Source: https://www.confedilizia.it/decreto-cura-italia-norme-di-maggiore-interesse/
Timestamp: 2020-04-01 01:54:23+00:00
Document Index: 46649197

Matched Legal Cases: ['art. 65', 'art. 62', 'art. 1', 'art. 60', 'art. 103', 'art. 6', 'art. 54', 'art.2', 'art. 33', 'art. 26', 'art. 42', 'art. 63', 'art. 27', 'art. 46', 'art. 64']

Decreto “Cura Italia”, norme di maggiore interesse - Confedilizia
Home In Primo Piano Decreto “Cura Italia”, norme di maggiore interesse
Decreto “Cura Italia”, norme di maggiore interesse
Credito di imposta per i conduttori di negozi e botteghe (art. 65)
Si prevede il riconoscimento di un credito di imposta in favore dei conduttori di locali commerciali rientranti nella categoria catastale C/1. Il credito d’imposta è pari al 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020 e può essere utilizzato solo in compensazione mediante modello F24.
Dovrà essere stabilito in che termini e a decorrere da quando potrà essere utilizzato il credito d’imposta, che si ricorda può essere utilizzato per compensare debiti per imposte, ritenute, Iva e contributi.
Sono esclusi, tuttavia dal credito d’imposta, i soggetti che svolgono le attività di cui agli allegati 1 e 2 del d.p.c.m. 11 marzo 2020 (che, per comodità, si allegano); in pratica si tratta di tutti i soggetti esercenti commercio al dettaglio e servizi per la persona che sono autorizzati a tenere aperte le loro attività. Sono quindi esclusi dal credito d’imposta, tra gli altri, i supermercati, i negozi di alimentari, le stazioni di distribuzione dei carburanti, i negozi di ferramenta, le profumerie, le farmacie, le edicole, i negozi di telefonia e di ottica.
La norma non specifica se il credito d’imposta venga concesso a tutti i conduttori o – come il buon senso imporrebbe – esclusivamente ai conduttori che abbiano versato il canone di locazione relativo al mese di marzo 2020. Si impone, di conseguenza, una precisazione in tal senso.
Sospensione di adempimenti tributari diversi dai versamenti
e dalla effettuazione di ritenute (art. 62, comma 1)
La norma si occupa degli adempimenti tributari diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative alle addizionali regionale e comunale. Essa dispone la sospensione di tali adempimenti, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, a favore di tutti i soggetti (persone fisiche e soggetti diversi dalle persone fisiche: quindi anche i condominii, oltre che le società) che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato. Gli adempimenti sospesi dovranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni.
La norma non dispone nulla in merito ai correlati versamenti, ad esempio, dell’imposta di registro. Al riguardo, si osserva che il comma in esame non si occupa di versamenti ma di adempimenti diversi dai versamenti, mentre le norme sulla sospensione dei versamenti (di cui al paragrafo successivo) si riferiscono a ritenute, addizionali, Iva e contributi, ma non ad imposte indirette (come l’imposta di registro).
Pertanto, sulla base della attuale formulazione, si ritiene che non siano sospesi i termini di versamento dell’imposta di registro, anche se connessa ad adempimenti sospesi relativi ai contratti di locazione.
Restano fermi inoltre i termini relativi alla dichiarazione dei redditi precompilata 2020 come stabiliti dall’art. 1 del decreto-legge n. 9/2020; è pertanto confermato il termine del 31 marzo 2020 per la presentazione della comunicazione dovuta dagli amministratori di condominio in relazione ai lavori condominiali che diano diritto ai bonus fiscali, così come il termine di presentazione all’Agenzia delle entrate e della consegna ai percipienti delle certificazioni fiscali.
Sospensione di versamenti di tributi e contributi (artt. 61 e 62)
Gli artt. 61 e 62 si occupano dei versamenti tributari e contributivi.
Si è sopra ricordato che per i soggetti con domicilio o sede nei Comuni della zona rossa resta confermato quanto disposto dal d.p.c.m. 24 febbraio 2020, e cioè una generica sospensione dei termini di versamento, senza specificazione dei tributi interessati, peraltro fino al 31 marzo 2020.
A una prima lettura delle norme riguardanti l’intero territorio nazionale, non risulta che vi siano disposizioni specifiche per i versamenti di soggetti non esercenti impresa, arte o professione.
È invece prevista una sospensione riservata a soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che abbiano sede o domicilio nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente (2019) a quello in corso alla data di entrata in vigore del provvedimento. Sono sospesi i versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020: a) relativi alle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilato e alle trattenute relative alle addizionali regionale e comunale; b) relativi all’Iva; c) relativi ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi per l’assicurazione obbligatoria.
Per tutti gli altri soggetti, l’art. 60 del decreto prevede una generica proroga dal 16 marzo al 20 marzo 2020 dei versamenti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi per l’assicurazione obbligatoria.
Misure in tema di giustizia (artt. 83-84)
Viene disposto il rinvio d’ufficio a data successiva al 15 aprile 2020 delle udienze calendarizzate dal 9 marzo al 15 aprile 2020 per i procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari e la sospensione, nello stesso periodo, del decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili, penali e amministrativi, salvo specifiche eccezioni. Fino al 15 aprile 2020 vengono altresì sospesi “i termini per lo svolgimento di qualunque attività nei procedimenti di mediazione” di cui al d.lgs. n. 28 del 4 marzo 2010, “quando i predetti procedimenti siano stati promossi entro il 9 marzo 2020” e quando (come nel caso delle controversie in materia, fra l’altro, di condominio, di diritti reali e di locazione) “costituiscono condizione di procedibilità della domanda giudiziale”. Conseguentemente vengono sospesi anche “i termini di durata massima dei medesimi procedimenti”.
Sospensione degli “sfratti” (art. 103)
Si dispone la sospensione fino al 30 giugno 2020 dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo.
Requisizione di immobili (art. 6)
Si prevede che, nei casi in cui occorra disporre temporaneamente di beni immobili per far fronte ad improrogabili esigenze connesse con l’emergenza sanitaria in atto, il Prefetto, su proposta del Dipartimento della protezione civile e sentito il Dipartimento di prevenzione territorialmente competente, possa disporre, con proprio decreto, la requisizione in uso di strutture alberghiere, ovvero di altri immobili aventi analoghe caratteristiche di idoneità, per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare, laddove tali misure non possano essere attuate presso il domicilio della persona interessata. La requisizione degli immobili può protrarsi fino al 31 luglio 2020, ovvero fino al termine al quale sia stata ulteriormente prorogata la durata dello stato di emergenza.
La norma prevede anche la misura dell’indennità di requisizione (pari allo 0,42% del valore corrente di mercato dell’immobile requisito o di quello di immobili di caratteristiche analoghe, in misura corrispondente, per ogni mese o frazione di mese di effettiva durata della requisizione) nonché le procedure da seguire in caso di opposizione da parte del proprietario.
Estensione ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti
del Fondo di solidarietà per i mutui prima casa (art. 54)
Per un periodo di 9 mesi a partire dal 17 marzo 2020, si prevede – in deroga all’ordinaria disciplina in materia (art.2, commi da 475 a 480, l. n. 244/’07) – la possibilità di accedere al Fondo di solidarietà per i mutui prima casa anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino di “aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus” . Per l’accesso non è richiesta la presentazione dell’Isee.
Si ricorda che il Fondo in questione consente ai titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate al verificarsi di determinati eventi negativi legati allo stato di salute o all’attività lavorativa degli interessati.
Si estende la Cassa integrazione in deroga all’intero territorio nazionale e a tutti i dipendenti, di tutti i settori (compresi i dipendenti da proprietari di fabbricati, ma esclusi quelli dei datori di lavoro domestico). I datori di lavoro che sospendano o riducano l’attività a seguito dell’emergenza epidemiologica – e per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di integrazioni salariali – possono ricorrere alla Cassa integrazione guadagni in deroga con la nuova causale “COVID-19” per la durata massima di 9 settimane a decorrere dal 23 febbraio 2020. Per poter accedere alla CIGD, solo i datori di lavoro che abbiano alle proprie dipendenze mediamente più di 5 dipendenti dovranno siglare un apposito accordo con le rappresentanze sindacali aziendali maggiormente rappresentative sul territorio nazionale. Spetterà poi alle singole Regioni dare attuazione al provvedimento.
Congedo e permessi per i lavoratori dipendenti del settore privato (artt. 23 e 24)
A decorrere dal 5 marzo i lavoratori (compresi i dipendenti da proprietari di fabbricati) che abbiano figli minori degli anni 12 possono usufruire di un periodo di congedo di 15 giorni (continuativi o frazionati) con diritto ad una indennità pari al 50% della retribuzione e coperti da contribuzione figurativa.
Il congedo può essere concesso alternativamente a entrambi i genitori per un periodo massimo comunque di 15 giorni e a condizione che nel nucleo famigliare non vi sia l’altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito a causa di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa. I lavoratori titolari di permessi ex art. 33, l. 104/1992, possono usufruire di ulteriori 12 giornate di permesso retribuito nei mesi di marzo e aprile 2020.
Sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato (art. 26)
Si prevede che eventuali periodi di quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria (regolarmente certificati) siano a tutti gli effetti considerati come periodi di malattia ai fini del trattamento economico ma non computabili ai fini del periodo di comporto contrattuale. Gli oneri a carico del datore di lavoro per tali periodi sono a carico dello Stato. Per il comparto della proprietà di fabbricati, e in particolare i portieri, è auspicabile attendere indicazioni ufficiali per capire come poter beneficiare di tale disposizione.
Inail (art. 42)
Si dispone che nei casi accertati di infezione da Coronavirus in occasione di lavoro (per dipendenti da datori di lavoro privati, compresi i dipendenti da proprietari di fabbricati), gli stessi vengano considerati come infortuni sul lavoro e quindi indennizzati dall’Inail, le cui prestazioni verranno erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell’infortunato, con la conseguente astensione dal lavoro.
Premio per i lavoratori dipendenti (art. 63)
Si prevede per i lavoratori dipendenti (compresi i dipendenti da proprietari di fabbricati) con un reddito complessivo da lavoro dipendente per l’anno 2019 inferiore a 40.000 euro, per il mese di marzo, un premio – che non costituisce reddito – di 100 euro rapportato alle giornate di lavoro prestate nella sede.
Indennizzo di 600 euro (art. 27)
Viene riconosciuto un indennizzo di 600 euro, su base mensile, non tassabile, per i lavoratori autonomi e le partite Iva (fra i quali, quindi, gli amministratori di condominio professionali), purché non iscritti ad Ordini professionali.
Divieto di licenziamenti (art. 46)
Si dispone che a decorrere dal 17 marzo 2020 sia precluso per 60 giorni l’avvio delle procedure per i licenziamenti collettivi (artt. 4, 5 e 24, della legge 23 luglio 1991, n. 223) e che nel medesimo periodo siano sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020. Sino alla scadenza del suddetto termine, inoltre, il datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo (tipico è il caso – nel comparto dei dipendenti da proprietari di fabbricati – del licenziamento per soppressione del servizio). Questa disposizione non si applica ai datori di lavoro domestico.
Credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro (art. 64)
A favore dei soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione è riconosciuto, per il periodo d’imposta 2020, un credito d’imposta pari al 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate con un tetto di 20.000 euro. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, saranno stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione di tale misura.