Source: http://legislazionetecnica.it/798099/prd/approfondimento/sicurezza-degli-impianti-servizio-degli-edifici-progettazione
Timestamp: 2019-04-25 18:21:17+00:00
Document Index: 64036193

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3']

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Il provvedimento, che pur riprendendo in buona parte l’impianto dei suoi “predecessori” (L. 46/1990 e relativo regolamento di attuazione -
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Il decreto, fatta eccezione per gli impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, montacarichi e scale mobili, per i quali occorre continuare a riferirsi alle specifiche norme, impone la necessità di redigere un progetto per le attività di realizzazione, installazione, trasformazione ed ampliamento degli impianti. Detto progetto, come già accennato, dovrà essere redatto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo la specifica competenza in tutti i casi elencati al comma 2 dell’art. 5 del D.M. 37/2008. In tutti gli altri casi, ed è questa una novità rispetto alla normativa previgente, il progetto potrà esse
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Il provvedimento in esame introduce obblighi relativi ad adempimenti burocratici a carico di imprese installatrici e proprietari. Occorre riferirsi prima di tutto all’art. 9 del D.M. 37/2008, il quale dispone, come già accennato, che l’acquisizione da parte delle autorità competenti della dichiarazione di conformit&agrav
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Tra le disposizioni più controverse e di non facile interpretazione recate dal nuovo decreto vi erano senz’altro quelle dell’art. 13 del D.M. 37/2008, relative alla documentazione obbligatoria da consegnare all’avente causa in occasione di trasferimenti immobiliari a qualsiasi titolo (compravendita, locazione, ecc.). Que
D.M. 37/2008 – Installazione di impianti tecnologici – Abilitazioni piene e/o limitate.
Rispondendo alle avanzate da alcune associazioni di categoria, con il presente documento il Ministero dello sviluppo economico fornisce in via definitiva chiarimenti circa la possibilità che le imprese di installazioni impianti possano o meno essere abilitate ai sensi del D.M. 37/2008 anziché per interi settori, anche per specifici ambiti di ciascun settore (le cosiddette “abilitazioni limitate”).
Parte dei chiarimenti forniti riprendono quelli già forniti con la vecchia Circ. Min. Industria, Comm. e Art. 27/03/1998, n. 3439 (che, pur se relativa al periodo di vigenza della L. 46/1990, è stata da sempre considerata applicabile in tal senso anche nella vigenza del D.M. 37/2008, che ha superato la predetta L. 46/1990).
Impianti elettrici temporanei. Obbligo di dichiarazione di conformità.
Con lettera-circolare in commento, il Dipartimento dei VV.F. fornisce importanti chiarimenti concernenti l'obbligo del rilascio della dichiarazione di conformità per gli impianti di cantiere e similari, ai sensi dell'art. 10, comma 2, del D. Min. Sviluppo Economico 37/2008. All'uopo l'art. 10, comma 2 così recita:
«(...) Sono esclusi dagli obblighi della redazione del progetto e dell’attestazione di collaudo le installazioni per apparecchi per usi domestici e la fornitura provvisoria di energia elettrica per gli impianti di cantiere e similari, fermo restando l’obbligo del rilascio della dichiarazione di conformità. (...)».
In ragione di tale disposto, il Dipartimento ritiene che all'obbligo della dichiarazione di conformità, che ai sensi dell'art. 7 del D. Min. 37/2008 è rilasciata dall'impresa al termine dei lavori, previa l'effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, sulla base del modello all’Allegato I del decreto medesimo, siano soggetti anche gli impianti temporanei realizzati nelle attività soggette a vigilanza antincendio disciplinati dal D. Min. Interno 261/1996, elencate al comma 3, dell'art. 4, del medesimo decreto.
Richiesta parere su attività di impiantistica - Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008.
Il Dipartimento Regolazione Mercato del Ministero dello Sviluppo Economico ha espresso il proprio parere sulla compatibilità della qualifica di responsabile tecnico di imprese impiantistiche con altra attività continuativa, di cui all'art. 3, comma 2 del D.M. 37/2008, chiarendo che detto incarico è incompatibile con tutte le attività lavorative che assorbono, anche in minima parte, l'impegno giornaliero del singolo lavoratore.
In particolare il Dipartimento, data la responsabilità attribuita al responsabile tecnico, ritiene che tale qualifica possa essere attribuita solo a soggetti che, per scelta professionale, decidano di svolgere esclusivamente e a tempo pieno una delle attività disciplinate dal decreto in oggetto.
Con specifico riferimento alla fattispecie esaminata, il responsabile tecnico di un'impresa di impiantistica non può ricoprire in altra impresa, anche non impiantistica, la carica di membro (socio o meno) del consiglio di amministrazione qualora sia investito di poteri di amministrazione e/o di rappresentanza. Inoltre tale incompatibilità sussiste anche con il ruolo di liquidatore di una società.
Il parere sopra esposto circoscrive in maniera netta l'ambito di conferimento della qualifica di responsabile tecnico, riservato ai soli aventi i requisiti tecnico-professionali che scelgono di svolgere esclusivamente detto ruolo, e precluso di fatto a tutti gli aventi i requisiti che svolgono però qualsiasi altra attività, di tipo autonomo o subordinato, anche per una piccola frazione di giornata. In base a ciò sembrerebbero in particolare esclusi i liberi professionisti, che svolgono la propria attività in forma sì autonoma, ma in maniera anche frazionata ed incostante, soprattutto in termini di tempo, e per questo non continuativa, come invece indica il comma 2 dell'art. 3 del decreto di riferimento.