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Timestamp: 2016-10-21 13:41:27+00:00
Document Index: 100761503

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.3', 'sentenza ', 'arti 8', 'art.34', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.39', 'art.2', 'art.3', 'art.8', 'sentenza ', 'art.8', 'art.9', 'art.10', 'art.11', 'art.10', 'sentenza ', 'art.14', 'sentenza ', 'art.8', 'art.9', 'art.10', 'art.11', 'sentenza ', 'art.3', 'art.9', 'art.2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

⭐LA RILEVANZA DEL DIRITTO COMPARATO NELLE DECISIONI DELLA CEDU 1
LA RILEVANZA DEL DIRITTO COMPARATO NELLE DECISIONI DELLA CEDU 1
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Rosangela Carlini
1 1 LA RILEVANZA DEL DIRITTO COMPARATO NELLE DECISIONI DELLA di Pierpaolo Gori CEDU 1 1. La convenzione come strumento vivo da interpretare Il meccanismo attuale di protezione dei diritti umani offerto dalla Corte Il triplice test degli artt e la dottrina del margine di apprezzamento Il frequente nesso tra analisi di diritto comparato, rilevanza del consensus ed applicazione della dottrina del margine di apprezzamento Analisi di diritto comparato come strumento per definire diritti ed obbligazioni rilevanti per la Convenzione Uno strumento per ponderare la soluzione di questioni giuridiche che si estendono a 47 Stati: i rapporti di ricerca La formazione di un rapporto di diritto comparato. 8. Opinioni critiche sull uso del diritto comparato nelle decisioni della CEDU Conclusioni: ragioni favorevoli ad una conservazione critica delle analisi comparative e proposte. * * * Il presente contributo, focalizza l'attenzione sulla rilevanza delle analisi di diritto comparato nel meccanismo di protezione dei diritti offerto dalla Corte di Strasburgo. Ripercorsone brevemente il funzionamento, ed evidenziato il ruolo giocato dal Registry, si fa riferimento alle due principali aree in cui il diritto comparato fornisce apporti conoscitivi. In primo luogo, è utilizzato per individuare se vi è consenso tra gli Stati contraenti nella disciplina di una questione connessa a diritti non inderogabili. In caso affermativo, segue spesso l'applicazione della c.d. dottrina del margine di apprezzamento, in forza della quale la revisione della Corte sull'operato del governo responsabile diventa stringente. In secondo luogo, le analisi di diritto comparato offrono elementi per individuare la portata di determinati diritti ed obbligazioni, cui talvolta si riferiscono la Convenzione e i Protocolli, e che possono essere di natura diversa a seconda degli ordinamenti degli Stati membri. L'Ufficio incaricato di preparare questi rapporti, prima che i Collegi giudicanti si pronuncino sul caso, è un organo interno al Registry della Corte, la Divisione della 1 Atti del convegno organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura, Formazione Decentrata del Distretto di Milano, tenutosi l' a Milano sul tema La Corte Europea dei Diritti dell'uomo: Il Meccanismo di Decisione della CEDU e i Criteri d'interpretazione Conforme.2 2 Ricerca. Alcune opinioni hanno espresso critiche alla rilevanza che le analisi di dritto comparato rivestono nelle più importanti sentenze della Corte, ritenuta eccessiva. Secondo questo contributo tuttavia, non va trascurata l'importanza di vivificare la Convenzione, attraverso un'interpretazione evolutiva che valorizzi le tradizioni giuridiche degli Stati membri, pur nella rinnovata necessità di applicare le analisi in modo il più possibile uniforme e trasparente. * * * 1. La Convenzione come strumento vivo da interpretare. 1. Nell ambito delle istituzioni espresse dal Consiglio d Europa, la Corte Europea dei Diritti dell Uomo (CEDU) fu istituita nel 1959 come organo giurisdizionale idoneo a garantire il rispetto delle obbligazioni assunte dagli Stati europei che progressivamente ratificavano la Convenzione per la Protezione dei Diritti dell Uomo e delle Libertà Fondamentali. La Convenzione, sottoscritta a Roma il 4 novembre 1950, è in breve conosciuta come Convenzione Europea dei Diritti dell Uomo L incrementato numero di nuove ratificazioni durante gli anni 90 del secolo scorso, seguito alla fine della guerra fredda, ha cambiato in modo sostanziale la giurisdizione territoriale della Corte, ed ora quest ultima copre 47 Stati contraenti europei 3. Una ragione di quest'eccezionale estensione della giurisdizione, che attualmente comprende tutti gli Stati europei con la sola eccezione della Bielorussia, è l efficiente funzionamento dell Istituzione. Vittima del suo stesso successo nell assicurare il rispetto della Convenzione EDU, la Corte ha tuttavia visto uno straordinario aumento del numero dei ricorsi 4. Inoltre, l'accresciuto numero di stati pone sempre nuove delicate questioni che investono ordinamenti giuridici tra loro notevolmente differenti. 3. Diversi Protocolli hanno modificato la Convenzione, aumentando l efficienza delle procedure, allo scopo di adeguare la struttura al carico di 2 La Convenzione per la Protezione dei Diritti Umani e delle Libertà fondamentali, 213 U.N.T.S. 222, sottoscritta il 4 novembre 1950, è entrata in vigore il 3 settembre Dal 22 giugno 2007 la Convenzione è infatti ormai ratificata da tutti i 47 Stati membri del Consiglio d'europa. 4 Cfr. Remo Caponi, Giusto processo e retroattività di norme sostanziali nel dialogo tra le Corti, Giur. Cost., 2011,3 3 lavoro crescente, e per risolvere particolari problemi tecnici sollevati per la prima volta dai nuovi Stati membri come, ad esempio, un aumentato contenzioso seriale, con la conseguente necessità di sviluppare sezioni filtro e la procedura delle sentenze pilota 5. L ultimo Protocollo che ha introdotto importanti innovazioni, è entrato in vigore il 1 giugno 2010, ed è il Protocollo E stato così introdotto un filtro piuttosto restrittivo, nel caso in cui un consolidato orientamento giurisprudenziale già esista sulla questione. Inoltre, le procedure sono state innovate prevedendo la competenza del giudice monocratico per tutti i casi che devono essere dichiarati inammissibili o cancellati dal ruolo. In precedenza, all interno della Corte EDU vigeva una composizione esclusivamente collegiale, e i collegi prima dell entrata in vigore del Protocollo 14 dichiaravano l inammissibilità dei ricorsi con una composizione di tre giudici. 4. E probabile l introduzione di ulteriori emendamenti alla Convenzione, in conseguenza delle Dichiarazioni che hanno concluso tre recenti Conferenze di Alto Livello sul futuro della Corte, tenutesi in Interlaken (Svizzera) il 18 e 19 5 Mentre la portata della prima soluzione è facilmente intuibile, la seconda merita un chiarimento. Si tratta di una corsia preferenziale che permette la definizione di un caso, tra i molti seriali pendenti, per consentire allo Stato contraente di sviluppare la propria difesa in modo esauriente ma rapido e, in caso di soccombenza, apportare le necessarie modifiche al sistema e così evitare un elevato numero di ulteriori condanne. In caso di contenzioso seriale infatti, spesso non è possibile una vera esecuzione interna del giudicato CEDU senza un intervento normativo, per lo più di grado primario, come ad es. avvenuto attraverso la c.d. legge Pinto, o attraverso atti amministrativi di portata generale. Un'importante e recente sentenza pilota che ha condannato l'italia per la condizione di alcuni carcerati, non compatibile con l'art.3 Conv. sotto il profilo del comportamento inumano e degradante, è la sentenza di Camera dell' Torreggiani ed altri c. Italia, Nos /09, 35315/10, 37818/10, 46882/09, 55400/09, 57875/09, 61535/09. In questo caso, emblematico del funzionamento delle sentenze pilota, il dispositivo di condanna del Governo responsabile assegna alle Autorità nazionali un anno per porre rimedio al problema sistemico e, nel frattempo, aggiorna le altre cause analoghe pendenti in attesa che il Governo provveda. 