - IL CORPO E IL MOVIMENTO - IMMAGINI, SUONI E COLORI - I DISCORSI E LE PAROLE - LA CONOSCENZA DEL MONDO, sono un legame tra l'esperienza vissuta prima dell'ingresso nella scuola dell'infanzia e quella successiva nella scuola di base; sono opportunità di riflessione e di dialogo attraverso i quali i bambini vengono progressivamente introdotti nei sistemi simbolici culturali.
1. Campo di esperienza “IL SE’ E L’ALTRO”
che fissa i seguenti traguardi di sviluppo delle competenze:
“Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare e confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. Sviluppa il senso dell’identità personale, percepisce le proprie esigenze e propri sentimenti, sa esprimerli in modo sempre più adeguato. Sa di avere una storia personale e familiare, conosce le tradizioni della famiglia, della comunità e le mette a confronto con altre. Riflette, si confronta, discute con gli adulti e con gli altri bambini e comincia a riconoscere la reciprocità di attenzione tra chi parla e chi ascolta. Pone domande sui temi esistenziali e religiosi, sulle diversità culturali, su ciò che è bene o male, sulla giustizia, e ha raggiunto una prima consapevolezza dei propri diritti e doveri, delle regole del vivere insieme. Si orienta nelle prime generalizzazioni di passato, presente, futuro e si muove con crescente sicurezza e autonomia negli spazi che gli sono familiari, modulando progressivamente voce e movimento anche in rapporto con gli altri e con le regole condivise.
Riconosce i più importanti segni della sua cultura e del territorio, le istituzioni, i servizi pubblici, il funzionamento delle piccole comunità e delle città”. (Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia).
2. Campo di esperienza “IL CORPO E IL MOVIMENTO”
“Il bambino vive pienamente la propria corporeità, ne percepisce il potenziale comunicativo ed espressivo, matura condotte che gli consentono una buona autonomia nella gestione della giornata a scuola. Riconosce i segnali e i ritmi del proprio corpo, le differenze sessuali e di sviluppo e adotta pratiche corrette di cura di sé, di igiene e di sana alimentazione. Prova piacere nel movimento e sperimenta schemi posturali e motori, li applica nei giochi individuali e di gruppo, anche con l’uso di piccoli attrezzi ed è in grado di adattarli alle situazioni ambientali all’interno della scuola e all’aperto. Controlla l’esecuzione del gesto, valuta il rischio, interagisce con gli altri nei giochi di movimento, nella musica, nella danza, nella comunicazione espressiva. Riconosce il proprio corpo, le sue diverse parti e rappresenta il corpo fermo e in movimento”. (Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia)
3. Campo di esperienza “IMMAGINI, SUONI E COLORI”
“Il bambino comunica, esprime emozioni, racconta utilizzando le varie possibilità che il linguaggio del corpo consente. Inventa storie e sa esprimerle attraverso la drammatizzazione, il disegno, la pittura e altre attività manipolative, utilizza materiali e strumenti, tecniche espressive e creative, esplora le potenzialità offerte dalle tecnologie. Segue con curiosità e piacere spettacoli di vario tipo (teatrali, musicali, visivi, di animazione…); sviluppa interesse per l’ascolto della musica e per la fruizione di opere d’arte. Scopre il paesaggio sonoro attraverso attività di percezione e produzione musicale utilizzando voce, corpo e oggetti. Sperimenta e combina elementi musicali di base, producendo semplici sequenze sonoromusicali. Esplora i primi alfabeti musicali, utilizzando anche i simboli di una notazione informa e per codificare suoni percepiti e riprodurli”. (Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia).
4. Campo di esperienza “I DISCORSI E LE PAROLE”
“Il bambino usa la lingua italiana, arricchisce e precisa il proprio lessico, comprende parole e discorsi, fa ipotesi su significati. Sa esprimere e comunicare agli altri emozioni, sentimenti, argomentazioni attraverso il linguaggio verbale che utilizza in differenti situazioni comunicative. Sperimenta rime, filastrocche, drammatizzazioni, inventa nuove parole, cerca somiglianze e analogie tra i suoni e i significati. Ascolta e comprende narrazioni, racconta e inventa storie, chiede e offre spiegazioni, usa il linguaggio per progettare attività e per definire regole. Ragiona sulla lingua, scopre la presenza di lingue diverse, riconosce e sperimenta la pluralità dei linguaggi, si misura con la creatività e la fantasia. Si avvicina alla lingua scritta, esplora e sperimenta prime forme di comunicazione attraverso la scrittura, incontrando anche le tecnologie digitali e i nuovi media”. (Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia)
5. Campo di esperienza “LA CONOSCENZA DEL MONDO”
“Il bambino raggruppa e ordina oggetti e materiali secondo criteri diversi, ne identifica alcune proprietà, confronta e valuta quantità; utilizza simboli per registrarle, esegue misurazioni usando strumenti alla sua portata. Sa collocare le azioni quotidiane nel tempo della giornata e della settimana. Riferisce correttamente eventi del passato recente, sa dire cosa potrà succedere in un futuro immediato e prossimo. Osserva con attenzione il suo corpo, gli organismi viventi e i loro ambienti, i fenomeni naturali accorgendosi dei loro cambiamenti. Si interessa a macchine e strumenti tecnologici, sa scoprire le funzioni e i possibili usi. Ha familiarità sia con le strategie del contare e dell’operare con i numeri sia con quelle necessarie per eseguire le prime misurazioni di lunghezze, pesi e altre quantità. Individua le posizioni di oggetti e persone nello spazio, usando termini come avanti/dietro, sopra/sotto, destra/sinistra, ecc…; esegue correttamente un percorso sulla base di indicazioni verbali”. (Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia) Gli Obiettivi educativo-didattici e le attività previste per ogni campo d’esperienza si declinarlo annualmente in base alla programmazione didattica scelta ed ai bisogni dei bambini.
PROFILO DELLE COMPETENZE DEL BAMBINO
Al termine del percorso triennale della Scuola dell'Infanzia, è ragionevole attendersi che ogni bambino abbia sviluppato e raggiunto competenze di base che strutturano la sua crescita personale: - Conosce e gestisce le proprie emozioni, è consapevole di desideri e paure, avverte gli stati d'animo propri e altrui, sviluppa un'intelligenza “empatica”. - Consolida la propria autostima, diventa progressivamente consapevole delle proprie risorse e dei propri limiti, utilizza gli errori come fonte di conoscenza. - Sviluppa la curiosità e la voglia di sperimentare, interagisce con le cose e le persone percependone le reazioni e i cambiamenti. - Condivide esperienze e giochi, usa strutture e risorse comuni, gestisce gradualmente i conflitti e le regole del comportamento nei contesti “privati” e “pubblici”. - Sviluppa l'attitudine a porre domande, cogliere diversi punti di vista, riflettere, negoziare significati. - Racconta narra e descrive situazioni ed esperienze vissute, comunica e si esprime con pluralità di linguaggi, utilizza la lingua italiana con sempre maggiore proprietà. - Padroneggia abilità di tipo logico, si orienta in relazione a coordinate spazio - temporali nel mondo dei simboli, delle rappresentazioni, dei media e delle tecnologie. - Rileva le caratteristiche principali di eventi, oggetti, situazioni, formula ipotesi, ricerca soluzioni a situazioni problematiche di vita quotidiana. - E' attento alle consegne, si appassiona, porta a termine il lavoro, diventa consapevole dei progressi realizzati e li documenta. - Si esprime in modo personale, con creatività e partecipazione, è sensibile alla pluralità di culture, lingue ed esperienze.
La nostra scuola dell’infanzia paritaria intende il bambino persona unica e si propone come luogo dove: - il bambino può costruire una base “sicura” in ambito cognitivo, affettivo ed emotivo relazionale; - i bambini e le bambine provano se stessi, prendono coscienza, fanno esperienza delle cose, delle situazioni, degli eventi, delle persone, dei sentimenti, delle emozioni; - tutte le proposte didattiche sono legate alla sfera dell’AUTONOMIA, dell’IDENTITA’ e delle COMPETENZE e partono dall’esperienza del bambino; - la scuola svolge la funzione di filtro, di arricchimento e valorizzazione delle esperienze extrascolastiche; - l’osservazione e l’ascolto rappresentano i punti centrali e qualificanti da cui partire con la progettazione per restituire al bambino l’esperienza in forma più ricca e chiara, attraverso i codici dei sistemi simbolico culturali; - il bambino gioca un ruolo attivo perché protagonista.
Il Legale Rappresentante è colui che esercita funzioni direttive nell'ambito della Scuola dell’Infanzia paritaria , assumendo le conseguenti responsabilità amministrative, civili e, in caso di violazione delle norme, anche penali. Nella fattispecie delle scuole dell’infanzia paritarie FISM, la dirigenza gestionale fa capo al "legale rappresentante/gestore" della scuola e cioè al suo rappresentante legale che varia in relazione alle diverse tipologie gestionali. IL legale Rappresentante è il parroco in carica della nostra parrocchia.
La Coordinatrice pedagogico-didattica
La Coordinatrice pedagogico-didattica è la persona che, nell'ambito della scuola singola, o di una rete di scuole, coordina le attività didattiche, esercita e consolida un ruolo di raccordo tra la dirigenza e gli operatori scolastici, allo scopo di condividere ed attuare la Proposta Educativa della scuola ed ottenere i risultati attesi ed esplicitamente dichiarati nel Piano dell'Offerta Formativa. La funzione di coordinamento a livello di singola istituzione scolastica (o di più istituzioni collegate in rete mediante accordo e programma tra i rispettivi dirigenti/gestori) viene attribuita direttamente al dirigente/gestore, sempre che abbia “adeguata qualificazione didatticopedagogica”. Tale funzione può essere formalmente trasferita dal legale rappresentante con delega piena e rappresentativa ad una insegnante o ad altra persona di fiducia, purché in possesso dei titoli previsti per legge, di acquisita capacità didattica, spiccata mediazione relazionale ed interpersonale e ad una più generale conoscenza in materia amministrativa e gestionale....
L’ Insegnante / Docente titolare di sezione
L'’insegnante della scuola dell’infanzia è una professionista colta, sensibile, riflessiva, ricercatrice, progettista, che opera nella prospettiva dello sviluppo professionale continuo (dovere di miglioramento). Possiede titoli di studio specifici, competenze psico-pedagogiche ed opera col principio dell’essere insegnante” e non del “fare l’insegnante”. La scuola richiede al docente di essere un professionista dell’insegnamento e quindi di uscire dall’ottica di un lavoro di routine, aprendosi a confronti e aggiornamenti continui, considerando il rapido evolversi della società e delle normative. È indispensabile rendere significative, sistematiche, complesse e motivanti le attività didattiche attraverso una progettazione flessibile, che implica decisioni rispetto a obiettivi, aree di conoscenza, metodi didattici. Quindi:
- ascolta il bambino e ricerca la comprensione dei suoi bisogni non solo fisici, ma anche emotivi, sociali e cognitivi; - cura la relazione col bambino e lo accompagna nel suo percorso di crescita senza né spingerlo, né tirarlo; - organizza con l’aiuto dei bambini l’ambiente e un contesto ricco di stimoli; - organizza tempi di apprendimento distesi e riconosce a ciascun bambino il proprio tempo di apprendimento; - sostiene, guida, stimola, gratifica, offre materiali, strumenti, sostegni pertinenti alle diverse esperienze ed è regista dell’attività; - non si sostituisce al bambino;
- modifica le dinamiche del gruppo per creare quelle condizioni favorevoli nelle quali tutti siano in grado di essere protagonisti; - focalizza un problema aperto o rimasto in sospeso; - seleziona le informazioni; - collabora con le colleghe in modo costruttivo; - si aggiorna costantemente.
L’ingresso alla scuola dell’infanzia costituisce l’inizio di un nuovo cammino, che vede il bambino il più delle volte alla sua prima esperienza nel sociale, in un nuovo ambiente e in relazione con persone che non appartengono al suo contesto familiare e nel quale si attiva quindi una nuova percezione dell’io. L’accoglienza pone le basi per una fattiva collaborazione scuola-famiglia, facilita il processo di “separazione” dall’adulto, particolarmente delicato per i più piccoli, consolida il processo di “distanziamento”, che è condizione indispensabile e preliminare per l’avvio del processo di socializzazione. La necessità dei bambini più piccoli di trovare anche all’interno dell’ambiente scuola un «ancoraggio» forte all’adulto, simile a quello dell’ambiente familiare, porta ad una personalizzazione dell’accoglienza di ciascun bambino, prevedendo riti, tempi e spazi di attenzione individuale. Le implicazioni affettive ed emotive sia della componente bambino sia della componente genitore, alla quale va data la necessaria attenzione, portano a prevedere le seguenti modalità: incontro preliminare insegnanti-genitori per fornire informazioni sul metodo educativo didattico, sull’organizzazione della scuola e per rassicurazioni sull’ambiente che accoglierà il loro bambino; incontro individuale genitori-insegnanti per una reciproca conoscenza e una prima raccolta d’informazioni relative al bambino e alla sua famiglia. Il periodo dedicato all’accoglienza e all’inserimento non scandisce solo l’inizio dell’anno scolastico, ma costituisce l’essenza dell’esperienza educativa delle relazioni, il presupposto di tutto il cammino scolastico.
L’accoglienza per i bambini nuovi frequentanti prevede un inserimento graduale.
UNA SCUOLA INCLUSIVA CHE ACCOGLIE E VALORIZZA
La nostra scuola: – “È scuola inclusiva, cioè capace di vera accoglienza dove si impara a vivere con le differenze e le diversità perché, il rispetto, la partecipazione e la convivenza non sono solo parole, ma essenza stessa della nostra scuola”. - Accoglie “le diversità, come una ricchezza per valorizzare e promuovere l’identità personale e culturale di ciascuno”.
1 - Le diverse abilità e i bambini diversamente abili La scuola accoglie tutti per valorizzare le abilità di ognuno nella consapevolezza che ogni bambino è portatore della sua storia e deve trovare nella scuola capacità di ascolto e di proposta. La scuola vuole valorizzare le potenzialità di ogni alunno e dar loro l’opportunità di procedere serenamente nel percorso educativo sentendosi accolto, valorizzato e messo nelle condizioni di dare tutto ciò che può. Particolare attenzione viene data ai bambini diversamente abili. La scuola tiene presente il bisogno del bambino diversamente abile organizzando una corretta assistenza, ma, soprattutto, guardando ai suoi diritti: - il diritto ad essere accolto, valorizzato, amato; - il diritto a vivere in modo diverso gli stessi diritti di tutti gli altri bambini; - il diritto ad essere messo in condizione di dare il meglio di se stesso; - il diritto a trovare risposte ai suoi bisogni educativi speciali; - il diritto ad sentirsi uguale e diverso. Per questo accanto alle attività in sezione, si prevedono attività sia nel piccolo gruppo, sia individuali con il sostegno dell’insegnante di sezione e dell’assistente educatore per offrire proposte personalizzate e individualizzate sulla base degli effettivi bisogni educativi. Per ciascun bambino diversamente abile la scuola deve avere la diagnosi clinica e funzionale e il verbale di accertamento dell’ASL ed alla luce di questi documenti, in collaborazione con la famiglia e con gli specialisti del servizio territoriale di Neuropsichiatria infantile, predispone il profilo dinamico funzionale (PDF) da cui discende il Progetto Educativo Individualizzato (PEI). La Scuola pone attenzione anche ai bambini con Bisogni Educativi Speciali (BES): con l’utilizzo di supporti osservativi e di esperti, si costruisce un Piano Didattico Personalizzato (PDP) per favorire lo sviluppo del bambino comprendendo e supportando i suoi bisogni specifici. Particolare importanza viene data alla collaborazione con la famiglia e con gli specialisti che seguono il bambino e per questo vengono predisposte ore dedicate al lavoro di équipe tra le diverse figure coinvolte nel processo di cura, educazione e riabilitazione. La collaborazione è la condizione per interventi educativi non solo coordinati, ma proiettati oltre la scuola e il tempo scolastico.
