Source: http://www.iapicca.com/2015/01/01/buon-2015-il-processo-telematico-e-obbligatorio-per-tutte-le-procedure-siete-pronti/
Timestamp: 2018-02-18 19:46:28+00:00
Document Index: 149204151

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 24', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 16', 'art. 52', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 44', 'art. 126', 'art. 207', 'art. 133', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 21', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 22', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 83', 'art. 83', 'art.18', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 83', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 128', 'art. 9']

﻿ Buon 2015: il Processo telematico è obbligatorio per tutte le procedure, siete pronti? - Iapicca.com -
HomeCivileBuon 2015: il Processo telematico è obbligatorio per tutte le procedure, siete pronti?
1 gennaio 2015 Michele Iapicca Civile, News, Processo Civile Telematico
L’art. 38 del D.L. 90/2014 per come integrato dalla legge di conversione dell’11 agosto 2014, n. 114, con gli articoli 1-bis e 2-bis,stabilisce che, dal 1° gennaio 2015 tutti gli atti e i provvedimenti del giudice, dei suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari e delle parti dovranno essere sottoscritti con firma digitale; si passa quindi dalla facoltà di sottoscrizione con firma digitale degli atti del processo ad un vero e proprio obbligo di legge.
Si entra, quindi, nel pieno regime del PCT – processo civile telematico (con la sola esclusione dei giudizi pendenti in Corte d’Appello, per il quali è tutto rinviato al 30/06/2015).
PREMESSA: STRUMENTI NECESSARI PER IL PCT
Permalink: http://www.consiglionazionaleforense.it/site/home/area-avvocati/processo-civile-telematico/articolo8598.html
All’interno del token abitualmente è contenuto anche un secondo certificato, definito di autenticazione, che permette di associare il dispositivo all’utilizzatore ai fini del suo riconoscimento sul web – rif. normativo: art. 24 CAD (D.Lgs 82/2005 e ss.mm.)
-Un programma software, cosiddetto Redattore atti
E’ uno strumento informatico che permette la creazione della c.d. ” busta telematica ” per il deposito degli atti del procedimento. La busta telematica o busta xml) compila un file informatico che accompagnato agli atti che si allegano permette alla cancelleria di identificarlo, individuarne ed indirizzarne il contenuto nel fascicolo virtuale.
Per un elenco dei redattori atti disponibili gratuitamente, censiti dal Ministero della Giustizia, si invita a visitare il seguente link:http://pst.giustizia.it/PST/it/pst_28.wp
Questa è la lista dei Punti di accesso censiti dal Ministero della Giustizia http://pst.giustizia.it/PST/it/pst_2_5.wp
Per aiutare i pochi ritardatari rimasti, di seguito riassumo tutti gli articoli pubblicati su iapicca.com relativi al PCT.
Permalink: http://www.iapicca.com/2014/06/28/ultime-conferm…90-del-24614-2/
Fondamentale è il decreto legge n. 90/2014 che, tra le tante, contiene norme (artt. 38-43) volte a disciplinare il processo amministrativo digitale (PAD), e sul PCT (artt. 44-54).
Il DL conferma l’entrata “a regime” graduale del PCT, statuendo l’obbligatorietà del deposito telematico dal 30 giugno 2014 unicamente per le procedure monitorie e per gli atti dei procedimenti iniziati a tale data; l’obbligo del deposito telematico per i giudizi pendenti al 30 giugno avrà decorrenza 31 dicembre.
Per la Corte d’Appello 1 l’obbligo del deposito OBBLIGATORIO in via telematica entrerà in vigore dal 30/6/2015, solo per i procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione.
Tuttavia, al di là delle conferme sulla gradualità già preannunciata dal Ministro Orlandi, l’intervento normativo lascia ancora forti dubbi; il legislatore, infatti, ha perso un’altra grande occasione per chiarire la portata dell’espressione “il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite” contenuta nel comma 1 dell’art. 16-bis DL 179/2012 2, e precisamente riguardo agli atti ‘depositabili’ in via telematica.
Nel silenzio del DL, quindi, pare che gli atti da trasmettere telematicamente siano unicamente quelli successivi alla costituzione delle parti, con esclusione di qualsiasi atto introduttivo (fatta eccezione per il ricorso per decreto ingiuntivo espressamente indicato) e di quelli con i quali la parte si costituisce in giudizio (comparse di risposta o memorie difensive di costituzione).
Viene chiarito il dubbio (finalmente), sulla scia della già famosa sentenza n. 3115 del 03/03/2014 della nona Sezione del Tribunale di Milano, sull’orario ultimo del deposito telematico: il DL 90/2014 all’art. 51, modifica l’art. 16-bis comma VII del D.L. 179/2012 3 precisando che non esiste un termine di orario nell’ultimo giorno del deposito e che è possibile superare il limite tecnico di 30 Megabyte della dimensione del messaggio effettuando più depositi telematici.
