Source: http://animandia.it/consigli_legali.asp
Timestamp: 2017-07-25 18:52:16+00:00
Document Index: 41261533

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 29', 'art.1676', 'art. 29', 'art.1676', 'art. 22', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 2934', 'art. 2946', 'art. 2948', 'art. 18']

Consigli legali in tema di animazione, turismo e spettacolo by Animandia.
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Questa rubrica, nasce grazie alla collaborazione con l’avv. Fabio Cristarelli e prevede la pubblicazione periodica, di informazioni ed articoli di natura legale e legislativa, inerenti il settore dell’animazione turistica e dello spettacolo.
L’avvocato Cristarelli, è a disposizione di quanti volessero contattarlo privatamente, per sottoporre i loro singoli casi o quesiti, email:
fabio.cristarelli@fastwebnet.it
21/05/2014 - COMUNICAZIONE PER I LETTORI
Attenzione a breve l'email del ns consulente legale avv. Fabio Cristarelli sarà disattivata, per contattare il nostro legale il nuovo indirizzo di posta eletronica è il seguente: studiocristarelli@libero.it
20/05/2014 - Nel campo dell’ animazione scatta l’obbligo dei certificati penali per gli animatori mini club, feste per bambini, campi estivi e figure similari
Il 6 aprile 2014 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 39/2014, che attua la direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile.
La norma prevede che i datori di lavoro (titolari di aziende di animazione, associazioni ecc.) che intendano impiegare una persona per lo svolgimento di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori, dovranno acquisire il certificato penale del casellario giudiziale di cui all'art. 25 del D.P.R. n. 313/2002; il datore di lavoro che non adempie a tale obbligo è soggetto ad una sanzione pecuniaria amministrativa compresa tra 10.000 e 15.000 euro.
Sono in molti a chiedermi qual’è il criterio per verificare se ricorra o meno tale obbligo, ebbene la risposta è nella circostanza che l’attività comporti contatti con minori e che tali contatti siano “diretti e regolari”, non sporadici come possono essere quelli dell’assistente bagnanti di uno stabilimento balneare, quindi il provvedimento riguarda solo quelle figure professionali che hanno a che fare con i minori come ad esempio animatori di feste per bambini o di mini club, assistenti bagnanti nei campi estivi e figure professionali similari assunte per svolgere attività esclusive in favore degli stessi, tale obbligo sorge soltanto ove il datore di lavoro si appresti alla stipula di un contratto di lavoro.
Il Ministero della Giustizia chiarisce che nelle more dell’acquisizione del certificato del casellario, si ritiene che il datore di lavoro possa procedere all’assunzione in forza di una dichiarazione del lavoratore sostitutiva dell’atto di notorietà (c.d. autocertificazione), eventualmente da far valere nei confronti dell’organo pubblico accertatore la regolarità della formazione del rapporto di lavoro.
Praticamente la richiesta va presentata dal datore di lavoro, munito di documento di riconoscimento in corso di validità, o da persona da lui delegata, previa acquisizione del consenso della persona interessata.
Il certificato ha una validità di 6 mesi dalla data di rilascio, è gratuito tranne per quanto concerne le marche da presentare che sono le seguenti:
•	1 marca da bollo da 16 euro
•	1 marca per diritti da 7,36 euro se il certificato è richiesto con urgenza
•	1 marca per diritti da 3,68 euro se il certificato è richiesto senza urgenza
articolo a cura dell'avv. Fabio Cristarelli consulente legale di Animandia
per contattare l'avvocato email: studiocristarelli@libero.it
20/05/2014 - COMUNICAZIONE PER I LETTORI
Attenzione a breve l'email del ns consulente legale avv. Fabio Cristarelli sarà disattivata, per contattare il nostro legale il nuovo indirizzo di posta eletronica è il seguente:
studiocristarelli@libero.it
01/12/2013 - IL MICROCREDITO PER LA REGIONE CAMPANIA
L’ articolo è rivolto a tutti coloro che hanno o vogliono costituire un’ impresa di animazione, eventi o spettacolo nella Regione Campania.