2 - Bambini stranieri e sguardo interculturale. La presenza di bambini e famiglie che provengono da altre nazioni e altre culture ci pone di fronte alla nostra storia, obbligandoci a riflettere sui fondamenti della nostra cultura e ci ricorda che ognuno di noi è portatore di una sua storia che ha contribuito e contribuisce allo sviluppo della sua identità. La scuola si apre ad un territorio che ha visto il passaggio da una società monoculturale ad una società multiculturale. Incontrarsi attorno al valore della persona e aprirsi all’incontro tra culture significa costruire insieme una società interculturale. La scuola assume come strategia e linea guida lo sguardo interculturale che apre al dialogo mettendo al centro la persona e valorizzando la storia di ognuno per costruire una storia comune di cui ogni bambino è una parola importante. La diversità di ognuno diventa, allora, risorsa e ricchezza per tutti. Modalità per l’accoglienza dei Bambini stranieri: - Vengono attivati momenti di conoscenza del bambino e della sua famiglia. - Si concordano, se necessario,con l’aiuto di un mediatore culturale, le modalità dell’inserimento nella scuola. - Viene fatto conoscere l’ambiente e spiegate le sue regole. La priorità degli interventi didattici, accanto all’accoglienza e alla socializzazione, sarà centrata sulla conoscenza della lingua italiana per permettere la relazione e la partecipazione alle attività specifiche svolte in sezione.
Ogni Bambino, con continuità o per determinati periodi, può manifestare una difficoltà evolutiva di funzionamento in ambito educativo e apprenditivo legata a fattori fisici, biologici, fisiologici o anche psicologici, familiari, sociali, ambientali rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata risposta. Il 27 dicembre 2012 è stata firmata la Direttiva relativa agli “Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali ed organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” (B.E.S.) che precisa la strategia della scuola italiana, al fine di realizzare pienamente il diritto all’apprendimento per tutti gli alunni in situazione di difficoltà. La Direttiva estende pertanto il campo di intervento e di responsabilità di tutta la comunità educante all’intera area dei Bisogni Educativi Speciali (BES), che comprende:  Bambini disabili (Legge 104/1992); Bambini con disturbi specifici di apprendimento (DSA), Bambini con deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell’attenzione e iperattività (ADHD) (Legge 170/2010);  Svantaggio sociale e culturale;  Difficoltà derivanti dalla appartenenza a culture diverse;
A tal fine la Comunità Educante redige un Piano Annuale di Inclusione (PAI) che fa parte di questo stesso P.T.O.F. e della programmazione che si propone di: - Favorire un clima di accoglienza e di inclusione; - Favorire il successo scolastico e formativo; - Definire pratiche condivise con la famiglia; - Promuovere qualsiasi iniziativa di comunicazione e di collaborazione tra scuola e famiglia ed Enti territoriali coinvolti (Comune, ASL, Provincia, Regione, Enti di formazione, ...).
Nel Piano Annuale di Inclusione sono coinvolti: i Bambini in difficoltà ai quali è esteso il diritto di personalizzazione dell’apprendimento, le famiglie che in collaborazione con la scuola partecipano alla costruzione del “progetto di vita” e del PEI/PDP, il Legale rappresentante in quanto garante dell’offerta formativa che viene progettata e attuata dalla scuola, la coordinatrice e il personale docente, il personale non docente, gli operatori sanitari ed il territorio (CTS). Nella scuola il Collegio delle Docenti con le insegnanti di sostegno e gli stessi educatori svolge i compiti del Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI) coinvolgendo anche i genitori e gli specialisti. Il GLI svolge le seguenti funzioni: -Rilevare i Bisogni Educativi Speciali presenti nella scuola; - Elaborare e aggiornare il Piano Annuale per l’Inclusione; - Proporre una programmazione degli obiettivi da perseguire e delle attività da realizzare anche con eventuali progetti; - Stilare i PEI (Piani Educativi Individualizzati) e i PDP (Piani Didattici Personalizzati) e, nel caso in cui dovesse mancare la certificazione clinica, procederà, nel rispetto della normativa, ad attuare interventi pedagogici e didattici opportuni.
L’azione educativa si declina attraverso l’elaborazione di strategie metodologiche- didattiche di apprendimento adatte a tutti, ma che si differenziano per ciascuno: - Attività laboratoriali centrate sull’ascolto e sul coinvolgimento del gruppo classe; - Utilizzo di misure dispensative e/o strumenti compensativi; - Cooperative learning, tutoring, didattiche plurali sugli stili di apprendimento, didattica per problemi; - Rispetto dei tempi di apprendimento. Tali metodologie potranno essere applicate: a classe intera, in piccolo gruppo; individualmente o mediante percorso personalizzato. Il Piano Annuale di Inclusione verrà sottoposto a verifica ogni volta che se ne avvertirà la necessità.
La Didattica della nostra scuola
PROGRAMMAZIONE TRIENNALE EDUCATIVA E DIDATTICA 2016-2019
La programmazione triennale 2016-2019 può essere aggiornata/adeguata annualmente per contenuti ed obiettivi d’ apprendimento e viene conservata agli atti della scuola, a disposizione di chi intenda prenderne visione. Viene condivisa con i genitori prima dell'/all'inizio dell'anno scolastico con incontri/assemblee. Le attività didattiche si svolgono in diverse modalità: attività di sezione, attività di intersezione, attività di scuola aperta per fasce di età, attività in laboratorio
La programmazione annuale ha la seguente struttura: TITOLO, ANNO SCOLASTICO, DESTINATARI, OBIETTIVI, METODOLOGIA, RISORSE, SPAZI, TEMPI, OSSERVAZIONE, VALUTAZIONE, DOCUMENTAZIONE,
Nella nostra scuola, come modalità di organizzazione delle attività, viene utilizzata anche la modalità del laboratorio, termine che rimanda ad una polivalenza di significati: fa pensare all’idea del lavoro, ma anche alla capacità di agire per pensare e di pensare agendo. Attraverso il laboratorio il bambino: agisce, pensa, pensa facendo, pensa per fare. In periodi specifici dell’anno, accanto alle attività di sezione, al mattino o/e al pomeriggio, si svolgono attività di laboratorio per bambini di omogenea, anche avvalendosi del supporto di specialisti esterni. I laboratori variano di anno in anno in quanto vengono definiti all’inizio dell’anno educativo sulla base dei bisogni specifici dei bambini e delle risorse economiche, in continuità con gli anni precedenti per i Bambini del 2° e 3° anno. Di seguito i laboratori di durata annuale:
PROGETTO MUSICALITA’
"L'ambito sonoro - musicale valorizza lo sviluppo delle capacità del bambino ed è uno strumento fondamentale per facilitare l'interazione dei bambini tra di loro." I percorsi proposti nella scuola dell'infanzia hanno lo scopo di: o Favorire l'esplorazione dell'ambiente per conoscere le potenzialità sonore. o Fare utilizzare materiali diversi per scoprire nuove sonorità. o Sviluppare un atteggiamento di curiosità per l'ignoto e l'originale. o Sviluppare le conoscenze acquisite per giocare con i suoni. o Ricreare paesaggi sonori realistici o fantastici. o Produrre realisticamente e individualmente invenzioni musicali in funzione di un immediato divertimento o per momenti di drammatizzazione, danza o teatro.
La finalità di questa attività consente al bambino la sperimentazione e il potenziamento degli schemi motori di base e lo sviluppo dello schema corporeo attraverso il gioco strutturato, libero e simbolico e garantisce una corretta percezione spazio/temporale in rapporto a sé, agli altri e alle regole nel gruppo.
Il bambino, attraverso il gioco e l'attività strutturata, è messo nelle condizioni di accostarsi alla musicalità e al significato della lingua straniera. L'approccio esclusivamente ludico è caratterizzato dal promuovere partecipazione e creatività.
