Source: http://www.incittagiovinazzo.it/politica/19-news/politica/936-la-cinta-urbana-di-giovinazzo-estesa-a-s-spirito
Timestamp: 2020-07-08 14:17:42+00:00
Document Index: 150826381

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art. 3', 'art.4', 'art.4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 5']

InCittà Giovinazzo - LA CINTA URBANA DI GIOVINAZZO ESTESA A S. SPIRITO
Il cartello indicante il Comune di Giovinazzo, posto all’ingresso del paese, si dovrà spostare, sul versante sud della strada per Bari, al confine con Santo Spirito, ed essere collocato al Km. 788+780 dell’ex “Statale 16”. D’ora in poi detto segnale si dovebbe incontrare, per l’appunto, all’incrocio semaforizzato per lo svincolo alla “SS.16 Bis”, come primo accesso al centro urbano di Giovinazzo, cioè sul ciglio della strada che porta verso la litoranea al Lido Lucciola.
Ex statale SS.16, nuova linea di delimitazione del centro urbano di Giovinazzo sul versante sud in direzione di Bari
Ma perché di questo spostamento? Quale il senso del riposizionamento del segnale d’ingresso e uscita dal centro cittadino, proprio sul confine del territorio comunale?
Dare una risposta a questa domanda non è semplice, poiché non sono ben palesati i veri motivi per cui si è arrivato a una simile scelta. Salvo che, da una ricognizione attenta delle circostanze fattuali che sono alla base dell’incomprensibile novità, non si riesca a intuire il retroscena della decisione così astrusa, sia dal punto di vista formale che sostanziale, che solo la spregiudicatezza politica di Depalma avrebbe potuto escogitare.
La sera del 20 marzo scorso, dopo la seduta, molto dibattuta, del Consiglio comunale, la Giunta civica, su proposta dell’Assessore all’Urbanistica, ha deliberato di riconfigurare la cinta urbana di Giovinazzo in proiezione sud, estendendo il centro cittadino fino al limite del territorio comunale a confine con quello della città di Bari. La Delibera in questione, la n.41 del 20.03.2018, in concreto ridetermina la configurazione dell’abitato cittadino di Giovinazzo, in precedenza delimitato dall’Amministrazione Natalicchio con la Delibera n.128 del settembre 2010. In sintesi, il dispositivo in atto, avvalendosi dell’art.4 del D.Lgs. n.285 del 30 aprile 1992, concernente il Codice della Strada, ridefinisce il perimetro urbano della città e, in direzione sud, ingloba tutti i comprensori residenziali, a monte e a valle dell’ex SS. 16, che sono situati fino al confine con la frazione di Santo Spirito. Così l’area cittadina urbanizzata, sul fronte sud, scavalcando la precedente linea di demarcazione, in Località “Ponte”, verrebbe a estendersi fino a includere anche gli insediamenti residenziali presenti lungo lo stradale dell’ex SS.16; arteria, già da qualche tempo, dismessa dall’ANAS e consegnata al Comune per divenire funzionale al collegamento extraurbano con il capoluogo. Vale la pena annotare che detti insediamenti edilizi lungo quell’asse presentano una propria confinata estensione, come ambiti residenziali privati con una loro autonomia gestionale di reti stradali, di impianti e di servizi alle singole unità abitative, edificate al loro interno. A tale scopo l’Ufficio Tecnico Comunale ha redatto la relativa cartografia, qui riportata, che individua i singoli perimetri di tutti i comprensori residenziali, dislocati su entrambi i lati della strada ex SS.16 in direzione sud, e che, in base all’art. 3, c.1, p.8 del Codice della Strada, rientrerebbero ora nella cinta urbana. Il nuovo limite della cintura urbana, lato sud, per quanto dichiarato dall’esecutivo, non può che posizionarsi all’altezza dell’innesto della diramazione per la “SS. 16 bis”, stante l’attuale realtà edificatoria della città, che si è andata man mano sviluppando verso il capoluogo fino al confine con Santo Spirito. In sostanza sarebbe questo l’oggetto del deliberato in contesto, opportunmente richiamato dallo stesso titolo della Deliberazione della Giunta n.41del 20.03.2018 che si trascrive: “Delimitazione del centro abitato ai sensi dell’art.4 del D. Lgs. N.285/92 e ss.mm.ii. – Nuovo Codice della Strada. Aggiornamento Delibera Giunta Comunale del 23.09.2010”.
A prescindere dall’espresso richiamo alle premesse contenute nella relazione illustrativa prospettata dall’Assessore ai colleghi di Giunta (Punto 1.), il dispositivo del provvedimento, pare presenti un’evidente contraddizione, del tutto inspiegabile. Il Punto 2., infatti, riporta l’approvazione della nuova delimitazione del centro abitato di Giovinazzo, ai sensi dell’art.4 del D.Lg.s. 285/1992, nei termini sopra indicati e desumibili dalla cartografia acclusa all’atto. Per contro, il Punto 3. del dispositivo stabilisce che “la delimitazione del centro abitato, ex art. 4 C.d.S., non assume alcuna rilevanza ai fini edilizi ed urbanistici, ciò in quanto ‹‹la perimetrazione del centro abitato è quella effettuata in prospettiva prettamente urbanistica››”.
Che significa tale puntualizzazione? Il territorio cittadino abitato non s’identificherebbe in alcun modo con il centro urbanizzato? Allora di che delimitazione si tratta quella presa in considerazione dalla Delibera di Giunta? Forse il dispositivo, nella sua contorta formulazione, vuole significare che i comprensori residenziali insistenti sull’ex SS.16 sarebbero inclusi nella zona abitata pur rimanendo all’esterno della cinta urbana e, quindi, fuori dalla disciplina e dalle regolamentazioni tecniche che vigono per l’edilizia urbana cittadina in applicazione degli strumenti urbanistici? Non si può negare che questi comprensori abitativi sono sorti come vere e proprie circoscizioni residenziali con autonoma e privata gestione di tutti gli impianti e reti di servizi esclusive delle singole comunità ivi insediate, per la qual cosa non possono considerarsi come propagini o meglio ancora rioni periferici del centro abitato. Tuttavia, la nuova delimitazione di centro abitato, appena deliberata, tende a comprendervi anche queste realtà residenziali che diventano parte integrante del contesto urbanizzato e, quindi, dovrebbero essere asserviti alle normative urbanistiche e di regolamentazione dei relativi impianti e strutture di uso pubblico. Non può essere che si ridefinisca la nuova cinta urbana e queste costruzioni, pur inserite in quell’ambito territoriale non siano considerate in proiezione urbanistica, ma continuano a essere entità residenziali circosritte e distinte dal nucleo cittadino.
Tanto mi porta a rilevare che la deliberata nuova perimetrazione urbana della città non sia rispondente al testo normativo dell’art. 3, c.1, p.8 del C.d.S., letteralmente richiamato dalla Delibera medesima.
Cartografia della perimetrazione urbana estesa, lungo la ex SS. 16, al limite del nostro territorio comunale a confine S.Spirito
Già l’art. 2 del T.U. delle norme sulla circolazione stradale, approvate con D.P.R. n. 393 del 1959, forniva una definizione legislativa di “centro abitato” ai soli fini della circolazione stradale, secondo cui il centro abitato è costituito da un insieme continuo di edifici, strade e aree, delimitato, lungo le vie di accesso, da apposito segnale che indica la città. L'art. 3 dell’attuale Codice della Strada, meglio chiarisce la nozione di centro abitato come“l’insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e fine. Per insieme di edifici si intende un raggruppamento continuo, ancorchè intervallato da strade, piazze, giardini o simili, costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada”. Ancora altre definizioni dello stesso tenore sono ricavabili da una costante giurisprudenza. La Suprema Corte, in proposito, al termine “abitato” ha collegato la nozione di conglomerato di abitazioni disposte in modo da formare un insediamento edilizio complesso, senza possibilità di distinguere fra centro dell’abitato e la periferia. Il Consiglio di Stato, ancora, facendo riferimento agli artt. 16 e 22 della Legge sui Lavori Pubblici, riguardanti la qualifica delle strade comunali, ha rappresentato “l’abitato” come un complesso di fabbricati e case cui viene a concentrarsi la popolazione, e che è andato via via espandendosi, man mano, che si è dato corso all’aggregazione di altri edifici a quelli già edificati. La nozione di “centro abitato”, poi, di recente è stata ribadita parimenti dalla circolare n.6709/97 del 29 dicembre 1997 del Ministero dei Lavori Pubblici, cui pur la Delibera si appella nella sua determinazione.
Dunque, alla luce di tali indiscutibili indicazioni, la presenza, a macchia di leopardo, di tanti complessi residenziali e strutture alberghiere e di accoglienza, sparse sullo stradale dell’ex statale, completamente disgiunte tra loro, perché inframezzate da aree agricole e non da strade e piazze pubbliche, come vuole la norma del C.d.S., porta a escludere che detti siti edilizi possano costituire la periferia sud della città. Ne consegue che tutti quanti gli insediamenti in questione non possono essere parte del centro abitato, come disposto dalla Giunta con la delibera, neppure al solo scopo di definire la classificazione della ex strada statale, ceduta al Comune con regolare atto di consegna, sin dal 15.01.1998.
