Source: http://docplayer.it/1349658-La-tutela-giuridica-dei-programmi-per-elaboratore.html
Timestamp: 2017-09-26 22:39:54+00:00
Document Index: 145096920

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 3', 'art 2', 'art 3', 'art. 64', 'art. 68', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 7', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 243', 'art. 259', 'art. 58', 'art. 56', 'art. 7', 'art.6', 'art. 623', 'art. 225', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 6']

LA TUTELA GIURIDICA DEI PROGRAMMI PER ELABORATORE - PDF
LA TUTELA GIURIDICA DEI PROGRAMMI PER ELABORATORE
Download "LA TUTELA GIURIDICA DEI PROGRAMMI PER ELABORATORE"
1 LA TUTELA GIURIDICA DEI PROGRAMMI PER ELABORATORE Antonio Piva David D Agostini I programmi per elaboratore sono tutelati dal legislatore mediante il diritto d autore, ossia il copyright, a cui si aggiungono norme speciali inerenti la copia di backup, la decompilazione e il debugging. Nell articolo viene fornita una definizione giuridica della questione offrendone un quadro normativo; inoltre, sono illustrati i diritti riservati all autore del programma e quelli garantiti all utilizzatore; si passano in esame le sanzioni civili e penali predisposte per contrastare il fenomeno della dilagante pirateria; si conclude dedicando un paragrafo alla SIAE. 6. DEFINIZIONE DI SOFTWARE E POSSIBILI FORME DI TUTELA L Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI), in inglese denominata WIPO (World Intellectual Property Organization), nel 984 ha fornito una prima definizione giuridica di software quale espressione di un insieme organizzato e strutturato di istruzioni in qualsiasi forma o su qualunque supporto capace, direttamente o indirettamente, di far eseguire o far ottenere una funzione o un compito o far ottenere un risultato particolare per mezzo di un sistema di elaborazione elettronica dell informazione. Questa formulazione, volutamente ampia, ben si adatta al rapido evolversi della scienza informatica. I giuristi italiani, in maniera più sintetica, per programma intendono un complesso di tutte le istruzioni necessarie a far eseguire al computer un determinato lavoro. Da queste definizioni deriva l appartenenza del software ai beni giuridici immateriali, e in particolare alla categoria delle creazioni intellettuali. I principi ispiratori della disciplina giuridica delle creazioni intellettuali mirano a contemperare due esigenze di segno diametralmente opposto. a. Promuovere lo sviluppo culturale e tecnologico, incentivando l attività creativa dei privati mediante un riconoscimento tangibile all autore o inventore. Vale a dire consentendo una soddisfacente possibilità di sfruttamento economico della creazione intellettuale, attraverso la concessione del cosiddetto diritto di privativa. b. Permettere nel contempo che tutti possano fruire del progresso raggiunto evitando che si creino stabili posizioni di monopolio culturale e tecnologico. Pertanto, si vuole escludere, rispetto a talune creazioni intellettuali particolarmente importanti per la so- La definizione giuridica di programma: è complesso di tutte le istruzioni necessarie a far eseguire al computer un determinato lavoro, ovvero sequenza di frasi univocamente interpretabili rivolte a un calcolatore affinché ponga in essere gli enunciati [2, 6]. 66 M O N D O D I G I T A L E n. - m a r z o 2 3
2 cietà, la possibilità di sfruttamento esclusivo. Il software, dal punto di vista giuridico, è annoverato come creazione intellettuale e pertanto, nell ordinamento italiano, la sua tutela giuridica viene ricondotta a 2 categorie: proteggibilità come invenzione industriale tutelata attraverso il brevetto; tutela tramite il diritto d autore o copyright come opera dell ingegno di carattere creativo. Per quanto concerne le invenzioni industriali, ci si riferisce all art del Codice Civile (CC), che recita Possono costituire oggetto di brevetto le nuove invenzioni atte ad avere un applicazione industriale, quali un metodo o un processo di lavorazione industriale, una macchina, uno strumento, un