Source: http://www.geometra.info/normativa/decreto-legislativo-29-marzo-2010-n-56-modifiche-ed-integrazioni-al-decreto-30-maggio-2008-n-115-recante-attuazione-della-direttiva-200632ce-concernente-lefficienza-degli-usi-finali-dell/
Timestamp: 2018-02-24 00:15:23+00:00
Document Index: 158748255

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 8', 'art.  9', 'art.  16', 'art. 4', 'art.  4', 'art.  3', 'art.  14', 'art. 5', 'art.  7', 'art.  4', 'art. 4', 'art.  7', 'art.\n2', 'art. 16', 'art.  3', 'art.  3', 'art. 18', 'art. 6', 'art.  9', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 16', 'art.  2', 'art.  10', 'art. 28', 'art.  2', 'art.  3', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 26', 'art.  3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 269', 'art.  8', 'art.  63', 'art.  27', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2', 'art.  39', 'art.  8', 'art. 8', 'art. 4', 'art.  2', 'art. 2', 'art.  10', 'art. 2', 'art.  81', 'in fine', 'art.\n16', 'art. 11', 'art. 11', 'art.  2', 'art. 2', 'art. 26', 'art. 7', 'art.  14', 'art. 1', 'art. 1', 'art.  1', 'art. 179', 'art.  169', 'art.  5', 'art. 1', 'art. 46', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 8', 'art.  1', 'art.  6', 'art. 6', 'art.  20', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 1', 'art.  7', 'art.  2', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 12', 'art.  12', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 8']

DECRETO LEGISLATIVO 29 marzo 2010, n. 56 - Modifiche ed integrazioni al decreto 30 maggio 2008, n. 115, recante attuazione della direttiva 2006/32/CE, concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e recante abrogazioni della direttiva 93/76/CEE. (10G0078) (GU n. 92 del 21-4-2010 | Geometra.info
DECRETO LEGISLATIVO 29 marzo 2010, n. 56 – Modifiche ed integrazioni al decreto 30 maggio 2008, n. 115, recante attuazione della direttiva 2006/32/CE, concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e recante abrogazioni della direttiva 93/76/CEE. (10G0078) (GU n. 92 del 21-4-2010
DECRETO LEGISLATIVO 29 marzo 2010, n. 56 - Modifiche ed integrazioni al decreto 30 maggio 2008, n. 115, recante attuazione della direttiva 2006/32/CE, concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e recante abrogazioni della direttiva 93/76/CEE. (10G0078) (GU n. 92 del 21-4-2010 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 06/05/2010
Modifiche ed integrazioni al decreto 30 maggio 2008, n. 115,  recante
attuazione della direttiva 2006/32/CE, concernente l’efficienza degli
usi finali dell’energia e i servizi energetici e recante  abrogazioni
della direttiva 93/76/CEE. (10G0078)
della direttiva 93/76/CEE;
Vista la legge 6 febbraio 2007, n.  13,  concernente  «Disposizioni
alle Comunita’ europee – legge comunitaria 2006», ed  in  particolare
attuazione della direttiva 2006/32/CE del Parlamento  europeo  e  del
Vista  la  legge  9  gennaio  1991,  n.  10,  recante  «Norme   per
l’attuazione  del  Piano  energetico  nazionale  in  materia  di  uso
razionale dell’energia, di risparmio energetico e di  sviluppo  delle
fonti rinnovabili di energia»;
Visto il testo unico delle disposizioni legislative concernenti  le
«Attuazione della direttiva 96/92/CE  recante  norme  comuni  per  il
mercato interno dell’energia elettrica»;
«Attuazione della direttiva 98/30/CE  recante  norme  comuni  per  il
mercato interno del gas naturale,  a  norma  dell’articolo  41  della
legge 17 maggio 1999, n. 144»;
Vista la legge  1°  giugno  2002,  n.  120,  recante  «Ratifica  ed
esecuzione del Protocollo di  Kyoto  alla  Convenzione  quadro  delle
Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, fatto a Kyoto l’11  dicembre
«Attuazione  della  direttiva  2001/77/CE  relativa  alla  promozione
mercato interno dell’elettricita’»;
Vista la legge 23  agosto  2004,  n.  239,  recante  «Riordino  del
settore energetico, nonche’ delega al Governo per il riassetto  delle
disposizioni vigenti in materia di energia»;
«Attuazione  della  direttiva  2002/91/CE  relativa   al   rendimento
energetico nell’edilizia»;
finanziaria 2007)»;
interno dell’energia, nonche’ modifica alla direttiva 92/42/CEE»;
modificazione, dalla legge 3 agosto  2007,  n.  125,  recante  misure
Visto il decreto legislativo  6  novembre  2007,  n.  201,  recante
«Attuazione della direttiva 2005/32/CE relativa all’istituzione di un
quadro  per  l’elaborazione  di  specifiche  per   la   progettazione
ecocompatibile dei prodotti che consumano energia»;
Vista la delibera  CIPE  n.  123  del  19  dicembre  2002,  recante
revisione delle linee guida per le politiche e  misure  nazionali  di
riduzione delle emissioni dei gas serra,  pubblicata  nella  Gazzetta
Visto quanto disposto, in  materia  di  incremento  dell’efficienza
energetica,  di  risparmio  energetico   e   sviluppo   delle   fonti
rinnovabili, dai provvedimenti attuativi dell’articolo  9,  comma  1,
del decreto legislativo 16 marzo 1999, n.  79,  e  dell’articolo  16,
Visto il primo Piano d’azione italiano per l’efficienza  energetica
trasmesso dal Ministro  dello  sviluppo  economico  alla  Commissione
europea a luglio 2007, in attuazione dell’articolo 14 della direttiva
2006/32/CE;
Ritenuto opportuno apportare al decreto legislativo 30 maggio 2008,
n. 115, modifiche e integrazioni necessarie per rendere  maggiormente
efficaci le politiche di promozione dell’efficienza energetica e  dei
Preso atto che la Conferenza unificata di cui  all’articolo  8  del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, non ha reso il parere nei
dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell’ambiente  e
per la pubblica  amministrazione  e  l’innovazione,  delle  politiche
agricole  alimentari  e  forestali  e  delle  infrastrutture  e   dei
del decreto legislativo n. 115 del 2008
1. All’articolo 2, comma 1, lettera t), del decreto legislativo  30
maggio 2008, n. 115, di seguito denominato: «decreto  legislativo  n.
115 del 2008» sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «potenza non superiore a 10  MWe»  sono  sostituite
dalle seguenti: «potenza nominale non superiore a 20 MWe»;
b) le parole: «alimentato  da  fonti  rinnovabili  o  in  assetto
cogenerativo ad alto  rendimento»  sono  sostituite  dalle  seguenti:
«alimentato da fonti rinnovabili ovvero in  assetto  cogenerativo  ad
alto rendimento»;
c) dopo le parole: «un collegamento  privato»  sono  inserite  le
seguenti: «senza obbligo di connessione di terzi».
– La direttiva 2006/32/CE e’ pubblicata nella  G.U.U.E.
– La direttiva 93/76/CEE e’ pubblicata  nella  G.U.C.E.
22 settembre 1993, n. 237.
– L’art. 1, comma 5, della legge 6  febbraio  2007,  n.
13, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17  febbraio  2007,
n. 40, supplemento ordinario, cosi’ recita:
– Il decreto legislativo 30 maggio  2008,  n.  115,  e’
– La legge 9 gennaio 1991, n. 10, e’  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 16  gennaio  1991,  n.  13,  supplemento
– Il decreto del Presidente della Repubblica 26  agosto
1993, n. 412, e’ pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  14
ottobre 1993, n. 242, supplemento ordinario.
– Il decreto legislativo 26 ottobre 1995,  n.  504,  e’
279, supplemento ordinario.
– La legge 14 novembre  1995,  n.  481,  e’  pubblicata
nella  Gazzetta  Ufficiale  18  novembre  1995,   n.   270,
– Il decreto legislativo  16  marzo  1999,  n.  79,  e’
– Il decreto legislativo 23 maggio  2000,  n.  164,  e’
– La legge 1° giugno 2002, n. 120, e’ pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 19  giugno  2002,  n.  142,  supplemento
– Il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n.  387,  e’
– La legge 23 agosto 2004, n. 239, e’ pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 13 settembre 2004, n. 215.
– Il decreto legislativo 19 agosto  2005,  n.  192,  e’
222, supplemento ordinario.
– La legge 27 dicembre  2006,  n.  296,  e’  pubblicata
nella  Gazzetta  Ufficiale  27  dicembre  2006,   n.   299,
– Il decreto legislativo 8 febbraio  2007,  n.  20,  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 marzo 2007, n. 54.
– Il decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73, e’ pubblicato
nella  Gazzetta  Ufficiale  18   giugno   2007,   n.   139,
n. 125, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 14 agosto 2007,
– Il decreto legislativo 6 novembre 2007,  n.  201,  e’
– La legge 24 dicembre  2007,  n.  244,  e’  pubblicata
nella  Gazzetta  Ufficiale  28  dicembre  2007,   n.   300,
– La legge 23 luglio 2009, n. 99, e’  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 31  luglio  2009,  n.  176,  supplemento
– L’art. 9, comma 1, del decreto legislativo  16  marzo
1999, n. 79, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  31  marzo
1999, n. 75, cosi’ recita:
«Art. 9 (L’attivita’ di distribuzione). – 1. Le imprese
distributrici hanno l’obbligo di  connettere  alle  proprie
reti tutti i soggetti  che  ne  facciano  richiesta,  senza
compromettere la continuita’ del servizio e  purche’  siano
rispettate le  regole  tecniche  nonche’  le  deliberazioni
emanate dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas  in
materia  di  tariffe,  contributi  ed  oneri.  Le   imprese
distributrici operanti alla data di entrata in  vigore  del
presente decreto, ivi comprese, per la  quota  diversa  dai
propri  soci,  le  societa’  cooperative  di  produzione  e
distribuzione di cui all’art. 4, numero 8,  della  legge  6
dicembre 1962, n. 1643, continuano a svolgere  il  servizio
di distribuzione sulla base di concessioni rilasciate entro
il 31 marzo 2001 dal Ministro dell’industria, del commercio
e dell’artigianato e aventi scadenza il 31  dicembre  2030.
