Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2529-codice-civile-acquisto-delle-proprie-quote-o-azioni
Timestamp: 2019-02-18 07:22:55+00:00
Document Index: 43678035

Matched Legal Cases: ['art. 2529', 'art. 2423', 'art. 2424', 'art. 2529', 'art. 2529', 'art. 2529', 'art. 2529', 'art. 56']

Art. 2529 codice civile: Acquisto delle proprie quote o azioni | La Legge per tutti
Art. 2529 codice civile: Acquisto delle proprie quote o azioni
Atto costitutivo: [v. 2295]; Quote: [v. 2521]; Azioni: [v. 2325]; Utili: [v. 2247]; Riserve disponibili: [v. 2357]; Bilancio approvato: [v. 2466].
La disciplina dettata dalla norma si presenta divergente dalla corrispondente disciplina dettata per le s.p.a.: nelle s.p.a., infatti, l’acquisto delle proprie azioni è subordinato all’autorizzazione dell’assemblea [v. 2357]; nelle società cooperative, invece, l’acquisto delle azioni o delle quote è di competenza degli amministratori pur essendo necessaria un’autorizzazione contenuta nell’atto costitutivo. Inoltre, nelle società cooperative è possibile l’acquisto di azioni o quote non liberate interamente: ciò al fine di favorire i soci in difficoltà e rendere possibile la realizzazione dello scopo mutualistico [v. 2511].
Il bilancio ai cui valori l'art. 2529 c.c. (nel testo anteriore alla modifica introdotta dal d.lg. 17 gennaio 2006 n. 6) ancora la liquidazione della quota in favore del socio uscente di società cooperativa è unicamente quello indicato dall'art. 2423 c.c. (approvato in assemblea dai soci e poi depositato presso il registro delle imprese), con la conseguente impossibilità di contaminarne i dati con risultanze di documenti ulteriori che non abbiano già concorso, nel rispetto dei criteri legali di redazione e valutazione delle relative poste, a configurare lo stato patrimoniale descritto dal successivo art. 2424. (Nella fattispecie la S.C. ha quindi escluso la rilevanza di una circolare della cooperativa recante indicazioni di maggior valore).
Cassazione civile sez. I 02 agosto 2006 n. 17558
Non si preclude, di per sé, una diversa disciplina pattizia con la quale, in caso di scioglimento dal rapporto sociale per esclusione o per recesso, prevedesse a favore dal socio escluso o receduto la sola restituzione della quote sociali o subordinasse a determinate condizioni il rimborso anche della somma versata a titolo diverso dai conferimenti sociali. Questa Corte, ha invero chiarito che la stessa norma dell’art. 2529 c.c., dove è prevista la liquidazione della quota o il rimborso delle azioni del socio uscente sulla base del bilancio dell’esercizio in cui il rapporto sociale si scioglie, ha carattere dispositivo perché attiene a diritti patrimoniali del socio che, in quanto tali, rientrano nella sua disponibilità e possono essere convenzionalmente sacrificati, per un’incentivazione del fine mutualistico, la quale per di più risponde alle linee di indirizzo della disciplina cooperativistica.
In tema di società cooperativa, la norma dell'art. 2529 c.c., che prevede la liquidazione della quota o il rimborso delle azioni del socio uscente sulla base del bilancio dell'esercizio in cui il rapporto sociale si scioglie, ha carattere dispositivo perché attiene a diritti patrimoniali del socio che, in quanto tali, rientrano nella sua disponibilità e possono essere convenzionalmente sacrificati per un'incentivazione del fine mutualistico, la quale risponde alle linee di indirizzo della disciplina delle cooperative.
Cassazione civile sez. I 23 aprile 1998 n. 4201
In tema di società cooperativa, la norma dell'art. 2529, che prevede la liquidazione della quota o il rimborso delle azioni del socio uscente sulla base del bilancio dell'esercizio in cui il rapporto sociale si scioglie, ha carattere dispositivo perché attiene a diritti patrimoniali del socio che, in quanto tali, rientrano nella sua disponibilità e possono essere convenzionalmente sacrificati, per un'incentivazione del fine mutualistico, la quale per di più risponde alle linee di indirizzo della disciplina cooperativistica.
È derogabile il criterio dell'art. 2529 c.c. in materia di cooperative, secondo il quale la liquidazione della quota sociale deve aver luogo sulla base del bilancio dell'esercizio in corso al momento dello scioglimento particolare del rapporto.
Tribunale Torino 26 febbraio 1994
In tema di società cooperative, l'insorgenza del diritto del socio alla quota di liquidazione e del relativo credito si verifica soltanto in presenza di una causa di scioglimento del rapporto sociale, anteriormente vantando tale soggetto esclusivamente una mera aspettativa legata all'eventualità che, all'atto del verificarsi di detta causa, il patrimonio della società abbia una consistenza tale da permettere l'attribuzione pro quota di valori proporzionali alla sua partecipazione; ne consegue che, in caso di esclusione dalla società a seguito della dichiarazione di fallimento del socio, il credito di quest'ultimo relativo alla quota di liquidazione nasce - o almeno diviene certo - esclusivamente per effetto della dichiarazione di fallimento, ciò implicando l'assenza dei presupposti necessari per ritenerne la compensabilità, ex art. 56 l. fall., con i contrapposti crediti vantati dalla società nei suoi confronti. (Principio affermato dalla S.C. in un caso di insinuazione al passivo nel fallimento del socio da parte di una banca cooperativa,condannata alla restituzione di quanto ricavato dalla vendita delle azioni realizzata dopo il fallimento).
Cassazione civile sez. I 07 luglio 2008 n. 18599