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Timestamp: 2018-11-12 21:21:43+00:00
Document Index: 38240001

Matched Legal Cases: ['art.269', 'art.272', 'art.269', 'art.279', 'art.279', 'art.16', 'art. 269']

Controllo delle emissioni in atmosfera - PDF
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1 Ordine degli Ingegneri Provincia di Modena Emissioni Industriali in Atmosfera: Normativa e Tecnologie di Abbattimento Modena, 5 Giugno 2010 Controllo delle emissioni in atmosfera Dr. Stefano Forti ARPA Sezione Provinciale di Modena Centro Tematico Regionale Inceneritori e Impianti Produzione Energia
2 Il controllo delle emissioni in atmosfera riguarda: Aziende con autorizzazione IPPC (D.Lgs.59/2005) Aziende con autorizzazione ordinaria (art.269 D.Lgs.152/206) Aziende con autorizzazione generale (art.272 D.Lgs.152/206) Impianti non sottoposti ad autorizzazione (art.269 comma 14 D.Lgs.152/2006) ma con obbligo del rispetto di limiti alle emissioni
3 Il controllo delle emissioni in atmosfera include le seguenti attività: Campionamenti ed analisi delle singole emissioni. Verifiche sulla conformità dell impianto rispetto a quanto autorizzato e dichiarato in sede di domanda. Verifica degli adempimenti ed obblighi a carico del gestore, nell esercizio della attività.
4 Attività di controllo delle emissioni in atmosfera ARPA di Modena: Circa 80 Ispezioni Programmate IPPC ogni anno. Circa 300 ispezioni di iniziativa o su segnalazione/richiesta in aziende non IPPC Campionamenti ed analisi delle emissioni: verifica di circa 200 camini con 500 campioni prelevati e 400 misure in campo (portata, temperatura, ecc.) Vengono verificate le emissioni di: Polveri Metalli Composti Organici Volatili Acidi Fluoridrico, Cloridrico, Solforico, Nitrico Ossidi di Azoto Ossidi di Zolfo Monossido di Carbonio Aldeidi Ammoniaca Idrogeno Solforato Fenoli ecc.
5 L Autorizzazione alle Emissioni, riprendendo i più importanti passaggi delle norme di riferimento, costituisce un manuale di gestione ambientale in cui sono formalizzati gli obblighi gestionali e di verifica/controllo che il gestore deve attuare per garantire il rispetto delle normative ambientali relative al settore ARIA.
6 L Autorizzazione alle Emissioni stabilisce: le modalità di captazione e di convogliamento; i limiti di emissione, le prescrizioni, i metodi di prelievo e di analisi, i criteri di valutazione della conformità dei valori misurati ai valori limite e la periodicità degli autocontrolli; apposite prescrizioni finalizzate ad assicurarne il contenimento delle emissioni diffuse. il periodo che deve intercorrere tra la messa in esercizio e la messa a regime dell'impianto e la data entro cui comunicare gli esiti dei controlli effettuati in sede di messa a regime Specifiche prescrizioni per i periodi di avviamento e fermata nonché per guasti tali da non permettere il rispetto dei valori limite
7 I controlli di ARPA sono basati principalmente sull osservanza di quanto prescritto in autorizzazione e sulla veridicità della documentazione prodotta dal gestore in sede di domanda di autorizzazione (conformità dell impianto a quanto dichiarato)
8 Sanzioni art.279 D.Lgs.152/2006: Comma 1 Installazione o esercizio di impianto in assenza di autorizzazione o con la stessa decaduta, sospesa, revocata Pena dell arresto o ammenda. Modifica sostanziale senza autorizzazione Pena dell arresto o ammenda Modifica non sostanziale senza comunicazione Pena dell ammenda
9 Sanzioni art.279 D.Lgs.152/2006: Comma 2 Violazione dei valori limite alle emissioni o delle prescrizioni autorizzative Pena dell arresto o ammenda. Comma 3 Mancata comunicazione di messa in esercizio Pena dell arresto o ammenda. Comma 4 Mancata comunicazione delle analisi di messa a regime Pena dell arresto o ammenda.
10 Sanzioni art.16 D.Lgs.59/2005 (IPPC): Comma 1 Installazione o esercizio di impianto in assenza di autorizzazione o con la stessa decaduta, sospesa, revocata Pena dell arresto o ammenda. Comma 2 Violazione delle prescrizioni autorizzative Pena dell ammenda. Comma 5 Mancata comunicazione degli esiti dei controlli (report annuale) Sanzione amministrativa. Comma 10 Non si applicano le sanzioni previste da norme di settore, relativamente a fattispecie oggetto del presente articolo.
11 Verifica della conformità dell impianto rispetto a quanto dichiarato: Tipologia e numero di macchinari e impianti collegati alle singole emissioni Numero di emissioni autorizzate presenti in stabilimento Numero e tipologia dei sistemi di abbattimento Tipologia e quantitativi di materie prime Modifica sostanziale: la modifica che comporta un aumento o una variazione qualitativa delle emissioni o che altera le condizioni di convogliabilità tecnica delle stesse
13 Verifica degli adempimenti ed obblighi a carico del gestore: Effettiva esecuzione, con la periodicità prevista, dei campionamenti ed analisi di autocontrollo delle singole emissioni. Verifiche sulle procedure di comunicazione degli eventi regolamentati in autorizzazione (messa in esercizio dell impianto, analisi di messa a regime, comunicazioni di fermata depuratori, ecc.
17 Prescrizioni Tecniche per il controllo delle Emissioni in Atmosfera: Sono finalizzate a garantire la attendibilità e la rappresentatività dei prelievi e analisi a camino nonché la loro esecuzione in condizioni di sicurezza Sono definiti i criteri per: Numero dei punti di prelievo e loro Collocazione Attrezzatura dei punti di prelievo Accessibilità ai punti di prelievo in condizioni di sicurezza Metodi di campionamento e misura Criteri di valutazione dei risultati delle misurazioni
18 Identificazione dell emissione Ogni emissione deve essere numerata ed identificata univocamente con scritta indelebile in prossimità del punto di prelievo.
19 Campionabilità: campione rappresentativo Poiché nella determinazione delle caratteristiche di un emissione convogliata in atmosfera è impossibile esaminare l intera quantità di fluido emessa dal camino in un determinato periodo di tempo, si esamina una piccola parte dello stesso detta campione. Affinché il piccolo campione di fluido prelevato sia rappresentativo dell intera quantità emessa dal camino, detto fluido deve presentare: nello spazio: caratteristiche e composizione omogenea in tutta la sezione di condotto in cui è posizionata la presa di campionamento, nel tempo: flusso in regime stazionario (caratteristiche e composizione costanti nel tempo).
21 Numero minimo dei punti di campionamento:
22 Prese di campionamento: numero e posizionamento In funzione delle dimensioni del condotto devono essere previsti uno o più punti di prelievo. Il numero di punti di prelievo è stabilito sulla base della tabella seguente: Condotti circolari Condotti rettangolari Diametro (metri) N punti prelievo Lato minore (met ri) N punti prelievo fino a 1 m 1 fino a 0,5 m 1 al centro del lato da 1 m a 2 m 2 (posizionati a 90 ) da 0,5 m a 1 m 2 superiore a 2 m 3 (posizionati a 60 ) superiore a 1 m 3 al centro dei segmenti uguali in cui è suddiviso il lato
23 Campionabilità: caratteristiche del punto di prelievo I punti di prelievo devono essere collocati in tratti rettilinei di condotto a sezione regolare (circolare o rettangolare), preferibilmente verticali, lontano da ostacoli, curve o qualsiasi discontinuità che possa influenzare il moto dell effluente. Per garantire la condizione di stazionarietà necessaria all esecuzione delle misure e campionamenti, la collocazione del punto di prelievo deve rispettare le condizioni imposte dalle norme tecniche di riferimento (UNI 10169:2001 e UNI EN :2003); le citate norme tecniche prevedono che le condizioni di stazionarietà siano comunque garantite quando il punto di prelievo è collocato almeno 5 diametri idraulici a valle ed almeno 2 diametri idraulici a monte di qualsiasi discontinuità.
24 Campionabilità: caratteristiche del punto di prelievo ERRATO: tratto rettilineo troppo breve
25 Campionabilità: caratteristiche del punto di prelievo ERRATO: collocato in un tratto NON rettilineo
26 Campionabilità: caratteristiche del punto di prelievo ERRATO: tratto rettilineo troppo breve
27 Nel caso in cui non siano completamente rispettate le condizioni precedentemente riportate, la norma indica la possibilità di ottenere condizioni analoghe applicando al condotto dispositivi descritti all Appendice C della norma UNI 10169:2001, che favoriscono una distribuzione uniforme della velocità dell aeriforme all interno del camino.
28 Prese di campionamento: caratteristiche Ogni punto di prelievo deve essere attrezzato con bocchettone di diametro interno da 3 pollici con filettatura interna passo gas e deve sporgere per circa 50 mm dalla parete.
29 ERRATO: bocchettone di campionamento assente
30 ERRATO: bocchettone di campionamento assente
31 Prese di campionamento: caratteristiche Nel caso in cui debbano essere determinati i parametri microinquinanti organici, dovrà inoltre essere presente almeno un tronchetto di campionamento di 4 pollici con controflangia con idonei fori. Presa di campionamento Flangia
32 Prese di campionamento: caratteristiche I punti di prelievo devono essere collocati a circa 1-1,5 metri di altezza rispetto al piano di calpestio della postazione di lavoro. La piattaforma dovrebbe dovrebbe essere libera da ostacoli che potrebbero rendere difficoltosa l'introduzione e l'estrazione delle sonde di campionamento. ERRATO: presa di campionamento vicina al piano di calpestio
35 Accessibilità dei punti di prelievo D.Lgs. n. 152 del 03/04/2006, parte V art. 269 comma 9 L'autorità competente per il controllo è autorizzata ad effettuare presso gli impianti tutte le ispezioni che ritenga necessarie per accertare il rispetto dell'autorizzazione. I sistemi di accesso degli operatori ai punti di prelievo e misura devono garantire il rispetto delle norme previste in materia di sicurezza ed igiene del lavoro (D.Lgs. 81/08 e s.m.i.). L azienda dovrà fornire tutte le informazioni sui pericoli e rischi specifici esistenti nell ambiente in cui opererà il personale incaricato di eseguire prelievi e misure alle emissioni.
36 Accessibilità dei punti di prelievo I punti di prelievo collocati in quota devono essere accessibili mediante scale fisse a gradini oppure scale fisse a pioli. Non sono considerate idonee scale portatili. Le scale fisse verticali a pioli devono essere dotate di gabbia di protezione con maglie di dimensioni adeguate ad impedire la caduta verso l esterno. Nel caso di scale molto alte, il percorso deve essere suddiviso, mediante ripiani intermedi, in varie tratte di altezza non superiore a 8-9 metri.
37 Accessibilità dei punti di prelievo posti in quota
38 Accessibilità dei punti di prelievo posti in quota
39 Accessibilità dei punti di prelievo posti in quota ERRATO: scala portatile utilizzata per l accesso al tetto
40 Postazione di lavoro dei punti di prelievo posti in quota La postazione di lavoro deve avere dimensioni, caratteristiche di resistenza e protezione verso il vuoto tali da garantire il normale movimento delle persone in condizioni di sicurezza. In particolare le piattaforme di lavoro devono essere dotate di: parapetto normale su tutti i lati, piano di calpestio orizzontale ed antisdrucciolo nonché di botola incernierata non asportabile (in caso di accesso dal basso) o cancelletto con sistema di chiusura (in caso di accesso laterale) per evitare cadute, presa elettrica per il funzionamento degli strumenti di campionamento nelle immediate vicinanze del punto di campionamento (nel caso di piattaforme aeree poste ad altezza inferiore a 10 m la presa di campionamento potrà essere posta alla base) e possibilmente dotate di protezione contro gli agenti atmosferici.
41 Postazione di lavoro dei punti di prelievo posti in quota
42 Postazione di lavoro dei punti di prelievo posti in quota
43 Postazione di lavoro dei punti di prelievo posti in quota ERRATO: postazione di lavoro assente
44 Postazione di lavoro dei punti di prelievo posti in quota ERRATO: postazione di lavoro assente
45 Postazione di lavoro in quota: Ponti a torre su ruote Per altezze non superiori a 5 m possono essere utilizzati ponti a torre su ruote costruiti secondo i requisiti previsti dalle normative vigenti e dotati di parapetto normale su tutti i lati.
46 Postazione di lavoro in quota: percorso di accesso sul tetto Il percorso di accesso alle postazioni di lavoro deve essere ben definito ed identificato nonché privo di buche, sporgenze pericolose o di materiali che ostacolino la circolazione. I lati aperti di piani di transito sopraelevati (tetti, terrazzi, passerelle, ecc.) devono essere dotati di parapetti normali secondo definizioni di legge. Le zone non calpestabili devono essere interdette al transito o rese sicure mediante coperture o passerelle adeguate. ERRATO
47 Postazione di lavoro in quota: percorso di accesso sul tetto
48 Postazione di lavoro in quota: percorso di accesso sul tetto
49 Metodi di Campionamento ed Analisi delle Emissioni
50 Valutazione di Conformità dei Risultati dei Controlli ed Incertezza delle Misurazioni
51 Risultato della misurazione Incertezza di misura Limite di emissione
REQUISITI TECNICI DELLE POSTAZIONI IN ALTEZZA PER IL PRELIEVO E LA MISURA DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA PREMESSA Nel 2006 la il Dipartimento di prevenzione della Regione Toscana ha emanato una linea guida
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