Source: http://www.assisla.it/leggi-e-normativa-per-lemilia-romagna/
Timestamp: 2019-06-16 11:33:34+00:00
Document Index: 37607726

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 12', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 27', 'art. 10', 'art. 11']

Leggi e normativa per l'Emilia Romagna - AssiSLA Onlus
Leggi e normativa per l’Emilia Romagna
Normativa dell'Emilia Romagna
Delibera regionale sui presidi identificati per la prevenzione, sorveglianza, diagnosi, terapia delle Malattie Rare (02/02/2004 n. 160)
Legge regionale 21 agosto 97 n 29 Norme e provvedimenti per favorire le opportunità di vita autonoma e l'integrazione sociale delle persone disabili
LEGGE REGIONALE 21 agosto 1997, n. 29#LR-ER-1
997-29#
NORME E PROVVEDIMENTI PER FAVORIRE LE OPPORTUNITÀ DI VITA AUTONOMA E L’INTEGRAZIONE SOCIALE DELLE PERSONE DISABILI
1. Nell’ambito dei compiti di cui all’art. 39 della legge 5 febbraio 1992 n. 104, ed in particolare di quanto disposto
alla lettera g) del comma 2, la Regione Emilia-Romagna favorisce la vita di relazione e l’integrazione sociale delle
persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale, residenti nel territorio regionale, attraverso un potenziamento
ed una maggiore personalizzazione degli interventi finalizzati a migliorare le opportunità di vita indipendente.
a) la promozione di attività di sensibilizzazione ed informazione, per rimuovere gli ostacoli di ordine culturale che
possono impedire l’integrazione sociale delle persone disabili;
b) il coordinamento delle attività di informazione e di consulenza sulle tematiche delle disabilità, sul superamento
delle barriere e sugli ausili;
d) la promozione di interventi atti a favorire la mobilità individuale e l’autonomia personale mediante contributi
finanziari per l’acquisto di ausili ed attrezzature e per l’adattamento dei mezzi di locomozione privati, nonché
favorendo il miglioramento dell’accessibilità dei servizi di interesse pubblico e privato e degli spazi aperti al
e) l’istituzione della Consulta regionale per i problemi dei disabili e la promozione di iniziative per favorire la
SERVIZIODI AIUTO PERSONALE
2. La Giunta regionale definisce con propria direttiva, sentite la competente Commissione consiliare e la Consulta,
di cui al successivo art. 12, i criteri generali di accesso e di fruizione del servizio di aiuto personale, nonché i
requisiti minimi dei corsi di formazione specifica per coloro che prestano la loro opera all’interno del servizio.
3. Il servizio di aiuto personale si realizza attraverso interventi di appoggio per le esigenze di socializzazione e di
indipendenza dei cittadini in temporanea o permanente limitazione dell’autonomia personale e si effettua, in via
prioritaria, avvalendosi di prestazioni volontarie.
4. Il servizio di aiuto personale non è sostitutivo delle prestazioni socio-assistenziali e socio-sanitarie previste
dalla programmazione nazionale e regionale ed è integrato e coordinato con i servizi esistenti sul territorio.
5. Al fine di incentivare l’avvio del servizio di aiuto personale la Giunta regionale concede contributi, secondo le
modalità previste al comma 6 del successivo art. 6, ai Comuni, alle Comunità montane e alle Aziende USL che
istituiscono il servizio entro tre anni dalla entrata in vigore della presente legge.
1. Gli interventi di cui al presente titolo sono rivolti ai portatori di disabilità che si trovano in situazione di grave
limitazione dell’autonomia personale. Sono escluse le disabilità derivanti da patologie strettamente connesse ai
1. Il servizio di aiuto personale, che comprende anche l’interpretariato per i non udenti, è volto a facilitare
l’autosufficienza e l’integrazione sociale delle persone disabili ed è indirizzato prevalentemente ai seguenti ambiti:
1. Il servizio di aiuto personale è istituito dai Comuni, singoli o associati, dalle Comunità montane e dalle Aziende
USL, e può essere gestito direttamente o mediante convenzione con cooperative sociali, organizzazioni di
volontariato ed associazioni, iscritte negli appositi albi regionali, ed enti morali articolati a livello regionale.
3. Il servizio di aiuto personale formula un elenco delle risorse volontarie e professionali disponibili,
promuovendone la conoscenza presso i disabili. Favorisce, altresì, l’incontro fra i richiedenti e coloro che prestano il servizio, verificando, a richiesta, l’andamento del rapporto.
c) delle organizzazioni di volontariato iscritte ai registri di cui all’art. 2 della legge regionale 2 settembre 1996 n.
37, dei soci volontari di cooperative sociali, di associazioni ed enti morali articolati a livello regionale.
5. Coloro che prestano attività di aiuto personale debbono avere, o deve essere loro fornita, una adeguata
formazione specifica in ragione delle disponibilità dichiarate.
1. Rientra nelle finalità del servizio di aiuto personale, in conformità a quanto indicato all’art. 9 della legge 5
febbraio 1992 n. 104, anche il servizio di interpretariato della lingua dei segni italiana, nonché il sostegno ad altre modalità di comunicazione, per favorire le opportunità di integrazione sociale delle persone con grave difficoltà di linguaggio connessa a deficienza uditiva.
INTERVENTIA SOSTEGNO DELL’AUTONOMIA
1. La Regione favorisce l’uguaglianza di opportunità, la permanenza nel proprio ambiente di vita e la maggiore
autonomia possibile delle persone con disabilità tali da assumere la connotazione di gravità di cui al comma 3
dell’art. 3 della legge 5 febbraio 1992 n. 104.
