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Timestamp: 2019-02-21 03:45:13+00:00
Document Index: 29856714

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 1']

IMU - Imposta Municipale Propria 2015 - Comune di San Nicolò d'Arcidano
Dal 1° gennaio 2014 è in vigore l’Imposta Unica Comunale (IUC), istituita con la legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di Stabilità per l’anno 2014). L’IMU - imposta municipale propria- costituisce la componente di natura patrimoniale della IUC..
INFORMATIVA SINTETICA ACCONTO IMU 2015 (pdf)
Per l'anno 2015 è confermato il pagamento dell'IMU secondo le stesse aliquote e detrazioni del precedente anno 2014. Pertanto, se nell'anno 2015 non sono intervenuti fattori che influiscono sull'ammontare dell'imposta, l'imposizione è uguale a quella dell'anno 2014.
SOGGETTI PASSIVI ED IMMOBILI INTERESSATI:
proprietari di immobili (fabbricati a qualsiasi uso destinati, aree fabbricabili e terreni agricoli) titolari dei diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli immobili stessi;
i concessionari di beni immobili;
il locatario finanziario di beni immobili.
Ai sensi della Legge 27 dicembre 2013 n° 147 (Legge di Stabilità 2014), l’IMU non si applica ai seguenti immobili:
ABITAZIONE PRINCIPALE E RELATIVE PERTINENZE ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9
GLI IMMOBILI ASSIMILATI PER LEGGE O PER REGOLAMENTO ALL’ABITAZIONE PRINCIPALE:
l’unità immobiliare appartenente alla cooperativa edilizia a proprietà indivisa, adibita ad abitazione principale e relative pertinenze dal socio assegnatario;
l'unità immobiliare concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado (genitori – figli) che la utilizzano come abitazione principale;
a partire dall’anno 2015, il Comune considera, altresì, direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato ed iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso.
Ai sensi dell’art. 1, comma 708, della Legge n. 147/2013 “A decorrere dall’anno 2014, non è dovuta l’imposta municipale propria di cui all’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, relativa ai fabbricati rurali ad uso strumentale di cui al comma 8 del medesimo articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011.”
Ai sensi dell’art. 13, comma 9-bis, del D.L. n. 201/2011, come sostituito dall’art. 2, comma 2, lett. a), del D.L. n. 102/2013, “A decorrere dal 1° gennaio 2014 sono esenti dall’imposta municipale propria i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati.”.
Per abitazione principale si intende l’immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile. Per pertinenze dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.
La base imponibile dell’Imposta Municipale Propria è costituita dal valore dell’immobile determinato ai sensi dell’art. 5, commi 1, 3, 5 e 6 del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e dell’art. 13, commi 4 e 5, del Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni.
Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutate del 5 per cento ai sensi dell’art. 3 comma 48, della Legge 23 dicembre 1996, n. 662, i seguenti moltiplicatori:
140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastali B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui all’art. 10 del codice di cui al Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni.
Occorre presentare richiesta al Comune. L’inagibilità o inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al Decreto del presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
Per iterreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento un moltiplicatore pari a:
75 contemporaneità dei requisiti di “possesso e conduzione” da parte di coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella previdenza agricola
135 in caso contrario
Aree fabbricabili: Si tratta di terreni utilizzati a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali. La base imponibile è data dal valore venale dell’area in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
In caso di utilizzazione edificatoria dell’area, di demolizione di fabbricato, di interventi di recupero a norma dell’art. 3, comma 1, lettere c), d) ed f) del Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, la base imponibile è costituita dal valore dell’area, la quale è considerata fabbricabile anche in deroga a quanto stabilito nell’articolo 2 del D.Lgs. n. 504/1992, senza computare il valore del fabbricato in corso d’opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione, ovvero se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato.
Non si fa luogo ad accertamento del loro maggiore valore se l’imposta dovuta per tali aree risulti tempestivamente versata sulla base di valori non inferiori a quelli stabiliti nella tabella approvata con deliberazione C.C. n° 18 del 10/07/2013 in vigore dal 01/01/2013.
Con delibera C.C. n. 4 del 1/04/2015 sono state approvate le medesime aliquote del 2014:
abitazione principale e relative pertinenze 0,3 % SOLO PER LE CATEGORIE CATASTALI: A1 (abitazioni signorili) - A8 (abitazioni in ville) - A9 (castelli e palazzi storici) con l’applicazione della detrazione di € 200,00;
altri fabbricati 0,6 % (ad eccezione immobili produttivi di cat. D - aliquota 0,76% e versamento a favore dello Stato)
terreni agricoli 0,6 %;
aree edificabili 0,6
Ai sensi dell’art. 1, comma 380, lett. f), della Legge n. 228/2012, “è riservato allo Stato il gettito dell’imposta municipale propria di cui all’articolo 13 del citato decreto-legge n. 201 del 2011, derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, calcolato ad aliquota standard dello 0,76 per cento, prevista dal comma 6, primo periodo, del citato articolo 13”.
I soggetti passivi effettuano il versamento dell’imposta dovuta al Comune per l’anno in corso in due rate di pari importo, scadenti la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre. Resta in ogni caso nella facoltà del contribuente provvedere al versamento dell’imposta complessivamente dovuta in unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 16 giugno (Art. 9,c.3,D.Lgs. n. 23/2011).
16 GIUGNO 2015 acconto
L’imposta può essere versata tramite il modello F24 o utilizzando apposito bollettino postale.
Sul sito del comune è a disposizione un applicativo che riporta ogni utile informazione ed agevola il contribuente nel calcolo dell’imposta dovuta. Viene altresì messo a disposizione il modello F24, compilabile e stampabile on-line.
Il versamento non va effettuato se l’imposta dovuta per tutto l’anno, arrotondata secondo il precedente criterio, è inferiore a € 5,00 (cinque).
A norma dell’art. 1, comma 166 della L. n. 296/2006 (Finanziaria 2007) “il pagamento dei tributi locali deve essere effettuato con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo”.
Codici tributo IMU (Sezione IMU e altri tributi locali) per la compilazione del modello “F24”
Abitazione principale e pertinenze (cat. A1/A8/A9)
Codice ente Comune San Nicolò D’Arcidano - A368
Ai sensi dell’art. 1, comma 721, della Legge n. 147/2013 “Il versamento dell’imposta municipale propria di cui all’articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011 è effettuato dagli enti non commerciali esclusivamente secondo le disposizioni di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, in tre rate di cui le prime due, di importo pari ciascuna al 50 per cento dell’imposta complessivamente corrisposta per l’anno precedente, devono essere versate nei termini di cui all’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e l’ultima, a conguaglio dell’imposta complessivamente dovuta, deve essere versata entro il 16 giugno dell’anno successivo a quello in cui si riferisce il versamento”.
Secondo quanto disposto dall’art. 10, comma 4, lett. a), del D.L. n. 35/2013, che ha modificato il comma 12-ter dell’art. 13 del D.L. n. 201/2011, i soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta, utilizzando il modello approvato con il decreto di cui all’art. 9, comma 6, del Decreto Legislativo 14 marzo 2011, n. 23. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta.
ai sensi dell’art. 2, comma 5-bis, del D.L. n. 102/2013, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 124/2013, “Ai fini dell’applicazione dei benefici di cui al presente articolo, il soggetto passivo presenta, a pena di decadenza entro il termine ordinario per la presentazione delle dichiarazioni di variazione relative all’imposta municipale propria, apposita dichiarazione, utilizzando il modello ministeriale predisposto per la presentazione delle suddette dichiarazioni, con la quale attesta il possesso dei requisiti e indica gli identificativi catastali degli immobili ai quali il beneficio si applica.”;
ai sensi dell’art. 1, comma 719, della Legge n. 147/2013 “Ai fini dell’imposta municipale propria …, gli enti non commerciali presentano la dichiarazione esclusivamente in via telematica, secondo le modalità approvate con apposito decreto del Ministero dell’economia e delle finanze. Con le stesse modalità ed entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione per l’anno 2013 deve essere presentata anche la dichiarazione per l’anno 2012.”.
Per gli immobili per i quali l’obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio 2014, la dichiarazione dovrà essere presentata entro il 30 giugno 2015.