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Timestamp: 2020-04-08 05:36:24+00:00
Document Index: 95704946

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 149', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 51', 'art. 52', 'art. 51', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 13517 del 30/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13517 del 30/05/2017
Cassazione civile, sez. III, 30/05/2017, (ud. 23/02/2017, dep.30/05/2017), n. 13517
sul ricorso 5960/2014 proposto da:
G.L.M.D., R.A., elettivamente
domiciliati in ROMA, VIALE BRUNO BUOZZI 68, presso lo studio
dell’avvocato ALESSANDRO GAGLIARDINI, rappresentati e difesi dagli
avvocati ANTONIO LOMBARDO, SALVATORE SCATA’ giusta procura a margine
C.F., C.G., considerati domiciliati ex lege
rappresentati e difesi dall’avvocato GIUSEPPE CIRELLI giusta procura
– controrucorrenti –
avverso la sentenza n. 234/2013 del TRIBUNALE SEDE DISTACCATA DI
ACIREALE, depositata il 26/06/2013;
1. L'(OMISSIS) C.F., alla guida di un veicolo di proprietà di C.G., rimase coinvolto in un sinistro stradale.
Per ottenere il risarcimento del danno rispettivamente patito in conseguenza di quel sinistro, l’uno e l’altro nel 2010 convennero dinanzi al Giudice di pace di Acireale G.L.M.D., R.A. e la SARA Assicurazioni s.p.a. (ovvero, rispettivamente, il conducente, il proprietario e l’assicuratore del veicolo danneggiato, citato ai sensi dell’art. 149 cod. ass.).
2. Con sentenza n. 34 del 2012 il Giudice di pace accolse la domanda, ma attribuì a C.F. una colpa concorrente del 40%.
Il Tribunale di Catania, adito dai due C. quale giudice d’appello, riformò la decisione ed attribuì l’intera colpa a G.L.M.D..
3. La sentenza d’appello è stata impugnata per cassazione da G.L.M.D. e da R.A., con ricorso fondato su due motivi.
Hanno resistito con separati controricorso C.F. e C.G. da un lato, la SARA dall’altro.
1.1. Col primo motivo di ricorso i ricorrenti lamentano il vizio di nullità processuale, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4.
Deducono, al riguardo, che pendente il giudizio d’appello introdotto dai due C., i convenuti in quel giudizio ( G. e R.) avevano iniziato un autonomo giudizio dinanzi al Tribunale di Catania contro i due C. e il loro assicuratore SARA, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni patiti in conseguenza del medesimo sinistro dell'(OMISSIS).
Soggiungono che il medesimo magistrato del Tribunale di Catania, il quale aveva deciso l’appello proposto da C.F. e G. aveva già iniziato ad istruire la causa introdotta dai sigg.ri G. e R.. Deducono che quel magistrato, pertanto, non avrebbe potuto decidere l’appello, ma avrebbe dovuto astenersi ai sensi dell’art. 51 c.p.c., n. 4.
E’ inammissibile perchè se il magistrato, avendone l’obbligo o la facoltà, omette di rilevare una causa di astensione, è facoltà delle parti ricusarlo, ai sensi dell’art. 52 c.p.c., ed entro i termini previsti dai primi due commi di tale norma.
Il motivo è comunque infondato, poichè non ricorreva nel nostro caso alcuna ipotesi di obbligo di astensione.
Infatti l’obbligo di astensione imposto dall’art. 51 c.p.c., n. 4, sussiste se il giudice abbia partecipato alla decisione del merito della controversia in un precedente grado di giudizio, e non può estendersi al caso in cui questi si sia limitato ad istruire la causa in primo grado senza deciderla (Sez. 2, Sentenza n. 23520 del 18/11/2016).
2.1. Col secondo motivo di ricorso i ricorrenti sostengono che la sentenza impugnata sarebbe affetta da un vizio di violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3. E’ denunciata, in particolare, la violazione dell’art. 2054 c.c..
Deducono, al riguardo, che il Tribunale avrebbe violato l’art. 2054 c.c., comma 2, perchè ha accolto integralmente la domanda di C.F. e G., sebbene nessuno dei due avesse vinto la presunzione di colpa posta a loro carico dall’art. 2054 c.c., comma 2.
2.2. Il motivo è manifestamente inammissibile, in quanto censura un tipico apprezzamento di fatto: ovvero la ricostruzione della dinamica d’un sinistro stradale.
(-) condanna G.L.M.D. e R.A., in solido, alla rifusione in favore di C.F. e C.G., in solido, delle spese del presente giudizio di legittimità, che si liquidano nella somma di Euro 3.200, di cui Euro 200 per spese vive, oltre I.V.A., cassa forense e spese forfettarie D.M. 10 marzo 2014 n. 55, ex art. 2, comma 2;
(-) condanna G.L.M.D. e R.A., in solido, alla rifusione in favore di SARA Assicurazioni s.p.a. delle spese del presente giudizio di legittimità, che si liquidano nella somma di Euro 3.200, di cui Euro 200 per spese vive, oltre I.V.A., cassa forense e spese forfettarie D.M. 10 marzo 2014, n. 55, ex art. 2, comma 2;
(-) dà atto che sussistono i presupposti previsti dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, per il versamento da parte di G.L.M.D. e R.A., in solido, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione.