Source: http://www.gadit.it/articolo/16892
Timestamp: 2018-07-23 15:19:10+00:00
Document Index: 93142677

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 13', 'art. 116', 'art. 201', 'art. 2698', 'art. 116', 'art. 244', 'art. 432', 'art. 2087', 'art. 13']

Cass. civ. Sez. lavoro, Sent., 08-03-2011, n. 5437 Danno biologico non patrimoniale Lavoro subordinato Orario di lavoro – Gadit
Cass. civ. Sez. lavoro, Sent., 08-03-2011, n. 5437 Danno biologico non patrimoniale Lavoro subordinato Orario di lavoro
La A.L.E.R. Milano chiede l’annullamento della sentenza della Corte d’Appello di Milano, pubblicata il 4 settembre 2006, che, riformando in parte la decisione di rigetto del Tribunale di Milano, ha accolto alcuni capi della domanda proposta dal dipendente T. S..
La Corte ha ritenuto che "sull’istruttoria svolta si può ritenere che T. sia stato sottoposto nello svolgimento delle mansioni ad usura da ‘stress’ psicofisico a causa dell’effettuazione di un numero rilevante e continuativo di ore di lavoro straordinario". Ha rilevato infatti che dai documenti e dalla prova testimoniale emerge che questi svolse, nell’anno 2001, 144 ore di straordinario mensile, 1729 complessive, pagate dalla società cui era ben nota la situazione.
Esaminata analiticamente la prova la Corte ha ritenuto che le mansioni del T. consistevano non solo nell’accompagnare l’ispettore nelle case sgomberate o da sgomberare, ma anche nel presidiare le suddette case perchè non fossero rioccupate dagli abusivi e che il relativo orario di lavoro si allungava a dismisura, con turni che a volte si sovrapponevano l’uno sull’altro.
La società propone nove motivi di ricorso: 1) Violazione del D.P.R. 23 febbraio 2000, n. 38, art. 13. Quesito formulato: "se il danno biologico verificatosi nel 2001, sotto la vigenza della L. n. 38 del 2001, è coperto dall’assicurazione obbligatoria e non deve pertanto essere risarcito dal datore di lavoro". 2) Omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione sul seguente fatto controverso e decisivo: mancata conoscenza del lavoro straordinario, consenso pieno del lavoratore. 3) Omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione sul seguente fatto controverso e decisivo: pieno consenso del lavoratore e mansioni di semplice attesa. 4) Violazione dell’art. 116 c.p.c., e dell’art. 201 c.p., per aver liquidato il danno senza ammettere alcuna ctu, ma ponendo a fondamento la deposizione di un teste e la relazione del consulente di parte. Quesito formulato: "se la consulenza tecnica di parte sia mero atto difensivo privo di valore probatorio". 5) Violazione dell’art. 2698 c.c., e dell’art. 116, su onere della prova e valutazione della prova in ordine al nesso di causalità tra lavoro e danno. Quesito formulato: "se l’onere della prova sul nesso causale tra condotta datoriale e danno sia a carico del lavoratore, che deve assolvere questo onere idoneamente e rigorosamente". 6) Violazione dell’art. 244 c.p.c., in ordine alla ammissibilità dei testi. Quesito formulato: "se lede il contraddittorio tra le parti l’assunzione e l’ammissione di prove formulate da controparte in modo generico e su giudizi". 7) Violazione dell’art. 432 c.p.c., sulla valutazione equitativa.
Quesito formulato "se al giudice di merito è precluso il ricorso al giudizio di equità nel caso in cui possa accertare altrimenti il danno effettivamente subito". 8) Violazione di legge e illogica e insufficiente motivazione sui criteri di liquidazione del danno.
Quesito formulato, "se in criteri di liquidazione del danno devono essere specificamente motivati senza ricorrere a criteri generici e di mero rito". 9) Violazione di legge e insufficiente motivazione in materia di regolamento delle spese. Quesito formulato: "se in caso di reciproca soccombenza le spese siano da compensare e se il provvedimento di condanna alle spese debba essere adeguatamente motivato".
Il T. ha notificato controricorso contenente ricorso incidentale articolato in quattro motivi. 1) Omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione riguardo al calcolo del danno alla persona nonchè violazione degli artt. 2087, 2043, 2049, 2056, 1223 e 1226 c.c.. Quesito formulato: "se oltre al danno patrimoniale per lavoro usurante il lavoratore abbia diritto anche al danno biologico, al danno morale e al danno esistenziale, non cumulativamente e se la Corte d’appello ha ben governato i principi alla luce dell’art. 2087 c.c.". 2) "Violazione e falsa applicazione dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro". Quesito formulato: "se premesso il principio di uguaglianza la Corte d’Appello ha pronunciato coerentemente con tale principio, tenuto conto delle circostanze di fatto emerse nel giudizio". 3) Omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione nonchè violazione di norme di diritto e del ceni di categoria. Quesito formulato: "se, alla luce di quanto emerso in giudizio, e documentato in atti, le prestazioni di lavoro straordinario effettuate continuativamente e mensilmente retribuite al lavoratore tra il 1999 e il 2001 siano da considerare normali prestazioni di lavoro ai fini dell’incidenza sul tfr e sugli istituti contrattuali". 4) Omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione riguardo alla compensazione parziale delle spese di lite. Quesito formulato: "se la compensazione delle spese nella misura della metà adottata dalla Corte d’Appello di Milano debba essere motivata e se sia coerente con il principio della soccombenza".
La A.L.E.R. Milano ha notificato controricorso a ricorso incidentale.
La Corte d’appello, accogliendo l’impugnazione del lavoratore, ha condannato la ALER a pagare, a titolo risarcitorio al T., una somma pari al 15% della retribuzione netta percepita per lavoro ordinario e straordinario nel periodo febbraio 1999 – dicembre 2001, oltre interessi e rivalutazione dalla data della istanza di tentativo di conciliazione.
La Corte ha definito biologico tale danno, ha precisato che è derivato da "usura da stress psico-fisica" e lo ha liquidato in via equitativa, quantificandolo in misura pari al 15% delle retribuzioni percepite nel periodo febbraio 1999 – dicembre 2001.
Il danno biologico è, per espressa definizione legislativa, anche in ambito lavori stico (art. 13 del decreto legislativo 38/2000), "la lesione della integrità psico-fisica della persona, suscettibile di valutazione medico legale". Vi è pertanto danno biologico quando la lesione della integrità psico-fisica sia "suscettibile di valutazione medico legale".