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Timestamp: 2018-05-21 22:49:08+00:00
Document Index: 115861936

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 56', 'art. 5', 'art. 57', 'art. 56', 'art. 55', 'art 55', 'art. 56', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 57', 'art. 55', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 31', 'art. 1056', 'sentenza ', 'art. 31', 'art. 1056']

Avanzamento al grado e Sanzione Disciplinare : CARABINIERI - GrNet.it
Per notizia nel caso possa interessare a qualcuno.
Complimenti a questo Brigadiere della GdF che ha vinto il ricorso presso il Tar di Catania.
Il MINISTERO DELLE FINANZE (COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA), hanno perso in Appello il ricorso presso il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (max organo di Giustizia Amm.va in quella Regione).
Sentenza del 22/02/2012.
N. 194/12 Reg.Sent.
N. 736 Reg.Ric.
sul ricorso in appello n. 736/2010 proposto da
MINISTERO DELLE FINANZE (COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA), in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, presso i cui uffici in via A. De Gasperi n. 81, è per legge domiciliato;
OMISSIS, rappresentato e difeso dall’avv. Fabio Saitta ed elettivamente domiciliato in Palermo, via Ventura n. 4, presso lo studio dell’avv. Andrea Piazza;
della sentenza del TAR per la Sicilia - sezione staccata di Catania (sez. III) - n. 1278/2009 del 14 luglio 2009.
Uditi, altresì, alla pubblica udienza del 15 dicembre 2010, l’avv. dello Stato Rubino per l’amministrazione appellante e l’avv. G. Rubino, su delega dell’avv. F. Saitta, per l’appellato;
Viene in discussione l’appello contro la sentenza citata in epigrafe con la quale il Giudice di prime cure ha accolto il ricorso presentato dall’odierno appellato per ottenere l’annullamento dei seguenti atti:
1) provvedimento 13.8.2007, n. …../1234/2, con il quale il Comando Generale della Guardia di Finanza ha comunicato al ricorrente che è stato giudicato “non idoneo” all’avanzamento al grado superiore;
2) verbale della Commissione permanente di avanzamento del 19.7.2007, n. XX, con il quale il ricorrente è stato giudicato “non idoneo” perché “non possiede i requisiti di carattere e professionali necessari per adempiere degnamente le funzioni del grado superiore”.
Resiste all’appello il sig. OMISSIS, che insiste per la sua reiezione.
Con la sentenza oggetto del presente gravame il Giudice di prime cure, accogliendo il ricorso dell’odierno appellante, ha ritenuto illegittimo il provvedimento con il quale l’Autorità militare ha rigettato la richiesta di avanzamento di grado avanzata dal brigadiere OMISSIS, in relazione con lo stato di servizio maturato nel periodo 1998 - 2005, per averlo giudicato non idoneo sulla base di una sanzione disciplinare riportata nel gennaio 2006, cioè successivamente alla chiusura (31.12.2005) del periodo di valutazione, nonché per il difetto della motivazione con la quale era stato ritenuto “privo dei requisiti di carattere e professionale necessari per adempiere degnamente le funzioni del grado superiore”.
La difesa dell’Amministrazione, odierna appellante, deduce contro la decisone impugnata due motivi di gravame:
1°)- Violazione dell’art. 56 del D.Lgs. n. 199/1995, che, per l’ipotesi in cui “durante i lavori della Commissione permanente di avanzamento … o prima della pubblicazione dei quadri di avanzamento … l’ispettore o il sovraintendente venga a trovarsi in almeno una delle situazioni previste dall’art. 5, comma 2 (sottoposto a procedimento disciplinare), del presente decreto, la Commissione sospende la valutazione o cancella l’interessato dal quadro di avanzamento, se questo è stato formato”. Secondo la difesa della parte appellante, il tenore della disposizione sopra riportata appare idonea a giustificare la decisione adottata dall’Amministrazione militare, atteso che “se è sufficiente la sola sottoposizione a procedimento disciplinare perché la Commissione sospenda il giudizio (il cui esito è, pertanto, condizionato dalla conclusione del procedimento disciplinare) a maggior ragione si deve ritenere che la Commissione è tenuta a prendere in considerazione una sanzione disciplinare comminata”.
2°) L’insussistenza del denunziato difetto di motivazione, ai sensi di quanto dispone l’art. 57 del D.Lgs. 199/1995, atteso che, la valutazione in oggetto è ampiamente discrezionale per le sue caratteristiche che comprendono sia un giudizio storico, sul comportamento passato, e un giudizio prognostico, circa quello che potrà essere il comportamento ed il rendimento in servizio del militare nel grado superiore; e, dunque, se per un verso non richiede una particolare analitica motivazione, per altro verso può essere censurata solo per inesattezze o palesi incongruenze.
L’appello non merita di essere accolto, per le ragioni che qui di seguito si motivano.
Diversamente da quanto prospettato dalla difesa dell’Ammini-strazione, l’art. 56 del D.Lgs. n. 199/1995 prevede due differenti ipotesi di sospensione della valutazione e della promozione, rispettivamente contemplate nel 1° e nel 2° capoverso della disposizione.
Una prima ipotesi è quella relativa ai casi in cui il sottufficiale venga a trovarsi almeno in una delle situazioni previste dall’art. 55, per i quali senz’altro “la Commissione sospende …” la valutazione o cancella l’interessato dal quadro di avanzamento.
In questa ipotesi, il riferimento, anche letterale, è ai procedimenti disciplinari c.d. di stato, che per il 2° cpv del cit. art 55 ricorrono: quando il sottufficiale risulta imputato “in un procedimento penale per un delitto non colposo”; ovvero quando “è sottoposto a procedimento disciplinare di stato o sospeso dall’impiego o dalle attribuzioni di grado”; ovvero, ancora, “quando sia in aspettativa per qualsiasi altro motivo”.
La seconda ipotesi, prevista dal 2° cpv. dell’art. 56, ricorre viceversa qualora “durante la valutazione il sottufficiale sia sottoposto a procedimento disciplinare di corpo”, e per la quale “la Commissione può altresì sospendere la valutazione …”. In questa ipotesi il riferimento esplicito va ai procedimenti disciplinari c.d. di corpo, che in ragione di tale natura sono sottoposti ad un trattamento differenziato rispetto a quelli c.d. di stato contemplati nella prima ipotesi, sia per quanto riguarda le modalità di individuazione che per quanto attiene, in particolare, la motivazione che deve sostenere la sospensione del procedimento di valutazione della Commissione di avanzamento.
Nel caso dei procedimenti di stato, infatti, la sospensione ricorrere in presenza di ipotesi tassative, per le quali la Commissione è tenuta a sospendere senz’altro la valutazione e la promozione, in ragione del preminente interesse che qui è riconosciuto all’Amministra-zione a conoscere l’esito del procedimento in corso o la sopravvenienza delle condizioni che possono determinare la cessazione del periodo di aspettativa. Il fatto che sia obbligata a sospendere si deduce dal fatto che, in questi casi, è previsto che la Commissione “sospende ...” e non “può sospendere …”, come si dice, viceversa, per i casi che ricadono nella seconda ipotesi; mentre il fatto che si tratti di ipotesi tassative, si desume dal fatto che tale obbligo ricorre soltanto quando ricorra “almeno una delle situazioni previste dall’art. 55 ...”: escludendosi, così che la medesima procedura di sospensione possa essere estesa anche ai procedimenti disciplinari c.d. di corpo, per i quali la Commissione, come sopra evidenziato “può” e non deve sospendere la valutazione.
D’altra parte, il diverso trattamento delle due ipotesi comporta altresì che nel primo caso, relativo ai procedimenti c.d. di stato, l’obbligo di sospensione è già adeguatamente motivato dal fatto che ricorra una delle condizioni tassativamente contemplate dall’art. 55; mentre nel caso dei procedimenti disciplinari di corpo, la norma sollecita una adeguata motivazione: la quale, come ricorre nella vicenda oggetto del presente giudizio, deve dare conto, al di là della formula indicata dall’art. 57 dello stesso D.Lgs n. 199/1995, delle specifiche ragioni per le quali il caso da cui sia scaturita la “consegna” per 4 giorni, possa ragionevolmente giustificare un giudizio di “non idoneo” che si proietta su un settennio di servizio.
Sotto questo aspetto il provvedimento di non idoneità impugnato appare privo di ragionevole motivazione, atteso che, come ha giustamente rilevato il Giudice di prime cure, in nessuna sua parte si rilevano “le ragioni per cui un solo elemento negativo”, circoscritto e sopravvenuto al (lungo) periodo oggetto della valutazione, poteva compromettere la possibilità di avanzamento del militare, non diversamente da quanto sarebbe accaduto per effetto di un procedimento disciplinare avviato per fatti della gravità di quelli previsti dall’art. 55.
