Source: http://studioaquilani.it/content/legge-4-novembre-2010-n-183-artt-23-e-24
Timestamp: 2020-07-11 01:39:50+00:00
Document Index: 81364936

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 20', 'art. 33', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 8']

Legge 4 novembre 2010, n. 183, artt. 23 e 24 | Studio Legale Aquilani
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il c.d. Collegato Lavoro 2010, che modifica la disciplina dei permessi lavorativi di cui all'art. 33 della L. 104/1992, e che ribadisce il dovere delle Asl di inviare all'Anmic, quale associazione storica rappresentativa degli invalidi civili, i nominativi delle persone sottoposte a visita per l'invalidità civile (L. 183/2010, in G.U. S.O. 9.11.2010, n. 262)
Testo in vigore dal 24.11.2010
Il c.d. Collegato Lavoro era stato approvato in via definitiva dal Senato il 3.3.2010.
Il 31.3.2010 era stato rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica, per un riesame su alcuni importanti aspetti concernenti il diritto del lavoro.
Il provvedimento è stato quindi approvato, con modifiche, dalla Camera dei deputati, il 29.4.2010 e, con ulteriori modifiche, dal Senato, il 29.9.2010, per poi essere approvato in via definitiva dalla Camera il 19.10.2010.
Gli articoli 23 e 24 riguardano la materia dell'invalidità civile e dell'handicap.
1) Trasmissione elenchi alla Anmic
L'ultimo comma dell'art. 24 è di vitale importanza per assicurare agli invalidi civili la giusta tutela da parte dell'associazione storica Anmic, ribadendo l'obbligo delle Asl di trasmetterle gli elenchi dei nominativi delle persone sottoposte ad accertamenti sanitari per l'invalidità civile.
L'obbligo è già previsto da precedenti norme, mai abrogate, ma è stato necessario ribadirlo per ovviare ad un ingiustificato ostruzionsimo manifestatosi in alcune province italiane.
2) Modifica della disciplina dei permessi lavorativi
L'art. 24 del Collegato Lavoro ridisegna la mappa dei beneficiari dei permessi di cui all'art. 33 L. 104/1992
Requisito della convivenza o dell'assistenza esclusiva e continuativa
Il testo normativo non prevede più nè il requisito della convivenza nè quello dell'assistenza esclusiva e continuativa.
3) Scelta della sede di lavoro
Il testo dell'art. 33, 5° comma, L. 104/1992, viene modificato, nel senso che il punto di riferimento per il diritto del lavoratore (che assista un familiare con handicap grave) a scegliere, ove possibile, la sede lavorativa più vicina al proprio domicilio e a non essere trasferito senza il suo consenso, non è più il domicilio del lavoratore, ma quello dell'assistito.
Il Collegato Lavoro, nell'aggiungere il 7° comma all'art. 33 L. 104/1992, rafforza i controlli sulla sussistenza delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei permessi lavorativi.
5) Monitoraggio e privacy
L'art. 24 in esame fissa l’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di trasmettere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica, una cospicua serie di dati relativi ai lavoratori che fruiscono dei permessi, al monte ore usate, al rapporto di parentela fra lavoratore e assistito.
6)Semplificazioni
L’articolo 23 del Collegato Lavoro attribuisce al Governo la delega ad emanare specifici atti volti alla razionalizzazione e semplificazione dei documenti da presentare, con particolare riferimento alle persone con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della L. 104/1992, o affette da patologie di tipo neuro-degenerativo o oncologico.
Testo dell'art. 33 L. 104/1992 a seguito delle modifiche introdotte dal Collegato Lavoro
Testo dell'art. 42 D.Lgs. 151/2001 a seguito delle modifiche introdotte dal Collegato Lavoro (in grassetto sono evidenziate le parti modificate)
2. Successivamente al compimento del terzo anno di età del bambino con handicap in situazione di gravità, il diritto a fruire dei permessi di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente, anche in maniera continuativa nell’ambito del mese.
[3. Successivamente al raggiungimento della maggiore età del figlio con handicap in situazione di gravità, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre hanno diritto ai permessi di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Ai sensi dell’articolo 20 della legge 8 marzo 2000, n. 53, detti permessi, fruibili anche in maniera continuativa nell’ambito del mese, spettano a condizione che sussista convivenza con il figlio o, in assenza di convivenza, che l’assistenza al figlio sia continuativa ed esclusiva.] (2)
4. I riposi e i permessi, ai sensi dell'art. 33, comma 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, possono essere cumulati con il congedo parentale ordinario e con il congedo per la malattia del figlio.
