Source: http://foro.romoloromani.it/topic/5472-piccola-societa-cooperativa/
Timestamp: 2014-09-01 07:27:47+00:00
Document Index: 171979265

Matched Legal Cases: ['art.223', 'art.2526', 'art. 111', 'art. 2522', 'art. 223', 'art. 111', 'art. 2522', 'art. 2522', 'art. 21', 'art. 111', 'art. 14', 'art. 2545', 'art. 2545', 'art. 2514', 'art. 2545', 'art. 26', 'art. 14', 'art. 223', 'art. 223', 'art. 223', 'art. 17']

Piccola societ� cooperativa - Quid Iuris? - Il Sito dei Praticanti Notai
A firma di luma
, 31 ott 2004 - 22:57
Pubblicato 31 ottobre 2004 alle ore 22:57
Sarebbe possibile una trasformazione di piccola societ� cooperativa in s.r.l. senza trasformarla prima in societ� cooperativa no ;)n a mutualit� prevalente?
Chi di voi potrebbe consigliarmi qualke fonte per raggiungere un risultato del genere?
Grazie a chi vorr� rispondermi Torna su
Pubblicato 01 novembre 2004 alle ore 13:36
Un articolo (se non proprio l'unico) sulla sorte della piccola societ� cooperativa post-riforma � pubblicato su Rivista del Notariato Giuffr� 2004/4, pagg. 985 ss., a firma Pierpaolo Marano.
Benj. Torna su
Pubblicato 02 novembre 2004 alle ore 00:06
Il caso sollevato da luma � interessante ma quanto riferito da benj non risolve il problema ......intanto continuo a ragionarci ancora s�
Pubblicato 03 novembre 2004 alle ore 14:30
1. l'adeguamento della piccola coop alle nuove norme sulla coop ai sensi dell'art.223 septies disp. att. � obbligatorio giacch� con la riforma la species della piccola coop � riassorbita nel tipo delle societ� cooperative in senso lato; da qui l'obbligatoriet� dell'adeguamento che non si va a qualificare pertanto come trasformazione vera e propria voluta dai soci.
2. Una volta provveduto all'adeguamento di cui sopra (come detto obbligatorio) , si pu� procedere alla vera trasformazione da coop in societ� di capitali (s.r.l.).
Il fatto che l'art.2526 comma due rinvii alle norme sulla s.r.l. non vuol dire che la piccola cooperativa non rimanga cmq. una societ� appartenenete al genus delle cooperative stesse con causa mutualistica e non lucrativa.
lupoluciano
Pubblicato 03 novembre 2004 alle ore 16:02
Art.21 (piccola societ� cooperativa) L.7 agosto 1997 n.266, comma 7, secondo periodo:"La piccola societ� cooperativa pu� trasformarsi esclusivamente in societ� cooperativa".
Pubblicato 06 novembre 2004 alle ore 16:35
Art.21 (piccola societ� cooperativa) L.7 agosto 1997 n.266, comma 7, secondo periodo:"La piccola societ� cooperativa pu� trasformarsi esclusivamente in societ� cooperativa"da qui l'obbligatoriet� dell'adeguamento che non si va a qualificare pertanto come trasformazione vera e propria voluta dai soci.Da quel poco che ho visto, il passaggio diretto da piccola societ� cooperativa ad srl sarebbe possibile in quanto, come giustamente evidenziato da Grecale (e da me sopra richiamato), il passaggio da "piccola" a coop. "normale" non � vera e propria trasformazione, essendo la piccola comunque vera e propria coop, seppure con regole sue particolari.Benj. Torna su
Pubblicato 08 novembre 2004 alle ore 16:00
Copio e incollo dal CNN Notizie 8 novembre 2004 uno stralcio del seguente studio.Trasformazione �diretta� di piccola societ� cooperativa in societ� a responsabilit� limitata... OmissisUna volta esaminata la trasformabilit� delle societ� cooperative esistenti, necessi-ta di approfondimento la particolare questione in esame.La riforma del diritto societario menziona la piccola societ� cooperativa unica-mente nelle disposizioni per l�attuazione e transitorie del codice civile. L�art. 111 sep-ties, infatti, dispone che �le piccole societ� cooperative costituite ai sensi della l. 7 ago-sto 1997, n. 266, (�) devono trasformarsi nella societ� cooperativa disciplinata dall�art. 2522 del codice� entro il termine di cui all�art. 223 duodecies del codice, e cio� entro il 31 dicembre 2004.La chiave di volta sembra essere costituita dalla verifica dell�autonomia tipologi-ca della piccola societ� cooperativa rispetto alla societ� cooperativa.Nonostante autorevoli voci di dissenso (SARALE, Un nuovo tipo di societ� mutua-listica: la piccola societ� cooperativa, in Giur. Comm., 1998, I, 735), pare preferibile la tesi che non ritiene la piccola societ� cooperativa configurabile come un tipo autonomo, ma piuttosto una mera variante, una species del genus societ� cooperativa (DE MARI � GIULIANELLI, La trasformazione della piccola societ� cooperativa, in Riv. Not., 1999, 93 ss.; BONFANTE, Cooperazione e imprese cooperative, in Digesto (Appendice) � Di-scipline priv. � Sez. Comm. � XIV, Torino, 1997, 517; GIANNITRAPANI, La piccola so-ciet� cooperativa, in Riv. Dir. comm., 1998, 83 ss.; R. DABORMIDA, La piccola societ� cooperativa � vera forma semplificata di societ� cooperativa, in Societ�, 1999, 157 ss.).Del resto, lo stesso legislatore la definisce una �forma semplificata di societ� co-operativa�, e gli elementi differenziali rispetto alla cooperativa tradizionale (ridotto numero dei soci, loro qualit� personale, denominazione, possibile