Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25748-del-14-12-2016
Timestamp: 2020-08-03 18:18:06+00:00
Document Index: 145281288

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 378', 'art. 372', 'art. 372', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 437', 'art. 108', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 107', 'art. 107']

Sentenza Cassazione Civile n. 25748 del 14/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25748 del 14/12/2016
Cassazione civile, sez. lav., 14/12/2016, (ud. 06/10/2016, dep.14/12/2016), n. 25748
sul ricorso 18115/2012 proposto da:
AGENZIA VIAGGI A. VALDATA DI V.A. c.f. (OMISSIS), in
avverso la sentenza n. 1389/2011 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 13/01/2012 R.G.N. 1767/2010;
06/10/2016 dal Consigliere Dott. ENRICA D’ANTONIO;
Con sentenza depositata il 13.1.2012, la Corte d’appello di Torino rigettava l’appello proposto dall’INPS avverso la sentenza con cui il Tribunale di Alessandria l’aveva condannato a pagare a Valdata Ag. Viaggi di V.A. la somma di Euro 29.187,35 a titolo di rimborso del 90% dei contributi versati nel triennio 1995-1997 richiesto con domanda del 30/7/2007.
La Corte territoriale, per quanto qui rileva, riteneva che il D.L. n. 300 del 2006, art. 3 quater, (conv. con L. n. 17 del 2007), nel prorogare al 31.7.2007 il termine di presentazione delle domande di cui alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, che a sua volta aveva esteso ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e destinatari di provvedimenti agevolativi in materia di versamento di somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi, i benefici di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, avesse fugato ogni dubbio in ordine all’applicabilità delle disposizioni recate dalla norma ult. cit. anche ai contributi previdenziali e, sotto altro ma connesso profilo, considerava che non potevano distinguersi, ai fini dell’accesso ai benefici in questione, la posizione di coloro che a tale data non avessero ancora provveduto al pagamento dei contributi e quella di coloro che, come l’azienda in epigrafe, vi avessero già provveduto, dovendo in tale caso riconoscersi il loro diritto a ripetere quanto versato in eccesso rispetto al dovuto.
Per la cassazione di tale pronuncia ricorre l’INPS, affidandosi ad un unico articolato motivo. Resiste l’Agenzia Viaggi A. Valdata di V.A. con controricorso e memoria ex art. 378 c.p.c., nonchè deposito di documenti ex art. 372 c.p.c..
Va preliminarmente precisato l’inammissibilità della produzione documentale effettuata dal ricorrente non sussistendo i presupposti per la nuova produzione previsti dall’art. 372 c.p.c.. L’Inps denuncia violazione degli artt. 107 e 108 del TFUE nonchè delle regole del diritto comunitario in tema di divieto di erogazione dei benefici prima della valutazione della Commissione Europea e in connessione con queste della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, della L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90; D.L. n. 300 del 2006, art. 3 quater, comma 1, conv. in L. n. 17 del 2007, e sotto il profilo processuale in connessione con la disciplina comunitaria dell’art. 437 c.p.c., nonchè vizio di motivazione.
Lamenta che la Corte torinese non aveva esaminato la questione rilevante e rilevabile d’ufficio dell’inquadramento o meno come aiuti di stato sottolineando che le misure non erano mai state notificate dallo stato italiano alla Comunità Europea ai sensi dell’art. 108 TFUE.
Com’è noto, la L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, ha esteso ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e già destinatari dei provvedimenti agevolativi in materia di versamento delle somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi, di cui al D.L. n. 646 del 1994, art. 6, commi 2, 3 e 7 bis, (conv. con L. n. 22 del 1995), le disposizioni sulla regolarizzazione automatica delle imposte previste dalla L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, in favore delle imprese colpite dal sisma del 1990 in Sicilia orientale, prevedendo che tali soggetti potessero regolarizzare la propria posizione relativa agli anni 1995, 1996 e 1997 versando il 10% dell’importo dovuto entro il 31.7.2004 (termine successivamente differito al 31.7.2007 dal D.L. n. 300 del 2006, art. 3 quater, comma 1, conv. con L. n. 17 del 2007).
Al riguardo, questa Corte di legittimità ha già avuto modo di chiarire che la L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, nell’estendere l’applicazione delle disposizioni della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994, si riferisce espressamente ai provvedimenti agevolativi concernenti i versamenti di quanto dovuto “a titolo di tributi, contributi e premi”, restando privo di rilievo il mancato rinvio, nel testo della norma, anche alla disposizione di cui al D.L. n. 646 del 1994, art. 7, in quanto il richiamo dell’art. 6, commi 2, 3 e 7 bis, D.L. ult. cit., da parte della L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, è funzionale esclusivamente all’individuazione della categoria dei destinatari del beneficio e non già all’individuazione della tipologia dei tributi a cui riferire l’agevolazione, e ha precisato che tale interpretazione trova espressa e letterale conferma nel D.L. n. 300 del 2006, art. 3 quater, (conv. con L. n. 17 del 2007), che ha esplicitamente stabilito l’operatività dell’agevolazione “per i contributi previdenziali, i premi assicurativi e i tributi riguardanti le imprese relativi all’alluvione del Piemonte del 1994”, fugando altresì ogni dubbio sulla legittimità costituzionale della norma ult. cit., sulla scorta dell’insegnamento di Corte cost. n. 274 del 2006, in considerazione della piena legittimità in materia civile di leggi retroattive non solo interpretative ma anche innovative con efficacia retroattiva, quando la disposizione trovi adeguata giustificazione sul piano della ragionevolezza (come nel caso in cui l’interpretazione della disciplina richiamata rappresenti una delle possibili letture del dato normativo) e non contrasti con altri valori ed interessi costituzionalmente protetti (Cass. nn. 11133 e 11247 del 2010).
c) che, per quanto attiene agli aiuti individuali già versati prima della data di avvio della decisione e dell’ingiunzione di sospensione, il regime va considerato compatibile con il mercato interno, ai sensi dell’art. 107, paragrafo 2, lett. b), TFUE, a condizione che possa essere stabilito un nesso chiaro e diretto tra i danni subiti dalla singola impresa in seguito alla calamità naturale e l’aiuto di Stato concesso, evitando i casi di sovracompensazione rispetto ai danni subiti dalla impresa; inoltre, ogni compensazione relativa a tali danni, ottenuta da una qualsiasi fonte, deve essere dedotta ed è necessario escludere ogni tipo di cumulo tra gli aiuti previsti dal regime qui in esame ed eventuali aiuti previsti da altre misure per i medesimi costi. La Commissione, infine, ha esentato l’Italia dall’obbligo di recuperare gli aiuti relativi a regimi illegali concessi per le calamità naturali risalenti ad oltre dieci anni prima della sua decisione, con l’unica eccezione degli aiuti fruiti da beneficiari non aventi, al momento della calamità, una sede operativa nell’area colpita.
Dovendo pertanto ritenersi che nella vicenda per cui è causa, controvertendosi di “pagamenti di aiuti in essere”, debba trovare piena applicazione il ius superveniens di cui alla decisione della Commissione dianzi cit., restando viceversa irrilevanti le statuizioni della medesima decisione in punto di recupero di aiuti già concessi, mette conto piuttosto ribadire che la decisione della Commissione, pur ritenendo incompatibile sul piano generale il regime delle agevolazioni, ha lasciato ferma la legittimità dell’intervento legislativo allorquando l’aiuto individuale rientri nei limiti del regolamento c.d. de minimis applicabile (punto 115 della decisione), ovvero possa beneficiare della deroga prevista dall’art. 107, paragrafo 2, lett. b), TFUE (punto 132 della decisione).