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Timestamp: 2018-02-23 10:39:09+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Agente immobiliare lavoro inesistente per l'Europa | immobilio - Forum Immobiliare
Discussione in 'l'Agente Immobiliare e le Nuove Normative' iniziata da Alessandro Frisoli, 21 Maggio 2009.
Con questa sentenza invece non esiste nemmeno più la nostra professione
Tribunale di Cagliari 26.02.2001 "L'obbligo di iscrizione nel ruolo dei mediatori di cui alla legge 3 febbraio 1989 nr. 39 e il diritto comunitario, secondo cui deve considerarsi valido il contratto di mediazione concluso con un soggetto che, pur non iscritto all'albo degli agenti di affari in mediazione, svolge attività mediatoria, con la conseguenza che va disapplicato, per contrasto con la direttiva nr. 86/653/cee, immediatamente applicabile nell'ordinamento nazionale, l'art. 6 comma 2 legge nr. 39
Alessandro Frisoli, 21 Maggio 2009
Interessantissimo Alessandro. Riesci a linkare i punti salienti delle leggi che hai citato?
il Custode, 21 Maggio 2009
Cioè se ho capito bene, per la gerarchia delle fonti del diritto, il diritto comunitario è al di sopra di quello nazionale, e in questo caso direttamente applicabile nel territorio senza bisogno di essere recepito dalla normativa nazionale ... quindi ci hanno abrogato la 39/89 !
Patty, 21 Maggio 2009
In effetti all'estero mi risulta che la nostra professione (per chi la intende così) è regolamentata in maniera molto più blanda che in Italia, ma poi.....avete mai visto qualcuno pagare per esercizio abusivo della nostra professione?
Birillo, 22 Maggio 2009
paolo ferraris, 22 Maggio 2009
Boia faaaaaaauuuuusssss!!!!!!!!
Ma allora che cavolo stiamo ancora a correre dietro alle leggi sulla privacy, antiriciclaggio e simili.... Verifichiamo prima cosa dice l'UE, poi agiremo di conseguenza! Al diavolo tutte le nostre leggi nazionali!
caspita ma allora il corso...... l'esame........ la tassa cciaaa...... ecc???????
caviapp, 22 Maggio 2009
Si l'ordinamento comunitario è superiore agi ordinamenti nazionali e il Tribunale di Cagliari lo ha applicato, facendo vincere un tizio che aveva esercitato abusivamente la professiione, ma quello che mi fa paura è che la legge comunitaria è del 1986 !!! ed è stata recepita dal nostro ordinamento nei primi anni 90, siamo nel 2009!
Alessandro Frisoli, 22 Maggio 2009
Questa è la direttiva CEE di cui si parla, bisognerebbe seriamente informarsi se è ancora in vigore perchè se è così chiunque potrà fare mediazioni e le nostre Camere di Commercio (e quindi lo Stato) hanno continuato a percepire indebitamente soldi con i loro corsi, esami, ecc...
Dir. 86/653/CEE del 18 dicembre 1986 - Direttiva del Consiglio relativa al coordinamento dei diritti degli Stati membri concernenti gli agenti commerciali indipendenti (Pubblicata nella G.U.C.E. 31 dicembre 1986, n. 382. Entrata in vigore il 23 dicembre 1986).
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 57,
paragrafo 2, e l'articolo 100, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Parlamento europeo, visto il parere del Comitato economico e sociale, considerando che la direttiva 64/224/CEE ha soppresso le restrizioni alla libertà di stabilimento ed alla libera prestazione dei servizi per le attività degli intermediari del commercio, dell'industria e dell'artigianato;
considerando che le differenze tra le legislazioni nazionali in materia di rappresentanza commerciale influenzano sensibilmente all'interno della Comunità le condizioni di concorrenza e l'esercizio della professione e possono pregiudicare il livello di protezione degli agenti commerciali nelle loro relazioni con il loro preponente, nonché la sicurezza delle operazioni commerciali; che d'altro canto, tali differenze sono di natura tale da ostacolare sensibilmente la stesura ed il funzionamento dei contratti di rappresentanza commerciale tra un preponente ed un agente commerciale, stabiliti in Stati membri diversi;
considerando che gli scambi di merci tra Stati membri devono effettuarsi in condizioni analoghe a quelle di un mercato unico, il che impone il ravvicinamento dei sistemi giuridici degli Stati membri nella misura necessaria al buon funzionamento di tale mercato comune; che, a questo proposito, le norme in materia di conflitti di leggi, anche se unificate, non eliminano nel campo della rappresentanza commerciale gli inconvenienti denunciati sopra e non dispensano di conseguenza all'armonizzazione proposta; considerando, a tale proposito, che i rapporti giuridici tra l'agente commerciale e il preponente devono essere presi in considerazione con priorità; considerando che è opportuno ispirarsi ai princìpi dell'articolo 117 del trattato e procedere ad una armonizzazione nel progresso della legislazione degli Stati membri concernente gli agenti commerciali;
considerando che devono essere concessi termini transitori supplementari a taluni Stati membri che devono compiere sforzi particolari per adeguare le loro regolamentazioni alle esigenze della presente direttiva in particolare per quanto riguarda l'indennità dopo l'estinzione del contratto tra il committente e l'agente commerciale,
Capitolo I (Campo di applicazione)
1. Le misure di armonizzazione prescritte nella presente direttiva si applicano alle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri che regolano i rapporti tra gli agenti commerciali ed i loro preponenti.
2. Ai sensi della presente direttiva per agente commerciale si intende la persona che, in qualità di intermediario indipendente, è incaricata in maniera permanente di trattare per un'altra persona, qui di seguito chiamata preponente, la vendita o l'acquisto di merci, ovvero di trattare e di concludere dette operazioni in nome e per conto del preponente.
3. Per evitare qualsiasi dubbio, agente commerciale ai sensi della presente direttiva non può essere in particolare:
- una persona che, in qualità di organo, ha il potere di impegnare una società o associazione;
- un socio che è legalmente abilitato ad impegnare gli altri soci,
- un amministratore giudiziario, un liquidatore o un curatore di fallimento.
- agli agenti commerciali non retribuiti per la loro attività,
- agli agenti commerciali nella misura in cui essi operino nell'ambito delle camere di commercio o sui mercati di materie prime,
- all'organismo conosciuto sotto il nome Crown Agents for overseas Governments and Administrations, quale è stato istituito nel Regno Unito in virtù della legge del 1979 relativa ai Crown Agents, o alle sue filiali.
2. Ogni Stato membro può prevedere che la direttiva non si applichi alle persone che svolgono le attività di agente commerciale considerate accessorie secondo la legge di tale Stato membro.
Capitolo II (Diritti e obblighi)
1. L'agente commerciale deve, nell'esercizio della propria attività, tutelare gli interessi del preponente e agire con lealtà e buona fede.
2. In particolare, l'agente commerciale deve:
a) adoperarsi adeguatamente per trattare ed, eventualmente, concludere gli affari di cui è incaricato;
b) comunicare al preponente tutte le informazioni necessarie di cui dispone;
c) attenersi alle istruzioni ragionevoli impartite dal preponente.
1. Nei suoi rapporti con l'agente commerciale, il preponente deve agire con lealtà e buona fede.
2. In particolare, il preponente deve:
a) mettere a disposizione dell'agente commerciale la documentazione necessaria relativa alle merci in questione;
b) procurare all'agente commerciale le informazioni necessarie all'esecuzione del contratto di agenzia, in particolare avvertire l'agente commerciale entro un termine ragionevole, non appena preveda che il volume delle operazioni commerciali sarà notevolmente inferiore a quello che l'agente commerciale avrebbe normalmente potuto attendersi.
3. Il preponente deve inoltre informare l'agente commerciale entro un termine ragionevole, dell'accettazione o del rifiuto e della mancata esecuzione di un affare procuratogli.
Le parti non possono derogare agli articoli 3 e 4.
Capitolo III (Retribuzioni)
1. In assenza di un accordo in proposito fra le parti e fatta salva l'applicazione delle disposizioni obbligatorie degli Stati membri relative al livello delle retribuzioni, l'agente commerciale ha diritto ad una retribuzione conforme agli usi del luogo dove esercita la sua attività e per la rappresentanza delle merci che sono oggetto del contratto di agenzia. In mancanza di tali usi, l'agente commerciale ha diritto a una retribuzione ragionevole che tenga conto di tutti gli elementi connessi con l'operazione.
2. Tutti gli elementi della retribuzione che variano secondo il numero o il valore degli affari sono considerati come costituenti una provvigione ai sensi della presente direttiva.
3. Gli articoli da 7 a 12 non si applicano nella misura in cui l'agente commerciale non sia retribuito totalmente o parzialmente mediante provvigione.
1. Per un'operazione commerciale conclusa durante il contratto di agenzia, l'agente commerciale ha diritto alla provvigione:
a) quando l'operazione è stata conclusa grazie al suo intervento, o
b) quando l'operazione è stata conclusa con un terzo che egli aveva precedentemente acquisito come cliente per operazioni dello stesso tipo.
2. Per un'operazione conclusa durante il contratto di agenzia l'agente commerciale ha parimenti diritto alla provvigione
- quando è incaricato di una determinata zona o di un determinato gruppo di persone,
- quando gode di un diritto d'esclusiva per una determinata zona o un determinato gruppo di persone, e l'operazione è stata conclusa con un cliente appartenente a tale zona o a tale gruppo. Gli Stati membri devono inserire nella loro legislazione una delle possibilità cui ai due precedenti trattini.
Per un'operazione commerciale conclusa dopo l'estinzione del contratto di agenzia, l'agente commerciale ha diritto alla provvigione;
a) se l'operazione è dovuta soprattutto al risultato dell'attività da lui svolta durante il contratto di agenzia e se l'operazione è conclusa entro un termine ragionevole dopo l'estinzione del contratto, o
b) se, conformemente alle condizioni di cui all'articolo 7, l'ordinazione effettuata dal terzo è stata ricevuta dal preponente o dall'agente commerciale prima dell'estinzione del contratto di agenzia.
L'agente commerciale non ha diritto alla provvigione di cui all'articolo 7, se questa è dovuta all'agente precedente a norma dell'articolo 8, a meno che non risulti dalle circostanze che è equo dividere la provvigione tra gli agenti commerciali.
1. La provvigione è acquisita dal momento e nella misura in cui si presenti uno dei casi seguenti:
a) il preponente ha eseguito l'operazione,
b) il preponente dovrebbe aver eseguito l'operazione in virtù dell'accordo concluso con il terzo,
c) il terzo ha eseguito l'operazione.
2. La provvigione è acquisita al più tardi quando il terzo ha eseguito la sua parte dell'operazione o dovrebbe averla eseguita qualora il preponente avesse eseguito la sua.
3. La provvigione è pagata al più tardi l'ultimo giorno del mese successivo al trimestre nel quale è stata acquisita.
4. Non si può derogare mediante accordo ai paragrafi 2 e 3 a detrimento dell'agente commerciale.
1. Il diritto alla provvigione può estinguersi unicamente se e nella misura in cui:
- sia certo che il contratto tra il terzo ed il preponente non sarà eseguito e
- la mancata esecuzione non sia dovuta a circostanze imputabili al preponente.
2. Le provvigioni già riscosse dall'agente commerciale sono rimborsate se il relativo diritto è estinto.
3. Non si può derogare mediante accordo al paragrafo 1 a detrimento dell'agente commerciale.
1. Il preponente consegna all'agente commerciale un estratto conto delle provvigioni dovute, al più tardi l'ultimo giorno del mese successivo al trimestre nel corso del quale esse sono acquisite. Questo estratto conto indica tutti gli elementi essenziali in base ai quali è stato effettuato il calcolo delle provvigioni.
2. L'agente commerciale ha il diritto di esigere che gli siano fornite tutte le informazioni, in particolare un estratto dei libri contabili, a disposizione del preponente, necessarie per verificare l'importo delle provvigioni che gli sono dovute.
3. Non si può derogare mediante accordo ai paragrafi 1 e 2 a detrimento dell'agente commerciale.
4. Questa direttiva non interferisce nelle disposizioni interne degli Stati membri che riconoscono all'agente commerciale un diritto di controllo sui libri contabili del preponente.
Capitolo IV (Conclusione e estinzione del contratto di agenzia)
1. Ogni parte ha il diritto di chiedere ed ottenere dall'altra parte un documento firmato, riproducente il contenuto del contratto di agenzia, comprese le clausole addizionali. Tale diritto è irrinunciabile.
2. Nonostante il paragrafo 1, uno Stato membro può prescrivere che un contratto di agenzia sia valido solo se documentato per iscritto.
1. Se il contratto di agenzia è concluso a tempo indeterminato, ciascuna parte può recedervi mediante preavviso.
2. Il termine di preavviso è di un mese per il primo anno del contratto di agenzia, di due mesi per il secondo anno iniziato, di tre mesi per il terzo anno iniziato e per gli anni successivi. Le parti non possono concordare termini più brevi.
3. Gli Stati membri possono fissare a quattro mesi il termine di preavviso per il quarto anno, a cinque mesi per il quinto anno e a sei mesi per il sesto anno e per tutti gli anni successivi. Essi possono stabilire che le parti non possono concordare termini più brevi.
