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Timestamp: 2016-06-26 22:27:28+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 25', 'art. 36', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 36', 'art. 17', 'art.37', 'art.37', 'art.38', 'art.39', 'art. 39', 'art.39', 'art. 2', 'art. 3']

Linee guida Veneto per la determinazione delle tariffe di conferiment…
Linee guida Veneto per la determinazione delle tariffe di conferimento agli impianti di trattamento dei Rifiuti Urbani
Analisi tecnico economica delle componenti che determinano le tariffe di trattamento e smaltimento rifiuti in Veneto. Considerazioni tariffarie in relazione al DECRETO-LEGGE 24 gennaio 2012, n. 1.
Incontro Comitato Tecnico Scientifico Federambiente
LINEE GUIDA REGIONALI PER LA DETERMINAZIONE DELLE TARIFFE DI CONFERIMENTO AGLI IMPIANTI: LA SITUAZIONE IN REGIONE VENETO ing. Anna Moretto Ente di Bacino Padova 2CTS -APIBologna, 15 novembre 2012
TARIFFE REGOLATE E PREDETERMINATE D.L. n. 1/2012Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività. art. 25 Promozione della concorrenza nei servizi pubblici locali=>In REGIONE VENETO già applicato l’art. 25, co. 4, D.L. n. 1/2012 Mercato regolato per lo smaltimento RU: impianti autorizzati da Provincia o Regione, comprese le tariffe al cancello. La norma regionale L.R. n.3/2000 impone a tutti gli impianti di smaltimento e a quelli pubblici di recupero l’approvazione della tariffa come parte integrante del provvedimento di approvazione del progetto dell’impianto, anticipando quanto sarà previsto a livello nazionale solo per le discariche con il D.Lgs n. 36/2003.
LA REGOLAZIONE DEGLI IMPIANTI IN VENETO Legge regionale n.3/2000I costi industriali degli impianti o “tariffe al cancello”, sono delletariffe autorizzate dall’ente pubblico competente:•la Provincia per le discariche, impianti produzione CDR;•la Regione per gli inceneritori e gli altri impianti di rilevanza regionale (impianti tattici).Per quanto concerne invece le tariffe di smaltimento finali applicateai RU prodotti dai Comuni, comprendenti anche altri elementi (stazioni ditrasferenza, trasporti, contributi vari), queste sono delle tariffeautorizzate dagli Enti di Bacino o dall’Autorità d’ambito (ATO), quandopresente e operativa.
LA REGOLAZIONE DEGLI IMPIANTI IN VENETO Legge regionale n.3/2000Per le tariffe degli impianti di trattamento, compostaggio edigestione anaerobica, delle frazioni organiche dei rifiuti urbani (Forsu everde), in Veneto vige il criterio di “mercato”, per il quale si puòricercare l’impianto più conveniente in termini di tariffe, distanze emodalità di conferimento.Nel caso degli impianti di trattamento, selezione e recupero, il ruolodell’ente pubblico in Veneto si limita agli aspetti autorizzativi e dicontrollo ambientale degli impianti, non prevedendo alcuna regolazionetariffaria, salvo alcuni casi di impianti integrati allo smaltimento delrifiuto secco (es. impianti di produzione CDR e trattamento delle frazioniorganiche).
LA REGOLAZIONE DEGLI IMPIANTI IN VENETO Legge regionale n.3/2000Per quanto riguarda tariffe, contributi e tributi la L.R. n.3/2000, tra lenorme finanziarie, disciplina:• le tariffe per il conferimento di rifiuti urbani, art. 36;• il contributo ambientale da corrispondere ai Comuni dove sono ubicati gli impianti di recupero e di smaltimento di rifiuti, art. 37;• il contributo dovuto alla Regione per lo smaltimento di rifiuti urbani al di fuori dagli ambiti territoriali ottimali dove sono prodotti, art. 38.
Tariffe per il conferimento di rifiuti urbani Legge regionale n.3/2000 art. 36La tariffa per il conferimento di rifiuti urbani agli impianti di smaltimentoe recupero, già disciplinata dalla previgente L.R. n.33/1985, è calcolatasulla base di un piano economico finanziario formulato dal titolare,composto da due fattori: *il costo industriale, in relazione a: 1. costi relativi alle spese di investimento per la costruzione dell’impianto, ivi compresi gli oneri finanziari ed i costi relativi alla realizzazione di opere di mitigazione ambientale; 2. spese per la gestione operativa, ivi comprese quelle relative al personale e ai mezzi d’opera utilizzati; 3. spese generali e tecniche ed utile d’impresa; 4. spese per l’eventuale dismissione degli impianti e, per le discariche, spese previste per la ricomposizione ambientale e per la gestione del periodo successivo alla chiusura; *gli oneri fiscali nella misura determinata dalle vigenti leggi.
Tariffe per il conferimento di rifiuti urbani Legge regionale n.3/2000Qualora il sistema di aggiornamento della tariffa non sia stato previsto insede di individuazione del soggetto gestore dell’impianto, al fine diconsentire all’ente competente l’approvazione della tariffa per l’annosuccessivo, entro il 30 giugno di ogni anno deve essere presentataall’ente stesso la proposta di adeguamento della tariffa diconferimento, formulata dal titolare a seguito di:• variazioni riscontrate a consuntivo o previste nei costi di gestione o di costruzione delle opere previste in progetto;• nuove prescrizioni imposte da normative o disposizioni entrate in vigore;• nuove perizie di variante.La L.R. n.3/2000 prevede inoltre che una parte delle tariffe siadeterminata per la copertura dei costi relativi al funzionamento ed alleiniziative dell’autorità d’ambito AATO, art. 17.
Tariffe per il conferimento di rifiuti urbani Legge regionale n.3/2000, d.g.r. n.2966/2006Per le discariche, entro tre mesi dall’avvenuto esaurimento, deveessere presentata una perizia di assestamento finale che riporti un contoconsuntivo di tutti i costi di realizzazione; tale perizia é approvatadall’ente competente per l’approvazione del progetto anche al fine diindividuare l’utilizzo delle maggiori somme eventualmente accantonatedurante la gestione.La d.g.r. n.2966/2006 “Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti.Individuazione degli elaborati tecnici da allegare alla domanda diapprovazione del progetto. L.R. n.3/2000”, prevede tra gli elaboratitecnici il Piano finanziario, allegato A.In particolare per le discariche la d.g.r. n.2966/2006, allegato B “Elenco elaborati tecnicida allegare alla domanda di approvazione del progetto e di realizzazione degli impianti didiscarica”, relativamente al piano finanziario richiama quanto previsto dal d.lgs.36/2003nel rispetto delle d.g.r. n.2454/2003 e dalla d.g.r. n.14/2005.
Contributo ambientale ai Comuni sede di impianti di recupero e di smaltimento rifiuti Legge regionale n.3/2000, art.37I soggetti che effettuano la gestione di impianti di smaltimento o direcupero di rifiuti devono corrispondere un contributo ambientale aiComuni dove gli impianti sono ubicati.La Regione provvede:• ad individuare le tipologie di impianti per la gestione dei quali è dovuto il contributo;• a determinare i contributi in funzione della quantità e della qualità dei rifiuti movimentati e ad aggiornarli annualmente;• a determinare i criteri per la suddivisione del contributo fra i Comuni confinanti effettivamente interessati al disagio provocato dalla presenza degli impianti.Con d.g.r. n.2608/2009 la Regione conferma il contributo ambientale per"discariche per rifiuti non pericolosi", pari a 10,33 €/t.
Contributo ambientale ai Comuni sede di impianti di recupero e di smaltimento rifiuti Legge regionale n.3/2000, art.37Con d.g.r. n.1739/2004 la Regione ha stabilito i criteri per la ripartizionedel contributo fra il Comune sede di impianto ed i Comuni confinanti.Criteri esemplificativi:• quantità e tipologia dei rifiuti conferiti agli impianti;• realizzazione dell’impianto ad una distanza inferiore a 500 m dal confine con Comuni diversi da quello dove ha sede l’impianto, tale distanza si calcola, per le discariche, dal perimetro dell’area destinata ad essere occupata dai rifiuti, e per gli altri impianti dal perimetro dell’area effettivamente interessata dall’attività di smaltimento rifiuti;• direttrici prevalenti del traffico di accesso all’impianto;• immediate ricadute ambientali (emissioni, odori, etc.) derivanti dall’esercizio dell’attività correlate con specifiche situazioni ambientali (es. direzione dei venti; etc.).Esempio: Provincia di Verona, d.g.p. n.88/2005.La regione Veneto, con d.g.r. n.721/2008, ha peraltro definito dei contributi aggiuntivi afavore dei Comuni confinanti con la discarica tattica regionale di Sant’Urbano (PD),mantenendo invariato il contributo al Comune sede d’impianto.
