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Timestamp: 2016-12-06 22:10:01+00:00
Document Index: 127561840

Matched Legal Cases: ['art.12', 'art.12', 'art.12', 'art.12', 'art.12', 'art.12', 'art.12', 'art.12', 'art.3', 'art.7', 'art.75', 'art.12', 'art.1', 'art.3', 'art. 12', 'art.3', 'art.3', 'art.12', 'art.9', 'art.12', 'art.3', 'art.31', 'art.3', 'art.12', 'art.3', 'art.12', 'art.31', 'art.3', 'art.12', 'art.12', 'art. 32', 'art.12', 'art.36', 'art.41', 'art.36', 'art.41', 'art.12', 'art.7', 'art.3', 'art.12', 'art. 30', 'art. 52', 'art. 24', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 6']

⭐PIANO DEL PARCO NAZIONALE DELLE CINQUE TERRE. Elaborato n.5
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1 PIANO DEL PARCO NAZIONALE DELLE CINQUE TERRE Elaborato n.5 NORME E INDIRIZZI DI PIANO Sommario TITOLO PRIMO NORME GENERALI 3 Capo I Struttura e contenuti del Piano 3 Articolo 1 Finalità e obiettivi del piano 3 Articolo 2 Articolazione del piano 4 Articolo 3 Elaborati di piano 4 Articolo 4 Suddivisione del Parco in fasce di protezione e zone di piano 5 Articolo 5 Suddivisione del Parco in Organismi territoriali Elementari e Unità Insediative 6 Articolo 6 Strumenti e modalità attuative 8 Articolo 7 Progetti di riqualificazione paesistico-ambientale e di sviluppo sostenibile del territorio 8 Articolo 8 Livelli di efficacia e rapporti con la strumentazione urbanistica vigente 10 Articolo 9 Monitoraggio dell attuazione del piano e aggiornamento del quadro fondativo 10 Articolo 10 Flessibilità, aggiornamento e variazione del piano 10 Articolo 11 Norme transitorie 101 Capo II Norme di tutela e comportamentali 11 Articolo 12 Modalità comportamentali nel territorio del parco 11 TITOLO SECONDO DISCIPLINA DELLE EMERGENZE, DELLE FASCE DI PROTEZIONE, DELLE ZONE DI PIANO E DELLE INFRASTRUTTURE 13 Capo I Disciplina delle emergenze 13 Articolo 13 Disciplina delle emergenze storico-antropiche 13 Articolo 14 Disciplina delle emergenze naturalistico-ambientali 134 Capo II - Indirizzi e norme generali per le fasce di protezione e disciplina delle zone di piano 14 12 Articolo 15 Indirizzi e norme generali per le Riserve Speciali (corrispondenti alle Riserve Generali Orientate di cui alla lettera b) dell art.12 comma 2 della L.394/ 91) 14 Articolo 16 Riserva Speciale Costiera - AB1 15 Articolo 17 Riserva Speciale di Crinale AB2 16 Articolo 18 Indirizzi e norme generali per le Riserve Generali Orientate (corrispondenti alle Riserve Generali Orientate di cui alla lettera b) dell art.12 comma 2 della L.394/ 91) 167 Articolo 19 Riserva Generale Orientata del sistema boschivo B1 18 Articolo 20 Riserva Generale Orientata delle aree di Rinaturalizzazione B18 19 Articolo 21 Indirizzi e norme generali per le Aree di Protezione (corrispondenti alle Aree di Protezione di cui alla lettera c) dell art.12 comma 2 della L.394/ 91) 190 Articolo 22 Aree di protezione del sistema terrazzato in equilibrio C1 201 Articolo 23 Aree di protezione del sistema terrazzato degradato C2 223 Articolo 24 Aree di protezione degli aggregati rurali del Levante C3 245 Articolo 25 Indirizzi e norme generali per le Aree di Promozione economica e sociale (di cui alla lettera d) dell art.12 comma 2 della L.394/ 91) 267 Articolo 26 Aree di promozione economica e sociale dei centri costieri D1278 Articolo 27 - Aree di promozione economica e sociale dei nuclei e degli aggregati di versante - D2 28 Articolo 28 Aree di promozione economica e sociale del sistema costiero D3 290 Articolo 29 Aree di promozione economica e sociale del sistema di versante D4 301 Capo III Disciplina delle infrastrutture e degli impianti tecnologici 312 Articolo 30 Sistema infrastrutturale 312 Articolo 31 Impianti tecnologici 334 TITOLO TERZO NORME E PROGRAMMI SETTORIALI 345 Capo I Disciplina e gestione degli interventi 345 Articolo 32 Gestione vegetazionale, forestale, selvicolturale e agronomica 345 Articolo 33 Assetto e Difesa del suolo 345 Articolo 34 Disciplina degli interventi edilizi 37 Articolo 35 Disciplina di asservimento alla coltivazione di terreni 390 Superficie da asservire 41 Articolo 36 Sistemi di accessibilità 423 Capo II Programmi Pluriennali di Sviluppo 434 Articolo 37 Programma di riassetto vegetazionale 434 Articolo 38 Programma di sviluppo delle attività agricole 43 Articolo 39 Programma di Recupero e di Riqualificazione dei sistemi insediativi 445 Articolo 40 Programma di gestione turistica e dei servizi del Parco 445 Articolo 41 Programma dell accessibilità, delle attrezzature e dei servizi 456 23 TITOLO PRIMO NORME GENERALI Capo I Struttura e contenuti del Piano Articolo 1 Finalità e obiettivi del piano 1. Il Piano del Parco Nazionale delle Cinque Terre è finalizzato: a) alla conservazione del paesaggio costruito b) alla tutela delle dinamiche naturali c) alla protezione del territorio dal rischio di dissesto idrogeologico d) al progetto di sviluppo sostenibile delle attività sociali economiche e culturali delle comunità locali 2. Il Piano, per il perseguimento delle finalità, si pone come quadro di riferimento integrato per l orientamento, la disciplina e la gestione delle azioni dei soggetti e degli enti che operano sul territorio del Parco. In tal senso, il Piano costituisce il quadro fondativo di riferimento per la gestione trasparente, attraverso il sistema informativo territoriale, delle decisioni e delle priorità di intervento sia da parte dell Ente Parco che di tutti i soggetti cointeressati. 