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Timestamp: 2017-11-20 21:17:57+00:00
Document Index: 28030236

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4']

Bertinoro, 29 settembre 2006 |
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Bertinoro, 29 settembre 2006
L’assemblea ordinaria dei soci è regolarmente aperta in seconda convocazione alle ore 14,30 del 29 settembre 2006 presso il Centro Residenziale Universitario di Bertinoro (Forlì-Cesena), via Frangipane, 6. Il presidente Tommaso Detti pone anzitutto in votazione il verbale dell’assemblea precedente, che l’assemblea approva.
Il presidente ricorda quindi l’ordine del giorno, così formulato:
2. Relazione del tesoriere e approvazione del conto consuntivo 2005 e del bilancio preventivo 2006
3. Elezione di due membri del Consiglio direttivo per il triennio 2005-2008
4. Adozione di un regolamento
e propone di modificarlo trattando per primo il punto 3 per poter costituire subito il seggio elettorale e dar modo ai soci di votare durante lo svolgimento dell’assemblea. L’assemblea approva. L’ordine del giorno, pertanto, è così modificato:
1. Elezione di due membri del Consiglio direttivo per il triennio 2005-2008
3. Relazione del tesoriere e approvazione del conto consuntivo 2005 e del bilancio preventivo 2006
1. Elezione di due membri del Consiglio direttivo per il triennio 2006-2009
Alla Commissione elettorale composta da Fulvio Cammarano (presidente), Cecilia Dau Novelli e Marco De Nicolò sono pervenute entro i termini statutari le candidature di Barbara Bracco e Federico Romero, che sono state pubblicate da oltre un mese sul sito web della società. Non meno di 15 e non più di 20 soci possono tuttavia presentare candidature anche nel corso dell’assemblea. Ogni socio non può sottoscrivere più di una candidatura.
Non essendo presentate altre candidature o richieste di intervento, l’assemblea procede alla costituzione del seggio elettorale nelle persone di Stefano Cavazza, Marco De Nicolò (presidente) e Simona Merlo. A norma dello statuto ogni socio può esprimere una sola preferenza; è ammesso il voto per delega; ogni socio può presentare una sola delega. La chiusura del seggio elettorale, aperto in un’aula adiacente, viene fissata per le ore 19,00. I risultati della votazione verranno resi noti dopo la tavola rotonda che farà seguito all’assemblea. Prima che le operazioni di voto abbiano inizio, il presidente ringrazia il vicepresidente Fulvio Cammarano e Silvia Salvatici, giunti al termine del loro mandato, per l’importante contributo che hanno dato in questi anni alla vita della società.
Ritenendo di poter dare per letto il resoconto pubblicato sull’Annale 2006 con il titolo La Sissco dal 2005 al 2006, da tempo anticipato su www.sissco.it, il presidente ne propone un breve aggiornamento, rilevando in primo luogo come il numero dei soci abbia continuato a salire fino a 659 (44 più dello scorso anno), 470 dei quali iscritti alla mailing list. Quanto all’Annale, il volume del 2006 costituisce un’ulteriore conferma dell’impegno della redazione e della qualità del suo lavoro. Il presidente rivolge un ringraziamento particolarmente caloroso ad Alfio Signorelli, che ne lascia la direzione, e ai redattori che pure cedono la mano dopo molti anni di lavoro. A tale ringraziamento associa coloro che proseguiranno nel loro impegno e, sin d’ora, i nuovi adepti che ad essi si aggiungeranno.
La gratitudine della società va anche ai soci che garantiscono lo sviluppo delle sue attività on line, specie a quelli tra loro che con continuità si sobbarcano lo spoglio di un buon numero di quotidiani italiani e stranieri. Il presidente segnala peraltro che alcune testate sono scomparse dalla rassegna perché i relativi abbonamenti on line sono divenuti onerosi, ma auspica che il bilancio consenta di riattivarli e ringrazia sin d’ora i soci che di recente si sono offerti di collaborare a questo lavoro. Ottimi risultati hanno dato anche gli stages effettuati da Raffaele Romanelli ed Emmanuel Betta all’Università “La Sapienza” di Roma, che verranno reiterati anche nel prossimo anno accademico.