Un intervento degno di nota è quello relativo alla potere di autentica degli atti del fascicolo informatico (art. 52 che introduce il comma 9-bis ll’art. 16-bis D.L. 179/2012 4) secondo cui “il difensore, il consulente tecnico, il professionista delegato, il curatore ed il commissario giudiziale” possono estrarre copie analogiche o informatiche degli atti e dei provvedimenti ed attestare la conformità agli originali, ANCHE SE PRIVE DELLA FIRMA DIGITALE DEL CANCELLIERE.
Viene anche introdotto l’art. 16-sexies al D.L. 179/2012 riguardo al domicilio digitale che stabilisce: ‘Salvo quanto previsto all’articolo 366 del codice di procedura civile quando la legge prevede che le notificazioni degli atti in materia civile al difensore siano eseguite, ad istanza di parte, presso la cancelleria dell’ufficio giudiziario, alla notificazione con le predette modalità può procedersi esclusivamente quando non sia possibile, per causa imputabile al destinatario, la notificazione presso l’indirizzo di posta elettronica certificata, risultante dagli elenchi di cui all’articolo 6-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nonché dal registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal ministero della giustizia‘.
L’art. 44 (Modifiche al codice di procedura civile in materia di contenuto degli atti di parte, di sottoscrizione del processo verbale e di comunicazione della sentenza) infine, risolve il problema della sottoscrizione del verbale d’udienza redatto in modalità informatica da parte del testimone e del consulente tecnico. La norma sostituisce il comma 2 dell’art. 126 c.p.c. (Contenuto del processo verbale) con la previsione secondo la quale l’unica sottoscrizione necessaria è quella del cancelliere il quale nel caso di «altri intervenuti» all’udienza, dà ai medesimi «lettura del processo verbale»
Analogamente si dispone in relazione al verbale di assunzione dei mezzi prova, modificando l’art. 207 c.p.c. (Processo verbale dell’assunzione).
Con modifica apportata all’art. 133, comma 2 c.p.c. (Pubblicazione e comunicazione della sentenza), il biglietto di cancelleria con il quale il cancelliere dà atto alle parti del deposito della sentenza è destinato a contenere l’intero testo della medesima e non più soltanto il dispositivo.
Dal 31/12/2014 in poi sarà obbligatorio, infine, depositare in via telematica anche gli atti endoprocedimentali dei processi in corso avviati prima del 30/6/14. Restano tuttora esclusi gli “atti introduttivi” del processo civile, sebbene ormai siano diverse le sentenze che hanno ritenuto ammissibile il deposito telematico anche di tali atti, sull’assunto che non essendo previste forme determinate, possa essere scelta quella più idonea al raggiungimento dello scopo e, una volta che lo stesso è stato raggiunto, è da ritenersi sanato ogni eventuale profilo di irregolarità (cfr. Trib. Genova 1.12.2014; Trib. Bologna 16.7.2014 – Fonte Studio Cataldi).
I REDATTORI GRATUITI
Permalink: http://www.iapicca.com/2014/09/11/ecco-tutti-i-software-gratuiti-per-il-pct-redattori-busta-2/
Il portale dei servizi telematici ha pubblicato un elenco di software per redigere la c.d. busta telematica (cosiddetti programmi redattori) assolutamente gratuiti, nonché conformi agli standard imposti dal DM 44/2011 e succ. modificazioni.
Sul software gratuito più volte recensito su questo sito, SL PCT, realizzato da Evoluzioni Software dietro mandato della Regione Toscana, sono già stati dedicati molti articoli.
E’ possibile scaricarlo cliccando su questa pagina: http://www.iapicca.com/2014/03/29/nuovo-processo-telematico-il-redattore-gratuito-regione-toscana/
Questi, invece, sono gli altri programmi ‘redattori’ offerti nella versione base, a titolo gratuito:
– PRINCIPE PCT (versione demo): http://www.legalionline.eu/principe_pct.php
>COME CONFIGURARE PER LA PRIMA VOLTA SL PCT
Permalink: http://www.iapicca.com/2014/06/10/come-configurare-per-la-prima-volta-sl-pct-guida-completa-anche-per-la-creazione-di-account-pec-con-windows-mail-2/
Versione per Windows; Versione per MAC; Versione per Linux
Permalink: http://www.iapicca.com/2014/05/30/video-n-1-utilizzo-sl-pct-redattore-gratuito-per-note-183-vi-co-n-3-cpc/
PROCESSO CIVILE TELEMATICO PER LINUX.
Permalink: http://www.iapicca.com/2014/07/06/processo-civile-telematico-per-linux-si-e-funziona-benissimo-ecco-la-guida/
ISTRUZIONI OPERATIVE PER ATTESTARE LA CONFORMITA’ DI UN ATTO DIGITALE – NOTIFICA A MEZZO PEC – NUOVA PROCURA ALLE LITI.
In seguito alle modifiche introdotte dal D.L. 90/2014 convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 114 (G.U. 18/8/2014, n. 190), si pone il problema di procedere all’attestazione di conformità delle copie digitali di provvedimenti giudiziari scaricati dai registri di cancelleria digitali, soprattutto a fini notificatori.
