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Timestamp: 2020-08-12 11:31:32+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 18045 del 14/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18045 del 14/09/2016
Cassazione civile sez. trib., 14/09/2016, (ud. 23/06/2016, dep. 14/09/2016), n.18045
sul ricorso 22203-2013 proposto da:
T.E., elettivamente domiciliato in ROMA VIA GIUSEPPE FERRARI
2, presso lo studio dell’avvocato GIORGIO ANTONINI, che lo
avverso la sentenza n. 35/2013 della COMM.TRIB.REG. di FIRENZE,
23/06/2016 dal Consigliere Dott. ANTONIO FRANCESCO ESPOSITO;
udito per il controricorrente l’Avvocato DEL DUCA per delega orale
dell’Avvocato ANTONINI che si riporta agli atti;
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, con un unico motivo, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Toscana, con la quale è stato rigettato l’appello proposto dall’Ufficio avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Arezzo che aveva accolto la domanda di rimborso avanzata da T.E. della maggiore IRPEF che era stata trattenuta dal datore di lavoro, sulle somme corrispostegli a titolo di incentivo alle dimissioni, ai sensi del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 17, comma 4 bis.
La domanda di rimborso, presentata il 18 maggio 2009 a fronte della trattenuta fiscale operata nell’anno 2000, era basata sulla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea del 21 luglio 2005, resa in causa C-207/04, Vergani, con la quale la norma nazionale sopra indicata (secondo la quale era prevista un’aliquota ridotta alla metà sulle somme erogate in favore dei lavoratori che avevano superato i 50 anni, se donne, e i 55 anni, se uomini) era stata dichiarata in contrasto con la Direttiva del Consiglio 9 febbraio 1976, 76/207/CEE, relativa all’attuazione del principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro.
Sostiene l’Agenzia delle Entrate che erroneamente i giudici di merito avevano considerato tempestiva la domanda di rimborso, ritenendo che la decorrenza del termine quadriennale per proporre l’istanza, stabilito dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38, dovesse essere individuata nella data di pubblicazione della citata sentenza della Corte di giustizia, e non nella data del versamento dell’imposta.
Poichè la domanda di rimborso del contribuente, presentata il 18 maggio 2009 è intervenuta oltre 48 mesi dopo l’effettuazione, nell’anno 2000, della ritenuta alla fonte che ne costituiva l’oggetto, la causa può essere decisa nel merito, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, con il rigetto del ricorso introduttivo del contribuente.