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Timestamp: 2018-08-18 16:55:16+00:00
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Corte di Cassazione, sezione IV penale, sentenza 20 luglio 2016, n. 31234 - Avvocato Renato D'Isa
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Nel caso di notifica del decreto penale al difensore d’ufficio presso il quale l’imputato dichiara il domicilio, può essere chiesta la restituzione nel termine per proporre opposizione se l’interessato non ha avuto tempestivamente effettiva conoscenza del procedimento ed ha chiarito che tale indirizzo interpretativo trova oggi conferma e supporto normativo nel nuovo comma 2 dell’art. 175 c.p.p., come modificato dalla legge n. 67 del 2014.
sentenza 20 luglio 2016, n. 31234
Dott. DOVEER Salvatore – Consigliere
avverso il decreto n. 3713/2015 GIP TRIBUNALE di MONZA, del 30/11/2015;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. DANIELE CENCI;
lette le conclusioni del PG Dott. Mario Pinelli che ha chiesto annullarsi il provvedimento impugnato e rinviare per nuovo esame, al G.I.P. del Tribunale di Monza.
1. Il G.i.p. del Tribunale di Monza il 30 novembre 2015 ha dichiarato inammissibile, percheÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ tardiva, lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢opposizione al decreto penale di condanna che era stata presentata dal difensore di (OMISSIS).
2.Ricorre tempestivamente per cassazione il difensore di fiducia dellÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢imputato deducendo, come unico motivo, violazione di legge e chiede lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢annullamento dellÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢impugnato provvedimento.
Censura la dichiarazione di inammissibilitaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ adottata dal G.i.p. stimando erronea ed illegittima la constatazione di tardivitaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ su cui il provvedimento si fonda, in quanto la notifica del decreto penale non era stata effettuata allÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢imputato personalmente ma era avvenuta, in data 26 giugno 2015, a mezzo pec presso lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢indirizzo di posta elettronica dello studio del difensore del ufficio, che non aveva informato (OMISSIS), il quale nulla aveva saputo dellÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢emissione di decreto penale di condanna sino a quando, successivamente, avendo nominato un difensore di fiducia, questi accedeva alla Cancelleria e prendeva conoscenza del decreto penale avverso il quale proponeva opposizione, peraltro lo stesso giorno del deposito della nomina fiduciaria e della presa visione del fascicolo (il 19 novembre 2015).
La notificazione effettuata il 26 giugno 2015, a mezzo pec presso lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢indirizzo di posta elettronica dello studio del difensore di ufficio, doveva ritenersi nulla poicheÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ nel verbale redatto dalla polizia giudiziaria il 5 aprile 2015 lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢imputato aveva dichiarato “domicilio presso lo studio dellÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢Avvocato di ufficio che mi verraÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ nominato” ma lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢assenza di precisa indicazione del luogo, dovendo ancora lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢avvocato di ufficio essere nominato, oltre al rilievo che la dichiarazione di domicilio, al contrario della elezione, non potrebbe farsi presso uno studio legale (in quanto luogo non contemplato dallÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢articolo 157 c.p.p., comma 1, e articolo 62 disp. att. c.p.p.), renderebbero tale dichiarazione, appunto, nulla.
Ritiene, infine, il ricorrente, richiamata pertinente giurisprudenza di legittimitaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢, che il G.i.p., risultando dagli atti che lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢imputato non aveva avuto conoscenza effettiva del decreto penale di condanna, avrebbe dovuto di ufficio, in ossequio a consolidato orientamento interpretativo, anche ove fosse, in ipotesi – peraltro denegata dal ricorrente – considerata formalmente regolare la notifica dellÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢atto, porsi il problema della mancata conoscenza effettiva, anche alla luce della novella dellÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢articolo 175 c.p.p., ad opera del Decreto Legge 21 febbraio 2005, n. 17, convertito, con modificazioni, nella L. 22 aprile 2006, n. 60.
3. Il Procuratore Generale nel suo intervento ex articolo 611 c.p.p., richiamata a sua volta pertinente giurisprudenza di legittimitaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢, si eÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ associato al ricorso e ne ha chiesto lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢accoglimento.
1. Il primo motivo di ricorso va rigettato.
Non puoÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢, infatti, dirsi nulla la notificazione del decreto penale allÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢imputato nei concreti termini in cui eÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ stata effettata. CioÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ in quanto, contrariamente a quanto sostenuto da parte ricorrente:
1) nessuna norma preclude di dichiarare domicilio presso uno studio legale;
2) le nullitaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ sono tassative;
3) la denunziata incertezza sul luogo fisico ove si dichiara domicilio, che deriverebbe dal tempo futuro utilizzato nella redazione del verbale 5 aprile 2015 (dichiaro “domicilio presso lo studio dellÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢Avvocato di ufficio che mi verraÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ nominato”, pag. 2) non eÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢, a ben vedere, tale, in quanto nella stessa pag. 2 del verbale (nel quale si daÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ atto che lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢indagato comprende lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢italiano, pag. 1) solo poche righe sopra la dichiarazione di domicilio si legge che viene contestualmente nominato difensore di ufficio, del quale si forniscono nominativo e recapiti;
4) in ogni caso, la censura di nullitaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ sarebbe comunque da respingersi, poicheÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ appare opportuno al Collegio dare continuitaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ allÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢indirizzo interpretativo secondo il quale “lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢elezione di domicilio presso il difensore di ufficio, la cui identitaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ sia sconosciuta allÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢indagato, non osta allÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢applicazione dellÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢articolo 161 c.p.p., comma 4, ben potendo lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢interessato, con lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ordinaria diligenza, assumere informazioni dallÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢autoritaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ giudiziaria” (cosiÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ Sez. 3, n. 29505 del 06/06/2012, Mbaye e altri, Rv. 253167; in senso conforme, Sez. 5, n. 34561 del 15/06/2010, Caraluti, Rv. 248174).
2. LÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ulteriore motivo di ricorso eÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ invece fondato e merita accoglimento.
Va premesso che il richiamo che opera il ricorrente alle modifiche apportate allÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢articolo 175 c.p.p., ad opera del Decreto Legge 21 febbraio 2005, n. 17, convertito, con modificazioni, nella L. 22 aprile 2005, n. 60, eÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ inattuale, poicheÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ la norma in questione eÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ stata nuovamente modificata, come noto, dalla legge n. 28 aprile 2014, n. 67 (in vigore dal 17 maggio 2014).
LÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢articolo 175 c.p.p., comma 2, nel testo risultante a seguito dellÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢entrata in vigore del richiamato Decreto Legge n. 17 del 2005, articolo 1, comma 1, lettera b), recitava: “Se eÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ stata pronunciata sentenza contumaciale o decreto di condanna, lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢imputato eÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ restituito, a sua richiesta, nel termine per proporre impugnazione od opposizione, salvo che lo stesso abbia avuto effettiva conoscenza del procedimento o del provvedimento e abbia volontariamente rinunciato a comparire ovvero a proporre impugnazione od opposizione. A tal fine lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢autoritaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ giudiziaria copie ogni necessaria verifica”.
Ebbene, vigente tale norma, giaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ prima cioeÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ della modifica che sarebbe stata apportata ad opera della L. n. 67 del 2014, la Corte di legittimitaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ aveva avuto modo di precisare, condivisibilmente, che “in tema di restituzione nel termine per proporre opposizione avverso il decreto penale di condanna, la notificazione dello stesso decreto effettuata al difensore di ufficio nominato domiciliatario in fase preprocessuale non puoÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ ritenersi di per seÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ idonea a dimostrare lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢effettiva conoscenza del provvedimento in capo allÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢imputato, salvo che la conoscenza non emerga aliunde ovvero non si dimostri che il difensore di ufficio eÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ riuscito a rintracciare il proprio assistito e ad instaurare un effettivo rapporto professionale con lui” (cosiÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ Sez. 4, n. 991 del 18/07/2013, dep. 2014, Auci, Rv. 257901; principio peraltro affermato in termini simili nellÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ipotesi di notificazione dellÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢estratto contumaciale di sentenza a mani del difensore di ufficio domiciliatario da Sez. 4, ord. n. 8104 del 15/11/2013, dep. 2014, Djordjevic. Rv. 259350); e cioÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ in quanto “in tema di restituzione del termine per proporre opposizione a decreto penale di condanna, la regolaritaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ formale della notificazione eÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ idonea ad integrare la prova della effettiva conoscenza dellÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢atto solo ove la stessa avvenga a mani dellÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢interessato, non incombendo su questÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ultimo lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢onere di allegare esplicitamente le ragioni determinative della mancata conoscenza” (cosiÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ Sez. 4, n. 5920 del 21/01/2014, Lisotti, Rv. 258919; in termini, v. Sez. 3, n. 20795 del 30/04/2014, Amato, Rv. 259633).
Con la precisazione che “in tema di restituzione nel termine per proporre impugnazione, la previgente formulazione dellÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢articolo 175 c.p.p., comma 2, (introdotta dal Decreto Legge n. 17 del 2005, articolo 1, conv. in L. n. 60 del 2005), avendo previsto una sorta di presunzione iuris tantum di mancata conoscenza da parte dellÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢imputato della pendenza del procedimento, ha posto a carico del giudice lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢onere di reperire in atti lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢esistenza di una eventuale prova positiva da cui possa desumersi la effettiva conoscenza del provvedimento di condanna, con la conseguenza che la mera regolaritaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ formale della notifica non puoÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ essere considerata dimostrativa della conoscenza del giudizio o rivelatrice della volontaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ del destinatario di non impugnare la sentenza contumaciale o di non opporre il decreto penale di condanna” (cosiÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ Sez. 4, ord. n. 38295 del 03/06/2014, Petreto, Rv. 260151; in termini, v. anche Sez. 2, n. 21393 del 15/04/2015, N., Rv. 264219).
Per effetto della L. n. 67 del 2014, articolo 11, comma 6, lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢articolo 175 c.p.p., comma 2, ora, recita: “LÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢imputato condannato con decreto penale che non ha avuto tempestivamente effettiva conoscenza del provvedimento, eÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ restituito, a sua richiesta, nel termine per proporre opposizione, salvo che vi abbia volontariamente rinunziato”.
Non puoÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ che confermarsi, identica essendo la ratio legis di garanzia per lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢imputato destinatario di condanna emessa inaudita altera parte, lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢indirizzo interpretativo giaÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ tracciato sotto la previgente norma.
3. Discende lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢annullamento, senza rinvio, del provvedimento impugnato, con trasmissione degli atti al Tribunale di Monza per lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ulteriore corso.
Annulla senza rinvio il provvedimento impugnato e dispone trasmettersi gli atti al Tribunale di Monza per lÃƒÂ¢Ã¢â€šÂ¬Ã¢â€žÂ¢ulteriore corso.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-08-23T17:32:08+00:0023 agosto 2016|Cassazione penale 2016, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti