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Timestamp: 2020-08-12 09:03:12+00:00
Document Index: 17338971

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1260', 'arte 4', 'arte 3']

San Pietro, il terreno e l'eterno contenzioso: nuova mazzata per il Comune d'Ischia – Il Golfo 24
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San Pietro, il terreno e l’eterno contenzioso: nuova mazzata per il Comune d’Ischia
Gaetano Ferrandino 27 Ottobre 2016
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ISCHIA – E’ una vicenda giudiziaria che parte da molto lontano e la cui genesi si perde addirittura nella notte dei tempi, visto che parliamo di fatti e circostanze avvenuti alla fine degli anni ’70. Ma è comunque un campanello d’allarme per il Comune di Ischia, che prima o poi potrebbe trovarsi alle prese con la necessità di dover corrispondere un grosso indennizzo per un esproprio che avvenne tanto tempo fa e che non sarebbe stato ortodosso, per usare un eufemismo. E’ quanto si evince da una sentenza della prima sezione civile della Suprema Corte di Cassazione, presieduta dal dott. Salvatore Salvago sul ricorso che era stato proposto dalla Limparo contro il Comune di Ischia. I giudici hanno stabilito che l’occupazione dei terreni sulla collina di San Pietro erano illegittimi e dunque ha rimandato gli atti alla Corte di Appello per riformulare la sentenza e quantificare il risarcimento del danno. Attenzione, una precisazione è doverosa: parliamo di un’area che venne sottratta alla famiglia Di Meglio, gestori della catena alberghiera Dimhotels, non per costruire l’attuale depuratore ma quello che rientrava in un progetto decisamente più datato.
Se accanto al patto di trasferimento della proprietà, «non vi è stato anche un atto di cessione
del credito, il diritto al risarcimento dei danni compete esclusivamente a chi, essendo proprietario del bene al momento dell’evento dannoso, ha subito la relativa diminuzione patrimoniale». Nella sua sentenza questo pare essere il motivo fondante dei giudici della Cassazione. anche perché la vicenda era tanto complessa che inizialmente il Comune di Ischia era stato condannato a risarcire una società privata anche per il danno relativo al periodo precedente al subentro nella proprietà di un fondo già occupato dal comune per la realizzazione di un impianto di depurazione. In primo grado, il Tribunale di Napoli aveva riconosciuto in favore di due diverse srl proprietarie di alcuni immobili acquistati il 1° settembre del 1979 e già interessati da occupazione temporanea a favore del comune di Ischia, il diritto dal giorno successivo al risarcimento del danno ed alla indennità fino alla loro irreversibile trasformazione. Dopo un passaggio in Cassazione la decisione venne riassunta dalla Corte di appello e nel corso del giudizio si costituì la nuova Società che aveva comprato le aree dalle precedenti proprietarie. La Corte territoriale, tra l’altro, decise che il Comune andava condannato a risarcire il danno da occupazione illegittima anche per il periodo antecedente all’acquisto dell’area da parte delle originarie attrici, in favore delle quali doveva intendersi trasferito ogni diritto connesso. Entrambe le parti proposero ricorso.
Con la decisione ultima, la Cassazione ha richiamato il precedente delle Sezioni Unite, decisione n. 2951 del 2016, che, a composizione di un contrasto, aveva affermato che il diritto al risarcimento dei danni cagionati ad un bene non costituisce un accessorio del diritto di proprietà ma è un diritto di credito, distinto ed autonomo rispetto al diritto reale. Tale autonomia, spiegano i giudici di Piazza Cavour, comporta che «il diritto al risarcimento del danno subito dall’immobile, in caso di alienazione del bene, non si trasferisce insieme al diritto reale come accadrebbe se fosse un elemento accessorio, ma è suscettibile solo di specifico atto di cessione ai sensi dell’art. 1260 c.c.». Sarà ora la Corte di appello di Napoli, in sede di rinvio, a dover nuovamente decidere sul punto anche in considerazione dell’accoglimento della doglianza della società acquirente riguardo la mancata prova del «presupposto acquisitivo» da parte della pubblica amministrazione.
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Loredana Minini ha detto:
Per 26 anni sono venuta ad Ischia oltre 1 mese all’anno, abito in Lombardia in una zona x nulla toccata dal ‘virus corona’. X me Ischia dal 1 giorno l’ho così definita: ‘o l’accetti o l’acetii…’ anni fa poteva avere un po’ di fascino, ma in questi ultimi anni è diventata sempre + sporca, le strade invasate dalle auto degli ischitani, cara e senza servizi, dove gli Hotel…???? sono sorti come funghi, ma che in altri paesi non potrebbero chiamarsi hotel ma topaie. A parte 4/5 hotel che hanno costi superiori alla CostieraAmalfinana. Si mangia in genere molto male, a parte 3/4 ristoranti buoni e carissimi. Il mare è ultimamente sempre inquinato, le spiagge non esistono più, i turisti vengono trattati male con ‘spocchia’ ed arroganza. Tedeschi spariti X tutto quanto elencato e chi ci viene + a Ischia.??? E poi fate le sceneggiate ‘napoletane’ che non volete + quelli del nord.. lo vedremo a epidemia passata di che mangerete, anche se di soldi ne avete in questi anni guadagnati tanti….
Addio Ischia, ci sono luoghi molto migliori,a costi inferiori e con ottimi servizi. Mangiatevela la Vs Ischia, sarà mia premura farvi una campagna denigratoria, tanta quanta Voi ne fate ora a noi.
E…pensare che ad Ischia ci ho mandato il ‘mondo…’ peccato avete perso un’ottima occasione per tacere sperando che il tutto rientri,in particolare X il Vs bene, se poi avete 1 Ospedale che non funziona, questo dal 1 gg che venni giù, la colpa non è del Nord, che ma dei Vs governanti che avete votato…..ed eletto. Congratulazioni! Avete ucciso con le Vs sceneggiate l’unico vero sostentamento dell’isola, cioè il turismo. Preparate le valige perché ora sarete costretti come tanti anni fa ad immigrare nei paesi del nord….sempre che vi accettino.