Source: https://www.miolegale.it/notizie/riforma-prescrizione-penale/
Timestamp: 2020-07-15 12:55:48+00:00
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Riforma prescrizione penale in vigore dal 1° gennaio 2020
Home » Notizie giuridiche » Riforma prescrizione penale. Dal 1° gennaio 2020 in vigore la riforma che sospende la prescrizione dopo la sentenza di primo grado.
29 Dicembre 2019 - Aggiornato il 1 Gennaio 2020
Sospensione della prescrizione dopo il primo grado di giudizio. Dal 1° gennaio 2020 in vigore la riforma della prescrizione penale.
Riforma della prescrizione: modifica degli artt. 158,159 e 160 c.p.
Reato continuato e riforma della prescrizione
Sospensione della prescrizione dopo la condanna in primo grado
Articoli 158, 159 e 160 codice penale in vigore dal 1° gennaio 2020
La riforma della prescrizione del reato è ormai entrata in vigore, a partire da oggi, 1° gennaio 2020.
La legge 9 gennaio 2019, n. 3 nota come “spazzacorrotti” e recante “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici” (pubblicata nella G.U. n. 13 del 16 gennaio 2019), ha previsto l’entrata in vigore delle norme in tema di prescrizione solo a partire dal 2020.
La riforma della disciplina della prescrizione del reato è contenuta nell’art. 1, 1° comma lettere d), e), f) della legge n. 3/2019. Dette disposizioni normative, in base al successivo 2° comma, entrano in vigore il 1° gennaio 2020.
La riforma della prescrizione, nel suo tenore letterale, è molto semplice ed interessa gli articoli 158, 159 e 160 del codice penale.
Pur non essendo modificato l’assetto complessivo della disciplina dell’istituto, che rimane quello introdotto nel 2005 con la cd. legge ex Cirielli, il legislatore è intervenuto modificando il decorso del termine di prescrizione del reato sia per quanto riguarda il dies a quo (cioè il giorno dal quale la prescrizione inizia a decorrere) sia il dies ad quem (cioè il giorno in cui interviene la prescrizione, che, nel nuovo assetto normativo, dopo la condanna all’esito del primo grado di giudizio non avverrà mai).
Per quanto riguarda il dies a quo si tratta di un intervento limitato, che attiene alla sola ipotesi di reato continuato. Viene infatti reintrodotta nell’art. 158, co. 1 c.p. la regola (soppressa dalla legge ex Cirielli nel 2005), che considerando unitariamente il reato continuato fa decorrere il termine di prescrizione dal momento in cui è cessata la continuazione e non più dal momento in cui è stato commesso ciascuno dei reati avvinti dalla continuazione.
Il primo comma dell’art. 158 c.p. in vigore dal 1° gennaio 2020 è il seguente:
Diversamente il testo previgente della norma, nell’ultimo inciso, non prevedeva alcun riferimento al reato continuato (“per il reato permanente, dal giorno in cui è cessata la permanenza”), per cui anche in caso di reato continuato la prescrizione avrebbe avuto decorso dal momento in cui è stato commesso ciascuno dei reati avvinti dalla continuazione.
La modifica più rilevante attiene alla sospensione della prescrizione (ed il termine sospensione è comunque improprio) dopo la condanna comminata con sentenza di primo grado o dopo il decreto penale di condanna e fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o fino alla data dell’irrevocabilità del decreto di condanna.
Quanto sopra indicato corrisponde infatti al novellato testo del secondo comma dell’art. 159 c.p. «Il corso della prescrizione rimane altresì sospeso dalla pronunzia della sentenza di primo grado o del decreto di condanna fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o dell’irrevocabilità del decreto di condanna.»
Il legislatore è intervenuto sul testo dell’art. 159 c.p. configurando la nuova disciplina come un’ipotesi di sospensione del corso della prescrizione del reato.
Non si tratta tuttavia di una ipotesi di sospensione del corso della prescrizione in senso proprio.
In caso di sospensione, infatti, il corso della prescrizione è destinato a riprendere mentre, secondo l’attuale configurazione della norma la sospensione è di fatto perennemente sospesa fino alla sentenza definitiva.
Nemmeno si tratta, tecnicamente, di un’ipotesi di interruzione della prescrizione ex art. 160 c.p. Come noto, in caso di interruzione del corso della prescrizione, il decorso del tempo necessario affinché si prescriva un dato reato inizia a decorrere nuovamente dopo la causa interruttiva.
Non così invece nell’attuale assetto normativo per cui, come detto, la prescrizione non è né sospesa né interrotta in senso proprio giacché, dopo la sentenza di primo grado, il tempo necessario affinché un reato si prescriva non potrà mai più avere decorso.
Il legislatore ha infatti abrogato anche primo comma dell’art. 160 c.p., che individua (ancora fino al 1° gennaio 2020) la sentenza di condanna e il decreto di condanna come atti interruttivi del corso della prescrizione.
ll meccanismo introdotto dalla riforma non configura pertanto propriamente né una sospensione della prescrizione (perché non decorrerà mai più) né un’interruzione del corso della prescrizione (perché neppure il decorso del tempo ricomincerà a decorrere ab initio).
In definitiva nell’attuale assetto normativo la prescrizione potrà avvenire solo durante il giudizio di primo grado e prima che venga pronunciata la sentenza, ferme restando tutte le altre ipotesi interruttive della prescrizione stessa così come previste dall’art. 160 c.p..
Art. 158 – Decorrenza del termine della prescrizione.
Art. 159 – Sospensione del corso della prescrizione.
3-bis) sospensione del procedimento penale ai sensi dell’articolo 420-quaterdel codice di procedura penale;
Se durante i termini di sospensione di cui al secondo comma si verifica un’ulteriore causa di sospensione di cui al primo comma, i termini sono prolungati per il periodo corrispondente.
Art. 160 – Interruzione del corso della prescrizione
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