Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1106-codice-civile-regolamento-della-comunione-e-nomina-di-amministratore
Timestamp: 2019-06-25 18:41:19+00:00
Document Index: 92119979

Matched Legal Cases: ['art. 1106', 'art. 1131', 'art. 1106', 'art. 1131', 'art. 65', 'art. 80', 'art. 1129', 'art. 1105', 'art. 1106', 'art. 1130', 'art. 1131']

Art. 1106 codice civile: Regolamento della comunione e nomina di amministratore | La Legge per tutti
Nello stesso modo l’amministrazione può essere delegata ad uno o più partecipanti, o anche a un estraneo, determinandosi i poteri e gli obblighi dell’amministratore (1).
Atti di ordinaria amministrazione: [v. 1105]; Amministratore: [v. 1105].
Regolamento: insieme delle regole che i comunisti hanno la facoltà di adottare per disciplinare l’ordinaria amministrazione della cosa comune.
(1) Se i poteri affidati all’amministratore eccedono l’ordinaria amministrazione, la revoca di questi richiede il voto della maggioranza qualificata [v. 1108] dei partecipanti alla comunione.
L'amministratore della comunione non può agire in giudizio in rappresentanza dei partecipanti contro uno dei comunisti, se tale potere non gli sia stato attribuito nella delega di cui al secondo comma dell'art. 1106 cod. civ., non essendo applicabile analogicamente - per la presenza della disposizione citata, che prevede la determinazione dei poteri delegati - la regola contenuta nel primo comma dell'art. 1131 cod. civ., la quale attribuisce all'amministratore del condominio il potere di agire in giudizio sia contro i condomini che contro terzi. Cassa con rinvio, Trib. Genova, 13/02/2007
Cassazione civile sez. II 21 febbraio 2014 n. 4209
L'amministratore della comunione non è legittimato ad agire in giudizio (neanche con azione monitoria) in rappresentanza dei partecipanti contro uno o più comunisti se questo potere non gli viene attribuito specificamente nella delega relativa ai suoi compiti ex art. 1106, comma 2, c.c.. In presenza della suddetta norma non è possibile applicare analogicamente la regola prevista dall'art. 1131, comma 1, c.c., che attribuisce all'amministratore del condominio il potere di agire in giudizio sia contro i condomini che contro terzi.
L’art. 65 disp. att. c.c. dopo aver previsto, al comma 1, che "Quando per qualsiasi causa manca il legale rappresentante dei condomini, chi intende iniziare o promuovere una lite contro i partecipanti a un condominio può richiedere la nomina di un curatore speciale ai sensi dell’art. 80 c.p.c.", stabilisce, al comma 2, che "Il curatore speciale deve convocare l’assemblea dei condomini per avere istruzioni sulla condotta della lite". Dal sistema normativo emerge che l’amministratore di condominio non è un organo necessario del condominio. L’art. 1129 c.c. espressamente richiede la nomina di un amministratore solo quando il numero di condomini sia superiore a quattro. Ne consegue che in materia di condominio negli edifici, l’organo principale, depositario del potere decisionale, è l’assemblea dei condomini, così come in materia di comunione in generale il potere decisionale e di amministrazione della cosa comune, spetta solo ed esclusivamente ai comunisti (art. 1105 c.c.) e la nomina di un amministratore cui "delegare" l’esercizio del potere di amministrazione è ipotesi meramente eventuale, ex art. 1106 c.c. (La Corte aggiunge quanto segue. La prima, fondamentale, competenza dell’amministratore consiste nell’"eseguire le deliberazioni dell’assemblea dei condomini" (art. 1130 c.c., comma 1 n. 1). Da tale disposto si evince che l’essenza delle funzioni dell’amministratore è imprescindibilmente legata al potere decisionale dell’assemblea: è l’assemblea l’organo deliberativo del condominio e l’organo cui compete l’adozione di decisioni in materia di amministrazione dello stesso, mentre l’amministratore riveste un ruolo di mero esecutore materiale delle deliberazioni adottate in seno all’assemblea. Nessun potere decisionale o gestorio compete all’amministratore di condominio in quanto tale (e ciò a differenza di quanto accade nelle società, sia di persone che di capitali, dove all’amministratore competono poteri propriamente gestionali). Anche l’art. 1131 c.c., nell’attribuire all’amministratore di condominio un potere di rappresentanza dei condomini e di azione in giudizio, chiarisce che tale potere è conferito "Nei limiti delle attribuzioni stabilite dall’articolo precedente o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento di condominio o dall’assemblea". Ancora una volta, quindi, si legano i poteri dell’amministratore di condominio alle deliberazioni dell’assemblea, proprio a voler sottolineare la derivazione e subordinazione degli stessi alle decisioni dell’organo assembleare).
Cassazione civile sez. un. 06 agosto 2010 n. 18332
Cassazione civile sez. un. 06 agosto 2010 n. 18331
La richiesta rivolta all’amministratore unico di società di acquisire informazioni sullo svolgimento degli affari sociali, di consentire la consultazione dei libri sociali e dei documenti relativi all’amministrazione della società, è attribuito esclusivamente ai soci. Pertanto, in caso di contitolarità di quote sociali da parte di eredi di un defunto socio, gli eredi non sono assimilabili al socio, i diritti dei comproprietari devono essere esercitati da un rappresentante comune nominato secondo le norme di legge. Ne consegue il diniego della richiesta.
Tribunale Tivoli 03 luglio 2008
Cassazione civile sez. I 18 luglio 2007 n. 15962