5. La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre o, dopo la loro scomparsa, uno dei fratelli o sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravita' di cui all'art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertata ai sensi dell'art. 4, comma 1, della legge medesima e che abbiano titolo a fruire dei benefici di cui all'art. 33, comma 1, del
presente testo unico e all'art. 33, commi 2 e 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, per l'assistenza del figlio, hanno diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 dell'art. 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, entro sessanta giorni dalla richiesta. Durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto a percepire un'indennita' corrispondente all'ultima retribuzione e il periodo medesimo e' coperto da contribuzione figurativa; l'indennita' e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo massimo di lire 70 milioni annue per il congedo di durata annuale. Detto importo e' rivalutato annualmente, a decorrere dall'anno 2002, sulla base della variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. L'indennita' e' corrisposta
dal datore di lavoro secondo le modalita' previste per la corresponsione dei trattamenti economici di maternita'. I datori di lavoro privati, nella denuncia contributiva, detraggono l'importo dell'indennita' dall'ammontare dei contributi previdenziali dovuti all'ente previdenziale competente. Per i dipendenti dei predetti datori di lavoro privati, compresi quelli per i quali non e' prevista
l'assicurazione per le prestazioni di maternita', l'indennita' di cui al presente comma e' corrisposta con le modalita' di cui all'art. 1 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33. Il congedo fruito ai sensi del presente comma alternativamente da entrambi i genitori non puo' superare la durata complessiva di due anni; durante il
periodo di congedo entrambi i genitori non possono fruire dei benefici di cui all'art. 33, comma 1, del presente testo unico e all'art. 33, commi 2 e 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, fatte salve le disposizioni di cui ai commi 5 e 6 del medesimo articolo. I soggetti che usufruiscono dei permessi di cui al presente comma per un periodo continuativo non superiore a sei mesi hanno diritto ad usufruire di permessi non retribuiti in misura pari al numero dei giorni di congedo ordinario che avrebbero maturato nello stesso arco di tempo lavorativo, senza riconoscimento del diritto a contribuzione figurativa.
(2) Comma abrogato dal collegato lavoro
Il testo dell'art. 20, comma 1, della legge 8 marzo 2000, n. 53 (Disposizioni per il sostegno della maternita' e della paternita', per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle citta'), come modificato dal Collegato Lavoro, e' il seguente:
Le disposizioni dell'art. 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, come modificato dall'art. 19 della presente legge, si applicano anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto.
Il testo dell'art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, e' il seguente:
Il testo dell'art. 22, commi 6 e 7, del decreto legislativo n. 196 del 2003 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 29 luglio 2003, n. 174, supplemento ordinario), e' il seguente:
«6. I dati sensibili e giudiziari contenuti in elenchi, registri o banche di dati, tenuti con l'ausilio di strumenti elettronici, sono trattati con tecniche di cifratura o mediante l'utilizzazione di codici identificativi o di altre soluzioni che, considerato il numero e la natura dei dati trattati, li rendono temporaneamente inintelligibili anche a chi e' autorizzato
ad accedervi e permettono di identificare gli interessati solo in caso di necessita'.
7. I dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale sono conservati separatamente da altri dati personali trattati per finalita' che non richiedono il loro utilizzo. I medesimi dati sono trattati con le modalita' di cui al comma 6 anche quando sono tenuti in elenchi, registri o banche di dati senza l'ausilio di strumenti elettronici.».
Il testo dell'art. 6, secondo comma della legge 26 maggio 1970, n. 381 (Aumento del contributo ordinario dello Stato a favore dell'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza ai sordomuti e delle misure dell'assegno di assistenza ai sordomuti), e' il seguente:
«Provvede, altresi', a trasmettere mensilmente gli elenchi dei nominativi di cui al precedente comma all'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordomuti.».
Il testo dell'art. 11, comma ottavo, della legge 27 maggio 1970, n. 382 (Disposizioni in materia di assistenza ai ciechi civili), e' il seguente:
«Art. 11 (Composizione delle commissioni provinciali sanitarie). - Il segretario della commissione provvede, altresi', a trasmettere trimestralmente all'Unione italiana dei ciechi l'elenco dei nominativi dei ciechi civili nei confronti dei quali, nello stesso periodo e' stato effettuato l'accertamento oculistico, con l'indicazione dell'esito per ciascuno di essi.».
Il testo dell'art. 8, comma quarto della legge 30 marzo 1971, n. 118 (Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili), e' il seguente:
«Gli elenchi dei nominativi, di cui al comma precedente, sono trasmessi contemporaneamente anche alla Associazione nazionale dei mutilati ed invalidi civili di cui alla legge 23 aprile 1965, n. 458 , a cura del segretario della commissione.».
Marco Aquilani, 10.11.2010
(in G.U. S.O. 9.11.2010, n. 262)
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e previo parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, che si esprime entro trenta giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi; decorso tale termine, il Governo può comunque procedere. Successivamente, gli schemi sono trasmessi alle Camere per l’acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari, che si esprimono entro quaranta giorni dall’assegnazione; decorso tale termine, i decreti legislativi possono essere comunque emanati. Qualora il termine per l’espressione del parere parlamentare di cui al presente comma scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine per l’adozione dei decreti legislativi di cui al comma 1, quest’ultimo è prorogato di due mesi.
b) al comma 5, le parole da: «Il genitore» fino a: «handicappato» sono sostituite dalle seguenti: «Il lavoratore di cui al comma 3» e le parole:
«al proprio domicilio» sono sostituite dalle seguenti: «al domicilio della persona da assistere»;