6 Il Protocollo 14 è stato adottato il , ma è entrato in vigore solo il a seguito della ratificazione dello stesso da parte della Federazione Russa il Questo ha permesso il superamento del Protocollo 14-bis, nel frattempo adottato per superare l'impasse della mancata immediata entrata in vigore del P14 in assenza di adesione della Federazione Russa, e fare fronte attraverso procedure più snelle al carico di lavoro accresciuto, giunto nel 2009 a oltre ricorsi pendenti.4 4 febbraio 2010, Smirne (Turchia) il 26 e 27 aprile 2011 e Brighton (Regno Unito) il 18, 19 e 20 aprile Una considerevole innovazione sarà la suggerita procedura per il ricorso pregiudiziale alla Corte per le questioni sull interpretazione della Convenzione e dei suoi Protocolli. 5. Le analisi di diritto comparato, in questo innovato contesto, svolgono un ruolo di rilievo nella formazione della giurisprudenza della Corte, soprattutto in due sfere. La prima, riguarda il margine di libertà di azione che la Corte è disposta a lasciare agli Stati membri nella protezione delle libertà considerate diritti non inderogabili, soprattutto quelle comprese tra gli artt.8 e 11 della Convenzione, ossia alcuni dei principali diritti umani protetti dalla Convenzione. La seconda, è la definizione di taluni diritti ed obbligazioni, richiamati dal testo della Convenzione e dei Protocolli, che concorrono a definire se vi è stata una violazione di diritti umani protetti. 6. E' anche grazie a queste queste due valvole, potremmo usare questa metafora, che la Corte interpreta dinamicamente la Convenzione come strumento di diritto internazionale, adattandola ad una sempre mutata realtà concreta. Infatti, sebbene i diritti umani siano preesistenti e consacrati dalla Convenzione EDU, non solo mutano i fatti materiali, ma anche i complessi normativi e giurisprudenziali degli Stati contraenti applicati alle fattispecie. Le norme di diritto interno, non a caso, in termini di onere della prova sono considerate dalla Corte dei fatti e, come tali, devono essere dimostrati dalle parti 8. Tuttavia, quando la compiuta esposizione di questi elementi normativi è di complessità tale da non essere circoscrivibile al singolo Stato chiamato a rispondere della violazione, o comunque l'analisi del diritto di altri Stati 7 Per i testi delle dichiarazioni che hanno chiuso queste importanti Conferenze di Alto Livello, ed allegati, si vedano rispettivamente i seguenti link: 8 Per alcune considerazioni su alcuni recenti casi emblematici in termini di onere della prova, sia consentito il riferimento a Pierpaolo Gori, Burden of proof and moment of assessment in some recent judgments on expulsions and deportations (Article 3), reperibile anche in https://www.europeanrights.eu/index.php?funzione=s&op=5&id=720.5 5 contraenti è un elemento di rilievo per la soluzione del caso, sarebbe troppo gravoso chiedere alle parti, soprattutto al ricorrente, una puntuale analisi di diritto comparato. 7. Per soppesare attentamente per quali ragioni, sino ad ora, la Corte abbia fatto ricorso a risorse interne per risolvere il problema, si devono considerare alcuni punti fermi del meccanismo di protezione dei diritti offerto dalla CEDU, in particolare il principio del ricorso individuale, la valorizzazione del principio della collegialità al momento della decisione, e l'utilizzo del Registry per la redazione dei provvedimenti e delle sentenze stesse, attraverso rigorose garanzie di professionalità ed indipendenza. Ripercorrere brevemente tali principi consente di comprendere l approccio giuridico di questa complessa e autorevole Istituzione, che trova linfa vitale per la Convenzione dei Diritti dell Uomo, nel diritto millenario degli Stati membri. 2. Il meccanismo attuale di protezione dei diritti umani offerto dalla Corte. 