Source: https://www.scribd.com/document/81030436/37412975-competenze-ingegneri
Timestamp: 2018-10-23 14:56:42+00:00
Document Index: 185228545

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art.1925', 'art.10', 'art. 328', 'art. 9', 'art. 328', 'art. 118', 'art. 3', 'art. 17', 'art.11', 'art. 3', 'art.2002', 'art. 2', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 57', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 14']

Uploaded by Alessio Di Bella
BrochureConciliazioneMagGiu2011
Lauree II Parte
N.1 - Giugno 2001
riapertura bando amigo espanol
ISBN 978-88-6014-032-6
Ing. Paolo Stefanelli Ing. Pietro Ernesto De Felice Ing. Giovanni Rolando Ing. Roberto Brandi Ing. Carlo De Vuono Ing. Alessandro Biddau Ing. Giovanni Bosi Ing. Ugo Gaia Ing. Alcide Gava Ing. Romeo La Pietra Ing. Giovanni Montresor Ing. iunior Antonio Picardi Ing. Sergio Polese Ing. Silvio Stricchi Ing. Giuseppe Zia
Presidente Vice Presidente vicario Vice Presidente aggiunto Consigliere Segretario Tesoriere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere
2 . Massimiliano Pittau Presidente Vice Presidente Consigliere Consigliere Consigliere Direttore COLLEGIO DEI REVISORI dott.00198 Roma . 06. Pietro Ernesto De Felice dott.Tel. ing. Renato Cannarozzo dott. ing. Domenico Contini dott.it .85354739. Roberto Brandi dott. ing. Paolo Stefanelli dott.Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri CONSIGLIO DIRETTIVO dott. Alberto Speroni dott.centrostudicni. fax 06 84241800 www. Francesco Ricotta Presidente Revisore Revisore Sede: Via Dora. ing. ing. Stefania Libori dott.
Le competenze professionali degli ingegneri iuniores Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri 7 .
Il presente testo è stato redatto da Nicola Colacino (capitoli 1 e 2) e Lorenzo Passeri (capitolo 3). 8 .
Sommario Premessa e sintesi di Paolo Stefanelli 1. Le competenze nel settore dell’ingegneria dell’informazione pag.1. Le competenze nel settore dell’ingegneria industriale 3.1. La preferenza per i tecnici “laureati” 3. Le attività “proprie” 3.3.2. 11 » » » » » » » » » » 19 25 32 35 39 40 43 45 56 61 9 .4. La complessità dell’intervento 2. Le competenze nel settore dell’ingegneria civile e ambientale 3.2. Le attività di concorso e collaborazione 3. Le competenze degli ingegneri (sezione A dell’Albo) 2.5. Le competenze degli ingegneri iuniores (sezione B dell’Albo) 3. Il quadro normativo di riferimento 2.
Premessa e sintesi Ad oltre sei anni dall’emanazione del D. su un complesso di 207.P.201 iscritti alla sezione B dell’albo degli ingegneri iuniores. una dimensione rilevante. pari ad una quota del 2%. 11 .6% dei candidati alla professione di ingegnere iunior) né tanto meno ad una concorrenza degli altri albi tecnici cui i laureati di primo livello in ingegneria possono pure accedere: i Collegi dei geometri.005 iscritti. si registravano 4. come più volte paventato. Ciò dovrebbe essere sufficiente per ritenere del tutto strumentale la pretesa di tali Collegi di far confluire obbligatoriamente tutti i laureati triennali dell’area tecnica in un ipotetico neocostituendo Ordine dei tecnici laureati. Al 31 dicembre 2007. periti industriali e periti agrari possono vantare solo poche decine di iscritti in possesso di una laurea triennale. Il ridotto afflusso nell’Ordine degli ingegneri non può certamente essere addebitato ad una maggiore rigidità delle procedure di selezione (nel 2006 quasi l’89% dei candidati all’esame di Stato per la professione di ingegnere ha conseguito l’abilitazione e lo stesso è avvenuto per l’82. 328/2001 che ha rivoluzionato la struttura dell’Ordine degli ingegneri (e non solo) attraverso l’introduzione del profilo iunior e la suddivisione dell’albo in settori specifici di attività è possibile avanzare alcune considerazioni.R. In primo luogo si può affermare che la componente degli ingegneri iuniores non abbia assunto.
12 . In questi sei anni di applicazione del D. rispettivamente.R. Probabilmente è proprio la limitata diffusione del profilo dell’ingegnere iunior all’interno del mercato dei servizi professionali di ingegneria ad aver determinato il mancato insorgere di un cospicuo contenzioso relativo all’estensione delle specifiche competenze professionali. 328/2001 solo una sentenza è stata promulgata dal giudice amministrativo con implicazioni. nelle sezioni A e B dell’albo professionale dell’ Ordine degli ingegneri (art. la corrispondente quota si attesta a circa l’89%. sulle competenze degli ingegneri iuniores1. 1. 328/2001.P. tra i quinquennali. Ci si riferisce alla sentenza Tar Campania. n. 1501/ 2005. 2.P. infatti. Va in primo luogo ribadito che il D. per la prima volta nel nostro paese. stabilendo che i primi possano essere attribuiti ed utilizzati esclusivamente dagli iscritti. 45.R. Sezione I Salerno. i titoli professionali di ingegnere e ingegnere iunior.P. 328/2001 nel definire le competenze professionali degli iscritti all’Ordine degli ingegneri. già analizzato dal Centro Studi2. 58/2003 Le competenze degli ingegneri secondo il D. laddove. Si veda la pubblicazione del Centro Studi CNI n. distinti dai titoli accademici rilasciati dalle Università.La ridotta crescita della componente iunior all’interno dell’Ordine degli ingegneri deve quindi essere attribuita al fatto che la laurea triennale in ingegneria continua ad essere percepita dalla grande maggioranza degli studenti come una tappa di avvicinamento alla laurea specialistica anziché come una porta di accesso alla libera professione: ogni 100 laureati triennali. Per descrivere queste ultime è dunque ancora necessario fare esclusivo riferimento al quadro normativo vigente. solo 10 conseguono l’abilitazione professionale. sia pure indirette.R.P.R. il D. 328/2001 ha istituito. commi 2 e 3).
unicamente ad essi e non ad altri possessori di soli titoli accademici. 328/2001 nello stesso modo per i tre settori di intervento. 328/2001). D. integrativo del primo ma a carattere generale residuale. direzione dei lavori. sono definite dal D.R. essi sono titolari di competenze proprie.R. 46. 13 .R. aventi ad oggetto l’effettuazione di rilievi e l’utilizzo di metodologie standardizzate. come attività implicanti: a) l’applicazione delle scienze. 328/2001. 46.P. stima e collaudo. • il quarto.R. lettere a. dunque. 328/2001 sulla base di quattro criteri distinti: • il primo. che attribuisce all’ingegnere tutte le attività per le quali sia richiesto l’impiego di metodologie innovative e/o sperimentali. gli ingegneri iuniores sono chiamati a concorrere e collaborare alle attività degli ingegneri. 328/2001 riserva agli ingegneri iuniores competenze sostanzialmente riconducibili a due diverse modalità operative.P. comma 1. come individuate nell’art. del D. a carattere descrittivo. volto ad indicare dettagliatamente le specifiche attività professionali.fa inoltre riferimento esclusivamente agli ingegneri e ingegneri iuniores. b) il concorso e la collaborazione ad attività di progettazione. riservate all’ingegnere. che assegna agli ingegneri della sezione A tutte le competenze attribuite agli ingegneri iuniores.R. 328/2001) in favore degli ingegneri. Per un verso. che fa salve le competenze fissate dalle vigenti disposizioni di legge (preesistenti al D. tali competenze spettano. Lo stesso D.P. Le attività di “concorso e collaborazione” riservate agli ingegneri iuniores. c. n.P. volto a colmare le inevitabili lacune degli altri criteri.P. • il secondo. • il terzo. b. L’ambito delle competenze professionali degli ingegneri iscritti alla sezione A dell’albo è individuato dal D.R. n.P. 3˚ comma. Per altro verso. distinte per settori (art.
ma esclusivamente: • • • per l’ingegneria civile ed ambientale l’apporto deve essere circoscritto alle opere edilizie. 328/2001 prevede. non può estendersi a tutti gli ambiti di competenza dell’ingegnere. Non può in nessun caso disconoscersi. Le anzidette limitazioni alle attività dell’ingegnere iunior sono ulteriormente specificate dal legislatore con riferimento al contenuto dell’attività: l’apporto del concorso o collaborazione dell’ingegnere iunior. poi. 14 . implicante l’applicazione delle conoscenze scientifiche acquisite nel proprio percorso formativo. che. nonché i sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva. di automazione e di generazione. per l’ingegneria dell’informazione l’apporto deve essere circoscritto agli impianti e sistemi elettronici. ancorché secondario. La collaborazione implica un contributo dell’ingegnere iunior di mero supporto alla prestazione erogata. comprese le opere pubbliche. per la quale la prestazione richiesta all’ingegnere iunior è tale da consentire di individuare. Il D.P. difatti.R.Il riferimento all’applicazione delle scienze serve al legislatore per distinguere le attività di collaborazione prestate dall’ingegnere iunior da quelle di altre categorie professionali con profili formativi inferiori. ma presenta le caratteristiche tipiche della prestazione intellettuale. difatti. mentre il concorso implica una partecipazione più significativa. trasmissione ed elaborazione delle informazioni. un contributo personale. direzione lavori. per l’ingegneria industriale l’apporto deve essere circoscritto alle macchine e impianti. nel quadro complessivo dell’attività svolta. stima e collaudo”. nonostante il carattere strumentale. attribuibile al professionista. la prestazione dell’ingegnere iunior non è configurabile come mera attività esecutiva. comprese le opere pubbliche. che le attività di concorso e collaborazione espletate dagli ingegneri iuniores siano esclusivamente attività volte alla “progettazione.
