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Timestamp: 2017-07-24 10:45:23+00:00
Document Index: 74862374

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 51']

In occasione delle celebrazioni del 2 giugno avviamo la campagna Largo alle Costituenti, in memoria delle Madri della nostra Repubblica e del loro determinante contributo al riconoscimento della dignità di pensiero ed espressione politica delle italiane tutte.Ricorderemo le figure che hanno animato la Consulta Nazionale e l’Assemblea Costituente: due contesti fondamentali e innovativi in cui si incontrarono donne di diversa generazione ed esperienza, capaci di scardinare, con analisi illuminate e proposte coraggiose, i meccanismi sociali e politici che fino ad allora avevano recluso il femminile nei modelli elaborati in via esclusiva da Stato, Chiesa e Famiglia.Il laboratorio umano che queste donne rappresentano si espliciterà nella formulazione dei principi di uguaglianza dell'art.3 della Costituzione.La campagna si pone il duplice obiettivo di far conoscere le protagoniste della Repubblica e di sensibilizzare le amministrazioni comunali dell'intero Paese, affinché intitolino loro strade, piazze, giardini.
21 donne per la Costituzione della Repubblica Italiana 21 donne per la Costituzione della Repubblica Italiana
Il 2 giugno 1946, gli Italiani e, per la prima volta, le Italiane, si recavano alle urne per scegliere tra la repubblica e la monarchia e per eleggere i e le componenti dell’Assemblea Costituente.Furono 21 le donne elette su 556 Costituenti: Maria Agamben Federici, Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Livia Merlin, Angiola Minella, Rita Montagnana, Maria Nicotra Fiorini, Teresa Noce, Ottavia Penna, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio. Venivano dal Sud, dal Nord e dal Centro del Paese, quasi tutte lavoravano e possedevano titoli di studio alti: 14 erano laureate, molte le professoresse, due le giornaliste, una sindacalista e una casalinga. Nove militavano nel partito democristiano, nove nel partito comunista, due nel partito socialista, una nel partito-dell’UomoQualunque.Tutte avevano alle spalle storie d’impegno sociale e politico e alcune anche esperienze da combattenti, di lotta partigiana, di carcere per attività antifascista, di esilio o di deportazione nei campi di concentramento nazista.
Delle ventuno deputate, cinque – Ottavia Penna, Maria Federici, Nilde Iotti, Angelina Merlin e Teresa Noce – parteciparono ai lavori della “Commissione dei 75”, incaricata dall’Assemblea Costituente di elaborare la proposta di Costituzione da discutere in plenaria.Il contributo femminile fu straordinario: le neo-elette parlavano in nome dei partiti ma anche in nome delle donne, rappresentando istanze ‘trasversali’ a tutti i gruppi e a tutti i programmi politici.Il loro lavoro non era facile, su di loro era alta l’attenzione ma anche la diffidenza di alcuni: “la novità del giorno” erano state definite in un servizio giornalistico dell’Istituto Luce. Bisognava “corrispondere”, dunque, all’attesa del Paese. E le Costituenti risposero con una linea politica nuova, differente, “di genere”. Partecipare ai lavori della Costituente diede loro l’occasione di lavorare per la conquista di una cittadinanza femminile realmente simmetrica. In tempi in cui le donne erano sottoposte alla patria potestà, non accedevano a molti ruoli della Pubblica Amministrazione e la disparità salariale uomo-donna era prevista dalla legge, le neo-deputate sostennero il diritto a pari opportunità e l’uguaglianza tra i sessi sia nel campo lavorativo che in quello familiare. Furono loro affidati specialmente, ma non solo, i temi della famiglia, della maternità e dell’infanzia ritenuti “più femminili”. I documenti delle Commissioni confermano che operarono con rigore e in modo solidale, equo, guidato da un forte senso della giustizia.Portano chiaramente il loro segno l’art. 3 che disciplina il principio di uguaglianza, l’art. 37 che tutela il lavoro delle donne e dei minori, l’art. 29 che riconosce l’uguaglianza tra i coniugi, l’art. 30 che tutela i figli nati al di fuori del matrimonio, l’art. 51 che garantisce alle donne l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive.
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