8. Il sistema della Convenzione si basa, come noto, sul principio del ricorso individuale. Una controversia può essere instaurata sia da una persona fisica, sia da persone giuridiche 9 o anche da Stati membri 10. La Corte si compone di cinque Sezioni e entro una data Sezione sono costituite le diverse Camere, da non confondersi con i singoli collegi giudicanti, i quali a differenza dei giudici della Sezione possono variare nella composizione. Ogni Sezione è presieduta 9 E' interessante notare che, per ormai costante interpretazione giurisprudenziale, nonostante la formulazione non precisa dei due testi ufficiali inglese e francese dell'art.34 della Convenzione in merito allo status di vittima (legittimazione attiva, nella terminologia della Convenzione), le persone giuridiche possono invocare in proprio violazioni di diritti umani anche non strettamente attinenti a diritti economici. 10 Quest'ultima ipotesi attiene per lo più a casi di guerre tra Stati membri come ad esempio i due casi pendenti Georgia c. Russia (1) No.13255/07, e Georgia c. Russia (2) No.38263/08, o situazioni belligeranti parificabili, come ad es. nel caso Cipro c. Turchia No /94, sentenza di Grande Camera del 10 maggio 2001 sulla questione di Cipro Nord, tutt'ora non risolta.6 6 da un giudice con funzioni di presidente di Sezione, eletto dalla sessione Plenaria della Corte 11. In generale, la distribuzione delle controversie contro uno Stato membro è legata alla nazionalità del giudice membro della Sezione. Tuttavia, non si può giudicare con rito monocratico su un ricorso depositato contro lo Stato rispetto al quale il giudice è stato eletto. 9. Il Registry gioca un ruolo cruciale nel meccanismo di protezione dei diritti umani. Si tratta del corpo dei giuristi permanenti che lavorano presso la Corte, selezionato attraverso concorsi che garantiscono professionalità e indipendenza dagli stessi giudici. Questi ultimi infatti sono temporanei, ed eletti per ciascuno Stato contraente dal Consiglio d'europa. In particolare, il ruolo dei giuristi è importante per l'istruzione della controversia, in quanto il singolo fascicolo è assegnato ad un dato giurista, che si occupa di seguire tutti i passaggi successivi del ricorso, ma anche per la decisione, dal momento che il giurista responsabile scrive la bozza del provvedimento decisorio (drafting lawyer). Il responsabile del fascicolo deve scrivere la decisione o la sentenza secondo le istruzioni del giudice relatore, e deve seguire la linea di ragionamento fatta propria dalla maggioranza dei voti espressi entro la camera di consiglio cui partecipa senza intervenire attivamente. Tuttavia, quando decide il giudice monocratico, si applica una procedura semplificata. In questo caso, la decisione è scritta direttamente dal giurista, non dal giudice relatore, ed è controllata ex post, ed eventualmente corretta, dal giudice. 10. La vita di un ricorso comincia con la sua registrazione, quando i requisiti minimi per l identificazione delle parti e del suo oggetto sono soddisfatti. A questo punto, giuristi più esperti filtrano tutti i nuovi ricorsi, assegnandoli alla competente Camera composta da sette giudici, o al Comitato composto da tre giudici o, nella grande maggioranza dei casi, ad un giudice in funzione monocratica. 11 Si tratta della composizione universale della Corte che, dopo riforme della fine del secolo scorso, ha ormai una funzione eminentemente amministrazione e non giudicante.7 7 Ogni qualvolta si applica il rito a composizione collegiale, viene nominato un giudice relatore (rapporteur). 11. Il giudice in composizione monocratica decide se un determinato ricorso è immediatamente riconosciuto come inammissibile per una delle condizioni fissate all art.35 della Convenzione. In particolare, questo capita in primo luogo quando non tutti i rimedi domestici sono stati esauriti. In secondo luogo, viene dichiarata l inammissibilità ratione temporis se il ricorso non è stato radicato successivamente alla ratificazione della Convenzione da parte dello Stato contraente, o anche se il ricorso non è stato depositato entro sei mesi dal passaggio in giudicato della decisione interna. Inoltre, un ricorso è inammissibile anche se la allegata violazione è ratione materiae, non compatibile con la Convenzione o manifestamente infondata, o ancora il suo esercizio costituisce abuso del diritto. 