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Timestamp: 2020-05-28 03:42:35+00:00
Document Index: 14841177

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art.110', 'art.31', 'art. 28']

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Sito Internet del Senatore Andrea Augello
Nomina illegittima di Minenna ad assessore al bilancio
Interrogazione a risposta scritta al Ministro del tesoro e al Presidente del Consiglio.
Il sottoscritto Senatore, premesso che:
• con precedente atto di sindacato ispettivo presentato il 12 Luglio u.s., lo scrivente aveva richiamato l'attenzione del Governo sull'incompatibilità della carica di Assessore al Bilancio, conferita dal Comune di Roma al dottor Minenna, con il ruolo dirigenziale da questi svolto nella Consob;
• nell'atto sopra richiamato, lo scrivente aveva anche posto in evidenza come l'incarico di Assessore discenda da un atto fiduciario da parte del Sindaco ed abbia quindi caratteristiche ben diverse dal ruolo elettivo di un Consigliere comunale che risulta legittimato dal voto popolare;
• questa ultima considerazione acquisisce un valore dirimente alla luce della sentenza del Consiglio di Stato (sezione quarta) sul ricorso n. 10602 del 2009 (sent. N. 3795 del 22 Giugno 2011);
• la sentenza riguarda la nomina, da parte del Sindaco di Catania, di un Assessore comunale all'Urbanistica, depositata in data 6/2/2007, in favore del dottor L.P., al tempo Presidente della sezione distaccata di Reggio Calabria del Tar Calabria;
• al pari del dottor Minenna, l'Assessore catanese, aveva ritenuto di non dover richiedere alcuna autorizzazione all'Amministrazione di appartenenza, limitandosi ad una comunicazione ai sensi del Dlgs 267/2000;
• il Consiglio di Stato ha invece deciso che sussista l'obbligo della richiesta preventiva di autorizzazione perché "non rientrando nell'alveo di elettorato passivo, l'incarico in questione, ove ne sia investito un pubblico dipendente, non può sottrarsi al regime generale degli incarichi esulanti dai compiti e doveri di ufficio posto dall'articolo 53 del Dlgs n. 165/2001 e quindi ad autorizzazione";
• l'articolo 53 del Dlgs 165 recita al comma 7 "i dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di provenienza. Ai fini dell'autorizzazione, l'amministrazione verifica l'insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interessi";
• dalla sentenza e dalle norme sopra richiamate risulta quindi evidente che il dottor Minenna ed il Comune di Roma hanno violato la legge e che nessun incarico assessorile poteva essere conferito senza che la Consob avesse prima valutato l'eventuale conflitto di interesse e quindi autorizzato il Comune a procedere alla formalizzazione dell'incarico;
• anche la dichiarata rinuncia del dottor Minenna del compenso dovuto per il suo incarico assessorile, pare contra legem, visto che il comma 7 del Dlgs 165/2001 dispone, in caso di inosservanza del divieto di svolgere incarichi non precedentemente autorizzati, che "il compenso dovuto per le prestazioni eventualmente svolte deve essere versato, a cura dell'erogante o, in difetto, del percettore, nel conto dell'entrata del bilancio dell'amministrazione di appartenenza del dipendente per essere destinato ad incremento del fondo di produttività o di fondi equivalenti;
• si deve inoltre considerare che il comma 8 del Dlgs 165/2001 chiarisce che l'assunzione di incarichi retribuiti non preventivamente autorizzati determina sanzione disciplinare nei confronti del dipendente e, quel che più conta, la nullità del provvedimento di incarico;
• sulla base delle considerazioni sopra esposte risulta quindi chiaro che l'incarico di Assessore al Bilancio firmato dal Sindaco Raggi è viziato da un pregiudizio di nullità, che gli emolumenti previsti per quell'incarico dovrebbero essere versati dal Comune alla Consob e che ogni provvedimento firmato dal dottor Minenna risulterà privo di qualunque valore, determinando così una situazione con evidenti rischi di danno erariale;
• ferme restando tutte le valutazioni espresse nel precedente atto di sindacato ispettivo, riguardanti il conflitto di interessi tra il ruolo svolto in Consob dal dottor Minenna e l'incarico di Assessore con delega alle società partecipate, i rilievi sopra richiamati rendono urgente un intervento del Governo e della Consob per richiamare il Comune di Roma al rispetto della legge, anche in vista dei primi importanti adempimenti riguardanti il bilancio del Campidoglio che verranno esaminati dal Consiglio comunale entro il 31 Luglio.
Tutto ciò premesso il sottoscritto Senatore chiede quali iniziative intenda adottare il Governo per fare chiarezza su questa situazione e se ritenga utile accertare se la Commissione della Consob abbia nel frattempo assunto le opportune iniziative per far valere le proprie prerogative.
