Source: http://ilaonline.net/node/1343
Timestamp: 2018-04-19 19:21:37+00:00
Document Index: 63767647

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 97', 'art. 97', 'art. 97', 'art. 97']

Sentenza della Corte di Cassazione n. 39058/2016 Lavoratore autonomo precipita per circa 6m. da un parapetto a mensola metallica. Responsabilità del DL dell'impresa affidataria per aver creato il pericolo | ILA - Ispettori del Lavoro Associati
Sentenza della Corte di Cassazione n. 39058/2016 Lavoratore autonomo precipita per circa 6m. da un parapetto a mensola metallica. Responsabilità del DL dell'impresa affidataria per aver creato il pericolo
Inviato da redazione il Mer, 26/10/2016 - 23:02
ritenendo di fare cosa gradita nei confronti degli associati e non, lo Staff ILA, segnala la Sentenza della Corte di Cassazione n. 39058/2016< Lavoratore autonomo precipita per circa 6m. da un parapetto a mensola metallica. Responsabilità del DL dell'impresa affidataria per aver creato il pericolo.
Sentenza della Corte di Cassazione n. 39058/2016<
Penale Sent. Sez. 4 Num. 39058 Anno 2016 Presidente: BLAIOTTA ROCCO MARCO Relatore: PICCIALLI PATRIZIA Data Udienza: 14/07/2016<
XXXX XXXX N. IL 26/03/1955
avverso la sentenza n. 7067/2015 CORTE APPELLO di MILANO, del 08/02/2016
udita in PUBBLICA UDIENZA del 14/07/2016 la relazione fatta dal
Udito il Procuratore Generale in persona del dott Carmine Stebile
Con la sentenza in epigrafe la Corte di appello di Brescia confermava quella di primo grado con la quale XXXX Xxxx, nella qualità di datore di lavoro dell'impresa Ditta Fortuna s.r.l.affidataria dei lavori all'interno di un cantiere edile, è stato ritenuto responsabile del reato di lesioni colpose aggravato dalla violazione della normativa antinfortunistica in danno del lavoratore autonomo YYYY Yyyy Yyyy Yyyy, che durante i lavori di muratura e posa di una trave di legno all'interno di un edificio privo di copertura, utilizzando dei parapetti a mensola metallica precedentemente installati, precipitava per circa 6 metri, riportando gravo lesioni ( fatto risalente al 15 gennaio 2009).
Al Xxxx, nella qualità sopra indicata, è stato addebitato la violazione dell'art. 97, comma 1, d.lgs 81/2008 per non avere, in qualità di datore di lavoro dell'impresa affidataria, vigilato sull'applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del Piano di sicurezza e coordinamento: nello specifico gli è stato addebitato di essere intervenuto autonomamente nella organizzazione del cantiere- senza prendere contatti con il coordinatore- realizzando una struttura, ovverossia il cd. "parapetto", non prevista dal PSC e dal POS, montata senza il rispetto dei canoni di sicurezza, inidonea a sostenere il peso del lavoratore, omettendo di vigilare affinché i lavoratori non vi facessero improprio ricorso.
Propone ricorso il Xxxx articolando quattro motivi con ampi riferimenti a quelli proposti in appello.
Con il primo motivo lamenta l' omessa motivazione con riferimento ai motivi proposti in appello che contestavano la responsabilità del Xxxx evidenziando che l'iniziativa di utilizzare la "passarella" posta sulla parete esterna del muro era stata assunta in via autonoma dall'artigiano.
Con il secondo motivo si duole del travisamento delle prove testimoniali e la manifesta illogicità della motivazione sia con riferimento al momento in cui era stata montata la predetta "passarella" - che doveva fungere da parasassi- sia sulla circostanza dirimente che l'imputato aveva ribadito che i lavori dovevano essere eseguiti dall'interno, senza utilizzare quel presidio.