Il primo dato certo è che per ottenere il rilascio delle copie digitali l’Avvocato non dovrà pagare (salvo provvedimenti peggiorativi dell’ultima ora).
L’estrazione avverrà direttamente dal nostro punto di accesso Polisweb (cliccando sul documento caricato dal Cancelliere sul PCT o selezionando, nell’apposito form in calce alla vostra interfaccia web di accesso al Polisweb, il tipo e il numero di copie) e/o dalla nostra casella PEC (sulla quale troveremo un messaggio PEC della Cancelleria con il biglietto contenente il provvedimento emesso dal Giudice).
La seconda certezza è quella della notificazione dell’atto in forma digitale a mezzo PEC, da oggi possibile a cura dell’Avvocato abilitato alle notifiche in proprio, senza ulteriori spese.
Affinché la notificazione possa essere eseguita, non è necessario che:
1) l’Avvocato sia abilitato alle notificazioni in proprio ex L. 53/1994.
L’autorizzazione viene concessa dal CDO di appartenenza agli Avvocati iscritti all’albo, nei cui confronti non siano in corso contestazioni disciplinari. All’esito di una breve istruttoria, il CDO autorizza l’Avvocato alla notifica in autonomia, in deroga alle limitazioni territoriali cui soggiace l’UG, obbligandolo alla tenuta di un registro cronologico (vidimato dal CDO e dalla cancelleria del Presidente del Tribunale) sul quale il notificante dovrà annotare tutti gli estremi del procedimento volto alla consegna dell’atto giudiziario.
L’autorizzazione del CDO non è più necessaria per le notifiche PEC (mentre è sempre richiesta per la notifica in proprio a mezzo del servizio postale), in quanto il DL 90/14 ha sostituito l’art. 1 della L. 53/97 con il seguente: “L’avvocato o il procuratore legale, munito di procura alle liti a norma dell’articolo 83 del codice di procedura civile e della autorizzazione del consiglio dell’ordine nel cui albo è iscritto a norma dell’articolo 7 della presente legge, può eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo del servizio postale, secondo le modalità previste dalla legge 20 novembre 1982, n. 890, ovvero a mezzo della posta elettronica certificata salvo che l’autorità giudiziaria disponga che la notifica sia eseguita personalmente. Quando ricorrono i requisiti di cui al periodo precedente, fatta eccezione per l’autorizzazione del consiglio dell’ordine, la notificazione degli atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale può essere eseguita a mezzo di posta elettronica certificata”.
Per eseguire le notifiche a mezzo PEC, è invece necessario:
2) che la controparte abbia un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) risultante dai Registri ufficiali ovvero dichiarato nell’atto introduttivo del giudizio.
I registri pubblici potrebbero essere (viste le lacune normative, mi tengo cauto) IndicePA (http://www.indicepa.gov.it), il registro delle imprese (www.registroimprese.it – www.infoimprese.it), gli albi degli Ordini, il c.d. ReGIndE (accessibile via Polisweb), l’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti (INI-PEC) istituito con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 19 marzo 2013 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 83 del 9/04/2013 – www.inipec.gov.it)
3) che sia predisposta a cura del notificante una particolare relazione di notifica.
La relata deve essere conforme ai dettami della L. 53/94 e dei recenti provvedimenti normativi sul PCT, firmata digitalmente e allegata all’atto da notificare (il tutto da spedire a mezzo PEC – v. fac simile in seguito).
4) disporre di un dispositivo di firma digitale/carta nazionale dei servizi.
Si precisa che per le notifiche a mezzo PEC non è necessario compilare il registro cartaceo (v. art. 8 comma IV bis della L. 53/1994) che resta obbligatorio, quindi, solo per l’annotazione delle notifiche in proprio a mezzo del servizio postale (o a mani).
L’ATTO DA NOTIFICARE
Preliminarmente è necessario predisporre l’atto (o gli atti) da notificare.
La Legge consente di notificare diversi tipi di atti informatici:
1) i c.d. documenti informatici (art. 21 D.Lgs 82/05 Codice Amministrazione Digitale di seguito CAD).
Si tratta di documenti creati direttamente dall’Avvocato in forma elettronica (atto di citazione, atto di precetto ecc.), in uno dei formati consentiti dall’art. 13 delle Specifiche Tecniche del 18/07/2011 (consultabile da qui http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_8_1.wp?previsiousPage=mg_1_8&contentId=SDC656178).
Questi formati sono: .pdf (si visualizza con Adobe Acrobat Reader e simili) .odf (con Open Office o Word) .rtf (con qualsiasi programma di videoscrittura, Word, Write, Lotus Word, Open Office Word, ecc) .txt (con Blocco Note) .jpg .gif .tiff (con qualsiasi programma di visualizzazione files di immagine, Paint, Photoshop, Imageready, ecc) .xml (con Blocco note o qualsiasi browser web), creati con un programma di elaborazione testi o altri programmi, da sottoscrivere digitalmente con le apposite utility (es. Dike della Infocert) rese disponibili unitamente al kit di firma digitale (smart card/chiavetta USB/Aruba key, ecc).
