Source: http://www.studiopanato.it/category/fisco-e-societa/tributario/agevolazioni-fiscali/
Timestamp: 2017-03-30 04:55:37+00:00
Document Index: 63742295

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 25', 'art.1', 'art. 3', 'art.3', 'art.32', 'art. 109', 'art. 2', 'art.109', 'art.1', 'art.47', 'art. 43']

Agevolazioni fiscali Archives - Studio Panato | Dottori Commercialisti Milano
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Guida alle agevolazioni per innovazione ed industria 4.0	9 febbraio 2017/in Agevolazioni fiscali, Fisco e Società, Impresa, Startup /da Fisco e societaIl Piano Industria 4.0 è una grande occasione per tutte le aziende che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale. Il Piano prevede un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività. Sono state potenziate e indirizzate in una logica 4.0 tutte le misure che si sono rilevate efficaci e, per rispondere pienamente alle esigenze emergenti, ne sono state previste di nuove.
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Fisco e societa
Fisco e societa2017-02-09 13:05:092017-02-10 08:06:31Guida alle agevolazioni per innovazione ed industria 4.0	Ecco perché conviene investire in una startup innovativa	31 gennaio 2017/in Agevolazioni fiscali, Articoli, Fisco e Società, Impresa, Startup /da Fisco e societaEcco perché conviene investire in una startup innovativa
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Fisco e societa2017-01-31 07:00:132017-01-30 17:57:12Ecco perché conviene investire in una startup innovativa	Superammortamento 250% e Piano Industria 4.0	25 settembre 2016/0 Commenti/in Agevolazioni fiscali, Impresa, Startup, Tributario /da Andrea Arrigo PanatoSuperammortamento 250% e Piano Industria 4.0
Appare estremamente interessante il Piano Industria 4.0 presentato in questi giorni a Milano. Confermato pare il superammortamento al 140% ed introduzione dell’iperammortamento fino al 250% sugli investimenti in tecnologie. Si prevede inoltre un credito d’imposta per gli investimenti incrementali sul fronte della ricerca e sviluppo con aliquota raddoppiata (dal 25% al 50%) rispetto all’attuale versione. Tutti questi interventi (se confermati) dovrebbero entrare nella prossima Legge di Bilancio 2017, che il Governo presenterà alle Camere entro il 15 ottobre. Articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.
Definizione Industria 4.0
Un processo che porterà alla produzione industriale automatizzata e interconnessa attraverso l’uso di tecnologie abilitanti quali: big data, open data, Internet of Things, cloud computing, analytics, stampa 3D, ecc.
Le tecnologie obiettivo del piano
Cloud e gestione di elevate quantità di dati su sistemi aperti
Big Data: analisi di un’ ampia base dati per ottimizzare prodotti e servizi
I benefici attesi Flessibilità: Maggiore flessibilità attraverso la produzione di piccoli lotti ai costi della grande scala
Velocità: Maggiore velocità dal prototipo alla produzione in serie attraverso tecnologie innovative
Produttività: Maggiore produttività attraverso minori tempi di set-up, riduzione errori e fermi macchina
Qualità: Migliore qualità e minori scarti mediante sensori che monitorano la produzione in tempo reale
Competitività: Maggiore competitività del prodotto grazie a maggiori funzionalità derivanti dall’Internet delle cose
Superammortamento Iperammortamento: Incremento aliquota per investimenti I4.0 dall’attuale 140% al 250%
Tempistiche: Al fine di garantire la massima attrattività della manovra, estensione dei termini per la consegna del bene al 30/06/18 previo ordine e acconto >20% entro il 31/12/17
Superammortamento: Proroga del superammortamento con aliquota al 140% ad eccezione di veicoli ed altri mezzi di trasporto che prevedono una maggiorazione ridotta al 120%
Finanza a supporto di Industria 4.0, VC e startup
Detrazioni fiscali fino al 30% per investimenti fino a 1 €M in start-up e PMI innovative
Assorbimento da parte di società “sponsor” delle perdite di start-up per i primi 4 anni
PIR – Agevolazione fiscale mediante detassazione capital gain su investimenti a medio/lungo termine
Programma “acceleratori di impresa”, finanziare la nascita di nuove imprese con focus I4.0 con combinazione di strumenti agevolativi e attori istituzionali (CDP) Fondi di investimento dedicati all’industrializzazione di idee e brevetti ad alto contenuto tecnologico (CDP) Fondi VC dedicati a start-up I4.0 in co-matching (CDP / Invitalia) Per approfondire
Scarica la presentazione del Piano nazionale Industria 4.0
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Andrea Arrigo Panato2016-09-25 22:25:132016-09-22 14:43:58Superammortamento 250% e Piano Industria 4.0	Assegnazione agevolata dei beni ai soci, ulteriori chiarimenti nella circolare bis delle Entrate	19 settembre 2016/0 Commenti/in Agevolazioni fiscali, Fisco e Società, Tributario /da Fisco e societaAssegnazione agevolata dei beni ai soci, ulteriori chiarimenti nella circolare bis delle Entrate
Venerdì 16, giusto prima del week end ed a pochi giorni dalla scadenza, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato l’ennesima circolare in tema di “Assegnazione agevolata dei beni ai soci” che i contribuenti interessanti dovranno effettuare entro il 30 settembre 2016. Articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.
La circolare è stata anticipata, nel solo mese di settembre (o meglio nei primi 15 giorni del mese) da ben 3 comunicati stampa. Il comunicato del 7 settembre così recitava:
“ In riferimento all’assegnazione agevolata dei beni ai soci, prevista dalla Legge di Stabilità 2016, l’Agenzia delle Entrate precisa di aver fornito le linee guida interpretative con la circolare n. 26/E del 1° giugno 2016, 4 mesi prima del termine ultimo per l’effettuazione dell’assegnazione agevolata. Successivamente alla pubblicazione di questo documento di prassi, gli operatori tecnici e professionali hanno posto ulteriori quesiti applicativi e richiesto chiarimenti su casi specifici che troveranno risposta in una seconda circolare che sarà resa disponibile nei prossimi giorni.”
Sempre nel rassicurarci dell’accuratezza delle istruzioni fornite l’Agenzia si premura di ricordare che: “La numerazione consequenziale n. 36/E è stata annullata per un problema tecnico procedurale “
Riportiamo per completezza ed amore della sintesi l’ultimo comunicato stampa:
“L’agevolazione fiscale prevista per le imprese che assegnano o cedono beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri ai soci opera in via automatica rispetto al comportamento contabile adottato dal contribuente per quanto riguarda il bene ceduto. È uno dei chiarimenti forniti nella nuova circolare di oggi dell’Agenzia delle Entrate sulla disciplina dell’assegnazione e cessione di beni ai soci, della trasformazione in società semplice e dell’estromissione dei beni dell’imprenditore individuale. Dopo le linee guida interpretative fornite con la circolare n. 26/E del 1° giugno 2016, l’Agenzia risponde, con un secondo documento di prassi, ai dubbi sollevati dagli operatori tecnici e professionali. Riserve di utili indispensabili La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto un regime fiscale agevolato di carattere temporaneo per consentire l’assegnazione e la cessione agevolata ai soci di alcuni beni immobili e beni mobili iscritti in pubblici registri, oltre alla trasformazione in società semplici delle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predetti beni. La circolare n. 37/E di oggi (la numerazione consequenziale n. 36/E è stata annullata per un problema tecnico procedurale) chiarisce che quest’assegnazione opera in maniera automatica rispetto al comportamento contabile adottato dal contribuente: indipendentemente dal valore attribuito al bene ai fini contabili, infatti, la plusvalenza e la minusvalenza rilevante ai fini fiscali è quella determinata avendo come riferimento il valore normale/catastale. Il documento di prassi chiarisce, inoltre, che è possibile fruire della disciplina agevolativa in esame solo se vi siano riserve disponibili di utili e/o di capitale almeno pari al valore contabile attribuito al bene in sede di assegnazione, a prescindere dal valore normale/catastale preso a riferimento per la determinazione dell’imposta sostitutiva. L’imposta sostitutiva libera le riserve Anche nella cessione, così come avviene nell’assegnazione, l’imposta sostitutiva versata dalla società sulla plusvalenza libera le riserve di utili che eventualmente si formano e, pertanto, tali plusvalenze non saranno tassate in sede di distribuzione in capo ai soci di società di capitali. Per le società di persone il normale meccanismo di funzionamento della trasparenza ne assicura la non tassazione in capo ai soci. Base imponibile e valore del bene La circolare fornisce anche ulteriori chiarimenti in merito ai criteri di determinazione della base imponibile dell’assegnazione agevolata, anche alla luce delle ultime sentenze della Corte di Giustizia Ue. In particolare vengono elencati, a titolo esemplificativo, i fattori rilevanti per determinazione del deprezzamento che il bene può subire nel corso del tempo.
L’assegnazione dei beni ai soci comporta la necessità di annullare riserve contabili (di utili e/o di capitale) in misura pari al valore contabile attribuito al bene in sede di assegnazione. Tale valore può essere pari, superiore o inferiore al suo precedente valore netto contabile. Ne deriva che è possibile fruire della disciplina agevolativa in esame solo se vi siano riserve disponibili di utili e/o di capitale almeno pari al valore contabile attribuito al bene in sede di assegnazione. Resta fermo, ovviamente, che il comportamento contabile adottato dall’impresa deve essere coerente con i principi contabili di riferimento. “
Disciplina dell’assegnazione e cessione di beni ai soci, della trasformazione in società semplice e dell’estromissione dei beni dell’imprenditore individuale. Ulteriori chiarimenti
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Fisco e societa2016-09-19 18:08:572016-09-19 18:08:57Assegnazione agevolata dei beni ai soci, ulteriori chiarimenti nella circolare bis delle Entrate	Crea la tua startup innovativa	24 luglio 2016/0 Commenti/in Agevolazioni fiscali, Impresa, Startup /da Fisco e societaCrea la tua startup innovativa
A partire dal 20 luglio 2016 per costituire una startup innovativa in forma di S.R.L., in alternativa all’atto pubblico, è possibile utilizzare il modello standard tipizzato sottoscritto con firma digitale dai contraenti. Articolo pubblicato su Mysolution e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.
La startup innovativa è una società di capitali residente in Italia o in altro Paese membro dell’UE purchè abbia una sede produttiva o una filiale in Italia, che risponde a determinati requisiti e ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
Costituzione di Startup innovativa con modello standard tipizzato
“Al solo fine di favorire l’avvio di attività imprenditoriale e con l’obiettivo di garantire una più uniforme applicazione delle disposizioni in materia di startup innovative l’atto costitutivo e le successive modificazioni di startup innovative sono redatti per atto pubblico ovvero per atto sottoscritto con firma digitale, con le modalità previste dall’articolo 24 del D.Lgs. n. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale), in conformità del modello standard tipizzato, adottato con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, e trasmessi al competente ufficio del registro delle imprese”. Così dispone l‘art. 4, comma 10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n 3.
Si rammenta che il modello standard tipizzato che costituisce l’atto deve essere registrato fiscalmente; dopo la registrazione fiscale è necessario iscrivere la startup innovativa al registro delle imprese e nella sezione speciale delle startup innovative. La domanda di iscrizione della startup innovativa nel registro delle imprese e nella sezione speciale avviene tramite l’invio di una pratica di Comunicazione Unica alla Camera di Commercio di competenza comprensiva dell’atto e di tutte le ulteriori informazioni e documentazione prevista dalla legge.
È ora possibile predisporre il proprio statuto on line, infatti il modello standard tipizzato può essere redatto attraverso il servizio on-line gratuito Atti Startup realizzato da InfoCamere per la compilazione guidata dell’atto di costituzione di startup innovativa in forma di S.R.L., con firma digitale dei contraenti.
La pratica deve essere corredata:
dalla modulistica del Registro Imprese o di altri eventuali enti;
dai due file XML firmati digitalmente dai contraenti;
dalla ricevuta di registrazione fiscale rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.
Incentivi fiscali per investimenti in startup
Sono stati introdotti incentivi fiscali per investimenti in startup provenienti da persone fisiche (19% di detrazione IRPEF) e giuridiche (20% di deduzione dall’imponibile IRES) per gli anni 2013, 2014 e 2015 e 2016. Gli incentivi valgono sia in caso di investimenti diretti in startup, sia in caso di investimenti indiretti per il tramite di altre società che investono prevalentemente in startup. Il beneficio fiscale è maggiore se l’investimento riguarda le startup a vocazione sociale e quelle che operano nel settore energetico (le aliquote passano rispettivamente al 25 e al 27%).
Visita il sito dedicato alla Startup innovativa del Registro delle Imprese. Per saperne di più sulla policy del Ministero dello Sviluppo Economico leggere la Scheda di sintesi della policy a sostegno della startup.
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Fisco e societa2016-07-24 23:03:582016-07-20 19:19:36Crea la tua startup innovativa	Startup costituzione senza notaio dal 20 luglio 2016	2 luglio 2016/0 Commenti/in Agevolazioni fiscali, Societario, Startup /da Fisco e societaStartup costituzione senza notaio dal 20 luglio 2016
Con il tanto atteso Decreto direttoriale 1 luglio 2016 sono state finalmente approvate le specifiche tecniche per la redazione del modello standard di atto costitutivo e statuto delle s.r.l. start-up innovative, come previsto dall’articolo 4, comma 10 bis del D.L. n. 3 del 2015, convertito in legge 33/2015., a norma del DM 17 febbraio 2016.
L’annuncio tanto atteso
Lo ha annunciato ieri su Twitter, non senza una certa soddisfazione, l’amico Mattia Corbetta. Immagino che la strada sia stata lunga e gli ostacoli infiniti.
La colonna sonora giusta per festeggiare… https://t.co/njQfcQNYSy Cc: @StefanoFirpo @LGmarangon @CarloStagnaro https://t.co/Cj2LY6wUlu
— Mattia Corbetta (@CorbettaMattia) 1 luglio 2016
La Circolare 3691/C del 1 luglio 2016
Contemporaneamente con il decreto è stata emanata la Circolare 3691/C del 1 luglio 2016 per illustrare le modalità di costituzione delle società a responsabilità limitata startup innovative a norma del comma 10 bis dell’articolo 4 del D.L n. 3 del 2015, convertito con legge 24 marzo 2015, n. 33. Disposizioni applicative del DM 17 febbraio 2016 e del DD 1 luglio 2016.
Il D.L. n. 3 del 2015 ha introdotto, all’articolo 4, comma 10-bis, la possibilità di costituire le società destinate all’iscrizione nella sezione speciale delle startup innovative di cui all’art. 25, comma 2, del D.L. n. 179 del 2012, in deroga a quanto previsto dagli articoli 2328 e ss. del codice civile. In particolare la norma di legge richiamata afferma che:
«Al solo fine di favorire l’avvio di attività imprenditoriale e con l’obiettivo di garantire una più uniforme applicazione delle disposizioni in materia di start-up innovative e di incubatori certificati, l’atto costitutivo e le successive modificazioni di start-up innovative sono redatti per atto pubblico ovvero per atto sottoscritto con le modalità previste dall’articolo 24 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. L’atto costitutivo e le successive modificazioni sono redatti secondo un modello uniforme adottato con decreto del Ministro dello sviluppo economico e sono trasmessi al competente ufficio del registro delle imprese di cui all’ articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni».
