Source: https://canestrinilex.com/risorse/condanne-penali-fedina-penale-visura-nozioni-introduttive/
Timestamp: 2018-04-23 20:59:22+00:00
Document Index: 64276379

Matched Legal Cases: ['art. 175', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 178', 'art. 445', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 175', 'art. 175', 'art. 34', 'art. 433', 'art. 456', 'art. 609', 'art. 106', 'art. 109', 'art. 707', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 85', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 335', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 33', 'art. 46', 'art. 37', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 15', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 34']

16 Dicembre 2014, Nicola Canestrini
Sempre più spesso il cittadino deve dichiarare, anche sotto forma di autocertificazione, se ha subìto condanne penali: la normativa in materia si presta a qualche equivoco, dato che il certificato penale non necessariamente riporta tutte le condanne eventualmente subìte.
Chi nella dichiarazione sostitutiva di certificazione attesti falsamente di non aver riportato condanne penali invece sussistente commette il reato di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico: ecco perché è sempre consigliabile farsi comunque fare un certificato penale o meglio una visura prima di procedere con la autocertificazione (come si fa?).
1. Il casellario giudiziale ("fedina penale" o "certificato penale")
La materia è disciplinata dal "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti" (D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313 in calce).
Nel certificato penale (chiamato anche "fedina penale" o "certificato penale") sono iscritti, tra l'altro, i provvedimenti giudiziari penali di condanna definitivi, i provvedimenti giudiziari definitivi concernenti le pene (..) compresa la sospensione condizionale e la non menzione; vengono elencate tutte le condanne subìte sul territorio italiano (oltre a quelle straniere riconosciute e e dal 2018, anche quelle subite in uno stato dell'Unione europea).
Dal casellario giudiziale risultano quindi anche le sentenze di condanna a pena sospesa (per le quali la condanna non viene cioè eseguita) e quelle condanne per le quali è stato concesso il beneficio della non menzione.
Contrariamente a quello che si pensa, quindi, il beneficio della "non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale" (art. 175 c.p.) non significa affatto che la condanna non venga iscritta sulla fedina penale ma solo che non risulta se a richiederla è un privato: la condanna sarà ben visibile alle forze dell?ordine, all?autorità giudiziaria, .. ma non ad un privato (fra i quali anche lo stesso condannato).
Va rilevata una contraddizione del sistema: da un parte un privato (ivi compreso il condannato) che ha avuto una condanna non la vede comparire sulla sua fedina penale, dall'altra è obbligato a dichiararla con l1autocertificazione. Vanno infatti pacificamente autocertificate anche le condanne per le quali è stato concesso il beneficio della non menzione.
Non è quindi sufficiente andare presso l'ufficio del casellario giudiziale della procura presso il locale tribunale, fare la richiesta (su apposito modulo e previa esibizione della carta di identità), pagare i bolli (attualmente € 3,68 + € 16 in marca da bollo), tornare dopo 3 giorni per ritirare il certificato per essere sicuri che non vi siano condanne penali.
Ciò perchè appunto il proprio certificato penale non riporta tutta la vita giudiziaria; tutti i certificati del casellario giudiziale hanno validità di sei mesi dalla data del rilascio.
L'autocertificazione ha ricadute importanti, dato che ad es. in caso di partecipazione a gare di appalto "la non veridicità della dichiarazione circa la sussistenza di emergenze penali integra una autonoma causa di esclusione dalla gara, a prescindere dalla valutazione in ordine all'idoneità della condanna riportata ad incidere la moralità professionale dell'impresa" (T.A.R. Piemonte, Sez. I, 10 ottobre 2008 n. 2568), secondo un'esegesi già espressa dal Consiglio di stato (Consiglio di Stato, Sez. V, 12 aprile 2007, n. 1723; Consiglio di Stato, Sez. V, 6 giugno 2002, n. 3183).
.. vanno autocertificate le condanne estinte, per le quali è intervenuta riabilitazione, quelle con il beneficio della non menzione, o relative a reati depenalizzati?
Secondo il Consiglio di Stato (Sez. V, 31.10.2008, n. 5461) non vanno peraltro autocertificate condanne estinte; la materia è delicata e spesso la risposta dipende dai requisiti fissati con il bando. E' quindi indispensabile consultare un legale PRIMA di procedere con l'autocertificazione.
