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Timestamp: 2019-09-21 05:04:02+00:00
Document Index: 49209887

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Savarna e Camerlona, Ravenna, 26.08.1944
Località Savarna e Camerlona, Ravenna, Ravenna, Emilia-Romagna
In questo contesto si inserisce una delle due stragi del 26 agosto. L'altra viene compiuta a Filetto, una località sita all'estremità opposta del Comune di Ravenna.
Il 26 agosto un gruppo di partigiani del distaccamento “Terzo Lori” esegue un attentato lungo la statale 16 fra Mezzano e Ravenna, lontano da case abitate. Nell’agguato all’autocolonna tedesca un soldato resta ucciso. La rappresaglia è immediata. Le carceri di Ravenna sono ancora piene dopo la strage fascista del ponte degli Allocchi del giorno prima e i tedeschi chiedono ad Andreani alcuni uomini da fucilare. Andreani ne consegna 11 fra i quali Ivo Calderoni, Giuseppe Fiammenghi e i tre Orsini già arrestati nei giorni precedenti. L’impiegato Stefano Miccoli invece viene arrestato la mattina stessa dai brigatisti Capanna e Gamberini che lo conducono in carcere. Appresa la notizia, la moglie Maria Ghiselli va a cercare il marito e lo vede a piedi con altri 10 arrestati, sorvegliati da militari tedeschi. Gli 11 uomini sono fatti salire su due camion e trasportati 6 a Camerlona, 5 a Savarna.
A Camerlona, verso le 8, circa un’ora dopo la strage, l’odontotecnico Cortese Fabbri sta transitando in quella località quando vede a terra 6 cadaveri irriconoscibili per le ferite e il sangue che li imbratta. Inchiodato ad un albero legge un cartello che con grafia gotica porta la scritta «Qui furono uccisi sei partigiani per aver ucciso un camerata tedesco». Fabbri è fermato e obbligato ad aiutare i soldati a scavare una fossa. L’esecuzione è stata compiuta da soldati tedeschi ma sul luogo sono presenti anche alcuni brigatisti in uniforme nazista. A morire sono: Giulio Lolli, Pietro Lucci, Lino Mascalzoni, Stefano Miccoli, Ermidio Salvatori e Vincenzo Zanzi.
Le altre 5 vittime designate sono uccise invece a Savarna, nel luogo dove è stato ferito un soldato tedesco. Mentre i 6 uccisi di Camerlona sono stati fucilati, questi 5 sono impiccati. Tutti quanti sono stati catturati alcuni giorni prima durante il rastrellamento per attuare la rappresaglia in seguito all’uccisione del brigatista Bedeschi Leonida. In carcere erano avvisati della loro sorte e ciò aveva spinto gli Orsini a scrivere gli ultimi pensieri per i loro cari.
«Addio, Renza, addio: ti ho chiesto un giorno la promessa che tu non ti cristallizzerai in un ricordo se fosse successo quello che sta ora per succedere. Ricordati solo di me per i tuoi figlioli. Addio, Mamma, addio a tutti Luciano
Addio, mamma, addio a tutti, mamma adorata muoio sereno e tu cerca di essere forte e stare con Lucia. Ti bacio e a te l’ultimo pensiero. Nello
Addio cari tutti, mamma, Emma, Fulvia, Renza e tutti miei cari Baci Aristide»
Gli Orsini erano popolari antifascisti lughesi. Il ventiduenne Luciano, che nello scrivere alla fidanzata Renza assume la posizione di colui che è preparato alla morte, nel periodo badogliano aveva partecipato ad una riunione di repubblicani dai quali era stato nominato capo militare.
La cattura sua, del padre e del cugino, pur se in conseguenza dell’uccisione di Bedeschi, era stata decretata dal fascio di Lugo per ragioni non solo politiche.
Infatti tra i brigatisti che il 22 agosto avevano compiuto il rastrellamento a Villa S. Martino vi erano anche Gian Luigi Callegari e Luigi Sangiorgi i quali, insieme a Antonio Ronchi, si erano offerti volontari per catturare gli Orsini. I primi due covavano vecchi rancori e più di una persona li aveva sentiti in precedenza minacciare Aristide. Quando Renza Gallignani si era offerta come ostaggio al posto di Luciano, Ronchi aveva rifiutato rassicurandola che i tre uomini sarebbero stati rilasciati subito dopo l’interrogatorio.
