Source: http://www.cammertonicondomini.com/13-la-voce-della-giurisprudenza/25-codice-civile.html
Timestamp: 2019-04-23 18:00:25+00:00
Document Index: 184239948

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1105', 'art. 1108', 'art.\n1136', 'art. 1136', 'art. 1117', 'art. 1136', 'art. 80', 'art. 1135', 'art.\n63', 'art.\n2826', 'art. 12', 'art. 1120', 'art. 1136', 'art. 1120', 'in fine']

Se una parte del lastrico solare viene occupata da una veranda, per tale copertura, al criterio di ripartizione delle spese previsto per il lastrico solare di uso esclusivo, si sostituisce quello previsto per il tetto. Se applichiamo tale criterio vi sarà il concorso di tutti i condomini in proporzione ai millesimi di proprietà.
Il Codice Civile è molto chiaro nell’affermare che ciascun condomino può servirsi delle parti comuni dell’edificio purchè non ne modifichi la destinazione (un giardino non può diventare parcheggio) e non impedisca agli altri di fare altrettanto (per esempio mettendo recinzioni o ingombrando gli spazi con roba personale). La destinazione d’uso è quella che risulta dal regolamento condominiale o semplicemente dalla consuetudine.
Il presidente dell’assemblea controlla che tutti i condomini siano stati invitati all’assemblea, verifica le deleghe e accerta, verificando la doppia maggioranza di persone e millesimi, che l’assemblea abbia raggiunto il quorum per la validità. A questo punto spetta a lui dirigere la discussione dei punti all’ordine del giorno e controllare che le votazioni per le varie delibere siano valide, verificando il rispetto delle maggioranze. Il presidente detta al segretario la verbalizzazione delle delibere e sottoscrive il verbale insieme al segretario, per conferirgli validità.
L’amministratore, in prima approssimazione, può definirsi come organo di governo dell’ente condominio. Una volta configurato il condominio come ente di gestione e non persona giuridica, tale definizione va precisata nel senso che l’amministratore è mandatario legato al condominio da rapporti definiti dalla legge e dal contratto di mandato per sua natura fiduciario.
Posizionare un’unità esterna non deve compromettere il decoro architettonico e non deve impedirlo agli altri condomini. Se nel regolamento esistono espliciti divieti, c’è il rischio di essere contestati dagli altri condomini. Lo stesso vale per le antenne satellitari. La legge considera legittima la loro collocazione in facciata, con le eccezioni elencate.
ART. 1100. NORME REGOLATRICI:
Quando la proprietà o altro diritto reale spetta in comune a più persone, se il titolo o la legge non dispone
diversamente, si applicano le norme seguenti.
ART. 1101. QUOTE DEI PARTECIPANTI:
Le quote dei partecipanti alla comunione si presumono eguali. Il concorso dei partecipanti, tanto nei
vantaggi quanto nei pesi della comunione, è in proporzione delle rispettive quote.
ART. 1102. USO DELLA COSA COMUNE:
Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca
agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a
proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa. Il partecipante non può
estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei
a mutare il titolo del suo possesso.
ART. 1103. DISPOSIZIONI SULLA QUOTA:
Ciascun partecipante può disporre del suo diritto e cedere ad altri il godimento della cosa nei limiti
della sua quota.
Per le ipoteche costituite da uno dei partecipanti si osservano le disposizioni contenute nel capo IV
del titolo III del libro VI.
ART. 1104. OBBLIGHI DEI PARTECIPANTI:
Ciascun partecipante deve contribuire nelle spese necessarie per la conservazione e per il godimento
della cosa comune e nelle spese deliberate dalla maggioranza a norma delle disposizioni seguenti,
salva la facoltà di liberarsene con la rinunzia al suo diritto.
La rinunzia non giova al partecipante che abbia anche tacitamente approvato la spesa. Il cessionario
del partecipante è tenuto in solido con il cedente a pagare i contributi da questo dovuti e non versati.
ART. 1105. AMMINISTRAZIONE:
Per gli atti di ordinaria amministrazione le deliberazioni della maggioranza dei partecipanti, calcolata
secondo il valore delle loro quote, sono obbligatorie per la minoranza dissenziente.
Per la validità delle deliberazioni della maggioranza si richiede che tutti i partecipanti siano stati preventivamente
informati dell'oggetto della deliberazione.
Se non si prendono i provvedimenti necessari per l'amministrazione della cosa comune o non si forma
una maggioranza, ovvero se la deliberazione adottata non viene eseguita, ciascun partecipante può
ricorrere all'Autorità Giudiziaria. Questa provvede in camera di consiglio e può anche nominare un
ART. 1106. REGOLAMENTO DELLA COMUNIONE E NOMINA DI AMMINISTRATORE:
Con la maggioranza calcolata nel modo indicato dall'articolo precedente, può essere formato un regolamento
per l'ordinaria amministrazione e per il miglior godimento della cosa comune. Nello stesso
modo l'amministrazione può essere delegata ad uno o più partecipanti, o anche ad un estraneo, determinandosi
i poteri e gli obblighi dall'amministratore.
ART. 1107. IMPUGNAZIONE DEL REGOLAMENTO:
Ciascuno dei partecipanti dissenzienti può impugnare davanti all'Autorità Giudiziaria il regolamento
della comunione entro trenta giorni dalla deliberazione che lo ha approvato. Per gli assenti il termine
decorre dal giorno in cui è stata loro comunicata la deliberazione. L'Autorità Giudiziaria decide con
unica sentenza sulle opposizioni proposte.
questo ha effetto anche per gli eredi e gli aventi causa dai singoli partecipanti.
ART. 1108. INNOVAZIONI E ALTRI ATTI ECCEDENTI L'ORDINARIA AMMINISTRAZIONE:
Con deliberazione della maggioranza dei partecipanti che rappresenti almeno due terzi del valore
complessivo della cosa comune, si possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento della
cosa o a renderne più comodo o redditizio il godimento, purché esse non pregiudichino il godimento
di alcuno dei partecipanti e non importino una spesa eccessivamente gravosa.
Nello stesso modo si possono compiere gli altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione, sempre
che non risultino pregiudizievoli all'interesse di alcuno dei partecipanti.
È necessario il consenso di tutti i partecipanti per gli atti di alienazione di diritti reali sul fondo comune
e per le locazioni di durata superiore a nove anni.
L'ipoteca può essere tuttavia consentita dalla maggioranza indicata dal primo comma, qualora abbia
lo scopo di garantire la restituzione delle somme mutuate per la ricostruzione o per il miglioramento
della cosa comune.
ART. 1109. IMPUGNAZIONE DELLE DELIBERAZIONI:
Ciascuno dei componenti la minoranza dissenziente può impugnare davanti all'Autorità Giudiziaria le
deliberazioni della maggioranza:
1) nel caso previsto dal secondo comma dell'art. 1105 c.c., se la deliberazione è gravemente pregiudizievole
alla cosa comune;
3) se la deliberazione relativa a innovazioni o ad altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione è in
contrasto con le norme del primo e del secondo comma dell'art. 1108.
L'impugnazione deve essere proposta, sotto pena di decadenza, entro trenta giorni dalla deliberazione.
Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui è stata loro comunicata la deliberazione: in
pendenza del giudizio, l'Autorità Giudiziaria può ordinare la sospensione del provvedimento deliberato.
ART. 1110. RIMBORSO DI SPESE:
Il partecipante che, in caso di trascuranza degli altri partecipanti o dell'amministratore, ha sostenuto
spese necessarie per la conservazione della cosa comune ha diritto al rimborso.
ART. 1111. SCIOGLIMENTO DELLA COMUNIONE:
Ciascuno dei partecipanti può sempre domandare lo scioglimento della comunione; l'Autorità Giudiziaria
può stabilire una congrua dilazione, in ogni caso non superiore a cinque anni, se l'immediato
scioglimento può pregiudicare gli interessi degli altri.
Il patto di rimanere in comunione per un tempo non maggiore di dieci anni è valido e ha effetto anche
per gli aventi causa dei partecipanti. Se è stato stipulato per un termine maggiore, questo si riduce a
Se gravi circostanze lo richiedono, l'Autorità Giudiziaria può ordinare lo scioglimento della comunione
prima del tempo convenuto.
ART. 1112. COSE NON SOGGETTE A DIVISIONE:
Lo scioglimento della comunione non può essere chiesto quando si tratta di cose che, se divise, cesserebbero
di servire all'uso a cui sono destinate.
ART. 1113. INTERVENTO NELLA DIVISIONE E OPPOSIZIONE:
I creditori e gli aventi causa da un partecipante possono intervenire nella divisione, a proprie spese,
ma non possono impugnare la divisione già eseguita, a meno che abbiano notificato un'opposizione
anteriormente alla divisione stessa salvo sempre ad essi l'esperimento dell'azione revocatoria o dell'azione
surrogatoria .
Nella divisione che ha per oggetto beni immobili, l'opposizione, per l'effetto indicato dal comma precedente,
deve essere trascritta prima della trascrizione dell'atto di divisione e, se si tratta di divisione
giudiziale, prima della trascrizione della relativa domanda.
Devono essere chiamati ad intervenire, perché la divisione abbia effetto nei loro confronti, i creditori
iscritti e coloro che hanno acquistato diritti sull'immobile in virtù di atti soggetti a trascrizione e trascritti
prima della trascrizione dell'atto di divisione o della trascrizione della domanda di divisione giudiziale.
Nessuna ragione di prelevamento in natura per crediti nascenti dalla comunione può opporsi contro
le persone indicate dal comma precedente, eccetto le ragioni di prelevamento nascenti da titolo anteriore
alla comunione medesima, ovvero da collazione.