L'Assessore Minnenna rinuncia ai compensi: vuole rimanere dirigente CONSOB
Interrogazione a risposta scritta al Ministro del tesoro.
nella giornata del 7 Luglio il nuovo Sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha presentato in Campidoglio la sua Giunta Comunale, conferendo l’incarico di Assessore al Bilancio, con delega al controllo delle aziende partecipate, al dott. Marcello Minnenna, attualmente dirigente con il grado di Capoufficio, presso la CONSOB, con una retribuzione annuale di 120.000 Euro;
l’assessore Minnenna ha reso noto a mezzo stampa di aver rinunciato al compenso previsto per il suo incarico in Giunta;
secondo informazioni raccolte dall’interrogante, il dott. Minnenna avrebbe già comunicato alla CONSOB la sua intenzione di non ricorrere all’istituto dell’aspettativa, rimanendo per ciò, a pieno titolo, in servizio;
in sostanza Marcello Minnenna presume sia possibile rimanere in servizio presso la CONSOB e svolgere contestualmente il ruolo di Assessore al Bilancio del Comune di Roma con delega al controllo delle partecipate;
per quanto è dato ricordare all’interrogante, a nessun dirigente di un organo indipendente come CONSOB o Banca d’Italia è mai venuto in mente di rimanere in servizio, svolgendo contestualmente un ruolo amministrativo e politico;
l’ufficio del personale della CONSOB dovrà ora valutare la richiesta del dott. Minnenna, farne oggetto di una relazione, da affidare, verosimilmente, alla valutazione finale della Commissione;
a giudizio dell’interrogante sussistono almeno tre problemi che pesano su questa valutazione finale: in primo lungo pare difficilmente conciliabile lo svolgimento di un ruolo politico e amministrativo, da parte di un dirigente, con l’immagine di indipendenza che deve caratterizzare istituti come la CONSOB, tanto più che nel caso di specie si tratta di un ruolo delegato dal Sindaco e quindi dipendente per intero dalla volontà politica del primo cittadino;
secondariamente non si comprende attraverso quale meccanismo il dott. Minnenna potrebbe garantire un adeguato livello di presenze e di produttività in un delicatissimo ufficio della CONSOB, gravando sulle sue spalle l’onere di gestire un compito straordinario e assorbente come quello di gestire il bilancio disastrato della capitale d’Italia;
infine sussiste la delicatissima questione della delega al controllo delle aziende partecipate dal Comune di Roma, fra le quali compare Acea S.p.a. che è regolarmente quotata in Borsa.
E’ evidente che un dirigente in servizio nella Consob non potrebbe occuparsi delle scelte di un’azienda quotata in borsa senza danneggiare l’immagine della CONSOB e quella della stessa ACEA.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto Senatore, chiede al Ministro del Tesoro e al Presidente del Consiglio di conoscere quali decisioni intenda assumere la CONSOB di fronte a questa situazione.
(Andrea Augello)
Interrogazione sul caso Frongia
Se ho capito bene il Sindaco Raggi ha firmato l'ordinanza di nomina a Capo di Gabinetto del suo statistico di fiducia Daniele Frongia.
Per capire come intenda aggirare i contenuti della legge Severino bisogna attendere, però, la delibera, dopo la nomina della Giunta.
Sarà la delibera infatti a chiarire lo status contrattuale e retributivo del beneficiario di tanta attenzione.
Allo stato l'ordinanza pare supportata da un generico parere dell'ANAC che, citando alcuni precedenti, incoraggia l'idea che non sussistano condizioni di inconferibilità.
Ma i precedenti conosciuti, tipo Bologna, hanno di fatto incaricato un funzionario e non un dirigente al ruolo di Capo di gabinetto.
Al contrario il regolamento del Comune di Roma prevede un dirigente con due vice e altri tre dirigenti a lui sottoposti.
Non rimane che attendere la delibera ed eventualmente ricorrere al TAR.
Interrogazione a risposta scritta al Ministro della funzione pubblica
il nuovo Sindaco di Roma ha annunciato di aver nominato Capo di Gabinetto il Signor Daniele Frongia, ex informatico e statistico dell'Istat, già consigliere comunale nella scorsa consiliatura e fresco di rielezione, sempre nella lista del Movimento 5 stelle;
il Capo di Gabinetto è un Dirigente comunale di diretta nomina del Sindaco e ha alle sue dipendenze una struttura di supporto al Primo cittadino con uno o due Vicesegretari e tre direzioni, - per un totale di 5 dirigenti - e circa una cinquantina di dipendenti;
nonostante questa nomina abbia caratteristiche fiduciarie, valutando le sue implicazioni e la complessità della struttura di supporto del Sindaco di Roma, non pare in alcun modo possa prescindere dalle prescrizioni di cui all'art. 7, comma 2, lettera b del Dlgs 39 2013, che come è noto impediscono alle amministrazioni di nominare Dirigenti ex consiglieri comunali o consiglieri in carica nel Comune interessato;
l'assunzione viene infatti di norma deliberata ai sensi dell''art.110 del dlgs 267/2000, con specifico riferimento all'art.31 dello Statuto del Comune di Roma, nell'ambito della misura non superiore al 5% del totale della dotazione organica della dirigenza dell'area direttiva;
allo stesso modo il Capo di gabinetto viene selezionato nel rispetto delle disposizione dell'art. 28 del Regolamento sull'ordinamento degli uffici del Comune di Roma, che disciplina l'assunzione dei Dirigenti di alta specializzazione e, al pari di tutti glia altri Dirigenti, limita il mandato alla durata del mandato del Sindaco;
il trattamento economico è equiparato al trattamento tabellare previsto per i Dirigenti del comparto regioni autonomie locali dal CCNL, oltre alle indennità di vacanza contrattuali, alla retribuzione di posizione, alla retribuzione di risultato e all'indennità ad personam, per un totale circa di 180.000 euro;
prevale dunque il profilo di nomina dirigenziale all'interno dell'amministrazione, esplicitamente dichiarato inconferibile dalla lettera del Dlgs 39 2013 per i consiglieri comunali.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto Senatore chiede al Ministro della Funzione pubblica quali iniziative intenda assumere di fronte alla decisione del Sindaco di Roma di procedere alla nomina del signor Frongia, determinando un atto amministrativo su cui pesa un forte pregiudizio di nullità.
A proposito delle consulenze di Virginia Raggi...
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