In generale, si rileva come l'art. 38, I c., lettera c, del D. Lgs. n. 163 del 2006 stabilisce che sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, né possono essere affidatari di subappalti e stipulare i relativi contratti, tra l?altro, i soggetti nei cui confronti è stata pronunciata sentenza di condanna passata in giudicato, o emesso decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità che incidono sulla moralità professionale; aggiunge la norma che resta salva in ogni caso l'applicazione dell'articolo 178 del codice penale e dell'articolo 445, comma II, del codice di procedura penale.
Il seguente II c. di detto art. 38 stabilisce che il candidato o il concorrente attesta il possesso dei requisiti mediante dichiarazione sostitutiva in conformità alle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, in cui indica anche le eventuali condanne per le quali abbia beneficiato della non menzione.
L?art. 178 del c.p. stabilisce che la riabilitazione estingue le pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna, salvo che la legge disponga altrimenti (cfr. infra per l'analisi della problematica).
L?art. 445, II c., del c.p.p. stabilisce che il reato è estinto se nel termine di cinque anni, quando la sentenza concerne un delitto, ovvero di due anni, quando la sentenza concerne una contravvenzione, l'imputato non commette un delitto ovvero una contravvenzione della stessa indole. In questo caso si estingue ogni effetto penale e, se è stata applicata una pena pecuniaria o una sanzione sostitutiva, l'applicazione non è comunque di ostacolo alla concessione di una successiva sospensione condizionale della pena.
Ritiene il TAR Lazio (sez. quater, N. 8764(2008 Reg.Ric.) che in base alle norme sopra richiamate solo le condanne penali oggetto di estinzione e di riabilitazione non debbano essere dichiarate ai sensi di detto art. 38 del D. Lgs. n. 163 del 2006.
Né la possibilità di non dichiarare i reati depenalizzati potrebbe ritenersi sussistente facendo ricorso al principio che la depenalizzazione è istituto sostanzialmente analogo a quello della estinzione del reato. Le disposizioni che, come quelle appena sopra indicate, fanno eccezione al principio generale di dichiarare le condanne penali subite, sono, invero, di stretta interpretazione, sicché deve ritenersi esclusa qualsiasi esegesi delle stesse che non sia giustificata da una obiettiva incertezza del loro significato o dall?esistenza di significati non desumibili dalla loro originaria formulazione (Consiglio Stato, sez. IV, 29 gennaio 2008, n. 263) e, comunque, deve ritenersi impossibile l?applicazione dell?istituto dell?analogia. È infatti connaturata alla funzione della norma derogatoria, e quindi eccezionale, l'esigenza che essa sia emanata da un atto di legislazione formale che indichi espressamente i casi in essa considerati, poiché in mancanza di tale manifestazione della volontà di sottrarre certi rapporti o fatti alla disciplina generale, essi restano ad essa assoggettati. Conseguentemente, non è concepibile una norma derogatoria che non sia posta direttamente dal legislatore, ma venga ricavata in via di interpretazione estensiva o di analogia (Consiglio Stato, sez. V, 17 febbraio 2004, n. 596). Tanto esclude che le condanne relative a reati depenalizzati possano essere equiparate a quelle oggetto di estinzione e riabilitazione in base all?applicazione di detto principio di analogia.
Quindi. in generale e salva la verifica del bando specifico:
vanno autocertificate le condanne subite per reati depenalizzati e/o quelle per le quali è stato concesso il benefici della non menzione,
non serve autocertificare le condanne estinte o per le quali è stata concessa la riabilitazione (ma il punto è controverso, come analizzato nell'approfondimento a seguire).
Approfondimento: la condanna riabilitata va dichiarata?
Il problema sta nella interpretazione del dato letterale della norma: infatti, secondo l'art. 175 c.p. la riabilitazione estingue le pene accessorie nonché "ogni altro effetto penale della condanna" (cfr. il commento all'art. 175 c.p. banca dati "Leggi d'Italia", Wolters Kluwer).
La riabilitazione si caratterizza, in tal modo, per un connotato di efficacia generale e residuale, in quanto è astrattamente idonea a estinguere anche ogni ulteriore conseguenza che norme eventualmente sopravvenute alla sua concessione possano far derivare dalla condanna (C., Sez. I, 25.3.2011; C., Sez. III, 1.12.1999; C., Sez. I, 1.12.1993; C., Sez. I, 26.10.1993).
In particolare, la riabilitazione rimuove: l'interdizione dai pubblici uffici (artt. 19, 28 e 29) e da una professione o un'arte (artt. 30 e 31); la perdita o la sospensione dall'esercizio della patria potestà (art. 34); la perdita del diritto agli alimenti (art. 433 c.c.) e dei diritti successori verso l'offeso (art. 456 c.c.), in relazione a quanto previsto dall'art. 609 nonies. Essa, inoltre, impedisce la valutazione della condanna agli effetti della recidiva e della dichiarazione di abitualità e professionalità del reato (art. 106, 2° co.) e, positivamente, determina l'estinzione della dichiarazione di abitualità e professionalità nel reato e della dichiarazione di tendenza a delinquere (art. 109, ult. co.); reintegra il condannato nel diritto a ottenere l'amnistia e l'indulto la cui concessione sia condizionata alla mancanza di precedenti condanne; impedisce la considerazione della condanna ai fini dell'integrazione della contravvenzione di cui all'art. 707 c.p.
La locuzione "altri effetti penali" è intesa dalla dottrina in senso lato, come onnicomprensiva di ogni effetto - anche se di natura civile o amministrativa - indefettibilmente derivante dalla sentenza di condanna e idoneo a diminuire la capacità giuridica del condannato: limitazioni, privazione o inibizione della recezione, acquisto o esercizio di diritti e interessi soggettivi a carattere pubblico o privato (Covino, 4; Frisoli, Effetti penali della sentenza di condanna, in ED, XIV, Milano, 1965, 408; Manzini, III, 758; Viaro, Riabilitazione, in NN.D.I., XV, Torino, 1968, 834).
Per la stessa interpretazione lata si sono orientate le Sezioni Unite del Supremo Collegio, che hanno individuato i caratteri distintivi tipici degli effetti che il codice denomina "penali di condanna": essi si caratterizzano per essere conseguenza soltanto di una sentenza irrevocabile di condanna e non pure di altri provvedimenti che possono determinare quell'effetto; per essere conseguenza che deriva direttamente, ope legis, dalla sentenza e non da provvedimenti discrezionali della pubblica amministrazione, ancorché aventi la condanna come necessario presupposto (diversamente, sul punto, C., Sez. I, 22.1.1993; C., Sez. I, 30.10.1992; C., Sez. I, 25.6.1992; nello stesso senso delle Sezioni Unite, invece, C., Sez. I, 8.7.1991); per la natura sanzionatoria dell'effetto, ancorché incidente in ambito diverso da quello del diritto penale sostanziale o processuale (C., S.U., 20.4.1994).
Diversamente, tuttavia, si esprimono altre pronunce: secondo C., Sez. I, 20.6.2000 gli altri effetti penali della condanna vanno identificati esclusivamente in quelle conseguenze di carattere sanzionatorio, diverse dalle pene principali ed accessorie, che hanno un diretto riflesso di natura penale; inoltre, dagli effetti penali dovrebbero certamente distinguersi gli effetti amministrativi conseguenti alla condanna, i quali non sono cancellati dalla riabilitazione: pertanto, la riabilitazione per una condanna comportante la destituzione di diritto ai sensi dell'art. 85, D.P.R. 10.1.1957, n. 3 (T.U. statuto degli impiegati civili dello Stato), non farebbe venir meno l'incapacità ad assumere un pubblico impiego, ai sensi dell'art. 2, 5° co, t.u. cit. (C. St., Sez. III, 20.10.1987).
Compilando un modulo (spesso si trova sul sito del tribunale o della procura; cfr. in allegato il modello) al quale va allegata un documento di identità e va firmato in fronte al funzionario. E? possibile delegare per iscritto qualcun altro per la richiesta e/o il ritiro.
I certificati del Casellario Giudiziale (generale, penale, civile, visura, sanzioni amministrative) possono essere richiesti a qualsiasi Ufficio Locale del Casellario presso le Procure della Repubblica, indipendentemente dal luogo di nascita o di residenza del richiedente. Vengono rilasciati in italiano; a Bolzano è possibile richiederla anche in tedesco (se vi è necessità di traduzione bisognerà provvedere in proprio e asseverarla).
Normalmente ? 3,68 di diritti di cancelleria + ? 16 di bollo in marche da bollo (non in vendita presso l?ufficio); in caso di urgenza ? 7,36 + ? 16.
Quanto tempo passa prima di ottenerlo?
Se vi è urgenza, raddoppiando i costi dei diritti di cancelleria, la legge stabilisce che deve essere rilasciato entro 2 giorni; altrimenti in una decina di giorni circa. I tempi sono purtroppo variabili da tribunale a tribunale.
