Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-9196-del-03-04-2019
Timestamp: 2020-04-09 02:00:27+00:00
Document Index: 115222568

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 117', 'art. 46', 'art. 737', 'art. 35']

Sentenza Cassazione Civile n. 9196 del 03/04/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9196 del 03/04/2019
Cassazione civile sez. VI, 03/04/2019, (ud. 19/02/2019, dep. 03/04/2019), n.9196
sul ricorso iscritto al n. 19120/2018 R.G. proposto da:
A.N., rappresentato e difeso dall’Avv. Lorenzo Trucco, con
avverso il decreto del Tribunale di Torino depositato l’8 maggio
che A.N., cittadino della Nigeria, ha proposto ricorso per cassazione, per quattro motivi, avverso il decreto 8 maggio 2018, con cui il Tribunale di Torino ha rigettato la domanda di riconoscimento della protezione sussidiaria o, in subordine, del permesso di soggiorno per motivi umanitari;
che con il primo motivo d’impugnazione il ricorrente denuncia l’illegittimità costituzionale del D.Lgs. 28 gennaio 2008, n. 25, art. 35-bis, introdotto dal D.L. 17 febbraio 2017, n. 13, art. 6, comma 1, lett. g), convertito con modificazioni dalla L. 13 aprile 2017, n. 46, per contrasto con l’art. 3 Cost., comma 1, con l’art. 24 Cost., commi 1 e 2, e con l’art. 117 Cost., commi 1, 2 5, in relazione alla Dir. 2013/32/CE del 26 giugno 2013, art. 46, par. 3, ed agli artt. 6 e 13 CEDU, sostenendo che l’assoggettamento delle controversie in materia di protezione internazionale al rito camerale si traduce in una grave violazione del principio del contraddittorio e della parità processuale delle parti, soprattutto in relazione alla partecipazione all’udienza, la cui rimessione alla discrezionalità del giudice comporta l’instaurazione di un contraddittorio meramente cartolare ed eventuale, ed all’indisponibilità da parte del difensore della videoregistrazione del colloquio svoltosi dinanzi alla commissione territoriale fino al momento della proposizione del ricorso, nonchè alla soppressione del giudizio di appello, che determinano un’irragionevole compressione delle garanzie processuali dell’istante, sia sotto il profilo sia del contraddittorio che del giusto processo e del diritto di difesa;
che la predetta questione è stata già esaminata da questa Corte, e dichiarata manifestamente infondata, in virtù del rilievo che il rito camerale di cui all’art. 737 e ss. c.p.c., previsto anche per la trattazione di controversie in materia di diritti e di status, è idoneo a garantire il contraddittorio anche nel caso in cui non venga fissata l’udienza, sia perchè tale eventualità è limitata soltanto alle ipotesi in cui, in ragione della attività istruttoria precedentemente svolta, essa appaia superflua, sia perchè in assenza della trattazione orale le parti sono comunque garantite dal diritto di depositare difese scritte (cfr. Cass., Sez. I, 5/07/2018, n. 17717);
che l’imposizione del rito camerale non contrasta con i principi costituzionali invocati neppure in relazione alla prevista non reclamabilità del decreto di primo grado, trovando la stessa ragionevole giustificazione nell’esigenza di accelerare la definizione dei giudizi in questione, aventi ad oggetto diritti fondamentali, ed essendo rimessa alla discrezionalità del legislatore la scelta di escludere l’appellabilità della decisione di primo grado, con riguardo ai giudizi che sollecitano una pronta soluzione, dal momento che la garanzia del doppio grado di giurisdizione di merito non trova copertura generalizzata a livello costituzionale (cfr. ex plurimis, Corte Cost., sent. n. 199 del 2017 e 243 del 2014, ord. n. 42 del 2014);
che con il secondo motivo il ricorrente deduce la violazione e/o l’erronea applicazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, commi 9, 10 e 11, rilevando che, nonostante l’indisponibilità della videoregistrazione del colloquio, il Tribunale ha omesso di procedere alla fissazione dell’udienza di comparizione delle parti, in tal modo determinando una violazione istruttoria che ha condotto al rigetto della domanda, essendo stata esclusa l’attendibilità delle dichiarazioni rese da esso ricorrente senza che ne fosse stata disposta l’audizione;
che il decreto impugnato va quindi cassato, restando assorbiti gli altri due motivi d’impugnazione, concernenti la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della protezione internazionale, con il conseguente rinvio della causa al Tribunale di Torino, che provvederà, in diversa composizione, anche al regolamento delle spese del giudizio di legittimità.
rigetta il primo motivo di ricorso; accoglie il secondo; dichiara assorbiti gli altri motivi; cassa il decreto impugnato; rinvia al Tribunale di Torino, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.