Source: http://slideplayer.it/slide/3057710/
Timestamp: 2017-09-26 13:08:47+00:00
Document Index: 21873866

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'art. 82', 'art. 64', 'art 117', 'arte\n10', 'art. 1', 'arte\n11', 'art.45', 'art. 77', 'art. 78', 'art. 22', 'art. 161', 'art. 164', 'art. 2', 'art 23', 'art. 413', 'art. 3', 'art 3', 'art. 7', 'art 11', 'art 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 82', 'art. 12', 'art. 12', 'art 12', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 7', 'arte 3', 'arte 1', 'arte 2', 'art.36']

CORSO OPERATORI PES > PARTE I. Norme e leggi in vigore Si considerano norme di buona tecnica le specifiche norme emanate dai seguenti Organismi Nazionali. - ppt scaricare
CORSO OPERATORI PES > PARTE I. Norme e leggi in vigore Si considerano norme di buona tecnica le specifiche norme emanate dai seguenti Organismi Nazionali.
PubblicatoFirmino Rostagno Modificato 2 anni fa
Presentazione sul tema: "CORSO OPERATORI PES > PARTE I. Norme e leggi in vigore Si considerano norme di buona tecnica le specifiche norme emanate dai seguenti Organismi Nazionali."— Transcript della presentazione:
1 CORSO OPERATORI PES > PARTE I
2 Norme e leggi in vigore Si considerano norme di buona tecnica le specifiche norme emanate dai seguenti Organismi Nazionali e Internazionali: UNI (Ente Nazionale di Unificazione); CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano); CEN (Comitato Europeo di normalizzazione); CENELEC (Comitato Europeo per la standardizzazione Elettrotecnica); IEC (Commissione Internazionale Elettrotecnica); ISO (Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione). Alcune Leggi e Norme Tecniche di riferimento: D.Lgs. 81/08 D.M. 37/08 CEI 11-27 CEI EN 50110 parte 1 e 2 CEI 11-48
3 IEC CENELEC International Electrotechnical Commission Raccoglie tutti i paesi industrializzati del mondo Comitato Europeo per la Normalizzazione Elettrotecnica CEI Comitato Elettrotecnico Italiano La normativa tecnica
4 CEI EMANA  NORME (hanno carattere prescrittivo)  GUIDE (costituiscono raccomandazioni ed indicazioni di carattere esemplificativo) es. Norma CEI 11 - 1 ( numero del Comitato - numero progressivo ) Il CEI
5 NORMATIVA DI SICUREZZA ELETTRICA LEGGI NORME CEI Sono riconosciute “REGOLA D’ARTE” secondo la legge 186/68 Normativa di sicurezza elettrica
6 NORMA CEI 11-15 (D.M. 4/2/2001) & NORMA CEI 11-27 & NORMA CEI EN 50110 & ATTREZZATURE & DPI & EQUIPAGGIAMENTI & MEZZI OPERATIVI NORME DI ATTIVITA’ NORME DI PRODOTTO(°) (°) Per le norme di prodotto vi sono anche altre norme nazionali ed internazionali (es. norme UNI) & BT NORMA CEI 64-8 & AT NORMA CEI 11-1 NORME IMPIANTI NORME CEI (*) (*) In attuazione dell’art. 82 del Dlgs 81/08 Le norme CEI
7 Evoluzione della legislazione della sicurezza RECEPIMENTO DELLE DIRETTIVE EUROPEE  D. LGS. 17/2010 (Attuazione direttiva 2006/42/CE - MACCHINE)  D. LGS. 09/04/2008, n. 81 modificato dal D. LGS. 03/08/2009, n. 106 - L. 03/08/2007, n. 123  D.LGS. 14/8/1996 N. 494 (abrogato dal D. Lgs. 81/2008)  D.LGS. 14/8/1996 N. 493 (abrogato dal D. Lgs. 81/2008)  DPR 24/7/1996 N. 459 (Abrogato dal DLgs 17/2010)  D.LGS. 19/9/1994 N. 626 (abrogato dal D. Lgs. 81/2008)  D.LGS. 4/12/1992 N. 475 (Attuazione direttiva 89/686/CEE – DPI)  D.P.R. 19/3/1956, N. 303 [abrogato (no art. 64) dal D. Lgs. 81/2008]  D.P.R. 19/3/1956, N. 302 (abrogato dal D. Lgs. 81/2008)  D.P.R. 07/1/1956, N. 164 (abrogato dal D. Lgs. 81/2008)  D.P.R. 27/4/1955, N. 547 (abrogato dal D. Lgs. 81/2008) COSTITUZIONE (Artt. 32, 35 e 41) CODICE CIVILE (Art. 2087) Riforma del Codice Penale (Artt. 437, 451 e 43) Legge sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (1898) Prima degli anni ‘30 Anni ‘2000 Anni ‘90 Anni ‘50 Anni ‘40 Anni ‘30
8 Decreto legislativo 9 Aprile 2008 n. 81 “Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81 & Formula i provvedimenti relativi alla prevenzione del rischio elettrico, disponendo gli obblighi del datore di lavoro, i requisiti di sicurezza di materiali, macchinari, apparecchiature e impianti, le prescrizioni per l’esecuzione dei lavori, sanzionandone le violazioni. TITOLO III CAPO III “Impianti e apparecchiature elettriche” artt. 80 ÷ 87 e All. IX TITOLO IV Cantieri temporanei o mobili CAPO II sezione II “Disposizioni di carattere generale” art 117 “Lavori in prossimità di parti attive” Quando viene menzionato il D.Lgs. 81/08, si intende il: Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, aggiornato con le successive modifiche: attualmente dal Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106
9 LE NORME CEI E LA REGOLA D’ARTE (RICONOSCIMENTO APRIORISTICO) ALLE NORME EMANATE DAL CEI, IN BASE ALLA LEGGE N. 186/68, VIENE RICONOSCIUTA (OSSIA SENZA NECESSITÀ DI PROVA) LA PRESUNZIONE DELLA REGOLA D’ARTE. IN TERMINI PRATICI QUINDI I PROGETTISTI, I COSTRUTTORI E GLI OPERATORI, APPLICANDO UNA NORMA CEI, PROVANO, SENZA ALTRO ONERE, LA CONFORMITA' ALLA REGOLA DELL’ARTE. Riconoscimento da parte del D.M. 37/2008 e D.Lgs. 81/2008 artt. 80 ÷ 86 Regola dell'arte
10 Cos’è la regola d’arte di cui all’ art. 1 della Legge 186/68 ? È LA COSTRUZIONE E L’ESERCIZIO (INTESO COME L’INSIEME DELLE ATTIVITÀ OPERATIVE RIGUARDANTI MATERIALI, APPARECCHIATURE, MACCHINARI, INSTALLAZIIONI ED IMPIANTI ELETTRICI) CONDOTTI CON PERIZIA, DILIGENZA E PRUDENZA CHE ALL’ATTO PRATICO SIGNIFICANO, IN PRIMO LUOGO, L’OBBLIGO DI APPLICARE TUTTE LE PRESCRIZIONI DI SICUREZZA VIGENTI LE NORME CEI E LA REGOLA D’ARTE (RICONOSCIMENTO APRIORISTICO) Regola dell'arte
11 Art. 18 Il datore di lavoro ed i dirigenti secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: a) nominare il medico … b) designare i lavoratori incaricati delle emergenze (incendio, salvataggio, primo soccorso) c) affidare i compiti tenendo conto delle loro capacità e condizioni in relazione alla loro salute e sicurezza d) fornire i DPI D.Lgs. 81/08 – Art. 18
12 e) prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; f) richiedere l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione; D.Lgs. 81/08 – Art. 18
13 i) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37. t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all'articolo 43. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell'attività, alle dimensioni dell'azienda o dell'unità produttiva, e al numero delle persone presenti; D.Lgs. 81/08 – Art. 18
14 1. Il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attività e delle dimensioni dell'azienda o della unità produttiva, sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati. Capo III Sezione VI GESTIONE DELLE EMERGENZE Art. 45 Primo soccorso D.Lgs. 81/08 – Art. 45
15 Nelle attività svolte in luoghi isolati (diversi dalla sede della unità produttiva), gli operatori devono essere dotati dal Datore di Lavoro di un mezzo di comunicazione idoneo per attivare rapidamente il sistema di emergenza aziendale e/o del servizio sanitario Nazionale. Decreto Interministeriale 388/2003 in attuazione dell’art.45 del D.Lgs. 81/2008 D.Lgs. 81/08 – Art. 45
16 Capo III Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro Sezione I MISURE DI TUTELA E OBBLIGHI Art. 15. Misure generali di tutela d) il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti nocivi sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo; D.Lgs. 81/08 – Art. 15
17 art. 77 Il datore di lavoro individua le caratteristiche dei DPI affinché siano adeguati ai rischi; Il datore di lavoro mantiene in efficienza i DPI e ne assicura le condizioni d’igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante. art. 78 I lavoratori provvedono alla cura dei DPI messi a loro disposizione D.Lgs. 81/08 – Art. 77-78
18 art. 22 - I progettisti … degli impianti rispettano i principi generali di prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro al momento delle scelte progettuali e tecniche e scelgono attrezzature, componenti e dispositivi di protezione rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari in materia. - Gli installatori … di impianti devono attenersi alle norme di salute e sicurezza, nonché alle istruzioni fornite dai rispettivi fabbricanti. D.Lgs 81/08 - Art.22
19 VALUTAZIONE DEI RISCHI PREPARAZIONE TECNICA DEL LAVORO ISTRUZIONE DEL PERSONALE ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO TRASMISSIONE DELL’INFORMAZIONE/COMUNICAZIONE CONDIZIONI/POSTO DI LAVORO ATTREZZATURE, UTENSILI E DISPOSITIVI SCHEMI E DOCUMENTAZIONE SEGNALI (divieto, avvertimento, prescrizione (vedasi anche dall’art. 161 all’art. 164 e UNI 7543) D.Lgs. 81/08 – Principi fondamentali per l'esecuzione del lavoro elettrico
20  Datore di Lavoro  Dirigente  Lavoratore  Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS)  Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP)  Medico competente (quando necessario) Come definiti dall’art. 2 comma 1 del D. Lgs. 81/2008 In precedenza regolamentati dal DPR 547/55 D.Lgs. 81/08 – Soggetti attori della sicurezza
21 Soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l'assetto dell'organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, …………omissis…………… DATORE DI LAVORO Persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l'attività lavorativa e vigilando su di essa. DIRIGENTE Datore di lavoro e dirigenti
22 Persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici …omissis… sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute …omissis… PREPOSTO I dirigenti ed i preposti devono ricevere a cura del datore di lavoro un'adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico Fra i principali obblighi del D. Lgs. 81/2008 Titolo I Capo III Artt. 19 e 37 Preposto
23 Persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell'ente stesso Lavoratore
24 1. Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. Principali obblighi dei lavoratori Titolo I Capo III Art. 20 D. Lgs. 81/2008 Lavoratori
25 Titolo I Capo III Art. 20 D. Lgs. 81/2008 2. I lavoratori devono in particolare: a) contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all'adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale; Principali obblighi dei lavoratori Lavoratori
26 c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto, nonché i dispositivi di sicurezza; d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione; Titolo I Capo III Art. 20 D. Lgs. 81/2008 Principali obblighi dei lavoratori Lavoratori
27 e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l'obbligo di cui alla lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; Principali obblighi dei lavoratori Lavoratori
28 f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori; h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro; i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente. Principali obblighi dei lavoratori Lavoratori
29 3. I lavoratori di aziende che svolgono attività in regime di appalto o subappalto, devono esporre apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto. Principali obblighi dei lavoratori Lavoratori
30 OBBLIGA AD ISTITUIRE E MANTENERE PRESSO OGNI AZIENDA UN SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA BASATO SULLA VALUTAZIONE DI TUTTI I RISCHI PRESENTI NELLE ATTIVITÀ LAVORATIVE E A INDIVIDUARE LE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE NECESSARIE A GARANTIRE UN COSTANTE MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI SICUREZZA DEI LAVORATORI IN GENERALE UNA MAGGIORE RESPONSABILIZZAZIONE DEI DATORI DI LAVORO E MAGGIORI COMPETENZE PER I RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS) D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 TITOLO I Capo III “GESTIONE DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO” D.Lgs. 81/08 – TITOLO I CAPO III
31 IN PARTICOLARE STABILISCE: le misure di tutela e definisce le funzioni e gli obblighi di tutti i soggetti; l’oggetto della valutazione dei rischi ed i modelli di organizzazione e di gestione; i compiti del Servizio Prevenzione e Protezione, le capacità ed i requisiti professionali degli addetti e responsabili; la formazione, informazione ed addestramento; la sorveglianza sanitaria; la gestione delle emergenze; la consultazione e partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori. D.Lgs. 81/08 – TITOLO I CAPO III
32 Le leggi in passato prevedevano che il lavoratore fosse un soggetto tutelato, ma non partecipe, ed il sistema di protezione era basato principalmente sulla osservanza delle prescrizioni, ad esempio D.P.R. 27 Aprile 1955 n. 547, (“Vecchio approccio”). Il D. Lgs. N° 81/08 prevede il lavoratore come soggetto attivo nel processo della sicurezza, e quindi anche responsabile. (“Nuovo approccio”) T.U. D.Lgs. 81/08 – Soggetti attori della sicurezza
33 Allegato XXV Uso di segnali di avvertimento e di sicurezza D.Lgs. 81/08 Segnali di avvertimento
34 D.Lgs 4 dicembre 1992 n.475 & DEFINISCE I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI (DPI) COME I PRODOTTI CHE HANNO LA FUNZIONE DI SALVAGUARDARE LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI & RESPONSABILIZZA I COSTRUTTORI A GARANTIRNE LE PRESTAZIONI DICHIARATE & CLASSIFICA I DPI IN CATEGORIE IN RELAZIONE AL LIVELLO DI PROTEZIONE OFFERTO & IMPONE L’OBBLIGO DELL’APPOSIZIONE “DELLA MARCATURA” E DELLA NOTA INFORMATIVA SULLE MODALITA’ DI UTILIZZO Decreto legislativo 4 Dicembre 1992, N. 475 Attuazione della Direttiva 89/686/CEE in materia di riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relativi ai Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI)
35 D.Lgs 81/08 - DPI Decreto Legislativo 9 aprile 2008, N. 81 TITOLO III Capo II USO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE DEFINISCE COSA SI INTENDE PER DPI E COSA NON COSTITUISCE DPI E DISPONE: & L’OBBLIGO DELL’USO & I REQUISITI CHE DEVONO POSSEDERE OLTRE ALLA CONFORMITà AL Decreto legislativo 4 Dicembre 1992, N. 475 & GLI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO & GLI OBBLIGHI DEI NOLEGGIATORI E DEI CONCEDENTI IN USO & L’ ISTRUZIONE, L’INFORMAZIONE E FORMAZIONE ADEGUATA DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI)
36 Nella quale Da rielaborare In occasione di Modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro Grado di evoluzione della tecnica Infortuni significativi Scelta delle attrezzature Sistemazione dei luoghi di lavoro Pianificazione degli interventi Individuazione delle procedure da adottare e dei ruoli aziendali Indicazione delle misure di prevenzione e protezione e dei DPI D. Lgs. 81/2008 PREVEDE LA VALUTAZIONE DEI RISCHI Art. 28 e 29 a carico del datore di lavoro Art.17 Valutazione dei rischi
37 Concetti generali PERICOLO proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni RISCHIO probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione VALUTAZIONE DEI RISCHI valutazione globale e documentata di tutti i rischi … finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione … GRAVITÀ DEL DANNO CONSEGUENTE PROBABILITÀ CHE SI VERIFICHI L’EVENTO CONTRO LA SICUREZZA RISCHIO = X
38 Concetti generali La sicurezza assoluta, ossia a rischio zero non esiste. Nessuna norma per quanto accuratamente studiata, può garantire in maniera assoluta l'immunità delle persone o delle cose dai pericoli (anche) dell'elettricità
39 Il rischio di incendi elettrici Può essere definito sicuro ciò che è esente da pericoli. Il pericolo rappresenta la probabilità che si verifichi un evento sfavorevole da cui possa derivare un grave danno. Se si presuppone che una apparecchiatura elettrica possa essere pericolosa, sarà necessario, attraverso opportune contromisure, renderla sicura. Poiché non è tecnicamente ed economicamente possibile ridurre il rischio a zero occorre definire un “livello di sicurezza accettabile” come compromesso tra economia e sicurezza. a sicurezza di un sistema o di una apparecchiatura decresce all’aumentare del tempo di esposizione al pericolo: essa tende a zero per un tempo t tendente all’infinito. Affidabilità: probabilità che un’apparecchiatura non presenti difetti o guasti durante un certo tempo prestabilito di funzionamento. Tasso di guasto: bontà di una apparecchiatura in termini di affidabilità (rapporto tra il numero di apparecchi guasti e quelli integri).
