Source: http://legislazionetecnica.it/3593231/prd/nota-illustrativa/il-decreto-sui-programmi-triennali-dei-lavori-pubblici-e-sui-programmi
Timestamp: 2018-03-24 19:42:16+00:00
Document Index: 47490689

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 213', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 21', 'art. 9']

Il decreto sui programmi triennali dei lavori pubblici e sui programmi biennali per l'acquisto di forniture e servizi | Bollettino di Legislazione Tecnica
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Ai sensi del comma 8, dell’art. 21 del D. Leg.vo 50/2016 (di seguito: il “Codice”), con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previo parere del CIPE, sentita la Conferenza unificata) sono definiti:
- le modalità di aggiornamento del programma triennale dei lavori pubblici, del programma biennale di forniture e servizi e dei relativi elenchi annuali;
- gli schemi tipo e le informazioni minime che essi devono contenere, individuandole anche in coerenza con gli standard degli obblighi informativi e di pubblicità relativi ai contratti;
Il D. Min. Infrastrutture e Trasp. 16/01/2018, n. 14, che ha adottato il “Regolamento recante procedure e schemi-tipo per la redazione e la pubblicazione del programma triennale dei lavori pubblici, del programma biennale per l’acquisizione di forniture e servizi e dei relativi elenchi annuali e aggiornamenti annuali”, è stato pubblicato nella G.U. 09/03/2018, n. 57 ed entra in vigore il 24/03/2018.
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applicazione e DISCIPLINA TRANSITORIA
Il Decreto si applica per la formazione o l’aggiornamento dei programmi triennali dei lavori pubblici per il periodo di programmazione 2019-2021 e dei programmi biennali degli acquisti di forniture e servizi per il periodo di programmazione 2019-2020. Il provvedimento, con le schede allegate, sostituisce il precedente D. Min. Infrastrutture e Trasp. 14/10/2014, ma fino alla data della sua operatività, si applica l’articolo 216, comma 3, del D. Leg.vo 50/2016 e il suddetto D. Min. Infrastrutture e Trasp. 24/10/2014.
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Il programma triennale dei lavori pubblici, ossia il documento che le amministrazioni adottano al fine di individuare i lavori da avviare nel triennio, identifica i fabbisogni delle amministrazioni nell’esercizio delle loro autonome competenze istituzionali.
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Il decreto in esame stabilisce che le amministrazioni redigano il programma triennale dei lavori pubblici con valore stimato pari o superiore a 100.000 euro, oltre ai relativi elenchi annuali, sulla base dei seguenti schemi-tipo:
C. elenco degli immobili disponibili di cui agli artt. 21, comma 5, e 191 del Codice (immobili che possono essere oggetto di cessione), ivi compresi quelli resi disponibili per insussistenza dell’interesse pubblico al completamento dell’opera incompiuta;
F. elenco dei lavori presenti nel precedente elenco annuale programmazione non riproposti o avviati.
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Il programma triennale, unitamente ai relativi aggiornamenti, riporta i lavori di valore stimato pari o superiore a 100.000 euro (evidenziando se si tratta di “lavoro complesso”) e indica i lavori da avviare nella prima annualità, per i quali devono essere riportati i mezzi finanziari stanziati.
Sono, inoltre, compresi nel programma le opere incompiute e gli interventi realizzabili attraverso contratti di concessione o di partenariato pubblico-privato, di cessione del diritto di proprietà o altro titolo di godimento di beni immobili.
Si segnala che per ciascun lavoro o lotto funzionale deve essere indicato il CUP e il RUP.
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Viene previsto che, ai fini dell’inserimento nell’elenco annuale, le amministrazioni devono approvare, per i lavori di importo pari o superiore a 100.000 euro e inferiore a 1.000.000 di euro, il documento di fattibilità delle alternative progettuali (quantificando le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione dell’intero lavoro.); mentre, per i lavori di importo pari o superiore a 1 milione di euro devono preventivamente provvedere alla redazione e approvazione dei progetti di fattibilità tecnica ed economica.
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Il decreto prevede che le amministrazioni devono tener conto di determinate priorità ai fini della realizzazione dei lavori previsti nel programma triennale. Sono, infatti, da considerare prioritari i lavori di ricostruzione, riparazione e ripristino conseguenti a calamità naturali, di completamento delle opere incompiute, di manutenzione e recupero del patrimonio esistente, i progetti definitivi o esecutivi già approvati, i lavori cofinanziati con fondi europei o finanziamenti privati.
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Viene previsto che il programma debba essere redatto ogni anno, scorrendo l’annualità pregressa e aggiornando i programmi precedentemente approvati. I lavori per i quali sia stata avviata positivamente la procedura di affidamento non devono essere riproposti nel programma.
Una volta adottato, il programma e il relativo elenco annuale devono essere pubblicati sul profilo del committente in modo da consentire eventuali osservazioni entro 30 giorni dalla pubblicazione. L’approvazione definitiva avviene entro i successivi 30 giorni dalla scadenza della fase di consultazione, ovvero, in assenza delle consultazioni, entro 60 giorni dalla pubblicazione. Il programma approvato deve poi essere pubblicato in formato open data presso i siti informatici del committente, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dell’Osservatorio dei lavori pubblici di cui all’art. 213 del Codice.
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Viene previsto che il programma ed il relativo elenco annuale sia aggiornato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio. In caso di mancato aggiornamento per assenza di lavori, le amministrazioni devono comunque darne notizia sul profilo del committente nella sezione “Amministrazione trasparente”.
Inoltre, il decreto prevede la possibilità di modificare il programma triennale nel corso dell’anno qualora le modifiche riguardino: la cancellazione o l’aggiunta di uno o più interventi; la sopravvenuta disponibilità di nuovi finanziamenti; l’anticipazione della realizzazione; la modifica del quadro economico.
Viene, inoltre, previsto che un lavoro può essere realizzato, anche se non inserito nell’elenco annuale, esclusivamente quando sia reso necessario da eventi imprevedibili o calamitosi oppure quando sia corredato da un autonomo piano finanziario.
In ogni caso, le modifiche sono soggette agli obblighi di pubblicazione di cui agli artt. 21, comma 7, e 29, commi 1 e 2, del Codice.
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Il decreto in esame reca, inoltre, criteri e modalità per favorire il completamento delle opere incompiute, prevedendo che ciascuna amministrazione debba inserire nel programma le opere incompiute di propria competenza, secondo l’ordine decrescente di classificazione e le caratteristiche previste dall’art. 4, comma 2, del D.M. 13/03/2013, n. 42.
Per ogni opera incompiuta devono essere indicate le modalità, le risorse per il completamento, anche attraverso soluzioni alternative (come il cambio di destinazione d’uso o la cessione a titolo di corrispettivo per la realizzazione di altra opera). Nel caso di esigenze di pubblico interesse che non consentano l’adozione di soluzioni alternative, l’amministrazione può prevedere anche la vendita o la demolizione dell’opera.
Viene previsto che le amministrazioni debbano disporre sul completamento e sulla fruibilità di dette opere sulla base degli esiti della valutazione ex ante (art. 8, D. Leg.vo 228/2011), tenendo conto della complessità, dell’impatto e del costo dell’opera, anche avvalendosi delle strutture tecniche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
A seguito della valutazione di cui sopra, sono inserite nel programma triennale dei lavori pubblici le opere incompiute per le quali l’amministrazione abbia determinato l’intervento da adottare e abbia individuato la relativa copertura finanziaria (schede D o E dell’Allegato I).
Nel caso in cui invece l’amministrazione abbia ritenuto l’insussistenza dell’interesse pubblico al completamento ed alla fruibilità dell’opera, si riportano nell’elenco degli immobili di cui alla scheda C dell’Allegato I, le opere pubbliche incompiute per le quali si intenda cedere la titolarità dell’opera ad altro ente pubblico o ad un soggetto esercente una funzione pubblica ovvero procedere alla vendita dell’opera sul mercato; mentre si riportano nell’elenco dei lavori di cui alle schede D ed E dell’Allegato I, le opere pubbliche incompiute per le quali intenda procedere alla demolizione (in questo ultimo caso devono essere inseriti nel programma triennale gli oneri necessari allo smaltimento dell’opera e alla riqualificazione/bonifica del sito).
Si segnala che il Consiglio di Stato con il Parere 351/2017 aveva evidenziato l’importanza della programmazione con particolare riguardo alla disciplina delle opere incompiute che, nel passato, sono state causa di un poco efficiente uso delle risorse pubbliche, chiedendo al Governo di introdurre, nel testo definitivo del decreto in esame, misure adeguate per verificare, successivamente all’entrata in vigore del provvedimento, il conseguimento degli obiettivi della programmazione. In particolare è stata chiesta una maggiore chiarezza nella definizione stessa delle “opere incompiute”, al fine di superare le incertezze che caratterizzano la disciplina vigente, ed è stato raccomandato un migliore coordinamento fra la programmazione triennale e la predisposizione dell’elenco delle stesse opere incompiute.
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Il programma biennale degli acquisti di forniture e servizi è il documento che identifica i fabbisogni delle amministrazioni nell’esercizio delle loro autonome competenze, a seguito di adeguata valutazione e quantificazione ex ante ed ex post dei singoli interventi. Sono inseriti nel programma biennale gli acquisti di forniture e servizi il cui importo unitario stimato sia pari o superiore a 40.000 euro. Il programma ed i relativi elenchi annuali sono adottati dalle amministrazioni sulla base dei seguenti schemi-tipo:
A. quadro delle risorse necessarie alle singole acquisizioni previste dal programma, articolate per annualità e fonte di finanziamento, con specificazione delle scadenze temporali per l’utilizzo dei medesimi finanziamenti;
B. elenco degli acquisti del programma con indicazione degli elementi essenziali per la loro individuazione;
C. elenco degli acquisti presenti nella precedente programmazione biennale non riproposti o avviati.
Ogni acquisto riportato nel programma deve essere individuato da un numero identificativo attribuito in occasione del primo inserimento nel programma (per l’acquisto di una fornitura o di un servizio ricompreso in un progetto di investimento pubblico è riportato il relativo CUP) e deve essere indicata l’annualità nella quale si intende dare avvio alla procedura di affidamento oppure ricorrere ad una centrale unica di committenza (o ad un soggetto aggregatore).
Il decreto in esame prevede che per gli acquisti di forniture e servizi di importo pari o superiore a 40.000 euro, le amministrazioni devono fornire indicazioni in ordine alle caratteristiche tipologiche, funzionali e tecnologiche ed alla relativa stima economica.
Si ricorda che l’elenco delle acquisizioni di forniture e servizi di importo stimato unitario superiore ad 1 milione di euro - ai sensi dell’art. 21 del D. Leg.vo 50/2016, comma 6 - deve essere anticipato, entro il mese di ottobre, dalle amministrazioni al Tavolo tecnico dei soggetti aggregatori di cui al comma 2, dell’art. 9 del D.L. 66/2014.
Nell’ambito della definizione degli ordini di priorità, le amministrazioni individuano come prioritari i servizi e le forniture necessari in conseguenza di calamità naturali, per garantire gli interessi pubblici primari, gli acquisti aggiuntivi per il completamento di forniture o servizi, nonché le forniture e i servizi cofinanziati con fondi europei o finanziamenti privati.
Il provvedimento stabilisce che anche il programma biennale degli acquisti di forniture e servizi debba essere redatto ogni anno e disciplina le modalità di aggiornamento e di modifica dello stesso.
Inoltre, viene previsto che le amministrazioni devono indicare negli elenchi annuali degli acquisti di forniture e servizi e negli elenchi annuali dei lavori la sussistenza, per ciascun acquisto, dell’obbligo o dell’intenzione di ricorrere ad una centrale unica di committenza (o ad un soggetto aggregatore) per l’espletamento della procedura di affidamento.