Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-civile/libro-secondo/titolo-i/capo-iv/art282.html
Timestamp: 2020-05-27 23:05:23+00:00
Document Index: 131909976

Matched Legal Cases: ['art. 282', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2908', 'art. 282', 'sentenza ', 'art. 282', 'art. 282', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 669', 'sentenza ', 'art. 282', 'sentenza ', 'art. 282', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1051', 'sentenza ', 'art. 608', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 474', 'sentenza ', 'art. 282', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 978', 'art. 979', 'sentenza ', 'art. 282', 'sentenza ', 'art. 807', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 282', 'sentenza ', 'art. 538', 'sentenza ', 'art. 538', 'art. 540', 'art. 540', 'art. 282']

Art. 282 codice di procedura civile - Esecuzione provvisoria - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura civile > LIBRO SECONDO - Del processo di cognizione > Titolo I - Del procedimento davanti al tribunale > Capo IV - Dell'esecutorietà e della notificazione delle sentenze > Articolo 282
Articolo 282 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 282 Codice di procedura civile
La sentenza di primo grado (1) è provvisoriamente esecutiva tra le parti (2).
(1) La norma in esame parla genericamente di "sentenza", senza operare distinzioni. Tuttavia, un orientamento restrittivo ritiene che la disciplina della provvisoria esecuzione trovi applicazione solo in riferimento alla sentenza di condanna, che costituisce per natura titolo esecutivo. Tale orientamento non sembra preferibile e l'efficacia esecutiva dovrebbe essere intesa in senso lato, estendendola anche alle sentenze che costituiscono, estinguono o modificano rapporti giuridici (art. 2908 del c.c.).
Tuttavia, non si può ignorare come la Suprema corte abbia abbraccio con sent. 7369/2009 il primo orientamento, statuendo che le sentenze di accertamento (così come quelle costitutive) non avrebbero l'idoneità, con riferimento all'art. 282 c.p.c., ad avere efficacia anticipata rispetto al momento del passaggio in giudicato.
(2) L'esecuzione provvisoria si estende anche alle spese processuali, a prescindere dal tipo di sentenza che sia stata emanata.
L'articolo, così come sostituito dalla l. 26 novembre 1990, ha eliminato l'istituto della discrezionale concessione della provvisoria esecuzione da parte del giudice prevedendola per tutte le sentenze, valorizzando così il giudizio di primo grado e disincentivando l'utilizzo a fini dilatori dell'impugnazione da parte del soccombente.
Massime relative all'art. 282 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 1283/2010
Ai sensi dell'art. 282 c.p.c., così come novellato dall'art. 33 della L. 26 novembre 1990, n. 353, la condanna alle spese del giudizio contenuta nella sentenza di primo grado comporta, in quanto tale ed in linea con la tendenza resa manifesta dal disposto dell'art. 669 septies, terzo comma, c.p.c. (introdotto dalla stessa L. n. 353 del 1990), la provvisoria esecutività del relativo capo della sentenza, indipendentemente dalla natura - se di condanna, costitutiva o di mero accertamento - e dal contenuto (se di accoglimento, di rigetto o di altro tenore della domanda principale o riconvenzionale o del terzo) della decisione principale, cui la statuizione sulle spese accede.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1283 del 25 gennaio 2010)
Cass. civ. n. 7369/2009
Al di fuori delle statuizioni di condanna consequenziali, le sentenze di accertamento (così come quelle costitutive) non hanno l'idoneità, con riferimento all'art. 282 c.p.c., ad avere efficacia anticipata rispetto al momento del passaggio in giudicato, atteso che la citata norma, nel prevedere la provvisoria esecuzione delle sentenze di primo grado, intende necessariamente riferirsi soltanto alle pronunce di condanna suscettibili secondo i procedimenti di esecuzione disciplinati dal terzo libro del codice di rito civile.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7369 del 26 marzo 2009)
Cass. civ. n. 1619/2005
La disciplina dell'esecuzione provvisoria di cui all'art. 282 c.p.c. trova legittima attuazione anche con riferimento alle sentenze di condanna implicita, nelle quali l'esigenza di esecuzione della sentenza scaturisce dalla stessa funzione che il titolo è destinato a svolgere. Ne consegue che è suscettibile di provvisoria esecuzione una sentenza costitutiva di una servitú ex art. 1051 (o 1052) c.c., allorchè contenga tutti gli elementi identificativi in concreto della servitú, sia pure con rinvio alla consulenza tecnica d'ufficio disposta nel corso del giudizio, atteso che essa ha la funzione di risolvere un'esigenza fattuale dell'attore, assicurandogli il passaggio al fine di raggiungere la via pubblica. (Nella specie la S.C ha precisato che la sentenza può essere eseguita coattivamente osservando il disposto di cui all'art. 608 c.p.c., mediante ingiunzione da parte dell'ufficiale giudiziario al proprietario del fondo servente di riconoscere l'esecutante come possessore della servitú di passaggio, fermo il possesso di esso convenuto, corrispondente all'esercizio del diritto di proprietà).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1619 del 26 gennaio 2005)
Cass. civ. n. 9236/2000
La condanna alle spese di giudizio contenuta nella sentenza di primo grado può costituire titolo esecutivo, a norma dell'art. 474 c.p.c., soltanto nel caso in cui essa risulti accessoria ad una sentenza di condanna dichiarata provvisoriamente esecutiva ex art. 282 stesso codice (ovvero ad una sentenza esecutiva per espressa previsione di legge), ma non quando consegua alla decisione di rigetto della domanda oggetto del giudizio.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 9236 del 12 luglio 2000)
Cass. civ. n. 1440/2000
Dalla esecutività per legge della sentenza di secondo grado deriva che la parte soccombente non ha interesse a dolersi con ricorso per cassazione, della mancata pronuncia, da parte del giudice di appello, sull'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza di primo grado.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1440 del 9 febbraio 2000)
relative all'articolo 282 Codice di procedura civile
Norma di riferimento: Articolo 282 Codice proc. civile - Esecuzione provvisoria | Quesito Q20127093
martedì 20/11/2012 - Puglia
“Con sentenza di I° grado mi è stato revocato un atto pubblico per la donazione di una nuda proprietà. La donante, titolare dell'usufrutto, beneficia del possesso. Ho appellato la sentenza e la prossima udienza è fissata nel 2015. In caso di decesso della donante (nubile) il possesso e quindi il godimento dei beni sarebbe mio fino a sentenza passata in giudicato o degli eredi legittimi?”
Consulenza legale i 23/11/2012
L'usufruttuario ha il diritto di usare e godere della cosa oggetto del suo diritto e ne ha pertanto il possesso in senso stretto (art. 978 del c.c. e ss.): il nudo proprietario, al contrario, non è anche possessore del bene. Il diritto dell'usufruttuario si estingue per legge alla sua morte (art. 979 del c.c.): non si trasmette ai suoi eredi. Quando ciò avviene, il diritto di proprietà si "riespande" e torna ad essere un diritto pieno ed esclusivo in capo a colui che era solo nudo proprietario.
Nel caso di specie, la sentenza di primo grado di revoca della donazione ha, secondo l'opinione prevalente, natura costitutiva. L'art. 282 del c.p.c. sulla provvisoria esecutorietà della sentenza di primo grado è ritenuto applicabile solo alle sentenze di condanna e non a quelle costitutive e di accertamento. Tuttavia, va precisato che un effetto della revocazione della donazione è il sorgere dell'obbligo per il donatario di restituire i beni donati (art. 807 del c.c.): quindi, nella sentenza che dichiara la revocazione viene disposta anche la condanna alla restituzione del donatum, nonché degli eventuali frutti del bene, a partire dal giorno in cui è stata presentata la domanda per l'azione di revocazione. La Suprema Corte ha affermato che la possibilità di anticipare l'esecuzione delle statuizioni condannatorie contenute nella sentenza costitutiva va riconosciuta, in concreto, di volta in volta a seconda del tipo di rapporto tra l'effetto accessivo condannatorio da anticipare e l'effetto costitutivo producibile solo con il giudicato (Cass. 4059/010): quello della revocazione della donazione appare come un caso in cui l'effetto di condanna e quello costitutivo possono seguire strade diverse. Una volta eseguita - spontaneamente o forzosamente - la restituzione, il godimento del bene si può dire spetti alla donante: solo in caso di riforma della sentenza in appello, l'appellante vittorioso potrà chiedere il risarcimento del danno per il temporaneo mancato godimento della cosa.
Alla luce di quanto esposto, sembra possibile affermare che nel caso di revocazione di una donazione, con effetto accessorio di obbligo per il donatario alla restituzione del bene donato, non vi sia un invincibile nesso di sinallagmaticità tra l'effetto costitutivo e quello di condanna (alla restituzione), sicché questo secondo effetto può soggiacere all'applicazione dell'art. 282 c.p.c.
Invece, il capo "costitutivo" della sentenza (ritrasferimento del diritto di proprietà in capo al donante) produrrà la modificazione della situazione giuridica solo con il passaggio in giudicato. La nuda proprietà del bene resta quindi in capo al donatario fino all'esaurimento di tutti i mezzi di impugnazione ordinari. Se la donante dovesse decedere nel corso del processo di secondo grado, il diritto di usufrutto si estinguerebbe con espansione del diritto di proprietà in capo al donatario.
Norma di riferimento: Articolo 282 Codice proc. civile - Esecuzione provvisoria | Quesito Q20101341
“L'esecuzione provvisoria di cui trattasi si estende anche al pronunciamento del giudice penale di primo grado ex art. 538 c.p.p. (Condanna per la responsabilità civile)?”
Consulenza legale i 23/11/2010
La sentenza di condanna emessa dal giudice penale ai sensi dell’art. 538 del c.p.p. è disciplinata nel codice di procedura penale, in particolare dall’art. 540 del c.p.p.. Quest’ultimo sancisce che la condanna alle restituzioni e al risarcimento del danno è dichiarata provvisoriamente esecutiva, a richiesta della parte civile, quando ricorrono giustificati motivi, mentre la condanna al pagamento della provvisionale è immediatamente esecutiva.
La Corte costituzionale, pronunciandosi sulla questione di legittimità costituzionale dell’art. 540, comma 1, c.p.p. (dichiarata manifestamente infondata), ha ribadito la discrezionalità riservata al legislatore nel modulare le condizioni di accesso all'esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali nei diversi tipi di giudizi, con il solo limite della non irrazionale predisposizione degli strumenti di tutela, senza che l'art. 282 del c.p.c. possa assumere il valore di "precetto inderogabile" rispetto al quale debbano necessariamente modellarsi le altre previsioni normative concernenti il regime di esecutività delle pronunce (Ord., 18/4/2000, n. 105).