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Timestamp: 2017-12-15 21:53:38+00:00
Document Index: 135207021

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 136', 'art. 3']

Denunciati ai sensi DL 23/2011 8° comma : che azioni avete intrapreso ? | Pagina 119 | propit.it - Forum per la Casa
Discussione in 'Locazione, Affitto e Sfratto' iniziata da glombardo, 8 Aprile 2012.
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Vorrei chiedere se sia ancora possibile aggiungere per maggiore precisione alla nullità... omissis... "Salvo i contratti di comodato (verbali...)"...La perentoria affermazione può ingenerare una notevole perplessità in chi come me ritiene e agito di conseguenza
che il "Comodato" verbale non debba essere registrato ma non per questo possa essere poi ritenuto nullo. Grazie tante. Quiproquo.
quiproquo, 2 Ottobre 2015
Ritengo che i fini "civili" il comodato resterà sempre valido (con gli impliciti rischi di disaccordi)...ma ai fini fiscali è "perentoria" fischio: imperativa) la forma scritta.
Dimaraz, 2 Ottobre 2015
Credo non sia così. Il silenzio dell'Avvocato Dauria lo conferma...
Abbiamo più volte ripetuto che un contratto verbale non si può registrare...perchè le parole non si possono registrare, in quanto
esse volano, come ci conferma il famoso avverbio...Il fisco non può costringere a scrivere un patto...un accordo...in definitiva un contratto che, appunto, non è altro che un accordo...Il codice civile
è chiarissimo quando dice che il comodato (per definizione dello stesso codice è gratuito...) può essere verbale o scritto...se è scritto
risulterà nullo se non viene registrato...precludendo l'azione legale
nei confronti dell'inadempiente...Se è verbale??? Forse no... Se è verbale e il Comodante si è conservato una copia delle chiavi...si piazza nell'alloggio fisicamente e rende impossibile il prosieguo
abitativo al comodatario inadempiente...Il Comodante potrà sostituire la serratura...perchè era nei patti...verbali...Insomma
si potrà dire tutto e il suo contrario e alla fine una parola vale l'altra...E il Comodante resta pur sempre il proprietario...con le
SUE chiavi in mano. Chiediamoci piuttosto perchè il legislatore
ha "imposto" questa distinzione fra scritto e verbale...Per me credo
che volesse distinguere fra parenti stretti dove ci si trasferisce di tutto solo con le parole per una fiducia illimitata ed eventuali terzi senza vincoli di parentela...(amici, conoscenti...raccomandati...) ai quali non si può accordare cotanta fiducia...Questo è quel che penso con tutti i se e i ma. Ma voialtri, ogni tanto, fatevi prendere dal dubbio ...che male non è e non fa. Cordiali saluti anche a chi coinvolto nel topic diventa cieco e sordomuto. Quiproquo. P.S. Per Dimarraz: più che ai fini fiscali, l'interesse è per i fini
giuridici...E non credo che il fisco intervenga nel caso di vertenza giudiziaria su un comodato verbale...Nulla era a sua conoscenza prima...nulla durante o dopo la vertenza.
Abbiamo più volte ripetuto che un contratto verbale non si può registrare.
L'avrete anche ripetuto più volte, ma un contratto verbale di comodato si può registrare. Anzi, si deve registrare quando sia enunciato in altri atti.
Nemesis, 2 Ottobre 2015
D'accordo...direi perfetto...Resta il fatto che per registrare un contratto questo debba necessariamente essere scritto...e quindi se è scritto non è più verbale e se è verbale non è scritto...e così per secula...seculorum...Dovendolo poi enunciare in altri atti lo si dovrà
scrivere...quindi da verbale che era si trasforma in contratto scritto...
però...però...però... ci dovrebbero essere anche le due firme...ma se
probabilmente ve ne sarà una sola...viene a mancare l'essenza stesso
del significato di contratto...alla fine mutuiamo dal dibattutissimo dilemma Donazione e Rinuncia usufrutto per ricordarci che la prima
è un contratto e la seconda non lo è...Avremo quindi due firme sulla prima e una sola sulla seconda...quindi continuando nella "ballata"
potremmo chiudere con: che se mancano le due firme pur in presenza di un foglio scritto questo non è un contratto, mentre in un contratto verbale mancano il foglio e le due firme o neanche una...
patricamente niente...aria fritta... Questo è uno dei tanti esempi di schizofrenia del Legislatore. In perfetta simbiosi con la culla del diritto...Alla faccia sua...mia...e di FradJACOno...Altrimenti di chi
altri??? Al postante originale la parola definitiva...Grazie. qpq.
Questo non è vero. La normativa, per come è stata concepita e per come la si sta applicando, apporta un beneficio così sproporzionato a favore del conduttore da rendere conveniente, di fatto, azioni scorrette anche a carico dei proprietari onesti da parte di conduttori disonesti. Ne ho dato un accenno QUA.
Ho cliccato su "QUA", ma un errore del sistema non consente la
lettura. Si può rimediare??? Quiproquo.
quiproquo, 3 Ottobre 2015
Per @Nemesis e altri intervenuti in questo lungo topic...
Sono abituato a mettermi in discussione e a darmi anche torto...
per cui ho immaginato quanto segue:
Mi reco all'Agenzia delle Entrate e registro la seguente dichiarazione:
A) "In data xyz...ho concesso in comodato (gratuito) in forma VERBALE l'alloggio sito in: xxxxxxxxxxxxxxxxx, al Sig.NNNNNNN ( tutti i dati identificativi dell'alloggio e degli attori
ecc....,) Segue la firma del comodante...
oppure alle seguenti condizioni (opzionale il contenuto...)
B)-Canone: zero,
-Spese condominiali salvo conguaglio con acconto di euro: xxxx,
-Rimborso utenze e riscaldamento se intestate al locatore,
- Inizio comodato: vvvvvvvvvvv....
-Durata comodato: zzzzzzzzzzzz....oppure sine die...
- Preavviso a favore del comodatario : 15 gg.
- " " comodante: nessuno, fermo la comunicazione sempre verbale con la consegna delle chiavi...
- Chiavi: Su esistenza di tre gruppi se ne consegnano solo due al comodatario, mentre il comodante con preavviso ( o senza...) potrà visionare l'immobile a sua libera discrezione.
Il comodante indipendentemente dal rispetto o meno delle succitate
condizioni occuperà alla scadenza prevista l'immobile con piena facoltà di cambiare la serratura. Al comodatario si concedono 10 giorni per lo sgombro delle proprie cose, in difetto le stesse saranno
date alle organizzazioni onlus o similari.
A questo punto voi direte e giustamente: ma scrivere per scrivere tanto vale preferire la "forma scritta" ...e avreste mille ragioni...
E allora??? Allora solo una semplice comunicazione (punto A) senza la litania delle condizioni (punto B). E allora??? Allora vi chiedo: Il fisco (Agenzia delle Entrate) accetterebbe la semplice dichiarazione del punto A??? A voi tutti una qualsivoglia risposta. Grazie. qpq.
Resta il fatto che per registrare un contratto questo debba necessariamente essere scritto.
No. Il contratto di comodato verbale anche se registrato (volontariamente, o poiché enunciato in altri atti) rimane "verbale".
È "scritta" solamente la documentazione presentata all'Agenzia delle Entrate per registrare il contratto stipulato verbalmente.
Nemesis, 3 Ottobre 2015
Grazie e scusami la domanda, forse sciocca: Mi puoi esemplificare con poche parole cosa ci sia scritto in tale Documentazione scritta??? Possiamo fare un piccolo esempo pratico così
finiremo di arrovellarci??? Tenendo anche presente che per il solo Com.verbale tutti gli esperti consigliano di registrarlo ed io continuerò a chiedere cosa e come registro necessariamente di diverso
dalle condizioni concordate oralmente con il comodatario...Nel mio post precedente ho ipotizzato le due forme possibili dove quella contrassegnata con la lettera "A " potrebbe essere l'unico modo per far passare
quello che appare impassabile...Cordiali saluti. qpq.
Al sicuro chi ha denunciato il «nero».
Finalmente la Legge di Stabilità appena approvata ha chiarito le sorti degli inquilini che avevano denunciato il nero dei proprietari, uscendo dalla illegalità.
Come riportato da «Il Sole 24 Ore» di oggi, «il comma 5 dell'art. 13 conferma che per tutti coloro che, in forza del D. Lgs. 23/2011, hanno versato un corrispettivo ridotto fino alla data di pubblicazione della sentenza che ha definitivamente dichiarato l'incostituzionalità dei commi 8 e 9 dell'art. 3 del D. Lgs. 23, la misura del canone o dell'indennità di occupazione per tale periodo è pari, su base annua, al triplo della rendita catastale dell'immobile.»
