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Timestamp: 2017-06-24 10:31:09+00:00
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La strage di Bologna - Cinquantamila.it
La storia raccontata da Giorgio Dell&apos;Arti ◄ Stragi italiane • Il 2 agosto 1980, alle 10.25, una bomba esplode nella stazione di Bologna uccidendo 85 persone e ferendone 218. È il più grave atto terroristico della storia repubblicana. La giustizia ha individuato tre colpevoli, tre giovanissimi neofascisti dell’epoca: Giuseppe Valerio (Giusva) Fioravanti, 22 anni nel 1980, la moglie Francesca Mambro, 21, e Luigi Ciavardini, 17. I tre si dichiarano innocenti: ammettono di aver organizzato e commesso parecchi omicidi ma, insistono, con l’eccidio di Bologna non c’entrano. Nonostante le sentenze passate in giudicato, nel tempo s’è allargata, anche a sinistra, la schiera degli innocentisti. Anche perché i mandanti non sono mai stati individuati, e altre piste (l’incidente, il terrorismo mediorientale, i servizi segreti di altri paesi) sono state ipotizzate.
• Il 2 agosto 1980, alle 10.25, una bomba esplode nella stazione di Bologna uccidendo 85 persone e ferendone 218. È il più grave atto terroristico della storia repubblicana. La giustizia ha individuato tre colpevoli, tre giovanissimi neofascisti dell’epoca: Giuseppe Valerio (Giusva) Fioravanti, 22 anni nel 1980, la moglie Francesca Mambro, 21, e Luigi Ciavardini, 17. I tre si dichiarano innocenti: ammettono di aver organizzato e commesso parecchi omicidi ma, insistono, con l’eccidio di Bologna non c’entrano. Nonostante le sentenze passate in giudicato, nel tempo s’è allargata, anche a sinistra, la schiera degli innocentisti. Anche perché i mandanti non sono mai stati individuati, e altre piste (l’incidente, il terrorismo mediorientale, i servizi segreti di altri paesi) sono state ipotizzate. Sabato 2 agosto 1980
Una bomba devasta la stazione di Bologna • Stazione di Bologna, ore 10.25. Una bomba esplode nella sala d’aspetto di seconda classe, affollata di persone in viaggio per le vacanze. L’esplosivo, una miscela tra i 20 e i 25 chilogrammi di tritolo, T4, nitroglicerina e altri materiali, è contenuto in una valigia piazzata sopra un tavolino portabagagli, a 50 centimetri da terra, sotto il muro portante dell’ala ovest. Il treno straordinario Ancona-Basilea, fermo sul primo binario, arresta in parte e restituisce l’onda d’urto dell’esplosione. Crolla un tratto del fabbricato lungo circa 50 metri, con i locali del ristorante e delle sale d’attesa di prima e seconda classe, crollano 30 metri di pensilina. Chi non è morto investito direttamente dallo scoppio, muore o viene gravemente ferito sotto le macerie. Radio e televisione interrompono i programmi e annunciano un gravissimo incidente a Bologna. La prima voce che circola è che sia stata una fuga di gas o l’esplosione di una caldaia. Sabato 2 agosto 1980
Alla stazione di Bologna i morti sono 85 • Le vittime della bomba sono 85. «La più piccola è Angela Fresu, aveva tre anni e veniva da Montespertoli, sulle colline attorno a Firenze. Il più anziano è Antonio Montanari, aveva 86 anni e aspettava l’autobus sul marciapiedi davanti alla stazione. (...) Eppure, malgrado la mattanza dei corpi, l’immagine eterna di quel 2 agosto non è una persona, uno dei tanti morti o feriti. È quella di un autobus di linea, il 37, sul quale vengono caricate decine di cadaveri. L’improvvisato carro funebre si fa più volte largo tra la gente, coi finestrini coperti da lenzuoli bianchi. Avanti e indietro fino al pomeriggio, tra stazione e obitori». [Bocca 2007] • «Ivano Paolini, responsabile dei cantieri del comune di
Bologna, sente lo scoppio, prende la vespa. Davanti alla stazione è quasi
impossibile respirare.Prende spontaneamente
il comando delle operazioni, fa venire le autobotti per far calare la polvere,
mette sotto il suo comando facchini, polizia ferroviaria e taxisti e comincia a
organizzare la rimozione dele macerie». [Deaglio 2009]
Gara di solidarietà per soccorrere i feriti • I feriti sono 218, aiutati dalla gente comune, dai ferrovieri, dai tassisti, ancor prima delle ambulanze, arrivate due minuti dopo l’esplosione. Gli ospedali presto sono pieni, i medici si alternano a ciclo continuo, tanti si precipitano al pronto soccorso non appena appresa la notizia.
