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Timestamp: 2017-12-18 07:09:49+00:00
Document Index: 129517071

Matched Legal Cases: ['art 2', 'art 51', 'art 4', 'art 2', 'art 3', 'art 4', 'art 6', 'art 27', 'art 28', 'art 17', 'art 8', 'art 9', 'art 13', 'art 11', 'art.183']

Quaderni di aggiornamento normativo A cura del dott. Jacopo Rapisarda DISCARICHE - PDF
Quaderni di aggiornamento normativo A cura del dott. Jacopo Rapisarda DISCARICHE
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1 DISCARICHE Nuove definizioni: riflessi per le aziende Criteri di ammissione dei rifiuti, adeguamento delle discariche in esercizio, obblighi dei conferitori dei rifiuti Il Decreto Legislativo 13 gennaio 2003, n 36, pubblicato sul SO alla Gazzetta Ufficiale n 59 del 12 marzo 2003, dà attuazione alla direttiva comunitaria 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti. Tale nuova normativa si prefigge di conseguire le finalità di cui all'art 2 del Decreto Ronchi e cioè di prevenire o ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull'ambiente durante l'intero ciclo di vita delle discariche e si applica alle discariche stesse definite come di seguito : "area adibita a smaltimento dei rifiuti mediante operazioni di deposito sul suolo o nel suolo, compresa la zona interna al luogo di produzione dei rifiuti adibita allo smaltimento dei medesimi da parte del produttore degli stessi, nonché qualsiasi area ove i rifiuti sono sottoposti a deposito temporaneo per più di un anno ". Questa ultima definizione evidenziata in grassetto, acquista particolare rilievo per la generalità delle aziende in quanto qualsiasi raggruppamento di rifiuti costituito presso il luogo di produzione che non rispetti le condizioni del "deposito temporaneo", integra gli estremi della discarica abusiva con le conseguenti pesantissime sanzioni penali di cui all'art 51, comma 3 del Decreto Ronchi. Sono esclusi dalla definizione gli impianti in cui i rifiuti sono scaricati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento, e lo stoccaggio di rifiuti in attesa di recupero o trattamento per un periodo inferiore a tre anni come norma generale, o lo stoccaggio di rifiuti in attesa di smaltimento per un periodo inferiore a un anno. Inoltre si precisa che non si applicano le nuove disposizioni in oggetto: Alle operazioni di spandimento sul suolo di fanghi, compresi quelli derivanti dalla depurazione delle acque reflue domestiche ed i fanghi risultanti dalle operazioni di dragaggio e di materie analoghe a fini fertilizzanti o ammendanti All'impiego di rifiuti inerti idonei in lavori di accrescimento o ricostruzione e riempimento o a fini di costruzione nelle discariche Al deposito di fanghi di dragaggio non pericolosi presso corsi d'acqua minori da cui sono stati dragati e al deposito di fanghi non pericolosi nelle acque superficiali, compreso il letto ed il sottosuolo corrispondente
2 Al deposito di terra non inquinata ai sensi del Decreto del Ministro dell'ambiente , n 471 o di rifiuti inerti non pericolosi derivanti dalla prospezione ed estrazione, dal trattamento e dallo stoccaggio di minerali, nonché dall'esercizio di cave. NUOVA CLASSIFICAZIONE ( art 4 D.Lgs 36/2003) Le discariche vengono classificate secondo le seguenti categorie: discarica per rifiuti inerti (vedi art 2 del DM 13 marzo 2003 per i rifiuti che vi possono essere conferiti discarica per rifiuti non pericolosi (vedi art 3 del DM 13 marzo 2003 per i rifiuti che vi possono essere conferiti discarica per rifiuti pericolosi (vedi art 4 del DM 13 marzo 2003 per i rifiuti che vi possono essere conferiti Il Decreto in parola è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n 67 del 21 marzo 2003 ed è composto da 6 articoli con 2 allegati ( all 1 "Ammissibilità dei rifiuti di amianto o contenenti amianto; all 2 "Campionamento ed analisi dei rifiuti" ). AMMISSIONE DEI RIFIUTI IN DISCARICA I rifiuti possono essere collocati in discarica solo dopo trattamento ad eccezione di : - rifiuti inerti il cui trattamento non sia tecnicamente fattibile - rifiuti il cui trattamento non contribuisce alla loro riduzione quantitativa o della loro pericolosità e non risulta indispensabile ai fini del rispetto dei limiti di legge. Per trattamento si intendono "i processi fisici, termici, chimici o biologici, incluse le operazioni di cernita, che modificano le caratteristiche dei rifiuti, allo scopo di ridurne il volume o la natura pericolosa, di facilitarne il trasporto, di agevolare il recupero o di favorirne lo smaltimento in condizioni di sicurezza". Il Decreto Legislativo, all'art 6, riporta inoltre un elenco di rifiuti che non possono comunque essere conferiti in discarica (tra questi si segnalano a partire dal 16 luglio 2003 i pneumatici interi fuori uso).
3 AUTORIZZAZIONE Fermo restando quanto previsto dagli artt. 27 e 28 del D.Lgs. 22/97, Decreto Ronchi, l'autorizzazione che verrà rilasciata ai sensi della nuova normativa, e solo dopo l'accettazione delle garanzie finanziarie, costituisce autorizzazione integrata all'impianto (per categorie di discariche rientranti nella disciplina dell'ippc) ed ha validità di 5 anni. Per gli impianti che sono registrati EMAS il rinnovo dell'autorizzazione è effettuato ogni 8 anni. Si ricorda che i soggetti che intendono realizzare nuovi impianti di smaltimento o di recupero di rifiuti (art 27 Dlgs 22/97) nonché i soggetti che intendono esercitare le operazioni di smaltimento o di recupero rifiuti (art 28 DLgs 22/97), non in base alle procedure semplificate, devono richiedere apposita autorizzazione alla Regione competente per territorio. In Regione Lombardia, con Delibera della Giunta Regionale 25 gennaio N 7/ BURL n 6 del sono state delegate alle province le funzioni amministrative in materia di approvazione dei progetti ed autorizzazione alla realizzazione degli impianti ed all'esercizio delle inerenti operazioni di recupero ( R13, R3, R4, R5 ) e smaltimento ( D15, D13, D14 ) limitatamente allo stoccaggio e/o cernita di rifiuti speciali non pericolosi e di rifiuti speciali pericolosi. Analoga delega è stata conferita alle Province per quanto riguarda l'autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio di discariche per soli rifiuti inerti. Entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del Decreto (27 settembre 2003) il titolare di una discarica già autorizzata o, su delega, il gestore di una discarica, dovrà presentare all'autorità competente un piano di adeguamento della discarica alle previsioni del nuovo Decreto Legislativo, incluse le garanzie finanziarie (art 17, comma 3) OBBLIGHI DELLE DISCARICHE Presentare domanda di autorizzazione per la costruzione e l'esercizio di una discarica ai sensi del Decreto Ronchi che contenga inoltre quanto previsto all'art 8 del D.Lgs. in questione, nonché sostenere le spese relative all'istruttoria ed ai successivi controlli (art 9, comma 4). In Regione Lombardia in aggiunta alla documentazione di rito prevista, dovranno essere presentati a) il piano di gestione post-operativa, b)il piano di sorveglianza e controllo, c)il piano di ripristino ambientale, d)il piano finanziario. Si dovrà inoltre: 1. affidare la gestione operativa della discarica a persone fisiche tecnicamente competenti 2. fornire al personale addetto un'adeguata formazione professionale e tecnica
4 3. prestare le garanzie finanziarie o altre equivalenti 4. impegnarsi ad eseguire, preliminarmente all'avvio dell'impianto un monitoraggio delle acque sotterranee come indicato nell'allegato 2 al Decreto Legislativo 5. presentare alla Regione, almeno una volta l'anno, una relazione sui tipi ed i quantitativi di rifiuti smaltiti, sui risultati del programma di sorveglianza e sui controlli effettuati relativi sia alla fase operativa che post operativa.i contenuti di tale relazione sono indicati all'art 13, comma Anche dopo la chiusura definitiva della discarica, il gestore è responsabile della manutenzione, della sorveglianza e del controllo nella fase di gestione postoperativa relativamente al periodo in cui essa può comportare rischi per l'ambiente 7. Rispettare i tempi, le modalità, i criteri e le prescrizioni stabiliti dall'autorizzazione e dai piani di gestione operativa e post-operativa e di ripristino ambientale 8. Notificare all'autorità competente eventuali significativi effetti negativi sull'ambiente riscontrati a seguito delle procedure di sorveglianza e controllo e conformarsi alle decisioni della medesima autorità. PER L'AMMISSIONE DEI RIFIUTI IN DISCARICA Controllare la documentazione relativa ai rifiuti compreso, se previsto, il formulario di identificazione e gli eventuali documenti relativi alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti all'interno della Comunità Europea verificare la conformità delle caratteristiche dei rifiuti indicate nel formulario ai criteri di ammissibilità previsti dalla nuova normativa effettuare l'ispezione visiva di ogni carico prima e dopo lo scarico e verificare la conformità del rifiuto alle caratteristiche indicate nel formulario sottoscrivere le copie del formulario di identificazione compilare il registro di carico e scarico relativo alle operazioni di carico e scarico effettuate all'interno dell'impianto conservare la documentazione presentata dal produttore dei rifiuti per un periodo di 5 anni
5 OBBLIGHI DEL PRODUTTORE DEI RIFIUTI Fornire precise indicazioni sulla composizione, sulla capacità di produrre percolato, sul comportamento a lungo termine e sulle caratteristiche generali dei rifiuti da collocare in discarica (art 11, comma 1). Presentare, in occasione del primo conferimento dei rifiuti ovvero ogni qualvolta vi sia una variazione di tipo o caratteristiche del rifiuto, e comunque una volta all'anno, apposita documentazione che attesti la conformità ai criteri di ammissibilità previsti dal D.M. 13 marzo PERIODO TRANSITORIO Entro 27 settembre Il titolare di una discarica già autorizzata o, su sua delega, il gestore della discarica, dovrà presentare all'autorità competente un piano di adeguamento della discarica alle previsioni del nuovo Decreto Legislativo, incluse le garanzie finanziarie Fino al 16 luglio Le discariche già autorizzate alla data di entrata di entrata in vigore del Decreto Legislativo possono continuare a ricevere i rifiuti per cui sono state autorizzate. Le nuove discariche possono smaltire, osservando le disposizioni della D.I. 27 luglio 1984 nonché eventuali deliberazioni regionali connesse, i seguenti rifiuti: 1. nelle discariche per rifiuti inerti: i rifiuti precedentemente avviati alle discariche di II categoria tipo A 2. nelle discariche per rifiuti non pericolosi: i rifiuti precedentemente avviati alle discariche di prima categoria e di II categoria tipo B 3. nelle discariche per rifiuti pericolosi: i rifiuti precedentemente avviati alle discariche di II categoria tipo C e terza categoria. Si ricorda che la circolare in questione, nella sua versione riportata sul sito internet dell'unione, contiene i collegamenti informatici al testo della nuova normativa prevista dal Decreto Legislativo 13 gennaio 2003, n 36 e dal Decreto Ministeriale 13 marzo N.B. Il raggruppamento dei rifiuti effettuato nel luogo in cui sono stati prodotti può configurarsi in: a) deposito temporaneo b) stoccaggio che a seconda della destinazione finale dei rifiuti è definito come : b1) deposito preliminare (quando i rifiuti sono destinati allo smaltimento) b2) messa in riserva (quando i rifiuti sono destinati al recupero)
6 Deposito temporaneo Si ha deposito temporaneo solo quando i rifiuti depositati non contengono inquinanti sopra una determinata soglia e sono gestiti all'interno di limiti quantitativi o temporali (allontanamento bimestrale o trimestrale). I rifiuti potranno rimanere depositati per un anno se il quantitativo complessivo non supera i 10 mc (rifiuti speciali pericolosi) o i 20 mc (rifiuti speciali non pericolosi) quindi dovranno essere allontanati. Il deposito temporaneo effettuato nel rispetto delle condizioni sopra citate non è soggetto ad alcun tipo di autorizzazione o comunicazione. In caso contrario si sarà costituito un deposito preliminare o una messa in riserva per i quali necessiterà richiedere, secondo i casi, un'autorizzazione o una comunicazione alla Provincia. CMf / Per ulteriori informazioni rivolgersi a: Paolo Boveri; Fabio Fugazza (tel ; ; ).
Come e dove dovrebbero andare a finire i rifiuti C&D?
Cap. 2.A Come e dove dovrebbero andare a finire i rifiuti C&D? Nella parte denominata Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati del D.lgs. 152/2006, di cui all art.183,