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Timestamp: 2019-11-14 22:07:44+00:00
Document Index: 48662312

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 8']

Decreti Attuativi Legge 3/2018: alcune perplessità (di Angelo Papa, Dottore in Fisioterapia, dipendente pubblico) | Riabilitazione Info
Decreti Attuativi Legge 3/2018: alcune perplessità (di Angelo Papa, Dottore in Fisioterapia, dipendente pubblico)
Come sappiamo, la Legge n. 3 dell’11 gennaio 2018, pubblicata nella GU del 31 gennaio, è entrata in vigore dal successivo 15 febbraio.
L’art. 4 di tale provvedimento (vedi testo a fine articolo), ha modificato i primi 8 articoli del Decreto Legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 13 settembre 1946, n. 233, (ratificato dalla legge 17 aprile 1956, n.561), che regolamenta l’istituzione e il funzionamento degli Ordini delle Professioni Sanitarie.
Quando una legge agisce su aspetti di una certa complessità di situazioni e di variabili, si adotta la prassi dei Decreti Attuativi a carico di Ministeri competenti, che vanno a dettagliare aspetti che, al momento di approvazione della legge, si è ritenuto opportuno non definire, per non andare ad ingessare il ruolo di Legge quadro del provvedimento.
In ragione di questa impostazione, già nel 2018 sono stati emanati due Decreti:
– Il 13 marzo 2018, in attuazione dell’art. 4 comma 13 della legge n.3/2018, viene emanato il Decreto Ministeriale che istituisce gli ALBI DELLE 17 PROFESSIONI MANCANTI.
“Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con Decreto del Ministro della salute, oltre all’albo dei tecnici sanitari di radiologia medica e all’albo degli assistenti sanitari, sono istituiti, presso gli Ordini di cui al comma 9, lettera c), gli albi delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, ai quali possono iscriversi i laureati abilitati all’esercizio di tali professioni, nonchè i possessori di titoli equipollenti o equivalenti alla laurea abilitante, ai sensi dell’articolo 4 della legge 26 febbraio 1999, n. 42.”.
Un atto dovuto e necessario ma, a mio parere, mal ponderato, visto che ha innescato una precipitosa immediata obbligatorietà d’iscrizione anche in assenza di un effettivo funzionamento delle Commissioni di Albo. Si poteva prevedere (l’avevo sostenuto prima che la Legge fosse pubblicata in Gazzetta), una prima fase di registrazione da adempiere entro il secondo semestre del 2018 e una fase successiva, nel 2019, di iscrizione annuale. Sicuramente si sarebbero evitate le tensioni e le disparità di trattamento che l’attuale provvedimento ha generato.
– Il 15 marzo 2018, in attuazione dell’art. 2 comma 5 del DLgs CPS n. 233/1946, così come modificato dalla legge n.3/2018, viene emanato il Decreto Ministeriale che definisce le MODALITÀ DI VOTO E SULLE MODALITÀ DI GESTIONE DELL’EVENTO ELETTORALE:
“Con Decreto del Ministro della salute, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono definite le procedure per la composizione dei seggi elettorali, in modo tale da garantire la terzietà di chi ne fa parte, le procedure per l’indizione delle elezioni, per la presentazione delle liste e per lo svolgimento delle operazioni di voto e di scrutinio, nonché le modalità di conservazione delle schede, prevedendo la possibilità per gli Ordini di stabilire che le votazioni abbiano luogo con modalità telematiche.”
Il Decreto non fornisce significative indicazioni su come rendere possibile il voto telematico, in particolare i paletti da adottare. Come non c’è traccia di indicazioni rispetto i principi riportati nella legge.
L’11 giugno scorso sono stati emanati altri due Decreti, pubblicati in Gazzetta il 30 luglio. Nonostante il riferimento normativo unico, si è preferito adottare due Decreti che rispondono a logiche e criteri tanto diversi, da legittimare il sospetto che il Ministero abbia agito con eccesso di delega, al di fuori della discrezionalità permessa dalla norma e dalla regolamentazione delle norme.
Rispetto al Consiglio Direttivo, la norma di riferimento è l’art. 2 comma 2 punto “a)” del DLgs CPS n. 233/1946 (nella versione modificata dalla legge 3 del 2018), che ha come oggetto l’istituzione dei CONSIGLI DIRETTIVI DEGLI ORDINI TERRITORIALI.
“… con Decreto del Ministro della salute è determinata la composizione del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, nonché la composizione del Consiglio Direttivo dell’Ordine delle professioni infermieristiche, garantendo comunque un’adeguata rappresentanza di tutte le professioni che ne fanno parte;”.
Nel caso del Consiglio Direttivo dell’Ordine multialbo, non viene minimamente rispettato il criterio della numerosità, tanto da prevedere globalmente, per le professioni dell’area tecnico sanitaria, un numero doppio di consiglieri da eleggere rispetto all’area riabilitativa, tra l’altro più numerosa.
Altrettanto discutibile è il Decreto relativo all’Ordine delle professioni infermieristiche, nel quale solo la numerosità detta legge, tanto da non assicurare una rappresentanza minima agli infermieri di pediatria. Al contrario di quanto avviene per gli odontoiatri, inglobati nell’Ordine con i medici. Eppure i due Ordini sono sostanzialmente biprofessionali, per cui, almeno in questo caso, ci potevamo aspettare di vedere adottati i medesimi principi.
Rispetto alla Commissione d’Albo, la norma di riferimento è l’art. 2 comma 2 punto “b)” del DLgs CPS n. 233/1946 (nella versione modificata dalla legge 3 del 2018), che ha come oggetto l’istituzione delle COMMISSIONI DI ALBO DEGLI ORDINI TERRITORIALI.
In questo caso il Ministero, in data 11 giugno 2019, con pubblicazione in GU il 30 luglio, pur emanando due Decreti distinti, adotta il criterio già usato per infermieri e multialbo. Tuttavia, anche in questo frangente abbiamo un’anomalia. Nel senso che il criterio in uso per Medici e Odontoiatri è diverso da quello adottato per i nuovi Ordini, per un aspetto sostanziale di rilievo. I componenti dei Consigli Direttivi degli Ordini dei medici e odontoiatri sono anche membri delle rispettive Commissioni d’Albo, mentre per l’Ordine degli infermieri e per quello multiprofessionale, tale assetto non è scontato.
Dato che esiste un incrociarsi di funzioni tra i due Organi, nel caso che la composizione del Direttivo non avesse una corrispondenza nell’Albo, aumenterebbe il rischio di paralisi o/e conflitti interni e conseguente mal funzionamento dell’Ordine.
Dato che il legislatore, con l’approvazione della legge 3/2018, ha pienamente confermato il modello adottato per i medici (basato sulla doppia funzione), mi chiedo se anche in questo caso possiamo avanzare il legittimo sospetto di eccesso di delega ministeriale.
Ma c’è dell’altro. Quello che non è stato fatto.
Per esempio, l’art. 8 comma 4 del DLgs CPS n. 233/1946 prevede un Decreto che regolamenti le COMMISSIONI DI ALBO DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE DEGLI ORDINI.
“Con Decreto del Ministro della salute è determinata la composizione delle Commissioni di albo all’interno della Federazione Nazionale degli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, nonché la composizione delle Commissioni di albo all’interno della Federazione Nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche.”
Questo Decreto che manca è importante e necessario, non solo per assicurare un raccordo adeguato alle Commissioni di Albo territoriali, ma anche perché le Commissioni di Albo della Federazione sono essenziali per poter costituire la “Commissione disciplinare di Albo con funzione giudicante nei confronti dei componenti dei Consigli Direttivi dell’Ordine” o “delle Commissioni di Albo territoriali”, come precisato nel comma 5, sempre dell’art. 8. La mancata emanazione dei Decreti relativi a queste Commissioni di Albo nazionali, rappresenta un ulteriore elemento di disturbo che impedisce il corretto funzionamento del sistema ordinistico. Forse l’obiettivo è proprio questo.
Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonchè disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute.
1. Al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, ratificato dalla legge 17 aprile 1956, n.561, i capi I, II e III sono sostituiti dai seguenti:
Art. 1 (Ordini delle professioni sanitarie). – 1. Nelle circoscrizioni geografiche corrispondenti alle province esistenti alla data del 31 dicembre 2012 sono costituiti gli Ordini dei medici-chirurghi e degli odontoiatri, dei veterinari, dei farmacisti, dei biologi, dei fisici, dei chimici, delle professioni infermieristiche, della professione di ostetrica e dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche,della riabilitazione e della prevenzione. Qualora il numero dei professionisti residenti nella circoscrizione geografica sia esiguo in relazione al numero degli iscritti a livello nazionale ovvero sussistano altre ragioni di carattere storico, topografico, sociale o demografico, il Ministero della salute, d’intesa con le rispettive Federazioni nazionali e sentiti gli Ordini interessati, puo’ disporre che un Ordine abbia per competenza territoriale due o piu’ circoscrizioni geografiche confinanti ovvero una o piu’ regioni.
2. Per l’esercizio di funzioni di particolare rilevanza, il Ministero della salute, d’intesa con le rispettive Federazioni nazionali e sentiti gli Ordini interessati, puo’ disporre il ricorso a forme di avvalimento o di associazione tra i medesimi.
a) sono enti pubblici non economici e agiscono quali organi sussidiari dello Stato al fine di tutelare gli interessi pubblici,garantiti dall’ordinamento, connessi all’esercizio professionale;
b) sono dotati di autonomia patrimoniale, finanziaria,regolamentare e disciplinare e sottoposti alla vigilanza del Ministero della salute; sono finanziati esclusivamente con i contributi degli iscritti, senza oneri per la finanza pubblica;
c) promuovono e assicurano l’indipendenza, l’autonomia e la responsabilita’ delle professioni e dell’esercizio professionale, la qualita’ tecnico-professionale, la valorizzazione della funzione sociale, la salvaguardia dei diritti umani e dei principi etici dell’esercizio professionale indicati nei rispettivi codici deontologici, al fine di garantire la tutela della salute individuale e collettiva; essi non svolgono ruoli di rappresentanza sindacale;
d) verificano il possesso dei titoli abilitanti all’esercizio professionale e curano la tenuta, anche informatizzata, e la pubblicita’, anche telematica, degli albi dei professionisti e,laddove previsti dalle norme, di specifici elenchi;
e) assicurano un adeguato sistema di informazione sull’attivita’svolta, per garantire accessibilita’ e trasparenza alla loro azione,in coerenza con i principi del decreto legislativo 14 marzo 2013, n.33;
f) partecipano alle procedure relative alla programmazione dei fabbisogni di professionisti, alle attivita’ formative e all’esame di abilitazione all’esercizio professionale;
g) rendono il proprio parere obbligatorio sulla disciplina regolamentare dell’esame di abilitazione all’esercizio professionale,fermi restando gli altri casi, previsti dalle norme vigenti, di parere obbligatorio degli Ordini per l’adozione di disposizioni regolamentari;
h) concorrono con le autorita’ locali e centrali nello studio e nell’attuazione dei provvedimenti che possano interessare l’Ordine e contribuiscono con le istituzioni sanitarie e formative pubbliche e private alla promozione, organizzazione e valutazione delle attivita’formative e dei processi di aggiornamento per lo sviluppo continuo
professionale di tutti gli iscritti agli albi, promuovendo il mantenimento dei requisiti professionali anche tramite i crediti formativi acquisiti sul territorio nazionale e all’estero;
i) separano, nell’esercizio della funzione disciplinare, a garanzia del diritto di difesa, dell’autonomia e della terzieta’ del giudizio disciplinare, la funzione istruttoria da quella giudicante.
A tal fine, in ogni regione sono costituiti uffici istruttori di albo, composti da un numero compreso tra cinque e undici iscritti sorteggiati tra i componenti delle commissioni disciplinari di albo della corrispettiva professione, garantendo la rappresentanza di tutti gli Ordini, e un rappresentante estraneo alla professione nominato dal Ministro della salute. Gli uffici istruttori, sulla base di esposti o su richiesta del presidente della competente commissione disciplinare o d’ufficio, compiono gli atti preordinati all’instaurazione del procedimento disciplinare, sottoponendo all’organo giudicante la documentazione acquisita e le motivazioni per il proscioglimento o per l’apertura del procedimento disciplinare, formulando in questo caso il profilo di addebito. I componenti degli uffici istruttori non possono partecipare ai procedimenti relativi agli iscritti al proprio albo di appartenenza;
l) vigilano sugli iscritti agli albi, in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attivita’ professionale, compresa quella societaria, irrogando sanzioni disciplinari secondo una graduazione correlata alla volontarieta’ della condotta, alla gravita’ e alla reiterazione dell’illecito, tenendo conto degli obblighi a carico degli iscritti, derivanti dalla normativa nazionale e regionale vigente e dalle disposizioni contenute nei contratti e nelle convenzioni nazionali di lavoro.
c) la commissione di albo, per gli Ordini comprendenti piu’professioni;
2. Ciascun Ordine, favorendo l’equilibrio di genere e il ricambio generazionale nella rappresentanza, secondo modalita’ stabilite con successivi regolamenti, elegge in assemblea, fra gli iscritti agli albi, a maggioranza relativa dei voti ed a scrutinio segreto:
a) il Consiglio direttivo, che, fatto salvo quanto previsto per la professione odontoiatrica dall’articolo 6 della legge 24 luglio 1985, n. 409, e’ costituito da sette componenti se gli iscritti all’albo non superano il numero di cinquecento, da nove componenti se gli iscritti all’albo superano i cinquecento ma non i millecinquecento e da quindici componenti se gli iscritti all’albo superano i millecinquecento; con decreto del Ministro della salute e’determinata la composizione del Consiglio direttivo dell’Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, nonche’ la composizione del Consiglio direttivo dell’Ordine delle professioni infermieristiche, garantendo comunque un’adeguata rappresentanza di tutte le professioni che ne fanno parte;
b) la Commissione di albo, che, per la professione odontoiatrica,e’ costituita da cinque componenti del medesimo albo se gli iscritti non superano i millecinquecento, da sette componenti se gli iscritti superano i millecinquecento ma sono inferiori a tremila e da nove componenti se gli iscritti superano i tremila e, per la professione medica, e’ costituita dalla componente medica del Consiglio direttivo; con decreto del Ministro della salute e’ determinata la composizione delle commissioni di albo all’interno dell’Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, nonche’ la composizione delle commissioni di albo all’interno dell’Ordine delle professioni infermieristiche.
3. Il collegio dei revisori e’ composto da un presidente iscritto nel Registro dei revisori legali e da tre membri, di cui uno supplente, eletti tra gli iscritti agli albi. Nel caso di Ordini con piu’ albi, fermo restando il numero dei componenti, e’ rimessa allo statuto l’individuazione di misure atte a garantire la rappresentanza delle diverse professioni.
4. La votazione per l’elezione del Consiglio direttivo e della commissione di albo e’ valida in prima convocazione quando abbiano votato almeno i due quinti degli iscritti o in seconda convocazione qualunque sia il numero dei votanti purche’ non inferiore a un quinto degli iscritti. A partire dalla terza convocazione la votazione e’valida qualunque sia il numero dei votanti.
5. Le votazioni durano da un minimo di due a un massimo di cinque giorni consecutivi, di cui uno festivo, e si svolgono anche in piu’sedi, con forme e modalita’ che ne garantiscano la piena accessibilita’ in ragione del numero degli iscritti, dell’ampiezza territoriale e delle caratteristiche geografiche. Qualora l’Ordine abbia un numero di iscritti superiore a cinquemila, la durata delle votazioni non puo’ essere inferiore a tre giorni. I risultati delle votazioni devono essere comunicati entro quindici giorni da ciascun Ordine alla rispettiva Federazione nazionale e al Ministero della salute. Con decreto del Ministro della salute, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono definite le procedure per la composizione dei seggi elettorali in modo tale da garantire la terzieta’ di chi ne fa parte, le procedure per l’indizione delle elezioni, per la presentazione delle liste e per lo svolgimento delle operazioni di voto e di scrutinio nonche’ le modalita’ di conservazione delle schede, prevedendo la possibilita’ per gli Ordini di stabilire che le votazioni abbiano luogo con modalita’ telematiche.
6. Avverso la validita’ delle operazioni elettorali e’ ammesso ricorso alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie.
8. Ogni Consiglio direttivo elegge nel proprio seno, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, il presidente, il vice presidente, il tesoriere e il segretario, che possono essere sfiduciati, anche singolarmente, con la maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio. Chi ha svolto tali incarichi puo’ essere rieletto nella stessa carica consecutivamente una sola volta.
10. In caso di piu’ albi nello stesso Ordine, con le modalita’ di cui al comma 8 ogni commissione di albo elegge e puo’ sfiduciare il presidente, il vice presidente e, per gli albi con un numero di iscritti superiore a mille, il segretario. Il presidente ha la rappresentanza dell’albo, di cui convoca e presiede la commissione.
Il vice presidente sostituisce il presidente in caso di necessita’ ed esercita le funzioni a lui delegate, comprese quelle inerenti alla segreteria della commissione in relazione agli albi con un numero di iscritti pari o inferiore a mille.
g) proporre all’approvazione dell’assemblea degli iscritti la tassa annuale, anche diversificata tenendo conto delle condizioni economiche e lavorative degli iscritti, necessaria a coprire le spese di gestione, nonche’ la tassa per il rilascio dei pareri per la liquidazione degli onorari.
b) assumere, nel rispetto dell’integrita’ funzionale dell’Ordine, la rappresentanza esponenziale della professione e, negli Ordini con piu’ albi, esercitare le attribuzioni di cui alle lettere c), d) ed e) del comma 1, eccettuati i casi in cui le designazioni di cui alla suddetta lettera c) concernono uno o piu’ rappresentanti dell’intero Ordine;
e) dare il proprio concorso alle autorita’ locali nello studio e nell’attuazione dei provvedimenti che comunque possano interessare la professione.
4. Contro i provvedimenti per le materie indicate ai commi 1,lettera a), e 2, lettere a) e c), e quelli adottati ai sensi del comma 3 nelle medesime materie, e’ ammesso ricorso alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie.
Art. 4 (Scioglimento dei Consigli direttivi e del – 1. I Consigli direttivi e le commissioni di albo sono sciolti quando non siano in grado di funzionare regolarmente o qualora si configurino gravi violazioni della normativa vigente.
2. Lo scioglimento e’ disposto con decreto del Ministro della salute, sentite le rispettive Federazioni nazionali. Con lo stesso decreto e’ nominata una commissione straordinaria di tre componenti, di cui non piu’ di due iscritti agli albi professionali della categoria e uno individuato dal Ministro della salute. Alla commissione competono tutte le attribuzioni del Consiglio o della commissione disciolti.
Art. 5 (Albi professionali). – 1. Ciascun Ordine ha uno o piu’ albi permanenti, in cui sono iscritti i professionisti della rispettiva professione, ed elenchi per categorie di professionisti laddove previsti da specifiche norme.
Art. 6 (Cancellazione dall’albo professionale). – 1. La cancellazione dall’albo e’ pronunziata dal Consiglio direttivo, d’ufficio o su richiesta del Ministro della salute o del procuratore della Repubblica, nei casi:
2. La cancellazione, tranne nei casi di cui al comma 1, lettera c), non puo’ essere pronunziata se non dopo aver sentito l’interessato, ovvero dopo mancata risposta del medesimo a tre convocazioni per tre mesi consecutivi. La cancellazione ha efficacia in tutto il territorio nazionale.
Art. 7 (Federazioni nazionali). – 1. Gli Ordini territoriali sono riuniti in Federazioni nazionali con sede in Roma, che assumono la rappresentanza esponenziale delle rispettive professioni presso enti e istituzioni nazionali, europei e internazionali.
d) la commissione di albo, per le Federazioni comprendenti piu’ professioni;
3. Il collegio dei revisori e’ composto da un presidente iscritto nel Registro dei revisori legali e da tre membri, di cui uno supplente, eletti tra gli iscritti agli albi.
4. La commissione per gli iscritti all’albo degli odontoiatri si compone di nove membri eletti dai presidenti delle commissioni di albo territoriali contestualmente e con le stesse modalita’ e procedure di cui ai commi 8, 9 e 10. I primi eletti entrano a far parte del Comitato centrale della Federazione nazionale a norma dei commi secondo e terzo dell’articolo 6 della legge 24 luglio 1985, n.409. La commissione di albo per la professione medica e’ costituita dalla componente medica del Comitato centrale. Con decreto del Ministro della salute e’ determinata la composizione delle commissioni di albo all’interno della Federazione nazionale degli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, nonche’ la composizione delle commissioni di albo all’interno della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche.
5. I rappresentanti di albo eletti si costituiscono come commissione disciplinare di albo con funzione giudicante nei confronti dei componenti dei Consigli direttivi dell’Ordine appartenenti al medesimo albo e nei confronti dei componenti delle commissioni di albo territoriali. E’ istituito l’ufficio istruttorio nazionale di albo, costituito da cinque componenti sorteggiati tra quelli facenti parte dei corrispettivi uffici istruttori regionali e da un rappresentante estraneo alla professione nominato dal Ministro della salute.
6. Ogni Comitato centrale elegge nel proprio seno, a maggioranza assoluta degli aventi diritto, il presidente, il vice presidente, il tesoriere e il segretario, che possono essere sfiduciati, anche singolarmente, con la maggioranza qualificata dei due terzi degli aventi diritto. Chi ha svolto tali incarichi puo’ essere rieletto nella stessa carica consecutivamente una sola volta.
8. I Comitati centrali sono eletti dai presidenti dei rispettivi Ordini, nel primo trimestre dell’anno successivo all’elezione dei presidenti e dei Consigli direttivi degli Ordini professionali, tra gli iscritti agli albi, a maggioranza relativa dei voti e a scrutinio segreto, favorendo l’equilibrio di genere e il ricambio generazionale nella rappresentanza, con le modalita’ determinate con successivi regolamenti. I Comitati centrali durano in carica quattro anni.
10. Avverso la validita’ delle operazioni elettorali e’ ammesso ricorso alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie.
11. Il Consiglio nazionale e’ composto dai presidenti dei rispettivi Ordini.
c) coordinare e promuovere l’attivita’ dei rispettivi Ordini nelle materie che, in quanto inerenti alle funzioni proprie degli Ordini, richiedono uniformita’ di interpretazione ed applicazione;
a) dare il proprio concorso alle autorita’ centrali nello studio e nell’attuazione dei provvedimenti che comunque possano interessare la professione;
c) nelle Federazioni con piu’ albi, esercitare le funzioni di cui alle lettere d), e) ed f) del comma 15, eccettuati i casi in cui le designazioni di cui alla suddetta lettera e) concernano uno o piu’ rappresentanti dell’intera Federazione.
17. In caso di piu’ albi nella stessa Federazione, con le modalita’ di cui al comma 6 ogni commissione di albo elegge e puo’ sfiduciare il presidente, il vice presidente e il segretario. Il presidente ha la rappresentanza dell’albo e convoca e presiede la commissione; puo’ inoltre convocare e presiedere l’assemblea dei presidenti di albo. Il vice presidente sostituisce il presidente in caso di necessita’ ed esercita le funzioni a lui delegate. Il segretario svolge le funzioni inerenti alla segreteria della commissione.
