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Timestamp: 2018-05-27 23:30:43+00:00
Document Index: 145988985

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16']

01 gennaio 2002: è la data di partenza del progetto di Educazione Continua in Medicina del Ministero della Salute (ECM).
Il 2001 è stato suddiviso in due semestri sperimentali: il primo (gennaio - giugno) per il solo personale medico, il secondo (luglio - dicembre) per tutti gli operatori sanitari. Con l'anno nuovo i crediti formativi E.c.m. acquisiranno valore legale ed entreranno a far parte dei nostri curricula formativi.
Al fine evitare che i Tecnici sanitari di radiologia medica siano colti di sorpresa da tale rivoluzione, abbiamo pensato di preparare questo documento semplice e snello che, attraverso la formula domanda-risposta, tenta di fornire il minimo di informazioni necessarie a non essere passivi nei confronti dell'E.c.m.
Le sottolineature segnalano che i termini sono oggetto di domande successive.
L'Educazione Continua in Medicina è il progetto di Formazione continua del Ministero della Salute.
Ai sensi del Decreto legislativo 229/99, la Formazione continua è l'insieme di Aggiornamento professionale e Formazione permanente.
Cos'è il Decreto Legislativo 229/99?
E' il Decreto dell'allora Ministro della Sanità, Rosy Bindi, "Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale", all'interno del quale si trovano gli articoli che stanno alla base del progetto di Educazione continua in medicina.
Nel Decreto 229/99, quali sono gli articoli che parlano di Formazione continua?
Sono gli articoli 16-bis, Formazione continua; 16-ter, Commissione nazionale per la Formazione continua; 16-quater, Incentivazione della Formazione continua; 16 quinques, Formazione manageriale e 16 sexies, Strutture del Servizio sanitario nazionale per la formazione.
La Formazione continua in ambito medico è un esclusiva italiana?
No! Già da molti anni i paesi anglosassoni si sono dotati di questo strumento. L'Italia ha guardato a tali esperienze per progettare il suo sistema di ECM
Cos'è l'Aggiornamento professionale?
L'Aggiornamento professionale è definito come l'attività successiva al corso di diploma, laurea, specializzazione, formazione complementare, formazione specifica in medicina generale, diretta ad adeguare per tutto l’arco della vita professionale le conoscenze professionali (art. 16-bis).
Cos'è la Formazione permanente?
La Formazione permanente è l'insieme delle attività finalizzate a migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e manageriali e i comportamenti degli operatori sanitari al progresso scientifico e tecnologico con l’obiettivo di garantire efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza all'assistenza prestata dal Servizio sanitario nazionale (art. 16-bis).
A cosa serve l'Educazione Continua in Medicina?
L'ECM, contrastando la naturale e dimostrata obsolescenza di saperi, è lo strumento utile a garantire la costante appropriatezza delle cure mediante il costante aggiornamento e incremento della professionalità degli operatori sanitari.
Cosa si intende per professionalità?
All'interno del progetto di ECM, la professionalità è intesa come l'insieme di conoscenze teoriche (sapere), abilità tecniche o manuali (saper fare) e capacità comunicative e relazionali (saper essere).
Chi sono gli operatori sanitari?
Gli operatori sanitari interessati dalla Formazione continua sono: Medico chirurgo, Veterinario, Odontoiatra, Farmacista, Biologo, Chimico, Fisico, Psicologo, Assistente sanitario, Dietista, Educatore professionale, Fisioterapista, Igienista dentale, Infermiere, Infermiere pediatrico, Logopedista, Ortottista, Ostetrica/o, Podologo, Tec. educazione e riabilitazione psich.e psicosociale, Tec. fisiopatologia cardiocircolatoria e perf. Cardiovascolare, Tecnico audiometrista, Tecnico audioprotesista, Tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, Tecnico di neurofisiopatologia, Tecnico ortopedico, Tecnico sanitario di laboratorio biomedico, Tecnico sanitario di radiologia medica, Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, Terapista occupazionale, Ottico, Odontotecnico, Operatore socio-sanitario.
La Formazione continua è facoltativa?
No, è obbligatoria per tutti gli operatori sanitari sopra indicati. L'art. 16-quater recita:
"La partecipazione alle attività di formazione continua costituisce requisito indispensabile per svolgere attività professionale, in qualità di dipendente o libero professionista, per conto delle aziende ospedaliere, delle Università, delle unità sanitarie locali e delle strutture sanitarie private";
"I contratti collettivi nazionali di lavoro del personale dipendente e convenzionato individuano specifici elementi di penalizzazione, anche di natura economica, per il personale che nel triennio non ha conseguito il minimo di crediti formativi stabilito dalla Commissione nazionale".
Cosa succede a chi non consegue i crediti formativi richiesti?
Il Decreto legislativo 229/99 è chiaro quando afferma che "la partecipazione alle attività di formazione continua costituisce requisito indispensabile per svolgere attività professionale". Sul modo in cui tale affermazione avrà applicazione pratica è aperto il dibattito. Ad oggi sono due le correnti di pensiero; una, più severa, vorrebbe che il mancato conseguimento dei crediti formativi precludesse la possibilità di esercitare, l'altra, più morbida, pensa ad una sorta di limbo nel quale l'operatore sanitario, continuando ad esercitare, staziona per un tempo determinato entro il quale dovrà conseguire i crediti mancanti. Inoltre, lo stesso Decreto prevede che "I contratti collettivi nazionali di lavoro del personale dipendente e convenzionato individuano specifici elementi di penalizzazione, anche di natura economica, per il personale che nel triennio non ha conseguito il minimo di crediti formativi stabilito dalla Commissione nazionale". L'applicazione di tale disposizione è oggetto della discussione appena apertasi sul rinnovo del nostro contratto di lavoro. A prescindere dalle modalità secondo le quali i disposti di legge verranno applicati, è certo che gli operatori sanitari devono passare da una mentalità per la quale si doveva fare qualcosa per essere cancellati dall'Albo professionale, ad una, anglosassone, per la quale si deve costantemente fare qualcosa per continuare ad essere iscritti.
Cos'è la Commissione nazionale per la Formazione continua?
E' la Commissione che, così come previsto dall'art. 16-ter, coordina il progetto di ECM.
Quando è stata nominata?
La Commissione nazionale per la Formazione continua è stata nominata il 05 luglio 2000, con apposito Decreto ministeriale.
Da chi è composta la Commissione nazionale per la Formazione continua?
Inizialmente i componenti della Commissione sono indicati dal Decreto 229/99 (art. 16-ter): 1 Presidente: Ministro della Salute;
2 Vicepresidenti: un nominato dal Ministro della Salute ed il Presidente Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO); 10 membri designati: 2 dal Ministro della Salute, 2 dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), 1 dal Ministro per la Funzione pubblica, 1 dal Ministro per le Pari opportunità, 2 dalla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, 2 dalla FNOMCeO.
Successivamente, anche le atre professioni sanitarie hanno trovato la giusta rappresentanza in seno alla Commissione nazionale. Il nostro rappresentate è il collega Giuseppe Brancato di Firenze; egli non rappresenta soltanto i TSRM ma anche tutte le altre professioni dall'area tecnico sanitaria.
Quali sono i compiti della Commissione nazionale per la Formazione continua?
L'art. 16-ter prevede che la Commissione:
a) definisca, con programmazione pluriennale, gli obiettivi formativi di interesse nazionale con particolare riferimento alla elaborazione, diffusione e adozione delle linee guida e dei relativi percorsi diagnostico-terapeutici;
b) definisca i crediti formativi che devono essere complessivamente maturati dagli operatori in un determinato arco di tempo, gli indirizzi per la organizzazione dei programmi di formazione predisposti a livello regionale nonché i criteri e gli strumenti per il riconoscimento e la valutazione delle esperienze formative;
c) definisca altresì i requisiti per l'accreditamento delle società scientifiche nonché dei soggetti pubblici e privati che svolgono attività formative e procede alla verifica della sussistenza dei requisiti stessi.
