Source: https://www.aidc.pro/milano/chi-siamo/statuto
Timestamp: 2019-05-24 11:09:44+00:00
Document Index: 126494505

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 9']

Statuto di AIDC Milano
E’ costituita la “Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili – Sez. di Milano”, o più brevemente “AIDC – Sezione di Milano” con sede in Milano, associazione sindacale e di categoria.
AIDC – Sezione di Milano aderisce all’Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, associazione di secondo livello, di carattere nazionale, accettandone finalità, disposizioni e direttive.
L’Associazione, coordinandosi con l’Associazione nazionale, condivide con la stessa gli scopi e le funzioni seguenti:
consentire ai giovani Dottori Commercialisti, Esperti Contabili ed ai Praticanti;
L’Associazione inoltre deve svolgere costante funzione di monito ed indirizzo nei confronti dell’Associazione Nazionale e della sua attività di rappresentanza sindacale, seguendone successivamente il coordinamento.
Potrà, altresì, assumere l’onere finanziario per l’assistenza in giudizio, di qualsiasi ordine e grado, dei propri iscritti allorquando detta assistenza, secondo il Consiglio Direttivo, realizzi la tutela degli interessi di categoria; provvederà pertanto a designare i professionisti necessari all’occorrenza.
Previo consenso deliberato dal Consiglio Direttivo con il voto favorevole della maggioranza dei suoi consiglieri, sono Associati dell’Associazione le seguenti persone fisiche che all’atto della richiesta di prima iscrizione si impegnino ad accettare e rispettare le norme del presente statuto e gli obiettivi che l’Associazione si propone:
i Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili iscritti nell’Albo tenuto presso l’Ordine di Milano, ovvero in Albo di altra giurisdizione, purché nella medesima non sia stata istituita una Sezione Locale aderente alla Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, di secondo livello, e quindi di carattere nazionale;
i Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili iscritti nell’Albo tenuto presso altro Ordine, purché svolgano la propria attività professionale prevalentemente presso uno studio ubicato nella giurisdizione di competenza dell’Albo dell’Ordine di Milano.
Possono inoltre assumere la qualifica di Associati, ancorché senza diritto di voto:
gli iscritti nel Registro dei Praticanti Dottori Commercialisti;
coloro che, avendo esercitato nel passato la professione di Dottore Commercialista, si sono cancellati dall’Albo professionale avendo i requisiti per il diritto al trattamento pensionistico della CNPADC;
le persone non ricomprese nelle precedenti elencazioni, ma competenti in materia di Diritto Civile e Penale, tributaria e contabile, e in possesso di adeguati requisiti morali, che, impegnandosi ad accettare e rispettare le norme del presente statuto e gli obiettivi che l’Associazione si propone, ne abbiano fatto richiesta a seguito di esplicito invito loro rivolto dall’Associazione e deliberato dal Consiglio Direttivo con il voto favorevole della maggioranza dei suoi Consiglieri, sentito il parere dei Probiviri. In tal caso la qualifica di Associato decorre dalla richiesta di iscrizione.
La qualifica di Associato della Associazione decorre dalla richiesta di iscrizione, ma è sottoposta a condizione risolutiva del consenso del Consiglio Direttivo come sopra richiesto.
L’iscrizione impegna l’Associato all’osservanza, a tutti gli effetti, del presente statuto per il periodo di un anno solare e tale impegno si rinnova tacitamente di anno in anno ove non vengano rassegnate le dimissioni, a mezzo lettera raccomandata, che comportano la cessazione di ogni impegno dell’Associato nei confronti dell’Associazione, salvo il pagamento del contributo per l’anno in corso.
Chi recede dall’Associazione, per qualsiasi motivo, non può vantare alcun diritto sul patrimonio sociale. E’, inoltre, tenuto ugualmente a soddisfare tutte le pendenze eventualmente esistenti nei confronti dell’Associazione.
L’Associato è tenuto a corrispondere un contributo associativo per l’anno solare, la cui misura è proposta annualmente dal Consiglio Direttivo all’Assemblea, sulla base delle spese occorrenti per la gestione dell’Associazione in relazione alle sue finalità.
