Source: https://www.aeranticorallo.it/provvedimento-del-garante-per-la-protezione-dei-dati-personali-del-29-settembre-1999-qautorizzazione-n71999-al-trattamento-di-dati-a-carattere-giudiziario-da-parte-di-privati-di-enti-pubblici-economic/
Timestamp: 2020-04-09 14:43:44+00:00
Document Index: 172102968

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 686', 'art. 24', 'art. 686', 'art. 41', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 24', 'art. 34', 'art. 1', 'art. 134', 'art. 689', 'art. 688', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 8']

Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 29 settembre 1999 "Autorizzazione n.7/1999 al trattamento di dati a carattere giudiziario da parte di privati, di enti pubblici economici e di soggetti pubblici" - Aeranti-Corallo l’associazione delle radio e tv locali italiane
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“Autorizzazione n.7/1999 al trattamento di dati a carattere giudiziario da parte di privati, di enti pubblici economici e di soggetti pubblici”
Visto, in particolare, l’art. 24, comma 1, della medesima legge, che ammette il trattamento di dati personali idonei a rivelare i provvedimenti giudiziari indicati nell’art. 686, commi 1, lettere a) e d), 2 e 3, del codice di procedura penale, da parte di soggetti pubblici e privati e di enti pubblici economici, “soltanto se autorizzato da espressa disposizione di legge o provvedimento del Garante che specifichino le rilevanti finalita’ di interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati trattati e le precise operazioni autorizzate”;
Constatata la necessita’ di evitare che diversi soggetti privati ed enti pubblici economici debbano interrompere alcuni trattamenti di dati che risultano giustificati da una finalita’ di rilevante interesse pubblico in ragione della loro natura e degli scopi ai quali essi sono strumentali;
Considerato che diversi trattamenti dei predetti dati da parte di soggetti pubblici sono disciplinati nel decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 135;
Considerato che i trattamenti dei medesimi dati giudiziari da parte dei soggetti pubblici, per finalita’ non previste nel capo II del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 135, devono essere autorizzati dal Garante ai sensi dell’art. 24 della legge 31 dicembre 1996, n. 675;
Ritenuta la necessita’ di autorizzare i soggetti pubblici al trattamento dei dati di cui all’art. 686, commi 1, lettere a) e d), 2 e 3, del codice di procedura penale, e cio’ al fine di consentire l’accertamento dell’assenza di alcune situazioni che la normativa in materia di appalti pubblici considera quali cause di esclusione dalla partecipazione a gare d’appalto, in modo che, per esigenze di buon andamento e imparzialita’ dell’azione amministrativa, i soggetti operanti in materia presentino i requisiti previsti di professionalita’ e correttezza;
Considerato che il trattamento dei dati in questione puo’ essere autorizzato dal Garante anche d’ufficio, nei confronti di singoli titolari oppure, con provvedimenti generali, di determinate categorie di titolari o di trattamenti (art. 41, comma 7, della legge n. 675/1996, come modificato dall’art. 4, comma 1, del decreto legislativo 9 maggio 1997, n. 123);
Visti i risultati positivi conseguiti con l’autorizzazione al trattamento dei dati a carattere giudiziario da parte di privati, di enti pubblici economici e soggetti pubblici rilasciata il 10 maggio 1999, come integrata con provvedimenti del 3 giugno 1999 e del 9 settembre 1999, che e’ risultata uno strumento idoneo per prescrivere ed uniformare le misure e gli accorgimenti a garanzia degli interessati, tenendo conto dei diritti e degli interessi meritevoli di tutela degli operatori che verrebbero penalizzati dalla necessaria richiesta di singoli provvedimenti autorizzatori;
Ritenuto opportuno rilasciare una nuova autorizzazione generale in ordine ai dati di carattere giudiziario citati in premessa, al fine di semplificare gli adempimenti previsti dalla legge n. 675/1996, di armonizzare le prescrizioni da impartire ad una ampia categoria di titolari del trattamento e di favorire altresi’ la funzionalita’ dell’ufficio del Garante, alla luce dell’esperienza maturata;
Vista la legge 5 febbraio 1999, n. 25, che stabilisce il termine del 27 febbraio 2000 per l’emanazione di alcuni decreti legislativi finalizzati a completare la disciplina sulla protezione dei dati personali in attuazione della direttiva comunitaria n. 95/46/CE del 24 ottobre 1995;
Considerato che l’art. 8, paragrafo 5, di tale direttiva prevede specifiche garanzie per i dati sopraindicati e per altre categorie di dati a carattere giudiziario, in quanto ammette il trattamento dei dati relativi alla piu’ ampia categoria delle “infrazioni, … condanne penali o … misure di sicurezza” “… solo sotto controllo dell’autorita’ pubblica, o se vengono fornite opportune garanzie specifiche, sulla base del diritto nazionale, fatte salve le deroghe che possono essere fissate dallo Stato membro in base ad una disposizione nazionale che preveda garanzie appropriate e specifiche”, sempreche’ un “registro completo” delle condanne penali sia tenuto “solo sotto il controllo dell’autorita’ pubblica”;
Ritenuto, tuttavia, opportuno che la presente autorizzazione prenda comunque in considerazione le finalita’ dei trattamenti, le categorie di interessati e di destinatari della comunicazione e della diffusione, nonche’ il periodo di conservazione dei dati, in quanto la disciplina di tali aspetti e’ prevista dalla legge n. 675/1996 ai fini dell’applicazione delle norme sull’esonero dall’obbligo della notificazione e sulla notificazione semplificata (art. 7, comma 5-quater);
Considerata la necessita’ che sia garantito, anche nell’attuale fase transitoria, il rispetto di alcuni principi volti a ridurre al minimo i rischi di danno o di pericolo che i trattamenti potrebbero comportare per i diritti e le liberta’ fondamentali, nonche’ per la dignita’ delle persone, specie per quanto riguarda la riservatezza e l’identita’ personale;
Visto il regolamento recante norme sulle misure minime di sicurezza previsto dall’art. 15, comma 2, della legge n. 675/1996, e adottato con decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 1999, n. 318;
a) ad associazioni anche non riconosciute, ivi compresi partiti e movimenti politici, associazioni ed organizzazioni sindacali, patronati, associazioni a scopo assistenziale o di volontariato, a fondazioni, comitati e ad ogni altro ente, consorzio od organismo senza scopo di lucro, dotati o meno di personalita’ giuridica, nonche’ a cooperative sociali e societa’ di mutuo soccorso di cui, rispettivamente, alle leggi 8 novembre 1991, n. 381, e 15 aprile 1886, n. 3818;
b) ad enti ed associazioni anche non riconosciute che curano il patrocinio, il recupero, l’istruzione, la formazione professionale, l’assistenza sociosanitaria, la beneficenza e la tutela di diritti in favore dei soggetti cui si riferiscono i dati o dei relativi familiari e conviventi.
a) liberi professionisti, anche associati, tenuti ad iscriversi in albi o elenchi per l’esercizio di un’attivita’ professionale in forma individuale o associata, o in conformita’ alle norme di attuazione dell’art. 24, comma 2, della legge 7 agosto 1997, n. 266, in tema di attivita’ di assistenza e consulenza;
b) soggetti iscritti nei corrispondenti albi o elenchi speciali, istituiti anche ai sensi dell’art. 34 del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, e successive modificazioni e integrazioni, recante l’ordinamento della professione di avvocato;
Imprese bancarie ed assicurative
2) dell’accertamento, nei soli casi espressamente previsti dalla legge, di requisiti soggettivi e di presupposti interdittivi in particolare ai sensi del regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736, sull’assegno bancario;
4) dell’accertamento di situazioni di concreto rischio per il corretto esercizio dell’attivita’ assicurativa, in relazione ad illeciti direttamente connessi con la medesima attivita’. Per questi ultimi casi, limitatamente ai trattamenti di dati registrati in una specifica banca di dati ai sensi dell’art. 1, comma 2, lettera a), della legge n. 675/1996, il titolare deve inviare al Garante una dettagliata relazione sulle modalita’ del trattamento;
c) alle societa’ di intermediazione mobiliare, alle societa’ di investimento a capitale variabile, e alle societa’ di gestione del risparmio e dei fondi pensione, ai fini dell’accertamento dei requisiti di onorabilita’ in applicazione dei decreti legislativi 24 febbraio 1998, n. 58, e 21 aprile 1993, n. 124, dei decreti ministeriali 11 novembre 1998, n. 468, e 14 gennaio 1997, n. 211, e di eventuali altre norme di legge o di regolamento.
