Source: http://relazione.ambiente.piemonte.it/2018/it/territorio/risposte/energia
Timestamp: 2019-05-24 01:22:42+00:00
Document Index: 61312390

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 41', 'art. 78', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 39', 'art. 9', 'art 32', '§ 5', '§ 5', 'art 32', '§ 5', 'art. 2']

La Regione Piemonte con D.G.R. 16 febbraio 2018 n. 10-6480 ha adottato la Proposta di nuovo Piano Energetico Ambientale Regionale unitamente al Rapporto Ambientale e alla Sintesi non Tecnica avviando il processo di VAS sulla nuova pianificazione energetica ambientale finalizzata al conseguimento degli obiettivi della Strategia europea al 2020 e 2030, in coordinamento e raccordo strategico con le altre pianificazioni e programmazioni regionali.
la realizzazione entro il 2030 del 27% di consumo di energia da fonti rinnovabili;
l’incremento del 30% entro il 2030 del livello di efficienza energetica, con conseguente riduzione dei consumi.
Con riferimento all’ordinamento giuridico nazionale, la proposta di Piano si confronta con la Strategia Energetica Nazionale (SEN) 2017, definitivamente approvata con D.M. 10.11.2017 che delinea il piano del Governo italiano per anticipare e gestire il cambiamento del sistema energetico.
Alla luce di tale quadro normativo e pianificatorio di riferimento, la proposta di Piano è stata articolata rispettivamente in due capitoli introduttivi:
“Preambolo. Valori di riferimento per la costruzione del nuovo PEAR”
“Premessa. Scenari di riferimento per il PEAR al 2020 e al 2030”
contenenti i dati d’inquadramento del bilancio energetico regionale e i tratti significativi del sistema energetico piemontese, nonché gli scenari di sviluppo nel breve e lungo periodo per quanto attiene ai macro-obiettivi di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e di riduzione dei consumi energetici finali.
L’ossatura portante del PEAR è quindi strutturata in quattro capitoli coincidenti rispettivamente con i due macro-obiettivi verticali del Piano e con i successivi due macro-obiettivi trasversali, come di seguito riportato:
favorire lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, minimizzando l’impiego di fonti fossili;
ridurre i consumi energetici negli usi finali;
favorire il potenziamento in chiave sostenibile delle infrastrutture energetiche, anche in un’ottica di generazione distribuita e di smart grid;
promuovere le clean technologies e la green economy per favorire l’incremento della competitività del sistema produttivo regionale e nuove opportunità lavorative.
Infine, i contenuti della Proposta di Piano si focalizzano in tre allegati contenenti:
le nuove proposte di aree inidonee e di attenzione ai fini della localizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica da fonte eolica e idroelettrica, unitamente alla riconferma di quelle inerenti agli impianti fotovoltaici a terra e alimentati a biomasse;
le limitazioni areali, sotto forma di aree di esclusione e di repulsione, all’ubicazione degli impianti geotermici;
lo schema di linee guida per la definizione dei Piani di sviluppo del teleriscaldamento nei Comuni, ai sensi dell’art. 22, c. 3 del d.lgs. 28/2011 e s.m.i..
Per approfondimenti si rimanda alle pagine del DGR 10-6480 del 16 febbraio 2018:
1) Proposta di Piano Energetico Ambientale Regionale;
2) Rapporto Ambientale;
3) Sintesi non Tecnica.
Si segnala l’approvazione nel corso del 2017 di alcuni significativi provvedimenti, tra i quali:
L.R. n. 16 del 31 ottobre 2017 (in vigore dal 11 novembre 2017) - Legge annuale di riordino dell'ordinamento regionale. Anno 2017, che agli artt. 76, 77 e 78 reca Disposizioni in materia di energia; si segnala in particolare l'introduzione di alcune sanzioni sulle violazioni delle disposizioni in materia di impianti termici. Consulta la L.R. 16/2017 e il testo integrato della L.R. 3/2015 con le modifiche introdotte all’articolo 41.