utensile o un dispositivo meccanico, un prodotto o un risultato industriale e l applicazione tecnica di un principio scientifico, purché essa dia immediati risultati industriali. Per quanto attiene alla tutela del software tramite il diritto d autore si cita l art del CC in virtù del quale formano oggetto del diritto di autore le opere dell ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. In questo caso ci si riferisce, per esempio, a libri, composizioni musicali, film e anche ai programmi per elaboratori. Il brevetto e il diritto d autore sono due modi differenti di garantire la tutela giuridica delle creazioni intellettuali. Implicano differenti modi di acquisizione dei diritti, differente durata del diritto e differenti strumenti di difesa da eventuali violazioni del diritto stesso. In particolare, il brevetto permette lo sfruttamento della creazione con riguardo al suo contenuto (infatti, la moka serve a preparare il caffè indipendentemente dal suo design); il diritto d autore, invece, protegge la forma dell espressione creativa, a prescindere dal contenuto in essa racchiuso (pertanto, non rileva che un quadro raffiguri un paesaggio, una persona o una natura morta). I diritti sull invenzione industriale sorgono nel momento del conseguimento del brevetto, mentre i diritti d autore sulle opere di ingegno sorgono nel momento stesso della creazione dell opera [4]. 2. IL QUADRO NORMATIVO Il primo intervento legislativo in materia di software è stato di segno negativo in quanto il Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 22 giugno 979, n.338 [2] non considera come invenzioni brevettabili i programmi per elaboratori in quanto tali ; ciò non di meno il software può, comunque, essere una componente, a volte fondamentale, di un invenzione industriale brevettata. In ambito comunitario si afferma nel frattempo la necessità di adattare la legislazione sul diritto d autore ai progressi della tecnologia perseguendo i seguenti obiettivi: armonizzare le legislazioni dei vari Stati membri; assicurare ai creatori di opere e alle imprese europee che le utilizzano una tutela che non li ponga in condizioni di svantaggio rispetto ai loro concorrenti di altri Paesi; ridurre l effetto monopolistico del diritto d autore, che conferisce una tutela troppo ampia e di durata eccessiva per questo tipo di opere. Viene, inoltre, proposta una repressione più efficace della pirateria, mediante l introduzione di pene più severe. Si tratta, dunque, di assicurare una tutela flessibile che contemperi gli interessi contrapposti dei produttori, da una parte, e degli utilizzatori, dall altra: il frutto di tali sforzi è la Direttiva CEE del 4 maggio 99 n. 25 concernente i programmi per elaboratore espressi in qualsiasi forma, anche se incorporati nell hardware, nonché i lavori preparatori di progettazione per realizzarli. Viene loro estesa la tutela riconosciuta dal diritto d autore alle opere letterarie, determinando i diritti esclusivi dei quali i soggetti titolari possono avvalersi e la relativa durata. Principi cardine di tale riforma sono i seguenti:. i programmi per elaboratori sono qualificati come opere letterarie e tutelati in base al diritto d autore, purché originali; 2. la tutela non si estende ai principi, alla logica, agli algoritmi e al linguaggio di programmazione, nonché alle interfacce; M O N D O D I G I T A L E n. - m a r z o
3 FIGURA Brevettabile è l intero sistema PC 3. i diritti spettano a chi ha creato il programma: se questo è realizzato nel corso di lavoro subordinato o di un contratto d opera spettano al datore di lavoro o al committente; 4. i diritti esclusivi comprendono: la riproduzione in qualsiasi forma, l adattamento, la distribuzione sotto qualsiasi veste giuridica; 5. costituisce violazione dei diritti esclusivi il possesso e il commercio di copie illecite. Il legislatore nazionale ha recepito tale direttiva mediante il Decreto Legislativo (DL) 29 dicembre 992, n. 58 [2] che aggiorna la Legge 22 aprile 943, n. 633, detta legge sul diritto d autore (l.d.a.), che protegge l espressione dei programmi, ma non le idee che ne stanno alla base. Da ultimo, la Legge 8 agosto 2, n. 248 [2] è nuovamente intervenuta sul punto con la dichiarata finalità di rafforzare la protezione del diritto d autore. In realtà, i diritti e le facoltà spettanti all autore di un opera dell ingegno sono rimasti quasi del tutto inalterati, tuttavia sono state inasprite le sanzioni penali. 3. LA TUTELA DEL SOFTWARE ATTRAVERSO IL BREVETTO L invenzione industriale è tutelata attraverso il brevetto e, nell ordinamento italiano, ci si riferisce al testo delle disposizioni legislative in materia (Regio Decreto 29 giugno 939, n. 27, cosiddetta legge sulle invenzioni). L art. 2 della legge sulle invenzioni, modificato dal DPR n. 338 del 22 giugno 979, che recepisce la Convenzione di Monaco sul Brevetto Europeo, dispone che non sono considerati come invenzioni i programmi Software Macchinario di elaboratori in quanto tali. Pertanto, non si considerano come invenzioni brevettabili i programmi per elaboratori intesi in quanto tali. Il divieto di brevettabilità del programma per elaboratore in quanto tale non esclude di fatto la tutela del software mediante il brevetto se inserito nell ambito di una invenzione. Infatti, è possibile ottenere il brevetto di un invenzione di combinazione in cui si faccia uso di un elaboratore programmato in modo da ottenere un risultato tecnico nuovo, economicamente utile e non raggiunto prima. Pertanto, l utilizzazione di un software quale componente di un prodotto non pregiudica di per sé la brevettabilità di un invenzione purché sussistano i requisiti dell applicabilità industriale, della novità, della liceità e dell originalità (sentenza Cass. Civ. 4 Maggio 98 n. 369). Brevettabile è quindi un invenzione connessa da un software per esempio nella formula macchina comandata da un computer che attua un programma comprendente le seguenti funzioni (Figura ). Pertanto, il software è tutelabile mediante il brevetto nel caso in cui non costituisca esso stesso l oggetto dell invenzione, ma sia uno strumento per raggiungere il risultato inventivo [8]. Per la tutela di un invenzione industriale è necessario presentare domanda di brevetto presso l Ufficio Centrale Brevetti (UCB). I diritti sull invenzione sorgono nel momento del conseguimento del brevetto: in base all art. 3 della legge sulle invenzioni, il brevetto dura vent anni a decorrere dalla data di deposito della domanda e non può essere rinnovato né può esserne prorogata la durata. La Commissione dell Unione Europea ha recentemente formulato una nuova proposta di direttiva che estende la possibilità di brevettare il software, senza tuttavia importare il modello statunitense in cui è ammessa la brevettabilità di tutte le invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici, a prescindere dal requisito del contributo tecnico [3]. L invenzione di combinazione realizza un risultato nuovo e originale tramite il coordinamento nuovo e originale di elementi e mezzi già conosciuti. 68 M O N D O D I G I T A L E n. - m a r z o 2 3
4 La proposta di direttiva definisce per la prima volta il concetto di contributo tecnico dell invenzione-software, quale differenza tra l oggetto delle rivendicazioni di brevetto [ ] e lo stato dell arte. Per invenzione attuata per mezzo di elaboratori elettronici, invece, si intende quella che, utilizzando una macchina programmabile, manifesti caratteristiche di novità ottenute anche solo parzialmente dalla macchina stessa. La direttiva conferma le già note caratteristiche necessarie per il rilascio del brevetto, vale a dire: l applicazione industriale, il carattere di novità, l attività inventiva, con la precisazione che l invenzione richieda un contributo tecnico. La nuova tutela non pregiudica l applicazione delle norme contenute nella direttiva 9/25/CEE relative al diritto d autore, ma si affianca a quest ultimo in un vero e proprio sistema a doppio binario. 