R. lett. n. la direzione dei lavori. 2) per l’ingegneria industriale i rilievi diretti e strumentali di parametri tecnici afferenti macchine ed impianti (art. 3˚ comma. lett. 2) e le attività che implicano l’uso di metodologie standardizzate. n.Accanto al supporto alle attività degli ingegneri. nonché i rilievi diretti e strumentali sull’edilizia attuale e storica e i rilievi geometrici di qualsiasi natura (art. giova rilevarlo. trasmissione ed elaborazione delle informazioni. a. 2). 46. direzione lavori e collaudo di singoli organi o componenti di impianti e di sistemi elettronici. direzione dei lavori. 46. n. c. 46. la contabilità e la liquidazione relative a costruzioni civili semplici. di impianti e di sistemi. 46. n. 3˚ comma. 2). 3˚ comma. lett. quali la progettazione. 328/2001 attribuisce agli ingegneri iuniores la competenza all’esercizio di alcune attività autonome di progettazione. lett. 3˚ comma. a. di sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva (art. 3˚ comma. b. 3). Tali attività concernono: 1) per l’ingegneria civile ed ambientale la progettazione. 46. n. 46. con l’uso di metodologie standardizzate (art. stima e/o collaudo. la vigilanza. ma di attività che gli ingegneri iuniores possono svolgere in proprio rispetto agli ingegneri. b. c. direzione dei lavori e collaudo di singoli organi o singoli componenti di macchine. 3) per l’ingegneria dell’informazione i rilievi diretti e strumentali di parametri tecnici afferenti impianti e sistemi elettronici (art. lett. n. nonché di sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva (art. In questo caso. di automazione e di generazione.P. 3). 3˚ comma. il D. quali la progettazione. 15 . lett. 3). nonché le attività che implicano l’uso di metodologie standardizzate. non si tratta più di apporto collaborativo. n.
a prescindere dal tipo di attività posta in essere. pertanto. pratiche o giuridiche) comunemente usate per l’espletamento di attività analoghe a quelle trattate dal professionista.Nello svolgimento di queste attività di propria competenza. Il secondo. ossia già applicate in un elevato numero di casi precedenti e. per tutti i settori. 16 . Si deve rilevare che la scelta del legislatore italiano di circoscrivere le competenze proprie degli ingegneri iuniores all’utilizzo di metodologie standardizzate è più simile a quella operata dalle Institutions della Gran Bretagna (paese dove non esistono attività riservate per legge) che a quella del legislatore spagnolo (paese con un sistema ordinistico molto simile a quello italiano ed in cui è la legge a definire le competenze di ogni singola professione). invece. nelle attività che gli competono. deve intendersi l’applicazione di un insieme di regole (siano esse tecniche. e dallo stesso uniformemente adottate per l’espletamento della sua prestazione. Per “metodologia (o procedura) standardizzata”. in virtù del proprio curriculum di studi. metodologiche. l’ingegnere iunior deve fare necessariamente riferimento all’uso di “metodologie standardizzate”. presupponendo in capo al professionista una preparazione adeguata a tal fine. può solo ricorrere all’utilizzo di metodologie standardizzate. di uso corrente. Detto criterio deriva dalla giusta considerazione che il discostarsi dalla prassi consolidata (standardizzata) per percorrere vie alternative presuppone il possesso di conoscenze di cui solo l’ingegnere è ritenuto titolare. ad impiegare metodologie innovative. In questo modo si stabilisce (al di fuori di quanto previsto dalla legge per l’individuazione puntuale delle relative attribuzioni) il confine fra l’ambito di competenza dell’ingegnere e quello dell’ingegnere iunior: il primo è autorizzato dalla legge.
Peraltro in Spagna il Governo ha recentemente elaborato un progetto di legge che prevede il superamento dei due profili professionali di ingegnere. e l'istituzione di un nuovo unico profilo il cui accesso sarebbe subordinato al conseguimento di un titolo accademico di durata quadriennale. Paolo Stefanelli 17 .
30/ 2001 “Osservazioni sul D. 328. si è prevista una riorganizzazione dei corsi di laurea e l’introduzione di “lauree specialistiche”. 328.2000. in base al principio di “autonomia universitaria”. con i successivi decreti ministeriali del 4. Quanto al primo dei due aspetti.11. 5. affermato ai sensi dell’art. 3. Il quadro normativo di riferimento Com’è noto. Il legislatore delegato. 17. 127/1997.1. la vigente disciplina delle competenze professionali degli ingegneri è regolata dal D. 328/2001”. ed attuato ad opera del D. si ricorda che. nella riorganizzazione di tale materia. sia delle modifiche ed integrazioni alla disciplina dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato e delle relative prove per l’esercizio di talune professioni. comma 95 della Legge n.6. n. Ciò al fine di “determinare la coerenza dei requisiti di ammissione e delle prove degli esami di Stato con i nuovi percorsi formativi delineati dalla normativa sopra menzionata”3.R.2001.R. 19 .P.6.8. n. ha dovuto tener conto sia della precedente riforma universitaria recante la determinazione delle classi delle lauree specialistiche.P. n.M. nella consapevolezza che questi ultimi forniscono una preparazione differente rispetto a quella dei precedenti corsi laurea. ai sensi del D.2001.P. Sia consentito rinviare alla pubblicazione del Centro Studi CNI n. 509/1999. 5. oltre alla rielaborazione dei requisiti di ammissione all’esame di Stato.2000 e del 28.R. n.
R. inclusi l’esame di abilitazione e l’attribuzione delle rispettive competenze professionali.R. 20 . Ciascuna delle due sezioni è a sua volta suddivisa nei settori: a) civile e ambientale. che conferisce il titolo di ingegnere. richiede per l’ammissione all’esame di Stato il possesso di laurea specialistica (magistrale) quinquennale.A tal fine.P. Com’è ormai ampiamente noto. che conferisce il titolo di ingegnere iunior.P. c) dell’informazione. In conseguenza la sezione A comprende i seguenti professionisti: ingegnere civile e ambientale. precisando che le stesse “individuano ambiti professionali diversi in relazione al diverso grado di capacità e competenza acquisita mediante il percorso formativo”4 e che “ove previsto dalle disposizioni di cui al Titolo II. richiede il possesso della laurea triennale. mentre nella sezione B ci sono in corrispondenza: ingegnere civile e ambientale iunior. n. 1˚ comma. 2. riorganizzato anche l’Albo professionale degli ingegneri. è stato. 328/2001. Art. b) industriale. • la seconda. nelle sezioni degli albi professionali vengono istituiti distinti settori in relazione allo specifico percorso formativo”. ingegnere industriale iunior. conseguentemente. n. 328/2001 ha previsto l’istituzione di due sezioni all’interno degli Albi professionali disciplinati dal decreto. ingegnere dell’informazione iunior. In base alle linee di indirizzo fornite dal D. ingegnere industriale. 4. all’interno dell’Albo sono state istituite due diverse sezioni (A e B): • la prima. ingegnere dell’informazione. il D.
Ingegneria biomedica.Ingegneria elettrica.Ingegneria gestionale. invece. 3) classe 38/S . n.Ingegneria informatica5. questo è subordinato al possesso della laurea (triennale) in una delle seguenti classi: a) per il settore civile e ambientale: 1) classe 4 . 328/2001.Informatica. 6) classe 33/S Ingegneria energetica e nucleare.R. b) per il settore industriale: 1) classe 25/S . 5.Ingegneria meccanica. 7) classe 34/S . 47.Ingegneria dell’automazione.P. all’accesso alla sezione B dell’albo. relativa agli ingegneri iuniores.Ingegneria delle telecomunicazioni. Per quanto attiene. 21 . 7) classe 35/S . 2) classe 26/S . 5) classe 32/S .Ingegneria civile e ambientale. 4) classe 29/S . c) per il settore dell’informazione: 1) classe 23/S . 3) classe 27/S . 10) classe 61/S . Art.Ingegneria civile.Architettura e ingegneria edile.Ingegneria elettronica.Ingegneria per l’ambiente e per il territorio. 4) classe 30/S .Al fine di correlare l’accesso alle diverse sezioni dell’Albo al precedente percorso formativo in possesso dell’aspirante ingegnere. 8) classe 36/S . 2) classe 26/S . è stabilito che la partecipazione all’esame di abilitazione per l’accesso alla sezione A è consentito qualora il candidato sia in possesso di una laurea specialistica riconducibile ad una delle seguenti classi: a) per il settore civile ed ambientale 1) classe 4/S .Ingegneria aerospaziale e astronautica.Ingegneria biomedica. 9) classe 37/S Ingegneria navale.Ingegneria dell’automazione. 5) classe 31/S . 2) classe 8 .Ingegneria chimica.Scienza e ingegneria dei materiali. D. 3) classe 29/S . 6) classe 34/S Ingegneria gestionale. 2) classe 28/S .Scienze dell’architettura e dell’ingegneria edile.
impianti industriali. lo sviluppo.Ingegneria dell’informazione. la progettazione. la gestione. il collaudo e la gestione di impianti e sistemi elettronici. di sistemi e processi industriali e tecnologici. il collaudo. b) per il settore “ingegneria industriale”: la pianificazione. lo sviluppo. 22 . trasformazione e la distribuzione dell’energia. c) per il settore dell’informazione:1) classe 9 . ha condotto alla ridefinizione degli ambiti di competenza professionale di pertinenza di ciascun settore: • SEZIONE A: a) per il settore “ingegneria civile e ambientale”: la pianificazione. trasmissione ed elaborazione delle informazioni. lo sviluppo.b) per il settore industriale: 1) classe 10 . Questa nuova ripartizione. la direzione lavori.Scienze e tecnologie informatiche. c) per il settore “ingegneria dell’informazione”: la pianificazione. la valutazione di impatto ambientale di macchine. infrastrutture territoriali e di trasporto. la stima. il collaudo. la valutazione di impatto ambientale di opere edili e strutture. di opere per la difesa del suolo e per il disinquinamento e la depurazione. coerente con i profili formativi dei corsi di laurea e laurea specialistica ad essi afferenti. di apparati e di strumentazioni per la diagnostica e per la terapia medicochirurgica. 2) classe 26 . di opere geotecniche. la direzione lavori. la stima. la direzione lavori. di sistemi e impianti civili e per l’ambiente e il territorio. la progettazione. di automazione e di generazione. la gestione. la stima.Ingegneria industriale. di impianti per la produzione. la progettazione.
b) per il settore “ingegneria industriale”: 1) le attività basate sull’applicazione delle scienze. direzione lavori. trasmissione ed elaborazione delle informazioni. stima e collaudo di macchine e impianti. 2) i rilievi diretti e strumentali di parametri tecnici afferenti macchine e impianti. 3) le attività che implicano l’uso di metodologie standardizzate. direzione lavori e collaudo di singoli organi o di singoli componenti di macchine. direzione lavori. 2) la progettazione. stima e collaudo di opere edilizie comprese le opere pubbliche. volte al concorso e alla collaborazione alle attività di progettazione. direzione lavori e collaudo di singoli organi o componenti di im- 23 . stima e collaudo di impianti e di sistemi elettronici. 3) i rilievi diretti e strumentali sull’edilizia attuale e storica e i rilievi geometrici di qualunque natura. quali la progettazione. direzione dei lavori. di automazioni e di generazione. la vigilanza. volte al concorso e alla collaborazione alle attività di progettazione.• SEZIONE B: a) per il settore “ingegneria civile e ambientale”: 1) le attività basate sull’applicazione delle scienze. la contabilità e la liquidazione relative a costruzioni civili semplici. nonché di sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva. 3) le attività che implicano l’uso di metodologie standardizzate. 2) i rilievi diretti e strumentali di parametri tecnici afferenti impianti e sistemi elettronici. di impianti e di sistemi. con l’uso di metodologie standardizzate. comprese le opere pubbliche. c) per il settore “ingegneria dell’informazione”: 1) le attività basate sull’applicazione delle scienze. la direzione dei lavori. quali la progettazione. volte al concorso e alla collaborazione alle attività di progettazione.
di automazione e di generazione. e che devono intendersi ugualmente valide le “(…) le riserve e le attribuzioni già stabilite dalla vigente normativa…”7. 2537. 328/2001 e delle residue fonti normative che incidono sulla materia.P. D.D.P. 2˚ comma. Art. primo fra tutti il R. n. n. D.R. 328/2001 è completata da un inciso. dal D.R. Per completezza. che l’attribuzione delle competenze sancita. le competenze degli ingegneri. 24 . 46. n. per ciascun settore e ciascuna sezione dell’Albo degli ingegneri. Talché. trasmissione ed elaborazione delle informazioni.R. 46.10. altresì. 328/2001. n. 6. a ciascuna professione”.pianti e di sistemi elettronici. 328/2001. 23. nonché di sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva6. integrato da una ulteriore disposizione nelle norme finali e transitorie. Art.1925.P. devono valutarsi in base ad una disamina congiunta del citato D. va ricordato. 7. secondo cui: “Le norme contenute nel presente regolamento non modificano l’ambito stabilito dalla normativa vigente in ordine alle attività attribuite o riservate. per essere correttamente determinate.P.R. in via esclusiva o meno.
