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Timestamp: 2020-02-21 07:10:10+00:00
Document Index: 60727932

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 54', 'art.83', 'art. 18', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 78', 'art. 78']

Agroindustriale - Agricoltura e florovivaismo: CCNL 19 luglio 1995
Data firma: 19 luglio 1995
Parti: Organizzazioni datoriali e Flai-Cgil, Fisba-Cisl, Uila-Uil
Art. 5 Osservatorio nazionale sullo stato del settore agricolo
Art. 7 Incontri provinciali
Art. 8 Commissione nazionale paritetica per le "pari opportunità"
Art. 9 Commissione provinciale
Art. 10 Commissioni intercomunali
Regolamento per il funzionamento delle commissioni intersindacali provinciali ed intercomunali di cui agli artt. 9 e 10
• 1) Presidenza
• 2) Segreteria
• 3) Riunioni delle commissioni
• 4) Rappresentanti
• 5) Compiti delle commissioni
• 6) Operatività delle commissioni
Titolo III Costituzione del rapporto collocamento e mercato del lavoro
Art. 12 Contratto individuale
Art. 14 Ammissione al lavoro e tutela delle donne dei fanciulli e degli adolescenti
Art. 15 Contratti di formazione e lavoro
Art. 17 Contratto di apprendistato
Art. 18 Contratto di lavoro interinale
Art. 19 Riassunzione
Art. 20 Categorie di operai agricoli
• Impegno a verbale rapporto di lavoro a tempo determinato
Art. 21 Categorie di operai florovivaisti
Art. 22 Mobilita territoriale della manodopera
Art. 23 Lavoratori migranti
Art. 24 Trasporti e asili nido
Art. 25 Convenzioni
Art. 26 Raccolta dei prodotti sulla pianta
Art. 27 Classificazione
Art. 28 Mansioni e cambiamento dei profili professionali per operai agricoli
Art. 29 Mansioni e cambiamento dei profili professionali per gli operai florovivaisti
Art. 32 Ferie
Art. 33 Permessi per corsi di addestramento professionale
Art. 34 Permessi straordinari
Art. 35 Permessi per corsi di recupero scolastico
Art. 36 Giorni festivi Operai agricoli
Art. 37- Giorni festivi Operai florovivaisti
Art. 38 Lavoro straordinario, festivo, notturno Operai agricoli
Art. 39 Lavoro straordinario, festivo, notturno Operai florovivaisti
Art. 40 Interruzioni Recuperi Operai agricoli
Art. 41 Interruzioni Recuperi Operai florovivaisti
Art. 42 Attrezzi ed utensili
Art. 43 Organizzazione del lavoro
Art. 44 Trasferimenti Operai florovivaisti
Art. 45 Retribuzione
• Nuovo salario tabellare
• Nuovo assetto retributivo a regime
• Norma di armonizzazione
Art. 46 Ex scala mobile
Art. 47 13ª mensilità
Art. 48 14ª mensilità
Art. 49 Scatti di anzianità
Art. 50 Obblighi particolari tra le parti
Art. 51 Rimborso spese
Art. 52 Classificazione e retribuzione per età
Art. 53 Cottimo
Art. 54 Trattamento di fine rapporto • Tabella "Indennità di anzianità" (allegata all'art. 54)
Titolo VII Previdenza Assistenza Tutela della salute
Art. 55 Previdenza e assistenza
Art. 56 Fondo nazionale di previdenza complementare
Art. 57 Malattia ed infortunio Operai agricoli
Art. 58 Malattia ed infortunio Operai florovivaisti
Art. 59 Integrazione trattamento di malattia ed infortuni sul lavoro Operai agricoli
Art. 60 Cassa integrazione salari
Art. 61 Anticipazione acconti assegni familiari
• Allegato Dichiarazione dell'operaio agricolo o florovivaista per la restituzione degli acconti sugli Assegni Familiari anticipati dall'azienda.