12. Il 1 giugno 2010, è entrato in vigore un nuovo criterio di inammissibilità, che si applica quando la violazione è di minima rilevanza. Sino al 1 maggio 2012, tale innovativo criterio è stato applicato dalle sole Camere, e l interpretazione della nuova regola data da ciascuna delle Camere è stata attentamente monitorata dai Servizi del Giurisconsulto 12 per evitare rilevanti contrasti interpretativi nella giurisprudenza 13. Ora, l'innovativo criterio è applicato anche nelle migliaia di casi devoluti alla competenza del giudice monocratico. 13. Se la questione non è nuova, e vi è un precedente consolidato orientamento giurisprudenziale, allora è il Comitato competente a conoscerne. Quando un ricorso non è considerato manifestamente infondato, il caso è comunicato dalla Corte al governo responsabile attraverso un atto formale, la comunicazione. 12 E un'articolazione del Registry particolarmente qualificata ed influente, che fornisce un punto di vista interpretativo della convenzione ai giudici indipendente rispetto alle parti del giudizio, ed ha anche funzioni lato sensu nomofilattiche. 13 Sino alla prima metà 2012, quando erano sono stati resi disponibili gli ultimi dati statistici interni, erano circa una quindicina le sentenze delle varie Camere che avevano fatto applicazione del nuovo criterio.8 8 Questo passaggio costituisce un buon esempio di documento scritto da un dato giurista, il quale è tenuto a seguire la linea di ragionamento fissata dal giudice relatore, evidenziando i fatti e fornendo una breve analisi sulla possibile violazione della Convenzione. Entrambe le parti, prima lo Stato responsabile e quindi il ricorrente, sono invitati a formulare osservazioni scritte ed eventualmente ad inviare una replica. 14. Per i casi più complessi, come ad esempio quando il Comitato non è unanime sulla proposta del giudice relatore, trova applicazione la competenza della Camera. Ogni organo collegiale, che sia riconducibile ad un Comitato o ad una Camera, decide a maggioranza, ma ogni giudice può allegare alla sentenza un opinione dissenziente, o anche un opinione concorrente. Quest ultima è redatta quando un giudice non condivide la motivazione dei colleghi, ma condivide le conclusioni della maggioranza. 15. L apertura di un procedimento davanti alla Grande Camera, composta da diciassette giudici, è dovuta ad una delle due procedure di referral o di relinquishment. La prima procedura è una sorta di appello contro una sentenza di Camera già emessa, e viene proposta su richiesta di una o di entrambe le parti. Tuttavia, il referral viene dichiarato ammissibile solo in casi eccezionali, da un collegio di cinque giudici che filtra un elevato numero di istanze. Diversa procedura è il relinquishment da parte di una Camera, che pure è un rimedio eccezionale. Quest'ultima può ricorrere quando il caso solleva seri problemi di interpretazione della Convenzione, o se c è un rischio di contrasti con precedente giurisprudenza della Corte. 16. Mentre una controversia è pendente, o anche se un ricorso non è stato ancora depositato, ai sensi dell art.39 del Regolamento di Procedura è possibile proporre alla Corte un ricorso cautelare. In linea di principio, le misura cautelare sono concesse solo in casi di particolare urgenza, quando vi è una violazione di basilari diritti umani protetti dalla Convenzione, ossia vi è l allegazione della violazione del diritto alla vita (art.2 Conv.), della proibizione della tortura (art.3 Conv.) o del diritto alla vita privata e familiare (art.8 Conv.).9 9 17. Tanto più importante è il caso, tanto più è complessa l interazione tra i giuristi incaricati della redazione dei provvedimenti e i giudici, soprattutto il giudice relatore. Ad esempio, in un ordinario caso di Grande Camera, all udienza pubblica segue la camera di consiglio. Dopo la deliberazione e il voto sulla violazione della Convenzione o meno, il Presidente della Grande Camera nomina un comitato di redazione (drafting committee). Quest ultimo, che lavora in una delle due lingue