Source: https://temi.camera.it/leg17/temi/il_riordino_delle_forze_armate__delle_funzioni_di_polizia_e_accorpamento_del_corpo_forestale.html
Timestamp: 2019-10-23 15:53:10+00:00
Document Index: 159351005

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 33']

I decreti legislativi nn. 94 e 95 del 2017 recano, rispettivamente, disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate e disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia .
A sua volta il decreto legislativo 177 del 2016 , nel più generale processo di razionalizzazione delle funzioni di polizia, ha disciplinato il processo di assorbimento del Corpo forestale dello Stato in relazione alle funzioni trasferite, nell'Arma dei Carabinieri, nella Polizia di stato, nel Corpo della Guardia di finanza, nel Corpo dei vigili del fuoco, nonché l'assegnazione di un contingente di personale al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.
Gli schemi dei richiamati provvedimenti legislativi sono stati previamente sottoposti al prescritto parere delle competenti commissioni parlamentari.
Il riordino delle Forze armate: il decreto legislativo n. 94 del 2017
Il povvedimento di riordino dei ruoli delle forze armate, adottato in attuazione della delega prevista dall'articolo 1, comma 5 della legge n. 244 del 2012, ha carattere trasversale e riguarda tutti i ruoli del personale militare. Le disposizioni in esso contenute incidono sul reclutamento, avanzamento, formazione, compiti, responsabilità e sui trattamenti economici connessi agli accresciuti impegni.
Più nel dettaglio e in estrema sintesi per i marescialli sono revisti:
il riconoscimento della carriera a sviluppo diretivo;
il conseguimento della laurea;
nuove e maggiori funzioni e responsabilità;
il grado apicale di luogotenente e ulteriore qualifica di Primo Luogotenete.
Per i sergenti è prevista:
la riduzione delle permanenze ai fini dell'avanzmento in carriera;
la possibilità di transitare al ruolo superiore, attraverso un concorso per titoli, per coloro che rivestono il grado apicale del ruolo;
nuove opportunità per l'accesso al ruolo degli ufficiali;
introduzione della qualifica "speciale".
Per i graduati è prevista:
la riduzione delle permanenze ai fini dell'avanzamento in carriera;
l'introduzione di una "qualifica speciale";
la possibilità di transitare al ruolo superiore, attraverso un concorso per titoli, per il personale di grado apicale;
l'opportunitàò di accesso al ruolo degli ufficiali in forma definitiva.
Per gli ufficiali sono previsti:
riconoscimento carriera a sviluppo dirigenziale;
nuovi e maggiori funzioni, ivi compresi maggiori poteri di spesa;
conseguimento del grado di maggiore a 15 anni dall'ingresso in accademia.
L' articolo 1, comma 5, della legge n. 244 del 2012 è stato novellato dall'articolo 7, comma 4- bis, del decreto legge n. 185 del 2015 al fine di contemplare, oltre alla possibilità per il Governo di adottare decreti correttivi o integrativi dei decreti legislativi attuativi della legge delega n. 244 del 2012, anche la previsione in base alla quale una quota parte non superiore al 50% dei risparmi di spesa di parte corrente di natura permanente derivanti da tale revisione - di cui all'articolo 4, comma 1, lett. c) e d) – deve essere impiegata per adottare ulteriori disposizioni integrative entro il 1° luglio 2017, al fine di assicurare la sostanziale equiordinazione delle Forze armate e delle Forze di polizia. In attuazione di tale disposizione è stato adottato il decreto legislativo n. 94 del 2017 .
