Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/08/novita-fiscali-del-7-agosto-2008-la-manovra-economica-e-definitiva-rilevanti-novita-niente-perizia-per-i-conferimenti.html
Timestamp: 2018-02-25 08:09:50+00:00
Document Index: 73574005

Matched Legal Cases: ['art. 79', 'art. 2470', 'art. 2470', 'art. 31', 'art. 96', 'art. 106', 'art. 7', 'art. 13']

Novità fiscali del 7 agosto 2008: la manovra economica è definitiva: rilevanti novità; niente perizia per i conferimenti; anticipazioni sulle proroghe della finanziaria 2009
1) Agenzia Entrate: Più tempo per i versamenti di agosto
2) Normativa doganale: Stabilito il saggio di interesse con decorrenza 13/07/2008
3) Manovra economica – La legge di conversione è definitiva: Altre rilevanti novità
4) Niente perizia per i conferimenti
5) Le proroghe dalla Finanziaria per il 2009: Anticipazioni
I contribuenti avranno più tempo per i versamenti di agosto tramite modello F24 ed F24 EP.
Con la firma del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 luglio 2008 le scadenze dei versamenti previsti nel periodo dal primo al 20 agosto vengono unificate al 20 agosto.
La proroga dei versamenti é stata stabilita per consentire ai contribuenti di fruire di un più congruo periodo di tempo per l’effettuazione dei pagamenti, secondo l’Agenzia delle Entrate: “Evitando i disagi in corrispondenza delle vacanze estive” (?).
Invero, la proroga di soli 2 giorni non appare cosi tanto di “comodità” per i contribuenti.
In particolare gli adempimenti fiscali e il versamento delle somme previste dagli articoli 17 e 20, comma 4, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, che hanno scadenza tra il 1 e il 20 del mese di agosto 2008, possono essere effettuati entro il medesimo giorno 20, senza alcuna maggiorazione.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 06/08/2008)
Ai sensi dell’art. 79 del T.U in materia doganale (DPR n. 43/1973, sostituito dal DPR n. 213/20000), il saggio di interesse per il pagamento differito effettuato oltre il periodo di giorni trenta è stabilito nella misura del 3,805% annuo per il periodo 13 luglio 2008 – 12 gennaio 2009.
(Ministero dell’Economia e finanze, Decreto 25/07/2008)
Come è noto, il 5/8/2008 la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la legge di conversione legge 25 giugno 2008, n. 112.
La manovra d’estate, di portata triennale, introduce importanti novità in tema di fisco, lavoro nei settori pubblico e privato, incentivi, welfare e semplificazioni.
Tra le misure fiscali, già evidenziate, nell’articolo sulle novità fiscali di ieri, si ricorda:
– l’abolizione della tracciabilità dei pagamenti e l’invio degli elenchi clienti e fornitori;
– la pubblicazione in Gazzetta degli Studi di Settore entro il 30 settembre del periodo d’imposta nel quale entrano in vigore, ad eccezione di quelli del 2008 per il quali vale il termine del 31 dicembre;
– la possibilità di aderire completamente al processo verbale di constatazione col pagamento delle sanzioni ad un ottavo del minimo ma senza sconti d’imposta;
– l’assoggettamento ad IRPEF delle stock option assegnate dal 25 giugno 2008, ad accezione dei piani di azionariato diffuso;
– l’innalzamento a 12.499,99 Euro dell’importo massimo per assegni trasferibili e contanti.
Queste, di seguito sono le altre novità di una certa rilevanza fiscale:
Viene mantenuta l’addizionale Ires del 5,5% alle imprese che operano nel settore dei prodotti petroliferi e dell’energia elettrica che hanno conseguito, nel periodo d’imposta precedente, un volume di ricavi superiore a 25 milioni di euro.
Sono però soppresse le royalty a carico delle compagnie che estraggono idrocarburi e il conferimento allo Stato di una quota, espressa in barili, pari all’1% delle produzioni annue, a partire da luglio 2008.
L’addizionale non andrà ad alimentare il Fondo per i meno abbienti e la “carta prepagata” sarà concessa solo ai residenti di cittadinanza italiana.
Esteso all’anno finanziario 2009 (con riferimento alle dichiarazioni dei redditi relative al periodo di imposta 2008) la disciplina relativa alla destinazione del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), modificandola parzialmente rispetto a quella vigente con riferimento all’anno finanziario 2008.
In particolare, il comma si definisce i beneficiari del 5 per mille per l’anno finanziario 2009, quali:
a) volontariato e altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionale e provinciale, associazioni e fondazioni riconosciute senza scopo di lucro che operano in via esclusiva o prevalente nei settori indicati dalla normativa tributaria degli enti non commerciali di cui all’articolo 10, co. 1, lett. a), D.lgs. n. 460 del 1997 (assistenza sociale e sanitaria, beneficenza, istruzione, formazione, sport dilettantistico, cultura e arte, ambiente, diritti civili);
b) ricerca scientifica e università;
d) attività sociali svolte dal comune di residenza (pertanto, viene ripristinata la possibilità di destinazione del 5 per mille dell’IRPEF che era stata eliminata dalla legge finanziaria per il 2007); e) sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI.
Cancellato l’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica
Soppresso l’obbligo di conservazione della documentazione amministrativa e tecnica, nonché del libretto di uso e manutenzione (nonché, in caso di trasferimento dell’immobile, a qualsiasi titolo, di consegna all’avente causa).
L’atto di trasferimento deve riportare la garanzia del venditore in ordine alla conformità degli impianti alla vigente normativa in materia di sicurezza e contiene in allegato, salvo espressi patti contrari, la dichiarazione di conformità.
Copia della documentazione è consegnata anche al soggetto che utilizza, a qualsiasi titolo, l’immobile.
Disposizioni correttive ed integrative al D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192, che vengono abrogati, riguardano rispettivamente:
– l’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica, in originale o in copia autenticata, all’atto di trasferimento a titolo oneroso di interi immobili o di singole unità immobiliari già dotati di tale attestato;
– nel caso di locazione di interi immobili o di singole unità immobiliari già dotati di attestato di certificazione energetica, l’obbligo di mettere a disposizione o di consegnare al conduttore l’attestato stesso, in copia dichiarata dal proprietario conforme all’originale in suo possesso.
Trasferimento di quote di S.r.l. anche ai commercialisti
Si prevede che l’atto di trasferimento della partecipazione di una società a responsabilità limitata possa essere sottoscritto con firma digitale, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione dei documenti informatici.
Si ricorda che, ai sensi dell’art. 2470, secondo comma, c.c., l’atto di trasferimento delle partecipazioni di una S.r.l., con sottoscrizione autenticata, va depositato entro trenta giorni, (prima solo) a cura del notaio autenticante, presso l’ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale.
L’iscrizione del trasferimento nel libro dei soci ha luogo, su richiesta dell’alienante o dell’acquirente, verso esibizione del titolo da cui risultino il trasferimento e l’avvenuto deposito.
In caso di trasferimento a causa di morte il deposito e l’iscrizione sono effettuati a richiesta dell’erede o del legatario verso presentazione della documentazione richiesta per l’annotazione nel libro dei soci dei corrispondenti trasferimenti in materia di società per azioni.
La novità introdotta dispone altresì in ordine alle modalità di deposito dell’atto presso l’ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale, prevedendo:
– che il deposito debba avere luogo entro 30 giorni (analogamente a quanto previsto dal suddetto art. 2470 c.c.);
– che esso avvenga a cura di un intermediario abilitato ai sensi dell’art. 31, comma 2-quater, della legge 24 novembre 2000, n. 340.
Tale disposizione si riferisce agli iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali, muniti della firma digitale e allo scopo incaricati dai legali rappresentanti della società.
Nel caso di sottoscrizione con firma digitale dell’atto di trasferimento della partecipazione, l’iscrizione del medesimo trasferimento nel libro dei soci avrà luogo, su richiesta dell’alienante e dell’acquirente, dietro esibizione del titolo da cui risultino il trasferimento e l’avvenuto deposito, rilasciato dall’intermediario che vi ha provveduto.
Con l’introduzione del nuovo comma 5-bis dell’art. 96 del TUIR viene introdotta una parziale indeducibilità, ai fini IRES ed IRAP, degli interessi passivi per i soggetti che operano nei settori bancario, finanziario e assicurativo.
La quota indeducibile è fissata al 3% per l’anno 2008 e al 4% a decorrere dal 2009.
