Source: http://uicibergamo.org/Main/dettaglio/304
Timestamp: 2019-11-13 00:08:04+00:00
Document Index: 116240865

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 6']

Il servizio è realizzato da una figura educativa con adeguata esperienza e/o formazione che supporta
lo studente con disabilità visiva nelle diverse attività al fine di completare, integrare e sviluppare il
relativo percorso di crescita e autonomia. L’assistente alla comunicazione deve integrare la propria attività a quella delle altre figure (docenti curriculari, insegnati di sostegno e personale ATA), senza sovrapporre compiti e funzioni, ma valorizzando i diversi ambiti di intervento. Le azioni dell’assistente alla comunicazione si realizzano nel contesto classe e nell’intero ambiente scolastico, con l’obiettivo di coinvolgere tutti gli studenti nel processo di integrazione e inclusione, secondo un modello di partecipazione attiva. Il servizio è svolto a scuola e, laddove previsto nel Piano Individuale, anche a domicilio.
. condivide e sostiene la metodologia per le attività scolastiche demandate a casa;
. favorisce lo sviluppo dell’autonomia personale nello studio e nella gestione di sé;
. supporta lo studente nel processo di conoscenza dell’ambiente;
. condivide con la famiglia il processo di crescita e autonomia globale dello studente;
. si rapporta con il tiflologo di riferimento per le diverse attività in essere;
. si pone come mediatore attivo nel favorire l’approccio e la conoscenza di informazioni, materiali e documenti, non immediatamente o poco fruibili dalla persona con disabilità visiva;
. prepara materiali, quando necessario, di uso immediato per situazioni di studio contingenti;
. si raccorda con gli enti erogatori scolastici, il tiflologo e la famiglia;
. collabora con il personale docente e non docente della scuola;
. facilita la comunicazione dello studente con gli insegnanti e i compagni di classe;
. rende accessibile allo studente l’insieme dei contenuti didattici e le informazioni attraverso la lingua dei segni italiana (LIS), l’ISE (Italiano Segnato Esatto) o la labializzazione;
. utilizza le strategie più adeguate derivanti dalla conoscenza e della psicologia evolutiva nel campo della sordità e della psicologia dell’età evolutiva per accrescere le competenze comunicative dello studente ed accogliere le sue esperienze emotive e relazionali;
. facilita l’integrazione dello studente all’interno della classe e del contesto scolastico;
. stabilisce un corretto rapporto con le famiglie;
. collabora alla stesura del piano educativo individualizzato (PEI) ;
. media nell’ascolto delle lezioni d’aula per favorire la comprensione del linguaggio verbale e l’accesso ai contenuti didattici;
. facilita l’acquisizione da parte dello studente di un metodo di studio quanto più possibile autonomo;
. partecipa agli incontri tra la scuola e la famiglia organizzati dalla scuola.
L’assistente alla comunicazione svolge il proprio servizio per un numero minimo di 3 ore settimanali
e per un numero massimo di 11 ore settimanali.
Agli studenti che, al termine dell’anno scolastico, sostengono l’esame di Stato dei percorsi di
istruzione o l’esame di qualifica o diploma dei percorsi ordinamentali di istruzione e formazione
professionale può essere riconosciuto un monte ore aggiuntivo straordinario finalizzato e parametrato alla durata delle prove d’esame, per un massimo di 12 ore.
. partendo dalla diagnosi funzionale, dal piano dinamico funzionale e dall’osservazione dello studente, fornisce indicazioni utili e coerenti alla definizione del PEI;
. interviene con indicazioni/suggerimenti metodologici didattici e operativi nella conduzione delle attività scolastiche volte a favorire lo sviluppo degli apprendimenti dello studente;
. fornisce supporti, materiali e sussidi tiflodidattici coerenti con il percorso della scuola e dello studente;
. introduce e sviluppa il percorso formativo dello studente in ambiente tecnologico (tifloinformatico) per i diversi gradi della scuola, in relazione al relativo livello di istruzione;
. fornisce indicazioni, suggerimenti e consigli alla famiglia dello studente.
Numero minimo e massimo ore per anno
. materiale (tiflo) didattico a caratteri ingranditi a favore di studenti con disabilità visiva - specifico per studenti ipovedenti- e realizzato secondo criteri individuati in collaborazione con il tiflologo;
. libri di testo scolastici elaborati secondo criteri tiflodidattici ed efficaci nella loro fruibilità in braille, a caratteri ingranditi e su supporto informatico (se in registrazione vocale, realizzati in modalità Daisy).
