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Timestamp: 2020-06-03 22:03:09+00:00
Document Index: 48246928

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 117', 'art. 15', 'art 15', 'sentenza ', 'art. 15']

Dalla Puglia Archives - Pagina 18 di 23 - CONFCONSUMATORI
A Taranto Confconsumatori e il Comitato pugliese “Acqua bene comune” vincono la battaglia di “Salva l’acqua”: l’acqua è stata dichiarata bene comune nello Statuto comunale
Dopo gli appelli e le petizioni dei mesi scorsi (per saperne di più clicca QUI) si è conclusa a Taranto la campagna nazionale per il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale, portata avanti da Confconsumatori provinciale e il comitato "Acqua bene comune", contro la privatizzazione del servizio idrico.
Taranto, 22 dcembre 2009 – Il Consiglio Comunale di Taranto del 21 Dicembre scorso ha votato a favore della modifica da apportare allo Statuto comunale a totale vantaggio della ripubblicizzazione del servizio idrico volto a superare l’art. 15 del decreto 135/09 (Decreto Ronchi) approvato con fiducia a Montecitorio un mese fa.
Nello Statuto Comunale sarà inserita la dizione che: “l’acqua è bene comune, universale, pubblico, indisponibile, inalienabile quindi non assoggettabile a meccanismi di mercato e che, pertanto, il servizio idrico è un servizio di interesse generale, privo di rilevanza economica non soggetto alla disciplina della concorrenza ma rientrante nella competenza esclusiva della Regione (art. 117 Cost.) per cui deve essere gestito con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale.
La modifica allo Statuto è stata richiesta da Confconsumatori Taranto ed il Comitato Pugliese “Acqua bene comune” del Forum Italiano dei movimenti per l’acqua lo scorso 3 Dicembre mediante lettera protocollata presso la segreteria gabinetto sindaco ed è stata suffragata dall’attuazione sul territorio cittadino di una petizione popolare che ha assunto il nome di: “Petizione Salva l’Acqua”.
Vale la pena di precisare che la conversione in legge dell’art. 15 del Decreto Ronchi sancisce la definitiva e totale cessione ad operatori privati della gestione degli acquedotti, delle fognature e della depurazione; il tutto con il falso pretesto di uniformare la gestione dei servizi pubblici locali alle richieste della Commissione Europa senza che vi sia stato alcun effettivo obbligo, inoltre le modifiche introdotte per sopprimere la gestione “in house” contrastano con i principi della giurisprudenza europea.
Nonostante sia oramai sotto gli occhi di tutti che le gestioni del servizio idrico affidate in questi ultimi anni a soggetti privati, sperimentate in alcune Provincie Italiane (es. Latina) o a livello europeo ( es. in Francia) abbiano prodotto esclusivamente innalzamento delle tariffe, diminuzione degli investimenti e un aumento costante dei consumi, si continua a sostenere che mercato e privati siano sinonimi di efficienza e riduzioni dei costi. Il Consiglio comunale con voto favorevole dei consiglieri si è uniformato agli intendimenti del Presidente della Regione Puglia sanciti con Deliberazione n°1959 del 20/10/09. Nella deliberazione regionale l’acqua è considerata bene comune dell’umanità, diritto umano inalienabile, privo di rilevanza economica qindi non assoggettabile alla disciplina della concorrenza ma semmai gestibile con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale. Inoltre sempre la Regione Puglia si è impegnata ad approvare a breve una legge regionale che sancisca la trasformazione dell’Acquedotto Pugliese da S.p.A. ad ente di diritto pubblico , definendo così la totale fuoriuscita dell’acqua dalle leggi del mercato.
"Confconsumatori Taranto e Comitato Pugliese “Acqua bene comune” – ha dichiarato la vicepresidente di Confconsumatori Taranto Sabrina Sabatelli – sono sicuramente i primi ad esultare per un regalo di Natale privo di amare sorprese sempre ad esclusivo danno di cittadini/consumatori".
Prosegue la campagna “Salva l’acqua”: al via la raccolta firme per la petizione e l’incontro con il sindaco e la Provincia
Prosegue a Taranto la campagna nazionale per il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale (per leggere l’articolo sul lancio della campagna "Salva l’acqua" clicca QUI).
Taranto, 4 dicembre 2009 – L’Associazione Confconsumatori Federazione Provinciale di Taranto unitamente al Comitato Pugliese Acqua Bene Comune ed al Forum dei Movimenti per l’Acqua , a seguito dell’approvazione al Senato del decreto Ronchi, con riferimento in particolare all’ art 15 del D.L. 135 del 2009 – Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica – ha attivato su Taranto e provincia la petizione denominata “SALVA L’ACQUA”. Il provvedimento di legge che in sintesi contempla “L’adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica” prevede come obbligatorio il ricorso alle gare per la concessione della gestione dei servizi pubblici locali ed inoltre come unica alternativa possibile l’affidamento a società per azioni “miste”, tra pubblico e privato, imponendo un tetto massimo del 30% alla partecipazione degli enti locali al capitale societario, inoltre consente la gestione in house soltanto in deroga e “per situazioni eccezionali”.
La Confconsumatori Taranto esprime la propria preoccupazione in merito all’approvazione del D.L. 135 del 2009 in quanto la gestione del servizio idrico affidata in questi ultimi anni a soggetti privati, sperimentata in alcune Provincie Italiane ed a livello europeo hanno prodotto, nella maggior parte dei casi, innalzamento delle tariffe, diminuzione degli investimenti e un aumento costante dei consumi , risultando non confermato l’assioma secondo il quale la liberalizzazione del mercato e l’affidamento ai privati siano sinonimi di efficienza e riduzioni dei costi.
L’Associazione Confconsumatori invita tutti gli abitanti della provincia Jonica a sottoscrivere la petizione “Salva l’Acqua” ed indica come sedi di raccolta firme: la propria sede di Via Lucania 138, dal lunedì al giovedi, dalle ore 10.30 alle 12.30 e la sede della società di gestione immobiliare “Il Castoro snc” sita alla Piazza Pertini, 5, al Qu.re Paolo VI – nei giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 18.30 (quest’ultima resasi disponibile per l’iniziativa).
Mediante la petizione Confconsumatori Taranto avanza istanza al Sindaco di Taranto ed al Presidente della Provincia ad uniformarsi, in analogia, a quanto già operato dal Governatore della Regione Puglia mediante Deliberazione di G.R. n. 1959 del 20/10/2009, quindi ad inserire nei propri Statuti sia in quello comunale che provinciale la dizione che: “si riconosce il diritto all’acqua come diritto umano universale, indivisibile, inalienabile, e lo status dell’acqua bene comune pubblico e che la gestione del servizio idrico è un servizio pubblico locale, privo di rilevanza economica, che deve garantire a tutti i cittadini l’accesso all’acqua”
L’Associazione dei consumatori di Taranto in data 03. 12. 2009 ha protocollato presso il Comune e la Provincia di Taranto una richiesta di urgente incontro con il Sindaco Ezio Stefano e il Presidente Gianni Florido, nonché i consiglieri tutti, al fine di ottenere l’accoglimento di quanto fin qui descritto.
A Brindisi, Confconsumatori indaga sui disservizi di Trenitalia
Brindisi, 20 novembre 2009 – In questi giorni, è balzato all’onore delle cronache l’impegno profuso dal Presidente della Provincia di Brindisi, supportato dalla Regione Puglia, volto ad ottenere il prolungamento della rete dell’Alta Velocità anche nella nostra Regione e nel Grande Salento.
Impegno, di prospettiva, indubbiamente lodevole, ed essenziale per l’economia del territorio e degli interessi degli utenti, secondo la Confconsumatori, ma che, purtroppo, non risulta affiancato da ugual interesse e protesta per le esigenze immediate, quotidiane ed essenziali dei viaggiatori ed in particolare dei pendolari, che ogni giorno, per motivi di lavoro sono costretti ad utilizzare treni locali, nei quali, troppo spesso, regna sovrana la scarsa pulizia dei servizi igienici e delle vetture.
“ Purtroppo, dalle continue segnalazioni che pervengono alla nostra associazione ” afferma l’avv. Emilio Graziuso, Responsabile Nazionale del Settore Legislativo della Confconsumatori e Presidente della Federazione Provinciale di Brindisi “ emerge la vera e propria odissea alla quale ogni giorno sono costretti i pendolari. Questi ultimi, infatti, cominciano, spesso, le proprie giornate all’insegna dei disagi: treni sovraffollati, sporchi, maleodoranti, in ritardo e nei quali si soffre il caldo ed il freddo a causa del non funzionamento dei condizionatori ”.
La Confconsumatori, dato il notevole numero di lamentele ricevute, ha condotto una recente indagine sul livello di soddisfazione degli utenti del servizio ferroviario, dalla quale è scaturito uno scenario sconfortante. Da essa, infatti, da un lato, non è emerso alcun aspetto di soddisfazione dei viaggiatori, dall’altro, sono state denunziate notevoli criticità. Più in particolare, la maglia nera è stata attribuita dai consumatori alla scarsa pulizia dei servizi igienici, seguita dalla scarsa pulizia delle vetture e dalla qualità delle stesse, dalla puntualità e dal rispetto degli orari .
Secondo la Confconsumatori, quindi, è inutile che i treni Frecciarossa vengano pubblicizzati come eleganti, rapidi e confortevoli. La pulizia ed il confort delle vetture devono essere garantiti anche sui treni regionali, interregionali ed intercity, sui quali viaggiano ogni giorno centinaia di cittadini della nostra regione per recarsi sul luogo di lavoro. “ I cittadini hanno diritto ad avere carrozze decorose e ad utilizzare servizi igienici decenti in tutte le tipologie di treni. I nostri amministratori, accanto all’impegno per servizi, indubbiamente importanti, quale l’alta velocità, dovrebbero, parallelamente, soffermarsi su una riflessione volta al miglioramento dei servizi esistenti. Continua, quindi, a mancare la volontà di intavolare una riflessione costruttiva con al centro l’interesse concreto per i diritti del cittadino – consumatore ” afferma ancora l’avv. Graziuso.
E così, nel silenzio degli organismi politici e gestionali, ogni tanto, ci pensa la magistratura a riconoscere il diritto dei viaggiatori ed a stabilire con chiarezza le responsabilità delle ferrovie. Con una importante sentenza è stato, di recente, confermato l’ orientamento giurisprudenziale volto a riconoscere al consumatore il risarcimento del danno patito a causa dei disservizi ferrovari . “ I Giudici si sono dimostrati particolarmente sensibili nell’esaminare quelle vere e proprie “odissee ferroviarie” alle quali molti consumatori ogni giorno vanno incontro per recarsi sul posto di lavoro ed hanno, in alcuni casi, condannato la società di trasporto al risarcimento del danno patito dagli utenti per il continuo ritardo, che si traduce in ritardo di arrivo sul posto di lavoro, sporcizia dei sedili e dei servizi igienici. Ma si può intentare una causa al giorno per il disagio al quale si è quotidianamente sottoposti? ” conclude l’avv. Emilio Graziuso.
Info.347.0628721
Confconsumatori Taranto aderisce alla Campagna nazionale “Salva l’acqua”
L’acqua è un bene comune, un diritto umano universale, bene primario della vita.
Taranto, 19 novembre 2009 – La Confconsumatori Taranto condivide il progetto di sensibilizzazione denominato “Salva l’Acqua”, attuato dal Comitato territoriale Pugliese del Forum Italiano dei movimenti per l’acqua , mediante il quale si chiede di riconoscere: “l’acqua come bene universale che non può essere assoggettato alle regole del mercato”.
Nonostante l’approvazione alla Camera dei deputati dell’art. 15 Decreto 135/09 che sancisce la definitiva e totale privatizzazione dell’acqua potabile in Italia, Confconsumatori Taranto, condividendo gli intenti del Comitato territoriale pugliese del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, continuerà la contestazione attuando la petizione popolare “Salva l’acqua” con la quale si chiedere agli enti locali di riappropriarsi della potestà sulla gestione dell’acqua.
Agli enti locali (Comune e Provincia) si chiede, infatti, di riconoscere: “ l’acqua come diritto umano universale ed il servizio idrico integrato come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica ”, contestualmente al Presidente della Regione Puglia, che con delibera del 20 ottobre aveva provveduto a tale riconoscimento, si chiede di ricorrere alla Corte Costituzionale.
La cessione ad operatori privati della gestione di acquedotti, fognature e dalla depurazione, non piace a Confconsumatori Taranto per gli inevitabili problemi di rincari che graverebbero sulle tasche dei consumatori, inoltre "tale legge espropria i poteri degli enti locali, e, teoricamente, delle cittadinanze locali in merito al servizio idrico".
Confconsumatori Taranto continuerà unitamente al Forum Italiano dei movimenti per l’acqua la battaglia per la ripubblicizzazione del servizio idrico e proprio ai fini della petizione “Salva l’acqua” rende disponibile la propria sede di Via Lucania 138, dal lunedì al giovedì dalle ore 10.30 alle 12.30 come centro raccolta firme di cittadini che intendono condividere l’iniziativa .
Confconsumatori Taranto presente alla Conferenza di servizio del 2/09/2009 per l’abbattimento dei capi di bestiame contaminati da diossina e pcb
Taranto, 2 settembre 2009 – La Confconsumatori della Provincia di Taranto si schiera in modo netto ed aperto con gli allevatori, con il Sindaco di Taranto e con l’Associazione Tavolo Verde, per impedire la barbaria dell’abbattimento dei capi di bestiame contaminati dalla diossina e dalla Pcb.
Naturalmente è necessario che sia effettuato un censimento e la precisa ed attenta individuazione dei capi contaminati, al fine di evitare che, sia prima, che dopo gli interventi di bonifica, tali capi possano essere destinati al consumo umano e/o animale da parte di persone senza scrupoli. Non è giusto però che quanto avvenuto debba essere “cancellato” attraverso provvedimenti tampone che spazzino via in un sol colpo non solo i capi di bestiame, con un atto di barbaria assoluto, ma che, soprattutto, resetta la memoria del passato e delle conseguenze che il mancato rispetto del territorio e della natura ha comportato e comporta.
E’ dovere naturale, morale e sociale quello del cittadino e delle istituzioni di fare in modo di riparare alle proprie disattenzioni provvedendo, ove possibile, a curare il bestiame “sfregiato” dall’incuria e dall’avidità, ripagando in tal modo il torto fatto alla natura e ricevendo così giovamento per il futuro affinché il pericolo corso dall’eventuale utilizzo dei capi per il consumo umano non possa riproporsi in futuro.
Quanto avvenuto deve indurci a riflettere ora e in futuro, ed è per questa ragione che la Confconsumatori sostiene l’iniziativa degli allevatori anche in ragione delle implicazioni morali e sociali che ne possono conseguire, soprattutto quelle che impongono a tutti noi di collaborare nella ricerca di equilibri smarriti che ci impediscono lo sfruttamento armonico del nostro territorio che, invece, è stato sino ad ora intensamente maltrattato e vituperato.
La sicurezza alimentare è il principale obiettivo dei consumatori che devono poter contare su possibilità di utilizzo dei prodotti del proprio territorio, quelli c.d. a Km. 0, e ciò non solo per le ovvie ragioni connesse alla riduzione delle emissioni di CO2, ma, in principal modo, per ragioni collegate alla possibilità di controllo del territorio direttamente da parte dei consumatori, e perché no, per motivi di ordine culturale che dovrebbero indurci a salvaguardare, come patrimonio indissolubile, i beni alimentari a fondamento della nostra cultura e del nostro passato. E’ per queste ragioni che ci schieriamo al fianco degli allevatori, chiedendo con forza alle preposte Istituzioni di trasformare le provvidenze previste nei confronti degli allevatori non in un “colpo di spugna” che risarcisca questi dalla perdita del bestiame, ma in un atto riparatorio ed educativo.
Naturalmente il bestiame “sfregiato” dalla contaminazione, anche se bonificato, non andrà assolutamente né nel presente, né per il futuro, destinato al consumo umano ed il controllo che ciò non avvenga dovrà essere assunto dalle stesse Istituzioni che hanno avuto il torto di non effettuare i controlli necessari quando si sarebbero dovuti svolgere.
avv. Angelo Ippolito – Presidente provinciale Confconsumatori Taranto – e dott.ssa Sabrina Sabatelli – Vicepresidente provinciale Confconsumatori Taranto
A Taranto: collegamenti ferroviari, il territorio si ribella
A seguito dell’interruzione dei collegamenti ferroviari Eurostar ed Intercity Plus tra Taranto e Roma, il 1° luglio scorso e sostenendo la richiesta d’incontro formulata dal Presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Altero Matteoli, per discutere del futuro dei collegamenti ferroviari in terra Jonica, Confconsumatori ha inviato alle Istituzioni competenti ed Amministratori Delegati della Società Ferroviaria una lettera tesa a ricercare un confronto ed una intesa sul tema dei trasporti .
Confconsumatori Taranto è stata l’unica, tra quelle dei consumatori esistenti su Taranto e provincia, ad aver partecipato al tavolo di concertazione del 10 luglio scorso, convocato dal Presidente della Provincia di Taranto, oltre che l’unica, tra i presenti alla riunione, ad aver organizzato una petizione e raccolta di firme presso gli stabilimenti balneari più rappresentativi della provincia, presso il Museo Nazionale, e presso alcune agenzie di viaggi. Nel solo mese di agosto sono state raccolte 1447 firme di cittadini penalizzati da scelte unilaterali ed arbitrarie.
Dal 1° di Settembre i collegamenti ferroviari sono stati ripristinati, ma Confconsumatori e le istituzioni locali (Provincia, rappresentanti regionali e parlamentari, sindacati) non intendono abbassare la guardia.
Unanime il giudizio negativo sul comportamento di Trenitalia. A preoccupare sono gli scarsi investimenti, la soppressione di alcuni collegamenti e soprattutto la condizione di assoluta precarietà in cui versa la stazione ferroviaria tarantina nel suo complesso. Trenitalia assume decisioni sulla testa dei tarantini ignorando enti locali, sindacati e associazioni dei consumatori. Di qui la necessità di fare fronte comune, a prescindere dagli schieramenti politici, per difendere i diritti dei viaggiatori e gli interessi della comunità ionica.
Oltretutto la soppressione del collegamento ferroviario si è verificata in un periodo nevralgico per il territorio Jonico, in coincidenza con le partenze e gli arrivi per le ferie, senza che Trenitalia si preoccupasse in alcun modo delle conseguenze pregiudizievoli che tale decisione avrebbe avuto per il turismo e per i cittadini.
Clicca QUI per scaricare il comunicato stampa di agosto della Confconsumatori Taranto
Per informazioni: Confconsumatori Taranto – Via Lucania 138 – 74100 Taranto – tel.099.7361620 – fax.099.7389779