Ovviamente il file più universale, comune e fruibile, nonché l’unico idoneo sia alla notificazione che alla iscrizione a ruolo (anche secondo l’art. 12 delle cennate specifiche tecniche del 18/7/11 5 è quello in .pdf privo di elementi attivi ed ottenuto dalla trasformazione/conversione di un documento testuale (da Word o Open Office, in pdf, scegliendo l’opzione Salva con nome e selezionando il formato PDF di Tipo A).
Il file, quindi, creato con programma di elaborazione testo (Word, Open Office, ecc), salvato in pdf (formato A, cioè con testo selezionabile e non modificabile, privo di collegamenti e files audio/video, con caratteri incorporati e senza crittografia – per maggiori informazioni sul formato A – > http://it.wikipedia.org/wiki/PDF/A) deve essere firmato digitalmente, usando le apposite utility contenute nella smart card / business key usata per la sottoscrizione digitale.
Il file firmato (normalmente con estensione .p7m) deve poi essere allegato al messaggio PEC di invio della notifica.
Sempre nel silenzio normativo, nonché per dare la possibilità al destinatario dell’atto di poterlo leggere in modo agevole (comprendendone subito la portata e la gravità, viste le decadenze di legge), senza ricorrere a programmi tipo Dike e/o senza usare le utility della Smart card (che, ad esempio, l’imprenditore destinatario dell’atto, potrebbe non avere subito a disposizione), mi permetto di suggerire l’invio anche di una ulteriore copia (oltre al .P7M) dell’atto, con il formato .PDF sottoscritto digitalmente utilizzando proprio la utility di firma digitale presente su Adobe Acrobat Reader (menu a destra COMPILA e FIRMA).
2) copie informatiche di atti originariamente formati su supporto analogico (art. 22 CAD).
In questo caso, nella relata di notifica (v. in seguito) il notificante dovrà asseverarne la conformità all’originale cartaceo.
Il file da notificare deve avere uno dei formati di cui all’art. 13 copra citato (.pdf, .odf, .rtf, .txt, .jpg, .gif , .tiff, .xml) eventualmente ‘zippabili’ ovvero ‘compressi’ in archivi con estensione .zip, .rar, .arj (si aprono con WinZip, WinRar, ovvero con Zip, Rar e Arj).
In quest’ultimo caso, però, secondo l’art. 13 u.c., la firma digitale andrà apposta dopo la compressione (cioè sul file Zip, Rar, Arj che si trasformerà in .zip.p7m).
3) copie informatiche di copie autentiche (o esecutive) di atti originariamente informatici (art. 22 e 23 CAD e 2714 c.c.).
Sono riproduzioni informatiche di copie autentiche dell’originale telematico (ad esempio un decreto ingiuntivo) estratte dal cancelliere ai sensi e per gli effetti dell’art. 23 CAD in forma cartacea, che possono essere ottenute tramite la scansione del documento stesso. Anche in questo caso in seno alla relata di notifica (v. in seguito) dovrà poi essere inserita l’asseverazione di conformità della copia telematica all’originale cartaceo.
Il file da notificare deve avere sempre i già indicati formati (.pdf, .odf, .rtf, .txt, .jpg, .gif , .tiff, .xml.) pure comprimibili in .zip, .rar, .arj (in questo caso, si ripete, la firma andrà apposta dopo la compressione, sul file in formato zip, rar, arj).
L’atto da notificare, qualora necessario (es. citazione, ricorso introduttivo, ecc.), può essere accompagnato dalla procura alle liti.
La procura, per come noto, deve essere predisposta secondo i canoni dell’art. 83 comma 3 del codice di procedura civile 6 e, per quanto ci interessa in questa sede, due sono le modalità di formazione utili ad una trasmissione informatica:
b) oppure come copia informatica tratta dalla procura rilasciata su supporto cartaceo, sottoscritta dal cliente e autenticata di pugno dall’avvocato.
In caso di trasmissione telematica degli atti, l’art. 83 c.p.c. comma III u.i. prevede che la copia informatica ottenuta tramite scansione della procura cartacea debba poi essere ulteriormente “autenticata” tramite apposizione della firma digitale da parte dell’avvocato.
La procura ottenuta, potrà essere allegata unitamente all’atto a cui si riferisce al messaggio PEC con il quale si effettua la notificazione, ottenendo che la medesima sia considerata come apposta “in calce” a tale atto, come previsto dall’art.18 DM 44/2011 (della procura si dovrà far menzione nella relata di notifica – v. oltre).
Secondo molti ‘protocolli’ di Tribunale, è necessario che la procura sia riferibile all’atto, nel senso che la stessa non dovrà essere generica, ma dovrà prevedere richiami univoci al tipo di atto e alle parti.
Si tratta di un documento informatico separato rispetto agli atti da notificare e, quindi, da formare ex art. 21 CAD con le modalità già descritte sopra per il documento informatico, procedendo sempre alla sua sottoscrizione con firma digitale.
