Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2018/06/avvocato-del-libero-foro-costituzione-nulla-per-lufficio.html
Timestamp: 2019-06-24 15:11:32+00:00
Document Index: 91647696

Matched Legal Cases: ['art. 182', 'art.12', 'art. 82', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 12']

Avvocato del libero foro: costituzione nulla per l'ufficio
L’ufficio dell’Agenzia Entrate Riscossione nei cui confronti è proposto il ricorso, non può farsi assistere da un avvocato del libero foro iscritto nel relativo albo professionale.
Tuttavia la mancanza del potere di rappresentanza, rilevabile in ogni stato e grado del giudizio, anche in sede di legittimità, può essere sanata in fase di impugnazione ossia anche in appello ai sensi dell’art. 182 C.p.c. (CTR Campania n. 443/2018).
Si prende spunto da questa interessante decisione per tracciare le linee guida dell’assistenza tecnica nell’ambito del processo tributario ex art.12 del D. Lgs n. 546/1992.
La controversia prende origine dall’impugnativa proposta dalla società contribuente avverso una serie di cartelle di pagamento a titolo di Irap, Ires ed Iva eccependone l’illegittimità per omessa precedente notifica.
L’Agente della riscossione, già Equitalia Sud, si è costituito in giudizio rappresentata e difesa da un avvocato del libero foro.
La CTP ha respinto il ricorso della società ritenendo provata la ritualità della notifica delle cartelle e condannando la resistente al pagamento delle spese di lite
La società ha proposto appello contestando la notifica via pec delle cartelle e con memoria aggiunta ha eccepito, altresì, che l’agente della riscossione non poteva costituirsi in giudizio a mezzo di un avvocato, ma doveva stare in giudizi personalmente con propri funzionari.
La decisione tratta il tema della ritualità della costituzione in giudizio dell’Agenzia della riscossione che si è avvalsa del ministero dei un avvocato del libero foro.
Al riguardo, mentre nel processo civile è prevista, come regola, la rappresentanza tecnica (art. 82, comma 3, Cpc) e la facoltatività della c.d. assistenza tecnica, quest’ultima è prevista obbligatoriamente nel giudizio tributario.
Infatti l’art. 12 D.Lgs n. 546/1992, così come modificato dal D.Lgs n. 156/2015, recante norme in tema di “Assistenza tecnica” prevede l’obbligo per i contribuenti di farsi assistere in giudizio da un difensore abilitato, fatta eccezione per le controversie tributarie di valore inferiore a tremila euro in cui le parti possono stare in giudizio senza il difensore. Sono abilitati all’assistenza tecnica dinanzi alle CCTT, se iscritti nei relativi albi professionali, gli avvocati, i dottori commercialisti, i ragionieri e i periti commerciali, nonché i consulenti del lavoro e i periti agrari e dottori agronomi per le materie di loro competenza. Inoltre dal 1° gennaio 2016 (data di entrata in vigore del D. Lgs n. 156/15) sono stati inclusi anche i dipendenti dei centri di assistenza fiscale (CAF).
Da ciò consegue che il difensore non rappresenta necessariamente la parte e non opera in nome di questa, essendo sufficiente un mero incarico. A tale riguardo i giudici delle leggi e di legittimità hanno affermato che quanto previsto dall’art. 12 è un semplice incarico di assistenza tecnica (e non anche di rappresentanza) (C.Cost. n. 189/2000; Cass n. 29919/2017).
Nel processo tributario, quindi, non vi è un onere di rappresentanza tecnica e per le parti c.d. private sembra ammessa anche la rappresentanza volontaria solo processuale, mentre, ai sensi del combinato disposto dell’art. 11 D.Lgs n. 546/92 (“Capacità di stare in giudizio”), l’ufficio del Ministero delle finanze può stare in giudizio personalmente, senza poter conferire la rappresentanza volontaria o terzi o a professionisti abilitati al patrocinio.
Tra le categorie dei difensori indicate nel suddetto art. 12 del D.Lgs 546/1992, possono essere abilitati alla rappresentanza ed alla difesa del contribuente – mediante apposita istanza alla Direzione della Giustizia Tributaria, anche gli impiegati delle ex carriere dirigenziali, direttive e di concetto dell’Amministrazione finanziaria e gli ufficiali e i sottufficiali della Guardia di Finanza, collocati a riposo dopo almeno 20 anni di servizio effettivo.
Nel caso di…