Disposizioni comuni a più categorie
Il decreto legislativo n. 94 del 2017 reca una serie di disposizioni comuni a più categorie. Si stabilisce il principio generale in base al quale gli ufficiali hanno una carriera a sviluppo dirigenziale e unitario e sono distinti in tre componenti: ufficiali generali e ammiragli, ufficiali superiori e ufficiali inferiori. La categoria dei sottufficiali è comprensiva dei ruoli marescialli (per i quali il Codice prescrive il conseguimento della laurea) e sergenti, gli uni con carriera a sviluppo direttivo e gli altri esecutivo. Inoltre per i gradi apicali di entrambi i ruoli, è prevista l'attribuzione di specifiche qualifiche connesse all'assunzione di funzioni di particolare rilievo in relazione al ruolo d'appartenenza e all'anzianità posseduta. La categoria dei graduati, comprende il ruolo dei volontari in servizio permanente (da caporal maggiore a caporal maggiore capo scelto), caratterizzati da una carriera a sviluppo meramente esecutivo, e quella dei militari di truppa, nel cui alveo sono ricompresi i militari di leva, i volontari in ferma prefissata e, più in generale le varie tipologie di allievi (carabinieri, finanzieri, frequentatori delle Accademie/scuole militari, etc.). E', evidenziato il carattere di specialità dell'ordinamento del personale militare prevedendo, all'uopo, l'applicazione delle norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze della Pubblica amministrazione solo se espressamente richiamate. Le corrispondenze con le qualifiche degli appartenenti alle Forze di polizia a ordinamento civile sono aggiornate alla luce dei nuovi gradi e qualifiche previsti nell'ordinamento militare.
l'esclusione, per il personale militare in servizio che partecipa a concorsi interni dalla misurazione dei parametri fisici correlati alla composizione corporea, alla forza muscolare e alla massa metabolicamente attiva;
la possibilità di incrementare i volumi dei reclutamenti annuali nei ruoli iniziali, in presenza di specifiche esigenze funzionali, connesse alle emergenze operative derivanti da attività di soccorso e assistenza in Patria e all'estero, ovvero al controllo dei flussi migratori e al contrasto alla pirateria;
il calcolo dei periodi di congedo straordinario nell'anzianità giuridica valida ai fini della progressione di carriera.
In estrema sintesi le modifiche in materia di ufficiali sono finalizzate: all'istituzione di una carriera unitaria a sviluppo dirigenziale, ad una revisione della permanenza nei gradi e, infine, ad un nuovo trattamento economico in particolare dal grado di maggiore a generale correlato alle piene funzioni dirigenziali conferite a partire dall'ingresso nella categoria degli ufficiali superiori e, conseguentemente, il superamento dell'attuale trattamento economico della c.d. "omogeneizzazione".Le modifiche riguardano reclutamento, stato giuridico e avanzamento del personale militare appartenente alla categoria degli ufficiali.
è esteso l'esercizio del potere di spesa a tutti gli ufficiali superiori che esercitano la funzione di comando/direzione di organismi militari provvisti di autonomia amministrativa;
è eleminata la distinzione tra ufficiali inferiori e superiori;
è innalzato a 35 anni il limite di età per la partecipazione ai concorsi straordinari per ufficiali dei ruoli normali;
è elevato a 35 anni il limite di età ed è prescritto il possesso almeno della laurea (triennale). Con riguardo ai frequentatori delle Accademie militariè inoltre previsto che possono accedere anche: i frequentatori dei corsi normali che siano comunque in possesso di un titolo di studio non inferiore alla laurea; gli iscritti ai corsi universitari quinquennali a ciclo unico, coloro che abbiano superato gli esami del terzo anno e siano idonei in attitudine militare, purché, conseguano tale titolo di studio entro l'anno di inserimento in aliquota per la promozione a capitano,
gli ufficiali impiegati nelle sedi delle Rappresentanze diplomatiche all'estero in qualità di Addetti militari e l'ufficiale generale cui è stata conferita la carica di Consigliere militare della Presidenza del Consiglio dei ministri sono considerati in soprannurnero agli organici per massimo di 155 unità,
è prevista la ricostruzione della carriera per il personale militare che, avendo prestato servizio presso altre pubbliche amministrazioni, rientra nella Forza armata di appartenenza.
