Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-30174-del-20-11-2019
Timestamp: 2020-08-06 01:53:12+00:00
Document Index: 171114992

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 360', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 30174 del 20/11/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30174 del 20/11/2019
Cassazione civile sez. trib., 20/11/2019, (ud. 24/09/2019, dep. 20/11/2019), n.30174
sul ricorso 16513-2017 proposto da:
S.A., elettivamente domiciliata in ROMA VIA G.B.VICO
22, presso lo studio dell’avvocato GIORGIO VECCHIONE, che la
avverso la sentenza n. 9089/2016 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,
p. 1. S.A. propone tre motivi di ricorso per la cassazione della sentenza n. 9689/13/16 del 29 dicembre 2016, con la quale la commissione tributaria regionale del Lazio, in riforma della prima decisione, ha ritenuto legittimo l’avviso di accertamento catastale notificatole dall’Agenzia delle Entrate-Ufficio Territorio in relazione ad un immobile abitativo sito in (OMISSIS) (microzona residenziale (OMISSIS)), e fatto oggetto di revisione parziale di classamento e rendita ai sensi del D.P.R. n. 138 del 1998 e della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335.
La commissione tributaria regionale, in particolare, ha ritenuto che l’avviso di accertamento in questione fosse sufficientemente motivato, perchè esso: – indicava il presupposto della revisione ex arti, comma 335, cit. (scostamento di oltre il 35% nel rapporto tra il valore medio di mercato ed il corrispondente valore medio catastale riscontrabile nella microzona di riferimento rispetto all’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali); – si basava non su specifiche e riscontrate modifiche apportate agli immobili, bensì sul solo fatto che questi ultimi si trovassero inseriti in una microzona comunale contrassegnata, rispetto all’originario classamento catastale, da mutato contesto territoriale, riqualificazione urbana e notevole aumento di redditività (il che escludeva la necessità di sopralluogo).
p. 2.1 Con il primo motivo di ricorso si deduce questione rilevante e non manifestamente infondata di legittimità costituzionale della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, (“finanziaria 2005”) in rapporto agli artt. 3,53 e 97 Cost.; in quanto legittimante la riclassificazione catastale globale, per intere microzone, secondo criteri arbitrari e standardizzati, perchè non mirati sul valore di mercato e sulla redditività concretamente attribuibili allo specifico immobile oggetto di revisione.
Con il secondo e terzo motivo di ricorso si lamenta – ex art. 360 c.p.c., n. 3 – violazione della L. n. 212 del 2000, art. 7 e del D.P.R. n. 138 del 1998 (Regolamento per la revisione generale delle zone censuarie, delle tariffe d’estimo delle unità immobiliari urbane e dei relativi criteri). Per avere la Commissione Tributaria Regionale affermato la congrua motivazione e la legittimità dell’avviso di accertamento (inserito nel fascicolo di parte allegato al ricorso per cassazione) nonostante che quest’ultimo: – facesse riferimento alle caratteristiche della microzona comunale, e non alla valutazione mirata, caso per caso, dei singoli immobili; – non indicasse gli elementi di miglioramento valutativo della microzona nè la loro diretta incidenza sull’immobile in esame; – non specificasse le indagini immobiliari svolte in sede locale e l’accertamento dei caratteri edilizi di zona, come richiesto dalla normativa.
p. 2.2 I motivi di ricorso, suscettibili di trattazione unitaria per la sostanziale identità della questione giuridica ad essi sottesa, sono fondati.
– dal D.P.R. n. 138 del 1998, art. 2 (Regolamento recante norme per la revisione generale delle zone censuarie, delle tariffe d’estimo delle unità immobiliari urbane e dei relativi criteri nonchè delle commissioni censuarie in esecuzione della L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 3, commi 154 e 155), in base al quale: “Articolazione del territorio comunale in microzone (OMISSIS). La microzona rappresenta una porzione del territorio comunale o, nel caso di zone costituite da gruppi di comuni, un intero territorio comunale che presenta omogeneità nei caratteri di posizione, urbanistici, storico ambientali, socioeconomici, nonchè nella dotazione dei servizi ed infrastrutture urbane. In ciascuna microzona le unità immobiliari sono uniformi per caratteristiche tipologiche, epoca di costruzione e destinazione prevalenti; essa individua ambiti territoriali di mercato omogeneo sul piano dei redditi e dei valori, ed in particolare per l’incidenza su tali entità delle caratteristiche estrinseche delle unità immobiliari. 2. I comuni provvedono a delimitare nell’ambito del proprio territorio, le microzone, in base ai criteri definiti nel presente articolo e nelle norme tecniche allegate al presente regolamento, con la lett. A.”
Ciò premesso, non si ravvisano ragioni per discostarsi dall’orientamento interpretativo di legittimità recentemente formatosi, ed in via di ulteriore consolidamento, così definibile: (Cass.sent. 19810/19; ma nello stesso senso, da ultimo, anche Cass. sent. 22671/19, entrambe relative alla città di Roma): “In tema di estimo catastale, il nuovo classamento adottato ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, soddisfa l’obbligo di motivazione se, oltre a contenere il riferimento ai parametri di legge generali, quali il significativo scostamento del rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, ed ai provvedimenti amministrativi su cui si fonda, consente al contribuente di evincere gli elementi, che non possono prescindere da quelli indicati dal D.P.R. n. 138 del 1998, art. 8 (quali la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito, la qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata, le caratteristiche edilizie del fabbricato e della singola unità immobiliare), che, in concreto, hanno inciso sul diverso classamento, ponendolo in condizione di conoscere ex ante le ragioni specifiche che giustificano il singolo provvedimento di cui è destinatario, seppure inserito in un’operazione di riclassificazione a carattere diffuso”.
– la specifica rilevanza ed autonomia del riclassamento operato dall’amministrazione finanziaria ai sensi della L. n. 311 del 2004 cit., ex art. 1 comma 335 (per microzone comunali connotate da significativo ed anomalo scostamento del rapporto tra il valore medio di mercato e corrispondente valore medio catastale rispetto all’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali), rispetto a quello invece operato ai sensi della L. cit., medesimo art. 1, comma 336 (per immobili non dichiarati o fatti oggetto di variazioni edilizie), ovvero ancora della L. n. 662 del 1996, art. 3, comma 58 (su istanza dei Comuni, per aggiornamento o palese incongruità del valore catastale corrente);
riferisce sia della riscontrata consistente rivalutazione del patrimonio immobiliare della microzona interessata (e relativa redditività) siccome derivante da interventi di riqualificazione urbana ed edilizia della medesima, sia dello scostamento reddituale degli attuali estimi catastali (sebbene già oggetto di revisione negli anni ’88 – ’89) per effetto della progressiva trasformazione urbana e socio-economica riscontrata sul territorio, senza tuttavia specificare in alcun modo in che cosa tali interventi di affermata riqualificazione siano consistiti;
assume quale elemento estimativo prioritario (ma sostanzialmente esclusivo) la circostanza che l’unità immobiliare oggetto di revisione sia posizionata all’interno della zona censuaria e della microzona descritta e fatta oggetto della riqualificazione del contesto urbano determinante il maggior apprezzamento di mercato, senza tuttavia indicare alcun elemento concernente le caratteristiche assunte dall’unità in questione e l’incidenza in concreto su di essa esercitata dalla riqualificazione di microzona (lacuna che svuota di contenuto anche il richiamo alla valutazione comparativa con altre unità di cui si assume apoditticamente la similarità).
Il carattere “diffuso” o “di massa” del riclassamento operato dalla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335 – a sua volta giustificato dal riferimento della procedura ad interi comparti del territorio comunale da ritenersi per definizione omogenei non può, neppure nel presente caso, consentire una motivazione stereotipata, “di stile”, ed ancorata a generiche considerazioni di notorietà. Esso richiede pur sempre, secondo quanto osservato anche dalla C. Cost. cit. proprio in ragione del suddetto carattere, l’indicazione in avviso di richiami sufficientemente concreti, verificabili ed individualizzanti quanto ai fattori di riqualificazione urbana della microzona ed a loro incidenza di classamento sulla destinazione, tipologia, profilo caratteristico e redditività dell’immobile considerato.
cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso introduttivo di parte contribuente;