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Timestamp: 2019-08-23 11:58:49+00:00
Document Index: 116961656

Matched Legal Cases: ['art_1027', 'art_1168', 'art_1168', 'art_2043', 'art_1226', 'art_1223', 'art_1102', 'sentenza ', 'art_1168', 'art_703', 'art_1140', 'art_1141', 'art_1168', 'art. 705', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 705', 'sentenza ', 'art. 1170', 'art. 615', 'art. 404', 'art. 615', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 407', 'art. 669', 'art. 1168', 'art. 1591', 'art. 295', 'art. 295', 'art. 615', 'art. 404', 'art. 615', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 407', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2058', 'art. 2058', 'art. 691', 'art. 691', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1145', 'art. 404', 'art. 404', 'art. 404', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2055', 'sentenza ', 'art. 2055', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 823', 'art. 1168', 'art. 823', 'art. 34', 'sentenza ', 'art. 669', 'art. 703', 'sentenza ', 'art. 669', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 37', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 1169', 'art. 111', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 669', 'sentenza ', 'art. 669', 'art. 703', 'art. 669', 'art. 669', 'art. 669', 'art. 1168', 'art. 1168', 'art. 814']

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1168. Azione di reintegrazione
Codice Civile Libro Terzo: DELLA PROPRIETA' Titolo VIII: DEL POSSESSO Capo III: DELLE AZIONI A DIFESA DEL POSSESSO Art.1168. Azione di reintegrazione.
1. Chi è stato violentemente od occultamente spogliato del possesso può, entro l'anno dal sofferto spoglio, chiedere contro l'autore di esso la reintegrazione del possesso medesimo.
2. L'azione è concessa altresì a chi ha la detenzione della cosa, tranne il caso che l'abbia per ragioni di servizio o di ospitalità.
3. Se lo spoglio è clandestino, il termine per chiedere la reintegrazione decorre dal giorno della scoperta dello spoglio.
4. La reintegrazione deve ordinarsi dal giudice sulla semplice notorietà del fatto, senza dilazione.
Atto di spoglio - Oggetto - Cose - Diritti - Differenze - Oggetto della tutela - Servitù - Opera necessaria all'esercizio - Opposizione al suo ripristino - Configurabilità dello spoglio L'elemento oggettivo dello spoglio, che consiste nella privazione del possesso, si atteggia diversamente a seconda che questo abbia a oggetto una cosa o un diritto, sostanziandosi, nel primo caso, in un'azione che toglie al possessore il potere di fatto sulla cosa e, nel secondo caso, in un comportamento che impedisce al possessore l'esercizio del diritto e che può estrinsecarsi sia in un atto positivo, rivolto a porre in essere un ostacolo materiale all'esercizio dell'altrui diritto, sia in un contegno negativo, con il quale lo "spoliator" si opponga all'eliminazione di un ostacolo non creato da lui, contro l'espressa volontà del possessore di riportare la situazione di fatto allo "status quo ante". Da tanto consegue che se un'opera (cosa o manufatto) necessaria all'esercizio di una servitù venga asportata, distrutta o resa inservibile per una qualsiasi causa non imputabile al possessore del fondo servente, questi commette spoglio della servitù qualora si opponga arbitrariamente al ripristino dell'opera che il possessore del fondo dominante chieda di eseguire a sua cura e spesa. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione del giudice d'appello che aveva escluso la sussistenza dell'illecito possessorio nella condotta consistita nell'avere diffidato il possessore del fondo dominante dal ripristinare la strada sulla quale aveva esercitato la servitù di passaggio, in quanto deterioratasi per cause naturali). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 11369 del 29/04/2019 (Rv. 653713 - 02) Cod_Civ_art_1027, Cod_Civ_art_1168...
Possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio - risarcimento del danno - Danno derivante dalla privazione del possesso di un immobile in modo violento o clandestino - Automatica liquidazione in via equitativa - Ammissibilità - Esclusione - Condizioni - Fondamento - Fattispecie. Non può essere accolta la domanda di risarcimento del danno derivante dalla privazione del possesso di un immobile (nella specie, tre posti auto all'interno di un cortile condominiale) in modo violento o clandestino (che si configura come fatto illecito) nel caso in cui la parte non abbia fornito la prova dell'esistenza e dell'entità materiale del pregiudizio e la domanda non sia limitata alla richiesta della sola pronuncia sull'"an debeatur", non essendo allora ammissibile il ricorso al potere officioso di liquidazione equitativa del danno. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7871 del 20/03/2019 Cod_Civ_art_1168, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1102...
Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - fasi del giudizio - Provvedimento del giudice di primo grado di accoglimento dell'istanza di tutela del possesso con omissione della remissione delle parti alla fase di merito - Reclamabilità - Esclusione - Appellabilità - Sussistenza - Esame nel merito da parte del tribunale del reclamo erroneamente proposto - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Poteri della Corte di cassazione. Nel procedimento possessorio, qualora il giudice abbia accolto l'istanza a tutela del possesso senza rimettere le parti dinanzi a sé per la trattazione della causa di merito, il provvedimento non è reclamabile, ma ha natura di sentenza impugnabile con l'appello. Tuttavia, ove il tribunale, invece di dichiarare inammissibile il reclamo proposto, lo esamini nel merito, tale provvedimento, avente natura di sentenza, è ricorribile per cassazione; in questa ipotesi, se il provvedimento gravato è firmato dal presidente e dal giudice incaricato di redigere la motivazione e sussistono le condizioni per la conversione del reclamo in appello, la Corte decide il ricorso mentre, in caso contrario, deve dichiarare inammissibile il reclamo e cassare senza rinvio la decisione impugnata. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6030 del 28/02/2019 Cod_Civ_art_1168, Cod_Proc_Civ_art_703 procedimento possessorio...
Compossesso - Comunione ereditaria in fase di scioglimento - Compossesso degli eredi - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. . 4844 del 19/02/2019
Possesso – compossesso - Comunione ereditaria in fase di scioglimento - Compossesso degli eredi - Atto di un singolo erede avente natura di lesione del compossesso e tale da legittimare l'esperimento della tutela possessoria - Natura - Contenuto. In una situazione di compossesso - come quella esistente tra i componenti di una comunione ereditaria in pendenza del giudizio di divisione - è ravvisabile una lesione possessoria quando uno dei condividenti abbia alterato e violato, senza il consenso e in pregiudizio degli altri partecipanti, lo stato di fatto o la destinazione del bene oggetto del comune possesso, in modo da impedire o restringere il godimento spettante a ciascun compossessore sul bene medesimo mediante atti integranti un comportamento durevole, tale da evidenziare un possesso esclusivo "animo domini" su tutta la cosa, incompatibile con il permanere del possesso altrui. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. . 4844 del 19/02/2019 Cod_Civ_art_1140, Cod_Civ_art_1141, Cod_Civ_art_1168 Compossesso degli eredi...
Azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - legittimazione – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2991 del 31/01/2019
Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - legittimazione – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2991 del 31/01/2019 Legittimità del possesso - Irrilevanza - Autorizzazione, rilasciata dalla competente P.A., ad accedere da fondo privato a strada pubblica - Necessità - Esclusione - Conseguenze. In tema di tutela possessoria, non assumono rilevanza la legittimità dell'esercizio del vantato possesso e la sua rispondenza ad un valido titolo, quanto piuttosto la mera situazione di fatto esistente al momento dello spoglio o della turbativa, sicché, ove si controverta in ordine ad una servitù di passaggio su fondo privato per l'accesso alla strada pubblica, rimane estranea al giudizio la presenza o meno di un titolo autorizzativo, rilasciato dalla competente autorità amministrativa stradale, a compiere gli atti che esteriorizzano il possesso di tale servitù. Ne consegue che, anche in mancanza di detto titolo, la domanda possessoria tra privati è ammissibile e, quindi, valutabile nel merito, pure ai fini dell'eventuale condanna al risarcimento dei danni eventualmente prodotti dall'avversa condotta illecita. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2991 del 31/01/2019 ...
Azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni)
Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - prova del possesso produzione del titolo dello "ius possidendi" - sufficienza - esclusione - rilevanza "ad colorandum" - configurabilità. In tema di azione di reintegrazione nel possesso, la produzione del titolo da cui il deducente trae lo "ius possidendi" può solo integrare la prova del possesso, al fine di meglio determinare e chiarire i connotati del suo esercizio, ma non può sostituire la prova richiesta nel relativo giudizio, avendo il ricorrente l'onere di dimostrare di avere effettivamente esercitato, con carattere di attualità, la signoria di fatto sul bene che si assume sovvertita dall'altrui comportamento violento od occulto. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2032 del 24/01/2019 ...
Possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio - legittimazione - passiva - autori materiali e morali - autore morale - nozione. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24967 del 10/10/2018 >>> Devono considerarsi autori morali dello spoglio e, quindi, legittimati passivi alla domanda di reintegra unitamente all'autore materiale, il mandante e colui che "ex post", pur senza autorizzarlo, abbia utilizzato consapevolmente a proprio vantaggio il risultato dello spoglio, sostituendo il suo possesso a quello dello spogliato. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24967 del 10/10/2018...
Interruzione del possesso "ad usucapionem"
Possesso - effetti - usucapione - interruzione e sospensione - in genere - interruzione del possesso "ad usucapionem" - azione di reintegra - idoneità - esito - irrilevanza - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23850 del 02/10/2018 >>> L'azione di reintegrazione è idonea ad interrompere il possesso "ad usucapionem", non rilevando l'esito dell'azione medesima, ma la volontà di riacquistare il possesso mediante un atto idoneo ad instaurare il giudizio. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23850 del 02/10/2018...
Illegittimità costituzionale dell'art. 705 c.p.c. nei limiti di cui alla sentenza n. 25 del 1992 della Corte Costituzionale - Effetti - Convenuto in giudizio possessorio - Irreparabilità del danno a lui derivante dall'esecuzione della decisione della controversia possessoria - Opponibilità da parte del convenuto delle sue ragioni petitorie - Ammissibilità - Condizioni - Fattispecie. Per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 25 del 3 febbraio 1992, che ha dichiarato l'illegittimità, per contrasto con gli artt. 3 e 24 Cost., dell'art. 705 c.p.c., nella parte in cui subordina la proposizione del giudizio petitorio alla definizione della controversia possessoria ed alla esecuzione della relativa decisione anche quando da tale esecuzione possa derivare al convenuto pregiudizio irreparabile, il convenuto in giudizio possessorio può opporre le sue ragioni petitorie quando dalla esecuzione della decisione sulla domanda possessoria potrebbe derivargli un danno irreparabile, purché l'eccezione sia finalizzata solo al rigetto della domanda possessoria (e non anche ad una pronuncia sul diritto con efficacia di giudicato) e non implichi, quindi, una deroga delle ordinarie regole sulla competenza. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza del giudice di merito che aveva dichiarato l'improponibilità dell'eccezione petitoria, sollevata dal resistente, senza indagare sulla irreparabilità del pregiudizio che gli sarebbe derivato dall'esecuzione dell'ordine di demolizione del muro in cemento armato da lui realizzato in violazione del possesso della servitù di veduta vantato dai ricorrenti). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 16000 del 18/06/2018 ...
