Source: http://www.urbium.it/site/d_NewsList.asp?CategoriaNews=21&stat=
Timestamp: 2019-09-22 08:58:04+00:00
Document Index: 19818955

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 11', 'art. 38', 'art.11', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 21']

Nell'adozione di atti di repressione dell'abusivismo edilizio l'attività istruttoria è fondamentalmente realizzata in sede di sopralluogo ed è corroborata dalla verifica dell'assenza di titoli edilizi rilasciati per la realizzazione delle opere delle quali si è avuta conoscenza in occasione di detto sopralluogo.
L’ACCOGLIMENTO DI OSSERVAZIONI PRIVATE NON COSTRINGE A CONCEDERE UN TERMINE PER OSSERVAZIONI ULTERIORI
In caso di accoglimento di osservazioni private ad un piano urbanistico non è necessario concedere nuovi termini per la presentazione di ulteriori osservazioni.
LE OSSERVAZIONI DEI PROPRIETARI COSTITUISCONO MERO APPORTO COLLABORATIVO ALLA FORMAZIONE DEGLI STRUMENTI URBANISTICI E IL LORO RIGETTO NON RICHIEDE DETTAGLIATA MOTIVAZIONE
Le osservazioni dei proprietari interessati costituiscono mero apporto collaborativo alla formazione degli strumenti urbanistici e non danno luogo a peculiari aspettative; pertanto, il loro rigetto non richiede una dettagliata motivazione, essendo sufficiente che siano state esaminate e ritenute, in modo serio e ragionevole, in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano regolatore generale.
Il principio del contraddittorio è positivizzato nell'art. 7 L. 241/90 ed pienamente applicabile ai procedimenti di secondo grado con cui si incide, in via di autotutela, su atti favorevoli antecedenti. E' illegittimo l'atto di risoluzione dell'accordo pubblico ex art. 11 L. 241/90 non preceduto dal coinvolgimento procedimentale dell'amministrazione interessata.
ADOZIONE DI VARIANTI AGLI STRUMENTI URBANISTICI VIGENTI: LA PARTECIPAZIONE DEL PRIVATO NON RADICA DI PER SÉ UN INTERESSE GIURIDICAMENTE TUTELABILE
È ILLEGITTIMO L’ORDINE DI DEMOLIZIONE EMESSO SENZA ATTENDERE L’INTEGRALE DECORSO DEL TERMINE A FAVORE DEL DESTINATARIO PER PRODURRE LE PROPRIE CONTRODEDUZIONI
È illegittimo l'ordine di demolizione emesso in seguito all'emanazione del preavviso di rigetto senza attendere l'integrale decorso del termine previsto a favore del destinatario per produrre le proprie controdeduzioni per violazione degli artt. 10 bis della legge n. 241 e dell'art. 38 del D.P.R. n. 380/2001, articolo quest'ultimo che, disciplinando le conseguenze dell'annullamento di un titolo edilizio, prevede che la rimozione dell'opera illegittima sia subordinata al preventivo tentativo di rimozione dei vizi dell'opera. Solo in luogo di tale impossibilità si procederà alla rimessa in pristino della situazione di fatto ovvero, dove ciò risulti impossibile, verrà applicata una sanzione pecuniaria avente gli effetti del c.d. "accertamento di conformità".
GIUSTO PROCEDIMENTO: PRINCIPIO GENERALE
La partecipazione dei destinatari del decreto di esproprio consente un maggior approfondimento, o aggiornamento istruttorio ai fini della determinazione delle indennità espropriative ma soprattutto dell'acquisizione di elementi sopravvenuti (nel caso di specie l'area ha subito rilevanti trasformazioni urbanistiche), potendo apportare elementi tali da incidere sull'an o sul quomodo della determinazione conclusiva espropriativa.
IL COMUNE NON È OBBLIGATO A COMUNICARE L'AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI IRROGAZIONE DI SANZIONI URBANISTICHE: SE LO FA IN MODO IRREGOLARE, GLI ATTI SUCCESSIVI RESTANO VALIDI
Non essendo prescritta la comunicazione di avvio del procedimento di irrogazione di sanzioni urbanistiche, in ragione della natura strettamente vincolata dell'attività relativa alla repressione degli abusi edilizi, edilizi nonché della loro natura urgente per la trasformazione del territorio che potrebbe divenire irreversibile, nel caso che il Comune pur non avendone alcun obbligo, invii la predetta comunicazione agli interessati, le irregolari modalità con cui è stato comunicato l'avvio del procedimento non possono avere alcun effetto invalidante sui successivi atti procedimentali e sul provvedimento definitivo.
LE OSSERVAZIONI DEI PRIVATI NELL'ADOZIONE DELLO STRUMENTO URBANISTICO O SUE VARIANTI HANNO CARATTERE MERAMENTE COLLABORATIVO E NON FONDANO PECULIARI ASPETTATIVE
Le osservazioni dei privati in sede di adozione e di approvazione dello strumento urbanistico o sue varianti generali hanno carattere meramente collaborativo, sicché esse non fondano peculiari aspettative, ed il loro rigetto - anche in sede di esame regionale - non richiede una specifica motivazione, essendo sufficiente che siano state esaminate e ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano.
VARIANTE: NO ALLE COMUNICAZIONI PERSONALI SE NON PUNTUALE
Non trova applicazione l'art.11, comma 1, del d.P.R. n. 327/2001 (comunicazione individuale), qualora la variante generale al piano regolatore non si riferisca alla realizzazione di una specifica opera pubblica, contenendo variazioni urbanistiche relative a diverse zone del Comune; in tale ipotesi debbono pertanto ritenersi sufficienti le garanzie partecipative proprie degli atti di approvazione e di modifica degli strumenti urbanistici ed i connessi adempimenti.
L’AMMINISTRAZIONE HA L'OBBLIGO DI EMANARE IL TITOLO EDILIZIO SE AL MOMENTO DELLA DOMANDA ERA CONFORME ALLA NORMATIVA VIGENTE
Sussiste l'obbligo dell'amministrazione di definire il procedimento edilizio attivato dall'interessato applicando la disciplina vigente al momento di presentazione della relativa domanda emanando il titolo edilizio richiesto, se conforme alla previgente disciplina, ove non sussistano ulteriori cause ostative.
L’OMESSA COMUNICAZIONE DEI MOTIVI OSTATIVI ALL’ACCOGLIMENTO NON COMPORTA L’ANNULLAMENTO DEL PROVVEDIMENTO IL CUI CONTENUTO NON AVREBBE POTUTO ESSERE DIVERSO
La violazione formale dell'obbligo di comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza, nei procedimenti a iniziativa di parte, non può comportare l'annullamento del provvedimento finale allorché il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso.
IL DISSENSO DELL'AMMINISTRAZIONE DAL PARERE TECNICO DEVE ESSERE CONGRUO E ADEGUATO
Laddove nel corso di un procedimento l'Amministrazione acquisisca il parere di un organo tecnico ma ritenga di dissentire dalle valutazioni in esso contenute, deve esprimere una motivazione congrua ed adeguata, che dia conto delle ragioni per le quali non si è condiviso il giudizio dell'organo tecnico.
AL RICHIEDENTE DEVE ESSERE INVIATA LA COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI SANATORIA EDILIZIA
Nei procedimenti di sanatoria edilizia è obbligatorio l'invio della comunicazione di avvio del procedimento: l'obbligatorietà dell'invio di tale comunicazione è stata infatti estesa ai procedimenti ad istanza di parte dalla legge 11 febbraio 2005, n. 15 che all'art. 8, comma 2 (che prevede ciò che deve essere indicato nella comunicazione stessa) ha aggiunto la lettera c-ter) che dispone di indicare nei procedimenti ad iniziativa di parte, la data di presentazione della relativa istanza.
APPOSIZIONE DEL VINCOLO: GIUSTO PROCEDIMENTO SOLO SE SI TRATTA DI SINGOLA OPERA PUBBLICA
L'art. 11, comma 1 lett. b) del d.P.R. n. 327/2001 impone l'avviso di avvio del procedimento al proprietario del bene sul quale si intende apporre il vincolo preordinato all'esproprio nel caso di adozione di una variante al piano regolatore "per la realizzazione di una singola opera pubblica" e non anche in ipotesi di variante generale; la partecipazione degli interessati all'atto generale di pianificazione territoriale è, infatti, sufficientemente garantita dal particolare regime di pubblicità degli atti di programmazione urbanistica in quanto atti amministrativi a contenuto generale in linea con quanto stabilito dall'art. 13 l. n. 241 del 1990.
AL VICINO NON DEVE ESSERE COMUNICATO L'AVVIO DEL PROCEDIMENTO VOLTO AL RILASCIO DEL TITOLO EDILIZIO
Il vicino controinteressato non è un soggetto contemplato tra quelli a cui va inviata la comunicazione di avvio del procedimento per il rilascio di un titolo edilizio, pur se lo stesso già risulti essersi opposto in precedenti occasioni all'attività edilizia dell'altro soggetto confinante.
NEL PROCEDIMENTO SANZIONATORIO PER ABUSI EDILIZI L'AMMINISTRAZIONE HA L'OBBLIGO DI VALUTARE GLI APPORTI PARTECIPATIVI DEL PRIVATO
L'obbligo di provvedere sorge qualora apprezzabili particolari ragioni di giustizia sostanziale impongano un provvedimento espresso in ossequio al dovere di correttezza e buona amministrazione: tale è il caso in cui il destinatario di un ordine di demolizione presenti le proprie osservazioni nel corso del procedimento sanzionatorio, che l'Amministrazione è tenuta a prendere in esame, e, se del caso, motivatamente disattendere.
L'ART. 21-OCTIES NON SANA L'ARCHIVIAZIONE DELLA PRATICA EDILIZIA NON PRECEDUTA DA PREAVVISO DI RIGETTO
Il provvedimento non vincolato che preclude l'intervento edilizio richiesto dall'istante deve essere preceduto da comunicazione di motivi ostativi, in mancanza della quale non è applicabile l'art. 21-octies della legge 241/1990, né nella prima né nella seconda parte.
LIGURIA: NEL PASSAGGIO DAL PRG AL PUC NON SI POSSONO OMETTERE LE FORME PUBBLICITARIE
Nella Regione Liguria non è possibile in sede di passaggio dal prg, o di una variante generale al prg, al puc omettere le formalità pubblicitarie a meno che non vi sia alcuna modifica da apportare allo stesso.