Dal 9 al 16 Dicembre si aprirà la II° finestra per la presentazione delle domande di Microcredito FSE; se disoccupato (uomo max 35 anni - donna senza limiti di età) si può chiedere un finanziamento di massimo € 25.000 (restituibile in 5 anni senza interessi e con prima rata dopo 7 mesi) per creazione attività o ampliamento di quella esistente. Per maggiori informazioni collegatevi al seguente link: http://burc.regione.campania.it/eBurcWeb/publicContent/home/index.iface
AVVISO PER LA SELEZIONE DI PROGETTI DA AMMETTERE AL FINANZIAMENTO DEL
“FONDO MICROCREDITO FSE” - P.O. Campania FSE 2007-2013
Asse I Adattabilità – Obiettivo specifico c) – Obiettivo Operativo c.2, “Sostenere lo sviluppo di
spin off di impresa”
Asse II Occupabilità – Obiettivo specifico e) e.4 “Sostenere la creazione di impresa, soprattutto
in forma cooperativa da parte dei giovani e delle donne”
Asse III Inclusione sociale – Obiettivo specifico g) – Obiettivo Operativo g.3, “Sostenere
l'uscita da condizioni di vecchie e nuove povertà attraverso l'inserimento nel mondo del lavoro”
La Regione Campania, ha previsto la realizzazione di interventi di microcredito nell’ambito del PO
FSE Campania 2007-2013 istituendo, con D.G.R. n. 733 del 19/12/2011, un fondo rotativo, “FONDO MICROCREDITO FSE”, che ha le seguenti finalità:
1. favorire l’accesso al credito da parte delle microimprese;
2. agevolare l’autoimprenditorialità e l’autoimpiego da parte di soggetti svantaggiati;
3. favorire lo spin off delle imprese;
attraverso la concessione di prestiti da restituire fino a 25.000 Euro a tasso zero.
PROPOSTE FINANZIABILI E SETTORI PRIORITARI
In coerenza con quanto previsto dalla strategia d’investimento e dal Piano Operativo sono da
considerarsi prioritarie le proposte rientranti nelle seguenti categorie di attività:
· commercio di prossimità10.
Le proposte devono essere presentate esclusivamente secondo il Modello di presentazione della domanda e devono prevedere finanziamenti con importi da un minimo di 5.000 Euro ad un massimo di 25.000 Euro in relazione alle spese ammissibili.
Le domande di accesso al Fondo MICROCREDITO FSE possono essere presentate a decorrere dalle ore 9.00 a.m. del 16 dicembre 2013 alle ore 12 a.m. del 16 gennaio 2014.
10/04/2013 - Responsabilità solidale nei contratti Struttura ricettiva-Impresa di Animazione Cari amici più volte mi è stato chiesto, sia da titolari di imprese di animazione che dagli animatori, se la struttura turistica è obbligata in solido con l’impresa di animazione al pagamento della retribuzione e dei contributi previdenziali dell’animatore, ecco quindi un chiarimento.
L'art. 29 comma 2 del D.Lgs. n. 276/2003 stabilisce che "in caso di appalto di opere o di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l'appaltatore nonché con ciascuno degli eventuali ulteriori subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi comprese le quote di trattamento di fine rapporto nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell'inadempimento". Pertanto i lavoratori interessati (gli animatori) possono agire entro il limite temporale di due anni dalla cessazione del contratto di servizi nei confronti del committente (struttura turistica) affinché questi risponda in solido con l'appaltatore (impresa di animazione) nonché con gli eventuali subappaltatori (altre imprese di animazione) dei trattamenti retributivi e previdenziali, delle quote di trattamento di fine rapporto, dei premi assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro a loro dovuti.
Inoltre quando all’animatore viene detto che l’impresa di animazione è impossibilitata a pagarlo poiché non ha ancora ricevuto il saldo dalla struttura turistica ci viene a supporto l'art.1676 del codice civile in base al quale i lavoratori, nel nostro caso gli animatori, che hanno prestato il proprio lavoro nell'ambito di un contratto di servizi possono proporre azione diretta contro la struttura turistica per conseguire quanto è loro dovuto fino alla concorrenza del debito che la struttura ha verso l’impresa di animazione nel tempo in cui essi propongono la domanda.
Tale disposizione non pone quindi limiti di carattere temporale per l'azione per il riconoscimento delle retribuzioni dovute ma un diverso limite di carattere "quantitativo". Pertanto trascorso il termine di due anni dalla cessazione dell'appalto previsto dall'art. 29 comma 2 del Decreto Legislativo suddetto resta in ogni caso possibile l'esercizio dell'azione diretta ex art.1676 c.c. nei confronti della struttura turistica tale azione però consente di conseguire la retribuzione esclusivamente entro il limite del debito che la struttura turistica ha verso l'impresa di animazione nel tempo in cui viene proposta la domanda.