2. La visura
Il decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313 (Testo Unico sul Casellario) ha introdotto, all'art. 33, la possibilità di prendere visione di tutte le iscrizioni a carico dell'interessato esistenti presso il casellario giudiziale.
La Visura non ha efficacia certificativa e quindi non può essere esibita per finalità amministrative o per ragioni di lavoro, ma consente un controllo da parte dell'interessato dell'esattezza delle iscrizioni contenute nei registri del casellario.
La richiesta di Visura può essere presentata presso qualsiasi Procura della Repubblica utilizzando l?apposito modello (cfr. esempio in calce).
L?interessato può presentare la richiesta personalmente o per posta e in tal caso deve allegare una copia del suo documento di riconoscimento in corso di validità.
La visura, che non pota il nome del richiedente, elenca però (finalmente) tutte le condanne subìte, cioè anche quelle che non risultano dal casellario: ecco perché conviene sempre farsi sia il casellario che la visura per avere .. certezza del proprio passato!
Compilando un modulo (spesso si trova sul sito del tribunale o della procura; cfr. in calce un esempio) al quale va allegata un documento di identità e va firmato in fronte al funzionario. E? possibile delegare per iscritto qualcun altro per la richiesta e/o il ritiro.
La visura può essere richiesta a qualsiasi Ufficio Locale del Casellario presso le Procure della Repubblica, indipendentemente dal luogo di nascita o di residenza del richiedente. Vengono rilasciati in italiano; a Bolzano è possibile richiederla anche in tedesco (se vi è necessità di traduzione bisognerà provvedere in proprio e asseverarla).
Nulla (ma non ha efficacia certificativa e non riporta il nome del richiedente).
3. E le indagini in corso?
Dal casellario e dalla visura si desumono, ovviamente, solo le condanne passate in giudicato.
Se vi è la possibilità di una indagine in corso, ciascuno può recarsi presso la Procura dove sospetta possa esserci un indagine che lo riguarda (sia come indagato che come vittima), chiedendo l?attestazione ex art. 335 c.p.p.: detta attestazione può essere richiesta solo dal diretto interessato (con copia del documento di identità; senza costi) o dal suo avvocato munito di nomina specifica per tale richiesta rilasciata dall?assistito con firma autenticata.
Non esiste una banca dati nazionale sule indagini in corso e quindi la attestazione certifica solamente che presso quella procura non vi è una indagine, sempre fatto salvo il potere di secretazione del pubblico ministero.
1. MODELLO PER LA RICHIESTA DEL CERTIFICATO E DELLA VISURA DELLE ISCRIZIONI DEL CASELLARIO GIUDIZIALE DA PARTE DELL?INTERESSATO (scarica in formato .rtf)
Ufficio locale del casellario
di _________________________________
Si richiede il rilascio del seguente certificato \ visura del casellario giudiziale:
? GENERALE ( art. 24 T.U.) ? PENALE ( art. 25 T.U.) ? CIVILE ( art. 26 T.U.)
? VISURA (art. 33 T.U)
(cognome e nome dell?interessato)
Nat_ il ___ /___ /______ in ___________________________________________________
(se nato all?estero indicare anche lo Stato) _____________________________________________
Sesso: ? Maschile ? Femminile Codice fiscale __________________________
Residenza ___________________________________________________________________
(indicare altri eventuali dati che meglio identificano la persona: paternità, cittadinanza)
? N.ro copie ______
? Esente dal bollo per ???????????????.????.??(indicare la motivazione)
? Esente dal bollo e diritti per ????.????.????????.. ( indicare la motivazione )
? Con URGENZA
(data) ______________________
(firma dell?interessato)
? Allego fotocopia non autenticata del documento di riconoscimento oppure
? nel caso di esibizione del documento indicare gli estremi:
Tipo ???????..??????. N.ro ??????????
rilasciato da: ????????????????? il ??????????.
La richiesta può essere presentata anche tramite un delegato. In questo caso allegare alla domanda,
oltre alla fotocopia del documento di riconoscimento dell?interessato, anche il conferimento della delega.
Il/La sottoscritto/a (*) delega il/la sig._______________
nato/a a ___________________________________ il ________________ a presentare la richiesta e ritirare la certificazione richiesta.
Firma_________________(allegando il proprio documento di identità)
(*) Art. 76 c.1°, D.P.R. 28.01.2000 n. 445 : Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso ? è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia.
