Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-235-del-10062008.html
Timestamp: 2017-01-24 23:26:53+00:00
Document Index: 62839002

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 30', 'art. 3', 'art.\n11', 'art. 3']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 235 del 10.06.2008
Consulenza giuridica - Imposta regionale sulle
attività produttive - Deduzioni IRAP - Cuneo fiscale - Richiesta parere
Le associazioni X e Y hanno formulato alcuni
quesiti relativi alle modalità applicative delle deduzioni IRAP previste
dall'art. 11, del D.Lgs. n. 446 del 1997.
Nel dettaglio, le questioni sollevate riguardano:
1. i criteri di applicazione delle
deduzioni IRAP concernenti il cuneo fiscale e contributivo in caso di distacco
del personale dipendente;
2. le modalità di calcolo dell'incremento
occupazionale nell'ipotesi di scelta, in via alternativa, tra la deduzione per
incremento occupazionale, di cui all'art. 11, comma 4-quater, del D.Lgs. n.
446/97, e le deduzioni IRAP relative al cuneo fiscale;
3. la possibilità per il datore di lavoro
che abbia in carico un apprendista, assunto poi in corso d'anno a tempo
indeterminato, di poter beneficiare della deduzione del costo integrale
dell'apprendista per il periodo in cui il lavoratore risulta assunto con tale
tipologia di contratto e, successivamente, della deduzione di 2.000,00 euro, di
cui all'art. 11, comma 4-bis.1, del D.Lgs. n. 446 del 1997, ovvero delle
deduzioni per il cuneo fiscale, parametrate ai giorni di effettivo impiego del
lavoratore con contratto a tempo indeterminato;
4. la possibilità di cumulo, nel limite
massimo del costo del singolo dipendente, della deduzione base per incremento
occupazionale (che potrebbe essere inferiore al costo del lavoro dell'anno in
cui viene applicata la deduzione) con la deduzione di 2.000,00 euro prevista
dall'art. 11, comma 4-bis.1, del D.Lgs. n. 446 del 1997.
Relativamente ai quesiti formulati, le Associazioni
istanti ritengono che:
1. sia l'impresa distaccataria a dover
beneficiare delle misure relative al cuneo fiscale, in quanto è questa e non
l'impresa distaccante a restare, di fatto, incisa del costo relativo al
personale impiegato;
2. al fine di verificare la condizione
relativa all'incremento occupazionale, si debba tener conto anche dei lavoratori
per i quali si intenda fruire della riduzione del cuneo fiscale;
3. il datore di lavoro possa beneficiare
della deduzione del costo integrale dell'apprendista per il periodo in cui il
lavoratore è assunto con tale contratto, e poi, in relazione al medesimo
lavoratore, della deduzione di 2.000,00 euro ovvero, in alternativa, delle
deduzioni per il cuneo fiscale in proporzione ai giorni di effettivo impiego del
lavoratore a tempo indeterminato, in quanto l'alternatività tra le deduzioni
dovrebbe operare solo in relazione al medesimo lasso temporale;
4. sia possibile cumulare la deduzione base
per incremento occupazionale con la deduzione di 2.000,00 euro di cui al comma
4-bis.1 dell'art. 11 del decreto IRAP, nel limite massimo del costo sostenuto in
relazione al singolo dipendente.
Attribuzione del cuneo fiscale in caso di distacco
di personale Il D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, di "Attuazione delle
deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14
febbraio 2003, n. 30", introduce nella disciplina giuridica del lavoro
subordinato la figura del distacco del lavoratore. L'art. 30, comma 1, della norma in esame
stabilisce che il distacco è ammesso quando un datore di lavoro, a
soddisfazione di un proprio interesse, pone temporaneamente uno o più
lavoratori a disposizione di un altro soggetto per l'espletamento di una
prestazione lavorativa. Il successivo comma 2 dispone che, in caso di distacco,
il datore di lavoro risponde del trattamento economico e normativo spettante al
lavoratore di cui, deve ritenersi, risponde solidalmente anche il destinatario
del distacco che usufruisce delle sue prestazioni.
Stando alla lettera della norma, dunque, nelle ipotesi
di distacco di personale, il rapporto giuridico permane in capo all'impresa
distaccante. Il distacco, infatti, deve essere inteso come una diversa modalità
di impiego del personale da parte dell'impresa distaccante che, anzichè
utilizzarlo in proprio, decide di trasferirne l'impiego presso terzi.
E', altresì, evidente che il soggetto, in concreto,
inciso del costo relativo al personale è il distaccatario, tenuto a rimborsare
al distaccante le spese relative al personale utilizzato.
Sul piano fiscale, ai fini dell'applicazione delle
disposizioni sul cuneo fiscale, è all'impresa distaccante che occorre fare
riferimento al fine di stabilire se sussistano i presupposti legali richiesti
dalla legge. E', tuttavia, corretto ritenere che, nella misura in cui il
personale sia, di fatto, dislocato presso il distaccatario e quest'ultimo sia
tenuto a rimborsare il costo relativo al personale utilizzato, competono al
distaccatario anche le deduzioni relative al cuneo fiscale, secondo il principio
per cui le deduzioni "seguono il lavoratore", semprechè anche il
distaccatario rientri nell'ambito dei soggetti di cui all'art. 3, comma 1,
lettere da a) ad e) del decreto IRAP.
Resta inteso che le deduzioni spetteranno al
distaccatario, che sostiene le spese per il personale, in ragione dei giorni di
effettivo utilizzo del personale distaccato. Pertanto, nell'ipotesi in cui il
distacco venga posto in essere per un periodo di tempo inferiore all'anno (si
assume il periodo d'imposta coincidente con l'anno solare), le deduzioni
dovranno essere proporzionalmente ripartite tra il distaccante e il
distaccatario.
Modalità di determinazione delle deduzioni
Secondo quanto precisato dalla circolare n. 7/E del 13 febbraio 2006 e,
successivamente, dalla circolare n. 26/E
del 12 luglio 2006, al fine di verificare la sussistenza dell'incremento
occupazionale rilevante ai fini dell'applicazione delle deduzioni previste
dall'articolo 11, comma 4-quater, del D.Lgs. n. 446 del 1997, occorre
confrontare per ciascun periodo d'imposta il numero di lavoratori con contratto
a tempo indeterminato in carico al 31 dicembre di ciascun anno e la media degli
occupati con il medesimo contratto relativa al periodo d'imposta precedente a
quello considerato.
Si ritiene, in via di principio, che ai fini del
calcolo del predetto incremento occupazionale si possa tener conto anche dei
lavoratori per i quali si intende fruire delle deduzioni dalla base imponibile
IRAP relative al c.d. cuneo fiscale, di cui al comma 1, lettera a), nn. 2), 3),
4) del citato articolo 11, che sono alternative alle deduzioni spettanti per gli
incrementi occupazionali.
La determinazione delle deduzioni spettanti per
l'incremento occupazionale va operata secondo le regole ordinarie, a prescindere
dalla circostanza che poi si opti in parte per le deduzioni alternative del
Resta fermo il principio già enunciato con la
circolare n. 61/E del 19 novembre
2007, secondo cui l'alternatività nella scelta tra le nuove deduzioni e le
deduzioni preesistenti deve essere operata "per teste". Sarà, dunque,
necessario al termine del periodo d'imposta di riferimento:
1. verificare, innanzitutto, che ci sia
stato l'incremento occupazionale, confrontando il numero complessivo dei
lavoratori a tempo indeterminato in carico al 31 dicembre dell'anno di
riferimento con la media degli occupati del periodo precedente;
2. in presenza di incremento, scegliere per
quanti lavoratori si intenda beneficiare della deduzione per incremento
3. calcolare, in via residuale, il numero
di lavoratori per i qali si ha diritto a fruire delle deduzioni per il cuneo
Si ricorda che a prescindere dalla scelta operata tra
la deduzione per incremento occupazionale e le deduzioni per il fiscale, i
contributi assicurativi sono sempre deducibili in quanto cumulabili con ogni
altra deduzione.
Per maggiore chiarezza espositiva si propone il
Lavoratori a tempo indet. 31/12/x-1
Lavoratori assunti anno x
Lavoratori a tempo indet. anno x
Media occupati a tempo indet. anno x-1
Incremento occupaz.anno x
Deduzione incremento occupaz. fruibile
Deduzione incremento occupaz.fruita
Deduzioni cuneo fiscale
Nell'esempio, la
sussistenza di un incremento pari a 23,5 (110 - 86,5) consente al datore di
lavoro di beneficiare della deduzione per tutti i lavoratori di nuova assunzione
(pari a 30). Se il datore di lavoro sceglie di fruire della deduzione per
incremento occupazionale solo per 25 dei 30 nuovi lavoratori, il numero dei
dipendenti per i quali è possibile fruire delle deduzioni per il cuneo fiscale
risulta pari a 85 (differenza tra il numero dei lavoratori a tempo indeterminato
al 31 dicembre dell'anno di riferimento (110) e il numero dei lavoratori per i
quali si è scelto di fruire della deduzione per incremento occupazionale (25)).
