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Timestamp: 2017-01-19 21:37:04+00:00
Document Index: 78489385

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art.7', 'art.11', 'art.12', 'art.13', 'art.14', 'art.5', 'art.205', 'art.182', 'art.208', 'art. 8', 'art.199', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 31']

⭐GESTIONE RIFIUTI LO SCENARIO NORMATIVO
GESTIONE RIFIUTI LO SCENARIO NORMATIVO
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1 GESTIONE RIFIUTI LO SCENARIO NORMATIVO PRINCIPALE NORMATIVA NAZIONALE La gestione dei rifiuti è principalmente regolata dal D.Lgs. n.152/06 (Testo Unico Ambientale) Parte quarta Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati, così come modificato dal D.Lgs. n. 205 del 2010 "Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive". Di seguito esponiamo le indicazioni e le prescrizioni, tratte dal Testo Unico, che risultano di maggiore interesse per la stesura del Piano Urbanistico Provinciale. Art Criteri di priorità nella gestione dei rifiuti: 1. La gestione dei rifiuti avviene nel rispetto della seguente gerarchia: a) prevenzione; b) preparazione per il riutilizzo; c) riciclaggio; d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; e) smaltimento. 5. Le pubbliche amministrazioni perseguono, nell'esercizio delle rispettive competenze, iniziative dirette a favorire il rispetto della gerarchia del trattamento dei rifiuti di cui al comma 1 6. Nel rispetto della gerarchia del trattamento dei rifiuti le misure dirette al recupero dei rifiuti mediante la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio o ogni altra operazione di recupero di materia sono adottate con priorità rispetto all'uso dei rifiuti come fonte di energia. Art.182 bis. Principi di autosufficienza e prossimità: 1. Lo smaltimento dei rifiuti ed il recupero dei rifiuti urbani non differenziati sono attuati con il ricorso ad una rete integrata ed adeguata di impianti, tenendo conto delle migliori tecniche disponibili e del rapporto tra i costi e i benefici complessivi, al fine di: a) realizzare l'autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi e dei rifiuti del loro trattamento in ambiti territoriali ottimali; Art.184. Classificazione: 1. Ai fini dell'attuazione della parte quarta del presente decreto i rifiuti sono classificati, secondo l'origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi. Art.197. Competenze delle province: Alle province competono in linea generale le funzioni amministrative concernenti la programmazione ed organizzazione del recupero e dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, nonché, in particolare: d) l'individuazione, sulla base delle previsioni del piano territoriale di coordinamento di cui all'articolo 20, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove già adottato, e delle previsioni di cui all'articolo 199, comma 3, lettere d) e h), nonché sentiti l'autorità d'ambito ed i comuni, delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, nonché delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti Art.205. Misure per incrementare la raccolta differenziata: 1. Fatto salvo quanto previsto al comma 1 bis, in ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti: a) almeno il trentacinque per cento entro il 31 dicembre 2006; b) almeno il quarantacinque per cento entro il 31 dicembre 2008; c) almeno il sessantacinque per cento entro il 31 dicembre 2012.2 D.Lgs. n.36/03: è l Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti; tra i principali contenuti merita sottolineare: la nuova classificazione delle discariche (art. 4) con relative nuove norme tecniche (all. 1); gli obiettivi di riduzione dello smaltimento in discarica per i rifiuti biodegradabili (art. 5); l elenco, parzialmente inedito, dei rifiuti comunque non ammissibili in discarica (art. 6); l individuazione delle condizioni e caratteristiche dei rifiuti smaltibili distinti per ciascuna categoria di discarica (art.7); una serie di disposizioni relative agli atti di autorizzazione alla realizzazione ed all esercizio delle discariche ed ai relativi procedimenti amministrativi vanno in particolare evidenziati i piani di gestione operativa, di gestione post operativa, di sorveglianza e controllo, di ripristino ambientale e finanziario che l interessato deve predisporre e presentare per l approvazione (artt.8 10); la "procedure di controllo" per il conferimento e l accettazione dei rifiuti in discarica (art.11); la definizione della "procedura di chiusura" delle discariche (art.12) e delle modalità della "gestione operativa e post operativa" (art.13); la previsione di un nuovo sistema di "garanzie finanziarie" (art.14). Decreto Ministero dell'ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 8 Aprile 2008 e s.m.i.: definizione del regime autorizzativo e delle norme tecniche minime cui devono conformarsi i centri di raccolta rifiuti (i cosiddetti ecocentri) comunali o intercomunali. NORMATIVA E PIANIFICAZIONE LOCALI Le indicazioni e le prescrizioni formulate dalla normativa comunitaria e nazionale sono state declinate a livello regionale con una serie di atti (di direttiva, di indirizzo, di pianificazione); di seguito si ricordano per sommi capi i più importanti. D.G.R. n. 13/34 del : approvazione del Piano regionale di gestione rifiuti Sezione rifiuti speciali. Tra le conclusioni in merito alle esigenze di trattamento e di smaltimento delle principali tipologie di rifiuto esistenti in Sardegna si ritiene utile ricordare: smaltimento dei rifiuti inerti: la volumetria residua di discariche in esercizio riuscirebbe a soddisfare abbondantemente il fabbisogno regionale nel decennio; discariche per speciali non pericolosi: la volumetria residua in esercizio sarebbe riuscita al massimo a coprire i fabbisogni del 1 quinquennio (le esigenze di discarica per rifiuti speciali non pericolosi dell intero decennio sarebbero comunque state soddisfatte dalle discariche di Carbonia e di Bolotana,all epoca in fase di realizzazione); incenerimento di rifiuti sanitari: l offerta impiantistica viene giudicata largamente soddisfacente il fabbisogno della Sardegna; trattamento chimico fisico dei rifiuti ed inertizzazione per la detossificazione di alcune tipologie di rifiuti industriali di natura pericolosa: il fabbisogno impiantistico, per via di una riduzione dei flussi attualmente destinati a strutture extra regionale, risulterebbe interamente coperto dall attivazione della piattaforma del CASIC (Cagliari), cui viene attribuita una valenza regionale. A differenza di quanto avviene per i rifiuti urbani, la normativa e la pianificazione regionale non prescrivono alcuna autosufficienza per il trattamento, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti speciali, siano essi pericolosi o non pericolosi. Avendo un orizzonte di 10 anni, il Piano vigente è ormai prossimo alla sua naturale scadenza; la Regione Autonoma della Sardegna ha già iniziato da alcuni mesi l iter per il suo aggiornamento. D.G.R. n.29/13 del : approvazione del Piano regionale di gestione imballaggi e rifiuti di imballaggio. D.G.R. n.45/34 del : approvazione del Piano di bonifica dei siti inquinati, con l individuazione di n.404 discariche dismesse di rifiuti urbani bisognose di risanamento classificate secondo priorità di intervento valutate con un modello matematico basato sui seguenti parametri di rischio specifico: Fattore idrogeomorfologico ( Permeabilità del terreno piovosità Stabilità geomorfologia Livello di falda sottostante l area impegnata Potenzialità idraulica della falda)3 Fattore estetico culturale (Valore paesaggistico del sito Visibilità dell impianto dall esterno Presenza di vincoli di particolare natura) Fattore socio economico (Destinazione d uso prevista dalla pianificazione locale Distanza dai centri abitati numero di abitanti residenti Risorse potenziali del sito presenza di pozzi e sorgenti) Fattore inquinamento (Emissioni gassose Percolato raccolto sul fondo della discarica Ventosità e polverosità Vettori di malattie infettive). D.G.R. n.24/11 del : atto di indirizzo per l adeguamento delle discariche esistenti o autorizzate alle indicazioni del D.Lgs n. 36/03 di recepimento della Direttiva 31/99/CE. In esso vengono definiti i criteri e le modalità di presentazione e di utilizzo delle garanzie finanziarie per l esercizio delle attività di smaltimento e recupero dei rifiuti previste dal D.Lgs. n. 22/97 nonchè dal D.Lgs n. 36/03. Dal 2003, con successivi aggiornamenti: accordi regionali con il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) e con il COREVE (Consorzio Recupero Vetro) per la gestione dei rifiuti di imballaggio; D.G.R. n.15/32 del e successivi aggiornamenti: istituzione e modifiche del meccanismo di penalità e premialità connesso al raggiungimento, da parte dei Comuni, degli obiettivi annuali di raccolta differenziata previsti dalla legge. D.G.R. n.22/50 del : definizione del Programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica, in ottemperanza agli obiettivi indicati dal D.Lgs. n.36/03; D.G.R. n.53/10 del , modificata con D.G.R. n.75/18 del , recanti gli atti di indirizzo per lo sviluppo delle raccolte differenziate dei rifiuti urbani nel territorio regionale per il 2009, con l approvazione degli obiettivi di raccolta differenziata fino al 2012 e la rimodulazione del meccanismo di penalità e premialità istituito con D.G.R. n.15/32 del ). D.G.R. n.73/7 del : Approvazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti Sezione rifiuti urbani, all interno del quale si segnalano i seguenti punti qualificanti di particolare interesse per la pianificazione di livello provinciale: 8.1 Gli scenari di articolazione impiantistica Nella costruzione degli scenari evolutivi rappresenta un invariante il raggiungimento a livello regionale e provinciale dell obiettivo del 65% di raccolta differenziata al 2012 Alla luce delle considerazioni suesposte, tenuto conto del panorama impiantistico attuale o finanziato per il trattamento del secco residuo, gli scenari evolutivi di articolazione impiantistica possono essere così individuati: (segue illustrazione di n.5 scenari) La scelta dell ATO unico regionale con gestione per sub ambiti Tenuto conto dei diversi aspetti sia tecnologici che organizzativi emersi dall analisi di confronto degli scenari, la scelta più consona appare quella di prevedere un ambito territoriale unico regionale Le funzioni della Provincia e linee guida per la redazione dei Piani Provinciali Alle Province spetta il compito di redigere, nel rispetto delle linee guida del Piano regionale, il Piano provinciale di gestione della fase di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani nel proprio territorio I Piani provinciali, sulla base della ricognizione dello stato di fatto, : - fissano gli obiettivi di raccolta differenziata per il territorio di proprio riferimento in misura non inferiore a quanto indicato nel Piano regionale ; - prescrivono gli elementi inderogabili per i disciplinari tecnici e gli standard di qualità dei servizi di gestione della raccolta e trasporto dei rifiuti urbani in modo congruente al raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata I Piani Provinciali devono essere sottoposti a procedura di Valutazione Ambientale Strategica, nell ambito della quale si attuerà anche la verifica della coerenza con il Piano regionale L Organizzazione nel sub ambito provinciale di Olbia Tempio In base al confronto tra l impiantistica esistente o già finanziata e quella necessaria a regime, si può dedurre l organizzazione richiesta a regime:4 10. avvio del secco residuo dalle aree di raggruppamento agli impianti di selezione e biostabilizzazione di Tempio e di Olbia che fungeranno comunque da polo di accentramento per l invio del secco residuo al termovalorizzatore del sassarese. D.G.R. n. 32/71 del : direttive regionali per la gestione e l autorizzazione all utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura. D.G.R. n. 15/22 del : criteri e procedure per l ammissibilità di rifiuti nelle discariche per rifiuti non pericolosi. A sua volta la Provincia di Olbia Tempio, con D.G.P. n. 106 del , ha inteso dare inizio alla redazione del Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti Urbani (abbreviato in PPGRU) prevista dal Piano Regionale di settore indirizzandolo ai seguenti obiettivi: A. Obiettivi di carattere generale: tra quelli di maggiore interesse per la pianificazione urbanistica si sottolineano: Assicurare le massime garanzie di tutela dell'ambiente e della salute, nonché di salvaguardia dei valori naturali e paesaggistici e delle risorse presenti nel territorio provinciale, anche al fine di avere un impatto sistemico (risparmio di materia vergine, risparmio energetico, minori emissioni di gas serra) coerente con il Protocollo di Kyoto; Assicurare una gestione unitaria ed integrata dei rifiuti urbani adottando soluzioni innovative, efficaci e sostenibili per le fasi di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, perseguendo il superamento della frammentazione istituzionale della gestione e favorendo processi di aggregazione e razionalizzazione della gestione tra i Comuni; B. Ordine di priorità della strategia di gestione dei rifiuti, uniformandosi alla gerarchia dei rifiuti definita dall Art. 179 del D.Lgs.152/06: a) prevenzione; b) preparazione per il riutilizzo; c) riciclaggio; d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; e) smaltimento. Il PPGRU dovrà inoltre rispettare l ordine di priorità dettato dal Piano regionale di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio. C. Orizzonte temporale di validità del Piano: viene fissato all anno D. Obiettivi quantitativi: di riduzione e prevenzione dei rifiuti: al 2012: 5% rispetto alla produzione registrata nel (Piano Regionale, cap.5.5); definizione di obiettivi per il contenimento della produzione di rifiuti urbani (per singolo Comune e/o bacino ottimale di raccolta) progressivi per il periodo transitorio ed a regime per l intero orizzonte temporale del PPGRU (2015); limiti massimi di Rifiuti Urbani Biodegradabili (RUB) ammessi nel rifiuto urbano da inviare in discarica (D.Lgs.36/03, art.5): o 173 kg/ab x anno entro il (termine prorogato al ); o 115 kg/ab x anno entro il ; o 81 kg/ab x anno entro il di raccolta differenziata: perseguimento degli obiettivi progressivamente crescenti già posti a livello nazionale e regionale, fino a giungere al 2012 il 65% (obiettivo imperativo di cui al D.Lgs. 152/06, art.205) ed il 70% (valore guida di cui alla D.G.R. n.75/18 del ) E. Obiettivi qualitativi: ottenimento di una frazione organica di qualità; minimizzazione della quota di impurezze presenti nelle singole frazioni di rifiuti da raccolta differenziata;5 ottimizzazione ed incentivazione delle possibilità di sbocco sul mercato dei materiali valorizzati (compost, materiali riciclati). F. Obiettivo autosufficienza del sub ambito provinciale: integrazione tra la gestione dei rifiuti e la dotazione impiantistica prevista dal Piano Regionale finalizzata all obiettivo dell autosufficienza del sub ambito provinciale; messa in rete integrata e funzionale degli impianti previsti per la Provincia di Olbia Tempio dagli scenari del Piano Regionale di gestione dei rifiuti Sezione rifiuti urbani. G. Adeguamento alle peculiarità insediative ed economiche del territorio: tutti gli indirizzi, le azioni e gli strumenti del PPGRU dovranno essere programmati in modo specifico ed integrato per la gestione dei rifiuti urbani prodotti dalla popolazione residente (modulati a seconda che si tratti di centri urbani o di aree rurali) e, con particolare rilevanza, per la gestione dei rifiuti urbani ed assimilati originati su tutta la fascia costiera dalle presenze turistiche. I suddetti obiettivi provinciali sono stati recentemente modificati dalla D.G.P. n.4 del , con il fine di inserire la verifica della fattibilità tecnica, ambientale ed economica di un nuovo impianto di trattamento termico con recupero di energia da ubicarsi nell'ambito del territorio della provincia di Olbia Tempio ed al quale inviare la quota di rifiuti che residua dalla raccolta differenziata e dei rifiuti derivanti da impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati. RIFIUTI URBANI: QUADRO CONOSCITIVO LA PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI: SITUAZIONE ATTUALE Produzione totale di rifiuti solidi urbani nella Provincia di Olbia Tempio, anni (in tonnellate) Comune Aggius 780, , , , ,870 Aglientu 1.582, , , , ,761 Alà dei Sardi 900, , , , ,394 Arzachena , , , , ,692 Badesi 1.458, , , , ,450 Berchidda 1.165, , , , ,065 Bortigiadas 324, , , , ,194 Buddusò 1.736, , , , ,256 Budoni 5.315, , , , ,840 Calangianus 1.902, , , , ,043 Golfo Aranci 3.329, , , , ,165 La Maddalena 9.552, , , , ,969 Loiri Porto San Paolo 2.240, , , , ,410 Luogosanto 769, , , , ,051 Luras 1.023, , , , ,537 Monti 1.131, , , , ,328 Olbia , , , , ,206 Oschiri 1.457, , , , ,989 Padru 991, , , , ,020 Palau 6.063, , , , ,030 San Teodoro 6.940, , , , ,630 Santa Teresa Gallura 5.980, , , , ,935 Sant'Antonio di Gallura 808, , , , ,991 Telti 880, , , , ,750 Tempio Pausania 6.757, , , , ,381 Trinità d'agultu e Vignola 2.373, , , , ,232 Totale , , , , ,186 Variazione % 7,10% 4,10% 4,02% 4,78% (Fonte: Regione Autonoma della Sardegna ARPAS, 11 Rapporto sulla Gestione dei Rifiuti Urbani in Sardegna Anno 2009)6 La produzione totale di rifiuti urbani della Provincia di Olbia Tempio è passata dalle tonnellate del 2005 alle tonnellate del 2009, con un incremento complessivo del periodo pari al 19% circa, ed un incremento medio annuo nel periodo pari al 4,8%. I dati della tabella evidenziano il trend di crescita della produzione totale di rifiuti per il periodo esaminato. L incremento maggiore nel periodo si è avuto nel Comune di Olbia, dove la produzione totale di rifiuti è aumentata complessivamente di t (+ 54,45%). Per quanto riguarda l andamento dell ultimo anno, va rilevato un dato particolarmente interessante: nel 2009 la metà dei Comuni della Provincia di Olbia Tempio (13 su 26) hanno fatto registrare una riduzione della produzione totale di rifiuti. In tale anno l aumento percentuale maggiore è stato registrato dal Comune di Budoni (+9%), mentre il Comune con la riduzione più sostenuta ( 11,7%) è stato Luogosanto. Passando alla frazione indifferenziata di rifiuti urbani inviati a smaltimento, essa ha subito una progressiva diminuzione nel periodo storico preso in considerazione, passando da tonnellate nel 2005 a tonnellate nel 2009, con una diminuzione complessiva pari al 12% ed un decremento medio annuo del 3% circa; la diminuzione annuale più consistente si era registrata nel 2007, con un decremento di quasi l 8% rispetto al valore del anno Produzione di rifiuti urbani in Provincia di Olbia Tempio Periodo RD RU indiff. RU tot. RD variazione annua RU indiff. variazione annua RU totale t t t % % % , , ,69 5,98% , , ,65 15,95% 4,25% 7,12% , , ,46 25,45% 7,67% 4,10% , , ,42 28,47% 0,19% 4,02% , , ,19 30,64% 0,38% 2,75% (Fonte: Regione Autonoma della Sardegna ARPAS, 11 Rapporto sulla Gestione dei Rifiuti Urbani in Sardegna Anno 2009) La tabella e la figura seguenti mostrano la ripartizione per Comune del dato relativo alla produzione di rifiuti indifferenziati inviati a smaltimento nel Produzione totale rifiuti a smaltimento (anno 2009) COMUNE Kg/anno COMUNE Kg/anno Aggius Luogosanto Aglientu Luras Alà dei Sardi Monti Arzachena Olbia Badesi Oschiri Berchidda Padru Bortigiadas Palau Buddusò San Teodoro Budoni Santa Teresa Gallura Calangianus Sant'Antonio di Gallura Golfo Aranci Telti La Maddalena Tempio Pausania Loiri Porto San Paolo Trinità d'agultu e Vignola TOTALE PROVINCIA OLBIA TEMPIO (Fonte: Regione