Contributo per lo smaltimento di rifiuti urbani fuori ambito Legge regionale n.3/2000, art.38La norma istituisce un contributo ambientale che deve essere versatoalla Regione in relazione allo smaltimento dei rifiuti urbani in impiantiutilizzati per sopperire ad emergenze e richieste di smaltimento di rifiutiprovenienti da ambiti territoriali ottimali diversi da quello in cui è ubicatol’impianto.L’ammontare di tale contributo è determinato annualmente dallaRegione.
Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi Legge regionale n.3/2000, art.39 L’ecotassa sulle discariche istituita dalla legge n.549/1995, è disciplinata all’art. 39 della L.R. n.3/2000, integralmente riformulato con la L.R. n.24/2002 e poi ulteriormente modificato con la L.R. n.3/2003. Il tributo, per ogni tonnellata di rifiuti urbani conferiti in discarica, è pari a 25,82 euro, anche se conferiti in discariche per rifiuti speciali, nonché per le altre tipologie di rifiuti speciali conferite in discariche per rifiuti urbani. I rifiuti urbani sono soggetti al pagamento del tributo in misura ridotta rispetto allammontare fissato per le percentuali indicate: • pagamento nella misura del 30% del tributo, qualora nellanno precedente il Comune produttore abbia assicurato il raggiungimento dell’obiettivo del 50% di raccolta differenziata; • pagamento nella misura del 65% del tributo, qualora nellanno precedente il Comune produttore abbia assicurato il raggiungimento dellobiettivo del 35% di RD.
Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi Legge regionale n.3/2000, art.39 Le riduzioni dell’ecotassa sono applicate anche ai Comuni che raggiungono rispettivamente il 50% e il 35%, aggiungendo alle percentuali di raccolta differenziata quelle ottenute attraverso la riduzione dei rifiuti avviati in discarica mediante lutilizzo di appositi impianti. In pratica la quota di rifiuti avviati a produzione CDR (combustibile da rifiuti), a produzione di biostabilizzato e a recupero energetico viene riconosciuta nella percentuale di raccolta differenziata ai fini del calcolo dell’ecotassa (d.g.r. n.1845/2005). Il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata è certificato annualmente dallOsservatorio regionale sui rifiuti.
REGIONE VENETO PIANO REGIONALE GESTIONE RU 2004• In ottemperanza a quanto previsto dalla L.R. n.3/2000, la Regione Veneto ha approvato il Piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani (DCR 59/2004) e i Piani provinciali.• La pianificazione prevedeva generalmente un unico Ambito Territoriale Ottimale provinciale (ATO) e in alcuni casi delle strutture di subambito.• Con l’operatività dell’Autorità d’ambito gli Enti di Bacino avrebbero dovuto essere soppressi.• 9 Autorità d’ambito sono state previste, ma solo tre sono parzialmente operative (Venezia, Vicenza e Rovigo).
REGIONE VENETOAttuazione art. 2, co. 186bis, L. n. 191/2009 ed art. 3bis D.L. n. 138/2011“Nuove disposizioni per l’organizzazione del servizio di gestione integratadei rifiuti urbani”Progetto di legge licenziato dalla VII Commissione consiliare regionale il 27/09/2012.•Ambito territoriale unico regionale e Comitato di bacino regionale.•Bacini territoriali di gestione per l’esercizio in forma associata delle funzionidi organizzazione e controllo del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani alivello provinciale (oppure infraprovinciale o interprovinciale, se autorizzati dallaRegione).•Il Comitato di bacino regionale vigila sulla corretta determinazione dei livellitariffari, in relazione al metodo e alle direttive disposte dalla normativa nazionaledi settore.•I bacini di gestione saranno governati dai Consigli di bacino, che subentranoalle AATO, nella forma della convenzione tra Comuni.•I Consigli di bacino determinano i livelli di imposizione tariffaria del servizio.
BACINI PER LA GESTIONE RU DEL VENETOSuddivisione del territorio regionale PRGRU 2004 VI VE RO
BACINI PER LO SMALTIMENTO RU DEL VENETOSuddivisione del territorio regionale PRGRU 1988
GESTORI RACCOLTARIFIUTI URBANIIN REGIONE VENETOFonte:ARPAVOsservatorio Regionale Rifiutianno 2010-2011
IMPIANTI DI DESTINAZIONE dei rifiuti urbani prodotti in VENETO dati indicativi della produzione, in tonnellate, anno 2011 Compostaggio Incenerimento Recupero Trattamento – Smaltimento Totale e digestione con recupero materia CDR e BD discarica anaerobica energiaanno 2011 623.340 770.728 535. 403 * 187.850 188.080 2.305.401* di cui 124.490 sono rifiuti ingombranti e da spazzamento a recupero Smaltimento Incenerimento con discarica recupero energia 8% Compostaggio 8% 27% Trattamento - CDR e BD 23% Recupero materia 34%
Principali impianti per il trattamento dei rifiuti urbani in VENETO e in PROVINCIA di PADOVA PADOVALegenda Inceneritore Discarica Impianto di digestione anaerobica Impianto di compostaggio aerobico
TARIFFE IMPIANTI DI SMALTIMENTO PROVINCIA DI PADOVA anno 2012 Bacino Impianti di tariffa varie ecotassa contributo contributo Tariffa di differenza smaltimento impianto maggiorazioni Comune Bacino Bacino 2012-2011 €/t €/t €/t €/t €/t €/t €/t % discarica di Campodarsego 89,61 10,33 4,73 PD1 7,58 7,75 120,00 0,00 0% (inceneritore di 109,94 8,06 2,00 Padova) inceneritore di PD2 Padova 112,94 8,06 3,00 124,00 -7,00 -6% discarica di PD3 Este 90,51 30,25 7,75 10,33 2,90* 141,74 1,51 1% inceneritore di PD4 109,94 8,06 3,81* 121,81 6,58 5% PadovaNote:1) le tariffe di impianto sono quelle industriali, espresse in €/t, approvate dalla Provincia, mentre per l’impianto di S. Urbano dalla Regione Veneto;2) non è stata considerata l’ulteriore maggiorazione applicata dal Bacino Padova 1 pari 0,52 €/abitante;3) la tariffa di incenerimento per il 2012 include una perequazione rispetto a 111,94 €/t : +1 €/t per il Bacino Padova 2 e –2 €/t per il Bacino Padova 1 e Padova 4;4) la tariffa aggiuntiva per l’impianto di pretrattamento a bocca della discarica di Este, operativo dal 01.11.2009, Protocollo dintesa tra Bacino PD3 e impianto Sesa, è pari a 30,25 €/t per il rifiuto secco, dato 2011;5) la maggiorazione dei Bacini Padova 3 e 4 è stata ricalcolata sulle tonnellate di rifiuto secco smaltite in quanto i Bacini si finanziano con un contributo dei Comuni soci pari 0,45 €/abitante, fatturato direttamente ai Comuni, oltre a un contributo incluso nel Piano Finanziario TIA;6) l’ecotassa considerata è quella minima, per Comuni con RD >50%.
TARIFFE IMPIANTI DI SMALTIMENTO BACINI DEL VENETO Confronto Tariffe MINIME di smaltimento rifiuti urbani€/t anni 2004-2012 anno 2012220200180160140120100 80 60 40 20 0 VI1 VI2 VI3 VI4 VI5 TV1 TV2 TV3 PD1 PD2 PD3 PD4 VE1 VE2 VE3 VE4 VE5 VR1 VR2 VR3 VR4 VR5 RO1 BL1
TARIFFE INCENERITORI DEL VENETO €/t Costi unitari termovalorizzatori del VENETO150,00 COSTO AL NETTO dellUTILE DI IMPRESA,140,00 stabilito dalla Regione Veneto pari al130,00 10% del COSTO DI GESTIONE120,00 35,50 75,00 3,53 5,76110,00 CANONI VARI100,00 AMMORTAMENTO 90,00 25,09 SPESE GENERALI 80,00 23,04 CONTROLLI AMBIENTALI 70,00 18,55 14,95 5,48 60,00 SMALTIMENTO RESIDUI 9,71 25,03 50,00 21,12 CONSUMI 22,05 40,00 20,24 MANUTENZIONE 30,00 12,03 PERSONALE 20,00 11,02 36,07 39,25 29,61 10,00 15,16 - Impianto da Impianto da Impianto da Impianto da 80.000 t/a 186.000 t/a 48.500 t/a 47.576 t/a anno 2008 anno 2012 anno 2007 anno 2012 PADOVA PADOVA VENEZIA VENEZIA
TARIFFE INCENERITORI DEL VENETO €/t Ricavi unitari termovalorizzatori del VENETO170,00160,00150,00140,00 49,37130,00 33,98 14,03 VENDITA ENERGIA120,00 18,83 ELETTRICA110,00 ALTRI RICAVI100,00 90,00 TARIFFA SMALTIMENTO RU 80,00 70,00 60,00 116,75 107,42 111,94 105,62 50,00 40,00 30,00 20,00 10,00 - Impianto da Impianto da Impianto da Impianto da 80.000 t/a 186.000 t/a 48.500 t/a 47.576 t/a anno 2008 anno 2012 anno 2007 anno 2012 PADOVA PADOVA VENEZIA VENEZIA
TARIFFE INCENERITORI DEL VENETOFonte: bur.regione.veneto.it
Fonte: bur.regione.veneto.it
TARIFFA DISCARICA TATTICA DEL VENETOFonte: bur.regione.veneto.it 109 31 GEN. 2012
Fonte:bur.regione.veneto.it
TARIFFA TRATTAMENTO SECCO PROV VICENZAFonte: d.g.p. n.504/2009
TARIFFATRATTAMENTOSECCOPROV VICENZAFonte:d.g.p. n.504/2009
TARIFFA TRATTAMENTO SECCO PROV TREVISOFonte: d.g.p. n.89/2011
TARIFFATRATTAMENTOSECCOPROV TREVISOFonte:d.g.p. n.89/2011
TARIFFA INCENERITORE PROV PADOVAFonte: C.T.P.A. del 05/12/2011
TARIFFAINCENERITOREPROV PADOVAFonte:C.T.P.A. del 05/12/2011
TARIFFA INCENERITORE PROV PADOVAFonte:C.T.P.A. del 05/12/2011
IL PROGETTO BENCHMARK IMPIANTIBenchmark delle tariffe degli impianti di trattamento rifiutiFocus sulla visibilità e trasparenza delle tariffe di accesso agli impianti(o tariffe “al cancello”) per:• Ricercare i dati economici relativi agli impianti di gestione dei rifiuti,• Comunicare le risultanze dell’indagine in modo chiaro e trasparente all’interno del sito• Favorire il livello di analisi e confronto sul tema dei costi dell’impiantistica dei rifiuti. Iniziativa realizzata da: Rifiutilab ed Ente di Bacino Padova 2 www.rifiutilab.it/benchmarkimpianti
Quadro impiantistico nazionale Rapporto ISPRA 2012, anno 2010 Discarica Inceneritore Trattamento Produzione Compostaggio Digestione totale MB CDR anaerobicaImpianti attiviin ITALIA 211 50 128 43 255 21 708Benchmarktariffe 2012 102 29 53 50 234 33%Il numero delle discariche in esercizio nel 2010 diminuisce di 13 unità rispetto al 2009 e mentre nel 2002in Italia le discariche erano 552, nel 2010 diventano 211.Gli impianti di incenerimento operativi nel 2010 sono 50, stabili rispetto all’anno precedente.In aumento gli impianti per il TMB operativi analogamente agli impianti per il trattamento della frazioneorganica, sia di compostaggio sia di digestione anaerobica. IL PROGETTO BENCHMARK IMPIANTIsviluppato da Rifiutilab in collaborazione con il Bacino Padova 2, considera le tariffedi oltre il 30% degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti operativi in Italia
Quadro impiantistico nazionale Numero impianti inseriti nel database REGIONE COMPOSTAGGIO DISCARICA TMB TERMO TOTALE VALORIZZATORE 2008 2010 2012 2008 2010 2012 2008 2010 2012 2008 2010 2012 2008 2010 2012Abruzzo 2 2 2 10 10 10 4 4 4 0 0 0 16 16 16Calabria 3 3 4 4 4 3 6 6 6 0 0 0 13 13 13Campania 0 0 0 0 1 1 7 7 7 0 0 0 7 8 8Emilia 0 0 1 15 17 18 2 2 2 1 1 3 18 20 24RomagnaLazio 0 0 0 2 2 2 0 0 0 0 0 0 2 2 2Lombardia 6 7 7 5 6 6 9 10 10 10 10 10 30 33 33Marche 1 1 1 1 2 2 1 1 1 1 1 1 4 5 5Molise 0 0 0 1 2 2 0 0 0 0 0 0 1 2 2Piemonte 3 6 6 11 12 12 1 2 2 1 1 2 16 21 22Puglia 0 0 0 0 0 0 0 2 2 0 0 0 0 2 2Sardegna 0 0 9 5 5 5 3 3 5 2 2 2 10 10 21Sicilia 0 0 0 16 16 18 0 0 0 0 0 0 16 16 18Toscana 9 9 7 5 6 5 7 7 7 6 6 6 27 28 25Trentino 0 0 0 3 4 3 0 0 0 1 1 1 4 5 4Umbria 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1 0 1 1Valle DAosta 0 0 0 1 1 0 0 0 0 0 0 0 1 1 0Veneto 13 13 13 15 15 15 8 8 7 3 3 3 39 39 38Totale 37 41 50 94 103 102 48 52 53 25 26 29 204 222 234
Termovalorizzazione ‐ Tariffa media di conferimento rifiuti urbani €/t (dati attualizzati al 2012) 180,00 160,00 Dato max € 163,41 140,00 120,00 Dato medio € 113,02 100,00 80,00 Dato min € 74,57 60,00 40,00 20,00 ‐ Emilia Lombardia Marche Piemonte Sardegna Toscana Trentino Umbria Veneto RomagnaTermovalorizzazione 107,17 100,18 130,80 103,18 153,14 131,16 82,00 95,08 115,63 56.
Discarica ‐ Tariffa media di conferimento rifiuti urbani €/t (dati attualizzati al 2012)180,00 Dato max € 169,60160,00140,00120,00100,00 Dato medio € 91,40 80,00 60,00 Dato min € 59,23 40,00 20,00 ‐ Emil i a ‐ Lomba rdi Abruzzo Ca la bri a Ca mpa ni a La zi o Marche Mol i s e Pi emonte Sa rdegna Si ci li a Tos ca na Trentino Veneto Roma gna aDi s ca ri ca 79,78 85,03 82,82 97,84 77,05 77,49 86,30 73,74 104,14 82,93 86,33 90,97 124,35 99,91 57.
TMB ‐ Tariffa media di conferimento rifiuti urbani €/t (dati attualizzati al 2012)180,00160,00 Dato max € 160,39140,00120,00100,00 Dato medio € 105,68 80,00 60,00 Dato min € 55,20 40,00 20,00 ‐ Emilia‐ Abruzzo Calabria Campania Lombardia Marche Piemonte Puglia Sardegna Toscana Veneto Romagna TMB 80,85 79,10 97,15 98,71 118,37 109,13 124,50 82,46 110,55 110,72 130,91 58.
Compostaggio ‐ Tariffa media di conferimento FORSU e Verde (dati attualizzati al 2012) €/t110,00100,00 90,00 80,00 70,00 60,00 FORSU dato medio € 74,93 50,00 40,00 30,00 VERDE dato medio € 35,30 20,00 10,00 ‐ Abruzzo Calabria Emilia Romagna Lombardia Marche Piemonte Sardegna Toscana Veneto FORSU 80,85 34,78 88,83 82,46 47,00 98,28 69,99 70,02 80,05 VERDE 28,88 51,84 29,96 30,00 47,92 32,21 39,08 59.
grazieing. Anna Moretto bacino.padova2@libero.itwww.padovambiente.it www.novambiente.it
Il compostaggio bozzetti
Sequel Compostaggio