Art. 62 Anticipazione trattamenti assistenziali
Art. 63 Fondo integrativo sanitario
Art. 64 Lavori pesanti o nocivi
Art. 65 Tutela della salute dei lavoratori
• Impegno a verbale sulla "sicurezza"
Art. 66 Libretto sindacale e sanitario
Art. 67 Lavoratori tossicodipendenti
Titolo VIII Sospensione Risoluzione rapporto provvedimenti disciplinari
Art. 68 Trapasso di azienda
Art. 69 Servizio militare
Art. 70 Disciplina dei licenziamenti individuali per gli operai a tempo indeterminato
• A) Giusta causa
• B) Giustificato motivo
Art. 71 Dimissioni per giusta causa
Art. 72 Preavviso di risoluzione del rapporto
Art. 73 Norme disciplinari Operai agricoli
Art. 74 Norme disciplinari Operai florovivaisti
Art. 75 Notifica provvedimenti disciplinari e ricorsi operai florovivaisti
Art. 76 Delegato d'azienda Operai agricoli
• Impegno a verbale su RSU
Art. 77 Delegato d'azienda Operai florovivaisti
Art. 78 Tutela del delegato di azienda
Art. 79 Riunioni in azienda
Art. 80 Permessi sindacali
Art. 81 Contributo contrattuale
Art. 82 Quote sindacali per delega
Art. 83 Controversie individuali
Art. 84 Controversie collettive
Art. 85 Condizioni di miglior favore
Art. 86 Contrattazione provinciale Operai agricoli
Art. 87 Contrattazione provinciale Operai florovivaisti
• Impegno a verbale Diffusione contratti e tabelle
Art. 88 Accordi di riallineamento
Art. 89 Sviluppo dell'agricoltura Piani di sviluppo aziendali (legge 9 maggio 1975, n. 153) Piani di miglioramento materiale (Titolo I reg. 797/85)
Art. 90 Piani colturali
• Tabella n.1 Salari tabellari mensili in vigore dal 1 luglio 1995 Operai agricoli
• Tabella n. 2 Salari tabellari orari in vigore dal l luglio 1995 Operai florovivaisti
• Tabella n. 3 Assetto retributivo a regime Operai agricoli Prospetto esemplificativo
• Tabella n. 4 Assetto retributivo a regime Operai florovivaisti Prospetto esemplificativo
Allegato n. 3 Protocollo d'intesa 7 novembre 1995
• Dichiarazione di adesione Flai-Cgil
Allegato n. 4 Ex art. 54 del CCNL 27 manodopera addetta alle operazioni di raccolta operai agricoli
Allegato n. 5 Accordo sui termini di corresponsione del trattamento di fine rapporto agli operai a tempo determinato
Allegato n. 6 Accordo nazionale sulla indennità di percorso nelle province dell'Italia meridionale e delle isole Operai agricoli
Allegato n. 7 Accordo quadro per la disciplina dei contratti di formazione lavoro degli Operai agricoli e Florovivaisti
• Mod. 1 Comunicazione dell'azienda alla commissione sindacale provinciale, Art. 9 CCNL Operai agricoli e florovivaisti
• Mod. 2 Progetto per l'attività di formazione lavoro
• Mod. 3 Contratto di lavoro individuale
• Mod. 4 Attestato dell'azienda per il CFL di tipo B
L'anno 1995 il giorno 19 del mese di luglio, in Roma, tra la Confederazione generale dell'agricoltura italiana […] con la partecipazione: della Federazione nazionale dei proprietari conduttori in economia […], della Federazione nazionale affittuari conduttori in economia […], della Federazione nazionale dell'impresa familiare coltivatrice […], la Confederazione nazionale dei coltivatori diretti […], la Confederazione italiana agricoltori Cia […] e la Flai-Cgil […], la Fisba-Cisl […], la Uila-Uil […];
In applicazione dell'Accordo nazionale di rinnovo sottoscritto in pari data, si è stipulato il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per gli Operai Agricoli e Florovivaisti, da valere in tutto il territorio della Repubblica Italiana.
Il presente Contratto Collettivo Nazionale regola i rapporti di lavoro fra i datori di lavoro nell'agricoltura, singoli ed associati, compresi i conduttori di aziende florovivaistiche (*) e gli operai agricoli, secondo le specifiche norme nello stesso indicate.
