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Timestamp: 2017-11-19 08:30:38+00:00
Document Index: 33410172

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2135', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3']

Novità fiscali del 20 maggio 2009: abolizione del libro soci: elementi di criticità della nuova disciplina del trasferimento di quote di S.r.l.; ICI sui fabbricati rurali; cartelle mute illegittime; niente “cedolare secca” sugli affitti; ICI: pubblicato in G.U. il modello per la dichiarazione 2009; detrazione del 55%: modello per i lavori pluriennali
in DIARIO FISCALE 2009, Fisco & risparmio energetico
1) Abolizione del libro soci: Elementi di criticità della nuova disciplina del trasferimento di quote di S.r.l.
2) ICI sui fabbricati rurali
3) Cartelle mute illegittime
4) Niente “cedolare secca” sugli affitti
5) ICI: Pubblicato in G.U. il modello per la dichiarazione 2009
6) Detrazione del 55%: Modello per i lavori pluriennali
L’Assonime con la circolare n. 21 del 18.05.2009 ha spiegato il regime di efficacia e pubblicità del trasferimento di quote di S.r.l. a seguito dell’abolizione del libro soci nella s.r.l. disposta in sede di conversione del decreto legge 29 novembre 2008 n. 185, (c.d. Decreto anticrisi).
Inoltre ha analizzato le modifiche alle norme che collegano adempimenti ed effetti nei confronti della società e dei terzi all’annotazione sul libro soci.
Tale circolare si è poi soffermata in particolare su tre elementi di criticità della nuova disciplina del trasferimento di quote di s.r.l.:
– L’anticipazione dell’efficacia del trasferimento verso la società (dal deposito dell’atto presso il registro imprese) rispetto all’efficacia verso i terzi (dall’iscrizione dell’atto nel registro delle imprese);
– l’impossibilità per gli amministratori di effettuare gli adempimenti pubblicitari relativi alla sopravvenuta appartenenza dell’intera partecipazione a un unico socio, nonché alla costituzione o ricostituzione della pluralità dei soci;
– il controllo sul rispetto delle clausole statutarie che escludono o limitano la circolazione della quota, che deve continuare ad essere rimesso agli amministratori.
Disallineamento tra deposito e trascrizione
L’anticipazione dell’efficacia del trasferimento verso la società (deposito dell’atto presso il registro imprese) rispetto all’efficacia verso i terzi (iscrizione dell’atto nel registro delle imprese) può creare distorsioni in ordine alla stabilità degli atti sociali compiuti nell’arco temporale che intercorre tra il deposito e l’iscrizione.
Dal deposito l’acquirente è legittimato ad esercitare i diritti connessi alla partecipazione, ma se il procedimento pubblicitario non si perfeziona con l’iscrizione nel registro, la qualità di socio verrebbe a cadere retroattivamente con conseguente invalidità degli atti sociali nel frattempo compiuti.
Per cui necessità rendere unico il momento di efficacia del trasferimento della partecipazione sia verso la società che verso i terzi (in tal senso, peraltro, la soluzione interpretativa di Unioncamere di cui alla circolare 2453/2009).
Obblighi notaio ed intermediari
L’Assonime non ha condiviso la recente ordinanza del 17/3/2009, del tribunale di Vicenza secondo cui spetterebbe in ogni caso ad un notaio d’intervenire per l’autenticazione della firma digitale chiamato peraltro a svolgere un controllo di legalità.
L’amministratore conserva, come in passato il potere e il dovere di verificare il rispetto delle condizioni statutarie previste per la cessione quote.
Ciò che cambia è il momento in cui l’organo amministrativo esercita il suo controllo: Non nel momento in cui l’acquirente o l’alienante richieda l’iscrizione nel libro soci, ma nel momento in cui l’acquirente, sulla base del certificato camerale di iscrizione richieda di esercitare i diritti sociali.
La Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, con la sentenza n. 94/01/09 del 12.05.2009, ha esaminato l’ipotesi della restituzione dell’ICI su fabbricati strumentali rurali utilizzati dalle cooperative agricole anche per gli anni pregressi al 2008.
In particolare, con tale detta sentenza, la C.T.P. di Reggio Emilia, si è pronunciata sull’applicazione dell’Ici relativa alle attività agricole, di cui all’art. 2135 c.c. se possedute da società cooperative agricole di manipolazione e trasformazione dei prodotti.
