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Timestamp: 2017-09-26 06:03:20+00:00
Document Index: 138546325

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'sentenza ', 'art. 47', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 47', 'art. 43', 'art. 50', 'sentenza ', 'sentenza ', 'arti 6', 'art. 5', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

IL CODICE DEL TURISMO COMMENTATO - PDF
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1 PRESIDENZA IL CODICE DEL TURISMO COMMENTATO Maria Castri Alessandro Palmigiano
2 PRESIDENZA IL CODICE DEL TURISMO COMMENTATO Maria Castri Alessandro Palmigiano
3 IL CODICE DEL TURISMO Premessa pag 11 CODICE DELLA NORMATIVA STATALE IN TEMA DI ORDINAMENTO E MERCATO DEL TURISMO TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI pag. 13 CAPO I - DEI PRINCIPI GENERALI pag. 13 ART. 1 (Ambito di applicazione) pag. 13 CAPO II - IMPRESE TURISTICHE pag. 20 ART. 4 (Imprese turistiche) pag. 20 ART. 5 (Imprese turistiche senza scopo di lucro) pag. 29 TITOLO II - PROFESSIONI E FORMAZIONE NEL SETTORE TURISTICO pag. 30 CAPO I - PROFESSIONI TURISTICHE pag. 30 ART. 6 (Definizione) pag. 30 CAPO II - MERCATO DEL LAVORO pag. 35 ART. 7 (Percorsi formativi) pag. 35 TITOLO III - MERCATO DEL TURISMO pag. 38 CAPO I - STRUTTURE RICETTIVE E ALTRE FORME DI RICETTIVITA pag. 38 ART. 11 (Pubblicità dei prezzi) pag. 38 CAPO II - ALTRE STRUTTURE RICETTIVE pag. 39 CAPO III - DISPOSIZIONI COMUNI PER LE STRUTTURE TURISTICO RICETTIVE pag. 39 ART. 17 (Sportello unico) pag. 39
4 TITOLO IV - AGENZIE DI VIAGGIO E TURISMO pag. 41 CAPO I - AGENZIE E ORGANIZZATORI DI VIAGGI pag. 41 ART. 19 (Obbligo di assicurazione) pag. 41 ART. 20 (Direttore tecnico) pag. 46 TITOLO V - TIPOLOGIE DI PRODOTTI TURISTICI E RELATIVI CIRCUITI NAZIONALI DI ECCELLENZA pag. 49 CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI pag. 49 ART. 22 (Circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell offerta turistica e del sistema Italia) pag. 49 ART. 23 (Sistemi turistici locali) pag. 55 CAPO II - TURISMO CULTURALE pag. 58 ART. 24 (Incentivazione di iniziative di promozione turistica finalizzate alla valorizzazione del patrimonio storico - artistico, archeologico, architettonico paesaggistico italiano) pag. 58 ART. 25 (Strumenti di programmazione negoziale) pag. 59 ART. 26 (Funzioni di monitoraggio) pag. 60 CAPO III - TURISMO SOCIALE pag. 61 ART. 27 (Fondo buoni vacanze) pag. 61 CAPO IV - ALTRI SETTORI pag. 63 ART. 28 (Turismo termale e del benessere) pag. 63 ART. 29 (Turismo della natura e faunistico) pag. 64 ART. 30 (Turismo con animali al seguito) pag. 66 ART. 31 (Turismo nautico) pag. 72 TITOLO VI - CONTRATTI pag. 85 CAPO I - CONTRATTI DEL TURISMO ORGANIZZATO pag. 85 ART. 32 (Ambito di applicazione) pag. 85 ART. 33 (Definizioni) pag. 86 ART. 34 (Pacchetti turistici) pag. 88 ART. 35 (Forma dei contratti turistici) pag. 89 ART. 36 (Elementi del contratto di vendita di pacchetti turistici) pag. 91 ART. 37 (Informazione del turista) pag. 95 ART. 38 (Opuscolo informativo) pag. 97 ART. 39 (Cessione del contratto) pag. 100 ART. 40 (Revisione del prezzo) pag. 102 ART. 41 (Modifiche delle condizioni contrattuali) pag. 104 ART. 42 (Diritti del turista in caso di recesso o annullamento del servizio) pag. 106 ART. 43 (Mancato o inesatto adempimento) pag. 108 ART. 44 (Responsabilità per danni alla persona) pag. 110 ART. 45 (Responsabilità per danni diversi da quelli alla persona) pag. 112 ART. 46 (Esonero di responsabilità) pag. 114 ART. 47 (Danno da vacanza rovinata) pag. 115 ART. 48 (Diritto di surrogazione) pag. 118 ART. 49 (Reclamo) pag. 119 ART. 50 (Assicurazione) pag. 121 ART. 51 (Fondo nazionale di garanzia) pag. 123 CAPO II - DELLE LOCAZIONI TURISTICHE pag. 125 ART. 52 (Locazioni di interesse turistico e alberghiere) pag. 125 ART. 53 (Locazioni ad uso abitativo per finalità turistiche) pag. 128 TITOLO VII - ORDINAMENTO pag. 131 CAPO I - ORGANIZZAZIONE pag. 131 ART. 54 (Funzioni di indirizzo e vigilanza dello Stato in materia di turismo) pag. 131 ART. 55 (Il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo) pag. 132 ART. 56 (Conferenza nazionale del turismo) pag. 133 ART. 57 (Ente nazionale italiano del turismo (E.N.I.T.) - Agenzia nazionale del turismo) pag. 134 ART. 58 (Comitato permanente di promozione del turismo in Italia) pag. 139
5 CAPO II - PROMOZIONE DELL ECCELLENZA TURISTICA ITALIANA pag. 123 ART. 59 (Attestazione di eccellenza turistica nel settore enogastronomico ed alberghiero) pag. 123 ART. 60 (Attestazione Medaglia al merito del turismo per la valorizzazione dell immagine dell Italia) pag. 123 ART. 61 (Caratteristiche dell attestazione) pag. 125 ART. 62 (Modalità di attribuzione) pag. 126 ART. 63 (Istituzione della Medaglia al merito del turismo per gli italiani all estero) pag. 127 ART. 64 (Caratteristiche dell attestazione) pag. 127 ART. 65 (Modalità di attribuzione) pag. 128 RICHIESTA DI RISARCIMENTO PER RITARDO VOLO pag. 159 RICHIESTA DI RISARCIMENTO PER NEGATO IMBARCO pag. 163 RICHIESTA DI RISARCIMENTO PER CANCELLAZIONE DEL VOLO pag. 165 RECLAMO AUTONOLEGGIO pag. 167 RECLAMO PACCHETTO TURISTICO pag. 169 ISTANZA DI AMMISSIONE AL FONDO DI GARANZIA DEL CONSUMATORE DI PACCHETTO TURISTICO (ai sensi dell art. 51 del Codice del Turismo) pag. 171 MODULO DI RECLAMO Autorità di Regolazione dei Trasporti pag. 173 APPENDICE NORMATIVA pag. 179 CAPO III - LA QUALITA DEL SERVIZIO E LA SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE pag. 129 CARTA DEI SERVIZI pag. 129 ART. 66 (Standard dell offerta di servizi turistici pubblici sul territorio nazionale) pag. 129 ART. 67 (Composizione delle controversie in materia di turismo) pag. 130 LA GIURISPRUDENZA DEL CONSUMATORE DANNO DA VACANZA ROVINATA pag. 139 CONTRATTO D ALBERGO ED ALTRE FATTISPECIE CONTRATTUALI pag. 143 TRASPORTO E BAGAGLI pag. 145 PACCHETTI TURISTICI pag. 148 PROVVEDIMENTI AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE NEL SETTORE DEL TURISMO pag. 150 LA MODULISTICA DEL CONSUMATORE RICHIESTA DI RISARCIMENTO PER BAGAGLIO SMARRITO pag. 155 RICHIESTA DI RISARCIMENTO PER BAGAGLIO DANNEGGIATO pag. 157 RICHIESTA DI RISARCIMENTO PER RITARDATA CONSEGNA BAGAGLIO pag. 159
6 Premessa Negli ultimi anni, a seguito del recepimento di direttive comunitarie e dell applicazione di Regolamenti europei ed internazionali, la tutela offerta al turista dalla legislazione italiana si è ampliata in modo consistente. Basti pensare alla Direttiva UE n. 90/314 sui pacchetti turistici (integrata nel Codice del Consumo), alla Convenzione di Montreal del 1999, al Regolamento comunitario n. 2027, come modificato dal Regolamento n. 889/2002 e al Regolamento n. 261/2004 sul trasporto aereo. Pur considerato questo pieno riconoscimento, i consumatori/turisti non sempre sono consapevoli dei loro diritti e delle relative modalità di esercizio. Tutto ciò provoca spesso degli squilibri all interno del sistema turistico, sia perché tale carenza informativa grava sul consumatore finale, sia perché attribuisce un privilegio ad alcuni operatori del settore che pongono in essere comportamenti illegittimi, a danno degli operatori virtuosi. Il Governo italiano ha pertanto lavorato alla realizzazione di una consolidation del settore turistico, sulla stessa idea progettuale che nel 2005 aveva portato alla realizzazione del Codice del Consumo: è stato emanato il Codice del Turismo (decreto legislativo 79/2011), il quale, tuttavia, è stato oggetto di intervento della Corte Costituzionale (sentenza n. 80 del 2 aprile 2012), con conseguente abrogazione di molti articoli. Il documento, finalizzato a promuovere e tutelare il mercato del turismo tramite il coordinamento sistematico delle disposizioni normative vigenti nel settore, nel rispetto della competenza legislativa regionale e dell ordinamento dell Unione europea, propone altresì degli elementi del tutto innovativi quali, in via esemplificativa, l esplicita affermazione della risarcibilità del danno da vacanza rovinata (art. 47). Per tale ragione, la Regione Siciliana ha pensato di realizzare il Codice del Turismo Commentato, inserendo nel testo anche le informazioni rilevanti per il proprio territorio, le proprie peculiarità e le specifiche regolamentazioni di settore. Si tratta di un documento dal taglio molto pratico: non solo è indirizzato agli addetti ai lavori (operatori del diritto, tour operator e agenti di viaggio) ma 11
7 anche, e soprattutto, al turista/consumatore, in modo che possa acquisire consapevolezza dei propri diritti e doveri nella fruizione dei servizi turistici. La pubblicazione si propone, dunque, di guidare il lettore nelle problematiche trattate dal Codice del Turismo, affiancando al testo della legge (riproducendo integralmente gli articoli rimasti in vigore dopo la sentenza della Corte Costituzionale) i chiarimenti sui vari aspetti problematici: un approccio pragmatico tendente - per la maggior parte - alla soluzione di casi concreti. CODICE DELLA NORMATIVA STATALE IN TEMA DI ORDINAMENTO E MERCATO DEL TURISMO TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI CAPO I DEI PRINCIPI GENERALI ART. 1 (Ambito di applicazione) 1. Il presente codice reca, nei limiti consentiti dalla competenza statale, norme in materia di turismo riportabili alle competenze dello Stato, provvedendo al riordino, al coordinamento e all integrazione delle disposizioni legislative statali vigenti, nel rispetto dell ordinamento dell Unione europea e delle attribuzioni delle regioni e degli enti locali 1. Il Codice del Turismo (decreto Legislativo 23 maggio 2011, n. 79) nella idea originaria, era stato pensato come una consolidation che potesse mettere insieme il panorama frammentato delle leggi per la promozione del mercato del turismo in Italia e rafforzare la tutela del consumatore. Si trattava di un operazione che si poneva come obiettivo quello di fissare punti di riferimento univoci, operando un riordino e una razionalizzazione complessiva delle norme vigenti nella materia. Con sentenza n. 80 del 2 aprile 2012, pronunciata nel giudizio promosso dalle Regioni Toscana, Puglia, Umbria e Veneto, la Corte Costituzionale ha dichiarato l illegittimità di alcuni articoli del nuovo Codice o di parte di essi, delimitandone il campo di azione e la funzione innovatrice. In sintesi, il problema che era stato sollevato dalle Regioni era che lo Stato, nel cercare di semplificare il sistema normativo, mediante abrogazione di leggi ormai superate, era andato ad invadere delle materie che, in base alla Costituzione 2, non erano di loro competenza. 1 La Corte costituzionale, con sentenza 2 aprile 2012, n. 80 (Gazz. Uff. 11 aprile 2012, n. 15 Prima serie speciale), ha dichiarato, tra l altro, l illegittimità costituzionale del presente comma limitatamente alle parole «necessarie all esercizio unitario delle funzioni amministrative» e «ed altre norme in materia». 2 Articolo 117, comma 2, della Costituzione 12 13
8 È dunque bene partire dal principio. Il Codice, nella sua versione originaria, si componeva di 69 articoli: Nel titolo I (artt. 1-5), intitolato Disposizioni generali, venivano definitivamente individuate le competenze statali in materia di turismo sulla base del principio di sussidiarietà, di competenza legislativa statale esclusiva e concorrente, per la valorizzazione, lo sviluppo e la competitività, a livello interno ed internazionale, del settore turistico quale fondamentale risorsa del Paese e per il riordino dell offerta turistica italiana. Si rielaborava altresì il concetto di impresa turistica, fino a quel momento limitato alle imprese ricettive, per includervi anche il settore extraricettivo, le agenzie di viaggio e i tour operator, esclusi dalla Legge del Inoltre, il Codice rendeva finalmente effettiva la completa equiparazione delle imprese turistiche a quelle industriali ai fini del riconoscimento di contributi, sovvenzioni, agevolazioni, incentivi e benefici di qualsiasi genere. In attuazione del disposto di cui all articolo 30 della convenzione dell Onu del 2006, il titolo I affermava un principio fondamentale teso a garantire alle persone diversamente abili il diritto di fruire dell offerta turistica in modo completo e in autonomia, intervenendo sulla sua accessibilità, così da permettere a tutti un miglioramento della propria qualità di vita. Infine, veniva agevolato ed incentivato il turismo con animali al seguito. Il successivo titolo II (artt. 6-7) prevedeva una disciplina delle professioni turistiche volta a coniugare i principi di liberalizzazione e di apertura di mercato con l esigenza di salvaguardare e valorizzare le specifiche professionalità turistiche in modo da assicurare elevati standard qualitativi dei servizi turistici. Inoltre, mirava a sviluppare il mercato del lavoro attraverso i percorsi formativi destinati ai giovani: l esigenza era quella di incrementare un circolo virtuoso anche attraverso specifici collegamenti e accordi con il mondo della formazione. Nel titolo III (artt. 8-17) il Codice provvedeva a riordinare ed adeguare la disciplina in tema di strutture ricettive attraverso le definizioni generali delle stesse, in un ottica di necessaria modernizzazione, di trasparenza e garanzia per il turista degli standard qualitativi e delle condizioni praticate. Si prevedevano misure di semplificazione ed accelerazione delle procedure di apertura e operatività di tutte le strutture ricettive, mediante la semplificazione burocratica. In particolare, venivano messe a disposizione degli operatori alcune rilevanti misure di semplificazione per consentire l apertura o la modifica dell attività mediante una semplice comunicazione ad un unico interlocutore (Sportello Unico). Infine, il Codice affidava al Presidente del Consiglio dei Ministri o al Ministro delegato, d intesa con le Regioni, il compito di fissare gli standard minimi nazionali dei servizi e delle dotazioni di tutte le strutture ricettive, anche al fine di una loro uniforme classificazione, richiesta da tempo dalle categorie interessate, in un ottica di trasparenza a garanzia del turista, di omogeneità degli standard dell offerta e con l obiettivo di accrescere anche la competitività internazionale del settore. Nel titolo IV (artt ), dedicato alle agenzie di viaggio, veniva fornito il sostegno all esercizio della professione turistica, con conseguente valorizzazione dell agente di viaggio e adeguamento alle nuove tecnologie e, al tempo stesso, con maggiore garanzia sia degli operatori che dei consumatori nei confronti di possibili truffe. In particolare, le nuove norme sottoponevano le agenzie operanti online alle medesime regole e controlli cui sono soggette le altre imprese tradizionali. Il Codice individuava nuove forme di garanzia anche attraverso la stipula di congrue polizze assicurative che potessero tutelare il turista da qualsiasi rischio connesso con il viaggio e, al contempo, sollevassero gli operatori del settore da possibili ricadute economiche. Nel titolo V (artt ) venivano definite le tipologie dei prodotti turistici, individuando i relativi circuiti di eccellenza, nell ottica di incentivare la promozione di settori specifici: il turismo della natura (anche una valorizzazione del patrimonio faunistico come attrazione turistica); il turismo di montagna; il turismo del mare; il turismo dei laghi e dei fiumi; il turismo religioso, volto a riaffermare e diffondere anche la conoscenza delle radici cristiane; il turismo enogastronomico, per valorizzare una delle tipiche eccellenze del made in Italy; il turismo termale inteso nella sua più ampia accezione di turismo del benessere; il turismo dello sport e del golf; il turismo congressuale; il turismo giovanile; il turismo del made in Italy; il turismo delle arti e dello spettacolo; 14 15
9 il turismo culturale, che individua appositi strumenti di valorizzazione in chiave turistica del patrimonio artistico e culturale, anche assicurando la predisposizione di materiale informativo redatto obbligatoriamente nelle lingue francese, inglese, tedesco e, preferibilmente, in lingua cinese. In particolare, al turismo culturale era dedicato uno specifico capo che individuava appositi strumenti di valorizzazione, in chiave turistica, del grande patrimonio del nostro Paese, da attuare, in sinergia con il Ministero per i Beni e le attività culturali e con gli enti territoriali. Inoltre, anche in un ottica di necessaria destagionalizzazione del settore, venivano riordinate le norme sul turismo sociale, adeguando la disciplina in tema di buoni vacanza quale fondamentale strumento che permettesse l erogazione di un contributo dello Stato alla fasce più deboli della popolazione. In tale ottica, si specificavano e consolidavano gli strumenti di finanziamento, prevedendo anche il ricorso ad una parte delle risorse dell 8 per mille destinate allo Stato. Il titolo VI (artt ) introduceva una normativa particolarmente innovativa a tutela del turista, inteso come consumatore di tipo speciale, in quanto non attrezzato a risolvere i problemi che si pongono in un luogo lontano dalla sua dimora, riconoscendogli, in particolare, il diritto al risarcimento del danno da vacanza rovinata sulla base di specifici e puntuali