Source: http://www.treccani.it/enciclopedia/delitti-contro-il-matrimonio/
Timestamp: 2019-08-23 16:20:35+00:00
Document Index: 180971435

Matched Legal Cases: ['art. 556', 'art. 558', 'art. 559', 'art. 560', 'art. 559', 'sentenza ', 'art. 559']

Delitti contro il matrimonio nell'Enciclopedia Treccani
I delitti contro il matrimonio sono contemplati nel capo primo del titolo XI (Delitti contro la famiglia) del codice penale. In questo gruppo figura in primo luogo il delitto di bigamia che la dottrina distingue in propria (art. 556 c.p.) e impropria (557 c.p.): commette la prima colui che essendo legato da matrimonio avente effetti civili, contrae un nuovo matrimonio; la seconda è commessa, invece, da colui che, libero da vincolo coniugale, contrae matrimonio con una persona legata da matrimonio avente effetti civili. Obiettivo comune a entrambe le norme è la tutela del principio di monogamia. Il delitto si consuma nel momento e nel luogo di celebrazione del secondo matrimonio; se il secondo matrimonio è religioso, l’illecito si consuma nel momento e nel luogo in cui esso viene trascritto nei registri dello stato civile perché è con la trascrizione che l'unione religiosa acquista effetti civili.
Induzione al matrimonio. - Altra figura delittuosa, introdotta dal legislatore del 1930, è l’induzione al matrimonio mediante inganno che consiste nel contrarre matrimonio avente effetti civili occultando all’altro coniuge, con mezzi fraudolenti, l’esistenza di un impedimento che non sia quello derivante da un precedente vincolo coniugale (art. 558 c.p.). Il fatto è punibile a condizione che il matrimonio stesso venga annullato a causa dell’impedimento occultato. Il delitto si consuma nel momento e nel luogo in cui viene contratto il matrimonio. Elemento psicologico comune ai delitti di cui sopra è il dolo generico.
Adulterio e concubinato. - Il vigente codice penale prevedeva anche i delitti di adulterio (art. 559, 561) e di concubinato (art. 560) che non avevano subito notevoli modificazioni rispetto alla disciplina del codice Zanardelli. Era, inoltre, prevista, l’ipotesi della «relazione adulterina» (art. 559, co. 3, c.p.), che costituiva una forma aggravata di adulterio. In seguito all'intervento della Corte costituzionale (sentenza 3 dicembre 1969, n. 147), sia il concubinato, sia l’adulterio non costituiscono più reato, ma solo illecito civile, che può esser fatto valere dal coniuge offeso quale causa di separazione.
adulterio Rapporto sessuale di una persona vincolata da matrimonio con una persona dell’altro sesso, diversa dal coniuge. ● A seguito delle sentenze nr. 126 del 1968 (che dichiarava l’illegittimità dell’art. 559 del codice penale, sanzionante penalmente l’adulterio della moglie e del correo) e nr. 147 del 1969 ... diritto penale Parte del diritto pubblico che disciplina i fatti costituenti reato. In particolare, complesso delle norme contenute nel codice penale e nelle leggi speciali, che individuano le fattispecie di reato determinandone le relative sanzioni, consistenti in pene (detentive o pecuniarie) e misure di sicurezza, ... còdice penale còdice penale Fonte del diritto penale sostanziale che contiene i principi fondamentali e le regole generali finalizzate a reprimere i fatti costituenti reato. Il codice penalep. vigente, detto c. Rocco dal nome del ministro della Giustizia che lo propose (r.d. 19 ott.1930 n.1398), inizialmente composto ... Reato Fatto umano tipico (ovvero conforme a una fattispecie penale incriminatrice), antigiuridico e colpevole a cui è ricollegabile una sanzione penale. I reati si distinguono in delitti e contravvenzioni a seconda del tipo di pena per essi stabilita. Ergastolo, reclusione e multa sono le sanzioni afferenti ...