19. Contro i provvedimenti adottati ai sensi del comma 16, lettera b), e del comma 18 e’ ammesso ricorso alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie.
20. I Comitati centrali e le commissioni di albo sono sciolti quando non siano in grado di funzionare regolarmente o qualora si configurino gravi violazioni della normativa vigente. Lo scioglimento e’ disposto con decreto del Ministro della salute. Con lo stesso decreto e’ nominata una commissione straordinaria di cinque componenti, di cui non piu’ di due iscritti agli albi professionali della categoria; alla commissione competono tutte le attribuzioni del Comitato o della commissione disciolti. Entro tre mesi dallo scioglimento si deve procedere alle nuove elezioni. Il nuovo Comitato centrale eletto dura in carica quattro anni».
3. Gli Ordini e i rispettivi organi in essere alla data di entrata in vigore della presente legge restano in carica fino alla fine del proprio mandato con le competenze ad essi attribuite dalla legislazione vigente; il rinnovo avviene con le modalita’ previste dalle disposizioni di cui al presente articolo e dai regolamenti attuativi di cui al comma 5.
4. Gli organi delle Federazioni nazionali di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, restano in carica fino alla fine del proprio mandato; il loro rinnovo avviene con le modalita’ previste dalle disposizioni di cui al presente articolo e dai regolamenti attuativi di cui al comma 5.
5. All’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo si provvede entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, mediante uno o piu’ regolamenti adottati con decreto del Ministro della salute ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e previo parere delle Federazioni nazionali interessate, da esprimere entro trenta giorni dalla richiesta. Tali regolamenti disciplinano:
b) i criteri e le modalita’ per l’applicazione di atti sostitutivi o per lo scioglimento degli Ordini;
e) l’istituzione delle assemblee dei presidenti di albo con funzioni di indirizzo e coordinamento delle attivita’ istituzionali a questi affidate;
a) la costituzione e l’articolazione delle Federazioni regionali o interregionali, il loro funzionamento e le modalita’ della contribuzione strettamente necessaria all’assolvimento delle funzioni di rappresentanza esponenziale delle professioni presso gli enti e le istituzioni regionali di riferimento;
b) le attribuzioni di funzioni e le modalita’ di funzionamento degli organi;
c) le modalita’ di articolazione territoriale degli Ordini;
7. Fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti e degli statuti di cui rispettivamente ai commi 5 e 6 si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile 1950, n. 221, nonche’ i regolamenti di organizzazione delle Federazioni nazionali.
d) nel caso in cui il numero degli iscritti a un albo sia superiore a cinquantamila unita’, il rappresentante legale dell’albo puo’ richiedere al Ministero della salute l’istituzione di un nuovo Ordine che assuma la denominazione corrispondente alla professione sanitaria svolta; la costituzione del nuovo Ordine avviene secondo modalita’ e termini stabiliti con decreto del Ministro della salute emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
13. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della salute, oltre all’albo dei tecnici sanitari di radiologia medica e all’albo degli assistenti sanitari sono istituiti, presso gli Ordini di cui al comma 9, lettera c), gli albi delle professioni sanitarie tecniche, della
riabilitazione e della prevenzione, ai quali possono iscriversi i laureati abilitati all’esercizio di tali professioni, nonche’ i possessori di titoli equipollenti o equivalenti alla laurea abilitante, ai sensi dell’articolo 4 della legge 26 febbraio 1999, n. 42.
14. Fino alla piena funzionalita’ degli albi delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione sono garantite le attuali rappresentativita’ e operativita’ dei tecnici sanitari di radiologia medica in seno ai neocostituiti Ordini, e relativa Federazione nazionale, dei tecnici sanitari di radiologiamedica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.
Postato l’8 settembre 2019