Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/02/novita-fiscali-del-18-febbraio-2009-associazioni-sportive-dilettantistiche-nuovi-ulteriori-rilevanti-benefici-fiscali.html
Timestamp: 2017-11-21 15:44:50+00:00
Document Index: 97371549

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 9', 'art. 23', 'art. 35', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 25', 'art. 23', 'art. 31', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13']

Novità fiscali del 18 febbraio 2009: associazioni sportive dilettantistiche: nuovi ulteriori rilevanti benefici fiscali nel 2009; riduzione del costo della manodopera: è possibile emettere la nota di variazione dell’imponibile o dell’IVA; biliardi e flipper: nuovi imponibili forfetari per imposta intrattenimenti; registro imprese: comunicazione con il Pdf/A; edifici rurali esenti Ici
1) Biliardi e flipper: Nuovi imponibili forfetari ai fini dell’imposta sugli intrattenimenti
2) Registro imprese: comunicazione con il Pdf/A
3) Edifici rurali esenti Ici
4) Associazioni sportive dilettantistiche: In arrivo nuovi ulteriori rilevanti benefici fiscali nel 2009
5) Capitalizzazione della pensione integrativa
6) Riduzione del costo della manodopera: E’ possibile emettere la nota di variazione dell’imponibile o dell’Iva
7) “Trasformazione costitutiva”: Trattamento fiscale dei fondi rischi iscritti dalla società conferitaria in sede di conferimento
Il Decreto del 02.02.2009, in G.U. del 16.02.2009, ha determinato i criteri e le modalità, per il 2009, della base imponibile forfetaria per l’applicazione dell’imposta sugli intrattenimenti per l’utilizzo degli apparecchi meccanici o elettromeccanici da divertimento ed intrattenimento.
Tale Decreto ha, quindi, determinato, per l’anno 2009, la base imponibile forfetaria per l’applicazione dell’imposta sugli intrattenimenti e dei tributi ad essa eventualmente connessi, derivanti dall’utilizzazione dei seguenti apparecchi meccanici o elettromeccanici da divertimento ed intrattenimento.
(I soggetti passivi d’imposta restano quelli definiti nell’art. 1, co. 2, del Decreto 22.3.2004).
Biliardo e apparecchi similari
attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo
Elettrogrammofono e
apparecchi similari attivabili a moneta o gettone
calcio balilla – bigliardini e
apparecchi similari
attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo:
flipper- gioco elettromeccanico dei dardi e
Apparecchi meccanici e/o
Elettromeccanici per bambini
congegno a vibrazione tipo
{Kiddie rides} e apparecchi similari
Modalità’ di assolvimento dell’imposta
Il pagamento dell’imposta sugli intrattenimenti connessa agli apparecchi meccanici o elettromeccanici andrà effettuato dal soggetto passivo d’imposta in unica soluzione entro il giorno 16.03.2009, ovvero entro il giorno 16 del mese successivo a quello di prima istallazione in ragione della frazione di anno residua.
Riguardo alle modalità di assolvimento degli oneri tributari ed alle procedure connesse alla dichiarazione della liquidazione d’imposta relativa agli apparecchi, sono da effettuarsi con gli allegati A e B contenuti in tale neo Decreto (che ne costituiscono parte integrante).
(Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto del 02/02/2009, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 38 del 16/02/2009)
E’ operativa dal 15.1.2009 la regola che ha rivoluzionato il deposito di documenti digitali presso le camere di commercio.
A partire da tale data infatti gli atti devono essere depositati nel formato Pdf/A, il portable document format for archive.
Si tratta di un autonomo standard derivato dal Pdf.
Il fattore chiave della tecnologia è la cosiddetta “auto consistenza”:
il file generato deve incorporare tutte le informazioni necessarie per rappresentare il documento senza bisogno di informazioni esterne.
Il Pdf/A è, in particolare, uno standard internazionale (ISO19005), sottoinsieme dello standard PDF, appositamente pensato per l’archiviazione nel lungo periodo di documenti elettronici.
– PDF/A-1a= massimo richiesto dallo standard
– PDF/A-1b= minimo richiesto dallo standard (incluso nel PDF/A-1a).