4. LA TUTELA DEL SOFTWARE ATTRAVERSO IL DIRITTO D AUTORE La tutela del programma per elaboratore mediante il diritto d autore, da un lato, protegge l espressione dei programmi in una qualsiasi forma concreta, e cioè la forma espressiva, dall altro esclude dalla tutela le idee e i principi che stanno alla base di un qualsiasi elemento del programma. Si è, pertanto, ritenuto di proteggere i singoli programmi senza arrestare il processo di innovazione tecnologica e scientifica, ossia consentendo la libera diffusione di idee, principi e algoritmi che stanno alla base del software. In base alla legge sul diritto d autore vengono tutelati i programmi espressi in qualsiasi forma, purché originali e/o creativi, unitamente al materiale preparatorio per la progettazione dello stesso (art. 2 l.d.a.). Non rientrano nella previsione normativa i principi che stanno alla base delle interfacce uomo-macchina del software (si pensi alla contrapposizione Apple e Microsoft riguardante l interfaccia a icone dei propri sistemi operativi). Il diritto d autore sul software si divide in una componente morale, che rimane sempre attribuita all autore del programma, e in una di natura patrimoniale che può essere oggetto di cessione. Entrambe nascono in modo originario al momento della creazione del programma, come previsto dall art. 6 l.d.a. senza alcuna formalità; peraltro chi voglia acquisire la certezza della data in cui il programma è venuto a esistenza può usufruire del servizio di deposito di inedito, tenuto presso la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori): si tratta di un registro pubblico per i programmi per elaboratore con registrazione facoltativa (ai sensi dell art. 3 l.d.a.) o In base all art 2 comma 8 della legge sul diritto d autore sono protetti: programmi per elaboratore, in qualsiasi forma espressi purché originali quale risultato di creazione intellettuale dell autore. Restano esclusi dalla tutela accordata dalla presente legge le idee e i principi che stanno alla base di qualsiasi elemento di un programma, compresi quelli alla base delle sue interfacce. Il termine programma comprende anche il materiale preparatorio per la progettazione del programma stesso. Per l acquisto dei diritti relativi all opera d ingegno non è richiesta alcuna domanda: la registrazione dei software nel registro pubblico per i programmi per elaboratore tenuto presso la SIAE è facoltativa ai sensi dell art 3 della legge sul diritto d autore. di altre forme di prova documentale consentite dalla legge. I diritti morali sono inalienabili, inespropriabili, non sottoponibili a condizioni o rinunce e comprendono:. diritto alla paternità dell opera; 2. diritto di inedito; 3. diritto alla integrità dell opera; 4. diritto di ritiro dell opera per gravi ragioni morali. La violazione del diritto morale costituisce illecito tutelabile quando la violazione del diritto morale è commessa insieme alla violazione di uno dei diritti di sfruttamento economico. I diritti patrimoniali riguardanti l opera di ingegno, intesi come diritti di utilizzazione economica in ogni sua forma e modo, consistono nel diritto di pubblicare l opera, nel diritto di diffonderla, diritto di metterla in commercio, diritto di elaborarla, diritto di tradurla e diritto di cedere del tutto o in parte questi suoi diritti patrimoniali. Per quanto riguarda i diritti esclusivi patrimo- M O N D O D I G I T A L E n. - m a r z o
5 niali (elencati nell art. 64 bis l.d.a.) il diritto d autore sul software si discosta da quello classico in modo netto; nel diritto d autore classico, infatti, nessuno può moltiplicare le copie, ma è libero di utilizzare il singolo esemplare (per esempio, la vendita del volume); inoltre, è prevista la possibilità di effettuare copie di un opera per uso personale (art. 68, l.d.a.). La disciplina riservata al software è ben diversa: all autore è riservata la riproduzione, permanente e temporanea, totale o parziale, del programma per elaboratore con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma. Sono soggette all autorizzazione del titolare dei diritti anche il caricamento, la visualizzazione, l esecuzione, la trasmissione o la memorizzazione se comportano una riproduzione del