Source: https://www.foroeuropeo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3877:codice-di-procedura-civile-art-91-condanna-alle-spese&catid=676:della-responsabilita-delle-parti-per-le-spese-e-per-i-danni-processuali-c-p-c-90-519
Timestamp: 2019-08-20 03:05:37+00:00
Document Index: 114248776

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 45', 'sentenza ', 'art. 11', 'art_091', 'art. 15', 'art_010', 'art_015', 'art_091', 'art_703', 'art_1079', 'art_091', 'art_091', 'art. 111', 'art. 669', 'art_669', 'art_669', 'art_091', 'art_615', 'art_091', 'sentenza ', 'art_091', 'art. 86', 'art. 86', 'art_082', 'art_086', 'art_091', 'art. 4', 'art_091', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 938', 'art_0938', 'art_091', 'art. 82', 'art. 86', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 90', 'art. 111', 'art. 26', 'art. 90', 'art. 82', 'art. 133', 'art. 82', 'art. 133', 'sentenza ', 'art. 91', 'art. 91', 'art. 92', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 91', 'sentenza ', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 88', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 429', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 92', 'art. 6', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 28', 'art. 91', 'art. 28', 'art. 91', 'art. 4', 'art. 180', 'art. 380', 'art. 380', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 96', 'art. 354', 'art. 24', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 445', 'art. 445', 'art. 91', 'art. 111', 'art. 445', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 332', 'art. 91', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 372', 'sentenza ', 'art. 385', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 373', 'art. 372', 'art. 696', 'art. 111', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 445', 'art. 445', 'art. 152', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 92', 'art. 92', 'art. 45', 'art. 24', 'art. 91', 'sentenza ', 'art. 93', 'sentenza ']

091. (Condanna alle spese)
Codice di procedura civile Libro primo: DISPOSIZIONI GENERALI Titolo III: DELLE PARTI E DEI DIFENSORI Capo IV: DELLE RESPONSABILITA' DELLE PARTI PER LE SPESE E PER I DANNI PROCESSUALI 91. (Condanna alle spese) Codice di procedura civile
I. Il giudice, con la sentenza che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell'altra parte e ne liquida l'ammontare insieme con gli onorari di difesa. Se accoglie la domanda in misura non superiore all'eventuale proposta conciliativa, condanna la parte che ha rifiutato senza giustificato motivo la proposta al pagamento delle spese del processo maturate dopo la formulazione della proposta, salvo quanto disposto dal secondo comma dell'articolo 92. (1)
II. Le spese della sentenza sono liquidate dal cancelliere con nota in margine alla stessa; quelle della notificazione della sentenza del titolo esecutivo e del precetto sono liquidate dall'ufficiale giudiziario con nota in margine all'originale e alla copia notificata.
(1) Questo periodo è stato così sostituito dall' art. 45, comma 10, della Legge 18 giugno 2009, n. 69.
Natura contenziosa o di volontaria giurisdizione della lite - Accertamento - Registrazione del fascicolo presso la cancelleria come procedimento di volontaria giurisdizione - Irrilevanza - Udienza tenuta in camera di consiglio - Irrilevanza - Effettiva natura del contenzioso - Prevalenza – Fattispecie In tema di individuazione della natura contenziosa o di volontaria giurisdizione di un procedimento civile ai fini della liquidazione delle spese di lite, sono irrilevanti sia la registrazione del fascicolo presso la cancelleria come procedimento di volontaria giurisdizione sia l'avvenuta trattazione della causa in camera di consiglio, trattandosi di dati meramente formali che non possono prevalere sull'effettiva sostanza e natura del procedimento. (In applicazione del predetto principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, in un giudizio di opposizione ad un decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, con il quale erano state irrogate ad alcuni dirigenti e dipendenti di una banca sanzioni amministrative, aveva liquidato le spese di lite sulla scorta dei parametri dettati per i giudizi ordinari, ritendo che il procedimento, pur se inizialmente svoltosi nelle forme camerali, avesse carattere contenzioso perché relativo all'insorgenza di contestazioni la cui risoluzione "è stata affidata ad un giudice della cognizione" e, come tale, rientrante nella previsione dell'art. 11, comma 2, del d.m. n 127 del 2004). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 10750 del 17/04/2019 (Rv. 653563 - 01) Cod_Proc_Civ_art_091...
Causa concernente l'accertamento dell'esistenza di una servitù di passaggio - Art. 15 c.p.c. - Applicabilità - Rilevanza della domanda di inibitoria avanzata e del procedimento possessorio svoltosi nel corso del giudizio - Esclusione - Mancata indicazione del reddito dominicale e della rendita catastale del fondo in citazione - Indicazione del valore della controversia come indeterminabile - Dovere del giudice di verificare i dati risultanti dagli atti - Permanenza – Fondamento In tema di liquidazione dei compensi del difensore, il valore della causa concernente l'accertamento dell'esistenza di una servitù di passaggio va determinato sulla base dei criteri stabiliti dall'art. 15 c.p.c. ed alla luce dell'oggetto delle domande della parti, non potendo attribuirsi autonoma rilevanza alla domanda di inibitoria contestualmente avanzata, poiché ricompresa nell'azione a difesa della servitù, e dovendosi ritenere il procedimento possessorio svoltosi nel corso del giudizio anch'esso sottoposto, per analogia, alla disposizione sopra indicata. In particolare, il giudice può considerare la lite di valore indeterminabile solo dopo avere verificato gli atti processuali, essendo ininfluente la posizione assunta sul punto dalle parti, e ciò pure ove il reddito dominicale e la rendita catastale del fondo non siano stati indicati nell'atto di citazione e l'attore abbia qualificato la lite come di valore indeterminabile o non abbia contestato l'affermazione in tal senso dei convenuti. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10755 del 17/04/2019 (Rv. 653500 - 01) Cod_Proc_Civ_art_010, Cod_Proc_Civ_art_015, Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_703, Cod_Civ_art_1079...
Spese giudiziali civili - Determinazione del valore della controversia - Accertamento del diritto all'iscrizione previdenziale quale bracciante agricolo - Valore indeterminabile - Esclusione - Valore economico - Criteri di calcolo. La controversia relativa all'accertamento del diritto all'iscrizione previdenziale quale bracciante agricolo, per un anno e in relazione a un numero limitato di giornate, non può considerarsi di valore indeterminabile, essendo possibile apprezzarne il valore economico obiettivamente contenuto, con riferimento alla possibile proiezione di tale iscrizione sulle future prestazioni previdenziali. Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 8792 del 29/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_091...
Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - liquidazione - Assistenza di più parti aventi la stessa posizione processuale - Liquidazione degli onorari - Aumento dell'unico onorario - Valutazione rimessa al potere discrezionale del giudice - Sussistenza. In tema di liquidazione degli onorari di avvocato, è demandato al potere discrezionale del giudice di merito stabilire, di volta in volta, l'aumento dell'unico onorario dovuto per la presenza di più parti e ciò anche ove, trattandosi di più processi distinti, sia mancato un provvedimento di riunione. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 8399 del 26/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_091...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilita') - ordinanze - Regime successivo a novella introdotta con l. n. 80 del 2005 - Rigetto del reclamo - Condanna alle spese - Rimedi per la parte soccombente dopo l. n. 69 del 2009 - Ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Esclusione - Fondamento - Poteri del giudice del merito in ordine al regime di dette spese - procedimenti cautelari - sequestro - sequestro giudiziario - In genere. L'ordinanza di rigetto del reclamo cautelare non è ricorribile per cassazione, neppure in ordine alle sole spese, perché è un provvedimento inidoneo a divenire cosa giudicata, formale e sostanziale, conservando i caratteri della provvisorietà e non decisorietà. Pertanto, dopo la novella dell'art. 669 septies c.p.c. da parte della l. n. 69 del 2009, la contestazione delle spese - ove il soccombente abbia agito "ante causam" e non intenda iniziare il giudizio di merito - va effettuata in sede di opposizione al precetto ovvero all'esecuzione, se iniziata, trattandosi di giudizio a cognizione piena in cui la condanna alle spese può essere ridiscussa senza limiti, come se l'ordinanza sul reclamo fosse, sul punto, titolo esecutivo stragiudiziale; qualora, invece, il giudizio di merito sia instaurato, resta, comunque, sempre impregiudicato il potere del giudice di rivalutare, all'esito, la pronuncia sulle spese adottata nella fase cautelare, in conseguenza della strumentalità, mantenuta dalla l. n. 80 del 2005, tra tutela cautelare e merito. (Nella specie, era stato impugnato per cassazione un provvedimento che aveva respinto il reclamo contro un'ordinanza di rigetto di una richiesta di sequestro giudiziario in corso di causa, condannando, altresì, il soccombente a rifondere le spese). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 6180 del 01/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_669_7, Cod_Proc_Civ_art_669_13, Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_615...
Avvocato e procuratore - onorari – privilegi - Spese e spettanze procuratorie - Riferimento alla parcella ed agli importi indicati nella tabella dei parametri forensi - Necessità - Onorari - Determinazione discrezionale entro i limiti dello scaglione di riferimento correttamente individuato - spese giudiziali civili - "ius superveniens" - liquidazione In tema di liquidazione delle spese di lite, essendo le spese e le spettanze procuratorie stabilite dalla tariffa in misura fissa per ciascuna voce, la relativa liquidazione non può avvenire che con riferimento alla parcella, riscontrando la ricorrenza effettiva delle prestazioni e la rispondenza di queste agli importi tariffari, cosi da non lasciare margine di discrezionalita; per gli onorari, invece, essendo la tariffa articolata in una serie di scaglioni, in rapporto alla natura e al valore della causa, con alcuni correttivi, entro tali limiti il giudice può procedere discrezionalmente alla Determinazione del compenso. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5798 del 28/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_091...
Spese giudiziali civili - in genere l. n. 89 del 2001 - procedimento camerale per il riconoscimento dell'equo indennizzo - artt. 91 ss. c.p.c. - applicabilità - fondamento - tabella applicabile. convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - processo equo - termine ragionevole Il giudizio per il riconoscimento dell'equo indennizzo da irragionevole durata del processo ai sensi della l. n. 89 del 2001 (cd. legge Pinto) ha carattere contenzioso perché volto a risolvere una controversia su contrapposte posizioni di diritto soggettivo che si svolge in pieno contraddittorio tra le parti e si conclude con un provvedimento il quale, pur con la forma del decreto motivato, ha natura sostanziale di sentenza ed è suscettibile di acquistare autorità di giudicato. Ne consegue che trovano applicazione analogica le disposizioni degli artt. 91 ss. c.p.c. in tema di spese processuali e che la relativa liquidazione va effettuata non già in base alla tabella n. 7 del d.m. n. 55 del 2014 del Ministero della Giustizia, concernente i procedimenti di volontaria giurisdizione, bensì a quella n. 12 del medesimo d.m. sui giudizi ordinari innanzi alla corte d'appello. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6015 del 28/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_091, Spese giudiziali civili &nbsp...
Spese giudiziali civili - condanna alle spese - avvocato che eserciti la difesa personale ex art. 86 c.p.c. - diritto alla liquidazione di diritti ed onorari - sussistenza - fattispecie. La circostanza che l'avvocato si sia avvalso della facoltà di difesa personale prevista dall'art. 86 c.p.c. non incide sulla natura professionale dell'attività svolta e, pertanto, non esclude che il giudice debba liquidare in suo favore, secondo le regole della soccombenza e in base alle tariffe professionali, i diritti e gli onorari stabiliti per la prestazione resa. (Nella specie, la S.C. ha cassato la pronuncia con la quale il giudice del merito, accolta l'opposizione spiegata personalmente dall'avvocato avverso il decreto di liquidazione dei compensi per l'attività difensiva espletata in favore del cliente, ammesso a patrocinio a spese dello Stato, aveva omesso di regolare le spese dell'opposizione, adottando la formula "nulla per spese"). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 4698 del 18/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_082, Cod_Proc_Civ_art_086, Cod_Proc_Civ_art_091 nulla per spese...
Onorari - tariffe professionali - Fase istruttoria - Compenso spettante al difensore - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 4698 del 18/02/2019
Avvocato - onorari - tariffe professionali - Fase istruttoria - Compenso spettante al difensore - Attività rilevanti. In materia di spese di giustizia, ai fini della liquidazione del compenso spettante al difensore per la fase istruttoria, rilevano non solo l'espletamento di prove orali e di ctu, ma anche le ulteriori attività difensive che l'art. 4, comma 5, lett. c), del d.m. n. 55 del 2014 include in detta fase, tra cui pure le richieste di prova e le memorie illustrative o di precisazione o integrazione delle domande già proposte. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 4698 del 18/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_091...
Proprietà - acquisto - a titolo originario - accessione - esclusione - occupazione di porzione di fondo attiguo - Accessione - Occupazione di porzioni di fondo attiguo - Trasferimento della proprietà all'occupante - Carattere costitutivo della sentenza - Onere delle spese - spese giudiziali civili - condanna alle spese Colui che, nella costruzione di un edificio, ha occupato in buona fede una porzione del fondo attiguo, se chiede al giudice l'attribuzione della proprietà del suolo occupato, in caso di accoglimento della domanda di accessione invertita, ottiene una pronuncia costitutiva, perché il suo diritto sorge con la pronuncia del giudice. Egli, traendo vantaggio dalla sentenza costitutiva, deve sopportare tutte le spese del giudizio, mentre l'avversario può essere condannato esclusivamente a quella parte di spese che siano determinate dalla sua ingiustificata opposizione. Tale principio non è in contrasto con quello processuale sulla soccombenza, di cui agli artt. 91 e ss. c.p.c., perché la parte che chiede e ottiene l'accessione invertita non può essere considerata totalmente vittoriosa, dato che è tenuta a pagare al proprietario del suolo il doppio del valore della superficie occupata, oltre il risarcimento dei danni. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che, nella regolamentazione delle spese, si dovesse tener conto non soltanto della domanda di attribuzione ex art. 938 c.c. e dell'opposizione, rispetto ad essa, della parte contro interessata, ma anche delle ulteriori e contrapposte domande e dunque dell'esito globale del processo). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. . 4454 del 14/02/2019 Cod_Civ_art_0938, Cod_Proc_Civ_art_091...
Procedimento civile - difesa personale della parte - Qualità di avvocato della parte - Spendita di tale qualità presso il giudice adito - Necessità - Fondamento – Fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 1518 del 21/01/2019 In tema di giudizi in cui è consentita alla parte la difesa personale ex art. 82 c.p.c., è onere dell'interessato, che rivesta la qualità di avvocato, specificare a che titolo intenda partecipare al processo, poiché, mentre la parte che sta in giudizio personalmente non può chiedere che il rimborso delle spese vive sopportate, il legale, ove manifesti l'intenzione di operare come proprio difensore ex art. 86 c.p.c., ha diritto alla liquidazione delle spese secondo la tariffa professionale. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di appello che aveva negato la liquidazione delle spese in base alla summenzionata tabella ad un avvocato che, in una controversia avanti al giudice di pace, non aveva dedotto di volere provvedere alla difesa personale, ma si era limitato a qualificarsi in atti, oltre che con il proprio nome, anche con il titolo professionale). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 1518 del 21/01/2019 &nbsp...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - effetti della riforma o della cassazione - Impugnazione della sentenza limitatamente alle spese processuali – Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 602 del 14/01/2019 Esito complessivo della lite - Determinazione - Criteri - Fattispecie. Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - liquidazione - in genere. In caso di impugnazione di una sentenza per motivi limitati alle spese processuali, l'esito complessivo della lite a cui rapportare la nuova regolamentazione delle spese, a prescindere dall'esito della decisione sul merito, va verificato sulla base della fondatezza o meno delle censure strettamente attinenti alle spese di giudizio. (Nella specie, la S.C. ha disposto la compensazione per reciproca soccombenza delle spese dei gradi di giudizio successivi al primo, in cui la parte era risultata vittoriosa nel merito, promossi solo per motivi relativi alle spese ed accolti parzialmente). Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 602 del 14/01/2019 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilita') - provvedimenti in materia fallimentare- Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 212 del 08/01/2019 Decreto di accoglimento del reclamo ex art. 26 l. fall. avverso il provvedimento del giudice delegato di diniego all’accesso ex art. 90, comma 3, l. fall. al fascicolo del fallimento - Ricorribilità per cassazione - Esclusione - Fondamento – Statuizione sulle spese - Ammissibilità del ricorso. È inammissibile, ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost., il ricorso per cassazione proposto nei confronti del decreto del tribunale che accoglie il reclamo ex art. 26 l.fall. avverso il provvedimento del giudice delegato di diniego all'accesso, ex art. 90, comma 3, l.fall., al fascicolo del fallimento, trattandosi di provvedimento non decisorio in quanto non incide su un diritto soggettivo dell'istante e non suscettibile di divenire definitivo, contrariamente alla statuizione sulle spese giudiziali che ha ad oggetto posizioni giuridiche soggettive di debito e credito derivanti da un rapporto obbligatorio autonomo ed avverso la quale non è previsto alcun mezzo di impugnazione. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 212 del 08/01/2019 &nbsp...
Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - liquidazione - in genere - controversie di lavoro, previdenza e assistenza - diritti di procuratore - voci relative alle consultazioni, formazione del fascicolo, nota spese, notifica e deposito del ricorso - spettanza – configurabilità - Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 30906 del 29/11/2018 Con riguardo alle controversie in materia di lavoro, previdenza e assistenza, vanno riconosciuti al difensore i diritti di procuratore per le attività di consultazione col cliente, formazione del fascicolo, redazione della nota spese e collazione della stessa, deposito della nota spese, notifica del ricorso al convenuto e deposito dell'atto notificato, attività tutte non incompatibili con le particolarità del rito del lavoro. Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 30906 del 29/11/2018 &nbsp...
Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - liquidazione - in genere - controversie di lavoro, previdenza e assistenza - diritti di procuratore - voci relative alle conclusioni e alla corrispondenza informativa - spettanza - configurabilità – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 30906 del 29/11/2018 Con riguardo alle controversie in materia di lavoro, previdenza e assistenza, vanno riconosciuti al difensore i diritti di procuratore per conclusioni ed esame delle conclusioni, che corrispondono anche nel rito del lavoro a un'attività caratterizzata da uno sviluppo progressivo che si chiude con la formulazione delle richieste conclusive delle parti in causa; parimenti va riconosciuta la voce "corrispondenza informativa" che è giustificata, in vista dell'udienza di discussione e in considerazione della tendenziale concentrazione che caratterizza il rito giuslavoristico, dall'opportunità di invitare il cliente a partecipare a detta udienza. Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 30906 del 29/11/2018 &nbsp...
Difensori - gratuito patrocinio - liquidazione dell'onorario e delle spese spettanti al difensore
Procedimento civile - difensori - gratuito patrocinio - liquidazione dell'onorario e delle spese spettanti al difensore - soccombenza di un'amministrazione statale nei confronti della parte ammessa al patrocinio a spese dello stato - decreto di pagamento del giudice del procedimento ai sensi dell'art. 82 del d.p.r. n. 115 del 2002 - necessità - condanna al pagamento in favore dello stato ai sensi dell'art. 133 del d.p.r. n. 115 del 2002 – inammissibilità - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 30876 del 29/11/2018 Qualora la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato sia vittoriosa in una controversia civile proposta contro un'amministrazione statale, l'onorario e le spese spettanti al difensore vanno liquidati ai sensi dell'art. 82 del d.P.R. n. 115 del 2002, ovvero con istanza rivolta al giudice del procedimento, non potendo riferirsi a tale ipotesi l'art. 133 del medesimo d.P.R., a norma del quale la condanna alle spese della parte soccombente non ammessa al patrocinio va disposta in favore dello Stato. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 30876 del 29/11/2018 &nbsp...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - cause scindibili e inscindibili - in genere - diritto del mediatore nei confronti delle parti dell'affare - litisconsorzio facoltativo - scindibilità delle cause in appello - conseguenze in caso di appello proposto solo da una parte - mediazione - provvigione - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 30730 del 27/11/2018 La domanda di condanna avanzata dal mediatore per il pagamento della provvigione contro ciascuna delle parti dell'affare concluso in ragione del suo intervento dà luogo ad un'ipotesi di litisconsorzio facoltativo proprio per comunanza di titolo, con conseguente scindibilità delle cause stesse in fase di appello. Ne deriva che, ove entrambi i partecipanti all'affare siano risultati soccombenti in primo grado, l'appello proposto da uno solo dei due non giova all'altro, nei cui confronti, in difetto di impugnazione incidentale, la sentenza sfavorevole passa in cosa giudicata; inoltre, nei riguardi di quest'ultimo, quale che sia l'esito dell'appello, non ha luogo il regolamento delle spese, né per il primo grado (ostandovi il giudicato), né per il secondo (non avendo egli assunto la qualità di parte). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 30730 del 27/11/2018 &nbsp...
Avvocato - onorari - in genere - liquidazione - determinazione del valore della controversia - criteri - rigetto della domanda - criterio del "disputatum" – applicabilità - avvocato e procuratore - onorari - valore della causa - in genere. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 28417 del 07/11/2018 >>> In caso di rigetto della domanda, nei giudizi per pagamento di somme o risarcimento di danni, il valore della controversia, ai fini della liquidazione degli onorari di avvocato a carico dell'attore soccombente, è quello corrispondente alla somma da quest'ultimo domandata, dovendosi seguire soltanto il criterio del "disputatum", senza che trovi applicazione il correttivo del "decisum". Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 28417 del 07/11/2018...
Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - liquidazione - in genere - liquidazione giudiziale delle spese processuali - modifiche delle tariffe professionali ex d.m. n. 37 del 2018 - applicabilità alle liquidazioni giudiziali successive alla sua entrata in vigore - criterio dell’esaurimento dell’incarico. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27233 del 26/10/2018 >>> In tema di spese processuali, i parametri previsti dal d.m. n. 37 del 2018, cui devono essere commisurati i compensi dei professionisti, vanno applicati ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del predetto decreto a condizione che a tale data non sia stata ancora completata la prestazione professionale, ancorché essa abbia avuto inizio e si sia in parte svolta nella vigenza della pregressa regolamentazione, atteso che l'accezione omnicomprensiva di "compenso" evoca la nozione di un corrispettivo unitario per l'opera complessivamente prestata. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27233 del 26/10/2018...
Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - Liquidazione giudiziale delle spese processuali - Modifiche delle tariffe professionali ex d.m. n. 37 del 2018 – Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 27233 del 26/10/2018 Applicabilità alle liquidazioni giudiziali successive alla sua entrata in vigore - Criterio dell’esaurimento dell’incarico. In tema di spese processuali, i parametri previsti dal d.m. n. 37 del 2018, cui devono essere commisurati i compensi dei professionisti, vanno applicati ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del predetto decreto a condizione che a tale data non sia stata ancora completata la prestazione professionale, ancorché essa abbia avuto inizio e si sia in parte svolta nella vigenza della pregressa regolamentazione, atteso che l'accezione omnicomprensiva di "compenso" evoca la nozione di un corrispettivo unitario per l'opera complessivamente prestata. Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 27233 del 26/10/2018 &nbsp...
Spese giudiziali civili - condanna alle spese - in genere - art. 91 c.p.c. come modificato dalla l. n. 69 del 2009 - accoglimento parziale della domanda - compensazione totale o parziale - legittimità - condanna dell'attore alle spese sostenute dalla controparte - esclusione - limiti – fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 26918 del 24/10/2018 >>> Nel regime normativo posteriore alle modifiche introdotte all'art. 91 c.p.c. dalla l. n. 69 del 2009, in caso di accoglimento parziale della domanda il giudice può, ai sensi dell'art. 92 c.p.c., compensare in tutto o in parte le spese sostenute dalla parte vittoriosa, ma questa non può essere condannata neppure parzialmente a rifondere le spese della controparte, nonostante l'esistenza di una soccombenza reciproca per la parte di domanda rigettata o per le altre domande respinte, poiché tale condanna è consentita dall'ordinamento solo per l'ipotesi eccezionale di accoglimento della domanda in misura non superiore all'eventuale proposta conciliativa. (Nella specie, la S. C. ha cassato la sentenza rilevando come il tribunale, in seguito al parziale accoglimento dell'appello, ha correttamente valutato l'esito complessivo della lite, senza tuttavia considerare che, in base all'accoglimento solo parziale della domanda, poteva disporre la totale o parziale compensazione delle spese, ma non condannare l'attore, parzialmente vittorioso, al pagamento di parte delle spese sostenute dal convenuto). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 26918 del 24/10/2018...
Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - spese di registrazione - sentenza di condanna alle spese - necessità di apposita pronuncia per le spese di registrazione della sentenza - esclusione- fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25680 del 15/10/2018 >>> Le spese di registrazione della sentenza, in quanto conseguenti alla pronuncia, devono ritenersi rientranti tra le spese di lite, senza che nella provvedimento di condanna della parte soccombente sia necessaria un'espressa statuizione al riguardo. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25680 del 15/10/2018...
Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - in genere - compenso del consulente tecnico d'ufficio - decreto che pone la liquidazione solidalmente a carico delle parti - mancata modificazione in sede di regolamento delle spese di lite - persistente vincolatività del decreto - sussistenza - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25047 del 10/10/2018 >>> In tema di compenso dovuto al consulente tecnico d'ufficio, il decreto di liquidazione che pone lo stesso a carico di entrambe le parti (o di una di esse) non è implicitamente assorbito dalla regolamentazione delle spese di lite ex art. 91 c.p.c. poiché quest'ultima attiene al diverso rapporto tra parte vittoriosa e soccombente sicché, ove non sia espressamente modificato dalla sentenza in sede di regolamento delle spese di lite, resta fermo e vincolante anche nei confronti della parte vittoriosa,salvi i rapporti interni tra la medesima e quella soccombente. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25047 del 10/10/2018...
Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione - in genere - regolamento d'ufficio - regime delle spese processuali - procedimento di conflitto - procedimenti davanti alle giurisdizioni confliggenti. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 23143 del 26/09/2018 >>> In tema di regolamento di giurisdizione d'ufficio ai sensi dell'art. 59 della l. n. 69 del 2009, il regime delle spese processuali del giudizio davanti alla S.C. e di quelli svoltisi davanti alle giurisdizioni confliggenti è ispirato al principio della soccombenza, collegato a quello della causalità, assumendo rilievo la concreta attività difensiva espletata da ciascuna delle parti. Ne consegue che, con riferimento all'attività processuale dinanzi alla S.C. nel procedimento per conflitto, può dirsi vittoriosa, e ha pertanto diritto alla rifusione delle spese, la parte che abbia preso posizione sull'esercizio del potere officioso da parte del giudice e che, nel farlo, abbia sostenuto l'avviso poi espresso dalle Sezioni Unite in sede di risoluzione del conflitto, non potendosi invece procedere alla regolazione delle spese nell'ipotesi in cui le parti si siano rimesse alla decisione della Corte; con riferimento invece ai procedimenti davanti alle giurisdizioni confliggenti, ove le Sezioni Unite accolgano il conflitto e dichiarino la giurisdizione del giudice che l'aveva declinata, si configura una soccombenza reciproca, dovendosi ritenere che entrambe le parti, omettendo di impugnare la declinatoria che precedette la riassunzione davanti alla giurisdizione confliggente, abbiano dato causa all'inutile svolgimento del processo davanti al plesso giurisdizionale che aveva declinato la giurisdizione. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 23143 del 26/09/2018...
Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione - in genere - Regolamento d'ufficio - Regime delle spese processuali - Procedimento di conflitto - Procedimenti davanti alle giurisdizioni confliggenti. corte di cassazione, sez. u, ordinanza n. 23143 del 26/09/2018 In tema di regolamento di giurisdizione d'ufficio ai sensi dell'art. 59 della l. n. 69 del 2009, il regime delle spese processuali del giudizio davanti alla S.C. e di quelli svoltisi davanti alle giurisdizioni confliggenti è ispirato al principio della soccombenza, collegato a quello della causalità, assumendo rilievo la concreta attività difensiva espletata da ciascuna delle parti. Ne consegue che, con riferimento all'attività processuale dinanzi alla S.C. nel procedimento per conflitto, può dirsi vittoriosa, e ha pertanto diritto alla rifusione delle spese, la parte che abbia preso posizione sull'esercizio del potere officioso da parte del giudice e che, nel farlo, abbia sostenuto l'avviso poi espresso dalle Sezioni Unite in sede di risoluzione del conflitto, non potendosi invece procedere alla regolazione delle spese nell'ipotesi in cui le parti si siano rimesse alla decisione della Corte; con riferimento invece ai procedimenti davanti alle giurisdizioni confliggenti, ove le Sezioni Unite accolgano il conflitto e dichiarino la giurisdizione del giudice che l'aveva declinata, si configura una soccombenza reciproca, dovendosi ritenere che entrambe le parti, omettendo di impugnare la declinatoria che precedette la riassunzione davanti alla giurisdizione confliggente, abbiano dato causa all'inutile svolgimento del processo davanti al plesso giurisdizionale che aveva declinato la giurisdizione. &nbsp...
Avvocato e procuratore - onorari - tariffe professionali - in genere - Liquidazione delle spese in favore della parte vittoriosa - Determinazione del valore della causa - Pluralità di domande proposte in un unico processo, ma in via subordinata o alternativa - Criterio - Prevalenza della domanda di maggior valore - Fattispecie. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 2, SENTENZA N. 22711 DEL 25/09/2018 Ai sensi dell'art. 10 c.p.c., richiamato dall'art. 5 d.m. n. 140 del 2012 "ratione temporis" applicabile, le domande proposte, in via gradata tra loro, verso la stessa parte non si sommano ai fini della determinazione del valore della causa, con riguardo alla liquidazione delle spese in favore della parte vittoriosa, dovendo esser utilizzato a tal fine l'ammontare richiesto nella domanda di valore maggiore. (Nella specie, la S.C. ha escluso il cumulo delle domande proposte dalla società attrice, in via principale, per ottenere la residua parte di un contributo concesso originariamente e, in via subordinata all'ipotesi di rigetto della pretesa svolta in via principale, per trattenere la somma già ricevuta). &nbsp...
Condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Finalità e presupposti - Fattispecie - Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - lite temeraria - In genere. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. U, SENTENZA N. 22405 DEL 13/09/2018 >>> La condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c. è volta a salvaguardare finalità pubblicistiche, correlate all'esigenza di una sollecita ed efficace definizione dei giudizi, nonché interessi della parte vittoriosa ed a sanzionare la violazione dei doveri di lealtà e probità sanciti dall'art. 88 c.p.c., realizzata attraverso un vero e proprio abuso della "potestas agendi" con un'utilizzazione del potere di promuovere la lite, di per sé legittimo, per fini diversi da quelli ai quali esso è preordinato, con conseguente produzione di effetti pregiudizievoli per la controparte. Ne consegue che la condanna, al pagamento della somma equitativamente determinata, non richiede né la domanda di parte né la prova del danno, essendo tuttavia necessario l'accertamento, in capo alla parte soccombente, della mala fede (consapevolezza dell'infondatezza della domanda) o della colpa grave (per carenza dell'ordinaria diligenza volta all'acquisizione di detta consapevolezza), venendo in considerazione, a titolo esemplificativo, la pretestuosità dell'iniziativa giudiziaria per contrarietà al diritto vivente ed alla giurisprudenza consolidata, la manifesta inconsistenza giuridica delle censure in sede di gravame ovvero la palese e strumentale infondatezza dei motivi di impugnazione. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di appello, che aveva escluso la condanna, nonostante l'artificiosa evocazione in giudizio di una parte, peraltro senza proporre domanda contro di essa, finalizzata a "bloccare" le azioni promosse all'estero, in quanto la pretestuosità sarebbe dovuta essere eccepita dalla stessa parte invece rimasta contumace). &nbsp...
Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - liquidazione - in genere - Rimborso delle spese a favore di amministrazione statale - Spese vive - Limitazione alle sole spese prenotate a debito. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 2, ORDINANZA N. 22014 DEL 11/09/2018 La condanna al pagamento delle spese del giudizio in favore di un'amministrazione dello Stato deve essere limitata, riguardo alle spese vive, al rimborso delle somme prenotate a debito. &nbsp...
