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Timestamp: 2018-04-20 14:35:53+00:00
Document Index: 72306840

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 6', 'art. 21', 'art 21', 'art. 21', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 132', 'art. 121', 'art. 106']

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Pubblicato il 26 novembre 2017 da uxs04548
Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la revoca del decreto regionale di concessione del contributo in conto capitale concesso alla ditta ricorrente in relazione ad programma di sviluppo rurale, nella sola parte in cui detto provvedimento approvava la specifica somma per l’acquisto di beni, sulla base di preventivi allegati alla domanda di ammissione all’aiuto, assumendo essa rilievo per un aspetto relativo alla fase di verifica delle spese con riguardo a vizi propri del provvedimento che ha disposto il finanziamento. Il provvedimento di autotutela è congruamente motivato sulla base dell’esito del controllo e, in particolare, sulla verifica di ragionevolezza sulle modalità di acquisizione delle spese indicate dalla ditta ricorrente effettuato dalla Corte dei Conti Europea in base agli artt. 285 e 287 TFUE, che impone agli organismi nazionali di garantire il corretto e rigoroso utilizzo delle somme erogate per conto della Comunità Europea, a tutela della regolarità dell’erogazione dello stesso contributo, oltre che a tutela degli altri concorrenti. Ai provvedimenti adottati prima dell’entrata in vigore della riforma dell’art. 21 nonies della l. n. 241/1990 ad opera dell’art. 6, co. 1, lett. d), della l. n. 124/2015, mentre il termine dei diciotto mesi non può che cominciare a decorrere dalla data di entrata in vigore della nuova disposizione, è fatta salva, comunque, l’operatività del “termine ragionevole” già previsto dall’originaria versione dell’art. 21-nonies cit. Il “termine ragionevole” per l’esercizio del potere di autotutela non riveste carattere assoluto, e deve essere correlato alla peculiarità della fattispecie e all’interesse pubblico al corretto uso delle risorse specifico di volta in volta coinvolto, da ritenersi prevalente nei procedimenti di derivazione comunitaria dei finanziamenti, rispetto ai quali il fattore tempo risulta recessivo, così come l’eventuale buona fede del destinatario del contributo e il legittimo affidamento a seguito del controllo positivo da parte dell’organo regionale.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato acquisizione, acquisto, affidamento, aiuto, allegati, ammissione, art 21-nonies, art. 21 nonies l. n. 241/1990, art. 6 co. 1 lett. d) l. n. 124/2015, artt. 285 e 287 TFUE, assoluto, autotutela, beni, buona fede, carattere, coinvolto, comincia, Comunità Europea, comunitaria, concessione, concorrenti, congrua motivazione, conto capitale, contributo, controllo, correlato, corretto, corretto uso, Corte dei Conti Europea, data, decorrere, decreto, derivazione, destinatario, diciotto mesi, disposizione, domanda, entrata, erogate, erogazione, esercizio, esito, eventuale, fatta, fattispecie, fattore, finanziamenti, finanziamento, garantire, giudice amministrativo, giurisdizione, interesse pubblico, legittimo, modalità, motivato, nazionali, non riveste, nuova, operatività, organismi, organo regionale, originaria, peculiarità, per conto, positivo, potere, prevalente, preventivi, previsto, prima, procedimenti, programma, provvedimento, ragionevolezza, recessivo, regionale, regolarità, revoca, riforma, rigoroso, risorse, risulta, rurale, salva, sdanganelli, somme, specifico, spese, sviluppo, tar Sicilia Palermo, tempo, termine, termine ragionevole, tutela, utilizzo, verifica, versione, vigore, vizi
Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 7 luglio 2015, n. 28820. Per il reato di abusiva attività finanziaria basta l’erogazione di un solo finanziamento.
Pubblicato il 8 luglio 2015 da uxs04548
Per la configurazione del reato di abusiva attività finanziaria, di cui all’art. 132 d. lgs. 385/1993 è indispensabile che l’agente – anche singolo professionista, al di fuori di una struttura societaria (art. 121 del tu. n. 385/1993) – ponga in essere una delle condotte indicate nell’art. 106 del medesimo decreto (concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, assunzione di partecipazioni, prestazione di servizi a pagamento, intermediazione in cambi) inserendosi nel libero mercato e sottraendosi, in tal modo, ai controlli di legge. Non è necessario, peraltro, che tali servizi siano resi al pubblico inteso in senso di comunità indifferenziata dei destinatari, essendo sufficiente l’erogazione anche di un solo finanziamento, e senza che rilevi, altresì, la destinazione da costoro data al denaro.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato abusiva attività finanziaria, agente, comunità, denaro, destinazione, erogazione, finanziamenti, intermediazione, libero mercato, professionista, pubblico, società, T.U. 385/1993