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Timestamp: 2020-02-18 21:14:49+00:00
Document Index: 56269027

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 33', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 8']

Il Comune di Gela ricorre per Cassazione deducendo cinque motivi avverso la sentenza 345/02 del 10 settembre 2002 con cui il Giudice di Pace di Gela disapplicava la Delib. n. 47 del 1999, del Comune e per l'effetto disponeva la restituzione al sig. G.A. delle somme versate al Comune a titolo di canoni per la concessione del posteggio nel mercato settimanale di Gela, in cui egli esercitava attività di commercio al minuto.
Con il primo motivo di ricorso il Comune deduceva il difetto di giurisdizione del Giudice ordinario e la giurisdizione del Giudice amministrativo vertendosi - secondo quella che pare essere la tesi del Comune - in materia di concessione di pubblico servizio.
Il motivo veniva però rigettato dalle Sezioni Unite di questa Corte, secondo cui la controversia non riguarda propriamente la concessione di un pubblico servizio e neppure la interpretazione ed applicazione della concessione stessa, bensì l'ammontare del canone che deve essere versato da chi usufruisce di un bene pubblico attraverso un atto che la legge qualifica come "concessione". Escludeva perciò si vertesse in materia di "concessione di pubblici servizi" ai sensi del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80, art. 33, come sostituito dalla L. 21 luglio 2000, n. 205, art. 7, lett. a).
Le Sezioni Unite rigettavano anche il secondo motivo in cui il ricorrente deduceva, in via subordinata, la competenza del Tribunale ai sensi dell'art. 9 c.p.c., e ribadivano la competenza del Giudice di Pace stante la natura privatistica delle prestazioni di cui si discute.
La controversia veniva quindi rimessa a questa sezione per la decisione in ordine ai residui motivi di ricorso.
Il rigetto del quinto motivo con cui si deduce un difetto di motivazione in ordine alle questioni di giurisdizione e di competenza, è consequenziale al rigetto dei primi due.
Deve quindi essere vagliata, in relazione ai residui due mezzi di gravame, la parte della motivazione secondo cui:
"L'attore ha lamentato che in qualità di titolare di autorizzazione per l'esercizio del commercio su area pubblica e di concessione di posteggio da parte del Comune di Gela, ha ricevuto la richiesta di pagamento e pagato, una certa somma, quale tassa di posteggio, essendo stata aumentata dalle L. 300 giornaliere di prima a L. 30.000 giornaliere, con la Delib. Consiglio Comunale di Gela, 29 marzo 1999, n. 47".
"Ora, la tassa di posteggio è disciplinata dalla L. n. 112 del 1991, la quale al comma 12, dell'art. 3, stabilisce che l'istituzione, il funzionamento, la soppressione, lo spostamento della data di svolgimento dei mercati o fiere locali e i canoni per la concessione del posteggio sono deliberati dal Consiglio Comunale in conformità agli indirizzi delle regioni, sentita la Commissione competente ai sensi dell'art. 4, commi 1 e 2".
"La Delib. n. 47 del 1999, del Consiglio Comunale di Gela, non fa alcun riferimento agli indirizzi della Regione Siciliana, che in materia restano fissati dal Decreto Assessoriale Commercio e Industria del 9/6/1986, n. 388/96, che stabiliva l'importo di L. 300 giornaliere della tassa di posteggio, non avendo la L.R. 1 marzo 1995, n. 18, innovato in materia, in quanto al comma 16 dell'art. 8, ha disposto che "nei casi di mercati o fiere che si svolgono su strade o comunque in aree non attrezzate, la tassa di posteggio è determinata con le modalità previste dalla normativa nazionale." "Devesi pertanto ritenere che la detta...