Source: http://domoforum.it/2013/05/condizionatori-in-facciata-con-il-nuovo-condominio/
Timestamp: 2018-05-23 08:54:20+00:00
Document Index: 38160793

Matched Legal Cases: ['art. 1117', 'sentenza ', 'art. 1117', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1117']

Domoforum » Condizionatori in facciata con il Nuovo Condominio
Condizionatori in facciata con il Nuovo Condominio
art. 1117 c.c., Cassazione n. 1286/10, Condizionatori in facciata, Facciata condominiale, L. 220/2012, parti comuni edificio, riforma condominio, sentenza n. 851/07, Trib. Palermo 1 febbraio 2011
Che cos’é la facciata condominiale? Ora è certamente una parte comune la cui alterazione non può avvenire senza il consenso del Condominio.
L’art. 1117 c.c., nella sua formulazione precedente alla Riforma del Condominio (L. n. 220/12 che entra in vigore dal 18 giugno 2013), non menzionava la facciata tra le parti che devono considerarsi comuni, salvo diversa disposizione del titolo.
Ciò tuttavia non vuol dire che tale parte dell’edificio non dovesse essere considerata tale, ma la questione è stata per decenni dibattuta con alterne vicende.
Il Tribunale di Palermo in una sentenza del 1° febbraio 2011 pronuncia che “ secondo l’insegnamento della Suprema Corte, dal quale questo giudice non ha motivo di discostarsi le parti comuni di un edificio formano oggetto di un compossesso pro indiviso che si esercita diversamente a seconda che le cose, gli impianti ed i servizi siano oggettivamente utili alle singole unità immobiliari, a cui sono collegati materialmente o per destinazione funzionale (come ad esempio per suolo, fondazioni, muri mastri, facciata, lastrici solari ecc. (Cass. 16496/2005)) e ancora ” la facciata di prospetto di un edificio rientra nella categoria dei muri maestri ed, al pari di questi, costituisce una delle strutture essenziali ai fini dell’esistenza stessa dello stabile Unitariamente considerato,………… (Trib. Palermo 1 febbraio 2011).
La Cassazione con la sentenza n. 851/07 stabiliva che per decoro “deve intendersi l’estetica data dall’insieme delle linee e delle strutture che connotano lo stabile stesso e gli imprimono una determinata, armonica fisionomia, e che quindi contribuiscono a conferirgli una specifica identità”
Inoltre “nessuna influenza in proposito può essere riconosciuta alla maggiore o minore visibilità di esse o alla loro non visibilità in relazione ai diversi possibili punti di osservazione rispetto all’edificio condominiale, trattandosi di una tutela accordata in sè e per sè a prescindere da situazioni contingenti in quanto correlata soltanto alla esigenza di salvaguardare determinate caratteristiche architettoniche unitariamente considerate dello stabile condominiale”
Quanto sopra già sbaragliava alcune regole precedenti per cui una modificazione di facciata avveniva allorquando tale modifica potesse ravvisarsi ad esempio dalla pubblica via, allontanandosi dal piede del fabbricato di una certa distanza.
Per facciata secondo il dizionario deve intendersi la “ parte anteriore esterna di un edificio, dove si trova l’ingresso principale; parte esterna di qualsiasi lato del suo perimetro” (Il Sabatini Coletti).
In sostanza i muri perimetrali dello stabile con i componenti accessori quali finestre balconi e decorazioni costituiscono la facciata.
E’ indifferente se tali parti dell’edificio siano muri portanti o se la struttura della costruzione sia realizzata in struttura in cemento armato chiusa da murature o pannelli di riempimento: in entrambi i casi si tratterà sempre di facciata.
In ragione di queste considerazioni è evidente che tutti i comproprietari di unità immobiliari ubicate nell’edificio siano comproprietari della facciata in quanto la stessa, sostanziandosi di fatto nei muri perimetrali e/o maestri, è da considerarsi comune a tutti ex art. 1117 c.c., soprattutto ora.
Con l’entrata in vigore, il 18 giugno, della legge di riforma del condominio (n. 220/12) non vi sono infatti più dubbi: la facciata in senso lato, (quindi anche i sottoportici, il tetto e le parti esterne, magari non visibili dalla pubblica via), farà parte della categoria delle parti comuni (articoli 1117 n. 1 Codice civile) di proprietà di tutti i condomini.
La facciata svolge anche funzioni accessorie che possono essere liberamente esercitate anche dal singolo condomino, purché sia consentito il pari uso agli altri, non si muti la destinazione della facciata e inoltre non si arrechi danno al decoro dell’edificio, inteso quest’ultimo come un bene comune il cui mantenimento è tutelato a prescindere dalla validità estetica assoluta delle modifiche che si intendono apportare (Cassazione n. 1286/10).
L’alterazione del decoro può avvenire anche con la realizzazione di opere minime ma che vanno a cambiare l’originario aspetto anche soltanto di singoli elementi o punti del fabbricato.
La facciata può consentire l’appoggio di insegne pubblicitarie, di targhe professionali o commerciali e persino di canne fumarie, sempre nel rispetto degli interessi degli altri condomini e purché il regolamento non lo vieti.
L’installazione dei condizionatori non sempre ha trovato univoca soluzione da parte dei giudici e che deve essere spesso valutata di volta in volta in ragione del diverso impatto visivo che il manufatto può avere sull’aspetto architettonico dell’edificio.
A queste condizioni può ritenersi legittima l’installazione da parte del singolo condomino di un impianto di condizionamento sulla facciata esterna o interna dello stabile condominiale, a condizione che si tratti di un manufatto di piccole dimensioni che, come tale, non vada a stravolgere l’armonia della facciata stessa e che magari si inserisca in essa, per colore e posizione, quasi a scomparire (Cassazione numero 12343/03).
Una volta rispettato il decoro, anche una maggioranza semplice può ritenersi sufficiente.