Source: https://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/usura-bancaria-non-si-ha-usura-sopravvenuta-sugli-interessi-incassati-post-96-in-base-a-titolo-passato-in-giudicato
Timestamp: 2020-06-04 12:35:56+00:00
Document Index: 161500737

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'art.1815', 'art.1339', 'art.1419', 'sentenza ', 'art. 182']

USURA BANCARIA: non si ha usura sopravvenuta sugli interessi incassati post '96 in base a titolo passato in giudicato - Ex Parte Creditoris
In particolare, le contestazioni dei ricorrenti avevano ad oggetto l’indeterminabilità del tasso in rapporto alle specifiche ed inintellegibili previsioni contrattuali nonchè la sopravvenuta usurarietà del tasso di interesse inizialmente pattuito nel contratto di mutuo in conseguenza della promulgazione della L. n. 108 del 1996.
Secondo gli Ermellini, dunque, la promulgazione della L. n. 108 del 1996 è assolutamente inidonea, per quanto innanzi detto, a scalfire l’autorità del giudicato, in quanto non può essere considerata alla stregua di fatto modificativo sopravvenuto e, come tale, deducibile in sede di opposizione all’esecuzione, laddove sono precluse tutte le doglianze sul merito della pretesa che possano essere fatte valere in sede di impugnazione del titolo.
In particolare, la Cassazione aveva affermato che “i criteri fissati dalla legge 7 marzo 1996, n. 108 per la determinazione del carattere usurario degli interessi non trovano applicazione con riguardo alle pattuizioni anteriori all’entrata in vigore della stessa legge, come emerge dalla norma di interpretazione autentica contenuta nell’art. 1, primo comma, D.L. 29 dicembre 2000, n. 394 (conv., con modificazioni, nella legge 28 febbraio 2001, n. 24), norma riconosciuta non in contrasto con la Costituzione con sentenza n. 29 del 2002 della Corte Costituzionale”.
Con tale decisione era stato, di fatto, ribaltato il principio espresso con le sentenze del 11 gennaio 2013 nn. 602 e 603 (peraltro della medesima sezione) ove, all’opposto, era stato affermato che gli interessi maturati dopo l’entrata in vigore della legge 108 del 1996 su rapporti sorti prima della vigenza della stessa (e non esauriti) debbono sottostare alla soglia antiusura, di volta in volta determinata secondo le rilevazioni effettuate dalla Banca d’Italia e trasfuse nei decreti ministeriali, ragione per la quale  stante l’inapplicabilità dell’art.1815, comma secondo cc, come novellato  gli interessi andrebbero periodicamente ridotti, sino a coincidere con il tasso soglia stesso, in virtù del meccanismo di integrazione legale del contratto previsto dall’art.1339 cc, in combinato disposto con l’art.1419, comma 2 cc.
Tale pronuncia, la prima della Cassazione a dare rilevanza all’usura sopravvenuta (dopo le disposizioni di interpretazione autentica del 2000-2001), aveva risvegliato i sostenitori della tesi dell’applicabilità dei meccanismi di cui alla L.108/1996 anche a rapporti sorti  del tutto lecitamente  prima dell’entrata in vigore della stessa, tesi che proprio in virtù del d.l. 29 dicembre 2000 n. 394, convertito in legge 28 febbraio 2001 n.24, e del riferimento esplicito al momento in cui gli interessi sono stati “promessi o comunque convenuti“, sembrava del tutto accantonata.
In conclusione, la Legge 108/96 non ha carattere retroattivo, pertanto è da escludere la possibilità di applicare tale normativa ai contratti conclusi prima della sua entrata in vigore, con la conseguenza che la percezione di interessi superiori alle soglie di usura è del tutto legittima e non può dirsi usuraria, se gli stessi siano stati lecitamente pattuiti sotto la vigenza della precedente normativa o riconosciuti in sentenza passata in giudicato prima del ’96.
Numero Protocolo Interno : 365/2014
Tags : Cass. 602 e 603 del 2013, efficacia retroattiva, fatto modificativo, giudicato, intangibilità del giudicato, interessi usurari, L. n. 108 del 1996, rapporti esauriti, soglie di usura, usura bancaria, usura sopravvenuta
Reati tributari: inapplicabile l’art. 182 bis della legge fallimentare
FALLIMENTO: il curatore può chiedere l’estensione del fallimento senza l’autorizzazione del giudice delegato