ufficiali, francese o inglese, ha la funzione di redigere materialmente la motivazione della sentenza, recependo le indicazioni emerse nella camera di consiglio tenuta dai giudici. Dopo diverse riunioni di redazione, una riunione finale della Grande Camera controlla la motivazione paragrafo per paragrafo e, apportate le necessarie correzioni, approva i risultati del comitato. Una o più opinioni dissenzienti possono essere allegate alla sentenza, prassi frequente nelle sentenze più complesse e su questioni controverse. Segue in questo caso la traduzione nella seconda lingua ufficiale sia della sentenza che delle opinioni allegate Il triplice test degli artt e la dottrina del margine di apprezzamento. 18. Ma se queste sono, schematicamente, le procedure fondamentali seguite dalla Corte e il ruolo dei giuristi che seguono il caso, come esattamente la necessaria analisi di diritto comparato viene preparata per il caso, e in che misura fornisce un contributo rilevante alle decisioni della Corte? 14 Vi è attualmente un progetto di traduzione delle sentenze più significative anche nelle decine di lingue non ufficiali degli Stati membri. Questo favorirebbe non solo la maggiore trasparenza e conoscibilità della giurisprudenza CEDU, ma anche una più capillare e ampia diffusione delle pronunce negli Stati membri. E' interessante notare che il 22 giugno 2012 è stato sottoscritto un accordo-quadro tra il Ministero della Giustizia italiano e il Registry per l'inserimento sistematico nel motore di ricerca della Corte (HUDOC) di traduzioni italiane delle sentenze CEDU, già esistenti presso le banche dati del Ministero e il CED della Cassazione. Se attuata, questa iniziativa contribuirebbe in modo significativo a realizzare uno dei punti più importanti dell'innovativo programma del Gruppo Europa attivo da anni in seno all'associazione Nazionale Magistrati. Si rinvia sul punto a Giuseppe Bronzini, Il giudice italiano come giudice europeo: informazione, formazione, partecipazione, contributo reperibile al link:10 10 Questo passaggio si coglie bene pensando al meccanismo di protezione offerto dagli artt della Convenzione. Questi articoli comprendono alcuni dei diritti sostanziali più importanti protetti dalla Carta EDU, ossia il diritto al rispetto della vita privata e familiare (art.8 Conv.), la libertà di pensiero, coscienza e religione (art.9 Conv.), la libertà di espressione (art.10 Conv.) e la libertà di riunione e di associazione (art.11 Conv.). 19. Ognuno di tali diritti è costruito, per ciascuno degli articoli menzionati, ad incastro : il primo paragrafo afferma la libertà, sia pure circostanziata, e il secondo paragrafo ne delimita l'esercizio prevedendone i limiti attraverso un elenco di eccezioni 15. In generale, la Corte applica un triplice test, per verificare se le norme degli articoli da 8 a 11 della Convenzione sono state violate nel caso concreto. Prendiamo, ad esempio, l art.10 che protegge la libertà di espressione. 20. a) Prescritta dalla legge. In primo luogo, dev essere dimostrato che le restrizioni alla libertà di espressione, esercitata dalle autorità interne, sono prescribed by law/prévues par la loi. Naturalmente, il significato di legge nella tradizione francese, è molto distante dalla medesima nozione, non necessariamente statuale, originata dalla common law. Nel contesto della Convenzione la nozione di legge ha un significato autonomo, e significa che la fonte dev essere individuata in un sistema normativo, normalmente quello nazionale, ma in certi casi può essere anche il diritto internazionale. Inoltre la fonte, non necessariamente legislativa di grado primario, deve soddisfare i requisiti posti dalla Convenzione, in primo luogo dev essere certa, conosciuta o conoscibile e la sanzione per la sua violazione prevedibile. 21. b) Fine legittimo. Una volta che la Corte ha appurato che l interferenza ha una base legale, procede a considerare se l interferenza persegue uno dei fini legittimi analiticamente elencati nel 2 dell articolo 10. Per l elenco completo, si rinvia al testo del paragrafo, mentre per l interpretazione delle 15 Sempre valido a questo proposito è il lavoro di Steven Greer, Les exceptions aux articles 8-11 de la Convention européenne des Droits de l'homme, Human rights files, 15, 1997, p.18 ss..). Il cuore della tutela processuale, ossia la revisione (review) che la Corte conduce sull'operato delle autorità interne in relazione alla lamentata violazione della Convenzione, è proprio questa seconda parte degli articoli citati.11 11 singole previsioni è indispensabile fare riferimento, oltre alla casistica giurisprudenziale, ai travaux préparatoires della Convenzione c) Margine di Apprezzamento. Se la restrizione è operata per uno dei fini legittimi espressamente menzionati dalla previsione di legge, allora si procede allo scrutino del punto finale, ovvero valutare se l interferenza è necessaria in una società democratica 17. Per soddisfare questo requisito, l azione deve essere da un lato intrapresa in risposta ad un bisogno sociale impellente e, dall altro, la restrizione al diritto dev essere proporzionata a quel bisogno sociale. In questo test, per costante giurisprudenza della Corte EDU, lo Stato membro gode di un certo margine di apprezzamento, ossia uno spazio di manovra che la Corte è disposta a lasciare alle autorità interne affinché adempiano alle obbligazioni contratte in dipendenza della Convenzione Il margine può essere ampio o ristretto, a seconda della natura degli interessi in gioco, della gravità della violazione, e dell'esistenza o meno tra gli Stati membri di una disciplina normativa/prassi amministrativa/applicazione giurisprudenziale omogenea a quella dello Stato responsabile. E' proprio in questo scrutinio finale, che l analisi di diritto comparato gioca un ruolo di primo piano. Il presidente Costa 19 ha così definito il margine di apprezzamento : In realtà, la bilancia della Corte si sforza d'essere più precisa possibile, si potrebbe parlare della bilancia di un farmacista. Ma, esiste un margine di tolleranza, o di approssimazione, come per i radar che misurano l'eccesso di velocità delle vetture! Il margine di apprezzamento riconosciuto agli Stati può far pendere la bilancia nel senso della non violazione degli artt. da 8 a Cfr. Collected edition, Martinus Nijhoff, L'Aia, 1975, 15 ss. 17 Il testo ufficiale inglese recita necessary in a democratic society, quello francese nécessaires, dans une société democratique. 18 Si veda, tra gli altri, Steven Greer, The margin of appreciation: Interpretation and discretion under the European Convention on Human Rights, Council of Europe, Human rights files, 17, 2000 p Jean-Paul Costa, giudice eletto dal Consiglio d'europa nei confronti della Francia, è stato Presidente della Corte dal 19 gennaio 2007 al 3 novembre Jean-Paul Costa, Les articles 8 à 11 de la Convention et le contrôle juridictionnel de la Cour européenne des droits de l'homme, Annales du droit luxembourgeois, 15, 2005, p.19.12 12 4. Il frequente nesso tra analisi di diritto comparato, rilevanza del consensus ed applicazione della dottrina del margine di apprezzamento. 24. Se infatti c è consenso ( consensus ), o anche talvolta solo una chiara tendenza tra gli Stati membri nel regolare una determina questione in un determinato senso, la giurisprudenza della Corte tradizionalmente afferma che il margine di apprezzamento per il singolo Stato contraente è alquanto ristretto. La fondamentale sentenza Handyside c. Regno Unito, ha dato un apporto decisivo alla costruzione di questo istituto giurisprudenziale e ha coniato un'espressione poi divenuta tralatizia: Il margine di apprezzamento nazionale va mano in mano con una supervisione europea. Questa supervisione riguarda tanto lo scopo del provvedimento contestato, quanto la sua necessità. 