2. Modello di autocertificazione (scarica in formato .rtf) AUTOCERTIFICAZIONE ASSENZA DI CONDANNE PENALI
Il/La sottoscritto/a ________________________________ nato/a in ______________
il ___________, residente in ________________ Via_______________ n. _________,
consapevole che chiunque rilascia dichiarazioni mendaci è punito ai sensi del codice
penale e delle leggi speciali in materia, ai sensi e per gli effetti di cui all?art. 46 D.P.R. n.
445/2000,
dichiara di non aver riportato condanne penali.
Il/La sottoscritto/a autorizza il trattamento dei dati personali, ai sensi del D. Lgs.
30/06/2003 n. 196.
Esente da imposta di bollo ai sensi dell?art. 37 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.
Luogo e data ___________ _______________________________
(La firma non va autenticata, né deve necessariamente avvenire alla presenza dell'impiegato della Pubblica Amministrazione previa esibizione di un documento di identità che deve essere allegato in copia)
5. Testo unico sul casellario giudiziale
(Decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313)
VISTI i numeri 8 e 55 dell'allegato n. 1, della legge 8 marzo 1999, n. 50;
VISTO il decreto legislativo recante il testo unico delle disposizioni legislative in materia di casellario giudiziale, anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica recante il testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di casellario giudiziale, anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti;
UDITO il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 20 maggio 2002;
SULLA PROPOSTA del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro della funzione pubblica e del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'interno e con il Ministro per l'innovazione e le tecnologie;
a) «casellario giudiziale» è l'insieme dei dati relativi a provvedimenti giudiziari e amministrativi riferiti a soggetti determinati;
b) «casellario dei carichi pendenti» è l'insieme dei dati relativi a provvedimenti giudiziari riferiti a soggetti determinati che hanno la qualità di imputato;
c) «anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato» è l'insieme dei dati relativi a provvedimenti giudiziari che applicano, agli enti con personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica, le sanzioni amministrative dipendenti da reato, ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
d) «anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato» è l'insieme dei dati relativi a provvedimenti giudiziari riferiti agli enti con personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica, cui è stato contestato l'illecito amministrativo dipendente da reato, ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
e) «ente» è l'ente fornito di personalità giuridica, la società e l'associazione, anche priva di personalità giuridica, ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
f) «provvedimento giudiziario» è la sentenza, il decreto penale e ogni altro provvedimento emesso dall'autorità giudiziaria;
h) «codice identificativo» è il codice fiscale o il codice individuato ai sensi dell'articolo 43;
i) «numero identificativo del procedimento» è il numero del procedimento assegnato dal sistema al momento dell'iscrizione nel registro di cui all'articolo 335 del codice di procedura penale;
l) «estratto» è l'insieme dei dati del provvedimento giudiziario o amministrativo da inserire nel sistema;
m) «ufficio iscrizione» è l'ufficio presso l'autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento giudiziario soggetto a iscrizione o a eliminazione, che ha competenza nella materia del presente testo unico;
n) «ufficio territoriale» è l'ufficio presso il giudice di pace, che ha competenze nella materia del presente testo unico;
o) «ufficio locale» è l'ufficio presso il tribunale e presso il tribunale per i minorenni, che ha competenze nella materia del presente testo unico;
p) «ufficio centrale» è l'ufficio presso il Ministero della giustizia, che ha competenze nella materia del presente testo unico;
q) «sistema» è il sistema informativo automatizzato del casellario giudiziale, del casellario dei carichi pendenti, dell'anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato, dell'anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato.
i-bis) l'ordinanza che ai sensi dell'articolo 464-quater del codice di procedura penale dispone la sospensione del procedimento con messa alla prova; (3)
i-ter) i provvedimenti con cui il giudice dispone la sospensione del procedimento ai sensi dell'articolo 420-quater del codice di procedura penale; (3)
(2) Lettera soppressa dall'art. 21, comma 1, lett. a), D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, a decorrere dal 1° gennaio 2008; vedi, anche, il comma 2 del predetto art. 21, D.Lgs. 169/2007.
(3) Lettera inserita dall'art. 15, comma 1, lett. a), L. 28 aprile 2014, n. 67.
d) ai provvedimenti giudiziari di condanna per contravvenzioni per le quali è stata inflitta la pena dell'ammenda, salvo che sia stato concesso alcuno dei benefici di cui agli articoli 163 e 175 del codice penale, trascorsi dieci anni dal giorno in cui la pena è stata eseguita ovvero si è in altro modo estinta; (2)
l-bis) ai provvedimenti con cui il giudice dispone la sospensione del procedimento ai sensi dell'articolo 420-quater del codice di procedura penale, quando il provvedimento è revocato (3).
(1) Lettera soppressa dall'art. 21, comma 1, lett. b), D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, a decorrere dal 1° gennaio 2008.
(2) La Corte Costituzionale, con sentenza 4-8 ottobre 2010, n. 287 (Gazz. Uff. 13 ottobre 2010, n. 41 - Prima serie speciale), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della presente lettera limitatamente all'inciso «salvo che sia stato concesso alcuno dei benefici di cui agli articoli 163 e 175 del codice penale».
(3) Lettera aggiunta dall'art. 15, comma 1, lett. b), L. 28 aprile 2014, n. 67.
c) qualsiasi altro provvedimento che concerne a norma di legge i provvedimenti già iscritti, come individuato con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro della giustizia.
g) sanzione amministrativa applicata, con riferimento a ciascun illecito amministrativo dipendente da reato, anche nelle ipotesi di cui all'articolo 21, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
2. Ai fini dell'eliminazione, ufficio iscrizione è l'ufficio presso l'autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento soggetto ad eliminazione per decorso del tempo ai sensi dell'articolo 5, comma 2, lettere c), d), e), f), g) e h) e dell'articolo 11, comma 1, o l'ufficio presso l'autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento da cui deriva l'eliminazione dell'iscrizione ai sensi dell'articolo 5, comma 2, lettere a), b) ed i), dell'articolo 8, comma 1, lettera b) e dell'articolo 14, comma 1.
4. L'ufficio iscrizione verifica l'esistenza nel fascicolo dei codici identificativi delle persone e degli enti, nonché del numero identificativo del procedimento; verifica, inoltre, la completezza nel provvedimento dei dati utili ai fini dell'estratto.
5. L'ufficio iscrizione se riscontra nel fascicolo la mancanza del codice identificativo delle persone o degli enti o del numero identificativo del procedimento provvede ad inserirlo secondo le modalità previste dai decreti dirigenziali emanati ai sensi degli articoli 42 e 43.
6. L'ufficio iscrizione se nel provvedimento riscontra dati mancanti o incompleti, lo segnala all'autorità competente alla correzione, e in particolare, al giudice penale ai sensi dell'articolo 130, del codice di procedura penale, al giudice civile o amministrativo ai sensi dell'articolo 288, secondo comma, del codice di procedura civile, all'autorità amministrativa che ha emesso il provvedimento.
2-bis. L'ufficio centrale iscrive nel sistema l'estratto delle decisioni definitive adottate dalla Corte europea dei diritti dell'uomo nei confronti dello Stato italiano, concernenti i provvedimenti giudiziali ed amministrativi definitivi delle autorità nazionali già iscritti, di seguito alla preesistente iscrizione cui esse si riferiscono, su richiesta del Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della giustizia. (1)
2-ter. L'iscrizione può essere effettuata anche su istanza del soggetto o dei soggetti interessati. In tale caso, l'istanza è presentata direttamente all'ufficio centrale ovvero, qualora si tratti di decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo relative a provvedimenti giudiziari, all'ufficio iscrizione del casellario giudiziale presso l'autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento cui la decisione si riferisce. L'ufficio iscrizione trasmette senza indugio la richiesta all'ufficio centrale, che provvede alla successiva iscrizione, acquisito il parere del Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della giustizia. (1)
3. L'ufficio centrale iscrive nel sistema l'estratto del decreto di grazia.
5. L'ufficio centrale elimina dal sistema le iscrizioni relative a persone morte, le iscrizioni relative a persone che hanno compiuto ottanta anni, nonché le iscrizioni dei provvedimenti giudiziari relativi a minori ai sensi dell'articolo 5, comma 4.
b) fornisce all'autorità giudiziaria e alla pubblica amministrazione, in modo anonimo a fini statistici, dati in ordine all'andamento dei fenomeni criminali, utilizzando anche le informazioni relative alle iscrizioni eliminate, fatte salve le norme a tutela del trattamento dei dati personali;
(1) Comma aggiunto dal D.P.R. 28 novembre 2005, n. 289).
3. Il Comune competente comunica senza ritardo all'ufficio centrale l'avvenuta morte della persona.
4. Con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia sono stabilite le modalità tecnico operative per consentire la rapida trasmissione, anche telematica, dei provvedimenti e delle informazioni, sentita la Presidenza del Consiglio dei ministri ? Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie - per le modalità telematiche, e sentito il Garante per la protezione dei dati personali.
m) ai provvedimenti di interdizione, di inabilitazione e relativi all'amministrazione di sostegno, quando esse sono state revocate (1).
