Source: http://www.diritto-penale.it/il-magistrato-e-il-tribunale-di-sorveglianza-procedimento.htm
Timestamp: 2017-08-22 10:54:06+00:00
Document Index: 147149794

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 94', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 147', 'art. 299', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 76', 'art. 299']

Il magistrato e il tribunale di sorveglianza: procedimento
Dal 12/06/09 6194603
Art. 677 cpp
1. La competenza a conoscere le materie attribuite alla magistratura di sorveglianza appartiene al tribunale o al magistrato di sorveglianza che hanno giurisdizione sull'istituto di prevenzione o di pena in cui si trova l'interessato all'atto della richiesta, della proposta o dell'inizio di ufficio del procedimento [260 trans.] (1).
2. Quando l'interessato non è detenuto o internato, la competenza, se la legge non dispone diversamente [236 2 coord.], appartiene al tribunale o al magistrato di sorveglianza che ha giurisdizione sul luogo in cui l'interessato ha la residenza o il domicilio [43 c.c.]. Se la competenza non può essere determinata secondo il criterio sopra indicato, essa appartiene al tribunale o al magistrato di sorveglianza del luogo in cui fu pronunciata la sentenza di condanna [533], di proscioglimento [529-531] o di non luogo a procedere [425], e, nel caso di più sentenze di condanna o di proscioglimento, al tribunale o al magistrato di sorveglianza del luogo in cui fu pronunciata la sentenza divenuta irrevocabile [648] per ultima.
2-bis. Il condannato, non detenuto, ha l'obbligo, a pena di inammissibilità, di fare la dichiarazione o l'elezione di domicilio con la domanda con la quale chiede una misura alternativa alla detenzione o altro provvedimento attribuito dalla legge alla magistratura di sorveglianza. Il condannato, non detenuto, ha altresì l'obbligo di comunicare ogni mutamento del domicilio dichiarato o eletto. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste dall'articolo 161 (2).
(1) V. artt. 68 s. l. 26 luglio 1975, n. 354.
(2) Comma aggiunto, in sede di conversione, dall'art. 94d.l. 18 ottobre 2001, n. 374, conv., con modif., in l. 15 dicembre 2001, n. 438.
Art. 678 cpp
Procedimento di sorveglianza.
1. Il tribunale di sorveglianza nelle materie di sua competenza, e il magistrato di sorveglianza nelle materie attinenti alla rateizzazione [133-ter c.p.; 660 3] e alla conversione delle pene pecuniarie [136 c.p.], alla remissione del debito, ai ricoveri previsti dall'articolo 148 del codice penale, alle misure di sicurezza [199 s. c.p.; 189-191 att.], alla esecuzione della semidetenzione e della libertà controllata e alla dichiarazione di abitualità [102-104 c.p.] o professionalità [105 c.p.] nel reato o di tendenza a delinquere [108 c.p.], procedono, a richiesta del pubblico ministero, dell'interessato, del difensore o di ufficio, a norma dell'articolo 666 [236 2 coord.]. Tuttavia, quando vi è motivo di dubitare della identità fisica di una persona, procedono a norma dell'articolo 667 [260 trans.] (1).
3. Le funzioni di pubblico ministero sono esercitate, davanti al tribunale di sorveglianza, dal procuratore generale presso la corte di appello e, davanti al magistrato di sorveglianza, dal procuratore della Repubblica presso il tribunale della sede dell'ufficio di sorveglianza [677].
(1) V. l. 1° agosto 2003, n. 207 in tema di sospensione condizionata dell'esecuzione della pena detentiva nel limite massimo di due anni.
Art. 679 cpp
1. Quando una misura di sicurezza diversa dalla confisca [240 c.p.], è stata, fuori dei casi previsti nell'articolo 312, ordinata con sentenza, o deve essere ordinata successivamente, il magistrato di sorveglianza [677], su richiesta del pubblico ministero [658, 659 2] o di ufficio, accerta se l'interessato è persona socialmente pericolosa [203 c.p.; 313] e adotta i provvedimenti conseguenti [189-191 att.], premessa, ove occorra, la dichiarazione di abitualità o professionalità nel reato [102-105 c.p.]. Provvede altresì, su richiesta del pubblico ministero, dell'interessato, del suo difensore o di ufficio, su ogni questione relativa [6722] nonché sulla revoca della dichiarazione di tendenza a delinquere [108 c.p.].
2. Il magistrato di sorveglianza sovraintende alla esecuzione delle misure di sicurezza personali [215 c.p.].
Art. 680 cpp
Impugnazione di provvedimenti relativi alle misure di sicurezza.
1. Contro i provvedimenti del magistrato di sorveglianza concernenti le misure di sicurezza [199 s. c.p.; 679] e la dichiarazione di abitualità o professionalità nel reato o di tendenza a delinquere [102-105, 108 c.p.; 678, 679], possono proporre appello al tribunale di sorveglianza [677] il pubblico ministero [678 3], l'interessato e il difensore [41 min.].
2. Fuori dei casi previsti dall'articolo 579, commi 1 e 3, il tribunale di sorveglianza giudica anche sulle impugnazioni contro sentenze di condanna [533 s.] o di proscioglimento [529-531] concernenti le disposizioni che riguardano le misure di sicurezza (1).
3. Si osservano le disposizioni generali sulle impugnazioni [568 s.], ma l'appello non ha effetto sospensivo, salvo che il tribunale disponga altrimenti [588].
Art. 681 cpp
Provvedimenti relativi alla grazia.