Per le società che applicano il consolidato nazionale, gli interessi passivi maturati nei confronti di soggetti che appartengono allo stesso gruppo sono deducibili sino a concorrenza dell’ammontare complessivo degli interessi passivi maturati nei confronti di soggetti che non appartengono al medesimo gruppo societario.
Le modifiche confermano la decorrenza del regime di indeducibilità parziale degli interessi passivi per banche e assicurazioni dal periodo d’imposta 2008, ma facendo formalmente riferimento al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, in modo da poter essere applicabile ai soggetti con esercizio sociale non coincidente con l’anno solare, anche per la determinazione degli acconti delle imposte.
Introdotti limiti alla deducibilità degli interessi passivi per i soggetti che operano nei settori bancario, finanziario e assicurativo.
In deroga alle disposizioni contenute nell’articolo 3 della legge n. 212 del 2000 (c.d. Statuto dei diritti del contribuente), la disciplina entra in vigore nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007
Introdotte disposizioni in materia di deducibilità, ai fini IRES, della variazione della riserva sinistri per le imprese di assicurazione.
– si riduce dal 60% al 30% la quota deducibile, nell’esercizio interessato, della variazione della riserva sinistri relativa ai contratti di assicurazione dei rami danni, per la parte riferibile alla componente di lungo periodo;
– si allunga il periodo di riportabilità delle eccedenze – ovvero la possibilità di portare le eccedenze in deduzione, per quote costanti, negli esercizi successivi – ai diciotto esercizi successivi (in luogo dei nove previsti dalla formulazione previgente della norma);
– si stabilisce che venga considerato “di lungo periodo” il 75% della riserva sinistri, in luogo dell’attuale 50%.
Si interviene poi sulla disciplina dei cosiddetti “noni pregressi”.
La disposizione sancisce che anche le residue quote dell’ammontare complessivo delle variazioni della riserva sinistri – eccedenti il 60% dell’importo iscritto in bilancio – formate negli esercizi precedenti a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto e non ancora dedotte, siano deducibili per quote costanti fino al raggiungimento del diciottesimo esercizio successivo a quello di loro formazione.
Infine, si prevede l’applicazione delle disposizioni contestualmente introdotte in materia di deducibilità della variazione della riserva sinistri a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, ovvero dal periodo d’imposta 2008.
L’entrata in vigore delle disposizioni avviene in deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, 212 (c.d. Statuto dei diritti del contribuente).
La medesima norma stabilisce infine che, nella determinazione degli acconti dovuti per tale periodo d’imposta (2008), in sede di versamento della seconda o unica rata si assuma, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le nuove disposizioni in materia di deducibilità della riserva sinistri.
Elevata la percentuale da versare a titolo di acconto sull’imposta di bollo, nonché sull’imposta sui premi e gli accessori assicurativi.
Nel dettaglio, viene elevata – dal 70% della attuale formulazione al 75% per l’anno 2008, all’85% per il 2009 e al 95% per gli anni successivi – la percentuale della somma da versare a titolo di acconto dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale.
Elevata poi al 14% per l’anno 2008, al 30% per il 2009 e al 40% per gli anni successivi la percentuale della somma da versare annualmente a titolo acconto dell’imposta sui premi e accessori incassati, posta a carico delle imprese assicuratrici.
Svalutazione dei crediti e accantonamento per rischi sui crediti
Viene modificato l’art. 106 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), intervenendo sulla deducibilità delle svalutazioni dei crediti e degli accantonamenti per rischi su crediti relativamente agli enti creditizi e finanziari.
Si dispone la riduzione dallo 0,40% allo 0,30% della quota annua massima deducibile; l’aumento da nove a diciotto anni del periodo di tempo entro il quale è deducibile l’eccedenza non deducibile nell’anno.
La norma riguarda anche le imprese di assicurazione.
L’ampliamento a 18 anni del periodo di deducibilità delle svalutazioni eccedenti la quota annuale, si applica anche alle svalutazioni per le quali i contribuenti hanno in corso la procedura di deduzione.
A tal fine, i contribuenti provvedono alla rideterminazione delle quote non ancora dedotte le quali sono deducibili per quote costanti fino al raggiungimento del diciottesimo esercizio successivo a quello di formazione.
