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Timestamp: 2018-04-19 19:26:44+00:00
Document Index: 126690168

Matched Legal Cases: ['art. 71', 'art. 71', 'sentenza ', 'art. 590', 'art. 71', 'sentenza ', 'art. 71', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 71']

Sentenza Penale Corte di cassazione n. 39727/2010 Demolizione di un solaio e mancanza di mezzi di protezione | ILA - Ispettori del Lavoro Associati
Sentenza Penale Corte di cassazione n. 39727/2010 Demolizione di un solaio e mancanza di mezzi di protezione
Inviato da redazione il Gio, 01/09/2016 - 21:22
ritenendo di fare cosa gradita nei confronti degli associati e non, lo Staff ILA, segnala la Sentenza Penale Corte di cassazione n. 39727/2010 Demolizione di un solaio e mancanza di mezzi di protezione<
Cassazione Penale, Sez. 3, 11 novembre 2010, n. 39727 - Demolizione di un solaio e mancanza di mezzi di protezione<
Dispositivo di Protezione Individuale;
Art. 150 del D. Lgs. n. 81/2008<; Art. 71 del DPR n. 164/1956;
Responsabilità del titolare di una ditta edile e del suo incaricato per lesioni personali colpose ad un dipendente: in particolare per colpa e per specifica violazione della norma antinfortunistica di cui al D.P.R. n. 164 del 1956, art. 71<, consentivano che l'operaio B.F. demolisse un solaio senza assicurargli mezzi di protezione; in questo modo qualificando l'originaria contestazione d'omessa predisposizione della puntellatura del medesimo, cagionavano la caduta del solaio e dell'operaio che aveva riportato lesioni personali gravi.
"Nella specie, nella contestazione, considerata nella sua interezza, sono contenuti gli elementi del fatto costitutivo del reato con particolare riferimento, quanto al profilo della colpa, alle disposizioni del citato D.P.R. n. 164 del 1956, art. 71<, che disciplina l'esecuzione dei lavori di demolizione ponendo l'obbligo di verificare, prima dell'inizio dei lavori, le condizioni di stabilità e di conservazione della struttura da demolire e, all'esito di tale verifica, di eseguire le opere di rafforzamento e puntellamento necessarie a evitare che durante la demolizione si verifichino crolli improvvisi.
avverso la sentenza della Corte d'Appello di Napoli in data 15.07.2009 che, giudicando in sede di rinvio, ha confermato la condanna alla pena di mesi 3 giorni 15 di reclusione loro inflitta nel giudizio di primo grado quali colpevoli del reato di cui all'art. 590 cod. pen. e D.P.R. n. 164 del 1956, art. 71, comma 1<;
Con sentenza 15.03.2004 il Tribunale di Avellino condannava C. D. e C.G. alla pena di mesi 3 giorni 15 di reclusione quali responsabili del reato di lesioni personali colpose per avere il primo, quale titolare di una ditta edile e, il secondo, quale soggetto che aveva impartito l'incarico di lavoro, per colpa e per specifica violazione della norma antinfortunistica di cui al D.P.R. n. 164 del 1956, art. 71<, consentito che il dipendente operaio B.F. demolisse un solaio senza assicurargli mezzi di protezione così qualificando l'originaria contestazione d'omessa predisposizione della puntellatura del medesimo, cagionando così la caduta del solaio e dell'operaio che aveva riportato lesioni personali gravi, nonché al risarcimento dei danni in favore del B., costituitesi parte civile.
Lamentavano di essere stati condannati per un fatto diverso da quello contestato perché, prevedendo l'originaria contestazione come elemento di colpa il mancato puntellamento del solaio, i giudici di merito avevano radicato la responsabilità sul mancato rafforzamento dell'opera da abbattere.
Aggiungevano che il reato, commesso il (OMISSIS), era prescritto perché il termine massimo di anni 7 mesi 6, non aumentabile perché la difesa dell'imputati non aveva chiesto alcun rinvio d'udienza, era scaduto il 14.05.2009, prima della pronuncia della sentenza di rinvio.
Hanno affermato le SU di questa Corte che, "con riferimento al principio di correlazione fra imputazione contestata e sentenza, per aversi mutamento del fatto occorre una trasformazione radicale, nei suoi elementi essenziali, dalla fattispecie concrete nella quale si riassume l'ipotesi astratta prevista dalla legge, si da pervenire a un reale pregiudizio dei diritti della difesa; ne consegue che l'indagine volta ad accertare le violazioni del principio suddetto non va esaurita nel pedissequo e mero confronto letterale tra contestazione e sentenza perché, vertendosi in materia di garanzie e di difesa e di difesa, la violazione è del tutto insussistente quando, l'imputato, attraverso l'iter del processo, sia pervenuto a trovarsi nella condizione concreta di difendersi in ordine all'oggetto dell'imputazione" (Cassazione S.U. n. 16/1996, Di Francesco, rv. 205619).
Nella specie, nella contestazione, considerata nella sua interezza, sono contenuti gli elementi del fatto costitutivo del reato con particolare riferimento, quanto al profilo della colpa, alle disposizioni del citato D.P.R. n. 164 del 1956, art. 71<, che disciplina l'esecuzione dei lavori di demolizione ponendo l'obbligo di verificare, prima dell'inizio dei lavori, le condizioni di stabilità e di conservazione della struttura da demolire e, all'esito di tale verifica, di eseguire le opere di rafforzamento e puntellamento necessarie a evitare che durante la demolizione si verifichino crolli improvvisi.
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 gennaio 1956, n. 164 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni. (GU Serie Generale n.78 del 31-3-1956 - Suppl. Ordinario) (Gazzetta Ufficiale)<
Art. 71< Rafforzamento delle strutture (Capo IX Demolizioni) DPR 164/1956<
Prima dell'inizio di lavori di demolizione 6 fatto obbligo di procedere alla verifica delle condizioni di conservazione e di stabilità delle varie strutture da demolire.
In relazione al risultato di tale verifica devono essere eseguite le opere di rafforzamento e di puntellamento necessarie ad evitare che, durante la demolizione.
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 gennaio 1956, n. 164 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni. (GU n.78 del 31-3-1956 - Suppl. Ordinario ) (Normattiva)<
Tabella di comparazione tra la nuova normativa e le precedenti disposizioni<
D. Lgs. n. 81/2008, versione coordinata per ispettori del lavoro giugno 2016, ingg. Gianfranco Amato e Fernando Di Fiore<
‹ Sentenza Corte di Cassazione n. 5233 del 2016 pubblicata in data 16/03/2016 “Sicurezza sul lavoro - Omessa vigilanza sull’impiego degli strumenti di protezione - Infortunio - Responsabilità del datore di lavoro – Risarcimento” su Sentenza del T.a.r. per il Molise, ord., 12 febbraio 2016, n. 77 che rimette Alla Corte di giustizia la compatibilità con il diritto europeo della norma che prevede l'esclusione della ditta che non ha indicato gli oneri di sicurezza. ›