Source: https://www.diritto.it/normativa/decreto-legge-30122008-n-208/
Timestamp: 2018-07-18 01:05:39+00:00
Document Index: 129796837

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 13']

CONVERTITO IN LEGGE, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 27/2/2009, N. 13.
1. Il comma 2-bis dell’articolo 170 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente: «2-bis. Nelle more della costituzione dei distretti idrografici di cui al Titolo II della Parte terza del presente decreto e della eventuale revisione della relativa disciplina legislativa, le Autorità di bacino di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183, sono prorogate, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, fino alla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 2, dell’articolo 63 del presente decreto.». (1)
3-bis. L’adozione dei piani di gestione di cui all’articolo 13 della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, e’ effettuata, sulla base degli atti e dei pareri disponibili, entro e non oltre il 22 dicembre 2009, dai comitati istituzionali delle autorita’ di bacino di rilievo nazionale, integrati da componenti designati dalle regioni il cui territorio ricade nel distretto idrografico al quale si riferisce il piano di gestione non gia’ rappresentate nei medesimi comitati istituzionali. Ai fini del rispetto del termine di cui al primo periodo, le autorita’ di bacino di rilievo nazionale provvedono, entro il 30 giugno 2009, a coordinare i contenuti e gli obiettivi dei piani di cui al presente comma all’interno del distretto idrografico di appartenenza, con particolare riferimento al programma di misure di cui all’articolo 11 della citata direttiva 2000/60/CE. Per i distretti idrografici nei quali non e’ presente alcuna Autorita’ di bacino di rilievo nazionale, provvedono le regioni. (2)
3-ter. Affinche’ l’adozione e l’attuazione dei piani di gestioneabbia luogo garantendo uniformita’ ed equita’ sul territorio
nazionale, con particolare riferimento alle risorse finanziarienecessarie al conseguimento degli obiettivi ambientali e ai costisopportati dagli utenti, il Ministero dell’ambiente e della tuteladel territorio e del mare, con proprio decreto, emana, entro sessantagiorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione delpresente decreto, linee guida che sono trasmesse ai comitatiistituzionali di cui al comma 3-bis. (2)
3-quater. Dalla data di entrata in vigore della legge diconversione del presente decreto e fino alla data di cui al comma 2,non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 3 del decretodel Presidente della Repubblica 27 luglio 1999, pubblicato nellaGazzetta Ufficiale n. 284 del 3 dicembre 1999, recante ripartizionedei fondi finalizzati al finanziamento degli interventi in materia didifesa del suolo per il quadriennio 1998-2001, e all’articolo 3,comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 2001,n. 331, recante ripartizione dei fondi finalizzati al finanziamentodegli interventi in materia di difesa del suolo per il quadriennio2000-2003. (2)
(1) Comma modificato dall’allegato alla L. 27/2/2009, n. 13.
(2) Comma inserito dall’allegato alla L. 27/2/2009, n. 13.
1. Nell’ambito degli strumenti di attuazione di interventi di bonifica e messa in sicurezza di uno o più siti di interesse nazionale, al fine della stipula di una o più transazioni globali, con una o più imprese interessate, pubbliche o private, in ordine alla spettanza e alla quantificazione degli oneri di bonifica, degli oneri di ripristino, nonchè del danno ambientale di cui agli articoli 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e 300 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e degli altri eventuali danni di cui lo Stato o altri enti pubblici territoriali possano richiedere il risarcimento, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare può, sentiti l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) di cui all’articolo 28 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e la Commissione di valutazione degli investimenti e di supporto alla programmazione e gestione degli interventi ambientali (COVIS) di cui all’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 90, predisporre uno schema di contratto, che viene concordato con le impreseinteressate e comunicato a regioni, province e comuni e reso noto alle associazioni ed ai privati interessati mediante idonee forme di pubblicità nell’ambito delle risorse di bilancio disponibili per lo scopo. (1)
2. Entro trenta giorni dalle comunicazioni e pubblicazioni di cui al comma 1, gli enti ed i soggetti interessati possono fare pervenire ai partecipanti alla conferenza di cui al comma 3 note di commento sullo schema di contratto. (1) (2)
4. Acquisite le determinazioni di cui al comma 3, lo schema di contratto di transazione, sottoscritto per accettazione dalla impresa [obbligata] (2), è trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’autorizzazione da parte del Consiglio dei Ministri, sulla proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
5. La stipula del contratto di transazione, non novativo, conforme allo schema autorizzato ai sensi del comma 4, comporta abbandono del contenzioso pendente e preclude ogni ulteriore azione per rimborso degli oneri di bonifica e di ripristino ed ogni ulteriore azione risarcitoria per il danno ambientale, ai sensi dell’articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, o della Parte VI del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonchè per le altre eventuali pretese risarcitorie azionabili dallo Stato e da enti pubblici territoriali, per i fatti oggetto della transazione. Sono fatti salvi gli accordi transattivi gia’ stipulati alla data di entrata in vigore del
presente decreto, nonche’ gli accordi transattivi attuativi di accordi di programma gia’ conclusi a tale data. (1)
5-bis. La stipula del contratto di transazione comporta altresi’ la facolta’ di utilizzare i terreni o singoli lotti o porzioni degli
stessi, in conformita’ alla loro destinazione urbanistica, qualora l’utilizzo non risulti incompatibile con gli interventi di bonifica, alla luce del contestuale decreto direttoriale di approvazione del progetto di messa in sicurezza e di bonifica del suolo e della falda, sia funzionale all’esercizio di un’attivita’ di impresa e non contrasti con eventuali necessita’ di garanzia dell’adempimento evidenziate nello schema di contratto. (3)
6. Nel caso di inadempimento, anche parziale, da parte dei soggetti privati delle obbligazioni dagli stessi assunte in sede di transazione, nei confronti del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, quest’ultimo, previa diffida ad adempiere nel termine di trenta giorni, può dichiarare risolto il contratto di transazione. In tal caso, le somme eventualmente già corrisposte dai suddetti soggetti privati sono trattenute dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare in acconto dei maggiori importi definitivamente dovuti per i titoli di cui al comma 1. (1)
7. I soli proventi di spettanza dello Stato, derivanti dalle transazioni di cui al presente articolo, introitati a titolo di risarcimento del danno ambientale, affl uiscono al fondo di cui all’articolo 7- quinquies , comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33” (4)
8. Ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 14 e 16 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, all’avvio delle procedure di cui alla Parte VI del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, provvede il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare se il danno ambientale è quantificabile in un ammontare uguale o superiore a dieci milioni di euro, ovvero i titolari dei competenti uffici dirigenziali generali se l’ammontare del danno ambientale è inferiore.
(2) Parole soppresse dall’allegato alla L. 27/2/2009, n. 13.
(3) Comma inserito dall’allegato alla L. 27/2/2009, n. 13.
(4) Comma sostituito dall’art. 5 bis, DL 25/9/2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20/11/2009, n. 166.
Funzionalità dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Estensione delle funzioni del collegio dei revisori dell’APAT (1)
1. L’articolo 1, comma 347, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si interpreta nel senso che l’autorizzazione ad assumere ivi prevista spiega effetto nei confronti dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) fino al completamento delle relative procedure, a condizione che le stesse siano concluse entro il 31 dicembre 2010. (3) (4)
2. Nel limite delle disponibilità dei posti di cui al citato articolo 1, comma 347, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, l’ISPRA è autorizzato ad assumere il personale risultato vincitore di concorsi pubblici a tempo indeterminato inserito in graduatorie ancora vigenti e non ancora assunto.
3. Per fare fronte ai propri compiti istituzionali ed alle esigenze connesse con la protezione civile, fino al 30 giugno 2009 l’ISPRA è autorizzato, con oneri a carico del relativo bilancio, ad avvalersi del personale in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto con contratto di collaborazione coordinata e continuativa.
3-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della leggedi conversione del presente decreto, il collegio dei revisori deiconti gia’ operante in seno all’Agenzia per la protezionedell’ambiente e per i servizi tecnici (APAT) esercita le sue funzionianche in luogo dei corrispondenti organi gia’ operanti in senoall’Istituto nazionale per la fauna selvatica di cui alla legge 11febbraio 1992, n. 157, e all’Istituto centrale per la ricercascientifica e tecnologica applicata al mare di cui all’articolo 1-bisdel decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, conmodificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61, i quali, dallamedesima data, sono soppressi. (2)
(1) Rubrica modificata dall’allegato alla L. 27/2/2009, n. 13.
(3) Comma modificato dall’art. 8, DL 30/12/2009, n. 194.
(4) Per la proroga del termine vedi art. 1, DLGS 29/12/2010, n. 225.
1. Al fine di rendere disponibili sin dall’inizio di ogni esercizio finanziario le risorse occorrenti per il funzionamento della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale – VIA e VAS di cui all’articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 90, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, sulla proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, le occorrenti variazioni di bilancio sulla corrispondente unità previsionale di base, a titolo di anticipazione e nei limiti del trenta per cento delle somme impegnate per le medesime finalità nell’anno precedente, con utilizzo del fondo di cui all’articolo 2, comma 616, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
1-bis. All’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 123, le parole: «di natura regolamentare,» sono soppresse. (1)
1-ter. In relazione all’esigenza di assicurare l’efficientesvolgimento dei compiti e la pienezza delle funzioni della
Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale, anche conriferimento ai suoi compiti di valutazione ambientale strategicanell’ambito della strategia energetica nazionale, all’articolo 8 deldecreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successivemodificazioni, il comma 4 e’ sostituito dal seguente: «4. I componenti della Commissione tecnica di verifica dell’impattoambientale provenienti dalle amministrazioni pubbliche di cuiall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, sono posti in posizione di comando, distacco o fuori ruolo, nelrispetto dei rispettivi ordinamenti, conservando il diritto altrattamento economico in godimento. Le amministrazioni di rispettivaprovenienza rendono indisponibile il posto liberato. In alternativa,ai componenti della Commissione tecnica di verifica dell’impatto
ambientale provenienti dalle medesime amministrazioni pubbliche siapplica quanto previsto dall’articolo 53 del decreto legislativo 30marzo 2001, n. 165, e, per il personale in regime di dirittopubblico, quanto stabilito dai rispettivi ordinamenti. Ledisposizioni di cui al presente comma si applicano anche aicomponenti della Commissione nominati ai sensi dell’articolo 7 deldecreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, convertito, con modificazioni,dalla legge 14 luglio 2008, n. 123». (1)
(1) Comma inserito dall’allegato alla L. 27/2/2009, n. 13.
ARTICOLO INSERITO DALL’ALLEGATO ALLA LEGGE DI CONVERSIONE 27/2/2009, N. 13.
Continuità operativa della Commissione istruttoriaper l’autorizzazione ambientale integrata – IPPC
1. Le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 1, del presente decreto si applicano anche alla Commissione istruttoria per
l’autorizzazione ambientale integrata – IPPC, di cui all’articolo 10 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 90.
2. Ferma restando l’invarianza del compenso complessivo spettante, ai sensi del decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 5 marzo 2008, a ciascun componente della Commissione istruttoria per l’autorizzazione ambientale integrata – IPPC, ai soli fini delle modalita’ di corresponsione dei compensi, gli stessi sono erogati, nella misura del 50 per cento del loro importo totale, all’avvio di ciascuna istruttoria, e, nella misura del restante 50 per cento, successivamente al rilascio o al diniego di rilascio della autorizzazione ambientale integrata.