A tal proposito si sottolinea che la circolare n. 5/2011 del Ministero del Lavoro ha precisato che il suddetto regime di responsabilità solidale opera a tutela di tutti i lavoratori impiegati in un determinato appalto e nell'eventuale subappalto e pertanto anche con riferimento ai lavoratori "in nero".
21/10/2012 - 20/10/2012 - Contributo del 40% a fondo perduto per la nascita della tua impresa di Animazione
Cari amici, in un momento economico così difficoltoso, continuano a pervenire richieste di informazioni sui costi da sostenere onde avviare un’ Impresa di Animazione e sulla possibilità di poter attingere contributi congrui e convenienti. Ebbene, dopo un’attenta analisi, lo Studio Cristarelli può notiziarvi della possibilità prevista da Invitalia (ex Sviluppo Italia), l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, che agisce su mandato del Governo per accrescere la competitività del Paese, in particolare del Mezzogiorno, e per sostenere i settori strategici per lo sviluppo, si tratta della Microimpresa prevista dal Decreto Legislativo n. 185/2000, ecco alcune specifiche:
A persone che intendono avviare un'attività imprenditoriale in forma di società in nome collettivo o in accomandita semplice, la cui metà dei soci, che detenga almeno la metà delle quote di partecipazione, sia in possesso dei seguenti requisiti:
-Maggiore età alla data di presentazione della domanda;
-Socio Amministratore senza occupazione alla data di presentazione della domanda;
-Residenza nel territorio Italiano da almeno 6 mesi;
Dato che le iniziative possono riguardare la fornitura di servizi il settore dell’animazione ne può tranquillamente beneficiare.
-Gli Investimenti complessivi non possono superare i 129.114 € (IVA esclusa);
-Contributo a Fondo Perduto (40% di 129.114€)
-Mutuo a Tasso Agevolato (restituibile in 7 anni al tasso dell’ 0,83 %), a completa copertura dell’investimento(60% di 129.114€)
Contributo a Fondo Perduto sulle spese di Gestione per il 1° anno (da 6.000 a 12.000€)
Le tipologie di beni finanziabili
-Per l’Investimento: attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti; beni immateriali ad utilità pluriennale; ristrutturazione di immobili entro il limite massimo del 10% del valore degli investimenti ;
-Per la Gestione: materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti, nonché altri costi inerenti al processo produttivo; utenze e canoni di locazione per immobili; oneri finanziari; prestazioni di garanzie assicurative
N.B. Attrezzature e macchinari possono essere anche usati purché non oggetto di precedenti agevolazioni.
Tempi :Da 6 a 9 mesi dall’invio della domanda.
Per informazioni non esitate ad inviare una mail (fabio.cristarelli@fastwebnet.
it) o contattare lo studio allo 081.757.48.98 oppure al 3389039522 e i ns professionisti ti aiuteranno nello sviluppo del progetto da presentare ad Invitalia, nel Business Plan, nella documentazione necessaria e nei segreti da attuare per ottenere con sicurezza i contributi agevolati seguendoti in tutto l’ iter burocratico fino all' erogazione.
13/06/2012 - Le dimissioni il c.d. “termine di preavviso”
In questi giorni, in coincidenza con l’inizio della stagione estiva, diversi animatori mi chiedono pareri sul c.d. termine di preavviso delle dimissioni onde poter abbandonare il luogo di lavoro.
E’ bene specificare subito che il preavviso è il tempo, successivo alla data in cui il lavoratore ha presentato le dimissioni, in cui l’animatore continua a svolgere la propria attività lavorativa.
Il numero di giorni di preavviso cambiano in base al contratto di lavoro e dipendono anche dal livello di inquadramento, dalla qualifica e dell’anzianità di servizio. Di seguito riporterò delle regole generali relative al periodo di preavviso richiesto per ciascun contratto:
-Preavviso contratto a tempo determinato
Il contratto di lavoro a tempo determinato non prevede alcun preavviso in caso di dimissioni. Se l’animatore decide di recedere anticipatamente dal contratto, deve risarcire il danno all’azienda, salvo il caso di dimissioni per giusta causa. Al contempo tale regola va seguita anche in caso di licenziamento dell’animatore dall'azienda. -Preavviso contratto di formazione lavoro
-Preavviso contratto collaborazione coordinata e continuativa
A meno che le due parti non abbiano stabilito per iscritto un tempo minimo di preavviso in caso di rescissione dal contratto, il rapporto di lavoro parasubordinato può essere rescisso in qualunque momento dalle due parti. -Preavviso contratto di lavoro temporaneo
13/06/2012 - L’emendamento che punta a risolvere il problema del mancato accesso a qualsiasi tutela previdenziale per i lavoratori dello spettacolo
Attenzione al vaglio del Parlamento c’è una proposta di modifica in questione del progetto di legge in materia di “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita” e, in special modo, il punto relativo ai versamenti Enpals.
