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Timestamp: 2019-01-19 19:36:14+00:00
Document Index: 125163006

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 598', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2945', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'e contrario', 'sentenza ', 'art. 2712', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2233', 'sentenza ']

Art.58.(Notizia di illecito disciplinare e fase istruttoria pre-procedimentale) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
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Art.58.(Notizia di illecito disciplinare e fase istruttoria pre-procedimentale)
Illecito deontologico - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 4994 del 2 marzo 2018
La c.d. immunità giudiziale non scrimina l’illecito deontologico L’esimente di cui all’art. 598 c.p. non rileva in sede disciplinare, ove infatti -nell’autonomia riconosciuta dall’Ordinamento per la definizione dell’illecito deontologico- la rilevanza di un comportamento prescinde dalla sua eventuale non punibilità o liceità penale (o civile) e sussiste in ogni ipotesi di violazione dei generali doveri di probità, dignità, decoro, lealtà, fedeltà, correttezza e diligenza (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima,...
Illeciti disciplinari - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 31108 del 28 dicembre 2017
Il sindacato della Cassazione sugli illeciti disciplinari atipici o a forma libera individuati dal giudice della deontologia Nei procedimenti disciplinari a carico di avvocati, la concreta individuazione delle condotte costituenti illecito disciplinare definite dalla legge mediante una clausola generale (abusi o mancanze nell’esercizio della professione o comunque fatti non conformi alla dignità e al decoro professionale) è rimessa al giudice della deontologia, ed il controllo di legittimità sull’applicazione di tali norme non consente alla...
Illecito disciplinare - Danno risarcibile - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 194
L’illecito disciplinare prescinde dalla produzione concreta di un danno risarcibile Sul piano disciplinare a nulla rileva il fatto che le condotte deontologicamente scorrette non abbiano provocato un pregiudizio al cliente, atteso che i doveri gravanti sul professionista prescindono dalla produzione del danno, attenendo all’onorabilita` ed al rispetto che gli iscritti devono a sè stessi ed alla classe alla quale appartengono. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 194 ...
Esercizio abusivo della professione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 197
L’avvocato non deve agevolare l’esercizio abusivo della professione da parte di terzi Costituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che agevoli o, in qualsiasi altro modo diretto o indiretto, renda possibile a soggetti non abilitati l’esercizio abusivo dell’attività di avvocato o comunque consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici (Nel caso di specie, il professionista aveva agevolato e reso possibile al proprio impiegato la gestione di intere fasi extraprocessuali, mantenendo rapporti diretti con i...
Tipicità della condotta - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 198
Principio di specialità e tendenziale tipicità della condotta e della sanzione In tema di illecito deontologico, la lettura congiunta dei principi di specialità e di tendenziale tipicità porta alla conseguenza per cui: a) nel caso in cui la condotta contestata non sia sussumibile in nessuna specifica fattispecie incriminatrice, è possibile ricostruire l’illecito sulla base dei doveri generali e dei valori che informano la professione forense; b) nell’ipotesi in cui, invece, la condotta sia integralmente sussumibile in una specifica...
Rilevanza deontologica - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 199
La rilevanza deontologica di un comportamento prescinde dalla sua eventuale liceità civile o penale Nell’autonomia riconosciuta dall’Ordinamento per la definizione dell’illecito deontologico, lo stesso ben può sussistere pur non costituendo illecito né civile né penale. Infatti, le ragioni e i principi che presiedono al procedimento disciplinare hanno ontologia diversa rispetto a quelli che attengono al governo dei diritti soggettivi, riguardando la condotta del professionista quale delineata attraverso l’elaborazione del codice deontologico...
Buona fede - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 186
L’asserita buona fede non scrimina l’illecito L’illecito disciplinare non è scriminato dall’asserita buona fede, giacché per l’imputabilità dell’infrazione è sufficiente la volontarietà con la quale è stato compiuto l’atto deontologicamente scorretto, a nulla rilevando la buona fede dell’incolpato ovvero le sue condizioni psico-fisiche, elementi dei quali si può tener conto solo nella determinazione concreta della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 186 ...
Procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 188
Procedimento disciplinare: l’interruzione della prescrizione in sede amministrativa e giurisdizionale L’interruzione del termine quinquennale di prescrizione dell’azione disciplinare nei confronti degli esercenti la professione forense è diversamente disciplinata nei due distinti procedimenti del giudizio disciplinare; nel procedimento amministrativo trova applicazione l’art. 2945, primo comma cod. civ., secondo cui per effetto e dal momento dell’interruzione s’inizia un nuovo periodo di prescrizione; nella fase giurisdizionale davanti al...
Illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178 - 2
L’illecito disciplinare non è scriminato dalla provocazione altrui La rilevanza deontologica dell’illecito disciplinare non è esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che -al più- rileva ai soli fini della determinazione della sanzione (Nel caso di specie, durante l’udienza il professionista aveva definito la collega di controparte -con dichiarazione poi riportata a verbale- una persona “bugiarda”, “povera matta”, con “seri problemi mentali”, un “sacco di debiti in giro” e “piena...
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare Ai fini della sussistenza dell’illecito disciplinare, è sufficiente la volontarietà del comportamento dell’incolpato e, quindi, sotto il profilo soggettivo, è sufficiente la “suitas” della condotta intesa come volontà consapevole dell’atto che si compie, dovendo la coscienza e volontà essere interpretata in rapporto alla possibilità di esercitare sul proprio comportamento un controllo finalistico e, quindi, dominarlo. L’evitabilità della condotta, pertanto, delinea...
Appropriazione indebita - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 125
L’appropriazione indebita costituisce illecito deontologico permanente o continuato L’appropriazione sine titulo ovvero la mancata restituzione di somme di competenza delle parti assistite sono comportamenti suscettibili di produrre effetti illecitamente pregiudizievoli che si protraggono nel tempo fintantoché non venga a cessazione la stessa condotta indebitamente appropriativa, ed è solo da tale (eventuale) cessazione che inizia a decorrere la prescrizione dell’azione disciplinare. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre...
Offerta di assistenza legale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 130
L’offerta di assistenza legale: limiti deontologici Integra illecito disciplinare -perché assolutamente contrario ai doveri di correttezza e decoro- il comportamento dell’avvocato che, con il falso pretesto delle condoglianze, invii i propri recapiti di studio ai familiari della vittima di un incidente stradale, millantando una amicizia in realtà inesistente al solo fine di ricavarne un possibile incarico professionale (Nel caso di specie, pochi giorni dopo un omicidio stradale provocato da un automobilista in stato di ebbrezza alcolica, il...
Registrazione fonografica - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 settembre 2017, n. 119
La prova dell’illecito deontologico mediante registrazione fonografica Le registrazioni fonografiche, di cui all’art. 2712 cod. civ., assurgono a fonti di prova in sede disciplinare a meno che la parte contro la quale le registrazioni stesse sono prodotte, non contesti i fatti in modo chiaro, circostanziato ed esplicito, allegando altresì elementi oggettivamente rilevanti, che attestino la non corrispondenza tra la realtà fattuale e quella riprodotta. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 settembre 2017, n. 119 ...
Illecito deontologico - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 17720 del 18 luglio 2017
L’illecito deontologico può essere “consumato” o “tentato” In ambito disciplinare non è necessaria la consumazione dell’illecito, essendo infatti sufficiente anche il tentativo, giacché la potenzialità della condotta è idonea e sufficiente a configurare l’illecito deontologicamente rilevante. Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 17720 del 18 luglio 2017 ...
Illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 77
L’illecito disciplinare non è scriminato dalla provocazione altrui La rilevanza deontologica dell’illecito disciplinare non è esclusa dalla provocazione altrui, né dallo stato d’ira o d’agitazione che da questa dovesse derivare, che -al più- rileva ai soli fini della determinazione della sanzione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 77 ...
Sinistri e transazione: il compenso percepito dall’assicurazione è satisfattivo (salvo accordo scritto col cliente) In tema di transazione stragiudiziale sul risarcimento del danno, integra illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che, in assenza di accordo scritto sul compenso ex art. 2233 cod. civ., richieda al Cliente un compenso ulteriore rispetto a quanto già percepito direttamente dalla Compagnia assicuratrice (Nel caso di specie, l’ulteriore importo appariva manifestamente sproporzionato rispetto all’attività svolta. In...
Inadempimento delle obbligazioni - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 dicembre 2017, n. 218
L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi L’inadempimento delle obbligazioni inerenti l’esercizio della professione forense configura automaticamente l’illecito disciplinare, mentre l’inadempimento delle obbligazioni estranee all’esercizio della professione assume carattere di illecito disciplinare, quando, per modalità o gravità, sia tale da compromettere la fiducia dei terzi nella capacità dell’avvocato di assolvere ai propri doveri professionali (Nella specie trattavasi di riconoscimento di debito non onorato). Consiglio...