Source: https://www.asaps.it/10643-sta_cooperante_-_immatricolazione_di_veicoli_nuovi_ed_usati_oggetto_di_acquisto_.html
Timestamp: 2020-06-07 08:19:15+00:00
Document Index: 54855292

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 33', 'art. 5', 'art. 47', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 53']

Circolari 09/10/2006
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - “STA cooperante” - Immatricolazione di veicoli nuovi ed usati oggetto di acquisto intracomunitario
Circolare n.39561/08/05 del 5 ottobre 2006
Con circolare prot. n. 5981/M352 del 2 dicembre 2005, sono state impartite le istruzioni operative necessarie per la gestione delle procedure telematiche di immatricolazione dei veicoli provenienti dall’ambito comunitario mediante procedura “STA cooperante”.
Con la medesima circolare, sono stati evidenziati altresì, per ragioni di chiarezza e coerenza espositiva, taluni aspetti procedurali che trovano applicazione anche nell’ambito delle operazioni di immatricolazione dei veicoli provenienti dall’ambito comunitario che, per espressa previsione normativa o per ragioni tecniche, sono escluse dallo “STA cooperante”.
In particolare, è stato posto l’accento sulla opportunità, in questa prima fase di avvio delle nuove procedure, che la verifica della regolarità della documentazione a corredo dell’istanza di nazionalizzazione venisse effettuata preliminarmente alla presentazione dell’istanza stessa; ciò nell’intento, peraltro condiviso anche dalle stesse Associazioni rappresentative del settore della consulenza automobilistica, di evitare che in sede di controllo successivo gli utenti potessero essere penalizzati, attraverso l’annullamento della immatricolazione, a causa di irregolarità spesso non facilmente rilevabili dagli Studi di consulenza i quali, per la prima volta, si sono trovati a svolgere direttamente operazioni di particolare complessità tecnico-amministrativa quali le nazionalizzazioni.
Al contempo, si è anche ritenuto opportuno di dover ribadire le direttive di cui al punto A) del paragrafo “Procedure di immatricolazione” della circolare prot. n. 1059/M362 del 16 marzo 2004, come successivamente integrato con circolare prot. n. 122/D.T.T. del 28 maggio 2004, in tema di competenza territoriale degli Uffici della Motorizzazione.
Ciò posto, l’esito sostanzialmente positivo del monitoraggio condotto in questi mesi sul regolare svolgimento delle operazioni di nazionalizzazione con procedura “STA cooperante” induce a ritenere superate le ragioni di particolare cautela che hanno motivato l’adozione delle richiamate disposizioni particolari e, conseguentemente, si ripropone il testo della circolare prot. n. 5981/M352 del 2 dicembre 2005, da intendersi integralmente sostituita dalla presente, alla quale sono state apportate le necessarie modifiche evidenziate in grassetto.
Sulla base di tali presupposti, con circolare prot. n. 3750/M360 del 22 settembre 2004 si era, conseguentemente, evidenziata l’impossibilità di avviare la concreta applicazione della nuova disciplina introdotta dal d.P.R. n. 224/2004, in attesa della stipula della summenzionata Convenzione.
Peraltro, ai fini che qui maggiormente rilevano, si segnala che tra i dati che debbono necessariamente essere acquisiti è compreso il numero di telaio del veicolo.
Peraltro, la richiamata Convenzione non è stata al momento ancora formalmente stipulata; tuttavia, poichè lo stato attuale dei lavori registra l’unanime consenso tra le parti in ordine agli aspetti sostanziali da disciplinare, non si ritiene sussistano particolari ragioni di cautela per procrastinare ulteriormente l’operatività dello “STA cooperante” con riguardo alle immatricolazioni dei veicoli nuovi provenienti, attraverso canali non ufficiali di importazione, da Stati della U.E. o aderenti allo Spazio economico europeo, nonché i veicoli usati già immatricolati in uno dei predetti Stati.
Scopo della presente circolare, pertanto, è quello di impartire le necessari istruzioni applicative al riguardo.
Le nuove procedure prenderanno avvio a decorrere dal 5 dicembre 2005.
Dalla medesima data il “Prenotanazionalizzazioni” potrà essere utilizzato:
• in via generale per tutte le operazioni di nazionalizzazione escluse dallo “STA cooperante” (v. par. “ESCLUSIONI”);
• come procedura di emergenza di “stampa remota”, nei casi di interruzione dei collegamenti telematici di “STA cooperante”, secondo le procedure vigenti.
Dalla medesima data, inoltre, saranno rese operative le applicazioni informatiche necessarie.
Il “Manuale utente” è disponibile sul sito www.infrastrutturetrasporti.it. – Sezione “Trasporti Terrestri” – link “Guide e Servizi”.
1. i veicoli nuovi (autoveicoli, motoveicoli e rimorchi) provenienti da uno Stato della U.E. o aderenti allo Spazio economico europeo attraverso canali di importazione non ufficiali;
2. i veicoli usati (autoveicoli, motoveicoli e rimorchi) provenienti da uno Stato della U.E. o aderenti allo Spazio economico europeo.
Si evidenzia, peraltro, che al momento lo “STA cooperante” non gestisce alcuna operazione (immatricolazione, trasferimento della proprietà e reimmatricolazione) avente ad oggetto i rimorchi, indipendentemente dal fatto che tali veicoli provengano o meno dall’estero.
Tali operazioni saranno messe in linea nel mese di gennaio 2006.
• per veicoli nuovi si intendono:
1. percorrenza non superiore a seimila chilometri;
2. cessione avvenuta non oltre sei mesi dalla data della prima immatricolazione;
• per veicoli usati si intendono:
In allegato alla presente circolare è fornito l’elenco dei Paesi facenti parte della U.E. e di quelli aderenti allo Spazio economico europeo (All. 1).
• veicoli nuovi provenienti, tramite canali di importazione non ufficiali, da Paesi extracomunitari o non aderenti allo Spazio economico europeo;
• veicoli usati già immatricolati in un Paese extracomunitario o non aderente allo Spazio economico europeo.
• rimorchi di autoveicoli;
• veicoli per i quali è richiesto, in capo all’intestatario, il possesso di titolo autorizzativo o l’iscrizione in appositi albi, compresa l’ipotesi della locazione senza conducente;
• veicoli per i quali è richiesto il collaudo o il rilascio di certificato di approvazione;
• veicoli per i quali è richiesta l’annotazione dell’usufrutto;
• veicoli che comportano la stampa sulla carta di circolazione di un numero di intestatari superiore a 2;
• veicoli la cui revisione risulti scaduta (cfr. par. “DOCUMENTAZIONE TECNICA – B. VEICOLI GIA’ IMMATRICOLATI”).
Con i “File Avvisi” n. 54 del 20 ottobre 2005 e n. 57 del 2 novembre 2005, richiamati nelle “PREMESSE”, sono state impartite istruzioni al fine della acquisizione di una serie di dati relativi all’acquisto intracomunitario dei veicoli nuovi per i quali viene richiesta l’immatricolazione.
Ciò posto, si evidenzia che, per esplicita previsione contenuta nell’art. 1, comma 378, della legge finanziaria 2005, l’immatricolazione stessa non può essere espletata qualora nel sistema informativo di questo Dipartimento non risultino acquisiti i dati relativi all’acquisto intracomunitario (e agli eventuali passaggi interni successivi) del veicolo, compreso il numero di telaio.
Peraltro, l’obbligo di comunicazione dei predetti dati ha una portata di carattere generale, nel senso che trova applicazione sia con riferimento alle “nazionalizzazioni” espletabili con “STA cooperante” sia per le nazionalizzazioni di veicoli provenienti dall’ambito europeo che restano escluse dallo “STA cooperante”.
Si ravvisa, pertanto, l’opportunità che gli Uffici in indirizzo ne rendano edotta l’utenza interessata, evidenziando che l’Amministrazione deve ritenersi indenne dagli eventuali danni, subiti dal richiedente l’immatricolazione, derivanti da omesse od erronee comunicazioni.
Quanto sin qui evidenziato non trova applicazione con riguardo ai veicoli usati, rispetto al cui acquisto non sussiste alcun obbligo di comunicazione propedeutico alla immatricolazione; ne consegue, pertanto, che i dati relativi a tali veicoli, compreso il numero di telaio, sono acquisiti direttamente in sede di immatricolazione.
Alla richiesta di immatricolazione deve essere allegata la seguente documentazione tecnica di seguito elencata a seconda che si tratti di veicoli mai immatricolati ovvero di veicoli già immatricolati in uno Stato membro della U.E. o aderente allo Spazio economico europeo.
Peraltro, si evidenzia che in sede di controllo successivo sulla documentazione prodotta dagli STA, gli Uffici della Motorizzazione debbono verificare con particolare attenzione sia la regolarità formale sia la regolarità sostanziale della documentazione tecnica a corredo dell’istanza di nazionalizzazione.
L’ipotesi riguarda esclusivamente i veicoli muniti di omologazione comunitaria, giacchè quelli sprovvisti di tale omologazione sono soggetti a preventivo controllo tecnico e, conseguentemente, la loro immatricolazione non è gestibile con le procedure di “STA cooperante”.
• Certificato di omologazione comunitaria (C.O.C.) rilasciato dal costruttore e sottoscritto dal legale rappresentante dello stesso.
• attestato di rispondenza alle direttive comunitarie, obbligatorie ai fini della prima immatricolazione, entrate in vigore successivamente alla data di emissione del C.O.C.. L’attestato deve essere debitamente tradotto in lingua italiana e rilasciato dal costruttore, qualora il C.O.C. sia stato emesso da oltre un anno rispetto alla data in cui è richiesta l’immatricolazione. In caso di C.O.C. duplicato, trova applicazione quanto disposto con circolare prot. n. 5239/M362 del 3 dicembre 2004.
• richiesta del costruttore di immatricolazione “in deroga”;
• fotocopia (non in bollo né autenticata) del provvedimento di deroga concesso dallo Stato di origine per l’immatricolazione di “fine serie”.
Si ricorda, infine, che per i veicoli immatricolati nei Paesi entrati a far parte della U.E dal 1° maggio 2004 (Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria) dovrà essere in ogni caso accertata la conformità alle direttive comunitarie vigenti nella U.E. al momento della prima immatricolazione se avvenuta anteriormente al 1° maggio 2004.
b.2) C.O.C. in originale, se in possesso dell’interessato, ovvero una fotocopia dello stesso;
1. nell’ambito dell’ordinamento italiano non esiste un albo di traduttori ufficiali;
2. conseguentemente, l’art. 33 del d.P.R. n. 445/2000, nella parte in cui prevede che la traduzione in lingua italiana debba essere certificata conforme al testo straniero da un “traduttore ufficiale”, deve essere interpretato nel senso che riveste la qualifica di “traduttore ufficiale” qualunque soggetto che ufficializzi la propria traduzione prestando apposito giuramento, davanti al cancelliere giudiziario, sulla conformità della propria traduzione al testo originale, nel rispetto della procedura prevista dall’art. 5 del regio decreto 9 ottobre 1922, n. 1366;
3. detta procedura di asseverazione, inoltre, non può essere ovviata mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, resa dal traduttore ai sensi dell’art. 47 del d.P.R. n. 445/2000, attestante la conformità della traduzione al testo straniero.
Pertanto, ferma restando la data di prima immatricolazione, la scadenza della revisione deve essere verificata in base alla regola temporale del “4 + 2”.
Conseguentemente, se la revisione risulta scaduta in base alla predetta regola temporale, l’immatricolazione del veicolo non potrà essere effettuata con “STA cooperante” (cfr. par. “ESCLUSIONI”), bensì con procedura tradizionale e previo il necessario controllo tecnico.
Per quanto più strettamente attiene agli aspetti fiscali relativi agli acquisti intracomunitari di veicoli, la disciplina contenuta nell’art. 1-bis del d.P.R. n. 358/2000 e nell’art. 1, comma 378, della legge finanziaria 2005 trae origine da un medesimo presupposto normativo costituito dall’art. 53, comma 3, del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331 (convertito in legge 29 ottobre 1993, n. 427 e recante, tra l’altro, norme di armonizzazione delle disposizioni in materia di IVA con quelle stabilite da direttive CEE), il quale prevede che:
“I pubblici uffici non possono procedere all’immatricolazione, all’iscrizione in pubblici registri o all’emanazione di provvedimenti equipollenti relativi ai mezzi di trasporto nuovi (omissis) oggetto di acquisto intracomunitario, se gli obblighi relativi all’applicazione dell’imposta non risultano adempiuti. I pubblici uffici cooperano con i competenti uffici dell’Amministrazione finanziaria per il reperimento degli elementi utili ai fini dell’accertamento dell’imposta sul valore aggiunto dovuta, della spettanza del rimborso, della repressione delle violazioni nonché ai fini dell’accertamento della sussistenza dei requisiti che qualificano come nuovi i mezzi di trasporto”.
E’ noto che, sulla base di detti presupposti, ed a seguito di specifici accordi intercorsi con il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento delle Entrate, questo Dipartimento ha adottato la circolare n. B 59 del 20 settembre 2000, successivamente modificata ed integrata con le circolari n. B 64 dell’11 ottobre 2000 e n. B 77 del 16 novembre 2000 con le quali sono state impartite disposizioni in ordine alla documentazione fiscale da allegare alle richieste di nazionalizzazione.
