Source: https://www.soldioggi.it/legge-104-18488.html
Timestamp: 2020-08-14 23:38:47+00:00
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Legge 104 nel 2020: come funziona, requisiti, agevolazioni, permessi | Soldioggi
Lo stato italiano riconosce alle persone con disabilità particolarmente importanti, delle agevolazioni volte non solo all’assistenza sanitaria e medica, ma anche benefici di tipo economico, fiscale e lavorativo. Agevolazioni che, in specifici casi, possono richiedere anche i familiari che si prendono cura del disabile.
In questa guida completa sulla Legge 104 ti spiego cos’è e come funziona, come richiederla, quali sono i requisiti per ottenere i vantaggi, quali sono i benefici a cui hai diritto, come richiedere i permessi lavorativi retribuiti per te stesso (se lavori) o per un familiare che assiti (un genitore o altro parente). Infine ti spiego come beneficiare dell’esenzione bollo auto, dell’IVA agevolata al 4% e delle detrazioni fiscali IRPEF.
La Legge n. 104/92 è la normativa che regola i diritti delle persone che soffrono di handicap e dei lavoratori che hanno un familiare portatore di handicap grave e se ne prendono cura (i cosiddetti caregiver). Quindi, hai diritto ai benefici previsti dalla Legge 104 (più avanti vedremo quali sono) se sei tu portatore di handicap oppure se un tuo familiare lo è.
L’art. 3 comma 1 della Legge 104, offre una definizione specifica: una persona è portatrice di handicap colei che presenta una minorazione di carattere fisico o psichico tale da arrecare disagio relazionale, sociale e lavorativo. L’art. 3 comma 3 sottolinea inoltre che l’handicap è tale da richiedere assistenza permanente, allora si tratta di una situazione grave che deve avere priorità negli interventi pubblici.
Differenze tra invalidità e Legge 104
Innanzitutto bisogna fare una importante differenza: non sono la stessa cosa ma sono comunque collegate. Per ottenere i benefici della Legge 104 devi innanzitutto fare domanda di invalidità civile all’INPS. Una volta che l’INPS ti riconosce l’invalidità a quel punto puoi chiedere i benefici della Legge 104, che non sono automatici, ma dipendono dalla situazione di handicap.
Se l’handicap è tale da avere ripercussioni importanti sulle relazioni sociali e lavorative del disabile, allora si ha diritto ai benefici previsti dalla Legge 104 (nei prossimi paragrafi ti spiego anche l’iter da seguire passo per passo per fare domanda sia di invalidità civile e poi quella per la Legge 104).
I benefici economici, lavorativi e fiscali previsti dalla Legge 104 spettano ai portatori di handicap, ossia coloro che a causa di una menomazione fisica o psichica hanno problemi di integrazione lavorativa e/o sociale.
Per ciò che riguarda i permessi di lavoro retribuiti, essi spettano sia al disabile (se lavoratore), sia al familiare che assiste il disabile. Nello specifico spettano a:
Disabili lavoratori, anche part time, purché con contratto da dipendente. Non sono ammessi i lavoratori autonomi e parasubordinati;
Genitori di figlio disabile;
Coniuge del disabile;
Parenti o affini entro il III grado (tra l’altro recenti sentenze della Corte di Costituzionale hanno abolito l’obbligo di convivenza con il disabile, come ti spiegherò più avanti in questa guida).
La legge 104 prevede una serie di benefici che spaziano dal congedo retribuito per i lavoratori dipendenti disabili o che si prendono cura di un parente disabile, a benefici fiscali, sull’acquisto auto, sul bollo, sull’acquisto di computer, dispositivi medici e tanto altro ancora.
Se sei un portatore di handicap oppure assisti un tuo familiare che lo è, hai diritto a delle agevolazioni di tipo:
Vediamo di seguito nello specifico quali sono questi vantaggi e benefici lavorativi, economici e fiscali.
Se assisti un familiare con handicap, parente o affine entro il II grado, hai diritto a 3 giorni di permesso lavorativo retribuito. Puoi usufruire dei 3 giorni tutti insieme ogni mese (per esempio prendendoli dal mercoledì al venerdi) oppure in modo frazionato (per esempio tot ore a settimana o al giorno).
Se il disabile è ricoverato a tempo pieno presso una struttura specializzata, non hai diritto ai permessi.
L’INPS, con il messaggio 6512/2010 e la circolare 32/2012 aveva chiarito che per ottenere i permessi retribuiti il lavoratore deve essere convivente con il familiare portatore di handicap. Ma nel 2018, la Corte costituzionale con la sentenza n. 232/2018 ha dichiarato incostituzionale l’art. 42 co. 5 del D. Lgs. 151/2001 che prevede appunto l’obbligo di convivenza.