Un file PDF/A deve contenere tutte le informazioni necessarie a visualizzare il documento con lo stesso layout di quando è stato generato.
Tutto il contenuto visibile del documento deve essere incluso nel file: il testo, le immagini, i vettori grafici, i fonts, i colori ecc..
Per produrre un PDF/A a partire da un documento testuale (ad esempio .doc, .xls, .odt ecc.) sono disponibili diversi prodotti e tools commerciali.
A tal proposito si veda il sito http://www.pdfa.org/.
In particolare vengono segnalati i seguenti strumenti:
Open office – gratuito
Utilizzare il prodotto OpenOffice, a partire dalla versione 2.4, scaricabile gratuitamente dal sito: http://it.openoffice.org/.
Le istruzioni per produrre un PDF/A:
1) Aprire il documento di testo relativo all’atto redatto con i propri strumenti (anche se in formato .doc o .xls) utilizzando il software (swriter) di OpenOffice installato;
2) dalla voce menu “File” scegliere l’opzione “Esporta nel formato Pdf…..”;
3) dal Menu “Opzioni PDF” che si presenta, nella sezione “Generale” impostare la casella “PDF/A-1”;
Il documento così salvato (con estensione .pdf) è in formato PDF/A.
In alternativa è possibile utilizzare il software Adobe Acrobat 9 professional (a pagamento).
(Nota Infocamere 2009 del 04.02.2009)
Il Legislatore ha disposto che il riconoscimento ai fini ICI della ruralità dei fabbricati deve essere effettuato sulla base dei requisiti indicati nell’art. 9 del D.L. 557/1993 anche nel caso in cui le unità immobiliari risultino iscritte o iscrivibili nel catasto fabbricato (peraltro, l’attribuzione della ruralità ai fabbricati comporta, ai fini fiscali, l’esenzione dalle imposte ordinarie – ICI e IRPEF/IRES, viceversa, la perdita del suddetto requisito comporta l’applicazione della tassazione ordinaria).
Ciò sulla base dell’art. 23, comma 1-bis del D.L. n. 207/2008, in corso di conversione in Legge (si tratta del Decreto che proroga i termini e le disposizioni finanziarie urgenti, cioè del cd. milleproroghe).
Al riguardo, il servizio studi del Parlamento, nel documento del 13.02.2009, ha rilevato che la disposizione, volta ad escludere i fabbricati rurali dall’ambito impositivo dell’ICI, assume carattere di interpretazione autentica, suscettibile quindi di produrre anche effetti retroattivi.
A tal fine dovranno essere chiariti gli eventuali effetti della norma sul gettito.
In proposito, è stato ricordato che in merito al trattamento fiscale dei fabbricati rurali il MEF si è espresso nel senso di ritenere tali unità immobiliari – purchè dotate dei requisiti di ruralità di cui all’articolo 9 del DL n. 557 del 1993 – non assoggettabili autonomamente all’ICI, ancorché dotati di propria rendita, dovendosi ritenere che il reddito dominicale del terreno sia comprensivo anche della redditività delle costruzioni rurali asservite.
Tale interpretazione è stata espressa con la circolare n. 50/E del 20 marzo 2000.
Successivamente, la circolare n. 7/T del 15 giugno 2007, a seguito dell’introduzione dell’obbligo di iscrizione al catasto fabbricati dei fabbricati rurali, utilizzati sia come abitazione che come beni strumentali, ha precisato che, anche se dotati di autonoma rendita, tali unità immobiliari sono esenti da imposta sui redditi dei fabbricati e da ICI.
(Art. 23, comma 1-bis del D.L. n. 207/2008, in corso di conversione in Legge)
Maestri, allenatori, istruttori (ecc.) di tennis (o altra federazione sportiva dilettante) sono esclusi da tassazione e connessa contribuzione previdenziale.
I commi 5-6 dell’art. 35 del D.L. n. 207/2008, in corso di conversione in Legge (si tratta del Decreto che proroga i termini e le disposizioni finanziarie urgenti, cioè del cd. milleproroghe) introducono benefici fiscali in favore delle associazioni sportive.