L’Associazione ha facoltà di interrompere la prestazione dei servizi e il diritto di partecipazione al rapporto associativo, senza alcun obbligo di avviso, agli Associati non in regola con il pagamento del contributo associativo per l’anno in corso.
La quota od il contributo associativo è intrasmissibile e non è rivalutabile
Fatto salvo quanto indicato all’art. 4 del presente statuto, tutti gli Associati hanno gli stessi diritti di partecipare al rapporto associativo ed è esclusa ogni limitazione in funzione della temporaneità della partecipazione alla vita associativa.
Perdono la qualifica di Associato:
coloro che rassegnano le proprie dimissioni o che perdono i requisiti di cui all’art. 4 del presente statuto.
coloro che si rivelano morosi nel versamento del contributo associativo;
coloro che vengono espulsi per gravi motivi di ordine morale o comportamentale o per inadempienze agli obblighi previsti dal presente statuto. Il provvedimento di espulsione viene assunto dal Consiglio Direttivo, dopo aver sentito l’interessato, e comunicato mediante raccomandata. Tale provvedimento può essere impugnato dall’espulso mediante domanda di riesame da presentare entro 30 giorni dalla comunicazione al Collegio dei Probiviri, qualora istituito, che delibererà in merito in occasione della prima riunione.
il Vice Presidente, qualora nominato;
il Collegio dei Revisori, qualora nominato;
il Collegio dei Probiviri, qualora nominato.
I componenti degli organi elettivi sono nominati tra tutti coloro che risultano iscritti all’Albo dell’Ordine territoriale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ed in regola con il pagamento della quota associativa. La nomina ad un qualunque organo dell’Associazione è incompatibile con l’assunzione di cariche negli Organi di Amministrazione o Controllo presso i seguenti Enti Istituzionali: Consiglio Nazionale Dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, e Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Dottori Commercialisti.
Fatto salvo quanto diversamente indicato all’art. 4 del presente statuto, all’Assemblea degli Associati possono partecipare, ed hanno diritto al voto, tutti gli Associati maggiori di età in regola con il versamento della quota annuale relativa all’anno in cui viene tenuta l’assemblea.
Ai fini della partecipazione alla assemblea si precisa che il versamento della quota annuale deve essere effettuato almeno 30 giorni prima di quello fissato per l’assemblea o, se antecedente, alla data di convocazione della assemblea.
Ogni Associato ha un voto ed ogni avente diritto al voto, esclusi i membri del Consiglio Direttivo, potrà essere portatore di deleghe di aventi diritto, in numero non superiore a dieci.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente pro-tempore dell’Associazione e, in caso di sua assenza, dal Vice Presidente, se nominato, o da persona dalla stessa nominata.
L’Assemblea è convocata a cura del Presidente o del Vice Presidente, in caso di assenza o impedimento del Presidente, almeno una volta l’anno, entro il 30 giugno, o quando ne faccia richiesta oltre 1/5 (un quinto) degli Associati con diritto di voto in regola con il pagamento della quota annuale, o quando ne facciano richiesta almeno 4 consiglieri.
L’Assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti e delibera a maggioranza dei presenti e rappresentati con diritto di voto.
Il Consiglio Direttivo è composto da un numero compreso tra tre e tredici membri, compresi il Presidente e il Vice Presidente (se nominato), che restano in carica fino alla assemblea convocata per l’approvazione del rendiconto relativo al secondo esercizio successivo a quello di nomina. Gli stessi possono essere rieletti consecutivamente una sola volta ed eventualmente una seconda qualora destinati a ricoprire la carica di Segretario o Tesoriere. Ai fini dei suddetti limiti per la rielezione, l’eventuale cooptazione di uno o più consiglieri non verrà considerata quale prima elezione.
integra, per cooptazione, i componenti del Consiglio che, per qualsiasi motivo, non abbiano portato a termine il loro mandato, scegliendoli tra gli Associati. I Consiglieri così cooptati resteranno in carica fino alla prima assemblea ordinaria che provvederà alla conferma od elezione di altri Consiglieri. Tale facoltà non può essere utilizzata qualora, anche in più fasi, venga a decadere più del terzo dei Consiglieri in carica; in tal caso si procederà a nuove elezioni;
ARTICOLO 13 - CONVOCAZIONE E VALIDITA’ DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
Il Consiglio Direttivo si riunisce almeno sei volte l’anno e ogni qualvolta il Presidente, o il Vice Presidente (se nominato) lo ritengano opportuno, ovvero quando ne facciano richiesta scritta almeno tre dei suoi componenti. La convocazione è inviata alternativamente a mezzo raccomandata postale, raccomandata a mano, telefax o per posta elettronica almeno sette giorni prima della riunione con la specificazione degli argomenti da trattare. In caso di urgenza, il termine della convocazione è ridotto a 48 ore.
Le sedute del Consiglio Direttivo sono valide quando intervenga la maggioranza dei suoi componenti e sono presiedute dal Presidente dell’Associazione o, in sua assenza, dal Vice Presidente (se nominato) o da un designato dallo stesso. Il Consiglio Direttivo può svolgersi anche in più luoghi audio e/o video collegati sempreché sia possibile al Presidente verificare la validità della costituzione, accertare l’identità e la legittimazione dei presenti, consentire il regolare svolgimento dei lavori e della verbalizzazione nonché constatare e proclamare i risultati delle votazioni. In tal caso il Segretario dovrà essere designato nel luogo in cui è presente il Presidente del Consiglio Direttivo.
Le sedute del Consiglio Direttivo possono essere aperte anche ad Associati non Consiglieri, in veste di uditori, purché così sia stato deliberato dal Consiglio stesso.
ARTICOLO 14 - PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE
Il Presidente può avere ricoperto precedenti mandati con la carica di Consigliere, Segretario, Tesoriere; può altresì avere ricoperto la carica Vice-Presidente per un solo mandato e può essere rieletto una sola volta.
Vigila e presiede a tutte le attività dell’Associazione; presiede, di diritto, l’assemblea degli Associati nonché il Consiglio Direttivo; rappresenta l’Associazione; ha la firma sociale; dà esecuzione alle deliberazioni del Consiglio Direttivo; adempie a tutte le altre funzioni che sono a lui affidate dai competenti organi associativi.
In caso di assenza od impedimento del Presidente, le sue funzioni sono esercitare dal Vice Presidente (se nominato).
Il Presidente, che senza giustificato motivo sia stato assente a tre riunioni del Consiglio Direttivo nell’arco di dodici mesi, decade dalla carica. In tale caso, nelle sue funzioni si surroga il Vice Presidente (se nominato) ovvero il Consigliere più anziano, fino alla prima assemblea ordinaria che provvederà all’elezione del nuovo Presidente.
Il Vice Presidente può essere eletto dall’Assemblea Ordinaria, come previsto dall’art. 9), e resta in carica fino alla assemblea convocata per l’approvazione del rendiconto relativo al secondo esercizio successivo a quello di nomina.
Il Collegio dei Revisori può essere nominato dall’Assemblea ordinaria, come previsto dall’art. 9); è composto di tre membri effettivi, che durano in carica fino alla assemblea convocata per l’approvazione del rendiconto relativo al secondo esercizio successivo a quello di nomina ed elegge al proprio interno un Presidente.
Il Collegio dei Probiviri può essere nominato dall’Assemblea ordinaria, come previsto dall’art. 9), ed è composto da tre membri ordinari e due supplenti.
Il Collegio delibera a maggioranza dei presenti e, in caso di parità è determinante il voto del Presidente.
Le commissioni di studio vengono nominate dal Consiglio Direttivo e sono organismi composti da Consiglieri e/o Associati, incaricati di studiare i problemi e le questioni professionali e di categoria.
dalle quote associative versate così come previsto dall’art. 5;
dalle contribuzioni volontarie e straordinarie e dai finanziamenti di varia natura effettuati da P.A., Enti, locali e sovranazionali, Istituti di Credito ed altri Enti in genere;
Gli utili, gli avanzi di gestione, i fondi, le riserve o il capitale non possono essere distribuite, anche in modo indiretto, durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
ARTICOLO 23 - SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE
Per tale delibera, nonché per ogni modifica del presente statuto di cui al precedente art. 9, occorrerà comunque il voto favorevole di almeno un ventesimo di tutti gli Associati con diritto di voto.