Source: https://issuu.com/uspi0/docs/notiziariouspigennaio2017pdf
Timestamp: 2018-07-19 02:38:07+00:00
Document Index: 52196570

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art.7', 'art.2', 'art.3', 'art. 7', 'art.12', 'art.6', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 2']

DELEGA by USPI - Issuu
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Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 53° - MENSILE 11 NUMERI
Spedizione in abbonamento postale - 70% - DCB di Roma
EDITORIA, PROROGATE LE TARIFFE POSTALI
“ La distruzione del linguaggio è la premessa a ogni futura distruzione”. (dal libro “La lingua batte dove il dente duole”)
TULLIO DE MAURO, EDUCARE ALLA PAROLA
ASSEMBLEA USPI, 20/04/2017 PAG. 3
AUDIWEB, TEMPO SPESO ONLINE PAG. 8
Tullio De Mauro, linguista, docente universitario e saggista (Torre Annunziata, 31 marzo 1932 – Roma, 5 gennaio 2017)
CIRCOLARE INPGI N.1/2017 PAG. 12
DEPOSITO LEGALE PAG. 15
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PROROGATE LE ATTUALI TARIFFE POSTALI PER LA SPEDIZIONE DEI PRODOTTI EDITORIALI Libri, quotidiani, periodici e pubblicazioni no profit delle onlus (e assimilate) –Resteranno in vigore fino all’adozione di nuove tariffe agevolate Il decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244 (c.d. Milleproroghe), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.304 del 30 dicembre 2016, all’articolo 2, ha sancito la proroga delle attuali tariffe postali per la spedizione dei prodotti editoriali. Nelle intenzioni del precedente Governo Renzi, tale provvedimento doveva essere inserito nella Legge di bilancio 2017 ma, per le note vicende delle dimissioni dell’allora Presidente del consiglio e la susseguente necessaria rapida approvazione della citata Legge, non era stato possibile. Ora, il Governo Gentiloni ha riproposto la normativa nel decreto-legge c.d. Milleproroghe, in vigore dal 1° gennaio 2017, in corso di conversione in legge (entro 60 giorni) da parte del Parlamento ed ora all’esame della I Commissione Affari costituzionali del Senato, in prima lettura. Nell’articolato dell’articolo 2, del D.L. 244/2016, è previsto che la proroga delle attuali tariffe postali per l’editoria resti in vigore nelle more dell’adozione di nuove tariffe agevolate postali, ai sensi del comma 1 dell’articolo 1 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46. Tali nuove tariffe “agevolate” postali, saranno supportate da un finanziamento statale, gestito dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri che provvederà al rimborso a Poste italiane S.p.A. (ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del citato decreto-legge n. 353 del 2003) nei limiti delle risorse, appositamente stanziate, disponibili a legislazione vigente. Ricordiamo che, a tal fine, come riportato sul precedente numero di questo Notiziario, nella Legge di bilancio 2017 è stanziato un fondo di 63,6 milioni di euro per l’anno in corso. ******* Vediamo, in dettaglio, le proroghe proposte nell’articolato dei vari commi, che riguardano non solo le tariffe postali per l’editoria, ma anche i Consigli (nazionale e regionali) dell’Ordine dei giornalisti e la tracciabilità della rete di vendita di giornali e riviste, come da relazione allegata alla presentazione del decreto legge 244/2016: TARIFFE AGEVOLATE POSTALI PER LA SPEDIZIONE DI PRODOTTI EDITORIALI – COMMI 4, 5, 6 Il decreto-legge n. 353 del 2003, com’è noto, disciplina le agevolazioni postali per le spedizioni di prodotti editoriali, prevedendo un sistema di rimborso a posteriori da parte dello Stato alla società Poste italiane Spa che, in base a tali previsioni, è tenuta a praticare alle imprese editoriali una tariffa agevolata, nella misura prevista da appositi decreti ministeriali, e ottiene dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il rimborso, nei limiti dei fondi appositamente stanziati, della differenza tra la tariffa base (tariffa piena) della spedizione e la tariffa agevolata applicata. Il regime tariffario agevolato fino alla sua sospensione era fissato da tre decreti del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro dell’economia, emanati il 13 novembre 2002 e confermati dal successivo decreto del Ministro delle comunicazioni 1º febbraio 2005.
L’articolo 2, comma 1-bis, del decreto-legge n. 125 del 2010, sospendendo ex lege il regime tariffario agevolato, ha demandato ad un apposito decreto la determinazione delle tariffe massime applicabili (senza oneri a carico del bilancio dello Stato). Tale previsione si è resa necessaria in quanto «la temporanea applicazione delle tariffe piene», prodotta dalla sospensione operata dal decreto ministeriale 30 marzo 2010, «ha determinato una forte sofferenza per le imprese del settore ed una conseguente contrazione delle spedizioni». Pertanto è stato emanato il decreto ministeriale 21 ottobre 2010 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2010), al fine di consentire «alle imprese editrici la possibilità di accedere al servizio postale a tariffe economiche sostenibili anche mediante la previsione di un aumento graduale delle tariffe applicate fino al 31 marzo 2010». È poi necessario precisare che per le spedizioni di prodotti editoriali da parte delle associazioni e organizzazioni senza fini di lucro (così come individuate dall’art. 1, comma 3, del DL 353 del 24/12/2003, convertito con modificazioni, dalla legge n.46 del 27/02/2004 – n.d.r.) iscritte nel Registro degli operatori di comunicazione (ROC) e delle associazioni d’arma e combattentistiche è stato previsto un regime speciale dall’articolo 21, comma 3, del decreto-legge n. 216 del 2011, che consente l’applicazione delle tariffe del decreto ministeriale 21 ottobre 2010 a prescindere dal possesso del requisito di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto-legge n. 353 del 2003. Pertanto, è implicitamente confermato il regime speciale previsto per i suddetti soggetti beneficiari dall’articolo 21, comma 3, del decreto-legge n. 216 del 2011. Inoltre, sempre fino all’adozione di nuove tariffe agevolate postali, alle spedizioni postali di stampe promozionali e pro-
SOMMARIO 2-6
Prorogate le attuali tariffe postali per la spedizione dei prodotti editoriali
Convocazione Assemblea USPI anno 2017
Quote associative USPI anno 2017
Delega e DIE
Contributi editoria, Rettifica della documentazione
Obbligo di comunicazione dei dati di diffusione per le testate quotidiane cartacee
Più di 30 milioni di italiani online a novembre 2016
9-11 Tullio De Mauro: Educare alla parola 12-15 INPGI, Circolare n. 1 del 16.01.2017 15
Nel 2015 America e Cina i mercati editoriali più grandi
Il ‘Times’ di Londra abbandona l’app settimanale a pagamento Notiziario USPI n° 1/2017
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AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’ANNO 2017 Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per giovedì 20 aprile 2017, alle ore 14 in prima ed alle ore 14.30 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:
ORDINE DEL GIORNO 1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Relazione del Presidente; 3. Relazione del Segretario Generale; 4. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 5. Approvazione del rendiconto esercizio 2016; 6. Approvazione esercizio preventivo 2017; 7. Varie ed eventuali. In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2017. Il rendiconto 2016 ed il preventivo 2017 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 3 aprile, alle ore 12 del 18 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 9 gennaio 2017
IL PRESIDENTE (Don Giorgio Zucchelli)
---------------------------------------------DELEGA Il sottoscritto................................................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1).......................................................................................................................................................................... delega il Sig ........................................................................................................................................................................................................ a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 20 aprile 2017 a Roma per l’approvazione dei bilanci consuntivo 2016 e preventivo 2017. ................................................. (data)
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PROROGATE LE ATTUALI TARIFFE POSTALI PER LA SPEDIZIONE DEI PRODOTTI EDITORIALI pagandistiche, anche finalizzate alla raccolta di fondi, spedite in abbonamento postale, effettuate dalle associazioni e organizzazioni senza fini di lucro individuate dall’articolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 353 del 2003 e dalle associazioni d’arma e combattentistiche, è confermata l’applicazione del trattamento tariffario agevolato analogo a quello previsto, a favore dei soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, del citato decreto-legge n. 353 del 2003, dal decreto del Ministro delle comunicazioni 13 novembre 2002, recante «Prezzi per la spedizione di stampe in abbonamento postale non iscritte al registro nazionale delle stampe e non rientranti nella categoria “no profit”», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 291 del 12 dicembre 2002. In relazione ai suddetti trattamenti tariffari il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio provvede al rimborso alla società Poste italiane Spa ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del citato decreto-legge n. 353 del 2003, nei limiti delle risorse, appositamente stanziate, disponibili a legislazione vigente. Essendo le suddette tariffe strettamente correlate allo stanziamento previsto per il rimborso e prevedendo la norma delle tariffe più alte rispetto a quelle degli anni precedenti la sospensione del regime agevolato, la norma, conseguentemente, dispone l’abrogazione dei commi 5 e 6 dell’articolo 10 del decreto-legge 1º ottobre 2007, n. 159, che prevedono, rispettivamente, una riduzione del 7 per cento per gli importi annui relativi a ciascuna impresa beneficiaria di agevolazioni fino a 1 milione di euro e del 12 per cento per gli importi annui relativi a ciascuna impresa beneficiaria di agevolazioni superiori a 1 milione di euro e l’obbligo per la società Poste italiane Spa di applicare la riduzione dell’agevolazione tariffaria operando gli eventuali conguagli nei confronti delle imprese interessate. È altresì previsto che le spedizioni postali di prodotti editoriali sono assicurate dal fornitore del servizio postale universale individuato ai sensi dell’articolo 3, comma 11, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, e successive modificazioni, e sono garantite dallo stesso per una durata pari a quella dell’affidamento del servizio universale (31.12.2019 - n.d.r.), al fine di permettere l’ammortamento delle attività necessarie per fornire il servizio. Tale previsione è conforme a quanto stabilito dalla sezione 2.4 della disciplina SIEG 2012: «la durata del periodo di incarico deve essere giustificata con riferimento a criteri oggettivi quali la necessità di ammortizzare attività fisse non trasferibili. In linea di principio, la durata del periodo di incarico non deve superare il tempo necessario per l’ammortamento dell’attività più significativa necessaria per fornire il SIEG». Peraltro, tale stesso principio è sancito dall’articolo 4, comma 2, della direttiva postale: la durata della designazione di un fornitore di servizio universale deve coprire un periodo sufficiente ad assicurare la redditività degli investimenti. CONSIGLI DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI – COMMA 1 La legge 26 ottobre 2016, n. 198, e in particolare l’articolo 2, comma 4, ha delegato il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, una nuova normativa finalizzata a razionalizzare la composizione e le attribuzioni del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. In particolare, la legge prevede che questa nuova normativa abbia ad oggetto, tra l’altro, il numero dei componenti del Consiglio nazionale e l’adeguamento del sistema eletto-
rale del medesimo organo; nell’adozione delle nuove disposizioni il Governo deve attenersi ai princìpi e criteri direttivi esposti al successivo comma 5, numeri 3) e 4), dell’articolo 2: il numero dei componenti non può superare il massimo di sessanta consiglieri, di cui due terzi giornalisti professionisti e un terzo pubblicisti, nel rispetto della rappresentanza delle minoranze linguistiche, e l’adeguamento del sistema elettorale al principio di massima rappresentatività territoriale. La disposizione di cui al comma 1, che proroga sino al 30 giugno 2017 il Consiglio nazionale in carica, si rende necessaria affinché, nelle more dell’entrata in vigore della nuova normativa sia garantita la continuità operativa del Consiglio nazionale attuale, in scadenza al 31 dicembre 2016, insieme ai Consigli regionali, in virtù della proroga già a suo tempo disposta con l’articolo 12-quater del decreto-legge n. 210 del 2015, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 21 del 2016. Con la proroga sino al 30 giugno 2017 si assicura l’applicazione delle nuove regole già a partire dal prossimo Consiglio nazionale. La norma di proroga riguarda anche gli attuali Consigli regionali degli Ordini dei giornalisti, in ragione dell’opportunità di rispettare la prassi consolidata secondo la quale le elezioni del Consiglio nazionale e quelle dei Consigli regionali avvengono contestualmente, essendo identica la platea degli elettori attivi e, pertanto, un’eventuale distinzione sotto il profilo temporale delle due procedure elettorali comporterebbe un raddoppio dei costi. CREDITO D’IMPOSTA PER LA TRACCIABILITA’ DELLE VENDITE DEI GIORNALI E PER LA MODERNIZZAZIONE DELLA RETE DI VENDITA – COMMI 2, 3 Nel decreto-legge n. 63 del 2012, che è intervenuto sulla disciplina del sostegno pubblico all’editoria, si prevede, all’articolo 4, comma 1, l’obbligo di tracciabilità delle vendite e delle rese dei giornali, da ottenersi mediante la realizzazione di una rete informatica che colleghi l’intera rete di vendita. La stessa disposizione prevede che, a sostegno di questo progetto di informatizzazione, possa essere riconosciuto agli operatori della rete di distribuzione e vendita un credito di imposta, a fronte delle spese sostenute per l’adeguamento tecnologico delle loro strutture. Sulla disposizione originaria hanno inciso diverse modifiche successive [la prima con l’articolo 1, comma 334, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità per il 2014); la seconda con l’articolo 1, comma 185, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità per il 2015); la terza con l’articolo 12, comma 1, del decreto-legge n. 210 del 2015, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 21 del 2016], che hanno «spostato in avanti» il termine di scadenza dell’obbligo della tracciabilità delle vendite e delle rese dei giornali. Conseguentemente, anche il periodo di riferimento per l’effettuazione degli investimenti tecnologici assistiti dal credito d’imposta è stato spostato in avanti. Con l’ultimo intervento legislativo, il termine di scadenza per l’adempimento dell’obbligo della tracciabilità è fissato al 31 dicembre 2016 ed anche il periodo utile per effettuare i relativi investimenti risulta fissato in relazione alla medesima scadenza. Le proroghe del termine e lo spostamento del periodo utile per usufruire del credito d’imposta sono stati necessari in considerazione delle difficoltà e dei ritardi che hanno caratterizzato il raggiungimento dei necessari accordi tra i diversi operatori della filiera interessati (editori, distributori, rivendiNotiziario USPI n° 1/2017
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SERVIZI GRATUITI PER I SOCI USPI 2017 LA CONSULENZA EDITORIALE E L'ASSISTENZA AMMINISTRATIVA PER PRATIChE PUBBLIChE
GIORNATE FORMATIVE DI qUALIFICAZIONE PROFESSIONALE
CONVENZIONI ESCLUSIVE PER I SOCI
IL FILO DIRETTO TELEFONICO PER CONSULENZA FISCALE, POSTALE, LEGISLATIVA, LEGALE
qUOTE ASSOCIATIVE PER L’ANNO 2017 Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2017 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:
qUOTE ASSOCIATIVE e "UNA TANTUM" di iscrizione, da sommarsi alla quota associativa per le testate che si iscrivono per la prima volta Per le TESTATE (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura é sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) qUOTE
Per i SOCI CORRISPONDENTI - Il SOCIO CORRISPONDENTE è persona fisica che, "condividendo le finalità dell'USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione" € 100,00 Per i SOCI BENEMERITI - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica
da 1 a 10.000 copie da 10.001 a 50.000 copie da 50.001 a 100.000 copie da 100.001 a 200.000 copie oltre 200.000 copie
€ 320,00 € 750,00 € 1.300,00 € 2.600,00 € 3.800,00
100,00 170,00 170,00 170,00 170,00
Rinnovo della quota per i SOCI SINGOLI ex art. 30 dello Statuto - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all'USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all'USPI € 320,00
Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n° 58 - Roma (intestato a USPI) CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero, tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile, spedito a mezzo assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale n. 27433002 intestato all'USPI. C.F. dell'USPI: 80188110581 ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
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PROROGATE LE ATTUALI TARIFFE POSTALI PER LA SPEDIZIONE DEI PRODOTTI EDITORIALI tori) e quindi il progetto e la realizzazione della rete informatica che, collegando gli operatori, consentirà di tracciare in tempo reale le vendite e le rese. Attualmente, il progetto è in fase di realizzazione, posto che l’accordo tra editori e distributori è stato raggiunto e siglato il 26 maggio 2015, mentre l’accordo più specifico sul documento che reca le linee guida per l’informatizzazione del sistema è stato raggiunto, con il necessario coinvolgimento anche dei rivenditori, nel febbraio del 2016. L’allungamento dei tempi di realizzazione del progetto e del conseguente adeguamento tecnologico delle strutture rende altresì indispensabile un aggiornamento del provvedimento attuativo (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri), in corso di predisposizione, che disciplina le modalità anche tecniche di fruizione del credito d’imposta, previsto dal citato articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 63 del 2012, con-
DISEGNO DI LEGGE AS N. 2630 Conversione in legge del decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante proroga e definizione di termini, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 dicembre 2016 ARTICOLO 2 (Disposizioni in materia di editoria e di durata in carica del Consiglio nazionale e dei Consigli regionali dell’Ordine dei giornalisti) 1. All’articolo 12-quater del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2016, n. 21, le parole: «31 dicembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2017». 2. Per favorire l’attuazione del piano di modernizzazione della rete di distribuzione e vendita della stampa quotidiana e periodica, previsto dall’articolo 4, comma 1, del decretolegge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, ed al fine di rendere effettivamente fruibile alle imprese il credito d’imposta ivi previsto, il termine a decorrere dal quale è obbligatorio assicurare la tracciabilità delle vendite e delle rese, è prorogato al 31 dicembre 2017. Il credito d’imposta previsto al medesimo comma 1 per sostenere l’adeguamento tecnologico degli operatori della rete, distributori ed edicolanti, è conseguentemente riconosciuto per gli interventi di adeguamento tecnologico sostenuti sino al 31 dicembre 2017, a valere sulle risorse stanziate per tale finalità dal medesimo comma 1, come integrate dal comma 335 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147. 3. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189 e successive
vertito, con modificazioni, dalla legge n. 103 del 2012. È quindi evidente che, a normativa vigente, il periodo di tempo utile per effettuare le spese e gli investimenti necessari all’adeguamento tecnologico della rete di distribuzione e di vendita si esaurirebbe al 31 dicembre del corrente anno ed avrebbe una durata palesemente insufficiente per esplicare effetti apprezzabili in termini di incentivo per gli operatori del settore ad effettuare gli investimenti e di reale «copertura» degli stessi con la misura del credito d’imposta.
modificazioni, è ridotto di 13,3 milioni di euro per il 2017. 4. Fino all’adozione di nuove tariffe agevolate postali ai sensi del comma 1 dell’articolo 1 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, per le spedizioni dei prodotti editoriali effettuate dalle imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC) e dalle imprese editrici di libri e dai soggetti di cui al comma 3 dell’articolo 21 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, sono prorogate le tariffe di cui agli allegati B, D ed E del decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 21 ottobre 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2010 al fine della determinazione dell’entità dell’agevolazione tariffaria di cui all’articolo 1 del predetto decreto-legge n. 353 del 2003; per il medesimo periodo alle spedizioni postali di stampe promozionali e propagandistiche, anche finalizzate alla raccolta di fondi, spedite in abbonamento postale, effettuate dalle associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro individuate dall’articolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 353 del 2003, e dalle associazioni d’arma e combattentistiche, si conferma l’applicazione del trattamento tariffario agevolato analogo a quello previsto, a favore dei soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, del citato decreto-legge n. 353 del 2003, dal decreto del Ministro delle comunicazioni 13 novembre 2002, recante: «Prezzi per la spedizione di stampe in abbonamento postale non iscritte al registro nazionale delle stampe e non rientranti nella categoria «no profit», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 291 del 12 dicembre 2002. 5. Per quanto stabilito dal comma 4, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri provvede al rimborso a Poste italiane S.p.A. ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del citato decreto-legge n. 353 del 2003, nei limiti delle risorse, appositamente stanziate, disponibili a legislazione vigente. 6. I commi 5 e 6 dell’articolo 10 del decreto-legge 1º ottobre 2007, n. 159 convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222 sono abrogati. Notiziario USPI n° 1/2017
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CONTRIBUTI DIRETTI 2016 ALLE IMPRESE EDITRICI, RETTIFICA DELLA DOCUMENTAZIONE Nota del Dipartimento Editoria sulla documentazione da presentare a corredo delle domande di ammissione al contributo entro il 31 gennaio 2017 NOTA “Sono pervenute da parte di alcune associazioni ed imprese editrici segnalazioni in ordine all’impossibilità di attestare, alla data del 31 gennaio, il dettaglio delle copie della testata distribuite e vendute nell’anno 2016, ai fini dell’accertamento del requisito previsto dall’articolo 1, comma 2, del decretolegge n. 63 del 2012. Preso atto di tale difficoltà, sono stati modificati gli elenchi dei documenti da presentare a corredo
OBBLIGO DI COMUNICAZIONE DEI DATI DI DIFFUSIONE PER LE TESTATE qUOTIDIANE CARTACEE Delibera n. 163/16/CONS del 5 maggio 2016 - L’invio del modello deve avvenire entro e non oltre il termine del 15 febbraio di ciascun anno Con la Delibera n. 163/16/CONS del 5 maggio 2016, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha disposto l’obbligo, a partire dall’anno 2017, della trasmissione dei dati di diffusione relativi alla testata edita. L’obbligo interessa solo le imprese editrici di testate quotidiane cartacee e la violazione di tale obbligo, nonché l’indicazione di dati non corrispondenti alla realtà, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 1, commi 29, della legge 31 luglio 1997, n. 249. La trasmissione dei dati di diffusione deve avvenire in conformità al modello reso disponibile sul sito web dell’Autorità all’indirizzo www.agcom.it, nella sezione Editoria quotidiana, insieme alle relative note esplicative, utili alla corretta compilazione (www.agcom.it/editoria-quotidiana). L’invio del modello deve avvenire entro e non oltre il termine del 15 febbraio di ciascun anno Facciamo presente che i dati comunicati in questa sede dovranno trovare conferma sia in quelli che verranno comunicati in occasione della IES (Informativa Economica di Sistema) del prossimo 31 luglio sia, per le imprese beneficiarie dei contributi di cui alla legge 250/90, nella certificazione della diffusione. Pertanto, invitiamo alla massima attenzione nella predisposizione della tabella. Ricordiamo, infine, che la regolarità della posizione presso l’AGCOM è condizione per l’ammissione ad ogni contributo ed agevolazione di legge. DELIBERA N. 163/16/CONS Notiziario USPI n° 1/2017
della domanda con l’eliminazione della dichiarazione attestante il dettaglio della distribuzione e vendita. Tali dati dovranno essere prodotti dalle imprese editrici, unitamente alla restante documentazione, entro il termine del 30 settembre 2017, mediante presentazione del relativo prospetto certificato dalla società di revisione”. Ricordiamo ancora che, a seguito dell’entrata in vigore della legge 26 ottobre 2016, n. 198 che prevede nuove tempistiche per l’erogazione dei contributi da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, al fine di garantire il rilascio delle attestazioni entro il 30 maggio di ciascun anno, l’Autorità in data 10 novembre 2016 ha approvato la delibera n. 492/16/CONS con la quale ha disposto che anche le imprese richiedenti i contributi ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge n. 250/1990 sono tenute ad effettuare la comunicazione annuale telematica al Registro entro il 31 gennaio di ogni anno.
Per eventuali informazioni si può contattare la Segreteria del Servizio Ispettivo, Registro e Co.Re.Com.: tel. 081.7507566; email: inforoc@agcom.it. INFORMAZIONI SULLE TESTATE qUOTIDIANE Articolo 2 Soggetti obbligati 1. I soggetti esercenti l’attività di imprese editrici di testate quotidiane così come definiti all’art. 2, comma 1, lettera g) della delibera n. 397/13/CONS come da ultimo modificata con la delibera n. 235/15/CONS, sono obbligati all’invio del modello relativo alle informazioni sulle testate quotidiane. Articolo 3 Modello 1. Gli editori obbligati sono tenuti, a partire dall’anno 2017, ad effettuare la comunicazione relativa alle tirature e alle altre informazioni sulle testate quotidiane riferite all’anno precedente in conformità al modello che viene reso disponibile sul sito web dell’Autorità all’indirizzo www.agcom.it. Articolo 4 Termini e modalità di trasmissione 1. L’invio del modello deve avvenire entro e non oltre il termine del 15 febbraio di ciascun anno.
