Source: http://www.parlamento.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00576359&part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_icrdrs&parse=si
Timestamp: 2013-05-25 07:42:24+00:00
Document Index: 33976945

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 2']

BODEGA - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:
in data 6 giugno 2011 l'ufficio postale di Pasturo in provincia di Lecco è rimasto chiuso senza alcuna comunicazione preventiva causando un grave disagio alla popolazione;
già nei giorni precedenti si erano verificati malfunzionamenti per il blocco dei terminali verificatosi a livello nazionale;
l'ufficio postale di Introbio (Lecce), contattato in merito, ha garantito la presenza di un sostituto, ma ciò non è purtroppo avvenuto;
nonostante nei giorni successivi al 6 giugno sia stata garantita l'apertura, continuano a perdurare disagi legati alla scarsa operatività dell'ufficio anche a causa della lentezza nel disbrigo delle varie pratiche;
il perdurare di tale situazione, oltre al danno di immagine arrecato alla più grande azienda italiana, procura grave ed effettivo disagio all'utenza locale, ed in modo particolare agli anziani, che più degli altri usufruiscono dei servizi postali,
si chiede di sapere di quali elementi disponga il Ministro in indirizzo in relazione ai fatti e se non ritenga opportuno intervenire urgentemente al fine di ristabilire la piena operatività dell'ufficio postale di Pasturo.
(4-05393)
il batterio Escherichia coli ha già mietuto 33 vittime in Germania e, secondo il Robert Koch Institut, che in Germania si occupa del controllo e della prevenzione delle malattie, il 100 per cento di coloro che si sono ammalati avevano mangiato germogli;
esperti di alimentazione considerano i germogli fonti di vitamine, proteine e pochi grassi e per questo sono utilizzati, anche in Italia, da vegetariani e amanti della cucina biologica e macrobiotica;
il fatto che vengano consumati crudi fa sì che diventino pericolosi per la salute pubblica perché il batterio passa all'uomo e può provocare la sindrome emorragica uremica (SEU);
la proliferazione dei batteri è facilitata dall'ambiente caldo e umido in cui crescono ed un singolo batterio sopravvissuto in un chilo di semi può contaminare l'intera partita di germogli proprio per le condizioni in cui vengono fatte crescere le piantine;
ritenuto che sia necessario emanare delle linee guida molto severe per ridurre il rischio di contaminazione batterica di questi alimenti trattando i semi in modo da ridurre la carica batterica ed effettuando test microbiologici per controllare i prodotti prima di metterli in vendita,
se il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, oltre alla meritevole azione di controllo specifico effettuata in queste settimane, non ritenga utile l'avvio di una politica generale e permanente mirata al controllo dei germogli per ridurre il rischio di contaminazione batterica;
se non ritenga urgente intervenire con una campagna di informazione sull'argomento;
se non ritenga utile sviluppare politiche di cooperazione nel campo delle conoscenze scientifiche all'estero, ed in particolar modo in Germania, per evitare il rischio di psicosi che potrebbe frenare le esportazioni di verdure e ortaggi italiani.
(4-05394)
PEGORER, PERTOLDI, BLAZINA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze - Premesso che:
con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3702 del 5 settembre 2008, il Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia è stato nominato Commissario delegato per l'emergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilità nell'autostrada A4 nella tratta Quarto d'Altino-Trieste e nel raccordo autostradale Villesse-Gorizia;
in particolare, al Commissario delegato è stato assegnato il compito di provvedere alla realizzazione della terza corsia nel tratto autostradale A4 e all'adeguamento a sezione autostradale del raccordo Villesse-Gorizia;
per la realizzazione dei predetti interventi, l'articolo 2 dell'ordinanza ha riconosciuto al Commissario delegato la possibilità di avvalersi del supporto tecnico, operativo e logistico della concessionaria Autovie venete SpA con sede a Trieste;
con successiva ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri n. 3764 del 6 maggio 2009, i compiti originariamente assegnati al Commissario delegato dall'ordinanza n. 3702 sono stati ampliati, attribuendo allo stesso il compito della realizzazione degli interventi insistenti sul tratto autostradale A4 Quarto d'Altino-Trieste o sul raccordo autostradale Villesse-Gorizia o sul sistema autostradale interconnesso, previsti nella convenzione di concessione tra Autovie venete e l'ANAS SpA, ritenuti indispensabili ai fini del superamento dello stato di emergenza, nonché il compito della realizzazione delle opere di competenza di enti diversi dalla concessionaria;
gli interventi richiamati rientrano nell'ambito del Primo programma delle infrastrutture strategiche di cui alla deliberazione del 21 dicembre 2001, n. 121, del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE);
con delibera CIPE n. 13 del 18 marzo 2005 è stato approvato, con prescrizioni e raccomandazioni, il progetto preliminare dell'intervento (si veda la Gazzetta Ufficiale del 6 settembre 2005, n. 207);
l'autostrada A4 è un'infrastruttura di particolare interesse e valenza per il Paese, in quanto collega il nord-est dell'Italia con i Paesi dell'Europa orientale, registrando nel tempo progressivi e consistenti aumenti nel volume di traffico commerciale e turistico fra i diversi territori del sud-est e del nord Europa con l'Italia;
il piano finanziario per la realizzazione delle opere di miglioramento della A4 era previsto, in prima istanza, nella somma di 1,7 miliardi di euro, successivamente aumentato durante la gestione commissariale a 2,3 miliardi di euro;
a copertura del suddetto piano finanziario, a fronte di una disponibilità effettiva pari a circa 600 milioni di euro, è stata indetta una gara per individuare un soggetto finanziatore per la somma di circa 1,7 miliardi di euro;
a quanto è dato sapere alla scadenza dei termini risulta essere stata presentata un'unica offerta da parte di un gruppo di istituti di credito - Biis-Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mediobanca, MPS, Crédit Agricole, Centrobanca, Natixis e Deutsche Bank - giudicata coerente con le previsioni del bando di gara;
la società Autovie venete è controllata dalla finanziaria regionale Friulia SpA;
la comunità regionale non può essere chiamata a sopportare il peso complessivo di queste opere infrastrutturali di interesse nazionale e europeo, con l'ulteriore aumento di tariffe o imposte regionali,
se il Governo ritenga che gli interventi di ammodernamento della rete autostradale A4 risultino strategici per l'interesse nazionale nel quadro dello sviluppo dei traffici commerciali e turistici dell'Italia verso il nord e l'est Europa;
se sia stato o meno interpellato ai fini di una formale richiesta per l'eventuale cofinanziamento degli interventi di ammodernamento della A4;
se sia a conoscenza delle motivazioni dettagliate che hanno portato, durante la gestione commissariale, all'incremento dei costi del piano finanziario per la realizzazione delle opere di miglioramento dell'autostrada A4, dagli originari 1,7 miliardi di euro a 2,3 miliardi di euro, anche ai fini della valutazione della loro congruità;
se sia o meno a conoscenza che è stata bandita una gara per individuare un soggetto finanziatore a copertura del piano finanziario e se risulti che, tra le condizioni poste e tra le varie garanzie richieste dalla cordata bancaria citata, unica offerta pervenuta per l'aggiudicazione del soggetto finanziatore, vi sia la "cessione" a detto soggetto finanziatore di quote delle società Autovie venete SpA e Friulia SpA;
se sia, altresì, a conoscenza che tra i vari impegni richiesti ad Autovie venete sia previsto un possibile impegno da parte della stessa società a non partecipare alla gara per l'aggiudicazione delle concessioni autostradali nel 2017;
quali iniziative intenda assumere al fine di evitare che il maggiore costo delle predette opere venga posto, con l'aumento di tariffe o imposte regionali, a carico dei cittadini e delle imprese del Friuli-Venezia Giulia.
(4-05397)
GARAVAGLIA Massimo - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
EUR SpA partecipata al 90 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze e al 10 per cento dal Comune di Roma è una società immobiliare nata nel 2000 dalla trasformazione dell'ente Eur. Dispone di un patrimonio immobiliare di grande pregio, costituito per la maggior parte da edifici realizzati in vista dell'Esposizione Universale di Roma del 1942 e da oltre 635.000 metri quadri di parchi e giardini;
gli obiettivi statutari di EUR SpA sono quelli di gestire e valorizzare il complesso dei beni di cui è titolare, attraverso l'elaborazione di strategie di sviluppo, indirizzate alla gestione dinamica ed alla valorizzazione del patrimonio, al fine di massimizzarne la redditività, sempre nel rispetto del particolare valore storico-artistico. In particolare due sono le principali attività svolte dalla società, ossia, da un lato, quella diretta ad interventi di restauro e rifunzionalizzazione del proprio patrimonio, per adeguare gli spazi e metterli a reddito in maniera ottimale e, dall'altro lato, quella incentrata sulla realizzazione di grandi progetti di sviluppo immobiliare (ad esempio la realizzazione del nuovo centro congressi dell'Eur);
il controllo effettivo sulla società appare quasi esclusivamente gestito dall'amministrazione comunale senza alcun coinvolgimento del Ministero (che detiene la quota maggioritaria delle azioni);
negli anni sia con l'amministrazione del Comune di Roma guidata dal sindaco Rutelli che con quella facente capo al sindaco Veltroni numerose polemiche in merito all'attività gestionale hanno interessato EUR SpA;
da quanto si apprende dalle informazioni pubblicate dagli organi di stampa, prima fra tutte l'inchiesta giornalistica condotta dal quotidiano "la Repubblica", anche con l'amministrazione comunale Alemanno la situazione non sembra affatto migliorata;
l'inchiesta pubblicata sul quotidiano denuncia delle anomalie nella condotta gestionale dell'azienda da parte dei nuovi vertici della società (nominati nel luglio 2009). Dall'inchiesta trapela, infatti, una gestione non oculata e rispettosa del patrimonio pubblico che lascia intravedere una commistione di interessi privati nella gestione pubblica degli appalti. Inoltre il quotidiano evidenzia come anche l'EUR SpA sia interessata dalla questione delle "assunzioni facili" che ha coinvolto le più grandi società municipalizzate del Comune di Roma (ATAC, AMA eccetera) nell'amministrazione della Giunta Alemanno,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se ritenga opportuno avviare delle procedure finalizzate ad accertare che non siano state messe in atto da parte dei vertici aziendali dell'EUR SpA condotte che possano far emergere violazioni di legge e danno all'erario pubblico.
(4-05398)
LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che un articolo del "Corriere dello sport" del 13 giugno 2011 riferisce che «C'è una sottile linea rossa che unisce, inconsapevolmente, un arbitro, un bookmaker inglese, una lettera, lo scandalo che sta travolgendo, ancora una volta, il nostro calcio (con una partita in particolare, finita nel mirino degli inquirenti), l'Associazione Italiana Arbitri e due dei protagonisti al centro dell'inchiesta della Procura di Cremona, il portiere ex Cremonese e Benevento, Marco Paoloni, e il socio di due agenzie di scommesse (il gruppo è - maledetta casualità - lo stesso), Massimo Erodiani. L'arbitro è Claudio Gavillucci, sezione Aia di Latina, promessa arbitrale da tre stagioni alla Can Pro (all'epoca della promozione, estate 2008, si chiamava ancora Can C), in odore di promozione (con i colleghi Di Paolo, Irrati, Viti, Di Bello e Mariani). La linea rossa del destino lo porta, quest'anno a dirigere (anche) Cremonese-Spezia, partita finita 2-2 che a tre minuti dalla fine era 2-0, partita nella quale Paoloni si fa rubare il pallone dalle mani da Colombo e finisce per spintonare proprio Gavillucci, che deve espellerlo. Partita che è - con altre - al centro delle indagini dei pm di Cremona. Ma la linea rossa, che fa sempre più rima con diabolica coincidenza, aveva cominciato a tratteggiare il suo filo già prima. (...) Claudio Gavillucci, di professione, si occupava di alcuni dipartimenti (Customer Service, Pubbliche relazioni e Comunicazioni) dell'agenzia di scommesse Stanleybet, il bookie inglese che banca, ovviamente, anche partite di Lega Pro. È proprio nell'anno della sua promozione all'allora serie C che la Stanleybet invia (anche con corriere UPS e con tanto di ricevute) all'allora presidente della sezione Aia di Latina, Giancarlo Bersanetti, una lettera (in nostro possesso) per spiegare quali sono le mansioni che l'arbitro occupa all'interno dell'agenzia, anche per capire la portata dell'eventuale incompatibilità. Lettera firmata (di suo pugno) addirittura da John Whittaker, all'epoca Managing Director e ora Ceo di Stanleybet. Destino diabolico e beffardo. Perché Gavillucci, posto davanti ad una scelta a gennaio di quest'anno dal bookie inglese, ha dato le dimissioni da Stanleybet per inseguire il suo sogno nell'arbitraggio. Dimissioni che avevano come time limit la finale di Champions (28 maggio), ma visto che quest'anno si è giocato di sabato, tutto è slittato alla settimana successiva. Al primo giugno, giorno in cui scoppia lo scandalo scommesse. Ma non è finita. (...) L'inconsapevole linea rossa stava annodando un altro cappiolo. Perché le agenzie gestite da Massimo Erodiani (con Francesca La Civita, entrambi sono ai domiciliari) appartengono entrambe allo stesso gruppo ed il gruppo, che dal 1997 ha fissato il suo quartier generale a Liverpool, è quello di Stanleybet. L'AIA (Associazione Italiana Arbitri), sapeva, dunque, tutto. Perché era stata informata direttamente dalla società di scommesse, con una lettera del 3 luglio 2008, alla quale Stanleybet non ha mai ricevuto risposta. E perché ogni arbitro deve compilare (art. 3 delle norme di funzionamento dell'Aia) un «foglio notizie, da aggiornare annualmente, contenente i dati interessanti l'associato (cognome, nome (...) professione e rapporto di lavoro...)»,
se, alla luce di quanto esposto in premessa, il Governo non ritenga che vi possano essere ragioni di incompatibilità quando un arbitro dell'AIA lavora per un'agenzia di scommesse che quota anche le partite che lui dirige;
se sia a conoscenza dei motivi per cui l'AIA, pur sapendo, non abbia fatto nulla sottovalutando una questione così delicata, soprattutto da un punto di vista etico.
