Source: http://www.legislazionetecnica.it/2435044/prd/pagina-informativa/criteri-ambientali-minimi-negli-appalti-pubblici
Timestamp: 2018-08-16 10:44:30+00:00
Document Index: 168669973

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 68', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 71', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 68', 'art. 59', 'art. 2', 'art. 213', 'art. 2', 'art. 142']

Criteri ambientali minimi negli appalti pubblici | Bollettino di Legislazione Tecnica
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Con il D.M. 11/04/2008 (pubblicato sulla G.U. n. 107 del 08/05/2008) ha preso il via - secondo quanto previsto dal comma 1126 dell’art. 1 della L. 296/2006 (Legge finanziaria 2007) - il “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione” (cosiddetto “PAN-GPP” o anche “Piano per il green public procurement”).
Il Piano - successivamente aggiornato con il D.M. 10/04/2013 (pubblicato sulla G.U. n. 103 del 03/05/2013) - si propone di massimizzare la diffusione degli “appalti verdi” presso gli enti pubblici. A tale scopo identifica le categorie di beni, servizi e lavori di intervento prioritarie per gli impatti ambientali e i volumi di spesa, sui quali definire “criteri ambientali minimi” (CAM) per l’affidamento di servizi e forniture.
I criteri ambientali minimi sono adottati con decreti ministeriali per le varie tipologie di servizi e forniture.
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L’articolo 18 della L. 28/12/2015, n. 221 ha poi disciplinato l’applicazione dei criteri ambientali minimi negli appalti pubblici di forniture e negli affidamenti di servizi, introducendo in fase iniziale l’art. 68-bis del D. Leg.vo 163/2006, ora sostituito - a seguito della riforma dei contratti pubblici - dall’art. 34 del D. Leg.vo 50/2016 (“nuovo Codice appalti”), a sua volta ulteriormente modificato dal D. Leg.vo 56/2017 (c.d. “correttivo”).
A seguito delle suddette modifiche introdotte dal “correttivo”, l’art. 34 del D. Leg.vo 50/2016 dispone:
- che i criteri ambientali minimi definiti dai summenzionati decreti ministeriali, ed in particolare i criteri premianti, devono essere tenuti in considerazione anche ai fini della stesura dei documenti di gara per l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (rispetto alla norma previgente è stato precisato che sono tenuti in considerazione in particolare i criteri premianti). Ciò vuol dire che la stazione appaltante può scegliere la modalità con cui adempiere a tale dettato normativo. Per esempio, può inserire nella documentazione di gara uno o più dei criteri premianti presenti nel documento CAM, oppure prevederne di simili nel contenuto ma non esattamente uguali nel testo, fermo restando che la stazione appaltante può elaborarne di nuovi e/o più stringenti;
- che i criteri per la selezione dei candidati non sono invece obbligatori, anche se, soprattutto in caso di gare per lavori, sono fortemente consigliati per i risvolti positivi che può avere la gestione ambientale dell’impresa o la corretta gestione del personale
A sua volta, l’art. 71 del D. Leg.vo 50/2016 dispone che i bandi di gara contengono i criteri ambientali minimi di cui all’articolo 34.
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Nella vigente formulazione, introdotta dal “correttivo”, dell’art. 34 del D. Leg.vo 50/2016, è stata soppressa la parte della disposizione che prevedeva, in determinati casi e a determinate condizioni, quote minime di utilizzo dei criteri ambientali minimi nella documentazione progettuale e di gara, nelle specifiche tecniche e nelle clausole contrattuali (50% del valore a base d’asta per categorie di appalto non connesse agli usi finali di energia e oggetto dei criteri ambientali minimi, diminuibile anche a quote inferiori per talune categorie, e 100% del valore a base d’asta relativamente a categorie di appalto con le quali si può conseguire l’efficienza energetica negli usi finali).
La vecchia formulazione dell’art. 34 del D. Leg.vo 50/2016, comma 3, oltre a prevedere tali quote minime di utilizzo differenziate per categorie di appalto, prevedeva altresì la possibilità di aumentare progressivamente la percentuale del 50% del valore a base d’asta.
In attuazione di tale disposizione ora soppressa era stato emanato il D.M. 24/05/2016 che disciplinava, appunto, l’incremento progressivo della percentuale del valore a base d’asta a cui riferire l’obbligo per le stazioni appaltanti di inserire nella documentazione di gara le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei criteri ambientali minimi per determinate categorie di affidamenti. Con la nuova formulazione in commento, il D.M. 24/05/2016 può ritenersi superato, così come le scadenze temporali dallo stesso introdotte.
