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Timestamp: 2020-06-07 07:45:53+00:00
Document Index: 153546979

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 603', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 366', 'art. 334', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 7705 del 24/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7705 del 24/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 24/03/2017, (ud. 23/02/2017, dep.24/03/2017), n. 7705
sul ricorso iscritto al n. 7870/2016 R.G. proposto da:
NORBALABOR S.R.L. (già Cooperativa Sociale Popolare Conversano
Piccola Società Cooperativa a r.l., già Cantina Sociale Popolare
di Conversano Società Cooperativa a r.l.) – P.I. (OMISSIS),
S.L., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA GERMANICO 109, presso
lo Studio Legale D’AMICO, rappresentati e difesi dall’avvocato
STELLA CASTELLANO;
domiciliata in ROMA, VIA DEL TRITONE 102, presso lo studio
dell’avvocato VITO NANNA, rappresentata e difesa dall’avvocato
GIOVANNI MARANGELLI;
avverso la sentenza n. 394/2015 della CORTE D’APPELLO di BARI,
S.L. e la Norbalabor srl, quest’ultima quale succeditrice dell’originaria debitrice, ricorrono, senza specificare motivi, per la cassazione della sentenza n. 394 del 17.3.15 (in causa n. 525/09 r.g.) con cui la corte di appello di Bari ha, in accoglimento del solo gravame proposto dalla seconda, accolto parzialmente l’opposizione da quelli dispiegata, nelle rispettive qualità di debitore principale e terza proprietaria esecutata ai sensi dell’art. 603 c.p.c., dichiarando la nullità del precetto notificato alla seconda dei due dalla Banca di Credito Cooperativo di Conversano scarl, ma confermando la sentenza di primo grado, resa dal tribunale di Bari – s.d. di Rutigliano (n. 32/09, relativa al precetto notificato il 19.6.01 per Lire 87.742.164), quanto al rigetto dell’opposizione della prima quanto al credito precettato;
è stata formulata proposta di definizione in Camera di consiglio ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., comma 1, come modificato del D.L. 31 agosto 2016, n. 168, art. 1-bis, comma 1, lett. e), conv. con modif. dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197;
le ricorrenti depositano memoria ai sensi di tale ultima norma.
il ricorso principale – a parte ogni questione sull’interesse ad invocare una riforma della sentenza esclusivamente per conseguire una motivazione diversa, atteso l’esito comunque favorevole conseguito e la problematica configurabilità di una soccombenza è manifestamente inammissibile, siccome non articolato su motivi, tanto meno separati e specifici, ricondotti ad uno o più dei vizi codificati dall’art. 360 c.p.c., bensì su di una discorsiva esposizione di elementi di fatto processuali e di tesi di diritto appena accennate, oltretutto prive dell’indicazione chiara delle norme che si assumerebbero violate e involgenti vizi motivazionali “confusamente addotti nonostante la novella del 2012 li abbia espunti dall’ambito del controllo in sede di legittimità, il che si risolve in una radicale inammissibilità del ricorso (per tutte: Cass. 18421/09; Cass. 5277/14); inoltre, in violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 6, il ricorso è del tutto carente della trascrizione, almeno nella parte di rilievo e comunque con indicazione della sede processuale di produzione e di sottoposizione al giudice del merito, dei documenti cui si riferisce e di cui sembra pretendere una riconsiderazione diretta ad opera di questa Corte;
il ricorso incidentale è inefficace, ai sensi dell’art. 334 c.p.c., perchè proposto oltre il termine lungo di impugnazione (sentenza gravata impugnata emessa il 17.3.15 e ricorso incidentale notificato il 21.4.16) – al quale, per la natura del giudizio, non si applica la sospensione feriale – ed il ricorso principale è qui dichiarato inammissibile;