25 . 275 per la professione di perito industriale. architetti.1929.R. Esse sono individuate da norme sia di carattere generale.2. tra le quali rientrano anche quelle di cui al D. quelle sulla progettazione di strutture in cemento armato di cui alla L. Le competenze in questo settore – che presenta una notevole complessità.1929. 1086). geometri e periti edili – sono state definite sia mediante un intervento normativo dettagliato. sia mediante l’interpretazione della giurisprudenza. Vi sono poi disposizioni che possono definirsi “speciali” (come. 274. specie con riferimento a quelle relative al settore della “ingegneria civile ed ambientale”. poiché al suo interno vengono a sovrapporsi competenze differenti di ingegneri.R. n. 16 Regio Decreto 11. 328 del 2001 si innesta su una griglia di competenze già in gran parte definita. Alla prima categoria afferiscono: • • • gli articoli 51 .1925. 5. l’art.P. 16 del Regio Decreto 11. Le competenze degli ingegneri (sezione A dell’Albo) Sulla base della ricostruzione di cui al precedente capitolo. n. ad esempio.02. si può affermare che il D. n.P. per la professione di geometra.10.54 Regio Decreto 23. sia speciale. 2537 per le professioni di ingegnere ed architetto.02. n.11.1971. l’art. n.
3) lo sviluppo.R. L’art. 4) sistemi e impianti civili e per l’ambiente e il territorio. comuni a tutti i settori dell’ingegneria (civile e ambientale. 46 del D. 6) la gestione. l’altro. 3) opere geotecniche.P. 328/2001 relative. agli ingegneri ed agli ingegneri iuniores. rispettivamente. con riferimento ai diversi settori per ciascuno dei quali si individuano gli ambiti di operatività. opere per la difesa del suolo. 328/2001 individua le attività professionali di pertinenza degli ingegneri per ciascun settore di intervento.R. 2) la progettazione.n. 2) opere per la difesa del suolo e per il disinquinamento e la depurazione. 26 . che si può definire “sostanziale”. industriale e dell’informazione). invece. vengono definite dal D. è volto invece a definire l’ambito oggettivo alle quali le prime devono applicarsi (ad esempio strutture.). 7) la valutazione di impatto ambientale. 4) la direzione dei lavori. sono: 1) la pianificazione.P. di carattere “applicativo”. opere geotecniche. inquadra le attività professionali esercitabili. Le “coordinate sostanziali” per l’inquadramento delle competenze degli ingegneri iscritti alla sezione A dell’Albo. infrastrutture. come dall’elenco riportato: • per il settore “ingegneria civile e ambientale”: 1) opere edili e strutture. infrastrutture territoriali e di trasporto. Le “coordinate applicative”. n. n. sulla base di un duplice criterio: l’uno. 5) la stima ed il collaudo. 328/2001. ecc.
inoltre. 46.P. n. 328/2001 introduce un ulteriore criterio residuale di individuazione delle competenze secondo il quale “…formano in particolare oggetto dell’attività professionale degli iscritti alla Sezione A…le attività…che implicano l’uso di metodologie avanzate. di automazione e di generazione. 46 del D. È. stima e collaudo di strutture. trasformazione e la distribuzione dell’energia. come si chiarirà più avanti) in tutti i casi in cui l’attività del professionista non sia ad esse perfettamente riconducibile. sistemi e processi complessi o innovativi”. 46. 2˚ comma. • per il settore “ingegneria dell’informazione”: 1) impianti e sistemi elettronici. Questa disposizione individua un canone residuale ed integrativo rispetto alle competenze già elencate dal primo comma del predetto art. di norma di “chiusura”. 2) impianti industriali. 4) sistemi e processi industriali e tecnologici. innovative o sperimentali nella progettazione. ovvio che gli ingegneri iscritti alla sezione A dell’Albo siano titolari anche delle competenze attribuite agli ingegneri iuniores.R. 3˚ comma. 3) impianti per la produzione. pertanto. direzione lavori. Esso copre l’intero ambito di operatività delle prestazioni degli ingegneri. per come individuate dall’art. del decreto. 46 del decreto. tenendo presente che l’elencazione puntuale e descrittiva operata con il primo comma dell’art. 5) apparati e strumentazioni per la diagnostica e per la terapia medico chirurgica. del D. Il 2˚ comma dell’art. facendo riferimento al parametro qualitativo della “innovazione” delle metodologie che devono essere adottate nell’esecuzione delle prestazioni.R. 328/2001. Trattasi. 46 potrebbe risultare comunque insufficiente.• per il settore “ingegneria industriale”: 1) macchine. trasmissione ed elaborazione dei dati. 27 .P. utile ad integrare il contenuto delle competenze espressamente previste (ma non solo dall’art.
lettere a.P. 328/2001). 2537. In definitiva. b. In particolare la norma precisa: “… oltre alle attività indicate nel comma 3…”. di deflusso e di comunicazione. 328/2001 sulla base di quattro criteri distinti: • il primo. e cioè che sono fatte salve “le attività attribuite o riservate. Questo prevede testualmente che “sono di spettanza della professione d’ingegnere. distinte per settori (art.1925. a carattere descrittivo.Tale attribuzione emerge espressamente dallo stesso tenore letterale di cui al 2˚ comma dell’art.10. 1 del Decreto medesimo. in via esclusiva o meno. volto ad indicare dettagliatamente le specifiche attività professionali. D. riservate all’ingegnere. ed in particolare dal primo dei due articoli citati. 28 . 46.R. nonché in generale alle applicazioni della fisica. n. comma 1. 46 del decreto che.R. 8. i rilievi geometrici e le operazioni di estimo”.P. c. la condotta e la stima dei lavori per estrarre. tra le competenze attribuite agli ingegneri individua espressamente anche quelle di cui al successivo 3˚ comma8. trasformare ed utilizzare i materiali direttamente od indirettamente occorrenti per le costruzioni e per le industrie. quanto disposto dagli artt. Al riguardo. specificandolo. alle macchine ed agli impianti industriali. dei lavori relativi alle vie ed ai mezzi di trasporto. 51 e 52 del Regio Decreto 23. L’ambito delle competenze professionali degli ingegneri della sezione A così definito integra. alle costruzioni di ogni specie. n. l’ambito delle competenze professionali degli ingegneri iscritti alla sezione A dell’Albo è individuato dal D. il progetto.R. 46 del D.P. il comma 2 dell’art. 328/2001 ribadisce quanto già affermato dal comma 2 dell’art. a ciascuna professione” previste dalla normativa vigente.
richiedano “l’uso di metodologie innovative o sperimentali nella progettazione. un problema interpretativo onde verificare se la specificazione delle tipologie di attività sopra indicate rappresenti in modo 29 . ossia a quelle espressamente e dettagliatamente indicate dalle lettere a.R.P. Si pone. • il terzo. non pregiudica quanto forma oggetto dell’attività di altre professioni ai sensi della normativa vigente”. 328/2001) in favore degli ingegneri.• il secondo. 328/2001.R. direzione lavori. La norma attribuisce dunque alla competenza degli ingegneri. spettano agli ingegneri tutte le attività professionali (ripartite tra i tre settori dell’ingegneria civile e ambientale. tutte le attività che implichino aspetti di “innovazione” ed in particolare quelle attinenti la progettazione. 46. che attribuisce all’ingegnere tutte le attività per le quali sia richiesto l’impiego di metodologie innovative e/o sperimentali. va evidenziato che esse sono attribuite agli ingegneri non necessariamente in via esclusiva. b e c del 1˚ comma dell’art. integrativo del primo ma a carattere generale residuale. come individuate nell’art. 9 del medesimo D. anche se non espressamente definite nel predetto 1˚ comma dell’art. 328/2001. n. 46 del D. che assegna agli ingegneri della sezione A tutte le competenze attribuite agli ingegneri iuniores. 3˚ comma. Inoltre. la direzione dei lavori. sistemi e processi complessi o innovativi”. 46. a norma del quale “l’elencazione delle attività professionali compiuta nel Titolo II. stima e collaudo di strutture. come riferito in precedenza. che fa salve le competenze fissate dalle vigenti disposizioni di legge (preesistenti al D. per ciascuna professione. pertanto. volto a colmare le inevitabili lacune degli altri criteri. 328/2001. industriale e dell’informazione) che. n. la stima ed il collaudo di strutture e sistemi.P.P. del D. depone l’art.R. nell’ambito del proprio specifico settore. Per quanto attiene al primo gruppo di competenze. • il quarto.P. In tal senso.R.
innovative o sperimentali quali…”. stante l’assenza di impedimenti espressi ad includervi ulteriori attività con profilo di “innovazione” non inserite nell’elencazione del D.2. ovvero se essa sia meramente indicativa.P. 46 in esame si rinviene nell’art. nella competenza professionale degli iscritti all’albo degli ingegneri”. le attività già stabilite dalle disposizioni vigenti nazionali ed europee per la professione di architetto.R. 953. n. ed in particolare quelle che implicano l’uso di metodologie avanzate.R. relativamente alle attività della professione di chimico specifica che: “Formano oggetto dell’attività professionale degli iscritti alla Sezione A …. n. dunque. a pieno titolo. 4. 30 . Una formulazione analoga a quella di cui all’art. n. l’art.esaustivo l’ambito delle competenze degli ingegneri. I.le attività…. 16 del medesimo D.P. ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 1. n.. innovative o sperimentali”10. 328/2001 che riguardo alla professione di geologo precisa che: “ Formano oggetto dell’attività professionale degli iscritti alla Sezione A …. restando immutate le riserve e attribuzioni già stabilite dalla vigente normativa.implicanti …l’uso di metodologie innovative o sperimentali”. 9. Si veda anche l’art.R.R. 10. specifica che: “Formano oggetto dell’attività professionale degli iscritti nella sezione A .2004. 41 del D. 31 D. si veda TAR Puglia (Lecce). infine. 36 del D. 328/ 2001 il quale. relativamente alle competenze professionali degli architetti. Sul punto. comma 2. relativamente ai quali il regolamento considera metodologie non solamente innovative o sperimentali. l’attività di pianificazione)9. 328/2001 il quale. innovative o sperimentali quali……”.P. ma anche “avanzate”) che riservano agli iscritti alla sezione A dei diversi Albi le attività che implicano l’utilizzo di metodologie innovative.P.R.settore “architettura”. 328/2001 che nello specificare le attività della professione di biologo specifica che: “Formano oggetto dell’attività professionale degli iscritti alla sezione A…. secondo cui “la redazione e la sottoscrizione degli strumenti urbanistici generali e di dettaglio rientra. di una sostanziale omogeneità delle previsioni normative (fatta eccezione per i biologi. ad esempio. sez.P. in particolare le attività che implicano l’uso di metodologie. n. l’art. Si è in presenza.in particolare le attività che implicano l’uso di metodologie avanzate. 328/2001 (tra le quali..
