Source: https://welforum.it/riforma-del-terzo-settore-cosa-entrato-vigore-cosa-ancora-no/
Timestamp: 2019-12-06 20:36:39+00:00
Document Index: 33875411

Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 101', 'art. 22', 'art. 83', 'art. 104', 'art. 4', 'art. 5']

Riforma del Terzo settore: cosa è entrato in vigore e cosa ancora no | Articolo | welforum.it
Si ringrazia Massimo Novarino per la collaborazione nella stesura dell’articolo
Una riforma “in via di attuazione”
La legge 106/2016, la Riforma del Terzo settore, ha avuto un momento fondamentale del suo ciclo attuativo con l’approvazione il 3 agosto scorso del d.lgs. 117/2017 (il “Codice del Terzo settore”, di seguito per brevità “Codice”) e degli altri decreti dell’estate 2017 di cui Welforum.it si è più volte occupato con gli articoli di Luca Degani e Luca Gori.
Tuttavia sarebbe errato pensare che per questo la Riforma sia pienamente operativa in tutte le sue parti, per diversi motivi.
Il primo è che i decreti attuativi a loro volta rimandano ad ulteriori decreti – circa quaranta – da approvarsi da parte di singoli ministeri e che ad oggi non sono stati adottati.
Il secondo è che le disposizioni fiscali (comunque già sulla base del decreto applicabili a partire dall’anno fiscale 2018) e di incentivazione che comportano benefici a vantaggio degli enti di terzo settore potranno entrare in vigore solo quando la Commissione Europea avrà dato atto che esse non costituiscono un elemento distorsivo della concorrenza e quindi ad oggi risultano non attive.
Il terzo è che, essendo talune disposizioni impegnative o per gli enti di Terzo settore o per le amministrazioni pubbliche, il Codice prevede tempi di adeguamento più o meno lunghi; in particolare:
Il Registro unico del Terzo settore – uno dei cardini del Codice, visto che un ente è considerato di terzo settore e può accedere ai benefici connessi quando risulta iscritto al registro unico – sarà pienamente operativo nel febbraio 2019, dal momento che (art. 53) vi è un anno di tempo per l’adozione dei provvedimenti attuativi nazionali (definizione dei documenti da presentare, disposizioni relative alla tenuta e gestione del Registro) e ulteriori sei mesi affinché le Regioni provvedano agli aspetti di propria competenza. Nel frattempo, dice il Codice (art. 101), il requisito dell’iscrizione al Registro … si intende soddisfatto attraverso l’iscrizione ad uno dei registri attualmente previsti dalle normative di settore” (Registro delle associazioni di promozione sociale, il Registro delle organizzazioni di volontariato, gli Albi regionali delle cooperative sociali)
Diverso il discorso rispetto alle procedure semplificate per il riconoscimento della personalità giuridica previste dall’art. 22 del Codice: quindi la possibilità di riconoscimento che invece di prevedere l’attuale iter “concessorio” presso la Prefettura, consenta alle associazioni e alle fondazioni di essere riconosciute per il fatto stesso di essere iscritte al Registro nazionale per il tramite del notaio che ne cura la costituzione (vedi in merito questo articolo di Luca Degani).
L’articolo 14 del Codice prevede che gli enti sopra i 100 mila euro annui di ricavi o entrate pubblichino sul sito internet proprio e della rete associativa cui aderiscono “eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti nonché agli associati”. Questa previsione, spiega la circolare, non è in alcun modo condizionata all’istituzione del Registro e quindi è vigenze, sebbene si intenda operativa a partire dal 1/1/2019 a rendiconto di quanto corrisposto nel 2018, primo anno solare completo dopo la vigenza del Codice.
Gianfranco Favero scrive:
15 Febbraio 2018 | ore 15:19
Grazie e complimenti per il contenuto.
Due dubbi/ domande:
1) Chiedo conferma che quanto detto per l’uso anticipato dell’acronimo ETS vanga anche per l’uso di ODV, per associazioni iscritte nei registri regionali.
2) Mi sembra che riguardo alle Onlus iscritte nei registri regionali che possano inquadrarsi come ODV, le agevolazioni fiscali (es. detrazione 35%) si applichino dal 2018, indipendentemente da ratifica CE.
17 Febbraio 2018 | ore 6:56
Caro Gianfranco, grazie del tuo interesse per l’articolo. Per rispondere ai tuoi quesiti ho chiesto la collaborazione di Luca Degani (che ha scritto alcuni pezzi su Welforum sul tema della Riforma) e Silvia D’Angelo che ringrazio.
Confermo entrambe le tue osservazioni:
1) sì, sebbene la Circolare si riferisca esclusivamente all’utilizzo anticipato dell’acronimo ETS, il medesimo ragionamento può essere esteso anche all’uso dell’acronimo ODV.
2)Esatto, le agevolazioni fiscali di cui all’art. 83 del D.Lgs. 117/2017 (detrazione del 35% dall’IRPEF per il contribuente che effettui una erogazione liberale in denaro a favore di ODV), si applicano in via transitoria dal periodo di imposta successivo a quello del 31 dicembre 2017 e fino al periodo d’imposta di entrata in vigore delle disposizioni fiscali di cui al Titolo X, secondo quanto indicato dall’art. 104 comma 1 del Codice.
Pertanto, tali agevolazioni sono applicabili in via transitoria a partire dal 1 gennaio 2018, ovvero prima del rilascio dell’autorizzazione della Commissione europea a cui è invece subordinata l’applicazione di buona parte delle disposizioni fiscali di cui al Titolo X.
20 Febbraio 2018 | ore 10:59
Vi ringrazio sentitamente per la pronta ed esauriente risposta
Giuseppe Caccamo scrive:
15 Marzo 2018 | ore 16:51
mi sembra di capire che, anche se il Codice terzo settore è entrato in vigore il 3 agosto 2017, di fatto sarà operativo dal 2020. Giusto?
In tal caso le associazioni culturali in essere non dovranno far nulla fino a tale data in termini di eventuale adeguamento dello statuto e del regime contabile applicato?
In sintesi, al di là di prepararsi al cambiamento, per il momento nello specifico non c’è nulla da fare?
Altro discorso per le associazioni sportive dilettantistiche che potranno restare fuori dalla normativa ma verificare se la loro attività principale rientra tra quelle definite dalla nota circolare CONI.
Giovanni Ponti scrive:
12 Aprile 2018 | ore 10:13
come considerare una associazione ,già in essere da 20 anni, ODV – oppure APS o ETS e che si dedica agli anziani per l’organizzazione e l’animazione del loro tempo libero, iscritta al registro regionale e con la collaborazione attiva soltanto di soci volontari? Considerata , fino a oggi, a contabilità semplificata?
12 Aprile 2018 | ore 12:00
Risponde l’autore dell’articolo, Gianfranco Marocchi:
Dal momento che, nelle more dell’istituzione del Registro unico, fa fede l’iscrizione al Registro regionale, oggi l’ente nella situazione descritta è da considerarsi Ente di terzo settore; dovrà poi provvedere entro febbraio 2019 all’adeguamento dello Statuto.
Ricci Paolo scrive:
18 Aprile 2018 | ore 18:07
1 Maggio 2018 | ore 20:05
Sono presidente di una piccolissima APS, statuto semplicemente registrato all’Agenzia delle Entrate e iscritta al solo registro comunale. In questo caso come devo comportarmi per la riforma del Terzo settore? Nella modifica di statuto, devo modificare il nome dell’associazione inserendo l’acronimo APS oppure ETS? Non capisco bene questo punto. Ulteriore domanda se posso: modificato lo statuto questo va nuovamente registrato, occorrerà quindi pagare nuovamente l’iscrizione?
Grazie per tutti i chiarimenti che ci date in questo “marasma” di leggi, modifiche e decreti attuativi.
pamela padovani scrive:
21 Giugno 2018 | ore 17:36
Scrivo per conto di una cooperativa sociale di tipo A L. 381/91.Non mi è chiaro quali adempimenti deve effettuare la Cooperativa entro il 20/07/18 (12 mesi dall’entrata in vigore dal D.Lgs 112/2017).
Devo adeguare lo Statuto Sociale o posso attendere?
22 Giugno 2018 | ore 7:34
Buongiorno Pamela, per l’adeguamento dello Statuto in assemblea ordinaria vi è tempo fino a febbraio 2019
22 Giugno 2018 | ore 18:40
Pamela, rettifico sono stato troppo ottimista: la proroga al febbraio 2019 è contenuta nel correttivo che è in attesa di approvazione, ad oggi la situazione è quella che dici tu.
4 Luglio 2018 | ore 18:01
buon giorno, vi chiedo gentilmente informazioni sulle modalità di redazione dell’atto costitutivo e dello Statuto aggiornato, per una odv associazione non riconosciuta, senza personalità giusiridca: va fatta per atto pubblico oppure è sufficiente la scrittura privata registrata all’agenzia delle entrate?
18 Luglio 2018 | ore 22:02
Ecco ora il correttivo è passato, termine spostato a gennaio 2019
26 Luglio 2018 | ore 15:07
I Trust, che sono “altri enti di
carattere privato diversi dalle società” ai sensi dell’art. 4, che abbiano come scopi quelli indicati nell’art. 5, costituiti dopo l’entrata in vigore della legge, a quale Registro devono richiedere l’iscrizione in attesa che venga costituito il Registro ETS?
stefano bigozzi scrive:
5 Gennaio 2019 | ore 13:14
@marco giustini
Poiché il trust NON è un “ente” in quanto non soggetto di diritto (ma un patrimonio) non credo che le norme in materia di ETS possano applicarsi.
Rossano Falduto scrive:
3 Febbraio 2019 | ore 1:13
Grazie, utilissimo in modalità esaustiva e competenza accademica. Cordiali saluti da Rossano Falduto / radio luna del golfo.