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Timestamp: 2020-08-06 07:31:48+00:00
Document Index: 46808665

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 42', 'art. 44', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 9665 del 14/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9665 del 14/04/2017
Cassazione civile, sez. trib., 14/04/2017, (ud. 29/03/2017, dep.14/04/2017), n. 9665
sul ricorso 7744-2014 proposto da:
T.B., elettivamente domiciliato in ROMA VIALE MAZZINI 140,
presso lo studio dell’avvocato GERARDO SPALTRO, rappresentato e
difeso dall’avvocato MAURIZIO TAMBURINI;
avverso la sentenza n. 665/2013 della COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. di
LATINA, depositata il 07/11/2013;
1. La Commissione Tributaria Regionale del Lazio, sezione staccata di Latina, rigettando l’appello dell’Agenzia, confermava la decisione di primo grado che aveva accolto il ricorso proposto da T.B. avverso il silenzio rifiuto formatosi sull’istanza intesa ad ottenere il rimborso delle ritenute operate dal PIA (Fondo pensione dell’Enel) nel momento in cui il fondo previdenziale predetto gli aveva corrisposto, nell’anno di imposta 2001 la pensione integrativa convertita in capitale a seguito di opzione esercitata dal contribuente, assoggettandola a tassazione separata e operando la ritenuta nella misura del 33,32. Ad avviso del contribuente sulla somma percepita avrebbe dovuto essere operata la ritenuta del 12,50%, come i redditi di capitale, la cui base imponibile è determinabile secondo le disposizioni di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 42, comma 4, (nel testo vigente precedentemente alla riforma del 2004, ora art. 44). La Commissione adita affermava la tassabilità della somma dallo stesso percepita mediante la ritenuta del 12,50%. L’agenzia delle entrate proponeva ricorso per cassazione e la Suprema Corte, con ordinanza n. 30362 del 29.11.2011, affermava che doveva trovare applicazione il principio di diritto affermato dalla Cassazione a SS.UU. con la sentenza n. 13642/2011 secondo il quale “In tema di fondi previdenziali integrativi, le prestazioni erogate in forma di capitale ad un soggetto che risulti iscritto, in epoca antecedente all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 124 del 1993, ad un Fondo di previdenza complementare aziendale a capitalizzazione di versamenti e a causa previdenziale prevalente, sono soggette al seguente trattamento tributario: a) per gli importi maturati fino al 31 dicembre 2000, la prestazione è assoggettata al regime di tassazione separata di cui all’art. 16, comma 1, lett. a) e art. 17 del T.U.I.R., solo per quanto riguarda la “sorte capitale” corrispondente all’attribuzione patrimoniale conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro, mentre le somme provenienti dalla liquidazione del c.d. rendimento si applica la ritenuta del 12,50%, prevista dalla L. n. 482 del 1985, art. 6; h) per gli importi maturati a decorrere dal 1 gennaio 2001 si applica interamente il regime di tassazione separata di cui all’art. 16, comma 1, lett. a) e art. 17 del T.U.I.R.”. Conseguentemente la Corte cassava la sentenza impugnata e rinviava la causa al giudice del merito per la determinazione della somma proveniente dalla liquidazione del c.d. rendimento di polizza alla quale soltanto doveva essere applicata la ritenuta del 12,50%, prevista dalla L. n. 482 del 1985, art. 6 per gli importi maturati non oltre il 31 dicembre 2000. La causa era riassunta dal contribuente innanzi alla CTR, la quale riconosceva il diritto al rimborso della somma di Euro 116.093,02. Osservavano i giudici del rinvio che dalla dichiarazione rilasciata dal dott. B., capo ufficio personale e organizzazione dirigenti, emergeva l’importo della posizione previdenziale del T. trasferito dal fondo PIA al Fondenel con precisa indicazione della somma imputabile a rendimenti e di quella rinveniente dai contributi del lavoratore e del datore; conseguentemente solo all’importo imputabile ai rendimenti doveva essere applicata la ritenuta del 12,50%, prevista dalla L. n. 482 del 1985, art. 6.
2. Avverso la sentenza della CTR propone ricorso per cassazione l’agenzia delle entrate affidato a tre motivi illustrati con memoria. Il contribuente si è costituito in giudizio con controricorso.
3. Con il primo motivo deduce la violazione degli artt. 115 e 116 cod. proc. civ., ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per aver la CTR posto alla base della decisione la dichiarazione del dott. B. le cui risultanze non erano pacifiche in causa.
7. Il secondo ed il terzo motivo debbono essere esaminati congiuntamente in quanto sottendono la medesima questione giuridica. Essi sono entrambi fondati. La CTR ha, infatti, accertato il rendimento da assoggettare a tassazione nella misura del 12,50% sulla base della mera rendita del capitale attestata dalla documentazione Enel ed ha omesso di esaminare il rendimento nel senso precisato dalle SSUU della Corte di legittimità con la sentenza n. 13642/11, richiamata nell’ordinanza n. 30362 del 29.11.2011, secondo cui occorre accertare se i capitali rivenienti dalla contribuzione siano stati effettivamente investiti sul mercato finanziario. Il giudice di rinvio avrebbe dovuto, dunque, conformarsi alla nozione di rendimento evincibile dalla decisione delle SSUU cit., cui hanno fatto seguito altre sentenze (Cass. 720/2017; Cass. 5614/15; Cass.287/12; Cass. 14498/12; Cass. 23520/12; Cass. 3130/14; Cass.17365/14).
8. Il ricorso va, dunque, accolto e l’impugnata decisione va cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio, sezione staccata di Latina, in diversa composizione che, adeguandosi ai principi esposti, procederà alle necessarie verifiche e deciderà nel merito oltre che sulle spese di questo giudizio di legittimità.