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Timestamp: 2018-11-17 03:08:32+00:00
Document Index: 178967954

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 321', 'art. 322', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 179', 'sentenza ', 'art. 1']

Leonzio Giuseppe Manzoni
1 Giustizia & Sentenze Il commento alle principali sentenze N Frode fiscale. Sequestro della casa coniugale La casa coniugale è sequestrabile anche se è stata assegnata alla moglie dell indagato in sede di separazione legale Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Reati tributari La natura alimentare del compendio immobiliare sottoposto a sequestro per equivalente non è sufficiente a far dichiarare illegittima l ordinanza del Tribunale del riesame di conferma della misura cautelare disposta dal GIP sui beni dell imprenditore indagato per frode fiscale. È quanto emerge dalla sentenza 24 settembre 2013, n , della Corte di Cassazione Terza Sezione Penale. La S.C. ha respinto il ricorso proposto dal coniuge legalmente separato dell indagato, in qualità di soggetto estraneo al reato e di legale rappresentante della società proprietaria dell immobile (casa coniugale) oggetto del sequestro. Presupposti del sequestro funzionale alla confisca per equivalente L istituto della confisca per equivalente è stato introdotto nel nostro ordinamento a opera dell articolo 1 della L. n. 108 del 1996, in materia di usura. Per effetto della L. n. 300 del 2000, esso è stato formalizzato nell articolo 322-ter del codice penale, in relazione alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione. Dopodiché l ambito di applicazione della confisca per equivalente è stato esteso anche ai reati tributari di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000 dall art. 1, comma 143, della L. n. 244 del 2007 (Finanziaria 2008) e, segnatamente ai reati di: dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2); dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art. 3); dichiarazione infedele (art. 4); 1
2 omessa dichiarazione (art. 5); emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 8); omesso versamento di ritenute certificate (art. 10-bis); omesso versamento di IVA (art. 10-ter); indebita compensazione (art. 10-quater); sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (art. 11). In relazione a tali delitti si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni di cui all'articolo 322-ter cod. pen. secondo cui è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono il profitto o il prezzo del reato, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca dei beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto (confisca c.d. per equivalente ). Quindi, in relazione alla commissione di reati tributari, l adozione del sequestro preventivo (ex art. 321, secondo comma, c.p.p.), finalizzato alla confisca per equivalente (ex art. 322-ter c.p) mira a colpire: il vantaggio economico illecitamente ottenuto, per cui si procede nella sfera giuridica patrimoniale dell evasore (vale a dire si colpiscono i suoi beni per un valore corrispondente alla misura dell imposta evasa). Beni di terzi La misura non può invece riguardare: i beni appartenenti a terzi estranei al reato. Sono tali i soggetti che non hanno partecipato, in alcun modo, alla condotta criminosa, con una qualsiasi attività di concorso. Comproprietà Con riguardo all intestazione di un bene in comproprietà tra l indagato e un terzo estraneo, il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, può essere eseguito sull intero immobile: 1. se è dimostrato che lo stesso è comunque nella disponibilità dell indagato; 2. oppure in ipotesi di assoluta necessità rappresentata dall'indivisibilità del bene o da comprovate esigenze finalizzate a evitarne la dispersione. In mancanza di uno di questi due presupposti, la misura cautelare può essere disposta limitatamente alla quota di proprietà di pertinenza dell indagato sulla quale poi opererà la successiva confisca (da ultimo, Cass. Sez. III pen. sentenze n. 218 del 2013 e n del 2013). 2
3 Stando alla giurisprudenza di legittimità, ai fini dell'operatività della confisca per equivalente, non è di ostacolo all ablazione dei beni: il deposito di una somma di denaro su conto corrente bancario cointestato con un soggetto estraneo al reato (Cass. Sez. III pen. n /2011); l inclusione dei beni nel fondo patrimoniale familiare (Cass. Sez. III pen. n /2012); l intestazione di un bene in comproprietà tra l'indagato e un terzo estraneo (Cass. Sez. III pen. n. 6894/2011). Sentenza n /13 Ricorso del terzo estraneo al reato Revoca/riduzione del sequestro La difesa della moglie È da escludere, inoltre, che la natura alimentare di un compendio immobiliare possa essere circostanza impeditiva del sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, se risulta che i beni sono comunque riconducibili all imprenditore indagato per frode fiscale. È quanto emerge dalla sentenza n /13 della Corte di Cassazione Terza Sezione Penale. Con la sentenza pubblicata lo scorso 24 settembre, gli Ermellini hanno respinto il ricorso proposto nell interesse del coniuge separato di un imprenditore, indagato sia in relazione al delitto di criminalità transnazionale che di frode fiscale. La parte ricorrente, in qualità di terzo estraneo al reato, ha quindi chiesto invano l annullamento dell ordinanza di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, sul presupposto che i beni interessati dalla misura (un immobile, quote societarie e il denaro presente su un conto corrente) fossero vincolati a finalità alimentari verso il coniuge legalmente separato e la figlia minore. Si ricorda in proposito che la disponibilità da parte di terzi estranei al reato dei beni oggetto del sequestro, autorizza l indagato o il terzo a chiedere al giudice la riduzione della misura oppure la restituzione di quanto risultasse nell altrui disponibilità. È compito del Tribunale, in sede di riesame, sulla base dei rilievi di cui dispone, fissare i limiti della somma sequestrabile in funzione della confisca per equivalente, mentre compete alla sede esecutiva la valutazione dell eventuale eccedenza ovvero la disponibilità da parte di terzi dei beni oggetto del sequestro (da ultimo, Cass. Pen. sez. III, n. 7078/13). Ebbene, con il ricorso per cassazione il difensore della donna: ha denunciato l erronea applicazione degli articoli 170, lett. a), 443 c.c. e 546 e 671 c.p.c. perché il sequestro aveva interessato beni vincolati a finalità alimentari verso il coniuge separato e la figlia minore; 3
4 ha dedotto che la ricorrente era soggetto estraneo alle incolpazioni elevate a carico del marito legalmente separato, nonché legale rappresentante della società proprietaria dell immobile già originariamente adibito a casa coniugale. Di qui l insequestrabilità dell immobile e del conto corrente, in quanto protetti da un vincolo di natura alimentare e neppure riconducibili per intero all indagato perché dall origine appartenenti pro indiviso a entrambi i coniugi, in ragione della loro trascorsa comunione legale. La difesa ha spiegato che oggetto del sequestro erano state le quote della società e il c/c bancario deputato all amministrazione della stessa, trattandosi di società di comodo poiché destinata a gestire il patrimonio immobiliare dei soci, costituito dalla casa coniugale, acquistata con una provvista interamente coperta dal contestuale mutuo ipotecario comprensivo dell intero corrispettivo dell acquisto, e assegnata alla moglie e alla figlia minore in regime patrimoniale di separazione personale fra coniugi. Di conseguenza, le quote della società e il conto corrente, ancorché originariamente riconducibili in apparenza all indagato, avevano natura e funzione alimentare, in quanto destinati al sostentamento del coniuge separato e della figlia minore. Casa coniugale di proprietà della società dell indagato Quote societarie e utili Ebbene, le argomentazioni della difensa non hanno affatto convinto gli Ermellini l illegittimità della decisione del Tribunale, che pertanto è stata resa definitiva. La Suprema Corte osserva che il giudice del riesame ha adeguatamente motivato l ordinanza impugnata, avendo esposto in maniera circostanziata le ragioni che lo hanno indotto a confermare il provvedimento del GIP. Infatti la casa coniugale, di proprietà della società, dapprima assegnata in comodato gratuito alla ricorrente e poi in esclusiva competenza alla stessa, come emerso in sede di separazione consensuale, è stata pagata in virtù di mutuo concesso dalla banca alla società del marito. Inoltre, in base agli accordi patrimoniali tra i coniugi i ratei del mutuo erano rimasti in carico alla società fino alla capienza dei suoi utili e, in caso di incapienza, all indagato. Per quanto riguarda invece le quote societarie sequestrate, esse sono rimaste di proprietà dell'indagato, a mezzo delle sue due società fiduciarie, così come dell indagato, tramite le due predette società, sono gli utili confluiti sul conto corrente di gestione dell immobile. Peraltro le predette quote non sono cadute nella comunione dei beni: sia perché non risulta quale fosse il regime patrimoniale adottato dai coniuge al momento del matrimonio; 4
5 sia perché non è emerso quale fosse quello convenzionalmente scelto al momento della separazione di fatto. Qualità di imprenditore Infine, vista la qualifica di imprenditore dell indagato, il Tribunale del riesame ha giustamente ritenuto che le quote societarie dell immobiliare, di totale proprietà dell indagato stesso, costituiscono beni personali a mente dell art. 179, lettere c) e d) cod. civ., secondo cui sono beni personali del coniuge i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori e i beni che servono all'esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di una azienda facente parte della comunione. Quindi, anche i beni personali dell indagato per un reato di natura fiscale, sebbene vincolati per finalità alimentari, possono essere sequestrati, se si dimostra l imputabilità della proprietà dei beni stessi in capo al reo. In conclusione, la Suprema Corte ha ritenuto legittimo il sequestro e condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali. Cassazione - Sez. III Pen sentenza n /13 Può essere soggetta a sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, la casa coniugale dell indagato per frode fiscale, La massima quand anche si tratti di bene personale assegnato al coniuge legalmente separato. La confisca per equivalente può trovare applicazione per i reati tributari commessi a Irretroattività partire dal 1 gennaio 2008, data di entrata in vigore dell art. 1, comma 143, della L. n. 244/2007. La confisca è uno strumento che assume i tratti distintivi di una vera e propria sanzione, in quanto non è commisurata né alla colpevolezza dell autore del reato né alla gravità della condotta. Essa mira a privare il reo di un qualsivoglia Finalità della confisca beneficio economico derivante dall attività per equivalente criminosa, anche di fronte all'impossibilità di aggredire l oggetto principale. Tale misura sanzionatoria, nell ambito del contrasto all evasione, si affianca alla pena detentiva per le violazioni più gravi delle norme tributarie. - Riproduzione riservata - 5