Source: http://www.linobellagamba.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10250:free-il-problema-del-raggruppamento-orizzontale-nei-lavori&catid=13&Itemid=369
Timestamp: 2018-12-10 22:27:54+00:00
Document Index: 111109432

Matched Legal Cases: ['art. 92', 'art. 48', 'art. 92', 'art. 92', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 92', 'art. 217', 'art. 92', 'art. 92', 'art. 83', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 92', 'art. 37', 'art. 61', 'art. 92', 'art. 148', 'art. 12', 'art. 36', 'art. 30', 'art. 89', 'art. 80']

“FREE” – IL PROBLEMA DEL RAGGRUPPAMENTO ORIZZONTALE NEI LAVORI
Ma qual è la versione attuale del d.P.R. 207/2010, art. 92, comma 2?
Si osserva che «la disciplina del raggruppamento temporaneo di imprese è improntata in funzione prettamente pro-concorrenziale, al fine di permettere ad un’impresa, che non dispone in misura sufficiente dei requisiti tecnici o economici necessari a partecipare ad una determinata gara di appalto, di associarsi ad altre imprese per incrementare i propri requisiti di qualificazione, ai fini della partecipazione alla gara stessa.
5.1 L’art. 48 d.lgs. 50/2016 chiarisce sul punto che gli imprenditori partecipanti al raggruppamento devono essere qualificati e che nell’offerta devono essere specificate le categorie di lavori che saranno eseguite dai singoli operatori economici riuniti. Con la stessa disposizione il legislatore si è preoccupato di disciplinare anche la materia della responsabilità delle imprese, chiarendo che l’offerta del raggruppamento determina una responsabilità solidale delle imprese riunite nei confronti della stazione appaltante e che, comunque, anche nelle ipotesi di lavori scorporabili, nei quali può ricorrere una responsabilità dell’impresa limitata alle prestazioni di rispettiva competenza, rimane sempre ferma la responsabilità solidale della mandataria. Inoltre il comma 15 del citato articolo di legge chiarisce espressamente che per tutte le operazioni e gli atti di qualsiasi natura dipendenti dall’appalto spetta alla mandataria la rappresentanza esclusiva dei mandanti nei confronti della stazione appaltante.
5.2 In forza dell’autonomia imprenditoriale, caratterizzante il contratto d’appalto, le imprese riunite in raggruppamenti temporanei sono libere di definire l’entità delle rispettive quote di partecipazione al raggruppamento, con l’unico limite di rispettare i requisiti di qualificazione posseduti. L’art. 92, comma 2 del D.P.R. 207/2010 (c.d. Regolamento Appalti), infatti, prescrive che le quote di partecipazione indicate in sede di offerta possono essere liberamente stabilite entro i limiti consentiti dai requisiti di qualificazione posseduti dall’associato».
Qui si cita il tuttora vigente d.P.R. 207/2010, art. 92, comma 2, nella versione risultante dalla modifica recata dal D.L. 28 marzo 2014 n.47, convertito nella L. 23 maggio 2014, n. 80, art. 12, comma 9 (in grassetto le parti – soppresse o aggiunte – oggetto di modifica):
“2. Per i raggruppamenti temporanei di cui all'articolo 34, comma 1, lettera d), del codice, i consorzi di cui all'articolo 34, comma 1, lettera e), del codice [,] ed i soggetti di cui all'articolo 34, comma 1, lettera f), del codice, di tipo orizzontale, i requisiti di qualificazione economico-finanziari e tecnico-organizzativi richiesti nel bando di gara per l’impresa singola devono essere posseduti dalla mandataria o da [una] un’impresa consorziata nella misura minima del [quaranta] 40 per cento [dell'importo dei lavori;] e la restante percentuale [è posseduta] cumulativamente dalle mandanti o dalle altre imprese consorziate ciascuna nella misura minima del [dieci] 10 per cento [dell'importo dei lavori]. [I lavori sono eseguiti dai concorrenti riuniti in raggruppamento temporaneo nella percentuale corrispondente alle quote di partecipazione, nel rispetto delle percentuali minime di cui al presente comma.] Le quote di partecipazione al raggruppamento o consorzio, indicate in sede di offerta, possono essere liberamente stabilite entro i limiti consentiti dai requisiti di qualificazione posseduti dall’associato o dal consorziato. Nell’ambito dei propri requisiti posseduti, la mandataria in ogni caso assume, in sede di offerta, i requisiti in misura percentuale superiore rispetto a ciascuna delle mandanti con riferimento alla specifica gara. I lavori sono eseguiti dai concorrenti riuniti secondo le quote indicate in sede di offerta, fatta salva la facoltà di modifica delle stesse, previa autorizzazione della stazione appaltante che ne verifica la compatibilità con i requisiti di qualificazione posseduti dalle imprese interessate.”
Ma l’art. 12, comma 9, del sopra menzionato convertito D.L. – che appunto aveva modificato il d.P.R. 2017/2010, art. 92, comma 2 – è stato espressamente abrogato dal nuovo codice dei contratti. Così stabilisce il D.Lgs. 50/2016, art. 217, comma 1:
«Fermo restando quanto previsto dall'articolo 216, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente codice, sono o restano abrogati, in particolare:
nn) l’articolo 12, commi 3, 5, 8, 9 e 11, del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80;
Qualcuno desume che il d.P.R. 207/2010, art. 92, comma 2, sia comunque fonte consolidata a prescindere dalla pur mirata abrogazione sopravvenuta della disposizione di legge che aveva modificato il d.P.R. 207/2010, art. 92, comma 2, medesimo.
A noi sembra invece di dover dedurre che – miratamente abrogata la legge che aveva recato la modifica – sia tornata in essere la formulazione anteriore:
«Per i raggruppamenti temporanei di cui all'articolo 34, comma 1, lettera d), del codice, i consorzi di cui all'articolo 34, comma 1, lettera e), del codice, ed i soggetti di cui all'articolo 34, comma 1, lettera f), del codice, di tipo orizzontale, i requisiti di qualificazione economico-finanziari e tecnico-organizzativi richiesti nel bando di gara devono essere posseduti dalla mandataria o da una impresa consorziata nella misura minima del quaranta per cento dell'importo dei lavori; la restante percentuale è posseduta cumulativamente dalle mandanti o dalle altre imprese consorziate ciascuna nella misura minima del dieci per cento dell’importo dei lavori. I lavori sono eseguiti dai concorrenti riuniti in raggruppamento temporaneo nella percentuale corrispondente alle quote di partecipazione, nel rispetto delle percentuali minime di cui al presente comma. Nell’ambito dei propri requisiti posseduti, la mandataria in ogni caso assume, in sede di offerta, i requisiti in misura percentuale superiore rispetto a ciascuna delle mandanti con riferimento alla specifica gara».
Tutto ciò comporta quanto segue.
1) La capogruppo deve possedere la qualificazione in misura maggioritaria ed eseguire anche le prestazioni nella stessa misura. Il principio è del resto in linea con la previsione di cui all’art. 83, comma 8, terzultimo periodo del codice, quale modificato dal “correttivo”: «La mandataria in ogni caso deve possedere i requisiti ed eseguire le prestazioni in misura maggioritaria». L’interpretazione che la “plenaria” darà sull’art. 48, comma 4, del D.Lgs. 50/2016, non potrà – per la capogruppo – andare oltre il chiaro disposto normativo.
2) La questione si porrà solo per la mandante. Se la “plenaria” riterrà che non sussista più il principio della corrispondenza sostanziale fra qualificazione posseduta ed eseguibilità della quota di appalto assunta, solo allora la conseguenza sarà che l’art. 48, comma 4, del codice – così come interpretato dalla “plenaria” stessa – avrà comportato l’abrogazione tacita (ma solo per la mandante, si ripete) del penultimo periodo del comma 2 dell’art. 92 del vecchio regolamento: «I lavori sono eseguiti dai concorrenti riuniti in raggruppamento temporaneo nella percentuale corrispondente alle quote di partecipazione, nel rispetto delle percentuali minime di cui al presente comma».
Se la “plenaria” dovesse determinare un tal esito, si tornerebbe al raggruppamento orizzontale “storico”, quello in cui la mandante sarebbe legittimata ad eseguire una quota d’appalto in cui pure non sarebbe qualificata come classifica posseduta, in quanto sarebbe necessaria e sufficiente la qualificazione del raggruppamento (o del sub-raggruppamento) nel suo complesso.
Recata tutta la premessa, non convince del tutto quanto afferma il proseguio della sentenza.
«5.3 Va ricordato che il previgente obbligo della corrispondenza tra quote di partecipazione e quote di esecuzione dei lavori è ormai venuto meno con l’abrogazione, in forza del d.l. 47/2014, del comma 13 dell’art. 37 del d.lgs. 163/2006.
6.0 Un tanto premesso è evidente che le diverse quote, ossia quelle di partecipazione, di qualificazione e di esecuzione relative ai diversi soggetti che partecipano in associazione temporanea di imprese ad una gara pubblica devono essere tra di loro tenute distinte e non possono essere equiparate o confuse.
6.1 Come precisato il legislatore prescrive che le quote di partecipazione non siano eccedenti rispetto ai requisiti di qualificazione e precisa che le quote di esecuzione sono suscettibili di modifica nei limiti della compatibilità con i requisiti di qualificazione delle singole imprese.
6.2 Ciò premesso rileva il Collegio che è del tutto pacifico che ai fini della presente gara il R.T.I. aggiudicatario nel suo complesso ha, ed ha sempre avuto, il requisito di qualificazione richiesto, in forza non solo della qualificazione della mandataria E.Ma.Pri.Ce. nella categoria prevalente OG4 in classifica illimitata, ma pure anche in ciascuna delle categorie scorporabili, con particolare riguardo alla categoria OG3, in forza del possesso di qualificazione SOA nella classifica VIII, che la ammetterebbe, quindi, già da sola ad eseguire l’intera quota di lavori indipendentemente dal contributo di altri operatori economici.
Tale circostanza, del tutto pacifica, dimostra, quindi, che nel presente caso le imprese del raggruppamento aggiudicatario non si sono associate temporaneamente per incrementare i requisiti di qualificazione ai fini della partecipazione alla gara - che costituisce in definitiva la ragione sottostante alla disciplina legislativa dei raggruppamenti temporanei, la cui violazione viene qui lamentata dalle imprese ricorrenti -, ma evidentemente al fine di sfruttare al meglio le sinergie per una miglior organizzazione dei lavori e dell’organizzazione della logistica di cantiere.
7.0 Passando agli elementi fattuali della vicenda va evidenziato che in sede di offerta il R.T.I. E.Ma.Pri.Ce. ha indicato nell’allegato A1 dell’offerta le seguenti quote di partecipazione al raggruppamento: 58,94 % E.Ma.Pri.CE., 14,37 % Nordbau Peskoller srl, 14,04% Karl Wieser snc, 8,30% Niederwieser Bau srl e 4,37 % Transbagger srl, allegando anche indicazioni in merito alle singole qualificazioni SOA possedute da ogni partecipante al raggruppamento. Tali quote di partecipazione al raggruppamento temporaneo sono state indicate - alla pari anche delle altre imprese parti processuali – in un’unica quota percentuale riferita ai lavori nel loro complesso, e quindi in modo differente rispetto all’indicazione delle quote di esecuzione dei lavori da affidare, le quali, invece, sono state indicate con riferimento ad ogni singola impresa e categoria di lavori.
Contrariamente a quanto sostenuto dalle imprese ricorrenti, queste quote di partecipazione non sono state rimodulate in sede di verifica dei requisiti, come emerge anche dalla specifica richiesta dell’amministrazione e relativa risposta del raggruppamento (“non abbiamo proceduto a rimodulare le quote di partecipazione di ciascuna impresa al Raggruppamento”, doc. 33).
Ciò che è stato leggermente modificato sono, invece, le singole quote di esecuzione dei lavori, le quali sono state rimodulate comunque nel rispetto del possesso delle qualificazioni in relazione alle singole categorie di lavorazioni che le imprese partecipanti al raggruppamento verranno ad assumere.
7.1 Come già chiarito sopra, una simile modifica delle quote di esecuzione delle lavorazioni è pacificamente ammessa in sede di esecuzione del contratto e, pertanto, non ravvisa il Collegio motivi per escluderla in un momento di poco anteriore, a maggior ragione in un caso come il presente, in cui alcun dubbio può sorgere in merito all’affidabilità ed alla responsabilità del raggruppamento stesso che è ampiamente qualificato per l’esecuzione dei lavori oggetto di contratto, in quanto già da solo il mandatario possiede i necessari requisiti.
7.2 Non convince la tesi dei ricorrenti che nel presente caso i requisiti speciali di partecipazione andrebbero verificati anche in forza delle quote di esecuzione dei lavori dichiarate in sede di gara, in quanto nel caso di specie sussisterebbe una piena corrispondenza tra quote di partecipazione e quote di esecuzione, e che queste ultime sarebbero immodificabili, “poiché si tratterebbe di una modifica sostanziale dell’offerta attuata.”
Come già chiarito, a livello normativo è venuta meno la corrispondenza tra quote di partecipazione e quote di lavori, nonché è stata fatta espressamente salva la possibilità di modifica di queste ultime in sede esecutiva. In giurisprudenza si è poi precisato che le quote di esecuzione, al fine di renderle coerenti con i requisiti di qualificazione posseduti, sono suscettibili di modifica già in sede di offerta (C.d.S., sez. V, sent. 5160/2017), nonché che non necessariamente i requisiti rilevanti per la fase di esecuzione del contratto devono essere posseduti già al momento della presentazione dell’offerta (C.d.S., sez. V, sent. 3303 dd. 5.7.2017). Ne consegue, quindi, che la possibilità di modificare dopo l’aggiudicazione le quote originarie di esecuzione rispetto a quelle di partecipazione costituisce un elemento del tutto irrilevante perché non concerne l’ammissione alla gara connessa, invece, alle quote di qualificazione e di partecipazione quali requisiti di partenza.
In secondo luogo non si rinviene alcuna disposizione del Disciplinare di gara che vieti la modifica delle quote di esecuzione indicate in offerta. Tale punto permette, quindi, anche di soprassedere al motivo del ricorso incidentale, tendente appunto all’annullamento della disposizione della lex specialis, di cui al punto 2. par. 2.4, qualora intesa nel senso voluto dalle ricorrenti principali.
7.3 Chiarito che nel presente caso non si pone questione sul fatto che il raggruppamento aggiudicatario era ab origine adeguatamente qualificato per partecipare alla gara, resta da verificare se le quote di esecuzione, come rimodulate, siano compatibili con i requisiti di qualificazione delle singole imprese.
Dalla dichiarazione del r.t.i. E.Ma.Pri.Ce. di data 27.11.2017 (doc. 33 PAB) risulta che l’impresa capogruppo eseguirà il 100% dei lavori della categoria OG4, nonché il 76,02% della categoria OS21 e la quota del 10,12% della categoria OG3. Dal confronto con l’attestazione SOA relativa all’impresa E.Ma.Pri.Ce. S.p.a. (doc. 29 PAB) si evince che la medesima è adeguatamente qualificata per eseguire queste quote di lavori.
Analoga considerazione può essere fatta in relazione alla mandante Karl Wieser s.n.c., la quale andrà ad eseguire la quota del 38,63% delle lavorazioni di cui alla categoria a qualificazione obbligatoria OG3. Anche volendo considerare l’importo di tale categoria ammontante ad Euro 16.043.867,65, e quindi comprensivo dell’importo degli oneri di sicurezza, i quali a rigore andrebbero ripartiti in proporzione su tutte le categorie di lavori, va comunque affermato che l’impresa Wieser, essendo qualificata in categoria OG3 per la classe V (doc.30 PAB), può beneficare ai fini dell’esecuzione dei lavori dell’incremento di un quinto, di cui all’art. 61, comma 2, D.P.R. n. 207/2010, richiamato anche espressamente nel Disciplinare, con la conseguenza che anche in relazione all’impresa Wieser non sorge alcun dubbio in merito alla necessaria qualifica per eseguire la quota di lavori dichiarata.
Anche in relazione all’impresa Nordbau Peskoller s.r.l. che andrà ad eseguire il 23,98% della categoria OS21, il 16,09% della categoria OG3, il 100% della categoria OG6 ed il 17,65% della categoria OS1 non si pone alcuna questione in merito alla necessaria qualifica a fronte dell’attestazione SOA prodotta in giudizio (doc. 31 PAB).
L’impresa mandante Niederwieser s.r.l. andrà ad eseguire una quota pari a 24,62% della categoria OG3, corrispondente ad un importo di Euro 3.950.000. Risultando la stessa qualificata in tale categoria di lavori nella classe IV-bis (doc. 33 PAB) e potendo beneficiare ai fini dell’esecuzione dei lavori dell’incremento di un quinto dell’importo, la stessa potrebbe eseguire una quota di lavori fino all’importo di Euro 4.200.000.
Infine la mandante Transbagger s.a.r.l. risulta qualificata nella categoria OS-21 nella classifica IV-bis (doc. 32) e, quindi, per un importo ampiamente sufficiente a coprire la quota del 82,35% della categoria OS1 ammontante ad Euro 2.078.453,67.
7.4 Conclusivamente ed in via ulteriore osserva il Collegio che in giurisprudenza viene pacificamente ammessa anche la modifica delle percentuali di partecipazione al raggruppamento, soprattutto nei casi – del tutto assimilabile al presente – in cui tali modifiche vengono introdotte per sopperire ad un’errata indicazione iniziale e non sono, comunque, in grado di porre in discussione in alcun modo il principio della par condicio e la serietà e affidabilità dell’offerta, che viene posta in linea con i requisiti effettivi di ogni impresa riunita. (Cons. Stato, sez. V, 19.02.2018, n. 1026; Cons. Stato, sez. V, 6.03.2017, n.1041)
Pertanto, andrebbe considerata del tutto legittima anche l’ipotesi alternativa proposta alla stazione appaltante e contenuta nella risposta di data 27.11.2017 della R.T.I. E.Ma.Pri.Ce. (doc. 33) di modificare “per quanto possa occorrere, anche in considerazione dei rilievi mossi con ricorso avanti al T.R.G.A. di Bolzano dal R.T.I. terzo classificato Strabag” di rettificare modestamente le quote globali di partecipazione di ciascuna impresa, in quanto come ripetutamente esposto, il r.t.i. aggiudicatario aveva fin dalla presentazione dell’offerta dato ampia soddisfazione complessiva dei requisiti di qualificazione richiesti e dall’ipotizzata modesta modifica delle quote di partecipazione non conseguirebbe alcunché in ordine alla responsabilità delle imprese raggruppate.
Rileva il collegio ad abundantiam che la detta rimodulazione delle quote di partecipazione rispetto all’iniziale indicazione contenuta nella domanda di partecipazione non viola il divieto di modificazioni soggettiva dei raggruppamenti temporanei oppure quello di par condicio, stante il fatto che la composizione soggettiva del raggruppamento temporaneo rimane invariata e che nel presente caso non si pone alcuna questione in merito al possesso dei necessari requisiti di qualificazione per le prestazioni oggetto di appalto, stante il fatto che la mandataria, da sola, è, comunque, in possesso dei necessari requisiti richiesti.
8.0 Per tale ordine di ragioni è del tutto insussistente anche l’ulteriore argomentazione relativa all’asserito mancato possesso dei requisiti di qualificazione in capo alla supposta sub-mandataria del sub-raggruppamento orizzontale della categoria di lavori scorporabile OG3.
8.1 Rileva il Collegio in proposito che nessun dato normativo impone di individuare in relazione ad un raggruppamento misto per ciascuno dei “sub-raggruppamenti” orizzontali per l’esecuzione delle lavorazioni appartenenti alle categorie scorporabili un “sub-mandatario”».
Sub-mandatario, no! Ma sub-capogruppo per la maggioriarietà di qualificazione nella categoria assunta, sì!
«Le argomentazioni delle ricorrenti, infatti, si fondano su un’interpretazione analogica della disposizione contenuta all’art. 92, comma 2 del d.P.R. 207/2010, la quale attiene ai raggruppamenti di tipo orizzontale, che non viene condivisa dal Collegio. Infatti volendo seguire l’interpretazione proposta dalle ricorrenti, si dovrebbe necessariamente arrivare anche ad affermare che in un raggruppamento di tipo misto accanto al capogruppo mandatario dell’intero raggruppamento, il quale si assume la responsabilità complessiva dei lavori come pure la rappresentanza esclusiva di tutte le imprese riunite nei confronti della stazione appaltante, si affiancherebbero - per un fine ed un titolo non comprensibile -, ulteriori mandatari, ossia quelli dei c.d. “sub-raggruppamenti”. In definitiva si tratterebbe di un’interpretazione del tutto irragionevole e perplessa, priva di apprezzabile funzione di garanzia o utilità per l’interesse pubblico coinvolto nella procedura di affidamento, ed unicamente diretta all’esclusione di un operatore economico e, quindi, come tale contraria al principio di massima partecipazione cui è, appunto, ispirato l’istituto del raggruppamento temporaneo di imprese» (T.R.G.A., Bolzano, 5 aprile 2018, n. 113).
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Dopo le modifiche recate dal correttivo (D.Lgs. 56/2017) al codice dei contratti (D.Lgs. 50/2016), l’incontro di studio teorico-pratico intende illustrare, in materia di lavori pubblici ed anche per i «settori speciali», due tematiche di fondo: il quadro riepilogativo della “qualificazione”, dalla categoria prevalente fino alle lavorazioni inferiori al 10% del totale d’appalto; il quadro riepilogativo delle procedure (nonché altri aspetti).
- La nozione di «sistema unico di qualificazione» e i suoi corollari. L'attestazione-SOA nei «settori speciali» come condizione necessaria di qualificazione, ma eventualmente non sufficiente.
- I «criteri ambientali minimi per l'affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici» e l’impatto sul principio che l’attestazione-SOA è condizione necessaria e sufficiente per la dimostrazione della qualificazione: i nove punti "meramente inseribili" ovvero "proprio da inserire" nella disciplina di gara", alla luce anche della faq del Ministero dell'Ambiente?
- Il decreto del MiBACT 22 agosto 2017, n. 154: i lavori di OG 2, diversi da quelli per le «ville», e la questione dell’applicabilità del D.Lgs. 50/2016, art. 148, commi 1 e 2; tutti i lavori di OG 2 in appalto di valore inferiore a EUR 150.000 e la questione dell’applicabilità dell’art. 12 del d.M. stesso; la qualificazione per i consorzi diversi da quelli ordinari.
- Quadro riepilogativo della disciplina del codice applicabile ai «settori speciali».
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- La manutenzione: lavori o servizio? La clausola sociale.
- L’esclusione dei «settori speciali» dall’obbligo della centrale di committenza.
- La qualificazione per i consorzi stabili.
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