3. Sulla base del quadro fondativo di cui al precedente comma il Piano stabilisce gli obiettivi e la disciplina delle aree del territorio, individuate al titolo successivo, sulla base dei seguenti obiettivi: a) l incentivazione di uno sviluppo di attività legate ad un economia multifunzionale di agricoltura e turismo b) il recupero e la manutenzione dei terrazzi, la riqualificazione dei vigneti e delle colture terrazzate c) il recupero dell edilizia rurale diffusa d) lo sviluppo della mobilità e dell accesso alle aree agricole e) l alleggerimento dei flussi turistici sulla costa f) la dotazione di strutture turistiche ed agricole nel sistema ambientale del versante g) la riqualificazione delle aree costiere a rischio attrezzabili per fruizione turistico ricreativa h) l incremento della dotazione di servizi all abitazione primaria e al turismo nei centri costieri e nei nuclei di crinale 34 i) la tutela e lo sviluppo del patrimonio forestale attraverso i relativi Piani di assestamento; l) la protezione dal rischio di incendio, attraverso la redazione del relativo piano; m) la conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali, di formazioni geologiche, di singolarità paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri ecologici; n) la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali ed artigianali tradizionali; o) la difesa e la ricostituzione degli equilibri idraulici e idrogeologici p) la sperimentazione e valorizzazione delle attività produttive compatibili; q) la realizzazione di sistemi di accessibilità veicolare e pedonale con particolare riguardo ai percorsi, accessi e strutture riservati ai disabili, ai portatori di handicap e agli anziani; 4. La programmazione degli interventi e l individuazione delle priorità sono contenuti all interno dei Programmi pluriennali di sviluppo di cui al capo II del titolo terzo. Nelle successive norme di zona vengono indicati gli interventi la cui attuazione è comunque subordinata alla redazione dei programmi; Articolo 2 Articolazione del piano 1. Il Piano del Parco è articolato in: Descrizione Fondativa: contiene il quadro delle conoscenze strutturato secondo una visione integrata tra componenti socio-economiche, paesistico-ambientali e di relazione con il sistema della pianificazione vigente; Documento degli Obiettivi: raccoglie in forma esplicita ed argomentata le disposizioni assunte nella formulazione del piano rispetto al quadro delle conoscenze e agli indirizzi strategici Azzonamento Norme ed indirizzi di Piano Articolo 3 Elaborati di piano Il Piano del Parco Nazionale delle Cinque Terre si compone dei seguenti elaborati: 1. Descrizione Fondativa a) Relazione generale 45 b) Tavole dell analisi del sistema paesistico ambientale (scala 1:20.000) c) Tavole dell analisi del sistema della pianificazione (scala 1:20.000) d) allegati: analisi del sistema insediativo; rassegna della progettazione in itinere 2. Documento degli Obiettivi 3. Tavola dell azzonamento sintetico delle fasce di protezione (scala 1:20.000) 4. Tavola dell azzonamento di Piano (tavole 4.1 e 4.2 scala 1:10.000) 5. Norme e indirizzi di Piano 6. Schede di approfondimento normativo per le zone D3 7. Schede di valutazione e di indirizzo per le aree critiche della pianificazione di livello comunale e relativa tavola di inquadramento; 8. Suddivisione del territorio del Parco in fasce per l asservimento di terreni coltivabili (scala 1:20.000) 9. Suddivisione del territorio in Organismi Territoriali Elementari e Unità Insediative (scala 1:20.000) 10. Tavola delle emergenze storiche, architettoniche e ambientali (scala 1:20.000) 11. Sovrapposizione degli azzonamenti del Piano di Parco e del Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico (1:10.000) 12. Sovrapposizione degli azzonamenti del Piano di Parco e dei Piani Regolatori Comunali (1:10.000) 13. Tavola dei tracciati per la segnaletica dei confini del Parco (scala 1:20.000) Articolo 4 Suddivisione del Parco in fasce di protezione e zone di piano 1. Il piano è suddiviso in quattro fasce di protezione: a) Riserve speciali AB, corrispondenti alle riserve generali orientate di cui alla lettera b) dell art.12 L.394/ 91; b) Riserve generali orientate B, corrispondenti alla lettera b) dell art.12 L.394/ 91; c) Aree di protezione C, corrispondenti alla lettera c) art.12 L.394/ 91 d) Aree di promozione economica e sociale D, corrispondenti alla lettera d) art.12 L.394/ Ciascuna fascia di protezione è articolata in aree afferenti al sistema ambientale costiero, di versante o di crinale delle Cinque Terre o diversificate per ruolo strategico. Le aree di cui si compone l azzonamento di piano sono le seguenti: - AB1 = Riserva Speciale Costiera - AB2 = Riserva Speciale di Crinale 56 - B1 = Riserva Generale Orientata del sistema boschivo - B2 = Riserva Generale Orientata delle aree di rinaturalizzazione - C1 = Aree di Protezione del sistema terrazzato in equilibrio - C2 = Aree di Protezione del sistema terrazzato degradato - C3 = Area di Protezione degli aggregati rurali del Levante (suddivisa nelle sub-aree a e b) - D1 = Aree di promozione economica e sociale dei centri costieri - (suddivisa nelle sub-aree a e b) - D2 = Aree di promozione economica e sociale dei nuclei e degli aggregati di versante - D3 = Aree di promozione economica e sociale del sistema costiero (suddivisa nelle sub-aree a e b) - D4 = Aree di promozione economica e sociale del sistema di versante 3. La Regione Liguria, d intesa con l Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre e con gli enti locali interessati, potrà istituire, nei territori limitrofi a quello del Parco Nazionale delle Cinque Terre, aree a paesaggio protetto ai sensi della Legge n.13 del 19/3/2002; Articolo 5 Suddivisione del Parco in Organismi territoriali Elementari e Unità Insediative 1. Il territorio del parco è suddiviso in sette Organismi Territoriali Elementari e in 47 Unità Insediative, definiti in coerenza con i criteri stabiliti dalla Delibera di Giunta Regionale ligure n.78 del 1994, con riferimento alla disciplina paesistica di livello puntuale di cui alla Legge Regionale ligure n. 36 del Gli Organismi Territoriali Elementari corrispondono agli ambiti territoriali dei principali bacini idrografici di scala territoriale comunale di seguito elencati: Mesco (Comune di Levanto) Monterosso Monte Albereto (versante Val di Vara comuni di Vernazza e Monerosso) Vernazza Corniglia (Comune di Vernazza) Riomaggiore-Manarola (Comune di Riomaggiore) Tramonti (Comune della Spezia) 67 3. Le Unità Insediative, la cui perimetrazione è riportata nell elaborato n.12 di cui all art.3 delle presenti norme, sono suddivisioni organiche del territorio insediato e costituiscono sub-unità degli Organismi Territoriali Elementari secondo il seguente prospetto: Organismi territoriali elementari Unità insediative Mesco Monterosso Monte Albereto Vernazza Coniglia Lovara Bagari Fegina Monterosso Pomeo Riva Sarpà Soviore Zoasco Ca' Lunga Caeta Cantù Garola Niccolino Parodini Pavì Serro Stallo Campo Cravarone Drignana Fornello Montaga Murro Polazzo Preagno Reggio S.Bernardino Serea Vernazza Vernazzola Corniglia Fornacchi Pianca 78 Manarola/Riomaggiore Tramonti Bargone Groppo Lemmen Manarola - Volastra Porciano Riomaggiore Saricò Campi Fossola Monesteroli Persico Schiara Articolo 6 Strumenti e modalità attuative Le previsioni del Piano di Parco possono essere attuate, secondo quanto previsto dalla successiva disciplina di zona: a) attraverso intervento di iniziativa privata, previo Nulla Osta dell Ente Parco ove necessario e stipula di apposita convenzione ove previsto; b) attraverso Progetti di riqualificazione Paesistico-ambientale, di cui all art.7, estesi a intere Unità Insediative o a loro sub-comparti organicamente definiti, in sede di redazione del progetto, in relazione alle caratteristiche del sistema paesisticoambientale, nelle fasce di protezione C e D di cui ai successivi articoli 21 e 25; c) attraverso la strumentazione attuativa prevista dagli strumenti urbanistici generali dei comuni ricadenti all interno del territorio del Parco, nelle zone in cui essi vengono espressamente recepiti dalla presente disciplina; Articolo 7 Progetti di riqualificazione paesistico-ambientale e di sviluppo sostenibile del territorio 1. I Progetti di riqualificazione paesistico-ambientale e di sviluppo sostenibile del territorio sono strumenti di attuazione della disciplina del Piano, ed hanno valore di Progetti di recupero paesistico ambientale ai sensi dell art.75 della Legge Regionale della Liguria n.36 del 1997 e di Strumento Urbanistico Attuativo ai sensi delle vigenti leggi; 2. I Progetti di Riqualificazione Paesistico-ambientale e di sviluppo sostenibile del territorio sono promossi dall Ente Parco o da altri soggetti attuatori, pubblici o privati, 89 subordinatamente alla preventiva stipula di un intesa con l Ente Parco nella quale, oltre alle condizioni e agli accordi necessari alla gestione degli interventi, vengano indicate la distribuzione e l entità delle azioni di recupero del territorio terrazzato e di complessiva riqualificazione ambientale che vengono promosse; 3. I Progetti di Riqualificazione Paesistico-ambientale e di sviluppo sostenibile del territorio possono riguardare l attuazione dei seguenti progetti speciali dell Ente Parco: a) progetti integrati di recupero del territorio terrazzato e del patrimonio edilizio esistente estesi a intere Unità Insediative o a loro parti attraverso forme di consorzio tra l Ente Parco e i soggetti attuatori; b) progetti di riqualificazione ambientale di aree soggette a dissesto attraverso estensivi interventi di consolidamento dei versanti; c) progetti di servizi e infrastrutture a servizio del parco, quali centri di accoglienza e di informazione, centri culturali, osservatori, spazi per attività ricreative, ricettive e di ristorazione; d) progetti di attività, impianti e attrezzature finalizzati alla produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti e delle risorse del Parco; 4. I Progetti di Riqualificazione Paesistico-ambientale e di sviluppo sostenibile del territorio quando anche inerenti ampliamenti di immobili relativi ad attività esistenti, riguardanti impianti di produzione, trasformazione e commercializzazione all interno del territorio del parco sono finalizzati all esclusiva lavorazione di prodotti dell area parco e possono essere realizzati da enti pubblici o aziende e/o società che provvedano, come attività sociale, esclusivamente alla produzione, trasformazione, commercializzazione e/o gestione di servizi attinenti prodotti dell area parco; 5. I Progetti di Riqualificazione Paesistico-ambientale e di sviluppo sostenibile del