Autonoma della Sardegna ARPAS, 11 Rapporto sulla Gestione dei Rifiuti Urbani in Sardegna Anno 2009)7 Produzione totale rifiuti a smaltimento (anno 2009) (Elaborazione del Servizio Pianificazione Territoriale su dati della Regione Autonoma della Sardegna ARPAS, 11 Rapporto sulla Gestione dei Rifiuti Urbani in Sardegna Anno 2009) Evoluzione opposta hanno fatto registrare le raccolte differenziate, che per tutto il periodo hanno mostrato un trend positivo di crescita (ancorchè molto contenuto nell ultimo anno) partendo da una media provinciale di raccolta differenziata pari al 5,98% nel 2005 per attestarsi al 30,64% nel 2009, con t. raccolte. Il grafico ad istogrammi che segue mette in risalto la proporzione tra le quantità di rifiuti avviate a recupero e quelle avviate a smaltimento nel periodo in esame. Evoluzione dati di raccolta differenziata e RU indifferenziato, anni (Fonte: Elaborazione del Servizio Pianificazione Territoriale su dati della Regione Autonoma della Sardegna ARPAS, 11 Rapporto sulla Gestione dei Rifiuti Urbani in Sardegna Anno 2009) Il seguente grafico evidenzia invece il trend di crescita in valore assoluto della raccolta differenziata nel quinquennio considerato: all aumento costante delle raccolte differenziate registrato nel periodo (circa ton/anno) ha fatto seguito nel 2008 e nel 2009 un aumento più limitato ( t e t rispettivamente).8 Andamento raccolta differenziata Provincia di Olbia Tempio, anni (Fonte: Elaborazione del Servizio Pianificazione Territoriale su dati della Regione Autonoma della Sardegna ARPAS, 11 Rapporto sulla Gestione dei Rifiuti Urbani in Sardegna Anno 2009) Gran parte dei Comuni attua la raccolta integrata secco umido; gli unici comuni che al 2009 non avevano attuato una raccolta del rifiuto organico, domiciliare o stradale sono i comuni di Alà dei Sardi e di Buddusò. Il modello di raccolta secco umido è di tipo porta a porta nella maggior parte dei comuni ma non è quello predominante in termini di abitanti: ciò in quanto il Comune di Olbia che effettua la raccolta stradale da solo rappresenta un terzo della popolazione complessiva della provincia. Raccolte differenziate nei Comuni della Provincia di Olbia Tempio (anno 2009) COMUNE Kg/anno %RD COMUNE Kg/anno %RD Aggius ,8% Luogosanto ,1% Aglientu ,4% Luras ,4% Alà dei Sardi ,0% Monti ,9% Arzachena ,6% Olbia ,3% Badesi ,7% Oschiri ,8% Berchidda ,2% Padru ,3% Bortigiadas ,1% Palau ,9% Buddusò ,4% San Teodoro ,7% Budoni ,9% Santa Teresa Gallura ,6% Calangianus ,3% Sant'Antonio di Gallura ,0% Golfo Aranci ,4% Telti ,3% La Maddalena ,4% Tempio Pausania ,0% Loiri Porto San Paolo ,3% Trinità d'agultu e Vignola ,6% TOTALE PROVINCIA OLBIA TEMPIO ,64% (Fonte: Regione Autonoma della Sardegna ARPAS, 11 Rapporto sulla Gestione dei Rifiuti Urbani in Sardegna Anno 2009) Nel 2009 sono diventati 10 i Comuni che hanno superato la soglia del 40% di raccolta differenziata: Aggius, Calangianus, Loiri Porto S. Paolo, Luras, Monti, Oschiri, Padru, Palau, Sant Antonio di Gallura, Tempio Pausania; Padru, con il 60,3% dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, costituisce il Comune Riciclone a livello provinciale. Altre realtà della Provincia sono invece rimaste a livelli assai modesti: si vedano i casi di Buddusò (0,4%), Alà dei Sardi (6%) e Telti (7,3%); poco soddisfacenti sono anche i risultati di alcuni comuni ad alta densità turistica, quali San Teodoro (2,7%) e Budoni (6,9%).9 GLI ECOCENTRI Gli ecocentri rappresentano una struttura essenziale nei moderni sistemi integrati di gestione dei rifiuti. Essi costituiscono un punto di raccolta polivalente a disposizione di tutte le utenze presenti nel territorio comunale che producono rifiuti urbani o ad essi assimilati. Nei casi più semplici, gli ecocentri sono rappresentati da un ampio piazzale con pavimentazione in asfalto, all interno del quale sono sistemati dei contenitori (cassonetti o bidoni carrellati), cassoni scarrabili o aree delimitate, per consentire il conferimento delle diverse tipologie di rifiuti. Le strutture più complesse consistono invece in una piattaforma rialzata accessibile mediante una rampa che, portando in quota i mezzi conferenti, consente lo scarico all interno di cassoni scarrabili. Durante gli orari di apertura al pubblico, l accesso agli utenti è consentito in presenza di operatori preposti all accettazione, al controllo della qualità dei rifiuti ed all agevolazione dell utente nella fruizione dell ecocentro. Dai questionari comunali compilati dai Comuni in occasione del monitoraggio annuale realizzato dal Catasto Rifiuti Regionale e relativo all anno 2009, i Comuni che in Provincia di Olbia Tempio risultano serviti da ecocentri sono 11: Elenco dei Comuni dotati di ecocentro ALA' DEI SARDI ARZACHENA BERCHIDDA LA MADDALENA MONTI OLBIA OSCHIRI PADRU TELTI TEMPIO PAUSANIA TRINITA' D'AGULTU IMPIANTI A SERVIZIO DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI (Fonte: Catasto Rifiuti Regionale 2009) L impianto integrato di Olbia L impianto integrato di trattamento e smaltimento rifiuti del Consorzio CIPNES Gallura è sito in loc. Spiritu Santu (Olbia) ed è attualmente composto dalle Sezioni di selezione, biostabilizzazione e discarica, oltre ad una piattaforma di valorizzazione dei materiali riciclabili (in fase di adeguamento) e ad un impianto per il compostaggio di qualità (in fase di realizzazione) la seguente tabella mostra la potenzialità di ogni sezione autorizzata con Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Provincia di Olbia Tempio: Det. Dir. n.147 del Sezione Attività IPPC Operazioni svolte ed autorizzate Potenzialità mc (modulo I) mc (ampliamento, modulo II); t (innalzamento di cui alla Det. Prov. OT n.268/09). Potenzialità residua presente al : mc A Codice IPPC 5.4 Discariche, ad esclusione delle discariche per rifiuti inerti > 10 t/g o con capacità totale > t D110 Sezione Attività IPPC Operazioni svolte ed autorizzate Potenzialità Codice IPPC 5.3 Impianto per il trattamento di rifiuti non pericolosi con produzione di compost grigio, scarti e sovvalli: (sezione di selezione, triturazione e biostabilizzazione) B e C D8; D9 (solo per la sezione di selezione) Limite massimo annuale: t/a; limite massimo mensile: t/mese Situazione impiantistica attuale (intero processo in area dedicata del capannone di biostabilizzazione): 400 t/mese D1 D2 Compostaggio di qualità Compostaggio di qualità R3 R3 Situazione impiantistica futura (fase ACT in impianto con biocontainers, maturazione in area dedicata del capannone di biostabilizzazione): Periodo di avvio: t/a; 163 t/sett Periodo