Source: http://studionatalini.blogspot.com/
Timestamp: 2018-06-23 23:01:06+00:00
Document Index: 35869098

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 20']

Regole per l’acquisto di carburante dal 1° luglio 2018
Dal 1° gennaio 2019, ad eccezione di casi marginali (soggetti cosiddetti “minimi” e forfettari”), tutti i soggetti IVA dovranno emettere le fatture in formato elettronico, sia nei confronti della Pubblica Amministrazione (l’obbligo è in vigore ormai dal 2014), sia nei confronti di soggetti IVA (il cosiddetto B2B), sia nei confronti dei privati cittadini (B2C).
Tutti saranno coinvolti dalla fatturazione elettronica: dalla grande impresa, al commerciante, al professionista, fino al contribuente persona fisica che usufruisce di prestazioni professionali (ad esempio mediche).
Ogni fattura transiterà in formato elettronico tramite il Sistema di Interscambio (Sdi) dell’Agenzia Entrate. Sarà quindi l’Agenzia Entrate a ricevere tutte le fatture emesse per poi reindirizzarle ad destinatario finale.
L’introduzione dell’obbligo è anticipata al 1° luglio 2018:
· per la cessione di benzina o di gasolio per autotrazione, nell’ambito dei rapporti tra soggetti passivi Iva;
· e per le prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese operanti nel quadro di un contratto di appalto con un’amministrazione pubblica. Quest’ultimo obbligo troverà applicazione per i soli rapporti diretti tra il soggetto titolare del contratto con l’amministrazione pubblica, nonché tra il primo e coloro di cui egli si avvale, escludendo gli ulteriori passaggi successivi.
ATTENZIONE: con effetto dalla stessa data del 1° luglio 2018, non sarà inoltre più consentito, per l’acquisto di carburanti, il pagamento in contanti.
L’Agenzia Entrate, con il provvedimento n. 73203 del 4 aprile 2018, ha chiarito che saranno ammessi tutti i mezzi di pagamento, diversi dal denaro, e quindi carte di credito, bancomat, carte prepagate, bonifico, assegni, addebiti diretti in conto corrente, ma è altresì ammesso l’utilizzo delle carte nei contratti di “netting” e di buoni carburante o carte prepagate quando la cessione/ricarica sia documentata da fattura elettronica regolata con i mezzi di pagamento descritti.
Sebbene non risulti obbligatoria l’indicazione in fattura del modello e della targa del veicolo (diversamente da quanto avveniva con la “scheda carburante”), è necessario che tali dati siano inseriti ai fini della tracciabilità della spesa e per la riconducibilità ad un determinato veicolo e, quindi, per poter stabilire e dimostrare la percentuale di detraibilità dell’IVA e di deducibilità del costo.
Qualora si effettuino più operazioni, contestualmente o in momenti diversi, che trovano esposizione in un'unica fattura (ad esempio cessione di carburante e intervento di riparazione), la fattura dovrà essere emessa cumulativa di tali operazioni ed in formato elettronico.
Da un punto di vista pratico occorre, innanzitutto, dotarsi di un mezzo di pagamento idoneo.
Nel caso in cui il rifornimento dell’autovettura aziendale venga effettuato da un dipendente durante una trasferta, qualora il pagamento avvenga con carta di credito/debito/prepagata del dipendente (o altro strumento idoneo) e il relativo ammontare gli sia rimborsato - avvalendosi sempre di una delle modalità individuate dalla legge di Bilancio n. 205/2017 (ad esempio, tramite bonifico bancario unitamente alla retribuzione) - è riconosciuta la deducibilità del costo sostenuto.
In merito all’utilizzo delle carte multiuso si sottolinea la circostanza secondo cui non sono soggette a IVA le operazioni di cessione o di ricarica delle fuel card multiuso, che permettono quindi di acquistare carburante presso soggetti diversi dall’emittente, ovvero più prodotti con aliquote differenti.
La fuel card costituisce, in questa ipotesi, un semplice documento di legittimazione la cui cessione non richiede l’emissione di fattura elettronica in quanto non è soggetta ad imposta, trattandosi di operazione che ha ad oggetto denaro o crediti di denaro ai sensi dell’art. 2, comma 3, lettera a), del D.P.R. n. 633 del 1972.
Tuttavia, all’atto della cessione materiale del carburante, l’esercente dell’impianto di distribuzione ubicato in Italia dovrà documentare la stessa con fattura elettronica quando l’acquisto viene effettuato da un soggetto passivo d’imposta.
La ricezione di fatture elettroniche avverrà, alternativamente, tramite:
1. un indirizzo PEC valido;
2. un codice identificativo (fornito dall’Agenzia Entrate previo accreditamento – solitamente effettuato dalle software house).
