Source: http://www.tgmaddalena.it/qui-chi-non-terrorizza-si-ammala-di-terrore-il-nuovo-dl-per-contrastare-il-terrorismo-non-solo-internazionale/
Timestamp: 2020-04-08 02:29:40+00:00
Document Index: 73871299

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 270', 'art. 270', 'art. 270', 'art. 270', 'art. 302', 'art.414', 'art.9', 'art. 14', 'art.9', 'art.9', 'in fine', 'art.9', 'art.2', 'art.3', 'art.1', 'art.9', 'art.71', 'art.75', 'art. 678', 'art.17']

TGMaddalena – “Qui chi non terrorizza si ammala di terrore”, il nuovo DL per contrastare il terrorismo (non solo internazionale)
in CriticaMente, In_Giustizia, Militarizzazione
Annunciato in una conferenza stampa dal Ministro Alfano, il nuovo DL emanato in apparente “emergenza” dopo i fatti di Parigi (Charlie Hebdo) ed il crescendo delle “minacce dell’ISIS” che, stando a quanto riferisce l’ambasciatore egiziano, espongono a rischi anche l’Italia. Qui un’analisi della prima parte.
Testo completo del Decreto Legge 18.02.2015 n° 7 , G.U. 19.02.2015
l’introduzione di una nuova figura di reato destinata a punire chi organizza, finanzia e propaganda viaggi per commettere condotte terroristiche (reclusione da tre a sei anni); Qui hanno, di fatto, aggiunto l’Art.270-quater 1:Organizzazione di trasferimenti per finalita’ di terrorismoFuori dai casi di cui agli articoli 270-bis e 270-quater, chiunque
organizza, finanzia o propaganda viaggi finalizzati al compimento delle condotte con finalita’ di terrorismo di cui all’articolo 270-sexies ( Condotte con finalità di terrorismo) , e’ punito con la reclusione da tre a sei anni.»
E’ bene considerare che il 270-sexies è uno dei capi d’imputazione che hanno tenuto in carcere Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia per l’azione nella quale fu danneggiato un compressore, con l’accusa di terrorismo poi caduta con la sentenza in Corte d’Assise il 17 dicembre (qui tutti gli articoli ed i resoconti delle udienze), e per quell’azione sono ancora detenuti Lucio, Francesco e Graziano, nel carcere di Ferrara. Sempre con il 270-sexies sono state aperte indagini, effettuate perquisizioni, arresti, processi verso quell’area militante che pare creare così tanta preoccupazione, l’area anarchica. Cito uno dei casi più recenti solo come esempio, per alcune scritte sui muri di un tribunale, in solidarietà con i compagni NO TAV, la polizia ha perquisito un centro occupato sequestrando pericolose bombolette, dicembre 2014. Ora, con una modifica del genere, ci si può sentire a rischio quando si trasportano anche bombolette di vernice?
la punibilità del soggetto reclutato con finalità di terrorismo anche fuori dai casi di partecipazione ad associazioni criminali operanti con le medesime finalità (attualmente, l’art. 270-quater c.p. sanziona solo il reclutatore); si tratta della modifica all’art. 270-quater, “arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale”, con l’aggiunta del paragrafo finale: “Fuori dei casi di cui all’art. 270-bis (associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico) e salvo il caso di addestramento della persona arruolata (già previsto), è punita con la pena della reclusione da tre a sei anni.
la punibilità, sul modello francese, di colui che si “auto-addestra” alle tecniche terroristiche (oggi è punito solo colui che viene addestrato da un terzo – art. 270-quinquies c.p.); E’ la modifica del 270-quinquies, “Addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale.” (in rosso il testo aggiunto da questo decreto)
“Chiunque, al di fuori dei casi di cui all’articolo 270-bis (associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico), addestra o comunque fornisce istruzioni sulla preparazione o sull’uso di materiali esplosivi, di armi da fuoco o di altre armi, di sostanze chimiche o batteriologiche nocive o pericolose, nonché di ogni altra tecnica o metodo per il compimento di atti di violenza ovvero di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, con finalità di terrorismo, anche se rivolti contro uno Stato estero, un’istituzione o un organismo internazionale, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. La stessa pena si applica nei confronti della persona addestrata nonche’ della persona che avendo acquisito, anche autonomamente, le istruzioni per il compimento degli atti di cui al primo periodo, pone in essere comportamenti finalizzati alla commissione delle condotte di cui all’articolo 270-sexies.
Domanda: pur essendo evidente che nello scenario internazionale una modifica di questo tipo è ispirata alla paura (diffusa ad arte) delle azioni “individuali” che contraddistinguono presumibilmente lo scenario del terrorismo internazionale, il dubbio è sull’ampiezza nella sua applicazione effettiva, insomma quella repressione made-in-Italy, e la domanda spontanea è cosa potranno considerare come addestramento di persone che non fanno parte di alcun tipo di “associazione”? E quello che, purtroppo, scopriremo vivendo. Per ora suggerisco di fare jogging indossando una maglietta che ne spieghi le ragioni, portandosi dietro documento d’identità ed eventuale certificato medico che attesti quanto faccia bene fare jogging… non sia mai che anche questo passi come auto-addestramento (alla fuga, ad esempio!)
Pene aumentate se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici. Censura, di fatto.
Una stretta al web: sempre nell’articolo 270-quinquies (di cui sopra), dopo il primo comma c’è un’aggiunta finale: «Le pene previste dal presente articolo sono aumentate se il fatto e’ commesso attraverso strumenti informatici o telematici.».
Altra modifica che il DL apporta è al reato di istigazione, art. 302 c.p.
