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Timestamp: 2019-03-24 06:10:37+00:00
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2010_10_04_Sentenza 290-2010
Sentenza 290/2010
Presidente AMIRANTE ‐ Redattore GROSSI
Udienza Pubblica del 06/07/2010 Decisione del 04/10/2010
Deposito del 08/10/2010 Pubblicazione in G. U.
Art. 13, c. 7°, della legge 27/03/1992, n. 257, come modificato dall'art. 1 bis del decreto legge 05/06/1993, n. 169, aggiunto dalla legge 04/08/1993, n. 271
..LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 13, comma 7, della legge 27 marzo 1992, n. 257 (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto), come modificato dall’articolo 1‐bis del decreto‐legge 5 giugno 1993, n. 169 (Disposizioni urgenti per i lavoratori del settore dell’amianto), convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1993, n. 271, sollevata, in riferimento agli articoli 3, primo comma, e 2 della Costituzione, dal Tribunale di Ravenna con l’ordinanza indicata in epigrafe.
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2010_10_13 -Comunicato ONA
PRESENTAZIONE DEL POEMA CIVILE DISMISSIONE DI FABIO ORECCHINI SUL PROBLEMA
AMIANTO DA PARTE DELL’AVV. EZIO BONANNI E DI CLAUDIO ORLANDI CON L’AUTORE.
L’iniziativa giudiziaria dell’Avv. Ezio Bonanni, che ha ottenuto dalla Corte dei Conti di Trieste l’ordine di esibizione ed informativa a carico dei Comandi della Guardia di Finanza circa la presenza di amianto nei luoghi di lavoro degli uomini delle Fiamme Gialle, ha il merito di aver squarciato il velo ed avviato una vera e propria bufera ispettiva, e così, dopo le interrogazioni parlamentari dell’On. Carlo Monai (IDV), e del Senatore Giulio Camber (PDL), ecco l’interrogazione
parlamentare appena avanzata dall’On. Americo Porfidia, molto attento alle problematiche dei lavoratori e dei cittadini esposti e vittime dell’amianto, e punto di riferimento della nostra Associazione.
2010_09_24_interrogazione parlamentare per fondo vittime amianto
Sabato 25 Settembre 2010 17:35
Dichiarazione di Elisabetta Zamparutti, Deputata e
Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Radicali Italiani
Il 22 giugno del 2010, l’AIEA VBA (Associazione Italiana Esposti Amianto) ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Matera nel quale si chiede di accertare eventuali responsabilità dei datori di lavoro che hanno operato nella Val Basento (Eni, SNIA, Liquichimica,.. ed altre).
Nell’esposto in oggetto si ipotizza, tra l’altro, un non corretto adeguamento dei sistemi idonei alla salvaguardia dell’ambiente di lavoro e l’assenza di una sorveglianza sanitaria preventiva a tutela dei lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto.
Intanto, a distanza di due anni, ancora non si è provveduto ad adottare il decreto attuativo della misura prevista dalla legge finanziaria per il 2008, che stanziava 52 milioni di euro a favore delle vittime dirette e, nei casi di premorienza, in favore degli eredi che hanno contratto una patologia asbesto correlata per esposizione all'amianto.
La peste italiana è anche questo: un decreto attuativo che resta nel cassetto, mentre il dramma delle migliaia di lavoratori della Val Basento, che hanno lavorato in ambienti insani, e dei loro familiari si consuma giorno dopo giorno.
Per anni non c’è stata una corretta informazione sulla nocività dell’amianto e adesso qualcuno pretende anche che si muoia in silenzio e senza gravare troppo sulle casse dello Stato e di imprese che hanno agito in modo irresponsabile.
Conforta apprendere dell’interesse del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per la vicenda dei lavoratori della Val Basento e per le sacrosante istanze che con grande determinazione l’AIEA VBA porta avanti da tempo attraverso il suo Presidente Mario Murgia.