ATTENZIONE: occorrerà quindi comunicare al proprio fornitore, nel caso specifico il distributore di benzina, il canale tramite cui si decide di ricevere la fattura elettronica.
La fattura elettronica sarà ricevuta:
· all’indirizzo PEC comunicato al fornitore;
· tramite una piattaforma WEB in grado di ricevere i documenti trasmessi con indicazione del codice identificativo comunicato;
· tramite i servizi web messi a disposizione dall’Agenzia Entrate, previo accreditamento a Entratel o Fisconline, iscrizione al Cassetto fiscale dedicato per la fatturazione elettronica o SPID.
Pubblicato da Studio Professionale Natalini Paolo a 17:31 Nessun commento: Link a questo post
Etichette: carburanti, fattura elettronica, scadenze
· Diritto camerale annuale 2018
· In scadenza gli acconti IMU e TASI
· Fattura elettronica: nuovi chiarimenti dell’Agenzia Entrate
· Popolazioni Centro Italia colpite dal sisma: slitta il termine per la ripresa della riscossione
· Iperammortamento anche per i distributori automatici
· Ecobonus: dall’Agenzia Entrate i chiarimenti sulla cessione del credito d’imposta
· Pubblicati gli elenchi definitivi del 5 per mille
· Niente studi di settore per le aziende in crisi
· Crediti d'imposta per il cinema: la disciplina attuativa
· Dichiarazioni: pronti i software di compilazione e di controllo del 770/2018
· L’importo del Diritto camerale 2018
· Fattura elettronica: dubbi e risposte dell’Agenzia Entrate
Il D.L. n. 90/2014 ha previsto una riduzione graduale del diritto annuale delle Camere di Commercio e la determinazione del criterio di calcolo delle tariffe e dei diritti di segreteria.
In particolare l'importo del diritto annuale, rispetto all'anno 2014, è stato ridotto del 50% a decorrere dall'anno 2017.
Per i soggetti tenuti al versamento del diritto annuale 2018, salvo le nuove iscrizioni in corso d'anno, il termine per il pagamento coincide con quello previsto per il primo acconto delle imposte sui redditi, con la possibilità di versare nei 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare il versamento dovrà quindi avvenire entro il 2 luglio 2018 (il 30 giugno cade di sabato).
È inoltre disponibile il sito internet http://dirittoannuale.camcom.it che consente di:
· consultare la normativa di riferimento sul diritto annuale;
· calcolare l’importo da versare, ricevendo le informazioni al proprio indirizzo di posta elettronica certificata;
· effettuare il pagamento del dovuto attraverso la piattaforma Pago PA, in alternativa al modello F24.
In scadenza gli acconti IMU e TASI
Il 18 giugno (il 16 cade di sabato) scade il termine per il pagamento dell’acconto o della rata unica dell’IMU e della TASI.
L’IMU, Imposta Municipale Propria, è un’imposta di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, ad esclusione delle abitazioni principali.
Fattura elettronica: nuovi chiarimenti dell’Agenzia Entrate
L’Agenzia Entrate ha infatti precisato che il cedente ha l’obbligo di trasmettere la fattura elettronica allo SDI al momento di effettuazione dell’operazione, che coincide con la data di consegna/spedizione dei beni o la data di effettuazione dell’atto del pagamento del corrispettivo per le prestazioni di servizi.
Popolazioni Centro Italia colpite dal sisma: slitta il termine per la ripresa della riscossione
D.L. 29 maggio 2018, n. 55
Con il D.L. 29 maggio 2018, n. 55, pubblicato in pari data in Gazzetta Ufficiale è già in vigore, è stata disposta la proroga e la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari e contributivi, la sospensione del pagamento del canone Rai e la sospensione del pagamento delle utenze, in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016 delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.
In particolare, il provvedimento ha stabilito:
· la ripresa della riscossione dei tributi sospesi in favore dei soggetti diversi dai titolari di reddito di impresa, di lavoro autonomo, nonché degli esercenti attività agricole con decorrenza dal 16 gennaio 2019, anziché dal 31 maggio 2018; contestualmente viene prevista la rateizzazione del versamento delle somme oggetto di sospensione in 60 rate mensili di pari importo, invece delle 24 rate previste;
· la proroga della sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi di assicurazione, posticipando la data di inizio del rimborso dal mese di maggio 2018 al 31 gennaio 2019; prevista inoltre la possibilità di estendere il periodo di rateizzazione a 60 mesi rispetto ai 24 mesi attuali;
· la proroga al 1° gennaio 2019 dei termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti, emessi dall'Agenzia delle Entrate e dall'Inps, di cui agli artt. 29 e 30 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78;
· la sospensione del pagamento del canone Rai fino al 31 dicembre 2020 e la ripresa della riscossione dal 1° gennaio 2021, senza applicazione di sanzioni e interessi e con possibilità di rateizzazione fino a 24 rate mensili di pari importo;
· la proroga al 1° gennaio 2019 della sospensione dei pagamenti delle fatture relative alle utenze per i soggetti danneggiati.
Si ricorda infine che i distributori automatici devono essere a norma con la nuova legislazione fiscale che prevede la memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi delle vending machine all’Agenzia Entrate.
Ecobonus: dall’Agenzia Entrate i chiarimenti sulla cessione del credito d’imposta
Agenzia Entrate, Circolare 18 maggio 2018, n. 11/E
A seguito alle modifiche normative introdotte dall'ultima legge di Bilancio, l'Agenzia Entrate, con la Circolare n. 11/E del 18 maggio 2018, ha fornito chiarimenti in tema di Ecobonus, ossia il credito d'imposta per gli interventi di efficientamento energetico.
Il documento indica, in particolare, il numero di cessioni di cui può esser oggetto il credito, precisando che la cessione del credito d'imposta deve essere limitata a un solo passaggio successivo a quello effettuato dal contribuente titolare del diritto e che il credito può essere ceduto sia ai fornitori che hanno effettuato l’intervento sia ad altri soggetti privati, tra i quali rientrano gli organismi associativi, inclusi consorzi e società consortili, anche se partecipati da soggetti finanziari, ma non in quota maggioritaria e senza detenerne il controllo.
Viene inoltro specificato che il credito per gli interventi di efficienza energetica può essere ceduto da tutti i contribuenti teoricamente beneficiari della detrazione, anche se non tenuti al versamento dell'imposta; la possibilità di cedere la detrazione, pertanto, riguarda tutti i soggetti che sostengono le spese.
Agenzia Entrate, Comunicato Stampa 25 maggio 2018
Sono stati pubblicati sul sito dell'Agenzia Entrate gli elenchi definitivi degli enti iscritti alle categorie del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche ammessi alla ripartizione del 5 per mille dell'Irpef per l'anno 2018.
Sono state inoltre pubblicate le liste degli iscritti permanenti al 5 per mille, che non hanno l'obbligo di presentare ogni anno la domanda di iscrizione né la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
Gli enti in corsa per il 5 per mille 2018 diventano così circa 60mila, 2mila in più rispetto al 2017.
Per i nuovi iscritti la prossima scadenza è fissata al 2 luglio, data in cui i legali rappresentanti degli enti del volontariato inseriti negli elenchi definitivi dovranno presentare alla Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti i requisiti di ammissione al contributo, ed i rappresentanti legali delle associazioni sportive dilettantistiche dovranno presentare la dichiarazione sostitutiva alla struttura del Coni competente per territorio.
Niente studi di settore per le aziende in crisi
Corte di Cassazione, Ordinanza 18 maggio 2018, n. 12273
La Corte di Cassazione, con Ordinanza 18 maggio 2018, n. 12273, ha sancito il principio secondo cui è legittima la disapplicazione degli studi di settore alle imprese in crisi economica.
In particolare, nel caso in esame, la Corte ha ritenuto nullo l’atto di accertamento induttivo nei confronti di un artigiano edile in quanto la motivazione della pretesa tributaria non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento dagli standard in sé considerati, ma deve essere integrata con la dimostrazione dell’applicabilità in concreto dello studio di settore e con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni del contribuente.
La comprovata crisi economica che ha interessato il settore edile costituisce secondo la Corte fatto decisivo alla dimostrazione del conseguimento dei minori ricavi rispetto agli studi di settore.
Crediti d'imposta per il cinema: la disciplina attuativa
D.M. 15 marzo 2018; D.M. 15 marzo 2018
Con due distinti decreti, entrambi datati 15 marzo 2018, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 25 maggio scorso, il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) ha definito la disciplina attuativa dei crediti d'imposta previsti dalla legge n. 220/2016 nell'ambito del settore cinematografico e audiovisivo.
La nuova legge sul cinema (legge n. 220/2016) ha riordinato il quadro normativo del settore cinematografico e audiovisivo nazionale, con particolare riferimento alle tipologie di interventi attraverso cui lo Stato contribuisce allo sviluppo e alla crescita del comparto.
