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Timestamp: 2018-06-22 13:20:09+00:00
Document Index: 138084033

Matched Legal Cases: ['art. 2103', 'art. 2103', 'art. 3', 'art. 2103', 'art. 2103', 'art. 2103', 'art. 3', 'art. 2103', 'art. 3', 'art. 2103']

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L'evoluzione dell'inderogabilità del diritto del lavoro alla luce del mutamento della disciplina delle mansioni
09 Giugno 2016 | di Sabrina Apa
La riflessione trae spunto dalla presa di coscienza dell'evoluzione subita nel tempo dal principio cardine del diritto del lavoro, l'inderogabilità. Il presente contributo intende soffermarsi in particolare sul mutamento della disciplina delle mansioni di cui all'art. 2103 c.c. ad opera del D.lgs. n. 81/2015, quale riflesso incisivo e più recente di tale cambiamento.
Il nuovo art. 2103 c.c.: potere del datore di lavoro e patto modificativo
18 Febbraio 2016 | di Ilario Alvino
Nell’ambito della Riforma del mercato del Lavoro che va sotto il nome di Jobs Act, il legislatore ha integralmente riscritto con l’art. 3 del D.lgs. n. 81/2015 la disciplina dettata dall’art. 2103 c.c. in materia di modifica delle mansioni di assunzione del lavoratore. Il presente contributo segue ad altri due già pubblicati nei quali sono state descritte le ragioni della modifica della disciplina dello ius variandi, affrontato il problema dell’ambito temporale di applicazione delle nuove regole, esaminata la disciplina relativa all’adibizione del lavoratore a mansioni riconducibili al medesimo livello o categoria legale di inquadramento o a livelli o categorie superiori. Questo terzo è dedicato all’analisi dei limiti al potere del datore di lavoro di adibire il lavoratore a mansioni appartenenti al livello d’inquadramento inferiore e allo studio delle condizioni di validità degli accordi individuali di modifica delle mansioni, della categoria legale e del livello di inquadramento e della relativa retribuzione.
Il nuovo art. 2103 c.c. : assegnazione (temporanea e definitiva) a mansioni superiori
04 Febbraio 2016 | di Ilario Alvino
In tema di modifica delle mansioni di assunzione del lavoratore è stata integralmente riscritta dal legislatore la disciplina dell'art. 2103 c.c., attraverso l’art. 3 del D.lgs. n. 81/2015. Il presente contributo prosegue sulla stessa tematica seguendo quello già pubblicato che ha introdotto le ragioni della modifica dello ius variandi, esaminato la disciplina del mutamento a parità di livello o categoria legale di inquadramento ed ha affrontato il problema dell’ambito temporale di applicazione delle nuove regole. Il focus in oggetto approfondisce la disciplina che regolamenta la possibilità riconosciuta al datore di lavoro di adibire il lavoratore a mansioni riconducibili a livelli o categorie legali di inquadramento superiore rispetto alle ultime effettivamente svolte. L’ultimo contributo sarà dedicato alle ipotesi di demansionamento.
Il nuovo art. 2103 c.c.: mutamento di mansioni orizzontale a parità di livello di inquadramento
26 Novembre 2015 | di Ilario Alvino
Nell’ambito della riforma del mercato del lavoro che va sotto il nome di Jobs Act, il legislatore ha, con l’art. 3 del D.Lgs. n. 81/2015, integralmente riscritto la disciplina dettata dall’art. 2103 c.c. in materia di modifica delle mansioni di assunzione del lavoratore. Il presente contributo, con altri che seguiranno, esamina la nuova disciplina con lo scopo: 1) da un lato, di delineare i nuovi limiti entro i quali il datore di lavoro può modificare unilateralmente le mansioni di assunzione del lavoratore; 2) dall’altro, di esaminare contenuti e condizioni di validità degli accordi di modifica delle mansioni, della categoria legale, del livello di inquadramento e della retribuzione che la nuova norma consente di stipulare con il lavoratore. Si intende porre l’attenzione sulla possibilità riconosciuta al datore di lavoro di adibire il lavoratore a mansioni riconducibili allo stesso livello o categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte.