Source: http://www.ildocumentodigitale.com/la-validita-della-pec-puo-essere-contestata-solo-adducendo-un-difetto-di-funzionamento-non-imputabile-al-destinatario/
Timestamp: 2017-07-20 20:37:18+00:00
Document Index: 118230570

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 48', 'art. 136', 'art. 54', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 136']

LA VALIDITÀ DELLA PEC PUÒ ESSERE CONTESTATA SOLO ADDUCENDO UN DIFETTO DI FUNZIONAMENTO NON IMPUTABILE AL DESTINATARIO | Il Documento Digitale
TAR per l’Umbria, Sezione Prima, sentenza n. 404 dell’8 luglio 2015 e depositata l’11 settembre 2015
La validità e l’efficacia della comunicazione della Segreteria degli uffici giudiziari tramite posta elettronica certificata (P.E.C.) possono essere contestate solo adducendo un difetto di funzionamento del sistema informatico o una causa di forza maggiore non imputabile al destinatario; ciò in quanto la comunicazione del documento informatico per via telematica, mediante l’utilizzo di posta elettronica certificata, risulta assistita, sul piano tecnico, dall’utilizzo di protocolli di trasmissione che ne assicurano l’assoluta affidabilità, in ordine all’indirizzo del mittente, a quello del destinatario, al contenuto della comunicazione e all’avvenuto recapito del messaggio, tanto che l’art. 48 comma 2, d.lg. 7 marzo 2005, n. 82 (codice dell’amministrazione digitale), equipara tale comunicazione alla notificazione per mezzo di posta ordinaria e che l’art. 136, c.p.a. sanziona con la presunzione di conoscenza l’utilizzo della P.E.C.
Il caso sottoposto al giudizio della autorità amministrativa giudicante ripropone, tra gli altri profili meritevoli di approfondimento quello della validità e della efficacia della comunicazione inviata attraverso la Segreteria degli uffici giudiziari, tramite posta elettronica certificata (PEC) ai fini della decorrenza dei termini per procedere all’impugnazione. La contestazione mossa al Comune di Terni dalla società ricorrente, società a responsabilità limitata, basata su una tardività dell’azione di annullamento avverso l’ ordinanza, dal momento che risulterebbe comunicata mediante PEC all’indirizzo di posta elettronica certificata della società ricorrente, come da ricevuta rilasciata dal gestore del servizio di avvenuta consegna, non tiene conto dell’ormai lungo iter che ha contrassegnato il documento informatico prima e la rete pubblica di comunicazione poi.
Di più, rivela la persistente difficoltà ed incapacità da parte delle società operanti, di cogliere le opportunità offerte dal sistema informatico quanto alla tempestività e dunque alla validità ed efficacia della trasmissione della comunicazione mediante soluzioni tecnologiche varie, ma affidabili che tendono a consentire il raggiungimento di un migliore rapporto fra celerità e giustizia meglio rispondente alle necessità del cittadino.
Due dunque i profili oggetto di giudizio da parte del Tar Umbria, Prima sezione:
notifica tramite PEC di un’ordinanza sindacale contingibile e urgente adottata ai sensi dell’art. 54 T.U.E.L. e sulla decorrenza dei termini per proporre impugnativa;
validità ed efficacia delle comunicazioni tramite posta elettronica certificata.
Non è inutile allora ricordare ancora una volta che la norma portante di questo inarrestabile processo di digitalizzazione vada individuata nell’art. 48 del Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 “Codice dell’amministrazione digitale” (riportato per comodità di lettura) in cui si legge: “1. La trasmissione telematica di comunicazioni che necessitano di una ricevuta di invio e di una ricevuta di consegna avviene mediante la posta elettronica certificata ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, o mediante altre soluzioni tecnologiche individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito DigitPA. 2. La trasmissione del documento informatico per via telematica, effettuata ai sensi del comma 1, equivale, salvo che la legge disponga diversamente, alla notificazione per mezzo della posta. 3. La data e l’ora di trasmissione e di ricezione di un documento informatico trasmesso ai sensi del comma 1 sono opponibili ai terzi se conformi alle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, ed alle relative regole tecniche, ovvero conformi al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 1.”
Una possibile contestazione della efficacia e della validità della comunicazione da parte della Segreteria degli uffici giudiziari- effettuata tramite posta elettronica certificata (PEC) – può essere avanzata solo adducendo un difetto di funzionamento del sistema informatico o una causa di forza maggiore non imputabile al destinatario: ciò in quanto la comunicazione del documento informatico per via telematica, mediante l’utilizzo di posta elettronica certificata, risulta assistita, sul piano tecnico, dall’utilizzo di protocolli di trasmissione che ne assicurano l’assoluta affidabilità, in ordine all’indirizzo del mittente, a quello del destinatario, al contenuto della comunicazione e all’avvenuto recapito del messaggio. L’art. 48 comma 2, d.lg. 7 marzo 2005, n. 82 (codice dell’amministrazione digitale) infatti equipara tale comunicazione alla notificazione per mezzo di posta ordinaria e l’art. 136 c.p.a. sanziona con la presunzione di conoscenza l’utilizzo della PEC.
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