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Timestamp: 2020-06-06 05:59:36+00:00
Document Index: 92400331

Matched Legal Cases: ['art. 380', 'art. 3', 'art. 125', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2']

Sentenza Cassazione Civile n. 27049 del 27/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27049 del 27/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 27/12/2016, (ud. 21/10/2016, dep.27/12/2016), n. 27049
sul regolamento di competenza d’ufficio, iscritto al N.R.G.
8682-2016, sollevato dalla CORTE D’APPELLO DI ROMA nel giudizio
C.M., C.P., CO.LU., C.S.,
elettivamente domiciliati in ROMA, VIALE LIEGI 7, presso lo studio
dell’avvocato MARCO CALIENDO, che le rappresenta e difende
unitamente all’avvocato MARINA CARDONE;
Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 22 luglio 2016, la seguente relazione ex art. 380-bis c.p.c.:
“Con ricorso depositato presso la Corte d’appello di Perugia in data 24 marzo 2010, Co.Lu. cd altre, eredi di C.G., proponevano domanda di equa riparazione per la irragionevole durata di un giudizio svoltosi dinanzi al TAR del Lazio.
La Corte d’appello di Perugia dichiarava la propria incompetenza per territorio in favore della Corte d’appello di Roma.
La causa veniva riassunta dinanzi alla Corte d’appello di Roma.
La Corte d’appello di Roma, con ordinanza depositata in data 11 aprile 2016, ha proposto regolamento di competenza d’ufficio, ritenendosi a sua volta incompetente. La Corte confliggente ha indicato come competente la Corte d’appello di Perugia.
Sono intervenute le parti private, concludendo per la competenza sopravvenuta della Corte d’appello di Roma.
L’istanza di conflitto non appare fondata.
Sennonchè, ai fini della definizione del presente regolamento, occorre tenere conto dello ius superveniens. La legge n. 208 del 2015, entrata in vigore il 1 gennaio 2016, ha infatti modificato della L. n. 89 del 2001, l’art. 3, comma 1, il quale ora dispone che “la domanda di equa riparazione si propone con ricorso al presidente della corte d’appello del distretto in cui ha sede il giudice innanzi al quale si è svolto il primo grado del processo presupposto. Si applica l’art. 125 c.p.c.”.
Vero è che, ai sensi dell’art. 5 c.p.c., “la giurisdizione e la competenza si determinano con riguardo alla legge vigente e allo stato di fatto esistente al momento della proposizione della domanda e non hanno rilevanza rispetto ad esse i successivi mutamenti della legge o dello stato medesimo”. Al principio ora ricordato fa però eccezione il caso in cui la modifica normativa sopravvenuta comporti l’attribuzione della competenza ad un giudice che originariamente ne fosse privo, operando in tal caso il principio per cui “l’art. 5 c.p.c., anche nel testo novellato dalla L. 26 novembre 1990, n. 353, art. 2 che esclude la rilevanza dei mutamenti in corso di causa della legge – oltre che dello stato di fatto – in ordine alla determinazione della competenza, va interpretato in conformità alla sua ratio, che è quella di favorire, non già di impedire, la peoetuati o iurisdictionis, sicchè, ove sia stato adito un giudice incompetente al momento della proposizione della domanda, non può l’incompetenza essere dichiarata se quel giudice sia diventato competente in forza di legge entrata in vigore nel corso del giudizio” (Cass. n. 857 del 2008, relativa ad un procedimento di regolamento di competenza d’ufficio).
Dunque, posto che il giudizio presupposto è iniziato a Roma e che la Corte d’appello di Roma sarebbe competente per effetto della richiamata modificazione legislativa, la conclusione, ad avviso del relatore, non può essere altro che quella di rigettare il sollevato conflitto e di dichiarare – in conformità delle conclusioni delle parti private – la competenza della Corte d’appello di Roma. In tal senso questa Corte si è pronunciata, in fattispecie similare, con l’ordinanza della 6-2 Sezione 9 marzo 2016, n. 4662.”.
che, pertanto, deve essere dichiarata la competenza della Corte d’appello di Roma;
La Corte, pronunciando sul conflitto, dichiara la competenza della Corte d’appello di Roma.