a regime: t/anno; 240 t/sett E1 Rifiuti di carta: t/a R13 ed R3; E2 Rifiuti di vetro: t/a R13; E3 Rifiuti di metallo: t/a R13; E4 Rifiuti di plastica: t/a R13; E5 Rifiuti di legno: t/a R13 E Piattaforma di valorizzazione delle frazioni differenziate R13, R3 F Impianto per il recupero energetico del biogas da discarica R1 Potenza termica immessa: 2,7MW G Stoccaggio dei rifiuti ingombranti R13, D15 Rifiuti ingombranti: t/a Nel 2009 la quantità di rifiuti conferita all impianto è stata complessivamente di tonnellate, con un aumento dei conferimenti rispetto al 2008 di 338 tonnellate (+0,4%). Nello stesso anno, con tonnellate smaltite in discarica (pari al 95% dei rifiuti totali pervenuti all impianto) l impianto di Olbia è risultato essere quello che a livello regionale ha smaltito in discarica il maggiore quantitativo di rifiuti costituiti dai sovvalli di selezione, dal biostabilizzato e da una parte di rifiuto indifferenziato smaltito direttamente senza passare per la fase di selezione. Essendosi esaurita la potenzialità autorizzata per la discarica, il Consorzio CIPNES Gallura ha presentato una nuova domanda di AIA richiedendo un incremento della volumetria della discarica di metri cubi (corrispondente ad una capacità di smaltimento di circa tonnellate); nel frattempo la sezione discarica è rimasta in attività grazie ad una serie di ordinanze contingibili e urgenti emanate del Presidente della Provincia di Olbia Tempio. Con Det. Dir. n.420 del la Provincia ha emesso la nuova AIA autorizzando l ampliamento sopra indicato.11 I Comuni della provincia che conferiscono all impianto di Spiritu Santu sono 15: ALA' DEI SARDI OLBIA ARZACHENA PADRU BERCHIDDA PALAU BUDDUSO' SAN TEODORO BUDONI SANT'ANTONIO DI GALLURA GOLFO ARANCI TELTI LA MADDALENA LOIRI PORTO SAN PAOLO MONTI L impianto integrato di Tempio Pausania L impianto integrato di trattamento rifiuti dell Unione dei Comuni Alta Gallura è sito in loc. Parapinta (Zona Industriale di Tempio Pausania) ed è composto dalle sezioni di selezione, biostabilizzazione, compostaggio di qualità e piattaforma di valorizzazione delle frazioni recuperabili. Nel 2010 ha ottenuto dalla Provincia di Olbia Tempio l Autorizzazione Integrata Ambientale (Det. Dir. n.207 del ) che autorizza, oltre alle citate sezioni impiantistiche (apportando un aumento della potenzialità alla sezione compostaggio di qualità), anche il depuratore consortile e l ecocentro a servizio del Comune di Tempio Pausania la seguente tabella mostra la potenzialità di ogni sezione autorizzata: Sezion e A B Attività Trattamento rifiuti indifferenziati e frazione secca residua Selezione Trattamento rifiuti indifferenziati e frazione secca residua Biostabilizzazione Operazioni svolte ed autorizzate D9 D8 Potenzialità t/a; 630 t/sett t/a; 280 t/sett C Compostaggio di qualità R3, R t/a; 525 t/sett D E F G Piattaforma di trattamento frazioni secche valorizzabili: Rifiuti di carta:, cartone e prodotti di carta (Tipologia 1.1) Rifiuti di vetro (Tipologia 2.1) Rifiuti di plastiche (Tipologia 6.1) Rifiuti di legno e sughero (Tipologia 9.1) Rifiuti di metalli e loro leghe (Tipologia 3.2) Piattaforma di gestione ingombranti, RUP, RAEE Rifiuti ingombranti Apparecchiature contenenti CFC Farmaci scaduti non pericolosi Batterie esauste RAAE contenenti componenti pericolos Ecocentro Depurazione acque R3, R13 R13; R3, R13 R13 R13 R13, D15 R13 D15 R13 R13 Raggruppame nto rifiuti Depurazione e scarico t/a, di cui: t/a t/a t/a t/a t/a t/a, di cui: t/a 500 t/a 10 t/a 30 t/a 200 t/a ab/eq ( m 3 /a) H Discarica D1 0 t/a (Discarica chiusa)12 I Comuni della provincia che conferiscono all impianto di Tempio Pausania sono 10: AGGIUS AGLIENTU BADESI BORTIGIADAS CALANGIANUS LUOGOSANTO LURAS SANTA TERESA GALLURA TEMPIO PAUSANIA TRINITA' D'AGULTU Impianti di compostaggio dei rifiuti verdi Impianto ditta Sarda Compost srl (Loc. Spiritu Santu, Olbia) L impianto di compostaggio del verde di Spiritu Santu è di proprietà della ditta Sarda Compost srl che lo ha realizzato e lo gestisce dal L autorizzazione è valida sino al 2018 per una potenzialità massima di t/a di rifiuti, di cui t/a di rifiuti verdi e t/a di scarti ligneocellulosici. La maturazione avviene su platee all aperto; con semplice rivoltamento meccanico dei cumuli mediante la pala gommata. Oltre a privati (in particolare ditte specializzate nella manutenzione del verde ornamentale), conferiscono all impianto i propri rifiuti verdi anche i Comuni di Olbia, Golfo Aranci, Arzachena e Palau. Impianto ditta Puliedil snc (San Teodoro) L impianto di compostaggio del verde di San Teodoro è di proprietà della ditta Puliedil snc che lo gestisce dal 2003; risulta iscritto in procedura semplificata (con scadenza nel 2012) per una potenzialità massima di t/a e tratta rifiuti verdi, scarti ligneo cellulosici e i fanghi dell impianto di depurazione che lo ospita. La maturazione avviene su platee all aperto; con semplice rivoltamento meccanico dei cumuli mediante la pala gommata. L impianto ha subìto danni sensibili a seguito delle alluvioni che nel 2008 e nel 2009 hanno colpito San Teodoro e la zona circostante; per tale motivo sarebbe consigliabile una verifica dell idoneità della sua localizzazione, in quanto attualmente risulta insediato in adiacenza al corso del fiume. RIFIUTI URBANI: LE CRITICITA PRODUZIONE DI RIFIUTI E SISTEMA DI RACCOLTA ADOTTATO L analisi dei dati disponibili rispetto al periodo ha messo in evidenza le seguenti tendenze: aumento sempre più contenuto della produzione complessiva dei rifiuti urbani; decremento, ancorchè sempre meno significativo, del rifiuto indifferenziato da destinare a smaltimento; aumento sempre più contenuto delle raccolte differenziate. Come si è visto, i dati mostrati nella tabella Produzione di rifiuti urbani in Provincia di Olbia Tempio Periodo evidenziano il trend di crescita della produzione totale di rifiuti per tutto il periodo esaminato. In particolare l incremento maggiore si è registrato nel 2006 (+7,10%), mentre nei due anni successivi l incremento si è attestato su un valore di circa il 4% e nell ultimo anno l aumento si è limitato ad un +2,75%.13 Il trend risulta invece invertito per quanto concerne la produzione di rifiuto indifferenziato avviato a smaltimento; in questo caso per tutto il periodo si assiste ad una contrazione della produzione, con decrementi altalenanti di anno in anno: dopo un calo del 4,25% registrato nel 2006 rispetto al 2005, nel 2007 la diminuzione risulta ancor più marcata ( 7,67%), mentre è pressoché nulla nel 2008 e nel 2009 ( 0,19% e 