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Timestamp: 2020-02-18 03:07:10+00:00
Document Index: 23724386

Matched Legal Cases: ['art. 64', 'art. 35', 'art. 23', 'art. 27', 'art. 64', 'sentenza ', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 117', 'art. 6', 'art. 28', 'art. 22', 'art. 117', 'art. 22', 'art. 28', 'art. 35', 'art. 64', 'art. 22', 'art. 64', 'art. 6', 'art. 28']

Annullato il Parco dei Monti Sicani
N. 01571/2019 REG.PROV.COLL.
N. 01575/2015 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 1575 del 2015, proposto da
Societa' F.Lli di Dolce S.r.l., Calcestruzzi di Di Dolce Vito & C. S.a.s., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dagli avvocati Maurizio Alferi, Danilo Giracello, con domicilio eletto presso lo studio Danilo Giracello in Palermo, via E. Fermi 58;
Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliataria ex lege in Palermo, via Valerio Villareale 6;
- del Decreto dell'Assessorato del Territorio e dell'Ambiente del 19 dicembre 2014 di Istituzione del parco naturale regionale denominato "Parco dei Monti Sicani", pubblicato nella G.U.R.S. n. 6 del 06.02.2015 (doc. 1), e della relativa cartografia;
- Della nota prot. n. 2631 dell' 1.4.2010 del 64 del comitato costituito in virtù della disposizione di cui all'art. 64 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6;
- Della nota assessoriale prot. D.R.A. n. 55097 dell'8 settembre 2010 (doc. 2), con la quale è stata trasmessa, ai sensi dell'art. 35 della legge regionale n. 14/88, ai comuni interessati dalla proposta di Parco (Bívona, Burgio, Cammarata, Castronovo di Sicilia, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Giuliana, Palazzo Adriano, Prizzi, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina, Sambuca di Sicilia) la perimetrazione e zonizzazione del Parco dei Monti Sicani e la disciplina delle attività esercitabili e dei divieti operanti in ciascuna zona del Parco per la pubblicità degli atti mediante pubblicazione all'albo pretorio;
- delle valutazioni, degli esiti e delle motivazioni riguardo alle osservazioni presentate dai soggetti controinteressati all'istituzione e segnatamente dalle società esponenti (doc. 3);
- nonché di qualsiasi ulteriore e diverso atto e/o provvedimento amministrativo
Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Avvocatura distrettuale dello Stato per l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 6 dicembre 2018 il dott. Roberto Valenti e uditi per le parti i difensori Danilo Giracello, anche per il co-difensore Maurizio Alferi, per la Società F.lli Dolce srl ed altri, Francesco Pignatone per l'Avvocatura dello Stato.;
Con ricorso ritualmente notificato e depositato, la società ricorrente premette di essere proprietaria di alcuni terreni, meglio identificati nel ricorso con le relativa particelle catastali, rientranti nell’ambito dell’istituito Parco dei Monti Sicani di cui al D.A.R.T.A. 19 dicembre 2014, pubblicato in G.U.R.S. n. 6 del 6 febbraio 2015.
Rappresenta che nelle aree di pertinenza la società svolge da tempo l'attività estrattiva da cava, regolarmente autorizzata, e di confezionamento di conglomerati cementizi.
-che con ulteriori sentenze nn. 968/13, 969/13 e 970/13 Reg. Prov. Coll., depositate il 24.4.13, in accoglimento della domanda avanzata dai ricorrenti, i T.A.R. Sicilia ha annullato il nuovo provvedimento (D.A. 25 luglio 2012, in G.U.R.S. n. 40 del 21.09.2012) con cui l’Amministrazione aveva un'altra volta istituito il Parco dei Monti (con prescrizioni sostanzialmente interdittive, ex art. 23 del medesimo D.A., sull’attività estrattiva all’interno dell’individuato perimetro, fatte salve le attività già esistenti, nell’ambito della zona D, fino alla scadenza della relativa autorizzazione, con divieto di proroga e ampliamento), avendo ritenuto il T.A.R. fondata la censura con cui si contestava la violazione delle disposizioni di legge che regolano il procedimento normativamente prescritto per l’istituzione di un parco, con particolare riferimento al parere della Commissione Legislativa Permanente per l’Ecologia dell’A.R.S., previsto dall’art. 27 della legge reg. n. 98/1981 e dal comma 9° dell’art. 64 della L.R. n. 6/2009;
-che malgrado la formale condivisione del predetto parere, con il nuovo decreto di istituzione del Parco dei Monti Sicani oggetto di impugnazione, l’Amministrazione riproponeva la medesima perimetrazione e zonizzazione lesiva dell’attività svolte dalla Società ricorrente a dagli altri operatori del medesimo settore “…rimandando all’Ente Parco l’individuazione di eventuali criticità che dovranno essere oggetto di apposite valutazioni e provvedimenti da parte dell’A.R.T.A.”.
