Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-483-del-14-01-2020
Timestamp: 2020-02-24 03:22:55+00:00
Document Index: 61243737

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 337', 'sentenza ', 'art. 337', 'art. 39', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 9']

Sentenza Cassazione Civile n. 483 del 14/01/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 483 del 14/01/2020
Cassazione civile sez. VI, 14/01/2020, (ud. 23/10/2019, dep. 14/01/2020), n.483
sul ricorso 20567-2018 proposto da:
avverso la sentenza n. 3822/23/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della CTR della Puglia, sezione staccata di Lecce, di rigetto del suo appello avverso la decisione della CTP di Lecce, di accoglimento dell’impugnazione della contribuente I.A.M. avverso un avviso di accertamento per estimi catastali 2012;
che, con il secondo motivo, l’Agenzia lamenta violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3., in quanto, diversamente dalla valutazione della CTR, l’avviso di accertamento non sarebbe stato carente di motivazione, avendo esso richiamato il provvedimento di attivazione del procedimento revisionale, nonchè le ragioni poste a fondamento del riclassamento effettuato, collegato ai cambiamenti intervenuti nel tempo, i quali avevano prodotto, in quello specifico ambito territoriale, una consistente rivalutazione del patrimonio immobiliare e della connessa redditività, non più rispondente agli originari classamenti;
che, infatti, la sentenza impugnata è stata pubblicata il 27 dicembre 2017, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 156 del 2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria, di cui all’art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337 c.p.c., comma 2, il quale, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (cfr. Cass. n. 29553 del 2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 c.p.c., comma 2, resta il fatto che la norma di legge da ultimo citata non obbliga il giudice a procedere alla sospensione;
che il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, comma 1 bis, aggiunto dal del D.Lgs. n. 156 del 2015, art. 9, comma 1, lett. o), decorrente dal 1 gennaio 2016, secondo il quale “La commissione tributaria dispone la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa”, non è evidentemente applicabile al caso di specie, essendo la pregiudizialità invocata riferita al Consiglio di Stato;
che invero il procedimento di “revisione parziale del classamento”, di cui alla L. 30 dicembre 2004 n. 311, art. 1, comma 335, non essendo diversamente disciplinato se non in relazione al suo presupposto fattuale, e cioè l’esistenza di uno scostamento significativo del rapporto tra i valori medi della zona considerata e nell’insieme delle microzone comunali, resta soggetto alle medesime regole dettate, ai fini della “revisione del classamento”, dal D.P.R. 23 marzo 1998, n. 138, art. 9 sì che la sua attuazione è da ritenere sottratta alla piena discrezionalità della competente Amministrazione pubblica;