Source: http://ravennapuntoacapo.blogspot.com/2012/04/
Timestamp: 2017-06-27 08:54:20+00:00
Document Index: 70051470

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 117', 'art. 139', 'art. 1', 'art. 91', 'art. 11', 'art. 139', 'art. 94', 'art. 3', 'art. 39', 'art. 17', 'art. 17']

Ravenna Punto a Capo: aprile 2012
LO ZOO DI RAVENNA ARRIVA NEI TRIBUNALI
Continua la guerra allo zoo di Ravenna “le Dune del Delta”.
Il TAR dell’Emilia Romagna ha fissato come data per l’udienza il 5 luglio a seguito del ricorso presentato dalle associazioni sottoscritte.
Inoltre, per conto delle stesse, l’Avv. Monaldi ha presentato ricorso in sede civile al Tribunale di Ravenna per chieder l’impedimento all’apertura in base all’Art.700 del Codice Civile, corredato da due relazioni tecniche:una del prof Carlo Consiglio, già docente di zoologia presso la Sapienza di Roma, e l’altra del medico veterinario dott. Massimo Franceschetti Picard di Ravenna.
Il prof. Consiglio ha steso sapiente relazione sulle sofferenze animali imposte in uno stato di detenzione quale è lo zoo fino ad descrivere la sorte degli uccelli volatili resi “non volatili” tramite l’amputazione del metacarpale o il taglio dell’ultima piuma dell’ala, creando comunque una sofferenza psicologica ed etologica permanente, modalità ed effetti che in base al codice penale configurano il reato di maltrattamento di animali.
Il Dott. Picard ha invece sottolineato come si potrebbe creare un rischio epidemico per l’interagire dei volatili autoctoni con animali esotici. Ciò a dimostrare come lo zoo sia un luogo anacronistico e crudele, incompatibile con il “benessere animale”.
LA DENUNCIA DELL'AVV. MUSU
In data odierna la nostra associazione ha presentato esposto contro il Presidente della Repubblica, Napolitano, e il Presidente del Consiglio, Monti; per aver tolto la sovranità al popolo consegnando, di fatto, il nostro Paese, il nostro futuro, in mano alla BCE violando la Carta Costituzionale.
La denuncia partita dall’Avv. Musu e dal giornalista Paolo Barnard può essere presentata da chiunque, anche dai singoli, e anche come “esposto”. Si allega copia dell’esposto di Ravenna Punto a Capo. In data 1 maggio faremo un banchetto informativo a Ravenna per spiegare le modalità a tutti coloro che fossero interessati.
- Alla Questura di Ravenna
Ravenna, 22 aprile 2012 OGGETTO: esposto
Premesso che: - L’ Art. 1 della Costituzione “L’Italia è una Repubblica Democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
Secondo la definizione di montesquieuiana memoria la natura del governo repubblicano si distingue in “democratica” o “aristocratica” (cfr. Mario D’addio in “appunti di Storia delle dotttrine politiche” vol. II) e consiste nel fatto che “il popolo in corpo” (repubblica democratica) “o alcune famiglie” (repubblica aristocratica), “vi godano la suprema potestà” (Montesquieu “L’esprit des lois”). La democrazia e l’aristocrazia costituiscono due diversi modi d’essere della forma repubblicana, che si distinguono a seconda dell’appartenenza del potere sovrano o al popolo (e si parla allora di Repubblica Democratica) o ad alcune famiglie (ed allora si parla di Repubblica Aristocratica). Chi ha pensato e scritto questo articolo aveva perfettamente chiari i concetti formulati dai pensatori politici francesi dell’800 (da Montesquieu a Rousseau a Tocqueville). Quell’Art. 1 della Costituzione su cui si fonda l’intero impianto costituzionale, redatto con l’uso sapiente e pensato dei termini “Repubblica democratica”, il cui concetto viene ulteriormente ribadito dall’espressione “la sovranità appartiene al popolo”, è stato scritto con il ricordo ancora vivo del sangue delle migliaia di giovani morti e nel segno di quegli ideali e di quei principi.
Contenuto essenziale e imprescindibile della volontà di un popolo è dato dalla propria sovranità in materia di politica monetaria, economica e fiscale: è con essa, ed attraverso i suoi strumenti, che il popolo determina le sue sorti! Svuotare un popolo e la sua sovranità di questo specifico contenuto significa, e comporta, privarlo della sovranità stessa, in quanto lo si priva della facoltà e del potere di determinare il proprio destino ed il proprio stesso “essere”, compromettendone la sua esistenza.
- L’art. 11 della Costituzione recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;consente in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. Quell’art. 11 fu concepito per consentire l’ingresso dell’Italia nell’ONU e nelle altre nascenti organizzazioni internazionali, nello spirito di una ritrovata pace all’indomani della terribile esperienza del ventennio e della seconda guerra mondiale. Ma le “limitazioni di sovranità” di cui si parla non hanno nulla a che vedere con lo svuotamento della sovranità popolare e con il sovvertimento dell’ordinamento repubblicano-democratico quale sancito dall’art. 1 della costituzione. Sì, perché il limite inviolabile dell’art. 11 della Costituzione, così come l’art. 10 della stessa e, più avanti, dello stesso art. 117 Cost., è e rimane sempre l’Art. 1 della Costituzione oltre all’art. 139 Cost. A parte il Trattato di Mastricht (1992) e poi, a seguire, con l’ingresso nell’euro, il fagocita mento e la trasformazione di tutte le istituzioni finanziarie e monetarie dello Stato nel sistema facente capo alla BCE ed al SEBC, per culminare, in maniera più incisiva e determinata, col Trattato di Lisbona (2005) e passando infine, tra gli altri, per l’Europact del 25 marzo 2011 ed il “six-pack” (gruppo di cinque regolamenti ed una direttiva) del novembre 2011, e per il più recente “Fiscal compact” del 2 marzo 2012 (il quale, assurdo!, entrerà comunque in vigore il 1°gennaio 2013 anche solo con la ratifica di 12 paesi euro), il tutto attraverso un vorticoso susseguirsi di regolamenti, direttive, accordi intergovernativi, il Presidente della Repubblica, il Governo, i membri del Parlamento, ciascuno di questi organi nelle persone medio tempore in carica, ed ogni volta che gli stessi hanno sottoscritto, approvato, ratificato, promulgato ognuno dei singoli atti di cui sopra e partecipato agli stessi, in violazione dell’art. 1 della Costituzione, dell’art. 91 Cost., nonché dell’art. 11 Cost. e dell’art. 139 Cost., hanno consegnato la sovranità del popolo italiano in materia di politica monetaria, economica e fiscale (vedi artt. 119 e ss. TFUE, regolamenti nn. 1173,1174,1175,1176, 1177 del 2011, direttiva 2011/85/UE il “Treaty on Stability, Coordination and Governance in the Economic and Monetary Union” del 2 marzo 2012) e, con essa, la sostanza essenziale ed intangibile della sovranità popolare, nelle mani di organismi esterni alla Repubblica (BCE, SEBC, Commissione), di struttura e composizione prettamente oligarchica e privi di alcun fondamento democratico e, tanto meno, repubblicano e senza che il popolo vi abbia mai manifestato espresso e formale consenso. Ma, di più, in un chiaro ed evidente sovvertimento dello stesso impianto repubblicano e democratico dello Stato, in quanto svuotati di contenuto o sovranità popolare ed il parlamento ne risultano totalmente svuotati di contenuto ed il cui culmine è stata la recente destituzione del Governo, ultima espressione di un volontà popolare di cui è rimasto solo il nome, avvenuta in modo del tutto “anomalo” e “totalmente al di fuori dei principi e dalle norme previste dal nostro ordinamento, nonché in aperta violazione dell’art. 94 della Costituzione, oltre che illegittimamente sostituito con un “soggetto” che rappresenta, già solo nella persona del Presidente del Consiglio, una chiara espressione della citata oligarchia.
Pertanto, ricordato ancora:
- che, ai sensi e per gli effetti delle norme del Titolo VIII del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (artt. 119 e ss. TFUE) come integrato, da ultimo, dall’Europact sottoscritto il 25 marzo 2011, dai citati Regolamenti nn. 1173/74/75/75/77 del 16 novembre 2011 e dalla Direttiva 2011/85/EU del consiglio dell’8 novembre 2011 (pubblicati sulla G.U. dell’Unione Europea del 23 novembre 2011), noti anche come “six-pack”, entrati in vigore il 13 dicembre 2011, ed il cui contenuto è stato poi sostanzialmente trasfuso nel “Teatry on Stability, Coordination and Governance in the economic and Monetary Union”, meglio noto come “Fiscal compact”, firmato il 2 marzo 2012, in corso di ratifica, la Commissione europea viene investita di poteri penetranti e di gestione sostanzialmente esclusiva della politica economica e fiscale, che giungono sino alla diretta ingerenza in termini di “natura, portata e quadro temporale dell’azione correttiva da intraprendere” (titolo III, art. 3, par. 2 del “Fiscal compact”) in caso di scostamento dello stato membro dai vincoli insostenibili ed economicamente e socialmente distruttivi del patto di bilancio di cui già al “six pack” (in particolare regolamento n. 1175/2011 par. 5 e ss.) e ripreso agli artt. 3 e ss. del Fiscal compact;
- che in forza degli artt. 127 e ss. del TFUE lo Stato è in via definitiva esautorato della propria sovranità in materia di politica monetaria in favore del SEBC e della BCE, il cui consiglio direttivo e comitato esecutivo sono composti da membri sostanzialmente nominati a titolo individuale e senza alcuna possibilità di controllo di tipo democratico, nell’ambito di una struttura impostata secondo un impianto di tipo prettamente privatistico (con la conseguenza dell’affidamento della gestione della politica monetaria ad una sorta di istituto finanziario privato) e con tanto di garanzia di immunità (art. 39 dello Statuto Bce) (si veda il Protocollo n. 4 allegato a TUE ed al TFUE).
- Che in tutto questo strutto, l’unico organo che abbia un minimo di fondamento democratico, il Parlamento europeo, no ha ruolo alcuno o , se previsto, è del tutto inconsistente e limitato ad una marginale funzione, di fatto e/o nella sostanza, comunque solo consultiva;
- Che i succitati poteri, unitamente ai vincoli di bilancio imposti ed al previsto regime sanzionatorio, munito di meccanismi di operatività sostanzialmente automatici (vedi “six-pack” e “fiscal compact”), di fatto e nella sostanza comportano non una semplice “limitazione”, ma una RADICALE SOTTRAZIONE DELLA SOVRANITA’, con il sostanziale esautoramento del Parlamento e dell’Esecutivo nazionali, ridotti a semplici esecutori delle disposizioni della Commissione europea e della BCE;
- Che la Commissione europea (art. 17 del TUE) , come già anche gli organi della BCE, è composta da membri nominati a titolo individuale, secondo una procedura, descritta dall’art. 17 dal Trattato dell’Unione Europea che prevede la centralità del ruolo del Consiglio (il quale è composto da un rappresentante di ogni Stato membro a livello ministeriale) e che nulla ha di democratico;
- Che come già rilevato nel 2003 dall’europarlamentare Patricia Mckenna nell’interrogazione parlamentare del 4 aprile 2003 (documentazione agli atti del Parlamento Europeo rinvenibili sul sito dello stesso) diversi commissari, ma lo stesso può dirsi dei membri degli organi direttivi della BCE. Scorrendo ad esempio gli elenchi dei nomi dei membri della Trilateral Commission, si trova Erkki Liikanen, (attualmente membro del consiglio della BCE), e l’attuale capo del governo greco ex vice presidente della BCE e già membro della Trilateral, tra cui lo stesso Mario Monti, attuale Presidente del Consiglio dei Ministri, sono e/o stati membri e/o partecipano e/o hanno partecipato alle riunioni del gruppo Bilderberg, rinvenibile sul sito ufficiale dello stesso alla data del 29/03/2012, nonché del Comitato esecutivo dell’Aspen Insitute e, dal 2010 sino alle dimissioni, avvenute successivamente alla nomina della presidenza dl Consiglio dei Ministri, è stato Presidente per la Trilateral Commission per la regione europea, organizzazione che non nasconde nelle pagine del suo sito ufficiale il particolare interesse al rapido al raggiungimento dell’unificazione europea e convinta che la partecipazione democratica sia un male. Si rileva, inoltre, in proposito, come benché dalla risposta data all’allora Presidente della Commissione Europea Romano Prodi all’interrogazione parlamentare della Mckenna, “Per quanto riguarda la Commissione Trilaterale, il suo statuto esclude la partecipazione di un membro che esercita una funzione pubblica”, dall’analisi dell’elenco dei membri, in cui sono riportati anche gli incarichi dagli stessi ricoperti, molti di essi sono rivestiti di pubbliche funzioni (si va dal deputato e/o senatore, al ministro, all’ambasciatore e vi troviamo anche, come ricordato, quali “già membri”, a parte Mario Monti,l’attuale capo del governo greco, Papademos, già vice presidente della BCE.
