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Timestamp: 2018-06-23 04:01:39+00:00
Document Index: 8732980

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 74', 'art. 34', 'art. 29', 'art. 49', 'art. 1']

Novità fiscali del 27 gennaio 2010: modello IVA 2010: esame di tutte le novità di quest'anno; soci di SNC: per l’iscrizione alle gestione INPS-commercianti occorre partecipare nel lavoro aziendale in pieno; risparmio energetico: il contribuente deve decidere tra la detrazione fiscale del 55% e gli altri incentivi | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 27 gennaio 2010: modello IVA 2010: esame di tutte le novità di quest'anno; soci di SNC: per l’iscrizione alle gestione INPS-commercianti occorre partecipare nel lavoro aziendale in pieno; risparmio energetico: il contribuente deve decidere tra la detrazione fiscale del 55% e gli altri incentivi
1) Modello IVA/2010: Novità per la compilazione
2) Grande distribuzione: Trasmissione telematica dei corrispettivi
3) Decreto Iva intra: Per le informazioni statistiche si pensa ad un modello leggero
4) Soci di Snc: Per l’iscrizione alle gestione Inps commercianti occorre partecipare nel lavoro aziendale in pieno
5) Risparmio energetico: Il contribuente deve decidere tra la detrazione fiscale del 55% e gli altri incentivi
Il 2010 si caratterizza, sotto l’aspetto fiscale, anche per la neo introduzione del nuovo Modello IVA base 2010. Si tratta della versione semplificata (novità assoluta) del modello di dichiarazione annuale, realizzata per consentire al ‘‘contribuente IVA base’’ di avere a disposizione un modello contenente solo i quadri di suo interesse e da utilizzare in allegato al MUNICO.
Gli unici soggetti obbligati a presentare la dichiarazione IVA all’interno del Modello Unico 2010 restano i contribuenti che determinano un saldo IVA a debito Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 1 del 15.01.2010.
Peraltro, come è noto, il provvedimento del 15.01.2010 ha approvato i seguenti modelli, con le relative istruzioni, concernenti le dichiarazioni relative all’anno 2009 da presentare ai fini IVA:
– Modello IVA/2010;
– Modello IVA BASE/2010 composto solo da i quadri VA, VE, VF, VJ, VH, VL e VT;
– Modello VR/2010 (Richiesta di rimborso, riservato ai contribuenti che intendono chiedere, in tutto o in parte, il rimborso dell’eccedenza d’imposta detraibile relativa all’anno 2009);
– Modello IVA 26 LP/2010 – Prospetto delle liquidazioni periodiche, riservato agli enti o società controllanti).
E’ stato, inoltre, approvato il modello IVA 74 bis, con le relative istruzioni, concernente le operazioni effettuate nella frazione d’anno antecedente la dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa, riservato ai curatori fallimentari e ai commissari liquidatori, da utilizzare per l’anno d’imposta 2010.
Il modello di dichiarazione annuale IVA/2010 concernente l’anno d’imposta 2009 deve essere utilizzato sia dai contribuenti tenuti alla presentazione di tale dichiarazione in via autonoma, sia dai contribuenti obbligati a comprendere la dichiarazione annuale IVA nel Modello Unico 2010.
In particolare, rispetto ai soggetti che presentano la dichiarazione IVA in via autonoma di IVA/2009, è stato specificato che possono presentare la dichiarazione in via autonoma i soggetti che intendono utilizzare in compensazione ovvero chiedere a rimborso il credito d’imposta risultante dalla dichiarazione annuale (art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 322/1998, come modificato dall’art. 10 del D.L. 18.07.2009, n. 78).
Tutto ciò al fine di potere anticipare la presentazione della dichiarazione IVA in caso di compensazione di importi a credito superiori a € 15.000,00.
Da ricordare che è stato esteso al curatore fallimentare e al commissario liquidatore, l’obbligo di presentare in via telematica, anziché in formato cartaceo, la dichiarazione per le operazioni registrate nella parte dell’anno solare anteriore alla dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa, ai fini dell’eventuale insinuazione al passivo della procedura concorsuale.
La dichiarazione IVA relativa all’anno 2009 deve essere presentata nel periodo compreso tra il 18 febbraio e il 30 settembre 2010 nel caso in cui il contribuente sia tenuto alla presentazione in via autonoma ovvero entro il 30 settembre 2010 nel caso in cui il contribuente sia tenuto a comprendere la dichiarazione IVA nella dichiarazione unificata.
L’IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale deve essere versata entro il 16 marzo 2010 (nel caso in cui il relativo importo superi 10,00) in unica soluzione o rateizzata.
Il modello IVA 2010 ha, quindi, subito una serie di modifiche rispetto all’anno precedente, ecco le novità principali.
Eliminazione dei dati anagrafici del contribuente
Giacché desumibili dai modelli AA7/AA9, sono stati soppressi i campi riservati all’indicazione della residenza anagrafica (persone fisiche) e del domicilio fiscale (persone giuridiche).
Nel previsto riquadro l’indicazione viene richiesta esclusivamente ai soggetti residenti all’estero.
E’ stato soppresso il campo ‘‘codice fiscale attribuito per la stabile organizzazione’’ destinato ai soggetti non residenti che operavano in Italia sia mediante stabile organizzazione che tramite identificazione diretta/ rappresentante fiscale.
Infatti, in presenza di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato, non è più consentito operare tramite rappresentante fiscale o mediante identificazione diretta per
assolvere gli adempimenti relativi alle operazioni effettuate direttamente dalla casa madre (le operazioni confluiscono nella posizione IVA attribuita alla stabile organizzazione).
Per quanto riguarda le modalità di presentazione e di compilazione della dichiarazione IVA relativa all’anno 2009 da parte dei soggetti non residenti che, sulla base della previgente normativa, hanno operato in Italia sia mediante stabile organizzazione sia mediante rappresentante fiscale o identificazione diretta, l’obbligo dichiarativo annuale deve essere assolto unicamente dalla stabile organizzazione mediante la presentazione di un’unica dichiarazione costituita dal frontespizio e da due moduli.
Visto di conformità/firma organo di controllo
A decorrere dal 2010, per contrastare gli abusi e gli illeciti utilizzi di crediti inesistenti, l’art. 10 del D.L. n. 78/2009 introduce un meccanismo preventivo di controllo, dettando le modalità operative cui devono attenersi i contribuenti che effettuano compensazioni di crediti IVA per importi superiori a 10.000,00 euro annui.
– La compensazione del credito IVA per importi superiori a 10.000,00 euro annui può essere effettuata solo dopo la presentazione della dichiarazione annuale o l’istanza di compensazione trimestrale;
– a tal fine, é prevista la possibilità di anticipare la presentazione della dichiarazione annuale al fine di potere usufruire della possibilità di compensare il credito annuale a decorrere dal 16 marzo.
Inoltre, é stato previsto che i contribuenti che presentano
la dichiarazione entro febbraio siano esonerati dalla Comunicazione dati IVA.
La compensazione del credito IVA per importi superiori a 15.000 euro annui viene ulteriormente subordinata (alternativamente):
– all’apposizione del visto di conformità alla dichiarazione annuale IVA, da parte di un soggetto ammesso al rilascio dello stesso;
– alla sottoscrizione del soggetto che effettua il controllo contabile (revisore o Collegio sindacale).
In caso di presenza di Collegio Sindacale e Società di Revisione é stato introdotto il riquadro riservato alla sottoscrizione della dichiarazione da parte dell’organo di controllo contabile.
Con la sottoscrizione della dichiarazione da parte dei soggetti che esercitano il controllo contabile viene attestata l’esecuzione dei controlli di cui all’art. 2, comma 2, del D.M. n. 164/1999.
Il quadro VA è adesso costituito da 2 sezioni (anziché 4) ed ha subito notevoli ‘‘tagli’’ rispetto al medesimo quadro di IVA/2009.
Rispetto al modello IVA/2009, infatti, non sono più presenti nel quadro i righi VA3, VA4 e VA7; le sezioni 2 e 3; il rigo VA42.
– il rigo VA3 modello IVA/2009, che richiedeva la ripartizione degli acquisti registrati nell’anno, é stato collocato nell’ambito del quadro VF, rigo VF24; é stato eliminato il rigo VA4 modello IVA/2009, riservato ai soggetti che si avvalgono della facoltà di versare trimestralmente l’imposta relativa alle operazioni di subfornitura;
– il rigo VA7 modello IVA/2009, riservato all’indicazione delle operazioni agricole connesse effettuate in via occasionale, é stato collocato nell’ambito della nuova sezione 3 del quadro VF, rigo VF55;
– il contenuto della sezione 2 del quadro (modello IVA/2009), riguardante l’effettuazione di operazioni esenti occasionali o di cessioni occasionali di beni usati, é stato collocato nella nuova sezione 3 del quadro VF, righi VF53 e VF54;
– il contenuto della sezione 3 del quadro (modello IVA/2009), riguardante l’esposizione delle operazioni intracomunitarie, delle esportazioni, delle importazioni e delle operazioni da e nei confronti di San Marino, é stato collocato nell’ambito dei quadri VE (rigo VE30) e VF (rigo VF23);
– il rigo VA42 modello IVA/2009, riservato all’indicazione dei dati relativi all’adeguamento IVA studi di settore, é stato soppresso.
Il dato verrà esposto nell’ambito del Modello Unico.
Nel rigo VA1 é stato introdotto il campo 6 riservato ai soggetti non residenti che nell’anno d’imposta hanno operato sia mediante stabile organizzazione che mediante rappresentante fiscale o identificazione diretta.
Il quadro VE é costituito da 5 sezioni.
Rispetto al modello IVA/2009:
– sono stati eliminati i righi da VE10 a VE12 (si trattava dei righi di sommatoria parziale relativa agli importi esposti nei righi che compongono la sezione);
– la sezione 2 si compone di 3 righi che richiedono l’esposizione dell’imponibile e dell’imposta delle operazioni attive effettuate, suddivise in base all’aliquota d’imposta applicata (4%, 10%, 20%);
– é stata istituita una nuova sezione 3 dove sono determinati i totali dell’imponibile (rigo VE23) e dell’imposta (rigo VE25) relativi alle operazioni evidenziate nelle sezioni 1 e 2;
– nella nuova sezione 4 (sezione 3 modello IVA/ 2009), il rigo VE30 é composto da più campi che richiedono l’esposizione dettagliata delle operazioni che danno diritto a plafond, precedentemente evidenziate nella sezione 3 del quadro VA;
– nel rigo VE36 é stato introdotto un campo specifico per l’esposizione delle operazioni ad esigibilità differita effettuate ai sensi dell’art. 7 del D.L. n. 185/2008 (IVA per cassa);
– la sezione 5 (sezione 4 modello IVA/2009) é costituita dal rigo VE40, totale delle operazioni attive effettuate (volume d’affari).
E’ stato eliminato il rigo VE41 del modello IVA/2009, che costituiva di fatto il semplice riporto del dato già indicato nel rigo VE25.
Il quadro VF é stato profondamente modificato. Adesso contiene sezioni precedentemente riportate nei quadri VA e
VG dell’IVA/2009.
Il nuovo quadro VF é costituito da 4 sezioni e rispetto al modello IVA/2009:
– nella sezione 1 é stato eliminato il rigo VF12, un rigo di sommatoria parziale relativa agli importi esposti nei righi che compongono la sezione;
– è stata istituita la sezione 2 dove viene richiesta l’indicazione del totale degli acquisti e delle importazioni registrati, delle variazioni e degli arrotondamenti e del totale dell’imposta relativa agli acquisti ed alle importazioni imponibili.
Nella sezione sono stati introdotti i righi VF23 e VF24: Il primo rigo richiede l’esposizione dettagliata degli acquisti intracomunitari, delle importazioni e degli acquisti da San Marino, dati evidenziati l’anno scorso nella sezione 3 del quadro VA; il secondo rigo riguarda la ripartizione degli acquisti registrati nell’anno, esposizione che lo scorso anno era richiesta nel quadro VA, rigo VA3;
– é stata istituita la sezione 3 – determinazione dell’IVA ammessa in detrazione – sostanzialmente riservata ai soggetti destinatari dei regimi speciali IVA caratterizzati da specifiche modalità di determinazione dell’imposta detraibile ovvero dai soggetti che effettuano operazioni esenti.