Il CCNL si applica, altresì, alle imprese che svolgono lavori di sistemazione e manutenzione di verde pubblico e privato nonché alle attività agrituristiche e faunistiche-venatorie.
1) vivaisti che produttrici di piante olivicole, viticole e da frutto, ornamentali e forestali;
4) produttrici di bulbi, sementi di fiori, piante portasemi, talee per fiori e piante ornamentali;
Le parti convengono di costituire in forma paritetica un Osservatorio nazionale sull'agricoltura.
L'Osservatorio nazionale progetterà iniziative di analisi, di ricerca, di monitoraggio e di confronto sui temi di comune interesse, quali:
- la politica agricola comunitaria, nazionale e l'evoluzione della legislazione a sostegno del settore;
- le tendenze evolutivi e strategiche sul piano economico-sociale del settore agricolo e del sistema agro-alimentare;
- lo sviluppo del Mezzogiorno e delle zone montane e svantaggiate;
L'Osservatorio sarà costituito da un Consiglio paritetico di 12 componenti, designato entro 5 mesi dalle parti contraenti, che decideranno anche le norme regolamentari per la funzionalità dell'Osservatorio stesso entro il 31.12.1995.
Forme di decentramento territoriale dell'Osservatorio potranno essere realizzate al fine di rafforzare momenti di conoscenza delle specificità regionali.
Le parti considerano la valorizzazione delle risorse umane e lo sviluppo della professionalità dei lavoratori, condizioni necessarie da un lato al miglioramento della competitività delle imprese, dall'altro alla tutela ed alla promozione del lavoro.
A tal fine le parti sono impegnate a tutti i livelli ad esercitare un attivo ruolo di promozione e di indirizzo, diretto anche ad acquisire al settore la quantità di risorse pubbliche adeguate a garantire l'attuazione di programmi di formazione continua ed in alternanza.
Per il perseguimento dei suddetti obiettivi le parti convengono di istituire su base paritetica un organismo nazionale per la formazione professionale in agricoltura con i seguenti compiti:
- analizzare, promuovere ed organizzare la domanda di formazione dei lavoratori, progettando le tipologie dei corsi e definendo le modalità di fruizione degli stessi da parte dei lavoratori;
- individuare e proporre modelli di base di formazione teorica per i giovani assunti con contratto di formazione lavoro e per i giovani apprendisti;
- progettare e promuovere iniziative volte all'intensificazione e al miglioramento dell'orientamento professionale, anche attraverso iniziative pilota;
- promuovere il raccordo e la collaborazione con le strutture della pubblica istruzione e formazione (dell'Unione Europea e Nazionale) al fine di stimolare una maggiore integrazione tra il mondo del lavoro e dell'istruzione, anche mediante esperienze e stages teorico-pratici;
- promuovere e stimolare la realizzazione, da parte degli enti competenti, degli strumenti funzionari all'adeguamento dell'offerta formativa ai fabbisogni di professionalità espressi dal mercato del lavoro nonché il miglioramento della qualità e dell'efficienza dell'offerta formativa;
- promuovere in particolare quelle attività formative che si collegano con l'ingresso nella vita attiva o con la riconversione a nuove attività o modalità di lavoro.
È demandato ad una Commissione paritetica di sei componenti, designati dalle parti firmatarie entro 30 giorni dalla stipula del presente CCNL, il compito di elaborare una proposta di statuto dell'organismo, individuare le fonti di finanziamento ed ogni altra modalità relativa al funzionamento dello stesso. La Commissione, entro i tre mesi successivi, presenterà le sue proposte alle parti firmatarie, che procederanno alla costituzione dell'organismo bilaterale entro il 31.12.1995.
Le Organizzazioni territoriali delle parti contraenti si incontreranno a livello provinciale, almeno due volte l'anno a richiesta di una di esse.