4. Se le parti concordano termini più lunghi di quelli di cui ai paragrafi 2 e 3 il termine di preavviso che deve rispettare il preponente non deve essere più breve di quello che deve rispettare l'agente commerciale.
5. A condizione che le parti non abbiano concordato diversamente, la fine del termine di preavviso deve coincidere con la fine di un mese civile.
6. Il presente articolo si applica ai contratti di agenzia a tempo determinato trasformatisi, in virtù dell'articolo 14, in contratti a tempo indeterminato, fermo restando che per calcolare il termine di preavviso si deve tener conto del termine precedente.
La presente direttiva non può interferire nella legislazione degli Stati membri qualora quest'ultima preveda l'estinzione immediata del contratto di agenzia:
a) per l'inadempienza di una delle parti nell'esecuzione di tutti o parte dei suoi obblighi;
b) in caso di insorgenza di circostanze eccezionali.
1. Gli Stati membri prendono le misure necessarie per garantire all'agente commerciale, dopo l'estinzione del contratto, un'indennità in applicazione del paragrafo 2 o la riparazione del danno subito in applicazione del paragrafo 3.
3. L'agente commerciale ha diritto alla riparazione del pregiudizio causatogli dalla cessazione dei suoi rapporti con il preponente. Tale pregiudizio deriva in particolare dalla estinzione del contratto avvenuta in condizioni
5. L'agente commerciale perde il diritto all'indennità di cui al paragrafo 2 o alla riparazione del pregiudizio di cui al paragrafo 3, se ha omesso di notificare al preponente, entro un anno dall'estinzione del contratto, l'intenzione di far valere i propri diritti.
6. La Commissione sottopone al Consiglio, entro 8 anni a decorrere dalla notifica della direttiva, una relazione dedicata all'attuazione del presente articolo e gli sottopone, se del caso, proposte di modifica.
L'indennità o la riparazione ai sensi dell'articolo 17 non sono dovute:
a) quando il preponente risolve il contratto per un'inadempienza imputabile all'agente commerciale, la quale giustifichi, in virtù della legislazione nazionale, la risoluzione immediata del contratto;
b) quando l'agente commerciale recede dal contratto, a meno che il recesso sia giustificato da circostanze attribuibili al preponente o da circostanze attribuibili all'agente commerciale: età, infermità o malattia per le quali non può più essergli ragionevolmente chiesta la prosecuzione dell'attività;
c) quando, ai sensi di un accordo con il preponente, l'agente commerciale cede ad un terzo i diritti e gli obblighi che ha in virtù del contratto d'agenzia.
Le parti non possono derogare, prima della scadenza del contratto, agli articoli 17 e 18 a detrimento dell'agente commerciale.
1. Ai fini della presente direttiva la Convenzione che stabilisce una limitazione dell'attività professionale dell'agente commerciale dopo l'estinzione del contratto, è denominata patto di non concorrenza.
2. Un patto di non concorrenza è valido solo nella misura in cui:
a) sia stipulato per iscritto; e
b) riguardi il settore geografico o il gruppo di persone e il settore geografico affidati all'agente commerciale, nonché le merci di cui l'agente commerciale aveva la rappresentanza ai sensi del contratto.
3. Il patto di non concorrenza è valido solo per un periodo massimo di due anni dopo l'estinzione del contratto.
4. Il presente articolo lascia impregiudicate le disposizioni di diritto nazionale che apportano altre restrizioni alla validità o all'applicabilità dei patti di non concorrenza o prevedono che i tribunali possano attenuare le obbligazioni delle parti risultanti da tali accordi.
Capitolo V (Disposizioni generali e finali)
Nessuna disposizione della presente direttiva può obbligare uno Stato membro a prevedere una divulgazione di dati che sia contraria all'ordine pubblico.
1. Gli Stati membri mettono in vigore anteriormente al 1° gennaio 1990 le disposizioni necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione. Queste misure si applicano almeno ai contratti conclusi dopo la loro entrata in vigore. Esse si applicano, al più tardi il 1° gennaio 1994, ai contratti in corso.
2. A decorrere dalla notifica della presente direttiva gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di carattere legislativo, regolamentare o amministrativo che adottano nel campo della presente direttiva.
3. Tuttavia per quanto concerne l'Irlanda ed il Regno Unito, la data del 1° gennaio 1990 di cui al paragrafo 1 è sostituita dal 1° gennaio 1994.
Per quanto concerne l'Italia tale data è sostituita dal 1° gennaio 1993 per gli obblighi derivanti dall'articolo 17.
max_888, 22 Maggio 2009
****arola...sono basito ...e senza parole
Akros, 22 Maggio 2009
I giudici , come si sà , scrivono quello che vogliono , domani un'altro giudice ,magari anche di Cagliari , cioè della stessa città, scrive un'altra sentenza totalmente contraria alla precedente !!! Persino in Cassazione i giudici si ribaltano le sentenze fra di loro , figuriamoci in un semplice tribunale . Comunque per quel che ne sò io , finchè le direttive CEE non sono recepite dal ns. paese , valgono le ns. leggi .
fimmobiliare, 22 Maggio 2009
Le direttive che arrivano dall'UE devono essere applicate obbligatoriamente dagli tutti stati membri, non è ammissibile il concetto "finchè le direttive CEE non sono recepite dal ns. paese , valgono le ns. leggi", se si avvallase un simile comportamento da parte degli Stati membri non avrebbe più senso l'Unione Europea!! Pensa quanto sarebbero contenti i nostri allevatori e produttori di latte, sarebbe sufficiente che il nostro Paese non recepisse la direttiva UE in materia di produzione di latte e potremmo produrne quanto ne vorremmo! Pensi che i nostri governi non lo avrebbero fatto se ciò fosse possibile? Purtroppo non è così..
Se la direttiva in questione è ancora in vigore questa deve essere applicata anche in Italia e la sentenza di Cagliari ormai può essere usato come precedente per tutti coloro che inizieranno a fare mediazioni senza patentino e iscrizione al ruolo. La sentenza di un tribunale è importantissima.
Credo che siamo di fronte ad un caso alla "Striscia la Notizia"..
Quello che dice finimmobiliare è corretto, solo una sentenza della cassazione a sezioni riunite può fare giurisprundenza consolidatata, ed è altrettanto vero che le normative europee devono essere recepite, nel nostro caso è stata recepita.
Ma quello dove mi piacerebbe arrivare, non da solo chiaramente, è, se fattibile, una sorta di richiesta, che ne so un parere al Consiglio di Stato, per sapere in maniera univoca, fatte salve le puculiarità di ogni singolo fatto specifico, che se fai così sei nel giusto, mentre se fai in un altro modo puoi avere dei problemi
Io non ho pagato un abusivo, e di fronte alle sue e non solo sue insistenze ho pensato di fare la furbata, (lasciamo da parte eventuali aspetti etici, e la mia particolare fattispecie del perchè si è arrivati a questo) la furbata era: Mi faccio fare una fattura di mediazione, così non gliela pago perchè non ne ha diritto in quanto non iscritto all'albo, invece ho perso. Se invece gli dicevo vai a quel paese senza la richiesta di fattura (la richiesta di fattura è stata considerata dal Giudice come il fatto che un lavoro era stato svolto) avrei vinto io
Max , aspetta a portare il caso a striscia !!!!!
Era solo per dire..
max_888, 26 Maggio 2009
Nelle motivazioni il giudice di pace ha sentenziato che la richiesta di fattura di per se non è un riconoscimento del debito, ma che l'abusivo aveva fatto una segnalazione a me, che sono agenzia, e che quindi NON aveva intermediato mettendo in relazione le parti, ma aveva procacciato un affare (nel settore immobiliare), ecco quindi nascere, secondo il giudice di pace, la figura del procacciatare d'affari in mediazione immobiliare
Alessandro Frisoli, 26 Maggio 2009
Ok, però a questo punto avrebbe ALMENO dovuto obiettargli l'oggetto della fattura, in quanto SOLO IL MEDIATORE può esigere la provvigione!
Avendolo dichiarato Procacciatore doveva imporgli di cambiare almeno la dicitura... E a quel punto si potrebbe valutare se il compenso come procacciatore sarebbe ancora adeguato o da ricondurre agli "usi e convenzioni"... Fila il discorso?
Beh, l'importo è minimo (almeno lo era in origine ora è triplicato) e sarebbe stata una vittoria di Pirro, invece così è stata una sonora sconfitta
Scusa, non ammontava a 1.800 euruzzi?
Vuoi dirmi che un pisquano qualsiasi si merita 1.800 euri per una cavolo di segnalazione?
Allora io non pretenderò meno di 15.000 euro per una MEDIAZIONE!
Che 'l diaul al portu.... (se lo prendesse il diavolo....)
eh si, 1500 + IVA, me ne aveva chiesti 11.000 (compravendita 1.000.000)
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