Come vengono definiti gli obiettivi formativi?
La Commissione nazionale per la Formazione continua definisce gli obiettivi formativi sulla base delle indicazioni date dal Piano sanitario nazionale e dalle Associazioni e Istituzioni di categoria.
Quanti tipi di obiettivi formativi esistono?
Esistono due gruppi di obiettivi formativi. I primi sono generali ed interessano tutti gli operatori sanitari; i secondi specifici e interessano soltanto gli operatori del gruppo professionale al quale si riferiscono.
Il progetto ECM prevede dei livelli regionali?
Si, in ogni regione dovrà costituirsi un'apposita Commissione che, rispettando quanto previsto in tema di formazione dal Piano sanitario nazionale, dalle direttive della Commissione nazionale e dal Piano sanitario regionale, definirà modalità e contenuti della Formazione continua regionale.
Sono una misura dell'impegno e del tempo che ogni operatore della Sanità ha dedicato annualmente all'aggiornamento ed al miglioramento del livello qualitativo della propria professionalità.
Quanti crediti formativi bisogna acquisire? E in quanto tempo?
Quando il progetto sarà a regime, i crediti formativi da conseguire saranno 150 nel triennio.
Quando saremo a regime?
Nel 2006! Sino ad allora i crediti da conseguire saranno:
10 (minimo 5, massimo 20)
20 (minimo 10, massimo 40)
Nel 2002 ho conseguiti 25 crediti, quindici più di quelli richiesti? Quanti possono entrare nel computo del 2003?
Soltanto 10, dall'undicesimo al ventesimo. Gli altri cinque entrano nel curriculum formativo personale ma non possono essere inseriti nel debito formativo dell'anno 2003. Questa regole vale anche per gli anni a seguire.
Da quando sarà possibile acquisire crediti formativi ECM?
Dal 01 aprile 2002. I primi tre mesi dell'anno corrente sono dedicati alla presentazione delle richieste di accreditamento ed alla valutazione dei relativi eventi.
Sarà possibile conseguire 150 crediti formativi in un unico anno?
No! Al fine di garantire un impegno minimo costante nel tempo, per ognuno dei tre anni dovranno essere conseguiti almeno 20 crediti e non se ne potranno conseguire più di 80.
Due iniziative di uguale durata possono riconoscere un diverso numero di crediti formativi?
Certamente si! I crediti formativi riconosciuti dipendono dalla qualità e dalla durata dell'iniziativa. Tra le due, il rapporto è a netto vantaggio della prima: iniziative di breve durata ed alta qualità sono da preferirsi a quelle di durata superiore ma qualità inferiore.
Ai docenti vengono riconosciuti dei crediti formativi?
Si! Due (2) crediti per ogni ora di docenza sino ad una massimo del 50% del totale dei crediti da conseguire nell'anno solare; per esempio, nel 2003 si potrà conseguire un massimo di 10 (50% di 20) crediti formativi attraverso attività di docenza. Non sono riconoscibili crediti formativi per docenze che durano frazioni di ora: 1 ora e mezza non riconosce 3 crediti (2 + 1), bensì 2! Per conseguire più di due crediti si dovranno tenere docenze di più ore: due (4 crediti), tre (6 crediti)…
A che cosa ci si riferisce quando si parla di requisiti per l'accreditamento?
Ci si riferisce alle caratteristiche che i provider e le iniziative di Formazione continua che organizzano debbono possedere per poter essere accreditate e, quindi, riconoscere crediti formativi a coloro che vi partecipano.
Chi è un provider?
Provider è colui che organizza una o più iniziative di Formazione continua e ne richiede l'accreditamento al Ministero della Salute.
Chi può essere provider?