DELEGA E DIE A Luca Lotti, nominato Ministro dello Sport, verrà conferita, sembra, anche la delega per l’editoria. Ne siamo contenti, perché l’On. Lotti ha ben lavorato sul settore e la delega gli darà la possibilità di portare a compimento i decreti attuativi della legge sull’editoria e in generale tutto il lavoro iniziato con il Governo precedente. Al momento di andare in stampa, non abbiamo ancora l’ufficialità del conferimento della delega e neanche i conseguenti provvedimenti sull’assetto del Dipartimento per l’Editoria. Tutto questo avverrà, crediamo, nei prossimi giorni, con i tempi consueti dei Governi che si succedono. 7
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PIù DI 30 MILIONI DI ITALIANI ONLINE A NOVEMBRE 2016, connessi per il 77% del tempo da mobile (Audiweb, Maria Giovanna Migliaro, 12 gennaio 2017) ***** Classifica e trend dei siti di informazione più seguiti in Italia
Nel mese di novembre 2016 la total digital audience ha raggiunto 30,1 milioni di utenti, il 54,7% degli italiani dai due anni in su, online complessivamente per 54 ore e 51 minuti per persona. Lo dicono i nuovi dati Audiweb, diffusi il 12 gennaio, secondo i quali, nel giorno medio erano online 23,1 milioni di italiani, collegati tramite i device rilevati – PC e mobile (smartphone e tablet al netto delle sovrapposizioni) per 2 ore e 23 minuti per persona. Hanno navigato da mobile 20,1 milioni di italiani tra i 18 e i 74 anni, in media per 2 ore e 5 minuti per persona. A novembre era online nel giorno medio, sia da pc che da mobile (smartphone e tablet), circa il 60% della popolazione tra i 18 e i 54 anni e il 31,5% della fascia più matura tra i 54 e i 74 anni. Dai dati sulla provenienza geografica degli utenti online il 45% degli italiani dell’area Nord-Ovest (6 milioni), il 42,6% dall’area Nord Est (3,7 milioni), il 41,2% dal Centro (3,7 milioni) e il 37,9% dall’area Sud e Isole (8 milioni). Per quanto riguarda la distribuzione del tempo trascorso online, il 77,2% è generato dalla navigazione da mobile (smartphone e tablet), con quote maggiori raggiunte in generale dalle donne, con l’83,5% del tempo complessivo trascorso online da mobile, e dai giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno dedicato l’84,1% del tempo online alla navigazione mobile.
Repubblica, Corriere e TgCom24: si compone così il podio dei siti di informazione più consultati dagli italiani nel mese di novembre, secondo l’elaborazione di Primaonline.it degli ultimi dati Audiweb, rilasciati il 12 gennaio. Nella presentazione dei dati campionari Audiweb evidenzia, dal febbraio 2015, il fenomeno delle aggregazioni, vale a dire gli accordi commerciali tra editori (detti in gergo Tal, Traffic Assigment Letter) per cui gli utenti unici e le pagine viste di alcuni siti vengono attribuiti ad altri brand, andando ad aumentare l’audience complessiva di questi ultimi. La classifica è costruita sulla base dell’audience complessiva, ma viene indicata anche l’audience organica, il che consente di fare le opportune considerazioni sull’andamento dei vari siti. In alcuni casi, infatti, la differenza tra audience complessiva e audience organica è rilevante e può spiegare, almeno in parte, le notevoli variazioni percentuali di alcune testate rispetto all’anno scorso, sia quando si tratta di un aumento sia quando si tratta di una diminuzione. Le variazioni possono dipendere anche dall’aggiunta di canali attingendo ad altre testate dello stesso gruppo editoriale oppure dalla cessione di canali ad altri gruppi. I dati sui canali e le Tal si trovano nel report mensile di Audiweb Database, pubblicato nella sezione Dati e cifre di Primaonline. Attualmente le rilevazioni di Audiweb non tengono conto del traffico attraverso le app per smartphone e tablet, traffico che rappresenta una quota crescente dell’audience di molti siti.
(primaonline.it, 13 gennaio 2017)
Più in dettaglio, dai dati sul tempo speso per persona, risulta che nel giorno medio hanno trascorso più tempo online i 2534enni, con 2 ore e 41 minuti in media al giorno, seguiti dalla fascia più matura dei 35-54enni (quasi 2 ore e mezza). Con 2 ore e 17 minuti online nel giorno medio, i 18-24enni continuano a preferire la fruizione di internet da mobile. Per quanto riguarda, infine, le principali categorie di siti visitati nel mesi di novembre, il 93% degli utenti online ha navigato tra i siti e/o applicazioni della categoria “Search” (28 milioni di utenti), quasi il 90% tra i portali generalisti (“General Interest Portals & Communities” ), con 27 milioni di utenti) e oltre l’80% degli utenti online ha visitato almeno un sito e/o applicazione tra le categorie “Internet tools / web services”, dedicati ai servizi e tool online (86%), “Member Communities” (85,6%) e “Video/Movies” (83%). +Raggiungono valori interessanti anche le categorie “Mass Merchandising” con circa il 75% degli utenti online (22,6 milioni) e “Current Event & Global News” con il 65,4% degli utenti (19,7 milioni).
I primi 20 siti di informazione online più seguiti in Italia Notiziario USPI n° 1/2017
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TULLIO DE MAURO: EDUCARE ALLA PAROLA “Utilizziamo solo in parte le potenzialità di comunicazione che ci offrono il linguaggio e la parola. Possiamo fare ancora molti passi avanti sulla via della comprensione reciproca e dell’intelligenza del mondo, purché l’uso del linguaggio sia anche educazione alla parola” Il 2016 si era aperto con la morte di Umberto Eco, ed anche il 2017, purtroppo, si è avviato con un’altra triste dipartita nel mondo della cultura italiana: Tullio De Mauro, il linguista più famoso del nostro Paese, si è spento il 5 gennaio 2017 all’età di 84. È stato professore emerito di Linguistica generale presso la facoltà di Scienze umanistiche dell’Università La Sapienza di Roma. Qui e in altre università italiane dal 1958 ha insegnato a vario titolo materie linguistiche. Membro dell’Accademia della Crusca, socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei, è doctor h.c. di diverse università straniere. Autore di scritti specialistici e di volumi di linguistica teorica, linguistica greco-latina, storia linguistica italiana, semantica, semiotica, educazione e scuola. Fra le opere più significative: Storia linguistica dell’Italia unita (1963), Minisemantica (1982), Idee per il governo della scuola (1995), Linguistica elementare (1998), Lezioni di linguistica teorica (2008), tutte uscite da Laterza. Da ultimo In Europa son già 103. Troppe lingue per una democrazia? (Laterza 2014), in cui ha proposto l’utilizzo dell’inglese come lingua comune dell’Unione europea. Ha curato per la Utet il Grande Dizionario Italiano dell’uso , in sei volumi. Fu ministro della Pubblica istruzione nel governo Amato II (2000-2001). Da linguista, De Mauro ha più volte denunciato, negli ultimi anni della sua vita, il preoccupante fenomeno dell’analfabetismo funzionale che affligge una consistente percentuale della popolazione italiana. Vogliamo ricordarlo e rendergli omaggio, pubblicando un suo scritto, “Educare alla parola”, ripreso dal sito nuovoeutile.it.: LA FATICA DEL DIRE E DEL CAPIRE Chi di noi appartiene all’età adulta, ed è per giunta istruito, usa le parole in uno spazio che in genere gli appare puramente mentale: le ascolta e capisce, le progetta e con poca fatica le dice o scrive. Ogni giorno, una persona adulta colta “processa”, come dicono gli informatici, decine e decine di migliaia di parole. Vale la pena azzardare una stima. Sappiamo che, in un minuto, leggiamo o sentiamo leggere ad alta voce in modo comprensibile circa cento parole italiane o tedesche, centodieci francesi o inglesi, ma contemporaneamente, nello stesso minuto, ne pensiamo almeno altrettante senza troppa difficoltà. Per essere cauti si può stimare, al ribasso, che un adulto colto processi ogni giorno, in sedici ore di veglia, assai più di centomila parole. Ma il word processing mentale continua anche durante il sonno. Ripeto, sono stime caute, al ribasso. Nella lettura muta un buon lettore triplica queste cifre. E le parole pensate possono scorrere sullo schermo della mente ancora più veloci di quelle lette. Così l’adulto colto si fa l’idea che le parole e il parlare Notiziario USPI n° 1/2017
siano qualcosa di aereo: puro spirito. Restano sepolte nella memoria perinatale e postnatale le fatiche del primo apprendimento delle prime parole, quando tutto il corpo, cervello compreso, dovette imparare a obbedire a un impulso primordiale: impegnarsi nella fatica di ascoltare voci, di isolare parole, di capirle, capirne l’importanza vitale, imparare a tenerle a mente, desiderare poi di balbettarle e, infine, riuscire a dirle. Di solito resta sepolta nella memoria infantile anche quella che Antonio Gramsci chiamava “la fatica muscolare dello studio” – natiche dolenti per lo stare seduti a leggere, occhi stanchi a decifrare gruppi di lettere di alfabeti o ideogrammi, a imparare cifre e numeri – per quella parte del genere umano che ha potuto studiare e, di nuovo, ha dovuto fronteggiare il compito di imparare nuove parole di una qualche lingua, apparentemente lontane dall’immediata vita quotidiana, così come il bambino aveva imparata a vederla. APPROPRIARSI DELLA PAROLA L’adulto colto ha vissuto allora tutta la fatica di mobilitare corpo e cervello per trasformare l’impulso naturale primordiale al comunicare nel cammino che lo ha portato a farsi partecipe di una cultura determinata e a salire in uno spazio dove parole, cifre, formule aleggiano leggere e sono quasi sempre, quasi tutte, a portata di intelligenze che hanno imparato a muoversi sempre più speditamente. Ma in generale l’adulto istruito quella fatica l’ha dimenticata: la sua mente scorre distratta, come su una cosa ovvia, quando legge che il parlare umano è qualcosa di naturale e però è anche qualcosa di culturale, di storico. Se uno riesce a comunicarglielo, l’istruito apprende con stupore che è non è altrettanto ovvio mettere insieme le due affermazioni in modo concettualmente coerente, oltre che col trattino con cui scriviamo lingue storiconaturali. La visione del parlare che qui vogliamo delineare ha la presunzione di togliere ovvietà a quel che appare ovvio, non per il gusto di complicare le cose ma perché l’adulto istruito avverta l’enormità del privilegio che la storia della specie e remote fatiche infantili gli hanno dato. E questa è una condizione necessaria per trarne qualche conseguenza. E perché anche altri, non uno di meno se possibile, 9
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TULLIO DE MAURO: EDUCARE ALLA PAROLA si affaccino nell’aereo mondo mirabile dove può muoversi la sua mente. LA PAROLA E IL LINGUAGGIO, TRA NATURA E CULTURA Il primo passo da fare è rendersi conto di quanto la cultura e l’intelligenza linguistica di chi è istruito devono all’animalità e al corpo. Naturalmente, anche un profano si rende conto che gli organi di cui ci serviamo per produrre o sentire la voce, oppure il cervello che guida produzione e percezione della voce e memorizza parola e regole, e anche l’attribuzione di valori sintattici e semantici alle sequenze foniche con cui parliamo sono eredità biologiche per ciascun individuo della specie umana.
curee) sia gli scolastici di derivazione aristotelica, fa esporre al progenitore del genere umano, Adamo, nel canto XXVI del Paradiso (vv. 124-38), in particolare nella terzina famosa: Opera naturale è ch’uom favella, ma così o così, natura lascia poi fare a voi secondo che v’abbella.
Ma anche il profano capisce che, invece, non sono “natura”, ma appartengono a certe epoche storiche, e non ad altre, certi significati e certi vocaboli, come le differenze dei significati possesso e proprietà; così come sono gravidi di una cultura e storicità determinata vocaboli come, per esempio, pólis, praetor, parlamento, aeroplano, computer, ma anche parole umili come scarpa, patata, pane, lampadina.
In età moderna, e ancor più nel Novecento, le frontiere della ricerca intorno al linguaggio umano hanno conosciuto e stanno continuando a conoscere rapidi spostamenti. Le conoscenze consolidate si sono ampliate e si vanno ampliando enormemente. Sempre di più capiamo che, come ha scritto un linguista seguace di Noam Chomsky, l’americano Ray Jackendoff (Linguaggio e natura umana, p. 17), «l’abilità di parlare e capire una lingua umana è una complessa miscela di natura e cultura». Oggi scorgiamo meglio il ruolo della fisicità, anzi -megliodella animalità nel costituirsi della lingua. Ci rendiamo conto che elementi costitutivi e primari del linguaggio umano si riconducono a strati profondi della evoluzione dell’intera biomassa.
Due biologi, John Sepkopski e Jay Gould, hanno mostrato come ogni singola parte dell’organismo umano (muscoli, sangue, ossa, nervi, unghie, fino ai capelli) sia riconducibile a una particolare tappa della scala evolutiva in cui quella parte emerge.
LA PAROLA “NATURALE” Il problema, nella sua formulazione più generale e generica, non è nuovo. Già nel mondo greco antico, a partire dalle osservazioni di viaggiatori, medici e filosofi, si formò l’idea che sapere usare una lingua è un fatto naturale per gli esseri umani. Nel Perì diaítes, attribuito a Ippocrate (Coo 469-Larissa 399 a.C), composto comunque intorno al 400 a.C., il parlare, la diálektos, viene considerato uno dei sette sensi (udito, vista, odorato, gusto, diálektos appunto, di cui è organo la bocca, tatto, inspirazione-espirazione) che mettono in contatto l’ánthropos, l’”essere umano”, con il cosmo, e gli danno conoscenza e ignoranza (Reg. I, XXIII). Già allora, e ancora più nel secolo immediatamente seguente, fu chiaro che, unico tra gli altri “sette sensi”, il linguaggio si proietta in lingue differenziate a seconda delle póleis, dei popoli e dei tempi. Questa idea acquistò ancora più nettezza in seguito. Il nesso natura-molteplicità storica è centrale nella dottrina che Dante, riecheggiando sia Orazio (cioè, come oggi sappiamo, antiche fonti epi-
Ho cercato di mostrare altrove, più in dettaglio, che qualcosa del genere vale anche per ogni nostra lingua. Una lingua, come fu insegnato tra fine Ottocento e inizio Novecento da Charles Peirce e Ferdinand de Saussure, è anzitutto un codice semiologico, un codice cioè che, come ogni altro codice semiologico, consente a chi lo usa la produzione e la comprensione di segnali realizzate associando ordinatamente sensi ed espressioni nei significati e significanti dei suoi segni (cioè, nel caso della lingua, parole, frasi, testi). UNA CAPACITÀ CONDIVISA DA OGNI VIVENTE L’uso di un qualunque codice semiologico, anche semplicissimo come quello di esseri elementari (perfino unicellulari) presuppone una serie di capacità che non sono solo umane ma appartengono agli strati più profondi della scala evolutiva. Tali sono la capacità di identificare/differenziare (segnali o altro), essenziale per l’omeostasi, la riproduzione ecc., dunque per l’intera biomassa; la capacità di raccogliere entità diverse in schemi e classi di similarità e di trattarle come simili; la capacità di sintonizzarsi con altri viventi, la capacità di interazione e imitazione sintonica nel ricevere e produrre entità e comportamenti che concretino gli schemi ora detti. Senza queste capacità non si avrebbero segni e segnali. Se le condizioni per avere segni e segnali appartengono a strati profondi dell’insieme dei viventi, appartengono a tali Notiziario USPI n° 1/2017
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strati anche il bisogno e la capacità di usare i segnali e i segni nelle funzioni che abbiamo imparato a conoscere inizialmente osservando il solo linguaggio umano: la funzione espressiva, che accompagna ogni segnale dichiarando (lo si voglia o no) l’identità di chi lo produce; la funzione di appello, con cui col segnale si richiama l’attenzione di altri; la funzione di menzogna e/o di gioco; la funzione di rappresentazione semantica di un contenuto. Ma una lingua non è solo e semplicemente un codice semiologico qualunque. È un codice semiologico che appartiene a una sottoclasse della classe cui appartengono anche i calcoli e i linguaggi formali, cioè alla sottoclasse dei codici con segni che sono articolati in morfi (unità di per sé significative, come le singole cifre di un numero arabo o i numeri di un’addizione ecc.) e in sintagmi (gruppi di parole o gruppi di numeri ecc.). Di nuovo ciò rimanda a capacità pre-umane, come la capacità di discriminare le parti di un segno e saperle riutilizzare e combinare correttamente, come sanno fare molte specie viventi dalle api a molti uccelli, ai mammiferi superiori. Su queste basi profonde gli Ominidi direttamente antenati dell’Homo sapiens, e l’Homo sapiens, hanno appreso attraverso molte centinaia di migliaia di anni a conferire alle lingue altre proprietà che, almeno per ora, non troviamo tutte insieme presenti e intrecciate fuori delle lingue umane e dei codici postlinguistici, come i calcoli matematici che gli umani hanno costruito a partire alle lingue. Ma anche queste proprietà più specifiche si sono manifestate perché gli umani hanno fatto appello a capacità non unicamente umane, ma più largamente presenti una per una nel mondo vivente: le lingue si caratterizzano per il loro oscillare e variare nello spazio e nel tempo, oscillano e variano i significati delle parole, e ciò presuppone l’appello continuo alla capacità di innovare e di sfruttare le innovazioni in modo diverso da luogo a luogo, capacità che troviamo in molte di quelle specie viventi che l’etologo Dànilo Mainardi, seguito poi da altri, ha chiamato “animale culturale”. LE RADICI VITALI DELLA PAROLA La fatica dimenticata dei primi anni di vita di un essere umano condensa la fatica che, nelle centinaia di migliaia di anni, la specie umana ha compiuto per costruirsi forme sempre più astratte di cultura e lingue che possono essere rese idonee a ciò. Il gioco delle analogie che sorregge una qualità tipica delle parole, la flessibilità dei loro significati, non è un arabesco intellettuale librantesi nel vuoto, ma è un gioco che continuamente rinvia a ciò che Galileo chiamava “sensate esperienze”, alla base fisica e corporea della nostra vita e capacità di intelligenza. Quel poter dire io e tu che aiuta a dire e capire ciò che noi o altri diciamo rinvia al nostro saper essere parte autonoma, autonomamente inventiva, di un gruppo, e al saper riconoscere ad altri tale autonomia. Animalità, corporeità, comunanza sono altrettante radici delle nostre parole, anche le più rarefatte. Proprio per la enorme potenza intellettuale di ogni lingua, il locutore, se ne smarrisce le radici vitali, biologiche, animali, corporee, rischia di fingere di parlare, mentre in realtà fa girare a vuoto la lingua. Notiziario USPI n° 1/2017
Il rischio di questo smarrire le radici animali, corporee, non riguarda solo il nostro parlare. Rinvio a due lavori recenti, forse ancora non ben noti (almeno ai linguisti). Uno psicoanalista brasiliano e teorico dell’analisi, Armando B. Ferrari, ha appena pubblicato un volume significativo per noi fin dal titolo: From the Eclypse of the Body to the Dawn of Thought (Free Association Books, Londra 2004) e un italiano, Massimo Negrotti, studia da molti anni ciò che, in gran parte, determina nelle nostre culture il rischio di eclissi del corpo, l’immenso sviluppo pervasivo dell’artificialità (La terza realtà. Introduzione alla teoria dell’artificiale, Dedalo, Bari 1997). PARLARE A VUOTO Eclissi del corpo e artificialità ci espongono al rischio del parlare a vuoto. Il parlare non gira a vuoto soltanto se i suoi contenuti si ancorano, prima o poi, a un esperire concreto. Specie nelle fasi di apprendimento, soltanto per tale via si formano i significati: a partire da sensi assai determinati e sperimentati nel vivo, operativamente, con intervento non solo dei canali percettivi ‘nobili’ (vista, udito), ma anche dei più rudimentali (tatto, gusto, olfatto). Anche la comprensione si realizza attraverso processi di adattamento, di va e vieni, tra lo scorrere di sensi determinati e il bagaglio di potenzialità semantiche delle parole disponibili per il ricettore. Senza circoscritte esperienze individuate da particolari sensi in cui si concretano i significati delle frasi di un locutore che non parli a vuoto, il ricettore rischia di accogliere queste frasi come formule vuote. E di diventare lui stesso poi un ripetitore di formule vuote, un rischio colto già tanti anni fa genialmente da Georges Orwell (Politics and English Language, 1946). La prima conseguenza da trarre è cercare di non smarrire mai la coscienza del rapporto di continuità che lega, immediatamente o mediatamente, il più aereo e astratto dei significati al concreto e all’immediato esperire. La seconda conseguenza è poter capire quanto lunga è la strada che porta dalle esperienze più concrete e immediate alle elaborazioni più astratte e intessute di mediazioni e ciò ci aiuta anche a capire quanti sono quelli che non la percorrono tutta, ma si perdono lungo il cammino. Una lingua è fatta in modo che in qualche misura sia possibile comunicare con parole anche oltre la distanza culturale, ma ciò avviene solo in modo limitato. Il gioco verbale più denso di significati complessi gira a vuoto per molti. Non bisogna disperare: utilizziamo solo una parte assai piccola delle potenzialità di comunicazione che ci offre una lingua. Possiamo fare passi avanti sulla via antica della comprensione reciproca e della comprensione e intelligenza del mondo. Purché chi guarda in fondo al linguaggio vi scorga la necessità che esso, se non vuole limitare la sua stessa funzione, si faccia esso stesso educazione alla parola in tutte le sue potenzialità.
(http://nuovoeutile.it/linguaggio-tullio-de-mauroeducare-alla-parola/)
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SERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE OGGETTO: A) GESTIONE SOSTITUTIVA DELL’AGO (lavoro subordinato)- Minimi Retributivi e contributivi per l’Anno 2017; B) RATEAZIONE DEBITI CONTRIBUTIVI; C) ABROGAZIONE TRATTAMENTO MOBILITÀ E RELATIVA CONTRIBUZIONE; D) GESTIONE SEPARATA (LAVORO AUTONOMO) - ALIqUOTE E MASSIMALE IMPONIBILE 2017; E) CONTRIBUZIONE VOLONTARIA 2017; F) AGGIORNAMENTI DASM. A) GESTIONE SOSTITUTIVA A.G.O. (LAVORO DIPENDENTE) - MINIMI RETRIBUTIVI E CONTRIBUTIVI PER IL 2017
CIRCOLARE N. 1 DEL 16/01/2017 la FNSI e la FIEG, e - limitatamente al settore giornalistico della emittenza radiotelevisiva in ambito locale - il contratto stipulato tra la FNSI ed il coordinamento Aeranti-Corallo. In relazione ai rapporti di lavoro regolati dall’art. 2 o 12 del CNLG Fieg/Fnsi (qualifica di collaboratore o corrispondente) - che non sono legati alla presenza quotidiana - le contribuzioni dovute all’INPGI non potranno essere determinate su retribuzioni inferiori al suddetto importo minimo mensile. Per i giornalisti dipendenti della Pubblica Amministrazione e per i giornalisti dipendenti da aziende che operano in settori diversi da quello editoriale e/o radiotelevisivo - titolari di un rapporto di lavoro regolato dal CCNL del comparto di appartenenza - le retribuzioni minime di riferimento sono, invece, quelle relative al contratto collettivo applicato.
- MINIMALI DI RETRIBUZIONE PER L’ANNO 2017 L’ISTAT, con comunicato del 16/01/2017, ha determinato l’indice di variazione dei prezzi al consumo (indice FOI senza tabacchi) tra l’anno 2016 e l’anno 2015 nella misura negativa del - 0,1 %. Tuttavia, si ricorda cha la legge n. 208/2015 (legge di stabilità 2016), all’art. 1, comma 287, ha disposto che “con riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali e ai parametri ad esse connessi, la percentuale di adeguamento corrispondente alla variazione che si determina rapportando il valore medio dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all’anno precedente il mese di decorrenza dell’adeguamento, all’analogo valore medio relativo all’anno precedente non può risultare inferiore a zero”. Pertanto, ancorché la variazione percentuale negli indici dei prezzi al consumo, tra l’anno 2016 e l’anno 2015, accertata dall’Istat sia pari a - 0,1%, la misura per l’anno 2017 del limite minimo di retribuzione giornaliera e degli altri valori per il calcolo delle contribuzioni dovute è confermata in misura pari a quella dell’anno 2016. Di conseguenza, si segnala che i minimali retributivi previsti dall’art.7 del D.L. n. 463/1983, convertito con modificazioni in legge n. 638/1983 e successive modificazioni ed integrazioni, a decorrere dal 1/01/2017 risultano confermati in Euro 47,68 giornalieri, pari a Euro 1.240,00 mensili. Si ricorda che le vigenti disposizioni legislative prevedono che la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi previdenziali ed assistenziali non può essere inferiore all’importo stabilito da leggi, regolamenti, contratti collettivi stipulati dalle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale, ovvero da accordi collettivi o individuali, qualora ne derivi una retribuzione di importo superiore a quello previsto dalla contrattazione collettiva (D.L. n. 338/1989 convertito in legge n.389/1989). Si fa presente che anche i datori di lavoro non aderenti alla disciplina collettiva posta in essere dalle citate Organizzazioni Sindacali sono obbligati, agli effetti del versamento delle predette contribuzioni, al rispetto dei trattamenti retributivi stabiliti dalla disciplina collettiva. Infatti, l’art.2 - comma 25 della legge 549/1995 ha disposto che, in caso di pluralità di contratti collettivi intervenuti per la stessa categoria, la retribuzione ai fini del calcolo dei contributi è quella stabilita dai contratti collettivi stipulati dalle Organizzazioni Sindacali comparativamente più rappresentative nella categoria. Nel caso dei giornalisti ha, quindi, valenza il contratto stipulato tra
- CONTRIBUZIONE AGGIUNTIVA 1% DI CUI ALL’ART. 3 TER DELLA LEGGE N. 438/1992 Si comunica che, relativamente all’anno 2017, la fascia retributiva annua oltre la quale deve essere corrisposta l’aliquota aggiuntiva dell’1% (posta a carico del dipendente), prevista dall’art.3 ter della legge n. 438/1992, è pari a Euro 46.184,00 (importo pari alla 1^ fascia di retribuzione pensionabile - art. 7 Regolamento INPGI). L’importo indicato, rapportato a dodici mesi, è pari a Euro 3.849,00. Si conferma, altresì, che il versamento del contributo ha cadenza mensile, salvo conguaglio da effettuarsi con la denuncia contributiva del mese di dicembre, ovvero alla cessazione del rapporto di lavoro, se interviene in corso d’anno. Per le modalità di determinazione e versamento si rimanda alle disposizioni già impartite con precedenti circolari. Si ricorda che in base all’art.12, comma 9, della legge 30/04/1969 n.153, come da ultimo modificato dall’art.6 del decreto legislativo 2/09/1997 n. 314, “le gratifiche annuali e periodiche, i conguagli di retribuzione spettanti a seguito di norma di legge o di contratto aventi effetto retroattivo e i premi di produzione sono in ogni caso assoggettati a contribuzione nel mese di corresponsione”. Di conseguenza, tali elementi di retribuzione, in deroga al principio generale di competenza, devono essere assoggettate a contribuzione unitamente alla retribuzione riferita al mese in cui sono corrisposte, anche ai fini del contributo aggiuntivo dell’1% di cui all’art. 3 ter della legge n. 438/92.
- ART. 42, COMMA 5, D.LGS N. 151/2001 - INDENNITÀ ECONOMICA PER I PERIODI DI CONGEDO RICONOSCIUTI PER L’ASSISTENZA AI FAMILIARI PORTATORI DI hANDICAP GRAVE. Si ricorda che - a decorrere dal 1/05/2011 - l’autorizzazione al congedo straordinario ed il pagamento dell’indennità economica rientra nelle competenze dell’INPS, anche per i giornalisti dipendenti da datori di lavoro privati assicurati presso l’INPGI (vedi la Circolare INPGI n. 4 del 7/04/2011 ed il Messaggio INPS n. 12440 dell’8/06/2011). L’INPGI – a richiesta del giornalista - provvede solo ed esclusivamente all’accredito della contribuzione figurativa. Si riportano, in ogni caso, le misure previste per l’anno 2017, sulla base delle quali saranno accreditate le contribuzioni figurative (determinate tenendo conto dell’aliquota contributiva IVS dell’INPGI, pari nel 2017 al 33,00% della retribuNotiziario USPI n° 1/2017
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zione imponibile): TABELLA 1 Valori massimi dell’indennità (Importi in EURO, calcolati secondo l’aliquota IVS INPGI)
parte dell’Unione Europea i seguenti Stati: Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Romania e Ungheria.
La suddetta disciplina non riguarda, inoltre, i giornalisti impiegati nei Paesi dello spazio SEE (Islanda, Norvegia e Importo Complessivo Importo massimo giornaliero Importo massimo annuo Liechtenstein), in Svizzera, in Turchia e Anno Annuo della retribuzione figurativa della retribuzione figurativa nei seguenti Paesi extracomunitari legati (indennità + contributi IVS) (su 365 gg) all’Italia da accordi bilaterali in materia di sicurezza sociale: Argentina, Australia, 2017 47.445,84 35.674,00 97,74 Brasile, Canada e Quebec, Capoverde, Repubblica di Corea, Israele, Jersey e ex-Jugoslavia (Repubblica Serba, - RETRIBUZIONI CONVENZIONALI DI CUI ALL’ART. 4, Isole del Canale, COMMA 1, DEL D.L. 31/07/1987, N. 317 (CONVERTITO IN Repubblica del Montenegro, Repubblica di Macedonia e LEGGE N. 389/87), PER I GIORNALISTI OPERANTI ALL’E- Repubblica di Bosnia-Erzegovina), Principato di Monaco, San Marino, Tunisia, Uruguay, Stati Uniti d’America, Venezuela e STERO IN PAESI NON CONVENZIONATI Vaticano. Con Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, del B) RATEAZIONE DEI DEBITI CONTRIBUTIVI. 22 dicembre 2016, sono state fissate le retribuzioni convenzionali di cui agli articoli 1 e 4 del decreto-legge 31 luglio Si fa seguito alla circolare INPGI n. 5 del 1° ottobre 2008 in 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 materia di versamento rateale del debito contributivo da ottobre 1987, n.398, da prendere a base per il calcolo dei parte dei datori di lavoro e/o committenti, per comunicare contributi dovuti per l’assicurazione obbligatoria a favore dei che - per l’anno 2017 - si prescinde dalla garanzia fideiussogiornalisti operanti nei Paesi extracomunitari non legati ria nei casi in cui il debito oggetto di rateazione sia inferiore a 45.256,00 euro, purché la durata del rateizzo sia limitata a all’Italia da accordi di sicurezza sociale. Tali retribuzioni convenzionali si applicano non soltanto ai massimo 12 mesi. giornalisti italiani ma anche ai cittadini degli altri Stati mem- Per la rateazione di debiti contributivi maggiori del predetto bri dell’Unione Europea ed ai giornalisti extracomunitari, tito- importo e/o di durata superiore ai 12 mesi, si rimanda alle lari di un regolare contratto di lavoro in Italia, inviati dal pro- disposizioni di cui alla citata circolare INPGI n. 5 del prio datore di lavoro in un Paese extracomunitario. Per l’anno 1/10/2008. 2017, i valori retributivi sono i seguenti: C) ABROGAZIONE INDENNITA’ DI MOBILITA’ E RELATIVA CONTRIBUZIONE TABELLA 2 Si ricorda che i valori convenzionali mensili, nel caso di instaurazioni, di risoluzioni del rapporto di lavoro, trasferimenti da Anno
Retribuzione Nazionale Da
3.802,12
3.802,13
5.149,08
6.496,03
7.842,99
o per l’estero, avvenuti nel corso del mese, sono divisibili in ragione di 26 giornate. La contribuzione deve essere riferita alle retribuzioni convenzionali in ragione di dodici mensilità. Ai fini dell’individuazione della fascia di retribuzione convenzionale da prendere a riferimento per il calcolo dei contributi, deve essere preventivamente determinato - dividendolo per dodici - il trattamento retributivo spettante secondo la normativa di legge e/o contrattuale italiana. Si ricorda, altresì, che la disciplina relativa all’imponibile previdenziale sulla base delle retribuzioni convenzionali non riguarda i giornalisti operanti nell’ambito dei Paesi comunitari (Unione Europea). Si ricorda che, oltre all’Italia, fanno Notiziario USPI n° 1/2017
L’art. 2, comma 71, della legge 28 giugno 2012 n. 92 e successive modificazioni, ha disposto - a decorrere dal 1/01/2017 - l’abrogazione del trattaRetribuzione Fascia convenzionale mento di indennità di I 3.802,12 mobilità ordinaria. II 5.149,07 L’abrogazione dei trattaIII 6.496,02 menti sopra richiamati IV 7.842,98 comporta, V 9.189,93 dalla medesima data del 1/01/2017, la cessazione dell’obbligo di versamento del contributo ordinario di mobilità, pari allo 0,30% della retribuzione imponibile (art. 16, comma 2, lett. a), della legge n. 223/91). La predetta norma ha, inoltre, abrogato la possibilità di iscrizione nelle liste di mobilità. A decorrere dal 1/01/2017 sono altresì espressamente abrogate le disposizioni che prevedono incentivi per l’assunzione dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità. Le agevolazioni contributive disciplinate dall’articolo 8, commi 2 e 4, e dall’articolo 25, comma 9, della legge 3
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SERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE 223/1991 troveranno applicazione fino alla loro naturale scadenza per le assunzioni, trasformazioni o proroghe effettuate entro il 31 dicembre 2016, anche se il termine di fruizione delle stesse dovesse scadere successivamente alla predetta data. Per le assunzioni, le proroghe o le trasformazioni effettuate in data successiva al 31 dicembre 2016, il regime contributivo agevolato non potrà trovare applicazione, a prescindere dalla data di iscrizione del lavoratore nelle liste di mobilità. D) GESTIONE SEPARATA (LAVORO AUTONOMO SVOLTO SOTTO FORMA DI CO.CO.CO.) - ALIqUOTE E MASSIMALE IMPONIBILE PER IL 2017
- GESTIONE SEPARATA EX DLGS 103/96 - ALIqUOTE CONTRIBUTIVE. L’aliquota contributiva da applicare sui compensi dovuti ai giornalisti che svolgono attività lavorativa nella forma della collaborazione coordinata e continuativa, che non risultino contestualmente assicurati presso altre forme obbligatorie e la relativa aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche, per l’anno 2017, sono confermate nelle seguenti misure: TABELLA 3
CIRCOLARE N. 1 DEL 16/01/2017 lavoro dipendente, trova applicazione il disposto del primo comma dell’articolo 51 del T.U.I.R., in base al quale le somme corrisposte entro il giorno 12 del mese di gennaio si considerano percepite nel periodo d’imposta precedente. Di conseguenza, i compensi erogati ai collaboratori entro la data del 12 gennaio 2017, purché riferiti a prestazioni effettuate entro il 31 dicembre 2016, sono da assoggettare a contribuzione con riferimento all’anno 2016 (aliquota e massimale 2016), avendo l’accortezza di dichiararli nella procedura DASM come compenso arretrato 12/2016. Per quanto riguarda, invece, i compensi per attività giornalistica svolta in forma autonoma diversi dalle collaborazioni coordinate e continuative (con o senza progetto), come meglio individuati nella citata circolare INPGI n. 5 del 10/03/2009, resta confermata la misura del contributo integrativo del 2% a carico del committente (D.lgs 103/96), da erogare direttamente al giornalista. Si ricorda, infine, che - a decorrere dal 1/01/2012 - è venuta meno la facoltà di NON iscrizione prevista per i soggetti pensionati e con più di 65 anni di età (Art. 18, comma 11, decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito nella legge 15 luglio 2011, n. 111). Di conseguenza, a decorrere dalla predetta data, il contributo integrativo del 2% di cui sopra dovrà essere erogato anche ai giornalisti già pensionati e/o ultra sessantacinquenni.
L’aliquota contributiva dovuta, invece, dai committenti in favore dei collaboratori coordinati e continuativi che siano titolari contestualmente anche di altra posizione assicurativa o pensionati e la relativa aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche restano così stabilite: TABELLA 4
- MASSIMALE IMPONIBILE Per i giornalisti che svolgono attività lavorativa nella forma della collaborazione coordinata e continuativa la contribuzione è dovuta nel limite del massimale contributivo annuo di cui all’art. 2, comma 18, della legge n. 335/1995.
Si ricorda che le predette aliquote ridotte, oltre ai titolari di trattamenti pensionistici, sono applicabili solo ed esclusivamente ai soggetti che risultino contestualmente assicurati in altra gestione previdenziale obbligatoria. A tal fine, si fa presente che non assume rilievo il fatto che il giornalista possa risultare già assicurato alla Gestione separata dell’INPGI per altro rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e/o attività libero professionale. Pertanto, nel caso in cui un giornalista non sia assicurato in altre gestioni previdenziali, ma svolga due o più collaborazioni giornalistiche con diversi committenti, tutti i compensi dovranno essere assoggettati ad aliquota contributiva intera. Per le modalità applicative delle predette aliquote contributive, si rimanda comunque alle disposizioni di cui alla circolare INPGI n. 5 del 10/03/2009. Si ricorda che, per il versamento dei contributi in favore dei collaboratori, i cui compensi - ai sensi dell’articolo 34 della legge 21 novembre 2000, n. 342 - sono assimilati ai redditi da
Tale massimale, per l’anno 2017, è confermato in 100.324,00 euro. Il predetto massimale contributivo è riferito, ovviamente, anche ai giornalisti che svolgono attività libero professionale assicurati presso la Gestione Previdenziale separata INPGI. - REDDITO MINIMO PER L’ACCREDITO DELLA CONTRIBUZIONE L’accredito dei contributi mensili nelle posizioni assicurative dei singoli giornalisti titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa è basato sul minimale di reddito di cui all’articolo 1, comma 3, della legge n. 233/1990. Tale minimale per l’anno 2017 è confermato in 15.548,00 euro. Pertanto, nel caso in cui - alla fine dell’anno - il predetto minimale non fosse stato raggiunto si procederà ad una contrazione dei contributi mensili accreditati, in proporzione al contributo versato. Si precisa che il committente è tenuto a deterNotiziario USPI n° 1/2017
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minare la contribuzione dovuta all’INPGI sulla base dei compensi effettivamente corrisposti ai propri collaboratori e non è richiesto, quindi, l’adeguamento al predetto importo. Il predetto minimale di reddito, ai fini dell’attribuzione dell’anzianità contributiva, si applica anche ai giornalisti che svolgono attività autonoma giornalistica libero professionale (ancorché senza partita IVA e/o mediante cessione del diritto d’autore). E) CONTRIBUZIONE VOLONTARIA Per i giornalisti ammessi alla prosecuzione volontaria della contribuzione, per l’anno 2017, gli importi minimi dovuti sono i seguenti: - Gestione sostitutiva dell’AGO (lavoro dipendente): 900,00 euro mensili; - Gestione separata INPGI (co.co.co. e/o co.co.pro): 336,86 euro mensili; Per i liberi professionisti (con Partita IVA, ritenuta acconto e/o Cessione diritti autore) iscritti alla Gestione separata INPGI, il contributo volontario è pari all’importo del contributo soggettivo ed integrativo versato nell’ultimo anno. Tuttavia, al fine di attribuire n. 12 mesi di anzianità assicurativa nell’anno è necessario che il contributo soggettivo volontario sia almeno pari a 1.554,80 euro annui. In caso contrario, in assenza di integrazione, si procederà ad una contrazione dei contributi mensili accreditati, in proporzione all’importo del contributo effettivamente versato. F) AGGIORNAMENTI PROCEDURA DASM Ai fini dell’utilizzo della procedura DASM (denuncia contributiva mensile) per i periodi contributivi dell’anno 2017, è necessario procedere all’aggiornamento del software relativo a tale procedura. Gli aggiornamenti - versione 5.3.6 - saranno disponibili nella sezione “notizie per le aziende” del sito internet dell’Istituto www.inpgi.it entro il 3 febbraio 2017.
IL DIRIGENTE F.to Augusto Moriga
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata. ENTRO IL MESE DI GENNAIO Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTRO ADIGE, - che pubblicano qUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e i relativi supplementi allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2016); - che pubblicano qUATTORDICINALI, qUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre) 2016). ENTRO IL MESE DI FEBBRAIO Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA E MARChE - che pubblicano qUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2016); - che pubblicano qUATTORDICINALI, qUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre 2016). Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2017.
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Nel 2015 America e Cina i mercati editoriali più grandi per ricavi e nuove pubblicazioni Italia sesta, dietro Germania, Uk e Francia, con fatturato in leggera crescita Per il terzo anno consecutivo nel 2015 sono America e Cina i due Paesi con i mercati editoriali più grandi. Secondo i dati diffusi dall’Ipa – International Publishing Association, ragionando in termini di fatturato, ristampe e nuove pubblicazioni, tra libri cartacei ed e-book, il mercato a stelle e strisce si è attestato a 24,9 miliardi di euro, in crescita del 9% rispetto all’anno scorso, mentre quello cinese, a quota 10,5 miliardi ha registrato un calo dello 0,63%, rispetto a un 2014 in cui, invece, era cresciuto di oltre 1,4 miliardi. Distaccato dietro la coppia di testa si posiziona il mercato tedesco, il primo tra quelli europei, che si attesta a quota 5,43 miliardi, in calo del 2% rispetto al 2014. Scendendo dal podio troviamo poi Inghilterra, con un mercato del valore di 4,15 miliardi (-9%), e Francia, a 2,67 (+0,57%). Sesto posto per il mercato italiano, a quota 1,58 miliardi, che registra una lievissima crescita dello 0,51%. Chiudono la top 10 il Brasile (a 1,43 miliardi, con un calo del
13%), Olanda (1,06 miliardi), Thailandia (390 milioni) e Norvegia (318 milioni). (primaonline.it, 25 novembre 2016)
Il ‘Times’ di Londra abbandona l’app settimanale a pagamento rivolta ai lettori internazionali Nick Petrie: continueremo a pubblicare edizioni ovunque nel mondo Il ‘Times’ di Londra chiude l’app a pagamento per abbonamenti settimanali. Lanciata lo scorso gennaio e disponibile in 46 paesi nel mondo. L’app era stata voluta per provare a raggiungere i lettori internazionali. Il 31 ottobre, è stato l’ultimo giorno in cui si poteva accedere ai contenuti dell’app, che fino ad allora veniva aggiornata ogni giovedì della settimana. Secondo Nienan Lab, l’app non ha incontrato l’apprezzamento dei lettori. Il ‘Times’, tuttavia, spiega a Nieman Lab Nick Petrie, deputy head of digital, non abbandona l’idea di “pubblicare edizioni ovunque nel mondo”.
ilNotiziario Mensile - numeri Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Editoriale: Sara Cipriani Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)
CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER E’ STATA
RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACChI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU www.USPI.IT, SEZIONE “CONVENZIONI”.
Il n. gennaio 7 è stato stampato il 26 gennaio 2017
Notiziario USPI Edizione Gennaio 2017