Source: http://abbondilex.com/decreto-legge-3-maggio-2016-n-59/
Timestamp: 2019-12-07 08:30:21+00:00
Document Index: 96635054

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2839', 'art. 3', 'art. 182', 'art. 67', 'art. 24', 'art. 179', 'in fine', 'in fine', 'art. 163', 'art. 178', 'art. 175']

Tavole_sinottiche_dl_59_2016.pdf
da il Sole24ore – Diritto24
Il 3 luglio è entrata in vigore la legge 30 giugno 2016, n. 119 (in Gazzetta Ufficiale n. 153 del 2 luglio 2016), con la quale è stato convertito il D.L. 3 maggio 2016, n. 59, recante disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione, che introduce nell’ordinamento alcune misure preordinate alla riduzione della tempistica necessaria per il recupero dei crediti, velocizzando la gestione delle sofferenze bancarie. Il testo risulta particolarmente complesso, in quanto, da un lato, introduce nell’ordinamento nuovi e ulteriori istituti giuridici (come il pegno mobiliare non possessorio e il patto marciano), al contempo, apporta modifiche al codice di rito civile e alla legge fallimentare (R.D. 16 marzo 1942, n. 267), oltre a dettare statuizioni in merito all’erogazione degli indennizzi agli investitori nelle quattro banche in liquidazione coatta amministrativa (Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Chieti).
In fase di conversione in legge, rispetto al testo originario, sono state introdotte alcune modifiche, riportate nell’allegato alla legge.
• l’ultima parte della nuova formulazione del comma 2 fa salva la possibilità, in capo al creditore, di promuovere azioni conservative, o inibitorie, nelle ipotesi di abuso nell’utilizzo dei beni da parte del debitore o del terzo concedente il pegno;
• è stato inserito il diritto, in capo al debitore, nonché l’eventuale terzo concedente il pegno, di proporre opposizione nel termine di giorni cinque, decorrenti dall’intimazione e, qualora concorrano gravi motivi, il giudice, dietro specifica istanza dell’opponente, può inibire alla parte creditrice di procedere, mediante provvedimento d’urgenza;
• ai sensi del nuovo comma 7-ter, qualora il titolo non disponga in modo differente, su colui che presta la garanzia grava l’onere di consegnare il bene mobile oggetto del pegno, al soggetto creditore, nel termine di giorni quindici decorrenti dalla notificazione dell’intimazione. Nell’ipotesi in cui non ottemperi alla consegna del bene nel termine stabilito, il creditore vanta la possibilità di inoltrare istanza, anche soltanto orale, all’ufficiale giudiziario, affinché proceda, anche senza titolo esecutivo e precetto, nei limiti di compatibilità, conformemente alle disposizioni contemplate al libro terzo, titolo III, del codice di rito civile;
• in conformità al nuovo comma 7-quater, nelle ipotesi ove il bene, ovvero il credito, già oggetto del pegno iscritto, venga sottoposto ad esecuzione forzata per espropriazione, il giudice dell’esecuzione, dietro istanza della parte creditrice, lo autorizza all’escussione del pegno, stabilendo con proprio decreto tempistiche e modalità di escussione, secondo la normativa.
L’eventuale eccedenza verrà corrisposta in favore della procedura esecutiva, con salvezza dei crediti facenti capo agli aventi diritto a prelazione, anteriore rispetto a quella del creditore istante;
2) finanziamento alle imprese garantito da trasferimento di un bene immobile sospensivamente condizionato, o “patto marciano” (art. 2):
• al comma 1 viene stabilito che la nota di trascrizione del trasferimento sospensivamente condizionato deve indicare gli elementi di cui all’art. 2839, comma 2, numeri 4, 5 e 6 c.c. (rispettivamente, l’importo, gli interessi e le annualità che il credito produce, il tempo dell’esigibilità);
• nella fattispecie di finanziamento alle imprese garantito dal trasferimento di un immobile, il perito, nel termine di giorni sessanta decorrenti dalla nomina, deve comunicare, mediante posta elettronica certificata, la propria relazione giurata di stima sia al debitore che, qualora non coincidano, al titolare del diritto reale immobiliare, al creditore, a coloro che vantano diritti scaturenti da un titolo iscritto o trascritto sull’immobile. Detti soggetti, nel termine di giorni dieci dalla ricezione della sunnominata relazione, possono replicare alla stessa attraverso note.
• l’art. 3 istituisce presso il ministero della Giustizia un elenco comprendente la globalità delle esecuzioni forzate individuali e delle procedure concorsuali, inclusi gli accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 182-bis legge fall.), il piano attestato (art. 67 comma 3, lett. d, legge fall.) quando pubblicato nel registro delle imprese, le procedure sul sovraindebitamento (legge n. 3/2012). Siffatto registro, che funzionerà con modalità telematiche, risulterà strutturato in due parti, di cui una ad accesso pubblico e l’altra ad accesso limitato (un decreto del ministero della Giustizia determinerà gli atti inseribili e ne stabilirà le modalità di consultazione). La prima comprende le informazioni e i documenti di cui all’art. 24, paragrafo 2 del regolamento UE n. 848/2015 del 20 maggio 2015, ovvero i dati ivi definiti obbligatori, quali la data di apertura della procedura di insolvenza, il giudice che ha dichiarato la procedura, il numero di ruolo, la tipologia di procedura di insolvenza, la natura del debitore, il nome del debitore, il numero di iscrizione, la sede legale, gli indirizzi dell’amministratore nominato nella procedura, il termine per le attività d’insinuazione al passivo, la data di chiusura della procedura, il giudice ove avanzare eventuali impugnazioni, e via dicendo;
• la legge di conversione, rispetto al testo originario, in merito all’istituzione del registro delle procedure di espropriazione forzata immobiliare, delle procedure di insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi, disciplina le modalità di pubblicazione, rettifica, aggiornamento nonché consultazione delle informazioni e dei documenti da introdurre nel registro ed i relativi tempi di conservazione, elenca i soggetti tenuti ad effettuare, in relazione a ogni tipologia di procedura, la pubblicazione di dati e documenti. Ferma la ricorrenza di uno specifico interesse, la legge legittima l’accesso al registro talune categorie di soggetti, anche attraverso un avvocato munito di procura speciale. Viene prevista la corresponsione di un contributo, la cui definizione dovrà coprire costi del servizio e ipotesi di esenzione. L’autorità giudiziaria vanta accesso in forma gratuita;
• l’articolo 5-bis della legge di conversione in commento sostituisce l’art. 179-ter delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e transitorie, statuendo che ciascun tribunale sarà dotato di un elenco dei professionisti (artt. 534-bis e 591-bis c.p.c.) deputati alle operazioni di vendita, obbligati sia alla formazione primaria che periodica.
Presso ogni Corte d’Appello verrà istituita una commissione con le funzioni di tenuta dell’elenco, vigilanza sugli iscritti, valutazione delle istanze di iscrizione, adozione dei provvedimenti di cancellazione dall’elenco. L’incarico di membro della commissione ha durata triennale, può essere rinnovato una sola volta ed è totalmente gratuito, non comportando alcuna indennità o retribuzione a carico dello Stato, né alcun tipo di rimborso spese. Viene, infine, precisato che, qualora ricorrano speciali ragioni, l’incarico, in una o più procedure esecutive, può essere conferito a un soggetto non iscritto in alcun elenco, tuttavia nel provvedimento di conferimento dell’incarico devono essere analiticamente indicati i motivi della scelta.
