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Timestamp: 2020-01-17 16:14:53+00:00
Document Index: 42405898

Matched Legal Cases: ['§ 7701', '§ 7701', '§ 7701', '§ 7701', '§ 7701', '§ 7701', '§ 7701', '§ 7701', '§ 7701', '§ 218', '§ 6', 'art. 4']

Residenza Fiscale nelle normative estere - Fiscomania
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Quali sono i criteri che identificano la residenza fiscale nelle normative estere? Rispondo a questa domanda analizzando i criteri previsti da 3 nazioni: Gli Stati Uniti d’America, il Regno Unito e la Francia. Vediamo insieme caratteristiche e differenze sui criteri adottati.
I criteri di determinazione della residenza fiscale risultano alquanto eterogenei da Paese a Paese e possono consistere, ad esempio:
Nell’aver trascorso un determinato numero di giorni (solitamente pari a 6 mesi) in uno Stato in un anno fiscale;
Nell’avere legami di natura personale o economica con quello Stato, nell’avervi il luogo di soggiorno, ecc.
Insomma, le possibilità che più di uno Stato, contemporaneamente, ci rilevi di essere soggetti ivi fiscalmente residenti ci possono essere molto frequentemente. Si tratta di situazioni definite di “dual residence“. Si tratta di casi in cui questa doppia residenza fiscale deve essere sciolta facendo ricorso alle Convenzioni contro le doppie imposizioni.
In questo caso, per comprendere meglio le differenze sui criteri che identificano la residenza fiscale nelle normative estere, ho deciso di prendere, a titolo esemplificativo, le condizioni che configurano la residenza fiscale:
Negli Stati Uniti d’America;
Nel Regno Unito, e
Vediamo, di seguito la situazione Stato per Stato.
Residenza fiscale nelle normative estere: gli Stati Uniti d’America
3.1.1 Primo anno di residenza
Ultimo anno di residenza
Residenza fiscale nelle normative estere: il Regno Unito
Frazionamento del periodo d’imposta (split year)
Residenza fiscale nelle normative estere: la Francia
Residenza fiscale nelle normative estere: conclusioni
Gli Stati Uniti prevedono, quale criterio base per la residenza fiscale, quello della cittadinanza.
Ai sensi del § 7701(b)(1)(A) dell’Internal Revenue Code del 1986, tuttavia, chi è resident alien negli Stati Uniti riceve il medesimo trattamento di un resident se, durante l’anno solare:
E’ stato legalmente ammesso alla residenza permanente (ha, cioè, ottenuto la permanent resident card – anche nota come green card – in qualsiasi momento dell’anno, quindi anche per un solo giorno);
Soddisfa i requisiti del c.d. “substantial presence test” ai sensi del § 7701(b)(3);
Chiede di essere tassato come straniero residente, in presenza di determinati requisiti (c.d. “first year election” ai sensi del § 7701(b)(4))75.
È nonresident alien, ai sensi del § 7701(b)(1)(B), colui che non è né cittadino degli Stati Uniti, né soddisfa i requisiti della residenza illustrati, ai sensi del § 7701(b)(1)(A).
Soddisfa i requisiti del substantial presence test, e dunque è fiscalmente residente negli Stati Uniti, chi è stato fisicamente presente negli Stati Uniti:
Per almeno 31 giorni nel periodo d’imposta nell’anno in corso;
E per almeno 183 giorni negli ultimi 3 anni (§ 7701(b)(3)(A)).
Nel calcolo dei 183 giorni si contano tutti i giorni trascorsi negli USA nell’anno in corso, 1/3 di quelli trascorsi negli USA l’anno precedente a quello in corso e 1/6 di quelli trascorsi negli USA il secondo anno precedente a quello in corso.
Ad esempio, se un soggetto è stato fisicamente presente negli Stati Uniti per 120 giorni sia nel 2017, che nel 2018, che nel 2019, il calcolo dei 183 giorni ai fini del substantial presence test per il 2019 si effettua nel modo che segue: 120 giorni per il 2019 + 40 giorni nel 2018 (1/3 di 120) + 20 giorni nel 2017 (1/6 di 120) = 180 giorni.
Il soggetto, quindi, non è residente negli Stati Uniti.
Anche se soddisfa i requisiti del substantial presence test, è comunque considerato non residente chi, cumulativamente (§ 7701(b)(3)(B)):
E presente negli Stati Uniti per meno di 183 giorni nell’anno corrente;
Per l’anno corrente ha la propria tax home in uno stato estero;
Ha una connessione più stretta con uno stato estero in cui ha la tax home rispetto a quella che ha con gli Stati Uniti.
Ho deciso di parlarti dei criteri di residenza fiscale negli Stati Uniti perché vi sono caratteristiche davvero peculiari rispetto a quelli previsti per la residenza fiscale nelle normative estere.
Nell’anno in cui un soggetto acquisisce la residenza fiscale negli Stati Uniti, egli può avere il doppio status, per quell’anno, di nonresident alien e di resident alien.
