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Timestamp: 2016-10-24 20:12:35+00:00
Document Index: 27853025

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 9', 'art. 29', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 208', 'art. 212', 'art. 9', 'art. 208', 'art. 4', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 35', 'art. 89', 'art. 34', 'sentenza ', 'art. 87', 'art. 88', 'DTF ', 'art. 50', 'art. 16', 'DTF ', 'art. 104', 'art. 97', 'art. 189', 'DTF ', 'art. 4', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 88', 'DTF ', 'art. 90', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 33', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 29', 'art. 4', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 9', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 212', 'art. 90', 'art. 33', 'art. 156', 'art. 159']

1P.252/2000 (15.12.2000)
H o c h s t r a s s e r, Iseo, all'Ospedale Malcantonese, Fondazione Giuseppe Rossi, Castelrotto-Croglio, eaRodolfo Bianchetti, Campione d'Italia (I), tutti patrocinati dall'avv. Adriano Censi, Lugano, in materia di revisione del piano regolatore (validit� di un messaggio municipale);
Esso ha ritenuto tempestivo sia il messaggio che il rapporto e ha considerato sufficiente l'informazione. Secondo il Governo, anche se il messaggio poteva essere pi� completo, i documenti componenti il piano regolatore erano stati comunque messi a disposizione nella cancelleria comunale, ove potevano essere consultati; inoltre, il Municipio aveva indetto una serata informativa e i cittadini avevano avuto la possibilit� di incontrare il pianificatore, il quale aveva pure presenziato all'assemblea del 20 settembre 1999.
C.- Il Comune di Cimo impugna questa sentenza con un ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale, chiedendo di annullarla. Invoca la propria autonomia e rimprovera ai Giudici cantonali di averla violata. Fa valere la carenza di legittimazione dei ricorrenti in sede cantonale e postula di reintegrare nella sua validit� la decisione assembleare. Il ricorrente fa valere una violazione del divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.) e del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) nonch� l'errata applicazione delle norme cantonali sull'attivit� comunale; adduce inoltre una violazione della sua autonomia e un eccessivo formalismo da parte dell'autorit� giudicante, lesivo pure del principio della proporzionalit�.
Piercarlo Bocchi, Hans H. Hochstrasser, l'Ospedale Malcantonese Fondazione Giuseppe Rossi e Rodolfo Bianchetti postulano la reiezione del ricorso. Il Consiglio di Stato si rimette al giudizio del Tribunale federale, mentre il Tribunale cantonale amministrativo si riconferma nella propria sentenza, precisando che la legittimazione dei ricorrenti in sede cantonale era evidente, per cui non si giustificava una pi� ampia motivazione.
1.- a) Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilit� dei ricorsi, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti e dalle loro conclusioni (DTF 126 I 207 consid. 1, 125 V 14 consid. 2a, 253 consid. 1a).
b) Il Municipio ha presentato il gravame in nome del Comune: come gi� rilevato dal Tribunale federale, in vertenze di carattere amministrativo una simile competenza di rappresentanza gli spetta anche senza autorizzazione del legislativo (DTF 116 Ia 252 consid. 2 e riferimenti).
c) Il ricorso, interposto contro una decisione cantonale d'ultima istanza (art. 208 cpv. 1 e art. 212 della legge organica comunale ticinese, del 10 marzo 1987 [LOC]), � fondato sulla pretesa violazione dell'autonomia comunale, oltre che degli art. 9 e 29 Cost. Nella fattispecie � pacifico che la controversia riguarda le modalit� di deliberazione degli organi comunali, che possono essere contestate secondo le disposizioni della LOC (cfr. art. 208 segg. LOC); essa non concerne invece i principi di partecipazione democratica sanciti dall'art. 4 LPT e dall' art. 32 della legge cantonale di applicazione alla LPT, del 23 maggio 1990 (LALPT), soggetti alla procedura ricorsuale prevista da quest'ultima normativa (cfr. sentenza del 15 marzo 1999 nella causa L. consid. 3, apparsa in RDAT II-1999 n. 23, pag. 79 segg. ; Adelio Scolari, Commentario, Bellinzona 1996, n. 348 ad art. 35 LALPT). La tempestivit� del ricorso � pacifica (art. 89 cpv. 1 OG in relazione con l'art. 34 cpv. 1 lett. a OG) e la sentenza impugnata � finale ai sensi dell'art. 87 OG. Il ricorso � pertanto, sotto gli accennati profili, ammissibile.
2.- a) Per costante giurisprudenza la legittimazione a ricorrere secondo l'art. 88 OG spetta al Comune solo eccezionalmente, e cio� quando sia colpito da un atto d'imperio in condizioni di parit� con altri soggetti oppure quando sia leso nella sua autonomia, come detentore del pubblico potere (DTF 121 I 218 consid. 2a e rinvii). L'autonomia comunale � garantita nella misura prevista dal diritto cantonale (art. 50 cpv. 1 Cost. , cfr. art. 16 cpv. 2 Cost. /TI; DTF 115 Ia 42 consid. 3, 114 Ia 168 consid. 2b); essa non rientra nel concetto di diritto federale secondo l'art. 104 lett. a OG e la sua violazione non pu� essere pertanto fatta valere con un ricorso di diritto amministrativo (art. 97 segg. OG), ma deve esserlo nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico, che giustamente il ricorrente ha presentato a questo proposito (cfr. art. 189 Cost. ; Christa Braaker, Die Gemeindeautonomie, in: Die neue schweizerische Bundesverfassung, PIFF vol. n. 26, Basilea/ Ginevra/Monaco 2000, pag. 231 e 241).
Prevalendosi della sua autonomia, un Comune pu� fra l'altro far valere la violazione del diritto cantonale o comunale autonomo, ed esigere che le autorit� cantonali di ricorso o di vigilanza osservino da un lato i limiti formali posti dalla legge e applichino, dall'altro, in modo corretto il diritto materiale determinante (DTF 120 Ib 207 consid. 2, 119 Ia 214 consid. 3a). Il Comune pu� segnatamente criticare una decisione mediante la quale l'autorit� abbia ecceduto nel suo potere cognitivo, o abbia applicato arbitrariamente il diritto o non lo abbia interpretato correttamente.
Con il ricorso di diritto pubblico esso pu� anche invocare la lesione di certi diritti gi� derivanti dall'art. 4 vCost. - come in concreto ad esempio il divieto dell'arbitrio - non per� a titolo indipendente, ma soltanto in stretta connessione con quella della sua autonomia (DTF 121 I 218 consid. 2a).
b) Quando il ricorso con cui si invoca la violazione dell'autonomia comunale � fondato su norme di rango costituzionale, il Tribunale federale esamina liberamente la decisione impugnata, mentre restringe la sua competenza all'arbitrio per quelle di rango inferiore, per l'apprezzamento delle prove e per l'accertamento dei fatti rilevanti (DTF 122 I 279 consid. 8c pag. 291, 120 Ia 203 consid. 2a, 119 Ia 285 consid. 4c pag. 296).
c) aa) La Corte cantonale ha annullato la risoluzione con cui l'assemblea comunale ha adottato la revisione del piano regolatore. Il Comune � quindi toccato, trattandosi delle modalit� di deliberazione degli organi comunali, nella sua facolt� di detentore del pubblico potere. Dal profilo dell'art. 88 OG esso � pertanto legittimato a far valere una violazione della propria autonomia: se questa autonomia sussista e sia stata disattesa � questione di merito, non di legittimazione (DTF 124 I 223 consid. 1b, 120 Ia 203 consid. 2a, 119 Ia 285 consid. 4a pag. 294, 116 Ia 252 consid. 3a; Walter K�lin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 272). Nondimeno, il Tribunale federale si pronuncia nel merito solo se il Comune ricorrente invoca la sua autonomia conformemente a quanto sancito dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (DTF 114 Ia 73 consid. 2a, 80 consid. 1b, 315 consid. 1b; sentenza del 19 marzo 1999 nella causa Comune di Ligornetto, consid. 3c/aa, apparsa in RDAT II-1999 n. 19, pag. 65 segg.)
Secondo la giurisprudenza, il Comune beneficia di tale autonomia in quelle materie che la legislazione cantonale non regola esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte al suo ordinamento, conferendogli una notevole libert� di decisione (DTF 126 I 133 consid. 2 e rinvii). Poco importa che la materia in cui il Comune pretende d'essere autonomo sia regolata dal diritto federale, cantonale o comunale.
Decisiva � la latitudine dell'autonomia assicurata al Comune, nella materia specifica, dalla costituzione o dalla legislazione cantonale (DTF 124 I 223 consid. 1, 122 I 279 consid. 8b, 119 Ia 285 consid. 4b, 111 Ia 251 consid. 3a).
cc) Nell'ambito delle disposizioni sull'assemblea comunale, l'art. 33 LOC dispone che i messaggi del Municipio e i rapporti delle commissioni devono essere motivati per iscritto e consultabili in cancelleria almeno sette giorni prima dell'assemblea chiamata a discuterli. Una disposizione simile regola il caso, che non si avvera per� in concreto, in cui sia istituito il consiglio comunale (cfr.
Nella misura in cui il diritto cantonale impone al Municipio di formulare, motivandole per iscritto, le proprie proposte e di garantire ai cittadini la possibilit� di consultarle secondo precise modalit�, la normativa cantonale � dettagliata, completa e provvista di criteri vincolanti.
Certo, l'art. 33 LOC non precisa nei dettagli l'estensione dell'obbligo di motivazione e, in quest'ambito, il Municipio beneficia quindi di una certa libert� nella redazione dei messaggi, potendo optare tra una motivazione succinta o pi� estesa. Tuttavia, nella fattispecie, premesso che la Corte cantonale ha rilevato come l'atto municipale difettava totalmente della motivazione, la circostanza che una prescrizione del diritto cantonale usi delle nozioni giuridiche che lascino alla competente autorit� una certa latitudine di giudizio, non � di massima sufficiente perch� il Comune possa richiamarsi a norme del diritto comunale autonomo (sentenza del 19 marzo 1999 nella causa Comune di Ligornetto, consid. 3c/cc, apparsa in RDAT II-1999 n. 19, pag. 65 segg.). In effetti, conformemente alla giurisprudenza relativa all'art. 29 cpv. 2 Cost. e al previgente art. 4 vCost. , l'ampiezza di una motivazione dipende dall'insieme delle circostanze, segnatamente dagli interessi delle persone toccate e dalla complessit� delle questioni da affrontare (DTF 112 Ia 107 consid. 2b; J�rg Paul M�ller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 539 seg. ; cfr. in generale DTF 126 I 97 consid. 2b). Per quanto attiene alle esigenze formali dei messaggi municipali, la norma cantonale non lascia quindi al Comune una libert� di decisione sufficientemente estesa e tale da poter riconoscere, in quest'ambito, un'autonomia costituzionalmente protetta.
In tali circostanze, non sussistendo autonomia comunale, la stessa non pu� essere stata disattesa, per cui non occorre esaminare le censure relative all'asserita violazione degli art. 9 e 29 Cost.