Controricorso - Inammissibilità - Soccombenza del ricorrente - Rimborso degli onorari di difesa al resistente - Procedimento camerale dinanzi - Limitazione a quelli relativi alla memoria scritta - Necessità. In tema di condanna alle spese nel giudizio di legittimità, il controricorso inammissibile non può essere posto a carico del ricorrente soccombente nel computo dell'onorario di difesa da rimborsare alla parte resistente, poiché in tale ipotesi detta condanna deve limitarsi all'attività successiva eventualmente svolta, che, nel procedimento in camera di consiglio dinanzi alla Sezione ordinaria, previsto dal d.l. n. 168 del 2016, conv., con modif., dalla l. n. 197 del 2016, è limitato alla redazione della memoria scritta ex art. 380 bis, comma 1, c.p.c., ossia all'unica attività difensiva consentita in detto procedimento, da ritenersi equiparata alla (o sostitutiva della) discussione in pubblica udienza. Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 21105 del 24/08/2018 &nbsp...
Spese di ctu - Compensazione - Autosufficienza del ricorso - Trascrizione del decreto di liquidazione - Omissione - Conseguenze - Fattispecie. In tema di liquidazione delle spese processuali, tra le quali rientrano anche quelle relative alla consulenza tecnica d'ufficio, stante la natura discrezionale dei criteri di ripartizione delle stesse, il ricorso per cassazione con il quale venga dedotta la violazione del principio generale di soccombenza, in virtù del principio di autosufficienza ed a pena di inammissibilità, deve essere accompagnato dalla produzione o dalla trascrizione del decreto di liquidazione censurato. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla parte vittoriosa avverso la decisione di compensare per intero le spese di ctu in quanto non era stato trascritto né allegato il decreto di liquidazione). Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 20763 del 17/08/2018 &nbsp...
Deducibilità IVA - Condizioni - Modalità. In tema di liquidazione delle spese processuali in favore della parte vittoriosa, la deducibilità dell'IVA può rilevare solo in ambito esecutivo, nel quale la parte soccombente ha la possibilità di contestare sul punto il titolo con opposizione a precetto o all'esecuzione, al fine di far valere eventuali circostanze che, secondo le previsioni del d.P.R. n. 633 del 1972, possano escludere, nei singoli casi, la concreta rivalsa o, comunque, l'esigibilità dell'IVA. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 18192 del 10/07/2018...
Omessa liquidazione in dispositivo - Rimedio - Correzione errori materiali - Esperibilità. A fronte della mancata liquidazione delle spese nel dispositivo della sentenza, anche emessa ex art. 429 c.p.c, sebbene in parte motiva il giudice abbia espresso la propria volontà di porle a carico della parte soccombente, la parte interessata deve fare ricorso alla procedura di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e ss c.p.c. per ottenerne la quantificazione. Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 16415 del 21/06/2018 &nbsp...
Rimessione al giudice di rinvio di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità - Rigetto dell'appello da parte del giudice di rinvio - Obbligo dello stesso di provvedere sulle spese delle fasi di impugnazione - Riforma della sentenza di primo grado - Obbligo del giudice di rinvio di provvedere sulle spese dell'intero giudizio - Applicazione del principio della soccombenza all'esito globale del processo - Conseguenze. Il giudice del rinvio, al quale la causa sia rimessa dalla Corte di cassazione anche perché decida sulle spese del giudizio di legittimità, è tenuto a provvedere sulle spese delle fasi di impugnazione, se rigetta l'appello, e su quelle dell'intero giudizio, se riforma la sentenza di primo grado, secondo il principio della soccombenza applicato all'esito globale del giudizio, piuttosto che ai diversi gradi dello stesso ed al loro risultato. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 15506 del 13/06/2018 &nbsp...
Opposizione ad esecuzione esattoriale - Fondatezza per illegittimità dell’azione esecutiva ascrivibile all’ente creditore - Regime delle spese rispetto all’agente della riscossione. Nella controversia con cui il debitore contesti l'esecuzione esattoriale, in suo danno minacciata o posta in essere, non integra ragione di esclusione della condanna alle spese di lite nei confronti dell'agente della riscossione, né - di per sé sola considerata - di loro compensazione, la circostanza che l'illegittimità dell'azione esecutiva sia da ascrivere al creditore interessato, restando peraltro ferme, da un lato, la facoltà dell'agente della riscossione di chiedere all'ente impositore la manleva dall'eventuale condanna alle spese in favore del debitore vittorioso e, dall'altro, la possibilità, per il giudice, di condannare al loro pagamento il solo ente creditore interessato o impositore, quando questo è presente in giudizio, compensandole nei rapporti tra il debitore vittorioso e l'agente della riscossione, purché sussistano i presupposti di cui all'art. 92 c.p.c., diversi ed ulteriori rispetto alla sola circostanza che l'opposizione sia stata accolta per ragioni riferibili all'ente creditore. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 15390 del 13/06/2018 &nbsp...
Ricorso al giudice amministrativo per l'annullamento di un atto illegittimo della P.A. - Determinazione degli onorari di avvocato - Scaglione relativo alle cause di valore indeterminabile - Applicabilità - Effetti patrimoniali della vicenda – Irrilevanza - Fattispecie. In tema di determinazione degli onorari di avvocato, ai sensi dell'art. 6 della tariffa forense approvata con d.m. n. 585 del 1994 (applicabile "ratione temporis"), va considerata di valore indeterminabile la controversia introdotta innanzi al giudice amministrativo per l'annullamento di un atto, poichè la "causa petendi" della domanda è l'illegittimità dell'atto stesso, mentre il "petitum" è la sua eliminazione, senza che rilevino eventuali risvolti patrimoniali della vicenda. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha escluso che incidesse sul valore della controversia l'incremento del patrimonio comunale, consistito nell'acquisizione di trenta appartamenti, indirettamente riconducibile ai provvedimenti amministrativi impugnati, in quanto i giudizi in questione erano finalizzati al semplice accertamento della legittimità dei detti provvedimenti). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 15061 del 11/06/2018 &nbsp...
Rimborso forfetario delle spese generali - Natura giuridica - Spettanza automatica - Sussistenza - Fondamento. Il rimborso c.d. forfetario delle spese generali (nella specie ai sensi dell'art. 1, comma 2, del d.m. n. 140 del 2012) costituisce una componente delle spese giudiziali, la cui misura è predeterminata dalla legge, e compete automaticamente al difensore, anche in assenza di allegazione specifica e di apposita istanza, che deve ritenersi implicita nella domanda di condanna al pagamento degli onorari giudiziali che incombe sulla parte soccombente. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 13693 del 30/05/2018 &nbsp...
Sentenza di primo grado di condanna dell’attore alle spese in favore dei convenuti in solido - Accoglimento dell’appello nei confronti di un solo convenuto - Riduzione della condanna alle spese - Esclusione - Fondamento. In tema di spese giudiziali, l'espressa "conferma nel resto" di una sentenza di primo grado, recante la condanna alle spese in favore dei due originari convenuti, pronunciata nonostante l'accoglimento dell'appello e la condanna nel merito di uno di quelli con compensazione delle spese nei rapporti tra quello e le controparti, non comporta la modifica dell'importo complessivo oggetto della liquidazione disposta; pertanto, l'originario beneficiario della condanna in primo grado può azionare quest'ultima per l'intero. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13540 del 30/05/2018 &nbsp...
Rimborso spese sostenute dall'interveniente - Soggetto tenuto - Individuazione - Condizioni - Fattispecie. Il rimborso delle spese processuali sostenute da colui che sia legittimamente intervenuto "ad adiuvandum" è posto, senza che occorra che la sua presenza sia stata determinante ai fini dell'esito favorevole della lite per l'adiuvato, a carico della parte la cui tesi difensiva, risultata infondata, abbia determinato l'interesse all'intervento. (Nella specie, la S.C. ha condannato la parte soccombente al pagamento delle spese anche in favore dei condomini intervenuti in un giudizio instaurato dal condominio del quale erano parte per la difesa di diritti connessi alla loro partecipazione al condominio stesso). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 11670 del 14/05/2018 &nbsp...
Liquidazione al di sotto del minimo tariffario – Assenza di motivazione – Illegittimità – Fondamento In tema di liquidazione delle spese processuali, ove la richiesta degli onorari di avvocato, benché non accompagnata dal deposito di una nota specifica, sia formulata in relazione ai minimi previsti dalla tariffa forense, la loro riduzione senza motivazione è illegittima, in quanto si pone in contrasto con il principio della inderogabilità dei minimi edittali sancito dall'art. 24 della l. n. 794 del 1942. Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 22991 del 02/10/2017 &nbsp...
Avvocato e procuratore - onorari - tariffe professionali - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 21829 del 20/09/2017
Rappresentanza e difesa collettiva da parte di un unico professionista - Pluralità di cause non riunite - Aumento dell'unica parcella fino al venti per cento per ogni parte - Esclusione - Fondamento. In tema di onorari di avvocato, l’art. 5, comma 4, del d.m. n 127 del 2004 – “ratione temporis” vigente ed abrogato dall'art. 9 del d.l. n. 1 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 27 del 2012 - non si applica nel caso in cui il professionista difenda la medesima parte contro più parti, ma in processi introdotti separatamente e non riuniti, ancorché aventi ad oggetto le medesime questioni di fatto e di diritto. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 21829 del 20/09/2017 &nbsp...
Avvocato e procuratore - Giudizi disciplinari - Sanzioni disciplinari – Divulgazione della corrispondenza tra difensori - Proposta transattiva su invito del giudice - Divieto - Fattispecie. L’art. 28 del codice deontologico forense (nel testo anteriore a quello attualmente vigente approvato dal CNF nella seduta del 31 gennaio 2014) pone un divieto assoluto di esibizione in giudizio della corrispondenza intercorsa tra i professionisti e contenente proposte transattive; tale divieto comprende anche la corrispondenza avente ad oggetto l'invito del giudice a transigere, in quanto, ai fini dell’applicazione dell’art. 91, comma 1, c.p.c., la proposta conciliativa deve essere formulata in giudizio dalla parte che ne è autrice e, dunque, non rilevano le trattative tra i difensori. (Nella specie la S. C. ha ritenuto infondato il motivo di ricorso con il quale si chiedeva un'interpretazione dell'art. 28 citato, che affermasse il carattere esimente della produzione di corrispondenza intercorsa tra i difensori in caso di ipotesi transattiva formulata dal giudice, in quanto rilevante ai fini dell’applicazione dell’art. 91 c.p.c.). Corte di Cassazione, Sez. U , Sentenza n. 21109 del 12/09/2017 &nbsp...
