Source: https://interreg-italiasvizzera.eu/notizie/sblocca-cantieri-e-codice-appalti-cosa-cambia/
Timestamp: 2019-08-18 05:29:09+00:00
Document Index: 30654057

Matched Legal Cases: ['art. 59', 'art. 77', 'art. 133', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 1']

SBLOCCA CANTIERI E CODICE APPALTI: COSA CAMBIA? – Programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera
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SBLOCCA CANTIERI E CODICE APPALTI: COSA CAMBIA?
Dopo l’approvazione alla Camera del 12 giugno, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 17 giugno della legge di conversione del D.L. 32/2019 (Decreto Sblocca Cantieri): legge n. 55 del 14 giugno 2019.
Rispetto al contenuto originale del decreto, in sede di conversione le modifiche sono state ampie e significative.
In ogni caso la legge di conversione chiarisce che “restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base dell’articolo 1 del medesimo decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32“.
Fino al 31 dicembre 2020, non trovano applicazione:
il divieto di appalto di integrato (di cui all’art. 59 comma 1 quarto periodo) cioè il divieto di affidamento congiunto di progettazione ed esecuzione lavori, fatte salve alcune eccezioni;
l’obbligo di scegliere i commissari nell’albo degli esperti tenuto dall’ANAC (art. 77 comma 3 del Codice), rimanendo l’obbligo di individuare i commissari secondo regole di competenza e trasparenza.
Sempre fino a tutto il 2020, è previsto che anche per i settori ordinari si applichi quanto disposto (all’art. 133, comma 8 del Codice) per i settori speciali, ovvero la possibilità per i bandi di prevedere l’operazione di esame delle offerte prima dell’operazione di verifica dell’idoneità degli offerenti.
In materia di appalti sotto soglia e di affidamento diretto, la legge di conversione 55/2019 non modifica la filosofia di fondo del Decreto Sblocca Cantieri, nel senso di una progressiva semplificazione delle procedure per gli appalti di valore più basso, in particolare per i lavori.
La nuova norma prevede (modificando l’art. 36 del Codice Appalti) che “per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro per i lavori, o alle soglie di cui all’articolo 35 per le forniture e i servizi, mediante affidamento diretto previa valutazione di tre preventivi, ove esistenti, per i lavori, e, per i servizi e le forniture, di almeno cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti”.
Rimane tuttavia un limite relativamente alle modalità della procedura, quanto meno per quanto riguarda i servizi e le forniture: i soggetti a cui chiedere preventivi sono individuati “sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti”.
Quindi, cinque fasce di valore per gli appalti sotto soglia:
La prima fascia è quella per i contratti di valore più basso, cioè quelli fino a 40.000 euro, per i quali è mantenuta la possibilità di affidamento diretto (“mediante affidamento diretto anche senza previa consultazione di due o più operatori economici o per i lavori in amministrazione diretta”). Su questo tipo di appalti non vi è quindi nessuna novità rispetto al testo originario dell’articolo, che invece viene modificato a partire per i valori più elevati.
La seconda fascia ricomprende i contratti tra 40.000 euro e inferiori a 150.000 euro, la disciplina è diversa a seconda che tratti di lavori ovvero di forniture e servizi. Per i lavori è previsto l’affidamento diretto previa valutazione di almeno tre preventivi, peraltro “ove esistenti”. Per le forniture e i servizi è previsto il ricorso alla procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di fiducia.
La terza fascia riguarda i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro. Per questi contratti l’affidamento deve avvenire ricorrendo alla procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno dieci operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di fiducia, e comunque nel rispetto del criterio di rotazione degli inviti.
Successivamente si prevede la quarta fascia di valore, anch’essa relativa solo ai lavori, che ricomprende i contratti tra i 350.000 euro e 1 milione di euro. Anche in questa fascia è prevista la procedura negoziata a inviti, tuttavia con la previsione che i soggetti da invitare alla procedura negoziata debbano essere almeno quindici, sempre se esistenti in tale numero.
Per quanto riguarda, le principali modifiche al subappalto diventano di carattere provvisorio fino al 31 dicembre 2020. Infatti, il limite del 30% diventa del 40% del valore complessivo dell’appalto, lasciando scegliere alle stazioni appaltanti la percentuale esatta.
Si ritiene, tuttavia, che un limite inferiore a quello previsto dalla legge richiederebbe, alla luce dei principi comunitari, una motivazione molto approfondita sulle esigenze specifiche e dimostrabili dell’amministrazione, nel senso che è obbligata all’esecuzione personale dell’appalto da parte dell’affidatario.
Fino al 31 dicembre 2020, sono altresì sospese l’applicazione del comma 6 dell’articolo 105 (obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori in gara) e del terzo periodo del comma 2 dell’articolo 174, nonché le verifiche in sede di gara, di cui all’articolo 80 del medesimo codice, riferite al subappaltatore.
Passando alle modifiche permanenti del Codice Appalti, sempre in materia di subappalto, è prevista adesso tra le cause di esclusione anche il grave inadempimento nei confronti del subappaltatore, se riconosciuto con sentenza passata in giudicato.
Infine, viene confermata, anche se diventa temporanea, la possibilità di invertire il momento della verifica delle dichiarazioni sui requisiti e quello dell’aggiudicazione. Ai sensi dell’art. 1, comma 3, della legge n. 55 del 2019, fino al 31 dicembre 2020 nelle procedure aperte, comprese quelle sotto la soglia di rilievo comunitario è applicabile l’articolo 133, comma 8, ovvero il metodo della c.d. inversione procedimentale.