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Timestamp: 2018-06-21 21:57:30+00:00
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Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza n. 9927 dell'11 marzo 2011. Applicazione dell'aggravante previsto ai sensi dell'art. 80, comma II, d.p.r. 309/1990, in base a tali parametri determinanti la concretezza della norma - 1) oggettiva eccezionalità del quantitativo (detenzione di oltre 10,291 kg di hascish); 2) il grave pericolo per la salute pubblica; 3) la possibilità di soddisfare le richieste di numerosissimi consumatori - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza n. 9927 dell’11 marzo 2011. Applicazione dell’aggravante previsto ai sensi dell’art. 80, comma II, d.p.r. 309/1990, in base a tali parametri determinanti la concretezza della norma – 1) oggettiva eccezionalità del quantitativo (detenzione di oltre 10,291 kg di hascish); 2) il grave pericolo per la salute pubblica; 3) la possibilità di soddisfare le richieste di numerosissimi consumatori
Home/Sezioni Diritto/Diritto Penale e Procedura Penale/Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza n. 9927 dell’11 marzo 2011. Applicazione dell’aggravante previsto ai sensi dell’art. 80, comma II, d.p.r. 309/1990, in base a tali parametri determinanti la concretezza della norma – 1) oggettiva eccezionalità del quantitativo (detenzione di oltre 10,291 kg di hascish); 2) il grave pericolo per la salute pubblica; 3) la possibilità di soddisfare le richieste di numerosissimi consumatori
Art. 80., comma II, d.p.r. 309/1990
2. Se il fatto riguarda quantita’ ingenti di sostanze stupefacenti o psicotrope, le pene sono aumentate dalla meta’ a due terzi; la pena e’ di trenta anni di reclusione quando i fatti previsti dai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 73 riguardano quantita’ ingenti di sostanze stupefacenti o psicotrope e ricorre l’aggravante di cui alla lettera e) del comma 1.
applicazione dell’aggravante prevista ai sensi dell’art. 80, comma II, d.p.r. 309/1990, in base ai parametri – 1) oggettiva eccezionalità del quantitativo (in concreto non si deve trattare di grammi o di etti); 2) il grave pericolo per la salute pubblica che lo smercio di un tale quantitativo della sostanza comporta ; 3) la possibilità di soddisfare le richieste di numerosissimi consumatori per l’elevatissimo numero di dosi ricavabili, e che la loro valutazione sia riservata al giudice di merito.
Contro la sentenza d’appello, con la quale era stato condannato ai sensi e per gli effetti degli artt. 73 e 80 d.p.r. 309/1990 in relazione alla condotta contestatagli, detenzione di kg 10,291 di hascish e gr. 26,8 di marijuana , l’imputato proponeva ricorso avverso la contestazione dell’aggravante previsto dal II comma dell’art. 80. Secondo il ricorrente l’ingente quantità cui fa riferimento la norma indicata sarebbe ravvisabile solo quando la quantità commerciata appaia di per sè esorbitante rispetto alla normale fenomonica del traffico di stupefacente in modo che possa affermarsi che la droga commerciata sia in grado di soddisfare le esigenze di un numero molto elevato di consumatore, e nel caso in esame difetterebbe la cartteristica dell’eccezionalità.
Orbene dopo un ampio excursus giurisprudenziale su alcune sentenza della stessa Corte, la Qurta Sezione, recependo a pieno l’indirizzo delle Sezioni Unite (sentenza n. 17 del 21/6/2000), ha affermato che per il caso prospettato debbano essere rispettati i parametri dell’oggettiva eccezionalità del quantitativo, del grave pericolo per la salute pubblica che lo smercio di un tale quantitativo della sostanza comporta e della possibilità di soddisfare le richieste di numerosissimi consumatori per l’elevatissimo numero di dosi ricavabili.
Inoltre la Corte ha precisato che questi parametri consentono di dare alla norma una concretezza che vale ad escludere il rischio di genericità, contestato dal ricorrente, e consentono altresì al destinatario della norma di avere una percezione sufficientemente chiara ed immediata del relativo valore precettivo. In sostanza l’agente è a conoscenza – o dovrebbe esserlo – che se il suo illecito traffico ha per oggetto chili o decini di chili di sostanza stupefacente la sua condotta può essere puntita con l’aggravente dalla norma già citatata.
Ed è questo, in definitiva, che distingue la norma determinata da quella indeterminata: non è indeterminata la norma elastica e soprattutto se si riferisce ad un elemento quantitativo; è indeterminata la norma vaga.
Infine secondo la Suprema Corte, è da condividere la risultanza della sentenza impugnata, poichè si è attenuta ai parametri su esposti ponendo in evidenza l’assai significativo dato “ponderale” di sostanza stupefacente (detenzione di oltre 10,291 kg di hascish) di un rilevante pericolo per la salute pubblica che lo smercio di un tale quantitativo comporta, l’elevatissimo numero di consumatori che avrebbero potuto usufruire dell’acquisto di un tale quantitativo (idoeno al confenzionamento di oltre 34.000 dosi medie giornaliere).
Trattasi di apprezzamento che, in quanto congruamente e logicamente motivato, si sottrae al avglio di legittimità essendo rispettoso dei criteri indicati dalle Sezioni Unite.
Cassazione Penale, IV Sezione, Sentenza n. 9927/11
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2012-06-26T12:24:06+00:00	17 marzo 2011|Diritto Penale e Procedura Penale|0 Commenti