3. Gli interventi sono ammessi a finanziamento sulla base di un progetto personalizzato predisposto dai
competenti servizi pubblici, sociali e sanitari, su richiesta ed in accordo con i cittadini interessati.
(sostituito comma 1 da art. 60 da art. 60 L.R. 12 marzo 2003 n. 2)
3. La Giunta regionale definisce i criteri e le modalità di accesso ai contributi che non possono comunque essere
superiori al quindici per cento in caso di acquisto ed al cinquanta per cento in caso di adattamento, rispetto alla
4. A favore dei titolari di patente di guida delle categorie A, B e C speciali, con incapacità motorie permanenti, la
Regione concede contributi per la modifica degli strumenti di guida, con i medesimi criteri e modalità previsti al
comma 1 dell’art. 27 della legge 5 febbraio 1992 n. 104.
a) di strumentazioni tecnologiche ed informatiche per il controllo dell’ambiente domestico e lo svolgimento delle
b) di ausili, attrezzature e arredi personalizzati che permettono di risolvere le esigenze di fruibilità della propria
c) di attrezzature tecnologicamente idonee per avviare e svolgere attività di lavoro, studio e riabilitazione nel
proprio alloggio, qualora la gravità della disabilità non consenta lo svolgimento di tali attività in sedi esterne.
2. La Giunta regionale definisce i criteri e le modalità di accesso ai contributi che non possono comunque essere
superiori al cinquanta per cento della spesa ritenuta ammissibile.
3. La Regione è autorizzata ad anticipare od integrare i finanziamenti dei contributi di cui all’art. 10 della legge 9
gennaio 1989 n. 13, per la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento e all’eliminazione di
barriere architettoniche in edifici già esistenti adibiti ad abitazioni private. I contributi sono concessi ed erogati con le procedure e le modalità indicate negli articoli 8, 9, 10 e 11 della legge n. 13 del 1989.
SENSIBILIZZAZIONE CULTURALE, INFORMAZIONE
1. La Giunta regionale promuove e sostiene iniziative di sensibilizzazione culturale ed informazione e coordina,
direttamente o attraverso convenzione, le attività di documentazione e di consulenza nell’area della disabilità,
a) l’organizzazione o il sostegno a campagne di informazione e di educazione volte al superamento degli ostacoli di ordine culturale all’integrazione delle persone disabili, all’abbattimento delle barriere ed alla conoscenza
dell’offerta dei servizi presenti sul territorio, in collaborazione con le istituzioni pubbliche, le autonomie locali, le
organizzazioni del volontariato, le associazioni e gli enti morali;
d) il supporto e la messa in rete di servizi a cui fare riferimento per la valutazione sugli ausili, sui presidi e sulle
tecnologie più idonei a favorire l’autonomia;
e) la documentazione e la promozione di studi, ricerche e progetti, anche in collaborazione con gli ordini e le
associazione professionali competenti, relativi al superamento delle barriere, al fine di individuare soluzioni atte a
migliorare l’accessibilità e la fruibilità degli edifici, dei percorsi e dei mezzi di trasporto da parte delle persone
2. Per il raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 1, la Giunta regionale si avvale, in via prioritaria,
dell’apporto e della collaborazione della rete dei Centri Documentazione Handicap, degli Enti pubblici, delle
Università e di ogni altro ente, istituzione, associazione di natura pubblica o privata competente in materia.
1. Al fine di consentire la consultazione permanente e la partecipazione, è istituita la Consulta regionale per le
politiche a favore delle persone disabili.
a) dal Presidente della Giunta regionale o dall’Assessore competente in materia di politiche sociali e familiari, suo
b) da un rappresentante indicato da ognuna delle associazioni e degli enti morali rappresentanti i disabili, aventi
articolazione a livello regionale, che ne facciano richiesta;
4. La Consulta è integrata, altresì, su richiesta del Presidente, dagli Assessori regionali competenti per le materie
oggetto di convocazione.
a) esprimere pareri e valutazioni sui programmi e le politiche regionali per i problemi della disabilità, nonché sugli
atti relativi alla stessa materia, nei casi previsti dalla legislazione vigente e ogni qualvolta richiesto dai competenti organi o dalla Consulta stessa;
c) promuovere indagini, ricerche, studi ed iniziative di interesse regionale finalizzati ad una sempre maggiore
qualificazione ed integrazione degli interventi nei confronti dei disabili.
6. Alle riunioni della Consulta sono invitati i consiglieri componenti la Commissione sicurezza sociale ed
eventualmente, su richiesta del Presidente, esperti nelle materie oggetto di convocazione.
7. La Consulta si dota di un proprio regolamento di funzionamento e si avvale di un collaboratore regionale, di
qualifica funzionale non inferiore al 7° livello, che funge da segretario.
DISPOSIZIONIFINALIE TRANSITORIE
1. Agli oneri derivanti dalla presente legge, la Regione Emilia-Romagna fa fronte mediante l’istituzione di appositi
capitoli, nella parte spesa del bilancio regionale, che verranno dotati dei finanziamenti necessari in sede di
approvazione della legge di bilancio, a norma di quanto disposto al comma primo dell’art. 11 della L.R. 6 luglio
1977 n. 31 e successive modifiche ed integrazioni.
Servizi, contributi e opportunità per le persone disabili e gli anziani: mobilità privata e bollo auto (LR 29/97)
MOBILITA' - Le tariffe di trasporto pubblico agevolato per anziani e disabili
MOBILITA' - Carburante: il servizio per gli invalidi dal benzinaio
Servizi e risorse per la disabilità in Emilia Romagna
previous post: Elettricità e Gas
next post: Diritto di voto e l’accessibilità dei seggi elettorali