Source: https://www.puntoeacapo.org/2016/09/29/inpgi-la-verita-della-cassazione-sul-prelievo-alle-pensioni/
Timestamp: 2020-02-26 01:26:21+00:00
Document Index: 57968514

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Inpgi, la verità della Cassazione sul prelievo alle pensioni
Per ben tre volte la Cassazione ha già bocciato quello stesso “contributo di solidarietà” che la maggioranza del CdA Inpgi ha voluto ieri reintrodurre dal 2017 sulle pensioni dei giornalisti in corso di pagamento.
Un ente previdenziale privatizzato non può tagliare i vitalizi, perché ciò spetta eventualmente solo al Parlamento.
Sono ben 3 le sentenze della Cassazione che hanno bocciato quello stesso “contributo di solidarietà” che la maggioranza del CdA INPGI ha voluto ieri pomeriggio reintrodurre dal 2017 sulle pensioni dei giornalisti in corso di pagamento. Un ente previdenziale privatizzato non può tagliare i vitalizi, perché ciò spetta eventualmente solo al Parlamento.
Per deliberare la riduzione dell’importo del vitalizio, l’INPGI ha sostenuto proprio le stesse tesi che la Suprema Corte aveva già respinto per ben tre volte consecutive negli ultimi 21 mesi. In tutti e tre i casi i supremi giudici hanno definitivamente confermato altrettanti verdetti emessi dalle Corti d’appello di Torino (2) e Venezia e dai tribunali di Torino, Belluno e Verbania. In totale, 9 sentenze e 9 sconfitte per i 2 enti previdenziali (Cassa Nazionale di Previdenza a favore dei dottori commercialisti e Cassa Nazionale di Previdenza dei ragionieri e periti commerciali).
Nella penultima bozza della riforma delle pensioni INPGI, che doveva restare “segreta”, ma che è scaricabile sia dal sito della FNSI http://www.fnsi.it/inpgi-il-documento-aggiornato-delle-ipotesi-per-rimettere-in-equilibrio-i-conti, sia da quello dell’UNGP http://www.ungp.it/Documenti/ipotesi%20riforma_2.pdf, si prevede che dal 1° gennaio 2017 vengano tagliate per la durata di 3 anni ben 6.554 pensioni di giornalisti a partire da un importo annuo lordo da 38 mila euro in su. Grazie a questo “contributo di solidarietà” l’INPGI, sostituendosi al Parlamento, prevede così di risparmiare complessivamente nel prossimo triennio 2017-2019 circa 19 milioni di euro.
Ma lo può fare davvero? Per la Cassazione assolutamente no. Si riportano qui appresso i principi affermati nelle 3 recenti sentenze emesse dai supremi giudici (la n. 53 del 2015, la n. 6702 del 2016 e la n. 12338 del 2016) che hanno bocciato inesorabilmente il “contributo di solidarietà” sulle pensioni in corso di pagamento, introdotto dopo il 2007 da due Casse previdenziali privatizzate.
Il CdA INPGI, forse per voler accontentare a tutti i costi il segretario generale della FNSI Raffaele Lorusso, ha, invece, preferito non tornare sui suoi passi ed ha ignorato del tutto i chiari princìpi giuridici fissati dalla Suprema Corte.
In ogni caso il taglio delle pensioni entrerà in vigore solo dopo il necessario benestare dei 2 Ministeri vigilanti, cioé del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’Economia e delle Finanze. Fino ad allora il taglio resterà quindi “congelato”. Se ottenesse via libera, i giornalisti in pensione, colpiti da questo nuovo pesante contributo di solidarietà provvisorio e straordinario, potranno impugnare il provvedimento ministeriale davanti al Tar del Lazio per ottenerne l’annullamento e potranno, parallelamente, far causa all’INPGI davanti al tribunale civile territorialmente competente, sostenendo l’assoluta illegittimità del taglio delle pensioni, in quanto l’ente previdenziale non può sostituirsi al Parlamento.
Ecco le 3 storie e i 6 princìpi fissati dalla Cassazione contro il taglio delle pensioni nei 3 casi esaminati.
1° Caso. La Cassa Nazionale di Previdenza a favore dei dottori commercialisti ha applicato un “contributo di solidarietà” sulle pensioni dei propri iscritti dal 2009 al 2013. Sette dottori commercialisti piemontesi hanno presentato ricorso contro il taglio della loro pensione e hanno sempre vinto: prima davanti al tribunale di Torino (sentenza n. 340 del 2010), poi in Corte d’appello a Torino (sentenza n. 768 del 2011) e infine in Cassazione (sentenza n. 53 del 2015, depositata l’8 gennaio 2015, cliccare su: http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20150109/snciv@sL0@a2015@n00053@tS.clean.pdf).
2° Caso. La Cassa Nazionale di Previdenza a favore dei dottori commercialisti ha applicato un “contributo di solidarietà” sulle pensioni dei propri iscritti dal 2009 al 2013. Tre dottori commercialisti veneti hanno presentato ricorso contro il taglio della loro pensione e anch’essi hanno sempre vinto: prima davanti al tribunale di Belluno, poi in Corte d’appello a Venezia (sentenza n. 792 del 2013) e infine in Cassazione (sentenza n. 12338 del 2016, depositata il 15 giugno 2016, cliccare su: http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20160616/snciv@sL0@a2016@n12338@tS.clean.pdf )
3° Caso. La Cassa Nazionale di Previdenza dei ragionieri e periti commerciali ha applicato un “contributo temporaneo straordinario di solidarietà” sulle pensioni dei propri iscritti dal 2004 al 2008. Un ragioniere piemontese in pensione ha presentato ricorso contro il taglio del suo vitalizio e anch’esso ha sempre avuto ragione: prima davanti al tribunale di Verbania, poi in Corte d’appello a Torino (sentenza n. 746 del 2013) e infine in Cassazione (sentenza n. 6702 del 2016, depositata il 6 aprile 2016, cliccare su: http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20160407/snciv@sL0@a2016@n06702@tS.clean.pdf )