Il legislatore, in particolare, ha introdotto i seguenti crediti d'imposta:
· credito d'imposta per le imprese di produzione (art. 15);
· credito d'imposta per le imprese di distribuzione (art. 16);
· credito d'imposta per le imprese dell'esercizio cinematografico, per le industrie tecniche e di post-produzione (art. 17);
· credito d'imposta per il potenziamento dell'offerta cinematografica (art. 18);
· credito d'imposta per l'attrazione in Italia di investimenti cinematografici e audiovisivi (art. 19);
· credito d'imposta per imprese non appartenenti al settore cinematografico e audiovisivo (art. 20).
Con i sopra citati decreti il Mibact ha fissato, per ciascuna delle tipologie di tax credit, i limiti di importo per opera o beneficiario, le aliquote da riconoscere alle varie tipologie di opere, di impresa o di sala cinematografica, la base di commisurazione del beneficio, con la specificazione dei riferimenti temporali, nonché le ulteriori disposizioni applicative, fra cui i requisiti, le condizioni e la procedura per la richiesta e il riconoscimento del credito, le modalità dei controlli e i casi di revoca e decadenza.
Al di là delle specifiche disposizioni che riguardano le diverse tipologie, tutti i crediti in esame:
· non concorrono alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e dell'Irap;
· non rilevano ai fini della determinazione della percentuale di deducibilità degli interessi passivi e rispetto ai criteri di inerenza per la deducibilità delle spese;
· sono utilizzabili esclusivamente in compensazione mediante F24, a decorrere dal giorno 10 del mese successivo alla data in cui si considera maturato il diritto alla loro fruizione (il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici offerti dall'Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell'operazione di versamento);
· possono essere ceduti a intermediari bancari (incluso l'Istituto per il credito sportivo), finanziari e assicurativi sottoposti a vigilanza prudenziale;
· sono indicati, anche con riferimento all'eventuale cessionario, sia nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di riconoscimento sia in quella relativa al periodo d'imposta in cui sono utilizzati, evidenziando distintamente l'importo riconosciuto e maturato da quello utilizzato.
Dichiarazioni: pronti i software di compilazione e di controllo del 770/2018
L'Agenzia Entrate ha recentemente pubblicato sul proprio sito i software di compilazione e di controllo del modello 770/2018, utili ai sostituti d'imposta per la predisposizione della dichiarazione.
Il primo, in particolare, consente la compilazione della dichiarazione dei sostituti d'imposta modello 770/2018 e la creazione del relativo file da inviare telematicamente mentre il secondo permette di evidenziare, tramite appositi messaggi di errore, le anomalie o incongruenze riscontrate tra i dati contenuti nel modello di dichiarazione e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli.
Il D.L. n. 90/2014 ("Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari") ha previsto una riduzione graduale del diritto annuale delle Camere di Commercio e la determinazione del criterio di calcolo delle tariffe e dei diritti di segreteria.
In particolare l'importo del diritto annuale, rispetto all'anno 2014, è stato ridotto:
del 50%, a decorrere dall'anno 2017.
Per i soggetti tenuti al versamento del diritto annuale 2018, salvo le nuove iscrizioni in corso d'anno, il termine per il pagamento coincide con quello previsto per il primo acconto delle imposte sui redditi, con la possibilità di versare nei 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare il versamento dovrà quindi avvenire entro il 2 luglio 2018 (il 30 cade di sabato).
iscritte o annotate nel Registro Imprese al 1º gennaio di ogni anno, ovvero iscritte o annotate nel corso dell'anno anche solo per una frazione di esso.
A partire dal 2011 sono tenuti al pagamento del diritto annuale anche i soggetti già iscritti al R.E.A. o che richiedono l'iscrizione nel corso dell'anno.
Le società e gli altri soggetti collettivi risultanti come iscritti nella sezione ordinaria del Registro delle Imprese, al 1º gennaio, devono calcolare il diritto in base al fatturato conseguito nell'esercizio precedente (sulla base di quanto indicato nel modello IRAP), sommando gli importi dovuti per ciascuno scaglione, secondo la tabella sotto riportata:
200,00 (importo fisso)
0,001% (fino a un massimo di € 40.000,00)
20% del diritto dovuto per la sede fino ad un massimo di € 200,00
Si rammenta che la misura fissa prevista per la prima fascia di fatturato è soggetta alla riduzione complessiva del 50%, con la conseguenza che per le imprese che fatturano fino a 100.000,00 euro, l'importo del diritto annuale da versare è pari a euro 100,00.
I dati delle fatture emesse nei confronti di soggetti non residenti, non stabiliti o non identificati in Italia, possono essere trasmessi utilizzando l'intera fattura o l'intero lotto di fatture, valorizzando il campo "CodiceDestinatario" con il codice convenzionale "XXXXXXX".
Pubblicato da Studio Professionale Natalini Paolo a 15:24 Nessun commento: Link a questo post
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