Quattro giorni dopo sono, invece, impiccati insieme a Giuseppe Fiammenghi e Ivo Calderoni.
Solo il 25 marzo 1945, 5 corpi di coloro che sono stati uccisi il 26 agosto 1944 saranno trasferiti a Borgo Saffi di Ravenna per essere seppelliti nel cimitero locale. Alla cerimonia funebre presenzieranno un migliaio di persone mentre i feretri saranno scortati da un plotone di partigiani e seguiti dal gonfalone del Municipio.
Estremi e note penali: Andreani Giacomo, imputato di aver collaborato col tedesco invasore [e oltretutto ] di aver consegnato 11 prigionieri ai tedeschi che poi li fucilarono il 26 agosto 1944. Con sentenza del 18 febbraio 1947 la corte lo giudica colpevole di collaborazionismo sia politico che militare nonché di delitti di omicidio aggravati dalla premeditazione e da futili motivi, oggetto del capo d’imputazione e lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena oltre alle conseguenze di legge. Dispone la confisca totale dei beni. Con declaratoria di questo tribunale in data 23/01/1954 all’Andreani Giacomo veniva commutata la pena di morte in quella della reclusione per anni 10 per il resto di cui alla stessa sentenza. Con declaratoria 29/09/1959 a favore di Andreani Giacomo il tribunale di Ravenna veduto il decreto del PR 11/07/1959 n. 460 (art. 1 lett. A) dichiara estinto il reato di cui sopra.
Capanna Antonio imputato [oltretutto] di avere in correità con altri e con premeditazione cagionato per fine fascista la morte di Miccoli Stefano al fine di concretizzare il delitto di collaborazione coi tedeschi catturando il Miccoli e consegnandolo ai tedeschi perché l’uccidessero. Con sentenza del 4/08/45 la corte lo giudica colpevole di collaborazione e lo condanna quindi alla pena di morte mediante la fucilazione alla schiena. Ordina che la presente sia, per estratto, affissa nel comune di Ravenna e pubblicata sui giornali locali ‘Democrazia’ e ‘Voce di Romagna’. Con sentenza 29.8.45 la Sezione speciale della Corte di Cassazione di Milano rigetta il ricorso interposto dall’imputato. Eseguita la sentenza alle ore 7 del giorno 23.12.45 mediante la fucilazione alla schiena del condannato, giunta comunicazione in data 26.12.45 in questa Procura.
Casadei Edio imputato [oltretutto] di avere partecipato il 19 agosto 1944 all’operazione di arresto di due o tre individui ostili ai nazi fascisti, uno dei quali, tale Lolli che fu fucilato otto giorni dopo dai tedeschi alla Camerlona. Con sentenza del 7/08/45 la corte lo giudica colpevole di collaborazione col tedesco con le attenuanti generiche e dell’età minore degli anni 18. Letti ed applicati gli art. I DLL 22.4.45 n.142 e art. 5 DLL 27.7.44 n.159, 98 CP, 483,488 CPP e lo condanna ad anni sei e mesi otto di reclusione col pagamento delle spese processuali e di custodia preventiva, con le altre conseguenze di legge.
Buda Sante imputato [oltretutto] di avere proceduto con altri alla cattura di Fiammenghi Giuseppe, di Zotti Emilio e di certo Zanni (?)che furono poi uccisi, il primo a Ravenna e gli altri due a Camerlona. Con sentenza del 6/09/45 la corte lo giudica colpevole del delitto di collaborazione, restando nello stesso assorbite le altre imputazioni e lo condanna quindi alla pena della reclusione per anni trenta, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante l’espiazione della pena ed al pagamento delle spese processuali. La Corte di Cassazione con sentenza 23.7.46 annullava la suesposta sentenza e rinviava il processo per nuovo esame, alla Corte di Assise di Forlì.
