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Timestamp: 2017-12-17 04:00:38+00:00
Document Index: 48806911

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 42', 'art. 68', 'sentenza ', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 10', 'art.1', 'art. 1', 'art. 167', 'art.167', 'art. 167', 'art.8', 'art. 92', 'art. 349', 'art. 14', 'art. 21']

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Martedì, 20 Settembre 2016 17:32
Dott.ssa Randaccio: "Non esiste comportamento elusivo dei tributi quando il contribuente risiede in zona franca"
"Il Decreto Ministeriale n. 259 del 19 giugno 1998 - pubblicato sulla G.U. n.179 del 3 agosto 1998 - ci spiega in che modo dobbiamo compilare l’istanza da inoltrare all’Amministrazione Finanziaria ai fini dell’applicazione dell’art. 37 bis del D.P.R. n.600/1973.
L’Articolo 37 bis al comma 8 infatti prevede che le norme tributarie sulla riscossione dei tributi possano essere disapplicate qualora il contribuente dimostri che nella particolare fattispecie che lo riguarda (come il fatto di risiedere in un territorio dichiarato zona franca) non possono verificarsi effetti elusivi dei tributi, diretti ad aggirare obblighi o divieti previsti nell’ordinamento tributario.
A tal fine il contribuente deve presentare istanza al Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate, competente per territorio, descrivendo compiutamente la fattispecie concreta per la quale ritiene non applicabili le disposizioni normative di cui chiede la disapplicazione.
L’Amministrazione deve richiedere, anche con lettera raccomandata e a pena di nullità del successivo avviso di accertamento, chiarimenti da inviare per iscritto entro 60 giorni dalla data di ricezione della richiesta di chiarimenti, nella quale l’amministrazione indica i motivi per i quali ritiene insussistenti le motivazioni addotte dal contribuente.
Le determinazioni del Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate vanno comunicate al contribuente non oltre 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza, con provvedimento da ritenersi definitivo.
Qualora l’Amministrazione Finanziaria ritenga che le motivazioni del contribuente siano inaccettabili, deve notificare l’avviso di accertamento con le modalità previste dall’art. 42 del D.P.R. n.600/73, dove si prevede che l’avviso di accertamento deve essere specificatamente motivato in relazione alle giustificazioni fornite dal contribuente, e le eventuali maggiori imposte accertate sono iscritte a ruolo secondo i criteri previsti dall’art. 68 del D.lgs. n.546/92, ovvero DOPO la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale che (eventualmente) dia torto al contribuente!
L’art. 37 bis del D.P.R. n. 600/73 è stato abrogato dall’art. 1 comma 2 del D.lgs. n. 128/2015, decreto quest’ultimo dove si precisa “che le disposizioni che fanno riferimento all’art. 37 bis del D.P.R. n. 600/73, devono intendersi riferite all’art. 10 bis della Legge n.212/200”, introdotto dall’art.1 comma 1 dello stesso D.lgs. n. 128/2015, che ripropone le modalità e i tempi da seguire per l’inoltro della domanda di “Interpello” da parte di qualunque cittadino residente nell’Isola.
Nella risposta l’Amministrazione Finanziaria ha l’onere di dimostrare la sussistenza della condotta abusiva che determina vantaggi fiscali indebiti al contribuente, confermando cosi quanto già previste nel succitato D.M. n.259 del 19 giugno 1998 richiamato alle premesse.
Le succitate disposizioni risultano attualmente confermate dal D.lgs. n.128/2015 art. 1 commi 3 e 4 e dal D.lgs. n. 147/2015 che ha apportato modifiche al D.P.R. n.917/86 art. 167 comma 8 ter e 8 quater dove si prevede che la disciplina del comma 1 e del comma 8 bis dell’art.167 non si applicano se in contribuente dimostra, anche tramite interpello e secondo le modalità indicate nel comma 5 dell’art. 167, in parola che l’insediamento all’estero non rappresenta una costruzione artificiosa volta a conseguire un indebito vantaggio fiscale, e che l’Amministrazione Finanziaria prima di procedere all’emissione dell’avviso di accertamento d’imposta o di maggiore imposta deve notificare all’interessato un apposito avviso con il quale viene concessa al medesimo la possibilità di fornire entro 90 giorni le prove di come il contribuente che risiede nell’isola della Sardegna abbia il diritto ad un regime fiscale diverso ed inferiore rispetto a quello riservato alle altre regioni italiane che non sono isole ultraperiferiche.
Appare evidente che anche ai sensi del D.lgs. n. 114/2016, che ha portato modifiche all’art.8 dello Statuto Sardo approvato con la Legge Costituzionale n.3/1948, ai residenti nell’Isola della Sardegna competa il diritto alle Franchigie Fiscali in base all’art. 92 del Trattato di Roma, in base all’art. 349 del Trattato di Lisbona, del D.lgs. n.75/98 ed in base al principio di “non discrimine” chiamato anche “Principio di Uguaglianza” in nome del quale situazioni simili devono essere trattate in modo uguale, (si veda in tal senso art. 14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo CEDU, l’art. 21 della Carta di Nizza e il D.lgs n.216/2003 con il quale è stata recepita in Italia la Direttiva Comunitaria n.2000/78/CEE."
Zona Franca: Pronto il nuovo interpello per l'agenzia delle entrate
Pubblichiamo il nuovo Interpello (allegato) redatto dalla dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, destinato sia all'Agenzia delle Entrate che alla Corte dei Conti, con il quale si ribadisce che non può essere imposto alla Sardegna (e quindi ai cittadini Sardi) lo stesso regime fiscale imposto alle altre Regioni italiane che non soffrono del gravissimo disagio di essere “regioni remote” e spopolate, circondate da centinaia di chilometri di Mar Mediterraneo.
Tale documento dovrà essere utilizzato da chi ha già avuto risposta negativa da parte dell'Agenzia delle Entrate, oppure adattato alle proprie esigenze, in caso si voglia inviare per la prima volta.
Si consiglia l'invio tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o pec.
Comunicato Stampa del 20.12.2014 - Replica al Comunicato dell'Agenzia delle Entrate del 18.12.2014
Lunedì, 23 Giugno 2014 14:03
MODELLO SEMPLIFICATO DELLA DICHIARAZIONE D'INTENTO.
Secondo quanto comunicatoci da una nostra attenta attivista, il modello della Dichiarazione d'Intento che precedentemente abbiamo reso scaricabile da questo sito è il MODELLO DI COMUNICAZIONE all'A.d.E. delle dichiarazioni d'Intento ricevute, che oggi ancora va inviato in via telematica dai fornitori che ricevono (anche se esiste un disegno di legge (Disegno di Legge n.958/2013) e che ancora non è stato approvato e prevede l'invio da parte dell'emittente della ricevuta d'intento e invio copia ai fornitori).
Nella visione d'insieme nella battaglia per la zona franca in Sardegna, l'invio di tale documento è da considerarsi un'OPERAZIONE PROVOCATORIA che deve attirare l'attenzione sul nostro diritto di operare senza applicazione Iva.
E' necessario diffondere però il modello corretto e cioé la vera e propria DICHIARAZIONE D'INTENTO (qui sotto in allegato) che dobbiamo girare ai fornitori e quindi anche all'A.d.E.
Per maggiori dettagli in merito possiamo far riferimento a questo articolo.