Tariffa per lo smaltimento dei rifiuti urbani. Disposizioni in materia di adeguamento delle discariche nonche’ di modello unico didichiarazione ambientale (1)
[b) alla lettera c), le parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2009».] (2)
1-bis. Fermo quanto previsto dall’articolo 199 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, relativo ai piani regionali di gestione dei rifiuti, il regime transitorio di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, e’ prorogato fino al 30 giugno 2009. Il presidente di una regione o di una provincia autonoma puo’ chiedere, limitatamente alle discariche per rifiuti inerti o non pericolosi, che tale termine sia ulteriormente prorogato con richiesta motivata, da presentare entro il termine del 15 marzo 2009, corredata da dettagliata relazione indicante modalita’ e tempi di adeguamento delle discariche alle prescrizioni contenute nel decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36. L’adeguamento dovra’ essere perentoriamente ultimato entro il 31 dicembre 2009. La prorogae’ disposta con provvedimento del Ministero dell’ambiente e dellatutela del territorio e del mare, previa valutazione tecnica delladocumentazione effettuata dallo stesso Ministero, ed avra’ efficacia a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al termine massimo del 31 dicembre 2009. (3)
2-bis. All’articolo 220, comma 2, primo periodo, del decretolegislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo le parole: «il Consorzionazionale degli imballaggi di cui all’articolo 224» sono inserite leseguenti: «acquisisce da tutti i soggetti che operano nel settoredegli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi i dati relativi alriciclaggio e al recupero degli stessi e». (3)
2-ter. All’articolo 221, comma 5, sesto periodo, del decretolegislativo 3 aprile 2006, n. 152, le parole: «dopo aver acquisito inecessari elementi di valutazione da parte del» sono sostituite dalleseguenti: «sulla base dei necessari elementi di valutazione fornitidal». (3)
2-quater. Ove il regolamento di cui al comma 6 dell’articolo 238del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, non sia adottato dalMinistro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare entroentro il 30 giugno 2010, i comuni che intendano adottare la tariffaintegrata ambientale (TIA) possono farlo ai sensi delle disposizionilegislative e regolamentari vigenti. (3) (4)
2-quinquies. Il modello unico di dichiarazione ambientale allegatoal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 dicembre 2008,pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 294del 17 dicembre 2008, sara’ utilizzato, con le relative istruzioni,per le dichiarazioni da presentare, entro il 30 aprile 2010, conriferimento all’anno 2009, da parte dei soggetti interessati. Per ledichiarazioni da presentare entro il 30 aprile 2009, con riferimento
all’anno 2008, il modello da utilizzare resta quello allegato aldecreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 dicembre 2002,pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 3 del4 gennaio 2003, come rettificato con decreto del Presidente delConsiglio dei Ministri 22 dicembre 2004, pubblicato nella GazzettaUfficiale n. 305 del 30 dicembre 2004, con le relative istruzioni. (3)
(2) Lettera soppressa dall’allegato alla L. 27/2/2009, n. 13.
(3) Comma inserito dall’allegato alla L. 27/2/2009, n. 13, poi modificato dall’art. 23, comma 21, DL 1/7/2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3/8/2009, n. 102.
(4) Comma modificato dall’art. 8, DL 30/12/2009, n. 194.
1-bis. Fatto salvo il disposto di cui all’articolo 181-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e a condizione che siano rispettate le disposizioni in materia di tutela della sicurezza dei lavoratori, di prevenzione incendi e le norme in tema di protezione dell’ambiente e della salute, per il periodo di dodici mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si considerano destinati in modo effettivo ed oggettivo all’utilizzo nei cicli di consumo e di produzione, ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dall’articolo 3, comma 3, del decreto del Ministro dell’ambiente 5 febbraio 1998, pubblicato nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 1998, le materie, le sostanze ed i prodotti secondari stoccati presso gli impianti autorizzati alla gestione dei rifiuti in base alle vigenti norme ambientali, che effettuano una o piu’ delle operazioni di recupero dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata urbana o da raccolte dedicate di rifiuti speciali recuperabili in carta e cartone, vetro, plastica e legno. I quantitativi stoccati di dette materie, sostanze e prodotti secondari non possono comunque superare la capacita’ annua autorizzata dell’impianto o, in mancanza della stessa, la potenzialita’ dell’impianto. (1)
1. Nell’accertare la normale tollerabilita’ delle immissioni e delle emissioni acustiche, ai sensi dell’articolo 844 del codice civile, sono fatte salve in ogni caso le disposizioni di legge e di regolamento vigenti che disciplinano specifiche sorgenti e la priorita’ di un determinato uso.
CONVERTITO IN LEGGE DALLA LEGGE 27/2/2009, N. 13.
1. All’articolo 3, comma 1, lettera m), del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, il numero 4) è sostituito dal seguente: «4) per le sole apparecchiature elettriche ed elettroniche destinate esclusivamente all’esportazione, il produttore è considerato tale ai fini degli articoli 4, 13 e 14. Ai fini del presente decreto non è considerato produttore chi fornisce finanziamenti esclusivamente sulla base o a norma di un accordo finanziario, salvo che agisca in qualità di produttore ai sensi dei numeri 1), 2) e 3); ».