criteri. Tali criteri venivano dettati anche a garanzia degli operatori turistici, esposti ad una radicale incertezza dovuta ai contrastanti orientamenti della giurisprudenza. In questa prospettiva, il nuovo testo valorizzava anche il cosiddetto turismo per motivazione, tenendo conto cioè, nella valutazione del danno, delle specifiche esigenze ricreative che il viaggio mira a soddisfare e che un eventuale inadempimento può compromettere. Nel dettaglio, veniva inoltre ridefinito il concetto di pacchetto turistico, considerando tale l insieme dei servizi venduti anche su internet da un unico operatore. In stretta connessione con la disciplina contenuta nel titolo precedente, il Titolo VII (artt ) prevedeva l adeguamento della disciplina nazionale a quella europea in tema di multiproprietà, istituto che in prevalenza viene utilizzato per finalità turistiche. Inoltre, quest ultimo titolo prevedeva il riordino degli organismi pubblici operanti nel settore del turismo, in un ottica di promozione di maggiore sinergia con gli stessi. In proposito, un importante novità era costituita dal Comitato permanente di Promozione del Turismo in Italia, partecipato da tutti i soggetti pubblici e privati del sistema turistico. In particolare, il Comitato promuoveva, tra l altro: l identificazione omogenea delle strutture pubbliche dedicate a garantire i servizi del turista; il sostegno e l assistenza alle imprese che concorrono a riqualificare l offerta turistica nazionale; l immagine dell Italia e del Made in Italy a fini turistici all interno dei confini nazionali; il raccordo e la cooperazione tra regioni, province e comuni e le istituzioni di governo. Al fine di incentivare la riqualificazione e l innalzamento della qualità dell offerta turistica, il Codice prevedeva, infine, riconoscimenti per le imprese e gli imprenditori che si fossero distinti nel comparto: l attestazione di eccellenza turistica nel settore enogastronomico ( Maestro di cucina italiana ) e quella di eccellenza turistica nel settore alberghiero ( Maestro dell ospitalità italiana ). Ulteriori riconoscimenti in termini di medaglie al merito del turismo per la valorizzazione dell immagine dell Italia erano attribuiti agli operatori che con la loro professionalità hanno coltivato l eccellenza italiana nel mondo. Infine, il Codice forniva al turista gli strumenti di informazione (carta dei servizi), assistenza (call center) e tutela, mediante le innovative modalità di risoluzione immediata ed extragiudiziale delle controversie. La sentenza n. 80/2012 della Corte Costituzionale ha dichiarato l incostituzionalità degli artt. 2, 3, 8, 9, 10, 11, comma 1, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 20, comma 2, 21, 23, commi 1 e 2, 30, comma 1, 68 e 69. È, dunque, bene chiarire quali siano state le conseguenze. Sono rimasti in vigore gli articoli relativi all impresa turistica ed alle professioni turistiche (articoli 6 e 7). In relazione a quest ultime, il Codice ha, però, dettato una nuova norma sui percorsi formativi per l inserimento nel mercato del lavoro turistico, dedicando un attenzione particolare alla creazione di collegamenti con il mondo della formazione, tramite la stipula di accordi o convenzioni con istituti di istruzione, anche universitaria, con altri enti di formazione e con gli ordini professionali per lo svolgimento di corsi orientati alla preparazione dei giovani operatori. Sono stati dichiarati incostituzionali gli articoli relativi alla disciplina dello svolgimento dell attività ricettiva, quali la disciplina in tema di inizio e gli adempimenti amministrativi. Tale disposizione intendeva semplificare gli adempi
10 menti amministrativi delle strutture turistiche, assoggettando a segnalazione certificata di inizio attività SCIA (di cui all art. 19 della legge n. 241/1990) l avvio e l esercizio delle strutture ricettive, che comunque sarebbero rimasti sottoposti al rispetto delle norme in materia ambientale, edilizia, urbanistica, igienico-sanitaria, prevenzione incendi e sicurezza nei luoghi di lavoro. In materia di classificazione e standards delle strutture ricettive, il Codice aveva dettato un regime organico (articoli da 8 a 15), distinguendo fra strutture alberghiere/paralberghiere, extralberghiere, strutture ricettive all aperto e strutture ricettive di mero supporto e dettando, per ciascuna di queste categorie, una serie di specifiche prescrizioni: anche questi articoli sono stati dichiarati incostituzionali. Sono rimaste in vigore le norme che disciplinano in modo organico (articoli da 32 a 51) i pacchetti turistici e la tutela del consumatore turista, che hanno assorbito le normative preesistenti contenute nel Codice del Consumo, integrandole con nuove disposizioni. Alla tutela del consumatore turista, sotto il profilo della qualità del servizio e della soluzione delle controversie, il nuovo Codice del Turismo aveva dedicato anche altre norme che sono state, però, dichiarate incostituzionali, come la norma di principio sul turismo accessibile (articolo 3) e quella sulla promozione del turismo con animali domestici al seguito (articolo 30). Rimangono vigenti invece gli articoli 66 e 67 rispettivamente concernenti la Carta dei servizi turistici pubblici e la composizione (mediazione) delle controversie in materia di turismo. dell offerta turistica e di promuovere un offerta tematica di dimensione nazionale. In questa prospettiva si inseriscono le norme del titolo V che prevedono, fra l altro, la definizione di circuiti turistici di eccellenza ripartiti tra 13 grandi aree tematiche (dal turismo della montagna a quello del mare, dal turismo religioso a quello congressuale, dal turismo culturale a quello giovanile, ecc.), cui sono dedicate poi specifiche disposizioni. Nella stessa logica si muovono le nuove disposizioni, inserite nel Capo II del titolo VII del Codice (articoli da 59 a 65), che disciplinano la promozione dell eccellenza turistica italiana mediante il rilascio di specifiche attestazioni e la attribuzione di riconoscimenti e premi per le imprese e gli imprenditori che si sono distinti nel settore. Altro rilevante intervento del Codice - in attuazione della direttiva 2008/122/ CE - riguarda le modifiche alla disciplina della multiproprietà (art. 2) contenuta nel Codice del Consumo (D.Lgs n. 206/2005). È, in particolare, esteso l ambito di applicazione di tale disciplina: da un lato si amplia la stessa definizione di contratto di multiproprietà, dall altro si estende tale disciplina a tipologie contrattuali ulteriori. A tutela del contraente consumatore vanno, poi, segnalate le nuove disposizioni sulla completezza delle informazioni precontrattuali, sul contenuto minimo del contratto nonché sull ampliamento del diritto di recesso che, ove correttamente esercitato, non comporta alcuna spesa per il consumatore. Una delle novità più significative del Codice consiste nell esplicita affermazione della risarcibilità del danno da vacanza rovinata (art. 47) che era stato, in passato, di esclusiva elaborazione giurisprudenziale (peraltro di difforme applicazione) finalizzata alla risarcibilità dello specifico danno non patrimoniale consistente nello stress e nel disagio subito per non aver potuto godere della vacanza. Il danno da vacanza rovinata viene definito come il danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all irripetibilità dell occasione perduta; si tratta quindi di un pregiudizio di natura non patrimoniale e contrattuale, risarcito come conseguenza dell inadempimento o dell inesatta esecuzione delle prestazioni oggetto del pacchetto turistico. Di rilievo appare, inoltre, la definizione della nozione di inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico (art. 43), oltre che la disciplina degli obblighi assicurativi a carico dell organizzatore e dell intermediario (art. 50). Ambito di applicazione Finalità ART. 2 3 ART. 3 4 Principi del Codice Il Codice, nel rispetto della competenza statale, contiene disposizioni per l'esercizio unitario delle funzioni amministrative in materia di turismo Il Codice ha riordinato, coordinato ed integrato le numerose disposizioni legislative statali, nel rispetto dell'ordinamento UE e delle attribuzioni delle Regioni e degli Enti locali Infine, un altro profilo di novità del Codice del Turismo riguarda la promozione di circuiti turistici tematici e di eccellenza, al fine di superare la frammentazione 3 Articolo dichiarato incostituzionale con sentenza della Corte Costituzionale 2 aprile 2012, n Articolo dichiarato incostituzionale con sentenza della Corte Costituzionale 2 aprile 2012, n
