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Timestamp: 2017-01-23 04:40:22+00:00
Document Index: 127747554

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art.\n51', 'art. 51', 'art. 51', 'art.\n51', 'art. 51', 'art. 19']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 46 del 28.05.2010
Consulenza giuridica - ART. 51, comma 4, lett. b), Tuir
- Prestiti concessi al personale dipendente
dell�'art. 51, comma 4, del
Con nota del  2010, codesta Fondazione ha
chiesto alla scrivente chiarimenti in merito all�'applicabilità dell�'art.
51, comma 4, lett. b), del D.P.R. n. 917 del 1986, nel caso di prestiti concessi
dal datore di lavoro ai propri dipendenti secondo le modalità di seguito
La Fondazione istante premette che le aziende che
intendono concedere prestiti agevolati ai propri dipendenti spesso non sono in
grado di offrire condizioni di finanziamento vantaggiose a causa dell�'elevata
variabilità che caratterizza gli attuali mercati finanziari.
Le aziende intenderebbero, quindi, lasciare ai propri
dipendenti la scelta dell�'istituto di credito di fiducia e contribuirebbero in
misura percentuale all�'abbattimento del tasso di interesse relativo al
finanziamento stipulato dagli stessi. A tal fine erogherebbero un contributo
direttamente sul conto corrente del dipendente dal quale la banca preleva le
La Fondazione istante, per circoscrivere in modo più
puntuale la fattispecie, ha allegato la documentazione attinente alla procedura
che le aziende porrebbero in essere per la concessione del contributo in conto
interessi sui mutui stipulati dai propri dipendenti.
In base a detta documentazione, la procedura seguita
per l�'erogazione del contributo aziendale risulterebbe così articolata:
1. il dipendente  in possesso dei
requisiti per la concessione del contributo aziendale  presenta la relativa
richiesta, allegando lo schema del contratto di mutuo predisposto dall�'istituto
di credito prescelto nonché il preventivo di mutuo recante i dati
necessari per la predisposizione del piano di rimborso;
2. l�'azienda comunica al dipendente l�'accoglimento
della richiesta e invia all�'istituto di credito mutuante l�'informativa
attinente all�'erogazione del contributo medesimo, impegnandosi, altresì, a
comunicare l�'eventuale revoca del beneficio;
3.successivamente alla stipula del
contratto di mutuo, il dipendente consegna all�'azienda il piano di
ammortamento definitivo - che, in ogni caso, non può essere difforme da quello
già autorizzato  nonché i riferimenti del conto corrente indicato nella
disposizione permanente di addebito del mutuo rilasciata all�'istituto di
credito mutuante;
4. l�'azienda provvede ad accreditare il
contributo tramite bonifico sul conto corrente su cui avviene la disposizione
permanente di addebito del mutuo, con data valuta di accredito del contributo
coincidente con quella di addebito della rata del mutuo da parte della banca,
secondo il piano di ammortamento;
5. entro il 31 gennaio, ovvero alla data di
cessazione dal servizio, il dipendente fornisce all�'azienda la certificazione
bancaria dell�'avvenuto pagamento delle rate di mutuo in scadenza nell�'anno
La Fondazione ritiene che il beneficio economico di
cui verrà a godere il dipendente in termini di minore importo degli interessi
da corrispondere all�'istituto di credito possa fruire della tassazione
agevolata di cui all�'art. 51, comma 4, lett. b), del Tuir.
Al riguardo, si fa presente che, ai fini della
determinazione del reddito di lavoro dipendente, quest�'ultima disposizione
stabilisce che in caso di concessione di prestiti (da parte del datore di
lavoro ai propri dipendenti) si assume il 50 per cento della differenza tra l�'importo
degli interessi calcolati al tasso ufficiale di sconto vigente al termine di
ciascun anno e l�'importo degli interessi calcolato al tasso applicato sugli
stessi [].
Secondo quanto chiarito con la circolare 23 dicembre
1997, n. 326, par. 2.3.2.2., l�'ambito applicativo della disposizione
comprende, oltre al finanziamento concesso direttamente dal datore di lavoro, le
forme di finanziamento concesse da terzi con i quali il datore stesso abbia
stipulato accordi o convenzioni, anche in assenza di oneri specifici a proprio
Di regola, la concessione del prestito agevolato da
parte di terzi prevede la stipula di un�'apposita convenzione con un istituto
di credito in base alla quale il datore di lavoro si accolla una quota degli
interessi relativi al prestito erogato al dipendente, provvedendo a
corrispondere direttamente alla banca il relativo ammontare.
Conseguentemente, l�'importo corrispondente alla quota
degli interessi di cui si è fatto carico il datore di lavoro non entra nella
disponibilità del dipendente e la banca addebita a quest�'ultimo la rata del
prestito al netto del suddetto ammontare.
Nella fattispecie rappresentata dalla Fondazione
istante, il datore di lavoro eroga direttamente sul conto corrente che il
dipendente mutuatario ha dedicato al pagamento del mutuo il contributo aziendale
a copertura di una quota degli interessi maturati.
Presso il medesimo conto corrente l�'istituto di
credito mutuante preleva le singole rate del finanziamento.
Detto contributo  secondo quanto rappresentato dalla
Fondazione istante  è accreditato sulla base delle scadenze e dei giorni di
valuta previsti nel piano di ammortamento del mutuo.
La certificazione attestante la regolarità dei
pagamenti delle rate del finanziamento, rilasciata periodicamente dall�'istituto
di credito e presentata dal dipendente all�'azienda entro il 31 gennaio,
conferma che le somme accreditate sono state utilizzate per sostenere gli oneri
finanziari attinenti al mutuo.
Le modalità di accreditamento illustrate portano a
ritenere che il vantaggio economico concesso al dipendente  in termini di
minore importo della rata da corrispondere alla banca  possa concorrere alla
formazione del reddito di lavoro dipendente secondo il criterio di
valorizzazione previsto dall�'art. 51, comma 4, lett. b), del Tuir, in quanto
le stesse realizzano un collegamento immediato e univoco tra l�'erogazione
aziendale e il pagamento degli interessi tale per cui l�'importo corrisposto
dal datore di lavoro non entra, di fatto, nella disponibilità del dipendente.
Inoltre, per quanto attiene ai rapporti tra l�'azienda
e l�'istituto di credito mutuante, l�'invio all�'istituto medesimo dell�'informativa
attinente alla concessione del contributo aziendale ovvero alla eventuale revoca
dello stesso, fa sì che l�'azienda non resti estranea all�'operazione di
finanziamento che i dipendenti hanno posto in essere con l�'istituto di credito
che ha offerto loro le condizioni più vantaggiose.
Detta informativa può, pertanto, tener luogo della
convenzione ovvero dell�'accordo con la banca, rilevante secondo i chiarimenti
resi con la circolare 23 dicembre 1997, n. 326, ai fini della applicazione dell�'art.
51, comma 4, lett. b), del Tuir.
Ricorrendo le condizioni suddette, l�'importo del
contributo erogato dall�'azienda che concorrere alla formazione del reddito
imponibile può essere determinato in base al criterio previsto dall�'art. 51,
comma 4, lett. b), del Tuir, tenendo conto degli oneri finanziari che restano
effettivamente a carico del dipendente mutuatario.
Pertanto, concorrerà alla formazione del reddito di
lavoro dipendente il 50 per cento dell�'ammontare risultante dalla differenza
tra gli interessi calcolati al tasso ufficiale di sconto vigente al 31 dicembre
di ciascun anno e gli interessi al tasso praticato dalla banca mutuante,
calcolati al netto del contributo erogato dall�'azienda.
Resta inteso che l�'azienda dovrà indicare nelle
annotazioni al Mod. 770 (cod. AH), insieme al valore di eventuali compensi in
natura concessi ai propri dipendenti, anche l�'ammontare del contributo
aziendale erogato in relazione ai mutui stipulati dai dipendenti medesimi.
Inoltre, in caso di mutuo ipotecario stipulato per l�'acquisto,
la costruzione ovvero la ristrutturazione dell�'abitazione principale, il
dipendente mutuatario può fruire della detrazione del 19 per cento degli
interessi passivi, ai sensi dell�'art. 19, comma 1, lett. b), del Tuir,
limitatamente alla quota degli interessi effettivamente rimasta a suo carico,
vale a dire al netto del contributo aziendale.