Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/10/R10*37
Timestamp: 2020-05-25 20:47:19+00:00
Document Index: 52421049

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2290', 'art. 147', 'sentenza ', 'art. 2290', 'art. 147', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 147', 'art. 10']

Fallimento del socio illimitatamente responsabile
Socio accomandante ingeritosi nella gestione - Responsabilità illimitata - Fallimento in estensione - Termine annuale di decadenza - Decorrenza - Dalla cessazione della responsabilità illimitata - Sussistenza - Sentenza di fallimento della società - Irrilevanza
Il fallimento in estensione del socio accomandante di una società in accomandita semplice che, in quanto ingeritosi nella gestione, abbia assunto responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali, è soggetto al termine di decadenza di un anno dall’iscrizione nel registro delle imprese di una vicenda, personale o societaria, che abbia determinato il venir meno della suddetta responsabilità. A tal fine non rileva la data della sentenza dichiarativa di fallimento della società perché non comporta il venir meno della responsabilità per estinzione della società o per scioglimento del singolo rapporto sociale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Febbraio 2017, n. 5069. Segue...
Estensione del fallimento al socio non occulto illimitatamente responsabile di società di persone – Dichiarazione successiva al fallimento della società – Decorrenza del termine annuale dal fallimento della società – Preclusione – Sussistenza. (20/07/2010)
Il fallimento del socio non occulto illimitatamente responsabile che, a causa di anomalie del procedimento fallimentare, non sia stato dichiarato con la sentenza che ha dichiarato il fallimento della società, deve essere dichiarato entro un anno da detto fallimento, evento, questo, che determina lo scioglimento della società ed è più che idoneo, al pari della cancellazione dal registro delle imprese, ad offrire ai terzi sufficienti garanzie di conoscenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Lecce, 03 Marzo 2010, n. 0. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Imprese soggette - Società - Socio di società di persone - Estensione del fallimento - Recesso del socio prima del fallimento - Omessa pubblicità - Conseguenze.
La cessazione per qualsiasi causa dell'appartenenza alla compagine sociale del socio di società di persone, cui non sia stata data pubblicità, ai sensi dell'art. 2290 cod. civ., non è opponibile ai terzi, poiché essa non produce i suoi effetti al di fuori dell'ambito societario; conseguentemente, la cessazione non pubblicizzata non è idonea ad escludere l'estensione del fallimento del socio pronunciata ai sensi dell'art. 147 legge fall., nè assume rilievo il fatto che il recesso sia avvenuto oltre un anno prima della sentenza dichiarativa di fallimento, posto che il rapporto societario, per quanto concerne i terzi, a quel momento è ancora in atto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 08 Settembre 2006, n. 19304. Segue...
Fallimento - Società - Società di persone - Recesso del socio prima del fallimento - Omessa pubblicità - Rilevanza per i terzi - Esclusione - Estensione del fallimento - Configurabilità - Apprezzamento circa la idoneità del mezzo di pubblicità - Incensurabilità in cassazione - Limiti
Il recesso del socio di società di persone, cui non sia stata data pubblicità, ai sensi dell'art. 2290, secondo comma, cod. civ., è inopponibile ai terzi, con ciò dovendosi intendere che non produce i suoi effetti al di fuori dell'ambito societario; conseguentemente, il recesso non pubblicizzato non è idoneo ad escludere l'estensione del fallimento pronunciata ai sensi dell'art. 147 legge fall., ne' assume rilievo il fatto che il recesso sia avvenuto oltre un anno prima della sentenza dichiarativa di fallimento, posto che il rapporto societario, per quanto riguarda i terzi, a quel momento è ancora in atto; l'apprezzamento compiuto dal giudice di merito circa la idoneità del mezzo usato per portare a conoscenza dei terzi il recesso di un socio dalla società di persone è incensurabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione adeguata e immune da vizi logici. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 04 Agosto 2004, n. 14962. Segue...
