Source: http://www.sdanganelli.it/tag/sindaco/
Timestamp: 2018-04-19 15:42:05+00:00
Document Index: 40463175

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 50', 'art 50', 'sentenza ', 'art. 2049', 'art. 2049']

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Tribunale Amministrativo Regionale Veneto, sentenza 3 maggio 2017 n. 434
Pubblicato il 4 maggio 2017 da uxs04548
E’ legittima l’ordinanza adottata dal Sindaco, ex art 50, comma 7, del D.lgs. n. 267/2000, che, allo scopo di prevenire, contrastare e ridurre il fenomeno del gioco d’azzardo patologico, dispone la limitazione degli orari di apertura delle sale da gioco o scommessa e degli altri esercizi in cui sono installate apparecchiature per il gioco per tutelare la salute pubblica e il benessere socio-economico dei cittadini. Non occorrono indagini istruttorie per la verifica dell’incidenza del fenomeno della ludopatia sul territorio comunale in quanto esso costituisce un fatto notorio o, comunque, una nozione di fatto di comune esperienza, come attestano le numerose iniziative di contrasto assunte dalle autorità pubbliche a livello europeo, nazionale e regionale. La disciplina limitativa degli orari di apertura dei pubblici esercizi in cui si svolgono attività di gioco o scommessa – che consente un’apertura giornaliera pari a quattordici ore giornaliere consecutive (h 8- 22) –rispetto agli obiettivi perseguiti (prevenzione, contrasto e riduzione del gioco d’azzardo patologico), appare proporzionata realizzando essa un ragionevole contemperamento degli interessi economici degli imprenditori del settore con l’interesse pubblico a prevenire e contrastare fenomeni di patologia sociale connessi al gioco compulsivo, causativo di conseguenze pregiudizievoli sia sulla vita personale e familiare dei cittadini, che a carico del servizio sanitario e dei servizi sociali.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato apertura, apparecchiature, art 50 comma 7 D.lgs. n. 267/2000, attività, benessere, cittadini, compulsivo, comunale, comune esperienza, consecutive, contemperamento, contrastare, contrasto, economici, familiare, fatto, fatto notorio, fenomeni, fenomeno, gioco, gioco d’azzardo, giornaliera, giornaliere, h 8- 22, imprenditori, incidenza, indagini, interesse pubblico, interessi, istruttorie, limitazione, ludopatia, nozione, obiettivi, orari, ordinanza, ore, patologia sociale, patologico, perseguiti, personale, pregiudizievoli, pregiudizio, prevenire, prevenzione, proporzionalità, proporzionata, pubblica, pubblici esercizi, quattordici, ragionevole, riduzione, sale da gioco, salute, scommessa, servizi sociali, servizio sanitario, settore, sindaco, socio-economico, Tar Veneto, territorio, tutela, verifica, vita
Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 16 ottobre 2015, n. 20928. Il Comune è responsabile dei danni procurati dagli addetti ai servizi sociali ai minori allontanati dalla famiglia sulla base di un’ ipotesi di molestie sessuali paterne, rivelatasi infondata.
Pubblicato il 19 ottobre 2015 da uxs04548
In relazione al comportamento illecito degli addetti comunali ai servizi sociali, i quali – basandosi esclusivamente sulle dichiarazione di una maestra d’asilo, che aveva ritenuto di ravvisare il sospetto di molestie sessuali parte del padre sulla figlia minore avevano – ottenuto dal Sindaco un provvedimento di allontanamento della minore dalla casa familiare e di affidamento al Comune, poi revocato dal Tribunale dei Minori per insussistenza dei fatti ascritti al padre, il Comune risponde, ai sensi dell’art. 2049 cod. civ., sulla base di una fattispecie di responsabilità che gli è addebitabile oggettivamente, per effetto della condotta colposa dei suoi dipendenti, nell’esercizio delle loro specifiche incombenze. Il danno biologico da patologia psichica valutato equitativamente dal giudice di merito rappresenta un equilibrato e ragionevole compromesso fra l’esigenza di assicurare un ristoro effettivo della sofferenza cagionata ai bambini da un trauma affettivo che potrebbe segnare l’intera loro vita e la necessità di evitare che l’azione risarcitoria possa essere strumentalizzata allo scopo di trame un ingiustificato profitto.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato affettivo, affidamento, allontanamento, art. 2049 cod. civ., bambini, casa familiare, colpa, comportamento, comunale, danno biologico, danno morale, effettivo, figlia, illecito, impiegato, ingiustificato, maestra d'asilo, minore, molestie, padre, patologia, profitto, provvedimento, psichica, responsabilità oggettiva, revoca, risarcimento, ristoro, servizi sociali, sessuali, sindaco, sofferenza, trauma, Tribunale dei Minori, valutato equità