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Matched Legal Cases: ['art.16', 'art.16', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 11', 'art.16']

Sfratto e cancellazione per irreperibilità - Forum Enti.it
Sfratto e cancellazione per irreperibilità
Rodigo	Sfratto e cancellazione per irreperibilità
Messaggioda Rodigo » 24/05/2012, 10:55 Vorrei avere cortesemente qualche consiglio su una situazione che si è creata nel nostro Comune e che vado a spiegare:
una famiglia ha subito uno sfratto coattivo all'incirca un anno fa e dall'epoca vive presso una comunità (con cui il nostro Comune ha sottoscritto una convezione per il loro "soggiorno").
L'assessore ai servizi sociali insiste affinchè si arrivi alla loro cancellazione dall'a.p.r. ma a questo punto mi si pone una questione abbastanza difficile da districare:
- la cancellazione per irreperibiltà può avvenire se io so benissimo che questi signori non sono "spariti nel nulla" ma sono ospiti presso una comunità, oltretutto sotto convenzione col Comune?
- dall'altro lato si crea una forte discrepanza tra l'apr e la realtà, nel senso che la dimora abituale presso il Comune non esiste più da almeno un anno e non esisterà più presso quell'abitazione (in cui non torneranno mai in quanto sfrattati).
- il capofamiglia e i figli, oltretutto, hanno cittadinanza italiana quindi un eventuale irreperiblità avrebbe altre ripercussioni (penso ad esempio al diritto di voto).
- il capofamiglia, evidentemente ben indirizzato, si è premurato addirittura di fare il censimento.
Messaggioda TIZZYTIZZY » 24/05/2012, 11:42 Questa Comunità dove si trova nel tuo Comune? se si e la loro collocazione lì è di natura stabile dovresti invitare il responsabile della struttura a rendere le dichiarazioni anagrafiche ed iscrivere la famiglia nella relativa convivenza anagrafica, se non lo fà provvedi d'ufficio. Se si trova in altro Comune inviti il collega UdA a provvedere ai sensi art.16 DPR 223/89. Se la struttura fà ostracismo alla residenza (spesso alcune lo fanno) mettendo a rischio la "convenzione" col Comune, la soluzione pratica è metterli nella via fittizia dei senza fissa dimora (n. civici pari) con recapito (domicilio) nella struttura, che se è nel tuo Comune si tratterebbe di una pratica relativam. semplice (tipo cambio indirizzo) acquisendo anche l'istanza in tal senso della famiglia.
Messaggioda Ospite » 24/05/2012, 11:52 TIZZYTIZZY ha scritto:Questa Comunità dove si trova nel tuo Comune? se si e la loro collocazione lì è di natura stabile dovresti invitare il responsabile della struttura a rendere le dichiarazioni anagrafiche ed iscrivere la famiglia nella relativa convivenza anagrafica, se non lo fà provvedi d'ufficio. Se si trova in altro Comune inviti il collega UdA a provvedere ai sensi art.16 DPR 223/89. Se la struttura fà ostracismo alla residenza (spesso alcune lo fanno) mettendo a rischio la "convenzione" col Comune, la soluzione pratica è metterli nella via fittizia dei senza fissa dimora (n. civici pari) con recapito (domicilio) nella struttura, che se è nel tuo Comune si tratterebbe di una pratica relativam. semplice (tipo cambio indirizzo) acquisendo anche l'istanza in tal senso della famiglia.
La Comunità è in un altro Comune, ma la loro collocazione è assolutamente "temporanea", tant'è che proprio nella convenzione il Comune (nostro) si impegna a mettere in atto ogni tentativo per trovar loro un alloggio.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 24/05/2012, 11:56 Invece, direi che l'art. 16, 1 dPR 223/1989 trovi proprio applicazione, ricordandosi come il comune di attuale dimora sia responsabile della regolarita' (ecc.) (art. 4, 1 L. 1228/1954), non gia' in conseguenza del ricevimento di tale segnalazione particolare, quanto per il trasferimento, di fatrto (le motivazioni non hanno peso) della dimora abituale.