Inoltre, per coloro che non registreranno i contratti o li registreranno per importi inferiori all'effettivo pattuito, il conduttore potrà, in qualsiasi momento durante la locazione, e comunque entro sei mesi dall'effettivo rilascio dell'immobile, chiedere la restituzione delle somme pagate in eccesso rispetto a quanto dichiarato.
tovrm, 28 Dicembre 2015
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Vergognoso... per la terza volta, ripeto TERZA volta un governo di incapaci, sotto pressione di cosi dette associazioni a delinquere pro-inquilini partoriscono l'ennesima norma INCOSTITUZIONALE !!! Non c'è due senza tre... Un governo e un Parlamento che per ben tre volte violano il dettato Costituzionale e le sentenze della Suprema Corte Costituzionale meriterebbe di essere citato ai danni provocati attraverso una Class Action, e di essere condannato all'interdizione dal legiferare in materia... Fanno piu' danni che altro !!!! Class action subito!!!
rsa, 28 Dicembre 2015
Le disposizioni introdotte dalla legge di stabilità 2016 a mio parere sono incostituzionali; ne parlo oggi in diretta radio alle 12,00 (streaming in tutta Italia su internet):
Finanziaria 2016, affitti in nero e nuovi profili di incostituzionalità: ne parliamo in diretta radio Giovedì 31.12.2015, ore 12,00 - Consulenza Legale Avvocato
AvvocatoDauriaMichele, 31 Dicembre 2015
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Il testo del nuovo art. 13 L. 431/98, modificato dalla legge di stabilità 2016 (ed a mio avviso parzialmente incostituzionale) è disponibile qui:
http://www.studiolegaledauria.net/2...ituzionale-per-i-mini-affitti-del-dl-23-2011/
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Tawdee Membro Attivo
Credo che a breve ci saranno delle sorprese
Tawdee, 14 Marzo 2016
Ripeto a breve ci saranno sorprese
Tawdee, 17 Marzo 2016
Tawdee ha scritto: ↑
Speriamo siano buone !
alberto bianchi, 17 Marzo 2016
Locazioni, norma salva-inquilini: il Tribunale di Roma rimette alla Corte Costituzionale
Incostituzionale per Tribunale di Roma la norma salva-inquilini
Il Giudice rimette alla Corte Costituzionale l'art. 13 comma 5 L. 431/98 che aveva annullato gli arretrati di canone
La norma era stata introdotta, con il solito colpo di mano promosso dalle associazioni pro-inquilini e veicolato da una deputata del PD, con la legge di Stabilità 2016, entrata in vigore il 1.1.2016.
Incurante delle due precedenti sentenza della Consulta (n.50/2014 e 169/2015), il legislatore, violando l'art. 136 Cost. che gli fa espresso divieto di riprodurre, anche in maniera indiretta, gli effetti di una norma dichiarata incostituzionale, aveva previsto che, chi nel periodo 6.6.2011-16.7.2015 aveva versato il canone c.d. "catastale" in luogo di quello previsto dal contratto di locazione, non avrebbe dovuto corrispondere alcuna differenza per arretrati di canone. Prevedendo sostanzialmente che il canone dovuto per quel periodo fosse quello effettivamente pagato, pari al triplo della rendita catastale.
La nuova norma (di fatto un ribaltone beffardo per tutti i piccoli proprietari, già defraudati per quattro della parte preponderante del canone di locazione), secondo il giudice romano, è stata introdotta al solo fine di consentire agli inquilini di continuare a godere del trattamento del canone catastale ridottissimo previsto dalle norme illegittime precedenti.
Il Tribunale ha evidenziato peraltro anche un ulteriore profilo di illegittimità e, precisamente, quello relativo alla violazione dell'art. 3 per irragionevolezza della norma.
L'ordinanza del Tribunale segue ora un iter procedurale di comunicazione a vari organi competenti interessati e farà presto ingresso nel registro delle ordinanze della Corte Costituzionale.
Incostituzionale per Tribunale di Roma la norma salva-inquilini | Il Quotidiano del Lazio |
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Buonissime .......ho messo il post.
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2112 Nuovo Iscritto
Ad essere davvero onesti, fa piacere che i due maggiori Tribunali italiani mi abbiano dato ragione su una linea di interpretazione giuridica che avevo dato da subito:
La registrazione di un contratto di locazione orale NON VALE A SANARNE LA NULLITA', anche se è stata fatta ai sensi del D.Lgs 23/2011 e successive reincarnazioni.
Per tale ragione l'immobile andrà restituito al proprietario, a cui spetterà anche l'indennità per occupazione, ben superiore al triplo della rendita catastale di cui ai ripetuti interventi legislativi.
E' quanto affermato dai Tribunali di Roma e Milano, in due sentenze nel quale difendevo i proprietari.
Chi volesse leggerle, può trovarle qua:
AvvocatoDauriaMichele, 27 Febbraio 2017
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