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Timestamp: 2020-01-23 11:44:02+00:00
Document Index: 14294667

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 189', 'art. 172', 'art. 174', 'art. 191', 'art. 126']

Stato di ebbrezza, il rifiuto del test raddoppia la sanzione – Sentenza n. 3745 del 16 febbraio 2009 – Confederazione Giudici di Pace
Procedimento: Sentenza n. 3745 del 16 febbraio 2009
Cass., II Sez. CIVILE, sent. n. 3745 del 16 febbraio 2009
Sentenza n. 3745/09
R.G.N. 25523/2004
Ud. 26/11/2008
Dott. ANTONINO ELEFANTE – Presidente
Dott. VINCENZO COLARUSSO – Rel. Consigliere
Dott. EMILIO MALPICA – Consigliere
Dott. MARIA ROSARIA SAN GIORGIO – Consigliere
sul ricorso 25523-2004 proposto da:
(…), elettivamente domiciliato in (…), presso lo studio dell’avvocato (…), rappresentato e difeso dall’avvocato (…);
PREFETTURA VERONA in persona del Prefetto pro tempore, MINISTERO INTERNO in persona del Ministro pro tempore, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li rappresenta e difende ope legis;
avverso la sentenza n. 148/2004 del GIUDICE DI PACE (…), depositata il 03/08/2004;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 26/11/2008 dal Consigliere (…);
udito l’Avvocato (…) con delega depositata in udienza dell’Avvocato (…), difensore del ricorrente che ha chiesto accoglimento del ricorso;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale (…) che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.
Z.J.A. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del Giudice di Pace di Caprino Veronese del 30.7-3.8.2004 che ha rigettato il suo ricorso nel quale egli lamentava che, per le infrazioni di cui agli artt. 186 c. 2 e 186 c. 7 del Codice della strada (guida in stato di ebbrezza e rifiuto di sottoporsi al test alcolimetrico), gli era stata applicata la decurtazione di venti punti (10 per ciascuna delle infrazioni contestate, costituenti reato) sulla patente di guida.
3. Innanzitutto non sussiste il preteso vizio di motivazione (lamentato nel secondo motivo) avendo il giudice fatto riferimento, per giustificare la propria decisione, al “prontuario allegato al codice della strada” (come si ammette nello stesso ricorso) ed emergendo dal complesso della (sia pure scarna) motivazione, la ratio decidendi in forza della quale il giudice a quo ha ritenuto che, per ciascuna delle diverse violazioni commesse dallo Z., potesse – e dovesse – essere applicata una decurtazione di dieci punti.
7. In forza di ciò non può ritenersi sussistente il concorso apparente di norme nel caso in cui fatti (accadimenti) ipotizzati dalla fattispecie astratta siano diversi nella loro materialità oppure quando la norma che regola un fatto (accadimento) contenga una clausola di riserva (in genere del tipo: “salvo che il fatto non sia preveduto come reato o non costituisca più grave reato – nel nostro caso illecito – da altra disposizione di legge”) o, infine, se la norma che prevede una fattispecie di illecito faccia richiamo, solo quoad poenam (id est: quanto alla sanzione applicabile) ad altra norma prevedente diversa fattispecie.
8. Nel caso che ne occupa, il comma 2 dell’art. 186 del codice della strada prevede, come ipotesi astratta soggetta a sanzione, la condotta di colui che guida in stato di ebbrezza, mentre il comma 7 prevede la condotta di colui che, opportunamente invitato a sottoporvisi, rifiuti l’accertamento del tasso alcolemico.
a) ciò si verifica anche negli altri casi in cui lo stesso punteggio (da decurtare) è previsto per ipotesi di illeciti diversi (si pensi all’art. 189 che prevede la decurtazione di 10 punti per l’ipotesi di cui al comma 5 secondo periodo, del C.d.S., costituente illecito amministrativo, e l’ipotesi del comma 6, costituente delitto; alla violazione dell’art. 172, che comporta la stessa decurtazione di punti per chi non fa uso delle cinture di sicurezza e per la condotta, indubbiamente diversa, di chi, pur facendone uso, ne altera il funzionamento; all’art. 174 c. 4 e 5; all’art. 191 che prevede l’obbligo per conducenti di fermarsi o arrestarsi in diverse situazioni di fatto). Solo nel caso in cui i punteggi siano diversi, vi è nella tabella l’indicazione di essi sotto diverse colonne a la previsione della (diversa) ipotesi sanzionatoria, quando questa sia prevista nello stesso articolo);
10.a. Si tratta di argomenti che certamente non tengono conto del complesso delle norme del codice della strada alla cui violazione consegue la decurtazione del punteggio. Basti pensare alla violazione di obblighi tesi alla protezione del guidatore, come l’uso del casco e delle cinture, o alla fuga dopo un incidente con danni alle persone, che ha lo scopo di consentire l’identificazione del guidatore coinvolto e ne sanziona solo la condotta successiva all’incidente, che nessun pericolo arreca alla sicurezza della circolazione. È proprio quest’ultimo esempio che dimostra come il legislatore ha scelto di punire e comminare la decurtazione dei punti, anche per quelle (sole) condotte che impediscano l’accertamento dei fatti connessi alla (già avvenuta) violazione di una norma di comportamento nella guida, come quella di chi non si fermi dopo un incidente o che impedisca l’accertamento dello stato di ebbrezza alcoolica o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti.
Nel caso di specie la violazione di detta norma (art. 126, comma 1 bis C.d.S.) non venne denunziata al giudice di primo grado né lo è stata in questa sede e, in ogni caso, la disposizione non poteva – né può – essere applicata, per l’assorbente ragione che, per entrambe le violazioni accertate (artt. 186 commi 2 e 7 C.d.S.), è prevista la sospensione della patente di guida.
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alle spese, che liquida in Euro 600,00 per onorario, oltre le spese fisse e quelle prenotate a debito.
Così deciso in Roma addì 26 novembre 2008.
Depositato in cancelleria il 16 feb. 2009