Istigazione a commettere alcuno dei delitti preveduti dai capi primo e secondo [Capo I Dei delitti contro la personalità internazionale dello Stato, Capo II Dei delitti contro la personalità interna dello Stato ] . In rosso la modifica introdotta con questo decreto.
“Chiunque istiga taluno a commettere uno dei delitti, non colposi, preveduti dai capi primo e secondo di questo titolo, per i quali la legge stabilisce la pena di morte (abolita nel 1944) o l’ergastolo o la reclusione, è punito, se l’istigazione non è accolta, ovvero se l’istigazione è accolta ma il delitto non è commesso, con la reclusione da uno a otto anni.
Tuttavia, la pena da applicare è sempre inferiore alla metà della pena stabilita per il delitto al quale si riferisce l’istigazione. «La pena e’ aumentata se il fatto e’ commesso attraverso strumenti informatici o telematici.»
Sono aumentate, non si sa di quanto, ma sono aumentate. Sarà a discrezione del giudice? O della procura?
Modificato anche l’art.414 c.p., istigazione a delinquere. Anche in questo caso «La pena e’ aumentata fino a due terzi se il fatto e’ commesso attraverso strumenti informatici o telematici.». Ma almeno qui l’aumento della pena è chiarissimo, fino a due terzi. Quindi una eventuale condanna a 6 anni diventa automaticamente una condanna a 10 anni.
Per disincentivare ulteriormente l’uso del web ed aumentare i poteri di controllo agli organi giudiziari, questo decreto aumenta i super poteri (e l’impunità) per le operazioni “sotto copertura” ( Legge 16.03.2006 n° 146 , G.U. 11.04.2006) , con un particolare occhio al web.
Vengono introdotti all’art.9 (operazioni sotto copertura) due nuovi passaggi, rilevanti. Il comma 1, nei punti a e b, definiscono l’impunibilità degli ufficiali di PG etc, nel compimento di eventuali “reati” finalizzati all’attività di contrasto al terrorismo o all’eversione, ma nei due punti successivi prevenzione e repressione si spostano sul web. Tenete sempre a mente le bombolette spray del caso di cui vi parlavo prima, perché poi è nell’applicazione pratica che si comprende il senso di una legge in un dato contesto.
2. Ai fini dello svolgimento delle attivita’ di cui all’articolo 9, commi 1, lettera b), e 2, della legge 16 marzo 2006, n. 146, svolte dagli ufficiali di polizia giudiziaria ivi indicati, nonche’ delle attivita’ di prevenzione e repressione delle attivita’ terroristiche o di agevolazione del terrorismo, di cui all’articolo 7-bis, comma 2, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, l’organo del Ministero dell’interno per la sicurezza e per la regolarita’ dei servizi di telecomunicazione, fatte salve le iniziative e le determinazioni dell’autorita’ giudiziaria, aggiorna costantemente un elenco di siti utilizzati per le attivita’ e le condotte di cui agli articoli 270-bis e 270-sexies del codice penale, nel quale confluiscono le segnalazioni effettuate dagli organi di polizia giudiziaria richiamati dal medesimo comma 2 dell’articolo 7-bis del decreto-legge n. 144 del 2005, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 155 del 2005.
3. I fornitori di connettivita’, su richiesta dell’autorita’ giudiziaria procedente, inibiscono l’accesso ai siti inseriti nell’elenco di cui al comma 2, secondo le modalita’, i tempi e le soluzioni tecniche individuate e definite con il decreto previsto dall’articolo 14-quater, comma 1, della legge 3 agosto 1998, n. 269.
DANNATI E BANNATI: SOLO 48 ORE.
A proposito dell’art. 14-quater, parte di un progetto per contrastare la pedopornografia (ma si sa, si parte da un obiettivo e poi…) è bene ricordare che in base a questo articolo “I fornitori di connettività alla rete INTERNET, al fine di impedire l’accesso ai siti segnalati dal Centro, sono obbligati ad utilizzare gli strumenti di filtraggio e le relative soluzioni tecnologiche conformi ai requisiti individuati con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro per l’innovazione e le tecnologie e sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei fornitori di connettività della rete INTERNET. “. Poiché correva l’anno 1998 quando la legge obbligò i fornitori a dotarsi degli strumenti di filtraggio, potete immaginare che nel 2015 questi strumenti siano in grado di oscurare in tempo reale qualsiasi sito web con una rapida azione sui DNS, Domain Name Server, ovvero sistema dei nomi di dominio. E qui dominio è azzeccatissimo, ma nel caso informatico non è altro che quell’indirizzo numerico assegnato ad ogni computer, macchina, sito connesso alla rete. Normalmente noi conosciamo gli indirizzi per nome perché esistono dei registri che traducono il nome che digitiamo, come www.tgmaddalena.it , in un indirizzo IP, numerico, che l’utente non è tenuto a conoscere. Nel momento in cui viene oscurato un sito, il più delle volte è perché il gestore della rete provvede a bannarlo dai DNS.
A stimolare i fornitori ad attivarsi rapidamente per filtrare i contenuti del web pensò l’importo delle sanzioni, da euro 50.000 a euro 250.000.
Altra aggiunta da questo decreto: 4. Quando si procede per i delitti di cui agli articoli 270-bis, 270-ter, 270-quater e 270-quinquies del codice penale commessi con le finalita’ di terrorismo di cui all’articolo 270-sexies del codice penale, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia dette attivita’ per via telematica, il pubblico ministero ordina, con decreto motivato, ai fornitori di servizi di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, ovvero ai soggetti che comunque forniscono servizi di immissione e gestione, attraverso i quali il contenuto relativo alle medesime attivita’ e’ reso accessibile al pubblico, di provvedere alla rimozione dello stesso. I destinatari adempiono all’ordine
immediatamente e comunque non oltre quarantotto ore dal ricevimento della notifica. In caso di mancato adempimento, si dispone l’interdizione dell’accesso al dominio internet nelle forme e con le
modalita’ di cui all’articolo 321 del codice di procedura penale ( pene per il corruttore).