In particolare, la norma viene cosi strutturata:
“5. Nelle parole «esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche» contenute nell’articolo 67, comma 1, lettera m), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono ricomprese la formazione, la didattica, la preparazione e l’assistenza all’attività sportiva dilettantistica.
6. Alle federazioni sportive nazionali, alle discipline associate ed agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI si applica quanto previsto dall’articolo 67, comma 1, lettera m), secondo periodo, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, e dall’articolo 61, comma 3, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni”.
Su tale novità, il servizio studi del Palamento, nel documento del 13.02.2009, ha rilevato che i commi 5, 6 e 7 dell’articolo 35, introdotti durante l’esame al Senato, dispongono, in favore delle associazioni sportive, l’applicazione del regime fiscale agevolato previsto per i redditi diversi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera m) del TUIR.
Il commento alla novità del servizio studi della Camera dei Deputati del 13.02.2009
(Art. 35 del D.L. n. 207/2008, in corso di conversione in Legge)
In virtù dell’articolo 15 del Trattato tra l’Italia e la Germania, la somma erogata dal fondo previdenziale a seguito di capitalizzazione deve essere assoggettata a tassazione in Italia in base alla quota parte di prestazione riferibile all’attività esercitata nel territorio dello Stato.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 40 del 17.02.2009.
Viceversa, il contribuente riteneva che tale somma (corrisposta in un’unica soluzione in luogo della pensione integrativa mensile) dovesse essere sottoposta a tassazione nel Paese di residenza del percettore ossia nella Repubblica tedesca.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, l’indennità corrisposta in un’unica soluzione é assimilabile ai redditi di lavoro dipendente in considerazione del particolare collegamento esistente con il datore di lavoro e con l’attività lavorativa svolta.
Peraltro, anche in relazione ad altri istituti, quali il TFR, l’Amministrazione finanziaria e la giurisprudenza hanno ritenuto che non si rende applicabile l’articolo 18 del modello di convenzione OCSE mettendo in evidenza come tali erogazioni abbiano natura di remunerazioni finali per l’attività lavorativa prestata.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 40/E del 17.02.2009)
La riduzione del corrispettivo percepito (nel caso di specie, per gli anni dal 2001 al 2004), a causa della riduzione del costo della manodopera, si considera assimilata alla riduzione del prezzo effettuata in “applicazione di abbuoni o sconti previsti contrattualmente”, regolata dal comma 2 dell’art. 26 del D.P.R. n. 633/72.
Ciò costituisce un valido presupposto per potere operare la variazione in diminuzione ai fini Iva senza limiti di tempo.
Purché la riduzione del corrispettivo non sia frutto di un accordo sopravvenuto e che la clausola contrattuale, in applicazione della quale viene ridotto l’originario corrispettivo, sia esistente, valida ed applicabile per tali anni.
In particolare, nel caso di specie, il presupposto per poter emettere la nota di variazione in diminuzione è stato ravvisato nell’autorizzazione, da parte dell’Agenzia Regionale per L’impiego e la Formazione professionale della Regione Sicilia, a beneficiare dello sgravio contributivo richiesto.
Inoltre, tale evento, proprio per la presenza della clausola revisionale indicata nel contratto di servizio allegato all’istanza, non può qualificarsi come “sopravvenuto accordo fra le parti” e, pertanto, non può ritenersi operante il limite di un anno di cui al comma 3 del citato art. 26.
Il diritto alla detrazione spetta al cedente del bene o al prestatore del servizio, il quale deve registrare la nota di variazione a norma dell’art. 25, mentre il cessionario (o il committente) deve annotare nel registro di cui all’art. 23 l’imponibile e l’imposta corrispondente.
Infine, è stato precisato che anche se nel caso di specie la variazione possa essere operata senza limiti temporali, il diritto alla detrazione dell’imposta può essere esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto per la variazione medesima (R.M. n. 89/2002), coincidente con la data in cui si è resa esecutiva l’autorizzazione dell’Assessorato del lavoro della Previdenza Sociale della Formazione Professionale e dell’Emigrazione a beneficiare degli sgravi contributivi richiesti (10.6.2005), a nulla rilevando il momento dell’effettivo pagamento degli sgravi contributivi.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 42/E del 17.02.2009)
L’utilizzo del fondo rischi per coprire passività subite o, in alternativa, il suo annullamento per il sopravvenuto venire meno del rischio, va tassato in ogni caso nell’esercizio in cui si verificano tali circostanze.
