Source: http://docplayer.it/67581314-Amministrazione-di-sostegno-e-scelte-del-beneficiario.html
Timestamp: 2018-12-16 02:45:35+00:00
Document Index: 152787838

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 77', 'art. 11', 'art. 39', 'art. 85', 'art. 591', 'art. 266', 'art. 9', 'art. 427', 'sentenza ', 'art. 737', 'art. 405', 'art. 409', 'art. 424', 'art. 410', 'art. 412', 'art. 75', 'art. 412', 'art. 412', 'art. 412', 'art. 411', 'art. 374', 'art. 377', 'art. 411', 'art. 3', 'art 96', 'art. 3', 'art 96', 'art. 38', 'sentenza ']

Amministrazione di sostegno e scelte del. beneficiario. - PDF
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Assunta Gentili
1 Amministrazione di sostegno e scelte del beneficiario. 1.L amministrazione di sostegno 1.1 L istituto dell amministrazione di sostegno L amministrazione di sostegno è un istituto giuridico entrato nel nostro ordinamento con la legge n. 6 del 9 gennaio Lo scopo della legge è quello di affiancare il soggetto la cui capacità di agire risulti limitata o del tutto compromessa nelle funzioni della vita quotidiana, attraverso interventi di sostegno temporaneo o permanente. Tale legge ha introdotto una misura alternativa alla pronuncia di interdizione e inabilitazione di cui può beneficiare una persona priva in tutto o in parte di autonomia, ma che non si trovi in situazioni talmente gravi da essere interdetta o inabilitata. 4
2 1.2 Modifiche al codice civile La tecnica normativa utilizzata dal legislatore è stata quella di modificare, con l art. 2, la rubrica del titolo XII del libro primo del codice civile già intitolata Dell infermità di mente, dell interdizione e dell inabilitazione denominandola Delle misure di protezione delle persone prive in tutto od in parte di autonomia. Con il successivo art. 3 è stato introdotto nel predetto titolo XII il capo I intitolato Dell amministrazione di sostegno, nel quale le norme disciplinanti il nuovo istituto sono state inserite come articoli dal 404 al L art. 4 della l. n. 6/04 ha poi introdotto nel titolo XII del codice civile il capo II intitolato Della interdizione, della inabilitazione e della incapacità naturale, nel quale sono 1 Questi ultimi, nel testo originario del codice civile, facevano parte del titolo XI, relativo all affiliazione e all affidamento ed erano stati abrogati dall art. 77 della legge 4 maggio 1983, n Ormai privi di testo vigente, questi articoli sono stati utilizzati dal legislatore del 2004 per inserirvi la disciplina del nuovo e diverso istituto. Conseguentemente l art. 11 della l. n. 6/04 ha abrogato l art. 39 disp. att. c.c., il quale si riferiva al procedimento di affiliazione. 5
3 confluiti i previgenti articoli in materia (da 414 a 432), in parte modificati dagli articoli da 4 a 10 della nuova legge. I rimanenti articoli da 12 a 20 della l. n. 6/04 recano norme di attuazione, di coordinamento e finali. 1.3 Legge n. 6 del 9 gennaio 2004 Anteriormente alla l. n. 6/04, l interdizione comportava la perdita totale della capacità di agire del soggetto, il quale era quindi privato del potere di compiere validamente qualsiasi atto giuridico, sia di straordinaria che di ordinaria amministrazione, dovendo essere sempre rappresentato dal tutore. Questa incapacità andava a colpire anche gli atti di natura personale, non potendo l interdetto contrarre matrimonio (art. 85 c.c.), disporre per testamento dei propri beni (art. 591 c.c.), ovvero riconoscere un figlio naturale (art. 266 c.c.). L inabilitato, che conservava la capacità di agire relativamente agli atti di ordinaria amministrazione e agli 6