Spese giudiziali civili - condanna alle spese - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 20834 del 06/09/2017
Violazione del termine di ragionevole durata del processo - Equa riparazione - Soggetti aventi la medesima posizione nel processo presupposto - Proposizione contemporanea di distinti ricorsi - Identico patrocinio legale - Abuso del processo - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze - Inammissibilità dei ricorsi - Esclusione - Valutazione ai fini delle spese processuali - Ammissibilità. La condotta di più soggetti che, dopo aver agito unitariamente nel processo presupposto, così dimostrando la carenza di interesse alla diversificazione delle rispettive posizioni, propongano contemporaneamente, pur con identico patrocinio legale, distinti ricorsi per equa riparazione "ex lege" n. 89 del 2001, così dando luogo a cause inevitabilmente destinate alla riunione, siccome connesse per oggetto e titolo, si configura come abuso del processo, contrastando con l'inderogabile dovere di solidarietà, che impedisce di far gravare sullo Stato debitore il danno derivante dall'aumento degli oneri processuali, nonché con il principio costituzionale della ragionevole durata del processo, avuto riguardo all'allungamento dei tempi processuali prodotto dalla proliferazione non necessaria dei procedimenti. Tale abuso, pur non essendo sanzionabile con l'inammissibilità dei ricorsi, non essendo illegittimo lo strumento adottato, ma le modalità della sua utilizzazione, impone tuttavia, per quanto possibile, l'eliminazione degli effetti distorsivi che ne derivano e, quindi, la valutazione dell'onere delle spese come se il procedimento fosse stato unico fin dall'origine. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 20834 del 06/09/2017 &nbsp...
Criteri di liquidazione degli onorari e delle spese - Distinzione degli uni dalle altre - Fondamento - Nota spese specifica - Rideterminazione da parte del giudice di merito - Motivazione analitica - Necessità. In tema di spese giudiziali, il giudice deve liquidare in modo distinto spese ed onorari, in relazione a ciascun grado del giudizio, per consentire alle parti di controllare i criteri di calcolo adottati e, in presenza di una nota spese specifica prodotta dalla parte vittoriosa, non può rideterminare globalmente i compensi in misura inferiore a quelli esposti, ma deve motivare adeguatamente l’eliminazione o la riduzione delle singole voci. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18905 del 28/07/2017 &nbsp...
Pluralità di eredi di parte processuale deceduta - Medesima posizione processuale - Pluralità di difensori di detti eredi - Soccombenza della controparte - Conseguenze - Liquidazione di un unico compenso complessivo, con riferimento a tutti gli eredi - Necessità - Eventuale maggiorazione compenso - Ammissibilità. Ove più eredi di una parte processuale deceduta si costituiscano e facciano valere la medesima posizione processuale, ognuno nominando un diverso difensore, non possono essere poste a carico della controparte soccombente le spese connesse alla pluralità di legali, ma deve essere liquidato un unico importo complessivo, eventualmente aumentato in base ai criteri di cui all’art. 4 del d.m. n. 55 del 2014. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17393 del 13/07/2017 &nbsp...
Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - liquidazione – Corte di Cassazione Sez. U , Sentenza n. 16990 del 10/07/2017
Spese per attività stragiudiziale - Natura - Danno emergente - Liquidazione in favore del danneggiato - Presupposti - Fattispecie. Le spese di assistenza legale stragiudiziale, diversamente da quelle giudiziali vere e proprie, hanno natura di danno emergente e la loro liquidazione, pur dovendo avvenire nel rispetto delle tariffe forensi, è soggetta agli oneri di domanda, allegazione e prova secondo le ordinarie scansioni processuali. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la statuizione di inammissibilità per tardività della domanda avente ad oggetto le spese stragiudiziali, formulata, per la prima volta, nella memoria ex art. 180 del r.d. n. 1775 del 1933, in quanto introduttiva di nuovi temi d'indagine nel giudizio dinanzi al tribunale regionale delle acque pubbliche). Corte di Cassazione Sez. U , Sentenza n. 16990 del 10/07/2017 &nbsp...
Avvocatura dello Stato - Deposito di atto finalizzato alla mera costituzione in giudizio - Omesso svolgimento di ulteriore attività processuale - Condanna alle spese in favore del Ministero vittorioso - Esclusione - Sopravvenuta modifica del procedimento camerale ex art. 380-bis c.p.c. - Irrilevanza. In tema di spese del procedimento camerale dinanzi alla Corte di cassazione, la mera costituzione dell'Avvocatura dello Stato, con semplice deposito di atto a ciò finalizzato, non consente la condanna della parte soccombente in favore del Ministero vittorioso, qualora non sia seguito lo svolgimento di alcuna attività processuale di deposito di memoria, non assumendo rilevanza la circostanza che - a seguito della modifica dell'art. 380-bis c.p.c., operata dall'art. 1, comma 1-bis, del d.l. n. 168 del 2016, conv., con modif., dalla l. n. 197 del 2016 - sia stata preclusa la possibilità dell'audizione della parte in adunanza camerale. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 16921 del 07/07/2017 &nbsp...
Decisione in via incidentale - Valore della causa ai fini della liquidazione delle spese giudiziali - Indeterminabilità - Sussistenza - Fondamento. In materia di querela di falso in via incidentale, ed ai fini della liquidazione delle spese giudiziali, il valore della causa di falso deve ritenersi indeterminabile, giacché connaturato sia allo scopo del giudizio (che è quello di eliminare la verità del documento, anche al di là dell'utilizzo nella controversia in cui la querela è incidentalmente insorta), sia alle possibili implicazioni, al di fuori del processo, dell'accertamento della falsità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15642 del 23/06/2017 &nbsp...
Decisione in via incidentale - Oggetto - Scrittura privata verificata giudizialmente nel giudizio principale - Espletamento di ctu in tale sede ed utilizzazione nel giudizio di falso - Spese relative - Liquidazione nel procedimento incidentale - Ammissibilità - Fondamento. In materia di querela di falso, qualora la stessa sia proposta in via incidentale contro una scrittura privata, precedentemente oggetto di verificazione nel giudizio principale - quanto alla provenienza della sottoscrizione - attraverso una c.t.u., la liquidazione delle spese del procedimento incidentale legittimamente include quelle dell’espletata consulenza, in quanto l'attività svoltasi con la verificazione ed il suo esito risultano "ex post" comunque strumentali alla definizione del procedimento incidentale, essendo, pertanto, la liquidazione giustificata dall'applicazione del principio di causalità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15642 del 23/06/2017 &nbsp...
Pronuncia limitata alla sola competenza recante statuizione - Impugnazione di detta statuizione - Regolamento di competenza - Necessità - Condizioni - Autonoma proposizione del mezzo ordinario di impugnazione - Ammissibilità - Condizioni. La sentenza che abbia pronunciato soltanto sulla competenza e che rechi anche una statuizione di condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c., deve essere impugnata con il regolamento (necessario) di competenza, quale mezzo necessario per discutere anche su detta statuizione, che, invece, è suscettibile di autonoma impugnazione, proposta nei modi ordinari, quando la parte soccombente sulla competenza, ed a carico della quale sia stata pronunciata condanna ai sensi della detta norma, intenda censurare soltanto quest’ultimo capo. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 15347 del 20/06/2017 &nbsp...
Rimessione della causa al giudice di primo grado per difetto di contraddittorio – Decisione sulle spese di appello – Obbligo del giudice di appello – Condanna alle spese – Sussistenza – Condizioni. Il giudice d’appello, qualora rinvii la causa al primo giudice ai sensi dell’art. 354 c.p.c. per integrare il contraddittorio nei confronti di un litisconsorte necessario, deve provvedere in ordine alle spese del processo di secondo grado, condannando al loro pagamento la parte riconosciuta soccombente per aver dato causa alla nullità che ha determinato il rinvio. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 14495 del 09/06/2017 &nbsp...
Accertamento tecnico preventivo "ante causam" - Spese relative - Pagamento a carico del richiedente - Necessità - Natura di spese giudiziali nel successivo giudizio di merito - Configurabilità. Le spese dell'accertamento tecnico preventivo "ante causam" vanno poste, a conclusione della procedura, a carico della parte richiedente e vanno prese in considerazione nel successivo giudizio di merito (ove l'accertamento stesso venga acquisito) come spese giudiziali, da porre, salva l'ipotesi di possibile compensazione totale o parziale, a carico del soccombente e da liquidare in un unico contesto. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14268 del 08/06/2017 &nbsp...
Spese sostenute per ottenere il parere del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati - Addebito al professionista - Condizioni - Fattispecie. Lavoro - lavoro autonomo (nozione, caratteri, distinzioni) - contratto d'opera (nozione, caratteri, differenze dall'appalto, distinzioni) - professioni intellettuali - compenso (onorario) In genere. Spese giudiziali civili - condanna alle spese In genere. In una controversia avente ad oggetto il pagamento del compenso in favore di un avvocato per le prestazioni professionali rese in favore del cliente, le spese sostenute per ottenere il parere del Consiglio dell'Ordine sotteso alla propria richiesta devono restare a carico del professionista, ove la relativa pretesa sia in tutto, ovvero in parte, infondata. (Principio affermato con riferimento ad un caso di opposizione a decreto ingiuntivo adottato sulla base del parere reso dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, conclusasi con la revoca del decreto medesimo, conseguente all'accoglimento, solo parziale, della pretesa del difensore). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12681 del 19/05/2017 &nbsp...
Spese sostenute per ottenere il parere del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati - Addebito al professionista - Condizioni - Fattispecie. In una controversia avente ad oggetto il pagamento del compenso in favore di un avvocato per le prestazioni professionali rese in favore del cliente, le spese sostenute per ottenere il parere del Consiglio dell'Ordine sotteso alla propria richiesta devono restare a carico del professionista, ove la relativa pretesa sia in tutto, ovvero in parte, infondata. (Principio affermato con riferimento ad un caso di opposizione a decreto ingiuntivo adottato sulla base del parere reso dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, conclusasi con la revoca del decreto medesimo, conseguente all'accoglimento, solo parziale, della pretesa del difensore). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 12681 del 19/05/2017 &nbsp...
Ricorso per cassazione - Procura speciale rilasciata da società estinta per pregressa cancellazione dal registro delle imprese – Inesistenza – Ragioni – Conseguenze – Condanna del difensore alle spese del giudizio. La procura speciale necessaria per la proposizione del ricorso per cassazione è inesistente ove conferita al difensore da una società estinta per pregressa cancellazione dal registro delle imprese, in quanto essa presuppone un rapporto di mandato tra l’avvocato ed il cliente che non può sussistere in mancanza del mandante, derivandone, pertanto, che l’attività processuale svolta resta nell’esclusiva responsabilità del legale, del quale è conseguentemente ammissibile la condanna a pagare le spese del giudizio. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 10071 del 21/04/2017 &nbsp...
Chiamata in garanzia palesemente infondata - Spese processuali sostenute dal terzo chiamato in causa dal convenuto - Onere a carico del chiamante - Necessità - Soccombenza dell’attore principale nei confronti del convenuto - Irrilevanza - Ragioni. In tema di spese processuali, la palese infondatezza della domanda di garanzia proposta dal convenuto nei confronti del terzo chiamato comporta l'applicabilità del principio di soccombenza nel rapporto processuale instauratosi tra loro, anche quando l'attore sia, a sua volta, soccombente nei confronti del convenuto chiamante, atteso che quest'ultimo sarebbe stato soccombente nei confronti del terzo anche in caso di esito diverso della causa principale. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 10070 del 21/04/2017 &nbsp...
