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Timestamp: 2020-07-12 00:37:38+00:00
Document Index: 20025044

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art.36', 'art.2', 'art.33', 'art. 13', 'art.21', 'art.470']

Decreto scuola: gli emendamenti presentati dalla FLC CGIL; vincolo quinquennale, decadenza dalle graduatorie - Obiettivo Scuola
Decreto scuola: gli emendamenti presentati dalla FLC CGIL; vincolo quinquennale, decadenza dalle graduatorie
Pubblicato: 11 Dicembre 2019 | Stampa	| Visite: 721
La FLC - CGIL, in merito al confronto parlamentare relativo alla conversion in legge del DL 216/2019 ha inviato, all’attenzione delle Commissioni competenti, memorie e proposte emendative.
Vediamo di seguito alcune delle proposte emendative e alcune questione poste dal sindacato.
La FLC - CGIL sottolinea l’importanza di riprendere il confronto sul sistema di abilitazioni a regime in attuazione dell’Intesa del 1° ottobre siglata dalle organizzazioni sindacali con il Ministro Fioramonti. Per questo si auspica l’avvio in tempi brevi dell’iter di discussione parlamentare su questo ulteriore provvedimento collegato alla Legge di Bilancio, fondamentale per dare una risposta soddisfacente ai lavoratori coinvolti.
DECADENZA DA OGNI GRADUATORIA IN SEGUITO ALLA CONFERMA IN RUOLO
La FLC CGIL chiede di abbrogare la seconda parte dell'art. 17-sexies, che prevede che l'immissione in ruolo a seguito della procedura straordinaria comporta, all'esito positivo del periodo di formazione e di prova, la decadenza da ogni graduatoria finalizzata alla stipulazione di contratti a tempo determinato o indeterminato per il personale del comparto scuola, ad eccezione delle graduatorie di concorsi ordinari per titoli ed esami di altre procedure, nelle quali l'aspirante sia inserito.
Secondo il sindacato, tale norma rende nulli gli effetti dell’art.36 del CCNL Scuola 2007/09 ancora in vigore, che consente al personale docente di ruolo di accettare rapporti di lavoro a tempo determinato in un diverso ordine o grado d’istruzione, o per altra classe di concorso, purché di durata non inferiore ad un anno. Il testo tra l'altro definisce una disparità di trattamento con il resto del personale della Scuola (immesso in ruolo con altra procedura), perché impedirebbe al solo personale neo assunto in ruolo con la procedura straordinaria di accettare eventuali contratti a tempo determinato.
INDEROGABILITÀ DELLE NORME RELATIVE AL VINCOLO QUINQUENNALE
La FCL CGIL chiede di abbrogare del tutto il comma 17-novies che prevede che le disposizioni di cui ai commi 3 e 3-bis dell’articolo 399 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come modificato dal comma 17-octies del presente articolo, non sono derogabili dai contratti collettivi nazionali di lavoro e che sono fatti salvi i diversi regimi previsti per il personale immesso in ruolo con decorrenza precedente al 2020\2021. In sostanza, il decreto introdute un vincolo quinquennale su scuola in sostituzione del vincolo triennale su provincia previsto dall'attuale normativa ma prevede soprattutto l'inderogabilità di tale norma da parte dei CCNL.
L’inderogabilità per contratto collettivo nazionale del lavoro (CCNL) determinata dal comma 17-novies va contro il decreto legislativo n. 75/2017 che ha modificato il Testo Unico (n. 165/2001) e che prevede (art.2 comma 2) che norme di legge o regolamento, nonché di contratto precedente, che introducono o che abbiano introdotto la propria inderogabilità, possano essere modificate dal contratto. Tale modificazione è quindi inaccettabile perché introdurrebbe una inderogabilità che è contro quanto stabilito dal decreto legislativo n. 75/2017.
La FLC CGIL chiede di riscrivere totalmente il comma octies che innalza da 3 a 5 anni scolastici di effettivo servizio - per tutti i docenti destinatari di nomina a tempo indeterminato - l'obbligo di permanenza nella scuola di titolarità, a decorrere dall'anno scolastico 2020- 2021, con alcune limitate eccezioni.
Secondo la FLC CGIL, i due commi introdotti dal 17-octies modificano il TU 297/94 e intervengono sul CCNI Mobilità 2019-22 (con valenza triennale) che attualmente prevede l’obbligo di permanenza triennale sulla sede, per il personale docente che ottiene l’istituzione scolastica di titolarità a seguito di mobilità territoriale e/o professionale volontaria. Dunque si tratta di una previsione normativa che non solo stravolge il testo unico, ma vanifica gli effetti della mobilità. Il testo inoltre rende vano anche il CCNI sulla Mobilità annuale, assegnazioni provvisorie e utilizzazioni, queste ultime, di norma, indirizzate su posto di sostegno da parte di docenti con titolo di specializzazione.
In ultimo, introdurre delle limitazioni alla mobilità per i docenti che prima delle procedure concorsuali siano beneficiari di legge 104/92 (per il solo art.33 comma 3 e 6) che stando alla modifica introdotta non potrebbero chiedere mobilità per 5 anni, è lesivo nei confronti di tali lavoratori il cui diritto alla mobilità è garantito in primis dalla stessa legge 104/92 e successivamente dall’art. 13 del CCNI sulla mobilità per il triennio 2019-2022. Illegittima anche la previsione di non introdurre tra i destinatari alla deroga i beneficiari di L.104/92 art.21.
Il tema della continuità didattica è condivisibile in quanto su di esso si basa la qualità dell’insegnamento, ma riteniamo errata la via scelta dal legislatore. Per raggiungere questo obiettivo è necessario innanzitutto stabilizzare i posti in organico e puntare a misure che premiano la scelta volontaria del docente di rimanere sulla prima sede di assegnazione per un periodo più lungo oltre i tre anni.
MOBILITÀ SUI POSTI RESI LIBERI DA QUOTA100
Il comma 18-quater prevede che, in via straordinaria, sui posti dell’organico del personale docente, vacanti e disponibili al 31 agosto 2019, per i quali non è stato possibile procedere alle immissioni in ruolo, pur in presenza di soggetti iscritti nelle graduatorie utili, in considerazione dei tempi di applicazione della disciplina relativa all’istituto c.d. “Quota 100”, sono nominati in ruolo i docenti inseriti a pieno titolo nelle graduatorie valide per la stipula di contratti a tempo indeterminato che siano in posizione utile per la nomina. Le autorizzazioni già conferite per bandire concorsi a posti di personale docente sono corrispondentemente ridotte.
La nomina ha decorrenza giuridica dal 1° settembre 2019 e decorrenza economica dalla presa di servizio, che avviene nell’a.s. 2020/2021.
Secondo la FLC CGIL, quest'ultima parte può essere foriera di ricorsi perché, fermo restando il diritto all'assunzione e alla decorrenza giuridica della stessa dal 1 settembre 2019, l’assegnazione della provincia e della sede deve avvenire con decorrenza 1 settembre 2020 e non 1 settembre 2019 allo scopo di salvaguardare la scelta prioritaria dell’istituzione scolastica di titolarità per le ordinarie procedure di mobilità per il 2020-21.
Su questi posti liberatisi tardivamente hanno altrettanti diritti coloro che, già a tempo indeterminato, hanno maggior punteggio, oppure hanno titolo alla precedenza in quella stessa scuola perché perdenti posto, oppure perché fruitori della precedenza legge 104/92 o altro. In caso contrario si aprirebbe certamente la strada a forte contenzioso. Pertanto si chiede la cancellazione per consentire la scelta della provincia e della scuola con le ordinarie procedure di mobilità, operazioni previste in tempi antecedenti le immissioni in ruolo, ai sensi dell’art.470 comma 1 del D.Lgs 297/94.
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