Source: http://www.camcomtaranto.com/Accessibile/Tributi/ravvedimento_operoso.shtml
Timestamp: 2017-11-25 09:30:39+00:00
Document Index: 55739250

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 6']

Il diritto annuale 2017 è scaduto il 30 giugno 2017 (con proroga al 20 luglio per la maggior parte dei soggetti titolari di reddito d'impresa come previsto dal D.P.C.M. 3/08/2017).
Entro il termine massimo di un anno dalla scadenza ordinaria del versamento le imprese potranno quindi procedere alla regolarizzazione della violazione effettuando il ravvedimento operoso, procedendo così al versamento del diritto omesso, degli interessi e di una sanzione ridotta ai sensi dell'art. 6 del D.M. n. 54/2005 "Regolamento relativo all'applicazione delle sanzioni amministrative in caso di tardivo o omesso pagamento del diritto annuale da parte delle imprese a favore delle Camere di commercio, emanato ai sensi dell'art. 5-quater, comma 2, della Legge 21/02/203, n. 27":
al 3,75% per i versamenti entro i 30 giorni successivi alla scadenza – c.d. ravvedimento breve - ;
al 6% per i versamenti dal 31° giorno sino all'anno successivo alla scadenza - c.d. ravvedimento lungo-.
Ricordiamo che nel caso di versamento totalmente omesso non è possibile, aggiungendo lo 0,40% di interesse corrispettivo al diritto dovuto, prorogare il termine di scadenza del ravvedimento stesso.
Questo è invece consentito solo ai contribuenti che hanno già effettuato un versamento incompleto nel periodo previsto per il pagamento con maggiorazione dell'interesse corrispettivo del 0,40% (si veda l'art. 17 comma 2 D.P.R. n. 435/2001, ovvero sia per il 2017 entro il 31 luglio, oppure entro il 21 agosto se titolari di reddito d'impresa) così come puntualmente precisato dalla circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 27/E del 2/08/2013 e dalla nota circolare del MISE prot. n. 172574 del 22/10/2013).
Analogamente, le società con utilizzo del maggior termine statutario per l'approvazione del bilancio e/o con esercizio non coincidente con l'anno solare calcoleranno un anno dallo specifico termine di versamento ad esse riservato.
La stessa possibilità spetta alle imprese di nuova iscrizione, o che abbiano aperto nuove unità locali, che non abbiano versato il diritto dovuto al momento della protocollazione della domanda né nei 30 giorni successivi con modello F24 (la scadenza sarà quindi entro un anno dal mancato versamento).
Si fa presente che il c.d. ravvedimento "mini" o "sprint" non si applica al diritto annuale (si vedano al riguardo le note del Ministero dello Sviluppo Economico prot. n. 16919 del 6/02/2015, e le precedenti prot. n. 62417 del 30/12/2008 e prot. n. 172574 del 22/10/2013 in merito all'applicabilità al diritto annuale delle modifiche intervenuta a più riprese all'art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997).
il pagamento della sanzione ridotta (nelle percentuali del 3,75% o del 6%) e degli interessi moratori (calcolati al tasso legale di interesse con maturazione giornaliera) deve essere eseguito, con gli appositi codici tributo, contestualmente al versamento del tributo dovuto e non versato (o versato in misura inferiore). Per "versamento contestuale" si intende che il pagamento di tutti gli importi dovuti (per tributo, interessi e sanzioni) venga effettuato comunque entro il termine per il ravvedimento lungo. Tale direttiva è stata impartita dal MISE con nota circolare n. 172574 del 22/10/2013 modificando le precedenti istruzioni date alle Camere di commercio con la Circolare MAP n. 3587/C del 20.06.2005 (che intendeva per "contestuale" il significato letterale del termine).