Nota spese specifica prodotta dalla parte vittoriosa - Liquidazione da parte del giudice - Determinazione globale - Legittimità - Esclusione - Adeguata motivazione della riduzione o eliminazione di voci - Necessità - Fondamento. In tema di liquidazione delle spese processuali, il giudice, in presenza di una nota specifica prodotta dalla parte vittoriosa, non può limitarsi ad una globale determinazione dei diritti di procuratore e degli onorari di avvocato in misura inferiore a quelli esposti, ma ha l'onere di dare adeguata motivazione dell'eliminazione e della riduzione di voci da lui operata, allo scopo di consentire, attraverso il sindacato di legittimità, l'accertamento della conformità della liquidazione a quanto risulta dagli atti ed alle tariffe, in relazione all'inderogabilità dei relativi minimi, giusta l'art. 24 della l.n. 794 del 1942. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8824 del 05/04/2017 &nbsp...
Compensazione delle spese - Sindacabilità ex art. 360 n. 3 c.p.c. in sede di legittimità - Limiti. In tema di spese processuali, il sindacato della Corte di cassazione, ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c., è limitato ad accertare che non risulti violato il principio secondo il quale le stesse non possono essere poste a carico della parte totalmente vittoriosa, per cui vi esula, rientrando nel potere discrezionale del giudice di merito, la valutazione dell'opportunità di compensarle in tutto o in parte, sia nell'ipotesi di soccombenza reciproca che in quella di concorso di altri giusti motivi. Corte di Cassazione, Sez. 5 , Ordinanza n. 8421 del 31/03/2017 &nbsp...
Soccombenza - in genere. In tema di riscossione tributaria, ove la cartella di pagamento sia annullata per omessa notifica di un atto presupposto, le spese di lite vanno poste, in solido tra loro, a carico dell’ente impositore e del concessionario alla riscossione, che siano stati convenuti insieme dal contribuente, essendo entrambi soccombenti, in base al principio di causalità, rispetto all'opponente, il quale è, invece, estraneo alla circostanza, rilevante solo nei rapporti interni, per cui il secondo ponga in essere atti dovuti su richiesta del primo. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 7371 del 22/03/2017 &nbsp...
Sentenza definitiva – Conseguenze – Regolamento delle spese di lite – Possibilità – Fondamento - Sspese giudiziali civili - "ius superveniens" - procedimenti speciali - divisione (giudizio di) In genere. In tema di giudizio di scioglimento della comunione, il giudice, nel risolvere con sentenza gli incidenti cognitivi tipici (quali le contestazioni sul diritto alla divisione, le controversie sulla necessità della vendita e le contestazioni sul progetto di divisione), ben può regolarne anche le spese di lite, trattandosi di provvedimenti potenzialmente definitivi perché, diversamente da quanto accade nel processo dichiarativo, quello di scioglimento della comunione non è fisiologicamente destinato a chiudersi con una decisione di merito. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1665 del 23/01/2017 &nbsp...
Equa riparazione - Natura contenziosa del procedimento - Conseguenze - Spese processuali - Liquidazione - Tariffa applicabile - Fattispecie successiva al d.m. n. 55 del 2014. Ai fini della liquidazione delle spese processuali, la natura contenziosa del processo camerale per l'equa riparazione, già affermata in relazione alla previgente tariffa di cui al d.m. n. 127 del 2004, deve essere ribadita anche in relazione alla tariffa di cui al d.m. n. 55 del 2014. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 23187 del 14/11/2016 &nbsp...
Spese giudiziali civili - liquidazione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 21205 del 19/10/2016
Abrogazione delle tariffe professionali - Liquidazioni giudiziali successive al d.m. n. 55 del 2014 - Applicazione delle nuove tariffe - Condizioni - Conseguenze. In tema di spese processuali, i nuovi parametri fissati dal d.m. n. 55 del 2014 si applicano in tutti i casi in cui la liquidazione giudiziale delle stesse intervenga successivamente all'entrata in vigore del predetto decreto e si riferisca al compenso spettante ad un professionista che, a quella data, non abbia ancora completato la propria prestazione professionale, ancorché questa abbia avuto inizio e si sia in parte svolta ancora vigenti le tariffe abrogate, evocando l'accezione omnicomprensiva di "compenso" la nozione di un corrispettivo unitario per l'opera complessivamente prestata.In tali casi, pertanto, è dovuto al difensore anticipatario, ai sensi dell'art. 2, comma 2, del citato decreto, il rimborso forfettario per spese generali, pari al 15 per cento del compenso totale per la prestazione. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 21205 del 19/10/2016 &nbsp...
Abrogazione delle tariffe professionali - Liquidazioni giudiziali successive al d.m. n. 55 del 2014 - Applicazione delle nuove tariffe - Condizioni - Conseguenze. In tema di spese processuali, i nuovi parametri fissati dal d.m. n. 55 del 2014 si applicano in tutti i casi in cui la liquidazione giudiziale delle stesse intervenga successivamente all'entrata in vigore del predetto decreto e si riferisca al compenso spettante ad un professionista che, a quella data, non abbia ancora completato la propria prestazione professionale, ancorché questa abbia avuto inizio e si sia in parte svolta ancora vigenti le tariffe abrogate, evocando l'accezione omnicomprensiva di "compenso" la nozione di un corrispettivo unitario per l'opera complessivamente prestata. In tali casi, pertanto, è dovuto al difensore anticipatario, ai sensi dell'art. 2, comma 2, del citato decreto, il rimborso forfettario per spese generali, pari al 15 per cento del compenso totale per la prestazione. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 21205 del 19/10/2016 &nbsp...
Criteri di liquidazione degli onorari e delle spese - Distinzione tra i diversi gradi di giudizio - Necessità - Fondamento. In tema di spese giudiziali, il giudice deve liquidare in modo distinto spese ed onorari in relazione a ciascun grado del giudizio, poichè solo tale specificazione consente alle parti di controllare i criteri di calcolo adottati e di conseguenza le ragioni per le quali sono state eventualmente ridotte le richieste presentate nelle note spese. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 19623 del 30/09/2016 &nbsp...
Spese della cosulenza tecnica d'ufficio - Natura - Compensazione in presenza di parte totalmente vittoriosa - Ammissibilità - Fondamento. Le spese della consulenza tecnica d'ufficio rientrano tra i costi processuali suscettibili di regolamento ex artt. 91 e 92 c.p.c., sicché possono essere compensate anche in presenza di una parte totalmente vittoriosa, costituendo tale statuizione una variante verbale della tecnica di compensazione espressa per frazioni dell'intero. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 17739 del 07/09/2016 &nbsp...
Interruzione del giudizio di merito per morte di una parte - Diritto alle spese giudiziali per l'attività svolta dal "de cuius" - Configurabilità - Condizioni - Costituzione in giudizio dell'erede. Procedimento civile - interruzione del processo - morte della parte - in genere. In caso di interruzione del processo per morte di una delle parti, l'erede può ottenere la condanna della controparte, rimasta soccombente, al rimborso delle spese del giudizio relative all'attività processuale svolta dal difensore del defunto fino all'interruzione solo se si sia ritualmente costituito nel processo a seguito della riassunzione operata nei suoi confronti. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14532 del 15/07/2016 &nbsp...
Accertamento tecnico preventivo ex art. 445-bis c.p.c. - Condanna alle spese - Principio della soccombenza - Applicazione - Fondamento - Fattispecie. In tema di accertamento tecnico preventivo in materia previdenziale ed assistenziale, la previsione della pronuncia sulle spese, di cui all'art. 445-bis, comma 5, c.p.c., deve essere coordinata con il principio generale sulla soccombenza di cui all'art. 91 c.p.c., sicché la parte totalmente vittoriosa non può essere in alcun caso condannata al pagamento delle spese in favore della controparte. (Nella specie, la S.C. ha annullato, su ricorso ai sensi dell'art. 111 Cost., un decreto di omologa di cui all'art. 445-bis c.p.c., che, pur accertando l'insussistenza del requisito sanitario per l'indennità di accompagnamento, aveva posto a carico dell'INPS sia le spese processuali che quelle di consulenza tecnica di ufficio). Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 12028 del 10/06/2016 &nbsp...
Appello - Rideterminazione officiosa dell'onere delle spese processuali - Ammissibilità - Condizioni - Fattispecie. Il giudice di appello, allorché riformi in tutto o in parte la sentenza impugnata, deve procedere d'ufficio, quale conseguenza della pronuncia di merito adottata, ad un nuovo regolamento delle spese processuali, il cui onere va attribuito e ripartito tenendo presente l'esito complessivo della lite poiché la valutazione della soccombenza opera, ai fini della liquidazione delle spese, in base ad un criterio unitario e globale, mentre, in caso di conferma della sentenza impugnata, la decisione sulle spese può essere modificata soltanto se il relativo capo della sentenza abbia costituito oggetto di specifico motivo d'impugnazione. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di appello che aveva confermato la soccombenza della parte appellante rigettando nel merito domanda in luogo della nullità del ricorso dichiarata dal giudice di primo grado, sicché doveva escludersi un mutamento sostanziale dell'esito complessivo della lite idoneo a giustificare una rideterminazione officiosa delle spese). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 11423 del 01/06/2016 &nbsp...
Dedotta violazione delle tariffe professionali forensi - Indicazione delle prestazioni contestate e delle voci assunte come violate - Necessità - Censurabilità - Violazione dei limiti massimi - Omessa specifica individuazione delle prestazioni contestate - Inammissibilità del ricorso. In sede di ricorso per cassazione, la determinazione, del giudice di merito, relativa alla liquidazione delle spese processuali può essere censurata solo attraverso la specificazione delle voci in ordine alle quali lo stesso giudice sarebbe incorso in errore, sicché è generico il mero riferimento a prestazioni, che sarebbero state riconosciute in violazione della tariffa massima, senza la puntuale esposizione delle voci in concreto liquidate dal giudice, con derivante inammissibilità dell'inerente motivo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10409 del 20/05/2016 &nbsp...
Impugnazione - Notificazione a litisconsorte processuale in appello - Assenza di domande nei confronti del litisconsorte - Irrilevanza - Diritto alla liquidazione delle spese - A carico del soccombente - Sussistenza. Se l'impugnazione nel merito deve essere notificata, in qualità di litisconsorte processuale, ad uno dei convenuti in primo grado (nella specie il chiamato in garanzia), nei cui confronti nessuna delle altre parti in secondo grado abbia formulato domande, a costui debbono essere rimborsate le spese processuali da colui la cui pretesa è dichiarata ingiustificata. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7401 del 14/04/2016 &nbsp...
notificazione dell'impugnazione - in cause scindibili - appello del convenuto soccombente notificato ai convenuti vittoriosi a fine di "denuntiatio litis" - Condanna alle spese in favore del destinatario della notificazione che non abbia impugnato incidentalmente la sentenza - Esclusione - Fondamento. Nell'ipotesi di cause scindibili ex art. 332 c.p.c., la notifica dell'appello proposto dal convenuto soccombente agli altri convenuti vittoriosi nel giudizio di primo grado non ha valore di "vocatio in ius" ma di mera "litis denuntiatio", sicché questi ultimi non diventano, per ciò solo, parti del giudizio di gravame, nè sussistono i presupposti per la condanna dell'appellante al pagamento delle spese di lite in loro favore, ove gli stessi non abbiano impugnato incidentalmente la sentenza, atteso che, ai sensi dell'art. 91 c.p.c., detta pronuncia presuppone la qualità di parte nonché la soccombenza. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5508 del 21/03/2016 &nbsp...
