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Timestamp: 2019-08-19 05:26:13+00:00
Document Index: 38597636

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 7', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 4']

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Come Fare Per Privati	di Michela Dessì 16/07/2019
Tra i documenti da allegare alla domanda per la cittadinanza vi è il certificato penale. Deve essere richiesto in Italia o nel Paese d’origine? Scopriamolo in questo articolo.
Quando serve il certificato penale?
Il certificato penaleattesta i provvedimenti penali di condanna definitivi.
Non confondente il certificato penale con il certificato dei carichi pendenti che consente la conoscenza dei procedimenti penali in corso, o ancora con il certificato anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato, il quale si riferisce invece alle sole persone giuridiche ed attesta la sussistenza o meno di sanzioni amministrative a carico.
Il certificato penale del casellario giudiziale può essere richiesto dall’interessato, ma anche dal datore di lavoro privato prima dell’assunzione per verificare che il potenziale nuovo dipendente abbia la “fedina penale pulita”.
In questo caso nel certificato saranno contenute le seguenti iscrizioni:
Nel certificato penale rilasciato all’interessato non risultano tutte le iscrizioni in materia penale esistenti nel casellario giudiziale, ma vi sono delle eccezioni previste dall’art. 25 del Testo unico n. 313/2002. Non risultano, ad esempio, le condanne:
con il beneficio della “non menzione”, purché questo beneficio non sia stato revocato;
emesse dal Giudice di pace;
pronunciate da altro giudice per i reati di competenza del giudice di pace;
per contravvenzioni punibili con la sola ammenda;
per reati estinti.
Il certificato casellario giudiziale e il certificato delle iscrizioni relative ai procedimenti penali devono essere, inoltre, allegati alla domanda per la richiesta del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
Nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 250 del 26 ottobre 2018 è stato pubblicato il decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 122 recante “Disposizioni per la revisione della disciplina del casellario giudiziale, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 18 e 19, della legge 23 giugno 2017, n. 103”, in vigore dal 10 novembre 2018.
Ai sensi dell’art. 7 del decreto legislativo, le disposizioni del medesimo acquisteranno efficacia a decorrere dal 26 ottobre 2019. Tra queste è stata prevista, ad esempio, l’abrogazione delle norme relative al certificato del casellario giudiziale richiesti dall’interessato (art. 23 del Testo unico n. 313/2002) e al certificato penale del casellario giudiziale richiesto dall’interessato (art. 25 del Testo unico n. 313/2002). Nel casellario ad uso dei dell’interessato sarà più visibile l’iscrizione avente ad oggetto la messa alla prova.
Il certificato penale per cittadinanza
Differente è, invece, il certificato penale per l’ottenimento della cittadinanza italiana.
La cittadinanza, regolata dalla legge n. 91 del 5 febbraio 1992 e modificata dalla legge n. 94 del 15 luglio 2009 e successivi regolamenti, può essere concessa per:
matrimonio (art. 5 della Legge n. 91/1992)
residenza (art. 9 della Legge n. 91/1992)
nascita sul territorio italiano (art. 4 della Legge n. 91/1992).
In ogni caso si dovrà essere in possesso di specifici requisisti che variano in base ai motivi per cui viene richiesta la cittadinanza.
Per la concessione della cittadinanza italiana a cittadini stranieri coniugati con italiani e a cittadini stranieri residenti in italia è necessario allegare alla domanda una serie di documenti, tra cui il certificato penale.
Quest’ultimo deve essere rilasciato dalla autorità competente del Paese di origine, e degli eventuali Paesi terzi di residenza. I certificati penali di altri Paesi devono essere legalizzati dalla Rappresentanza Diplomatico/Consolare italiana del Paese di emissione o riportare l’apostilla apposta dall’Autorità straniera competente nei Paesi aderenti alla Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961. Hanno validità di sei mesi dalla data della legalizzazione.
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