Source: https://www.penalecontemporaneo.it/d/5942-rivista-italiana-di-diritto-e-procedura-penale-n-42017
Timestamp: 2020-01-19 11:35:30+00:00
Document Index: 155192770

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 567', 'art. 495']

DPC | Rivista italiana di diritto e procedura penale n. 4/2017
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Con l'autorizzazione dell'editore Giuffrè anticipiamo di seguito gli abstract dei lavori pubblicati nell'ultimo numero della Rivista italiana di diritto e procedura penale (n. 4/2017).
Pisani M., Tommaso Natale e Cesare Beccaria, pag. 1255 ss.
Sono rimasti in pochi a credere alla leggenda insulare, attivata dallo stesso interessato, secondo la quale il marchese Natale sarebbe stato un precursore di Cesare Beccaria. Smentita sul piano storico e sul piano testuale, quella tesi è ad ogni modo del tutto secondaria rispetto all’enorme distanza che separa i due autori, anche in termini nettamente antagonistici, sul piano dei contenuti e su quello dei valori.
Viganò F., Legalità “nazionale” e legalità “europea” in materia penale: i difficili equilibrismi della Corte di Giustizia nella sentenza M.A.S. (“Taricco II”), pag. 1281 ss.
In risposta al rinvio pregiudiziale disposto dalla Corte costituzionale a valle della sentenza Taricco, la Corte di giustizia evita lo scontro, e riconosce alle autorità giudiziarie italiane la possibilità di sottrarsi all'adempimento degli obblighi di disapplicazione delle norme in materia di prescrizione del reato sanciti in quella sentenza, in nome della tutela del principio di legalità dei reati e delle pene nella sua dimensione ‘italiana'. Vari interrogativi restano però aperti, sia sul piano dell'impatto di questa nuova sentenza sul diritto penale italiano, sia — soprattutto — rispetto al suo significato per il diritto dell'Unione europea, e rispetto alle prospettive di un diritto penale europeo in particolare. Un interrogativo fra tutti: potrà davvero ciascuno Stato, in futuro, attenersi sempre ai propri standard nazionali di tutela dei diritti fondamentali, ove più elevati di quelli stabiliti a livello europeo, allorché implementi obblighi di fonte UE in materia penale?
Coppetta M.G., La riparazione per l’ingiusta detenzione: punti fermi e disorientamenti giurisprudenziali, pag. 1315 ss.
Nei suoi trent’anni di vigenza, la disciplina della riparazione per ingiusta detenzione, oggetto di diverse e contrastanti letture della Corte costituzionale e delle Sezioni unite, non è ancora approdata ad una interpretazione che valorizzi appieno il suo fondamento costituzionale. Tra le questioni aperte, tutte riconducibili ai tentennamenti giurisprudenziali sulla natura giuridica dell’istituto, spiccano soprattutto quelle concernenti la delimitazione della clausola ostativa al riconoscimento della riparazione, il profilo della prova dei comportamenti processuali ed extraprocessuali integranti colpa grave e la valutazione del quantum debeatur. L’autore, nel tracciare le linee dell’evoluzione giurisprudenziale, denuncia l’abbandono troppo frettoloso di taluni originari orientamenti molto più rispettosi dei diritti degli imputati ingiustamente ristretti nella libertà personale.
Sotis C., Vincolo di rubrica e tipicità penale, pag. 1346 ss.
In questo saggio si propone che tutte le future fattispecie criminose debbano avere un nome, anche quelle previste nella legislazione complementare. L’idea poggia sull’assunto che se un reato deve essere denominato non potrà essere innominabile, e sono innominabili quelli sprovvisti di un disvalore (tendenzialmente) omogeneo, perciò problematici in punto di tipicità. Per esporre i vantaggi che comporterebbe siffatta innovazione sulla formulazione delle fattispecie viene analizzato il legame tra nomi del reato e tipicità penale in prospettiva storica e sul terreno dell’interpretazione.
Trinchera T., Limiti spaziali all’applicazione della legge penale italiana e maternità surrogata all’estero, pag. 1391 ss.
È un fenomeno in costante crescita quello rappresentato dalle coppie italiane che decidono di concepire un figlio ricorrendo all'estero alla maternità surrogata. In relazione a questo fenomeno, ci si domanda se debba rispondere penalmente chi, aggirando il divieto posto dalla legge n. 40/2004, realizza tale pratica in uno Stato estero nel quale non esista una normativa analoga a quella italiana. L'esame delle diverse fattispecie di reato che possono essere astrattamente ipotizzate in questo caso — dal reato previsto dall'art. 12 co. 6 della legge n. 40/2004 che punisce chi realizza la maternità surrogata, al delitto di alterazione di stato (art. 567 co. 2 c.p.) o di falsa attestazione o dichiarazione su qualità personali (art. 495 co. 2 n. 1 c.p.) — porta a concludere che nessuna di esse può essere applicata quando la maternità surrogata si è svolta in uno Stato estero che non pone alcun divieto di ricorrere a tale pratica.
Muzzica R., Sospensione del processo con messa alla prova e “materia penale”: tra Corte EDU e Corte costituzionale nuovi scenari pro reo sul versante intertemporale, pag. 1432 ss.
Le questioni di diritto intertemporale concernenti la sospensione del processo con messa alla prova sono stabilmente risolte dalla giurisprudenza applicando il principio tempus regit actum, e ciò in conformità con lʼorientamento della Corte costituzionale e della Corte Europea dei diritti dellʼUomo. Nel presente contributo l'autore mira ad evidenziare le incoerenze di un siffatto diritto vivente e, alla luce della qualificazione del programma di trattamento come vera e propria pena, propone una rimeditazione in senso sostanzialista del rapporto tra il principio di retroattività della legge più favorevole e la sospensione del processo con messa alla prova. Lʼautore esplora la fattibilità di ricorsi alle giurisdizioni superiori per la concretizzazione di un tale obiettivo, senza tralasciare la prospettiva de jure condendo di una probation quale sospensione della pena anziché del processo.
Natali K., Il reclamo giurisdizionale per la tutela dei diritti dei detenuti, pag. 1457 ss.
Con la nascita del “reclamo giurisdizionale” (artt. 35-bis e 69 comma 6 della legge di ordinamento penitenziario, così come modificata dal d.l. 23 dicembre 2013, n. 146, convertito nella legge 21 febbraio 2014, n. 10) è stato colmato l’annoso deficit di giurisdizionalità che il nostro ordinamento esibiva in materia di tutela dei diritti dei detenuti e degli internati. A quattro anni di distanza, l’istituto viene analizzato nel presente articolo in una duplice prospettiva: in primo luogo, vengono individuate le posizioni giuridiche che i reclusi possono far valere mediante il reclamo al magistrato di sorveglianza; in secondo luogo, vengono approfondite le dinamiche del procedimento decisionale innescato dal reclamo.
“Ergastolo ostativo: profili di incostituzionalità e di incompatibilità convenzionale. Un dibattito”. Contributi al seminario di studi svoltosi il 16 novembre 2017 presso l’Università degli Studi di Milano
Gatta G.L., Presentazione. Superare l’ergastolo ostativo: tra nobili ragioni e sano realismo, pag. 1495 ss.
Dolcini E., L’ergastolo ostativo non tende alla rieducazione del condannato, pag. 1500 ss.
Flick G.M., Ergastolo ostativo: contraddizioni e acrobazie, pag. 1505 ss.
Neppi Modona G., Ergastolo ostativo: profili di incostituzionalità e di incompatibilità convenzionale, pag. 1509 ss.
Chiavario M., Un’esigenza di civiltà ... senza dimenticare le vittime, pag. 1512 ss.
Eusebi L., Ostativo del fine pena. Ostativo della prevenzione. Aporie dell’ergastolo senza speranza per il non collaborante, pag. 1515 ss.
Pugiotto A., Tre telegrammi in tema di ergastolo ostativo, pag. 1518 ss.
Galliani D., Una cinquina di problemi in materia di ergastolo ostativo, pag. 1522 ss.
Bontempelli M., Diritto alla rieducazione e libertà di non collaborazione, pag. 1527 ss.
Carnevale S., Forlati S., Giolo O., (a cura di), Redefining organised crime: a challenge for the European Union?, Hart Publishing, Oxford and Portland, 2017, pp. 408 (Riccardo Ercole Omodei)
Civello G., Il principio del sibi imputet nella teoria del reato. Contributo allo studio della responsabilità penale per fatto proprio, Giappichelli, Torino, 2017, pp. 432 (Giovanni Caruso)
De Francesco G., Punibilità, Giappichelli, Torino, 2016, pp. 104 (Alessandra Galluccio)
Di Lucia P., Mancini L., La giustizia vendicatoria, Edizioni ETS, Pisa, 2015, pp. 294 (Stefano Sammarco)
Dova M., Pena prescrittiva e condotta reintegratoria, Giappichelli, Torino, 2017, pp. 315 (Francesca Torlasco)
Fassone E., Fine pena: ora, Sellerio, Palermo, 2015, pp. 210 (Gian Luigi Gatta)
Ronco M., Scritti patavini, Tomo I-II, G. Giappichelli Editore, Torino, 2017, pp. 1911 (Gabriele Civello)