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Timestamp: 2020-05-29 13:45:09+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 107', 'art. 107', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 25197 del 07/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25197 del 07/12/2016
Cassazione civile sez. lav., 07/12/2016, (ud. 06/10/2016, dep. 07/12/2016), n.25197
sul ricorso 28477/2011 proposto da:
Avvocati LUIGI CALIULO, CARLA D’ALOISIO, ANTONINO SGROI, LELIO
AUTOSPORT CLUB GARAGE P. DI F.P. & C. S.A.S;
depositata il 11/07/2011 R.G.N. 907/2010;
Con sentenza depositata l’11.7.2011, la Corte d’appello di Torino confermava la statuizione di primo grado che aveva condannato l’INPS a restituire ad Autosport Garage P. di F.P. &amp; C. s.a.s. il 90% dei contributi versati nel triennio 1994-1997, L. n. 350 del 2003, ex art. 4, comma 90.
Con il primo motivo di censura, l’Istituto ricorrente denuncia nullità della sentenza ex art. 112 c.p.c., per omessa pronuncia sull’eccezione di decadenza dal diritto al rimborso, argomentata in relazione al fatto che la domanda L. n. 350 del 2003, ex art. 4, comma 90, era pervenuta solo in data 8.8.2007.
Conseguentemente, assorbito il secondo motivo, la sentenza impugnata va cassata e la causa rinviata alla Corte d’appello di Torino, in diversa composizione, affinchè accerti se la domanda di rimborso ricevuta dall’INPS sia stata nondimeno presentata all’ufficio postale per la spedizione entro il termine del 31.7.2007, non rilevando in tal caso che essa sia pervenuta all’ente dopo la scadenza del termine medesimo (Cass. n. 10768 del 2012), e – qualora detta verifica dia esito positivo, dovendosi altrimenti ritenere l’impresa decaduta (giusta i principi fissati da Cass. n. 12603 del 2016) – provveda sul merito della pretesa, tenendo conto del ius superveniens costituito dalla decisione resa in subiecta materia dalla Commissione dell’Unione Europea in data 14.8.2015, n. 195/2016: questa Corte, infatti, ha già statuito nel senso che le agevolazioni previste L. n. 350 del 2003, ex art. 4, comma 90, pur realizzando, secondo la citata decisione della Commissione Europea, aiuti di Stato ai sensi dell’art. 107, paragrafo 1, TFUE, possono essere ugualmente concesse qualora l’aiuto individuale rientri nei limiti del regolamento UE de minimis applicabile oppure possa beneficiare della deroga prevista dall’art. 107, paragrafo 2, TFUE (Cass. n. 13458 del 2016; più di recente, nello stesso senso, Cass. n. 21897 del 2016); ed è appena il caso di ricordare che, superando il precedente e più restrittivo orientamento, la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha affermato che la decisione della Commissione circa la compatibilità dell’aiuto non ne inibisce la concessione ancorchè l’aiuto medesimo sia stato (come nella specie) istituito in violazione degli obblighi di comunicazione preventiva e di c.d. standstill, solo dovendo ordinarsi al beneficiario dell’aiuto il pagamento degli interessi per il periodo della illegalità (CGUE, 12.2.2008 n. 199, C-199/06).
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo. Cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Corte d’appello di Torino, in diversa composizione, che provvederà anche sulle spese del giudizio di cassazione.