La coltivazione del sospetto
Sembra una modifica da nulla, eppure è una delle tante che ci dà il senso di quanto stiamo rinunciando alla nostra “privacy” in nome di una falsa sicurezza. Grave soprattutto oggi che qualsiasi informazione relativa alla nostra esistenza è un dato contenuto in data base condivisi non si sa come e da chi. E magari replicati, infinite volte, analizzati non soltanto ai fini di operazioni di marketing.
La modifica in questione riguarda l’art.9 del DECRETO LEGISLATIVO 21 novembre 2007, n. 231 (GU n.290 del 14-12-2007 – Suppl. Ordinario n. 268 ) che applica la direttiva europea sulla prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi da attività criminose e di finanziamento del terrorismo.
Ha a che fare con l’UIF, Unità di Informazioni Finanziarie , l’art.9 disciplina sostanzialmente lo scambio di informazioni e la collaborazione tra Autorità e Forze di polizia , il comma 9 ha questa aggiunta, evidenziata in rosso:
9. La UIF fornisce i risultati di carattere generale degli studi effettuati alle forze di polizia, alle autorita’ di vigilanza di settore, al Ministero dell’economia e delle finanze, al Ministero della giustizia ed al Procuratore nazionale antimafia; fermo restando quanto previsto dall’articolo 331 del codice di procedura penale, la UIF fornisce alla DIA e al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza , nonche’ al Comitato di analisi strategica antiterrorismo gli esiti delle analisi e degli studi effettuati su specifiche anomalie da cui emergono fenomeni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.
Sulle misure di prevenzione: sorveglianza molto, molto speciale.
Le misure di sorveglianza speciale nascono, nell’Italia unita, proprio ai suoi esordi, nel 1865, eredità del precedente codice francese, risalente al 1836, e su quei codici, ripercorrendone la storia, il barone Locré si era domandato: “Ma in fine questo Codice è buono? è cattivo? E’ l’uno e l’altro: buono nelle disposizioni che ha tolte dalle leggi anteriori, di cui ha saputo migliorarne qualcuna, e che ha riunito e disposte in un piano regolare; cattivo in quelle parti, che sono di sua invenzione. (…) Vi si trovano per certo disposizioni giustissime e savissime. (…) Ma il vizio sta nel sistema dell’amministrazione. In teoria, nulla di più seducente di questo sistema: nulla di più disastroso nella sua pratica. L’esperienza l’ha dimostrato e lo dimostra ogni giorno», [J. G. Locré,
Legislazione civile commerciale e criminale ossia comentario e compimento dei Codici francesi].
Insomma, sono quasi 200 anni che il sistema, così seducente, si rivela disastroso nella sua pratica. Ma torniamo alla sorveglianza speciale. C’è una progressione repressiva che punta ad un controllo capillare su soggetti ritenuti “particolarmente pericolosi”, erano ritenuti tali oziosi, vagabondi e briganti nell’Italia appena unita, ma non sono mancate le applicazioni anche nelle lotte sociali e operaie.E sul vagabondare non posso fare a meno di citare Henry David Thoreau:
«Se un uomo passeggia nei boschi metà di ogni sua giornata — per il solo piacere di farlo — corre il rischio di essere considerato un fannullone. Ma se spende l’intera giornata come uno speculatore, tagliando quegli stessi alberi e spogliando la terra prima del tempo, allora è considerato un cittadino industrioso e intraprendente» (ogni riferimento alla lotta al TAV non è casuale). Chiusa parentesi, torniamo all’evoluzione della sorveglianza speciale.
La l. n. 1423/56 descrive e “tipizza” categorie di persone (c.d. pericolosità semplice) che, in larga parte, ripercorrono le categorie di soggetti anche precedentemente ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica: oziosi e vagabondi abituali validi al lavoro (prego, rileggere citazione Thoreau),
persone dedite a traffici illeciti o che vivano abitualmente con il provento di delitti o con il favoreggiamento, persone che diano fondato motivo di ritenere che siano proclivi a delinquere, persone dedite a favorire o sfruttare la prostituzione o la tratta delle donne o la corruzione dei minori o che svolgono abitualmente altre attività contrarie alla morale pubblica e al buon costume. La l. n. 575/65 (c.d. legge antimafia) introduce un’altra categoria di pericolosità, le persone indiziate di appartenere ad associazioni mafiose (c.d. pericolosità qualificata o specifica). La l. n. 152/75 introduce ulteriori categorie orientate prevenzione di fenomeni eversivi, siamo negli “anni di piombo”.
Prima delle modifiche introdotte da questo decreto legge per contrastare il terrorismo internazionale, la sorveglianza speciale era arrivata alla sua configurazione attuale con il decreto legislativo 6 settembre 2011 n.159, meglio noto come “codice antimafia”. Prima dell’entrata in vigore del codice antimafia la inosservanza del divieto o dell’obbligo di soggiorno costituiva contravvenzione, ma all’art.9 del DL 159 troviamo l’arresto da tre mesi ad un anno per il contravventore che sia sorvegliato speciale, senza obbligo o divieto di soggiorno. La reclusione da uno a cinque anni si applica invece all’inosservanza di obblighi e prescrizioni per i soggetti sottoposti anche a obbligo o divieto di soggiorno.
