Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-quinto/titolo-vi-bis/art391bis.html
Timestamp: 2020-08-07 04:14:48+00:00
Document Index: 18932959

Matched Legal Cases: ['art. 391', 'art. 5', 'art. 391', 'art. 327', 'art. 371', 'art. 392', 'art. 392', 'art. 197', 'art. 391', 'art. 391', 'art. 391', 'sentenza ', 'art. 391', 'art. 391', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 391', 'art. 391', 'sentenza ', 'art. 391', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 391', 'sentenza ', 'art. 391', 'sentenza ', 'art. 391', 'sentenza ', 'art. 391', 'art. 391', 'sentenza ', 'art. 391', 'art. 391', 'sentenza ']

Art. 391 bis codice di procedura penale - Colloquio, ricezione di dichiarazioni e assunzione di informazioni da parte del difensore - Brocardi.it
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Articolo 391 bis Codice di procedura penale
Colloquio, ricezione di dichiarazioni e assunzione di informazioni da parte del difensore
Dispositivo dell'art. 391 bis Codice di procedura penale
(1)1. Salve le incompatibilità previste dall'articolo 197, comma 1, lettere c) e d), per acquisire notizie il difensore, il sostituto, gli investigatori privati autorizzati o i consulenti tecnici possono conferire con le persone in grado di riferire circostanze utili ai fini dell'attività investigativa. In questo caso, l'acquisizione delle notizie avviene attraverso un colloquio non documentato.
2. Il difensore o il sostituto possono inoltre chiedere alle persone di cui al comma 1 una dichiarazione scritta ovvero di rendere informazioni da documentare secondo le modalità previste dall'articolo 391ter.
5-bis. Nei procedimenti per i delitti di cui all'articolo 351, comma 1-ter, il difensore, quando assume informazioni da persone minori, si avvale dell'ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile(2).
(2) Il riferimento ai delitti previsti dagli articoli 572, 600, 600 bis, 600 ter, 600 quater, 600 quater 1, 600 quinquies, 601, 602, 609 bis, 609 quater, 609 quinquies, 609 octies, 609 undecies e 612 bis del codice penale è stato introdotto dall'art. 5, comma 1, lett. f), della l. 1 ottobre 2012, n. 172.
Spiegazione dell'art. 391 bis Codice di procedura penale
Il difensore, sin dal momento del conferimento dell'incarico professionale, ha facoltà di svolgere investigazioni al fine di ricercare ed individuare elementi di prova a favore del proprio assistito (art. 327 bis). L'indagine difensiva può inoltre essere svolta anche dal sostituto, da investigatori privati autorizzati e, quando siano necessarie specifiche competenze, da consulenti tecnici.
Per quanto concerne più da vicino l'acquisizione di notizie da fonti dichiarative, il difensore ed il suo sostituto possono scegliere fra tre modalità operative:
possono limitarsi ad acquisire notizie utili a fini investigativi tramite un colloquio non documentato con le persone in grado di riferire notizie utili. Tale approccio informale è consentito anche agli investigatori ed ai consulenti tecnici;
possono richiedere ai potenziali testimoni di rilasciare una dichiarazione scritta, ed in tal caso la dichiarazione deve essere sottoscritta dal dichiarante ed autenticata dal difensore o dal sostituto, il quale a sua volta è tenuto a redigere apposita relazione, in cui devono essere contenuti gl elementi di cui al comma 3;
possono chiedere ai potenziali testimoni di rendere informazioni documentate (dallo stesso difensore o dal sostituto). Nonostante il silenzio della legge, si ritiene comunemente che anche nel relativo verbale debbano esserci gli avvertimenti di cui al comma 3.
Premesso che all'assunzione di tali dichiarazioni non possono assistere la persona sottoposta alle indagini, la persona offesa e, dopo l'esercizio dell'azione penale, le altre parti private, al fine di non condizionare il dichiarante, se la persona richiesta di fornire informazioni accetta, egli risponde penalmente dell'eventuale falsità di quanto dichiarato, ai sensi dell'art. 371 bis c.p.. Oltretutto, qualora dalle dichiarazioni emergano indizi di reità a suo carico (per il fatto in oggetto, non certo per le dichiarazioni eventualmente mendaci), il difensore è tenuto ad interrompere l'atto, e le precedenti dichiarazioni non potranno essere utilizzate contro di lui.
Se, per contro, il potenziale testimone si rifiuta, il difensore che non intenda desistere ha a sua disposizione due rimedi:
può chiedere al pubblico ministero di disporre l'audizione del potenziale testimone. Il p.m., ricevuta la richiesta, fissa l'audizione entro sette giorni. Nonostante la apparente obbligatorietà dell'atto, il p.m. conserva comunque un certo margine di discrezionalità nel disporre l'audizione;
può chiedere che venga disposto l'incidente probatorio (v. art. 392), al cospetto del giudice per le indagini preliminari, anche al di fuori delle ipotesi previste dall'art. 392.
Va comunque precisato che, in ogni caso, la norma fa salve le incompatibilità di cui all'art. 197 comma 1.
Massime relative all'art. 391 bis Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 44181/2018
In tema di indagini difensive, è inammissibile la richiesta di incidente probatorio per il compimento di accertamenti tecnici poiché l'incidente probatorio è previsto, dalle norme sulle indagini difensive, soltanto per l'audizione di persone informate nell'ipotesi di cui all'art. 391-bis, comma 10 e 11, cod. proc. pen., disposizione non suscettibile di applicazione analogica a diversa attività difensiva, trovando, invece, il compimento di accertamenti tecnici non ripetibili la propria disciplina specifica nell'art. 391-decies cod. proc. pen.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 44181 del 4 ottobre 2018)
Cass. pen. n. 24320/2018
L'atto notarile contenente le dichiarazioni rese da un funzionario di polizia di uno Stato estero, acquisito nel corso del giudizio su richiesta della difesa, costituisce una dichiarazione scritta ai sensi dell'art. 391 bis, comma 2, cod. proc. pen. inutilizzabile ove non siano stati dati gli avvertimenti previsti dal comma 3 della stessa disposizione, ovvero nel caso in cui siano state disattese le modalità di documentazione di cui all'art. 391-ter cod. proc. pen. (Fattispecie in cui la Corte ha affermato l'inutilizzabilità del suddetto atto nel giudizio abbreviato).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 24320 del 30 maggio 2018)
Cass. pen. n. 9386/2018
In tema di indagini difensive prodotte nel corso del procedimento di riesame, l'attendibilità delle dichiarazioni rese dalla persona informata sui fatti non può essere data per presupposta, ma deve essere valutata in concreto, tenendo conto del suo grado di coinvolgimento nei fatti di causa, del conseguente interesse rispetto all'esito del procedimento, del se, nel momento in cui ha reso le dichiarazioni, fosse o meno a conoscenza che l'ordinanza cautelare era stata emessa anche valorizzando sul piano accusatorio i suoi rapporti con l'indagato. (Fattispecie in cui l'ordinanza cautelare aveva evidenziato il fatto che l'indagato aveva esercitato pressioni nei confronti del dichiarante, al fine di favorire l'assunzione in una cooperativa di pulizie di persone legate all'associazione mafiosa).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 9386 del 1 marzo 2018)
Cass. pen. n. 51073/2016
In tema di indagini difensive, sono inutilizzabili le dichiarazioni scritte raccolte dal difensore, ai sensi dell'art. 391 bis, comma secondo cod.proc.pen., senza la verbalizzazione analitica degli avvertimenti elencati al comma terzo del predetto articolo, che il medesimo è tenuto a rivolgere al dichiarante. (Nella specie, la Corte ha ritenuto inutilizzabili le dichiarazioni verbalizzate con un mero richiamo sommario agli avvisi ex art. 391 bis cod. proc. pen.)
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 51073 del 30 novembre 2016)
Cass. pen. n. 25431/2016
compiuti, a mente di quanto disposto dall'art. 391-bis cod. proc. pen., anche dal sostituto del difensore, purchè anch'egli in possesso, come il sostituito, della necessaria abilitazione professionale. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto inutilizzabile la documentazione di investigazioni difensive svolte, nell'ambito di un procedimento di competenza del Tribunale in composizione collegiale, da praticante avvocato non abilitato al patrocinio di fronte al predetto organo giudiziario).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 25431 del 20 giugno 2016)
Cass. pen. n. 1400/2015
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1400 del 14 gennaio 2015)
Cass. pen. n. 36036/2014
In tema di indagini difensive, sono inutilizzabili le dichiarazioni scritte raccolte dal difensore, ai sensi dell'art. 391 bis, comma secondo cod.proc.pen., senza la verbalizzazione analitica degli avvertimenti elencati al comma terzo del predetto articolo, che il medesimo è tenuto a rivolgere al dichiarante.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 36036 del 20 agosto 2014)
Cass. pen. n. 41484/2013
L'avviso ai prossimi congiunti dell'imputato in ordine alla facoltà degli stessi di astenersi dal testimoniare va loro rivolto, a pena di nullità, anche in sede di sommarie informazioni rese al difensore ex art. 391 bis c.p.p..
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 41484 del 8 ottobre 2013)
Cass. pen. n. 1399/2012
La richiesta, effettuata ai sensi dell'art. 391 bis, comma undicesimo, c.p.p., e diretta a che il G.i.p. proceda con incidente probatorio all'assunzione della testimonianza o all'esame della persona che abbia esercitato la facoltà di non rispondere o di non rendere la dichiarazione, non presuppone alcun automatismo, implicando una valutazione positiva del giudice circa la rilevanza ai fini investigativi delle circostanze in relazione alle quali si vuole che la persona sia sentita.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1399 del 17 gennaio 2012)
Cass. pen. n. 2017/2004
In sede di investigazioni difensive, gli avvertimenti che il difensore deve rivolgere al soggetto dichiarante, ai sensi dell'art. 391 bis, terzo comma, c.p.p. a pena di inutilizzabilità delle dichiarazioni, debbono essere specificamente verbalizzati, mentre non può essere ritenuta sufficiente la semplice attestazione in merito effettuata dal difensore ex art. 391 ter, primo comma lett. c), atteso che non sussistono ragioni per differenziare l'attività del difensore da quella analoga posta in essere dal giudice o dal P.M.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 2017 del 22 gennaio 2004)
Cass. pen. n. 13552/2002
Gli elementi di prova raccolti dal difensore ai sensi dell'art. 391 bis c.p.p. sono equiparabili, quanto ad utilizzabilità e forza probatoria, a quelli raccolti dal pubblico ministero e, pertanto, il giudice al quale essi siano stati direttamente presentati ai sensi dell'art. 391 octies stesso codice non può limitarsi ad acquisirli, ma deve valutarli unitamente a tutte le altre risultanze del procedimento, spiegando - ove ritenga di disattenderli - le relative ragioni con adeguato apparato argomentativo. (Nella specie, in applicazione di tali principi, la Corte ha annullato con rinvio, per mancanza di motivazione, l'ordinanza di un tribunale del riesame il quale, a fronte di dichiarazioni prodotte dalla difesa a conferma di un alibi, si era limitato ad osservare che la loro effettiva attendibilità avrebbe dovuto essere verificata dall'autorità giudiziaria procedente).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 13552 del 9 aprile 2002)