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Timestamp: 2019-05-19 12:36:02+00:00
Document Index: 149054127

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2087', 'art. 70', 'art. 71', 'art. 16', 'Cass. Sez. ']

Verso una nuova costituzione della Commissione Consultiva permanente
Con Decreto ministeriale del 13 gennaio 2016 il Ministero del Lavoro ha dettato modalità e termini per la designazione e l'individuazione dei componenti della Commissione consultiva permanente ai sensi dell'articolo 6, comma 5, del D.Lgs. n. 81/2008, come modificato dall'articolo 20 del D.Lgs. n. 151/2015.
La Commissione consultiva era stata ricostruita con il decreto del Ministro del Lavoro del 4 luglio 2014, per la durata di un quinquennio (fino a luglio 2019). È poi intervenuto il D.Lgs. 151/2015, uno dei decreti attuativi del Jobs Act, che fra le diverse modifiche al Testo Unico, ha previsto, in un'ottica di razionalizzazione e semplificazione, la riduzione dei componenti della Commissione. Il D.Lgs. 151/2015 ha infatti modificato l'articolo 6 del D.Lgs. n.81/2008 prevedendo un decreto ministeriale (ora finalmente uscito) con cui individuare le modalità e i termini per la designazione e l'individuazione dei componenti.
La Designazione dei componenti
Il DM 13 gennaio 2016 indica dunque, le modalità di designazione della Commissione i cui rappresentanti, effettivi e supplenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano verranno designati dalla Conferenza permanente Stato-Regioni-Provincie Autonome; gli esperti, effettivi e supplenti saranno designati rispettivamente dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale, precisano l'articolo 2 e 3. In base all'art. 4 si stabilisce che all'atto della costituzione della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e della nomina dei componenti della medesima, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali individuerà anche tre esperti in medicina del lavoro, igiene industriale e impiantistica industriale (in base alle previsioni di cui all'articolo 6, comma 1, lettera 1), del D.Lgs. n. 81 del 2008).
Infine, in base all'articolo 5 si stabilisce che la Commissione Consultiva permeante, costituita con il Decreto del 4 luglio 2014, resterà in carica fino alla data di insediamento della nuova Commissione in base ai criteri del DM 13/1/2016: si attende l'Avviso della scadenza della vigente Commissione sul sito internet istituzionale del Ministero del Lavoro entro due mesi dalla pubblicazione del DM 13/01/2016.
Entro due mesi dalla pubblicazione di tale avviso, i soggetti interessati (citati nell'art. 2 e 3 del DM 13/01/2016) potranno manifestare l'interesse a partecipare alla procedura di ricostituzione dell'organismo consultivo tramite la designazione dei propri esperti o rappresentanti, effettivi e supplenti.
PSL: sempre più ricco, sempre più efficace
E' di questi giorni la pubblicazione della versione 1.5.1.5 della suite Progetto Sicurezza Lavoro che si arricchisce di nuove funzionalità e di significativi miglioramenti. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta: nella sezione Anagrafica sono stati inseriti due comandi che consentono di visualizzare in modo schematico tutte le informazioni relative ai lavoratori e alle attrezzature.
Cruscotto lavoratore: riepilogo di tutte le informazioni associate a ciascun lavoratore e creazione della scheda lavoratore con la stampa di tutte le informazioni.
Cruscotto macchina: riepilogo di tutte le informazioni relative alle macchine e agli impianti e potenziamento dello schema macchina con la stampa di interventi e manutenzioni fatti e da fare.
Novità anche per il modulo FLAME che vede l'ottimizzazione dell'algoritmo di valutazione rischio incendio per la proprietà e il miglioramento dell'allegato sul rischio incendio che si arricchisce del grafico riepilogativo del rischio.
Anche il modulo per la valutazione dei rischi (Str.A.di.Va.Ri.) è stato integrato con le classi di rischio legionella e differenze di genere, inoltre sono stati adeguati alla normativa vigente alcuni punti di verifica.
Infine nel modulo per la valutazione del rischio chimico, è stato risolto il bug relativo alla schermata dei pittogrammi.
Analizziamo oggi l'interpello 15/2015 che riguarda l'aggiornamento del RSPP dì cui al punto 2.6 dell'Accordo Stato-Regioni del 26/01/2006 per la formazione degli RSPP.
Alla fine del 2015 nuovi interpelli dal Ministero del lavoro
Trovi il dettaglio di tutti gli interpelli su www.insic.it
Il delegato deve rispondere delle omissioni in materia di sicurezza
La Corte di Cassazione Penale, sez. IV, con sentenza n. 40043 del 5 ottobre 2015, ha rigettato il ricorso dell’ingegnere con delega in sicurezza, ritenendolo il responsabile dell’infortunio di un lavoratore colpito da un movimento improvviso di un macchinario.
Per questo motivo, gli imputati erano stati accusati di negligenza, imprudenza e imperizia per la violazione delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro (art. 2087 c.c., art. 70 e art. 71, comma 2, 3 e 4 del T.U. n. 81 del 2008), per aver omesso di fornire al lavoratore l’attrezzatura conforme ai requisiti di sicurezza.
In appello, la corte territoriale aveva rilevato che il meccanismo di blocco automatico di operatività del macchinario, non aveva funzionato perché posticcio ed inefficiente; pertanto, il collegio aveva ritenuto che dovesse rispondere dell’infortunio esclusivamente l’ingegnere che aveva la delega in sicurezza.
L’ingegnere, così, proponeva ricorso per Cassazione.
Le sentenze dei giudici del merito hanno condannato l’imputato per la sua specifica qualità di delegato alla sicurezza aziendale.
Le Sezioni Unite, in materia di infortuni sul lavoro, hanno stabilito che gli obblighi di prevenzione, assicurazione e sorveglianza che gravano sul datore di lavoro possano trasferirsi al delegato, a condizione che l’atto di delega, previsto dall’art. 16 del T.U. di sicurezza, riguardi un ambito ben definito e non l'intera gestione aziendale, e che tale atto sia espresso, effettivo e non equivoco; infine, che investa un soggetto qualificato per professionalità ed esperienza con poteri di organizzazione, gestione, controllo e spesa (Cass. Sez. U, Sentenza n. 38343 del 24/04/2014).
Nel caso in questione, l’ingegnere era titolare di una delega formale in relazione alle esigenze di sicurezza aziendale e, quindi, era il gestore dei rischi per la sicurezza dei lavoratori.
Dalle omissioni del ricorrente è derivato l’infortunio, per questo i giudici hanno proceduto a individuare la sussistenza del nesso causale e della colpa.
In merito alla condotta negligente del lavoratore, sostenuta in ricorso dal ricorrente, i giudici di legittimità hanno ritenuto che non può considerarsi la causa da sola sufficiente a produrre l’evento, dato che la condotta incauta è riconducibile all’area di rischio della lavorazione svolta.
Da ciò consegue che l’operaio non ha tenuto un comportamento abnorme, tale da interrompere il nesso causale tra la condotta omissiva dell’ingegnere e l’evento lesivo, in quanto le cautele omesse avrebbero evitato il rischio specifico che si è successivamente verificato.
Per queste ragioni, la Corte di Cassazione Penale ha rigettato il ricorso dell’ingegnere con delega in sicurezza.