Tra le disposizioni transitorie si segnalano
una disciplina transitoria, sino all'anno 2022 per la partecipazione al concorso nel ruolo speciale riservato ai primi marescialli e ai luogotenenti;
una disciplina transitoria, dal 1°gennaio 2017 fino al 31 ottobre 2019, per la formazione delle aliquote degli ufficiali;
la regolazione in via transitoria della permanenza minima nel grado di Generale di divisione e gradi corrispondenti per la promozione al grado superiore.
Con riguardo alla categoria dei sottufficiali e dei graduati, il provvedimento istituisce il grado di luogotenente, in luogo dell'attuale qualifica, introduce un nuovo sistema di avanzamento "a scelta, per terzi", per il grado di primo maresciallo e la riduzione delle permanenze nei gradi di caporaI maggiore capo (- 1 anno), sergente (- 2 anni) e sergente maggiore (- 3 anni). Anche in questo caso le funzioni e i compiti che il provvedimento correla a ciascun grado comporta una revisione dei relativi parametri stipendiali.
Il testo, inoltre, specifica lo sviluppo direttivo della carriera del ruolo marescialli, quello esecutivo del ruolo sergenti e quello meramente esecutivo del ruolo dei volontari di truppa in servizio permanente.
Le modifiche riguardano il reclutamento, lo stato giuridico e l'avanzamento del personale militare appartenente al ruolo dei marescialli.
è inserito il nuovo grado di luogotenente e le qualifiche di "primo luogotenente"; "luogotenente carica speciale" per l'Arma dei carabinieri; "luogotenente cariche speciali" per il Corpo della Guardia di finanza, la "qualifica speciale" per i sergenti maggiori capi e gradi corrispondenti;
sono individuate le categorie di personale che possono accedere, tramite il concorso interno al ruolo dei marescialli;
è prevista la possibilità per i sergenti vincitori di concorso per il ruolo marescialli di essere destinati, al termine del corso nella sede di servizio e di provenienza, tenuto conto delle esigenze dell'Amministrazione o, laddove possibile, in altre sedi di preferenza espresse dall'interessato;
il periodo di permanenza minima ai fini dell'avanzamento al grado di luogotenente è fissato in un periodo minimo di otto anni.
Tra le disposizioni transitorie si segnalano:
limitatamente all'anno 2018, è bandito un concorso straordinario, per titoli ed esami, per il reclutamento nei ruoli dei Marescialli dell'Esercito italiano, della Marina militare e dell' Aeronautica militare, riservato al solo personale militare appartenente ai ruoli dei sergenti e volontari in servizio permanente;
fino al conferimento delle promozioni relative all'anno 2021,l'avanzamento al grado di primo maresciallo avviene a scelta e per concorso per titoli di servizio ed esami. Si dispone, inoltre, che l'avanzamento per concorso per titoli di servizio ed esami sia riservato ai marescialli capo e gradi corrispondenti in possesso del diploma di istituto secondario di secondo grado;
è riconosciuto, a partire dal 1°gennaio 2017, il grado di luogotenente ai primi marescialli già aventi la qualifica di luogotenente, mantenendo l'anzianità di servizio e con anzianità di grado corrispondente all'anzianità nella qualifica.
Le modifiche riguardano il reclutamento, lo stato giuridico e l'avanzamento del personale militare appartenente al ruolo dei sergenti.
è previsto un il limite minimo del cinquanta per cento dei posti disponibili mediante concorso per titoli riservato agli appartenenti ai ruoli dei volontari in servizio permanente dell'esercito italiano, della marina militare e dell'aeronautica militare; per quelli con un' anzianità minima di dieci anni nel ruolo, è prevista una riserva al massimo del cinquanta per cento dei posti disponibili;
sono previsti profili di maggiore responsabilità e operatività per il grado apicale del ruolo dei sergenti con "qualifica speciale";
sono ridotti i periodi di permanenza per l'avanzamento ai gradi di sergente maggiore capo e di sergente maggiore, rispettivamente da sette a quattro anni e da sette a cinque anni.
una disciplina transitoria volta a salvaguardare i concorsi banditi prima del 1° gennaio 2017, già in atto all'entrata in vigore del decreto legislativo in esame;
la graduale applicazione delle nuove permanenze nel grado di sergente maggiore, ai fini della promozione al grado di sergente maggiore capo;
i criteri di permanenza nel grado di sergente maggiore capo ai fini della corresponsione del parametro stipendiale previsto per i sergenti maggiori capo con quattro anni di anzianità.
Le modifiche riguardano il reclutamento, lo stato giuridico e l'avanzamento del personale militare appartenente al ruolo dei graduati e militari di truppa.
l'attribuzione della nuova "qualifica speciale" per i caporalmaggiori capi scelti;
il reclutamento di personale volontario in ferma prefissata quadriennale nelle componenti specialistiche, fondamentali per il mantenimento dell'elevata valenza operativa delle Forze armate;
maggiore responsabilità e operatività per il grado apicale del ruolo dei volontari in servizio permanente con "qualifica speciale";
riduzione dei periodi di permanenza per l'avanzamento al grado di caporalmaggiore capo scelto o grado corrispondente, conformemente al criterio di equiordinazione tra Forze armate e Forze di polizia;
il regime transitorio, per il 2017, degli avanzamenti dei caporal maggiori capi al grado di caporal maggiore capo scelto, tenuto conto della pregressa anzianità nel grado;
l'attribuzione della qualifica speciale in favore dei caporal maggiori capi scelti che, alla data del 31 dicembre 2016, hanno già maturato una certa anzianità nel grado.
Disposizioni concernenti il riordino dell'Arma dei Carabinieri
Il Capo II del decreto legislativo n. 95 del 2017 , suddiviso in sette sezioni, reca una serie di novelle al Codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010 , concernenti diversi profili che regolano l'ordinamento del personale dell'Arma dei Carabinieri. Nello specifico, la prima sezione reca disposizioni generali concernenti le dotazioni e i ruoli, mentre le successive sezioni II, III, IV e V, dispongono, rispettivamente, in merito ai ruoli degli Ufficiali, degli Ispettori, dei Sovrintendenti, degli Appuntati e dei Carabinieri. Da ultimo, la sezione VI prevede norme concernenti l'ordinamento dell'Arma dei Carabinieri e la VII norme di coordinamento e finali.
Le dotazioni complessive
Le nuove disposizioni modificano le dotazioni complessive dell'Arma dei carabinieri ed introducono una nuova procedura per la successiva rideterminazione. Più in particolare vengono aumentate le consistenze organiche degli ufficiali e dei sovrintendenti, mentre diminuisce quella degli ispettori, degli appuntati e dei carabinieri.
In estrema sintesi la consistenza organica:
degli ufficiali in servizio permanente passa da 4.188 a 4.207 unità;
del ruolo ispettori passa da 30.979 a 30.956 unità. La nuova disposizione elimina la possibilità di riservare 13.920 unità ai marescialli aiutanti sostituti ufficiali di pubblica sicurezza e periti superiori;
del ruolo sovrintendenti passa da 21.182 a 21.701 unità. La nuova disposizione elimina i revisori dalla consistenza organica;
del ruolo appuntati e carabinieri passa da 65.464 di 58.877unità. La nuova disposizione elimina gli operatori e i collaboratori dalla consistenza organica.
Inoltre è previsto che le dotazioni potranno essere rideterminate con un decreto interministeriale (difesa, semplificazione e la pubblica amministrazione e economia).
Sono rimodulate anche le dotazioni extraorganiche dedicate alle esigenze specifiche dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali, per i beni e le attività culturali, dell' ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute, nonché della Banca d'Italia. In quest'ultimo caso si segnale una forte riduzione in cui il contingente complessivo passa da 2.000 a 1.000.
Infine si segnala che vengono lievemente modificate le dotazioni organiche complessive per i gradi di generale di divisione (da 22 a 24), di brigata (da 80 a 82)e colonnello (da 465 a 470). [art. 4]
E' prevista l'unificazione dei ruoli normale e speciale in un unico ruolo - ruolo normale -, l'istituzione del ruolo forestale, la ridenominazione del ruolo tecnico-logistico in ruolo tecnico. Inoltre è prevista la rimodulazione dei tre comparti del ruolo tecnico-logistico in amministrativo, tecnico-scientifico e sanitario psicologico.