Con Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 17 febbraio u.s., è stato redatto un modello standard di atto costitutivo e statuto di società a responsabilità limitata, finalizzato alla costituzione della start-up, secondo la procedura derogatoria delle norme codicistiche introdotta dal richiamato comma 10 bis.
Al fine di consentire alle softwarehouse di adeguare i propri programmi alle disposizioni del presente decreto, le disposizioni in esso contenute acquistano efficacia il 20 luglio 2016.
Qualche vecchia riflessione
Riporto qualche riflessione scritta a suo tempo per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto originario e contenuta nell’articolo: “Costituire una startup innovativa senza notaio“.
Finalmente in Gazzetta Ufficiale il decreto che introduce la possibilità di costituire una startup innovativa mediante un modello standard tipizzato con firma digitale. Si sta delineando una interessante evoluzione normativa di portata ben più ampia di quanto appare. Bisognerà vigilare per tutelare la coerenza del sistema normativo e non risparmiare critiche in tal senso ma parimenti è anche giusto incoraggiare un percorso virtuoso e non far mancare il nostro appoggio a tutte le semplificazioni nel fare impresa in Italia. Iscriviti alla nostra Newsletter
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Fisco e societa2016-07-02 10:31:582016-07-02 10:56:28Startup costituzione senza notaio dal 20 luglio 2016	Art bonus ed il coraggio di fare cultura	9 maggio 2016/0 Commenti/in Agevolazioni fiscali, Fisco e Società, Impresa, Tributario /da Fisco e societaArt bonus ed il coraggio di fare cultura
Impresa e cultura è un binomio considerato da alcuni come una contraddizione in termini eppure in questi giorni mi capita di pensare sempre più spesso alla forza di questo legame che nella tradizione milanese e lombarda è sempre stato ben radicato. Articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.
Recentemente un amico mi ha confidato con una certa emozione di essere riuscito a mettere insieme 15 soci del mondo dell’industria, della portualità e delle professioni di Genova per mettere in sicurezza i marchi dolciari e alimentari in genere storici e non arrendersi alla decrescita e al declino che come dice Carlo Alberto Carnevale Maffè “è la scusa degli incapaci”.
Nelle imprese e nelle famiglie la valorizzazione della tradizione e della memoria può diventare punto di partenza su cui costruire un progetto di sviluppo indispensabile, talvolta, per la loro stessa sopravvivenza.
Forse oggi dovremmo trovare la forza di riscoprire quella tradizione. Conservare i nostri beni culturali vuol dire conservare anche la nostra identità e trasmetterla ai nostri figli ma potrebbe anche aiutarci a prendere consapevolezza del nostro patrimonio culturale e da questo trarre la forza per cambiare.
Il legislatore recentemente ci ha fornito un nuovo strumento che merita di essere maggiormente conosciuto.
Art bonus a sostegno della cultura
Per le erogazioni liberali in denaro effettuate nei periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2013, per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione e per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo spetta un credito d’imposta, nella misura del 65 per cento delle erogazioni effettuate.
Credito di imposta per favorire le erogazioni liberali Il credito d’imposta spetta nella misura del 65% delle erogazioni liberali effettuate. In particolare:
per le persone fisiche ed enti che non svolgono attività commerciale (dipendenti, pensionati, professionisti), il credito d’imposta è riconosciuto nel limite del 15% del reddito imponibile;
per i soggetti titolari di reddito d’impresa (società e ditte individuali) ed enti non commerciali che esercitano anche attività commerciale il credito d’imposta è invece riconosciuto nel limite del 5 per mille dei ricavi annui.
Ferma restando la ripartizione in tre quote annuali di pari importo, per i soggetti titolari di reddito d’impresa il credito di imposta è utilizzabile tramite compensazione e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive.
L’art bonus può essere applicato nei seguenti casi:
Se l’oggetto dell’erogazione liberale è un Bene Culturale pubblico, l’Art Bonus si applica esclusivamente per erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di restauro, protezione e manutenzione.
Se l’erogazione liberale è destinata ad Istituti e Luoghi della cultura di appartenenza pubblica, alle Fondazioni lirico-sinfoniche ed ai Teatri di tradizione, l’Art Bonus si applica solo per erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di sostegno.
Se l’erogazione liberale è destinata ad Enti o Istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo, l’Art Bonus si applica solo se l’erogazione liberale è effettuata per la Realizzazione di nuove strutture, il restauro ed il potenziamento di quelle esistenti.
Se l’erogazione liberale in denaro è destinata ai soggetti concessionari o affidatari di beni culturali pubblici, l’Art Bonus si applica solo se l’erogazione liberale è effettuata per interventi di manutenzione, protezione e restauro di un bene pubblico.
Documentazione da presentare E’ sufficiente conservare copia del documento che certifica l’erogazione in denaro con la causale di versamento che identifica oggetto/ente beneficiario. Attraverso il sito www.artbonus.gov.it è possibile, per i mecenati, trasmettere i dati dell’erogazione liberale effettuata e scaricare dal portale una autodichiarazione contenente tutti i dati della liberalità, se l’ente al quale ha effettuato il versamento ha trasmesso al portale l’erogazione ai sensi del comma 5 dell’art.1 della legge su Art bonus. Tale autodichiarazione, integrata con le autorizzazioni ai fini della privacy, potrà essere utilizzata per la pubblicazione sul sito Art bonus dei nominativi dei mecenati, che con le loro erogazioni hanno contribuito al sostegno del Patrimonio culturale pubblico. L’autodichiarazione può essere conservata ed utilizzata ad uso personale, ai fini del beneficio fiscale non è necessario trasmetterla agli uffici di Art bonus.
Art bonus per favorire le erogazioni liberali
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Fisco e societa2016-05-09 12:42:152016-05-09 12:50:44Art bonus ed il coraggio di fare cultura	Credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo	20 marzo 2016/0 Commenti/in Agevolazioni fiscali, Articoli, Impresa, Tributario /da Andrea Arrigo PanatoCredito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo
Presentiamo una sintesi del bonus Ricerca e Sviluppo ricordando che con la circolare n. 5/E del 16 marzo 2016 l’Agenzia delle Entrate, in collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico, ha fornito le linee guida per la corretta interpretazione e applicazione del “bonus ricerca” pur senza dissipare in realtà alcuni punti critici in tema di servizi e consulenze. Interessanti invece le ipotesi di cumulo con altre agevolazioni e istruzioni sugli adempimenti necessari per la fruizione del credito di imposta. L’art. 3 del D.L.145/2013 (modificato dalla legge n.190/2014, c.d. legge di stabilità 2015), riconosce un credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, le cui diposizioni applicative sono contenute nel D.M. 27/05/201 (pubblicato in G.U. n.174 del 29/07/2015).
Ai sensi del comma 1 dell’art.3 del D.L.145/2013, « A tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato, che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019, è attribuito un credito d’imposta nella misura del 25 per cento delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015».
L’agevolazione è riconosciuta a tutte le imprese, indipendentemente da:
Settore economico in cui operano;
Regime contabile adottato (è applicabile anche dai soggetti in regime di contabilità semplificata).
N.B. non è previsto alcun limite di fatturato per le imprese beneficiarie.
Sulla base della Circ. Agenzia delle Entrate 20/2005, possono beneficiare di tale agevolazione:
Persone fisiche esercenti attività commerciale ancorché gestita in forma di impresa familiare, comprese le aziende coniugali;
Società di fatto che abbiano per oggetto l’esercizio di attività commerciale;
Consorzi tra imprese;
S.p.a.; s.a.p.a.; s.r.l.;
Enti pubblici e privati, diversi dalle società, aventi ad oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale;
Enti pubblici e privati, diversi dalle società, non aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale, limitatamente al reddito derivante dall’attività commerciale esercitata.
Considerando che la legge non fornisce argomenti contrari, si ritiene che di tale agevolazione possano usufruire anche i soggetti che determinano il reddito con metodi forfetari o con l’applicazione di regimi d’imposta sostitutivi. Sono esclusi:
Persone fisiche e società semplici esercenti attività agricola entro i limiti previsti dall’art.32 del TUIR;
Enti non commerciali, se non titolari di reddito d’impresa;
Titolari di reddito di lavoro autonomo;
Imprese che svolgono attività di ricerca per conto di terzi (come specificato nella Relazione illustrativa al D.M. 27/5/2015, l’agevolazione è riconosciuta solo alle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo, sia direttamente che indirettamente tramite appositi contratti commissionati a terzi).
lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette. Dal testo della norma si evince come possano fruire dell’agevolazione i lavori sperimentali o teorici privi di risvolti applicativi immediati, essendo l’oggetto della ricerca svincolato dalla sua effettiva utilizzazione;
ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi di cui alla lettera c). Non rientrano tra le spese agevolabili i costi relativi alla realizzazione di prodotti o processi che rappresentano un mero adattamento della tecnologia esistente alle particolari realtà aziendali. E’ necessario che i prodotti/servizi presentino caratteristiche innovative. L’Agenzia delle Entrate, nella circ.20/2005, chiarisce che « il concetto di innovazione di prodotto o di processo va inteso nel senso che non deve concretizzarsi in un prodotto già noto sul mercato o di un processo già utilizzato».
acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida;
produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali. Non si considerano attività di ricerca e sviluppo le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti
Ai fini della determinazione del credito d’imposta sono ammissibili i costi di competenza (ai sensi dell’art. 109 del TUIR) del periodo d’imposta di riferimento, direttamente connessi allo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili, quali:
personale altamente qualificato impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo di cui al comma 4, in possesso di un titolo di dottore di ricerca, ovvero iscritto ad un ciclo di dottorato presso una università italiana o estera, ovvero in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico secondo la classificazione UNESCO Isced (International Standard Classification of Education) o di cui all’allegato 1 al D.L. 145/2013, che sia:
1) dipendente dell’impresa, impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo di cui all’art. 2, comma 1, del citato decreto, con esclusione del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali;
2) in rapporto di collaborazione con l’impresa, compresi gli esercenti arti e professioni, a condizione che svolga la propria attività presso le strutture della medesima impresa;
Ai fini della determinazione del costo, occorre prendere in considerazione il costo effettivamente sostenuto dall’impresa, cioè:
l’importo della retribuzione lorda prima delle imposte e dei contributi obbligatori;
In rapporto all’effettivo impiego dei medesimi lavoratori nell’attività di ricerca e sviluppo.
quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti con decreto del Ministro delle finanze 31 dicembre 1988, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’ attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto dell’IVA. In relazione alle quote di ammortamento, gli strumenti e le attrezzature di laboratorio devono essere acquistati dall’impresa a titolo di proprietà o di utilizzo. In caso di acquisto degli stessi mediante locazione finanziaria, concorrono alla determinazione dei costi ammissibili le quote capitali dei canoni; nel caso di locazione non finanziaria, si prenderà, invece, come valore di riferimento il costo storico del bene, risultante dal relativo contratto di locazione o da una specifica dichiarazione del locatore. Posto che il costo ammissibile è determinato in base alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo, la quota di ammortamento dovrà essere definita in relazione alla percentuale di utilizzo del bene nell’attività di ricerca e sviluppo e al periodo di tempo di utilizzo nell’arco di un anno.
spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese comprese le start-up innovative, diverse da quelle che: controllano direttamente o indirettamente l’impresa, ne sono controllate, sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa. Come specificato dalla Relazione illustrativa al D.M. 27/05/2015, non sono incluse nelle spese relative alla ricerca contrattuale (c.d. extra muros) quelle relative alle commesse affidate alle società del gruppo, poiché maggiormente inquadrabili nell’ambito della ricerca “intra muros”. I contratti di ricerca devono essere stipulati con imprese residenti o localizzate: in Stati membri dell’UE, in Stati aderenti allo Spazio economico europero (SEE), in Paesi e territori che permettono un adeguato scambio di informazioni.
competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne. Per le imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di un collegio sindacale sono ammissibili, entro il limite massimo di 5.000 €, le spese sostenute per l ‘attività di certificazione contabile.
Soglia minima di costi agevolabili
Il credito d’imposta è riconosciuto, fino ad un importo massimo annuale di euro 5 milioni per ciascun beneficiario, a condizione che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari 30.000€. Tale valore minimo è riferito alla spesa complessiva nel periodo d’imposta agevolato, e non alla spesa incrementale.
Il credito d’imposta è riconosciuto a condizione che la spesa complessiva per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, realizzata in ogni periodo d’imposta in relazione al quale si intenda fruire dell’agevolazione, sia superiore alla media degli stessi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31/12/2015 (triennio 2012-2014).
Quindi le condizioni, in ciascun periodo d’imposta, sono:
spesa complessiva in R&S almeno pari a 30.000€;
superiore alla media degli investimenti realizzati nel triennio 2012-2014.
Possono beneficiare dell’agevolazione gli investimenti effettuati dal 2015 al 2019. Sono ammissibili i costi sostenuti in base al principio di competenza (art.109 TUIR):
le spese di acquisizione di beni mobili si considerano sostenute alla data della consegna o della spedizione;
le spese di acquisizione di beni immobili si considerano sostenute al momento della stipula dell’atto o, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo della proprietà o di altro diritto reale,
le spese di acquisizione di servizi si considerano sostenute alla data in cui le prestazioni sono ultimate.
Il credito d’imposta spetta, fino ad un importo massimo annuale di 5.000.000 € per ciascun beneficiario, ed è riconosciuto a condizione che la spesa complessiva per investimenti in attività di ricerca e sviluppo effettuata in ciascun periodo d’imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione ammonti almeno a 30.000 € ed ecceda la media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015 ovvero nel minore periodo in caso di imprese in attività da meno di tre periodi d’imposta.
In particolare, il primo periodo del comma 3 dispone che il credito di imposta è riconosciuto nella misura del “50 per cento della spesa incrementale relativa ai costi di cui alle lettere a) e c) del comma 1 dell’articolo 4” e del “25 per cento della spesa incrementale relativa ai costi di cui alle lettere b) e d) del medesimo articolo 4”.
Ferme restando le suddette condizioni, il credito d’imposta è quindi riconosciuto nella misura del:
50% della spesa incrementale relativa ai costi del personale altamente qualificato e dei contratti di ricerca “extra muros”;
25% della spesa incrementale relativa ai costi per strumenti e attrezzature di laboratorio e per le privative industriali.
Il credito d’imposta è, in ogni caso, calcolato sulla spesa incrementale riferita ai costi ammissibili, a prescindere dall’aliquota applicabile, nei limiti della spesa incrementale complessiva.
Per «spesa incrementale complessiva» si intende la differenza positiva tra l’ammontare complessivo delle spese per investimenti in attività di ricerca e sviluppo sostenute nel periodo d’imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione e la media annuale delle medesime spese realizzate nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015 (2012-2014) ovvero nel minor periodo dalla data di costituzione.
Qualora entrambe le tipologie di spesa evidenzino un incremento, il credito d’imposta corrispondente sarà determinato applicando ad ogni incremento l’aliquota prevista per ciascun gruppo di spese.
Qualora l’incremento sia relativo ad una sola delle due tipologie di spesa, il credito d’imposta dovrà essere calcolato applicando l’aliquota prevista per il gruppo di spese che ha avuto l’incremento, sull’ammontare della spesa incrementale complessiva.
Si evidenzia, ancora una volta, che il credito d’imposta è riconosciuto, comunque, fino ad un importo massimo annuale di 5.000.000 € per ogni beneficiario.
Dal riferimento della norma ai «tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31/12/2015», si prende in considerazione una media “fissa”.
Come indicato dalla Relazione illustrativa del D.M. 27/05/2015, trattandosi di una media fissa, per le imprese costituite successivamente al 2014, la media di riferimento è pari a zero.
L’Agenzia delle Entrate ha precisato che nella media del triennio vanno considerati anche gli esercizi nei quali non sono stati sostenuti costi di R&S, il calcolo, quindi, va effettuato su tre anni, anche se in uno di questi l’importo di tali investimenti è uguale a zero.
È utilizzabile in compensazione per mezzo del modello F24 (c.d. compensazione esterna), a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono stati sostenuti;
Deve essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi;
Non concorre alla formazione del reddito, nè della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, non rileva ai fini della determinazione del pro rata di indeducibilità degli interessi passivi e delle spese generali;
Non si applica il limite annuale di utilizzazione dei crediti d’imposta da quadro RU (250.000€), ed il limite generale annuale di compensazione nel modello F24 (700.000€); né il divieto di compensazione dei crediti relativi ad imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo per ammontare superiore a 1500€.
Si tratta di un’agevolazione automatica, che non prevede l’invio di un’istanza telematica per la sua fruizione.
Qualora, a seguito dei controlli, si accerti l’indebita fruizione, anche parziale, del credito d’imposta per il mancato rispetto delle condizioni richieste ovvero a causa dell’inammissibilità’ dei costi sulla base dei quali è stato determinato l’importo fruito, l’Agenzia delle entrate provvede al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni secondo legge.
I controlli sono svolti sulla base di apposita documentazione contabile certificata dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali.
Le imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di un collegio sindacale devono comunque avvalersi della certificazione di un revisore legale dei conti o di una società di revisione legale dei conti iscritti quali attivi nel registro dei revisori contabili.
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Andrea Arrigo Panato2016-03-20 23:40:472016-03-18 14:36:59Credito d'imposta per investimenti in ricerca e sviluppo	Assegnazione agevolata di beni ai soci	21 febbraio 2016/0 Commenti/in Agevolazioni fiscali, Fisco e Società /da Fisco e societaAssegnazione agevolata di beni ai soci
La legge 208/2015, ai commi da 115 a 120 dell’art.1 (Legge di Stabilità 2016), ripresenta la norma sull’assegnazione/cessione agevolata dei beni ai soci, ampliandone i confini. La nuova disposizione, infatti, non si rivolge alle sole società non operative (c.d. di comodo).
Le società in nome collettivo, in accomandita semplice, a responsabilità limitata, per azioni e in accomandita per azioni che, entro il 30 settembre 2016, assegnano o cedono ai soci beni immobili, diversi da quelli indicati nell’articolo 43, comma 2 del TUIR o beni mobili iscritti in pubblici registri non utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa, possono applicare le disposizioni agevolate a condizione che tutti i soci risultino iscritti nel libro dei soci, ove prescritto, alla data del 30 settembre 2015, ovvero che vengano iscritti entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, in forza di titolo di trasferimento avente data certa anteriore al 1° ottobre 2015.
Sulla differenza tra il valore normale dei beni assegnati o, in caso di trasformazione, quello dei beni posseduti all’atto della trasformazione, e il loro costo fiscalmente riconosciuto, si applica un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive nella misura dell’8 per cento ovvero del 10,5 per cento per le società considerate non operative in almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento della assegnazione, cessione o trasformazione.
Le riserve in sospensione d’imposta annullate per effetto dell’assegnazione dei beni ai soci e quelle delle società che si trasformano sono assoggettate ad imposta sostitutiva nella misura del 13 per cento.
SOCIETA’INTERESSATE
La nuova disposizione di legge si rivolge a:
Non sono incluse:
Le cooperative;
I consorzi e le società consortili;
Gli enti commerciali e non;
SOCI E CLAUSOLA ANTIELUSIVA
Tutti i soci devono essere iscritti nel libro soci al 30/09/2015; oppure, devono essere iscritti entro il 30/01/2016, in base ad atto di trasferimento avente data certa anteriore all’01/10/2015.
BENI OGGETTO DELL’AGEVOLAZIONE
La disposizione si rivolge unicamente a:
Beni immobili, diversi da quelli strumentali per destinazione, ex art.47,c.2 TUIR; vale a dire non utilizzati (al momento dell’assegnazione/cessione) come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa;
Beni mobili, iscritti nei pubblici registri, non utilizzati quali beni strumentali nell’esercizio dell’impresa.
Attenzione: Ai fini delle imposte sui redditi si considerano strumentali gli immobili utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’arte o professione o dell’impresa commerciale da parte del possessore (strumentali per destinazione ex art. 43, c. 2, 1° p. Tuir). Quindi, rientrano nell’agevolazione:
gli immobili patrimoniali (categoria catastale A);
gli immobili-merce;
gli immobili strumentali per natura (categorie B, C, D, E e A/10), sempre che non siano utilizzati direttamente per l’attività, compresi anche gli immobili concessi in locazione dalle società di gestione immobiliare (non considerati strumentali per destinazione).
La norma è, inoltre, applicabile anche alle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predetti beni e che entro il 30 settembre 2016 si trasformano in società semplici.
AGEVOLAZIONI ED ADEMPIMENTI
Secondo le disposizioni ordinarie del TUIR, l’assegnazione di un bene dell’impresa ad un socio evidenzia in capo alla società un ricavo/plusvalenza, ed in capo al socio assegnatario un reddito tassato (distribuzione di utili in natura).
La norma consente, invece, alla società di far fuoriuscire i beni oggetto dell’agevolazione, pagando un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap pari a:
l’8%;
il 10,5% se la società risulta non operativa in almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento dell’assegnazione.
La base imponibile sulla quale applicare l’imposta sostitutiva è calcolata come differenza tra il valore normale o catastale dei beni assegnati ed il costo fiscalmente riconosciuto.
In caso di cessione a titolo oneroso ai soci, il corrispettivo della cessione, se inferiore al valore normale o a quello catastale del bene, è computato in misura non inferiore ad uno dei due valori; inoltre, è possibile adottare un valore intermedio tra i due.
Le riserve in sospensione d’imposta annullate per effetto dell’assegnazione dei beni ai soci e quelle delle società che si trasformano sono, inoltre, assoggettate ad imposta sostitutiva nella misura del 13%, (sono esonerate le società di persone in contabilità semplificata).
Si applicano le regole ordinarie con un’unica deroga: se l’Iva non è stata detratta “a monte”, l’operazione “a valle” è da considerarsi “fuori campo”.
Per le assegnazioni o cessioni soggette ad imposta di registro proporzionale le aliquote dell’imposta sono ridotte alla metà, e le imposte ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa.
Pertanto, per gli immobili a destinazione abitativa l’aliquota passa al 4,5% o all’1%, nel caso di immobile acquisito come “prima casa” dal beneficiario; (per i beni acquistati senza scontare Iva a monte, l’imposta di registro passa al 4,5% senza distinzione tra abitativi e strumentali).
Per i beni strumentali si applica un’imposta di registro fissa pari a 200€ ed imposte ipotecarie e catastali fisse pari a 200€ (in deroga alla disciplina ordinaria che prevede l’applicazione di tali imposte nella misura complessiva del 4%).
Per i terreni agricoli l’aliquota dell’imposta di registro è dimezzata al 7.5%, o determinata in misura fissa pari a 200€ se l’avente causa è un coltivatore diretto o IAP (imprenditore agricolo professionale); le imposte ipotecarie e catastali trovano applicazione in misura fissa pari a 50€, ovvero, rispettivamente 200€ e l’1% se l’avente causa è un coltivatore diretto o IAP.
Il termine entro il quale perfezionare gli atti di assegnazione o cessione, o la trasformazione agevolata è il 30/09/2016. L’imposta sostitutiva deve essere, invece, versata ( utilizzando il modello F24):
il rimanente 40% entro il 16 giugno 2017.
Per il socio assegnatario è prevista la tassazione degli utili in natura eccedenti la somma assoggettata a imposta sostitutiva dalla società. Tuttavia, il valore normale dei beni ricevuti, al netto dei debiti accollati, riduce il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quote possedute.
In più, non opera la presunzione di prioritaria distribuzione di riserve di utili: la società è libera fiscalmente di scegliere quale posta patrimoniale utilizzare in contropartita al bene assegnato. Bisogna, tuttavia, considerare le disposizioni del Codice Civile e dei principi contabili che impongono limiti e vincoli all’utilizzo delle riserve, in funzione della loro natura.
Con riferimento alla cessione agevolata, per il socio non si genera alcun utile in natura, né si modifica il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione.
Segnaliamo l’articolo di Federnotizie su Assegnazione agevolata di beni ai soci
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Fisco e societa2016-02-21 23:31:562016-02-17 17:04:25Assegnazione agevolata di beni ai soci	Ammortamento al 140% per favorire gli investimenti in automobili nuove	18 febbraio 2016/0 Commenti/in Agevolazioni fiscali, Fisco e Società /da Fisco e societaAmmortamento al 140% per favorire gli investimenti in automobili nuove
Ammortamento agevolato
140% del costo dell’autovettura.
Uso promiscuo a dipendenti
Utilizzo nell’attività di impresa o lavoro autonomo
140% del minore tra il costo dell’autovettura e il nuovo limite fiscalmente deducibile (Euro 25.306,39).
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Fisco e societa2016-02-18 05:00:372016-02-11 18:22:56Ammortamento al 140% per favorire gli investimenti in automobili nuovePagina 1 di 212
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