In questi termini, il rilevato difetto di motivazione dell’atto impugnato in primo grado sorregge la decisione del TAR e giustifica il rigetto dell’appello, con conferma dell’impugnata decisione.
Ritiene il Collegio che ogni altro motivo od eccezione di rito e di merito possa essere assorbito in quanto ininfluente ed irrilevante ai fini della presente decisione.
La particolarità del caso è ragione sufficiente per compensare tra le parti le spese del presente grado di giudizio.
Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, definitivamente pronunciando sull’appello in epigrafe lo respinge.
Così deciso in Palermo il 15 dicembre 2010, dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, in camera di consiglio, con l’intervento dei Signori: Raffaele Maria De Lipsis, Presidente, Filoreto D’Agostino, Antonino Anastasi, Pietro Ciani, Giuseppe Mineo, estensore, componenti.
Re: Avanzamento al grado e Sanzione Disciplinare
da panorama » ven lug 20, 2012 12:43 am
Sospensione dalla valutazione per l’aliquota di avanzamento al grado superiore. Il ricorrente si è arruolatosi nell’Esercito.
1) - L’amministrazione ha sospeso, nei confronti del ricorrente, il giudizio per l’avanzamento in grado essendo costui rimasto coinvolto in un significativo evento non ancora definito.
2) - La sospensione dalla valutazione è stata disposta ai sensi dell’art. 17, c. 4 del D.Lvo n. 196/1995.
3) - Recitano i commi 3 e 4 dell’art. 17, D.Lvo n. 196/1995:
4) - La giurisprudenza amministrativa ha chiarito che “Ai fini dell'esclusione dalle aliquote di avanzamento dei sottoufficiali dell'esercito, ex art. 17, d.lg. 12 maggio 1995 n. 196, assumono rilievo l'adozione del decreto di rinvio a giudizio e la conseguente acquisizione della qualifica di imputato (Tar Liguria sez. I, 25/2/2002, n. 180).
5) - Nel caso di specie, non consta in atti che sia stato attivato nei confronti del ricorrente un procedimento disciplinare né che verso il medesimo sia stato disposto dall’autorità giudiziaria rinvio a giudizio ovvero ammissione a riti alternativi per l’evento a cagione del quale sarebbe stata sospesa la valutazione ai fini dell’avanzamento.
Le motivazione potete leggerle qui sotto in sentenza.
17/07/2012	201206478 Sentenza Breve	1B
N. 06478/2012 REG.PROV.COLL.
N. 10434/2011 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 10434 del 2011, proposto da:
OMISSIS, rappresentato e difeso dall'avv. Rosanna Serafini, con domicilio eletto presso Eugenio Pini in Roma, via della Giuliana, 82 Int. 2;
Ministero della Difesa, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura dello Stato domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
del provvedimento di sospensione dalla valutazione per l’aliquota di avanzamento al grado superiore del 31 dicembre 2009;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 16 maggio 2012 il cons. Giuseppe Rotondo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Il ricorrente – arruolatosi nell’Esercito in ferma prefissata annuale - ha impugnato il provvedimento di sospensione dalla valutazione per l’aliquota di avanzamento al grado superiore del 31 dicembre 2009;
L’amministrazione ha sospeso, nei confronti del ricorrente, il giudizio per l’avanzamento in grado essendo costui rimasto coinvolto in un significativo evento non ancora definito.
La sospensione dalla valutazione è stata disposta ai sensi dell’art. 17, c. 4 del D.Lvo n. 196/1995.
L’interessato deduce violazione dell’art. 3, L. n. 241/1990, motivazione illogica, errata applicazione dell’art. 17 del D.Lvo n. 196/1995, eccesso di potere e sviamento.
Con ordinanza collegiale n. 240/2012, sono stati chiesti documentati chiarimenti all’Amministrazione.
L’incombente è rimasto inadempiuto da parte dell’Amministrazione.
Con memoria depositata il giorno 11 maggio 2012, il ricorrente, a supporto del dedotto vizio di eccesso di potere per contraddittorietà della motivazione, ha depositato documentazione.
La contraddizione tra i provvedimenti adottati dalla medesima Amministrazione risulta, ad avviso dell’interessato, “di non poco momento; con il provvedimento impugnato, difatti, la resistente statuisce come, per il solo fatto di risultare indagato in un procedimento penale, il OMISSIS debba essere escluso dalle procedure d'avanzamento, sebbene ciò comporti una errata e distorta applicazione dell' art. 17 del D. Lgs. n. 196 del 1995; con la comunicazione inoltrata in data 13/03/2012 allo stesso ricorrente, invece, veniva chiesta la produzione di documentazione idonea a consentirne la partecipazione ad una procedura di avanzamento (aliquota 31/12/2010, n.d.r.), dunque, in palese contrasto con quanta statuito in precedenza”
Occorre, chiedersi, conclude il ricorrente, quale sia il discrimen tra la posizione del ricorrente al 31/12/2009 e quella al 31/12/2010. In altre parole, deve essere individuata la ragione giustificativa della discrepanza di trattamento per la valutazione dell'aliquota di avanzamento in relazione ai detti periodi.
Recitano i commi 3 e 4 dell’art. 17, D.Lvo n. 196/1995:
c. 3) Non può essere inserito nell'aliquota di avanzamento il personale appartenente ai ruoli dei marescialli, dei sergenti e dei volontari di truppa in servizio permanente che sia rinviato a giudizio o ammesso a riti alternativi per delitto non colposo, o sottoposto a procedimento disciplinare da cui possa derivare una sanzione di stato, o sia sospeso dal servizio o dall'impiego, o che si trovi in aspettativa per qualsiasi motivo per una durata non inferiore a sessanta giorni.
c. 4) Qualora, durante i lavori della commissione e prima della pubblicazione del quadro di avanzamento, il personale appartenente ai ruoli dei marescialli, dei sergenti e dei volontari di truppa in servizio permanente venga a trovarsi nelle situazioni previste dal terzo comma, la commissione sospende la valutazione o cancella il personale interessato dal quadro d'avanzamento, se questo è stato formato. Al di fuori dei predetti casi, qualora le commissioni competenti ritengano eccezionalmente di non poter addivenire alla pronuncia del giudizio sull'avanzamento, sospendono la valutazione indicandone i motivi. Al personale è data comunicazione della sospensione della valutazione e dei motivi che l'hanno determinata.
La giurisprudenza amministrativa ha chiarito che “Ai fini dell'esclusione dalle aliquote di avanzamento dei sottoufficiali dell'esercito, ex art. 17, d.lg. 12 maggio 1995 n. 196, assumono rilievo l'adozione del decreto di rinvio a giudizio e la conseguente acquisizione della qualifica di imputato (Tar Liguria sez. I, 25/2/2002, n. 180).
Nel caso di specie, non consta in atti che sia stato attivato nei confronti del ricorrente un procedimento disciplinare né che verso il medesimo sia stato disposto dall’autorità giudiziaria rinvio a giudizio ovvero ammissione a riti alternativi per l’evento a cagione del quale sarebbe stata sospesa la valutazione ai fini dell’avanzamento.
Soggiungasi, che neppure sono stati menzionati dall’amministrazione la natura e la portata dell’evento (allo stato ignoti), sicché ha ragionevole motivo di dolersi il ricorrente del difetto di motivazione e, prima ancora, dello sviamento di potere.
Il ricorso, per quanto sopra esposto, è fondato e va, perciò, accolto.
Condanna il Ministero della Difesa al pagamento delle spese processuali che si liquidano in € 1.500,00.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 16 maggio 2012 con l'intervento dei magistrati:
Il 17/07/2012
da panorama » mer lug 08, 2015 1:31 pm
Valutazione all'avanzamento e incidente stradale mortale.
1) - Il detto sottufficiale, pur incluso nell’aliquota di valutazione per avanzamento ad anzianità del 31 dicembre 2012, veniva tuttavia valutato dalla commissione di avanzamento come “non idoneo” “in quanto nel grado attualmente rivestito il Sottufficiale ha evidenziato lacune sotto il profilo penale avendo condotto il proprio automezzo con negligenza ed imprudenza cagionando la morte del conducente di un automezzo, contravvenendo in tal modo ai doveri attinenti al giuramento prestato, al grado rivestito, al senso di responsabilità ed al rispetto delle regole di civile convivenza, a salvaguardia del prestigio delle Forze Armate. Per quanto sopra, considerato che l’aver svolto bene le funzioni del proprio grado è condizione indispensabile ma non sufficiente ai fini di una promozione, si ritiene che il Capo 1° Cl. OMISSIS non possegga in modo adeguato i requisiti ritenuti necessari per adempiere alle funzioni del grado superiore”.
2) - L’incidente richiamato nella motivazione resa dalla commissione di avanzamento, riferisce il ricorrente, risale al febbraio 2006 .....OMISSIS......
