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Timestamp: 2018-07-22 05:38:05+00:00
Document Index: 49952461

Matched Legal Cases: ['art. 659', 'art. 31', 'art. 28', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 28', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 59']

PIANO COMUNALE DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA - PDF
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1 REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA PROVINCIA DI PORDENONE COMUNE DI SEQUALS PIANO COMUNALE DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA Legge 26 ottobre 1995 n. 447 Legge Regionale 18 giugno 2007 n.16 ADOZIONE: DELIBERA C.C. n. DEL APPROVAZIONE: DELIBERA C.C. n. DEL Regolamento Acustico Comunale Committente Redazione Piazza Municipio, Sequals (PN) Tel ; Fax Dott. Agr. Diego Carpanese via Guizza, Padova Tel/Fax ; Cell Giugno 2013 Revisione 00
2 SOMMARIO Art. 1. Ambiti di applicazione... 1 Art. 2. Tecniche di rilevamento... 1 Art. 3. Definizioni... 1 Art. 4. Classificazione acustica e limiti di rumore... 2 Art. 5. Piani Aziendali di Risanamento Acustico... 4 Art. 6. Valutazione Previsionale di Impatto Acustico (V.P.I.A.)... 4 Art. 7. Procedura di Valutazione Previsionale di Impatto Acustico (V.P.I.A.) per piccole e medie imprese... 6 Art. 8. Valutazione Previsionale del Clima Acustico (V.P.C.A)... 8 Art. 9. Interventi di risanamento acustico a carico dei titolari di titolo autorizzativo edilizio9 Art. 10. Tecnico competente in acustica... 9 Art. 11. Strumentazione base per le determinazioni della rumorosità ambientale... 9 Art. 12. Rilevamento del rumore... 9 Art. 13. Definizioni Art. 14. Cantieri edili, stradali ed assimilabili Art. 15. Escavazione e trattamento di inerti Art. 16. Manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, feste popolari ed assimilabili13 Art.17. Autorizzazioni Art.18. Attrezzature da giardino Art. 19. Sorgenti mobili, attrezzature per uso domestico e /o hobbistico Art. 20. Impianti di condizionamento Art. 21. Allarmi acustici e antifurto Art. 22. Autolavaggi Art. 23. Sirene segnalazione turni di lavoro Art. 24. Pubblicità fonica con altoparlanti Art. 25. Cannoncini antistorno Art. 26. Cannoni ad onde d urto per la difesa antigrandine Art. 27. Razzi e fuochi d artificio/spettacoli pirotecnici... 16
3 Art. 28. Attività di igiene del suolo, spazzamento, raccolta e compattamento rifiuti Art. 29. Altre attività a carattere sporadico non previste nel presente Regolamento Art. 30. Deroghe per attività produttive caratteristiche Art. 31. Controllo Art. 32. Contenimento ed abbattimento Art. 33. Isolamento acustico degli edifici Art. 34. Rumorosità prodotta dagli impianti tecnologici a servizio dell edificio Art. 35. Limiti per impianti a funzionamento discontinuo Art. 36. Limiti per impianti a funzionamento continuo Art. 37. Regole di progettazione, costruzione e controllo Art. 38. Competenze del Comune Art. 39. Attività di controllo Art. 40. Esposti contro il rumore da parte dei cittadini Art. 41. Sanzioni amministrative Art. 42. Provvedimenti per la tutela dell inquinamento acustico Art. 43. Ordinanze contingibili ed urgenti Art. 44. Coordinamento con gli strumenti urbanistici Art. 45. Regolamenti Art. 46. Termini di applicazione e abrogazione norme precedenti }
4 ALLEGATI ALLEGATO A1. ALLEGATO A2. ALLEGATO B1. ALLEGATO B2. ALLEGATO C. ALLEGATO C1. ALLEGATO C2. ALLEGATO C3. ALLEGATO C4. ALLEGATO D. ALLEGATO E. ALLEGATO F. Autorizzazione in deroga semplificata per cantieri edili, stradali e assimilabili Autorizzazione in deroga ordinaria per cantieri edili, stradali e assimilabili Autorizzazione in deroga semplificata per manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, feste popolari e assimilabili Autorizzazione in deroga ordinaria per manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, feste popolari e assimilabili Valutazione previsionale di impatto acustico Modello di domanda per P.M.I. con assenza di sorgenti sonore Modello di domanda per P.M.I. con presenza di sorgenti sonore ma rispetto dei limiti di cui al D.P.C.M. 14/11/1997 Modello di domanda per P.M.I. con presenza di sorgenti sonore ma non rispetto dei limiti di cui al D.P.C.M. 14/11/1997 Dichiarazione che non sono state effettuate modifiche rispetto alla precedente gestione Valutazione del clima acustico Modello di esposto al Comune per presunto inquinamento acustico Informazioni minime da inviare all ARPA per la richiesta di intervento tecnico per presunto inquinamento acustico
5 TITOLO I - REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE ATTIVITÀ RUMOROSE Art. 1. Ambiti di applicazione Il presente Regolamento costituisce disciplina attuativa del Piano Comunale di Classificazione Acustica (di seguito P.C.C.A.) del Comune di Sequals, elaborato ai sensi della L. 26 ottobre 1995, n. 447, Legge quadro sull inquinamento acustico, dei D.P.C.M. 1 marzo 1991 e 14 novembre 1997, della L.R. 18 giugno 2007, n. 16, del D.P.R. 19 ottobre 2011, n.227, della D.G.R. 17 dicembre 2009, n. 2870, e della D.D.G. 19 aprile 2012 n.88. Non sono soggette al presente Regolamento, le attività temporanee a carattere agricolo forestale non industriale, effettuate nelle aree agricole, a bosco, a pascolo o nelle aree protette, come definite dal P.R.G.C. vigente. Dal medesimo vengono escluse le fonti di rumore arrecanti disturbo alle occupazioni ed al riposo delle persone, quali schiamazzi e strepiti di animali, cui provvede il primo comma dell art. 659 del C.P. ed il regolamento comunale di Polizia Urbana. È fatto obbligo a chiunque di rispettare i limiti imposti dalla zonizzazione acustica comunale ai sensi della L. 447/1995. Art. 2. Tecniche di rilevamento Le tecniche di rilevamento, la strumentazione e le modalità di misura del rumore sono quelle indicate nel D.M. 16 marzo 1998 Tecniche di rilevamento e di misurazione dell inquinamento acustico. Art. 3. Definizioni Ai fini del presente Regolamento si definisce: 1. Attività rumorosa di carattere permanente: ogni attività causa di introduzione di rumore nell ambiente abitativo o nell ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramenti degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell ambiente abitativo, dell ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi; ad esempio: attività industriali, artigianali e di servizio che comportano l uso, nelle normali condizioni di esercizio e funzionamento, di strumenti, impianti, macchine ed autoveicoli; attività di spedizione, depositi connessi all attività di trasporto in conto terzi, magazzini e depositi all ingrosso che presuppongono ordinariamente operazioni di carico e scarico merci e rifornimento con l impiego di mezzi pesanti e/o autoveicoli in genere, attività di noleggio e deposito automezzi privati; attività di ritrovo, pubblico intrattenimento e spettacolo quali circoli privati, discoteche, sale da ballo, night club, sale gioco, cinema, teatri e similari; attività di gestione di strutture sportive quali campi da gioco all aperto, palestre, piscine; attività di supporto ai trasporti terrestri, acquatici e aerei. 1 di 27
