Source: https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/19680034/197706230000/comparison.html
Timestamp: 2020-02-19 02:35:52+00:00
Document Index: 168324507

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 14']

Campo d’applicazione il 22 novembre 2017
che modifica la Convenzione internazionale su l’unificazione di alcune regole in materia di polizza di carico, firmata a Bruxelles il 25 agosto 1924
Approvato dall’Assemblea federale il 24 settembre 19751
Ratificato dalla Svizzera con strumento depositato l’11 dicembre 1975
Considerata l’opportunità di modificare la Convenzione internazionale su l’unificazione di alcune regole in materia di polizza di carico, firmata a Bruxelles, il 25 agosto 19242,
1. L’articolo 3 paragrafo 4 deve essere completato come segue:
2. Nell’articolo 3 paragrafo 6 il quarto alinea è sostituito dalla disposizione seguente:
«Con riserva delle disposizioni del paragrafo 6bis, il vettore e la nave sono comunque esonerati da qualsiasi responsabilità relativa alle merci, a meno che un’azione sia promossa entro un anno dalla consegna o dalla data in cui avrebbero dovuto essere state consegnate. Questo termine può nondimeno essere prolungato mediante accordo conchiuso tra le Parti, posteriormente all’evento che ha dato origine all’azione».
3. All’articolo 3 è aggiunto, dopo il paragrafo 6, un paragrafo 6bis, del tenore seguente:
«Le azioni di regresso possono essere esercitate anche dopo la scadenza del termine previsto nel paragrafo precedente, e esse sono promosse entro il termine stabilito dalla legge del tribunale adito. Nondimeno, questo termine non può essere inferiore a tre mesi a contare dalla data in cui la persona che promuove l’azione di regresso ha soddisfatto la pretesa o ha ricevuto il reclamo.»
L’articolo 4 paragrafo 5 è abrogato e sostituito dal testo seguente:
A meno che la natura e il valore delle merci siano stati dichiarati dal caricatore innanzi l’imbarco e che questa dichiarazione sia stata inserita nella polizza di carico, il vettore e la nave non sono in nessun caso responsabili delle perdite o dei danni recati alle merci o concernenti queste ultime per una somma superiore all’equivalente di 10 000 franchi per collo o unità o 30 franchi per chilogrammo di peso lordo delle merci perse o avariate, tenuto conto che è applicabile il limite più elevato.
L’ammontare totale dovuto è calcolato in riferimento al valore delle merci nel luogo e giorno in cui sono state scaricate conformemente al contratto, oppure nel giorno e nel luogo in cui avrebbero dovute essere scaricate.
Il valore della merce è determinato secondo il corso in borsa oppure, mancando quest’ultimo, secondo il prezzo corrente sul mercato o, mancando l’uno e l’altro, secondo il valore abituale di merci di natura e qualità simili.
Per franco, s’intende un’unità consistente in 65,5 milligrammi d’oro al titolo di 900 millesimi di fino. La data di conversione della somma accordata in moneta nazionale è determinata dalla legge della giurisdizione adita.
Né il vettore né la nave hanno il diritto di fruire della limitazione di responsabilità istituita nel presente paragrafo, se è provato che il danno risulta da un atto o da un’omissione del vettore, cagionato sia con l’intenzione di provocare un danno, sia temerariamente e con la consapevolezza che ne sarebbe probabilmente risultato un danno.
La dichiarazione menzionata nell’alinea a) del presente paragrafo, inserita nella polizza di carico, costituisce una presunzione salvo prova contraria, ma non vincola il vettore che può contestarla.
Mediante convenzione tra il vettore, capitano o agente del vettore e il caricatore, possono essere stabilite somme massime diverse da quelle indicate nell’alinea a) del presente paragrafo, purché questo ammontare massimo non sia inferiore alla somma massima corrispondente menzionata nel presente alinea.
«1. Gli esoneri e le limitazioni previsti dalla presente Convenzione sono applicabili a qualsiasi azione contro il vettore per risarcimento di perdite o di danni cagionati a merci costituenti l’oggetto di un contratto di trasporto, indipendentemente se l’azione sia fondata sulla responsabilità contrattuale o su una responsabilità extracontrattuale.
2. Se una siffatta azione è promossa contro un preposto del vettore, quest’ultimo potrà prevalersi degli esoneri e delle limitazioni di responsabilità che il vettore può invocare in virtù della Convenzione.
3. L’ammontare complessivo delle somme addossate al vettore e ai suoi preposti non deve superare in questo caso il limite previsto nella presente Convenzione.
4. Nondimeno, il preposto non può prevalersi delle disposizioni del presente articolo se è provato che il danno risulta da un atto o da un’omissione di detto preposto, avvenuto sia con l’intenzione di provocare un danno, sia temerariamente e con la consapevolezza che ne sarebbe probabilmente risultato un danno».
L’articolo 9 della Convenzione è sostituito con la disposizione seguente:
L’articolo 10 della Convenzione è sostituito con la disposizione seguente:
«Le disposizioni della presente Convenzione s’applicano a qualsiasi polizza di carico concernente un trasporto di merce fra porti di due Stati diversi, allorché:
Il presente articolo non infirma il diritto di uno Stato contraente d’applicare le disposizioni della presente Convenzione alle polizze di carico cui non si applicano gli alinea precedenti».
Fra le Parti del presente Protocollo, la disdetta della Convenzione, da parte di una di esse in virtù dell’articolo 15 di quest’ultima, non deve essere interpretata come una disdetta della Convenzione emendata dal presente Protocollo.
Qualsiasi vertenza fra le Parti contraenti concernente l’interpretazione o l’applicazione della Convenzione, che non può essere composta mediante negoziati, è sottoposta all’arbitrato, a domanda di una di esse. Se entro sei mesi dopo la data della domanda d’arbitrato, le Parti non giungono ad un accordo sull’organizzazione dell’arbitrato, una di esse può sottoporre la vertenza alla Corte internazionale di Giustizia, presentando una domanda conformemente allo statuto della Corte.
1. Ciascuna Parte può, al momento in cui firma o ratifica il presente Protocollo o vi aderisce, dichiarare che essa non si considera vincolata dall’articolo 8 del presente Protocollo. Le Parti contraenti non sono vincolate da detto articolo rispetto a qualsiasi Parte contraente che ha formulato una siffatta riserva.
Il presente Protocollo è aperto alla firma degli Stati che, innanzi il 23 febbraio 1968, hanno ratificato la Convenzione o vi hanno aderito come anche di qualsiasi Stato rappresentato nella XII sessione (1967–1968) della Conferenza diplomatica di diritto marittimo.
2. La ratificazione del presente Protocollo da parte di uno Stato che non è partecipe della Convenzione provoca l’adesione alla Convenzione.
1. Gli Stati membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite o delle sue istituzioni specializzate, non rappresentate alla dodicesima sessione della Conferenza diplomatica di diritto marittimo, possono aderire al presente Protocollo.
2. L’adesione al presente Protocollo provoca adesione alla Convenzione.
3. Gli strumenti d’adesione verranno depositati presso il Governo belga.
1. Il presente Protocollo entrerà in vigore tre mesi dopo la data del deposito di dieci strumenti di ratificazione o d’adesione, di cui almeno cinque provenienti da Stati che possiedono ciascuno un tonnellaggio globale equivalente o superiore a 1 milione di tonnellate di stazza lorda.
2. Per ciascuno Stato che ratifica il presente Protocollo o vi aderisce dopo la data di deposito dello strumento di ratificazione o d’adesione determinante l’entrata in vigore secondo il paragrafo 1 del presente articolo, il presente Protocollo entrerà in vigore tre mesi dopo il deposito del suo strumento di ratificazione o d’adesione.
1. Qualsiasi Stato contraente può, al momento della firma, della ratificazione, dell’adesione o in qualsiasi altro momento successivo, notificare per scritto al Governo belga quali sono, fra i territori sottoposti alla sua sovranità o di cui assicura le relazioni internazionali, quelli cui si applica il presente Protocollo.
Il presente Protocollo è applicabile a detti territori tre mesi dopo la data di ricezione della notificazione da parte del Governo belga, ma non innanzi la data d’entrata in vigore del presente Protocollo riguardo a detto Stato.
2. Questo allargamento vale parimente per la Convenzione se quest’ultima non è ancora applicabile a detti territori.
3. Qualsiasi Stato contraente che ha sottoscritto una dichiarazione secondo il paragrafo 1 del presente articolo può, in ogni momento, avvertire il governo belga che il Protocollo cessa d’essere applicabile ai territori in questione. Questa disdetta ha effetto un anno dopo la data di ricezione da parte del Governo belga della notificazione di disdetta; essa vale parimente per la Convenzione.