Un ringraziamento particolare il presidente rivolge infine a Emmanuel Betta, che dopo molti anni cessa dalle impegnative funzioni di segretario della società al termine di una fase di transizione durante la quale è stato più che validamente affiancato dal suo successore, Marco Rovinello.
Le attività del 1995-96 sono state particolarmente intense, con due convegni (quello di Viterbo e questo di Bertinoro), preceduti dal seminario nazionale dottorandi. Inaugurato nel febbraio 2006 a Napoli, questo sarà replicato negli anni a venire, grazie all’impegno di Margherita Angelini, di Stefano Petrungaro e dei soci del Dipartimento di Scienze dello Stato dell’Università “Federico II”. A questo appuntamento deve essere attibuito particolare rilievo perché offre un importante spazio di discussione ai più giovani studiosi, che in gran numero hanno aderito alla Sissco e continuano ad affluirvi. Il presidente si dice certo che i risultati del call for papers per l’edizione del 2007, la cui scadenza è imminente, confermeranno il successo dell’iniziativa, come anche quelli del call for panels per la quarta edizione dei “Cantieri di storia”.
Il lavoro di preparazione dei Cantieri, che come noto si svolgeranno a Marsala nel settembre 2007, è da tempo avviato. Il presidente coglie l’occasione per rinnovare il ringraziamento della società al Sindaco di Marsala, Dr. Eugenio Galfano, al Prof. Vittorio Dan Segre, Presidente del Laboratorio di ricerche mediterranee di Marsala, nonché ai membri del Comitato scientifico e del Comitato organizzativo del convegno. Essendo i Cantieri un’iniziativa di particolare impegno, il Consiglio direttivo si è per adesso astenuto da proporne altre, ma anche su questo come sugli altri punti la parola è all’assemblea dei soci. A conclusione, il presidente propone che la sua relazione e quella del tesoriere vengano discusse congiuntamente. L’assemblea approva.
Il tesoriere Agostino Bistarelli illustra all’assemblea il bilancio consuntivo 2005 e il bilancio preventivo 2006, entrambi approvati dal Consiglio direttivo e da tempo resi noti ai soci.
Si apre la discussione sulle relazioni del presidente e del tesoriere, nel corso della quale Simona Colarizi e Raffaele Romanelli auspicano che venga stanziato un finanziamento per risolvere i problemi tecnici che hanno sin qui limitato il buon funzionamento del sito web della società, del quale sottolineano la funzione essenziale. L’assemblea approva quindi all’unanimità le relazioni del presidente e del tesoriere, nonché i bilanci consuntivo 2005 e preventivo 2006. Non essendo state avanzate proposte per l’eventuale convegno “professionale” della primavera 2007, la materia viene demandata al Consiglio direttivo.
Il presidente spiega che punto 4 è stato inserito all’ordine del giorno per dotare la società di uno strumento idoneo a regolamentare alcune questioni inerenti la vita sociale che non si ritengano tali da dover essere sancite nello statuto, o anche in attesa di procedere a modifiche statutarie. Il Consiglio direttivo propone l’adozione di un regolamento non solo perché non sembra opportuno sottoporre lo statuto a modifiche troppo frequenti, ma anche in ragione della loro complessità. Il direttivo propone una prima bozza di regolamento composta dai seguenti quattro articoli, il cui testo è stato già reso noto nella lettera di convocazione dell’Assemblea:
“1) Il Presidente può proporre al Consiglio direttivo la nomina di uno o più soci che svolgano le funzioni di segreteria per gli organi dell’Associazione. Tali nomine vanno ratificate dall’Assemblea dei soci.
“2) Il Presidente propone al Consiglio direttivo un socio che svolga la funzione di Direttore della pubblicazione dell’Associazione. Tale nomina deve essere ratificata dall’Assemblea dei soci. Il Direttore propone al Consiglio direttivo i nomi dei redattori per la pubblicazione.
“3) I due membri della Commissione elettorale prevista dall’art. 8 dello Statuto che non sono espressi dal Consiglio direttivo possono essere nominati dall’Assemblea dei soci.
“4) Il Presidente può proporre al Consiglio direttivo la costituzione di un Giurì d’onore di tre membri per ogni controversia insorta tra i soci. Il Giurì resta in carica per il singolo caso ma i membri che lo compongono sono rieleggibili. Il Giurì d’onore, su richiesta del Presidente, valuta eventuali azioni dei soci contrarie allo spirito della società e alla deontologia professionale. Il Giurì propone al Presidente, in relazione alla gravità della condotta accertata, un provvedimento di richiamo o di censura. Il rifiuto del socio o dei soci coinvolti di accettare la costituzione del Giurì d’onore o l’accertamento di comportamenti gravi sono causa del mancato rinnovo dell’iscrizione alla società. Il Giurì d’onore può suggerire al Consiglio direttivo raccomandazioni da rivolgere ai soci in merito alla condotta deontologica”.
Relativamente all’art. 2, il presidente suggerisce peraltro che una procedura analoga venga adottata anche per la redazione delle attività on line per le altre commissioni di lavoro che abbiano carattere continuativo. Quanto all’art. 4, il presidente ricorda che la sua proposta nasce dal fatto che al Consiglio direttivo è stata prospettata una questione della natura di quelle che vi sono previste.
Aperta la discussione, prendono la parola Simona Colarizi, Fabrizio Franchi, Andrea Graziosi, Brunello Mantelli, Simone Neri Serneri, Paolo Pezzino, Raffaele Romanelli, Federico Romero, Maria Rosaria Stabili, Francesco Traniello e Angelo Ventura. Per quanto riguarda gli artt. 1 e 2, viene proposto che la responsabilità delle nomine ivi previste sia affidata al Consiglio direttivo, senza che esse siano sottoposte alla ratifica dell’assemblea, la quale può in ogni caso esprimersi in merito senza che ciò venga espressamente previsto dal regolamento. Viene inoltre proposto che le redazioni e le commissioni di lavoro durino in carica tre anni. Una proposta di soppressione dell’art. 3 avanzata da Romanelli viene accolta dal presidente e dal Consiglio direttivo. La discussione si sviluppa con particolare ampiezza sull’art. 4, a proposito del quale alcuni soci suggeriscono che in luogo di un gurì d’onore venga prevista l’istituzione di un collegio dei probi viri, mentre altri esprimono preoccupazione, perplessità o contrarietà all’istituzione di entrambi.
Al termine del dibattito, non essendovi stati interventi contrari all’adizione di un regolamento, il presidente pone in votazione prima gli artt. 1 e 2 nella seguente formulazione: “1) Il Presidente può proporre al Consiglio direttivo la nomina di uno o più soci che svolgano le funzioni di segreteria per gli organi dell’Associazione; 2) Il Presidente propone al Consiglio direttivo la nomina del direttore della pubblicazione dell’Associazione, nonché dei coordinatori della redazione delle attività on line e di altre commissioni di lavoro aventi carattere continuativo”. La proposta viene approvata a maggioranza.
Essendo stato ritirato l’art. 3, con tale numero il presidente pone quindi in votazione l’ex art. 4 nella seguente formulazione, riveduta in base alle osservazioni emerse nel corso del dibattito: “Il Presidente può proporre al Consiglio direttivo la costituzione di un Giurì d’onore di tre membri per controversie insorte tra i soci. Il Giurì resta in carica per il singolo caso. Il Giurì d’onore, su richiesta del Presidente, valuta eventuali azioni dei soci contrarie allo spirito della società e alla deontologia professionale. Il Giurì propone al Presidente, in relazione alla gravità della condotta accertata, un provvedimento di richiamo o di censura. Il rifiuto del socio o dei soci coinvolti di accettare la costituzione del Giurì d’onore o l’accertamento di comportamenti gravi sono causa del mancato rinnovo dell’iscrizione alla società. Il Giurì d’onore può suggerire al Consiglio direttivo raccomandazioni da rivolgere ai soci in merito alla condotta deontologica”. Vengono espressi 18 voti favorevoli, 15 contrari e 13 astensioni. Considerato che di fatto il voto non configura una maggioranza favorevole all’approvazione di questo articolo e tenuto conto della della delicatezza della materia, nonché del fatto che nel dibattito sono emersi numerosi problemi che necessitano di ulteriore riflessione, il presidente propone che l’intera questione venga rinviata a una prossima assemblea, per dar modo al Consiglio direttivo di approfondirne tutte le implicazioni. L’Assemblea approva.