Con il terzo motivo si duole dell'erronea applicazione dell'art. 97, comma 1, legge 81/2008, risultando dagli atti processuali essere stati attuati tutti i presidi previsti dal PSC e dal POS, venendo così a mancare, a causa della condotta colposa del lavoratore, il nesso causale tra la condotta contestata e l'evento. Con il quarto motivo lamenta l'erronea applicazione della legge penale in relazione al trattamento sanzionatorio.
Va anzitutto premesso che il ricorrente non contesta la ricostruzione della dinamica dell'infortunio, a seguito del quale il lavoratore autonomo, riportava le lesioni indicate in atti, e, pertanto, deve ritenersi acclarato che Yyyy Yyyy Yyyy Yyyy, privo di cinture di sicurezza, durante i lavori di muratura e posa in opera di una trave in legno, precipitava per circa 6 metri da un parapetto a mensola metallica, inidoneo a sostenere le sollecitazioni dovute al passaggio sullo stesso da parte del lavoratore.
Il giudice di appello, in conformità a quello di primo grado, e coerentemente al capo d'imputazione, ha fondato la responsabilità del Xxxx sulla violazione dell'art. 97 d.lgs 81/2008, richiamando la posizione di garanzia ricoperta dallo stesso, nella qualità di datore di lavoro dell'impresa affidataria dei lavori e la violazione dell'obbligo gravante sullo stesso di garantire il coordinamento quotidiano degli interventi e la vigilanza sull'utilizzo di strutture adeguate, anche con riferimento agli artt. 94 e 95 stesso decreto espressamente richiamati. Sotto tale ultimo profilo è stato sottolineato il ruolo direttivo dallo stesso di fatto assunto anche nei confronti dei lavoratori autonomi cui aveva subappaltato parte delle lavorazioni.
Nel caso in esame è stato accertato che fu proprio il Xxxx a creare la situazione di pericolo, che è all'origine dell'infortunio, realizzando una struttura non prevista dal PSC e dal POS ( il cd. parapetto a mensola), senza assumere contatti con il coordinatore, inidonea a sorreggere il peso del lavoratore. Parimenti è stato accertato che l'imputato non controllò che i lavoratori non si avvalessero di quella struttura per l'esecuzione delle opere loro affidate.
Il principio di affidamento non è perciò invocabile allorché l'altrui condotta imprudente, ossia il non rispetto da parte di altri delle regole precauzionali imposte, si innesti sull'inosservanza di una regola precauzionale proprio da parte di chi invoca il principio: ossia allorché l'altrui condotta imprudente abbia la sua causa proprio nel non rispetto delle norme di prudenza, o specifiche o comuni, da parte di chi vorrebbe che quel principio operasse.
I principi sopra indicati sono stati correttamente applicati dai giudici di merito, i quali hanno concordemente affermato che la condotta posta in essere dal Xxxx- realizzando una struttura non prevista dal PSC e dal POS e omettendo la dovuta vigilanza affinché i lavoratori non vi facessero ricorso- costituisce violazione del dovere primario di vigilanza in relazione alle condizioni di sicurezza del cantiere a lui attribuito dalla legge sia per la sua qualità di datore di lavoro dell'impresa affidataria ( art. 97 d.lgs 81/2008) sia per il ruolo direttivo dallo stesso di fatto assunto anche nei confronti dei lavoratori autonomi cui aveva subappaltato parte delle lavorazioni.
‹ Sentenza della Corte di Cassazione n. 18914 del 17/05/2012 “L’estinzione del reato contravvenzionale ex D. Lgs. 758/1994 per avvenuto e tempestivo pagamento della sanzione amministrativa ridotta si applica anche nel caso in cui a versare la somma non sia su Sentenza n, 51897/2016 del 08/09/2016 della Corte di Cassazione la Sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che l’installazione ed il monitoraggio dell’attività dei lavoratori costituisce reato penale in caso di assenza dell’accordo sindacale ›