Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2018/02/tassazione-proventi-decommercializzati-associazioni.html
Timestamp: 2019-07-18 13:47:40+00:00
Document Index: 144094138

Matched Legal Cases: ['art. 148', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 104', 'art. 101', 'art. 80']

Terzo settore: la tassazione dei proventi decommercializzati | Commercialista Telematico
un approfondimento per gli enti del Terzo settore: in attesa del completamento della riforma rimane applicabile l’attuale disciplina del TUIR per quanto riguarda i proventi decommercializzati, in pratica i corrispettivi derivanti dall’attività istituzionale prestata nei confronti degli associati
L’Agenzia delle entrate ha fornito i primi chiarimenti dopo l’approvazione della riforma del terzo settore (D.Lgs. n. 117/2017) in tema di proventi decommercializzati. L’art. 148 del TUIR, avente ad oggetto la previsione della decommercializzazione dei proventi, rimane pienamente in vigore e per l’anno 2018 continuerà ad applicarsi anche alle associazioni culturali. Ciò fino a quando la predetta riforma non entrerà pienamente in vigore e sarà dunque istituito il registro unico nazionale del Terzo settore.
L’art. 148, comma 3 del Testo Unico delle Imposte sui redditi prevede che le prestazioni effettuate da enti non commerciali di tipo associativo, nei confronti degli iscritti, associati e partecipanti ed altri soggetti specificamente individuati, dietro pagamento di corrispettivi specifici, non abbiano natura commerciale. In pratica il regime fiscale delle predette prestazioni, nonostante la natura oggettivamente commerciale delle stesse, è di fatto equiparato a quello delle entrate istituzionali (quote associative, liberalità, etc).
Il codice del terzo settore (D.Lgs n. 117/2017) ha modificato l’ambito applicativo del predetto art. 148 limitandone la portata. Sono state così escluse dal beneficio le associazioni assistenziali, culturali, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona. La disposizione in rassegna continuerà invece ad applicarsi alle associazioni politiche, sindacali, e di categoria, religiose e sportive dilettantistiche.
Tuttavia, dopo che la riforma sarà entrata pienamente in vigore, gli enti associativi esclusi dall’applicazione della disciplina relativa alla decommercializzazione dei proventi (ex art. 148 del TUIR) potranno tornare a beneficiarne a condizione di assumere la qualificazione di “enti del Terzo settore”. L’iscrizione nel registro unico nazionale e la contestuale assunzione della qualifica di ente del Terzo settore consentirà la piena applicazione della disciplina di cui all’art. 148 del TUIR. In pratica il nuovo ambito operativo della disposizione in esame risulterà così suddiviso:
enti del terzo settore di tipo associativo iscritti nel registro unico nazionale nei cui confronti si applica la predetta disciplina;
associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose e sportive dilettantistiche, non iscritte nel registro unico nazionale, ma nei cui confronti continuerà ad applicarsi la predetta disciplina (della decommercializzazione dei proventi);
associazioni assistenziali, culturali, di promozione sociale e di formazione extra – scolastica della persona non iscritte nel registro unico nazionale, che non potranno più beneficiare della disciplina relativa alla decommercializzazione dei proventi.
Nelle more della piena applicazione della predetta riforma sono stati manifestati numerosi dubbi sulla decorrenza relativa alla modifica dell’art. 148 del TUIR. Non era chiaro da quale momento, ad esempio, un’associazione culturale non iscritta nel registro unico nazionale (evidentemente non ancora istituito) non potrà più beneficiare dell’applicazione relativa alla detassazione di alcuni proventi. Il punto è stato affrontato a risolto dall’Agenzia delle entrate con una delle risposte in occasione del Telefisco 2018. Il termine di decorrenza delle modifiche coincide con quello indicato dall’art. 104, comma 2 del codice del terzo settore.
Le disposizioni “si applicano agli enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore a decorrere dal periodo d’imposta successivo all’autorizzazione della Commissione europea di cui all’art. 101, comma 10, e, comunque, non prima del periodo d’imposta successivo di operatività del predetto Registro”. L’autorizzazione riguarda l’applicazione di uno specifico regime forfetario per gli enti del Terzo settore non commerciali (art. 80 c.d.s) e per le attività commerciali svolte dalle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni…
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