Source: http://finanzalocale.interno.it/circ/fl6-14.html
Timestamp: 2016-08-27 02:49:27+00:00
Document Index: 19410633

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 14', 'art. 1', '§ 5', '§ 7', '§ 9', '§10']

Circolare F.L. 6/2014 - Circolari - Finanza Locale
Circolare F.L. 6/2014 AI SIGG. PREFETTI DELLA REPUBBLICA
OGGETTO: Spese di organizzazione tecnica ed attuazione per l’elezione dei rappresentanti d’Italia al Parlamento Europeo. Disciplina dei riparti per lo svolgimento contemporaneo delle elezioni europee ed amministrative del 25 maggio 2014.
Ai sensi delle vigenti disposizioni, gli oneri derivanti dai numerosi adempimenti cui sono tenuti i Comuni e le Prefetture in occasione delle prossime elezioni europee ed amministrative del 25 maggio 2014, sono posti direttamente o indirettamente a carico di diverse amministrazioni, secondo le loro specifiche competenze. Allo scopo di agevolare l’espletamento dei delicati servizi relativi alle predette consultazioni e di garantire, peraltro, il regolare, tempestivo pagamento delle spese, si impartiscono le seguenti istruzioni.
Per il finanziamento delle consultazioni in oggetto indicate è in fase di perfezionamento l’assegnazione sul capitolo 1310 -PG 3- dello stato di previsione della spesa di questo Ministero per il corrente anno 2014 (competenza), destinata al finanziamento delle spese ritenute indispensabili per l’attuazione dello svolgimento delle elezioni. Tra queste rientrano, ad esempio, il trattamento economico dei componenti dei seggi elettorali, la retribuzione del lavoro straordinario del personale comunale, l’allestimento dei seggi, la provvista di eventuali stampati non forniti direttamente dallo Stato, le spese per la propaganda elettorale, i trasporti ecc, come meglio di seguito specificato.
Tali somme saranno certamente inferiori a quelle stanziate in analoghe, precedenti, occasioni per tenere conto delle nuove misure organizzative introdotte e nell’ottica dei necessari risparmi di spesa.
Con imputazione al suddetto capitolo, saranno emessi a favore delle SS.LL., ordini di accreditamento commutabili in quietanza di contabilità speciale, il cui ammontare sarà determinato da questo Ufficio non appena il Ministero dell'economia e delle finanze avrà stanziato i fondi. Come importante elemento di novità si segnala che l’articolo 17 della legge 23 aprile 1976, n. 136, è stato modificato dall’articolo 1, comma 400, lettera b), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, disponendo che l’importo massimo delle spese da rimborsare a ciascun comune, fatta eccezione per il trattamento economico dei componenti di seggio, è stabilito con decreto del Ministro dell’interno nei limiti delle assegnazioni di bilancio, secondo distinti parametri per sezione elettorale e per elettore calcolati, rispettivamente, nella misura de 40% e del 60%, sul totale da ripartire, con la maggiorazione del 40% per i comuni fino a 3 sezioni elettorali. Le assegnazioni, così disposte, sono vincolanti e non potranno, in nessun caso, essere soggette ad integrazioni.
Appena questo Ufficio conoscerà l’ammontare del finanziamento disposto dal competente Ministero dell’economia e delle finanze, con lettere separate, comunicherà le assegnazioni di fondi per le spese organizzative entro le quali le SS.LL. avranno cura di disporre che siano contenute le erogazioni agli enti locali, assicurando - nel contempo - il pieno e regolare svolgimento di tutte le operazioni. Pertanto, nelle more della cennata comunicazione delle somme che saranno assegnate, si raccomanda di ribadire ai Comuni di contenere le spese nei limiti strettamente indispensabili, in quanto le eventuali spese eccedenti le predette assegnazioni resteranno a carico dei comuni medesimi.
Gli importi degli onorari fissi da corrispondere ai componenti degli uffici elettorali di sezione (n. 1 Presidente, n. 4 scrutatori e n. 1 segretario) sono quelli previsti dall’articolo 1, comma 6 della legge 13 marzo 1980, n. 70, così come sostituito dalla legge 16 aprile 2002, n. 62.
Pertanto, gli importi da corrispondere per le consultazioni elettorali del 25 maggio 2014 sono, a seconda dei vari abbinamenti, i seguenti.
- in caso di sola elezione del Parlamento europeo
- Presidenti: €. 120,00
- Scrutatori e Segretari: € 96,00
- in caso di elezione del Parlamento europeo abbinata ad elezioni regionali o comunali
- Presidenti: €. 157,00
- Scrutatori e Segretari: € 121,00
- in caso di elezione del Parlamento europeo abbinata ad elezioni regionali e comunali o ad elezioni comunali e circoscrizionali
- Presidenti: €. 194,00
- Scrutatori e Segretari: € 146,00
- in caso di elezione del Parlamento europeo abbinata ad elezioni regionali, comunali e circoscrizionali
- Presidenti: €. 231,00
- Scrutatori e Segretari: € 171,00
- Presidenti: € 72,00
- Scrutatori: € 49,00
Dette spese dovranno essere corrisposte dai Comuni senza operare alcuna ritenuta di acconto in quanto a norma dell'articolo 9, comma 2, della legge 21 marzo 1990, n. 53, gli onorari spettanti ai componenti gli uffici elettorali costituiscono rimborso spese fisso forfetario non assoggettabile a ritenute o imposte (ivi comprese quelle relative al bollo di quietanza) e non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini fiscali. Spetta, altresì, ai soli presidenti di seggio, il trattamento di missione, se dovuto, ai sensi dell’art. 4 della legge n. 70 del 1980, nella misura corrispondente a quella spettante ai dirigenti dell’amministrazione dello Stato con le limitazioni introdotte dall’articolo 1, comma 213, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (finanziaria 2006).
Pertanto ai sensi del citato articolo 15 del decreto legge n. 8 del 1993, così come novellato dalla legge di stabilità 2014, il periodo elettorale, ai fini del lavoro straordinario, inizia il giorno 31 marzo 2014, cinquantacinquesimo giorno antecedente la data delle consultazioni, e termina il 30 maggio 2014, quinto giorno successivo al giorno delle consultazioni stesse
In merito alla successiva rendicontazione da produrre da parte degli Enti locali per le spese inerenti il lavoro straordinario, si rimanda al paragrafo 5, punto 5a) delle presenti istruzioni.
Le spese per il lavoro straordinario, ivi comprese quelle per l’eventuale erogazione dei buoni pasto al personale dipendente impegnato nell’attività elettorale, e le altre spese anticipate dai Comuni saranno rimborsate, al netto delle anticipazioni, posticipatamente in base a documentato rendiconto da presentarsi entro il termine perentorio di quattro mesi dalla data delle consultazioni, pena la decadenza dal diritto al rimborso. Per quanto concerne la liquidazione delle prestazioni straordinarie rese dal personale degli Enti locali, si rinvia a quanto attualmente disciplinato dall'art. 14 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (C.C.N.L.) 1998 - 2001, accordo di lavoro per il personale dipendente degli enti locali, in vigore dal 2 aprile 1999, come integrato dagli artt. 38 e 39 del successivo C.C.N.L. del 14 settembre 2000 e dall'articolo 16 del C.C.N.L. del 5 ottobre 2001.
L'articolo 39, come integrato dal predetto articolo 16, disciplinante, in particolare, il lavoro straordinario elettorale, per eventi straordinari e per calamità naturali, dispone che il lavoro straordinario prestato in occasione di consultazioni elettorali o referendarie non concorre ai limiti di cui all'articolo 14 richiamato.