Procedimenti cautelari - istruzione preventiva - accertamento tecnico – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 21756 del 26/10/2015
Provvedimento sulle spese - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 21756 del 26/10/2015 In tema di accertamento tecnico preventivo, il provvedimento di liquidazione delle spese a carico di una parte diversa dal ricorrente - tenuto ad anticiparle - non è previsto dalla legge, ha natura decisoria e carattere definitivo, sicché può essere impugnato con ricorso straordinario per cassazione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 21756 del 26/10/2015 &nbsp...
Liquidazione - Giudizio di rinvio - Principio della soccombenza applicato all'esito globale del giudizio - Applicazione - Modalità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 20289 del 09/10/2015 In tema di spese processuali, il giudice del rinvio, cui la causa sia stata rimessa anche per provvedere sulle spese del giudizio di legittimità, si deve attenere al principio della soccombenza applicato all'esito globale del processo, piuttosto che ai diversi gradi del giudizio ed al loro risultato, sicché non deve liquidare le spese con riferimento a ciascuna fase del giudizio, ma, in relazione all'esito finale della lite, può legittimamente pervenire ad un provvedimento di compensazione delle spese, totale o parziale, ovvero, addirittura, condannare la parte vittoriosa nel giudizio di cassazione - e, tuttavia, complessivamente soccombente - al rimborso delle stesse in favore della controparte. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 20289 del 09/10/2015 &nbsp...
Avvocato - onorari - tariffe professionali Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 19945 del 06/10/2015
Causa risarcitoria - Oggetto - Danni alle sole cose derivanti da "tamponamento" stradale - Cause di particolare semplicità ex art. 4, comma 2, della l. n. 794 del 1942 Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 19945 del 06/10/2015 In tema di onorari di avvocato, la controversia avente ad oggetto il "tamponamento" stradale che abbia provocato danni soltanto a cose rientra tra le "cause di particolare semplicità" di cui all'art. 4, comma 2, della l. n. 794 del 1942 (la cui permanenza in vigore è sancita dall'art. 1, comma 1, del d.lgs. n. 179 del 2009), sicché il giudice di merito, all'esito di tale controversia, ha facoltà di liquidare le spese di lite in misura ridotta fino alla metà dei minimi tariffari. &nbsp...
Sentenza di appello - Sospensione dell'esecuzione - Spese del relativo procedimento - Liquidazione - Spettanza alla Corte di cassazione - Sussistenza - Fondamento - Produzione dei documenti relativi all'incidente di sospensione ai sensi dell'art. 372 c.p.c. - Ammissibilità. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19544 del 30/09/2015 Spetta alla Corte di cassazione adita in sede di ricorso contro la sentenza di appello del giudice di merito pronunciarsi, ai sensi dell'art. 385 c.p.c., con la sentenza di rigetto, sul diritto al rimborso delle spese processuali affrontate dalla parte vittoriosa per resistere all'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza impugnata, proposta in virtù dell'art. 373 c.p.c., i cui atti relativi al conseguente procedimento incidentale sono producibili ai sensi dell'art. 372 c.p.c., non potendo essere allegati anteriormente alla proposizione del ricorso, che costituisce il presupposto logico-temporale del suddetto procedimento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19544 del 30/09/2015 &nbsp...
Procedimenti cautelari - istruzione preventiva - accertamento tecnico – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19498 del 30/09/2015
Provvedimento di rigetto del ricorso e di liquidazione delle spese - Abnormità - Fondamento - Conseguenze. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19498 del 30/09/2015 Il procedimento di accertamento tecnico preventivo si conclude con il deposito della relazione del consulente nominato dal giudice, il quale, con il provvedimento reso agli effetti dell'art. 696, comma 3, c.p.c., esaurisce il proprio potere-dovere di verificare la sussistenza dei presupposti richiesti dalla legge ai fini dell'ammissione del mezzo di istruzione preventiva, sicché l'ordinanza, successivamente emanata, di rigetto del ricorso e di condanna dell'istante al pagamento delle spese processuali, in quanto abnorme e non altrimenti impugnabile, è suscettibile di ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19498 del 30/09/2015 &nbsp...
Spese giudiziali civili - di appello – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 19122 del 28/09/2015
Accoglimento parziale del gravame - Compensazione parziale delle spese - Condanna alla quota residua della parte risultata vittoriosa in misura inferiore a quella stabilita in primo grado - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 19122 del 28/09/2015 In caso di accoglimento parziale del gravame, il giudice di appello può compensare, in tutto o in parte, le spese, ma non anche porle, per il residuo, a carico della parte risultata comunque vittoriosa, sebbene in misura inferiore a quella stabilita in primo grado, posto che il principio della soccombenza va applicato tenendo conto dell'esito complessivo della lite. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 19122 del 28/09/2015 &nbsp...
Contributo unificato atti giudiziari - Natura - Obbligazione gravante "ex lege" sul soccombente per effetto della condanna alle spese - Omessa menzione nel provvedimento giudiziale - Irrilevanza - Conseguenze. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18828 del 23/09/2015 Il contributo unificato atti giudiziari costituisce un'obbligazione "ex lege" gravante sulla parte soccombente per effetto della condanna alle spese, sicché, anche in caso di mancata menzione da parte del giudice, la relativa statuizione include, implicitamente, l'imposizione della restituzione alla parte vittoriosa di quanto versato, senza che si renda necessaria alcun correzione, per errore materiale, del provvedimento giudiziale e restando il pagamento verificabile, anche in sede esecutiva, con la corrispondente ricevuta. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18828 del 23/09/2015 &nbsp...
Spese giudiziali civili - condanna alle spese - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 18200 del 16/09/2015
Equa riparazione - Procedimento monitorio ex art. 3, comma 5 e 6, della l. n. 89 del 2001 - Condanna alle spese in ipotesi di rigetto del ricorso - Esclusione - Condanna unitaria alle spese in caso di successivo accoglimento a seguito di opposizione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 18200 del 16/09/2015 In tema di equa riparazione per irragionevole durata del processo, il rigetto della domanda proposta in via monitoria osta ad una statuizione sulle spese attesa la mancata instaurazione del contraddittorio, mentre ove la medesima domanda venga successivamente accolta in seguito ad opposizione ex art. 5 ter della l. n. 89 del 2001, la condanna riguarda necessariamente le spese dell'intero giudizio, senza possibilità di una distinta liquidazione per la fase monitoria attesa l'unitarietà del procedimento e la non assimilabilità dell'opposizione all'appello. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 18200 del 16/09/2015 &nbsp...
Spese giudiziali civili - liquidazione - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 18167 del 16/09/2015
Applicazione del d.m. n. 140 del 2012 - Mancata indicazione dell'aliquota applicata - Presunzione di applicazione dei valori medi - Insussistenza - Liquidazione contenuta entro i limiti, minimo e massimo, della tariffa - Sufficienza - Vincolatività dei limiti tariffari - Esclusione. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 18167 del 16/09/2015 Nel caso di liquidazione delle spese processuali sulla base delle tariffe approvate con il d.m. n. 140 del 2012, in difetto di specifica indicazione, non può presumersi che la somma liquidata sia stata parametrata dal giudice ai valori medi, rilevando unicamente che la liquidazione sia contenuta entro i limiti, massimo e minimo, delle tariffe medesime, peraltro nemmeno vincolanti, come si desume dall'art. 1, comma 7, del menzionato decreto. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 18167 del 16/09/2015 &nbsp...
Spese giudiziali civili - liquidazione - impugnazioni – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 18190 del 16/09/2015
Ricorso per cassazione - Deduzione generica di violazione del principio di inderogabilità della tariffa professionale nella liquidazione delle spese - Inammissibilità -- Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 18190 del 16/09/2015 In tema di spese processuali, è inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti alla generica denuncia dell'avvenuta violazione del principio di inderogabilità della tariffa professionale per l'importanza del giudizio presupposto e per la complessità delle questioni giuridiche trattate, atteso che, in applicazione del principio di autosufficienza, devono essere specificati gli errori commessi dal giudice e precisate le voci della tabella degli onorari e dei diritti che si ritengono violate. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 18190 del 16/09/2015 &nbsp...
Precetto - Spese di redazione e notifica - Spettanza - Ragioni - Redazione e consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario - Necessità - Pagamento del debitore anteriore al ricevimento del precetto - Rilevanza - Limiti. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17895 del 10/09/2015 Esecuzione forzata - precetto - notificazione. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17895 del 10/09/2015 In tema di spese processuali, il debitore è tenuto a pagare le spese sostenute dal creditore di notificazione del titolo esecutivo e del precetto, nonché di redazione di quest'ultimo, trattandosi di oneri accessori alle spese processuali riferibili al titolo esecutivo giudiziale, purchè il precetto sia stato anche solo consegnato per la notifica all'ufficiale giudiziario e, a tale momento, ne permanga l'inadempimento, con la precisazione che ove il debitore, prima di ricevere la notifica del precetto, abbia provveduto a saldare le spese di notifica, ma non anche quelle di redazione dell'atto, il creditore può ugualmente legittimamente procedere esecutivamente anche solo per queste ultime, salvo che non sia accertato che la sua attività, funzionale all'esercizio della pretesa esecutiva, sia stata posta in essere in violazione del dovere di lealtà processuale di cui agli artt. 88 e 92, comma 1, c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17895 del 10/09/2015 &nbsp...
Decisione di accoglimento della revocazione di sentenza non definitiva di secondo grado - Potere-dovere del giudice di regolare le spese processuali della fase rescindente e della fase rescissoria - Sussistenza - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 17552 del 03/09/2015 A seguito dell'accoglimento dell'impugnazione per revocazione di una sentenza non definitiva emessa in secondo grado, il giudice della revocazione, definendo l'intero giudizio in qualità di giudice d'appello, ha il potere-dovere di regolare le spese non solo della fase rescindente, ma anche di quella rescissoria, ovvero sia per la fase afferente l'eliminazione della pronuncia fondata sull'errore, sia per la fase in cui si sostituisce quest'ultima con altra decisione. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 17552 del 03/09/2015 &nbsp...
Procedimento ordinario incardinato dall'avvocato per il riconoscimento dei compensi professionali - Rimborso forfettario delle spese generali - Domanda specifica - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17212 del 27/08/2015 In tema di spese processuali, il diritto del difensore al rimborso delle spese generali, ai sensi dell'art. 15 della tariffa professionale forense, approvata con d.m. 5 ottobre 1994, n. 585, ove il riconoscimento del compenso per la prestazione professionale sia chiesto in via ordinaria in un autonomo giudizio, è subordinato alla proposizione di una specifica domanda. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17212 del 27/08/2015 &nbsp...