0,38% rispettivamente). Parallelamente si è assistito all evoluzione della raccolta differenziata, col superamento della soglia del 30% valore che risulta però ancora lontano rispetto alla percentuale regionale, attestatasi nel 2009 al 42,50%; ciò è addebitabile a 2 fattori principali: in molti Comuni il cassonetto stradale costituisce ancora la modalità maggiormente utilizzata per la raccolta differenziata, nonostante risulti meno efficiente rispetto alla raccolta domiciliare sia in termini quantitativi che di qualità del rifiuto intercettato; il fatto che le produzioni di rifiuti da non residenti (flussi turistici) non sono ancora efficacemente intercettate da sistemi di raccolta differenziata adeguati all utenza e che risultino in grado di meglio rispondere alle fluttuazioni stagionali. Tecniche adottate per la raccolta del rifiuto indifferenziato Solo cassonetti stradali Mista Cassonetti stradali / Raccolta domiciliare integrale Raccolta domiciliare (Fonte: Regione Autonoma della Sardegna ARPAS, 11 Rapporto sulla Gestione dei Rifiuti Urbani in Sardegna Anno 2009) Appare chiaro che la presenza di sistemi misti determina generalmente una minor efficacia del modello per i seguenti elementi: l offerta all utenza per il conferimento di rifiuto indifferenziato (in termini di disponibilità e volume rispetto ai contenitori dedicati alla raccolta differenziata) è ancora molto sbilanciata in favore dell indifferenziato, la cui frequenza di raccolta bi o tri settimanale di fatto va a causare una maggior produzione pro capite, in quanto l utente è poco incentivato a diminuirne il conferimento; il mancato obbligo ad utilizzare sacchi marchiati e semi trasparenti per la raccolta del rifiuto indifferenziato determina una minor efficacia nell attenzione alla differenziazione; la forte incidenza dell abbandono di ingombranti e rifiuti in aree pubbliche che richiedono servizi di pulizia straordinaria. La situazione è altrettanto problematica nel settore delle raccolte differenziate, dove gli scarti verdi risultano essere la frazione di gran lunga più rilevante: nel 2009 sono state infatti raccolte tonnellate di tale flusso di rifiuti, che da solo ha costituito ben il 42,6% dei rifiuti raccolti in maniera selettiva con il caso particolarmente significativo del Comune di Olbia in cui i rifiuti verdi hanno rappresentato la categoria merceologica di gran lunga predominante, responsabile di ben il 72% del valore di raccolta differenziata registrato. Non considerando nel calcolo della percentuale di raccolta differenziata il contributo degli scarti verdi la percentuale provinciale di raccolta differenziata per il 2009 scenderebbe addirittura al 17,6%. Confronto tra il calcolo della % di raccolta differenziata effettuato considerando o meno gli scarti verdi Anno Scarto verde (ton) % RD con scarto verde % RD senza scarto verde ,95% 8,75% ,45% 14,49% ,47% 16,63% ,64% 17,59% (Elaborazione del Servizio Pianificazione Territoriale su dati Regione Autonoma della Sardegna ARPAS, 11 Rapporto sulla Gestione dei Rifiuti Urbani in Sardegna Anno 2009 ed Rti Oikos Progetti srl / Idecom srl, Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti Urbani della Provincia di Olbia Tempio Relazione fase conoscitiva Giugno 2010)14 FLUTTUAZIONE DEI QUANTITATIVI DI RIFIUTI E POPOLAZIONE TURISTICA Per proseguire l analisi delle criticità nella gestione dei rifiuti della nostra Provincia risultano a questo punto essenziali due considerazioni: la Provincia di Olbia Tempio, con il 9,3% della popolazione della Sardegna, produce il 16,8% dei rifiuti complessivi regionali con un rapporto quasi di 1 a 2 tra peso demografico e produzione rifiuto; la Provincia di Olbia Tempio, con circa 900 kg/ab/anno, ha un valore procapite di gran lunga superiore al valore medio regionale ed ai valori registrati nelle altre province (vedi grafico seguente per la comparazione con le altre Province sarde). Produzione provinciale procapite e confronto (Fonte: Regione Autonoma della Sardegna ARPAS, 11 Rapporto sulla Gestione dei Rifiuti Urbani in Sardegna Anno 2009) Dallo studio conoscitivo realizzato nell ambito della redazione del Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti Urbani effettuato sui dati disponibili fino all anno 2008 appare evidente che il peso della componente turistica sui dati quantitativi e qualitativi del rifiuto nel contesto della Provincia di Olbia Tempio è assolutamente rilevante e la valutazione di tale fattore risulta di fondamentale importanza; si consideri infatti che, sia nel 2006 che nel 2007, la provincia di Olbia Tempio è risultata il territorio provinciale con la maggiore produzione pro capite in Italia (oltre 850 kg/ab x anno). Andamento temporale della produzione pro capite per le province con una produzione pro capite superiore ai 650 Kg/ab x anno (Fonte: Rti Oikos Progetti srl / Idecom srl, Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti Urbani della Provincia di Olbia Tempio Relazione fase conoscitiva Giugno 2010)15 Tale valore medio è frutto di una produzione molto squilibrata all interno della provincia, in quanto la città di Olbia presenta una produzione pro capite di circa kg/ab x anno (capoluogo con la maggiore produzione pro capite di rifiuti in Italia) mentre, ad esempio, Tempio Pausania aveva una produzione pro capite di appena 450 kg/ab x anno (fonte: Sole24 ore: Indicatori sostenibilità urbana 2008). In Provincia di Olbia Tempio l incidenza del contributo dei rifiuti indifferenziati imputati agli abitanti fluttuanti nel 2008 avrebbe inciso per il 29,4% sul totale prodotto dato in calo rispetto al dato del 2005 (32,9%) e 2006 (31,7%), ma in leggero aumento rispetto al dato del 2007 (28,9%). Appare in modo evidente che tutti i comuni costieri, a vocazione turistica, sono caratterizzati da forti fluttuazioni stagionali. L incidenza degli abitanti fluttuanti è tanto maggiore quanto minore è il numero di residenti e va a decrescere in funzione della complessità del comune e del peso demografico; il rapporto è quindi più alto per i piccoli comuni della Costa Paradiso e la zona a sud di Olbia, decresce per i comuni della Costa Smeralda e della costa nord (Arzachena, Palau, ecc.) ed è compreso tra il 10 e il 20% per i comuni di Olbia e La Maddalena. Per il resto dei comuni dell alta Gallura attorno a Tempio Pausania il rapporto è al di sotto del 10% fino a scomparire del tutto per i comuni dell interno, molto simili tra loro per caratteristiche insediative ed economiche (Alà dei Sardi, Buddusò, Monti, Oschiri e Padru). L unico comune dell entroterra che nel 2008 faceva registrare