– se la Società contabilizza lo smobilizzo del Fondo mediante la rilevazione a conto economico di una sopravvenienza attiva, a fronte di detto componente positivo non dovrà essere effettuata una variazione in diminuzione in sede di dichiarazione dei redditi;
– se lo “storno” viene rappresentato con contropartita contabile una riserva del Patrimonio Netto, la Società dovrà effettuare in sede di dichiarazione dei redditi una variazione in aumento al fine di attrarre a tassazione il componente positivo non transitato a conto economico.
In particolare, in questo caso, detta riserva assume, ai fini fiscali, la natura di riserva di utili.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 44/E del 17.02.2009)
8.1) Versione definitiva specifiche tecniche 730, Unico PF, SC, SP, ENC, IRAP, Consolidato
E’ stata pubblicata il 17.02.2009, sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione definitiva delle specifiche tecniche 730, Unico PF, SC, SP, ENC, IRAP, Consolidato (Provvedimenti di approvazione del 16.02.2009).
8.2) Aliquota Iva applicabile alle cessioni di glutammato di sodio alimentare
Si applica Iva ordinaria del 20% sulla vendita del glutammato di sodio.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 39/E del 17.02.2009)
8.3) Aliquota Iva agevolata per gli interventi di recupero
Per i lavori da realizzare si applica l’aliquota IVA ridotta solo qualora gli stessi presentino le caratteristiche necessarie per essere ricondotti tra gli interventi agevolabil.
Il n. 127-quaterdecies), della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633/72, prevede l’applicazione dell’aliquota Iva del 10%, tra l’altro, per la realizzazione degli interventi di recupero di cui alle lettere c) e d) ed e) dell’art. 31 della L. 5 agosto 1978 n. 457, concernenti interventi di:
– restauro e di risanamento conservativo (cfr. lett. c);
– ristrutturazione edilizia (cfr. lett. d);
– ristrutturazione urbanistica (cfr. lett. e).
Invece, i lavori di ammodernamento, sistemazione, pavimentazione di strada, non essendo riconducibili nel concetto di “costruzione” (postulando quest’ultimo la realizzazione “ex novo” di un’opera edilizia), rappresentano una semplice miglioria o modifica dell’opera stessa e come tali non rientrano tra gli interventi che possono fruire dell’aliquota IVA ridotta.
Solo in relazione alla costruzione di marciapiedi e vialetti pedonali realizzati su strade residenziali, anche se successivamente alla costruzione della strada, è stato precisato che è applicabile l’aliquota IVA ridotta nella considerazione che trattasi di interventi inerenti opere di urbanizzazione primaria, ovvero strade residenziali.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 41/E del 17.02.2009)
8.4) Ravvedimento operoso possibile anche per L’IRAP ma solo dal 2007
Poiché il legislatore non ha riproposto, riguardo ai periodi d’imposta successivi al 2006 disposizioni preclusive, l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’art. 13, comma 1, lettera a) del D.Lgs. n. 472/1997 si applica in relazione alle violazioni dell’obbligo di versamento in acconto o a saldo dell’IRAP relativo al periodo d’imposta 2007 ed ai seguenti.
Infatti, riguardo le violazioni dell’obbligo di versamento in acconto o a saldo dell’IRAP il legislatore ha stabilito, con due successivi provvedimenti (art. 1 del D.L. n. 106/2005; art. 1 del D.L. n. 206/2006) che le disposizioni in materia di riduzione delle sanzioni previste dal suddetto art. 13 non si applicano con riferimento alle violazioni dell’obbligo di versamento dell’IRAP:
– a saldo relativamente al periodo d’imposta 2004;
– in acconto o a saldo relativamente al periodo d’imposta 2005;
– in acconto o a saldo relativamente al periodo d’imposta 2006.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 43/E del 17.02.2009)