Resta ferma l'applicazione delle regole ordinarie, per
- si decade dal beneficio relativo
all'incremento occupazionale nel caso in cui il numero complessivo dei
lavoratori dipendenti (considerando anche quelli a tempo determinato e quelli
per i quali si fruisce del cuneo) al termine del periodo d'imposta di
riferimento risulti pari o inferiore al numero complessivo dei lavoratori
dipendenti mediamente occupati nel periodo d'imposta in corso al 31 dicembre
- per ogni dipendente l'ammontare delle
deduzioni spettanti non può in nessun caso eccedere il costo del lavoro ad esso
- l'ammontare complessivo delle deduzioni
ammesse non può comunque eccedere il limite massimo rappresentato dalla
retribuzione e dagli altri oneri e spese a carico del datore di lavoro (ex art.
11, comma 4-septies, del D.Lgs. n. 446 del 1997).
Trasformazione del contratto di lavoro di un
Nell'ipotesi in cui il datore di lavoro in corso d'anno
(assumendo l'anno come periodo d'imposta) decida, in relazione ai dipendenti
inizialmente assunti come apprendisti, di trasformare il rapporto di lavoro a
tempo indeterminato, potrà beneficiare ai sensi dell'articolo 11, comma 1,
lettera a), n. 5, del decreto IRAP, della deduzione per apprendisti per tutto il
periodo in cui i lavoratori sono assunti con tale qualifica e, successivamente,
in alternativa, della deduzione di 2.000,00 euro di cui al comma 4-bis.1, del
medesimo articolo 11, ovvero delle deduzioni relative al cuneo fiscale in
proporzione ai giorni compresi nel periodo d'imposta considerato, in cui i
lavoratori risultano impiegati a tempo indeterminato.
Si ritiene che tale interpretazione sia coerente con la
ratio della norma, diretta a incentivare politiche aziendali di stabilizzazione
dei posti di lavoro, sia in termini di riconversione dei lavoratori precari sia
in termini di assunzione diretta del personale con contratti di lavoro stabili e
Resta, comunque, fermo il principio per cui l'importo
delle deduzioni ammesse non può comunque eccedere il limite massimo
rappresentato dalla retribuzione e dagli altri oneri e spese a carico del datore
Cumulo della deduzione di 2.000,00 euro con quella
prevista in caso di incremento occupazionale
Nel rispetto del limite massimo di deduzioni ammesse
per ogni dipendente, rappresentato dal costo del lavoro relativo a ciascun
dipendente, si ritiene possibile, in linea di principio, per il datore di lavoro
beneficiare sia della deduzione per incremento occupazionale sia della deduzione
di 2.000,00 euro prevista dall'articolo 11, comma 4-bis.1, del D.Lgs. n. 446 del
1997, in quanto, come disposto dal comma 4-septies del medesimo articolo, tali
deduzioni non sono tra loro alternative. Si ricorda, a tale riguardo, che la
deduzione di 2.000,00 euro può essere fruita nel rispetto delle ulteriori
condizioni previste dalla norma. Nello specifico, possono fruire della suddetta
deduzione i soggetti di cui all'art. 3, comma 1, lettere da a) ad e), del
decreto IRAP, con componenti positivi che concorrono alla formazione del valore
della produzione non superiori nel periodo d'imposta considerato a euro
400.000,00. Ai fini del computo del numero dei lavoratori dipendenti non si
tiene conto degli apprendisti, dei disabili e del personale assunto con
contratti di formazione e lavoro.
Da ultimo, si ricorda che la legge 24 dicembre 2007, n.
244 (legge finanziaria 2008) ha rimodulato l'importo della deduzione prevista
dal comma 4-bis.1 dell'articolo 11 citato che passa da 2.000,00 a 1.850,00 euro
su base annua per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo d'imposta
fino ad un massimo di cinque.
- Ascoli Piceno, 13 ore fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016