(4-05399)
si apprende dal sito www.grr.rai.it che quarantacinque ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dalla magistratura romana nei confronti, tra gli altri, di imprenditori e professionisti nell'ambito di un'inchiesta su un presunto giro di evasione fiscale. Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi anche il presidente di Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi, ed il commercialista, Carlo Mazzieri;
secondo gli inquirenti sono loro «i promotori dell'associazione a delinquere» e gli «ideatori e realizzatori diretti e indiretti di soluzioni fraudolente personalizzate in favore dei vari gruppi imprenditoriali, clienti dello studio»;
si legge su un articolo pubblicato su "Leggo Italia" il 14 giugno: «In particolare l'indagine, dei Pm Francesca Loy, Francesco Ciardi e Sabina Calabretta (coordinati dal procuratore aggiunto Nello Rossi), riguarda un meccanismo di elusione fiscale attuato attraverso il trasferimento all'estero, specie in Bulgaria ed Inghilterra, di società in stato prefallimentare. Agli arrestati, la metà circa in carcere e il resto ai domiciliari, sono contestati a vario titolo l'associazione a delinquere, la bancarotta fraudolenta, il riciclaggio, reati fiscali, emissione di fatture false e appropriazione indebita. L'inchiesta della guardia di finanza e della Procura di Roma riguarda complessivamente un'ottantina di persone tra cui anche bancari, avvocati, notai e appartenenti ai gruppi Conad e Centrapol. E' stato inoltre disposto il sequestro di beni e valori per oltre 80 milioni di euro. I particolari dell'operazione, compiuta dalla guardia di finanza, saranno illustrati alle 11 nel corso di una conferenza stampa che si terrà in Procura. Sotto accusa, hanno fatto sapere i militari, ci sono 703 società, che hanno debiti erariali per 550 milioni di euro. Di queste, 300 sono state trasferite all'estero»;
si legge su un articolo pubblicato su "Il Journal" del 15 giugno: «la carriera di Pambianchi è stata quasi interamente dedicata all'economia e al mondo delle aziende. Romano, classe 1946, il presidente della confederazione laziale è stato sin dopo la laurea abilitato alla professione di commercialista; negli anni, poi, si è occupato di catene alberghiere, di consulenze familiari e anche di quelle aziendali. Negli anni Ottanta è stato invece il turno del settore immobiliare e turistico. Ma è nel 1996 che viene avviato il suo progetto più interessante e duraturo, Dabliu: si costituisce infatti un'apposita società per azioni, la Profit, la quale si specializza nelle attività sportive e della gestione del tempo libero. In questi quindici anni si è riusciti addirittura a dar vita a 450 unità lavorative. E forse proprio questa continua espansione è stata dannosa per Pambianchi. Le perquisizioni in questione si sono infatti rivolte al periodo compreso tra l'inizio del 2010 e l'attuale mese, soprattutto per quel che riguarda le commercializzazioni relative a Caffè Palombini, una delle catene di ristorazione più celebri della Capitale. In pratica, i trasferimenti all'estero di alcuni immobili sarebbero stati resi possibili attraverso la distrazione di 207 milioni di euro e numerosi episodi di evasione ed elusione del fisco. Queste società trasferite, inoltre, erano in stato di pre-fallimento, un altro elemento che ha fortemente insospettito: in effetti, si decideva in gran parte dei casi di puntare su paesi come l'Inghilterra o la Bulgaria. In questo modo, le società indebitate non potevano più fallire, visto che erano ormai cancellate dal registro delle imprese, un accorgimento volto ad evitare il processo per bancarotta fraudolenta»;
come si legge sul sito www.ilpost.it il 16 settembre 2010 era arrivata la notizia che Pambianchi e Mazzieri figuravano tra gli indagati per reati fiscali nel settore dell'imprenditoria edile, dell'arredamento e della produzione di beni industriali, insieme a Giampiero Palenzona (fratello di Fabrizio, vicepresidente di Unicredit group), «Renato Semeraro e Gianmauro Borsano» (ex presidente del Torino calcio ed ex deputato del Psi di Bettino Craxi). Il reato contestato a Pambianchi e agli altri inquisiti è la "sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte" (articolo 11 del decreto legislativo n. 74 del 2000 in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto), per la quale è prevista la reclusione da sei mesi a quattro anni;
come scrive Carlo Bonini per il quotidiano "la Repubblica" del 15 giugno: «Se la rideva Pambianchi. In pubblico, in questi anni, posava con il presidente del Consiglio nel chiedere "un Fisco giusto, contro il governo delle tasse". In privato, al telefono che non sapeva intercettato, gongolava per il tracollo della nostra economia: "È un momento de' crisi... E so' crisi pe' tutti, no? E quindi,... Noi quando c'è il momento de' crisi.... eh eh eh.... è il momento pe' mette' il maggior lavoro". In fondo, aveva ottimi motivi per farlo. A leggere l'imponente documentazione raccolta dalla Procura e dalla Finanza, il suo studio di via Emilio de' Cavalieri 7, nell'elegante quartiere Parioli, era diventata un'officina dell'illecito fiscale chiavi in mano. Di cosa aveva bisogno il cliente? Ristrutturazioni aziendali con trasferimento fittizio di società all'estero per evitare fallimenti, bancarotte, e seppellire debiti con il Fisco? Pambianchi aveva fior di collaboratori nel ramo (Paolo Verrengia), una rete di prestanome (anche cittadini bulgari) e di conti correnti. Il cliente doveva sottrarsi al pagamento delle imposte? Doveva autofinanziarsi con operazioni farlocche di lease-back immobiliare o, più banalmente, riciclare beni e denaro? Lo studio si proponeva come "l'eccellenza nel settore". Il Sistema lo si può riassumere con una parola: "bare fiscali". I clienti facevano la fila (tra loro Giampiero Palenzona, fratello di Fabrizio, vicepresidente di Unicredit, Renato Semeraro, Gianmauro Borsano, ex presidente del Torino ed ex deputato del Psi). I "becchini" dei debiti con l'Erario, Mazzieri e Pambianchi non avevano il tempo di contare i soldi. Le chiamavano "parcelle". "Di fatto - scrivono i magistrati - erano compartecipazioni agli utili del reato". Qualcosa come 8 milioni di euro, naturalmente in nero. Ai gruppi Vichi, Di Veroli e Visa garantiscono "la sottrazione fraudolenta del pagamento delle imposte"»;