L.R. 3 del 9 febbraio 2018, d’iniziativa Consiliare, (in vigore dal 2 marzo 2018) - Modifiche alla legge regionale 24 marzo 2000, n. 31 (Disposizioni per la prevenzione e lotta all'inquinamento luminoso e per il corretto impiego delle risorse energetiche). Tra le modifiche introdotte alla l.r. 31/2000 si rimarca, in particolare, la definizione puntuale e dettagliata, nell'allegato tecnico, dei requisiti tecnici che devono essere posseduti dagli impianti di illuminazione esterni installati o modificati dopo l'entrata in vigore della legge. La revisione della l.r. 31/2000 ha risposto alla necessità di adeguarla ai più recenti criteri di ecosostenibilità ambientale dell'illuminazione diretti a ridurre l'inquinamento luminoso mediante l'adozione di criteri progettuali più moderni ed efficaci. Le modifiche introdotte, allineandosi alle altre leggi regionali in materia, si uniformano ai criteri dell'illuminazione pubblica ormai diffusi in Italia e all'estero, in particolar modo per quanto riguarda il contenimento dell'emissione diretta ed indiretta verso l'alto. Consulta la L.R. 3/2018 e il testo integrato della L.R. 31/2000 con le modifiche introdotte.
Come introdotto al paragrafo precedente, la novità legislativa del 2017 è stata l’introduzione di alcune sanzioni nell’ambito della corretta gestione degli impianti termici da parte dei responsabili dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto termico, nonché dell'installatore e del manutentore incaricato del controllo e manutenzione dell'impianto termico.
Si tratta delle modifiche all’art. 41 della L.R. 3/2015, introdotte dall’art. 78 della L.R. 16/2017, che sanzionano le seguenti condotte:
il responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto termico che non fornisce all'installatore o al manutentore incaricato del controllo e manutenzione dell'impianto termico tutti i dati necessari per la compilazione del libretto di impianto (rif. D.G.R. 6 ottobre 2014, n. 13-381 - Disposizioni operative per la costituzione e gestione del catasto degli impianti termici in attuazione del D.Lgs. 192/2005 e smi e del D.P.R. 74/2013. Approvazione nuovi modelli di libretto di impianto e di rapporto di efficienza energetica); la sanzione amministrativa può essere compresa tra € 100,00 e 900,00;
l’installatore o il manutentore incaricato del controllo e manutenzione dell'impianto termico (rif. Art. 7, c. 1 del D.P.R. n. 74/2013 - Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, a norma dell'art. 4, c. 1, lettere a) e c), del D.Lgs. 192/2005) che non provvede ad inserire il libretto di impianto nel catasto informatizzato degli impianti termici entro i termini previsti dalla citata D.G.R. 6 ottobre 2014, n. 13-381; la sanzione amministrativa può essere compresa tra € 100,00 e € 900,00;
l’installatore o il manutentore incaricato del controllo e manutenzione dell'impianto termico che non esegue a regola d'arte le attività o non provvede ad inserire nel catasto informatizzato degli impianti termici il rapporto di controllo di efficienza energetica entro i termini previsti dalla citata D.G.R. 6 ottobre 2014, n. 13-381; la sanzione amministrativa può essere compresa tra € 100,00 e € 900,00;
il terzo responsabile dell'impianto termico che non osserva gli obblighi inerenti le comunicazioni alla Città metropolitana di Torino o alle province competenti previste ai sensi dell'art. 6, c. 5 del D.P.R. 74/2013; la sanzione amministrativa può essere compresa tra € 100,00 e € 450,00.
Anche nel 2017 sono proseguiti gli incontri con ARPA, Province, CSI e operatori del settore per monitorare gli effetti applicativi dei provvedimenti in materia dei controlli sugli impianti termici e di certificazione energetica degli edifici; la Regione Piemonte con propria D.G.R. n. 12-4449 del 22.12.2016 ha prorogato al 31.12.2017 l’applicazione della D.G.R. n. 23-2724 del 29.12.2015 per l’effettuazione di una campagna ispettiva sperimentale degli impianti termici su tutto il territorio regionale. Dunque con l’anno in corso hanno avuto inizio i controlli da parte dell’Autorità competente sulla corretta gestione e manutenzione degli impianti termici.
Detti controlli si avvalgono anche dei dati relativi all'ubicazione e alla titolarità degli impianti riforniti negli ultimi dodici mesi e dei dati relativi alle forniture annuali di combustibile per le utenze asservite, che sono trasmessi dai distributori ai sensi della D.G.R. n. 17-1466 del 25.05.2015 (Disposizioni attuative dell'art. 39, c. 1, lett. l), della l.r. 11/03/2015 n. 3 che definiscono le modalità secondo le quali i distributori di combustibile per gli impianti termici comunicano alla Regione i dati relativi all'ubicazione e alla titolarità degli impianti riforniti negli ultimi dodici mesi e i dati relativi alle forniture annuali di combustibile per le utenze asservite).
Si ricorda che la deliberazione è strettamente correlata alla D.G.R. n. 13-381 del 6.10.2014 che ha definito le nuove disposizioni operative per la costituzione e gestione del Catasto degli Impianti Termici (CIT) in attuazione del D.Lgs. n. 192/05 e s.m.i. e del D.P.R. n. 74/2013, con la contestuale approvazione dei nuovi modelli di libretto di impianto e di rapporto di controllo di efficienza energetica.
L’acquisizione dei dati trasmessi dai distributori, entro il 31 marzo di ogni anno, relativamente all'ubicazione e alla titolarità degli impianti riforniti negli ultimi dodici mesi e dei dati relativi alle forniture annuali di combustibile per le utenze asservite, è necessaria per completare le informazioni presenti nel C.I.T. al fine di svolgere le attività di ispezione sugli impianti termici ai sensi dell’art. 9 del D.P.R. 74/2013.
Approfondimenti sul Catasto Impianti Termici sono reperibili alla pagina dedicata di Sistemapiemonte.
A seguito dei tre decreti interministeriali del 26 giugno 2015 riguardanti i “requisiti minimi”, gli “schemi di relazione tecnica” e le “procedure per l’emissione dell’attestato di prestazione energetica”, che hanno cambiato in modo sostanziale l’approccio del progettista agli aspetti prestazionali introducendo l’obbligo di verifica di una serie di parametri energetici in ogni intervento che modifica la prestazione energetica, tutti gli interventi di riqualificazione sono sottoposti alla suddetta normativa energetica e pertanto la Regione Piemonte rimanda ad essa.
In particolare, si ricorda che la Regione Piemonte con D.G.R. n 14-2119 del 21 settembre 2015 - Disposizioni in materia di attestazione della prestazione energetica degli edifici in attuazione del D.Lgs. 192/2005 e s.m.i., del D.P.R. 75/2013 e s.m.i., del D.M. 26.06.2015 "Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici" e degli articoli 39, c. 1, l. g) e i) e 40 della L.R. 3/2015, ha abolito la propria metodologia di certificazione adottando quella nazionale.
La deliberazione, ripubblicata con D.G.R. n. 24-2360 del 2 novembre 2015, disciplina a livello regionale la materia della prestazione energetica nelle parti che maggiormente impattano sulle peculiarità del sistema piemontese, anche alla luce dell’esperienza maturata negli anni dalla Regione nell’ambito della certificazione energetica e in attuazione degli articoli 39, 40 e 41 della L.R. n. 3/2015 (Disposizioni regionali in materia di semplificazione).
Con il nuovo modello di APE nel 2017 sono stati registrati dal SIPEE 104.408 attestati.
Per approfondimenti si rimanda alla pagina dedicata all'Energia in Territorio - Fattori.
Nel corso del 2017 l’attività istruttoria volta a sostenere interventi di efficienza energetica e di sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili è stata per lo più assorbita dalle valutazioni di merito tecnico delle domande di partecipazione ricevute a seguito della pubblicazione dei due Bandi nell’ambito del attuazione del POR-FESR 2014-2020 - Asse IV – Energia sostenibile e qualità della vita (Obiettivo tematico IV - OT 4) dedicati alle imprese, cui si sono aggiunte altre quattro azioni di incentivazione dedicate all’edilizia pubblica.
I bandi POR-FESR dedicati alle imprese
Azione IV.4b.2.1 - Bando Efficienza Energetica e Fonti Rinnovabili nelle Imprese.
Il bando è rivolto alle Piccole medie imprese (PMI) non energivore e alle Grandi imprese (GI) e PMI energivore e agevola le imprese per investimenti di miglioramento dell'efficienza energetica, anche attraverso l'utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili. Sono ammissibili:
Azione IV.4b.2.1 - Bando per le diagnosi energetiche nelle piccole e medie imprese o l’adozione di sistemi di gestione dell’energia conformi alle norme ISO 50001.
