Source: https://www.tuttoambiente.it/leggi/emissioni-impianti-combustione-medi-stabilimenti/
Timestamp: 2019-07-22 01:07:35+00:00
Document Index: 163734495

Matched Legal Cases: ['in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine']

Emissioni in atmosfera: le novità del D.L.vo 183/2017
D.L.vo 15 novembre 2017, n. 183
a) all’articolo 267 il comma 4 e’ abrogato;
b) all’articolo 268, comma 1:
1) alla lettera m-bis), e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le regioni e le province autonome possono, nel rispetto della presente definizione, definire ulteriori criteri per la qualificazione delle modifiche sostanziali e indicare modifiche non sostanziali per le quali non vi e’ l’obbligo di comunicazione di cui all’articolo 269, comma 8.»;
2) la lettera aa-bis) e’ sostituita dalla seguente:
«aa-bis) ore operative: il tempo, espresso in ore, durante il quale un grande impianto di combustione o un medio impianto di combustione e’, in tutto o in parte, in esercizio e produce emissioni in atmosfera, esclusi i periodi di avviamento e di arresto;»;
«gg-bis) medio impianto di combustione: impianto di combustione di potenza termica nominale pari o superiore a 1 MW e inferiore a 50MW, inclusi i motori e le turbine a gas alimentato con i combustibili previsti all’allegato X alla Parte Quinta o con le biomasse rifiuto previste all’allegato II alla Parte Quinta. Un medio impianto di combustione e’ classificato come:
1) esistente: il medio impianto di combustione messo in esercizio prima del 20 dicembre 2018 nel rispetto della normativa all’epoca vigente o previsto in una autorizzazione alle emissioni o in una autorizzazione unica ambientale o in una autorizzazione integrata ambientale che il gestore ha ottenuto o alla quale ha aderito prima del 19 dicembre 2017 a condizione che sia messo in esercizio entro il 20 dicembre 2018;
gg-quater) motore a gas: un motore a combustione interna che funziona secondo il ciclo Otto e che utilizza l’accensione comandata per bruciare il combustibile;
gg-quinquies) motore diesel: un motore a combustione interna che funziona secondo il ciclo diesel e che utilizza l’accensione spontanea per bruciare il combustibile;
gg-sexies) motore a doppia alimentazione: un motore a combustione interna che utilizza l’accensione spontanea e che funziona secondo il ciclo diesel quando brucia combustibili liquidi e secondo il ciclo Otto quando brucia combustibili gassosi;
gg-septies) turbina a gas: qualsiasi macchina rotante che trasforma energia termica in meccanica, costituita principalmente da un compressore, un dispositivo termico in cui il combustibile e’ ossidato per riscaldare il fluido motore e una turbina; sono incluse le turbine a gas a ciclo aperto, le turbine a gas a ciclo combinato e le turbine a gas in regime di cogenerazione, dotate o meno di bruciatore supplementare;»;
5) dopo la lettera rr) e’ inserita la seguente:
«eee-bis) combustibile: qualsiasi materia solida, liquida o gassosa, di cui l’allegato X alla Parte Quinta preveda l’utilizzo per la produzione di energia mediante combustione, esclusi i rifiuti;
eee-quater) olio combustibile pesante: qualsiasi combustibile liquido derivato dal petrolio di cui al codice NC da 2710 19 51 a 2710 19 68, 2710 20 31, 2710 20 35, o 2710 20 39 o qualsiasi combustibile liquido derivato dal petrolio, diverso dal gasolio, che, per i suoi limiti di distillazione, rientra nella categoria degli oli pesanti destinati a essere usati come combustibile e di cui meno del 65% in volume, comprese le perdite, distilla a 250° C secondo il metodo ASTM D86. anche se la percentuale del distillato a 250° C non puo’ essere determinata secondo il predetto metodo;
eee-quinquies) gasolio: qualsiasi combustibile liquido derivato dal petrolio di cui ai codici NC 2710 19 25, 2710 19 29, 2710 19 47, 2710 19 48, 2710 20 17 o 2710 20 19 o qualsiasi combustibile liquido derivato dal petrolio di cui meno del 65% in volume, comprese le perdite, distilla a 250° C e di cui almeno l’85% in volume, comprese le perdite, distilla a 350° C secondo il metodo ASTM D86;
eee-sexies) gas naturale: il metano presente in natura, contenente non piu’ del 20% in volume di inerti e altri costituenti;
eee-septies) polveri: particelle, di qualsiasi forma, struttura o densita’, disperse in fase gassosa alle condizioni del punto di campionamento, che, in determinate condizioni, possono essere raccolte mediante filtrazione dopo il prelievo di campioni rappresentativi del gas da analizzare e che, in determinate condizioni, restano a monte del filtro e sul filtro dopo l’essiccazione;
eee-nonies) rifiuto: rifiuto come definito all’articolo 183, comma 1, lett. a);
c) all’articolo 269:
«1-bis. In caso di stabilimenti soggetti ad autorizzazione unica ambientale si applicano, in luogo delle procedure previste ai commi 3, 7 e 8, le procedure previste dal decreto di attuazione dell’articolo 23, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, in legge 4 aprile 2012, n. 35. Le disposizioni dei commi 3, 7 e 8 continuano ad applicarsi nei casi in cui il decreto di attuazione dell’articolo 23, comma 1, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, rinvia alle norme di settore, nonche’ in relazione alla partecipazione del Comune al procedimento.
Sono fatti salvi gli ulteriori termini previsti all’articolo 273-bis, comma 13»;
«2-bis. Nella domanda di autorizzazione relativa a stabilimenti in cui sono presenti medi impianti di combustione devono essere indicati, oltre quanto previsto al comma 2, anche i dati previsti all’allegato I, Parte IV-bis, alla Parte Quinta.»;
3) al comma 4, alla lettera b) le parole: «dei controlli» sono sostituite dalle seguenti: «del monitoraggio» e la lettera c) e’ sostituita dalla seguente: «c) per le emissioni diffuse, apposite prescrizioni, anche di carattere gestionale, finalizzate ad assicurare il contenimento delle fonti su cui l’autorita’ competente valuti necessario intervenire.»;
4.1) le parole: «La messa in esercizio deve essere comunicata» sono sostituite dalle seguenti: «La messa in esercizio, fermo restando quanto previsto all’articolo 272, comma 3, deve essere comunicata»;
4.2) le parole: «L’autorizzazione stabilisce la data entro cui devono essere comunicati all’autorita’ competente i dati relativi alle emissioni» sono sostituite dalle seguenti: «L’autorizzazione stabilisce la data entro cui devono essere trasmessi all’autorita’ competente i risultati delle misurazioni delle emissioni»;
4.3) le parole: «periodo continuativo di marcia controllata» sono sostituite dalle seguenti: «periodo rappresentativo delle condizioni di esercizio dell’impianto,»;
4.4) le parole: «tale periodo deve avere una durata non inferiore a dieci giorni, salvi i casi in cui il progetto di cui al comma 2, lettera a) preveda che l’impianto funzioni esclusivamente per periodi di durata inferiore.» sono soppresse;
5) al comma 8 l’ultimo periodo e’ soppresso;
6) il comma 9 e’ sostituito dal seguente:
«9. L’autorita’ competente per il controllo e’ autorizzata ad effettuare presso gli stabilimenti tutte le ispezioni che ritenga necessarie per accertare il rispetto dell’autorizzazione. Il gestore fornisce a tale autorita’ la collaborazione necessaria per i controlli, anche svolti mediante attivita’ di campionamento e analisi e raccolta di dati e informazioni, funzionali all’accertamento del rispetto delle disposizioni della parte quinta del presente decreto.