Non essendovi varie ed eventuali da trattare, l’assemblea è tolta alle ore 17.
Alle ore 19, al termine della tavola rotonda, il presidente rende noti i risultati della votazione per l’elezione di due membri del Consiglio direttivo per il triennio 2006-2009: votanti 65; hanno riportato voti: Federico Romero 30, Barbara Bracco 27. Schede bianche 2; schede nulle 6. Il presidente proclama eletti nel Consiglio direttivo per il triennio 2006-2009 Barbara Bracco e Federico Romero, ai quali formula i migliori auguri di buon lavoro.
Subito dopo ha luogo il conferimento del Premio Anci Storia, alla presenza del rappresentante dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani Dr. Nicola Cirimele e del Vicensindaco di Bertinoro Dr. Giampaolo Amadori, ai quali il presidente rivolge un caldo ringraziamento da parte della Sissco. Angelo Ventura, presidente della Commissione giudicatrice, dà lettura della seguente relazione:
La Commissione giudicatrice del Premio ANCI Storia 2006, composta da Angelo Ventura (presidente), Salvatore Adorno, Renato Camurri, Marco Gervasoni e Maria Marcella Rizzo, rileva innanzi tutto, con vivo compiacimento, come un grande fervore di studi e ricerche pertinenti alla storia delle comunità locali abbia prodotto nel corso del passato anno 2005 una ricca messe di pubblicazioni, per lo più di buono o eccellente livello scientifico.
Non facile quindi, e senza alcuna pretesa di completezza e di indiscutibilità di giudizio, è stata la selezione delle opere considerate più valide ai fini del presente concorso.
In via preliminare la Commissione ha stabilito i criteri di giudizio cui attenersi, confermando quelli ormai consolidati attraverso le precedenti edizioni. In primo luogo, con particolare riferimento allo spirito del Premio, definito dalla convenzione Anci-Sissco, si è ritenuto di privilegiare le opere che pongono al centro della ricerca le problematiche specifiche della storia urbana e municipale, escludendo quindi i lavori che, pur riferendosi a vicende legate ad un ambito locale, affrontano tematiche pertinenti ad altri particolari settori della ricerca storica.
In secondo luogo si è deciso di prendere in considerazione soltanto le opere monografiche, escludendo le opere collettanee, e i volumi di singolo autore consistenti in una raccolta di saggi pubblicati in precedenza in altre sedi, o che comunque ripropongano, pur inseriti nel contesto di nuove originali ricerche, alcuni contributi già edito.
Nondimeno, benché in base ai criteri sopra esposti non si possano considerare ai fini del premio in concorso, la Commissione unanime ritiene doveroso e opportuno dedicare una speciale menzione a due opere che rivestono una particolare importanza per la storia dei comuni d’Italia e dei rapporti tra le autonomie locali e i poteri dello Stato: Piero Aimo, Il centro e la circonferenza. Profili di storia dell’amministrazione locale, Milano, Franco Angeli ed., pp. 304; e Maurizio Degl’Innocenti, Identità nazionale e poteri locali in Italia tra ‘800 e ‘900 , Manduria-Bari-Roma, Piero Lacaita ed., pp. 329.
Sulla base delle segnalazioni e dei giudizi espressi da ciascun membro della giuria, dopo attenta riflessione la Commissione giudicatrice è pervenuta concordemente a comporre una rosa di sette opere degne di particolare considerazione ai fini del premio, assumendo come criterio generale di valutazione la loro rispondenza ai seguenti criteri: 1) rigore, completezza e spessore problematico ed erudito della ricerca; 2) capacità di proporre significativi e giustificati elementi innovativi di carattere metodologico e interpretativo. Le opere selezionate sono le seguenti.
