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Timestamp: 2020-05-29 00:36:17+00:00
Document Index: 127450604

Matched Legal Cases: ['art. 57', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 90', 'DTF ', 'art. 9', 'art. 90', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 85', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 85', 'art. 85', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 9', 'art. 352', 'art. 352', 'art. 29', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 352', 'art. 8', 'DTF ', 'art. 85', 'DTF ', 'DTF ']

4P.87/2006 21.09.2006
Con risposta del 6 giugno 2006 B.________, C.________ e D.________ hanno proposto in via principale di dichiarare il ricorso di diritto pubblico irricevibile e in via subordinata di respingerlo. L'autorità cantonale ha invece rinunciato a presentare osservazioni.
In data odierna il parallelo ricorso per riforma - esaminato prioritariamente in deroga al principio posto dall'art. 57 cpv. 5 OG - è stato dichiarato inammissibile, per cui nulla osta all'esame del ricorso di diritto pubblico.
Il Tribunale federale si pronuncia con pieno potere d'esame sull'ammissibilità del rimedio esperito (DTF 131 I 57 consid. 1).
5.1 Dalla natura cassatoria del ricorso di diritto pubblico discende, in primo luogo, l'irricevibilità delle domande volte a conclusioni diverse dal semplice annullamento della sentenza impugnata (DTF 129 I 129 consid. 1.2.1 pag. 131 seg., 173 consid. 1.5 pag. 176).
Per il resto, tenuto conto della sua motivazione, il ricorso di diritto pubblico dev'essere respinto nella misura in cui è ammissibile.
6.1 Con il ricorso di diritto pubblico non viene proseguita la procedura cantonale; tale rimedio giuridico, straordinario, configura una procedura giudiziaria indipendente, destinata esclusivamente a controllare la costituzionalità degli atti cantonali (DTF 117 Ia 393 consid. 1c pag. 395). In questo ambito il Tribunale federale non procede pertanto d'ufficio alla verifica della costituzionalità dell'atto impugnato, sotto tutti gli aspetti possibili, bensì vaglia solo le censure che sono state sollevate in modo chiaro e dettagliato nell'allegato ricorsuale, così come prescritto dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, giusta il quale il ricorso di diritto pubblico deve contenere l'esposizione dei fatti essenziali e quella concisa dei diritti costituzionali o delle norme giuridiche che si pretendono violati, precisando altresì in che consista tale violazione (DTF 130 I 26 consid. 2.1 pag. 31 con rinvii).
Un gravame fondato sull'art. 9 Cost., com'è quello in esame, non può inoltre essere sorretto da argomentazioni con cui la parte ricorrente si limita a contrapporre il suo parere a quello dell'autorità cantonale, come se il Tribunale federale fosse una superiore giurisdizione di appello a cui compete di rivedere liberamente il fatto e il diritto e di ricercare la corretta applicazione delle norme invocate (DTF130 I 258 consid. 1.3 pag. 261 seg.).
In concreto, come si vedrà qui di seguito, l'argomentazione ricorsuale disattende ampiamente i requisiti posti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG.
6.2 Non essendo stata minimamente motivata, la censura relativa all'asserita violazione dell'art. 6 CEDU non può, per esempio, essere tenuta in nessuna considerazione.
6.3.1 Come già detto, il 10 giugno 2003 il ricorrente si è rivolto al pretore di Lugano chiedendogli di accertare l'inesistenza del credito di fr. 120'000.-- indicato nel precetto esecutivo n. 600566 UEF Locarno, notificatogli il 26 febbraio 2003 e al quale aveva fatto opposizione. Ha inoltre chiesto l'annullamento del precetto esecutivo. A sostegno della sua domanda egli ha spiegato che l'esecuzione pendente nei suoi confronti - di cui i terzi potevano venire a conoscenza grazie alla possibilità concessa dall'art. 8a cpv. 3 LEF - gli aveva già pregiudicato la conclusione di un importante contratto (cfr. petizione pto 3 pag. 3).
6.3.2 Considerato come, contrariamente a quanto lasciato intendere nell'allegato ricorsuale, dinanzi al giudice di primo grado il ricorrente abbia giustificato il suo interesse all'accertamento negativo esclusivamente mediante l'esecuzione introdotta dagli opponenti, la decisione dei giudici cantonali di applicare alla sua azione i principi sviluppati dalla giurisprudenza relativa agli art. 85 e 85a LEF non solo non appare manifestamente insostenibile (sulla nozione di arbitrio cfr. DTF 132 III 209 consid. 2.1 con rinvii) bensì è corretta.
In una recente sentenza (DTF 132 III 277 consid. 4.3), che verrà citata più nel dettaglio ulteriormente, il Tribunale federale ha infatti ribadito le similitudini fra l'azione di accertamento negativo a causa della promozione di un'esecuzione e l'azione in annullamento (o sospensione) dell'esecuzione in procedura sommaria (art. 85 LEF) rispettivamente accelerata (art. 85a LEF).
6.4 Richiamandosi erroneamente al diritto di essere sentito garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., il ricorrente rimprovera poi ai giudici ticinesi un diniego di giustizia formale (art. 29 cpv. 1 Cost.) per non essersi determinati sulla sua richiesta di proseguire la causa tendente "all'accertamento in via giudiziaria dell'inesistenza di qualsivoglia rapporto debitorio dell'attore verso la parte convenuta". Anzi, essa avrebbe arbitrariamente stabilito - violando così anche l'art. 9 Cost. - ch'egli non aveva chiesto la continuazione della causa nel merito.
