Source: https://www.slideshare.net/FIMMGFormazioneCA_ER/il-ruolo-del-mmg-e-del-medico-di-ca
Timestamp: 2018-12-10 16:10:46+00:00
Document Index: 30688238

Matched Legal Cases: ['art.8', 'art.52', 'art. 14', 'art. 45', 'art. 69', 'art. 35']

Il ruolo del MMG e del medico di CA
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Ruolo del Medico di Medicina Generale e del Medico di Continuità Assistenziale secondo l'ACN 2009.
1. Il ruolo del MMG e del Medico di CA secondo l’ACN Dott. C. Curatola
2. DL 502/92 art.8 TITOLO II Prestazioni 8. Disciplina dei rapporti per l'erogazione delle prestazioni assistenziali. 1.Il rapporto tra il Servizio sanitario nazionale, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta è disciplinato da apposite convenzioni di durata triennale conformi agli accordi collettivi nazionali stipulati con le organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative in campo nazionale. http://www.sisac.info/elencoNewsArea.do? rproprietario=201012211450435842&rrubrica=0&rdataaccordo=&operazione=r icerca&dataDal=&idArea=201012211450435842&idPagina=1&colOrderBy=tne ws_versioni.news_titolo&order=asc&ricercaTitolo=&numberOfRecordsPerPage
3. COS’E’ LA SISAC? SISAC (Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati) rappresenta la delegazione di parte pubblica per il rinnovo degli accordi riguardanti il personale sanitario a rapporto convenzionale. Istituita con L 289 del 27/12/2002(art.52 comma 27) è costituita dai rappresentanti regionali nominati dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano. http://www.sisac.info/elencoNewsArea.do? rproprietario=201012211450435842&rrubrica=0&rdataaccordo=&operazione=r icerca&dataDal=&idArea=201012211450435842&idPagina=1&colOrderBy=tne ws_versioni.news_titolo&order=asc&ricercaTitolo=&numberOfRecordsPerPage
4. ACN 2009 – ART. 13 ART. 13 – CAMPO DI APPLICAZIONE. 1. Il presente Accordo Collettivo Nazionale regola sotto il profilo economico, giuridico ed organizzativo il rapporto di lavoro autonomo convenzionato per l’esercizio delle attività professionali, tra i medici di medicina generale e le Aziende sanitarie locali, per lo svolgimento, nell’ambito e nell’interesse del SSN e le sue articolazioni, dei compiti e delle attività relativi ai settori di: a) assistenza primaria; b) continuità assistenziale; c) medicina dei servizi territoriali; d) emergenza sanitaria territoriale
5. ART. 13 BIS – COMPITI E FUNZIONI DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE 1. Al fine di concorrere ad assicurare la tutela della salute degli assistiti nel rispetto di quanto previsto dai livelli essenziali e uniformi di assistenza (LEA) e con modalità rispondenti al livello più avanzato di appropriatezza clinica ed organizzativa, il medico espleta le seguenti funzioni: •assume il governo del processo assistenziale relativo a ciascun paziente in carico; •si fa parte attiva della continuità dell’assistenza per i propri assistiti; •persegue gli obiettivi di salute dei cittadini con il miglior impiego possibile delle risorse. 2. Le funzioni ed i compiti di cui al precedente comma costituiscono responsabilità individuali del medico.
6. COSA SONO I LEA e CHI LI DEFINISCE? I Livelli Essenziali di Assistenza rappresentano l’insieme delle attività, dei servizi e delle prestazioni che il SSN eroga a tutti i cittadini gratuitamente o con il pagamento di un ticket, indipendentemente dal reddito e dal luogo di residenza. Fino a quando i LEA rimarranno alla base del nostro sistema sanitario, nessuno potrà essere escluso dalle cure. (Art. 32 - Costituzione: la Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti). I Livelli Essenziali di Assistenza sono stati definiti a livello nazionale con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29/11/2001, entrato in vigore nel 2002. La riforma del Titolo V della Costituzione ha poi previsto per le Regioni la possibilità di utilizzare risorse proprie per garantire servizi e prestazioni aggiuntive, ma mai inferiori a quelle incluse nei LEA
7. 1. Le funzioni ed i compiti individuali del medico di assistenza primaria sono così individuati: a) servizi essenziali: gestione delle patologie acute e croniche secondo la miglior pratica e in accordo con il malato, inclusi gli interventi appropriati e le azioni rilevanti di promozione della salute; b) gestione dei malati nell’ambito dell’Assistenza domiciliare programmata e integrata: assistenza programmata al domicilio dell'assistito, anche in forma integrata con l'assistenza specialistica, infermieristica e riabilitativa, in collegamento se necessario con l'assistenza sociale. c) assistenza programmata nelle residenze protette e nelle collettività, ART. 13 BIS – COMPITI E FUNZIONI DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE
8. 4. Sono, inoltre, obblighi e compiti del medico: a) l’adesione alle sperimentazioni delle équipes territoriali; b) lo sviluppo e la diffusione della cultura sanitaria e della conoscenza del Servizio Sanitario Nazionale nonché del corretto uso del farmaco nell’ambito della quotidiana attività assistenziale; c) l’obbligo di effettuazione delle vaccinazioni antinfluenzali nell’ambito di campagne vaccinali rivolte a tutta la popolazione a rischio, promosse ed organizzate dalle Aziende, con modalità concordate; d) l’adesione ai programmi di attività e agli obiettivi, finalizzati al rispetto dei conseguenti livelli programmati di spesa, concordati a livello regionale e aziendale con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. ART. 13 BIS – COMPITI E FUNZIONI DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE
9. 1. L’attività medica viene prestata nello studio del medico o a domicilio, avuto riguardo alla non trasferibilità dell’ammalato. 3. La visita domiciliare deve essere eseguita di norma nel corso della stessa giornata, ove la richiesta pervenga entro le ore dieci; ove invece, la richiesta pervenga dopo le ore dieci, la visita dovrà essere effettuata entro le ore dodici del giorno successivo. È a cura del medico di assistenza primaria la modalità organizzativa di ricezione delle richieste di visita domiciliare. 4. A cura della Azienda e del medico di assistenza primaria tale regolamentazione è portata a conoscenza degli assistiti. 5. La chiamata urgente recepita deve essere soddisfatta entro il più breve tempo possibile. A tal fine i medici di assistenza primaria che operano in forma associata possono organizzare la risposta clinica secondo modalità organizzative proprie. ART. 47 – VISITE AMBULATORIALI E DOMICILIARI.
10. 6. Nelle giornate di sabato il medico non è tenuto a svolgere attività ambulatoriale, ma è obbligato ad eseguire le visite domiciliari richieste entro le ore dieci dello stesso giorno, nonché quelle, eventualmente non ancora effettuate, richieste dopo le ore dieci del giorno precedente. 7. Nei giorni prefestivi valgono le stesse disposizioni previste per il sabato, con l'obbligo però di effettuare attività ambulatoriale per i medici che in quel giorno la svolgono ordinariamente al mattino. 8. Gli accordi regionali possono disciplinare, per particolari necessità assistenziali, ulteriori e differenti modalità di effettuazione delle visite domiciliari e dell’accesso agli studi professionali, collegate alla reperibilità del medico, all’orario di ambulatorio e alla richiesta delle visite domiciliari. ART. 47 – VISITE AMBULATORIALI E DOMICILIARI.
11. ART. 53 – ASSISTENZA DOMICILIARE PROGRAMMATA. 1. Le seguenti forme di assistenza domiciliare programmata, sono assicurate con interventi a domicilio di: a) assistenza domiciliare integrata (ADI); b) assistenza domiciliare programmata nei confronti dei pazienti non ambulabili (ADP); c) assistenza domiciliare nei confronti di pazienti ospiti in residenze protette e collettività (ADR). 3. È demandata alla contrattazione regionale la definizione degli interventi, degli ulteriori contenuti e delle modalità di attuazione, secondo quanto disposto dall’art. 14 del presente Accordo.
12. ART. 55 – INTERVENTI SOCIO-ASSISTENZIALI. 1. Il medico di famiglia sulla base della conoscenza del quadro anamnestico complessivo dell'assistito derivante dall'osservazione prolungata dello stesso anche in rapporto al contesto familiare, riferito oltreché alle condizioni sanitarie, anche a quelle sociali ed economiche, ove lo ritenga necessario segnala ai servizi sociali individuati dall’Azienda l'esigenza di intervento dei servizi socio-assistenziali.
13. ART. 56 – COLLEGAMENTO CON I SERVIZI DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE. 1. Il medico di famiglia valuta, secondo scienza e coscienza, l’opportunità di lasciare brevi note esplicative presso quegli assistiti le cui particolari condizioni fisio-patologiche suggeriscano eventuali accorgimenti nell'esplicazione di interventi di urgenza da parte di medici addetti al servizio di continuità assistenziale. 3. Nel caso di attività in forma associativa in equipe, o unità di cure primarie o Utap, i medici di continuità assistenziale, hanno accesso a tutte le informazioni inerenti gli assistiti di tutta l’unità, utili al loro operato, a partire dalle schede sanitarie individuali e in tutte le fasi di eventuali percorsi nei diversi poli di assistenza dell’Azienda di riferimento. Tale accesso è passivo e attivo nei limiti delle relative responsabilità professionali. 4. Tutti i medici della forma associativa di cui al comma 3 hanno il dovere di tracciare il proprio intervento professionale sulla scheda sanitaria dell’assistito, sia essa cartacea che informatica.
14. WONCA La definizione Europea di Medicina Generale: la disciplina e la specialità della Medicina Generale La medicina generale è una disciplina accademica e scientifica, con propri contenuti educativi e di ricerca, proprie prove di efficacia, una propria attività clinica e una specialità clinica orientata alle cure primarie. I. La disciplina della Medicina Generale ha le seguenti 12 caratteristiche: A. è normalmente il luogo di primo contatto medico all’interno del sistema sanitario, fornisce un accesso diretto ed illimitato ai suoi utenti, si occupa di tutti i problemi di salute, indipendentemente da età, sesso e ogni altra caratteristica della persona; B. fa un utilizzo efficiente delle risorse sanitarie attraverso il coordinamento delle cure, il lavoro con altri professionisti presenti nel contesto organizzativo delle cure primarie, agendo da interfaccia con altre specialità, ed assumendo, quando si renda necessario, il ruolo di difensore dell’interesse dei pazienti;
15. WONCA C. sviluppa un approccio centrato sulla persona, orientato all’individuo, alla sua famiglia ed alla sua comunità; D. promuove la responsabilizzazione del paziente nella gestione della propria salute (empowerment); E. si basa su un processo di consultazione unico, fondato sulla costruzione di una relazione protratta nel tempo attraverso una efficace comunicazione tra medico e paziente; F. ha il compito di erogare cure longitudinali e continue a seconda dei bisogni del paziente; G. prevede uno specifico processo decisionale determinato dalla prevalenza e dall’incidenza delle malattia in quella precisa comunità; H. gestisce contemporaneamente i problemi di salute sia acuti che cronici dei singoli pazienti; I. si occupa di malesseri che si presentano in modo aspecifico e ad uno stadio iniziale del loro sviluppo e che potrebbero richiedere un intervento urgente; J. promuove la salute ed il benessere con interventi appropriati ed efficaci; K. ha una responsabilità specifica della salute della comunità; L. si occupa dei problemi di salute nella loro dimensione fisica, psicologica, sociale, culturale ed esistenziale.
16. II. Le Competenze Costitutive del Medico di Medicina Generale • Una definizione della disciplina della medicina generale e dello specialista Medico di Famiglia deve discendere direttamente dalle Competenze Costitutive del medico di medicina generale. Costitutive nel senso di fondanti la disciplina, indipendentemente dal sistema sanitario nell’ambito del quale esse sono applicate. • Le dodici caratteristiche fondamentali, che definiscono la disciplina, si esplicitano in altrettante abilità che ogni specialista medico di famiglia dovrebbe padroneggiare e che possono essere raccolte in sei competenze costitutive (CORE COMPETENCES). WONCA
17. Di seguito l’elenco delle competenze costitutive, con il riferimento tra parentesi alle caratteristiche corrispondenti: • Gestione delle cure primarie (A, B) • Cure centrate sulla persona (C, D, E, F) • Abilità specifiche nel problem solving (G, H) • Approccio integrato (I, J) • Orientamento alla comunità (K) • Utilizzo di un modello olistico (L) WONCA
18. WONCA Trattandosi di un disciplina scientifica, centrata sulla persona, tre caratteristiche aggiuntive dovrebbero essere considerate fondamentali nell’applicazione delle competenze costitutive: - una sensibilità al contesto (Aspetti contestuali): la capacità di comprendere il proprio contesto, anche quello dell’ambiente nel quale si opera, le condizioni di lavoro, la comunità, la cultura, la cornice finanziaria e normativa; - un’attitudine (Aspetti attitudinali): fondata sulle capacità professionali del medico, sui suoi valori e sulla sua etica; - un approccio scientifico (Aspetti scientifici): espresso dall’adozione di un approccio critico all’attività clinica e fondato sulla ricerca e nel suo mantenimento nel tempo attraverso la formazione continua e il miglioramento della qualità.
19. CONTINUITA’ ASSISTENZIALE ACN 2009, CAPO III, ART62-73
20. LA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE 1. Al fine di garantire la continuità dell’assistenza per l’intero arco della giornata e per tutti i giorni della settimana, le aziende, sulla base della organizzazione distrettuale dei servizi e nel rispetto degli indirizzi della programmazione regionale, organizzano le attività sanitarie per assicurare le realizzazione delle prestazioni assistenziali territoriali non differibili, dalle ore 10 del giorno prefestivo alle ore 8 del giorno successivo al festivo e dalle ore 20 alle ore 8 di tutti i giorni feriali. 2. Il servizio di continuità assistenziale è indirizzato a tutta la popolazione, in ambito aziendale, in ogni fascia di età, sulla base di uno specifico livello assistenziale. ART 62. CRITERI GENERALI. LO SCOPO: A CHI E’ RIVOLTO:
21. Le prestazioni sono realizzate da: a) da medici convenzionati sulla base della disciplina di cui agli articoli seguenti del presente Capo; b) da medici di cui alla lettera a) organizzati in forme associative con i medici di assistenza primaria per gli assistiti che hanno effettuato la scelta in loro favore in ambiti territoriali definiti; c) da un singolo convenzionato per l’assistenza primaria residente nell’ambito territoriale; Per quanto previsto dalle lettere b), c) le attività di Continuità assistenziale possono essere assicurate anche in forma di servizio attivo in disponibilità domiciliare. CHI SONO I MEDICI DI CA? LA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE
22. ART. 64 – RAPPORTO OTTIMALE. 2. Ai fini di quanto previsto al precedente comma 1, il numero dei medici inseribili nei servizi di continuità assistenziale di ciascuna ASL è definito dal rapporto di riferimento 1 medico ogni 5000 abitanti residenti. 3. Le Regioni possono indicare, per ambiti di assistenza definiti, un diverso rapporto medico/popolazione. La variabilità di tale rapporto, in aumento o in diminuzione, deve essere concordata nell’ambito degli Accordi regionali e comunque tale variabilità non può essere maggiore del 30% rispetto a quanto previsto al comma 2.
23. ART. 65 – MASSIMALI. 1. Il conferimento dell’incarico a tempo indeterminato di continuità assistenziale avviene per un orario settimanale di 24 ore. 3. I medici già incaricati alla data di entrata in vigore del presente Accordo per un numero di ore settimanali pari o inferiore a 12, mantengono tale incarico anche in deroga al precedente comma 1 ma sono tenuti a concorrere all’aumento orario qualora nell’ambito della Azienda si determinino incarichi orari vacanti. Il rifiuto di completare l’orario fino alla concorrenza di almeno 24 ore settimanali comporta la decadenza dall’incarico. 5. L’incarico a 24 ore può essere conferito solo in presenza di un numero di scelte pari o inferiore rispettivamente a 650 per la medicina generale o 350 per la pediatria di libera scelta.