Difatti, uno dei maggiori problemi in questo settore è dato dal fatto che troppo spesso i lavoratori dello spettacolo non riescono a raggiungere il limite minimo di 120 giornate di contribuzione per l’accesso ai trattamenti previdenziali.
Il risultato è che, nella stragrande maggioranza dei casi, gli animatori si vedono, nell’immediato, sforniti di qualsiasi tutela previdenziale e, nel futuro, sottratti al trattamento pensionistico.
Statistiche alla mano, infatti, non può non colpire un aspetto, che differenzia i lavoratori dello spettacolo dalle altre tipologie di lavoratori: oltre l’80% degli iscritti al Fondo pensioni nei comparti musica, cinema e teatro sono lavoratori discontinui. Un dato preoccupante, a cui va aggiunto l’ulteriore sommerso, ossia tutti gli artisti che non hanno ancora effettuato l’iscrizione al Fondo pensioni.
Apprezzabile e pienamente condivisibile appare, alla luce di quanto detto, la richiesta formulata dall’On.Vita al Governo di non applicare ai lavoratori dello spettacolo “le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368”. Art. 4.
1. Il termine del contratto a tempo determinato puo' essere, con il consenso del lavoratore, prorogato solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a tre anni. In questi casi la proroga e' ammessa una sola volta e a condizione che sia richiesta da ragioni oggettive e si riferisca alla stessa attivita' lavorativa per la quale il contratto e' stato stipulato a tempo determinato.
Con esclusivo riferimento a tale ipotesi la durata complessiva del rapporto a termine non potra' essere superiore ai tre anni.
2. L'onere della prova relativa all'obiettiva esistenza delle ragioni che giustificano l'eventuale proroga del termine stesso e' a carico del datore di lavoro. Art. 5.
Scadenza del termine e sanzioni - Successione dei contratti
4. Quando si tratta di due assunzioni successive a termine, intendendosi per tali quelle effettuate senza alcuna soluzione di continuita', il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato dalla data di stipulazione del primo contratto. Speriamo che si tratti di un primo passo verso la piena tutela di una categoria le cui peculiarità, per un incomprensibile ritardo culturale, ancora si fatica a riconoscere.
07/03/2012 - Vademecum procedure ex E.n.p.a.l.s.
Questo articolo vuole essere una prima risposta a tutti gli addetti ai lavori che in questo periodo si stanno chiedendo quali procedure adottare adesso che è stata soppressa l’Enpals.
In realtà per ora nulla cambia se non il fatto che formalmente l’ente di riferimento è diventato l’Inps, ciò significa che è possibile, per le aziende e lavoratori autonomi, consegnare presso le sedi Inps (oppure presso gli uffici ex Enpals) la documentazione, esclusivamente in formato cartaceo, che concerne quanto segue:
• immatricolazioni imprese; • immatricolazioni attività; • variazioni dati imprese;
• variazioni dati attività; • immatricolazioni e variazioni dati anagrafici lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico; • immatricolazioni lavoratori autonomi esercenti attività musicali;
• acquisizione delle richieste dei certificati di agibilità, anche senza obblighi contributivi, e rilascio degli stessi; • immatricolazioni lavoratori stranieri in esenzione contributiva privi di codice fiscale e con obbligo di certificato di agibilità; • ricezione, verifica ed acquisizione delle denunce contributive mensili unificate relative agli obblighi contributivi correnti; • acquisizione richieste di attestazione di regolarità contributiva e controllo.
07/03/2012 - Non rinnovata la convenzione Enpals/Siae E’ importante sapere che dal 1° gennaio 2012, in conseguenza del fatto che l'Enpals è stato soppresso e che non è stata quindi rinnovata la convenzione Enpals/Siae, la Siae resta competente esclusivamente per le verifiche e gli accertamenti del programma musicale (borderò rosso e/o verde) e nei confronti dei DJ per il possesso di licenza per l'utilizzo di copie-lavoro oppure di supporti originali acquistati legalmente.
