Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/02/novita-fiscali-del-6-febbraio-2008-i-casi-in-cui-viene-consigliato-agli-uffici-dellagenzia-delle-entrate-di-astenersi.html
Timestamp: 2018-01-23 21:18:36+00:00
Document Index: 181153489

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 73', 'art. 74', 'art. 5', 'art. 2425', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 11']

1) Casi in cui viene consigliato agli uffici dell’Agenzia delle Entrate di astenersi dal contenzioso IRAP con i professionisti privi di autonoma organizzazione
2) Individuate, per attività esercitata e tipo di operazioni effettuate, altre categorie di contribuenti ammessi al rimborso in via prioritaria entro tre mesi dalla richiesta
3) Agevolazioni fiscali per gli interventi volti al risparmio energetico
4) IRAP: Esclusione dalla base imponibile dei contributi correlati a componenti negativi non ammessi in deduzione
“Premesso che rimaniamo convinti del fatto che per i liberi professionisti l’IRAP è un’imposta non dovuta a prescindere dalle dimensioni dello studio, in quanto il concetto di organizzazione autonoma ha ben poco significato nel contesto di un mandato fiduciario e personalissimo come quello che intercorre tra cliente e professionista intellettuale”.
Auspichiamo, ha concluso Siciliotti, “nel fissare i parametri entro cui l’Agenzia delle Entrate riterrà opportuno non attivare nemmeno il contenzioso sulla soggettività passiva IRAP del professionista, si tenga adeguatamente conto del fatto che eventuali spese sostenute per collaboratori che stanno svolgendo il tirocinio professionale non possono certo essere considerate rilevanti, così come si tenga conto che nella valutazione dei beni strumentali del professionista non ci si può limitare a una valutazione di costo, ma anche a una valutazione di numerosità. Un professionista può avere infatti anche acquisito beni per 30 o 40 mila euro, ma se alla fine si tratta di un’autovettura, un pc portatile e un telefonino, pare francamente insostenibile che lo si possa considerare dotato di una qualsivoglia organizzazione”.
(Nota del 01/02/2008 di Claudio Siciliotti, Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili)
Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato in G.U. il Decreto 21 dicembre 2007, al fine di individuare, per l’attività esercitata e le tipologie di operazioni effettuate, ulteriori categorie di contribuenti beneficiari dell’erogazione in via prioritaria, entro tre mesi dalla richiesta, dei rimborsi dell’IVA.
Contribuenti ammessi al rimborso IVA in via prioritaria
L’art. 1 di tale Decreto dispone che la norma di cui all’art. 38-bis, comma 9, del D.P.R. n. 633/72, che prevede l’erogazione dei rimborsi in via prioritaria entro tre mesi dalla richiesta di rimborso dell’eccedenza d’imposta detraibile, si applica, a partire dalle richieste presentate per l’anno d’imposta 2008, agli operatori economici titolari del codice di classificazione delle attività economiche ATECOFIN 27.42.0 (produzione di alluminio e semilavorati, fermo restando quanto previsto dall’art. 2 del Decreto 22 marzo 2007).
(Decreto 21 dicembre 2007 pubblicato in G.U. 4/2/2008, n. 29)
Essendo detrazioni di imposta, e non crediti di imposta, spettano soltanto ai soggetti IRPEF e IRES.
Come è noto, la Legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007) ha introdotto una nuova specifica agevolazione fiscale, con efficacia originariamente limitata al periodo d’imposta 2007, per la realizzazione di interventi che aumentino il livello di efficienza energetica degli edifici.
L’agevolazione consiste nel riconoscimento di una detrazione d’imposta del 55% delle spese sostenute per gli interventi di “riqualificazione energetica” con importi massimi variabili a seconda della tipologia di intervento previsto.
La legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008) ha prorogato tali incentivi estendendo il beneficio alle spese sostenute entro il 2010 (art. 1, comma 20) ed introducendo, tra l’altro, importanti novità in ordine alle modalità di fruizione della detrazione ed in relazione agli interventi ammissibili.
Tra gli interventi agevolabili vi sono quelli riguardanti strutture opache verticali, finestre comprensive di infissi, installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con altri apparecchi a maggiore efficienza energetica.
Con Decreto del 19/2/2007 sono state stabilite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui ai commi 344 e seguenti dell’art. 1 della legge n. 296/2006.
Il citato D.M. ha individuato, tra l’alto, i soggetti ammessi a godere della detrazione, in particolare:
Poiché si tratta di una detrazione dalle imposte sul reddito, e non di un credito d’imposta, presupposto per godere del beneficio é avere capienza d’imposta e, pertanto, in primo luogo essere un soggetto passivo IRPEF o IRES.
L’art. 73, comma 1, lett. b) e c), del TUIR indica, in via generale, quali soggetti passivi all’imposta sul reddito delle società (IRES), tutti gli enti pubblici e privati diversi dalle società.
