Source: http://www.ediesseonline.it/riviste/rgl/chiavi/contratto-termine
Timestamp: 2018-07-23 03:41:17+00:00
Document Index: 167869250

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 97', 'art. 36', 'art. 97', 'art. 97', 'art. 36', 'art. 5', 'art. 97', 'art. 36', 'art. 97', 'art. 97', 'art. 36', 'art. 5', 'art. 97', 'sentenza ', 'art. 23']

contratto a termine | Chiavi | Rivista giuridica del lavoro
riforma del mercato del lavoro licenziamento contrattazione collettiva subordinazione jobs act lavoro contratto a termine sicurezza sociale contratto collettivo diritti sociali osservatorio condotta antisindacale diritto del lavoro rapporto di lavoro Licenziamento individuale Lavoro pubblico Rappresentatività corte costituzionale Unione europea giurisprudenza
Ediesse»riviste»Ultimo numero rgl»chiavi di navigazione»contratto a termine
L’indennizzo ex art. 32 del Collegato lavoro tra giurisprudenza e interventi legislativi
Corte di Cassazione, N.5241-2 Aprile 2012
Corte Appello Roma, N.267-2 Febbraio 2012
Corte Appello Torino, N.1519-20 Dicembre 2011
Tribunale Velletri, N.711-1 Marzo 2012
L’autore analizza i vari interventi normativi e giurisprudenziali in ordine alle conseguenze economiche dell’accertamento della nullità di una clausola di termine apposta ad un contratto di lavoro esaminando l’intervento della Corte Costituzionale (sent. 303/11) e della giurisprudenza successiva sia di legittimità che di merito. Inoltre l’Autore esamina la disposizione di interpretazione autentica introdotta con la c.d. Legge Fornero di riforma del mercato del lavoro proponendone una lettura critica alla luce dei principi della CEDU e della direttiva 70/1999/CE.
N:5241 - 2 Aprile 2012)
, Sez. lav. – Pres. Miani Canevari, Est. Mancino, P.M. Matera (diff.) – A.A. (avv. Cogo) c. Poste Italiane Spa (avv. Trifirò). Cassa Corte d’Appello Milano 26 settembre 2009, n. 747.
Note: L’indennizzo ex art. 32 del Collegato lavoro tra giurisprudenza e interventi legislativi
Contratto a termine – Clausola di termine nulla – Indennizzo ex art. 32, comma 5, legge n. 183/2010 – Periodo di riferimento – Natura omnicomprensiva.
In caso di nullità della clausola di termine apposta al contratto di lavoro, al prestatore, unitamente alla conversione in contratto a tempo indeterminato, spetta un risarcimento forfetizzato e omnicomprensivo di ogni danno subìto per effetto della nullità del termine, nel periodo che va dalla scadenza dello stesso fino alla sentenza che ne accerta la nullità e dichiara la conversione del rapporto. Altre interpretazioni, che in qualche modo riducano o eliminino il predetto carattere «onnicomprensivo» dell’indennità, ovvero ne delimitino ulteriormente il periodo di «copertura», in ragione di elementi (come la messa in mora o l’epoca della domanda) estranei alla fattispecie legale , risulterebbero in contrasto con la corretta in con la corretta interpretazione dell’art. 32, comma 5
N:267 - 2 Febbraio 2012)
Pres. ed Est. Torrice – P.S. (avv. Rizzo) c. Poste Italiane Spa (avv. Fiorillo).
Parole chiave: termine :: contratto :: indennizzo :: art. 32 :: comma 5 :: legge n. 183/2010 :: periodo :: riferimento ::
Contratto a termine – Clausola di termine nulla – Indennizzo ex art. 32, comma 5, legge n. 183/2010 – Periodo di riferimento.
In caso di nullità della clausola di termine apposta al contratto di lavoro, al prestatore, unitamente alla conversione in contratto a tempo indeterminato, spetta l’indennità di cui all’art. 32 della legge n. 183/2010, che «copre» il solo periodo intercorso dalla scadenza del termine illegittimo al deposito del ricorso, mentre per il periodo successivo, quale effetto della conversione, sono dovute le retribuzioni e gli accessori.
Pres. Mariani, Est. Pasquarelli – O.G. Srl (avv. Mesiano) c. L.M. (avv. F.M. Romeo)
Parole chiave: nullità :: termine :: contratto :: indennizzo :: art. 32 :: legge n. 183/2010 :: periodo :: riferimento ::
Contratto a termine – Clausola di termine nulla – Indennizzo ex art. 32, comma 5, legge n. 183/2010 – Periodo di riferimentocontratto, termine, nullità, indennizzo, art. 32, legge n. 183/2010, periodo, riferimento
È preferibile l’interpretazione secondo cui l’indennità forfetizzata prevista dall’art. 32 della legge n. 183 del 2010 copra il periodo intercorso dalla scadenza del termine illegittimo al deposito del ricorso: momento da cui matura il diritto alle retribuzioni.
(Tribunale Velletri
N:711 - 1 Marzo 2012)
Est. Russo – D.G.S. (avv.ti S. e R. Muggia) c. L.P. di C.C. (avv. Barbuscia).
Parole chiave: interpretazione :: termine :: contratto :: indennizzo :: art. 32 :: legge n. 183/2010 :: conforme :: Direttiva n. 1999/70/Ce ::
Contratto a termine – Indennizzo ex art. 32, comma 5, legge n. 183/2010 – Interpretazione conforme alla clausola 8, par. 3 e alla clausola 4, par. 1, dell’Accordo quadro allegato alla Direttiva n. 1999/70/Ce – Si somma alle retribuzioni dovute dall’offerta delle prestazioni lavorative.
Non è conforme alle clausole 8, par. 3, e 4, par. 1, dell’Accordo quadro allegato alla Direttiva n. 1999/70/Ce l’interpretazione dell’art. 32, comma 5, legge n. 183/2010, secondo cui, a seguito della pronuncia di nullità del termine, si configura una conversione ex nunc del rapporto di lavoro che, unita all’indennità risarcitoria, soddisferebbe il criterio di adeguatezza e dissuasività della sanzione voluto dalla direttiva citata (come invece sostenuto da Corte Cost. n. 303/2011 e Cass. n. 1411/2012); ciò in quanto, in tal modo, si realizza un significativo arretramento delle tutele economiche del lavoratore rispetto al regime previgente e, altresì, una discriminazione del lavoratore a termine rispetto a quello a tempo indeterminato
Tra diritto ed economia: obiettivi e tecniche della regolazione sociale dei contratti di lavoro a termine
Articolo scritto da: Loredana Zappalà
La flessibilità «insicura» dell’art. 2, comma 1-bis, d.lgs. n. 368 del 2001: la disapplicazione della norma dopo la sent. 214/09
Tribunale Trani ord., N.-23 Novembre 2009
Tribunale Siena, N.63-23 Novembre 2009
Le sentenze in commento riguardano l’interpretazione della fattispecie relativa all’art. 2 comma 1 bis ove si affronta il punto di vista offerto dalla magistratura di merito dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 214 del 2009. La questione appare ancor più interessante in quanto visto che la Corte Costituzionale ha dichiarato la legittimità di tale norma, era necessario comprendere sulla base di quali argomentazioni i giudici di merito abbiano ritenuto invece la illegittimità di tipologia acausale. Gli orientamenti in commento si sono suddivisi in due principali scuole di pensiero.
(Tribunale Trani ord.
N: - 23 Novembre 2009)
Est. La Notte Chirone – V. C. D. (avv. Carpagnano) c. Poste Italiane Spa (avv. De Luca Tamajo
Note: La flessibilità «insicura» dell’art. 2, comma 1-bis, d.lgs. n. 368 del 2001: la disapplicazione della norma dopo la sent. 214/09
Parole chiave: contratto a termine :: poste italiane ::
Lavoro subordinato – Contratto a termine – Imprese concessionarie di servizi nel settore postale – Art. 2, comma 1-bis, d.lgs. n. 368 del 2001 – Condizioni legittimanti la clausola appositiva del termine nella norma a-causale – Violazioni princìpi comunitari anche in ipotesi di un unico contratto a termine – Interpretazione della giurisprudenza comunitaria – Disapplicazione della norma per contrasto con il diritto comunitario – Nullità del termine – Trasformazione a tempo indeterminato.
L’art. 2, comma 1-bis, si pone in contrasto con la clausola n. 8, punto 3, dell’Accordo quadro recepito dalla Direttiva 1999/70 anche in ipotesi di un unico contratto a termine visto che la tipologia acausale – sebbene introdotta dalla legge n. 266 del 23 dicembre 2005 e, quindi, successivamente alla trasposizione propriamente detta (intervenuta con il d.lgs. 368/01) – è, da un lato, pacificamente collegata con l’applicazione dell’Accordo quadro, nella misura in cui è andata a «completare» e a «modificare» le norme nazionali già adottate [vedi sentenza Mangold (punto 51)], e, dall’altro, non risulta diretta ad applicare un altro obiettivo distinto da quello di applicare l’Accordo quadro [vedi sentenza Mangold (punti 52 e 53)].
N:63 - 23 Novembre 2009)
I princìpi affermati dalla Corte di Giustizia, in relazione al fenomeno della successione dei contratti a termine, sono pienamente applicabili al singolo rapporto di lavoro a termine, nella logica di proteggere i lavoratori dall’instabilità dell’impiego e del principio secondo il quale i contratti a tempo indeterminato costituiscono la forma comune dei rapporti di lavoro. L’abuso dei contratti a termine può essere accertato andando a considerare la globale utilizzazione del lavoro precario in ambito aziendale ove nel medesimo stabile posto di lavoro, nella medesima ordinaria mansione, per dodici mesi su dodici l’anno, tanto è abusivo utilizzare in successione temporizzata un medesimo lavoratore, quanto farvi ruotare lavoratori diversi con singoli contratti.
Contratti a termine nella p.a. e risarcimento del danno tra diritto civile ed ordinamento europeo
Cassazione, N.1260-23 Gennaio 2015
L’Autore esamina due recenti decisioni della Corte di Cassazione in materia di risarcimento del danno da illegittima utilizzazione di lavoratori pubblici con contratti a tempo determinato. Dopo aver ricordato gli orientamenti della giurisprudenza di merito e di legittimità, l’A., dopo aver criticato la decisione che richiede la prova del danno, anche per presunzioni, contesta il parametro utilizzato dalla Corte per quantificare il cd. “danno comunitario” ed avanza una proposta alternativa, oltre che un invito al legislatore ad intervenire con una disposizione espressa.
N:1260 - 23 Gennaio 2015)
Pres. Stile, Est. Tria, P.M. Celeste (conf.) – F.E. (avv. la Porta) c. Regione autonoma Valle d’Aosta (avv. Tosi). Diff. Corte d’Appello di Torino, n. 243/2013.
Note: Contratti a termine nella p.a. e risarcimento del danno tra diritto civile ed ordinamento europeo
Contratto a termine – Pubblica amministrazione – Illegittimità – Risarcimento del danno – Prova del danno – Esclusione – Danno comunitario – Sanzione ex lege
In materia di pubblico impiego privatizzato, la violazione di disposizioni imperative riguardanti l’assunzione o l’impiego di lavoratori, da parte della pubblica amministrazione, non determina la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, ma fonda il diritto del lavoratore al risarcimento del danno, ai sensi dell’art. 36, comma 5, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, interpretato – con riferimento a fattispecie diverse da quelle del precariato scolastico – nel senso di danno «comunitario», il cui risarcimento in conformità ai canoni di adeguatezza, effettività, proporzionalità e dissuasività, rispetto al ricorso abusivo alla stipulazione di contratti a termine, è configurabile quale sanzione ex lege a carico del datore di lavoro, per la cui liquidazione è utilizzabile
Lavoro a termine e principio di eguaglianza
Tribunale Roma, N.-26 Febbraio 2008
Articolo scritto da: Tiziana Vettor
Nel sistema delineato dal d.lgs. n. 368 del 2001 e successive modifiche, l’ipotesi generale di lavoro a termine è, come noto, costituita dall’art. 1, d.lgs. citato. Questa fattispecie, tuttavia, non rappresenta l’unico caso di apposizione del limite di durata previsto dal legislatore delegato.