Il Governo belga notificherà agli Stati rappresentati nella dodicesima sessione (1967–1968) della Conferenza diplomatica di Diritto marittimo, agli Stati che aderiranno al presente Protocollo, come anche agli Stati vincolati dalla Convenzione:
2. La data in cui entrerà in vigore il presente Protocollo in applicazione dell’articolo 13.
3. Le notificazioni riguardo all’applicazione territoriale, fatte in esecuzione dell’articolo 15.
4. Le disdette ricevute in applicazione dell’articolo 14.
3 RU 1977 1077, 1981 1354, 1983 420, 1984 273, 1985 1770, 1987 1151, 2006 823 e 2018 27. Una versione aggiornata del campo d’applicazione è pubblicata sul sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).
Protocole portant modification de la Convention internationale pour l’unification de certaines règles en matière de connaissement, signée à Bruxelles le 25 août 1924
Conclu à Bruxelles le 23 février 1968
Approuvé par l’Assemblée fédérale le 24 septembre 19751
Instrument de ratification déposé par la Suisse le 11 décembre 1975
Entré en vigueur pour la Suisse le 23 juin 1977
Considérant qu’il est souhaitable d’amender la Convention internationale pour l’unification de certaines règles en matière de connaissement, signée à Bruxelles le 25 août 19242,
1. A l’art. 3, par. 4, il y a lieu d’ajouter le texte suivant:
«Toutefois, la preuve contraire n’est pas admise lorsque le connaissement a été transféré à un tiers porteur de bonne foi.»
2. A l’art. 3, par. 6, le quatrième alinéa est remplacé par la disposition suivante:
«Sous réserve des dispositions du par. 6bis le transporteur et le navire seront en tous cas déchargés de toute responsabilité quelconque relativement aux marchandises, à moins qu’une action ne soit intentée dans l’année de leur délivrance ou de la date à laquelle elles eussent dû être délivrées. Ce délai peut toutefois être prolongé par un accord conclu entre les parties postérieurement à l’événement qui a donné lieu à l’action.»
3. A l’art. 3 il y a lieu d’ajouter après le par. 6 un par. 6bis libellé comme suit:
«Les actions récursoires pourront être exercées même après l’expiration du délai prévu au paragraphe précédent, si elles le sont dans le délai déterminé par la loi du Tribunal saisi de l’affaire. Toutefois, ce délai ne pourra être inférieur à trois mois à partir du jour où la personne qui exerce l’action récursoire a réglé la réclamation ou a elle—même reçu signification de l’assignation.»
L’art. 4, par. 5, sera supprimé et remplacé par le texte suivant:
A moins que la nature et la valeur des marchandises n’aient été déclarées par le chargeur avant leur embarquement et que cette déclaration ait été insérée dans le connaissement, le transporteur, comme le navire, ne seront en aucun cas responsables des pertes ou dommages des marchandises ou concernant celles—ci pour une somme supérieure à l’équivalent de 10 000 francs par colis ou unité ou 30 francs par kilogramme de poids brut des marchandises perdues ou endommagées, la limite la plus élevée étant applicable.
La valeur de la marchandise est déterminée d’après le cours en Bourse, ou, à défaut, d’après le prix courant sur le marché ou, à défaut de l’un et de l’autre, d’après la valeur usuelle de marchandises de mêmes nature et qualité.
Lorsqu’un cadre, une palette ou tout engin similaire est utilisé pour grouper des marchandises, tout colis ou unité énuméré au connaissement comme étant inclus dans cet engin sera considéré comme un colis ou unité au sens de ce paragraphe. En dehors du cas prévu ci—dessus, cet engin sera considéré comme colis ou unité.
Par franc, il faut entendre une unité consistant en 65,5 milligrammes d’or, au titre de 900 millièmes de fin. La date de conversion de la somme accordée en monnaie nationale sera déterminée par la loi de la juridiction saisie du litige.
Ni le transporteur, ni le navire n’auront le droit de bénéficier de la limitation de responsabilité établie par ce paragraphe s’il est prouvé que le dommage résulte d’un acte ou d’une omission du transporteur qui a eu lieu, soit avec l’intention de provoquer un dommage, soit témérairement et avec conscience qu’un dommage en résulterait probablement.
