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Timestamp: 2018-08-18 23:54:16+00:00
Document Index: 114737916

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 13']

Delibera numero 1005 del 11 ottobre 2017
concernente la presunta violazione delle disposizioni di cui al d.lgs. n. 39/2013, in relazione al conferimento dell’incarico di Direttore Generale di Atac SpA.
Fasc. UVIF/4023/2017
Con nota acquisita al protocollo generale n. 102564 del 25 agosto 2017, è pervenuta all’Autorità una segnalazione in merito alla presunta violazione delle disposizioni di cui al d.lgs. n. 39/2013, con particolare riferimento alla sussistenza di cause di incompatibilità tra l’incarico di Direttore Generale di Atac SpA e le cariche di Presidente e Amministratore Delegato della medesima società.
Al fine di acquisire ulteriori informazioni, l’Autorità, in data 28.08.2017, ha inviato la nota prot. n. 102879 indirizzata al RPCT di Atac SpA e, per conoscenza, al dott. P.S., chiedendo l’invio, entro il termine di 20 giorni, di una relazione dettagliata sulla vicenda, con particolare riferimento:
a) alle verifiche compiute sull’avvenuto rispetto delle disposizioni in materia di inconferibilità o incompatibilità di cui al d.lgs. n. 39/2013;
b) alla valutazione dei profili relativi ad eventuali situazioni di conflitti di interessi, anche potenziali.
E’ stato contestualmente chiesto l’invio delle dichiarazioni di insussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità di cui allo stesso d.lgs. n. 39/2013.
In data 15.09.2017, con nota acquisita al protocollo dell’Autorità n. 107687, il RPCT di Atac ha comunicato che:
- con ordinanza del Sindaco di Roma n. 123 del 02.08.2017 sono stati nominati i componenti del CdA di Atac e che l’azionista unico di Atac, Roma Capitale, ha nominato l’ing. P.S. quale componente del CdA, designandolo altresì Presidente del CdA con deleghe gestionali;
- nella seduta del CdA di Atac del 10.08.2017 l’organo amministrativo della società ha riconosciuto i poteri attribuiti al Presidente esecutivo, provvedendo contestualmente a nominare l’ing. P.S. quale Direttore Generale di Atac, evidenziando il risparmio conseguibile dalla società in virtù della rinuncia dell’ing. P.S. ai compensi di Presidente e consigliere delegato, in ossequio al divieto di cumulo con la retribuzione di Direttore Generale prevista dall’art. 11 del d.lgs. n. 175/2016;
- nel corso della seduta del 10.08.2017 il CdA ha espressamente approfondito il tema della compatibilità fra la carica di Presidente e quella di Direttore Generale dell’Atac, arrivando alla conclusione che non vi sia incompatibilità tra le due cariche.
Il RPCT ha peraltro precisato che la durata del contratto di Direttore Generale dell’ing. P.S. è stata stabilita a tempo determinato per 36 mesi e che l’ing. P.S. ha provveduto a sottoscrivere la dichiarazione relativa all’insussistenza di cause di incompatibilità e inconferibilità, successivamente pubblicata sul sito istituzionale della società, nella sezione “Amministrazione Trasparente”.
Si evidenzia tuttavia che il RPCT di Atac non ha fornito alcuna risposta in merito alla valutazione dei profili relativi ad eventuali situazioni di conflitti di interessi, anche potenziali, in capo all’ing. P.S., nonostante tali aspetti siano stati oggetto di specifica richiesta formulata dall’Autorità.
La fattispecie posta all’attenzione dell’Autorità riguarda un’ipotesi di presunta incompatibilità tra l’incarico di Direttore Generale di una società in controllo pubblico di livello locale e le cariche di Presidente e Amministratore Delegato della medesima società.
Atac SpA, società partecipata al 100% dal Comune di Roma, rientra fra gli enti di diritto privato in controllo pubblico, così come definiti dall’art. 1, lettera c) del d.lgs. n. 39/2013.
Relativamente alla valutazione dell’incompatibilità tra l’incarico di Direttore Generale di una società in controllo pubblico di livello locale e le cariche di Presidente e Amministratore Delegato della medesima società, l’art. 12 del d.lgs. n. 39/2013 prende in considerazione le sole ipotesi di incompatibilità tra “incarichi dirigenziali interni e esterni” e “cariche di componenti degli organi di indirizzo nelle amministrazioni statali, regionali e locali”.
In base alle definizioni di cui all’art. 1 del d.lgs. n. 39/2013:
per incarichi amministrativi di vertice (lettera i) si intendono gli incarichi di livello apicale, quali quelli di Segretario Generale, capo Dipartimento, Direttore Generale o posizioni assimilate nelle pubbliche amministrazioni e negli enti di diritto privato in controllo pubblico, conferiti a soggetti interni o esterni all’amministrazione o all’ente che conferisce l’incarico, che non comportano l’esercizio in via esclusiva delle competenze di amministrazione e gestione”;
per incarichi dirigenziali interni (lettera j) si intendono gli incarichi di funzione dirigenziale, comunque nominati, che comportano l’esercizio in via esclusiva delle competenze di amministrazione e gestione, nonché gli incarichi di funzione dirigenziale nell’ambito degli uffici di diretta collaborazione, conferiti a dirigenti o ad altri dipendenti, ivi comprese le categorie di personale di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, appartenenti ai ruoli dell’amministrazione che conferisce l’incarico ovvero al ruolo di altra pubblica amministrazione”;
per incarichi dirigenziali esterni (lettera k) si intendono gli incarichi di funzione dirigenziale, comunque nominati, che comportano l’esercizio in via esclusiva delle competenze di amministrazione e gestione, nonché gli incarichi di funzione dirigenziale nell’ambito degli uffici di diretta collaborazione, conferiti a soggetti non muniti della qualifica di dirigente pubblico o comunque non dipendenti di pubbliche amministrazioni”.
Dall’analisi delle suddette definizioni, si evince una distinzione operata dal legislatore fra incarichi amministrativi di vertice, tra cui viene espressamente indicato l’incarico di Direttore Generale, e gli incarichi dirigenziali interni ed esterni.
Ciò premesso, l’art. 12 del d.lgs. n. 39/2013 disciplina l’incompatibilità soltanto per gli incarichi dirigenziali interni ed esterni. Ne consegue che l’incompatibilità disciplinata dal suddetto articolo non trova applicazione con riferimento all’incarico di Direttore Generale, esplicitamente ricompreso dal legislatore nel novero degli incarichi amministrativi di vertice, trattati in modo differente rispetto agli incarichi dirigenziali.
Pertanto, in base al tenore letterale dell’art. 12, il caso in esame non rientra nelle fattispecie delineate dall’art. 12 del d.lgs. n. 39/2013, né si configurano violazioni delle altre disposizioni del medesimo decreto legislativo.
Precedenti orientamenti dell’Autorità.
Le conclusioni di cui sopra risultano in linea con gli orientamenti e le delibere Anac espresse nel corso del tempo, di seguito richiamati:
a) Orientamento Anac n. 61 del 22.07.2014, in merito alla Società Atm SpA, partecipata al 100% dal Comune di Milano: “Non sussiste una causa di inconferibilità o di incompatibilità di cui al d.lgs. n. 39/2013 nel caso di conferimento ad un medesimo soggetto degli incarichi di Presidente del consiglio di amministrazione e di Direttore generale di un ente di diritto privato in controllo pubblico. Resta nella discrezionalità dell’ente ogni scelta in merito, tenuto conto, altresì, di eventuali profili problematici quali potenziali conflitti di interesse”.
b) Delibera n. 166 del 22.12.2015, in merito all’inconferibilità di cui all’art. 3 del d.lgs. n. 39/2013 dell’incarico di direttore generale di una società partecipata al 51% dai comuni di una provincia. Nel corpo della delibera viene evidenziato che, ai fini dell’applicabilità dell’art. 3 del d.lgs. n. 39/2013, “per gli enti privati in controllo pubblico il legislatore delegato ha considerato solo i semplici incarichi dirigenziali esterni e interni (lett. c), lasciando, invece, esclusi quelli di vertice.
Pertanto, pur dovendosi rilevare che questa impostazione non è del tutto conforme con la ratio della disciplina di cui al d.lgs. n. 39/2013, né con la legge delega n. 190/2012 - che, in via generale, richiedeva l’applicazione del criterio della non conferibilità per coloro che sono stati condannati e con riferimento a tutti gli incarichi dirigenziali, di responsabilità amministrativa e di vertice sia nelle pubbliche amministrazioni che negli enti di diritto privato sottoposti a controllo pubblico – deve concludersi che in base al tenore letterale dell’art. 3, per l’incarico in esame le disposizioni di cui all’art. 3 non trovano applicazione”.
c) Delibera n. 1348 del 21.12.2016, in merito all’incompatibilità tra l’incarico ricoperto come consigliere di amministrazione e quello di direttore generale della società Milano Serravalle – Milano Tangenziale SpA, controllata al 100% dalla Regione Lombardia. Al fine di valutare se tale carica di consigliere di amministrazione sia compatibile con l’incarico di direttore generale della società è stato fatto riferimento agli artt. 11 e 13 del d.lgs. n. 39/2013.
Nel corpo della delibera viene evidenziato che l’art. 11 co. 2 del d.lgs. n. 39/2013, fa riferimento “ai soli incarichi amministrativi di vertice delle amministrazioni regionali e non di enti di diritto privato in controllo pubblico.
Quanto all’art. 13, co. 2 del d.lgs. n. 39/2013, tale norma di applica esclusivamente ai presidenti e agli amministratori delegati delle società in controllo pubblico di livello regionale e comunque non reca incompatibilità con l’incarico di direttore generale.”
Nell’analisi che precede è stata evidenziata la mancata risposta del RPCT in merito alla valutazione dei profili relativi ad eventuali situazioni di conflitti di interessi, anche potenziali, in capo all’ing. P.S., nonostante tali aspetti siano stati oggetto di specifica richiesta dell’Autorità.
Tenuto conto che l’accertamento di situazioni di conflitto di interesse, anche potenziale, rientra nelle competenze del RPCT, si ritiene di rimettere a lui la questione, per le verifiche e le valutazioni di competenza.
- di archiviare la segnalazione, non sussistendo ipotesi di incompatibilità, ai sensi del d.lgs. n. 39/2013, per i motivi sopra enunciati;
- di sottoporre al RPCT di Atac SpA la valutazione dei profili relativi al rispetto della legge 6 novembre 2012, n. 190, in materia di conflitto di interessi, chiedendo di rendere noti gli esiti degli accertamenti svolti;
- di dare comunicazione della presente deliberazione al RPCT di Atac SpA e all’interessato.
Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 12 ottobre 2017