Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-7328-del-22-03-2017
Timestamp: 2020-08-13 06:45:00+00:00
Document Index: 62903651

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 39', 'art. 10']

Sentenza Cassazione Civile n. 7328 del 22/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7328 del 22/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 22/03/2017, (ud. 02/02/2017, dep.22/03/2017), n. 7328
sul ricorso 6123-2016 proposto da:
(OMISSIS) S.R.L. IN FALLIMENTO, in persona del legale rappresentante
pro tempore il curatore fallimentare pro tempore, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA UDINE 5, presso lo studio dell’avvocato
ANDREA ROSSINI che lo rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 7881/492015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
Con sentenza in data 27 febbraio 2015 la Commissione tributaria regionale della Campania respingeva l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate, ufficio locale, avverso la sentenza n. 876/44/13 della Commissione tributaria provinciale di Napoli che aveva accolto il ricorso della (OMISSIS) srl contro l’avviso di accertamento IRES ed altro 2007. La CTR osservava in particolare che trattandosi di atto impositivo almeno in parte basato sullo scostamento dallo studio di settore, lo stesso doveva ritenersi nullo in quanto non preceduto dal contraddittorio endoprocedimentale con la società contribuente.
Resiste con controricorso la Curatela fallimentare della (OMISSIS) srl.
Con l’unico mezzo dedotto – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3- l’Agenzia fiscale ricorrente lamenta violazione/falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2, poichè la CTR ha affermato che nel caso di specie il contraddittorio doveva considerarsi obbligatorio e, quale conseguenza della sua – pacifica -omissione, che pertanto doveva affermarsi l’invalidità dell’avviso di accertamento impugnato. In particolare la ricorrente contrasta tale statuizione sulla base della considerazione che l’atto impositivo de quo non era stato emesso sulla base dello scostamento dallo studio di settore, bensì trattandosi di un accertamento c.d. “analitico-induttivo” e che dunque non implicava l’obbligo del contraddittorio preventivo. La censura è infondata.
Va premesso che, con accertamento di merito che non può essere sindacato in questa sede, la CTR campana ha rilevato che l’avviso di accertamento in oggetto si basi anche sullo scostamento dallo studio di settore, in buona sostanza quindi affermandone la natura “mista”.
Ciò posto e quindi considerato che quello in oggetto è un accertamento reddituale che almeno in parte si basa sulla difformità del “dichiarato” dalle risultanze dello studio di settore, ne risulta corretta la conseguenza giuridica tratta dal giudice di appello ossia l’obbligatorietà del contraddittorio preventivo, come sancito dalla L. n. 146 del 1998, art. 10, comma 3 bis, e peraltro pacifico nella giurisprudenza di legittimità (tra le molte, v. da ultimo Sez. 5, Sentenza n. 14288 del 13/07/2016) ed in ultima analisi quindi quella della invalidità dell’atto medesimo perchè tale adempimento procedurale è stato pacificamente omesso.