N: - 26 Febbraio 2008)
Est. Delle Donne – Rizzo (avv. Iorio) c. Poste Italiane Spa (avv. Grassi).
Note: Lavoro a termine e principio di eguaglianza
Parole chiave: contratto a termine :: poste italiane :: questione di legittimità costituzionale ::
Contratto a termine – Art. 2, comma 1-bis, d.lgs. n. 368/ Questione di legittimità costituzionale ex artt. 3, comma 1, e 104 Cost. – Rilevante e non manifestamente infondata.
È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 1-bis, d.lgs. n. 368 del 2001, in relazione all’art. 3, comma 1, Cost. Il differente e ingiustificato trattamento nei confronti dei lavoratori di Poste Italiane Spa consiste nella dispensa dall’obbligo di indicare i motivi di apposizione del limite di durata come, invece, è statuito dalla generale disciplina sul lavoro a termine di cui all’art. 1 del d.lgs. citato.
I dilemmi sindacali nell’italia del «Jobs Act». Spunti per una riflessione
L’ultima legislazione ripropone il tema del lavoro precario come via di uscita dalla crisi occupazionale. La erroneità della tesi può essere contrastata sul piano scientifico e giudiziario. Tuttavia è necessario comprendere il contesto economico a monte di queste scelte legislative; comprensione necessaria per poter promuovere una nuova fase di contrattazione, con progetti territoriali di sviluppo e con strategie di codeterminazione nelle imprese esportatrici. Occorre in ogni caso una effettiva politica industriale e una rinnovata politica economica.
The recent labour law reform proposes once again temporary employment as a way out of
the occupational crisis. The fallacy of the argument can be countered on a scientific and judicial
basis. Nonetheless, it is important to comprehend the economic context behind this
legislative choice in order to promote a new kind of collective bargaining with local projects
for development and with strategies based on co-determination in the exporting companies
movements and the scientific world.
Somministrazione e lavoro a termine. Per la Corte di Giustizia "questa e quella pari (non) sono"
Corte di Giustizia, N.C-290/12 - Ottava sezione-11 Aprile 2013
Il contributo mette in luce alcune aporie presenti nelle argomentazioni adottate dalla Corte di Giustizia per escludere che la disciplina generale della direttiva 1999/70/CE sia applicabile al contratto di lavoro tra agenzia di somministrazione e prestatore di lavoro e per dichiarare che le misure ostative contenute nella citata direttiva non siano valide per il rapporto – definito erroneamente di lavoro – tra utilizzatore e lavoratore.
N:C-290/12 - Ottava sezione - 11 Aprile 2013)
Pres. E. Jaras˘iu¯nas, Est. A. Ó Caoimh, Avv. Gen. J. Kokott – Oreste Della Rocca c. Poste Italiane Spa (avv. De Luca Tamajo).
Note: Somministrazione e lavoro a termine. Per la Corte di Giustizia "questa e quella pari (non) sono"
Parole chiave: rapporto di lavoro :: somministrazione di lavoro :: contratto a termine ::
Somministrazione di lavoro – Lavoro a termine in somministrazione – Direttiva n. 1999/70 – Clausola 2 dell’Accordo quadro europeo – Non applicabilità. Somministrazione di lavoro – Lavoro a tempo determinato in somministrazione – Utilizzatore – Direttiva n. 1999/70 – Comma 4 del preambolo e clausola 3 dell’Accordo quadro europeo – Non applicabilità.
L’ambito di applicazione dell’Accordo quadro europeo allegato alla Direttiva n. 1999/70, concepito in senso ampio, non è illimitato. Dal tenore letterale della clausola 2, punto 1, dell’Accordo quadro emerge che la disciplina dei contratti e dei rapporti di lavoro ai quali si applica detto accordo non è quella riconducibile al caso di specie, in quanto la legislazione italiana e/o le prassi nazionali prevedono un regime speciale e dettagliato rispetto alle regole generali sul lavoro a termine. D’altra parte, la clausola 2, punto 2, dell’Accordo quadro conferisce agli Stati membri un margine di discrezionalità per ciò che riguarda la sfera di operatività dell’accordo medesimo con riferimento a talune categorie di contratti o rapporti di lavoro
La conversione del rapporto a termine nel pubblico impiego è una ipotesi sempre meno isolata
Tribunale Livorno, N.428-25 Gennaio 2011
Tribunale Siena, N.???-13 Dicembre 2010
Tribunale Siena, N.699-27 Settembre 2010
N:428 - 25 Gennaio 2011)
Est. Magi – N.A. et alii (avv.ti Pasquinucci e Bernardo) c. ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Avvocatura dello Stato)
Note: La conversione del rapporto a termine nel pubblico impiego è una ipotesi sempre meno isolata
Parole chiave: contratto a termine :: impiegato :: Stato :: violazione :: norme imperative :: risarcimento ::
Contratto a termine – Impiegato dello Stato e pubblico in genere – Reiterazione di assunzioni a termine per soddisfare esigenze non temporanee della pubblica amministrazione – Violazione di norme imperative – Proporzionalità, efficacia e dissuasività del risarcimento del danno – Insussistenza – Applicabilità della sanzionedella conversione – Sussistenza – Violazione art. 97 Cost. – Insussistenza.
Il risarcimento del danno ex art. 36, co. 5, d.lgs. n. 165/01, di per sé non può, a prescindere dal suo ammontare, rappresentare una misura effettiva destinata a evitare e, se del caso, sanzionare un utilizzo abusivo di una successione di contratti a tempo determinato. La mancata estensione al settore del lavoro pubblico della conversione legale non può trovare giustificazione nell’art. 97 Cost. qualora l’assunzione a termine avvenga tramite concorso o procedure selettive idonee a garantire il rispetto dell’art. 97 Cost. Appare pertanto consentita nel caso di specie la disapplicazione della normativa nazionale (art. 36, d.lgs. 165/01) a vantaggio della Direttiva 1999/70 e delle pronunce della Corte di Giustizia, quindi dell’art. 5, d.lgs. n. 368/01
N:??? - 13 Dicembre 2010)
Est. Cammarosano – C.L. (avv.ti Risommi e Fabroni) c. ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Avvocatura dello Stato)
Contratto a termine – Impiegato dello Stato e pubblico in genere – Reiterazione di assunzioni a termine per soddisfare esigenze non temporanee della pubblica amministrazione – Violazione di norme imperative – Proporzionalità, efficacia e dissuasività del risarcimento del danno – Insussistenza – Applicabilità della sanzione della conversione – Sussistenza – Violazione art. 97 Cost. – Insussistenza.