In ogni caso, e' del tutto fuori luogo ogni ipotesi di applicazione dell'art. 11, 1, lett. c) dPR 223/1989, almeno per il momento.
Messaggioda TIZZYTIZZY » 24/05/2012, 12:14 Un vecchio adagio del mio Comune è "Non c'è niente di più definitivo delle cose provvisorie"! ... Nel mio ordine di servizio di trasferimento interno c'era scritto "la S.V. sarà temporaneamente assegnata al settore servizi demografici a far data dal ..." ..... Sono 16 anni ormai che sto temporaneamente qui!! .. Questa famiglia mi pare che sia già più di un anno che sta lì ... quindi fai intanto un tentativo con l'art.16. O più semplicemente la famiglia insieme al resp.struttura vanno in anagrafe e fanno istanza di iscrizione. Se il resp. gli fa problemi potresti suggerire che cmq inviino l'istanza da soli via web o raccomandata o fax. Se ci pensi è un bell'uovo di colombo: ora devono iscriverli entro 2gg e tu cancellarli entro 5 .... Voglio proprio vedere come potrebbero motivare un diniego visto che i tizi lì ci sono. Anche alla luce delle residenze in tempo reale ha ancora senso parlare di presenza temporanea o meno visto che basta poco per cambiare residenza da un Comune all'altro?
Messaggioda Ospite » 24/05/2012, 12:33 Il problema è che loro per primi non vogliono procedere al cambio di residenza, perchè sono in graduatoria per un alloggio comunale.
La struttura che li ospita, ovviamente, si guarda bene dall'acconsentire alla richiesta di residenza presso di loro, in forza dell'accordo fatto col Comune circa la temporaneità della "sosta".
La pratica migliore sarebbe forse quella dello spostamento in via fittizia come senza fissa dimora, ma non certo non sanerebbe la situazione oggettiva e cioè che loro non sono più sul territorio da un anno.
Messaggioda TIZZYTIZZY » 24/05/2012, 16:11 Beh ... se le cose stanno così non posso dar loro torto... nel senso che allora non mi spiego perchè il vs assessore vuole farli cancellare. Se sono seguiti dai SS si presume che questi abbiano svolto gli accertamenti per stabilire se la famiglia è veram. bisognosa o no. Se bisognosa mi pare un pò una "carognata" quella di promettere aiuto, cioè ti cerco una casa e intanto ti colloco lì e poi invece vogliono farli cancellare facendogli perdere la graduatoria? Cerca di capire le ragioni parlando a quattr'occhi con i servizi sociali (non hanno fondi? non hanno case? hanno accertato che la famiglia non è bisognosa e non ha diritto alla loro assistenza?), verifica se eventualm. acconsentono ad essere recapito della famiglia e poi regolati di conseguenza (cioè se la famiglia si domicilia presso i serv. sociali puoi metterli nella via fittizia dei SFD se no, a meno che questi non si trovano un domicilio certo nel tuo Comune questa soluzione non è praticabile).
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 24/05/2012, 18:23 Purtroppo, allora si spiega la "fregola" assessorile ... Con la cancelalzione escono dalla graduatoria e quindi potra' ... disinteressarsene ....
Rodigo	Cita
Messaggioda Rodigo » 25/05/2012, 10:23 Il Dott. Scolaro ha colto perfettamente nel segno, comprendendo al volo la situazione.
L'ufficio Serv. Sociali, in realtà, non spinge per la loro cancellazione e anzi, avrebbe già risolto da mesi la situazione dando l'alloggio alla famiglia che (che piaccia o meno) è in cima alla graduatoria e ha quindi tutti i diritti di averlo.
Lascio a voi l'interpretazione di quale sia la situazione "politica" del nostro Comune (ma credo abbiate capito). Quantomeno l'assessore ha compreso le opzioni a livello anagrafico che le ho spiegato e quindi sembra aver mollato la presa riguardo alla cancellazione. Il resto lo risolverà coi sociali.
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