programma (lett. a) dell art. 64 bis l.d.a.). Nonostante un improprietà terminologica da parte del legislatore nell impiegare il medesimo vocabolo riproduzione per esprimere due diversi concetti (duplicazione e caricamento), con l ovvio risultato di ingenerare confusione, non c è dubbio sull intenzione di limitare, oltre che la riproduzione, anche la sola utilizzazione non autorizzata del software. Sono, inoltre, riservate la traduzione, l adattamento, la trasformazione e ogni altra modificazione del programma per elaboratore, nonché la riproduzione dell opera che ne risulti. Si ritiene che, mentre l opera derivata possa essere utilizzata a fini personali da chi la realizza, salvo la subordinazione del diritto allo sfruttamento economico al consenso dell autore dell opera originaria, la stessa derivazione (per esempio, la modifica a un programma preesistente) non è consentita all utilizzatore del software, senza il consenso dell autore, stante il categorico divieto dell art. 64 bis lett. b). Infine, spetta all autore qualsiasi forma di distribuzione al pubblico, compresa la locazione e la commercializzazione. Si ricorda che con la prima vendita di un programma in ambito comunitario viene esaurito il diritto di distribuzione, cioè non può essere impedita a terzi la successiva vendita di tale programma in tutta l Unione Europea, sempre nel rispetto dei diritti dell autore a cui vanno corrisposte le royalty (lett. c) dell art. 64 bis l.d.a.) []. Si osserva che il trasferimento a terzi dei diritti d autore patrimoniali deve essere provato per iscritto (art. l.d.a) e può riguardare l opera nel suo insieme o anche in parte. Inoltre, questi diritti possono essere trasferiti anche singolarmente (per esempio, la cessione del diritto di commercializzare l opera ma non quello di modificarla). Infine, la durata della tutela del diritto d autore è di 7 anni dalla morte dell autore. Per quanto concerne i soggetti del diritto, generalmente si nega che la persona giuridica possa vantare un diritto d autore, quantomeno a titolo originario, poiché tale disposizione della direttiva non è stata recepita nella normativa italiana; la giurisprudenza, però, considera ammissibile la titolarità in via derivata, in quanto i diritti si trasferirebbero automaticamente in capo alla persona giuridica in virtù dei contratti di lavoro o di opera (secondo il d.lgs 58/92, nel caso in cui l autore sia un lavoratore dipendente, i diritti di utilizzazione economica del software spettano al datore di lavoro, a meno che non sia diversamente pattuito). Invece, per quanto riguarda le opere collettive, costituite dalla riunione di più programmi o parti di essi (purché mantengano la loro individualità di creazione autonoma, per esempio i programmi personalizzati per i committenti che si avvalgono di programmi e parti di altri programmi preesistenti, adattati e collegati tra loro), soggetto del diritto d autore è chi organizza l opera compiendo un attività di scelta, coordinamento e direzione della creazione (art. 7 l.d.a.). Più frequente nella prassi è il caso di software frutto di un lavoro di gruppo in cui è impossibile individuare il contributo dei singoli programmatori: in proposito si applica l art. l.d.a., che disciplinando la protezione da accordare alle opere create da più coautori prevede che il programma sia tutelato da una comunione di diritti morali e di sfruttamento economico dell opera, disciplinata dagli artt. e seguenti del CC con qualche lieve correttivo. Infine, per quanto concerne ordinamenti giuridici di derivazione anglosassone il diritto d autore, o copyright, protegge l opera, 7 M O N D O D I G I T A L E n. - m a r z o 2 3
