Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23727-del-01-10-2018
Timestamp: 2019-07-20 07:26:28+00:00
Document Index: 84573092

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 2', 'Cass. Sez. ']

Sentenza Cassazione Civile n. 23727 del 01/10/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23727 del 01/10/2018
Cassazione civile sez. VI, 01/10/2018, (ud. 05/07/2018, dep. 01/10/2018), n.23727
sul ricorso 24570-2016 proposto da:
avverso l’ordinanza n. cromi). 0254/2016 del TRIBUNALE DI LECCE,
partecipata del 05/07/2018 dal Consigliere Dott. FRANCESCO TERRUSI.
il Ministero della Giustizia ricorre per cassazione nei confronti del provvedimento col quale il tribunale di Lecce ha liquidato in favore di D.A. la somma di Euro 3.864,00 a titolo di risarcimento per le condizioni di detenzione subite presso la casa circondariale di Taranto, tra il 2009 e il 2013, in violazione dell’art. 35-ter ord. pen.;
con l’unico motivo di ricorso il ministero denunzia la violazione degli artt. 1218,2946 e 2947 c.c., nonchè dell’art. 35-ter citato; sostiene che il tribunale avrebbe erroneamente rigettato l’eccezione di prescrizione ritenendo il credito soggetto a termine decennale in ragione del tipo di responsabilità da “contatto”, anzichè quello quinquennale applicabile alla fattispecie;
il ricorso è manifestamente infondato, essendo sufficiente correggere la motivazione del provvedimento gravato;
il tribunale ha ritenuto che al rimedio in questione fosse applicabile il termine decennale di prescrizione con decorrenza unitaria dal 7-5-2009, nella quale aveva avuto inizio il periodo di detenzione sofferto in condizioni non conformi a quanto previsto dall’art. 3 Cedu; tale periodo peraltro, sempre in base all’ordinanza, era cessato il 23-8-2013 (prima cioè dell’entrata in vigore dell’art. 35-ter ord. pen.); questa Corte ha di recente chiarito, invece, che il diritto alla somma di denaro (otto Euro) per ciascuna giornata di detenzione in condizioni non conformi ai criteri di cui all’art. 3 Cedu, previsto dall’art. 35-ter ord. pen., comma 3 si prescrive in dieci anni, i quali decorrono dal compimento di ciascun giorno di detenzione nelle indicate condizioni; e coloro che abbiano cessato di espiare la pena detentiva prima dell’entrata in vigore della nuova norma hanno anch’essi diritto all’indennizzo – salvo che non siano incorsi in decadenza D.L. n. 92 del 2014, ex art. 2 (cosa peraltro non eccepita nel caso di specie) -, ma il termine di prescrizione decorre, in tal caso, dal 28-6-2014, data di entrata in vigore del d.l. citato (Cass. Sez. U n. 11018-18);
corretta in tal senso la motivazione dell’ordinanza, la tesi del ministero, secondo cui il termine di prescrizione sarebbe quinquennale (peraltro senza esplicitazione di una specifica decorrenza), è dunque errata in diritto.