Source: http://frantoiani.it/sicurezza/pag11-16.html
Timestamp: 2020-03-30 10:12:04+00:00
Document Index: 29245739

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 40', 'art. 37', 'art. 39', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 31', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 26', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 239', 'art. 10', 'art. 31', 'art. 9', 'art. 374', 'art. 48']

GLI AMBIENTI, I POSTI Di LAVORO E DI PASSAGGIO
altezza, cubatura e superfici
ricambio dell'aria e illuminazione naturale ed artificiale
L'articolo 6 del DPR 303/56 stabilisce che, in presenza di più di 5 addetti, non possono essere adibiti a locali di lavoro gli ambienti confinati che presentano altezza inferiore ai 3 metri. Per i locali ad uso ufficio in assenza di fattori di rischio l'altezza può essere inferiore a 3 mt. in relazione a regolamenti edilizi comunali (di solito m. 2,70). Lo spazio a disposizione per ogni lavoratore non deve essere inferiore a 10 mc di cubatura e inferiore a 2 mq di superficie.
Le dimensioni dei locali devono comunque consentire idonee condizioni di lavoro (art. 15 DPR 547/55).
E' ammessa deroga per
i locali con altezza inferiore a metri 3 (con limite minimo di m. 2.70)
l'uso di locali seminterrati (le due deroghe non sono ammesse contemporaneamente)
i locali ad uso bagno e antibagno (con altezza minima di m 2.40)
Lavorare in frantoio comporta il contatto con sostanze o materiali untuosi, è quindi obbligatoria la presenza di spogliatoi e armadi per il vestiario, possibilmente vicini ai locali di lavoro. Lo spogliatoio deve essere (art. 40 DPR 303/56):
arredato con sedili e con armadietti a doppio scomparto in modo da separare gli indumenti da lavoro da quelli privati
ben difeso dalle intemperie e riscaldato durante la stagione fredda.
Gli spogliatoi devono essere distinti per sesso. Nelle aziende che occupano fino a 5 dipendenti lo spogliatoio può essere unico per entrambi i sessi; in tal caso l'uso deve essere prestabilito e concordato nell'ambito dell'orario di lavoro. I lavoratori devono disporre di un numero sufficiente di docce (art. 37 DPR 303/56) situate in locali separati per uomini e donne oppure in un unico locale ma utilizzate separatamente dagli stessi. Devono poi essere messi a disposizione gabinetti e lavabi con acqua corrente calda, dotati di mezzi detergenti e del necessario per asciugarsi (art. 39 DPR 303/56).
Per uomini e donne devono essere previsti gabinetti separati. Nelle aziende con lavoratori di sesso diverso in numero inferiore a 10 è ammesso un unico servizio con utilizzo separato.
L'art. 8 del DPR 547/55 stabilisce che i pavimenti devono essere tenuti sgombri da materiali che ostacolino la normale circolazione di persone e/o mezzi, non devono presentare buche o sporgenze pericolose e devono essere mantenuti puliti al fine di evitare il rischio di scivolamenti e cadute. Qualora i passaggi siano destinati al transito di veicoli (per esempio muletti) deve essere garantita per i pedoni la distanza di sicurezza sufficiente. Se i luoghi di lavoro presentano zone di pericolo (ad es. rischio di caduta d'oggetti) queste devono essere dotate di dispositivi per impedire che lavoratori non autorizzati possano accedervi. Comunque devono essere segnalate in modo visibile.
Le uscite di emergenza devono avere altezza minima di m. 2,0 e larghezza minima conforme a quanto disposto dalla normativa vigente in materia antincendio. Le porte devono essere apribili verso l'esterno e non devono essere chiuse a chiave. Le vie e le uscite di emergenza (art. 13 DPR 547/55) devono:
essere evidenziate da apposita segnaletica, durevole e ben collocata,
rimanere sgombre
essere collocate in modo da permettere al lavoratore di raggiungere il più rapidamente possibile un luogo sicuro.
Nei locali di lavoro e di deposito non sono ammesse, come porte di uscita d'emergenza, porte scorrevoli verticalmente, saracinesche a rullo, porte girevoli su asse centrale.
Ove necessario deve essere presente l'illuminazione di emergenza (art. 31 DPR 547/55) che entri in funzione in caso di guasto all'impianto elettrico
Le porte e i portoni (art. 14 DPR 547/55) devono essere agevolmente apribili dall'interno, se apribili nei due versi devono essere costruite con materiale trasparente e sicuro al fine di evitare che i lavoratori possano rimanere feriti in caso di urto. Sul pannello trasparente, all'altezza degli occhi, deve essere apposto un segno di riferimento. Le porte scorrevoli devono disporre di un sistema di sicurezza che impedisca loro di uscire dalle guide o di cadere. Quando il numero di lavoratori è inferiore a 25 unità è sufficiente una porta di larghezza non inferiore a cm. 80, mentre quando il numero di addetti è superiore a 25 questa non deve essere inferiore a cm. 120. Nei locali di lavoro e di magazzino non sono ammesse porte scorrevoli, saracinesche a rullo, porte girevoli su asse centrale, quando non esistono altre porte apribili verso l'esterno del locale.
I locali utilizzati prima dell'1 gennaio 1993 possono avere porte di uscita di dimensioni diverse purchè consentano una rapida uscita delle persone e siano facilmente apribili dall'interno
Le aperture nel suolo e nel pavimento (art. 10 DPR 547/55) devono essere protette dal pericolo di caduta tramite solide coperture o difese come ad esempio il parapetto normale con arresto al piede (art. 26 DPR 547/55). Questo deve avere un'altezza non inferiore ad un metro, realizzato con materiale rigido e resistente, ben ancorato, provvisto di un corrente intermedio posto a metà distanza fra il pavimento e il corrente superiore e di una tavola fermapiede alta cm 15. Anche le aperture nelle pareti, quando presentano il rischio di caduta di una persona per dislivelli superiori ad un metro, devono essere protette con parapetto normale o barriere. Quando dette misure non sono attuabili le aperture devono essere munite di apposite segnalazioni di pericolo.
I locali destinati a deposito devono avere, su una parete o altro punto ben visibile, la chiara indicazione del carico massimo sopportabile dal solaio (Kg x mq di superficie) (art. 9 DPR 547/55). Sempre al fine di garantire la stabilità, i materiali depositati devono essere distribuiti razionalmente.
Nel frantoio possono essere presenti vari tipi di scale:
fisse a gradini (artt.16 e 26 DPR 547/55); devono essere costruite e mantenute in modo da resistere a carichi massimi e provviste, sui lati aperti, di parapetto normale o di altra difesa equivalente. Quando la scala è confinata fra due pareti deve essere munita di un corrimano su almeno un lato
fisse a pioli (art. 17 DPR 547/55); qualora superino i 5 metri di altezza, devono essere provviste, a partire da 2.5 metri dal pavimento o dai ripiani, di una solida gabbia metallica di protezione in grado di impedire la caduta accidentale della persona verso l'esterno
semplici portatili (artt. 18 e 19 DPR 547/55); devono essere resistenti e avere dimensioni appropriate al loro uso; se sono di legno i pioli devono essere fissati ai montanti tramite incastro. Per assicurare la stabilità devono possedere dispositivi antisdrucciolevoli alle estremità inferiori dei due montanti e ganci di trattenuta o appoggi antisdrucciolevoli alle estremità superiori. Inoltre deve essere trattenuta al piede da un'altra persona quando vi sia pericolo di sbandamento.
II riscaldamento dei locali e dell'acqua da impiegare durante il ciclo produttivo avviene tramite gasolio, gas, legno o utilizzando sansa esausta o nocciolino (sottoprodotto della lavorazione delle olive) che ha buone proprietà combustibili. Le manovre di apertura e chiusura dei portelli dei bruciatori devono risultare comunque sicure ed agevoli (art. 239 DPR 547/55). Le pareti e le parti esterne che possono raggiungere alte temperature devono essere isolate termicamente in modo efficace o protette contro i contatti accidentali.
Per gli impianti con potenzialità superiore a 30.000 Kcal è obbligatorio che, il datore di lavoro rispetti quanto dettato dalle norme per La prevenzione degli incendi
caldaia che utilizza come combustibile sansa esausta o nocciolino
ricambio dell'aria e illuminazione naturale e artificiale
Ad eccezione dei magazzini (orciaia) tutti i locali dove viene svolta attività lavorativa continuata devono disporre di sufficiente luce naturale diretta attraverso aperture finestrate, eventualmente integrata con l'apporto di illuminazione artificiale (art. 10 DPR 303/56). Devono essere tenuti a disposizione dei lavoratori mezzi di illuminazione sussidiaria, in stato di efficienza, da impiegare in caso di necessità (art. 31 DPR 547/55). Sia le superfici illuminanti che i mezzi di illuminazione artificiale devono essere tenuti puliti ed efficienti. AI fine di garantire le migliori condizioni di igiene per i lavoratori deve essere garantito un adeguato ricambio dell'aria attraverso aperture o adeguati sistemi di condizionamento (art. 9 DPR 303/56).
In relazione alle condizioni d'uso e alle necessità di sicurezza, gli edifici, le opere destinate ad ambienti o posti di lavoro, compresi i servizi accessori, devono essere costruiti e mantenuti in buono stato di conservazione ed efficienza (art. 374 DPR 547/55). Qualora le strutture necessitino di ristrutturazione o cambio di destinazione d'uso, oltre alle necessarie autorizzazioni rilasciate dal Comune (es. concessione edilizia, autorizzazioni varie, ecc.), per le attività che occupano piú di tre addetti è obbligatorio inoltrare richiesta di nulla osta ai sensi dell'art. 48 del DPR 303/56.