Con   gli   stessi   provvedimenti   sono   individuati   i
responsabili  della  gestione,  della  manutenzione  e,  se
necessario, dello sviluppo delle reti  di  distribuzione  e
dei relativi dispositivi di  interconnessione,  che  devono
mantenere  il  segreto   sulle   informazioni   commerciali
riservate; le concessioni prevedono, tra l’altro, misure di
incremento dell’efficienza energetica degli usi  finali  di
energia  secondo  obiettivi  quantitativi  determinati  con
dell’artigianato di concerto con il Ministro  dell’ambiente
entro novanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  del
– L’art. 16, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio
2000, n. 164, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 20 giugno
2000, n. 142, cosi’ recita:
«Art. 16 (Obblighi delle imprese di  distribuzione).  –
4. Le imprese di distribuzione perseguono il  risparmio
energetico e  lo  sviluppo  delle  fonti  rinnovabili.  Gli
obiettivi quantitativi nazionali, definiti in coerenza  con
di  valutazione   dell’ottenimento   dei   risultati   sono
individuati con decreto del  Ministro  dell’industria,  del
commercio e dell’artigianato, di concerto con  il  Ministro
dell’ambiente, sentita la Conferenza unificata, da  emanare
decreto. Gli obiettivi regionali e le relative modalita’ di
raggiungimento,  utilizzando  anche  lo   strumento   della
remunerazione  delle  iniziative  di  I  di  pianificazione
energetica regionale, sentiti  gli  organismi  di  raccordo
regione-autonomie locali. In sede di  Conferenza  unificata
e’  verificata  annualmente  la  coerenza  degli  obiettivi
regionali con quelli nazionali.».
– L’art. 8, del decreto legislativo 28 agosto 1997,  n.
281, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1997, n.
202, cosi’ recita:
legislativo 30 maggio 2008, n. 115, citato nelle  premesse,
“Art. 2 (Definizioni). – 1. Esclusivamente ai fini  del
presente decreto, si applicano le seguenti definizioni:
a)   “energia”:   qualsiasi    forma    di    energia
commercialmente  disponibile,  inclusi  elettricita’,   gas
naturale, compreso  il  gas  naturale  liquefatto,  gas  di
petrolio    liquefatto,    qualsiasi    combustibile     da
riscaldamento     o     raffreddamento,     compresi     il
teleriscaldamento  e  il  teleraffreddamento,   carbone   e
lignite, torba, carburante per autotrazione, ad  esclusione
del carburante per l’aviazione e di quello per uso  marino,
e la biomassa quale definita nella direttiva 2001/77/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre  2001,
recepita con il decreto legislativo 29  dicembre  2003,  n.
387, sulla promozione dell’energia  elettrica  prodotta  da
fonti   energetiche   rinnovabili   nel   mercato   interno
dell’elettricita’;
b)  “efficienza  energetica”:  il  rapporto   tra   i
risultati  in  termini  di  rendimento,  servizi,  merci  o
energia,  da  intendersi  come   prestazione   fornita,   e
l’immissione di energia;
c)  “miglioramento  dell’efficienza  energetica”:  un
incremento dell’efficienza degli usi  finali  dell’energia,
risultante da cambiamenti  tecnologici,  comportamentali  o
d) “risparmio energetico”: la  quantita’  di  energia
risparmiata, determinata mediante  una  misurazione  o  una
stima del consumo prima e dopo l’attuazione di una  o  piu’
misure   di   miglioramento   dell’efficienza   energetica,
assicurando   nel   contempo   la   normalizzazione   delle
condizioni esterne che influiscono sul consumo energetico;
e)”servizio energetico”:  la  prestazione  materiale,
l’utilita’ o il vantaggio derivante dalla  combinazione  di
energia con tecnologie ovvero con operazioni che utilizzano
efficacemente l’energia, che possono includere le attivita’
di gestione, di manutenzione e di controllo necessarie alla
prestazione del servizio, la cui  fornitura  e’  effettuata
sulla base di un contratto e che in circostanze normali  ha
dimostrato  di  portare  a  miglioramenti   dell’efficienza
energetica e a risparmi energetici primari  verificabili  e
f) “meccanismo di efficienza  energetica”:  strumento
generale adottato dallo Stato o da autorita’ pubbliche  per
creare un regime  di  sostegno  o  di  incentivazione  agli
operatori  del  mercato   ai   fini   della   fornitura   e
dell’acquisto di  servizi  energetici  e  altre  misure  di
g)  “programma   di   miglioramento   dell’efficienza
energetica”: attivita’  incentrate  su  gruppi  di  clienti
finali  e  che  di  norma  si  traducono  in  miglioramenti
dell’efficienza  energetica  verificabili  e  misurabili  o
stimabili;
h)   “misura   di    miglioramento    dell’efficienza
energetica”: qualsiasi azione che di norma  si  traduce  in
miglioramenti  dell’efficienza  energetica  verificabili  e
i) “ESCO”: persona fisica o  giuridica  che  fornisce
servizi energetici ovvero  altre  misure  di  miglioramento
dell’efficienza energetica nelle installazioni o nei locali
dell’utente e, cio’ facendo, accetta un  certo  margine  di
rischio finanziario. Il pagamento dei  servizi  forniti  si
basa,  totalmente   o   parzialmente,   sul   miglioramento
dell’efficienza energetica conseguito e sul  raggiungimento
degli altri criteri di rendimento stabiliti;
l)  “contratto  di  rendimento  energetico”:  accordo
contrattuale tra il beneficiario e il fornitore riguardante
una misura di miglioramento dell’efficienza energetica,  in
cui i pagamenti a fronte  degli  investimenti  in  siffatta
misura  sono  effettuati  in  funzione   del   livello   di
miglioramento    dell’efficienza    energetica    stabilito
m)    “finanziamento    tramite    terzi”:    accordo
contrattuale che comprende un terzo, oltre al fornitore  di
energia e al beneficiario  della  misura  di  miglioramento
dell’efficienza energetica, che  fornisce  i  capitali  per
tale misura e addebita al beneficiario un canone pari a una
parte del risparmio energetico conseguito avvalendosi della
misura stessa. Il terzo puo’ essere una ESCO;
n) “diagnosi energetica”: procedura sistematica volta
a fornire un’adeguata conoscenza  del  profilo  di  consumo
energetico di un edificio  o  gruppo  di  edifici,  di  una
attivita’ o impianto industriale o di  servizi  pubblici  o
privati, ad individuare e quantificare le  opportunita’  di
risparmio energetico  sotto  il  profilo  costi-benefici  e
riferire in merito ai risultati;
o) “strumento finanziario per i risparmi energetici”:
qualsiasi  strumento  finanziario,  reso  disponibile   sul
mercato  da  organismi  pubblici  o  privati  per   coprire
parzialmente o integralmente i costi del progetto  iniziale
per   l’attuazione   delle    misure    di    miglioramento
p) “cliente finale”: persona fisica o  giuridica  che
acquista energia per proprio uso finale;
q) “distributore di energia”, ovvero “distributore di
forme di energia  diverse  dall’elettricita’  e  dal  gas”:
persona fisica o giuridica responsabile  del  trasporto  di
energia al fine della sua fornitura a clienti  finali  e  a
stazioni di distribuzione che  vendono  energia  a  clienti
finali. Da questa definizione sono esclusi  i  gestori  dei
sistemi di distribuzione del  gas  e  dell’elettricita’,  i
r) “gestore  del  sistema  di  distribuzione”  ovvero
“impresa di  distribuzione”:  persona  fisica  o  giuridica
responsabile  della  gestione,  della  manutenzione  e,  se
necessario, dello sviluppo  del  sistema  di  distribuzione
dell’energia elettrica o del gas naturale in una data  zona
e, se del caso, delle relative interconnessioni  con  altri
sistemi, e di assicurare la capacita’ a lungo  termine  del
sistema   di   soddisfare    richieste    ragionevoli    di
distribuzione di energia elettrica o gas naturale;
s) “societa’ di vendita  di  energia  al  dettaglio”:
persona fisica o giuridica  che  vende  energia  a  clienti
t) “sistema efficiente di utenza”: sistema in cui  un
impianto di produzione di energia  elettrica,  con  potenza
nominale  non  superiore  a  20  MWe   e   complessivamente
installata  sullo  stesso   sito,   alimentato   da   fonti
rinnovabili  ovvero  in  assetto   cogenerativo   ad   alto
rendimento, anche nella titolarita’ di un soggetto  diverso
dal  cliente  finale,  e’  direttamente  connesso,  per  il
tramite  di  un  collegamento  privato,  senza  obbligo  di
connessione di terzi all’impianto per il consumo di un solo
cliente finale ed e’ realizzato  all’interno  dell’area  di
proprieta’  o  nella  piena  disponibilita’  del   medesimo
u)  “certificato  bianco”:   titolo   di   efficienza
energetica  attestante  il  conseguimento  di  risparmi  di
energia grazie a misure  di  miglioramento  dell’efficienza
energetica e utilizzabile  ai  fini  dell’adempimento  agli
obblighi  di  cui  all’art.  9,  comma   1,   del   decreto
legislativo  16   marzo   1999,   n.   79,   e   successive
modificazioni,  e  all’art.  16,  comma  4,   del   decreto
legislativo 23 maggio 2000, n. 164;
v) “sistema di gestione dell’energia”: la  parte  del
sistema di gestione aziendale che ricomprende la  struttura
organizzativa, la pianificazione,  la  responsabilita’,  le
procedure,  i  processi  e  le  risorse   per   sviluppare,
implementare, migliorare, ottenere, misurare e mantenere la
politica energetica aziendale;
z) “esperto in gestione dell’energia”:  soggetto  che
ha le conoscenze, l’esperienza e  la  capacita’  necessarie
per gestire l’uso dell’energia in modo efficiente;
aa) “ESPCO”: soggetto fisico o giuridico, ivi incluse
le imprese artigiane e le loro  forme  consortili,  che  ha
come  scopo  l’offerta  di  servizi  energetici   atti   al
miglioramento dell’efficienza nell’uso dell’energia;
bb) “fornitore di servizi energetici”:  soggetto  che
fornisce  servizi  energetici,  che  puo’  essere  uno  dei
soggetti di cui alle lettere i), q), r), s), z) ed aa);
cc) “Agenzia”:  e’  la  struttura  dell’ENEA  di  cui
all’art. 4, che svolge le funzioni  previste  dall’art.  4,
paragrafo 4, della direttiva 2006/32/CE.
2. Continuano a valere, ove applicabili, le definizioni
di cui al decreto legislativo 16 marzo 1999, n.  79,  e  al
decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164.”.
1. All’articolo 3, comma 2, lettera b), del decreto legislativo  n.
115 del 2008, dopo le parole: «i metodi  approvati  con  decreti  del
Ministro dello sviluppo economico» sono inserite le seguenti:  «,  di
e del mare,».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  3,  del   decreto
legislativo n. 115 del 2008, citato nelle  premesse,  cosi’
«Art. 3 (Obiettivi di risparmio energetico). –  1.  Gli
obiettivi nazionali indicativi di risparmio energetico sono
individuati  con  i   Piani   di   azione   sull’efficienza
energetica,  PAEE,  di  cui  all’art.  14  della  direttiva
2006/32/CE,  predisposti  secondo  le  modalita’   di   cui
all’art. 5, comma 2.
2. Fatto salvo quanto previsto  dall’art.  7,  ai  fini
della misurazione del contributo delle  diverse  misure  di
risparmio energetico agli obiettivi  nazionali  di  cui  al
comma 1, si applicano:
a) per la  conversione  delle  unita’  di  misura,  i
fattori di cui all’allegato I;
b) per la misurazione e  la  verifica  del  risparmio
energetico, i metodi approvati  con  decreti  del  Ministro
dello sviluppo  economico,  di  concerto  con  il  Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,  su
proposta  dell’Agenzia  di  cui  all’art.  4,  secondo   le
modalita’  di   cui   all’allegato   IV   della   direttiva
2006/32/CE. Tali metodi sono aggiornati  sulla  base  delle
regole  armonizzate   che   la   Commissione   mettera’   a
Modifiche all’articolo 4 e all’articolo 7
1. All’articolo 4 del decreto legislativo  n.  115  del  2008  sono
a) al comma 1, la parola: «Agenzia» e’ sostituita dalle seguenti:
«Unita’ per l’efficienza energetica»;
b) al comma 2, le parole: «sentito il  Ministro  dell’ambiente  e
della tutela  del  territorio  e  del  mare»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «di concerto con il Ministro dell’ambiente e  della  tutela
c) al comma 3, dopo le parole: «con decreto  del  Ministro  dello
sviluppo economico,» sono inserite le seguenti: «, di concerto con il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,»;
d)  al  comma  4,  lettera  c),  dopo  le  parole:   «metodologie
specifiche per l’attuazione del meccanismo dei certificati  bianchi,»
sono inserite  le  seguenti:  «approvate  con  le  modalita’  di  cui
all’articolo 3, comma 2,».
2. Conseguentemente, la  parola:  «Agenzia»,  ovunque  ricorra  nel
decreto legislativo n. 115 del 2008, e’  sostituita  dalla  seguente:
«Unita’ per l’efficienza energetica».
3. All’articolo 7, comma 4, del  decreto  legislativo  n.  115  del
2008, dopo le  parole:  «verifica  il  rispetto  delle  regole»  sono
inserite le seguenti: «da parte dei soggetti di cui alla  lettera  e)
del comma 1».
– Si riporta il testo dell’art. 4  e  dell’art.  7  del
decreto legislativo n. 115 del 2008, citato nelle premesse,
«Art. 4 (Funzioni di Agenzia nazionale per l’efficienza
energetica). – 1. L’ENEA svolge le funzioni di cui all’art.
2, comma 1, lettera cc), tramite una struttura, di  seguito
denominata: Unita’ per l’efficienza energetica, senza nuovi
o maggiori oneri, ne’ minori entrate a carico della finanza
pubblica e nell’ambito delle risorse umane,  strumentali  e
2.  L’Agenzia  opera  secondo  un  proprio   piano   di
attivita’,  approvato  congiuntamente  a  quelli   di   cui
all’art. 16 del decreto legislativo 3  settembre  2003,  n.
257. L’ENEA  provvede  alla  redazione  di  tale  piano  di
attivita’ sulla base di specifiche direttive,  emanate  dal
mare d’intesa con la Conferenza permanente per  i  rapporti
di Bolzano, finalizzate a dare attuazione a quanto disposto
dal presente decreto oltreche’  ad  ulteriori  obiettivi  e
provvedimenti attinenti l’efficienza energetica.
3. Entro centottanta giorni dalla data  di  entrata  in
proposta  del  Consiglio  di  amministrazione  dell’ENEA  e
previo parere per i profili di  rispettiva  competenza  del
Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione  e
del Ministro dell’economia e delle finanze, sono  stabilite
strutture, utilizzando il solo personale in  servizio  alla
data di entrata in vigore del presente decreto, al fine  di
consentire l’effettivita’ delle funzioni dell’Agenzia.
4. L’Agenzia svolge le seguenti funzioni:
a) supporta il Ministero dello sviluppo  economico  e
le  regioni  ai  fini  del  controllo  generale   e   della
supervisione dell’attuazione del quadro istituito ai  sensi
b) provvede  alla  verifica  e  al  monitoraggio  dei
coordinando  le  informazioni  necessarie  ai  fini   delle
direttiva 2006/32/CE, proposte tecniche per la  definizione
dei metodi per la misurazione e la verifica  del  risparmio
energetico ai fini della verifica del  conseguimento  degli
obiettivi  indicativi  nazionali,  da  approvarsi   secondo
quanto previsto dall’art.  3,  comma  2.  In  tale  ambito,
definisce altresi’ metodologie specifiche per  l’attuazione
del meccanismo dei certificati bianchi,  approvate  con  le
modalita’ di cui  all’art.  3,  comma  2,  con  particolare
riguardo allo  sviluppo  di  procedure  standardizzate  che
consentano  la  quantificazione  dei  risparmi  senza  fare
d) svolge supporto tecnico-scientifico  e  consulenza
per lo Stato, le regioni e gli enti locali  anche  ai  fini
della predisposizione degli strumenti  attuativi  necessari
al conseguimento e)  assicura,  anche  in  coerenza  con  i
programmi di intervento  delle  regioni,  l’informazione  a
cittadini, alle imprese, alla  pubblica  amministrazione  e
agli operatori economici, sugli strumenti per il  risparmio
energetico, nonche’ sui meccanismi e sul quadro finanziario
e giuridico predisposto per la diffusione e  la  promozione
dell’efficienza energetica, provvedendo inoltre  a  fornire
sistemi di diagnosi energetiche  in  conformita’  a  quanto
previsto dall’art. 18.».
«Art. 7 (Certificati bianchi). – 1. Fatto salvo  quanto
stabilito dall’art. 6 del decreto  legislativo  8  febbraio
2007, n.  20,  con  decreto  del  Ministro  dello  sviluppo
della tutela del territorio e  del  mare,  sentito,  per  i
profili di competenza, il Ministro delle politiche agricole
alimentari  e  forestali  e  d’intesa  con  la   Conferenza
unificata:
a) sono stabilite le modalita’ con cui  gli  obblighi
in capo alle imprese di distribuzione di  cui  all’art.  9,
comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999,  n.  79,  e
all’art. 16, comma 4, del  decreto  legislativo  23  maggio
2000, n. 164, si raccordano agli obiettivi nazionali di cui
all’art. 3, comma 1, tenuto conto di quanto stabilito dalla
b) sono gradualmente introdotti, tenendo conto  dello
stato di sviluppo del mercato della vendita di energia,  in
congruenza con gli obiettivi di cui all’art. 3, comma 1,  e
agli obblighi di cui alla lettera a), obblighi di risparmio
energetico in capo alle societa’ di vendita di  energia  al
c) sono stabilite le modalita’ con cui i soggetti  di
cui alle lettere a) e b) assolvono ai  rispettivi  obblighi
acquistando in tutto o  in  parte  l’equivalente  quota  di
d) sono approvate  le  modalita’  con  cui  l’Agenzia
provvede a quanto disposto dall’art. 4,  comma  4,  lettera
e) sono aggiornati i requisiti dei soggetti ai  quali
possono essere rilasciati i certificati  bianchi,  nonche’,
in conformita’ a quanto  previsto  dall’allegato  III  alla
direttiva 2006/32/CE, l’elenco delle tipologie di misure ed
interventi  ammissibili  ai   fini   dell’ottenimento   dei
2. Nelle more dell’adozione dei provvedimenti di cui al
comma 1, nonche’ dei provvedimenti di cui all’art. 4, comma
3, si applicano  i  provvedimenti  normativi  e  regolatori
emanati in attuazione dell’art. 9,  comma  1,  del  decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e dell’art. 16, comma  4,
3. Ai fini dell’applicazione del meccanismo di  cui  al
presente articolo, il risparmio di forme di energia diverse
dall’elettricita’  e  dal  gas   naturale   non   destinate
all’impiego per autotrazione e’ equiparato al risparmio  di
4.  L’Autorita’  per  l’energia  elettrica  e  il   gas
provvede alla individuazione  delle  modalita’  con  cui  i
costi  sostenuti  per   la   realizzazione   dei   progetti
realizzati secondo le disposizioni del  presente  articolo,
nell’ambito del meccanismo dei certificati bianchi, trovano
copertura sulle tariffe per il trasporto e la distribuzione
dell’energia elettrica e del  gas  naturale  e  approva  le
regole di funzionamento del  mercato  e  delle  transazioni
bilaterali relative ai certificati bianchi, proposte  dalla
Societa’ Gestore del mercato elettrico, nonche’ verifica il
rispetto delle regole da parte dei  soggetti  di  cui  alla
lettera e) del comma 1, ed il conseguimento degli  obblighi
da parte dei soggetti di cui al comma 1, lettere a)  e  b),
applicando,  salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  le
sanzioni amministrative pecuniarie  previste  dall’art.  2,
comma 20, lettera c), della  legge  14  novembre  1995,  n.
481.».