1. La domanda di grazia [174 c.p.], diretta al presidente della Repubblica, è sottoscritta dal condannato o da un suo prossimo congiunto [3074 c.p.] o dal convivente o dal tutore o dal curatore ovvero da un avvocato o procuratore legale ed è presentata al ministro di grazia e giustizia (1).
2. Se il condannato è detenuto o internato, la domanda può essere presentata al magistrato di sorveglianza [677], il quale, acquisiti tutti gli elementi di giudizio utili e le osservazioni del procuratore generale presso la corte di appello del distretto ove ha sede il giudice indicato nell'articolo 665, la trasmette al ministro con il proprio parere motivato. Se il condannato non è detenuto o internato, la domanda può essere presentata al predetto procuratore generale, il quale, acquisite le opportune informazioni, la trasmette al ministro con le proprie osservazioni.
4. La grazia può essere concessa anche in assenza di domanda o proposta. Emesso il decreto di grazia, il pubblico ministero [655] presso il giudice indicato nell'articolo 665 ne cura la esecuzione [192 att.] ordinando, quando è il caso, la liberazione del condannato e adottando i provvedimenti conseguenti.
5. In caso di grazia sottoposta a condizioni, si provvede a norma dell'articolo 672, comma 5.
(1) Ora ministro della giustizia ai sensi del d.lgs.. 30 luglio 1999, n. 300, come da ultimo modificato dal d.l. 18 maggio 2006, n. 181, conv., con modif., in l. 17 luglio 2006, n. 233.
Art. 682 cpp
1. Il tribunale di sorveglianza [677] decide sulla concessione e sulla revoca della liberazione condizionale [176 c.p.; 2361 coord.].
2. Se la liberazione non è concessa per difetto del requisito del ravvedimento, la richiesta non può essere riproposta prima che siano decorsi sei mesi dal giorno in cui è divenuto irrevocabile il provvedimento di rigetto [32 reg.].
Art. 683 cpp
1. Il tribunale di sorveglianza [677], su richiesta dell'interessato, decide sulla riabilitazione [178, 179 c.p.], anche se relativa a condanne pronunciate da giudici speciali, quando la legge non dispone altrimenti. Decide altresì sulla revoca [180 c.p.], qualora essa non sia stata disposta con la sentenza di condanna per altro reato [193 att.; 33 reg.].
2. Nella richiesta sono indicati gli elementi dai quali può desumersi la sussistenza delle condizioni previste dall'articolo 179 del codice penale. Il tribunale acquisisce la documentazione necessaria.
Art. 684 cpp
Rinvio dell'esecuzione.
1. Il tribunale di sorveglianza [677] provvede in ordine al differimento dell'esecuzione delle pene detentive [18 c.p.] e delle sanzioni sostitutive della semidetenzione e della libertà controllata nei casi previsti dagli articoli 146 e 147 del codice penale, salvo quello previsto dall'articolo 147, comma 1, numero 1, del codice penale, nel quale provvede il ministro di grazia e giustizia (1) (2). Il tribunale ordina, quando occorre, la liberazione del detenuto e adotta gli altri provvedimenti conseguenti.
2. Quando vi è fondato motivo per ritenere che sussistono i presupposti perché il tribunale disponga il rinvio, il magistrato di sorveglianza può ordinare il differimento dell'esecuzione o, se la protrazione della detenzione può cagionare grave pregiudizio al condannato, la liberazione del detenuto. Il provvedimento conserva effetto fino alla decisione del tribunale, al quale il magistrato di sorveglianza trasmette immediatamente gli atti.
(1) La Corte cost., con sentenza 31 maggio 1990, n. 274, ha dichiarato llillegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui «attribuisce al ministro di grazia e giustizia e non al tribunale di sorveglianza di provvedere al differimento della pena ai sensi dell'art. 147, primo comma, n. 1, del codice penale».
(2) Ora ministro della giustizia ai sensi del d.lgs.. 30 luglio 1999, n. 300, come da ultimo modificato dal d.l. 18 maggio 2006, n. 181, conv., con modif., in l. 17 luglio 2006, n. 233.
Art. 692 cpp
Spese della custodia cautelare.
1. Quando l'imputato è condannato a pena detentiva [18 c.p.] per il reato per il quale fu sottoposto a custodia cautelare [284-286], sono poste a suo carico le spese per il mantenimento durante il periodo di custodia [5353; 28, 29 att. min.].
(1) Comma abrogato dall'art. 299 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115. V. ora artt. 200 e 206 d.P.R. n. 115, cit.
Art. 694 cpp
Spese per la pubblicazione di sentenze e obbligo di inserzione. (1)
1. Il direttore o vice direttore responsabile di un giornale o periodico deve pubblicare, senza diritto ad anticipazione o a rifusione di spese, non più tardi dei tre giorni successivi a quello in cui ne ha ricevuto ordine dall'autorità competente per l'esecuzione, la sentenza di condanna irrevocabile [533, 648] pronunciata contro di lui o contro altri per pubblicazione avvenuta nel suo giornale.
2. Fuori di questo caso, quando l'inserzione di una sentenza penale in un giornale è ordinata dal giudice [536, 543, 642], il direttore o vice direttore responsabile del giornale o periodico designato deve eseguirla, a richiesta del pubblico ministero o della persona obbligata o autorizzata a provvedervi (2).
4. Se il direttore o il vice direttore responsabile contravviene alle disposizioni precedenti, è condannato in solido con l'editore e con il proprietario della tipografia al pagamento a favore della cassa delle ammende di una somma fino a 1.549 euro.
(1) Per la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, v. art. 76 d.lgs.. 8 giugno 2001, n. 231.
(2) Comma modificato dall'art. 299 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115.