Source: http://docplayer.it/15488686-Periodo-di-formazione-e-di-prova-per-i-docenti-neo-assunti-primi-orientamenti-operativi.html
Timestamp: 2017-12-17 16:12:42+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 11']

Periodo di formazione e di prova per i docenti neo-assunti. Primi orientamenti operativi. - PDF
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1 I S TI TU TO COMPR E N S I V O S TA TAL E d i C A L I TR I C O N S E Z I O N I A N N E S S E D I C A I R A N O, C O N Z A D E L L A C. E S. A N D R E A D I C O N Z A A l b e r t o M a n z i Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria I grado via Pietro Nenni, Calitri (AV) tel fax pec: sito: Codice Meccanografico AVIC85400E Codice Fiscale Una Scuola senza confini Calitri, 17 - novembre Periodo di formazione e di prova per i docenti neo-assunti. Primi orientamenti operativi. 1. Quadro di riferimento L'anno scolastico vede un'ampia immissione in ruolo di docenti di tutti i gradi e gli ordini scolastici, per effetto dei dispositivi normativi previsti nella legge 13 luglio 2015, n Tali immissioni avvengono attraverso fasi distinte, che comunque fissano al 1 settembre 2015 la decorrenza giuridica delle nomine, a prescindere dalla data di effettiva assunzione del servizio. Attraverso una adeguata e flessibile progettazione regionale delle iniziative formative, anche per sequenze successive, dovrà essere garantito ai docenti neoassunti che ne hanno titolo lo svolgimento del periodo di prova e di formazione (art. 1 del decreto), da realizzare presso la sede in cui viene validamente prestato il servizio. La legge 107/2015 prevede anche una diversa e più incisiva configurazione del periodo di prova e di formazione, regolamentato dal D.M. n. 850 del 27/10/2015. In coerenza con i contenuti del predetto decreto, che si allega alla presente nota, si forniscono alcune indicazioni utili a programmare un ordinato avvio delle attività e una opportuna informazione ai dirigenti scolastici e ai docenti coinvolti nelle operazioni. Tali orientamenti sono in larga parte desunti dall'esito positivo delle innovazioni in materia di anno di formazione, introdotte sperimentalmente già dall'anno scolastico Le risultanze del monitoraggio delle attività svolte sono oggetto di report che saranno resi disponibili negli appositi spazi dedicati dei siti dell'indire e del MIUR - Direzione Generale per il personale, per le parti di rispettiva competenza. La nota 5 novembre 2015, prot. n trasmette il Quadro di sintesi del percorso formativo e la Proposta di pianificazione delle attività. 2. Destinatari e servizi utili per il periodo di formazione e di prova Così come previsto dall'art. 2 del citato D.M., sono tenuti al periodo di formazione e di prova: a. i docenti che si trovano al primo anno di servizio con incarico a tempo indeterminato, a qualunque titolo conferito, e che aspirino alla conferma nel ruolo; b. i docenti per i quali sia stata richiesta la proroga del periodo di formazione e prova o che non abbiano potuto completarlo negli anni precedenti. In ogni caso la ripetizione del periodo comporta la partecipazione alle connesse attività di formazione, che sono da considerarsi parte integrante del servizio in anno di prova; c. i docenti per i quali sia stato disposto il passaggio di ruolo. In caso di valutazione negativa del periodo di formazione e di prova, il personale docente effettua un secondo periodo di formazione e di prova, non rinnovabile. Inoltre il superamento del periodo di formazione e prova è subordinato allo svolgimento del servizio effettivamente prestato per almeno centottanta giorni nel corso dell'anno scolastico, di cui almeno centoventi per le attività didattiche. Fermo restando l'obbligo delle 50 ore di formazione previste, i centottanta giorni di servizio e i centoventi giorni di attività didattica sono proporzionalmente ridotti per i docenti neoassunti in servizio con prestazione o orario inferiore su cattedra o posto.
2 Nei centottanta giorni sono computate tutte le attività connesse al servizio scolastico, ivi compresi i periodi di sospensione delle lezioni e delle attività didattiche, gli esami e gli scrutini ed ogni altro impegno di servizio, ad esclusione dei giorni riferibili a ferie, assenze per malattia, congedi parentali, permessi retribuiti e aspettativa. Va computato anche il primo mese del periodo di astensione obbligatoria dal servizio per gravidanza. Per quanto riguarda le attività didattiche, l'art. 3 del D.M. prevede che nei centoventi giorni siano considerati sia i giorni effettivi di lezione sia i giorni impiegati presso la sede di servizio per ogni altra attività preordinata al migliore svolgimento dell'azione didattica, ivi comprese quelle valutative, progettuali, formative e collegiali. In caso di differimento della presa di servizio, anche nell'ipotesi di quanto disposto dall'articolo 1, commi 98-99, della Legge n. 107/2015, il periodo di formazione e prova può essere svolto, nell'anno scolastico di decorrenza giuridica della nomina, anche presso l'istituzione scolastica statale ove è svolta una supplenza annuale o sino al termine delle attività didattiche, purché su medesimo posto o classe di concorso affine. Per classi di concorso affini si devono intendere quelle comprese negli ambiti disciplinari di cui al D.M. n. 354/1998 ove il servizio sia effettuato nello stesso grado d'istruzione della classe di concorso di immissione in ruolo come previsto dall'art. 3 comma 5 lettera c) del D.M. n. 850/2015. Sino alla ridefinizione delle classi di concorso e comunque per l'anno scolastico 2015/2016, il periodo di prova può essere svolto, su istanza dell'interessato e dietro specifica autorizzazione del dirigente dell'ambito territoriale dove il neoassunto docente presta servizio come supplente, anche sulla base dei seguenti criteri: la supplenza su posto di sostegno per la scuola dell'infanzia e per la scuola primaria è valida indifferentemente ai fini dello svolgimento del periodo di prova su posto di sostegno per la scuola dell'infanzia o primaria; la supplenza su posto di sostegno per la scuola secondaria di primo e di secondo grado è valida indifferentemente ai fini dello svolgimento del periodo di prova su posto di sostegno per la scuola secondaria di primo e di secondo grado; per le classi di concorso, la supplenza è valida sullo specifico grado di istruzione e in considerazione della corrispondenza degli insegnamenti impartiti con gli insegnamenti relativi alla classe di concorso di immissione in ruolo; la supplenza su posto di sostegno è valida ai fini dello svolgimento del periodo di prova anche su posto comune e viceversa, nel medesimo ordine e grado di scuola. L'attività di formazione, è comunque svolta con riferimento al posto o alla classe di concorso di immissione in ruolo. 3. Adempimenti delle istituzioni scolastiche Il Dirigente Scolastico avrà cura di informare i docenti neo-assunti tenuti all'effettuazione del periodo di prova e formazione (artt. 2 e 3 del decreto) circa le caratteristiche salienti del percorso formativo, gli obblighi di servizio e professionali connessi al periodo di prova, le modalità di svolgimento e di valutazione, con particolare riguardo alle nuove funzioni attribuite ai tutor. Un'attenzione particolare sarà posta nella individuazione del docente che svolge funzioni di tutor nei confronti dei neoassunti (art. 12 del decreto). Tale docente assumerà un ruolo significativo non solo nella fase finale del periodo di prova, quando dovrà rilasciare parere motivato al dirigente scolastico circa le caratteristiche dell'azione professionale del docente lui "affidato", ma soprattutto nel corso dell'intero anno scolastico, quando dovrà esplicare una importante funzione di accoglienza, accompagnamento, tutoraggio e supervisione professionale. Si tratta di un compito impegnativo per il quale sono richieste specifiche competenze organizzative, didattiche e relazionali, affinché il periodo di prova si caratterizzi come un effettivo momento di crescita e di sviluppo professionale, orientato alla concreta assunzione del nuovo ruolo. Si terrà ovviamente conto che molti docenti neo-assunti potrebbero aver già svolto esperienze di insegnamento, per cui l'intervento sarà tarato su esigenze differenziate, da ricondurre all'intreccio continuo tra pratica e riflessione (art. 6 del decreto).