E’, dunque, in questo senso, lo scopo della deliberazione non sembra essere quello di riconfinare la cinta urbana della città, quanto piuttosto quello di giungere a classificare l’ex statale 16, solo in direzione sud, non più strada comunale extraurbana, bensì come strada locale urbana, secondo la declinazione prodotta dall’art. 2 del C.d.S.
Il riconoscimento di “strada interna all’abitato” della dismessa statale 16, ancorchè non sia riportato espressamente nel dispositivo della Delibera in esame, lo si desume, in via implicita, dalla parte finale delle considerazioni in premessa alla Delibera stessa. E, a meno di provate smentite, è proprio questo che interessa Depalma: cambiare la categoria del collegamento di via Bari, per tutto il suo tratto in territorio di Giovinazzo, da strada comunale extraurbana a Strada Locale Urbana -Classe F-.
Con questa nuova classificazione di tipo -F- che fa del percorso sud dell’ex statale una via interna al centro abitato, anche se non ha le caratteristiche tecniche e funzionali di una stada urbana, si vuol rendere possibile far valere, ai fini dell’esercizio della circolazione su quella strada, i limiti e i condizionamenti previsti dall’art. 5, c.3, del Regolamento di attuazione del nuovo C.d.S., di cui al D.P.R. n.610/1996. Sicchè su quell’ambito territoriale potrà essere imposto all’utente stradale di usare una particolare cautela nella guida, ma soprattutto di osservare i limiti territoriali di applicazione delle diverse discipline previste dal C.d.S. e dal relativo Regolamento, confacenti a una mobilità all’interno di un’area abitata.
Rimane da chiarire perché, solo ora, Depalma si è proposto di certificare l’ex statale 16, e solo il tratto in direzione Bari, come strada “Urbana Locale”e non più extraurbana esterna al centro abitato.
Non si può fare a meno, a questo punto, di dedurre che la costruzione sulla sede viaria dell’ex statale 16 del tanto contestato itinerario ciclopedonale, vanto ed orgoglio del Sindaco, ma non ancora certificato idoneo all’esercizio, abbia comportato sostanziali modificazioni costruttive e funzionali della sede stradale. Grosse problematicità alla circolazione dei mezzi ma anche alla stessa utenza debole, sono state a più riprese sollevate, anche dopo gli ulteriori interventi di adeguamento impiantistico e di integrazioni della segnaletica, disposti, a spese del Comune, da parte dell’ing. Trematore, a distanza di tempo dalla consegna dell’opera al Comune. Da più parti, infatti, è stato eccepito che con il restringimento delle carreggiate, nei due sensi di marcia, si è sostanzialmente compromesso sia la regolarità della circolazione dei mezzi a motore, specie degli autobus, quanto gli stessi standars di sicurezza per la mobilità di ogni tipo di utenza. E non è tutto, perché, pur a voler ammettere il supposto, che quel tratto di viabilità possa ascriversi alla categoria di strada urbana interna - F-, mancherebbero sempre le caratteristiche strutture per una normale pedonabilità. Una situazione tecnica e infrastrutturale veramente inadeguata per qualsiasi categoria di strada cui si voglia far rientrare; tant’è che è ancora sottoposta all’osservazione di organi tecnici ministeriali che ne stanno valutando le caratteristiche strutturali e costruttive dell’intervento prodotto al fine della regolarità della circolazione automobilitica e soprattutto della sicurezza per la tutela di ogni genere di utenza su quella strada, non esclusa quella dei pedoni.
Sarà stato certamente questo il motivo che ha mosso Depalma a voler classificare come strada Locale l’ex statale 16, in direzione Bari, ricorrendo all’alzata d’ingegno di estendere la cinta urbana fino a comprendervi le fasce edificate lungo il tracciato dell’asse viario, col marcare la linea di perimetrazione dell’abitato sul confine del territorio comunale.
E’ passato, ormai, il tempo in cui si addebitava responsabilità di asserite anormalità o irregolarità gestionali alla precedente Amministrazione. Ora Depalma è lui che è costretto a correre ai ripari, in modo anche sconveniente, per rimediare a sconquassi che via via vengono a evidenziarsi, in dipendenza di sue ostinate scelte politiche.