un rapporto superiore al 10% tra abitanti fluttuanti e totale è risultato Bortigiadas con l 11,8% su tale dato è peraltro evidente l influsso delle limitate dimensioni della popolazione residente (solo 800 abitanti). Incidenza degli abitanti fluttuanti rispetto alla popolazione residente (Fonte: Rti Oikos Progetti srl / Idecom srl, Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti Urbani della Provincia di Olbia Tempio Relazione fase conoscitiva Giugno 2010) Una realtà turistica come la Provincia di Olbia Tempio risente notevolmente dell andamento stagionale della produzione dei rifiuti in funzione delle presenze turistiche che si concentrano soprattutto nel periodo16 estivo; questa situazione è esplicitata dai quantitativi conferiti agli impianti dei rifiuti raccolti in ciascun mese dell anno. Le elaborazioni seguenti mostrano l andamento della produzione di rifiuti urbani indifferenziati e della raccolta differenziata della frazione umida (scarti da cucina, sfalci e potature) nel corso dell anno Per analizzare l andamento delle dinamiche di produzione dei rifiuti urbani indifferenziati sono stati valutati in particolare i dati dei conferimenti mensili del rifiuto indifferenziato da parte di ciascun Comune agli impianti di pretrattamento di Olbia e Tempio Pausania. Il seguente grafico rappresenta l andamento del dato di produzione media giornaliera (su base mensile) dei rifiuti urbani a livello provinciale per le aggregazioni dei Comuni costieri e dei Comuni dell entroterra. Risulta evidente l influenza del fenomeno del turismo sull andamento stagionale della produzione dei rifiuti; tale andamento si rileva marcatamente nei Comuni costieri; infatti mediamente per tali Comuni si passa da un dato di produzione pro capite dei rifiuti indifferenziati al di sotto di 1,5 kg/ab x giorno nei mesi invernali (da Novembre a Marzo) per arrivare ad un dato medio di ben 4 kg/ab x giorno nel mese di Agosto, dovuto appunto al picco delle presenze turistiche. 4,5 4,0 3,5 3,0 Andamento mensile della produzione pro-capite media giornaliera di rifiuto indifferenziato nella Provincia di Olbia Tempio, nei Comuni Costieri e Interni (2008) kg/abxgg 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0,0 gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic Comuni costieri Comuni interni Prov OT (Fonte: Rti Oikos Progetti srl / Idecom srl, Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti Urbani della Provincia di Olbia Tempio Relazione fase conoscitiva Giugno 2010) Poichè la Provincia di Olbia Tempio rappresenta una realtà che per vocazione socio economica ha ampie fluttuazioni di produzione dovute al turismo estivo su tutta la fascia costiera, sarebbe opportuno un approfondimento finalizzato a definire una stima dei quantitativi dei flussi di rifiuto generati da abitanti residenti e da abitanti fluttuanti per una migliore comprensione delle dinamiche di produzione, elemento conoscitivo necessario per giungere a pianificare efficaci ed adeguati sistemi di raccolta differenziata integrata dei rifiuti urbani. ECOCENTRI Per tali strutture di supporto al sistema integrato di raccolta differenziata le criticità sono costituite da: ritardi nella realizzazione ancora 15 Comuni non soddisfano la prescrizione del Piano Regionale (Punto 8.1: almeno un ecocentro in ogni Comune della Sardegna ); completo adeguamento delle strutture esistenti alle prescrizioni della normativa sia per quanto concerne le caratteristiche tecniche e strutturali, che per il regime autorizzativo; implementazione delle tipologie di rifiuti conferibili presso il singolo ecocentro (in particolare per quanto riguarda rifiuti verdi, oli vegetali, rifiuti pericolosi); aumento del periodo di apertura dell ecocentro.17 CRITICITA IMPIANTISTICHE L art.182 bis del D.Lgs.152/06 prescrive di adottare i principi di autosufficienza e prossimità per il solo smaltimento di: rifiuti urbani non differenziati (solo non pericolosi) rifiuti derivanti dal trattamento di rifiuti urbani non differenziati da effettuarsi tenendo conto di ambiti territoriali ottimali. Il recupero dei rifiuti urbani, non essendo soggetto a tale limitazione, può invece avvenire sull intero territorio nazionale per gli imballaggi ciò avviene in coordinamento con il CONAI ed i singoli Consorzi di filiera. Come già indicato nel capitolo dedicato alla normativa, il Piano regionale di gestione dei rifiuti Sezione rifiuti urbani della Regione Autonoma della Sardegna: definisce l ambito territoriale unico regionale; richiama l esclusiva competenza regionale per quanto riguarda la pianificazione dell impiantistica, delegando alla Provincia la sola competenza di redigere, nel rispetto delle linee guida del Piano regionale, il Piano provinciale di gestione della fase di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani nel proprio territorio (punto del Piano regionale di gestione dei rifiuti Sezione rifiuti urbani); per quanto riguarda la Provincia di Olbia Tempio, prescrive l avvio del secco residuo dalle aree di raggruppamento agli impianti di selezione e biostabilizzazione di Tempio e di Olbia con funzione di polo di accentramento per l invio del secco residuo al termovalorizzatore del sassarese. Attualmente le criticità impiantistiche della nostra Provincia sono dovute alla mancata individuazione da parte della Regione del termovalorizzatore cui inviare il secco residuo. La situazione è particolarmente delicata se si considera che l unica discarica attiva nel territorio provinciale cui si ricorre per lo smaltimento del secco residuo è quella del CIPNES Gallura in loc. Spiritu Santu, Olbia, per la quale con Det. Dir. n.420 del la Provincia ha emesso la nuova AIA autorizzando l ampliamento di complessivi mc (peraltro in parte già utilizzati negli ultimi due anni e mezzo con il ricorso a varie ordinanze contingibili e urgenti emanate al fine di evitare la sospensione del servizio). RIFIUTI SPECIALI: QUADRO CONOSCITIVO LA PRODUZIONE E LO SMALTIMENTO DI RIFIUTI SPECIALI Per quanto riguarda l analisi di dati più recente risalente all ultimo Rapporto disponibile sulla gestione dei rifiuti speciali in Sardegna, derivato dall analisi dei dati MUD del 2005 essa attribuiva alla Provincia di Olbia Tempio la produzione di t/a di rifiuti speciali totali (di cui t/a non pericolosi e t/a pericolosi) quinta tra le province sarde ed evidenziava dati particolarmente significativi in merito alle seguenti famiglie di codici CER: 03 Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone: 1857 t/a, pari al 66% della produzione regionale (primo posto tra