Source: http://www.architetto.info/normativa/ministero-per-i-beni-e-le-attivita-culturali-decreto-30-marzo-2009-n-53-regolamento-recante-la-disciplina-delle-modalita-per-lo-svolgimento-della-prova-di-idoneita-utile-allacquisizione/
Timestamp: 2018-08-14 06:38:22+00:00
Document Index: 183191501

Matched Legal Cases: ['art.  182', 'art. 10', 'art.  29', 'art. 9', 'art.  9', 'art.  29', 'art. 9', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art.  29', 'art. 103', 'art. 117', 'art. 146', 'art. 167', 'art.  1', 'art. 1', 'art. 181', 'art. 167', 'art. 1', 'art.  1', 'art.  29', 'art.  17', 'art.\n9', 'art. 17', 'art.  4', 'art.  7', 'art.  9', 'art.  11', 'art. 17', 'art.  14', 'art. 76', 'art. 10', 'art.  9', 'art.  6', 'art.   29', 'art. 16', 'art. 2']

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - DECRETO 30 marzo 2009, n. 53 - Regolamento recante la disciplina delle modalita' per lo svolgimento della prova di idoneita' utile all'acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali, nonche' della qualifica di «collaboratore restauratore di beni culturali», in attuazione dell'articolo 182, comma 1-quinquies del Codice. (09G0060) (GU n. 121 del 27-5-2009 | Architetto.info
<MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 27 marzo 2009
ERRATA-CORRIGE – Comunicato relativo al decreto 21 novembre 2008>
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI – DECRETO 30 marzo 2009, n. 53 – Regolamento recante la disciplina delle modalita’ per lo svolgimento della prova di idoneita’ utile all’acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali, nonche’ della qualifica di «collaboratore restauratore di beni culturali», in attuazione dell’articolo 182, comma 1-quinquies del Codice. (09G0060) (GU n. 121 del 27-5-2009
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - DECRETO 30 marzo 2009, n. 53 - Regolamento recante la disciplina delle modalita' per lo svolgimento della prova di idoneita' utile all'acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali, nonche' della qualifica di «collaboratore restauratore di beni culturali», in attuazione dell'articolo 182, comma 1-quinquies del Codice. (09G0060) (GU n. 121 del 27-5-2009 )
DECRETO 30 marzo 2009 , n. 53
Regolamento   recante   la   disciplina   delle modalita’   per  lo
svolgimento  della  prova  di  idoneita’ utile all’acquisizione della
qualifica  di restauratore di beni culturali, nonche’ della qualifica
di  «collaboratore  restauratore  di  beni  culturali», in attuazione
dell’articolo 182, comma 1-quinquies del Codice. (09G0060)
E LE ATTIVITA’ CULTURALI
Visto  l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 e
Visto  l’articolo  182,  comma  1-bis  del  decreto  legislativo 22
gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, recante il Codice dei
beni culturali e del paesaggio;
Visto  il  decreto-legge  18  maggio  2006, n. 181, convertito, con
Visto  il  decreto-legge  16  maggio  2008,  n. 85, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121;
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 19 dicembre 2008,
n. 4231/2008;
effettuata  con  la  nota n. 2083 del 3 febbraio 2009 e il successivo
parere  favorevole,  formulato  con  la  nota n. 1549 del 16 febbraio
1.  Il  presente decreto disciplina le modalita’ per lo svolgimento
della  prova  di  idoneita’  (d’ora in avanti: «prova di idoneita’»),
utile  all’acquisizione  della  qualifica  di  «restauratore  di beni
culturali» in applicazione del regime transitorio di cui all’articolo
182,  comma  1-bis,  del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e
successive  modificazioni, recante il Codice dei beni culturali e del
paesaggio   (d’ora   in  avanti:  «Codice»),  agli  effetti  indicati
dall’articolo 29, comma 6 del Codice.
2.   Il   presente   decreto   disciplina   altresi’  le  modalita’
dell’acquisizione,  in  esito alla predetta prova di idoneita’, della
qualifica di «collaboratore restauratore di beni culturali», ai sensi
dell’articolo 182, comma 1-quinquies, lettera d) del Codice.
dall’amministrazione   competente   in  materia,  ai  sensi
fine  di facilitare la lettura delle disposizioni di legge,
1988, n. 400, recante «Disciplina dell’attivita’ di governo
e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri»,
Ministri,  sentito  il parere del Consiglio di Stato che
deve  pronunziarsi  entro  novanta  giorni dalla richiesta,
possono essere emanati regolamenti per disciplinare:
e)  l’organizzazione del lavoro ed i rapporti di lavoro
dei pubblici dipendenti in base agli accordi sindacali.
–   Si  riporta  il  testo  dell’art.  182  del  decreto
legislativo  22  gennaio  2004,  n. 42, recante «Codice dei
beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’art. 10 della
legge  6  luglio  2002, n. 137», pubblicato nel supplemento
ordinario  alla Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio 2004, n.
«Art.  182  (Disposizioni  transitorie).  –  1.  In  via
transitoria,  agli  effetti  indicati  all’art.  29,  comma
9-bis,  acquisisce  la  qualifica  di  restauratore di beni
culturali:
a)  colui  che consegua un diploma presso una scuola di
restauro  statale di cui all’art. 9 del decreto legislativo
20  ottobre  1998,  n.  368,  purche’  risulti  iscritto ai
relativi corsi prima della data del 31 gennaio 2006;
b)  colui  che,  alla  data  di  entrata  in vigore del
decreto  del  Ministro  24  ottobre  2001,  n.  420,  abbia
conseguito un diploma presso una scuola di restauro statale
o  regionale  di  durata  non inferiore a due anni ed abbia
svolto,  per  un  periodo di tempo almeno doppio rispetto a
quello  scolare  mancante  per raggiungere un quadriennio e
comunque  non  inferiore  a due anni, attivita’ di restauro
dei  beni  suddetti,  direttamente  e  in  proprio,  ovvero
direttamente  e  in  rapporto  di  lavoro  dipendente  o di
collaborazione     coordinata     e     continuativa    con
responsabilita’     diretta    nella    gestione    tecnica
dell’intervento,   con   regolare   esecuzione  certificata
dall’autorita’  preposta  alla  tutela  dei  beni  o  dagli
istituti  di  cui  all’art.  9  del  decreto legislativo 20
c)  colui  che,  alla  data  di  entrata  in vigore del
decreto del Ministro 24 ottobre 2001, n. 420, abbia svolto,
per  un  periodo di almeno otto anni, attivita’ di restauro
1-bis.   Puo’   altresi’   acquisire   la  qualifica  di
restauratore   di   beni  culturali,  ai  medesimi  effetti
indicati  all’art.  29,  comma 9-bis, previo superamento di
una  prova  di  idoneita’  con  valore  di  esame  di stato
abilitante,  secondo  modalita’  stabilite  con decreto del
Ministro   da   emanare   di   concerto   con   i  Ministri
dell’istruzione  e  dell’universita’ e della ricerca, entro
il 30 ottobre 2008:
a)  colui  che,  alla  data  di  entrata  in vigore del
per  un  periodo  almeno  pari a quattro anni, attivita’ di
restauro  dei  beni  suddetti,  direttamente  e in proprio,
ovvero direttamente e in rapporto di lavoro dipendente o di
b)  colui che abbia conseguito o consegua un diploma in
restauro presso le accademie di belle arti con insegnamento
almeno  triennale,  purche’  risulti  iscritto  ai relativi
corsi prima della data del 31 gennaio 2006;
c)  colui  che  abbia  conseguito o consegua un diploma
presso una scuola di restauro statale o regionale di durata
non  inferiore  a  due  anni,  purche’  risulti iscritto ai
d)   colui   che   consegua   un   diploma   di  laurea
specialistica  in  conservazione  e restauro del patrimonio
storico-artistico,  purche’  risulti  iscritto  ai relativi
d-bis)  colui  che  abbia  acquisito  la  qualifica  di
collaboratore  restauratore  di beni culturali ai sensi del
comma  1-quinquies,  lettere  a),  b) e c) ed abbia svolto,
alla  data del 30 giugno 2007, per un periodo pari almeno a
tre   anni,   attivita’  di  restauro  di  beni  culturali,
direttamente   e  in  proprio,  ovvero  direttamente  e  in
rapporto   di   lavoro   dipendente   o  di  collaborazione
coordinata e continuativa con responsabilita’ diretta nella
gestione  tecnica  dell’intervento, con regolare esecuzione
certificata  dall’autorita’ preposta alla tutela dei beni o
dagli istituti di cui all’art. 9 del decreto legislativo 20
1-ter. Ai fini dell’applicazione dei commi 1, lettere b)
e c), e 1-bis, lettere a) e d-bis):
a)  la durata dell’attivita’ di restauro e’ documentata
dai  termini di consegna e di completamento dei lavori, con
possibilita’  di cumulare la durata di piu’ lavori eseguiti
nello stesso periodo;
b)  il  requisito  della  responsabilita’ diretta nella
gestione    tecnica    dell’intervento    deve    risultare
esclusivamente  da  atti  di data certa lettere a) e d-bis)
emanati,   ricevuti  o  comunque  custoditi  dall’autorita’
preposta  alla  tutela  del bene oggetto dei lavori o dagli
ottobre  1998,  n.  368;  i  competenti organi ministeriali
rilasciano  agli  interessati  le  necessarie  attestazioni
entro trenta giorni dalla richiesta.
1-quater. La qualifica di restauratore di beni culturali
e’  attribuita,  previa verifica del possesso dei requisiti
ovvero previo superamento della prova di idoneita’, secondo
quanto  disposto ai commi precedenti, con provvedimenti del
Ministero  che  danno  luogo all’inserimento in un apposito
elenco,  reso  accessibile  a  tutti  gli interessati. Alla
tenuta   dell’elenco   provvede   il   Ministero  medesimo,
nell’ambito  delle risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili  a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori
oneri  per  la finanza pubblica, sentita una rappresentanza
degli  iscritti. L’elenco viene tempestivamente aggiornato,
anche mediante inserimento dei nominativi di coloro i quali
conseguono la qualifica ai sensi dell’art. 29, commi 7, 8 e
1-quinquies.  Nelle  more  dell’attuazione dell’art. 29,
comma  10,  ai medesimi effetti di cui al comma 9-bis dello
stesso  articolo,  acquisisce la qualifica di collaboratore
restauratore di beni culturali:
a)  colui  che  abbia  conseguito  un diploma di laurea
universitaria  triennale in tecnologie per la conservazione
e  il  restauro  dei  beni  culturali, ovvero un diploma in
almeno triennale;
b)  colui  che  abbia  conseguito un diploma presso una
scuola  di  restauro  statale  o  regionale  di  durata non
inferiore a tre anni;
c)  colui  che,  alla  data  del  1° maggio 2004, abbia
svolto  lavori  di  restauro di beni ai sensi dell’art. 29,
comma  4,  anche  in proprio, per non meno di quattro anni.
L’attivita’ svolta e’ dimostrata mediante dichiarazione del
datore     di     lavoro,     ovvero     autocertificazione
dell’interessato  ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, accompagnate dal visto
di  buon  esito  degli interventi rilasciato dai competenti
organi ministeriali;
d)  il candidato che, essendo ammesso in via definitiva
a  sostenere la prova di idoneita’ di cui al comma 1-bis ed
essendo  poi risultato non idoneo ad acquisire la qualifica
di  restauratore di beni culturali, venga nella stessa sede
giudicato idoneo ad acquisire la qualifica di collaboratore
restauratore di beni culturali.
2.  In  deroga a quanto previsto dall’art. 29, comma 11,
ed in attesa della emanazione dei decreti di cui ai commi 8
e  9  del  medesimo  articolo,  con  decreto  del  Ministro
dell’istruzione,   dell’universita’  e  della  ricerca,  di
concerto  con  il  Ministro,  la  Fondazione “Centro per la
conservazione  ed il restauro dei beni culturali La Venaria
Reale”  e’  autorizzata  ad  istituire  ed attivare, in via
sperimentale,  per  un  ciclo formativo, in convenzione con
l’Universita’  di  Torino  e  il  Politecnico di Torino, un
corso  di laurea magistrale a ciclo unico per la formazione
di  restauratori  dei beni culturali ai sensi del comma 6 e
seguenti   dello   stesso  art.  29.  Il  decreto  predetto
definisce  l’ordinamento  didattico  del  corso, sulla base
dello  specifico  progetto  approvato dai competenti organi
della   Fondazione  e  delle  universita’,  senza  nuovi  o
3.  Entro  sessanta  giorni  dall’entrata  in vigore del
presente  codice,  le  regioni  e  gli  altri enti pubblici
territoriali   adottano   le   necessarie  disposizioni  di
adeguamento alla prescrizione di cui all’art. 103, comma 4.
In  caso  di  inadempienza,  il  Ministero  procede  in via
sostitutiva,  ai  sensi  dell’art. 117, quinto comma, della
3-bis.  In  deroga al divieto di cui all’art. 146, comma
4, secondo periodo, sono conclusi dall’autorita’ competente
alla  gestione  del  vincolo  paesaggistico  i procedimenti
relativi  alle  domande  di autorizzazione paesaggistica in
sanatoria  presentate  entro  il  30 aprile 2004 non ancora
definiti alla data di entrata in vigore del presente comma,
ovvero  definiti  con  determinazione  di  improcedibilita’
della  domanda per il sopravvenuto divieto, senza pronuncia
nel     merito     della    compatibilita’    paesaggistica
dell’intervento. In tale ultimo caso l’autorita’ competente
e’   obbligata,  su  istanza  della  parte  interessata,  a
riaprire il procedimento ed a concluderlo con atto motivato
nei  termini  di  legge.  Si applicano le sanzioni previste
dall’art. 167, comma 5.
3-ter.  Le  disposizioni  del  comma  3-bis si applicano
anche  alle  domande di sanatoria presentate nei termini ai
sensi  dell’art.  1, commi 37 e 39, della legge 15 dicembre
2004,  n.  308,  ferma  restando  la  quantificazione della
sanzione   pecuniaria   ivi   stabilita.  Il  parere  della
soprintendenza  di cui all’art. 1, comma 39, della legge 15
dicembre 2004, n. 308, si intende vincolante.
3-quater.   Agli   accertamenti   della   compatibilita’
paesaggistica  effettuati,  alla  data di entrata in vigore
della  presente disposizione, ai sensi dell’art. 181, comma
1-quater,  si  applicano  le  sanzioni di cui all’art. 167,
–  Il  decreto-legge  18  maggio  2006,  n. 181, recante
dei  Ministeri», e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
18   maggio   2006,  n.  114  e  convertito  in  legge  con
modificazioni  con  legge  17  luglio 2006, n. 233, recante
«Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge
18  maggio  2006,  n.  181, recante disposizioni urgenti in
Consiglio  dei  Ministri e dei Ministeri. Delega al Governo
per  il  coordinamento  delle  disposizioni  in  materia di
funzioni  e  organizzazione  della Presidenza del Consiglio
dei  Ministri  e  dei Ministeri», pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale del 17 luglio 2006, n. 164.
–  Il  decreto-legge  16  maggio  2008,  n.  85, recante
«Disposizioni  urgenti per l’adeguamento delle strutture di
Governo in applicazione dell’art. 1, commi 376 e 377, della
legge  24  dicembre  2007,  n.  244»,  e’  pubblicato nella
Gazzetta  Ufficiale del 16 maggio 2008, n. 114 e convertito
in  legge  con  modificazioni  con legge 14 luglio 2008, n.
121,  recante «Conversione in legge, con modificazioni, del
decreto-legge  16  maggio 2008, n. 85, recante disposizioni
urgenti  per  l’adeguamento  delle  strutture di Governo in
applicazione  dell’art.  1, commi 376 e 377, della legge 24
dicembre 2007, n. 244», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
del 15 luglio 2008, n. 164.
–   Si   riporta  il  testo  dell’art.  29  del  decreto
«Art.  29  (Conservazione).  –  1.  La conservazione del
patrimonio  culturale  e’ assicurata mediante una coerente,
coordinata  e programmata attivita’ di studio, prevenzione,
manutenzione e restauro.
2.   Per  prevenzione  si  intende  il  complesso  delle
attivita’  idonee  a  limitare  le  situazioni  di  rischio
connesse al bene culturale nel suo contesto.
3.  Per  manutenzione  si  intende  il  complesso  delle
attivita’  e  degli interventi destinati al controllo delle
condizioni   del   bene   culturale   e   al   mantenimento
dell’integrita’,      dell’efficienza      funzionale     e
dell’identita’ del bene e delle sue parti.
4. Per restauro si intende l’intervento diretto sul bene
attraverso   un   complesso   di   operazioni   finalizzate
all’integrita’  materiale ed al recupero del bene medesimo,
alla  protezione  ed  alla  trasmissione  dei  suoi  valori
culturali.  Nel  caso  di  beni immobili situati nelle zone
dichiarate   a  rischio  sismico  in  base  alla  normativa
vigente,    il    restauro    comprende   l’intervento   di
miglioramento strutturale.
5.  Il  Ministero definisce, anche con il concorso delle
regioni  e  con la collaborazione delle universita’ e degli
istituti  di  ricerca competenti, linee di indirizzo, norme
tecniche,  criteri  e  modelli  di intervento in materia di
6.  Fermo  quanto disposto dalla normativa in materia di
progettazione    ed    esecuzione    di   opere   su   beni
architettonici,  gli  interventi di manutenzione e restauro
su  beni  culturali  mobili  e  superfici  decorate di beni
architettonici sono eseguiti in via esclusiva da coloro che
sono   restauratori   di  beni  culturali  ai  sensi  della
7.  I  profili  di  competenza  dei restauratori e degli
adottato  ai  sensi  dell’art.  17, comma 3, della legge 23
agosto   1988,   n.   400,   d’intesa   con  la  Conferenza
8.  Con decreto del Ministro adottato ai sensi dell’art.
Ministro  dell’universita’ e della ricerca, sono definiti i
criteri   ed   i   livelli   di   qualita’  cui  si  adegua
l’insegnamento del restauro.
9. L’insegnamento del restauro e’ impartito dalle scuole
di alta formazione e di studio istituite ai sensi dell’art.
9  del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, nonche’
dai  centri  di  cui  al  comma  11  e dagli altri soggetti
pubblici e privati accreditati presso lo Stato. Con decreto
del Ministro adottato ai sensi dell’art. 17, comma 3, della
legge   n.  400  del  1988  di  concerto  con  il  Ministro
dell’universita’  e  della  ricerca,  sono  individuati  le
modalita’    di    accreditamento,   i   requisiti   minimi
organizzativi  e  di  funzionamento  dei soggetti di cui al
presente   comma,   le   modalita’  della  vigilanza  sullo
svolgimento delle attivita’ didattiche e dell’esame finale,
abilitante alle attivita’ di cui al comma 6 e avente valore
di  esame  di Stato, cui partecipa almeno un rappresentante
del  Ministero,  il  titolo accademico rilasciato a seguito
del  superamento  di  detto  esame,  che  e’  equiparato al
diploma  di  laurea  specialistica o magistrale, nonche’ le
caratteristiche  del  corpo  docente.  Il  procedimento  di
accreditamento si conclude con provvedimento adottato entro
novanta  giorni dalla presentazione della domanda corredata
dalla prescritta documentazione.
9-bis.  Dalla  data  di  entrata  in  vigore dei decreti
previsti  dai  commi 7, 8 e 9, agli effetti dell’esecuzione
degli   interventi  di  manutenzione  e  restauro  su  beni
culturali    mobili    e   superfici   decorate   di   beni
architettonici,  nonche’  agli  effetti  del  possesso  dei
requisiti di qualificazione da parte dei soggetti esecutori
di  detti  lavori,  la  qualifica  di  restauratore di beni
culturali e’ acquisita esclusivamente in applicazione delle
predette disposizioni.
10.   La   formazione  delle  figure  professionali  che
svolgono   attivita’  complementari  al  restauro  o  altre
attivita’   di  conservazione  e’  assicurata  da  soggetti
pubblici  e  privati  ai sensi della normativa regionale. I
relativi  corsi si adeguano a criteri e livelli di qualita’
definiti  con  accordo in sede di Conferenza Stato-regioni,
ai  sensi  dell’art.  4  del  decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281.
11. Mediante appositi accordi il Ministero e le regioni,
anche con il concorso delle universita’ e di altri soggetti
pubblici   e   privati,  possono  istituire  congiuntamente
centri,   anche   a  carattere  interregionale,  dotati  di
personalita’  giuridica, cui affidare attivita’ di ricerca,
sperimentazione,  studio,  documentazione  ed attuazione di
interventi  di  conservazione e restauro su beni culturali,
di  particolare  complessita’.  Presso  tali centri possono
essere  altresi’  istituite,  ove accreditate, ai sensi del
comma  9,  scuole di alta formazione per l’insegnamento del
restauro.  All’attuazione  del  presente  comma si provvede
oneri per la finanza pubblica.».
Requisiti di ammissione e domanda di partecipazione
alla prova di idoneita’
1.  La prova di idoneita’ ha luogo una sola volta ed e’ indetta, in
un’unica sessione, con decreto del Ministro per i beni e le attivita’
culturali (d’ora in avanti: «Ministro»), da pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale – 4ª serie speciale «Concorsi ed esami» e sul sito Internet
istituzionale  del  Ministero  per  i beni e le attivita’ culturali –
http://www.beniculturali.it  (d’ora  in  avanti:  «sito  Internet del
Ministero») – che ne fissa la data e le modalita’ di svolgimento.
2.  Sono  ammessi  a partecipare alla prova di idoneita’ i soggetti
indicati all’articolo 182, comma 1-bis, del Codice.
3.  La  domanda  di  partecipazione,  da  presentare entro sessanta
giorni  dalla  pubblicazione  del  decreto  di  cui  al comma 1 nella
Gazzetta  Ufficiale, secondo le modalita’ ivi stabilite, e’ corredata
dalla dichiarazione del possesso dei requisiti richiesti dal predetto
articolo  182,  comma  1-bis  del  Codice, per ciascuna categoria dei
soggetti  legittimati a partecipare al concorso. Nella domanda devono
essere  indicati i dati relativi al versamento della tassa prescritta
per  l’ammissione  agli  esami di Stato, secondo quanto stabilito dal
decreto  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri del 21 dicembre
1990  e  successive  modificazioni. I candidati che superano la prima
prova  devono  presentare,  entro  il  termine di cui all’articolo 6,
comma  3,  a  pena  di  esclusione  dal prosieguo della procedura, la
documentazione comprovante il possesso dei requisiti dichiarati, come
appresso indicato:
a)  i  candidati ascrivibili alla categoria di cui alla lettera a)
del comma 1-bis dell’articolo 182 del Codice, devono presentare:
ai  fini  della  dimostrazione  dell’effettivo  svolgimento, per
almeno  quattro  anni, dell’attivita’ di restauro con responsabilita’
diretta  nella gestione tecnica dell’intervento, secondo le modalita’
indicate  dall’articolo  182,  comma 1-ter del Codice, l’elenco degli
interventi svolti e, per ciascun intervento dichiarato, l’originale o
la  copia  autentica  del  certificato  di  regolare  esecuzione  del
medesimo,  rilasciato  dall’autorita’  preposta  alla tutela del bene
oggetto dei lavori o dagli istituti di cui all’articolo 9 del decreto
legislativo  20  ottobre  1998, n. 368. Detto certificato deve essere
accompagnato – fatta eccezione per gli interventi in cui il candidato
abbia  rivestito  formalmente il ruolo di direttore tecnico o risulti
titolare  della  ditta individuale affidataria dei lavori – dall’atto
proveniente  dal  responsabile del procedimento, ovvero dal direttore
dei  lavori, adottato, acquisito al protocollo o, comunque, custodito
dall’autorita’  o  dall’istituto  che ha rilasciato il certificato di
regolare   esecuzione,  attestante  la  responsabilita’  diretta  del
candidato nella scelta delle metodologie, dei tempi e dell’esecuzione
dell’intervento  di  restauro  sul  bene,  con un ruolo almeno pari a
quello di direttore di cantiere;
b)  i candidati ascrivibili alle categorie di cui alle lettere b),
c)  e  d)  del  comma  1-bis  dell’articolo  182  del  Codice, devono
l’originale  del  titolo  di  studio  ivi  indicato  o  la copia
autentica  del  medesimo,  ovvero  la  dichiarazione  sostitutiva  di
certificazione,  resa ai sensi degli articoli 46 e 48 del decreto del
Presidente  della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti il
possesso  del  predetto  titolo  di studio e l’iscrizione ai relativi
c)  i  candidati  ascrivibili  alla  categoria di cui alla lettera
d-bis)   del   comma  1-bis  dell’articolo  182  del  Codice,  devono
la  documentazione  utile  all’acquisizione  della  qualifica di
«collaboratore  restauratore  di  beni  culturali» ai sensi del comma
1-quinquies,  lettere  a), b) e c), del predetto articolo 182, vale a
dire  il  titolo  di  studio  indicato  a  dette  lettere a) o b) (in
originale,    in   copia   autenticata   o   mediante   dichiarazione
sostitutiva),  oppure la dichiarazione, ovvero la autocertificazione,
nonche’  il  visto  di  buon esito degli interventi, indicati a detta
inoltre, ai fini della dimostrazione dell’effettivo svolgimento,
per  almeno  tre anni alla data del 30 giugno 2007, dell’attivita’ di
restauro   con   responsabilita’   diretta   nella  gestione  tecnica
dell’intervento,  secondo  le  modalita’  indicate dall’articolo 182,
comma  1-ter  del  Codice,  l’elenco  degli  interventi svolti e, per
ciascun  intervento  dichiarato, l’originale o la copia autentica del
certificato   di   regolare   esecuzione   del  medesimo,  rilasciato
dall’autorita’  preposta  alla  tutela  del bene oggetto dei lavori o
dagli  istituti  di  cui  all’articolo  9  del decreto legislativo 20
ottobre  1998,  n.  368. Detto certificato deve essere accompagnato –
fatta  eccezione  per  gli  interventi  in  cui  il  candidato  abbia
rivestito  formalmente  il  ruolo  di  direttore  tecnico  o  risulti
d)  tutti  i  candidati  indicati  alle  lettere precedenti devono
presentare  l’attestazione  del versamento della tassa prescritta per
l’ammissione  agli  esami  di  Stato,  secondo  quanto  stabilito dal
4.  Nella domanda di cui al comma 3 il candidato indica l’ambito di
competenza,  tra quelli previsti nell’allegato A al presente decreto,
rispetto  al  quale intende sostenere le prove previste dall’articolo
3, commi 4 e 5.
–  Il  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
21  dicembre  1990,  recante «Adeguamento delle aliquote di
importo   fisso   di   taluni  tributi,  nei  limiti  delle
variazioni percentuali del valore dell’indice dei prezzi al
consumo  per le famiglie di operai e di impiegati, previsto
dall’art.  7, comma 1, del decreto-legge 27 aprile 1990, n.
90,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 26 giugno
1990,  n.  165», e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
31 dicembre 1990, n. 303.
–   Si   riporta   Il  testo  dell’art.  9  del  decreto
legislativo  20  ottobre 1998, n. 368, recante «Istituzione
del  Ministero per i beni e le attivita’ culturali, a norma
dell’art.  11 della legge 15 marzo 1997, n. 59», pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale del 26 ottobre 1998, n. 250:
«Art.  9  (Scuole di formazione e studio). – 1. Presso i
seguenti  istituti  operano  scuole di alta formazione e di
studio:  Istituto  centrale  del  restauro;  Opificio delle
pietre dure; Istituto centrale per la patologia del libro.
2.  Gli  istituti di cui al comma 1 organizzano corsi di
formazione  e  di specializzazione anche con il concorso di
universita’   e   altre  istituzioni  ed  enti  italiani  e
stranieri   e   possono,   a   loro  volta,  partecipare  e
contribuire alle iniziative di tali istituzioni ed enti.
3.  L’ordinamento dei corsi delle scuole, i requisiti di
ammissione  e  i criteri di selezione del personale docente
sono  stabiliti  con  regolamenti ministeriali adottati, ai
sensi dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400,  con  decreto del Ministro, d’intesa con la Presidenza
del  Consiglio  dei Ministri – Dipartimento per la funzione
pubblica e con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione  economica. Con decreto del Ministro possono
essere  istituite  sezioni  distaccate  delle  scuole  gia’
istituite.
