Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2014/07/la-tares-ed-il-settore-alberghiero.html
Timestamp: 2018-10-20 09:17:51+00:00
Document Index: 70386740

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 62', 'art. 49', 'art. 8', 'art. 68', 'art. 4', 'art. 11']

La TARES ed il settore alberghiero | Commercialista Telematico
Scopo del presente contributo è quello di focalizzare l’attenzione sulla corretta applicazione della norma di cui al comma 35 dell’art. 14 del D. L. n. 201 del 6 dicembre 2011 (istitutivo della Tares) nell’ambito del settore alberghiero.
Cos’ è la Tares.
L’art. 14, c. 1, del D. L. n. 201 del 2011 (c.d. Decreto Monti) ha istituito, a partire dal 1° gennaio 2013, il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES) a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati, avviati allo smaltimento e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni.
Infatti, contestualmente, il comma 46, del citato articolo 14, del D. L. n. 201 del 2011 ha disposto l’abrogazione di tutti i vigenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale che tributaria, compresa l’addizionale per l’integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza.
L’art. 14 del decreto Monti ha, in tal modo, fatto proprio il pensiero della Corte Costituzionale in quanto ha individuato esattamente lo stesso presupposto già previsto dal D. Lgs. n. 507/1993 in materia di TARSU (art. 62) e dal D. Lgs. n. 22/1997 in materia di TIA (art. 49, c. 3).
Tariffe e agevolazioni.
Infatti, il comma 11 dell’articolo 14 del D. L. n. 201 del 2011 prevede che il tributo sia composto da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti, e da una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione.
Il regolamento comunale.
Fatta questa breve premessa su quelli che sono gli aspetti salienti di questa entrata, per ciò che qui rileva, preme a questo punto soffermarsi su quanto disposto al comma 35 del citato articolo 14, secondo il quale “… Per l’anno 2013, fino alla determinazione delle tariffe ai sensi dei commi 23 e 29, l’importo delle corrispondenti rate è determinato in acconto, commisurandolo all’importo versato, nell’anno precedente, a titolo di TARSU o di TIA 1 oppure di TIA 2. Per le nuove occupazioni decorrenti dal 1° gennaio 2013, l’importo delle corrispondenti rate di cui al periodo precedente è determinato tenendo conto delle tariffe relative alla TARSU o alla TIA 1 oppure alla TIA 2 applicate dal comune nell’anno precedente…”.
Ciò in quanto, considerato che le tariffe di tale tributo, a norma del comma 23 dell’artcolo 14, devono essere deliberate dal Consiglio Comunale entro il termine fissato da norme statali per l’approvazione del bilancio di previsione e che tale termine è stato più volte prorogato e, con l’art. 8 del D.L. 31 agosto 2013, n. 102, ulteriormente differito al 30 novembre 2013, si ha quale conseguenza che, nelle more dell’approvazione del piano finanziario TARES e del Regolamento TARES, le tariffe applicate sono state quelle previste in materia di TARSU.
Di conseguenza, l’illegittimità delle tariffe determinate in violazione dell’art. 68 del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, in materia di Tarsu, ampiamente trattata e argomentata in altri articoli cui si rinvia, si protrarrebbe.
In proposito, infatti, l’art. 4 del D.P.R. del 27.04.1999, n. 158 (cui rinvia l’ultima parte dell’art. 11 del D. L. 06/12/2011, n. 201), prescrive che, fino alla data di entrata in vigore del regolamento per l’applicazione della Tares, la tariffa è calcolata tenendo conto della distinzione delle utenze in due fasce (domestica e non domestica): orbene deve a tal punto essere richiamato l’orientamento della giurisprudenza di merito secondo cui agli alberghi va applicata la tariffa relativa alle civili abitazioni per quanto concerne i locali destinati a stanze atte a ricevere gli ospiti e, invece, quella relativa a locali adibiti ad uso diverso da abitazione per le restanti parti dell’albergo (i.e. locali destinati alla ristorazione).