Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_mediazione/5
Timestamp: 2019-01-16 22:01:53+00:00
Document Index: 126317751

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 27', 'art. 5', 'art.5', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 10', 'art.5', 'art.5', 'art. 5', 'art. 183', 'art. 5', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 111', 'art. 5', 'art.5', 'art.5', 'art. 5', 'art. 24', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 190', 'art. 5', 'art. 175', 'art. 5', 'art.3', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 669', 'art. 5', 'art. 309', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 702', 'art. 5', 'art. 702', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 2901', 'art. 5', 'art. 2901', 'art. 5', 'art. 84', 'sentenza ']

1. Chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa ad una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilita' medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicita', contratti assicurativi, bancari e finanziari, e' tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell'articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le materie ivi regolate. L'esperimento del procedimento di mediazione e' condizione di procedibilita' della domanda giudiziale. L'improcedibilita' deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione e' gia' iniziata, ma non si e' conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 6. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non e' stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione. Il presente comma non si applica alle azioni previste dagli articoli 37, 140 e 140-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni (1).
1- bis. Chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilita' medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicita', contratti assicurativi, bancari e finanziari, e' tenuto, assistito dall'avvocato, preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto ovvero i procedimenti previsti dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, e dai rispettivi regolamenti di attuazione ovvero il procedimento istituito in attuazione dell'articolo 128-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 , e successive modificazioni, per le materie ivi regolate. L'esperimento del procedimento di mediazione e' condizione di procedibilita' della domanda giudiziale. La presente disposizione ha efficacia per i quattro anni successivi alla data della sua entrata in vigore. Al termine di due anni dalla medesima data di entrata in vigore e' attivato su iniziativa del Ministero della giustizia il monitoraggio degli esiti di tale sperimentazione. L'improcedibilita' deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione e' gia' iniziata, ma non si e' conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all' articolo 6 . Allo stesso modo provvede quando la mediazione non e' stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione. Il presente comma non si applica alle azioni previste dagli articoli 37 , 140 e 140-bis del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 , e successive modificazioni (2).
2. Fermo quanto previsto dal comma 1-bis e salvo quanto disposto dai commi 3 e 4, il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell'istruzione e il comportamento delle parti, puo' disporre l'esperimento del procedimento di mediazione; in tal caso, l'esperimento del procedimento di mediazione e' condizione di procedibilita' della domanda giudiziale anche in sede di appello. Il provvedimento di cui al periodo precedente e' adottato prima dell'udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non e' prevista, prima della discussione della causa. Il giudice fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 6 e, quando la media- zione non e' gia' stata avviata, assegna contestualmente alle parti il termine di' quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione (3) (4).
2-bis. Quando l'esperimento del procedimento di mediazione e' condizione di procedibilita' della domanda giudiziale la condizione si considera avverata se il primo incontro dinanzi al mediatore si conclude senza l'accordo (5).
g) nell'azione civile esercitata nel processo penale (6).
5. Fermo quanto previsto dal comma 1-bis e salvo quanto disposto dai commi 3 e 4, se il contratto, lo statuto ovvero l'atto costitutivo dell'ente prevedono una clausola di mediazione o conciliazione e il tentativo non risulta esperito, il giudice o l'arbitro, su eccezione di parte, proposta nella prima difesa, assegna alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione e fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 6. Allo stesso modo il giudice o l'arbitro fissa la successiva udienza quando la mediazione o il tentativo di conciliazione sono iniziati, ma non conclusi. La domanda e' presentata davanti all'organismo indicato dalla clausola, se iscritto nel registro, ovvero, in mancanza, davanti ad un altro organismo iscritto, fermo il rispetto del criterio di cui all'articolo 4, comma 1. In ogni caso, le parti possono concordare, successivamente al contratto o allo statuto o all'atto costitutivo, l'individuazione di un diverso organismo iscritto (7) (8).
(1) La Corte Costituzionale con sentenza 6 dicembre 2012, n. 272 ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale del presente comma.
(2) Comma inserito dall'articolo 84, comma 1, lettera b), del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98, con la decorrenza indicata nell'articolo 84, comma 2, del medesimo decreto e successivamente modificato dall'articolo 1-bis, comma 2, del D.Lgs. 6 agosto 2015, n. 130. A norma dell’ articolo 2, comma 1, del D.L.gs. 130/2015, le presenti disposizioni si applicano a decorrere dal 9 gennaio 2016.
(3) Comma sostituito dall'articolo 84, comma 1, lettera c), del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98, con la decorrenza indicata nell'articolo 84, comma 2, del medesimo decreto.
(4) La Corte Costituzionale con sentenza 6 dicembre 2012, n. 272 ha dichiarato, in via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 l'illegittimita' costituzionale del presente comma, primo periodo, limitatamente alle parole «Fermo quanto previsto dal comma 1 e».
(5) Comma inserito dall'articolo 84, comma 1, lettera c-bis), del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98, con la decorrenza indicata nell'articolo 84, comma 2, del medesimo decreto.
(6) Comma sostituito dall'articolo 84, comma 1, lettera d), del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98, con la decorrenza indicata nell'articolo 84, comma 2, del medesimo decreto.
(7) Comma sostituito dall'articolo 84, comma 1, lettera e), del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98, con la decorrenza indicata nell'articolo 84, comma 2, del medesimo decreto.
(8) La Corte Costituzionale con sentenza 6 dicembre 2012, n. 272 aveva dichiarato in riferimento al precedente testo, in via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 l'illegittimita' costituzionale del presente comma, limitatamente alle parole «Fermo quanto previsto dal comma 1 e».
Mediazione obbligatoria art. 5 D.Lgs. 28/2010 – Deposito domanda di attivazione – Omessa fissazione primo incontro di mediazione – Improcedibilità.
A fronte dell’inerzia dell’organismo di mediazione che, nonostante il deposito della domanda di attivazione non ha fissato l’udienza di comparizione, è necessaria un’attività ulteriore della parte onerata, ossia una sollecitazione formale e/o una messa in mora, onde dimostrare che il mancato esperimento della procedura di mediazione non è a lei imputabile. (Antonella Lillo) (riproduzione riservata)
È l’esperimento del procedimento di mediazione che realizza la condizione di procedibilità della domanda giudiziale e non il deposito della domanda di mediazione. (Antonella Lillo) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 19 Settembre 2018. Segue...
Processo civile – Mediazione – Clausola contrattuale di mediazione – Mancato esperimento della mediazione – Eccezione del convenuto alla prima udienza – Assegnazione di termine per la presentazione della domanda di mediazione – Necessità – Sussiste.
Poiché la previsione relativa alla mediazione obbligatoria per volontà delle parti non è stata oggetto diretto della declaratoria di illegittimità costituzionale pronunciata dalla Corte Cost., 6 dicembre 2012, n,272, qualora non risulti il tentativo esperito e a fronte di tempestiva eccezione sollevata dal convenuto, va assegnato alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 25 Giugno 2018. Segue...
Contratto di leasing – Riconducibilità alla nozione di contratto finanziario – Sussistenza – Controversie aventi ad oggetto contratti di leasing – Obbligo di esperire il previo tentativo di mediazione – Applicabilità.
Procedimento monitorio – Opposizione a decreto ingiuntivo – Mediazione obbligatoria – Onere di attivazione: spetta all’opponente – Perentorietà del termine di legge – Mancata o tardiva attivazione – Improcedibilità dell’opposizione – Sussiste – Esecutività del decreto opposto – Sussiste.
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo l’onere di attivare la procedura di mediazione è da rinvenirsi in capo all’attore-opponente, il quale ha interesse a stimolare la prosecuzione del procedimento di opposizione al fine di ottenere, in caso di fondamento delle proprie doglianze, la revoca del decreto.
Il termine di 15 giorni previsto dall’art.5, co.1 bis, D.Lgs. 4/3/2010, va ritenuto perentorio.
La mediazione tardivamente attivata provoca gli stessi effetti del mancato esperimento di essa, con conseguente applicazione della sanzione di improcedibilità della domanda giudiziale e la conferma ed esecutività del decreto ingiuntivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 18 Aprile 2018. Segue...
Condominio – Risarcimento danni – Mancato avvio del tentativo di negoziazione assistita obbligatoria – Ammissibilità in alternativa della mediazione – Procedibilità della domanda.
Pertanto, deve ritenersi che l’esperimento del tentativo di mediazione, in luogo del procedimento di negoziazione assistita – ancorché in un’ipotesi non assoggettata alla mediazione obbligatoria ex art. 5 del D. Lgs. 28/2010 – risponda comunque alla ratio della normativa in tema di negoziazione assistita in quanto tende ad assicurare l’esperimento di un tentativo di definizione stragiudiziale della controversia con modalità più stringenti ed, almeno in ipotesi, più efficaci rispetto a quello prescritto dal legislatore. (Stefano Vitale) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 23 Marzo 2018. Segue...
Mediazione – Rinnovazione – Partecipazione al procedimento di consulenza delle imprese di assicurazione dell'ente ospedaliero e del professionista.
La rinnovazione della mediazione con un ambito soggettivo più ampio di quello originario può assicurare maggiormente il risultato conciliativo e di ciò si ha una indiretta conferma nel disposto del comma 4 dell'art. 8 della l. 24/2017; tale norma infatti prevede testualmente che: “la partecipazione al procedimento di consulenza preventiva è obbligatoria per tutte le parti, comprese le imprese di assicurazione di cui all’art. 10”; e il legislatore infatti prevedendo che le compagnie assicuratrici dell'ente ospedaliero e del professionista sono parti necessarie il procedimento di ATP e, per di più, quelle principalmente onerate della proposta conciliativa, ha inteso assicurare la funzione conciliativa dell’istituto nella piena consapevolezza che senza un loro coinvolgimento le possibilità conciliativa sono assai ridotte. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 02 Febbraio 2018. Segue...
Gratuito patrocinio - Procedimento di mediazione - Applicabilità - Esclusione.
La disciplina del gratuito patrocinio non può essere applicata alla procedura di mediazione, la quale non ha natura giudiziale, e ciò anche nel caso in cui la parte sia stata ammessa al beneficio e si versi in ipotesi di mediazione obbligatoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 11 Gennaio 2018. Segue...
Mediazione – Materia condominiale – Revoca dell’amministratore – Condizione di procedibilità della mediazione – Affermazione.
Non possono sussistere dubbi in ordine alla applicabilità al procedimento di revoca dell’amministratore condominiale della procedura di mediazione quale condizione di procedibilità.
In senso contrario non può rilevare la previsione contenuta nell’art.5, comma 4, lettera f, D.Lgs. 28/2010 che esclude in via generale l’applicabilità del comma 1 bis per i procedimenti in camera di consiglio, atteso che è evidente che gli artt.71 quater e 64 disp.att. c.c. rappresentano norma speciale nella specifica materia del condominio, dovendosi peraltro considerare che a ritenere il contrario le due norme risulterebbero in parte qua sostanzialmente abrogate implicitamente, risultando del tutto inapplicabili; mentre, ravvisando il rapporto di specialità nel senso prospettato, l’art.5, comma 4, lettera f, del D.Lgs. 28/2010 manterrebbe un ampio spettro applicativo per tutti gli ulteriori procedimenti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Macerata, 10 Gennaio 2018. Segue...
Mediazione obbligatoria art. 5 D.Lgs. 28/2010 – Mancata partecipazione personale della parte – Improcedibilità.
In materia bancaria, l’ordine del giudice di procedere con il tentativo obbligatorio di mediazione può ritenersi rispettato solo se alla riunione partecipa la parte od un suo delegato, unitamente al difensore. Per tale ragione, allorché innanzi al mediatore compaiano solo i difensori, anche se in rappresentanza delle parti, non può considerarsi esperito il tentativo di mediazione, venendo meno ogni possibilità che la ricerca della soluzione concordata sia effettiva. (Antonella Lillo) (riproduzione riservata)
Le eccezioni di natura processuale (come quella della mancata partecipazione personale della parte alla mediazione) hanno un ambito di rilevabilità circoscritto al giudizio al quale attengono, sicché il procedimento di mediazione, sia per la sua finalità sia per le sue caratteristiche strutturali di fase autonoma, non è la sede deputata alla formalizzazione di eccezioni processuali relative al giudizio di opposizione. (Antonella Lillo) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 21 Dicembre 2017. Segue...
Mediazione – Delegata – In procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo – Onere di attivazione della mediazione – Spetta all’opponente
Proposizione della domanda oltre il termine assegnato dal giudice – Improcedibilità della domanda – Negazione – Mancata conclusione della mediazione entro la data dell’udienza di rinvio – Improcedibilità della domanda – Affermazione.
In caso di opposizione a decreto ingiuntivo, l’onere di avviare la procedura di mediazione delegata grava sulla parte opponente, con la conseguenza che la mancata attivazione della mediazione comporta la declaratoria di improcedibilità dell’opposizione e la definitività del decreto ingiuntivo opposto, che acquista l’incontrovertibilità tipica del giudicato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Il termine assegnato dal giudice per la presentazione della domanda di mediazione ha natura non perentoria, per: a) la mancanza di una espressa previsione di legge di perentorietà del termine; b) sulla base dello scopo che il termine persegue, che è quello di compulsarle parti all’attivazione della procedura, in modo che essa possa essere portata a termine prima della celebrazione dell’udienza di rinvio, che – a sua volta – deve essere fissata dopo la scadenza del termine di durata della mediazione.
La sanzione di improcedibilità della domanda giudiziale non consegue alla mancata proposizione della domanda di mediazione, bensì all’omesso esperimento del procedimento entro il termine di celebrazione dell’udienza di rinvio del processo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vasto, 27 Settembre 2017. Segue...
È l’esperimento del procedimento di mediazione che realizza la condizione di procedibilità della domanda giudiziale e non il deposito della domanda di mediazione. (Antonella Lillo) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 19 Settembre 2017. Segue...
Processo civile – Mediazione obbligatoria – Onere a carico dell’opponente.
E’ sull'opponente che deve gravare l'onere della mediazione obbligatoria, prevista quale condizione di procedibilità del giudizio dall'articolo 5 del decreto legislativo n. 28 del 2010. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 12 Settembre 2017. Segue...
Il mancato esperimento, nel termine assegnato, determina la dichiarazione di improcedibilità della causa d’opposizione e la pronuncia accessoria della conferma e definitiva esecutività del decreto ingiuntivo opposto. (Luigi Carlo Ravarini) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 19 Luglio 2017. Segue...
Mediazione – Termine per instaurare il procedimento mediativo – Natura processuale perentoria – Esclusione.
