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Timestamp: 2019-07-20 11:55:02+00:00
Document Index: 117485056

Matched Legal Cases: ['art. 684', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 684', 'art. 147', 'art. 147']

Art. 684. Rinvio dell’esecuzione.
1 L’art. 684 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui attribuisce al Ministro di Grazia e Giustizia e non al Tribunale di sorveglianza il potere di provvedere al differimento della esecuzione della pena ai sensi dell’art. 147, primo comma 1, del codice penale (Corte cost. 31 maggio 1990, n. 274). L’ipotesi presa in considerazione è quella in cui viene presentata la domanda di grazia al Presidente della Repubblica (art. 147 c.p.). Per evitare l’assurdo effetto che il condannato venga graziato quando ha già scontato in tutto o in parte la pena, l’art. 147 del comma 1 n. 1 c.p. prevede la possibilità che l’esecuzione della pena venga rinviata. Prima dell’intervento della Corte costituzionale, a provvedere sul differimento – facoltativo – era il Ministro di Grazia e Giustizia (art. 684 c.p.p.). La Corte costituzionale ha ritenuto però che tale previsione fosse in contrasto con gli artt. 3, primo comma, e 24 Cost.
Ha infatti osservato, la Corte, che non essendovi vincoli costituzionalmente determinati per l’esercizio del potere di grazia da parte del Presidente della Repubblica o la prognosi sulla concedibilità del beneficio non può essere formulata da alcun organo (ed in tal caso l’ipotesi dell’art. 147, primo comma, n. 1 c.p. andrebbe eliminata) ovvero la decisione va attribuita, come per le analoghe ipotesi di cui all’art. 147, primo comma, nn. 2 e 3 al Tribunale di sorveglianza, attese le nuove attribuzioni di tale magistratura, e, soprattutto, il principio della giurisdizionalizzazione di tutti i provvedimenti che incidono sulla libertà personale.