Tutti i soggetti, pubblici e privati, possono essere provider purché non ricadano nei casi d'incompatibilità per conflitto d'interesse.
Che cosa s'intende con incompatibilità per conflitto d'interessi?
Semplicemente, ci si riferisce all'impossibilità di essere provider per tutti quei soggetti che potrebbero trarre vantaggi dall'iniziativa di Formazione continua organizzata o per coloro che, all'interno del progetto ECM, sono istituzionalmente preposti ad altri ruoli.
Ordini e Collegi professionali potranno essere provider?
No, fatta eccezione per le iniziative di Formazione continua su etica e deontologia professionale. Secondo il modello anglosassone che stiamo ricalcando, Ordini e Collegi professionali saranno certificatori. A loro spetterà la certificazione periodica dei livelli di professionalità degli iscritti.
Qual è la posizione della Federazione nazionale Collegi professionali T.S.R.M?
Il 30 maggio 2001 le Federazioni nazionali di Ordini o Collegi delle professioni sanitarie hanno sottoscritto un documento nel quale si gettano le basi per un pieno riconoscimento del ruolo di certificatore di tali istituzioni.
Se non saranno le Istituzioni di categoria, chi promuoverà le attività di Formazione continua per i T.S.R.M.?
Le Associazioni scientifiche esistenti (AITMN, AITRO, AITNR, AITRI), quelle che nasceranno e tutti quei soggetti che hanno in se le potenzialità per esserlo: Università, Aziende USL, Aziende sanitarie ospedaliere, Ministero, Regioni etc…
Senza le Istituzioni di categoria, non si corre il rischio che i provider organizzino attività di Formazione continua per i T.S.R.M. senza possederne la necessaria specificità?
Bisogna distinguere le nostre Associazioni scientifiche (attualmente AITMN, AITRO, AITNR, AITRI) dagli altri possibili provider. Le prime fondano la loro costituzione proprio su quelle conoscenze specifiche ritenute necessarie ad organizzare Formazione continua per T.S.R.M.; gli altri saranno promotori di Formazione continua per tutti gli operatori sanitari ed inevitabilmente saranno meno specifici!
Fatta eccezione per le Associazioni scientifiche, è possibile che gli altri provider organizzino attività di Formazione continua per T.S.R.M. soprattutto con finalità economiche, senza garantirne la qualità formativa?
Certamente! La Formazione continua muove ingenti capitali ed è naturale che molti soggetti ne siano attratti. La questione vera non è la scelta tra Formazione continua con finalità economiche e Formazione continua a finalità assolutamente non economiche, bensì, la scelta tra prodotti di valore che giustificano il loro costo e prodotti dozzinali che non lo giustificano!
E' già stato riscontrato che alcune ASO, loro aree di formazione od U.O. avanzano richiesta di accreditamento per iniziative di bassa qualità e bassissima o nulla pertinenza con la nostra professione: definiscono un argomento, individuano due relatori ai quali richiedono di trattarlo in una mezza giornata. L'evento viene accreditato per diversi operatori professionali in forte contrasto con il concetto di specificità.
Esistono argomenti comuni a più operatori professionali?
Si, ma sono l'eccezione. Il punto di partenza delle riflessioni sulla Formazione continua è la specificità: ogni gruppo professionale ha le sue conoscenze e competenze caratteristiche da mantenere ai più alti livelli possibili. Anche per gli argomenti che possono essere riconosciuti come trasversali è necessaria un'opera di "taratura" sulle esigenze tipiche del gruppo professionale al quale ci si rivolge. Ecco perché si riducono a pochissimi casi le iniziative di Formazione continua che possono essere pensate e realizzate nello stesso modo per tutti gli operatori sanitari.
Perché, seguendo l'esempio di altre professioni sanitaria, la Federazione nazionale non si adopera per l'istituzione di un soggetto esterno che persegua le finalità formative del nostro gruppo professionale?
E' già stato fatto! Adempiendo al mandato del Consiglio nazionale, La Federazione nazionale ha promosso la nascita di un'Associazione scientifica, AEDO - TSRM (Associazione educazione, didattica ed organizzazione - TSRM) che, in autonomia, collabora con le Istituzioni di categoria (Federazione nazionale e Collegi professionali) organizzando le iniziative di Formazione continua necessarie al conseguimento dei crediti formativi richiesti dal progetto ECM del Ministero della Salute.
Cosa dovrà fare AEDO?
AEDO sarà risorsa scientifica a disposizione di tutti coloro che vorranno organizzare iniziative di Formazione continua per TSRM. AEDO sarà la garanzia che le iniziative proposte ai TSRM non permettano soltanto di conseguire crediti formativi ma determinino un miglioramento concreto delle conoscenze e delle competenze del professionista.
I Collegi professionali possono avvalersi di AEDO?
Si! AEDO è e sarà soprattutto strumento a disposizione dei Collegi professionali che, non potendolo fare in prima persona, desiderano realizzare iniziative di Formazione continua per i propri iscritti.
Quali forme possono assumere le iniziative di Formazione continua?
Oltre a quelle tradizionali (Corsi, Congressi, Convegni etc…), la Formazione continua può avvalersi del cartaceo (libri, dispense, riviste specializzate) e dell'informatica, strumento di aggiornamento e formazione del nostro futuro (Formazione a distanza).
Quanta importanza avrà la Formazione a distanza?
Molta! Attualmente la Commissione nazionale sta lavorando alla definizione dei requisiti necessari all'accreditamento di iniziative di Formazione a distanza (FAD). La percentuale di crediti che potranno essere conseguiti attraverso percorsi di FAD non è ancora stata definita ma già sappiamo che sarà rilevante.
All'interno del progetto ECM, quali altri ruoli sono possibili?
Oltre al ruolo di provider, i principali sono quelli di valutatore, osservatore e certificatore delle iniziative di Formazione continua.
Che cos'è un valutatore?
Il valutatore è il soggetto preposto alla verifica dei requisiti in possesso dei provider e delle iniziative da loro organizzate. L'esito di tale valutazione determina l'accreditamento delle iniziative ed il numero di crediti formativi che esse riconoscono ai partecipanti.
Chi è il valutatore?
La Commissione nazionale per la Formazione continua; essa valuta le caratteristiche di provider ed iniziative di Formazione continua e, per quanto attiene i contenuti, si avvale di esperti delle professioni.
Chi è l'osservatore?
E' il soggetto che, per conto del Ministero della Salute, partecipa agli eventi accreditati e ne verifica la corrispondenza a quanto dichiarato dall'organizzatore nella richiesta di accreditamento.
Che cos'è un certificatore?
E' il soggetto istituzionale preposto a verificare che i professionisti abbiano conseguito i crediti formativi richiesti e che questi siano stati acquisiti partecipando ad iniziative di Formazione continua coerenti con gli obiettivi formativi generali e specifici.
Chi certificherà?
Per le professioni che ne sono dotate, Ordini e Collegi professionali. Per tutte le altre bisognerà attendere la riforma degli Ordini per sapere se confluiranno in istituzioni già presenti o se, in caso contrario, saranno responsabilizzate le Associazioni di categoria.
Valutatore, osservatore e certificatore possono essere provider?
No, nessuno di questi soggetti potrà essere provider. Lo stesso soggetto non può essere organizzatore di eventi di Formazione continua sui quali è chiamato ad esprimersi in fase di valutazione, osservazione e certificazione.
Si, ed è l'unica modalità di comunicazione tra utenza, provider e Ministero della Salute: http://ecm.sanita.it
Attualmente, nel progetto ECM esistono delle criticità?
Si, almeno tre:
il sistema di finanziamento del progetto;
i modelli organizzativi utili alla sua realizzazione;
l'utilità dei percorsi formativi.
E' sicuramente la prima domanda posta dalla maggior parte degli operatori sanitari. Più che legittima in una società come la nostra nella quale l'elemento economico arriva ad essere il metro secondo il quale le cose sono bene o male. Come ogni nuova iniziativa, anche questo progetto ha dovuto affrontare il problema dei finanziamenti. Le modalità attraverso le quali l'ECM sarà finanziata sono in via di definizione ma quel che da subito possiamo affermare è che le strutture sanitarie sono fortemente responsabilizzate. Alle aree di formazione, attraverso i Piani di formazione aziendale spetta, lo sforzo maggiore; esse dovranno costruire i percorsi che consentiranno ai dipendenti della struttura di conseguire la maggior parte dei crediti formativi richiesti. Si può quindi affermare che il problema del finanziamento non è tanto del singolo operatore quanto della struttura sanitaria nella quale esercita. La discussione per il rinnovo del contratto si occuperà sicuramente della questione e lavorerà per l'individuazione di fondi e la definizione delle modalità di spesa. Personalmente ritengo che oggi la spesa per la formazione continua non debba interessare i singoli operatori sanitari, se non in una minima parte, praticamente irrilevante. Ciò perché tra la quota che ricade sul singolo operatore ed il peso che la formazione continua ha ai fini della progressione di carriera deve esserci una proporzionalità diretta. Se, come è dichiarato nell'impianto del progetto ECM, la formazione continua serve principalmente a compensare l'obsolescenza dei saperi teorici e pratici, allora la spesa deve ricadere tutta sugli attori istituzionali. Diverso sarebbe se la formazione continua fosse letta come strumento di miglioramento qualitativo e quantitativo dei saperi e delle abilità del professionista; in questo secondo caso, essa diventerebbe la strada maestra per il miglioramento della propria posizione lavorativa ed i costi sostenuti dovrebbero essere considerati un investimento.
Come possiamo fare la formazione continua se siamo così pochi da non riuscire a fare le ferie?
Insieme a quello economico, il problema organizzativo si è posto da subito come elemento di criticità. Attenzione a non compiere l'errore di giudicare negativamente il progetto ECM sulla base di difficoltà organizzative. Come già sottolineato, l'ECM è una novità nel panorama sanitario e, come tale, richiede che ci si riorganizzi in modo tale da renderla parte integrante del sistema. Come per i finanziamenti, il problema è soprattutto a carico delle strutture sanitarie che, sempre attraverso i Piani di formazione aziendale, dovranno trovare modelli organizzativi che consentano agli operatori di conseguire i crediti formativi richiesti. Inoltre, nuove tipologie di formazione agevoleranno il raggiungimento dell'obiettivo: la formazione a distanza, cartacea od informatica, a differenza di quanto richiesto dai tradizionali Corsi d'aggiornamento, Giornate di studio, Congressi etc…, consentirà di conseguire crediti formativi senza doversi spostare dalle sedi di lavoro.
Come TSRM, cosa posso fare per far si che i percorsi di formazione continua ai quali partecipo mi siano davvero utili?
Quest'anno le aree di formazione delle diverse strutture sanitarie hanno tentato di consentire ai dipendenti di acquisizione i crediti formativi richiesti attraverso percorsi di formazione su temi di interesse generale quali 626, BLS, antincendio, relazione e comunicazione etc… Va da se che è una soluzione tampone, in attesa di progetti formativi di maggior articolazione e miglio specificità. Dal prossimo 2003, i percorsi formativi dovranno essere pertinenti con lo specifico professionale ed avere una forte ricaduta positiva sull’esercizio professionale. A tal fine è importantissimo il contributo dei singoli operatori sanitari che dovranno far conoscere alle aree di formazione le proprie reali esigenze formative.
“Comunque, riconsiderazioni a parte, la ECM segna una svolta, determina una sfida, chiama tutti a nuove responsabilità e sensibilità e nessuno deve potersi sottrarre, se si deve essere in linea con i tempi che, a confronto con il recente passato, sono travolgenti”.
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