L'alimentazione dei ruoli per l'Arma dei carabinieri, si distingue da quella delle Forze armate. [art. 5]
Per quanto riguarda gli ufficiali, i canali attraverso cui possono esser reclutati sono la frequenza dell'Accademia militare e i concorsi interni per titoli ed esami per i luogotenenti e per i militari dei ruoli non direttivi. Tra i requisiti necessari si segnalano il possesso della laurea magistrale in giurisprudenza e il non superamento del cinquantesimo anno di età (luogotenenti) e la laurea triennale a indirizzo giuridico e il non superamento del quarantesimo anno di età (ruoli non direttivi). La soglia minima per l'attivazione del reclutamento si verifica quando il numero dei sottotenenti che concludono nell'anno il corso di applicazione per essi previsto risulta inferiore a 1/26 (attualmente pari ad 1/13) della consistenza organica degli ufficiali inferiori del ruolo normale. Sono previste specifiche norme per armonizzare le immissioni del ruolo tecnico e del ruolo forestale con quelle dei ruoli normale riconoscendo a tutte le categorie le stesse possibilità di progressione interna e le medesime percentuali, Si dispone, infine, la possibilità per gli ufficiali ausiliari di partecipare al concorsi per l'accesso al ruolo tecnico e al ruolo forestale.
Con riferimento alla formazione la novità riguarda la durata del corso applicativo per gli ufficiali a nomina diretta provenienti dal mondo civile che passa da un anno a 2 anni e in riferimento ai corsi di applicazione (due anni) e di perfezionamento (un anno) per gli ufficiali provenienti dal concorso pubblico che hanno frequentato l'Accademia militare. Per i sottotenenti che provengono dai luogotenenti la durata del corso è di 6 mesi mentre per coloro che provengono dagli altri ruoli è di due anni. Il corso formativo per ufficiali del ruolo tecnico, passa da un periodo non inferiore a 6 mesi a un periodo non inferiore a 2 anni.
Per gli ufficiali del ruolo normale a nomina diretta viene prevista una ferma di 7 anni decorrenti dall'inizio del relativo corso di applicazione.
E' prevista l'esclusione dell'Arma dalle disposizioni sulle precedenze tra militari di differenti ruoli delle Forze armate e viene introdotta una specifica disciplina della precedenza in comando tra i ruoli degli ufficiali dell'Arma. In linea generale gli ufficiali del ruolo normale, mantengono la precedenza sugli ufficiali dei ruoli a esaurimento di grado uguale e sugli ufficiali di tutti gli altri ruoli dell' Arma di grado eguale.
Viene innalzato il grado dei componenti della Commissione ordinaria di avanzamento e la progressione di carriera avviene ad anzianità, per i gradi di tenente e capitano e a scelta, per i gradi di maggiore, tenente colonnello, colonnello, generale di brigata, generale di divisione e generale di corpo d'armata. Il periodo di comando/servizio validi ai fini dell'avanzamento degli ufficiali di complemento, è di almeno diciotto mesi continuativi di servizio.
Il maestro direttore e il maestro vice direttore della banda musicale sono inquadrati nel ruolo normale e non più nel ruolo speciale dell'Arma dei Carabinieri. [artt.6-10]
Per quanto riguarda gli ispettori, i canali attraverso cui possono esser reclutati sono per concorso pubblico e per concorso interno. La parte più consistente, pari al 70% è riservata al concorso pubblico mentre il restante 30% è riservato ai concorsi interni. In questo caso una percentuale pari al 20% è riservata agli appartenenti al ruolo dei sovrintendenti e il restante 10% al ruolo degli appuntati e carabinieri. I titoli di studio necessari per i sovrintendenti è il diploma di istruzione secondaria di secondo grado, mentre per il ruolo appuntati e carabinieri è la laurea triennale. Per entrambi i ruoli è prevista un' anzianità di servizio di almeno 4 anni.