si viene a conoscere dall'articolo «Amianto, indennità in vista» , pubblicato dal quotidiano Italia Oggi, in data 17 settembre 2010, alla pagina 27, quanto segue : - la legge finanziaria per il 2008 aveva introdotto una nuova prestazione, con decorrenza dal 1o gennaio 2008, a favore delle vittime dirette e, nei casi di premorienza, in favore degli eredi che hanno contratto una patologia asbesto
correlata per esposizione all'amianto (fibra fiberfrax); - la legge finanziaria per il 2008 ha istituito il fondo vittime dell'amianto, con
una dotazione per un quarto, a carico delle imprese e, per tre quarti, a carico
L'onere a carico dello Stato è pari a 30 milioni di euro per gli anni 2008 e 2009
e di 22 milioni di euro a decorrere dal 2010;
- è stata rimessa ad un apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, la fissazione, tra
l'altro, delle modalità di erogazione della nuova prestazione; - tale decreto doveva essere adottato entro 90 giorni dalla entrata in vigore
della legge finanziaria per il 2008; - in attesa della pubblicazione del regolamento attuativo della misura prevista
dalla legge finanziaria per il 2008, l'INAIL, nella nota protocollo n. 4553/2010,
ha dettato istruzioni per la ricognizione della platea dei beneficiari, e ha
spiegato, prima di tutto, che l'importo erogato dal nuovo fondo si configura
come una prestazione aggiuntiva alla rendita diretta della malattia professionale
per i superstiti o in favore degli eredi per i casi di premorienza; prestazione che
verrà erogata d'ufficio dallo stesso istituto, in misura percentuale della rendita stessa; - ai fini dell'individuazione degli aventi diritto, l'INAIL sta elaborando i dati
in possesso nei propri archivi che, tuttavia, consentono l'evidenziazione dei
beneficiari di rendite in vigore nel periodo «dal gennaio 2008 al maggio 2010»; - per i periodi precedenti al 2008, invece, è necessario che ad attivarsi per la ricognizione siano le sedi territoriali (INAIL).
Inoltre, è necessario che i dirigenti medici si esprimano sui singoli casi, al fine
della valutazione circa la possibile correlazione delle patologie con l'agente
amianto - :
per quale motivo i Ministri interrogati non abbiano ancora provveduto ad adottare il decreto attuativo della misura prevista dalla legge finanziaria per il 2008; con quali azioni ed entro quali termini i Ministri interrogati intendano assicurare che sia resa effettiva la prestazione prevista dalla legge finanziaria per il 2008 anche attraverso l'operato degli enti coinvolti. (4-08728).
2010_05_04_ comunicato sospensiva al consiglio di stato
ALL’ATTENZIONE DEL DIRETTIVO AIEA
p.c. associazioni/sindacati/esperti
In data 28 aprile 2010 abbiamo ricevuto un telegramma e una comunicazione da parte della segreteria dell’avv. Ezio Bonanni (che abbiamo ringraziato) il quale a sua volta era stato avvertito di un ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri di richiesta di sospensiva della applicazione della sentenza 5750/09 del TAR del Lazio. Come è noto questa sentenza, a seguito di un ricorso presentato a nome e per conto di alcune associazioni fra cui l’AIEA, sempre dall’avv. Bonanni, stabiliva la nullità della norma che restringeva gli aventi diritto ai risarcimenti previdenziali dei lavoratori ex esposti per oltre 10 anni soggetti agli atti di indirizzo ministeriali, come stabilito dal decreto ministeriale 12.03.2008. Pertanto diventavano beneficiari del provvedimento tutti coloro che erano soggetti agli atti di indirizzo nel periodo oltre 1992, fino all’inizio delle bonifiche dell’amianto nei loro luoghi di lavoro, non oltre al 2003 e non solo i lavoratori appartenenti alle 15 aziende elencate dall’INAIL.
Contro la sentenza il Ministero del Lavoro e l’INAIL hanno proposto appello davanti al Consiglio di Stato.
Questo non è loro bastato perché come si diceva è stata fatta richiesta di sospensiva della sentenza stessa “per pregiudizio grave e irreparabile”.
Nel caso in cui il Consiglio di Stato avesse accolto tale richiesta la sentenza non sarebbe stata eliminata, ma sospesa (quindi priva di effetti) fino a che non fosse stata discussa nel merito in una successiva udienza sempre davanti al Consiglio di Stato (chissà quando).
Nel frattempo il Parlamento ha approvato il cd decreto mille proroghe (legge 26.02.10 n. 25) che all’articolo 6 comma 9 bis riportava la situazione prima della sentenza. Nel seminario indetto dalla CISL nazionale proprio il 28 in occasione della giornata mondiale delle vittime dell’amianto era intervenuta la dott.ssa Fabiola Ficola a nome e per conto dell’INAIL che aveva affermato essere tale norma un’interpretazione autentica dell’articolo 1 comma 20 della legge 24 dicembre 2007 n. 247, quindi si doveva ritenere la sentenza 5750/09 Tar del Lazio di fatto annullata.
E’ pertanto risultato evidente il parallelismo e la tempestività del Governo che da un lato presenta una norma che il Parlamento velocemente approva e dall’altro presenta un ricorso al Consiglio di Stato per togliere ogni ostacolo alla sua applicazione.
Non ci sembra che il Governo sia stato altrettanto tempestivo nell’emanare il decreto di erogazione del Fondo per le Vittime dell’Amianto che da più di due anni è fermo.
Dobbiamo dire che tutte le volte che abbiamo incontrato il Ministero del Lavoro e l’INAIL abbiamo sentito e misurato nella pratica un’ostilità profonda da parte loro nei confronti dei lavoratori ex esposti soprattutto se richiedenti i risarcimenti previdenziali.
