Source: https://www.leoniblog.it/2010/06/19/modificare-l%E2%80%99art-41-cost-an-cur-quid-e-quomodo/
Timestamp: 2016-09-30 04:55:03+00:00
Document Index: 71653216

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41']

Modificare l’art. 41 Cost.: An, cur, quid e quomodo - LeoniBlog
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Modificare l’art. 41 Cost.: An, cur, quid e quomodo Serena Sileoni
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Commenti [16] luciano pontiroli
19 Giu 2010, 16:55	Ammesso che l’art. 41 si presti a diverse interpretazioni, conclusione di cui non sono certo ma che non mi sembra necessario discutere ora, proprio questa ambiguità dovrebbe essere rimossa. Concordo, però, sulla priorità da dare alla riforma delle leggi ordinarie. Nel merito, mi pare che la proposta di riforma sia scritta malissimo.
19 Giu 2010, 17:30	Esemplare, Serena, come sempre.
19 Giu 2010, 18:02	seguo con molto interesse i suoi interventi e da “profano” mi permetto di dire la mia: basterebbe un unico portale internet, dal quale io possa controllare la mia posizione con il fisco e poter anche pagare le tasse, possa eventualmente rateizzarle e, questo sarebbe innovativo quanto utile, possa dichiarare a chi ho fatturato il mio lavoro e chi ancora di questi mi deve pagare… in modo che lo Stato, possa darmi una mano, intervenendo con tutta la sua potenza (distruttiva…) nei confronti di chi commissiona lavori ai liberi professionisti e poi non paga puntuale o non paga affatto oppure nei confronti di quegli amministratori pubblici che pur avendo già stanziato i fondi per comperare un bene da un fornitore o appaltare un servizio, fanno “stirare il collo” per mesi e mesi e mesi alle aziende dietro le quali ci stanno le famiglie, come la mia, che stentano a giungere a fine mese e poco giovamento, o affatto, avrebbero dalla “velocità” con la quale creare un’impresa.
20 Giu 2010, 09:15	Eccellente e lucida analisi. L’intervento sulla costituzione non mi pare necessario per raggiungere gli obbiettivi che il governo si propone. E sarebbe inutile (e pericoloso) intervenire sulla costituzione con i dettagli propri della legge.
20 Giu 2010, 09:41	Serena, mi sembra un’analisi molto condivisibile. Gli aspetti “sostanziale” e “metodologico” sono, per me, sufficienti e confermano i sospetti della prima ora. Quello “esistenziale” è più controverso:nel senso che vedo benissimo il tuo punto, ma vedo anche quello di Luciano Pontiroli. Il fatto è che le due cose non si escludono: si può, contemporaneamente, perseguire una (meritoria) opera di revisione costituzionale, e semplificare la legislazione ordinaria. Il problema è che, per essere utile e credibile (e deve essere entrambe le cose), questo sforzo deve essere ben progettato. Invece, dal lato costituzionale la “rivoluzione culturale” promossa da Tremonti mi sembra segnare, se non un passo indietro, nessun passo avanti. Mentre sul piano della legislazione ordinaria, le mostruosità introdotte dalla manovra vanificano ogni e qualunque sforzo verso un miglioramento. Quindi, la sensazione più forte è che si tratti di una fitta cortina fumogena per nascondere l’assenza di iniziativa reale verso una vera libertà d’impresa, e semmai i deliberati interventi CONTRO la libertà d’impresa contenuti nella manovra.
20 Giu 2010, 11:57	Grazie dei commenti.
20 Giu 2010, 12:33	Art. 41.
20 Giu 2010, 17:01	@Calogero Bonasia Gentile Calogero, la ringrazio del commento e mi complimento per la sua idea che rende disponibile. Veda Lei se c’è qualcuno a Roma pronto ad ascoltarla…..
21 Giu 2010, 12:51	Non sono in grado di affermare se la discussione che si è introdotta sulla riforma dell’art. 41 Cost. sia in realtà una scusa per distrarre l’opinione pubblica da argomenti verso i quali il Governo potrebbe fare ma non opera subito; non si può tuttavia omettere di considerare che presa in sè la questione dell’art. 41 Cost ha una sua rilevanza.
21 Giu 2010, 15:03	Il testo che vorrei vedere nell’articolo 41 è semplicemente questo:
Lo stato non farà leggi che limitino o abroghino la libertà di iniziativa economica dei cittadini. Non serve altro.
21 Giu 2010, 16:32	@rocco todero Per quanto mi riguarda, rispondo con piacere alle sue domande e vorrei risponderLe con le stesse parole dei padri costituzionalisti che al comma 3 dell’articolo in questione statuiscono: “La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.
21 Giu 2010, 16:57	@dario
21 Giu 2010, 18:24	Condivido in toto!
22 Giu 2010, 13:00	condivido pienamente la lucida analisi dell’articolo. Credo che i ripetuti esempi anche recentissimi e specifici di modifiche pasticciate consiglino prudenza nel riformare testi che appaiono comunque compatibili con un percorso legislativo ordinario ispirato a principi liberisti.Il punto mi sembra come sempre politico :non vedo nelle forze politiche italiane,neppure quelle che sostengon l’attuale governo ,una convinta opzione culturale a favore del mercato.
22 Giu 2010, 13:20	@rocco todero Gentile Rocco, mi permetta di dirLe, solo che compito proprio di una carta costituzionale è quello di creare un terreno comune (in questo caso il principio della libertà di iniziativa solo soggetta al generico interesse sociale) su cui la politica, attraverso la legislazione ordinaria possa esprimere non l’arbitrio, non “il pendolare”, ma la sovranità del popolo. Grazie
05 Lug 2010, 04:48	@dario