1. All’articolo 10 del decreto legislativo n.  115  del  2008  sono
a) al comma 1, le parole: «Entro novanta giorni», sono sostituite
dalle seguenti: «Ferma restando l’attuazione dell’articolo  28  della
direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo e del  Consiglio  del  13
luglio 2009 per quanto attiene i  sistemi  di  distribuzione  chiusi,
entro novanta giorni»;
b)  al  comma  1,  dopo  le  parole:  «servizi  di  trasmissione,
distribuzione e dispacciamento» sono aggiunte le seguenti: «, tenendo
conto dei principi di corretto funzionamento del mercato elettrico  e
assicurando che  non  si  producano  disparita’  di  trattamento  sul
territorio nazionale»;
c) al comma 2, primo periodo, le parole  da:  «facendo  esclusivo
riferimento» a: «sul punto  di  connessione»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «in modo tale che i corrispettivi tariffari di trasmissione
e di distribuzione, nonche’  quelli  di  dispacciamento  e  quelli  a
copertura degli oneri generali di  sistema  di  cui  all’articolo  3,
ai sensi dell’articolo 4, comma  1,  del  decreto-legge  14  novembre
2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24  dicembre
2003, n. 368, siano applicati  esclusivamente  all’energia  elettrica
prelevata sul punto di connessione»;
d) al comma 2, secondo  periodo,  dopo  le  parole:  «entrata  in
vigore del  presente  decreto»  sono  aggiunte  le  seguenti:  «,  in
particolare estendendo  il  regime  di  regolazione  dell’accesso  al
sistema elettrico di cui al precedente periodo almeno ai  sistemi  il
cui assetto e’ conforme a tutte le seguenti condizioni:
a) sono sistemi esistenti alla data  di  entrata  in  vigore  del
suddetto regime di regolazione, ovvero  sono  sistemi  di  cui,  alla
medesima data, sono stati avviati i lavori  di  realizzazione  ovvero
sono state ottenute tutte le autorizzazioni previste dalla  normativa
b) hanno una configurazione  conforme  alla  definizione  di  cui
all’articolo 2, comma 1, lettera t) o,  in  alternativa,  connettono,
per  il  tramite  di  un  collegamento  privato  senza   obbligo   di
connessione di  terzi,  esclusivamente  unita’  di  produzione  e  di
consumo di energia elettrica nella titolarita’ del medesimo  soggetto
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  10  del   decreto
«Art. 10  (Disciplina  dei  servizi  energetici  e  dei
sistemi  efficienti  di  utenza).  –  1.   Ferma   restando
l’attuazione dell’art. 28 della  direttiva  2009/72/CE  del
Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio  2009  per
quanto attiene i sistemi  di  distribuzione  chiusi,  entro
decreto, l’Autorita’  per  l’energia  elettrica  e  il  gas
definisce le  modalita’  per  la  regolazione  dei  sistemi
efficienti di utenza, nonche’ le modalita’ e i tempi per la
gestione dei rapporti contrattuali ai fini  dell’erogazione
dei    servizi    di    trasmissione,    distribuzione    e
dispacciamento, tenendo  conto  dei  principi  di  corretto
funzionamento del mercato elettrico e assicurando  che  non
si  producano  disparita’  di  trattamento  sul  territorio
nazionale.  Salvo   che   il   fatto   costituisca   reato,
l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, nel  caso  di
inosservanza dei propri provvedimenti,  applica  l’art.  2,
2. Nell’ambito dei provvedimenti di  cui  al  comma  1,
l’Autorita’ per  l’energia  elettrica  e  il  gas  provvede
inoltre affinche’ la regolazione  dell’accesso  al  sistema
elettrico sia effettuata in modo tale che  i  corrispettivi
tariffari  di  trasmissione  e  di  distribuzione,  nonche’
quelli di dispacciamento e quelli a copertura  degli  oneri
generali di sistema  di  cui  all’art.  3,  comma  11,  del
decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e degli oneri  ai
sensi dell’art. 4, comma 1, del decreto-legge  14  novembre
2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
dicembre  2003,  n.  368,  siano  applicati  esclusivamente
all’energia elettrica prelevata sul punto di connessione.
In  tale  ambito,  l’Autorita’  prevede  meccanismi  di
salvaguardia  per  le   realizzazioni   avviate   in   data
antecedente alla data di entrata  in  vigore  del  presente
decreto, in particolare estendendo il regime di regolazione
dell’accesso al sistema  elettrico  di  cui  al  precedente
periodo almeno ai sistemi il  cui  assetto  e’  conforme  a
a) sono sistemi esistenti alla  data  di  entrata  in
vigore del suddetto  regime  di  regolazione,  ovvero  sono
sistemi di cui, alla medesima data, sono  stati  avviati  i
lavori di realizzazione ovvero sono state ottenute tutte le
b) hanno una configurazione conforme alla definizione
di cui all’art. 2, comma 1, lettera t) o,  in  alternativa,
connettono, per il tramite di un collegamento privato senza
obbligo di connessione di terzi, esclusivamente  unita’  di
produzione  e  di  consumo  di  energia   elettrica   nella
titolarita’ del medesimo soggetto giuridico.
3. Le disposizioni per lo svolgimento di attivita’  nel
settore verticalmente  collegato  o  contiguo  dei  servizi
post-contatore, di cui all’art. 1, commi 34 e 34-bis, della
legge 23 agosto 2004, n. 239, e  successive  modifiche,  si
applicano anche alla fornitura di servizi energetici.».
Modifiche all’articolo 11 e all’articolo 17
1. All’articolo 11 del decreto legislativo n.  115  del  2008  sono
a) al comma 1, secondo periodo, e al comma 2, primo periodo, dopo
le parole: «in merito alle distanze minime tra edifici» sono inserite
le seguenti parole: «alle distanze minime dai confini di proprieta’»;
b) al comma 3, dopo  le  parole:  «Fatto  salvo  quanto  previsto
dall’articolo 26, comma  1,»  sono  inserite  le  seguenti:  «secondo
c) al comma 3, primo periodo, dopo le parole: «9 gennaio 1991, n.
10» le parole: «e successive  modificazioni»  sono  sostituite  dalle
seguenti:   «in   materia   di   assimilazione   alla    manutenzione
straordinaria degli interventi di utilizzo delle fonti rinnovabili di
energia, di conservazione, risparmio e uso razionale dell’energia  in
edifici ed impianti industriali»;
d) al comma 7, le parole: «La costruzione» sono sostituite  dalle
seguenti: «Fermo restando quanto previsto  dall’articolo  269,  comma
14, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, la costruzione»;
e) al comma 7, secondo periodo, le  parole:  «la  Conferenza  dei
servizi e’ convocata dalla regione» sono sostituite  dalle  seguenti:
«la  Conferenza  dei  servizi   e’   convocata   dall’amministrazione
f) al comma 8, le parole: «L’autorizzazione di cui  al  comma  6»
sono sostituite dalle seguenti: «L’autorizzazione di cui al comma 7»;
g) al comma 8, il secondo periodo e’ soppresso.
2. All’articolo 17, comma 1, lettera d), del decreto legislativo n.
115 del 2008, dopo le parole: «indicazioni circa  l’energia  reattiva
assorbita dall’utente»  sono  inserite  le  seguenti:  «e  le  misure
qualitative e quantitative necessarie per  evitare  di  incorrere  in
penali».
– Si riporta il  testo  degli  articoli  11  e  17  del
decreto n. 115 del 2008, citato nelle premesse, cosi’  come
«Art. 11  (Semplificazione  e  razionalizzazione  delle
procedure amministrative e regolamentari). – 1. Nel caso di
edifici di nuova costruzione, lo  spessore  delle  murature
esterne, delle tamponature o dei muri  portanti,  superiori
ai 30 centimetri, il maggior spessore dei solai e  tutti  i
maggiori volumi  e  superfici  necessari  ad  ottenere  una
riduzione  minima  del  10   per   cento   dell’indice   di
prestazione energetica previsto dal decreto legislativo  19
agosto  2005,   n.   192,   e   successive   modificazioni,
certificata con le modalita’ di  cui  al  medesimo  decreto
legislativo,  non  sono  considerati  nei  computi  per  la
determinazione dei volumi, delle superfici e  nei  rapporti
di copertura, con riferimento alla sola parte  eccedente  i
30  centimetri  e  fino  ad  un  massimo  di  ulteriori  25
centimetri per gli elementi verticali e di copertura  e  di
15  centimetri  per  quelli  orizzontali   intermedi.   Nel
rispetto  dei  predetti  limiti   e’   permesso   derogare,
nell’ambito delle  pertinenti  procedure  di  rilascio  dei
titoli abitativi di  cui  al  titolo  II  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, a quanto
previsto  dalle  normative  nazionali,  regionali   o   dai
regolamenti  edilizi  comunali,  in  merito  alle  distanze
minime tra edifici, alle distanze  minime  dai  confini  di
proprieta’ alle distanze minime di  protezione  del  nastro
stradale, nonche’ alle altezze massime degli edifici.
2.  Nel  caso   di   interventi   di   riqualificazione
energetica di edifici  esistenti  che  comportino  maggiori
spessori  delle  murature  esterne  e  degli  elementi   di
copertura necessari ad ottenere una riduzione minima del 10
per cento dei limiti di trasmittanza previsti  dal  decreto
legislativo  19  agosto  2005,   n.   192,   e   successive
modificazioni, certificata  con  le  modalita’  di  cui  al
medesimo  decreto  legislativo,   e’   permesso   derogare,
minime tra edifici alle  distanze  minime  dai  confini  di
proprieta’ e alle distanze minime di protezione del  nastro
stradale, nella misura massima  di  20  centimetri  per  il
maggiore spessore delle pareti verticali  esterne,  nonche’
alle altezze massime degli edifici, nella misura massima di
25 centimetri, per il maggior spessore  degli  elementi  di
copertura. La deroga puo’ essere  esercitata  nella  misura
3. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 26,  comma  1,
secondo periodo, della legge 9  gennaio  1991,  n.  10,  in
materia di assimilazione  alla  manutenzione  straordinaria
degli interventi di utilizzo  delle  fonti  rinnovabili  di
energia,  di  conservazione,  risparmio  e  uso   razionale
dell’energia  in  edifici  ed  impianti  industriali,   gli
interventi di  incremento  dell’efficienza  energetica  che
prevedano l’installazione di singoli generatori eolici  con
altezza complessiva non superiore a 1,5  metri  e  diametro
non superiore a 1 metro, nonche’ di impianti solari termici
o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici
con la stessa inclinazione e lo stesso  orientamento  della
falda e i cui componenti non  modificano  la  sagoma  degli
edifici stessi, sono considerati interventi di manutenzione
ordinaria  e  non  sono  soggetti  alla  disciplina   della
regolamentari in materia edilizia, di cui  al  decreto  del
Presidente della  Repubblica  6  giugno  2001,  n.  380,  e
successive    modificazioni,    qualora    la    superficie
dell’impianto non sia superiore a quella del tetto  stesso.
In tale caso, fatti salvi i casi di cui all’art.  3,  comma
3, lettera a), del decreto legislativo 19 agosto  2005,  n.
192,  e  successive  modificazioni,  e’   sufficiente   una
4. Le disposizioni di cui ai commi 1,  2  e  3  trovano
applicazione  fino  all’emanazione  di  apposita  normativa
regionale che  renda  operativi  i  principi  di  esenzione
minima ivi contenuti.
5. L’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1,
2, 3 e 4 non puo’ in ogni caso derogare le prescrizioni  in
materia di sicurezza stradale e antisismica.
6. Ai fini della realizzazione degli interventi di  cui
all’art. 1, comma 351, della legge  27  dicembre  2006,  n.
296, finanziabili in riferimento alle dotazioni finanziarie
stanziate dall’art. 1, comma 352, della legge  n.  296  del
2006 per gli anni 2008 e 2009, la  data  ultima  di  inizio
lavori e’ da intendersi  fissata  al  31  dicembre  2009  e
quella di fine lavori da  comprendersi  entro  i  tre  anni
7. Fermo restando quanto previsto dall’art. 269,  comma
14, del decreto legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  la
costruzione e l’esercizio degli impianti  di  cogenerazione
di potenza termica inferiore ai 300 MW,  nonche’  le  opere
connesse   e   le   infrastrutture   indispensabili    alla
costruzione e all’esercizio  degli  impianti  stessi,  sono
soggetti   ad   una   autorizzazione   unica,    rilasciata
dall’amministrazione competente ai sensi  dell’art.  8  del
decreto legislativo 8 febbraio 2007, n.  20,  nel  rispetto
delle normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente,
di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico,
urbanistico. A tale  fine  la  Conferenza  dei  servizi  e’
convocata  dall’amministrazione  competente  entro   trenta
giorni dal ricevimento  della  domanda  di  autorizzazione.
Resta  fermo  il  pagamento  del  diritto  annuale  di  cui
all’art.  63,  commi  3  e  4,  del   testo   unico   delle
disposizioni  legislative  concernente  le  imposte   sulla
produzione e sui  consumi  e  relative  sanzioni  penali  e
amministrative, di cui al decreto  legislativo  26  ottobre
1995, n. 504, e successive modificazioni.
8. L’autorizzazione di cui al comma 7 e’  rilasciata  a
modificazioni. Il rilascio dell’autorizzazione  costituisce
titolo a costruire ed esercire l’impianto in conformita’ al
progetto approvato e deve contenere l’obbligo alla  rimessa
in pristino dello stato dei luoghi a  carico  del  soggetto
esercente a seguito  della  dismissione  dell’impianto.  Il
termine massimo per la conclusione del procedimento di  cui
al presente comma non  puo’  comunque  essere  superiore  a
centottanta giorni.».
«Art.  17  (Misurazione  e  fatturazione  del   consumo
energetico). – 1. Fatti salvi i provvedimenti  normativi  e
di regolazione gia’ adottati in  materia,  l’Autorita’  per
l’energia elettrica e il gas, con uno o piu’  provvedimenti
da adottare entro dodici mesi  dalla  data  di  entrata  in
vigore del presente decreto,  individua  le  modalita’  con
a) le imprese di distribuzione ovvero le societa’  di
vendita di energia al dettaglio provvedono, nella misura in
cui   sia    tecnicamente    possibile,    finanziariamente
ragionevole e proporzionato rispetto ai risparmi energetici
potenziali, affinche’ i clienti finali di energia elettrica
e gas naturale,  ricevano,  a  condizioni  stabilite  dalla
stessa  Autorita’  per  l’energia  elettrica  e   il   gas,
contatori individuali che riflettano con precisione il loro
consumo  effettivo  e  forniscano  informazioni  sul  tempo
effettivo d’uso;
b) le imprese di distribuzione ovvero le societa’  di
vendita di energia al dettaglio, al momento  di  sostituire
un contatore esistente, forniscono  contatori  individuali,
di cui alla lettera a), a condizioni stabilite dalla stessa
Autorita’ per l’energia elettrica e il gas  e  a  meno  che
cio’  sia  tecnicamente  impossibile  e  antieconomico   in
relazione al potenziale risparmio energetico preventivato a
lungo termine o  a  meno  che  cio’  sia  antieconomico  in
assenza di piani di sostituzione  dei  contatori  su  larga
scala. Quando si procede ad un nuovo  allacciamento  in  un
nuovo edificio o si  eseguono  importanti  ristrutturazioni
cosi’ come definite dal decreto legislativo 19 agosto 2005,
n. 192, e successive modificazioni,  si  forniscono  sempre
contatori individuali, di cui alla lettera a), fatti  salvi
i casi in cui i soggetti di cui sopra abbiano gia’  avviato
o concluso piani di sostituzione  dei  contatori  su  larga
c) le imprese di distribuzione nel dare seguito  alle
attivita’ di cui alle lettere a) e b) e alle condizioni  di
fattibilita’  ivi  previste,  provvedono   ad   individuare
modalita’ che permettano ai clienti finali di verificare in
modo semplice, chiaro e comprensibile le letture dei propri
contatori, sia attraverso appositi display  da  apporre  in
posizioni  facilmente   raggiungibili   e   visibili,   sia
attraverso  la  fruizione  dei  medesimi  dati   attraverso
ulteriori strumenti informatici o elettronici gia’ presenti
presso il cliente finale;
d) le imprese di distribuzione ovvero le societa’  di
vendita  di  energia  al  dettaglio  provvedono  affinche’,
laddove opportuno, le fatture emesse si basino sul  consumo
effettivo di energia, e si  presentino  in  modo  chiaro  e
comprensibile,  e  riportino,  laddove  sia  significativo,
indicazioni circa l’energia reattiva assorbita  dall’utente
e le  misure  qualitative  e  quantitative  necessarie  per
evitare di incorrere in penali. Insieme alla fattura devono
essere fornite  adeguate  informazioni  per  presentare  al
cliente finale un resoconto globale  dei  costi  energetici
attuali. Le fatture, basate  sul  consumo  effettivo,  sono
emesse con una frequenza tale da permettere ai  clienti  di
regolare il loro consumo energetico;
e) qualora possibile e  vantaggioso,  le  imprese  di
distribuzione ovvero le societa’ di vendita di  energia  al
dettaglio  forniscono  ai  clienti   finali   le   seguenti
informazioni in modo  chiaro  e  comprensibile  nelle  loro
fatture, contratti, transazioni  o  ricevute  emesse  dalle
stazioni di distribuzione, o unitamente ai medesimi:
1) prezzi correnti effettivi e  consumo  energetico
2) confronti tra il consumo attuale di energia  del
cliente finale e il consumo nello stesso periodo  dell’anno
precedente, preferibilmente sotto forma di grafico;
3) confronti rispetto ai parametri di  riferimento,
individuati dalla stessa Autorita’ per l’energia  elettrica
e i gas, relativi ad  un  utente  di  energia  medio  o  di
riferimento della stessa categoria di utente tenendo  conto
dei vincoli di cambio fornitore;
4)  secondo   specifiche   fornite   dalla   stessa
Autorita’ per l’energia elettrica e  il  gas,  informazioni
sui punti di contatto per le organizzazioni di consumatori,
le agenzie per l’energia o organismi analoghi,  compresi  i
siti Internet da cui si possono ottenere informazioni sulle
misure   di   miglioramento   dell’efficienza    energetica
disponibili, profili comparativi di  utenza  finale  ovvero
specifiche tecniche obiettive per  le  apparecchiature  che
utilizzano energia.».
della legge 23 luglio 2009, n. 99
1. All’articolo 27, comma  20,  secondo  periodo,  della  legge  23
luglio 2009, n. 99, dopo le parole: «L’installazione e l’esercizio di
unita’ di piccola cogenerazione, cosi’ come definite dall’articolo 2,
comma 1, lettera d), del decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20,»
sono inserite  le  seguenti:  «ovvero  di  potenza  termica  nominale
inferiore a 3 MW,».
– Si riporta il testo  dell’art.  27,  della  legge  23
luglio 2009, n.  99,  citata  nelle  premesse,  cosi’  come
“Art. 27 (Misure per la sicurezza  e  il  potenziamento
del  settore  energetico). –  1.  Per  lo  svolgimento  dei
servizi   specialistici    in    campo    energetico,    le
modificazioni,  possono   rivolgersi,   nell’ambito   delle
risorse disponibili, al Gestore dei servizi elettrici Spa e
alle societa’ da esso controllate. Il Gestore  dei  servizi
elettrici Spa e le societa’ da esso controllate  forniscono
tale supporto  secondo  modalita’  stabilite  con  atto  di
indirizzo del Ministro dello sviluppo  economico  e,  entro
presente legge, adeguano lo statuto societario.
2. L’Autorita’ per l’energia  elettrica  e  il  gas  si
avvale  del   Gestore   dei   servizi   elettrici   Spa   e
dell’Acquirente  unico  Spa  per  il  rafforzamento   delle
attivita’ di tutela dei consumatori di energia,  anche  con
riferimento alle attivita’ relative alle  funzioni  di  cui
all’art. 2, comma 12, lettere  l)  e  m),  della  legge  14
novembre  1995,  n.  481,  nonche’  per  l’espletamento  di
attivita’ tecniche sottese all’accertamento e alla verifica
dei costi posti a carico dei clienti come  maggiorazioni  e
ulteriori  componenti  del  prezzo   finale   dell’energia.
Dall’avvalimento del Gestore dei servizi  elettrici  Spa  e
dell’Acquirente  unico  Spa  da  parte  dell’Autorita’  per
l’energia elettrica e il gas non devono  derivare  nuovi  o
3.  Al  fine  di  consentire  la  razionalizzazione   e
l’efficienza  delle  strutture  di   natura   pubblicistica
operanti nei  settori  dell’energia  elettrica  e  del  gas
naturale e  la  loro  semplificazione  gestionale  mediante
l’accorpamento funzionale  con  altre  strutture  a  totale
partecipazione pubblica esistenti,  il  fondo  bombole  per
metano, di  cui  alla  legge  8  luglio  1950,  n.  640,  e
l’Agenzia  nazionale  delle  scorte  di  riserva,  di   cui
all’art. 8 del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32,
sono soppressi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
4.   Per   incentivare   l’utilizzazione   dell’energia
elettrica prodotta con  fonti  rinnovabili,  i  comuni  con
popolazione fino a 20.000 residenti possono  usufruire  del
servizio  di  scambio  sul  posto  dell’energia   elettrica
prodotta, secondo quanto stabilito dall’art. 2, comma  150,
lettera a), della legge 24 dicembre 2007, n. 244,  per  gli
impianti di cui sono proprietari di potenza non superiore a
200 kW, a copertura dei consumi di  proprie  utenze,  senza
tener conto dell’obbligo di coincidenza  tra  il  punto  di
immissione e il punto di  prelievo  dell’energia  scambiata
con la rete e fermo restando il pagamento  degli  oneri  di
5.  Il  Ministero  della  difesa,  ai  fini  di  quanto
previsto dal comma  1  dell’art.  39,  puo’  usufruire  per
l’energia  elettrica  prodotta  da  fonti  rinnovabili  del
prodotta secondo le modalita’ di cui al comma 4, anche  per
impianti di potenza superiore a 200 kW.
6. La gestione in regime di  separazione  contabile  ed
amministrativa del fondo bombole per metano,  di  cui  alla
legge 8 luglio 1950, n. 640,  e  le  funzioni  dell’Agenzia
nazionale delle scorte di riserva, di cui  all’art.  8  del
decreto  legislativo  11  febbraio  1998,   n.   32,   sono
attribuite alla  cassa  conguaglio  GPL  (gas  di  petrolio
liquefatto),  di  cui   al   provvedimento   del   Comitato
interministeriale dei prezzi  n.  44/1977  del  28  ottobre
7. Il soggetto indicato al comma  6  succede  a  titolo
universale agli enti  soppressi  in  ogni  rapporto,  anche
controverso,  e  ne  acquisisce  le  risorse   finanziarie,
strumentali e di personale,  senza  oneri  per  la  finanza
8. Con atto di indirizzo strategico del Ministro  dello
9.  Ai  fini  dell’attuazione  dell’atto  di  indirizzo
strategico di cui al comma  8  e  fino  alla  sua  completa
esecuzione, con decreto del Presidente  del  Consiglio  dei
entrata in vigore della presente legge,  si  provvede  alla
nomina di un commissario e di  due  vicecommissari  per  la
societa’ Sogin Spa, mantenendo in  capo  ad  essa  in  fase
transitoria gli attuali  compiti,  dipendenze  e  fonti  di
finanziamento, che saranno ridefiniti al fine di assicurare
una  maggiore  efficienza  nel  settore.  Il  consiglio  di
amministrazione della societa’ Sogin  Spa  in  carica  alla
data di entrata in vigore della presente legge decade  alla
10. Al fine di accelerare e assicurare l’attuazione dei
programmi per l’efficienza e il risparmio  energetico,  nei
limiti di stanziamento a legislazione vigente, il  Ministro
con il Ministro delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  e
d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’art. 8  del
modificazioni,  predispone  un  piano   straordinario   per
l’efficienza e il risparmio energetico entro il 31 dicembre
2009 e lo trasmette  alla  Commissione  europea.  Il  piano
straordinario, predisposto con  l’apporto  dell’Agenzia  di
cui all’art. 4 del decreto legislativo 30 maggio  2008,  n.
115, contiene in particolare:
a)   misure   per   favorire   il   coordinamento   e
l’armonizzazione tra le funzioni e i compiti in materia  di
efficienza energetica svolti dallo  Stato,  dalle  regioni,
dalle province autonome e dagli enti locali;
b) misure volte ad assicurare la promozione di  nuova
edilizia   a   rilevante   risparmio   energetico   e    la
c) valutazioni di efficacia  dei  programmi  e  delle
iniziative attuati e in fase di avvio, con  definizione  di
strumenti per la raccolta centralizzata delle informazioni;
d) meccanismi e incentivi per  l’offerta  di  servizi
energetici da parte di categorie  professionali,  organismi
territoriali, imprese e loro associazioni, ESCO e  soggetti
fornitori di servizi energetici come definiti  dall’art.  2
del decreto legislativo 30 maggio 2008, n.  115,  e  grandi
e) meccanismi e incentivi per lo sviluppo dei sistemi
di microcogenerazione e di piccola cogenerazione;
f) sostegno e sviluppo della  domanda  di  titoli  di
efficienza energetica e dei certificati verdi attraverso un
ampliamento ed in sostegno della domanda;
g) misure di semplificazione amministrativa  tali  da
permettere lo sviluppo reale del mercato della  generazione
h)  definizione  di  indirizzi   per   l’acquisto   e
l’installazione di prodotti nuovi e per la sostituzione  di
prodotti, apparecchiature e processi con  sistemi  ad  alta
efficienza, anche estendendo l’applicazione dei certificati
bianchi e di standarddi efficienza, anche prevedendo  forme
di detassazione e l’istituzione di fondi di  rotazione  per
il finanziamento tramite terzi  nei  settori  dell’edilizia
per uso civile abitativo o terziario, delle infrastrutture,
i) misure volte a favorire le piccole e medie imprese
e agevolare l’accesso  delle  medesime  all’autoproduzione,
con   particolare   riferimento    alla    microgenerazione
distribuita, all’utilizzo  delle  migliori  tecnologie  per
l’efficienza energetica e alla cogenerazione.
11. Dall’attuazione delle lettere e) e f) del comma  10
pubblica ne’ minori entrate per l’erario.
12. Al comma 152 dell’art. 2 della  legge  24  dicembre
2007, n. 244, le parole: “31 dicembre 2008” sono sostituite
dalle seguenti: “30 giugno 2009, termine non prorogabile”.
13. All’attuazione della disposizione di cui  al  comma
12 si provvede, nel limite  massimo  di  300.000  euro  per
l’anno    2009,    mediante    corrispondente     riduzione
dell’autorizzazione di spesa prevista dall’art.  10,  comma
5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 27 dicembre  2004,  n.  307,
relativa al Fondo per interventi  strutturali  di  politica
14. All’art. 2, comma 41, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, l’ultimo periodo e’  sostituito  dai  seguenti:  “I
criteri per l’erogazione del Fondo di sviluppo delle  isole
minori  sono  stabiliti  con  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri, su  proposta  del  Ministro  per  i
rapporti con  le  regioni,  di  concerto  con  il  Ministro
dell’interno  e  con  il  Ministro  dell’economia  e  delle
finanze, sentite l’Associazione nazionale dei comuni  delle
isole minori (ANCIM)  e  la  Conferenza  unificata  di  cui
15.  All’art.  81,  comma  18,  secondo  periodo,   del
modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133,  sono
aggiunte, in fine,  le  seguenti  parole:  “e  dispone  per
l’adozione   di    meccanismi    volti    a    semplificare
sostanzialmente  gli  adempimenti  cui  sono  chiamate   le
imprese con fatturato inferiore a quello previsto dall’art.
16, comma 1, prima ipotesi, della legge 10 ottobre 1990, n.
287”.
16. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della
presente legge,  al  fine  di  agevolare  e  promuovere  lo
sviluppo delle fonti rinnovabili di  energia,  il  Ministro
modificazioni,  con  proprio  decreto,   definisce   norme,
criteri e procedure standardizzate che  le  amministrazioni
responsabili adottano  ai  fini  dell’individuazione  delle
risorse rinnovabili disponibili e dell’autorizzazione  alla
costruzione e  all’esercizio  delle  diverse  tipologie  di
impianti che utilizzano le fonti  rinnovabili  di  energia,
fatti salvi gli impianti idroelettrici e  geotermoelettrici
con potenza superiore  a  10  MWe.  Il  decreto  stabilisce
criteri e  meccanismi  per  migliorare  la  raccolta  e  lo
scambio  delle  informazioni.  Le  norme  e  le   procedure
standardizzate sono  definite  nel  rispetto  dei  principi
della semplificazione, della certezza e  della  trasparenza
dell’azione  amministrativa  e  della  salvaguardia   della
salute dei cittadini e della tutela ambientale, nonche’ nel
rispetto   delle   competenze   delle   regioni   e   delle
17. A decorrere dal 1° gennaio 2007,  il  segno  zonale
non  concorre  alla  determinazione  dei  corrispettivi  di
conguaglio  e  di  rettifiche,  gia’  effettuate  in  corso
d’anno, degli oneri di  dispacciamento  dovuti  al  gestore
della rete elettrica nazionale.
18. Allo scopo di rendere piu’ efficiente il sistema di
incentivazione delle fonti rinnovabili, l’obbligo,  di  cui
all’art. 11, commi 1 e 2, del decreto legislativo 16  marzo
1999, n. 79, e’ trasferito ai soggetti che  concludono  con
la  societa’  Terna   Spa   uno   o   piu’   contratti   di
dispacciamento di energia elettrica in  prelievo  ai  sensi
della deliberazione dell’Autorita’ per l’energia  elettrica
e il gas 9 giugno 2006, n. 111/06.
19. Con decreto del Ministro dello sviluppo  economico,
da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in  vigore
della presente legge, sono definite le modalita’ con cui, a
decorrere  dall’anno  2012  e   sulla   base   dell’energia
elettrica  prelevata  nell’anno  precedente,   si   procede
all’attuazione di quanto stabilito dal  comma  18.  Con  il
medesimo decreto sono rimodulati gli incrementi della quota
minima di cui all’art. 11, comma 2, del decreto legislativo
16  marzo  1999,  n.  79,  sulla  base  degli  effetti  del
trasferimento di cui al comma 18 e  coerentemente  con  gli
impegni di  sviluppo  delle  fonti  rinnovabili  assunti  a
livello nazionale e comunitario.
20.  L’installazione  e  l’esercizio   di   unita’   di
microcogenerazione cosi’ come definite dall’art.  2,  comma
1, lettera e), del decreto legislativo 8 febbraio 2007,  n.
20, sono assoggettati alla sola comunicazione da presentare
alla autorita’ competente ai sensi del  testo  unico  delle
disposizioni  legislative  e   regolamentari   in   materia
6 giugno 2001, n. 380.  L’installazione  e  l’esercizio  di
unita’  di  piccola  cogenerazione,  cosi’  come   definite
dall’art. 2, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 8
febbraio 2007, n. 20, ovvero di  potenza  termica  nominale
inferiore a 3 MW, sono assoggettati alla  disciplina  della
del citato testo unico di cui  al  decreto  del  Presidente
21.  Allo  scopo  di  promuovere  l’utilizzo  di  fonti
rinnovabili per la produzione di energia e  di  incentivare
la costruzione di impianti  fotovoltaici,  ai  sensi  degli
articoli 6 e 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n.
387, e delle relative disposizioni di attuazione, i  comuni
possono destinare aree appartenenti al  proprio  patrimonio
disponibile   alla   realizzazione   degli   impianti   per
l’erogazione in “conto energia” e dei servizi  di  “scambio
sul posto” dell’energia elettrica  prodotta,  da  cedere  a
privati Cittadini che intendono accedere agli incentivi  in
“conto  energia”  e  sottoscrivere  contratti  di   scambio
energetico con il gestore della rete.
22. Al comma 2 dell’art. 26 della legge 9 gennaio 1991,
n. 10, come sostituito dall’art. 7 del decreto  legislativo
29 dicembre 2006, n.  311,  dopo  le  parole:  “maggioranza
semplice  delle  quote  millesimali”   sono   aggiunte   le
seguenti: “rappresentate dagli intervenuti in assemblea”.
23.  Il  termine  previsto  dall’art.  14  del  decreto
legislativo 8  febbraio  2007,  n.  20,  per  l’entrata  in
esercizio degli impianti di cogenerazione e’  prorogato  di
un anno, al fine di salvaguardare i  diritti  acquisiti  ai
sensi dell’art. 1, comma 71, della legge 23 agosto 2004, n.
24. All’art. 1-sexies del decreto-legge 29 agosto 2003,
n. 239,  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  27
ottobre 2003, n.  290,  e  successive  modificazioni,  sono
a) al comma 1, primo periodo, dopo le  parole:  “sono
soggetti  a  un’autorizzazione  unica”  sono  inserite   le
seguenti:  “comprendente  tutte  le  opere  connesse  e  le
infrastrutture indispensabili all’esercizio degli  stessi”,
dopo  le  parole:  “la  quale  sostituisce  autorizzazioni,
concessioni,  nulla  osta  e  atti  di   assenso   comunque
denominati previsti dalle norme vigenti” sono  inserite  le
seguenti: “e comprende ogni opera  o  intervento  necessari
alla   risoluzione    delle    interferenze    con    altre
infrastrutture esistenti” e dopo  le  parole:  “costituendo
titolo a costruire e ad esercire tali infrastrutture”  sono
inserite le seguenti: “, opere o interventi,”;
b) al comma 3, dopo il secondo periodo sono  inseriti
i seguenti: “Dalla  data  della  comunicazione  dell’avviso
dell’avvio  del  procedimento  ai  comuni  interessati,  e’
sospesa ogni determinazione comunale in ordine alle domande
di   permesso   di   costruire   nell’ambito   delle   aree
potenzialmente  impegnate,  fino   alla   conclusione   del
procedimento autorizzativo.  In  ogni  caso  la  misura  di
della comunicazione dell’avvio del procedimento”;
c) il comma 4-bis e’ sostituito dal seguente:
“4-bis. In caso di mancata definizione dell’intesa  con
“4-quinquies. Non richiedono alcuna autorizzazione  gli
pubblicita’”.
25.  All’art.  1,   comma   1,   primo   periodo,   del
decreto-legge  7  febbraio  2002,  n.  7,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2002, n.  55,  dopo  le
parole: “la costruzione e  l’esercizio  degli  impianti  di
energia elettrica di potenza superiore a  300  MW  termici,
gli interventi di modifica o  ripotenziamento,  nonche’  le
opere   connesse   e   le   infrastrutture   indispensabili
all’esercizio degli stessi” sono inserite le  seguenti:  “,
ivi compresi gli interventi di sviluppo e adeguamento della
rete  elettrica   di   trasmissione   nazionale   necessari
all’immissione in rete dell’energia prodotta”.
26. All’art. 179, comma 6,  del  codice  dei  contratti
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e’ aggiunto, in
fine,  il   seguente   periodo:   “Le   predette   funzioni
comprendono anche quelle relative all’esercizio dei  poteri
espropriativi previsti dal testo unico  delle  disposizioni
della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, e  quelle  relative
alle autorizzazioni delle varianti da apportare al progetto
definitivo approvato dal CIPE, sia in sede di redazione del
progetto esecutivo  sia  in  fase  di  realizzazione  delle
opere,   che   non   assumono   rilievo   sotto   l’aspetto
localizzativo ai  sensi  dell’art.  169,  comma  3,  quarto
periodo,  del  presente  codice  e  non  comportano   altre
sostanziali modificazioni rispetto al progetto approvato”.
27. Agli impianti di produzione  di  energia  elettrica
alimentati con carbon  fossile  di  nuova  generazione,  se
allocati in impianti  industriali  dismessi,  nonche’  agli
impianti  di  produzione  di  energia  elettrica  a  carbon
fossile, qualora  sia  stato  richiesto  un  aumento  della
capacita’ produttiva, si  applicano,  alle  condizioni  ivi
previste,  le  disposizioni  di  cui  all’art.  5-bis   del
decreto-legge 10  febbraio  2009,  n.  5,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33.
28.  Il  Governo  e’  delegato   ad   adottare,   entro
29. Con effetto dalla data di  entrata  in  vigore  dei
decreti legislativi di cui al comma 28, sono  abrogati  gli
articoli 3, commi 3 e 6, e 10, comma  2,  secondo  periodo,
della legge 9 dicembre 1986, n. 896.
30. All’art. 1, comma 2, del decreto-legge  7  febbraio
aprile 2002, n. 55, dopo il primo periodo  e’  inserito  il
“L’eventuale rifiuto regionale dell’intesa deve  essere
espresso   con    provvedimento    motivato,    che    deve
specificatamente    tenere    conto    delle     risultanze
dell’istruttoria ed esporre in modo chiaro e dettagliato le
ragioni  del  dissenso  dalla  proposta   ministeriale   di
intesa”.
31. L’art. 46 del decreto-legge  1°  ottobre  2007,  n.
159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre
2007, n. 222, e’ sostituito dal seguente:
“Art.  46   (Procedure   di   autorizzazione   per   la
costruzione e l’esercizio di terminali di  rigassificazione
di gasnaturale liquefatto). – 1.  Gli  atti  amministrativi
relativi alla costruzione e all’esercizio di  terminali  di
rigassificazione di gas naturale liquefatto e  delle  opere
connesse, ovvero all’aumento della capacita’ dei  terminali
esistenti, sono rilasciati a seguito di procedimento  unico
ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, con decreto del
mare e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
e d’intesa con la regione interessata,  previa  valutazione
di impatto ambientale ai sensi del  decreto  legislativo  3
aprile 2006, n. 152. Il procedimento di  autorizzazione  si
conclude nel termine massimo di duecento giorni dalla  data
di presentazione della relativa istanza.  L’autorizzazione,
ai sensi dell’art. 14-ter, comma 9, della  legge  7  agosto
1990, n. 241, e successive modificazioni, sostituisce  ogni
autorizzazione, concessione  o  atto  di  assenso  comunque
denominato, ivi compresi  la  concessione  demaniale  e  il
permesso di costruire, fatti salvi la successiva adozione e
l’aggiornamento  delle  relative  condizioni  economiche  e
tecnico-operative  da  parte  dei  competenti  organi   del
2. L’autorizzazione di  cui  al  comma  1  sostituisce,
anche ai fini  urbanistici  ed  edilizi,  fatti  salvi  gli
adempimenti previsti dalle norme di sicurezza,  ogni  altra
autorizzazione, concessione, approvazione, parere  e  nulla
osta comunque denominati  necessari  alla  realizzazione  e
all’esercizio dei  terminali  di  rigassificazione  di  gas
naturale liquefatto e delle opere  connesse  o  all’aumento
della capacita’ dei terminali esistenti.  L’intesa  con  la
regione costituisce variazione degli strumenti  urbanistici
vigenti  o  degli  strumenti   di   pianificazione   e   di
coordinamento  comunque  denominati  o  sopraordinati  alla
strumentazione vigente in ambito comunale. Per il  rilascio
della  autorizzazione,  ai  fini   della   verifica   della
conformita’ urbanistica dell’opera,  e’  fatto  obbligo  di
richiedere il parere motivato degli  enti  locali  nel  cui
territorio ricadono le opere da realizzare.
3. Nei casi in cui gli impianti di cui al comma 1 siano
ubicati in area  portuale  o  in  area  terrestre  ad  essa
contigua  e  la  loro  realizzazione   comporti   modifiche
sostanziali del piano regolatore portuale, il  procedimento
unico di  cui  al  comma  1  considera  contestualmente  il
progetto di variante del piano  regolatore  portuale  e  il
progetto di terminale di  rigassificazione  e  il  relativo
complessivo provvedimento e’ reso  anche  in  mancanza  del
parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, di  cui
all’art. 5, comma 3, della legge 28 gennaio  1994,  n.  84.
Negli stessi casi, l’autorizzazione di cui al  comma  1  e’
rilasciata  di  concerto  anche  con  il   Ministro   delle
infrastrutture  e  dei  trasporti   e   costituisce   anche
approvazione della variante del piano regolatore portuale”.
32. Le disposizioni del presente articolo si applicano,
su richiesta del proponente,  da  presentare  entro  trenta
legge,  ai  procedimenti  amministrativi  in   corso   alla
33. L’art. 8 della legge 24 novembre 2000, n.  340,  e’
abrogato, fatta salva la sua applicazione  ai  procedimenti
legge per i quali non e’ esercitata  l’opzione  di  cui  al
comma 32 del presente articolo.
34. I commi da 77 a  82  dell’art.  1  della  legge  23
agosto 2004, n. 239, sono sostituiti dai seguenti:
“77. Il permesso di ricerca di  idrocarburi  liquidi  e
gassosi in terraferma, di cui  all’art.  6  della  legge  9
gennaio  1991,  n.  9,  e  successive   modificazioni,   e’
rilasciato a seguito di  un  procedimento  unico  al  quale
partecipano  le   amministrazioni   statali   e   regionali
interessate,  svolto   nel   rispetto   dei   principi   di
agosto 1990,  n.  241.  Esso  consente  lo  svolgimento  di
attivita’ di prospezione consistente in rilievi  geologici,
geofisici e geochimici, eseguiti  con  qualunque  metodo  o
mezzo, e ogni altra operazione  volta  al  rinvenimento  di
giacimenti, escluse le perforazioni dei pozzi  esplorativi.
Del rilascio del permesso di ricerca e’ data  comunicazione
78.  L’autorizzazione  alla  perforazione   del   pozzo
esplorativo, alla costruzione degli impianti e delle  opere
necessari, delle  opere  connesse  e  delle  infrastrutture
indispensabili  all’attivita’  di  perforazione,  che  sono
dichiarati  di  pubblica  utilita’,  e’  concessa,   previa
valutazione di impatto ambientale, su istanza del  titolare
del permesso di ricerca, da parte dell’ufficio territoriale
minerario per gli idrocarburi e la geotermia competente,  a
seguito di un procedimento unico, al quale  partecipano  la
regione e gli enti locali interessati, svolto nel  rispetto
dei principi di semplificazione e con le modalita’  di  cui
alla legge 7 agosto 1990, n. 241.
79. Il permesso di ricerca  di  idrocarburi  liquidi  e
gassosi in mare, di cui all’art. 6 della  legge  9  gennaio
1991, n. 9, e successive  modificazioni,  e’  rilasciato  a
seguito di un procedimento unico al  quale  partecipano  le
amministrazioni statali interessate,  svolto  nel  rispetto
alla  legge  7  agosto  1990,  n.  241.  Esso  consente  lo
svolgimento di  attivita’  di  prospezione  consistente  in
rilievi geologici, geofisici  e  geochimici,  eseguiti  con
qualunque metodo o mezzo, e ogni altra operazione volta  al
rinvenimento di giacimenti,  escluse  le  perforazioni  dei
80.  L’autorizzazione  alla  perforazione   del   pozzo
indispensabili all’attivita’ di perforazione  e’  concessa,
previa valutazione di impatto ambientale,  su  istanza  del
titolare del permesso di ricerca di cui  al  comma  79,  da
parte   dell’ufficio   territoriale   minerario   per   gli
idrocarburi e la geotermia competente.
81. Nel caso in cui l’attivita’ di prospezione  di  cui
al comma 79 non debba essere effettuata all’interno di aree
marine a qualsiasi titolo  protette  per  scopi  di  tutela
ambientale, di ripopolamento,  di  tutela  biologica  o  di
tutela archeologica, in virtu’  di  leggi  nazionali  o  in
attuazione di atti e convenzioni  internazionali,  essa  e’
sottoposta a verifica di assoggettabilita’ alla valutazione
di impatto ambientale,  di  cui  all’art.  20  del  decreto
82. Alle autorizzazioni di cui al comma 78 si applicano
le disposizioni dell’art. 8, comma 1, del decreto-legge  25
82-bis. Qualora le opere di cui al comma 78  comportino
variazione  degli  strumenti   urbanistici,   il   rilascio
dell’autorizzazione di cui al medesimo comma 78 ha  effetto
di variante urbanistica.
82-ter. La concessione di coltivazione  di  idrocarburi
liquidi e gassosi, di cui all’art. 9 della legge 9  gennaio
1991, n. 9, e successive  modificazioni,  e’  rilasciata  a
amministrazioni competenti ai sensi del  comma  7,  lettera
n), del presente articolo, svolto nel rispetto dei principi
di semplificazione e con le modalita’ di cui alla  legge  7
agosto  1990,  n.  241.  Con  decreto  dei  Ministri  dello
sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti  e
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare sono
individuate le attivita’  preliminari  che  non  comportano
effetti significativi e permanenti  sull’ambiente  che,  in
attesa della determinazione conclusiva della conferenza  di
servizi, l’Ufficio nazionale minerario per gli  idrocarburi
e la geotermia e’ competente ad autorizzare.
82-quater.   La   concessione   di   coltivazione    di
idrocarburi  in  terraferma  costituisce  titolo   per   la
costruzione degli impianti e delle opere  necessari,  degli
interventi  di  modifica,  delle  opere  connesse  e  delle
infrastrutture  indispensabili  all’esercizio,   che   sono
considerati   di   pubblica   utilita’   ai   sensi   della
82-quinquies.  Qualora  le  opere  di  cui   al   comma
82-quater    comportino    variazioni    degli    strumenti
urbanistici,  il  rilascio  della  concessione  di  cui  al
medesimo   comma   82-quater   ha   effetto   di   variante
urbanistica. Nel procedimento unico di cui ai commi da 77 a
82-ter, e’ indetta la conferenza di servizi ai sensi  della
legge 7 agosto 1990, n. 241,  nell’ambito  della  quale  si
considera    acquisito    l’assenso    dell’amministrazione
convocata  se  questa   non   partecipa   o   se   il   suo
rappresentante non ne esprime in tale sede  definitivamente
82-sexies. Le attivita’  finalizzate  a  migliorare  le
prestazioni degli impianti di coltivazione di  idrocarburi,
compresa la perforazione, se effettuate a partire da  opere
esistenti  e  nell’ambito  dei  limiti  di  produzione   ed
emissione dei programmi  di  lavoro  gia’  approvati,  sono
soggette   ad   autorizzazione   rilasciata    dall’Ufficio
nazionale minerario per gli idrocarburi e la geotermia”.
35. Le disposizioni di cui ai commi da 77  a  82-sexies
dell’art. 1 della  legge  23  agosto  2004,  n.  239,  come
sostituiti dal comma 34 del presente articolo, si applicano
anche ai procedimenti in corso  alla  data  di  entrata  in
vigore  della  presente  legge,  nonche’  ai   procedimenti
relativi ai titoli minerari vigenti, eccetto quelli  per  i
quali  sia  completata  la  procedura   per   il   rilascio
dell’intesa da parte della regione competente.
36. Il Comitato centrale metrico istituito dall’art.  7
del regio decreto 9 gennaio  1939,  n.  206,  e  successive
modificazioni, e’ soppresso.
37. Laddove per disposizione di legge o di  regolamento
e’ previsto che debba essere acquisito  il  parere  tecnico
del Comitato centrale metrico, il Ministero dello  sviluppo
economico puo’ chiedere un parere facoltativo agli istituti
metrologici primari, di  cui  all’art.  2  della  legge  11
agosto 1991, n. 273, ovvero ad istituti universitari, con i
quali stipula convenzioni senza oneri aggiuntivi  a  carico
38.  Lo  svolgimento  di   attivita’   di   analisi   e
statistiche  nel  settore  dell’energia,   previste   dalla
proposta  di  regolamento  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio  COM(2006)850  def.,   nonche’   l’avvio   e   il
monitoraggio, con il Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare, dell’attuazione della  strategia
energetica nazionale di cui all’art. 7 del decreto-legge 25
legge 6 agosto 2008, n. 133, sono effettuati dal  Ministero
dello sviluppo economico  entro  il  limite  massimo  di  3
milioni di euro per il 2009. Al relativo onere si provvede,
per  l’anno   2009,   mediante   corrispondente   riduzione
39. Entro sei mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore
della presente legge, il Ministro dello sviluppo economico,
di concerto con il Ministro dell’ambiente  e  della  tutela
del  territorio  e  del  mare  e  con  il  Ministro   delle
infrastrutture e dei trasporti, di intesa con la Conferenza
agosto 1997, n. 281, emana un decreto volto a  definire  le
prescrizioni relative alla posa in opera degli impianti  di
produzione di calore da risorsa  geotermica,  ovvero  sonde
geotermiche,   destinati   al    riscaldamento    e    alla
climatizzazione di edifici, per cui e’ necessaria  la  sola
40. Il comma 1 dell’art. 9 della legge 9 dicembre 1986,
n. 896, e’ sostituito dal seguente:
“1. L’esecuzione dei pozzi di profondita’  fino  a  400
metri per ricerca,  estrazione  e  utilizzazione  di  acque
calde, comprese quelle sgorganti da sorgenti,  per  potenza
termica  complessiva  non  superiore  a   2.000   chilowatt
termici,  anche  per  eventuale   produzione   di   energia
elettrica con impianti a ciclo binario ad emissione  nulla,
e’ autorizzata dalla  regione  territorialmente  competente
con  le  modalita’   previste   dal   testo   unico   delle
disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici,  di
cui al regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775”.
41. All’art. 1 della legge 9  dicembre  1986,  n.  896,
a) al comma 4, le parole: “25 gradi centigradi”  sono
sostituite dalle seguenti: “15 gradi centigradi”;
b) al comma 5, le parole: “25 gradi centigradi”  sono
sostituite dalle seguenti: “15 gradi centigradi”.
42. All’art. 12 del  decreto  legislativo  29  dicembre
2003, n. 387, dopo il comma 4 e’ inserito il seguente:
“4-bis. Per la realizzazione di impianti  alimentati  a
disponibilita’ del suolo su cui realizzare l’impianto”.
43. All’allegato IV  alla  Parte  seconda  del  decreto
a) al numero 2, lettera c), dopo le parole: “energia,
vapore ed acqua calda”  sono  aggiunte  le  seguenti:  “con
potenza complessiva superiore a 1 MW”;
b)  al  numero  2,  lettera  e),  dopo   le   parole:
“sfruttamento del vento” sono aggiunte  le  seguenti:  “con
potenza complessiva superiore a 1 MW”.
44. Il secondo periodo del comma  4  dell’art.  12  del
decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, e  successive
45. Il comma 2 dell’art. 6 del decreto  legislativo  29
dicembre 2003, n. 387, e’ sostituito dal seguente:
“2. Nell’ambito della disciplina di  cui  al  comma  1,
l’energia  elettrica  prodotta  puo’  essere  remunerata  a
condizioni economiche di mercato per la  parte  immessa  in
rete e nei limiti del valore eccedente il  costo  sostenuto
per il consumo dell’energia”.
46. Ai fini del miglior perseguimento  delle  finalita’
di incremento della  produzione  di  energia  elettrica  da
fonti  rinnovabili  sull’intero  territorio  nazionale  nel
rispetto delle attribuzioni costituzionali  delle  regioni,
l’art. 9-ter del decreto-legge 6  novembre  2008,  n.  172,
2008, n. 210, e’ sostituito dal seguente:
“Art. 9-ter (Coordinamento dei  piani  regionali  degli
impianti di incenerimento dei rifiuti urbani). – 1. Ai fini
di prevenire le emergenze nel settore dello smaltimento dei
rifiuti, di contribuire al raggiungimento  degli  obiettivi
derivanti dal Protocollo di  Kyoto  e  di  incrementare  la
produzione di energia elettrica da fonti  rinnovabili,  nel
rispetto delle attribuzioni delle regioni e della normativa
europea sulla gestione dei rifiuti, e’ istituita la  Cabina
di regia nazionale per il coordinamento dei piani regionali
degli  inceneritori  dei  rifiuti  urbani  residuati  dalla
raccolta differenziata, la  cui  organizzazione  e  il  cui
funzionamento sono disciplinati con  decreto  del  Ministro
concerto  con  il  Ministro  dello  sviluppo  economico   e
decreto legislativo 28 agosto  1997,  n.  281,  utilizzando
allo scopo le  risorse  umane,  strumentali  e  finanziarie
47. Al fine  di  contribuire  al  raggiungimento  degli
obiettivi derivanti  dal  Protocollo  di  Kyoto  e  per  il
miglior perseguimento delle finalita’ di  incremento  della
produzione  di  energia  elettrica  da  fonti  rinnovabili,
all’art. 8 del decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 216, e
“1. E’ istituito il Comitato nazionale per la  gestione
della direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione
delle attivita’ di progetto del Protocollo di  Kyoto,  come
organizzativo”;
“1-bis. Il  Comitato  di  cui  al  comma  1  svolge  la
funzione di Autorita’ nazionale competente”;
c) al comma 2, la  lettera  t-quater)  e’  sostituita
“t-quater) svolgere attivita’ di supporto al  Ministero
l’applicazione del Protocollo di Kyoto”;
d)  al  comma  2-bis,  alinea,  le  parole:  “svolge,
altresi’, attivita’ di indirizzo  al  fine  di  coordinare”
sono  sostituite  dalle  seguenti:  “propone  al  Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare”;
e) il comma 5-ter e’ abrogato.”.
del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192
1. All’allegato C al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192,  e
successive modificazioni, paragrafo 4, tabella 4.b, terza colonna, le
parole: «dal 1° gennaio 2011» sono sostituite dalle seguenti: «dal 1°
luglio 2010».
– Si riporta il testo dell’allegato C, paragrafo 4  del
decreto legislativo 19 agosto 2005, n.  192,  citato  nelle
«4. Trasmittanza termica delle chiusure trasparenti.
Tabella 4.a Valori limite della trasparenza termica U delle
chiusure trasparenti comprensive degli infissi espressa  in
Tabella  4.b  Valori  limite  della trasmittenza   centrale
termica U dei vetri espressa in W/m²K
DECRETO LEGISLATIVO 29 marzo 2010, n. 56 – Modifiche ed integrazioni al decreto 30 maggio 2008, n. 115, recante attuazione della direttiva 2006/32/CE, concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e recante abrogazioni della direttiva 93/76/CEE. (10G0078) (GU n. 92 del 21-4-2010 redazione redazione 2015-05-05T19:10:17+00:00