Il termine che il giudice assegna per instaurare la mediazione non ha natura processuale ma sostanziale o, comunque, meramente procedimentale. È un termine finalizzato a regolare l’avvio di un procedimento alternativo a quello giurisdizionale e non può̀ avere effetti processuali regolati da norme riferibili solo al procedimento ordinario, anche considerato che altrimenti verrebbero frustrate le finalità̀ di derivazione eurounitaria volte a tutelare una disciplina orientata ad incentivare soluzioni delle controversie pacifiche e alternative alla giurisdizione, senza eccessiva compromissione del diritto di agire. D'altronde, la condizione di procedibilità̀ è collegata all'esperimento della mediazione e non all'avvio della mediazione nel termine fissato. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 17 Luglio 2017. Segue...
Rinvio pregiudiziale – Tutela dei consumatori – Procedure di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) – Direttiva 2008/52/CE – Direttiva 2013/11/UE – Articolo 3, paragrafo 2 – Opposizione proposta da consumatori nell’ambito di un procedimento per ingiunzione di pagamento promosso da un istituto di credito – Diritto di accesso alla giustizia – Normativa nazionale che prevede il ricorso obbligatorio a una procedura di mediazione – Obbligo di essere assistito da un avvocato – Condizione di procedibilità del ricorso giurisdizionale.
La medesima direttiva dev’essere invece interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale, come quella di cui al procedimento principale, la quale prevede che, nell’ambito di una mediazione siffatta, i consumatori debbano essere assistiti da un avvocato e possano ritirarsi da una procedura di mediazione solo se dimostrano l’esistenza di un giustificato motivo a sostegno di tale decisione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 14 Giugno 2017. Segue...
Mediazione – Termine per rilevare la improcedibilità – Concessione dei termini ex art. 183 comma VI c.p.c. – Sussiste.
In base a quanto previsto dall’art. 5 del d.lgs. 28/10, l’improcedibilità per omesso esperimento del tentativo di mediazione deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza; il concetto di prima udienza deve essere letto non in relazione alla sua configurazione formale ma a quella sostanziale, ossia a quella di udienza ex art. 183 c.p.c., con la conseguenza che il rilievo d'ufficio può essere effettuato, nel caso in cui la prima udienza si sia articolata, formalmente, in più udienze, anche dopo la prima (sul punto cfr., per casi analoghi Cass. (ord.) 19410/2010 e 1167/2007), ma comunque fino al momento in cui il giudice può porre alle parti, ex art. 183, comma 4, c.p.c., le questioni rilevabili d’ufficio delle quali ritiene opportuna la trattazione. Ecco che, concessi i termini ex art. 183, comma 6, c.p.c. o ammessi i mezzi istruttori, non può più effettuarsi il rilievo officioso dell’improcedibilita. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 27 Maggio 2017. Segue...
Mediazione demandata – Mancata prosecuzione oltre il primo incontro – Conseguenze – Improcedibilità dell’azione.
In materia di mediazione obbligatoria, non può considerarsi assolta la condizione di procedibilità prevista dall’art. 5, comma 1-bis, d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 ove le parti si siano limitate a presenziare al primo incontro preliminare informativo davanti al mediatore dichiarando di non voler proseguire oltre (nella specie, il giudice di merito aveva inviato le parti in mediazione, le quali al primo incontro informativo avevano dichiarato al mediatore di non volersi avvalere delle procedura, manifestando così il loro disinteresse ad una definizione concordata della lite). (Alessandro Albè) (riproduzione riservata) Appello Milano, 10 Maggio 2017. Segue...
Mediazione - Condizione di procedibilità e non di proponibilità della domanda - Rinvio alla udienza successiva - Differimento delle attività da svolgersi nel giudizio già pendente - Nullità - Esclusione.
La mediazione costituisce condizione di procedibilità e non di proponibilità della domanda, e che, in mancanza di essa, ai sensi dell'art. 5, comma 1, del decreto legislativo n. 28/2010, il giudice opera un semplice rinvio della "successiva udienza" ("il giudice ove rilevi che la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'art. 6. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione"); di conseguenza, laddove la domanda giudiziale sia proposta in mancanza del previo esperimento del procedimento di mediazione ed il convenuto proponga la relativa eccezione, si determina un semplice differimento delle attività da svolgersi nel giudizio già pendente, ma non la nullità di quelle fino a quel momento svolte, e restano pertanto ferme le decadenze già verificatesi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 13 Aprile 2017, n. 9557. Segue...
Mancato esperimento del tentativo obbligatorio di mediazione – Preclusioni – Attività giudiziale svolta – Nullità – Esclusione.
Il differimento della prima udienza di comparizione in virtù del mancato esperimento del tentativo obbligatorio di mediazione non determina anche il differimento delle barriere preclusive poste a carico del convenuto: i termini decadenziali per la costituzione in giudizio vanno calcolati rispetto alla prima udienza tenuta e non a quella fissata per la verifica della condizione di procedibilità. (Stefano De Luca Musella) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 13 Aprile 2017, n. 9557. Segue...
Mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5 del d. lgs. 28/2010 - Comunicazione a mezzo legale di non adesione all’invito alla mediazione - Mancata partecipazione all’incontro della parte costituita – Giustificazione - Insussistenza.
La mancata partecipazione della parte all’incontro fissato dall’organismo di mediazione ai sensi dell’art. 8 del d. lgs. 28/2010, non è giustificata dal mero invio di comunicazione da parte del proprio legale che essa non intende aderire al tentativo di mediazione, dovendo lo stesso essere effettivo e, quindi, potendo concretamente esplicarsi solo nel caso in cui vi sia stata la diretta partecipazione della parte, personalmente ovvero tramite un suo legale munito di mandato. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 25 Ottobre 2016. Segue...
Non è peregrina la tesi che in forza del disposto di legge l'improcedibilità della domanda possa derivare solo dal mancato esperimento della mediazione. [Con l’ordinanza in oggetto, la Corte ha confermato la sospensiva di una sentenza di primo grado che aveva dichiarato improcedibile un’opposizione a decreto ingiuntivo per avvio del procedimento di mediazione, da parte dell'opponente, oltre il termine assegnato dal giudice.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 14 Ottobre 2016. Segue...
Ai fini della verifica in ordine alla tempestività della “presentazione” della domanda di mediazione non si deve avere riguardo alla data di deposito della domanda di mediazione presso l’organismo adito, bensì, in caso di utilizzo della posta raccomandata, a quella di invio della medesima. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 14 Settembre 2016. Segue...
Mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5 del d. lgs. 28/2010 – Mancata attivazione della mediazione nei confronti di un terzo chiamato – Improcedibilità del giudizio – Insussistenza.
La mediazione obbligatoria di cui all’art. 5 del d. lgs. 28/2010 deve essere esperita unicamente in relazione alle domande proposte dall’attore nei confronti del convenuto ma non con riguardo alle domande proposte da quest’ultimo nei confronti di terzi chiamati in quanto a) una diversa soluzione comporterebbe un notevole allungamento dei tempi di definizione del processo, in contrasto con il principio di ragionevole durata dello stesso stabilito dall’art. 111 Cost.; b) le disposizioni che prevedono condizioni di procedibilità, costituendo deroga al diritto di azione, sono di stretta interpretazione; c) l’art. 5 del d. lgs. 28/2010 menziona solo il convenuto quale soggetto legittimato a dedurre il difetto del previo esperimento del tentativo di conciliazione. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 14 Giugno 2016. Segue...
Processo civile – Mediazione obbligatoria ex D.Lgs. 28/2012 – Applicabilità alla domanda riconvenzionale non discussa nella precedente mediazione instaurata dall’attore.
L’onere del preventivo esperimento del tentativo di conciliazione sussiste anche nei confronti del convenuto che proponga una domanda riconvenzionale cd. inedita, se anch’essa soggetto a mediazione ai sensi dell’art.5 comma 1 bis D.Lgs. 28/2010. Infatti, l’esclusione della domanda del convenuto dall’ambito di applicazione di tale norma provocherebbe un’ingiustificata disparità di trattamento tra attore e convenuto, del tutto illegittima.
Il termine “convenuto” utilizzato dall’art.5 comma 1 bis D.Lgs. 28/2010 per indicare il soggetto che eccepisce l’improcedibilità della domanda ben può essere riferito all’attore rispetto alla domanda riconvenzionale. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 12 Maggio 2016. Segue...
Mediazione obbligatoria – Domanda riconvenzionale – Suo assoggettamento alla mediazione – Esclusione.
Sul tema dell’assoggettamento alla mediazione obbligatoria della domanda riconvenzionale (inedita o meno) rientrante nelle materie di cui al D.Lgs. 28/10 (come anche delle domande dei terzi chiamati in causa, delle domande trasversali, della reconventio reconventionis), deve ritenersi preferibile la più ragionevole e razionale tesi negativa, che si fonda: A) sull’esigenza di interpretare l’art. 5 D.Lgs. 28/10 alla luce dei principi: 1) di ragionevole durata del processo; 2) di efficienza ed effettività della tutela giurisdizionale rispetto alle norme di deroga alla giurisdizione alla luce dell’art. 24 Cost.; 3) di equilibrio nella relazione tra procedimento giudiziario e mediazione come espresso dalla Direttiva 2008/52/CEE; B) sull’esigenza di rispettare l’autentica finalità dell’istituto mediatorio che è marcatamente deflattiva, tenuto conto che, rispetto alla domanda riconvenzionale, l’esperimento della mediazione non sortisce l’effetto di chiudere il giudizio in corso non essendo generalmente idoneo, dopo il fallimento del procedimento di mediazione sulla domanda principale, a porre fine al giudizio idoneo; C) sull’esigenza di evitare la formulazione di domande riconvenzionali ‘strumentali’ al solo fine di imporre al giudice l’invio in mediazione, con conseguente allungamento dei tempi processuali anche per la definizione della domanda principale. (Eugenia Tommasi Di Vignano) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 24 Marzo 2016. Segue...
Mediazione in genere – Mediazione obbligatoria – Opposizione a decreto ingiuntivo – Onere della mediazione – Incombe sull’opposto .
In caso di opposizione a decreto ingiuntivo, ed esaurita la fase attinente alla concessione, od alla sospensione, della provvisoria esecuzione, la parte onerata di proporre la domanda di mediazione è il creditore opposto essendo essa – come da costante giurisprudenza della Suprema Corte – parte attrice in senso sostanziale con l’esercizio in giudizio dell’azione monitoria, di cui la fase di opposizione rappresenta mera prosecuzione eventuale.
Sul punto non appare convincente l’opinione contraria del tutto recentemente ammessa dalla Suprema Corte (Sezione III, 03.12.2015 n. 24629) secondo la quale l’ingiungente creditore, attraverso il decreto ingiuntivo, ha scelto la linea deflattiva coerente con la logica dell’efficienza processuale e della ragionevole durata del processo, nel mentre è l’opponente che ha il potere e l’interesse ad introdurre il giudizio di merito, cioè la soluzione più dispendiosa, osteggiata dal legislatore, opinione non convincente in quanto all’opponente non è data altra alternativa del procedimento di cognizione per far valere le proprie eccezioni, sia in quanto, come espressamente indicato dalla legge, è onerata dell’attivazione la parte che intende esercitare in giudizio un’azione, con onere della prova dei relativi fatti costitutivi, e non la parte che, genericamente, ha interesse ad introdurre un giudizio di merito, indispensabile, in questo caso, ai soli fini di far accertare fatti modificativi, impeditivi o estintivi del diritto fatto valere dell’ingiungente con l’azione monitoria esercitata, sia infine – ma non ultimo – in quanto sempre per espressa previsione legislativa il tentativo di mediazione nel caso di procedimento monitorio è differito in esito all’ordinanza sulla sospensione o concessione della provvisoria esecuzione e dunque – necessariamente - ad opposizione già introdotta. (Nunzio Salice) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 16 Febbraio 2016. Segue...
Giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo – Mediazione obbligatoria – Applicazione della normativa in materia.
La mediazione obbligatoria non costituisce un formale adempimento burocratico privo di contenuto funzionale e sostanziale, ma l’occasione per cercare una soluzione stragiudiziale della vertenza in termini più rapidi e soddisfacenti rispetto alla risposta che può fornire il giudice. In quest’ottica, non si può ritenere che, nei giudizi in cui la mediazione è condizione di procedibilità ex art. 5 d. lgs. 28/2010, detta condizione sia perfezionata laddove le parti pongano in essere condotte elusive del dettato normativo e della ratio legis. (Chiara Tenella) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 03 Febbraio 2016. Segue...
Esito infruttuoso della negoziazione assistita su una controversia soggetta a mediazione obbligatoria ex lege – Necessità di esperire la mediazione a pena di improcedibilità della domanda giudiziale – Sussiste .
L’art. 3, comma 5 primo periodo del d.l. 132/2014, convertito nella legge 162/2014, laddove prevede che: “Restano ferme le disposizioni che prevedono speciali procedimenti obbligatori di mediazione e conciliazione, comunque denominati…”, impone espressamente il cumulo tra negoziazione assistita obbligatoria e procedure stragiudiziali obbligatorie, per legge o per previsione contrattuale o statutaria, salvo che la controversia non sia soggetta a mediazione obbligatoria ex lege, perché in tal caso solo questa procedura va esperita. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
L’esito infruttuoso della negoziazione assistita facoltativa esperita non esonera le parti dall’esperimento della mediazione, qualora quest’ultima costituisca condizione di procedibilità della domanda giudiziale, tanto più sei si considera che una simile sequenza non appare in astratto inutilmente dilatoria, a differenza di quella inversa (negoziazione esperita dopo il fallimento della mediazione) poichè consente il passaggio ad una procedura stragiudiziale che presenta un valore aggiunto rispetto alla prima, costituito dall’intervento di un terzo imparziale, che può favorire l’esto conciliativo. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 23 Dicembre 2015. Segue...
Mediazione - Opposizione a decreto ingiuntivo ottenuto nei confronti di due fideiussori - Natura bancaria della controversia - Esclusione.
Ai fini dell'applicabilità della disciplina della mediazione, in una causa di opposizione a decreto ingiuntivo ottenuto contro due fideiussori di un correntista, la sola qualità di istituto di credito di una delle parti di una fideiussione non è elemento sufficiente a far qualificare il contratto come bancario ex art. 5 dlgs 28/2010. (Paolo Puliti) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 26 Novembre 2015. Segue...
Condanna ai sensi dell’art. 8, comma 5, secondo periodo del d. lgs. 28/2010 – Natura sanzionatoria – Possibilità di emetterla nei confronti di ciascuna dei soggetti-parti processuali che non hanno partecipato alla mediazione – Sussistenza.
La condanna di cui all’art. 8 comma 5 secondo periodo del d. lgs. 28/2010, avendo natura sanzionatoria, va adottata nei confronti di ciascuna delle parti che non abbiano partecipato al procedimento di mediazione senza giustificato motivo, a fortiori quando le loro posizioni non siano inscindibili ed esse possano quindi valutare indipendentemente l’una dall’altra di aderire alla prospettiva conciliativa. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 12 Novembre 2015. Segue...
