Source: https://www.foroeuropeo.it/avvocati-professione-forense/il-codice-deontologico-forense/7024-art-18-doveri-nei-rapporti-con-gli-organi-di-informazione-2014?tmpl=component&print=1
Timestamp: 2019-07-15 21:57:14+00:00
Document Index: 42704400

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art. 18 - Doveri nei rapporti con gli organi di informazione (2014) - Foroeuropeo
Art. 18 - Doveri nei rapporti con gli organi di informazione - codice deontologico forense (2014)
Art. 18 - Doveri nei rapporti con gli organi di informazione
1. Nei rapporti con gli organi di informazione l'avvocato deve ispirarsi a criteri di equilibrio e misura, nel rispetto dei doveri di discrezione e riservatezza; con il consenso della parte assistita, e nell'esclusivo interesse di quest'ultima, può fornire agli organi di informazione notizie purché non coperte dal segreto di indagine.
2. L’avvocato è tenuto in ogni caso ad assicurare l’anonimato dei minori.
Vietato ingenerare confusione tra le "materie di attivita' prevalente" e le "specializzazioni professionali" - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2014, n. 39
Avvocati - C.N.F. (decisioni, sentenze, circolari c.n.f.) Osservatorio forense
Vietato ingenerare confusione tra le "materie di attivita' prevalente" e le "specializzazioni professionali" - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2014, n. 39 L'avvocato può indicare i settori di esercizio dell'attivita' professionale e, nell'ambito di questi, eventuali materie di attivita' prevalente, ma l'affermazione di una propria "specializzazione" presuppone l'ottenimento del relativo diploma conseguito presso un istituto universitario (Nel caso di specie, in un'intervista pubblicata da un quotidiano, l'incolpato aveva dichiarato "il mio studio e' specializzato in responsabilita' medica ed ospedaliera, famiglia, casa e contratti, infortunistica stradale, consulenza alle aziende, immigrazione, recupero credito e consulenza bancaria", senza tuttavia essere in possesso dei relativi diplomi universitari, ed invocando l'uso atecnico del termine "specializzato". In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura).Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 marzo 2014, n. 39...
L’accaparramento di clientela attraverso internet: l’offerta di prestazioni professionali ad un costo simbolico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 89
L’accaparramento di clientela attraverso internet: l’offerta di prestazioni professionali ad un costo simbolico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 89 Costituisce illecito disciplinare l’informazione, diffusa anche attraverso siti internet, fondata sull’offerta di prestazioni professionali gratuite ovvero a prezzi simbolici o comunque contenuti e bassamente commerciali, in quanto volta a suggestionare il cliente sul piano emozionale, con un messaggio di natura meramente commerciale ed esclusivamente caratterizzato da evidenti sottolineature del dato economico (Nel caso di specie, dopo aver elogiato -anche comparativamente- le qualità del proprio studio, l’avvocato offriva le proprie prestazioni professionali ad un “costo poco più che simbolico”. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’attività professionale per mesi due). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2013, n. 89...
Le informazioni sull’esercizio professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74
Le informazioni sull’esercizio professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74 Il codice deontologico, anche a seguito della entrata in vigore delle norme che prevedono la possibilità di dare informazioni sull’attività professionale, non consente una pubblicità indiscriminata ed elogiativa, intrinsecamente comparativa in quanto diretta a porre in evidenza caratteri di primazia in seno alla categoria, perché incompatibile con la dignità e il decoro della professione e, soprattutto, a tutela dell’affidamento della collettività (Nel caso di specie, in una pubblicazione a pagamento allegata ad un quotidiano nazionale, la “law firm” veniva rappresentata come una tra “i migliori studi professionali italiani”, con gli avvocati più prestigiosi della città, per qualità professionali, personali e sociali, nonché per notorietà e importanza della clientela individuata in un’importante banca nazionale). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74...
La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74
La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74 La pubblicità informativa, essendo consentita nei limiti fissati dal Codice Deontologico Forense, deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale (Nel caso di specie, l’articolo -spacciato per intervista, peraltro rilasciata dietro contribuzione alle spese di pubblicazione- era in realtà una pubblicità “occulta” in cui, anche attraverso diverse fotografie, semplicemente si elogiavano la struttura, le competenze e le attività dello studio professionale). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 74 ...
La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 72
La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 72 La pubblicità informativa, essendo consentita nei limiti fissati dal Codice Deontologico Forense, deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale (Nel caso di specie, l’articolo -spacciato per intervista, peraltro rilasciata dietro contribuzione alle spese di pubblicazione- era in realtà una pubblicità “occulta” in cui, anche attraverso diverse fotografie, semplicemente si elogiavano la struttura, le competenze e le attività dello studio professionale). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 maggio 2013, n. 72...
Pubblicità informativa: i limiti della dignità e del decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40
Pubblicità informativa: i limiti della dignità e del decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40 La pubblicità informativa deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40...
I limiti alla “pubblicità” professionale dopo il c.d. Decreto Bersani - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40
I limiti alla “pubblicità” professionale dopo il c.d. Decreto Bersani - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40 La c.d. legge Bersani non consente una pubblicità indiscriminata, ma la diffusione di specifiche informazioni sull’attività, al fine di orientare razionalmente le scelte di colui che ricerchi assistenza, nella libertà di fissazione di compenso e della modalità del suo calcolo. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40...
Intervista giornalistica e pubblicità deontologicamente vietata: rilevanza dell’elemento soggettivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40
Intervista giornalistica e pubblicità deontologicamente vietata: rilevanza dell’elemento soggettivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40 In ipotesi di rilascio di interviste agli organi di stampa da parte dell’avvocato, non può comportare violazione deontologica l’intervista apparsa su un quotidiano quando si esclude “l’intenzionalità” dell’incolpato di farsi pubblicità in violazione delle norme deontologiche. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 marzo 2013, n. 40...
La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 settembre 2012, n. 121
La pubblicità “occulta” dell’avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 settembre 2012, n. 121 La pubblicità informativa, essendo consentita nei limiti fissati dal Codice Deontologico Forense, deve essere svolta con modalità che non siano lesive della dignità e del decoro propri di ogni pubblica manifestazione dell’avvocato ed in particolare di quelle manifestazioni dirette alla clientela reale o potenziale (Nel caso di specie, l’articolo -spacciato per intervista- era in realtà una pubblicità “occulta” in cui, anche attraverso diverse fotografie, semplicemente si elogiavano la struttura, le competenze e le attività dello studio professionale). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 settembre 2012, n. 121...
Intervista giornalistica e pubblicità deontologicamente vietata: rilevanza dell’elemento soggettivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 settembre 2012, n. 121
Intervista giornalistica e pubblicità deontologicamente vietata: rilevanza dell’elemento soggettivo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 settembre 2012, n. 121 In ipotesi di rilascio di interviste agli organi di stampa da parte dell’avvocato, non può comportare violazione deontologica l’intervista apparsa su un quotidiano quando si esclude “l’intenzionalità” dell’incolpato di farsi pubblicità in violazione delle norme deontologiche. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 settembre 2012, n. 121...
Intervista ad un quotidiano e divieto di pubblicità deontologicamente rilevante - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 marzo 2012, n. 48
Intervista ad un quotidiano e divieto di pubblicità deontologicamente rilevante - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 marzo 2012, n. 48 Non comporta alcuna violazione deontologica l’intervista apparsa su un quotidiano quando si escluda “l’intenzionalità” dell’incolpato di farsi pubblicità in violazione delle norme deontologiche. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 marzo 2012, n. 48...
Rapporti con i colleghi – Dichiarazioni rilasciate ad un periodico – Espressioni denigratorie – Responsabilità disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 ottobre 2011, n. 158
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Rapporti con la stampa – Rapporti con i colleghi – Dichiarazioni rilasciate ad un periodico – Espressioni denigratorie – Responsabilità disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 ottobre 2011, n. 158 Viola gli artt. 5 comma II, 18 comma I, e 29 comma I, cod. deont., l’avvocato che, mediante pubbliche dichiarazioni rilasciate ad un periodico di stampa, prive di equilibrio e misura, attribuisca anche in modo denigratorio ad un Collega – e quindi alla classe forense – un comportamento censurabile, giudiziario e non, caratterizzato da avidità, non disgiunto da intenti sottilmente estorsivi e finalizzato a conseguire un guadagno non dovuto. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 ottobre 2011, n. 158...
Rapporti con la stampa – Divulgazione di notizia relative al mandato – Illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 settembre 2011, n. 150
Avvocato – Norme deontologiche – Dovere di riservatezza – Rapporti con la stampa – Divulgazione di notizia relative al mandato – Illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 settembre 2011, n. 150 In materia di corretto rapporto tra il professionista e gli organi di stampa, pone in essere un comportamento contrario agli obblighi imposti dalla normativa deontologica il professionista che intrattenga con la stampa una crescente rapporto, consentendo la divulgazione di notizie relative al mandato difensivo conferito dal clienteLa deontologia forense ha uno dei suoi pilastri fondamentali nella tutela della riservatezza del rapporto avvocato – cliente, che impone al primo il vincolo di tenere riservata la stessa esistenza del rapporto, con particolare riguardo alla trattazione/esternazione dell’oggetto del mandato difensivo. Il rispetto di tale vincolo da parte dell’avvocato costituisce condizione imprescindibile per la realizzazione del diritto costituzionale del cittadino a difendersi, tanto più quando, come nella specie, la vicenda resa nota alla stampa, già di per se particolarmente delicata, veda coinvolta una persona minore. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 settembre 2011, n. 150...
Utilizzo strumentale ed estraneo alle esigenze di difesa – Illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 dicembre 2010, n. 200
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la stampa – Utilizzo strumentale ed estraneo alle esigenze di difesa – Illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 dicembre 2010, n. 200 Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante, in violazione dell’art. 18 c.d.f., il professionista che, ancor prima di intraprendere l’azione giudiziaria nei confronti di un Collega, intrattenga crescenti rapporti con la stampa al fine di dare diffusione alla notizia dell’azione legale, così ponendosi in contrasto con le regole di pacatezza, sobrietà e continenza sancite dalla suddetta previsione deontologica, ed utilizzi le note divulgative al fine di pubblicizzare, mediante la strumentale spendita del nome della nota cliente, competenze ed organizzazione del proprio studio professionale, così eccedendo le stesse esigenze di tutela della parte assistita. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 dicembre 2010, n. 200...
Divieto di pubblicità – Violazione a mezzo stampa – Illecito deontologico – Sussistenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 maggio 2009, n. 26
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di pubblicità – Violazione a mezzo stampa – Illecito deontologico – Sussistenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 maggio 2009, n. 26 Viola il dovere di riservatezza propria della professione forense ex art. 9 C.D.F., nonché il divieto di sollecitare articoli di stampa o interviste su organi di informazione, spendendo il nome dei propri clienti ex art. 18 C.D.F., il professionista che, attraverso le pagine di un quotidiano locale divulghi il contenuto della propria corrispondenza, inviata per conto dei propri assistiti.Pone in essere un contegno contrario ai principi di correttezza e riservatezza nonché violativo del divieto di pubblicità propri della professione forense, l’avvocato professionista che in ordine alle modalità di svolgimento di un incarico professionale renda ad un giornalista dichiarazioni poi pubblicate dalla stampa al fine di pubblicizzare la propria attività professionale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 maggio 2009, n. 26...
Divieto di pubblicità – Intervista giornalistica – Illecito deontologico – Sussistenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2008, n. 61
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di pubblicità – Intervista giornalistica – Illecito deontologico – Sussistenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2008, n. 61 Viola gli artt. 17 e 18, co. II, del codice deontologico forense, il professionista che, nel rilasciare un’intervista ad un settimanale locale con riguardo alla nota vicenda della vendita dei bond argentini, ne asserisca le presunte irregolarità, ne indichi i necessari rimedi (consistenti nell’agire nei confronti di banche e intermediari finanziari per ottenere l’annullamento dei contratti e la restituzione del denaro) e suggerisca a tale scopo di rivolgersi ad un’associazione di consumatori (Adusbef) della quale essi stessi ne siano rappresentanti, dovendosi ravvisare in una siffatta condotta sia il perseguimento di fini pubblicitari, sia l’offerta di servizi professionali. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2008, n. 61...
Intervista – Violazione – Insussistenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2007, n. 275
Avvocato – Norme deontologiche – Dovere di probità – Intervista – Violazione – Insussistenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2007, n. 275 Non costituisce violazione dell’art. 5, secondo canone, c.d.f., il comportamento del professionista, già difensore di un noto latitante, che, nel contesto di un’intervista rilasciata ad un quotidiano nazionale, non fornendo notizie riservate note per ragioni professionali, proponga congetture non irragionevoli circa la scomparsa del criminale tuttavia smentite solo pochi giorni dopo, mantenendosi così entro i limiti imposti dalla deontologia forense. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2007, n. 275...
Divieto di pubblicità – Pubblicazione articolo a mezzo stampa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2006, n. 158
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di pubblicità – Pubblicazione articolo a mezzo stampa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2006, n. 158 In tema di offerta di prestazioni professionali mediante la pubblicazione di un articolo di stampa, mentre, in linea generale, deve ritenersi consentito fornire informazioni che offrano alla collettività la possibilità di conoscere l’esistenza di un professionista e la materia nella quale svolge con prevalenza la propria attività professionale, non è invece possibile dare notizia di particolari specializzazioni, non suffragate da titoli legittimamente conseguiti, né accedere ai mezzi di informazione a meri scopi pubblicitari finalizzati all’accaparramento di clientela. Va esclusa, pertanto, la violazione degli artt. 17 e 18 c.d.f., nel caso in cui l’articolo di stampa contenga un semplice e del tutto generico richiamo all’esperienza maturata dall’incolpato nelle materie del diritto civile e commerciale, senza, pertanto, l’indicazione di una particolare “specializzazione”, né tanto meno dell’offerta di prestazioni professionali. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2006, n. 158...
Rapporti con la stampa – Dovere di riservatezza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 dicembre 2006, n. 139
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la stampa – Dovere di riservatezza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 dicembre 2006, n. 139 Viola il dovere di riservatezza proprio della professione forense (art. 9 c.d.f.), nonché il divieto di sollecitare articoli di stampa o interviste su organi di informazione, spendendo il nome dei propri clienti (art.18 c.d.f.), il professionista che, attraverso le pagine di un quotidiano locale, divulghi il contenuto di una sua lettera inviata alla controparte per conto dei propri assistiti.Integra, altresì, violazione dei principi di correttezza e riservatezza, nonché del divieto di pubblicità, proprî della professione forense, il professionista che, in ordine al contenuto della predetta missiva, renda ad un giornalista dichiarazioni poi pubblicate su un quotidiano locale, al fine di pubblicizzare la propria attività professionale, utilizzando in tal modo, per la tutela degli interessi dei propri assistiti, strumenti diversi da quelli previsti dall’ordinamento, quali la divulgazione alla stampa di censure e critiche al comportamento della controparte. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 dicembre 2006, n. 139...
Divieto di Pubblicità – Intervista ad un quotidiano – Illecito deontologico – Ipotesi di insussistenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 dicembre 2000, n. 248
Avvocato – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di Pubblicità – Intervista ad un quotidiano – Illecito deontologico – Ipotesi di insussistenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 dicembre 2000, n. 248 Non comporta alcuna violazione deontologica l’intervista apparsa su un quotidiano quando si escluda “l’intenzionalità” dell’incolpato di farsi pubblicità in violazione delle norme deontologiche. (Nella specie l’incolpato è stato prosciolto da ogni addebito). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 dicembre 2000, n. 248...
Pubblicità ed accaparramento di clientela – Illecito deontologico – Sussiste - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 ottobre 1996, n. 144
Pubblicità ed accaparramento di clientela – Illecito deontologico – Sussiste - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 ottobre 1996, n. 144 L’avvocato che, a mezzo di interviste e comunicazioni rese agli organi di stampa enfatizzi sé, la sua professionalità e le proprie tecniche processuali e di difesa, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante perché tendente ad accaparramento di clientela. (Nella specie è stata ritenuta idonea la sanzione della censura in luogo della sospensione di tre mesi). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 ottobre 1996, n. 144...
Citazione del nome del cliente in una intervista anche a distanza di tempo dalla conclusione del rapporto – Violazione – Sussiste - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 marzo 1995, n. 24
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita – Dovere di riservatezza – Citazione del nome del cliente in una intervista anche a distanza di tempo dalla conclusione del rapporto – Violazione – Sussiste - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 marzo 1995, n. 24 Il diritto del cliente a non essere pubblicamente citato non viene meno per il fatto che le sue traversie siano state, al tempo dei fatti e dei processi, di pubblico dominio. Se è impossibile concepire un diritto alla riservatezza nel clamore comunicativo che esplode quando determinati fatti si verificano, o in occasione dei pubblici processi che li riguardano, è evidente che, passate tali evenienze, i protagonisti di esse recuperano una legittima attesa ad essere dimenticati. L’avvocato che, senza il consenso del cliente, ne cita il nome riferendo fatti che riguardano la sua vita privata e dei quali aveva avuto cognizione a causa e nell’esercizio del suo mandato professionale, viola i doveri di correttezza e di lealtà che devono informare il suo comportamento. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 marzo 1995, n. 24...
Intervista rilasciata ad un giornale con cui si evidenzia la propria capacità professionale – Illecito deontologico – Sussiste – Avvertimento - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 1994, n. 71
Divieto di pubblicità e dovere di riservatezza – Intervista rilasciata ad un giornale con cui si evidenzia la propria capacità professionale – Illecito deontologico – Sussiste – Avvertimento - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 1994, n. 71 Viola il divieto di pubblicità e il dovere di riservatezza l’Avvocato che, nel rilasciare un’intervista ad un mensile, abbia sottolineato la propria capacità ed esperienza professionale attraverso l’acquisizione di vari clienti (indicati nominativamente e con precisazione dell’attività svolta). (Nel caso di specie il Consiglio Nazionale Forense, tenuto conto dell’errore materiale in cui era incorso il C.d.O. per essersi espresso nel senso di «dover contenere nel minimo l’entità della sanzione da infliggere», ha applicato la sanzione dell’avvertimento in luogo della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 1994, n. 71...
Intervista non sollecitata – Mancanza di prova di fine pubblicitario – Illecito deontologico – Non sussiste - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 febbraio 1992, n. 32
Avvocato e procuratore – Norme deontologiche – Principi generali – Divieto di pubblicità – Intervista non sollecitata – Mancanza di prova di fine pubblicitario – Illecito deontologico – Non sussiste - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 febbraio 1992, n. 32 La condotta di due professioniste che, aderendo all’invito di un giornalista per un’intervista non sollecitata, danno notizia dell’apertura del proprio studio legale, fornendo materiale finalizzato prevalentemente all’attività divulgativa del giornale sul quale compare l’intervista, non mostra di per sé, in mancanza di prova di una volontà preordinata allo scopo, un fine di pubblicità, atteso che dette professioniste fanno riferimento unicamente a episodi « di colore », senza violare in alcun modo il segreto professionale, limitandosi a considerazioni dirette unicamente a rivendicare il ruolo femminile nella professione forense. Pertanto tale condotta non è suscettibile di sanzione disciplinare. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 febbraio 1992, n. 32...