La déclaration mentionnée à l’al. a) de ce paragraphe, insérée dans le connaissement constituera une présomption sauf preuve contraire, mais elle ne liera pas le transporteur qui pourra la contester.
Par convention entre le transporteur, capitaine ou agent du transporteur et le chargeur, d’autres sommes maxima que celles mentionnées à l’al. a) de ce paragraphe peuvent être déterminées, pourvu que ce montant maximum conventionnel ne soit pas inférieur au montant maximum correspondant mentionné dans cet alinéa.
Ni le transporteur, ni le navire ne seront en aucun cas responsables pour perte ou dommage causé aux marchandises ou les concernant, si dans le connaissement le chargeur a fait sciemment une fausse déclaration de leur nature ou de leur valeur.»
Entre les art. 4 et 5 de la Convention est inséré un art. 4bis libellé comme suit:
«1. Les exonérations et limitations prévues par la présente Convention sont applicables à toute action contre le transporteur en réparation de pertes ou dommages à des marchandises faisant l’objet d’un contrat de transport, que l’action soit fondée sur la responsabilité contractuelle ou sur une responsabilité extra—contractuelle.
3. L’ensemble des montants mis à charge du transporteur et de ses préposés ne dépassera pas dans ce cas la limite prévue par la présente Convention.
4. Toutefois le préposé ne pourra se prévaloir des dispositions du présent article, s’il est prouvé que le dommage résulte d’un acte ou d’une omission de ce préposé qui a eu lieu soit avec l’intention de provoquer un dommage, soit témérairement et avec conscience qu’un dommage en résulterait probablement.»
L’art. 9 de la Convention est remplacé par la disposition suivante:
«La présente Convention ne porte pas atteinte aux dispositions des Conventions internationales ou des lois nationales régissant la responsabilité pour dommages nucléaires.»
L’art. 10 de la Convention est remplacé par la disposition suivante:
«Les dispositions de la présente Convention s’appliqueront à tout connaissement relatif à un transport de marchandises entre ports relevant de deux Etats différents, quand:
le connaissement est émis dans un Etat contractant
le transport a lieu au départ d’un port d’un Etat contractant ou
Chaque Etat contractant appliquera les dispositions de la présente Convention aux connaissements mentionnés ci—dessus.
Le présent article ne porte pas atteinte au droit d’un Etat contractant d’appliquer les dispositions de la présente Convention aux connaissements non visés par les alinéas précédents.»
Entre les Parties au présent Protocole, la Convention et le Protocole seront considérés et interprétés comme un seul et même instrument.
Une Partie au présent Protocole ne se verra pas obligée d’appliquer les dispositions du présent Protocole aux connaissements délivrés dans un Etat Partie à la Convention mais n’étant pas Partie au présent Protocole.
Entre les Parties au présent Protocole, la dénonciation de la Convention par l’une d’elles en vertu de l’art. 15 de celle—ci ne doit pas être interprétée comme une dénonciation de la Convention amendée par le présent Protocole.
Tout différend entre des Parties Contractantes concernant l’interprétation ou l’application de la Convention, qui ne peut pas être réglé par voie de négociation, est soumis à l’arbitrage, à la demande de l’une d’entre elles. Si dans les six mois qui suivent la date de la demande d’arbitrage, les Parties ne parviennent pas à se mettre d’accord sur l’organisation de l’arbitrage, l’une quelconque d’entre elles peut soumettre le différend à la Cour internationale de Justice, en déposant une requête conformément au statut de la Cour.
1. Chaque Partie Contractante pourra, au moment où elle signera ou ratifiera le présent Protocole ou y adhérera, déclarer qu’elle, ne se considère pas liée par l’art. 8 du présent Protocole. Les autres Parties Contractantes ne seront pas liées par cet article envers toute Partie Contractante qui aura formulé une telle réserve.
2. Toute Partie Contractante qui aura formulé une réserve conformément au paragraphe précédent pourra à tout moment lever cette réserve par une notification adressée au Gouvernement belge.
Le présent Protocole sera ouvert à la signature des Etats qui, avant le 23 février 1968, ont ratifié la Convention ou qui y ont adhéré ainsi qu’à tout Etat représenté à la douzième session (1967–1968) de la Conférence diplomatique de Droit maritime.