6 2. Attività rumorosa a carattere temporaneo che si possono diversificare in: attività considerate dalla popolazione come eventi tollerabili o poco disturbanti, sia per la breve durata, che per il limitato impatto acustico (ad esempio sagre paesane, piccoli concerti, piano bar, cantieri edili e stradali di breve durata etc.); attività che, invece, per caratteristiche quali la durata, l impatto acustico prodotto, l elevata entità di popolazione coinvolta, possono potenzialmente produrre disturbo e/o particolari segnalazioni da parte della popolazione (ad esempio concerti di livello regionale/nazionale, manifestazioni importanti, cantieri edili e stradali di media-lunga durata etc). 3. Inquinamento acustico esterno: rumore che si riflette all esterno degli ambienti nei quali ha origine o che è prodotto da attività svolte all aperto, oggetto del presente regolamento. 4. Inquinamento acustico interno: rumore che è prodotto all interno di ambienti chiusi senza riflessi sull ambiente esterno, non oggetto del presente regolamento. 5. Valutazione Previsionale di Impatto Acustico (V.P.I.A.): è un documento tecnico che viene richiesto e redatto in fase di progettazione dell opera - ovvero durante l iter amministrativo di concessione o autorizzazione - allo scopo di verificarne la compatibilità acustica con il contesto in cui l opera stessa andrà a collocarsi. 6. Valutazione Previsionale di Clima Acustico (V.P.C.A.): è un documento tecnico che viene richiesto e redatto in fase di progettazione dell opera, ovvero durante l iter amministrativo di concessione o autorizzazione, allo scopo di caratterizzare, dal punto di vista acustico, un area sulla quale si preveda la realizzazione di strutture edilizie e di aree attrezzate per attività suscettibili di particolare tutela, e di valutarne la compatibilità con la situazione acustica esistente. 7. Piano Aziendale di Risanamento Acustico (P.A.R.A.): adeguamento al Piano Comunale di Classificazione Acustica, tenendo conto delle migliori tecniche disponibili, per le imprese esercenti attività produttive o commerciali i cui livelli di rumore prodotti dalle attività scolte superino quelli stabiliti da D.P.C.M. 14 novembre 1997 per le singole classi di destinazione d uso del territorio. Art. 4. Classificazione acustica e limiti di rumore Il territorio comunale è suddiviso in zone acustiche omogenee, alle quali sono assegnati i valori limite di emissione, i valori limite assoluti di immissione, i valori limite differenziali di immissione, i valori di attenzione e i valori di qualità previsti dal D.P.C.M. 14 novembre All interno del territorio comunale ogni sorgente sonora deve rispettare le limitazioni previste dal D.P.C.M. 14 novembre 1997 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore secondo la classificazione acustica del territorio comunale, fatta eccezione per le infrastrutture di trasporto, per le quali le fasce territoriali di pertinenza acustica e la classificazione delle infrastrutture stradali presenti sul territorio comunale sono determinate ai sensi del D.P.R. 30 marzo 2004, n 142, Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447, e sono rappresentate nelle tavole allegate al P.C.C.A. 2 di 27
7 Le fasce di pertinenza non sono comunque elementi della zonizzazione acustica, ma vanno considerate come fasce di esenzione relative alla sola rumorosità prodotta dal traffico stradale dell infrastruttura a cui si riferiscono, rispetto al limite di zona locale, che dovrà essere invece rispettato dall insieme di tutte le altre sorgenti che interessano detta zona. I requisiti acustici delle sorgenti sonore interne agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera sono contenuti nel D.P.C.M. 5 dicembre 1997 Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici. Gli impianti a ciclo continuo devono rispettare i limiti previsti dal D.M. 11 dicembre 1996 Applicazione del criterio differenziale per gli impianti a ciclo produttivo continuo. 3 di 27
8 TITOLO II - ATTIVITÀ RUMOROSE PERMANENTI Art. 5. Piani Aziendali di Risanamento Acustico L art. 31 della L.R. 16/2007 n. 18, obbliga che, all entrata in vigore del P.C.C.A., le imprese esercenti attività produttive o commerciali dovranno attestare entro sei (6) mesi, con l invio al Comune di idonea documentazione (ovvero dichiarazione rilasciata da un Tecnico Competente in Acustica Ambientale), il rispetto delle norme sul rumore. Le imprese interessate che non rispettano i limiti di emissione o di immissione introdotti dal P.C.C.A., sono tenute a presentare apposito Piano Aziendale di Risanamento Acustico (di seguito P.A.R.A.), redatto da un Tecnico Competente in Acustica Ambientale, entro il termine di sei (6) mesi dall entrata in vigore del P.C.C.A.. Il P.A.R.A. deve espressamente indicare il termine entro il quale le imprese prevedono di adeguarsi ai limiti stabiliti. Il Comune, entro 30 giorni dalla presentazione del P.A.R.A., può dare prescrizioni e richiedere integrazioni e/o chiarimenti, che dovranno essere forniti nei tempi indicati. La relazione tecnica di supporto al P.A.R.A. dovrà essere sottoscritta da un tecnico competente in acustica. Le imprese che non presentano il P.A.R.A. sono tenute ad adeguarsi ai limiti di zona previsti dal P.C.C.A. entro sei (6) mesi dall entrata in vigore del presente regolamento. Le imprese che non ottemperano alle disposizioni del presente articolo, sono soggette alle sanzioni di cui al successivo Art. 39 Sanzioni amministrative, del presente Regolamento. Le imprese che hanno ottenuto l'autorizzazione integrata ambientale ai sensi del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59 (Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento), o che sono in possesso della certificazione ambientale ai sensi della norma UNI EN ISO o che hanno in corso la procedura di registrazione ai sensi del regolamento CE 761/2001 sono escluse dall'obbligo di presentare il P.A.R.A. Art. 6. Valutazione Previsionale di Impatto Acustico (V.P.I.A.) Come indicato dall art. 28, comma 2 della L.R. 16/2007 n. 18, è fatto obbligo ai competenti soggetti titolari dei progetti per la realizzazione, la modifica ed il potenziamento delle opere elencate all art. 8 comma 2 della L. 447/1995, della predisposizione della Valutazione Previsionale di Impatto Acustico redatta da tecnico competente in acustica: a) opere soggette a valutazione di impatto ambientale nonché a valutazione d incidenza; b) aeroporti, aviosuperfici, eliporti; c) strade di tipo A (autostrade), B (strade extraurbane principali), C (strade extraurbane secondarie), D (strade urbane di scorrimento), E (strade urbane di quartiere), F (strade locali) secondo la classificazione di cui al D.lgs. n. 142/2004 e successive modificazioni; d) ferrovie ed altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia; e) discoteche; f) circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinari o impianti rumorosi; g) impianti sportivi e ricreativi; 4 di 27
9 h) concessioni edilizie relative a nuovi impianti e infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali; i) provvedimenti comunali che abilitano all'utilizzazione degli immobili e infrastrutture di cui alla lettera h); j) licenze o autorizzazioni all'esercizio di attività produttive. Le domande di permesso di costruire, le denunce di inizio di attività edilizia, licenza o altro atto abilitativo per le strutture di cui al presente titolo devono contenere l idonea documentazione tecnica di Valutazione Previsionale di Impatto Acustico predisposta secondo i criteri e gli elaborati illustrati nell Allegato C al presente Regolamento. Sono da intendersi soggetti alla presentazione di tale documentazione: i nuovi insediamenti, le ristrutturazioni, gli ampliamenti ed i cambi di destinazione d uso. Non sono soggette a Valutazione Previsionale di Impatto Acustico le modificazioni della titolarità dell attività, le modifiche del legale rappresentante o altre analoghe modificazioni che attengono alla natura della ditta, né i subingressi in attività esistenti, laddove non si modifichino in alcun modo il ciclo produttivo, i macchinari e le strutture esistenti. La Valutazione Previsionale di Impatto Acustico, qualora i livelli di rumore previsti superino i valori di emissione/immissione definiti dal D.P.C.M. 14 novembre 1997, deve espressamente contenere l indicazione delle misure previste per ridurre o eliminare le emissioni sonore causate dall attività o dagli impianti. In tale caso è necessario il rilascio di nulla-osta dell Ufficio Tecnico comunale, ai sensi dell art. 8, comma 6, della L. 447/1995. La realizzazione degli interventi previsti nella Valutazione Previsionale di Impatto Acustico e nelle eventuali prescrizioni è condizione vincolante per il rilascio dell agibilità/usabilità della struttura e della licenza. 5 di 27
10 Art. 7. Procedura di Valutazione Previsionale di Impatto Acustico (V.P.I.A.) per piccole e medie imprese Il precedente art. 6 prevede che prima di concedere l autorizzazione all avvio dell attività per l esercizio delle attività rumorose di Piccole e Medie Imprese (P.M.I.). individuate dal D.M. 18 aprile 2005, si debba procedere alla verifica del rispetto dei limiti in materia di inquinamento acustico, regola valevole anche in caso di subingresso. Pertanto si possono presentare due casistiche di seguito elencate: a) Nuovo esercizio, trasferimento, ampliamento di superficie ed ogni altra ipotesi di modifica strutturale o gestionale: 1. per le P.M.I. che svolgono attività a bassa rumorosità ed elencate nell'allegato B del D.P.R. 227/2011 ed i pubblici esercizi privi di impianti di diffusione sonora ovvero che non svolgono manifestazioni ed eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali, non deve essere presentata all Ufficio Tecnico, la documentazione di impatto acustico di cui all'articolo 8, commi 2, 3 e 4, della legge 26 ottobre 1995, n Documentazione da presentare: - Autodichiarazione di cui all Allegato C1 in 2 copie cartacee 2. per le P.M.I. rappresentate dagli esercizi pubblici che utilizzano impianti di diffusione sonora ovvero svolgano manifestazioni ed eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali e per le P.M.I. diverse da quelle indicate all Allegato B del comma 1 dell art. 4 del D.P.R. 227/2011, ma le cui emissioni di rumore non sono superiori ai limiti stabiliti D.P.C.M. 14 novembre 1997, deve essere presentata all Ufficio Tecnico, la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà di cui all'articolo 8, comma 5, della legge 26 ottobre 1995, n Documentazione da presentare: - Autodichiarazione di cui all Allegato C2 in 2 copie cartacee 3. per le P.M.I. rappresentate dagli esercizi pubblici che utilizzano impianti di diffusione sonora ovvero svolgano manifestazioni ed eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali e per le P.M.I. diverse da quelle indicate all Allegato B del comma 1 dell art. 4 del D.P.R. 227/2011, ma le cui emissioni sono superiori ai limiti stabiliti D.P.C.M. 14 novembre 1997 deve essere presentata all Ufficio Tecnico, la documentazione di impatto acustico redatta da un tecnico abilitato, di cui all'articolo 8, commi 2, 3 e 4, della legge 26 ottobre 1995, n Documentazione da presentare: - Relazione di impatto acustico redatta da Tecnico Acustico Abilitato di cui all Allegato C3 in 2 copie cartacee ed una informatica b) In caso di subingresso, è stato definito il seguente iter procedurale: 1. nel caso di subingresso di una P.M.I. già autorizzata a seguito della presentazione di idonea documentazione di impatto acustico, il nuovo gestore potrà proseguire previa presentazione all Ufficio Tecnico, della dichiarazione che attesta che non è stata apportata alcuna modifica né strutturale né organizzativa e che nulla è cambiato 6 di 27
11 rispetto a quanto contenuto nella documentazione tecnica fornita per l autorizzazione dell attività per la quale si chiede il subingresso. Documentazione da presentare: - Dichiarazione che non sono state apportate modifiche di cui all Allegato C4 in 2 copie cartacee 2. nell ipotesi di subingresso in una impresa priva di pratica di inquinamento acustico o con pratica non conclusa o in caso di modifiche strutturali o organizzative (compreso il prolungamento dell orario già autorizzato) la documentazione relativa all impatto acustico dovrà essere presentata all Ufficio Tecnico entro e non oltre 30 gg. dalla data di presentazione della domanda di subingresso. Qualora il subentrante preveda, prima dell attivazione dell esercizio, l effettuazione di lavori che possano avere rilevanza anche sotto il profilo dell impatto acustico, all atto della domanda di subingresso farà presente la situazione, impegnandosi a presentare la relazione tecnica prima dell avvio dell attività. Eventuali integrazioni che fossero richieste dovranno essere evase entro i termini nelle stesse indicati; in caso di mancato rispetto di essi, si procederà alla sospensione dell attività, in attesa della presentazione della documentazione. Documentazione da presentare: - nel caso di esercizi pubblici che utilizzano impianti di diffusione sonora ovvero svolgano manifestazioni ed eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali e per le P.M.I. diverse da quelle indicate nel comma 1 dell art. 4 del D.P.R. 227/2011, ma le cui emissioni di rumore sono superiori ai limiti stabiliti D.P.C.M. 14 novembre 1997: Autodichiarazione di cui all Allegato C3 3. nel caso di subingresso in una impresa già autorizzata a svolgere l attività a seguito della presentazione di autodichiarazione da parte del precedente gestore, il nuovo titolare potrà proseguire previa presentazione all Ufficio Tecnico, della dichiarazione che attesta che non è stata apportata alcuna modifica né strutturale né organizzativa e che nulla è cambiato rispetto a quanto contenuto nella documentazione tecnica fornita per l autorizzazione dell attività per la quale si chiede il subingresso. Documentazione da presentare: - Dichiarazione che non sono state apportate modifiche di cui all Allegato C4 in 2 copie cartacee - Nel caso di attività a bassa rumorosità ed elencate nell'allegato B del D.P.R. 227/2011 e di pubblici esercizi privi di impianti di diffusione sonora ovvero che non svolgono manifestazioni ed eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali: Autodichiarazione di cui all Allegato C1 in 2 copie cartacee - Nel caso di esercizi pubblici che utilizzano impianti di diffusione sonora ovvero svolgano manifestazioni ed eventi con diffusione di musica o utilizzo di strumenti musicali e per le P.M.I. diverse da quelle indicate nel comma 1 dell art. 4 del D.P.R. 227/2011, ma le cui emissioni di rumore non sono superiori ai limiti stabiliti D.P.C.M. 14 novembre 1997: Autodichiarazione di cui all Allegato C2 in 2 copie cartacee 7 di 27
12 Le documentazioni presentate saranno protocollate e per ricevuta saranno restituite in copia: la relazione tecnica, l autodichiarazione o la dichiarazione di rilevamento attività esistente; tale documentazione dovrà essere tenuta all interno dell esercizio a disposizione degli organi di vigilanza e farà parte integrante dell autorizzazione di pubblico esercizio. Le documentazioni devono essere inviate, per conoscenza, alle strutture dell Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente (ARPA FVG) presso le sedi dei Dipartimenti Provinciali territorialmente competenti. In assenza di diniego all autorizzazione, ovvero di rinvio alla presentazione della Valutazione Previsionale di Impatto Acustico, comunicato entro il termine di sessanta (60) giorni dalla presentazione dell istanza, il silenzio del Comune equivale a provvedimento di accoglimento dell istanza stessa. Nel caso di mutamento della destinazione d uso di una unità immobiliare, anche in assenza di trasformazione edilizia, dovrà essere garantito il rispetto dei limiti di zona e del criterio differenziale. Qualora la nuova attività comporti una situazione peggiorativa sotto il profilo delle emissioni di rumore rispetto alla situazione preesistente dovrà essere presentata la Valutazione Previsionale di Impatto Acustico (V.P.I.A.). La mancata presentazione della Valutazione Previsionale di Impatto Acustico, quando dovuta, comporterà il rigetto dell istanza finalizzata all ottenimento di autorizzazione, concessione, licenza o altro atto abilitativo espresso, o l inefficacia della relativa denuncia di inizio di attività o atto equivalente. Alla documentazione già richiesta ai sensi dell art. 4, comma 1 del D.P.R. 22 aprile 1994 n. 425, il proprietario dell immobile deve allegare la certificazione di collaudo degli interventi previsti dalla Valutazione Previsionale di Impatto Acustico e di quelli eventualmente prescritti dagli organi preposti al controllo. La certificazione è sottoscritta dal tecnico competente in acustica redattore della Valutazione Previsionale di Impatto Acustico. Art. 8. Valutazione Previsionale del Clima Acustico (V.P.C.A) Ai sensi dell art. 28, comma 3 della L.R. 16/2007 n. 18, sono tenuti a presentare al Comune la relazione Previsionale di Clima Acustico, redatta da un tecnico competente in acustica e contenente l idonea documentazione tecnica di valutazione previsionale predisposta secondo i criteri e gli elaborati illustrati nell Allegato D al presente Regolamento, i soggetti pubblici e privati interessati alla realizzazione delle tipologie di insediamenti di seguito riportati: a) scuole e asili nido; b) ospedali; c) case di cura e di riposo; d) parchi pubblici urbani ed extraurbani; e) nuovi insediamenti residenziali prossimi alle opere di cui al comma 2, art. 8 della L. 447/95. La Valutazione Previsionale di Clima Acustico deve essere presentata dal richiedente anche nel caso di riuso di edifici esistenti per i quali viene presentata domanda di cambiamento della destinazione d uso a favore degli usi scolastici, ospedalieri e per case di cura e riposo. 8 di 27
13 L assenza della Valutazione Previsionale di Clima Acustico è causa di diniego per carenza di documentazione essenziale. Art. 9. Interventi di risanamento acustico a carico dei titolari di titolo autorizzativo edilizio Qualora la relazione Previsionale di Clima Acustico per insediamenti delle tipologie cui all Art.6 Valutazione Previsionale di Impatto Acustico, prossimi a infrastrutture stradali o ferroviarie, esistenti o di nuova realizzazione, evidenziasse possibili superamenti dei limiti di immissione per le infrastrutture stradali o ferroviarie stabiliti dalla zonizzazione acustica del Comune, ai sensi del D.P.R. 459/1998 e del D.P.R. 142/2004, dovranno essere individuati gli interventi di risanamento acustico per il rispetto di tali limiti. In caso di infrastrutture stradali esistenti, gli interventi per il rispetto dei limiti di cui agli artt. 5 e 6 del D.P.R.142/2004, sono a carico del titolare della concessione edilizia (o atto equivalente), se rilasciata dopo la data di entrata in vigore del D.P.R. 142/2004. In caso di infrastrutture stradali di nuova realizzazione, realizzazione di ampliamenti, affiancamenti o varianti di infrastrutture stradali esistenti, gli interventi per il rispetto dei propri limiti di cui agli artt. 4, 5 e 6 del D.P.R. 142/2004 sono a carico del titolare della concessione edilizia (o atto equivalente), se rilasciata dopo la data di approvazione del progetto definitivo dell infrastruttura stradale, per la parte eccedente l intervento di mitigazione previsto a salvaguardia di eventuali aree territoriali edificabili, necessario ad assicurare il rispetto dei limiti di immissione ad una altezza di 4 metri dal piano di campagna. Art. 10. Tecnico competente in acustica Tutte le documentazioni acustiche contenute nelle presenti norme, relative alla Valutazione Previsionale di Impatto o Clima Acustico, al Piano Aziendale di Risanamento Acustico e ai Requisiti acustici degli edifici, dovranno essere elaborate da tecnici competenti ai sensi dell art. 2 della Legge 447/1995. La documentazione acustica da allegare è finalizzata a dimostrare il rispetto delle norme contenute nel presente Regolamento e di quelle sovraordinate. Art. 11. Strumentazione base per le determinazioni della rumorosità ambientale Per l effettuazione delle misure acustiche ambientali devono essere utilizzati strumenti di misura almeno di classe I come definiti negli standard I.E.C. (International Electrotechnical Commission) oppure EN n del 1994 e n del 1995; le misure devono essere eseguite con un misuratore di livello sonoro (fonometro) integratore o strumentazione equivalente. Si deve poter procedere anche alla misura dei livelli sonori massimi con costante di tempo slow ed impulse ed all analisi per bande di terzo d ottava. Art. 12. Rilevamento del rumore Il rilevamento deve essere eseguito misurando il livello sonoro continuo equivalente ponderato in curva A (L Aeq ) per un tempo di misura sufficiente ad ottenere una valutazione significativa del fenomeno sonoro esaminato. Per le sorgenti fisse tale rilevamento dovrà, comunque, essere eseguito nel periodo di massimo disturbo non tenendo conto di eventi eccezionali ed in 9 di 27
14 corrispondenza del luogo disturbato. Il microfono del fonometro deve essere posizionato a metri 1,20-1,50 dal suolo, ad almeno un metro da altre superfici interferenti (pareti ed ostacoli in genere), e deve essere orientato verso la sorgente di rumore la cui provenienza sia identificabile. L osservatore deve tenersi a sufficiente distanza dal microfono per non interferire con la misura. La misura deve essere arrotondata a 0,5 db. Le misure in esterno devono essere eseguite in condizioni meteorologiche normali ed in assenza di precipitazioni atmosferiche, di nebbia e/o neve. Per le modalità tecniche specifiche delle misure da effettuarsi in ambiente esterno ed all interno di ambienti abitativi si rinvia alle metodiche tecniche riportate nel D.P.C.M. 1 marzo 1991 e nel D.M. 16 marzo di 27
15 TITOLO III - ATTIVITÀ TEMPORANEE CHE NECESSITANO DI AUTORIZZAZIONE Art. 13. Definizioni Si definisce attività temporanea qualsiasi attività rumorosa che non corrisponde alla definizione di cui all art. 3 comma 1 del presente Regolamanto, ovvero che si esaurisce in periodi di tempo limitati e/o legata ad ubicazioni variabili di tipo provvisorio, quali ad esempio cantieri edili, stradali e assimilabili, spettacoli itineranti (es. luna-park), manifestazioni musicali e di intrattenimento, manifestazioni popolari, sportive tipo gare di motocross, rally e similari, fieristiche, politiche, sindacali e dell associazionismo in genere, altre attività non continuative, che per la buona riuscita della manifestazione, utilizzano sorgenti sonore che producono elevati livelli di rumore (amplificate e non) e/o allestimenti temporanei. Ai sensi dell art. 20, comma 6 della L.R. 16/2007 n. 18, le attività rumorose temporanee sono sempre consentite, ai fini del presente Regolamento, qualora rispettino i limiti di emissione e immissione previsti dal P.C.C.A. e i valori limite differenziali. Qualora le suddette attività prevedano di superare tali limiti, possono essere permesse in deroga a norma del presente Regolamento. Presso l Ufficio Tecnico del Comune è tenuto apposito registro delle deroghe rilasciate per le attività temporanee rumorose. La violazione delle condizioni previste dal presente Regolamento per l esercizio dell attività in deroga ai limiti acustici e/o delle prescrizioni contenute nell autorizzazione in deroga, comporterà l applicazione delle sanzioni previste dal Regolamento. L autorizzazione in deroga è sempre revocabile per ragioni di igiene e sanità pubblica ovvero per sopravvenuti motivi di pubblico interesse, ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto, o di nuova valutazione dell interesse pubblico originario. Art. 14. Cantieri edili, stradali ed assimilabili In caso di attivazione di cantieri, le macchine e gli impianti in uso dovranno essere conformi alle direttive recepite dalla normativa nazionale e alle rispettive norme di omologazione e certificazione; inoltre esse dovranno essere collocate in postazioni che possano limitare al massimo la rumorosità verso soggetti disturbati. L attivazione dei macchinari rumorosi e l esecuzione di lavori rumorosi in cantieri edili od assimilabili al di sopra dei limiti di zona è consentita solamente nei giorni feriali con il seguente orario: dal 1 ottobre al 30 aprile dalle ore 8:00 alle ore 12:30 e dalle ore 14:00 alle ore 18:00; dal 1 maggio al 30 settembre dalle ore 8:00 alle ore 12:30 e dalle ore 14:00 alle ore 19:00; il sabato dalle ore 8:30 alle ore 12:00. Non è ammesso l utilizzo di fonti di rumore la domenica e i giorni festivi. 11 di 27
16 L attivazione di macchinari rumorosi e l esecuzione di lavori rumorosi in cantieri stradali od assimilabili al di sopra dei livelli di zona, è consentita nei giorni feriali, dalle ore 7:00 alle ore 20:00. In caso di ristrutturazioni interne ad un edificio con presenza di unità abitative occupate adiacenti o prossime al cantiere o comunque significativamente influenzate dallo stesso, vengono ammessi i seguenti orari e giorni più adeguati all esecuzione delle lavorazioni rumorose idonee a produrre rumore di tipo impattivo (uso di martello demolitore, creazione di tracce sulle pareti, demolizione di pareti, etc): periodo invernale e periodo estivo dalle ore 8:00 alle ore 12:00 e dalle ore 14:00 alle ore 19:00. Non è ammesso l utilizzo di fonti di rumore il sabato, la domenica e i giorni festivi. La richiesta dell autorizzazione in deroga per lo svolgimento nel territorio comunale delle attività di cantiere rumorose, dovrà essere indirizzata all Ufficio Tecnico Comunale specifico, almeno 45 giorni prima dell inizio dell attività ed essere prodotta sulla base dei modelli di seguito elencati: 1. Allegato A1 per le attività la cui durata non sia superiore ai 90 giorni solari ed il cui esercizio avviene con l uso di macchinari e lavorazioni rumorose nei limiti degli orari descritti sopra, ovvero per le attività che si protraggono per più di 90 giorni solari, ma le cui lavorazioni rumorose non superano i 60 giorni anche non consecutivi (come da cronoprogramma fornito contestualmente alla richiesta di autorizzazione in deroga) ed il cui esercizio avviene con l uso di macchinari e lavorazioni rumorose nei limiti degli orari di cui sopra. 2. Allegato A2 per le attività di cantiere che non rispettano i parametri di cui al punto 1. A corredo dell istanza va presentata la documentazione elencata negli allegati citati. L autorizzazione in deroga può contenere prescrizioni e prevedere l adozione di specifiche soluzioni tecniche ritenute necessarie a ridurre l impatto acustico (ad esempio, il divieto di uso contemporaneo di macchinari particolarmente rumorosi, la messa in opera di adeguati schermi fonoisolanti e/o fonoassorbenti sulla recinzione del cantiere o ad isolamento dei singoli macchinari di maggiore impatto acustico, avvisatori acustici utilizzati solo se non sostituibili con altri di tipo luminoso etc.). Nel caso di cantieri per i quali si preveda un impatto acustico particolarmente elevato o che si protragga in periodo notturno, il Comune può richiedere la presentazione di una Valutazione Previsionale di Impatto Acustico redatta dal tecnico competente, oppure un Piano di Monitoraggio Acustico dell'attività (P.M.A.A) di cantiere. In presenza di specifici macchinari e/o lavorazioni potenzialmente idonei a produrre elevati livelli di inquinamento acustico presso i ricettori, per caratteristiche di intensità, durata e posizionamento, il Comune può fissare nell autorizzazione in deroga particolari restrizioni, anche facendo riferimento ad un limite acustico ad 1 m dalla facciata dei recettori più vicini o più disturbati. 12 di 27
17 Il Comune può, a seguito di motivata segnalazione di disturbo, riconsiderare i termini dell autorizzazione, sia attraverso una limitazione degli orari sia con specifiche prescrizioni e limitazioni all uso delle attrezzature rumorose. Copia dell autorizzazione dovrà essere conservata in cantiere per poter essere messa a disposizione degli enti incaricati in caso di eventuali controlli. Ai soggetti che intraprendono attività cantieristica edile o stradale per il ripristino urgente dell erogazione di servizi pubblici (linee telefoniche ed elettriche, condotte fognarie, acqua potabile, gas, ripristino di sistemi viari essenziali, ecc.), ovvero in situazioni di pericolo per l incolumità della popolazione e di pericolo immediato per l ambiente e il territorio, è concessa deroga agli orari, ai limiti massimi di rumorosità e agli adempimenti amministrativi previsti dal presente Regolamento, salvo comunicazione della necessità di intervenire con urgenza da trasmettere, anche a mezzo fax, al Comando di Polizia Municipale e all Ufficio Tecnico Comunale. Considerato il limitato impatto acustico prodotto dalle attività agricole, nonché la specificità delle stesse, le attività agricole a carattere temporaneo e stagionale, svolte con macchinari mobili che rispettano le norme tecniche di omologazione di prodotto, si ritiene possano essere autorizzate in deroga anche senza la presentazione della documentazione elencata negli Allegati A1 e A2. Art. 15. Escavazione e trattamento di inerti Il Comune può autorizzare deroghe temporanee ai limiti di emissione e immissione fissati dal P.C.C.A. per l esercizio di attività connesse con la prospezione, l estrazione, il trattamento, l ammasso di risorse minerali o lo sfruttamento di cave. Il provvedimento autorizzatorio del Comune, predisposto su richiesta scritta e motivata del soggetto interessato, deve comunque prescrivere le misure necessarie a ridurre al minimo le molestie a terzi e i limiti temporali di validità della deroga. Art. 16. Manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, feste popolari ed assimilabili Lo svolgimento di attività rumorose a carattere temporaneo come: i concerti, gli spettacoli, le feste popolari, le sagre, le manifestazioni di partito, sindacali, di beneficenza, i luna-park, gli spettacoli itineranti o circensi, le manifestazioni sportive le attività di intrattenimento ed allietamento ai sensi del T.U.L.P.S., esercitate presso pubblici esercizi solo se a supporto dell attività principale prevista dalla licenza e per un periodo limitato di tempo (16 giornate nell arco di un anno solare) sono soggette a richiesta di deroga da inviare all Ufficio Tecnico comunale almeno 15 giorni prima dell inizio dell attività rumorosa stessa. Qualora più manifestazioni tra quelle sopra indicate, che nell arco di un anno, siano svolte nello stesso sito, è opportuno che vengano considerate, da un punto di vista del possibile disturbo della popolazione residente, come un unico evento. In tal caso, diventa funzionale per il Comune predisporre il calendario dettagliato delle manifestazioni ricorrenti già autorizzate e di quelle svolte nell anno precedente, al fine di poter 13 di 27
18 svolgere una valutazione complessiva, tenuto anche in considerazione quanto indicato nella successiva Tabella 1. Le attività di cui sopra non si possono effettuare nelle aree occupate da scuole, ospedali, case di cura o di riposo e, se poste in quelle adiacenti ad esse, non dovranno influenzarne i livelli acustici. Lo svolgimento nel territorio comunale delle manifestazioni temporanee a carattere rumoroso indicate è consentito nei limiti ed orari indicati nella Tabella 1. Le deroghe indicate in Tabella sono basate su criteri che correlano la tipologia della manifestazione (i valori sociali, politici, storici e tradizionali che rappresentano ed il numero di persone che presumibilmente coinvolgono) con gli orari di attività, la durata in giorni, l ubicazione ed altre deroghe concesse per il medesimo sito nell arco di un anno. Le categorie indicate nella Tabella 1 sono impostate sulla base di tipologie di manifestazioni che tradizionalmente si organizzano sul territorio comunale. La richiesta dell autorizzazione in deroga per lo svolgimento nel territorio comunale delle attività può essere prodotta sulla base dei modelli di seguito elencati: 1. Allegato B1: per le attività che rispettano le prescrizioni di cui alla Tabella 1; 2. Allegato B2: per le attività che non rispettano le prescrizioni di cui alla Tabella 1, ovvero le attività che il Comune ritiene particolarmente impattanti rispetto alla popolazione esposta, come ad esempio: concerti ed attività di intrattenimento musicale temporaneo o di pubblico spettacolo, con grande afflusso di persone; attività svolte in siti direttamente confinanti con zone densamente popolate o con siti sensibili; pluralità di manifestazioni previste nell arco di una stagione nella stessa area (vedi riferimento Tabella 1); richiesta di nuove manifestazioni in luoghi mai utilizzati per attività temporanee. A corredo dell istanza va presentata la documentazione elencata negli allegati citati. Le manifestazioni di cui sopra potranno essere ubicate sia nelle apposite aree da destinarsi a spettacolo a carattere temporaneo, mobile, all aperto individuate nelle Tavole di Classificazione Acustica del P.C.C.A. o al di fuori delle aree previste dal P.C.C.A. L autorizzazione in deroga può contenere prescrizioni e prevedere l adozione di specifiche soluzioni tecniche ritenute necessarie a ridurre l impatto acustico. Resta salva la facoltà del Comune di richiedere tutta la documentazione necessaria e/o di procedere agli accertamenti necessari a garantire la tutela delle abitazioni poste nei pressi delle località sede delle manifestazioni. Qualora l evento sia per la sua specificità potenzialmente idoneo a produrre elevati livelli di inquinamento acustico presso i ricettori, sia per caratteristiche di intensità, che di durata, che di 14 di 27
19 posizionamento, il Comune può fissare nell autorizzazione in deroga particolari restrizioni, anche facendo riferimento ad un limite acustico in facciata ai recettori più vicini o più disturbati. Il Comune può, a seguito di motivate segnalazioni di disturbo, modificare ed integrare i termini dell autorizzazione sia attraverso una limitazione degli orari sia con specifiche prescrizioni. Copia dell autorizzazione dovrà essere conservata sul luogo ove viene svolta l attività per poter essere esibita al personale degli enti incaricati in caso di eventuali controlli. Considerato il limitato impatto acustico prodotto, nonché la specificità delle seguenti attività, si ritiene che possano essere autorizzate in deroga anche senza la presentazione della documentazione elencata negli Allegati B1 e B2: comizi politici e sindacali, manifestazioni commemorative pubbliche, manifestazioni a carattere benefico, manifestazioni sportive con esclusione delle attività motoristiche, purché di durata non superiore a 4 ore comprese negli orari: dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:30 e limitatamente all uso di apparecchi elettroacustici per l amplificazione della voce; tuttavia, se collegati alle manifestazioni sopraccitate, sono previsti eventi musicali, questi devono rispettare limiti ed orari di cui alla Tabella 1; riti religiosi di qualsiasi professione. 15 di 27
20 Tabella 1. Limiti per manifestazioni temporanee a carattere rumoroso Cat. Descrizione manifestazione Indicazione sul numero di giorni max all anno per sito Nr. max di giorni per manifestazione Frequenza Limite orario 1 CONCERTI, SPETTACOLI, FESTIVAL o similari 16 giorni 6 giorni FREQUENZA MASSIMA DI 4 GIORNI PER SETTIMANA (compreso il sound check) 00:00 nelle giornate feriali 00:30 nelle giornate prefestive e festive 2 INTRATTENIMENTI MUSICALI quali ad es. quelli esercitati a supporto di attività principale come bar, gelaterie, ristoranti, pizzerie. [NOTA 1] 16 giorni 16 giorni FREQUENZA MASSIMA DI 3 GIORNI PER SETTIMANA (compreso il sound check) 23:30 nelle giornate feriali 00:30 nelle giornate prefestive e festive 3 SAGRE PAESANE, manifestazioni di partito, sindacali, parrocchiali, di beneficenza o altro, rilevanti e di lunga durata con intrattenimento danzante, diversi punti di spettacolo quali cabaret, DJ, concerti, cinema, spazi dibattiti, giostre, eventi motoristici, ecc. 16 giorni 9 giorni FREQUENZA MASSIMA DI 3 GIORNI PER SETTIMANA 23:30 nelle giornate feriali 00:30 nelle giornate prefestive e festive 4 CINEMATOGRAFO ALL APERTO 30 giorni 9 giorni FREQUENZA MASSIMA DI 2 PROIEZIONI PER SETTIMANA 00:00 5 CIRCO E LUNA-PARK 21 giorni 21 giorni FREQUENZA MASSIMA DI 5 GIORNI PER SETTIMANA 23:00 nelle giornate feriali 00:30 nelle giornate prefestive e festive [NOTA 1] Nel caso di INTRATTENIMENTI MUSICALI interni ad un edificio, con presenza di unità abitative occupate adiacenti o prossime al luogo fonte di rumore o comunque significativamente influenzate dallo stesso, il numero massimo di giornate è ridotto a 12 manifestazioni annue con una frequenza di un evento per settimana. 13 di 27
21 TITOLO IV ATTIVITÀ TEMPORANEE CHE NON NECESSITANO DI AUTORIZZAZIONE Art.17. Autorizzazioni L uso temporaneo delle attrezzature di cui ai seguenti articoli, non richiede alcuna autorizzazione, tuttavia devono essere rispettate le prescrizioni di seguito descritte. Art.18. Attrezzature da giardino L uso di attrezzature da giardino particolarmente rumorose, come seghe a motore, decespugliatori, tosaerba ed altre simili, viene consentito: nei giorni feriali dalle 8:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00; nei giorni festivi e al sabato dalle ore 9:00 alle ore 12:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00. Le attrezzature debbono essere conformi, relativamente alle potenze sonore, alle direttive comunitarie recepite dalla normativa nazionale e devono essere tali da contenere l inquinamento acustico delle aree adiacenti ai più bassi livelli consentiti dalla tecnica corrente. Non vi sono limitazioni all uso di tali macchine nei luoghi isolati, in cui non può essere generato disturbo al vicinato. Art. 19. Sorgenti mobili, attrezzature per uso domestico e/o hobbistico Le macchine, le attrezzature e le attività rumorose per fini domestici, hobbistici o simili da utilizzare all'aperto, dovranno essere utilizzate, o svolte, avendo cura che le emissioni prodotte siano contenute e comunque entro i seguenti orari: nei giorni feriali, escluso il sabato: dalle ore 8:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:00 alle ore 20,00; il sabato: dalle ore 9:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00; nei giorni festivi: dalle ore 9:00 alle ore 13:00. Art. 20. Impianti di condizionamento L installazione di apparecchiature e canali di presa o espulsione d aria che fanno parte di impianti di condizionamento, riscaldamento o ventilazione, in parti esterne di edifici quali cortili interni, pareti ed infissi, coperture e terrazzi è consentita unicamente per impianti che rispettino i valori indicati nella Tabella B dell allegato A del D.P.C.M. 5 dicembre 1997 e, per quanto non in contrasto, nella normativa UNI 8199 Acustica - Collaudo acustico degli impianti di climatizzazione e ventilazione, nonché nel criterio differenziale di cui al D.P.C.M. 14 novembre Tali dispositivi devono essere installati adottando gli opportuni accorgimenti tecnici necessari al rispetto delle norme quali: idoneo posizionamento, silenziatori, isolatori meccanici ed antivibranti degli appoggi e degli ancoraggi. 14 di 27
22 Art. 21. Allarmi acustici e antifurto Per le emissioni sonore provenienti da sistemi di allarme installati su edifici, autoveicoli o altri beni, non si applicano i limiti del presente Regolamento, ma tali sistemi di allarme acustico antifurto sono soggetti all osservanza delle seguenti prescrizioni: Il segnale acustico deve essere predisposto in modo tale da non essere percepito oltre il raggio di 250 m e l impianto deve essere dotato di un dispositivo temporizzatore che ne limiti l emissione sonora a un massimo di 5 minuti. I sistemi di allarme antifurto installati su veicoli debbono prevedere una emissione intervallata e contenuta nel tempo massimo di 3 minuti. Congiuntamente al funzionamento del segnale d allarme acustico installato in edifici, deve entrare in funzione un segnale luminoso a luce lampeggiante di colore arancio o rosso visibile dell esterno e collocato in un punto idoneo a localizzare prontamente la sede da cui proviene l allarme. Allo stesso fine, è facoltativa l installazione di altri segnali luminosi analoghi sulla strada o in altri luoghi di uso comune (scale, pianerottoli, ecc.), in corrispondenza della porta d accesso al locale dal quale è partito il segnale d allarme. I segnali d allarme di cui sopra devono essere installati sugli edifici con l osservanza delle norme edilizie e non devono emettere suoni che possano confondersi con le sirene d allarme degli automezzi di soccorso o della polizia. Art. 22. Autolavaggi L impiego di apparecchiature rumorose (aspiratori automatici, lavajet, ecc.) nell ambito dei sistemi di autolavaggio con mezzi automatici installati nelle zone residenziali e, più in generale, lo svolgimento di dette attività, anche self-service, in aree aperte al pubblico è consentito nei giorni feriali dalle ore 7:00 alle ore 22:00 e nei giorni festivi dalle 9:00 alle 22:00 e comunque nel rispetto dei limiti di legge. Gli autolavaggi di nuovo insediamento devono essere collocati al di fuori delle zone residenziali di cui agli strumenti urbanistici e ad una distanza di almeno 100 m dalle stesse. Art. 23. Sirene segnalazione turni di lavoro Negli stabilimenti industriali l uso delle sirene è consentito dalle ore 7:00 alle ore 21:00, per segnalare gli orari di inizio e di termine del lavoro, a condizione che non siano localizzati in prossimità di zone abitate. Le segnalazioni di cui sopra devono essere di breve durata, comunque non superiore a dieci secondi, e di intensità moderata. Il Comune può concedere deroghe a condizione che venga presentata relazione tecnica firmata da tecnico competente in acustica attestante l assenza di disturbo nei confronti delle abitazioni più prossime. Art. 24. Pubblicità fonica con altoparlanti L uso di altoparlanti su veicoli per pubblicità fonica all interno dei centri abitati, ai sensi dell art. 59 del Regolamento del Codice della Strada, è consentito unicamente in forma itinerante nei giorni feriali dalle ore 8:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:00 alle ore 19:00, fatto comunque salvo il possesso delle necessarie autorizzazioni amministrative ai sensi della normativa vigente. 15 di 27
23 La pubblicità fonica, non è ammessa nelle zone aventi classe acustica I individuate nel P.C.C.A., e comunque in aree ospedaliere e scolastiche, ed in aree ad esse immediatamente adiacenti ricomprese in un raggio di 50 m. Art. 25. Cannoncini antistorno In attesa che, per la protezione dei prodotti coltivati, vengano trovate tecnologie meno disturbanti per la popolazione, l uso dei dissuasori sonori sul territorio comunale è consentito nel rispetto dei criteri sotto indicati: posizionamento del cannone il più possibile lontano da abitazioni e con la bocca di sparo non orientata verso residenze e comunque mai ad una distanza inferiore a 100 m; ai fini di sicurezza e per evitare manomissioni da parte di estranei occorrerà proteggere il cannone con una recinzione; fascia oraria: 7:30-13:00 e 15:00-19:00: cadenza di sparo ogni 3 minuti; fascia oraria: 13:00-15:00: cadenza di sparo ogni 6 minuti; in caso di piccoli appezzamenti coltivati, va valutata la sostituzione del cannone con attrezzature non rumorose. Art. 26. Cannoni ad onde d urto per la difesa antigrandine L uso dei cannoni ad onde d urto per la difesa antigrandine è consentito nel rispetto dei criteri sotto indicati: ubicazione del dispositivo: il più possibile lontano da abitazioni e comunque mai a distanza inferiore a 200 metri dai fabbricati di abitazione, esclusi quelli di proprietà dei fruitori del servizio; periodo di utilizzo dei dispositivi: dal 15 marzo al 31 ottobre. Art. 27. Razzi e fuochi d artificio/spettacoli pirotecnici L accensione di fuochi d artificio ed il lancio di razzi non utilizzati per fini tecnici o agricoli sono di norma vietati su tutto il territorio comunale. A seguito di presentazione di richiesta scritta e motivata, può essere concessa l accensione di fuochi d artificio e il lancio di razzi anche per fini non tecnici o agricoli, in occasione di: sagre paesane; particolari ricorrenze. Art. 28. Attività di igiene del suolo, spazzamento, raccolta e compattamento rifiuti Le macchine in uso dovranno essere conformi alle direttive CE in materia di emissione acustica e dovranno essere impiegati tutti gli accorgimenti tecnici (programma di manutenzione, lubrificazione degli organi in movimento, ulteriori insonorizzazioni, ecc.) atti a minimizzare le emissioni acustiche. Art. 29. Altre attività a carattere sporadico non previste nel presente Regolamento In generale, per quanto non previsto dal presente Regolamento, gli orari in cui è consentito l'uso di macchinari o impianti rumorosi, sempre nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa, è: 16 di 27
PIANO COMUNALE DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA ai sensi della Legge n. 447 del 26/10/1995 e della L.R. Veneto n. 21 del 10/05/1999
REGIONE VENETO PROVINCIA DI PADOVA COMUNE DI CAMPOSAMPIERO PIANO COMUNALE DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA ai sensi della Legge n. 447 del 26/10/1995 e della L.R. Veneto n. 21 del 10/05/1999 Regolamento Acustico
REGIONE VENETO PROVINCIA DI TREVISO COMUNE DI PAESE REGOLAMENTO ACUSTICO COMUNALE REGOLAMENTO PREDISPOSTO AI SENSI DELLA LEGGE QUADRO N. 447/1995 E DELLA LEGGE REGIONALE N. 21/1999 Relazione n. M1.10.REL.04.rev.00/28031