Source: https://www.iscos.it/
Timestamp: 2019-03-26 18:29:31+00:00
Document Index: 169143241

Matched Legal Cases: ['art. 67', 'art. 68', 'art. 76', 'art. 268', 'art. 269', 'art. 79', 'art. 65', 'art. 66', 'art. 283', 'art. 124', 'art. 66', 'art. 7']

LA COESIONE SOCIALE:
IL CUORE DELLA NOSTRA MISSIONE
ORGANISMO DI COMPOSIZIONE DELLA
ALTA FORMAZIONE UNIVERSITARIA E
Roma, 14.2.2019
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Nuovo Codice della Crisi d'Impresa e dell'insolvenza
Dopo alcune settimane d'attesa finalmente giunge a compimento l'iter di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'attesissimo Codice della Crisi d'Impresa di cui al Decreto Legislativo 12.1.2019, n. 14. Trova così piena attuazione la Legge 19.10.2017, n. 155 con il rafforzamento delle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento.
> Scarica il nuovo Codice della Crisi d'Impresa e dell'insolvenza
Firenze, 22.1.2019
Al via la partnership istituzionale con ISV Group, leader nel campo della formazione dei gestori della crisi, per l'attivazione di una rete nazionale di sedi territoriali ISCOS
ISV Group ha avviato in collaborazione con ISCOS (Istituto per la Coesione Sociale, Organismo di Composizione della Crisi accreditato al Ministero della Giustizia) la costituzione su tutto il territorio nazionale di una rete di OCC. I professionisti formati da ISV potranno così attivare in via prioritaria una sede territoriale dell’OCC ISCOS.
Per i gestori titolari di sede sarà più semplice ricevere incarichi professionali mettendo pienamente a frutto le competenze acquisite e superando le barriere burocratiche che spesso si frappongono all’accesso presso gli altri organismi di composizione della crisi.
ISCOS si occuperà dell'accreditamento della sede presso il Ministero della Giustizia e di assolvere a tutti gli adempimenti amministrativi senza che questi gravino sulla sede territoriale. ISCOS provvederà, inoltre, a dare visibilità alla sede sul proprio sito istituzionale, a predisporre e rendere disponibile tutta la modulistica necessaria per lo svolgimento delle procedure, a fornire supporto tecnico-giuridico per affrontare i casi sottoposti alla sede, monitoraggio e controllo della procedura sino alla sua conclusione.
Il nuovo Codice della Crisi di Impresa e dell'Insolvenza rende centrale la funzione degli organismi di composizione della crisi che divengono la via d'accesso esclusiva alla procedura
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza che rafforza e rende ancora più utile e conveniente il ricorso alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento.
Per l’effetto di tale riforma, gli OCC (Organismi di Composizione della Crisi) divengono il tramite esclusivo per l’avvio e la gestione della procedura:
Ai sensi dell’art. 67 C.d.C. “il consumatore sovraindebitato, con l’ausilio dell’OCC, può proporre ai creditori un piano di ristrutturazione dei debiti…”.
In forza dell’art. 68, si dispone inoltre che “la domanda deve essere presentata al giudice tramite un OCC costituito nel circondario del Tribunale competente…”.
Ai sensi dell’art. 76 C.d.C., anche nel caso del Concordato minore (che sostituisce l’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui alla L. 3/2012) e della Liquidazione controllata del sovraindebitato ex art. 268 e ss. C.d.C. , “la domanda è formulata tramite un OCC… e deve contenere una relazione particolareggiata dell’OCC…” a pena di inammissibilità.
Infine, per la Liquidazione l’art. 269 C.d.C. dispone che “il ricorso può essere presentato personalmente dal debitore, con l’assistenza dell’OCC”.
Il C.d.C. integra e migliore la funzionalità delle procedure di composizione della Crisi. Ad esempio:
La novella (art. 79) riduce alla “maggioranza dei crediti ammessi al voto” la soglia sufficiente al fine dell’omologa del concordato minore (ora è il 60% dei crediti); prevede espressamente che “la procedura produce i suoi effetti anche nei confronti dei soci illimitatamente responsabili” (art. 65, comma 4); si disciplinano le “procedure familiari”, ossia quelle avviate in comune da più membri della stessa famiglia e che si sostanziano in un unico progetto di risoluzione della crisi da sovraindebitamento (art. 66); con l’art. 283 C.d.C. si prevede ora che il debitore incapiente e meritevole possa esdebitarsi una tantum addirittura senza alcun esborso (“fresh start” di ispirazione anglosassone) purché assistito da un OCC.
Per tali ragioni nei prossimi mesi si registrerà probabilmente un’impennata nel ricorso alle procedure da sovraindebitamento.
NUOVI CASI E SENTENZE IN MATERIA DI SOVRAINDEBITAMENTO
Trib. Verona, 21.12.2018
Si alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento anche se privi di beni
Il debitore, pur in assenza di beni immobili o mobili registrati può accedere alla procedura di liquidazione per sovraindebitamento. E’ sufficiente che il debitore vanti almeno crediti futuri derivanti dal rapporto di lavoro in essere e possa giovarsi del soccorso di finanza esterna fornita da terzi.
Trib. Napoli Nord, Sez. III Civ., 21.12.2018
Il debitore è “meritevole” anche se la causa dell’illiquidità sia stata cagionata dal ricorso al credito al consumo
Laddove il sovraindebitamento sia stato determinato dal ricorso del consumatore al mercato finanziario, al fine di escludere che lo stesso sia stato colpevolmente causato da un ricorso da parte dello stesso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali, si deve fare riferimento a quanto disposto dall'art. 124 bis del TUB, essendo possibile, in una tale ipotesi, far risalire la causa del sovraindebitamento al comportamento non corretto dell'intermediario finanziario, per non avere questi adeguatamente valutato, come poteva e doveva fare, la situazione del richiedente il finanziamento, e si può escludere per tale motivo la sussistenza di una causa ostativa all'omologazione del piano, dovendosi ritenere non colpevole il consumatore per essersi fidato dell'esperienza di quel professionista. Ciò a meno che il richiedente il mutuo non abbia fornito all'intermediario false informazione, impedendogli così una adeguata valutazione della situazione.
Trib. Bergamo, Sez. II, civ., 26.9.2018
Il nucleo familiare “allargato” può accedere alle procedure di composizione della crisi ex L. 3/2012
Si può affermare che sia “debitore” ex L. 3/2012 anche l’intero nucleo familiare, in particolare quando il perdurante squilibrio patrimoniale che ha causato la crisi finanziaria in atto derivi proprio dalla gestione della vita comune da parte dei componenti del nucleo familiare. Tale principio giurisprudenziale trova riscontro nel testo dell’art. 66, del nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, che dispone che “i membri della stessa famiglia possono presentare un unico progetto di risoluzione della crisi da sovraindebitamento se conviventi e la crisi finanziaria abbia una origine comune. La “famiglia” intesa dal Codice è quella estesa ai parenti entro il quarto grado, agli affini entro il secondo grado, ai membri di un’unione civile o a una famiglia di fatto ex L. 76/2016.
Trib. La Spezia, 10.9.2018
Nelle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento anche l’IVA è falcidiabile
L’art. 7, primo comma, terzo periodo, della L. 3/2012 che prevede il divieto di falcidia dell’IVA va disapplicato in quanto in contrasto con il principio di “neutralità fiscale” previsto dall’U.E.. In forza di tale vincolante principio, infatti, il legislatore nazionale non può introdurre in materia fiscale significative differenze tra i contribuenti. Ciò accadrebbe rispetto a quanto previsto dagli artt. 160, secondo comma, e 183 ter, novellato, L.F., che ammette un pagamento in misura ridotta dell’IVA in materia di concordato preventivo.
Trib. Busto Arsizio, 30.5.2018
Il decreto emesso dal Giudice del Sovraindebitamento sospende le procedure esecutive pendenti
Non basta la mera intenzione di proporre un accordo di composizione della crisi o un piano del consumatore per ottenere la sospensione di diritto dell’esecuzione forzata in essere. La sospensione delle procedure esecutive in corso resta in tal caso una facoltà del Giudice dell’Esecuzione. Il quale ne diviene obbligato solo dopo l’emissione del decreto di sospensione emesso dal Giudice del Sovraindebitamento contestualmente alla fissazione dell’udienza di omologa del piano e/o di verifica dei consensi all’accordo. Solo quest’ultimo provvedimento giudiziale, infatti, costituisce causa di sospensione ex lege dell’esecuzione in essere e divieto di iniziarne di nuove.
ISCOS Istituto per la Coesione Sociale
L'Istituto offre l'opportunità a cittadini e piccole imprese sovraindebitati di ottenere l'esdebitazione attraverso la predisposizione di Piani, Accordi di ristrutturazione e procedure liquidatorie ai sensi della Legge 3/2012.
Garantisce elevati standard di formazione permanente e continua per adulti, promuovendo l'accesso e il re-ingresso nel mondo del lavoro. Collabora con primarie istituzioni universitarie nazionali ed enti di formazione specializzati per offrire opportunità di aggiornamento professionale e di alta formazione universitaria a professionisti, cittadini e imprese.
L’Istituto assicura altresì competenza nell’ascolto e nella valutazione dei bisogni per segnalare situazioni complesse ai servizi competenti; rappresenta un utile spazio di ascolto in cui i cittadini possono scambiare emozioni e sentirsi accolti ed ascoltati. E’ un servizio aperto a tutti, che offre informazioni, orienta la domanda di servizi e prestazioni, legge il bisogno e lo indirizza verso la risposta ritenuta più pertinente.