1. Le présent Protocole sera ratifié.
2. La ratification du présent Protocole par un Etat qui n’est pas partie à la Convention emporte adhésion à la Convention.
3. Les instruments de ratification seront déposés auprès du Gouvernement belge.
1. Les Etats membres de l’Organisation des Nations Unies ou des institutions spécialisées des Nations Unies, non représentés à la douzième session de la Conférence diplomatique de Droit maritime, pourront adhérer au présent Protocole.
2. L’adhésion au présent Protocole emporte adhésion à la Convention.
3. Les instruments d’adhésion seront déposés auprès du Gouvernement belge.
1. Le présent Protocole entrera en vigueur trois mois après la date du dépôt de dix instruments de ratification ou d’adhésion, dont au moins cinq émanant d’Etats qui possèdent chacun un tonnage global égal ou supérieur à un million de tonneaux de jauge brute.
2. Pour chaque Etat ratifiant le présent Protocole ou y adhérant après la date du dépôt de l’instrument de ratification ou d’adhésion déterminant l’entrée en vigueur telle qu’elle est fixée au par. 1 du présent article, le présent Protocole entrera en vigueur trois mois après le dépôt de son instrument de ratification ou d’adhésion.
1. Chacun des Etats contractants pourra dénoncer le présent Protocole par notification au Gouvernement belge.
2. Cette dénonciation emportera dénonciation de la Convention.
3. La dénonciation prendra effet un an après la date de réception de la notification par le Gouvernement belge.
1. Tout Etat Contractant pourra, au moment de la signature, de la ratification, de l’adhésion, ou à tout moment ultérieur, notifier par écrit au Gouvernement belge quels sont parmi les territoires qui sont soumis à sa souveraineté ou dont il assure les relations internationales ceux auxquels s’applique le présent Protocole.
Le Protocole sera applicable aux dits territoires trois mois après la date de réception de cette notification par le Gouvernement belge, mais pas avant la date d’entrée en vigueur du présent Protocole à l’égard de cet Etat.
2. Cette extension vaudra également pour la Convention si celle—ci n’est pas encore applicable à ces territoires.
3. Tout Etat Contractant qui a souscrit une déclaration au titre du par. 1 du présent article, pourra, à tout moment, aviser le Gouvernement belge que le Protocole cesse de s’appliquer aux territoires en question. Cette dénonciation prendra effet un an après la date de réception par le Gouvernement belge de la notification de dénonciation; elle vaudra également pour la Convention.
Les Parties Contractantes peuvent mettre le présent Protocole en vigueur soit en lui donnant force de loi, soit en incorporant dans leur législation de la manière propre à celle—ci les règles adoptées aux termes du présent Protocole.
Le Gouvernement belge notifiera aux Etats représentés à la douzième session (1967–1968) de la Conférence diplomatique de Droit maritime, aux Etats qui adhèrent au présent Protocole, ainsi qu’aux Etats liés par la Convention:
1. Les signatures, ratifications et adhésions reçues en application des art. 10, 11 et 12.
2. La date à laquelle le présent Protocole entrera en vigueur en application de l’art. 13.
3. Les notifications au sujet de l’application territoriale faites en exécution de l’art. 15.
4. Les dénonciations reçues en application de l’art. 14.
Fait à Bruxelles, le 23 février 1968, en langues française et anglaise, les deux textes faisant également foi, en un seul exemplaire, qui restera déposé dans les archives du Gouvernement belge, lequel en délivrera des copies certifiées conformes.
Champ d’application le 22 novembre 20173
Les réserves et déclarations, à l’exception de celles de la Suisse, ne sont pas publiées au RO. Les textes en français et en anglais peuvent être consultés à l’adresse du site Internet du Gouvernement belge: http://diplomatie.belgium.be/fr/traites/ou obtenus à la Direction du droit international public (DDIP), Section des traités internationaux, 3003 Berne.
a Le protocole n’est pas applicable aux îles Féroé
RO 1977 1077; FF 1975 I 937
1 Art. 1er let c. de l’AF du 24 sept. 1975 (RO 1977 1074).
3 RO 1977 1077, 1981 1354, 1983 420, 1984 273, 1985 1770, 1987 1151, 2006 823, 2018 27. Une version du champ d’application mise à jour est publiée sur le site web du DFAE (www.dfae.admin.ch/traites).