Source: http://www.alessandronaccarato.it/index.php?option=com_nspro&layout=newsletterview&nid=387&semail=
Timestamp: 2018-08-17 11:23:54+00:00
Document Index: 31918908

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 6']

Subject Newsletter A. Naccarato - 21 Settembre 2017
Newsletter 21 Settembre 2017
CONI: LA CAMERA APPROVA
I LIMITI AL RINNOVO DEI MANDATI
Martedì 19 Settembre la Camera ha approvato la proposta di legge che definisce i limiti al numero dei mandati degli organi del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), delle Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate, degli Enti di promozione sportiva, nonché del Comitato italiano paralimpico (CIP), delle Federazioni sportive paralimpiche, delle Discipline sportive paralimpiche e degli Enti di promozione sportiva paralimpica.
In particolare, per tutte le realtà indicate, il numero massimo di mandati, a regime, è fissato in tre.
Disposizioni riguardanti il CONI
Rispetto alla legislazione vigente, l'art. 1 conferma che gli organi del CONI restano in carica 4 anni e che i componenti che assumono le funzioni nel corso del quadriennio restano in carica fino alla scadenza degli organi. Aumenta, invece, a tre, a regime, il numero massimo di mandati che possono svolgere il Presidente e gli altri componenti della Giunta nazionale, ad eccezione dei membri italiani del Comitato olimpico internazionale (CIO). Le stesse previsioni si applicano anche ai Presidenti e ai membri degli organi direttivi delle strutture territoriali del CONI. I commi 1 e 3 dell'art. 6 dispongono che, entro 4 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il CONI adegua lo statuto alle nuove previsioni e adotta i principi generali per l'esercizio del diritto di voto per delega in Assemblea. Entro 15 giorni dalla scadenza di tale termine, la Presidenza del Consiglio dei Ministri dichiara decaduti, con proprio decreto, i componenti degli organi del CONI che non hanno i requisiti per la permanenza in carica.
Disposizioni riguardanti le Federazioni sportive nazionali,
le Discipline sportive associate, gli Enti di promozione sportiva
Rispetto alla legislazione vigente, l'art. 2, nel confermare che gli statuti delle Federazioni sportive nazionali e delle Discipline sportive associate, prevedono le procedure per l'elezione del Presidente e dei membri degli organi direttivi, dispone che ciò avviene promuovendo le pari opportunità fra uomini e donne. Conferma, inoltre, che gli stessi organi restano in carica 4 anni. Innovando, dispone, invece, che il Presidente e i membri degli organi direttivi non possono svolgere più di tre mandati, limite che può essere abbassato dai singoli statuti (fatti salvi gli effetti delle disposizioni transitorie). Inoltre, dispone che, qualora gli statuti delle Federazioni sportive nazionali e delle Discipline sportive associate prevedano la rappresentanza per delega, il CONI fissa i principi generali per l'esercizio del diritto di voto per delega in assemblea, stabilendo una riduzione del numero massimo di deleghe a favore del medesimo soggetto, comunque non superiore a 5. Ove le Federazioni sportive nazionali e le Discipline sportive associate non adeguino i propri statuti ai principi generali indicati dal CONI, il CONI stesso, previa diffida, nomina un commissario ad acta che vi provvede entro 60 giorni dalla nomina.
Tutta la disciplina indicata si applica anche agli Enti di promozione sportiva, nonché ai Presidenti e ai membri degli organi direttivi delle strutture territoriali delle Federazioni sportive nazionali e delle Discipline sportive associate.
L'art. 6, co. 2, dispone che, entro 4 mesi dalla data di approvazione delle modifiche allo statuto del CONI, le Federazioni sportive nazionali e le Discipline sportive associate, nonché gli Enti di promozione sportiva, adeguano i loro statuti alle nuove previsioni. Il co. 4 dello stesso art. 6 stabilisce, in via transitoria, che i Presidenti e i membri degli organi direttivi nazionali e territoriali degli stessi organismi che sono in carica alla data di entrata in vigore della legge e che hanno già raggiunto il previsto limite di tre mandati possono svolgere, se eletti, un ulteriore mandato. Limitatamente al caso dei Presidenti, si stabilisce che il Presidente uscente che si sia candidato è rieletto solo ove raggiunga una maggioranza non inferiore al 55% dei votanti.
Disposizioni riguardanti il CIP, le Federazioni sportive paralimpiche, le Discipline sportive paralimpiche e gli Enti di promozione sportiva paralimpica
Rispetto alla legislazione vigente, l'art. 3 aumenta a tre, a regime, il numero massimo di mandati che possono svolgere il Presidente e gli altri componenti della Giunta nazionale, ad eccezione dei membri italiani del Comitato paralimpico internazionale. La stessa disciplina si applica anche ai Presidenti e ai membri degli organi direttivi delle strutture territoriali del CIP.
L'art. 4, nel confermare che gli statuti delle Federazioni sportive paralimpiche e delle Discipline sportive paralimpiche prevedono le procedure per l'elezione del Presidente e dei membri degli organi direttivi, dispone che ciò avviene promuovendo le pari opportunità fra uomini e donne. Conferma, inoltre, che gli stessi restano in carica 4 anni. Innovando, dispone, invece, che gli stessi soggetti non possono svolgere più di tre mandati, limite che può essere abbassato dai singoli statuti (fatti salvi gli effetti delle disposizioni transitorie). Detta, inoltre, una disciplina sul voto per delega nelle assemblee analoga a quella sopra illustrata e dispone che la disciplina prevista si applica anche agli Enti di promozione sportiva paralimpica, nonché ai Presidenti e ai membri degli organi direttivi delle strutture territoriali delle Federazioni sportive paralimpiche e delle Discipline sportive paralimpiche.