I giudici emiliani hanno sostenuto che l’imposta comunale sugli immobili, non più dovuta sui fabbricati strumentali rurali utilizzati dalle cooperative agricole, deve essere restituita, anche se relativa agli anni pregressi, per abrogazione implicita della norma blocca rimborsi introdotta dalla Finanziaria 2008.
Difatti, come è noto, dall’1.1.2007, anche le cooperative agricole di manipolazione e trasformazione dei prodotti sono state esonerate dall’assoggettamento al tributo comunale, per ultimo si veda il D.L. n. 159/2007, pubblicato nella G.U. 30/11/2007.
(Assonim, circolare n. 21 del 18.05.2009)
“Le cartelle di pagamento emesse in relazione a ruoli consegnati prima dell’1.08.2007 afflitte dal vizio di sottoscrizione sono annullabili; quelle, invece, successive all’ 1.08.2007 sono nulle per effetto di un inasprimento della sanzione (nullità) che il legislatore ha voluto imprimere alla medesima fattispecie.”.
E’ quanto ha stabilito la Commissione Tributaria Regionale di Puglia, che ha così riacceso la questione dopo le precedenti pronunce della Corte Costituzionale che non erano state favorevoli ai contribuenti.
In particolare, la C.T.R. pugliese ha rilevato che:
“le cartelle di pagamento, in quanto atti amministrativi privi di sottoscrizione e del responsabile del procedimento, non si sottraggono alle censure di annullamento; tali principi, che nella specie devono trovare applicazione, sono conformi e coerenti con i contenuti sia dell’ordinanza della C.C. del 9.11.2007 n. 377 (che ha ritenuto viziato il procedimento riguardante le cartelle di pagamento prive di sottoscrizione e/o del responsabile del procedimento) sia della recente sentenza n. 58/2009, avanti esaminata, che, nel ritenere non applicabile al periodo precedente all’1.06.2008 la sanzione di nullità delle cartelle di pagamento, in quanto prive di sottoscrizione, non ha escluso la sanzione meno grave dell’annullamento delle cartelle medesime; entrambe le decisioni della C.C. (ord. n. 377/2007 e sent. 58/09), quindi, lungi dal costituire una contrapposizione di contenuto, rivelano alloro interno una coerenza logico-interpretativa derivante da uno ius superveniens (L. 311/08) che innova il regime d’invalidità degli atti comminandone la nullità, a fronte della disciplina previgente che considera i medesimi atti, affetti da una invalidità meno grave (vizio di legittimità) sfociante nell’annullamento (in tal senso argomenta sul punto la Corte nell’ultimo capoverso che precede il dispositivo della sentenza esaminata).”.
(Commissione Tributaria Regionale della Puglia – sez. 9, sentenza , n. 63 del 04.05.2009)
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti (comunicato stampa del 18.05.2009) è contrario all’introduzione della “cedolare secca” del 20% o 25% sugli affitti, poiché si viene ad istituire una misura di favore per i redditi di derivazione patrimoniale, a fronte di mancanza di misure analoghe sui redditi da lavoro, dipendente e autonomo.
E’ quanto ha affermato Claudio Siciliotti, Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, sull’ipotesi di introdurre, nell’ambito del decreto sulle semplificazioni allo studio del Governo, una tassazione sostitutiva del 20% o 25% sui redditi derivanti dalle locazioni di immobili.
Nel sistema fiscale italiano, spiegano i commercialisti, aumentano sempre più i regimi di imposizione sostitutiva che consentono di sottrarre alcune fattispecie reddituali alla curva di progressività dell’IRPEF.
In atto, gli unici redditi per i quali non vi è modo di sfuggire alle aliquote progressive IRPEF sono i redditi di lavoro, dipendente o autonomo che sia.
Convenienti regimi di imposizione sostitutiva risultano invece previsti per la generalità dei redditi di capitale, per taluni redditi di fonte immobiliare e finanche per i redditi di impresa che derivano dalle componenti di realizzo patrimoniale dell’azienda esercitata.
Adesso, i redditi più tartassati finiscono per essere proprio quelli di puro lavoro, dipendente e autonomo, poiché non sfugguno alla tenaglia della progressività.
