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Timestamp: 2020-04-09 18:08:20+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 12556 del 18/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12556 del 18/05/2017
Cassazione civile, sez. lav., 18/05/2017, (ud. 02/02/2017, dep.18/05/2017), n. 12556
sul ricorso 18557-2011 proposto da:
Commissario pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA F.
DENZA 50-A, presso lo studio dell’avvocato LUCIO LAURENTI,
rappresentata e difesa dall’avvocato FILIPPO BASSU, giusta delega in
VIA DEI GRACCHI 123, presso lo studio dell’avvocato RAIMONDO
DETTORI, rappresentato e difeso dall’avvocato PAOLO MORGANA, giusta
avverso la sentenza n. 433/2010 della CORTE D’APPELLO SEZ. DIST. DI
di SASSARI, depositata il 14/07/2010, R.G. N. 86/2010;
udito l’Avvocato NADIA LAURENTI per delega verbale FILIPPO BASSU.
1. La sentenza attualmente impugnata (depositata il 10 maggio 2010) respinge l’appello proposto dalla AUSL n. (OMISSIS) di Sassari avverso la sentenza del Tribunale di Sassari n. 803/2008, di condanna dell’Azienda sanitaria al pagamento in favore del proprio dipendente B.S. di una determinata somma di denaro a titolo di risarcimento del danno da perdita di “chance”, derivante dalla mancata istituzione delle posizioni organizzative da parte dell’Azienda stessa.
a) correttamente il primo giudice ha affermato che, in base agli artt. 20 e 21 del CCNL cit., l’Azienda aveva l’obbligo di istituire le posizioni organizzative, sin dalla entrata in vigore del contratto stesso, senza alcuna discrezionalità;
b) tutto ciò nell’ambito della ricognizione delle situazioni lavorative già esistenti (e non con assegnazione di ulteriori e più delicate mansioni) sulla base dei parametri indicati dall’art. 21 del CCNL medesimo;
d) i relativi effetti riguardano il periodo compreso tra l’entrata in vigore del CCNL di cui si tratta – cioè dall’i gennaio 2000 – e la delibera del 2005 con la quale l’Azienda ha provveduto alla effettiva istituzione delle posizioni organizzative;
e) per il suindicato periodo va riconosciuto il diritto del B. al risarcimento del danno da perdita di chance, visto che il dipendente pur non potendo certamente vantare un diritto soggettivo a ricoprire una posizione organizzativa, aveva però il diritto di concorrere per la relativa attribuzione.
2. Il ricorso della AUSL n. (OMISSIS) di Sassari domanda la cassazione della sentenza per due motivi; resiste, con controricorso, Salvatore B..
1.1. Con il primo motivo la ricorrente, denunciando violazione degli artt. 20 e 21 del CCNL del Comparto Sanità – Personale non dirigente – Parte normativa 1998-2001 del 7 aprile 1999, sostiene che: a) le posizioni organizzative devono essere istituite “in relazione alle esigenze di servizio” “e dunque senza vincoli nè di numero nè di corrispondenza con le strutture preesistenti”; b) nella specie, tali posizioni sono state in concreto istituite in seguito ad una proposta della AUSL presentata alle OO.SS. il 28 luglio 2005, con un accordo integrativo aziendale sottoscritto con le OO.SS. il 29 settembre 2005, seguito dall’accordo conclusivo sottoscritto il 20 ottobre 2005, con il quale è stato approvato l’elenco delle posizioni organizzative ed il regolamento per la loro attribuzione; c) deve, pertanto, ritenersi che solo gli atti conclusivi del procedimento abbiano concreto ed effettivo valore giuridico e non anche gli atti endo – procedimentali cui l’Amministrazione non ha dato seguito, non condividendone il contenuto; d) in definitiva il preteso ritardo della AUSL nel dare esecuzione all’art. 20 citato non determina una perdita di chance risarcibile.
H – Esame delle censure.
Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto e risultando la domanda introduttiva del B. fondata sulla erronea interpretazione della normativa collettiva richiamata, la causa può essere decisa nel merito con il rigetto della domanda stessa.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la impugnata sentenza e, decidendo nel merito, rigetta la domanda introduttiva del B.. Compensa, tra le parti, le spese dei due gradi di merito e condanna il B. al pagamento, in favore della AUSL n. (OMISSIS) di Sassari, delle spese del presente giudizio di cassazione, liquidate in Euro 200,00 (duecento/00) per esborsi, Euro 4000,00 (quattromila/00) per compensi professionali, oltre spese forfetarie nella misura del 15% e accessori come per legge.