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Timestamp: 2017-03-28 02:20:41+00:00
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Commissione Documentazione e informazione: in adozione otto norme internazionali - UNI - ENTE ITALIANO DI NORMAZIONE
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Commissione Documentazione e informazione: in adozione otto norme internazionali	Stampa Email Lunedì, 24 Febbraio 2014	Tweet
Fase di inchiesta pubblica preliminare dal 27 febbraio al 14 marzo per otto progetti che interessano la Commissione tecnica Documentazione e informazione. Tutti i documenti rappresentano adozioni di norme internazionali ISO.
L'incessante evoluzione tecnologica richiede che i documenti vengano continuamente convertiti da un formato all'altro o migrati da un sistema all'altro per garantirne la leggibilità e l'accessibilità. Il progetto U30001300 "Informazione e documentazione - Processo di conversione e migrazione di documenti digitali" (adozione ISO 13008:2012), specifica gli aspetti fondamentali della pianificazione, i requisiti e le procedure per la conversione o la migrazione di documenti digitali al fine di conservarne l'autenticità, l'affidabilità, l'integrità e l'usabilità.
Esistono diversi documenti che specificano i requisiti funzionali o tecniche di applicativi per la gestione documentale, ma si tratta per lo più di documenti relativi a specifici contesti giuridici, tecnici, culturali. La norma ISO 16175 propone di sintetizzare e armonizzare queste fonti fornendo alla comunità archivistica e all'industria del software un insieme coerente e condiviso di principi utilizzabili indipendentemente dal contesto specifico. Rappresentano l'adozione della ISO 16175-1:2010, -2:2011 e -3:2010 i tre progetti U30001311, U30001312 e U30001313 "Informazione e documentazione - Principi e requisiti funzionali per i documenti in ambienti d'ufficio digitali".La "Parte 1: Presentazione generale e principi" stabilisce i principi fondamentali e i requisiti funzionali per il software utilizzato per creare e gestire documenti digitali in ambienti d'ufficio. Destinata all'utilizzo con le altre due parti, fornisce i principi alla base di una buona prassi, i principi guida, le linee guida implementative ed elenca i rischi nonché le modalità per mitigarli.La "Parte 2: Linee guida e requisiti funzionali per i sistemi informatici di gestione documentale" può essere applicata a prodotti che sono spesso definiti "sistemi di gestione elettronica dei documenti" (ERMS) o "sistemi di gestione dei contenuti" (CMS). Considerato il pubblico a cui è destinata, la norma presume la conoscenza in materia di sviluppo delle specifiche di progettazione e di processi di acquisizione e valutazione (temi non coperti dalla norma).La "Parte 3: Linee guida e requisiti funzionali per i documenti all'interno di sistemi non documentali" indica i requisiti generali e le linee guida per la gestione documentale e fornisce le linee guida per un'appropriata individuazione e gestione delle evidenze (cioè, i documenti) delle attività di lavoro realizzate attraverso sistemi non specificamente dedicati alla gestione documentale.L'applicazione di queste tre norme può migliorare i processi di sviluppo degli applicativi per la gestione documentale, può favorire l'integrazione fra sistemi documentali e non-documentali e può incoraggiare l'adozione di prassi che complessivamente migliorano la qualità dei processi di gestione documentale.
Il progetto U30001323 "Informazione e documentazione - Gestire i metadati documentali - Parte 3: Metodo di autovalutazione" (adozione ISO/TR 23081-3:2011) fornisce una guida su come effettuare un'autovalutazione dei metadati documentali, relativamente alla creazione, all'acquisizione e al controllo dei documenti. Il rapporto tecnico rappresenta uno strumento normativo necessario alla comunità degli archivisti e più in generale agli specialisti nel settore della gestione documentale e dell'information technology per facilitare la progettazione e la gestione dei sistemi e favorire il miglioramento della qualità dei processi di gestione dei metadati sia in fase di valutazione sia in fase di pianificazione.
Rappresentano infine l'adozione della norma ISO 28560 Parti 1, 2 e 3 tre progetti che intendono fornire agli specialisti nel settore uno strumento che assicura l'interoperabilità tra le biblioteche ai fini del riconoscimento in radiofrequenza delle diverse unità inventariali munite di etichette RFID, con la conseguente garanzia sulla conformità delle applicazioni RFID provenienti da fornitori diversi. I documenti definiscono un modello per l'uso dell'identificazione a radiofrequenza (RFID) relativo a elementi di dati per le esigenze di tutte le tipologie di biblioteche.Il progetto U30001331 "Informazione e documentazione - RFID in biblioteca - Parte 1: Elementi di dati e indicazioni generali per l'implementazione" (adozione ISO 28560-1:2011) specifica un insieme di elementi di dati relativi a: circolazione e prestito di materiali librari, acquisizione di materiali librari, transazioni di prestito interbibliotecario, specifiche di dati provenienti da editori, stampatori e altri fornitori, controllo inventariale e magazzino dei materiali librari. Fornisce inoltre le linee guida per la sicurezza degli elementi, i profili, la privacy dei dati, l'implementazione, la migrazione, la progettazione e la confezione delle etichette RFID."Informazione e documentazione - RFID in biblioteca – Parte 2: Codifica degli elementi di dati in base alle regole di ISO/IEC 15962" è il titolo del progetto U30001332 (adozione ISO 28560-2:2011) che fornisce le linee guida per la scelta del sottoinsieme di elementi di dati definiti nella norma ISO 28560-1 per i tag RFID. Questi sottoinsiemi di elementi di dati possono essere variati in relazione ai diversi materiali librari della medesima biblioteca. Le regole di codifica consentono inoltre l'organizzazione in qualsiasi sequenza di dati di natura opzionale da gestire nelle etichette RFID. Le regole prevedono inoltre una codifica flessibile e di lunghezza variabile così come formati variabili di dati.Il progetto U30001333 "Informazione e documentazione - RFID in biblioteca – Parte 3: Codifica degli elementi a lunghezza fissa" (adozione ISO 28560-3:2011) specifica le regole per la codifica di un sottoinsieme di elementi di dati, tratto dall'insieme generale degli elementi di dati elencati nella norma ISO 28560-1, in un blocco di base, e altri elementi di dati in blocchi di espansione nell'etichetta RFID.
L'inchiesta pubblica preliminare scadrà il prossimo 14 marzo. Chi fosse interessato può inviare i propri commenti a UNI attraverso le pagine web dell'Inchiesta pubblica preliminare.