Il bando è rivolto alle PMI non energivore e concede contributi a fondo perduto per i seguenti interventi:
attuazione del sistema di gestione dell’energia (SGE) e rilascio della certificazione di conformità alla norma ISO 50001 (corredata di diagnosi energetica).
Azioni di incentivazione dedicate all'edilizia pubblica
Bando per l’incentivazione alla Realizzazione di interventi per la riduzione dei consumi energetici e utilizzo di fonti rinnovabili nelle strutture pubbliche delle Province, della Città Metropolitana di Torino, dei Comuni e delle Unioni di Comuni con popolazione superiore a 5000 abitanti (Bando chiuso): hanno presentato istanza di agevolazione le Province piemontesi, la Città Metropolitana di Torino, i Comuni piemontesi con popolazione superiore a 5.000 abitanti e le Unioni di Comuni (ex art 32 del d.lgs. 267/2000 e L.R. 11/2012 e s.m.i.) della Regione Piemonte con popolazione complessiva superiore a 5.000 abitanti.
Il bando ha concesso agevolazioni in relazione a 2 linee di intervento:
Linea A (Azione IV.4c.1.1): Interventi di riduzione della domanda di energia dell’edificio che presenti un indicatore della prestazione energetica invernale del fabbricato di qualità “MEDIA” o “BASSA” secondo quanto riportato sull’ Attestato di Prestazione Energetica (APE), con riferimento al § 5.2.1 del D.M. 26/06/2015 “Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”; revisione degli impianti a fonti fossili, con incremento dell’efficienza, anche mediante l’impiego di mix tecnologici e loro asservimento ai sistemi di telegestione e telecontrollo.
Linea B (Azione IV.4c.1.2): Installazione di sistemi di produzione di energia da fonte rinnovabile da destinare all’autoconsumo. Sono ammissibili gli interventi associati all’Azione IV.4c.1.1 o asserviti ad edifici esistenti con prestazione energetica invernale del fabbricato di qualità “MEDIA” o “ALTA” secondo quanto riportato nell’APE, con riferimento al § 5.2.1 del D.M. 26/06/2015 “Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”, anche attraverso interventi di efficientamento energetico effettuati in precedenza.
La dotazione finanziaria complessiva è pari a € 30.000.000.
Bando per l’incentivazione alla Realizzazione di interventi per la riduzione dei consumi energetici e utilizzo di fonti rinnovabili nelle strutture pubbliche dei Comuni e delle Unioni di Comuni con popolazione fino a 5000 abitanti (Bando chiuso) : il bando, rivolto ai Comuni piemontesi con popolazione fino a 5.000 abitanti e le Unioni di Comuni (ex art 32 del d.lgs. 267/2000 e L.R. 11/2012 e s.m.i.) della Regione Piemonte con popolazione complessiva fino a 5.000 abitanti, concede agevolazioni in relazione a 2 linee di intervento:
Linea A (Azione IV.4c.1.1): Interventi di riduzione della domanda di energia dell’edificio che presenti un indicatore della prestazione energetica invernale del fabbricato di qualità “MEDIA” o “BASSA” secondo quanto riportato sull’Attestato di Prestazione Energetica (APE), con riferimento al § 5.2.1 del D.M. 26/06/2015 “Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”; revisione degli impianti a fonti fossili, con incremento dell’efficienza, anche mediante l’impiego di mix tecnologici e loro asservimento ai sistemi di telegestione e telecontrollo.
La dotazione complessiva è pari a € 14.506.062,00 di fondi POR FESR 2014 – 2020, Asse Prioritario IV, Azione IV.4c: il progetto è ammesso se risultano costi ammissibili per almeno € 150.000.
L’agevolazione consiste in un contributo in conto capitale. Il contributo è concesso fino all’ 80% delle spese ammissibili, elevabile fino al 90% per gli edifici che conseguono la classe energetica A4/nZEB, e comunque entro il limite massimo di € 450.000.
