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Timestamp: 2020-08-12 13:40:16+00:00
Document Index: 35642746

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 30772 del 26/11/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30772 del 26/11/2019
Cassazione civile sez. trib., 26/11/2019, (ud. 07/03/2019, dep. 26/11/2019), n.30772
sul ricorso iscritto al n. 19227/2014 R.G. proposto da:
Liguria n. 110/14, depositata il 31 gennaio 2014.
Il Cad Sernav s.r.l. impugnava l’avviso di accertamento n. 26664/RU/2010 emesso dall’Agenzia delle Dogane di La Spezia per il recupero di dazi doganali antidumping relativi alle importazione dalla Cina di chiusini in ghisa non malleabile, a seguito della revoca, disposta dalla Commissione Europea con decisione n. 389 del 13 luglio 2010, delle precedenti riduzioni ed esenzioni doganali concesse con decisione n. 109/2006. La Commissione Tributaria Provinciale di La Spezia con sentenza n. 58/4/12 del 21.3.2012 respingeva il ricorso proposto dalla Sernav s.r.l., che proponeva appello. La Commissione tributaria regionale della Liguria, con sentenza n. 110/2014 depositata il 31 gennaio 2014 in riforma della sentenza di primo grado, accoglieva l’appello del contribuente, con la motivazione che la decisione della CE di revoca dei benefici doganali concessi non avesse effetto retroattivo. Avverso tale sentenza ricorre per cassazione l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e chiede la cassazione della sentenza impugnata con ogni conseguenza di legge. Il Cad Sernav non si costituisce in questo giudizio.
Con l’unico motivo di ricorso si lamenta falsa applicazione della L. 12 luglio 2000, n. 212, art. 3 e violazione del Regolamento CE n. 1212 del 25.7.2005 in combinato disposto con le decisioni CE n. 109/2006 e n. 389/2010 (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3). Rileva l’Agenzia ricorrente che le misure antidumping sulle importazioni dalla Cina di pezzi furono introdotte con regolamento CE n. 1212/2005, prima delle operazioni di importazione oggetto dell’avviso impugnato. Dopo l’approvazione del Regolamento, su richiesta di alcuni operatori cinesi e della Camera di Commercio della Cina, con la decisione n. 109/2006 fu concessa una esenzione a condizione che gli operatori cinesi per le importazioni verso i Paesi Ce garantissero il rispetto di un prezzo superiore ad un minimo prefissato, sotto pena, in caso contrario, di revoca del beneficio con effetto retroattivo. A seguito della violazione ripetuta dell’impegno assunto dagli operatori cinesi, la Commissione Europea con decisione n. 389 del 13.7.2010, ha disposto la revoca del beneficio, con effetto retroattivo. Onde la violazione da parte del giudice di appello del complesso normativo indicato, perchè la concessione del beneficio era sottoposta ab origine a condizione ed inoltre il diritto comunitario contiene una disposizione esplicita sul divieto di irretroattività solo in materia di diritto penale.
3.4- In base alle considerazioni che precedono appare evidente, dunque, che il beneficio dell’esenzione dal dazio antidumping era stato concesso dalla CE sotto condizione del rispetto dell’impegno assunto da parte degli operatori economici firmatari, e con la sanzione in caso di inosservanza dell’impegno, di applicazione retroattiva del dazio sulle transazioni nel frattempo effettuate, rischio di cui gli operatori erano stati portati preventivamente a conoscenza e che, sottoscrivendo l’impegno, avevano implicitamente accettato. Di conseguenza la revoca della esenzione doganale concessa in precedenza, disposta con la decisione della CE n. 389 del 13 luglio 2010 ha operato con effetto risolutivo ex tunc, per cui è legittima la ripresa a tassazione delle transazioni pertinenti nel frattempo effettuate.