ART. 1114. DIVISIONE IN NATURA:
La divisione ha luogo in natura, se la cosa può essere comodamente divisa in parti corrispondenti
alle quote dei partecipanti.
ART. 1115. OBBLIGAZIONI SOLIDALI DEI PARTECIPANTI:
Ciascun partecipante può esigere che siano estinte le obbligazioni in solido contratte per la cosa comune,
le quali siano scadute o scadano entro l'anno dalla domanda di divisione.
La somma per estinguere le obbligazioni si preleva dal prezzo di vendita della cosa comune, e , se la
divisione ha luogo in natura, si procede alla vendita di una congrua frazione della cosa, salvo diverso
accordo tra i condividenti.
Il partecipante che ha pagato il debito in solido e non ha ottenuto il rimborso concorre nella divisione
per una maggiore quota corrispondente al suo diritto verso gli altri condividenti.
ART. 1116 . APPLICABILITÀ DELLE NORME SULLA DIVISIONE EREDITARIA:
Alla divisione delle cose comuni si applicano le norme sulla divisione dell'eredità, in quanto non siano
in contrasto con quelle sopra stabilite.
CAPO II DEL CONDOMINIO NEGLI EDIFICI:
Art. 1117. Parti comuni dell’edificio:
Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell’edificio,
anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo:
1) tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, come il suolo su cui sorge l’edificio, le
2) le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la portineria,
incluso l’alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche
strutturali e funzionali, all’uso comune;
3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all’uso comune, come
gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione
e di trasmissione per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento
dell’aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro
punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso
di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore
in materia di reti pubbliche.
Art. 1117-bis. Ambito di applicabilità:
Le disposizioni del presente capo si applicano, in quanto compatibili, in tutti i casi in cui più
unità immobiliari o più edifici ovvero più condominii di unità immobiliari o di edifici abbiano
parti comuni ai sensi dell’articolo 1117.
Art. 1117-ter. Modificazioni delle destinazioni d’uso:
Per soddisfare esigenze di interesse condominiale l’assemblea, con un numero di voti che
rappresenti i quattro quinti dei partecipanti al condominio e i quattro quinti del valore dell’edificio,
può modificare la destinazione d’uso delle parti comuni.
La convocazione dell’assemblea deve essere affissa per non meno di trenta giorni consecutivi
nei locali di maggior uso comune o negli spazi a tal fine destinati e deve effettuarsi mediante
lettera raccomandata o equipollenti mezzi telematici, in modo da pervenire almeno venti giorni
prima della data di convocazione.
La convocazione dell’assemblea, a pena di nullità, deve indicare le parti comuni oggetto della
modificazione e la nuova destinazione d’uso.
La deliberazione deve contenere la dichiarazione espressa che sono stati effettuati gli adempimenti
di cui ai precedenti commi.
Sono vietate le modificazioni delle destinazioni d’uso che possono recare pregiudizio alla stabilità
o alla sicurezza del fabbricato o che ne alterino il decoro architettonico.
Art. 1117-quater. Tutela delle destinazioni d’uso:
In caso di attività che incidono negativamente e in modo sostanziale sulle destinazioni d’uso
delle parti comuni, l’amministratore o i condomini, anche singolarmente, possono diffidare
l’esecutore e possono chiedere la convocazione dell’assemblea per far cessare la violazione,
anche mediante azioni giudiziarie. L’assemblea delibera in merito alla cessazione di tali attività
con la maggioranza prevista dal secondo comma dell’articolo 1136.
Art. 1118. Diritti dei partecipanti sulle parti comuni:
proporzionale al valore dell’unità immobiliare che gli appartiene.
Il condomino non può sottrarsi all’obbligo di contribuire alle spese per la conservazione delle
parti comuni, neanche modificando la destinazione d’uso della propria unità immobiliare, salvo
quanto disposto da leggi speciali.
Il condomino può rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento,
se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi
di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento
delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione
e messa a norma.
Art. 1119. Indivisibilità:
Le parti comuni dell’edificio non sono soggette a divisione, a meno che la divisione possa
farsi senza rendere più incomodo l’uso della cosa a ciascun condomino e con il consenso di
Art. 1120. Innovazioni:
I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell’articolo 1136, possono disporre
tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all’uso più comodo o al maggior rendimento
delle cose comuni.
I condomini, con la maggioranza indicata dal secondo comma dell’articolo 1136, possono disporre
2) le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento
del consumo energetico degli edifici e per realizzare parcheggi destinati a servizio delle
unità immobiliari o dell’edificio, nonché per la produzione di energia mediante l’utilizzo di
impianti di cogenerazione, fonti eoliche, solari o comunque rinnovabili da parte del condominio
o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento
3) l’installazione di impianti centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque
altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti
fino alla diramazione per le singole utenze, ad esclusione degli impianti che non
comportano modifiche in grado di alterare la destinazione della cosa comune e di impedire
agli altri condomini di farne uso secondo il loro diritto.
L’amministratore è tenuto a convocare l’assemblea entro trenta giorni dalla richiesta anche
di un solo condomino interessato all’adozione delle deliberazioni di cui al precedente comma.
La richiesta deve contenere l’indicazione del contenuto specifico e delle modalità di esecuzione
degli interventi proposti. In mancanza, l’amministratore deve invitare senza indugio il
condomino proponente a fornire le necessarie integrazioni.
Sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del
fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell’edificio
inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.
Art. 1121. Innovazioni gravose o voluttuarie:
Qualora l’innovazione importi una spesa molto gravosa o abbia carattere voluttuario rispetto
alle particolari condizioni e all’importanza dell’edificio, e consista in opere, impianti o manufatti
suscettibili di utilizzazione separata, i condomini che non intendono trarne vantaggio sono
esonerati da qualsiasi contributo nella spesa.
Se l’utilizzazione separata non è possibile, l’innovazione non è consentita, salvo che la maggioranza
dei condomini che l’ha deliberata o accettata intenda sopportarne integralmente la
Nel caso previsto dal primo comma i condomini e i loro eredi o aventi causa possono tuttavia,
in qualunque tempo, partecipare ai vantaggi dell’innovazione, contribuendo nelle spese di
esecuzione e di manutenzione dell’opera.
Art. 1122. Opere su parti di proprietà o uso individuale:
Nell’unità immobiliare di sua proprietà ovvero nelle parti normalmente destinate all’uso comune,
che siano state attribuite in proprietà esclusiva o destinate all’uso individuale, il condomino
non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni ovvero determinino un
pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell’edificio.
Le installazioni di impianti non centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a
fino al punto di diramazione per le singole utenze sono realizzati in modo da recare
il minor pregiudizio alle parti comuni e alle unità immobiliari di proprietà individuale, preservando
in ogni caso il decoro architettonico dell’edificio, salvo quanto previsto in materia di
È consentita l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati
al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie
comune e sulle parti di proprietà individuale dell’interessato.
Qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l’interessato ne dà comunicazione
all’amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli
interventi. L’assemblea può prescrivere, con la maggioranza di cui al quinto comma dell’art.
1136, adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità,
della sicurezza o del decoro architettonico dell’edificio e, ai fini dell’installazione degli
impianti di cui al secondo comma, provvede, a richiesta degli interessati, a ripartire l’uso del
lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste
dal regolamento di condominio o comunque in atto. L’assemblea, con la medesima maggioranza,
può altresì subordinare l’esecuzione alla prestazione, da parte dell’interessato, di
idonea garanzia per i danni eventuali.
L’accesso alle unità immobiliari di proprietà individuale deve essere consentito ove necessario
per la progettazione e per l’esecuzione delle opere. Non sono soggetti ad autorizzazione gli
impianti destinati alle singole unità abitative.
Art. 1122-ter. Impianti di videosorveglianza sulle parti comuni:
Le deliberazioni concernenti l’installazione sulle parti comuni dell’edificio di impianti volti a
consentire la videosorveglianza su di esse sono approvate dall’assemblea con la maggioranza
di cui al secondo comma dell’articolo 1136.
Art. 1123. Ripartizione delle spese:
Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell’edificio,
per la prestazione dei servizi nell’interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla mag8
gioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di
ciascuno, salvo diversa convenzione.
Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite
Qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire
una parte dell’intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del
gruppo di condomini che ne trae utilità.
Art. 1124. Manutenzione e sostituzione delle scale e degli ascensori:
Le scale e gli ascensori sono mantenuti e sostituiti dai proprietari delle unità immobiliari a cui
servono. La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore delle singole
unità immobiliari e per l’altra metà esclusivamente in misura proporzionale all’altezza di ciascun
piano dal suolo.
Al fine del concorso nella metà della spesa, che è ripartita in ragione del valore, si considerano
come piani le cantine, i palchi morti, le soffitte o camere a tetto e i lastrici solari, qualora non
siano di proprietà comune.
Art. 1125. Manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai:
Le spese per la manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai sono sostenute
in parti eguali dai proprietari dei due piani l’uno all’altro sovrastanti, restando a carico del proprietario
del piano superiore la copertura del pavimento e a carico del proprietario del piano
inferiore l’intonaco, la tinta e la decorazione del soffitto.
Art. 1126. Lastrici solari di uso esclusivo:
Quando l’uso dei lastrici solari o di una parte di essi non è comune a tutti i condomini, quelli
che ne hanno l’uso esclusivo sono tenuti a contribuire per un terzo nella spesa delle riparazioni
o ricostruzioni del lastrico: gli altri due terzi sono a carico di tutti i condomini dell’edificio
o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della
porzione di piano di ciascuno.