3) - In sede penale è stata dunque acclarata la colpevolezza del ricorrente, per aver questi tenuto una condotta di guida negligente nell’approssimarsi ad una intersezione stradale, sia pure concorrente con quella del deceduto conducente l’altro veicolo.
4) - Era conseguentemente avviato, con riguardo al detto incidente e alla conseguente condanna, un procedimento disciplinare a carico del ricorrente, in esito al quale la competente commissione di disciplina concludeva nel senso di non irrogare alcuna sanzione disciplinare, non ravvisando nella condotta del militare alcuna violazione dell’obbligo di questi di osservare le leggi al fine di preservare il prestigio dello status e del grado, rilevando anzi come lo stesso, al momento dell’incidente, avesse mantenuto un comportamento consono al suo status di militare e come, peraltro, si fosse sempre distinto per integrità morale ed eccellente rendimento nel servizio.
5) - Con ordinanza n. 363 del 26 gennaio 2015 la Sezione, “Rilevata, ad una sommaria delibazione propria della presente sede cautelare, che l’avversata valutazione di non idoneità del ricorrente alla promozione al grado superiore per l’aliquota formata al 31 dicembre 2012 si fonda su circostanza risalente (incidente automobilistico occorso al ricorrente nel 2006) che la stessa Amministrazione ha, in sede disciplinare, ritenuto non sufficiente a legittimare la irrogazione di una qualche sanzione, e che dunque, anche avuto riguardo ai precedenti di carriera del ricorrente, il detto giudizio si appalesa illegittimo per difetto di istruttoria e carenza di motivazione”, ha sospeso l’avversato giudizio di non idoneità.
6) - E che l’amministrazione abbia, nella specie, ........omissis ..... e, soprattutto, la già (dalla stessa amministrazione) valutata irrilevanza, ai fini disciplinari, del medesimo tragico episodio conducente alla condanna penale riportata dal ricorrente.
7) - Si consideri che il Consiglio di Stato, con riguardo a vicenda sostanzialmente analoga, relativa ad avanzamento al grado superiore di militare condannato peraltro per il ben più grave - ai fini di che trattasi - reato di truffa militare pluriaggravata e continuata e che aveva subito, in conseguenza della condanna, anche una sospensione disciplinare dall'impiego, ha osservato che “il ricorrente, avendo subito, ed esaurito gli effetti, della condanna penale e di quella disciplinare….attraverso la sospensione dall'impiego…abbia ormai saldato il conto con la giustizia, con la conseguenza che quella circoscritta vicenda penale e disciplinare non può più essere ulteriormente addotta per farne conseguire elementi sfavorevoli nel prosieguo della carriera, nell'ipotesi in cui i fatti oggetto del processo penale ed il procedimento disciplinare siano anteriori al periodo preso ad esame ai fini dell'avanzamento….” (così, Cons. Stato, II Sezione, n. 1804 del 2015).
N.B.: rileggi il punto n. 7 di cui sopra.
SENTENZA ,sede di ROMA ,sezione SEZIONE 1B ,numero provv.: 201509016, - Public 2015-07-06 -
N. 09016/2015 REG.PROV.COLL.
N. 16051/2014 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 16051 del 2014, proposto da:
OMISSIS, rappresentato e difeso dall'avv. Chiara Pinca, con domicilio eletto presso Fabrizio Fioravanti in Roma, Via Flaminia, 318;
del provvedimento - foglio n. M- DGMIL 0951166 datato 27 maggio 2014 del Ministero della Difesa - Direzione Generale per il Personale Militare - II Reparto - 5A Divisione - Stato Giuridico ed Avanzamento Sottufficiali (notificato al ricorrente in data 25.06.2014), con il quale il Capo di 1^ Classe OMISSIS è stato ritenuto e dichiarato "non idoneo" alla promozione al grado superiore per l'aliquota formata al 31.12.2012; del verbale della Commissione di Avanzamento n. 013/2014 datato 19.03.2014, richiamato nel provvedimento notificato ed impugnato con il presente ricorso; della Circolare n. MDGMEL 0896621 del 17.04.14, recante il quadro di avanzamento al grado di primo Maresciallo dei Capi di 1A CI appartenenti al ruolo Marescialli del CEMM compresi nell'aliquota di scrutinio determinata alla data del 31.12.12, nonché di ogni altro atto presupposto, collegato, connesso e/o conseguente.
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 24 giugno 2015 il dott. Salvatore Mezzacapo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
L’odierno ricorrente, Capo di 1° classe, presta servizio nella Marina Militare a far data dal 15 settembre 1994 ed opera attualmente presso il Comando Stazione Navale di OMISSIS, addetto al OMISSIS.