24. http://www.sisac.info/anteprimaNewsHome.do? tipo=WEB&idArea=201011221610481056&idNews=201012212148298322
25. ART. 65 – MASSIMALI. 6. La cessazione dell’incarico per il raggiungimento del limite di scelte di cui al comma 5, nei confronti dei medici titolari di incarico di continuità assistenziale ha effetto dal sesto mese successivo a quello in cui si determina il superamento del numero di scelte compatibile. 8. Prima di esperire la procedura di pubblicazione di eventuali incarichi vacanti, gli orari disponibili all’interno dell’Azienda vengono comunicati ai medici già titolari di incarico a tempo indeterminato inferiore a 24 ore settimanali, ed assegnati fino a concorrenza del massimale orario, secondo l'ordine di anzianità di incarico nella stessa Azienda, l'anzianità di laurea e la minore età. 9. L’orario complessivo dell'incarico a tempo indeterminato di continuità assistenziale sommato a quello risultante da altre attività compatibili non può superare le 38 ore settimanali. 10. Il medico titolare di incarico di continuità assistenziale a tempo indeterminato che detenga anche un rapporto convenzionale di assistenza primaria o di pediatria di base fino alla concorrenza rispettivamente di 350 e di 150 scelte, può svolgere attività di libera professione strutturata fino ad un massimo di 8 ore settimanali.
26. 14. Gli Accordi regionali disciplinano le modalità con cui le Aziende possono attribuire, eccezionalmente, per esigenze straordinarie a garanzia della continuità del servizio e limitatamente nel tempo, eventuali ore di attività eccedenti l’orario settimanale di incarico, escluso l’orario di cui al comma 2. CESSAZIONE DELL’INCARICO: 11. Il medico decade dall'incarico qualora: a) insorga una situazione di incompatibilità; b) rifiuti l’incremento orario ai sensi del precedente comma 3 c) non riduca l’orario delle attività compatibili nella fattispecie di cui al comma 9.
27. ART. 66 – LIBERA PROFESSIONE. 1. La libera professione può essere esercitata al di fuori degli orari di servizio, purché essa non rechi pregiudizio alcuno al corretto e puntuale svolgimento dei compiti convenzionali. 2. Il medico che svolge attività libero professionale, deve rilasciare alla Azienda apposita dichiarazione. Il medico titolare di incarico di continuità assistenziale a tempo indeterminato che detenga anche un rapporto convenzionale di assistenza primaria fino alla concorrenza di 350 scelte, può svolgere attività di libera professione strutturata fino ad un massimo di 8 ore settimanali.
28. ART. 67 – COMPITI DEL MEDICO. 1.Il medico di continuità assistenziale assicura le prestazioni sanitarie non differibili ai cittadini residenti nell’ambito territoriale afferente alla sede di servizio. 2. Il medico che assicura la continuità assistenziale deve essere presente, fin dall'inizio del turno in servizio attivo, nella sede assegnatagli dalla Azienda o nelle altre modalità specifiche previste per le equipes, le UTAP o altre forme associative delle cure primarie, e rimanere a disposizione, fino alla fine del turno, per effettuare gli interventi, domiciliari o territoriali. 3.In relazione al quadro clinico prospettato dall'utente o dalla centrale operativa, il medico effettua tutti gli interventi ritenuti appropriati, riconosciuti tali sulla base di apposite linee guida nazionali o regionali. Secondo le indicazioni aziendali, in particolari situazioni di necessità e ove le condizioni strutturali lo consentano, il medico può eseguire prestazioni ambulatoriali definite nell’ambito degli Accordi regionali.
29. Tra i compiti del Medico di Continuità Assistenziale rientrano: • visite domiciliari; • visite ambulatoriali; • consulti telefonici. Se ne ravvisa la necessità, il medico di Continuità Assistenziale allerta il servizio di urgenza ed emergenza territoriale per l’intervento del caso.
30. REGISTRAZIONE DELLE CHIAMATE: 7. Le chiamate degli utenti devono essere registrate e rimanere agli atti. Le registrazioni devono avere per oggetto: a - nome, cognome, età e indirizzo dell'assistito; b - generalità del richiedente ed eventuale relazione con l'assistito (nel caso che sia persona diversa); c - ora della chiamata ed eventuale sintomatologia sospettata; d - ora dell'intervento (o motivazione del mancato intervento) e tipologia dell'intervento richiesto ed effettuato.
