Source: http://www.professionisti.it/enciclopedia/voce/208/Accordi-matrimoniali
Timestamp: 2018-06-21 13:43:32+00:00
Document Index: 69587025

Matched Legal Cases: ['art. 167', 'art. 162', 'art. 2647', 'art. 555', 'art. 2913', 'art. 2808']

A cosa servono e come vengono stipulati gli accordi matrimoniali
Accordi matrimoniali: definizione
Le convenzioni matrimoniali, gli accordi matrimoniali o prematrimoniali vengono utilizzati principalmente per regolare il regime patrimoniale tra i futuri sposi e detti accordi sono stipulabili ai sensi dell’articolo 162 codice civile anche dai coniugi, cioè in corso di matrimonio possono modificare il regime patrimoniale e l’indirizzo di vita comune ricorrendo proprio al regime di autonomina negoziale della convenzione matrimoniale.
Si fa osservare che gli accordi possono disciplinare quegli indirizzi di vita comune (di cui all’articolo 144 codice civile) per tentare di definire il progetto di vita comune che potrebbe essere influenzato dalla convivenza quotidiana.
In sostanza la convenzione/accordo matrimoniale ha l’effetto negoziale costitutivo dei reciproci poteri di agire con effetti vincolanti tra i coniugi e potrebbe servire a costituire il fondamento per il futuro ménage familiare ovvero il collante per una stabile vita familiare.
Infatti con gli accordi i futuri sposi stabiliscono quali saranno gli indirizzi di vita comune posti alla base del nucleo familiare nascente e di gestione del matrimonio.
Si evidenzia che nel nostro ordinamento giuridico gli accordi matrimoniali sono nulli quando riguardano la disposizione di diritti che sorgono successivamente, con la eventuale richiesta di separazione e/o divorzio (a titolo esemplificativo ci si riferisce al diritto di mantenimento il quale è indisponibile).
Gli accordi matrimoniali/prematrimoniali/convenzioni matrimoniali devono essere realizzati mediante un atto pubblico trascritto ex articolo 2647 codice civile e ai fini della pubblicità dichiarativa va annotato a margine dell’atto di matrimonio.
L’annotazione di cui al comma 4 dell’articolo 162 codice civile è l’unica forma di pubblicità idonea ad assicurare l’opponibilità della convenzione matrimoniale ai terzi, mentre la trascrizione di cui all’articolo 2647 codice civile ha funzione di mera pubblicità-notizia.
Gli accordi matrimoniali vengono stipulati in virtù del principio di autonomia negoziale di cui all’articolo 1322 codice civile e devono essere leciti e meritevoli di tutela ed incontrano i seguenti limiti: divieto di costituzione di dote (articolo 166 bis codice civile); inderogabilità, in caso di modifica della comunione legale, delle norme relative all’amministrazione dei beni della comunione e all’uguaglianza delle quote (articolo 210 comma 3 codice civile); sono escluse dall’autonomia negoziale le determinazioni sulla potestà di contribuzione dei coniugi.
In caso di stipula di accordi matrimoniali, nell’ipotesi in cui vi sia un disaccordo tra i coniugi, gli stessi possono chiedere al Giudice l’applicazione di quanto previsto nella convenzione ex articolo 145 codice civile ovvero se vi fosse un inadempimento, gli accordi di cui alla convenzione hanno rilevanza anche nelle questioni da sottoporre in sede di una eventuale separazione.
Tra le convenzioni matrimoniali c’è la costituzione del fondo patrimonialeprevista dall'art. 167 c.c., così come stabilito dall'art. 162 c.c. per tutte le convenzioni matrimoniali, è opponibile ai terzi esclusivamente a partire dalla data dell'annotazione a margine dell'atto di matrimonio nei registri dello stato civile, non potendosi retrodatare la produzione degli effetti alla data di proposizione della domanda di annotazione od anticiparli alla data della trascrizione effettuata ex art. 2647 c.c. ed avente l'esclusiva funzione di pubblicità-notizia.
Pertanto, se il pignoramento immobiliare è eseguito, nelle forme dell'art. 555 c.p.c., prima dell'annotazione, la costituzione del fondo patrimoniale non ha effetto nei confronti del creditore pignorante e di quelli che intervengono nell'esecuzione, sussistendo l'inefficacia degli atti di disposizione del bene pignorato, prevista dall'art. 2913 c.c., che comprende non solo gli atti di alienazione in senso stretto, ma anche tutti gli atti di disposizione del patrimonio del debitore dai quali possa comunque derivare una sostanziale diminuzione della possibilità per il creditore pignorante o per i creditori intervenuti di soddisfarsi sui beni in questione.
Allo stesso risultato si perviene quando il pignoramento sia successivo all'annotazione, ma l'ipoteca (nella specie giudiziale) sia stata iscritta precedentemente, in quanto con l'iscrizione sorge immediatamente per il creditore il potere di espropriare il bene, ex art. 2808 c.c., con prevalenza rispetto ai vincoli successivi. Cfr. Cassazione civile sez. III, 24 gennaio 2012, n. 933; Cass., sez. III, sent. 30 settembre 2008 n. 24332.
I futuri sposi, i nubendi o i coniugi stipulano una convenzione matrimoniale, un accordo matrimoniale o un accordo prematrimoniale tramite atto pubblico che va trascritto ed annotato a margine dell’atto di matrimonio, pertanto, si rivolgono all'avvocato per tutta la consulenza e parere del caso e, successivamente, per formalizzare l'accordo si rende necessario l'intervento del notaio.
E’ possibile stipulare accordi matrimoniale per stabilire l’assegno di divorzio?
In Italia simili pattuizioni sono considerate nulle dalla legge. La Corte di Cassazione continua a ribadire che l’esistenza di un accordo preventivo in vista di una futura rottura potrebbe condizionare la persona che ovviamente deve restare libera, anche da eventuali considerazioni di carattere economico/patrimoniale.
Nell’accordo matrimoniale posso prevedere le condizioni per l’eventuale separazione?
No, in Italia non è consentito perché il nostro diritto familiare è legato alle condizioni di fatto nel momento in cui le condizioni e presupposti per la separazione si verificano ed in virtù del principio secondo il quale un diritto per essere regolato deve essere disponibile.
Cosa si può prevedere nell’accordo matrimoniale?
L’indirizzo di vita comune, su come dividere i compiti di cura e di educazione, dividere i compiti organizzativi ed i contributi economici, il regime patrimoniale della famiglia.
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