Source: http://www.appaltiecontratti.it/2018/08/01/mancata-dichiarazione-in-gara-di-un-precedente-penale-comporta-esclusione/
Timestamp: 2018-08-20 04:47:52+00:00
Document Index: 99864013

Matched Legal Cases: ['art. 445', 'art. 445', 'art. 38', 'art. 80', 'sentenza ', 'art. 80', 'sentenza ', 'art. 587']

Mancata dichiarazione in gara di un precedente penale
Tag: cause di esclusione esclusione
A fronte di ciò, siffatta impresa ha così impugnato la suddetta esclusione innanzi al Giudice Amministrativo, invocando la teoria del c.d. “falso innocuo” – essendo peraltro, a suo dire, il reato di che trattasi estinto per decorso del termine ex art. 445, comma 2, c.p.p. – e richiamando allo scopo un orientamento del Consiglio di Stato (sez. VI, 7 maggio 2018, n. 2704; sez. V, 13 novembre 2015, n. 5192).
“la tesi del “falso innocuo” non può trovare applicazione nella materia degli appalti pubblici poiché il falso è innocuo quando non incide neppure minimamente sugli interessi tutelati, mentre nelle procedure di evidenza pubblica la completezza delle dichiarazioni già di per sé costituisce un valore da perseguire perché consente la celere decisione in ordine all’ammissione dell’operatore economico alla gara ed una dichiarazione inaffidabile, perché falsa o incompleta, è già di per sé stessa lesiva degli interessi considerati dalla norma, a prescindere dal fatto che l’impresa meriti o meno di partecipare alla procedura competitiva (C.d.S. V, 3 giugno 2013 n. 3045; T.A.R. Trentino Alto Adige – Trento I, 12 marzo 2014 n. 89; T.A.R. Abruzzo – Pescara I, 12 ottobre 2015 n. 387; T.A.R. Calabria – Catanzaro I, 20 novembre 2017 n. 1753);
il mero decorso del tempo previsto dall’art. 445 c.p.p. per le sentenze di applicazione della pena costituisce presupposto per chiedere al giudice dell’esecuzione penale la dichiarazione di estinzione del reato, ma solo dopo il suo ottenimento il partecipante a procedure di affidamento di appalti pubblici è esonerato dal relativo obbligo dichiarativo (C.d.S. V, 23 marzo 2015 n. 1557) e la pronuncia, pur se riferita all’art. 38, comma 1, lett. c) del d.lg. 12 aprile 2006 n. 163 conserva attualità, tanto più che l’’art. 80, comma 3, del d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50 dispone che l’esclusione dalle gare di appalto per l’affidamento dei contratti pubblici “non va disposta e il divieto (di partecipazione) non si applica quando il reato è stato dichiarato estinto dopo la condanna…”, richiedendo quindi esplicitamente una pronuncia di estinzione ai fini che qui rilevano;
la sentenza del Consiglio di Stato, Sez. VI, 7 maggio 2018 n. 2704 prodotta dalla ricorrente a sostegno delle proprie ragioni esplicitamente si discosta dalla precedente giurisprudenza del Giudice di appello e stabilisce un principio che non è condivisibile, alla luce del chiaro disposto sopracitato dell’art. 80, comma 3, d.lgs. n. 50/2018;
la sentenza del Consiglio di Stato, Sez. V, 13 novembre 2015 n. 5192, anch’essa prodotta dalla ricorrente a sostegno delle proprie ragioni, non è pertinente, poiché si basa su una norma del codice di procedura penale (l’art. 587) nella versione non più vigente; (…)”.
Sulla scorta di tali elementi e considerazioni il TAR Toscana ha pertanto confermato l’esclusione e respinto le doglianze della ricorrente.
Sullo stesso argomento si era espressa anche la II Sezione del T.A.R. Liguria con la senetnza n.580/2018 che ha considerato l’omessa dichiarazione di un decreto penale di condanna per guida in stato di ebrezza a carico di un precedente amministratore della società (cessato da meno di un anno) ragione giustificativa sufficiente per l’esclusione, trattandosi di falsa dichiarazione (qui l’articolo in cui ne parliamo).
>> CONSULTA IL TESTO DELLA SENTENZA DEL TAR TOSCANA N.1041/2018