40 Concetti generali L’INFORTUNIO dipende da: Evento imprevisto Operatore impreparato  Specifica esperienza  Miglioramento tecnologico  Normative tecniche e di legge  Formazione  Addestramento  Qualificazione Adottare misure di protezione derivanti da: Intervenire sul comportamento umano attraverso:
41 IMPREVISTO per mancata: Valutazione dei rischi Preparazione del lavoro Informazione IMPREPARATO per mancata: Formazione Utilizzazione dei DPI Utilizzazione di attrezzature idonee INFORTUNIOINFORTUNIO L'infortunio
42 Elettrofisiologia Alla fine del XVIII secolo Galvani fece esperimenti sulla contrazione del muscolo di una rana per l'applicazione di una differenza di potenziale elettrico I fenomeni elettrici inerenti il corpo umano e gli effetti della corrente elettrica esterna sono elemento di studio dell'elettrofisiologia Le variazioni di potenziale prodotte dall'attività biologica, all'interno del corpo umano sono indicative del funzionamento normale e anormale di alcuni organi: cuore, cervello, muscoli, occhio
43 Il potenziale di riposo Il corpo umano è composto di una soluzione salina conduttrice, costituita da un insieme di atomi o gruppi di atomi che possono ionizzarsi: sono tali le cellule o il liquido interstiziale che le separa. La membrana cellulare, separando cariche elettriche, si comporta come un condensatore e non è perfettamente isolante, perciò presenta anche una resistenza elettrica. Il corpo umano è composto di una soluzione salina conduttrice, costituita da un insieme di atomi o gruppi di atomi che possono ionizzarsi: sono tali le cellule o il liquido interstiziale che le separa. Gli ioni non si diffondono allo stesso modo dentro e fuori la cellula (ad esempio la cellula è più permeabile allo ione potassio che allo ione sodio). La cellula ha un potenziale negativo all’interno rispetto all’esterno (potenziale di riposo). Nei mammiferi le cellule del sistema nervoso centrale presentano un potenziale di riposo di 70 mV. La membrana cellulare, separando cariche elettriche, si comporta come un condensatore e non è perfettamente isolante, perciò presenta anche una resistenza elettrica.
44 Perchè è così pericolosa la corrente elettrica per il corpo umano? Il corpo umano è molto sensibile a qualsiasi tipo di corrente elettrica. Le contrazioni delle fibre muscolari sono determinate da particolari impulsi elettrici che si trasmettono lungo il nostro corpo tramite delle fibre nervose che potrebbero essere comparate a conduttori elettrici. Il cervello guida la distribuzione e il dosaggio degli impulsi dei vari organi; se a queste correnti fisiologiche interne si sommano delle correnti elettriche esterne si ha nel corpo umano un'alterazione delle funzioni vitali. La corrente circolante nel corpo umano provoca nello stesso dei complessi fenomeni fisici, chimici, magnetici, tali da alterare anche sensibilmente la struttura e le funzioni degli apparati interessati. Tali effetti si manifestano con l'elettrocuzione, ossia con il contatto del nostro corpo con sorgenti di energia elettrica. È importante notare che l'elettrocuzione è conseguenza diretta della corrente circolante attraverso il corpo e non della tensione applicata, anche se la corrente dipende, attraverso la resistenza del corpo, dal valore della tensione.
45 Gli effetti della corrente elettrica TETANIZZAZIONE ARRESTO DELLA RESPIRAZIONE FIBRILLAZIONE VENTRICOLARE Contrazione involontaria dei muscoli Asfissia Dopo circa tre minuti, lesioni definitive al tessuto celebrale ed al muscolo cardiaco Azione diretta Azione indiretta (calore prodotto e radiazioni ultraviolette) SHOCK ELETTRICO ARCO ELETTRICO USTIONI
46 Tetanizzazione Quando i muscoli sono attraversati dalla corrente si contraggono e risulta difficile staccarsi dalla parte in tensione, prolungando quindi il contatto e provocando effetti ancora più dannosi. Correnti molto elevate non producono tetanizzazione: l’eccitazione muscolare é talmente elevata che i movimenti muscolari involontari generalmente staccano il soggetto della sorgente. Il valore più grande di corrente per cui una persona è ancora in grado di staccarsi della sorgente elettrica si chiama corrente di rilascio (10-15mA a 50 Hz).
47 Arresto della respirazione In questi casi il fenomeno è reversibile solo se si provvede con prontezza, anche con l’ausilio della respirazione artificiale, al soccorso dell’infortunato per evitare danni al tessuto cerebrale. Se la corrente elettrica attraversa i muscoli che controllano il movimento dei polmoni, la contrazione involontaria di questi muscoli altera il normale funzionamento del sistema respiratorio e il soggetto può morire soffocato o subire le conseguenze di traumi dovuti all'asfissia.
48 Ustioni Se, ad esempio, attraverso la pelle si innesca un flusso di corrente la cui densità è di circa 60 mA/mmq, questa verrà carbonizzata in pochi secondi. Sono prodotte dal calore che si sviluppa per effetto Joule dalla corrente elettrica che fluisce attraverso il corpo.
49 Fibrillazione ventricolare 1/3 Per far circolare il sangue I muscoli del cuore si contraggono e si espandono ritmicamente 60/100 volte al minuto (sistole e diastole). Questi movimenti sono coordinati da un generatore d’impulsi elettrici (seno-atriale). Tessuti conduttori propagano questi impulsi attraverso l’atrio-ventricolare fino alle fibrille, che producono le contrazioni dando luogo al battito cardiaco. Il cuore a causa della sua natura elettrica e del suo funzionamento è sensibile a qualunque corrente elettrica esterna, sia essa causata da uno shock elettrico o introdotta volontariamente come nel caso del pace maker. La corrente generata dal pace maker è un supporto agli impulsi elettrici prodotti nel nodo seno-atriale e non produce anomalie nel normale funzionamento del cuore ma lo aiuta a correggere certe disfunzioni.
50 Fibrillazione ventricolare 2/3 Una corrente esterna che attraversa il cuore potrebbe avere effetti gravi perchè potrebbero alterarsi la sincronizzazione e il coordinamento nei movimenti del cuore. Questa anomalia (fibrillazione) è particolarmente pericolosa nella zona ventricolare perchè diventa irreversibile, persistendo anche se lo stimolo è cessato. La fibrillazione ventricolare è reversibile entro I primi due o treminuti soltanto se il cuore è sottoposto ad una scarica elettrica molto violenza. Solo così si possono evitare gravi danni al tessuto del cuore stesso, al cervello e nel peggiore dei casi la morte all'infortunato. Per raggiungere lo scopo viene impiegato il defibrillatore, un dispositivo medico che applica un impulso elettrico al torace dell'infortunato tramite due elettrodi.
51 Fibrillazione ventricolare 3/3 L'intensità della corrente che attraversa il corpo, di cui una piccola parte passa attraverso il cuore causa la fibrillazione. E' molto difficile la determinazione di risultati affidabili poichè nonostante I numerosi studi che sono stati realizzati per valutare il minimo valore di corrente che piò dare inizio a questo fenomeno, l'impossibilità di realizzare esperimenti diretti con l'uomo rendono molto difficoltosa una raccolta di dati sufficientemente attendibili. Ogni individuo reagisce in modo diverso al passaggio di corrente per cui la quantità di corrente necessaria ad innescare la fibrillazione può variare da caso a caso; nonostante questo, il percorso seguito dalla corrente ha una grande influenza sulle probabilità di innesco. Per questo motivo è stato definito un “fattore di percorso” che indica la pericolosità dei diversi percorsi seguiti dalla corrente considerando come riferimento il percorso mano-sinistra piedi.
52 Limiti di pericolosità della corrente elettrica I limiti convenzionali di pericolosità della corrente elettrica (alternata o continua), in funzione del tempo per cui fluisce attraverso il corpo umano, sono stati riassunti in un graficotempo-corrente (dati IEC) Per correnti alternate fino a: ➲ 0,5mA (soglia di percezione) il passaggio di corrente non provoca nessuna reazione qualunque sia la durata ➲ 10mA (limite di rilascio) non si hanno effetti pericolosi ➲ >10mA non pericolosa se la durata del contatto è decrescente rispetto al valore di corrente
53 Zone di pericolosità convenzionali IEC Zona 1 – I<0,5 mA in cui normalmente non si hanno effetti dannosi; Zona 2 - non si hanno normalmente effetti fisiopatologici pericolosi; Zona 3 - Tra la curva “b” e la curva “c” (soglia di fibrillazione ventricolare) possono verificarsi effetti quasi sempre reversibili che possono divenire pericolosi se a causa del fenomeno della tetanizzazione, che impedisce il rilascio, ci si porta nella zona 4 ; Zona 4 - La pericolosità aumenta allontanandosi dalla curva “c”. Si può innescare la fibrillazione con conseguente arresto cardiaco, arresto della respirazione e ustioni;
54 La resistenza elettrica del corpo umano La resistenza elettrica del corpo umano Rc è influenzata da molte variabili: percorso della corrente, stato della pelle (presenza di calli, sudore, umidità, tagli, abrasioni ecc..), superficie di contatto, … Le norme CEI fanno riferimento a valori convenzionali riferiti ad un campione medio di popolazione. Nel caso che il contatto avvenisse tramite strati isolanti (guanti, calzari, pedane ecc.) alla Rc occorre ovviamente aggiungere la resistenza di tali materiali. R1: resistenza interna del corpo umano. Rs e Cs: resistenza e la capacità dei punti di contatto A frequenza industriale l'impedenza Z si riduce alle sole resistenze del corpo umano
55 La resistenza elettrica del corpo umano La corrente elettrica può risultare pericolosa a partire da valori di 10 mA. Ai fini pratici è più conveniente riferirsi ai valori di tensione che sono in grado di far circolare una particolare corrente piuttosto che a dei valori di corrente veri e propri La resistenza convenzionale di 1000 - 1500 ohm si riferisce ad un individuo medio che pesa 70 Kg ed è in condizioni fisiche normali. Evidentemente tutti quelli che si discostano dalle condizioni medie reagiscono in modo diverso. La resistenza del corpo varia anche in funzione della tensione applicata. Se la pelle è umida o asciutta si hanno sensibili variazioni anche in questo caso (500 - 50.000 ohm). La legge di Ohm, V = R I, per un circuito elettrico vale anche per determinare la corrente che può attraversare un individuo. Risulta molto difficoltoso stabilire la Rc del corpo poiché essa non è costante ma varia entro ampi limiti e dipende da diversi fattori di natura fisica e biologica ma anche dal tipo di percorso: mano - torace: 450 - 700 ohm mano - piede: 1000 - 1500 ohm mano - mano: 1000 - 1500 ohm
56 La resistenza di terra Se a due elettrodi (dispersori) conficcati nel terreno viene applicata una d.d.p. Il terreno svolge la funzione di conduttore elettrico. Ogni porzione di terra considerata offre una resistenza tanto più piccola quanto più è lontana dal dispersore (per la verifica si è usato un dispersore emisferico di raggio r0 perchè ad una certa distanza, qualunque sia la forma del dispersore, le linee equipotenziali diventano emisferiche). Si dice resistenza di terra Rt la somma delle resistenze elettriche di queste porzioni di terra.
57 Tensione di passo La tensione di passo è la differenza di potenziale che può è applicata tra i piedi di una persona alla distanza di un passo (convenzionalmente un metro) durante il cedimento dell’isolamento.
58 Tensione di contatto La tensione di contatto è la differenza di potenziale alla quale può essere soggetta una persona in contatto con parti simultaneamente accessibili, durante il cedimento dell’isolamento. La corrente che attraversa il corpo è una piccola frazione della corrente di guasto Ig.
59 Tensione totale di terra e tensione di contatto Una persona che tocca la carcassa durante un guasto è soggetta alla Uc (tensione di contatto) che può essere minore o al limite uguale alla Ut. La tensione di contatto dipende essenzialmente dalla Rc del corpo umano. La carcassa di un apparecchio che disperde a terra la corrente di guasto Ig assume una tensione totale Ut = Rt Ig La tensione, preesistente al contatto, che si stabilisce tra la carcassa e il posto che potrebbe essere occupato dalla persona, si chiama tensione di contatto a vuoto U c0 che può essere usata, in favore della sicurezza, al posto della Uc. Il percorso mano-mano è meno pericoloso del percorso mani-piedi (la Rc è minore e la probabilità di innescare la fibrillazione cardiaca è minore rispetto al percorso verticale) tuttavia nel percorso verticale la Rc ha in serie la resistenza verso terra della persona Rtc che è a favore della sicurezza, tanto che per valori di Rtc elevati diventa più pericoloso in certi casi il percorso trasversale mano-mano. Sono stati esaminati diversi tipi di pavimenti a secco e a umido ed è stato assunto un valore di Rtc di 1000 Ω (largamente cautelativo) per i luoghi ordinari e di 200 Ω in condizioni particolari.