Spese giudiziali civili - condanna alle spese - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17046 del 20/08/2015
Spese generali - Rimborso forfettario dovuto dal cliente all'avvocato - Spettanza "ex lege" - Sussistenza - Omessa menzione nel dispositivo della sentenza - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17046 del 20/08/2015 Il rimborso delle spese generali (nella specie, richiesto ai sensi dell' art. 14 della tariffa professionale, approvata con d.m. n. 127 del 2004), spetta all'avvocato in via automatica e con determinazione "ex lege", dovendosi, pertanto, ritenere compreso nella liquidazione degli onorari e diritti di procuratore nella misura del dieci per cento, anche senza espressa menzione nel dispositivo della sentenza. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17046 del 20/08/2015 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - decreti – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 11919 del 09/06/2015
Decreto di omologa ex art. 445 bis cod. proc. civ. - Accertamento dei soli requisiti sanitari - Capo relativo alle spese - Impugnabilità - Inammissibilità - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 11919 del 09/06/2015 In tema di procedimento ex art. 445 bis cod. proc. civ., è inammissibile, per difetto di interesse, l'impugnazione del decreto di omologa relativamente alla declaratoria di compensazione delle spese ove il ricorso, volto ad ottenere il mero accertamento di condizioni sanitarie, non abbia ad oggetto la richiesta di specifici benefici ma sia solo prodromico alla proposizione di eventuali future domande amministrative. (Nella specie, il giudice di merito aveva statuito per una sostanziale compensazione delle spese poiché, in parte, ne aveva dichiarato l'irripetibilità ai sensi dell'art. 152 disp. att. cod. proc. civ., e in parte, quelle dell'accertamento peritale in senso stretto, le aveva poste a carico dell'INPS). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 11919 del 09/06/2015 &nbsp...
Impugnazione - Qualità di parte del difensore - Condizioni - Impugnazione relativa alla inadeguatezza della liquidazione - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 11919 del 09/06/2015 Il difensore che abbia chiesto la distrazione delle spese può assumere la qualità di parte, attiva o passiva, nel giudizio di impugnazione solo se la sentenza impugnata non abbia pronunciato sull'istanza di distrazione o l'abbia respinta ovvero quando il gravame investa la pronuncia stessa di distrazione, sicché, ove il gravame riguardi solo l'adeguatezza della liquidazione delle spese, la legittimazione spetta esclusivamente alla parte rappresentata. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 11919 del 09/06/2015 &nbsp...
Ricorso per cassazione - Mancanza della procura speciale - Conseguenze - Condanna del difensore alle spese del giudizio - Ammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 11551 del 04/06/2015 In materia di spese processuali, qualora il ricorso per cassazione sia stato proposto dal difensore in assenza di procura speciale da parte del soggetto nel cui nome egli dichiari di agire in giudizio, l'attività svolta non riverbera alcun effetto sulla parte e resta nell'esclusiva responsabilità del legale, di cui è ammissibile la condanna al pagamento delle spese del giudizio. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 11551 del 04/06/2015 &nbsp...
Difensore di una pluralità di parti - Determinazione del compenso - Criteri della valutazione di merito in ordine all'unicità dell'opera difensiva. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 11591 del 04/06/2015 Ai fini della determinazione del compenso spettante al difensore che abbia assistito una pluralità di parti, costituisce valutazione di merito, incensurabile in sede di legittimità, lo stabilire se l'opera difensiva sia stata unica, nel senso di trattazione di identiche questioni in un medesimo disegno difensionale a vantaggio di più parti, o se la stessa abbia, invece, comportato la trattazione di questioni differenti, in relazione alla tutela di posizioni giuridiche non identiche. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 11591 del 04/06/2015 &nbsp...
Causa relativa a beni immobili - Determinazione del valore - Reddito dominicale o catastale - Mancanza - Determinazione "ex actis" da parte del giudice - Insufficienza - Conseguenze - Qualificazione della causa di valore indeterminabile. Il valore delle cause relative a beni immobili (fra le quali quella di regolamento di confini) si determina sulla base del reddito dominicale o della rendita catastale della "res", sicché, in loro assenza, il giudice deve attenersi alle risultanze degli atti e, in mancanza di elementi concreti ed attendibili per la stima, deve ritenere la causa di valore indeterminabile. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10810 del 26/05/2015 &nbsp...
Causa relativa a beni immobili - Determinazione del valore - Reddito dominicale o catastale - Mancanza - Determinazione "ex actis" da parte del giudice - Insufficienza - Conseguenze - Qualificazione della causa di valore indeterminabile. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10810 del 26/05/2015 Il valore delle cause relative a beni immobili (fra le quali quella di regolamento di confini) si determina sulla base del reddito dominicale o della rendita catastale della "res", sicché, in loro assenza, il giudice deve attenersi alle risultanze degli atti e, in mancanza di elementi concreti ed attendibili per la stima, deve ritenere la causa di valore indeterminabile. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10810 del 26/05/2015 &nbsp...
Controversie relative a prestazioni assistenziali - Valore ai fini delle spese di giudizio - Determinazione - Criterio ex art. 13, primo comma, cod. proc. civ. - Applicazione - Necessità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10454 del 21/05/2015 Le prestazioni di assistenza sociale hanno natura alimentare, in quanto fondate esclusivamente sullo stato di bisogno del beneficiario, a differenza delle prestazioni previdenziali, che presuppongono un rapporto assicurativo e hanno più ampia funzione di tutela. Pertanto, nelle controversie relative a prestazioni assistenziali, il valore della causa ai fini della liquidazione delle spese di giudizio si stabilisce con il criterio previsto dall'art. 13, primo comma, cod. proc. civ. per le cause relative alle prestazioni alimentari, sicché, se il titolo è controverso, il valore si determina in base all'ammontare delle somme dovute per due anni. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10454 del 21/05/2015 &nbsp...
"Gravi ed eccezionali ragioni" ex art. 92, secondo comma, cod. proc. civ. - Configurabilità - Carattere ufficioso del rilievo dell'interruzione della prescrizione - Esclusione - Esiguità della pretesa creditoria - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 11301 del 01/06/2015 L'art. 92, secondo comma, cod. proc. civ. (come sostituito dall'art. 45, comma 11, della legge 18 giugno 2009, n. 69), nella parte in cui prevede la possibilità di compensare le spese di lite allorché concorrano "gravi ed eccezionali ragioni", non consente di disporre la compensazione in parola in base al carattere ufficioso del rilievo dell'interruzione della prescrizione ed all'esiguità della pretesa creditoria, atteso che, quanto al primo profilo, esso integra un normale esito dell'attività valutativa del giudice, mentre, quanto al secondo, specialmente ove l'importo delle spese fosse tale da superare quello del pregiudizio economico che la parte avesse inteso evitare agendo in giudizio per fare valere il proprio diritto, tale statuizione si tradurrebbe in una sostanziale soccombenza di fatto della parte vittoriosa, con lesione del principio costituzionale di cui all'art. 24 Cost., nonché della regola generale dell'art. 91 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 11301 del 01/06/2015 &nbsp...
Civile - interruzione del processo - riassunzione – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26372 del 16/12/2014
Mancata rinnovata costituzione di parte già costituita - Diritto alla liquidazione delle spese - Sussistenza - Fondamento. In seguito alla riassunzione del processo interrotto, la parte già costituita che non rinnovi il proprio atto di costituzione, pur dovendo essere dichiarata contumace, conserva il diritto alla liquidazione delle spese fino al momento dell'interruzione, atteso che, sino ad allora, essa era stata regolarmente costituita e che la contumacia non implica alcun abbandono delle domande già proposte. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26372 del 16/12/2014 &nbsp...
Appello del difensore, in proprio, avverso l'omessa pronuncia di distrazione delle spese - Rigetto e condanna alle spese - Illegittimità - Condizioni e limiti. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 23444 del 04/11/2014 È illegittima la statuizione con cui il giudice di appello condanni alle spese del grado il difensore che abbia proposto appello, in proprio, per ottenere la riforma della sentenza emessa dal giudice di prime cure, limitatamente al capo in cui aveva omesso di provvedere sulla richiesta di distrazione delle spese ex art. 93 cod. proc. civ., atteso che il difensore non assume in tale giudizio - a meno che esso non investa la sussistenza dei presupposti per la distrazione delle spese - la qualità di parte, sicché non può considerarsi soccombente in ragione dell'assorbimento della domanda di distrazione per il rigetto delle pretese della parte da lui assistita.Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 23444 del 04/11/2014...
Spese giudiziali civili - liquidazione - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 23154 del 31/10/2014
Instaurazione giudizio di merito dinanzi a giudice competente diverso da quello della fase cautelare - Specifica statuizione contrattuale al riguardo - Ammissibilità - Spese della fase cautelare - Liquidazione da parte del giudice del merito quale danno emergente - Ammissibilità - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 23154 del 31/10/2014 Il giudizio di merito proposto all'esito della fase cautelare può essere validamente instaurato davanti ad un giudice diverso da quello della cautela, purché competente sulla base di una specifica pattuizione contrattuale, sicché le spese, non liquidate dal giudice della cautela, possono essere richieste, quale danno emergente, al giudice del merito. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva rigettato la domanda di risarcimento dei danni - per un disservizio sulla linea telefonica - avanzata, innanzi al giudice competente in forza di specifica previsione del contratto di utenza, unitamente alla richiesta di conferma del provvedimento cautelare adottato da altro giudice, rigetto motivato sul duplice erroneo presupposto che la mancata pronuncia sulle spese da parte del giudice della cautela avrebbe imposto "l'onere di proporre il relativo reclamo" e che il giudizio instaurato presentasse carattere autonomo e non fosse, invece, quello finalizzato alla conferma della misura cautelare).Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 23154 del 31/10/2014...
spese giudiziali civili - compensazione - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22347 del 22/10/2014
Risarcimento in forma specifica - Diritto del danneggiato - Sussistenza - Rifiuto dell'offerta del danneggiante di rimessione in pristino - Valutabilità in sede di parziale compensazione delle spese di lite - Possibilità - Fattispecie in tema di danni da immissioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22347 del 22/10/2014 In tema di responsabilità civile, il diritto del danneggiato ad ottenere il risarcimento in forma specifica in quanto più pienamente satisfattivo non può risolversi in un aggravio a suo carico, fermo restando, peraltro, che il persistente rifiuto, da parte sua, dell'offerta del danneggiante intesa a ripristinare direttamente i luoghi è suscettibile di valutazione ai fini della parziale compensazione delle spese di lite. (Nella specie, relativa a danni arrecati ad un immobile da immissioni derivanti da un intervento di ristrutturazione sull'appartamento sovrastante, la parte danneggiata aveva rifiutato l'offerta dell'impresa danneggiante di provvedere al ripristino dello stato dei luoghi, sicché il giudice aveva disposto la parziale compensazione delle spese di lite, valutando come poco collaborativo tale comportamento).Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22347 del 22/10/2014...