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Timestamp: 2019-06-20 02:53:23+00:00
Document Index: 8669701

Matched Legal Cases: ['art. 143', 'sentenza ', 'art. 316', 'sentenza ', 'art. 234', 'art. 2730', 'art. 143', 'art. 21', 'sentenza ']

SEPARAZIONI DIVORZI PIANORO CASALECCHIO DI RENO BOLOGNA NOVITA’ | Studio Legale Bologna
SEPARAZIONI DIVORZI PIANORO CASALECCHIO DI RENO BOLOGNA NOVITA’
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Credo che il cliente vada ascoltato capito e guidato , chi si rivolge all'avvocato ha bisogno di esser econsigliato al meglio, di capire quale è la strategia migliore per leui, non esiste al mondo un caso identico all'altro .
GIULIA UNA STORIA CHE TOCCA
Giulia, donna di 45 anni, sposata da 20 ha due figli oramai maggiorenni, un marito di 55 anni, dirigente di azienda.
Giulia ama la scultura ha fatto alcune mostre , ha una bella casa che le comprarono e genitori per il matrimonio!!
Trascorre un mese in estate in riviera, insieme al marito e i figli quando vogliono andare con lei.
Il marito Giorgio, ha l’abitudine e ii vizio del gioco, e porta a casa sempre meno soldi, creando ansie e preoccupazioni in famiglia.
Giulia conosce un uomo, anche lui scultore e s ene innamora perdutamente.
Prova a parlare con il marito raccontando e spiegando che la loro relazione è in forte crisi e che ha bisogno di altro, che è stanca di vedere il marito perdere delle fortune al gioco.
Il nuovo interesse di Giulia è Andrea, suo coetaneo, scultore del marmo, e insieme iniziano una relazione, relazione che presto diventa pubblica ,creando imbarazzo nel piccolo paese della provincia di Bologna dove Giulia abita.
Il marito viene a sapere della relazione della moglie e mi contatta insieme alla moglie per discutere di una separazione consensuale, senza che vi siano traumi o liti.
Anche Giorgio considera la relazione matrimoniale arrivata alla fine e d è d’accordo per un separazione consensuale ove provvedera’ a un mensile per Giulia e i figli, , lasciando la casa coniugale che è di Giulia.
Viene preparato n ricorso per separazione consensuale e i coniugi in pochi mesi arrivano alla separazione.
Giulia vive con il nuovo compagno e il marito continua a giocare perdendo tutti i giorni,
ORESTE E MICHELA UNA STORIA COMUNE
Oreste e Michela sono sposati da tre anni, non hanno figli e Oreste passa le giornate e parte delle sere nella sua officina, che con sacrifici da’ da vivere alla Famiglia.
Michela è commessa in un supermercato della provincia di Bologna.
VORREBBERO FIGLI MA NON ARRIVANO!!
Michela ama i cani ne hanno tre e insieme al marito quando libero fanno lunghe passeggiate nella campagna, con i loro cani, che pe rloro fanno parte della famiglia.
Michela e Oreste hanno 38 anni e si sentono annoiati di un rapporto matrimoniale che pare non funzionare piu’ ,
Gli interessi in comune vanno via via diradandosi, la coppia non comunica piu’ parla poco.
Oreste si innamora di una ragazza Polacca conosciuta su Internet,
Si rivolgono al mio studio pe runa separazione consensuale.
Non riescono a trovare un accordo sulla casa coniugale e sull’assegno di mantenimento alla moglie che ha un reddito molto inferiore al marito.
Vendono fatti sei incontri ella fine si arriva a un accordo per una consensuale, Oresta versera’ alla moglie 800 euro mensili , e la casa restera’ ad oreste che sta pagando il mutuo.
Il conto in comune contiene trentamila euro e vengono divisi al 50%.
Dopo sette mesi dall’udienza di separazione consensuale presso Tribunale ,la coppia mi contatta per il divorzio che avviene congiuntamente,
Tre anni dopo entrambi si sono risposati e sono felici
Attività di consulenza e assistenza nel campo dei diritti di famiglia, con particolare riguardo alle procedure di separazione e divorzio (consensuale e giudiziale), famiglie di fatto, filiazione, azioni di disconoscimento e reclamo di legittimità. azioni di separazione personale dei coniugi consensuale e giudiziale;
La separazione consensuale presuppone l'accordo dei coniugi sulle condizioni da porre a base della stessa e produce effetto con l'omologazione del Giudice.
I coniugi devono essere d'accordo, in particolare, su alcuni punti: sul vivere separati, sul mantenimento, l'affidamento e l'educazione di eventuali figli minori, sul mantenimento dei figli maggiorenni non economicamente autosufficienti, sull'eventuale previsione di un assegno di mantenimento a carico dell'uno o dell'altra, sull'assegnazione della casa coniugale.
SEPARAZIONI DIVORZI PIANORO CASALECCHIO DI RENO BOLOGNA NOVITA’ Attività di consulenza e assistenza nel campo dei diritti di famiglia, con particolare riguardo alle procedure di separazione e divorzio (consensuale e giudiziale), famiglie di fatto, filiazione, azioni di disconoscimento e reclamo di legittimità. azioni di separazione personale dei coniugi consensuale e giudiziale;
Nelle fasi successive, l'avv. Sergio Armaroli persegue, quando ne ravvisi l'opportunità, il raggiungimento di condizioni consensuali ed elastiche tra le parti, di modo da garantire loro la serenità relazionale sia nei rapporti reciproci, sia nei riguardi dei figli, ed, in caso, di terzi soggetti o nuovi ambienti; di converso, quando le circostanze lo consiglino, attua la tutela degli interessi individuali del cliente, esperendo le azioni necessarie a prevenire violenze, stalking, prevaricazioni e molestie (dirette od indirette, tramite figli, genitori, etc.), all'addebito della separazione, fino al riconoscimento e risarcimento dei danni da illeciti domestici.
Nell'ambito delle condizioni economico - patrimoniali, attua quanto necessario alla ricostruzione dei redditi e dei patrimoni effettivi, onde, all'esito, garantire adeguati contributi nel mantenimento per i minori ed i coniugi economicamente più deboli, oltreché, se possibile, la divisione dei beni comuni, quali, principalmente, immobili.
Quando marito e moglie decidono di comune accordo di interrompere il loro matrimonio si parla invece di separazione consensuale. La pratica, spesso pacifica e di veloce svolgimento, prevede l'intervento e l'assistenza di un legale al fine di garantire il pieno rispetto dei vincoli sanciti dal diritto di famiglia.
Rivolgendovi all'avvocato potrete contare su un professionista del Foro in grado di portare a termine la vostra pratica nel migliore dei modi. Il patto tra le parti dovrà prevedere pieno accordo per quanto riguarda:
Avvocato divorzista esperto diritto di famiglia I coniugi possono decidere autonomamente e di comune accordo le condizioni sia economiche e relative al patrimonio, sia riguardanti l'affidamento e il diritto di visita dei figli minori nei casi di separazione coniugale. In questo caso si parla di una separazione consensuale, e, se lo desiderano, i due coniugi possono essere rappresentati anche dallo stesso avvocato, che assisterà entrambi in tutto il procedimento legale.
Avvocato divorzista esperto diritto di famiglia Le condizioni della separazione sono sempre modificabili su richiesta di parte qualora intervengano nuove circostanze di fatto e di diritto rispetto al momento in cui i provvedimenti sono stati assunti, lo Studio AVVOCATO SERGIO ARMAROLI, pertanto, assiste la coppia anche dopo la conclusione della fase di separazione.
Le attività dello studio comprendono l'assistenza legale per separazioni, divorzi congiunti e non, nonché per tutte le problematiche inerenti all'affido dei figli minorenni, al loro mantenimento ed all'accertamento della paternità. La strategia dell'Avvocato Avvocato divorzista esperto diritto di famiglia Diritto di famiglia,divorzio,divorzio breve ,separazione consensuale Bologna avvocato esperto Sergio Armaroli
Bologna Imola si basa su comunicazione e trasparenza: l'obiettivo primario è favorire il raggiungimento di un accordo che soddisfi appieno entrambe le parti e che possa garantire il maggior benessere ai minori coinvolti
Ma il diritto di famiglia si occupa anche della tutela dei minori in generale, compresi anche i figli naturali, ossia i figli nati da genitori non coniugati; quando all'interno della famiglia, sia essa legittima o di fatto sorgono determinate problematiche, che possono portare ad esempio alla necessità o opportunità di imporre limitazioni o restrizioni alla potestà di uno o di entrambi i genitori, interviene un organo giurisdizionale particolare, il Tribunale dei Minori, competente peraltro anche per la materia delle adozioni.
Attività di consulenza e assistenza nel campo dei diritti di famiglia, con particolare riguardo alle procedure di separazione e divorzio (consensuale e giudiziale), famiglie di fatto, filiazione, azioni di disconoscimento e reclamo di legittimità. azioni di separazione personale dei coniugi consensuale e giudiziale; - azioni di divorzio sia congiunto che giudiziale; - procedimenti di revisione e modifica dei provvedimenti di separazione e divorzio; - procedimenti a tutela della filiazione naturale: diritti di visita e mantenimento degli stessi; - procedimenti relativi alla sospensione e decadenza della responsabilità genitoriale; - azioni di riconoscimento di alimenti; - procedimenti di interdizione, inabilitazione e nomina di amministratore di sostegno; - azioni di divisione dei beni in comunione legale; - azioni di disconoscimento della paternità; - dichiarazioni giudiziali di paternità e maternità;
Se marito e moglie vogliono pacificamente o tramite un accordo interrompere la convivenz a abbiamo la separazione consensuale
La pratica, spesso pacifica e di veloce svolgimento, prevede l'intervento e l'assistenza di un legale al fine di garantire il pieno rispetto dei vincoli sanciti dal diritto di famiglia. Rivolgendovi all'avvocato potrete contare su un professionista del Foro in grado di portare a termine la vostra pratica nel migliore dei modi. Il patto tra le parti dovrà prevedere pieno accordo per quanto riguarda:
La separazione consensuale è lo strumento attraverso il quale marito e moglie, di comune accordo, decidono di separarsi.
Questa procedura non è possibile in mancanza di un accordo tra i coniugi che investa ciascuna questione (diritti sul patrimonio, mantenimento del coniuge debole, diritti di visita e mantenimento della prole, assegnazione della casa coniugale).
In origine, il concetto di famiglia era incentrato sulla figura preminente del marito. Lo sbilanciamento del rapporto fra i coniugi era tradizionalmente legato alla subordinazione della figura femminile a quella del marito.
Ciò si verificava tanto in relazione alla gestione dei rapporti patrimoniali quanto a quelli personali e si estendeva, oltre che alla relazione interna alla coppia, anche verso i figli.
Ordinanza 22 marzo - 7 maggio 2018, n. 10927
spese per le utenze domestiche nella fase precedente alla separazione, non sussiste il diritto al rimborso delle spese sostenute da un coniuge nei confronti dell'altro coniuge, in quanto effettuate per i bisogni della famiglia e riconducibili alla logica della solidarietà coniugale, in adempimento dell'obbligo di contribuzione di cui all'art. 143 c.c. (Cass. n. 10942/2015, n. 18749/2004). Da questo principio di diritto la sentenza impugnata si è ingiustificatamente discostata, dovendosi ribadire che nel periodo di convivenza matrimoniale entrambi i coniugi contribuiscono alle esigenze della famiglia, ed anche dei figli, in una misura che verosimilmente corrisponde alle possibilità di ciascuno, coerentemente con quanto previsto dall'art. 316 bis c.c., comma 1.
Le pronunce richiamate nella memoria D.F., prevedendo che il coniuge che abbia integralmente adempiuto l'obbligo di mantenimento dei figli, pure per la quota facente carico all'altro coniuge, sia legittimato ad agire iure proprio nei confronti di quest'ultimo per il rimborso (Cass. n. 6819/2017, n. 27653/2011), non si riferisce al caso - come quello in esame - in cui le spese siano state sostenute da entrambi i coniugi per la famiglia e, quindi, anche per i figli, senza possibilità di distinguere tra quelle destinate all'una e agli altri. Il contenzioso postconiugale riguarda gli assetti patrimoniali successivi alla separazione e al divorzio, ma non è un'occasione per rimettere in discussione tutte le voci di spesa sostenute da ciascun coniuge, seppure per i figli, durante il rapporto matrimoniale.
CONIUGI SEPARAZIONE: ADDIO AL MANTENIMENTO CON NUOVA CONVIVENZA – CASS., SEZ. I, 27.06.2018, N. 16982
La cassazione precisa che resta salva la possibilità per il coniuge richiedente di dimostrare che la convivenza non influisce in melius sulle sue condizioni economiche.
In tema di separazione, non ha più diritto all’assegno di mantenimento il coniuge separato che instaura un’altra stabile convivenza. Il coniuge richiedente l’assegno, tuttavia, potrà dimostrare che la convivenza non influisce “in melius” sulle proprie condizioni economiche, risultando i suoi redditi complessivamente inadeguati a garantirgli la conservazione del tenore di vita coniugale.
Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, prima sezione civile, nella sentenza n. 16982/2018, accogliendo il ricorso di un uomo che, in prime cure, era stato condannato a versare alla moglie un cospicuo assegno di mantenimento, stante la considerevole differenza reddituale tra i coniugi.
Decisione confermata dalla Corte d’appello anche nella parte in cui addebitava la separazione all’uomo per aver questi abbandonato la casa coniugale. Ciononostante, in Cassazione l’uomo critica la decisione per aver ritenuto non provata la relazione extraconiugale della moglie con un altro uomo, da cui sarebbe nata anche una bambina, che avrebbe potuto giustificare la riduzione o eliminazione dell’assegno.
Corte di Cassazione, sezione sesta, ordinanza 20 marzo 2018, n. 6886.