Controversia instaurata dall’ex coniuge per la quota del TFR – Mediazione civile – Applicabilità – Sussiste.
L’istituto della mediazione civile, previsto dall’art. 5 d.lgs. 28 del 2010, è applicabile anche alle controversie familiari, là dove il diritto non sia indisponibile. In particolare, è applicabile alla controversia instaurata dalla ex moglie affinché sia accertato il suo diritto, ex art. 12-bis l. 898 del 1970, a una quota – pari al 40% - del trattamento di fine rapporto lavorativo liquidato all’ex marito. Si versa, infatti, in una lite che ha ad oggetto un diritto di credito, seppur nel contesto più ampio di un conflitto familiare. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14 Ottobre 2015. Segue...
Controversia instaurata dall’Avvocato contro il cliente per il pagamento del compenso ex art. 14 d.lgs 150 del 2011 – Plurime azioni giudiziali – Frazionamento del credito – Mediazione civile – Opportunità – Sussiste.
Nell’ipotesi in cui l’Avvocato abbia agito con distinte azioni per recuperare diversi compensi contro il medesimo cliente, si rivela opportuno il procedimento di mediazione civile prescritto dal giudice, anche per consentire alle parti di evitare di incorrere nelle conseguenze processuali che discendono dall’intervenuto frazionamento di un credito unitario e pure per consentire al mediatore di risolvere il conflitto nella sua globalità. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14 Ottobre 2015. Segue...
Improcedibilità dell’opposizione per omesso esperimento del tentativo di conciliazione - Improcedibilità dell’opposizione per mancata comparizione di tutte le parti davanti al mediatore - Infondatezza.
E’ infondata la questione pregiudiziale rispetto ad ogni altra, relativa alla pretesa (da parte dell’Istituto opposto) di improcedibilità dell’opposizione per omesso esperimento del tentativo di mediazione obbligatorio da parte dei garanti, persone fisiche (unica questione tempestivamente eccepita dalla parte e rilevata dallo scrivente in sede di prima udienza) nonché per mancata comparizione personale di tutte le parti opponenti dinanzi al mediatore (questione in verità non eccepita dalla parte e non rilevata entro quel rigoroso termine preclusivo, ma solo nell’ambito delle conclusionali ex art. 190 cpc). (Paolo Borrelli) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 08 Settembre 2015. Segue...
Mediazione demandata dal giudice – Espunzione dell’istituto dal dlgs 28 del 2010 ad opera del dl 69 del 2013 – Persistente del potere in capo al giudice – Sussiste.
La nuova formulazione normativa dell’art. 5 comma II d.lgs. 28 del 2010 non è incompatibile con un generale potere del giudice (art. 175 c.p.c.) di sollecitare un percorso volontario di mediazione mediante un invito: invito che, se seguito dalla adesione delle parti, ha il vantaggio (per le parti stesse) di non comportare conseguenze in punto di procedibilità della domanda. Infatti, la mediazione demandata dal giudice, altro non è se non una forma di mediazione volontaria, veicolata dal suggerimento del magistrato: l’espunzione dell’istituto della cd. mediazione demandata dal giudice (a seguito del d.l. 69 del 2013), pertanto, non esclude e nemmeno limita la facoltà del giudicante di sollecitare una riflessione nei litiganti, mediante invito a rivolgersi spontaneamente ad un organismo di mediazione. Si ricade nell’ambito dei normali poteri di governance giudiziale (175 c.p.c.). Né più e né meno di quanto già avviene per il celebre «invito a coltivare trattative». Pertanto, è sempre possibile – pur nella vigenza dell’attuale versione normativa del dlgs 28 del 2010 – che il giudice inviti le parti ad avviare il procedimento di mediazione, su scelta volontaria. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Luglio 2015. Segue...
Mediazione civile demandata dal giudice – Esperibilità in processi aventi ad oggetto diritti indisponibili – Possibilità – Sussiste – Condizioni.
La presenza del «diritto indisponibile» nel procedimento civile non esclude la co-presenza di diritti del tutto disponibili e, quindi, negoziabili. E, in genere, a fronte di una azione che ricada su diritti disponibili è sussistente un interesse sostanziale della parte che (anche solo) indirettamente mira al soddisfacimento di situazione giuridiche soggettive negoziabili. In un habitat processuale in cui convivano pretese a giurisdizione necessaria e interessi suscettibili di transazione, deve trovare spazio il principio secondo il quale la mediazione civile è suscettibile di trovare applicazione per quella “parte” di procedimento in cui imperano interessi disponibili e, perciò, negoziabili. L’eventuale accordo sulla parte disponibile del processo può, infatti, avere poi ricadute sul procedimenti in generale: infatti, la composizione del conflitto “spegne” l’interesse delle parti per la procedura giudiziale che può, a questo punto, essere oggetto di atti dispositivi anche indiretti (negozi processuali. Si pensi al caso della parte attrice che rinuncia alla domanda giudiziale avente ad oggetto diritti indisponibili). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Luglio 2015. Segue...
La domanda, indeterminata nel quantum, con la quale una parte lamenti la lesione del diritto alla salute e non quella della componente non patrimoniale del diritto reale, seppure connessa a quella di accertamento di un diritto reale, non è soggetta, a differenza della seconda, a mediazione ai sensi dell’art. 5, comma 1 bis, d. lgs. 28/2010 e nemmeno a negoziazione assistita ai sensi dell’art.3, comma 1 d.l. 132/2014. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 25 Giugno 2015. Segue...
Mediazione - Mediazione disposta dal giudice - Condizione di procedibilità della domanda - Mancato o tardivo esperimento - Conseguenze.
L’invio delle parti in mediazione (c.d. mediazione delegata o disposta dal giudice) costituisce potere discrezionale dell’ufficio che può essere esercitato “valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione ed il comportamento delle parti” sempreché non sia stata tenuta l’udienza di precisazione delle conclusioni. Ove la mediazione venga disposta, il suo esperimento “è condizione di procedibilità della domanda giudiziale” (art. 5, II co. D.Lgs. cit.), con la conseguenza che il mancato o tardivo esperimento del procedimento di mediazione vizia irrimediabilmente il processo, impedendo l’emanazione della sentenza di merito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 04 Giugno 2014. Segue...
Mediazione - Mediazione disposta dal giudice - Condizione di procedibilità della domanda - Natura perentoria del termine assegnato dal giudice - Mancato o tardivo esperimento - Improcedibilità.
Il termine assegnato dal giudice per l'esperimento del procedimento di mediazione ha natura perentoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 04 Giugno 2014. Segue...
Mediazione disposta dal giudice (mediazione cd. ex officio) – Ipotesi applicative – Utilizzo in caso di fasi di stasi del processo..
L’istituto della mediazione ex officio – introdotto dalla l. 98/2013 – è applicabile ai processi pendenti e merita in genere applicazione nelle controversie in materia di diritti reali e rapporti di vicinato; in particolare, il giudice può far uso dell’istituto anche per far fronte ad eventuali fasi di stasi del processo, per motivi che prescindono dalle parti, come lo smarrimento di atti di causa. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 28 Novembre 2013. Segue...
Mediazione delle controversie civili e commerciali – Mediazione disposta dal Giudice (cd. mediazione ex Officio) – Rinvio delle parti in mediazione dopo la formulazione di una proposta conciliativa – Sussiste..
La legge 9 agosto 2013 n. 98 (modificando il d.lgs. 28/2010), ha previsto la possibilità per il giudice di disporre l’esperimento del procedimento di mediazione (cd. mediazione ex officio). Nel caso in cui il giudicante formuli alle parti una proposta conciliativa ed emerga la possibilità che la stessa trovi il consenso delle stesse, è indubbiamente opportuno che il Tribunale si avvalga del citato istituto disponendo d’ufficio che i litiganti diano inizio ai lavori di mediazione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11 Novembre 2013. Segue...
Mediazione delle controversie civili e commerciali – Mediazione disposta dal Giudice (cd. mediazione ex Officio) – Applicabilità ai processi pendenti – Sussiste – Valutazione di mediabilità – Elementi.
Mediazione delle controversie civili e commerciali – Mediazione disposta dal Giudice (cd. mediazione ex Officio) – Competenza territoriale – Derogabilità – Sussiste..
La legge 9 agosto 2013 n. 98 (di conversione del d.l. 21 giugno 2013 n. 69), riscrivendo parzialmente il tessuto normativo del d.lgs. 28/2010, ha previsto la possibilità per il giudice (anche di appello) di disporre l’esperimento del procedimento di mediazione (cd. mediazione ex officio). Si tratta di un addentellato normativo che inscrive, in seno ai poteri discrezionali del magistrato, una nuova facoltà squisitamente processuale: trattasi, conseguentemente, di una norma applicabile ai procedimenti pendenti. Peraltro, il fascio applicativo della previsione in esame prescinde dalla natura della controversia (e, cioè, dall’elenco delle materie sottoposte alla cd. mediazione obbligatoria: art. 5 comma I-bis, d.lgs. 28/2010) e, per l’effetto, può ricadere anche su un controversia quale quella in esame, avente ad oggetto il recupero di un credito rimasto insoddisfatto. Giova, peraltro, ricordare come i mediatori ben potrebbero estendere la «trattativa (rectius: mediazione)» ai fatti emersi successivamente alla instaurazione della lite e non fatti valere nel processo, così essendo evidente che l’eventuale soluzione conciliativa potrebbe definire il conflitto, nel suo complesso, mentre la sentenza conclusiva del procedimento civile potrebbe definire, tout court, solo una lite, in modo parziale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Anche per le mediazioni attivate su disposizione del giudice, è vincolante la previsione di cui al novellato art. 4 comma III d.lgs. 28/2010: la domanda di mediazione, pertanto, va presentata mediante deposito di un’istanza presso un organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia. Ovviamente, trattandosi di norme legate alla mera competenza territoriale, è chiaro che le parti – se tutte d’accordo – possono porvi deroga rivolgendosi, con domanda congiunta, ad altro organismo scelto di comune accordo. La domanda di mediazione presentata unilateralmente dinanzi all’organismo che non ha competenza territoriale non produce effetti. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Ottobre 2013. Segue...
Comportamento delle parti in udienza – Richiesta congiunta di “rinvio per trattative” – Mediazione delle controversie civili e commerciali, d.lgs. 28/2010 – Mediazione cd. demandata dal giudice – Invito alle parti a valutare il percorso di mediazione – Sussiste..
Dove le parti del processo, concordemente, in udienza, richiedano un “rinvio per trattative”, il giudice, in luogo del mero differimento del procedimento, può invitare le parti a valutare l’opportunità di avvalersi della mediazione ex art. 5 comma II d.lgs. 28/2010, per attivare o proseguire davanti agli stessi, i canali conciliativi. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 11 Gennaio 2013. Segue...
Mediazione delle controversie civili e commerciali, d.lgs. 28/2010 – Mediazione Obbligatoria – Declaratoria di incostituzionalità dell’art. 5 comma I d.lgs. 28/2010 – Corte cost. sentenza 272/2012 – Mediazione cd. delegata – Persistente vitalità – Sussiste – Diritto del litigante alla possibilità di sperimentare il tentativo di mediazione – Sussiste – Obbligo della mediazione e Diritto alla mediazione..
La sentenza della Corte Costituzione n. 272/2012 ha colpito solo la mediazione cd. obbligatoria ma non quella cd. delegata (su invito del giudice): l’art. 5 comma III dlgs 28/2010, infatti, è espressione del diritto del destinatario del Servizio Pubblico di Giustizia di potere sperimentare il tentativo di mediazione. Ne consegue che, espunto dall’ordinamento l’Obbligo della Mediazione, rimane comunque vivo il Diritto alla Mediazione, che trova respiro attraverso l’eventuale adesione delle parti, all’invito sottoposto dal giudice. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 14 Dicembre 2012. Segue...
Mediazione delle controversie civili e commerciali, d.lgs. 28/2010 – Mediazione su invito del giudice – Adesione delle parti – Declaratoria di incostituzionalità dell’art. 5, comma 1, d.lgs. 28/2010 – Irrilevante ai fini della mediazione delegata..
L’istituto della mediazione cd. delegata (su invito del giudice) «resiste» nell’ordinamento anche all’indomani della declaratoria di incostituzionalità dell’art. 5, comma 1, d.lgs. 28/2010. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 09 Novembre 2012. Segue...
Mediazione delle controversie civili e commerciali, d.lgs. 28/2010 – Mediazione Obbligatoria – Declaratoria di incostituzionalità dell’art. 5 comma I d.lgs. 28/2010 – Attesa della motivazione della sentenza – Sopravvenienza della decisione dopo il rinvio della causa per la mediazione obbligatoria – Riqualificazione del rinvio come invito alle parti per valutare la mediazione cd. delegata..
Rientrando la causa nel campo di applicazione dell’art. 5, comma 1, del d.lgs 4 marzo 2010, n. 28, una volta consumato il potere dell’opposto di chiedere la provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo impugnato essa risulta assoggettata a mediazione obbligatoria, sicché viene fissato termine per l’instaurazione della relativa procedura. La norma, invero, è ancora valida ed efficace al momento dell’emanazione della presente ordinanza, non essendo stata depositata né pubblicata la preannunciata (cfr. comunicato della Corte Costituzionale) sentenza che ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale per eccesso di delega (cfr. art. 30 legge 87/1953). Dovendosi, peraltro, presumere che l’incostituzionalità abbia riguardato la sola previsione dell’obbligatorietà della mediazione, ove nelle more del decorso del termine assegnato dovesse essere pubblicata la citata sentenza caducatoria, la prescrizione di cui al dispositivo dovrà intendersi come mediazione su invito del giudice, ai sensi del comma 2 dell’art. 5, considerata la natura della controversia e la possibilità di valutare una trattativa alla luce delle indicazioni contenute nel presente provvedimento. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 08 Novembre 2012. Segue...
Procedimenti cautelari - Termine per l'inizio del giudizio di merito - Sospensione durante la pendenza del procedimento di mediazione obbligatoria..
Il termine per iniziare il giudizio di merito ex art. 669 octies c.p.c. a seguito della concessione di un provvedimento cautelare anticipatorio, rimane sospeso durante la pendenza del procedimento di mediazione obbligatoria ex art. 5 D.Lgs. n. 28/2010. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 13 Ottobre 2012. Segue...
Mediazione delle controversie civili e commerciali, d.lgs. 28/2010 – Rinvio del procedimento per mediazione su invito del giudice cui hanno aderito le parti – Udienza di rinvio – Mancata comparizione delle parti – Applicazione dell’art. 309 c.p.c. – Sussiste..
Non è imposto alle parti, in caso di esito favorevole della mediazione, di darne atto nel processo ben potendo semplicemente non comparire per provocare l’estinzione del giudizio. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 06 Luglio 2012. Segue...
Obbligo della mediazione ex art. 5 comma I d.lgs. 28/2010 – Omissione del procedimento di mediazione – Conseguenze – Improcedibilità della domanda giudiziale..
Va dichiarata (con sentenza) l’improcedibilità della domanda giudiziale dove, pur dopo il sollecito giudiziale, non sia stato esperito il tentativo obbligatorio di mediazione ai sensi dell’art. 5 d.lgs. 28/2010. Le spese di lite vanno poste a carico di chi ha dato impulso all’attività processuale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 22 Giugno 2012. Segue...
Mediazione delle controversie civili e commerciali – Obbligatorietà del procedimento di mediazione ex art. 5 d.lgs. 28/2010 – Sfratto per morosità – Parte tenuta all’incombente – Intimante/locatore – Sussiste..
In materia di mediazione obbligatoria, di cui all’art. 5 D.lvo 2010 n. 28, nel giudizio conseguente all’opposizione della convalida dello sfratto, è la parte intimante che ha l’onere di promuovere il tentativo di mediazione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 15 Giugno 2012. Segue...
Mediazione cd. obbligatoria – Art. 5, comma 4, d.lgs. 28/2010 – Procedimento sommario di cognizione ex art. 702 bis e 702 ter c.p.c. – Obbligo della mediazione preventiva – Non sussiste. .
La mediazione cd. obbligatoria, prevista dall’art. 5, commi 1 e 4, d.lgs. 28/2010, è esclusa per le cause introdotte nelle forme del procedimento sommario di cognizione ex art. 702 bis e ss. c.p.c. salvo che, per la complessità istruttoria o contenutistica della controversia, sia necessario procedere ad un’istruzione non sommaria che imponga la conversione del processo nel rito ordinario di cognizione, nel qual caso dovrà procedersi secondo quanto previsto dal primo comma dell’art. 5 d.lgs. 28/2010. (Nunzio Salice) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 22 Maggio 2012. Segue...
Accertamento tecnico preventivo – Mediazione obbligatoria – Alternatività – Esclusione..
La coesistenza nell’ordinamento processuale dei due istituti dell’accertamento tecnico preventivo e del procedimento di mediazione obbligatoria non è prevista in termini di alternatività, sì che l’espletamento dell’uno non esclude la necessità di ricorrere al secondo. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 24 Aprile 2012. Segue...
Mediazione - Opposizione a decreto ingiuntivo - Cumulo soggettivo di domande proposte nel giudizio di opposizione - Istanza di provvisoria esecuzione - Decisione alla prima udienza - Rinvio dell'assegnazione dei termini per l'attivazione del procedimento di mediazione al momento in cui il contraddittorio è stato integrato nei confronti dei terzi..
Al fine di contemperare l’interesse del convenuto opposto con quello, più generale, alla definizione conciliativa dell’intera controversia è preferibile ritenere che, in ipotesi di cumulo soggettivo di domande proposte in giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il giudice possa decidere alla prima udienza sulla istanza di provvisoria esecuzione e rinviare al momento in cui il contraddittorio sia stato integrato nei confronti dei terzi l’assegnazione del termine per attivare il procedimento di mediazione. Non costituisce ostacolo a tale soluzione la circostanza che l’art. 5, comma 1, d. lgs. 28/2010 stabilisca che la predetta sollecitazione del giudice alle parti sia “contestuale” al rilievo della mancanza della condizione di procedibilità, giacchè a quest’ultimo termine ben può essere attribuirsi il significato di raccomandazione ad una tempestiva attivazione del procedimento di mediazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 04 Aprile 2012. Segue...
Mediazione delle controversie civili e commerciali – D. lgs. 28/2010 – Locazione – Intimazione di sfratto per morosità – Mutamento del rito – Obbligatorietà della mediazione ex art. 5 – Invio alla mediazione – Mancato esperimento – Pronuncia di improcedibilità e condanna dell'intimante alle spese di lite..
Il mancato avvio della mediazione entro l’udienza successiva alla prima in cui il giudice ha invito le parti ad adire un organismo, determina l’improcedibilità della domanda. (Riccardo Vitolo) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 26 Marzo 2012. Segue...
Mediazione obbligatoria – Art. 5 comma I dlgs 28/2010 – Domande riconvenzionali – Applicabilità – Sussiste..
Le domande riguardanti materie soggette a mediazione obbligatoria sono sottoposte alla disciplina per tale procedimento prevista quale che sia la parte proponente e la fase del giudizio nella quale la domanda viene introdotta. Più specificamente, nulla (se non imperfezioni di tecnica legislativa) autorizza a ritenere il contrario. La legge non distingue fra domanda dell’attore e domanda riconvenzionale del convenuto (o del terzo). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 15 Marzo 2012. Segue...
Mediazione cd. obbligatoria – Art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010 – Domanda riconvenzionale – Sussiste..
Sussiste la necessità di assoggettare a mediazione anche la domanda riconvenzionale per la quale non risulta sperimentato il tentativo di mediazione omesso. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 02 Febbraio 2012. Segue...
Mediazione cd. obbligatoria – Art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010 – Domanda riconvenzionale – Omesso tentativo – Domanda principale – Tentativo esperito – Separazione del processo – Consenso delle parti al rinvio cd. promiscuo..
Dove il tentativo preliminare di mediazione sia stato esperito solo per la domanda principale e non per quella riconvenzionale, il giudice è tenuto a disporre la separazione del processo, in modo che il differimento dell’udienza, per la mediazione omessa, non rallenti la causa principale ma solo quella riconvenzionale. Non va sottaciuto però che la separazione, creando lo sdoppiamento della causa può pregiudicare sia il ruolo, già gravoso, dell’Ufficio sia l'interesse delle parti che dovranno sopportare il peso e il costo di due cause. Prima della separazione, è, quindi, opportuno acquisire l’eventuale consenso delle parti per portare davanti ai mediatori non solo la domanda riconvenzionale ma anche la domanda principale, atteso l’intimo collegamento tra le due domande dell’attore e del convenuto (1). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 02 Febbraio 2012. Segue...
Mediazione obbligatoria – Diritti reali – Azione di restituzione – azione di rivendica – Differenze..
La domanda di restituzione di un bene, richiede l’obbligo del preliminare tentativo di mediazione, ex d.lgs. 28/2010, solo dove si tratti di azione (reale) di rivendica e non anche se si tratti, invece, di azione (personale) restitutoria. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 20 Gennaio 2012. Segue...
Mediazione cd. obbligatoria – Art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010 – Controversie in materia di usucapione – Mediazione Obbligatoria – Sussiste..
Le domande in tema di usucapione rientrano nell'ambito della mediazione obbligatoria costituendo domande relative a "controversie in materia di diritti reali" quelle volte ad ottenere l'accertamento dell'avvenuto acquisto, per possesso prolungato nel tempo, del diritto reale di proprietà o di un diritto reale di godimento. Le azioni di usucapione, conseguentemente, sono soggette a mediazione obbligatoria. Al riguardo, non è condivisibile quell'impostazione per cui - poiché la mediazione in tema di usucapione non può avere il medesimo effetto della sentenza (posto che non sarebbe trascrivibile il negozio di accertamento dell'acquisto della proprietà per usucapione) - allora un'interpretazione costituzionalmente orientata del d.lgs. 28/2010 dovrebbe portare ad escludere le controversie in materia di usucapione dalla mediazione obbligatoria. Il procedimento di mediazione, infatti, tende a fare trovare un accordo che impedisca il sorgere del contenzioso giudiziario, senza che necessariamente tale accordo debba coincidere con il contenuto della pronuncia giudiziaria richiesta da parte attrice e senza che necessariamente l’eventuale accordo sia trascrivibile. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 30 Dicembre 2011. Segue...