Il gestore assicura in tutti i casi l’accesso in condizioni di sicurezza, anche sulla base delle norme tecniche di settore, ai punti di prelievo e di campionamento.»;
d) all’articolo 270:
1) al comma 1, dopo le parole: «In sede di autorizzazione» sono inserite le seguenti: «fatto salvo quanto previsto all’articolo 272,»;
3) il comma 8-bis) e’ sostituito dal seguente:
«8-bis. Il presente articolo si applica anche ai grandi impianti di combustione ed ai medi impianti di combustione, ferme restando le ulteriori disposizioni in materia di aggregazione degli impianti previste all’articolo 273, commi 9 e 10, e all’articolo 273-bis, commi 8 e 9.»;
e) all’articolo 271:
2) al comma 4 le parole «dalla normativa vigente» sono sostituite dalle seguenti «dal decreto legislativo 13 agosto 2010, n.155»;
3) al comma 5, dopo le parole: «nei piani e programmi di cui al comma 4.» sono inserite le seguenti: «A tal fine possono essere altresi’ considerati, in relazione agli stabilimenti previsti dal presente titolo, i BAT-AEL e le tecniche previste nelle conclusioni sulle BAT pertinenti per tipologia di impianti e attivita’, anche se riferiti ad installazioni di cui al titolo III-bis alla Parte Seconda.»;
4) il comma 5-bis) e’ sostituito dal seguente:
«5-bis. Per gli impianti e le attivita’ degli stabilimenti a tecnologia avanzata nella produzione di biocarburanti, i criteri per la fissazione dei valori limite di emissione sono fissati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Ministro della salute.»;
5) il comma 5-ter e’ abrogato;
6) al comma 7, le parole: «Anche a seguito dell’adozione del decreto di cui al comma 2, l’autorizzazione degli stabilimenti» sono sostituite dalle seguenti: «L’autorizzazione degli stabilimenti»;
7) al comma 14:
7.1) le parole: «di procedere al ripristino funzionale dell’impianto nel piu’ breve tempo possibile e di sospendere l’esercizio dell’impianto se l’anomalia o il guasto puo’ determinare un pericolo per la salute umana» sono sostituite dalle seguenti: «di procedere al ripristino funzionale dell’impianto nel piu’ breve tempo possibile. Si applica, in tali casi, la procedura prevista al comma 20-ter.»;
7.2) dopo le parole: «le fasi di avviamento e di arresto» sono inserite le seguenti: «e per assicurare che la durata di tali fasi sia la minore possibile.».
8) al comma 15, dopo le parole: «ai grandi impianti di combustione di cui all’articolo 273» sono inserite le seguenti: «, ai medi impianti di combustione di cui all’articolo 273-bis»;
9) il comma 16 e’ abrogato;
10) il comma 17 e’ sostituito dal seguente:
«17. L’allegato VI alla Parte Quinta stabilisce i criteri per i controlli da parte dell’autorita’ e per il monitoraggio delle emissioni da parte del gestore. In sede di rilascio, rinnovo e riesame delle autorizzazioni previste dal presente titolo l’autorita’ competente individua i metodi di campionamento e di analisi delle emissioni da utilizzare nel monitoraggio di competenza del gestore sulla base delle pertinenti norme tecniche CEN o, ove queste non siano disponibili, sulla base delle pertinenti norme tecniche nazionali, oppure, ove anche queste ultime non siano disponibili, sulla base delle pertinenti norme tecniche ISO o di altre norme internazionali o delle norme nazionali previgenti. I controlli, da parte dell’autorita’ o degli organi di cui all’articolo 268, comma 1, lettera p), e l’accertamento del superamento dei valori limite di emissione sono effettuati sulla base dei metodi specificamente indicati nell’autorizzazione per il monitoraggio di competenza del gestore o, se l’autorizzazione non indica specificamente i metodi, sulla base di uno tra i metodi sopra elencati, oppure attraverso un sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni conforme all’allegato VI alla Parte Quinta che rispetta le procedure di garanzia di qualita’ delle norma UNI EN 14181, qualora la relativa installazione sia prevista dalla normativa nazionale o regionale o qualora l’autorizzazione preveda che tale sistema sia utilizzato anche ai fini dei controlli dell’autorita’.»;
11) al comma 18:
11.1) le parole da: «Le autorizzazioni alle emissioni rilasciate» fino a «agli effetti del presente titolo» sono sostituite dalle seguenti: «L’autorizzazione stabilisce, per il monitoraggio delle emissioni di competenza del gestore, l’esecuzione di misure periodiche basate su metodi discontinui o l’utilizzo di sistemi di monitoraggio basati su metodi in continuo»;
11.2) le parole: «Il gestore effettua i controlli» sono sostituite dalle seguenti: «Il gestore effettua il monitoraggio»;
12) il comma 19 e’ abrogato;
13) il comma 20 e’ sostituito dal seguente:
«20. Si verifica un superamento dei valori limite di emissione, ai fini del reato di cui all’articolo 279, comma 2, soltanto se i controlli effettuati dall’autorita’ o dagli organi di cui all’articolo 268, comma 1, lettera p), accertano una difformita’ tra i valori misurati e i valori limite prescritti, sulla base di metodi di campionamento e di analisi o di sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni conformi ai requisiti previsti al comma 17.
Le difformita’ accertate nel monitoraggio di competenza del gestore, incluse quelle relative ai singoli valori che concorrono alla valutazione dei valori limite su base media o percentuale, devono essere da costui specificamente comunicate all’autorita’ competente per il controllo entro 24 ore dall’accertamento.»;
14) dopo il comma 20 sono aggiunti i seguenti:
«20-bis. Se si accerta, nel corso dei controlli effettuati dall’autorita’ o dagli organi di cui all’articolo 268, comma 1, lettera p), la non conformita’ dei valori misurati ai valori limite prescritti, l’autorita’ competente impartisce al gestore, con ordinanza, prescrizioni dirette al ripristino della conformita’ nel piu’ breve tempo possibile, sempre che tali prescrizioni non possano essere imposte sulla base di altre procedure previste dalla vigente normativa. La cessazione dell’esercizio dell’impianto deve essere sempre disposta se la non conformita’ puo’ determinare un pericolo per la salute umana o un significativo peggioramento della qualita’ dell’aria a livello locale.
20-ter. Il gestore che, nel corso del monitoraggio di propria competenza, accerti la non conformita’ dei valori misurati ai valori limite prescritti deve procedere al ripristino della conformita’ nel piu’ breve tempo possibile. In tali casi, l’autorita’ competente impartisce al gestore prescrizioni dirette al ripristino della conformita’, fissando un termine per l’adempimento, e stabilisce le condizioni per l’esercizio dell’impianto fino al ripristino. La continuazione dell’esercizio non e’ in tutti i casi concessa se la non conformita’ dei valori misurati ai valori limite prescritti puo’ determinare un pericolo per la salute umana o un significativo peggioramento della qualita’ dell’aria a livello locale. Nel caso in cui il gestore non osservi la prescrizione entro il termine fissato si applica, per tale inadempimento, la sanzione prevista all’articolo 279, comma 2.»;
f) all’articolo 272:
«1-bis. Per gli impianti previsti dal comma 1, ove soggetti a valori limite di emissione applicabili ai sensi del medesimo comma, la legislazione regionale di cui all’articolo 271, comma 3, individua i metodi di campionamento e di analisi delle emissioni da utilizzare nei controlli e possono imporre obblighi di monitoraggio di competenza del gestore. Per gli impianti di combustione previsti dal comma 1, ove soggetti a valori limite di emissione applicabili ai sensi del medesimo comma, l’autorita’ competente per il controllo puo’ decidere di non effettuare o di limitare i controlli sulle emissioni se il gestore dispone di una dichiarazione di conformita’ dell’impianto rilasciata dal costruttore che attesta la conformita’ delle emissioni ai valori limite e se, sulla base di un controllo documentale, risultano regolarmente applicate le apposite istruzioni tecniche per l’esercizio e per la manutenzione previste dalla dichiarazione. La decisione dell’autorita’ competente per il controllo e’ ammessa solo se la dichiarazione riporta le istruzioni tecniche per l’esercizio e la manutenzione dell’impianto e le altre informazioni necessarie a rispettare i valori limite, quali le configurazioni impiantistiche e le modalita’ di gestione idonee, il regime di esercizio ottimale, le caratteristiche del combustibile ed i sistemi di regolazione.»;
«2. L’autorita’ competente puo’ adottare autorizzazioni di carattere generale riferite a stabilimenti oppure a categorie di impianti e attivita’, nelle quali sono stabiliti i valori limite di emissione, le prescrizioni, anche inerenti le condizioni di costruzione o di esercizio e i combustibili utilizzati, i tempi di adeguamento, i metodi di campionamento e di analisi e la periodicita’ dei controlli. Puo’ inoltre stabilire apposite prescrizioni finalizzate a predefinire i casi e le condizioni in cui il gestore e’ tenuto a captare e convogliare le emissioni ai sensi dell’articolo 270. Al di fuori di tali casi e condizioni l’articolo 270 non si applica agli impianti degli stabilimenti soggetti ad autorizzazione generale. I valori limite di emissione e le prescrizioni sono stabiliti in conformita’ all’articolo 271, commi da 5 a 7. L’autorizzazione generale stabilisce i requisiti della domanda di adesione e puo’ prevedere appositi modelli semplificati di domanda, nei quali le quantita’ e le qualita’ delle emissioni sono deducibili dalle quantita’ di materie prime ed ausiliarie utilizzate. Le autorizzazioni generali sono adottate con priorita’ per gli stabilimenti in cui sono presenti le tipologie di impianti e di attivita’ elencate alla Parte II dell’allegato IV alla Parte Quinta.