Incentivi per Interventi di riduzione dei consumi energetici sul patrimonio di proprietà della Regione Piemonte o in uso alla stessa (In corso dal 16.10.2017): la D.G.R. n. 12-4568 del 16/01/2017 individua la Regione Piemonte, Direzione Risorse finanziarie e patrimonio, quale beneficiario della misura in oggetto conformemente alla definizione contenuta all’art. 2 punto 10 per Reg.(UE) 1303/2013 e alle disposizioni della Scheda di Misura, poiché gli edifici individuati sono di proprietà regionale o in uso alla stessa. La ricognizione sul patrimonio edilizio pubblico in ambito regionale, condotta dalla Direzione Risorse finanziarie e patrimonio nel primo semestre del 2016, ha individuato le seguenti tipologie di immobili su cui intervenire:
edifici di proprietà regionale destinati ad uso pubblico (uffici e servizi generali);
edifici di proprietà pubblica in uso totale o parziale alla Regione Piemonte destinati ad uso pubblico (uffici e servizi generali);
edifici di proprietà regionale utilizzati da soggetti pubblici e privati per lo svolgimento di attività varie, nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato.
In coerenza con le disposizioni del POR FESR 2014-2020, gli interventi devono permettere di conseguire una significativa riduzione dei consumi di energia e dei costi di produzione del servizio pubblico, oltre a possedere carattere “dimostrativo”, così da assumere una forte rilevanza in termini di efficacia delle iniziative soprattutto sotto il profilo formativo e dal punto di vista della riproducibilità degli stessi in contesti analoghi.
La dotazione complessiva è pari a € 10.000.000,00.
Incentivi per Interventi di riduzione dei consumi energetici nel settore dell’edilizia abitativa sociale gestita dalle Agenzie Territoriali per la Casa (ATC) (In corso dal 5.03.2018): possono presentare istanza di agevolazione le Agenzie Territoriali per la Casa piemontesi. Per tutti gli edifici oggetto della domanda di agevolazione, gli interventi devono prevedere la trasformazione degli edifici esistenti almeno in “edifici a energia quasi zero”, come definiti al par. 3.4 del D.M. 26/06/2015 “Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici” . La qualifica di “edificio a energia quasi zero” deve essere conseguita per l’intero edificio, inteso come l’insieme di tutte le unità immobiliari che lo costituiscono e delle eventuali parti comuni a temperatura controllata. Sono previste 2 linee di intervento:
Linea A (Azione IV.4c.1.1): Interventi di riduzione della domanda di energia dell’edificio che presenti un indicatore della prestazione energetica invernale del fabbricato di qualità “MEDIA” o “BASSA” secondo quanto riportato sull’Attestato di Prestazione Energetica (APE) redatto per l’intero edificio, con riferimento al par. 5.2.1 del D.M. 26/06/2015 “Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”, revisione degli impianti a fonti fossili, con incremento dell’efficienza, anche mediante l’impiego di mix tecnologici e loro asservimento a sistemi di telegestione e telecontrollo. Sono ammissibili i seguenti interventi:
efficientamento / sostituzione degli impianti di climatizzazione, efficientamento / sostituzione o nuova installazione di sistemi di ventilazione;
efficientamento / sostituzione dei sistemi di trasporto interno;
efficientamento / sostituzione dei sistemi per la produzione di acqua calda sanitaria (ACS);
Linea B (Azione IV.4c.1.2): Installazione di sistemi di produzione di energia da fonte rinnovabile da destinare all’autoconsumo. Sono ammissibili le seguenti tipologie di intervento:
La dotazione finanziaria complessiva ammonta a € 10.000.000,00 a valere sull’Asse IV, Azione IV.4c.1.1 e Azione IV.4c.1.2 del POR FESR 2014-2020 delle Regione Piemonte, come stabilito dalla D.G.R. n. 13-4569 del 16/01/2017. L’agevolazione viene concessa quale contributo a fondo perduto a valere sul POR FESR 2014/2020 se, sulla base della domanda presentata e a seguito dell’istruttoria, risultano costi ammissibili per almeno € 1.000.000. L’agevolazione concessa concorre fino al 90% dei costi ammissibili. Il limite massimo erogabile è di € 3.600.000, anche nel caso di progetti aventi costi ammissibili di valore superiore a € 4.000.000. Il cofinanziamento da parte del beneficiario non potrà, pertanto, essere inferiore al 10% dei costi ammissibili.