Art. 1127. Costruzione sopra l’ultimo piano dell’edificio:
Il proprietario dell’ultimo piano dell’edificio può elevare nuovi piani o nuove fabbriche, salvo
che risulti altrimenti dal titolo. La stessa facoltà spetta a chi è proprietario esclusivo del lastrico
solare. La sopraelevazione non è ammessa se le condizioni statiche dell’edificio non la consentono.
I condomini possono altresì opporsi alla sopraelevazione, se questa pregiudica l’aspetto architettonico
dell’edificio ovvero diminuisce notevolmente l’aria o la luce dei piani sottostanti.
Chi fa la sopraelevazione deve corrispondere agli altri condomini un’indennità pari al valore
attuale dell’area da occuparsi con la nuova fabbrica, diviso per il numero dei piani, ivi compreso
quello da edificare, e detratto l’importo della quota a lui spettante. Egli è inoltre tenuto
a ricostruire il lastrico solare di cui tutti o parte dei condomini avevano il diritto di usare.
Art. 1128. Perimento totale o parziale dell’edificio:
Se l’edificio perisce interamente o per una parte che rappresenti i tre quarti del suo valore,
ciascuno dei condomini può richiedere la vendita all’asta del suolo e dei materiali, salvo che
sia stato diversamente convenuto.
Nel caso di perimento di una parte minore, l’assemblea dei condomini delibera circa la ricostruzione
delle parti comuni dell’edificio, e ciascuno è tenuto a concorrervi in proporzione dei
suoi diritti sulle parti stesse.
L’indennità corrisposta per l’assicurazione relativa alle parti comuni è destinata alla ricostruzione
Il condomino che non intende partecipare alla ricostruzione dell’edificio è tenuto a cedere agli
altri condomini i suoi diritti, anche sulle parti di sua esclusiva proprietà, secondo la stima che
ne sarà fatta, salvo che non preferisca cedere i diritti stessi ad alcuni soltanto dei condomini.
Art. 1129. Nomina, revoca ed obblighi dell’amministratore:
Quando i condomini sono più di otto, se l’assemblea non vi provvede, la nomina di un amministratore
è fatta dall’autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini o dell’amministratore
Contestualmente all’accettazione della nomina e ad ogni rinnovo dell’incarico, l’amministratore
comunica i propri dati anagrafici e professionali, il codice fiscale, o, se si tratta di società,
anche la sede legale e la denominazione, il locale ove si trovano i registri di cui ai numeri 6)
e 7) dell’articolo 1130, nonché i giorni e le ore in cui ogni interessato, previa richiesta all’amministratore,
può prenderne gratuitamente visione e ottenere, previo rimborso della spesa,
copia da lui firmata.
L’assemblea può subordinare la nomina dell’amministratore alla presentazione ai condomini
di una polizza individuale di assicurazione per la responsabilità civile per gli atti compiuti nell’esercizio
L’amministratore è tenuto altresì ad adeguare i massimali della polizza se nel periodo del suo
incarico l’assemblea deliberi lavori straordinari. Tale adeguamento non deve essere inferiore
all’importo di spesa deliberato e deve essere effettuato contestualmente all’inizio dei lavori.
Nel caso in cui l’amministratore sia coperto da una polizza di responsabilità civile professionale
generale per l’intera attività da lui svolta, tale polizza deve essere integrata con una dichiarazione
dell’impresa di assicurazione che garantisca le condizioni previste dal periodo
Sul luogo di accesso al condominio o di maggior uso comune, accessibile anche ai terzi, è
affissa l’indicazione delle generalità, del domicilio e dei recapiti, anche telefonici, dell’amministratore.
In mancanza dell’amministratore, sul luogo di accesso al condominio o di maggior uso comune,
accessibile anche ai terzi, è affissa l’indicazione delle generalità e dei recapiti, anche
telefonici, della persona che svolge funzioni analoghe a quelle dell’amministratore.
L’amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini
o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico
conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio; ciascun condomino, per il
tramite dell’amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia, a proprie
spese, della rendicontazione periodica.
Alla cessazione dell’incarico l’amministratore è tenuto alla consegna di tutta la documentazione
in suo possesso afferente al condominio e ai singoli condomini e ad eseguire le attività
urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni senza diritto ad ulteriori compensi.
Salvo che sia stato espressamente dispensato dall’assemblea, l’amministratore è tenuto ad
agire per la riscossione forzosa delle somme dovute dagli obbligati entro sei mesi dalla chiusura
dell’esercizio nel quale il credito esigibile è compreso, anche ai sensi dell’articolo 63,
primo comma, delle disposizioni per l’attuazione del presente codice.
La revoca dell’amministratore può essere deliberata in ogni tempo dall’assemblea, con la
condominio. Può altresì essere disposta dall’autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino,
nel caso previsto dal quarto comma dell’articolo 1131, se non rende il conto della gestione,
ovvero in caso di gravi irregolarità. Nei casi in cui siano emerse gravi irregolarità fiscali
o di non ottemperanza a quanto disposto dal numero 3) del dodicesimo comma del presente
articolo, i condomini, anche singolarmente, possono chiedere la convocazione dell’assemblea
per far cessare la violazione e revocare il mandato all’amministratore. In caso di mancata revoca
da parte dell’assemblea, ciascun condomino può rivolgersi all’autorità giudiziaria e in
caso di accoglimento della domanda, il ricorrente, per le spese legali, ha titolo di rivalsa nei
confronti del condominio che a sua volta può rivalersi nei confronti dell’amministratore revocato.
1) l’omessa convocazione dell’assemblea per l’approvazione del rendiconto condominiale, il
ripetuto rifiuto di convocare l’assemblea per la revoca e per la nomina del nuovo amministratore
o negli altri casi previsti dalla legge;
4) la gestione secondo modalità che possono generare possibilità di confusione tra il patrimonio
del condominio e il patrimonio personale dell’amministratore o di altri condomini;
5) l’aver acconsentito, per un credito insoddisfatto, alla cancellazione delle formalità eseguite
nei registri immobiliari a tutela dei diritti del condominio;
condominio, l’aver omesso di curare diligentemente l’azione e la conseguente esecuzione
coattiva;
8) l’omessa, incompleta o inesatta comunicazione dei dati di cui al secondo comma del presente
In caso di revoca da parte dell’autorità giudiziaria, l’assemblea non può nominare nuovamente
l’amministratore revocato.
L’amministratore, all’atto dell’accettazione della nomina e del suo rinnovo, deve specificare
analiticamente, a pena di nullità della nomina stessa, l’importo dovuto a titolo di compenso
per l’attività svolta.
Per quanto non disciplinato dal presente articolo si applicano le disposizioni di cui alla sezione
I del capo IX del titolo III del libro IV.
Il presente articolo si applica anche agli edifici di alloggi di edilizia popolare ed economica,
realizzati o recuperati da enti pubblici a totale partecipazione pubblica o con il concorso dello
Stato, delle regioni, delle province o dei comuni, nonché a quelli realizzati da enti pubblici
non economici o società private senza scopo di lucro con finalità sociali proprie dell’edilizia
Art. 1130. Attribuzioni dell’amministratore:
L’amministratore, oltre a quanto previsto dall’articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge,
1) eseguire le deliberazioni dell’assemblea, convocarla annualmente per l’approvazione del
rendiconto condominiale di cui all’articolo 1130-bis e curare l’osservanza del regolamento
di condominio;
2) disciplinare l’uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell’interesse comune, in modo
che ne sia assicurato il miglior godimento a ciascuno dei condomini;
3) riscuotere i contributi ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinaria delle
parti comuni dell’edificio e per l’esercizio dei servizi comuni;
fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché
ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza. Ogni variazione dei dati deve essere
L’amministratore, in caso di inerzia, mancanza o incompletezza delle comunicazioni, richiede
con lettera raccomandata le informazioni necessarie alla tenuta del registro di anagrafe.
Decorsi trenta giorni, in caso di omessa o incompleta risposta, l’amministratore
dell’amministratore e del registro di contabilità. Nel registro dei verbali delle assemblee
sono altresì annotate: le eventuali mancate costituzioni dell’assemblea, le deliberazioni
nonché le brevi dichiarazioni rese dai condomini che ne hanno fatto richiesta; allo stesso
registro è allegato il regolamento di condominio, ove adottato. Nel registro di nomina e revoca
dell’amministratore sono annotate, in ordine cronologico, le date della nomina e della
revoca di ciascun amministratore del condominio, nonché gli estremi del decreto in caso
di provvedimento giudiziale. Nel registro di contabilità sono annotati in ordine cronologico,
entro trenta giorni da quello dell’effettuazione, i singoli movimenti in entrata ed in uscita.
Tale registro può tenersi anche con modalità informatizzate;
8) conservare tutta la documentazione inerente alla propria gestione riferibile sia al rapporto
con i condomini sia allo stato tecnico-amministrativo dell’edificio e del condominio;
9) fornire al condomino che ne faccia richiesta attestazione relativa allo stato dei pagamenti
degli oneri condominiali e delle eventuali liti in corso;
10) redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l’assemblea per
la relativa approvazione entro centottanta giorni.