4.  Con  regolamento adottato con le modalita’ di cui al
comma  3  si  provvede  al  riordino  delle  scuole  di cui
all’art.  14 del decreto del Presidente della Repubblica 30
settembre 1963, n. 1409.».
– Si riporta il testo degli articoli 46 e 48 del decreto
del  Presidente  della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,
regolamentari in materia di documentazione amministrativa»,
pubblicato   nel   supplemento   ordinario   alla  Gazzetta
Ufficiale del 20 febbraio 2001, n. 42:
«Art.  46 (Dichiarazioni sostitutive di certificazioni).
–  1.  Sono comprovati con dichiarazioni, anche contestuali
all’istanza,  sottoscritte  dall’interessato  e prodotte in
sostituzione delle normali certificazioni i seguenti stati,
qualita’ personali e fatti:
h)   nascita   del   figlio,   decesso   del   coniuge,
dell’ascendente o discendente;
i)  iscrizione  in albi, in elenchi tenuti da pubbliche
n)   qualifica   professionale   posseduta,  titolo  di
specializzazione,   di   abilitazione,  di  formazione,  di
aggiornamento e di qualificazione tecnica;
o)  situazione  reddituale  o  economica  anche ai fini
della  concessione  dei benefici di qualsiasi tipo previsti
da leggi speciali;
p)  assolvimento di specifici obblighi contributivi con
l’indicazione dell’ammontare corrisposto;
q)  possesso e numero del codice fiscale, della partita
I.V.A.   e   di   qualsiasi   dato  presente  nell’archivio
dell’anagrafe tributaria;
u) qualita’ di legale rappresentante di persone fisiche
o giuridiche, di tutore, di curatore e simili;
v)  iscrizione presso associazioni o formazioni sociali
di qualsiasi tipo;
z)  tutte  le situazioni relative all’adempimento degli
obblighi militari, ivi comprese quelle attestate nel foglio
matricolare dello stato di servizio;
aa)  di  non  aver  riportato  condanne penali e di non
essere   destinatario   di   provvedimenti  che  riguardano
l’applicazione  di  misure  di  sicurezza  e  di  misure di
prevenzione,   di   decisioni  civili  e  di  provvedimenti
amministrativi  iscritti nel casellario giudiziale ai sensi
bb)  di  non essere a conoscenza di essere sottoposto a
bb-bis)   di   non   essere   l’ente   destinatario  di
provvedimenti   giudiziari   che   applicano   le  sanzioni
amministrative di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001,
n. 231;
dd)  tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato
contenuti nei registri dello stato civile;
ee)  di  non  trovarsi  in  stato  di liquidazione o di
fallimento e di non aver presentato domanda di concordato.
Art.   48   (Disposizioni   generali   in   materia   di
dichiarazioni   sostitutive).   –   1.   Le   dichiarazioni
sostitutive  hanno la stessa validita’ temporale degli atti
che sostituiscono.
2.  Le  singole  amministrazioni  predispongono i moduli
necessari per la redazione delle dichiarazioni sostitutive,
che  gli  interessati  hanno  facolta’  di  utilizzare. Nei
moduli per la presentazione delle dichiarazioni sostitutive
le  amministrazioni  inseriscono  il richiamo alle sanzioni
penali previste dall’art. 76, per le ipotesi di falsita’ in
atti  e  dichiarazioni  mendaci  ivi  indicate.  Il  modulo
contiene anche l’informativa di cui all’art. 10 della legge
3.  In tutti i casi in cui sono ammesse le dichiarazioni
sostitutive,  le  singole  amministrazioni  inseriscono  la
relativa formula nei moduli per le istanze.».
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  9  del decreto del
Presidente  della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, recante
«Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle
pubbliche amministrazioni e le modalita’ di svolgimento dei
concorsi,  dei  concorsi  unici  e  delle  altre  forme  di
assunzione   nei   pubblici   impieghi»,   pubblicato   nel
supplemento  ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 9 agosto
1994, n. 185:
«Art. 9 (Commissioni esaminatrici).
–  1.  Le  commissioni  esaminatrici  dei concorsi previste
dagli  articoli  precedenti  sono  nominate con decreto del
Presidente  del Consiglio dei Ministri nei casi di concorsi
unici   e   con   provvedimento   del   competente   organo
amministrativo    negli   altri   casi.   Questi   ne   da’
comunicazione  alla Presidenza del Consiglio dei Ministri –
2. Le commissioni esaminatrici di concorso sono composte
da  tecnici  esperti  nelle  materie  oggetto del concorso,
scelti  tra  funzionari  delle  amministrazioni, docenti ed
estranei  alle medesime e non possono farne parte, ai sensi
dell’art.  6  del  decreto legislativo 23 dicembre 1993, n.
546,   i   componenti  dell’organo  di  direzione  politica
dell’amministrazione   interessata,  coloro  che  ricoprano
cariche  politiche  o  che siano rappresentanti sindacali o
designati  dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali
o  dalle  associazioni  professionali.  Almeno un terzo dei
posti  di  componente  delle commissioni di concorso, salva
motivata   impossibilita’,  e’  riservato  alle  donne,  in
conformita’   all’art.   29   del   sopra   citato  decreto
legislativo.  Nel  rispetto  di  tali  principi,  esse,  in
particolare, sono cosi’ composte:
a) per i concorsi ai profili professionali di categoria
o  qualifica  settima  e  superiori:  da  un consigliere di
Stato,  o  da  un  magistrato  o  avvocato  dello  Stato di
corrispondente  qualifica,  o  da  un dirigente generale od
equiparato,  con  funzioni  di presidente, e da due esperti
nelle   materie   oggetto  del  concorso;  le  funzioni  di
segretario  sono svolte da un funzionario appartenente alla
ottava  qualifica funzionale o, in carenza, da un impiegato
di  settima  qualifica. Per gli enti locali territoriali la
presidenza   delle  commissioni  di  concorsi  puo’  essere
assunta  anche da un dirigente della stessa amministrazione
o di altro ente territoriale;
b)  per i concorsi per la quinta e la sesta qualifica o
categoria:  da  un  dirigente o equiparato, con funzioni di
presidente,  e  da  due  esperti  nelle materie oggetto del
concorso;  le  funzioni  di  segretario  sono  svolte da un
impiegato appartenente alla settima qualifica o categoria;
c)  per  le prove selettive previste dal capo terzo del
presente  regolamento,  relative  a quei profili per il cui
accesso  si  fa ricorso all’art. 16 della legge 28 febbraio
1987, n. 56 , e successive modifiche ed integrazioni: da un
dirigente con funzioni di presidente e da due esperti nelle
materie  oggetto della selezione; le funzioni di segretario
sono   svolte  da  un  impiegato  appartenente  alla  sesta
qualifica o categoria.
3.  Le commissioni esaminatrici dei concorsi per esami o
per   titoli   ed   esami   possono   essere  suddivise  in
sottocommissioni, qualora i candidati che abbiano sostenuto
le   prove   scritte   superino   le   1.000   unita’,  con
l’integrazione  di  un numero di componenti, unico restando
il presidente, pari a quello delle commissioni originarie e
di    un    segretario    aggiunto.    A   ciascuna   delle
sottocommissioni   non  puo’  essere  assegnato  un  numero
inferiore a 500.