Siboni Anselmo imputato [oltretutto] d’avere, il 19 agosto 1944, con altri, fatto salire in Federazione Calderoni Ivo, poi impiccato a Savarna, e di avere, il 20 stesso mese, beffeggiato la madre del Calderoni che reclamava la restituzione della bicicletta del figlio dicendo che invece si interessasse del figlio che non avrebbe più rivisto. Con sentenza del 28/09/45 la corte lo giudica colpevole del delitto di collaborazione restando nello stesso assorbite le altre imputazioni e lo condanna quindi alla pena della reclusione per anni 20, alla interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante l’espiazione della pena ed al pagamento delle spese processuali. La corte di cassazione con sentenza 21.1.47 ha annullato la suestesa sentenza rinviando per nuovi esami alla sezione specifica ‘Corte di assise di Bologna’.
Morigi Sergio, imputato di reato di collaborazionismo per aver [oltretutto] arrestato Fiammenghi Giuseppe che fu poi impiccato il 26 agosto a Savarna. Con sentenza del 20/07/1945 la corte lo giudica colpevole del reato ascrittogli e quindi lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione nella schiena. Ordina che l’esito della presente sia affisso nel comune di Ravenna e pubblicato nel giornale ‘democrazia’ di Ravenna. Esecuzione avvenuta alle ore 6 del 12 ottobre 1945 nel recinto del tiro a segno Nazionale, via Dall’Aggio di Ravenna, giunta comunicazione del PM n. 24 CP in data 12.10.45.
Callegari Gian Luigi, imputato di reato di collaborazionismo per aver [oltretutto] per aver partecipato alla cattura ed uccisione di Orsini Aristide e Nello. Con sentenza del 26/02/1947 la corte lo giudica colpevole di collaborazionismo politico in concorso dei reati di omicidio in persona degli Orsini e lo condanna alla reclusione per anni 20, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e al pagamento delle spese processuali.
Con sentenza in data 17.9.47 la Corte di Cassazione annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il Callegari non ha commesso il fatto, ordina l’escarcerazione se non detenuto per altra causa.
Ronchi Antonio, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver partecipato alla cattura di Orsini Aristide ed altri. Con sentenza del 26/02/1947 la corte lo giudica colpevole di collaborazionismo politico e concesse le attenuanti generiche nei delitti di omicidio premeditato, compiuti per futili motivi, visti gli art. 58 cpmg, 575, 577 n.3 e 4, 65 cp comune nonché i disposti di legge di cui nel capo d’imputazione, lo condanna alla reclusione per anni venti, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici ed al pagamento delle spese processuali.
Sangiorgi Luigi, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver partecipato alla cattura di Orsini Aristide e Nello successivamente uccisi. Con sentenza del 23/07/1946 la corte lo giudica colpevole del reato ascrittogli in concorso delle circostanze di cui l’art. 62 bis CP e lo condanna a trent’anni di reclusione, a cinque anni di libertà vigilata; alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge, compresa la confisca dei beni. Dichiara condonato un terzo di detta pena detentiva.
Con sentenza 9.6.52 la Corte di Cassazione rigetta l’istanza per revisione e condanna il ricorrente al pagamento delle spese. Con declaratoria di questo Tribunale in data 23.1.54 è stata ridotta ad anni 2 la pena inflitta a Sangiorgi Luigi per il reato di cui alla suestesa sentenza. Con declaratoria 29.9.59 a favore di Sangiorgi Luigi il Tribunale di Ravenna, veduto il decreto del DPR 11.7.59 n.460 dichiara estinto il reato per effetto di amnistia.
Pirazzoli Verino, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver partecipato alla cattura ed alla successiva uccisione di Orsini Luciano, Nello e Aristide. Con sentenza del 23/07/1946 la corte dichiara la propria incompetenza ed ordina trasmettersi gli atti alla Corte di Assise di Novara competente per territorio.
Saviotti Serafino, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver partecipato alla cattura ed alla successiva uccisione di Orsini Luciano, Nello e Aristide. Con sentenza del 30/07/1946 la corte lo giudica colpevole del reato ascrittogli nei limiti di cui alla sentenza e con le circostanze indicate nell’art. 62 bis CP e perciò lo condanna ad anni trenta di reclusione, a cinque anni di libertà vigilata, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge compresa la confisca della totalità dei beni. Dichiara condonato un terzo della pena detentiva. Con declaratoria 4.2.50 la Corte d’Appello di Bologna dichiara condonato a favore del Saviotti un anno della pena detentiva, determinando la sentenza della nuova pena al 10.7.54. Con declaratoria 4.2.50 della Corte d’Appello a favore del Saviotti Serafino, ulteriormentecondonato un anno alla pena detentiva, determinando la scadenza della nuova pena 10.7.54
Con declaratoria di questo Tribunale in data 10.4.54 sono stati condonati anni due della pena inflitta._ Riabilitato Saviotti Serafino con sentenza in data 16.XI.60 della Corte d’Appello di Bologna.