Avverso il predetto provvedimento, e gli altri atti in epigrafe indicati, parte ricorrente ha quindi interposto l’odierno ricorso in cui si articolano sei differenti profili di censura, riconducibili alla violazione di legge e all’eccesso di potere, sotto differenti profili.
Nel provvedimento impugnato l’Amministrazione regionale ha espressamente richiamato ed applicato alcune norme dichiarate incostituzionali dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 212/20141. Ciò in violazione del principio di diritto secondo cui le leggi di cui viene dichiarata l'illegittimità costituzionale, ed ai sensi del combinato di cui all’136 Cost. e art. 30, Legge 11 marzo 1953, n. 87, cessano di operare dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza nella Gazzetta Ufficiale. Il nuovo Decreto del 19 dicembre 2014 non si tiene conto di detta pronunzia e degli effetti che la stessa determina nel cotesto del procedimento amministrativo in itinere con particolare riferimento, come dedotto dalla società ricorrente, anche al rispetto dei principi partecipativi e di coinvolgimento degli Enti locali nella stessa gestione dell’istituendo Parco.
ha sancito illegittimità, per violazione dell'art. 117 comma 2 lett. s) cost., dell’art. 6 comma 1 e dell’art. 28, commi 1 e 2, della Legge Regionale della Regione Siciliana 6 maggio 1981 n. 98 (Norme per l'istituzione nella Regione siciliana di parchi e riserve naturali), nella parte in cui stabilisce forme di partecipazione degli enti locali nel procedimento istitutivo delle aree naturali protette regionali diverse da quelle previste dall'art. 22 l. 6 dicembre 1991 n. 394 (Legge quadro sulle aree protette).
In particolare, e per quanto qui rileva, la Corte Costituzionale, dopo aver premesso che la disciplina delle aree protette rientra nella competenza esclusiva dello Stato in materia di "tutela dell'ambiente" ex art. 117, comma 2, lett. s), Cost., ribadisce come la normativa generale di settore sia contenuta nella Legge statale n. 394 del 1991, la quale detta, infatti, i principi fondamentali della materia, cui la legislazione regionale è chiamata ad adeguarsi, assumendo anche i connotati di normativa interposta. Tra tali principi, sempre ad avviso della Corte Costituzionale, rientra anche quello che prevede la partecipazione delle province, delle Comunità montane e dei Comuni nel procedimento destinato all'istituzione delle aree naturali protette regionali nonché la loro gestione: profili ed aspetti, entrambi, che costituiscono principi fondamentali di riforma economico-sociale (art. 22, comma 2) cui non è risultata conforme la disciplina regionale censurata (che si limita a prevedere unicamente forme di partecipazione meramente consultive, obliterando anche il coinvolgimento degli Enti locali nella stessa gestione dell’istituendo Parco).
Può quindi condividersi con la società ricorrente che nel caso di specie l'intero procedimento istitutivo del Parco si sia svolto secondo la disposizione di cui all'art. 28 della legge regionale n. 98/81, dichiarato anch'esso incostituzionale, per come sostituito dall'art. 35 della legge regionale n.14/88, norma espressamente richiamata nelle premesse del decreto istitutivo (in relazione ed applicazione della quale era stato redatto e trasmesso agli enti locali la nota D.R.A. n. 55097 dell’8 settembre 2010 con relativa cartografia e documentazione relativa alla perimetrazione e zonizzazione dell’istituendo Parco).
Come evidenziato nella seconda censura, le perplessità sollevate dalla Consulta non sono revocate in dubbio anche facendo riferimento alla disciplina di cui all'art. 64 della L.R. 6/2009, disposizione quest’ultima che non prevede comunque alcuna forma di partecipazione degli enti locali nella gestione del Parco, così come invece imposto dall'art. 22, comma 1, lettera c), Legge 394/1991.
Per altro, l’art. 64 l.r. 6/09 dispone che compito del Comitato è quello “di sottoporre alla Regione, ai sensi della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 e successive modifiche ed integrazioni, una proposta...”: quindi, in assenza di una specifica a disciplina speciale, non potrebbero che applicarsi le disposizioni (art. 6 LR 98/81) e l'iter procedimentale ordinari (art. 28 LR 98/81), dichiarati tuttavia incostituzionali dal Giudice delle Leggi.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi di cui in motivazione e per quanto di ragione annulla i provvedimenti impugnati.
Così deciso in Palermo nelle camere di consiglio dei giorni 6 dicembre 2018, 16 gennaio 2019, con l'intervento dei magistrati:
Aurora Lento,	Consigliere
Roberto Valenti,	Consigliere, Estensore