Source: https://www.leggioggi.it/2016/03/31/incidenti-stradali-come-compilare-correttamente-la-richiesta-perche-vi-sia-risarcimento/
Timestamp: 2018-10-20 15:26:19+00:00
Document Index: 183140973

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 145', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 145']

Incidenti stradali: come compilare correttamente la richiesta perché vi sia risarcimento | LeggiOggi
Home Motori Incidenti stradali: come compilare correttamente la richiesta perché vi sia risarcimento
Incidenti stradali: come compilare correttamente la richiesta perché vi sia risarcimento
A seguito di un sinistro stradale, il danneggiato, antecedentemente all’azione della proposta risarcitoria, nei confronti della propria assicurazione, come legiferato dal Codice delle assicurazioni private (D.lgs. 209/2005), non deve dimenticare di presentare una preventiva richiesta di risarcimento di cui all’articolo 148 del codice delle assicurazioni, conforme al dettato normativo.
Questo è stato ribadito dalla sentenza della Corte di Cassazione numero 4754/2016, depositata in data 11 marzo 2016.
depositata l’undici marzo (qui sotto allegata), la Corte di cassazione ha infatti confermato l’improcedibilità della domanda proposta dalla ricorrente, con azione diretta, nei confronti della propria Compagnia di assicurazione, in quanto la richiesta di risarcimento era incompleta.
Per la Cassazione, infatti, il primo onere del danneggiato nel sistema di cui all’articolo 149 del codice delle assicurazioni, che così dispone: “Art. 149. (Procedura di risarcimento diretto)
L’impresa di assicurazione, entro quindici giorni, corrisponde la somma offerta al danneggiato che abbia comunicato di non accettare l’offerta o che non abbia fatto pervenire alcuna risposta. La somma in tal modo corrisposta è imputata all’eventuale liquidazione definitiva del danno.
In caso di comunicazione dei motivi che impediscono il risarcimento diretto ovvero nel caso di mancata comunicazione di offerta o di diniego di offerta entro i termini previsti dall’articolo 148 o di mancato accordo, il danneggiato può proporre l’azione diretta di cui all’articolo 145, comma 2, nei soli confronti della propria impresa di assicurazione. L’impresa di assicurazione del veicolo del responsabile può chiedere di intervenire nel giudizio e può estromettere l’altra impresa, riconoscendo la responsabilità del proprio assicurato ferma restando, in ogni caso, la successiva regolazione dei rapporti tra le imprese medesime secondo quanto previsto nell’ambito del sistema di risarcimento diretto.”, è quello di richiedere al proprio assicuratore il risarcimento del danno attraverso lettera raccomandata con avviso di ricevimento, allegando la denuncia di sinistro ex articolo 143 del medesimo codice o una descrizione dettagliata delle modalità con le quali lo stesso si è verificato.
Nella sentenza si legge: “Dalla ricezione della richiesta l’assicuratore ha precisi termini, individuati dall’art. 145 cod. ass., per formulare l’offerta di risarcimento al danneggiato:
a) 60 giorni nei casi di sinistri con danni alle sole cose, quando non vi sia stata la costatazione amichevole (ovvero 30 giorni, in presenza di denuncia di sinistro, sottoscritta da ambedue i conducenti); b) 90 giorni nel caso di sinistri con danni a persone. Nell’ipotesi in cui il danneggiato abbia inviato una richiesta incompleta, l’assicuratore dispone di 30 giorni per richiedere le necessarie integrazioni, con la conseguenza che lo spatium deliberandi di cui si è detto, decorre nuovamente dalla ricezione dell’integrazione.”
Gli stessi giudici, nella parte conclusiva della sentenza, così hanno ribadito: “E ciò anche in considerazione del fatto che l’eventuale pronuncia di improponibilità della domanda per vizi di contenuto (come per mancato rispetto dello spatium deliberandi per l’assicuratore) di cui agli artt. 145 e 148 c.d.a. esaurisce i suoi effetti sul piano processuale (non investendo il merito della controversia) e non preclude la reiterabilità della domanda nel rispetto delle condizioni di cui alle predette disposizioni, mediante autonoma vocatio in ius, senza che la durata del precedente giudizio rilevi ai fini del decorso del termine di prescrizione (articolo 2945, secondo comma, in relazione all’articolo 2943, primo comma, del codice civile).”
La sentenza ha ribadito che il ricorso deve essere rigettato e le spese del giudizio si compensano in considerazione della diversità delle pronunce di merito.
È da sottolineare che il ricorrente, dopo questa fase processuale, non è preclusa la possibilità di reiterare la domanda.
(sentenza) Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 26 novembre 2015 – 11 marzo 2016, n. 4754.
Il Tribunale ha rigettato la domanda sul rilievo che nella raccomandata inviata alla società assicuratrice in data 24 luglio 2007 con la richiesta di risarcimento diretto, la ricorrente non aveva compiutamente descritto le circostanze e le modalità del sinistro, ciò nonostante la richiesta scritta di integrazione dei dati formulata dalla RSA con missiva del 9 agosto 2007.
Il Giudice di merito ha messo in evidenza che, giusta il disposto di cui all’articolo 148 quinto comma Codice delle Assicurazioni, vi era un obbligo per l’ente assicuratore, nel caso di richiesta incompleta, di richiedere al danneggiato le necessarie integrazioni; che la società assicuratrice aveva chiesto l’invio di utili e tempestivi elementi di prova ed ogni altra informazione al fine di poter valutare con precisione le condotte dei conducenti nella causazione dell’incidente ed eventualmente contestare l’addebito di responsabilità effettuato dall’impresa che assicurava l’altro veicolo coinvolto nella collisione; che l’assicurato non aveva contestato la circostanza di aver ricevuto la richiesta di integrazione delle informazioni.
Col primo motivo di ricorso si denunzia violazione degli articoli 145 e 149 decreto legislativo 209/95 e degli articoli 6 e 7 del D.P.R. 254/06, nonché omesso esame di un fatto decisivo che è stato oggetto di discussione tra le parti ai sensi dell’articolo 360 numero 3 e 5 c.p.c..
La ricorrente, nel formulare la denunzia di vizio di motivazione non ha rispettato il requisiti richiesti per la formulazione del vizio, secondo quanto richiesto dall’articolo 360 n. 5 c.p.c..
Con il secondo motivo denunzia violazione dell’articolo 2727 e 2729 c.p.c. nonché omesso esame circa fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti ai sensi dell’articolo 360 numero 3 e 5 c.p.c..
Con il terzo motivo di ricorso si denunzia violazione e falsa applicazione dell’articolo 145 Codice delle Assicurazioni ai sensi dell’articolo 360 numero tre.
Dalla ricezione della richiesta l’assicuratore ha precisi termini, individuati dall’art. 145 cod. ass., per formulare l’offerta di risarcimento al danneggiato:
a) 60 giorni nei casi di sinistri con danni alle sole cose, quando non vi sia stata la costatazione amichevole (ovvero 30 giorni, in presenza di denuncia di sinistro, sottoscritta da ambedue i conducenti); b) 90 giorni nel caso di sinistri con danni a persone. Nell’ipotesi in cui il danneggiato abbia inviato una richiesta incompleta, l’assicuratore dispone di 30 giorni per richiedere le necessarie integrazioni, con la conseguenza che lo spatium deliberandi di cui si è detto, decorre nuovamente dalla ricezione dell’integrazione.
La Corte ha messo in rilievo il nesso funzionale che, all’interno della normativa denunciata, lega le prescrizioni formali, a carico del richiedente, all’”offerta congrua” che, sulla base della richiesta così formulata, è fatto obbligo all’assicuratore di presentare al danneggiato, in prospettiva di una satisfattiva soluzione della controversia già in fase stragiudiziale, ed anche ai fini di razionalizzazione del contenzioso giudiziario, notoriamente inflazionato, nella materia dei sinistri stradali, anche da liti bagatellari.
Articolo precedenteMediazione civile nei processi con pluralità di parti
Articolo successivoProfessionisti, freelance, artigiani, lavoratori autonomi o aziende, come trovare nuovi clienti con il web 2.0?