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Timestamp: 2017-03-27 12:35:32+00:00
Document Index: 63882730

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art.2', 'art.84', 'art.2760', 'art. 2954', 'art.1783', 'sentenza ']

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Antonella Miletti » 10.La normativa in materia di turismo
La normativa in materia di turismo
La Carta dei diritti dei turisti
Il cd. Codice del consumo. I servizi turistici
Contratti alberghieri e contratti di allotment
Crediti dell’albergatore
Prescrizione dei diritti degli albergatori
Il deposito in albergo. Responsabilità per le cose consegnate e obblighi dell’albergatore.
Limiti della responsabilità. Responsabilità per colpa dell’albergatore.
Obbligo di denuncia del danno da parte del cliente senza ritardo.
Nullità dei patti che limitano o escludono preventivamente la responsabilità dell’albergatore. Categorie assimilate.
La normativa in materia di turismo (segue)
La legge 29 marzo 2001, n.135, “Riforma della legislazione nazionale del turismo” afferma che la Repubblica:
i) promuove la ricerca, i sistemi informativi, la documentazione e la conoscenza del fenomeno turistico;l) promuove l’immagine turistica nazionale sui mercati mondiali, valorizzando le risorse e le caratteristiche dei diversi ambiti territoriali.
La stessa legge stabilisce che sono:
imprese turistiche quelle che esercitano attivita’ economiche, organizzate per la produzione, la commercializzazione, l’intermediazione e la gestione di prodotti, di servizi, tra cui gli stabilimenti balneari, di infrastrutture e di esercizi, compresi quelli di somministrazione facenti parte dei sistemi turistici locali, concorrenti alla formazione dell’offerta turistica;
professioni turistiche quelle che organizzano e forniscono servizi di promozione dell’attivita’ turistica, nonche’ servizi di assistenza, accoglienza, accompagnamento e guida dei turisti.
L’art.4 (Promozione dei diritti del turista) della legge n.135 del 2001 afferma che:
la Carta dei diritti del turista, redatta dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, in almeno quattro lingue, sentite le organizzazioni imprenditoriali e sindacali del settore turistico, nonche’ le associazioni nazionali di tutela dei consumatori contiene:
La Carta dei diritti dei turisti (segue)
Le agenzie di viaggio e turismo sono quelle imprese turistiche che esercitano attività di produzione, organizzazione, presentazione e vendita a forfait o provvigione, di elementi isolati o accordati di viaggi o soggiorni ovvero attività di intermediazione nei predetti servizi o anche entrambe le attività, ivi comprese l’assistenza e l’accoglienza ai turisti (art.2 d.lgs. n.392 del 1991 e legge n.135 del 2001).
Tour operator: con questo termine suole indicarsi l’agenzia di viaggi che non opera attività di vendita diretta al pubblico.
Travel agent: agenzia di intermediazione che vende direttamente al pubblico.
Prestazione turistica di incoming: riguarda gli arrivi.
Prestazione turistica di outgoing: riguarda le partenze.
Devono intendersi per strutture ricettive gli alberghi, i residence, i villaggi turistici, gli ostelli della gioventù, i cd. alberghi diffusi, i bed and breakfast, i campeggi, agriturismi, etc.
La normativa in materia è alquanto disorganica. Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 21/02/08 pubblicato in G.U. n.34 del 11/02/09 ha decretato la definizione dei servizi forniti dalle imprese turistiche nell’ambito dell’armonizzazione della classificazione alberghiera.
Il decreto legislativo n. 205 del 2006, il cd. Codice del consumo, detta una disciplina dettagliata in materia di servizi turistici.
Le sue disposizioni si applicano ai pacchetti turistici venduti o offerti in vendita nel territorio nazionale dall’organizzazione o dal venditore, anche quelli negoziati al di fuori dei locali commerciali e a distanza.
organizzatore di viaggio, il soggetto che realizza la combinazione di cui all’art.84 del decreto in oggetto, e si obbliga in nome proprio e verso corrispettivo a procurare a terzi pacchetti turistici;
venditore, il soggetto che vende, o si obbliga a procurare pacchetti turistici verso un corrispettivo;
consumatore di pacchetti turistici, l’acquirente, il cessionario di un pacchetto turistico o qualunque persona anche da nominare, purchè soddisfi tutte le condizioni richieste per la fruizione del servizio, per conto della quale il contraente principale si impegna ad acquistare senza remunerazione un pacchetto turistico. L’organizzazione può vendere pacchetti turistici direttamente o tramite un venditore;
pacchetti turistici quei pacchetti che hanno ad oggetto i viaggi, le vacanze, ed i circuiti tutto compreso, risultanti dalla prefissata combinazione di almeno due degli elementi che si indicheranno di seguito indicati, venduti od offerti in vendita ad un prezzo forfettario e di durata superiore alle ventiquattro ore ovvero comprendente almeno una notte; tra gli elementi vi sono il trasporto, l’alloggio, servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio che costituiscono una parte significativa del pacchetto turistico.
Il cd. Codice del consumo. I servizi turistici (segue)
Il contratto di vendita dei pacchetti turistici deve avere una forma scritta ed essere redatta in termini chiari e precisi; di questo contratto stipulato, sottoscritto o timbrato dall’organizzatore o venditore deve essere fornita una copia al consumatore.
La disciplina contenuta nel Codice di consumo -cui si rinvia- contiene le norme relative:
agli elementi del contratto di vendita dei pacchetti turistici;
all’informazione del consumatore;
all’opuscolo informativo;
alla cessione del contratto;
alle modifiche delle condizioni contrattuali;
ai diritti del consumatore in caso di recesso o annullamento del servizio;
al mancato o inesatto adempimento;
alla responsabilità per danni alla persona;
alla responsabilità per danni diversi da quelli alla persona;
all’esonero di responsabilità;
al diritto di surrugazione;
al reclamo;
Le agenzie di viaggi possono stipulare contratti con gli albergatori (contratti alberghieri), con una attività di intermediazione allo scopo di fornire alloggio ai turisti, in base a stabilite tariffe.
Il contratto di allotment si ha quando un tour operator acquista la disponibilità di una porzione della struttura ricettiva per un determinato periodo, alla scadenza del quale (release), l’albergatore ne riacquista la disponibilità.
Deve intendersi per albergo una struttura ricettiva, aperta al pubblico, che fornisce alloggio, od eventualmente anche altri servizi quale somministrazione di cibo o bevande, ad un cliente dietro il pagamento di un prezzo.
L’albergatore deve essere iscritto nel registro delle imprese ed osservare una serie di obblighi individuati dalla legge n.135 del 2001.
Il contratto d’albergo (segue)
Il contratto di albergo è un contratto atipico, a titolo oneroso.
Per la validità del contratto non è prevista una forma particolare.
Esso pone in capo a ciascuna delle parti obblighi e diritti: è a prestazioni corrispettive.
L’albergatore deve fornire al cliente i servizi richiesti secondo i principi generali della correttezza e buona fede e secondo il rispetto di tutta la normativa vigente in materia (uso esclusivo della camera, riassetto e qualunque altro servizio che possa rendere confortevole il soggiorno e in linea con i requisiti di igiene e sanità); il cliente deve pagare il prezzo pattuito, e di cui l’albergatore deve aver fatto idonea pubblicità, proporzionato a ciò che ha ricevuto; deve all’arrivo fornire le proprie generalità, occupare l’alloggio con correttezza e buona fede e liberarlo nei termini pattuiti.
I crediti dell’albergatore, per tutto ciò che ha somministrato alle persone che presso di lui hanno albergato, hanno privilegio sulle cose da queste portate nell’albergo e nelle dipendenze e che continuano a trovarvisi (art.2760 c.c.).
Si prescrive, come già si è visto, in sei mesi il diritto degli albergatori e degli osti per l’alloggio e il vitto che somministrano, e si prescrive nello stesso termine il diritto di tutti coloro che danno alloggio con o senza pensione (art. 2954 c.c.).
E’ questa una prescrizione presuntiva di pagamento: vi è dunque solo una presunzione che la obbligazione si sia estinta (secondo i principi generali, il creditore può deferire giuramento alla parte debitrice).
Si ha overbooking alberghiero quando l’albergatore accetta prenotazioni in numero superiore alle possibilità della struttura.
Ciò per evitare che in seguito ad un certo numero di disdette l’albergo possa non essere del tutto occupato.
In tal caso al cliente spetterà una sistemazione analoga in una struttura nei pressi di quella già prenotata, senza spese o danni a suo carico.
La prenotazione alberghiera è un contratto con cui una parte (il futuro ed eventuale cliente) chiede alla controparte (l’albergatore) di impegnarsi a fornire alloggio per le date e le persone indicate, secondo i termini pattuiti.
Nel caso di mancata fruizione dell’alloggio il viaggiatore deve darne disdetta.
In linea teorica, non vi sarebbero obblighi particolari, ma gli usi soccorrono a dettare eventuali obbligazioni a carico del turista (di solito viene stabilito un termine, decorso il quale viene cancellata la prenotazione).
Il contratto di deposito in generale è quel contratto col quale una parte (depositario) riceve dall’altra parte (depositante) una cosa mobile con l’obbligo di custodirla e di restituirla in natura.
Il deposito si presume gratuito a meno di volontà diversa delle parti.