Art. 1130-bis. Rendiconto condominiale:
Il rendiconto condominiale contiene le voci di entrata e di uscita ed ogni altro dato inerente
alla situazione patrimoniale del condominio, ai fondi disponibili ed alle eventuali riserve che
devono essere espressi in modo da consentire l’immediata verifica. Si compone di un registro
di contabilità, di un riepilogo finanziario, nonché di una nota sintetica esplicativa della gestione
con l’indicazione anche dei rapporti in corso e delle questioni pendenti. L’assemblea condominiale
può, in qualsiasi momento o per più annualità specificamente identificate, nominare
un revisore che verifichi la contabilità del condominio. La deliberazione è assunta con la maggioranza
prevista per la nomina dell’amministratore e la relativa spesa è ripartita fra tutti i
condomini sulla base dei millesimi di proprietà. I condomini e i titolari di diritti reali o di godimento
sulle unità immobiliari possono prendere visione dei documenti giustificativi di spesa
in ogni tempo e estrarne copia a proprie spese. Le scritture e i documenti giustificativi devono
essere conservati per dieci anni dalla data della relativa registrazione.
L’assemblea può anche nominare, oltre all’amministratore, un consiglio di condominio composto
da almeno tre condomini negli edifici di almeno dodici unità immobiliari. Il consiglio ha
funzioni consultive e di controllo.
Art. 1131. Rappresentanza:
Nei limiti delle attribuzioni stabilite dall’articolo 1130 o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento
di condominio o dall’assemblea, l’amministratore ha la rappresentanza dei partecipanti
e può agire in giudizio sia contro i condomini sia contro i terzi.
Può essere convenuto in giudizio per qualunque azione concernente le parti comuni dell’edificio;
a lui sono notificati i provvedimenti dell’autorità amministrativa che si riferiscono allo
Qualora la citazione o il provvedimento abbia un contenuto che esorbita dalle attribuzioni dell’amministratore,
L’amministratore che non adempie a quest’obbligo può essere revocato ed è tenuto al risarcimento
Art. 1132. Dissenso dei condomini rispetto alle liti:
Qualora l’assemblea dei condomini abbia deliberato di promuovere una lite o di resistere a
una domanda, il condomino dissenziente, con atto notificato all’amministratore, può separare
la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza.
L’atto deve essere notificato entro trenta giorni da quello in cui il condomino ha avuto notizia
della deliberazione.
Se l’esito della lite è stato favorevole al condominio, il condomino dissenziente che ne abbia
tratto vantaggio è tenuto a concorrere nelle spese del giudizio che non sia stato possibile ripetere
dalla parte soccombente.
Art. 1133. Provvedimenti presi dall’amministratore:
I provvedimenti presi dall’amministratore nell’ambito dei suoi poteri sono obbligatori per i
condomini. Contro i provvedimenti dell’amministratore è ammesso ricorso all’assemblea,
senza pregiudizio del ricorso all’autorità giudiziaria nei casi e nel termine previsti dall’articolo
Art. 1134. Gestione di iniziativa individuale:
Art. 1135. Attribuzioni dell’assemblea dei condomini:
2) all’approvazione del preventivo delle spese occorrenti durante l’anno e alla relativa ripartizione
tra i condomini;
3) all’approvazione del rendiconto annuale dell’amministratore e all’impiego del residuo attivo
4) alle opere di manutenzione straordinaria e alle innovazioni, costituendo obbligatoriamente
un fondo speciale di importo pari all’ammontare dei lavori.
L’amministratore non può ordinare lavori di manutenzione straordinaria, salvo che rivestano
carattere urgente, ma in questo caso deve riferirne nella prima assemblea.
L’assemblea può autorizzare l’amministratore a partecipare e collaborare a progetti, programmi
e iniziative territoriali promossi dalle istituzioni locali o da soggetti privati qualificati,
anche mediante opere di risanamento di parti comuni degli immobili nonché di demolizione,
ricostruzione e messa in sicurezza statica, al fine di favorire il recupero del patrimonio edilizio
esistente, la vivibilità urbana, la sicurezza e la sostenibilità ambientale della zona in cui il condominio
è ubicato.
Art. 1136. Costituzione dell’assemblea e validità delle deliberazioni:
L’assemblea in prima convocazione è regolarmente costituita con l’intervento di tanti condomini
che rappresentino i due terzi del valore dell’intero edificio e la maggioranza dei partecipanti
degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.
Se l’assemblea in prima convocazione non può deliberare per mancanza di numero legale,
l’assemblea in seconda convocazione delibera in un giorno successivo a quello della prima
e, in ogni caso, non oltre dieci giorni dalla medesima. L’assemblea in seconda convocazione
è regolarmente costituita con l’intervento di tanti condomini che rappresentino almeno un
terzo del valore dell’intero edificio e un terzo dei partecipanti al condominio. La deliberazione
è valida se approvata dalla maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti
Le deliberazioni che concernono la nomina e la revoca dell’amministratore o le liti attive e
passive relative a materie che esorbitano dalle attribuzioni dell’amministratore medesimo, le
deliberazioni che concernono la ricostruzione dell’edificio o riparazioni straordinarie di notevole
entità e le deliberazioni di cui agli articoli 1117-quater, 1120, secondo comma, 1122-ter
nonché 1135, terzo comma, devono essere sempre approvate con la maggioranza stabilita
dal secondo comma del presente articolo.
Le deliberazioni di cui all’articolo 1120, primo comma, e all’articolo 1122-bis, terzo comma,
devono essere approvate dall’assemblea con un numero di voti che rappresenti la maggioranza
L’assemblea non può deliberare, se non consta che tutti gli aventi diritto sono stati regolarmente
Delle riunioni dell’assemblea si redige processo verbale da trascrivere nel registro tenuto
Art. 1137. Impugnazione delle deliberazioni dell’assemblea:
Le deliberazioni prese dall’assemblea a norma degli articoli precedenti sono obbligatorie per
assente, dissenziente o astenuto può adire l’autorità giudiziaria chiedendone l’annullamento
nel termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti
o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti.
L’azione di annullamento non sospende l’esecuzione della deliberazione, salvo che la sospensione
sia ordinata dall’autorità giudiziaria.
L’istanza per ottenere la sospensione proposta prima dell’inizio della causa di merito non sospende
né interrompe il termine per la proposizione dell’impugnazione della deliberazione.
Per quanto non espressamente previsto, la sospensione è disciplinata dalle norme di cui al
libro IV, titolo I, capo III, sezione I, con l’esclusione dell’articolo 669-octies, sesto comma, del
Art. 1138. Regolamento di condominio:
Quando in un edificio il numero dei condomini è superiore a dieci, deve essere formato un
regolamento, il quale contenga le norme circa l’uso delle cose comuni e la ripartizione delle
spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonché le norme per la
tutela del decoro dell’edificio e quelle relative all’amministrazione.
Ciascun condomino può prendere l’iniziativa per la formazione del regolamento di condominio
o per la revisione di quello esistente.
comma dell’articolo 1136 ed allegato al registro indicato dal numero 7) dell’articolo.
1130. Esso può essere impugnato a norma dell’articolo 1107.
Le norme del regolamento non possono in alcun modo menomare i diritti di ciascun condomino,
quali risultano dagli atti di acquisto e dalle convenzioni, e in nessun caso possono derogare
alle disposizioni degli articoli 1118, secondo comma 1119, 1120, 1129, 1131, 1132,
1136 e 1137.
Art.1139. Rinvio alle norme sulla comunione:
Per quanto non è espressamente previsto da questo Capo si osservano le norme sulla comunione
E DISPOSIZIONI TRANSITORIE:
Lo scioglimento è deliberato dall’assemblea con la maggioranza prescritta dal secondo
comma dell’art. 1136 del codice, o è disposto dall’autorità giudiziaria su domanda di
almeno un terzo dei comproprietari di quella parte dell’edificio della quale si chiede la separazione.
La disposizione del primo comma dell’articolo precedente si applica anche se restano in comune
con gli originari partecipanti alcune delle cose indicate dall’art. 1117 del codice. Qualora
la divisione non possa attuarsi senza modificare lo stato delle cose occorrano opere per la
sistemazione diversa dei locali o delle dipendenze tra i condòmini, lo scioglimento del condominio
deve essere deliberato dall’assemblea con la maggioranza prescritta dal quinto
comma dell’art. 1136 del codice stesso.
Per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea,
l’amministratore, senza bisogno di autorizzazione di questa, può ottenere un decreto di ingiunzione
immediatamente esecutivo, nonostante opposizione, ed è tenuto a comunicare ai
creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi.
I creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non
dopo l’escussione degli altri condomini.
In caso di mora nel pagamento dei contributi che si sia protratta per un semestre l’amministratore
può sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di
Chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato solidalmente con questo al pagamento
dei contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente.
Chi cede diritti su unità immobiliari resta obbligato solidalmente con l’avente causa per i contributi
maturati fino al momento in cui è trasmessa all’amministratore copia autentica del titolo
che determina il trasferimento del diritto.
Sulla revoca dell’amministratore, nei casi indicati dall’undicesimo comma dell’articolo 1129 e
dal quarto comma dell’articolo 1131 del codice, il tribunale provvede in camera di consiglio,
con decreto motivato, sentito l’amministratore in contraddittorio con il ricorrente.
Contro il provvedimento del tribunale può essere proposto reclamo alla corte d’appello nel
termine di dieci giorni dalla notificazione o dalla comunicazione.
Quando per qualsiasi causa manca il legale rappresentante dei condòmini, chi intende iniziare
o proseguire una lite contro i partecipanti a un condominio può richiedere la nomina di un curatore
speciale ai sensi dell'art. 80 del codice di procedura civile. Il curatore speciale deve
senza indugio convocare l’assemblea dei condòmini per avere istruzioni sulla condotta della
L’assemblea, oltre che annualmente in via ordinaria per le deliberazioni indicate dall’art. 1135
del codice, può essere convocata in via straordinaria dall’amministratore quando questi lo ritiene
necessario o quando ne è fatta richiesta da almeno due condomini che rappresentino
un sesto del valore dell’edificio. Decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta, i detti condomini
possono provvedere direttamente alla convocazione.
