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Timestamp: 2018-04-21 18:50:37+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 48', 'sentenza ', 'art. 99']

Difetto di giurisdizione e abuso del processo di Giusy Casamassima
Difetto di giurisdizione e abuso del processo
Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 21 giugno 2017 n. 4
05 Set 2017 di Giusy Casamassima
La parte risultata vittorio sa di fronte al Tribunale amministrativo regionale sul capo di domanda relativo alla giurisdizione non è legittimata a contestare in appello la giurisdizione del g.a.
Chiamata a dirimere il contrasto interpretativo sorto attorno alla legittimità della parte ricorrente in primo grado (esplicitamente nel merito ed implicitamente sul capo relativo alla giurisdizione) a proporre appello in punto di giurisdizione, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato liquida la risoluzione della specifica situazione rimessale considerando la illegittimità dell’aggiudicataria a proporre appello, la stessa non avendo una posizione sostanziale da difendere.
Nonostante l’anzidetto approdo però, i supremi giudici amministrativi non mancano di richiamare il corposo dibattito sorto attorno all’eccepibilità in appello del difetto di giurisdizione da parte del non soccombente in primo grado.
Sul tema diverse le posizioni emerse.
Per una prima tesi il motivo di impugnazione avente ad oggetto il difetto di giurisdizione avanzato dal ricorrente vittorioso risulta inammissibile per palese contrasto con il divieto del venire contra factum proprium, oltre che con il principio di correttezza e buona fede.
Sostrato dell’esposta considerazione è rappresentato dall’art. 9 c.p.a. interpretato quale disposizione prevedente il principio del giudicato interno implicito.
Il Consiglio di Stato sez. III 7 aprile 2014 n. 1630, nel seguire l’esposta posizione, introduce il concetto di abuso del diritto irrigidendo ulteriormente i limiti entro cui è possibile contestare la spettanza della giurisdizione, innalzando il rispetto dei principi di economia processuale, di ragionevole durata del processo, di effettività e pienezza della tutela, del contraddittorio, della parità delle parti.
A dire il vero la tesi dell’inammissibilità del difetto di giurisdizione avanzato direttamente in grado di appello risulta sorretta anche da quanti ritengono non necessario scomodare l’istituto dell’abuso del processo, l’inammissibilità derivando dalla non soccombenza del soggetto eccepente. Con maggiore impegno esplicativo, muovendo dalla semplice considerazione per cui l’appello può essere avanzato solo dalla parte soccombente (tale circostanza costituendo un presupposto necessario), non può revocarsi nel dubbio che nell’ipotesi oggetto di attenzione la parte soccombente nel merito non può considerarsi soccombente altresì in punto di giurisdizione, con la conseguenza per cui la legittimazione ad avanzare un giudizio di secondo grado nel merito non si estende anche alla giurisdizione.
È proprio quest’ultima linea interpretativa quella seguita dall’Adunanza Plenaria 2017.
A parere di un’opposta ricostruzione interpretativa, invece, il motivo di impugnazione avente ad oggetto il difetto di giurisdizione dallo stesso ricorrente originariamente individuata è sempre ammissibile.
Infine, per una posizione mediana l’ammissibilità di una siffatta impugnazione passa dalla presenza di determinate condizioni.
Nel dettaglio, l’eccezione di giurisdizione è legittima se deriva da eventuali eccezioni avanzate dalla parte resistente, se la materia del contendere risulta particolarmente complessa, ovvero se vi è incertezza giurisprudenziale in ordine al giudice munito di giurisdizione (in termini Cons. Stato, sez. V, 9 marzo 2015, n. 1192; Cass, civ., Sez. Un., 24 aprile 2014, n. 9251).