21. In questo caso il controllo europeo esercitato dalla Corte, di solito, diventa tanto stringente quanto più forte è la tendenza all'omogeneità tra gli ordinamenti degli Stati membri, e lo Stato responsabile si rivela essere un'eccezione. Se invece non c'è una chiara tendenza tra gli ordinamenti comparati, il margine è ampio, e gli atti delle autorità interne saranno soggette a scrutinio solo se superano il livello del margine di apprezzamento lasciato loro Nella grande varietà dei casi concreti, questa dottrina è stata applicata per molti dei diritti non inderogabili, tra cui si possono enumerare il principio di non discriminazione (art.14 Conv.), deroga in caso di emergenza (art Handyside c. Regno Unito, No. 5493/92, sentenza della Plenaria del 7 dicembre 1976, Jean Callewaert, Quel avenir pour la marge d'appréciation?, in Paul Mahoney e altri (ed.), Protecting Human Rights: The European Perspective. Studies in memory of Rolv Ryssdal, Colonia, Carl Heymanns Verlag KG, 2000, p.147 e ss.. L'Autore distingue quattro diversi livelli di margine di apprezzamento di cui le autorità interne possono godere, cui corrispondono quattro diversi gradi di approfondimento della revisione da parte della Corte.13 13 Conv.), famiglia e vita familiare (art.8 Conv.), libertà di religione (art.9 Conv.), libertà di espressione (art.10 Conv.), libertà di assemblea ed associazione (art.11 Conv.),libertà di movimento e residenza (Art.2 4 Protocollo) 23. In realtà, questa dottrina non è sempre stata applicata in modo uniforme, e questo ha attirato critiche in dottrina, ma anche alcune significative difese 24. Si possono in effetti ricordare recenti, importanti, eccezioni al trend sopra descritto. Ad esempio in A, B, C c. Irlanda 25, era in gioco una delicata questione incentrata sull aborto terapeutico. In quella sentenza di Grande Camera, la Corte non ha riconosciuto l esistenza di consensus, sebbene le analisi comparative dimostrassero che solo tre stati membri, Andorra, Malta e San Marino, non prevedevano l aborto 26, e pochissimi Stati prevedevano condizioni per l'aborto terapeutico tanto restrittive quanto quelle irlandesi. 26. Premesso che, mentre per determinati diritti, come ad esempio il divieto di tortura (art.3 Conv.), la Corte non accetta eccezioni in ragione della loro natura assoluta mentre la libertà religiosa (art.9 Conv.) ricade tra i diritti non inderogabili, in Lautsi e altri c. Italia 27 davvero pochi Stati membri tra i 47 del Consiglio d Europa prevedevano una espressa disciplina normativa per la presenza di simboli religiosi nelle scuole pubbliche. In analogia alla disciplina 23 Non vi sono limiti a priori nella individuazione degli articoli cui è applicabile la dottrina del margine di apprezzamento, Cfr. C. Morrison, The Margin of Appreciation in European Human Rights Law, 6, Revue de droits de l'homme/human Rights Journal, 1967, p.286. Fanno naturalmente eccezione i diritti inderogabili, come ad es. l'art.2 Conv., diritto alla vita. 24 Ad esempio, tra le ragioni critiche, si rinvia a Lord Marclay of Clashfern, The Margin of appreciation and the need for a Balance, in Protction des droits de l'homme: la perspective européenne, mélanges à la mémoire de Rolv Ryssdal, 2000, Carl Heymanns Verlag, p.837 ss.. Al contrario, secondo altri Autori, la dottrina del margine di apprezzamento è tutt ora uno strumento interpretativo valido, cfr. Rosario Sapienza, Sul margine di apprezzamento statale nel sistema della Convenzione Europea dei Diritti dell'uomo, Rivista di Diritto Internaz., 1991, p A, B, C c. Irlanda, No.25579/05, GC, sentenza del 16 dicembre Si veda il 112 della sentenza da ultimo citata, che evidenzia alcuni risultati dell'analisi comparativa. 27 Cfr. Lautsi e altri c. Italia, No.30814/06, GC, sentenza del 18 marzo Si tratta del c.d. caso del crocifisso nelle scuole, che ha avuto vasta eco sui media europei sia al momento della pubblicazione della sentenza di Camera, che di quella di segno opposto di Grande Camera. Tra i vari commenti, per un'interessante analisi sistematica della problematica, si rinvia a Roberto Conti, L'Europa e il crocifisso, contributo reperibile al link: Vedere altro
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