Source: http://www.massacomune.it/category/precisazioni/
Timestamp: 2019-09-20 18:01:24+00:00
Document Index: 152655399

Matched Legal Cases: ['art.146', 'art.10', 'art.134', 'art.146', 'art.21', 'art.146', 'art.136', 'art.1', 'art.136']

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Primo tra tutti il Sindaco
IN TROPPI PARLANO SENZA SAPERE COSA DICONO
Il Centro Storico di Massa – così come da espressa perimetrazione – è stato dichiarato di notevole interesse pubblico con Decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali del 21 Novembre 1999 [cod.95014].
Di conseguenza, è divenuto soggetto al c.d. Vincolo Paesaggistico imposto ai sensi della Legge 1497/1939 (oggi ricompresa nel Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, di cui al D.lgs 22 gennaio 2004, n. 42).
TUTTO QUESTO SIGNIFICA CHE IL CENTRO STORICO DELLA NOSTRA CITTADINA NON E’ “SOLO NOSTRO”: E’ PATRIMONIO PUBBLICO A SCALA NAZIONALE CHE, IN QUANTO TALE, PER GLI ASPETTI CHE ESULANO L’ORDINARIETA’, DEVE ESSERE TUTELATO NEL RISPETTO DELLE DISPOSIZIONI IMPARTITE DALLA COMPETENTE SOPRINTENDENZA E NON CERTO DAL SINDACO…
Tuttavia, per ciò di cui si sta dibattendo in questi giorni, è doveroso riferirsi al disposto della Parte II del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e NON già a quello della Parte III.
E’ di tutta evidenza, infatti, che l’eventuale espressione favorevole dell’organo periferico statale – avente competenza anche ai sensi dell’art.146 del Codice – rende inutile l’esame di compatibilità paesaggistica da parte del Comune (il quale è tenuto a conformarsi al giudizio del Soprintendente).
L’art.10, comma 4, lettera g) del D.lgs 22 Gennaio 2004, n.42, non lascia spazio alle interpretazioni e sancisce chiaramente che anche le pubbliche piazze, le vie, le strade e gli altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico sono beni CULTURALI.
Ciò può sembrare un controsenso perché, in fondo, si parla di “paesaggio” urbano; ma così non è.
Il Legislatore, infatti, ha voluto espressamente assimilare taluni particolari ambiti urbani di pregio – nella loro complessità – ai monumenti stessi che ne qualificano i caratteri urbanistico-architettonici.
E, in termini pratici, ha voluto che il parere espresso al riguardo fosse NON SOLO OBBLIGATORIO MA ANCHE VINCOLANTE (diversamente da quello reso per i Beni Paesaggistici).
Occorre ricordare anche che, sebbene comunque rilasciato per il tramite della Soprintendenza, il parere sugli interventi riguardanti i Beni CULTURALI è competenza del Ministero mentre quello sugli interventi riguardanti i Beni PAESAGGISTICI è competenza della Regione.
Ricondurre la questione solamente alle definizioni di cui all’art.134 e alle disposizioni di cui all’art.146 Ź dunque arbitario, riduttivo e omissivo.
TANTO PIU’ QUANDO – CONCETTO LAPALISSIANO – IL VINCOLO MONUMENTALE INTEGRA QUELLO PAESAGGISTICO.
All’art.21, comma 4, Parte II, del Codice di Beni Culturali e del Paesaggio si legge:
Interventi soggetti ad autorizzazione.
4. Fuori dei casi di cui ai commi precedenti [elenco macrocasistico], l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali è subordinata ad autorizzazione del Soprintendente. Il mutamento di destinazione d’uso dei beni medesimi è comunicato al Soprintendente per le finalità di cui all’articolo 20, comma 1.
All art.146, commi 1 e 2, Parte III, del Codice di Beni Culturali e del Paesaggio si legge:
1. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili e aree oggetto degli atti e dei provvedimenti elencati all articolo 157, oggetto di proposta formulata ai sensi degli articoli 138 e 141, tutelati ai sensi dell articolo 142, ovvero sottoposti a tutela dalle disposizioni del piano paesaggistico, non possono distruggerli, ne introdurvi modificazioni che rechino pregiudizio ai valori paesaggistici oggetto di protezione.
Come si evince da quanto sopra, qualunque intervento si intenda effettuare sui Beni Culturali o qualunque intervento possa recare pregiudizio ai Beni Paesaggistici DEVE essere sottoposto al parere della Soprintendenza.
Ma, pur trattandosi di un parere obbligatorio in ENTRAMBI i casi, SOLO nel secondo caso è da ritenere NON VINCOLANTE.
Col DPCM 12 Dicembre 2005, inoltre, sono stati definiti i criteri generali per la redazione della Relazione Paesaggistica e i contenuti minimi essenziali di essa.
Col DPR 139/2010, invece, si è varato il Regolamento recante il procedimento semplificato di Autorizzazione Paesaggistica per gli interventi di lieve entità (definendo e riconoscendo, quindi, alla buon’ora, questi ultimi).
Ciononostante, non si hanno ancora gli strumenti per interpretare al meglio la normativa vigente.
Con la vestizione del vincolo di cui al codice ministeriale 95014, infatti, si è preso a riferimento NON SOLO quanto indicato alla lettera c) dell’art.136 del Codice MA ANCHE quanto indicato alla lettera d).
Tale opportuna differenziazione degli interventi – più volte disconosciuta – dovrebbe far riflettere e indurre a muovere di conseguenza.
Giova ricordare che la ratio di quanto all’art.1, comma 1, del DPR 139/2010, è quella di individuare gli interventi di “lieve entità” da assoggettare a procedura semplificata.
Più che chiaro, pertanto, dovrebbe risultare quando ricorrere NECESSARIAMENTE alla procedura ordinaria (ben complessa e, talvolta, inutile) anziché a quella semplificata.
Spesso, infatti, per quanto indicato all’art.136, comma 1, lettera d) del Codice, la norma NON PONE preclusione alcuna [vedasi l’elenco delle tipologie di lavori soggette ad Autorizzazione Paesaggistica semplificata di cui all’allegato 1 del DPR 139/2010].
DA TUTTO CIO’ IL RESTO…
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Un indebito vanto esclusivo
1 ottobre 2015 | Autore: admin
La lotta al nazifascismo e la Resistenza
non furono solo dei comunisti
E i Partigiani non furono solo comunisti
Ma solo i comunisti hanno avuto il “coraggio”
di fare proprio ogni merito
La Resistenza é dunque
un loro indebito vanto esclusivo
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