Ciò posto, occorre evidenziare che le disposizioni da ultimo richiamate appaiono del tutto superate alla luce delle nuove procedure telematiche attraverso le quali questo Dipartimento è ora tenuto ad acquisire i dati relativi all’acquisto intracomunitario di veicoli ed a trasmetterli all’Agenzia delle Entrate ed all’Agenzia delle Dogane.
Pertanto, appare ora sufficiente che il richiedente l’immatricolazione produca, nel rispetto dei principi e delle modalità contenute nel d.P.R. n. 445/2000:
1. una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante:
• la denominazione e codice fiscale o partita IVA dell’operatore dal quale il proprietario ha acquistato il veicolo;
• il numero di telaio, la fabbrica e il tipo del veicolo;
• la targa del veicolo (se già immatricolato in ambito europeo);
2. la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa dall’importatore soggetto IVA, che ha effettuato l’acquisto intracomunitario, attestante:
• il proprio codice fiscale o partita IVA;
• l’avvenuto assolvimento degli obblighi IVA;
• il numero e la data della fattura dell’acquisto intracomunitario o la data dell’acquisto se il cedente estero non è un soggetto IVA;
• se il veicolo ha percorso più o meno di 6.000 km;
3. la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa dall’importatore non soggetto IVA (soggetto privato o società avente scopi diversi dalla importazione o commercializzazione di veicoli) , che ha effettuato l’acquisto intracomunitario, attestante:
• il proprio codice fiscale;
• l’avvenuto assolvimento degli obblighi IVA mediante versamento con modello F24;
• se il veicolo ha percorso più o meno di 6.000 km.
Poiché, come più volte sottolineato, tutti i dati relativi all’acquisto intracomunitario ed agli eventuali passaggi interni successivi debbono essere trasmessi all’Agenzia delle Entrate ed alla Agenzia delle Dogane competenti per gli accertamenti del caso, gli Uffici in indirizzo debbono ritenersi esentati dalle verifiche, anche a campione, sulla veridicità sostanziale delle dichiarazioni sostitutive sopra elencate.
Gli Uffici in indirizzo, pertanto, sono tenuti esclusivamente a verificare, in sede di controllo successivo sulla documentazione prodotta dagli STA, la regolarità formale delle dichiarazioni sostitutive prodotte a corredo dell’istanza di nazionalizzazione.
In particolare, si richiama l’attenzione sulla necessità di verificare sempre la corrispondenza tra i dati risultanti dal sistema informativo e quanto dichiarato dal richiedente l’immatricolazione con riguardo alla denominazione dell’operatore dal quale il proprietario ha acquistato il veicolo.
Per tutti gli aspetti applicativi di “STA cooperante” non espressamente previsti con la presente circolare, si rinvia alle istruzioni generali già impartite con circolare prot. n. 1670/M360 del 6 maggio 2003, come modificata dalla circolare prot. 3583/M360 del 3 novembre 2004.
Per inciso, si rammenta che, in generale, la procedura “STA cooperante” non consente in alcun caso il rilascio di permessi provvisori di circolazione, in qualunque forma rilasciati, dovendo la carta di circolazione (così come il certificato di proprietà) essere emessa in tempo reale, vale a dire contestualmente alla presentazione dell’istanza.
A parte le eventuali responsabilità penali del caso, l’inosservanza di tale disposizione espone gli utenti a sanzioni da parte delle autorità di polizia stradale, con conseguenti responsabilità civili degli operatori per i danni subiti dagli utenti stessi.
Dalla data della presente circolare sono abrogate le seguenti disposizioni:
- circolare n. B 59 del 20 settembre 2000, con esclusione del solo punto “A Veicoli nuovi di fabbrica commercializzati attraverso la rete ufficiale delle Case costruttrici” (per questa tipologia di veicoli, pertanto, sulla Dichiarazione per l’immatricolazione deve continuare ad essere apposta la dizione “Assolti gli obblighi IVA sugli acquisti intracomunitari”);
- circolare n. B 64 dell’11 ottobre 2000;
- circolare n. B 77 del 16 novembre 2000;
- punto A) del paragrafo “Procedure di immatricolazione (veicoli nuovi di fabbrica o già immatricolati)” della circolare prot. n. 1059/M362 del 16 marzo 2004;
- circolare prot. n. 122/D.T.T. del 28 maggio 2004;
- circolare prot. n. 5981/M352 del 2 dicembre 2005.
Deve altresì ritenersi abrogata ogni altra previgente disposizione ministeriale che risulti in contrasto con le direttive contenute nella presente circolare.