11 CAPO II IMPRESE TURISTICHE ART. 4 (Imprese turistiche) 1. Ai fini del presente decreto legislativo sono imprese turistiche quelle che esercitano attività economiche, organizzate per la produzione, la commercializzazione, l intermediazione e la gestione di prodotti, di servizi, tra cui gli stabilimenti balneari, di infrastrutture e di esercizi, compresi quelli di somministrazione facenti parte dei sistemi turistici locali, concorrenti alla formazione dell offerta turistica. 2. L iscrizione al registro delle imprese, di cui alla legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni, e con le modalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581, e successive modificazioni, ovvero al repertorio delle notizie economiche e amministrative laddove previsto, costituiscono condizione per usufruire delle agevolazioni, dei contributi, delle sovvenzioni, degli incentivi e dei benefici di qualsiasi genere ed a qualsiasi titolo riservate all impresa turistica. 3. Fermi restando i limiti previsti dall Unione europea in materia di aiuti di Stato alle imprese, alle imprese turistiche sono estesi i contributi, le agevolazioni, le sovvenzioni, gli incentivi e i benefici di qualsiasi genere previsti dalle norme vigenti per l industria, così come definita dall articolo 17 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nei limiti delle risorse finanziarie a tal fine disponibili ed in conformità ai criteri definiti dalla normativa vigente. 4. Le imprese turistiche non costituite conformemente alla legislazione di uno Stato membro dell Unione europea o di uno Stato AELS (EFTA) possono essere autorizzate a stabilirsi e ad esercitare le loro attività in Italia, secondo il principio di reciprocità, previa iscrizione nel registro di cui al comma 2, ed a condizione che posseggano i requisiti richiesti dalle leggi statali e regionali, nonchè dalle linee guida di cui all articolo 44 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n L articolo 4 detta una prima interessante modifica alla precedente normativa: la norma infatti rielabora, ampliandola, la nozione di impresa turistica da intendersi ora come quell impresa che esercita attività economiche, organizzate per la produzione, la commercializzazione, l intermediazione e la gestione di prodotti, di servizi, di infrastrutture e di esercizi, volti alla realizzazione dell offerta di beni e servizi volti a soddisfare le esigenze del turista. Con ciò si è evidentemente voluto superare la precedente distinzione tra imprese recettive ed extraricettive ricomprendendo entrambe nel medesimo inquadramento normativo. Allo stato, quindi, non solo gli alberghi e le agenzie di viaggio sono qualificabili come imprese turistiche, ma anche altri soggetti, quali, a titolo esemplificativo, gli stabilimenti balneari, le imprese di ristorazione, i pubblici esercizi ed i parchi divertimento. Rispetto all attività, peraltro, la denominazione sociale di ciascuna impresa non dev essere tale da trarre in inganno il consumatore. Pertanto espressioni come, ad esempio, agenzia di viaggio, agenzia di turismo, tour operator, eccetera, andranno utilizzate in modo appropriato, tenuto conto dell attività effettivamente svolta. In difetto, le imprese potranno incorrere in sanzioni pecuniarie. Per tale ragione, è opportuno, in questa sede, elencare le principali imprese turistiche ed i principi che regolano il rapporto con i clienti-consumatori: 5 1) Le strutture alberghiere Alberghi Gli alberghi sono definiti come esercizi ricettivi aperti al pubblico a gestione unitaria, che forniscono alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi accessori, in camere ubicate in uno o più stabili o in parti di stabile. Motels I motels sono definiti come alberghi particolarmente attrezzati per la sosta e l assistenza dei motoveicoli o delle imbarcazioni e che assicurano alle stesse servizi di riparazione e di rifornimento. Villaggi-Albergo I villaggi-albergo sono definiti come alberghi che, in un unica area, forniscono servizi centralizzati agli utenti di unità abitative dislocate in più stabili. I villaggi-albergo, oltre ad un centro di vita principale per la prestazione di servizi centralizzati, a seconda della classifica attribuita devono essere in possesso di un centro di vita sportiva e ricreativa con spazi adeguatamente attrezzati per l attività di animazione e per l attività sportiva ed anche di un parcheggio auto situato in una zona che non turbi la tranquillità delle unità abitative. Gli alberghi, i motels ed i villaggi-albergo sono classificati in cinque classi, contrassegnati in ordine decrescente da cinque ad una stella. 5 Tratto da La Carta dei Dritti del Turista realizzato dalla Regione Siciliana nell ambito del Programma Generale di Intervento 2009/2010 Fondi Ministero dello Sviluppo Economico
12 Residenze turistico alberghiere Le residenze turistico-alberghiere sono definite come esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio e servizi accessori in unità abitative arredate, costituite da uno o più locali, dotate di servizio autonomo di cucina. Le residenze turistico-alberghiere sono classificate in tre classi, contrassegnate in ordine decrescente da quattro a due stelle. 2) Le strutture extra-alberghiere Campeggi I campeggi sono definiti come esercizi ricettivi all area aperta, a gestione unitaria, che in aree recintate ed attrezzate forniscono alloggio ed eventuali servizi complementari ai turisti provvisti di tende o di altri mezzi autonomi di pernottamento. I campeggi sono classificati in quattro categorie, contrassegnate in ordine decrescente da quattro a una stella. Villaggi turistici I villaggi turistici sono definiti come esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, attrezzati su aree recintate per la sosta ed il soggiorno, in allestimenti minimi, di turisti sprovvisti di norma di mezzi autonomi di pernottamento. Gli allestimenti minimi sono tende, roulottes, prefabbricati, unità abitative fisse e similari. Nelle unità abitative fisse o similari, non devono essere presenti più di 4 posti letto (non sovrapponibili). I villaggi turistici sono classificati in tre categorie, contrassegnate in ordine decrescente da quattro a due stelle a seconda degli allestimenti minimi offerti. Agriturismo Gli agriturismi sono definiti come i locali siti in fabbricati rurali nei quali viene dato alloggio a turisti da imprenditori agricoli. Le aziende agrituristiche sono classificate in stelle sulla base dei parametri posseduti e sono divise in cinque classi, contrassegnate in ordine decrescente da cinque a una stella. Affittacamere Gli esercizi di affittacamere sono definiti come strutture composte da non più di sei camere ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile nei quali sono forniti alloggi ed eventualmente servizi complementari, anche giornalmente ed in forma imprenditoriale, senza l obbligo della dimora del titolare. Gli esercizi di affittacamere devono possedere le caratteristiche strutturali ed igienico-sanitarie previste dalla vigente normativa regionale per i locali di civile abitazione. Rifugi alpini o montani I rifugi alpini o montani sono definiti come locali idonei ad offrire ospitalità in zone montane al di sopra di 600 m di altitudine. Sono classificati in un unica classe contrassegnata da una stella. Ostelli della gioventù e case per ferie Gli ostelli della gioventù sono definiti come strutture ricettive attrezzate per il soggiorno dei giovani. Le case per ferie sono definite come strutture ricettive attrezzate per il soggiorno di persone e sono gestite da enti pubblici, da associazioni o enti religiosi operanti, senza fini di lucro, per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive, nonché da enti o aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e dei loro familiari. Entrambe queste strutture sono classificate in un unica categoria contrassegnata con una stella. Case ed appartamenti per vacanza Le case e gli appartamenti per vacanza sono definiti come immobili arredati e gestiti in forma imprenditoriale per l affitto ai turisti, senza offerta di servizi centralizzati, nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità non superiore ai tre mesi consecutivi. Le case e gli appartamenti per vacanze devono possedere le caratteristiche strutturali ed igienico-sanitarie previste dalla vigente normativa regionale per i locali di civile abitazione. Bed and Breakfast I Bed and Breakfast sono definiti come strutture ricettive esercitate da soggetti che avvalendosi della propria organizzazione familiare, utilizzano parte della loro abitazione fino ad un massimo di tre camere e per non più di 4 posti letto a camera non sovrapponibili, fornendo il servizio di alloggio e di prima colazione. I Bed and Breakfast sono classificati in tre categorie, contrassegnate in ordine decrescente da tre ad una stella. 3) Gli stabilimenti balneari Gli stabilimenti balneari sono esercizi posti su un area demaniale marittima dove si svolge un attività, anche gratuita, turistico-balneare nonché di tipo nautico (balneazione con eventuale noleggio di ombrelloni, sedie a sdraio, cabine e/o spogliatoi, solarium, nautica a vela ed a motore)