Prima di questa sentenza la situazione era piuttosto critica: si pensi ad esempio a due genitori anziani disabili e i figli che vivono tutti altrove. Nessuno dei due coniugi poteva prendersi cura dell’altro, essendo entrambi disabili. Adesso, grazie alla sentenza della Corte Costituzionale, possono prendersene cura anche i familiari non conviventi e ottenere i permessi retribuiti al lavoro.
Un’altra sentenza a favore della non convivenza è stata la numero 612/2018 della Corte di Appello di Lecce: il familiare non convivente può ottenere i permessi anche se in quella casa ci vive già qualcuno che potrebbe prendersene cura, ma non lo fa oppure semplicemente il disabile preferisce che sia l’altro a farlo, perché magari ha più familiarità.
È chiaro che la convivenza deve durare per tutta la durata del permesso: se non hai la residenza con il disabile ma chiedi tre giorni di permesso, durante quei 3 giorni devi convivere con il disabile.
Distanza superiore a 150 km
Se il familiare che devi assistere vive a una distanza oltre 150 km, per usufruire del permesso retribuito devi mostrare al datore di lavoro documentazione comprovante il raggiungimento del luogo dove vive il disabile (per esempio puoi esibire i biglietti del treno o dell’aereo).
Chiaramente, l’INPS deve assicurarsi che tu non abusi dei permessi legge 104. Se te ne stai a casa dal lavoro ma poi non ti occupi del disabile, l’INPS ti denuncia presso la Procura della Repubblica in quanto stai commettendo un reato penale.
I controlli sono attuati sia dal datore di lavoro (che se vuole può anche assumere un agente investigativo privato), sia dall’INPS che può effettuare i controlli che ritiene opportuni.
Altri permessi lavorativi
Grazie alla Legge 104, oltre ai permessi per assistenza hai diritto ai seguenti benefici lavorativi:
Priorità di scelta della città di lavoro: solo se sei un dipendente pubblico;
Congedo straordinario retribuito se assiti un disabile (puoi usufruire del congedo straordinario per un periodo non oltre i due anni).
Se usufruisci della Legge 104 hai diritto anche ai seguenti vantaggi fiscali:
Acquisto auto: hai diritto a una detrazione IRPEF del 19% sul costo dell’auto. Se per esempio la paghi 10.000 euro hai diritto a 1.900 euro di sconto IRPEF nel momento in cui farai la dichiarazione dei redditi;
Esenzione imposta sul passaggio di proprietà dell’auto;
ANF maggiorato (Assegno al Nucleo Familiare): hai diritto a importi mensili maggiori se hai a carico un disabile.
Grazie alla Legge 104 puoi usufruire di detrazioni fiscali sull’acquisto dell’auto. che si tratti di auto a nuova, a km zero o usata poco importa: quello che conta è che l’auto sia destinata esclusivamente a beneficio del portatore di handicap.
L’agevolazione spetta non solo al disabile, ma anche alla persona che ha sostenuto la spesa e che ha il disabile fiscalmente a carico: se quindi per esempio sei un suo familiare e hai comprato l’auto per accompagnarlo, allora hai diritto anche tu alla detrazione.
Chi sono i familiari fiscalmente a carico
Se hai un familiare disabile e compri l’auto a tue spese, hai diritto alla detrazione solo se il disabile è fiscalmente a tuo carico, ossia:
Se ha un’età fino a 24 anni, il suo reddito lordo annuo non deve superare i 4.000 euro;
Se ha un’età maggiore di 24 anni, il suo reddito annuo lordo non deve superare i 2.840,51 euro.
Nel calcolo del reddito non devi inserire i redditi esenti (pensione di invalidità, accompagnamento, ecc,).
Se invece l’auto la compra direttamente il disabile (quindi le fattura sono intestate a lui), allora non si considera il reddito: se usufruisce della 104 allora ha diritto alle agevolazioni auto indipendentemente dal suo reddito)
Le agevolazioni sull’acquisto auto sono previste solo per i seguenti soggetti:
Persone affette da sordità;
Disabili titolari di indennità di accompagnamento (quindi con invalidità al 100%);
Disabili con grosse difficoltà di deambulazione o con arti amputati;
Disabili con ristrette capacità motorie.
Un’importante agevolazione a cui hai diritto con la Legge 104 è quella dell’IVA ridotta sull’acquisto dell’auto: al posto di pagare l’IVA ordinaria paghi l’IVA al 4%, quindi ottieni uno sconto non di poco. Supponiamo infatti che un’auto costi 12.200 euro (di cui 10.000 a titolo di prezzo e 2.200 a titolo di IVA). Grazie alla Legge 104 puoi comprare la macchina al prezzo di 10.400 euro (10.000 euro + 4% di IVA), quindi un risparmio di quasi 2.000 euro!
L’IVA al 4% vale per le seguenti auto:
A benzina, purché la cilindrata non superi i 2.000 cc;
A diesel, purché la cilindrata non superi i 2.800 cc.
L’IVA al 4% vale anche su optional e accessori da applicare all’auto.
Se vendi l’auto entro due anni dall’acquisto, perdi l’agevolazione di cui hai usufruito e quindi devi restituire al fisco l’IVA non pagata!
