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Timestamp: 2017-04-28 10:14:35+00:00
Document Index: 32611660

Matched Legal Cases: ['art 4', 'art 5', 'sentenza ', 'art. 2948', 'art. 2946', 'sentenza ']

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PORTUGAL TELECOM	Scritto da A.L.	Lunedì 10 Ottobre 2016 14:51	A causa della domanda di “Ristrutturazione giudiziale del debito” presentata dalla Compagnia telefonica brasiliana Oi (ex Brasil Telecom S.A.) al Tribunale di Rio de Janeiro nel Giugno di quest’anno, i possessori di Obbligazioni Portugal Telecom International Finance B.V. si trovano invischiati nell’ennesima……“truffa internazionale”, consistente nel default di un’azienda di primaria importanza gratificata sino ad un solo anno prima da S&P di un discreto rating BB+, che era ed è anche quello attuale del Portogallo, dove aveva ed ha tutt’ora la sede l’allora garante Portugal Telecom SGPS S.A.: circostanze tutte che nel loro insieme, vista la straordinaria importanza dell’emittente, indussero molti risparmiatori a prestarle i risparmi di una vita.
Sennonchè del tutto inaspettatamente il 16 gennaio del 2015 L’azienda telefonica portoghese, Portugal Telecom SGPS S.A., proprietaria dell’emittente le obbligazioni in questione e garante delle stesse, veniva venduta alla brasiliana Oi che da quella data, ovviamente, diveniva garante delle obbligazioni emesse dalla controllata Portugal Telecom Finance B.V.
Da notare che le banche che avevano venduto a man bassa le obbligazioni di cui trattasi alla clientela retail, ben si guardarono dall’avvisare i clienti di tale passaggio di proprietà e sostituzione del garante, benchè nella scheda del titolo fornita al momento dell’acquisto delle obbligazioni, ancora nel Settembre 2015, vi fosse scritto a chiare lettere che……..“L’emittente è una sussidiaria di Portugal Telecom SGPS S.A. In base ad un accordo con l’emittente, Portugal Telecom SGPS S.A. si impegna a mantenere la proprietà totale dell’emittente, a consolidarlo nel bilancio annuale consolidato e a fornirgli i mezzi finanziari necessari qualora non abbia le disponibilità sufficienti per adempiere le obbligazioni.” !!
Doppia negligenza quindi, consistente da un lato nel non averli avvisati di tale passaggio di proprietà e sostituzione del garante, dall’altro nel aver consegnato loro una scheda del titolo contenente false e depistanti informazioni.
Se ciò non bastasse, le banche hanno commesso un illecito ancor più grave allorquando non avvisarono la clientela che Oi nel Dicembre 2015 a sua volta aveva venduto Portugal Telecom SGPS S.A., alla francese Altice, senza trasferirle però il debito della controllata Portugal Telecom Finance B.V., emittente delle obbligazioni in questione !!
La nostra Associazione è a disposizione per offrirvi assistenza. Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Ottobre 2016 18:03	PROCESSO PENALE FONSAI: ERBETTA PATTEGGIA	Scritto da A.L.	Martedì 25 Ottobre 2016 17:55	Il Tribunale di Torino ha accolto la richiesta di patteggiamento a 3 anni di reclusione e 200.000 Euro di multa per ex-manager FONSAI Emanuele Erbetta.
Ultimo aggiornamento Martedì 15 Novembre 2016 17:23	BANCA VALSABBINA	Scritto da A.L.	Lunedì 17 Ottobre 2016 10:24	Fallimento di Carife: indagato il presidente di Banca ValsabbinaInsieme a Popolare di Bari, Popolare di Cividale e Cassa di Risparmio di Cesena, l’istituto bresciano avrebbe effettuato una «sottoscrizione reciproca di azioni».Ricordiamo che Il fallimento della Cassa di Risparmio di Ferrara tocca anche Banca Valsabbina. Il presidente Ezio Soardi è indagato per aggiotaggio dalla Procura di Ferrara e la sede dell’istituto è stata perquisita dalla Finanza di Brescia. Le indagini delle Fiamme gialle proseguono e si concentrano sull’aumento di capitale da 150 milioni varato da Carife nel 2001 con un prezzo di 21 euro a titolo. Secondo la procura di Ferrara, gli amministratori dell’istituto emiliano sapevano che l’aumento non avrebbe potuto salvare la banca dal crac ma convinsero comunque 30 mila ignari risparmiatori a sottoscriverlo versando soldi freschi nelle casse di Carife, commissariata nel 2013 e dichiarata insolvente a febbraio 2016. Sulla base di queste motivazioni, 17 ex componenti dei vertici sono indagati per aggiotaggio, bancarotta, falsi in prospetto e false comunicazioni.Nel 2011 Carife navigava già in brutte acque e arrivare alla soglia dei 150 milioni non era proprio facile: i 22,8 milioni mancanti per il successo dell’operazione furono quindi sottoscritti da Banca Valsabbina (10 milioni), Popolare di Cividale (2,058), Cassa di Cesena (6) e Popolare di Bari (4,037). Denaro che è di fatto tornato indietro: nello stesso anno, Carife ha infatti acquistato 10 milioni di azioni Valsabbina, 2,058 di Cividale, 6 di Cassa Cesena e 4,037 della Popolare di Bari. Comprando 22,8 milioni di azioni delle 4 banche, il risultato è stato che all’aumento di capitale di Carife non è in realtà corrisposta una crescita del patrimonio effettivo. Secondo la Finanza di Ferrara, che ha strettamente cooperato con Brescia già dal luglio scorso a quanto si è appreso, si è trattato di una sottoscrizione reciproca di azioni, operazione di comune accordo vietata per legge. Per questo i rappresentanti delle 4 banche risultano indagati. Due puntualizzazioni: il rapporto tra Valsabbina e Carife non è nato nel 2011 (l’anno prima l’istituto bresciano comprò il 78% di Credito Veronese dagli emiliani) e l’operazione nel mirino è ben indicata nei bilanci.Nel 2011, Valsabbina ha iscritto titoli Carife per 10 milioni e i ferraresi hanno fatto lo stesso mettendo tra le attività 10 milioni di azioni della banca bresciana. Sono classificate come attività di livello 3 e il loro valore è fissato dall’istituto che le possiede con una prezzatura interna a ampia discrezionalità perché non esistono «parametri di valore osservabili dal mercato». In questo speciale comparto dell’attivo bancario finiscono azioni illiquide, fondi immobiliari e strumenti finanziari di elevata complessità: il loro valore è deciso dall’istituto stesso e più le componenti sono positive più il rendiconto finanziario migliora. Invitiamo chi fosse in possesso di notizie rilevanti a comunicarle alla nostra Associazione o presentare esposto alla magistratura o alla GdF.
Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Ottobre 2016 10:24	MPS patteggia	Scritto da A.L.	Lunedì 17 Ottobre 2016 08:54	14 ottobre 2016 ok da parte del GUP di Milano alla richiesta di patteggiamento di Monte dei Paschi di Siena.Mps patteggia: 10,6 milioni tra confisca e multa nel processo sui derivati (vicenda Santorini e Alexandria)La banca ha patteggiato una sanzione pecuniaria di 600 mila Euro e una confisca di 10 milioni di Euro per uscire dal procedimento come responsabile amministrativo ex legge 231 sulla serie di presunte operazioni finanziarie irregolari con cui sarebbero state occultate le perdite dopo l'acquisto da parte della banca senese di Antonveneta. La Banca rimane nel procedimento che andrà al dibattimento il prossimo 15 dicembre 2016 come responsabile civile verso le parti che si sono costituite richiedendo i danni.
MONTE DEI PASCHI DI SIENA - IL GUP DI MILANO RINVIA A GIUDIZIO	Scritto da A.L.	Giovedì 13 Ottobre 2016 14:28	MILANO – Il Giudice per l'Udienza Preliminare di Milano, Livio Cristofano, con provvedimento del 1 ottobre, ha rinviato a giudizio tutti i 16 imputati per il caso MONTE DEI PASCHI DI SIENA fra cui gli ex vertici della banca senese Giuseppe Mussari, Antonio Vigni e Gianluca Baldassarri e, in qualità di enti, Nomura International Plc, Deutsche Bank AG e la sua filiale londinese.