Il risarcimento del danno ex art. 36, co. 5, d.lgs. 165/01 di per sé non può, a prescindere dal suo ammontare, rappresentare una misura effettiva destinata a evitare e, se del caso, sanzionare un utilizzo abusivo di una successione di contratti a tempo determinato. La mancata estensione al settore del lavoro pubblico della conversione legale non può trovare giustificazione nell’art. 97 Cost. qualora l’assunzione a termine avvenga tramite concorso o procedure selettive idonee a garantire il rispetto dell’art. 97 Cost. Appare pertanto consentita nel caso di specie la disapplicazione della normativa nazionale (art. 36 d.lgs. 165/01) a vantaggio della Direttiva 1999/70 e delle pronunce della Corte di Giustizia, quindi dell'art. 5 d.lgs. 368/01
N:699 - 27 Settembre 2010)
A.F. (avv.ti Risommi e Fabroni) c. ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (avv. F.D. Nieri)
Contratto a termine – Impiegato dello Stato e pubblico in genere – Reiterazione di assunzioni a termine per soddisfare esigenze non temporanee della pubblica amministrazione – Violazione di norme imperative – Proporzionalità, efficacia e dissuasività del risarcimento del danno – Insussistenza – Applicabilità della sanzione della conversione – Sussistenza – Violazione art. 97 Cost. – Insussistenza
Contratto a termine, sue finalità, costituzione, contrattazione collettiva e poteri del giudice
Corte d’Appello Firenze, N.959-11 Luglio 2006
Articolo scritto da: Luigi Menghini
1. — Introduzione— La sentenza in epigrafe si segnala per la raffinatezza e profondità delle motivazioni attraverso le quali ha risolto i vari problemi interpretativi discussi in causa. D’altra parte, il suo estensore ha avuto già modo di manifestare il suo giudizio su molte delle questioni affrontate dalla Corte d’Appello di Firenze quando era giudice del lavoro del Tribunale di Pisa (v., ad esempio, Trib. Pisa 6 novembre 2002 – data di pronuncia – www.unicz.it/lavoro/TRIBPISA061102.HTM). ...
N:959 - 11 Luglio 2006)
Sez. lav. – Pres. Bartolomei, Est. Nisticò – D’Ascanio (avv.ti Panici e Guglielmi) c. Monte dei Paschi di Siena (avv. Casulli).
Note: Contratto a termine, sue finalità, costituzione, contrattazione collettiva e poteri del giudice
Parole chiave: contratto a termine - contrattazione collettiva ::
Libertà di iniziativa economica – Limiti – Condizioni personali del lavoratore – Esigenza di stabilità – Esigenze dell’imprenditore – Punto di equilibrio – Giustificato motivo oggettivo. Contratto a termine – Direttiva europea – Scopo – Introduzione di un ulteriore strumento di flessibilità – Esclusione – Eliminazione di discriminazioni e abusi – D.lgs. n. 368/2001 – Interpretazione – Liberalizzazione dell’istituto – Normativa comunitaria – Contrasto – Sussistenza – Art. 11 Cost. – Violazione. Contratto a termine – D.lgs. n. 368/2001 – Natura di deroga alla regola del lavoro a tempo indeterminato – Sussistenza – Ragioni di carattere tecnico, organizzativo, produttivo e sostitutivo – Strutturale temporaneità – Sussistenza – Atto scritto – Obbligo di indicazione della specifica ragione – Controllo del giudice – Rigorosità maggiore rispetto al sistema precedente. Contratto a termine – Legge n. 56/1987, art. 23 – Poteri attribuiti alla contrattazione collettiva – Introduzione di ipotesi o casi astratti ricollegati a evenienze oggettive o a condizioni soggettive – Sussistenza – Validazione preventiva di singoli contratti a termine – Insussistenza. Contratto a termine – Ipotesi introdotte dalla contrattazione collettiva – Fattispecie concreta – Rispondenza alla fattispecie astratta – Controllo del giudice – Potere – Sussistenza – Prova – A carico del datore di lavoro.
La nostra Costituzione limita la libertà di iniziativa economica dell’imprenditore ponendo l’esigenza di tutelare la condizione personale (economica ed esistenziale) del lavoratore, al quale, come soggetto debole, va assicurata la stabilità; in presenza di fluttuazioni di mercato, il punto di equilibrio tra le necessità imprenditoriali di rimodulare la forza-lavoro e l’esigenza di stabilità del lavoratore è costituito, in linea di massima, dal licenziamento per giustificato motivo. (1)