Tali incontri saranno finalizzati a:
- fornire alle OO.SS. le informazioni utili ad individuare il flusso ed il tipo di finanziamento pubblici diretti allo sviluppo agricolo;
- fornire alle OO.SS. le informazioni utili sui programmi di sostanziale modifica delle tecnologie di produzioni in atto che possono presentare rilevanti conseguenze sulla organizzazione e sulla condizione del lavoro nonché sull'occupazione e sull'ambiente di lavoro;
- esaminare, la qualità e la quantità dei flussi occupazionali, con particolare riguardo alla condizione dei giovani e delle donne, anche allo scopo di impegnare le Regioni ad inserire nel proprio bilancio finanziamenti relativi a programmi di formazione specifici per l'agricoltura;
- concordare per l'occupazione femminile azioni positive idonee a superare le eventuali disparità di fatto esistenti, ad offrire pari opportunità nel lavoro e nella professionalità, a garantire l'effettiva applicazione delle leggi nazionali e delle direttive comunitarie in materia di parità.
Entro sei mesi dalla stipula del presente CCNL sarà istituita una Commissione nazionale per le "pari opportunità" composta pariteticamente da due rappresentanti per ciascuna delle organizzazioni stipulanti.
a) analizza l'andamento dell'occupazione femminile in agricoltura utilizzando i dati forniti dall'Osservatorio nazionale, disaggregati per sesso e inquadramento professionale;
b) studia la legislazione vigente in materia e le iniziative in tema di "azioni positive" poste in essere in Italia e all'estero in applicazione della Raccomandazione CEE 13 dicembre 1984 n. 635, dei Programmi di azione della Comunità Europea 82/85 e 86/90 e delle disposizioni di legge che saranno emanate in materia di pari opportunità;
d) propone campagne di informazione e di sensibilizzazione per garantire il diritto della persona a non essere molestata nel luogo di lavoro ed a salvaguardare la propria dignità.
La commissione si riunisce, di norma semestralmente, presieduta, a turno, da un componente delle organizzazioni datoriali e sindacali ed annualmente riferirà sull'attività svolta alle parti stipulanti.
In ogni provincia è istituita una Commissione sindacale provinciale composta da un uguale numero di rappresentanti delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, firmatarie del presente contratto.
In quelle provincie, dove sia possibile e sia stato trovato l'accordo, potrà partecipare ai lavori della Commissione un rappresentante dell'Ufficio Provinciale del Lavoro e della massima occupazione.
I compiti fondamentali della Commissione provinciale sono i seguenti:
2) procedere a studi sistematici sulla situazione agricola esistente nella provincia allo scopo di avanzare concrete proposte per l'aumento dei livelli di occupazione, per l'addestramento professionale, per il miglioramento in genere delle condizioni sociali dei lavoratori agricoli (corsi, cantieri, opere pubbliche, case, scuole, luce, viabilità, ecc.);
3) esaminare eventuali ricorsi concernenti le qualifiche professionali, in forza ed in applicazione dei criteri fissati dalle relative norme del contratto integrativo provinciale di lavoro, nonché le eventuali vertenze demandate dalle Organizzazioni sindacali, in base all'ultimo comma dell'art.83.
Sui ricorsi decide il Direttore dell'Ufficio Provinciale del Lavoro, sentita la Commissione Provinciale e le parti interessate;
4) controllare gli elenchi anagrafici ed accertare la regolare iscrizione dei lavoratori;
5) controllare l'esatta applicazione del contratto collettivo di lavoro e delle leggi sociali nelle aziende.
6) accertare la conformità dei Progetti e dei contratti individuali di formazione-lavoro alla disciplina dell'accordo quadro nazionale e trasmettere agli uffici regionali del lavoro ed alle sezioni circoscrizionali competenti, l'elenco dei progetti ritenuti conformi.
Nello svolgimento di tale compito le Commissioni provinciali provvedono a dotarsi di una specifica procedura in deroga al regolamento.
Entro il 30 aprile di ogni anno le Commissioni provinciali, anche su iniziativa delle Commissioni intercomunali, formuleranno proposte di attività per formazione e riqualificazione professionale, da avanzare agli organismi istituzionali competenti, in armonia con le esigenze produttive delle aziende, tenendo conto della programmazione agricola e dell'andamento del mercato del lavoro.
Le Commissioni provinciali provvederanno, inoltre, a valutare gli effetti di rilevanti riduzioni di operai a tempo indeterminato verificatesi nell'ambito territoriale anche a seguito di processi di ristrutturazione per studiare, d'intesa con le Commissioni regionali dell'impiego, le possibilità di occupazione nel settore e fuori dello stesso delle unità lavorative cessate, compatibilmente con le esigenze aziendali, sollecitando, ove necessario, gli opportuni interventi di formazione e di riqualificazione professionale. (vedi Regolamento)
In ogni circoscrizione di collocamento per la manodopera agricola sono istituite Commissioni sindacali intercomunali composte da un uguale numero di rappresentanti delle Organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, firmatarie del presente contratto.
Le Commissioni intercomunali hanno i seguenti compiti:
b) formulano piani per la istituzione di corsi di istruzione e riqualificazione professionale con particolare riguardo alla formazione professionale della manodopera giovanile e femminile;
c) forniscono alla Commissione provinciale tutti gli elementi utili per il suo buon funzionamento;
d) esercitano il controllo nei confronti dei datori di lavoro e dei loro dipendenti per l'esatta applicazione dei contratti collettivi di lavoro e delle leggi sociali.
Alle Commissioni paritetiche intercomunali vengono, altresì, affidati compiti in materia di accertamento delle esigenze e di formulazione delle proposte relative alla qualificazione professionale della manodopera, nell'ambito della circoscrizione interessata.
In connessione ai processi di trasformazione colturale, gli imprenditori segnaleranno ai propri rappresentanti nelle anzidette Commissioni, l'eventuale fabbisogno di qualificazione o riqualificazione professionale della manodopera, perché le Commissioni stesse prospettino agli organi pubblici competenti l'attuazione dei corsi necessari.
Le Commissioni intercomunali hanno, inoltre, nell'ambito della propria giurisdizione, i compiti previsti ai punti 1), 2) e 4) per la Commissione provinciale.
Il numero e l'ambito territoriale delle Commissioni intercomunali saranno stabiliti dalle Organizzazioni provinciali contraenti. (vedi Regolamento)
Impegni a verbale sulle commissioni provinciali ed intercomunali
a) Le Commissioni provinciali ed intercomunali, di cui faranno parte rappresentanti delle Organizzazioni firmatarie del CCNL e dei Contratti provinciali di lavoro, dovranno essere costituite entro due mesi dalla data di stipula del presente CCNL e rese operanti entro i trenta giorni successivi. Ciascuna delle Organizzazioni anzidette effettuerà la designazione dei propri rappresentanti entro quaranta giorni dalla stessa data di stipula del presente CCNL secondo le modalità stabilite dal Regolamento per il funzionamento delle Commissioni, allegato agli Art. 9 e 10 del presente contratto.
In caso di ritardo nella costituzione delle Commissioni o nel caso di mancata loro operatività oltre le date anzidette, le Organizzazioni nazionali contraenti o su delega di queste, le Organizzazioni regionali provvederanno a convocare le rispettive Organizzazioni provinciali entro 15 giorni dalla comunicazione della richiesta da parte di una delle stesse Organizzazioni contraenti, presso la sede provinciale interessata per dirimere le eventuali difficoltà insorte, allo scopo di costituire e rendere effettivamente operanti le Commissioni stesse, salvo quanto previsto al punto 4, ultimo comma, del Regolamento sopra richiamato.
Il criterio della ripartizione della rappresentanza delle Organizzazioni dei datori di lavoro nelle sopraddette Commissioni sarà definito con apposito accordo tra le parti datoriali provinciali in sede di stipula dei Contratti provinciali di lavoro.
Le Organizzazioni dei lavoratori riconfermano il criterio paritetico di ripartizione della rappresentanza tra Flai-Cgil, Fisba-Cisl e Uila-Uil
Il numero dei componenti di dette Commissioni dovrà essere compreso tra un minimo di tre ed un massimo di sei membri in rappresentanza, rispettivamente, dei datori di lavoro e dei lavoratori.
