Source: https://www.uvek.admin.ch/uvek/it/home/datec/votazioni/votazione-lrtv/domande-d-attualita.html
Timestamp: 2020-07-08 02:36:38+00:00
Document Index: 56295003

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DATEC - Domande d'attualità riguardanti la revisione della LRTV
Domande d'attualità selected
Quali novità apporterà la revisione della LRTV?
Che cosa succederà se il popolo dovesse accogliere il referendum e respingere la revisione della LRTV?
Per quale motivo il Consiglio federale e il Parlamento vogliono cambiare il sistema attuale?
Quali vantaggi offre il canone generalizzato?
Quante economie domestiche versano attualmente un canone di ricezione radiotelevisiva?
Quanto versa un'economia domestica oggi e quanto dovrebbe versare conformemente alla revisione della LRTV?
I beneficiari di prestazioni complementari all'AVS/AI saranno tenuti a pagare il canone se la revisione della LRTV sarà accolta?
Chi risiede in case per anziani e case di cura dovrà versare il canone se la revisione della LRTV sarà accolta?
Secondo la revisione della LRTV, dove pagano il canone i soggiornanti settimanali?
Chi possiede un appartamento di vacanza, conformemente alla revisione della LRTV, dovrà pagare il canone due volte?
Se la revisione della LRTV sarà accolta, le imprese dovranno pagare un canone più elevato?
Perché le imprese devono pagare il canone?
Chi stabilisce l’importo del canone?
Quali conseguenze avrà la revisione della LRTV per le emittenti radiotelevisive locali?
Quando sarà introdotto il canone generalizzato?
Quale impatto ha la nuova sentenza del Tribunale federale sul canone pagato dalle economie domestiche e dalle imprese?
Ecco cosa cambierà se sarà accolta la revisione della LRTV:
si passerà dal canone attuale, dipendente dal possesso di un apparecchio di ricezione radiotelevisiva, a un canone generalizzato
calerà l'importo del canone per le economie domestiche da 462 o 451 franchi l'anno a circa 400 (conformemente alla sentenza del Tribunale federale)
non ci saranno più controlli presso le economie domestiche e le imprese
spariranno gli ascoltatori e i telespettatori pirata
decadranno l'obbligo di l'annuncio e di disdetta presso l'organo di riscossione, lasciando il posto alla registrazione automatica tramite il registro degli abitanti (economie domestiche) e rispettivamente il registro IVA (imprese)
si rafforzerà il sostegno alle emittenti radiotelevisive locali e verrà agevolato il rilascio della concessione
Il sistema attuale resterà immutato:
resterà l'obbligo di pagamento del canone di ricezione radiotelevisiva di tipo privato, professionale e commerciale
le economie domestiche dovranno continuare a versare 462 o 451 franchi (conformemente alla sentenza del Tribunale federale) invece di 400, ossia il canone non potrà essere diminuito
le tariffe attuali continueranno a essere applicate alle imprese che posseggono un apparecchio di ricezione
resteranno gli obblighi di annuncio e di disdetta presso l'organo di riscossione (ora Billag)
continueranno i controlli presso le economie domestiche e le imprese per verificare le possibilità di ricezione
non aumenterà la quota di partecipazione al canone in favore delle emittenti radiotelevisive locali
chi paga già il canone dovrà continuare a farsi carico anche dell'ammanco dovuto agli ascoltatori e ai telespettatori pirata
Oggigiorno il canone di ricezione si applica alle economie domestiche e alle imprese che dispongono di un apparecchio di ricezione pronto all'uso. Grazie a cellulari, tablet e computer, si può ormai fruire dell'offerta radiotelevisiva anche se non si dispone di un classico apparecchio radio o di un televisore. L'evoluzione tecnologica ha determinato un profondo cambiamento delle nostre abitudini. È quindi giunto il momento di adeguare il sistema di riscossione alle esigenze attuali e di sostituire l'attuale canone, dipendente dal possesso di un apparecchio di ricezione, con un canone generalizzato.
La revisione della LRTV prevede oltretutto un incremento della quota di partecipazione al canone devoluta alle emittenti radiotelevisive locali per l'adempimento del mandato di servizio pubblico. Aumenteranno anche i fondi stanziati per la formazione e il perfezionamento, nonché per la digitalizzazione.
l'importo del canone diminuirà in molti casi
non sarà più necessario definire cosa si intenda per "apparecchio di ricezione"
spariranno i controlli presso le economie domestiche e le imprese
spariranno annuncio e disdetta individuali
si ridurranno significativamente gli oneri e i costi sostenuti dall'organo di riscossione
Attualmente l'85.8 per cento di tutte le economie domestiche versa uno o entrambi i canoni per la ricezione radiotelevisiva.
Le altre economie domestiche ne sono esenti (9.4 per cento) o non sono annunciate (4.8 per cento). Nel caso delle economie domestiche non annunciate, o non è presente nessun apparecchio di ricezione pronto all'uso oppure si tratta di ascoltatori e telespettatori pirata.
Attualmente un'economia domestica paga 462 o 451 franchi (conformemente alla sentenza del Tribunale federale) per la ricezione radiotelevisiva. In futuro il canone radiotelevisivo ammonterà a circa 400 franchi l'anno, ossia ben 60 o 50 franchi in meno.
No. Chi beneficia di prestazioni annue complementari all'AVS o all'AI sarà, come avviene tuttora, esonerato dall'obbligo di pagamento. In aggiunta, queste persone potranno domandare anche l'esenzione retroattiva. Migliora dunque la situazione per le persone che presentano una domanda di esenzione tardiva, inoltrata solo dopo aver ottenuto il diritto alle prestazioni complementari.
Ciò significa l'esenzione del 6.5 per cento circa delle economie domestiche.
No. Chi risiede in collettività (ad es. case per anziani e case di cura, alloggi e case di educazione, case per studenti) in futuro non verserà più il canone. Oggigiorno queste persone sono tenute a pagare il canone di ricezione se dispongono di un apparecchio di ricezione nei propri locali privati.
In futuro, i soggiornanti settimanali pagheranno il canone per l'economia domestica che, secondo il registro degli abitanti, costituisce il loro domicilio principale e quindi solo una volta.
No. In futuro, anche chi dà in affitto il proprio appartamento di vacanza dovrà pagare il canone solo per l'economia domestica che costituisce il domicilio principale secondo il registro degli abitanti e non più, come oggi, anche per l'appartamento affittato.
Gli effetti che si produrranno per le imprese saranno diversi in base alla loro cifra d'affari. Oggigiorno le imprese che detengono un apparecchio di ricezione versano un importo compreso tra 612 e 598 o 1409 e 1374 franchi l'anno (conformemente alla sentenza del Tribunale federale).
D'ora in poi il canone per le imprese sarà calcolato in base alla cifra d'affari annua che, se ridotta, determinerà l'esenzione dell'impresa. Ecco qui le diverse categorie:
cifra d'affari inferiore a ½ mio.: esenzione dal canone
cifra d'affari compresa tra ½ mio. e 1 mio.: 400 franchi
cifra d'affari compresa tra 1 mio. e 5 mio.: 1'000 franchi
cifra d'affari compresa tra 5 mio. e 20 mio.: 2'500 franchi
cifra d'affari compresa tra 20 mio. e 100 mio.: 6'300 franchi
cifra d'affari compresa tra 100 mio. e 1 mia.: 15'600 franchi
cifra d'affari superiore a 1 mia.: 39'000 franchi
La modifica di legge si concretizzerà come segue (stato 2012):
il 75 % delle imprese sarà esentato dal canone (cifra d'affari annua inferiore a 500'000 franchi)
il 9 % delle imprese pagherà un canone più basso rispetto a oggi, pari all'incirca a 400 franchi (per imprese con cifra d'affari annua tra 500‘000 e 1 mio. di franchi)
Risultato: per l'84% delle imprese il canone radiotelevisivo sarà più basso rispetto a oggi.
Il principio della partecipazione delle imprese al finanziamento del servizio radiotelevisivo rimane invariato, perché anche l'economia trae vantaggio dal suo ampio ventaglio di prestazioni: la radio e la televisione, ad esempio, divulgano informazioni a carattere economico, servono come piattaforme pubblicitarie a livello nazionale e regionale e, grazie all'informazione, contribuiscono al buon funzionamento della democrazia.
Anche l'economia beneficia del servizio pubblico fornito per mezzo del canale radiotelevisivo, in particolare grazie a:
l'affidabilità e l'elevata qualità del servizio erogato in tutte le lingue nazionali
trasmissioni indirizzate ai consumatori, rassegne sulla borsa e sull'economia, bollettini sul traffico, resoconti di eventi economici rilevanti
la possibilità per la clientela di seguire le trasmissioni radiotelevisive negli hotel, nei ristoranti, negli esercizi commerciali, nelle sale d'aspetto, ecc.
interessanti piattaforme pubblicitarie capaci di raggiungere un vasto pubblico
Chi stabilisce l'importo del canone?
Il Consiglio federale. Come avvenuto finora, spetterà a questo organo stabilire l'importo del canone radiotelevisivo: il nuovo sistema non implica alcun cambiamento in questo ambito. In questo modo si garantisce l'indipendenza delle emittenti radiotelevisive sancita nella Costituzione.
La revisione della LRTV prevede che le emittenti radiotelevisive locali con mandato di servizio pubblico ricevano dal 4 al 6 per cento dei proventi totali. Attualmente, questa quota è fissa al 4 per cento. Ciò consentirebbe di aumentare lo stanziamento di fondi dagli attuali 54 mio. di franchi a 81 mio. di franchi l'anno.
Inoltre, la revisione permetterà di stanziare per le emittenti radiotelevisive locali ulteriori contributi, ricavati dalle eccedenze del canone radiotelevisivo, volti a sostenere la formazione e il perfezionamento dei collaboratori, nonché la digitalizzazione.
Il passaggio al canone generalizzato richiede una preparazione di ampio respiro. Innanzitutto dovranno essere approvate le disposizioni d'esecuzione del Consiglio federale nell'ordinanza sulla radiotelevisione. Successivamente bisognerà indire un concorso pubblico per designare il nuovo organo di riscossione, nonché allestire e verificare l'infrastruttura. La sola fase di preparazione richiederà almeno 18 mesi.
Al momento attuale, al canone di ricezione si applica un'imposta sul valore aggiunto (IVA) con un'aliquota ridotta. Secondo quanto stabilito dal Tribunale federale, il canone di ricezione non sarà più soggetto al pagamento dell'IVA. La Confederazione ha dunque chiesto un'immediata riduzione del canone: per le economie domestiche, l'importo annuale diminuirà da 462 a 451 franchi, mentre per le imprese passerà, a seconda dell'utilizzo, da 612, 1020 o 1409 franchi a rispettivamente 598, 995 o 1374 franchi.
La revisione della legge sulla radiotelevisione, che sarà sottoposta a votazione il 14 giugno 2015, non è direttamente toccata dalla suddetta sentenza. Essa, infatti, mira ad introdurre un canone generale. Poiché il finanziamento sarebbe quindi ripartito su una base più ampia, l'importo del canone diminuirebbe a 400 franchi per le economie domestiche, mentre per le imprese sarebbe calcolato in ragione della loro cifra d'affari. Le imprese con una cifra d'affari inferiore ai 500'000 franchi saranno esonerate dal pagamento.
Nel quadro della revisione della legge sulla radiotelevisione, il Parlamento ha inoltre deciso di applicare l'IVA al canone. La sentenza del Tribunale federale cambia il quadro iniziale e il DATEC consulterà dunque le commissioni parlamentari competenti a tal proposito. Dal momento che il cambiamento di sistema previsto dalla revisione si attuerà comunque soltanto a metà del 2018 o all'inizio del 2019, il Parlamento disporrà di sufficiente tempo per apportare eventuali modifiche in relazione all'imposizione dell'IVA.
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