Una volta superato il concorso, prima dell'immissione in ruolo, è necessario frequentare un corso biennale, per coloro che provengono dal concorso pubblico o semestrale per coloro che provengono dal concorso interno dai ruoli di sovrintendente, appuntato e carabiniere.
La novità introdotta riguarda il corso di qualificazione che si compone di due fasi, la prima dedicata al ruolo degli appuntati e carabinieri e la seconda a quello dei sovrintendenti. Varia anche la composizione delle commissioni d'esame prevedendo un luogotenente al posto di un maresciallo aiutante. Per l'accesso al ruolo ispettori da parte dei sovrintendenti è previsto il corso superiore di qualificazione invece del corso annuale.
Vi sono dei cambiamenti anche con riferimento ai compiti prevedendo la connotazione direttiva della carriera al fine di valorizzarne le funzioni e garantirne il transito, nella terza area funzionale delle Amministrazioni pubbliche. Vi è la possibilità per i luogotenenti (quale grado apicale del ruolo, in sostituzione dei marescialli aiutanti) di conseguire la nomina - a domanda - a sottotenente di complemento all'atto della cessazione dal servizio.
l'introduzione del grado (oggi qualifica) di luogotenente e la qualifica di carica speciale e la ridenominazione del grado di maresciallo aiutante sostituto ufficiale di pubblica sicurezza in maresciallo aiutante;
l'avanzamento "a scelta" (in luogo della "selezione per titoli") quale forma di avanzamento al grado di luogotenente;
i periodi di permanenza minima nel grado di maresciallo capo (8 anni) e di maresciallo aiutante (8 anni) per la promozione al grado superiore;
un anno di comando di stazione o di altra unità organizzativa individuata con determinazione del Comandante generale per conseguire il grado di maresciallo aiutante;
la promozione al grado di luogotenente e il conseguimento della qualifica di "carica speciale anche per il personale delle bande musicali.[artt. 11-16]
In estrema sintesi le modifiche che riguardano l'avanzamento di carriera sono volte a:
ridurre la durata della permanenza in servizio, da sette anni a quattro anni ai fini dell'accesso al ruolo dei sovrintendenti da parte degli appuntati, carabinieri scelti e i carabinieri in servizio permanente);
prevedere il possesso del requisito di due anni di servizio presso un Comando stazione per il concorso riservato agli appuntati scelti e relativo al reclutamento dei sovrintendenti;
stabilire una riserva di posti, ai fini dell'alimentazione del ruolo dei sovrintendenti, in favore del personale già in possesso di specializzazione in materia di sicurezza e tutela ambientale, forestale e agroalimentare (in luogo della nuova specializzazione).
Con riferimento alla formazione e all'addestramento dei sovrintendenti. Le novità riguardano lo svolgimento del corso di aggiornamento e formazione professionale degli appuntati scelti vincitori del concorso per sovrintendenti dell'Arma dei carabinieri, sia sulla durata del corso (durata non inferiore a un mese anziché tre mesi). È, inoltre, espunto il riferimento all'obbligatorietà di un esame orale al termine del corso ed è espressamente prevista la frequenza obbligatoria del corso ai fini della nomina a vice brigadiere.
Per quanto riguarda i compiti si segnala che alla nuova figura di brigadiere capo con la qualifica "qualifica speciale" può essere attribuito "il comando di piccole unità", inoltre l'impiego biennale presso i comandi di stazione è esteso anche ai vice brigadieri promossi a conclusione del corso accessibile ai ruoli di base.
la riduzione dei periodi minimi di permanenza nei gradi di vice brigadiere e brigadiere (dagli attuali 7 anni a 5 anni);
l'avanzamento a brigadiere capo "ad anzianità", in luogo dell'avanzamento a scelta
l'attribuzione della qualifica di "qualifica speciale" ai brigadieri con almeno 8 anni di permanenza nel grado che non si trovino nelle condizioni che determinerebbero la sospensione. [17-21]
Le modifiche introdotte riguardano la formazione, l'addestramento, le mansioni e l'avanzamento di carriera.