13 Lungo la costa della Regione Siciliana sono dislocate numerose strutture finalizzate a servizi turistico-balneari. Ogni struttura deve: attivare un efficiente servizio di soccorso e salvataggio previsto dalle specifiche ordinanze della Capitaneria di Porto; essere dotata di servizi igienici, cabine, spogliatoi, docce al coperto, docce all aperto, servizi per disabili, contenitori per la raccolta dei rifiuti, impianto antincendio secondo la normativa vigente; esercitare un efficace e continua sorveglianza in modo da prevenire incidenti alle persone; dotare le zone pericolose con cartelle di pericolo; effettuare un efficiente servizio di pulizia della zona assegnata. Sulle spiagge e presso le strutture balneari è vietato: il tiro a secco di imbarcazioni; il transito e la sosta di animali al di fuori delle aree appositamente attrezzate; lo svolgimento di attività che possano arrecare danno o molestie alle persone; l accensione di fuochi; il campeggio od il pernottamento sulla spiaggia. Scheda approfondimento Il contratto d albergo Il contratto d albergo è l accordo con il quale l albergatore si impegna nei confronti del cliente, dietro il pagamento di un prezzo, a fornire alloggio ed eventuali ulteriori servizi accessori. Gli aspetti su cui è necessario porre l attenzione sono: la prenotazione; le regole di condotta da osservare durante il soggiorno in albergo; il deposito di bagagli, o altri beni, presso la struttura. La prenotazione Con la prenotazione l albergatore si impegna a tenere a disposizione del turista un alloggio ed a predisporre altri servizi concordati. La prenotazione può essere effettuata presentandosi direttamente nella struttura, o tramite telefono, o tramite lettera, o tramite un intermediario (agenzia di viaggi o tour operator) o, ancora, tramite internet. nota 6 Generalmente si distingue tra prenotazione semplice, che può essere anche solo verbale e che non comporta l obbligo da parte del turista di anticipare alcuna somma, e prenotazione rafforzata quando il turista, invece, paga una somma di denaro comunque denominata (acconto, caparra, anticipo). È consigliabile chiedere sempre all albergatore l invio di una conferma scritta della prenotazione effettuata, con indicazione dei termini della durata del soggiorno, le prestazioni concordate e le tariffe applicate. Da parte sua il turista ha il dovere di avvertire l albergatore in caso di ritardo nell arrivo o rinuncia; diversamente potrebbe perdere la caparra o, teoricamente, l albergatore potrebbe chiedergli il risarcimento del danno, se riesce a dimostrare che la stanza prenotata è rimasta inutilizzata proprio a causa della mancata disdetta. È necessario quindi ricordare che i tempi con cui i turisti possono disdire, senza incorrere in una prenotazione, variano da albergo ad albergo e di solito vengono comunicati all atto della prenotazione. I diritti e doveri delle parti 6 I doveri principali del cliente sono: pagare l importo concordato per l alloggio e per tutti gli altri servizi utilizzati; liberare la camera nei tempi previsti dall albergatore; rispettare le regole interne della struttura che devono essere preventivamente portate a conoscenza dell ospite (ad esempio il divieto di introdurre animali o di portare bevande o alimenti in camera). Al momento di pagare il conto, il cliente-turista deve sempre controllare che la tariffa calcolata sia quella effettivamente pubblicizzata o concordata. A tale proposito, è importante ricordare che i prezzi di listino devono essere intesi comprensivi di IVA. 6 Tutte le disposizioni sopracitate relative ai diritti ed ai doveri del turista nella fruizione delle strutture alberghiere si applicano anche alle altre strutture ricettive 24 25
14 L albergatore ha l obbligo di: ricevere ed offrire i propri servizi a qualsiasi cliente senza discriminazioni; solo la mancanza di disponibilità di alloggi o l omessa presentazione di un documento di identità, può essere motivo di rifiuto da parte dell albergatore; fornire al cliente una camera ed i servizi accessori che hanno requisiti corrispondenti a quelli concordati; garantire la sorveglianza, l igiene, la sanità e la sicurezza dei luoghi in cui il servizio si svolge. L albergatore che non venga pagato, ha per legge il diritto di rivalersi sulle cose portate dal cliente in albergo. Il deposito di bagagli o altri beni presso la struttura L albergo è responsabile dei beni dei clienti. Al riguardo, è opportuno distinguere tra beni portati o depositati dal cliente in albergo. Nel caso di beni portati in albergo (ad esempio gli oggetti che si tengono in stanza), la responsabilità dell albergatore, nel caso di distruzione, deterioramento o sottrazione, è limitata; il risarcimento, infatti, non può superare il limite massimo di cento volte il prezzo della camera. Il carattere limitato di tale responsabilità viene meno qualora deterioramento, distruzione o sottrazione, siano determinati da colpa dell albergatore o dei suoi collaboratori. Nel caso di beni che l albergatore ha avuto espressamente in custodia o che ha rifiutato di ricevere pur avendo l obbligo di custodire, la responsabilità è illimitata. I beni che l albergatore ha l obbligo di custodire sono carte valori, denaro contante ed oggetti di valore. L albergatore può rifiutarsi di custodire beni pericolosi o beni che hanno un valore eccessivo o enormi dimensioni rispetto all importanza ed alle condizioni di gestione della struttura. È consigliabile, all atto della consegna dei beni, richiedere all albergatore una ricevuta dove siano specificati tutti gli elementi fondamentali per l esatta individuazione dei beni lasciati in deposito e lo stato in cui si trovano. È il cliente, infatti, che, in caso di necessità, deve dimostrare il deterioramento, la distruzione, la sottrazione e il valore del bene. L esonero di responsabilità La responsabilità dell albergatore, sia per le cose portate in albergo, sia per quelle depositate, viene meno in presenza di determinate circostanze: se il deterioramento, la distruzione o la sottrazione delle cose sono causati dal cliente, dalle persone che lo accompagnano, che sono al suo servizio o che gli fanno visita; se il deterioramento, la distruzione o la sottrazione delle cose sono dovute alla natura stessa del bene coinvolto o al verificarsi di cause di forza maggiore. Per ottenere il risarcimento del danno subito, il cliente deve immediatamente denunciare l accaduto all albergatore. I veicoli Per i veicoli sussiste la responsabilità dell albergatore per il furto o il danneggiamento di questi beni quando: il cliente lascia il proprio veicolo in custodia (eventualmente pagando un costo aggiuntivo) presso il parcheggio della struttura alberghiera; il cliente usufruisce di una struttura per il parcheggio, che, in base alla presenza di circostanze univoche, può essere ritenuta soggetta alla custodia del personale alberghiero. È importante ricordare che non hanno valore le dichiarazioni presenti in avvisi affissi all interno delle strutture con le quali si rende noto, ad esempio, che la direzione declina ogni responsabilità per il furto o lo smarrimento dei beni consegnati (o non consegnati) in custodia