Le tecnologie informatiche consentono infatti adattamenti nell’utilizzo dei computer, l’uso di immagini e di animazioni, sottotitoli ecc. Nella didattica, i docenti possono preparare lezioni con PowerPoint o costruire ipertesti, mentre gli studenti possono utilizzare diversi software specifici di supporto all’apprendimento, vocabolari multimediali, editor testuali con immagini ed altro ancora. Esistono infatti sistemi interattivi dinamici, che consentono metodologie didattiche attive, costruttivistiche e soluzioni strategiche centrate sulla rappresentazione, come ad esempio le mappe concettuali per lo studio. Per chi utilizza la lingua dei segni italiana (LIS), inoltre, sono disponibili dizionari italiano-LIS.
Gli strumenti didattici sono utili sia allo svolgimento del lavoro dell’assistente e per l’apprendimento
dell’alunno/studente sordo; generalmente per i più piccoli si tratta di video-libri (DVD) interattivi che
consentano differenti modalità di fruizione (come ad esempio: Lingua dei Segni
Italiana, ma anche audio per la condivisione dello strumento con i compagni di classe udenti il tutto supportato da immagini e testo).
Sono destinatari degli interventi di assistenza alla comunicazione, servizio tiflologico e materiale
didattico speciale gli studenti residenti in Lombardia o in altri comuni ma con specifiche situazioni
familiari (a titolo esemplificativo: affido presso famiglie residenti nella Regione, collocamento presso famiglie/comunità del territorio regionale designato dal Tribunale competente), frequentanti percorsi educativi, scolastici e formativi dalla scuola dell’infanzia all’istruzione secondaria di secondo grado e alla formazione professionale di secondo ciclo e in possesso di certificazione di disabilità sensoriale e di diagnosi funzionale nella quale sia esplicitata la necessità di assistenza per la comunicazione (Verbale del collegio di accertamento per l’individuazione dell’alunno disabile, ai sensi del D.P.C.M. n. 185/2006, della D.G.R n. 3449/2006, integrata dalla DGR n. 2185 del 4.08.2011).
. persone affette da cecità assoluta (art. 2, legge 138/2001);
. persone affette da cecità parziale (art. 3, legge 138/2001);
. persone ipovedenti gravi (art. 4, legge 138/2001);
. persone ipovedenti medio-grave (art. 5, legge 138/2001);
. persone affette da cecità assoluta o parziale o ipovisione grave, con disabilità plurime;
. soggetti affetti da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che gli abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio (Rif. Legge 26 maggio 1970, n. 381 art. 1);
. soggetti ipoacusici con perdita uditiva superiore a 60 dB da entrambe le orecchie (Decreto del Ministro della Sanità - 5 febbraio 1992), pur corretta da protesi acustica.
3. soggetti che hanno personale solo in parte qualificato o esperto in grado di svolgere attività
di inclusione scolastica ma che dimostrino di essere in grado di dotarsi delle figure e degli
operatori con la necessaria formazione ed esperienza per poter svolgere i servizi di
inclusione scolastica per gli studenti con disabilità sensoriale e/o in possesso di attestati di frequenza a percorsi formativi/aggiornamento relativi alle disabilità uditiva e visiva.
Le ATS promuovono forme di collaborazione e coordinamento territoriale nella cabina di Regia di
cui all’art. di cui all’art. 6, comma 6, lett. f) della l.r. 33/2009 al fine di garantire parità di trattamento
ed omogeneità dei servizi in relazione alle differenti tipologie e gradi di disabilità.
Gli enti erogatori sono sempre responsabili dell’esecuzione degli interventi e servizi assunti nei
confronti delle ATS, degli istituti scolastici e formativi e di terzi. Essi sono responsabili altresì
dell’operato dei loro dipendenti o degli eventuali danni che dal personale potessero derivare ai citati enti.
. Relazioni di rendicontazione intermedia e finale giustificative delle spese sostenute;
. Attestazione di regolare esecuzione del servizio completa dei giustificativi di spesa.
Al fine di verificare il regolare svolgimento degli interventi, nonché l’efficienza e l’efficacia della loro gestione, è facoltà delle ATS, con le modalità ritenute più opportune, disporre controlli per verificare la rispondenza del servizio fornito dall’ ente erogatore qualificato rispetto alle presenti linee guida.