Source: http://iviniditalia.it/disciplinari/lacrimadimorro.html
Timestamp: 2018-06-22 14:36:01+00:00
Document Index: 154455099

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1']

D.D. 18/Luglio/2005
La denominazione di origine controllata “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba”
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba superiore”
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’alba passito”
I vini a denominazione di origine controllata “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica: Lacrima minimo 85%
possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni, a bacca rossa, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Ancona, fino ad un massimo del 15%.
la zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a DOC “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” ricade nella provincia di Ancona e comprende i terreni vocati alla qualità di tutto il territorio dei comuni di: Morro d’Alba Monte San Vito S. Marcello
Belvedere Ostrense Ostra Senigalia
ad esclusione dei fondo valle e dei versanti delle colline del comune di Senigalia prospicienti il mare.
Le condizioni ambientali dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” devono essere quelle abituali della zona e atte a conferire alle uve le specifiche caratteristiche di qualità.
I sesti di impianto sono adeguati alle forme di allevamento, è esclusa la forma a tendone.
La regione Marche può consentire diverse forme di allevamento qualora siano tali da migliorare la gestione dei vigneti senza determinare effetti negativi sulle caratteristiche delle uve.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, destinata alla produzione dei vini a DOC “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” è la seguente:
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” 13,00 tonnellate/ettaro
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba superiore” 10,00 tonnellate/ettaro
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba passito” 13,00 tonnellate/ettaro
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a DOC “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” devono essere riportati nei limiti di cui sopra purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
Le uve destinate alla produzione del vino a DOC Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
Lacrima di Morro o Lacrima di Morro 10,00% vol.
Lacrima di Morro o Lacrima di Morro superiore 11,00% vol.
Lacrima di Morro o Lacrima di Morro passito 10,00% vol.
Le operazioni di vinificazione ed imbottigliamento devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delimitata al precedente art. 3.
In droga, il Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, sentita la regione interessata, può consentire l’imbottigliamento dei vini anzidetti anche al di fuori della zona sopraindicata, nel territorio della provincia di Ancona, ove si tratti di attività consolidata e preesistente. La deroga è comunicata all’ispettorato repressioni frodi e alla C.C.I.A.A. competente per territorio.
Fatta eccezione per la tipologia passito è consentito l’arricchimento di mosti e dei vini di cui all’art. 1 nei limiti stabiliti dalle norme comunitarie e nazionali, con mosti concentrati ottenuti da uve di vigneti iscritti all’albo della stessa denominazione d’origine controllata, oppure con mosto concentrato rettificato o a mezzo concentrazione a freddo o altre tecnologie consentite.
La tipologia “lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba passito” deve essere ottenuta da uve sottoposte ad un periodo di appassimento che può protrarsi fino al
30 marzo dell’anno successivo a quello della vendemmia
1° Dicembre dell’anno do produzione delle uve
E’ ammessa nella fase di appassimento l’utilizzazione di aria ventilata per la disidratazione delle uve. Tale procedimento deve assicurare, al termine del periodo di appassimento, un contenuto zuccherino non inferiore al 21,00%
La resa massima dell’uva in vino, compreso l’eventuale arricchimento, ove previsto, è la seguente:
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” 70%
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba superiore” 70%
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” 45%
Qualora le resa uva/vino superi i limiti di cui sopra, ma non il 75% per la tipologia “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba e Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba superiore” ed il 50% per la tipologia passito. L’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata. Oltre detto limite decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba”:
15 Dicembre dell’anno della vendemmia.
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba superiore”:
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba passito”:
profumo: gradevole intenso;
sapore: morbido, gradevole, caratteristico, di medio corpo;
colore: rosso più o meno intenso, talvolta leggermente granato;
sapore: amabile o dolce, armonico, vellutato;
alcol svolto minimo: 13,00% vol.;
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazione di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto, i limiti indicati dell’acidità totale e dell’estratto secco netto.
Nella etichettatura, designazione e presentazione dei vini di cui all’art. 1 è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, selezionato e similari.
Il riferimento alle indicazioni geografiche o toponomastiche di unità amministrative, frazioni, aree, zone e località comprese nella zona delimitata dal precedente art. 3, dalle quali provengono le uve, è consentito in conformità alla normativa vigente.
Nella etichettatura dei vini di cui all’art. 1 è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve nel caso di recipienti di volume nominale fino a 3,000 litri.
per i vini di cui all’art. 1 e sino a 5,000 litri l’immissione al consumo deve avvenire in recipienti di vetro.
Per l’immissione al consumo dei vini a DOC “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” nelle tipologie “superiore” e “passito” sono ammessi soltanto recipienti di vetro della capacità fino a litri 3,000, per queste tipologie sono vietate le chiusure a vite, strappo e corona.