Servitù di passaggio - Molestia del possesso - Caratteristiche - Fattispecie. In materia di tutela possessoria delle servitù di passaggio, diretta al ripristino dello stato di fatto mutato contro la volontà del possessore del fondo dominante, è irrilevante accertare se la servitù sia ancora esercitabile con diverse modalità, dovendosi solo verificare se vi sia stata una modifica dello stato dei luoghi tale da produrre un'apprezzabile riduzione delle possibilità di utilizzo della detta servitù, caratterizzanti il possesso precedente. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione impugnata che, relativamente ad un fondo intercluso da un passaggio a livello, aveva ritenuto illegittima, siccome fortemente limitativa dell'attraversamento dello stesso, la soppressione del relativo servizio di guardiania, con sua sostituzione mediante un pulsante a chiamata). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 15517 del 22/06/2017 ...
Possesso - "animus spoliandi" - consenso dello spogliato - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14797 del 14/06/2017
Azione di reintegrazione - Consenso del possessore allo spoglio - Conseguenze. In tema di spoglio, l’accertamento del giudice deve riguardare sia l’elemento oggettivo della privazione totale o parziale del possesso, violenta o clandestina, che l’elemento soggettivo, ossia l’“animus spoliandi”, che non consiste nella sola coscienza e volontà dell’agente di compiere il fatto materiale della privazione del possesso, bensì nella consapevole volontà di sostituirsi al detentore, contro la volontà di questo (ovvero nella sua inconsapevolezza o impossibilità di venire a conoscenza dell'azione espoliatrice), nella detenzione totale o parziale e nel godimento del bene, con la conseguenza che il consenso, espresso o tacito, del possessore allo spoglio, costituisce causa escludente dell’“animus spoliandi”. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14797 del 14/06/2017 ...
Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - in genere (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21301 del 20/10/2016
Azione possessoria proposta oltre il termine annuale, relativamente a lesione del possesso già oggetto di azione nunciatoria - Decadenza - Esclusione - Condizioni - Fattispecie successiva alla l. n. 353 del 1990. In considerazione della struttura unica, ancorché bifasica, dei procedimenti nunciatori, le domande possessorie di merito proposte oltre il termine annuale fissato ex artt. 1168 e 1170 c.c. non sono soggette alla decadenza prevista da tali norme, alla duplice condizione che l'interessato, che abbia agito ai sensi degli artt. 1171 o 1172 c.c., abbia tempestivamente chiesto, in quella sede, l'adozione di provvedimenti provvisori e le successive domande possessorie concernano la medesima lesione del possesso trattata con la denuncia di nuova opera o con quella di danno temuto; tanto, ancorché il giudice, nel definire il solo procedimento nunciatorio, manchi di rinviare la causa per il merito possessorio e quest'ultimo costituisca oggetto di un procedimento successivamente introdotto ad iniziativa di chi lamenti lo spoglio o la turbativa del possesso. (Fattispecie successiva alla l.n. 353 del 1990). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21301 del 20/10/2016 ...
Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - in genere (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19586 del 30/09/2016
Spoglio e molestia - Criterio discretivo - Qualificazione della vicenda concreta - Valutazione discrezionale del giudice di merito - Incensurabilità in cassazione - Fattispecie. In tema di azioni possessorie, la distinzione tra spoglio e molestia riguarda la natura dell'aggressione all'altrui possesso, nel senso che il primo incide direttamente sulla cosa che ne costituisce l'oggetto, sottraendola in tutto o in parte alla disponibilità del possessore, mentre la seconda si rivolge contro l'attività di godimento di quest'ultimo, disturbandone il pacifico esercizio, ovvero rendendolo disagevole e scomodo, altresì costituendo la qualificazione della fattispecie concreta un apprezzamento discrezionale del giudice di merito, da effettuarsi in base alle prove acquisite nel processo e sottratto al sindacato di legittimità ove scevro da vizi logici e di diritto. (Nella specie, la S.C. ha condiviso la qualificazione dell'azione, ricondotta all'art. 1170 c.c., contenuta nella decisione impugnata, ritenendo che l'apposizione, lungo una strada, di una catena manualmente amovibile, sorretta da paletti in ferro fissi, non avesse inciso sulla possibilità di passaggio pedonale e veicolare ivi esercitato dal ricorrente, ma, esclusivamente, sulla sua modalità di fruizione, resa meno agevole e comoda). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19586 del 30/09/2016 ...
Possesso - azioni a difesa del possesso - manutenzione - rapporto con l'azione di spoglio – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19586 del 30/09/2016
Azione di manutenzione - Ricomprensione in quella di spoglio - Configurabilità - Fondamento - Ultrapetizione - Esclusione - Criteri. Non viola il principio della corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato il giudice che, nell'esercizio del potere di interpretazione della domanda, senza mutare gli elementi obiettivi fissati dall'attore, dispone la cessazione della turbativa anziché la reintegrazione nel possesso, atteso che la mera turbativa costituisce un "minus" rispetto allo spoglio e nella domanda di reintegrazione nel possesso è ricompresa o implicita quella di manutenzione dello stesso. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19586 del 30/09/2016 ...
Litisconsorte necessario pretermesso - Esecuzione - Riduzione in pristino - Opposizione ex art. 615 cod. proc. civ. - Esclusione - Opposizione di terzo ordinaria - Necessità - Qualità di detentore materiale del bene - Ininfluenza. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015 Il terzo legittimato all'opposizione ordinaria ai sensi dell'art. 404, primo comma, cod. proc. civ., ancorché litisconsorte necessario pretermesso (così come il titolare di diritto autonomo e incompatibile, il falsamente rappresentato, il titolare di "status" incompatibile con quello accertato "inter alios"), non può, al fine di incidere sull'efficacia del titolo, proporre opposizione ai sensi dell'art. 615, primo e secondo comma, cod. proc. civ., avverso l'esecuzione promossa sulla base del titolo giudiziale costituito dalla sentenza pronunciata pur nella sua pretermissione, neppure se la procedura esecutiva, in forma specifica e formalmente diretta contro la parte della sentenza opponibile, lo coinvolga quale detentore materiale del bene, ma può far valere la sua situazione per bloccare l'esecuzione (o l'esecutività del titolo) esclusivamente con l'opposizione ordinaria, nel cui ambito ottenere, ai sensi dell'art. 407 cod. proc. civ., la sospensione dell'esecutività della sentenza. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015 ...
Azione possessoria tra privati su fondo oggetto di un giudizio di allodialità - Giurisdizione ordinaria - Sussistenza - Fondamento. L'azione possessoria tra privati relativa a fondo oggetto di un giudizio di allodialità rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, poiché prescinde dall'accertamento della "qualitas soli" devoluto al commissario per gli usi civici. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 10813 del 25/05/2016 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio - atto di spoglio - "animus spoliandi" - prova – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3955 del 18/02/2008
Dolo o colpa - Onere probatorio incombente sull'attore - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3955 del 18/02/2008 Lo spoglio costituisce atto illecito che lede il diritto del possessore alla conservazione della disponibilità della cosa e obbliga chi lo commette al risarcimento del danno, sicché la relativa condotta materiale deve essere sorretta da dolo o colpa, la cui prova incombe, secondo i principi generali in tema di ripartizione dell'onere probatorio, su chi propone la domanda di reintegrazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3955 del 18/02/2008 ...
possesso - compossesso – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25646 del 23/10/2008
Comunione ereditaria in fase di scioglimento - Compossesso degli eredi - Atto di un singolo erede avente natura di lesione del compossesso e tale da legittimare l'esperimento della tutela possessoria - Natura - Contenuto. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25646 del 23/10/2008 In una situazione di compossesso - come quella esistente tra i componenti di una comunione ereditaria in pendenza del giudizio di divisione - è ravvisabile una lesione possessoria solo quando uno dei condividenti abbia alterato e violato, senza il consenso e in pregiudizio degli altri partecipanti, lo stato di fatto o la destinazione della cosa oggetto del comune possesso, in modo da impedire o restringere il godimento spettante a ciascun compossessore sulla cosa medesima mediante atti integranti un comportamento durevole, tale da evidenziare un possesso esclusivo "animo domini" su tutta la cosa, incompatibile con il permanere del possesso altrui. (Nella fattispecie è stata esclusa l'esistenza di una lesione possessoria nella condotta del condividente che aveva concesso in locazione un bene della comunione ereditaria per un canone ritenuto irrisorio). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25646 del 23/10/2008 ...
condominio negli edifici - parti comuni dell'edificio - sottosuolo (cantine, sotterranei) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6154 del 30/03/2016
Spazio sottostante il suolo in cui sorge l'edificio - presunzione di comunione - possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio Lo spazio sottostante il suolo di un edificio condominiale, in mancanza di un titolo che ne attribuisca la proprietà esclusiva ad uno dei condomini, va considerato di proprietà comune, per il combinato disposto degli artt. 840 e 1117 c.c., sicché, ove il singolo condomino proceda, senza il consenso degli altri partecipanti, a scavi in profondità del sottosuolo, così attraendolo nell'orbita della sua disponibilità esclusiva, si configura uno spoglio denunciabile dall'amministratore con l'azione di reintegrazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6154 del 30/03/2016 ...
Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici - parti comuni dell'edificio - sottosuolo (cantine, sotterranei) – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 6154 del 30/03/2016
Spazio sottostante il suolo in cui sorge l'edificio - Presunzione di comunione - Conseguenze. Lo spazio sottostante il suolo di un edificio condominiale, in mancanza di un titolo che ne attribuisca la proprietà esclusiva ad uno dei condomini, va considerato di proprietà comune, per il combinato disposto degli artt. 840 e 1117 c.c., sicché, ove il singolo condomino proceda, senza il consenso degli altri partecipanti, a scavi in profondità del sottosuolo, così attraendolo nell'orbita della sua disponibilità esclusiva, si configura uno spoglio denunciabile dall'amministratore con l'azione di reintegrazione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 6154 del 30/03/2016...
Possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio - legittimazione - attiva - detentore – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 19114 del 25/09/2015
Legittimazione del conduttore contro il locatore - Estensione della cosa locata - Onere probatorio. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 19114 del 25/09/2015 Il conduttore di un immobile che esercita l'azione di spoglio nei confronti del locatore deve provare l'estensione della cosa locata, se oggetto di contestazione, poiché la detenzione qualificata dipende dal rapporto obbligatorio che ne concreta e delimita il fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 19114 del 25/09/2015 ...
Provvedimento di rigetto del reclamo avverso diniego di reintegrazione nel possesso - Esecuzione intrapresa per la liquidazione delle spese del giudizio - Idoneità del solo provvedimento "de quo" a fungere da titolo esecutivo - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20593 del 14/10/2015 Il provvedimento emesso ai sensi dell'art. 669 terdecies c.p.c., confermativo dell'ordinanza con la quale il giudice di prime cure abbia rigettato la richiesta di reintegra nel possesso, costituisce titolo esecutivo per il pagamento delle spese di giudizio, sostituendo integralmente, in conseguenza dell'effetto devolutivo, l'ordinanza reclamata, sicché se l'esecuzione non ha avuto inizio in base al primo titolo esecutivo, va notificato il solo provvedimento emesso sul reclamo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20593 del 14/10/2015 ...
Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici - parti comuni dell'edificio - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17072 del 24/08/2015
Modificazione unilaterale di una parte comune da parte del singolo condomino - Tutela possessoria - Esperibilità - Condizioni - Fattispecie in tema di apposizione di canna fumaria sulla facciata condominiale. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17072 del 24/08/2015 È esperibile la tutela possessoria ove il singolo condomino abbia alterato o violato, senza il consenso degli altri condomini, lo stato di fatto e la destinazione di una parte comune dell'edificio, sì da impedire o restringere il godimento spettante agli altri compossessori "pro indiviso". (Nella specie era stata eretta, sulla facciata del palazzo, una canna fumaria di dimensioni non trascurabili che, priva di qualsiasi collegamento dal punto di vista architettonico o funzionale con la parete esterna dell'edificio, costituiva un elemento di grave degrado e alterava notevolmente l'estetica del fabbricato). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17072 del 24/08/2015 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio - legittimazione - attiva - detentore - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18486 del 01/09/2014
Legittimazione del conduttore - Protrazione della detenzione qualificata dopo la cessazione del contratto di locazione - Sussistenza - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18486 del 01/09/2014 Il conduttore che mantenga la disponibilità dell'immobile dopo la cessazione di efficacia del contratto di locazione è legittimato a ricorrere alla tutela possessoria ex art. 1168, secondo comma, cod. civ., in quanto detentore qualificato, ancorché inadempiente all'obbligo di restituzione agli effetti dell'art. 1591 cod. civ. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18486 del 01/09/2014 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio - legittimazione - attiva - detentore - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 3627 del 17/02/2014
Azione di reintegrazione proposta da detentore autonomo - Onere della prova dell'esistenza del titolo di detenzione - Sussistenza - Accertamento della validità ed efficacia del titolo - Necessità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 3627 del 17/02/2014 Il detentore autonomo, che proponga azione di reintegrazione del possesso, deve provare di aver esercitato in nome altrui il potere di fatto sulla cosa, dimostrando l'esistenza del titolo posto a base dell'allegata detenzione, senza che il giudice debba accertare la validità e l'efficacia di siffatto titolo, atteso che in materia possessoria non rileva mai la valutazione degli effetti negoziali di un atto. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 3627 del 17/02/2014 ...
sospensione del processo - in genere – Corte di CassazioneSez. 6 - 2, Ordinanza n. 5808 del 23/03/2015
Controversia possessoria proposta dall'erede legittimo nei confronti dell'erede testamentario per la restituzione di beni ereditari - Pregiudizialità ex art. 295 cod. proc. civ. della controversia relativa alla falsità del testamento - Esclusione - Fondamento. Corte di CassazioneSez. 6 - 2, Ordinanza n. 5808 del 23/03/2015 In tema di sospensione del processo, non è ravvisabile alcun vincolo di pregiudizialità, agli effetti dell'art. 295 cod. proc. civ., tra la causa possessoria promossa da colui che, in qualità di erede legittimo, sia subentrato nel possesso dell'intero compendio, nei confronti dell'unico erede per testamento, il quale rifiuti la restituzione dei beni ereditari, e la causa, tra le stesse parti, volta a fare valere la falsità del predetto titolo testamentario, atteso che l'oggetto della tutela possessoria è rappresentato dall'esercizio di fatto di un diritto e non dalla titolarità di esso. Corte di CassazioneSez. 6 - 2, Ordinanza n. 5808 del 23/03/2015 ...
Litisconsorte necessario pretermesso - Esecuzione - Riduzione in pristino - Opposizione ex art. 615 cod. proc. civ. - Esclusione - Opposizione di terzo ordinaria - Necessità - Qualità di detentore materiale del bene - Ininfluenza. Il terzo legittimato all'opposizione ordinaria ai sensi dell'art. 404, primo comma, cod. proc. civ., ancorché litisconsorte necessario pretermesso (così come il titolare di diritto autonomo e incompatibile, il falsamente rappresentato, il titolare di "status" incompatibile con quello accertato "inter alios"), non può, al fine di incidere sull'efficacia del titolo, proporre opposizione ai sensi dell'art. 615, primo e secondo comma, cod. proc. civ., avverso l'esecuzione promossa sulla base del titolo giudiziale costituito dalla sentenza pronunciata pur nella sua pretermissione, neppure se la procedura esecutiva, in forma specifica e formalmente diretta contro la parte della sentenza opponibile, lo coinvolga quale detentore materiale del bene, ma può far valere la sua situazione per bloccare l'esecuzione (o l'esecutività del titolo) esclusivamente con l'opposizione ordinaria, nel cui ambito ottenere, ai sensi dell'art. 407 cod. proc. civ., la sospensione dell'esecutività della sentenza. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - procedimento possessorio - litisconsorzio (integrazione del contraddittorio) – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015
Necessario ripristino della situazione di fatto anteriore alla condotta illecita mediante demolizione dell'opera pregiudizievole - Opera in comproprietà o compossesso - Litisconsorzio passivo necessario - Condizioni - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015 In tema di tutela possessoria, qualora la reintegrazione o la manutenzione del possesso richieda, per il ripristino dello stato dei luoghi, la demolizione di un'opera in proprietà o possesso di più persone, il comproprietario o compossessore non autore dello spoglio è litisconsorte necessario non solo quando egli, nella disponibilità materiale o solo "in iure" del bene su cui debba incidere l'attività ripristinatoria, abbia manifestato adesione alla condotta già tenuta dall'autore dello spoglio o abbia rifiutato di adoperarsi per l'eliminazione degli effetti dell'illecito, ovvero, al contrario, abbia dichiarato la disponibilità all'attività di ripristino, ma anche nell'ipotesi in cui colui che agisca a tutela del suo possesso ignori la situazione di compossesso o di comproprietà, perché in tutte queste fattispecie anche il compossessore o comproprietario non autore della condotta di spoglio è destinatario del provvedimento di tutela ripristinatoria. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1238 del 23/01/2015 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio - legittimazione - attiva - Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 7214 del 21/03/2013
detentore - Convivente "more uxorio" - Detenzione della casa di abitazione comune in proprietà dell'altro convivente - Qualificazione - Conseguenza - Legittimazione ad agire per spoglio nei confronti del "partner" - Sussistenza. Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 7214 del 21/03/2013 Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 7214 del 21/03/2013 La convivenza "more uxorio", quale formazione sociale che dà vita ad un autentico consorzio familiare, determina, sulla casa di abitazione ove si svolge e si attua il programma di vita in comune, un potere di fatto basato su di un interesse proprio del convivente ben diverso da quello derivante da ragioni di mera ospitalità, tale da assumere i connotati tipici di una detenzione qualificata, che ha titolo in un negozio giuridico di tipo familiare. Ne consegue che l'estromissione violenta o clandestina dall'unità abitativa, compiuta dal convivente proprietario in danno del convivente non proprietario, legittima quest'ultimo alla tutela possessoria, consentendogli di esperire l'azione di spoglio. Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 7214 del 21/03/2013 RITENUTO IN FATTO1. - Il Tribunale di Roma, in accoglimento della domanda possessoria presentata da Gianluca Ma.. in data 6 luglio 1998, accertato il lamentato spoglio, condannò Lu.. Laura a reintegrare il ricorrente nel compossesso dell'appartamento sito in Roma, Via Eleonora d'Arborea, n. 25, oltre al risarcimento del danno, da liquidarsi in separata sede.2. - Con sentenza depositata in data 31 gennaio 2006, la Corte d'appello ha confermato la sentenza di primo grado, rigettando il gravame della Lu..La Corte territoriale - premesso che il Ma.. aveva venduto in data 24 marzo 1998 l'immobile in questione alla Lu.., sua convivente more uxorio, con rogito notarile per notar Al.. di Latina - ha confermato la qualificazione della situazione di fatto del Ma.. in termini di compossesso e non di mera detenzione. Infatti, nonostante la dichiarazione di trasferimento del possesso resa dallo stesso Ma.. nell'atto di alienazione, per un verso la convivenza more uxorio era continuata anche dopo il 24 marzo 1998 e, per l'altro verso, il Ma.. aveva continuato ad utilizzare l'appartamento in questione (al quale aveva libero accesso, avendone le chiavi e tenendovi mobili ed effetti personali), sia pernottandovi, sia usandolo in appoggio ad altro sottostante appartamento in cui esercitava la professione medica. Il giudice di secondo grado ha poi sottolineato come la Lu.. avesse "colto l'occasione per estromettere il Ma.. dal compossesso dell'appartamento" a seguito dell'intervento dei carabinieri, da lei stessa richiesto per il sospetto della flagrante commissione di reati. La consegna delle chiavi dell'immobile, da parte del Ma.., ai militari non poteva considerarsi indice della volontà di questo di dismettere il compossesso, essendo dettata dal timore conseguente alla prospettazione di ipotesi criminose (tentativo di furto o violazione di domicilio) nelle quali avrebbe potuto altrimenti incorrere.La Corte romana ha infine rigettato la censura in ordine alla inammissibilità della domanda di condanna al risarcimento dei danni, formulata dal Ma.. soltanto in sede di precisazione delle conclusioni, rilevando che la tardività della domanda risultava comunque sanata dall'accettazione implicita della stessa, in assenza di un rifiuto del contraddittorio, avendo anzi la Lu.. interloquito sul merito della richiesta risarcitoria nella comparsa conclusionale di primo...
Possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio - atto di spoglio - in genere (nozione, distinzioni, differenze tra spoglio e turbativa) – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 14819 del 30/06/2014
Chiusura del fondo da parte del detentore - Spoglio - Sussistenza - Condizioni - Fondamento. In tema di azioni possessorie, configura spoglio la chiusura del cancello di accesso al fondo mediante apposizione di un lucchetto da parte del detentore, in quanto tale condotta, se non accompagnata dalla consegna di copia delle chiavi al possessore, si qualifica come privazione dell'altrui possesso e, nel contempo, come inequivoco atto d'interversione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 14819 del 30/06/2014...
Domanda di rilascio di bene abusivamente occupato - Mancata allegazione della consegna della cosa in dipendenza di negozio giuridico venuto meno - Conseguenze - Qualificazione della domanda come azione di restituzione - Esclusione - Qualificazione come azione di rivendicazione - Configurabilità - Risarcimento in forma specifica della situazione possessoria ex art. 2058 cod. civ. - Inammissibilità - Fondamento. Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 705 del 14/01/2013 {tab massima|green}Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 705 del 14/01/2013 La domanda con cui l'attore chieda di dichiarare abusiva ed illegittima l'occupazione di un immobile di sua proprietà da parte del convenuto, con conseguente condanna dello stesso al rilascio del bene ed al risarcimento dei danni da essa derivanti, senza ricollegare la propria pretesa al venir meno di un negozio giuridico, che avesse giustificato la consegna della cosa e la relazione di fatto sussistente tra questa ed il medesimo convenuto, non dà luogo ad un'azione personale di restituzione, e deve qualificarsi come azione di rivendicazione; né può ritenersi che detta domanda sia qualificabile come di restituzione, in quanto tendente al risarcimento in forma specifica della situazione possessoria esistente in capo all'attore prima del verificarsi dell'abusiva occupazione, non potendo il rimedio ripristinatorio ex art. 2058 cod. civ. surrogare, al di fuori dei limiti in cui il possesso è tutelato dal nostro ordinamento, un'azione di spoglio ormai impraticabile. {tab integrale|orange} Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 705 del 14/01/2013RITENUTO IN FATTO1. - Per provvedere alla costruzione della strada che collega Nerano alla Marina del Cantone, e del relativo piazzale terminale, l'Amministrazione provinciale di Napoli occupò alcuni suoli, tra i quali quello contraddistinto nel catasto del Comune di Massalubrense al foglio 16, particella 713, appartenente a Raffaele Po....., Marianna Sc...... e Aniello De......Realizzata l'opera pubblica, e non essendo stata perfezionata l'avviata procedura espropriativa, questi ultimi convennero innanzi al Tribunale di Napoli l'Amministrazione provinciale di Napoli per ottenere il risarcimento del danno subito e la restituzione di parte del suolo.La controversia, iniziata nel 1965, ebbe termine il 4 luglio 1980, data in cui le parti stipularono una transazione, con cui venne riconosciuta la proprietà della Provincia sulla parte dell'anzidetto suolo (1365 metri quadrati) utilizzato per la costruzione della strada, e l'ente pubblico si "obbligò a restituire la restante parte non utilizzata (713 metri quadrati) ad Aniello De....., una volta che questi avesse eseguito alcune opere nel dettaglio specificate.2. - Con atto di citazione notificato il 30 gennaio 1988, la Provincia di Napoli dedusse che Salvatore Ca....., proprietario del ristorante "Taverna del Capitano", costruito su un suolo adiacente a quello che con l'anzidetta transazione si era impegnata a restituire ad Aniello De....., aveva occupato abusivamente quest'ultimo, realizzandovi un'impalcatura in legno e cemento armato a sostegno di una terrazza che aveva incorporato nel ristorante; e lo convenne in giudizio innanzi al Tribunale di Napoli, chiedendo che fosse condannato al rilascio dell'immobile e al risarcimento dei danni subiti.Salvatore Ca..... si costituì facendo presente che aveva conferito il ristorante "Taverna del Capitano" alla omonima società in nome collettivo, ragion per cui eccepì la...
Possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio - legittimazione - attiva - detentore – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7 del 02/01/2014
Convivente "more uxorio" del comodatario di appartamento destinato ad abitazione - Legittimazione all'azione di reintegrazione per lo spoglio compiuto da un terzo - Sussistenza - Fondamento. La qualità di convivente "more uxorio" del comodatario di un appartamento destinato ad abitazione legittima ad esperire l'azione di spoglio (nella specie, contro un terzo), in quanto la convivenza "more uxorio" determina sulla casa ove si svolge e si attua il programma di vita in comune un potere di fatto basato su un interesse proprio del convivente, ben diverso da quello derivante da ragioni di mera ospitalità, tale da assumere i connotati tipici di una detenzione qualificata, avente titolo in un negozio giuridico di tipo familiare. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7 del 02/01/2014 ...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - muro - comunione (del muro) - presunzione di comunione del muro divisorio fra edifici – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 22275 del 27/09/2013
Accertamento della funzione divisoria di un muro di recinzione - Effetti - Prova presuntiva del suo compossesso ai fini della tutela possessoria - Sussistenza. L'accertata funzione divisoria di un muro di recinzione esistente tra le confinanti proprietà costituisce, ai fini della tutela possessoria dello stesso, prova presuntiva del suo compossesso. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 22275 del 27/09/2013 ...
procedimenti cautelari - azioni di nunciazione - procedimento - contravvenzione al decreto del giudice – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 950 del 16/01/2013
Contravvenzione al divieto del giudice ex art. 691 cod. proc. civ. - Applicabilità in tema di procedimenti possessori - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 950 del 16/01/2013 L'art. 691 cod. proc. civ., in tema di inosservanza del provvedimento del giudice, riguarda la sola disciplina dei procedimenti di denuncia di nuova opera e di danno temuto, e non è pertanto applicabile in ipotesi di mancata esecuzione di un'ordinanza di reintegrazione nel possesso, richiamandosi, per i procedimenti possessori, le norme di cui agli artt. 669-bis e segg. cod. proc. civ. nei limiti della compatibilità. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 950 del 16/01/2013 ...
Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - giudizio possessorio e petitorio (rapporto) - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23815 del 21/12/2012
Revocazione per contrasto di giudicati - Configurabilità - Condizioni - Precedente sentenza avente ad oggetto il medesimo fatto o fatto antitetico - Necessità - Fattispecie relativa ad assunto contrasto fra giudicato petitorio e precedente giudicato di tutela possessoria - Ammissibilità della revocazione - Esclusione. In tema di revocazione, perché una sentenza possa considerarsi contraria ad altra precedente avente fra le parti autorità di cosa giudicata, occorre che tra i due giudizi vi sia identità di soggetti e di oggetto, tale che sussista un'ontologica e strutturale concordanza tra gli estremi su cui debba esprimersi il secondo giudizio e gli elementi distintivi della decisione emessa per prima, avendo questa accertato lo stesso fatto o un fatto ad esso antitetico, e non anche un fatto costituente un possibile antecedente logico, e risultando l'apprezzamento del giudice della revocazione al riguardo sottratto al sindacato di legittimità se sorretto da motivazione immune da vizi logici e giuridici. Ne consegue che è inammissibile la revocazione per contrasto tra giudicati, nel caso in cui, dopo la formazione di un giudicato su una domanda di reintegrazione nel possesso di una servitù di passaggio, la parte convenuta nel giudizio possessorio ottenga una successiva sentenza, anch'essa passata in giudicato, di accoglimento dell' "actio negatoria servitutis" volta a far dichiarare l'inesistenza del medesimo diritto di servitù. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23815 del 21/12/2012 ...
Possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio - oggetto della tutela - beni demaniali (rapporti tra privati) – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 9873 del 15/06/2012
Azione di spoglio fra privati relativa a bene demaniale - Ammissibilità - Condizioni - Godimento analogo a quello esercitato su cose di esclusiva pertinenza - Mancanza di un atto di concessione - Rilevanza - Esclusione - Impedimento soltanto parziale del passaggio sul bene demaniale - Tutelabilità in sede possessoria - Configurabilità. Nei rapporti tra privati, ai sensi dell'art. 1145, secondo comma, cod. civ., in via eccezionale e per ragioni di ordine pubblico, è concessa l'azione di spoglio rispetto a beni appartenenti al demanio dello Stato, nonché delle province e dei comuni, soggetti al regime dei beni demaniali, quando su tali beni siano stati compiuti atti di godimento analoghi a quelli eventualmente esercitati su cose di pertinenza esclusiva, senza che rilevi in contrario il fatto che detto godimento sia stato esercitato in mancanza di un atto di concessione legittimante una particolare forma di utilizzazione. La predetta tutela possessoria spetta anche in caso di impedimento soltanto parziale del passaggio veicolare sul bene demaniale, consistente in un'apprezzabile difficoltà di transito. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 9873 del 15/06/2012...
Impugnazioni civili - Opposizione di terzo - Casi di opposizione - Ordinanza di reintegrazione nel possesso - Esperibilità dell'opposizione ex art. 404 cod. proc. civ. - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Pregiudizi per la difesa del terzo possessore - Insussistenza - Difesa del terzo nell'ambito del giudizio di merito possessorio, mediante azione petitoria o opposizione all'esecuzione - Ammissibilità. Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - procedimento possessorio - Impugnazioni civili - Opposizione di terzo - Casi di opposizione - Ordinanza di reintegrazione nel possesso - Esperibilità dell'opposizione ex art. 404 cod. proc. civ. - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Pregiudizi per la difesa del terzo possessore - Insussistenza - Difesa del terzo nell'ambito del giudizio di merito possessorio, mediante azione petitoria o opposizione all'esecuzione - Ammissibilità. L'opposizione di terzo di cui all'art. 404, primo comma, cod. proc. civ., in quanto mezzo di impugnazione eccezionale utilizzabile da chi non abbia assunto la qualità di parte nel processo contro le sentenze passate in giudicato, o comunque esecutive, ovvero contro i provvedimenti aventi, per la loro decisorietà, contenuto sostanziale di sentenza, non è esperibile avverso l'ordinanza di reintegra nel possesso, in quanto provvedimento non avente carattere di definitività. Né dall'esclusione del rimedio straordinario dell'opposizione deriva alcun pregiudizio per il diritto di difesa del terzo che si affermi possessore del bene, ove egli possa intervenire nel giudizio di merito possessorio, far valere il suo diritto di proprietà in ogni momento, ovvero, in caso di esecuzione dell'ordinanza di reintegra, far accertare, mediante opposizione all'esecuzione, che la parte istante non ha diritto di procedere esecutivamente nei suoi confronti. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 4327 del 19/03/2012 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - procedimento possessorio - fasi del giudizio - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1387 del 31/01/2012
Provvedimento del giudice di primo grado di accoglimento dell'istanza di tutela del possesso con omissione della remissione delle parti alla fase di merito - Reclamabilità - Esclusione - Appellabilità - Sussistenza - Esame nel merito da parte del tribunale del reclamo erroneamente proposto - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Poteri della Corte di cassazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1387 del 31/01/2012 Nel procedimento possessorio, qualora il giudice abbia accolto l'istanza a tutela del possesso senza rimettere le parti dinanzi a sé per la trattazione della causa di merito, il provvedimento non è reclamabile, ma ha natura di sentenza impugnabile con l'appello. Tuttavia qualora il tribunale, invece di dichiarare inammissibile il reclamo proposto, lo esamini nel merito, il provvedimento, avente natura di sentenza, è ricorribile per cassazione. In tal caso, se il provvedimento impugnato è firmato dal solo presidente del tribunale, non indicato come relatore, la Corte deve dichiararne la nullità e rinviare il processo al tribunale (ora alla Corte d'appello, a seguito dell'entrata in vigore del d. lgs. 19 febbraio 1998, n. 51) per la pronuncia sull'appello, se il reclamo sia convertibile in tale mezzo di gravame, mentre, in mancanza dei requisiti per la conversione, deve dichiarare inammissibile il rimedio esperito e cassare senza rinvio la decisione impugnata. Se, invece, il provvedimento impugnato è firmato dal presidente e dal giudice incaricato di redigere la motivazione e sussistono le condizioni per la conversione del reclamo in appello, la Corte decide il ricorso, mentre in caso contrario deve dichiarare inammissibile il reclamo e cassare senza rinvio la decisione impugnata. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1387 del 31/01/2012 ...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - in genere – Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 21579 del 19/10/2011
Approvazione di piano di lottizzazione - Effetti ablativi od occupativi della proprietà privata - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Apertura di un passaggio su proprietà privata da parte dell'impresa incaricata dei lavori di urbanizzazione - Azione possessoria esercitata dal privato interessato - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza - Fondamento. L'approvazione del piano di lottizzazione (ossia di pianificazione di dettaglio equiparabile al piano particolareggiato) da parte del Comune equivale a dichiarazione di pubblica utilità, ma siffatta dichiarazione non è da sola sufficiente per l'affievolimento del diritto soggettivo del privato, essendo priva di effetto ablativo e, tanto più, di effetto apprensivo-occupativo, occorrendo a tal fine un decreto di occupazione. Sicché, in assenza di un provvedimento amministrativo volto all'occupazione dell'area di proprietà privata, l'attività posta in essere dall'impresa incaricata dei lavori di urbanizzazione, nell'ambito del piano di lottizzazione - nella specie concretatasi nell'apertura di un passaggio prima inesistente - costituisce mera attività materiale, con la conseguenza che la giurisdizione sull'azione possessoria proposta dal privato interessato spetta al giudice ordinario. Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 21579 del 19/10/2011 ...
Servitù - prediali - esercizio - estensione – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 14178 del 27/06/2011
Servitù di presa d'acqua - Facoltà di accedere al fondo servente - Inclusione - Chiusura del terreno mediante recinzione ed apposizione di cancello da parte del proprietario del fondo servente - Ammissibilità - Limiti - Fondamento - Fattispecie. Poiché la servitù di presa d'acqua comprende la facoltà di accedere al fondo servente al fine di esercitare il diritto di attingimento, pur conservando il proprietario del fondo servente la facoltà di chiudere o recintare il proprio fondo, tale recinzione deve essere effettuata in modo che il diritto del proprietario del fondo dominante, come quello del possessore, non ne risulti impedito o limitato, derivandone diversamente spoglio o turbativa del possesso, contro i quali è data la tutela prevista dagli artt. 1168 e 1170 cod. civ. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in relazione ad una servitù di attingimento di acqua, aveva ritenuto di dover qualificare come semplice molestia l'attività del proprietario del fondo servente che aveva apposto un cancello con lucchetto sul proprio terreno, esigendo in tal modo dal proprietario del fondo dominante il requisito dell'annualità del possesso). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 14178 del 27/06/2011...
possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - giudizio possessorio e petitorio (rapporto) - divieto di cumulo - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4728 del 25/02/2011
Operatività del divieto per il convenuto - Decorrenza - Individuazione - Dal deposito del ricorso - Fondamento - Conseguenze - Permanenza della qualità di convenuto in possessorio sino alla definizione del relativo giudizio ed alla esecuzione della sentenza. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4728 del 25/02/2011 Il divieto per il convenuto in giudizio possessorio di proporre domanda di natura petitoria, finché il primo giudizio non sia definito e la decisione non sia stata eseguita, produce effetti già al momento del deposito del ricorso e non soltanto dalla successiva notificazione del provvedimento interinale che fissa l'udienza di comparizione, essendo rilevante, al fine indicato, la formulazione della domanda possessoria e l'individuazione della parte convenuta e non, invece la costituzione del contraddittorio. Ne consegue che, nel giudizio possessorio, il convenuto resta tale a partire dal deposito del ricorso in cancelleria e da allora opera il divieto del cumulo fino a che il giudizio possessorio non sia stato definito e la sentenza abbia avuto esecuzione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4728 del 25/02/2011 ...
Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - prova del possesso – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4279 del 22/02/2011
Valutazione dei titoli prodotti dalla parte - Ammissibilità - Limiti. Nel giudizio possessorio, quando è fornita la prova del possesso di colui che sostiene di essere stato molestato, l'esame dei titoli può essere consentito soltanto "ad colorandam possessionem", cioè al solo fine di individuare il diritto al cui esercizio corrisponde il possesso o di determinare meglio i contorni del possesso già altrimenti dimostrato. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4279 del 22/02/2011 ...
Azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - procedimento possessorio - litisconsorzio (integrazione del contraddittorio) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3933 del 18/02/2010
Spoglio o turbativa del possesso - Natura di fatti illeciti - Responsabilità solidale degli autori - Sussistenza - Conseguenze - Litisconsorzio passivo necessario - Condizioni - Ripristino della situazione di fatto anteriore allo spoglio o alla turbativa mediante demolizione dell'opera pregiudizievole - Integrazione del contraddittorio nei confronti dei comproprietari o compossessori del bene - Necessità - Fondamento. In tema di azioni a difesa del possesso, lo spoglio e la turbativa, costituendo fatti illeciti, determinano la responsabilità individuale dei singoli autori secondo il principio di solidarietà di cui all'art. 2055 cod. civ., sicché, nel giudizio possessorio non ricorre tendenzialmente l'esigenza del litisconsorzio necessario, che ha la funzione di assicurare la partecipazione al processo di tutti i titolari degli interessi in contrasto. Tuttavia, il litisconsozio necessario tra gli anzidetti soggetti si impone qualora la reintegrazione o la manutenzione del possesso comportino la necessità del ripristino dello stato dei luoghi mediante la demolizione di un'opera di proprietà o nel possesso di più persone (nella specie, l'abbattimento di una recinzione con paletti in ferro e rete metallica). In tale ipotesi, infatti, la sentenza resa nei confronti di alcuno e non anche degli altri comproprietari o compossessori dell'opera sarebbe "inutiliter data", giacchè la demolizione della cosa pregiudizievole incide sulla sua stessa esistenza e necessariamente quindi sulla proprietà o sul possesso di tutti coloro che sono partecipi di tali signorie di fatto o di diritto sul bene, atteso che non è configurabile una demolizione limitatamente alla quota indivisa del comproprietario o del compossessore convenuto in giudizio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3933 del 18/02/2010 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - procedimento possessorio - litisconsorzio (integrazione del contraddittorio) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3933 del 18/02/2010
Spoglio o turbativa del possesso - Natura di fatti illeciti - Responsabilità solidale degli autori - Sussistenza - Conseguenze - Litisconsorzio passivo necessario - Condizioni - Ripristino della situazione di fatto anteriore allo spoglio o alla turbativa mediante demolizione dell'opera pregiudizievole - Integrazione del contraddittorio nei confronti dei comproprietari o compossessori del bene - Necessità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3933 del 18/02/2010 In tema di azioni a difesa del possesso, lo spoglio e la turbativa, costituendo fatti illeciti, determinano la responsabilità individuale dei singoli autori secondo il principio di solidarietà di cui all'art. 2055 cod. civ., sicché, nel giudizio possessorio non ricorre tendenzialmente l'esigenza del litisconsorzio necessario, che ha la funzione di assicurare la partecipazione al processo di tutti i titolari degli interessi in contrasto. Tuttavia, il litisconsozio necessario tra gli anzidetti soggetti si impone qualora la reintegrazione o la manutenzione del possesso comportino la necessità del ripristino dello stato dei luoghi mediante la demolizione di un'opera di proprietà o nel possesso di più persone (nella specie, l'abbattimento di una recinzione con paletti in ferro e rete metallica). In tale ipotesi, infatti, la sentenza resa nei confronti di alcuno e non anche degli altri comproprietari o compossessori dell'opera sarebbe "inutiliter data", giacchè la demolizione della cosa pregiudizievole incide sulla sua stessa esistenza e necessariamente quindi sulla proprietà o sul possesso di tutti coloro che sono partecipi di tali signorie di fatto o di diritto sul bene, atteso che non è configurabile una demolizione limitatamente alla quota indivisa del comproprietario o del compossessore convenuto in giudizio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3933 del 18/02/2010 ...
Azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - procedimento possessorio - litisconsorzio (integrazione del contraddittorio) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 921 del 20/01/2010
Spoglio o turbativa del possesso - Pluralità di autori - Litisconsorzio necessario - Configurabilità - Condizioni. Nel giudizio di reintegra nel possesso, non ricorre in linea di principio un'ipotesi di litisconsorzio necessario, neppure nel caso in cui più soggetti siano autori dello spoglio, ben potendo l'azione essere intentata nei confronti di uno soltanto di essi, se egli sia in grado di provvedere alla reintegra; tuttavia, allorché, per l'attuazione della tutela richiesta, sia necessaria la rimozione dello stato di fatto mediante l'abbattimento di un'opera in proprietà o in possesso di più persone, esse devono partecipare al giudizio quali litisconsorti necessari, in quanto la sentenza resa nei confronti di alcuno e non anche degli altri comproprietari o compossessori dell'opera sarebbe "inutiliter data" , per il fatto che la demolizione della cosa pregiudizievole incide sulla sua stessa esistenza e, di conseguenza, sulla proprietà o sul possesso di tutti coloro che sono partecipi di tali signorie di fatto o di diritto sul bene, non essendo, invero, configurabile una demolizione limitatamente alla quota indivisa del comproprietario o compossessore convenuto in giudizio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 921 del 20/01/2010 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - procedimento possessorio - litisconsorzio (integrazione del contraddittorio) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 921 del 20/01/2010
Spoglio o turbativa del possesso - Pluralità di autori - Litisconsorzio necessario - Configurabilità - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 921 del 20/01/2010 Nel giudizio di reintegra nel possesso, non ricorre in linea di principio un'ipotesi di litisconsorzio necessario, neppure nel caso in cui più soggetti siano autori dello spoglio, ben potendo l'azione essere intentata nei confronti di uno soltanto di essi, se egli sia in grado di provvedere alla reintegra; tuttavia, allorché, per l'attuazione della tutela richiesta, sia necessaria la rimozione dello stato di fatto mediante l'abbattimento di un'opera in proprietà o in possesso di più persone, esse devono partecipare al giudizio quali litisconsorti necessari, in quanto la sentenza resa nei confronti di alcuno e non anche degli altri comproprietari o compossessori dell'opera sarebbe "inutiliter data" , per il fatto che la demolizione della cosa pregiudizievole incide sulla sua stessa esistenza e, di conseguenza, sulla proprietà o sul possesso di tutti coloro che sono partecipi di tali signorie di fatto o di diritto sul bene, non essendo, invero, configurabile una demolizione limitatamente alla quota indivisa del comproprietario o compossessore convenuto in giudizio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 921 del 20/01/2010 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - giudizio possessorio e petitorio (rapporto) - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19384 del 08/09/2009
Connessione impropria - Sussistenza - Vincolo di subordinazione o di garanzia o di pregiudizialità - Esclusione - Conseguenze - Sospensione del giudizio possessorio sino all'esito del giudizio petitorio - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19384 del 08/09/2009 In tema di azioni a difesa del possesso, tra causa possessoria e causa petitoria sussiste una forma di connessione impropria, non essendo ravvisabile un vincolo di subordinazione o di garanzia o di pregiudizialità, ne consegue che non va disposta la sospensione del giudizio possessorio in attesa dell'esito definitivo del giudizio petitorio, posto, altresì che la sentenza definitiva che decide la controversia petitoria, escludendo definitivamente la sussistenza del diritto, impone di negare al possesso la protezione giuridica. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19384 del 08/09/2009 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - amministrazione pubblica - azioni contro la p.a. – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1847 del 26/01/2009
Attività della P.A. esecutiva di un provvedimento amministrativo - Tutela possessoria - Giurisdizione del giudice amministrativo - Fattispecie relativa ad apprensione di beni di una IPAB da parte di commissario straordinario nominato dal Comune. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1847 del 26/01/2009 In caso di azione possessoria proposta da una persona giuridica privata contro lo spossessamento dei beni posto in essere da commissario straordinario nominato dal Comune in forza di una legge reg. (nella specie, l. reg. Toscana 3 ottobre 1997, n. 72) che consente la nomina di commissari alle IPAB, la giurisdizione appartiene al giudice amministrativo, in quanto il comportamento della P.A. si ricollega ad un provvedimento amministrativo emesso nell'esercizio di un potere autoritativo, non assumendo alcun rilievo la natura privatistica dell'ente, la quale non comporta la nullità, ma solo l'illegittimità del provvedimento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1847 del 26/01/2009 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - amministrazione pubblica - azioni contro la p.a. – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 23561 del 12/09/2008
- Tutela possessoria - Ammissibilità - Limiti - Giurisdizione dell'A.G.O. - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 23561 del 12/09/2008 Le azioni possessorie sono esperibili davanti al giudice ordinario nei confronti della P.A. (e di chi agisca per conto di essa) quando il comportamento della medesima non si ricolleghi ad un formale provvedimento amministrativo, emesso nell'ambito e nell'esercizio di poteri autoritativi e discrezionali ad essa spettanti, ma si concreti e si risolva in una mera attività materiale, non sorretta da atti o provvedimenti amministrativi formali; ove risulti, invece, sulla base del criterio del "petitum" sostanziale, che oggetto della tutela invocata non è una situazione possessoria, ma il controllo di legittimità dell'esercizio del potere, va dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, competente essendo il giudice amministrativo (nella specie, le S.U. hanno affermato la giurisdizione dell'A.G.O. in relazione ad un giudizio possessorio promosso da un privato nei confronti di un Comune che - avendo deliberato l'esecuzione di lavori di ristrutturazione di un immobile oggetto del proprio patrimonio disponibile, senza in alcun modo indicare, nei propri provvedimenti, la necessità di occupare beni appartenenti a privati - aveva abusivamente invaso una strada privata, rimuovendo il cancello d'ingresso ed elevando un muro in violazione delle distanze legali). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 23561 del 12/09/2008 ...
Azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - amministrazione pubblica - azioni contro la p.a. – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 23561 del 12/09/2008
Attività della P.A. esecutiva di un provvedimento amministrativo - Tutela possessoria - Ammissibilità - Limiti - Giurisdizione dell'A.G.O. - Fattispecie. Le azioni possessorie sono esperibili davanti al giudice ordinario nei confronti della P.A. (e di chi agisca per conto di essa) quando il comportamento della medesima non si ricolleghi ad un formale provvedimento amministrativo, emesso nell'ambito e nell'esercizio di poteri autoritativi e discrezionali ad essa spettanti, ma si concreti e si risolva in una mera attività materiale, non sorretta da atti o provvedimenti amministrativi formali; ove risulti, invece, sulla base del criterio del "petitum" sostanziale, che oggetto della tutela invocata non è una situazione possessoria, ma il controllo di legittimità dell'esercizio del potere, va dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, competente essendo il giudice amministrativo (nella specie, le S.U. hanno affermato la giurisdizione dell'A.G.O. in relazione ad un giudizio possessorio promosso da un privato nei confronti di un Comune che - avendo deliberato l'esecuzione di lavori di ristrutturazione di un immobile oggetto del proprio patrimonio disponibile, senza in alcun modo indicare, nei propri provvedimenti, la necessità di occupare beni appartenenti a privati - aveva abusivamente invaso una strada privata, rimuovendo il cancello d'ingresso ed elevando un muro in violazione delle distanze legali). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 23561 del 12/09/2008 ...
Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 17954 del 24/08/2007
Difetto assoluto di giurisdizione - Configurabilità - Condizioni - Esclusione in fattispecie relativa ad esperimento di azione possessoria da parte di un Comune nei confronti di privati. Il difetto assoluto di giurisdizione è ravvisabile solo quando manchi nell'ordinamento una norma di diritto astrattamente idonea a tutelare l'interesse dedotto in giudizio, sì che non possa individuarsi alcun giudice titolare del potere di decidere. Deve, pertanto, escludersi che ricorra tale difetto nell'ipotesi - come nella specie - di esperimento di un'azione possessoria da parte di un Comune nei confronti di privati, poiché l'ordinamento attribuisce alla P.A., in virtù dell'art. 823, comma secondo, cod. civ., la possibilità di ricorrere tanto all'autotutela amministrativa quanto ai mezzi ordinari a difesa della proprietà e del possesso e tale norma, ancorché dettata per i beni demaniali, costituisce, peraltro, espressione di un principio generale, valido per ogni situazione giuridica in cui siano esercitabili, da parte della P.A., rimedi giurisdizionali in alternativa agli strumenti di autotutela in sede amministrativa. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 17954 del 24/08/2007 ...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 17954 del 24/08/2007
Spoglio del possesso di una servitù di passaggio su strada privata in danno di una P.A. - Esperimento dell'azione di reintegrazione prevista dall'art. 1168 cod. civ. - Giurisdizione ordinaria - Sussistenza - Fondamento. Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la cognizione della controversia con la quale la P.A., agendo in sede possessoria come consentitole dall'art. 823, comma secondo, cod. civ., abbia chiesto l'immediata reintegrazione nell'asserito possesso di una servitù di passaggio il cui esercizio le sia stato inibito da parte di un privato. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 17954 del 24/08/2007 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - amministrazione pubblica - azioni contro la p.a. – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 13397 del 08/06/2007
Ammissibilità - Presupposti - Meri comportamenti o atti in difetto d'attribuzione - Fattispecie relativa a "sgombero immediato" disposto dal Comune al di fuori del procedimento di requisizione o di occupazione d'urgenza. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 13397 del 08/06/2007 Le azioni possessorie sono esperibili davanti al giudice ordinario nei confronti della P.A. quando il comportamento perseguito non si ricolleghi ad un formale provvedimento amministrativo, emesso nell'ambito e nell'esercizio di poteri autoritativi e discrezionali ad essa spettanti, ma si concreti e si risolva in una mera attività materiale lesiva di diritti soggettivi o quando il provvedimento risulti adottato in stato d'evidente carenza d'attribuzione di funzioni, di modo che l'atto ha l'apparenza ma non la sostanza del provvedimento amministrativo idoneo a produrre l'effetto di degradazione del diritto soggettivo (nella specie, relativa a controversia insorta prima dell'entrata in vigore del d.lgs. n. 80 del 1998, il Comune aveva ordinato ed eseguito coattivamente lo "sgombero immediato" dei legittimi occupanti di un immobile, al di fuori dello schema procedimentale delle requisizioni e dell'occupazione d'urgenza, e dato luogo ad un'occupazione usurpativa, inidonea, pur a seguito di realizzazione di alcune opere, a realizzare gli effetti dell'accessione invertita). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 13397 del 08/06/2007 ...
Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - amministrazione pubblica - azioni contro la p.a. – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10375 del 08/05/2007
Attività della P.A. esecutiva di un provvedimento amministrativo - Tutela possessoria - Ammissibilità - Esclusione - Fattispecie. Le azioni possessorie sono esperibili davanti al giudice ordinario nei confronti della P.A. (e di chi agisca per conto di essa) quando il comportamento della medesima non si ricolleghi ad un formale provvedimento amministrativo, emesso nell'ambito e nell'esercizio di poteri autoritativi e discrezionali ad essa spettanti, ma si concreti e si risolva in una mera attività materiale, non sorretta da atti o provvedimenti amministrativi formali; ove risulti, invece, sulla base del criterio del "petitum" sostanziale, che oggetto della tutela invocata non è una situazione possessoria, ma il controllo di legittimità dell'esercizio del potere, va dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, competente essendo il giudice amministrativo, ipoiché ntegra una questione di merito - che spetta al giudice provvisto di giurisdizione decidere - se l'azione sia proponibile e la pretesa dell'attore possa essere soddisfatta . (Nella specie, relativa al presunto spossessamento esercitato mediante prosecuzione di un'occupazione a fini di esproprio, la S.C. ha affermato la giurisdizione del giudice amministrativo, essendosi in presenza di una efficace dichiarazione di pubblica utilità). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10375 del 08/05/2007 ...
espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - competenza e giurisdizione – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 9323 del 19/04/2007
Dichiarazione di pubblica utilità "ex lege" - Mancata indicazione dei termini per i lavori e la procedura - Potere espropriativo - Carenza - Occupazione - Illegittimità - Azione possessoria - Giurisdizione ordinaria - Devoluzione. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 9323 del 19/04/2007 Va ascritta alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia possessoria instaurata dal proprietario di un fondo occupato dall'amministrazione per l'esecuzione di un'opera il cui progetto sia stato approvato senza indicazioni dei termini di inizio e compimento dei lavori e della procedura, verificandosi in tal caso una situazione di carenza di potere espropriativo, per cui l'occupazione effettuata sul suolo privato costituisce mero comportamento materiale. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 9323 del 19/04/2007 ...
Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - competenza e giurisdizione – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 9325 del 19/04/2007 bb
Occupazione temporanea - Accordo - Soggetto occupante - Titolarità delegata di poteri espropriativi - Assenza - Domanda di reintegra del possesso del proprietario - Giurisdizione ordinaria - Devoluzione. Va ascritta alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia possessoria instaurata dal proprietario di un fondo occupato da impresa incaricata della realizzazione di un lotto dell'opera pubblica dal contraente generale aggiudicatario dell'opera, in base ad accordo di occupazione provvisoria di detto fondo, resa necessaria per operazioni di cantiere per la realizzazione, localizzata su altre aree, dell'opera pubblica, attesa la veste privatistica dell'occupante, di cui non risulti la delega alla conduzione della procedura espropriativa. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 9325 del 19/04/2007 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - amministrazione pubblica - azioni contro la p.a. – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 4632 del 28/02/2007
Attività materiale della P.A. non esecutiva di un provvedimento amministrativo - Tutela possessoria - Ammissibilità - Sussistenza - Variante di PRG e atto di acquisizione di un fondo - Atti autoritativi - Esclusione Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 4632 del 28/02/2007 A seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale parziale dell'art. 34 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80 (C. cost., sent. n. 281 del 2004), sussiste la giurisdizione del giudice ordinario in relazione all'azione possessoria promossa dal privato nei confronti della P.A. in conseguenza della mera attività materiale, non sorretta da alcun formale provvedimento amministrativo, da questa posta in essere in ambito urbanistico. Non costituiscono atti d'imperio della P.A., idonei ad affievolire a interesse legittimo la posizione soggettiva del privato, nè una variante di piano regolatore generale, inidonea a produrre l'effetto implicito di dichiarazione di pubblica utilità, nè l'acquisizione di un fondo con atto, che, in assenza dei caratteri della cessione amichevole, deve qualificarsi come atto di vendita di diritto privato. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato la giurisdizione dell'AGO sull'azione di manutenzione esercitata dal proprietario di terreno a cui favore era costituita una servità avente ad oggetto il divieto di destinare il fondo servente ad uso diverso da quello agrario, a seguito di acquisizione e trasformazione in parcheggio da parte del Comune). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 4632 del 28/02/2007 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - procedimento possessorio - fasi del giudizio - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24388 del 16/11/2006
Duplicità di fasi - Rispettive caratteristiche - Prima fase - Sommarietà - Conclusione con ordinanza - Seconda fase - Pienezza di cognizione sul merito possessorio - Conclusione con sentenza - Ricorso possessorio - Introduzione di entrambe le fasi - Idoneità - Conclusione della fase interdittale - Prosecuzione del giudizio innanzi al Pretore all'udienza fissata da quest'ultimo - Necessità - Introduzione della fase di merito possessorio mediante nuova citazione ex art. 669 "octies" cod. proc. civ. - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24388 del 16/11/2006 Le modifiche introdotte dalla legge 26 novembre 1990 n. 353, ed in particolare, la nuova formulazione dell'art. 703 cod. proc. civ., non incidono sulla struttura del procedimento possessorio che resta caratterizzato da una duplice fase, la prima, di natura sommaria, limitata all'emanazione dei provvedimenti immediati, la seconda, a cognizione piena, avente ad oggetto il merito della pretesa possessoria, da concludersi con sentenza soggetta alle impugnazioni ordinarie. Pertanto, concesse o negate dal Pretore, con ordinanza, le misure interdittali, il giudizio deve proseguire innanzi allo stesso giudice all'udienza da questi all'uopo fissata, per l'esame del merito della pretesa possessoria, restando estranea al delineato schema procedimentale la introduzione di una fase di merito mediante la notifica di una nuova citazione ai sensi dell'art. 669 - octies dello stesso codice. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24388 del 16/11/2006 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - procedimento possessorio - fasi del giudizio - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23619 del 06/11/2006
Duplicità di fasi - Rispettive caratteristiche - Prima fase - Sommarietà - Conclusione con ordinanza - Seconda fase - Pienezza di cognizione sul merito possessorio - Conclusione con sentenza - Ordinanza di chiusura della fase sommaria senza fissazione dell'udienza per la trattazione della causa di merito - Natura sostanziale di sentenza - Applicabilità. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23619 del 06/11/2006 Le modifiche introdotte dalla legge 26 novembre 1990 n. 353 non hanno inciso sulla struttura unitaria del procedimento possessorio che resta caratterizzato da una duplice fase, la prima a cognizione sommaria, limitata all'emanazione dei provvedimenti immediati, che si conclude con ordinanza impugnabile mediante reclamo e che deve contenere la fissazione dell'udienza di trattazione ex articolo 183 cod. proc.civ. del giudizio di merito; la seconda, a cognizione piena, che si conclude con sentenza soggetta ai mezzi ordinari di impugnazione. Ha pertanto natura sostanziale di sentenza, come tale impugnabile con mezzo ordinario dell'appello, il provvedimento con cui, indipendentemente dalla definizione datale dal giudice, si respinga o accolga l'istanza a tutela del possesso, senza rimettere le parti per la trattazione della causa di merito e provvedendo al regolamento delle spese. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23619 del 06/11/2006 ...
Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - amministrazione pubblica - azioni contro la p.a. – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23397 del 31/10/2006
Attività della P.A. esecutiva di un provvedimento amministrativo - Tutela possessoria - Ammissibilità - Esclusione - Fattispecie. Le azioni possessorie sono esperibili davanti al giudice ordinario nei confronti della P.A. (e di chi agisca per conto di essa) solo quando il comportamento perseguito dalla medesima non si ricolleghi ad un formale provvedimento amministrativo, emesso nell'ambito e nell'esercizio di poteri autoritativi e discrezionali ad essa spettanti (di fronte ai quali le posizioni soggettive del privato hanno natura non di diritto soggettivo, bensì di interessi legittimi, tutelabili, quindi, davanti al giudice amministrativo), ma si concreti e si risolva in una mera attività materiale, disancorata e non sorretta da atti o provvedimenti amministrativi formali. Ne consegue che, ove dette azioni siano proposte in relazione a comportamenti attuati in esecuzione di poteri pubblici o comunque di atti amministrativi, va dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, ai sensi dell'art. 37, primo comma, cod. proc. civ. (Nella specie, relativa al presunto spossessamento esercitato mediante chiusura di un passaggio a livello ferroviario, la S.C. ha affermato la giurisdizione del giudice amministrativo, poichè l'atto era conseguenza ed effetto di una circolare e di una connessa ordinanza ministeriale, contestabili eventualmente innanzi al Tar). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23397 del 31/10/2006 ...
Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - amministrazione pubblica - azioni contro la p.a. – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 23399 del 31/10/2006
Attività materiale della P.A. non esecutiva di un provvedimento amministrativo - Tutela possessoria - Ammissibilità - Sussistenza - Fattispecie. Le azioni possessorie sono esperibili davanti al giudice ordinario nei confronti della P.A. (e di chi agisca per conto di essa) solo quando il comportamento perseguito dalla medesima non si ricolleghi ad un formale provvedimento amministrativo, emesso nell'ambito e nell'esercizio di poteri autoritativi e discrezionali ad essa spettanti (di fronte ai quali le posizioni soggettive del privato hanno natura non di diritto soggettivo, bensì di interessi legittimi, tutelabili, quindi, davanti al giudice amministrativo), ma si concreti e si risolva in una mera attività materiale, disancorata e non sorretta da atti o provvedimenti amministrativi formali. (Nella specie, il concessionario della gestione di un punto di ristoro all'interno di un edificio scolastico aveva lamentato la turbativa di tale rapporto da parte del dirigente scolastico. La S.C ha affermato la giurisdizione dell'AGO, poichè l'autore della turbativa aveva agito alla stregua di un qualsiasi privato, essendo irrilevanti le sue competenze in ordine alle procedure già espletate per la scelta del concessionario). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 23399 del 31/10/2006 ...
possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - amministrazione pubblica - azioni contro la p.a. – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23396 del 31/10/2006
Attività della P.A. non esecutiva di un provvedimento amministrativo - Tutela possessoria - Ammissibilità - Configurabilità - Prov del provvedimento amministrativo - Esecuzione di opere stradali - Sufficienza - Esclusione - Fattispecie. Sez. U, Sentenza n. 23396 del 31/10/2006 Le azioni possessorie sono esperibili davanti al giudice ordinario nei confronti della P.A. (e di chi agisca per conto di essa) quando il comportamento perseguito dalla medesima non si ricolleghi ad un formale provvedimento amministrativo, emesso nell'ambito e nell'esercizio di poteri autoritativi e discrezionali ad essa spettanti, ma si concreti e si risolva in una mera attività materiale, disancorata e non sorretta da atti o provvedimenti amministrativi formali. Né rileva a tal fine che la P.A. abbia posto in essere la denunciata violazione del possesso in occasione dell'esecuzione di lavori di ripristino di una strada, costituendo tale circostanza ragione insufficiente per affermare che il suo comportamento risulti sorretto da un formale provvedimento. (Fattispecie, anteriore al 1998, relativa ad impossessamento di un terreno da parte di impresa edile esecutrice di opere stradali, in mancanza di prova dell'inclusione dell'area occupata nel decreto di occupazione di urgenza, nè del rispetto del termine di efficacia del provvedimento). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23396 del 31/10/2006 ...
Possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio - legittimazione - passiva - acquirente consapevole dello spoglio – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11583 del 31/05/2005
Presupposti dell'azione - Verificazione dell'acquisto prima della proposizione della domanda di reintegrazione nei confronti dello "spoliator" - Acquisto a titolo particolare successivo a tale proposizione - Applicabilità della disciplina dell'art. 111 cod. proc. civ. - Conseguenze - Efficacia anche esecutiva della sentenza nei confronti dell'acquirente - Trascrizione dell'acquisto - Irrilevanza - Fondamento. La regola dettata dall'art. 1169 cod. civ. è da intendere dettata per il caso in cui la successione nel possesso a titolo particolare nei confronti dell'autore dello spoglio avvenga prima che contro costui sia proposta la domanda di reintegrazione nel possesso e comporta che tale domanda possa essere proposta nei confronti dell'acquirente a titolo particolare se egli ha fatto l'acquisto con la consapevolezza dell'avvenuto spoglio. Allorquando, invece, la successione nel possesso a titolo particolare avvenga dopo la proposizione della domanda di reintegrazione nei confronti dell'autore dello spoglio, a protezione dell'attore ed a garanzia dell'effettività della tutela giurisdizionale opera la norma di cui all'art. 111 cod. proc. civ. ed in particolare quella di cui al quarto comma, secondo cui la sentenza ha effetto anche nei confronti dell'avente causa, senza peraltro che possa venire in rilievo la clausola di salvezza degli effetti della trascrizione prevista da detta norma, tenuto conto che, non essendo trascrivibile la domanda di reintegrazione, resta irrilevante la trascrizione del titolo d'acquisto. Ne consegue che la sentenza pronunciata nei confronti del dante causa è titolo eseguibile nei confronti dell'acquirente. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11583 del 31/05/2005 ...
Esecuzione forzata - titolo esecutivo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11583 del 31/05/2005
Sentenza di reintegrazione nel possesso - Successore a titolo particolare nel possesso - Per acquisto nel corso del giudizio di reintegrazione - Legittimazione passiva all'esecuzione forzata in virtù della sentenza - Sussistenza - Fondamento. Nel caso in cui il possesso sia passato dall'autore dello spoglio ad un avente causa nel corso del giudizio di reintegrazione, l'avente causa è legittimato passivo all'esecuzione forzata della sentenza pronunciata in detto giudizio, in quanto la sentenza è efficace nei suoi confronti a norma del quarto comma dell'art. 111 cod. proc. civ. ed egli è il soggetto che può realizzare spontaneamente o, in difetto, subire l'attività oggetto dell'esecuzione (cioè, a seconda del caso concreto, la riconsegna del bene o l'esecuzione del comportamento necessario a che il possesso sia ripristinato, consista esso nel non frapporre ostacoli al suo esercizio o nel realizzare le opere a ciò necessarie). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11583 del 31/05/2005 ...
esecuzione forzata - titolo esecutivo - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11583 del 31/05/2005
Sentenza di reintegrazione nel possesso - Successore a titolo particolare nel possesso - Per acquisto nel corso del giudizio di reintegrazione - Legittimazione passiva all'esecuzione forzata in virtù della sentenza - Sussistenza - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11583 del 31/05/2005 Nel caso in cui il possesso sia passato dall'autore dello spoglio ad un avente causa nel corso del giudizio di reintegrazione, l'avente causa è legittimato passivo all'esecuzione forzata della sentenza pronunciata in detto giudizio, in quanto la sentenza è efficace nei suoi confronti a norma del quarto comma dell'art. 111 cod. proc. civ. ed egli è il soggetto che può realizzare spontaneamente o, in difetto, subire l'attività oggetto dell'esecuzione (cioè, a seconda del caso concreto, la riconsegna del bene o l'esecuzione del comportamento necessario a che il possesso sia ripristinato, consista esso nel non frapporre ostacoli al suo esercizio o nel realizzare le opere a ciò necessarie). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11583 del 31/05/2005 ...
competenza civile - regolamento di competenza - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 5316 del 10/03/2005
Istanza di reintegra nel possesso - Provvedimento del giudice adito (nel caso, "ante causam" ) dichiarativo della propria incompetenza - Impugnazione per regolamento di competenza - Configurabiltà - Esclusione - Fondamento - Reclamabilità "ex" art. 669 - Terdecies cod. proc. civ. - Ammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 5316 del 10/03/2005 In tema di procedimenti possessori, il provvedimento con il quale il giudice adito (nel caso, "ante causam") dichiari, nei limiti della cognizione sommaria della fase cautelare, la propria incompetenza sull'istanza di reintegrazione nel possesso (nel caso, affermando essere competente a provvedere il giudice di una causa pendente nel merito) non è soggetto ad impugnazione con regolamento di competenza, esperibile unicamente nei confronti di quei provvedimenti che - ancorché privi della forma di sentenza - abbiano effetti sostanziali di carattere definitivo, bensì a reclamo ex art. 669 - terdecies cod. proc. civ., richiamato dal nuovo testo dell'art. 703, secondo comma, cod. proc. civ.. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 5316 del 10/03/2005 ...
procedimenti cautelari - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 5316 del 10/03/2005
Procedimento possessorio - Provvedimento cautelare emesso "ante causam" - Procedimento di merito ex artt. 669 - Octies e 669 - Novies cod. proc. civ. - Domanda di emissione di altro provvedimento cautelare - Rigetto fondato sul rilievo della non attinenza alla modifica o alla revoca ex art. 669 - Decies cod. proc. civ. ovvero alle modalità di esecuzione del provvedimento cautelare già concesso - Impugnazione - Con regolamento di competenza - Configurabilità - Esclusione - Reclamo - Fondamento - Ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 5316 del 10/03/2005 In caso di giudizio instaurato ai sensi degli artt. 669 - octies e 669 - novies cod. proc. civ. a seguito della concessione di provvedimento cautelare "ante causam", il provvedimento di rigetto della domanda di emissione di altro provvedimento cautelare da parte del giudice di merito, fondato sul rilievo che essa non attiene alla modifica o alla revoca ex art. 669 - decies cod. proc. civ. ovvero alle modalità di esecuzione ai sensi dell'art. 669 - duodecies cod. proc. civ. di quello già concesso, esulando dalla materia oggetto del giudizio di merito, è impugnabile con reclamo e non già mediante regolamento di competenza, ponendo una questione di procedura e non di competenza (sulla base di tale principio la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile l'istanza di regolamento di competenza). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 5316 del 10/03/2005 ...
Conclusione della fase sommaria - Fase di merito - Fissazione di udienza per la prosecuzione del giudizio dinanzi allo stesso giudice - Necessità - Termine erroneamente assegnato per la proposizione del giudizio di merito - Conseguenze - Riassunzione del medesimo giudizio instaurato con il ricorso introduttivo - Configurabilità - Fondamento. . Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1142 del 20/01/2005 Il procedimento possessorio,pur essendo caratterizzato da una fase sommaria - che si conclude con la emanazione o il diniego della tutela interdittale - e da quella successiva relativa al merito, ha conservato, anche dopo la novella di cui alla legge 353/1990, struttura unitaria, sicchè con l'ordinanza conclusiva della fase sommaria, il giudice deve fissare l'udienza per la prosecuzione dinanzi a sè del giudizio relativamente alla fase di merito; peraltro, qualora invece il giudice abbia erroneamente assegnato un termine per la proposizione del giudizio di merito, l'atto di impulso di parte non dà luogo a un nuovo procedimento ma alla riassunzione di quello instaurato con il ricorso introduttivo, definito soltanto nella prima fase ed ancora pendente, perchè non esaurito. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1142 del 20/01/2005 ...
Possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio - oggetto della tutela - energie - elettricità – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 24182 del 30/12/2004
Interruzione o limitazione della fornitura di energia - Tutela possessoria - Inammissibilità - Spoglio - Configurabilità - Esclusione - Fattispecie. In tema di somministrazione di energia elettrica, l'utente che abbia subito il distacco della fornitura non può esperire le azioni possessorie, giacchè l'interruzione di energia in corso di prelievo con fonti di illuminazione attive (o apparecchiature elettriche di accumulo funzionanti) non comporta spoglio di energia - essendo questa già consumata (o accumulata)- nè è configurabile lo spoglio per quella eroganda, che non può essere oggetto di possesso attuale, perchè prima dell'apprensione vi è soltanto potenziale disponibilità realizzabile mediante la concreta utilizzazione solo con la persistente collaborazione dell'ente erogatore; d'altra parte, neppure può sussistere una situazione di possesso in relazione alla potenza assicurata, atteso che in tal caso manca il benchè minimo riferimento a un bene reale, evidenziandosi soltanto un obbligo contrattuale dell'ente erogatore a rendere possibile all'utente un assorbimento simultaneo di energia elettrica sino alla predeterminata quantità convenuta. (Nella specie, è stato escluso lo spoglio lamentato dal ricorrente per avere l'ENEL sostituito il contatore dell'energia elettrica con applicazione di un limitatore della potenza impegnata, così determinando il distacco e l'impossibilità di utilizzare gli elettrodomestici per la insufficienza dell'assorbimento consentito). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 24182 del 30/12/2004...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - accesso al fondo - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16482 del 22/11/2002
Da parte del vicino obbligazione reale - Configurabilità - Servitù - Configurabilità - Esclusione - Conseguenze. La facoltà di accedere nel fondo del vicino, ai sensi del combinato disposto degli artt. 843 e 896, ultimo comma, cod. civ., per raccogliere i frutti caduti dagli alberi piantati sul proprio fondo non corrisponde ad un diritto di servitù, bensì al contenuto di un obbligazione "propter rem", insuscettibile di possesso e, quindi, di tutela possessoria. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16482 del 22/11/2002...
Possesso - azioni a difesa del possesso - manutenzione - legittimazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7914 del 30/05/2002
Modificazioni delle modalità di godimento da parte di un compossessore - Legittimazione degli altri compossessori - Sussistenza - Fattispecie. Costituisce turbativa del possesso, tutelabile con l'azione di manutenzione, il comportamento del compossessore che ponga in essere una innovazione nella cosa comune comportante una modificazione delle concrete modalità di godimento della cosa stessa dalla quale derivi ad altro compossessore una apprezzabile limitazione delle sue facoltà di godimento della cosa (nel caso di specie, un compossessore aveva variato il congegno di apertura elettronica del cancello comune senza consegnare il nuovo telecomando ad uno dei compossessori, che era stato costretto per un lasso di tempo apprezzabile ad utilizzare l'apertura meccanica). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7914 del 30/05/2002 ...
Possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio semplice - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 15012 del 21/11/2000
Muro posto oltre il confine - Compossesso - Presunzione - Esclusione - Attribuibilità del compossesso del muro al proprietario del fondo sul quale non insiste - Condizioni. Il compossesso del muro posto oltre il confine (compossesso che non può essere presunto) può essere riconosciuto al proprietario del fondo sul quale esso non insiste solo quando quello dimostri d'averlo effettivamente posseduto e, nel caso in cui sia collocato a distanza del confine, quando dimostri, altresì, d'aver posseduto la porzione di fondo altrui compresa tra il proprio fondo ed il muro. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 15012 del 21/11/2000 ...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - in genere – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 233 del 10/04/1999
Servitù di passaggio su strada a vantaggio di fondo rustico - Inclusione dei luoghi in zona destinata ad edilizia pubblica - Da parte di piano particolareggiato comunale - Equivalenza a dichiarazione di pubblica utilità - Convenzione fra il comune e una cooperativa edilizia - Concessione per la realizzazione di un complesso immobiliare - Assunzione dell'obbligo di esecuzione di opere di urbanizzazione primaria senza menzione dell'esistenza della servitù e della strada - Affievolimento del diritto soggettivo del privato possessore della servitù - Insussistenza - Costruzione da parte della cooperativa di una nuova strada e ostruzione della vecchia - Azione di reintegrazione del possesso da parte del privato - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza. Con riferimento ad un'azione possessoria per la reintegrazione nel possesso di una servitù di passaggio su una strada interpoderale per l'accesso ad un fondo rustico, proposta da un privato contro una cooperativa edilizia, la quale, nell'ambito di un'opera di urbanizzazione da attuare sulla base di una convenzione stipulata con il comune e di una concessione edilizia rilasciatale per la costruzione di un complesso immobiliare, abbia costruito perpendicolarmente a detta strada una nuova strada, sbarrando il percorso della vecchia ed impedendo così l'esercizio della servitù, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario, in una situazione in cui, mancando un provvedimento amministrativo di spossessamento, volto all'occupazione legittima della strada gravata dalla servitù, l'operato della cooperativa appare frutto di attività materiale, non essendo stato autorizzato con un provvedimento ad hoc del comune, al quale era stata anzi dalla cooperativa taciuta l'esistenza della strada interpoderale e del diritto di passo su di essa, e dovendosi, inoltre, escludere che l'inclusione dell'immobile gravato della servitù in una zona destinata ad edilizia pubblica, a seguito dell'approvazione di un piano particolareggiato da parte del comune, pur equivalendo tale approvazione a dichiarazione di pubblica utilità, avesse di per sè sola determinato - come sosteneva, invece, la cooperativa - l'affievolimento del diritto soggettivo del privato, in difetto di un decreto di occupazione, giacché il mutamento di destinazione urbanistica dei luoghi, non essendo atto rivolto specificamente ai privati, è inidoneo a giustificare di per sè solo il sacrificio del diritto del privato senza alcun corrispettivo (nella specie le Sezioni Unite hanno anche sottolineato l'irrilevanza, ai fini dell'individuazione della giurisdizione, dell'eventuale natura di bene demaniale della strada gravata della servitù, posto che l'azione di spoglio, nei rapporti fra privati, è concessa anche rispetto ai beni demaniali). Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 233 del 10/04/1999 ...
Possesso - Azioni a difesa del possesso - Reintegrazione da spoglio - Oggetto della tutela - Energie - Elettricità – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 9312 del 03/09/1993
Interruzione dell'erogazione mediante distacco dei fili conduttori da parte dell'ente somministrante - Tutela possessoria ex art. 1168 cod. civ. - Inammissibilità - Azione contrattuale di inadempimento - Configurabilità. L'utente di energia elettrica che abbia subito l'indebita interruzione dell'erogazione mediante distacco dei fili conduttori o altra operazione materiale ad opera dell'ente somministrante, può soltanto esercitare l'azione contrattuale di inadempimento, ma non invocare la tutela possessoria ex art. 1168 cod. civ., in quanto pur definendo l'art. 814 cod. civ. le energie come beni mobili, non è concretamente configurabile una situazione di autonomo possesso dell'utente sull'energia elettrica fornitagli in base a contratto di somministrazione, neppure per la quantità di energia presente nel circuito privato dell'utente stesso, atteso che l'interruzione in corso di prelievo di energia con fonti di illuminazione attive (o apparecchiature elettriche di accumulo funzionanti) non comporta spoglio di energia, essendo questa di già consumata (o accumulata), ne' di quella eroganda, che non è ancora oggetto di possesso attuale, mentre prima dell'apprensione non vi è autonomo possesso dell'utente ma soltanto potenziale disponibilità, realizzabile mediante la concreta utilizzazione solo con la persistente collaborazione dell'ente fornitore. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 9312 del 03/09/1993...
Possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio - atto di spoglio - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 5149 del 07/10/1982
Utilizzazione, da parte del confinante, del muro sul confine per appoggiarvi o innestarvi un proprio edificio - mancato pagamento dell'indennità eventualmente dovuta - spoglio o turbativa - configurabilità - esclusione. Poiché il possesso del muro divisorio deve presumersi comune, al pari della proprietà, fino a prova contraria, in considerazione dell'utilità che esso fornisce ad entrambi i fondi limitrofi, non commette spoglio o turbativa il confinante che utilizzi il muro sul confine per innestarvi o appoggiarvi un proprio edificio, senza aver provveduto al pagamento dell'indennità eventualmente dovuta, perché la funzione primaria del muro, di separare i due fondi, non viene compromessa, ed il pagamento dell'indennità, quando dovuta, non è imposto in via preventiva, richiedendosi l'accertamento in Sede petitoria, della proprietà del muro e del suolo sul quale è stato costruito al fine di stabilire se ed in quale misura l'indennità stessa sia dovuta in relazione agli artt. 878, 884, 888 U.P. cod. civ.. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 5149 del 07/10/1982 ...
Possesso - azioni a tutela del possesso - reintegrazione da spoglio - legittimazione - attiva - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4259 del 03/07/1980
Comproprietario di azienda - riconoscimento del diritto per la quota di sua spettanza - impedimento alla relativa tutela possessoria - insussistenza. L'azienda, come insieme di elementi organizzati ai fini della produzione, non comporta la proprieta in capo ad uno stesso soggetto di tutti gli elementi che concorrono a formarla, secondo quanto avviene nella universalita di fatto, ma ne consente l'appartenenza ad altri soggetti. Pertanto, il riconoscimento del diritto del comproprietario dell'azienda per la quota di sua spettanza non comporta una sua partecipazione alla gestione dell'impresa, individuale o sociale, di cui l'azienda costituisce strumento di Esercizio, e di conseguenza non trova impedimento alla correlativa tutela possessoria. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4259 del 03/07/1980...
Del gestore di affari su cose altrui - azione giudiziaria per il rispetto delle distanze - azioni di nunciazione - esclusione della legittimazione. Chi abbia assunto l'utile gestione di un affare altrui concernente una cosa di proprieta dell'interessato non puo chiedere la tutela possessoria (nella specie con Azione di nunciazione) al fine di ottenere il rispetto della distanza legale per le costruzioni, in relazione a preesistenti vedute aperte nel fondo appartenente al gestito,poiche il gestore non e legittimato a far valere in nome proprio la situazione possessoria facente capo al gestito (posto che la sostituzione processuale e ammessa nei soli casi espressamente previsti dalla legge), e, come titolare di una situazione di detenzione autonoma, in quanto riconosce la situazione poziore dell'interessato, non e legittimato all'Esercizio di un'Azione come quella tendente al rispetto delle distanze legali, che deve qualificarsi di manutenzione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2229 del 30/07/1973...