La nuova sezione accoglie alcuni dei dati contenuti nel quadro VG modello IVA/2009.
Da quest’anno, nell’ambito del quadro VF viene chiesto al contribuente di indicare il metodo adottato per la determinazione dell’IVA ammessa in detrazione (rigo VF30). In presenza di regimi speciali che prevedono la detrazione in misura forfetaria (agriturismo, spettacoli viaggianti, attività agricole connesse, ecc.) viene richiesto unicamente di indicare nel rigo VF57 l’importo che risulta dall’applicazione della percentuale di forfetizzazione di competenza.
La compilazione di uno specifico riquadro viene prevista esclusivamente per i soggetti che effettuano operazioni esenti o che applicano il regime speciale per l’agricoltura e ciò in considerazione della specificità di tali situazioni. Inoltre, nella sezione sono stati istituiti i righi da VF53 a VF55, per la gestione delle operazioni esenti occasionali, delle cessioni occasionali di beni usati e delle operazioni agricole connesse effettuate in via occasionale che lo scorso anno erano rappresentate nell’ambito del quadro VA (sezione 2 e rigo VA7).
Il quadro VG dello scorso anno é stato soppresso.
– nella sezione 2 sono stati eliminati i righi VL1, VL2, VL4 e VL5 che costituivano un semplice riporto di importi già evidenziati in altri quadri;
– nella sezione 3 sono stati invertiti i righi VL32 e VL33 del modello IVA/2009 per evidenziare, analogamente a quanto avviene nella sezione 1 dello stesso quadro e nella parte finale della sezione 3, prima il debito e poi il credito annuale.
Nel rigo VO33, inerente al cd. regime dei minimi per la determinazione dell’IVA e del reddito nei modi ordinari (art. 1, commi 96 ss., della legge n. 244/2007), e` stata inserita la casella relativa alla revoca, infatti, il 2008 é il primo anno di applicazione di tale regime fiscale.
Nel rigo VX6 – importo ceduto a seguito di opzione per il consolidato fiscale – é stato inserito un campo per l’indicazione del codice fiscale della consolidante.
Il quadro é riservato all’ente o società controllante di un gruppo IVA; trattandosi di un quadro speculare al quadro VL sono state apportate le medesime modifiche illustrate in precedenza con riferimento al predetto quadro.
Quadro VY
Nel rigo VY6 – importo ceduto a seguito di opzione per il consolidato fiscale – é stato inserito un campo per l’indicazione del codice fiscale della consolidante.
Il modello di dichiarazione annuale IVA BASE/2010 è, pertanto, una versione semplificata del modello di dichiarazione annuale IVA/ 2010 e può essere utilizzato, in alternativa al predetto modello, dai contribuenti obbligati a comprendere la dichiarazione annuale IVA nel modello UNICO 2010.
Il modello IVA BASE/2010 può essere utilizzato dai soggetti IVA, sia persone fisiche sia soggetti diversi dalle persone fisiche, che nel corso dell’anno:
– Hanno determinato l’imposta dovuta o l’imposta ammessa in detrazione secondo le regole generali previste dalla disciplina IVA e, pertanto, non hanno
applicato gli specifici criteri dettati dai regimi speciali IVA (ad esempio, quelli previsti dall’art. 34 per gli agricoltori o dall’art. 74-ter per le agenzie di viaggio);
– hanno effettuato in via occasionale cessioni di beni usati e/o operazioni per le quali é stato applicato il regime per le attività agricole connesse (art. 34-bis);
– non hanno effettuato operazioni con l’estero (cessioni ed acquisti intracomunitari, cessioni all’esportazione ed importazioni, ecc.);
– non hanno effettuato acquisti ed importazioni senza applicazione dell’imposta avvalendosi dell’istituto del plafond;
– non hanno partecipato ad operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive.
Il modello IVA BASE/2010 non può essere utilizzato:
– dai curatori fallimentari e dai commissari liquidatori tenuti a presentare la dichiarazione annuale per conto dei soggetti IVA sottoposti a procedura concorsuale;
– delle società che hanno partecipato ad una procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo.
Le modalità ed i termini per la presentazione del modello IVA BASE/2010 sono le stesse previste per la presentazione del modello di dichiarazione annuale IVA/2010 in forma unificata.
Il modello di dichiarazione IVA BASE é costituito da un modulo, composto dai quadri VA, VE, VF, VJ, VH, VL e VT.
I dati relativi alla determinazione dell’IVA da versare o del credito d’imposta devono essere indicati nel quadro RX di UNICO 2010.
Le opzioni e le revoche previste in materia di IVA e di imposte sui redditi devono essere comunicate utilizzando il quadro VO della dichiarazione annuale
IVA/2010, da presentare nell’ambito della dichiarazione unificata.
L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 2/E del 25.01.2010 ha riepilogato le novità per le imprese della Grande distribuzione organizzata.
Una sorta di guida per le imprese della grande distribuzione organizzata che hanno scelto di trasmettere in via telematica i dati sulle somme incassate giornalmente dai loro punti vendita per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi.
Con tale documento l’Agenzia delle Entrate ha, quindi, chiarito le principali novità introdotte dal provvedimento del 12.03.2009, soffermandosi, in particolare, sui requisiti dimensionali richiesti per avvalersi della possibilità di comunicare telematicamente i corrispettivi.
A questo proposito, il documento di prassi precisa che, rispetto al passato, possono aderire alla facoltà di trasmissione telematica dei corrispettivi, e quindi essere esonerati dall’emissione degli scontrini/ricevute fiscali, anche le aziende che effettuano prestazioni di servizi, a condizione che siano rispettati i requisiti dimensionali e la pluralità di punti vendita previsti dalla legge.
In particolare, poi, la circolare ha evidenziato che – fatta salva la pluralità dei punti vendita – il requisito dimensionale è rispettato indipendentemente dalla verifica, all’interno di ciascun esercizio commerciale, dei metri quadri riservati all’attività di cessione di beni da quelli destinati all’attività di servizi, purché quell’esercizio commerciale abbia complessivamente le dimensioni previste dalla legge.
Ciò significa, precisa la circolare, che deve trattarsi di imprese operanti con medie e grandi strutture di vendita, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettere e) ed f) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 e cioè che abbiano “più punti vendita” ubicati nel territorio dello Stato, di cui almeno uno avente:
– una superficie superiore a 150 metri quadri nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti;
– una superficie superiore a 250 metri quadri nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti.
Pertanto, non potranno avvalersi della suddetta facoltà sia le imprese che operano con un solo punto vendita, ancorché avente le dimensioni richieste dalla norma, sia le imprese che operano con più punti vendita di cui nessuno possiede le suddette dimensioni.
Calendario degli invii
Per quanto riguarda tempi e modalità di invio delle informazioni, l’Agenzia ha ricordato che le comunicazioni vanno inviate con cadenza mensile entro il giorno 15 del mese successivo a quello di riferimento.
Se il giorno 15 coincide con un sabato, una domenica o un giorno festivo, la trasmissione dei dati slitta al primo giorno lavorativo successivo.
Guida alla trasmissione
Il flusso di dati attivato dalle aziende che operano nel settore della grande distribuzione organizzata deve essere continuo, quindi non è possibile trasmettere il file con i corrispettivi incassati in un mese se prima non si è inviato quello relativo al mese precedente.
Infine, la circolare ha ricordato che i contribuenti dovranno comunicare al Fisco l’importo complessivo dei corrispettivi giornalieri, al lordo dell’imposta, suddividendoli a seconda del regime Iva applicato.
Il decreto Iva sull’Iva intracomunitaria si avvia alla pubblicazione sulla “Gazzetta Ufficiale” senza modifiche sostanziali rispetto alle versione del testo licenziato il 12.11.2009 dal Governo e gli interventi sollecitati dalle associazioni di categoria non sono stati accolti.
Rimangono ancora i dubbi degli operatori e le preoccupazioni legate ai nuovi adempimenti che le regole Ue (in gran parte già in vigore dal 1° gennaio 2010), impongono specie in relazione alla fatturazione dei servizi.
Salvo modifiche o variazioni da apportare anche in via amministrativa, sulla carta il nuovo sistema dovrebbe partire dal prossimo 19 febbraio.
Mancano però i modelli e le specifiche tecniche per trasmettere telematicamente il prospetto.
Per questo motivo viene previsto il rinvio dell’obbligo telematico a partire dal 30 aprile e lo slittamento del termine mensile.
Per i soci di società in nome collettivo la partecipazione al lavoro aziendale con il carattere dell’abitualità e della prevalenza è una necessaria condizione ai fini dell’iscrizione alla gestione assicurativa commercianti.
E’ questa la precisazione del Ministero del Lavoro contenuta nell’interpello n. 78/2009.
In relazione all’ipotesi di esercizio contemporaneo, anche in un’unica impresa, di varie attività autonome assoggettabili a diverse forme di previdenza, tali soggetti hanno l’obbligo di iscriversi all’assicurazione previdenziale prevista per l’attività alla quale gli stessi dedicano personalmente la loro opera professionale in misura prevalente, tal fine la norma demanda all’Inps la decisione sull’iscrizione nell’assicurazione corrispondente a tale attività.
Nel caso in cui le attività commerciali siano svolte in forma societaria, la dichiarazione formulata dal socio nella richiesta di iscrizione all’elenco degli esercenti attività commerciale di cui alla L. n. 662/1996 costituisce adempimento di un obbligo di legge, qualora lo stesso partecipi al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza e la società sia organizzata e/o diretta prevalentemente con il lavoro dei soci e dei loro familiari.
Ne consegue che, con riferimento alle società di persone, sono iscrivibili alla gestione assicurativa commercianti, purché in possesso dei previsti requisiti, i soci di società in nome collettivo e i loro familiari coadiutori, i soci di società di fatto, gli accomandatari di SAS, nonché gli accomandanti di SAS che siano familiari coadiutori degli accomandatari.
L’obbligo previdenziale riguarda anche i familiari coadiutori – parenti e affini entro il terzo grado – che partecipano al lavoro aziendale nell’impresa commerciale con carattere di abitualità e prevalenza, sempre che per tale attività non siano soggetti all’iscrizione nell’assicurazione generale obbligatoria in qualità di lavoratori dipendenti o di apprendisti.
Inoltre, sono iscrivibili alla gestione commercianti coloro che esercitano attività commerciali, comprese le attività turistiche, nonché quelle di produzione, intermediazione e prestazione dei servizi anche finanziari e le relative attività ausiliare (L. n. 613/1966; art. 29 L. n. 160/1975; art. 49, comma 1, lett. d), L. n. 88/1989; art. 1, comma 202, L. n. 662/1996; circ. INPS n. 25/1997).
La detrazione del 55% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica non è cumulabile con eventuali incentivi riconosciuti, per gli stessi interventi, dalla comunità europea, dalle Regioni o dagli enti locali.
Il contribuente che, a partire dal 1° gennaio 2009, sostiene queste spese deve scegliere se beneficiare della detrazione fiscale o fruire di eventuali contributi comunitari, regionali o locali.
E’ la risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 3/E del 26.01.2010, alla Regione Piemonte, promotrice di iniziative volte a favorire interventi di riqualificazione energetica sul patrimonio edilizio del territorio regionale.
In particolare, il documento di prassi richiama il decreto di attuazione della direttiva comunitaria sull’efficienza energetica (D.Lgs. n. 115/2008), che prevede dallo scorso anno il divieto di cumulo degli incentivi attivati dallo Stato con ulteriori contributi comunitari, regionali o locali.
A questo proposito, anche il ministero per lo Sviluppo economico ha precisato che lo sconto fiscale del 55% sugli interventi edilizi per il risparmio energetico rientra tra gli strumenti statali di incentivazione dell’efficienza energetica e, per questo, non può sommarsi ad altri incentivi riconosciuti per gli stessi interventi dagli enti territoriali.