sul ricorso in appello numero di registro generale 21 di A.P. del 2015, proposto da:
Pas s.r.l. in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Giovanni Immordino, Giuseppe Immordino e Giovanni Fabio Licata, domiciliata ex art. 25 cpa presso la Segreteria Sezionale del Consiglio di Stato in Roma, piazza Capo di Ferro n. 13;
Sac s.p.a. in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall'avvocato Alberto Giaconia, domiciliata ex art. 25 cpa presso la Segreteria Sezionale del Consiglio di Stato in Roma, piazza Capo di Ferro n. 13;
Commissione di gara per l’assegnazione del lotto 19 della Stazione Aeroportuale Fontanarossa di Catania, Responsabile Unico del procedimento per l’assegnazione del medesimo lotto N.19;
Enac in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato per legge presso i suoi uffici in Roma, via dei Portoghesi n. 12;
Turisthotels s.r.l. in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Giuseppe Gitto e Federico Tedeschini, domiciliata ex art. 25 cpa presso la Segreteria Sezionale del Consiglio di Stato in Roma, piazza Capo di Ferro n. 13;
Promozione e Sviluppo Sicilia s.r.l. in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Antonio Francesco Vitale e Guido Corso, con domicilio eletto presso lo studio Guido Corso in Roma, via Bisagno n. 14;
della sentenza breve del Tribunale Amministrativo della Sicilia, sede di Catania, Sezione III, n. 00396/2015, resa tra le parti, concernente procedura di assegnazione in regime di su-concessione del lotto n.19 nella parte air side dell'aeroporto Fontanarossa; rimessione all'Adunanza Plenaria con ordinanza del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana n.634/2015
1. Con ricorso al Tribunale Amministrativo della Sicilia, sede di Catania, rubricato al n. 3081/2014, P.A.S. s.r.l. impugnava il provvedimento di aggiudicazione definitiva relativo alla procedura di assegnazione in regime di sub-concessione del lotto n. 19 sito nella parte air side dell'aeroporto Fontanarossa di Catania, destinato alla vendita di prodotti dolciari e liquori tipici locali; l’impugnazione era estesa alla determina n. 10/A.D. a firma dell'amministratore delegato S.A.C. e a tutti gli atti della procedura di gara prima indicata e comunque alla stessa relativi (e conseguenti alla pubblicazione del bando di gara aperta di cui al 19-3-2014) ivi inclusi, a mero titolo esemplificativo: i verbali, gli atti e le valutazioni della Commissione di Gara e del legale rappresentante della società SAC nonché, ove occorra, al bando e al disciplinare di gara.
1) l’illegittimità della gara per omessa attivazione del controllo sul possesso dei requisiti ex art. 48 del D.Lgs. 163/2006 (primo motivo);
2) l’illegittima ammissione in gara dell’aggiudicataria Turisthotel s.r.l. (secondo, terzo, quarto e quinto motivo);
3) l’illegittima ammissione in gara della seconda classificata PAS s.r.l. (sesto, settimo, ottavo e nono motivo).
La ricorrente chiedeva quindi l’annullamento degli atti impugnati e la declaratoria dell'inefficacia del contratto di sub-concessione eventualmente stipulato tra la società S.A.C. s.p.a. e l'aggiudicataria.
Con la sentenza, resa in forma semplificata, in epigrafe, n. 396 in data 10 febbraio 2015, il Tribunale Amministrativo della Sicilia, sede di Catania, respingeva il ricorso.
2. Avverso la predetta sentenza P.A.S. s.r.l. proponeva ricorso in appello di fronte al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, contestando gli argomenti che ne costituiscono il presupposto e chiedendo la sua riforma e l’accoglimento del ricorso di primo grado.
Si è costituita in giudizio S.A.C. Società Aeroporto di Catania s.p.a., chiedendo il rigetto dell’appello.
Si è costituita in giudizio anche Promozione e Sviluppo Sicilia s.r.l. formulando analoghe conclusioni.
Si è infine costituita in giudizio Turisthotels s.r.l. chiedendo il rigetto dell’appello e proponendo appello incidentale con il quale contesta la giurisdizione del giudice amministrativo chiedendo venga affermata la giurisdizione dell’Autorità Giurisdizionale Ordinaria.
Con ordinanza n. 634 in data 22 ottobre 2015 il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha rimesso la causa a questa Adunanza Plenaria avendo registrato contrasto di giurisprudenza circa la legittimazione della parte, in primo grado vittoriosa nel merito e implicitamente vittoriosa – non avendola contestata – anche sull’individuazione del giudice competente a decidere la controversie, a sollevare per la prima volta in appello contestazione circa la giurisdizione dell’ordine adito.
La causa è stata rubricata al n. 9623 del registro generale e al n. 21/2015 dell’Adunanza Plenaria.
Anche di fronte a questa Adunanza Plenaria le parti hanno scambiato memorie e repliche.
La causa è stata assunta in decisione alla pubblica udienza del 21 giugno 2017.
4. L'Adunanza Plenaria restituisce gli atti al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, ai sensi dell'art. 99, co. 1, ultimo periodo, e 4, c.p.a.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Adunanza Plenaria), non definitivamente pronunciando sull'appello principale e incidentale in epigrafe, restituisce la causa al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana per la decisione del merito.