Orsini Carlo, imputato di aver collaborato col tedesco invasore [per aver oltretutto] partecipato alla cattura degli Orsini. Con sentenza del 8/10/1946 la corte lo giudica colpevole del reato di collaborazione ascrittogli e lo condanna ad anni 24 di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Dichiara condonato un terzo della pena come sopra inflitta a sensi del DL 22.6.46 n.4. Ordina la confisca della metà dei beni del condannato.
Ferruzzi Angelo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver ordinato la cattura degli Orsini. Con sentenza del 25/02/1947 la corte lo giudica colpevole di collaborazionismo politico e militare e di concorso negli omicidi oggetto del capo d’imputazione e visti gli art. 5 DLL 27.7.1944 n.159 e DLL 22.4.45 n.142, 51 e 58 cpmg, 575, 577 n.3 e 4 cp comune lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena con le conseguenze di legge.
Pasini Vitaliano, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la cattura degli Orsini. È condannato alla reclusione per anni 9 e mesi 4 con sentenza dell'11/03/1947. Con sentenza in data 23.2.48 la Corte di cassazione annulla senza rinvio la sentenza ed ordina la scarcerazione se non detenuto per altra causa.
Giacometti Clemente, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la cattura degli Orsini. Con sentenza del 23/04/1946 la corte lo giudica colpevole del reato di collaborazione ascrittogli e lo condanna ad anni trenta di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca dei suoi beni. La Corte di Cassazione con sentenza 13.9.46 ha dichiarato estinto il reato per amnistia ed ha annullato senza rinvio la suestesa sentenza.
Gamberini Giovanni, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la cattura degli Orsini. Con sentenza del 5/02/1946 la corte lo giudica colpevole dei reati ascrittigli e perciò lo condanna complessivamente ad anni trenta di reclusione, a tre anni di libertà vigilata, alla spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Con ordinanza 26.3.46 la Corte di Assise di Ravenna dichiara inammissibile il ricorso ed ordina l’esecuzione della sentenza. Declaratoria 17.7.46, condonati anni 10. Con sentenza in data 9.1.48 la Cassazione annulla senza rinvio la sentenza impugnata nel suo capo relativo ai delitti per i quali il ricorrente è stato assolto per insufficienza di prove in quanto il ricorrente non ha concorso in tali delitti. Rigetta nel resto il ricorso. Con declaratoria 22.2.50 della corte d’appello a favore di Gamberini Giovanni, ulteriormente condonato un anno di reclusione al predetto Gamberini in base al decr. 23.12.49 n.930. Con declaratoria 13.9.1948 della Corte d’appello di Bologna a favore di Gamberini Giovanni, condonati altri dieci anni determinando la pena residua in anni dieci di reclusione in base al decr. 9.2.48 n.32. La Corte d’Assise d’appello di Bologna, con ordinanza in data 26.11.59, dichiara cessata l’esecuzione della condanna ad anni 30 di reclusione e delle pene accessorie inflitte a Gamberini Giovanni, con sentenza in data 6.2.46 della Corte d’assise speciale di Ravenna per il reato di collaborazionismo col tedesco invasore per estinzione del reato stesso per amnistia (DPR 11.7.59 n.460).
Ultimo aggiornamento dei dati: 2018-01-25 17:14:05
Uccisi a Camerlona (6):
1. Lolli Giulio, di 63 anni, residente a S. Pietro in Trento, lattoniere.
2. Lucci Pietro, di 37 anni, residente a Glorie di Bagnacavallo, muratore.
3. Mascalzoni Lino, di 19 anni, residente a Mezzano, muratore.
4. Miccoli Stefano, di 51 anni, residente a Ravenna, operaio.
5. Salvatori Ermidio, nato il 9/12/1911 a Fusignano, muratore, risulta partigiano volontario nella 28ª Brigata Garibaldi dall\'8/09/1943.