15 Scheda di approfondimento Il ristorante Il ristoratore ha l obbligo di esporre il menù con i relativi prezzi delle singole portate. Prima di entrare nel locale è bene, quindi, accertarsi dei costi del locale per capire se è adeguato alla volontà di spesa. Proprio per questo motivo è opportuno chiedere sempre il menù, anche quando il ristoratore non lo consegna e fa offerte verbali dei piatti del giorno. Il servizio, il coperto, il pane o altri costi devono essere riportati nel menu, in modo che il cliente abbia contezza del costo reale dell intero pasto. È bene verificare anche i costi del vino, che ovviamente possono essere più elevati di altre bevande. Alla fine del pasto il ristoratore deve consegnare la ricevuta fiscale, in cui vengano dettagliatamente indicare i costi, in modo che il turista possa verificare la corrispondenza con quelli riportati nel menu, compresi eventuali costi riferiti a servizio, coperto, pane, ecc.. È opportuno ricordare che mentre per l albergatore sussiste la responsabilità per tutte le cose portate dal cliente in albergo, per il ristoratore tale responsabilità sussiste, per le cose non affidategli in custodia, solo per quelle che vengono lasciate per utilizzare il servizio (cappotto, cappello, ombrello), restando invece sotto il controllo e sotto la responsabilità del cliente tutte le altre che non costituiscano intralcio alla consumazione del pasto. Pertanto, sulla scorta di tale principio, ad esempio, il ristoratore non è responsabile per la perdita da parte del cliente di un accendino d oro lasciato sul tavolo del locale, mentre è responsabile nel caso della sparizione di una pelliccia consegnata al cameriere per portarla nel guardaroba. ART. 5 (Imprese turistiche senza scopo di lucro) 1. Le associazioni che operano nel settore del turismo giovanile e per finalità ricreative, culturali, religiose, assistenziali o sociali, sono autorizzate ad esercitare le attività di cui all articolo 4, nel rispetto delle medesime regole e condizioni, esclusivamente per gli associati, anche se appartenenti ad associazioni straniere aventi finalità analoghe e legate fra di loro da accordi di collaborazione. 2. Le associazioni di cui al comma 1 assicurano il rispetto dei diritti del turista tutelati dall ordinamento internazionale e dell Unione europea. L art. 5 riprende sostanzialmente la definizione della precedente legge quadro sul turismo ma offre una definizione di impresa anche con riferimento a soggetti privati privi del fine di lucro. Esse hanno l obbligo di rispettare i diritti del turista. Interpretando letteralmente la norma, si ricava che tutte le associazioni, sia quelle di livello nazionale che locale, che vogliano svolgere attività di organizzazione e vendita di viaggi per i loro associati devono possedere i requisiti professionali (in primo luogo l assunzione di un direttore tecnico), di onorabilità e finanziari previsti dalle leggi regionali per l esercizio dell attività di agenzia di viaggio in forma imprenditoriale e che possono avviare l attività ottenendo dall autorità competente, vale a dire la Regione, l autorizzazione all avvio dell attività. SCHEDA SINTETICA TITOLO I Articolo Oggetto Sintesi 1 Ambito di applicazione Viene stabilito che il Codice: a) contiene norme necessarie all esercizio delle funzioni amministrative in materia di turismo; b) provvede al riordino, al coordinamento ed all integrazione delle vigenti disposizioni legislative statali 4 Imprese turistiche Definisce le imprese, precisando che la loro iscrizione al registro delle imprese costituisce condizione necessaria per usufruire di agevolazioni 5 Imprese turistiche senza scopo di lucro Definisce tali imprese precisando che possono esercitare le attività turistiche esclusivamente per gli associati 28 29
16 TITOLO II PROFESSIONI E FORMAZIONE NEL SETTORE TURISTICO CAPO I PROFESSIONI TURISTICHE ART. 6 (Definizione) 1. Sono professioni turistiche quelle attività aventi ad oggetto la prestazione di servizi di promozione dell attività turistica, nonchè servizi di ospitalità, assistenza, accompagnamento e guida, diretti a consentire ai turisti la migliore fruizione del viaggio e della vacanza, anche sotto il profilo della conoscenza dei luoghi visitati. Esercitano la professione turistica coloro che prestano attività incentrate sulla promozione turistica, su servizi di ospitalità, assistenza, accompagnamento e guida, diretti a far vivere ai turisti una migliore esperienza del viaggio e della vacanza, anche riguardo alla conoscenza dei luoghi visitati. Sono professioni del settore: La guida turistica: chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi di persone nelle visite a siti paesaggistici e naturalistici ed a beni di interesse turistico quali monumenti, opere d arte, musei, gallerie, scavi archeologici, illustrandone le caratteristiche culturali, storiche ed artistiche 7. Per esercitarla bisogna essere in possesso di una licenza rilasciata dagli enti locali a seguito di un esame di abilitazione che prevede la conoscenza di almeno una lingua straniera europea, conoscenze approfondite in campo storico-artistico, culturale e naturalistico relative all ambito territoriale di interesse. In particolare, i requisiti sono: il titolo di laurea in lettere con indirizzo in storia dell arte o in archeologia comporta la possibilità di non sostenere l esame abilitante o altre prove, salva previa verifica da parte dell Amministrazione Provinciale delle conoscenze linguistiche e del territorio di riferimento; 7 Art 1 della Legge Regione Siciliana 3 maggio 2004, n. 8 Disciplina delle attività di guida turistica, guida ambientale-escursionistica, accompagnatore turistico e guida subacquea per chi possiede solo il diploma di scuola media superiore, ottenere l abilitazione all esercizio della professione attraverso il superamento degli esami dei corsi di qualificazione professionale riconosciuti dall Amministrazione Provinciale, che si concludono con un esame ed il rilascio di un attestato. Possono accedere all esame di abilitazione, senza l obbligo di frequentare i corsi di qualificazione professionale, coloro che sono in possesso di abilitazione per guida turistica conseguita per altro ambito territoriale e, anche, i soggetti in possesso dei seguenti titoli di studio (con superamento di esame storia dell arte): laurea in scienza dei beni culturali; laurea con indirizzo archeologico; laurea in lingua e letteratura straniera; laurea in lettere; laurea in architettura; laurea in scienza del turismo; altra laurea ritenuta equipollente a quelle sopra indicate dalla competente autorità; L ammissione all esame di abilitazione è subordinata a: essere maggiorenni; essere in possesso del diploma di scuola media superiore; avere la conoscenza di almeno una lingua straniera; frequentare un corso di formazione per guida turistica. Spesso sono gli stessi enti locali ad organizzare i corsi di formazione; in alternativa è possibile frequentare un corso organizzato da scuole o enti di formazione professionale, che deve però essere riconosciuto dall autorità locale. La preparazione fornita dai corsi e richiesta in sede d esame è legata al territorio nel quale viene effettuato l esame, quindi si riferisce ad una determinata area geografica. Per quanto riguarda la Regione Siciliana, è istituito presso l Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti l albo professionale delle guide turistiche della Regione siciliana suddiviso nelle seguenti sezioni 8 : a) Sezione Sicilia occidentale, la cui iscrizione consente l esercizio della professione nelle province di Palermo e Trapani; 8 Art 2 della Legge Regione Siciliana 3 maggio 2004, n. 8 Disciplina delle attività di guida turistica, guida ambientale-escursionistica, accompagnatore turistico e guida subacquea 30 31
17 b) Sezione Sicilia centro-meridionale, la cui iscrizione consente l esercizio della professione nelle province di Caltanissetta, Enna ed Agrigento; c) Sezione Sicilia orientale, la cui iscrizione consente l esercizio della professione nelle province di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa; d) Sezione ad esaurimento, suddivisa in elenchi provinciali. L accompagnatore turistico: colui che, per professione, accompagna singole persone o gruppi durante i viaggi sul territorio nazionale o estero per curare l attuazione dei programmi di viaggio e assicurare i necessari servizi di assistenza per tutta la loro durata, fornendo significative informazioni di interesse turistico sulle zone di transito, con esclusione dell ambito di competenza della guida turistica. Generalmente è un lavoratore autonomo che lavora su incarico di tour operator, agenzie di viaggio ed enti di promozione turistica. In particolare: cura l attuazione del programma turistico prestabilito; fornisce le informazioni generali sulle località visitate (pur non sostituendosi alla guida turistica); presta assistenza per risolvere quei piccoli o grandi inconvenienti che si possono verificare durante un viaggio; gestisce gli adempimenti burocratici ed amministrativi del gruppo che accompagna; provvede alla sistemazione dei partecipanti negli alberghi; fa rispettare gli orari degli appuntamenti programmati. L accompagnatore, in linea generale, segue ed assiste un gruppo turistico dall inizio al termine di un viaggio organizzato in cui sia prevista tale figura. Deve perciò adoperarsi affinché il viaggio acquistato