In deroga a quanto stabilito dal c.d. Statuto del contribuente, la nuova disciplina entra in vigore a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, ossia, per i contribuenti con esercizio coincidente con l’anno solare, dal 2008.
La nuova disciplina, inoltre, deve essere considerata anche ai fini della determinazione degli acconti IRES e IRAP dovuti per il medesimo periodo d’imposta.
Poiché, per i contribuenti che hanno l’esercizio coincidente con l’anno solare, il termine di scadenza per il versamento del primo acconto d’imposta è scaduto il 16 giugno 2008, tale ultima disposizione troverà applicazione in sede di versamento del secondo acconto (30 novembre 2008).
Prelievo sulle riserve matematiche delle imprese di assicurazione esercenti il ramo vita
Si provvede ad aumentare dallo 0,3% allo 0,35%, a decorrere dal periodo d’imposta 2009, l’aliquota applicata sulle riserve matematiche delle imprese di assicurazione esercenti il ramo vita, istituito a partire dal 2003 nella misura dello 0,2% e successivamente aumentato allo 0,3%, a decorrere dal 2004.
Per il solo anno 2008, l’aliquota è aumentata fino allo 0,39% e, per quanto riguarda le modalità di versamento, i soggetti interessati dovranno versare, in acconto, entro il mese di novembre 2008, una maggiore imposta dell’0,05% delle riserve matematiche esposte in bilancio, qualora il termine di approvazione del bilancio medesimo sia scaduto anteriormente al 25 giugno 2008.
Estesa l’applicazione dell’imposta di registro in termine fisso ed in misura proporzionale alle locazioni immobiliari poste in essere nell’ambito di gruppi bancari e assicurativi, nonché di società consortili e cooperative con funzioni consortili.
L’obbligo di registrazione in termine fisso investe le locazioni di immobili effettuate (legge n. 133 del 1999) – quali prestazioni di servizi rese nell’ambito delle attività di carattere ausiliario, da parte delle cd. “società strumentali” – nell’ambito del gruppo bancario da:
a) società facenti parte del gruppo bancario, incluse le società strumentali, alle società del gruppo medesimo;
b) consorzi – comprese le società cooperative con funzioni consortili – costituiti tra banche, nei confronti dei consorziati o dei soci, a condizione che i corrispettivi in qualsiasi forma da questi dovuti ai consorzi per statuto non superassero i costi imputabili alle prestazioni stesse.
Allo stesso modo, la registrazione in termine fisso concerne le locazioni immobiliari poste in essere – quali prestazioni di servizi – in favore delle società del gruppo bancario da parte della capogruppo estera, ovvero da parte di società del gruppo estero, comprese le società strumentali il cui capitale sia interamente posseduto dalla controllante estera della banca italiana capogruppo, ovvero da tale controllante e da altre società da questa controllate.
La condizione posta è che tutti i soggetti elencati abbiano la sede legale nell’Unione europea.
Un analogo meccanismo riguarda gli atti di locazione immobiliare posti in essere:
a) in favore di società del gruppo assicurativo, da altra società del gruppo medesimo controllata, controllante, o controllata dalla stessa controllante secondo i parametri dettati dal codice civile (dall’articolo 2359, commi primo e secondo);
b) da consorzi costituiti tra le società di cui alla lettera a), nei confronti delle società stesse, a condizione che i corrispettivi da queste dovuti ai consorzi per statuto non superino i costi imputabili alle prestazioni stesse;
c) da parte di società facente parte del gruppo assicurativo in favore di altra società del gruppo, in presenza di un certo ammontare di operazioni esenti rispetto alla totalità del volume d’affari.
Anche in tal caso si prevede l’applicazione dei parametri del codice civile per la nozione di gruppo societario;
d) da parte di società controllata, controllante o controllata dalla stessa controllante, ai sensi delle norme del codice civile, in favore di altra società svolgente operazioni relative alla riscossione dei tributi.
Per effetto del rinvio all’articolo 10, comma 2, del D.P.R. IVA, sono sottoposte a registrazione in termine fisso anche le locazioni di immobili poste in essere a titolo di prestazioni di servizi effettuate nei confronti dei consorziati o soci da consorzi, comprese le società consortili e le società cooperative con funzioni consortili, per cui la percentuale di detrazione di cui all’articolo 19-bis (che appunto reca le modalità di calcolo della percentuale detraibile a fini IVA, in relazione ai beni ed ai servizi importati o acquistati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione) sia stata non superiore al 10%, a condizione che i corrispettivi dovuti dai consorziati o soci ai predetti consorzi e società non superino i costi imputabili alle prestazioni stesse.
Correlativamente si modifica l’articolo 40, comma 1, del D.P.R. n. 131 del 1986, che disciplina l’applicazione della misura dell’imposta (in misura fissa, o proporzionalmente) agli atti relativi ad operazioni soggette ad IVA.
Coerentemente alla modifica apportata all’articolo 5 del D.P.R. 131 del 1986, la norma tende ad ampliare il novero delle operazioni soggette ad imposta di registro in misura proporzionale.
L’applicazione dell’imposta in misura proporzionale riguarderà le locazioni di immobili esenti da IVA, poste in essere dai medesimi soggetti indicati nella lettera a).
Infine, si dispone che le modalità e i termini degli adempimenti, nonché del versamento dell’imposta commisurata ai canoni di locazione maturati a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 112 (ossia dal 25 giugno 2008), siano stabiliti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate per i contratti di locazione in corso alla medesima data e per quelli stipulati successivamente.
SI differisce al 1° gennaio 2009 – in luogo del 1° gennaio 2008, come originariamente previsto – la decorrenza delle norme – contenute nella legge finanziaria per il 2008 – che hanno assoggettato ad IVA alcune prestazioni di carattere ausiliario svolte nell’ambito di gruppi bancari, assicurativi e di imprese che compiono, in prevalenza, operazioni esenti, nonché nell’ambito di consorzi tra banche e tra imprese facenti parte di gruppi assicurativi.
In particolare, la disposizione posticipa l’applicazione dell’articolo 1, comma 262, della legge 24 dicembre 2007 n. 244 (legge finanziaria per il 2008).
Tale disposizione ha modificato la legge 13 maggio 1999 n. 133, sopprimendo i commi da 1 a 3-bis dell’articolo 6, in materia di IVA di gruppo.
Disposizioni tributarie riguardanti fondi di investimento immobiliari “familiari”
Si modifica la disciplina fiscale dei fondi di investimento immobiliare disponendo, tra l’altro, le seguenti innovazioni:
– l’istituzione di una imposta patrimoniale in misura pari all’1% sui fondi comuni di investimento immobiliari c.d. familiari;
– l’aumento dal 12,50% al 20% dell’aliquota della ritenuta fiscale sui proventi corrisposti da qualunque tipologia di fondo comune di investimento immobiliare;
– l’attribuzione della qualifica di residente in Italia, salvo prova contraria, alle società o enti il cui patrimonio sia investito in misura prevalente in quote di fondi di investimento immobiliari chiusi e siano controllati, direttamente o indirettamente, per il tramite di società fiduciarie o per interposta persona, da soggetti residenti in Italia.
Si introduce – per i fondi di cui all’articolo 37 del D.lgs. n. 58 del 1998 – in presenza di specifiche condizioni tassativamente individuate, un’imposta patrimoniale fissata in misura pari all’1% del valore netto dei fondi determinato come media annua dei valori risultanti dai prospetti periodici redatti dalle società di gestione del risparmio (SGR).
In merito alle modalità di attuazione si dispone che:
– la SGR preleva l’imposta patrimoniale che deve essere versata entro il 16 febbraio dell’anno successivo;
– l’imposta è dovuta dai fondi non quotati nei mercati regolamentati e che hanno un patrimonio inferiore a 400 milioni di euro, in presenza di almeno uno dei seguenti requisiti:
Si estende l’incremento dell’aliquota di imposta sostitutiva dal 12,50% al 20% anche ai redditi diversi di natura finanziaria realizzati in dipendenza della cessione o del rimborso delle quote dei fondi d’investimento immobiliare chiusi soggetti alle disposizioni del comma 18 sopra illustrato.
L’imposta è applicata nella medesima misura, al momento della cessione o del rimborso, anche qualora le quote siano immesse nei rapporti sui quali sia stata esercitata l’opzione per l’applicazione dell’imposta sostitutiva di cui all’art. 7 del D.lgs. n. 461 del 1997.
Infine, con la modifica dell’articolo 7 del D.l. n. 351 del 2001211, si aumenta dal 12,50% al 20% l’aliquota della ritenuta operata sui proventi dei fondi immobiliari.
Disposizioni in materia di stock option
Abrogando la lettera g-bis) del comma 2 dell’articolo 51 del TUIR, si dispone l’assoggettamento al regime di tassazione ordinaria delle plusvalenze relative alle stock option.
In particolare, si dispone tale abrogazione e il nuovo regime di tassazione delle stock option si applica in relazione alle azioni assegnate ai dipendenti a decorrere dal 25 giugno 2008 (data di entrata in vigore del decreto).
Si dispone, inoltre, l’esclusione dalla base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali ed assistenziali sui redditi di lavoro dipendente, dei redditi derivanti dall’esercizio di piani di stock options; tale esclusione dalla base imponibile contributiva si dovrebbe applicare con riferimento alle azioni assegnate ai dipendenti dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge.
Alle condizioni specificate dalla medesima norma, le società cooperative a mutualità prevalente a destinare il 5% dell’utile annuale netto al Fondo di solidarietà per i cittadini meno abbienti.
L’ambito applicativo della norma comprende gli utili evidenziati nei bilanci relativi all’esercizio in corso alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 112 del 2008 (ossia al 25 giugno 2008), nonché agli utili evidenziati nei bilanci relativi all’esercizio successivo.
Elevata dal 12,50% al 20% la ritenuta a titolo d’imposta sugli interessi corrisposti dalle società cooperative e dai loro consorzi ai soci persone fisiche, residenti nel territorio dello Stato, in relazione ad alcune tipologie di prestiti (ossia i prestiti erogati alle condizioni stabilite dall’art. 13 del DPR n. 601/73).
Elevata dal 30% al 55% la quota degli utili netti annuali destinati a riserve indivisibili che, per legge, concorre alla formazione del reddito imponibile delle cooperative di consumo e dei loro consorzi.
Esclusione dalla revisione per taluni enti cooperativi
Modificato l’articolo 2, co. 4, e l’articolo 6 del D.lgs. n. 220 del 2002.
Per effetto di ciò:
Vengono esclusi dalla revisione necessaria per certificare il possesso dei requisiti mutualistici i soli enti cooperativi aderenti alle associazioni nazionali di rappresentanza, che abbiano un volume d’affari superiore a un milione di euro;
– Si prevede che per le cooperative non soggette a revisione il possesso dei requisiti mutualistici debba essere certificato dal presidente dell’ente e asseverato dal presidente del collegio sindacale.
Controlli sull’adempimento degli obblighi fiscali e contributivi da parte dei soggetti non residenti e di quelli residenti da meno di 5 anni
Si dispone la predisposizione di piani di controllo da parte dell’INPS e dell’Agenzia delle entrate, anche sulla base dello scambio reciproco dei dati e delle informazioni in loro possesso, volti a garantire una maggiore efficacia nei controlli sul corretto adempimento degli obblighi di natura fiscale e contributiva a carico dei soggetti non residenti e di quelli residenti, ai fini fiscali, da meno di 5 anni.
Le menzionate amministrazioni determinano le modalità di attuazione della norma in esame tramite un’apposita convenzione.
Si prevede, inoltre, che l’INPS e l’Agenzia delle Entrate attivino uno scambio telematico mensile delle posizioni dei titolari di partita IVA e dei percipienti utili da contratti di associazione in partecipazione, quando l’apporto è costituito esclusivamente dalla prestazione di lavoro.
Si dispone che l’Agenzia delle Entrate, nel triennio 2009-2011, realizzi un piano di ottimizzazione dell’impiego delle risorse al fine di incrementare la capacità operativa destinata alle attività di prevenzione e repressione della evasione fiscale.
Tale incremento, ai sensi della disciplina introdotta, deve risultare pari ad almeno il 10% rispetto alla capacità impiegata agli stessi fini nel biennio 2007-2008.
Partecipazione dei Comuni al contrasto dell’evasione fiscale
Si modifica l’articolo 1 del D.l. n. 203 del 2005, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 248 del 2005, in tema di partecipazione dei comuni al contrasto all’evasione fiscale.