3 La scelta della figura del tutor si ispira alle caratteristiche del tutor accogliente degli studenti universitari impegnati nei tirocini formativi attivi (cfr. DM 11 novembre 2011); la sua individuazione spetta al Dirigente Scolastico attraverso un opportuno coinvolgimento del Collegio dei docenti. Tendenzialmente ogni docente neoassunto avrà un tutor di riferimento, preferibilmente della stessa classe di concorso o relativa abilitazione, o classe affine o area disciplinare, ed operante di norma nello stesso plesso. In ogni modo il rapporto non potrà superare la quota di tre docenti affidati al medesimo tutor. Si rimanda ai contenuti del decreto citato per quanto riguarda i criteri di valutazione dei docenti in periodo di prova (art. 4), per le procedure di conclusione del periodo di prova e il ruolo del Comitato di valutazione (art. 13) e per gli annessi adempimenti per il Dirigente Scolastico (art. 14). 4. Caratteristiche dell'intervento formativo Ferme restando le prescrizioni contenute nel D.M., si sintetizzano di seguito alcuni orientamenti cui dovranno ispirarsi le azioni di progettazione della formazione per i docenti neo-assunti: 1. un incontro propedeutico su base territoriale sarà dedicato all'accoglienza dei neoassunti e alla presentazione del percorso formativo; 2. la concreta formazione prenderà avvio da un primo bilancio delle competenze professionali che ogni docente curerà con l'ausilio del suo tutor (art. 5 del decreto); a tal fine sarà fornito un modello digitale all'interno della piattaforma on-line predisposta da INDIRE, per agevolare la elaborazione di questo primo profilo; 3. il bilancio di competenze iniziale sarà tradotto in un patto formativo che coinvolge docente neoassunto, tutor e dirigente scolastico; 4. sulla base dei bisogni rilevati l'amministrazione scolastica organizzerà indicativamente nei mesi di gennaio-marzo 2016 specifici laboratori di formazione (art. 8 del decreto), la cui frequenza è obbligatoria per complessive 12 ore di attività, con la possibilità, per i docenti, di optare tra le diverse proposte formative offerte a livello territoriale; 5. a partire dal terzo mese di servizio avranno inizio momenti di reciproca osservazione in classe concordati tra docente tutor e docente neo-assunto (peer to peer), per favorire il consolidamento e il miglioramento delle capacità didattiche e di gestione della classe (art. 9 del decreto); a tal fine saranno successivamente fornite opportune linee guida; 6. la formazione on line (art. 10 del decreto) sarà curata da INDIRE, con la messa a disposizione di una piattaforma dedicata, in cui ogni docente potrà documentare, in guisa di portfolio (art. 11 del decreto), le proprie esperienze formative, didattiche e di peer review. La piattaforma consentirà inoltre di fruire delle risorse didattiche digitali messe a disposizione da INDIRE; 7. le attività formative saranno concluse da un incontro finale (art. 7 del decreto) per la valutazione dell'attività realizzata. Tale incontro potrà assumere forme differenziate sulla base delle diverse esigenze organizzative. In attesa del compimento del Piano Nazionale di Formazione, i laboratori formativi, rivolti a docenti utilizzati nella scuola primaria, ai sensi del comma 20 dell'art. 1 della legge 107/2015, per l'insegnamento della lingua inglese, della musica e dell'educazione motoria nella scuola primaria, saranno incentrati sulle metodologie didattiche relative ai predetti insegnamenti nello specifico settore scolastico. La Direzione generale per il personale scolastico provvederà successivamente a comunicare agli USR le caratteristiche dei laboratori formativi dedicati a questa tipologia di personale. 5. Adempimenti degli Uffici Scolastici Regionali Ogni Ufficio Scolastico Regionale procederà a verificare il numero dei docenti, immessi in ruolo nelle diverse fasi delle operazioni di nomina, tenuti alla frequenza del periodo di prova e formazione, sulla base delle previsioni contenute negli articoli 2 e 3 del decreto. La natura "modulare" e "personalizzata" della formazione potrà consentire un avvio scaglionato delle azioni formative, anche per evitare sovrapposizioni nei diversi momenti in cui si articola il percorso formativo.
4 È opportuno che gli incontri territoriali iniziali di carattere informativo per i docenti neo-assunti, anche per gruppi differenziati, siano calendarizzati a partire dal mese di novembre p.v.. Durante tali incontri saranno fornite indicazioni per le diverse fasi del percorso di formazione e saranno illustrati i materiali di supporto per la successiva gestione delle attività (struttura dei laboratori formativi, linee guida per l'osservazione in classe, format del portfolio). Si suggerisce che a tali incontri partecipino anche i tutor o loro rappresentanti, incaricati della supervisione dei neo-assunti, per la condivisione di informazioni e strumenti. Eventuali incontri potranno essere organizzati anche separatamente per i tutor. Gli USR, avvalendosi della collaborazione degli uffici di ambito territoriale e del supporto delle scuole-polo provinciali, procederanno alla progettazione dell'offerta di laboratori formativi "tarati" sui bisogni formativi segnalati dai docenti neo-assunti in sede di predisposizione del bilancio di competenze. I laboratori saranno rivolti a piccoli gruppi di docenti (orientativamente non più di 30), consentendo ai docenti neo-assunti la scelta tra diverse opportunità. Sarà obbligatoria la frequenza di almeno un modulo dedicato ai temi dei bisogni educativi speciali e della disabilità. I laboratori avranno inizio orientativamente a partire dal mese di gennaio Le istituzioni scolastiche già individuate a livello regionale e destinatarie dei fondi per l'anno di formazione sono riconfermate quali titolari della gestione amministrativo-contabile dei finanziamenti, così come anticipato nella Nota MIUR-DirPERS n del , in modo da favorire una migliore e più celere organizzazione delle diverse attività. 6. Impegni del MIUR e risorse finanziarie Il Ministero dell'istruzione (art. 15 del decreto) definisce le caratteristiche generali del progetto formativo, sulla base dei contenuti del Decreto Ministeriale citato, in considerazione degli elementi di novità contenuti nella legge 13 luglio 2015, n. 107 (art. 1, commi ). Sarà cura della Direzione Generale per il Personale predisporre gli strumenti operativi per la gestione delle varie fasi del percorso, avvalendosi della collaborazione dell'indire e dell'apposito Gruppo di coordinamento nazionale istituito con Decreto DGPERS n. 118 del 27/02/2015. Tali materiali saranno inviati agli Uffici Scolastici Regionali in previsione delle diverse scadenze operative del piano di formazione. Per l'organizzazione delle attività formative le scuole-polo e gli Uffici Scolastici Regionali potranno fare affidamento sulle risorse finanziarie annuali disponibili a bilancio sui capitoli per la formazione, comprensivi di una parte dei nuovi stanziamenti previsti dalla L. 107/2015, sulla base degli standard di costo pro-capite (47 euro) definiti negli scorsi anni per la stessa tipologia di attività formative. Sarà cura di questo ufficio comunicare, con successiva nota, l'ammontare delle assegnazioni finanziarie definite a livello regionale sulla base dei docenti neoassunti in servizio. Nelle more, tenendo conto che si tratta di impegni obbligatori e dovuti per legge, si invitano i soggetti titolari delle azioni formative a procedere alla progettazione delle iniziative, tenendo conto della "pianificazione ottimale" allegata alla presente comunicazione. L'assegnazione dei fondi avverrà direttamente alle scuole-polo già individuate dagli USR per il Tale finanziamento è comprensivo anche dei fondi (5%) da destinarsi a misure regionali di coordinamento, incontri, conferenze di servizio, monitoraggio e supporto, e verrà attribuito alla scuola-polo del capoluogo di regione. Allegato 1 - Quadro di sintesi del percorso formativo per i docenti neoassunti Fase Attività Descrizione Obiettivo Durata Responsabilità Modalità Bilancio delle competenze iniziale Incontro propedeutico Laboratori formativi Il docente neoassunto traccia un bilancio delle competenze in forma di autovalutazione che confluisce nel patto per lo sviluppo professionale L'amministrazione territoriale organizza un incontro formativo con i neoassunti docenti Il docente neoassunto, sulla base del bilancio delle competenze e del patto per lo Delineare i punti da potenziare e d elaborare un progetto di formazione per 3 ore lo sviluppo professionale del docente Illustrare le modalità generali del percorso di formazione, il profilo professionale atteso, le innovazioni in atto nella scuola Potenziare le competenze trasversali e approfondire conoscenze specifiche, del 3 ore 12 ore Docente neoassunto/tutor/dirigente Scolastico USR/Ambito Territoriale (con la collaborazione delle scuole polo) USR/ambito territoriale (con la collaborazione delle scuole polo) Piattaforma online Frontale in presenza Laboratoriale in presenza
5 4 Peer to Peer Formazione on-line Bilancio delle competenze finali Incontro di restituzione finale sviluppo professionale, partecipa a 4 laboratori della durata di 3 ore ciascuno, con la possibilità di optare tra le diverse proposte offerte a livello territoriale Questa fase è articolata, di massima, in diversi momenti: - 3 ore di progettazione condivisa - 4 ore di osservazione del neoassunto nella classe del tutor; - 4 ore di osservazione del tutor nella classe del neoassunto - 1 ora di verifica dell'esperienza La formazione on-line accompagna tutto il percorso dei neoassunti, consente al docente di: elaborare un proprio portfolio professionale; rispondere a questionari per il monitoraggio delle diverse fasi del percorso formativo; consultare materiali di studio, risorse didattiche e siti web dedicati Il docente neoassunto traccia un bilancio delle proprie competenze raggiunte in forma di autovalutazione L'amministrazione territoriale organizza un incontro sul percorso di formazione con i neoassunti docenti docente, stimolare la condivisione di esperienze e la soluzione di problemi reali del contesto scuola Sviluppare competenze sulla conduzione della classe e sulle attività d'insegnamento, sul sostegno alla motivazione degli allievi, sulla costruzioni di climi positivi e motivanti e sulle modalità di verifica formativa degli apprendimenti Stimolare l'analisi e la riflessione sul percorso formativo del docente neoassunto al fine di migliorare la sua capacità di progettazione, di realizzazione e di valutazione delle attività didattiche Delineare i miglioramenti raggiunti e i punti che restano da potenziare Valutare complessivamente l'attività 3 ore formativa e raccogliere feedback 12 ore Docente neoassunto/tutor 14 ore Docente neoassunto 3 ore Docente neoassunto/ Tutor USR/Ambito Territoriale (con la collaborazione delle scuole polo) In presenza (a scuola) con il supporto della piattaforma online Piattaforma on-line Piattaforma on-line Frontale in presenza Allegato 2 - Proposta di pianificazione delle attività per i docenti neoassunti Attività Soggetti coinvolti Scadenze Individuazione e nomina del Tutor, sentito il parere del collegio dei docenti Informazione del Dirigente scolastico ai neoassunti su: obblighi di servizio e professionali connessi al periodo di prova, modalità di svolgimento e di conclusione del percorso con particolare riguardo alle nuove funzioni attribuite ai tutor Bilancio delle proprie competenze professionali - Patto per lo sviluppo professionale del docente Incontro propedeutico per la presentazione delle caratteristiche del percorso formativo Formazione on-line Predisposizione e trasmissione delle linee guida sull'organizzazione del Peer to Peer e del portfolio del docente Dirigente scolastico / collegio dei docenti Dirigente scolastico / neoassunti Docente neoassunto /Tutor - Dirigente Scolastico/ Docente Neoassunto USR / ambito territoriale Docenti neoassunti MIUR / Indire (indicativamente entro il secondo mese di servizio) (indicativamente entro il secondo mese di servizio) (indicativamente a partire da metà dicembre fino a fine gennaio) (a partire da novembre) (indicativamente a partire da metà dicembre) (a partire da dicembre) Peer to peer Docente neoassunto /tutor (a partire da dicembre) Laboratori formativi Docenti neoassunti / formatori (da febbraio a a) Bilancio delle competenze finale Docente neoassunto (maggio) Incontri di restituzione finale USR/ambito territoriale (maggio) Valutazione del docente neoassunto Comitato di valutazione (componente professionale interna)
6 Anno di formazione: una grande opportunità per le nuove leve Istruzione Mariella Spinosi La legge 107/2015 prevede una diversa e più incisiva configurazione del periodo di prova e di formazione del personale docente ed educativo neoassunto. Il Miur ha emanato il decreto che regolamenta il periodo di prova, individuando obiettivi, attività formative, modalità e criteri per la valutazione. Nel nostro servizio redazionale il punto sulle nuove disposizioni, alla luce del DM 27 ottobre 2015 n Di Mariella Spinosi Un DM di buon auspicio Qualsiasi neo lavoratore ha il diritto di essere messo alla prova ma con il sostegno di persone che lo assistano e lo aiutino durante la prima fase di inserimento nel mondo del lavoro. Per un insegnante questa fase è ancora più importante, considerata la peculiarità dei soggetti con cui interagisce. Ne consegue che fin dal primo giorno di inserimento nel nuovo ambiente di lavoro il docente dovrebbe avere un quadro esatto del percorso formativo da seguire. Negli ultimi anni il modello formativo (che risale al 2001) era diventato una routine, a volte inconsistente, altre volte solo pesante. Dal momento che le operazioni di avvio venivano generalmente impartite dal Miur non prima del mese di aprile, l anno di formazione si era trasformato, di fatto, in un mese di formazione. Ora ci sono alcuni segnali importanti. Il primo è che la legge 107/2015 dedica alla formazione in ingresso e periodo di prova ben 6 commi ( ) con una particolare attenzione: alle attività formative. Si dice infatti: Con decreto MIUR sono individuati gli obiettivi, le modalità di valutazione del grado di raggiungimento degli stessi, le attività formative e i criteri per la valutazione del personale docente ed educativo in periodo di formazione e di prova ; [comma 118] all accompagnamento attraverso la presenza attiva di un insegnante esperto al quale sono affidate dal dirigente scolastico le funzioni di tutor ; [comma 117] alla valutazione: Il personale docente ed educativo in periodo di formazione e di prova è sottoposto a valutazione da parte del dirigente scolastico, sentito il comitato per la valutazione istituito [comma 117]. Ma si rivedono contestualmente i criteri di valutazione. alle competenze necessarie per essere un buon insegnante. Infatti: In caso di valutazione negativa del periodo di formazione e di prova, il personale docente ed educativo è sottoposto ad un secondo periodo di formazione e di prova, non rinnovabile [comma 119]. Il secondo segnale importante ce lo dà l amministrazione stessa con il D.M 27 ottobre 2015 n. 850, che per la prima volta, in sintonia con i tempi della scuola, fornisce gli strumenti necessari per procedere. Ma c è anche un terzo segnale importantissimo: è l inversione di tendenza rispetto alle azioni routinarie che avevano preso il sopravvento negli ultimi anni (molti incontri frontali ed esercitazioni affrettate sul sito dell Indire). Ora si propongono modalità molto più articolate ed efficaci che, a dire il vero, erano già state in qualche modo messe alla prova nell anno scolastico con neo-docenti (CM 6768 del 27 febbraio 2015). Ora la questione si fa ancora più complessa dal momento che la Buona scuola prevede l inserimento nell anno scolastico , in una unica soluzione, di un numero assai più elevato di insegnanti (circa ), di età media intorno ai 42 anni, provenienti da situazioni molto diverse, bisognosi, quindi, di interventi più attenti e personalizzati. Il legislatore ha deciso, giustamente, di modificare il vecchio modello e, sulla scia dell esperienza già messa alla prova, di realizzare azioni più articolate ed efficaci. L accoglienza e il tutor Uno degli elementi di criticità del modello previgente (oltre alla concentrazione temporale nell ultimo mese) era anche lo scollamento tra i saperi, su cui i neo assunti erano chiamati a riflettere, e la realtà con cui ogni giorno essi erano costretti a fare i conti. Su questo punto le nuove indicazioni enfatizzano molto l idea di accoglienza nella comunità professionale : un modo naturale per l induzione alla professione. I neo docenti hanno bisogno di cura, di vicinanza, di accompagnamento. Fin dall inizio dell anno scolastico essi devono avere un punto di riferimento sicuro. A questo bisogno risponde il D.M. 27/10/2015, n. 850 (art. 12) che designa uno o più docenti con il compito di svolgere le funzioni di tutor.
7 Tale compito può tradursi in sollecitazioni volte a: far crescere la motivazione; costruire un forte collegamento professionale; incoraggiare il confronto; aiutare a mettersi in discussione (review) anche attraverso l auto osservazione e la riflessione cognitiva (debriefing). Il docente tutor dovrà assumere un ruolo significativo non solo nella fase finale del periodo di prova, quando dovrà rilasciare parere motivato al dirigente scolastico circa le caratteristiche dell azione professionale del docente lui affidato, ma soprattutto nel corso dell intero anno scolastico, quando dovrà esplicare una importante funzione di accoglienza, accompagnamento, tutoraggio e supervisione professionale. Per facilitare tale rapporto sarà necessario un raccordo a priori a livello di Istituto, utilizzando checklist con indicatori significativi sulla qualità dell azione didattica (analisi di contesto, strategie efficaci, gestione della classe, sostegno personalizzato, uso delle tecnologie didattiche, ecc.). Si potrebbero calendarizzare alcuni incontri, anche a carattere seminariale, per condividere l idea di cura e sviluppo professionale, per costituire un clima positivo e, soprattutto, per far percepire la vicinanza dell istituzione alla quotidianità del fare scuola. Ogni istituzione scolastica, pertanto, dovrebbe prevedere e poi inserire nel piano dell offerta formativa azioni, tempi e strategie dedicate. Ma anche a livello regionale [provinciale, territoriale] è fondamentale che ci sia qualche incontro propedeutico dedicato all accoglienza e alla presentazione del piano formativo in maniera tale che tutte le scuole si sentano parte della stessa comunità professionale. L osservazione tra pari (articolo 9) è tra i punti innovativi del DM 850/2015. Finalizzato al miglioramento delle pratiche didattiche. La peer review prevede: un attività da svolgersi in classe, sia dal docente neo-assunto sia dal tutor, in una logica di reciprocità, che permette di riflettere consapevolmente sugli aspetti salienti dell azione di insegnamento: modalità di conduzione delle attività e delle lezioni; un sostegno alle motivazioni degli allievi; la costruzione di climi positivi e motivanti; le modalità di verifica formativa degli apprendimenti. Ovviamente l attività osservativa non si può improvvisare, è soggetta ad una attenta programmazione (step by step). Le sequenze di osservazione vanno confrontate, condivise, rielaborate e devono costituire un aspetto significativo di tutto il processo formativo del neoassunto. Il DM suddetto assegna a tali attività almeno 012 ore. Si presuppone che anche il dirigente scolastico possa partecipare all osservazione in classe, programmandola all interno di un percorso progettuale condiviso, considerando che tra i suoi compiti c è anche quello di predisporre, insieme allo stesso docente neo assunto, il bilancio di competenze (art. 5). I contenuti professionali In passato i contenuti teorici erano ripresentati attraverso alcune lezioni formali e andavano a confluire nella cd tesina, oggetto di discussione al comitato di valutazione. Una scelta che, lungi dall essere strumento di riflessione sul fare scuola, rappresentava generalmente una pesante incombenza burocratica. Nel nuovo modello (seppure con lo sguardo sempre rivolto all idea di riflessività del docente, in questo caso aiutato dal tutor) c è anche una particolare attenzione ad alcune tematiche trasversali da approfondire attraverso incontri laboratori a livello territoriali. L articolo 8 del DM 850/2015 fa infatti riferimento ad otto aree: nuove risorse digitali e loro impatto sulla didattica; gestione della classe e problematiche relazionali; valutazione didattica e di sistema (autovalutazione e miglioramento); bisogni educativi speciali; contrasto alla dispersione scolastica; inclusione sociale e dinamiche interculturali; orientamento e alternanza scuola-lavoro; buone pratiche di didattiche disciplinari. Agli incontri laboratoriali vanno dedicate almeno 12 ore. È utile fare molta attenzione alla selezione degli argomenti che verranno rilanciati sul territorio e alle scelte degli stessi docenti: ovviamente dovranno essere in sintonia con i reali bisogni e domande formative di ognuno. L opzione da evitare rigorosamente è quella di spalmare nelle 12 ore un numero elevato di argomenti: una scelta che impedirebbe una qualsiasi azione di approfondimento e farebbe, soprattutto, correre il rischio di trasformare i laboratori (che non sono facili da realizzare) in semplici lezioni frontali (di dubbia utilità ed efficacia formativa). Il Bilancio di competenze
8 Per la prima volta si sente parlare in maniera operativa di Bilancio di competenze. Il termine fa riferimento ad un approccio metodologico che ha origine nell area francofona e che costituisce un modello di analisi che va oltre la verifica delle qualificazioni formali. Il termine bilancio vuol dire infatti valutazione critica di qualcosa, tenendo conto degli aspetti positivi e negativi; le competenze (di cui al bilancio), ovviamente, sono quelle di natura professionale. È un percorso, quindi, orientativo che serve a realizzare scelte e/o cambiamenti rispetto alla propria vita lavorativa. Si tratta di valorizzare le esperienze personali e professionali; di enfatizzare ciò che si conosce e si sa fare; di comprendere dove si possono trasferire le proprie competenze e abilità; di utilizzare meglio le proprie potenzialità. L art. 5 del DM 850/2015 ci dice che il bilancio di competenze va predisposto entro il secondo mese dalla presa di servizio e che esso consente di compiere una analisi critica delle competenze possedute, di delineare i punti da potenziare e di elaborare un progetto di formazione in servizio coerente con la diagnosi compiuta. Il dirigente scolastico insieme al docente neo-assunto, con il contributo del docente tutor e, soprattutto, tenendo conto dei bisogni della scuola, devono stabilire insieme, con un apposito patto, quali obiettivi (di natura culturale, disciplinare, didatticometodologica e relazionale) devono essere perseguiti e raggiunti dal docente neoassunto, attraverso quali attività formative e con quali risorse. Con tutta probabilità, molti si chiederanno a quale natura va ascritto il patto formativo e se verrà messo a disposizione un format nazionale. Il DM non lascia intuire una natura giuridica, a noi piace immaginare che un patto formativo serva a rafforzare la consapevolezza e la responsabilità della funzione docente. È una azione riflessiva condivisa che avrà la sua piena concretizzazione nel portfolio. Il Portfolio L art. 11 del DM citato prevede, infatti, che nel corso del periodo di formazione il docente neo-assunto curerà la predisposizione di un proprio portfolio professionale, in formato digitale, che dovrà contenere: uno spazio per la descrizione del proprio curriculum professionale; l elaborazione di un bilancio di competenze, all inizio del percorso formativo; la documentazione di fasi significative della progettazione didattica, delle attività didattiche svolte, delle azioni di verifica intraprese; la realizzazione di un bilancio conclusivo e la previsione di un piano di sviluppo professionale. Ci sembra che questo strumento possa veramente assumere un significato ad alta valenza formativa per la crescita professionale permanente di ogni insegnante. È il portfolio che permette una documentazione dinamica della propria crescita, che aiuta i docenti ad acquisire una forte consapevolezza dei momenti significativi delle azioni didattiche, che aiuta a ricostruire incontri importanti, eventi, ricerche e risultati innovativi, ma anche a riutilizzare consapevolmente le buone pratiche, a mettersi in relazione permanente con i saperi degli studenti aiutandoli a costruire saperi più raffinati e condivisi dalla comunità professionale. Il portfolio consente di poter elaborare un bilancio critico delle proprie competenze valutando anche la coerenza tra le proprie idee sul fare scuola e le pratiche didattiche che, di fatto, si realizzano in classe. E la piattaforma INDIRE? Il nuovo modello formativo ha il merito di trasformare la tradizionale piattaforma Indire (25 ore autonome solo on line) in un percorso centrato su un progetto formativo più completo anche se più complesso, dove la funzione originaria della piattaforma cambia natura: ora è di supporto soprattutto alla riflessione professionale del docente neo assunto. L articolo 10 del DM 850/2015 stabilisce che la struttura tecnica dell INDIRE coordina le attività per la realizzazione ed aggiornamento della piattaforma digitale (qui si prevede una maggiore condivisione e ascolto delle istanze delle scuole rispetto al passato) con l obiettivo preciso di supportare i docenti neoassunti durante tutto il periodo di formazione. Ciò implica, però, che la piattaforma dovrebbe essere fruibile già ad inizio anno scolastico (e non negli ultimi due mesi di scuola, come nel passato). Al percorso di riflessione on line sono assegnate 20 ore che vanno spese per: analisi e riflessioni sul proprio percorso formativo; elaborazione di un proprio portfolio professionale che documenta la progettazione, realizzazione e valutazione delle attività didattiche; compilazione di questionari per il monitoraggio delle diverse fasi del percorso formativo; libera ricerca di materiali di studio, risorse didattiche, siti dedicati, messi a disposizione durante il percorso formativo.
9 Ci piace immaginare che l Indire possa rispondere con prontezza ed efficienza ai nuovi compiti assegnati, e che non si perda un opportunità preziosa per contribuire a potenziare la professionalità docente: primo obiettivo strategico per migliorare la scuola italiana e quindi, gli esiti formativi degli studenti.