1. Ai fini della diffusione presso le pubbliche amministrazioni di comportamenti, prassi, procedure, tecniche e mezzi di gestione che riducano i consumi di carta, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, oltre ad organizzare iniziative e strumenti di monitoraggio e verifica, realizza progetti e campagne di comunicazione anche con riferimento alla riduzione dei formati di stampa ed all’uso del fronte-retro, all’utilizzo di carta con spessore ridotto o di carte generate da macero, all’utilizzo di testi in formato elettronico in alternativa alla stampa cartacea, al riutilizzo delle stampe di prova e dei vecchi documenti per funzionalita’ di carta per appunti.
1. All’articolo 4 del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, e successive modificazioni, il secondo e il terzo periodo del comma1-bis sono sostituiti dai seguenti: «Il contributo e’ assegnatoannualmente con deliberazione del Comitato interministeriale per laprogrammazione economica sulla base delle stime di inventarioradiometrico dei siti, determinato annualmente con decreto delMinistro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, suproposta dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), valutata la pericolosita’ dei rifiuti, ed e’ ripartito, per ciascun territorio, in misura del 50 per cento in favore del comune nel cui territorio e’ ubicato il sito, in misura del 25 per cento in favore della relativa provincia e in misura del 25 per cento in favore dei comuni confinanti con quello nel cui territorio e’ ubicato il sito. Il contributo spettante a questi ultimi e’ calcolato in proporzione alla superficie ed alla popolazione residente nel raggio di dieci chilometri dall’impianto».
1. Le somme di cui al comma 10 dell’articolo 12 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, iscritte nel conto dei residui al 31 dicembre 2008 e non piu’ dovute, quantificate in euro 9.000.000 complessivi, sono mantenute nel conto medesimo per essere versate all’entrata del bilancio dello Stato, quanto ad euro 4.500.000 per ciascuno degli anni 2009 e 2010, per essere riassegnate ad un apposito fondo di parte corrente istituito nello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ripartito su proposta del Ministro medesimo, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze per essere impiegate in progetti ed iniziative di educazione ambientale, comunicazione istituzionale e valorizzazione, anche attraverso il ricorso alle nuove tecnologie, delle aree protette e della biodiversita’, ivi inclusa la promozione delle attivita’ turistico-ambientali e interventi di manutenzione ed efficientamento degli immobili di pertinenza del predetto Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
1. Al fine della sensibilizzazione delle giovani generazioni in riferimento alla conservazione di un ambiente sano, nonche’ alla promozione delle prassi e dei comportamenti ecocompatibili, sono realizzati progetti e iniziative di interesse generale nell’ambito dei sistemi di istruzione secondaria superiore e universitaria. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le relative modalita’ attuative, nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
1. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare conclude con le regioni, le province ed i comuni, in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, un accordo di programma, che puo’ prevedere la partecipazione di associazioni particolarmente rappresentative a livello territoriale, al fine di regolamentare, a fini ecologici, la rinascita e lo sviluppo, in sede locale, dei mercati dell’usato.
2. Sulla base di tale accordo, gli enti locali, a partire dal 2009,provvedono all’individuazione di spazi pubblici per lo svolgimento periodico dei mercati dell’usato.
5. L’articolo 5, comma 5-bis, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, è sostituito dal seguente: «5-bis. Ai fini del rispetto dei vincoli di finanza pubblica, i Commissari delegati titolari di contabilità speciali, ai sensi degli articoli 60 e 61 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e dell’articolo 333 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, rendicontano, entro il quarantesimo giorno dalla chiusura di ciascun esercizio e dal termine della gestione o del loro incarico, tutte le entrate e tutte le spese riguardanti l’intervento delegato, indicando la provenienza dei fondi, i soggetti beneficiari e la tipologia di spesa, secondo uno schema da stabilire con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente comma. Il rendiconto contiene anche una sezione dimostrativa della situazione analitica dei crediti, distinguendo quelli certi ed esigibili da quelli di difficile riscossione, e dei debiti derivanti da obbligazioni giuridicamente perfezionate assunte a qualsiasi titolo dai commissari delegati, con l’indicazione della relativa scadenza. Per l’anno 2008 va riportata anche la situazione dei crediti e dei debiti accertati al 31 dicembre 2007. Nei rendiconti vengono consolidati, con le stesse modalità di cui al presente comma, anche i dati relativi agli interventi delegati dal commissario ad uno o più soggetti attuatori. I rendiconti corredati della documentazione giustificativa sono trasmessi, per i relativi controlli, al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – Ragionerie territoriali competenti e all’Ufficio bilancio e ragioneria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le ragionerie territoriali inoltrano i rendiconti, anche con modalità telematiche e senza la documentazione a corredo, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e all’ISTAT. Per l’omissione o il ritardo nella rendicontazione si applica l’articolo 337 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827.».
5-bis. Il termine di cui all’articolo 5, comma 1, lettera n), del decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 17 ottobre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 258 del 6 novembre 2007, e’ prorogato di ulteriori diciotto mesi. (1)
5-ter. Gli articoli 9 e 10 del regolamento di cui al decreto delPresidente della Repubblica 8 febbraio 2001, n. 194, si applicanoanche alla componente volontaristica dell’Associazione italiana dellaCroce Rossa ed ai volontari del Corpo nazionale soccorso alpino espeleologico impiegati in attivita’ di protezione civile, con oneri acarico dei rispettivi bilanci, ovvero con risorse provenienti dafinanziamenti esterni. (1)
5-quater. Per la prosecuzione degli interventi conseguenti aglieventi sismici del 23 dicembre 2008, per i quali e’ stato dichiaratolo stato di emergenza con decreto del Presidente del Consiglio deiMinistri 16 gennaio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 21del 27 gennaio 2009, e’ autorizzata la spesa di 19 milioni di europer l’anno 2009. Le risorse sono assegnate al Dipartimento dellaprotezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, peressere trasferite al commissario delegato nominato per il superamentodell’emergenza. Le risorse di cui al presente comma sono utilizzate,ad integrazione delle somme stanziate a carico del Fondo diprotezione civile, prioritariamente per il ripristino dei fabbricatidichiarati inagibili. Al relativo onere, pari a 19 milioni di europer l’anno 2009, si provvede mediante corrispondente riduzione delladotazione del fondo per interventi strutturali di politica economica,di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004,n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004,n. 307, e successive modificazioni. (1)
5-quinquies. Le risorse finanziarie disponibili nella contabilita’speciale intestata al commissario delegato di cui all’ordinanza delPresidente del Consiglio dei Ministri n. 3294 del 19 giugno 2003 sonotrasferite al Dipartimento della protezione civile per larealizzazione di attivita’ di cooperazione con la Repubblica diAlbania in ambito di protezione civile, con particolare riferimentoalle iniziative previste dalla Piattaforma nazionale per la riduzionedel rischio da disastri di cui al decreto del Presidente delConsiglio dei Ministri 18 gennaio 2008, pubblicato nella GazzettaUfficiale n. 57 del 7 marzo 2008. (1)
5-sexies. All’articolo 7, comma 5, della legge 21 novembre 2000, n.353, e successive modificazioni, le parole: «unita’ operativeterritoriali da istituirsi con decreto del direttore generale» sonosostituite dalle seguenti: «nuclei operativi speciali e di protezionecivile da istituire con decreto del capo». (1)
Misure in materia di ripartizione della quota minima di incrementodell’energia elettrica da fonti rinnovabili
1. Il comma 167 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’ sostituito dal seguente: «167. Il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, emana, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, uno o piu’ decreti per definire la ripartizione fra regioni e province autonome di Trento e di Bolzano della quota minima di incremento dell’energia prodotta con fonti rinnovabili per raggiungere l’obiettivo del 17 per cento del consumo interno lordo entro il 2020 ed i successivi aggiornamenti proposti dall’Unione europea. I decreti di cui al primo periodo sono emanati tenendo conto:
c) della determinazione delle modalita’ di esercizio del potere sostitutivo del Governo ai sensi dell’articolo 120 della Costituzione nei casi di inadempienza delle regioni per il raggiungimento degli obiettivi individuati».
