Source: http://www.incacalabria.it/notizia4214/CdM-a-Reggio-Calabria-Consegnato-al-Premier-Conte-il-documento-unitario-CGIL-CISL-UIL-sulla-vertenza-LSU-LPU-della-Calabria.html
Timestamp: 2019-05-27 11:32:34+00:00
Document Index: 122679360

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 4']

CdM a Reggio Calabria: Consegnato al Premier Conte il documento unitario CGIL - CISL- UIL sulla vertenza LSU LPU della Calabria
REGGIO CALABRA, 18 Aprile 2019
Oggetto: Vertenza lavoratori a tempo determinato provenienti dall’ex bacino LSU/LPU della Regione Calabria.
Da circa 20 anni, nella Regione Calabria i Lavoratori socialmente utili, di cui all’art. 2, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2000 e i Lavoratori impegnati in attività di pubblica utilità, di cui all’art. 3, comma 1, del D. Lgs. n. 280/1997, svolgono in tante Amministrazioni pubbliche ed in particolar modo nei Comuni, un lavoro instancabile e determinante per garantire l’erogazione di servizi essenziali alla cittadinanza sia in campo amministrativo, sia in quello manutentivo, della viabilità, delle opere e del verde pubblico e in ulteriori ambiti ancora.
Un bacino di ben 4554 operatori che hanno dedicato la loro vita professionale agli Enti Pubblici che li hanno inizialmente utilizzati quali LSU e LPU e negli ultimi 4 anni assunti con contratti di lavoro a tempo determinato, ai sensi dell’art. 1, comma 207, della legge n.147/2013, rinnovati con successive proroghe, la cui ultima scadenza è fissata al 30 ottobre 2019 per effetto della Legge 30 dicembre 2018 n.145 comma 446 lettera h. Tutti, potenzialmente, destinatari della normativa vigente in materia di superamento del precariato nelle Pubbliche Amministrazioni ed inseriti nel percorso di stabilizzazione già delineato dall’art. 1 commi 209, 2ll e 212 della legge n. 147/2013, successivamente rafforzato dalle disposizioni contenute nell’art. 20, comma 14 del D. Lgs. n. 75/2017 e da ultimo riaffermato dall’art. 1, comma 225, della legge n. 205/2017.
Un lungo percorso professionale, vertenziale e normativo che avrebbe dovuto sfociare finalmente nella definitiva stabilizzazione. Purtroppo, però, l’insufficienza delle risorse assegnate alla Regione Calabria dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il Decreto n. 234 del 7 agosto 2018, rischia di interrompere irrimediabilmente detto processo. Infatti, la recente Convenzione tra Regione Calabria e Ministero del Lavoro, oltre a stanziare risorse non bastevoli a retribuire l’orario di lavoro svolto attualmente dai lavoratori ex LSU (21.530.045 euro annui, garantiti solo per quattro anni, per un importo complessivo di 86.120.182 euro), subordina l’erogazione dei fondi stanziati all’atto dell’assunzione a tempo indeterminato e non tiene conto dei lavoratori ex LPU, benché ormai equiparati agli ex LSU.
Si è reso necessario pertanto con la Legge 30 dicembre 2018 n,145 comma 446 prevedere un cofinanziamento statale pari a 50 milioni di euro per attivare le proroghe dei contratti a tempo determinato nelle more del completamento delle procedure di stabilizzazione.
A tutto ciò si aggiunge la mancata emanazione di un provvedimento normativo che deroghi ai vari limiti e vincoli vigenti nella Pubblica Amministrazione in materia di assunzioni, tetti di spesa del personale, Patti di stabilità e quant’altro.
Fin dall’inizio della vertenza, il Sindacato Confederale ha delineato chiaramente e senza tentennamenti la strategia che dovrà essere seguita per raggiungere l’auspicato traguardo delle stabilizzazioni. E’ necessario, innanzitutto, ottenere dallo Stato la storicizzazione dello stesso finanziamento di 50 milioni erogato dal 2015 in poi, in modo che questo, integrato dalle risorse stanziate dalla Regione pari a circa 38 milioni, possa garantire la copertura del reale fabbisogno per l’intero bacino. Ma occorre, altresì, ottenere le deroghe ai vincoli alle facoltà assunzionali che gli Enti in cui i lavoratori prestano servizio oppongono quale impedimento all’inserimento nei piani di fabbisogno.
Orbene, le Organizzazioni Sindacali della Calabria di CGIL, CISL e UIL con le rispettive Categorie NIDIL, CGIL FP, CISL FELSA, UILTEM hanno richiesto in data 6 marzo 2019 l’incontro ai Ministri del Lavoro e della Funzione Pubblica, al fine di realizzare una proficua sintesi tra i diversi livelli istituzionali sulla questione, che ha assunto ormai i connotati di un vero problema sociale.
La complessità di tale vertenza, che individua principalmente il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero per la Pubblica Amministrazione come controparti, non esclude però livelli di confronto anche con la Regione, sia per avere certezza della continuità del finanziamento di sua competenza, sia perché rapidamente emani i provvedimenti normativi, tante volte annunciati, riguardo all’ incentivo all’esodo dei lavoratori e alla possibilità di mobilità tra Enti finalizzata a conseguire la stabilizzazione nelle Amministrazioni più capienti.
Ineludibile anche il confronto con ANCI, così come già chiesto al tavolo regionale, al fine di avere chiara la condizione degli Enti, riguardo la loro capacità e disponibilità a procedere al definitivo inserimento in ruolo.
Si chiede l'emanazione immediata degli atti legislativi previsti dalla legge di Bilancio 2019 in merito all'avvio delle procedure di stabilizzazione, e di un provvedimento normativo contenente le deroghe alla vigente normativa, che offrano la possibilità di:
- effettuare le assunzioni di detti lavoratori anche in posizione sovrannumeraria, collocandoli in un ruolo ad esaurimento, liberandoli dai limiti fissati dal turn over;
- superare l’obbligo di rispettare il tetto di spesa del personale;
- superare l’obbligo di rispettare il Patto di stabilità interno;
- superare il limite del 25% dei rapporti di lavoro part-time, fissato dall’art. 4, comma 2, del CCNL 14 settembre 2000 del personale non dirigente del Comparto Regioni ed Autonomie Locali;
- storicizzare le risorse stanziate dal Governo nazionale, pari a 50 milioni di euro annui, che vanno ad aggiungersi ai 38 milioni di euro annui stanziati dal Governo regionale della Calabria;
Le scriventi Organizzazioni Sindacali chiedono al Presdidente del Consiglio dei Ministri al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, On. le Luigi Di Maio e al Ministro per la Pubblica Amministrazione, On. le Giulia Bongiorno di farsi carico della situazione che coinvolge i 4554 lavoratori a tempo determinato e le loro famiglie e di portare a soluzione la vertenza in atto, adottando i provvedimenti in deroga sopra indicati o ulteriori misure equivalenti, anche al fine di evitare tensioni sociali che potrebbero sfociare in problemi di ordine pubblico.
La Calabria ha bisogno di risposte, soprattutto in campo occupazionale e la stabilizzazione di un così cospicuo bacino di lavoratori precari sarebbe già un primo segnale positivo, che denoterebbe finalmente la giusta attenzione nei confronti di un territorio troppo spesso trascurato e dimenticato dai vari Governi.
Antonio Cimino- NIDIL CGIL
Alessandra Baldari- CGIL FP
Carlo Barletta- Felsa CISL
Gianvincenzo B. Petrassi- UIL TEMP