4 atti civili a contenuto non patrimoniale, non poteva invece compiere alcun atto eccedente l ordinaria amministrazione, se non con l assistenza di un curatore. L art. 9 della l. n. 6/04 ha modificato questo quadro, aggiungendo all art. 427 c.c. un nuovo comma. Esso stabilisce che, nella sentenza di interdizione o di inabilitazione o con successivo provvedimento 2, l autorità giudiziaria 3 può individuare alcuni atti di ordinaria amministrazione che possono essere compiuti dall interdetto senza l intervento ovvero con l assistenza del tutore, oppure determinati atti di straordinaria amministrazione che possono essere compiuti dall inabilitato senza l assistenza del curatore. Si è quindi prevista la possibilità che l interdetto conservi la capacità di agire, per porre in essere specifici atti 2 Non essendo prevista la forma di sentenza, il successivo provvedimento ben può essere un decreto motivato, in applicazione dei principi generali contenuti negli artt. 121 e 131 c.p.c. nonché di quanto previsto dall art. 737 c.p.c. in materia di procedimenti camerali. Si deve inoltre ritenere che i provvedimenti integrativi possano essere emessi anche con riferimento a interdizioni e inabilitazioni pronunciate prima dell entrata in vigore della l. n. 6/04. 3 In assenza di ulteriori specificazioni della norma, l autorità giudiziaria competente per l emissione dei successivi provvedimenti va individuata nella stessa competente per la pronuncia e la revoca dell interdizione o dell inabilitazione, e dunque nel tribunale, ordinario o per i minorenni in base all età del soggetto al momento della domanda. Tanto si deduce dalla lettura coordinata degli artt. 38 e 40 disp. att. c.c., nonché degli artt. 712 e 720 c.p.c.. 7
5 patrimoniali individuati caso per caso dall autorità giudiziaria; parimenti, si è riconosciuto che l inabilitato possa mantenere una capacità di agire piena anche per alcuni atti di straordinaria amministrazione. In tal modo, il legislatore ha inteso ovviare agli inconvenienti derivanti da una generalizzata esclusione della capacità di agire per soggetti che, pur infermi di mente, mantengono comunque una capacità di autodeterminazione rispetto agli atti della vita quotidiana. E rimasto, invece, invariato il regime giuridico previgente per ciò che riguarda gli atti c.d. personalissimi (matrimonio, testamento, riconoscimento di figlio naturale). L attenzione verso la concreta situazione di vita del singolo beneficiario ha trovato la massima espressione nella disciplina degli effetti sostanziali dell amministrazione di sostegno. Il nuovo art. 405 c.c. prevede che nel decreto di nomina dell amministratore il giudice tutelare indichi specificamente gli atti che l amministratore stesso ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario, 8
6 nonché gli atti che il beneficiario può compiere solo con l assistenza dell amministratore di sostegno. La prospettiva è dunque rovesciata rispetto a quella operante in tema di interdizione e di inabilitazione: per queste ultime è stabilita una generale incapacità del soggetto, tranne che per gli atti espressamente individuati dal giudice; nell amministrazione di sostegno, invece, è affermata una generale capacità di agire del beneficiario, tranne che per gli atti espressamente menzionati. Inoltre, il comma 2 dell art. 409 c.c. prevede che il beneficiario possa in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della vita quotidiana: in questa ipotesi, dunque, il soggetto mantiene comunque intatta la possibilità di libera autodeterminazione 4. 4 Ne consegue che le limitazioni o i divieti in relazione a determinati atti o negozi giuridici, stabiliti da specifiche norme con riferimento all interdetto o all inabilitato, potranno essere applicate al beneficiario dell amministrazione di sostegno solo ove espressamente richiamate nel decreto di nomina dell amministratore, operando altrimenti il principio della generale capacità di agire del beneficiario. Possono qui ricordarsi, a titolo esemplificativo e oltre agli atti elencati negli artt. 374 e 375 c.c. (come richiamati dall art. 424 c.c.) i seguenti articoli del codice civile: 85 e 119 in tema di matrimonio; 371 n. 3 e 425 in tema di esercizio dell impresa commerciale; 471 e 472 in tema di accettazione di eredità con beneficio di inventario; 591 in tema di testamento; 166, 774 e 776 in tema di donazione; 1626 in tema di scioglimento di affitto; 1722 e 1728 in tema di estinzione del mandato; 1833 in tema di recesso dal contratto di conto corrente; 9
7 Si deve infine osservare che, anche per gli atti per i quali è previsto il necessario intervento dell amministratore, la volontà del beneficiario non è del tutto priva di rilevanza. Infatti, nel comma 2 del nuovo art. 410 c.c. è previsto l obbligo dell amministratore di informare tempestivamente il beneficiario prima del compimento dei singoli atti e, per il caso di dissenso con lo stesso, l obbligo di informare il giudice tutelare, il quale può anche essere chiamato, su ricorso di uno degli interessati, a risolvere il contrasto con apposito decreto motivato. Nel caso dell amministrazione di sostegno, il comma 2 del nuovo art. 412 c.c. dispone l annullabilità degli atti compiuti personalmente dal beneficiario in violazione delle disposizioni di legge o di quelle contenute nel decreto che istituisce l amministrazione di sostegno. Viene in considerazione l ipotesi del compimento, senza intervento dell amministratore, di uno degli atti 2286 in tema di esclusione del socio dalla società di persone; 2382 e 2399 in tema di ineleggibilità e decadenza dell amministratore o del sindaco di società per azioni. Parimenti le limitazioni alla capacità processuale previste dall art. 75 c.p.c. opereranno solo per gli atti per i quali sia stata stabilita dal giudice tutelare la necessità di rappresentanza o assistenza da parte dell amministratore di sostegno. 10
8 per i quali il giudice tutelare abbia previsto l incapacità o la semicapacità del beneficiario. Legittimati all azione di annullamento sono in questo caso l amministratore, il beneficiario ovvero i suoi eredi o aventi causa 5. Un altra ipotesi di annullamento, contemplata dal comma 1 del medesimo art. 412, ricorre allorché sia stato l amministratore a porre in essere atti in violazione di disposizioni di legge oppure in eccesso rispetto all oggetto dell incarico o ai poteri conferitigli dal giudice. In questa previsione rientrano tutti i casi nei quali l amministratore abbia agito violando il dovere di tenere conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario ovvero trovandosi in conflitto di interessi col medesimo o ancora esorbitando dall ambito degli atti per i quali nel decreto di nomina gli è stato attribuito potere di intervento. Legittimati ad agire per l annullamento sono, oltre al 5 Nella locuzione impiegata dall art. 412 eredi ed aventi causa la congiunzione ed va intesa in senso disgiuntivo di o, conformemente a quanto risulta dalle analoghe disposizioni in tema di interdizione e inabilitazione. 11
9 beneficiario, ai suoi eredi o aventi causa, anche il pubblico ministero e lo stesso amministratore 6. Oltre alle previsioni di portata generale di cui all art. 412, il comma 1 dell art. 411 c.c. stabilisce l applicabilità all amministrazione di sostegno, in quanto compatibili, di alcune specifiche disposizioni dettate dal codice civile in materia di tutela dei minori. Tra le norme richiamate rilevano, in tema di annullabilità degli atti, quelle che prescrivono la necessaria autorizzazione del giudice tutelare (art. 374) ovvero del tribunale (artt. 375 e 376) per il compimento da parte del tutore degli atti eccedenti l ordinaria amministrazione ivi elencati, con l espressa previsione dell annullabilità degli stessi ove compiuti senza la prescritta autorizzazione o in modo difforme da essa (art. 377). L art. 411 precisa che, nel caso dell amministratore di sostegno, il provvedimento autorizzativo è emesso sempre dal giudice tutelare. 6 La legittimazione del pubblico ministero si giustifica in considerazione dell interesse pubblico connesso con l esigenza di un puntuale controllo circa il corretto esercizio delle funzioni di amministratore di sostegno. Quanto alla legittimazione dell amministratore, occorre considerare che potrebbe trattarsi di persona diversa da quella che ha posto in essere l atto viziato. 12
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