Al fine di stabilire le soglie di produzione e di consumo e le potenze termiche nominali indicate nella parte II dell’allegato IV alla Parte Quinta si deve considerare l’insieme degli impianti e delle attivita’ che, nello stabilimento, ricadono in ciascuna categoria presente nell’elenco. I gestori degli stabilimenti per cui e’ stata adottata una autorizzazione generale possono comunque presentare domanda di autorizzazione ai sensi dell’articolo 269.
L’installazione di stabilimenti in cui sono presenti anche impianti e attivita’ non previsti in autorizzazioni generali e’ soggetta alle autorizzazioni di cui all’articolo 269. L’installazione di stabilimenti in cui sono presenti impianti e attivita’ previsti in piu’ autorizzazioni generali e’ ammessa previa contestuale procedura di adesione alle stesse. In stabilimenti dotati di autorizzazioni generali e’ ammessa, previa procedura di adesione, l’installazione di impianti e l’avvio di attivita’ previsti in altre autorizzazioni generali. In caso di convogliamento delle emissioni prodotte da impianti previsti da diverse autorizzazioni generali in punti di emissione comuni, si applicano i valori limite piu’ severi prescritti in tali autorizzazioni per ciascuna sostanza interessata. In stabilimenti dotati di un’autorizzazione prevista all’articolo 269, e’ ammessa, previa procedura di adesione, l’installazione di impianti e l’avvio di attivita’ previsti nelle autorizzazioni generali, purche’ la normativa regionale o le autorizzazioni generali stabiliscano requisiti e condizioni volti a limitare il numero massimo o l’entita’ delle modifiche effettuabili mediante tale procedura per singolo stabilimento; l’autorita’ competente provvede ad aggiornare l’autorizzazione prevista all’articolo 269 sulla base dell’avvenuta adesione.
3. Ai fini previsti dal comma 2, almeno quarantacinque giorni prima dell’installazione il gestore invia all’autorita’ competente una domanda di adesione all’autorizzazione generale corredata dai documenti ivi prescritti. La domanda di adesione individua specificamente gli impianti e le attivita’ a cui fare riferimento nell’ambito delle autorizzazioni generali vigenti. L’autorita’ che riceve la domanda puo’, con proprio provvedimento, negare l’adesione nel caso in cui non siano rispettati i requisiti previsti dall’autorizzazione generale o i requisiti previsti dai piani e dai programmi o dalla legislazione regionale di cui all’articolo 271, commi 3 e 4, o in presenza di particolari situazioni di rischio sanitario o di zone che richiedono una particolare tutela ambientale.
Alla domanda di adesione puo’ essere allegata la comunicazione relativa alla messa in esercizio prevista all’articolo 269, comma 6, che puo’ avvenire dopo un periodo di quarantacinque giorni dalla domanda stessa. La procedura si applica anche nel caso in cui il gestore intenda effettuare una modifica dello stabilimento. Resta fermo l’obbligo di sottoporre lo stabilimento alle autorizzazioni previste all’articolo 269 in caso di modifiche relative all’installazione di impianti o all’avvio di attivita’ non previsti nelle autorizzazioni generali. L’autorizzazione generale si applica a chi vi ha aderito, anche se sostituita da successive autorizzazioni generali, per un periodo pari ai quindici anni successivi all’adesione. Non hanno effetto su tale termine le domande di adesione relative alle modifiche dello stabilimento. Almeno quarantacinque giorni prima della scadenza di tale periodo il gestore presenta una domanda di adesione all’autorizzazione generale vigente, corredata dai documenti ivi prescritti. L’autorita’ competente procede, almeno ogni quindici anni, al rinnovo delle autorizzazioni generali adottate ai sensi del presente articolo. Le procedure e le tempistiche previste dal presente articolo si applicano in luogo di quelle previste dalle norme generali vigenti in materia di comunicazioni amministrative e silenzio assenso.»;
3) dopo il comma 3, e’ inserito il seguente:
«3-bis. Le autorizzazioni di carattere generale adottate per gli stabilimenti in cui sono presenti medi impianti di combustione, anche insieme ad altri impianti e attivita’, devono disciplinare anche le voci previste all’allegato I, Parte IV-bis, alla Parte Quinta, escluse quelle riportate alle lettere a), g) e h). Le relative domande di adesione devono contenere tutti i dati previsti all’allegato I, Parte IV-bis, alla Parte Quinta.»;
4) il comma 4 e’ sostituito dal seguente:
«4. Le disposizioni dei commi 2 e 3 non si applicano nel caso in cui siano utilizzate, nell’impianto o nell’attivita’, le sostanze o le miscele con indicazioni di pericolo H350, H340, H350i, H360D, H360F, H360FD, H360Df e H360Fd ai sensi della normativa europea vigente in materia di classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele. Nel caso in cui, a seguito di una modifica della classificazione di una sostanza, uno o piu’ impianti o attivita’ ricompresi in autorizzazioni generali siano soggetti al divieto previsto al presente comma, il gestore deve presentare all’autorita’ competente, entro tre anni dalla modifica della classificazione, una domanda di autorizzazione ai sensi dell’articolo 269. In caso di mancata presentazione, lo stabilimento si considera in esercizio senza autorizzazione.»;
5) il comma 4-bis e’ abrogato;
6) il comma 5 e’ sostituito dal seguente:
«5. Il presente titolo non si applica agli stabilimenti destinati alla difesa nazionale, fatto salvo quanto previsto al comma 5-bis, ed alle emissioni provenienti da sfiati e ricambi d’aria esclusivamente adibiti alla protezione e alla sicurezza degli ambienti di lavoro in relazione alla temperatura, all’umidita’ e ad altre condizioni attinenti al microclima di tali ambienti. Sono in tutti i casi soggette al presente titolo le emissioni provenienti da punti di emissione specificamente destinati all’evacuazione di sostanze inquinanti dagli ambienti di lavoro. Il presente titolo non si applica inoltre a valvole di sicurezza, dischi di rottura e altri dispositivi destinati a situazioni critiche o di emergenza, salvo quelli che l’autorita’ competente stabilisca di disciplinare nell’autorizzazione. Sono comunque soggetti al presente titolo gli impianti che, anche se messi in funzione in caso di situazioni critiche o di emergenza, operano come parte integrante del ciclo produttivo dello stabilimento. Agli impianti di distribuzione dei carburanti si applicano esclusivamente le pertinenti disposizioni degli articoli 276 e 277.»;
7) dopo il comma 5 e’ aggiunto il seguente:
«5-bis. Sono soggetti ad autorizzazione gli stabilimenti destinati alla difesa nazionale in cui sono ubicati medi impianti di combustione. L’autorizzazione dello stabilimento prevede valori limite e prescrizioni solo per tali impianti:»;
8) dopo l’articolo 272 e’ inserito il seguente:
«Art. 272-bis (Emissioni odorigene). – 1. La normativa regionale o le autorizzazioni possono prevedere misure per la prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigene degli stabilimenti di cui al presente titolo. Tali misure possono anche includere, ove opportuno, alla luce delle caratteristiche degli impianti e delle attivita’ presenti nello stabilimento e delle caratteristiche della zona interessata, e fermo restando, in caso di disciplina regionale, il potere delle autorizzazioni di stabilire valori limite piu’ severi con le modalita’ previste all’articolo 271:
2. Il Coordinamento previsto dall’articolo 20 del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155, puo’ elaborare indirizzi in relazione alle misure previste dal presente articolo. Attraverso l’integrazione dell’allegato I alla Parte Quinta, con le modalita’ previste dall’articolo 281, comma 6, possono essere previsti, anche sulla base dei lavori del Coordinamento, valori limite e prescrizioni per la prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigene degli stabilimenti di cui al presente titolo, inclusa la definizione di metodi di monitoraggio e di determinazione degli impatti.»;
g) all’articolo 273:
1) il comma 9 e’ sostituito dal seguente:
«9. Si considerano come un unico grande impianto di combustione, ai fini della determinazione della potenza termica nominale in base alla quale stabilire i valori limite di emissione, piu’ impianti di combustione di potenza termica pari o superiore a 15 MW e la somma delle cui potenze e’ pari o superiore a 50 MW che sono localizzati nello stesso stabilimento e le cui emissioni risultano convogliate o convogliabili, sulla base di una valutazione delle condizioni tecniche svolta dalle autorita’ competenti, ad un solo punto di emissione. La valutazione relativa alla convogliabilita’ tiene conto dei criteri previsti all’articolo 270. Non sono considerati, a tali fini, gli impianti di riserva che funzionano in sostituzione di altri impianti quando questi ultimi sono disattivati. L’autorita’ competente, tenendo conto delle condizioni tecniche ed economiche, puo’ altresi’ disporre il convogliamento delle emissioni di tali impianti ad un solo punto di emissione ed applicare i valori limite che, in caso di mancato convogliamento, si applicherebbero all’impianto piu’ recente.»;
2) il comma 13 e’ abrogato;
3) dopo l’articolo 273 e’ inserito il seguente:
«Art. 273-bis (Medi impianti di combustione). – 1. Gli stabilimenti in cui sono ubicati medi impianti di combustione sono soggetti ad autorizzazione ai sensi dell’articolo 269 e, in caso di installazioni di cui alla Parte Seconda, all’autorizzazione integrata ambientale.
Gli stabilimenti in cui sono presenti medi impianti di combustione alimentati con le biomasse rifiuto previste all’allegato II alla Parte Quinta sono autorizzati ai sensi degli articoli 208 o 214.
5. A partire dal 1° gennaio 2025 e, in caso di impianti di potenza termica nominale pari o inferiore a 5 MW, a partire dal 1° gennaio 2030, i medi impianti di combustione esistenti sono soggetti ai valori limite di emissione individuati attraverso l’istruttoria autorizzativa prevista ai commi 3 e 4. Fino a tali date devono essere rispettati i valori limite previsti dalle vigenti autorizzazioni e, per i medi impianti di combustione che prima del 19 dicembre 2017 erano elencati all’allegato IV, Parte I, alla Parte Quinta, gli eventuali valori limite applicabili ai sensi dell’articolo 272, comma 1.
8. Si considerano come un unico impianto, ai fini della determinazione della potenza termica nominale in base alla quale stabilire i valori limite di emissione, i medi impianti di combustione che sono localizzati nello stesso stabilimento e le cui emissioni risultano convogliate o convogliabili, sulla base di una valutazione delle condizioni tecniche svolta dalle autorita’ competenti, ad un solo punto di emissione. La valutazione relativa alla convogliabilita’ tiene conto dei criteri previsti all’articolo.
Tale unita’ si qualifica come grande impianto di combustione nei casi previsti all’articolo 273, comma 9. Non sono considerati, a tali fini, gli impianti di riserva che funzionano in sostituzione di altri impianti quando questi ultimi sono disattivati. Se le emissioni di piu’ medi impianti di combustione sono convogliate ad uno o piu’ punti di emissione comuni, il medio impianto di combustione che risulta da tale aggregazione e’ soggetto ai valori limite che, in caso di mancato convogliamento, si applicherebbero all’impianto piu’ recente.
22. L’autorizzazione rilasciata ai sensi del comma 6 fissa al 1° gennaio 2030 l’obbligo di adeguarsi ai valori limite di emissione previsti al comma 5 per i medi impianti di combustione esistenti che fanno parte di un piccolo sistema isolato o di un microsistema isolato di cui all´articolo 2, punto 26 e punto 27, della direttiva 2009/72/CE. L’istruttoria autorizzativa di cui all’articolo 271, comma 5, individua, per le emissioni del periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 ed il 1° gennaio 2030, valori limite non meno restrittivi di quelli precedentemente autorizzati»;
h) all’articolo 274:
1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Raccolta e trasmissione dei dati sulle emissioni dei grandi impianti di combustione e dei medi impianti di combustione»;
3) il primo periodo del comma 3 e’ soppresso;
4) dopo il comma 8, sono inseriti i seguenti:
«8-bis. Il Ministero dell’ambiente trasmette alla Commissione europea, sulla base dei formati da questa adottati:
a) entro il 1° gennaio 2021, una relazione contenente una stima delle emissioni totali annue di monossido di carbonio dei medi impianti di combustione e dei medi impianti termici civili e le informazioni relative alle concentrazioni di monossido di carbonio nelle emissioni di tali impianti, raggruppate per tipo di combustibile e classe di capacita’;
b) entro il 1° ottobre 2026 ed entro il 1° ottobre 2031, una relazione contenente le informazioni qualitative e quantitative relative all’applicazione delle norme vigenti in materia di medi impianti di combustione e medi impianti termici civili, incluse le attivita’ finalizzate a verificare la conformita’ degli impianti. La prima relazione contiene anche una stima delle emissioni totali annue di polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo dei medi impianti di combustione e dei medi impianti termici civili, raggruppate per tipo di impianto, tipo di combustibile e classe di capacita’.
8-ter. Con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare sono stabiliti i dati, i metodi di stima, i tempi e le modalita’ delle comunicazioni che i gestori dei medi impianti di combustione e le autorita’ competenti di cui ai titoli I e II alla Parte Quinta effettuano all’ISPRA ed al predetto Ministero ai fini della predisposizione delle relazioni previste al comma 8-bis. L’ISPRA, sulla base di tali informazioni, elabora un rapporto, conforme ai pertinenti formati adottati dalla Commissione europea, da inviare al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare almeno tre mesi prima dei termini previsti al comma 8-bis.»;
i) all’articolo 275, comma 6, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Al fine di ammettere l’applicazione di valori limite espressi come emissioni totali equivalenti, ai sensi della parte V dell’allegato III alla parte quinta del presente decreto, negli stabilimenti caratterizzati da elevate soglie di consumo di solventi, l’autorita’ competente valuta anche, tenuto conto delle specifiche attivita’ degli stabilimenti oggetto di autorizzazione, la sussistenza della possibilita’ di assicurare un efficace controllo sul rispetto di tali valori.»;
l) all’articolo 276 il comma 6 e’ sostituito dal seguente:
«6. Gli stabilimenti in cui sono presenti gli impianti di cui al comma 1, lettera b), non sono soggetti all’autorizzazione di cui all’articolo 269.»;
m) all’articolo 277, comma 7, le parole: «non c’e’ nella direttiva» sono soppresse;
n) all’articolo 278, dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente:
«1-bis. Resta ferma, in caso di non conformita’ dei valori misurati ai valori limite prescritti, accertata nel corso dei controlli effettuati dall’autorita’ o dagli organi di cui all’articolo 268, comma 1, lettera p), la possibilita’ di adottare le ordinanze previste all’articolo 271, comma 20-bis.»;
o) all’articolo 279:
1) al comma 1 le parole: «ammenda da 258 euro a 1.032 euro» sono sostituite dalle seguenti: «ammenda da 1.000 euro a 10.000 euro»; dopo le parole: «l’autorizzazione prevista all’articolo 269, comma 8» sono aggiunte le seguenti: «o, ove applicabile, dal decreto di attuazione dell’articolo 23 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35.»; dopo le parole: «comunicazione prevista dall’articolo 269, comma 8» sono inserite le seguenti: «o, ove applicabile, dal decreto di attuazione dell’articolo 23 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35» e le parole: «pari a 1.000 euro» sono sostituite dalle seguenti; «da 300 euro a 1.000 euro»;
2) al comma 2, al primo periodo, le parole: «o le prescrizioni» e «o le prescrizioni altrimenti imposte dall’autorita’ competente ai sensi del presente titolo» sono soppresse; le parole: «fino a 1.032 euro» sono sostituite dalle seguenti «fino a 10.000 euro»; al secondo periodo le parole: «o le prescrizioni» sono soppresse;
3) dopo il comma 2, e’ inserito il seguente:
«2-bis. Chi, nell’esercizio di uno stabilimento, viola le prescrizioni stabilite dall’autorizzazione, dagli allegati I, II, III o V alla Parte Quinta, dai piani e dai programmi o dalla normativa di cui all’articolo 271 o le prescrizioni altrimenti imposte dall’autorita’ competente e’ soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 10.000 euro, alla cui irrogazione provvede l’autorita’ competente. Se le prescrizioni violate sono contenute nell’autorizzazione integrata ambientale si applicano le sanzioni previste dalla normativa che disciplina tale autorizzazione.»;
4) al comma 3, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «E’ soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 2.500 euro, alla cui irrogazione provvede l’autorita’ competente, chi non effettua una delle comunicazioni previste all’articolo 273-bis, comma 6 e comma 7, lettere c) e d)»;
5) al comma 7, le parole: «sanzione amministrativa pecuniaria da quindicimilaquattrocentonovantatre euro a centocinquantaquattromilanovecentotrentasette euro» sono sostituite dalle seguenti: «sanzione amministrativa pecuniaria da 15.500 euro a 155.000 euro.»;
p) all’articolo 280, comma 1, le parole: «fermo restando quanto stabilito dall’articolo 14 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351» sono soppresse;
q) all’articolo 281:
2) al comma 4, le parole: «Per gli stabilimenti» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli impianti degli stabilimenti»;
3) al comma 6 le parole: «dell’articolo 13 della legge 4 febbraio 2005, n. 11» sono sostituite dalle seguenti: «dell’articolo 36 della legge 24 dicembre 2012, n. 234.»;
4) il comma 9 e’ sostituito dal seguente:
«9. Il Coordinamento previsto dall’articolo 20 del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155, assicura un esame congiunto e l’elaborazione di indirizzi e linee guida in relazione ad aspetti di comune interesse inerenti la normativa vigente in materia di emissioni in atmosfera e inquinamento dell’aria ambiente ed assicura, anche sulla base dello scambio di informazioni previsto dall’articolo 6, comma 10, della direttiva 2015/2193/UE, le attivita’ necessarie per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione, tra le autorita’ competenti, dei dati e delle informazioni rilevanti ai fini dell’applicazione della parte quinta del presente decreto e per la valutazione delle migliori tecniche disponibili di cui all’articolo 268, comma 1, lettera aa).».
a) all’articolo 282:
«2. Un impianto termico civile avente potenza termica nominale uguale o superiore a 3 MW si considera come un unico impianto ai fini dell’applicazione delle disposizioni del titolo I. Resta soggetta alle disposizioni degli articoli 270, 273, commi 9 e 10, e 273-bis, commi 8 e 9, l’aggregazione di tale impianto con altri impianti.»;
2), dopo il comma 2, e’ aggiunto il seguente:
«2-bis. Il produttore di impianti termici civili attesta, per ciascun modello prodotto, la conformita’ alle caratteristiche tecniche di cui all’articolo 285 e l’idoneita’ a rispettare i valori limite di emissione di cui all’articolo 286. L’idoneita’ deve risultare da apposite prove, effettuate secondo le pertinenti norme EN da laboratori accreditati ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 per i metodi di prova relativi ai parametri per i quali si effettua la misura. I rapporti sono tenuti a disposizione dal produttore. Ciascun impianto termico civile messo in commercio e’ accompagnato dalla attestazione e dalle istruzioni relative all’installazione.»;
b) all’articolo 283:
1.1) dopo la lettera d) e’ inserita la seguente:
1.2) la lettera i) e’ sostituita dalla seguente: «i) autorita’ competente: l’autorita’ responsabile dei controlli, degli accertamenti e delle ispezioni previsti all’articolo 9 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e dal decreto attuativo dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del citato decreto legislativo, o altra autorita’ indicata dalla legge regionale;»;
1.3) alla lettera m) le parole: «dall’articolo 11, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412» sono sostituite dalle seguenti: «dal decreto attuativo dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192.»;
c) all’articolo 284:
1) al comma 1, le parole: «e’ conforme alle caratteristiche tecniche di cui all’articolo 285 ed e’ idoneo a rispettare i valori limite di cui all’articolo 286.» sono sostituite dalle seguenti: «e’ dotato della attestazione prevista all’articolo 282, comma 2-bis.»;
«2-bis. I medi impianti termici civili messi in esercizio o soggetti a modifica a partire dal 20 dicembre 2018 devono essere preventivamente iscritti nel registro autorizzativo previsto al comma 2-quater. A tal fine il responsabile dell’esercizio e della manutenzione trasmette all’autorita’ titolare del registro, quantomeno sessanta giorni prima dell’installazione o della modifica dell’impianto, un apposito atto in cui dichiara i dati previsti all’allegato I, Parte V, alla Parte Quinta.»
2-ter. I medi impianti termici civili messi in esercizio prima del 20 dicembre 2018 devono essere iscritti nel registro autorizzativo previsto al comma 2-quater entro il 1° gennaio 2029. A tal fine il responsabile dell’esercizio e della manutenzione trasmette all’autorita’ titolare del registro, entro il 31 ottobre 2028, un apposito atto in cui dichiara i dati previsti all’allegato I, Parte V, alla Parte Quinta.
2-quater. E’ tenuto, presso ciascuna autorita’ competente, un registro per l’iscrizione dei medi impianti termici civili. Entro trenta giorni dalla ricezione degli atti previsti ai commi 2-bis e 2-ter l’autorita’ competente effettua o nega l’iscrizione nel registro autorizzativo e comunica tempestivamente tale esito al richiedente.»;
d) all’articolo 285, comma 1, le parole: «dalla vigente normativa» sono sostituite dalle seguenti: «dal decreto legislativo n. 155 del 2010.»;
e) all’articolo 286:
1) al comma 1 le parole «rispettare i valori limite» sono sostituite dalle seguenti «rispettare i pertinenti valori limite» e le parole «dalla vigente normativa» sono sostituite dalle seguenti «dal decreto legislativo n. 155 del 2010»;
2), dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
«1-bis. I medi impianti termici civili messi in esercizio prima del 20 dicembre 2018 sono soggetti ai pertinenti valori previsti a fini di adeguamento dall’allegato IX alla Parte Quinta ed alle disposizioni dei commi 2-bis e 2-ter a partire dal 1° gennaio 2029.»;
3) al comma 2, le parole: «Tale controllo annuale dei valori di emissione non e’ richiesto nei casi previsti dalla parte III, sezione 1 dell’allegato IX alla parte quinta del presente decreto.» sono sostituite dalle seguenti: «La parte III, sezione 1, dell’allegato IX alla parte quinta del presente decreto individua i casi in cui tale controllo dei valori di emissione non e’ richiesto o deve essere effettuato con una diversa frequenza.»;
4), dopo il comma 2, sono inseriti i seguenti:
«2-bis. In caso di medi impianti termici civili, le non conformita’ dei valori limite misurati rispetto ai valori limite prescritti, accertate nei controlli previsti al comma 2, sono comunicate dal responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto all’autorita’ competente entro 24 ore dall’accertamento, utilizzando il formato stabilito dalla normativa regionale. In tali casi, il responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto deve procedere al ripristino della conformita’ nel piu’ breve tempo possibile. L’autorita’ competente puo’ impartire prescrizioni dirette al ripristino della conformita’, fissando un termine per l’adempimento, e stabilire le condizioni per l’esercizio dell’impianto fino al ripristino. La continuazione dell’esercizio non e’ in tutti i casi concessa se la non conformita’ puo’ determinare un pericolo per la salute umana o un significativo peggioramento della qualita’ dell’aria a livello locale.
2-ter. In caso di medi impianti termici civili, al libretto di centrale sono allegati, oltre agli atti previsti al comma 2, i seguenti atti:
a) la comunicazione di avvenuta registrazione di cui all’articolo 284, comma 2-quater;
b) la documentazione relativa al tipo ed al quantitativo di combustibili utilizzati;
c) le prove del funzionamento effettivo e costante dell’impianto di abbattimento delle emissioni, ove presente;
d) la documentazione relativa alle comunicazioni effettuate ed agli interventi effettuati ai sensi del comma 2-bis.»;
5) il comma 4 e’ abrogato;
f) all’articolo 288:
1) al comma 1, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il produttore di impianti termici civili che non tiene a disposizione i rapporti di prova previsti all’articolo 282, comma 2-bis, e’ soggetto alla stessa sanzione.»;
«1-bis. In caso di esercizio di medi impianti termici civili in assenza di iscrizione nel registro previsto all’articolo 284, comma 2-quater, il responsabile dell’esercizio e della manutenzione e’ soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da cinquecentosedici euro a duemilacinquecentottantadue euro.»;
3) al comma 2 la lettera a) e’ sostituita dalla seguente: «a) il produttore o, se manca l’attestazione prevista all’articolo 282, il produttore e l’installatore, nei casi soggetti all’articolo 284, comma 1;»;
«3. Nel caso in cui un impianto termico civile non rispetti i valori limite di emissione di cui all’articolo 286, comma 1, sono soggetti ad una sanzione amministrativa pecuniaria da cinquecentosedici euro a duemilacinquecentottantadue euro:
a) il produttore e l’installatore se mancano la attestazione o le istruzioni previste dall’articolo 282;
b) il produttore se sussistono la attestazione e le istruzioni previste dall’articolo 282 e se dal libretto di centrale risultano regolarmente effettuati i controlli e le manutenzioni prescritti dalla parte quinta del presente decreto e dal decreto attuativo dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, purche’ non sia superata la durata stabilita per il ciclo di vita dell’impianto;
c) il responsabile dell’esercizio e della manutenzione se sussistono la attestazione e le istruzioni previste dall’articolo 282 e se dal libretto di centrale non risultano regolarmente effettuati i controlli e le manutenzioni prescritti o e’ stata superata la durata stabilita per il ciclo di vita dell’impianto.»;
5), dopo il comma 3, e’ inserito il seguente:
«3-bis. In caso di violazione degli obblighi di comunicazione o di ripristino di conformita’ previsti dall’articolo 286, comma 2-bis, il responsabile dell’esercizio e della manutenzione e’ soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da cinquecentosedici euro a duemilacinquecentottantadue euro.»;
6) al comma 4 la parola: «annuale» e’ soppressa e sono aggiunte; in fine, le seguenti parole: «o i dati previsti all’articolo 286, comma 2-ter»;
7) al comma 5, le parole: «Ferma restando l’applicazione delle sanzioni previste dai commi precedenti» sono sostituite dalle seguenti: «Ferma restando l’applicazione delle sanzioni previste dai commi precedenti, della procedura prevista all’articolo 286, comma 2-bis»;
8) al comma 8, le parole: «ai sensi dell’allegato L al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192,» sono sostituite dalle seguenti :«ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e del decreto attuativo dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del citato decreto legislativo»;
9) dopo il comma 8, sono aggiunti i seguenti:
«8-bis. Il responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto fornisce all’autorita’ competente la collaborazione necessaria per i controlli, anche svolti mediante attivita’ di campionamento e analisi e raccolta di dati e informazioni, funzionali all’accertamento del rispetto delle disposizioni della Parte Quinta del presente decreto.
8-ter. Gli atti allegati al libretto di centrale ai sensi del presente titolo, relativi ad un anno civile, sono conservati per almeno i sei anni civili successivi. Tali atti sono messi senza indebito ritardo a disposizione dell’autorita’ competente che ne richieda l’acquisizione. L’autorita’ competente richiede l’acquisizione degli atti ai fini di controllo e quando un cittadino formuli una richiesta di accesso ai dati ivi contenuti.»;
g) all’articolo 290 il comma 3 e’ abrogato e al comma 4, le parole: «, da adottare entro il 31 dicembre 2010,» sono soppresse.
h) l’articolo 294 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 294 (Prescrizioni per il rendimento di combustione). – 1. Al fine di ottimizzare il rendimento di combustione, gli impianti disciplinati dal titolo I della parte quinta del presente decreto, eccettuati quelli previsti dall’allegato IV, parte I, alla stessa parte quinta, devono essere dotati di un sistema di controllo della combustione che consenta la regolazione automatica del rapporto aria-combustibile.
2. Il comma 1 non si applica agli impianti elencati nell’articolo 273, comma 15, anche di potenza termica nominale inferiore a 50MW.
3. Al fine di ottimizzare il rendimento di combustione, gli impianti disciplinati dal titolo II della parte quinta del presente decreto, di potenza termica nominale per singolo focolare superiore a 1,16 MW, o di potenza termica nominale complessiva superiore a 1,5 MW e dotati di singoli focolari di potenza termica nominale non inferiore a 0,75 MW, devono essere dotati di un sistema di controllo della combustione che consenta la regolazione automatica del rapporto aria-combustibile.».
Modifiche all’allegato I, Parti I, III e IV, alla Parte Quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni.
1. All’allegato I alla Parte Quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, la Parte I e’ sostituita dalla corrispondente parte dell’allegato I al presente decreto.
2. All’allegato I, Parte III, alla Parte Quinta del decreto legislativo n. 152 del 2006 i paragrafi 1, 2, 3 e 4 sono sostituiti dai corrispondenti paragrafi dell’allegato II al presente decreto.
3. All’allegato I, alla Parte Quinta del decreto legislativo n. 152 del 2006, la Sezione 1 della Parte IV e’ soppressa.
4. All’allegato I alla Parte Quinta del decreto legislativo n. 152 del 2006, nel paragrafo 2.6 della Sezione 2 della Parte IV, l’ultimo periodo e’ sostituito dal seguente «Per i motori a combustione interna e le turbine a gas si applicano i pertinenti paragrafi della parte III in cui si individuano i valori limite previsti dalla normativa vigente prima del 19 dicembre 2017».
5. All’allegato I alla Parte Quinta del decreto legislativo n. 152 del 2006 e’ aggiunta la Parte IV-bis introdotta all’allegato III al presente decreto.
1. All’allegato IV, Parte I, alla Parte Quinta del decreto legislativo n. 152 del 2006 sono apportate le seguenti modificazioni:
e) alla lettera jj), il secondo periodo e’ soppresso;
g) la lettera kk-ter) e’ sostituita dalla seguente: «kk-ter: Frantoi di materiali vegetali»;
«kk-quater) Attivita’ di stampa «3d» e stampa «ink jet»;
kk-quinquies) Attivita’ di taglio, incisione e marcatura laser su carta o tessuti.»
2. All’allegato VI alla Parte Quinta del decreto legislativo n. 152 del 2006 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Criteri per i controlli e per il monitoraggio delle emissioni»;
b) al punto 1.1, lett. f) le parole: «ore 00:00:01 alle ore 24:00:00» sono sostituite dalle seguenti: «ore 00:00:00 alle ore 23.59.59»;
c) il punto 2.3 e’ sostituito dal seguente:
«2.3. Salvo quanto diversamente previsto dal presente decreto, in caso di misure discontinue, le emissioni convogliate si considerano conformi ai valori limite se, nel corso di una misurazione, la concentrazione, calcolata come media dei valori analitici di almeno tre campioni consecutivi che siano effettuati secondo le prescrizioni dei metodi di campionamento individuati nell’autorizzazione e che siano rappresentativi di almeno un’ora di funzionamento dell’impianto nelle condizioni di esercizio piu’ gravose, non supera il valore limite di emissione. Nel caso in cui i metodi di campionamento individuati nell’autorizzazione prevedano, per specifiche sostanze, un periodo minimo di campionamento superiore alle tre ore, e’ possibile utilizzare un unico campione ai fini della valutazione della conformita’ delle emissioni ai valori limite. L’autorizzazione puo’ stabilire che, per ciascun prelievo, sia effettuato un numero di campioni o sia individuata una sequenza temporale differente rispetto a quanto previsto dal presente punto 2.3 nei casi in cui, per necessita’ di natura analitica e per la durata e le caratteristiche del ciclo da cui deriva l’emissione, non sia possibile garantirne l’applicazione.»
d) ai punti 2.7 e 2.8 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«Per i medi impianti di combustione il registro e’ sostituito dall’archiviazione prevista al punto 5-bis.2.»;
e) al punto 2.9 le parole: «Nelle more dell’emanazione del decreto di cui all’articolo 271, comma 17,» sono soppresse;
f) al punto 3.1, alla lettera d), e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo:
«In caso di grandi impianti di combustione, cementifici, vetrerie e acciaierie, le procedure di garanzia di qualita’ dei sistemi di monitoraggio delle emissioni sono soggette alla norma UNI EN 14181. In tali casi non si applica il paragrafo 4 del presente allegato.»;
g) al punto 3.2 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per i medi impianti di combustione la registrazione e’ effettuata nell’ambito dell’archiviazione prevista al punto 5-bis.2.»;
h) il punto 3.3 e’ sostituito dal seguente:
«3.3 L’idoneita’ degli analizzatori in continuo deve essere attestata, ai sensi della norma UNI EN 15267, sulla base del procedimento di valutazione standardizzata delle caratteristiche degli strumenti previsto da tale norma tecnica. Resta fermo l’utilizzo degli analizzatori autorizzati, sulla base delle norme all’epoca vigenti, prima dell’entrata in vigore della norma UNI EN 15267:2009.»;
i) al punto 3.5 le parole: «norma UNI 10169 (edizione giugno 1993) o, ove cio’ non sia tecnicamente possibile, secondo le disposizioni date dalle autorita’ competenti per il controllo, sentito il gestore» sono sostituite dalle seguenti: «norma UNI EN 15259»;
l) al punto 5.4 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per i medi impianti di combustione l’archiviazione dei dati e’ effettuata ai sensi del punto 5-bis.2.»;
m), dopo il paragrafo 5, sono aggiunti i seguenti:
«5-bis. Medi impianti di combustione
5-bis.1. Ai medi impianti di combustione si applicano, in aggiunta alle disposizioni dei paragrafi 1, 2, 3, 4, e 5, le specifiche disposizioni del presente paragrafo. Se e’ utilizzato un sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni si applicano, in luogo delle pertinenti disposizioni dei paragrafi 2, 3 e 5, i punti 4 e 5 della sezione 8 della Parte II dell’allegato II alla Parte Quinta ed i valori limite di emissione si considerano rispettati se, nelle ore di normale funzionamento, durante un anno civile:
il 95 per cento di tutti i valori medi orari convalidati non supera il 200 per cento dei pertinenti valori limite di emissione,
nessun valore medio giornaliero convalidato supera il 110 per cento dei pertinenti valori limite di emissione o, in caso di impianti composti esclusivamente da caldaie alimentate a carbone, il 150 per cento dei pertinenti valori limite di emissione,
nessun valore medio mensile convalidato supera i pertinenti valori limite di emissione.
5-bis.2. Il gestore di stabilimenti in cui sono ubicati medi impianti di combustione archivia e conserva, per ciascun medio impianto di combustione, sulla base dello schema previsto all’appendice 4-bis i dati previsti ai punti 2.7, 2.8 e 3.2, i dati di monitoraggio previsti al punto 5.4, le comunicazioni previste al punto 5-bis.3 e gli interventi posti in essere ai sensi dell’articolo 271, commi 14, 20-bis e 20-ter.
5-bis.3. Le comunicazioni delle anomalie o dei guasti tali da non permettere il rispetto di valori limite di emissione e le comunicazioni delle non conformita’ accertate nel monitoraggio di competenza del gestore, ai sensi dell’articolo 271, commi 14 e 20, sono effettuate secondo il formato stabilito dalla normativa regionale.
5-bis.4. L’autorizzazione o, in caso di impianti di stabilimenti non soggetti ad autorizzazione, l’autorita’ competente per il controllo puo’ disporre che i dati di monitoraggio e altri dati previsti al punto 5-bis.2 siano soggetti ad invio periodico, anche utilizzando, in caso di sistemi di monitoraggio in continuo, procedure di trasmissione basate su sistemi informatici automatici.
5-bis.5. I dati previsti al punto 5-bis.2 e l’autorizzazione di cui agli articoli 269, 272 o 272-bis, sono messi senza ritardo a disposizione dell’autorita’ competente per il controllo che ne richieda l’acquisizione. Tali dati, relativi ad un anno civile, sono conservati per almeno i sei anni civili successivi. L’autorita’ competente per il controllo richiede l’acquisizione dei dati a fini di controllo e quando un cittadino formuli una richiesta di accesso ai dati ivi contenuti.
5-bis.6. Per i medi impianti di combustione multicombustibili i valori limite di emissione sono misurati nei periodi di normale funzionamento dell’impianto in cui e’ utilizzato il combustibile o la miscela di combustibili che puo’ determinare il livello piu’ elevato di emissioni.
5-bis.7. Il gestore assicura, nei modi previsti dall’autorizzazione, la misura delle sostanze per cui sono prescritti valori limite di emissione e, anche quando non sia prescritto un valore limite, la misura del monossido di carbonio.
5-bis.8. Se e’ utilizzato un sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni l’autorizzazione prescrive una verifica almeno annuale mediante misurazioni parallele, svolte con il metodo utilizzato per i controlli dell’autorita’ competente, e disciplina le modalita’ per la comunicazione dei risultati della verifica all’autorita’ competente.
5-bis.9. L’autorizzazione che prevede, per il monitoraggio di competenza del gestore, misure periodiche basate su metodi discontinui, ne prescrive l’esecuzione quantomeno annuale.
5-bis.10. Le misure periodiche del punto 5-bis.9 si effettuano per la prima volta entro quattro mesi dalla piu’ recente tra la data di messa in esercizio dell’impianto e quella di rilascio dell’autorizzazione o di perfezionamento della procedura di adesione alle autorizzazioni generali, relative agli stabilimenti in cui sono ubicati medi impianti di combustione.
5-bis.11. Il presente paragrafo si applica ai medi impianti di combustione esistenti a decorrere dalle date previste all’articolo 273-bis, comma 5. Fino a tali date continuano ad applicarsi le sole disposizioni dei paragrafi 1, 2, 3, 4, e 5.»;
n) all’allegato VI alla Parte Quinta del decreto legislativo n. 152 del 2006, dopo l’appendice 4, e’ aggiunta l’appendice 4-bis introdotta allegato IV al presente decreto.
3. All’allegato IX, alla Parte Quinta del decreto legislativo n. 152 del 2006 la Parte III e’ sostituita dalla corrispondente parte dell’allegato V al presente decreto.
4. L’allegato V alla Parte Quinta del legislativo n. 152 del 2006 e’ sostituito dall’allegato V di cui all’allegato VI al presente decreto.
2. Nel caso in cui, a seguito dell’entrata in vigore del presente decreto, uno o piu’ impianti o attivita’ ricompresi in autorizzazioni generali risultino soggetti al divieto previsto all’articolo 272, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, il gestore deve presentare all’autorita’ competente, entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, una domanda di autorizzazione ai sensi dell’articolo 269 del citato decreto legislativo n. 152 del 2006. In caso di mancata presentazione, lo stabilimento si considera in esercizio senza autorizzazione.
1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni pubbliche provvedono agli adempimenti da questo previsti con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
Parte I dell’allegato I alla Parte Quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
Il presente allegato fissa, nella Parte II, i valori di emissione per le sostanze inquinanti, nella Parte III, i valori di emissione per le sostanze inquinanti di alcune tipologie di impianti e le relative prescrizioni. Per gli impianti previsti nella Parte III i valori di emissione ivi stabiliti si applicano in luogo di quelli stabiliti per le stesse sostanze nella Parte II. Per le sostanze per cui non sono stabiliti valori di emissione nella Parte III si applicano, anche per gli impianti previsti alla Parte III, i valori di emissione stabiliti alla Parte II. Per gli impianti delle installazioni di cui alla Parte Seconda del presente decreto, per i quali sono state emanate apposite BAT-AEL, i valori limite previsti nelle BAT-AEL, in relazione alle sostanze ivi considerate, si applicano in luogo di quelli previsti, per le stesse sostanze, alle Parti II e III del presente allegato.
Il presente allegato fissa, alla Parte IV, i valori di emissione e le prescrizioni relativi agli impianti per la coltivazione di idrocarburi e dei flussi geotermici. A tali impianti si applicano esclusivamente i valori di emissione e le prescrizioni ivi stabiliti.
Nei casi in cui le Parti II e III stabiliscano soglie di rilevanza delle emissioni, i valori di emissione, salvo diversamente previsto, devono essere rispettati solo se tali soglie sono raggiunte o superate.
L’autorità competente fa riferimento ai valori di emissione del presente allegato, nell’ambito dell’istruttoria autorizzativa prevista all’articolo 271, commi 5 e 7, che stabilisce i valori limite sulla base di una valutazione delle migliori tecniche disponibili, della normativa regionale e dei piani regionali di qualità dell’aria e di tutti gli altri parametri previsti da tali commi. L’autorizzazione deve specificamente indicare le sostanze a cui si applicano i valori limite di emissione, previa valutazione della pertinenza di tali sostanze al ciclo produttivo degli stabilimenti da autorizzare.
Ove non espressamente specificato i limiti riportati nelle tabelle del presente allegato sono riferiti all’ossigeno di processo.
Paragrafi 1, 2 e 3 della Parte III dell’allegato I alla Parte Quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
Parte IV-bis dell’allegato I alla Parte Quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
Parte IV-bis
Elementi minimi dell’autorizzazione e della registrazione dei medi impianti di combustione e dei medi impianti termici civili
a) Nome e sede legale del gestore e sede dello stabilimento in cui sono ubicati gli impianti, se fissi;
b) Classificazione secondo le definizioni dell’articolo 268, comma 1, lett. da gg-bis) a gg-septies);
c) Classificazione dei combustibili utilizzati (biomassa solida, altri combustibili solidi, gasolio, altri combustibili liquidi, gas naturale, altri combustibili gassosi) e relativa quantitativi;
d) Potenza termica nominale;
e) Numero previsto di ore operative annue;
f) Carico medio di processo;
g) Data di messa in esercizio o, se tale data non é nota, prove che la messa in esercizio dei medi impianti di combustione esistenti sia antecedente al 20 dicembre 2018.
h) Settore di attività dello stabilimento o del medio impianto di combustione secondo il codice NACE.
2. Elementi minimi in caso di medi impianti termici civili:
a) Nome e sede legale del responsabile dell’esercizio e della manutenzione e sede dell’impianto;
c) Classificazione dei combustibili utilizzati (biomassa solida, altri combustibili solidi, gasolio, altri combustibili liquidi, gas naturale, altri combustibili gassosi) e relativi quantitativi;
e) Numero previsto di ore operative;
f) Data di messa in esercizio o, se tale data non é nota, prove che la messa in esercizio dei medi impianti termici civili di cui all’articolo 284, comma 2-ter, sia antecedente al 20 dicembre 2018.
Appendice 4-bis dell’allegato VI alla Parte Quinta del decreto legislativo n. 152/2006
Appendice 4-bis
Schema dei dati da archiviare in caso di medi impianti di combustione (punto 5-bis.2)
– punti di emissione e origine delle relative emissioni;
– indice di disponibilità mensile delle medie orarie;
– numero delle medie orarie valide durante il periodo di mediazione;
– valore limite per ciascun inquinante;
– concentrazioni medie rilevate per ciascun inquinante, con evidenza delle non conformità;
– concentrazioni medie orarie di ciascun inquinante rilevate, con applicazione del tenore di ossigeno di riferimento, durante il periodo di mediazione e correlati valori medi su base oraria rilevati dei seguenti parametri di processo:
– tenore di O2 libero,
– tenore di vapore acqueo,
– temperatura dell’emissione,
– stato di impianto (produttività),
– portata;
– tipo e quantitativo di combustibili utilizzati;
– tipo di impianto di abbattimento delle emissioni e prove del funzionamento effettivo e costante di tale impianto, inclusa la documentazione relativa ad ogni interruzione del normale funzionamento ed alla manutenzione ordinaria e straordinaria;
– dati relativi alle comunicazioni effettuate ai sensi dell’articolo 271, commi 14 e 20;
– dati relativi agli interventi effettuati ai sensi dell’articolo 271, commi 14, 20-bis e 20-ter.
Parte III dell’allegato IX alla Parte Quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
Valori di emissione
“Allegato V alla Parte Quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
Emissioni di polveri provenienti da attività di produzione, manipolazione, trasporto, carico, scarico o stoccaggio di materiali polverulenti.
1.2. Nei casi di cui al punto 1.1. l’autorità competente può altresì stabilire specifiche prescrizioni per il contenimento delle emissioni di polveri tenendo conto, in particolare, dei seguenti elementi:
– pericolosità delle polveri;
– flusso di massa delle emissioni;
– durata delle emissioni;
– condizioni dell’ambiente circostante.
2.2. Se l’incapsulamento non può assicurare il contenimento ermetico delle polveri, le emissioni, con particolare riferimento ai punti di introduzione, estrazione e trasferimento dei materiali polverulenti, devono essere convogliate ad un idoneo impianto di abbattimento.
3. Trasporto, carico e scarico dei materiali polverulenti.
3.1. Per il trasporto di materiali polverulenti devono essere utilizzati dispositivi chiusi.
3.2. Se l’utilizzo di dispositivi chiusi non è, in tutto o in parte, possibile, le emissioni polverulenti devono essere convogliate ad un idoneo impianto di abbattimento.
3.3. Per il carico e lo scarico dei materiali polverulenti, ove tecnologicamente possibile, devono essere installati impianti di aspirazione e di abbattimento nei seguenti punti:
– punti fissi, nei quali avviene il prelievo, il trasferimento, lo sgancio con benne, pale caricatrici, attrezzature di trasporto;
– sbocchi di tubazione di caduta delle attrezzature di caricamento;
– attrezzature di ventilazione, operanti come parte integrante di impianti di scarico pneumatici o meccanici;
– canali di scarico per veicoli su strada o rotaie;
– convogliatori aspiranti.
3.4. Se nella movimentazione dei materiali polverulenti non è possibile assicurare il convogliamento delle emissioni di polveri, si deve mantenere, possibilmente in modo automatico, una adeguata altezza di caduta e deve essere assicurata, nei tubi di scarico, la più bassa velocità che è tecnicamente possibile conseguire per l’uscita del materiale trasportato, ad esempio mediante l’utilizzo di deflettori oscillanti.
3.5. Nel caricamento di materiali polverulenti in contenitori da trasporto chiusi, l’aria di spostamento deve essere raccolta e convogliata ad un impianto di abbattimento.
3.6. La copertura delle strade, ove possibile, deve essere realizzata in materiali che ne consentano la regolare pulizia; ove ciò non sia possibile, deve essere presente un adeguato sistema di bagnatura.
3.7 Nel caso di operazioni di carico di silos da autobotte, la tubazione di raccordo, al termine delle operazioni di carico, deve essere svuotata prima di essere scollegata; in alternativa deve essere previsto uno specifico impianto di captazione e trattamento delle polveri residue presenti all’interno della tubazione di raccordo.
4.Stoccaggio di materiali polverulenti.
4.1. L’autorità competente può stabilire specifiche prescrizioni per lo stoccaggio dei materiali polverulenti tenendo conto, in particolare, dei seguenti elementi:
– possibilità di stoccaggio in silos;
– possibilità di realizzare una copertura della sommità e di tutti i lati del cumulo di materiali sfusi, incluse tutte le attrezzature ausiliarie;
– possibilità di realizzare una copertura della superficie, per esempio utilizzando stuoie;
– possibilità di stoccaggio su manti erbosi;
– possibilità di costruire terrapieni coperti di verde, piantagioni e barriere frangivento;
– umidificazione costante e sufficiente della superficie del suolo.
5. Materiali polverulenti contenenti specifiche categorie di sostanze.
5.1. Si applica sempre la prescrizione più severa tra quelle previste ai punti precedenti, nel caso in cui i materiali polverulenti contengano sostanze comprese nelle classi riportate nella seguente tabella al di sopra di 50 mg/kg, riferiti al secco:
Classe I H340, H350, H360
Classe II H341, H351, H361, H300, H310, H330,
Emissioni in forma i gas o vapore derivanti alla lavorazione, trasporto, travaso e stoccaggio di sostanze organiche liquide
1. Pompe.
1.1. Il gestore deve garantire una tenuta efficace delle pompe utilizzate per la movimentazione di sostanze organiche liquide.
1.2 Nei casi previsti dal punto 1.1, ove non possa essere garantita l’efficace tenuta delle pompe, devono essere installati idonei sistemi di aspirazione delle perdite di gas o vapore e sistemi di convogliamento ad impianti di abbattimento.
2. Compressori.
2.1. Il gestore deve effettuare il degasaggio del liquido residuo conseguente all’arresto dei compressori utilizzati per i gas.
3. Raccordi a flangia.
3.1. I raccordi a flangia, con particolare riferimento al caso in cui vi defluiscono miscele, devono essere usati soltanto se garantiscono un buon livello di tenuta.
4. Valvolame.
4.1. Le valvole devono essere rese ermetiche con adeguati sistemi di tenuta.
5.1. I punti in cui si prelevano campioni di sostanze organiche liquide devono essere incapsulati o dotati di dispositivi di bloccaggio, al fine di evitare emissioni durante il prelievo.
5.2. Durante il prelievo dei campioni il prodotto di testa deve essere rimesso in circolo o completamente raccolto.
6. Caricamento.
6.1 Nel caricamento di sostanze organiche liquide devono essere assunte speciali misure per il contenimento delle emissioni, come l’aspirazione e il convogliamento dei gas di scarico in un impianto di abbattimento.