• «Delle sette ragazze della Cigar Buffet (il ristorante
della stazione), sei sono morte nello scoppio. Marina Gamberini è l’unica
sopravvissuta. Ha vent’anni, è la “ragazza della foto”, l’icona della strage.
La si vede distesa su una lettiga appena estratta dalle macerie, gli occhi e la
bocca spalancati dal dolore. La sua faccia è andata sui giornali di tutto il
mondo. Il fotografo che l’ha scattata ha ritratto il suo bambino quando è
nato». [Deaglio 2009] Sabato 2 agosto 1980
Pertini arriva a Bologna • Nel pomeriggio arriva in elicottero dalla Val Gardena il presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Visita i feriti, non trattiene la commozione: «Ho visto quei due bambini sdraiati con le braccia aperte, e che adesso forse sono morti...». [Sta. 3/8/1980] Sabato 2 agosto 1980
Poco attendibili le rivendicazioni • Nel pomeriggio si susseguono le telefonate di rivendicazione: dei Nar, delle Brigate rosse, di nuovo dei Nar, di smentita dei Nar, di smentita delle Brigate rosse (a Radio Popolare, la telefonata più attendibile). Lunedì 4 agosto 1980
Cossiga: strage di Bologna, matrice di destra • Il presidente del Consiglio Francesco Cossiga riferisce in Senato, il «volto cereo, la voce incerta, le mani che di tanto in tanto cercano sostegno sul banco». «L’orribile strage, di cui è ormai chiara la matrice di destra, ci impegna a fare luce, a non lasciare niente di intentato» (frase non prevista nel testo consegnato alla stampa prima dell’inizio della seduta). [Bocca 2007] Mercoledì 6 agosto 1980
• Funerali delle vittime della strage alla stazione di Bologna nella basilica di San Petronio. Solo otto bare, perché sono otto le famiglie che hanno accettato le esequie di stato. Centomila persone seguono il rito funebre, in chiesa, nella piazza, nelle strade vicine. Dalla folla partono insulti e fischi per i politici, ad eccezione del presidente Pertini. Martedì 26 agosto 1980
Strage di Bologna, arresti nell’estrema destra • La Procura della Repubblica di Bologna emette 28 ordini di cattura nei confronti di militanti dell’estrema destra dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar). Nella lista ci sono, fra gli altri, Massimiliano Fachini, Roberto Fiore, Francesca Mambro, Aldo Semerari, Paolo Signorelli, Giuseppe Valerio (Giusva) Fioravanti. Le imputazioni vanno
dall’associazione sovversiva alla banda armata. Uno dopo l’altro, però, gli
arrestati saranno rimessi in libertà per mancanza di prove.
Armi ed esplosivo sul Taranto-Milano • Due ufficiali del Sismi, il servizio segreto militare, Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, su input del capo della loggia P2 Licio Gelli e grazie agli uffici del faccendiere Francesco Pazienza, fanno ritrovare sul treno Taranto-Milano una valigetta con armi, esplosivo (dello stesso tipo di quello utilizzato nella strage di Bologna) e documenti che dovrebbe accreditare la pista del terrorismo internazionale (l’intenzione – scriveranno i giudici a sostegno delle condanne per depistaggio – è coprire la matrice neofascista della strage). Giovedì 5 febbraio 1981
Uccisi due carabinieri, arrestato Fioravanti • I carabinieri arrestano alla periferia di Padova Valerio Fioravanti, ex terrorista dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari). Fioravanti è ferito, è stato colpito a una gamba poco prima durante un conflitto a fuoco con due carabinieri. Entrambi i militari, il brigadiere Luigi Maronesi, 21 anni, e l’appuntato Enea Condotto, 23, sono morti. Sabato 11 aprile 1981
• Massimo Sparti, «delinquentello romano che frequenta
ambienti neofascisti e che è vicino alla famigerata banda della Magliana, a cui
procura documenti falsi» [Baldoni-Provvisionato 2009], arrestato il 9 aprile
per detenzione di armi, racconta agli inquirenti di aver ricevuto, il 4 agosto
1980, le confidenze di Giusva Fioravanti su una sua partecipazione
all’attentato del 2 agosto alla stazione di Bologna. Ricorda anche che
Fioravanti gli chiese in quella circostanza un documento contraffatto per
Francesca Mambro, la quale temeva di essere stata riconosciuta alla stazione.
