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Timestamp: 2020-08-13 00:21:46+00:00
Document Index: 17978693

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 345', 'art. 92', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 2574 del 31/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2574 del 31/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/01/2017, (ud. 13/12/2016, dep.31/01/2017), n. 2574
sul ricorso 26162/2015 proposto da:
MARIA COMMENDATORE, giusta procura speciale in calce al ricorso;
AZIENDA OSPEDALIERA PER L’EMERGENZA (OMISSIS), C.F. (OMISSIS), in
persona del Direttore Generale pro tempore, rappresentata e difesa
dall’avvocato SALVATORE MADDALENA, giusto mandato in calce al
avverso la sentenza n. 625/2015 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,
emessa il 30/03/2015 e depositata il 13/04/2015;
” D.G.A. propone ricorso per cassazione avverso sentenza 30 marzo – 13 aprile 2015 della Corte d’Appello di Catania che, accogliendo l’appello dell’Azienda Ospedaliera (OMISSIS) avverso sentenza n. 2350/2008 del Tribunale di Catania – che aveva condannato l’appellante a risarcire al D.G. danni iatrogeni -, in riforma della sentenza di primo grado ha respinto le domande proposte dall’attuale ricorrente avverso l’appellante.
La Azienda Ospedaliera (OMISSIS) si è costituita con controricorso.
Il ricorso, che presenta due motivi, può essere trattato in camera di consiglio, in applicazione degli artt. 376, 380 bis e 375 c.p.c., in quanto appare inammissibile.
Il primo motivo denuncia omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia. A parte che la rubrica corrisponde al previgente testo dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, occorre rilevare che l’effettivo contenuto del motivo integra la proposizione di una valutazione alternativa degli esiti probatori in ordine alla sussistenza della piena prova della connessione tra le lesioni subite dal ricorrente e la terapia a lui praticata nell’Azienda Ospedaliera. La sua conseguente natura fattuale conduce pertanto il motivo alla inammissibilità.
Il secondo motivo denuncia violazione dell’art. 345 c.p.c., comma 3, per cui non sono proponibili in appello nuove prove, per avere il giudice d’appello disposto una nuova consulenza di ufficio. Il motivo è inammissibile, in quanto – a tacer d’altro – non gode di autosufficienza in ordine all’effettivo contenuto del quesito e della relazione propri della c.t.u. disposta dal giudice d’appello che consenta di valutarne la natura percipiente – ovvero di prova – che il ricorrente si limita ad enunciare con l’asserto che la seconda c.t.u. “ha ulteriormente accertato che i danni patiti dal D.G. sono la conseguenza della condotta negligente, imprudente e imperizia (sic) dei sanitari…e che sarebbe bastato un semplice accertamento di routine “elettromiografia” per avere un quadro clinico ben chiaro e risolvere definitivamente la patologia diagnosticata”.
ritenuto che detta relazione è condivisibile, peraltro apparendo congruo il ricorso sia rigettato, in forza della presente motivazione semplificata;
ritenuto che la particolarità della vicenda giustifica la completa compensazione delle spese processuali, in considerazione del dettato dell’art. 92 c.p.c., comma 2, qui ratione temporis applicabile; ritenuto che sussistono D.P.R. n. 115 del 2012, ex art. 13, comma 1 quater, i presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1 bis dello stesso articolo.