6.4.1 Dalla lettura dell'atto d'appello emerge che dinanzi all'autorità cantonale egli non si è opposto allo stralcio della causa dai ruoli limitandosi, come rettamente rilevato dai giudici ticinesi, a chiedere che ciò avvenisse "per acquiescenza" ex art. 352 CPC/TI. Nel petitum d'appello, a pagina 2 del suo allegato, il ricorrente ha infatti proposto l'annullamento e la riforma del decreto pretorile come segue:
"1. La causa è stralciata dai ruoli per acquiescenza dei convenuti".
Non v'è dunque alcuna traccia di una domanda subordinata, con la quale avrebbe chiesto di "voler procedere con la procedura giudiziaria ordinaria sulla questione dell'azione di accertamento dell'inesistenza del debito, nella misura in cui lo stralcio non potesse essere riformato in applicazione dell'art. 352 CPC".
6.4.2 Né tantomeno si può ritenere, contrariamente a quanto pretende il ricorrente, che simile domanda emergesse chiaramente dal seguente passaggio della sua impugnativa: "In via del tutto subordinata, nella contestata ipotesi contraria, lo stralcio non poteva che essere limitato al richiesto annullamento del PE [...], e non invece alla questione del merito tesa ad accertare in via giudiziale l'inesistenza del (oggi ancora contestato) credito".
Nella misura in cui è comprensibile, questa richiesta non sembra nemmeno corrispondere a quella espressa nel ricorso di diritto pubblico.
Va detto che in sede di appello il ricorrente non ha sviluppato ulteriormente il suo pensiero, motivo per cui la Corte ticinese non si è chinata su tale questione. Così facendo, contrariamente a quanto preteso nel gravame, essa non ha violato il diritto di essere sentito nella forma del diritto ad ottenere una decisione motivata (art. 29 cpv. 2 Cost.). Tale diritto non impone infatti all'autorità di pronunciarsi su tutti gli argomenti sottopostile; essa può limitarsi alle circostanze rilevanti per il giudizio (DTF 130 II 530 consid. 4.3 pag. 540), e quella sollevata dal ricorrente non è tale, non avendo egli chiesto il mantenimento dell'azione di accertamento.
Si può abbondanzialmente osservare che, per i motivi meglio esposti infra, al consid. 6.6, non è comunque possibile dissociare la domanda di accertamento dell'inesistenza del debito originata dall'introduzione di una procedura esecutiva da quella tendente all'annullamento dell'esecuzione (a causa, appunto, dell'inesistenza del credito), essendo le due domande inscindibili.
6.4.3 Il ricorrente non ha miglior fortuna laddove rimprovera alla Corte cantonale di essere incorsa nell'arbitrio omettendo di considerare l'esistenza di una procedura parallela dinanzi al Pretore di Locarno, concernente il medesimo credito, ciò che l'ha indotto a sollevare - in quella procedura - un'eccezione di litispendenza e un'eccezione di prevenzione di foro.
Secondo il ricorrente la sentenza impugnata sarebbe arbitrariamente silente a questo riguardo. Sta di fatto, però, ch'egli per primo si è guardato bene dal menzionare nell'atto d'appello la procedura pendente davanti alla giurisdizione locarnese; segno che non la riteneva rilevante ai fini del giudizio. A ragione. Non si vede infatti - e il ricorrente non lo spiega nemmeno in questa sede - quale sarebbe stato l'influsso di queste circostanze sull'esito del procedimento in esame, volto ad ottenere - giovi ricordarlo - solo la modifica del motivo dello stralcio.
Sennonché il ricorrente non spende una parola per spiegare il motivo per cui, a suo modo di vedere, il ritiro dell'esecuzione dovrebbe sfociare in uno stralcio per acquiescenza giusta l'art. 352 CPC/TI.
6.6.1 Si è già detto che il ricorrente ha motivato l'azione di accertamento negativo esclusivamente con il fatto che l'esecuzione pendente nei suoi confronti - di cui i terzi potevano venire a conoscenza grazie alla possibilità concessa dall'art. 8a cpv. 3 LEF - gli aveva già pregiudicato la conclusione di un importante contratto.
6.6.2 Questo tipo di azione, come recentemente precisato nella DTF 132 III 277 consid. 4.1, presenta la particolarità di essere un'azione di accertamento negativo in procedura ordinaria che trae origine da un precetto esecutivo. Nella medesima sentenza, già citata supra, al consid. 6.3.2, il Tribunale federale ha inoltre evidenziato l'importante similitudine che, proprio per questa sua duplice natura, esiste tra questa azione e quella tendente all'annullamento dell'esecuzione giusta gli art. 85 e 85a LEF: sebbene si fondi sul diritto materiale anch'essa serve infatti a fini meramente procedurali, che nel contempo definiscono l'interesse della parte attrice all'accertamento (DTF 132 III 277 consid. 4.3). Ciò esclude la continuazione del processo dopo che il creditore ha ritirato l'esecuzione (DTF citata; 127 III 41 consid. 4).
In definitiva, nella misura in cui è ammissibile il ricorso di diritto pubblico è manifestamente infondato e deve pertanto essere respinto.
La tassa di giustizia di fr. 5'000.-- è posta a carico del ricorrente, il quale rifonderà agli opponenti fr. 6'000.-- per ripetibili della sede federale.