in quanto precisa come la “innovazione” della metodologia adottata sia determinante nel radicare la competenza professionale del professionista solamente in quanto essa rientri nella sfera di competenza del medesimo come definita dalla vigente normativa (e non soltanto dal D. Sezione consultiva per gli atti normativi . in definitiva. 46 relativamente agli ingegneri. Consiglio di Stato. tutte le attività implicanti l’utilizzo di metodologie “innovative”. 328/2001. può essere effettuato mediante il confronto con quella che può essere definita come “procedura standardizzata”: una 11. Sezione consultiva per gli atti normativi parere 21. 328/2001 si rivelino inadeguate per definire i relativi ambiti di competenza. Agli ingegneri competono. citato.R. art. 118/2001. Peraltro.Tale formulazione appare certamente più chiara di quella proposta dall’art. Si veda Consiglio di Stato. indica in concreto un criterio generale e residuale per l’individuazione delle competenze da adottare qualora le norme del D. l’indicazione delle competenze delineata dal regolamento (oltre che sembrare “suscettibile di creare confusione”)12 presenta carattere puramente esemplificativo. come precisato dal Consiglio di Stato nella disamina dello schema di regolamento11. in via generale. prevista in modo più o meno analogo anche per altre professioni. 46 del D.R.P. attività il cui ambito viene individuato da tutte le disposizioni normative complessivamente vigenti in materia di competenze degli ingegneri e non unicamente da quanto previsto nel comma 2. 12. La clausola in questione. 31 .P. L’individuazione dei casi nei quali la metodologia adottata può dirsi effettivamente “innovativa” e/o “avanzata” richiede un accertamento concreto. che.2001 n.parere n.R. 118/2001. 328/2001).P.05.
e da questi applicata in via immediata e “senza sforzo” per l’espletamento della sua prestazione. Come rilevato. Si può affermare. Relativamente a quest’ultimo aspetto. cioè.P. con un ragionevole grado di approssimazione. essa presenta il carattere di innovatività che consente di riservarla alla sola competenza dell’ingegnere (specialistico). conforme ad un insieme di regole (siano esse tecniche. pratiche o giuridiche) generalmente applicate in casi analoghi a quelli trattati dal professionista. che collega l’attribuzione delle competenze al contenuto dei percorsi formativi compiuti dai professionisti. metodologiche. La complessità dell’intervento Uno dei criteri fondamentali cui fare riferimento nell’analisi interpretativa del quadro normativo relativo al riparto delle competenze degli ingegneri. In altri termini. allora. è quello della concordanza fra il percorso formativo compiuto dal professionista e la particolare complessità e/o specificità della prestazione attribuita. spettano agli ingegneri anche le attività attribuite alla competenza degli ingegneri iuniores.R. metodologiche. deve sussistere un legame di diret- 32 . che qualora la procedura adottata per l’espletamento della prestazione non sia conforme ad un insieme di regole (tecniche. Ogni diversa interpretazione del dettato normativo contrasterebbe infatti con la logica del D. 2. 328/2001. nonostante una certa genericità del dettato normativo. così da perdere il carattere di uniformità e continuità con queste.1. la scelta del legislatore è chiaramente quella di consentire all’ingegnere di esercitare anche le attività attribuite agli ingegneri iuniores del proprio settore di appartenenza.procedura. pratiche o giuridiche) generalmente adottate in casi analoghi.
14. n. sia sotto un profilo eminentemente oggettivo. 312 33 . essere ritenuta di particolare complessità per un professionista le cui conoscenze non siano in grado di soddisfare tutte le caratteristiche necessarie alla sua pronta ed efficace erogazione14.Palermo. 1. Per quanto attiene all’aspetto soggettivo della prestazione. È stata così ritenuta di esclusiva competenza degli ingegneri (specialistici) la progettazione di opere quali vie di grande comunicazione. n. TAR Veneto.Latina. TAR Sicilia . Tali problemi derivano in pratica dall’esigenza di inquadrare i contenuti oggettivi e soggettivi della prestazione “complessa”.05. 13.06. 15.ta proporzionalità fra la “complessità” dell’attività riservata. 2938. 30. TAR Sardegna. 13. n. quindi. collegato alle caratteristiche tecniche dell’intervento. può essere utile richiamare qualche intervento della giurisprudenza amministrativa. 410.04. 39. In argomento TAR Puglia . connesso al grado di preparazione richiesto al professionista per la sua erogazione. La “complessità” della prestazione pone problemi interpretativi.1995.1990.1986. Consiglio di Stato.01. n. valutata in concreto con riferimento agli apporti complessivamente richiesti per la sua erogazione.09. A tal fine. n.1984. sussistente ogni qual volta si debba provvedere alla realizzazione di quelle opere “che implicano conoscenze peculiari degli studi di ingegneria”13 e pertanto non realizzabili da altri professionisti privi di tale specifica preparazione. 1098. la “complessità” è stata inquadrata come “complessità tecnica”.Lecce.2000. 28. Ex multis. ed il patrimonio di conoscenze e competenze del professionista chiamato ad eseguirla. 22.1999. 20. sia anche sotto quello soggettivo. TAR Lazio .12. La prestazione potrà. acquedotti e mezzi di trasporto. n. IV.
richiede dunque una disamina detta- 15. difatti. che la semplice qualificazione dell’opera come “modesta” non equivale ad affermare che qualunque professionista sia in possesso delle competenze necessarie per realizzarla. 25. n. n.11.1985. 12. 13. sent. la “complessità” della prestazione può riguardare sia il profilo quantitativo. quale criterio discretivo delle competenze professionali riguardanti la realizzazione di una determinata opera. V. sent. pur essendo la singola costruzione del complesso inquadrabile nell’ambito delle competenze dell’ingegnere iunior. alla realizzazione di un complesso edilizio formato da una pluralità di “costruzioni civili semplici”. ad esempio. Consiglio di Stato. 390. è chiaro che. È evidente. Quest’ultima. L’operatività del principio della complessità della prestazione. id. sia quello qualitativo15. Fermo restando il successivo approfondimento sul concetto di “opera di modesta entità”. giova sin d’ora precisare che siffatta impostazione è perfettamente compatibile con quella che valuta la “complessità” della prestazione sotto il profilo soggettivo. può essere comunque contemplata qualora il legislatore non abbia espressamente previsto l’operatività del requisito oggettivo per definire la complessità della prestazione. all’aspetto oggettivo. essenzialmente “quantitativo”. Per quanto attiene. Per determinate professioni (geometri e ingegneri iuniores) la predetta complessità viene valutata dal legislatore sotto il profilo. la realizzazione dell’intera struttura comporta una serie di interventi che in termini quantitativi conducono a configurare una complessità della prestazione e dunque sono da attribuirsi alla competenza dell’ingegnere (civile e ambientale). In questi termini v. invero. Sez.1999.Si pensi. invece. 34 . delle dimensioni dell’opera da realizzare.01.
26.2..2005. 16. per quanto attiene agli ingegneri iuniores. 3021): “A norma dell’art. È evidente come siffatta indagine. Cass.gliata di tutti gli interventi necessari alla realizzazione di quest’ultima ed una verifica circa la compatibilità e la concordanza tra le caratteristiche della prestazione ed il patrimonio di conoscenze maturato dal professionista incaricato durante il suo curriculum di studi. non possa che essere condotta confrontando il contenuto formativo della specifica classe di laurea seguita con la tipologia delle prestazioni richieste nei diversi ambiti di intervento. che non è stato modificato dalla legge n. si estende anche a queste strutture. n. Cass. La preferenza per i tecnici “laureati” Le difficoltà connesse col riparto delle competenze professionali tra ingegneri e geometri incentrate sul criterio “quantitativo” (l’opera di “modesta entità” che definisce il limite della competenza dei geometri) ha spinto la giurisprudenza all’elaborazione di un principio residuale che può essere configurato come “preferenza per il tecnico laureato”. È noto che ai geometri è attribuita l’esecuzione della attività di progettazione di edifici civili nei limiti in cui essa afferisca a strutture di “modesta entità”.2. La giurisprudenza ha cercato nel corso del tempo di superare la incertezza di questa definizione attraverso l’uso di criteri quantitativi come limiti all’altezza. direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili. a norma 35 . 16. II. al numero dei piani ed alla volumetria dei manufatti da realizzare16. in via d’eccezione.d. mentre. fra le varie pronunce. r.anche parziale . lett. civ. n. n.. Si veda.di strutture in cemento armato. 11 febbraio 1929. civ.2006. II. Sez. m). con esclusione di quelle che comportino l’adozione . la competenza dei geometri è limitata alla progettazione. 2.7. 17028 (conf. 1068 del 1971. 15. 274. Sez.
trattandosi di competenze inderogabilmente affidate dal committente al professionista abilitato secondo il proprio statuto professionale. essendo riservata agli ingegneri la competenza per le costruzioni civili. sul quale gravano le relative responsabilità. a nulla rilevando in proposito che un progetto redatto da un geometra sia controfirmato o vistato da un ingegnere ovvero che un ingegnere esegua i calcoli in cemento armato. che adottino strutture in cemento armato.sia riservata alla competenza degli ingegneri”. solo con riguardo alle piccole costruzioni accessorie nell’ambito degli edifici rurali o destinati alle industrie agricole.L’applicazione di tali limiti. che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per le persone. anche modeste. l) del medesimo articolo. l’affidamento dell’incarico etc. oggetto della progettazione è una struttura pari a circa 5. tuttavia.giustificato da evidenti ragioni di tutela della pubblica incolumità -…”: in tali casi quindi l’Amministrazione concedente è tenuta a specificare nel provvedimento (il permesso di costruire.) i motivi per i quali ritenga sufficiente l’eventuale redazione dei progetti da parte di un professionista con un curriculum di studi inferiore a quello del tecnico laureato. 36 . quando la progettazione . è affetto da nullità il contratto anche relativamente alla direzione dei lavori affidata a un geometra. 17. Per fronteggiare tali difficoltà la giurisprudenza ha affermato che: “in caso di dubbio sulla competenza alla progettazione di un’opera vige un favore per la competenza esclusiva dei tecnici laureati . ha presentato non pochi risvolti problematici nei casi in cui la differenza fra il “consentito” ed il “non consentito” si è rivelata di minima consistenza17. atteso che il professionista competente deve essere altresì titolare della progettazione. Ne consegue che.richiedendo l’adozione anche parziale dei calcoli in cemento armato . la progettazione e la direzione di opere da parte di un geometra in materia riservata alla competenza professionale degli ingegneri o degli architetti sono illegittime. Segue nota 16 della lett. Pertanto. qualora il rapporto professionale abbia avuto ad oggetto una costruzione per abitazioni civili. ipotesi non di rado verificatasi.050 m3 a fronte dei canonici 5. Ad esempio.000 m3 con i quali la giurisprudenza individua generalmente le strutture di modesta entità.
01. 410.1985.. n. St.11. Nulla toglie. 25. “almeno nei casi in cui le caratteristiche del progetto siano oggettivamente tali da far sorgere dubbi sui limiti delle competenze professionali del progettista”18. diversi e ulteriori rispetto a quello della progettazione di edifici civili.1999. tenuto conto. 18. della prevalente finalità di tutela della pubblica incolumità. 390. id. altresì. 37 . V. n. 17. in cui si ponga l’esigenza di tutelare la pubblica incolumità e nei quali ricorra l’incertezza circa la delimitazione dei confini dei rispettivi ambiti professionali.03. che il favor per i tecnici laureati possa manifestarsi anche nei casi.1971. 323 e 04. secondo la giurisprudenza.05. La ratio giustificatrice della preferenza espressa dalla giurisprudenza nei confronti del professionista laureato (o nel caso degli ingegneri.1978. Cons. però. 12. n. dell’ingegnere sull’ingegnere iunior) deriva dalle maggiori garanzie che questi è in grado di fornire nell’espletamento della propria attività di progettazione.L’obbligo di esplicitare le suddette ragioni vige. n. 13.
