Source: https://www.guidelegali.it/approfondimenti-in-penale-societario-in-generale/la-responsabilita-delle-societa-di-revisione-1540.aspx
Timestamp: 2019-11-13 03:14:00+00:00
Document Index: 89296499

Matched Legal Cases: ['art 25', 'art 13', 'art 622', 'art. 69', 'sentenza ', 'art. 2049', 'art. 2497', 'art. 2624']

Letto 4721 volte dal 18/06/2009
In caso di condanna è prevista una sanzione pecuniaria per la società di revisione compresa tra 100 e 130 quote per l’ipotesi contravvenzionale e tra 200 e 400 quote per l’ipotesi delittuosa.
Se la società di revisione ha conseguito un profitto di rilevante entità (comunque oggetto di confisca), la sanzione pecuniaria è aumentata di un terzo (art 25 ter comma 3).
Alla società non si applica alcuna sanzione interdittiva (cfr. art 13 comma 1 d.lg. 231).
I soggetti apicali o dipendenti della società di revisione, inoltre, possono incorrere nella responsabilità penale ex art 622 c.p. (Rivelazione di segreto professionale).
A tale disposizione il d.lg. n. 61 del 2002 ha aggiunto un’aggravante per il caso in cui la rivelazione del segreto professionale sia commessa da chi svolge la revisione contabile della società.
Tale aggravante comunque è suscettibile di bilanciamento quantomeno con le circostanze attenuanti generiche, ai sensi dell’art. 69 del Codice Penale, trattandosi di una aggravante comune.
Al riguardo si segnala una recentissima sentenza del Tribunale di Milano - sez. VIII, del 4 novembre 2008, per la quale la società di revisione è responsabile del danno causato a coloro che abbiano investito i propri risparmi nell’acquisto di azioni e obbligazioni emesse da una società per azioni quotata in borsa quando nell’esercizio dell’attività di revisione non siano state rilevate, per difetto della dovuta diligenza, falsità materiali, irregolarità formali, carenza di informazioni e informativa fuorviante.
La responsabilità dell’ente non è necessariamente collegata a un accertamento di responsabilità colposa o dolosa dei suoi dipendenti, poiché le norme che regolano l’Audit delle società quotate sono indirizzate alla società di revisione in quanto unico soggetto – persona giuridica - abilitato a svolgere detta attività. Sicché non si tratta di responsabilità indiretta dell’ente per attività di persone fisiche, alla stregua dell’art. 2049 c.c., ma di responsabilità diretta, paragonabile pertanto al modello di responsabilità della società controllante oggi prevista anche nell’art. 2497 c.c. in riferimento all’attività di controllo e di direzione del gruppo.
(1) L’art. 2624 c.c recita: “1. I responsabili della revisione i quali, al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nelle relazioni o in altre comunicazioni, con la consapevolezza della falsità e l’intenzione di ingannare i destinatari delle comunicazioni, attestano il falso od occultano informazioni concernenti la situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società, ente o soggetto sottoposto alla revisione, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari delle comunicazioni sulla predetta situazione, sono puniti, se la condotta non ha loro cagionato un danno patrimoniale, con l’arresto fino ad un anno.
2. Se la condotta di cui al primo comma ha cagionato un danno patrimoniale ai destinatari delle comunicazioni, la pena è della reclusione da uno a quattro anni.”