60 Fattore di percorso Percorso Fattore di percorso Mani - Piedi1 Mano sinistra - Piede sinistro 1 Mano sinistra - Piede destro1 Mano sinistra - Entrambi i piedi 1 Mano sinistra - Mano destra0,4 Mano sinistra - Dorso0,7 Mano sinistra - Torace1,5 Mano destra - Piede sinistro0,8 Mano destra - Piede destro0,8 Mano destra - Entrambi i piedi 0,8 Mano destra - Dorso0,3 Mano destra - Torace1,3 Glutei - Mani0,7
61 Legame resistenza-tensione di contatto La resistenza del corpo umano diminuisce all'aumentare dell'area di contatto e della tensione di contatto ➲ A area di contatto 8000mmq ➲ B area di contatto 1000mmq ➲ C area di contatto 100mmq ➲ D area di contatto 10mmq ➲ E area di contatto 1mmq
62 Resistenza del corpo umano - Tensione (V) 5% Valori di RB che non sono superati dal 50% della popolazione 95% 25175032506100 50145026254375 75125022003500 100120018753200 125112516252875 220100013502125 70075011001550 100070010501500 Valore asintotico650750850 Valori indicativi della resistenza R B del corpo umano misura­ta tra due mani, in condizioni asciutte (area degli elettrodi 50-100 cm2), in funzione della tensione applicata. I valori si riferiscono a tre diversi livelli di probabilità che i valori indicati siano superati dal 5%, 50% o 95% della popolazione
63 Resistenza del corpo umano Valori di R B che non sono superati dal 5% della popolazione, in condizioni asciutte con area degli elettrodi di 80 cmq per il percorso mani-piedi Tensione di contatto (V) Valori di Rs che non sono superati dal 5% della popolazione (percorso mani-piedi) (Ohm) 25875 50725 75625 100600 125562 220500 700375 1000350 valore asintotico325
64 Costruzione delle curve di sicurezza TENSIONE DI CONTATTO DI CUI SI VUOL CONOSCERE LA DURATA AMMISSIBILE (u tp ) VALORE DELL’IMPEDENZA DEL CORPO Z B = f(V) CALCOLO DELLA CORRENTE ATTRAVERSO IL CORPO I B = V/(Z B + EVENTUALE RESISTENZA VERSO TERRA DELLA PERSONA) CURVA DI PERICOLOSITA’ I B = f (t) VALORE DI t F CORRELATO DURATA AMMISSIBILE DELLA TENSIONE DI CONTATTO U TP COSTRUZIONE DELLE CURVE DI SICUREZZA: U TP = f (t F )
65 Curve di sicurezza tensione-tempo Tensione di contatto Condiz ioni ordina rie Condizi oni particol ari Rc+Rtc I t I t 25 V ------ 1075  23 mA5 s 50 V1725  29 mA5 s925  54 mA 0,47 s 75 V1625  46 mA0,60 s825  91 mA 0,30 s 90 V1600  56 mA0,45 s780  115 mA 0,25 s 110 V1535  72 mA0,36 s730  151 mA 0,18 s 150 V1475  102 mA 0,27 s660  227 mA 0,10 s 230 V1375  167 mA 0,17 s575  400 mA 0,03 s 280 V1370  204 mA 0,12 s570  491 mA 0,02 s 500 V 1360  368 mA 0,04 s------
66 Contatto indiretto e Contatto diretto Si ha un contatto diretto quando si toccano parti che normalmente sono sotto tensione Si ha un contatto indiretto quando si toccano parti che normalmente non sono in tensione come ad esempio il contatto con parti metalliche che a causa di un guasto dell'isolamento dei conduttori hanno assunto un potenziale diverso da quello di terra o per scarica elettrica quando, non avendo toccato una parte in tensione,si verifica una scarica per la diminuzione della distanza di isolamento in condizioni particolari quali umidità, effetto punta ecc.
67 Contatto diretto Contatti diretti: quando si entra in contatto con una parte attiva dell’impianto (conduttori normalmente in tensione), ad esempio i conduttori di una linea elettrica compreso il neutro ma escluso il conduttore PEN (Conduttore che svolge contemporaneamente funzioni sia di protezione sia di neutro).
68 Contatto indiretto Contatti indiretti: contatti con elementi che normalmente non sono in tensione, ma che a causa di un difetto di isolamento si tro­vano in tensione (ad esempio la carcassa di un elettrodomestico). Mentre ci si può difendere dal contatto diretto, mantenendosi a distanza dal pericolo visibile, nel contatto indiretto, essendo un pericolo invisibile, ci si può difendere solo con un adeguato sistema di protezione (CEI 64-8 art 23-6).
69 Definizioni di massa e massa estranea Massa estranea. Parte conduttrice non facente parte dell’impianto elettrico, in buon collegamento elettrico col terreno, in grado di introdurre il potenziale di terra (tubazione idrica interrata, l’armatura del cemento armato, strutture portanti di edifici metallici ecc..) o altro potenziale (tubo che si collega con l’impianto idrico del condominio e che in caso di guasto ad uno scaldaacqua di un condomino può portare un potenziale pericoloso nella vasca da bagno di un altro condomino). Massa. Parte conduttrice facente parte dell’impianto elettrico che può essere toccata e che non è normalmente in tensione ma che può andarci se si ha un cedimento dell’isolamento principale. Una parte conduttrice che avvolge una parte a doppio isolamento non è da considerare una massa. Una parte conduttrice che può andare in tensione durante un guasto d’isolamento solo perché è a contatto con una massa, non è da considerare una massa. La resistenza verso terra della parte metallica sommata alla resistenza del corpo umano limitano la corrente che potrebbe fluire attraverso la persona.
70 Massa estranea Una parte metallica che presenti verso terra una resistenza inferiore a 1000 Ω (o 200 Ω per gli ambienti particolari) può introdurre situazioni pericolose, ma non sempre dev’essere collegata a terra. La norma richiede un collegamento equipotenziale principale, solo nel punto di entrata nell’edificio e un collegamento equipotenziale supplementare nei locali da bagno, piscine, locali destinati ai ricoveri di animali, locali medici e luoghi conduttori ristretti. Collegamento equipotenziale principale: per i tubi alimentanti i servizi dell’edificio, le parti strutturali metalliche e le canalizzazioni del riscaldamento centralizzato e del condizionamento d’aria, le armature principali del cemento armato utilizzate nella costruzione degli edifici (se praticamente possibile). Collegamento equipotenziale supplementare: riguarda tutte le masse estranee che è però sufficiente collegare all’ingresso del locale (ad esempio le tubazioni metalliche che entrano in un bagno).
71 Massa estranea Resistenza verso terra delle masse estranee. Una struttura non facente parte dell’impianto elettrico si considera “massa estranea” se la sua resistenza rispetto alla terra è inferiore a 1000 Ω per gli ambienti normali e 200 Ω per gli ambienti particolari.
72 Classificazioni dei sistemi elettrici E' riferendosi alla tensione nominale che si classificano i sistemi elettrici: Cat 0 Vn  V in c.a. Vn  V in c.c. Cat 1 50 V < Vn  1000 V in c.a. 120 V < Vn  V in c.c. Cat 2 1000 V < Vn  30.000 V in c.a. 1500 V < Vn  V in c.c. Cat 3 Vn > 30.000 V in c.a. e in c.c.
73 Classificazione dei sistemi elettrici in funzione della messa a terra Isistemi elettrici sono classificati in base allo stato del neutro e delle masse rispetto alla terra. Vengono indicati con due lettere: 1° lettera = T il neutro è collegato a terra 1° lettera = I il neutro non è collegato a terra oppure è collegato a terra tramite un'impedenza 2° lettera = T masse collegate a terra 2° lettera = N masse collegate al neutro del sistema 4° lettera = S stato del neutro separato da PE 4° lettera = C stato del neutro comune con PE Esistono 3 tipi di sistemi: TT, TN (TN-S, TN-C), IT.
74 Sistema TT Il conduttore di neutro è considerato attivo a tutti gli effetti (può assumere tensioni pericolose ad esempio a causa di cadute di tensione su di esso) come tale deve essere sezionabile e quindi gli interruttori devono aprire su tutti i poli. Il conduttore PE invece non deve mai essere sezionato. Il neutro è collegato direttamente a terra in cabina mentre le masse sono collegate ad un impianto di terra locale dell’utente indipendente da quello del neutro mediante il conduttore di protezione (PE).
75 Sistema TN Sistema TN, Il neutro è collegato direttamente a terra. Le masse sono collegate al conduttore di neutro direttamente (TN-C) o tramite un conduttore di protezione (TN-S). Il neutro, fungendo anche da conduttore di protezione, non deve essere sezionabile e deve avere sezione rispondente alle normative sugli impianti di terra). Le norme richiedono il sezionamento del neutro solo nei circuiti a due conduttori fase-neutro aventi a monte un dispositivo di interruzione unipolare come ad esempio un fusibile. Comunque il sezionamento del neutro non è vietato negli altri casi). Se il conduttore di neutro funge anche da conduttore di protezione prende il nome di PEN.
76 Isolamento Isolamento principale: isolamento delle parti attive, necessario a proteggere contro la folgorazione. Isolamento funzionale: isolamento esistente tra le parti attive e tra queste e la carcassa di un apparecchio elettrico. Senza questo isolamento la macchina non potrebbe funzionare. Isolamento supplementare: isolamento che garantisce la protezione delle persone nel caso di cedimento dell’isolamento principale. Isolamento rinforzato: sostituisce il doppio isolamento se garantisce lo stesso grado di protezione. Doppio isolamento: isolamento principale più isolamento supplementare.
77 Classificazione dei componenti elettrici Componenti di Classe 0 - sono dotati soltanto di isolamento principale e l’involucro metallico è sprovvisto di morsetto per il collegamento a terra. Devono essere allacciati solo a sistemi di Categoria 0 o a sistemi di categoria I isolati da terra (separazione elettrica) o installati in locali isolanti e non possono essere installati negli impianti per edifici civili o similari; Componenti di classe I - sono provvisti di isolamento principale e gli involucri sono muniti di morsetto per la messa a terra. Sono utilizzabili in tutti i sistemi (TN,TT,IT) di categoria 0 e I ; Componenti di Classe II - sono provvisti di isolamento supplementare e sono privi di morsetto di messa a terra. La messa a terra non è necessaria (potrebbe addirittura essere controproducente per la sicurezza) in quanto gli eventuali involucri metallici esterni sono separati dalle parti attive interne da un isolamento doppio o rinforzato. Vengono impiegati, solo nei sistemi elettrici di I categoria, in alternativa a quelli di classe I quando non sia possibile attuare il collegamento a terra delle masse o quando si ritenga poco sicuro tale collegamento; Componenti di classe III - le parti in tensione possono essere scoperte poiché la protezione contro i contatti indiretti è assicurata dal tipo di alimentazione a bassissima tensione di sicurezza. Non sono dotati di morsetto per la messa a terra.
78 Classificazione degli apparecchi elettrici In relazione al loro grado di mobilità gli apparecchi si classificano in: Apparecchio portatile - apparecchio mobile destinato ad essere sorretto dalla mano di chi lo utilizza durante il suo impiego normale, nel quale il motore, se esiste, è parte integrante; Appaarecchio trasportabile - apparecchio che, pur potendo essere spostato con facilità, non viene normalmente spostato durante il suo funzionamento ordinario; Apparecchio mobile - apparecchio trasportabile che deve essere spostato manualmente da chi lo utilizza mentre è collegato al circuito di alimentazione; Appaarecchio fisso - apparecchio ancorato o fissato ad un supporto o comunque fissato, anche in altro modo, in un posto preciso, oppure apparecchio che non può essere facilmente spostato;
79 Contatti diretti: protezione passiva Metodi per rendere impossibile il manifestarsi di tensioni di contatto pericolose: ➲ Impiego di apparecchi con isolamento doppio o rinforzato ➲ Protezione per isolamento elettrico ➲ Locali isolanti con l'impiego di apparecchi di classe 0 ➲ Locali resi equipotenziali e non connessi a terra PROTEZIONE TOTALE: ➲ Isolamento delle parti attive ➲ Uso di involucri o barriere PROTEZIONE PARZIALE: ➲ Uso di ostacoli (rimozione senza chiave) ➲ Procedure e rispetto delle distanze
80 Contatti diretti: protezioni attive Un contatto diretto può avvenire a causa del cedimento della protezione passiva o più semplicemente per imprudenza da parte dell’utente. Per proteggere le persona può essere impiegato, come metodo addizionale, il sistema di interruzione automatica. In caso di contatto diretto l’interruttore differenziale, a parità di corrente, interviene in un tempo inferiore rispetto a quello ammesso per la protezione contro i contatti indiretti. La corrente Idn di 30 mA dell’interruttore differenziale ad alta sensibilità, non corrisponde esattamente a quella che il corpo umano può sopportare per un tempo imprecisato, ma è frutto di un compromesso tra le esigenze di sicurezza per le persone e la continuità di servizio dell’impianto. Non essendo la corrente che attraversa il corpo umano in grado di far intervenire i dispositivi di massima corrente, l’unico dispositivo in grado di aprire il circuito in casi del genere è l’interruttore ad alta sensibilità (I  N <30 mA). Nei contatti indiretti si ha un vantaggio: normalmente la persona, nel momento in cui si verifica il guasto, non è a contatto con la massa e la corrente si chiude a terra tramite il conduttore di protezione determinando l’intervento dell’interruttore differenziale, senza che la persona sia percorsa da nessuna corrente. Questo non può accadere nei contatti diretti in quanto il dispositivo differenziale è attivato dalla stessa corrente che attraversa la persona, il che non ci permette di escludere che nell’infortunato non possano insorgere fenomeni di fibrillazione ventricolare
81 Sistemi TT: protezione attiva 1/4 La tensione di contatto a vuoto Uco diventa uguale alla tensione totale Ut se la persona, sufficientemente lontana dal dispersore, si trova ad un potenziale prossimo allo zero. Essendo questa la condizione più pericolosa che si può verificare, per studiare il problema di può assumere, a favore della sicurezza, la tensione Ut a)circuito di guasto a terra in un sistema TT b)circuito elettrico equivalente c)circuito di guasto si comporta come un generatore di tensione Eeg, essendo Reg trascurabile rispetto a Rc+Rtc
82 Sistemi TT: protezione attiva 2/4 Non è facile contenere la tensione sulla massa entro tale limite di sicurezza (valori di R t troppo bassi, variazioni della resistenza di terra del neutro), per cui occorre ridurre il tempo di permanenza di tale tensione. Il circuito deve essere interrotto in un tempo tanto più breve quanto maggiore è la tensione sulle masse in modo da soddisfare la curva di sicurezza. Per attuare la protezione mediante dispositivi di massima corrente a tempo inverso o dispositivi differenziali deve essere soddisfatta la seguente condizione A tal proposito la Norma 64-8, in relazione ai sistemi TT, prescrive che: “Per attuare la protezione mediante dispositivi di massima corrente a tempo inverso o dispositivi differenziali deve essere soddisfatta la seguente condizione: Rt  50V / I  n Dove Rt è la resistenza in ohm dell'impianto di terra nelle condizioni più sfavorevoli; I  n è il valore della corrente differenziale nominale
83 Sistemi TT: protezione attiva 3/4 In un sistema TT una persona è protetta per le condizioni più sfavorevoli, compreso il contatto tra una massa e una massa estranea anche quando manca il collegamento equipotenziale. E' comunque buona norma effettuare i collegamenti equipotenziali (tubazioni dell’acqua, del gas, riscaldamento, armature di ferro delle fondazione in cemento armato degli edifici ecc..) perché diminuisce la resistenza di terra dell’impianto (la massa estranea funge da dispersore e quindi si riduce la tensione totale Ut e si riducono le tensioni di contatto tra una massa e il terreno), si riducono le tensioni di contatto tra una massa e una massa estranea perché diventano equipotenziali e si riducono i rischi per le persone nel caso in cui dovessero venire meno le condizioni di rispetto della relazione di verifica del coordinamento tra il sistema di protezione automatico e l'impianto di terra. Tecnicamente questa condizione ideale non può essere raggiunta, ma ci si può avvicinare collegando all’impianto di terra, tramite il conduttore equipotenziale, non solo le masse ma anche le masse estranee. Se il terreno ed ogni parte conduttrice simultaneamente accessibile fossero allo stesso potenziale non vi sarebbe nessun pericolo per le persone.
84 Sistemi TT: protezione attiva 4/4 Il collegamento equipotenziale principale nei sistemi TT annulla la tensione di contatto tra le masse e la massa estranea anche se questa presenta una resistenza RL.
85 Principali caratteristiche di un sistema TT - Circuito di guasto La corrente di guasto si richiude attraverso il terreno dalla terra degli utilizzatori verso la terra di cabina Impianto di terraUtilizzatori e cabina hanno impianti di terra separati Protezione dai contatti indiretti La protezione è assicurata dal coordinamento tra interruttori differenziali e impianto di terra. Le carcasse degli utilizzatori sono tutte collegate all’impianto di terra dell’utente. La tensione totale di terra applicata agli utilizzatori in caso di guasto dipende dal valore della resistenza di terra della cabina e dell'utente. Fornitura Alimentazione in bassa tensione direttamente dalla rete di distribuzione. Vantaggi Il guasto viene interrotto tempestivamente all’insorgere del primo difetto di isolamento. Impianto di terra di semplice realizzazione. SvantaggiÈ richiesto l’uso capillare di relè differenziali
86 Sistema TN -
87 Sistemi TN 1/3 Nei sistemi TN (CEI 64-8 art. 413.1.3.3): la protezione contro i contatti indiretti si ritiene soddisfatta quando è verificata la seguente relazione Zsx Ia ≤ Uo Dove: Zs è l’impedenza dell’anello di guasto che comprende la sorgente, il conduttore attivo fino al punto di guasto ed il conduttore di protezione tra il punto di guasto e la sorgente; Ia è la corrente che provoca l’interruzione automatica del dispositivo di protezione, entro il tempo definito nella Tab. 41A in funzione della tensione nominale U0 per i circuiti specificati in 413.1.3.4, ed entro un tempo convenzionale non superiore a 5 s; se si usa un interruttore differenziale Ia è la corrente differenziale nominale di intervento; U0 è la tensione nominale verso terra in volt in c.a. e in c.c.
88 Sistemi TN 2/3 In caso di guasto nel sistema TN, la tensione sulle masse è, nella generalità dei casi, sempre superiore alla tensione limite convenzionale (UL) per cui le protezioni devono intervenire il più rapidamente possibile disalimentando il circuito di guasto. la corrente di guasto che si genera nel circuito a seguito della perdita di isolamento di un utilizzatore si traduce, di fatto, in un corto circuito. La corrente di guasto (Ig) deve essere superiore a quella che fa intervenire il dispositivo di massima corrente (Ia) (relè Magnetico) nei tempi stabiliti dalla norma CEI 64-8.
89 Sistemi TN 3/3
90 Sistemi FELV Devono essere protetti secondo le regole generali
91 Sistemi PELV - Le parti attive possono essere collegate a terra. La protezione contro i contatti indiretti è intrinsecamente assicurata Per U≤25Vca (60Vcc) non occorre alcuna protezione contro i contatti diretti se il componente si trova in impianti dove è stato effettuato il collegamento equipotenziale principale Per tensioni superiori a 25Vca (60Vcc) si rendono necessarie: Barriere o involucri aventi un grado di protezione non inferiore a IPXXB, oppure Un isolamento in grado di sopportare una tensione di prova di 500V (valore efficace) per 1 minuto e comunque in accordo con le relative norme di prodotto. Per U≤12Vca (30Vcc) non occorre alcuna protezione contro i contatti diretti
92 Sistemi SELV Le parti attive devono essere isolate da terra. La protezione contro i contatti indiretti è intrinsecamente assicurata Per U≤25Vca (60Vcc) non occorre alcuna protezione contro i contatti diretti Per tensioni superiori a 25Vca (60Vcc) si rendono necessarie: Barriere o involucri aventi un grado di protezione non inferiore a IPXXB, oppure Un isolamento in grado di sopportare una tensione di prova di 500V (valore efficace) per 1 minuto e comunque in accordo con le relative norme di prodotto.
93 Sistemi IT - Quando insorgono esigenze di continuità di esercizio Collegamento ad un unico impianto di terra delle parti metalliche da proteggere La tensione sulle masse non superi i 25V nel caso di primo guasto a terra Il tempo di intervento del dispositivo di protezione non superi i 5s quando si verifica il secondo guasto a terra Vi sia un dispositivo di controllo continuo dell’isolamento delle parti attive verso terra.
94 CORSO OPERATORI PES > FINE PARTE I
95 CORSO OPERATORI PES > PARTE II
96 Tipi di lavori elettrici La CEI 11-27 definisce come lavoro elettrico il lavoro che presenta un rischio elettrico ovveri tutti gli interventi su impianti o apparecchi elettrici con accesso alle parti attive (sotto tensione e fuori tensione) quali: ➲ prove,misure e verifiche ➲ sostituzioni, modifiche ➲ montaggi e ispezioni I lavori elettrici sono a loro volta distinti in: ➲ lavori fuori tensione ➲ lavori in prossimità ➲ lavori sotto tensione
97 CEI 50110-1 Lavori sugli impianti elettrici, ad essi connessi e vicino ad essi quali prove e misure, riparazioni, sostituzioni, modifiche, ampliamenti, montaggi ed ispezioni CEI 11-27 (art. 3.8) I ntervento su impianti o apparecchi elettrici con accesso alle parti attive (sotto tensione o fuori tensione) nell’ambito dei quali, se non si adottano misure di sicurezza, si è in presenza di rischio elettrico. Esempi sono prove e misure, riparazioni, sostituzioni, modifiche, ampliamenti, montaggi ed ispezioni. Nota 1: l’accesso alle parti attive si ha quando si deve operare su di esse oppure è possibile entrare nella Zona delimitata da DL di parti attive non protette presenti nelle vicinanze. Nota 2: non sono lavori elettrici quelli di tipo edile, meccanico, agrario, ecc. Anche se eseguiti in prossimità di parti attive. CEI EN 50110-1 e CEI 11-27
98 Parte attiva di un impianto Conduttore o parte conduttrice destinata ad essere in tensione durante il normale servizio incluso il neutro, ma non, per convenzione, il neutro usato come conduttore di protezione (PEN). Durante i lavori una parte attiva può essere in tensione o meno. Le parti attive devono essere considerate in tensione se ad esse non sono state applicate tutte le misure di prevenzione relative alla messa fuori tensione e in sicurezza della parte di impianto su cui intervenire. In altre parole, se si parla di parte attiva, senza specificare altro, si deve intendere una parte in tensione a tutti gli effetti. Parte attiva di un impianto
99 1. si ha un lavoro elettrico quando si accede deliberatamente alle parti attive dell’impianto elettrico; 2. sulla base del punto n. 1 precedente sono lavori elettrici soltanto quelli sotto tensione o fuori tensione con messa in sicurezza delle parti attive di un impianto elettrico; 3. sulla base dei punti n. 1 e n. 2 precedenti, pertanto, un lavoro non è considerato elettrico se si opera con certezza nella sola zona di prossimità di un impianto elettrico senza intervenire su parti attive di altri impianti.  La diversa formulazione della definizione di lavoro elettrico tra la norma europea e quella italiana non deve sorprendere: le due norme, come vedremo, dicono le stesse cose.  Per chiarire questa apparente diversità si deve ricorrere, tuttavia, a tre importanti considerazioni derivanti dalle definizioni riportate dalle due norme: Definizione di lavoro elettrico
100 PER I LAVORI ELETTRICI E NON ELETTRICI PER MANTENERE UNA DISTANZA SICURA, CONTRO LA PENETRAZIONE INVOLONTARIA NELLA ZONA A DISTANZA INFERIORE A DL DA PARTI ATTIVE NON MESSE FUORI TENSIONE E IN SICUREZZA, È PREVISTA ANCHE L’APPLICAZIONE DI UNA MAGGIORAZIONE ERGONOMICA Un nuovo impianto in corso di realizzazione non costituisce una fonte di rischio elettrico fino alla sua potenziale messa in tensione INOLTRE VA PRECISATO CHE: Definizione di lavoro elettrico
101 In generale i lavori elettrici, come abbiamo visto, implicano la volontarietà, di PES o PAV, di intervenire sulle parti attive di un impianto elettrico. Per contro, la norma, prevede che una Persona comune (PEC), possa eseguire in autonomia piccoli interventi quali la sostituzione di lampade, tubi fluorescenti e fusibili purché siano rispettate due condizioni: a)il materiale sia conforme alle relative norme di prodotto (e correttamente mantenuti); b) la PEC sia stata preventivamente istruita sul corretto comportamento da tenere nell’esecuzione dell’intervento. Volontarietà nell'esecuzione di lavori elettrici
102 Lavori sotto tensione si intende un’attività svolta entrando con una parte del corpo e/o con attrezzi, equipaggiamenti o dispositivi, sia conduttori sia isolati e/o isolanti ad una distanza inferiore a DL da una parte attiva I lavori sotto tensione possono essere eseguiti utilizzando generalmente tre metodi di lavoro (a contatto, a distanza, a potenziale) che dipendono dalla posizione dell’operatore in relazione alle parti attive e dai mezzi usati per prevenire il rischio elettrico (shock elettrico ed effetti dell’arco elettrico) D L = 15 cm per la bassa tensione Sistemi in CAT 0 e 1 – BASSA TENSIONE
103 Metodo di lavoro sotto tensione in cui l’operatore, munito di visiera e le cui mani sono protette dal punto di vista elettrico con guanti, esegue il proprio lavoro entrando in contatto con parti attive nude anche usando attrezzi, equipaggiamenti o dispositivi, isolati o isolanti Lavoro elettrico a contatto
104 DLDL Parte attiva Zona di lavoro sotto tensione (DL è la distanza limite) Lavoro elettrico a contatto
105 Metodo di lavoro sotto tensione in cui l’operatore si serve, per intervenire sulle parti attive, di aste isolanti. L’operatore, con il proprio corpo o con oggetti diversi dall’asta isolante, deve mantenere dalle parti attive una distanza superiore a DL (in pratica, per i lavori in BT l’operatore rimane oltre i 65 cm) Non costituiscono lavori sotto tensione le seguenti operazioni: la manovra degli apparecchi di sezionamento, di interruzione e di regolazione, costruiti secondo le pertinenti norme tecniche, e dei dispositivi fissi di messa a terra ed in corto circuito; (1) la manovra mediante fioretti isolanti degli apparecchi sopraelencati; (1) l’uso di rivelatori e comparatori di tensione, costruiti secondo le relative norme tecniche ed impiegati nelle condizioni specificate dal costruttore o dalle stesse norme; l’uso di rivelatori isolanti di distanze nelle condizioni previste di impiego. (1) nelle normali condizioni di esercizio Lavoro elettrico a distanza
106 METODO DI LAVORO SOTTO TENSIONE Metodo di lavoro, scarsamente utilizzato in bassa tensione, in cui l’operatore entra in contatto con le parti attive solo con un’asta isolante (in pratica, per i lavori in BT, l’operatore rimane oltre 65 cm) Le manovre di apparecchiature elettriche costruite ed installate a regola d’arte non sono considerate lavori elettrici In alternativa alla visiera, occhiali CEI 11-27 art 3.8 Lavoro elettrico a distanza
107 In BT, dato che la zona prossima è esigua (50 cm), spesso avviene che nell’eseguire un lavoro sotto tensione o fuori tensione si sconfini nella zona prossima di un impianto o parte di impianto vicino a quello su cui si è programmato di operare. In questi casi, pertanto, l’operatore si trova spesso a dover eseguire un lavoro elettrico ed un lavoro in prossimità di parti attive, contemporaneamente. Si ricorda che in BT D V = 65 cm ( dove DL = 15 cm) Lavoro elettrico in prossimità
108 D V = Zona prossima D L = Zona di lavoro sotto tensione Parte attiva DLDL DVDV Esempio di lavoro non elettrico in zona prossima Attrezzo e guanti comuni Lavoro elettrico in prossimità
109 Zona prossima di un parte attiva vicina DLDL DVDV Parte attiva su cui si sta operando QUESTO OPERATORE STA ESEGUENDO UN LAVORO SOTTO TENSIONE SU UN IMPIANTO ED ANCHE UN LAVORO IN PROSSIMITÀ DELL’IMPIANTO VICINO DLDL Lavoro elettrico a contatto in prossimità
110 Lavoro elettrico sotto tensione Lavoro in prossimità Messa fuori tensione ed in sicurezza dell’impianto Elmetto e visiera isolanti, guanti isolanti, attrezzi isolati (doppia protezione isolante) e protezione contro l’arco elettrico Barriere o schermi di protezione oppure distanza sicura con eventuale sorveglianza di PES o PAV verso PAV o PEC Misure di sicurezza Lavoro elettrico fuori tensione
111 Nella zona di lavoro sono ammessi unicamente il Preposto ai lavori (che deve essere sempre presente anche se delegato) e persone da lui autorizzate SE SI OPERERA’ FUORI TENSIONE Si può avere un lavoro fuori tensione o fuori tensione ed in prossimità rispetto ad altre parti attive SE SI OPERERA’ SOTTO TENSIONE Si può avere un lavoro sotto tensione o sotto tensione ed in prossimità rispetto ad un’altra parte attiva Zona all’interno della quale devono essere compresi tutti i lavori elettrici di tipo operativo. All’interno della zona di lavoro devono essere garantite le misure di prevenzione. Per le parti in prossimità occorrerà prendere le opportune misure di sicurezza Zona di lavoro
112 La zona di lavoro è lo spazio entro il quale si possono muovere gli addetti al lavoro e le attrezzature utilizzate Zona di lavoro delimitata Zona di lavoro per lavori elettrici
113 Altezza Braccia distese Braccia alzate rispetto al terreno Braccia alzate rispetto ad un piano di lavoro Zona di lavoro Distanze dovute ai movimenti di una persona di taglia media (altezza 175 cm) Distanze dovute ai movimenti
114 Tensione Nominale (kV) Distanza D L dalle parti attive che definisce la zona di lavoro sotto Tensione (mm) Distanza D V dalle parti attive che definisce la zona di lavoro prossima (mm)  1150650 101501150 152001200 202801280 13215203520 22023004300 38039405940 Distanza limite e distanza prossima
115 & Si premette che i lavori non elettrici vengono, in genere, eseguiti da persone comuni (PEC), per queste persone si raccomanda che la distanza dalle parti attive sia maggiorata rispetto a D V tenendo conto del valore di tensione nominale, del tipo di lavoro, delle attrezzature da impiegare & Se i lavori non elettrici devono essere svolti (da PEC) entro la distanza DV, le parti attive devono essere messe fuori tensione ed in sicurezza a cura del responsabile dell’impianto (ad es. nei piccoli impianti, a cura dell’installatore che ne segue la manutenzione) oppure devono essere installate barriere, protettori, ecc. ed eventuale supervisione e/o sorveglianza Allegato IX tabella 1 prescrive le distanze da parti attive di linee elettriche e di impianti elettrici non protette o non sufficientemente protette Il D. Lgs. 81/2008 Lavori non elettrici
116 La scelta della modalità di esecuzione del lavoro elettrico: & fuori tensione & sotto tensione è di competenza del Datore di lavoro o del Preposto ai lavori, in accordo con il Responsabile dell’impianto, in base alle caratteristiche dell’impianto, alla natura dell’intervento, ecc. Nell’esecuzione di un lavoro possono ricorrere contemporaneamente più tipologie di lavori elettrici, ad esempio: & lavoro fuori tensione + lavoro in prossimità & lavoro sotto tensione + lavoro in prossimità in questi casi occorre applicare entrambe le procedure di sicurezza previste per i due tipi di lavoro Scelta del tipo di lavoro elettrico
117 & I rischi associati ad un lavoro elettrico cambiano in funzione del tipo e della pericolosità del lavoro stesso & E’ necessario quindi procedere ad una valutazione dei rischi connessa ad ogni lavoro o ad ogni tipologia di lavoro La valutazione dei rischi si può suddividere in due livelli PRIMO LIVELLO di carattere generale di competenza del Datore di lavoro (ad es. il documento di valutazione di rischi) SECONDO LIVELLO di carattere specifico di competenza del Preposto ai lavori e del Responsabile dell’impianto Valutazione dei rischi
118 1° livello Datore di lavoro Deve contenere le misure di prevenzione da attuare in relazione ai rischi individuati, indicando le attrezzature ed i DPI che devono essere usati per eseguire il lavoro & Al Preposto ai lavori compete la valutazione dei rischi relativi allo specifico lavoro elettrico che ci si appresta ad eseguire e dispone le misure atte a controllare i possibili rischi eventualmente non valutati dal Datore di lavoro. L’esistenza di questi rischi deve essere comunicata al Responsabile dell’impianto per l’aggiornamento delle misure di sicurezza generale aziendali. & Per i lavori tipici e ripetitivi, la valutazione dei rischi può essere fatta una tantum e tradotta in schede operative che indichino le modalità di esecuzione dei lavori, le attrezzature ed i DPI da utilizzare & Per i lavori più complessi e non ripetitivi la valutazione dei rischi va fatta di volta in volta Valutazione dei rischi 2° livello Responsabile dell'impianto e preposto ai lavori
119 & Le comunicazioni tra le varie figure interessate ai lavori elettrici possono avvenire per mezzo di comunicazioni verbali (ad es. telefono, radio, passaparola) oppure scritte (fax, moduli, ecc.) & Per evitare errori, se le informazioni vengono trasmesse verbalmente, chi le riceve deve ripeterle al mittente; quest’ultimo deve confermare che esse siano state ricevute e capite correttamente & Tutte le notifiche devono riportare il nome e, se necessario, l’ubicazione della persona che fornisce l’informazione & Sono vietate comunicazioni regolate da segnali o da accordi preventivi allo scadere di un intervallo di tempo concordato (ad esempio: “alle ore 11 si ridà tensione”) Le caratteristiche delle comunicazioni sono indicate dalla Norma 11-27 all’art. 7.5.4 Comunicazioni
120 & Gli impianti elettrici devono essere affidati alla responsabilità della PERSONA PREPOSTA ALLA CONDUZIONE DELL’IMPIANTO ELETTRICO (Responsabile dell’impianto) e l’accesso ai luoghi in cui sono presenti rischi elettrici per le Persone comuni deve essere autorizzato e controllato a cura del Responsabile dell’impianto e del Preposto ai lavori & Si ricorda che il Preposto ai lavori ed il Responsabile dell’impianto possono coincidere & Quando l’attività lavorativa è complessa, la documentazione per la sua programmazione deve essere effettuata per iscritto & Devono essere addestrate e informate un numero sufficiente di persone in grado di prestare un adeguato primo soccorso in caso di shock elettrico e/o ustioni, nel caso in cui siano presenti più persone & Devono essere disponibili schemi e documentazioni aggiornati degli impianti elettrici Organizzazione
121 Si devono eseguire le seguenti SEI operazion i 1 - Individuare la zona di lavoro 2 - Sezionare completamente la parte di impianto interessata dal lavoro - separarla cioè da tutte le possibili fonti di alimentazione mediante apertura di apparecchi di sezionamento o la rimozione di parti del circuito 3 - Prendere provvedimenti contro le richiusure 4 - Verificare che l’impianto sia fuori tensione 5 - Eseguire l’eventuale messa a terra ed in cortocircuito 6 – Realizzare le misure di protezione verso eventuali altre parti attive adiacenti Lavori elettrici fuori tensione in BT
122 Lavori elettrici fuori tensione Per porre un impianto fuori tensione è necessario eseguire cinque operazioni: 1)determinare la zona di lavoro Determinare lo spazio in cui l'operatore con il corpo e con gli attrezzi e i materiali deve trattenersi per eseguire i lavori. 1)sezionare tutte le fonti di energia che alimentano le parti attive che si trovano dentro la zona di lavoro o interferiscono con essa Tramite il disarmo degli apparecchi elettrici di sezionamento e di protezione automatica (per esempio interruttori di protezione contro le sovracorrenti di sovraccarico e di cortocircuito, i sezionatori, gli interruttori di manovra etc) si sezionano tutte le fonti di alimentazione delle parti attive che risiedono all'interno della zona di lavoro determinata nel precedente punto oppure che interferiscono con la suddetta zona. 1)prendere provvedimenti contro la richiusura intempestiva del circuito ed apporre cartelli monitori Apporre cartelli ammonitori, lucchetti, o altri sistemi che evitano a terzi il riarmo non autorizzato ed intempestivo degli interrutti di protezione, di sezionamento o di manovra grazie ai quali si sono sezionati i circuiti definiti nel precedente punto. 1)verificare che le parti attive siano fuori tensione Misura che va eseguita tra le parti attive e la terra mediante adeguato voltmetro posto tra le parti attive e la terra bisogna verificare l'assenza di tensione. 1)mettere a terra ed in cortocircuito le parti attive sezionate Mediante collegamenti temporanei è necessario collegare le parti attive tra di loro all'impianto di terra esistente.
123 & Il punto 6 della diapositiva precedente si realizza con la delimitazione materiale mediante apposizione di ostacoli, barriere, difese, setti isolanti,distanza sicura, atti ad impedire alle persone ed agli oggetti mobili non isolati ad essi collegati la penetrazione accidentale nella zona prossima (DV). & Nei confronti delle parti attive (a distanza superiore a DV dal limite della zona di lavoro), cui non si deve accedere, è sufficiente utilizzare una segnalazione monitoria, costituita ad esempio da nastri e catenelle integrata da apposita segnaletica che ne vieti il superamento. CEI 11-27 art 11.1 f) Lavori elettrici fuori tensione in BT ZONA DI LAVORO
124 Prima dell’inizio dei lavori, il Preposto ai lavori deve comunicare agli addetti le informazioni circa il lavoro da svolgere e le modalità di esecuzione, le misure di sicurezza prese e le precauzioni che debbono essere adottate nel corso dei lavori stessi La zona di lavoro deve essere individuata e, se necessario, delimitata, prendendo in considerazione tutte le possibili posizioni che gli operatori possono assumere, anche accidentalmente, nel corso del lavoro e il tipo e le dimensioni degli attrezzi e del materiale utilizzato CEI 11-27 art 11.1 a) Nei lavori elettrici fuori tensione è necessario utilizzare i DPI per lavori generici (non è in pratica necessario indossare guanti isolanti e visiera, né utilizzare attrezzi isolati) Lavori elettrici fuori tensione in BT ZONA DI LAVORO
125 & Le parti attive pericolose ai fini del lavoro che si deve eseguire, devono essere sezionate, con dispositivi idonei, da tutti i punti di possibile alimentazione & nei sistemi TN-C il conduttore PEN non deve mai essere sezionato & nei sistemi TN-S non è richiesto il sezionamento del neutro, salvo nei circuiti a due conduttori fase-neutro, quando tali circuiti abbiano a monte un dispositivo di interruzione unipolare sul neutro, per esempio un fusibile & nei sistemi TT e IT il conduttore di neutro deve essere sempre sezionato Il sezionamento deve essere effettuato su tutti i conduttori attivi Per il sezionamento del neutro, si ricorda che: CEI 11-27 art. 11.2.3 Lavori elettrici fuori tensione in BT
126 In bassa tensione sono idonei al sezionamento i seguenti dispositivi: & cartucce per fusibili & interruttori automatici per uso domestico e similari (modulari) & interruttori differenziali con o senza sganciatore di corrente (modulari) & interruttori automatici per uso industriale dichiarati idonei dal costruttore, con un simbolo in targa & interruttori di manovra - sezionatori & sezionatori & prese a spina, barrette, ecc. In mancanza dei dispositivi sopra elencati, si può effettuare una sconnessione fisica dei conduttori. Lavori elettrici fuori tensione in BT
127 & Quando i dispositivi di sezionamento manovrati non sono sotto il diretto controllo di chi esegue il lavoro è necessario chiudere a chiave: > il dispositivo di sezionamento (ad es. con lucchetto) > il quadro elettrico o il locale in cui è installato il dispositivo di sezionamento & In alternativa il quadro o il locale può essere presidiato da personale addestrato In corrispondenza di tutti i dispositivi di sezionamento manovrati devono essere apposti cartelli monitori “LAVORI IN CORSO NON EFFETTUARE MANOVRE” Lavori elettrici fuori tensione in BT Apposizione di cartelli monitori Inaccessibilità dei dispositivi di sezionamento
128 & Su tutte le parti attive sezionate, neutro compreso, deve essere verificata l’assenza di tensione verso terra con un apposito strumento (ad es. con un voltmetro idoneo) & Tale verifica va eseguita nella zona di lavoro o, nel caso di linee o connessioni in cavo, nel punto accessibile più vicino. In presenza di un cavo si possono utilizzare anche appositi morsetti a perforazione, muniti di tappi di protezione, successivamente utilizzabili anche per la messa a terra e in cortocircuito) & Se non è possibile eseguire la verifica di assenza di tensione, si può ricorrere a rilevatori unipolari rispondenti alla normativa Lavori elettrici fuori tensione in BT - VERIFICA
129 & La Norma CEI 11-27 all’art. 11.2.5 afferma che se vengono osservate scrupolosamente le prescrizioni per la messa a terra e in corto circuito in essa contenute, si può procedere con le modalità dei lavori fuori tensione anche nei casi in cui non è stato oggettivamente possibile eseguire la rilevazione dell’assenza di tensione & La rilevazione di tensione può non essere considerata un lavoro elettrico sotto tensione, a meno che non si entri nella zona di lavoro sotto tensione di altre parti attive in tensione Lavori elettrici fuori tensione in BT - VERIFICA
130 & Rischio di folgorazione per tensioni indotte & Incertezza sull’individuazione di tutti i punti di possibile alimentazione delle parti attive (presenza di UPS, generatori, altri punti di alimentazione, ecc.) In bassa tensione, la messa a terra e in cortocircuito, con idonei dispositivi, deve essere eseguita nei seguenti casi: Lavori elettrici fuori tensione in BT MESSA IN CORTOCIRCUITO
131 & A lavori ultimati vanno rimossi gli attrezzi, le apparecchiature utilizzate e l’eventuale collegamento in cortocircuito e di messa a terra & Gli addetti ai lavori devono essere avvertiti che le parti attive su cui si è operato vanno considerate in tensione e devono essere allontanati & Solo successivamente si possono rimettere in tensione le parti attive interessate dai lavori Lavori elettrici fuori tensione in BT ULTIMAZIONE DEI LAVORI
132 & Negli impianti e nei lavori complessi, dove le manovre e/o le messe in sicurezza vengono eseguite da personale incaricato dal Responsabile dell’impianto, e comunque se le manovre non vengono eseguite sotto la diretta responsabilità del Preposto ai lavori (Preposto alla conduzione dell’attività lavorativa), è necessario che quest’ultimo riceva conferma dell’avvenuta esecuzione delle manovre e messa in sicurezza in FORMA SCRITTA & Altrettanto in forma scritta, il Preposto ai lavori, al termine dei lavori, dovrà comunicare a chi ha eseguito le manovre che può rimettere in tensione l’impianto & Anche l’eventuale avvicendamento tra Preposti deve avvenire con documentazione scritta in cui il Preposto uscente illustra al Preposto subentrante: le condizioni dell’impianto, lo stato di avanzamento dei lavori, le misure di sicurezza adottate Lavori elettrici fuori tensione in BT DOCUMENTAZIONE
133 Descrizione del lavoro chi richiede e chi elabora il piano di lavoro Incaricato della consegna e addetto alle manovre Preposto al lavoro Tempo previsto per i lavori Elementi d’impianto da mettere fuori tensione e in sicurezza Ulteriori misure di sicurezza e note Piano di lavoro Ragione sociale della Ditta o Logo PIANO DI LAVORO n. …………… del ……….. Impianto:......................................................................Tensione di esercizio ….........................……. Piano di lavoro richiesto da.................................................................................................................. Elaborato da........................................................................................................................................... Incaricato della consegna impianto: Sig….……………………….. Ditta:.…............................……... Addetto alle manovre: Sig. …………………………………….….Ditta:.……….................................... Preposto ai Lavori: Sig. ……………………………………………Ditta:…….........................…............. Tempo previsto per l’esecuzione dei lavori: dalle ore………… del ……………………. alle ore ……..…. del……........…….. Elementi d’impianto da mettere fuori tensione ed in sicurezza: ………………………....................………………............................... ………………………………………………………............................. Punti di sezionamento ed apposizione cartelli monitori ………………………....................………………............................... ………………………………………………………............................. Eventuali punti di messa a terra di sezionamento: ………………………....................………………............................... ………………………………………………………............................. Eventuali parti in tensione circostanti il punto di lavoro: ………………………....................………………............................... ………………………………………………………............................. Ulteriori misure di sicurezza da realizzare prima dell’inizio dei lavori: ………………………....................………………............................... ………………………………………………………............................. Note: ………………………....................………………............................... ………………………………………………………............................. Firma del responsabile …………………….………………..………… Data ………..…….......................
134 Consegna e restituzione Ragione sociale o logo Impiant o……… Data................... Ora ………… … N. identific ativo… In conformità a quanto indicato dal Piano di Lavoro n. …..…… del ………… ………… il Sig..…….……………………………….…………..………………………. (Incaricato della consegna) consegna al Sig.………..…………. (Preposto ai lavori) i seguenti elementi d’impianto nelle condizioni di sicurezza previste dal Piano di Lavoro: ……………………………………………………………………… Note: ………………………………………………………………………… Firma dell’Incaricato della consegna Firma del Preposto ai lavori..……………..…… …….……….. Ragione sociale o logo Impiant o……… Data................... Ora ………… … N. identific ativo … Elaborato da..................................................................................................................................................Con riferimento al Piano di Lavoro n. ………………… del ………………..…… il Sig..……...................... (Preposto ai Lavori) restituisce al Sig.……………...… (Incaricato della consegna) gli elementi d’impianto ricevuti con la consegna n...…….…. del …………..….. e dichiara che per quanto lo riguarda essi possono riprendere l’esercizio normale. Note: ……………………………………………………………………… Firma dell’Incaricato della consegna Firma del Preposto ai lavori ……………………………………………………………………… Firma del responsabile …………………….………………..………… Data ………..……..................... L’incaricato della consegna, consegna gli elementi d’impianto al Preposto ai lavori, specificando che quest’ultimo deve effettuare la verifica di assenza di tensione & Dopo avere effettuato il lavoro, il Preposto restituisce gli elementi d’impianto
135 D. Lgs. 81/2008, art. 82, 1. E' vietato eseguire lavori sotto tensione. Tali lavori sono tuttavia consentiti nei casi in cui le tensioni su cui si opera sono di sicurezza, secondo quanto previsto dallo stato della tecnica o quando i lavori sono eseguiti nel rispetto delle seguenti condizioni: a) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme tecniche; b) per sistemi di categoria 0 e I purché l'esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro come idonei per tale attività secondo le indicazioni della pertinente normativa tecnica; Lavori sotto tensione in BT – GENERALITA'
136 Un lavoro si intende complesso se viene svolto su un impianto complesso, ad esso connesso o vicino ad esso Per impianto complesso, si intende un impianto o parti di impianto, ove si esegue l’attività, i cui circuiti risultino fisicamente alquanto articolati o poco controllabili visivamente per la particolare disposizione dei componenti e dei circuiti in occasione dei lavori o per il numero delle possibili alimentazioni (devono essere considerate fonti di ogni natura come, ad esempio, gruppi elettrogeni, gruppi di continuità, ecc.) o per la presenza di impianti di Alta o Media tensione (AT o MT). Definire la complessità del lavoro è compito del Datore di lavoro Lavori sotto tensione in BT LAVORO COMPLESSO
137 & Per i lavori “complessi” può essere necessaria la presenza, oltre all’operatore, di una seconda persona & Nessuna disposizione legislativa impone una seconda persona nei lavori elettrici sotto tensione, in relazione al rischio elettrico (viene imposta ad esempio per l’uso di determinate scale) & Prima di iniziare un lavoro elettrico sotto tensione è necessario allontanare dalla zona di lavoro eventuali sostanze combustibili & Nei luoghi con pericolo di esplosione occorre verificare l’assenza di atmosfera esplosiva (fare riferimento al responsabile dell’impianto) & Secondo la normativa tecnica vigente, i lavori sotto tensione possono essere eseguiti solo da persone con adeguata preparazione, idonee e specificamente autorizzate dal datore di lavoro & E’ vietato a chiunque accedere a parti attive senza aver ricevuto ordine dal Preposto ai lavori Lavori sotto tensione in BT ASPETTI GENERALI
138 & sotto pioggia, neve o grandine & in ambienti bagnati & in presenza di ripetute scariche atmosferiche (a meno che l’installazione non sia alimentata da una rete totalmente in cavo interrato e il lavoro si svolga all’interno) & scarsa visibilità & Se le condizioni atmosferiche si manifestano quando il lavoro è già in corso, è lasciata al Preposto ai lavori la valutazione di quando e se sospendere il lavoro Sono vietati lavori sotto tensione nelle seguenti condizioni: Lavori sotto tensione in BT CONDIZIONI AMBIENTALI
139 a) aver concordato con il Responsabile dell’impianto le modalità di esecuzione del lavoro; b) aver verificato che i lavori siano eseguibili nel rispetto della presente Norma e delle prescrizioni aziendali; c) aver verificato che altre parti attive non interferiscano con la zona di lavoro individuata (zona prossima). In caso contrario nei confronti di queste ultime dovrà adottare le metodologie dei lavori fuori tensione o dei lavori in prossimità; d) aver verificato che eventuali masse non protette contro i contatti indiretti, e con cui si possa venire a contatto durante i lavori, non siano in tensione o aver adottato le necessarie misure di prevenzione; e) aver verificato che le attrezzature collettive da utilizzare, ad un esame a vista, risultino efficienti; Prima di dare inizio all’esecuzione dei lavori il Preposto ai lavori deve : CEI 11-27 art. 12.5.2 Lavori sotto tensione in BT DISPOSIZIONI PER IL PREPOSTO AI LAVORI
140 f) aver verificato che chi deve eseguire il lavoro, impieghi i mezzi di protezione e le attrezzature previste; g) aver verificato che chi deve eseguire il lavoro possa operare in modo agevole (posizione ben salda, entrambe le mani libere, ecc.); h) aver comunicato agli addetti ai lavori specifiche informazioni circa il lavoro da svolgere, il ruolo individuale, le modalità di esecuzione e le misure da adottare, necessarie per eseguire il lavoro in sicurezza; i) aver ricevuto dal Responsabile dell'impianto la comunicazione che si possono iniziare i lavori (consegna dell’impianto). L’autorizzazione all’inizio dei lavori deve essere data agli operatori solo dal Preposto ai lavori. Il grado di attenzione nel coordinare le operazioni deve essere corrispondente alla complessità del lavoro. Il Preposto ai lavori deve considerare e tener conto delle condizioni ambientali presenti sul posto di lavoro CEI 11-27 art. 12.5.2 Prima di dare inizio all’esecuzione dei lavori il Preposto ai lavori deve : Lavori sotto tensione in BT DISPOSIZIONI PER IL PREPOSTO AI LAVORI
141 CEI 11-27 art 12.5.3 a) controllare a vista l’efficienza delle attrezzature e dei Dispositivi di Protezione Individuale; b) attenersi alle prescrizioni impartite dal Preposto ai lavori, in particolare deve indossare i DPI previsti ed utilizzare attrezzi isolanti o isolati fatta eccezione per i lavori a potenziale; c) attenersi alle prescrizioni normative relative alla metodologia di lavoro sotto tensione che si sta eseguendo; d) segnalare al Preposto ai lavori eventuali imprevisti che dovessero sopravvenire nel corso dei lavori Prima di dare inizio ai lavori, e durante la loro esecuzione, l’addetto ai lavori deve: Lavori sotto tensione in BT DISPOSIZIONI PER GLI ADDETTI AI LAVORI
142 & Prima di iniziare il lavoro si deve individuare la zona di lavoro che deve essere, in genere, delimitata e devono essere apposti cartelli “DIVIETO DI ACCESSO ALLE PERSONE NON AUTORIZZATE” & Nei lavori fuori tensione la zona di lavoro è una zona sicura, a meno che non si eseguano anche lavori in prossimità & Nei lavori sotto tensione, invece, la zona di lavoro comprende anche le parti attive in tensione su cui si deve operare Lavori sotto tensione in BT ZONA DI LAVORO
143 & Le parti attive su cui si esegue il lavoro e le relative zone di lavoro sotto tensione, devono essere ristrette ad una zona, definita “zona di intervento” & L’estensione della zona di intervento deve essere ragionevolmente contenuta, ad es. 50 cm x 50 cm, cioè con un campo visivo che permetta all’operatore di avere sotto controllo le parti attive in tensione su cui deve eseguire il lavoro & La zona di intervento deve essere posta di fronte all’operatore Lavori sotto tensione in BT ZONA DI INTERVENTO
144 Zona di intervento (CEI 11-27 art. 3.17) Zona, compresa all’interno della zona di lavoro […] nella quale devono essere contenute le parti attive sulle quali l’operatore interviene per eseguire un lavoro sotto tensione a contatto […] Zona di lavoro sotto tensione Zona di intervento La zona di intervento deve essere posta di fronte all’operatore DLDL Lavori sotto tensione in BT ZONA DI INTERVENTO
145 & Le parti a potenziale diverso (fasi, neutro, masse) nella zona di intervento, devono essere separate da schermi isolanti (setti separatori, nastri e mastici isolanti, ecc.) & Tali schermi possono essere omessi quando la parte metallica dell’attrezzo isolato o dei materiali utilizzati è inferiore alle distanze esistenti tra le parti a potenziale diverso & Lo stato dei componenti su cui si opera deve essere tale da escludere il pericolo di rotture e di spostamenti delle parti attive con conseguente pericolo di cortocircuito & Le parti attive mobili (come ad es. un cavo con una terminazione scoperta) devono essere isolate o fissate ai corrispondenti morsetti prima di essere rilasciate dall’addetto ai lavori (anche se non sono più in tensione) per evitare che possano provocare un cortocircuito (effetto molla) Lavori sotto tensione in BT RISCHIO DI CORTOCIRCUITI INVOLONTARI
146 D < L c’è rischio di cortocircuito accidentale D > L non c’è rischio di cortocircuito accidentale Lavori sotto tensione in BT RISCHIO DI CORTOCIRCUITI
147 a) Le parti attive sono adeguatamente separate da setti isolanti non c’è rischio di cortocircuito accidentale b) Parti attive non sono separate adeguatamente dai setti isolanti con D < L C’è rischio di cortocircuito accidentale Lavori sotto tensione in BT RISCHIO DI CORTOCIRCUITI INVOLONTARI
148 & E’ consentito tagliare o sconnettere sotto carico, con le opportune precauzioni, conduttori di sezione non superiore a 6 mmq, facenti parte di circuiti protetti contro le sovracorrenti. Anche in questi casi non è tuttavia consentito tagliare o sconnettere conduttori con corrente impressa (ad esempio secondari di TA) o inseriti in circuiti fortemente induttivi soprattutto in corrente continua & Non è consentito tagliare conduttori sottoposti a sollecitazione meccanica, se prima non si elimina, con opportuni mezzi, tale sollecitazione (effetto molla) Lavori sotto tensione in BT TAGLIO O SCONNESSIONE DI CONDUTTORI
149 Durante i lavori sotto tensione a contatto l’operatore deve: indossare guanti isolanti, elmetto dielettrico con visiera di protezione indossare un idoneo vestiario che non lasci scoperte parti del tronco o degli arti Mantenere la distanza minima di 15 cm (distanza DL) tra le parti attive in tensione e le parti del suo corpo non coperte da protezioni in materiale isolante realizzare la doppia protezione isolante verso le parti attive in tensione Guanti isolanti + attrezzi isolati Guanti isolanti + tappetino, oppure + tronchetti isolanti Lavori sotto tensione in BT SICUREZZA DELL'OPERATORE
150 Nei lavori elettrici a contatto è sempre richiesta la doppia protezione, ottenuta mediante: a) guanti isolanti + attrezzi isolati b) guanti isolanti + tappeto isolante c) guanti isolanti + tronchetti isolanti a) b)c) Lavori sotto tensione in BT SICUREZZA DELL'OPERATORE
151 Nei lavori elettrici sotto tensione a contatto, le parti del corpo non protette da dispositivi di protezione isolanti non devono essere a distanza inferiore a D L (15 cm per la bassa tensione) rispetto alle parti attive Lavori sotto tensione in BT SICUREZZA DELL'OPERATORE
152 Nel lavoro elettrico in bassa tensione a distanza l’addetto resta, solitamente, con il corpo, o con oggetti conduttori da lui manovrati, fuori dalla zona prossima ed entra nella zona di lavoro sotto tensione con un’asta isolante Ai fini della sicurezza è necessario che l’operatore indossi guanti isolanti, elmetto in materiale isolante, visiera di protezione oppure occhiali Il vestiario da lavoro in dotazione, che non deve lasciare scoperte parti del tronco e degli arti Lavori sotto tensione in BT A DISTANZA
153 & Il Preposto ai lavori deve istruire il personale sul mantenimento delle distanze sicure, sulle misure di sicurezza che sono state messe in atto e sulla necessità di un consapevole comportamento & L’operatore deve assicurarsi di non oltrepassare il limite della zona di lavoro sotto tensione delle parti attive prossime né con parti del corpo né con attrezzi E’ previsto un secondo operatore “quando necessario”, in genere: & in alta tensione & in bassa tensione, quando le parti in tensione prossime sono dietro o di fianco a chi lavora Lavori in prossimità – GENERALITA'
154 Lavori elettrici in prossimità In questa tipologia di lavori elettrici occorre impedire che l'operatore entri nella zona di lavoro sotto tensione con gesti involontari con parti del corpo o con attrezzi da lui manovrati. Per fare ciò bisogna seguire due operazioni:  Proteggere le parti in tensione che interferiscono con la zona di lavoro mediante barriere schermi o protettori isolanti che impediscono l'accesso alla zona di lavoro sotto tensione  Mantenendo una distanza sicura che impedisca all'operatore di entrare nella zona di lavoro sotto tensione con movimenti involontari N.B. In BT, nei confronti di una parte in tensione in prossimità l'utilizzo dei guanti isonati rappresenta un impedimento sufficiente. Inoltre se il tempo di permanenza in zone di prossimità è di breve durata (iltempo di una manovra o di una misura) non è necessario installare impedimenti
155 Ai fini della sicurezza sono previste due modalità Protezione per mezzo di schermi, barriere e protezioni isolanti Protezione mediante distanza sicura ed eventuale sorveglianza alle PEC Lavori in prossimità
156 & Le barriere, gli schermi e le protezioni isolanti (ad es. teli isolanti) devono essere scelti ed installati in modo da garantire un’adeguata protezione contro le sollecitazioni elettriche e meccaniche & Devono essere sostenuti ed assicurati in modo da garantire una completa protezione contro le parti attive (IPXXB) & Se per installare le protezioni si entra nella zona di lavoro sotto tensione (DL = 15 cm in bassa tensione) si devono usare le procedure per i lavori sotto tensione o per i lavori fuori tensione, a seconda che la parte attiva sia in tensione o fuori tensione e in sicurezza & Dopo aver installato le protezioni, i lavori nella zona prossima possono essere eseguiti (da persone PES o PAV o PEC) senza assumere particolari precauzioni ulteriori contro il rischio elettrico (naturalmente occorre sempre proteggersi contro i rischi generici: vestiario da lavoro, guanti da lavoro, scarpe da lavoro, ecc.) Lavori in prossimità – BARRIERE E SCHERMI
157 Questo metodo di lavoro si basa essenzialmente sulla professionalità dell’operatore, che deve osservare determinate prescrizioni Il mantenimento della distanza sicura non inferiore a D L (l’operatore, o attrezzi da lui utilizzati, non devono entrare nella zona di lavoro sotto tensione) Designazione del personale incaricato, tenendo conto della sua esperienza e della sua conoscenza Adottare procedure di lavoro atte a prevenire il superamento del limite della zona di lavoro sotto tensione Lavori in prossimità DISTANZIAMENTO E/O SORVEGLIANZA
158 Esempio: Lavoro in prossimità
159 Collegamento di protezione PE provvisorio
160 Prescrizioni riguardanti i lavori su macchine e condutture elettriche È' vietato eseguire lavori su macchine apparecchi e condutture elettriche e nelle loro immediate vicinanze, senza che siano adottate le necessarie misure atte a garantire la incolumità dei lavoratori e senza avere prima: ➲ tolta la tensione; ➲ interrotto visibilmente il circuito nei punti di possibile alimentazione dell’impianto su cui vengono eseguiti i lavori; ➲ esposto un avviso su tutti i posti di manovra e di comando con l’indicazione "lavori in corso, non effettuare manovre"; ➲ isolata e messa a terra, in tutte le fasi, la parte dell’impianto sulla quale si opera. La tensione non deve essere riapplicata ai tratti già sezionati per l’esecuzione dei lavori, se non dopo che i lavoratori abbiano ricevuto dal capo della squadra che ha eseguito i lavori o da chi ne fa le veci, avviso che i lavori siano stati ultimati e che la tensione può essere riapplicata.ai capi dell'impianto o del ramo. I lavoratori addetti all’esercizio di installazioni elettriche o che comunque possono eseguire lavori, operazioni o manovre su impianti, macchine apparecchiature elettrici, devono avere a disposizione o essere individualmente forniti di appropriati mezzi ed attrezzi, quali fioretti o tenaglie isolanti, pinze con impugnatura isolata, guanti e calzature isolanti.
161 In applicazione al DM del 4 febbraio 2011, le imprese interessate ad eseguire lavori elettrici sotto tensione in AT possono richiedere il rilascio dell’abilitazione al Ministero del lavoro. Non costituiscono lavori elettrici sotto tensione: a) la manovra degli apparecchi di sezionamento, di interruzione, di commutazione e di regolazione e dei dispositivi fissi di messa a terra ed in corto circuito, nelle normali condizioni di esercizio; b) la manovra mediante fioretti degli apparecchi sopraelencati, nelle condizioni normali di impiego; c) L’uso di rilevatori e comparatori di tensione costruiti ed impiegati nelle condizioni specificate dal costruttore o dalle stesse norme; d) L’uso di rilevatori isolanti di distanze nelle condizioni previste di impiego; e) Il lavaggio di isolatori effettuato da impianti fissi, automatici o telecomandati. f) L’utilizzo di dispositivi mobili di messa a terra ed in c.c.; g) Lavori nei quali si opera su componenti che fanno parte di macchine o apparecchi alimentati a tensione non superiore a 1000V anche se funzionanti a tensione superiore Lavori in AT
162 & Per mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive si seguono le stesse procedure indicate per la bassa tensione (determinazione della zona di lavoro, sezionamento, assicurazione contro le richiusure intempestive, verifica assenza di tensione, messa a terra e in cortocircuito) & La messa a terra e in cortocircuito è sempre obbligatoria in alta tensione a 15 kV D L = 20 cm D V = 120 cm a 20 kV D L = 28 cm D V = 128 cm Nel definire le parti attive che interferiscono con la zona di lavoro, occorre ricordare che le distanza D L e D V aumentano con l’aumentare della tensione Lavori in AT MESSA IN SICUREZZA E DEFINIZIONE
163 & La messa a terra e in cortocircuito in alta tensione, sul posto di lavoro o da quest’ultimo visibile, è sempre prescritta e può essere eseguita con dispositivi fissi o mobili, dopo aver sezionato l’impianto e verificato l’assenza di tensione. & Per eseguire la messa a terra e in cortocircuito con i dispositivi mobili è necessario collegare prima a terra il morsetto di terra del dispositivo e successivamente, con un fioretto isolante, ciascun morsetto ad ognuna delle tre fasi del circuito. & Per l’impiego dei DPI si rimanda alle relative schede già esaminate in precedenza Lavori in AT MESSA A TERRA E IN CORTOCIRCUITO
164 & L’attrezzatura impiegata deve essere conforme alle norme CEI 11-40 & Tra l’operatore che esegue la messa a terra e le parti attive deve essere mantenuta una determinata distanza, che varia in funzione del valore della tensione dell’impianto & Il personale deve avere ricevuto una particolare informativa documentata, circa i rischi connessi e le relative modalità di esecuzione La nuova edizione della norma CEI 11-15 “Esecuzione di lavori sotto tensione in AT”, per la messa a terra e in cortocircuito con dispositivi mobili installati manualmente, prevede le seguenti prescrizioni : Lavori in AT MESSA A TERRA E IN CORTOCIRCUITO
165 & L’apertura di un sezionatore, anche mediante fioretto, non è considerato un lavoro sotto tensione, anche se è consigliabile che l’operatore indossi i guanti isolanti e l’elmetto con visiera & I sezionatori in genere sono all’interno di cabine elettriche (e quindi non accessibili a Persone comuni) quindi per assicurarsi contro le richiusure intempestive sarebbe sufficiente apporre sul comando del sezionatore il cartello “lavori in corso non effettuare manovre” & E’ però buona norma e consuetudine, interbloccare il sezionatore nella posizione di aperto, tramite la chiusura del sezionatore di messa a terra. & Il sezionamento avviene in genere con dispositivi appositi (sezionatori) che consentono di “interrompere visibilmente il circuito” & Il DM 27/3/98 ha però ammesso che l’interruzione non sia visibile purché vi sia un affidabile indicatore di posizione di aperto Lavori in AT - SEZIONAMENTO
166 La verifica di assenza di tensione in genere può avvenire: & Nei quadri di media tensione tramite rilevatori di tensione fissi “a lampada” (accesa in presenza di tensione) oppure direttamente sulle parti attive con rilevatori di tensione da inserire in appositi oblò & Nelle parti attive nude, con appositi rivelatori di tensione o altri metodi appropriati rispondenti alle relative norme Lavori in AT VERIFICA ASSENZA TENSIONI
167 & In alta tensione, in quanto considerati lavori “complessi” è obbligatorio predisporre un documento scritto (Piano di lavoro) che indichi il tipo di lavoro, le manovre da eseguire e le misure di sicurezza adottate & Questo documento, viene redatto dal Responsabile dell’impianto in collaborazione con il Preposto ai lavori & Il Preposto ai lavori deve compilare per iscritto anche il Piano di intervento (art. 8.4 CEI 11-27) Piano di lavoro ------------------------- ------------------------- Piano di intervento ------------------------- ------------------------- Piano di lavoro e Piano d'intervento
168 & E’ necessario mettere a terra e in cortocircuito entrambi gli estremi del cavo in quanto non è praticamente possibile mettere a terra e in cortocircuito lo spezzone di cavo su cui si lavora. In genere è sufficiente chiudere i sezionatori di terra su entrambi gli estremi. & E’ molto importante individuare con assoluta certezza il cavo nel posto di lavoro & In caso di incertezza (in presenza di più cavi con uguali caratteristiche) è necessario individuare il cavo su cui si deve eseguire il lavoro, utilizzando appositi dispositivi di perforazione del cavo, collegati a terra. In caso di errore si provoca un guasto e si danneggia un cavo in servizio & Per le linee aeree nude di AT i relativi gestori prevedono procedure particolari e prescrizioni specifiche Lavori in AT FUORI TENSIONE
169 & Aprire l’interruttore o gli interruttori sul secondario; aprire l’interruttore sul primario (se esistente): sezionare il primario del trasformatore & Verificare l’assenza di tensione & Mettere in cortocircuito e a terra i morsetti del circuito primario del trasformatore & Se sono presenti, o se non si è in grado di escluderne la presenza, trasformatori in parallelo o possibili altre fonti di alimentazione (generatori - UPS - ecc.), vanno collegati a terra e in cortocircuito anche i morsetti BT del secondario del trasformatore Occorre: Lavori fuori tensione su trasformatori AT/BT
170 attive Lavoro fuori tensione + lavoro in prossimità mediante, ad esempio, distanza sicura Se la distanza tra i morsetti fosse inferiore a 15 cm anche il morsetto dell’interruttore fuori tensione sarebbe all’interno della zona di lavoro sotto tensione Lavori vari
171 Distanza fra i morsetti in tensione e quelli fuori tensione < 15 cm Protettori flessibili in materiale isolante per conduttori Norma CEI EN 61479 (CEI 11-66) Se non ci fosse la protezione isolante il lavoro è da considerare sotto tensione, poiché si entra nella zona di lavoro sotto tensione dell’interruttore in servizio Lavoro fuori tensione con Lavoro in prossimità con protezioni isolanti
172 QUANDO LE PARTI ATTIVE SONO PROTETTE COMPLETAMENTE CON PROTEZIONI ISOLANTI (  IPXXB) NON È NECESSARIO USARE I GUANTI ISOLANTI E LA VISIERA ATTIVE PROTETTORI FLESSIBILI IN MATERIALE ISOLANTE PER CONDUTTORI NORMA CEI EN 61479 Lavoro fuori tensione e Lavoro in prossimità
173 Se invece, nei confronti delle parti attive vicine si adotta la protezione mediante distanza sicura, rispetto alle parti attive in tensione ci devono essere più di 15 cm, altrimenti si ricade nella procedura del lavoro sotto tensione attive Lavoro fuori tensione e Lavoro in prossimità
174 La norma contiene le prescrizioni per la progettazione e la costruzione di impianti elettrici, in sistemi con tensione superiore ad 1.000 V c.a. e 1.500 V c.c., tali da garantire sicurezza e funzionamento idoneo secondo le prescrizioni d’uso. CAMPO DI APPLICAZIONE La norma riguarda i seguenti impianti elettrici:  Stazione o cabina elettrica;  Impianto di generazione in unico sito;  Impianto elettrico di una fabbrica, di uno stabilimento industriale, di uno stabilimento commerciale o di un pubblico servizio. La norma NON riguarda i seguenti impianti elettrici:  Linee aeree o sotterranee tra impianti separati;  Ferrovie, miniere, impianti su navi;  Impianti medicali, sale prova;  Impianti con lampade fluorescenti. Norma CEI 11-1 Norme impianti AT – CEI 11-1
175 Distanze di progetto Variano in funzione della tensione nominale Sono relative al solo dimensionamento degli impianti Distanza di isolamento: distanza in aria tra due parti conduttrici lungo il più breve percorso possibile Minima distanza di isolamento: minima distanza ammissibile in aria tra parti attive o tra parti attive e terra Zona di guardia: spazio attorno ad una parte in tensione entro il quale non è ammessa la presenza di persone o oggetti mobili che siano collegati o accessibili a persone Distanza di guardia (dg): minima distanza in aria tra un elemento e la superficie che delimita la zona di guardia attorno all’elemento Distanza di vincolo (dv): minima distanza tra l’elemento attivo e la superficie accessibile all’operatore perché questi non entri nella zona di guardia. Tali distanze si distinguono in distanza di vincolo verticale (dvv) e orizzontale (dvo ) DEFINIZIONI non trattate nelle norme CEI 11-27 e CEI EN 50110-1 Norma CEI 11-1 Norme impianti AT – CEI 11-1
176 & NORMA EUROPEA CHE TUTTI I PAESI ADERENTI AL CENELEC DEVONO ADOTTARE COME NORMA NAZIONALE & SI PROPONE DI ALLINEARE I VARI LIVELLI DI SICUREZZA & FORMATA DA DUE PARTI: UNA CONTIENE LE PRESCRIZIONI MINIME VALIDE PER TUTTI I PAESI, L’ALTRA CONTIENE LE VARIE PRESCRIZIONI NAZIONALI CHE COMUNQUE SONO RICONOSCIUTE VALIDE NORMA CEI EN 50110-1, 50110-2 (NORMA CEI 11- 48, 11-49) “ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI ELETTRICI” Norme CEI EN 50110-1, 50110-2 (CEI 11-48 e 11-49)
177 ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO FORMAZIONE DEGLI OPERATORI NORMA CEI EN 50110-1, 50110-2 (NORMA CEI 11- 48, 11-49) “ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI ELETTRICI” Norma CEI 11-27 “LAVORI SU IMPIANTI ELETTRICI” NUOVO APPROCCIO L’EFFICACIA DELLA SICUREZZA È CONSEGUITA DALLA Norme CEI EN 50110-1, 50110-2 (CEI 11-48 e 11-49)
178 Persona con istruzione, conoscenza ed esperienza rilevanti tali da consentirle di analizzare i rischi ed evitare i pericoli che l’elettricità può creare Persona adeguatamente avvisata da persone esperte per metterla in grado di evitare i pericoli che l’elettricità può creare PERSONA AVVERTITA (PAV) PERSONA COMUNE (PEC) PERSONA ESPERTA (PES) Persona che non è esperta e non è avvertita Caratteristiche del personale
179 & conoscenze generali dell’antinfortunistica elettrica; & approfondita conoscenza della problematica infortunistica per almeno una precisa tipologia di lavori; & capacità di affrontare in autonomia l’organizzazione in sicurezza di qualsiasi lavoro di precisa tipologia; & capacità di individuare e prevenire i rischi elettrici connessi con il lavoro e di mettere in atto le misure idonee a ridurli o a eliminarli; & capacità di affrontare gli imprevisti che possono accadere in occasione di lavori elettrici; & capacità di sovrintendere e coordinare altri lavoratori; & capacità di informare e istruire correttamente una PAV affinché esegua un lavoro in sicurezza. In particolare, è una persona che, con adeguata attività e/o percorso formativo e maturata esperienza, ha acquisito quanto segue: Norma CEI 11-27 Art. 5.2.1 Persona esperta PES
180 Operatori PES La norma CEI 11-27 introduce tre requsiti di base che gli operatori in campo elettrico devono avere: AFFIDABILITA' Una persona affidabile è una persona precisa, attenta ed equilibrata ISTRUZIONE L'istruzione di un operatore si basa sulle conoscenze teoriche sugli impianti e sulle norme (modulo 1.A) ESPERIENZA E' la conoscenza delle pratiche operative ed organizzative (modulo 1.B) La persona esperta che svolge il ruolo di PES è una persona formata, in possesso di specifica istruzione ed esperienza tali da consentirle di evitare I pericoli che l'elettricità può creare. L'operatore PES oltre ad avere tutti e tre i requisiti è AUTONOMA NEI LAVORI ELETTRICI FUORI TENSIONE O IN PROSSIMITA'.
181 Requisiti minimi PES 1.A La formazione minima per l’esecuzione di lavori elettrici necessaria ad una PES, è strutturata in due livelli più precisamente livello 1.A e 1.B: Livello 1A – Conoscenze teoriche Oltre alle conoscenze di elettrotecnica generale e a quelle specifiche per la tipologia di lavoro, la formazione teorica deve riguardare almeno i seguenti aspetti: ➲ conoscenza delle principali disposizioni legislative in materia di sicurezza elettrica con particolare riguardo ai principi ispiratori del Decreto Legislativo 81/08 come chiave d’interpretazione della cultura della sicurezza. ➲ conoscenza della normativa tecnica che evidenzi: ➲ la Norma CEI EN 50110-1 e la presente Norma per gli aspetti comportamentali; ➲ le Norme CEI 11-1 e 64-8 per gli aspetti costruttivi dell’impianto; ➲ eventuali altre norme pertinenti alla tipologia impiantistica su cui si dovrà operare; ➲ nozioni circa gli effetti dell’elettricità (compreso l’arco elettrico) sul corpo umano e cenni di primo intervento di soccorso; ➲ attrezzatura e DPI: impiego, verifica e conservazione; ➲ le procedure di lavoro generali ed aziendali; le responsabilità ed i compiti del Responsabile degli impianti e del Preposto ai lavori; la preparazione del lavoro; la documentazione; le sequenze operative di sicurezza; le comunicazioni; il cantiere.
182 Requisiti minimi PES 1.B La formazione minima per l’esecuzione di lavori elettrici necessaria ad una PES, è strutturata in due livelli più precisamente livello 1.A e 1.B: Livello 1B – Conoscenze e capacità per l’operatività Oltre alle metodologie di lavoro specifiche richieste per l’attività, la formazione pratica deve riguardare almeno i seguenti aspetti: ➲ predisposizione e corretta comprensione di un Piano di lavoro e di un Piano d’intervento; ➲ definizione, individuazione, delimitazione della zona di lavoro e della zona d’intervento; ➲ apposizione di barriere e protezioni; ➲ apposizione di blocchi ad apparecchiature o macchinari; ➲ messa a terra ed in cortocircuito; ➲ verifica dell’assenza di tensione; ➲ verifica della sicurezza delle masse; ➲ valutazione delle distanze; ➲ uso e verifica dei DPI; ➲ valutazione delle condizioni ambientali; ➲ modalità di scambio delle informazioni; ➲ verifica del corretto intervento di primo soccorso agli infortunati;
183 In particolare, è una persona che, con adeguata formazione, ha acquisito quanto segue: & conoscenza dell’antinfortunistica elettrica relativa a precise tipologie di lavoro; & capacità di comprendere le istruzioni fornite da una PES per una precisa tipologia di lavori; & capacità di organizzare ed eseguire in sicurezza un lavoro di una precisa tipologia, dopo aver ricevuto istruzioni da una PES; & capacità di affrontare i pericoli e le difficoltà previste; & capacità di riconoscere i pericoli originati da imprevisti anche se potrebbe non essere in grado di affrontarli correttamente in autonomia. Norma CEI 11-27 Art. 5.2.2 Persona avvertita PAV
184 Una persona può essere esperta (PES) in una tipologia di lavori e avvertita (PAV) o addirittura comune (PEC) in un’altra. La condizione di PES o PAV deve essere attribuita solo a chi svolge professionalmente lavori elettrici. Norma CEI 11-27 Artt. 5.2.1 – 5.2.2 Profili professionali
185 L’esecuzione di piccoli interventi volti alla sostituzione di lampade, tubi fluorescenti e fusibili, possono essere eseguiti in autonomia da persone comuni purché siano rispettate entrambe le seguenti condizioni: o il materiale utilizzato sia conforme alle relative norme di prodotto; o la PEC sia stata preventivamente istruita del corretto comportamento da tenere nell’esecuzione dell’intervento. Persona che, dal punto di vista elettrico, non rientra nelle categorie PES o di PAV e può operare solo con supervisione di PES e sotto la sorveglianza di PES o PAV, se i rischi elettrici residui non sono stati eliminati. (come di seguito indicato alle Dia 117, 118, 122 e da 162 a 165) Norma CEI 11-27 Art. 5.2.3 Persona comune PEC
186 art. 3.32 - Supervisione (v. anche art. 7.4) Complesso di attività svolte da PES finalizzate a predisporre ambienti, misure di prevenzione e protezione, modalità d’intervento, istruzioni, organizzazione complessiva in modo tale da minimizzare i rischi. La supervisione è un’attività svolta prima di eseguire un lavoro, durante un lavoro o dopo l’esecuzione di un lavoro ai fini di sovrintendere a dette attività ed allo scopo di controllare che vengano rispettate, in particolare, le prescrizioni generali di sicurezza aziendali Supervisione
187 art. 3.33 - Sorveglianza (v. anche art. 7.6.4.2 e 14.3) La sorveglianza oltre ad una possibile supervisione, specialmente richiesta per i lavori complessi, è un’attività di controllo continuativo svolta da PES o PAV nei confronti di altre PAV, generalmente con minore esperienza delle prime, o in particolare di PEC, atta a prevenire azioni pericolose che queste ultime potrebbero compiere ignorandone il grado di rischio. Sorveglianza
188 PERSONA AVVERTITA PAV PERSONA ESPERTA PES FIGURA DA FORMARE FIGURA IN EVOLUZIONE & istruzione & esperienza & capacità PERSONA COMUNE Crescita professionale
189 POSSIEDE SUFFICIENTI CONOSCENZE TEORICHE? ATTRIBUZIONE QUALE PES ATTRIBUZIONE QUALE PAV IMPLEMENTAZIONE SISTEMA SICUREZZA DELL’AZIENDA NO SI IL LAVORATORE, ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA NORMATIVA CEI HA SVOLTO LAVORI ELETTRICI? POSSIEDE SUFFICIENTI CONOSCENZE TEORICHE? SI NO ACQUISIZIONE CONOSCENZE ELETTROTECNICA + CONOSCENZE LIVELLO 1A DELLA NORMA CEI 11-27 AFFIANCAMENTO A PES ACQUISIZIONE CONOSCENZE ELETTROTECNICA + CONOSCENZE LIVELLO 1A DELLA NORMA CEI 11- 27 ESPERIENZA Classificazione delle competenze del personale
190 La persona preposta alla conduzione dell’impianto elettrico, ovvero il Responsabile dell’impianto (RI) è la persona designata alla più alta responsabilità della conduzione dell’impianto elettrico. All’occorrenza, parte di tali compiti può essere delegata ad altri. La persona preposta alla conduzione dell’attività lavorativa, ovvero il Preposto ai lavori (PL) è la persona designata alla più alta responsabilità della conduzione del lavoro.- All’occorrenza, parte di tali compiti può essere delegata ad altri. Responsabile dell'impianto e Preposto ai lavori
191 Competenze e responsabilità nel lavoro elettrico Prima di eseguire qualsiasi lavoro è indispensabile nominare le figure del Responsabile dell'Impianto ovvero la persona preposta alla conduzione dell'impianto elettrico e del Preposto ai Lavori sul quale grava la responsabilità della conduzione dell'attività lavorativa. Il responabile dell'impianto e il preposto ai lavori possono essere assunti da una unica persona. La suddivisione dei compiti può variare in funzione dell'organizzazione aziendale. Responsabile dell'Impianto R.I.Preposto ai lavori P.L. Programma i lavori elettrici Redige il piano di lavoro o il piano d'intervento Individua la porzione dell'impianto interessato ai lavori Esegue i sezionamenti e si preoccupa dei riarmi non programmati, appone cartellonistica Informa il preposto ai lavori sui rischi ambientali Consegna l'impianto al preposto ai lavori Prende in carico l'impianto Prepara il lavoro Verifica l'assenza di tensione Mette a terra ed in c.c. Controlla le condizioni ambientali Applica le protezioni contro le parti attive adiacenti Informa il personale Controlla l'attrezzatura e i DPI Coordina gli operatori durante lo svolgimento del lavoro Riconsegna dell'impianto al responsabile dell'impianto
192 PIANIFICAZ. DELLE MISURE DI SICUREZZA  pianificazione e programmazione lavori  eventuale redazione del piano di lavoro  modifiche gestionali (p. es. ritarature delle protezioni, esclusione richiusure, inibizione controalimentazionei) e manovre  sezionamenti e loro blocco  individuazione dell’impianto o sua parte interessata ai lavori  informazioni al Preposto ai lavori (PL)  consegna dell’impianto al PL  ecc. ATTUAZIONE DELLE MISURE DI SICUREZZA  preparazione dei lavori  pianificazione delle attività  eventuale redazione Piano di intervento  presa in carico dal RI dell’impianto o sua parte e successiva riconsegna  verifica assenza tensione e messe a terra di lavoro  protezioni contro le parti attive adiacenti  Verifica situazioni ambientali  informazioni al personale  ecc. ALCUNI COMPITI DELLA PERSONA PREPOSTA ALLA CONDUZIONE DELL’ATTIVITA’ LAVORATIVA (PREPOSTO AI LAVORI - PL) ALCUNI COMPITI DELLA PERSONA PREPOSTA ALLA CONDUZIONE DELL’IMPIANTO (RESPONSABILE DELL’IMPIANTO - RI) Ruoli competenze e responsabilità
193 DATORE DI LAVORO deve Verificare l’esistenza di processi formativi rappresentativi dei lavori per i quali gli conferisce l’idoneità che abbiano previsto anche esercitazioni teorico - pratiche, la documentazione dei corsi di formazione, gli argomenti trattati e le valutazioni finali Accertare:  l’idoneità psico-fisica  il curriculum professionale  i comportamenti seguiti nell’attività lavorativa svolta, con riferimento alla sicurezza Il datore di lavoro è responsabile del mantenimento o della revoca dell’idoneità È comunque buona norma riesaminare l’idoneità con cadenza annuale Idoneità ai lavoratori subordinati per lavori
194 IL LAVORATORE, ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA NORMA CEI HA SVOLTO LAVORI SOTTO TENSIONE? ACQUISIZIONE CONOSCENZE DI LIVELLO 2A DELLA NORMA CEI 11-27 AUTORIZZAZIONE AL LAVORO SOTTO TENSIONE SI NO  ORGANIZZA ADDESTRAMENTO PRATICO PER AFFIANCAMENTO oppure  DOCUMENTA CORSI PRATICI DI ADDESTRAMENTO ESTERNI POSSIEDE LA FORMAZIONE TEORICA PREVISTA DALLA NORMA CEI 11-27 ? ATTESTAZIONE SCRITTA DELL’IDONEITÀ ACQUISIZIONE CONOSCENZE LIVELLO 2A DELLA NORMA CEI 11-27 POSSIEDE LA FORMAZIONE TEORICA PREVISTA DALLA NORMA CEI 11- 27 ? NO SI Idoneità del personale per i lavori sotto tensione
195 & CORTOCIRCUITO TRA PARTI VICINE PER ACCIDENTALE INTERPOSIZIONE DI ATTREZZI E MATERIALI METALLICI (ARCO ELETTRICO) & INTERRUZIONE DI CARICHI CONSISTENTI SENZA L’USO DI ORGANI DI MANOVRA (ARCO ELETTRICO) & MANCATO USO O INADEGUATEZZA DI DPI E ATTREZZATURE DI PROTEZIONE & MANCATO RISPETTO DELLE DISTANZE DI SICUREZZA O DI PROTEZIONI DALLE PARTI ADIACENTI IN TENSIONE SU CUI NON SI OPERA & ANDATA IN TENSIONE DI MASSE DELL’IMPIANTO PER GUASTO O CEDIMENTO DELL’ISOLAMENTO Cause che possono originare il rischio elettrico nei lavori sotto tensione
196 & MANCATO SEZIONAMENTO DI TUTTE LE FONTI DI POSSIBILE ALIMENTAZIONE, PER ERRORE DI MANOVRA OVVERO PER MANCATA INDIVIDUAZIONE DEI PUNTI DI POSSIBILE ALIMENTAZIONE & CONTATTO ACCIDENTALE CON PARTI IN TENSIONE ADIACENTI DI UN ALTRO IMPIANTO NON A DISTANZA DI SICUREZZA O NON ADEGUATAMENTE PROTETTE & TENSIONI TRASFERITE IN CONSEGUENZA DI UN GUASTO A TERRA & TENSIONI INDOTTE DA PARALLELISMI CON ALTRI IMPIANTI & TENSIONI INDOTTE DA SCARICHE ATMOSFERICHE Cause che possono originare il rischio elettrico nei lavori fuori tensione
197 Dispositivi di protezione individuali (uso personale) Attrezzature (uso collettivo) & Elmetto dielettrico (1) & Occhiali di protezione & Visiera & Guanti & Calzature (tronchetti isolanti) & Abito di protezione dalle conseguenze dell’esposizione agli archi elettrici (2) & Attrezzi isolati (3) & Attrezzi isolanti (3) & Rivelatore di presenza tensione & Misuratore di grandezze elettriche & Tappeti / teli, cappucci, mastice e nastri isolanti & Pedane isolanti & Protettori / Schermi isolanti & Aste (fioretti) isolati & Segnaletica di informazione e divieto (1) Secondo la Norma CEI EN 50365 (2) secondo la Norma CEI EN 61482-1-2 (3) Secondo la Norma CEI EN 60743 DPI e attrezzature per lavori elettrici sotto tensione
198 & Elmetto & Ove necessario, devono essere usati gli stessi dispositivi previsti per i lavori sotto tensione sulla bassa tensione per la verifica di presenza/assenza di tensione e per la messa in sicurezza degli impianti. & Può essere necessario l’utilizzo di guanti e di calzature isolanti per lavori su impianti di II categoria allo scopo di contenere le tensioni trasferite & Rivelatore di presenza tensione & Tappeti e teli isolanti & Protettori / Schermi isolanti & Fioretti isolanti & Dispositivi portatili di messa a terra e in cortocircuito di continuità ed equipotenzialità & Dispositivi per l’individuazione dei cavi & Segnaletica di informazione e divieto Dispositivi di protezione individuali (uso personale) Attrezzature (uso collettivo) DPI e attrezzature per lavori elettrici fuoritensione
199 Gestione dei DPI
200 (*) Da utilizzare nelle operazioni che non comportano il rischio di danneggiamento meccanico del guanto, quando non vengono protetti sovrapponendo a loro i guanti di lavoro (**) Da utilizzare in alternativa alla visiera anche nelle altre attività, se condotte con l’operatore fuori della distanza prossima, e comunque se non sussiste il rischio di proiezione di materiale fuso in conseguenza di un eventuale arco (***) Può essere omesso se le attività sono effettuate a distanza Nota: l’operatore deve comunque indossare l’elmetto da lavoro (anche se lo stesso, di norma, non costituisce DPI per lavori elettrici) LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE Impiego tipico dei DPI
201 LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE Guanti isolanti
202 LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE Visiera - Occhiali
203 LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE Elmetto dielettrico e vestiario di protezione
204 LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE Tronchetti isolanti
205 Cacciavite isolato Cesoia isolata Pinza isolante Gli attrezzi per lavori sotto tensione devono riportare il simbolo del doppio triangolo, la tensione nominale e l’anno di costruzione LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE Attrezzi
206 LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE Attrezzi
207 NORMA CEI EN 61243-3 Lavori sotto tensione - Rivelatori di tensione Parte 3: Rivelatori bipolari a bassa tensione La presenza/assenza di tensione può essere, a determinate condizioni, rivelata anche con un adatto voltmetro LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE Rilevatori presenza/assenza tensione
208 Segnalazione luminosa e/o acustica che indica la presenza di tensione Puntale Asta isolante NORMA CEI EN 61243-1, 2 Lavori sotto tensione - Rivelatori di tensione Parte 1: Rivelatori di tipo capacitivo utilizzati per tensioni alternate superiori a 1 kV Parte 2 : Rivelatori di tipo resistivo utilizzati per tensioni da 1kV a 36 kV in corrente alternata LAVORI FUORI TENSIONE IN IMPIANTI DI CATEGORIA II E III Rilevatori presenza/assenza tensione
209  Artt. 15, 36, 37, 45, D. Lgs. 81/2008  ART. 6.1.7 NORMA CEI 11 - 1  ART. 4.2 NORMA CEI EN 50110  SUI LUOGHI DI LAVORO DEVONO ESSERE RICHIAMATE LE ISTRUZIONI, MEDIANTE QUADRI O TABELLE ESPOSTI O SPECIFICI DOCUMENTI IN POSSESSO DEL PERSONALE, PER IL PRIMO SOCCORSO DA PRESTARE AI COLPITI DA CORRENTE ELETTRICA  I LAVORATORI DEVONO ESSERE ADDESTRATI (ANCHE CON ESERCITAZIONI PERIODICHE) E INFORMATI SULLE MODALITA’ DA ADOTTARE PER SOCCORRERE IN CASO D’URGENZA I COLPITI DA CORRENTE ELETTRICA Soccorso ai colpiti da infortunio elettrico
210 AGIRE SUBITO SAPENDO CHE OGNI RITARDO PUO’ ESSERE FATALE ! … MA SENZA PRECIPITAZIONE,… ACCERTARSI CHE IL COLPITO NON TOCCHI ANCORA PARTI ATTIVE ! Contattare il servizio sanitario il più presto possibile (es. 118) Comportamento che deve tenere il soccorritore
211 & Se l’infortunato tocca ancora parti attive, occorre cercare di mettere subito fuori tensione l’impianto. Se l’impianto non può essere messo fuori tensione e in sicurezza, occorre cercare di distaccare l’infortunato utilizzando i DPI oppure aste isolanti idonee alla tensione nominale dell’impianto, evitando assolutamente il rischio del contatto diretto con il corpo dell’infortunato o, tantomeno, con parti attive. & Per liberare o assicurarsi che le vie respiratorie siano libere, ed in certi casi per attivare la respirazione spontanea, è necessario:  asportare dalla bocca eventuali materiali estranei (a seguito della contrazione muscolare la lingua può essere “inghiottita” impedendo la respirazione)  reclinare il capo all’indietro per impedire che la lingua cadendo all’indietro determini soffocamento & La mancanza del battito cardiaco si riscontra ponendo i polpastrelli sull’arteria a lato della trachea non rilevando pulsazioni Riattivazione della respirazione e della circolazione
212 POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA L’INFORTUNATO E’ COSCIENTE (PARLA ?) RESPIRA ?  RESPIRAZIONE ARTIFICIALE  MASSAGGIO CARDIACO BATTITO CARDIACO ? ASSICURARSI CHE LE VIE RESPIRATORIE SIANO LIBERE RESPIRAZIONE ARTIFICIALE PRONTO SOCCORSO (118) INTERVENTO SULLE USTIONI SI NO SI NO SI ( a cura dell’ eventuale seconda persona presente sul posto di lavoro ) Persona addestrata al primo soccorso
213 …….mani sotto il collo e sulla fronte IL SOCCORRITORE DEVE PROTEGGERSI LE MANI CON GUANTI E LA BOCCA CON FAZZOLETTO O APPOSITA MASCHERINA ORO - NASALE NO ! la lingua chiude le vie respiratorie SI ! le vie respiratorie sono libere Riattivazione della respirazione
214 …da iniziare entro tre/quattro minuti dall’avvenuto incidente 1) Inspirare profondamente 2) Far aderire completamente la propria bocca ben aperta alle labbra dell’infortunato e chiudere il naso dello stesso 3) Espirare l’aria per 1-2 secondi nella bocca dell’infortunato fino alla completa espansione del torace 4) Sollevare la bocca e lasciare espirare completamente l’infortunato mantenendogli aperta la bocca e verificando l’abbassamento del torace IL SOCCORRITORE DEVE PROTEGGERSI LE MANI CON GUANTI E LA BOCCA CON FAZZOLETTO O APPOSITA MASCHERINA ORO - NASALE Respirazione artificiale
215 1) Distendere l’infortunato a terra 2) Individuare lo sterno 3) Appoggiare la parte iniziale del palmo della mano sullo sterno 4) Appoggiare la parte iniziale del palmo dell’altra mano sul dorso della prima 5) Mantenendo le braccia ben distese comprimere verticalmente lo sterno 6) Rilasciare rapidamente in modo da permettere il ritorno del sangue al cuore …da iniziare entro tre/quattro minuti dall’avvenuto incidente Massaggio cardiaco
216 COSA FARE  Soffocare le fiamme con una coperta se gli indumenti hanno preso fuoco  Lavare abbondantemente e a lungo con acqua pulita, fresca, la parte lesa  Coprire le ustioni con garze sterili (o teli puliti )  In caso di ustioni estese, distendere l’infortunato con le gambe sollevate e coprire con la coperta isotermica  NON togliere gli indumenti bruciati rimasti attaccati all’epidermide  NON usare cotone idrofilo  NON ungere con oli o pomate  NON bucare le vesciche  NON applicare impacchi di ghiaccio  NON coprire le ustioni al viso COSA NON FARE In caso di ustioni...
217 CORSO OPERATORI PES > FINE PARTE II
Scaricare ppt "CORSO OPERATORI PES > PARTE I. Norme e leggi in vigore Si considerano norme di buona tecnica le specifiche norme emanate dai seguenti Organismi Nazionali."
CAPO III – IMPIANTI E APPARECCHIATURE ELETTRICHE
SICUREZZA E SALUTE a cura del Tecnico della Prevenzione dott. Massimiliano Tacchi.
RISCHI GENERALI DEGLI IMPIANTI ELETTRICI Ing. Giuseppe ABBA
Figure, Ruoli e Responsabilità Titolo I - D.Lgs.81/08
Torna alla prima pagina Manuali sulla sicurezza Modulo formativo per i lavoratori art.36- 37 D.Lgs n. 81/08.