Se avete tempo leggete i vari articoli, nel primo trovate la descrizione dei “soggetti destinatari”, all’art.2 il foglio di via (retaggio fascista), all’art.3 l’avviso orale (i dettagli sono davvero raccapriccianti, non si possono tenere mezzi idonei a provocare lo sprigionarsi delle fiamme, chissà quanti hanno dovuto smettere di fumare perché non avrebbero potuto usare un accendino!), ma veniamo alla modifica introdotta da questo DL, la prima è una specifica aggiuntiva ai soggetti destinatari (art.1), alla lettera d) a coloro che, operanti in gruppi o isolatamente, pongano in essere atti preparatori, obiettivamente rilevanti, diretti a sovvertire l’ordinamento dello Stato, con la commissione di uno dei reati previsti dal capo I, titolo VI, del libro II del codice penale o dagli articoli 284, 285, 286, 306, 438, 439, 605 e 630 dello stesso codice nonche’ alla commissione dei reati con finalita’ di terrorismo anche internazionale; ovvero a prendere parte ad un conflitto in territorio estero a sostegno di un’organizzazione che persegue le finalita’ terroristiche di cui all’articolo 270-sexies del codice penale, ovvero a prendere parte ad un conflitto in territorio estero a sostegno di un’organizzazione che persegue le finalita’ terroristiche di cui all’articolo 270-sexies (Condotte con finalità di terrorismo) del codice penale. (il testo in rosso è quello aggiunto).
Stento a comprendere la necessità di questa ulteriore specifica, considerando che nell’ultima frase c’era già “nonché alla commissione dei reati con finalità di terrorismo anche internazionale”, ma sicuramente il legislatore sa il fatto suo. SicuraMente.
Perché tutto questo è fatto per la nostra SICUREZZA, giusto?
Andiamo avanti. Il DL in questione modifica anche l’art.9, sui Provvedimenti d’urgenza, aggiungendo un comma 2-bis degno di un abile Azzeccagarbugli.
«2-bis. Nei casi di necessita’ e urgenza, il Questore, all’atto della presentazione della proposta di applicazione delle misure di prevenzione della sorveglianza speciale e dell’obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale nei confronti delle persone di cui all’articolo 4, comma 1, lettera d), puo’ disporre il temporaneo ritiro del passaporto e la sospensione della validita‘ ai fini dell’espatrio di ogni altro documento equipollente. Il temporaneo ritiro del passaporto e la sospensione della validita’ ai fini dell’espatrio di ogni altro documento equipollente sono comunicati immediatamente al procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto ove dimora la persona, il quale, se non ritiene di disporne la cessazione, ne richiede la convalida, entro quarantotto ore, al presidente del tribunale del capoluogo della provincia in cui la persona dimora che provvede nelle successive quarantotto ore con le modalita’ di cui al comma 1. Il ritiro del passaporto e la sospensione della validita’ ai fini dell’espatrio di ogni altro documento equipollente cessano di avere effetto se la convalida non interviene nelle novantasei ore successive alla loro adozione.»;
Quindi il sospettato (perché qui siamo in zona sospetti, più che in area fatti) in 4 giorni si ritrova impossibilitato ad espatriare, al di fuori dell’area Schengen ( ricordiamolo, sospesa in Italia in occasione del G8 di Genova nel 2001, pratica che presumo verrà ripetuta nell’ormai prossimo Expo a Milano). Se fosse davvero un personaggio pericoloso, 4 giorni non sembrerebbero una misura cosi’ rapida, ma il problema è, ancora una volta, verso quali soggetti verrà applicata questa misura perché è nell’applicazione che si comprende l’obiettivo reale di una legge e non nella teoria.
Arriviamo alla modifica dell’art.71 del codice antimafia, ripeto, codice antimafia. E qui il legislatore ha davvero un guizzo creativo straordinario, perché in un volo pindarico supera ogni immaginazione e riesce ad aumentare le pene previste dal codice penale per i reati di terrorismo (ormai li conoscete a memoria i numeri, 270-bis, 270-ter, 270-quater, 270-quater.1, 270-quinquies, nonche’ per i delitti commessi con le finalita’ di terrorismo di cui all’articolo 270-sexies del codice penale) da un terzo alla metà! Quindi un decreto originariamente studiato per contrastare la mafia viene modificato per introdurre aggravanti che aumentano le condanne per i reati di terrorismo. Geniale. Considerando che poi, con l’accusa di terrorismo, vengono indagati, perquisiti, arrestati (e per ora non condannati) anche militanti che nel contrastare le nocività, le devastazioni ambientali e quant’altro si ritrovano a contrastare aziende in odor di mafia, direi che la mafia ringrazia. E applaude.
E anche il procuratore Maddalena sarà entusiasta, visto quanto aveva affermato di recente sulla bocciatura del reato di terrorismo per Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia.
Non poteva mancare un inasprimento delle pene in caso di violazione delle misure imposte con “provvedimenti d’urgenza”, ed ecco l’introduzione dell’art.75-bis [selezionatelo qui nel menù di sinistra]:
1. Il contravventore alle misure imposte con i provvedimenti di urgenza di cui all’articolo 9 e’ punito con la reclusione da uno a tre anni. Nelle ipotesi di cui ai commi 1 e 2-bis del predetto articolo 9 e’ consentito l’arresto nei casi di flagranza.».
Precursori esplosivi: stop alle armi (e alle bionde) fai-da-te.
Il 2 settembre 2014 sono entrate in vigore le disposizioni del Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio nr. UE 98/2013 del 15 gennaio 2013, relativo all’immissione sul mercato e all’uso di precursori di esplosivi, un approccio globale per ridurre al minimo le differenze tra le normative nazionali. Il Regolamento introduce norme che limitano la disponibilità al pubblico dei precursori dì esplosivi, sostanze spesso di uso comune, potenzialmente utilizzabili per la fabbricazione illecita di ordigni improvvisati, garantendo, nel contempo, l’istituzione di un sistema di segnalazione delle operazioni sospette, delle sparizioni significative e dei furti lungo tutta la catena commerciale della loro fornitura.
Vediamo qualche esempio pratico. Nella prima riga della tabella troviamo il “Perossido di idrogeno”, indicato nel valore limite al 12%. Si tratta dell’acqua ossigenata, comunemente utilizzata come disinfettante in tutte le famiglie, con concentrazione che varia dal 3 al 6%, ma come decolorante la concentrazione sale al 15% (superando di ben 3 punti il limite in tabella, sarà la fine delle finte bionde fai-da-te?). Viene anche usato 35% in odontoiatria come sbiancante.
E’ pur vero che in concentrazioni dall’85% al 98% viene usato anche come propellente per razzi, ma qui il valore limite, notare bene, è 12% ! Ci sono poi il clorato di potassio , il perclorato di potassio, il clorato di sodio con valore limite 40% p/p. , utilizzato come diserbante per erbe infestanti su piazzali, massicciate ferroviarie ecc., e proprio come diserbante viene venduto in concentrazione al 40%, qui un esempio.
Per tutte le sostanze previste nell’allegato I e II il Regolamento prevede l’obbligo da parte degli operatori economici delle segnalazioni di tutte le movimentazioni con carattere di “operazione sospetta” che coinvolgono queste sostanze . Si definiscono “transazioni sospette”, ai sensi dell’articolo 3 del Regolamento, qualsiasi operazione ai fini commerciali riguardante le sostanze elencate negli Allegati, o miscele o sostanze che li contengono, comprese le operazioni tra utilizzatori professionali, nelle quali vi sono ragionevoli motivi per sospettare che la sostanza o la miscela sia destinata alla fabbricazione illecita dì esplosivi.
In linea con questa definizione, una transazione sospetta è un qualsiasi acquisto, anche se tentato, di uno o più precursori dì esplosivi, o una miscela contenente precursori, le cui modalità si discostano dalle ordinarie aspettative di interazione.
Ai sensi dell’articolo 9, punto tre, del Regolamento 98/2013 gli operatori economici possono riservarsi il diritto di rifiutare la transazione sospetta (inutile frignare qualcosa tipo “volevo farmi bionda”) e segnalano la transazione o il tentativo di transazione senza indebito ritardo, includendo se possibile l’identità del cliente, al punto di contatto nazionale dello Stato membro in cui la transazione è stata conclusa o tentata, nel caso in cui abbiano ragionevoli motivi di ritenere sospetta una transazione proposta riguardante una o più sostanze elencate negli allegati, o riguardante miscele o sostanze che le contengono, tenuto conto di tutte le circostanze e, in particolare, quando il potenziale cliente:
– non è in grado di precisare l’uso previsto della sostanza o miscela;
sembra essere estraneo all’uso previsto per la sostanza o miscela o non è in grado di spiegarlo in modo plausibile;
– intende acquistare le sostanze in quantità, combinazioni o concentrazioni insolite di sostanze per uso privato;
– è restio a esibire un documento attestante l’identità o il luogo di residenza;
– insiste per utilizzare metodi di pagamento inconsueti, incluse grosse somme in contanti.
Le funzioni di Punto di Contatto Nazionale, al quale dovranno essere inoltrate le segnalazioni relative alle transazioni sospette, nonché alle sparizioni ed ai furti significativi delle sostanze elencate negli allegati al Regolamento, saranno svolte, nell’ambito di questo Dipartimento, dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale (! e se lo dicono da soli, mi pare un passo avanti).
La fabbricazione o il commercio abusivo di sostanze esplodenti è regolato dall’art. 678 c.p. che prevede l’arresto da tre a diciotto mesi e con l’ammenda fino a duecentoquarantasette euro per chiunque, senza la licenza dell’Autorità o senza le prescritte cautele, fabbrica o introduce nello Stato, ovvero tiene in deposito o vende o trasporta materie esplodenti o sostanze destinate alla composizione o alla fabbricazione di esse. A questo articolo è stato aggiunto il «Art. 678-bis
Chiunque, senza averne titolo, introduce nel territorio dello
Stato, detiene, usa o mette a disposizione di privati le sostanze o le miscele che le contengono indicate come precursori di esplosivi nell’allegato I del regolamento (CE) n. 98/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2013, e’ punito con l’arresto fino a diciotto mesi e con l’ammenda fino a euro 247.».
L’articolo successivo, il 629, è quello realtivo alle “omissioni” in materia di precursori ed esplosivi. L’omessa denuncia era punita con l’arresto da tre a dodici mesi o con l’ammenda fino a trecentosettantuno euro. Anche quest’articolo è stato aggiornato, includendo i precursori esplosivi indicati nell’allegato I di cui sopra, in caso di omessa denuncia di sparizione (arresto fino a 1 anno e ammenda fino a 371 euro) , con l’aggiunta di una sanzione amministrativa che sicuramente incentiverà la massima attenzione: “Si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro nei confronti di chiunque omette di segnalare all’Autorita’ le transazioni sospette, relative alle sostanze indicate negli allegati I e II del regolamento (CE) n. 98/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2013, o le miscele o sostanze che le contengono. Ai fini della presente disposizione, le transazioni si considerano sospette quando ricorrono le condizioni di cui all’articolo 9, paragrafo 3, del predetto regolamento.” Beh, incutere un po’ di sano terrore, ops, timore, sicuramente metterà i meno abbienti, cioè la maggioranza della popolazione, in condizione di fare una segnalazione di troppo piuttosto che una di meno…
Sempre più coperti quelli “sotto copertura”.