Se e’ vero che nella separazione personale i “redditi adeguati” cui va rapportato, ai sensi dell’articolo 156 c.c., l’assegno di mantenimento a favore del coniuge sono quelli necessari a mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, e’ anche vero che la prova della ricorrenza dei presupposti dell’assegno incombe su chi chiede il mantenimento e che tale prova ha ad oggetto anche l’incolpevolezza del coniuge richiedente, quando – come nella specie – sia accertato in fatto che, pur potendo, esso non si sia attivato doverosamente per reperire un’occupazione lavorativa retribuita confacente alle sue attitudini, con l’effetto di non poter porre a carico dell’altro coniuge le conseguenze della mancata conservazione del tenore di vita matrimoniale.
I MESSAGGI WHATSAPP E GLI SMS MANDATI ALL’AMANTE SONO PROVE PRODUCIBILI
La cassazione ha penale ha spiegato che i messaggi Whatsapp e gli SMS ricevuti sul cellulare sono da considerarsi come prova documentale ai sensi dell’art. 234 c.p.p.
L'apprezzamento della responsabilità dei coniugi ai fini della intollerabilità della convivenza à riservato al giudice del merito e non è censurabile in Cassazione, se sorretto da motivazione congrua e logica (v. Cass. n. 9877/2006).
SEPARAZIONI BOLOGNA NOVITA’
L'inadeguatezza della motivazione posta a sostegno dell'addebito al marita ha compromesso il giudizio sulla violazione dell'obbligo di fedeltà della maglie, di cui si potrebbe disconoscere l'efficacia causale rispetto alla crisi salo all'esito di un accertamento rigoroso e di una valutazione complessiva e comparativa del comportamento di entrambi i coniugi (v. Cass. n. 25618/2007, n. 13797/2003),
Nella giurisprudenza della corte si è detto che, ai fini dell'addebitabilità della separazione, le ammissioni di una parte non possono avere valore di confessione, a norma dell'art. 2730 c.c., vertendosi in tema di diritti indisponibili, ma possono essere utilizzate come presunzioni ed indizi liberamente valutabili in unione con altri elementi probatori (v. Cass. n. 22786/2004, n. 176/1982), sempre che, ovviamente, esprimano non opinioni o giudizi o stati d'animo personali, ma fatti obiettivi e, in quanto tali, suscettibili di essere valutati giuridicamente come indice della violazione di specifici doveri coniugali (art. 143 c.c.).
SI PUO ‘VERIFICARE L’ESTRATTO DEL MARITO APRENDO LA POSTA? NOVITA’
OFFENDERE IL MARITO DANDOGLI DEL PUTTANIERE E’ REATO?
l detto requisito della 'continenza' delle espressioni attraverso le quali si estrinseca il diritto alla libera manifestazione del pensiero anche con la parola oltre che con ogni altro mezzo di diffusione), di rilevanza e tutela costituzionali (art. 21 Cost.), viene così rappresentato dalla giurisprudenza di legittimità: esso postula una forma espositiva corretta della critica rivolta e cioè strettamente funzionale alla finalità di disapprovazione e che non trasmodi nella gratuita ed immotivata aggressione dell'altrui reputazione. D'altra parte esso non vieta in alcun modo l'utilizzo di termini che, sebbene oggettivamente offensivi, siano insostituibili nella manifestazione del pensiero critico, in quanto non hanno adeguati equivalenti.
E' solo fatto carico al giudice di verificare se la valenza negativa dei giudizio espresso possa trovare conforto in elementi positivamente apprezzabili che lo giustifichino e valgano nel contempo ad escludere che si tratti di invettiva volta soltanto ad aggredire la personalità del destinatario, e in ultima analisi ad umiliarlo, al di fuori di un contesto critico e di una funzionalità argomentativa (Sez. 5, Sentenza n. 31669 del 14/04/2015 Ud. (dep. 21/07/2015 ), Marcialís, Rv. 264442) .
Sulla stessa linea Sez. 5, Sentenza n. 15060 del 23/02/2011 Ud. (dep. 13/04/2011 ), Dessi, Rv. 250174 ha affermato che il limite della continenza nel diritto di critica è superato in presenza di espressioni che, in quanto gravemente infamanti e inutilmente umilianti, trasmodino in una mera aggressione verbale del soggetto criticato. Pertanto, il contesto nel quale la condotta si colloca può essere valutato ai limitati fini del giudizio di stretta riferibilità delle espressioni potenzialmente diffamatorie al comportamento del soggetto passivo oggetto di critica, ma non può in alcun modo scriminare l'uso di espressioni che si risolvano nella denigrazione della persona di quest'ultimo in quanto tale.
Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 26 febbraio – 4 aprile 2014, n. 7998
By Sergio Armaroli|2019-06-10T18:56:26+02:00Luglio 6th, 2018|matrimoni – separazioni e divorzi – relazioni, miglior avvocato divorzista Bologna, news, principale|0 Comments