Qualora l’Ente non riesca a fronteggiare le particolari esigenze connesse alle consultazioni in parola con il personale in servizio e con il ricorso al lavoro straordinario, potrà procedere alla stipula di contratti individuali per l’assunzione di personale a tempo determinato per il periodo intercorrente tra il cinquantacinquesimo giorno antecedente la data della consultazione e il quinto giorno successivo alla consultazione stessa. Al riguardo, nel rammentare i vincoli assunzionali previsti dalla vigente normativa e, quindi, al limite del 50% della spesa sostenuta per l’anno 2009, previsto dall’articolo 9, comma 28, del D.L. n. 78 del 2010, convertito dalla legge n. 122 del 2010 e s.m.i, si rappresenta che il divieto di cui alla predetta norma non si applica alle assunzioni a tempo determinato connesse con lo svolgimento di elezioni per la sola quota coperta da finanziamenti statali - e quindi per le elezioni europee - in funzione dell’esigenza di assicurare un adeguato supporto allo svolgimento di una preminente funzione istituzionale. Pertanto, per tutti gli enti nei quali si effettua il contemporaneo svolgimento delle elezioni europee con le elezioni comunali, debbono ritenersi effettuabili assunzioni a tempo determinato unicamente per gli adempimenti strettamente riconducibili alle elezioni europee, i cui oneri sono a carico dello Stato.
Nel rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale, il comma 4, del predetto articolo 16, consente che in occasione delle consultazioni il personale possa svolgere prestazioni di lavoro straordinario in deroga alla disciplina prevista dal comma 5 del suddetto articolo 6, (prestazioni di lavoro straordinario nelle sole giornate di effettiva attività lavorativa, entro il limite massimo del 10%).
Tali ore sono retribuite, ai sensi del citato comma 4, secondo la disciplina generale del soprarichiamato articolo 38 del C.C.N.L. del 14 settembre 2000.
Si informa che la materia relativa al lavoro straordinario dei comuni è trattata della Direzione Centrale per gli Uffici Territoriali del Governo e per le Autonomie Locali di questo Dipartimento, alla quale, pertanto, dovranno essere indirizzati gli eventuali quesiti.
Relativamente alla fornitura delle cabine elettorali, l'articolo 2 della legge n. 62 del 16 aprile 2002, ha previsto l'obbligo di dotare la sala delle votazioni di n. 4 cabine di cui una destinata ai portatori di handicap. L’articolo 5 della citata norma, che pone il maggior onere a carico della finanza pubblica, è stato abrogato dall’articolo 1, comma 400, lettera c) della citata legge 27 dicembre 2013, n. 147. Pertanto in presenza di contemporaneo svolgimento delle elezioni europee con le elezioni regionali e/o comunali, la spesa per l’eventuale acquisto di cabine elettorali formerà oggetto di riparto tra le Amministrazioni interessate. In caso di svolgimento della sola elezione europea, l’eventuale spesa sarà posta a carico dello Stato. In mancanza di una espressa disposizione normativa che specifichi il quantitativo massimo delle cabine da acquistare e la durata media di vita di tali beni durevoli, questo Ministero ritiene di dover individuare in almeno 10 anni la vita utile delle cabine stesse.
Pertanto, al fine di evitare rimborsi per acquisizioni ripetitive ed espletare, nel contempo, un maggiore e accurato controllo delle acquisizioni medesime, dovrà essere predisposta una quantificazione analitica del numero di cabine elettorali necessarie ad ogni Ente locale, calcolato sul numero totale delle sezioni presenti su ciascun territorio (n. 4 cabine a sezione). Sulla scorta di tale quantificazione si dovrà, inoltre, provvedere al riesame dei rendiconti afferenti le consultazioni dal 2009 al 2013 ed alla successiva annotazione del numero di cabine già acquistate e rimborsate ad ogni Comune. Laddove fossero presentate richieste di rimborso per acquisizioni superiori al quantitativo massimo, così calcolato da codesti Uffici, si potrà procedere allo stralcio del rimborso in argomento, previa conferma ministeriale, in considerazione della predetta durata decennale dei beni in parola.
Il trasporto del materiale elettorale deve essere effettuato con mezzi di proprietà del Comune, o, nell’impossibilità, con mezzi di trasporto noleggiati. Le spese in parola, come già detto, dovranno essere debitamente documentate.