Il contenuto obbligatorio della relazione di notificazione è determinato dall’art. 3 bis, comma 5, della legge 53/94 7.
Questa è la relazione di notifica da me utilizzata (per un decreto ingiuntivo):
Io sottoscritto Avv. Michele Iapicca, all’uopo autorizzato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza a sensi della legge 21.1.1994 n.53, con delibera n. 22/2011 del 30/11/2011, mediante l’indirizzo di posta elettronica certificata avv.micheleiapicca@pec.iapicca.com, regolarmente iscritto nel Reginde, nella qualità di difensore del sig. Tizio nato a Cosenza il 01/01/60 e ivi residente alla via Pippo 13 c.f. ABCEDF60A01D086I, in forza di procura alle liti apposta in calce al ricorso per decreto ingiuntivo introduttivo del giudizio n. XXX/XX RGAC Tribunale di Cosenza, Giudice Dott. Caio
in formato pdf e p7m a firma digitale, gli allegati atti giudiziari, consistenti in:
– decretoingiuntivo_Tizio.pdf e .p7m contenenti il ricorso introduttivo per decreto ingiuntivo n. XXX/XX RGAC pendente presso il Tribunale di Cosenza, Giudice Dott. Caio unitamente a procura alle liti, da intendersi quindi apposta in calce al detto ricorso, univocamente riferibile all’atto introduttivo, sottoscritta dall’istante e autenticata dal difensore sia manualmente che a firma digitale;
– 20484598s.pdf e .p7m contenenti il decreto ingiuntivo n. XXX/2014 emesso in data 11/8/14 dal Giudice del Tribunale di Cosenza, Giudice Dott. Caio, con intimazione di legge e fissazione di termine per l’opposizione
– Sempronio titolare della ditta Sempronio corrente in Cosenza, Via Paperino 17 c.f. EDFABC60A01D086IPiva 0123456789, trasmettendo tutte le copie degli atti sopra elencati al seguente indirizzo di posta elettronica certificata SEMPRONIO@PEC.IT reperito dal pubblico elenco della Camera di Commercio di Cosenza – Registro Imprese
ad ogni effetto di Legge (art. 16 bis comma 9bis del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in legge con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221 e modificato dall’articolo 52 del decreto-legge n. 90 del 24 giugno 2014, convertito in L. 114/14), che gli atti di cui sopra, nonché la procura allegata all’atto introduttivo – ex art. 83 c.p.c. da considerarsi apposta in calce allo stesso, sono copie informatiche conformi alle rispettive copie informatiche presenti ed estratte dal fascicolo informatico di cancelleria.
La presente relazione di notifica, così come i files trasmessi, viene riprodotta anche in forma digitale, sottoscritta digitalmente dall’Avv. Michele Iapicca con studio in Cosenza alla via Ernesto Fagiani 15/b, PEC avv.micheleiapicca@pec.iapicca.com ove elegge domicilio digitale, con il nome di relatadinotifica.pdf e ,p7m, nonché notificata a mezzo PEC contestualmente ai files sopra elencati.
Ai sensi del comma II dell’art. 3 bis della L. 57/94 ‘La notifica si esegue mediante allegazione dell’atto da notificarsi al messaggio di posta elettronica certificata‘.
Quindi è opportuno creare (usando il servizio Webmail PEC messo a disposizione del vostro gestore ovvero utilizzando il Client di posta elettronica preventivamente configurato – per istruzioni sulla configurazione del Client Windows Live Mail cliccare qui) un nuovo messaggio PEC e, seguendo le prescrizioni del detto art. 3 Bis, dovremo:
– compilare il campo destinatario con l’indirizzo PEC relativo, che deve essere tratto da pubblici elenchi (vedi sopra)
– compilare l’oggetto del messaggio con la seguente dicitura obbligatoria: “Notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994”;
– allegare al messaggio l’atto o gli atti da notificare come precedentemente predisposti e la relazione di notificazione;
– se si utilizza per l’invio il servizio Webmail del proprio gestore PEC assicurarsi che sia stata scelta quale tipologia di ricevuta quella “completa”, richiesta per la validità della notificazione dall’art. 18 DM 44/2011; tale verifica non è necessaria se si invia il messaggio da un programma di posta elettronica di uso comune (Outlook, Thunderbird, Mail) in quanto non risulta che alcuno di essi sia dotato della possibilità di scelta della tipologia di ricevuta ed automaticamente viene
generata una ricevuta “completa”; per il caso di utilizzo di programmi specifici che dovessero gestire la tipologia di ricevuta si raccomanda di controllare che la tipologia di ricevuta sia quella “completa”.
– cliccare su INVIA/RICEVI o su INVIA, per spedire il messaggio.
Come noto, la procedura di invio di un messaggio PEC comporta la ricezione di n. 2 messaggi PEC di conferma:
1) il primo, contenente la ricevuta di accettazione, inviata dal proprio gestore di posta, che conferma la presa in carico del messaggio, e contiene i dati che costituiscono prova dell’avvenuta spedizione, con l’indicazione di data ed ora della operazione;
2) la ricevuta di consegna, inviata dal gestore di posta del destinatario, che conferma il deposito del messaggio nella casella di posta elettronica del destinatario e certifica il momento della consegna indicando data ed ora dell’operazione e contiene una copia integrale del messaggio inviato, compresi gli allegati.
Il buon fine della notificazione si ha esclusivamente con il recapito nella casella PEC del mittente delle due ricevute di cui sopra. In caso di problemi, il gestore di posta certificata, entro 24 ore segnalerà la mancata consegna con un apposito messaggio PEC.
Si ribadisce che alle notificazioni effettuate a mezzo PEC non si applica l’obbligo di annotazione delle formalità nel registro cronologico previsto dall’art. 8 della Legge, come specificamente disposto dall’ultimo comma dello stesso articolo (v. sopra).
Per dimostrare in maniera certa l’avvenuta notifica dell’atto, è necessario conservare sia i files contenuti nel messaggio PEC, che gli stessi messaggi PEC (che al loro interno contengono tutti i files notificati).
Non pensate che basti stampare tutto per provare il buon fine della notifica.
Non dovete mai cancellare i files della notificazione!
In caso di contestazione, infatti, i detti files devono essere prodotti salvandoli nel formato proposto dal client di posta utilizzato o dalla webmail e registrati su un supporto di memorizzazione ottico (CD) o fisico (chiavetta USB – HDD).
Tuttavia per consentire un più agevole riscontro dell’avvenuto perfezionamento della notificazione anche nell’ambito di processi gestiti tradizionalmente in forma cartacea si potrà comunque procedere, in linea con quanto previsto dall’art. 9 della Legge 53/1994, con l’esibizione della prova della notificazione stampata su carta.
In particolare, dovranno essere stampati i seguenti documenti:
(4) la ricevuta di avvenuta consegna.
Per ciascun documento dovrà essere attestata la conformità degli atti sopra indicati ai documenti informatici da cui sono tratte tramite apposizione su ciascun documento della relativa dichiarazione (es. Ai sensi e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 9 comma 1-bis e 6 comma 1 della L. 53/94 e ss.mm. si attesta la conformità della presente copia
cartacea all’originale telematico da cui è stata estratta – Firma AVVOCATO).
Seguendo le indicazioni di cui sopra e le continue prescrizioni imposte dalla legge (per ultimo anche dal nuovo codice deontologico forense), ho predisposto questa procura (che sembra più un contratto con la peggiore delle banche in circolazione :) )
Il sottoscritto Tizio Caio nato a Cosenza il 01/01/60 e ivi residente alla via Paperino 17, c.f. ABCEFG60A01D086J
dall’Avv. Sempronio Mevio (di seguito chiamato titolare professionista), Cod. Fisc. SPRMVV74P19D086I con Studio in Cosenza, alla via Pippo 13, tel. e fax 09840000001 email avv.semproniomevio@pec.com, che i dati personali forniti e le informazioni comunicate nella esecuzione del contratto di prestazione di opera professionale appena concluso, saranno oggetto di trattamento nel rispetto delle disposizioni di cui al D.Lgs 196/2003.
Ai fini del trattamento dei dati personali, quindi, il Titolare avverte l’interessato/a che:
– che il trattamento avrà il fine esclusivo di permettere la corretta esecuzione del contratto di prestazione d’opera professionale di cui sopra e, dunque, per far valere o difendere diritti e/o interessi legittimi dell’interessato/a nelle competenti sedi giudiziarie;
– il conferimento di tali dati personali necessario all’esecuzione del contratto di cui sopra ed un eventuale rifiuto a rispondere potrebbe non consentirne l’esatto adempimento;
– i dati personali trattati saranno comunicati, sempre per le finalità di cui sopra, ai Collaboratori ed ai Praticanti di codesto Studio Legale, nonché agli organi ed agli Uffici di giudiziari competenti;
– le informazioni personali saranno trattate esclusivamente all’interno di codesto Studio Legale, sia manualmente che con strumenti informatici o telematici protetti, per il tempo necessario alla esecuzione del contratto di prestazione d’opera professionale e, comunque, per il tempo definito dalla normativa di riferimento;
L’interessato/a ha diritto di ottenere, in qualsiasi momento:
– la conferma dell’esistenza, presso questo Studio, di dati che lo riguardano;
– logica e tecniche di trattamento con gli strumenti informatici di questo Studio;
– dei soggetti o delle categorie di soggetti che possono venirne a conoscenza, sempre per le finalità connesse all’esecuzione del contratto di prestazione d’opera professionale;
– in caso di richiesta di aggiornamento, rettifica, integrazione, cancellazione, trasformazione anonima, che tali operazioni vengano portate a conoscenza, sempre per le stesse finalità a tutti i soggetti ai quali tali dati sono stati comunicati o diffusi.
b) al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario e simili. Si precisa che non stato nominato alcun Responsabile per il trattamento dei dati.
L’interessato dichiara sotto la propria responsabilità esonerando a tal fine il Titolare, che:
1)	la documentazione fornita al Titolare per l’espletamento del mandato difensivo, è conforme all’originale in suo possesso;
2)	le dichiarazioni rese sui fatti di causa sono veritiere;
3)	le ricevute/fatture per spese affrontate, di cui intende ottenere rimborso e/o ristoro, non sono contraffatte e/o false;
4)	le fotografie fornite al Titolare non sono contraffatte;
5)	le eventuali dichiarazioni testimoniali prodotte sono state raccolte senza l’ausilio del difensore e provengono da persone attendibili.
Ai sensi del c.d. Decreto Monti, il Professionista avvisa il Cliente che il costo della difesa tecnica è stato preventivato ai sensi del DM 2014 nello scaglione per valore del procedimento. Il Cliente, inoltre, dichiara di essere stato informato sulle probabilità di accoglimento delle azioni giudiziali e/o strag. esperite e dichiara di trovarsi nelle condizioni per l’accesso al c.d. gratuito patrocinio.
Il Cliente viene informato, in ossequio a quanto previsto dall’art. 4, 3 comma del d.lgs, 4 marzo 2010, n. 28 e succ. mod. e int. nonché del DL 132/2014, della facoltà di esperire il procedimento di mediazione previsto dal d.lgs. n. 28/2010 per tentare la risoluzione stragiudiziale della controversia insorta, nonché della obbligatorietà/facoltà di utilizzare il procedimento di mediazione previsto dal d.lgs. n. 28/2010 (ovvero per le materie ivi contemplate, i procedimenti previsti dal d.lgs n. 179/2007 o dall’art. 128-bis del d.lgs. n. 385/1993 e successive modificazioni), ovvero di negoziazione assistita, nel caso che la controversia sopra descritta sia relativa a diritti disponibili in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità contratti assicurativi, bancari e finanziari, di lavoro, ovvero che la controversia sia di valore inferiore ad € 50.000,00;
– della possibilità qualora ne ricorrano le condizioni, di avvalersi del gratuito patrocinio a spese dello Stato per la gestione del procedimento;
– dei benefici fiscali connessi all’utilizzo della procedura, ed in particolare:
b) tutti gli atti, documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura;
c) che il verbale di accordo esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di 50.000 euro e che in caso di valore superiore l’imposta dovuta solo per la parte eccedente.
d) che il professionista è coperto per la responsabilità professionale, da polizza assicurativa Carige Ass.ni.
Al fine di assolvere agli obblighi informativi, l’Avv. Sempronio comunica che la parte, direttamente e per il tramite del sito internet pst.giustizia.it (sezione consultazione pubblica dei registri), ovvero gdp.giustizia.it (in caso di procedimento avviato presso il Giudice di Pace), ovvero www.giustizia-amministrativa.it (in caso di giudizio amministrativo) potrà in qualsiasi momento informarsi sullo stato della causa avviata, selezionando il Tribunale adito ed inserendo negli appositi form il numero di ruolo e l’anno di iscrizione del procedimento avviato con il presente mandato.
Per tali motivi, io sottoscritto nomino e, quindi, delego l’Avv. Sempronio a rappresentarmi e difendermi nel presente giudizio (avente ad oggetto: specificare oggetto, eventuali estremi dell’atto da opporre, ecc.), in ogni stato, fase (anche esecutiva) e grado e con ogni mandato, ivi compresi quelli di farsi sostituire, di transigere e conciliare, avviare e sottoscrivere tentativi di conciliazione anche facoltativi ed ispettivi, con ogni potere, ivi compreso quello di rinunciare agli atti, accettare rinunce, accettare e quietanzare, chiamare terzi in causa, proporre e resistere ad opposizioni, eseguire notifiche in proprio, eleggendo domicilio presso il suo studio in Cosenza, alla Via Pippo 17 (tel e fax 09840000001) ed eleggendo domicilio digitale all’indirizzo avv.sempronio@pec.com e/o presso l’indirizzo che il difensore comunicherà nel Reginde e negli altri registri pubblici.
Spero di essere stato d’aiuto, in questo sconvolgimento non controllato del processo civile.
Art. 16 bis DL 172/12 art. 9-ter. A decorrere dal 30 giugno 2015 nei procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, innanzi alla corte di appello, il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite ha luogo esclusivamente con modalità telematiche, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. Allo stesso modo si procede per il deposito degli atti e dei documenti da parte dei soggetti nominati o delegati dall’autorità giudiziaria. Le parti provvedono, con le modalità di cui al presente comma, a depositare gli atti e i documenti provenienti dai soggetti da esse nominati. Con uno o più decreti aventi natura non regolamentare, da adottarsi sentiti l’Avvocatura generale dello Stato, il Consiglio nazionale forense ed i consigli dell’ordine degli avvocati
interessati, il Ministro della giustizia, previa verifica, accertata la funzionalità dei servizi di comunicazione, può individuare le corti di appello nelle quali viene anticipato, nei procedimenti civili iniziati prima del 30 giugno 2015 ed anche limitatamente a specifiche categorie di procedimenti, il termine fissato dalla legge per l’obbligatorietà del deposito telematico ↩
Art. 16-bis comma I del D.L. 179/2012.
Salvo quanto previsto dal comma 5, a decorrere dal 30 giugno 2014 nei procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, innanzi al tribunale, il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite ha luogo esclusivamente con modalità telematiche, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. Allo stesso modo si procede per il deposito degli atti e dei documenti da parte dei soggetti nominati o delegati dall’autorità giudiziaria. Le parti provvedono, con le modalità di cui al presente comma, a depositare gli atti e i documenti provenienti dai soggetti da esse nominati. Per i difensori non si intendono i dipendenti di cui si avvalgono le pubbliche amministrazioni per stare in giudizio personalmente ↩
Art. 16-bis comma VII del D.L. 179/2012.
Il deposito di cui ai commi da 1 a 4 si ha per avvenuto al momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della giustizia. Il deposito è tempestivamente eseguito quando la ricevuta di avvenuta consegna è generata entro la fine del giorno di scadenza e si applicano le disposizioni di cui all’articolo 155, quarto e quinto comma, del codice di procedura civile. Quando il messaggio di posta elettronica certificata eccede la dimensione massima stabilita nelle specifiche tecniche del responsabile per i sistemi informativi automatizzati del ministero della giustizia, il deposito degli atti o dei documenti può essere eseguito mediante gli invii di più messaggi di posta elettronica certificata. Il deposito è tempestivo quando è eseguito entro la fine del giorno di scadenza. ↩
Art. 16-bis comma IX bis del D.L. 179/20127. Le copie informatiche, anche per immagine, di atti processuali di parte e degli ausiliari del giudice nonché provvedimenti di quest’ultimo, presenti nei fascicoli informatici dei procedimenti indicati nel presente articolo, equivalgono all’originale anche se prive della firma digitale del cancelliere. Il difensore, il consulente tecnico, il professionista delegato il curatore ed il commissario giudiziale possono estrarre con modalità telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli atti e dei provvedimenti di cui al periodo precedente ed attestare la conformità delle copie estratte ai corrispondenti atti contenuti nel fascicolo informatico. Le copie analogiche ed informatiche anche per immagine, estratte dal fascicolo informatico e munite dell’attestazione di conformità a norma del presente comma, equivalgono all’originale.
Per i duplicati rimane fermo quanto previsto dall’articolo 23-bis, comma l, del decreto legislativo 7 marzo 2005. n. 82. Le
disposizioni di cui al presente comma non si applicano agli atti processuali che contengono provvedimenti giudiziali che
autorizzano il prelievo di somme di denaro vincolate all’ordine del giudice ↩
è in formato PDF; è privo di elementi attivi; è ottenuto da una trasformazione di un documento testuale, senza restrizioni per le operazioni di selezione e copia di parti; non è pertanto ammessa la scansione di immagini; è sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata esterna, pertanto il file ha la seguente denominazione: .pdf.p7m;
La struttura del documento firmato è CAdES; il certificato di firma è inserito nella busta crittografica La modalità di apposizione della firma digitale o della firma elettronica qualificata è del tipo “firme multiple indipendenti” o parallele, e prevede che uno o più soggetti firmino, ognuno con la propria chiave privata, lo stesso documento (o contenuto della busta). L’ordine di apposizione delle firme dei firmatari non è significativo e un’alterazione dell’ordinamento delle firme non pregiudica la validità della busta crittografica; il file generato si presenta con un’unica estensione p7m. Il meccanismo qui descritto è valido sia per l’apposizione di una firma singola che per l’apposizione di firme multiple. ↩
Art. 83 cpc.
La procura speciale può essere anche apposta in calce o a margine della citazione, del ricorso, del controricorso, della comparsa di risposta o d’intervento, del precetto o della domanda d’intervento nell’esecuzione, ovvero della memoria di nomina del nuovo difensore, in aggiunta o in sostituzione del difensore originariamente designato. In tali casi l’autografia della sottoscrizione della parte deve essere certificata dal difensore. La procura si considera apposta in calce anche se rilasciata su foglio separato che sia però congiunto materialmente all’atto cui si riferisce, o su documento informatico separato sottoscritto con firma digitale e congiunto all’atto cui si riferisce mediante strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero della giustizia. Se la procura alle liti è stata conferita su supporto cartaceo, il difensore che si costituisce attraverso strumenti telematici ne trasmette la copia informatica autenticata con firma digitale, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e trasmessi in via telematica. ↩
Art. 3 Legge 53 del 1994.
3-bis. La notifica e’ effettuata a mezzo della posta elettronica certificata solo se l’indirizzo del destinatario risulta da pubblici elenchi. Il notificante procede con le modalita’ previste dall’articolo 149-bis del codice di procedura civile, in quanto compatibili, specificando nella relazione di notificazione il numero di registro cronologico di cui all’articolo 8 ↩
Visite: 31,184,102