Source: http://www.antennasiantennano.info/2015/05/sentenza-della-wind-contro-il-comune-di-pescara-sul-ricorso-numero-di-registro-generale-401-del-2014/
Timestamp: 2017-06-23 08:37:56+00:00
Document Index: 118236019

Matched Legal Cases: ['art.87', 'art.87', 'art.87', 'art. 7', 'art.115', 'sentenza ', 'sentenza ']

SENTENZA della Wind contro il Comune di Pescara sul ricorso numero di registro generale 401 del 2014 | antenna sì antenna no
via di francesco » SENTENZA della Wind contro il Comune di Pescara sul ricorso numero di registro generale 401 del 2014	Postato on mag 27, 2015 in via di francesco | 0 commenti
N. 00216/2015 REG.PROV.COLL. N. 00401/2014 REG.RIC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’ Abruzzo sezione staccata di Pescara (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 401 del 2014, proposto dalla Wind Telecomunicazioni Spa, rappresentata e difesa dall’avv. Giuseppe Sartorio, con domicilio eletto presso Luca Di Rocco in Pescara, Via della Bonifica 48/1; contro Comune di Pescara – Sportello Unico Per L’Edilizia, rappresentato e difeso dall’avv. Paola Di Marco, con domicilio eletto presso l’Ufficio Legale Comunale; per l’annullamento del provvedimento del 03 ottobre 2014, con il quale il dirigente del Settore Attività Edilizie e Produttive del Comune di Pescara ha dichiarato la decadenza del titolo abilitativo formatosi sul silenzio-assenso e diffidato la società ricorrente dall’eseguire i lavori per la realizzazione di un impianto di telefonia mobile da ubicare su un’area sita in via Di Francesco a Pescara; di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Pescara; Viste le memorie difensive; Visti gli atti della causa; Relatore nell’udienza pubblica del giorno 14 maggio 2015 il cons. Dino Nazzaro e uditi per le parti i difensori: l’avv. Federico Pace, su delega dell’avv. Giuseppe Sartorio, per la società ricorrente, e l’avv. Paola Di Marco, per il Comune resistente; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO La società “Wind Telecomnìunicazioni” impugna la decadenza del titolo abilitativo, formatosi per silenzio assenso, ai sensi dell’art.87, comma 10, d.lgs. n. 259/2003, nonché la connessa diffida a realizzare l’impianto di telefonia mobile in Pescara (via Di Francesco). Tale ditta ha la licenza individuale per il servizio radiomobile pubblico (comunicazione numerica), che è adeguato allo sviluppo tecnico, con uso della banda larga; essa ha individuato un sito idoneo, per l’installazione di altro impianto, in un’area privata e ha acquisito i pareri favorevoli dell’Arta (10.06.2013), della regione Abruzzo (nulla-osta idrogeologico 05.07.2013), della Asl/Pe (nulla-osta del 17.06.2013) e dell’Enac (nulla –osta 07.10.2013). In data 26.06.2013, si sarebbe anche perfezionata la domanda, presentata il 28.03.2013, per “silentium” oltre gg.90 (art.87, comma9°, d.lgs. n. 259/2003). Il titolo abilitativo, non è contestato dall’Amministrazione, che, infatti, ha ne dichiarato la decadenza, bloccando l’inizio dei lavori, comunicati il 22.09.2014, della radio base “La Madonna” (codice sito “P”015”), con provvedimento 03.10.2014 (decadenza-diffida). Parte ricorrente impugna la dichiarata decadenza, per mancato avviso dell’avvio del procedimento, istruttoria e motivazione carente. La difesa del Comune contesta le tesi ricorrenti, come da memorie, e insiste per il rigetto del gravame. ==L’art.87 citato, prevede (comma10) un termine decadenziale (12mesi), ai fini del provvedimento espresso, una volta acquisiti tutti i pareri prescritti, trascorsi i quali, vi è il silenzio-assenso. Trattandosi di un termine “ope legis”, la procedura di cui all’art. 7ess. (l. n. 241/1990), può, per esigenze di celerità, essere superata; nella fattispecie, inoltre, con nota 05.11.2013, la Wind ha già osservato l’avvenuta formazione del “silentium” e, il principio di economia amministrativa giustifica la possibilità di una rapida conclusione procedimentale, essendovi già stato un contraddittorio “inter partes”, anche attraverso la richiesta di revoca in autotutela, a sua volta riscontrata (06.10.2014, n.prot.Pec, 53) da parte della ditta interessata, realizzando così un effettivo contraddittorio. Nella presente fattispecie, alla decadenza si unisce la diffida operativa, quale atto di completamento del primo e comunque di valore ostativo per l’attività della ditta. Richiedere una motivazione ulteriore anche per la diffida, rispetto all’intervenuta decadenza “ope legis”, non ha pregio, perché il dato normativo è preminente e assorbente, non avendo l’Amministrazione alcuna discrezionalità valutativa più ampia. Fondato è, invece, il motivo dell’erroneità della decorrenza dei mesi12 dalla realizzazione del sito, ignorandosi i pareri e i nulla-osta da acquisire presso altri organismi indicati dal legislatore. L’Arta ha rilasciato il suo parere in data 10.06.2013, la Regione ha espresso il suo nulla-osta (n-o) idrogeologico in data 05.07.2013, l’Asl, ha dato il suo n-o il 17.06.2013, l’Enac, infine, lo ha inviato in data 07.10.2013. Alla data dell’atto di decadenza (03.10.2014), il termine completo di mesi12 non è ancora spirato per pochi giorni e comunque, “ex adverso”, non è stato dimostrato nulla in contrario, con una diversa documentazione probatoria. Il n-o, dell’Enac, non è un semplice parere consultivo, acquisibile “ex post”, ed è necessariamente preventivo, attenendo alla sicurezza aereonautica (art.115, comma 3°, d.lgs. n. 259/2003). Il richiamo, da parte del Comune, alla sentenza n. 519/2014 di questo Tribunale, appare improprio perché, in tale fattispecie, tra la domanda e la decisione, sono trascorsi gg.415 e l’Enac si è pronunciata non “ex post”, bensì, sempre preventivamente alla decisione finale del 30.01.2014, in data 06.03.2013. Conclusivamente il ricorso va accolto, come da motivazione, con annullamento degli atti impugnati. Le spese di causa, valutati tutti gli aspetti della contorta vicenda, sono equamente compensate. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo sezione staccata di Pescara (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo ACCOGLIE. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa. Così deciso in Pescara nella camera di consiglio del giorno 14 maggio 2015 con l’intervento dei magistrati: Michele Eliantonio, Presidente Dino Nazzaro, Consigliere, Estensore Massimiliano Balloriani, Consigliere L’ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 21/05/2015 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.) Share This: