Source: http://www.amministrativistaonline.it/giurisprudenza/corte-conti-sez-contr-lobardia-parere-27-dicembre-2012-n-535/
Timestamp: 2015-01-31 22:32:35+00:00
Document Index: 75948815

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1273', 'art. 1273', 'art. 16', 'art. 8', 'art. 204', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 17']

Corte conti – sez. contr. Lombardia – parere 27 dicembre 2012 n. 535 |
martedì 8 gennaio, 2013
Il parere in rassegna si pronuncia sulla possibilità o meno del Comune – socio di maggioranza in una società mista – di procedere all’accollo dei mutui contratti dalla società per la ristrutturazione di un immobile di proprietà del Comune medesimo.
Sul tema v. anche, in questa rassegna, Corte conti – sez. contr. Emilia-Romagna – parere 28 novembre 2012 n. 487.
Sui limiti della traslazione di debiti della società in house in liquidazione all’ente locale e sui limiti dell’utilizzo di proventi di alienazioni immobiliari per mantenere gli equilibri di bilancio v., in questa rassegna, Corte conti – sez. contr. Veneto – parere 28 novembre 2012 n. 980 e Corte conti – sez. contr. Veneto – parere 9 luglio 2012 n. 434
La Sezione risponde altresì al quesito relativo alla possibilità di procedere ad estinzione anticipata del mutuo contratto dalla società partecipata con l’avanzo non vincolato.
Lombardia/535/2012/PAR
nella camera di consiglio del 11 dicembre 2012
Vista la nota n. 40019 pervenuta in data 19 novembre 2012, con la quale il Comune di Lissone (MB) ha chiesto un parere nel quadro delle competenze attribuite alla Corte dei conti dalla legge n. 131 del 2003;
Con la nota indicata in epigrafe, il sindaco di Lissone (MB) ha chiesto alla Sezione di rendere parere in ordine alla possibilità del Comune – socio di maggioranza in una società mista, la Progetto Lissone S.p.a ( di cui possiede il 56,67%) – di procedere all’accollo dei mutui contratti dalla società per la ristrutturazione di un immobile di proprietà del Comune medesimo.
La società in questione ha per oggetto sociale «[…] la promozione, l’organizzazione ed il coordinamento, sia in Italia che all’estero, di ogni iniziativa tendente a potenziare le attività economiche locali, nell’interesse di imprese o di associazioni legate alla produzione ed alla commercializzazione del mobile e delle attività indotte, collaterali ed affini» (art. 3 Statuto).
La menzionata operazione di ristrutturazione costituisce parte degli impegni assunti dalla Società nell’ambito dell’accordo per l’istituzione della “Fondazione Colore”. Tale fondazione è stata istituita dal Comune insieme alla società “Progetto Lissone” nel 2009; l’accordo che ha preceduto la nascita del nuovo ente prevedeva, da un lato, l’obbligo per il Comune di conferire in comodato l’uso dell’immobile alla nuova fondazione; la Società, per contro, si impegnava a realizzare gli interventi sull’immobile medesimo.
L’immobile a seguito degli interventi di ristrutturazione è stato adibito, come da accordi, a sede della “Fondazione Colore”.
Nella richiesta di parere si osserva come tale operazione, da un lato, abbia arricchito il Comune senza alcuna contropartita, salvo il limitato sacrificio del mancato uso di un immobile, a suo tempo fatiscente; dall’altro, la Società, co-partecipata con privati, si è fatta carico dell’indebitamento, che ora grava in modo non più sostenibile sul suo bilancio, tanto che essa rischia di andare in crisi di liquidità con la necessità di procedere a liquidazione della stessa.
Pertanto, il Comune (il cui indebitamento attuale è inferiore all’1% delle entrate correnti) riterrebbe opportuno procedere ad un’operazione giuridica di accollo del mutuo contratto per finanziare la ristrutturazione, ai sensi dell’art. 1273 c.c.
Tale operazione – avverte l’Amministrazione civica – sarebbe preceduta da una previa stima dell’incremento di valore dell’immobile ristrutturato e dalla verifica della sussistenza dei mezzi finanziari per l’accollo; inoltre successivamente all’assunzione del debito l’Amministrazione intende provvedere all’estinzione del mutuo con l’avanzo non vincolato.
A seguito di ciò, il Comune revocherebbe il comodato, mentre la “Fondazione Colore” troverebbe ospitalità presso un immobile reso disponibile da “Progetto Lissone” .
Tutto ciò premesso il Comune chiede:
i. se sia legittimo che il Comune si accolli, ai sensi dell’art. 1273 c.c., il capitale residuo dei mutui contratti dalla società partecipata, “cogliendo lo spirito della recentissima normativa in tema di abbattimento di debito da parte di enti pubblici” (art. 16, comma 6-bis, D.L. n. 95/2012 come introdotto dall’art. 8, comma 3, D.L. 174/2012);
ii. se sia legittimo, una volta proceduto all’accollo dei mutui (nel rispetto dei limiti di indebitamento di cui all’art. 204, comma 1, del D.Lgs. 267/2000, c.d. T.U.E.L.), procedere all’estinzione anticipata degli stessi mediante utilizzo dell’avanzo di amministrazione non vincolato.
Pertanto, la prima questione che si pone, riguardo al descritto quesito, è quella del rispetto delle condizioni di legge per accedere alla funzione consultiva della Corte. A tal fine si rammenta che ai sensi dell’art. 7, comma 8, della citata legge n. 131 del 2003, Regioni, Province e Comuni possono chiedere alle Sezioni regionali – di norma tramite il Consiglio delle autonomie locali, se istituito – pareri in materia di contabilità pubblica, nonché ulteriori forme di collaborazione ai fini della regolare gestione finanziaria, dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa.
Poiché il sindaco è, nel periodo del suo incarico, l’organo istituzionalmente legittimato a rappresentante l’ente, la richiesta di parere è proposta dall’organo legittimato a proporla ed è pertanto soggettivamente ammissibile.
Con riferimento alla verifica del profilo oggettivo di ammissibilità del quesito, in premessa occorre rammentare che la disposizione contenuta nell’art. 7, comma 8, della Legge 131/2003 deve essere raccordata con il precedente comma 7, norma che attribuisce alla Corte dei conti la funzione di verificare il rispetto degli equilibri di bilancio, il perseguimento degli obiettivi posti da leggi statali e regionali di principio e di programma, la sana gestione finanziaria degli enti locali.
Il raccordo tra le due disposizioni opera nel senso che il comma 8 prevede forme di collaborazione ulteriori rispetto a quelle del precedente comma, rese esplicite, in particolare, con l’attribuzione agli enti della facoltà di chiedere pareri in materia di contabilità pubblica.
Secondo le Sezioni riunite della Corte dei conti – intervenute con una pronuncia in sede di coordinamento della finanza pubblica, ai sensi dell’art. 17, comma 31 del Decreto Legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 – il concetto di contabilità pubblica deve essere incentrato sul “sistema di principi e di norme che regolano l’attività finanziaria e patrimoniale dello Stato e degli enti pubblici” da in