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Timestamp: 2019-04-23 10:19:08+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 208', 'art. 208', 'art. 179', 'art. 184', 'art. 208', 'art. 208', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 5']

PIATTAFORMA POLIFUNZIONALE DI TRATTAMENTO RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI (A.I.A. n. 359 del 19/07/2010)
Dal 2010 con Autorizzazione Integrata Ambientale n. 359 del 19/07/2010 rilasciata dalla Regione Puglia, � attiva una Piattaforma Polifunzionale Ecologica di Trattamento rifiuti speciali non pericolosi, capace di trattare rifiuti liquidi, granulari solidi e fangosi. La piattaforma � composta dalle seguenti linee interconnesse tra di loro:
A. LINEA ACQUE (attivit� di trattamento D8/D9), con potenzialit� pari a 600 Ton/Giorno e 180.000 Ton/Anno: prevede l�ingresso di rifiuti liquidi non pericolosi, dell�acqua di filtrata proveniente dalla Linea Fanghi B e acque meteoriche di prima pioggia e di lavaggio automezzi.
B. LINEA FANGHI (attivit� di trattamento D9/D13/D14). prevede l�ingresso dei fanghi di produzione esterna e dei fanghi provenienti dalla Linea Acque. Essa ha una capacit� di trattamento pari a 250 Ton/gg.
C. LINEA INERTIZZAZIONE (attivit� di trattamento D9), con potenzialit� pari a 576 Ton/ giorno pari a 172.800 Ton/Anno, prevede l�ingresso dei rifiuti speciali non pericolosi solidi e fangosi e dei fanghi provenienti dalla Linea B. Essa ha una capacit� di trattamento pari a 576 Ton/gg.
D. STOCCAGGIO (Attivit� di trattamento D13/D14/D15) pari a 500 Ton/Giorno e 150.000 Ton/Anno, consente lo stoccaggio di rifiuti solidi, liquidi e fangosi che vengono immessi nelle linee Acque � Fanghi � Inertizzazione.
Un efficace trattamento dei rifiuti e un efficiente funzionamento delle linee della piattaforma � assicurato dalla presenta di due laboratori di analisi interni, i quali sono preposti ad un controllo e monitoraggio interno sia dei rifiuti in ingresso e sia del processo di trattamento. Al fine di migliorare il processo di trattamento con le migliori tecniche disponibili, nel corso della propria attivit�, la DE CRISTOFARO S.R.L. ha dotato l�impianto di nuove tecnologie, le quali sono state regolarmente autorizzate con Determine Dirigenziali di modifica non sostanziale.
PIATTAFORMA DI RECUPERO RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI (R13-R5) (art. 208 del d.lgs. 152/06 e smi) (D.D. 2014/1617 del 19/06/2014)
L�impianto di recupero � autorizzato ai sensi dell�art. 208 del D.Lgs. 152/06 e smi con D.D. 2014/1617 del 19/06/2014 per una capacit� massima di 330.000 t/a. Le attivit� svolte nel processo lavorativo riguardano:
�	R 13 - Messa in riserva di rifiuti per sottoporli ad una delle operazioni indicate nei punti da R 1 a R 12 di cui all�All. C;
�	R 5 � riciclo e recupero di altre sostanze inorganiche.
L�impianto � costituito da n.3 distinte sezioni di trattamento:
�	Selezione granulometrica (VAGLIO ROTANTE);
�	Riduzione volumetrica (IMPIANTO DI FRANTUMAZIONE);
�	Impianto di soil washing (SW).
L�impianto di Soil Washing ha una capacit� di trattamento di 30-100 ton/h variabile in funzione del materiale trattato.
L�impianto SW consente di:
�	'Derogare' ai limiti di concentrazione (non osservanza dei limiti imposti dal test di cessione dell�ALLEGATO 3 dello stesso decreto) in ingresso cos� come previsto dal DM Ambiente 5 febbraio 1998 e ss.mm.ii.. Tali parametri verranno comunque verificati in uscita.
�	Migliorare la qualit� ed incrementare notevolmente la quantit� di rifiuto recuperato (MPS) coerentemente a quanto dettato dall�art. 179 del D.Lgs 152/2006, da impiegare quali prodotti, ad esempio, stabilizzati per rilevati stradali, sabbie e pietrischi in varie granulometrie per il confezionamento dei conglomerati cementizi e bituminosi, oltre alla possibilit� di confezionare ghiaie con fusi granulometrici idonei per la realizzazione di opere di drenaggio delle acque meteoriche, garantendo quanto previsto dall�art. 184 ter del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii.
L�impianto di SW consiste in una evoluzione delle tradizionali tecniche 'a secco' di separazione ed adeguamento volumetrico, ed � articolato in una serie di stadi installati su container trasportabili (detti �skid�). In particolare l�impianto basa la propria peculiarit� sui seguenti step mutuati in parte dal settore estrattivo:
�	Azione di disgregazione e separazione mediante cicloni e celle di attrizione: l'introduzione di tali tecniche consente una maggiore efficienza nella separazione delle diverse frazioni di cui si compone il rifiuto in ingresso che � composto da un mix di materiali inerti di diversa granulometria mediante l�azione meccanica;
�	Utilizzo dell�acqua in circuito semichiuso: tale tecnica consente di eliminare le componenti inquinanti mediante l�utilizzo delle capacit� lavanti dell�acqua addizionata con alcuni reagenti chimici (chemicals). L�acqua � riciclata all�interno del ciclo produttivo previo trattamento di rigenerazione fino al punto che, oramai completamente degradata, esausta, � smaltita presso idoneo impianto.