In estrema sintesi il titolo di studio per l'ingresso nel ruolo di base è quello di istruzione secondaria superiore, la licenza del primo ciclo superiore rimane per l'arruolamento nei gruppi sportivi.
Per le promozioni la permanenza nel grado è di:
4 anni e sei mesi per il passaggio da carabiniere a carabiniere scelto;
8 anni di permanenza nel grado di appuntato scelto per la qualifica di "qualifica speciale".
Razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale: il decreto legislativo n. 177 del 2016
Il decreto 177/2016 si inserisce nel quadro di un complessivo disegno di riorganizzazione dell'amministrazione centrale e periferica dello Stato, previsto dalla Legge delega 7 agosto 2015, n. 124 "Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche". L'intervento attua una parte della delega prevista dall'art. 8, comma 1, lett. a) di tale legge, nel punto in cui si prevede la razionalizzazione delle funzioni di polizia, la gestione associata dei servizi strumentali e l'assorbimento del Corpo forestale dello Stato in altra forza di polizia.
Il processo di trasferimento delle funzioni e del personale del CFS, ha evidenziato l'esigenza di apportare alcuni correttivi e integrazioni per la disciplina transitoria di alcuni profili e per chiarire l'assetto di alcune funzioni trasferite, a tal fine è stato emanato il Decreto legislativo 228/2017 , previamente sottoposta all'esame delle competenti commissioni parlamentari.
Con riferimento in particolare alla riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato all'interno dell'Arma dei Carabinieri il decreto interviene in maniera più incisiva con riferimento alle funzioni di polizia ambientale e agroalimentare, andando oltre il mero riordino delle competenze e prevedendo, a decorrere dal 1° gennaio 2017, l'attribuzione all'Arma di tutte le funzioni, il personale, le risorse logistiche, strumentali e finanziarie. Contestualmente sono garantiti gli attuali livelli di presidio del territorio e salvaguardate le professionalità esistenti all'interno del Corpo forestale. Alcune competenze sono peraltro assegnate, secondo un criterio di affinità con le rispettive attribuzioni istituzionali, al Corpo dei vigili del fuoco (lotta attiva contro gli incendi boschivi e loro spegnimento con mezzi aerei - art. 9), alla Polizia di Stato (ordine e sicurezza pubblica e contrasto della criminalità organizzata in ambito interforze - art. 10) e al Corpo della guardia di finanza (soccorso in montagna, sorveglianza delle acque marine confinanti con le aree naturali protette e controllo doganale in materia di commercio illegale della flora e della fauna in via di estinzione - art. 10). Sono altresì escluse dal trasferimento di competenze all'Arma dei carabinieri alcune attività di natura amministrativa, tra cui la rappresentanza e la tutela degli interessi forestali nazionali in sede comunitaria e internazionale e il raccordo con le politiche forestali regionali, cui provvederà il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Nella relazione illustrativa allo schema di decreto legislativo sottoposto all'esame parlamentare l l'Arma dei carabinieri veniva individuata come quella, tra le forze di polizia, funzionalmente più idonea ad assorbire il Corpo forestale e a consentire la piena attuazione del principio di delega sul riordino delle funzioni in materia ambientale e agroalimentare. Dal punto di vista organizzativo, infatti, l'Arma dei Carabinieri è la forza di polizia che presenta una capillare diffusione di presidi sul territorio. Anche dal punto di vista operativo essa garantisce la tutela agroambientale, in considerazione delle competenze specifiche sviluppate dai Carabinieri, con reparti specializzati come i NAC (Nuclei antifrodi Carabinieri), i NOE (Nuclei operativi ecologici) e i NAS (Nuclei antisofisticazioni e sanità), in materia di antisofisticazione alimentare, salute e illeciti ambientali. Le funzioni di polizia ambientale e agroalimentare, già svolte dal Corpo forestale, sono assolte dall' "Organizzazione per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare" all'interno dell'Arma dei carabinieri che, sarà posta anche alle dipendenze funzionali del MIPAAF e di essa potrà avvalersi anche il Ministero dell'ambiente.
