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Timestamp: 2018-08-15 05:59:58+00:00
Document Index: 16808715

Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 35', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 26', 'art. 10', 'art. 22', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 21']

FAQ FATT-PA - NagInformatica
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FAQ FATT-PA	pietro.foraggio@gmail.com	2016-08-03T12:37:23+00:00
Come è stato introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica verso le pubbliche amministrazioni?
Il conservatore outsourcer, depositario delle scritture, ha qualche obbligo di dichiarazione verso l’operatore economico, come indicatomi dal mio commercialista?
In caso di controlli e verifiche da parte dell’Amministrazione finanziaria sulle fatture elettroniche verso la PA, queste sono rese disponibili?
Il vostro servizio prevede una pre-verifica del file XML FatturaPA prima dell’invio?
L’ente ha ricevuto e accettato la fattura elettronica, ma ritarda nel pagamento. Esiste un termine, ovvero un periodo entro il quale la PA è obbligata a pagare la fattura accettata?
La numerazione delle fatture elettroniche (al pari di quelle cartacee) con l’inizio del nuovo anno iniziano la numerazione dalla numero 1?
La legge del 24 dicembre 2007 numero 244, nota come Finanziaria del 2008, con l’articolo 1, commi dal 209 al 213, istituisce nei rapporti commerciali con la Pubblica Amministrazione l’obbligo di emissione, trasmissione, conservazione e archiviazione delle fatture nel nuovo formato elettronico, vincolando l’avvio operativo all’emanazione di due decreti attuativi.
Il Decreto 7 marzo 2008, primo decreto ministeriale di attuazione, ha individuato il gestore del Sistema di Interscambio (SdI)della fatturazione elettronica che ha il ruolo di “snodo” tra gli attori interessati dal processo di fatturazione elettronica, nonché le relative attribuzioni e competenze.
– fornire i servizi di accreditamento al sistema;
– ricevere le fatture sotto forma di file con le caratteristiche della FatturaPA;
– validare e gestire i flussi;
– effettuare controlli sui file ricevuti (integrità, autenticità, univocità, rispetto del formato, presenza e correttezza formale dei dati obbligatori di fattura);
– inoltrare le fatture alle Amministrazioni destinatarie (uffici PA);
– notifica l’esito di invio/ricezione dei flussi agli utenti tramite ricevuta.
Operatore economico: l’ operatore economico in qualità di fornitore di beni e servizi emette le fatture o documenti passivi verso un’Amministrazione pubblica tramite il Sistema di Interscambio. La PA stessa può essere fornitrice di beni e servizi.
L’ Operatore economico può predisporre, emettere e trasmettere autonomamente la fattura elettronica oppure avvalersi di unIntermediario.
Intermediari: nell’ interazione con il sistema di interscambio, l’ Intermediario è colui che invia o riceve i file FatturaPA o i file archivioper conto dell’ Operatore economico e/o dell’ Amministrazione pubblica.
Il Decreto interministeriale del 3 aprile 2013 numero 55, oltre a stabilire le regole in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica, ha fissato al 6 giugno 2014 la data di entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica verso i Ministeri, le Agenzie fiscali e gli Enti previdenziali.
– emettono, se richiesto, le fatture elettroniche per conto degli Operatori Economici;
– trasmettono le fatture al Sistema di Interscambio;
– adempiono, se richiesto, agli obblighi di conservazione.
Il campo <CodiceDestinatario> nel tracciato FatturaPA è un elemento obbligatorio ed essenziale per il corretto recapito delle fatture ed è costituito dal codice identificativo univoco degli uffici destinatari (codice IPA) dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioniwww.indicepagov.it
Secondo le disposizioni contenute nelle Specifiche Operative per l’identificazione univoca degli uffici delle PA fornite dall’Agenzia per l’Italia Digitale le amministrazioni pubbliche devono identificare i propri uffici (Unità Organizzative) deputati in via esclusiva alla ricezione delle FE e curare il loro inserimento nel portale IPA al fine di ottenere l’assegnazione univoca del codice ufficio.