PROGETTI DI CONTINUITÀ EDUCATIVA: NIDO - SCUOLA INFANZIA – SCUOLA PRIMARIA
La nostra scuola: “La Comunità Educante si apre alla famiglia, al territorio in un progetto di cooperazione. È luogo di ascolto e alleanza educativa con le famiglie del territorio ed è riferimento culturale per la comunità. Cura l’attività educativa e formativa in continuità verticale (nido e scuola primaria) e orizzontale (con famiglia e altre agenzie del territorio quali: la parrocchia, l’oratorio, il comune, …)”. L'identità culturale del bambino, che la scuola dell'infanzia è chiamata ad assumere come dato fondamentale di riferimento della sua progettualità, è composta da un complesso intreccio di influenze. Ciò esige, da parte della scuola, la capacità di porsi in continuità e in complementarità con le esperienze che il bambino compie nei suoi vari ambiti di vita, mediandole culturalmente e collocandole in una prospettiva di sviluppo educativo. Occorre, pertanto, prevedere un sistema di rapporti interattivi tra il servizio nido e la scuola primaria per condividere stili educativi. Per accompagnare il bambino dall’asilo nido alla scuola dell’infanzia viene stilato un progetto che prevede: -Attività strutturate e non per tutta la durata dell’anno scolastico, a cadenza settimanale o quindicinnale. -Colloquio con le Educatrici del nido per uno scambio di informazioni circa la storia del bambino. Per favorire il passaggio dei bambini della Scuola dell’Infanzia alla Scuola Primaria, la nostra scuola prevede:
- Momenti di dialogo tra docenti delle due istituzioni. – Una mattinata durante la quale i bambini visitano le Scuole Primarie del territorio. - Passaggio di informazioni relative al bambino(Ipda) tramite incontri programmati. In tali incontri le docenti della Scuola dell’Infanzia consegnano il profilo globale del bambino alle docenti della Scuola Primaria.
I momenti di festa organizzati ed allestiti nella nostra scuola e le ricorrenze annuali richiamano momenti significativi, che riportano alla identità della nostra realtà educativa e sono per i bambini esperienze importanti per rafforzare il sentimento di appartenenza, consolidare le relazioni interpersonali ed evidenziare l’identità di ciascuno. Inoltre, sono anche occasioni per coinvolgere i genitori, promuovendo uno spirito di collaborazione e di rete tra di loro, e per condividere esperienze di gioia, di serenità, di solidarietà, di collaborazione, di divertimento tra i bambini, e tra bambini e adulti. Nella nostra scuola i momenti più significativi e di festa sono: • FESTA DELL’ACCOGLIENZA per i bambini nuovi iscritti • FESTA DELL’ANGELO CUSTODE E DEI NONNI • FESTA DELL’AUTUNNO • AVVENTO IN PREPARAZIONE DEL SANTO NATALE • FESTA DEL SANTO NATALE per scambio degli auguri • FESTA DELLA COMUNITA’ • FESTA DI CARNEVALE • QUARESIMA IN PREPARAZIONE ALLA SANTA PASQUA • FESTA DI FINE ANNO E DEI DIPLOMATI
• USCITE DIDATTICHE ED ESPERIENZE ALL’INTERNO DELLA NOSTRA SCUOLA CON ESPERTI ESTERNI che vengono predisposte dal Collegio Docenti nella programmazione didattica.
OSSERVARE, VALUTARE, DOCUMENTARE
L’osservazione e la valutazione
L’osservazione continua, occasionale e sistematica consente di valutare le esigenze del bambino e di riequilibrare via via le proposte educative e i progetti in base ai ritmi di sviluppo e agli stili di apprendimento di ognuno. La valutazione è intesa, principalmente come un supporto alla programmazione e prevede dei momenti iniziali, dei momenti intermedi e dei bilanci finali che consentono di analizzare e comprendere i percorsi dei bambini della nostra scuola. L’osservazione quotidiana, la documentazione, il confronto e la narrazione consentono di descrivere l’esperienza scolastica mettendo in evidenza i processi che hanno portato il bambino alla maturazione delle competenze e i traguardi raggiunti in riferimento alle finalità. Le docenti valutano il percorso formativo/educativo dei singoli alunni in tre fasi: - INIZIALE: riguarda l’accertamento delle capacità in possesso del bambino al momento del suo ingresso a scuola. – INTERMEDIA: mirata a eventuali interventi personalizzati sul bambino e sul gruppo classe.­ ­– FINALE: riguarda gli esiti formativi dell’esperienza educativa.
La valutazione, resa possibile dall’osservazione attenta delle docenti, garantisce la corrispondenza dei processi educativi ai bisogni degli alunni. Le osservazioni dei bambini vengono condivise periodicamente dalle docenti, in sede di consiglio. La ''scheda di valutazione dei bambino'' (una scheda preordinata che comunica i traguardi raggiunti dal bambino in ordine allo sviluppo affettivo, relazionale e cognitivo) viene condivisa con le famiglie nei colloqui individuali programmati.
La documentazione della programmazione didattica triennale
La documentazione costituisce uno strumento utile per la qualità dell’azione educativa, allo scopo di aiutare a non perderne memoria, a ricordare a distanza, a riconoscere il divenire del tempo, a individuare nelle tracce del passato le linee per il futuro. La nostra documentazione rappresenta una traccia, una memoria di eventi considerati significativi, di stili educativi, di scelte effettuate con attenzione che si intende controllare. Essa assume pieno significato quando serve a rievocare, riesaminare, ricostruire e socializzare; serve soprattutto a se stessi per ripensare a ciò che è stato fatto, ma serve anche agli altri per socializzare le esperienze. I mezzi utilizzati per documentare sono: - fascicoli che illustrano le attività realizzate in un laboratorio e descrivono le attività del percorso didattico; - la sequenza fotografica; - l’archivio dei progetti didattici; - i cartelloni ed elaborati esposti.
INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA (I.R.C.)
L’Insegnamento della Religione Cattolica (I.R.C.) è occasione di sviluppo integrale della personalità dei bambini, perché apre alla dimensione religiosa, promuove la riflessione sul patrimonio di esperienze di ciascuno e contribuisce a rispondere al bisogno di significato. La Nuova Intesa sull’Insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole pubbliche (statali e paritarie) è stata firmata da CEI e MIUR il 28 giugno 2012 ed emanata con il DPR 175 del 20.8.2012, accompagnata dalla Nota del 6.11.2012 recante norme per l’esecuzione dell’Intesa. L’I.R.C. è parte integrante del nostro Progetto Educativo secondo il dettato della L.62/2000 e deve essere accettato da chi sceglie di iscrivere i propri figli nella nostra scuola dell'infanzia paritaria, inteso come momento culturale alla portata di tutti i bambini della sezione. L’I.R.C. concorre alle esigenze sollecitate dai mutamenti della società sempre più multietnica e multi religiosa e va ricordato, ancora una volta, che stiamo parlando di qualcosa che riguarda l’essenziale della nostra proposta educativa, propria ed identitaria delle scuole dell’infanzia cattoliche o di ispirazione cristiana. Nella scuola, che nel tempo è andata gradualmente cambiando, sollecitata dalle trasformazioni di nuovi modelli culturali, si è sviluppato un costante impegno per rendere l’I.R.C. sempre più efficace e adeguato. L'I.R.C. viene svolta integrando attività di sezione e intersezione favorendo momenti di espressione spontanea e guidata. Questo tipo di esperienza non è limitato a sole attività “isolate”, ma opera in modo trasversale ad ogni momento della vita a scuola. Viene svolta dalle docenti idonee all’IRC, come da decreto rilasciato dall’Ordinario Diocesano di Padova.
Valenza educativa dell’insegnamento della religione cattolica.
«La scuola dell’infanzia concorre all’educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini» (L. 53/03, art. 2e); essa fa parte del “sistema educativo di istruzione e formazione”, il quale prevede per i suoi principi i criteri direttivi, anche “il conseguimento di una formazione spirituale e morale” (art. 2b). La nostra Scuola dell’infanzia per “concorrere all’educazione armonica e integrale dei bambini e delle bambine” tiene presente e cura anche la dimensione religiosa dello sviluppo del bambino, in quanto è una scuola di ispirazione cristiana, nella quale il Progetto Educativo sta alla base della proposta educativa che si ispira al Vangelo di Gesù e quindi è ancorata ad una precisa visione della vita e della persona. Coerentemente con quanto appena richiamato, la nostra scuola, contribuisce alla formazione integrale dei bambini e delle bambine e, in particolare, tende a promuovere la maturazione della loro identità e anche della dimensione religiosa, valorizzando le loro esperienze personali e ambientali, orientandoli a cogliere i segni espressivi della religione cristiana/cattolica.