6. Zanzi Vincenzo, di 44 anni, residente a Ravenna, esercente.
Uccisi a Savarna (5):
7. Calderoni Ivo, di 30 anni, elettricista.
8. Fiammenghi Giuseppe, di 36 anni, calzolaio.
9. Orsini Aristide, nato il 18/02/1899 a Grosseto, commerciante, risulta membro del CLN romagnolo dal settembre 1943.
10. Orsini Luciano, nato il 26/08/1944 a Lugo di Romagna, studente universitario, risulta membro del Comitato organizzativo dei giovani repubblicani romagnoli.
11. Orsini Nello, nato il 25/06/1914 a Lugo, impiegato, risulta partigiano volontario nella 28ª Brigata Garibaldi dall\'1/10/1943.
Lolli Giulio,
Lucci Pietro,
Mascalzoni Lino,
Zanzi Vincenzo,
Calderoni Ivo,
Orsini Aristide,
Orsini Nello,
Salvatori Ermidio
Note procedimento Ferruzzi Angelo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver ordinato la cattura degli Orsini. Con sentenza del 25/02/1947 la corte lo giudica colpevole di collaborazionismo politico e militare e di concorso negli omicidi oggetto del capo d’imputazione e visti gli art. 5 DLL 27.7.1944 n.159 e DLL 22.4.45 n.142, 51 e 58 cpmg, 575, 577 n.3 e 4 cp comune lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena con le conseguenze di legge.
Note responsabile Siboni Anselmo, imputato di procedimento.
Note procedimento Siboni Anselmo imputato [oltretutto] d’avere, il 19 agosto 1944, con altri, fatto salire in Federazione Calderoni Ivo, poi impiccato a Savarna, e di avere, il 20 stesso mese, beffeggiato la madre del Calderoni che reclamava la restituzione della bicicletta del figlio dicendo che invece si interessasse del figlio che non avrebbe più rivisto. Con sentenza del 28/09/45 la corte lo giudica colpevole del delitto di collaborazione restando nello stesso assorbite le altre imputazioni e lo condanna quindi alla pena della reclusione per anni 20, alla interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante l’espiazione della pena ed al pagamento delle spese processuali. La corte di cassazione con sentenza 21.1.47 ha annullato la suestesa sentenza rinviando per nuovi esami alla sezione specifica ‘Corte di assise di Bologna’.
Note procedimento Capanna Antonio imputato [oltretutto] di avere in correità con altri e con premeditazione cagionato per fine fascista la morte di Miccoli Stefano al fine di concretizzare il delitto di collaborazione coi tedeschi catturando il Miccoli e consegnandolo ai tedeschi perché l’uccidessero. Con sentenza del 4/08/45 la corte lo giudica colpevole di collaborazione e lo condanna quindi alla pena di morte mediante la fucilazione alla schiena. Ordina che la presente sia, per estratto, affissa nel comune di Ravenna e pubblicata sui giornali locali ‘Democrazia’ e ‘Voce di Romagna’. Con sentenza 29.8.45 la Sezione speciale della Corte di Cassazione di Milano rigetta il ricorso interposto dall’imputato. Eseguita la sentenza alle ore 7 del giorno 23.12.45 mediante la fucilazione alla schiena del condannato, giunta comunicazione in data 26.12.45 in questa Procura.
Note procedimento Ronchi Antonio, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver partecipato alla cattura di Orsini Aristide ed altri. Con sentenza del 26/02/1947 la corte lo giudica colpevole di collaborazionismo politico e concesse le attenuanti generiche nei delitti di omicidio premeditato, compiuti per futili motivi, visti gli art. 58 cpmg, 575, 577 n.3 e 4, 65 cp comune nonché i disposti di legge di cui nel capo d’imputazione, lo condanna alla reclusione per anni venti, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici ed al pagamento delle spese processuali. Con sentenza in data 5.6.48 la Cassazione annulla senza rinvio la sentenza dichiarando inesistente il concorso di esso Ronchi in fatti di omicidio e il fine di lucro nel reato di collaborazionismo politico a lui ascritto e conseguentemente estinto il reato stesso per amnistia. Revoca il mandato di cattura emesso a carico del Ronchi.