L’avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell’ordine del giorno, deve essere
comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza in prima convocazione,
a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna
a mani, e deve contenere l’indicazione del luogo e dell’ora della riunione. In caso di omessa,
tardiva o incompleta convocazione degli aventi diritto, la deliberazione assembleare è annullabile
ai sensi dell’articolo 1137 del codice su istanza dei dissenzienti o assenti perché non
ritualmente convocati.
L’amministratore ha facoltà di fissare più riunioni consecutive in modo da assicurare lo svolgimento
dell’assemblea in termini brevi, convocando gli aventi diritto con un unico avviso nel
quale sono indicate le ulteriori date ed ore di eventuale prosecuzione dell’assemblea validamente
costituitasi.
Ogni condomino può intervenire all’assemblea anche a mezzo di rappresentante, munito di
delega scritta. Se i condomini sono più di venti, il delegato non può rappresentare più di un
Qualora un’unità immobiliare appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno
diritto a un solo rappresentante nell’assemblea, che è designato dai comproprietari interessati
a norma dell’articolo 1106 del codice.
Nei casi di cui all’articolo 1117-bis del codice, quando i partecipanti sono complessivamente
più di sessanta, ciascun condominio deve designare, con la maggioranza di cui all’articolo
1136, quinto comma, del codice, il proprio rappresentante all’assemblea per la gestione ordinaria
delle parti comuni a più condominii e per la nomina dell’amministratore. In mancanza,
ciascun partecipante può chiedere che l’autorità giudiziaria nomini il rappresentante del proprio
condominio. Qualora alcuni dei condominii interessati non abbiano nominato il proprio
rappresentante, l’autorità giudiziaria provvede alla nomina su ricorso anche di uno solo dei
rappresentanti già nominati, previa diffida a provvedervi entro un congruo termine. La diffida
ed il ricorso all’autorità giudiziaria sono notificati al condominio cui si riferiscono in persona
dell’amministratore o, in mancanza, a tutti i condomini.
risponde con le regole del mandato e comunica tempestivamente all’amministratore di
ciascun condominio l’ordine del giorno e le decisioni assunte dall’assemblea dei rappresentanti
dei condominii. L’amministratore riferisce in assemblea.
All’amministratore non possono essere conferite deleghe per la partecipazione a qualunque
L’usufruttuario di un piano o porzione di piano dell’edificio esercita il diritto di voto negli affari
che attengono all’ordinaria amministrazione e al semplice godimento delle cose e dei servizi
Nelle altre deliberazioni, il diritto di voto spetta ai proprietari, salvi i casi in cui l’usufruttuario
intenda avvalersi del diritto di cui all’articolo 1006 del codice ovvero si tratti di lavori od opere
ai sensi degli articoli 985 e 986 del codice. In tutti questi casi l’avviso di convocazione deve
essere comunicato sia all’usufruttuario sia al nudo proprietario.
Il nudo proprietario e l’usufruttuario rispondono solidalmente per il pagamento dei contributi
dovuti all’amministrazione condominiale.
Ove non precisato dal titolo ai sensi dell’articolo 1118, per gli effetti indicati dagli articoli 1123,
1124, 1126 e 1136 del codice, il valore proporzionale di ciascuna unità immobiliare è espresso
in millesimi in apposita tabella allegata al regolamento di condominio.
Nell’accertamento dei valori di cui al primo comma non si tiene conto del canone locatizio,
dei miglioramenti e dello stato di manutenzione di ciascuna unità immobiliare.
all’articolo 68 possono essere rettificati o modificati all’unanimità. Tali valori possono essere
rettificati o modificati anche nell’interesse di un solo condomino, con la maggioranza prevista
dall’articolo 1136, secondo comma, del codice, nei seguenti casi:
2) quando, per le mutate condizioni di una parte dell’edificio, in conseguenza di sopraelevazione,
di incremento di superfici o di incremento o diminuzione delle unità immobiliari, è
alterato per più di un quinto il valore proporzionale dell’unità immobiliare anche di un solo
condomino. In tal caso il relativo costo è sostenuto da chi ha dato luogo alla variazione.
regolamento di condominio ai sensi dell’articolo 68, può essere convenuto in giudizio unicamente
il condominio in persona dell’amministratore. Questi è tenuto a darne senza indugio
notizia all’assemblea dei condomini. L’amministratore che non adempie a quest’obbligo può
essere revocato ed è tenuto al risarcimento degli eventuali danni.
Le norme di cui al presente articolo si applicano per la rettifica o la revisione delle tabelle per
la ripartizione delle spese redatte in applicazione dei criteri legali o convenzionali.
Per le infrazioni al regolamento di condominio può essere stabilito, a titolo di sanzione, il pagamento
di una somma fino ad euro 200 e, in caso di recidiva, fino ad euro 800. La somma
è devoluta al fondo di cui l’amministratore dispone per le spese ordinarie.
Il registro indicato dal quarto comma dell’articolo 1129 e dal terzo comma dell’articolo 1138
del codice è tenuto presso l’associazione professionale dei proprietari di fabbricati.
Art. 71-bis:
della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per
il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e,
c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non
I requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma non sono necessari qualora l’amministratore
sia nominato tra i condomini dello stabile.
Possono svolgere l’incarico di amministratore di condominio anche società di cui al titolo V
del libro V del codice. In tal caso, i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente
responsabili, dagli amministratori e dai dipendenti incaricati di svolgere le funzioni di amministrazione
dei condomini a favore dei quali la società presta i servizi.
dall’incarico. In tale evenienza ciascun condomino può convocare senza formalità
A quanti hanno svolto attività di amministrazione di condominio per almeno un anno, nell’arco
dei tre anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è consentito
lo svolgimento dell’attività di amministratore anche in mancanza dei requisiti di cui alle lettere
f) e g) del primo comma. Resta salvo l’obbligo di formazione periodica.
Art. 71- ter:
Su richiesta dell’assemblea, che delibera con la maggioranze di cui al secondo comma dell’articolo
1136 del codice, l’amministratore è tenuto ad attivare un sito internet del condominio,
che consente agli aventi diritto di consultare ed estrarre copia in formato digitale dei documenti
previsti dalla delibera assembleare. Le spese per l’attivazione e la gestione del sito internet
sono poste a carico dei condomini.
Art. 71- quater:
Per controversie in materia di condominio, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo
4 marzo 2010, n. 28, si intendono quelle derivanti dalla violazione o dall’errata applicazione
delle disposizioni del libro terzo, titolo VII, capo II, del codice e degli articoli da 61 a
72 delle presenti disposizioni per l’attuazione del codice.
La domanda di mediazione deve essere presentata, a pena di inammissibilità, presso un organismo
di mediazione ubicato nella circoscrizione del tribunale nella quale il condominio è
Al procedimento è legittimato a partecipare l’amministratore, previa delibera assembleare da
assumere con la maggioranza di cui all’articolo 1136, secondo comma, del codice.
Se i termini di comparizione davanti al mediatore non consentono di assumere la delibera di
cui al terzo comma, il mediatore dispone, su istanza del condominio, idonea proroga della
prima comparizione.
La proposta di mediazione deve essere approvata dall’assemblea con la maggioranza di cui
all’articolo 1136, secondo comma, del codice. Se non si raggiunge la predetta maggioranza,
la proposta si deve intendere non accettata.
Il mediatore fissa il termine per la proposta di conciliazione di cui all’articolo 11 del decreto
legislativo 4 marzo 2010, n. 28, tenendo conto della necessità per l’amministratore di munirsi
della delibera assembleare.
I regolamenti di condominio non possono derogare alle disposizioni dei precedenti art.
63,66,67,69.
Art. 155-bis:
L’assemblea, ai fini dell’adeguamento degli impianti non centralizzati di cui all’articolo 1122-
bis, primo comma, del codice, già esistenti alla data di entrata in vigore del predetto articolo,
adotta le necessarie prescrizioni con le maggioranze di cui all’articolo 1136, commi primo,
secondo e terzo, del codice.
TITOLO I DELLA TRASCRIZIONE - CAPO I
DELLA TRASCRIZIONE DEGLI ATTI AI BENI IMMOBILI:
Art. 2659 comma I, n. 1 Nota di trascrizione:
Chi domanda la trascrizione di un atto tra vivi deve presentare al conservatore dei registri immobiliari,
insieme con la copia del titolo, una nota in doppio originale, nella quale devono essere
1) il cognome ed il nome, il luogo e data di nascita e il numero di codice fiscale delle parti,
nonché il regime patrimoniale delle stesse, se coniugate, secondo quanto risulta da loro
dichiarazione resa nel titolo o da certificato dell’ufficiale di stato civile; la denominazione o
la ragione sociale, la sede e il numero di codice fiscale delle persone giuridiche, delle società
previste dai capi II, III e IV del titolo V del libro quinto e delle associazioni non riconosciute,
con l’indicazione, per queste ultime e per le società semplici, anche delle generalità
delle persone che le rappresentano secondo l’atto costitutivo. Per i condominii devono essere
indicati l’eventuale denominazione, l’ubicazione e il codice fiscale;
3) il cognome e il nome del pubblico ufficiale che ha ricevuto l'atto o autenticato le firme, o
l'autorità giudiziaria che ha pronunziato la sentenza;
4) la natura e la situazione dei beni a cui si riferisce il titolo, con le indicazioni richieste dall'art.