1. All’articolo 186 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo il comma 7 sono aggiunti i seguenti: «7-bis. Le terre e le rocce da scavo, qualora ne siano accertate le caratteristiche ambientali, possono essere utilizzate per interventi di miglioramento ambientale e di siti anche non degradati. Tali interventi devono garantire, nella loro realizzazione finale, una delle seguenti condizioni: a) un miglioramento della qualita’ della copertura arborea o della funzionalita’ per attivita’ agro-silvo-pastorali; b) un miglioramento delle condizioni idrologiche rispetto alla tenuta dei versanti e alla raccolta e regimentazione delle acque piovane; c) un miglioramento della percezione paesaggistica.
7-ter.Ai fini dell’applicazione del presente articolo, i residui provenienti dall’estrazione di marmi e pietre sono equiparati alla disciplina dettata per le terre e rocce da scavo. Sono altresi’ equiparati i residui delle attivita’ di lavorazione di pietre e marmi derivanti da attivita’ nelle quali non vengono usati agenti o reagenti non naturali. Tali residui, quando siano sottoposti a un’operazione di recupero ambientale, devono soddisfare i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispettare i valori limite, per eventuali sostanze inquinanti presenti, previsti nell’Allegato 5 alla parte IV del presente decreto, tenendo conto di tutti i possibili effetti negativi sull’ambiente derivanti dall’utilizzo della sostanza o dell’oggetto».
1. All’articolo 206 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il comma 3 e’ sostituito dal seguente: «3. Gli accordi e i contratti di programma di cui al presente articolo non possono stabilire deroghe alla normativa comunitaria e possono prevedere semplificazioni amministrative».
1. Gli oneri relativi alle attivita’ di progettazione e di realizzazione o completamento degli impianti di depurazione, nonche’ quelli relativi ai connessi investimenti, come espressamente individuati e programmati dai piani d’ambito, costituiscono una componente vincolata della tariffa del servizio idrico integrato che concorre alla determinazione del corrispettivo dovuto dall’utente. Detta componente e’ pertanto dovuta al gestore dall’utenza, nei casi in cui manchino gli impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi, a decorrere dall’avvio delle procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie alla attivazione del servizio di depurazione, purche’ alle stesse si proceda nel rispetto dei tempi programmati.
2. In attuazione della sentenza della Corte costituzionale n. 335 del 2008, i gestori del servizio idrico integrato provvedono anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere dal 1° ottobre 2009, alla restituzione della quota di tariffa non dovuta riferita all’esercizio del servizio di depurazione. Nei casi di cui al secondo periodo del comma 1, dall’importo da restituire vanno dedotti gli oneri derivati dalle attivita’ di progettazione, di realizzazione o di completamento avviate. L’importo da restituire e’ individuato, entro duecentodieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, dalle rispettive Autorita’ d’ambito. (1)
4. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, su proposta del Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare stabilisce con propri decreti i criteri ed i parametri per l’attuazione, coerentemente con le previsioni dell’allegato al decreto del Ministro dei lavori pubblici, d’intesa con il Ministro dell’ambiente, 1° agosto 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 243 del 16 ottobre 1996, tenute presenti le particolari condizioni dei soggetti non allacciati che provvedono autonomamente alla depurazione dei propri scarichi e l’eventuale impatto ambientale, di quanto previsto dal comma 2, nonche’ le informazioni minime che devono essere periodicamente fornite agli utenti dai singoli gestori in ordine al programma per la realizzazione, il completamento, l’adeguamento e l’attivazione degli impianti di depurazione previsto dal rispettivo Piano d’ambito, nonche’ al suo grado di progressiva attuazione, e le relative forme di pubblicita’, ivi inclusa l’indicazione all’interno della bolletta.
5. Nell’ambito delle informazioni fornite all’utenza devono rientrare anche quelle inerenti al consuntivo delle spese gia’ sostenute ed al preventivo delle spese che il gestore deve ancora sostenere, a valere sulla quota di tariffa vincolata a coprire gli oneri derivanti dalle attivita’ di cui al comma 4, nonche’ all’osservanza dei tempi di realizzazione previsti.
(1) Comma modificato dall’art. 13, DL25/9/2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20/11/2009, n. 166.