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Timestamp: 2019-09-18 11:19:14+00:00
Document Index: 71278257

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 51', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 51', 'sentenza ', 'sentenza ']

VIA RIPA CASERMA ETTORE MUTI FORLÌ 24.03.1944
Località caserma Ettore Muti, via Ripa, Forlì, Forlì-Cesena, Emilia-Romagna
Descrizione: Agostino Lotti, Massimo Fantini e Giovanni Valgiusti furono fermati, percossi e arrestati da fascisti della Gnr l’11 marzo 1944 in frazione Seggio del Comune di Civitella di Romagna (FC) come renitenti e tradotti a Forlì. I fratelli Tonino e Dino Degli Esposti furono arrestati a Forlì dalla squadra politica della Questura. Il 24 marzo 1944 furono processati da parte di un tribunale militare straordinario costituito nella caserma Ettore Muti (già Ferdinando di Savoia) per ordine del 202° comando militare regionale. Con loro furono processati i fratelli Tonino e Dino Degli Esposti, anch'essi renitenti alla chiamata alle armi, e il fante Francesco Valicelli che si era allontanato arbitrariamente dal proprio reparto, facendo poi ritorno spontaneamente. Lotti, Fantini i due Degli Esposti e Valgiusti furono condannati alla pena di morte mediante fucilazione al petto, mentre Valicelli fu condannato a 12 anni di reclusione militare. La sentenza di morte fu eseguita lo stesso 24 marzo 1944, mezz'ora dopo l'emissione, in un cortile della caserma Muti alla presenza dei componenti il tribunale, di rappresentanti del Pfr, del capo della provincia di Forlì e di tutti i militari del 38° deposito militare provinciale misto. Dopo la fucilazione i corpi furono portati al cimitero su di un autocarro. Secondo la prima relazione del capo della provincia di Forlì, Pietro Bologna, al ministero dell'Interno la fucilazione non suscitò particolari reazioni. Tuttavia da altre fonti risulta che sia alcuni militari del plotone di esecuzione sia altri presenti alla fucilazione furono impressionati fortemente dall'esecuzione e che i forlivesi residenti nei pressi della caserma, in particolare alcune donne, protestarono davanti alla caserma e affacciati alle finestre. Quando la notizia si diffuse a Forlì diversi abitanti ne furono impressionati e su sollecitazione del Partito comunista, che diffuse un manifesto indirizzato ai lavoratori e ai cittadini, si riunirono le commissioni clandestine di fabbrica per organizzare una protesta. Pochi giorni dopo, il 27 marzo 1944, gruppi di donne si radunarono davanti alla caserma Muti per impedire la fucilazione di altri nove o dieci giovani processati per renitenza. Nella stessa giornata gran parte degli operai e delle operaie (che erano la maggioranza) delle fabbriche forlivesi, degli artigiani, dei lavoratori impiegati dalla Todt e dei lavoratori agricoli non si presentò al lavoro in segno di protesta contro le esecuzioni e raggiunse le donne che manifestavano nei pressi della caserma. Il tribunale militare commutò la pena di morte già comminata in reclusione militare (probabilmente i giovani condannati furono fatti arruolare nelle forze della Rsi che venivano addestrate in Germania; è il caso di almeno uno di loro Germano Cavallucci). Il 28 marzo 1944 in una seconda relazione il capo della provincia ammise che la fucilazione del 24 marzo aveva suscitato «viva impressione» nella cittadinanza e parlò delle manifestazioni del 27. Anche il notiziario della Gnr del 9 aprile 1944 segnalò l’impressione e il «vivo fermento» provocati dalle fucilazioni nella cittadinanza forlivese.
Estremi e note penali: - Procedimento penale davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Luigi Nanni accusato di collaborazionismo e di vari reati tra cui aver partecipato al rastrellamento e all’arresto di Valgiusti e Lotti poi uccisi a Forlì. Nanni fu accusato anche degli arresti di cinque uomini di Porcentico (FC) uccisi a Civitella di Romagna (FC) nell’agosto 1944 (v. Episodio di Civitella di Romagna (FC), 23/08/1944). Condannato con sentenza 24/05/1946 alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena non per collaborazionismo come chiesto dal Pm, ma per il reato di aiuto al nemico nelle operazioni militari e nocumento alle forze armate italiane (art. 51 Cpmg) perché responsabile degli arresti che portarono alla morte degli arrestati e quindi anche della morte, nonostante il fatto che a uccidere materialmente fossero altri; il reato per cui fu condannato secondo la Corte assorbiva tutti quegli che gli erano stati ascritti. Nanni presentò ricorso. La Corte di Cassazione il 24/11/1946 annullò senza rinvio la sentenza per amnistia.
Annotazioni: - I cinque giovani sono riconosciuti partigiani, ma si tratta probabilmente di renitenti alla leva non ancora inseriti nelle formazioni.
- Secondo il database dei partigiani dell’Emilia-Romagna Dino e Tonino Degli Esposti Dino risultano nati e residenti a Forlì; nei documenti fascisti conservati in ACS Dino Degli Esposti è indicato come residente a Teodorano e Tonino Degli Esposti è indicato come residente a Magliano.
- Secondo il database dei partigiani dell’Emilia-Romagna, Fantini, i due Degli Esposti e Lotti risultano coloni e Valgiusti agricoltore; secondo il Diario di Antonio Mambelli risultano tutti operai (non è specificato se agricoli) tranne Dino e Tonino Degli Esposi che risultano braccianti.
Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): La fucilazione dei giovani fu ricordata in un volantino del Comitato romagnolo di liberazione nazionale e in uno del Comitato segreto di agitazione operaia, entrambi volti a incitare la popolazione alla lotta contro fascisti e nazisti.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-10-29 22:28:36
- Degli Esposti Dino nato a Forlì il 15/02/1922 a Forlì, colono. Fratello di Tonino. Riconosciuto partigiano nell’8ª brigata Garibaldi dal 22/02/1944 al 24/03/1944.
- Degli Esposti Tonino nato a Forlì il 23/08/1924, colono. Fratello di Dino. Riconosciuto partigiano nell’8ª brigata Garibaldi dal 22/02/1944 al 24/03/1944.
- Fantini Massimo nato il 03/12/1922 a Civitella di Romagna (FC), colono. Riconosciuto partigiano nell’8ª brigata Garibaldi dal 11/09/1943 al 24/03/1944.
- Lotti Agostino nato Galeata (FC) il 10/10/1925, residente a Civitella di Romagna (FC), colono. Riconosciuto partigiano nell’8ª brigata Garibaldi dal 12/09/1943 al 24/03/1944.
- Valgiusti Giovanni nato il 24 giugno 1925 a Civitella di Romagna (FC), agricoltore. Riconosciuto partigiano nell’8ª brigata Garibaldi dal 01/10/1943 al 24/03/1944.
- Degli Esposti Dino
- Degli Esposti Tonino
- Fantini Massimo
- Lotti Agostino
- Valgiusti Giovanni
202. Comando regionale
Note procedimento - Procedimento penale davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Luigi Nanni accusato di collaborazionismo e di vari reati tra cui aver partecipato al rastrellamento e all’arresto di Valgiusti e Lotti poi uccisi a Forlì. Nanni fu accusato anche degli arresti di cinque uomini di Porcentico (FC) uccisi a Civitella di Romagna (FC) nell’agosto 1944 (v. Episodio di Civitella di Romagna (FC), 23/08/1944). Condannato con sentenza 24/05/1946 alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena non per collaborazionismo come chiesto dal Pm, ma per il reato di aiuto al nemico nelle operazioni militari e nocumento alle forze armate italiane (art. 51 Cpmg) perché responsabile degli arresti che portarono alla morte degli arrestati e quindi anche della morte, nonostante il fatto che a uccidere materialmente fossero altri; il reato per cui fu condannato secondo la Corte assorbiva tutti quegli che gli erano stati ascritti. Nanni presentò ricorso. La Corte di Cassazione il 24/11/1946 annullò senza rinvio la sentenza per amnistia.
lapide a Forlì cortile della caserma
Ubicazione: Forlì cortile della caserma
Descrizione: lapide che ricorda la fucilazione dei cinque giovani.
Descrizione: nel sacrario dei caduti partigiani sono ricordati i cinque giovani.
- Vladimiro Flamigni, Forlì, in Dianella Gagliani, Luciano Casali (a cura di), La politica del terrore. Stragi e violenze naziste e fasciste in Emilia Romagna, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli-Roma, 2008, pp. 188-189.
- Antonio Mambelli, Diario degli avvenimenti in Forlì e Romagna dal 1939 al 1945, a cura di Dino Mengozzi, Lacaita, Manduria-Bari-Roma, 2003, vol. I, pp. 540-541 e vol. II, appendice 4, pp. 1491-1492, 1495, 1498.
- Adler Raffaelli, Guerra e Liberazione. Romagna 1943-1945, vol. II, Epigrafia, Comitato regionale per le celebrazioni del 50° anniversario della Resistenza e della Liberazione Emilia-Romagna, Bologna, 1995, p. 158.
- Mara Valdinosi, Marzo 1944: le donne di Forlì in piazza. Parlano le protagoniste di uno sciopero patriottico, in «Patria indipendente», n. 4, 1984, riproposto in «Cronache della Resistenza», periodico dell’Anpi provinciale di Forlì-Cesena, n. 2, marzo-aprile 2014.
- testimonianza scritta di Sergio Flamigni, 23/03/2014.
- Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Università di Bologna, Database dei partigiani dell\'Emilia-Romagna:
- Fondazione Micheletti, Notiziari della guardia nazionale repubblicana:
(notiziario 27/03/1944, notizia da Forlì, p. 11; notiziario 09/04/1944, notizia da Forlì, p. 5).
ACS, MI Gab. RSI, b. 35, cat. K25, fasc. 823 K25/46 Tribunali Militari Straordinari di Guerra, telegramma da Forlì al ministero dell’Interno, Gabinetto, 24/03/1944.
ACS, MI Gab. RSI, b. 35, cat. K25, fasc. 823 K25/46 Tribunali Militari Straordinari di Guerra, Prefettura di Forlì, Gabinetto, n. 01743 al Ministero dell’Interno, Gabinetto, ogg. Condanne alla pena capitale inflitte dal Tribunale Militare Straordinario, 25/03/1944.
ACS, MI Gab. RSI, b. 35, cat. K25, fasc. 823 K25/46 Tribunali Militari Straordinari di Guerra, Prefettura di Forlì, Gabinetto, n. 1262 alla Segreteria particolare del Duce, ogg. Convocazione Tribunale di guerra – Condanne, 28/03/1944.
- Fondazione Micheletti, Notiziari della Guardia nazionale repubblicana, Notiziario 27/03/1944, notizia da Forlì, p. 11; Notiziario 09/04/1944, notizia da Forlì, p. 5 (consultabili on line all’indirizzo www.notiziarignr.it).
- AISRFC, Eccidi, b. 2, fasc. 6, sfasc. 2.
BArch, RH 36/472, MK 1006 Ferrara, Rapporto sulla situazione per il periodo 16 marzo-15 aprile 1944, p. 7.
- Tribunale di Forlì, sezione penale, Sentenze della Corte d’Assise straordinaria di Forlì 1945-1947, vol. 1946-1947, sentenza n. 95/46.