La dimensione religiosa nella proposta culturale delle scuole dell'infanzia cattoliche o di ispirazione cristiana
Le scuole dell'Infanzia cattoliche o di ispirazione cristiana paritarie come la nostra hanno la loro ragione d'essere nel fatto che sono nate con lo scopo di offrire una proposta educativa originale e specifica, rispetto alla proposta offerta da altri tipi di scuole dell'infanzia, come possono essere ad esempio le scuole dell'infanzia statali. Il Progetto Educativo della scuola cattolica paritaria è caratterizzato con aspetti specifici della sua proposta culturale: la scuola è cattolica in quanto fa riferimento "alla vera concezione cristiana della realtà. Di tale concezione Gesù Cristo è il centro. Nel progetto educativo della Scuola Cattolica il Cristo è il fondamento." L'identità cattolica emergere chiaramente: - o nello Statuto della scuola, nel suo PEI,nel POF; o nella proposta culturale; o nella testimonianza personale di tutta la Comunità Educante. Questa identità viene condivisa con i Genitori che scelgono una scuola di ispirazione cristiana. L'I.R.C. nella nostra scuola dell'Infanzia viene proposta per almeno 60/65 ore annue (con cadenza settimanale), da personale che ha l'IDONEITA' all'I.R.C. rilasciata dalla Diocesi di Padova. Per la stesura del progetto di Insegnamento della Religione Cattolica, si richiamano il documento del decennio 2010-2020 della C.E.I. "Educare alla Vita Buona del Vangelo" e l'INTESA tra STATO ITALIANO e C.E.I. della Chiesa Cattolica del giugno 2012 ed al (D.P.R. 11 febbraio 2010 pubblicato sulla G.U. del 07.05.2010 n. 105): “Approvazione dei traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento dell’insegnamento della religione cattolica per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione.”
L’I.R.C. NEI 5 CAMPI DI ESPERIENZA
IL SE’ E L’ALTRO: LE GRANDI DOMANDE, IL SENSO MORALE, IL VIVERE INSIEME Scopre nei racconti del Vangelo la persona e l'insegnamento di Gesù, da cui apprende che Dio è Padre di tutti e che la Chiesa è la comunità di uomini e donne unita nel suo nome, per sviluppare un positivo senso di sé e sperimentare relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e religiose. Esempi di "declinazione" TSC (Traguardi Specifici delle competenze): Accoglienza- "Il bambino e/o la bambina prende coscienza che Dio non fa differenza di persone e vuole bene a tutti". Formazione della coscienza- "Il bambino e/o la bambina è consapevole dell'esempio e degli insegnamenti che ci ha dato Gesù per realizzare una vita buona e felice". Domande esistenziali- "IL bambino e/o la bambina prende consapevolezza che la vita è un dono di Dio e che Egli non ci abbandona mai, neppure nella sofferenza e nella morte".
Diversamente abili -"Il bambino e/o la bambina si rende conto delle particolari diversità che presentano alcuni bambini dal punto di vista fisico o sociale ed è consapevole che Gesù avvicina con benevolenza e amore ogni persona, senza tener conto della sua particolare situazione".
IL CORPO E IL MOVIMENTO: IDENTITA’, AUTONOMIA, SALUTE Riconosce nei segni del corpo l'esperienza religiosa propria e altrui per cominciare a manifestare anche in questo modo la propria interiorità, l'immaginazione e le emozioni. Esempi di "declinazione" TSC: Valore del proprio corpo - "Il bambino e/o la bambina prendono coscienza del valore e della bellezza del proprio corpo come di un dono speciale di Dio". - "Il bambino e/o la bambina provano soddisfazione ciascuno del proprio sesso e sono capaci di trattarsi con reciproco rispetto e apprezzamento".
IMMAGINI, SUONI, COLORI: GESTI, ARTE, MUSICA, MULTIMEDIALITA’ Riconosce alcuni linguaggi simbolici e figurativi caratteristici delle tradizioni e della vita dei cristiani (segni, feste, preghiere, canti, gestualità, spazi, arte), per poter esprimere con creatività il proprio vissuto religioso. Esempi di "declinazione" TSC: - "Il bambino e/o la Bambina sa che c'è una Parola più importante di tutte le parole umane, perché è quella pronunciata da Gesù e si trova nella Bibbia". - "Il bambino e/o la bambina è capace di usare la parola per rivolgersi a Gesù e parlare con lui".
I DISCORSI E LE PAROLE: COMUNICAZIONE, LINGUA, CULTURA Impara alcuni termini del linguaggio cristiano ascoltando semplici racconti biblici, ne sa narrare i contenuti riutilizzando i linguaggi appresi, per sviluppare una comunicazione significativa anche in ambito religioso. Esempi di "declinazione" TSC: - "Il bambino e/o la bambina è progressivamente capace di seguire il comando di Gesù che ha insegnato a rivolgersi alle persone con parole buone e sincere". - "Il bambino e/o la bambina conosce le parole che Gesù ha detto per i Bambini "LASCIATE CHE I BAMBINI VENGANO A ME" ......".
LA CONOSCENZA DEL MONDO Osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo, riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi come dono di Dio Creatore, per sviluppare sentimenti di responsabilità nei confronti della realtà, abitandola con fiducia e speranza. Esempi di "declinazione" TSC: - "Il bambino e/o la bambina vede nella natura l'opera di Dio, è capace di rispettarla ed evita comportamenti di spreco".
Organizzazione della nostra scuola
La legge 107/2015 prevede entro 18 mesi all'art. 1 comma 181/e “(…) l'istituzione del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino a sei anni, costituito dai servizi educativi per l'infanzia e delle scuole dell'infanzia, al fine di garantire ai bambini e alle bambine pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali , economiche, etniche e culturali, nonché ai fini della conciliazione tra tempi di vita, di cura e di lavoro dei genitori e della continuità tra i vari servizi educativi e scolastici e la partecipazione delle famiglie, (…)”
LA COORDINATRICE PEDAGOGICO DIDATTICA E L’EDUCATRICE NELLA PRIMA INFANZIA
La Coordinatrice della scuola dell’infanzia predispone un ambiente sereno per le insegnanti e le famiglie. Il suo compito è di intervenire nelle situazioni sia positive che di disagio tenendo conto di tutto il personale e le loro competenze e risolvendo eventuali dinamiche con genitori al fine di favorire una perfetta integrazione scuola-famiglia.
L’Educatrice è colei che si “prende cura” del bambino e degli spazi; propone, predispone e si fa regista dell’ambiente di apprendimento ove i bambini concorrono per la loro crescita. Tempi modalità e limiti di ogni bambino devono essere osservati e rispettati, nell’accoglienza dell’unicità del bambino. L’Educatrice deve pertanto: - accogliere: offrire un luogo “per tutti e di tutti” - ascoltare: offrire attenzione al bambino - accettare il bambino con la sua storia - aiutare il bambino nello sviluppo dell’autonomia: fisica, affettiva (accettazione del distacco) - osservare in modo sistematico per comprendere come agire
L'Educatrice deve favorire la socializzazione fra i bambini con una programmazione che trovi ambiti di applicazione comuni con la Scuola dell’Infanzia.
Altre figure presenti: personale ausiliario
La Carta dei Servizi è uno strumento individuato e definito dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 gennaio 1994; ha lo scopo di fornire tutte le informazioni relative al servizio Asilo Nido per garantirne la trasparenza e tutelare gli utenti attraverso l’individuazione di obiettivi specifici e consentendo il controllo del raggiungimento degli stessi. La Carta stabilisce un patto tra chi offre e gestisce un servizio e chi ne usufruisce ed è uno strumento di sviluppo della qualità, di valutazione delle prestazioni offerte e di comunicazione con i cittadini.
Principi fondamentali della Carta L’Asilo Nido deve ispirarsi ai seguenti principi:
Eguaglianza: nel pieno rispetto del principio di eguaglianza sancito dalla Costituzione, nell’erogazione dei servizi per l’infanzia non esiste alcuna discriminazione.
Regolarità: è assicurato un servizio regolare, continuo, secondo il calendario definito e comunicato alle famiglie all’inizio di ogni anno scolastico.
Continuità: l’esperienza al Nido è basata sul dialogo e sul confronto che consentono la ricerca di elementi di continuità tra Nido e famiglia. Il percorso parte dall’ambientamento in un contesto sociale caratterizzato da relazioni affettive stabili, garantite dalla presenza nel tempo della medesima équipe educativa, e mira a rinforzare il rapporto di fiducia, nel riconoscimento delle competenze e dell’unicità dei ruoli.