Il detto sottufficiale, pur incluso nell’aliquota di valutazione per avanzamento ad anzianità del 31 dicembre 2012, veniva tuttavia valutato dalla commissione di avanzamento come “non idoneo” “in quanto nel grado attualmente rivestito il Sottufficiale ha evidenziato lacune sotto il profilo penale avendo condotto il proprio automezzo con negligenza ed imprudenza cagionando la morte del conducente di un automezzo, contravvenendo in tal modo ai doveri attinenti al giuramento prestato, al grado rivestito, al senso di responsabilità ed al rispetto delle regole di civile convivenza, a salvaguardia del prestigio delle Forze Armate. Per quanto sopra, considerato che l’aver svolto bene le funzioni del proprio grado è condizione indispensabile ma non sufficiente ai fini di una promozione, si ritiene che il Capo 1° Cl. OMISSIS non possegga in modo adeguato i requisiti ritenuti necessari per adempiere alle funzioni del grado superiore”.
L’incidente richiamato nella motivazione resa dalla commissione di avanzamento, riferisce il ricorrente, risale al febbraio 2006 e ha visto il ricorrente appunto coinvolto in una collisione con altro automezzo che invadeva la sua corsia di marcia e a seguito del quale si verificava il tragico decesso del conducente il motocarro scontrasi con l’automezzo condotto dal ricorrente. In sede penale è stata dunque acclarata la colpevolezza del ricorrente, per aver questi tenuto una condotta di guida negligente nell’approssimarsi ad una intersezione stradale, sia pure concorrente con quella del deceduto conducente l’altro veicolo. Era conseguentemente avviato, con riguardo al detto incidente e alla conseguente condanna, un procedimento disciplinare a carico del ricorrente, in esito al quale la competente commissione di disciplina concludeva nel senso di non irrogare alcuna sanzione disciplinare, non ravvisando nella condotta del militare alcuna violazione dell’obbligo di questi di osservare le leggi al fine di preservare il prestigio dello status e del grado, rilevando anzi come lo stesso, al momento dell’incidente, avesse mantenuto un comportamento consono al suo status di militare e come, peraltro, si fosse sempre distinto per integrità morale ed eccellente rendimento nel servizio.
E’ stato quindi con il ricorso in esame avversato il detto giudizio di “non idoneità” all’avanzamento al grado superiore deducendosi, da parte del ricorrente, violazione dei principi di ragionevolezza e di proporzionalità; eccesso di potere per manifesta ingiustizia, per carente istruttoria e per travisamento dei presupposti, per contraddittorietà e illogicità, per omessa valutazione delle note caratteristiche e per difetto di motivazione.
Con ordinanza n. 363 del 26 gennaio 2015 la Sezione, “Rilevata, ad una sommaria delibazione propria della presente sede cautelare, che l’avversata valutazione di non idoneità del ricorrente alla promozione al grado superiore per l’aliquota formata al 31 dicembre 2012 si fonda su circostanza risalente (incidente automobilistico occorso al ricorrente nel 2006) che la stessa Amministrazione ha, in sede disciplinare, ritenuto non sufficiente a legittimare la irrogazione di una qualche sanzione, e che dunque, anche avuto riguardo ai precedenti di carriera del ricorrente, il detto giudizio si appalesa illegittimo per difetto di istruttoria e carenza di motivazione”, ha sospeso l’avversato giudizio di non idoneità.
Con memoria depositata il 15 giugno 2015 espone il ricorrente che, in esito a detta ordinanza, la commissione di avanzamento ha provveduto a rivalutarlo, con riserva, giudicandolo idoneo all’avanzamento con punti .....
Alla pubblica udienza del 24 giugno 2015 il ricorso viene ritenuto per la decisione.
Non vi è dubbio che in sede di procedura per l’avanzamento al grado superiore, nel rendere il necessario giudizio quanto alla idoneità del valutando, la commissione a ciò preposta dispone di significativi margini di discrezionalità e che, nel condurre le necessarie valutazioni, la detta commissione, pur considerando i buoni precedenti di carriera del valutando, debba necessariamente tenere conto di una vicenda penale interessante il soggetto da valutare.