In particolare, viene aggiunto il comma 2-ter, in base al quale il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento delle finanze fornisce con cadenza semestrale ai comuni, anche tramite l’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI), l’elenco delle iscrizioni a ruolo delle somme derivanti da accertamenti ai quali i comuni abbiano contribuito
Contrasto alle frodi in materia di IVA
Si dispone l’incremento della capacità operativa destinata al contrasto delle frodi dell’IVA, sia nazionali che comunitarie, da parte dell’Agenzia delle Entrate, dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza.
Tale incremento dovrà realizzarsi anche tramite l’orientamento delle funzioni e delle strutture dei suddetti soggetti istituzionali, il quale dovrà essere finalizzato ad assicurare:
Inoltre, si dispone che il coordinamento operativo tra i suddetti soggetti istituzionali sia assicurato mediante un costante scambio informativo, anche allo scopo di consentire la tempestiva emissione degli atti di accertamento e l’adozione di eventuali misure cautelari.
Infine, si dispone che gli esiti delle attività svolte formino oggetto di apposite relazioni annuali al Ministro dell’economia e delle finanze.
Piano straordinario di controlli finalizzati all’accertamento sintetico e alla maggiore efficienza dell’Amministrazione fiscale
Vengono inserite un complesso di disposizioni eterogenee riguardanti l’attività di controllo e di accertamento, l’organizzazione delle Agenzie fiscali e la SOGEI.
Si dispone l’esecuzione di un piano straordinario di controlli, nell’ambito della programmazione dell’attività di accertamento per il triennio 2009-2011, finalizzati alla determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche.
Inoltre, nella selezione delle posizioni rilevanti ai fini dei controlli straordinari, viene data priorità ai contribuenti che non hanno evidenziato nella dichiarazione dei redditi alcun debito d’imposta e per i quali esistano elementi indicativi di capacità contributiva.
Altresì, il contributo della Guardia di finanza al piano straordinario di controlli si effettua mediante la destinazione di un’adeguata quota della capacità operativa del suddetto corpo alle attività di acquisizione degli elementi e delle circostanze di fatto certi necessari per la determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche.
Le disposizioni prescrivono che tale contributo avvenga in coerenza con le funzioni di cooperazione attribuite alla Guardia di finanza in materia di accertamento (in particolare, ai sensi dell’articolo 33 del citato D.P.R. n. 600 del 1973, con riguardo al supporto dell’amministrazione finanziaria per l’effettuazione di accessi, ispezioni e verifiche), nonché col temporaneo divieto (due anni dalla data di cessazione del rapporto d’impiego), per coloro che hanno fatto parte dell’amministrazione finanziaria e della Guardia di finanza, ancorché iscritti in un albo professionale o nell’elenco dei soggetti autorizzati a prestare attività di assistenza e rappresentanza del contribuente, di esercitare tali funzioni di assistenza e di rappresentanza presso gli uffici finanziari e davanti alle commissioni tributarie.
E’ previsto, inoltre, che l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di finanza definiscano annualmente, d’intesa tra loro, le modalità della loro cooperazione al piano.
Ai fini della realizzazione del piano ed in attuazione delle disposizioni finalizzate alla partecipazione dei comuni al contrasto all’evasione fiscale i Comuni segnalano all’Agenzia delle Entrate eventuali situazioni rilevanti per la determinazione sintetica del reddito di cui siano a conoscenza.
Si prevede uno specifico meccanismo di mobilità dei dirigenti generali di prima fascia delle agenzie fiscali, con finalità di scambio di esperienze professionali e amministrative tra le agenzie fiscali e di perseguimento della maggiore efficienza e funzionalità di tali agenzie.
La mobilità si attiva dietro richiesta nominativa del direttore di un’agenzia fiscale, il quale deve indicare l’alternativa fra almeno due incarichi da conferire.
Introdotte anche disposizioni relative ai comitati di gestione delle Agenzie fiscali.
Ai sensi dell’articolo 67 del D.lgs. 30 luglio 1999 n. 300 (Riforma dell’organizzazione del Governo), gli organi di ciascuna Agenzia sono:
– il direttore, scelto in base a criteri di alta professionalità, di capacità manageriale e di qualificata esperienza nell’esercizio di funzioni attinenti al settore operativo dell’agenzia;