La nuova formulazione normativa è in altri termini finalizzata ad applicare gli obblighi connessi alle specifiche tecniche, alle clausole contrattuali e ai criteri premianti all’intero valore dei contratti, evitando applicazioni a parti dei contratti medesimi. Secondo quanto riportato nella relazione illustrativa al “correttivo”, la formulazione previgente della norma generava infatti confusione e interpretazioni differenti, soprattutto nel settore degli appalti di servizi, ma anche nel caso di appalti di forniture, specie laddove le stazioni appaltanti sono tenute ad approvvigionarsi da convenzioni effettuate da centrali di committenza e non possono tecnicamente suddividere l’appalto prevedendo prodotti con caratteristiche diverse.
Ai sensi dell’articolo 213 del D. Leg.vo 50/2016, comma 9, come modificato dal D. Leg.vo 56/2017, l’applicazione dei Criteri ambientali minimi sarà monitorata a cura dell’Osservatorio nazionale sui contratti pubblici dell’ANAC.
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Anche nella Determ. ANAC 21/09/2016, n. 1005 (Linee Guida n. 2, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Offerta economicamente più vantaggiosa”), è specificato che “i criteri di valutazione definiti dalla stazione appaltante tengono anche conto dei criteri ambientali minimi (CAM) adottati con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; a tal fine, i criteri di valutazione prevedono l’attribuzione di specifici punteggi qualora vengano proposte condizioni superiori a quelle minime previste dai CAM con riferimento alle specifiche di base e alle clausole contrattuali/condizioni di esecuzione o siano proposte le condizioni previste, nell’ambito dei predetti CAM, dalle specifiche tecniche premianti”.
L’art. 95 del D. Leg.vo 50/2016, comma 6, prevede che i criteri di valutazione del miglior rapporto qualità/prezzo devono essere oggettivi e connessi all’oggetto dell’appalto, ciò al fine di assicurare il rispetto dei principi di trasparenza, non discriminazione e parità di trattamento. Sono considerati connessi all’oggetto dell’appalto quei criteri che:
- riguardano lavori, forniture o servizi da fornire nell’ambito dell’affidamento sotto qualsiasi aspetto e in qualsiasi fase del ciclo di vita (compresi fattori coinvolti nel processo specifico di produzione, fornitura o scambio o in un processo specifico per una fase successiva del ciclo di vita, anche se non sono parte del loro contenuto sostanziale);
- attengono alle caratteristiche dei lavori, dei beni o dei servizi ritenute più rilevanti dalla stazione appaltante ai fini della soddisfazione delle proprie esigenze e della valorizzazione degli ulteriori profili indicati dal Codice.
Sempre all’art. 95 del D. Leg.vo 50/2016, comma 6, vengono indicati, a titolo esemplificativo, i seguenti criteri:
- qualità (pregio tecnico, caratteristiche estetiche e funzionali, accessibilità, certificazioni e attestazioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori, caratteristiche sociali, ambientali, contenimento dei consumi energetici, caratteristiche innovative, commercializzazione e relative condizioni);
- possesso di un marchio di qualità ecologica dell’Unione europea (Ecolabel UE) in relazione ai beni o servizi oggetto del contratto, in misura pari o superiore al 30% del valore delle forniture o prestazioni oggetto del contratto;
- costo di utilizzazione e manutenzione, “avuto anche riguardo ai consumi di energia e delle risorse naturali, alle emissioni inquinanti e ai costi complessivi, inclusi quelli esterni e di mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici, riferiti all’intero ciclo di vita dell’opera, bene o servizio, con l’obiettivo strategico di un uso più efficiente delle risorse e di un’economia circolare che promuova ambiente e occupazione”;
- compensazione delle emissioni di gas ad effetto serra associate alle attività dell’azienda calcolate secondo i metodi stabiliti in base alla raccomandazione n. 2013/179/UE della Commissione del 09/04/2013, relativa all’uso di metodologie comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni;
- organizzazione, qualifiche ed esperienza del personale effettivamente utilizzato nell’appalto, qualora la qualità del personale incaricato possa avere un’influenza significativa sul livello dell’esecuzione dell’appalto;
- servizio successivo alla vendita e assistenza tecnica;
- condizioni di consegna o di esecuzione del servizio.
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In caso di lavori, facendo ad esempio riferimento alle verifiche di cui al criterio 2.5.3 del D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/10/2017, la definizione di “un piano per il controllo dell’erosione e della sedimentazione per le attività di cantiere” o di “un piano per la gestione dei rifiuti da cantiere e per il controllo della qualità dell’aria e dell’inquinamento acustico durante le attività di cantiere”, attengono alla fase di progettazione e devono costituire parte integrante del progetto approvato e messo a gara. Se questi documenti non sono inseriti nella documentazione di gara ma vengono redatti successivamente costituiscono una variante al progetto.
Allo stesso modo, per il criterio 2.5.5 del medesimo D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/10/2017 dovrebbero essere individuati in fase di progetto i luoghi per la gestione e il ricollocamento delle terre di scavo, lasciando all’impresa l’eventuale possibilità di scelta tra più alternative. Se non fosse possibile assolvere alle prescrizioni del decreto per assenza di cantieri riceventi, sarebbe compito della stazione appaltante dimostrarlo e giustificarlo e non dell’impresa.
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- Selezione dei candidati: sono requisiti di qualificazione soggettiva atti a provare la capacità tecnica del candidato ad eseguire l’appalto in modo da recare i minori danni possibili all’ambiente.
- Specifiche tecniche: così come definite dall’art. 68 del D. Leg.vo 50/2016, “definiscono le caratteristiche previste per lavori, servizi o forniture. Tali caratteristiche possono inoltre riferirsi allo specifico processo o metodo di produzione o prestazione dei lavori, delle forniture o dei servizi richiesti, o a uno specifico processo per un’altra fase del loro ciclo di vita anche se questi fattori non sono parte del loro contenuto sostanziale, purché siano collegati all’oggetto dell’appalto e proporzionati al suo valore e ai suoi obiettivi”.
- Criteri premianti: ovvero requisiti volti a selezionare prodotti/servizi con prestazioni ambientali migliori di quelle garantite dalle specifiche tecniche, ai quali attribuire un punteggio tecnico ai fini dell’aggiudicazione secondo l’offerta al miglior rapporto qualità-prezzo.
- Clausole contrattuali: forniscono indicazioni per dare esecuzione all’affidamento o alla fornitura nel modo migliore dal punto di vista ambientale.
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Di seguito l’elenco dei decreti ministeriali vigenti con i quali sono stati adottati i CAM per le varie categorie di servizi e forniture. Sono consultabili in aggiunta anche le risposte a FAQ ed i chiarimenti vari resi disponibili dal Ministero dell’ambiente (agg. 12/06/2018).
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Forniture di attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio.
D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 13/12/2013, Allegato 2 (G.U. 17/01/2014, n. 13) che ha sostituito l’Allegato 4 del D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 22/02/2011 (G.U. 19/03/2011, n. 64).
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/01/2017 R, Allegato 1 (G.U. 28/01/2017, n. 23), che ha sostituito l’Allegato 2 del D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 22/02/2011 (G.U. 19/03/2011, n. 64).
Si precisa che gli arredi che siano anche dispositivi medici in base al Reg. (UE) 2017/745 relativo ai dispositivi medici, sono al momento esclusi dall’applicazione dei CAM per gli arredi per interni adottato con D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/01/2017 R.
- Risposte a FAQ e chiarimenti vari (aggiornamento 17/04/2018) Visualizza PDF
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 05/02/2015, Allegato 1 (G.U. 02/03/2015, n. 50).
- Risposte a FAQ e chiarimenti vari Visualizza PDF
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 24/12/2015 R, Allegato 2 (G.U. 21/01/2016, n. 16).
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 17/05/2018 (G.U. 31/05/2018, n. 125).
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 04/04/2013, Allegato 1 (G.U. 03/05/2013, n. 102) che ha sostituito l’Allegato 2 del D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 12/10/2009 (G.U. 09/11/2009, n. 269).
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Forniture di cartucce toner e cartucce a getto di inchiostro e servizi integrati di ritiro e fornitura di cartucce toner e a getto di inchiostro.
D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 13/02/2014 R, Allegato 2 (G.U. 11/03/2014, n. 58).
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/10/2017 (G.U. 06/11/2017, n. 259), che ha sostituito l’Allegato 2 del D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/01/2017 R (G.U. 28/01/2017, n. 23).
- Risposte a FAQ e chiarimenti vari (aggiornamento 12/06/2018) Visualizza PDF
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 07/03/2012, Allegato 1 (G.U. Suppl. Ord. 28/03/2012, n. 57).
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Acquisizione di sorgenti luminose per illuminazione pubblica e di apparecchi per illuminazione pubblica e affidamento servizi di progettazione di impianti per illuminazione pubblica.
D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 27/09/2017 (G.U. Suppl. Ord. 18/10/2017, n. 49).
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 28/03/2018 (G.U. 28/04/2018, n. 98).
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 24/05/2012 R (G.U. 20/06/2012, n. 142).
- Relazione di accompagnamento (Documento di background sui criteri ambientali minimi della categoria servizi di pulizia e prodotti per l’igiene del PAN GPP) Visualizza PDF
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 13/02/2014 R, Allegato 1 (G.U. 11/03/2014, n. 58).
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 25/07/2011, Allegato 1 (G.U. 21/09/2011, n. 220).
- Relazione di accompagnamento (Documento di background sui criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari) Visualizza PDF
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 18/10/2016 (G.U. 09/11/2016, n. 262).
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 25/07/2011, Allegato 2 (G.U. 21/09/2011, n. 220).
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/01/2017 R, Allegato 3 (G.U. 28/01/2017, n. 23) che ha sostituito l’Allegato 1 del D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 22/02/2011 (G.U.
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 08/05/2012 (G.U. 05/06/2012, n. 129), come modificato dal D. Min. Ambiente e Tutela Territorio e Mare 30/11/2012 (G.U. 13/12/2012, n. 290).
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D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 13/12/2013, Allegato 1 (G.U. 17/01/2014, n. 13) che ha sostituito l’Allegato 1 del D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 12/10/2009 (G.U. 09/11/2009, n. 269).
Criteri ambientali minimi per la fornitura di calzature da lavoro non dpi e dpi, articoli e accessori di pelle.
Il Decreto - il quale è parte integrante del Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica Amministrazione (c.d. “PAN GPP”) adottato con il D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/04/2008 - definisce i criteri ambientali minimi (“CAM”) che, ai sensi del D. Leg.vo 50/2016, le amministrazioni pubbliche debbono utilizzare nell'ambito delle procedure per gli appalti di fornitura di calzature di lavoro non DPI e DPI, articoli e accessori in pelle.
Gli articoli rispetto ai quali si definiscono i criteri ambientali minimi sono i seguenti:
- Calzature non DPI (senza marcatura CE);
- Calzature DPI di categoria "O": calzature da lavoro senza puntale di protezione;
- Calzature DPI di protezione di categoria "P": calzature di protezione, con puntale di protezione mediamente resistente (la metà della categoria S);
- Calzature DPI di sicurezza di categoria "S" calzature di sicurezza, con puntale di protezione particolarmente resistente;
- Borse, zaini, valigie e articoli in pelle.
Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di illuminazione pubblica.
Il Decreto - che è parte integrante del Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica Amministrazione (c.d. “PAN GPP”) adottato con il D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/04/2008 - definisce i criteri ambientali minimi (“CAM”) che, ai sensi del D. Leg.vo 50/2016, le amministrazioni pubbliche debbono utilizzare nell’ambito delle procedure per l'affidamento del servizio di illuminazione pubblica (Servizio IP).
Tale Servizio IP comprende la gestione degli impianti di illuminazione pubblica che, a sua volta, è costituita da:
la conduzione degli impianti di illuminazione;
la manutenzione ordinaria e straordinaria conservativa degli impianti di illuminazione;
la verifica periodica, con cadenza prestabilita a seconda del livello prescelto degli impianti di illuminazione;
può inoltre comprendere:
b) un censimento, se non esistente degli impianti di illuminazione pubblica a cura del fornitore;
c) la definizione di un progetto definitivo ovvero esecutivo degli interventi di riqualificazione dell’impianto di illuminazione pubblica e la eventuale realizzazione dei lavori previsti da un progetto esecutivo degli interventi di riqualificazione dell’impianto di illuminazione pubblica, laddove ricorrano i casi previsti dall’art. 59, commi 1 e 1-bis, del D. Leg.vo 50/2016;
I CAM si dividono in:
1. requisiti dei candidati (criteri di base): atti a provare la capacità tecnica del candidato ad eseguire il contratto di servizio in modo da ridurne gli impatti ambientali;
2. specifiche tecniche (criteri di base): che definiscono il livello minimo da raggiungere in relazione ai più significativi impatti ambientali del servizio, rispetto al quale le Amministrazioni pubbliche possono porsi obiettivi più ambiziosi;
3. clausole contrattuali (criteri di base): criteri di sostenibilità che l’Offerente si impegna a rispettare durante lo svolgimento del contratto;
4. criteri premianti (criteri di aggiudicazione): criteri di valutazione dell’offerta cui debbono essere attribuiti, nei documenti della procedura d’acquisto, specifici punteggi. I criteri premianti sono atti a selezionare servizi più sostenibili di quelli che si possono ottenere con il rispetto dei soli criteri di base.
Il Decreto, entrato in vigore il 07/11/2017, è parte integrante del Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica Amministrazione (c.d. “PAN GPP”) e definisce i criteri ambientali minimi (“CAM”) per l'affidamento di servizi di progettazione e lavori di nuova costruzione, ristrutturazione, manutenzione, riqualificazione energetica di edifici pubblici e per la gestione dei cantieri, che le stazioni appaltanti sono tenute ad utilizzare, per qualunque importo e per l’intero valore delle gare.
In particolare, nell’Allegato al Decreto, che sostituisce l’Allegato 2 al D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 11/01/2017, sono definiti i criteri per la selezione dei candidati, le specifiche tecniche dell’edificio, dei gruppi di edifici, dei componenti edilizi e del cantiere, nonché i criteri premianti di aggiudicazione e le clausole contrattuali relative alle condizioni di esecuzione.
Le stazioni appaltanti, per gli interventi di ristrutturazione edilizia effettuati nelle zone territoriali omogenee (ZTO) A e B, di cui al D.M. 1444/1968, potranno applicare in misura diversa, motivandone le ragioni, le prescrizioni dei criteri di cui ai punti 2.2.3 (riduzione del consumo di suolo e mantenimento della permeabilità dei suoli, relativamente alla superficie territoriale permeabile della superficie di progetto e alla superficie da destinare a verde) e 2.3.5.1 (illuminazione naturale).
Criteri Ambientali Minimi per l’acquisizione di sorgenti luminose per illuminazione pubblica, l’acquisizione di apparecchi per illuminazione pubblica, l’affidamento del servizio di progettazione di impianti per illuminazione pubblica.
Il Decreto, entrato in vigore il 19/10/2017, è parte integrante del Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica Amministrazione (c.d. “PAN GPP”) e sostituisce il precedente D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 23/12/2013.
Il provvedimento definisce i criteri ambientali minimi (“CAM”) che, ai sensi del D. Leg.vo 50/2016, le amministrazioni pubbliche debbono utilizzare nell’ambito delle procedure d’acquisto di:
sorgenti di illuminazione per illuminazione pubblica;
apparecchi d’illuminazione per illuminazione pubblica
e nel caso di affidamento del servizio di progettazione di impianti per illuminazione pubblica.
Non rientrano nell’oggetto del provvedimento: pali, strutture di sostegno ed ogni altro tipo di supporto degli apparecchi di illuminazione; illuminazione di: gallerie, parcheggi privati ad uso privato, aree private a uso commerciale o industriale, campi sportivi, monumenti, edifici, alberi, ecc. (illuminazione artistica).
I CAM sono articolati in schede separate, ciascuna relativa ad una tipologia di prodotti/servizi ed in ciascuna scheda i CAM sono divisi in 4 sezioni come di seguito indicato:
requisiti dei candidati;
clausole contrattuali;
criteri premianti.
I criteri ambientali definiti nell’Allegato al Decreto rappresentano il livello minimo delle prestazioni ambientali da raggiungere. Pertanto, le amministrazioni che hanno obiettivi più ambiziosi di rispetto e protezione dell’ambiente possono decidere di utilizzare, per tutti o per alcuni criteri, livelli più restrittivi, fermo restando il rispetto delle altre specifiche tecniche definite nell’Allegato per i rimanenti criteri.
Con il presente provvedimento - in attuazione dell’art. 2 del D.M. 11/04/2008 - sono adottati i criteri ambientali minimi elaborati nell’ambito del PAN GPP per l’affidamento del servizio di sanificazione per le strutture sanitarie e per le forniture di prodotti detergenti, che rientrano nella categoria "Servizi di gestione degli edifici" prevista dal PAN GPP.
Linee Guida n. 2, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Offerta economicamente più vantaggiosa”.