Come, infatti, rilevato dalla giurisprudenza (cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, 6 agosto 2013, n. 4137), il giudizio d'idoneità all'avanzamento del militare al grado superiore è per un verso una sintesi dei giudizi riportati nella documentazione caratteristica redatta nel periodo pregresso, per altro verso un giudizio prognostico avente ad oggetto la capacità (sempre in relazione alla documentazione caratteristica) di svolgere degnamente le funzioni di grado superiore. Tale valutazione, che involge la personalità complessiva del militare, è caratterizzata da un elevato tasso di discrezionalità che soggiace al sindacato giurisdizionale solo nei limiti della manifesta arbitrarietà, irrazionalità e illogicità ovvero se basata su un evidente travisamento dei fatti. E in tale discrezionalità, rientra anche la valutazione del precedente penale, avuto riguardo anche alla tipologia di condotta che risulta essere stata sanzionata ma anche lo stabilire fino a quando un fatto del passato debba continuare ad essere preso in considerazione, e quando invece la sua valenza negativa possa considerarsi neutralizzata dall’accumularsi di giudizi positivi (cfr. T.A.R. Lombardia, Milano, 22 maggio 2008, n. 2085).
In altri termini, al fine di evitare che l’esercizio di un potere pur ampiamente discrezionale sconfini in una condotta illegittima, è necessario ed ineludibile che sia resa congrua - anche se sintetica motivazione - in ordine alle ragioni per cui un determinato precedente penale assurge, come nella specie, a decisivo elemento per la non idoneità del valutando.
E che l’amministrazione abbia, nella specie, fatto ricorso a una formula invero apodittica è dimostrato dal fatto che non sono stati tenuti in considerazione, ovvero ciò non emerge con la necessaria chiarezza, i precedenti di carriera del ricorrente (peraltro di segno largamente positivo e sui quali invero non vi è contestazione) e, soprattutto, la già (dalla stessa amministrazione) valutata irrilevanza, ai fini disciplinari, del medesimo tragico episodio conducente alla condanna penale riportata dal ricorrente.
Quanto rilevato già consente di affermare che l’avversato giudizio di non idoneità è illegittimo per errata valutazione dei presupposti e difetto di motivazione.
Si consideri che il Consiglio di Stato, con riguardo a vicenda sostanzialmente analoga, relativa ad avanzamento al grado superiore di militare condannato peraltro per il ben più grave - ai fini di che trattasi - reato di truffa militare pluriaggravata e continuata e che aveva subito, in conseguenza della condanna, anche una sospensione disciplinare dall'impiego, ha osservato che “il ricorrente, avendo subito, ed esaurito gli effetti, della condanna penale e di quella disciplinare….attraverso la sospensione dall'impiego…abbia ormai saldato il conto con la giustizia, con la conseguenza che quella circoscritta vicenda penale e disciplinare non può più essere ulteriormente addotta per farne conseguire elementi sfavorevoli nel prosieguo della carriera, nell'ipotesi in cui i fatti oggetto del processo penale ed il procedimento disciplinare siano anteriori al periodo preso ad esame ai fini dell'avanzamento….” (così, Cons. Stato, II Sezione, n. 1804 del 2015).
Nella specie, di contro, in disparte il rilievo per cui il ricorrente è stato condannato in ragione della sua condotta in occasione di un incidente stradale, decisivo si rileva il dato per cui per la stessa condotta la stessa resistente amministrazione non ha ritenuto di sanzionare, in sede disciplinare, l’odierno ricorrente, donde la fondatezza anche del profilo di doglianza inerente la rilevata contraddittorietà nella complessiva azione dell’amministrazione.
In definitiva, ribadite le svolte considerazioni, il Collegio accoglie il ricorso in esame e, per l’effetto, annulla l’avversato giudizio di” non idoneità”.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla l’avversato giudizio di” non idoneità”.
Condanna la resistente amministrazione al pagamento, in favore del ricorrente, delle spese del presente giudizio, che liquida in euro 2.000,00 (duemila/00).
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 24 giugno 2015 con l'intervento dei magistrati:
da panorama » dom lug 30, 2017 8:03 pm
determinazione dell'anzianità di grado.
1) - Considerato che dopo due inidoneità la valutazione è sospesa (ai sensi dell’art. 31, comma 5, del d.lgs. n. 83 del 2001, ora art. 1056 del d.lgs. n. 66 del 2010), il Brigadiere A. è stato nuovamente valutato per l’aliquota al 31 dicembre 2006 e giudicato ancora non idoneo.
