Source: http://www.acb.bs.it/faq
Timestamp: 2013-05-21 10:27:24+00:00
Document Index: 121076920

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art 32', 'art. 36', 'art. 2', 'art. 1655', 'art. 5', 'art.14', 'art. 1']

ACB Risponde | Associazione Comuni Bresciani
ACB Risponde	Sezione ACB Risponde.
Editoriale di approfondimento su temi e domande suggerite dai nostri lettori.
Ci sono novità in merito alle modalità di funzionamento dell’Albo pretorio on-line? In particolare, è stato chiarito se ai documenti da pubblicare debba essere apposta firma digitale (ad es. per delibere caricate nell’apposito software e firmate sull’originale cartaceo), e se è possibile omettere pubblicazione degli allegati agli atti in caso di particolare complessità? Con il “mille proroghe” (art. 2, comma 5, D.L. 30.12.2009 n. 194, convertito con L. n.25, del 26.2.2010) è stato prorogato al 1/1/2011 il termine previsto dall’art 32, comma 5, della legge 18/6/2009, n.69, a decorrere dal quale le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non produrranno più effetto di pubblicità legale.
Poiché gli atti ed i provvedimenti redatti inizialmente in originale cartaceo devono essere pubblicati nell’albo in formato "pdf " o con altra soluzione tecnica appropriata per evitare (o almeno limitare) la manipolazione del testo, tale operazione non richiede obbligatoriamente firma digitale.
Al contrario gli atti e i provvedimenti predisposti in via originale su supporto digitale, o successivamente trasformati in un file elettronico-digitale dichiarato copia conforme all'originale cartaceo ai sensi del Codice dall'Amministrazione Digitale (decreto legislativo 7 marzo 2005, 82 e s.m.i.)per la pubblicazione dovrebbero essere sottoscritti con firma digitale.
In sintesi: per garantire un completo e corretto funzionamento dell’albo dopo la fase transitoria, è consigliabile dotarsi di firma digitale, anche se tale strumento non è ancora formalmente obbligatorio. Con l’art. 36 della citata legge n. 69/09 è stato infatti aggiunto all’art. 2 del codice dell'amministrazione digitale, il seguente comma 2-bis.:
“Tutte le disposizioni previste dal presente codice per le pubbliche amministrazioni si applicano, ove possibile tecnicamente e a condizione che non si producano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblicaovvero, direttamente o indirettamente, aumenti di costi a carico degli utenti,anche ai soggetti privati preposti all'esercizio di attività amministrative”.
Per quanto riguarda gli allegati preciso che gli atti, normalmente, devono essere pubblicati integralmente con tutti gli allegati. Qualora la tipologia (cartografie/planimetrie, ecc.), la complessità o la consistenza, non ne consentano l’integrale pubblicazione, si può procedere pubblicando unitamente all’atto principale un apposito avvisocontenente tutti gli elementi essenziali soggettivi ed oggettivi per l’esatta individuazione di tale allegato (ente, organo od ufficio da cui promana, oggetto, data, protocollo ed altri dati identificativi del contenuto descritto sinteticamente con ogni altro elemento utile, compresa l’identificazione del tecnico–dirigente–funzionario redigente), nonché l’ufficio presso il quale sia liberamente consultabile durante il periodo di pubblicazione del relativo avviso.
APPALTO TRASPORTO PUBBLICO (1)
Fino al 30/06/2010 un Comune ha appaltato il servizio di trasporto scolastico ad una ditta che forniva: autista, mezzo, carburante e riparazione del mezzo. Tale spesa non rientrava nel famoso conto del costo del personale da trasmettere alla Corte dei Conti.
Nel mese di agosto 2010 il suddetto Comune ha acquistato uno scuolabus e deve ora appaltare ad una persona, con regolare partiva iva (e che quindi emetterà fattura con iva), il servizio di sola “guida” dello stesso dando quest’ultimo, suppongo, in comodato d’uso all’autista. Questa spesa, si ritiene, non dovrebbe rientrare nel costo del personale in quanto trattasi di prestazione di servizio e la persona emetterà regolare fattura. E’ corretta l’interpretazione?
Sì, l'interpretazione è corretta: non rientra nella spesa di personale in quanto prestazione di servizio. Attenzione però a non cadere nel tranello dell'intermediazione di manodopera.
A tal proposito si fornisce di seguito la definizione di appalto:
(art. 1655 Codice civile)Il contratto con il quale una parte (appaltatore) assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un'opera o di un servizio (committente, appaltante) verso un corrispettivo in denaro.
Il legittimo contratto di appalto di opere e servizi e' il contratto con il quale un soggetto (appaltatore) si impegna in cambio di un corrispettivo a realizzare a proprio rischio un determinato risultato (opera o servizio), avvalendosi in piena autonomia di una propria organizzazione imprenditoriale e di propri dipendenti nell'interesse di un altro soggetto (committente, appaltante).
Il requisito fondamentale affinché il contratto d’appalto sia legittimo e' che l'appaltatore sia, a tutti gli effetti, un imprenditore e non un intermediario.
Per appalto di mere prestazioni di mano d'opera s’intende ogni forma di appalto o subappalto nel quale l'appaltatore utilizzi capitali, macchine e attrezzature fornite dall'appaltante, anche nel caso in cui l'appaltatore corrisponda un compenso all'appaltante per l'uso di macchinari e attrezzature.
- Di affidare in appalto, in subappalto o in qualsiasi altra forma, anche a società cooperative, l'esecuzione di mere prestazioni di lavoro mediante impiego di manodopera assunta e retribuita dall'appaltatore o dall'intermediario, qualunque sia la natura dell'opera o del servizio cui le prestazioni si riferiscono.
Va sottolineato che al fine di valutare la legittimità o meno dell'appalto, il conferimento eventuale di capitali, macchine e attrezzature fornite dall'appaltatore deve comunque essere di modesta entità quantitativa e qualitativa (Cass. 13015/92). Occorrerebbe fare alcune valutazioni e verificare quale sarebbe la spesa prevalente se si ponessero a carico della ditta anche manutenzione, fornitura della benzina e assicurazione.
L'ispettorato del lavoro ha il compito di vigilare sul rispetto della legge 1369/1960 e attua controlli sulla liceità degli appalti, nonché l'esecuzione di prestazioni saltuarie e occasionali, di breve durata, non rientranti nel ciclo produttivo e nell'organizzazione dell'impresa (art. 5, legge 1369/69)
PATTO DI STABILITA’ (1)
Un Comune soggetto al patto di stabilità (peraltro sino ad oggi sempre rispettato), non mantiene fede alla riduzione della spesa del personale 2010 rispetto al 2009 (e nemmeno 2009 rispetto al 2008) a seguito verifica effettuata ai sensi art.14 c.7 della Legge n.122 del 29.07.2010.
Tutto ciò premesso, si chiede conferma a quanto di seguito indicato:
1. La sanzione di cui al comma 557 ter (divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo) si applica da subito e non dal 2011 (secondo Anci gli enti non rispettosi del comma 557 nel 2010 non assumono nel 2011)?
2. Seguendo il ragionamento di Anci, nell'anno in corso non avendo rispettato la riduzione della spesa del personale nel 2009 rispetto al 2008 comunque non si procede ad assunzione?
3.Avendo il caso di una dipendente che richieda autorizzazione alla mobilità presso altro ente (non soggetto al patto) è possibile sostituire la stessa con altra mobilità in entrata (in compensazione), con convenzione del servizio con Comune limitrofo o con assunzione a tempo determinato?
A partire dal 31/5/2010, data di entrata in vigore del D.L. 78/2010, per gli enti che non rispettano il limite previsto dall'art. 1, comma 557, della legge 296/2006, scatta il divieto di assumere personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipo di contratto, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto, nonché di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della presente disposizione. Anche se la norma prevede che il divieto scatti nell'anno successivo è da intendersi che sarebbe bene adeguarsi immediatamente in quanto accentuare lo splafonamento potrebbe comportare responsabilità patrimoniale. Pertanto, anche in caso di mobilità volontaria in uscita, trovandosi in una situazione di eccedenza rispetto al limite della spesa consentito, fino al 31/12/2010 non è possibile procedere in alcun modo alla sua sostituzione, anche con mobilità in entrata ancorché compensativa, in quanto la non sostituzione dà la possibilità di rientrare totalmente nel limite della spesa consentito o, perlomeno, di ridurre l'eccedenza. Versione stampabile
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