4.   Il   presidente   ed  i  membri  delle  commissioni
esaminatrici  possono  essere scelti anche tra il personale
in  quiescenza  che  abbia  posseduto,  durante il servizio
attivo,   la  qualifica  richiesta  per  i  concorsi  sopra
indicati.  L’utilizzazione  del personale in quiescenza non
e’  consentita se il rapporto di servizio sia stato risolto
per  motivi  disciplinari,  per  ragioni  di  salute  o per
decadenza  dall’impiego  comunque  determinata  e,  in ogni
caso,  qualora  la  decorrenza  del  collocamento  a riposo
risalga  ad  oltre  un triennio dalla data di pubblicazione
5. Possono essere nominati in via definitiva i supplenti
tanto  per il presidente quanto per i singoli componenti la
commissione.  I  supplenti  intervengono  alle sedute della
commissione   nelle   ipotesi   di   impedimento   grave  e
documentato degli effettivi.
6.  Alle commissioni di cui al comma 2, lettere a) e b),
del  presente  articolo  possono  essere  aggregati  membri
aggiunti per gli esami di lingua straniera e per le materie
7.  Quando  le prove scritte abbiano luogo in piu’ sedi,
si  costituisce  in ciascuna sede un comitato di vigilanza,
presieduto  da  un  membro  della  commissione ovvero da un
impiegato dell’amministrazione di qualifica o categoria non
inferiore  all’ottava,  e  costituita  da  due impiegati di
qualifica  o  categoria  non inferiore alla settima e da un
segretario  scelto  tra  gli  impiegati  di settima o sesta
8.  Gli  impiegati  nominati  presidente  e  membri  dei
comitati  di  vigilanza  sono scelti fra quelli in servizio
nella  sede di esame, a meno che, per giustificate esigenze
di  servizio,  sia  necessario  destinare  a  tale funzione
impiegati residenti in altra sede.».
1.  La  prova  di idoneita’ consiste in due prove scritte ed in una
prova teorico-pratica, valutate in centesimi.
2.  Il  candidato  che  non si presenti ad una prova presso la sede
assegnatagli  o  che  venga  escluso da una prova, perde il diritto a
sostenere l’esame e non ha diritto al rimborso della tassa versata.
3.  La  prima prova scritta consiste in un test articolato in cento
quesiti  a  risposta  multipla,  per ciascuno dei quali sono previste
quattro  possibili risposte, di cui una sola esatta. La prova e’ tesa
a   valutare   la  conoscenza,  nella  prospettiva  della  successiva
attivita’   professionale,   della   teoria  e  della  pratica  della
conservazione  (50  quesiti),  dei  lineamenti  di storia e di storia
dell’arte  (15  quesiti),  dei  lineamenti di chimica, di fisica e di
biologia (30 quesiti). Il questionario concerne anche la legislazione
italiana  ed europea in materia di beni culturali, la legislazione in
materia di appalti di lavori, servizi e forniture, nonche’ nozioni di
economia  e gestione delle imprese (5 quesiti). La prova si svolge in
Roma,  anche  presso  piu’  sedi – qualora il numero dei candidati lo
richieda – individuate con successivo provvedimento ministeriale, per
gruppi  di  candidati  divisi  per  ordine  alfabetico,  in base alla
lettera  iniziale  del  cognome. Detto provvedimento viene pubblicato
sul  sito  Internet  del Ministero e di tale pubblicazione viene data
comunicazione  nella Gazzetta Ufficiale – 4ª serie speciale «Concorsi
ed  esami»  nella  data  indicata  nel decreto di cui all’articolo 2,
comma  1.  Il  tempo  concesso  ai candidati per lo svolgimento della
prova  e’  di  sessanta  minuti.  La  prova  si intende superata e il
candidato  e’  conseguentemente ammesso alla prova successiva qualora
consegua  un  punteggio  non inferiore a settanta centesimi. Per ogni
risposta  esatta  viene  attribuito  il  punteggio  di  1  e per ogni
risposta  errata  viene  attribuito  il  punteggio negativo di -1. Si
considera  errata la risposta plurima. In caso di risposta omessa non
viene  attribuito alcun punteggio. La prima prova scritta e’ condotta
dalla  commissione  prevista  dall’articolo  4,  comma  1,  anche con
l’ausilio di una societa’ specializzata individuata dal Ministero. La
correzione  degli  elaborati  e l’attribuzione del relativo punteggio
possono  essere  effettuati  con  idonea  strumentazione  automatica,
utilizzando sistemi a lettura ottica.
4.  La  seconda  prova scritta si articola, in relazione ai diversi
ambiti di competenza di cui all’allegato A, nella progettazione di un
intervento  di  restauro  avente  ad  oggetto  un  manufatto.  Per lo
svolgimento  della  prova  sara’  concesso ai candidati un periodo di
otto  ore  a  decorrere dalla dettatura del compito. La seconda prova
scritta  si  intende  superata  e  il  candidato  e’ conseguentemente
ammesso  alla  prova  successiva  qualora  consegua  un punteggio non
inferiore a settanta centesimi.
5. La prova a carattere teorico-pratico consiste nell’esecuzione di
interventi  su  manufatti  o  fac-simili,  ed e’ tesa a dimostrare le
capacita’  del  candidato  nell’applicare  le conoscenze di carattere
teorico-metodologico  alla pratica del restauro attinente l’ambito di
competenza  prescelto.  La  prova  si  articola  su due giorni e, per
ciascun  giorno,  sara’ concesso ai candidati un periodo di otto ore.
La  prova  teorico-pratica  si  intende superata qualora il candidato
consegua un punteggio non inferiore a settanta centesimi.
6.  I manufatti o fac-simili per lo svolgimento della seconda prova
scritta  e  della  prova  teorico-pratica  sono  predisposti  a  cura
dell’Istituto   superiore   per  la  conservazione  ed  il  restauro,
dell’Opificio  delle  pietre  dure  e  dell’Istituto  centrale per il
restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario.
Composizione della Commissione e Sottocommissioni esaminatrici
1.  Con  decreto del Ministro, da emanare entro trenta giorni dalla
pubblicazione  del  decreto  di  cui  all’articolo  2,  comma  1 , e’
nominata  la commissione esaminatrice della prova di idoneita’ (d’ora
in  avanti:  «Commissione»),  che  ha  sede presso il Ministero ed e’
composta da cinque membri, dei quali:
a)  uno,  con  funzioni  di presidente, e’ scelto tra i magistrati
amministrativi,  ordinari, contabili, o tra gli avvocati dello Stato,
ed e’ designato secondo le norme dei rispettivi ordinamenti;
b)   due   sono  scelti  nell’ambito  del  personale  tecnico  del
Ministero,   il   primo  tra  i  dirigenti  tecnici,  l’altro  tra  i
restauratori  della  terza  area,  posizione economica F4. In caso di
accertata  carenza  in  organico  dei  restauratori  di posizione F4,
l’incarico  puo’ essere conferito anche a restauratori di terza area,
posizioni economiche F1, F2 e F3;
c)    due    sono    designati   dal   Ministro   dell’istruzione,
dell’universita’  e  della  ricerca,  tra  professori universitari di
prima  o  seconda  fascia  o  ricercatori  universitari,  nei settori
scientifico-disciplinari  di  cui all’allegato B al presente decreto,
attinenti  alla  conservazione  del  patrimonio storico ed artistico,
ovvero  docenti di ruolo delle Accademie delle belle arti nell’ambito
delle  materie  afferenti  alla  conservazione  ed  al  restauro  del
patrimonio storico ed artistico.