Il successivo art. 74 prevede che “gli organi e le amministrazioni dello Stato, compresi quelli ad ordinamento autonomo, anche se dotati di personalità giuridica, i comuni, i consorzi tra enti locali, le associazioni e gli enti gestori di demanio collettivo, le comunità montane, le province e le regioni non sono soggetti all’imposta”.
Tale disposizione prevede un’esclusione dall’IRES di carattere soggettivo che prescinde dalle attività concretamente esercitate.
Pertanto, nel caso di specie, il comune non può usufruire della detrazione per la riqualificazione del risparmio energetico dal momento che non é un soggetto passivo IRES.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 05/02/2008, n. 33)
I contributi regionali, che risultano direttamente correlati con il costo per il personale impiegato presso i Centri di servizio residenziali per anziani gestiti dall’Istituzione comunale, sono esclusi dalla determinazione della base imponibile IRAP.
Ciò poiché, ai fini IRAP, le amministrazioni pubbliche, compresi i comuni, per le attività commerciali esercitate possono optare, ai sensi del D.Lgs. n. 446/1997, per il regime di determinazione della base imponibile secondo le disposizioni contenute nell’art. 5, il quale prevede che la base imponibile ai fini IRAP venga determinata dalla differenza tra la somma delle voci classificabili nel valore della produzione di cui al primo comma, lettera A), dell’art. 2425 del codice civile e la somma di quelle classificabili nei costi della produzione di cui alla lettera B) del medesimo comma, ad esclusione delle perdite su crediti e delle spese per il personale dipendente.
L’art. 11, comma 3, del D.Lgs. n. 446/1997 stabilisce che ai fini della determinazione della base imponibile IRAP dei soggetti che applicano le disposizioni di cui al predetto art. 5, concorrono, tra l’altro, “i contributi erogati a norma di legge con esclusione di quelli correlati a componenti negativi non ammessi in deduzione” tra i quali sono compresi i costi relativi al personale.
La risoluzione n. 330/2002 ha precisato che “la correlazione richiesta dalla norma deve essere diretta e tale da individuare e vincolare in modo preciso ed inequivocabile la destinazione del contributo erogato. Deve sussistere cioé un rapporto – nesso logico – reso esplicito dalla legge istitutiva tra la somma erogata a titolo di contributo e il corrispondente componente negativo”.
La medesima risoluzione n. 330/2002 ha chiarito, altresì, che concorrono nella determinazione della base imponibile IRAP “i contributi la cui quantificazione viene meramente parametrata a determinati elementi negativi, ancorché non deducibili”.
In sostanza, ai fini della esclusione dalla base imponibile IRAP di contributi erogati a norma di legge é necessario che sussista una correlazione diretta tra la somma erogata e il componente negativo non deducibile (ad es. costi per il personale), tale da individuare e vincolare in modo preciso ed inequivocabile la destinazione del contributo erogato.
Premesso ciò, nel caso di specie, è emerso che la Regione ha determinato il valore della quota di rilievo sanitario che le Aziende ULSS devono riconoscere agli Enti Gestori dei Centri di Servizio residenziali per anziani (Case di riposo per non autosufficienti, Nuclei di
RSA, RSA di base e Centri Diurni socio-sanitari).
Le predette quote di rilievo sanitario risultano determinate dai costi relativi alle varie figure professionali (operatori di assistenza, infermieri, coordinatori, personale dell’area sociale e di ausilio) destinate all’assistenza degli ospiti dei Centri di servizio residenziale per anziani.
Inoltre, “le Aziende ULSS sono autorizzate a riconoscere agli Enti Gestori dei Centri di Servizio” il valore delle quote di rilievo sanitario fatte salve le rendicontazioni presentate a fine anno dagli stessi enti gestori.
Ne consegue che i contributi della Regione, che risultano direttamente correlati con il costo per il personale impiegato presso i Centri di servizio residenziali per anziani gestiti dall’Istituzione comunale, possono essere esclusi dalla determinazione della base imponibile IRAP ai sensi dell’art. 11, comma 3, del D.Lgs n. 446/1997.
– IVA – Modello AA7/9 (Dichiarazione di inizio attività, variazione e cessazione per i soggetti diversi dalle persone fisiche)
Disponibili le istruzioni del modello AA7/9.
Con nota del 5/2/2008, sul proprio sito, l’Agenzia delle Entrate ha, infatti, comunicato che con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia dell’11 dicembre 2007 è stato approvato il modello AA7/9 da utilizzare, a partire dal 1° gennaio 2008, per le dichiarazioni di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini dell’imposta sul valore aggiunto dei soggetti diversi dalle persone fisiche, unitamente alle relative istruzioni (approvate con provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 5 febbraio 2008) ed alle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati.