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Timestamp: 2020-05-31 03:49:12+00:00
Document Index: 58482135

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 32', 'art. 414', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 149', 'art. 291']

Sentenza Cassazione Civile n. 22101 del 04/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22101 del 04/09/2019
Cassazione civile sez. lav., 04/09/2019, (ud. 07/05/2019, dep. 04/09/2019), n.22101
sul ricorso 15332/2015 proposto da:
CONSORZIO DI BONIFICA IONIO CATANZARESE, in persona del legale
rappresenta e difende unitamente all’avvocato DOMENICO GALATI;
avverso la sentenza n. 1404/2014 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,
depositata il 04/12/2014 R.G.N. 132/2013;
Con ricorso al Tribunale di Catanzaro, P.F. chiedeva dichiararsi l’illegittimità della proroga (disposta il 15.1.10) del contratto di lavoro a tempo determinato stipulato con il Consorzio di Bonifica Jonio Catanzarese il 14.1.04 per la durata di sei anni.
Il Tribunale accoglieva la domanda, rigettata l’eccezione di decadenza L. n. 183 del 2010, ex art. 32 (in quanto il ricorrente aveva proposto, prima dell’entrata in vigore della L. n. 183 del 2010, il tentativo di conciliazione e nei successivi 270 giorni depositato il ricorso ex art. 414 c.p.c.), ritenendo illegittima la proroga per essere stata disposta per contratto a termine di durata originaria già superiore a 36 mesi, D.Lgs. n. 368 del 2001, ex art. 5, comma 4 bis.
La Corte d’appello di Catanzaro, con sentenza depositata il 4.12.14, confermava la sentenza di primo grado, confermando il mancato spirare della decadenza dall’impugnativa in base al D.L. n. 225 del 2010, convertito in L. n. 10 del 2011, che previde lo spostamento dei termini di decadenza al 31.12.11.
Per la cassazione di tale sentenza propone ricorso il Consorzio, affidato a due motivi, poi illustrati con memoria, mentre il P. è rimasto intimato.
Il P. è rimasto intimato; che la notifica a mezzo Poste del ricorso è rimasto sprovvista della cartolina di ricevimento, sicchè il ricorso deve dichiararsi inammissibile.
Ed invero, come da pacifica giurisprudenza di legittimità (cfr., ex aliis, Cass. n. 13639 del 04/06/2010), la notifica a mezzo del servizio postale non si esaurisce con la spedizione dell’atto, ma si perfeziona con la consegna del relativo plico al destinatario e l’avviso di ricevimento prescritto dall’art. 149 c.p.c., è il solo documento idoneo a provare sia l’intervenuta consegna, sia la data di essa, sia l’identità della persona a mani della quale è stata eseguita; ne consegue che, ove tale mezzo sia stato adottato per la notifica del ricorso per cassazione, la mancata produzione dell’avviso di ricevimento comporta non la mera nullità, bensì l’inesistenza della notificazione (della quale, pertanto, non può essere disposta la rinnovazione ai sensi dell’art. 291 c.p.c.) e la dichiarazione di inammissibilità del ricorso medesimo.
Nulla sulle spese essendo il P. rimasto intimato.