Source: http://directio.it/multimedia/news/2017/10/09-cancellazione-snc-accertamento.aspx
Timestamp: 2017-10-19 02:07:51+00:00
Document Index: 179172226

Matched Legal Cases: ['art.28', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 2495', 'art. 28', 'art. 382', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ']

Accertamento notificato a società cancellata dal registro imprese: l’art.28, Dlgs 175/2014 non ha efficacia retroattiva | News | Directio - le strade nell'economia
Se la società è stata cancellata prima del 13 dicembre 2014 è comunque invalido l’accertamento notificato entro i 5 anni successivi
Cassata con rinvio dalla Cassazione (ordinanza n. 23029 del 2 ottobre 2017) la decisione della CTR di Venezia Mestre secondo cui i giudici d’appello avevano ritenuto fondato l’accertamento emesso dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di una snc cancellata dal registro imprese quasi cinque anni prima della notificazione dell’atto. Gli ex soci lamentavano nel loro ricorso che la pretesa tributaria fosse stata fatta valere nei confronti di un soggetto oramai estinto, non essendo applicabile al caso l’art. 28 del d. lgs. n. 175/2014, norma sopravvenuta ai fatti in epoca successiva, essendo la società cancellata in data 15 gennaio 2008 e il provvedimento di accertamento notificato in data 18 dicembre 2012.
La Corte di Cassazione ha accolto le ragioni dei ricorrenti chiarendo che in riferimento all'effetto estintivo delle società (sia di persone che di capitali) derivante dalla cancellazione dal registro delle imprese, l’art. 28 co. 4 del “D.Lgs. n. 175/2014, in quanto recante disposizioni di natura sostanziale sulla capacità delle società cancellate dal registro, non ha valenza interpretativa (neppure implicita) né efficacia retroattiva, sicché il differimento quinquennale degli effetti dell'estinzione della società derivanti dall'art. 2495 c.c., co. 2 […] si applica esclusivamente ai casi in cui la richiesta di cancellazione della società dal registro delle imprese (che costituisce il presupposto di tale differimento) sia presentata nella vigenza della nuova disciplina di detto decreto, ossia il 13 dicembre 2014, o successivamente” (Cass. sez. V, 6743/15, 7923/16, 8140/16; sez. VI-5, 15648/15, 19142/16, 11100/17). Pertanto, non essendo in tali circostanze applicabile la norma di cui all’art. 28 del decreto citato, in tema di contenzioso tributario, la cancellazione dal registro delle imprese, con estinzione della società prima della notifica dell'avviso di accertamento e dell'instaurazione del giudizio di primo grado, determina il difetto della sua capacità processuale e il difetto di legittimazione a rappresentarla dell'ex liquidatore, sicché, ricorrendo un vizio insanabile, va eliminata ogni possibilità di prosecuzione dell’azione, con conseguente annullamento ex art. 382 c.p.c., della sentenza di merito impugnata con ricorso per cassazione, trattandosi di impugnazione “improponibile, poiché l'inesistenza del ricorrente è rilevabile anche d'ufficio (Cass. sez. V, 5736/16, 20252/15, 21188/14), non essendovi spazio per ulteriori valutazioni circa la sorte dell'atto impugnato, proprio per il fatto di essere stato emesso nei confronti di un soggetto già estinto” (Cass. sez. V, n. 4778/17, (arg. a contrario n. 4786/17), n. 2444/17; Cass. sez. VI-5, n. 19142/16; v. anche, implicitamente, Cass. Sez. U., n. 3452/17).
Ad ogni modo, “l’estinzione della società non determina l’automatica estinzione dei debiti insoddisfatti nei confronti dei terzi, verificandosi un fenomeno di tipo successorio sui generis, in forza del quale i rapporti obbligatori facenti capo all'ente non si estinguono, ma si trasferiscono ai soci”, i quali possono, in quanto tali, essere chiamati a risponderne — però secondo le ordinarie regole di legittimazione attiva e passiva, e senza il litisconsorzio necessario con la società, ove questa sia già estinta — “nei limiti di quanto riscosso in sede di liquidazione, ovvero illimitatamente, a seconda del regime giuridico dei debiti sociali cui erano soggetti pendente societate” (v. Cass. Sez. U. n. 6070/13; cfr. Cass. nn. 5736/16). Ai giudici di merito va ora il compito di ridefinire la questione in base alle indicazioni della Cassazione.