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Timestamp: 2018-05-23 22:28:33+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2054', 'art. 2727', 'art. 140', 'art. 141', 'art. 145', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 148', 'art. 2054', 'art. 2054', 'sentenza ']

Sinistri: accertamento di colpa esclusiva libera da presunzione di responsabilità (Corte di Cassazione Civile, sez. III, sentenza 23.01.2014, n. 1365). – Noi Radiomobile™ //cdn.iubenda.com/cookie_solution/safemode/iubenda_cs.js
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Sinistri: accertamento di colpa esclusiva libera da presunzione di responsabilità (Corte di Cassazione Civile, sez. III, sentenza 23.01.2014, n. 1365).
La Corte di Cassazione con la sentenza 23 gennaio 2014, n. 1365, Sezione III Civile, in tema di circolazione stradale ha stabilito che nel caso di scontro tra veicoli in prossimità di un incrocio, l’accertamento della colpa esclusiva in ordine alla causazione del sinistro da parte di uno solo dei conducenti e della regolare condotta di guida dell’altro, libera quest’ultimo dalla presunzione di concorrente responsabilità secondo quanto dispone il secondo comma dell’art. 2054 c.c.. nonché dall’onere di provare di aver messo in atto tutti gli accorgimenti atti ad evitare l’impatto ed il danno.
Tuttavia pur essendo i due conducenti dei veicoli antagonisti tenuti ad effettuare manovre di emergenza per evitare l’impatto , tale onere non è ravvisabile qualora alla luce delle circostanze del caso concreto, sia impossibile effettuare alcuna manovra astrattamente idonea ad evitare il sinistro.
Il caso sottoposto all’attenzione della Corte di Cassazione è relativo ad un sinistro verificatosi nella prossimità di un incrocio attraversato da un conducente di un motociclo nonostante il semaforo rosso, travolto da autovettura proveniente dal senso opposto che ha impegnato l’incrocio stesso regolato nel suo senso di marcia da semaforo verde ma sorpassando una vettura condotta da un terzo conducente che restava ferma nonostante il segnale verde in quanto l’autista, avendo giocoforza una migliore visuale dell’incrocio stesso, aveva visto sopraggiungere il motociclo.
L’articolo 2054 Codice Civile, comma II, in tema di onus probandi in ordine alla responsabilità nella causazione di un sinistro stradale prevede che “Nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli”. Trattasi di presunzione legale di responsabilità in capo a tutti i soggetti coinvolti nel sinistro.
Nello specifico le presunzioni sono “le conseguenze che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire ad un fatto ignorato” (ex art. 2727 c.c.).
Per giungere all’accertamento del fatto si ricorre ad un ragionamento. Tale ragionamento in alcuni casi è stato già compiuto dal Legislatore che con propria previsione normativa ha ritenuto necessariamente scaturire da certi fatti determinate conseguenze.
Di contro in altre ipotesi è il Giudice che compie liberamente il ragionamento, senza essere vincolato dalle scelte del Legislatore.
Nella prassi il Giudice ritiene la presunzione legale superata solo ove siano acquisiti al procedimento elementi probatori gravi, precisi, e concordanti potranno far ritenere al giudicante, attraverso un procedimento logico, raggiunta la prova della responsabilità in ordine alla causazione del sinistro.
L’art. 140 Codice della strada (D.Lgs. n. 285/1992) prevede che “Principio informatore della circolazione“
I singoli comportamenti, oltre quanto gia’ previsto nei precedenti titoli, sono fissati dalle norme che seguono.
L’art. 141, comma II, Codice della strada: Velocità
L’art. 145 , comma I, Codice della strada: Precedenza
La Corte di Cassazione tenuto conto delle circostanze concrete della vicenda sottoposta alla propria attenzione ed esaminato il suesposto quadro normativo perviene ad affermare che “pur non essendo il conducente che è favorito dal semaforo esentato dall’obbligo di diligenza nella condotta di guida (cfr. Cass. n. 8744/00, nonché Cass. n. 16768/06 e, di recente, Cass. n. 17895/12), questa non può certo essere richiesta nel massimo grado, ma è sufficiente che si conformi alla comune prudenza, tenuto conto delle concrete condizioni dell’incrocio.