Fallimento - Società - Socio di società di persone - Estensione del fallimento - Recesso del socio prima del fallimento - Omessa pubblicità - Conseguenze
La cessazione per qualsiasi causa (nella specie, per intervenuta cessione di quote) dell'appartenenza alla compagine sociale del socio di società di persone, cui non sia stata data pubblicità, ai sensi dell'articolo 2290, secondo comma cod.civ., è inopponibile ai terzi, con ciò dovendosi intendere che non produce i suoi effetti al di fuori dell'ambito societario; conseguentemente la cessazione non pubblicizzata non è idonea ad escludere l'estensione del fallimento pronunciata ai sensi dell'articolo 147 legge fall. ne' assume rilievo il fatto che il recesso sia avvenuto oltre un anno prima della sentenza dichiarativa di fallimento, posto che il rapporto societario per quanto concerne i terzi a quel momento è ancora in atto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Giugno 2004, n. 11304. Segue...
Estensione del fallimento al socio illimitatamente responsabile oltre il termine annuale ex art. 10 legge fall. - Illegittimità - Fondamento
L'estensione del fallimento della società commerciale di persone al socio illimitatamente responsabile è ammissibile solo se operata entro il limite temporale di un anno dallo scioglimento del rapporto sociale di cui agli artt. 10 ed 11 della legge fallimentare, realizzandosi, in caso contrario (e, cioè, nella ipotesi in cui si ritenesse legittima l'estensione del fallimento del socio anche oltre il predetto limite temporale, alla sola condizione che l'insolvenza della società riguardi anche obbligazioni contratte prima del suo recesso), una inaccettabile disparità di trattamento tra l'imprenditore individuale cessato o defunto ed il socio illimitatamente responsabile di una società di persone. (Cfr. Corte Cost. 12 marzo 1999, n. 66). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Ottobre 2000, n. 13322. Segue...
Soci a responsabilità illimitata - Estensione del fallimento - Recesso del socio prima del fallimento - Omessa pubblicità - Conseguenze
Il recesso del socio di società di persone, cui non sia stata data pubblicità, ai sensi dell'articolo 2290, secondo comma cod.civ., è inopponibile ai terzi, con ciò dovendosi intendere che non produce i suoi effetti al di fuori dell'ambito societario; conseguentemente il recesso non pubblicizzato non è idoneo ad escludere l'estensione del fallimento pronunciata ai sensi dell'articolo 147 legge fall. ne' assume rilievo il fatto che il recesso sia avvenuto oltre un anno prima della sentenza dichiarativa di fallimento, posto che il rapporto societario per quanto concerne i terzi a quel momento è ancora in atto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Ottobre 1999, n. 11045. Segue...
Fallimento - Società e consorzi - Società di persone - Trasformazione in società di capitali - Effetti - Soci della società di persone - Fallimento della società preesistente automatica estensione - Ammissibilità - Termine annuale ex art. 10 legge fall. - Inapplicabilità
La trasformazione di una società di persone in società di capitali non comporta l'estinzione di un soggetto e la creazione di un altro soggetto, ma la semplice modificazione della struttura e dell'organizzazione societaria, che lascia immutata l'identità soggettiva dell'ente ed immutati i rapporti giuridici ad essa facente capo e mantiene inalterata ad ogni effetto, per le obbligazioni anteriori alla trasformazione, la responsabilità illimitata dei soci derivante dal precedente assetto giuridico, salvo che i creditori abbiano aderito alla trasformazione. Ne consegue che detti soci come soggetti, ai sensi dell'art. 147 Legge Fall., alla automatica estensione personale del fallimento della società preesistente e ciò senza che debba ricorrere in loro la qualità di imprenditore o che si realizzi il requisito della insolvenza relativamente alla singola sfera soggettiva e, ancora, senza che operi la regola del termine annuale di cui all'art. 10 Legge Fall.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Luglio 1992, n. 8924. Segue...