Il processo si aprirà in dibattimento il prossimo 15 Dicembre 2016 davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano. Il GUP ha accolto l'impianto accusatorio dei Pubblici Ministeri escludendo solo l'aggravante transazionale.
Coloro (azionisti e obbligazionisti) che erano in possesso dei titoli MPS fino al 2010 possono quindi ancora costituirsi parte civile per l'udienza del dibattimento Tribunale del 15 dicembre. Poichè il tempo non è tantissimo, occorre che chi è interessato a costituirsi parte civile tramite la nostra associazione si procuri copia dei fissati bollati relativi agli investimenti e una dichiarazione della banca depositaria che questi titoli erano presenti nel dossier al dicembre 2010. E prendere urgentemente appuntamento con la nostra associazione mandando una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Le accuse agli imputati, a vario titolo, sono di falso in bilancio, aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza per le operazioni sui derivati Santorini e Alexandria, sul prestito ibrido Fresh e sulla cartolarizzazione Chianti Classico. Operazioni, attraverso le quali, secondo l’accusa, sarebbero stati indicati centinaia di milioni di euro di utili, mai prodotti effettivamente. E allo stesso tempo sarebbero state occultate perdite miliardarie con dati di bilancio truccati per oltre 2 miliardi di Euro.
La posizione di Mps è stata stralciata in quanto l’istituto di credito senese ha chiesto di patteggiare a 600 mila euro di sanzione penale con confisca di 10 milioni. Sull’istanza il giudice Cristofano deciderà il prossimo 14 ottobre.
Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Ottobre 2016 14:36	CONDANNE FONSAI TORINO	Scritto da A.L.	Martedì 11 Ottobre 2016 18:47	FONSAI 11.10.2016 il Tribunale di Torino oggi ha condannato Salvatore Ligresti e Jonella Ligresti. Sei anni la pena a carico di Salvatore Ligresti, ex presidente onorario ma, per l'accusa, “amministratore di fatto” della compagnia assicurativa, condanna a 5 anni 5 anni e otto mesi per Jonella Ligresti, ex presidente Fonsai. Condannato a 5 anni e tre mesi anche Fausto Marchionni, ad del gruppo nel periodo contestato, e Riccardo Ottaviano, ex revisore della compagnia. Assolti perché il fatto non sussiste Antonio Talarico, presente in aula, ex vicepresidente della Compagnia, e Ambrogio Virgilio, ex revisore di Fonsai.
I reati riconosciuti dal tribunale sono il falso in bilancio e la manipolazione di mercato, condotte per le quali la Procura di Torino e il Pm Marco Gianoglio avevano chiesto condanne comprese tra i tre anni e mezzo e i sette anni e tre mesi di reclusione. Patteggiamento invece per Emanuele Erbetta, ex amministratore delegato del gruppo. Agli investitori che si sono costituiti parti civili e sono stati ammessi spetterà il risarcimento, ma occorrerà agire anche in sede civile.
Consigliamo a coloro che non si sono costituiti parte civile di consigliarsi con la nostra associazione per agire in altra sede, sopratutto per interrompere la prescrizione.
Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Ottobre 2016 10:25	EDUCAZIONE FINANZIARIA CONSOB. COME EVITARE LE TRUFFE	Scritto da A.L.	Lunedì 10 Ottobre 2016 14:57	Le truffe finanziarie più pericolose e ricorrenti utilizzano quasi sempre le medesime modalità. Si tratta di schemi da tempo "collaudati", che però sembrano aver trovato una nuova linfa con la diffusione di internet.
La tipologia di truffa finanziaria più frequente è sicuramente il cosiddetto "schema piramidale" detto anche "schema Ponzi", dal nome del suo ideatore, operante negli Stati Uniti agli inizi del ‘900. È uno schema che non sembra preoccuparsi dei segni del tempo, essendo stato utilizzato anche in anni recenti da Bernard Madoff per una delle truffe più eclatanti di tutti i tempi.
Lo schema Ponzi è un'attività truffaldina nella quale chi entra per primo ottiene ritorni economici a spese dei successivi "investitori" Si tratta, in parole diverse, di una specie di "catena di Sant'Antonio", nella quale vengono promessi interessi molto elevati, pagati agli "investitori" mediante il denaro apportato dai nuovi soggetti che hanno aderito successivamente allo schema.
Il gioco funziona fino a quando resta elevata la capacità di attrarre nuovi partecipanti. Quando, invece, il nuovo denaro in entrata non riesce più a coprire gli interessi promessi a coloro che già sono coinvolti nello schema, il circuito si blocca, manifestando la sua natura di truffa.
Le principali caratteristiche dello schema Ponzi sono:
la prospettata possibilità di realizzare ingenti guadagni in poco tempo e con poco rischio, grazie all'operato di un "mago della finanza";
una documentazione fumosa, parzialmente coperta da segreto o caratterizzata da investimenti speculativi genericamente qualificati come di "alta finanza";
un insieme di partecipanti non competenti in materia finanziaria o che hanno riposto una grande fiducia personale nell'organizzatore del sistema;
un'attività di investimento legata ad un solo promotore o azienda o prodotto;
un'elevatissima rischiosità che cresce con l'aumentare dei partecipanti e non viene, però, normalmente percepita da chi ha aderito allo schema: la remunerazione regolarmente ricevuta nei primi tempi induce, infatti, a pensare che la partecipazione allo schema sia una seria e solida opportunità di investimento.
Come detto, lo schema riesce a funzionare sino a quando le richieste di rimborso, sommate agli interessi da pagare, non superano gli apporti di denaro dei nuovi aderenti. Quando, però, i primi problemi nel pagamento delle somme a cui si ha diritto, di norma è già troppo tardi. Il truffatore è già sparito o ha fatto sparire tutti i soldi.
Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Ottobre 2016 10:25	NON C'E' MEDIAZIONE SENZA LE PARTI. LE BANCHE SONO AVVISATE	Scritto da A.L.	Mercoledì 28 Settembre 2016 15:03	Diciamolo francamente: la mediazione è una procedura tanto bella e utile. Ma con le banche non funziona!
Spesso accade che correntisti e investitori si rivolgano fiduciosi ad un organismo di mediazione sperando di poter arrivare ad una trattativa bonaria con la propria banca (ricordiamo che la mediazione è obbligatoria per le controversie in materia bancaria e finanziaria), ma hanno l'amara sorpresa di non vedere nessuno per la banca o trovarsi davanti solo il legale dell'istituto che candidamente risponde che la propria cliente ha valutato che tutto è stato fatto bene e che quindi non si concilia nulla.
Ebbene, attenzione perchè la giurisprudenza (l'ultima pronuncia è del Tribunale di Modena) sempre più di frequente afferma che non c'è mediazione se non c'è presenza delle parti. Quindi anche la banca deve far presenziare in ogni caso (anche se non vuole conciliare) non solo il suo avvocato ma anche un funzionario dotato di specifica delega per la mediazione.
Il particolare non è di poco conto perchè se il cliente decide di andare avanti e rivolgersi al giudice, questi in caso di condanna alla banca può ulteriormente sanzionar l'istituto per avere disertato la mediazione senza giustificato motivo.
Naturalmente la necessità di presenza delle parti vale anche per la parte istante.
Quindi la mediazione per funzionare abbisogna della presenza delle parti (di tutte) debitamente armate di tanta buona volontà di venirsi incontro e non di spararsi a vicenda.
Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Ottobre 2016 10:25	Obbligazioni PORTUGAL TELECOM	Scritto da A.L.	Venerdì 16 Settembre 2016 09:33	La nostra Associazione sta ricevendo diverse segnalazioni di investitori che hanno acquistato obbligazioni PORTUGAL TELECOM che non hanno ricevuto lo stacco cedola.
