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Timestamp: 2017-09-22 22:23:09+00:00
Document Index: 154635903

Matched Legal Cases: ['art. 72', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 23', 'art. 13', 'art. 24', 'art. 31', 'art. 169', 'art. 15', 'art. 2050', 'art. 40', 'art. 42']

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September 01, 2017 G3 Consulenza d'Impresa Approfondimenti e Aggiornamenti
Collaborazioni Occasionali e nuovo Lavoro Occasionale Accessorio 2017
In arrivo il video tutorial Lavoro Occasionale.
Nel corso del 2017 è stata modificata la disciplina del lavoro occasionale, con l’introduzione del “lavoro occasionale accessorio”, in base a quanto stabilito dall’articolo 54-bis del D.L. n. 50/2017 intitolato appunto “Disciplina del Libretto Famiglia. Contratto di prestazione occasionale”
Vengono introdotte due nuove forme di lavoro accessorio, nei casi in cui le collaborazioni occasionali siano svolte sotto la direzione di un committente, mentre negli altri casi le regole sulle prestazioni occasionali non cambiano.
Chiarimenti sul lavoro occasionale – fisco e previdenza
Prima di affrontare le novità riguardanti il lavoro occasionale accessorio, preferiamo chiarire gli aspetti principali sul fronte fiscale e previdenziale delle collaborazioni occasionali.
ASPETTI FISCALI: Nei casi in cui una prestazione di collaborazione sia svolta da soggetti privi di Partita Iva, in mancanza di continuità e abitualità, e in mancanza di coordinamento della prestazione, tale prestazione verrà assoggettata a ritenuta di acconto del 20% indicata in apposita ricevuta su cui occorrerà applicare una marca da bollo di € 2,00 per importi di prestazioni superiori a € 77,47.
Tale reddito rientra nella categoria dei “redditi diversi” di cui all’articolo 67, del DPR n. 917/86, e dovranno essere indicati nel quadro D del modello 730 o nel quadro RL del modello Redditi Persone Fisiche.
ASPETTI PREVIDENZIALI: Quando il compenso per prestazioni occasionali eccede € 5.000 lordi annui, nasce l’obbligo dell’iscrizione alla gestione separata INPS, con il conseguente obbligo di conteggio e versamento dei contributi previdenziali sulla parte eccedente € 5.000.
Si precisa che la soglia di € 5.000 è riferita a tutti i rapporti intercorrenti dal collaboratore occasionale (quindi anche se raggiunta da più rapporti con più committenti).
Chiariti gli aspetti generali delle collaborazioni occasionali, di seguito tratteremo le due nuove forme di lavoro occasionale accessorio previste a partire dal 24/06/2017.
La nuova disciplina in vigore dal 2017 introduce importanti novità per sostituire la disciplina precedente relativa ai “Voucher Inps” ormai abrogata, ed in particolare sono stati introdotti:
LIBRETTO DI FAMIGLIA: da utilizzarsi per le prestazioni occasionali rese ai privati;
PrestO: contratto di prestazione occasionale da utilizzarsi per le prestazioni occasionali rese a imprese o professionisti, o PA.
E’ un libretto nominativo prepagato, per le famiglie, contenente titoli dal valore unitario di €. 10,00 da consegnare al prestatore d’opera occasionale per ogni ora di lavoro.
Le famiglie, potranno avvalersi di lavoro occasionale per le seguenti attività:
Il Libretto Famiglia, è acquistabile presso la piattaforma telematica dell’Inps o presso gli uffici postali, e contiene titoli di pagamento del valore nominale di €. 10,00 (valore di 1 ora di prestazione occasionale). In tale importo è già inclusa la quota di contribuzione previdenziale (Gestione Separata Inps) pari a €. 1,65, e l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali per una quota pari a €. 0,25.
La comunicazione all’Inps dei dati del collaboratore e della prestazione avviene attraverso la piattaforma informatica Inps o tranute i contact center Inps, entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione.
Per le imprese e i professionisti è prevista la possibilità di impiegare lavoro occasionale tramite il contratto di prestazione occasionale “PrestO”.
L’importo minimo per ogni ora di lavoro è pari ai €. 9,00, cui si aggiunge la contribuzione alla gestione separata Inps, nella misura del 33% del compenso, e il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, nella misura del 3,5% del compenso. L’1% degli importi versati è destinato al finanziamento degli oneri gestionali.
I compensi sono corrisposti al prestatore direttamente dall’Inps e sono esenti da imposizione fiscale, non incidono sul suo stato di disoccupato e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.
Divieto: per le imprese e i professionisti, è vietato utilizzare lavoro occasionale secondo quanto di seguito specificato:
Da parte delle imprese dell’edilizia o esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
In caso di contratto “PrestO”, l’utilizzatore è tenuto a trasmettere all’Inps, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, una dichiarazione contenente i dati del prestatore e i dati della prestazione.
Il Lavoro Occasionale è ammesso entro il limite annuale di:
€. 5.000, per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
€. 5.000, per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori;
€. 2.500, per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore.
Grazie per la lettura. Restiamo a disposizione per qualunque approfondimento o consulenza in materia.
July 22, 2017 G3 Consulenza d'Impresa Approfondimenti e Aggiornamenti
Nuova Agenzia delle Entrate - Riscossione. Riscossione diretta.
A decorrere dal 1°luglio 2017 l’Agenzia delle entrate-Riscossione è subentrata, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia sciolte (a eccezione di Equitalia Giustizia).
L’Agenzia delle entrate-Riscossione è un Ente pubblico economico istituito ai sensi dell’articolo 1 del Decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con modificazioni dalla Legge 1 dicembre 2016 n. 225, e svolge le funzioni relative alla riscossione nazionale.
L’Ente è sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell’Economia e delle Finanze ed è strumentale dell’Agenzia delle entrate a cui è attribuita la titolarità della riscossione nazionale ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del Decreto legge 30 settembre 2005 n. 203, convertito con modificazioni dalla Legge 2 dicembre 2005, n. 248.
Ma adesso Equitalia/Agenzia delle Entrate possono pignorare direttamente i conti correnti di chi ha debiti tributari?
La risposta viene fornita direttamente da Equitalia, che spiega come le norme che regolano la procedura di pignoramento diretto siano in vigore dal 2005 – “le norme sulle procedure per i pignoramenti esistono da 12 anni”, facendo chiarezza su quanto apparso su alcuni organi di stampa.
In merito alle notizie apparse su diversi organi di stampa e di comunicazione, relativamente agli atti di pignoramento presso terzi che l’Agente della riscossione effettua per legge, Equitalia Spa precisa che l’azione di pignoramento presso terzi è disciplinata da una norma del 2005 (D.L. 203/2005 che ha introdotto l’art. 72 bis del DPR 602/1973) la quale prevede l’azione diretta da parte di Equitalia sui crediti del debitore detenuti da terzi (ivi comprese le eventuali somme sul conto corrente).
La norma, inoltre, prevede l’intervento dell’Autorità giudiziaria in via eventuale laddove il terzo pignorato o il contribuente stesso abbiano elementi validi per contestare l’azione dell’Agente della riscossione”.
“In particolare, – prosegue la nota di Equitalia – Equitalia procede alle azioni esecutive solo dopo che il contribuente non ha dato seguito agli atti che gli sono stati notificati (cartella di pagamento, solleciti di pagamento, avvisi di intimazione), né provvedendo al loro pagamento, neanche in forma rateale, né contestandone il contenuto”.
“L’interazione delle banche dati introdotta dal dl 193/2016 – spiega la nota – va nella direzione di poter migliorare l’attività di riscossione che non si muoverà più ‘a fari spenti’ relativamente alle azioni esecutive ma soprattutto di limitare al minimo, grazie ad informazioni più puntuali, l’impatto sul debitore e sulle sue attività professionali”.
Procedura per pignoramento conti bancari
Il procedimento di «incasso» forzoso non è automatico.
Il contribuente prima di tutto riceverà avvisi e solleciti di pagamento.
Dopodiché avrà 60 giorni di tempo per mettersi in regola:
Pagando tutto subito;
Chiedendo di rateizzare l’importo;
Oppure opponendo ricorso.
In mancanza di almeno uno di questi passaggi e trascorsi i 60 giorni, la nuova agenzia per la riscossione passerà al recupero coattivo che può consistere anche nel pignoramento del conto corrente.
June 26, 2017 G3 Consulenza d'Impresa Approfondimenti e Aggiornamenti
2017 Agevolazioni su Ristrutturazioni e Interventi Antisismici
36%, con il limite massimo di 48.000 euro per unità immobiliare, delle somme
che saranno spese dal 1° gennaio 2018.
Il limite di spesa è annuale e riguarda il singolo immobile e le sue pertinenze unitariamente considerate, anche se accatastate separatamente.
Hanno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari
di bonifici e fatture:
il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1°gennaio 2016.
I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono i seguenti:
 all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione)
 alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.
 installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti  apposizione di saracinesche
 l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti
 il montaggio di vetri anti-infortunio
 l’installazione del corrimano.
2. MISURE ANTISISMICHE
La detrazione delle spese sostenute per gli interventi di adozione di misure antisismiche possono essere usufruite sia dai soggetti passivi Irpef (già indicati nel paragrafo “Chi può fruire della detrazione”) sia dai soggetti passivi Ires.
La percentuale di detrazione e le regole sono diverse a seconda dell’anno di effettuazione della spesa.
Per interventi di adozione di misure antisismiche, le cui procedure di autorizzazione sono state attivate tra il 4 agosto 2013 e il 31 dicembre 2016, è riconosciuta una detrazione pari al 65% delle spese effettuate entro il 31 dicembre 2016.
La detrazione deve essere calcolata su un importo complessivo massimo di 96.000 euro per unità immobiliare e va ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
 l’intervento è effettuato su costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive
 l’immobile si trova in zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), i cui criteri di identificazione sono stati fissati con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.
 quando la realizzazione degli interventi produce una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore, la detrazione spetta nella misura del 70% della spesa sostenuta
 se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori, la detrazione spetta nella misura dell’80%.
 75%, nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore
 85%, quando si passa a due classi di rischio inferiori.
June 18, 2017 G3 Consulenza d'Impresa Approfondimenti e Aggiornamenti
NASpI Inps 2017 - indennità di disoccupazione
L’indennità di disoccupazione NASpI, è una prestazione a domanda, erogata a favore dei lavoratori dipendenti che abbiano perduto involontariamente l’occupazione, per gli eventi di disoccupazione che si verificano dal 1° maggio 2015.
L’indennità spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente l’occupazione, compresi:
Sono necessarie almeno tredici settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Per contribuzione utile si intende anche quella dovuta ma non versata. Ai fini del diritto sono valide tutte le settimane retribuite, purché risulti erogata o dovuta per ciascuna settimana una retribuzione non inferiore ai minimali settimanali (legge n. 638/1983 e legge n. 389/1989). La disposizione relativa alla retribuzione di riferimento non si applica ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari.
Sono necessarie almeno trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione. Per giornate di effettivo lavoro si intendono quelle di effettiva presenza al lavoro, a prescindere dalla loro durata oraria.
In relazione ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari – per i quali non si dispone di un dato relativo al numero di giornate effettivamente lavorate – la presenza al lavoro per almeno trenta giornate negli ultimi 12 mesi si determina con riferimento al sistema in uso per l’accredito della contribuzione e per il pagamento delle prestazioni relative ai lavoratori domestici: la presenza di contribuzione per almeno cinque settimane – considerate convenzionalmente di sei giorni ciascuna – equivale a trenta giornate di lavoro.
May 28, 2017 G3 Consulenza d'Impresa Approfondimenti e Aggiornamenti
Privacy oggi e nuovo Regolamento Europeo dal 2018
La materia relativa alla “tutela dei dati” per le aziende, è attualmente regolamentata dal D. Lgs. N. 196 del 30/06/2003, il c.d. “Codice della Privacy”, e dai successivi provvedimenti specifici come quello in materia di posta elettronica ed internet (marzo 2007), e quello in materia di videosorveglianza (settembre 2010), ma da maggio 2018 anche in Italia si dovranno seguire le indicazioni fornite dal “Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento Europeo” sulla privacy.
Prima di pensare al futuro col nuovo Regolamento Europeo, occorre comunque rapportarsi con la disciplina attuale fino al 28/05/2018. Vediamo quindi in linea di massima i soggetti e gli adempimenti previsti attualmente per poi fare alcuni accenni alle differenze introdotte dal RE.
Titolare: soggetto cui competono le decisioni in ordine al trattamento;
Responsabile: soggetto preposto dal Titolare al trattamento di dati;
Incaricato: qualsiasi persona fisica autorizzata dal Titolare o dal Responsabile a compiere operazioni di trattamento dei dati.
Il D. Lgs. N. 196 del 30/06/2003, all’art. 13, prevede l’obbligo di fornire una informativa con le seguenti specifiche:
i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati, anche nella loro qualità di responsabili o incaricati;
i diritti previsti dal Codice all’art. 7 (diritto di accesso e altri diritti) e gli estremi identificativi del Titolare nonché del Responsabile del trattamento.
L’art. 23 del Codice della Privacy indica le modalità con le quali deve essere acquisito il consenso:
i) deve essere espresso;
ii) può riguardare l’intero trattamento ovvero una o più operazioni dello stesso;
iii) è validamente prestato solo se è espresso liberamente e specificamente in riferimento ad un trattamento chiaramente individuato, se è documentato per iscritto e se sono state rese all’interessato le informazioni di cui all’art. 13;
iv) è manifestato in forma scritta quando il trattamento riguarda dati sensibili.
Quando invece i dati trattati sono dati “pubblici”, informazioni relative ad attività economiche, adempimento di un obbligo di legge, il trattamento può essere effettuato senza consenso, come specificato dall’art. 24 del Codice Privacy.
Come noto, lo sviluppo tecnologico e la maggiore attenzione rivolta alla tutela della riservatezza hanno determinato il legislatore a prestare maggiore attenzione all’aspetto della sicurezza dei dati, individuando gli strumenti volti a prevenire perdite e/o distruzione.
Il Codice della Privacy prevede che debba essere garantita la tutela dei dati per garantire riservatezza, perdite o distruzione, fornendo indicazioni per assicurarne la sicurezza tramite specifiche misure, divise tra idonee e minime.
art. 31: i dati personali oggetto di trattamento debbono essere custoditi e controllati “anche in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei dati e alle specifiche caratteristiche del trattamento in modo da ridurre al minimo, mediante l’adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita, anche se accidentale, dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta”;
artt. 34 e 35: definiscono la soglia minima degli strumenti da adottare nel caso in cui i dati vengano trattati tramite strumenti elettronici o meno;
L’inosservanza delle misure minime configura reato come previsto dall’art. 169 del Codice, che prevede l’arresto fino a due anni;
la mancata adozione delle misure idonee rientra, invece, nel campo di applicazione dell’art. 15, integrando un’ipotesi di responsabilità civile ai sensi dell’art. 2050 c.c. (Responsabilità per l’esercizio di attività pericolose).
NOVITA’ DA MAGGIO 2018 – REGOLAMENTO EUROPEO
Il Regolamento UE introdurrà anche in Italia, a partire da maggio 2018, nuove figure professionali (come ad esempio il Responsabile della protezione dei dati personali – Data Protection Officer – DPO), nuovi principi (quali quello di accountability e di privacy by design e by default), e nuove sanzioni (che potranno arrivare fino ad un massimo di € 20.000.000,00 o fino al 4% del fatturato annuo).
In linea generale, il nuovo impianto normativo che introdurrà le citate novità, imporrà un maggior grado di preparazione e competenze specifiche a tutti i soggetti coinvolti, e quindi una conseguente adeguata formazione in materia.
Il Regolamento Europeo contribuirà anche ad innalzare il livello di sicurezza informatica, dato che introduce nuovi obblighi e adempimenti, tra cui l’obbligo di segnalare all’Autorità competente ed agli stessi utenti eventuali violazioni dei dati personali (i c.d. data breaches – ad esempio accessi abusivi o virus informatici che hanno leso il database), entro termini precisi.
Con il Regolamento Europeo, viene introdotto in materia di Privacy anche il concetto di codice di condotta (disciplinato all’art. 40) e di meccanismo di certificazione (art. 42), che saranno strumenti utilizzabili per dimostrare la conformità ai requisiti delle misure di sicurezza.
Proporremo un approfondimento specifico e dettagliato sul Regolamento Europeo con l’avvicinarsi della data in cui sarà obbligatorio applicarlo anche in Italia.
Grazie per la lettura. Restiamo a disposizione per qualunque approfondimento o consulenza in materia
May 14, 2017 G3 Consulenza d'Impresa Approfondimenti e Aggiornamenti
Giovani e canoni di locazione: detrazioni fiscali 2017
Detrazione Locazione Giovani
Per giovani è prevista una detrazione specifica sui contratti di locazione stipulati per gli immobili adibiti ad abitazione principale.
I beneficiari hanno le seguenti caratteristiche:
età compresa tra i 20 ed i 30 anni,
stipula di un contratto di locazione per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale,
l’unità immobiliare diversa da quella destinata ad abitazione principale dei genitori o di coloro ai quali il giovane è stato affidato dagli organi competenti ai sensi di legge,
reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) non superiore a euro 15.493,71.
Il requisito dell’età è soddisfatto se ricorre anche per una parte dell’anno in cui si intende fruire della detrazione.
Per i contratti stipulati con giovani di età compresa tra i 20 anni e 30 anni, ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 43, per l’unità immobiliare da destinare ad abitazione principale è prevista, in sede della dichiarazione dei redditi una detrazione pari a 991,60 euro. Spetta per i primi tre anni dalla stipula del contratto.
La detrazione è suddivisa in base ai cointestatari del contratto di locazione dell’abitazione principale; quando il contratto di locazione è stipulato da più conduttori e solo uno abbia i requisiti di età previsti dalla norma, solo quest’ultimo può fruire della detrazione per la sua quota.
La detrazione deve essere indicata nel modello 730/2017, al rigo 71, codice 3.
Grazie per la lettura. Contattateci senza impegno per maggiori informazioni.
May 01, 2017 G3 Consulenza d'Impresa Approfondimenti e Aggiornamenti
Tutte le agevolazioni fiscali 2017 per la Prima Casa
Prima Casa: agevolazioni
In questo articolo verranno illustrati i benefici fiscali spettanti in caso di acquisto della cosiddetta “prima casa”.
Per rendere semplice ed immediato l’argomento, non ci si dilungherà sulle altre casistiche relative alle altre tipologie di acquisti di fabbricati.
Le agevolazioni spettano anche per l’acquisto delle pertinenze, classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (per esempio, rimesse e autorimesse) e C/7 (tettoie chiuse o aperte), limitatamente a una pertinenza per ciascuna categoria.
È necessario, tuttavia, che le stesse siano destinate in modo durevole a servizio dell’abitazione principale e che questa sia stata acquistata beneficiando delle agevolazioni “prima casa”.
RESIDENZA: Per usufruire dei benefici, l’abitazione deve trovarsi nel territorio del comune in cui l’acquirente ha la propria residenza.
“L’imposta di registro proporzionale (2%) non può essere di importo inferiore a 1.000 euro. Tuttavia, l’importo effettivamente da versare potrebbe risultare inferiore per effetto dello scomputo dell’imposta proporzionale già versata sulla caparra (quando è stato registrato il contratto preliminare) o per effetto del credito d’imposta per l’acquisto della “prima casa”
BASE IMPONIBILE per calcolo IMPOSTE:
CESSIONI CON IVA
Se la vendita è soggetta a Iva, la base imponibile su cui calcolare l’imposta sul valore aggiunto (4%) è costituita dal prezzo della cessione, mentre le imposte di registro, ipotecaria e catastale si pagano
in misura fissa (200 euro ciascuna).
Il meccanismo del prezzo-valore si applica, per le compravendita non soggette a Iva. In questo caso, il valore catastale si determina moltiplicando la rendita catastale (rivalutata del 5%) per il coefficiente 110. [Valore catastale “prima casa” = Rendita catastale x 1,05 x 110]
CESSIONE CON IVA PREZZO DELLA CESSIONE
CESSIONE SENZA IVA POSSIBILE CHIEDERE IL SISTEMA DEL PREZZO-VALORE (tassazione sul valore catastale)
Il requisito del riacquisto non è soddisfatto quando si stipula, entro l’anno dalla vendita del primo immobile, soltanto un compromesso, poiché con questo tipo di contratto non si trasferisce il bene
CONSERVAZIONE DELLE AGEVOLAZIONI
• il contribuente acquista un terreno e, sempre nello stesso termine, realizza su di esso un fabbricato (non rientrante nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9) da adibire ad abitazione principale. Non è necessario che il fabbricato sia ultimato. È sufficiente che lo stesso, entro l’anno, acquisti rilevanza dal punto di vista urbanistico. Per evitare di incorrere nella decadenza, deve esistere, quindi, un rustico comprensivo delle mura perimetrali delle singole unità e deve essere stata completata la copertura
Caso particolare: proprietario di immobile già acquistato con agevolazioni “prima casa”
Nell’atto di acquisto del nuovo immobile in regime agevolato (compravendita, atto di donazione o dichiarazione di successione) deve risultare l’impegno a vendere l’immobile già posseduto entro un anno. Se questo non avviene, si perdono le agevolazioni usufruite per l’acquisto del nuovo immobile e, oltre alla maggiori imposte e ai relativi interessi, si dovrà pagare una sanzione del 30%.
“Le agevolazioni “prima casa” non spettano quando si acquista un’abitazione ubicata nello stesso comune in cui si è già titolare di altro immobile acquistato senza fruire dei benefici.
Questo, anche se si assume l’impegno a vendere l’immobile già posseduto entro un anno dal nuovo acquisto”
April 17, 2017 G3 Consulenza d'Impresa Approfondimenti e Aggiornamenti
Sicurezza sul Lavoro - adempimenti per essere in regola
Normativa e soggetti
La materia relativa alla sicurezza sul lavoro è in continua evoluzione, e le aziende di ogni settore sono chiamate al rispetto delle regole vigenti per assicurare la tutela dei propri lavoratori, ed evitare le pesanti sanzioni previste in caso di mancato rispetto.
Il riferimento normativo in tema di sicurezza sul lavoro è il Decreto legislativo n. 81 del 2008 e successive modifiche. L’obiettivo è quello di stabilire regole, procedure e misure preventive da adottare per rendere più sicuri i luoghi di lavoro, e di evitare o comunque ridurre al minimo l’esposizione dei lavoratori a rischi di infortuni, incidenti o malattie professionali legati all’attività e all’ambiente lavorativo.
La normativa si applica a tutte le aziende (comprese ditte individuali) con dipendenti, e alle società anche senza dipendenti, dato che il D. Lgs. 81/2008 definisce lavoratore la persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione. Nel medesimo articolo viene precisato che al lavoratore così definito è equiparato il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso.
Redazione Documento Valutazione Rischi (DVR): E’ il documento con data certa posto a fondamento della normativa in tema di sicurezza, per fornire la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute riscontrabili nell’attività lavorativa, utile a identificare anche le misure di prevenzione e di protezione attuate o da attuare, le procedure per attuare le varie misure di sicurezza e i soggetti previsti dalla normativa;
Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP): Può essere RSPP:
il datore di lavoro (con diploma di scuola superiore e tre anni di esperienza nel proprio settore lavorativo e corso con attestazione),
un dipendente a seguito di specifico corso riconosciuto e relativa attestazione,
un soggetto esterno che possiede i titoli adeguati.
Nomina del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS): nomina comunicata all’Inail, per il responsabile degli aspetti relativi a salute e sicurezza durante il lavoro, a seguito di apposito corso e attestazione.
Formazione e Informazione dei lavoratori in materia di sicurezza sul lavoro: mediante appositi corsi riconosciuti.
Nomina e formazione squadra antincendio: Gruppo di lavoratori incaricati di attuare le misure di prevenzione nonché di adottare i provvedimenti necessari in caso di incendio, o di necessità di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato.
Designazione e formazione addetti squadra primo soccorso: Squadra incaricata della gestione delle emergenze sanitarie.Nelle aziende fino a 5 lavoratori, il datore di lavoro può assumere direttamente tale incarico dopo specifico corso di formazione.
Nomina del medico competente: Obbligatoria nei casi in cui è obbligatoria la sorveglianza sanitaria.
Indichiamo di seguito alcune delle principali sanzioni previste in materia di sicurezza sul lavoro:
ADEMPIMENTO SANZIONE
Omessa redazione del documento di valutazione dei rischi (DVR) Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da
2.500 a 6.400 €
Mancata nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da
Omessa informazione dei lavoratori Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da
1.200 a 5.200€
Omessa formazione dei lavoratori, dei preposti e del RLS Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da
Omessa denuncia all’INAIL degli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a 3 giorni Sanzione amministrativa pecuniaria da
1.000 a 4.500 €
Omessa comunicazione all’INAIL dei nominativi del RSL Sanzione amministrativa pecuniaria da
Omessa fornitura di idonei Dispositivi di Protezione Individuale Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da
1.500 a 6.000€
Omessa nomina del medico competente (per aziende con sorveglianza sanitaria) Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da
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April 05, 2017 G3 Consulenza d'Impresa Approfondimenti e Aggiornamenti
Fiananziamenti a fondo perduto Inail - Bando Isi 2017
Tramite il Bando Isi 2016, rende disponibili complessivamente 244.507.756 euro. I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande.
Il contributo, pari al 65% dell’investimento, fino a un massimo di € 130.000,00 (€ 50.000 per progetti per micro e piccole imprese), è erogato dopo la verifica tecnico-amministrativa e la realizzazione del progetto. Il finanziamento è costituito da un contributo in conto capitale pari al 65% dei costi ammissibili, sostenuti e documentati, per la realizzazione del progetto.
Il progetto da finanziare deve essere tale da comportare un contributo compreso tra un minimo di € 5.000,00 e un massimo di € 130.000,00.
Il limite minimo di spesa non è previsto per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.
Per i progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività, il progetto da finanziare deve essere tale da comportare un contributo compreso tra un minimo di € 2.000,00 e un massimo di € 50.000,00.
Procedura e Click Day
Dal 19/04/2017 sarà attiva la procedura informatica per inserire le domande ed effettuare il download del Codice Identificativo rilasciato dall’Inail, fino alle ore 18.00 del 5.06.2017, tramite la sezione “Accedi ai servizi online”.
Successivamente, dal 12/06/2017 l’Inail pubblicherà le date e gli orari dell’apertura e della chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande con il Codice Identificativo – Click Day!
In ultimo, le imprese collocate in posizione utile per il finanziamento dovranno far pervenire all’Inail, entro e non oltre il termine di trenta giorni decorrente dal giorno successivo a quello di perfezionamento della formale comunicazione degli elenchi cronologici, la copia della domanda telematica generata dal sistema e tutti gli altri documenti, indicati nell’Avviso pubblico, per la specifica tipologia di progetto.
Per maggior chiarezza, elenchiamo i principali passaggi previsti:
Inserimento della domanda dal 19/04/2017 alle 18.00 del 05/06/2017 tramite la sezione “Accedi ai servizi online” e download del codice identificativo assegnato alla domanda;
Indicazione a partire dal 12/06/2017 da parte dell’INAIL della data e orari del click day;
Invio del codice identificativo;
Indicazione delle aziende ammesse al finanziamento, in ordine cronologico;
Invio della documentazione a completamento della domanda entro 30 giorni;
Verifiche da parte dell’INAIL;
Ultimazione dei lavori entro 12 mesi e rendicontazione opere.
Grazie per la lettura. Contattateci senza impegno per qualunque informazione
April 01, 2017 G3 Consulenza d'Impresa Approfondimenti e Aggiornamenti
Hobbisti e Creativi: dettagli, disciplina, trattamento fiscale
Per non svolgere attività considerata “professionale”, Hobbisti e Creativi devono rispettare alcuni requisiti:
Svolgere l’attività in modo occasionale, cioè in modo saltuariamente per un massimo di 30 giorni l’anno, in modo non professionale, senza vincolo di subordinazione e senza organizzazione di mezzi;
I ricavi derivanti dall’attività non devono superare il limite di €. 5.000 annui;
Vendere, barattare, scambiare, articoli e creazioni di valore € 250,00 cad. (alcune Regioni prevedono il limite di € 100,00).
Rispettando i limiti descritti, non sarà necessario aprire Partita Iva e nemmeno effettuare l’iscrizione in Camera di Commercio o presentare la SCIA in Comune, e quindi, i venditori occasionali di articoli realizzati grazie al proprio lavoro e al proprio ingegno, artigianalmente e non in serie, dovranno emettere “ricevuta non fiscale” al momento della vendita per i compensi ricevuti, senza Iva e senza contributi previdenziali. Sulla ricevuta deve essere applicata una marca da bollo di € 2,00 se l’importo supera € 77,47.
Quando la vendita avviene tra l’hobbista/creativo e un acquirente con partita IVA, l’hobbista/creativo rilascia una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto pari al 20% del compenso.
La norma di riferimento per il settore commercio è il Decreto Legislativo 114/98, ma per quanto riguarda gli hobbisti/creativi, occorre verificare anche le singole disposizioni regionali, che possono variare da regione a regione.
Più nel dettaglio, l’Hobbista “non professionista (senza partita Iva)”, vende, permuta, propone ed espone oggettistica di modico valore usato e/o antiquariato minore, escluso abbigliamento, in modo saltuario e occasionale, rispettando i limiti sopra descritti.
Il Creativo “non professionista (senza partita Iva)” invece, mette in vendita creazioni frutto del proprio lavoro e del proprio ingegno, in modo saltuario e occasionale, rispettando i limiti sopra descritti.
In genere, per gli hobbisti è consentito partecipare ad un numero limitato di mercatini (10 all’anno), mentre tale limite non è previsto per i creativi.
MERCATINI e MARKETPLACE
Gli hobbisti e i creativi possono vendere le proprie creazioni in appositi mercatini, verificando di essere in possesso della documentazione necessaria per la “vendita temporanea“, da esibire in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, come ad esempio:
– Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per l’esercizio di attività di esposizione e vendita di proprie opere dell’ingegno a carattere creativo senza necessità di autorizzazione amministrativa, o Denuncia di inizio attività per esposizione e vendita di proprie opere d’arte e/o frutto del proprio ingegno a carattere creativo – i modelli vengono resi disponibili dagli enti o associazioni che promuovono il mercatino;
– Tesserino degli hobbisti – le regole per il rilascio variano in base alla Provincia o del Comune in cui si svolgono gli eventi, così come i costi che variano in base alla Regione;
– Eventuale altra documentazione aggiuntiva richiesta dai singoli Comuni.
VENDITE ONLINE – MARKETPLACE
Relativamente alle vendite online, in generale è consentito solo a titolare di partita Iva utilizzare un proprio sito web per vendere i propri articoli e le proprie realizzazioni esponendono i prezzi.
Gli hobbisti che non intendono aprire una posizione professionale, sempre nei limiti ricordati nel presente articolo, possono utilizzare i cosiddetti “marketplace” online, cioè portali web che favoriscono l’incontro tra domanda e offerta di beni e servizi, sia di tipo verticale (dedicati ad uno specifico settore merceologico, come ad esempio misshobby), sia di tipo orizzontale (che propongono prodotti e servizi di vari settori merceologici, come ad esempio ebay).
Rimanendo nell’ambito di attività occasionale:
Ricavi annuali sino a € 4.800,00 e assenza di altri redditi: esclusione da dichiarazione dei redditi;
Ricavi annuali sino a € 5.000,00 e presenza di altri redditi: indicazione nel quadro dei redditi diversi della dichiarazione dei redditi;
Iva: fuori campo dall’applicazione Iva (attività occasionale).
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