L'Inps, con messaggio n. 24707 del 30 dicembre 2011, ha comunicato che, in attesa di valutazioni circa l'opportunità di prorogare la convenzione sottoscritta tra Enpals e SIAE (scaduta il 31 dicembre 2011) sulla presenza di sportelli Enpals presso le sedi SIAE,
le sedi Inps ricevono eventuali istanze presentate dalle aziende per l'assolvimento degli obblighi finalizzati alla corretta contribuzione alle gestioni pensionistiche gestite dall'Enpals.
Quindi non si troverà più alcuno sportello Enpals presso le sedi SIAE.
07/03/2012 - Abolizione libretto E.N.P.A.L.S.
A seguito della previsione contenuta nell`art. 22 della Legge di stabilita` 2012 sull`abrogazione dell`art. 11 del D.Lgs.C.P.S. n. 708/1947, contenente le norme riguardanti il libretto personale rilasciato dall`Enpals ai suoi iscritti, l`Ente rammenta che dal 1° gennaio 2012 tutti gli adempimenti relativi al libretto personale del lavoratore, compreso il rilascio da parte delle competenti sedi territoriali Enpals, non avranno piu` luogo. Di conseguenza, dalla stessa data, la sanzione amministrativa prevista dal comma 4 dell`art. 11 del D.L.C.P.S. n. 708/1947 per incompleta o inesatta registrazione dei dati da parte dell`impresa nell`ambito del libretto di lavoro non e` piu` da considerarsi operante. Tale disposizione trova fondamento nella circostanza che, con l`introduzione delle procedure telematiche di trasferimento dei dati, i lavoratori possono agevolmente acquisire informazioni aggiornate relative alla propria posizione assicurativa attraverso l`interrogazione dei dati in possesso dell`Enpals.
07/12/2011 - niente più contributi Enpals per gli animatori Niente più contributi Enpals per gli animatori turistici, come del resto per tutti coloro che operano nel settore dello spettacolo
il governo Monti, ha decretato la soppressione dell'ENPALS, l'Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Lavoratori dello Spettacolo.
La scomparsa dell'ENPALS avverrà in concomitanza con l'entrata in vigore della manovra, ovvero entro la fine dell'anno in corso (2011) o nei primi giorni del 2012.
Le sue funzioni verranno trasferite all'INPS, che diventerà quindi la nuova cassa previdenziale a cui i lavoratori dello spettacolo dovranno versare i contributi. Anche i contributi versati in precedenza verranno trasferiti nelle casse dell'INPS.
06/12/2011 - Contributi Nazionali e comunitari per Agevolare l’inserimento nel mercato lavoro.
PMI (PICCOLE MEDIE IMPRESE) – COOPERATIVE – CONSORZI - PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
Questo articolo tratta di una concreta opportunità per favorire l’inserimento occupazionale nelle aziende (società o associazioni)
Assimea attraverso strutture professionali convenzionate, offre l'opportunità alle aziende aderenti di accedere ai progetti comunitari e nazionali creati per agevolare l'inserimento lavorativo dei giovani o supportare chi, oltre i 50 anni, viene estromesso dal mercato del lavoro. Le aziende, che di fronte ad un progetto di ricerca e formazione, intendono avvalersi di diplomati o laureati, possono richiedere il rilascio di un contributo sotto forma di un voucher formativo da destinare al candidato individuato ( 1200 euro mensili per i laureati e 950 euro mensili per i diplomati ) per un periodo di 18 mesi, oltre che una quota da destinare all'azienda per l'attività di tutoraggio, pari ad euro 300 sempre per 18 mesi..
Brevi Cenni: Con l’entrata in vigore, nel maggio 1999, del trattato di Amsterdam, che ha introdotto unnuovo Titolo VIII sull' "Occupazione" nel Trattato CE, la promozione di un livello occupazionaleelevato figura tra gli obiettivi della Comunità Europea.
In occasione del Consiglio Europeo di Lisbona nel marzo del 2000 è stata avviata la“Strategia di Lisbona”, con l’obiettivo di individuare le azioni per il rilancio occupazionale, fissandodeterminati target (tasso di occupazione del 70%, con 60% di occupazione femminile e 50% dioccupazione degli over 50) da raggiungere entro il 2010, al fine di realizzare
una modernizzazione del modello sociale europeo grazie all'investimento nelle risorse umane e alla lotta control'esclusione sociale.
