Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-12662-del-19-05-2017
Timestamp: 2020-04-03 00:14:38+00:00
Document Index: 120807176

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Sentenza Cassazione Civile n. 12662 del 19/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12662 del 19/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 19/05/2017, (ud. 28/04/2017, dep.19/05/2017), n. 12662
sul ricorso 23272-2013 proposto da:
COMUNE DI SANT’AGOSTINO, elettivamente domiciliato in ROMA VIA GIULIO
CESARE presso lo studio dell’avvocato LORENZO SCIUBBA, rappresentato
e difeso dagli avvocati ANTONIO MOLLO, RUGGERO MOLLO;
avverso la sentenza n. 65/2013 della COMM. TRIB. REG. di BOLOGNA,
p. 1. La Ortofrutticola Valle del Reno soc.coop. propone un motivo di ricorso per la cassazione della sentenza n. 65/02/13 del 27 marzo 2013 con la quale la commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna, a conferma della prima decisione, ha ritenuto legittimo l’avviso di accertamento per Ici 2006 notificatole dal Comune di Sant’Agostino (FE) in relazione a taluni fabbricati strumentali da essa posseduti.
p. 2.1 Con l’unico motivo di ricorso si lamenta – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, – violazione o falsa applicazione della normativa Ici di riferimento (D.L. n. 557 del 1993, art. 9, comma 3 bis, lett. i), conv. L. n. 133 del 1994 e succ. mod.; – D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, comma 1, lett. a), come mod. dal D.L. n. 207 del 2008, art.23, co 1 bis, conv. L. n. 14 del 2009). Contrariamente a quanto sostenuto dalla CTR, ciò che rilevava ai fini dell’esenzione Ici non era il classamento catastale, bensì il rapporto di strumentalità – nella specie pacifico – in concreto svolto dagli immobili nell’attività di produzione agricola della cooperativa. Ciò doveva desumersi, in particolare, dal D.L. n. 207 del 2008, art. 23, comma 1 bis, conv. L. n. 14 del 2009 cit., secondo cui ai fini Ici non dovevano “considerarsi fabbricati” le unità immobiliari, anche iscritte o iscrivibili nel catasto, connotate da requisiti di ruralità D.L. n. 557 del 1993, ex art. 9, conv. L. n. 133 del 1994, cit., e succ.mod..
Va altresì osservato come quanto stabilito dalle SSUU nella sentenza cit. si sia fatto carico anche dei profili di jus superveniens riconducibili all’emanazione sia del D.L. n. 557 del 1993, art. 9, comma 3, conv. in L. n. 222 del 2007, come introdotto dal D.L. n. 159 del 2007, art. 42 bis, conv. in L. n. 222 del 2007, art. 42 bis; sia del D.L. n. 207 del 2008, art. 23, comma 1 bis, conv. in L. n. 14 del 2009, art. 23, comma 1 bis.
Con la conseguenza che nemmeno in base a questa normativa – salva l’ipotesi di mancato accatastamento è dato al giudice tributario di accertare in concreto, incidentalmente, il carattere rurale del fabbricato di cui si sostenga l’esenzione da Ici.
La stessa conclusione va, infine, riaffermata (così Cass. 7930/16 cit. ed innumerevoli altre) pur alla luce dell’ulteriore jus superveniens (D.L. n. 70 del 2011, conv. in L. n. 106 del 2011; D.L. 201 del 2011 conv. in L. n. 214 del 2011; D.L. n. 102 del 2013 conv. in L. n. 124 del 2013) che ha attribuito al contribuente la facoltà di presentazione di domanda di variazione catastale per l’attribuzione delle categorie di ruralità A/6 e D/10, con effetto per il quinquennio antecedente.
Si tratta infatti di disposizioni che rafforzano l’orientamento esegetico già adottato dalle SSUU nel 2009, in quanto disciplinano le modalità (di variazione – annotazione) attraverso le quali è possibile pervenire alla classificazione della ruralità dei fabbricati, anche retroattivamente, onde beneficiare dell’esenzione Ici; sulla base di una procedura ad hoc che non avrebbe avuto ragion d’essere qualora la natura esonerativa della ruralità fosse dipesa dal solo fatto di essere gli immobili concretamente strumentali all’attività agricola, a prescindere dalla loro classificazione catastale conforme.
Quanto, poi, alla variazione catastale che la società assume di aver chiesto ed ottenuto, per due immobili, presso l’agenzia del territorio correttamente la CTR non ne ha tenuto conto. Si tratta infatti di istanza che non è stata presentata ai sensi e seconda le modalità del D.L. n. 70 del 2011 cit. ed i cui effetti, pertanto, non erano assistiti dall’efficacia retroattiva quinquennale da quest’ultima normativa prevista.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, della quinta sezione civile, il 28 aprile 2017.