Source: http://ilfallimentarista.it/rubriche/casi-e-sentenze-di-merito?page=69
Timestamp: 2020-04-02 06:04:04+00:00
Document Index: 144509185

Matched Legal Cases: ['art. 121', 'art. 10', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 173', 'art. 169']

28 Aprile 2014 | di La Redazione
In presenza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca obbligatoria, disposto dal Gip sui beni dell’imputato, in caso di azienda sottoposta a procedura concorsuale, la misura cautelare penale non è necessariamente prevalente e insensibile agli interessi dei creditori: nella valutazione dei contrapposti interessi, cui sono finalizzati la misura cautelare e la procedura concorsuale, l’esigenza che lo Stato acquisisca il profitto del reato risulta tutelata anche assicurando la destinazione dei beni ai creditori fallimentari, sotto la supervisione gestionale della curatela. Occorre evitare che, pur attraverso la procedura fallimentare, i beni tornino nella disponibilità del reo, perché ciò vanificherebbe le cautele socialpreventive che la misura cautelare intende tutelare.
Qualora emergano nuove sopravvenienze attive ovvero attività preesistenti, dopo la cancellazione dal registro delle imprese di una società già dichiarata fallita, può ammettersi la riapertura del fallimento entro il termine quinquennale di cui all’art. 121 l. fall., quindi anche oltre il termine di un anno dalla cancellazione, ex art. 10 l. fall., al fine di evitare un’ingiustificata compressione dei diritti dei creditori e garantire, così, la par condicio creditorum.
Non prededucibile il finanziamento stipulato dopo l’apertura della procedura concordataria
23 Aprile 2014 | di La Redazione
Il credito relativo alla somma concessa ad un’impresa ammessa al concordato preventivo per l’anticipo delle spese di procedura non è prededucibile: il relativo contratto di finanziamento non rientra, infatti, né nella fattispecie dei finanziamenti c.d. ponte, di cui all’art. 182-quater, comma 2, l. fall., né in quella dei finanziamenti c.d. interinali, previsti dall’art. 182-quinquies l. fall.
Cancellazione dal registro delle imprese
Reclamo avverso la revoca del concordato in continuità e dichiarazione di fallimento: fattibilità, attestazione, atti in frode
Laddove il debitore proponga un concordato preventivo omettendo volontariamente di fornire elementi informativi rilevanti per i creditori, deve procedersi alla revoca, ex art. 173 l. fall., senza possibilità di emendare ex post tale comportamento fraudolento.
Domanda di risoluzione del concordato: decorrenza del termine
16 Aprile 2014 | di La Redazione
Il termine annuale per la proposizione della domanda di risoluzione di un concordato preventivo liquidatorio decorre dalla conclusione delle operazioni di liquidazione soltanto se la proposta omologata non indichi un termine preciso per l’adempimento delle obbligazioni concordatarie. Trattasi di un termine di decadenza che non ammette interruzione o sospensione.
Contratti pendenti e fattibilità della proposta concordataria
La prosecuzione o lo scioglimento di un contratto pendente ex art. 169-bis l. fall., pur non costituendo un elemento della proposta concordataria e del piano sottoposti e subordinati al voto dei creditori, costituiscono comunque una scelta che ha ricadute sul trattamento dei crediti e, quindi, incide sulla fattibilità del piano. Pertanto il debitore deve prendere una posizione sulle sorti dei contratti in corso già nel momento in cui struttura la proposta concordataria.
Concordato: pagamento di oneri in prededuzione nella fase post omologa e mancata indicazione di poste passive
11 Aprile 2014 | di La Redazione
Con l’omologazione del concordato preventivo con cessione dei beni si crea un vincolo di destinazione sui beni, per cui nulla di quanto ricavato dalla liquidazione potrà essere utilizzato per soddisfare soggetti le cui pretese creditorie siano sorte in un momento successivo rispetto all’omologazione, ad eccezione dei creditori per spese di giustizia, nonché dei creditori rispetto ai quali sia già stata indicata nel piano una previsione di spesa in loro favore. Qualsiasi spesa non indicata nel piano, infatti, non può essere ritenuta legittima se compiuta in una fase successiva all’omologazione in quanto tale spesa non sarebbe stata sottoposta al voto del ceto creditorio, condizione inderogabile per la liceità dell’atto.