3. direzione dei lavori. Anche in questo caso le specifiche attività sono attribuite distinguendo tra i tre settori ed in particolare: per il settore “ingegneria civile e ambientale”: 1) le attività basate sull’applicazione delle scienze.P. stima e collaudo di opere edilizie comprese le opere pubbliche. 3) le attività che implicano l’uso di metodologie standardizzate. 3) i rilievi diretti e strumentali sull’edilizia attuale e storica e i rilievi geometrici di qualunque natura. la direzione dei lavori. comprese le opere pubbliche. del D. direzione lavori. • per il settore “ingegneria industriale”: 1) le attività basate sull’applicazione delle scienze. sono individuate dall’art.R. sezione B dell’Albo. 2) la progettazione. 2) i rilievi diretti e strumentali di parametri tecnici afferenti macchine e impianti. con l’uso di metodologie standardizzate. volte al concorso e alla collaborazione alle attività di progettazione. 328/2001. 46. la contabilità e la liquidazione relative a costruzioni civili semplici. quali la progettazione. 3˚ comma. volte al concorso e alla collaborazione alle attività di progettazione. direzione lavori e collau- 39 . • Le competenze degli ingegneri iuniores (sezione B dell’Albo) Le competenze degli ingegneri iuniores. la vigilanza. n. stima e collaudo di macchine e impianti.
3) le attività che implicano l’uso di metodologie standardizzate. nonché di sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva. di impianti e di sistemi. Le attività di concorso e collaborazione Le attività di “concorso e collaborazione” riservate agli ingegneri iuniores. 3.do di singoli organi o di singoli componenti di macchine. nonché di sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva. per ciascun settore. Per altro verso. 328/2001 riserva agli ingegneri iuniores competenze sostanzialmente riconducibili a due diverse modalità operative. essi sono titolari di competenze proprie.P. volte al concorso e alla collaborazione alle attività di progettazione. sono definite dal D. di automazioni e di generazione. quali la progettazione. trasmissione ed elaborazione delle informazioni.P.1. Per un verso. direzione lavori. Come è agevole comprendere dal dettato normativo. come attività implicanti: a) l’applicazione delle scien- 40 . stima e collaudo di impianti e di sistemi elettronici. 328/2001 nello stesso modo per i tre settori di intervento. 2) i rilievi diretti e strumentali di parametri tecnici afferenti impianti e sistemi elettronici.R.R. gli ingegneri iuniores sono chiamati a concorrere e collaborare alle attività degli ingegneri. il D. • per il settore “ingegneria dell’informazione”: 1) le attività basate sull’applicazione delle scienze. trasmissione ed elaborazione delle informazioni. aventi ad oggetto l’effettuazione di rilievi e l’utilizzo di metodologie standardizzate. direzione lavori e collaudo di singoli organi o componenti di impianti e di sistemi elettronici. di automazione e di generazione.
che le attività di concorso e collaborazione espletate dagli ingegneri iuniores siano esclusivamente attività volte alla “progettazione. 328/2001 può essere correttamente interpretato come applicazione delle scienze che afferiscono alla laurea acquisita ed utilizzata per l’iscrizione allo specifico settore dell’Albo. 46 del D. b) il concorso e la collaborazione ad attività di progettazione. dell’art. stima e collaudo”. che. e cioè che le attività alle quali l’ingegnere iunior è chiamato a concorrere e collaborare sono quelle di pertinenza degli ingegneri.P. direzione dei lavori. implicante l’applicazione delle conoscenze scientifiche acquisite nel proprio percorso formativo. nonostante il carattere strumentale.ze. Il D. Pertanto. Del pari. pertanto. stima e collaudo. affermando che essi possono esclusivamente “collaborare” ovvero “concorrere” all’attività di pertinenza degli ingegneri.R. direzione lavori. 328/2001 prevede. Non può in nessun caso disconoscersi. poi. Con riferimento a quest’ultimo profilo. il concorso e la collaborazione dell’ingegnere iunior può considerarsi alla stregua di attività di supporto rispetto all’attività principale svolta dagli ingegneri. La distinzione tra le attività di collaborazione e concorso non è peraltro chiara: volendo approfondire la questione. si potrebbe ipotizzare 41 . Il riferimento all’applicazione delle scienze serve al legislatore per distinguere le attività di collaborazione prestate dall’ingegnere iunior da quelle di altre categorie professionali con profili formativi inferiori. ma presenta le caratteristiche tipiche della prestazione intellettuale. Tale precisazione induce ad una prima evidente considerazione. è piuttosto evidente come il legislatore introduca una limitazione di ordine “quantitativo” all’attività degli ingegneri iuniores.R.P. difatti. la prestazione dell’ingegnere iunior non è configurabile come mera attività esecutiva. l’inciso “applicazione delle scienze” di cui 3˚ comma.
ma esclusivamente: • • • per l’ingegneria civile ed ambientale l’apporto deve essere circoscritto alle opere edilizie. rientrano nelle competenze professionali degli ingegneri iuniores tutti quegli apporti (di concorso o collaborazione). per la quale la prestazione richiesta all’ingegnere iunior è tale da consentire di individuare. un contributo personale. alla realizzazione di attività di pro- 42 . In sintesi. la collaborazione implica un contributo dell’ingegnere iunior di mero supporto alla prestazione erogata. derivanti dall’applicazione delle conoscenze scientifiche. In buona sostanza. per l’ingegneria industriale l’apporto deve essere circoscritto alle macchine e impianti. di automazione e di generazione. attribuibile al professionista. non può estendersi a tutti gli ambiti di competenza dell’ingegnere. ancorché secondario. nonché i sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva. comprese le opere pubbliche. mentre il concorso implica una partecipazione più significativa. trasmissione ed elaborazione delle informazioni. per l’ingegneria dell’informazione l’apporto deve essere circoscritto agli impianti e sistemi elettronici. nel quadro complessivo dell’attività svolta. difatti. Le anzidette limitazioni alle attività dell’ingegnere iunior sono ulteriormente specificate dal legislatore con riferimento al contenuto dell’attività: l’apporto del concorso o collaborazione dell’ingegnere iunior. Tale distinzione si applica anche nel confronto tra il diverso apporto alla prestazione dell’ingegnere fornito dagli ingegneri iuniores e quello fornito da altri tecnici non laureati. comprese le opere pubbliche. acquisite dal professionista nello specifico corso di studi seguito.che il concorso richieda un impegno (del professionista) ed un contributo maggiore all’espletamento della attività rispetto a quello profuso in caso di collaborazione.
b.R. 3). direzione dei lavori e collaudo di singoli organi o singoli componenti di macchine. a.P. con l’uso di metodologie standardizzate (art. 3˚ comma. 46. 46. n. 2). nonché i rilievi diretti e strumentali sull’edilizia attuale e storica e i rilievi geometrici di qualsiasi natura (art. ma di attività che gli ingegneri iuniores possono svolgere in proprio rispetto agli ingegneri. 3) per l’ingegneria dell’informazione i rilievi diretti e strumentali di parametri tecnici afferenti impianti e sistemi elettronici (art. Tali attività concernono: 1) per l’ingegneria civile ed ambientale la progettazione. n. lett. 2). n. 2) per l’ingegneria industriale i rilievi diretti e strumentali di parametri tecnici afferenti macchine ed impianti (art. Le attività “proprie” Accanto al supporto alle attività degli ingegneri. n.3) sopra riportati. giova rilevarlo. la vigilanza. quali la progettazione. lett. la contabilità e la liquidazione relative a costruzioni civili semplici. stima e collaudo di pertinenza degli ingegneri. 46.2). di sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva (art. n. stima e/o collaudo. 46. 3˚ comma. 46. la direzione dei lavori. 3˚ comma. 43 .gettazione. direzione dei lavori. lett. 3˚ comma. il D. aventi ad oggetto gli ambiti definiti per ciascun settore ai punti 1).2. di impianti e di sistemi. a. In questo caso. 328/2001 attribuisce agli ingegneri iuniores la competenza all’esercizio di alcune attività autonome di progettazione. 3. b. 3). nonché le attività che implicano l’uso di metodologie standardizzate. non si tratta più di apporto collaborativo. lett. direzione lavori.
presupponendo in capo al professionista una preparazione adeguata a tal fine. per “metodologia (o procedura) standardizzata”. invece. lett. per tutti i settori. 3˚ comma. 46. n. può solo ricorrere all’utilizzo di metodologie standardizzate. ad impiegare metodologie innovative. a prescindere dal tipo di attività posta in essere. e dallo stesso uniformemente adottate per l’espletamento della sua prestazione. n. metodologiche. ossia già applicate in un elevato numero di casi precedenti e. pratiche o giuridiche) comunemente usate per l’espletamento di attività analoghe a quelle trattate dal professionista. Detto criterio deriva dalla giusta considerazione che il discostarsi dalla prassi consolidata (standardizzata) per percorrere vie alternative presuppone il possesso di conoscenze di cui solo il laureato specialistico (e quindi l’ingegnere) è ritenuto titolare. Il secondo. Talché. in virtù del proprio curriculum di studi. di automazione e di generazione. deve intendersi l’applicazione di un insieme di regole (siano esse tecniche. di uso corrente. nelle attività che gli competono. Nello svolgimento di queste attività di propria competenza. 3). 44 . direzione lavori e collaudo di singoli organi o componenti di impianti e di sistemi elettronici. quali la progettazione. nonché di sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva (art. trasmissione ed elaborazione delle informazioni. c. In questo modo si stabilisce (al di fuori di quanto previsto dalla legge per l’individuazione puntuale delle relative attribuzioni) il confine fra l’ambito di competenza dell’ingegnere e quello dell’ingegnere iunior: il primo è autorizzato dalla legge. lett. c. l’ingegnere iunior deve fare necessariamente riferimento all’uso di “metodologie standardizzate”. 2) e le attività che implicano l’uso di metodologie standardizzate. pertanto.3˚ comma.
71.R.03. 46 del D. mentre. devono essere distintamente esaminate. ma essenzialmente per assicurare che la compilazione dei progetti e la direzione dei lavori siano affidati a chi abbia adeguata preparazione e ciò a salvaguardia per l’incolumità delle persone e dell’economia pubblica”19. 328/2001 prevede anzitutto che l’ingegnere iunior possa esercitare le attività di progettazione. la competenza dell’ingegnere iunior è di ordine concorrente e non esclusiva rispetto a quella dell’ingegnere. quest’ultimo. come si è visto.02. TAR Emilia Romagna. vigilanza. Oltre a tale criterio discretivo generale. quella che può essere definita la “competenza propria” dell’ingegnere iunior incontra ulteriori limitazioni. infatti.Firenze. n. l’ingegnere iunior non può esercitare attività esperibili con metodologie innovative.P. 45 .1999. n.3. È ovvio che nell’utilizzo delle metodologie standardizzate. contabilità e liquidazione.In proposito.1995. 3. pertanto. ha sicuramente competenza anche per le attività da svolgere con metodologia standardizzata. n. va ricordato il costante orientamento giurisprudenziale secondo il quale le norme che regolano l’esercizio delle attività professionali e relativi i limiti sono dettate “…non tanto a tutela dei titoli accademici degli appartenenti ai diversi Ordini. TAR Toscana . Le competenze nel settore dell’ingegneria civile e ambientale Con riferimento a tale settore. 41. direzione dei lavori. che variano a seconda del settore di intervento è. l’art. 17. 19. 19.
sviluppo.1971. V.. rientri o meno nelle cognizione della categoria dei geometri”20.1976. 999. n. contenuto dall’art.11. Inoltre. Questa nuova definizione crea qualche problema interpretativo se si fa il confronto con la “modesta costruzione civile” che è propria della competenza professionale dei geometri. Consiglio di Stato. assumendo invece rilevanza decisivo l’elemento tecnico . Nell’attribuzione delle competenze professionali tra diverse figure tecniche. gestione e valutazione di impatto ambientale. V.1985. Cons. V. 725. gli ingegneri iuniores non possono svolgere le attività di pianificazione. rispetto a quanto previsto per gli ingegneri. 390. ma soltanto con riferimento a “costruzioni civili semplici”. anche le attività sopracitate non possono essere svolte dagli ingegneri iuniores in generale. occorre quindi cercare di definire cosa debba intendersi per “costruzione civile semplice”. St. restano di competenza esclusiva degli ingegneri civili e ambientali. n. anche se svolte con metodologie non innovative. 12.02. n.. Cons. n. La dizione “modeste costruzioni civili”. che. per i problemi tecnici che implica. stima. 16 del Regio Decreto 11. la giurisprudenza adotta quindi un criterio “qualitativo”. 26. il Consiglio di Stato si è da tempo orientato ad affermare il principio secondo cui “l’Amministrazione non può basarsi esclusivamente su un rigido criterio di valutazione meramente quantitativo.Quindi. 46 . 16.04. collaudo.qualitativo consistente nel determinare (volta per volta) se il progetto. 274. si presta a diverse valutazioni che vanno di volta in volta precisate con riferimento la caso concreto mediante l’uso di criteri quantitativi e qualitativi. che 20. St.11.1929. Al fine di stabilire se un edificio possa rientrare nella definizione di “costruzione modesta”.
d.10. 2 marzo 1949 n. 47 . 16 lett. V. 3. IV. ha riconosciuto che “in base all’art. non rientra nella competenza del geometra la realizzazione di un complesso di opere di modesta entità o tenuità. 274”. 274. n.2001. 4620. che non devono implicare la soluzione di problemi tecnici particolari. 22.9. pone problemi di carattere programmatorio ed impone la valutazione complessiva di una serie di situazioni la cui soluzione. V. sez. devoluti esclusivamente alla competenza professionale degli ingegneri e degli architetti”. 16. Ancora. n. la capacità e competenza professionale viene quindi valutata in rapporto alle difficoltà dell’intervento da realizzare e ad percorso formativo del professionista. 11 febbraio 1929 n. Consiglio di Stato. 4985. m) r. 2174 e dell’art. 3. l’incarico di progettazione è di sicura complessità.9. 5208 ha rilevato che “in mancanza di ogni ulteriore specificazione da parte dell’art.d. Al riguardo. l. perchè riguarda l’adeguamento e la razionalizzazione dell’acquedotto comunale. Consiglio di Stato.2001. Consiglio di Stato. bensì che richiede una visione d’insieme. r. il discrimine della competenza dei geometri nel campo delle costruzioni civili è dato dalla modestia dell’opera. quindi. in funzione di una nuova destinazione urbanistica e. in senso tecnicoqualitativo e con riguardo alla struttura dell’edificio e delle relative modalità costruttive. non è penalizzante della posizione professionale dei geometri)”.d. 11 febbraio 1929 n.pone un collegamento tra le prime ed il percorso formativo compiuto nello specifico dal professionista. 144. possa incontrare difficoltà non facilmente superabili con il solo bagaglio professionale del geometra (nella specie. 54. 16 r. sotto il profilo tecnico. ha chiarito che “la redazione di un piano di lottizzazione richiede una visione di insieme che pone problemi di carattere programmatorio che postulano valutazioni complessive che non rientrano nella competenza professionale del geometra così come definita dall’art.2002. Sez. 11 febbraio 1929 n. n. Anche con riferimento a prestazioni di natura diversa. Sez.
1980.. Così. La difficoltà dell’opera invece va valutata essenzialmente in rapporto alle capacità del professionista incaricato ad espletarla. secondo l’oramai consolidata giurisprudenza della Suprema Corte21. 593. 19.in quanto indicatore parziale delle caratteristiche delle costruzione. II.1970. V.5. 4330. V. di cubatura e numero di piani) può avere solo un valore “sintomatico. 48 . Cass. ha affermato che “a norma dell’art. la competenza dei geometri è limitata alla progettazione.05. intervenuta più volte sull’argomento. 274. la valutazione “quantitativa” dell’opera (in termini di costi economici della stessa. a norma della lett.. n. n. precisa la Corte.Parimenti. l) del medesimo articolo. nonché dei pericoli per l’incolumità pubblica che essa può comportare. mentre in via di eccezione. 12. n. II. delle difficoltà tecniche ad essa connesse. 9. 390. St. con esclusione di quelle che comportino l’adozione anche parziale di strutture in cemento armato.1985. n. 3275. I. 11 febbraio 1929 n.05. id. civ. m) r.1994.. 22. direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili. 4781. si estende anche a queste strutture. 04. restando quindi comunque esclusa la suddet- 21.11.06.d. n. Cons. occorre valutare “le difficoltà tecniche che la progettazione e l’esecuzione dell’opera comportano” e la capacità – ossia le cognizioni tecniche necessarie per superarle. 16 lett. 5873. n. capacità che devono essere vagliate alla luce del percorso di studi da quest’ultimo compiuto. Sez. solo con riguardo alle piccole costruzioni accessorie nell’ambito di edifici rurali o destinati alle industrie agricole che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per le persone.2000. Cass.07. 16. non determinante della entità (modesta o non) del manufatto”22. 27.1988. Consiglio di Stato. per accertare se una costruzione destinata a civile abitazione sia da considerare “modesta”. Ex multis: Cass. In tale indagine.
ta competenza nel campo delle costruzioni civili ove si adottino strutture in cemento armato, la cui progettazione e direzione qualunque ne sia l’importanza è pertanto riservata solo agli ingegneri e architetti iscritti nei relativi albi professionali”. Ancor più efficacemente, Cass. pen., Sez. III, 16.10.1996, n. 10125, ha precisato che “l’art. 2 l. 5 novembre 1971 n. 1086, nell’indicare i professionisti abilitati alla progettazione e alla costruzione delle opere in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso, fa espressamente salvi i limiti delle singole competenze professionali. Per quanto riguarda i geometri, occorre fare riferimento alle lettere l) e m) dell’art. 16 del r.d. 11 febbraio 1929 n. 274, che segnano i limiti della competenza del geometra in materia di costruzioni rurali e civili, e da cui può desumersi che, relativamente alle costruzioni in cemento armato, il geometra è abilitato alla progettazione e direzione di lavori afferenti a esse solo quando si tratti di modeste costruzioni - intendendosi con tale termine la limitata entità dell’opera nel suo complesso e non la sola semplicità di essa che non richiedano complessi calcoli delle strutture e non comportino problemi di stabilità e pericolo per la incolumità pubblica”. La Corte Costituzionale, avallando tale ultima impostazione, ha precisato che per l’accertamento della modestia di un’opera “…criterio basilare cui fare appello è quello tecnico-qualitativo fondato sulla valutazione della struttura dell’edificio e delle relative modalità costruttive, che non devono implicare la soluzione di problemi particolari devoluti esclusivamente ai professionisti di rango superiore”23. Il criterio prioritario di riparto delle competenze professionali nell’ambito dell’ingegneria civile e ambientale, con specifico riferimento alle opere di edilizia civile, è quindi quello “qualitativo” della valutazione
23. V. Corte Cost., 27.04.1993, n. 199.
della capacità del professionista (che viene dedotta dalle caratteristiche del percorso formativo compiuto) in rapporto alle difficoltà dell’intervento; rispetto ad esso, i criteri di ordine “quantitativo” hanno carattere sussidiario e meramente integrativo. Tra i criteri “quantitativi” di valutazione dell’opera civile sono principalmente annoverati la volumetria, l’altezza ed il numero dei piani;24 con riferimento al primo di essi, è stato generalmente individuato il limite di 5.000 m3, al di sopra del quale una costruzione perderebbe la connotazione di “modesta”. Si tratta, evidentemente, di un limite che non presenta carattere assoluto ma che, combinato con i requisiti di ordine qualitativo, contribuisce a delimitare le competenze delle diverse categorie professionali. Tra i criteri di carattere “qualitativo”, vanno inquadrati tutti quegli elementi connotanti una particolare difficoltà e complessità dell’attività di progettazione che inducano, quanto meno, a dubitare della necessità di una specifica e più approfondita formazione del progettista incaricato. Non è infatti raro il riferimento operato dalla giurisprudenza alla “particolare complessità” dell’intervento al fine di radicare la competenza professionale degli ingegneri (con laurea quinquennale); si possono citare al riguardo la sentenza n. 263, del 18.06.1985 del TAR Piemonte, in cui si sostiene che rientrano nella esclusiva competenza degli ingegneri il potenziamento e l’ammodernamento della rete idrica di un Comune “dovendosi ritenere di importanza tale da implicare la risoluzione di rilevanti problemi tecnici”, quella del TAR Sicilia n. 410 del 30.09.1986, che esclude dalla competenza degli architetti le opere di urbanizzazione qualora si tratti di “opere di particolare complessità tecnica, che implicano conoscenze peculiari
24. In proposito, l’art. 57 della Legge 02.03.1949, n. 144 prevede una esplicita limitazione di due piani dell’opera realizzanda e/o realizzata.
degli studi di ingegneria…”25; quella del TAR Sardegna n. 547 del 19.04.1995, che afferma che la realizzazione di una strada che comporti la realizzazione di “opere di una certa complessità” quali ad esempio ponti, gallerie o grossi muri di contenimento non può essere progettata da geometri. Oggetto di un’accesa disputa giurisprudenziale è stata, poi, la questione se un’opera potesse o meno ritenersi di modesta entità sotto il profilo qualitativo qualora la sua realizzazione comportasse l’impiego di cemento armato. Dall’esegesi del Regio Decreto n. 2229/1939 e della Legge n. 1086, del 1971, la giurisprudenza ha precisato che “non tutte le opere con impiego di cemento armato sono precluse alla progettazione dei geometri, ma solo quelle in cui in relazione alla loro destinazione, il predetto impiego può comportare pericolo per la pubblica incolumità delle persone il ché tendenzialmente avviene per le costruzioni destinate a civile abitazione, progettate su più piani”26. L’intervento della giurisprudenza, dunque, sembra essere stato in grado di chiarire con ragionevole certezza cosa debba intendersi per “modesta costruzione”; essa è una costruzione di dimensioni “ridotte” (per volumetria, altezza e costo), la cui progettazione e realizzazione non comporti l’applicazione di regole che esulino dal bagaglio di conoscenze del tecnico diplomato. L’utilizzo da parte della giurisprudenza di un criterio in qualche misura “flessibile”, deriva dalla consapevolezza che si tratta di un criterio storicamente dinamico, intrinsecamente correlato all’evoluzione tecnico-scientifica ed economica del settore edilizio27.
25. Affermano lo stesso principio anche TAR Sicilia - Catania n. 303, del 22.02.1989 e TAR Sicilia - Palermo n. 816, del 30.10.1989. 26. Cons. St., V, 13.01.1999, n. 25. 27. In argomento Cons. St, V, 03.10.2002, n. 5208.
Chiarito cosa debba intendersi per costruzione civile “modesta” è indispensabile. ai primi devono indubbiamente essere riconosciute competenze professionali più estese rispetto a quelle dei tecnici diplomati. Il legislatore. è infatti evidente che il concetto di “modesto” presuppone sia un limite “qualitativo”. Se . Il principio che informa il riparto delle competenze professionali di cui al D. n.P.R. 274/1929 in materia di competenze professionali dei geometri. Già sulla scorta di una mera interpretazione letterale. Indubbiamente.R. sia un limite “quantitativo” alla tipologia dell’opera. ora.la formazione degli ingegneri iuniores è più articolata. 328/ 2001 è infatti quello di legare queste ultime al percorso formativo del professionista. anche la giurisprudenza. verificarne i rapporti con la nozione di costruzione civile “semplice”. 328/2001 aveva presente quanto disposto dal Regio Decreto n.ed è questo un dato inconfutabile . approfondita e specifica rispetto a quella dei tecnici diplomati.P. la cui competenza è assegnata agli ingegneri iuniores. ha affiancato ad esso una serie di indica- 52 . nel senso che il professionista può essere chiamato ad espletare esclusivamente le attività che comportino l’applicazione di regole e conoscenze acquisite durante il proprio percorso formativo. la nozione di “costruzione semplice” è un concetto distinto e più ampio di quello di “costruzione modesta” e tale conclusione viene imposta da criteri logici prima che giuridici. scegliendo di utilizzare un termine differente (semplice anziché modesto) per la delimitazione dell’ambito di attività degli ingegneri iuniores ha senza alcuna ombra di dubbio inteso ribadire che a questi ultimi (proprio in ragione del più approfondito percorso formativo compiuto rispetto ai geometri) spettano ambiti di intervento più ampi. n. pur dando priorità al criterio qualitativo della concordanza tra contenuti della prestazione e tipologia del percorso formativo del professionista. come abbiamo visto. che all’atto della predisposizione del D.
una costruzione “semplice” è una costruzione che. è dunque possibile affermare che: • gli ingegneri possono progettare e realizzare qualsivoglia strut- 53 . per le costruzioni “semplici” saranno evidentemente richieste conoscenze che presuppongono un percorso formativo di tipo accademico che invece è superfluo per le costruzioni “modeste”. altezza e costo) per la individuazione della tipologia di “modesta” costruzione civile. costo). altezza. non altrettanto si può dire per i geometri. tanto da poter ricorrere a procedure standardizzate. In questo senso. la costruzione civile “semplice” è quella per la cui progettazione e realizzazione non si presentano particolari difficoltà e complessità di applicazione delle relative regole scientifiche. Nel concetto di “semplice”. invece. se agli ingegneri iuniores deve essere attribuita competenza sia relativamente alle costruzioni semplici sia a quelle modeste. oltre alle limitazioni di ordine qualitativo relative alla complessità del manufatto. Un ulteriore elemento di differenziazione tra le costruzioni civili “semplici” e quelle “modeste” deve essere ricercato nelle caratteristiche e nei contenuti delle conoscenze necessarie alla loro progettazione. indipendentemente dalle sue caratteristiche quantitative. imponendo che per la sua realizzazione vengano utilizzate esclusivamente metodologie standardizzate. che devono limitare le loro attività esclusivamente alle costruzione “modeste”. Ed è lo stesso legislatore che esclude la complessità della costruzione. la costruzione civile “modesta”. risulta priva di particolari elementi di complessità e/o difficoltà. manca ogni riferimento di ordine quantitativo.zioni di ordine quantitativo (in termini di volumetria. In buona sostanza. Sintetizzando quanto argomentato. relativamente al settore dell’ingegneria civile e ambientale. trova invece un proprio elemento caratterizzante anche nelle sue ridotte dimensioni (in termini di volumetria.
ovvero espletare attività autonome consistenti nella progettazione.tura. ovviamente. direzione.ma non a quella dei geometri. progettare anche costruzioni civili semplici . di contro. tali attività saranno concorrenti. • i periti industriali.02. contabilità di costruzioni civili modeste. vigilanza. nonché la misura. contabilità e liquidazione relativamente alle costruzioni civili semplici. e collaudo di opere edilizie ivi comprese le opere pubbliche. • i geometri. è circoscritta dallo stesso alle “funzioni esecutive” per i lavori inerenti alle rispettive specialità ma estesa anche alla “progettazione e direzione di modeste costruzioni civili. limitatamente alla realizzazione delle costruzioni civi- 54 . direzione dei lavori. • gli ingegneri iuniores possono concorrere e/o collaborare con gli ingegneri limitatamente alle attività di progettazione. direzione lavori. Si tratta. stima e collaudo di strutture. sia con le competenze degli ingegneri iuniores che con quelle degli ingegneri. innovative o sperimentali nella progettazione. nel senso di cui sopra. assumendo competenza esclusiva per ciò che concerne le attività implicanti l’uso di metodologie avanzate. senza pregiudizio di quanto è disposto da speciali norme legislative. i quali devono limitare la propria attività alle costruzioni civili “modeste”. 275.1929. stima. la cui competenza professionale è definita dall’art. misura. vigilanza. contabilità e liquidazione dei lavori di costruzione”.nel senso che questi ultimi possono. n. 16 del Regio Decreto 11. possono esercitare le attività di progettazione. direzione lavori. In quest’ultimo caso la competenza degli ingegneri iuniores è concorrente a quella degli ingegneri .
Il D. 3) del D.R. 328/2001. nonché i rilievi geometrici. anche l’impiego del conglomerato cementizio armato per le piccole strutture accessorie. la competenza dei geometri è.D. infine. n. attività quest’ultima che include senza alcun dubbio quella di “misura”.li28. Mentre la competenza degli ingegneri iuniores. intendendo con tale dicitura il progetto per la costruzione di palazzine lineari di cubatura di 4000 metri. in merito possono in questa sede essere richiamate le argomentazioni esperite per quest’ultima categoria professionale29. n. n. invece.P. nonché conseguentemente. 29.1995. 274/1929. circoscritta esclusivamente alle attività puntualmente individuate dal R. assegna agli ingegneri civili e ambientali iuniores la competenza relativa alla “contabilità” delle costruzioni semplici. n. Bari. inoltre.D. n.06. è capace di abbracciare qualsivoglia tipologia di attività di rilevazione annoverabile nell’ambito di quelle tipologie che la legge ha definito30. Rilievi diretti e strumentali sull’edilizia attuale e storica. 55 . ai sensi dell’art. Tale impostazione trova conferma anche in recenti orientamenti della giurisprudenza. è puntualmente individuata sotto il profilo contenutistico dall’art. È da escludere la competenza dei periti edili riguardo la realizzazione delle costruzioni rurali e degli edifici ad uso d’industrie agricole. in capo agli ingegneri iuniores .P.R. 16 del R. 28. 522 ha precisato che: “L’articolo 16 del regio decreto 11 febbraio 1929 n. purché non sia prevista la soluzione di problemi che richiedono l’intervento di professionisti maggiormente qualificati” 30. 328/2001. di carattere specifico. rispettivamente: “i rilievi diretti e strumentali sull’edilizia attuale e storica e i rilievi geometrici di qualsiasi natura”. Residuano. solo in parte sovrapponibile a quella assegnata ai geometri che. 274/1929. nella sentenza 21. in particolare il TAR Puglia. Si tratta di una competenza piuttosto ampia. 275 prevede che i periti edili possano progettare e dirigere modeste costruzioni civili. invece. essendo di ordine generale. del medesimo ambito di intervento ritagliato per i geometri. 46. 3˚ comma.
È bene sottolineare che la competenza ai rilievi in questione compete anche agli ingegneri.P. 3.D. il D. quali la progettazione. 2537/1925. rispettivamente: 1) le attività basate sull’applicazione delle scienze. direzione lavori e collaudo di singoli organi o di singoli componenti di macchine. l’art.P. ai sensi dell’art. 2) i rilievi diretti e strumentali di parametri tecnici afferenti macchine e impianti.4. Per quanto concerne gli ingegneri industriali. nonché di sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva. 328/2001 adotta. Le competenze nel settore dell’ingegneria industriale Per quanto concerne il settore dell’ingegneria industriale. lett. 3) le attività che implicano l’uso di metodologie standardizzate. stima e collaudo di macchine e impianti. 328/2001 agli ingegneri industriali iuniores. ai fini dell’individuazione delle competenze degli ingegneri iuniores. n. comprese le opere pubbliche. 51 del R. n. volte al concorso e alla collaborazione alle attività di progettazione. direzione lavori. dispone che sono di spettanza della professione d’ingegnere il 56 .D. L’art. b) del D. 3˚ comma. di impianti e di sistemi. Anche in questo caso si devono affrontare problemi relativi alla individuazione dei criteri di riparto delle competenze tra gli ingegneri industriali iuniores e le altre categorie professionali attive nel settore (ingegneri industriali. 46. 2537. geometri e periti industriali). del 1925. i medesimi criteri di ordine generale richiamati per il settore dell’ingegneria civile ed ambientale: cambia soltanto l’oggetto dell’attività professionale come di seguito definito. 51 del R.R.R. n.
P. Per quanto concerne quest’ultimo ambito di intervento. la condotta e la stima dei lavori relativi. espletare attività propria di progettazione. dall’altro. non si può prescindere dalla verifica della 57 . va rilevato come le attività testé menzionate si basino non solo sull’uso di metodologie standardizzate. 328/2001 agli ingegneri industriali iuniores possono riguardare sistemi e processi unitari solamente nel caso in cui essi siano di tipologia semplice e/o ripetitiva e comunque necessitino il ricorso a metodologie standardizzate.R. collaborare e concorrere alle attività espletate dagli ingegneri industriali e. sì come confermato dall’art.R. risultano essere meno estese sia sotto il profilo qualitativo (in quanto devono prevedere l’uso di “metodologie standardizzate”).P. ma attengano esclusivamente singoli organi e componenti di macchine. Gli ingegneri industriali hanno. nonché sistemi e processi a tipologia semplice o ripetitiva. da un lato. per espressa previsione del legislatore. Gli ingegneri industriali iuniores si pongono in posizione mediana fra i primi e le altre categorie professionali intervenenti nel settore potendo. sia sotto quello quantitativo (devono riguardare solo parti di sistemi più complessi). impianti e sistemi. in particolar modo. In sostanza.progetto. direzione lavori e collaudo mediante metodologie standardizzate aventi ad oggetto “singoli organi” o “singoli componenti” di macchine. 46 del D. Passando ad esaminare il problema dei rapporti fra le competenze degli ingegneri industriali iuniores e quelle dei geometri e. una competenza generale relativamente alle attività connesse alla realizzazione degli impianti industriali. dato che le attività assegnate dal D. fra l’altro alle macchine ed agli impianti industriali. impianti e di sistemi. dei periti industriali. le competenze degli ingegneri industriali iuniores. rispetto agli ingegneri industriali. 328/2001. pertanto. nonché in generale alle applicazioni della fisica. n.
34. “la tariffa professionale non ha il compito di definire le competenze del professionisti. 46 del D. il TAR Lazio ha statuito che essa non si estende alla risoluzione di problemi di particolare rilevanza quali quelli connessi alla verifica della sicurezza degli impianti ex Legge 5. al quale provvedono le leggi sui singoli ordinamenti professionali. St. 03.02. deve escludersi la loro competenza in relazione alla progettazione ed esecuzione di impianti del tipo di quelli annoverati dalla norma di cui all’art. Amm. V.1995. operata da parte della giurisprudenza32.1990. In questi termini Cass.P. tale ultima questione merita. 32. . Vedi TAR Lazio .1992. n. Sempre nell’ambito della competenza professionale dei geometri. n. sent. n. n. Giust. 11994 relativamente al diniego di competenza di un geometra per la progettazione e realizzazione di un impianto di illuminazione a mezzo dell’energia elettrica. 05. Catania. n. II. 144/1949. alla luce della Legge n.06.1999. 58 . È ciò vale anche sulla scorta di una interpretazione evolutiva dell’art. peraltro. concordanza che deve essere valutata caso per caso.1995.01. e non è idonea a determinare la sfera di competenza esclusiva delle professioni intellettuali”33.. n. 4634 (principio. 14.37/ 2008). 16 del R.04.3. oggi. 19.necessaria concordanza tra il percorso formativo del professionista e le difficoltà inerenti l’intervento da realizzare. sulla scorta dell’orientamento recepito dalla giurisprudenza. infatti. Per quanto concerne i geometri. un ulteriore approfondimento. In questi termini Cons. III. 3. in mancanza di esplicita previsione normativa nonché di adeguata preparazione professionale. n. Cons.Roma. n. 33. 360. 14. 31.1992. 328/200131. da intendersi riferito al DI n.D.R. 254. 547 secondo cui non rientrano nella competenza professionale dei geometri gli impianti di illuminazione stradale ivi compresi i lavori di interramento dei cavi esistenti e la scelta di tutto il materiale elettrico da utilizzare.11. 274/1929. Vedi TAR Sicilia.
suscettibili di analisi sempre più sofisticate in relazione allo stato di progressione della ricerca pura ed applicata . della fisica delle onde .A riguardo è stato precisato che la Legge n. 2537/1925. 20. VI. della meccanica dei corpi e dei fluidi. n. della termodinamica.1929. desunte dagli ordinamenti professionali”35. 275 alla lett. 51 R. inoltre. quindi. cioè del complesso dei fenomeni . In particolare. 36. evidenziato come rientrino nell’ambito delle competenze professionali degli ingegneri tutte le attività che richiedano applicazioni della “fisica” “in quanto basate sull’utilizzazione dell’energia elettrica ovvero della termologia. non è contestabile che rientrino appieno nelle capacità professionali degli ingegneri la progettazione e la verifica degli impianti di cui alla Legge n.. n. In questi termini TAR Lazio n. 11.02.12. n.in particolare meccanici. Anche nella norma da ultimo citata. Così Cons. Si è.. il ricorso alle quali è indispensabile per la soluzione dei complessi problemi che comportano le tipologie dei manufatti in questione.D. ai sensi dell’art. elettricisti ed affini . le quali non richiedano la conoscenza del calcolo infinitesimale”. 1876. i periti industriali . 360/1995 cit. 35. al pari di quanto previsto dall’art. 14.non ha inteso modificare o precisare le rispettive competenze.02.D. 37. dell’elettromagnetismo ecc. la direzione e l’estimo delle costruzioni di quelle semplici macchine ed installazioni meccaniche o elettriche.il citato art. Conoscenze che debbono possedere quel carattere di specificità ed approfondimento reso necessario anche dalla pericolosità delle opere da realizzare e verificare”36 . 59 . 46/90 “.1997. In questi termini TAR Lazio . 46.. che vanno. St. del 1990 caratterizzati “dall’impiego di elevate conoscenze nel campo delle scienze fisiche. invece. 16 del R.. sperimentale e tecnica”37. n. 360.1995.Roma.che costituiscono l’oggetto della fisica teorica. Per quanto concerne. d) attribuisce loro la competenza della “progettazione.
n. sì come si evince dalla elencazione che fa l’art. ma esclusivamente a sistemi e processi. il “sistema” è cosa distinta dalla macchina e dall’impianto.P. n. dunque.R. 3˚ comma. In particolare il Consiglio di Stato.2002. 3˚ comma. che espressamente annovera accanto alle macchine ed agli impianti anche i sistemi. 60 . b) n.07. 2) del D. ove si volesse riferire l’aggettivo “semplici” alla sola progettazione di macchine e non anche alle installazioni”. ma non anche degli ingegneri industriali iuniores. b n.R. Altra limitazione delle competenze dei periti industriali. 328/2001. 328/2001 per gli ingegneri industriali iuniores. 16 R. sempre però implicanti l’uso di metodologie standardizzate. 38. Ancora. Sez. 2 del D-P. 01. 328/2001. un riferimento alla semplicità dell’intervento.d. 46.46. 275/1929:“… è formulata secondo un dato testuale che risulterebbe palesemente forzato. Inoltre. con sent. lett. l’aggettivo semplice non è riferito tout court alla progettazione di macchine. n. però. vi è. mentre la “semplicità” funge da condizione limitativa nei soli casi in cui oggetto delle prestazioni professionali del medesimo siano sistemi e/o processi integrali. Ne discende che l’ingegnere industriale iunior può progettare singoli organi e/o componenti anche complessi.R. per i periti industriali. V.P. evidenziandone la diversità sostanziale con questi ultimi. n. riguarda la realizzazione di impianti la cui progettazione richieda la conoscenza del calcolo infinitesimale. lett. nella norma di cui al D. 3586 ha precisato che la norma di cui all’art. il vincolo della “semplicità” è applicato oltre che alla attività di progettazione anche a quella di installazione di macchine meccaniche ed elettriche38.
07. Va però sottolineato che anche in questo settore è del tutto evidente la maggior ampiezza delle competenze professionali degli ingegneri iuniores rispetto a quelle dei tecnici diplomati.5. c del D.P. 3˚ comma lett. n.R. 46. n. come indicato nei punti 2 e 3 dell’art. direzione lavori e collaudo di singoli organi o componenti di impianti e di sistemi elettronici. nonché di sistemi e processi di tipologia semplice o ripetitiva. il legislatore ripropone la consueta distinzione fra attività complesse ed innovative di spettanza degli ingegneri e quelle “semplici” o standardizzate di spettanza. quali la progettazione. In estrema sintesi nel settore dell’ingegneria dell’informazione l’ingegnere iunior potrà collaborare ovvero concorrere all’attività dell’ingegnere ovvero espletare autonomamente attività di progettazione e direzione lavori “semplici” lì dove la semplicità. 725 recante “Gli orari e i programmi di insegnamento dell’indirizzo per ragioniere perito commerciale e program- 61 . può essere inquadrata sulla scorta di alcuni fattori indizianti quali: • • il ricorso a metodologie standardizzate. pur non trovando una specifica definizione. trasmissione ed elaborazione delle informazioni. implicano l’uso di metodologie standardizzate.1981. degli ingegneri iuniores. In merito è esemplificativo quanto previsto dal D.R 31. di automazione e di generazione. 328/2001.P. invece.3. la limitazione quantitativa e qualitativa dell’oggetto di tali prestazioni ad elementi parziali dell’impianto ovvero a sistemi semplici. Le attività autonomamente espletabili dagli ingegneri dell’informazione iuniores. Le competenze nel settore dell’ingegneria dell’informazione Anche per quanto attiene il settore dell’ingegneria dell’informazione.
sistemi gestionali) con più cicli di formazione post-secondari. la “filosofia” seguita dal legislatore e confermata dalla giurisprudenza nella individuazione dei confini tra le competenze professionali dei diversi soggetti è quella di legare quest’ultima alle caratteristiche dei differenti percorsi formativi. individua quale campo privilegiato di applicazione “…quello dei piccoli sistemi di tipo industriale e scientifico” dei quali il diplomato dovrà avere “una certa padronanza” ferma.P.matore e dell’indirizzo particolare per l’informatica”: è infatti dai contenuti di questi ultimi che bisogna trarre gli elementi per addivenire ad una distinzione tra le competenze degli ingegneri iuniores e degli altri tecnici diplomati. la possibilità del perito di collaborare alla formazione e gestione del sistema.P.deve essere in grado di analizzare. ma in questo caso con compiti parziali nei limiti delle propria formazione. n.R. poi. L’allegato al Decreto presidenziale da ultimo citato. poi. ma non anche di concorrere a tali ultime attività. la trasmissione. n. un sistema a tipologia semplice può avere infatti anche di- 62 . pertanto. contemplata dall’art. In quest’ultimo caso si prospetta. 46 D. 725/1981 a definire il profilo professionale del perito industriale per l’informatica il quale “. è il medesimo D. Come più volte sottolineato. 328/2001. dimensionare. per gli ingegneri iuniores.. di “sistemi a tipologia semplice” essendo incentrata su parametri dimensionali. nel ridefinire gli orari ed i programmi per le categorie indicate in epigrafe.R. che denotano un ambito di intervento chiaramente più circoscritta rispetto a quella. Da tale disposizione può essere tratta una prima conclusione afferente all’attività di progettazione circoscritta esclusivamente a “piccoli sistemi”. restando la possibilità degli stessi di essere inseriti anche in situazioni diverse (grandi sistemi. ed è orientato a progettare piccoli sistemi per l’elaborazione. l’acquisizione delle informazioni sia in forma simbolica che in forma di segnali elettrici”. Più specificatamente. gestire.
ma specialmente tecnico-industriali e scientifiche.mensioni notevoli. di impianti semplici. in applicazioni di vario tipo. ai soli impianti semplici. nel senso che l’attività di progettazione degli ingegneri iuniores dovrà scaturire dall’applicazione di metodologie standardizzate. 725/1981 precisa anche che il perito “È capace di risolvere problemi di piccola automazione. ovviamente. ma non in quella del perito informatico.R.P. diversamente dagli ingegneri iuniores. Anche tale inciso merita alcune puntualizzazioni: la possibilità del perito di “partecipare alla realizzazione e gestione di grandi sistemi” deve essere intesa nella accezione significativa della “collaborazione” e non del “concorso” (propria invece dell’ingegnere iunior) ed in ogni modo non potrebbe mai estendersi (per quanto riguarda la realizzazione) anche all’attività di progettazione in quanto quest’ultima è circoscritta. n. 63 . mentre per questi ultimi l’unica limitazione a riguardo è di ordine qualitativo. mediante i sistemi suddetti. Il D. non possono progettare singoli organi o componenti di impianti a meno che non si tratti. come visto. rientrando quindi nella competenza dell’ingegnere iunior. Ha le conoscenze di base necessarie per partecipare alla realizzazione e alla gestione di grandi sistemi di automazione basati sull’elaborazione dell’informazione”. Da tali considerazioni è possibile anche puntualizzare che i periti.
r. 00156 Roma 64 .l.Finito di stampare nel mese di luglio 2008 Stampa: tipografia DSV Grafica e Stampa s.. via Menichella 108.
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