– Stefano Agnoletto, Un modello di welfare locale. Storia dei servizi sociali a Firenze dalla nascita delle regioni alla società della salute , Milano, Franco Angeli, pp. 200;
– Pietro Causarano, Combinare l’istruzione coll’educazione. Municipio, istituzioni civili ed educazione popolare a Firenze dopo l’Unità (1859-1878) , Milano, Unicopli, pp. 225;
– Elisabetta Colombo, Come si governava Milano. Politiche pubbliche nel secondo Ottocento , Milano, Franco Angeli, pp. 331;
– Filippo De Pieri, Il controllo improbabile. Progetti urbani, burocrazie,decisioni in una città capitale dell’Ottocento , Milano, Franco Angeli, pp. 207;
– Gian Luca Fruci, La politica al municipio. Elezioni e consiglio comunale nella Mantova liberale (1866-1914), Mantova , Tre Lune Edizioni, pp. 289;
– Giancarlo Poidomani, Le opere pie in Sicilia (1861-1915) , Acireale, Bonanno pp. 381;
– Giovanni Taurasi, Autonomia promessa, autnomia mancata. Governo locale e reti di potere a Modena e Padova (1945-1956) , Roma, Carocci, pp. 203.
Tra queste infine, la Commissione unanime ha deciso di conferire il Premio Anci Storia all’opera di Elisabetta Colombo, con la seguente motivazione.
L’opera di Elisabetta Colombo, Come si governava Milano. Politiche pubbliche nel secondo Ottocento, s’impone nell’ambito della storiografia urbana per il carattere innovativo e la complessità della sua impostazione, per l’importanza dei problemi affrontati, per l’esemplare rigore della ricerca, condotta sistematicamente su una vasta serie di fonti archivistiche e bibliografiche. Centro interpretativo e filo conduttore della ricerca è il tema del governo della città, studiato attraverso tre casi significativi: il progetto di ristrutturazione del centro che comportava la parziale demolizione dell’antica chiesa di San Giovanni in Conca; l’Esposizione nazionale del 1881; alcuni tentativi di riforma dell’Ospedale Maggiore legati all’approvazione del regolamento igienico-sanitario del 1884. L’indagine ricostruisce attentamente, in tutta la loro complessità, i processi decisionali che vedono l’intervento di diversi attori, con una partecipazione corale delle forze più vive della società milanese e della sua classe dirigente. Pur riconfermando l’importanza del rapporto verticale tra centro e periferia, e il ruolo fondamentale degli organismi municipali, la ricerca mette in luce una serie di relazioni orizzontali con altri centri amministrativi locali, con soggetti pubblici e privati, come pure con soggetti sopranazionali. L’autrice dimostra che le decisioni vengono elaborate – per via di mediazione, cooperazione o conflitto -, non solo giocando su una serie di norme e regolamenti formali su cui si articola la rete dei rapporti amministrativi e istituzionali, ma anche attraverso la prassi di un codice di comportamenti sociali e amministrativi radicato nella cultura dell’élite notabiliare. Rispetto alla tradizione di storia amministrativa che privilegia il ruolo centrale e la ricostruzione formale degli istituti, la ricerca si sofferma dunque prevalentemente sulla prassi amministrativa, come prodotto delle relazioni sociali e culturali delle élites, ponendo in primo piano l’analisi delle politiche pubbliche piuttosto che quella degli enti e delle istituzioni, pervenendo a risultati convincenti e fortemente innovativi.
Il premio Anci Storia 2006 viene quindi consegnato ad Elisabetta Colombo dal Vicesindaco di Bertinoro.
Nel corso della cena sociale che ha luogo la sera dello stesso 29 settembre il presidente conferisce i premi Sissco destinati a un’opera prima e a un libro più maturo di sintesi e ricerca pubblicati nel 2005, dando lettura a nome del Consiglio direttivo delle relative motivazioni.
Per quanto riguarda il premio “opera prima” il Consiglio direttivo, come è ormai consuetudine, segnala all’attenzione dei soci alcuni studi che si distinguono per la novità, l’impegno e il respiro delle ricerche su cui sono fondate. Si tratta di:
• Saverio Battente, Alfredo Rocco. Dal nazionalismo al fascismo, 1907-1935 , Milano, Franco Angeli
• Matteo Ermacora, Cantieri di guerra. Il lavoro dei civili nelle retrovie del fronte italiano (1915-1918) , Bologna, Il Mulino
• Sara Galli, Le tre sorelle Seidenfeld. Donne nell’emigrazione politica antifascista , Firenze, Giunti
A fianco di queste segnalazioni, si è deciso di attribuire il premio al volume di Simona Merlo, All’ombra delle cupole d’oro. La Chiesa di Kiev da Nicola II a Stalin (1905-1939) , Milano, Guerini e Associati, con la seguente motivazione:
Alla base della ricerca di Simona Merlo è il proposito di ricostruire l’impatto che le crisi rivoluzionarie e il regime sovietico ebbero sulla chiesa ortodossa di Kiev, ch’è stata studiata nelle sue diverse articolazioni, dalla gerarchia all’Accademia teologica, dalle società e confraternite religiose al mondo monastico. Attraverso la ricostruzione della politica ecclesiastica e della vita ecclesiale, l’analisi delle discussioni dottrinarie che accompagnarono i tentativi di riforma e rinnovamento della chiesa, la rievocazione delle esperienze comunitarie negli anni della repressione, emergono figure di primo piano dell’ortodossia kieviana che vanno a comporre un quadro originale e variegato. Si tratta di una ricerca ponderosa, encomiabile per l’ampiezza dell’indagine archivistica e bibliografica, che l’autrice ha condotto con rigore filologico ed equilibrio di giudizi su di un tema complesso. Assegnandole il premio per il 2005, la Sissco intende anche sottolineare le acquisizioni di una giovane storiografia italiana che si mostra capace di collocarsi originalmente nel dibattito internazionale, di muoversi nell’intreccio di storia politico-culturale e regionale, e di intervenire con competenza su un tema di grande rilievo quale la trasformazione delle istituzioni ecclesiastiche.
Per quanto riguarda l’altro premio, il Consiglio direttivo ha avuto la fortuna di poter prendere in considerazione diverse opere di grande valore, che offrono un contributo prezioso alla crescita della storiografia italiana e un sicuro orientamento metodologico alla più giovane generazione di studiosi. Si tratta in particolare degli studi di Antonio Gibelli su infanzia e nazione dalla grande guerra alla fine del fascismo, di Agostino Giovagnoli sulla vicenda di Aldo Moro, di Gabriella Gribaudi sulla “guerra totale” nella città di Napoli e sul fronte meridionale.
Il Consiglio direttivo ha deciso di attribuire il Premio Sissco 2006 – Sintesi ad Alberto Mario Banti per il volume L’onore della nazione. Identità sessuali e violenza nel nazionalismo europeo dal XVIII secolo alla Grande guerra , Torino, Einaudi, con la seguente motivazione:
A partire da un’ampia ricognizione nella cultura umanistico-rinascimentale, nella storiografia di fondazione degli stati nazionali, nelle rappresentazioni del patriottismo repubblicano del Settecento, nelle grandi narrazioni fondative dell’idea di comunità, Alberto Mario Banti affronta la retorica del nazionalismo ottocentesco a livello europeo, trovandone l’apice nei temi della «nazione come comunità di discendenza» e delle «narrazioni nazional-patriottiche». L’ambizione della ricerca è quella di muoversi a livello comparativo (Francia e Italia, Germania e Gran Bretagna), con elementi di analisi originali e proposte interpretative che arricchiscono il patrimonio di studi internazionali sul tema. La genealogia degli enunciati che – provenendo dai più disparati mezzi di comunicazione sociale – si costituiscono attorno alle metafore del sangue e della parentela («sesso, amore, virtù, patria») consente di cogliere il loro dispiegamento discorsivo in una progressione tumultuosa verso la Grande Guerra, quando sembra ormai definitivamente “naturale” accettare l’eroismo dei gesti che portano ai massacri di popolazione. La straordinaria padronanza delle fonti ottocentesche e la capacità d’integrare nella ricerca i più svariati materiali (prima di tutti quelli iconografici e letterari che si stanno rivelando dei contenitori estremamente ricchi di significati) fanno di questo libro un modello per chiunque voglia dare continuità alla convinzione che, nella costruzione delle ideologie politiche della nazione, giocano degli elementi che hanno a che fare anche con la fissazione dei ruoli di genere.
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