Source: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/7450096
Timestamp: 2019-12-06 16:44:05+00:00
Document Index: 47780751

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 149', 'art. 149', 'art. 7', 'art. 148', 'art. 149']

Provvedimento del 26 ottobre 2017 [7450096] - Garante Privacy
Provvedimento del 26 ottobre 2017 [7450096]
[doc. web n. 7450096]
Provvedimento del 26 ottobre 2017
n. 446 del 26 ottobre 2017
VISTO il ricorso presentato al Garante il 20 giugno 2017 da XX, YY e ZZ rappresentati e difesi dall´avv. Carlo de Marchis (unitamente e disgiuntamente agli avv.ti Filippo Aiello, Matilde Bidetti, Andrea Circi e Giacomo Summa), nei confronti di Soccer sas di Brand Manager srl, con il quale gli interessati, ex dipendenti della stessa e licenziati per giusta causa, hanno ribadito le istanze già avanzate ai sensi degli artt. 7 e 8 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguito "Codice"), chiedendo:
- di accertare l´illegittimità del trattamento posto in essere dalla società resistente;
- di dichiarare il blocco con conseguente inutilizzabilità dei dati trattati in violazione dell´art. 4, legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori) e del Codice;
- di ordinare alla resistente di fornire copia del Manuale Privacy e dei Regolamenti aziendali in materia;
- la liquidazione in loro favore delle spese sostenute per il procedimento;
- di aver prestato la propria attività lavorativa, come addetti alle vendite, per la società resistente, azienda che si occupa della vendita di prodotti e gadget per conto di un´associazione sportiva e dei biglietti per gli eventi sportivi della stessa;
- di essere stati licenziati per giusta causa all´esito di un procedimento disciplinare con il quale "l´azienda ha addebitato loro alcune asserite negligenze riscontrate […] a seguito di un incrocio di dati effettuato sulle risultanze elettroniche, acquisite dal programma della cassa, relative alla contabilizzazione di alcuni storni e di prodotti che si assumono essere stati venduti a prezzi scontati in un arco di tempo di circa 20 mesi";
- che il controllo è stato effettuato attraverso un programma centralizzato che oltre a consentire l´apertura delle casse, "conserva e pone in correlazione i codici ed i dati relativi ad ogni singola vendita con i codici personali assegnati ai ricorrenti ai fini dell´apertura del cassetto valori", consentendo così di conservare e monitorare tutte le operazioni effettuate da ciascun dipendente; inoltre, attraverso l´applicazione di appositi filtri, le singole operazioni possono essere "personalizzate" rispetto ad ogni singolo e specifico operatore che ha curato l´apertura della cassa, correlando il codice di apertura della stessa attribuito al singolo dipendente con altri fattori quali il tempo dell´operazione e le relative caratteristiche;
- che la resistente ha posto in essere il descritto trattamento attraverso un incrocio di dati personali relativi ad un ampio periodo di tempo, in assenza di informativa ai ricorrenti circa l´uso degli strumenti di lavoro loro affidati, alle finalità e modalità dei controlli;
VISTI gli ulteriori atti d´ufficio e, in particolare: a) la nota del 5 luglio 2017 con la quale questa Autorità, ai sensi dell´art. 149, comma 1, del Codice, ha invitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste del ricorrente, b) il verbale dell´audizione svoltasi in data 19 settembre 2017 presso la sede dell´Autorità, nonché c) la nota del 3 ottobre 2017 con la quale è stata disposta, ai sensi dell´art. 149, comma 7, del Codice, la proroga del termine per la decisione sul ricorso;
VISTE le comunicazioni del 14 e 20 luglio 2017, con le quali il titolare del trattamento ha rappresentato che:
- a seguito di "alcune gravi e reiterate irregolarità rilevate", presso uno degli store dell´azienda -attraverso il sistema gestionale denominato "week analysis" che ha evidenziato un valore di vendite molto inferiore rispetto al numero di capi effettivamente venduti- è stato avviato un procedimento disciplinare, comunicato agli interessati con nota datata 8 novembre 2016, con la quale gli stessi venivano altresì informati della sospensione cautelativa dalla prestazione di lavoro;
- il sistema, che si limita a registrare - unicamente per finalità amministrativo-contabili e di riassorbimento merceologico- le operazioni di vendita effettuate nella giornata, senza alcuna operazioni di filtraggio, né associazione con il singolo utente che aveva posto in essere l´operazione di cassa, registra solo il log (cd. "id staff") attribuito al dipendente che provvede all´accensione e attivazione del sistema di cassa;