A fronte dell’approccio comunitario, in considerazione del fatto che le politiche inquestione rientrano quasi esclusivamente nelle competenze attribuite agli Stati membri, è statomesso in atto un metodo di coordinamento aperto che comprende l'elaborazione di piani d'azionenazionali e che, al di là degli indirizzi di massima per le politiche economiche, prevedel'adattamento e il rafforzamento dei processi di coordinamento esistenti.
L'occupazione rappresenta, conseguentemente, una competenza complementare degliStati membri, volta soprattutto all'elaborazione di una Strategia Europea per l'Occupazione(SEO), concepita come strumento idoneo a fornire gli orientamenti e ad assicurare uncoordinamento aperto delle priorità di politica occupazionale, basato sui principi di sussidiarietà,convergenza, mutuallearning, approccio integrato e gestione per obiettivi, in un’ottica
di“flexicurity”, volta ad assicurare un equo bilanciamento tra flessibilità e sicurezza nel mercato del lavoro
Tempistiche Tecniche
Istruttoria : 20 GG – Delibera nei successivi 30 gg
Preistruttoria dopo invio della documentazione in sede
ATTO COSTITUTIVO – CERTIFICATO C.C.I.A.A. – CARTA IDENTITA’
- CODICE FISCALE CERTIFICATO DI RESIDENZA AMMINISTRATORE - CANDIDATI SEGNALATI: – CARTA IDENTITA’
- CODICE FISCALE - CERTIFICATO DI RESIDENZA –
CERTIFICATO DI LAUREA O DIPLOMA
Per ulteriori info ed appuntamento in sede contattare L’Amministrazione al numero: 081 7574898
Sede Territoriale 80026 Casoria (NA) Via G.Marconi, 23 Tel.Fax: 081.757.48.98
www.assimea.org articolo a cura dell'avv. Fabio Cristarelli consulente legale di Animandia
22/09/2011 - LA PRESCRIZIONE DEI CREDITI RETRIBUTIVI DELL’ANIMATORE Questo articolo è rivolto a tutti gli animatori che, erroneamente, ritengono che, il non essersi attivati in tempi brevi, per il recupero dei rispettivi crediti retributivi, abbia estinto tale diritto. Stiamo parlando di prescrizione, la quale, comporta l’estinzione dei diritti dell’animatore che rimanga inerte per il periodo determinato dalla legge (prescrizione estintiva ex art. 2934 e ss. c.c.). Il termine di prescrizione estintiva ordinaria è decennale (art. 2946 c.c.), tuttavia, alcuni importanti diritti dell’animatore sono sottoposti a prescrizione più breve. E’ il caso dei crediti retributivi corrisposti con cadenza periodica, i quali si prescrivono nel termine di cinque anni.
In particolare, l’art. 2948 n. 4 c.c. dispone che tale ridotto termine di prescrizione si applica a “ tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi e le indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro ”. Per quanto concerne la decorrenza della prescrizione è stabilito che se il rapporto di lavoro risulta essere stabile (una vera e propria eccezione nel mondo dell’animazione) ossia garantito dalla tutela reale ex art. 18 Statuto Lavoratori o da altre norme di legge o di contratto, la prescrizione dei crediti retributivi comincia a decorrere durante il corso del rapporto di lavoro stesso.
Nel caso in cui il rapporto di lavoro non sia, invece, garantito da alcuna stabilità, come nella maggior parte degli animatori, la prescrizione dei crediti retributivi rimane sospesa, cominciando a decorrere solamente alla cessazione del rapporto stesso.
Articolo a cura dell’avv. Fabio Cristarelli collaboratore di Animandia n.b. rammentiamo che l’avvocato Cristarelli è a disposizione per valutare singoli casi ed esigenze.
06/06/2011 - Il periodo di prova
In questo articolo mi rivolgo agli animatori che si chiedono se all’interno del proprio contratto sia lecita la presenza del c.d. periodo di prova, ebbene, tale clausola accessoria non solo è lecita ma serve a tutelare entrambe le parti.
All’atto della stipula del contratto di lavoro subordinato le parti, al fine di verificare la reciproca convenienza al rapporto di lavoro, possono decidere di comune accordo l’inserimento di un periodo di prova con cui subordinano l’assunzione all’esito positivo di tale periodo, così, attraverso l’esecuzione della prestazione, il datore di lavoro ha modo di verificare le attitudini professionali del lavoratore e quest’ultimo la convenienza del nuovo lavoro.