PORTUGAL TELECOM è coinvolta nelle difficoltà della OIL BRASIL che a causa delle difficoltà del Brasile e stata posta sotto la protezione della legge fallimentare brasiliana (una sorta di Chapter 11 all’americana), insieme ad altre sei sussidiarie (Oi Móvel, Telemar Norte Leste, Copart 4 Participações, Copart 5 Participações, Portugal Telecom International Finance and Oi Brasil Holdings Coöperatief) e si aprirà una procedura concorsuale per tentare di soddisfare i creditori in tribunale. Invitiamo quindi i possessori di obbligazioni PORTUGAL TELECOM a contattare la nostra associazione per aiutarli a tutelare i loro diritti sia nei confronti della Banca dove hanno acquistato o tenuto i titoli, sia nei confronti dell'emittente per le eventuali azioni da intraprendere per la procedura.
MODULO PER INDENNIZZO	Scritto da A.L.	Venerdì 09 Settembre 2016 11:47	Per tutti coloro che fossero interessati all'indennizzo forfettario del Fondo di Solidarietà, avendo investito in:
BANCA MARCHE, BANCA POPOLARE DELL'ETRURIA E DEL LAZIO, CASSA DI RISPARMIO DELLA PROVINCIA DI CHIETI, CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA, pubblichiamo il link a cui fare riferimento per il modulo dell'istanza da compilare
https://fds1.fitd.it/?AspxAutoDetectCookieSupport=1
PRESCRIZIONE BREVE (5 ANNI) DELLE CARTELLE ESATTORIALI	Scritto da A.L.	Venerdì 29 Luglio 2016 14:10	Dopo la giurisprudenza che ha già sancito che si applica la prescrizione quinquennale per le contravvenzioni del Codice della Strada i Giudici della Suprema Corte di Cassazione con l’Ordinanza n° 20213/15, depositata in data 08.10.2015 intervengono ancora ribadendo l’orientamento favorevole anche al contribuente, stabilendo che, in caso di notifica della cartella esattoriale anche per tributi erariali (INPS, INAIL, IVA tasse locali, ecc), opera la prescrizione quinquennale.
L’Ordinanza in oggetto ha una grande rilevanza per i contribuenti. Infatti, la cartella esattoriale non può essere paragonata ad un provvedimento definitivo come una sentenza di un Giudice o un accertamento dell’Agenzia delle Entrate, pertanto, avverso la cartella si potrà eccepire la prescrizione di 5 anni ex art. art. 2948 c.c. e non quella decennale ex art. 2946 c.c..”.
Al fine di rendere pacifica l’applicabilità del termine di prescrizione ordinario (dieci anni), il creditore chiamato in causa (sia l’Ente della Riscossione, sia l’Ente impositivo) dovrà produrre in giudizio il “titolo definitivo” della pretesa, ossia “il provvedimento amministrativo di accertamento o la sentenza passata in giudicato”, emessi “antecedentemente all’emissione delle cartelle”; in difetto opererà la prescrizione quinquennale.
Grazie a questa pronuncia, molti cittadini e imprenditori in difficoltà potranno bloccare il pignoramento di Equitalia salvando la casa o l'immobile aziendale messo all'asta, promuovendo opposizione all'esecuzione.
Gli esperti della nostra associazione sono a disposizione migliori chiarimenti e per tutelare i vostri diritti.
Ultimo aggiornamento Venerdì 29 Luglio 2016 14:12	INDENNIZZI QUATTRO BANCHE IN LIQUIDAZIONE	Scritto da A.L.	Mercoledì 27 Luglio 2016 14:33	Malgrado le promesse, ancora non sono disponibili sul sito del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e Prestiti, i moduli necessari per la presentazione dell'istanza di indennizzo per coloro che sono stati vittime degli scellerati casi BANCA ETRURIA, CARICHIETI, CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA e BANCA MARCHE.
Il tempo passa e i risparmiatori devono aspettare (ma cosa?).
Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Luglio 2016 14:35	Nuova vittoria ADUSBEF in Cassazione. Cercavano di metterci a tacere .....	Scritto da A.L.	Mercoledì 13 Luglio 2016 09:21	La Cassazione ha condannato il presidente della Consob Giuseppe Vegas a pagare le spese di giudizio sostenute dall’associazione Adusbef. Secondo i giudici della Suprema Corte, l’authority ha infatti intentato una lite temeraria nei confronti di Adusbef, accusata di aver “posto in essere una campagna diffamatoria“ dopo che nel 2009 Consob, guidata all’epoca da Lamberto Cardia, le aveva dato una multa da 100mila euro “per aver manipolato il mercato delle azioni Unicredit“. Il presidente dell’associazione Elio Lannutti aveva parlato in tv dell’esposizione della banca sui titoli derivati.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Luglio 2016 09:21	INDENNIZZI QUATTRO BANCHE IN LIQUIDAZIONE	Scritto da A.L.	Lunedì 11 Luglio 2016 11:24	La burocrazia colpisce ancora.
Nonostante oramai sia passato qualche giorno dalla pubblicazione del Decreto Legge sulla Gazzetta Ufficiale con la conversione del provvedimento, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (che è l'ente a cui gli investitori dovranno inviare l'istanza) non ha ancora pubblicato sul proprio sito i moduli per agevolare gli utenti nella domanda di indennizzo relativa a BANCA ETRURIA BANCA DELLE MARCHE CARICHIETI CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA.
Sentiti al telefono ci hanno assicurato che dovrebbe essere questione ancora di poco.
Ricordiamo che alla domanda di indennizzo forfettario occorre allegare la copia di un documento di identità, la copia dell'acquisto degli strumenti finanziari subordinati, la copia delle note di eseguito della banca, la copia di una richiesta scritta di pagamento alla banca in liquidazione, e la copia della dichiarazione di consistenza del proprio patrimonio.
ADUSBEF è a disposizione per aiutarvi.
A questo link potrete trovare il provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2.7.2016 (gli articoli che interessano in specie sono l'8, il 9 e il 10).
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/07/2/16G00128/sg
In allegato è scaricabile il testo della legge 119 del 30.6.2016 che ha convertito il decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59 (in Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 102 del 3 maggio 2016) pubblicato in Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: "Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonche' a favore degli investitori in banche in liquidazione.". (16A04966) (GU Serie Generale n.153 del 2-7-2016).
Gli articoli che interessano in particolar modo sono l'8 il 9 e il 10.
Indennizzi a investitori Legge 119 30.6.2016 (D.Legge convertito).pdf
Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Luglio 2016 16:45	BUONE NOTIZIE PER I CONSUMI ELETTRICI IN LOMBARDIA	Scritto da A.L.	Venerdì 08 Luglio 2016 11:37	Buone notizie per i consumatori sul fronte delle spese per l'energia.
Nonostante l'afa e il tempo bizzarro, i consumi risultano mediamente inferiori al 2015.
Si veda comunicato A2A
consumi estivi
Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Luglio 2016 11:41	TRANSAZIONE TFA BOND ARGENTINA	Scritto da A.L.	Lunedì 23 Maggio 2016 09:06	Ricordiamo a coloro che hanno aderito a suo tempo all'iniziativa della Task Force Argentina (TFA) per l'arbitrato internazionale, ad attivarsi presso la propria banca dove sono depositati i bond originari, al fine di aderire alla transazione stipulata in data 21 aprile 2016 per il rimborso di una parte del capitale investito.Maggiori informazioni sono rinvenibili sul sito della TFA. Il modulo di adesione va sottoscritto entro e non oltre il 10 giugno 2016.
TFA - Informazioni ed Avvertenze - Allegato B.pdf
Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Maggio 2016 09:09	COME PRESENTARE ISTANZA INDENNIZZO AL FONDO DI SOLIDARIETA'	Scritto da A.L.	Lunedì 16 Maggio 2016 12:44	Il Decreto Legge 3.5.2016 n. 59 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.102 ha emanato le istruzioni per la procedura di indennizzo che gli investitori dovranno seguire per presentare la domanda al Fondo di Solidarietà entro 4 mesi.