PARERE ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 2 ,numero provv.: 201701732 - Public 2017-07-26 -
Numero 01732/2017 e data 24/07/2017 Spedizione
Adunanza di Sezione del 12 luglio 2017
NUMERO AFFARE 00459/2013
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da OMISSIS, contro il Ministero della Difesa e l’Arma dei Carabinieri, avverso la determinazione dell'anzianità di grado;
Vista la relazione n. 470851 del 31 dicembre 2012 con la quale il Ministero della difesa, Direzione generale per il personale militare, ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull'affare consultivo in oggetto;
Il Brigadiere dei Carabinieri OMISSIS ha impugnato, con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, il provvedimento, n. 3138 del 26 ottobre 2011, con il quale è stato promosso al grado di Brigadiere con anzianità assoluta e decorrenza degli assegni al 31 dicembre 2010.
Il Brigadiere OMISSIS ha sostenuto l’erroneità della decorrenza della sua promozione che sarebbe stata determinata dall’illegittima considerazione dei periodi di sospensione cautelare dal servizio che erano stati disposti a suo carico in relazione ad una vicenda per la quale era stato sottoposto ad un giudizio penale che si era poi concluso con sentenza della Corte Suprema di Cassazione, in data 18 giugno 2008, che lo aveva assolto per intervenuta prescrizione.
Il Brigadiere OMISSIS ha poi aggiunto che per tale vicenda aveva subito la sanzione disciplinare della detrazione della anzianità di grado di mesi 12 (con D.M. 2407 del 7 agosto 2009), ed ha sostenuto che quindi la sua promozione avrebbe dovuto avere decorrenza dal 31 dicembre 2002 (o in subordine dal 31 dicembre 2007 o ancora dal 26 febbraio 2007).
Il ricorso non è tuttavia fondato.
Come ha chiarito infatti l’Amministrazione, nella sua relazione, la decorrenza della promozione del Brigadiere OMISSIS non è stata determinata dal calcolo dei periodi di sospensione cautelare dal servizio (poi revocati con la successiva sanzione disciplinare della detrazione della anzianità di grado di mesi 12) ma è derivata dalle procedure di avanzamento alle quali l’interessato è stato sottoposto.
Infatti, al cessare delle cause impeditive, il militare è stato valutato non idoneo all’avanzamento in riferimento all’aliquota 31 dicembre 2001 e poi all’aliquota 31 dicembre 2002. Considerato che dopo due inidoneità la valutazione è sospesa (ai sensi dell’art. 31, comma 5, del d.lgs. n. 83 del 2001, ora art. 1056 del d.lgs. n. 66 del 2010), il Brigadiere OMISSIS è stato nuovamente valutato per l’aliquota al 31 dicembre 2006 e giudicato ancora non idoneo. Infine, sempre in applicazione della citata disposizione, il ricorrente è stato valutato per l’aliquota 31 dicembre 2010 e ritenuto idoneo e, in conseguenza, promosso Brigadiere con decorrenza 31 dicembre 2010.
sopra viene richiamato il seguente art.
Art. 1056 Avanzamento ad anzianità dei sottufficiali e dei volontari in servizio permanente
5. Il personale appartenente ai ruoli dei marescialli, degli ispettori, dei sergenti, dei sovrintendenti e dei volontari in servizio permanente giudicato non idoneo è valutato nuovamente e a tale fine è incluso nell'aliquota di valutazione dell'anno successivo. Lo stesso, se giudicato per la seconda volta non idoneo, può essere ulteriormente valutato nel quarto anno successivo a ogni giudizio negativo. A tal fine è incluso in aliquota di valutazione e, se giudicato idoneo, promosso con le stesse modalità e con le stesse decorrenze attribuite ai pari grado con i quali è stato portato in avanzamento.
6. Il personale appartenente ai predetti ruoli, escluso dalle aliquote per l'avanzamento ad anzianità, per i motivi di cui all’ articolo 1051, è promosso, se idoneo, con la stessa decorrenza attribuita ai pari grado con i quali sarebbe stato valutato in assenza delle cause impeditive, riacquistando l'anzianità relativa precedentemente posseduta.
1, 2, 3da panorama » sab mag 08, 2010 11:00 pm
mer apr 04, 2018 12:36 pm
da patatoni » lun gen 10, 2011 12:22 am
Ultimo messaggio da leonardo virdò
sab gen 15, 2011 10:12 am
da davide822 » lun apr 24, 2017 6:46 pm
mar apr 25, 2017 12:09 am
Cancellazione sanzione disciplinare di corpo
da Joker69 » mar mag 24, 2016 12:40 am
mar mag 24, 2016 8:17 pm
Collisione, sanzione disciplinare al capo pattuglia
da panorama » ven feb 17, 2012 4:46 pm
ven apr 22, 2016 3:18 pm