Tutto si gioca sulla prevenzione, non c’è altra arma contro il terrorismo, prevenzione è la parola chiave e la miglior prevenzione si ottiene con una rete capillare di informatori e agenti infiltrati, sotto copertura. E sempre più “coperti”. Nell’ottica “internazionale” viene prevista la possibilità, per il questore, di rilasciare permessi di soggiorno con finalità “informative” anche a chi è ritenuto un “informatore necessario per la lotta alla criminalità transnazionale”. In deroga a qualsiasi legge e regola, cosa non si fa per la sicurezza (la nostra?) sarà possibile rilasciare documenti di copertura (con tanto di garanzie FUNZIONALI, leggasi impunità, anonimità etc.) anche a individui che NON appartengono ai servizi segreti ma che si muovono in sinergia con agenti dei servizi (non solo dell’AISE ma anche dell’AISI), fino alla possibilità di deporre in tribunale, sempre SOTTO COPERTURA.
Insomma, già dotati di poteri al di là di ogni nostra immaginazione, con questo decreto avranno veri e propri “superpoteri”, difficile (ma neanche troppo) immaginare l’uso che ne faranno. Non sto a dirvi cosa il legislatore ha pensato bene di modificare nel codice in materia di protezione dei dati personali, perché son davvero quisquillie e pinzellacchere…
Iniziamo fotografando la situazione precedente: nel 2007 la Legge 3 agosto n.124 “Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto” istituisce il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e riforma il settore dell’intelligence che fino a quel momento aveva operato sotto la vigenza della legge 801/1977. Come da fonte ufficiale, “la riforma del 2007 ha introdotto significative novità, prima fra tutte l’attribuzione della responsabilità politica dell’intero settore al solo Presidente del Consiglio dei ministri. In questo modo è stata superata la condivisione di responsabilità gestionale con i Ministri della difesa e dell’interno che era prevista dalla legge 801/1977. Un uomo solo al comando, roba degna di Berlusconi, peccato che nel 2007 al governo ci fosse PRODI.
In base alla riforma, il Presidente del Consiglio può delegare tutti i compiti, a lui attribuiti in via non esclusiva, all’Autorità delegata individuata nella figura di un Sottosegretario di Stato o di un Ministro senza portafoglio. (…)”
“In materia di operazioni per scopi istituzionali, è consentito agli addetti delle Agenzie di avvalersi, con le limitazioni previste dalla legge, dello strumento delle garanzie funzionali. Si tratta di speciali cause di giustificazione previste per gli appartenenti ai servizi di informazione, ed eventuali soggetti esterni in concorso, che pongano in essere condotte configurabili come reato, a condizione di essere stati a ciò autorizzati ai fini dello svolgimento dei compiti istituzionali.” Sul tema delle garanzie funzionali è necessario un breve approfondimento, per comprendere l’impatto delle modifiche introdotte con questo DL.
GARANZIE FUNZIONALI: non è giusto, non è legale, ma puoi farlo. (per la nostra sicurezza?)
Le garanzie funzionali introdotte nel 2007 sostanzialmente esonerano da responsabilità penale gli agenti dell’AISE e dell’AISI che, nello svolgimento di operazioni per scopi istituzionali debbano compiere azioni configurabili come reato e si applicano anche nei confronti dei non appartenenti ai Servizi quando la loro attività sia indispensabile e avvenga “in concorso” con il personale delle Agenzie, condotte che devono essere autorizzate dal Presidente del Consiglio o dall’Autorità delegata . Per bilanciare le esigenze di tutela del sistema intelligence con la salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini sono state inserite alcune condizioni che vincolano la loro condotta al fine di essere sollevati da qualsiasi responsabilità penale:
-“la condotta deve essere indispensabile e proporzionata al conseguiimento degli obiettivi dell’operazione,non perseguibili in altra maniera. “Come dire “eh, non avevo altra scelta”. OK, giustificato.
-“Sia frutto di una comparazione degli interessi pubblici e privati coinvolti”. Questa giuro che non la capisco, considerando che quasi tutto ormai è interesse privato non vedo bilanciamento.
-“Rechi il minor danno possibile agli interessi lesi”.
-“Non configuri deliti diretti a mettere in pericolo o ledere la vita, l’integrità fisica, la personalità individuale, la libertà personale, la libertà morale, la salute o l’incolumità di una o più persone, o delitti contro l’amministrazione della giustizia, o reati contro organi costituzionali o contro el assemblee regionali, contro i diritti politici del cittadino nonchP altri delitti espressamente previsti dalla legge”
-“Non sia effettuata nelle sedi di partiti politici rappresentati in Parlamento o in un’assemblea o Consiglio regionale, nelle sedi di Organizzazioni sindacali o nei confronti di giornalisti professionisti iscritti all’albo.”
Questo ambito di applicazione delle garanzie funzionali era definita nell’art.17, comma 4, che specificava chiaramente per quali reati non potevano essere autorizzate le garanzie, cioé per quelli per i quali non era opponibile il segreto di Stato (ad eccezione del 270-bis, secondo comma, e 416-bis, primo comma, del codice penale.).
Qui il legislatore introduce una novità con un barbatrucco nuovamente degno di un geniale Azzeccagarbugli, introducendo tra le ECCEZIONI alle condotte NON AUTORIZZABILI (quindi rendendole DI FATTO AUTORIZZABILI) anche le “fattispecie di cui agli articoli 270, secondo comma, 270-bis, secondo comma, 270-ter ( Assistenza agli associati.) , 270-quater, 270-quater (Organizzazione di trasferimenti per finalità di terrorismo) .1, 270-quinquies ( Addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale.) , 302 ( Istigazione a commettere alcuno dei delitti preveduti dai capi primo e secondo.) , 306 ( Banda armata: formazione e partecipazione.) , secondo comma, 414 ( Istigazione a delinquere.) , quarto comma, e 416-bis ( Associazione per delinquere) , primo comma, del codice penale.»”