Diritto da ravvedere (codice tributo 3850): il tributo ottenuto per differenza fra il diritto annuale dovuto (eventualmente aumentato dello 0,40% di interesse corrispettivo solo se era stato in precedenza eseguito un parziale versamento entro la scadenza con maggiorazione) e quanto già versato entro la scadenza stessa;
Interessi (codice tributo 3851): si calcolano a partire dal termine ordinario di versamento (o dal termine prorogato solo nel caso di versamento parziale nel periodo della maggiorazione in virtù della scelta già operata con il primo versamento) fino alla data del pagamento sull'importo di cui al punto precedente, al tasso legale di interesse (dal 1 gennaio 2017 pari allo 0,10%) con maturazione giornaliera;
Nell'intento di essere di ausilio al calcolo si mette a disposizione un foglio Excel (si declina ogni responsabilità circa l'indicazione di importi e termini di scadenza non corretti)
Si ricorda che per data di scadenza deve intendersi l'esatta data di scadenza del versamento ovvero: termine ordinario di versamento nel caso di versamento totalmente omesso o parzialmente omesso entro il termine ordinario di pagamento; termine lungo solo nel caso di versamento parziale già eseguito nel termine di versamento prorogato di trenta giorni (con lo 0,40% di interesse corrispettivo).
ATTENZIONE: Entro un anno dalla violazione si potrà effettuare il ravvedimento, successivamente si potrà soltanto regolarizzare il tributo e attendere l'irrogazione della sanzione tramite iscrizione a ruolo diretta e notifica di cartella di pagamento o tramite notifica di atto contestuale di accertamento ed irrogazione dalla sanzione.
COSA CAMBIA PER IL 2017
Ricordiamo che, con decreto ministeriale 22/05/2017 "Incremento della misura del diritto annuale per gli anni 2017- 2018 e 2019" (pubblicato in G.U. n. 149 del 28/06/2017) il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato la Camera di commercio di Taranto alla maggiorazione del 20% degli importi del diritto annuale (già ridotti del 50% in applicazione dell'art. 28 del D.L. n. 90/2014 e s.m.i).
Al fine di non penalizzare le imprese che abbiano già provveduto, alla data di entrata in vigore del decreto 22/05/2017, ovvero sia entro il 28/06/2017, al versamento del diritto annuale in misura inferiore, tale decreto ha previsto all'art. 1 comma 6 la possibilità di effettuare il conguaglio rispetto all'importo versato, entro il prossimo 30 novembre 2017 senza applicazione di alcuna sanzione (ovvero entro il termine stabilito dall'art. 17 comma 3 lettera b) del D.P.R. n. 435/2001 per il versamento della seconda rata di acconto delle imposte sui redditi delle persone fisiche e giuridiche), come chiarito con nota circolare MISE prot. n. 399448 del 26/09/2017.
Nel caso di imprese che abbiano invece totalmente omesso il versamento del diritto annuale (sia importo base, che maggiorazione) entro i termini ordinari già indicati dovranno effettuare il ravvedimento operoso conteggiando gli interessi dalla scadenza del termine ordinario di versamento (art. 17 comma 3 lettera a) D.P.R. n. 435/2001) e la sanzione ridotta prevista dall'art. 6 D.M. n. 54/2005 (3,75% ravvedimento breve, 6% ravvedimento lungo).
Anche le imprese che hanno versato già versato entro il 28/06/2017 l'importo del diritto annuale al netto della maggiorazione e che non abbiano provveduto entro il 30 novembre al pagamento a conguaglio della maggiorazione, dovranno versare il suddetto importo con il ravvedimento operoso con aggiunta degli interessi (calcolati dal termine ordinario di versamento) e della sanzione ridotta al 6%.
Per il versamento del diritto con il ravvedimento operoso, si utilizza esclusivamente il modello F24, indicando nella sezione IMU e TRIBUTI LOCALI:
“3851” gli interessi moratori al tasso legale di interesse (vedi prospetto degli interessi legali *) con maturazione dal giorno di scadenza del termine di versamento al giorno in cui viene eseguito il versamento, commisurati al diritto non versato o versato in ritardo secondo la formula della capitalizzazione semplice (ammontare tributo x tasso legale annuo x n. giorni)/365;
anno di riferimento per tutti e tre i codici tributo l'anno da indicare è l'anno di imposta cui si riferisce la violazione (per esempio omesso versamento 2017 anno riferimento 2017 per tutti e tre i codici) e non l'anno in cui si procede alla regolarizzazione.
01.01.2017 0,10% D.M. 7 dicembre 2016
Aggiornata al 24.11.2017