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Timestamp: 2019-02-18 10:40:17+00:00
Document Index: 43293580

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 143', 'sentenza ', 'art. 395']

Consiglio di Stato, sezione terza, sentenza 10 gennaio 2018, n. 96. Lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose non ha natura di provvedimento di tipo sanzionatorio, ma preventivo - Renato D'Isa
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Lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose non ha natura di provvedimento di tipo sanzionatorio, ma preventivo, con la conseguenza che, per l’emanazione del relativo provvedimento, e’ sufficiente la presenza di elementi indizianti, che consentano d’individuare la sussistenza di un rapporto inquinante tra l’organizzazione mafiosa e gli amministratori dell’ente considerato infiltrato.
Sentenza 10 gennaio 2018, n. 96
sul ricorso numero di registro generale 5248 del 2017, proposto da:
Ministero dell’Interno, Ufficio Territoriale del Governo Vibo Valentia, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidente della Repubblica, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Gen. le Dello Stato, domiciliata in Roma, via (…);
-OMISSIS-, rappresentati e difesi dagli avvocati Al. Gu. e De. Ve., con domicilio eletto presso lo studio Gi. Co. in Roma, via (…);
della sentenza del T.A.R. Lazio, sede di Roma, sezione I, n. -OMISSIS-, resa tra le parti, concernente lo scioglimento del Consiglio Comunale di -OMISSIS-per infiltrazione mafiosa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 12 dicembre 2017 il Cons. Luigi Birritteri e uditi per le parti gli avvocati De. Ve. e l’Avvocato dello Stato Ti. Va.;
Con ricorso proposto dinanzi il TAR per il Lazio -OMISSIS– il primo già sindaco del Comune di -OMISSIS-e le altre titolari di deleghe assessoriali -hanno impugnato il decreto del Presidente della Repubblica del -OMISSIS-di scioglimento del Consiglio Comunale del suddetto Comune, ai sensi dell’art. 143 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, nonché gli atti preordinati e connessi.
Con sentenza n. -OMISSIS-l’adito Tar ha accolto il ricorso annullando il provvedimento impugnato.
Il primo giudice – dopo aver ricostruito la normativa vigente e gli indirizzi giurisprudenziali maturati nella specifica materia – ha sinteticamente richiamato gli elementi fattuali sui quali si fonda il provvedimento impugnato facendo riferimento: 1) all’atto intimidatorio perpetrato ai danni dell’autovettura del Sindaco; 2) alla pervasiva presenza sul territorio di organizzazioni criminali e, segnatamente, dei clan -OMISSIS-; 3) all’esistenza di legami tra alcuni amministratori e dipendenti dell’amministrazione comunale ed esponenti della criminalità organizzata; 4) all’esistenza di accordi pre-elettorali con soggetti aventi legami con la locale criminalità organizzata; 5) all’illegittimità di alcune procedure di affidamento in “somma urgenza” e di altre irregolarità inerenti le attività svolte all’interno del porto turistico di -OMISSIS-e in materia di rilascio delle concessioni per i lidi balneari.
Ha, inoltre, sottolineato la significativa rilevanza attribuita dall’amministrazione alla “vicenda del bagno nelle acque -OMISSIS-del Capodanno 2015, promossa dagli amministratori locali con la collaborazione di un noto pregiudicato con precedenti per reati associativi”, in esito alla quale il Sindaco ha ritirato la delega all’assessore al turismo, atto cui sarebbe seguito il menzionato attentato intimidatorio.
Infine ha richiamato “il comportamento accondiscendente tenuto dalla giunta in relazione alla rilevata esistenza di una struttura abusiva all’interno di un parco comunale, gestita da un noto pregiudicato; la mancata vigilanza del Sindaco sul corretto svolgimento di una misura alternativa alla detenzione da parte di un pregiudicato al quale era stato prescritto di svolgere lavori di pubblica utilità presso il comune; l’illegittima elargizione di un contributo economico a favore di un torneo calcistico, tra gli organizzatori del quale vi erano soggetti con precedenti penali, anche per reati associativi”.
L’errore di fatto di cui all’art. 395 n. 4 non è...