Ed anzi si è affermato, anche di recente, che, in tema di scontro tra veicoli, l’accertamento che il conducente di uno di essi abbia attraversato un incrocio regolato da semaforo emittente luce rossa comporta il superamento della presunzione di concorrente responsabilità di cui all’art. 2054 c.c., non essendo tenuto il conducente dell’altro veicolo, che impegna il semaforo con il verde, ad osservare l’obbligo di una particolare circospezione, come nel caso di attraversamento con il giallo (Cass. n. 19497/13).”
Inoltre alla stregua di quanto accertato nei due precedenti gradi di giudizio emerge chiaramente che non vi è stata alcuna manovra d’emergenza da parte del conducente dell’autovettura che impegnava l’incrocio semaforico regolato da luce verde per il suo senso di marcia , e che ciò è avvenuto solo in quanto siffatta manovra non avrebbe potuto essergli richiesta, essendosi egli trovato nell’impossibilità di avvistare il motociclo che impegnava l’incrocio nonostante la luce semaforica rossa a causa della presenza di un’altra autovettura accanto alla propria nel proprio senso di marcia che rendeva difficile una completa visuale dell’incrocio stesso che il conducente dell’ autovettura si impegnava ad attraversare con il verde e che quindi veniva a trovarsi suo malgrado nell’impossibilità materiale di evitare l’impatto.
Il Tribunale era stato adito dal T., il quale aveva citato in giudizio il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Agenzia delle Entrate e l’Assitalia S.p.A., esponendo che, alla guida del motociclo di sua proprietà, mentre transitava all’incrocio, regolato da semaforo, di (omissis), tra via (omissis) in direzione via (…) ed il prolungamento di viale (omissis), era entrato in collisione con l’autovettura Fiat Tipo di proprietà del Ministero delle Finanze, condotta dal finanziere scelto B.G., che, provenendo dall’opposta direzione di marcia, aveva svoltato a sinistra.
2.- I motivi, che vanno esaminati congiuntamente poiché entrambi riferiti alla condotta di guida del finanziere scelto B.G., non sono meritevoli di accoglimento.
Il giudice di merito ha ricostruito il sinistro avvalendosi delle stesse risultanze probatorie indicate e riportate in ricorso, in specie del rapporto della polizia municipale e della testimonianza di D.N.G.
Ha così accertato che il motociclo condotto dal T., aveva iniziato l’attraversamento dell’incrocio quando già il semaforo segnava, nei suoi confronti, la luce rossa e che il testimone D.N., alla guida della propria autovettura, provenendo dallo stesso senso di marcia dell’auto condotta dal finanziere scelto B., era rimasto fermo all’incrocio, malgrado fosse scattata in suo favore la luce verde del semaforo perché si era accorto del sopraggiungere della moto.
2.1.- In effetti, la Corte di Appello, contrariamente a quanto si assume in ricorso, pur avendo enunciato il principio di diritto – che si trova nei precedenti di questa Corte (tra i quali, oltre a Cass. n. 5226/06, citato in sentenza, anche Cass. n. 9550/09)- secondo cui, in tema di scontro di veicoli, ai fini del superamento della presunzione di pari responsabilità di cui all’art. 2054 cod. civ., la prova che uno dei conducenti si è uniformato alle norme sulla circolazione dei veicoli ed a quelle di comune prudenza può essere acquisita anche indirettamente, tramite l’accertamento del collegamento eziologico esclusivo o assorbente dell’evento dannoso col comportamento dell’altro conducente, non si è limitata a trarre indirettamente dalla considerazione della condotta colposa del danneggiato, l’attribuzione alla stessa dell’efficacia causale esclusiva, ma ha positivamente valutato la condotta di guida del conducente del veicolo antagonista.
In proposito ha rilevato che la condotta di guida del B. non si pose in contrasto con alcuna norma del codice della strada, nemmeno a voler ritenere che egli abbia sorpassato la vettura del D.N., ferma all’incrocio, senza preventivamente fermarsi per controllare se altri veicoli sopraggiungessero ad impegnare il crocevia, poiché il semaforo a suo favore segnava il verde e poiché la circolazione sulla via era a file parallele.
Quest’ultima valutazione è conforme alla previsione dell’art. 148 del codice della strada e non viola le norme indicate nella rubrica del secondo motivo di ricorso (il cui esame appare logicamente preliminare), poiché, pur non essendo il conducente che è favorito dal semaforo esentato dall’obbligo di diligenza nella condotta di guida (cfr. Cass. n. 8744/00, nonché Cass. n. 16768/06 e, di recente, Cass. n. 17895/12), questa non può certo essere richiesta nel massimo grado, ma è sufficiente che si conformi alla comune prudenza, tenuto conto delle concrete condizioni dell’incrocio. Ed anzi si è affermato, anche di recente, che, in tema di scontro tra veicoli, l’accertamento che il conducente di uno di essi abbia attraversato un incrocio regolato da semaforo emittente luce rossa comporta il superamento della presunzione di concorrente responsabilità di cui all’art. 2054 cod. civ., non essendo tenuto il conducente dell’altro veicolo, che impegna il semaforo con il verde, ad osservare l’obbligo di una particolare circospezione, come nel caso di attraversamento con il giallo (Cass. n. 19497/13).
Nel caso di specie, peraltro, non risulta affatto -come sostiene il ricorrente col secondo motivo di ricorso- che l’autovettura del B. sopraggiungesse a velocità sostenuta o che avesse “in velocità” superato l’autovettura del teste ferma all’incrocio, avendo invece la Corte affermato – con accertamento in fatto, che, in quanto non smentito da elementi decisivi addotti in ricorso, non appare censurabile – soltanto che si sarebbe tutt’al più potuto ipotizzare che il finanziere avesse impegnato l’incrocio sopraggiungendo all’altezza dell’incrocio col proprio veicolo “in movimento” e superando perciò il veicolo fermo del D.N., avvalendosi della luce verde del semaforo.
Coerente con la ricostruzione fattuale appena richiamata è perciò la conclusione raggiunta dalla Corte circa il rispetto da parte del B. sia delle norme del codice della strada che delle regole di comune prudenza, nell’attraversamento dell’incrocio.
2.1.- Quanto alla mancanza di motivazione in punto di manovra d’emergenza da parte del conducente dell’auto e quanto all’asserita violazione dell’art. 2054 cod. civ., lamentate col primo motivo di ricorso, va evidenziato che la Corte d’Appello ha avuto modo di precisare, non solo che la condotta di guida del B. fu corretta, secondo quanto sopra, ma anche che lo stesso non avrebbe potuto fare alcunché per evitare il motociclo, non potendosi rimproverare al B. di non aver scorto la moto che aveva impegnato l’area dell’incrocio, così come invece aveva fatto il teste D.N., in quanto la sua visuale era limitata proprio dalla presenza dell’autovettura di quest’ultimo ferma sulla destra.
Discende da detta premessa e dalla relativa ricostruzione in fatto che è vero che non vi è stata alcuna manovra d’emergenza da parte del B., ma semplicemente perché siffatta manovra non avrebbe potuto essergli richiesta, essendosi egli trovato nell’impossibilità di avvistare il motociclo, quindi nell’impossibilità materiale di evitare l’impatto (tanto è vero che risulta che la Corte d’Appello ha ricostruito il sinistro -con accertamento in fatto, sul punto nemmeno censurato- nel senso che “la collisione avvenne al centro dell’incrocio e che la moto condotta dal T. urtò con la parte anteriore la fiancata dell’auto condotta dal B.”, pertanto finendo letteralmente la propria corsa, iniziata quando il semaforo era già rosso, contro la vettura che invece “aveva iniziato l’attraversamento quando il semaforo proiettava luce verde per i veicoli provenienti dalla sua direzione”).
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