dal turista/cliente sia realizzato nel migliore dei modi, assicurandosi che tutti i servizi e le agevolazioni promesse dall organizzazione al cliente siano erogati, mediante controlli sul comfort delle strutture ricettive, sull efficienza del trasporto, sulla qualità dei pasti, sulla competenza delle guide locali, ecc.. Ha inoltre il compito di informare tutti i membri del gruppo sugli usi, i costumi, le leggi e le particolarità dei luoghi di transito e di destinazione, anche se a livello generico in quanto le informazioni più dettagliate sulla storia, i monumenti o le zone da visitare saranno fornite dalle guide turistiche locali. Deve altresì occuparsi delle formalità di frontiera e doganali e fare in modo che il gruppo (formato spesso da persone che non si conoscono fra loro fino al momento della partenza) sia ben amalgamato e possibilmente omogeneo. Infine, ha il com- pito di relazionare, all organizzazione per cui presta servizio, l andamento del viaggio, informandola di eventuali inconvenienti, lacune o problemi emersi. Nell ambito di questa attività esistono delle vere e proprie specializzazioni: l accompagnatore per viaggi outgoing, definito all estero tour manager, svolge un attività estremamente impegnativa: ha la responsabilità di condurre persone o gruppi fuori dai confini nazionali. Non a caso all estero questa figura viene definita manager: occorrono, infatti, capacità che non è eccessivo definire manageriali per gestire rapporti ed affrontare problemi che possono essere sempre diversi. Deve, quindi, essere in grado di esprimersi correntemente in varie lingue (possibilmente anche in quella del paese di destinazione); deve conoscere l itinerario e le località che verranno visitate, le linee di comunicazione e la prassi doganale e valutaria della nazione ospite. Pur senza sovrapporsi alla guida turistica locale deve conoscere e spiegare costumi, usi ed abitudini locali e fornire tutte quelle informazioni che permettono al turista di sentirsi a proprio agio; l accompagnatore in incoming viene definito all estero tour leader in quanto deve per qualche ora, giorno o settimana, nel proprio territorio, diventare capogruppo di comitive di turisti, sia italiani che stranieri, magari provenienti da diversi paesi. Deve aiutare lo straniero ad interpretare e capire la civiltà e la cultura del nostro paese e a promuovere l immagine dell Italia all estero; l accompagnatore in daily tour si dedica alle escursioni giornaliere. I suoi compiti sono gli stessi di chi opera nell incoming: animare la compagnia durante la gita; controllare che il programma offerto sia rispondente a quello stabilito; verificare che gli orari siano rispettati; fornire le informazioni generali sulle località visitate. il transferista svolge la sua attività di accoglienza durante i transfert, cioè assiste i passeggeri al momento dell imbarco, dell arrivo e durante gli eventuali brevi trasferimenti da un posto ad un altro. Queste mansioni, oltre che dall accompagnatore turistico professionista, sono in alcuni casi svolte anche da operatori dell agenzia che ha organizzato il viaggio o che segue una comitiva per conto di un tour operator straniero. L accompagnatore turistico è un professionista abilitato la cui attività, non priva di grandi responsabilità, si esplica nei limiti spazio-temporali di un determinato viaggio e richiede competenze, professionalità ed una conoscenza pressoché perfetta delle lingue straniere. L esercizio della professione è sottoposto ad un esame (regionale o provinciale) di abilitazione per ottenere il cosiddetto patentino. Generalmente è richiesto quale 32 33
18 requisito il possesso del diploma di scuola media superiore, non necessariamente di ambito turistico. La prova scritta può riguardare argomenti di geografia turistica italiana, europea ed extraeuropea, legislazione turistica e doganale e tecnica dei trasporti. Il colloquio orale riguarda, oltre agli argomenti già menzionati, anche materie come tecnica valutaria, elementi di legislazione turistica, compiti e norme dell attività professionale ed una o più lingue straniere a scelta del candidato. Per la preparazione dell esame è possibile seguire corsi di formazione propedeutici. Per quanto riguarda la Regione Siciliana, l abilitazione all esercizio dell attività di accompagnatore si consegue con la frequenza di appositi corsi, di durata non inferiore alle 300 ore, riservati a coloro i quali siano in possesso di diploma di scuola media superiore e con il superamento del relativo esame. I corsi sono organizzati dall Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti in collaborazione con le Università siciliane o con gli istituti di istruzione secondaria della Regione 9. Con il cosiddetto decreto Bersani 10 per gli accompagnatori turistici (come per le guide) vengono meno: l obbligo di autorizzazione preventiva allo svolgimento dell attività; il rispetto dei parametri numerici e i requisiti di residenza. È compito delle Regioni promuovere sistemi di accreditamento non vincolanti per le guide turistiche specializzate in particolari siti, località e settori. Inoltre, ai titolari di laurea o diploma universitario in materia turistica o titolo equipollente non può essere negato l esercizio dell attività di accompagnatore turistico, fatta salva la verifica delle conoscenze specifiche quando non siano state oggetto del corso di studi. È altresì importante sapere che i soggetti abilitati allo svolgimento dell attività di guida turistica nell ambito dell ordinamento giuridico del Paese comunitario 9 Art 4 della Legge Regione Siciliana 3 maggio 2004, n. 8 Disciplina delle attività di guida turistica, guida ambientale-escursionistica, accompagnatore turistico e guida subacquea 10 Il comma 4 dell articolo 10 del Decreto Legge 31 gennaio 2007, n. 7, recita: Le attività di guida turistica e accompagnatore turistico, come disciplinate dall articolo 7 della legge 29 marzo 2001, n. 135, e successive modificazioni, non possono essere subordinate all obbligo di autorizzazioni preventive, al rispetto di parametri numerici e a requisiti di residenza, fermo restando il possesso dei requisiti di qualificazione professionale secondo la normativa di cui alla citata legge n. 135 del Ai soggetti titolari di laurea in lettere con indirizzo in storia dell arte o in archeologia o titolo equipollente, l esercizio dell attività di guida turistica o accompagnatore turistico non può essere negato, né subordinato allo svolgimento dell esame abilitante di cui alla citata legge n. 135 del 2001 o di altre prove selettive, restando consentita la verifica delle conoscenze linguistiche soltanto quando le stesse non siano state oggetto del corso di studi di appartenenza operano in regime di libera prestazione di servizi, senza necessità di alcuna autorizzazione o abilitazione. La guida ambientale è colui che svolge le seguenti attività: conduce persone singole o gruppi di turisti in ambienti terrestri o acquatici, compresi parchi ed aree protette, illustrandone le caratteristiche ambientali; affianca, in ambito scolastico, il corpo insegnante in iniziative e programmi di educazione ambientale; individua, anche in collaborazione con enti o altre figure professionali, gli itinerari escursionistici con caratteristiche ambientali, definendone il miglior percorso secondo la validità delle interrelazioni degli aspetti legati al territorio e ne stabilisce il tracciato nonché le tappe e la più opportuna segnaletica e cartellonistica; gli itinerari possono svilupparsi anche in ambienti antropizzati, quali giardini o parchi urbani, per renderli didatticamente fruibili 11. La guida subacquea 12 : colui che accompagna in itinerari subacquei, singoli o gruppi, di massimo sei persone, in possesso di brevetto subacqueo riconosciuto descrivendo prima dell immersione il percorso, le caratteristiche della biologia, della flora e della fauna marina e fornendo significative informazioni sulle corrispondenti zone emerse. L iscrizione all albo è subordinata al conseguimento di un brevetto sportivo di livello equivalente a tre stelle CMAS (Confèdèration Mondiale des Activitès Subacquatiques) o di corrispondente livello per altre federazioni. CAPO II MERCATO DEL LAVORO ART. 7 (Percorsi formativi) 1. Allo scopo di realizzare percorsi formativi finalizzati all inserimento lavorativo nel settore del mercato turistico dei giovani laureati o diplomati, il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro delegato, di concerto con i Ministri dell istruzione, dell università e della ricerca, del lavoro e delle politiche sociali e della gioventù, d intesa con la Conferenza permanente per i rapporti 11 Art 5 della Legge Regione Siciliana 3 maggio 2004, n. 8 Disciplina delle attività di guida turistica, guida ambientale-escursionistica, accompagnatore turistico e guida subacquea 12 Art 7 della Legge Regione Siciliana 3 maggio 2004, n. 8 Disciplina delle attività di guida turistica, guida ambientale-escursionistica, accompagnatore turistico e guida subacquea 34 35
19 tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, è autorizzato, nell ambito delle risorse allo scopo disponibili a legislazione vigente, a stipulare accordi o convenzioni con istituti di istruzione, anche universitaria, con altri enti di formazione e con gli ordini professionali per lo svolgimento di corsi orientati alla preparazione dei giovani operatori. Il Codice prevede la possibilità di realizzare apposite convenzioni per percorsi formativi destinati ai giovani: l esigenza è quella di incrementare un circolo virtuoso, anche attraverso specifici collegamenti e accordi con il mondo della formazione, volto a garantire il lavoro sia a chi si affaccia al settore per la prima volta sia a chi opera stagionalmente. 13 Scheda di approfondimento Passaporto europeo delle competenze per la ricettività turistica 13 È arrivato anche in Italia il Passaporto europeo delle competenze per la ricettività, uno strumento che agevola in Europa il contatto tra le persone in cerca di lavoro soprattutto giovani - e i datori di lavoro nel settore dell accoglienza e del turismo. Questo Passaporto consente sia ai lavoratori sia ai datori di lavoro di superare le barriere linguistiche e di comparare le competenze dei lavoratori del settore della ricettività (un settore che presenta grandi potenzialità di crescita), al fine di agevolarne l assunzione. Nel Passaporto i lavoratori possono registrare, in un formato di facile accesso, tutte le abilità e competenze acquisite nel corso dell istruzione, della formazione e della esperienza lavorativa pratica; questo for mato integra il tradizionale curriculum vitae e consente ai datori di lavoro di superare velocemente le barriere linguistiche al fine di individuare i lavoratori competenti di cui hanno bisogno per colmare i loro posti vacanti agevolando, quindi, un migliore incontro tra l offerta e la domanda sul mercato del lavoro nel settore dell accoglienza e del turismo. Con questo Passaporto, pertanto, si: favorisce la mobilità dei candidati alla ricerca di un impiego: possono creare il proprio passaporto delle competenze selezionando le competenze acquisite da un apposito elenco (es.: cucina, accoglienza degli ospiti, trasporto in taxi, ecc.). Ciascuna competenza deve essere associata alle reali esperienze lavorative o formative acquisite e può essere confermata dai precedenti datori di lavoro o mediante diplomi. Le competenze selezionate vengono automaticamente tradotte nelle lingue europee desiderate. I candidati che aggiungono il passaporto delle competenze al loro CV possono essere certi che i datori di lavoro comprenderanno esattamente le mansioni svolte e gli insegnamenti acquisiti nel corso delle precedenti esperienze di lavoro o di formazione. aiutano i datori di lavoro a trovare collaboratori qualificati; infatti, indicando le competenze che stanno cercando, i datori di lavoro otterranno una selezione - filtrata di passaporti delle competenze e curricula vitae idonei provenienti da tutta Europa - comprendente un elenco estremamente vario di candidati che soddisfano al meglio i requisiti indicati nella descrizione del lavoro. Peraltro, i datori di lavoro che apprezzano il lavoro svolto dai loro collaboratori, possono confermare le competenze che essi hanno acquisito alle loro dipendenze per contribuire ad aumentare le loro possibilità sul mercato del lavoro. Il passaporto delle competenze nel settore dell accoglienza costituisce, pertanto, una versione moderna della lettera di presentazione: è semplice, è online ed ha un ventaglio di utilizzi molto più ampio. Il passaporto delle competenze è un iniziativa promossa da EURES e dalla Commissione europea in associazione con HOTREC, l associazione centrale che rappresenta alberghi, ristoranti, bar e strutture simili in Europa, e la Federazione sindacale europea degli addetti dell Agricoltura, dell Alimentazione e del Turismo (EFFAT). Il passaporto è ospitato nel portale europeo (disponibile in tutte le lingue ufficiali dell UE) della mobilità professionale EURES (https:// ec.europa.eu/eures/page/homepage?lang=it) 13 Tratto da
20 SCHEDA SINTETICA TITOLO II Art. Oggetto Sintesi 6 Definizione professioni turistiche 7 Percorsi formativi Viene stabilito che sono professioni turistiche le attività con oggetto prestazioni di servizi di promozione di attività turistica nonché di servizi per consentire ai turisti la migliore fruizione del viaggio e/o vacanza. Prevede lo svolgimento di corsi per preparare i giovani ad operare nel settore turistico TITOLO III MERCATO DEL TURISMO CAPO I STRUTTURE RICETTIVE E ALTRE FORME DI RICETTIVITA ART ART ART ART. 11 (art. 1 legge 25 agosto 1991, n. 284) (Pubblicità dei prezzi) Le leggi regionali regolano la corretta informazione e pubblicità dei prezzi stabiliti, prevedendo sanzioni in caso di inosservanza degli obblighi di comunicazione alla regione, nonché i controlli sulla effettiva applicazione delle tariffe comunicate. I prezzi dei servizi alberghieri e delle altre strutture ricettive 18 sono liberamente determinati dai singoli operatori (Legge 25 agosto 1991 n. 284). Gli operatori comunicano i prezzi di pernottamento nelle strutture alberghiere ed i prezzi delle strutture ricettive ai fini della vidimazione e della pubblicità Articolo dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale, con sentenza 2 aprile 2012, n Articolo dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale, con sentenza 2 aprile 2012, n Articolo dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale, con sentenza 2 aprile 2012, n Comma dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale, con sentenza 2 aprile 2012, n Ex Legge 17 maggio 1983, n. 217 e Legge della Regione Siciliana 6 aprile 1996, n Regio D. L. 24 ottobre 1935, n convertito in Legge 26 marzo 1936, n. 526 Il R.D.L. 24 ottobre 1935, n Modificazioni alle leggi 16 maggio 1932, n. 557, 22 dicembre 1932, n. 1732, e R.D. 26 aprile 1932, n. 406, relativi alla pubblicità dei prezzi degli alberghi, è stato richiamato dalla legge 25 agosto 1991, n. 284 Liberalizzazione dei prezzi del settore turistico e interventi a sostegno delle imprese turistiche. Infatti il decreto del «Ministero del turismo e dello spettacolo» 16 ottobre 1991 Determinazione delle modalità di pubblicazione dei prezzi delle strutture ricettive, nonché delle attività turistiche ad uso pubblico gestite in regime di concessione, riporta alcuni principi fondamentali del R.D.L. 2049/35 relativamente alla comunicazione ed alla formulazione delle tariffe. Il concetto innovativo che caratterizza la legge 284/91 è senz altro la liberalizzazione dei prezzi, che vengono così determinati dai gestori, senza alcuna imposizione esterna da parte di enti pubblici, il cui compito è quello, come già detto, di vigilare sulla corretta applicazione di quanto comunicato. CAPO II ALTRE STRUTTURE RICETTIVE ART ART ART CAPO III DISPOSIZIONI COMUNI PER LE STRUTTURE TURISTICO RICETTIVE ART ART ART. 17 (Sportello unico) 1. Al fine di garantire l applicazione dei principi di trasparenza, uniformità, celerità del procedimento ovvero la maggiore accessibilità del mercato si appli- 20 Articolo dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale, con sentenza 2 aprile 2012, n Articolo dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale, con sentenza 2 aprile 2012, n Articolo dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale, con sentenza 2 aprile 2012, n Articolo dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale, con sentenza 2 aprile 2012, n Articolo dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale, con sentenza 2 aprile 2012, n
Oggetto: Dichiarazione di illegittimità costituzionale di alcune disposizioni di cui al Codice del turismo Conseguenze.
Ufficio Legislativo e Affari Giuridici Roma, 12 aprile 2012 Alle Organizzazioni Regionali e Provinciali CONFESERCENTI Ai Responsabili territoriali ASSOTURISMO Loro sedi ed indirizzi Prot.n. 4357.11/2012
Ufficio Legislativo e Affari Giuridici Roma, 12 luglio 2011 Alle Organizzazioni Regionali e Provinciali CONFESERCENTI Ai responsabili territoriali ASSOTURISMO Prot. n. 4292.11/2011 GDA Loro sedi ed indirizzi