Source: http://www.romanacondomini.it/amministrazione-condominiale-roma/limmobile-presenta-difetti-di-costruzione-lamministratore-puo-causa-al-costruttore-le-parti-comuni/
Timestamp: 2020-05-26 03:19:07+00:00
Document Index: 47557172

Matched Legal Cases: ['art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'sentenza ', 'art. 1130', 'art. 1669']

Se l'immobile presenta gravi difetti di costruzione, l'amministratore può fare causa al costruttore solamente per le parti comuni
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L’immobile presenta difetti di costruzione. L’amministratore può far causa al costruttore per le parti comuni
Quando una casa di recente costruzione presenta dei difetti, i proprietari, spesso, pensano di poter agire contro il costruttore per la garanzia decennale prevista per i così detti gravi difetti.
La norma di riferimento è l’art. 1669 c.c., rubricato per l’appunto Rovina e difetti di cose immobili, che recita:
Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per la loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l’opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta.
Secondo l’ormai consolidata giurisprudenza di merito e di legittimità, “i gravi difetti che danno luogo a responsabilità del costruttore nei confronti dell’acquirente ex art. 1669 c.c. sono ravvisabili non solo nell’ipotesi di rovina o di pericolo di rovina dell’immobile, ma anche in presenza di fatti che, senza influire sulla stabilità, pregiudichino in modo grave la funzione cui l’immobile è destinato e dunque la godibilità e la fruibilità dello stesso sotto l’aspetto abitativo, come quando la realizzazione è avvenuta con materiali inidonei e/o non a regola d’arte e anche incidenti su elementi secondari e accessori dell’opera (quali impermeabilizzazione, rivestimenti, infissi, pavimentazione, impianti) purché tali da compromettere la sua funzionalità e l’abitabilità ed eliminabili solo con lavori di manutenzione” (App. Roma, 3 maggio 2011, n. 2002; Cass. civ., 28 aprile 2004, n. 8140; 29 aprile 2008, n. 10857). La Corte ha, in particolare, riconosciuto la natura di vizi ex art. 1669 c.c., nel caso di fessurazioni e crepe nella pavimentazione (Cass. civ., 29 aprile 2008, n. 10857), distacco di intonaco (Trib. Savona, 3 luglio 2004; Cass. civ., 10 aprile 1996, n. 3301), manifestazione di efflorescenze ed infiltrazioni (Trib. Cagliari, 14 novembre 2006, n. 2786; Cass. civ., 4 novembre 2005, n. 21351)” (Trib. Legnano 17 luglio 2012).
In questo contesto ci si domanda: l’amministratore del condominio ha il potere di agire per far valere i gravi difetti di costruzione di cui all’art. 1669 c.c.
La risposta è positiva ma solamente in relazione alle parti comuni.
Si legge in una sentenza resa dal Tribunale di Monza a dicembre del 2012 che “in tema di condominio , la legittimazione dell’amministratore derivante dall’art. 1130, comma 1 n. 4, c.c. – a compiere gli atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comuni dell’edificio – gli consente di promuovere azione di responsabilità, ai sensi dell’art. 1669 c.c. nei confronti del costruttore a tutela dell’edificio nella sua unitarietà, ma non di proporre, in difetto di mandato rappresentativo dei singoli condomini, delle azioni risarcitorie per i danni subiti nelle unità immobiliari di loro proprietà esclusiva (Cass. civ., 8 novembre 2010, n. 22656)” (Trib. Monza 18 dicembre 2012).