Source: https://www.studioassociatoghiglione.it/documenti/altri-documenti/2016-07-13-rating-legalita.html
Timestamp: 2019-07-18 04:48:00+00:00
Document Index: 39563886

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 2', 'art. 405', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 2', 'art. 405', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 405', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 48', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5']

Visto l’art. 5–ter del decreto–legge 24 gennaio 2012, n. 1, così come modificato dall’art. 1, comma 1–quinquies, del decreto–legge 24 marzo 2012, n. 29, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 maggio 2012, n. 62;
Vista le proprie delibere 5 giugno 2014, n. 24953, 24 settembre 2014, n. 25121 e 4 dicembre 2014, n. 25207, con le quali si è ritenuto di apportare al Regolamento le modifiche concernenti, tra l’altro, le modalità con cui tenere conto del profilo della tutela dei consumatori come ulteriore criterio rilevante per l’attribuzione del rating di legalità e al fine di rendere più capillare e penetrante il controllo che l’Autorità è chiamata ad esercitare in sede di rilascio del rating, aumentando nel contempo il livello di legalità richiesto alle imprese;
Vista la propria delibera 23 settembre 2015, n. 25636 con la quale si è ritenuto di procedere ad una revisione del Regolamento al fine di rendere ancora più efficace il controllo che l’Autorità è chiamata a esercitare per il rilascio del rating e di aumentare ulteriormente il livello di legalità richiesto alle imprese, anche a seguito delle esigenze emerse in stretta collaborazione con le istituzioni preposte al controllo della legalità, Ministeri dell’interno e della giustizia, l’Autorità nazionale anticorruzione e la Guardia di finanza;
Vista la consultazione pubblica preventiva per la revisione del Regolamento avente ad oggetto, in particolare, talune modifiche degli articoli 2, comma 2, lettere a), b) e l), 3, comma 5, 5, commi 3 e 3–quater, nonché 7, comma 2–bis, tenutasi dal 5 ottobre 2015 al 5 novembre 2015;
Ritenuto di dover approvare in via definitiva le modifiche al Regolamento attuativo in materia di rating di legalità adottato con delibera del 14 novembre 2012, n. 24075, da ultimo modificato con delibera n. 25207 del 4 dicembre 2014, concernenti più in particolare, l’art. 2, comma 2, lettere a), b), g), i) e l), comma 5, lettera d), comma 7, l’art. 3, comma 5, l’art. 4, commi 2 e 3, l’art. 5, commi 3 e 3–quater e l’art. 7, comma 2–bis;
Il presente provvedimento e il regolamento con le modifiche approvate sono pubblicati nel Bollettino dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato e nella Gazzetta Ufficiale. Il Regolamento entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.
a) Autorità, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, di cui all’art. 10 della legge 10 ottobre 1990, n. 287;
1. L’impresa, di cui all’art. 1, lettera b), che intende ottenere il rating di legalità deve presentare all’Autorità apposita domanda sottoscritta dal legale rappresentante e redatta mediante compilazione del formulario pubblicato sul sito dell’Autorità.
L’inoltro della domanda deve avvenire per via telematica secondo le indicazioni fornite sul sito dell’Autorità.
a) se impresa individuale, che nei confronti del proprio titolare, del direttore tecnico e dei procuratori speciali – qualora siano muniti di poteri decisionali e gestionali ricavabili dalla procura e tali da essere assimilabili a quelli del titolare –, non sono state adottate misure di prevenzione personale e/o patrimoniale e misure cautelari personali e/o patrimoniali e non è stata pronunciata sentenza di condanna, o emesso decreto penale di condanna, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, per i reati di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, per i reati tributari di cui al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 e successive modifiche, per i reati di cui agli articoli 346, 346–bis, 353, 353–bis, 354, 355, 356 e 629 del codice penale e per il reato di cui all’art. 2, commi 1 e 1–bis del decreto–legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito nella legge 11 novembre 1983, n. 638; che non è stata iniziata l’azione penale ai sensi dell’art. 405 codice di procedura penale per delitti aggravati ai sensi dell’art. 7 del decreto–legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito dalla legge 12 luglio 1991, n. 203. La medesima dichiarazione deve essere resa anche in riferimento a tutte le persone fisiche, figure apicali dell’impresa, come sopra individuate, la cui carica e/o posizione è cessata nell’anno precedente la richiesta di rating;
b) se impresa collettiva, che nei confronti dei propri amministratori, del direttore generale, del direttore tecnico, dei procuratori speciali – qualora siano muniti di poteri decisionali e gestionali, ricavabili dalla procura e tali da essere assimilabili a quelli degli amministratori dotati di poteri di rappresentanza –, del rappresentante legale, nonché dei soci persone fisiche titolari di partecipazione di maggioranza, anche relativa, non sono state adottate misure di prevenzione personale e/o patrimoniale e misure cautelari personali e/o patrimoniali e non è stata pronunciata sentenza di condanna, o emesso decreto penale di condanna, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, per i reati di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, per i reati tributari di cui al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 e successive modifiche, per i reati di cui agli articoli 346, 346–bis, 353, 353–bis, 354, 355, 356 e 629 del codice penale e per il reato di cui all’art. 2, commi 1 e 1–bis del decreto–legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito nella legge 11 novembre 1983, n. 638; che non è stata iniziata l’azione penale ai sensi dell’art. 405 codice di procedura penale per delitti aggravati ai sensi dell’art. 7 del decreto–legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito dalla legge 12 luglio 1991, n. 203. La medesima dichiarazione deve essere resa anche in riferimento a tutte le persone fisiche, figure apicali dell’impresa, come sopra individuate, la cui carica e/o posizione è cessata nell’anno precedente la richiesta di rating;
d–bis) di non essere destinataria di provvedimenti di condanna dell’Autorità per pratiche commerciali scorrette, ai sensi dell’art. 21, commi 3 e 4 del codice del consumo e di provvedimenti di condanna per inottemperanza a quanto disposto dall’Autorità, ai sensi dell’art. 27, comma 12 del codice del consumo, divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating;
i) di non essere destinataria di provvedimenti sanzionatori dell’ANAC in materia di prevenzione della corruzione, trasparenza e contratti pubblici di natura pecuniaria e/o interdittiva e che non sussistono annotazioni nel Casellario informatico delle imprese di cui all’art. 8 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 207/2010 che implichino preclusioni alla stipula di contratti con la pubblica amministrazione o alla partecipazione a procedure di gara o di affidamento di contratti pubblici di lavori, servizi o forniture divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating;
3. Il rating di legalità non potrà essere rilasciato alle imprese destinatarie di comunicazioni o informazioni antimafia interdittive in corso di validità o nei cui confronti sia stato disposto il commissariamento di cui all’art. 32, comma 1, del decreto–legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito il legge dall’art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014. n. 114.
a) nei confronti dei soggetti di cui al comma 2, lettere a) e b) non è stata iniziata l’azione penale ai sensi dell’art. 405 codice di procedura penale per delitti aggravati ai sensi dell’art. 7 del decreto–legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, non sono state adottate misure cautelari, misure di prevenzione e non sono stati emessi provvedimenti o sentenze di condanna anche non definitivi ai sensi del presente articolo;
b) nei confronti dell’impresa non sono state emesse sentenze di condanna e adottate misure cautelari di cui al comma 2, lettera c) del presente articolo e ricorrono gli ulteriori requisiti richiesti.
L’impresa deve inoltre dimostrare la totale dissociazione dell’attuale struttura rispetto ai reati accertati in via definitiva.
a) l’impresa sottoposta a sequestro o confisca ai sensi dell’art. 12–sexies del decreto–legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, sia stata affidata ad un custode o amministratore giudiziario o finanziario per finalità di continuazione o ripresa dell’attività produttiva;
c) i beni aziendali oggetto di confisca definitiva siano stati destinati all’affitto o alla vendita in favore di società o imprese pubbliche o private per finalità di continuazione o ripresa dell’attività produttiva con provvedimento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione, la gestione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ai sensi dell’art. 48, comma 8 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159;
1. Per l’attribuzione del rating di legalità è necessario il rispetto di tutti i requisiti di cui all’art. 2, commi 2 e 3, del presente Regolamento. In questa ipotesi l’impresa ha diritto all’attribuzione di un punteggio base pari a *.
3. Il conseguimento di tre segni + comporta l’attribuzione di una * aggiuntiva, fino al conseguimento di un punteggio totale massimo di * * *.
3–bis. Le richieste di attribuzione del rating vengono trasmesse, altresì, alla Commissione consultiva rating, composta da un rappresentante dell’Autorità, un rappresentante del Ministero dell’interno, un rappresentante del Ministero della giustizia, un rappresentante dell’Anac e un rappresentante del mondo imprenditoriale. La Commissione, entro il termine di venti giorni dalla ricezione della richiesta, segnala l’eventuale sussistenza di elementi e comportamenti oggettivamente rilevanti ai fini della valutazione delle suddette richieste, anche sotto il profilo della violazione di regole di diligenza e del mancato rispetto dei principi di legalità informatori dell’ordinamento.
3–ter. Ove vengano segnalati dalla Commissione, ovvero da istituzioni preposte al controllo della legalità, gli elementi o i comportamenti di cui al comma precedente, l’Autorità sospende il procedimento per un periodo di tempo non superiore ai dodici mesi, prorogabile motivatamente in casi di particolare gravità, al fine di svolgere i necessari accertamenti.
3–quater. L’Autorità per esigenze istruttorie può prorogare il termine di cui al comma 1 fino a un massimo di 60 giorni, dandone motivata comunicazione all’impresa richiedente.
7. L’Autorità comunica al richiedente l’esito della richiesta.
Se tale esito è positivo, l’Autorità inserisce l’impresa nell’elenco di cui al successivo art. 8 del presente Regolamento.
4. In caso di perdita di uno dei requisiti di cui all’art. 2, l’Autorità con proprio provvedimento dispone la revoca del rating con decorrenza dal momento in cui il requisito è venuto meno.
Laddove il rating sia stato rilasciato sulla base di dichiarazioni false o mendaci, l’Autorità dispone la revoca a far data dal momento in cui viene a conoscenza della natura falsa o mendace della dichiarazione.
7. L’Autorità può disporre la sospensione del rating, in relazione alla gravità dei fatti e all’acquisizione di maggiori informazioni relativamente agli stessi, in presenza di uno dei provvedimenti di cui all’art. 2, comma 2, lettere d), d)–bis, e), f), h) e i) del presente Regolamento, ove tale provvedimento sia oggetto di contestazione e sino alla pronuncia passata in giudicato dell’autorità giudiziaria.
8. L’Autorità, prima della formale adozione del provvedimento di revoca, di riduzione del punteggio o di sospensione, comunica all’impresa i motivi che ostano al mantenimento del rating, alla conferma del punteggio già attribuito o che ne comportano la sospensione.
Entro il termine di quindici giorni dal ricevimento della comunicazione, l’impresa ha il diritto di presentare per iscritto le proprie osservazioni. Durante tale periodo, il termine di cui all’art. 5, comma 1, è sospeso.
2–bis. Ogni anno l’Autorità individua un campione rappresentativo, uniformemente distribuito sul territorio nazionale, pari al 10% delle imprese in possesso del rating di legalità, e invia l’elenco alla Guardia di finanza per verificare singoli profili di rilevanza fiscale e contributiva. Entro 60 giorni la Guardia di finanza comunica all’Autorità gli esiti delle verifiche.