Source: https://www.solinf.eu/2015/01/24/reverse-charge-dal-01-01-2015-esteso-nuovi-servizi/
Timestamp: 2020-07-08 02:00:16+00:00
Document Index: 129947381

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art.17', 'art. 17', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 17', 'art.17', 'art.17']

Reverse charge: dal 01.01.2015 esteso a nuovi servizi - SOLinf | Soluzioni Informatiche
Gentile cliente, con la presente desideriamo informarLa che la legge di stabilità 2015, è stato esteso, il meccanismo di assolvimento dell’IVA – c.d. del “reverse charge” – anche alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici (art. 17 co. 6 lett. a-ter del DPR 633/1972). E’ bene precisare che le nuove operazioni interessate dall’inversione contabile riguardano, a decorrere dal 01.01.2015, le prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento, sempre che si tratti di prestazioni relative ad edifici; queste prestazioni, quindi, non rientrano nel reverse charge se non sono riconducibili a un bene qualificabile come edificio. In buona sostanza, dunque, chiunque effettuerà, a decorrere dal 01.01.2015 una delle prestazioni sopra indicate, a favore di un altro soggetto passivo d’imposta (esclusi quindi i privati), dovrà emettere fattura senza applicazione dell’imposta, annotando sulla stessa che trattasi di inversione contabile con gli estremi della nuova norma: “fattura emessa ai sensi dell’art.17, sesto comma, lett. a-ter del DPR 26 ottobre 1972 n.633”. Ad ogni modo, è bene precisare che, sebbene l’estensione del reverse charge per i servizi collegati agli edifici sia entrata in vigore dal 01.01.2015, molti sono ancora gli aspetti che dovranno essere chiariti dall’amministrazione finanziaria. Si attende, quindi, un tempestivo intervento chiarificatore, al fine di disciplinare quelle situazioni particolari che potrebbero ingenerare degli errori di fatturazione tra gli addetti ai lavori.
il fornitore emetta una fattura senza applicare alcuna imposta, con l’annotazione “inversione contabile” (le fatture soggette a reverse charge in regime interno sono escluse dall’applicazione dell’imposta di bollo pari a 2 euro).
La legge di Stabilità per l’anno 2015, in vigore dal 01.01.2015, integrando l’art. 17, comma 6 del Dpr 633/1972, ha previsto ulteriori ipotesi di reverse charge (o inversione contabile) per talune operazioni effettuate in regime interno tra soggetti passivi d’imposta stabiliti in Italia.
Dal 01 gennaio 2015, l’applicazione del reverse charge coinvolge, infatti, nuovi settori e nuove tipologie di prestazioni che si affiancano a quelle già previste.
Operazioni soggette a reverse charge già previste prima dell’entrata in vigore della Legge di stabilità 2015
Reverse charge interno nel caso in cui sia il cedente/prestatore che il cessionario/committente non siano “stabiliti” in Italia: in tale ipotesi debitore dell’imposta è il cessionario estero. Nel caso in cui il cessionario non sia in possesso di rappresentante fiscale ovvero identificazione diretta in Italia lo stesso dovrà procedere alla nomina del rappresentante ovvero apertura della partita IVA per adempiere agli obblighi IVA in Italia (circolare n. 11/E del 2007);
Acquisti intracomunitari di beni di cui all’art. 38 del DL n. 331/1993
Subappalto in edilizia (cd. reverse charge interno, in quanto l’operazione avviene fra soggetti passivi IVA entrambi italiani);
Cessioni di rottami e di oro da investimento (cd. reverse charge interno, in quanto l’operazione avviene fra soggetti passivi IVA entrambi italiani);
Cessioni di telefonini e microprocessori (cd. reverse charge interno, in quanto l’operazione avviene fra soggetti passivi IVA entrambi italiani): per tali cessioni il reverse charge torna applicabile unicamente per le vendite effettuate anteriormente alla fase del commercio al dettaglio.
Ora, in virtù delle modifiche apportate dall’art. 1 co. 629 lett. a) della legge di stabilità 2015 all’art. 17 co. 6 del DPR 633/72, l’imposta è applicata dall’acquirente, soggetto passivo d’imposta, anche nel caso in cui l’operazione abbia ad oggetto le seguenti prestazioni.
Trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra (lett. d bis) Le disposizioni sono applicabili a partire dall’1.1.20 Le disposizioni sono applicabili per un periodo di quattro anni, ossia fino al 2018.
E’ bene precisare che, le nuove operazioni interessate dall’inversione contabile (art. 17 co. 6 nuova lett. a- ter del DPR 633/1972) riguardano, a decorrere dal 01.01.2015, le prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento, sempre che si tratti di prestazioni relative ad edifici; queste prestazioni, quindi, non rientrano nel reverse charge se non sono riconducibili a un bene qualificabile come edificio.