2826, nonché, nel caso previsto dall'articolo 2645 bis, comma 4, la superficie e la quota
espressa in millesimi di cui a quest'ultima disposizione.
Se l'acquisto, la rinunzia o la modificazione del diritto sono sottoposti a termine o a condizione, se ne deve fare menzione nella nota di trascrizione. Tale menzione non è necessaria se, al
momento in cui l'atto si trascrive, la condizione sospensiva si è verificata o la condizione risolutiva
è mancata ovvero il termine iniziale è scaduto.
TITOLO I - DEGLI ORGANI GIUDIZIARI - CAPO I - DEL GIUDICE
SEZIONE III DELLA COMPETENZA PER TERRITORIO:
Art. 23. Foro per le cause tra soci e tra condomini:
Per le cause tra soci è competente il giudice del luogo dove ha sede la società; per le cause
tra condomini ovvero tra condomini e condominio, il giudice del luogo dove si trovano i beni
comuni o la maggior parte di essi.
Tale norma si applica anche dopo lo scioglimento della società o del condominio, purché la
domanda sia proposta entro un biennio dalla divisione.
TITOLO III - DEI SINGOLI CONTRATTI CAPO IX DEL MANDATO
Art. 1703. Nozione:
Il mandato è il contratto col quale una parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per
conto dell'altra.
Art. 1704. Mandato con rappresentanza:
Se al mandatario è stato conferito il potere di agire in nome del mandante, si applicano anche
le norme del capo VI del titolo II di questo libro.
Art. 1705. Mandato senza rappresentanza:
Il mandatario che agisce in proprio nome acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dagli
atti compiuti con i terzi, anche se questi hanno avuto conoscenza del mandato.
I terzi non hanno alcun rapporto col mandante. Tuttavia il mandante, sostituendosi al mandatario,
può esercitare i diritti di credito derivanti dall'esecuzione del mandato, salvo che ciò
possa pregiudicare i diritti attribuiti al mandatario dalle disposizioni degli articoli che seguono.
Art. 1706. Acquisti del mandatario:
Il mandante può rivendicare le cose mobili acquistate per suo conto dal mandatario che ha
agito in nome proprio, salvi i diritti acquistati dai terzi per effetto del possesso di buona fede.
Se le cose acquistate dal mandatario sono beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri,
il mandatario è obbligato a ritrasferirle al mandante. In caso d'inadempimento, si osservano
le norme relative all'esecuzione dell'obbligo di contrarre.
Art. 1707. Creditori del mandatario:
I creditori del mandatario non possono far valere le loro ragioni sui beni che, in esecuzione
del mandato, il mandatario ha acquistati in nome proprio, purché, trattandosi di beni mobili o
di crediti, il mandato risulti da scrittura avente data certa anteriore al pignoramento, ovvero,
trattandosi di beni immobili o di beni mobili iscritti in pubblici registri, sia anteriore al pignoramento
la trascrizione dell'atto di ritrasferimento o della domanda giudiziale diretta a conseguirlo.
Art. 1708. Contenuto del mandato:
Il mandato comprende non solo gli atti per i quali è stato conferito, ma anche quelli che sono
necessari al loro compimento.
Il mandato generale non comprende gli atti che eccedono l'ordinaria amministrazione, se non
sono indicati espressamente.
Art. 1709. Presunzione di onerosità:
Il mandato si presume oneroso. La misura del compenso, se non è stabilita dalle parti, è determinata
in base alle tariffe professionali o agli usi; in mancanza è determinata dal giudice.
DELLE OBBLIGAZIONI DEL MANDATARIO:
Art. 1710. Diligenza del mandatario:
Il mandatario è tenuto a eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia; ma
se il mandato è gratuito, la responsabilità per colpa è valutata con minor rigore.
Il mandatario è tenuto a rendere note al mandante le circostanze sopravvenute che possono
determinare la revoca o la modificazione del mandato.
Art. 1711. Limiti del mandato:
Il mandatario non può eccedere i limiti fissati nel mandato. L'atto che esorbita dal mandato
resta a carico del mandatario, se il mandante non lo ratifica.
Il mandatario può discostarsi dalle istruzioni ricevute qualora circostanze ignote al mandante,
e tali che non possano essergli comunicate in tempo, facciano ragionevolmente ritenere che
lo stesso mandante avrebbe dato la sua approvazione.
Art. 1712. Comunicazione dell'eseguito mandato:
Il ritardo del mandante a rispondere dopo aver ricevuto tale comunicazione, per un tempo
superiore a quello richiesto dalla natura dell'affare o dagli usi, importa approvazione, anche
se il mandatario si è discostato dalle istruzioni o ha ecceduto i limiti del mandato.
Art. 1713. Obbligo di rendiconto:
Il mandatario deve rendere al mandante il conto del suo operato e rimettergli tutto ciò che ha
ricevuto a causa del mandato.
La dispensa preventiva dall'obbligo di rendiconto non ha effetto nei casi in cui il mandatario
deve rispondere per dolo o per colpa grave.
Art. 1714. Interessi sulle somme riscosse:
Il mandatario deve corrispondere al mandante gli interessi legali sulle somme riscosse per
conto del mandante stesso, con decorrenza dal giorno in cui avrebbe dovuto fargliene la consegna
o la spedizione ovvero impiegarle secondo le istruzioni ricevute.
Art. 1715. Responsabilità per le obbligazioni dei terzi:
In mancanza di patto contrario, il mandatario che agisce in proprio nome non risponde verso
il mandante dell'adempimento delle obbligazioni assunte dalle persone con le quali ha contrattato,
tranne il caso che l'insolvenza di queste gli fosse o dovesse essergli nota all'atto della
Art. 1716. Pluralità di mandatari:
Salvo patto contrario, il mandato conferito a più persone designate a operare congiuntamente
non ha effetto, se non è accettato da tutte.
Se nel mandato non è dichiarato che i mandatari devono agire congiuntamente, ciascuno di
essi può concludere l'affare. In questo caso il mandante, appena avvertito della conclusione,
deve darne notizia agli altri mandatari; in mancanza è tenuto a risarcire i danni derivanti dall'omissione
o dal ritardo.
Se più mandatari hanno comunque operato congiuntamente, essi sono obbligati in solido
verso il mandante.
Art. 1717. Sostituto del mandatario:
Il mandatario che, nell'esecuzione del mandato, sostituisce altri a se stesso, senza esservi
autorizzato o senza che ciò sia necessario per la natura dell'incarico, risponde dell'operato
della persona sostituita.
Se il mandante aveva autorizzato la sostituzione senza indicare la persona, il mandatario risponde
soltanto quando è in colpa nella scelta.
Art. 1718. Custodia delle cose e tutela dei diritti del mandante:
Il mandatario deve provvedere alla custodia delle cose che gli sono state spedite per conto
del mandante e tutelare i diritti di quest'ultimo di fronte al vettore, se le cose presentano segni
di deterioramento o sono giunte con ritardo.
Se vi è urgenza, il mandatario può procedere alla vendita delle cose a norma dell'articolo
Di questi fatti, come pure del mancato arrivo della merce, egli deve dare immediato avviso al
Le disposizioni di questo articolo si applicano anche se il mandatario non accetta l'incarico
conferitogli dal mandante, sempre che tale incarico rientri nell'attività professionale del mandatario.
DELLE OBBLIGAZIONI DEL MANDANTE:
Art. 1719. Mezzi necessari per l'esecuzione del mandato:
Il mandante, salvo patto contrario, è tenuto a somministrare al mandatario i mezzi necessari
per l'esecuzione del mandato e per l'adempimento delle obbligazioni che a tal fine il mandatario
ha contratte in proprio nome.
Art. 1720. Spese e compenso del mandatario:
Il mandante deve rimborsare al mandatario le anticipazioni, con gli interessi legali dal giorno
in cui sono state fatte, e deve pagargli il compenso che gli spetta.
Art. 1721. Diritto del mandatario sui crediti:
Il mandatario ha diritto di soddisfarsi sui crediti pecuniari sorti dagli affari che ha conclusi, con
precedenza sul mandante e sui creditori di questo.
DELL'ESTINZIONE DEL MANDATO:
Art. 1722. Cause di estinzione:
1) per la scadenza del termine o per il compimento, da parte del mandatario, dell'affare per il
quale è stato conferito;
4) per la morte, l'interdizione o l'inabilitazione del mandante o del mandatario. Tuttavia il mandato
che ha per oggetto il compimento di atti relativi all'esercizio di un'impresa non si estingue,
se l'esercizio dell'impresa è continuato, salvo il diritto di recesso delle parti o degli
Art. 1723. Revocabilità del mandato:
Il mandante può revocare il mandato; ma, se era stata pattuita l'irrevocabilità, risponde dei
danni, salvo che ricorra una giusta causa.
Il mandato conferito anche nell'interesse del mandatario o di terzi non si estingue per revoca
da parte del mandante, salvo che sia diversamente stabilito o ricorra una giusta causa di revoca;
non si estingue per la morte o per la sopravvenuta incapacità del mandante.
Art. 1724. Revoca tacita:
La nomina di un nuovo mandatario per lo stesso affare o il compimento di questo da parte
del mandante importano revoca del mandato, e producono effetto dal giorno in cui sono stati
comunicati al mandatario.
Art. 1725. Revoca del mandato oneroso:
La revoca del mandato oneroso, conferito per un tempo determinato o per un determinato
affare, obbliga il mandante a risarcire i danni, se è fatta prima della scadenza del termine o
del compimento dell'affare, salvo che ricorra una giusta causa.