Se hai comprato un’auto, che sia nuova, a km o usata, ibrida o elettrica, hai diritto alla detrazione IRPEF pari al 19% del costo pagato. Non ci sono limiti di cilindrata, ma solo limiti di importo: hai diritto a una detrazione massima su un costo di acquisto auto di 18.075,99 euro. Quindi hai diritto a un massimo di 3.434,43 euro di detrazione IRPEF; se compri un’auto dal prezzo superiore di 18.075,99 euro hai diritto a una detrazione di 3.434,43 euro, non di più.
Compri un’auto al costo di 10.000 euro. Hai diritto a una detrazione IRPEF del 19%, ossia pari a 1.900 euro.
Come usufruirne. Devi indicarne nella dichiarazione dei redditi (modello Unico o IRPEF) il costo dell’auto. Inoltre devi allegare alla dichiarazione tutta la documentazione comprovante l’acquisto, quindi:
La fattura indicante l’applicazione IVA agevolata al 4%. Se il disabile è fiscalmente a tuo carico, le fatture possono essere intestate anche a te, quindi non necessariamente al disabile;
Verbale di handicap.
Questi documenti devi consegnarli al CAF dove presenti la dichiarazione dei redditi ogni anno (oppure presso altro tuo consulente di fiducia).
Hai diritto a una detrazione IRPEF ogni 4 anni, quindi se per esempio compri un’altra macchina prima di 4 anni, non hai diritto a nessuna detrazione.
Se l’auto è intestata non al disabile ma a un familiare, è necessario usare la macchina in via prevalente per il disabile.
Adattamenti. Se hai bisogno di applicare adattamenti o accessori alla macchina, necessari affinché il disabile possa usufruire dell’auto (per esempio una pedana per sollevare le persone), questi costi di adattamento non rientrano nel conteggio dei 18.075,99 euro.
Quindi se per esempio l’auto costa più di 18.000 euro ma questi costi si sono aggiunti per inserire attrezzature e adattamenti per disabili, allora hai diritto alla detrazione anche di questi costi in più. in conclusione, hai diritto alla detrazione IRPEF del 195 su tutti i 20 mila euro e non solo su 18.000.
Con la Legge 104 hai diritto anche all’esenzione del bollo auto:
Auto a benzina: l’esenzione è valida solo per auto con cilindrata fino a 2000 cc;
Auto diesel: l’esenzione è valida solo per auto con cilindrata fino a 2800 cc;
Hai diritto all’esenzione anche se sei un familiare del disabile e quest’ultimo è fiscalmente a tuo carico.
Grazie alla Legge 104 hai diritto anche all’esenzione della tassa sul passaggio di proprietà nel momento in cui compri un’auto nuova o usata. Hai diritto all’esenzione anche se non sei tu il disabile, ma un tuo familiare che hai fiscalmente a carico.
Per fare domanda dei benefici legati alla Legge 104 devi seguire questa procedura:
Recati dal medico curante. Il medico, dopo averti visitato (o aver visitato il tuo familiare), redige un certificato in cui attesta la situazione di disabilità;
Porta il certificato a un patronato. Il patronato si occupa di inoltrare la domanda all’INPS (puoi inviarla anche tu stesso, online, ma ti consiglio di andare da un patronato soprattutto se per te è la prima volta);
Attendi una lettera dell’INPS, con cui la commissione ti invita a fare una visita medica. Se non puoi alzarti dal letto o comunque hai grosse difficoltà, allora la visita avviene a casa tua (sta scritto tutto nella lettera, anche le modalità di richiesta della visita a domicilio);
Recati all’appuntamento per la visita INPS e porta tutti i certificati medici attestanti la disabilità.
A questo punto, solitamente entro un mese o al massimo due, a casa ti arriva una lettera con il responso della visita INPS e la percentuale di invalidità che i medici ti hanno riconosciuto.
Una volta ottenuta la lettera/certificato, devi recarti nuovamente dal patronato per richiedere i permessi della Legge 104. Se intendi chiedere anche i permessi lavorativi retribuiti (che sia per te o per un tuo familiare) devi fare domanda anche al tuo datore di lavoro.
Il datore di lavoro non ti può rifiutare i permessi retribuiti (che comunque ti paga l’INPS e non l’azienda), ma è comunque necessario presentare domanda affinché anche l’azienda si organizzi. Tuttavia, il lavoratore deve usufruire dei permessi in funzione alle esigenze del disabile, che vengono ancor prima di quelle aziendali.
Sul sito della Gazzetta Ufficiale puoi trovare il testo integrale della Legge 104/92 suddiviso per articoli. Ti basta cliccare nella tendina di sinistra su ogni singolo numero in modo da andare direttamente all’articolo che ti interessa.
A questa pagina dell’Agenzia delle Entrate trovi invece le informazioni relative a tutte le agevolazioni previste con la Legge 104.