In parte contraddittoria, smentita a più riprese dalla moglie e dalla suocera,
la testimonianza di Sparti risulterà decisiva per la condanna di Fioravanti e
• Si costituisce a Bologna l’“Associazione tra i familiari
delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980”. Ha lo
scopo statutario di “ottenere con tutte le iniziative possibili la giustizia
dovuta”. Quarantaquattro persone presenti al momento della costituzione, poi si
associano in 300. Fondatore e presidente è Torquato Secci (1917-1996),
impiegato della Snia di Terni, che ha perso nella strage il figlio Sergio, neo
laureato al Dams.
«A Bologna non è stato un incidente» • Viene depositata nella cancelleria del Tribunale di Bologna la sentenza-ordinanza dei giudici Vito Zincani e Sergio Castaldo sulla strage del 2 agosto 1980. Vi si legge fra l’altro: «Che possa trattarsi di un fatto accidentale (esplosione non voluta di materiale trasportato) è da escludere, allo stato, per una ragione determinante: in caso di trasporto di esplosivo (...) è evidente che la valigia non sarebbe stata abbandonata nella sala d’aspetto, ragione per cui sarebbe saltato in aria anche colui che avrebbe dovuto provvedere al trasporto. Dall’esame dell’elenco delle vittime non emerge invece alcun elemento di sospetto». [Bocca 2007] Lunedì 19 gennaio 1987
Primo processo per la strage di Bologna • Alla Corte d’assise di Bologna comincia il processo di primo grado per la strage della stazione del 2 agosto del 1980. Lunedì 11 luglio 1988
Quattro ergastoli per la strage di Bologna • Bomba alla stazione, i giudici della seconda Corte d’assise di Bologna condannano all’ergastolo per il reato di strage Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Massimiliano Fachini e Sergio Picciafuoco; per calunnia pluriaggravata a 10 anni di reclusione Licio Gelli (cinque anni condonati), Francesco Pazienza, il generale Pietro Musumeci e il colonnello Giuseppe Belmonte (tre anni condonati ciascuno). Otto le condanne per banda armata: Fioravanti (15 anni), Mambro (12), Fachini (12), Picciafuoco (12), Paolo Signorelli (12), Roberto Rinani (6), Egidio Giuliani (13), Gilberto Cavallini (16). Fioravanti e Mambro, che pure ammettono le loro responsabilità in molti dei delitti commessi, continuano a negare di aver avuto un ruolo nella strage di Bologna. Mercoledì 25 ottobre 1989
La strage di Bologna in Corte d’appello • Alla Corte d’assise d’appello di Bologna ha inizio il processo di secondo grado per la strage della stazione. Mercoledì 18 luglio 1990
• La Corte d’assise d’appello annulla i quattro ergastoli inflitti in primo grado a Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Massimiliano Fachini
e Sergio Picciafuoco e li assolve dall’accusa di essere gli autori materiali della strage alla stazione di Bologna. La sentenza condanna per concorso nel reato di calunnia gli ex ufficiali del Sismi Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte a tre anni di reclusione ciascuno, tutti condonati. Assolti invece Gelli e Pazienza, condannati in primo grado anch’essi per aver favorito il depistaggio delle indagini. Per banda armata Valerio Fioravanti è condannato a 13 anni, Francesca Mambro a 12 anni, Gilberto Cavallini a 11 anni e Egidio Giuliani a otto anni. Venerdì 15 marzo 1991
Cossiga: a Bologna non fu strage fascista • Il presidente della Repubblica Francesco Cossiga davanti al Comitato per i servizi di sicurezza afferma di essersi sbagliato ad addebitare alla destra la strage del 2 agosto e si dice concorde con Giulio Andreotti sull’opportunità di «togliere la targa che alla stazione definisce fascista la strage del 1980». Si scusa con il Msi, il giudizio che diede allora (vedi 4 agosto 1980) «fu il frutto di errate informazioni, conseguenza d’intossicazione e di subcultura». [Bocca 2007] Mercoledì 12 febbraio 1992
Annullate le assoluzioni per la strage di Bologna • La Corte di cassazione a sezioni unite annulla la sentenza d’appello dopo un ricorso delle parti civili e della Procura generale. Il processo d’appello va ricelebrato. Lunedì 11 ottobre 1993
Bologna, al via il nuovo processo • Comincia a Bologna il nuovo processo di secondo grado per la strage del 2 agosto 1980 alla stazione. Lunedì 16 maggio 1994
Fioravanti, Mambro, Picciafuoco: ergastolo • La sentenza della prima Corte d’assise d’appello di Bologna condanna all’ergastolo per la strage alla stazione Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Sergio Picciafuoco, mentre assolve Massimiliano Fachini. Per il depistaggio delle indagini la corte condanna a dieci anni per calunnia aggravata da finalità di terrorismo Licio Gelli e Francesco Pazienza, a otto anni e cinque mesi Pietro Musumeci e a sette anni e 11 mesi Giuseppe Belmonte. Cinque le condanne per banda armata: Fioravanti, Mambro, Picciafuoco, Gilberto Cavallini, Egidio Giuliani. Giovedì 23 novembre 1995
Confermata l’assoluzione di Fachini • Le sezioni penali unite della Corte di cassazione confermano la sentenza d’appello che condanna all’ergastolo per la strage di Bologna Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, confermate anche l’assoluzione per Massimiliano Fachini e le condanne per Licio Gelli, Francesco Pazienza, Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte. Confermate le cinque condanne per banda armata. Per Sergio Picciafuoco la Cassazione dispone l’annullamento della sentenza con rinvio a Firenze. Martedì 18 giugno 1996
Picciafuoco assolto in appello • La Corte d’assise d’appello di Firenze assolve, «per non aver commesso il fatto», Sergio Picciafuoco dall’accusa di strage (la bomba alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980). Martedì 15 aprile 1997
• La Corte di cassazione conferma in via definitiva l’assoluzione di Sergio Picciafuoco. Domenica 30 gennaio 2000
Ciavardini, che il 2 agosto aveva 17 anni • Una sentenza del Tribunale dei minori di Bologna assolve Luigi Ciavardini, ex appartenente ai Nar, dall’accusa di aver partecipato alla strage, ma lo condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per banda armata. Ciavardini all’epoca della strage aveva 17 anni. Sabato 9 marzo 2002
Strage di Bologna, 30 anni a Ciavardini • La Corte d’appello di Bologna (sezione per i minorenni) condanna Luigi Ciavardini a 30 anni per la strage del 2 agosto alla stazione e conferma la condanna di primo grado per banda armata. Sabato 2 agosto 2003
Bologna, mani oscure, motivi oscuri • Ventitreesimo anniversario della strage alla stazione di Bologna. «Una strage feroce, immensa e misteriosa, eseguita da mani oscure per motivi che restano oscuri e che forse sono ancora adesso protetti dalla condanna definitiva di due apparenti colpevoli». [Furio Colombo, Un. 5/8/2003] Mercoledì 17 dicembre 2003
La Cassazione: processo da rifare a Ciavardini • La Corte di cassazione annulla la condanna per strage inflitta il 9 marzo 2002 a Luigi Ciavardini. Venerdì 19 dicembre 2003
Pellegrino: Bologna, movente non credibile • Giovanni Pellegrino, ex senatore (Ds), a lungo presidente della commissione stragi, a Dino Martirano del Corriere della Sera: «Rimane non verosimile, non credibile, la ricostruzione del fine politico della strage di Bologna che è sempre stato accostato, quasi fosse un “remake”, a quello della bomba di piazza Fontana. Ovvero: la destra radicale, in un ambiguo rapporto con gli apparati di sicurezza, semina il terrore affinché questo generi smarrimento e una richiesta d’ordine che poi porti a uno spostamento a destra dell’asse politico del Paese piuttosto che a un vero e proprio golpe. (...) Questo movente non ha alcun senso nel 1980: quando siamo nell’Italia del Preambolo (l’esclusione, da parte della corrente maggioritaria della Dc, di un rapporto di collaborazione al governo col Pci, ndr), del riflusso e del post-fordismo. Con Sandro Pertini al Quirinale. Sarebbe bastato al Presidente affacciarsi al balcone con la pipa in bocca per far insorgere l’Italia intera in sua difesa». [Cds 19/12/2003] Mercoledì 14 aprile 2004
Fioravanti in libertà condizionale • Il Tribunale di sorveglianza di Roma concede la libertà condizionale a Valerio Fioravanti, prevista qualora «il detenuto abbia tenuto un comportamento tale da far ritenere sicuro il suo ravvedimento». «Ai 23 anni già trascorsi in cella, l’ex terrorista ha potuto aggiungerne altri quattro di sconto di pena per buona condotta: così ha superato i 26 anni richiesti dalla norma perché un ergastolano possa avvalersi del beneficio». Sono cinque anni di prova senza rientrare in carcere nemmeno la notte, durante i quali restano il divieto di allontanarsi dal Comune di residenza e altri obblighi. Lunedì 13 dicembre 2004
Condanna confermata per Ciavardini • La Corte d’appello di Bologna conferma la condanna a Luigi Ciavardini per la strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. Mercoledì 16 novembre 2005
Bologna, entra in scena il tedesco Kram • La Procura di Bologna apre una nuova indagine sull’eccidio del 2 agosto 1980 alla stazione. Fascicolo contro ignoti, ipotesi di reato quella di strage. Lo spunto arriva dalle acquisizioni della commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Mitrokhin, in particolare riguardo un tale Thomas Kram, tedesco di 57 anni, esperto di esplosivi, militante di un gruppo battezzato Cellule rivoluzionarie e considerato un affiliato alla causa del terrorista Carlos. Kram alloggiò in un albergo di Bologna nella notte tra l’1 e il 2 agosto, cioè pochissime ore prima della strage. Mercoledì 11 aprile 2007
Trent’anni a Ciavardini per la strage • La seconda sezione penale della Cassazione chiude la stagione dei processi contro Ciavardini. Per la Suprema corte, che conferma la condanna di Ciavardini a 30 anni di carcere, l’ex Nar ha aiutato Mambro e Fioravanti nell’esecuzione della strage e vi ha partecipato materialmente. Martedì 8 luglio 2008
Cossiga: Bologna, un incidente dei palestinesi • Francesco Cossiga intervistato da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera: «La strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della “resistenza palestinese” che, autorizzata dal “lodo Moro” a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo. Quanto agli innocenti condannati, in Italia i magistrati, salvo qualcuno, non sono mai stati eroi. E nella rossa Bologna la strage doveva essere fascista. In un primo tempo, gli imputati vennero assolti. Seguirono le manifestazioni politiche, e le sentenze politiche». Scusi, i palestinesi trasportavano l’esplosivo sui treni delle Ferrovie dello Stato? «Divenni presidente del Consiglio poco dopo, e fui informato dai carabinieri che le cose erano andate così. Anche le altre versioni che raccolsi collimavano». [Cds 8/7/2008] In una lettera al Corriere del 15 agosto 2008 Cossiga parlerà ancora di «scoppio involontario» di una bomba «destinata a obiettivi esteri» [vedi anche 14 giugno 1986]. [Cds 15/8/2008] • «I palestinesi? Fosse vero, avremmo trovato tra i resti in stazione qualcosa di riconducibile a un palestinese, e invece niente». (Libero Mancuso, pubblico ministero nel processo del 1987-88 per la strage di Bologna, a Francesco Alberti) [Cds 3/8/2010] Sabato 2 agosto 2008
Strage di Bologna, dubbi a sinistra • Ventottesimo anniversario della strage alla stazione di Bologna. Rossana Rossanda alla Stampa: «La sentenza della Cassazione lascia molti dubbi. Come il processo Sofri non ha risolto niente, così quello per la strage di Bologna lascia molte ombre. E questo anche se non ho nessuna simpatia né per Mambro né per Fioravanti...». [Sta. 4/8/2008] Martedì 7 ottobre 2008
• Il tribunale di sorveglianza di Roma concede la libertà condizionale fino al 2013 a Francesca Mambro, condannata all’ergastolo per la strage alla stazione di Bologna. Martedì 24 marzo 2009
Semilibertà per Ciavardini • A Luigi Ciavardini, condannato a 30 anni di carcere per la strage alla stazione di Bologna, è concessa la semilibertà. aprile 2009
Valerio Fioravanti torna in libertà • Al termine dei cinque anni di libertà condizionata che ha estinto la pena, Valerio Fioravanti, condannato con sentenza definitiva per la strage di Bologna, torna in libertà. Venerdì 24 aprile 2009
Carlos: la Cia dietro la strage di Bologna • Per il terrorista internazionale Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos lo Sciacallo, detenuto nel carcere francese di Poissy, «la strage del 2 agosto a Bologna non è opera dei fascisti». Carlos, ascoltato per rogatoria a Parigi dal pubblico ministero bolognese Enrico Cieri, dice che «quella è roba della Cia, i servizi segreti italiani e tedeschi lo sanno bene. (...) In quegli anni il traffico di armi ed esplosivi attraverso l’Italia era cosa soltanto nostra. Col beneplacito dei servizi italiani, coi quali noi rivoluzionari trattavamo personalmente, i compagni potevano attraversare l’Italia, così come la Grecia, con tutte le armi in arrivo da Saddam Hussein. Per questo posso certamente dire che in quei giorni mai ci sarebbe potuto sfuggire un carico di T4 grande come quello fatto esplodere a Bologna. Non sarebbe sfuggito a noi e di certo non lo potevano avere in mano i neofascisti italiani. Quel tritolo viene dai militari... Tra i rivoluzionari palestinesi e l’Ori (l’Organizzazione dei rivoluzionari internazionali, quella di Carlos, ndr) i patti con i servizi segreti italiani erano chiari: in Italia traffico di armi sì, attentati no... E noi abbiamo mantenuto la parola». [Biagio Marsiglia, Cds 26/4/2009] • Carlos sulla presenza di Kram a Bologna: «I servizi sapevano bene che a Bologna quel giorno c’era Thomas Kram e farlo saltare in aria con la stazione sarebbe stato come mettere la firma dei palestinesi sull’eccidio... Così l’Italia si sarebbe staccata dai palestinesi e avvicinata agli israeliani. Ma Kram si è salvato e l’operazione è fallita». [Cds 26/4/2009] Lunedì 2 agosto 2010
Trentennale della strage, nessun ministro a Bologna • Trentesimo anniversario della strage alla stazione di Bologna. Con una scelta senza precedenti, il governo Berlusconi è rappresentato in piazza dal solo prefetto Tranfaglia. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «I rappresentanti dell’esecutivo sono sempre stati fischiati: l’assenza di quest’anno si spiega in questa logica...». Il presidente dell’Associazione delle vittime, Paolo Bolognesi, chiede «ulteriori indagini per arrivare ai mandanti della strage». Venerdì 19 agosto 2011
• Il Resto del Carlino rivela che nell’inchiesta bis sulla strage alla stazione di Bologna sono indagati i terroristi tedeschi Thomas Kram, 63 anni, e Margot Frohlich, 69, legati al gruppo internazionale di Carlos, in carcere a Parigi. Entrambi presenti a Bologna il giorno della strage, è attorno ai loro nomi che ha preso corpo, senza però mai trovare una concretezza giuridica, l’ipotesi della cosiddetta «pista palestinese», secondo la quale la bomba fu messa dal Fronte di liberazione per la Palestina come ritorsione per l’arresto da parte dell’ Italia di Abu Anzeh Saleh, uno dei suoi massimi dirigenti. «Molto più di uno sgarbo agli occhi dei palestinesi: una violazione smaccata di quel “lodo Moro” che, come hanno rivelato in due distinte interviste al Corriere della Sera Francesco Cossiga e Abu Sharif, all’epoca portavoce e ministro degli esteri del Fronte, prevedeva un’intesa tra il nostro Paese e i palestinesi in base alla quale questi ultimi avrebbero potuto attraversare la Penisola trasportando armi ed esplosivi, ma in cambio si impegnavano a non commettere attentati sul nostro territorio. L’arresto di Saleh, secondo i sostenitori della pista palestinese, avrebbe fatto saltare l’accord da qui la strage, commissionata dai palestinesi al gruppo di Carlos, di cui Kram era il braccio destro» [Francesco Alberti, Cds 20/8/2011] ﻿