Imparzialità e rispetto: gli operatori del servizio svolgono la loro attività secondo criteri di obiettività, garantendo completa imparzialità fra gli utenti e il rispetto delle esigenze di ogni singolo utente.
Efficienza ed efficacia: viene assicurato il rispetto degli standard di qualità previsti attraverso il più conveniente utilizzo delle risorse impiegate.
Partecipazione: il Nido ricerca occasioni di coinvolgimento delle famiglie.
Trasparenza: l’utenza ha diritto ad accedere alle informazioni che lo riguardano e ad ottenere spiegazioni e chiarimenti sul funzionamento del Servizio.
Diritto alla privacy: i dati personali e le immagini dei bambini sono tutelati dalla legge sulla Privacy. Foto e filmati dei bambini potranno essere utilizzati, previa autorizzazione dei genitori, solo nell’ambito di iniziative educative, formative e culturali relative al servizio.
Integrazione e collaborazione: il Nido (luogo d’incontro di diverse culture) promuove una rete di relazioni con le diverse realtà del territorio e con le diverse istituzioni che si occupano della prima infanzia
Controllo di qualità: il servizio prevede l’individuazione di strumenti di monitoraggio che consentano di migliorare progressivamente la qualità.
Diritto di scelta: la Carta dei Servizi fornisce tutte le informazioni necessarie al fine di garantire all’utente la possibilità di valutare e di scegliere in piena libertà.
CHE COS’E’ L’ASILO NIDO
L’Asilo Nido è un servizio socio-educativo che ha lo scopo di favorire, integrando e sostenendo l’opera insostituibile del nucleo familiare, l’equilibrato sviluppo psico-fisico del bambino e la sua socializzazione, dai tre mesi ai tre anni. L’Asilo Nido riconosce il diritto di tutti i bambini a vivere esperienze piacevoli in cui esprimere tutte le loro potenzialità evolutive, costruire la propria identità in un tessuto di scambi e relazioni con altri bambini e adulti che non fanno parte del loro nucleo familiare.
Finalità e obiettivi L’Asilo Nido trae finalità e obiettivi dai suoi documenti fondamentali:
il Regolamento, riferimento per i principi su cui si fonda il Nido e per la parte organizzativa generale della struttura,
il Progetto Pedagogico, riferimento per la parte educativa e organizzativa specifica.
-Un’attenta azione educativa progettata nel massimo rispetto delle esperienze individuali e diretta al pieno sviluppo delle potenzialità del bambino in un ambiente armonico e sereno; - Una corretta assistenza igienico-sanitaria ed una corretta alimentazione;
RISPETTO AI BAMBINI - Provocare/suscitare esperienze attraverso la costruzione/organizzazione del luogo di vita/ambiente, le quotidianità e le relazioni. - Sostenere l’apprendimento attraverso la sperimentazione, riconoscendo le competenze del bambino, il suo particolare stile e la sua predisposizione alla relazione. - Svolgere un’azione di prevenzione contro ogni forma di svantaggio e di disagio.
RISPETTO ALLA FAMIGLIA - Cercare continuità. - Sostenere, affiancare la famiglia.
RISPETTO AL TERRITORIO - Promuovere una rete di relazioni con le diverse istituzioni presenti sul territorio e perseguire un progetto comune. - Informare e promuovere “un sapere”, che il Nido mette a disposizione del territorio attraverso la documentazione. - Incentivare, divulgare le informazioni che arrivano dalle varie realtà del territorio.
SCUOLA DELL’INFANZIA (3 - 6 anni)
La vita di relazione all’interno della Scuola dell’Infanzia, si esplica attraverso varie modalità: Il gruppo sezione - rappresenta un punto di riferimento stabile per tutto l’anno scolastico. All’interno della sezione si sviluppano relazioni di amicizia, di cura, di solidarietà e cooperazione e si creano le condizioni per il raggiungimento delle finalità educative Nella scuola sono attive 3 sezioni omogenee e 1 sezione eterogenea per un totale circa 100 bambini.
Il gruppo di intersezione -organizzato per fasce di età è formato da bambini di sezioni diverse e permette la relazione tra bambini di sezioni diverse e l’instaurarsi di nuovi gruppi amicali. Il piccolo gruppo - è una modalità di lavoro che consente ad ogni bambino di essere protagonista all’interno del gruppo e permette anche interventi mirati ai bisogni dei singoli bambini.
“Il tempo nella scuola è “opportunità per l’apprendimento; permette momenti di proposta da parte dei docenti e i tempi “lunghi” di rielaborazione da parte dell’alunno. Il tempo, nella sua scansione annuale - settimanale - giornaliera è la prima risposta alla domanda di educazione” . Il tempo scuola, cadenzato da routine e da attività di vario tipo, è opportunità per lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, delle competenze, della cittadinanza.
Il calendario approvato dalla Regione Veneto, con delibera n 604 del 5 maggio 2016 è discusso dal collegio docente e approvato dal Comitato di Gestione . Il calendario regionale mette in evidenza “la volontà di rafforzare l’autonomia scolastica nel rapporto con il proprio territorio di riferimento.
La giornata scolastica tipo
La strutturazione della giornata scolastica è pensata per dare al bambino punti di riferimento sicuri e costanti, salvaguardare il suo benessere psico-fisico, proporre un armonico alternarsi di attività che richiedono una diversa intensità di impegno: attività libere e strutturate che permettono di fare e riflettere. L’orario di attività didattica è ripartito in cinque giorni settimanali tra le ore 8,00 e le ore 16,00. Sono attivi il servizio di pre scuola (7:30/8:00) e dopo scuola (16:00 /17:00).
dalle ore alle ore attività
7.30 - 8.00 Ingresso pre-scolastico:
9.00 - 10.00 preghiera comunitaria,merenda, giochi liberi e guidati, attivita’ di intersezione, servizi
13.30 – 15,00 servizi ,“Momento” del sonno per i piccoli e medi(che ne hanno bisogno) ,momento relax e ripresa delle attività strutturate e non, per medi e grandi
16.00 – 17.00 Dopo scuola
L’organizzazione degli spazi è momento pedagogico. Gli spazi si presentano accoglienti e ben organizzati, governati da regole chiare che tutelano la sicurezza degli alunni e danno punti di riferimento, belli perché non impersonali, da rispettare e conservare con ordine, invitanti per fare esperienze di apprendimento.
UNO SPAZIO CHE PROMUOVE L’AUTONOMIA E FAVORISCE L’APPRENDIMENTO La consapevolezza dell’importanza della relazione che si costruisce tra individuo e ambiente ha portato ad interrogarsi sulle modalità con cui l’organizzazione degli spazi può favorire la fruizione autonoma di ambienti e materiali e la scelta di percorsi e modalità di apprendimento.
UNO SPAZIO CHE FAVORISCE LE RELAZIONI L’organizzazione degli spazi educativi, in quanto elemento che interagisce dinamicamente con la qualità dei processi e delle relazioni, è oggetto di verifiche periodiche sia in riferimento alla sua coerenza con l’intenzionalità espressa in sede progettuale, sia in relazione all’utilizzo che ne fanno i bambini e ai significati che a essa attribuiscono dell’ambiente. Gli spazi della nostra scuola sono: - Aule Didattiche, Sala Mensa, Spazio “Riposo”, Corridoio, Segreteria, Cortile esterno, Salone giochi , magazzino cancelleria e materiale didattico.
Spazi destinati ad attività di igiene di routine Servizi igienici per sezioni e mensa, servizi e spogliatoio di tutto il personale.
ORGANI COLLEGIALI PARTECIPAZIONE
Il Comitato di Gestione in stretta sintonia col Collegio Docenti– organo responsabile del PTOF, del Progetto Educativo e dell’identità di ispirazione cristiana della scuola – per attuare e dare significato alla partecipazione e alla collaborazione dei genitori nella elaborazione delle attività e nella organizzazione interna della nostra Scuola dell’Infanzia paritaria, in ottemperanza alla vigente legislazione. Il Comitato è così composto: rappresentanti del personale docente, rappresentanti dei genitori(su chiamata del Legale Rappresentante) , il Presidente della Scuola dell’Infanzia e un suo delegato,la Coordinatrice, la Segretaria, l’economo. I genitori sono rieleggibili di anno in anno e decadono quando perdono i requisiti di eleggibilità elencati nell’apposito Regolamento, allegato a questo Piano Triennale dell’Offerta Formativa.