Note procedimento Orsini Carlo, imputato di aver collaborato col tedesco invasore [per aver oltretutto] partecipato alla cattura degli Orsini. Con sentenza del 8/10/1946 la corte lo giudica colpevole del reato di collaborazione ascrittogli e lo condanna ad anni 24 di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Dichiara condonato un terzo della pena come sopra inflitta a sensi del DL 22.6.46 n.4. Ordina la confisca della metà dei beni del condannato.
Note procedimento Giacometti Clemente, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la cattura degli Orsini. Con sentenza del 23/04/1946 la corte lo giudica colpevole del reato di collaborazione ascrittogli e lo condanna ad anni trenta di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca dei suoi beni. La Corte di Cassazione con sentenza 13.9.46 ha dichiarato estinto il reato per amnistia ed ha annullato senza rinvio la suestesa sentenza.
Edio Casadei
Nome Edio
Note responsabile Casadei Edio, imputato di procedimento.
Note procedimento Casadei Edio imputato [oltretutto] di avere partecipato il 19 agosto 1944 all’operazione di arresto di due o tre individui ostili ai nazi fascisti, uno dei quali, tale Lolli che fu fucilato otto giorni dopo dai tedeschi alla Camerlona. Con sentenza del 7/08/45 la corte lo giudica colpevole di collaborazione col tedesco con le attenuanti generiche e dell’età minore degli anni 18. Letti ed applicati gli art. I DLL 22.4.45 n.142 e art. 5 DLL 27.7.44 n.159, 98 CP, 483,488 CPP e lo condanna ad anni sei e mesi otto di reclusione col pagamento delle spese processuali e di custodia preventiva, con le altre conseguenze di legge.
Note procedimento Andreani Giacomo, imputato di aver collaborato col tedesco invasore [e oltretutto ] di aver consegnato 11 prigionieri ai tedeschi che poi li fucilarono il 26 agosto 1944. Con sentenza del 18 febbraio 1947 la corte lo giudica colpevole di collaborazionismo sia politico che militare nonché di delitti di omicidio aggravati dalla premeditazione e da futili motivi, oggetto del capo d’imputazione e lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena oltre alle conseguenze di legge. Dispone la confisca totale dei beni. Con declaratoria di questo tribunale in data 23/01/1954 all’Andreani Giacomo veniva commutata la pena di morte in quella della reclusione per anni 10 per il resto di cui alla stessa sentenza. Con declaratoria 29/09/1959 a favore di Andreani Giacomo il tribunale di Ravenna veduto il decreto del PR 11/07/1959 n. 460 (art. 1 lett. A) dichiara estinto il reato di cui sopra.
Gian Luigi Callegari
Nome Gian Luigi
Cognome Callegari
Note responsabile Callegari Gian Luigi, imputato di procedimento.
Note procedimento Callegari Gian Luigi, imputato di reato di collaborazionismo per aver [oltretutto] per aver partecipato alla cattura ed uccisione di Orsini Aristide e Nello. Con sentenza del 26/02/1947 la corte lo giudica colpevole di collaborazionismo politico in concorso dei reati di omicidio in persona degli Orsini e lo condanna alla reclusione per anni 20, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e al pagamento delle spese processuali. Con sentenza in data 17.9.47 la Corte di Cassazione annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il Callegari non ha commesso il fatto, ordina l’escarcerazione se non detenuto per altra causa.
Note responsabile Gamberini Giovanni, imputato di procedimento.