3.- A titolo abbondanziale si pu� aggiungere che, per i motivi esposti ai considerandi seguenti, le censure del ricorrente sarebbero irricevibili anche se, in quest' ambito, un'autonomia comunale dovesse sussistere.
b) Nel giudizio impugnato, la Corte cantonale ha rilevato essenzialmente una violazione dell'obbligo di motivazione per iscritto del messaggio municipale previsto dall'art. 33 LOC. Essa ha quindi ritenuto che le decisioni del legislativo comunale sono annullabili segnatamente quando scaturiscono da processi decisionali carenti, non suscettibili di garantire una libera e consapevole espressione del voto, presupposto irrinunciabile di tale espressione essendo appunto un'oggettiva ed esauriente informazione sul tema della deliberazione. La Corte cantonale ha inoltre rilevato che informazioni carenti contenute nei messaggi sottoposti dal Municipio al legislativo possono comportare l'annullamento della decisione soltanto se il difetto � tale che l'organo deliberante ne � stato fuorviato o non ha comunque potuto determinarsi con la necessaria cognizione di causa (cfr. anche sentenza del Tribunale cantonale amministrativo del 15 settembre 1998, nella causa N.
Il vizio affliggente la formazione del processo decisionale doveva essere ritenuto di gravit� tale da implicare l'annullamento della deliberazione assembleare per violazione di una formalit� essenziale ai sensi dell'art. 212 lett. e LOC. Se l'abbandono della strada di piano regolatore non sembrava costituire un caso cos� evidente di espropriazione materiale da doverne necessariamente annoverare i relativi oneri tra le conseguenze economiche della revisione del piano regolatore, diversamente andava valutata la questione dell'onere finanziario derivante per il Comune dall'estensione della zona edificabile e dalla conseguente compensazione pecuniaria per la diminuzione del territorio agricolo. Anche per questo motivo la deliberazione impugnata doveva pertanto essere annullata.
c) Nel gravame non � indicato, come esigono l'art. 90 cpv. 1 OG e la giurisprudenza, per quali motivi il Tribunale amministrativo, rilevando in particolare una violazione dell'art. 33 LOC, sarebbe incorso in arbitrio, avrebbe violato il diritto di essere sentito nonch� i principi dell'autonomia comunale, della proporzionalit� e del divieto del formalismo eccessivo. Il ricorrente si limita in effetti ad asserire che i rinvii contenuti nel messaggio sarebbero stati l'espressione di una semplice omissione da parte del Municipio di fatti perfettamente noti. Invoca al riguardo la realt� di un piccolo villaggio, gli innumerevoli colloqui avuti con i cittadini e i vantaggi che una seduta informativa offrirebbe rispetto ad una precisa e motivata illustrazione scritta dell'oggetto posto in votazione.
Considera che, al limite, potrebbe essere accettato il rimprovero relativo alla mancata enunciazione in sede di messaggio dei costi derivanti dalla compensazione del territorio agricolo, concludendo che la volont� di tale omissione non sarebbe tuttavia riconducibile al Municipio.
Ora, da quanto suesposto, risulta che il Comune ricorrente solleva diffuse contestazioni e ripropone in maniera appellatoria diverse critiche gi� invocate in precedenza, senza prendere puntualmente posizione sulle argomentazioni sviluppate dalla Corte cantonale. Segnatamente, esso non sostanzia con la dovuta precisione quali diritti costituzionali, e per quali ragioni, sarebbero stati violati dalla Corte cantonale. Nemmeno specifica, per quanto concerne il rimprovero di arbitrio nell'applicazione del diritto cantonale, quale norma sarebbe stata violata, n� indica per quali motivi la sua applicazione sarebbe arbitraria.
4.- Visto che non sono direttamente in discussione interessi pecuniari del Comune ricorrente, si pu� rinunciare a prelevare una tassa di giustizia (art. 156 cpv. 2 OG).
Soccombente, il ricorrente dovr� per� rifondere alle controparti, patrocinate da un legale, un'equa indennit� per ripetibili della sede federale (art. 159 cpv. 1 OG).
2. Non si preleva tassa di giustizia. Il ricorrente rifonder� alle controparti un'indennit� complessiva di fr. 2500.-- per ripetibili della sede federale.