6 ma non completamente l autore in quanto vengono considerati i diritti patrimoniali ma non sono presi in considerazione quelli morali. Infatti, per esempio gli Stati Uniti hanno aderito alla convenzione di Berna con l esplicita esenzione dal riconoscimento dei diritti morali; ciò significa che gli autori americani godono della tutela dei diritti morali in Europa, al contrario gli autori europei non godono di questi diritti negli Stati Uniti. 4.. I diritti dell utilizzatore L art. 64 ter l.d.a. ammette che siano consentite senza alcuna autorizzazione del titolare, le attività di riproduzione, nonché quelle di traduzione, adattamento, trasformazione e ogni altra modificazione del programma, a cui si aggiunge la correzione di errori, qualora la stessa sia posta in essere dal legittimo acquirente 2 e sia comunque necessaria per l uso a cui il programma è destinato; in realtà, queste deroghe al diritto di esclusiva del titolare non sono vincolanti per l autore del programma e, pertanto, hanno scarsa applicazione []. Salvo accordo contrario, non sono soggette all autorizzazione del titolare dei diritti le attività indicate nell art. 64 bis, lettere a) e b) (sopra indicate), allorché siano necessarie per l uso del programma per elaboratore conformemente alla sua destinazione da parte del legittimo acquirente, inclusa la correzione degli errori (il debugging). Questa norma, dal contenuto palesemente dispositivo, appare come un cattivo esempio di tecnica legislativa: [] anziché indicare con norme inderogabili quali siano le attività meritevoli dell utilizzatore che l esclusiva dell autore non può assolutamente impedire, tale formulazione dispositiva rende le stesse più o meno legittime a seconda della volontà negoziale delle parti o, peggio, a seconda della loro forza contrattuale. Il secondo comma dell art. 64 ter è, invece, senz altro una norma imperativa, attributiva 2 L espressione legittimo acquirente va interpretata come avente diritto, altrimenti la disposizione sarebbe applicabile solo nel caso di compravendita del programma e non anche nelle ipotesi di locazione, comodato o donazione. Codice sorgente... IF x > 5 (x = *K); Z = (*y)/2;... MULT y DIV 2 Compilazione Decompilazione Codice del programma consente di attuare integrazioni e/o modifiche di un diritto dell acquirente e non di una mera facoltà contrattuale: non può essere impedito per contratto, a chi ha acquistato il diritto di usare una copia del programma per elaboratore di effettuare una copia di riserva del programma (la cosiddetta copia di backup), qualora sia necessaria per l uso; ogni ulteriore duplicazione è senza dubbio vietata, a tutto vantaggio dell esclusiva del titolare. Il terzo comma, infine, conferisce a chi ha il diritto di usare una copia del programma le facoltà di osservare, studiare, sperimentare il funzionamento dello stesso durante le operazioni di caricamento, visualizzazione, esecuzione, trasmissione e memorizzazione del programma allo scopo di determinare i principi su cui è basato per una più corretta utilizzazione; ogni eventuale accordo contrario è da considerarsi nullo. L art. 64 quater disciplina il tema molto dibattuto della decompilazione (o reverse engineering), [9] procedimento che, consentendo di risalire dal programma oggetto/eseguibile al programma sorgente, è necessario al fine di sviluppare programmi che possano interagire tra loro e permettere prestazioni più complesse e complete (Figura 2). Così la norma consente al soggetto legittimato di usare una copia del programma, di trarre tutte le informazioni necessarie ai fini dell interoperabilità del programma (e solo per questa), senza l autorizzazione del titolare dei diritti e a condizione, però, che le Programma eseguibile (linguaggio macchina)... FIGURA 2 La decompilazione è il percorrere a ritroso le fasi attraverso le quali viene creato il software M O N D O D I G I T A L E n. - m a r z o 2 3 7
