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Timestamp: 2020-02-20 01:59:03+00:00
Document Index: 183917902

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 38', 'art. 38', 'art.38', 'art. 38', 'art. 38']

PARERE N. 168 DEL 10/10/2012
PREC 122/12/L
OGGETTO: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla società La Pietra Michele s.r.l. – Procedura aperta per l’affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria presso il collegio Benedetto Pertone – Importo a base d'asta € 499.972,70 - S.A.: ADISU Puglia
Art. 38, comma 1, lett. b) e c), D.Lgs. 163/2006: omesso adempimento oneri dichiarativi da parte del direttore tecnico – esclusione
Con istanza di parere pervenuta in data 15 marzo 2012, la società La Pietra Michele s.r.l. ha chiesto l’avviso di questa Autorità in merito all’esclusione dalla gara in oggetto, disposta in suo danno, per non aver prodotto le dichiarazioni del proprio direttore tecnico, di cui all’art. 38 comma 1, lett. b) e c), D.Lgs. 163/2006.
L’istante ha censurato il provvedimento di esclusione in base alla considerazione che le dichiarazione omesse in realtà non erano state richieste dalla lex specialis né la stazione appaltante si era preoccupata di predisporre il relativo modulo, come, invece, aveva fatto per le altre dichiarazioni.
A riscontro dell’istruttoria procedimentale avviata dall’Autorità, l’ADISU Puglia e l’impresa aggiudicataria hanno fatto pervenire memorie scritte, contenenti osservazioni del tutto coincidenti. In particolare, la stazione appaltante ha confermato la legittimità del provvedimento di esclusione in base alla considerazione che le dichiarazioni in questione debbono essere presentate ex lege ai fini della partecipazione ad una gara pubblica. La stessa, inoltre, ha precisato che la messa a disposizione dei concorrenti di moduli, mediante i quali rendere le dichiarazioni richieste dalla lex specialis, ha la sola finalità di agevolare la partecipazione degli operatori economici al confronto concorrenziale e, non può, quindi, essere invocata al fine di giustificare l’omissione di dichiarazioni obbligatorie.
Come è esposto nella narrativa che precede, la questione prospettata all’Autorità riguarda la legittimità del provvedimento di esclusione assunto in danno dell’istante. Più precisamente, la questione attiene alle conseguenze dell’omessa dichiarazione di cui all’art. 38, comma 1, lett. b) e c), D.Lgs. 163/2006 da parte del direttore tecnico.
Al riguardo occorre considerare che per espressa disposizione legislativa, le cause di esclusione di cui alle lettere b) e c) dell'art.38, comma 1, D.Lgs.163/2006 operano sia con riferimento al titolare dell'impresa individuale o al socio della società in nome collettivo o al socio accomandatario della società in accomandita semplice o agli amministratori muniti di poteri di rappresentanza se si tratta di altro tipo di società, sia con riferimento ai direttori tecnici dei predetti soggetti. Ciò in quanto la disposizione ha la chiara finalità di attuare un controllo preventivo sull’affidabilità morale degli operatori economici, con riferimento a tutti i soggetti in grado di trasmettere all’impresa la riprovevolezza del proprio comportamento in ragione del ruolo assunto all’interno della stessa (cfr. per un approfondimento sui requisiti di ordine generale si rinvia alle determinazioni dell’Autorità n. 1 del 16 maggio 2012 e n. 1 del 12 gennaio 2010).
Ne deriva l'indefettibilità, ai fini della partecipazione alle procedure ad evidenza pubblica, delle dichiarazioni concernenti il possesso dei requisiti di cui alle predette lettere b) e c) da parte di tutti i soggetti indicati dal legislatore, con conseguente necessità di procedere all'esclusione del concorrente che le abbia omesse, anche prescindendo dal dato che siffatto obbligo sia espressamente richiamato dalla lex specialis. E’ necessario, infatti, tener presente che quando la disciplina di gara non riproduce il contenuto di una norma imperativa, tale lacuna è automaticamente colmata dalla norma stessa mediante il meccanismo di integrazione automatica, analogamente a quanto avviene nel diritto civile ai sensi degli artt. 1374 e 1339 c.c. (cfr. AVCP, parere n. 74 del 16.05.2012; Cons. Stato, Sez. V, 24 gennaio 2007, n.256; TAR Campania, Sez.I, 26 ottobre 2011, n.4973; T.A.R. Puglia, Lecce, Sez.III, 29 novembre 2010, n.2734). Come già osservato dall’Autorità “tali conclusioni rimangono ferme anche con riferimento al comma 1-bis all’articolo 46 del Codice, introdotto dal d.l. n. 70/2011, convertito in legge dalla l. n. 106/2011. La novella non vale ad evitare l’esclusione del partecipante che non abbia adempiuto all’obbligo di legge di rendere le dovute dichiarazioni ex articolo 38 del Codice, dovendosi intendere la norma nel senso che l’esclusione dalla gara può essere disposta sia nel caso in cui la legge o il regolamento la comminino espressamente sia nell’ipotesi in cui la legge imponga “adempimenti doverosi” o introduca, come nel caso di specie, “norme di divieto” pur senza prevedere espressamente l’esclusione. In altri termini, l’incompletezza o la falsità delle dichiarazioni di cui all’articolo 38, comma 1 e 2, e l’inosservanza degli adempimenti prescritti determinano, per il chiaro tenore della legge, l’esclusione dell’operatore economico, dunque nessuno spazio può avere il dovere di soccorso istruttorio (cfr. Consiglio di Stato, sez. III, 16 marzo 2012, n. 1471)”( AVCP determinazione n.1 del 16.5.2012).
Ciò posto in punto di diritto, venendo più specificatamente al caso in esame, si osserva che il bando di gara ed il disciplinare, richiedevano, ai fini della partecipazione, l’insussistenza delle cause di esclusione di cui all’art. 38, comma 1, D.Lgs. 163/2006, specificando che sarebbero state escluse dalla gara le offerte non corredate di tutte le dichiarazioni richieste dal disciplinare di gara (artt. 10 bando di gara; 7 e 15 disciplinare di gara). Lo schema di autocertificazione predisposto dalla stazione appaltante e messo a disposizione dei concorrenti prevedeva inoltre che i requisiti di cui alle lettere b) e c) della predetta disposizione, per quel che qui rileva, dovevano essere dichiarati con riferimento agli amministratori muniti di poteri di rappresentanza ed al direttore tecnico. Dalla documentazione in atti non risulta che l’istante abbia rispettato il suddetto obbligo dichiarativo con riferimento al proprio direttore tecnico, violando in tal modo la lex specialis e l’art. 38, comma 1, lett. b) e c) D.Lgs 163/2006. Ne deriva la legittimità del provvedimento di esclusione censurato.
Da ultimo, il rilievo per cui il modulo, che il direttore dei lavori avrebbe dovuto usare per rendere le proprie dichiarazioni, non era stato predisposto dalla stazione appaltante, è privo di pregio, non avendo alcuna incidenza sull’onere dichiarativo in esame, posto che la stazione appaltante non è tenuta a predisporre moduli e formulari e, qualora si adoperasse a tal fine, si tratterebbe unicamente di una forma di agevolazione per i concorrenti. In altri termini la mancata predisposizione di un modulo, non può incidere sulla sussistenza o meno di un onere prescritto dal Codice dei Contratti Pubblici e ripreso dalla lex specialis.
ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che la censura dell’istante non sia fondata.
Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 19 ottobre 2012