(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, comunicato stampa del 18.05.2009)
Il Decreto del 12.05.2009, riguardante l’approvazione del modello di dichiarazione agli effetti dell’Imposta comunale sugli immobili (ICI) per l’anno 2008 e delle relative istruzioni, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 113 del 18.05.2009.
La dichiarazione ICI andrà presentata entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno di riferimento (30 giugno 2009 se in formato cartaceo, entro il 30 settembre 2009 se in formato telematico).
In particolare, la dichiarazione, con gli eventuali modelli aggiuntivi, dovrà essere consegnata direttamente al comune indicato sul frontespizio che deve rilasciarne apposita ricevuta.
La dichiarazione potrò anche essere spedita in busta chiusa, a mezzo del servizio postale, mediante raccomandata senza ricevuta di ritorno, all’Ufficio tributi del comune, riportando sulla busta la dicitura Dichiarazione ICI, con l’indicazione dell’anno di riferimento.
Viene raccomandato di presentare insieme sia l’originale per il comune che la copia per l’elaborazione meccanografica.
La dichiarazione deve, quindi, essere presentata entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno di riferimento.
Per le società di capitali e per gli enti il cui esercizio non coincide con l’anno solare, la dichiarazione va inoltrata entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi per il periodo di imposta che comprende il 31 dicembre dell’anno di riferimento.
Il modello dovrà essere utilizzato nei casi in cui le modifiche soggettive ed oggettive, che danno luogo ad una diversa determinazione dell’ICI dovuta, riguardano delle riduzioni d’imposta e nei casi in cui le modifiche non sono immediatamente conoscibili da parte dei Comuni attraverso la consultazione della banca dati catastale.
Viceversa, la dichiarazione ICI non deve essere presentata quando gli elementi rilevanti ai fini dell’imposta dipendono da atti per i quali sono applicabili le procedure telematiche previste dall’art. 3-bis, D.Lgs. n. 463/1997, relativo alla disciplina del modello unico informatico (MUI), che i notai utilizzano per effettuare, con procedure telematiche, la registrazione, la trascrizione, l’iscrizione e l’annotazione nei registri immobiliari, nonché la voltura catastale di atti relativi a diritti sugli immobili.
Per ulteriori particolari si rinvia alla lettura dell’articolo sulle novità fiscali del 13 maggio 2009.
(Decreto del 12.05.2009, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 113 del 18.05.2009)
Con il Provvedimento direttoriale n. 57639 del 06.05.2009, è stato approvato dall’Agenzia delle Entrate il modello di comunicazione per fruire della detrazione del 55%, che i contribuenti dovranno compilare ed inviare telematicamente per i lavori di riqualificazione energetica che proseguono oltre il periodo d’imposta nel quale sono iniziati.
Tale modello, disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, che non deve essere presentato qualora i lavori siano iniziati e conclusi nel medesimo periodo d’imposta, va compilato ed inviato all’Agenzia delle Entrate dalle persone fisiche, compresi i soggetti passivi d’imposta diversi dalle persone fisiche, esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati (Caf, Professionisti ecc.) che hanno effettuato gli interventi di riqualificazione, nel caso in cui i lavori proseguano oltre il periodo d’imposta nel quale gli stessi sono iniziati.
Le persone fisiche e comunque tutti i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare devono inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese.
Pertanto le prime comunicazioni andranno inviate a partire dall’anno 2010.
– L’anno in cui sono state sostenute le spese per le quali si intende usufruire del bonus fiscale del 55%;
– i dati dell’immobile oggetto degli interventi;
– le tipologie di interventi eseguiti con le relative spese sostenute nell’anno cui si riferisce la comunicazione:
– interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti il cui valore massimo della detrazione fiscale è di € 100.000 (55%
di € 181.818,18);
– interventi sull’involucro di edifici esistenti il cui valore massimo della detrazione fiscale è di € 60.000 (55% di € 109.090,90);
– interventi di installazione di pannelli solari il cui valore massimo della detrazione fiscale è di € 60.000 (55% di € 109.090,90);
– interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale il cui valore
massimo della detrazione fiscale è di € 30.000 (55% di € 54.545,45).
Infine, il medesimo suddetto Provvedimento ha pure definito i tempi e le modalità di scambio di informazioni tra Enea e Agenzia delle Entrate.
(Provvedimento direttoriale n. 57639 del 06.05.2009)