Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-civile/art-635-cod-proc-civile-prova-scritta-per-i-crediti-dello-stato-e-degli-enti-pubblici
Timestamp: 2018-08-14 15:50:35+00:00
Document Index: 93815719

Matched Legal Cases: ['art. 264', 'art. 635', 'art. 635', 'art. 635', 'art. 2700', 'art. 635', 'art. 635']

Codice proc. civile Art. 635 cod. proc. civile: Prova scritta per i crediti dello Stato e degli enti pubblici
Per i crediti derivanti da omesso versamento agli enti di previdenza e di assistenza dei contributi relativi ai rapporti indicati nell’articolo 459 secondo comma, sono altresì prove idonee gli accertamenti eseguiti dall’ispettorato corporativo e dai funzionari degli enti.
Estratti dei libri o registri della P.A.; 2. Attestazione del direttore della sede territoriale competente; 3. Accertamenti eseguiti dai funzionari della P.A. o da enti e relativi verbali.
Estratti dei libri o registri della P.A.
L’ente mutualistico il quale agisce nei confronti del produttore di medicinali per ottenere il pagamento delle somme cui ha diritto a titolo di sconto obbligatorio sul prezzo dei medicinali medesimi, mediante richiesta di decreto ingiuntivo, assolve all’onere probatorio della prova scritta producendo un estratto dei propri libri o registri, relativo alla sussistenza ed ammontare del credito, purché tale estratto sia stato dichiarato conforme ai libri medesimi, sottolineandosene altresì la regolare tenuta. Cass., 26 maggio 1980, n. 3433.
Al fine dello accoglimento della domanda in sede di giudizio di opposizione instaurato dell’intimato, mediante la produzione di estratti conto e documenti (tagliandi e fustelle), formati secondo le regole della convenzione del 23 marzo 1956 fra enti mutualistici e farmacisti, relativa al funzionamento degli uffici fiduciari ed al conteggio degli sconti, ove alla convenzione medesima abbia aderito, espressamente od implicitamente, anche il predetto produttore, e la menzionata contabilità non sia stata oggetto di tempestive e specifiche contestazioni di questo ultimo (art. 264 c.p.c.). Cass. 4 aprile 1979, n. 1938.
Prove scritte idonee all’esperimento del procedimento di ingiunzione, per i crediti dello stato o di enti ed istituti soggetti a tutela o vigilanza dello stato, ai sensi dell’art. 635 c.p.c., devono ritenersi anche gli estratti di libri o registri dell’amministrazione, ove un competente funzionario ne attesti la conformità alle risultanze di quei libri o registri, regolarmente tenuti. Cass. 25 febbraio 1980, n. 1312.
Attesa la natura di ente pubblico dell’INAM e la conseguente presunzione di legittimità che assiste i suoi atti, le attestazioni dei suoi funzionari sull’omesso versamento dei contributi assicurativi e, in particolare, gli estratti-conto firmati dai direttori delle sedi provinciali, costituiscono prova idonea a legittimare l’emissione del decreto ingiuntivo ex art. 635, secondo comma, c.p.c., ma possono essere contraddetti dalla prova contraria dell’ingiunto nel giudizio di opposizione. Cass. 18 febbraio 1966, n. 518.
Sebbene il Ministro del Tesoro, nell’irrogare le pene pecuniarie previste per le violazioni valutarie dal R.D.L. 5 dicembre 1938, n. 1929, emetta un provvedimento a carattere amministrativo e non giurisdizionale, l’iscrizione del provvedimento stesso nei registri dell’ intendenza di finanza incaricata dell’esazione della pena, è sufficiente a conferire all’estratto del registro valore di prova idonea del credito della P.A. ai fini dell’emanazione del decreto ingiuntivo. Cass. 16 febbraio 1971, n. 386.
La previsione da parte degli artt. 34 e ss. del t.u. delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124) secondo cui l’INAIL per la riscossione dei propri crediti nei confronti dei datori di lavoro può avvalersi del procedimento di ingiunzione stabilito dal t.u. delle leggi relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello stato e degli altri enti pubblici approvato con R.D. 14 aprile 1910 n. 639, non implica che l’ente previdenziale suddetto sia obbligato all’uso di tale procedura e non possa, invece, avvalersi del procedimento monitorio di cui agli artt. 633 e ss. c.p.c., che resta ammissibile anche a seguito dell’introduzione del nuovo rito del lavoro avvenuto con la legge 11 agosto 1973, n. 533, senza porsi in contrasto con precetti dettati dagli artt. 3 e 23 della Costituzione. Cass. lav., 2 aprile 1986, n. 2271; conforme Cass. 19 febbraio 1972, n. 490.
Per la riscossione delle entrate patrimoniali di spettanza degli enti locali (nella specie, relative al recupero delle spese per l’esecuzione d’ufficio dei provvedimenti contingibili ed urgenti di sicurezza pubblica adottati dal sindaco) è alternativamente possibile far ricorso sia alla speciale procedura prevista per la riscossione dei tributi e di altre entrate dello Stato e degli altri enti pubblici (artt. 67 e 69, D.P.R. n. 43 del 1988), sia al procedimento monitorio ordinario o al procedimento di cognizione ex artt. 163 e ss. c.p.c. Cass. 13 aprile 2001, n. 5540.
Attestazioni del direttore della sede territoriale competente.
Per i crediti derivanti da omesso versamento dei contributi previdenziali e/o assistenziali, costituiscono prove idonee ai fini della emissione del decreto ingiuntivo ai sensi dell’art. 635, comma secondo, c.p.c., sia l’attestazione del direttore della sede provinciale dell’ente creditore (nella specie, l’INAIL) sia i verbali di accertamento redatti dall’ispettorato del lavoro e i verbali di accertamento degli ispettori dell’INAIL, che possono fornire utili elementi di valutazione anche nell’eventuale, successivo giudizio di opposizione pur non essendo forniti di completa efficacia probatoria, in ordine alle circostanze di fatto che essi segnalino di aver accertato nel corso dell’inchiesta per averle apprese da terzi (per Cassa Edile, v. Cass. lav.,28 ottobre 2008, n. 25888; per attestazioni di direttore della sede territoriale competente, v. Cass. lav., 11 ottobre 2004, n. 20118; conforme Cass. lav., 10 gennaio 2003, n. 243; Cass. lav., 10 aprile 2001, n. 5361; Cass. lav., 19 novembre 1996, n. 10104). Cass. lav., 3 luglio 2004, n. 12227; conforme Cass. lav., 6 agosto 2003, n. 11900.
Accertamenti eseguiti dai funzionari della P.A. o da enti e relativi verbali.
In tema di riscossione mediante ruolo dei crediti degli enti previdenziali, la disciplina prevista dagli artt. 17, comma 1, e 24 del D.Lgs. n. 46 del 1999 si riferisce espressamente alla sola riscossione delle “entrate”, che sono individuate specificamente “nei contributi o premi dovuti” e non versati, “unitamente alle sanzioni ed alle somme aggiuntive”, dovendosi ritenere, conseguentemente, che non sia venuta meno, per l’ente previdenziale, la possibilità di ricorrere al procedimento d’ingiunzione di cui agli artt. 633 e seguenti c.p.c. per il recupero di somme indebitamente corrisposte a titolo di prestazioni previdenziali. Cass., Sez. Un., 10 marzo 2011, n. 5680.
I verbali redatti dal pubblico ufficiale incaricato di ispezioni circa l’adempimento degli obblighi contributivi, mentre fanno piena prova, fino a querela di falso, dei fatti che egli attesti essere avvenuti in sua presenza o essere stati da lui compiuti, non hanno alcun valore probatorio precostituito - neanche di presunzione semplice - riguardo alle altre circostanze in esse contenuti. Ne consegue che le dichiarazioni raccolte dal pubblico ufficiale, per poter rilevare a fini probatori, devono essere confermate in giudizio dai soggetti che le hanno rese, non essendo sufficiente a tale effetto la conferma del verbale da parte dello stesso pubblico ufficiale. Cass. lav., 9 luglio 2002, n. 9963; conforme Cass. lav., 9 marzo 2001, n. 3527; Cass. lav., 19 giugno 2000, n. 8323; Cass. lav., 18 giugno 1998, n. 6110.
I verbali redatti dai funzionari degli enti previdenziali ed assistenziali o dell’ispettorato del lavoro fanno piena prova, ai sensi dell’art. 2700 c.c., dei fatti che il funzionario attesta avvenuti in sua presenza, mentre, per le altre circostanze di fatto che il verbalizzante segnali di aver accertato nel corso dell’inchiesta per averle apprese de relato o in seguito ad ispezione di documenti, il materiale raccolto è liberamente apprezzabile dal giudice, il quale può anche considerarlo prova sufficiente delle circostanze riferite dal pubblico ufficiale qualora il loro specifico contenuto probatorio o il concorso di altri elementi renda superfluo l’espletamento di altri mezzi istruttori. Cass. lav., 1° aprile 1995, n. 3853.
Gli accertamenti eseguiti dai funzionari degli enti di previdenza ed assistenza costituiscono, ai sensi dell’art. 635, secondo comma, c.p.c., prova idonea ai fini della concessione di decreto ingiuntivo per i crediti derivanti da omesso versamento dei contributi, a prescindere dalla circostanza (che può avere rilievo solo sul piano interno e della regolarità amministrativa) che i funzionari stessi non siano all’uopo ritualmente autorizzati, né allo stesso tempo (salva l’applicabilità nel giudizio di opposizione delle comuni regole in materia di valutazione delle prove e di riparto dell’onere probatorio) rileva l’eventuale contraddittorietà tra diversi accertamenti compiuti dai medesimi funzionari, data la loro natura non di atti amministrativi di natura provvedimentale, ma di operazioni rivolte alla ricognizione di dati, non richiedenti motivazione. Cass. lav., 27 luglio 1995, n. 8211.
La qualificazione degli accertamenti eseguiti dai funzionari degli enti di previdenza e assistenza come prove idonee all’emanazione di decreti ingiuntivi per i crediti derivanti da omesso versamento dei contributi, trova il suo fondamento nell’esigenza di garantire a tutte le parti del processo, sia attrici che convenute, una incisiva tutela giudiziaria dei propri diritti; né è possibile un valido raffronto con la nuova procedura contenziosa di cui alla l. n. 689 del 1981, attesa la strutturale diversità delle situazioni regolate. (Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale - in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost. - dell’art. 635, comma secondo, c.p.c., nella parte concernente l’idoneità probatoria degli accertamenti anzidetti in fase di cognizione sommaria). Corte cost. 4 novembre 1987, n. 376.
In tema di diritto d’autore, gli attestati di credito emessi dalla Società italiana degli autori ed editori (SIAE) costituiscono prova scritta rilevante ai fini del ricorso al procedimento di ingiunzione, senza che vi osti la circostanza della mancanza di un riferimento ad una appostazione nella contabilità della medesima SIAE, essendo sufficiente, affinché sussista la condizione di ammissibilità del procedimento per decreto ingiuntivo, che l’attestato richiami il periodo o i periodi ai quali le singole utilizzazioni si riferiscono. Cass. 13 settembre 2006, n. 19657; conforme Cass. 10 marzo 2006, n. 5291.