- le contestazioni nei confronti dei ricorrenti hanno tenuto conto delle risultanze amministrativo-contabili (ovvero i dati di scontrino non associati agli specifici dipendenti che hanno posto in essere le singole operazioni di cassa), incrociandole con le informazioni relative ai turni di lavoro e alle mansioni svolte da ciascun dipendente;
- gli interessati sono stati resi edotti del trattamento posto in essere anche con riferimento agli obblighi legali e contrattuali connessi alla gestione del rapporto di lavoro, compresa la fase patologica e conclusiva del rapporto di lavoro, anche in merito alla possibile "verifica del corretto utilizzo delle risorse informative e informatiche […] affidate per l´esclusivo svolgimento delle mansioni lavorative";
- il trattamento posto in essere risponde ai criteri necessità e pertinenza finalizzati alla gestione del punto vendita e delle operazioni contabili di cassa poste in essere nello stesso, infatti non è stato raccolto né trattato alcun dato ultroneo rispetto alla contabilizzazione delle operazioni di vendita (con indicazione degli articoli venduti, data e ora di vendita, prezzo e scontistica applicata);
VISTA la nota del 5 settembre 2017, con la quale i ricorrenti hanno ribadito le proprie posizioni e contestato quanto sostenuto dalla società resistente, specificando in particolare che qualora -come sembrerebbe emergere dalle dichiarazioni rese dalla resistente nel corso dell´istruttoria- l´associazione del dato identificativo -codice "id staff"- con "operazioni non effettuate e comunque per le quali non sussiste alcuna certezza di imputabilità al lavoratore" configurerebbe un trattamento errato che renderebbe legittima la richiesta di cancellazione o blocco;
VISTA la nota del 14 settembre 2017 con la quale la resistente ha sostenuto quanto già rappresentato nelle precedenti comunicazioni;
VISTO il contenuto del verbale di audizione delle Parti tenutasi presso gli Uffici del Garante, dal quale emerge che:
- i ricorrenti hanno ribadito che l´id staff è da considerarsi erroneo o ininfluente in quanto, come risultato nel corso dell´istruttoria, non corrisponde al soggetto che ha svolto l´operazione;
- la resistente ha rappresentato che la cassa è uno strumento di lavoro finalizzato all´adempimento di obblighi amministrativo-contabili e i dati da esso ricavati non sono associati al singolo operatore, tuttavia le relative informazioni possono essere usate per la gestione del rapporto di lavoro anche nella sua fase patologica;
CONSIDERATO, all´esito dell´attività istruttoria, che la resistente ha dichiarato che il sistema gestionale, attraverso il quale è stato possibile riscontrare la presenza delle irregolarità contestate ai ricorrenti, costituisce "un sistema contabile delle vendite […] e non un sistema informatico finalizzato, direttamente o indirettamente, al monitoraggio del personale", e l´utilizzo dei codici personali (cd. "id staff") ha il solo scopo di consentire l´accensione e l´attivazione del sistema di cassa, e non quello di registrare l´operatività riconducibile ai singoli dipendenti, specificando poi che le contestazioni nei confronti dei ricorrenti, si sono fondate sul confronto dei citati dati contabili-amministrativi con le mansioni svolte dai dipendenti all´interno dello store e i loro turni di lavoro;
RILEVATO che, sulla base di tale ricostruzione, non emergono elementi di illiceità del trattamento, trattandosi di operazioni legittimamente compiute dalla resistente ai fini della tutela del proprio patrimonio aziendale e nel rispetto delle finalità di raccolta dei diversi dati utilizzati;
RITENUTO, pertanto, di dover dichiarare il ricorso infondato;
RILEVATO, poi, che l´ulteriore richiesta avanzata dai ricorrenti, volta ad ottenere copia del Manuale Privacy e dei Regolamenti aziendali in materia, non può ritenersi legittimamente esercitabile ai sensi del citato art. 7 del Codice, essendo sostanzialmente riconducibile alla diversa istanza di accesso alla documentazione, e che, pertanto, deve essere dichiarata inammissibile ai sensi dell´art. 148, comma 1, lett. b) del Codice;
RITENUTO che sussistano giusti motivi per compensare fra le parti le spese del provvedimento in ragione dell´infondatezza e della parziale inammissibilità del ricorso;
- dichiara il ricorso infondato in ordine alla richiesta di dichiarare il blocco dei dati trattati dalla resistente ai fini dell´attivazione del procedimento disciplinare nei confronti dei ricorrenti;
- dichiara inammissibile il ricorso ai sensi dell´art. 149, comma 2, del Codice in ordine alla ulteriore richiesta avanzata dai ricorrenti;
- determina l´ammontare delle spese del presente procedimento nella misura forfettaria di euro 500,00, di cui euro 150,00 da addebitarsi alla società resistente che dovrà liquidarli direttamente a favore dei ricorrenti, compensa la restante parte per giusti motivi.