Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/Lavoro/ultime_pubblicate/2
Timestamp: 2020-05-30 17:51:51+00:00
Document Index: 95332007

Matched Legal Cases: ['art. 72', 'art. 2118', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art 1453', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 5']

Riscossione dei crediti previdenziali, fallimento del debitore e ammissione al passivo in base al mero estratto di ruolo da integrare con la produzione dei documenti giustificativi.
Ai fini della riscossione dei crediti previdenziali, le pretese iscritte a ruolo dalle società concessionarie per la riscossione sono sottoposte, in caso di fallimento del debitore, al rito dell'accertamento del passivo ex artt. 92 e ss. l.fall., nel cui ambito la relativa domanda di ammissione è proponibile in base al mero estratto di ruolo (da integrare con la produzione dei documenti giustificativi, in ipotesi di contestazione da parte del curatore), senza che sia richiesta la previa notifica della cartella di pagamento. All'estratto di ruolo può ritenersi equivalente l'avviso di addebito emesso dall'INPS avendo lo stesso efficacia di titolo esecutivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 October 2019, n. 24589.
Fallimento del datore di lavoro, sospensione del rapporto di lavoro subordinato e indennità sostitutiva del preavviso.
In caso di fallimento del datore di lavoro, salvo che sia stato autorizzato l'esercizio provvisorio, il rapporto di lavoro entra in una fase di sospensione fino a quando il curatore non abbia effettuato la dichiarazione ai sensi dell'art. 72, comma 2, l.fall. di volersi sciogliere dal contratto, per effetto della quale il lavoratore ha diritto di insinuarsi al passivo anche per l'indennità sostitutiva del preavviso ex art. 2118 c.c., non configurandosi il recesso del curatore per giusta causa ed attesa la natura indennitaria e non risarcitoria di tale importo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31 July 2019, n. 20647.
Controllo sui lavoratori tramite sistemi automatizzati di gestione del magazzino.
Appalto di servizi - Intermediazione di mano d’opera - Sistemi automatizzati di gestione del magazzino - Controllo sui lavoratori da parte della committente - Art. 29 d.lgs. 276/03.
La nozione di subordinazione risente dell’evoluzione tecnologica che, specie nei settori “labour intensive”, ha rimesso alle macchine la guida intelligente del processo produttivo. Nella specie, versandosi in un caso di appalto dei servizi di logistica, le istruzioni di lavoro pervenivano agli addetti tramite messaggi video o vocali governati da software della committente, rimettendo ai preposti della cooperativa appaltatrice forme di controllo non dissimili da quelle di un capo reparto, senza alcuna discrezionalità organizzativa.
La raccolta dei dati inerenti le operazioni compiute dai singoli lavoratori, traducendosi in un potenziale controllo a distanza degli stessi, ancorchè non siano specificate le modalità di conservazione e gli scopi della raccolta, costituisce ulteriore manifestazione di un potere datoriale.
Ne consegue che i ricorrenti devono considerarsi dipendenti della società committente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 16 July 2019.
Efficacia probatoria delle buste paga rilasciate al lavoratore.
In tema di accertamento dello stato passivo, le buste paga rilasciate al lavoratore dal datore di lavoro ove munite, alternativamente, della firma, della sigla o del timbro di quest'ultimo, possono essere utilizzate come prova del credito oggetto di insinuazione, considerato che ai sensi dell'art. 3 della l. n. 4 del 1953 la loro consegna al lavoratore è obbligatoria, ferma restando la facoltà del curatore di contestarne le risultanze con altri mezzi di prova, ovvero con specifiche deduzioni e argomentazioni volte a dimostrarne l'inesattezza, la cui valutazione è rimessa al prudente apprezzamento del giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 July 2019, n. 18169.
L’applicabilità retroattiva della maxi-sanzione da lavoro sommerso, ex art. 4, lettera b, legge 4 novembre 2010 n. 183 al vaglio della Corte Costituzionale.
Lavoro ed occupazione - Impiego di lavoratori irregolari - Sanzione amministrativa pecuniaria - Criteri Engel - Illegittimità costituzionale ed incompatibilità alla normativa europea - Applicazione retroattiva della disposizione più favorevole.
E’ rilevante non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, lettera b, legge 4 novembre 2010 n. 183 nella parte in cui non prevede la sua applicabilità retroattiva a fatti commessi antecedentemente alla sua entrata in vigore. (1) (Teresa Vuolo) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 03 July 2019.
Il dipendente non può rispondere degli illeciti contrattuali contestati alla banca.
Il fatto dell’ausiliare costituisce una fattispecie di inadempimento imputabile al debitore e come tale può dare luogo a carico di costui, oltre all’obbligo di risarcimento dei danni, alla risoluzione del contratto nell’ipotesi di cui all’art 1453 cod civ. ovvero all’annullamento o alla pronuncia di nullità del contratto. Corollario di ciò è che il fatto dannoso e l’obbligo risarcitorio rimangono a carico esclusivo del committente, che si avvale dell’ausiliario quale strumento di esecuzione della prestazione, purché il fatto dell’ausiliario non esorbiti dall’area della normalità esecutiva del contratto e sempre che esista il rapporto di occasionalità necessaria. (Piero Cecchinato) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 02 July 2019.
Mobilità straordinaria docenti provenienti da G.A.E. (graduatorie ad esaurimento).
Trattamento deteriore del docente proveniente da G.A.E. (graduatorie ad esaurimento), in sede di mobilità, rispetto ai docenti assunti e provenienti da graduatorie di merito del concorso 2012.
La contrattazione collettiva ed i provvedimenti ministeriali (Ordinanza) non possono introdurre canali di mobilità interprovinciale preferenziale in favore dei docenti assunti e provenienti dalle graduatorie del concorso del 2012 rispetto agli assunti da G.A.E., in quanto tale preferenza non è sorretta da una fonte primaria, ma si inserisce in un contesto di parificazione a livello normativo. (Nicola Di Benedetto) (riproduzione riservata) Appello Campobasso, 29 June 2019.
Inapplicabilità della nuova disciplina agli infortuni sul lavoro verificatisi ed alle malattie professionali denunciate prima della sua entrata in vigore.
Modifiche dell’art. 10 del d.P.R. n. 1124 del 1965 introdotte dalla l. n. 145 del 2018 – Retroattività – Esclusione – Fondamento – Conseguenze.
La l. n. 145 del 2018 non contiene criteri di interpretazione autentica dell’art. 10 del d.P.R. n. 1124 del 1965, cui, viceversa, ha apportato modifiche innovative e non retroattive, con la conseguente inapplicabilità della disciplina novellata agli infortuni sul lavoro verificatisi ed alle malattie professionali denunciate prima della sua entrata in vigore, anche in relazione ai giudizi ancora in corso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 26 June 2019.
Recupero del TFR in caso di fallimento del datore di lavoro: il Fondo di Garanzia INPS deve attenersi allo stato passivo esecutivo.
Rapporto di lavoro subordinato – Fallimento del datore di lavoro – Credito per TFR non versato – Ammesso al passivo fallimentare – Subentro ex lege del Fondo di garanzia INPS – Sussiste – Contestazione del credito accertato da parte del Fondo – Inammissibilità.
[Nella fattispecie, l'INPS aveva liquidato al lavoratore un importo inferiore al credito ammesso al passivo, avendone detratta la somma asseritamente versata dal datore di lavoro a un fondo di previdenza complementare, circostanza contestata dal ricorrente.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 10 June 2019.
L’utilizzo del telefono aziendale per rivelare notizie ai concorrenti è giusta causa di licenziamento.
Rapporto di lavoro subordinato – Utilizzo del cellulare aziendale per conversazioni private – Diffusione di informazioni aziendali riservate – Verso aziende concorrenti – Giusta causa di risoluzione del rapporto di lavoro – Sussiste.
Costituisce grave illecito disciplinare il comportamento della dipendente che, oltre ad installare indebitamente un profilo facebook sul telefono aziendale nella propria esclusiva disponibilità e a impiegare tale dispositivo per intrattenere conversazioni private durante le ore di lavoro, riveli per il tramite del predetto dispositivo informazioni notizie riservate afferenti all'impresa ad aziende concorrenti dirette, che possono anche solo potenzialmente agevolare l'attività di impresa rivali. Simili circostanze sono senz'altro idonee integrare il precetto normativo della giusta causa con lesione irrimediabile del vincolo fiduciario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 10 June 2019.
Nella successione di licenziamenti, ogni atto di recesso è autonomo dagli altri.
Rapporto di lavoro subordinato – Successione di licenziamenti – Autonomia di ciascun atto di recesso – Affermazione.
Nella fattispecie della cd. successione di licenziamenti, ove il datore di lavoro intimi al lavoratore un secondo licenziamento in pendenza del giudizio di impugnazione del primo, i due licenziamenti sono autonomi tra loro e incidono in momenti diversi sullo stesso rapporto di lavoro. Essi costituiscono due distinte e separate manifestazioni della volontà negoziale del datore di recedere dal rapporto, e la loro coesistenza non costituisce di per sè motivo di infondatezza di entrambi gli atti di recesso. Il secondo licenziamento produce effetti solo se il giudice abbia ricostituito il rapporto di lavoro all'esito della trattazione dell'impugnazione del primo licenziamento intimato, in quanto, in caso contrario, laddove sia dichiartata la risoluzione del rapporto in sede di trattazione del primo licenziamento, il secondo licenziamento dovrà considerarsi inutiliter dato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 10 June 2019.
Amministrazione straordinaria (Alitalia) e requisiti per il riconoscimento al dirigente della indennità supplementare di cui all'accordo 27 aprile 1995.
Alitalia – Dirigente – Indennità supplementare – Riconoscimento – Presupposti – Risoluzione del rapporto di lavoro – Stato di disoccupazione – Esclusione – Trasferimento diretto – Esclusione.
L’unico requisito, per il godimento della indennità supplementare di cui all'accordo interconfederale del 27 aprile 1995, è rappresentato dalla risoluzione del rapporto di lavoro in essere da parte del datore di lavoro e non già dalla dimostrazione, da parte del lavoratore, dello stato di disoccupazione successivo al licenziamento. La norma contrattuale in esame prevede, infatti, la risoluzione da parte dell'amministrazione straordinaria del rapporto di lavoro a tempo indeterminato motivato da esigenze di ristrutturazione, riorganizzazione, riconversione ovvero crisi aziendale, come unica (e necessaria) condizione per l'erogazione della contestata indennità supplementare.
Sulla base del D.L. n. 347 del 2003, art. 5, comma 2 ter, le modalità di passaggio dei lavoratori impiegati dalla società in amministrazione straordinaria a quella subentrate prevedono: a) la cessione immediata del rapporto di lavoro dall'impresa cedente a quella subentrante; b) la cessione del rapporto di lavoro tra le due imprese, ma con effetto posticipato al termine di un periodo di collocamento in cassa integrazione dei dipendenti ceduti; c) il licenziamento dei lavoratori e l'assunzione di un obbligo di riassunzione (immediata o posticipata nel tempo) da parte della impresa cessionaria.
Ne consegue che, solo nelle prime due ipotesi sopra indicate, si può fondatamente ravvisare un trasferimento diretto del rapporto di lavoro preesistente alle dipendenze dell'impresa in amministrazione straordinaria (con tutte le conseguenze in ordine al mantenimento del trattamento normativo e contrattuale discendente dal precedente rapporto lavorativo), posto che, nella terza ipotesi sopra prospettata, interviene, comunque, un'interruzione del rapporto di lavoro con l'impresa in a.s. e l'instaurazione (se dimostrato) di un nuovo rapporto di lavoro con la cessionaria, che potrebbe, in ipotesi, realizzarsi anche a distanza di tempo dal recesso datoriale qui in considerazione, in conseguenza dell'obbligo di riassunzione assunto dall'impresa cessionaria.
Ne discende, come ulteriore conseguenza, che, nella terza ipotesi presa in esame, esiste realmente un concreto "rischio da disoccupazione" determinato dal licenziamento, rischio la cui ricorrenza legittima l'erogazione dell'indennità supplementare, in aggiunta agli altri emolumenti contrattuali e normativi discendenti dalla cessazione del rapporto di lavoro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 May 2019, n. .
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