le province sarde, con 5 ditte tutte sugherifici tra le 10 maggiori produttrici di tale tipologia di rifiuti a livello regionale); 08 Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti e inchiostri per stampa: 445 t/a, quasi il 42% della produzione regionale (primo posto tra le province sarde e con una ditta risultata a livello regionale la seconda maggiore produttrice di tale tipologia di rifiuti); 13 Oli esauriti e residui di combustibili liquidi (tranne oli commestibili, 05 e 12): 582 t/a, pari al 12,5 % della produzione regionale (terzo posto tra le province sarde); 20 Rifiuti assimilabili agli urbani (prodotti da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni) t/a, pari all 11,5% della produzione regionale (terzo posto tra le province sarde).18 Produzione di rifiuti speciali totali in Sardegna dai dati MUD 2005 disaggregati per Provincia e codici CER (t/a) (Fonte: Piano regionale di gestione rifiuti Sezione rifiuti speciali, Regione Autonoma della Sardegna, 2002) La produzione di rifiuti speciali totali e dei soli speciali pericolosi, suddivisa per comparti di attività economica, è mostrata dalle seguenti tabelle in comparazione con quella delle altre province: Produzione di rifiuti speciali (t/a) in Sardegna per comparti di attività economica e per Provincia (Fonte: Piano regionale di gestione rifiuti Sezione rifiuti speciali, Regione Autonoma della Sardegna, 2002) Produzione di rifiuti pericolosi in Sardegna per comparti e per Provincia (Fonte: Piano regionale di gestione rifiuti Sezione rifiuti speciali, Regione Autonoma della Sardegna, 2002) Per quanto concerne lo smaltimento, la quantità di rifiuti speciali totali smaltiti nel 2005 all interno del territorio della Provincia di Olbia Tempio è risultata essere di t/a, attestando, con un saldo positivo di t/a (quasi il 44% in più rispetto ai rifiuti speciali totali prodotti nel territorio provinciale pari, come già detto, a t/a), la presenza di un attiva importazione di rifiuti da fuori provincia. Sempre nel 2005 l impianto CINES di Olbia (attualmente CIPNES Gallura) era risultato il principale impianto a livello regionale per quantità di rifiuti smaltiti, sia per la sezione di trattamento chimico fisico ( t/a, quasi la metà del totale regionale) che per lo smaltimento in discarica di Tipo 1 ( t/a, circa un quarto del totale regionale). La situazione attuale relativa alla disponibilità di impianti di recupero e di smaltimento presenti in Provincia di Olbia Tempio è riassunta dalle seguenti Tabelle:19 Ditte autorizzate ai sensi del D.Lgs.152/06, art.208 DITTA/AZIENDA COMUNE INDIRIZZO ATTIVITA GISCA ECOLOGICA SNC Olbia Zona Industriale, Settore 7 STOCCAGGIO RIFIUTI ECO OLBIA SRL Olbia Zona Industriale, Settore 4 DEMOLIZIONE AUTOVEICOLI ECOLOGIC METAL SNC Tempio Pausania Zona Industriale Alta Gallura DEMOLIZIONE AUTOVEICOLI NORD TRANSPORT SRL Olbia Loc. Chidade DISCARICA RIFIUTI INERTI ECOFRANTUMAZIONI SNC Olbia Loc. Maltana RECUPERO RIFIUTI INERTI SARDA COMPOST SRL Olbia Loc. Spiritu Santu RECUPERO RIFIUTI VERDI ECOSERVICE SRL* Sant'Antonio di Gallura Zona Industriale, Loc. Cioncu RECUPERO RIFIUTI RIFIUTI MUNTONI* Olbia Zona Industriale, Settore 7 DEMOLIZIONE AUTOVEICOLI PORTO CERVO MARINA SRL* Arzachena Cantiere Nautico Porto Cervo (Legenda: *: autorizzazioni non ancora efficaci Fonte: Servizio Pianificazione e Gestione Rifiuti, Provincia di Olbia Tempio) STOCCAGGIO RIFIUTI PORTUALI Ditte con comunicazione in procedura semplificata ai sensi del D.Lgs.152/06, artt DITTA/AZIENDA COMUNE INDIRIZZO ATTIVITA PULIEDIL SAN TEODORO San Teodoro Localita' La Canna, Via Gramsci snc COMPOSTAGGIO RIFIUTI VERDI (R3) NORD LEGNO S.R.L. Calangianus Localita' Li Funtaneddi snc SUGHERIFICIO MARTINESE S.R.L. Tempio Pausania Zona Industriale Alta Gallura RECUPERO ENERGETICO (R1) RECUPERO ENERGETICO (R1) DAU CALCESTRUZZI 2001 S.R.L Arzachena Localita' Zona artigianale, Lottizz. Pinna snc PRODUZIONE DI CONGLOMERATI CEMENTIZI (R5) CALCESTRUZZI DAU S.R.L. Olbia Localita' Lattallai, s.p. Olbia Monti km. 3,900 PRODUZIONE DI CONGLOMERATI CEMENTIZI (R5) ECOSYSTEM S.R.L. La Maddalena Loc. Guardia Vecchia, Sasso Rosso MESSA IN RISERVA (R13) E ATTIVITA' RECUPERO (R5) G.M.C. SARDEGNA Luogosanto Loc. San Antonio UTILIZZO INERTI PER RECUPERO AMBIENTALE (R10) CAREDDU ANTONIO Olbia Zona Industriale Settore 5, snc MESSA IN RISERVA (R13) E ATTIVITA' RECUPERO (R5) UNICALCESTRUZZI S.P.A. Palau Loc. Ponte Liscia MESSA IN RISERVA (R13) E PRODUZIONE DI CONGLOMERATI CEMENTIZI (R5)20 DITTA/AZIENDA COMUNE INDIRIZZO ATTIVITA UNICALCESTRUZZI S.P.A. Tempio Pausania Zona Industriale MESSA IN RISERVA (R13) E PRODUZIONE DI CONGLOMERATI CEMENTIZI (R5) F/LLI DI PELLEGRINI DI CLEMENTE S.R.L. Calangianus Zona Industriale, Loc. Ignazioni MESSA IN RISERVA (R13) E RECUPERO ENERGETICO (R1) UNICALCESTRUZZI S.P.A. Arzachena Loc. Pinna SUGHERIFICIO MARIO COLUMBANO S.A.S. DI ANTONIO E PAOLO COLUMBANO E C. MESSA IN RISERVA (R13) E PRODUZIONE DI CONGLOMERATI CEMENTIZI (R5) Calangianus Loc. Badumela MESSA IN RISERVA (R13) E RECUPERO ENERGETICO (R1) UNICALCESTRUZZI S.P.A. Olbia Loc. Loddone CALCESTRUZZI S.P.A. Olbia Zona Industriale Settore 7, Via Israele 3 MESSA IN RISERVA (R13) E PRODUZIONE DI CONGLOMERATI CEMENTIZI (R5) MESSA IN RISERVA (R13) E PRODUZIONE DI CONGLOMERATI CEMENTIZI (R5) OLBIASPURGO SAS DI MARINO COSIMO DAMIANO & C. Olbia Zona Industriale Settore 4, Via Marocco 7 MESSA IN RISERVA (R13) ECOLOGIC METAL S.N.C. Tempio Pausania Zona Industriale "Alta Gallura" MESSA IN RISERVA (R13) ECO OLBIA S.R.L. Olbia Zona Industriale Settore 4, Via Giappone 4 ATTIVITA' DI RECUPERO (R3, R4 ED R13) SIDERPIRINA DI SANNA PASQUALINA E C. S.A.S. Olbia Zona Industriale Settore 6, Via Corea snc ATTIVITA' DI RECUPERO (R13 E R4) P.P.T. srl Tempio Pausania Zona Artigianale Campo Maiori Fraz. Bassacutena, MESSA IN RISERVA (R13) CANU ROSSANA Berchidda Loc. Sa Pedra Ogada MESSA IN RISERVA (R13) E ATTIVITA' DI RECUPERO (R5) GASPARE BAZZU SRL San Teodoro Area PIP, lotti 25 e 26 MESSA IN RISERVA (R13) E ATTIVITA' DI RECUPERO (R5) G.P.D. EDILIZIA La Maddalena Loc. Vaticano, Reg. Punta Moneta MESSA IN RISERVA (R13) E ATTIVITA' DI RECUPERO (R5) DEIANA GRANITI S.R.L. Olbia Loc. La Silvaredda UTILIZZO INERTI PER RECUPERO AMBIENTALE (R10) FIORE SERVICE SRL Buddusò Loc. S'Istria Sos Arestes UTILIZZO INERTI PER RECUPERO AMBIENTALE (R10) UTILIZZO INERTI PER GRANITI SARDEGNA E MARMI REALIZZAZIONE DI RILEVATI E Olbia Zona Industriale Settore 6 S.R.L. SOTTOFONDI STRADALI (R5) E PER RECUPERO AMBIENTALE (R10) Vedere altro
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