Mediazione cd. obbligatoria – Art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010 – Controversie in materia di usucapione – Mediazione Obbligatoria – Non sussiste..
L’art. 5 comma 1, d.lgs. 28/2010 deve essere interpretato secundum constitutionem e deve, dunque, essere esclusa la mediazione obbligatoria là dove essa verrebbe imposta nella consapevolezza che i litiganti non potrebbero comunque pervenire ad un accordo conciliativo. L’incostituzionalità sarebbe evidente, in casi del genere, poiché viene frustrata la stessa ratio dell’istituto: operare come un filtro per evitare il processo; ma se il processo non è evitabile, l’istituto è una appendice formale imposta alle parti con irragionevolezza (e, quindi, violazione dell’art. 3 Cost.). Nel caso delle azioni di usucapione, non potendo la sentenza essere surrogata dall’accordo, la mediazione non è obbligatoria. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 20 Dicembre 2011. Segue...
Mediazione cd. obbligatoria – Art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010 – Controversie in materia di da responsabilità da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità – Diffamazione a mezzo di voce e telefono – Condizione di Procedibilità – Non sussiste..
La mediazione cd. obbligatoria, prevista dall’art. 5, comma 1, d.lgs. 28/2010, costituisce una limitazione alla regola generale dell’accesso diretto alla Giustizia, e, come tutte le ipotesi di giurisdizione cd. condizionata, costituisce quindi una norma eccezionale non suscettibile di interpretazione estensiva o analogica. Ne consegue che l’azione in materia di da responsabilità da diffamazione è sottoposta alla mediazione obbligatoria solo se realizzata “con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità”, non anche con il telefono o la voce. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 20 Dicembre 2011. Segue...
Mediazione obbligatoria - Possibilità per il solo convenuto di non aderire al procedimento di mediazione - Questione di costituzionalità - Non manifesta infondatezza..
E’ rilevante e non manifestamente infondata, in relazione all'art. 3 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 5 Dlgs 28/2010 e 16 d.m. 180/2010, nella parte in cui prevedono che solo il convenuto possa non aderire al procedimento di mediazione. Tribunale Genova, 18 Novembre 2011. Segue...
Mediazione cd. obbligatoria – Art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010 – Contratti bancari – Azione revocatoria ex art. 2901 c.c. – Obbligo della mediazione preventiva – Non sussiste. .
La mediazione cd. obbligatoria, prevista dall’art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010, costituisce una condizione per l'esercizio dell'azione giudiziaria, altrimenti libero, con la conseguenza che l'elenco di materie, contenuto nella norma, in relazione alla quali il previo esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità, deve essere interpretato restrittivamente. Ne deriva che l’azione revocatoria ex art. 2901 c.c., anche se giustificata da un contratto bancario che ricade sotto il fascio applicativo dell’art. 5, I cit., non deve essere preceduta dall’obbligo preliminare della mediazione. (Andrea Gorgoni) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 27 Ottobre 2011. Segue...
Art. 5 comma I D.Lgs. 28/2010 – Applicabilità – Dies a quo – Giudizi instaurati dopo l'entrata in vigore della legge – Coincidenza con la data di spedizione della citazione – Esclusione – Coincidenza con la data di notifica della citazione - Sussiste.
Art. 5 comma I D.Lgs. 28/2010 – Questione di legittimità costituzionale – ART. 24 Cost. – Manifesta infondatezza.
Art. 5 comma I D.Lgs. 28/2010 – Questione di legittimità costituzionale – Assenza dell'assistenza legale obbligatoria nella fase di mediazione – Manifesta infondatezza.
Art. 5 comma I D.lgs. 28/2010 – Questione di legittimità costituzionale – Eccesso di delega – Manifesta infondatezza..
Le norme sulla condizione di procedibilità si applicano ai processi instaurati dopo 18 mesi dall’entrata in vigore del d.lgs. 28/2010; instaurazione che non può che coincidere con il perfezionamento della notifica dell’atto introduttivo del giudizio e non anche, quindi, con la data di spedizione della citazione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Il diritto di azione non si sostanzia nella possibilità di accesso immediato alla giustizia, ben potendo la legge imporre oneri – con conseguenti dilazioni - finalizzati a salvaguardare “interessi generali”, quali quelli presidiati dal d.lgs. 28/2010, sempre che siano garantite le esigenze di carattere cautelare e urgente e il ricorso alla tutela giurisdizionale non sia inibito per un periodo di tempo irragionevolmente lungo e non sia reso impossibile o eccessivamente difficile. Tutte queste caratteristiche si riscontrano nella disciplina di cui al d.lgs. 28/2010: infatti, il procedimento di mediazione obbligatorio non può durare più di quattro mesi; non preclude la tutela cautelare e la trascrizione della domanda giudiziale; produce, sulla decadenza e sulla prescrizione, effetti simili a quelli propri della domanda giudiziale. Il sacrificio in termini di tempo e costi imposto dalla mediazione obbligatoria, inoltre, è potenzialmente giustificato e reso ragionevole dal “vantaggio” che può ottenersi in caso di esito positivo della procedura, in considerazione dei tempi e dei costi che nel contesto attuale inevitabilmente si legano al processo civile. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Il fatto che il d.lgs. 28/2010 non preveda la necessaria assistenza di un difensore non significa che alla parte sia vietato avvalersi di un avvocato nel corso della procedura e, comunque, la mediazione opera su un piano esclusivamente negoziale, potendo, sotto tale profilo, essere avvicinata alla disciplina dell’arbitrato, in cui non è prevista per le parti l’assistenza obbligatoria dell’avvocato. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
L’articolo 60 della legge n. 69 del 2009 nulla ha previsto in ordine alla facoltatività od obbligatorietà del preventivo ricorso alla mediazione e la scelta della obbligatorietà fatta dal legislatore non è una scelta irragionevole, in quanto non si pone fuori dalla tradizione processuale italiana, che conosce, come noto, varie ipotesi di tentativi obbligatori di conciliazione, come quello previsto per le controversie di lavoro o per le controversie agrarie ovvero in materia di telecomunicazioni (art. 84 d.lgs. 1 agosto 2003, n. 254). La costituzionalità della normativa citata, per tutte le ragioni sopra illustrate, permette di affermarne anche la compatibilità con il diritto comunitario, per come evincibile anche dalla sentenza del 18 marzo 2010 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, pronunciatasi (nelle cause riunite C-317 08, C-318 08, C-319 08 e C-320 08) proprio sulla previsione, da parte dello Stato italiano, di un tentativo obbligatorio di conciliazione in materia di telecomunicazioni. La Corte di Lussemburgo, infatti, ha affermato che il diritto alla tutela giurisdizionale, quale diritto fondamentale dell’individuo, può anche soggiacere a restrizioni, purché le stesse risultino proporzionate e funzionali al soddisfacimento di interessi generali, quali, appunto, il decongestionamento dei Tribunali o la definizione più spedita e meno onerosa delle controversie in materia di comunicazioni elettroniche. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 01 Agosto 2011. Segue...