31. 8. Per le prestazioni effettuate, il sanitario in servizio, al fine di assicurare la continuità assistenziale in capo al medico di libera scelta, è tenuto a compilare, in duplice copia, il modulario informativo (Allegato M), di cui una copia è destinata al medico di fiducia (o alla struttura sanitaria, in caso di ricovero), da consegnare all'assistito, e l'altra viene acquisita agli atti del servizio. ALLEGATO M
32. 9. Il medico utilizza solo a favore degli utenti registrati, anche se privi di documento sanitario, un apposito ricettario, con la dicitura “Servizio continuità assistenziale”, fornitogli dalla Azienda per • le proposte di ricovero, • le certificazioni di malattia per il lavoratore per un massimo di 3 giorni, • le prescrizioni farmaceutiche per una terapia non differibile sulla base del ricettario di cui alla Legge 326/2003 e secondo le disposizioni vigenti in materia. PRESTAZIONI: RICETTE E CERTIFICATI
33. 12. Il medico in servizio di continuità assistenziale può eseguire, nell’espletamento dell’intervento richiesto, anche le prestazioni aggiuntive di cui al Nomenclatore Tariffario dell’Allegato D, finalizzate a garantire una più immediata adeguatezza dell’assistenza e un minore ricorso all’intervento specialistico e/o ospedaliero. 13. Le prestazioni di cui al precedente comma 12 sono retribuite aggiuntivamente rispetto al compenso orario spettante. 10. Il medico in servizio attivo deve essere presente fino all'arrivo del medico che continua il servizio. Al medico che è costretto a restare oltre la fine del proprio turno, anche per esigenze di servizio, spettano i normali compensi rapportati alla durata del prolungamento del servizio, che sono trattenuti in misura corrispondente a carico del medico ritardatario. 11. Il medico di continuità assistenziale che ne ravvisi la necessità deve direttamente allertare il servizio di urgenza ed emergenza territoriale per l’intervento del caso. ORARI PRESTAZIONI AGGIUNTIVE
34. ALLEGATO D NOMECLATORE TARIFFARIO DELLE PRESTAZIONI AGGIUNTIVE A - Prestazioni eseguibili senza autorizzazione: 1. Prima medicazione €12,32 2. Sutura di ferita superficiale € 3,32 3. Successive medicazioni € 6,16 4. Rimozione di punti di sutura e medicazione € 12,32 5. Cateterismo uretrale nell’uomo € 9,66 6. Cateterismo uretrale nella donna € 3,59 7. Tamponamento nasale anteriore € 5,62 8. Fleboclisi (unica eseguibile in caso di urgenza) € 12,32 9. Lavanda gastrica € 12,32 10. Iniezione di gammaglobulina o vaccinazione antitetanica € 6,16 11. Iniezione sottocutanea desensibilizzante € 9,21 12. Tampone faringeo, prelievo per esame batteriologico (solo su pazienti non ambulabili) € 0,64
35. 16. Sono inoltre obblighi e compiti del medico: a) la redazione di certificazioni obbligatorie, quali: • certificazione di malattia per i lavoratori turnisti (di norma un giorno, fino ad un massimo di tre giorni nel caso di turni prefestivi o festivi), • certificazione per la riammissione al lavoro degli alimentaristi laddove prevista; b1) l’adesione alle aggregazioni funzionali e alle unità complesse delle cure primarie con particolare riferimento alla continuità dell’assistenza nelle strutture protette e nei programmi di assistenza domiciliare; c) lo sviluppo e la diffusione della cultura sanitaria e della conoscenza del Servizio sanitario nazionale, in relazione alle tematiche evidenziate all'art. 45 comma 4; d) la segnalazione personale diretta al medico di assistenza primaria che ha in carico l'assistito dei casi di particolare complessità rilevati nel corso degli interventi di competenza, oltre a quanto previsto dall’art. 69; e) la constatazione di decesso.