come risulta da un articolo pubblicato su "il Fatto Quotidiano", è del 14 marzo 2011 la notizia che il pubblico ministero Giuseppe Cascini ha chiesto una condanna a «sette anni di reclusione per Sergio Billè, ex presidente di Confcommercio (...) nel processo sulla compravendita di un palazzo a Roma, in via Lima, sull'appropriazione di somme versate a fondi previdenziali e sulla gara per l'assegnazione del patrimonio immobiliare di Enasarco. Cascini ha chiesto, inoltre, una condanna a 3 anni per il figlio di Billè, Andrea, e a cinque anni di reclusione per l'ex presidente di Enasarco Donato Porreca e per l'ex consulente Fulvio Gismondi. E ancora 3 anni e mezzo per Luigi Gargiulo, ex collaboratore del finanziere Stefano Ricucci, che non sarà processato perché ha già patteggiato (...) Tra gli episodi attribuiti dagli inquirenti c'è la promessa di 50 milioni di euro fatta da Ricucci affinchè la sua Magiste Real Estate spa si aggiudicasse nel 2005 la gara indetta per il servizio di gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare della fondazione Enasarco. Soldi che sarebbero stati destinati per il 40% a Porreca, presidente della stessa Enasarco, nonché presidente della Commissione che gestiva la gara, per il 20% al mediatore Fulvio Gismondi e per il 40% a Sergio Billè»,
quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere al fine di combattere efficacemente l'evasione fiscale considerato che, come afferma il procuratore aggiunto Nello Rossi, tutto quello che guadagna la criminalità economica, lo perdono i singoli cittadini in termini di reddito, di copertura previdenziale e di sicurezza sociale;
quali iniziative intenda adottare al fine di tutelare le vittime scarsamente visibili di queste storie di bancarotta come i lavoratori delle varie società, i fornitori, i creditori e, alla fine, i contribuenti;
quali siano i motivi per cui Equitalia, a parere dell'interrogante feroce nel vessare i contribuenti onesti applicando ganasce fiscali spesso per tributi inesistenti, scaduti, prescritti o per somme inferiori ad 8.000 euro, ha, per anni, ignorato la scintillante clientela dello studio Pambianchi, lasciando il tempo che i suoi crediti milionari languissero, mentre numerosi professionisti trasferivano risorse all'estero rendendo così quei crediti per sempre inesigibili;
se, anche alla luce delle analoghe vicende che hanno riguardato i precedenti vertici della Confcommercio, non intenda intraprendere le opportune iniziative per evitare che vi siano evasori di serie "A" riveriti ed impuniti, ed evasori di serie "B", come i piccoli esercenti che spesso vengono perseguitati dal fisco, allargando in tal modo il solco dell'iniquità e dell'ingiustizia che allontana i cittadini onesti dalle istituzioni democratiche soprattutto quando si tratta di imprenditori che non creano ricchezza, ma al contrario puntano a distruggere sistematicamente la ricchezza collettiva ai fini di un arricchimento personale.
(4-05400)
DELLA SETA, FERRANTE - Al Ministro della difesa - Premesso che:
Cosmo-Skymed è il nome di un sistema satellitare sofisticatissimo messo a punto in Italia, la cui versione militare arriva a "vedere" dal cielo oggetti di un metro. L'Italia potrebbe servirsi di queste tecnologie a fin di bene, ma il loro utilizzo è avvolto nell'ombra: fa capo al Ris, il nuovo servizio segreto militare voluto dal Ministro della difesa che, però, non ha regole né limiti, e desta non poche preoccupazioni. Questo è quanto emerge dalla lettura di un articolo pubblicato il 15 giugno 2011 sul sito on line del quotidiano "La Repubblica";
di giorno e di notte, anche con le nuvole più fitte, il sistema satellitare può scrutare ovunque: ha occhi radar che guardano persino attraverso le tempeste di sabbia, fotografando oggetti di 40 centimetri. Questi satelliti-spia sono gioielli tecnologici talmente avanzati da sorprendere persino gli americani, stupiti - come evidenzia uno dei cablo inediti di "WikilLeaks" - nello scoprire che l'Italia dispone di una rete spaziale di sorveglianza militare;
questi sensori che tutto possono controllare sfuggono invece al controllo delle istituzioni democratiche: sono gestiti da un apparato che fa capo solo ai vertici militari, esterno ai servizi segreti e alla vigilanza del Parlamento. E nessuno sa quali immagini catturino e che fine esse facciano;
la realizzazione della rete Cosmo-Skymed, come si ricava sempre dalla lettura del suddetto articolo, ha un costo elevatissimo. Per i quattro satelliti già operativi sono stati spesi un miliardo e 137 milioni di euro. Ma il Ministro della difesa ha già deciso di investire altri 555 milioni nei prossimi anni per potenziare il sistema, lanciando in orbita due occhi elettronici ancora più evoluti. Le spese ricadono sulla Difesa, sul Ministero dello sviluppo economico e su quello dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Il progetto, nato in Finmeccanica e poi trasferito alla joint-venture italo-francese Alenia Thales Space, fa affidamento sulle meraviglie di un radar di bordo che può fotografare mezzo continente oppure concentrarsi su dettagli "tattici": un'auto, un gruppo di uomini, persino la canna di un pezzo d'artiglieria. Ovunque: in Italia e nel mondo;
per esempio, i Cosmo-Skymed potrebbero concentrarsi sui porti tunisini e libici dove si imbarcano i profughi diretti verso Lampedusa, per lanciare l'allarme su quante navi e quante persone stanno per partire: ci sarebbe così il tempo per cercare di dissuadere gli scafisti intervenendo sulle autorità locali o mettere in allarme chi deve soccorrere o accogliere i disperati del Mediterraneo. Ma informazioni del genere ai pattugliatori della Finanza o della Capitaneria non arrivano. Spesso nemmeno i servizi segreti "istituzionali", creati con la riforma del 2007, sanno cosa stiano facendo i satelliti spia, che sono interamente nelle mani della Difesa;
gli italiani sanno pochissimo di questa "eccellenza" nazionale, ma in compenso a Parigi ne sanno tutto. I francesi sono rimasti così impressionati dalla potenza dei nostri sistemi satelltitari da promuovere un accordo di scambio bilaterale. Il programma ha carattere "duale": vi è una parte civile, con una attività che potrebbe servire per molti scopi utilissimi (disastri naturali, lotta all'abusivismo edilizio o ai traffici clandestini di rifiuti), che è gestita dall'Agenzia spaziale italiana (ASI) e che può disporre però solo di immagini a bassa risoluzione (si può individuare una nave mercantile, ma nelle foto un peschereccio diventa poco più di un punto; si vede una villa, non un'automobile); e vi è una parte militare, che può contare su immagini ad altissima risoluzione, il cui centro di controllo ha sede presso l'aeroporto di Pratica di Mare alle porte di Roma e si chiama Centro interforze telerilevamento satellitare (CITS). In realtà il nome completo della struttura di Pratica di Mare è CITS-RIS, dove la seconda sigla indica l'intelligence militare alle dirette dipendenze dello Stato maggiore della Difesa;
il Ris è l'unico servizio segreto sfuggito alla riforma di pochi anni fa. Si pensava che fosse destinato a un ruolo marginale: la legge assegnava al Ris solo compiti di carattere tecnico e di polizia militare. L'attenzione era rivolta soprattutto alle spedizioni internazionali, Libano e Afghanistan, ossia ad ogni attività informativa utile al fine della sicurezza dei presidi e delle attività delle forze armate all'estero. Quindi il Ris si dovrebbe limitare alla raccolta di notizie sul campo, lontano dalla madrepatria, cercando di proteggere i soldati impegnati sulla frontiera israeliana o nella regione di Herat. La legge era chiara nell'escludere qualunque attività di intelligence ed esplicitare che il Ris non dovesse svolgere alcuna funzione propria dei servizi segreti;
recentemente il Governo italiano ha anche acquistato due aerei specialissimi, che costeranno 280 milioni di euro. Il prezzo non dipende dai jet - si tratterà di bireattori "Gulfstream" - ma dalla dotazione di bordo: un sistema chiamato "Jamms" che cattura e setaccia tutte le emissioni elettromagnetiche. Questi aerei dovrebbero essere gestiti in condominio dai servizi segreti e dal solito Ris, che essendo interno alle forze armate ovviamente dispone già di piloti, hangar e tecnici. Ma il dilemma è lo stesso: poiché la legge non prevede che i militari si occupino di intelligence, nessun organismo parlamentare li controlla. Così resta un problema fondamentale di regole: ovvero chi vigila sulle operazioni del Ris. Non sono state definite regole e limiti per la sua attività, mentre le informazioni a cui il Ris ha accesso diventano sempre più ampie. Lo dimostra la gestione dello scambio dati sui satelliti spia con la Francia, che non passa attraverso i servizi segreti istituzionali ma avviene tra intelligence militare. O l'accesso diretto del Ris ai dossier degli 007 americani in Afghanistan che - come rivelano i file di "WikiLeaks" - è stato concesso al ministro La Russa al fine di migliorare l'incisività dei nostri incursori. Tutto top secret,
se il Ministro in indirizzo non intenda immediatamente riferire sulle reali operazioni svolte dal sistema Cosmo-Skymed e in particolare sulla parte militare del programma;
se il costo sostenuto fino ad oggi per la realizzazione di questo sistema, che tutto controlla senza venire controllato da nessuno, sia effettivamente superiore a 1 miliardo di euro.
(4-05404)
LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia, dello sviluppo economico e per le politiche europee - Premesso che:
il giorno 14 giugno 2011, il candidato unico alla presidenza della Banca centrale europea, dottor Mario Draghi, che dovrebbe sostituire Jean Claude Trichet, è stato ascoltato dalla Commissione europea. "Repubblica on-line" riferisce sull'audizione del signor Governatore della Banca d'Italia, riportando correttamente anche alcune domande scomode che sono state rivolte da europarlamentari. Nell'articolo, dal titolo: «Draghi e le domande scomode al Pe "Non sono un italiano germanizzato"», si legge: «Dal suo passato in Goldman Sachs alla scarsa presenza femminile nel board Bce, il futuro presidente passa l'"esame orale" con l'Europarlamento: "In Germania mi hanno presentato come un piatto di pasta, ma certe cose le dico da sempre". Aveva già risposto per iscritto, stavolta Mario Draghi ha dovuto affrontare le legittime curiosità degli europarlamentari nel corso dell'audizione alla quale si è sottoposto quale presidente designato della Banca centrale europea. Draghi ha confermato all'Aula tutti i suoi giudizi, dal valore dell'euro e della unità monetaria alle politiche della Bce, dal no alla ristrutturazione del debito greco fino alle scelte delle istituzioni finanziare per uscire dalla crisi. Nel faccia a faccia con gli eurodeputati, però, il prossimo presidente della Bce ha dovuto affrontare anche domande scomode e dare spiegazioni su alcune scelte del passato e del presente. Un parlamentare gli ha chiesto se avesse svolto un ruolo nell'operazione che la Goldman Sachs compì nel 2000 sul debito della Grecia e se non si senta in "conflitto di interesse" rispetto a quell'esperienza. Draghi ha risposto di aver sempre agito correttamente: "È molto importante non solo aver agito con integrità ma anche essere percepito come integro - ha premesso Draghi -. Gli accordi fra Goldman Sachs e il governo greco sono stati avviati prima che io ci andassi e, come ho detto tante volte, non ho nulla a che fare con questi accordi né prima né dopo". "Anzi, io lavoravo con il settore privato", ha aggiunto: "Ho passato 6 anni alla Banca d'Italia - ha ricordato - con il controllo della vigilanza che mostra il contrario. Penso che grazie alla vigilanza della Banca d'Italia nessuna banca italiana ha mai avuto problemi". "Chiedete ai banchieri italiani se sono stato troppo gentile o leggero con loro" o se come "presidente dell'Fsb" sono stato "gentile con le banche". L'eurodeputata francese Sylvie Goulard (MoDem/Alde) ha invece chiesto a Draghi se il suo approccio alla Bce non sia "diventato di colpo troppo tedesco". Draghi ha replicato dicendo di non sentirsi "un italiano improvvisamente germanizzato". "Se vuole sapere cosa sono - ha detto - certo sono italiano. È vero che molti giornali tedeschi mi hanno rappresentato come un piatto