L�impianto di SW � composto da una serie di stadi (moduli) interconnessi che possono essere attivati anche singolarmente o parzialmente. Non � necessario, infatti, che gli stessi funzionino contemporaneamente: ci� dipende dalle caratteristiche chimico / fisiche dei rifiuti in ingresso. Per le operazioni di trattamento saranno inoltre additivati anche alcuni 'chemicals' che saranno dosati all�abbisogna negli stadi in base alle caratteristiche chimico/fisiche dei rifiuti ed al grado di avanzamento delle operazioni di trattamento.
L�impianto di recupero pu� essere utilizzato in due differenti configurazioni impiantistiche:
�	CONFIGURAZIONE A - Nel caso in cui il rifiuto non pericoloso in ingresso risulti gi� recuperabile ai sensi del DM Ambiente 5 febbraio 1998 e ss.mm.ii. (procedura semplificata), pu� essere non necessaria un�affinazione dell�attivit� di recupero mediante l�impiego dell�impianto di SW. In questo caso � sufficiente il rispetto di quanto previsto dagli allegati del DM 5 febbraio 1998 e ss.mm.ii. Pertanto in tale configurazione possono essere impiegate anche solo le prime due sezioni impiantistiche (una o entrambe):
o	Selezione granulometrica (VAGLIO ROTANTE);
o	Riduzione volumetrica (IMPIANTO DI FRANTUMAZIONE);
�	CONFIGURAZIONE B - Nel caso in cui, invece, il rifiuto non pericoloso in ingresso risulti non recuperabile ai sensi del DM Ambiente 5 febbraio 1998 e ss.mm.ii., deve essere necessariamente attivato anche l�impianto di SW.
Gli aggregati riciclati in uscita dall�impianto di recupero sono provvisti della marcatura CE secondo le norme EN13242:2002+ A1:2007 (Aggregati per materiali non leganti e legati con leganti idraulici per l�impiego in opere di ingegneria civile e nella costruzione di strade) ed EN 12620:2002+A1:2008 (Aggregati per calcestruzzo destinati alle pavimentazioni stradali e alla produzione di prefabbricati).
In conformit� ai requisiti previsti dalle normative in materia di Controllo della produzione di fabbrica, � stato allestito un laboratorio tecnologico per aggregati riciclati per le analisi granulometriche e chimico-fisiche (es. solfati idrosolubili, blu di metilene, zolfo totale, etc) effettuate con periodicit� settimanali, mensili o annuali a seconda della tipologia di analisi e di aggregato (grosso o fine).
DISCARICA PER RIFIUTI INERTI (D1)(art. 208 del d.lgs. 152/06 e smi)(D.D. 2014/1617 del 19/06/2014)
La discarica per inerti, sita in C.da Pozzo dell�Orefice in agro del comune di Lucera (FG), � autorizzata ai sensi dell�art. 208 del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii. con D.D. 2014/1617 del 19/06/2014. La discarica � inoltre autorizzata con deroga ai limiti previsti per le discariche di inerti ai sensi dell�art. 10 del D.M. 27/09/2010 in seguito alla presentazione di una dettagliata Analisi del Rischio. La discarica si estende per una superficie complessiva di 65.800 mq. ed ha una capacit� totale di 730.000 mc. Per quanto riguarda il percolato, a differenza di quanto previsto per le discariche di rifiuti non pericolosi e pericolosi, non � imposto dalla norma ("ove ritenuto necessario dall�autorit� competente"), ma vista la richiesta di deroga ai sensi dell�art. 10 del D.M. 27/09/2010, la societ� ha previsto comunque la realizzazione dell�impianto di raccolta del percolato.
IMPIANTO DI RECUPERO (R10) - RIPRISTINO AMBIENTALE (ai sensi dell�art. 5 del D.M. 05/02/1998 e ss.mm. ii.) (n. 332 del registro Provinciale per l�attivit� di recupero ambientale)
L�impianto di ripristino ambientale (R10) consente il recupero ambientale di un ex cava di argilla dismessa, sita in localit� Scorciabove nel Comune di Lucera (Fg), mediante l�impiego di rifiuti recuperabili ai sensi del D.M. 05/02/1998 all�art. 5 e ss.mm.ii.. Alla conclusione dei lavori, il sito sar� interamente recuperato e restituito alla propria originaria vocazione agricola. L�impianto ha una capacit� totale di 225.000 mc.
IMPIANTO DI DISCARICA PER NON PERICOLOSI (D1) (A.I.A. n. 8 del 21/07/2011)
La discarica per non pericolosi, sita in localit� San Giuseppe nell�agro del territorio di Foggia, � stata realizzata in �project financing� ed � gestita commercialmente in esclusiva. L�impianto ha una capacit� totale di 235.000 mc.
IMPIANTO MOBILE DI RECUPERO (Determina Dirigenziale n 2555 del 21/07/2009)
Vista la necessit� di recuperare gli inerti durante le attivit� presso i propri cantieri, la societ� ha acquistato un impianto semovente di frantumazione Marca REV Mod. GCV 100, autorizzato dalla Provincia di Foggia ai sensi dell�Art. 208 Comma 15 per l�esecuzione di campagne mobili di recupero.