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Timestamp: 2020-08-14 18:17:58+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 4680 del 25/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4680 del 25/02/2011
Cassazione civile sez. lav., 25/02/2011, (ud. 25/01/2011, dep. 25/02/2011), n.4680
sul ricorso 4752-2009 proposto da:
avverso la sentenza n. 248/2008 della CORTE D’APPELLO di CAMPOBASSO,
depositata il 11/07/2008, R.G.N. 166/07;
P.L., dipendente dell’Agenzia del Territorio, chiese e ottenne dal Tribunale di Campobasso, nei confronti dell’Amministrazione datrice di lavoro, decreto ingiuntivo relativo alle somme trattenutegli in busta paga a titolo di contributi previdenziali in pendenza della sospensione del loro versamento per effetto della normativa emergenziale successiva al sisma che aveva colpito il Molise nell’anno 2002 (OPCM n. 3253/2002 e successive ordinanze di integrazione e proroga). Il Tribunale di Campobasso rigettò l’opposizione svolta dalla parte ingiunta (la quale aveva sostenuto l’applicabilità della normativa di riferimento ai soli datori di lavoro privati) e la Corte d’Appello di Campobasso, con sentenza in data 4.7 – 11.7.2008, rigettò l’impugnazione proposta dall’Amministrazione, osservando, in particolare, che:
– a non diversa soluzione conduceva la norma di cui al D.L. n. 263 del 2006, art. 6, comma 1 bis, convertito in L. n. 290 del 2006, di interpretazione autentica della legge n. 225/92 in quanto: a) l’OPCM n. 3253/2002 era stata emanata anche in base al D.L. n. 245 del 2002, convertito in L. n. 286 del 2002, non oggetto di interpretazione autentica; b) la norma interpretativa non aveva preso in considerazione il diritto alla sospensione per i dipendenti, avendo disciplinato soltanto il diritto alla sospensione dei datori di lavoro.
L’intimato P.L. non ha svolto attività difensiva.
1. Con il primo motivo parte ricorrente denuncia violazione dell’art. 7 OPCM n. 3253/2002, assumendo la sua riferibilità soltanto ai datori di lavoro del settore privato, sia per il riferimento della sospensione ai “versamenti”, fase conclusiva del ciclo di spesa successiva alla trattenuta in busta paga della quota a carico dei lavoratori; sia per i richiami testuali ai “soggetti residenti” o “aventi sede legale”, riferibili al concetto aziendalistico di sede operativa; sia in considerazione della ratto del provvedimento, finalizzato alla liberazione di risorse da sfruttare per la produzione di beni e servizi e non all’incremento della retribuzione dei dipendenti pubblici.
Con il secondo motivo parte ricorrente denuncia violazione del D.L. n. 263 del 2006, art. 6, comma 1 bis, convertito in L. n. 290 del 2006, assumendone la riferibilità anche alla ridetta OPCM n. 3253/2002, siccome emessa ai sensi della L. n. 225 del 1992, art. 5, in linea con quanto ritenuto dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 325/2008.
L’OPCM n. 3253/2002, all’art. 7, comma 1, stabilisce che “Nei confronti dei soggetti residenti, aventi sede legale od operativa alla data degli eventi sismici iniziati il 31 ottobre 2002 nel territorio di cui al D.P. Consiglio dei Ministri del 31 ottobre 2002 e del D.P. Consiglio dei Ministri 8 novembre 2002, sono sospesi, fino al 31 marzo 2003, i versamenti dei contributi di previdenza e di assistenza sociale e dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, ivi compresa la quota a carico dei lavoratori dipendenti, nonchè di quelli con contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Per lo stesso periodo sono sospesi i termini per l’effettuazione degli adempimenti connessi al versamento dei contributi di cui sopra”; i suddetti termini sono stati poi prorogati dalle OOPCM nn. 3279/2003, 3300/2003 e 3308/2003.
La ridetta OPCM n. 3253/2002 fa espresso e prioritario riferimento alla L. n. 225 del 1992 (“vista la L. 24 febbraio 1992, n. 225, art. 5”); nel preambolo viene altresì richiamato anche il D.L. n. 245 del 2002, con significativo riferimento, “in particolare” all’art. 2, comma 2, “con il quale si rinvia la disciplina e la definizione delle modalità degli interventi di emergenza ad ordinanze di protezione civile”. Pertanto deve convenirsi che anche l’OPCM n. 3253/2002 rientra fra le ordinanze di protezione civile contemplate dal D.L. n. 263 del 2006, art. 6, comma 1 bis, convertito in L. n. 290 del 2006.
Il D.L. n. 263 del 2006, predetto art. 6, comma 1 bis, convertito in L. n. 290 del 2006, è norma di interpretazione autentica, secondo quanto esplicitato dal dato testuale e, come tale, di portata retroattiva.
Deve al contempo escludersi una sua efficacia soltanto innovativa rispetto al contenuto precettivo dell’art. 7, poichè l’interpretazione autenticamente affermata rientra fra quelle possibili della norma in esame, alla luce in particolare del riferimento testuale ai “versamenti” – ossia agli adempimenti dell’obbligo previdenziale riservati alla parte datoriale e successivi alla trattenuta delle quote a carico dei lavoratori – e alla ratto della disposizione, individuabile nell’intento di favorire la liberazione di risorse economiche da destinare al sostegno delle attività imprenditoriali.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, revoca il decreto ingiuntivo opposto e rigetta la domanda d’ingiunzione, compensando le spese dell’intero processo.