L'istanza è complicata ed occorre verificare i requisiti, e inserire diversi dati e documenti.
La nostra Associazione ha già pronto un facsimile che metterà a disposizione dei propri associati, anche per agevolarli nella ricerca dei Codici ISIN degli strumenti subordinati in oggetto azzerati per le quattro banche, e per valutare le alternative.
Ricordiamo che occorrono alcuni documenti da allegare e dichiarazioni a pena di inammissibilità della domanda di indennizzo. Consigliamo di verificare se ne siete in possesso. Diversamente occorrerà richiederli alla nuova banca, e al proprio commercialista o CAF con urgenza.
Detti documenti sono:
Copia contratto acquisto strumenti finanziari subordinati azzerati (acquistati entro il 12.6.2014 e detenuti al 31.12.2015)
Copia note di eseguito dell'investimento con una delle quattro banche
Copia dichiarazione consistenza del proprio patrimonio con valore inferiore a Euro 100.000 al 31.12.2015.
Copia dichiarazione reddito inferiore a 35.000 per il 2015 (persone fisiche o piccolo imprenditore o impresa agricola o coltivatore diretto)
Ricordiamo anche che occorre avere fatto la lettera di reclamo con la richiesta di pagamento delle somme investite alla vecchia banca in liquidazione
Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Maggio 2016 12:53	NULLO CONTRATTO QUADRO SENZA FIRMA DI ENTRAMBE LE PARTI	Scritto da A.L.	Giovedì 12 Maggio 2016 12:05	Importante conferma della Corte di legittimità in materia di investimenti.
Nonostante alcune pronunce negative di qualche Tribunale (compreso quello meneghino) la Suprema Corte ha confermato la correttezza della tesi portata avanti dai legali di ADUSBEF secondo la quale per la validità del Contratto Quadro relativo ai servizi finanziari offerti ai clienti non professionali, occorre anche la sottoscrizione della banca o dell' intermediario.
Pertanto coloro che hanno tempestivamente inviato reclamo alla banca chiedendo copia del contratto di negoziazione e non l'hanno ricevuta, potranno riprendere la vertenza per essere indennizzati delle perdite subite per un investimento non coperto dal suddetto contratto non firmato.
Così Corte di Cassazione Civile, Sezione I 24 marzo 2016, n. 5919. Pres.A. Nappi - Relatore M. Di Marzio. Sentenza reperibile sulla rivista web www.ilcaso.it
Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Maggio 2016 12:06	DECRETO INDENNIZZI: UNA CIOFECA !	Scritto da A.L.	Giovedì 05 Maggio 2016 18:06	E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che prevede, tra l'altro gli indennizzi ai risparmiatori rimasti vittime delle quattro banche.
Il provvedimento prevede adempimenti assurdi, come per esempio quello di dover presentare la domanda di indennizzo al Fondo di solidarietà entro 4 mesi pena la decadenza”. Una “roulette russa a danno dei risparmiatori”. “Umilianti gironi infernali”. “Pressione inaccettabile”. Sono i commenti delle associazioni consumatori.
Il testo prevede, l’indennizzo automatico dell’80% dell’investimento a chi ha i requisiti, che consistono nell’aver acquistato i bond entro il 12 giugno 2014 “nell’ambito di un rapporto negoziale diretto con la banca in liquidazione che li ha emessi”, quindi non sul mercato secondario, e avere un reddito lordo sotto i 35mila euro o un patrimonio mobiliare sotto i 100mila euro, nel quale però va calcolato anche il corrispettivo pagato per le obbligazioni subordinate al netto delle spese per l’acquisto.
Chi rientra in questi paletti avrà quattro mesi dalla data di conversione del decreto, che va approvato in via definitiva entro il 2 luglio, per presentare la domanda al Fondo interbancario finanziato dal sistema creditizio, che gestisce il Fondo di solidarietà (quindi ci sarà ancora da aspettare).
Restano fuori sicuramente 158 persone che hanno acquistato sul mercato elettronico secondario a prezzi scontati.
L’istanza andrà accompagnata con il contratto di acquisto dei bond, i moduli di sottoscrizione o di ordine di acquisto, l’attestazione degli ordini eseguiti, copia della “richiesta di pagamento del credito relativo agli strumenti subordinati” e una “dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare”, “ovvero sull’ammontare del reddito Irpef”, con “espressa dichiarazione di consapevolezza delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni non veritiere e falsità negli atti”.
Una volta verificati i documenti la somma dovuta sarà liquidata entro 60 giorni dalla richiesta. Di conseguenza i soldi inizieranno ad arrivare sui conti correnti non prima di dicembre.
Il Fondo di solidarietà, si legge nel decreto, sarà alimentato “sulla base delle esigenze finanziarie” in base all’esito delle procedure automatiche e degli arbitrati: salta quindi il tetto di 100 milioni e il sistema bancario dovrà versare tutte le risorse necessarie.
Attenzione però perchè l’80% del patrimonio azzerato ‘iniziale’ significa il corrispettivo pagato al netto delle spese per l’acquisto ma anche al netto della differenza tra il rendimento dei bond alla data di sottoscrizione e quello di mercato di un Buono del tesoro poliennale in corso di emissione di durata finanziaria equivalente, considerando anche “gli anni e frazioni di anno” in cui sono state detenute le obbligazioni.
Chiedere il rimborso automatico esclude la possibilità di ricorrere all’arbitro e viceversa. Per chi preferisce questa seconda opzione i tempi restano avvolti nell’incertezza, perché manca ancora il decreto ministeriale e il Dpcm che in base alla legge di Stabilità devono fissare definitivamente le regole per la procedura arbitrale che - lo ricordiamo - sarà affidata all'ANAC (Ente Nazionale Anti Corruzione).
Consigliamo i nostri utenti di verificare subito la documentazione bancaria in loro possesso per l'acquisto dei titoli; e se non hanno tutto quello che è previsto dal decreto per presentare quando verrà il momento la domanda per l'indennizzo o per l'arbitrato, di attivarsi subito a farne richiesta alla nuova banca subentrata a quella in default.
La nostra associazione è a disposizione per qualsiasi chiarimento e per l'assistenza necessaria a prendere le decisioni migliori.
ADUSBEF non può mancare di sottolineare come questo decreto sia assolutamente insufficiente e discriminatorio dei diritti degli investitori che non erano informati sui rischi e ora si trovano tutti gli oneri a loro carico anche per presentare la domanda di indennizzo con dei limiti molto ristretti.
In allegato è scaricabile l'intero provvedimento pubblicato.
Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Maggio 2016 18:15	SCOPERTO NUOVO TRUCCHETTO DELLE BANCHE	Scritto da A.L.	Giovedì 05 Maggio 2016 09:27	SCOPERTO NUOVO TRUCCHETTO DELLE BANCHE PER FAR PAGARE PIU INTERESSI DEL DOVUTO: NONOSTANTE L'EURIBOR SIA NEGATIVO MOLTE BANCHE PARTONO A CALCOLARE LO SPREAD DA ZERO MENTRE SE FOSSE CALCOLATO DALL'ERIBOR EFFETTIVO GLI INTERESSI SAREBBERO MINORI
LA BANCA D'ITALIA HA GIA' RICEVUTO LE SEGNALAZIONI ED E' INTERVENUTA "RACCOMANDANDO" PIU' CORRETTEZZA E TRASPARENZA.
IN ALLEGATO TROVATE UN FACSIMILE CHE CHI HA UN MUTUO A TASSO VARIABILE PUO' INVIARE ALLA PROPRIA BANCA. ALTRA COPIA VA INVIATA PER CONOSCENZA A NOI UNITAMENTE ALL'ISCRIZIONE ALL'ASSOCIAZIONE COSI' ORGANIZZEREMO LE AZIONI OPPORTUNE.
fascsimile richiesta verifica interessi rata mutuo tasso variabile
Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Maggio 2016 09:27	Altri articoli...
INDENNIZZI QUATTRO BANCHE IN DEFAULT
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