– accedere agli open data sul Servizio di Fatturazione Elettronica
– accedere tramite interfaccia web alla maschera di ricerca dei codici IPA.
– accedere attraverso chiamate in modalità riservata tramite protocollo LDAP ma è necessario registrarsi all’IPA tramite la compilazione di un form messo a disposizione sul sito
Nel caso di emissione per conto terzi, la FatturaPA deve contenere l’indicazione che la stessa sia “emessa, per conto del cedente o prestatore, da un terzo” (articolo 21, c. 2, lettera h.) secondo le specifiche indicate.
La norma precisa, altresì, che il cedente/prestatore continua ad essere responsabile delle violazioni, connesse all’emissione della fattura.
Nei servizi di fatturazione elettronica che includono anche la conservazione digitale a norma dei documenti FatturaPA presso un soggetto terzo (outsourcer) vi è l’obbligo della comunicazione del luogo di conservazione elettronica dei documenti fiscalmente rilevanti, ed il contribuente dovrà riportare la variazione nei modelli di comunicazione ComUnica o mod. AA7 o mod. AA9, nel rispetto delle modalità e dei termini previsti dall’articolo 35 del D.P.R. n. 633 del 1972 (a tal proposito è utile la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 65/E del 14 giugno 2011 in merito alla modalità di presentazione della dichiarazione di variazione dati relativa al luogo di conservazione delle scritture contabili).
È un obbligo in capo al contribuente (soggetto passivo). Namirial lo ha voluto inserire contrattualmente con apposito articolo per fornire un servizio di qualità ai propri clienti e successivamente Namirial invierà anche la dichiarazione ai sensi dell’art. 52 decimo comma del d.P.R. 633/72 che attesta la conservazione delle FatturePA presso il luogo indicato e secondo la normativa vigente.
La comunicazione va eseguita entro 30 gg (massimo) dalla variazione (ad esempio dalla data di conferimento dell’incarico al Conservatore ovvero dalla data di emissione/invio del primo documento fatturaPA al Servizio).
Il Contratto FATT-PA prevede un articolo specifico sull’adempimento in carico al soggetto passivo, dando indicazione sul luogo di conservazione.
Art. 5, comma 2, DM 17 giugno 2014 – Obbligo di comunicazione e di esibizione delle scritture e dei documenti rilevanti ai fini tributari
“2. In caso di verifiche, controlli o ispezioni, il documento informatico è reso leggibile e, a richiesta, disponibile su supporto cartaceo o informatico presso la sede del contribuente ovvero presso il luogo di conservazione delle scritture dichiarato dal soggetto ai sensi dell’art. 35, comma 2, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.”.
Assolutamente sì, l’importante è rispettare la medesima modalità (in questo caso informatica) per ciascun periodo d’imposta e tipologia documentale. La normativa vigente di riferimento in questo è molto flessibile, infatti, la Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 364/E del 3 ottobre 2008 chiarisce, che è possibile la nomina di più soggetti terzi Responsabili della Conservazione a cui affidare compiti distinti e precisi, sia persone fisiche che persone giuridiche. Ciascun Responsabile naturalmente manterrà la responsabilità sui documenti da lui conservati.
Con la sottoscrizione del contratto per l’attivazione del servizio FATT-PA, sarà affidato l’incarico a Namirial per l’emissione per conto terzi, per il ruolo di Responsabile della Conservazione e Responsabile del Trattamento dei dati personali. Mentre il gestore tecnico (intermediario alla trasmissione verso SDI e conservatore) 2C Solution Srl, società del Gruppo Namirial, sarà nominato Responsabile del Trattamento dei dati personali.
I soggetti non residenti in Italia sono al momento esclusi dall’obbligo della fatturazione elettronica verso la PA, ai sensi dell’art. 6, comma 4, DM 3 aprile 2013 n. 55:
“4. Con successivo decreto verranno determinate le modalità di applicazione degli obblighi stabiliti all’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007 n. 244, e successive modificazioni, al momento escluse dal presente regolamento, alle fatture emesse da parte di soggetti non residenti in Italia e alle fatture, già trasmesse in modalità telematica, relative al servizio di pagamento delle entrate oggetto del sistema di versamento unificato di cui al decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nonchè al servizio di trasmissione delle dichiarazioni di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322.”.
– una notifica di scarto: messaggio che SdI invia al trasmittente nel caso in cui il file trasmesso (file FatturaPA o file archivio) non abbia superato i controlli previsti;
– un file dei metadati: file che SdI invia al destinatario, insieme al file FatturaPA (solo per le pubbliche amministrazioni);
– una ricevuta di consegna: messaggio che SdI invia al trasmittente per certificare l’avvenuta consegna al destinatario del file FatturaPA. La ricevuta di consegna è sicuramente sufficiente a provare sia l’emissione della fattura elettronica, sia la sua ricezione da parte della pubblica amministrazione committente.
– una notifica di mancata consegna: messaggio che il SdI invia al trasmittente per segnalare la temporanea impossibilità di recapitare al destinatario il file FatturaPA. La notifica di mancata consegna è, invece, sufficiente a provare la ricezione della fattura da parte del SdI, e conseguentemente l’avvenuta trasmissione della fattura da parte del soggetto emittente verso il SdI e pertanto ai sensi dell’art. 21, comma 1, del d.P.R. 633/72 rappresenta prova dell’emissione della fattura;
– una notifica di esito committente: messaggio facoltativo che il destinatario può inviare al SdI per segnalare l’accettazione o il rifiuto della fattura ricevuta; la segnalazione può pervenire al SdI entro il termine di 15 giorni;
– una notifica di esito: messaggio con il quale il SdI inoltra al trasmittente la notifica di esito committente eventualmente ricevuta dal destinatario della fattura;
– uno scarto esito committente: messaggio che il SdI invia al destinatario per segnalare un’eventuale situazione di non ammissibilità o non conformità della notifica di esito committente;
– una notifica di decorrenza termini: messaggio che il SdI invia sia al trasmittente sia al destinatario nel caso in cui non abbia ricevuto notifica di esito committente entro il termine di 15 giorni dalla data della ricevuta di consegna o dalla data della notifica di mancata consegna ma solo se questa sia seguita da una ricevuta di consegna. Con questa notifica il SdI comunica al destinatario l’impossibilità di inviare, da quel momento in poi, notifica di esito committente e al trasmittente l’impossibilità di ricevere notifica di esito. La decorrenza dei termini è fissata per permettere la chiusura del ciclo di fatturazione nel SdIentro 15 gg e permettere quindi al soggetto emittente di registrare la fattura stessa, in osservanza agli adempimenti previsti dalla normativa IVA in merito alla registrazione.
– una attestazione di avvenuta trasmissione della fattura con impossibilità di recapito: messaggio che il SdI invia al trasmittente nei casi di impossibilità di recapito del file all’amministrazione destinataria per cause non imputabili al trasmittente (amministrazione non individuabile all’interno dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni oppure problemi di natura tecnica sul canale di trasmissione). In questi casi una volta ricevuto tale messaggio il fornitore della PA (operatore economico) dovrà direttamente trasmettere l’attestazione con la fattura inclusa tramite un servizio di posta elettronica o altro canale telematico o potrà metterla a disposizione dell’ufficio PA su portale telematico per il download. Nel seguito viene riportato il flusso rappresentativo del processo di fatturazione elettronica PA:
– la PA destinataria non ha registrato quella fattura in contabilità quando viene inviata la notifica di rifiuto del Committente e quindi non la registrerà più, allora va benissimo da parte del cedente/prestatore rinviare la fattura corretta con lo stesso numero e data;
– la PA destinataria ha già registrato quella fattura in contabilità quando viene inviata la notifica di rifiuto del Committente, allora generalmente deve essere emessa una nota di accredito da inviare allo SDI e poi nuova fattura. Questa strada è la più corretta soprattutto se il cedente/prestatore ha già registrato la sua fattura prima di ricevere il rifiuto esito committente allora il cedente/prestatore dovrebbe ai sensi dell’art. 26 del DPR 633/72 procedere comunque all’emissione di una nota di accredito da inviare allo SDI e poi emettere una nuova fattura con nuovo numero e data ma medesima rappresentazione dell’operazione commerciale corretta.
Nel caso di fatturazione elettronica i dati contenuti nelle fatture e le informazioni riferite alle fasi di invio e ricezione non devono essere immesse sul sistema Piattaforma Certificazione dei Crediti (PCC)dagli operatori dei creditori e delle amministrazioni debitrici in quantosono acquisite automaticamente dal sistema di interscambio, mentre per le altre fasi del ciclo di vita dei debiti commerciali il meccanismo coincide con quello delle fatture cartacee.
Le operazioni di assicurazione, di riassicurazione e di vitalizio sono operazioni esenti ai sensi dell’art. 10, comma 2, DPR 633/1972(nel seguito Decreto Iva).
L’art. 22 del Decreto Iva, stabilisce che l’emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione anche per le operazioni esenti indicate ai numeri da 1) a 5) e ai numeri 7), 8), 9), 16) e 22) dell’art. 10, quindi si applica anche per le operazioni di assicurazione, di riassicurazione e di vitalizio.
Il decreto ministeriale 12 aprile 1979, concernente modalità applicative dell’imposta sul valore aggiunto per le operazioni effettuate dalle società e dagli enti che esercitano le assicurazioni e le riassicurazioni, è sostituito dal seguente:
“Art. 1. – 1. Per le operazioni di cui ai numeri 1, 2, 4 e 8, escluse le locazioni non finanziarie e gli affitti di immobili strumentali, dell’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, per le quali non sussiste l’obbligo della fatturazione ai sensi dell’art. 22, n. 6, dello stesso decreto, le società e gli enti che esercitano le assicurazioni e le riassicurazioni, anche se utilizzano direttamente macchine elettrocontabili ovvero si avvalgono per la elaborazione dei dati di centri elettrocontabili gestiti da terzi, possono annotare nel registro di cui all’art. 24 del predetto decreto l’ammontare globale dei corrispettivi di dette operazioni effettuate in ciascun mese entro il secondo mese successivo a quello cui le operazioni si riferiscono. Per la registrazione dei corrispettivi costituiti dai premi e relativi accessori è data altresì facoltà di sostituire il registro di cui al citato art. 24 con il registro dei premi tenuto secondo le modalità e nei termini previsti dagli articoli 5 e seguenti della legge 29 ottobre 1961, n. 1216.
2. Se per le operazioni indicate nel comma 1 è obbligatoria l’emissione della fattura per averne il cliente fatto richiesta, il documento può essere emesso dalla sede centrale, dalle agenzie in gestione diretta od in gestione libera, dalle dipendenze ed uffici e può comprendere tutte le operazioni effettuate con lo stesso cliente in periodi di tempo non superiori al mese, a condizione che in ogni caso sia consegnato o spedito entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
Pertanto la discriminante affinché la fatturazione sia obbligatoria per le società e gli enti che esercitano le assicurazioni e le riassicurazionie quindi sia obbligatoria la modalità elettronica secondo il DM 3 aprile 2013, n. 55 è che il Cliente Scuola ne faccia formale richiesta (ad esempio in sede di contrattualizzazione o in generale di ordine quindi in un momento antecedente l’effettuazione dell’operazione).
1) Se la nota che il professionista emette e trasmette all’ente pubblico per il pagamento è prevista dall’art. 21 del D.P.R. 633/72 “Art. 21. Fatturazione delle operazioni Per ciascuna operazione imponibile deve essere emessa una fattura, anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili”, allora il professionista per la nota deve utilizzare il processo di fatturazione elettronica previsto dal regolamento per il tramite del SDI.
2) Se invece la nota emessa è una prassi per attendere il pagamento e poi quindi emettere fattura quietanzata (con data di emissione molto antecedente) e quindi temporalmente avere una IVA da versare dopo il pagamento ricevuto, con il nuovo regolamento sulla fatturazione elettronica tale prassi scorretta non è assolutamente percorribile.
– identificativo cedente/prestatore;
– tipologia documento;
– anno della data fattura;
– numero fattura.