NOTA: Ne consegue che, ad esempio, i lavori di completamento (o di manutenzione) di un macchinario non potranno essere assoggettati al meccanismo del reverse charge.
Dai primi commenti apparsi sulla stampa specializzata, sembrerebbero rientrare nella nuova disciplina del reverse charge le seguenti tipologie di servizi, correlate ai seguenti codici Ateco:
Prestazioni di servizi di pulizia relative ad edifici 43.39 Pulizia di nuovi edifici dopo la costruzione (trattasi di altri lavori di completamento e rifinitura)
Prestazioni di installazione di impianti relative ad edifici 43.21.01 Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione, ivi inclusa la manutenzione e riparazione di impianti già esistenti.
Le suddette prestazioni di servizi – intercorse a decorrere dal 01.01.2015 – potranno essere assoggettate al regime di reverse charge solo se effettuate a favore di un altro soggetto passivo d’imposta (esclusi quindi i privati). Al ricorrere di tale ipotesi:
il prestatore dovrà emettere fattura senza applicazione dell’imposta, annotando sulla stessa che trattasi di inversione contabile con gli estremi della nuova norma: “fattura emessa ai sensi dell’art.17, sesto comma, lett. a-ter del DPR 26 ottobre 1972 n.633”;
per quanto riguarda le prestazioni di pulizia, si tratta di quelle rese all’interno dei fabbricati, a favore di un qualunque soggetto passivo Iva. La novità, in concreto, interessa le agenzie immobiliari che appaltano ad imprese le operazioni di pulizia degli appartamenti, ma potenzialmente anche le immobiliari da costruzione e vendita, magari occasionalmente;
per le prestazioni di completamento, di difficile individuazione, dovrebbero intendersi tutte le prestazioni (non le cessioni) che completano la dotazione di un fabbricato rendendolo agibile o abitabile ma anche altre prestazioni non necessarie a quei fini ma comunque ordinate dal cliente soggetto passivo iva. Si pensi, ad esempio, agli infissi, le tinteggiature, le decorazioni, ma anche la realizzazione di giardini. Occorre, comunque, precisare che le novità non interessano le cessioni di beni e le forniture con posa in opera – se la posa è meramente accessoria rispetto al bene acquistato;
Esempio: La società di pulizie Alfa s.r.l. ha provveduto, in data 10.05.2015, alla pulizia degli stabilimenti della società Beta. In tale circostanza:
la società BETA dovrà registrare la fattura ricevuta ed integrata con l’imposta determinata attraverso l’applicazione della corretta aliquota IVA ( sia nel registro degli acquisti che in quello delle vendite).
Esempio: La società di pulizie Alfa s.r.l. ha provveduto, in data 10.05.2015, alla pulizia della casa di villeggiatura del sig. Verdi. In tale circostanza:
Esempio: La società di pulizie Alfa s.r.l. si occupa, a decorrere dal 01.01.2015, dei servizi di pulizia presso il condominio IL GIARDINO ed in data 01.02.2015 fattura a quest’ultimo le prestazioni effettuate durante il mese di gennaio 2015. In tale circostanza:
Ricordiamo, infatti, che, il condominio non ha una soggettività tributaria e solo dal 1998 è stato annoverato tra i sostituti d’imposta. La considerazione appena esposta vale anche ai fini IVA, così come precisato dall’Agenzia delle Entrate con la recente Risoluzione Ministeriale n. 84 del 10 agosto 2012.
ad integrare con l’iva la fattura emessa senza iva dal prestatore ai sensi dell’art.17, sesto comma, lett. a-ter del DPR 633/1972 ;
NOTA: Le medesime considerazioni operano, stante la marcata analogia con il regime dei minimi, anche con riferimento al nuovo regime forfettario, introdotto dalla legge di stabilità 2015 per i lavoratori autonomi.
Esempio: Si ipotizzi il caso di un “professionista che opera nei regime dei minimi” che ha ricevuto la fattura dall’impresa di pulizie per i servizi di pulizia da questa erogati dal 01.01.2015 al 31.03.2015 pari ad € 1.000,00 in regime di reverse charge, per effetto delle novità della legge di stabilità 2015 La fattura è datata 13/04/2015 e, pertanto, il contribuente è tenuto al versamento della relativa imposta entro il giorno 16 maggio 2015.Il contribuente integra la fattura ricevuta con l’Iva applicando l’aliquota del 22%: l’imposta dovuta è di € 220. Il versamento per tali operazioni è dovuto dal contribuente poiché non potendo detrarre l’Iva sugli acquisti il meccanismo dell’inversione contabile non comporta un “annullamento” dell’Iva dovuta con l’Iva a credito, ma un debito d’imposta.
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