A capo di tale organizzazione è posto un generale del "ruolo normale" dei Carabinieri e non un generale appartenente all'istituendo "ruolo forestale", il quale svolgerà l'incarico di Vice comandante. Tuttavia, fino al completamento delle procedure di assorbimento, il Capo del Corpo forestale continuerà ad esercitare le proprie funzioni.
Il transito è disposto tuttavia su base volontaria, anche perché ad esso consegue l'assunzione dello status di militare che caratterizza l'Arma dei carabinieri. Alla condizione giuridica di militare sono infatti connesse limitazioni di alcuni diritti costituzionalmente garantiti, quali lo sciopero e la costituzione o adesione ad associazioni di carattere sindacale (sostituite da organismi interni di rappresentanza, eletti dai militari).
Al fine di limitare il rischio di una riduzione del presidio territoriale, il provvedimento introduce pertanto meccanismi volti ad "indirizzare" il passaggio nell'Arma dei carabinieri e nelle altre amministrazioni destinatarie delle funzioni del Corpo forestale. Da un lato, viene offerto il mantenimento della sede di servizio, compatibilmente con il nuovo assetto organizzativo. Dall'altro, è garantita la permanenza nel c.d. "comparto sicurezza/difesa", cui sono connesse prerogative giuridiche ed economiche in ragione della specificità ad esso espressamente riconosciuta dalla legge (progressione di carriera, trattamento economico e pensionistico, ecc.). Anche gli avanzamenti nel grado e le età pensionabili sono salvaguardati rispettando i criteri attualmente esistenti.
Il personale può comunque chiedere di essere assegnato ad altra amministrazione statale rispetto a quella che sarà individuata con provvedimento del Capo del Corpo forestale dello Stato. È tuttavia previsto un meccanismo per limitare la flessibilità della procedura di transito. In caso di esito sfavorevole di tale domanda e di mancata ricollocazione entro la data del 31 dicembre 2016, il personale che non intenda rimanere assegnato all'amministrazione di destinazione cessa di appartenere al comparto sicurezza/difesa e nei suoi confronti si applicheranno le disposizioni relative al collocamento in disponibilità (art. 33, comma 8, del D.Lgs. n. 165/2001 ). In una prima fase transitoria è prevista l'istituzione di appositi "ruoli forestali" per ogni categoria di personale dell'Arma dei carabinieri (ufficiali, ispettori, sovrintendenti, appuntati e carabinieri) cui competerà la tutela forestale, ambientale e agroalimentare. In tali ruoli inizialmente confluirà il personale del Corpo forestale dello Stato, inquadrato secondo tabelle di corrispondenza con i gradi militari. A regime è prevista la costituzione di un apposito ruolo unicamente per il personale dirigente e direttivo ("ruolo forestale degli ufficiali dell'Arma dei carabinieri"), mentre per le restanti unità sono previste "specializzazioni" all'interno degli ordinari ruoli dei carabinieri. Tale personale sarà appositamente reclutato e formato, in modo da garantire un elevato livello professionale nel settore della tutela ambientale, forestale e agroalimentare e con il vincolo di impiego almeno decennale nella relativa specializzazione.
Per effetto dell'assorbimento del Corpo forestale nell'Arma dei carabinieri sono previsti risparmi significativi sul fronte delle spese per strutture immobiliari (a regime, circa 12,2 milioni di euro). Entro due anni dall'entrata in vigore del decreto è infatti prevista la possibilità di recedere (anche in deroga alle eventuali clausole difformi previste contrattualmente) dai contratti di locazione relativi a presidi giudicati non più confacenti agli scopi istituzionali. Devono però considerarsi anche i costi iniziali riferibili alle attività di integrazione e omogeneizzazione tra le due amministrazioni (1,45 milioni di euro, per il solo anno 2017).