Al riguardo, nel rammentare le modifiche apportate alla legge 4 aprile 1956, n. 212 dalla citata legge di stabilità 2014 (art. 1, comma 400, lettera h), anche per l’acquisto dei tabelloni elettorali, trattandosi di beni che, pur subendo un progressivo ma lento deterioramento, consentono utilizzi per periodi superiori all’anno, questo Ministero, in analogia con quanto già rappresentato per le cabine elettorali, ritiene di poter individuare in almeno 10 anni la vita utile dei tabelloni stessi. Si precisa che in caso di abbinamento delle elezioni europee con le elezioni amministrative tale spesa rientra tra quelle da ripartire tra lo Stato e le altre Amministrazioni interessate. h) Spese postali. Sono rimborsabili le spese postali anticipate dai Comuni relative esclusivamente alle seguenti spedizioni:
4) i telegrammi spediti dai Sindaci, dai Presidenti delle Commissioni elettorali circondariali e dai Presidenti dei seggi elettorali. E’ altresì consentito ai Sindaci dei comuni sprovvisti di ufficio telegrafico di dettare telegrammi per telefono
i) Ulteriori spese. Possono essere imputate al capitolo suindicato (cap. 1310 -PG3-) le spese non indicate nella precedente elencazione purché legittimamente assunte e che, ad avviso delle SS.LL., siano ritenute indispensabili per l’organizzazione tecnica e l’attuazione delle consultazioni. Si precisa che in presenza di eventuali richieste di rimborso per il noleggio di cabine e/o tabelloni elettorali, i comuni dovranno esaurientemente motivarne il ricorso, dimostrando l’effettivo risparmio rispetto all’acquisto del citato materiale. La determinazione di detto risparmio dovrà tener conto della spesa sostenuta per il noleggio rapportata a quella del mancato acquisto comprensivo del relativo ammortamento decennale. Qualora venissero a mancare le suddette condizioni, la spesa potrà non essere ammessa a rimborso.
Codesti Uffici dovranno corrispondere ai Comuni congrui acconti sulla base degli importi a ciascuno assegnati, § 5 - Rendiconti dei Comuni.
Pertanto, i Comuni dovranno presentare i rendiconti entro il 25 settembre 2014.
I rendiconti dovranno essere accompagnati, in caso di abbinamento delle citate elezioni, da un prospetto riepilogativo contenente il riparto delle spese derivanti dall’attuazione di adempimenti comuni tra gli enti interessati alle consultazioni.
Qualora le procedure degli Enti locali fossero informatizzate e, conseguentemente, venissero prodotti unicamente documenti digitali, i Comuni dovranno produrre, su supporto cartaceo, copie conformi agli originali degli atti digitali.
Si raccomanda vivamente di disporre i pagamenti tempestivamente, in modo da non pregiudicare, per alcun motivo, con ordinativi inestinti, l’osservanza del termine del 31 marzo 2015 entro il quale occorrerà disporre il rimborso a saldo ovvero il versamento della eventuale disponibilità in conto entrate eventuali del Ministero dell’interno. Si ricorda che il citato termine discende direttamente dalla legge e non è prorogabile con alcun provvedimento amministrativo. Sono quindi prive di efficacia le eventuali richieste per dilazionarlo.
Si invitano le SS.LL a segnalare, entro il 10 novembre 2014, via mail, agli indirizzi di posta elettronica marco.nespoli@interno.it oppure paola.tedeschini@interno.it:
§ 7- Disciplina dei riparti.
