Source: https://www.diritto.it/gare-pubbliche-e-stipula-di-un-contratto-di-avvalimento-limiti-e-contenuti-operativi-consiglio-di-stato-sentenza-n-050412015/
Timestamp: 2018-01-17 19:38:23+00:00
Document Index: 13383132

Matched Legal Cases: ['art. 55', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.38', 'art.38', 'sentenza ']

Gare pubbliche e stipula di un contratto di avvalimento, limiti e contenuti operativi (Consiglio di Stato Sentenza n. 05041/2015)
Una Asl indiceva una gara (mediante c.d. “procedura aperta” ai sensi dell’art. 55 D.Lgs. n. 163/2006), suddivisa in quattro lotti, per l’affidamento del servizio di trasporto agli utenti diversamente abili presso i centri riabilitativi di tutti i Comuni della provincia (per un periodo pari a tre anni eventualmente prorogabili per altri dodici mesi), da aggiudicare mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
– offerta economica, punti assegnabili: 70/100;
– offerta tecnica, punti assegnabili: 30/100.
Il Seggio di gara, in seduta pubblica, procedeva all’apertura delle buste contenenti la documentazione amministrativa delle ditte partecipanti, all’esame della stessa ed all’ammissione delle ditte medesime alle successive fasi di gara che si risolvevano:
Una società che aveva partecipato ad un lotto della gara impugna l’aggiudicazione definitiva del medesimo lotto in favore della società controinteressata con ricorso innanzi al competente Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia.
Sollevava innanzi al G.A. fi prime cure diversi profili di doglianza ma, all’esito del giudizio, l’adito Tribunale respingeva il ricorso principale (dichiarando improcedibile quello incidentale).
Con l’appello in esame la società interessata – già ricorrente e soccombente in primo grado – ha impugnato la predetta sentenza e ne chiede l’annullamento e/o la riforma.
In particolare, con un apposito motivo di gravame l’appellante si duole dell’asserita ingiustizia della sentenza appellata, lamentando che il Giudice di primo grado ha erroneamente respinto il primo motivo di doglianza del ricorso introduttivo.
Con esso la ricorrente (odierna appellante) lamentava – e con l’appello reitera tale doglianza – violazione e falsa applicazione violazione dell’art.38, comma 1, lett. c, del D.lgs. n.163/2006, deducendo:
Tale doglianza, pur articolata, è giudicata infondata sotto più profili.
Innanzitutto per una ragione di carattere logico-linguistico di immediata percezione.
Ma anche a prescindere da tale ovvia considerazione, osserva ancora il Collegio di Palazzo Spada, che nella fattispecie dedotta in giudizio era lo stesso Disciplinare di gara che consentiva di formulare la dichiarazione di cui all’art.38 del codice degli appalti “in modo omnicomprensivo”; utilizzando, cioè, unapericope attestante (con formula sintetica, ma non perciò imprecisa) la inesistenza di tutte le cause di esclusione previste dalla norma.
Ciò significa che – in conformità al c.d. principio della libertà delle forme – non era richiesta alcuna formula rigidamente predefinita; essendo richiesto esclusivamente che quella utilizzata fosse esaustiva.
Il che appare tranciante. E ciò non senza sottolineare – sempre da parte del Consiglio di Stato – che la questione relativa all’asserita invalidità o inefficacia delle dichiarazioni rese dai singoli soci ben poteva ritenersi definitivamente superata e comunque non realmente costitutiva di alcun reale intralcio all’aggiudicazione per effetto (ed in ragione) dell’avvenuta formulazione e produzione delle più analitiche, dettagliate e formalmente complete dichiarazioni rese per loro (e sul loro conto) dalle società delle quali essi sono soci.
Ma – si osserva in sentenza – la doglianza si appalesa infondata anche per un ulteriore motivo.
Sicchè, l’obiettivo (e/o l’effetto) del soccorso istruttorio non sarebbe stato quello di ‘sanare’ una lacuna documentale (e ciò in violazione del c.d. principio della par condicio dei partecipanti e del ‘principio della tassatività dei termini per le produzioni richieste’), ma – più semplicemente – quello di integrare una fonte documentale. Più in particolare: di acquisire lumi in ordine al preciso senso da attribuire alle dichiarazioni in questione, al fine di eventualmente consentirne l’integrazione (in funzione puramente chiarificatrice), affinchè potessero realizzare in pieno la loro fisiologica funzione (consistente non già nell’introduzione di un ennesimo insidioso ostacolo per l’imprenditore, ma nel conseguimento – nell’interesse della stessa Amministrazione – del più efficace risultato della procedura concorsuale).
Il Consiglio di Stato si sofferma poi sul tema dell’avvalimento. Ha così modo di precisare che allorquando un’impresa intenda avvalersi (mediante stipula di ‘contratto di avvalimento’) dei requisiti finanziari di un’altra (c.d. “avvalimento di garanzia”), la ‘prestazione’ (oggetto specifico dell’obbligazione) è costituita non già dalla messa a disposizione da parte dell’impresa ausiliaria di strutture organizzative e mezzi ‘materiali’, ma dal suo impegno a “garantire” con le proprie complessive risorse economiche – il cui indice è costituito dal fatturato – l’impresa ‘ausiliata’ (munendola, così, di un requisito che altrimenti non avrebbe e consentendole di accedere alla gara nel rispetto delle condizioni poste dal bando).
In altri termini, ciò che la impresa ausiliaria presta alla (rectius: mette a disposizione della) impresa ausiliata è il suo valore aggiunto in termini di “solidità finanziaria” e di acclarata “esperienza di settore”, dei quali il fatturato costituisce indice significativo.
Ne consegue che non occorre che la dichiarazione negoziale costitutiva dell’impegno contrattuale si riferisca a specifici beni patrimoniali (o ad indici materiali atti ad esprimere una determinata consistenza patrimoniale) e dunque alla messa a disposizione di beni da descrivere ed individuare con precisione, essendo sufficiente che da essa (dichiarazione) emerga l’impegno (contrattuale) della società ausiliaria a ‘prestare’ (ed a mettere a disposizione della c.d. società ausiliata) la sua complessiva solidità finanziaria ed il suo patrimonio esperienziale, garantendo con essi una determinata affidabilità ed un concreto supplemento di responsabilità.