Source: https://www.consiglionotarilemilano.it/documenti-comuni/massime-commissione-societ%C3%A0/78.aspx
Timestamp: 2019-04-20 13:01:02+00:00
Document Index: 24895991

Matched Legal Cases: ['art. 2412', 'art. 2410', 'art. 2412', 'art. 2413', 'art. 2414', 'art. 2412', 'art. 2413', 'art. 2410', 'art. 2412', 'art. 2446', 'art. 2412', 'art. 2412', 'art. 2412', 'art. 2412', 'art. 2412']

78. Limite all'emissione di obbligazioni e ultimo bilancio approvato (art. 2412 c.c.)
Il riferimento all'ultimo bilancio approvato ai fini della determinazione del limite all'emissione di obbligazioni è stato confermato dal legislatore della riforma, che pure ha innovato rispetto al previgente art. 2410 c.c. per quanto attiene gli indici che costituiscono, anche quantitativamente, il nuovo limite per l'emissione di obbligazioni (non garantite da ipoteca di primo grado sugli immobili sociali) da parte di società con azioni non quotate in mercati regolamentati ovvero per l'emissione da parte di società con azioni quotate in mercati regolamentati di obbligazioni non destinate agli stessi mercati.
Le soluzioni suindicate appaiono condivisibili anche con riferimento alla norma attuale, cui peraltro devono essere adeguate: così, ad esempio, sarà necessaria la redazione e l'approvazione di un bilancio straordinario qualora si voglia calcolare il limite all'emissione di obbligazioni di cui all'art. 2412 c.c. tenendo conto anche di riserve "disponibili" formate o di sottoscrizioni di capitale intervenute dopo l'approvazione del bilancio d'esercizio.
La tesi sub (i) non appare condivisibile in quanto determina, nel caso di specie, una deroga implicita degli artt. 2446 e 2447 c.c.
La tesi sub (iv) era fondata sul dato testuale del previgente art. 2413, n. 2, c.c. che imponeva l'obbligo di indicare sul titolo "il capitale sociale versato ed esistente al momento dell'emissione". La norma è sostanzialmente riprodotta nell'attuale art. 2414, n. 2, c.c. che fa riferimento a capitale sociale e riserve esistenti al momento dell'emissione. A questa tesi si è opposto, a nostro avviso correttamente, che se per emissione s'intende, in conformità al dato testuale della norma, l'effettiva messa in circolazione dei titoli - e cioè un fatto di regola temporalmente non unitario e successivo alla deliberazione assembleare - si sovrappone la disciplina dell'art. 2412 c.c. alla norma specifica (art. 2413 c.c.) che regola, compiutamente ma in diverso modo, le eventuali modificazioni in senso negativo del patrimonio netto nella vigenza del prestito obbligazionario.
La tesi sub (iii) - che postula la rilevanza di qualsiasi perdita, anche in feriore al terzo del capitale - è difficilmente conciliabile con gli artt. 2446 e 2447 c.c. e con il riferimento all' "ultimo bilancio approvato" contenuto nel previgente art. 2410 c.c. (ora art. 2412 c.c.). Tale tesi, infatti, finirebbe per imporre la redazione di un bilancio straordinario in presenza di qualsiasi perdita, attribuendo così carattere giuridicamente rilevante a delle perdite che tali non sono ai sensi degli articoli 2446 e 2447 c.c.
Appare, quindi, preferibile la tesi sub (ii) che impone di considerare unicamente le perdite superiori al terzo del capitale ed armonizza il bilancio straordinario previsto dall'art. 2446 c.c. con l'ultimo bilancio approvato di cui all'art. 2412 c.c., poiché il primo si atteggia, necessariamente, ad ultimo bilancio rispetto al precedente bilancio di esercizio. In questo senso la locuzione "ultimo bilancio approvato" va intesa nel senso di "ultimo bilancio che doveva essere approvato".
(ii) emerga da un bilancio straordinario infrannuale, anche non approvato con specifica relazione alla delibera di emissione del prestito obbligazionario, che è comunque l'ultimo bilancio approvato ai sensi dell'art. 2412 c.c.
Infatti, in ogni caso, tale perdita risulterà assorbita dalle riserve - limitando così le riserve di cui all'art. 2412 c.c. (legale e "disponibili") - od inciderà direttamente sul capitale determinando comunque un riduzione della somma massima per la quale possono essere emesse le obbligazioni.
Il rispetto del principio sopra ricordato, così come l'individuazione delle riserve "disponibili" ed in genere il rispetto del limite previsto dall'art. 2412 c.c., risultano comunque certificati dalla attestazione sindacale prevista dall'ultimo periodo del primo comma dello stesso art. 2412 c.c., che appare elemento necessario del procedimento di emissione delle obbligazioni, di guisa che potranno ritenersi soddisfatte le esigenze del controllo notarile di legittimità in presenza di tale attestazione e del riferimento all'ultimo bilancio approvato.