Note procedimento Gamberini Giovanni, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la cattura degli Orsini. Con sentenza del 5/02/1946 la corte lo giudica colpevole dei reati ascrittigli e perciò lo condanna complessivamente ad anni trenta di reclusione, a tre anni di libertà vigilata, alla spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Con ordinanza 26.3.46 la Corte di Assise di Ravenna dichiara inammissibile il ricorso ed ordina l’esecuzione della sentenza. Declaratoria 17.7.46, condonati anni 10. Con sentenza in data 9.1.48 la Cassazione annulla senza rinvio la sentenza impugnata nel suo capo relativo ai delitti per i quali il ricorrente è stato assolto per insufficienza di prove in quanto il ricorrente non ha concorso in tali delitti. Rigetta nel resto il ricorso. Con declaratoria 22.2.50 della corte d’appello a favore di Gamberini Giovanni, ulteriormente condonato un anno di reclusione al predetto Gamberini in base al decr. 23.12.49 n.930. Con declaratoria 13.9.1948 della Corte d’appello di Bologna a favore di Gamberini Giovanni, condonati altri dieci anni determinando la pena residua in anni dieci di reclusione in base al decr. 9.2.48 n.32. La Corte d’Assise d’appello di Bologna, con ordinanza in data 26.11.59, dichiara cessata l’esecuzione della condanna ad anni 30 di reclusione e delle pene accessorie inflitte a Gamberini Giovanni, con sentenza in data 6.2.46 della Corte d’assise speciale di Ravenna per il reato di collaborazionismo col tedesco invasore per estinzione del reato stesso per amnistia (DPR 11.7.59 n.460).
Note procedimento Sangiorgi Luigi, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver partecipato alla cattura di Orsini Aristide e Nello successivamente uccisi. Con sentenza del 23/07/1946 la corte lo giudica colpevole del reato ascrittogli in concorso delle circostanze di cui l’art. 62 bis CP e lo condanna a trent’anni di reclusione, a cinque anni di libertà vigilata; alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge, compresa la confisca dei beni. Dichiara condonato un terzo di detta pena detentiva. Con sentenza 9.6.52 la Corte di Cassazione rigetta l’istanza per revisione e condanna il ricorrente al pagamento delle spese. Con declaratoria di questo Tribunale in data 23.1.54 è stata ridotta ad anni 2 la pena inflitta a Sangiorgi Luigi per il reato di cui alla suestesa sentenza. Con declaratoria 29.9.59 a favore di Sangiorgi Luigi il Tribunale di Ravenna, veduto il decreto del DPR 11.7.59 n.460 dichiara estinto il reato per effetto di amnistia.
Note procedimento Buda Sante imputato [oltretutto] di avere proceduto con altri alla cattura di Fiammenghi Giuseppe, di Zotti Emilio e di certo Zanni (?)che furono poi uccisi, il primo a Ravenna e gli altri due a Camerlona. Con sentenza del 6/09/45 la corte lo giudica colpevole del delitto di collaborazione, restando nello stesso assorbite le altre imputazioni e lo condanna quindi alla pena della reclusione per anni trenta, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante l’espiazione della pena ed al pagamento delle spese processuali. La Corte di Cassazione con sentenza 23.7.46 annullava la suesposta sentenza e rinviava il processo per nuovo esame, alla Corte di Assise di Forlì.
Note procedimento Saviotti Serafino, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver partecipato alla cattura ed alla successiva uccisione di Orsini Luciano, Nello e Aristide. Con sentenza del 30/07/1946 la corte lo giudica colpevole del reato ascrittogli nei limiti di cui alla sentenza e con le circostanze indicate nell’art. 62 bis CP e perciò lo condanna ad anni trenta di reclusione, a cinque anni di libertà vigilata, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge compresa la confisca della totalità dei beni. Dichiara condonato un terzo della pena detentiva. Con declaratoria 4.2.50 la Corte d’Appello di Bologna dichiara condonato a favore del Saviotti un anno della pena detentiva, determinando la sentenza della nuova pena al 10.7.54. Con declaratoria 4.2.50 della Corte d’Appello a favore del Saviotti Serafino, ulteriormentecondonato un anno alla pena detentiva, determinando la scadenza della nuova pena 10.7.54 Con declaratoria di questo Tribunale in data 10.4.54 sono stati condonati anni due della pena inflitta._ Riabilitato Saviotti Serafino con sentenza in data 16.XI.60 della Corte d’Appello di Bologna.
Note procedimento Morigi Sergio, imputato di reato di collaborazionismo per aver [oltretutto] arrestato Fiammenghi Giuseppe che fu poi impiccato il 26 agosto a Savarna. Con sentenza del 20/07/1945 la corte lo giudica colpevole del reato ascrittogli e quindi lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione nella schiena. Ordina che l’esito della presente sia affisso nel comune di Ravenna e pubblicato nel giornale ‘democrazia’ di Ravenna. Esecuzione avvenuta alle ore 6 del 12 ottobre 1945 nel recinto del tiro a segno Nazionale, via Dall’Aggio di Ravenna, giunta comunicazione del PM n. 24 CP in data 12.10.45.
Verino Pirazzoli
Nome Verino
Note responsabile Pirazzoli Verino, imputato di procedimento.
Note procedimento Pirazzoli Verino, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver partecipato alla cattura ed alla successiva uccisione di Orsini Luciano, Nello e Aristide. Con sentenza del 23/07/1946 la corte dichiara la propria incompetenza ed ordina trasmettersi gli atti alla Corte di Assise di Novara competente per territorio.
lapide a via Savarna Vecchia, Conventello, Savarna
Ubicazione: via Savarna Vecchia, Conventello, Savarna
Descrizione: Lapide posta a Conventello in via Savarna Vecchia.
cippo a Camerlona
Ubicazione: Camerlona
Descrizione: Il cippo che ricorda la parte dell’episodio compiuta a Camerlona si trova a Camerlona a lato della statale Adriatica, ai piedi del vecchio argine del Lamone, nel punto in cui è sovrastato da una villetta, a sinistra in direzione di Ravenna.
B. Nediani, Faenza e Rimini sotto la dittatura. Contributo alla storia dell’antifascismo e della resistenza repubblicana (1919 – 1945), Tipolito Ramberti, Rimini, 15 marzo 1979, p. 59.
G. Cantagalli, Messaggio speciale: il nido dell’aquila. La Resistenza a Lugo di Romagna, Walberti Edizioni, Lugo di Romagna, aprile 1985, pp. 78-79.
C. Martelli, Fascismo, Antifasciamo, Resistenza, Guerra di Liberazione a Tredozio e in altri Comuni della Romagna, Grafiche M.D.M., Forlì, marzo 1993, p. 384.
CGIL-Ravenna, Cinquantesimo anniversario della Resistenza e della Liberazione 1944-1945/1994-1995. La storia nella memoria, Ravenna, luglio 1994, pp. 74-75.
G. Casadio, La memoria della Resistenza nelle iscrizioni dei cippi, lapidi e monumenti della provincia di Ravenna, Longo Editore, Ravenna, 1995, vol. 1, p. 83.
C. Boldrini La Resistenza nel territorio di Lugo. Fatti, cronache, testimonianze, Walter Berti Editore, Lugo di Romagna, 1995, pp. 60.
E. Iezzi, Romagna assassina e assassinata. Donne e uomini protagonisti di efferati delitti storici e di cronaca, Walberti, Lugo di Romagna, marzo 1999, pp. 114-116.
E. Cavina, Crimini di guerra e violenza nazifascista nella provincia di Ravenna tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, tesi di dottorato di ricerca in Storia e Informatica - XVI Ciclo, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, a.a. 2003-2004, prima parte pp. 82, 83, seconda parte p. 50.
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ATRA, Sentenza Csa e Ca Sez. Speciale 1945-1947, sent. 18/02/47 n. 203 a carico di Giacomo Andreani; sent. 4/8/45 n. 26 a carico di Capanna Antonio; sent. 7/08/45 n. 30 a carico di Casadei Edio; sent. 6/09/45 n. 57 a carico di Buda Sante; sent. 28/09/45 n.101 Siboni Anselmo; sent. 20/07/45 n. 17 a carico di Morigi Sergio; sent. 26/02/47 n. 205 a carico di Gian Luigi Callegari; sent. 26/02/47 n. 206 a carico di Rochi Antonio; sent. 30/07/46 n. 131 a carico di Luigi Sangiorgi; sent. 23/07/46 n. 127 a carico di Pirazzoli Verino; sent. 30/07/46 n. 132 a carico di Saviotti Serafino; sent. 08/10/46 n. 145 a carico di Carlo Orsini; sent. 25/02/47 n. 205 a carico di Ferruzzi Angelo; sent. 11/03/47 n. 209 a carico di Pasini Vitaliano; sent. 23/04/46 n. 70 a carico di Della Cava Giovanni e Giacometti Clemente; sent. 5/02/46 n. 22 a carico di Giovanni Gamberini.
Museo ANPI di Lugo di Romagna, ultima lettera degli Orsini.