Il depositario deve usare nella custodia la diligenza del buon padre di famiglia; non può servirsi della cosa né darla in custodia ad altri e deve restituirla non appena il depositante la richieda o nel termine stabilito.
Se la detenzione della cosa è tolta al depositario in conseguenza di un fatto a lui non imputabile, egli è liberato dall’obbligazione di restituire la cosa ma deve, sotto pena di risarcimento del danno, denunciare immediatamente al depositante il fatto per cui ha perduto la detenzione.
Il depositante ha diritto di ricevere ciò che il depositario ha conseguito in conseguenza del fatto e subentra nei diritti spettanti a quest’ultimo (artt.1766 e segg. c.c.).
Gli articoli del codice civile (nn.1783, 1784, 1785, 1785 bis, 1785 ter, 1785 quater, 1785 quinquies, 1786) regolano la responsabilità degli albergatori per le cose portate e quelle consegnate al cliente in albergo.
Qualora un cliente porti in albergo delle cose l’albergatore è responsabile di ogni deterioramento, distruzione o sottrazione.
le cose che vi si trovano durante il tempo nel quale il cliente dispone dell’alloggio
le cose di cui l’albergatore, un membro della sua famiglia o un suo ausiliario assumono la custodia fuori dell’albergo, durante il periodo di tempo in cui il cliente dispone dell’alloggio
le cose di cui l’albergatore, un membro della sua famiglia o un suo ausiliario assumono la custodia sia nell’albergo, sia fuori dell’albergo, durante un periodo di tempo ragionevole, precedente o successivo a quello in cui il cliente dispone dell’alloggio.
Vi è, però, una limitazione della responsabilità, che è relativa al solo valore di quanto sia deteriorato, distrutto o sottratto, sino all’equivalente di cento volte il prezzo di locazione dell’alloggio per giornata.
Responsabilità per le cose consegnate e obblighi dell’albergatore
La responsabilità dell’albergatore è illimitata quando le cose gli sono state consegnate in custodia o quando ha rifiutato di ricevere in custodia cose che aveva l’obbligo di accettare e cioè le carte-valori, il denaro contante e gli oggetti di valore (a meno che non si tratti di oggetti pericolosi o che, tenuto conto dell’importanza e delle condizioni di gestione dell’albergo, abbiano valore eccessivo o natura ingombrante).
L’albergatore può esigere che la cosa consegnatagli sia contenuta in un involucro chiuso o sigillato.
L’albergatore non è però responsabile quando il deterioramento, la distruzione o la sottrazione siano dovuti o al cliente o alle persone che l’accompagnano, che sono al suo servizio o che gli rendono visita, o a forza maggiore o alla natura della cosa.
L’albergatore non è responsabile per i veicoli, le cose lasciate negli stessi, né per gli animali vivi.
Responsabilità per colpa dell’albergatore. Obbligo di denuncia del danno da parte del cliente senza ritardo.
L’albergatore è responsabile, senza che possa invocare il limite previsto dall’ultimo comma dell’art.1783 c.c., quando il deterioramento, la distruzione o la sottrazione delle cose portate dal cliente in albergo sono dovuti a sua colpa, dei suoi familiari o dei suoi ausiliari.
Al di fuori di questi casi, il cliente non potrà valersi delle precedenti disposizioni se, dopo aver constatato il deterioramento, la distruzione o la sottrazione, denunci il fatto all’albergatore con ritardo ingiustificato.
Nullità dei patti che limitano o escludono preventivamente la responsabilità dell’albergatore.Categorie assimilate.
Sono nulli i patti o le dichiarazioni tendenti ad escludere o a limitare preventivamente la responsabilità dell’albergatore.
Le norme che regolano il deposito in albergo si applicano anche agli imprenditori di case di cura, stabilimenti di pubblici spettacoli, stabilimenti balneari, pensioni, trattorie, carrozze letto e simili.
La prima normativa in materia di agriturismo è stata la legge n. 875 del 1985. Successivamente questa disciplina è stata abrogata dalla legge n. 96 del 2006, che è stata dichiarata parzialmente incostituzionale dalla sentenza n. 339 del 2007 su richiesta delle Regioni Lazio e Toscana.
L’agriturismo è un modo per incentivare lo sviluppo rurale dei territori agrari grazie alla promozione di forme idonee di turismo nelle campagne che sono volte a tutelare, qualificare e valorizzare le risorse specifiche proprie di ogni territorio.
Le attività agrituristiche sono quelle attività di ricezione ed ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli in connessione alle attività principali di coltivazione, o allevamento di animali, o selvicoltura.
In questo modo si favorisce la multifunzionalità in agricoltura che può avvantaggiarsi di una differenzazione dei redditi agricoli.
La disciplina dettagliata è contenuta nella legge n.96 del 2006 e sue successive modifiche, cui si rimanda.