Allora, come si possa pensare di “bilanciare le esigenze di tutela del sistema intelligence con la salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini” AUTORIZZANDO E ASSOLVENDO DA QUALSIASI RESPONSABILITA’ reati di terrorismo, inclusa banda armata, istigazione a delinquere, associazione per delinquere, che ovviamente “configurano deliti diretti a mettere in pericolo o ledere la vita, l’integrità fisica, la personalità individuale, la libertà personale, la libertà morale, la salute o l’incolumità di una o più persone”, credo che solo un abile demagogo potrebbe convincerci della necessità di tollerare una simile barbarie! Per la nostra SICUREZZA noi da 19 febbraio abbiamo nel nostro paese un imprecisato numero di uomini e donne con false identità e con LICENZA DI UCCIDERE e DOVREMMO SENTIRCI PIU’ SICURI?
E questi uomini e donne con licenza di uccidere e protetti da false identità sono autorizzate a deporre in un’aula di tribunale SOTTO COPERTURA? CON NOMI FALSI? E il fantomatico giuramento che si presta sempre prima delle deposizioni?
Stiamo forse LEGALIZZANDO scenari da INCUBO come quelli della STRAGE DI PIAZZA FONTANA?
Non essendo un “giurista” ma una persona qualsiasi che cerca di comprendere quella legge che non ammette ignoranza, vi prego di segnalarmi eventuali fraintendimenti, omissioni, o quant’altro, perché spero caldamente di aver capito male questo DL che purtroppo è già in vigore, e che temo non sarà suscettibile di modifica alcuna perché niente avviene per caso e se il discorso delle GARANZIE FUNZIONALI fu partorito sotto il secondo Governo PRODI, ossia da quello che resta della sinistra nel nostro paese, con Paolo Ferrero (Rifondazione) alla “Solidarietà Sociale” non oso immaginare il livello al quale arriverà il “compagno” Renzi.
Non so voi, ma a questo punto io sono terrorizzata.
Aveva ragione De André: “Qui chi non terrorizza, si ammala di terrore”.
Aggiornamento 18 novembre 2015 “il premier potrà attribuire a forze speciali militari i poteri degli 007”
“I militari si trasformeranno in ‘007 a tempo’ per la durata dell’operazione e avranno le garanzie funzionali previste per gli agenti dei servizi, con la possibilità – ad esempio – di opporre il segreto di Stato davanti alla richiesta di un giudice, oppure di compiere alcuni reati”
Qui un bel contributo di RADIOCANE
Dal fronte interno: distruzione del Welfare e legislazione antiterrorismo
http://www.radiocane.info/wp-content/uploads/2015/11/fronte_interno.mp3
Simonetta Zandiri.
Tags: decreto legge anti terrorismo — DL antiterrorismo — nuova legge terrorismo
E’ di oggi un articolo sul Corriere della Sera proprio su questo DL, ” Pignatone sollecita invece alcune «correzioni» alle norme «troppo vaghe» che mirano a punire chi si addestra e soprattutto chi intraprende i viaggi per raggiungere i jihadisti «perché tutti abbiamo in testa il terrorismo internazionale, ma la norma non ne parla e provocatoriamente dico che se uno organizza un viaggio da Roma a Tivoli collegato alla “no Tav” potrebbe ricadere nell’attuale formula».
APPUNTO. Infatti la “vaghezza” è la caratteristica fondamentale di un legislatore che sfrutta un’opportunità (in questo caso una paura) per arrivare da tutt’altra parte… http://www.corriere.it/cronache/15_febbraio_26/sono-decina-combattenti-c5a2338e-bd87-11e4-8a38-1230a4c6f057.shtml
Il testo di questa vecchia e datata canzone è chiaramente un inno alla lotta armata, quindi se non ho capito male io per aver diffuso questo testo potrei essere arrestato per aver “inneggiato” alla lotta armata, o meglio come dicono loro TERRORISMO…fascismo allo stato puro…il problema per me sta nel fatto che molti italiani pensano che queste leggi fasciste siano giuste e pure utili…
Può essere però che io non abbia capito bene che sta succedendo…
27/02/2015 at 02:32
Temo anch’io che stia succedendo qualcosa di simile, sto aggiungendo un po’ alla volta l’analisi completa di questo nuovo decreto e come potrai notare sulle misure di sorveglianza speciale c’è davvero da aspettarsi di tutto, perché se in un processo potresti avere la possibilità (non è detto) di dimostrare che non è istigazione, quando si tratta di sospetti… entrano in campo valutazioni più soggettive che oggettive, almeno nell’applicazione. Anche per questo penso sia importante la presenza al presidio di sabato, a Torino, come risposta alla richiesta di sorveglianza speciale per 8 (e non cinque) compagni/e.
27/02/2015 at 09:20
Senza dubbio la presenza al Presidio di sabato non solo è importante, ma fondamentale.
In questi giorni le tv stanno facendo una propaganda impressionante, e molti giornalisti ASSERVITI sprecano similitudini tra questa epoca e quel periodo legato alla lotta armata…è schifoso e disonesto, in particolare La Stampa (forse anche dovuto al fatto che il suo direttore cade in “conflitto d’interesse” a causa della sua biografia familiare) è faziosa e infamante ogni volta che parla di lotte, anche le più innocue, proprio a partire dalla lotta al Tav (io mi rifiuto di usare il marchio Notav, perchè è da troppi usati come logo) a quella degli occupanti delle case, alla lotta contro i lager chiamati CIE.
I MEDIA sono così faziosi che veramente non sono credibili neanche all’1%.
Io ho da fare una semplice e banale riflessione, La Tyssenkrupp nel rogo di Torino causò 7 omicidi, l’ETERNIT di Casale Monferrato 1.800 morti, l’ILVA di Taranto 11.550 morti (1.650 l’anno circa). La “sanguinosa organizzazione terroristica” PRIMA LINEA fece 16 morti.
Non dico che Prima Linea fece bene, ma questi numeri penso debbano farci pensare, almeno sulle falsità dei media e di quanto siano asserviti ai poteri forti.
Un certo “terrorismo” ha avuto da un bel po’ il suo funerale e poi ne ha avuto una simbolico forte e chiaro (strumentalizzato dai media dei pennivendoli asserviti) fu il funerale di Prospero Gallinari. A tal proposito scrive in modo chiaro Giovanni Senzani :
“Trent’anni dopo, in Italia ci ritroviamo come in pellegrinaggio verso un passato che non esiste più. Non è la rivoluzione che ci chiama al corteo, ma l’umanità e il ricordo verso un Compagno amico che è morto per infarto e non per lo scontro diretto con lo stato e la polizia”
Meditiamo…ragioniamo e poi lottiamo, si lottiamo ma teniamo conto che il POTERE è sempre più fazioso e violento…
27/02/2015 at 11:01
A proposito di media faziosi: http://www.lastampa.it/2015/02/26/cronaca/quartieri/aurora/blitz-dei-carabinieri-nel-quartiere-della-droga-guarda-il-video-dei-controlli-scattati-ieri-nTdgqm7HQM6uR47gePuT6N/pagina.html
“Da una parte ci sono gli antagonisti, che tornano a imbrattare i muri del quartieri con slogan contro le forze dell’ordine e le retate anti droga. Dall’altra ci sono «gli sbirri»: i carabinieri che ieri sera hanno messo a segno l’ultimo blitz contro gli spacciatori che invadono le strade, da via Montanaro fino ai giardini ex Gft di corso Giulio Cesare: il regno indiscusso dei pusher, dove i residenti non se la sentono di entrare nemmeno di giorno. “
Sempre nello stesso articolo: “Sempre ieri le proteste anarchiche erano tornate ad agitare il quartiere. Un gruppo di antagonisti dell’Asilo di via Alessandria ha imbrattato i muri fra corso Giulio e corso Vercelli, colpendo anche la scuola elementare Parini. «Fuori gli sbirri» e «basta retate», sono solo alcuni degli slogan che indignano i residenti. «Un comportamento che non è più tollerabile – dicono -. Uno schiaffo alla gente per bene, che chiede solo il rispetto delle regole». “
27/02/2015 at 11:42
E un esempio di abuso, apparentemente fuori tema perché spesso si tende a considerare quello delle tifoserie calcistiche come un mondo a parte, è quanto è successo ai tifosi romanisti giunti oggi a Rotterdam per il match di Europa League. Nella vigilia della gara di ritorno dopo quella che passerà alla storia per le devastazioni di Roma, i quasi 3mila ultras al seguito di Totti e compagni sono messi nelle condizioni di non nuocere: perquisiti, scortati, 83 di loro “sequestrati” nel garage di una caserma adiacente allo stadio (un arresto) e privati della facoltà di muoversi liberamente per la città. “Ci hanno trattato come criminali senza alcun motivo”. Anche se dalle prime ricostruzioni emerge che le forze dell’ordine avrebbero trovato oggetti contundenti a bordo dei pullman giallorossi, circostanza però smentita dai loro legali. Fatto sta che 83 persone sono state fermate preventivamente (e uno di loro arrestato un arresto) dalla polizia di Rotterdam. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/26/feyenoord-roma-arresto-preventivo-per-i-tifosi-italiani-come-dei-criminali/1458987/
Frank Cmini
agitano fantasmi del passato per regolare lo scontro sociale e politico di oggi….
Aiutooooooo ! Chi mi fa la versione Bignami…… Non c’è la posso fare 🙁
Mina, io ho fatto il possibile per essere sintetica, questo è una sorta di “Bignami”, ma ho lasciato i link ai testi completi per chi volesse saperne di più, è sempre meglio ragionare con la propria testa, informarsi e comprendere. Mi rendo conto che ci vuole tempo ma mi sembra un tema importante.
Pingback: “Qui chi non terrorizza si ammala di terrore”, il nuovo DL per contrastare il terrorismo (non solo internazionale) | NUOVA RESISTENZA
06/03/2015 at 02:18
Interessante l’intervento del resp. dei Diritti Umani alle Nazioni Unite, preoccupato perché le misure anti-terrorismo ledono i diritti… “La lotta contro il terrorismo è una lotta per difendere i valori della democrazia e dei diritti umani, per non cancellarli.” E, tanto per capire a che livello siamo in Italia, ecco cos’ha detto circa un progetto di legge in Turchia:
“Esorto il governo a prendere in considerazione il punto di vista della società civile, per portare le leggi che regolano l’uso della forza da parte delle forze dell’ordine, in linea con gli standard internazionali, e al fine di garantire che la libertà di espressione […] sia giuridicamente protetta,” ha detto.
I partiti di opposizione rifiutano la proposta di legge a titolo definitivo, sostenendo che sarebbe erodere le libertà ei diritti nel paese, mentre il governo turco afferma che le misure del disegno di legge sono conformi alle direttive dell’Unione Europea.
Il disegno di legge criminalizza la partecipazione a manifestazioni con volto coperto e rende il possesso di bombe molotov punibile con fino a cinque anni di carcere.
Insomma, in Italia, siamo sempre AVANTI eh ? http://www.aa.com.tr/en/u/474489–uphold-human-rights-in-anti-terrorism-operations-un