Source: http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2005/29/siste/00000117.htm
Timestamp: 2020-08-05 17:25:47+00:00
Document Index: 8453130

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art 18', 'art. 6', 'art. 57', 'art. 6', 'art. 56']

Bollettino Ufficiale n. 29 del 21 / 07 / 2005
Deliberazione della Giunta Regionale 20 giugno 2005, n. 49-322
Parere regionale ex art. 6 della L. 349/86 espresso ai sensi dell’art 18 della L.R. 40/1998 in merito al progetto e allo studio di impatto ambientale “Attivita’ di Decommissioning-Disattivazione accelerata per il rilascio incondizionato del sito” relative all’impianto nucleare di Trino, ubicato in Comune di Trino, Provincia di Vercelli presentato dalla Societa’ SOGIN S.p.A. - Roma. Integrazioni documentali
- di ritenere, ai sensi e per gli effetti dell’art. 6 della L. 349/86, che la documentazione integrativa presentata da SOGIN S.p.A relativa al progetto e studio di VIA inerente “Attività di Decommissioning-Disattivazione accelerata per il rilascio incondizionato del sito” dell’impianto nucleare di Trino, ubicato in Comune di Trino, Provincia di Vercelli, non muta sostanzialmente i contenuti del parere regionale di competenza, espresso al termine della precedente istruttoria, con D.G.R. n 22- 11686 del 9 febbraio 2004 che viene nel complesso ribadito e implementato con quanto dettagliatamente evidenziato in premessa, considerando vincolanti ai fini della realizzazione tutte le raccomandazioni e prescrizioni formulate;
- di prendere atto delle mutate condizioni programmatiche e legislative centrali che puntano alla realizzazione di azioni e infrastrutture intermedie finalizzate all’incremento della sicurezza dei siti nucleari, nelle more della concreta realizzazione di tutte quelle misure di gestione centralizzata dei rifiuti radioattivi previste dalle norme vigenti, ribadendo in ogni caso la presenza del vincolo imprescindibile della non idoneità del sito a configurarsi come deposito di stoccaggio definitivo, come sottolineato da determinazioni di soggetti pubblici locali e centrali, che conferma, rafforzandolo, l’obiettivo finale di rilascio del sito medesimo privo di qualsiasi vincolo radiologico;
- di ritenere condivisibile, alla luce di quanto sopra, l’ipotesi di dare avvio alle operazioni di decommissioning, prendendo atto che le mutate condizioni del quadro normativo e programmatico confermano l’indeterminatezza temporale delle misure di allocazione e stoccaggio definitivi, conché della reale possibilità che siano utilizzate, all’interno delle infrastrutture preesistenti in loco, strutture provvisorie per lo stoccaggio intermedio dei materiali derivanti dall’attività di decommissioning, nonché sia confermato l’incremento delle condizioni di sicurezza;
- di ritenere, per le motivazioni indicate in premessa, che la definizione delle fasi di recupero/ripristino ambientale del sito di Trino venga stralciata dal progetto di decommissioning e sia oggetto di una specifica progettazione che dovrà essere sottoposta ad una successiva fase istruttoria, allorquando si concretizzeranno i tempi dell’effettivo rilascio del sito privo da ogni vincolo radiologico ed il contesto di riferimento in cui inserire il progetto sarà compiutamente definito. Le modalità e le procedure per lo svolgimento dell’istruttoria, nonché i soggetti coinvolti, dovranno essere definiti preliminarmente all’attuazione delle previsioni di cui all’art. 57 comma 2 del D.lgs 230/95 e s.m.i.;
- di promuovere un Tavolo Tecnico semestrale costituito dalla Regione, che si avvarrà anche dell’ARPA Piemonte, dalla Provincia di Vercelli, dal Comune di Trino e dalla Sogin, al quale saranno invitati a partecipare il Ministero dell’Ambiente e l’APAT, ai fini di poter pervenire alle necessarie verifiche di attuazione dell’attività di decommissioning nonché alla valutazione dei contenuti dell’informazione e dell’attività di report e comunicazione;
- di inviare il presente atto al Ministero dell’Ambiente e del Territorio per il prosieguo dell’iter procedurale ex art. 6 della L. 349/1986.
Il presente provvedimento viene altresì trasmesso all’APAT, quale documento di “osservazioni” ai sensi dell’art. 56, comma 1, del D.Lgs. 230/1995 e s.m.i., al fine di assicurare lo svolgimento sincronico e coordinato dei procedimenti autorizzativi secondo quanto previsto dall’"accordo di collaborazione istituzionale" di cui all’ordinanza del Commissario delegato per la sicurezza dei materiali nucleari n.13 del 10 novembre 2003.