Source: https://www.eclegal.it/autori/angelo-danilo-de-santis/
Timestamp: 2020-01-25 22:45:31+00:00
Document Index: 61902549

Matched Legal Cases: ['art. 408', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 156', 'art. 156', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 68', 'art. 410']

Angelo Danilo De Santis - Euroconference Legal
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La tutela dei consumatori costituisce in Europa il volano dell’espansione, a macchia di leopardo, degli strumenti di tutela collettiva. La scelta della Commissione europea di varare il c.d. New Deal per i consumatori reca la proposta di direttiva sulle azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori. La comunicazione c.d. New Deal per i consumatori, diffusa l’11 aprile 2018 (Comunicazione dell'11 aprile 2018, COM(2018) 183 final), è stata varata unitamente a due proposte di direttive, una relativa alle azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori, la cui approvazione comporterebbe il venir meno di quella sui provvedimenti inibitori, e l'altra diretta ad apportare modifiche a preesistenti strumenti di armonizzazione. Tra le proposte di innovazioni, che riguardano la disciplina...	Continua a leggere...
Il contributo prende spunto da Cass. 5123/2018 e si sofferma sui poteri del giudice rispetto al rapporto tra amministratore e suo ausiliario/delegato e sul controllo esercitabile nei confronti di questi poteri. L’art. 408 c.c. prevede che possano essere nominate amministratori di sostegno anche le persone giuridiche, per via del rinvio operato dall’ultimo comma. Quando si verifica questa evenienza, sino ad ora rara, ma nella prassi sempre più frequente, alla luce dell’aumento dell’età anagrafica della popolazione italiana, l’ente dotato di personalità giuridica si avvale di un delegato/ausiliario che, in concreto svolge le funzioni di amministratore negli interessi del beneficiario. In primo luogo viene in rilievo la circostanza che la nomina, al pari della revoca, dell’amministratore di sostegno, emessi in sede di...	Continua a leggere...
Il contributo si concentra sul dubbio circa la ammissibilità, ai sensi dell’art. 6, l. 164/2014, dell’accordo, stipulato in sede di negoziazione assistita, circa la determinazione una tantum del contributo al mantenimento o dell’assegno divorzile, ai sensi dell’art. 5, 8° comma, l. 898 del 1970. L’art. 6, 3° comma, l. 164/2014, nel regolare la negoziazione assistita in tema di separazione e divorzio, applicabile anche alla materia dello scioglimento delle unioni civili, stabilisce che l’accordo stipulato in sede di convenzione «tiene luogo» dei provvedimenti giudiziali che definiscono i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione e di divorzio. La norma va interpretata nel senso che le parti...	Continua a leggere...
Viene trattata in rapida rassegna la natura del sequestro ex art. 156, 6° comma, c.c., con particolare riferimento alla giurisprudenza espressasi sul punto. L’art. 156 c.c. indica i tipi di provvedimenti che il giudice può emettere per regolare i rapporti patrimoniali tra coniugi all’esito della separazione. Il 6° comma dispone che «in caso di inadempienza, su richiesta dell’avente diritto, il giudice può disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato e ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di danaro all’obbligato, che una parte di esse venga versata direttamente agli aventi diritto». Pur a fronte della forma di sequestro, che parrebbe indicarne la natura cautelare, la funzione di questa misura sembrerebbero divergere da quelle che la...	Continua a leggere...
L’art. 30 d. leg. 31 marzo 1998, n. 80, introdusse l’accertamento pregiudiziale della efficacia validità ed interpretazione dei contratti collettivi del pubblico impiego, previsto dall’art. 30, che, a sua volta, aggiunse l’art. 68 bis al d. leg. 3 febbraio 1993, n. 29. L’obiettivo era di sperimentare uno strumento deflattivo, perché finalizzato a rendere uniforme l’interpretazione e l’applicazione di contratti collettivi e, quindi, a contenere il contenzioso in cui sorgesse una questione ad essi relativa. Il modello di riferimento era contenuto nella disciplina delle «Controversie regolate da norme corporative» di cui agli artt. 410, 444 e 467 ss. c.p.c. 1940: l’art. 410, comma 2°, attribuiva alla Magistratura del lavoro di Roma l’interpretazione dei contratti collettivi in vigore “in più circoscrizioni”; gli...	Continua a leggere...