I co. 5, 6 e 7 dell'art. 6 dispongono che: entro 4 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il CIP adegua lo statuto alle nuove previsioni e adotta i principi generali per l'esercizio del diritto di voto per delega in Assemblea; entro 4 mesi dalla data di approvazione delle modifiche allo statuto del CIP, le Federazioni sportive paralimpiche, le Discipline sportive paralimpiche e gli Enti di promozione sportiva paralimpica adeguano i loro statuti alle nuove previsioni; i Presidenti e i membri degli organi direttivi nazionali e territoriali delle Federazioni sportive paralimpiche, delle Discipline sportive paralimpiche e degli Enti di promozione sportiva paralimpica, che sono in carica alla data di entrata in vigore della legge e che hanno già raggiunto il previsto limite di tre mandati possono svolgere, se eletti, un ulteriore mandato. Limitatamente al caso dei Presidenti, si stabilisce che il Presidente uscente che si sia candidato è rieletto solo ove raggiunga una maggioranza non inferiore al 55% dei votanti.
DELITTO DI FRODE PATRIMONIALE
A DANNO DEGLI ANZIANI
Al fine di arginare il sempre più dilagante ed allarmante fenomeno criminale delle frodi alle persone anziane, la proposta di legge del PD approvata in prima lettura alla Camera il 20 settembre, ha introdotto nel codice penale il nuovo reato di “Frode patrimoniale in danno di soggetti vulnerabili”. Si tratta di crimini odiosi, che non si limitano solo a colpire l’aspetto patrimoniale di persone deboli, ma le ferisce profondamente nell’animo, a volte con gravi conseguenze di carattere psicologico e sociale. Il nuovo articolo 643-bis, pertanto, punisce con la reclusione da 2 a 6 anni chiunque, con mezzi fraudolenti, induce una persona particolarmente vulnerabile a causa dell’età avanzata a dare o promettere indebitamente assieme ad altri denaro, beni o altra utilità. Per rientrare in tale nuova fattispecie, il fatto criminoso deve avvenire nell'abitazione della persona offesa, in un altro luogo di privata dimora o all'interno o in prossimità di esercizi commerciali, uffici postali o di sedi di istituti di credito, di luoghi di cura o di ritrovo di persone anziane, di case di riposo, simulando un'offerta commerciale di beni o servizi. Prevista un’aggravante se il fatto avviene per mezzo di strumenti telefonici, informatici o telematici o avvalendosi di dati della vita privata della persona offesa acquisiti fraudolentemente o senza il suo consenso.
IL REFERENDUM FARSA ALIMENTA
LE SPINTE SEPARATISTE:
SI RISCHIA DI DIVENTARE
COME LA CATALOGNA
Le notizie provenienti dalla Spagna devono far riflettere i sostenitori dell’autonomia e dell’indipendenza del Veneto. Quanto sta accadendo è la conseguenza dell’attività eversiva delle istituzioni della Catalogna.
Gli argomenti dei sostenitori del referendum sono molto simili a quelli utilizzati dai governatori di Veneto e Lombardia, sostenuti da numerosi irresponsabili apprendisti stregoni. E’ in atto una pericolosa deriva separatista: si parte con l’autonomia, poi si chiede l’indipendenza e infine c’è la secessione. I referendum farsa del 22 ottobre sono un pezzo di questo disegno. Le zone più ricche, dopo essere cresciute grazie alle politiche espansive degli stati nazionali e dell’Unione europea, vogliono maggiore ricchezza e ritengono di poterla ottenere da soli senza il peso dei territori più poveri. Qui è il nodo: diventare più ricchi rompendo la solidarietà e l’unità nazionale ed europea.
Per alimentare questa strategia si sono costruite campagne propagandistiche illusorie pagate con fondi pubblici regionali. Basta pensare al mito del residuo fiscale o delle regioni che si autoproclamano virtuose. Chi sostiene che le risorse raccolte con le tasse dei veneti sono superiori ai costi dei servizi pubblici erogati nella regione non considera il debito pubblico e le spese per i relativi interessi, non considera la spesa pensionistica, non considera la spesa per servizi essenziali come la sicurezza e la istruzione.
Non sono bastati i fallimenti di numerosi istituti di credito e banche di credito cooperativo, governati da professionisti, professori e imprenditori veneti, per comprendere che il sistema finanziario regionale non è un modello di virtù ed efficienza. Basta leggere l’elenco degli amministratori delle banche in liquidazione per vedere che per anni i vertici delle principali categorie economiche hanno gestito il sistema del credito con risultati disastrosi. Solo l’intervento dell’Europa e dello Stato italiano hanno impedito che il fallimento delle banche producesse effetti devastanti sull’economia regionale.
Bisogna fermarsi prima che sia troppo tardi. Per evitare che il Veneto segua la strada della Catalogna bisogna contrastare il referendum del 22 ottobre e non andare a votare per non raggiungere il quorum e far fallire il disegno separatista.
REPUBBLICA 21 SETTEMBRE 2017
CORRIERE DELLA SERA 21 SETTEMBRE 2017
LA STAMPA 21 SETTEMBRE 2017
IL MINISTRO MINNITI INTERVIENE SULLA
MANIFESTAZIONE ANNUNCIATA DA FORZA NUOVA
Il Ministro dell'Interno ha preso posizione sulla manifestazione annunciata da Forza Nuova
per il 28 ottobre nell'anniversario della "Marcia su Roma" fascista del 1922.
VENERDI' 22 SETTEMBRE ORE 21.00