La legge di conversione, all’originario impianto dell’articolo 6, al comma 1, dopo la lettera c) inserisce la seguente:
•«c-bis) all’articolo 110:
1) al primo comma sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: “Nel caso in cui siano in corso giudizi di cui all’articolo 98, il curatore, nel progetto di ripartizione di cui al presente comma indica, per ciascun creditore, le somme immediatamente ripartibili nonché le somme ripartibili soltanto previo rilascio in favore della procedura di una fideiussione autonoma, irrevocabile e a prima richiesta, rilasciata da uno dei soggetti di cui all’articolo 574, primo comma, secondo periodo, del codice di procedura civile, idonea a garantire la restituzione alla procedura delle somme che risultino ripartite in eccesso, anche in forza di provvedimenti provvisoriamente esecutivi resi nell’ambito dei giudizi di cui all’articolo 98, oltre agli interessi, al tasso applicato dalla Banca centrale europea alle sue più recenti operazioni di rifinanziamento principali, a decorrere dal pagamento e sino all’effettiva restituzione. Le disposizioni del periodo precedente si applicano anche ai creditori che avrebbero diritto alla ripartizione delle somme ricavate nel caso in cui risulti insussistente, in tutto o in parte, il credito avente diritto all’accantonamento ovvero oggetto di controversia a norma dell’articolo 98”;
2) al quarto comma, secondo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “; non si fa luogo ad accantonamento qualora sia presentata in favore della procedura una fideiussione a norma del terzo periodo del primo comma, idonea a garantire la restituzione di somme che, in forza del provvedimento che decide il reclamo, risultino ripartite in eccesso, oltre agli interessi nella misura prevista dal predetto terzo periodo del primo comma»;
• si rileva che le modifiche apportate all’ordinamento concorsuale (già illustrate dalla stessa Autrice, L. Biarella, in Sistema Società il 9 maggio 2016, «Riforma del fallimento: procedure di insolvenza ed esecutive più leggere con il D.L. 59/2016 sul recupero crediti») consentono di procedere, in via telematica, alla costituzione del comitato dei creditori, alla fissazione delle udienze da parte del giudice delegato e alle adunanze dei creditori, nella finalità di accelerare le procedure.
Il legislatore consente, altresì, l’impiego di apparati in dotazione di terzi soggetti, in collaborazione con le cancellerie e le curatele. Si evidenzia che il nuovo art. 163, comma 2, n. 2-bis legge fall., in tema di adunanza dei creditori, ripristina il voto palese, attraverso l’eliminazione dell’equivalenza ad assenso del silenzio dei creditori non votanti (D.L. n. 83/2015, che ha modificato l’art. 178 legge fall.) e consente la conferenza telematica, per la quale occorrerà assicurare non soltanto la genuinità della manifestazione del voto, favorevole o contrario, o dell’astensione, bensì, e soprattutto, l’esercizio delle notevoli prerogative conferite ai creditori dal nuovo 2-bis, il quale, in particolare, statuisce che «in relazione al numero dei creditori e alla entità del passivo, può stabilire che l’adunanza sia svolta in via telematica con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione dei creditori, anche utilizzando le strutture informatiche messe a disposizione della procedura da soggetti terzi».
Ai sensi della novellata formulazione dell’art. 175, comma 2, legge fall., in tema di discussione della proposta di concordato, ogni creditore risulterà quindi legittimato ad esporre le ragioni per le quali non ritiene ammissibili, ovvero convenienti, i progetti avanzati, nonché sollevare contestazioni sui crediti concorrenti. Il debitore risulta ammesso, pertanto, ad esporre le ragioni per le quali non ritiene ammissibili, o fattibili, le eventuali proposte concorrenti. Nelle ipotesi ove il tribunale abbia disposto che l’adunanza sia svolta in via telematica, la discussione sulla proposta del debitore e sulle eventuali proposte concorrenti, è disciplinata con decreto, non soggetto a reclamo, reso dal giudice delegato almeno dieci giorni prima dell’adunanza. Detto decreto, riveste natura sostanzialmente regolamentare ed è preordinato a disciplinare la discussione intorno alle proposte.
14/11/2016 24/11/2016 cabbondiEsecuzione Forzata, Fallimento
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