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Timestamp: 2018-06-18 17:17:41+00:00
Document Index: 79983703

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 26', 'art. 47', 'art. 2422', 'art. 2', 'art. 117', 'art. 25', 'art. 7', 'art. 13']

Novità fiscali del 6 maggio 2009: procedure concorsuali: nota di variazione IVA; convenzioni tra banche e tabaccai: si comunica solo il codice fiscale dei clienti; trasferimento quote SRL: parte la sperimentazione; accertamento con adesione: patto blindato; bonus ricerca: click day; privacy: diritti dei soci e dei cittadini, nuove precisazioni dal Garante | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 6 maggio 2009: procedure concorsuali: nota di variazione IVA; convenzioni tra banche e tabaccai: si comunica solo il codice fiscale dei clienti; trasferimento quote SRL: parte la sperimentazione; accertamento con adesione: patto blindato; bonus ricerca: click day; privacy: diritti dei soci e dei cittadini, nuove precisazioni dal Garante
1) Trasferimento quote S.r.l.: Parte la sperimentazione
2) Convenzioni tra banche e tabaccai: si comunica solo il codice fiscale dei clienti
3) Procedure concorsuali: Nota di variazione IVA
4) Rappresentanza dei lavoratori: scadenza del 16 maggio
5) Privacy: gli azionisti hanno diritto a consultare il libro soci
6) Bonus ricerca per i comuni terremotati
7) Brevi di fisco e lavoro
Al via la fase di sperimentazione dell’invio telematico degli atti di trasferimento delle partecipazioni di società a responsabilità limitata.
Si tratta della nuova procedura di deposito presso il registro delle imprese degli atti di trasferimento delle partecipazioni di S.r.l. che è stata prevista dall’art. 36, comma 1 bis, D.L. 25.06.2008, n. 112.
La nuova norma prevede, infatti, che l’atto di trasferimento da registrare entro 20 giorni dalla stipula con il contestuale pagamento telematico delle imposte, sia sottoscritto dalle parti con apposizione della marcatura temporale e sottoscritto in forma digitale da un iscritto dell’albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.
– la prima consiste in un vero e proprio test telematico che servirà a testare la procedura telematica attraverso la predisposizione e l’invio simulato di documenti digitali fac-simile di atti di trasferimento;
– la seconda, invece, partirà il 12 maggio per concludersi sei giorni dopo e vedrà protagonisti i dottori commercialisti che desiderano rendersi disponibili alla fase di sperimentazione.
Questi dovranno mettersi in contatto con il referente informatico dell’ordine il quale fornirà un software predisposto dall’Agenzia delle Entrate per la compilazione del file telematico di registrazione e spedizione dell’atto.
Infine, la fase a regime dell’invio telematico degli atti di trasferimento partirà dal prossimo mese di giugno.
(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nota n. 36 del 28.04.2009)
Meno adempimenti per i tabaccai che, mediante convenzioni con le banche, offrono ai propri clienti un servizio di pagamento di beni e servizi attraverso carte di credito o carte di debito.
Infatti, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 119/E del 05.05.2009, ha chiarito che per questo tipo di operazioni la banca, attraverso i tabaccai convenzionati, è tenuta, ai fini della tracciabilità, a rilevare soltanto il codice fiscale per assolvere agli obblighi di comunicazione all’Anagrafe tributaria.
Il codice fiscale, infatti, è sufficiente ad identificare i clienti, che giacché titolari di carte di credito sono già censiti dagli operatori finanziari.
Inoltre, l’Agenzia ha precisato che sono escluse dall’obbligo di rilevazione dei dati le operazioni non significative ai fini dei controlli, come ad esempio i ticket sanitari, e i biglietti di trasporto pubblico, e quelle per cui i dati siano già stati comunicati, come le utenze, o già presenti nell’Anagrafe tributaria, come nel caso del pagamento dei tributi.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 119/E del 05.05.2009)
Nell’ipotesi di cessione pro soluto di un credito nei confronti di un’impresa soggetta a procedura concorsuale, il cedente, che si sia insinuato al passivo del fallimento prima della cessione e non sia stato estromesso dalla procedura, conserva il diritto a emettere la nota di variazione.
Infatti, secondo l’Agenzia delle Entrate, nei casi di procedure concorsuali, al fine di potere conservare il diritto ad emettere la nota di variazione Iva, occorre che il cedente si sia insinuato al passivo del fallimento prima di avere ceduto il credito (cessione pro soluto).
In caso contrario, l’originario cedente/prestatore non avrebbe più alcun titolo a disposizione per insinuarsi nel fallimento del debitore e per emettere, quindi, alla chiusura del fallimento la nota di variazione.
È necessario, altresì, che il cedente rimanga parte processuale del fallimento, ossia che non vi sia estromissione del medesimo da parte del cessionario.
La nota di variazione, infine, può essere emessa per un valore pari alla differenza tra il valore nominale del credito e l’ammontare complessivo dei pagamenti parziali (comprensivi sia della quota imponibile che dell’imposta) eseguiti dal fallito, a nulla rilevando il prezzo del credito ceduto pro-soluto corrisposto dal cessionario.
Né rilevano, d’altra parte, gli accordi con cui è previsto un eventuale “riversamento a favore del cessionario” delle somme eventualmente recuperate attraverso l’emissione delle note di variazione.
Si tratta, infatti, di accordi civilistici contenuti nel contratto di cessione del credito che non rilevano, ai fini dell’individuazione del soggetto legittimato all’emissione della nota di variazione.
In conclusione, la società interessata, al verificarsi delle suddette condizioni – ossia che si sia insinuata al passivo prima di aver ceduto il credito e che non sia stata estromessa dalla procedura – ha diritto ad emettere nota di variazione, ai sensi dell’art. 26, co. 2 del DPR n. 633/72, in relazione alla fattura originaria emessa nei confronti della società sottoposta a procedura concorsuale.
Nel caso di specie tale società aveva ceduto, dopo che si era istaurata la procedura concorsuale, i crediti pro-soluto vantati nei confronti dell’impresa fallita.
Quindi, al momento della cessione, lo stato d’insolvenza era stato già stato accertato dal tribunale fallimentare.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 120/E del 05.05.2009)
“L’unico dipendente dell’azienda può svolgere validamente i compiti di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, previsti dall’art. 47 del dlgs 81/08.
Si tratta non di una mera rappresentanza ma di funzioni consultive e propositive in materia di prevenzione e sicurezza nell’azienda.
In caso di mancata nomina da parte dei lavoratori, le medesime funzioni sono svolte da un rappresentante territoriale (RLST), ossia da un delegato sindacale esterno che avrà diritto di accesso in azienda e ai relativi documenti sulla sicurezza.
Pertanto i lavoratori saranno comunque rappresentati nella gestione della sicurezza in azienda.
Sono i lavoratori a decidere se eleggere al loro interno un RLS o farsi rappresentare dal RLST esterno. Pertanto se l’unico dipendente vuole fare l’RLS nessuno potrà impedirglielo e il datore di lavoro dovrà garantirne la formazione, sostenendone i costi.
L’azienda in cui non sia stato nominato il RLS, partecipa al finanziamento del Fondo di sostegno, che ad oggi non risulta ancora attivo in quanto in attesa di un apposito decreto interministeriale che dovrà definire anche le modalità operative di funzionamento, con un contributo pari a due ore lavorative annue per ogni lavoratore occupato.
La norma ha previsto il ricorso al RLST nel caso di microaziende, anche, e non solo, in considerazione degli evidenti maggiori oneri posti a carico dell’azienda nel caso di elezione del RLS «interno».
Lo stesso sarà tenuto a frequentare un corso di formazione di 32 ore, che al di la del costo intrinseco, richiede che l’unico dipendente si assenti dal lavoro. Senza considerare i successivi costi per i corsi di aggiornamento.
Nonostante la mera valutazione economica faccia apparire più conveniente il ricorso al RLST, è di tutta evidenza l’interesse delle imprese a promuovere la nomina al proprio interno del RLS anche sensibilizzando i lavoratori in tal senso.
Quale che sia la scelta dei lavoratori, e quindi anche in caso di unico lavoratore, la stessa andrà comunicata all’INAIL entro il 16 maggio con modalità telematica.
La circolare n. 5 del 30 aprile 2009 della Fondazione Studi, pubblicata su www.consulentidellavoro.it, ha analizzato gli aspetti peculiari dell’adempimento”.
(Consigli Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 05.05.2009)
“Gli azionisti di una società per azioni hanno diritto di conoscere l’indirizzo e i dati degli altri soci, al fine di contattarli e di poter tutelare i propri legittimi interessi.
La legge sulla privacy non limita la conoscibilità da parte degli azionisti dei dati personali contenuti nel libro soci e non si pone in contrasto con la trasparenza dell’attività societaria.
Lo ha chiarito il Garante intervenendo in seguito alla segnalazione di un cittadino cui non erano stati messi a disposizione i dati completi contenuti nel libro-soci dell’azienda di cui deteneva alcune azioni.
La decisione dell’Autorità assume particolare rilevanza in particolare per i piccoli azionisti.
L’interessato – in base al diritto d’ispezione garantito dal codice civile (art. 2422) – aveva chiesto di consultare e di ottenere copia integrale digitale del libro soci, senza che venissero oscurati gli indirizzi dei soci-azionisti.
La richiesta era motivata anche dalla volontà di poter eventualmente convocare l’assemblea e di esercitare i diritti di denuncia previsti dalla legge.
La società aveva invece consentito l’accesso solo ai nominativi contenuti nel libro-soci, ma senza i recapiti, sostenendo di non poter fornire tali informazioni perchè esse erano tutelate, in quanto dati personali, dal Codice della privacy. L’azienda aveva peraltro aggiunto a sostegno della sua posizione l’impossibilità di richiedere il necessario esplicito consenso a tutti i quasi 700.000 soci interessati.
La legge sulla privacy non impedisce affatto al socio, nell’esercizio del suo potere d’ispezione, di poter accedere ai dati personali e agli indirizzi degli altri azionisti e di ottenere estratti del libro soci “a proprie spese”.
L’accesso a tali informazioni, peraltro, essendo previsto da un preciso obbligo di legge, non richiede il consenso dei soci”.
(Il Sole 24 Ore del 05.05.2009)
E’ possibile integrare o modificare prima della scadenza.
Il click day per la prenotazione del credito d’imposta per ricerca e sviluppo prende il via il 06.05.2009 alle 10 anche per i contribuenti con domicilio fiscale nei comuni colpiti dal recente terremoto, individuati dal Dpcm del 16 aprile 2009.
Che, però, potranno comunicare, in tempo utile per l’attribuzione del credito, integrazioni e modifiche al formulario.
I formulari dovranno essere compilati con gli elementi contabili che consentano di calcolare il credito spettante e andranno trasmessi telematicamente all’Amministrazione finanziaria.
L’Agenzia delle Entrate terrà conto delle eventuali integrazioni e modifiche, conservando però l’ordine di graduatoria assegnato al formulario originario.
Come è noto, per fruire del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo i contribuenti interessati devono presentare in via telematica all’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite soggetti abilitati, il formulario (modello FRS).
Il modello, contenente i dati degli investimenti per i quali si richiede l’agevolazione, deve essere presentato dai soggetti titolari di reddito d’impresa con riferimento sia ai progetti d’investimento avviati entro il 28 novembre 2008 sia a quelli avviati successivamente.
Il formulario FRS recepisce le modifiche apportate dal decreto legge “anticrisi” (n° 185/08) e, quindi, sostituisce a tutti gli effetti quello approvato con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 29 dicembre 2008.
L’istanza deve essere compilata utilizzando il software “CREDITOFRS”, disponibile sul sito delle Entrate dal 16 aprile 2009, e può essere presentata a partire dalle ore 10 del 6 maggio 2009 connettendosi al sito http://telematici.agenziaentrate.gov.it.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 05.05.2009)
– Bonus ricerca: Oggi il “click day”
Al fine di fruire del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, i contribuenti interessati devono presentare in via telematica all’Agenzia delle Entrate il formulario (modello FRS).
L’istanza può essere presentata a partire dalle ore 10 di oggi (06.05.2009) utilizzando il software “CREDITOFRS”, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate dal 16.04.2009.
Altresì, per i progetti già avviati alla data del 28.11.2008, il formulario andrà presentato, a pena di decadenza dal contributo, dalle ore 10 del 6 maggio alle ore 24 del 05.06.2009.
– Bonus mutui prima casa
Sono state emanate le istruzioni applicative del bonus mutui prima casa, previsto dall’art. 2, D.L. n. 185/2008.
In particolare una circolare del Tesoro ha informato che:
– Per i soggetti beneficiari iscritti negli elenchi elaborati dall’Agenzia delle Entrate non è necessario presentare l’apposita domanda;
– i soggetti che, pur avendo i requisiti, non sono iscritti nell’elenco, possono presentare apposita istanza alla banca o all’intermediario entro il 31.0.2010;
– per i soggetti mutuatari titolari di un conto corrente presso una banca diversa dalla mutuante, il contributo va accreditato con valuta del giorno di scadenza della rata;
– nel caso in cui il mutuo sia intestato a due o più mutuatari, di cui solo qualcuno in possesso dei requisiti, il contributo va calcolato in proporzione alla quota dell’intestatario che beneficia dei requisiti.
(Direzione del Tesoro, circolare 30.04.2009, prot. n. 35256)
– Accertamento con adesione (patto blindato)
Se l’istanza viene accolta dall’Agenzia delle Entrate, allora il concordato non si tocca più.
Infatti, dopo la firma del concordato fiscale, sia l’atto impositivo sia l’accertamento con adesione non possono più essere oggetto di impugnazione.
Pertanto, tale atto diventa intoccabile tanto da parte del contribuente quanto da parte dell’Ufficio delle Entrate.
(Corte di Cassazione, sentenza, n. 10086 del 30.04.2009)
– Confisca “per equivalente”: Consulta
E’ infondata, in relazione all’art. 117 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale degli artt. 200, 322-ter del codice penale e 1-comma 143- della legge n. 244/07 nella parte in cui, a giudizio del rimettente, viene prevista la confisca “per equivalente” – per i beni cui il reo abbia la disponibilità nei limiti del valore corrispondente a quello del profitto derivante dal reato – per i reati tributari commessi prima dell’entrata in vigore di tale prescrizione normativa poichè l’art. 25 Cost. vieta l’applicazione retroattiva di una sanzione penale – tale essendo la confisca per equivalente anche secondo i principi sanciti dalla Corte europea dei diritti dell’uomo con riguardo all’art. 7 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
(Corte Costituzionale, Ordinanza n. 97 del 01.04.2009)
– Studi di settore in evoluzione per il periodo di imposta 2008
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato, il 05.05.2009 sul proprio sito, le bozze dei modelli Studi di settore in evoluzione per il periodo di imposta 2008 in relazione alle seguenti categorie di attività:
– Manifatture
– Consulenti del lavoro in campo per monitorare l’attività degli ispettorati
Chi controlla i controllori ?. È questo il dubbio che ogni cittadino ha spesso avuto in occasione di un controllo da parte di un organo ispettivo.
Un dubbio dietro il quale si cela generalmente l’auspicio che quel controllo sia improntato sulla trasparenza ed uniformità dell’azione ispettiva.
Tale auspicio però in materia di lavoro si concretizza e vede in prima linea i consulenti del lavoro.
Saranno anche gli ordini professionali i protagonisti dell’importante Progetto trasparenza e uniformità dell’azione ispettiva, avviato dal Ministero del lavoro, su iniziativa della Direzione generale attività ispettiva diretta da Paolo Pennesi, con circolare n. 25 del 14 aprile 2009.
L’obiettivo è quello di monitorare su tutto il territorio nazionale l’attività degli Ispettorati del lavoro, al fine di individuare eventuali difformità dell’attività ispettiva rispetto a norme, regolamenti ed alle stesse circolari del Ministero.
In buona sostanza, chi ritenesse di essere stato oggetto di un provvedimento della Direzione provinciale del lavoro non conforme può attivare il procedimento presso il proprio Ordine provinciale che, effettuate le opportune verifiche, potrà avviare la procedura prevista.
Si tratta di un vero e proprio monitoraggio dell’attività ispettiva che potrà essere realizzato capillarmente su tutto il territorio nazionale, riguardo all’intero corpo ispettivo del Ministero del lavoro.
A tal fine, è stata approntata dal Ministero un’apposita modulistica, presente su www.consulentidellavoro.it, da utilizzare per effettuare la segnalazione.
La Direzione provinciale del lavoro che riceve la richiesta avrà 30 giorni di tempo per decidere e convocare il presidente per i relativi chiarimenti.
Se la procedura si conclude con l’accoglimento, il direttore dell’Ente può anche annullare il provvedimento in questione mediante l’istituto dell’autotutela.
– Garante: senza consenso è spam già dalla prima e-mail
“Anche se i dati sono estratti dalle Pagine Gialle o dai registri pubblici, quando si usano sistemi automatizzati è obbligatorio acquisire prima il consenso dei destinatari.
La mancata osservanza del divieto del Garante espone anche a sanzioni penali. Continua così l’azione del Garante della Privacy contro lo spamming e il marketing disinvolto: l’Autorità ha vietato l’ulteriore trattamento illecito dei dati personali a cinque società che inviavano pubblicità tramite fax e posta elettronica senza il preventivo consenso degli interessati.
L’Autorità ha ribadito, invece, che l’uso di sistemi automatizzati per inviare messaggi promozionali, anche quando si tratti di dati estratti da elenchi categorici o da albi, impone la preventiva acquisizione del consenso da parte dei destinatari.
Alle cinque società è stato dunque vietato l’ulteriore trattamento illecito dei dati degli utenti interessati, i quali non potranno dunque più essere disturbati”.
– Salvaguardia del diritto alla prestazioni pensionistiche liquidate con riconoscimento del beneficio pensionistico per esposizione all’amianto ai sensi dell’art. 13, comma 8, legge n. 257/1992
Le prestazioni pensionistiche liquidate con riconoscimento del beneficio pensionistico per esposizione all’amianto ai sensi dell’articolo 13, comma 8, legge n. 257/1992 restano valide ed efficaci qualora siano state liquidate con provvedimento emesso in data anteriore al 12 aprile 2009.
(INPS, circolare n. 68 del 05.05.2009)