7 stesse non siano diversamente disponibili. La problematica della decompilazione si inquadra nell esigenza di garantire una certa divulgazione delle informazioni tecniche contenute nei programmi per elaboratore, degli algoritmi che ne sono la base, della loro struttura, e in generale di tutte le conoscenze tecniche impiegate nello sviluppo dei programmi, in modo che chi ne venga a conoscenza sia messo in grado di impiegarle per programmi diversi (non sostanzialmente simili), al fine di favorire lo sviluppo tecnologico del settore. È evidente che la conoscenza così ottenuta di nozioni tecniche è un presupposto essenziale per il progresso del settore e per un responsabile uso del programma. Per tale ragione, la disciplina brevettuale prevede addirittura il deposito dell invenzione, che pertanto viene resa pubblica; i potenziali concorrenti così, pur non potendo utilizzare direttamente l invenzione brevettata, potranno studiare l invenzione per cercare soluzioni diverse, pervenendo eventualmente anche a un miglioramento dell invenzione di partenza e contribuendo in tal modo al progresso tecnico. Attraverso questo sistema, quindi, si concilia la protezione dell inventore con la libera circolazione delle informazioni contenute nelle creazioni protette, nell interesse generale del progresso. Nel campo della tutela dei programmi per elaboratore, la decompilazione può essere effettuata solo nel rispetto di precisi limiti: la decompilazione deve essere eseguita da chi ha il diritto di usare il software (art. 64 quater comma, lett. a); le informazioni non devono essere già facilmente reperibili e rapidamente accessibili (art. 64 quater comma, lett. b); la decompilazione deve essere limitata solo alle parti del programma originale necessarie per conseguire l interoperabilità (art. 64 quater comma, lett. c); le informazioni acquisite non devono essere comunicate a terzi (art. 64 quater comma 2, lett. b); le informazioni acquisite non possono essere utilizzate per costruire programmi sostanzialmente simili nella loro forma espressiva (art. 64 quater comma 2, lett. c). Infine, si osserva che, in base al terzo comma dell art. 64 ter, il legittimo utilizzatore può, senza alcuna autorizzazione, osservare, studiare o sottoporre a prova il funzionamento del programma, allo scopo di determinare le idee e i principi sui quali è basato ogni suo elemento, purché tali atti siano compiuti durante le operazioni di caricamento, visualizzazione, esecuzione, trasmissione o memorizzazione del programma stesso. In realtà, ciò che la legge consente è solo l osservazione dall esterno del funzionamento del programma, che assai difficilmente può fornire al tecnico programmatore importanti indicazioni (la cosiddetta black box analysis) [9]. In definitiva, questa disciplina permette alle imprese di software più forti di proteggere efficacemente il proprio know-how, mediante l adozione di pratiche anticoncorrenziali che vanno a discapito del progresso tecnico. 5. LE SANZIONI CIVILI L illecito di natura civile può essere contrattuale e consistere nell inadempimento di una obbligazione, vale a dire in una violazione di clausole previste nei contratti di vendita e nelle licenze d uso dei programmi per elaboratori. L illecito può anche avere natura extracontrattuale, concretandosi nel danno ingiusto causato, per colpa o dolo, a un soggetto con cui non vi è legame negoziale (per esempio, nel caso di impiego di un programma senza avere acquistato il diritto di licenza d uso). Chi causa un evento dannoso è tenuto al risarcimento dei danni patrimoniali previsto dall art. 243 CC e, in caso di illecito penale, anche di quelli non patrimoniali ai sensi dell art. 259 CC [5]. Secondo l art. 58 l.d.a., chi ritiene che sia stato violato, o possa esserlo in futuro, un diritto di utilizzazione economica di un programma di cui è titolare può agire in giudizio per ottenere la rimozione dello stato di fatto da cui risulta la violazione, nonché il risarcimento del danno patito. Il d.lgs. 58/92 estende tutte le disposizioni riguardanti le sanzioni civili (dall art. 56 all art. 7 l.d.a.) a chi mette in circolazione in qualsiasi modo o semplicemente detiene per scopi commerciali copie illecite di software o utilizza mezzi 72 M O N D O D I G I T A L E n. - m a r z o 2 3