In generale, se uno straniero è residente negli Stati Uniti in un qualsiasi anno solare ai sensi del § 7701(b)(1)(A), ma non lo era nell’anno precedente, è considerato residente negli Stati Uniti solo per la porzione dell’anno di riferimento che ha inizio con la data di inizio della residenza.
Inizio della residenza per soggetti permanent resident
Al fine di determinare quando ha inizio la residenza fiscale negli Stati Uniti (§ 7701(b)(2)(A)), se il soggetto è residente in quanto titolare di green card, ma non ha soddisfatto il substantial presence test, egli è considerato residente dal primo giorno dell’anno in cui era presente negli Stati Uniti come permanent resident.
Inizio della residenza per soggetti che hanno superato il substantial presence test
Se la residenza fiscale deriva dal substantial presence test, il soggetto è considerato residente dal primo giorno in cui è presente negli Sati Uniti.
Ai fini dell’individuazione della data di inizio della residenza, l’eventuale presenza del soggetto negli Stati Uniti per un periodo fino a 10 giorni si ignora se in quel periodo lo straniero ha mantenuto una connessione più stretta con un diverso Paese78.
Ad esempio, nel caso in cui Tizio si sposti dall’Italia negli Stati Uniti per la prima volta il 3 febbraio per partecipare a una conferenza e torni in Italia il 10 febbraio, per poi trasferirsi negli Stati Uniti il 10 marzo per rimanervi per tutto l’anno, l’inizio della residenza è il 10 marzo, in quanto nel periodo tra il 3 e il 10 febbraio Tizio ha mantenuto una relazione più stretta con l’Italia.
Uno straniero non è resident per una parte dell’anno se:
Tale parte dell’anno è successiva all’ultimo giorno in cui l’individuo era presente negli Stati Uniti;
Durante tale parte dell’anno il soggetto ha una connessione più stretta con una Paese straniero;
Il soggetto non è resident in nessun momento dell’anno successivo.
La residenza fiscale nelle normative estere può essere legata anche ad aspetti diversi rispetto alla cittadinanza. E’ il caso del Regno Unito.
La residenza fiscale nel Regno Unito è determinata dal possesso dei requisiti individuati dallo statutory resident test (Finance Act 2013, § 218, e Schedule 45).
In particolare, un soggetto è residente nel Regno Unito se soddisfa le condizioni previste, in alternativa:
Dall’automatic residence test;
O dal sufficient ties test.
Un soggetto è considerato residente in base all’automatic residence test se, in un determinato anno fiscale egli:
Soddisfa i requisiti di almeno uno dei quattro test che determinano l’automatica residenza nel Regno unito (automatic UK test);
E non soddisfa le condizioni previste nei test che determinano l’automatica residenza fiscale straniera (automatic overseas tests).
Gli automatic UK test sono quattro e consistono, alternativamente, nel (Finance Act 2013, Schedule 45, § 6):
Aver trascorso almeno 183 giorni nel Regno Unito nell’anno fiscale;
Avere un’abitazione nel Regno Unito durante tutto l’anno o una parte di esso; avervi trascorso un periodo di tempo sufficiente durante l’anno; avere l’abitazione per almeno 91 giorni consecutivi (di cui almeno 30 nel periodo d’imposta) e contestualmente non avere abitazioni all’estero (o non avervi trascorso più del tempo concesso);
Aver lavorato un numero sufficiente di ore nel Regno Unito, su un periodo di 365 giorni senza interruzioni significative; tutto o una parte del periodo deve rientrare nell’anno di imposta; più del 75% dei giorni sul totale dei giorni nel periodo di 365 giorni in cui il soggetto ha lavorato più di 3 ore devono essere giorni in cui il soggetto ha lavorato per più di 3 ore nel Regno Unito;
Ad esempio, Caio inizia a lavorare nel Regno Unito a tempo pieno, senza interruzioni significative, il 2.7.2018 e termina il lavoro l’1.7.2019, lasciando il Regno Unito il 6 agosto.
Nel periodo di 365 giorni, Caio ha lavorato per più di 3 ore al giorno per 240 giorni, 196 (80%) dei quali sono giorni in cui Caio ha lavorato nel Regno Unito. Poiché almeno uno di questi 196 giorni rientra nel periodo d’imposta 2018/2019, Caio è residente nel Regno Unito per quel periodo d’imposta;
In caso di persona deceduta, essere stata residente nel Regno Unito nei tre periodi d’imposta precedenti a quello del decesso e avere, al momento della morte, l’abitazione (o una delle abitazioni) nel Regno Unito.