di pasta o di pizza. Ma quando ho parlato ho sempre ripetuto quello che dico da tutta una vita" e cioè che obiettivo primario della Bce è garantire la stabilità dei prezzi. In proposito Draghi ha ricordato di aver vissuto in Italia "negli anni '70 quando avevamo un'inflazione oltre il 20% per cento". Una parlamentare gli ha quindi chiesto se non ritenesse inadeguata la rappresentanza femminile alla Bce: "Sono assolutamente d'accordo con lei - ha risposto Draghi - . C'è un problema, non solo a livello di Bce, ma ovunque, io almeno lo sento come tale. Ma la nomina dei membri del comitato esecutivo della Bce e del governing council è regolata dai trattati e vengono scelti in base alla competenza, non c'è una regola per una distribuzione pro-quota in base alla nazionalità o al genere se maschile o femminile". Comunque, ha aggiunto, "in Bankitalia noi abbiamo una donna nel nostro direttorio", riferendosi al vice direttore generale Anna Maria Tarantola. Draghi ha giudicato premature le ipotesi di emissione di un eurobond (che ha il ministro Tremonti fra i primi sponsor) e dell'istituzione di un ministero delle Finanze per l'Eurozona: "Per me è legittimo, se si vuole un'Unione più stretta, ci arriveremo a lungo termine". Infine, da segnalare la battuta del belga Phillippe Lamberts, del gruppo dei verdi, davanti all'ennesima risposta di Draghi sulla contrarietà della Bce alla ristrutturazione del debito della Grecia: "Signor Draghi - ha detto Lamberts -, lei è il cattolico più ortodosso che abbia mai incontrato". Draghi ha concluso l'audizione ringraziando 'europarlamento: "È stata la mia prima esperienza di responsabilità democratica - ha detto -: è stato molto interessante: Ho imparato molto, apprezzo e apprezzerò in futuro le vostre domande per le quali vi ringrazio". Solo un deputato non è rimasto soddisfatto, il leghista Mario Borghezio, che ha chiesto a Draghi se appartenesse al Bilderberg Group o alla Trilaterale e afferma in una nota di aver ricevuto dal governatore "risposte piuttosto imbarazzate e, per il vero, non proprio soddisfacenti". Il Bilderberg Group è un incontro annuale a invito che riunisce esponenti influenti del mondo finanziario, economico e politico. La Commisione Trilaterale fu creata da David Rockfeller per riunire personalità influenti di Giappone, Europa e Nordamerica, al fine di promuovere una maggiore cooperazione tra le tre aree"»;
il dettagliato resoconto dell'inviato a Bruxelles è stato sfumato dalla maggior parte dei giornali che in data 15 giugno 2011 hanno riportato la notizia. Quasi del tutto sparite le domande scomode sul passato di vice-presidente per l'Europa di Goldman Sachs, del tutto censurata quella relativa all'appartenenza al Bilderberg Group o alla Trilaterale di un europarlamentare italiano che ha affermato, in una nota, di aver ricevuto dal Governatore "risposte piuttosto imbarazzate e, per il vero, non proprio soddisfacenti";
in data 28 marzo 2007 il Consiglio nazionale dell'ordine dei giornalisti ha approvato la Carta dei doveri dell'informazione economica, che, tra l'altro, dispone: «art. 1) Il giornalista riferisce correttamente, cioè senza alterazioni e omissioni che ne alterino il vero significato, le informazioni di cui dispone, soprattutto se già diffuse dalle agenzie di stampa o comunque di dominio pubblico. L'obbligo sussiste anche quando la notizia riguardi il suo editore o il referente politico o economico dell'organo di stampa. Non si può subordinare in alcun caso al profitto personale o di terzi le informazioni economiche e finanziarie di cui si sia venuti a conoscenza nell'ambito della propria attività professionale né si può turbare l'andamento del mercato diffondendo fatti o circostanze utili ai propri interessi; (...) art. 4) Il giornalista rifiuta pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, vacanze gratuite, regali, facilitazioni o prebende da privati o enti pubblici che possano condizionare il suo lavoro e la sua autonomia o ledere la sua credibilità e dignità professionale. (...) La violazione di queste regole integranti lo spirito dell'art. 2 della legge 3 febbraio 1963 n. 69 comporta l'applicazione delle norme contenute nel Titolo III della citata legge»;
considerato che a giudizio dell'interrogante c'è da interrogarsi in ordine a quali criteri di verità, autonomia ed indipendenza si ispirino i quotidiani italiani, che omettono spesso, in una sorta di gara all'autocensura, di riportare fatti e notizie secondo i criteri di un'informazione completa e veritiera sul ruolo e sul passato svolto da potentati ed oligarchi,
se risulti quale sia stato il ruolo del vice-presidente per l'Europa nell'operazione che la Goldman Sachs compì nel 2000 sul debito della Grecia e se gli accordi fra la Goldman Sachs e il Governo greco, per falsificare i conti ed entrare nell'area euro, non abbiano provocato l'indebolimento economico dell'area euro con lacrime e sangue per risanare successivamente i conti dello Stato ellenico tuttora a rischio di default;
quali misure urgenti il Governo intenda attivare per evitare che i mezzi di informazione, specie quelli che si occupano di fatti economici, possano rispettare i parametri della deontologia professionale, soprattutto nel riferire correttamente, cioè senza contraffazioni e omissioni che ne alterino il vero significato, le informazioni di cui dispone, soprattutto se già diffuse dalle agenzie di stampa o comunque di dominio pubblico;
se sia a conoscenza di quante violazioni delle regole integranti lo spirito dell'art. 2 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, che comporta l'applicazione delle norme contenute nel titolo III della citata legge, sia in merito alla censura o all'autocensura, che all'art. 4 della Carta dei doveri, laddove il giornalista rifiuta pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, vacanze gratuite, regali, facilitazioni o prebende da privati o enti pubblici che possano condizionare il suo lavoro e la sua autonomia o ledere la sua credibilità e dignità professionale, siano state comminate finora dall'ordine nazionale dei giornalisti e di quali siano stati i giornalisti oggetto di provvedimenti disciplinari per violazione della Carta dei doveri.
(4-05406)
in data 9 giugno 2011 il sito web www.civitanews.it rendeva noto il rinvio a giudizio disposto l'8 giugno 2011 dal Tribunale di Civitavecchia nei confronti del signor Giuliano Sala, attuale sindaco del Comune di Bracciano, e del signor Maurizio Capparella, assessore all'Urbanistica del medesimo Comune, per il reato di abuso d'ufficio, nonché del signor Liberato Cavini, assessore al Bilancio, per il reato di tentata concussione;
dall'articolo pubblicato sul sito www.iltabloid.it risulta in particolare che «il Sindaco Sala e l'Assessore Capparella sono stati rinviati a giudizio perché, secondo l'accusa, nell'ottobre 2008 avrebbero inviato al denunciante e al suo avvocato una lettera peraltro scritta dall'avvocato del Comune di Bracciano e solamente firmata, per indicare il percorso urbanistico da seguire al fine di risolvere una annosa questione che si protraeva fin dal 2005. (…) Per quanto concerne l'Assessore Cavini, di professione ingegnere, l'accusa sostiene che, nel gennaio 2007, avrebbe offerto al cittadino la possibilità di risolvere la pratica qualora, in qualità di professionista, gli avesse affidato un incarico professionale»;
in relazione al signor Cavini, lo stesso articolo precisa però che in realtà «ferma restando la fiducia nell'azione di accertamento dei fatti da parte dell'Autorità giudiziaria, si vuole precisare che - a differenza di quanto sostenuto dall'accusa e da quanto apparso in alcuni articoli stampa - all'epoca dei fatti, 10 gennaio 2007, l'Ingegner Cavini non ricopriva la carica di Vicesindaco (assunta solo a partire da giugno 2007 a seguito dell'elezione nelle fila dell'attuale maggioranza e del suo ingresso nella Giunta comunale), ma aveva il solo ruolo di Consigliere comunale di opposizione: un titolo pertanto privo di qualsivoglia "potere" nella fattispecie in oggetto»;
il Sindaco e gli assessori hanno già ribadito la correttezza del proprio operato ed il perseguimento del fine pubblico e hanno assicurato che continueranno a svolgere il proprio mandato fino alla scadenza naturale, attendendo il processo per poter chiarire fino in fondo le proprie posizioni;
tali fatti potrebbero essere sintomatici di una gestione poco corretta del Comune da parte degli amministratori nonché della violazione dei principi di correttezza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione a danno dei cittadini del Comune;
il testo unico della legge sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, agli articoli 141 e seguenti, disciplina, tra l'altro, le ipotesi di scioglimento e sospensione dei consigli comunali e provinciali, nonché quelle relative alla rimozione e sospensione di amministratori locali,
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti in premessa;
se, nell'ambito delle proprie competenze, non ritenga opportuno adottare i provvedimenti necessari al fine di assicurare la corretta amministrazione del Comune e in particolar modo quelli previsti dal testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000.
(4-05408)
IZZO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e l'innovazione - Premesso che:
l'art. 2, comma 1-ter, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, allo scopo di razionalizzare l'assetto organizzativo dell'amministrazione economico-finanziaria e di potenziare l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS), ha previsto la soppressione delle Direzioni territoriali dell'economia e delle finanze e il trasferimento, anche in soprannumero, del personale in servizio presso gli uffici territoriali soppressi, anche con qualifica dirigenziale, prioritariamente e su base volontaria, presso l'AAMS;
con decreto ministeriale del 23 dicembre 2011 è stato disposto, in attuazione delle disposizioni legislative in questione, il trasferimento all'AAMS, a decorrere dal 1° marzo 2011, di circa 1.400 lavoratori e di n. 7 dirigenti di seconda fascia;
l'operazione innanzi sinteticamente descritta, che si è rivelata molto complessa soprattutto per quanto attiene ai profili logistico-funzionali, contemplava l'adozione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di ridefinizione delle dotazioni organiche del personale del Ministero dell'economia e delle finanze e dell'AAMS anche con qualifica dirigenziale, allo scopo di rendere effettivo il potenziamento dell'attività dell'AAMS, consentendo peraltro una nuova articolazione territoriale delle proprie strutture di livello provinciale;
il direttore dell'AAMS , nel corso di una serie di audizioni parlamentari tenutesi negli ultimi mesi dell'anno 2010, ha costantemente ribadito la necessità di istituire nuove sedi di livello provinciale, la maggior parte delle quali di livello dirigenziale, allo scopo di potenziare in maniera efficace l'azione istituzionale dell'AAMS sul territorio, con particolare riferimento alla necessità di avviare un'efficace azione di contrasto del gioco illegale, che sottrae ingenti risorse finanziarie all'erario;
la legge 13 dicembre 2010, n. 220 (legge di stabilità 2011) attribuisce all'AAMS ulteriori compiti di contrasto del gioco illegale, dell'evasione fiscale in materia di scommesse e di tutela dei minori, anche con l'obiettivo di acquisire risorse finanziarie destinate al finanziamento degli interventi di sostegno, tra l'altro, dell'istruzione e della ricerca scientifica;
tale programma di potenziamento dell'AAMS, nelle varie fasi in cui è stato definito dal legislatore, assume un rilievo fondamentale nel quadro delle azioni del Governo preordinate alla lotta alla criminalità organizzata che purtroppo, nel settore dei giochi e delle scommesse, mostra allarmanti livelli di penetrazione, come dimostrato da alcuni recenti episodi di cronaca;
ciò nonostante, la nuova articolazione territoriale dell'AAMS, più volte preannunciata, ad oggi non risulta ancora definita, né risulta avviato alcun programma complessivo di decentramento, ancorché transitorio, delle attività istituzionali alle strutture di livello provinciale;
di conseguenza, il personale trasferito dal Ministero dell'economia e delle finanze il 1° marzo 2010, inclusi i dirigenti, permane in una mortificante condizione di sostanziale inattività, in assenza peraltro di un programma di formazione e inserimento nei nuovi processi di lavoro, anch'essi tutt'altro che definiti sul piano organizzativo e ciò nonostante l'elevato livello di esperienza e professionalità acquisita nell'esercizio delle importanti funzioni svolte in precedenza,
quali siano lo stato dell'iter di definizione e i tempi di emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di rideterminazione delle dotazioni organiche del personale, anche con qualifica dirigenziale, dell'AAMS;
se si intenda promuovere l'adozione di iniziative di natura legislativa, anche in via di urgenza, allo scopo di dare il massimo impulso alla nuova organizzazione territoriale dell'AAMS, nelle more della sua più volte annunciata trasformazione in Agenzia fiscale;
se sia in programma l'emanazione di direttive rivolte all'AAMS tendenti ad avviare in ogni caso un effettivo decentramento di funzioni, nell'intero ambito nazionale e in coerenza con le reali condizioni logistico-funzionali delle singole realtà operative, alle strutture di livello provinciale;
quali iniziative s'intendano adottare per assicurare il sollecito avvio di un programma organico di formazione dei dirigenti e del personale trasferito dal Ministero dell'economia e delle finanze, preordinato al loro effettivo inserimento nei processi di lavoro dell'AAMS;
quali iniziative si intendano adottare per assicurare al personale dirigente recentemente trasferito dal Ministero dell'economia e delle finanze un reale inserimento nei processi istituzionali e gestionali dell'AAMS in condizioni di pari dignità e di effettività di funzioni con i colleghi già operanti nell'ambito dell'Amministrazione.