E’ formato dalle insegnanti di tutte le sezioni e da uno/due rappresentanti dei genitori per ciascuna sezione eletti dalle rispettive assemblee di genitori durante il primo mese dell’anno scolastico. Il consiglio d’intersezione, è un organo propositivo e consultivo; dura in carica un anno ed i rappresentanti dei genitori sono rieleggibili finché hanno figli frequentanti la scuola. E’ convocato e presieduto dalla Direttrice o dalla Coordinatrice della scuola la quale – nella prima riunione – designa una segretaria che rediga sintetici verbali sull’apposito registro, da conservare nella scuola a cura della suddetta Direttrice o Coordinatrice. Si riunisce nella scuola almeno 2 volte all’anno e ogni altra volta che ve ne sia esigenza . Esso promuove la collaborazione scuola-famiglia e, in particolare, nelle occasioni coincidenti con ricorrenze, manifestazioni, eventi organizzati atti ad avvicinare la scuola al mondo esterno; ha il compito di informare inoltre sulle novità e le iniziative proposte dalla scuola.
E’ formato da tutte le docenti della scuola e dalle educatrici di sostegno, convocato e presieduto dalla Coordinatrice, si riunisce in orario extrascolastico, per l’elaborazione della programmazione annuale e la valutazione della stessa, per la revisione del POFT, per esaminare i casi di alunni in difficoltà, scegliere i piani di formazione, elaborare il calendario delle attività extracurricolari, formulare ipotesi e idee da presentare al Cdg, per stabilire e mantenere contatti con il territorio. E’ redatto un verbale per ogni incontro.
LA RETE DEI COLLEGI DOCENTI DI ZONA
La FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) della provincia di Padova ha organizzato la rete delle scuole dell'infanzia paritarie suddividendo il territorio in Collegi che coinvolgono Docenti e Coordinatrici promuovendo in condivisione con Coordinatrici e Docenti, numerose iniziative di formazione ed aggiornamento. La nostra scuola appartiene al Collegio della zona di Maserà di Padova –PD- ed è formato da tutte le Docenti e le Coordinatrici delle scuole appartenenti a questa zona. E’ convocato e presieduto dalla coordinatrice di zona e si riunisce tre volte all’anno per o approfondire le linee generali della programmazione educativa e didattica; o individuare e suggerire riferimenti contenutistici comuni e/o itinerari di lavoro su tematiche di interesse generale; o prendere in esame strumenti di osservazione del comportamento degli alunni, modalità di verifica, modelli e procedure di monitoraggio/valutazione dei processi e degli esiti; o prendere in considerazione o studiare gli strumenti per verificare la “qualità del servizio” e della proposta formativa delle singole scuole, finalizzati alla loro autovalutazione; o suggerire modalità di documentazione dell’attività didattica in modo da rendere concretamente visibile a tutti i soggetti interessati e coinvolti l’itinerario di lavoro e il progetto educativo; o analizzare ed elaborare strategie e programmi per il miglioramento dei rapporti scuola-famiglia, onde favorire la più completa condivisione del progetto educativo; o rendere possibile l’articolazione in gruppi di lavoro autogestiti nei quali collaborino insegnanti di scuole diverse della zona; o - approfondire o ipotizzare progetti di innovazione/sperimentazione metodologico-didattica, di collegamento con altre scuole, anche statali e di collegamento fra scuola ed extrascuola; o studiare e dibattere argomenti culturali/professionali, anche in relazione a documenti modificativi della gestione della scuola; o scegliere di propria iniziativa o fra quelli proposti dalla FISM provinciale, gli argomenti su cui riflettere e dibattere negli incontri. E’ redatto un verbale al termine di ogni incontro. La scuola aderisce anche al Collegio Provinciale B.E.S. che si riunisce tre volte l’anno per approfondire le tematiche legate alla disabilità, al disagio socio-culturale e relazionale.
Possono partecipare alle riunioni dell’assemblea generale docenti e non, gli amministratori della scuola ed entrambi i genitori dei bambini iscritti. scuola. Nella prima riunione dell’anno, i genitori presenti nell’assemblea eleggono i genitori che li rappresentano negli Organi collegiali della scuola. Tutti gli eletti durano in carica un anno e sono rieleggibili, a condizione che abbiano ancora figli frequentanti nella scuola (è comunque consigliabile che gli eletti rimangano in carica per tutto il triennio di fequenza). Le riunioni si svolgono in locali della scuola, al di fuori dell’orario scolastico. L’Assemblea ha le attribuzioni di: - prendere conoscenza della programmazione educativa e didattica annuale; - prendere conoscenza del lavoro svolto nell’anno e dei risultati conseguiti; - nominare i rappresentanti dei genitori
ALLEANZA SCUOLA INFANZIA E FAMIGLIA
Nella scuola dell’infanzia più che in qualsiasi grado di scuola risulta necessaria e irrinunciabile: - la condivisione della proposta educativa; - la collaborazione e cooperazione con la famiglia.
Sono queste le condizioni essenziali per sviluppare le potenzialità di ogni bambino. Collaborare e cooperare comporta: - condividere le finalità; - dividere i compiti senza creare separazione tra le due agenzie; - assumersi le proprie responsabilità. La famiglia è la sede primaria dell’educazione dei propri figli, è l’ambiente dove il bambino impara a vivere e a stare di fronte alla realtà. All’ingresso nella scuola dell’infanzia ogni bambino porta una sua storia personale che gli consente di possedere un patrimonio di conoscenze e atteggiamenti. Risulta fondamentale costruire una continuità educativa e un’alleanza con la famiglia, condividendo le finalità ed il progetto educativo e al tempo stesso, attuare e valorizzare la divisione dei compiti senza creare separazioni, ma vivendo la corresponsabilità educativa. Per la crescita di ogni singolo bambino e per la buona riuscita del progetto educativo la nostra scuola offre e chiede collaborazione con la famiglia e promuove incontri atti a facilitare la conoscenza reciproca quali:
L’OPEN DAY - Previsto una volta all’anno nel periodo previsto per le iscrizioni, è un momento di scuola aperta alla comunità, per conoscerne la proposta Educativa, la struttura e le risorse umane. Si consegna ai genitori la modulistica che porteranno compilata all’atto di iscrizione.
L’ISCRIZIONE DI BAMBINI E BAMBINE 3-6 ANNI Le iscrizioni si aprono, salvo diverse indicazioni del MIUR, a metà gennaio e chiudono a fine febbraio, tenendo indicativamente le tempistiche indicate anche per le scuole statali, pur non essendo queste date vincolanti per le nostre scuole dell'infanzia paritarie. I genitori in questa occasione possono recarsi a scuola ed avere le necessarie informazioni in un momento di scambio con la Coordinatrice e/o le Insegnanti per presentare il proprio bambino e consegnare i documenti di iscrizione compilati.
L’ISCRIZIONE DI BAMBINI ANTICIPATARI - Il MIUR, salvo diverse indicazioni con propria circolare sulle iscrizioni, consente, ove non vi siano Bambini in età 3-6 in lista di attesa e posti disponibili, di accogliere anche le iscrizioni di coloro che compiano i 3 anni entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento. Un preventivo ed approfondito colloquio con la famiglia deve accertare se il Bambino sia realmente "in anticipo di sviluppo" e pertanto, se tale sviluppo continuasse in maniera costante, lo stesso Bambino arriverebbe anche ad anticipare, dopo il triennio di scuola dell'infanzia, l'iscrizione alla scuola primaria. L'anticipo non può essere inteso come "una fuga" dagli ambiti educativi offerti alla prima infanzia. I
PRIMI INCONTRI CON I GENITORI E CON I BAMBINI I genitori invitati a giugno dalla scuola conoscono e condividono il progetto educativo e il piano dell’offerta formativa; ricevono utili indicazioni di buone prassi per prepararsi ed affrontare il momento di inserimento del bambino a scuola e il distacco e sono intesi come incontri di supporto alla genitorialità. I bambini vengono invitiati una mattinata a giugnoper giocare negli spazi della scuola alla presenza dei genitori e delle insegnanti che attuano le prime osservazioni utili a formare delle sezioni il più equilibrate possibili.
Il PRIMO COLLOQUIO INDIVIDUALE Consapevoli che ogni bambino ha una storia personale profonda e significativa, le docenti incontrano i genitori a giugno oppure entro i primi giorni di settembre per meglio conoscere nello specifico il bambino, aiutati da un questionario conoscitivo, fornito dalla scuola all’iscrizione, che i genitori portano compilato.
I COLLOQUI INDIVIDUALI DURANTE L’ANNO Oltre al primo colloquio di conoscenza del bambino, durante l’anno scolastico le docenti insieme ai genitori riflettono e si confrontano sulla crescita del bambino a scuola ed individuano attenzioni e strategie educative atte a promuovere lo sviluppo del bambino. Le docenti si mettono a disposizione per i colloqui previo appuntamento.
GLI INCONTRI DI FORMAZIONE La scuola, durante l’anno, può proporre incontri per il confronto e lo scambio in merito a tematiche educative con la presenza anche di esperti. La scuola si fa inoltre promotrice e divulgatrice di corsi tematici proposti dal altri enti ma di interesse comune.
n.b. per le famiglie che presentano problemi di separazione, divorzio o altro, la nostra scuola applica le indicazioni della legge 54/2006 e del Dlsg n 154/2013.
UNA SCUOLA CHE SI RAPPORTA CON IL TERRITORIO La nostra scuola dell’Infanzia paritaria dimostra un particolare interesse verso il contesto sociale nei confronti del territorio e della comunità per promuovere sia il senso di appartenenza sia la partecipazione attiva nell’ottica di una cittadinanza che supera i confini territoriali, è aperta al futuro e ai cambiamenti e si fonda sul rispetto reciproco, sulla convivenza, sulla collaborazione e cooperazione. La prospettiva culturale verso la quale si tende è quella di una effettiva realizzazione di un sistema integrato con le opportunità formative presenti sul territorio.
La nostra scuola favorisce oltre che l'essenziale alleanza educativa con la famiglia, anche la collaborazione con i Servizi Comunali preposti (istruzione, Servizi Sociali, Sicurezza…), la Comunità Parrocchiale, l’Oratorio, la Biblioteca, l’Azienda Sanitaria Locale e partecipa al Collegio di zona per le scuole paritarie promosso per la rete delle scuole dell'infanzia (ai sensi della L. 62/2000) dalla Fism di PADOVA, partecipa al collegio Docenti/Coordinatrice della zona di Maserà di Padova o altre realtà vicariali
TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO – D.Lgs. 81/2008 integrato D.Lgs 106/2009
In attuazione del D.Lgs. 81/08 integrato col D.Lgs. 106/09, la scuola ha provveduto alla frequenza di una serie di corsi previsti dalla legge, per il Legale Rappresentante in qualità di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), alla Coordinatrice in qualità di Dirigenti o Preposti, al personale addetto all’Antincendio, al Pronto Soccorso, ecc.
Presente a scuola il Documento di Valutazione Rischi.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 22 marzo 2014, è stato pubblicato il Decreto Legislativo n. 39 del 4 marzo 2014, in vigore dal 6 aprile 2014, con il quale è stata recepita in Italia la Direttiva 2011/93/UE, che riporta disposizioni in merito alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento dei minori.
L’aspetto rilevante per i datori di lavoro riguarda l’obbligo di richiedere il certificato penale del casellario giudiziale a tutti i soggetti che svolgono attività professionali che prevedono un contatto con i minori, al fine di verificare l’esistenza o meno, in capo al lavoratore, di condanne per i reati contro i minori previsti dal codice penale (art. 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinques e 609-undecies).
NOTE INFORMATIVE / ORGANIZZATIVE
Estratto da: “IL REGOLAMENTO INTERNO”
I Genitori sono tenuti a rispettare gli orari di ingresso ed uscita dei BAMBINI 8:00-9:00 ingresso /15:30- 16.00 uscita-(13.00-13.15 uscita intermedia) Nel caso in cui si prevedano ritardi motivati, è opportuno informare la scuola / l’insegnante con preavviso. Al fine di garantire un adeguato inserimento dei Bambini è opportuno che la frequenza sia il più possibile regolare, favorendo in questo modo i processi di socializzazione e di apprendimento. Al momento dell’uscita i bambini verranno affidati solo ai genitori o a persone munite di delega scritta.
In caso di assenza per motivi di salute superiore ai 5 giorni consecutivi è necessario il certificato medico di riammissione.Per quanto riguarda le patologie infettive si richiede ai genitori di informare la scuola in caso di possibile contagio . I genitori di Bambini e le Bambine con intolleranze alimentari devono presentare il certificato del medico specialista con la specifica degli alimenti a cui il proprio figlio è allergico. Inoltre si fa presente che durante l’orario scolastico non può essere somministrato alcun farmaco (se non secondo il Protocollo di somministrazione farmaci della scuola).
Al momento dell’iscrizione i genitori autocertificano le vaccinazioni sostenute dal/la proprio/a figlio/a.
DOTAZIONE e ABBIGLIAMENTO
Ogni bambino e bambina dovrà portare con sé : un grembiule bianco comodo, un sacchetto di tela contrassegnato con nome e cognome contenente un cambio completo di vestiti a seconda della stagione (mutandine, canottiere, calzini e scarpe, pantaloni, magliette, felpa). E’ obbligatorio per tutti i bambini cambiare le scarpe con cui si arriva, con un paio da lasciare a scuola durante il periodo indicato a scuola e nel giorno dell’attività motoria. Ogni bambino e bambina dovrà fornirsi di un sacchetto di tela contenente una bavaglia e un asciugamano da lasciare a scuola dal lunedì al venerdì; entrambi andranno contrassegnati con nome e cognome. È possibile portare a scuola giochi e peluche, di dimensioni contenute, che verranno poi riposti prima dell’inizio delle attività, negli armadietti. La scuola per i sopracitati giochi e per eventuali preziosi indossati dai bambini declina ogni responsabilità. I bambini inoltre dovranno portare a scuola colori e materiale per le attività a seconda dell’ età.
CONTRIBUTO ANNUO DELLE FAMIGLIE.
Il contributo a carico delle famiglie (ex retta) è determinato per l’anno scolastico 2016/2017 nella misura di € 165,000 oltre ad € 100,00 per la quota d’iscrizione; verrà confermato od adeguato per gli anni successivi in relazione ai contributi statali e regionali che dovrebbero garantire “la libertà di scelta educativa delle famiglie" senza possibili ulteriori aggravi per le stesse.I suddetti contributi corrispondenti a una quota forfettaria per la gestione e per il servizio mensa, sono dovuti per l’intero anno scolastico. Il contributo annuale a carico delle Famiglie è versabile entro il giorno 10 del mese di frequenza e dovrà effettuarsi ai fini delle norme su trasparenza, tracciabilità, antiriciclaggio solamente tramite bonifico bancario c/o : BCC/ANNIA O BANCA NTONVENETA
Il versamento dovrà vedere ben specificato:
- il nome del Bambino/a per cui viene effettuato il versamento del contributo;
- il mese o i mesi per cui viene effettuato il versamento del contributo.
LEGITTIMAZIONE PIANO TRIENNALE OFFERTA FORMATIVA (PTOF) per la scuola dell’infanzia paritaria (3-6 anni) e per i servizi della 1ª infanzia (0-3 anni)
Le Insegnanti della Scuola dell'Infanzia “TONINO PETROBELLI P.zza Bertipalia 2, 35020 Bertipaglia di Masera’ di Padova-PD- paritaria con D.M. DEL 10 MARZO 200 N.62 durante il collegio Docenti tenutosi il 03/10/2016 hanno approvato il presente PIANO TRIENNALE OFFERTA FORMATIVA (PTOF) per gli anni scolastici 2016-2019 redatto ai sensi della Legge 107/2015. Alla data dell’invio al Ministero dell’Istruzione non è stato invece il presente PTOF non è ancora approvato dal Comitato di Gestione della scuola in quanto non si è ancora svolto un incontro per questo nuovo anno scolastico.Tenuto conto che il documento è suscettibile di eventuali modifiche in itinere, che saranno tempestivamente comunicate a tutti gli utenti.