Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1203-codice-civile-surrogazione-legale
Timestamp: 2018-08-18 20:36:11+00:00
Document Index: 82482792

Matched Legal Cases: ['art. 48', 'art. 1203', 'art. 1203', 'art. 38', 'art. 1203', 'art. 1203', 'art. 1203', 'art. 101']

Codice civile Art. 1203 codice civile: Surrogazione legale
2) a vantaggio dell’acquirente di un immobile che, fino alla concorrenza del prezzo di acquisto, paga uno o più creditori a favore dei quali l’immobile è ipotecato (2);
3) a vantaggio di colui che, essendo tenuto con altri o per altri al pagamento del debito, aveva interesse di soddisfarlo (3);
4) a vantaggio dell’erede con beneficio d’inventario, che paga con danaro proprio i debiti ereditari (4);
5) negli altri casi stabiliti dalla legge (5).
Surrogazione: [v. 1201]; Pegno: [v. 2784]; Ipoteca: [v. 2808]; Immobile: [v. 812]; Erede: [v. 457].
Chirografario: creditore il cui credito non è assistito da cause legittime di prelazione [v. 2741].
Privilegio: titolo di preferenza che la legge riconosce al creditore in considerazione della particolare natura o causa del credito (il credito privilegiato va pagato prima degli altri) [v. 2745].
Beneficio d’inventario: modalità di accettazione dell’eredità, caratterizzata dalla separazione dei beni dell’erede da quelli del defunto [v. 470, 484-511], senza attuazione della confusione dei due patrimoni.
(1) Ad esempio, A è creditore nei confronti di B e il suo credito è garantito da ipoteca. Anche C è creditore di B ed il suo credito è chirografario (non assistito da alcuna garanzia o privilegio). C paga ad A il credito che questi ha nei confronti di B, e subentra nel diritto di credito che A vantava nei confronti di B (conseguendo anche l’ipoteca [v. 1204]).
(2) Ad esempio, A compra da B un immobile sul quale grava ipoteca a garanzia del credito che C vanta nei confronti di B. L’acquirente A paga a C il debito di B, estinguendo l’ipoteca e subentrando nei diritti che C ha nei confronti di B.
(3) Ad esempio, il fideiussore [v. 1936] (colui che, con il proprio patrimonio, garantisce un debito altrui) A paga al creditore C il debito del debitore principale B: A succederà nei diritti che C vanta nei confronti di B [v. 1298].
(4) Ad esempio, A accetta con beneficio d’inventario l’eredità di B e paga con denaro proprio (non dell’eredità) i debiti che B aveva nei confronti di C. A subentra nei diritti che C vantava nei confronti di B (e ora dell’eredità).
(5) Cfr. artt. 115, c. 5, 142, 283, c. 5, 292, 299, c. 3, 304, d.lgs. 7-9-2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private); art. 48, All. I, d.lgs. 23-5-2011, n. 79 (Codice del turismo).
In tema di liquidazione coatta amministrativa di imprese che esercitano l'assicurazione della responsabilità civile da circolazione dei veicoli, l'impresa designata che ha risarcito il danno è surrogata, per l'importo pagato, nei diritti sia dell'assicurato che del danneggiato verso l'impresa posta in liquidazione; si tratta di una surrogazione legale prevista espressamente dalla legge (art. 1203 c.c., n. 5), ed è un'applicazione della regola civilistica per la quale chi ha pagato essendo tenuto per altri è surrogato nei confronti del debitore (art. 1203 c.c., n. 3).
Tribunale Milano sez. II 06 settembre 2014 n. 10797
In tema di cessione del credito da rimborso IVA, il fideiussore che, ai sensi dell'art. 38-bis del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, quale garante del diritto, spettante all'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto, di ripetere le somme risultanti a credito del contribuente in sede di dichiarazione annuale, abbia pagato quanto preteso dall'amministrazione finanziaria in via di ripetizione a seguito dell'accertamento operato, è surrogato nei diritti e nelle azioni di cui godeva il creditore garantito anche nei confronti del cessionario dell'originario (ed infondato) credito di rimborso. Cassa con rinvio, App. Milano, 23/04/2008
Cassazione civile sez. III 30 giugno 2014 n. 14772
Il fideiussore che, avendo garantito il diritto dell'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto di ripetere le somme risultanti a credito del contribuente in sede di dichiarazione annuale, abbia pagato quanto dall'ufficio preteso in ripetizione, è surrogato nei diritti e nelle azioni di cui godeva il creditore garantito anche nei confronti del cessionario del credito.
Ai fini dell’applicabilità della disciplina prevista dall’art. 1203, co. 1, n. 3, c.c., non è necessario né che il “solvens” sia tenuto al pagamento del debito per la medesima causa “debendi” vantata dall’”accipiens” nei confronti dell’altro o degli altri obbligati, né che il “solvens” sia direttamente obbligato nei confronti dell’”accipiens”, richiedendo la norma soltanto che il “solvens” abbia un interesse giuridicamente qualificato all’estinzione dell’obbligazione.
Tribunale Firenze 15 aprile 2014
Ai fini dell'operatività della surrogazione legale di cui all'art. 1203, n. 3, cod. civ., non è necessario né che il surrogante sia tenuto al pagamento del debito in base allo stesso titolo del debitore surrogato, né che egli sia direttamente obbligato nei confronti dell'"accipiens", richiedendo la norma soltanto che il surrogante abbia un interesse giuridicamente qualificato alla estinzione dell'obbligazione. Cassa con rinvio, App. L'Aquila, 21/08/2007
Cassazione civile sez. III 16 dicembre 2013 n. 28061
La disposizione di cui all’art. 1203 c.c., in base alla quale la surrogazione legale verso il datore di lavoro ha luogo di diritto nei confronti dell’INPS che abbia pagato, va intesa nel senso che essa opera anche senza il consenso del creditore originario e del debitore, ma la sua concreta attuazione non può prescindere dalla rituale domanda del terzo che ha pagato di volersi surrogare al creditore soddisfatto; non diversamente, quindi, dall’ipotesi di cessione di un credito successiva alla sua definitiva ammissione al passivo fallimentare, in cui il cessionario può far valere le proprie ragioni non con la mera notificazione della cessione al fallimento, ma mediante l’insinuazione tardiva, ai sensi dell’art. 101 l. fall., essendo necessario che il giudice fallimentare verifichi l’effettività della cessione stessa e l’insussistenza di cause preclusive del credito, nei confronti del fallimento, in relazione al nuovo titolare (Nella specie, il Trib. ha ammesso l’INPS al passivo del fallimento).
Tribunale Roma sez. III 22 ottobre 2013 n. 21075