2. Il provvedimento di nomina della Commissione indica un supplente
per  ciascun  componente.  Per le funzioni di segreteria, il Ministro
nomina  uno  o  piu’  dipendenti  dell’amministrazione,  appartenenti
all’area  terza  del  personale  amministrativo.  Ai  soli fini dello
svolgimento della prima prova scritta, per ogni sede di espletamento,
con  il decreto di cui al comma 1, possono essere costituiti appositi
comitati  di  vigilanza  con  le  modalita’  di  cui  ai  commi 7 e 8
dell’articolo  9 del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio
3.  Presso ogni sede individuata ai sensi dell’articolo 6, comma 4,
il  Ministro  nomina  una  Sottocommissione  avente  la  composizione
indicata ai commi precedenti.
4. Con decreto adottato dal Ministro dopo la correzione della prima
prova,  la Commissione e le Sottocommissioni possono essere integrate
con  membri aggregati, esperti negli ambiti di competenza in esse non
rappresentati,  mantenendo  un numero dispari di componenti. I membri
aggregati  esprimono  il loro giudizio unitamente ai membri effettivi
soltanto   in   relazione   ai   candidati  per  cui  viene  disposta
l’aggregazione.
a)  forma  l’elenco  dei  soggetti  i quali, avendo presentato nei
termini  una  valida  domanda di partecipazione, possono sostenere la
prima  prova  scritta; tale elenco viene pubblicato sul sito Internet
del  Ministero e di tale pubblicazione viene data comunicazione nella
Gazzetta  Ufficiale  –  4ª  serie speciale «Concorsi ed esami» almeno
sessanta  giorni  prima  dell’inizio  della  prova di idoneita’; tale
pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti nei confronti
di tutti i candidati;
b)  ai  fini  dello svolgimento della prima prova scritta, formula
almeno  500  quesiti a risposta multipla, in proporzione al numero di
quesiti previsti per ciascuna disciplina;
c)  valuta  la  prima  prova  scritta  e  predispone  l’elenco dei
candidati  che  hanno riportato il punteggio minimo necessario per il
superamento della prova;
d)  valuta la documentazione comprovante il possesso dei requisiti
di  ammissione  alla  prova  di idoneita’ previsti dall’articolo 182,
comma  1-bis  e predispone l’elenco dei candidati ammessi a sostenere
la seconda prova scritta;
e)  definisce  i  criteri  per  la valutazione della seconda prova
scritta  e  della  prova  teorico-pratica e ne da’ comunicazione alle
Sottocommissioni prima dell’inizio della seconda prova scritta. Nella
definizione  dei  criteri  la  commissione  tiene  comunque conto dei
parametri appresso indicati:
1) per la seconda prova scritta:
1.1) capacita’ di impostazione interdisciplinare;
1.2)  rispetto  della sequenzialita’ delle fasi di progettazione
dell’intervento di restauro;
1.3) padronanza del lessico tecnico;
1.4) completamento della prova;
2) per la prova teorico-pratica:
2.1)  corrispondenza  dell’esecuzione  dell’elaborato al modello
2.2) ordine nell’ esecuzione dell’ elaborato;
2.3) completamento della prova;
f)  individua i manufatti o fac-simili oggetto della seconda prova
scritta  e  della  prova  a  carattere teorico-pratico, individua gli
Istituti  incaricati  di  predisporli e provvede all’assegnazione dei
manufatti  o  fac-simili  a  ciascuna Sottocommissione, garantendo la
piu’ assoluta segretezza della fase preparatoria della prova;
g)  predispone,  il  giorno  stabilito  per  lo  svolgimento della
seconda  prova  scritta  e della successiva prova teorico-pratica, la
traccia  della  prova  da  assegnare  per  ciascuno  degli  ambiti di
competenza  indicati nell’allegato A e alla contestuale trasmissione,
anche per via telematica, della traccia medesima alle sedi presso cui
operano  le  Sottocommissioni, garantendo la piu’ assoluta segretezza
della fase preparatoria delle tracce e della gestione dei manufatti o
fac-simili utilizzati. La seconda prova scritta e la successiva prova
teorico-pratica  iniziano  contestualmente in tutte le sedi d’esame e
non  possono  avere  inizio  fino a che tutte le Sottocommissioni non
abbiano  comunicato  alla  Commissione,  anche  per  via  telematica,
l’avvenuto ricevimento delle tracce;
h)  al  termine della prova di idoneita’, sulla base degli elenchi
predisposti dalle Sottocommissioni ai sensi dell’articolo 6, comma 5,
predispone  l’elenco  dei  candidati  idonei  all’acquisizione  della
qualifica  di  restauratore  di beni culturali e quello dei candidati
idonei all’acquisizione della qualifica di collaboratore restauratore
di beni culturali e li trasmette al Ministero.
2.  La  Commissione individua altresi’ le modalita’ per la custodia
degli  elaborati  delle prove d’esame per tutta la durata della prova
di  idoneita’. Al termine della prova di idoneita’ gli elaborati sono
custoditi dall’Amministrazione per un anno.
Svolgimento delle prove d’esame
1. Il giorno della prima prova scritta la Commissione o il comitato
di   vigilanza   di  cui  all’articolo  4,  comma  2,  provvede  alla
distribuzione  dei  questionari ai candidati. La selezione automatica
dei  questionari  e’ disposta dalla Commissione, anche per il tramite
della  societa’  specializzata  individuata  dal  Ministero  ai sensi
dell’articolo  3,  comma 3, garantendo la piu’ rigorosa segretezza di
tutte le fasi preparatorie della prova.
2.  I  questionari,  stampati  su  moduli  a  lettura  ottica, sono
contenuti  in  confezioni  individualmente sigillate, la cui apertura
contestuale da parte dei candidati e’ autorizzata dalla Commissione o
dal  comitato  di  vigilanza  di  cui  all’articolo  4,  comma  2. Il
candidato  che abbia aperto il plico contenente il questionario prima
di essere stato autorizzato e’ escluso dalla prova.
3.  Al  termine della prima prova scritta la Commissione predispone
l’elenco  dei  candidati  che  hanno  riportato  il  punteggio minimo
necessario  per  l’ammissione alla seconda prova scritta. Tale elenco
e’   pubblicato   sul   sito   Internet   del  Ministero,  unitamente
all’indicazione  dell’ufficio presso il quale deve essere presentata,
entro  i  successivi  trenta  giorni, la documentazione attestante il
possesso  dei  requisiti  di  ammissione  dichiarati  all’atto  della
domanda.   Di  tale  pubblicazione  viene  data  comunicazione  nella
Gazzetta  Ufficiale  –  4ª  serie  speciale «Concorsi ed esami». Tale
4.  Una  volta  verificato  il possesso dei requisiti di ammissione
sulla  base  della predetta documentazione, la Commissione predispone
l’elenco  degli  ammessi  alla  seconda  prova scritta, stabilisce il
calendario  di  tale  prova e della successiva prova teorico-pratica,
nonche’ le sedi di svolgimento delle predette prove e la suddivisione
dei  candidati  tra  le sedi, anche in base alla lettera iniziale del
cognome, in relazione all’ambito di competenza indicato dai candidati
nella  domanda  di partecipazione. L’elenco dei candidati ammessi, il
calendario  delle  prove,  le  sedi individuate e la suddivisione per
lettera dei candidati sono pubblicati sul sito Internet del Ministero
e  di  tale  pubblicazione  viene  data  comunicazione nella Gazzetta
Ufficiale – 4ª serie speciale «Concorsi ed esami». Tale pubblicazione
ha  valore  di  notifica a tutti gli effetti nei confronti di tutti i
5.    Al    termine   della   seconda   prova   scritta,   ciascuna
Sottocommissione   procede   collegialmente   alla  correzione  degli
elaborati   e   decide  a  maggioranza  l’attribuzione  del  relativo
punteggio.  Al  termine  della  correzione  ciascuna Sottocommissione
trasmette  alla Commissione l’elenco dei candidati ammessi alla prova
teorico-pratica.
6.  Il  presidente  della  Commissione comunica a ciascun candidato
l’ammissione  alla prova teorico-pratica almeno quindici giorni prima
dello  svolgimento  della  prova  medesima, mediante raccomandata con
ricevuta di ritorno. L’elenco dei candidati ammessi e’ pubblicato sul
sito  Internet  del  Ministero  e  di  tale  pubblicazione viene data
ed  esami».  Tale  pubblicazione  ha  valore  di notifica a tutti gli
effetti  nei  confronti  di  tutti  i  candidati. La Commissione puo’
procedere ad una nuova suddivisione dei candidati, anche in base alla
lettera iniziale del cognome, presso le sedi individuate ai sensi del
comma 4, in relazione all’ambito di competenza indicato dal candidato
nella  domanda  di  partecipazione. In tale caso ne da’ comunicazione
agli  interessati  mediante  raccomandata con ricevuta di ritorno; la
nuova  suddivisione  dei  candidati  e’  altresi’ pubblicata sul sito
Internet   del   Ministero   e   di  tale  pubblicazione  viene  data
effetti nei confronti di tutti i candidati.
7.  Durante  il  tempo di svolgimento della seconda prova scritta e
della  prova teorico-pratica debbono essere presenti nel locale degli
esami  almeno tre componenti della Sottocommissione nominata ai sensi
dell’articolo  4,  comma  3.  Ad  essi e’ affidata la vigilanza degli
esami, con l’ausilio dei comitati di vigilanza di cui all’articolo 4,
8. Al termine della prova teorico-pratica ciascuna Sottocommissione
procede alla relativa valutazione secondo quanto stabilito al comma 5
e  trasmette  alla  Commissione  l’elenco  dei  candidati  che  hanno
superato la prova.
Acquisizione delle qualifiche di «restauratore di beni culturali»
e di «collaboratore restauratore di beni culturali»
1.  L’elenco  dei  candidati,  i  quali,  avendo  superato la prova
teorico-pratica,  acquisiscono  la qualifica di «restauratore di beni
culturali»,  e’  approvato  con decreto del Ministro ed e’ pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale, nonche’ nel sito Internet del Ministero.
2.   Il   punteggio  della  prova  teorico-pratica  necessario  per
conseguire    l’idoneita’   all’acquisizione   della   qualifica   di
«collaboratore  restauratore  di  beni  culturali»,  ai  sensi  della
lettera  d)  del  comma  l-quinquies dell’articolo 182 del Codice, e’
compreso tra 50 e 69 centesimi.
3.  La  Commissione predispone l’elenco dei candidati che, ai sensi
del comma 2, acquisiscono la qualifica di «collaboratore restauratore
di beni culturali» e lo trasmette al Ministero. L’elenco e’ approvato
con  decreto  del Ministro ed e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale,
nonche’ nel sito Internet del Ministero.
Registrato alla Corte dei conti il 15 maggio 2009
persona e dei beni culturali, registro n. 3, foglio n. 177
(articoli 2 e 3)
A1.    Materiali    lapidei   e   derivati;   superfici   decorate
A2.  Manufatti  dipinti  su  supporto  ligneo e tessile; manufatti
scolpiti  in legno; arredi e strutture lignee; manufatti in materiali
sintetici lavorati, ssemblati e/o dipinti.
A3. Materiali e manufatti tessili e pelle.
A4.  Materiali e manufatti ceramici, vitrei, organici; materiali e
A5.   Materiale  libraio  e  archivistico;  manufatti  cartacei  e
pergamenacei; materiale fotografico, cinematografico e digitale.
A6. Strumenti musicali.
A7. Strumentazioni e strumenti scientifici e tecnici.
(Come  definiti  dal  decreto ministeriale 4 ottobre 2000, pubblicato
nella  Gazzetta  Ufficiale  n. 249 del 24 ottobre 2000, modificato
dal  decreto ministeriale 18 marzo 2005, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 78 del 5 aprile 2005)
FIS/07  – Fisica applicata (a beni culturali, ambientali, biologia
e medicina);
CHIM/12 – Chimica dell’ambiente e dei beni culturali;
GEO/09      –      Georisorse     minerarie     e     applicazioni
mineralogico-petrografiche per l’ambiente e i beni culturali;
BIO/03 – Botanica ambientale e applicata;
ICAR/19 – Restauro;
L-ART/10 – Metodologie della ricerca archeologica;
L-ART/01 – Storia dell’arte medievale;
L-ART/02 – Storia dell’arte moderna;
L-ART/03 – Storia dell’arte contemporanea;
L-ART/04 – Museologia e critica artistica e del restauro;
M-STO/01 – Storia medievale;
M-STO/02 – Storia moderna;
M-STO/05 – Storia della scienza e delle tecniche;
M-STO/08 – Archivistica; bibliografia e biblioteconomia;
M-STO/09 – Paleografia.
Note all’allegato B:
–  Il  decreto  ministeriale  4  ottobre  2000,  recante
«Rideterminazione     e     aggiornamento    dei    settori
scientifico-disciplinari   e   definizione  delle  relative
declaratorie, ai sensi dell’art. 2 del decreto ministeriale
23  dicembre 1999», e’ pubblicato nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale del 24 ottobre 2000, n. 249.
–   Il  decreto  ministeriale  18  marzo  2005,  recante
«Modificazioni  agli allegati B e D al decreto ministeriale
4    ottobre    2000,    concernente   rideterminazione   e
aggiornamento   dei   settori   scientifico-disciplinari  e
definizione  delle  relative  declaratorie»,  e’ pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 5 aprile 2005, n. 78.
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI – DECRETO 30 marzo 2009, n. 53 – Regolamento recante la disciplina delle modalita’ per lo svolgimento della prova di idoneita’ utile all’acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali, nonche’ della qualifica di «collaboratore restauratore di beni culturali», in attuazione dell’articolo 182, comma 1-quinquies del Codice. (09G0060) (GU n. 121 del 27-5-2009 redazione redazione 2015-05-05T17:10:47+00:00