Il giorno 25 maggio 2014, contemporaneamente alle elezioni europee si svolgeranno anche le elezioni regionali nelle regioni Abruzzo e Piemonte e le elezioni comunali. In merito, si rammenta che il riparto del lavoro straordinario tra Stato, Regioni e Comuni inizia dalla data di affissione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali (10 aprile 2014). Pertanto, gli oneri relativi alle eventuali prestazioni di lavoro straordinario dei dipendenti comunali rese nel periodo intercorrente tra il 31 marzo e il 9 aprile saranno da addebitarsi all’Erario. Le spese derivanti dall’attuazione di adempimenti comuni, ai sensi del citato articolo 17 della legge n. 136 del 1976, sono proporzionalmente ripartite tra lo Stato e gli altri enti interessati alle consultazioni. Pertanto, in merito al riparto delle suddette spese, ivi comprese quelle postali di cui al paragrafo 3 - lettera h) - punti 1), 2) e 4), occorrerà adottare i criteri di seguito indicati.
1) Abbinamento del Parlamento europeo con le elezioni regionali o comunali.
Gli oneri verranno ripartiti in ragione di metà a carico dello Stato e metà carico delle regioni o dei comuni. 2) Abbinamento del Parlamento europeo con le elezioni regionali e comunali:
Gli oneri verranno ripartiti in ragione di un terzo a carico dello Stato, un terzo a carico della Regione e un terzo a carico del Comune.
3) Abbinamento del Parlamento europeo con le elezioni regionali, comunali e circoscrizionali:
Gli oneri verranno ripartiti in ragione di un quarto a carico dello Stato, un quarto a carico della Regione e due quarti a carico del comune.
4) Abbinamento del Parlamento europeo con le elezioni comunali e circoscrizionali:
Gli oneri verranno ripartiti in ragione di un terzo a carico dello Stato e due terzi a carico del comune
Per quanto riguarda le spese riferite alla spedizione delle cartoline avviso agli elettori residenti all’estero in caso di abbinamento delle elezioni europee con le elezioni regionali, il relativo onere sarà ripartito in ragione di metà a carico dello Stato e metà a carico della Regione.
I rendiconti dei comuni interessati agli abbinamenti, corredati da un prospetto riepilogativo con l’indicazione della spesa a carico delle Amministrazioni interessate alle consultazioni, dovranno essere trasmessi, a cura dei comuni, alle rispettive Prefetture entro il termine perentorio di quattro mesi dalla data delle consultazioni, pena la decadenza dal diritto al rimborso.
Per ulteriori, eventuali, dettagli del riparto della spesa con le Regioni Abruzzo e Piemonte si rimanda alle intese, in fase di perfezionamento, che saranno trasmesse alle Prefetture interessate allorché definite.
§ 9– Norme speciali per il Friuli Venezia Giulia, la Sicilia e la Sardegna
In Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna si svolgeranno sia l’elezione del Parlamento europeo sia le elezioni comunali.
Poiché in caso di contemporaneo svolgimento delle predette elezioni, il riparto delle spese, ai sensi dell’articolo 2, comma 5, del decreto legge 21 maggio 1994, n. 300, convertito dalla legge 16 luglio 1994, n. 453 è effettuato d’intesa con le Regioni a statuto speciale, si precisa che dette intese sono in fase di perfezionamento e saranno trasmesse alle Prefetture interessate allorché definite.
§10 - Ballottaggi
In caso di ballottaggio, si precisa che l’articolo 5, della legge 16 aprile 2002, n. 62, che poneva a carico della finanza pubblica i maggiori oneri scaturenti dalla legge medesima (adeguamento degli onorari dei componenti i seggi elettorali limitatamente alla differenza tra i nuovi importi e quelli precedentemente in vigore; quota parte del rimborso spese di viaggio ai Presidenti di seggio derivante dal prolungamento della giornata di votazione e l’eventuale acquisto di cabine elettorali) è stato abrogato dall’articolo 1, comma 400, lettera c) della legge di stabilità 2014.
Pertanto, lo Stato non è più tenuto a rimborsare la quota parte delle predette spese le quali, conseguentemente, restano a carico delle Amministrazioni comunali interessate.
Con l’occasione, si pregano tutti i Prefetti, i Commissari di Governo di Trento e Bolzano nonché il Presidente della Regione autonoma della Valle D’Aosta di voler comunicare, per opportuna conoscenza, alle locali Ragionerie Territoriali dello Stato, l’avvenuta emanazione della presente circolare.