Source: https://www.rzlex.it/proposta-di-riforma-del-processo-civile/
Timestamp: 2020-04-09 01:34:54+00:00
Document Index: 71123994

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 10']

Proposta di riforma del Processo Civile - RZLEX - Avvocato Romina Zanvettor
Proposta di riforma del Processo Civile
In data 5 dicembre 2019 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge sulla riforma del processo civile presentato dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per apportare una semplificazione del rito e la riduzione dei tempi del processo.
I punti chiave su cui sono stati formulati i quindici articoli contenuti nel d.d.l. sono:
– accorciare i tempi del processo tramite la riduzione dei termini per lo svolgimento delle varie fasi, l’obbligo, da parte del giudice, di calendarizzare le udienze e per le parti di depositare i documenti e gli atti utilizzando gli strumenti telematici;
– incentivare l’uso degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie per alcune materie e di escludere invece il ricorso obbligatorio alla mediazione in materia di responsabilità sanitaria, di contratti finanziari, bancari e assicurativi (come disposto dall’art. 2 del d.d.l.). L’esclusione di questi ambiti è stata determinata da un mancato funzionamento del procedimento di mediazione dovuto all’approccio delle stesse banche e assicurazioni;
– semplificare e velocizzare la disciplina del processo di cognizione di primo grado dinanzi al tribunale in composizione monocratica, sostituendo il procedimento ordinario di cognizione con un rito semplificato (cfr. art. 3 d.d.l.) e riducendo il numero dei casi in cui la competenza è attribuita al tribunale in composizione collegiale con l’utilizzo del ricorso come atto introduttivo (cfr. art. 4 d.d.l.);
– svolgere il processo davanti al giudice di pace sul modello di quello davanti al tribunale in composizione monocratica, eliminando il tentativo obbligatorio di conciliazione (cfr. art. 5 d.d.l.);
– tutelare maggiormente il debitore e ridurre tempi e costi della procedura di espropriazione immobiliare, a vantaggio del creditore, attraverso l’autorizzazione del giudice a vendere direttamente il bene pignorato (art. 8 del d.d.l.);
– introdurre per lo scioglimento delle comunioni uno speciale procedimento di mediazione, condotto da un mediatore iscritto in uno specifico elenco, e in caso di esito negativo assumere la relazione finale composta dal mediatore come base per il successivo procedimento contenzioso (cfr. art. 10 del d.d.l.).
Questi sono solo alcuni punti della riforma che mira a semplificare il rito e diminuire la durata del processo, mantenendo tuttavia il rispetto delle garanzie del contraddittorio tra le parti.