(4-05409)
TOMASELLI - Al Ministro per il turismo - Premesso che:
il 9 giugno 2011, presso Palazzo Chigi, il Ministro del turismo on. Michela Vittoria Brambilla ha presentato alla stampa uno spot sulla promozione del turismo nel Mezzogiorno, destinato al mercato nazionale nel quale vengono mostrate tredici località di varie regioni meridionali;
nell'ambito di tale presentazione pubblica, il Ministro ha sostenuto, come riportato da diverse agenzie di stampa (si veda, ad esempio, "AgenParl"), che "dobbiamo tutelare l'immagine turistica del nostro meridione con la massima attenzione, anche in riferimento ai possibili effetti negativi dei rivolgimenti sociali e politici del Nord Africa e del conflitto in Libia";
tale spot si configura sostanzialmente come un'azione risarcitoria verso territori e città che hanno subìto nei mesi scorsi e stanno ancora subendo notevoli disagi in relazione ai rilevanti flussi migratori provenienti da vari Paesi del Nord Africa;
dai contenuti del citato spot promozionale è stata inaspettatamente esclusa la città di Oria (Brindisi), la comunità maggiormente penalizzata dalla presenza del Centro d'accoglienza formalmente ubicato in agro di Manduria (Taranto) presso l'ex aeroporto militare, ma di fatto ben più contiguo al territorio oritano;
proprio la città di Oria nelle scorse settimane, in concomitanza con la installazione del Centro e con la presenza in pochi giorni di un ingente numero di immigrati, giunti fino a circa duemila, è quella che ha dovuto fronteggiare una vera e propria emergenza sociale, accogliendo con grande generosità centinaia e centinaia di disperati che si sono riversati in città cercando e trovando accoglienza, cibo, aiuti umanitari, sostegno anche economico da parte della popolazione residente;
detto centro è ancora in piena attività e proprio nei giorni scorsi è stato annunciato l'arrivo di ulteriori 900 immigrati che si vanno ad aggiungere ai 600 presenti attualmente;
la città di Oria ha mostrato e continua a mostrare uno spirito di solidarietà immenso, fronteggiando una situazione di grande criticità, nonostante le cronache, specie nei mesi di marzo e aprile, abbiano registrato episodi di difficile convivenza, com'è fisiologico che accada quando la convivenza è imposta dall'alto per di più dall'oggi al domani, episodi strettamente collegati alla presenza degli ospiti del Centro, qui efficacemente ribattezzato "Tendopoli";
sono venute in quei giorni numerose promesse di iniziative ed interventi risarcitori anche per la città di Oria, di cui a tutt'oggi non vi è alcuna concreta traccia;
tra le iniziative valutate vi era stata proprio la realizzazione di uno spot promozionale da mandare in onda sulle reti televisive nazionali, proposto e realizzato in forma gratuita da un'impresa giornalistica ed editoriale locale;
Oria conta ben 3.000 anni di storia e risorse naturalistiche, architettonico-paesaggistiche e culturali, a cominciare dal Castello normanno svevo fatto edificare da Federico II e dal corteo-torneo dei Rioni, prestigiosa rievocazione storica abbinata più volte alla lotteria Italia;
nei giorni scorsi il neo Sindaco di Oria, Cosimo Pomarico, ha scritto al Ministro del turismo per lamentare tale ingiusta penalizzazione, che, al danno dell'emergenza immigrazione, aggiunge la beffa di un mancato coinvolgimento in una adeguata azione promozionale delle potenzialità turistiche del territorio,
quali siano le eventuali ragioni - a parte una censurabile dimenticanza - che hanno portato alla esclusione della città di Oria da tale spot promozionale;
quali iniziative il Ministro in indirizzo ritenga di dover attivare per garantire il pieno coinvolgimento della città di Oria nelle attività di promozione del turismo nel Mezzogiorno, con particolare riguardo, come dallo stesso Ministro affermato, ai territori che - come nel caso della città di Oria - hanno subìto (e stanno ancora subendo) gli effetti negativi dei rivolgimenti sociali e politici del Nord Africa e del conflitto in Libia.
(4-05411)
MARINO Ignazio, PORETTI, CAROFIGLIO, MARINARO, DE LUCA, NEROZZI, VITA, SANGALLI, FIORONI, AGOSTINI, GRANAIOLA, MOLINARI, BIONDELLI, PIGNEDOLI, DE SENA, DEL VECCHIO, MORRI, MICHELONI, PASSONI, ADAMO, CRISAFULLI, CARLONI, CHIAROMONTE, SERAFINI Anna Maria, MONACO, VIMERCATI, CASSON, FILIPPI Marco, GARAVAGLIA Mariapia, ANDRIA, PEGORER, CHIURAZZI, TONINI, RANUCCI, PERDUCA - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e degli affari esteri - (4-05412)
(Già 2-00325)