territorio, comunque subordinati alla preventiva intesa con l Ente Parco, possono prevedere interventi non contemplati nella successiva disciplina delle zone di piano, di cui agli artt. 22, 23, 24 e 27, o in deroga alle stesse, senza che questi costituiscano modifica del piano ai sensi dell art.12 comma 6 della L.394/ 91, purché ne sia puntualmente dimostrata la coerenza con gli obiettivi del piano, di cui al precedente art.1, e la conformità con gli indirizzi e norme generali previsti per le zone di piano di cui agli articoli 21 e 25, e con la disciplina e gestione degli interventi di cui al capo I del titolo terzo; in particolare, i progetti che prevedano interventi edilizi di livello superiore a quelli stabiliti dalla disciplina di zona dovranno contestualmente individuare proporzionali estensive azioni di riqualificazione ambientale e di recupero alla coltivazione di aree terrazzate secondo un progetto unitario di riqualificazione 910 ambientale esteso all Unità Insediativa, di cui all elaborato n.9 del precedente art.3, in cui è collocato l intervento; 6. I progetti di cui ai commi precedenti possono essere approvati attraverso procedimenti concertativi ai sensi delle leggi vigenti; Articolo 8 Livelli di efficacia e rapporti con la strumentazione urbanistica vigente 5. Il Piano di Parco sostituisce, ai sensi dell art. 12 comma 7 della L.394/ 91 il Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico e il Piano Territoriale della Costa della Regione Liguria, il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia della Spezia, il Piano di Bacino, e tutti gli Strumenti Urbanistici Generali ed attuativi dei comuni per la parte di territorio facente parte del Parco, ad eccezione delle parti in cui essi vengono espressamente recepiti all interno della disciplina di zona di cui al successivo capo I del titolo secondo; l adozione di nuovi strumenti urbanistici e loro varianti, generali e parziali, deve essere preceduta da intesa con l Ente Parco; 2. Gli elaborati di cui all art.3, punti 4, 5, 8 e 10 delle presenti norme hanno valore prescrittivo; le schede di cui all art.3, punti 6 e 7 hanno valore di indirizzo; Articolo 9 Monitoraggio dell attuazione del piano e aggiornamento del quadro fondativo 1. L attuazione del piano ed il quadro fondativo vengono costantemente aggiornati attraverso azioni di monitoraggio degli interventi e di aggiornamento del quadro delle conoscenze; 2. L Ente Parco promuove l aggiornamento del quadro conoscitivo del presente piano anche attraverso la stipula di apposite convenzioni con enti od istituti di ricerca; Articolo 10 Flessibilità, aggiornamento e variazione del piano 1. Il piano, ai sensi dell art.12 comma 6 della L.394/ 91, viene aggiornato almeno ogni dieci anni; 2. In ragione del monitoraggio di cui al precedente art.9 o della necessità di adeguamento e perfezionamento della disciplina nel corso dell attuazione, il Piano può essere modificato secondo la procedura prevista dall art.12 comma 6 della L.394/ 91, fatta eccezione per i casi espressamente previsti nelle successive norme di zona che non costituiscono modifica al Piano; Articolo 11 Norme transitorie 1011 1. Dal momento dell adozione da parte della Giunta Regionale, e fino all avvenuta approvazione, le norme del presente piano operano in regime di salvaguardia. Capo II Norme di tutela e comportamentali Articolo 12 Modalità comportamentali nel territorio del parco 1. L Ente Parco provvede alla individuazione fisica sul territorio dei propri confini, attraverso l apposizione di adeguata segnaletica; In considerazione del fatto che i confini del Parco non sono individuabili in modo preciso trattandosi di confini di tipo amministrativo e non fisico - naturalistico, si precisa che tale apposizione non sarà coincidente con il confine cartografico. Per facilitare le operazioni di individuazione del perimetro e per consentire una collocazione della segnaletica che consenta una maggiore visibilità della stessa, anche ai fini dell assunzione di una concreta consapevolezza da parte dei soggetti che accedono al territorio del Parco, la segnaletica sarà posizionata, lungo i tracciati individuati con specifico segno grafico, nella tavola n. 13 del presente piano. Nella fascia ricompresa tra il confine amministrativo ed il confine come sopra individuato nella tavola n. 13 non trovano applicazione le disposizioni sanzionatorie. 2. In tutto il territorio del Parco, fatte salve le ulteriori specificazioni contenute in altri articoli delle norme di piano, sono vietate le seguenti azioni: l apertura di cave; in deroga a tale divieto l Ente Parco può autorizzare la riapertura di eventuali siti tradizionalmente deputati all approvvigionamento di materiale lapideo se necessario al restauro dei manufatti tradizionali, con specifico riferimento ai muretti a secco di contenimento dei terrazzamenti; la demolizione di pareti e affioramenti rocciosi, l asportazione di materiale lapideo e i movimenti di terra al di fuori di quanto attiene alle normali operazioni connesse all esercizio delle attività agricole, alla manutenzione e gestione del patrimonio boschivo, alla realizzazione degli interventi edilizi assentibili, nonché agli interventi, espressamente autorizzati dall Ente Parco, che siano necessari al perseguimento delle finalità del piano e a garantire l incolumità delle persone e la conservazione dei beni; l