Nel contratto a termine la durata del periodo di prova dovrà essere ragionevolmente proporzionata alla durata del contratto, così nel contratto di lavoro a tempo parziale la durata della prova sarà calcolata in proporzione ai giorni lavorativi a tempo pieno (part-time orizzontale) o in proporzione alle ore lavorative effettivamente svolte (part-time verticale).
La posizione del lavoratore in prova è tendenzialmente equiparata, per quanto riguarda il trattamento economico e normativo, a quella derivante dall’assunzione definitiva, la previsione del periodo di prova deve risultare da atto scritto e deve essere sottoscritto precedentemente o contestualmente all’inizio del rapporto; deve poi contenere la specifica indicazione delle mansioni contrattuali, al fine di permettere in primo luogo la corretta identificazione dell’oggetto della prova ed in secondo luogo, per il caso di mancato superamento, il giudizio sulla correttezza della valutazione del datore di lavoro.
In caso di prosecuzione dell’attività lavorativa oltre la scadenza del periodo di prova, senza che una delle parti abbia manifestato la volontà di recedere, il rapporto di lavoro si considera definitivo.
A meno che non sia previsto un tempo minimo necessario per la durata dell’esperimento della prova - nel tal caso la facoltà di recesso non può esercitarsi prima della scadenza del termine previsto - ciascuna delle parti, durante il decorso del periodo previsto dal contratto può in ogni momento risolvere il rapporto senza obbligo di preavviso e forma scritta perché la dichiarazione di recesso per esito negativo della prova non può essere propriamente qualificata come licenziamento ed è invece avvicinabile alla risoluzione del rapporto per scadenza del termine. A cura dello STUDIO LEGALE CRISTARELLI AVV. FABIO CRISTARELLI 02/05/2011 - Contratto di apprendistato – lavoratori minorenni Nelle attività stagionali, come l’animazione turistica, è possibile instaurare rapporti di apprendistato.
Il CCNL del settore Turismo prevede che la retribuzione degli apprendisti è pari ad una percentuale della retribuzione dei lavoratori qualificati di pari livello ma il numero di apprendisti non può superare il 100% del personale qualificato.
Per l’apprendistato finalizzato al conseguimento di una qualificazione professionale mediante la formazione sul lavoro, possono essere assunti i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni d'età.
Il limite minimo scende a 17 anni per i giovani che siano in possesso di una qualifica professionale. L’ammissione al lavoro del diciassettenne è subordinata all’effettuazione di una visita medica che ne accerti l’idoneità alla specifica attività lavorativa cui sarà adibito (non basta una semplice visita medica attestante la sana e robusta costituzione).
I lavoratori diciassettenni, assunti con contratto di apprendistato, non possono essere adibiti al lavoro nelle ore notturne ed hanno diritto ad un riposo settimanale di almeno due giorni (comprendenti la domenica) ma nel settore del Turismo è prevista una deroga al riposo domenicale tenuto conto della peculiarità del settore. A cura dello STUDIO LEGALE CRISTARELLI AVV. FABIO CRISTARELLI
21/03/2011 - L’indennità di disoccupazione a requisiti ridotti dell’animatore turistico.
È bene sapere che anche gli animatori hanno diritto all’indennità di disoccupazione, ed anche se trattasi di contribuenti Enpals, è gestita dall’Inps.
Si tratta di una disoccupazione a requisiti ridotti la cui domanda può essere richiesta all’In ps dagli animatori che sono in regola con i contributi Enpals da almeno 2 anni e che nell'anno precedente a quello di presentazione della domanda hanno lavorato almeno 78 giorni incluse le festività e le giornate di assenza retribuite quali malattia, maternità etc.
A differenza della disoccupazione ordinaria, per ottenere la disoccupazione a requisiti ridotti, occorrono un massimo di 180 giornate lavorate nell’anno solare. L'importo di indennità che spetta al lavoratore è pari al 35% della retribuzione media giornaliera per i primi 120 giorni e al 40% per quelli successivi, fino ad un massimo di 180 giorni. L’importo massimo mensile lordo che spetta ai lavoratori è di 858 euro che arriva sui 1000 euro per quei lavoratori che guadagnano cifre lorde superiori ai 1800 euro.
