Source: http://www.gadit.it/articolo/12148
Timestamp: 2019-02-20 21:33:03+00:00
Document Index: 181390361

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 51', 'art. 1', 'art. 22', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 57', 'art. 52', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Cass. civ. Sez. V, Sent., 04-02-2011, n. 2721 Accertamento – Gadit
Cass. civ. Sez. V, Sent., 04-02-2011, n. 2721 Accertamento
Di.Ma.Al. e An. impugnarono l’avviso di accertamento con il quale l’Ufficio del registro di Napoli aveva rettificato, ai fini dell’imposta di registro, il valore di un compendio immobiliare posto in Barano D’Ischia, oggetto di sentenza divisionale registrata il 15.3.1993. Eccepirono difetto di motivazione e violazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 51, comma 3, nel testo allora vigente, relativamente ai criteri di stima, che contestarono anche in considerazione della esistenza di un vincolo di immodificabilità della L. n. 431 del 1985, ex art. 1-quinquies (cd. Legge Galasso);
nonchè, preliminarmente, nullità dell’avviso per intempestiva notificazione rispetto al termine prescrizionale di legge.
La commissione tributaria provinciale di Napoli dichiarò il ricorso inammissibile, sul rilievo che la costituzione del ricorrente in giudizio fosse avvenuta in violazione del disposto D.Lgs. n. 546 del 1992, ex art. 22.
Sopravvenuta C. cost. 21.11.2001, n. 520, la commissione tributaria regionale, su gravame di Alf.Di.Ma. (in proprio e nella qualità di erede del fratello An.), con sentenza depositata il 27.5.2005 (non notificata), rigettò l’appello nel merito, rilevando che, a fronte di una relazione di stima redatta dall’Ute, non era stata opposta dall’impugnante alcuna valida prova a fondamento della tesi difensiva. Evidenziò per vero che D.M. aveva dato dimostrazione della immodificabilità temporanea della destinazione degli immobili, sino all’approvazione dei piani territoriali della regione, ma ritenne tale risultanza non essenziale. Al riguardo testualmente osservò che "la Regione Campania dovrà per legge attuare i piani territoriali e, quindi, implicitamente i beni subiranno una diversa destinazione con conseguente modifica del valore attuale".
Il ricorso, contenente due motivi, è stato depositato per la notifica presso l’Unep di Napoli il 11.7.2006, ed è stato quindi notificato all’Agenzia delle entrate e al Ministero dell’economia e finanze.
Con il primo motivo, il ricorrente deduce "violazione di legge e violazione dell’art. 360 c.p.c., nn. 4 e 5".
Lamenta un’omessa pronuncia sul motivo di gravame con il quale venne censurata la nullità dell’avviso di accertamento per notifica dello stesso oltre il termine di prescrizione. E sostiene che quanto innanzi concretizza in ogni caso l’illegittimità della sentenza, "sia ove voglia ravvisarsi un’ipotesi di mancato esame di un punto decisivo della controversia, sia ove (si) dovesse ritenere implicitamente rigettata la relativa eccezione (…)".
In ipotesi assume che l’illegittimità della decisione andrebbe ravvisata per violazione della L. n. 413 del 1991, art. 57 e del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 52, comma 2. 2. – Il motivo è inammissibile.
Dalla sentenza impugnata invero non emerge in quali specifici termini la questione fu posta in seno al giudizio di merito.
Nè si palesa esplicitamente il dato dell’avvenuta riproposizione di una questione del genere mediante i motivi di appello.
La motivazione dell’impugnata sentenza sarebbe nei detti termini viziata con specifico riferimento alla questione della esistenza del vincolo di destinazione comportante la inedificabilità e immodificabilità dello stato dei luoghi. Questo motivo appare fondato.
4. – Osserva il collegio che la sentenza impugnata da atto dell’avvenuta documentata esistenza, a fondamento della tesi difensiva del D.M., di una situazione di "immodificabilità temporanea della destinazione degli immobili sino all’approvazione da parte della regione Campania dei piani territoriali". Quindi propone il seguente testuale passaggio: "Pur condividendo che la situazione attuale evidenzi l’esistenza del vincolo di destinazione allo stato quo, non si può non considerare che la Regione Campania dovrà, per legge, attuare i piani territoriali e, quindi, implicitamente i beni subiranno una diversa destinazione con conseguente modifica del valore attuale".