a) a chiunque, per far valere o difendere un diritto anche da parte di un terzo in sede giudiziaria, nonche’ in sede amministrativa o nelle procedure di arbitrato e di conciliazione nei casi previsti dalle leggi, dalla normativa comunitaria, dai regolamenti o dai contratti collettivi, sempreche’ il diritto da far valere o difendere sia di rango pari a quello dell’interessato e i dati siano trattati esclusivamente per tali finalita’ e per il periodo strettamente necessario per il suo perseguimento;
c) a persone fisiche e giuridiche, istituti, enti ed organismi che esercitano un’attivita’ di investigazione privata autorizzata con licenza prefettizia (art. 134 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni e integrazioni). Il trattamento deve essere necessario:
2) su incarico di un difensore nell’ambito del procedimento penale, per ricercare e individuare elementi a favore del relativo assistito da utilizzare ai soli fini dell’esercizio del diritto alla prova (articoli 190 del codice di procedura penale e 38 delle relative norme di attuazione);
d) a chiunque, per adempiere ad obblighi previsti da disposizioni di legge in materia di comunicazioni e certificazioni antimafia o in materia di prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosita’ sociale, contenute anche nella legge 19 marzo 1990, n. 55, e successive modificazioni ed integrazioni, o per poter produrre la documentazione prescritta dalla legge per partecipare a gare d’appalto.
Fuori dei casi previsti dai capi IV, punto 2 e V, o nei quali la notizia e’ acquisita da fonti accessibili a chiunque, i dati devono essere forniti dagli interessati, nel rispetto della disciplina prevista dall’art. 689 del codice di procedura penale in tema di richiesta di certificati, salvo quanto previsto dall’art. 688 del medesimo codice per cio’ che riguarda l’acquisizione di certificati del casellario giudiziale da parte di amministrazioni pubbliche e di enti incaricati di pubblici servizi.
Con riferimento all’obbligo previsto dall’art. 9, comma 1, lettera e), della legge n. 675/1996, i dati possono essere conservati per il periodo di tempo previsto da leggi o regolamenti e, comunque, per un periodo non superiore a quello strettamente necessario per le finalita’ perseguite.
Ai sensi dell’art. 9, comma 1, lettere c), d) ed e), della legge, i soggetti autorizzati verificano periodicamente l’esattezza e l’aggiornamento dei dati, nonche’ la loro pertinenza, completezza, non eccedenza e necessita’ rispetto alle finalita’ perseguite nei singoli casi. Al fine di assicurare che i dati siano strettamente pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalita’ medesime, i soggetti autorizzati valutano specificamente il rapporto tra i dati e i singoli obblighi, compiti e prestazioni. I dati che, anche a seguito delle verifiche, risultino eccedenti o non pertinenti o non necessari non possono essere utilizzati, salvo che per l’eventuale conservazione, a norma di legge, dell’atto o del documento che li contiene. Specifica attenzione e’ prestata per la verifica dell’essenzialita’ dei dati riferiti a soggetti diversi da quelli cui si riferiscono direttamente gli obblighi, i compiti e le prestazioni.
Per quanto riguarda invece i trattamenti disciplinati nel presente provvedimento, il Garante non prendera’ in considerazione richieste di autorizzazione per trattamenti da effettuarsi in difformita’ alle relative prescrizioni, salvo che il loro accoglimento sia giustificato da circostanze del tutto particolari o da situazioni eccezionali non considerate nella presente autorizzazione.
Restano fermi gli obblighi previsti da norme di legge o di regolamento o dalla normativa comunitaria che stabiliscono divieti o limiti piu’ restrittivi in materia di trattamento di dati personali e, in particolare, dalle disposizioni contenute nell’art. 8 della legge 20 maggio 1970, n. 300, che vieta al datore di lavoro ai fini dell’assunzione e nello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonche’ su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore.