Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-235-cod-proc-penale-documenti-costituenti-corpo-del-reato
Timestamp: 2016-12-08 18:09:05+00:00
Document Index: 17131564

Matched Legal Cases: ['art. 240', 'art. 235', 'art. 415', 'art. 416', 'art. 240', 'art. 235', 'art. 253', 'art. 234', 'art. 351', 'art. 235', 'art. 234', 'art. 129', 'art. 431', 'art. 491', 'art. 235']

RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	1. I documenti che costituiscono corpo del reato devono essere acquisiti qualunque sia la persona che li abbia formati o li detenga.
Giurisprudenza annotataDocumenti costituenti corpo del reato
La norma di cui all'art. 240 c.p.p. è idonea ad incidere, limitandone la portata, su istituti processualpenalistici quali quello di cui all'art. 235 c.p.p., riferito ai documenti che costituiscono corpo del reato, quello di cui all'art. 415 bis c.p.p.; quello di cui all'art. 416 comma 2 c.p.p., limitando la portata della stessa discoverv, ma in nessun caso, essendo strettamente correlato unicamente alla prova documentale, può in alcun modo neppure astrattamente incidere sul contenuto della prova dichiarativa costituita dall'esame di un coimputato, proprio per la differenza già ontologica, ma comunque di disciplina - e tra questa quella espressa di cui all'art. 240 c.p.p. - tra la prova documentale e quella dichiarativa, con la conseguenza che nessun limite all'esame può essere posto e nessun divieto o inammissibilità dell'esame può essere articolato sulla scorta di un diverso ed autonomo divieto dettato dal legislatore unicamente con riguardo alla prova documentale, divieto che postula unicamente la impossibilità di avere conoscenza ovvero di riprodurre il contenuto della informazione ottenuta illegalmente, e non già, invece, la genesi relativa alla acquisizione della notizia acquisita illegalmente; genesi che, per ricadere sotto la previsione di altre fattispecie penali, necessita di essere provata, eventualmente anche con il contributo della prova dichiarativa.
Nel caso in cui difetti la prova che intercettazioni di conversazioni ambientali siano state eseguite da privati che partecipino o assistano ai dialoghi captati, il risultato di tale attività deve considerarsi illecito e, quindi, inutilizzabile è da valutarsi la relativa prova. Non può essere neppure accolta la prospettazione secondo cui il nastro, recante la registrazione illecita, sia suscettibile di utilizzazione nel processo alla luce del disposto dell'art. 235 c.p.p. (ossia come documento costituente corpo di reato) o dell'art. 253, comma 2, c.p.p. (ossia quale cosa mediante la quale il delitto è stato commesso, o perché cosa che ne costituisce il prezzo, il prodotto o il profitto), giacché l'unica norma di riferimento è rappresentata dall'art. 234 c.p.p., regolante la cosiddetta prova documentale e ogni utilizzazione è preclusa dalla provenienza illecita della registrazione sonora.
Tribunale Ancona 16 giugno 2006 n. 2052 Nel processo volto ad accertare il reato di favoreggiamento personale commesso mediante dichiarazioni fuorvianti rese alla polizia giudiziaria, il verbale in cui queste sono state raccolte, ai sensi degli art. 351 e 357 c.p.p., deve essere acquisito, quale corpo di reato, al fascicolo del dibattimento in base al combinato disposto degli art. 235 e 431 lett. f) c.p.p., ed è utilizzabile senza che alcun effetto ostativo possa avere l'esito del processo principale o il successivo comportamento processuale della persona le cui dichiarazioni sono state acquisite.
Cassazione penale sez. I 07 luglio 2004 n. 37160 Visto il combinato disposto dagli art. 234, 235, 558 comma 1, 431 lett. f) e 121 c.p.p. è rituale l'esercizio del diritto di difesa esplicato attraverso la produzione di memorie con allegati documenti, che devono perciò essere inseriti nel fascicolo del dibattimento. Si tratta di un irrinunciabile diritto della difesa, tanto più in quanto sulla base di tale documento si chiede la declaratoria ex art. 129 comma 2 c.p.p. dove è detto che la causa di assoluzione deve risultare "dagli atti", nella fattispecie trattasi di fotografie relative al corpo del reato.
Pretura Venezia 07 aprile 1993
Secondo quanto prevede l'art. 431 c.p.p., i documenti costituenti corpi di reato devono essere inseriti nel fascicolo per il dibattimento. Ma l'art. 491 c.p.p. stabilisce che le questioni concernenti il contenuto di tale fascicolo sono precluse se non proposte subito dopo compiuto per la prima volta l'accertamento della costituzione delle parti. Ne consegue che, scaduto tale termine, non può essere disposta neppure d'ufficio l'acquisizione dei documenti costituenti corpi di reato, benché prevista come obbligatoria dall'art. 235 c.p.p.
Tribunale Treviso 27 maggio 1991
Ecco l’app tutta italiana per chattare e scambiare denaro!Omesso versamento tasse: il commercialista che sbaglia va denunciatoOrto sul balcone: semi, semina e trapiantoDetrazione sull’acquisto di arredi ed elettrodomestici solo con bonifico parlante Comunicazione dati del conducente: non obbligatoria dopo 90 giorni dalla multa