introduzione di nuove specie floristiche, al di là di un uso prettamente domestico, l asportazione o il danneggiamento di specie vegetali al di fuori 1112 delle operazioni normalmente connesse ad attività agricole o alla conduzione e gestione del patrimonio boschivo e vegetazionale del Parco; l alterazione delle comunità zoologiche naturali con l introduzione di specie non caratteristiche dei luoghi, salvo che ciò non rientri nell esercizio di attività agricole o zootecniche; la demolizione di manufatti o edifici che costituiscano valore testimoniale delle tecniche costruttive locali; l esercizio di qualsiasi attività di campeggio; l uso di fuochi all aperto, fatto salvo quanto previsto dalle norme forestali e fatto salvo l utilizzo a fini agricoli per l abbruciamento dei residui organici della coltivazione; in ogni caso devono essere rispettate le norme di polizia forestale, la distanza minima di 50 metri dai boschi o da vegetazione particolarmente infiammabile; l uso di fuochi all aperto è comunque vietato durante i periodi dichiarati di grande pericolo di incendio da parte della Regione; in ogni caso l operatore è tenuto a controllare il fuoco fino al suo completo esaurimento e a mettere in opera tutti gli accorgimenti volti ad evitare la propagazione delle fiamme; 3. Le attività connesse alla fruizione turistica del Parco sono principalmente l escursionismo, le attività sportive e culturali; a) l attività escursionistica può essere svolta unicamente lungo i percorsi appositamente segnalati, di cui l Ente Parco può disporre la chiusura temporanea agli escursionisti in occasione di eventi naturali sensibili al disturbo antropico; l abbandono del percorso segnalato è consentito solo ai proprietari e ai conduttori dei terreni e delle attività agrosilvo-pastorali, agli agenti degli organi di vigilanza o a chi appositamente autorizzato dall Ente Parco; b) l esercizio delle attività sportive e ricreative è regolamentato dall Ente Parco, che individua aree specifiche da destinare ad attività sportive, compatibilmente con la tutela del paesaggio; 4. L Ente Parco organizza le conoscenze scientifiche sul territorio del Parco e stabilisce attività di monitoraggio e di ricerca, promuovendo l effettuazione di studi sul patrimonio paesaggistico, naturalistico, culturale e ambientale, incentivando studi e ricerche per il miglior uso delle risorse ed in particolare sullo sviluppo di attività agricole coerenti con le finalità del Parco; 1213 5. La conduzione di attività di ricerca scientifica sul campo che possano in qualsiasi modo interferire con i processi naturali o con il paesaggio o che comunque comporti il prelievo di campioni minerali, vegetali o animali è soggetta a preventiva autorizzazione dell Ente Parco; il soggetto o ente autorizzato dovrà, inoltre, provvedere a fornire all Ente Parco una copia di ogni tesi, ricerca o pubblicazione a qualsiasi titolo realizzata TITOLO SECONDO DISCIPLINA DELLE EMERGENZE, DELLE FASCE DI PROTEZIONE, DELLE ZONE DI PIANO E DELLE INFRASTRUTTURE Capo I Disciplina delle emergenze Articolo 13 Disciplina delle emergenze storico-antropiche 1.Su tutti gli edifici o manufatti individuati nell elaborato n.10 di cui al precedente art.3 sono ammessi interventi di restauro di cui alla lettera c) dell art.31 della L.457/ 78 ed eventuali altri interventi che, previo nulla osta della competente Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici, siano finalizzati alla conservazione o al ripristino dei manufatti da destinare a funzioni compatibili con il valore storico-architettonico e il corretto inserimento nel contesto paesistico; 2. Le aree terrazzate di particolare pregio e i limoneti costituiscono emergenze del paesaggio agrario, per le quali sono ammessi esclusivamente interventi volti alla conservazione e alla valorizzazione; 3. Alle emergenze storico-antropiche come individuate nell elaborato n.10 di cui al precedente art.3 potranno essere aggiunti ulteriori edifici o manufatti sulla base dell approfondimento del quadro delle conoscenze, senza che ciò comporti modifica al piano ai sensi del comma 6 dell art.12 della L.394/ 91; Articolo 14 Disciplina delle emergenze naturalistico-ambientali 1. Le emergenze naturalistico-ambientali sono individuate nell elaborato 10 di cui al precedente art.3; 2. Le cavità sotterranee e le emergenze geomorfologiche sono da considerarsi a tutti gli effetti come riserve integrali di cui alla lettera a) dell art.12 della L.394/ 91; è vietato qualsiasi intervento che non sia rivolto alla conservazione delle caratteristiche geologiche ed ambientali; 1314 3. I corsi d acqua comprendono gli elementi territoriali interessati dalle dinamiche dei corpi idrici e le relative fasce di rispetto; sulla base degli interventi previsti nelle successive discipline di zona e nel rispetto dell art.31, sono ammessi tutti gli interventi di sistemazione ambientale ovvero quegli interventi che non determinino alterazioni al regime idraulico e idrogeologico del corso d'acqua; interventi di sistemazione ambientale; 4. Nelle sugherete, nelle leccete e nella pineta del Mesco sono ammessi esclusivamente gli interventi volti alla conservazione attiva delle specie arboree in condizione di climax. 5. Alle emergenze naturalistico-ambientali come individuate nell elaborato n.10 di cui al precedente art.3 potranno essere aggiunti ulteriori elementi sulla base dell approfondimento del quadro delle conoscenze, senza che ciò comporti modifica al piano ai sensi del comma 6 dell art.12 della L.394/ 91; Capo II - Indirizzi e norme generali per le fasce di protezione e disciplina delle zone di piano Articolo 15 Indirizzi e norme generali per le Riserve Speciali (corrispondenti alle Riserve Generali Orientate di cui alla lettera b) dell art.12 comma 2 della L.394/ 91) 1. Le zone di riserva speciale corrispondono alle aree in cui la presenza antropica è meno direttamente percepibile e in cui gli elementi dell ecosistema naturale sono preponderanti. Costituiscono situazioni di eccezionalità geologica e vegetazionale, in un contesto in cui il processo di antropizzazione dell intero ecosistema è storicamente pervasivo e costitutivo dell architettura territoriale del terrazzamento. 2. L indirizzo generale è di conservazione dell ecosistema naturale e degli elementi residuali del paesaggio culturale. 3. Sono azioni compatibili quelle finalizzate alla conservazione, manutenzione e protezione del patrimonio naturalistico e degli elementi del paesaggio umano storicamente presenti (percorrenze, terrazzamenti) attraverso interventi tecnologicamente compatibili. 4. E consentita la fruizione delle aree nel rispetto delle norme comportamentali di cui al capo II del titolo I. 5. L Ente Parco esercita nelle aree di Riserva Speciale il diritto di espropriazione e di prelazione su trasferimenti per atto tra vivi a qualsiasi titolo della proprietà e dei diritti reali sugli immobili che vi ricadono; al fine di favorire il mantenimento ed il recupero dell attività agricola in funzione della salvaguardia degli equilibri idrogeologici,vegetazionali e della protezione dell ambiente, l Ente Parco potrà 1415 subentrare, in via diretta o indiretta, per un periodo non superiore a 20 anni, nella conduzione delle terre di cui risulti accertata la mancata destinazione ad uso produttivo da almeno due annate agrarie corrispondendo un canone di affitto determinato ai sensi della legge n.11 e ss. mm.ed integrazioni. La notifica dell avvio del relativo procedimento e di tutti i successivi atti, nell ipotesi in cui non risulti possibile e/o risulti eccessivamente gravosa la comunicazione individuale, potrà essere effettuata ai proprietari anche mediante pubblicazione sul Bollettino regionale della Liguria.Alla scadenza del termine di conduzione il terreno rientrerà nella piena disponibilità del proprietario al quale non sarà richiesto alcun rimborso e/o indennizzo per le opere di miglioramento fondiario apportate al fondo di sua proprietà; 6. La disciplina è articolata in zone di riserva speciale costiera AB1 e zone di riserva speciale di crinale AB2. Articolo 16 Riserva Speciale Costiera - AB1 1. Le zone AB1 individuano le parti di territorio costiero in cui le emergenze di carattere geologico sono costituite dal sistema roccioso della falesia, dagli affioramenti rocciosi, dai tratti di litorale non interessati dal turismo balneare, dalle aree costiere sporadicamente antropizzate in cui il terrazzamento è presente spesso in forma di relitto e interessate da vegetazione rupestre, dalle aree in frana necessarie alla produzione di materiale detritico per il ripascimento della costa sabbiosa. 2. Sono ammessi i seguenti interventi: a) assetto vegetazionale: interventi per la salvaguardia e la protezione della vegetazione; manutenzione delle colture agricole esistenti; b) assetto del suolo: interventi di salvaguardia e protezione del patrimonio geologico; interventi di consolidamento secondo tecnologie compatibili; c) sistema dell accessibilità e delle percorrenze: interventi di manutenzione e di recupero dei percorsi pedonali esistenti, anche con modifica del tracciato originario determinata da ragioni di tutela della pubblica incolumità; 3. Sono vietati: l escavazione, il danneggiamento o l asportazione di materiale litologico, fatto salvo quanto strettamente necessario per la manutenzione e/o modifica del tracciato dei sentieri esistenti determinate da ragioni di tutela della pubblica incolumità, per il recupero dei sentieri storici e per la messa in sicurezza da fenomeni di crollo; 1516 interventi costruttivi di qualsiasi genere; l installazione di antenne e simili; Articolo 17 Riserva Speciale di Crinale AB2 1. Le zone AB2 individuano le parti di territorio di crinale interessate dal sistema boschivo nelle quali la vegetazione arborea si presenta, totalmente o parzialmente, in evoluzione verso la condizione climax (lecceta; lecceta con presenza di sughera, Pineta del Mesco) e nelle quali sono possibili interferenze con il sistema antropico per la presenza, in taluni casi, di terrazzamento anche in forma di relitto, e di percorrenze pedonali; 2. Sono ammessi i seguenti interventi: a) assetto vegetazionale: interventi per la salvaguardia e la protezione della vegetazione; conservazione e manutenzione del sistema boschivo anche mediante interventi di risanamento boschivo con reintroduzione della vegetazione originaria; b) assetto del suolo: interventi di consolidamento di aree in frana o in erosione accelerata con tecnologie compatibili; c) sistema dell accessibilità e delle percorrenze: interventi di manutenzione e di recupero dei percorsi pedonali esistenti, anche con modifica del tracciato originario determinata da ragioni di tutela della pubblica incolumità; Sono vietati: l esecuzione di