Se il mandato è a tempo indeterminato, la revoca obbliga il mandante al risarcimento, qualora
non sia dato un congruo preavviso, salvo che ricorra una giusta causa.
Art. 1726. Revoca del mandato collettivo:
Se il mandato è stato conferito da più persone con unico atto e per un affare d'interesse comune,
la revoca non ha effetto qualora non sia stata fatta da tutti i mandanti, salvo che ricorra
Art. 1727. Rinunzia del mandatario:
Il mandatario che rinunzia senza giusta causa al mandato deve risarcire i danni al mandante.
Se il mandato è a tempo indeterminato, il mandatario che rinunzia senza giusta causa è tenuto
al risarcimento, qualora non abbia dato un congruo preavviso.
In ogni caso la rinunzia deve essere fatta in modo e in tempo tali che il mandante possa provvedere
altrimenti, salvo il caso d'impedimento grave da parte del mandatario.
Art. 1728. Morte o incapacità del mandante o del mandatario:
Quando il mandato si estingue per morte o per incapacità sopravvenuta del mandante, il mandatario
che ha iniziato l'esecuzione deve continuarla, se vi è pericolo nel ritardo.
Quando il mandato si estingue per morte o per sopravvenuta incapacità del mandatario, i
suoi eredi ovvero colui che lo rappresenta o lo assiste, se hanno conoscenza del mandato,
devono avvertire prontamente il mandante e prendere intanto nell'interesse di questo i provvedimenti
richiesti dalle circostanze.
Art. 1729. Mancata conoscenza della causa di estinzione:
Gli atti che il mandatario ha compiuti prima di conoscere l'estinzione del mandato sono validi
nei confronti del mandante o dei suoi eredi.
Art. 1730. Estinzione del mandato conferito a più mandatari:
si estingue anche se la causa di estinzione concerne uno solo dei mandatari.
Disciplina delle locazioni di immobili urbani:
Art. 9. Oneri accessori:
Sono interamente a carico del conduttore, salvo patto contrario, le spese relative al servizio
di pulizia, al funzionamento e all'ordinaria manutenzione dell'ascensore, alla fornitura dell'acqua,
dell'energia elettrica, del riscaldamento e del condizionamento dell'aria, allo spurgo dei
pozzi neri e delle latrine, nonché alla fornitura di altri servizi comuni.
Le spese per il servizio di portineria sono a carico del conduttore nella misura del 90 per
cento, salvo che le parti abbiano convenuto una misura inferiore.
Il pagamento deve avvenire entro due mesi dalla richiesta. Prima di effettuare il pagamento
il conduttore ha diritto di ottenere l'indicazione specifica delle spese di cui ai commi precedenti
con la menzione dei criteri di ripartizione. Il conduttore ha inoltre diritto di prendere visione
dei documenti giustificativi delle spese effettuate.
Gli oneri di cui al primo comma addebitati dal locatore al conduttore devono intendersi corrispettivi
di prestazioni accessorie a quella di locazione ai sensi e per gli effetti dell'art. 12 del
La disposizione di cui al quarto comma non si applica ove i servizi accessori al contratto di
locazione forniti siano per loro particolare natura e caratteristiche riferibili a specifica attività
imprenditoriale del locatore e configurino oggetto di un autonomo contratto di prestazione dei
servizi stessi (1).
Art. 10. Partecipazione del conduttore all'assemblea dei condomini:
Il conduttore ha diritto di voto, in luogo del proprietario dell’appartamento locatogli, nelle delibere
dell’assemblea condominiale relative alle spese e alle modalita’ di gestione dei servizi
di riscaldamento e di condizionamento d’aria. Egli ha inoltre diritto di intervenire, senza diritto
di voto, sulle delibere relative alla modificazione degli altri servizi comuni. La disciplina di cui
al primo comma si applica anche qualora si tratti di edificio non in condominio. In tale ipotesi
i conduttori si riuniscono in apposita assemblea convocati dal proprietario dell’edificio o da almeno
tre conduttori. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del codice civile sull’assemblea dei condomini.
Legge 9 gennaio 1989, n. 13:
DISPOSIZIONI PER FAVORIRE IL SUPERAMENTO E L'ELIMINAZIONE
DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE NEGLI EDIFICI PRIVATI:
1. Le deliberazioni che hanno per oggetto le innovazioni da attuare negli edifici privati dirette
ad eliminare le barriere architettoniche di cui all'articolo 27, primo comma, della legge 30
marzo 1971, n. 118, ed all'articolo 1, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica
27 aprile 1978, n. 384, nonché la realizzazione di percorsi attrezzati e la installazione
di dispositivi di segnalazione atti a favorire la mobilità dei ciechi all'interno degli edifici
privati, sono approvate dall'assemblea del condominio, in prima o in seconda convocazione,
con le maggioranze previste dal secondo comma dell’art. 1120 del codice civile*.
2. Nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta
fatta per iscritto, le deliberazioni di cui al comma 1, i portatori di handicap, ovvero chi ne
esercita la tutela o la potestà di cui al titolo IX del libro primo del codice civile, possono installare,
3. Resta fermo quanto disposto dagli articoli 1120, secondo comma, e 1121, terzo comma,
*N.B.: in neretto è riportata la norma modificata dal testo della L. n° 220/2012
Legge 24 marzo 1989, n. 122:
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PARCHEGGI, PROGRAMMA TRIENNALE
PER LE AREE URBANE MAGGIORMENTE POPOLATE TITOLO III:
1. I proprietari di immobili possono realizzare nel sottosuolo degli stessi ovvero nei locali siti
al piano terreno dei fabbricati parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari,
anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti. Restano
in ogni caso fermi i vincoli previsti dalla legislazione in materia paesaggistica ed ambientale
ed i poteri attribuiti dalla medesima legislazione alle regioni e ai Ministeri dell'ambiente e
per i beni culturali ed ambientali da esercitare motivatamente nel termine di 90 giorni.
2. L'esecuzione delle opere e degli interventi previsti dal comma 1 è soggetta ad autorizzazione
gratuita. Qualora si tratti di interventi conformi agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti
edilizi vigenti, l'istanza per l'autorizzazione del Sindaco ad eseguire i lavori si intende
accolta qualora il Sindaco stesso non si pronunci nel termine di 60 giorni dalla data della
richiesta. In tal caso il richiedente può dar corso ai lavori dando comunicazione al Sindaco
del loro inizio.
3. Le deliberazioni che hanno per oggetto le opere e gli interventi di cui al comma 1 sono approvate
dalla assemblea del condominio, in prima o in seconda convocazione, con la maggioranza
prevista dall'art. 1136, secondo comma, del codice civile. Resta fermo quanto
disposto dagli articoli 1120, secondo comma, e 1121, terzo comma, del codice civile.
4. I comuni, previa determinazione dei criteri di cessione del diritto di superficie e su richiesta
dei privati interessati o di società anche cooperative appositamente costituite tra gli stessi,
possono prevedere nell'ambito del programma urbano dei parcheggi la realizzazione di
parcheggi da destinare a pertinenza di immobili privati su aree comunali o nel sottosuolo
delle stesse. La costituzione del diritto di superficie è subordinata alla stipula di una convenzione
nella quale siano previsti:
a) la durata della concessione del diritto di superficie per un periodo non superiore a
novanta anni;
b) il dimensionamento dell'opera ed il piano economico-finanziario previsti per la sua
c) i tempi previsti per la progettazione esecutiva, la messa a disposizione delle aree necessarie
e la esecuzione dei lavori;
d) i tempi e le modalità per la verifica dello stato di attuazione nonché le sanzioni previste
per gli eventuali inadempimenti.
5. I parcheggi realizzati ai sensi del presente articolo non possono essere ceduti separatamente
dall'unità immobiliare alla quale sono legati da vincolo pertinenziale. I relativi atti di
cessione sono nulli.
6. Le opere e gli interventi di cui ai precedenti commi 1 e 4, nonché gli acquisti di immobili
destinati a parcheggi, effettuati da enti o imprese di assicurazione sono equiparati, ai fini
della copertura delle riserve tecniche, ad immobili ai sensi degli articoli 32 ed 86 della legge
22 ottobre 1986, n. 742.
NORME PER L'ATTUAZIONE DEL PIANO ENERGETICO NAZIONALE IN
MATERIA DI USO RAZIONALE DELL'ENERGIA, DI RISPARMIO
ENERGETICO E DI SVILUPPO DELLE FONTI RINNOVABILI DI ENERGIA TITOLO I:
Norme in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di
sviluppo delle fonti rinnovabili di energia:
Art. 1. Finalità ed ambito di applicazione:
1. Al fine di migliorare i processi di trasformazione dell'energia, di ridurre i consumi di energia
e di migliorare le condizioni di compatibilità ambientale dell'utilizzo dell'energia a parità di
servizio reso e di qualità della vita, le norme del presente titolo favoriscono ed incentivano,
in accordo con la politica energetica della Comunità economica europea, l'uso razionale
dell'energia, il contenimento dei consumi di energia nella produzione e nell'utilizzo di manufatti,
l'utilizzazione delle fonti rinnovabili di energia, la riduzione dei consumi specifici di
energia nei processi produttivi, una più rapida sostituzione degli impianti in particolare nei
settori a più elevata intensità energetica, anche attraverso il coordinamento tra le fasi di ricerca
applicata, di sviluppo dimostrativo e di produzione industriale.