Viene da dire: ma che hanno fatto di male queste lavoratrici e lavoratori?
Tornando al discorso principale dopo l’informazione sull’udienza stabilita davanti al Consiglio di Stato per il 4 maggio ci siamo attivati per predisporre la nostra opposizione. Abbiamo quindi contattato l’avv. Alessandra Mari – e con lei l’avv. Niccolò Paoletti - con cui già ci eravamo incontrati al seguito della revoca del mandato all’avv. Bonanni (per gravi divergenze di ordine politico e giuridico) e impostato la nostra difesa. I tempi stretti non ci hanno permesso di fare una discussione con tutto il direttivo, ma ne abbiamo comunque discusso con qualcuno e con l’avvocato che ha steso e presentato la memoria con il nostro consenso.
Nella sostanza la memoria difensiva che viene posta in allegato presentava due fondamentali argomenti: a) ridicolo e strumentale era la pretesa che gli effetti della sentenza del TAR 5750 mandassero in fallimento lo stato italiano; b) la norma del decreto milleproroghe fatta apposta per noi (del resto come quella che riguarda la Marina Militare) rappresentava un’ingerenza del potere esecutivo e legislativo su quello giudiziario, assolutamente non accettabile. L’avv. Mari ha sostenuto molto duramente quest’ultimo principio anche se – furbescamente – non era contenuto nella memoria dell’avvocatura dello Stato.
Pertanto ed infine gli avvocati dello Stato hanno dovuto accettare, addirittura proporre loro stessi, di superare la richiesta di sospensiva per andare a discutere il merito.
Certamente abbiamo segnato un altro punto a nostro favore (la sentenza resta), ma la partita non è chiusa. Per esprimerci in un vecchio linguaggio che non ci piace più dovremmo dire: abbiamo vinto un’altra battaglia, ma non abbiamo vinto la guerra.
A questo punto c’è tempo e necessità di discutere, e, forse meglio e di più, di mobilitarci.
AIEA NAZIONALE
274.05.10 AIEA - Memoria difensiva_02-05-2010.pdf ; sospensiva_AEA
2010_04_12_ETERNIT comunicazione n° 5
ETERNIT comunicazione n° 5 - 12 aprile 2010
L'udienza del 12 aprile è stata la prima udienza istruttoria ed è stato ascoltato il primo testimone. Si tratta di Nicola Pondrano ex lavoratore Eternit di Casale Monferrato che è stato indicato come teste tanto dalla Procura della Repubblica quanto dalle parti civili.
L'audizione è stata lunghissima (circa quattro ore) e non si è ancora conclusa; proseguirà alla prossima udienza (26 aprile 2010) con il “controesame” da parte dei difensori degli imputati. Nella stessa udienza saranno ascoltati altri due testimoni indicati dalla Procura.
Pondrano, rispondendo alle domande del Pubblico Ministero e delle parti civili, ha ricostruito con grande precisione le modalità con cui si svolgeva la lavorazione all'interno dello stabilimento di Casale Monferrato ed i rischi connessi ; se qualcuno è interessato, potremo inviare, a richiesta, i verbali dell'udienza e/o la trascrizione della registrazione dell'udienza stssa.
All'apertura dell'udienza il tribunale ha dato lettura del provvedimento relativo all'assunzione delle prove.
Come avevamo già annunciato la questione era di grande importanza. Le difese degli imputati chiedevano che fossero sentite oltre 6000 persone (tutte le parti civili più centinaia di testimoni). Le parti civili si erano opposte, per evitare che il processo durasse vari anni, rinunciando a sentire le parti lese e rinunciando a vari testimoni.
Il Tribunale ha deciso la questione (si allega il testo dell'ordinanza ), stabilendo che siano sentiti solo due testimoni per ogni capo di prova prospettato dalle parti e riducendo il numero degli esperti a non più di due per ogni quesito.
Il meccanismo è un po' complesso da spiegare, ma il risultato finale è che saranno sentiti circa cento testimoni in totale e saranno ammessi un numero di esperti che oggi è difficile indicare esattamente ma che, per quanto riguarda le parti civili, dovrebbe consentire quasi a tutti gli esperti internazionali indicati di essere sentiti.
Questa decisione è revocabile o modificabile in qualsiasi momento dal Tribunale stesso, qualora si presenti la necessità di approfondire questioni specifiche.
Sostanzialmente questa decisione del Tribunale consentirà, se non sorgeranno troppe esigenze di approfondimento, di concludere il processo entro il 2010.
Si conferma che gli esperti, che saranno sentiti dopo i testimoni, “entreranno in gioco” dopo l'estate.
2010_03_30_Interrogazione parlamentare Cisterna (Ciuffetta)
2010_04_02_Inapplicabilità del regime di decadenza triennale