Source: http://concordati.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/168/R*168-1
Timestamp: 2020-05-30 21:45:35+00:00
Document Index: 41931557

Matched Legal Cases: ['art. 187', 'art. 33', 'art. 168', 'art. 168', 'art. 700', 'art. 671', 'art. 161', 'art. 168', 'art. 186', 'art. 168', 'art. 51', 'art. 168', 'art. 51', 'art. 182', 'art. 67', 'art. 168', 'art. 184', 'art. 5', 'art. 168', 'art. 5', 'art. 168', 'art. 610', 'art. 51', 'art. 168', 'sentenza ', 'art. 168', 'art. 321', 'art. 670', 'art. 700']

Concordato preventivo – Procedura esecutiva pendente – Aggiudicazione del bene pignorato anteriore alla domanda di concordato – Diritto dell’aggiudicatario al trasferimento del bene – Pronuncia del decreto di trasferimento da parte del Giudice dell’esecuzione
L’aggiudicazione del bene pignorato non è superata dal successivo deposito della domanda di concordato preventivo e, pertanto, ai sensi dell’art. 187 bis disp. att. c.p.c. l’aggiudicatario ha diritto alla pronuncia del decreto di trasferimento in suo favore, una volta versato il saldo prezzo. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 08 Maggio 2019. Segue...
Procedimento per dichiarazione di fallimento - Provvedimenti cautelari - Norme del modello cautelare uniforme - Applicabilità
Con l’art. 33, comma 1, lettera c), n° 1, lettera b), il legislatore ha aggiunto al primo comma dell’art. 168 l.f. , dopo la parola «esecutive», le parole «e cautelari», senza alcuna ulteriore distinzione, precisazione, riserva o deroga, intervento che deve intendersi consapevolmente finalizzato a porre fine ad ogni incertezza introducendo espressamente un divieto generalizzato di proposizione di qualsiasi azione cautelare.
È appena il caso di aggiungere, poi, che il termine «creditori», che identifica i destinatari del divieto, non può essere inteso nel senso restrittivo di “creditori di una somma di denaro”, ma indica invece, conformemente del resto ad una sua più esatta accezione nella terminologia giuridica, ogni soggetto che sia (o si affermi) creditore di una qualsiasi prestazione, positiva (consistente in un dare o un facere) o negativa (consistente, invece, in un’astensione o un pati).
(Il Tribunale di Roma ai sensi dell’art. 168 l.f. ha così dichiarato inammissibile un provvedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. e, in subordine, ex art. 671 c.p.c., richiesto per la restituzione di alcune auto da una casa automobilistica nei confronti di una società ex concessionaria di automobili che aveva precedentemente depositato il ricorso ex art. 161 sesto comma l.f.). (Marco Greggio) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Agosto 2018. Segue...
E’ illegittima la cartella di pagamento emessa nei confronti di una società che abbia in precedenza presentato domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo, nella parte in cui sollecita il pagamento delle spese, dei diritti e dei compensi di riscossione, nonché degli interessi di mora (maturati e maturandi dopo il deposito della domanda di concordato preventivo) e delle sanzioni calcolate nella misura massima del 30%, in quanto un ipotetico soddisfacimento di tale richiesta verrebbe a determinare una inevitabile lesione della “par condicio creditorum”. (Maurizio Zonca) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Milano, 21 Settembre 2016. Segue...
Concordato preventivo – Inadempimento – Dichiarazione di fallimento – Ammissibilità
Concordato preventivo – Inadempimento alle obbligazioni concordatarie – Diritto del singolo creditore potrà agire “in executivis”
Non vi è alcuna preclusione alla dichiarazione di fallimento di una società in concordato preventivo che, una volta omologato, non venga eseguito ed emerga una situazione di insolvenza della società. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Una volta che non vi sia adempimento delle obbligazioni concordatarie, si riespande il diritto di ciascun creditore di agire, giudizialmente ed anche esecutivamente, nei confronti della società, non trovando più applicazione il divieto di azioni esecutive e cautelari di cui all’art. 168 l.fall. Tuttavia, il singolo creditore potrà agire “in executivis” soltanto per vedere soddisfatto il credito come riconfigurato in sede di concordato omologato, e ciò a meno che gli effetti del concordato non vengano rimossi dalla risoluzione o dall’annullamento ex art. 186 l.fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 17 Marzo 2016. Segue...
Concordato preventivo – Effetti della presentazione del ricorso – Istanza di sospensione dei creditori procedenti ed istanza di improcedibilità dell’esecutato – Applicabilità
L’art. 168 L. fall. dispone testualmente che “dalla data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese e fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato preventivo diventa definitivo, i creditori per titolo o causa anteriore non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore”. La procedura esecutiva intrapresa, dunque, non può proseguire a pena di nullità e deve esserne dichiarata la improcedibilità/nullità, disponendo lo svincolo di tutte le somme pignorate presso il terzo. (Antonio Simeone) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 07 Marzo 2016. Segue...
Concordato preventivo – Effetti della presentazione del ricorso – C.d. “automatic stay” – Applicabilità ai pignoramenti presso terzi – Differenze con l’art. 51 l.f.
L’art. 168 legge fall., a differenza dell’art. 51 L. fall., non contempla deroghe e quindi la sanzione della improcedibilità deve essere applicata anche alle procedure espropriative presso terzi. (Antonio Simeone) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 07 Marzo 2016. Segue...
Concordato preventivo - Compensazione tra crediti ante procedura e crediti sorti in corso di procedura - Divieto di pagamento di crediti anteriori
Poiché dopo l'ammissione alla procedura di concordato preventivo non sono consentiti pagamenti lesivi della par condicio creditorum, se non con le modalità espressamente previste da apposite norme, deve escludersi la ammissibilità della compensazione tra crediti sorti anteriormente alla procedura - e come tali soggetti al concorso - e crediti sorti nel corso della procedura a favore della proponente il concordato. (Nel caso di specie, la società in concordato vantava un credito a titolo di penale per il tardivo rilascio di un bene concesso a titolo precario ed in custodia ad un creditore). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 23 Febbraio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Pagamento di crediti anteriori - Condizioni - Regolarizzazione delle rateizzazioni contributive e tributarie sospese - Rigetto
Dalla norma di cui al quarto comma dell’art. 182-quinques, si rilevano le condizioni che – soltanto – possono consentire all’amministratore di pagare, in pendenza del termine per predisporre proposta e piano, crediti anteriori, e cioè: a) deve trattarsi di concordato in bianco presentato in vista di predisporre un concordato in continuità, posto che non è possibile pagare i creditori anteriori in un concordato diverso da quello con continuità;
b) i creditori anteriori che possono essere pagati sono quelli c.d. strategici, ossia quelli che forniscono prestazioni di beni o servizi essenziali per la prosecuzione dell’attività di impresa e funzionali ad assicurare la migliore soddisfazione dei creditori; c) queste caratteristiche devono risultare dall’attestazione di un professionista che abbia i requisiti di cui all’art. 67, comma terzo, lett. d). Poichè i presupposti sub b) e c) non sussistono con riferimento ai crediti concorsuali contributivi e tributari, non può essere autorizzato il pagamento della rateizzazione di un credito tributario o contributivo al di fuori del concorso. (Andrea Porcaro) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 14 Gennaio 2016. Segue...
Concordato preventivo - Ammissione - Domanda - Effetti - Improseguibilità del processo esecutivo - Conseguenze - Sospensione della vendita da parte del giudice dell'esecuzione - Ammissibilità
Concordato preventivo – Divieto di azioni esecutive individuali – Ambito di applicabilità – Creditori anteriori – Credito da TFR per rapporto di lavoro cessato successivamente – Esclusione
La moratoria delle azioni esecutive individuali di cui all’art. 168 l. fall. e l’obbligatorietà dello stesso concordato omologato (art. 184 l. fall.) valgono esclusivamente nei confronti dei creditori concordatari ossia per titolo o causa anteriori alla pubblicazione del ricorso per concordato nel registro delle imprese e non anche per i creditori le cui ragioni si radicano in fattispecie perfezionatesi successivamente, come nel caso di credito relativo alla indennità di Trattamento di Fine Rapporto derivante da rapporto di lavoro cessato dopo l’approvazione del concordato. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Pesaro, 27 Ottobre 2015. Segue...
Concordato preventivo in continuità con riserva - Rilascio del DURC - Fattispecie di cui al D.M. (Lavoro) 24 ottobre 2007, art. 5, co. 2, lett. b
Il divieto di pagamento di crediti anteriori disposto dall’art. 168 l.fall. costituisce un caso di “sospensione dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative” di cui al comma 2, lett. b, art. 5, D.M. 24 ottobre 2007 che non impedisce il rilascio del DURC anche qualora constino obbligazioni contributive inadempiute in epoca antecedente al deposito della domanda con riserva di concordato preventivo. Pertanto, il tribunale può dare il proprio nulla osta al rilascio del DURC da parte degli istituti previdenziali, e ciò anche nella fase che precede l’omologazione del concordato preventivo in continuità aziendale, con la precisazione che il tribunale deve essere messo in grado di valutare l’effettiva coerenza del provvedimento di rilascio del DURC con le finalità di risanamento e continuità aziendali, e che, a tal fine, non è sufficiente il solo deposito del ricorso per concordato in bianco non ancora integrato dal deposito del piano. (1) (Pier Giorgio Cecchini) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 24 Settembre 2014. Segue...
Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari - Ambito di applicazione dell’art. 168 L.F. ed azioni escluse dal divieto - Esperibilità procedimento ex art. 610 c.p.c. - Fallimento società ammessa al concordato ed applicazione dell’art. 51 L.F..
Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore che consegue alla presentazione di ricorso per concordato preventivo con riserva opera esclusivamente sulle azioni esecutive individuali, non rientrando nel citato divieto le azioni di consegna o rilascio, di rivendicazione e separazione dei beni non appartenenti al debitore. (Giuseppe de Filippo) (riproduzione riservata) Tribunale Aosta, 20 Febbraio 2014. Segue...
Concordato preventivo - Divieto di intraprendere azioni esecutive - Formale opposizione - Semplice allegazione dell'avvio della procedura - Crediti per titolo e per causa anteriori - Distinzione.
Il divieto ex art. 168 L.F. non concerne soltanto i crediti per “titolo” anteriore ma anche quelli per “causa” anteriore all’inizio della procedura: la condanna alla rifusione delle spese di una lite cominciata prima dell’apertura del concordato e contenuta in una sentenza emessa successivamente trova causa in fatti generatori accaduti in precedenza. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 06 Febbraio 2013. Segue...
Società di persone - Concordato preventivo - Posizione dei soci illimitatamente responsabili - Facoltà per i creditori particolari del socio di iniziare o proseguire azioni esecutive - Sussistenza.
Poiché nel concordato preventivo di società di persone il patrimonio personale dei soci illimitatamente responsabili non entra a far parte della procedura, i creditori particolari di detti soci non partecipano alla votazione per l'approvazione del concordato e possono iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio dei loro debitori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 02 Novembre 2010. Segue...
Concordato preventivo – Divieto di azioni esecutive – Sequestro conservativo – Inammissibilità – Provvedimento d’urgenza – Ammissibilità.
Il divieto posto dall’art. 168 legge fallimentare di iniziare o proseguire azioni esecutive per il periodo che intercorre dalla data di presentazione del ricorso fino all’omologazione, non riguarda solo le azioni esecutive propriamente dette (artt. 474 e seguenti codice procedura civile) ma anche qualsiasi iniziativa del creditore volta a realizzare unilateralmente e al di fuori di una procedura concorsuale il contenuto dell’obbligazione, ivi compreso quindi il sequestro conservativo (civile o penale) che anticipa gli effetti del pignoramento. Sono invece da ritenersi ammissibili il sequestro preventivo penale (art. 321 codice penale), quello giudiziario (art. 670 codice procedura civile) e i provvedimenti di urgenza (art. 700 codice procedura civile), da valutarsi, questi ultimi, alla luce della domanda di merito che il ricorrente intende proporre. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Biella, 09 Ottobre 2009, n. 0. Segue...