Source: https://www.professionistiscuola.it/varie/1777-buonascuola-il-ddl-viene-approvato-alla-camera-manca-solo-la-firma-di-mattarella.html
Timestamp: 2017-05-26 00:00:53+00:00
Document Index: 129399614

Matched Legal Cases: ['art 74', 'sentenza ', 'art 36', 'sentenza ', 'art 10', 'art 117', 'art 33', 'art 34', 'art 53', 'art 9']

#BuonaScuola: Il DDL viene approvato alla Camera manca solo la firma di Mattarella - Professionisti Scuola
#BuonaScuola: Il DDL viene approvato alla Camera manca solo la firma di Mattarella	Stampa Email Dettagli	Scritto da Ciro Agizza	Categoria: Varie	Pubblicato: 09 Luglio 2015	Visite: 1718	{facebookpopup}
Ormai manca solo la firma del Presidente della Repubblica Mattarella e la pubblicazione in Gazzetta ed il DDL #BuonaScuola sarà legge! Alla Camera è passato con 277 voti favorevoli, 173 contrari e 4 astenuti, a nulla sono servite le proteste anche degli ultimi giorni, il governo ancora una volta è rimasto sordo alle richieste del mondo della scuola per fermare questo scempio che manderà nel caos tutto il sistema scolastico. Nelle prossime ore tutte le analisi intanto riportiamo alcuni comunicati stampa e il messaggio del giudice Ferdinando Imposimato:
Il Governo, in modo arrogante e autoritario, ha imposto l'approvazione di una legge che accentua le disuguaglianze sociali e territoriali, demolisce ulteriormente la scuola pubblica, cancella diritti e libertà, non risolve il problema della precarietà per docenti e ATA e riduce gli spazi di democrazia e partecipazione. Molte norme contenute nella legge sono di dubbia costituzionalità e anche questo aspetto andrebbe attentamente valutato prima della promulgazione della legge. Questo Governo è lontano anni luce dai problemi veri della scuola e non ha voluto aprire alcun confronto con le tante lavoratrici e lavoratori, studenti, famiglie, sindacati e associazioni che hanno presentato, con tantissime mobilitazioni, importanti e dettagliate proposte, dimostrando così di essere forza maggioritaria nel respingere i contenuti della legge. Con questa legge si dà un colpo di grazia alla scuola di massa e si finisce per garantire un'istruzione di qualità solo ai figli dei ceti più ricchi, lasciando a tutti gli altri l'accesso ad un sapere minimale e un inserimento precoce nel mondo del lavoro, ammesso che quel lavoro ci sia.
"Quella approvata oggi in via definitiva dall´Aula di Montecitorio è una riforma contro l´istruzione, imposta con arroganza da un unico partito che ha soltanto finto di ascoltare, ma in realtà è rimasto sordo per mesi al coro unanime di protesta sollevato da tutto il mondo della scuola. E si tratta dello stesso partito che, durante il governo Berlusconi, era sceso in piazza per contestare l´ex ministro Gelmini, affermando che la scuola era un bene comune e che, quindi, doveva la riforma doveva essere condivisa". Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta l´ok incassato alla Camera dal ddl scuola."Non era mai accaduto finora in Italia che un partito consumasse uno strappo così profondo e irreparabile con il mondo della scuola provocando una frattura netta tra la politica e il paese reale. Prima o poi - incalza ilcoordinatore della Gilda - i cittadini che lavorano nella scuola eserciteranno il loro diritto di voto e presenteranno il conto a questa casta politica. Renzi, che non è stato eletto, e Giannini, sfiduciata alle Europee e passata poi al Pd pur di restare a viale Trastevere, sono intervenuti a gamba tesa in un settore importante come la scuola, ignorando chi la scuola la vive e la fa ogni giorno. Ecco perché - conclude Di Meglio - l´avvio del prossimo anno scolastico sarà a dir poco tumultuoso".
Comunicato CISL E' una brutta legge quella approvata oggi dal Parlamento, che non risolve ma aumenta i problemi della scuola, ridotta ancora una volta a pretesto per giochi politici fini a sé stessi. Il nostro giudizio è pesante sia per i contenuti del provvedimento, sia per il modo in cui è stato gestito il percorso che ha condotto alla sua approvazione. Il governo si assume la grave responsabilità del mancato confronto col mondo della scuola, di cui ha voluto trascurare irragionevolmente il grande patrimonio di idee, competenze, esperienze, professionalità.
Sono queste le energie su cui può contare ogni giorno il nostro sistema formativo e che da sempre ne sostengono i più qualificati processi di innovazione.
Sbaglia clamorosamente chi tenta di dipingere le nostre piazze affollate come l’espressione di una resistenza corporativa al cambiamento: su ogni aspetto toccato dalla legge, dalle assunzioni – numero e modalità - alla gestione del personale, alla valutazione, alla valorizzazione del merito, esistono precise e argomentate proposte, elaborate e condivise dalle più accreditate espressioni dell’associazionismo professionale e sindacale, che il governo non ha mai tenuto nella benché minima considerazione.
Arroganza e presunzione sono del resto tratti evidenti del suo comportamento, segnato anche da impegni non mantenuti e promesse disattese (da ultimo, quella di una pausa di riflessione da compiersi con una “conferenza della scuola” di cui ovviamente non si è fatto nulla), a cui si è aggiunto più volte il tentativo di far pesare il ricatto delle assunzioni per estorcere il consenso su proposte clamorosamente sbagliate.
Proprio sulle assunzioni, peraltro,~sta diventando ogni giorno più evidente che la proposta del governo rischia di rivelarsi un clamoroso bluff: numeri che risultano in gran parte inconsistenti, mentre non lo sono, purtroppo, quelli dei 4.000 posti che la scuola avrà in meno – 2000 docenti, 2000 unità di personale amministrativo e ausiliario – il prossimo settembre. Le stesse farraginose procedure di assunzione sono destinate a innescare un diffuso contenzioso, per ragioni che appaiono evidenti a chiunque abbia un minimo di conoscenza del funzionamento della scuola, oltre che un minimo di buon senso.
Questo invece il messaggio del Giudice Ferdinando Imposimato al presidente della Repubblica, subito dopo l'approvazione della legge sulla Buona Scuola alla Camera.
so bene che le possibilità che lei non firmi la legge sulla buona scuola sono poche. E tuttavia, in un momento grave per le sorti della democrazia e della libertà, sento il dovere di rivolgermi a Lei, quale massimo garante della Costituzione, per dare un contributo di conoscenza sul problema complesso e per richiamare la Sua vigile attenzione sulla opportunità, prima di promulgare la legge, di chiedere, in base all'art 74 della Costituzione, con messaggio motivato alle Camere, una nuova deliberazione che sia conforme alla lettera e allo spirito della Costituzione repubblicana.
2. Dopo oltre 15 anni di assenza di regole su reclutamento e utilizzo del precariato istituzionalizzato con la l. 143/2004 e con la l. 128/2013, la Corte di Giustizia Europea con sentenza 26 novembre 2014, ha condannato l'Italia per violazione della Direttiva 1999/70/CE, avendo costretto al precariato 400 mila docenti benemeriti privati del diritto al lavoro e alla dignità. Situazione non eliminata dalla legge sulla scuola. La precarietà e gli stipendi inadeguati di docenti precari e di ruolo violano l'art 36 della Costituzione secondo cui “il lavoratore – tra cui l' insegnante- ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto e comunque tale da garantire una vita libera e dignitosa”. E 600 euro al mese per i precari e 1800 euro per i docenti di ruolo dopo 30 anni non sono tali da garantire una vita libera e dignitosa.
Il mancato rispetto della sentenza della corte di Giustizia da parte del Governo viola: 1) l'art 10 della Costituzione secondo cui “l'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”, tra le quali rientra la direttiva 1999/70/CE , nonché 2) l'art 117 della Costituzione secondo cui “la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali”, tali essendo anche quelli derivanti dalla Sentenza della Corte di Giustizia europea relativa alla stabilizzazione dei precari
Ultima modifica in materia di agevolazioni fiscali consiste nelle detrazioni IRPEF, in favore delle famiglie che iscrivono i propri figli in scuole appartenenti al sistema nazionale di istruzione, per le spese sostenute per la frequenza delle scuole sopra indicate. La disposizione de quo riguarda di fatto solo le spese sostenute per la frequenza di scuole private e prevede una detrazione dall'IRPEF pari al 19% delle spese sostenute per la frequenza delle scuole sopra indicate. In tal caso vi è il finanziamento delle scuole private grazie alle somme versate dai contribuenti soggetti all'IRPEF, con una evidente violazione dell'art 33 terzo comma della Costituzione secondo cui “ enti e privati hanno i diritto di istituire scuole e istituiti di educazione senza oneri per lo Stato”, mentre in questo caso gli oneri per lo Stato sono rappresentati dalle detrazioni IRPEF che vanno a favore della scuola privata per le quali non si applica l'art 34 della Costituzione, essendo esse scuole non gratuite. E sarebbe violato anche l'art 53 della Costituzione sul principio che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in proporzione della loto capacità contributiva.
9. Individuate le principali novità introdotte in materia di agevolazioni fiscali dalla legge non ci resta che analizzare la scelta politica portata avanti dal governo : le presunte agevolazioni mostrano la volontà di riformare sensibilmente il modello di scuola italiano, non solo da un punto di vista strutturale, ma soprattutto da un punto di vista culturale, sociale ed economico. E' evidente la spinta sempre più netta verso un sistema di finanziamento pubblico della scuola privata e un finanziamento privato della scuola pubblica, in netta contrapposizione con l'idea di istruzione pubblica, di qualità e accessibile a tutti così come previsto dalla Costituzione agli articoli 3 , 9, 33 e 34. Nel nostro caso sarebbe violato l'art 9 della Costituzione, secondo cui la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, poiché la destinazione delle risorse alla scuola priva non lo consentono.
Tabella sintentica operazioni di nomina. Sostegno: immissioni risicate per idonei gm ante 2012. Maggiori possibilità per Gae
Esclusiva PSN: La relazione tecnica al maxiemendamento. La suddivisione dei posti per fase