2. La politica di uso razionale dell'energia e di uso razionale delle materie prime energetiche
definisce un complesso di azioni organiche dirette alla promozione del risparmio energetico,
all'uso appropriato delle fonti di energia, anche convenzionali, al miglioramento dei
processi tecnologici che utilizzano o trasformano energia, allo sviluppo delle fonti rinnovabili
di energia, alla sostituzione delle materie prime energetiche di importazione.
3. Ai fini della presente legge sono considerate fonti rinnovabili di energia o assimilate: il sole,
il vento, l'energia idraulica, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione
dei rifiuti organici ed inorganici o di prodotti vegetali. Sono considerate altresi'
fonti di energia assimilate alle fonti rinnovabili di energia: la cogenerazione, intesa come
produzione combinata di energia elettrica o meccanica e di calore, il calore recuperabile
nei fiumi di scarico e da impianti termici, da impianti elettrici e da processi industriali, nonchè
le altre forme di energia recuperabile in processi, in impianti e in prodotti ivi compresi
i risparmi di energia conseguibili nella climatizzazione e nell'illuminazione degli edifici con
interventi sull'involucro edilizio e sugli impianti. Per i rifiuti organici ed inorganici resta ferma
la vigente disciplina ed in particolare la normativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica
10 settembre 1982, n. 915, e successive modificazioni ed integrazioni, al decretolegge
31 agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 441, e al decreto-legge 9 settembre 1988, n. 397, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 1988, n. 475.
4. L'utilizzazione delle fonti di energia di cui al comma 3 è considerata di pubblico interesse
e di pubblica utilità e le opere relative sono equiparate alle opere dichiarate indifferibili e
urgenti ai fini dell'applicazione delle leggi sulle opere pubbliche.
Norme per il contenimento del consumo di energia negli edifici:
Art. 25. Ambito di applicazione:
1. Sono regolati dalle norme del presente titolo i consumi di energia negli edifici pubblici e
privati, qualunque ne sia la destinazione d'uso, nonche' mediante il disposto dell'articolo
31, l'esercizio e la manutenzione degli impianti esistenti.
2. Nei casi di recupero del patrimonio edilizio esistente, l'applicazione del presente titolo è
graduata in relazione al tipo di intervento, secondo la tipologia individuata dall'articolo 31
Art. 26. Progettazione, messa in opera ed esercizio di edifici e di impianti:
1. Ai nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni, relativi alle fonti rinnovabili di energia,
alla conservazione, al risparmio e all'uso razionale dell'energia, si applicano le disposizioni
di cui all'articolo 9 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, nel rispetto delle norme
urbanistiche, di tutela artistico-storica e ambientale. Gli interventi di utilizzo delle fonti di
energia di cui all'articolo 1 in edifici ed impianti industriali non sono soggetti ad autorizzazione
specifica e sono assimilati a tutti gli effetti alla manutenzione straordinaria di cui agli
articoli 31 e 48 della legge 5 agosto 1978, n. 457. L'installazione di impianti solari e di
pompe di calore da parte di installatori qualificati, destinati unicamente alla produzione di
acqua calda e di aria negli edifici esistenti e negli spazi liberi privati annessi, è considerata
estensione dell'impianto idrico-sanitario già in opera.
2. Per gli interventi sugli edifici e sugli impianti volti al contenimento del consumo energetico
ed all’utilizzazione delle fonti di energia di cui all’articolo 1, individuati attraverso un attestato
di certificazione energetica o una diagnosi energetica realizzata da un tecnico abilitato, le
pertinenti decisioni condominiali sono valide se adottate con la maggioranza degli intervenuti
con un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio*.
3. Gli edifici pubblici e privati, qualunque ne sia la destinazione d'uso, e gli impianti non di
processo ad essi associati devono essere progettati e messi in opera in modo tale da contenere
al massimo, in relazione al progresso della tecnica, i consumi di energia termica ed elettrica.
4. Ai fini di cui al comma 3 e secondo quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 4, sono regolate,
con riguardo ai momenti della progettazione, della messa in opera e dell'esercizio, le
caratteristiche energetiche degli edifici e degli impianti non di processo ad essi associati,
nonche' dei componenti degli edifici e degli impianti.
5. Per le innovazioni relative all'adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione
del calore e per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in base al consumo effettivamente
registrato, l'assemblea di condominio delibera con le maggioranze previste
dal secondo comma dell'art. 1120 del codice civile*.
6. Gli impianti di riscaldamento al servizio di edifici di nuova costruzione, la cui concessione
edilizia sia rilasciata dopo la data di entrata in vigore della presente legge, devono essere
progettati e realizzati in modo tale da consentire l'adozione di sistemi di termoregolazione
e di contabilizzazione del calore per ogni singola unita' immobiliare.
7. Negli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico è fatto obbligo di soddisfare il
fabbisogno energetico degli stessi favorendo il ricorso a fonti rinnovabili di energia o assimilate
salvo impedimenti di natura tecnica od economica.
8. La progettazione di nuovi edifici pubblici deve prevedere la realizzazione di ogni impianto,
opera ed installazione utili alla conservazione, al risparmio e all'uso razionale dell'energia.
Decreto Legge 23 gennaio 2001, n. 5,
coordinato con la legge di conversione 20 marzo 2001, n. 66:
DISPOSIZIONI URGENTI PER IL DIFFERIMENTO DI TERMINI IN MATERIA
DI TRASMISSIONI RADIOTELEVISIVE ANALOGICHE E DIGITALI,
NONCHÉ PER IL RISANAMENTO DI IMPIANTI RADIOTELEVISIVI":
Art. 2-bis. Trasmissioni radiotelevisive digitali su frequenze terrestri. Sistemi audiovisivi
terrestri a larga banda:
Al fine di favorire lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie di radiodiffusione da satellite,
le opere di installazione di nuovi impianti sono innovazioni necessarie ai sensi dell'articolo
1120, primo comma, del codice civile. Per l'approvazione delle relative deliberazioni si
applica l'articolo 1120, secondo comma, dello stesso codice*. Le disposizioni di cui ai
precedenti periodi non costituiscono titolo per il riconoscimento di benefici fiscali.
Legge 18 giugno 2009, n. 69:
LA COMPETIVITÀ NONCHÉ IN MATERIA DI PROCESSO CIVILE":
Capo I – INNOVAZIONE:
Art. 1. Banda larga:
1. Il Governo, nel rispetto delle attribuzioni costituzionali delle regioni e nel rispetto dell'articolo
4, comma 3, lettera h), del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo
1º agosto 2003, n. 259, individua un programma di interventi infrastrutturali nelle
aree sottoutilizzate necessari per facilitare l'adeguamento delle reti di comunicazione elettronica
pubbliche e private all'evoluzione tecnologica e alla fornitura dei servizi avanzati di
informazione e di comunicazione del Paese. Nell'individuare le infrastrutture di cui al presente
comma, il Governo procede secondo finalità di riequilibrio socio-economico tra le
aree del territorio nazionale. Il Governo individua e sottopone al Comitato interministeriale
per la programmazione economica (CIPE) per l'approvazione nel programma le risorse
necessarie, che integrano i finanziamenti pubblici, comunitari e privati allo scopo disponibili.
Al relativo finanziamento si provvede con una dotazione di 800 milioni di euro per il periodo
2007-2013 a valere sulle risorse del fondo per le aree sottoutilizzate, di cui all'articolo 61
della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni. In ogni caso è fatta salva
la ripartizione dell'85 per cento delle risorse alle regioni del Mezzogiorno.
2. La progettazione e la realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1 nelle aree sottoutilizzate
possono avvenire mediante modalità di finanza di progetto ai sensi del codice dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163. Nell'ambito dei criteri di valutazione delle proposte o delle offerte deve essere
indicata come prioritaria la condizione che i progetti, nelle soluzioni tecniche e di assetto
imprenditoriale, contribuiscano allo sviluppo di un sistema di reti aperto alla concorrenza,
nel rispetto dei princìpi e delle norme comunitarie.
3. A valere sul fondo di cui al comma 1 sono finanziati gli interventi che, nelle aree sottoutilizzate,
incentivino la razionalizzazione dell'uso dello spettro radio al fine di favorire l'accesso
radio a larghissima banda e la completa digitalizzazione delle reti di diffusione, a tal fine
prevedendo il sostegno ad interventi di ristrutturazione dei sistemi di trasmissione e collegamento
anche utilizzati dalle amministrazioni civili e militari dello Stato, favorendo altresì
la liberazione delle bande di frequenza utili ai sistemi avanzati di comunicazione.
4. È attribuito al Ministero dello sviluppo economico il coordinamento dei progetti di cui al
comma 2 anche attraverso la previsione della stipulazione di accordi di programma con le
regioni interessate. Il Ministero dello sviluppo economico, nell'esercizio della sua funzione
di coordinamento, si avvale del parere dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni,
che è rilasciato avuto riguardo al rispetto degli obiettivi di cui al medesimo comma 2 e degli
articoli 4 e 13 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º
5. All'articolo 2 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, è aggiunto, in fine, il seguente comma: «15-bis. Per gli interventi
di installazione di reti e impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica, la profondità
minima dei lavori di scavo, anche in deroga a quanto stabilito dalla normativa vigente,
può essere ridotta previo accordo con l'ente proprietario della strada».
6. All'articolo 231, comma 3, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, il primo periodo è sostituito dal seguente: «In deroga a quanto previsto
dal capo I del titolo II, si applicano le disposizioni di cui al capo V del titolo II del codice
delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, e
7. Le disposizioni dell'articolo 2-bis, comma 13, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, si applicano anche alle
innovazioni condominiali relative ai lavori di ammodernamento necessari al passaggio
dei cavi in fibra ottica.