tagli boschivi e l asportazione della vegetazione esistente, fatto salvo quanto strettamente necessario alla conservazione del bosco secondo le modalità di cui all art. 32; l escavazione, il danneggiamento o l asportazione di materiale litologico, fatto salvo quanto strettamente necessario per la manutenzione dei sentieri esistenti, intendendosi come tale anche la modifica del tracciato originario determinata da ragioni di tutela della pubblica incolumità, e per la messa in sicurezza da fenomeni di crollo; interventi costruttivi di qualsiasi genere, fatta salva la manutenzione straordinaria dei manufatti esistenti; l installazione di antenne e simili; 1617 Articolo 18 Indirizzi e norme generali per le Riserve Generali Orientate (corrispondenti alle Riserve Generali Orientate di cui alla lettera b) dell art.12 comma 2 della L.394/ 91) 1. Le riserve generali orientate comprendono la vasta estensione di territorio caratterizzato da un ecosistema naturale non in equilibrio e le parti di territorio in cui il processo di riaffermazione della componente naturale su quella antropica ha assunto caratteri di irreversibilità. Sono pertanto presenti, rispetto alle aree individuate come riserva speciale, maggiore eterogeneità nella componente vegetazionale e una maggiore interferenza con il sistema antropico preesistente. 2. Gli indirizzi sono di manutenzione e gestione delle componenti naturali presenti e di rinaturalizzazione guidata e controllata delle aree già antropizzate e non recuperabili alla coltivazione. 3. Sono azioni compatibili quelle finalizzate alla gestione del patrimonio prevalentemente naturale attraverso interventi di miglioramento e di manutenzione del sistema boschivo ed arbustivo, da attuare attraverso un Piano di Assestamento Forestale, interventi di consolidamento dei versanti con tecnologie compatibili, interventi di manutenzione del patrimonio edilizio esistente, interventi di recupero e ripristino di percorrenze storiche e di eventuale realizzazione di nuova sentieristica, e alla gestione controllata del processo di rinaturalizzazione, che non escluda, oltre agli interventi precedenti, il recupero e il mantenimento del sistema terrazzato laddove siano presenti coltivazioni in atto o sussistano, anche sporadicamente, le condizioni per la coltivazione. 4. L Ente Parco esercita nelle aree di Riserva Generale Orientata il diritto di espropriazione e di prelazione su trasferimenti per atto tra vivi a qualsiasi titolo della proprietà e dei diritti reali sugli immobili che vi ricadono; al fine di favorire il mantenimento ed il recupero dell attività agricola in funzione della salvaguardia degli equilibri idrogeologici,vegetazionali e della protezione dell ambiente, l Ente Parco potrà subentrare, in via diretta o indiretta, per un periodo non superiore a 20 anni, nella conduzione delle terre di cui risulti accertata la mancata destinazione ad uso produttivo da almeno due annate agrarie corrispondendo un canone di affitto determinato ai sensi della legge n.11 e ss. mm.ed integrazioni. La notifica dell avvio del relativo procedimento e di tutti i successivi atti, nell ipotesi in cui non risulti possibile e/o risulti eccessivamente gravosa la comunicazione individuale, potrà essere effettuata ai proprietari anche mediante pubblicazione sul Bollettino regionale della Liguria.Alla scadenza del termine di conduzione il terreno rientrerà nella piena disponibilità del 1718 proprietario al quale non sarà richiesto alcun rimborso e/o indennizzo per le opere di miglioramento fondiario apportate al fondo di sua proprietà; 5. La disciplina di zona è articolata in zone di riserva generale orientata del sistema boschivo B1 e zone di riserva generale orientata delle aree di rinaturalizzazione B2. Articolo 19 Riserva Generale Orientata del sistema boschivo B1 1. Le aree B1 individuano le aree a copertura boschiva caratterizzate dalla presenza di latifoglie e conifere. 2. Sono ammessi i seguenti interventi : a) assetto vegetazionale: interventi di miglioramento e risanamento del sistema boschivo; mantenimento delle colture agricole in atto ed eventuale recupero a coltivazione (vite, uliveto, agrumeto, erbe officinali, orticoltura e colture alimentari della tradizione locale) di quelle abbandonate; interventi sul patrimonio boschivo per la difesa dagli incendi; b) assetto del suolo: conservazione dell assetto esistente; consolidamento di aree a rischio con tecnologie compatibili; interventi sull assetto del suolo connessi ad azioni di tutela dagli incendi; c) assetto insediativo: interventi fino alla manutenzione straordinaria dell esistente; gli eventuali edifici ad uso alberghiero o di ristorazione legittimamente esistenti alla data di adozione del Piano del Parco in quanto realizzati in conformità ad un titolo abilitativo urbanistico edilizio ovvero la cui esistenza sia comprovata da idonea documentazione che ne attesti la presenza in data antecedente il 1 settembre 1967 (ai sensi della legge 6 agosto 1967, n.765), sono considerati agli effetti della possibilità di intervento sugli stessi, unitamente alle loro aree di pertinenza immediatamente adiacenti, come zone D2a; nelle aree di pertinenza di edifici esistenti è ammessa l installazione di impianti per la produzione di energia alternativa purché siano privilegiate le soluzioni di minimo impatto paesistico; d) sistema dell accessibilità e delle percorrenze: manutenzione della rete di percorrenze esistenti; eventuale apertura di nuova sentieristica locale ai fini di fruizione escursionistica e di accessibilità per gli interventi legati al risanamento, alla tutela e allo sviluppo del patrimonio boschivo sulla base delle modalità di cui all art.36 e del programma di cui all art.41; 1819 Articolo 20 Riserva Generale Orientata delle aree di Rinaturalizzazione B2 1. Le aree B2 individuano le parti di territorio terrazzato ricolonizzato dal bosco in cui le condizioni di stabilità e conservazione dei terrazzamenti e di acclività del suolo non consentono azioni di recupero estensivo alla coltivazione. 