36. ART. 68 – COMPETENZE DELLE AZIENDE. 1. L’Azienda è tenuta a fornire al medico di continuità assistenziale i farmaci e il materiale, necessari all'effettuazione degli interventi propri del servizio, sulla base del relativo protocollo definito nell’ambito degli Accordi regionali. 2. L’Azienda garantisce altresì che le sedi di servizio siano dotate di idonei locali, di adeguate misure di sicurezza, per la sosta e il riposo dei medici, nonché di servizi igienici. 3. L’Azienda, sentiti i medici interessati, predispone i turni e assegna le sedi di attività nonché il rafforzamento dei turni medesimi, ove occorra.
37. 4. L’Azienda, sulla base di apposito Accordo regionale, provvede altresì: a) alla disponibilità di mezzi di servizio, possibilmente muniti di telefono mobile e di caratteri distintivi, che ne permettano l'individuazione come mezzi adibiti a soccorso; b) ad assicurare in modo adeguato la registrazione delle chiamate, su supporto magnetico o digitale, presso le sedi operative; c) a garantire nei modi opportuni la tenuta e la custodia dei registri di carico e scarico dei farmaci, dei presidi sanitari e degli altri materiali messi a disposizione dei medici di continuità assistenziale. ART. 68 – COMPETENZE DELLE AZIENDE.
38. ATTRIBUZIONE DEGLI INCARICHI DI CONTINUITA’ASSISTENZIALE Quali medici possono concorrere all’attribuzione degli incarichi vacanti? Possono concorrere al conferimento degli incarichi vacanti: a) i medici che siano titolari di incarico a tempo indeterminato per la continuità assistenziale nelle aziende, anche diverse, della regione che ha pubblicato gli incarichi vacanti o in aziende di altre regioni, anche diverse, ancorché non abbiano fatto domanda di inserimento nella graduatoria regionale, a condizione peraltro che risultino titolari rispettivamente da almeno due anni e da almeno tre anni nell'incarico dal quale provengono e che al momento dell'attribuzione del nuovo incarico non svolgano altre attività a qualsiasi titolo nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, eccezion fatta per incarico a tempo indeterminato di assistenza primaria, con un carico di assistiti inferiore a 650; b) i medici inclusi nella graduatoria regionale (stilata come da articoli 15 e 16 dell’ACN ) valida per l’anno in corso.
39. Come viene stilata la graduatoria degli aspiranti agli incarichi vacanti che hanno presentato la domanda? La graduatoria viene stilata seguendo i seguenti criteri a) attribuzione del punteggio riportato nella relativa graduatoria regionale (come da articoli 15 e 16 ACN); b) attribuzione di punti 10 a coloro che, nell’ambito della Azienda nella quale è vacante l’incarico per il quale concorrono, abbiano la residenza fin da due anni antecedenti la scadenza del termine per la presentazione della domanda di inclusione nella graduatoria regionale e che tale requisito abbiano mantenuto fino alla attribuzione dell’incarico; c) attribuzione di punti 10 ai medici residenti nell'ambito della Regione da almeno due anni antecedenti la data di scadenza del termine per la presentazione della domanda di inclusione nella graduatoria regionale di settore e che tale requisito abbiano mantenuto fino alla attribuzione dell’incarico. Al fianco del nominativo di ciascun medico concorrente vengono apposti gli incarichi vacanti per i quali egli ha inoltrato domanda di assegnazione. ATTRIBUZIONE DEGLI INCARICHI DI CONTINUITA’ASSISTENZIALE
40. Come procede la Regione nell’interpellare i medici per l’attribuzione dell’incarico? La Regione o altro soggetto da essa incaricato, interpella prioritariamente i medici già titolari di incarico a tempo indeterminato che abbiano presentato domanda per trasferimento in altra sede con incarico vacante , in base alla anzianità di servizio. I trasferimenti sono possibili fino alla concorrenza della metà dei posti disponibili. Laddove risulti necessario, la Regione interpella successivamente i medici inclusi nella graduatoria degli aspiranti agli incarichi che hanno presentato la domanda. ATTRIBUZIONE DEGLI INCARICHI DI CONTINUITA’ASSISTENZIALE
41. Cosa succede se il medico è impossibilitato a presentarsi alla convocazione per l’attribuzione dell’incarico? Il medico impossibilitato a presentarsi può dichiarare la propria accettazione mediante telegramma o raccomandata con ricevuta di ritorno, indicando l'ordine di priorità per l'accettazione tra gli incarichi vacanti per i quali ha concorso. In tal caso sarà attribuito il primo incarico disponibile tra gli incarichi vacanti indicati dal medico concorrente. La mancata presentazione costituisce rinuncia all’incarico. ATTRIBUZIONE DEGLI INCARICHI DI CONTINUITA’ASSISTENZIALE
42. CONSTATAZIONE DI DECESSO Quali sono i compiti del medico di Continuità Assistenziale in caso di decesso del paziente? Al medico di Continuità Assistenziale,così come ad ogni altro medico intervenga a seguito della chiamata dei parenti,spetta la redazione della constatazione di decesso. Non spetta al medico di c.a. la compilazione della denuncia di cause di morte (scheda ISTAT), tranne nelle richieste di trasporto della salma (Legge Regionale 25 Febbraio 20010, n. 4, art. 35, comma 1, lettera f). Si rammenta che,eccetto casi particolari, solo il medico con le sue competenze può affermare che una persona è effettivamente deceduta. Pertanto,al medico di continuità assistenziale o al medico addetto all’emergenza sanitaria territoriale, qualora venga esplicitamente richiesto un intervento a domicilio, sia pure per “constatare un decesso”, risulta opportuno che si ottemperi con solerzia a tale richiesta, rilasciando poi la eventuale certificazione che, tra l’altro, comproverà l’assolvimento del compito, potendosi altrimenti dover successivamente fronteggiare procedimenti sia disciplinari che giudiziari.
43. CONSTATAZIONE DI MORTE _______________ lì, _____________ Il sottoscritto Dott. ___________________________________________ certifica che il giorno ____/____/________ alle ore __________ in località (domicilio, pubblica via, ecc.) ____________ ha constatato l’avvenuto decesso di ___________________________ identificato con (carta d’identità - patente ecc.) ___________________________ nato il ____/____/_______ a ____________________________ residente a _______________________ via _________________________________ n. __________ trattasi / non trattasi di morte per cause naturali a giudizio del sottoscritto dovuta a: ________________________________________________________________________ ________ ________________________________________________________________________ ________ avvenuta presumibilmente alle ore __________ del giorno ____/____/________. ________________________
44. ORGANIZZAZIONE DELLA REPERIBILITA’ In quali orari il medico reperibile deve rendersi disponibile? – Dalle ore 19.00 alle 20.30 di tutti i giorni feriali e festivi. – Dalle ore 9.00 alle 10,30 dei soli giorni prefestivi. – Dalle ore 7.00 alle ore 8.30 dei giorni festivi.
45. ASSICURAZIONE Contro quali rischi l’Azienda è tenuta ad assicurare i medici di Continuità Assistenziale? I rischi assicurati sono quelli relativi ad infortunio subito : a) a causa o in occasione dell’attività professionale espletata ai sensi dell’ACN; b) in occasione dell’accesso alla sede di servizio e del conseguente rientro ( se l’attività è prestata in un comune diverso da quello di residenza); c) in occasione di accesso o rientro dalle sedi dei comitati e delle commissioni previsti dall’ACN. Quali sono i massimali previsti? Il contratto non prevede franchigie ed è stipulato per i seguenti massimali: a) 775.000 euro per morte o invalidità permanente; b) 52 euro giornalieri per invalidità temporanea assoluta, con un massimo di 300 giorni l’anno, fatti salvo diversi accordi regionali. Il medico che a seguito di infortunio è inabile allo svolgimento dei compiti previsti per la Continuità Assistenziale, può godere di altre forme di tutela? Nell’ambito degli accordi regionali,il medico può essere adibito a specifiche differenti attività inerenti il proprio incarico.
46. Medici di Continuità Assistenziale e in Formazione FIMMG Emilia Romagna FIMMG Form ER
Piano Regionale per l' Assistenza ai Diabetici della Regione Lazio
Zone carenti in Medicina Generale
Regione Lazio: accordo storico con i medici di medicina generale
Vademecum del Medico in Formazione (CFSMG)