8 atti a rimuovere oppure a escludere dispositivi posti a protezione di programmi [3]. Tra i mezzi a disposizione dell autorità giudiziaria, ai sensi dell art.6 l.d.a., assumono importanza primaria, soprattutto nel corso del procedimento d urgenza, l accertamento, la perizia e il sequestro del materiale che il magistrato ritenga costituire violazione dei menzionati diritti. La disciplina ex art. l.d.a., d altro canto, tutela i titoli dei programmi i quali, quando individuano l opera, non possono essere riprodotti su altro software senza il consenso dell autore; la norma è strettamente collegata all art CC, che si riferisce agli atti di imitazione servile idonei a creare confusione con i prodotti (si pensi anche al caso dei marchi registrati). Quando, invece, la realizzazione di un programma è opera di un soggetto a conoscenza del know-how sottostante a un precedente prodotto perché aveva partecipato alla sua realizzazione, oppure perché era venuto in possesso delle informazioni rilevanti in occasione di pregressi rapporti con il titolare, gli istituti giuridici specificamente apprestati dall ordinamento sono la tutela del segreto (artt. 25 e 2598 n. 3 CC, art. 623 del Codice Penale, CP), la concorrenza sleale dell ex dipendente (art CC) e il patto di non concorrenza (art. 225 CC) []. Nell ipotesi in cui il fornitore decida di ritirare il prodotto dal mercato, risulta particolarmente delicato il problema di assicurare la continuità dell assistenza e della funzionalità del software, anche in relazione al fatto che l utente non è in grado di affidarne a terzi la manutenzione, non disponendo del codice sorgente. Nel caso in cui le software house cedano solo il programma oggetto, riservandosi la proprietà e l uso esclusivo del programma sorgente, è indispensabile, per l uso corretto di tutto il sistema informativo, oltre all assistenza per l istruzione del personale anche la necessaria documentazione tecnico-operativa del programma: possibili rimedi sono il deposito fiduciario del programma sorgente presso terzi oppure il ricorso a provvedimenti cautelari di urgenza ex art. 7 del Codice di Procedura Civile (CPC) per il ripristino coatto dell assistenza. 6. LE SANZIONI PENALI La legge sul diritto d autore, agli artt. 7 e seguenti l.d.a., disciplina le fattispecie di rilevanza penali, delitti perseguibili d ufficio per i quali non è, quindi, necessaria la proposizione della querela da parte della persona offesa dal reato; è, pertanto, possibile che la notizia di reato emerga, come spesso avviene, nel corso di un attività ispettiva della polizia giudiziaria che, riscontrando l illecito, è poi obbligata a trasmettere gli atti alla procura della Repubblica. Nel primo comma dell art. 7 l.d.a. sono elencate le ipotesi criminose che attengono all ambito patrimoniale, mentre nel secondo comma le stesse sono riferite alla sfera morale dell autore: la violazione del diritto morale, pur non potendo configurare da sola un autonomo reato, costituisce circostanza aggravante della violazione patrimoniale. L art. 7 bis l.d.a. prevede le fattispecie di duplicazione, importazione, distribuzione, vendita, detenzione a scopo commerciale, concessione in noleggio di copie non autorizzate di programmi per elaboratore e ricorre solo nel caso di condotte abusive e dolose in cui si ravvisi uno specifico fine delittuoso: il dolo specifico originariamente previsto era lo scopo di lucro, concettualmente diverso dallo scopo commerciale richiesto dall art. 6 per l illecito civile; infatti per taluni la pena si intendeva applicabile solo se la riproduzione fosse stata realizzata al fine di trarre profitto, intendendo un concreto incremento patrimoniale positivo. Dopo la riforma del 2 (legge n. 248/, nuove norme di tutela del diritto d autore, cd legge antipirateria), ai fini della punibilità della fattispecie è sufficiente che il soggetto ne abbia tratto profitto, consistente in qualsiasi vantaggio o utilità economica, quindi anche nel risparmio di spesa; la nuova legge ha, quindi, imposto per esempio il divieto di copie di programma per trarne profitto, colpendo così penalmente anche le aziende che acquistano un numero di licenze software inferiori a quelle necessarie e pongono in circolazione copie pirata dei medesimi programmi. Le pene previste sono notevolmente più pesanti, soprattutto se il fatto è di rilevante gra- M O N D O D I G I T A L E n. - m a r z o