Nella ipotesi che qualcuna delle organizzazioni firmatarie del CCNL sottoscriva, per adesione, il contratto provinciale di lavoro in un momento successivo alla stipula dello stesso, tale Organizzazione ha ugualmente diritto di essere rappresentata nelle Commissioni, sia provinciali che intercomunali. In tal caso potrà essere riesaminato tra le parti il numero dei componenti di dette 'Commissioni, secondo quanto previsto dal precedente comma.
Sino al rinnovo dei Contratti provinciali di lavoro rimangono in funzione le Commissioni costituite.
b) Le Commissioni intercomunali opereranno, in via transitoria, nell'ambito territoriale attualmente previsto dai Contratti provinciali di lavoro e saranno adeguate al livello comprensoriale non appena la Regione avrà stabilito per legge ed organizzati territorialmente i comprensori interessanti la Provincia.
c) Nella designazione dei propri rappresentanti in seno alle Commissioni provinciali ed intercomunali, le Organizzazioni sindacali provinciali faranno in modo che esponenti del settore florovivaistico partecipino ai lavori delle Commissioni stesse, ferma rimanendo la rappresentanza proporzionale tra le varie Organizzazioni.
Il presente regolamento viene convenuto tra le parti al fine di consentire la funzionalità delle Commissioni intersindacali, nonché per uniformare le modalità operative in tutte le province.
5) Compiti delle commissioni
I compiti delle Commissioni intersindacali sono quelli indicati dal CCNL, fermo restando quanto già previsto dai Contratti provinciali di lavoro.
Le parti, ove lo ritengano opportuno, possono farsi assistere nella stipulazione del contratto individuale, da rappresentanti delle rispettive Organizzazioni sindacali.
Per l'ammissione al lavoro e per la tutela dei fanciulli e degli adolescenti si applicano le norme della legge 17 ottobre 1967, n. 977.
Non è ammessa l'assunzione al lavoro dei fanciulli che non abbiano compiuto il 140 anno di età.
Per l'ammissione al lavoro e per la tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri si applicano le disposizioni delle vigenti leggi (26 agosto 1950, n. 860; 9 gennaio 1963, n. 7; 30 dicembre 1971, n. 1204; 9 dicembre 1977, n. 903).
Si considerano "migranti" anche i gruppi di lavoratori, pur non provenienti da altra provincia e regione, la cui distanza tra il comune di residenza e quello della prestazione lavorativa sia superiore a 40 Km.
In base all'art. 18 della L. 17.10.1967, n. 977, l'orario di lavoro per i fanciulli, liberi da obblighi scolastici, non può superare le 7 ore giornaliere e le 35 settimanali; per gli adolescenti non può superare le 8 ore giornaliere e le 40 settimanali.
Fermo rimanendo il limite di orario di cui al 11 comma del presente articolo, i Contratti provinciali di lavoro potranno prevedere, facendo salve le attività zootecniche ed anche per periodi limitati dell'anno, la distribuzione dell'orario settimanale medesimo su 5 giorni o una riduzione dell'orario giornaliero di lavoro nella giornata del sabato. Le ore non lavorate, in dette ipotesi, verranno aggiunte all'orario ordinario da effettuarsi nei rimanenti giorni della settimana.
Se, per esigenze d'azienda fosse richiesta la prestazione di lavoro nella domenica, il riposo di 24 ore consecutive dovrà essere concesso in altro giorno della settimana.
Per gli operai addetti al bestiame e per quelli aventi particolari mansioni, fermo rimanendo il loro diritto al riposo settimanale, la regolamentazione di tale riposo è demandata ai contratti integrativi, in applicazione dell'art. 8 della legge 22 febbraio 1934, n. 370.
Per speciali lavori da eseguirsi di notte e per i quali i contratti provinciali abbiano stabilito un'adeguata particolare tariffa, non si farà luogo alle maggiorazioni per il lavoro notturno.