Un soggetto è automaticamente considerato non residente nel Regno Unito se:
E’ stato residente nel Regno Unito per uno o più dei tre periodi d’imposta precedenti a quello di riferimento ma ha trascorso, nell’anno di riferimento, meno di 16 giorni nel Regno Unito;
O non è stato residente per nessuno degli ultimi tre periodi d’imposta nel Regno Unito e, nell’anno di riferimento, vi ha trascorso meno di 46 giorni;
Oppure, ha lavorato a tempo pieno all’estero nel periodo d’imposta, senza interruzioni significative, e ha trascorso nel Regno Unito meno di 91 giorni nel periodo d’imposta di riferimento e i giorni in cui ha lavorato per più di 3 ore nel Regno Unito durante l’anno fiscale sono meno di 31;
O, in caso di persona deceduta nel periodo d’imposta di riferimento, i giorni trascorsi nel Regno Unito nel periodo d’imposta sono stati meno di 46 e il soggetto non era residente nel Regno Unito nei due periodi d’imposta precedenti o non era residente nel periodo d’imposta antecedente all’anno di riferimento e quello precedente era uno split year rientrante nei casi 1, 2 o 3;
O, in caso di persona deceduta nel periodo d’imposta di riferimento, questa non era residente nel Regno Unito nei due periodi d’imposta precedenti per le circostanze descritte al n. 3 o non era residente nel periodo d’imposta antecedente all’anno di riferimento per le circostanze descritte al terzo punto e l’anno precedente era uno split year rientrante nel caso 1.
Se un soggetto non ha i requisiti individuati negli automatic UK test né negli automatic overseas tests, ma ha una connessione sufficientemente forte con il Regno Unito per l’anno d’imposta di riferimento, è considerato fiscalmente residente nel Regno Unito.
I sufficient ties con il Regno Unito sono determinati da tre fattori:
I giorni trascorsi nel Regno Unito nel periodo d’imposta di riferimento;
Il numero di “collegamenti” – ties – con il Regno Unito;
L’essere stato o meno residente nel Paese in uno o più dei tre periodi d’imposta antecedenti a quello di riferimento.
In particolare, se l’individuo era residente nel Regno Unito in uno o più dei tre periodi d’imposta antecedenti a quello di riferimento, operano i seguenti valori.
Giorni trascorsi nel Regno Unito nel periodo d’imposta Numero di collegamenti sufficiente
Più di 15 ma meno di 45 Almeno 4
Più di 45 ma meno di 90 Almeno 3
Più di 90 ma meno di 120 Almeno 2
Più di 120 Ameno 1
Se il soggetto non era residente nel Regno Unito, i valori di riferimento sono i seguenti.
Più di 45 ma meno di 90 Almeno 4
Più di 90 ma meno di 120 Almeno 3
Più di 120 Almeno 2
In generale, più giorni un contribuente passa nel Regno Unito, meno ties deve soddisfare per essere considerato non residente.
I collegamenti possono essere di tipo:
Familiare (family tie), se il soggetto ha, nel periodo d’imposta di riferimento, una relazione significativa con un’altra persona residente nel Regno Unito per quell’anno d’imposta;
Di sistemazione (accomodation tie), se il soggetto ha un posto dove vivere nel Regno Unito, a disposizione per un periodo continuativo di almeno 91 giorni e in cui il soggetto ha trascorso almeno una notte durante l’anno;
Lavorativo (work tie), se per l’anno d’imposta il soggetto ha lavorato nel Regno Unito più di 3 ore al giorno per almeno 40 giorni (continuativamente o a intermittenza);
Di 90 giorni (90-day tie), se il soggetto ha trascorso più di 90 giorni nel Regno Unito durante l’anno fiscale precedente al periodo d’imposta, o l’anno fiscale ancora anteriore o in entrambi;
Del paese (country tie) (operante solo nel caso in cui il soggetto fosse residente in almeno uno dei tre periodi d’imposta anteriori a quello di riferimento) se il soggetto era presente nel Regno Unito per la maggior parte dei giorni nel periodo d’imposta.
Nel caso in cui un soggetto, durante l’anno, vada a vivere o lavorare all’estero, o dall’estero si trasferisca a vivere o lavorare nel Regno Unito, il periodo d’imposta risulterà frazionato in due parti:
Una in cui il soggetto sarà considerato come residente nel Regno Unito;
L’altra in cui sarà considerato non residente.
In particolare, affinché si configuri lo split year, occorre che un soggetto, nel periodo d’imposta:
Sia residente nel Regno Unito;
E se ne sia andato dal Regno Unito (nei casi 1, 2 e 3) o si sia trasferito nel Regno Unito (nei casi 4, 5, 6, 7 e 8)96.
Altra particolarità nella residenza fiscale nelle normative estere è quella della Francia. Ai sensi dell’art. 4 B del Code général des impôts (CGI), hanno domicile fiscal in Francia coloro che:
In questo contributo ti ho parlato di tre Stati particolari: gli Stati Uniti, legati al discorso di Cittadinanza, il Regno Unito, legato ai test di residenza ed infine la Francia, con criteri molto simili a quelli Italiani. Saper individuare i criteri di residenza fiscale di Paesi esteri e saperli applicare nel modo corretto non è semplice. Per questo motivo, se desideri ricevere una consulenza fiscale personalizzata su questo aspetto, contattami!
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