Queste Linee guida n. 2 - emanate ai sensi dell'art. 213, comma 2, del D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50 - hanno natura prettamente tecnica, e sono finalizzate a fornire indicazioni operative in materia di offerta economicamente più vantaggiosa. Dopo aver definito il perimetro normativo, sono fornite in particolare indicazioni in merito a: definizione dei corretti criteri di valutazione delle offerte in base all'oggetto del contratto ed agli obiettivi dell'amministrazione appaltante; determinazione dei punteggi da attribuire a ciascuna componente dell’offerta, in base all'importanza relativa della componente economica, di quella tecnica e dei relativi profili oggetto di valutazione; calcolo dei singoli coefficienti e aggregazione dei punteggi ottenuti per quanto riguarda la valutazione degli elementi quantitativi; criteri motivazionali per un corretto esercizio della discrezionalità nell'ambito della valutazione dei criteri qualitativi; formazione della graduatoria.
Criteri ambientali minimi per l'acquisto di articoli per l'arredo urbano.
Il provvedimento attua il cosiddetto "PAN GPP" di cui al D.M. 11/04/2008, e reca i criteri ambientali minimi per l'acquisto di articoli di arredo urbano: panchine, fioriere, porta biciclette, tavoli, attrezzature per il gioco e le strutture ludiche, pavimentazioni antitrauma, transenne, steccati, bagni chimici, contenitori per la raccolta dei rifiuti, tappeti per parchi giochi, accessori per piste ciclabili, attraversamenti pedonali, dissuasori di sosta, rallentatori di traffico, ecc. (esclusi i cassonetti per la raccolta differenziata dei rifiuti e le campane per la raccolta del vetro, la cui disciplina è contenuta nel precedente D.M. 13/02/2014.
Ai sensi dell'art. 2 del decreto, le Stazioni Appaltanti debbono comunicare all'Osservatorio dei contratti pubblici, nel rispetto delle modalità indicate nelle apposite schede di rilevamento predisposte dal citato Osservatorio, i dati riguardanti i propri acquisti relativi all'applicazione dei criteri ambientali minimi adottati con il presente decreto.
Modifica dell’allegato al decreto 23 dicembre 2013, recante: "Criteri ambientali minimi per l'acquisto di lampade a scarica ad alta intensità e moduli led per illuminazione pubblica, per l'acquisto di apparecchi di illuminazione per illuminazione pubblica e per l'affidamento del servizio di progettazione di impianti di illuminazione pubblica - aggiornamento 2013.".
Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione - revisione 2013.
Criteri ambientali minimi per l'acquisto di carta per copia e carta grafica - aggiornamento 2013.
Modifiche all'allegato al decreto 8 maggio 2012, concernente i criteri ambientali minimi per l'acquisizione dei veicoli adibiti al trasporto su strada.
Guida per l'integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici.
L'applicazione della presente guida potrà essere valutata dalle stazioni appaltanti anche in ragione del «grado di rischio» di violazione dei diritti umani che si possono verificare nelle diverse catene di fornitura delle varie merceologie oggetto dell'appalto
Criteri ambientali minimi per l'affidamento del servizio di pulizia e per la fornitura di prodotti per l'igiene.
Adozione dei criteri minimi ambientali da inserire nei bandi di gara della Pubblica amministrazione per l'acquisto di prodotti e servizi nei settori della ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari e serramenti esterni.
Criteri ambientali minimi per l'acquisto di ammendanti e per l'acquisto di carta in risme da parte della pubblica amministrazione.
Alla luce del regime attualmente vigente - come emerge dalle norme del D. Leg.vo 50/2016 e del D.M. 02/12/2016 - questo approfondimento illustra, con l’ausilio di schemi e tabelle riepilogative, caratteristiche e contenuti di bandi di gara e avvisi, nonché le modalità con cui gli stessi devono essere pubblicati. Sono pertanto approfonditi funzioni, utilizzo e contenuti degli avvisi di preinformazione, dei bandi di gara, degli avvisi di postinformazione (o anche avvisi relativi agli appalti aggiudicati), e dettagliate le relative modalità di pubblicazione, sia a livello europeo che nazionale. Il tutto, con riferimento alle procedure nei settori ordinari e con esclusione anche dei servizi sociali e degli altri servizi specifici di cui all'art. 142 del D. Leg.vo 50/2016.
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Brindisi 03/10/2018
Roma 04/12/2018
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Milano 30/11/2018