Source: https://www.apertacontrada.it/2011/07/25/sentenza-25-luglio-2011-n-244/
Timestamp: 2019-11-21 09:39:58+00:00
Document Index: 72851793

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 33', 'art. 117', 'art. 41', 'art. 3', 'art. 33']

Apertacontrada » Sentenza 25 luglio 2011, n. 244
di Osservatorio Energia - 25 Luglio 2011
Nel corso di un giudizio avente ad oggetto la impugnazione di due provvedimenti amministrativi emessi da organi della Regione Veneto relativamente alla autorizzazione alla gestione di una discarica di rifiuti speciali non pericolosi, il TAR Veneto ha sollevato questione di legittimità costituzionale della norma che poneva dei limiti al conferimento di rifiuti speciali non pericolosi prodotti da soggetti diversi dal gestore della discarica (’art. 33, comma 2, e del combinato disposto dei commi 2 e 3 dello stesso articolo, della legge della Regione Veneto 21 gennaio 2000, n. 3 (“Nuove norme in materia di gestione dei rifiuti”)). La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 33, comma 2 (limitatamente alle parole “non superiore al venticinque per cento della capacità ricettiva»”), poiché la disciplina dei rifiuti si colloca nell’ambito della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, materia di competenza esclusiva statale ai sensi dell’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione. Il legislatore veneto, invece, fissando dei limiti alla possibilità di smaltimento dei rifiuti speciali non pericolosi ha individuato un autonomo principio – “della responsabilità del produttore e dell’autosmaltimento” – estraneo alla legislazione statale in materia ambientale, che, invece, esclude la sussistenza del principio dell’autosufficienza locale. La Corte ha ritenuto la norma incompatibile anche con l’art. 41 Cost., poiché avendo il rifiuto natura di “bene commercialmente rilevante”, la fissazione di un limite alla possibilità di ricevere rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi, in assenza di ragioni di utilità sociale ovvero senza che ciò valga a prevenire danni alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità dell’uomo, costituisce “un ingiustificato vincolo, a carico del gestore medesimo, alla sua libera facoltà di svolgere un’iniziativa economica”. La Corte ha, infine, dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto dei commi 2 e 3, per la contraddittorietà dell’interpretazione dell’art. 3 da parte del giudice rimettente.
nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 33, comma 2, della legge della Regione Veneto 21 gennaio 2000, n. 3 (Nuove norme in materia di gestione dei rifiuti), nonché del combinato disposto dei commi 2 e 3 della medesima disposizione legislativa regionale, promosso dal Tribunale amministrativo regionale del Veneto nel procedimento vertente tra la Alles – Azienda Lavori Lagunari Escavo Smaltimenti s.p.a. ed altra e la Regione Veneto ed altri con ordinanza del 3 giugno 2010, iscritta al n. 298 del registro ordinanze 2010 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 41, prima serie speciale, dell’anno 2010.
Visti gli atti di costituzione della Alles – Azienda Lavori Lagunari Escavo Smaltimenti s.p.a. ed altra, nonché l’atto di intervento della Regione Veneto;
uditi gli avvocati Vincenzo Pellegrini per la Alles – Azienda Lavori Lagunari Escavo Smaltimenti s.p.a. ed altra e Giandomenico Falcon per la Regione Veneto.