Il lavoro straordinario non potrà superare le due ore giornaliere e le 12 settimanali e dovrà essere richiesto dal datore di lavoro in casi di evidente necessità, la cui mancata esecuzione pregiudichi le colture e la produzione. Fermo restando quanto sopra, il limite massimo individuale di lavoro straordinario nell'anno non potrà superare le 250 ore.
Nelle aziende ove si faccia luogo al recupero, non trova applicazione la norma dell'art. 8 della legge 8 agosto 1972, n. 457.
Quando agli operai a tempo indeterminato non fosse possibile per causa di forza maggiore eseguire durante la giornata l'orario normale di lavoro, il datore di lavoro potrà recuperare entro i successivi 15 giorni il tempo perduto senza dar luogo a remunerazione alcuna, sempre che non si superino per detti recuperi le ore due giornaliere e le ore dodici settimanali.
Nelle aziende ove si faccia luogo al recupero, non trova applicazione la norma dell'art. 8 della legge 1972, n. 457.
Alla soluzione dei problemi suindicati contribuiranno con studi e proposte anche le commissioni intersindacali che dedicheranno ai problemi, specifici esami ai sensi degli articoli 9 e 10.
Le organizzazioni provinciali in sede di stipulazione dei contratti provinciali, disciplineranno il cottimo sulla scorta delle situazioni riferite ai tipi di azienda di cui all'art. 1 "oggetto del contratto".
Allo scopo dì salvaguardare la salute degli operai addetti a lavori che presentano "fattori di nocività":
b) per quanto riguarda gli operai agricoli, i Contratti provinciali di lavoro dovranno stabilire una riduzione dell'orario di lavoro a parità di retribuzione e di qualifica di due ore e venti minuti giornaliere.
Tenuto conto del Protocollo d'intesa allegato al presente CCNL, i Contratti provinciali di lavoro dovranno valutare la idoneità delle condizioni ambientali di lavoro esistenti nella provincia e predisporre fermo restando la riduzione dell'orario di lavoro di cui al precedente comma le rotazioni nelle attività caratterizzate da fattori di nocività e le altre misure atte a salvaguardare la salute del lavoratore. Fra queste i Contratti provinciali di lavoro dovranno prevedere la effettuazione periodica di visite mediche, con regolare corresponsione al lavoratore del salario, per gli operai adibiti a lavori che presentano fattori di nocività.
Per la rigorosità di tale individuazione e delle misure di tutela da adottare oltre a quanto previsto dal Contratto e dalla legge 20 maggio 1970, n. 300 potrà essere richiesto l'intervento dei Centri di Medicina preventiva e degli altri Enti tecnici e sanitari pubblici esistenti.
È altresì demandato ai Contratti provinciali di lavoro il compito di definire le modalità per l'effettuazione dei corsi di formazione sui problemi della tutela della salute e del risanamento ecologico. I lavoratori che partecipano a tali corsi hanno diritto di usufruire di 30 ore di permesso retribuito, da detrarre dalle 150 ore di cui all'art. 31 del presente CCNL, nell'arco di un triennio, con facoltà di cumularle anche in un solo anno.
Impegno a verbale sulla "sicurezza"
Entro 60 giorni dalla stipula del presente CCNL le parti definiranno:
- le norme per la designazione e/o l'elezione del rappresentante per la sicurezza, i permessi retribuiti e gli strumenti per l'espletamento delle relative funzioni;
- ogni altra norma contrattuale di applicazione del decreto legislativo 626/94 in materia di salute e sicurezza.
Le Organizzazioni provinciali dei lavoratori e dei datori di lavoro dovranno adottare il libretto sindacale e sanitario conforme al fac-simile allegato al presente contratto collettivo nazionale di lavoro, cui si uniformeranno quelli fino ad oggi adottati a livello provinciale integrativo.
Il rapporto di lavoro si intende automaticamente risolto qualora il lavoratore interrompa volontariamente il programma di terapia e riabilitazione nonché non riprenda servizio entro sette giorni dal completamente della terapia o dalla scadenza del periodo massimo di aspettativa.
Nel rapporto individuale di lavoro a tempo indeterminato il licenziamento degli operai non può avvenire che per giusta causa o per giustificato motivo, secondo la disciplina della legge n. 604/1966 e n. 300/1970, come modificato dalla legge 11 maggio 1990 n. 108.
la recidiva nelle mancanze che abbiano già dato luogo alla applicazione di sanzioni disciplinari previste dal presente CCNL o dai CIPL;
la grave insubordinazione verso il datore di lavoro od un suo diretto rappresentante nell'azienda;
i danneggiamenti dolosi ai macchinari, alle coltivazioni ed agli stabili;
I lavoratori per quanto attiene il rapporto di lavoro, dipendono dal conduttore dell'azienda o da chi per esso, e debbono eseguire con diligenza il lavoro loro affidato.
2) con la multa pari all'importo di mezza giornata di lavoro, nei casi di maggior gravità nelle mancanze di cui al paragrafo 1).
Nelle aziende che occupino più di cinque operai agricoli sarà eletto un delegato di azienda nell'ambito di ciascuna delle Organizzazioni dei lavoratori firmatarie del presente contratto.
Nelle aziende che occupino più di 75 operai agricoli sarà eletto un secondo delegato di azienda nell'ambito di ciascuna Organizzazione dei lavoratori firmatarie del presente contratto.
I delegati dovranno essere eletti da e tra i lavoratori occupati in azienda. Dalla data della loro elezione decorre la tutela sindacale di cui all'art. 78 del presente contratto.
I contratti provinciali prevederanno eventuali norme particolari per agevolare l'esercizio di tale diritto da parte degli operai agricoli siano essi a tempo indeterminato o determinato.
La durata del rapporto di lavoro dell'operaio a tempo determinato eletto delegato di azienda non subirà modificazione per effetto di tale nomina. Alla elezione dei delegati si addiverrà mediante riunione unica dei lavoratori dell'azienda o mediante riunioni separate per singoli raggruppamenti sindacali.
I nominativi dei delegati eletti saranno comunicati con lettera dalle Organizzazioni provinciali o territoriali sindacali dei lavoratori interessate, alle Organizzazioni provinciali dei datori di lavoro (aderenti alle Organizzazioni datoriali firmatarie del presente contratto), ai delegati stessi e per conoscenza alle direzioni aziendali.
I delegati entrano in funzione alla data in cui perviene la comunicazione.
Le Delegazioni datoriali rappresentano l'esigenza che, agli effetti della decorrenza della tutela del delegato di azienda, la elezione dello stesso delegato sia immediatamente comunicata al datore di lavoro.
Impegno a verbale su RSU
Tenuto conto dell'Accordo Governo-Parti Sociali del 23 luglio 1993 le parti si incontreranno entro il 31.12.1995 per stipulare apposita intesa per la costituzione delle RSU e trasferire alle stesse diritti, permessi, libertà sindacali, tutela, poteri e funzioni già attribuiti alle Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA).
Nelle aziende che occupino più di 75 operai sarà eletto un secondo delegato di azienda nell'ambito di ciascuna delle Organizzazioni dei lavoratori firmatarie del presente contratto.
Dalla data della loro elezione decorre la tutela sindacale di cui all'art. 78 del presente contratto.
Tenuto conto dell'Accordo Governo-Parti Sociali del 23 luglio 1993 le parti si incorreranno entro il 31.12.1995 per stipulare apposita intesa per la costituzione delle RSU e trasferire alle stesse diritti, permessi, libertà sindacali, tutela, poteri e funzioni già attribuiti alle Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA).
Art. 33 Permessi corsi addestramento professionale
Art. 35 Permessi corsi recupero scolastico
Art. 38 Lavoro straordinario, festivo, notturno
Art. 40 Interruzioni e recuperi
Art. 45 Retribuzione Art. 50 Obblighi particolari tra le parti
Art. 59 Integrazione trattamento malattia ed infortuni
Art. 76 Delegato d'azienda
Art. 82 Quote sindacali per delega operatività per il funzionamento delle Commissioni intersindacali provinciali e intercomunali (Regolamento punto 60)
1) gli adempimenti di cui agli artt. 15 19 23 -27- 30 33 35 43 45 50 51 52 53 64 65 82 88;