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Timestamp: 2015-11-26 05:01:55+00:00
Document Index: 120607999

Matched Legal Cases: ['art. 189', 'art. 190', 'art. 194', 'art. 191', 'art. 189', 'art. 190', 'art. 194', 'art. 191', 'art. 377', 'art. 380']

Diritto civile ancora sulla differenza tra la comunione legale dei coniugi e la comunione ordinaria cass civ 25 ottobre 2011 n 2208 » Diritto civile ancora sulla differenza tra la comunione legale dei coniugi e la comunione ordinaria cass civ 25 ottobre 2011 n 2208 » testataHomeLa rivistaPrivacy PolicyBlogContatti	Rss	Entra	Rivista scientifica di informazione giuridica Reg. Stampa n. 14/2013, Cron. n. 157/2013 Tribunale di Pescara. ISSN 2283-7191
Mondo DirittoNewsGiurisprudenzaRassegnaNormativaCodiciGlossarioOsservatorio	DIRITTO CIVILE. Ancora sulla differenza tra la comunione legale dei coniugi e la comunione ordinaria. Cass. civ. 25 ottobre 2011 n. 2208.
-La comunione legale dei beni tra i coniugi, a differenza di quella ordinaria, � una comunione senza quote, nella quale i coniugi non sono individualmente titolari di un diritto di quota, bens� solidalmente titolari, in quanto tali, di un diritto avente per oggetto i beni della comunione; mentre nei rapporti con i terzi ciascun coniuge non ha diritto di disporre della propria quota, pu� tuttavia disporre dell'intero bene comune, ponendosi il consenso dell'altro coniuge come negozio unilaterale autorizzativo diretto alla rimozione di un limite all'esercizio del diritto dispositivo sul bene. -Nella comunione legale la quota non � un elemento strutturale, ma ha soltanto la funzione di stabilire la misura entro cui i beni della comunione possono essere aggrediti dai creditori particolari (art. 189), la misura della responsabilit� sussidiaria di ciascuno dei coniugi con i propri beni personali verso i creditori della comunione (art. 190), e infine la proporzione in cui, sciolta la comunione, l'attivo e il passivo saranno ripartiti tra i coniugi o i loro eredi (art. 194): il rilievo che, in considerazione della sua natura, la comunione legale non realizza uno stato di indivisione temporaneo o provvisorio trova conferma proprio nella impossibilit� per i coniugi di procedere allo scioglimento dei beni (art. 191 c.c.).
Cass. civ. 25 ottobre 2011 n. 2208.
La comunione legale dei beni tra i coniugi, a differenza di quella ordinaria, è una comunione senza quote, nella quale i coniugi non sono individualmente titolari di un diritto di quota, bensì solidalmente titolari, in quanto tali, di un diritto avente per oggetto i beni della comunione; mentre nei rapporti con i terzi ciascun coniuge non ha diritto di disporre della propria quota, può tuttavia disporre dell'intero bene comune, ponendosi il consenso dell'altro coniuge come negozio unilaterale autorizzativo diretto alla rimozione di un limite all'esercizio del diritto dispositivo sul bene. Nella comunione legale la quota non è un elemento strutturale, ma ha soltanto la funzione di stabilire la misura entro cui i beni della comunione possono essere aggrediti dai creditori particolari (art. 189), la misura della responsabilità sussidiaria di ciascuno dei coniugi con i propri beni personali verso i creditori della comunione (art. 190), e infine la proporzione in cui, sciolta la comunione, l'attivo e il passivo saranno ripartiti tra i coniugi o i loro eredi (art. 194): il rilievo che, in considerazione della sua natura, la comunione legale non realizza uno stato di indivisione temporaneo o provvisorio trova conferma proprio nella impossibilità per i coniugi di procedere allo scioglimento dei beni (art. 191 c.c.).
Cassazione civile sez. VI 25 ottobre 2011 n. 2208
Avverso la decisione indicata in epigrafe hanno proposto ricorso per cassazione affidato a un unico motivo Z.P.C. L. e Z.L..
Hanno resistito gli intimati, proponendo ricorso incidentale in base a un unico motivo.
Nominato, ai sensi dell'art. 377 c.p.c., il consigliere relatore ha depositato la relazione di cui all'art. 380 bis c.p.c., ritenendo che il ricorso principale e quello incidentale fossero da rigettare per manifesta infondatezza.
Le ricorrenti hanno depositato memoria illustrativa.
Ne consegue che correttamente l'intero immobile è stato attribuito agli attori - come si è detto - contitolari della quota maggioritaria, tenuto conto del principio secondo cui in applicazione del principio del "favor divisionis" nel caso in cui, in presenza d'una pluralità di richieste di assegnazione, nell'eredità sia compreso un immobile non comodamente divisibile, va accolta la richiesta di attribuzione di detto bene del coerede condividente titolare della quota maggiore, e non quella di attribuzione congiunta del bene degli altri aventi diritto a quote tra loro eguali, atteso che quest'ultima a differenza dell'attribuzione del bene al maggior quotista comporterebbe il protrarsi della comunione, sia pure con riferimento ad un numero di partecipanti minore di quello originario(Cass. 8922/1991; 1566/1999; 8827/2008).
Così deciso in Roma, il 17 giugno 2011.
Depositato in Cancelleria il 25 ottobre 2011
Rivista Numero: 497