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Timestamp: 2018-10-21 02:36:56+00:00
Document Index: 66173991

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 80', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 2051']

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L'Anci, con comunicato del 19 ottobre 2018 ha diffuso il XV° quaderno operativo sulle gare per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale a livello di ambito territoriale minimo, il quale, ricostruisce sinteticamente il quadro normativo vigente sulle gare per la distribuzione del gas e analizza le principali criticità e questioni aperte, che evidenziano il lavoro e la azioni dell'Anci al riguardo.
Il Quaderno si conclude con uno schema di convenzione per la gestione delle gare di ambito, aggiornato alle modifiche normative intervenute in questi anni.
ANCI, XV° QUADERNO, 19 OTTOBRE 2018
La Corte di Cassazione, con ordinanza n.17219/2018 si esprime sul termine di prescrizione dei Tributi locali, in riferimento a cui, la Suprema Corte richiama l'art. 1, comma 161, della Legge n. 296/2006, la quale prevede che Vi enti locali, relativamente ai tributi di propria competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o parziali o dei ritardati versamenti, nonchè all'accertamento d'ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato. Gli avvisi di accertamento in rettifica o d'ufficio devono essere notificati a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati".
Pertanto, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati, gli avvisi di accertamento in rettifica o d'ufficio devono essere notificati a pena di decadenza.
CASSAZIONE, ORDINANZA N.17219, 2 LUGLIO 2018
Si ricorda che il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca - Miur - ha diffuso le Linee Guida relative agli interventi di adeguamento strutturale antisimico degli edifici scolastici, finanziati con decreto del MIUR 21 dicembre 2017, n.1007, fornendo le indicazioni per l'esecuzione dei lavori e per l'avvio delle liquidazioni degli interventi sulla base degli stati di avanzamento.
L'accreditamento da parte dei comuni beneficiari potrà avvenire dall'8 al 31 ottobre 2018, nonchè data ultima per la richiesta di anticipazione, in caso di mancata richiesta entro il termine, si dovrà attendere l'avvio dei lavori per richiedere le somme sulla base dei regolari stati di avanzamento dei medesimi. Il termine per la proposta di aggiudicazione dei lavori è fissato al 19 agosto 2019, diciotto mesi dalla pubblicazione in G.U. del decreto avvenuta in data 20 febbraio 2018.
MIUR, LINEE GUIDA
Il Consiglio di Stato, con sentenza n.5500 del 24 settembre 2018 si è pronunciato in merito alla richiesta di riforma della sentenza del tar, la quale nell'ambito di una procedura di gara ha disposto la risoluzione del contratto per gravissimi inadempimenti contrattuali imputabili alle imprese esecutrici e la contestuale condanna al risarcimento in favore del Comune. La Sezione con la sentenza 11 giugno 2018, n. 3592, pur applicata con riferimento all'art. 80, comma 5, lett. c) d.lgs. n. 50 del 2016, ha affermato che sussiste in capo alla stazione appaltante un potere di apprezzamento discrezionale in ordine alla sussistenza dei requisiti di "integrità o affidabilità" dei concorrenti: costoro, al fine di rendere possibile il corretto esercizio di tale potere, sono tenuti a dichiarare qualunque circostanza che possa ragionevolmente avere influenza sul processo valutativo demandato all'Amministrazione; deve inoltre ritenersi che le condotte significative ai fini di una possibile esclusione non sono solo quelle poste in essere nell'ambito della gara all'interno della quale la valutazione di "integrità o affidabilità" dev'essere compiuta, ma anche quelle estranee a detta procedura.
Pertanto, l'attuale appellante era tenuta a dichiarare le significative carenze nell'esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne avevano causato la risoluzione anticipata, rientrando nell'ambito dell'obbligo dichiarativo.
I Giudici del Consiglio di Stato, precisano che il concorrente è tenuto a segnalare tutti i fatti della propria vita professionale potenzialmente rilevanti per il giudizio della stazione appaltante in ordine alla sua affidabilità quale futuro contraente, a prescindere da considerazioni su fondatezza, gravità e pertinenza di tali episodi.
La dichiarazione mendace su di un requisito di importanza vitale non può che comportare l'esclusione della concorrente, la quale, celando un importante precedente sui gravi illeciti professionali, si è così posta al di fuori della disciplina della gara, non consentendo alla stazione appaltante potesse svolgere un vaglio adeguato e a tutto campo.
CDS, SENTENZA N.5500, 24 SETTEMBRE 2018
La Suprema Corte di Cassazione, in materia di manti stradali dissestati, con ordinanza n. 25146 del 10 ottobre 2018 ha esposto alcune osservazioni i ordine alla responsabilità per danni da cose in custodia. Nella fattispecie un Comune veniva condannato in giudizio per i danni arrecati ad un cittadino a seguito ad una caduta causata da una buca sul manto stradale, la quale non risultava segnalata e di modeste dimensioni, quindi non prevedibile.
L'Amministrazione si costituiva chiedendo fosse chiamata in causa la società addetta alla manutenzione delle strade. Con sentenza, il Tribunale accertava la responsabilità solidale del Comune e della società addetta alla manutenzione delle strade, ma condannava soltanto l'Ente comunale al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, dichiarando improcedibile la domanda di rivalsa proposta dal Comune nei confronti dell'a società.
In sede di gravame, la Corte d'Appello accoglieva parzialmente l'impugnazione, ritenendo anzitutto infondata la censura con la quale l'appellante lamentava l'erronea applicazione dell'art. 2051 c.c., posto che quest'ultima delinea una forma di responsabilità oggettiva, che impone al custode la prova liberatoria del caso fortuito, anche quando la manutenzione del manto stradale sia affidato a terzi.
La Suprema Corte, con riferimento alla responsabilità per danni da cose in custodia, osserva che "la responsabilità ex art. 2051 cod. civ. postula la sussistenza di un
rapporto di custodia della cosa e una relazione di fatto tra un soggetto e la cosa stessa, tale da consentire il potere di controllarla, di eliminare le situazioni di pericolo che siano insorte e di escludere i terzi dal contatto con la cosa ad integrare la responsabilità è necessario che il danno sia stato «cagionato» dalla cosa in custodia, assumendo rilevanza il solo dato oggettivo della derivazione causale del danno dalla cosa, mentre non occorre accertare se il custode sia stato o meno diligente nell'esercizio del suo potere sul bene, giacché il profilo della condotta del custode è del tutto estraneo al paradigma della responsabilità delineata dall'art. 2051 cod. civ. ne consegue che il danneggiato ha il solo onere di provare l'esistenza di un idoneo nesso causale tra la cosa ed il danno, mentre al custode spetta di provare che il danno non è stato causato dalla cosa, ma dal caso fortuito, nel cui ambito possono essere compresi, oltre al fatto naturale, anche quello del terzo e quello dello stesso danneggiato; si tratta, dunque, di un'ipotesi di responsabilità oggettiva con possibilità di prova liberatoria, nel cui ambito il caso fortuito interviene come elemento idoneo ad elidere il nesso causale altrimenti esistente fra la cosa e il danno". Nella fattispecie, non risulta accertato il nesso causale tra bene soggetto a custodia ed evento dannoso che si sarebbe verificato per la velocità eccessiva del ricorrente.
CORTE DI CASSAZIONE, ORDINANZA N.25146, 10 OTTOBRE 2018