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Timestamp: 2019-01-23 06:20:16+00:00
Document Index: 152487333

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 97', 'art. 116', 'art. 26', 'art. 97', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 97', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 97', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 97 codice penale: Minore degli anni quattordici | La Legge per tutti
Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni (1).
(1) Per quanto riguarda il computo cronologico dell’età, la prevalente dottrina e giurisprudenza ritengono inapplicabile il criterio di finzione legale di cui all’art. 14, dovendosi piuttosto procedere secondo le regole del computo naturale tenendo conto del giorno effettivo in cui si è verificata la nascita e dell’ora della stessa.
La norma in esame prevede una presunzione assoluta di inimputabilità del minore di anni quattordici fondata su un dato di comune esperienza secondo il quale la capacità d’intendere e di volere di un soggetto postula un certo grado di sviluppo fisiopsichico, in mancanza del quale, e pur in assenza di un’infermità mentale, ricorre una situazione di immaturità che si traduce in un carente sviluppo delle capacità, conoscitive e volitive del soggetto stesso.
Minore di anni quattordici
Il giudice dell'esecuzione può dichiarare ineseguibile la condanna pronunciata contro un minore non imputabile, soltanto se la circostanza relativa all'età anagrafica dello stesso risulti accertata o, comunque, evidente dagli atti del giudizio di cognizione ma non anche quando il giudice della cognizione abbia positivamente escluso tale evenienza, posto che solo nel primo caso si configura un'ipotesi di inesistenza giuridica della sentenza. (Dichiara inammissibile, Trib.Min. Venezia, 15/10/2013)
Cassazione penale sez. I 20 maggio 2014 n. 31652
Il sostituto del difensore di fiducia nominato d'ufficio dal giudice ai sensi dell'art. 97, comma 4, c.p.p., ha diritto alla liquidazione del compenso per l'attività svolta ai sensi degli art. 116 e 117 del testo unico sulle spese di giustizia
Cassazione civile sez. VI 19 marzo 2012 n. 4338
La previsione di cui all'art. 26 del d.p.r. n. 448/88 impone al giudice di dichiarare immediatamente, con sentenza, in ogni stato e grado del procedimento, non luogo a procedere, quando accerti che l'imputato sia minore degli anni quattordici, considerato che l'art. 97 c.p. stabilisce una presunzione assoluta di non imputabilità e, quindi, anche di assoluta incapacità processuale, che prescinde dall'effettivo riscontro della capacità di intendere e volere in capo al minore infraquattordicenne. Conseguentemente, al giudice non sarebbe consentito il preventivo accertamento per verificare l'eventuale insussistenza del fatto o la non attribuibilità dello stesso al minore imputato, prima della pronuncia di cui all'art. 26 d.p.r. n. 448 del 1988, attesa l'ultroneità di qualsivoglia indagine in relazione a un fatto che la legge non consente di perseguire.
La previsione di cui all'art. 26 del d. P.R. n. 448 del 1988 impone al giudice di dichiarare immediatamente con sentenza, in ogni stato e grado del procedimento, il non luogo a procedere quando accerti che l'imputato sia minore degli anni quattordici, considerato che l'art. 97 c.p. stabilisce una presunzione assoluta di non imputabilità e, quindi, anche di assoluta incapacità processuale che prescinde dall'effettivo riscontro della capacità di intendere e volere in capo al minore infraquattordicenne. Ne consegue che al giudice non è consentito il preventivo accertamento per verificare l'eventuale insussistenza del fatto o la non attribuibilità dello stesso al minore imputato prima della pronuncia di cui all'art. 26 d.P.R. n. 448 del 1988, attesa l'ultroneità di qualsivoglia indagine in relazione ad un fatto che la legge non consente di perseguire. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, minore degli anni quattordici al momento del fatto, volto a censurare il mancato compimento, prima della sentenza di non luogo a procedere, di attività processuali, preordinate a dimostrare la propria estraneità ai fatti oggetto di imputazione). Dichiara inammissibile, Gip Trib. Roma, 31/03/2009
Cassazione penale sez. V 25 novembre 2009 n. 49863
L’art. 97 c.p. sancisce la non è assoggettabile del minore infraquattordicenne alla giurisdizione penale e, quindi, la sentenza di condanna emessa nei suoi confronti è giuridicamente inesistente. Tale inesistenza deve essere dichiarata dal giudice dell’esecuzione, nonostante la formazione del giudicato.
Cassazione penale sez. I 04 febbraio 2009 n. 5998
La sentenza di non luogo a procedere per difetto di imputabilità del minore presuppone l'accertamento della responsabilità dell'imputato, potendo anche comportare l'applicazione di misure di sicurezza nei suoi confronti. (Nel caso di specie, la S.C. ha annullato con rinvio la sentenza del tribunale per i minorenni in quanto priva di qualsiasi motivazione, anche implicita, in merito all'insussistenza di elementi conferenti nel senso dell'applicabilità di un proscioglimento nel merito).
Cassazione penale sez. V 04 novembre 2008 n. 42507
A fronte del permanere di una situazione di dubbio circa l'età dell'imputato minorenne, per la chiara divergenza tra gli univoci riscontri documentali, di cui non sia stata dedotta la falsità, che ne attestino lo stato di infraquattordicenne, rispetto alla vaghezza ed alla genericità delle indagini peritali espletate, indicativamente concludenti per una età superiore ai quattordici anni, trova applicazione, in favore dell'imputato stesso, la presunzione di non imputabilità.
Tribunale minorenni Perugia 11 marzo 1996
Il giudizio sull'immaturità del minore non può prescindere dalla considerazione attenta dei tempi di commissione dei fatti lungo l'arco evolutivo della personalità del soggetto e perciò da un maggiore rigore valutativo allorché essi si collochino nella fase finale dell'età evolutiva, esso va contemperato, caso per caso, con il necessario riguardo in cui occorre mettere l'efficienza psichica del soggetto, come quando la normale evoluzione della personalità minorile trovi remore e ritardi in un vizio parziale di mente.
Cassazione penale sez. III 18 marzo 1981