(2) Lettera soppressa dall'art. 21, comma 1, lett. c), D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, a decorrere dal 1° gennaio 2008.
(2) Lettera soppressa dall'art. 21, comma 1, lett. d), D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, a decorrere dal 1° gennaio 2008.
Certificato penale del casellario giudiziale richiesto dal datore di lavoro (1)
1. Il certificato penale del casellario giudiziale di cui all'articolo 25 deve essere richiesto dal soggetto che intenda impiegare al lavoro una persona per lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori, al fine di verificare l'esistenza di condanne per taluno dei reati di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies e 609-undecies del codice penale, ovvero l'irrogazione di sanzioni interdittive all'esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori.
(1) Articolo inserito dall?art. 2, comma 1, D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 39.
(2) Lettera soppressa dall'art. 21, comma 1, lett. e), D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, a decorrere dal 1° gennaio 2008.
1. La persona o l'ente interessato può conoscere senza motivare la richiesta, ma senza efficacia certificativa, tutte le iscrizioni ad esso riferite, comprese quelle di cui non è fatta menzione nei certificati di cui agli articoli 24, 25, 26, 27 e 31.
2. Con decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia sono stabilite le modalità tecnico operative per consentire tale conoscibilità, sentita la Presidenza del Consiglio dei ministri ? Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie ? per le modalità telematiche, e sentito e il Garante per la protezione dei dati personali.
2. Il certificato può essere rilasciato da altri uffici, anche diversi da quelli giudiziari, individuati con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, che definisce altresì le modalità tecniche di collegamento telematico finalizzate all'utilizzabilità del sistema da parte di detti uffici, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri ? Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie ? e il Garante per la protezione dei dati personali.
1. Nel caso di totale o parziale non operatività del sistema, l'ufficio che riceve la richiesta rilascia un certificato di emergenza che contiene i dati acquisiti presso l'ufficio centrale.
2. Se, alla data del ripristino del sistema, è riscontrata qualsiasi discordanza nei dati rispetto alla data di richiesta del certificato, l'ufficio che ha rilasciato il certificato di emergenza provvede all'invio al richiedente del certificato ordinario, che sostituisce quello di emergenza.
1. Le autorità interessate di Stati dell'Unione europea possono richiedere i certificati, nei casi previsti dal presente testo unico, presso tutti gli uffici locali, i quali provvedono al rilascio.
1. Le modalità tecnico operative per consentire alle amministrazioni pubbliche e ai gestori di pubblici servizi, eventualmente con differenziazioni territoriali e per tipo di certificato, la consultazione del sistema ai fini delle acquisizioni d'ufficio, di cui all'articolo 46, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e dei controlli, di cui all'articolo 71, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, o ai fini dell'acquisizione dei certificati di cui agli articoli 28 e 32, nonché per consentire all'autorità giudiziaria l'acquisizione dei certificati di cui agli articoli 21 e 30, sono individuate con decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri ? Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie ? e il Garante per la protezione dei dati personali.
1. Sulle questioni concernenti le iscrizioni e i certificati del casellario giudiziale e dei carichi pendenti decide, in composizione monocratica e con le forme stabilite dall'articolo 666, del codice di procedura penale, il tribunale del luogo dove ha sede l'ufficio locale nel cui ambito territoriale è nata la persona cui è riferita l'iscrizione o il certificato, o il Tribunale di Roma, per le persone nate all'estero, o delle quali non è stato accertato il luogo di nascita nel territorio dello Stato.
2. Sulle questioni concernenti le iscrizioni e i certificati dell'anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dell'anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato decide il Tribunale di Roma, in composizione monocratica e con le forme stabilite dall'articolo 666, del codice di procedura penale, in quanto applicabili.
2. Il sistema consente, altresì, attraverso l'utilizzo di appositi strumenti di controllo, il costante monitoraggio dei soggetti che compiono le attività, della data e della tipologia delle stesse, nonché delle attività di acquisizione, certificazione e visura dei dati.
1. Le regole tecniche di funzionamento del sistema, attinenti alle procedure degli uffici e tra gli uffici interessati, alle procedure concernenti l'utilizzazione del codice identificativo e il numero identificativo, ai relativi tempi, e ai servizi certificativi, sono stabilite con decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia, nel contesto della disciplina generale di cui all'articolo 41, comma 3, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri ? Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie ? e il Garante per la protezione dei dati personali.
1. Al fine di consentire la sicura riferibilità di un procedimento ad un cittadino di Stato appartenente all'Unione europea, che non abbia il codice fiscale, o ad un cittadino di Stato non appartenente all'Unione europea, con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, di concerto con il Ministero dell'interno, sentiti la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie - e il Garante per la protezione dei dati personali, sono stabilite le regole tecniche che consentono, nei casi previsti dal presente testo unico, l'adozione di un codice identificativo attraverso l'utilizzazione del sistema di riconoscimento delle impronte digitali esistente presso il Ministero dell'interno, come eventualmente modificato o integrato dalla normativa di attuazione prevista dall'art. 34 della legge 30 luglio del 2002, n.189 e successive modificazioni.
1. Sino alla completa operatività del sistema, le regole tecniche di cui agli articoli 39 e 42 sono disciplinate con decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri ? Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie ? per le modalità telematiche, e sentito il garante per la protezione dei dati personali, in modo che, a seconda delle concrete possibilità tecniche, le procedure possano svolgersi su supporto cartaceo o informatico, anche con differenziazioni territoriali.
1. Sino all'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 40, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, il certificato è rilasciato entro il giorno successivo o, se è richiesto il rilascio immediato, nel medesimo giorno.
(Modifica dell'articolo 46, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445)
1. L'articolo 46, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, è così modificato:
a) al comma 1, alla lettera aa) dopo le parole ?che riguardano l'applicazione? sono aggiunte le seguenti: ?di misure di sicurezza e?;
b) al comma 1, dopo la lettera bb) è aggiunta la seguente lettera: ?bbb) di non essere l'ente destinatario di provvedimenti giudiziari che applicano le sanzioni amministrative di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;?.
- all'articolo 24, della legge 27 maggio 1935, n. 835, che ha convertito, con modificazioni, il Regio decreto legge 20 luglio 1934, n. 1404: al sesto comma, l'espressione: ?ed è iscritto nel casellario giudiziario?, nonché il settimo comma;
- l'articolo 17, comma secondo, ultimo periodo, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;
- l'articolo 9, della legge 23 marzo 1956, n. 182;
- l'articolo 32, comma primo, n. 3, del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, come sostituito dall'articolo 9, della legge 16 gennaio 1992, n. 15, limitatamente alle parole: ?alla formazione delle schede e dei fogli complementari?;
- l'articolo 58 bis, della legge 26 luglio 1975, n. 354;
- gli articoli 73 e 81, della legge 24 novembre 1981, n. 689;
- gli articoli da 685 a 690, del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447;
- gli articoli 14 e 15, del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448;
- del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 gli articoli: 45; 46; 51, comma 1, lettera b); 63, comma 2; 64, comma 2, limitatamente alle parole ? e 2? e, conseguentemente, la parola ?commi? è sostituita dalla parola ?comma?;
- del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, gli articoli: 80, 81, 82, 85, comma 1, lettera b).
1. Nell'articolo 110, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, l'espressione: ?delle iscrizioni relative ai procedimenti per i quali la persona ha assunto la qualità di imputato? è sostituita dalla seguente: ?del casellario dei carichi pendenti?.
2. Negli articoli 730, comma 1 e 731, comma 1, del codice di procedura penale, l'espressione: ?competente ai fini dell'iscrizione? è sostituita dalla seguente: ?locale del luogo di nascita della persona cui è riferito il provvedimento giudiziario straniero, o presso la Corte di appello di Roma?.
3. Nell'articolo 732, comma 1, del codice di procedura penale, l'espressione: ?competente ai fini dell'iscrizione? è sostituita dalla seguente: ?locale del luogo di nascita della persona cui è riferito il provvedimento giudiziario straniero, o alla Corte di appello di Roma?.
- decreto del Ministro Segretario di Stato per la giustizia e per gli affari di culto 6 ottobre 1931, in Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 235 del 10 ottobre 1931;
- decreto del Ministro di grazia e giustizia 30 novembre 1988, in Gazzetta Ufficiale n. 296 del 19 dicembre 1988;
- all'articolo 107, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, sono soppresse le parole: ?al casellario giudiziale e,?;
- gli articoli da 19 a 21 del decreto del Ministro della giustizia 6 aprile 2001, n. 204.
Dato a Roma, addi' 14 novembre 2002
Registrato alla Corte dei conti il 30 gennaio 2003
Ministeri istituzionali, registro n.1, foglio n. 262