- Che siffatto descritto esautoramento e sottrazione della sovranità popolare, unitamente al connesso esautoramento e sovvertimento dell’ordinamento repubblicano e democratico costituzionalmente garantito, tutt’ora in corso di perfezionamento, è avvenuto, e continua ad essere attuato, in modo significativamente preordinato e colluso con le principali lobbies dei poteri finanziari, con prepotente e sfacciata violazione della Carta Costituzionale e dei principi fondatori della stessa.
Premesso ciò e per tutto quanto sopra esposto;
affinchè l'Autorità Giudiziaria competente verifichi la sussistenza del reato ed identifichi gli autori,in particolare nelle persone del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio dei Ministri, dei Ministri, dei membri del Parlamento,ciascuno nelle persone attualmente e medio tempore in carica in relazione all'arco temporale interessato,nonchè tutte le altre persone eventualmente coinvolte, lo persegua ai termini di legge per tutti i reati ravvisabili e, comunque, per quelli previsti dagli articoli:
- 241 c.p. attentato contro l'unità, l'indipendenza o unità dello Stato;
- 270 c.p. associazioni sovversive,
- 204 c.p. cospirazione politica mediante accordo;
- 305 c.p. cospirazione politica mediante associazione;
Si chiede che si voglia valutare se esiste la sussistenza di reati e omissioni e conseguentemente procedere nei confronti di persona/e o enti che dovessero risultare colpevoli.
In ipotesi di archiviazione chiedo di essere informata.
- Per Ravenna Punto a Capo
IL BIODIGESTORE A SAVARNA
LA CONFERENZA STAMPA CON L'INCURSIONE DI PACI
GLI ANIMALI SONO NELLO ZOO
Il 29 marzo abbiamo scoperto che Alfa 3000 ha introdotto gli animali nel zoo in costruzione alla Standiana. Abbiamo subito verificato ciò che già c’era stato messo nero su bianco dal Ministero dell’ambiente: sono sprovvisti di licenza. Parrebbe, infatti, che il Ministero debba ancora fare la supervisione, dopo di che passerà qualche mese per averla. Questo significa che la dlg. 73/05 è stata disattesa. In merito verranno presi provvedimenti legali. Gli animali sono attualmente lì, in prigione, vicino alla Statale Adriatica dove vedono e sentono ogni auto ed ogni tir che passa. Guardandoli negli occhi si percepisce solo un “perché c’hanno messo qui?”. Dovranno subire poi il traffico che inizierà fra poco e SE lo zoo aprirà il traffico interno, visto che il parco si visita in auto. Riteniamo che tutto ciò sia uno scenario inaccettabile, pertanto oltre alle azioni legali doverose, lanciamo una CLASS ACTION contro il comune di Ravenna. I cittadini di Ravenna chiedono i danni perché un progetto così può solo danneggiare l’immagine culturale della nostra città. Una città che si candida a capitale della cultura non può, nel 2012, costruire un campo di prigionia e dire che è cultura. Questo è un danno d’immagine, oltre al danno, ben più grave che stanno subendo gli animali. E’ altresì inaccettabile che un Comune favorisca e copra con omertà un esercizio che senza licenza e senza seguire il dovuto iter svolga la sua attività. Il primo plico di firme contro lo zoo è già stato consegnato al ministero dell’Ambiente, la raccolta comunque, continua. Al momento hanno aderito le associazioni: Animal Liberation, Animal Freedom, Collettivo Byzantium, Cruelty Free, Ravenna Punto a Capo, l’Occhio Verde, WWF Ravenna, Ravenna Viva.
Giovedì 5 aprile alle ore 11,00 presso il Bar Belli in Via Arnaldo Guerrini n 9 a Ravenna si terrà una conferenza stampa tenuta da : Animal Liberation, Animal Freedom, Cruelty Free, Collettivo Byzantium, WWF Ravenna, L'Occhio Verde, Ravenna Punto a Capo e l'Avv. Paola Monaldi.La conferenza stampa è sullo zoo di Ravenna, su fatto grave appena accaduto e sull'intervento delle associazioni.