Per quest’anno bisogna affrettarsi poiché la domanda di indennità di disoccupazione con requisiti ridotti deve essere presentata entro e non oltre il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui è terminato il rapporto di lavoro.
A cura dello STUDIO LEGALE CRISTARELLI AVV. FABIO CRISTARELLI
14/02/2011 - L’Imprenditore dell’Animazione
Per definizione Imprenditore è colui che esercita professionalmente e abitualmente, anche se non necessariamente continuativamente od esclusivamente, un’attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o servizi.
La professionalità implica l' abitualità che non va confusa con la continuità né con l’esclusività o la prevalenza. Essa comporta l’effettività dell’ esercizio di impresa, infatti, non può considerarsi imprenditore, chi svolge una attività economica in modo sporadico od occasionale, inoltre le professioni intellettuali non sono riconducibili alle imprese.
La classificazione ed il codice commerciale di riferimento è il “92.34.3 Altre attività di intrattenimento e spettacolo” e la descrizione delle attività esercitate dall' impresa possono essere le seguenti:
-Organizzazione diretta di eventi , allestimento di spettacoli e di manifestazioni di arte varia.
-Segreteria e editoria artistica e musicale, riproduzione sonora, visiva e di materiale accessorio.
-Noleggio e fitto d’attrezzature tecniche.
-Servizi di produzione, distribuzione , promozione, coordinamento, segreteria, consulenza, assistenza, valutazione, segnalazione, direzione, e programmazione artistica resi a terzi, pubblici e privati.
Nei prossimi articoli analizzeremo sinteticamente le forme giuridiche in cui si può creare un’Impresa nel mondo dell’animazione e dello spettacolo.
14/02/2011 - La Ditta individuale
La Ditta individuale è l’espressione più semplice e caratteristica dell’attività imprenditoriale. L' imprenditore individuale è l’unico titolare dell’attività economica che viene svolta a suo rischio ed in modo autonomo.
Egli è responsabile di tutti gli atti compiuti e ne risponde con il suo patrimonio personale.
Per iniziare tale attività è richiesta l’iscrizione all’Ufficio IVA e al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio di competenza territoriale.
Coloro che intendono avviare un’impresa per lo spettacolo e i servizi connessi, pertanto, devono presentare domanda alla locale Camera di Commercio e richiedere l’iscrizione al Registro delle Imprese.
14/02/2011 - Le Società di persone s.n.c. s.a.s.
La società costituisce la forma collettiva dell' impresa e si materializza quando due o più persone conferiscono beni o servizi per l' esercizio in comune d’una attività economica allo scopo di dividerne gli utili.
Le società commerciali possono essere di persone o di capitali, sono società di persone le società a nome collettivo (s.n.c ) e le società in accomandita semplice (s.a.s) .
Oltre al capitale sociale, i soci di queste società rispondono anche personalmente di eventuali insolvenze.
Per costituire queste società non è richiesto un capitale prestabilito ma occorre stipulare un contratto con atto pubblico o con scrittura autenticata e depositata. L' atto deve contenere le generalità dei soci, la ragione sociale, le generalità dell' amministratore, la sede della società, i conferimenti ai soci, le prestazioni, le norme di ripartizione degli utili, la quota di ciascun socio, la durata della società. Nella società in nome collettivo (s.n.c.) la responsabilità dei soci è solidale e illimitata; il fallimento si estende a tutti i soci,; tutti i soci hanno diritto di avere le informazioni delle finanze della società e di consultare i documenti amministrativi;
i soci non possono svolgere attività concorrenziale alla società;
le modificazioni del contratto sociale sono decise all' unanimità e devono essere pubblicate presso l' Ufficio del Registro delle Imprese.
La società in accomandita semplice (s.a.s.) prevede due distinte categorie di soci:
i soci accomandatari e i soci accomandanti, i primi rispondono soltanto della quota di capitale da loro conferita alla società, i secondi rispondono anche con il loro patrimonio personale. Questi ultimi sono amministratori della società e detengono tutti i poteri d’attività e d’impresa. Il socio accomandante può essere assunto come dipendente della società ed ha diritto al rendiconto annuale nonché può esercitare il controllo di legittimità. Il fallimento della società si estende unicamente ai soci accomandatari. Mediante " procura speciale" i soci accomandanti possono agire per singoli atti. E' obbligatoria l’indicazione della ragione sociale nei confronti dei terzi. A cura dello STUDIO LEGALE CRISTARELLI AVV. FABIO CRISTARELLI
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