2. Gli interventi previsti sono: a) assetto vegetazionale: Sviluppo e controllo del processo di rinaturalizzazione in atto per le aree non recuperabili a coltivazione; interventi sulla vegetazione esistente finalizzati alla tutela dagli incendi; manutenzione o recupero a coltivazione delle aree agricole sporadicamente esistenti o preesistenti (vite, uliveto, agrumeto, erbe officinali, orticoltura e colture alimentari della tradizione locale); b) assetto del suolo: conservazione dell assetto esistente; consolidamento di aree a rischio con tecnologie compatibili; eventuali interventi sull assetto del suolo connessi ad azioni di tutela dagli incendi; c) assetto insediativo: interventi fino alla manutenzione straordinaria; gli edifici ad uso abitativo legittimamente esistenti alla data di adozione del piano in quanto realizzati in conformità ad un titolo abilitativo urbanistico edilizio sono da considerarsi a tutti gli effetti come zone C1; nelle aree di pertinenza degli edifici è ammessa l installazione di impianti per la produzione di energia alternativa purché siano privilegiate le soluzioni di minore impatto paesistico; d) sistema dell accessibilità e delle percorrenze: interventi di manutenzione della rete di percorrenze esistenti; eventuale apertura di nuova sentieristica locale ai fini di fruizione escursionistica e di accessibilità per gli interventi legati alla tutela, allo sviluppo e al controllo delle aree sottoposte a rinaturalizzazione, sulla base delle modalità di cui all art.36 e del programma di cui all art.41; è inoltre ammessa la realizzazione di monorotaie finalizzate agli interventi di tutela delle aree di rinaturalizzazione e alla manutenzione delle aree agricole residuali. Articolo 21 Indirizzi e norme generali per le Aree di Protezione (corrispondenti alle Aree di Protezione di cui alla lettera c) dell art.12 comma 2 della L.394/ 91) 1. Le aree di protezione coincidono con il territorio più estesamente antropizzato, in cui permangono, in diversi livelli di degrado, gli elementi del paesaggio agrario, costituito 1920 dal sistema dei terrazzamenti e, ad esso connessi, dalle percorrenze e dall insediamento di origine rurale presente in forma sparsa ed aggregata. 2. L indirizzo è il recupero del territorio terrazzato per funzioni agricole, a fini di presidio ambientale, la conservazione del paesaggio culturale, il recupero del patrimonio edilizio esistente e lo sviluppo economico locale sostenibile. 3. Gli interventi vengono attuati attraverso Progetti di riqualificazione paesisticoambientale e di sviluppo sostenibile del territorio di cui all art.7 delle presenti norme nelle parti più degradate del territorio, mentre possono essere attuati attraverso intervento diretto o convenzionato, previo nulla osta dell Ente Parco ove necessario, negli altri casi. 4. Le Aree di Protezione sono suddivise in: aree di protezione del sistema terrazzato in equilibrio C1; aree di protezione del sistema terrazzato degradato C2; aree di protezione degli aggregati rurali del Levante C3; 5. L Ente Parco esercita nelle aree di Protezione il diritto di espropriazione e di prelazione su trasferimenti per atto tra vivi a qualsiasi titolo della proprietà e dei diritti reali sugli immobili che vi ricadono; al fine di favorire il mantenimento ed il recupero dell attività agricola in funzione della salvaguardia degli equilibri idrogeologici,vegetazionali e della protezione dell ambiente, l Ente Parco potrà subentrare, in via diretta o indiretta, per un periodo non superiore a 20 anni, nella conduzione delle terre di cui risulti accertata la mancata destinazione ad uso produttivo da almeno due annate agrarie corrispondendo un canone di affitto determinato ai sensi della legge n.11 e ss. mm.ed integrazioni. La notifica dell avvio del relativo procedimento e di tutti i successivi atti, nell ipotesi in cui non risulti possibile e/o risulti eccessivamente gravosa la comunicazione individuale, potrà essere effettuata ai proprietari anche mediante pubblicazione sul Bollettino regionale della Liguria.Alla scadenza del termine di conduzione il terreno rientrerà nella piena disponibilità del proprietario al quale non sarà richiesto alcun rimborso e/o indennizzo per le opere di miglioramento fondiario apportate al fondo di sua proprietà; 6. La variazione dell azzonamento di piano di cui all elaborato n.4 del precedente art.3 da zona C2 a zona C1 e viceversa non costituisce modifica del piano ai sensi del comma 6 dell art.12 della L.394/ 91 e può essere approvata mediante conferenza di servizi ai sensi delle leggi vigenti. Articolo 22 Aree di protezione del sistema terrazzato in equilibrio C1 20 Vedere altro
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