attribuzione del pote-re di amministrazione all�assemblea) non sembrano assumere sufficiente rilievo, n� sul piano funzionale n� su quello organizzativo, al fine di identificarla tipologicamente (ampie argomentazioni al riguardo in DE MARI � GIULIANELLI, cit.). Si sottolinea, in particolare, come il dato organizzativo peculiare della piccola societ� cooperativa, l�attribuzione all�assemblea del potere di amministrazione, sia una mera facolt�: pertan-to, apparirebbe controverso far dipendere la configurabilit� del tipo da una mera mani-festazione dell�autonomia privata (cos� DE MARI � GIULIANELLI, cit., 101).La stessa �trasformazione� della piccola societ� cooperativa in societ� cooperati-va non � stata intesa dagli interpreti in senso tecnico, proprio in ragione dell�atteggiarsi della piccola cooperativa come una variante quantitativa e qualitativa della cooperativa che, ricorrendo determinati requisiti, pu� assumere una struttura semplificata.Dall�obbligo di trasformazione previsto dall�art. 111 septies disp. att., alcuni in-terpreti hanno dedotto la �scomparsa� della piccola societ� cooperativa (MOSCONI, Con la riforma del diritto societario scompare la piccola cooperativa, in Dir. e prat. soc., 2003, n. 4, 56); mentre, secondo altri, la piccola societ� cooperativa sarebbe ancora esi-stente, ma disciplinata nel corpus di norme civilistiche (CECCHERINI, cit., 67).Infatti, qualora la piccola societ� cooperativa mantenga lo stesso numero di soci, ed essi siano tutti persone fisiche, adotter�, come previsto dall�art. 2522, comma 2, le norme previste per il funzionamento della societ� a responsabilit� limitata, in quanto compatibili con le norme sulle cooperative. Si sottolinea, inoltre, che la stessa Relazione Ministeriale (� 15, sub art. 2522) af-ferma che la piccola societ� cooperativa, per la sua diffusione, merita di esser mantenu-ta in vita autonomamente.Sono ulteriori argomenti volti a riaffermare l�identit� tipologica della cooperativa e della piccola cooperativa, che inducono dunque a ritenere che, con la riforma, si sia inteso ricomprendere in una disciplina unitaria entrambe, mantenendo una forma di co-operativa a ridotta base sociale (ma con almeno tre soci), e costituita solo da soci-persone fisiche, con l�adozione delle norme previste per la s.r.l.Alla luce di tali considerazioni, ci si pu� soffermare sull�unica disposizione nor-mativa che potrebbe determinare perplessit� nel caso di specie, e cio� l�art. 21 della l. 266/1997, comma 7, in cui si precisa che la piccola cooperativa pu� trasformarsi esclu-sivamente in societ� cooperativa.Tale norma deve, tuttavia, essere interpretata, oggi, tenendo conto della riforma sopravvenuta. Sulla base della scelta del legislatore di prevedere una disciplina unitaria della cooperativa, a prescindere dall�elemento dimensionale, la trasformazione della piccola societ� cooperativa in societ� cooperativa di cui all�art. 111 septies disp. att. cod. civ. non pu� essere qualificata come una trasformazione in senso proprio (non ravvisandosi n� un mutamento causale n� uno organizzativo).Posto dunque che oggi una cooperativa pu� trasformarsi in societ� lucrativa (nei casi e alle condizioni precedentemente descritti), e che la piccola societ� cooperativa � da considerarsi appartenente allo stesso genus della societ� cooperativa, non sembra po-tersi escludere la possibilit� di procedere alla trasformazione diretta della piccola coo-perativa in societ� lucrativa.Tale soluzione � sostenibile anche in base al principio di economia dei mezzi giu-ridici: non vi � dubbio, infatti, che, una volta trasformatasi in societ� cooperativa, la tra-sformazione di quest�ultima in societ� lucrativa sia, in linea generale, ammissibile (re-stano salve, naturalmente, le specificazioni fatte con riferimento alla trasformazione delle societ� cooperative, che si applicheranno, mutatis muntandis, alle piccole coopera-tive). Tuttavia, l�argomento privilegiato pare essere quello della sostanziale identit� ti-pologica delle due strutture organizzative, oggi espressamente identificate, anche a li-vello terminologico, con la societ� cooperativa tout court; pertanto, quello che ora � consentito alla cooperativa non pu� essere negato alla piccola cooperativa, entit� sino ad oggi ancora formalmente distinguibile dall�altra ma destinata, in ragione della co-munanza tipologica, ad essere definitivamente riassorbita nella nozione dell�altra. Alessandra Paolini
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Pubblicato 11 novembre 2004 alle ore 01:14
Su "Il Sole 24 Ore" di ieri c'era un intera pagina dedicata alle cooperative e venivano affrontati, in parte, gli stessi argomenti trattati dallo studio postato da Calipso.
In pratica, si diceva che la trasformazione da piccola cooperativa a cooperativa sotto forma di S.r.l. non � vera trasformazione, restando lo scopo inalterato, ma mero adeguamento statutario. Se l'adeguamento non avviene entro il 31 dicembre, non si avr� scioglimento della societ�, ma adeguamento automatico.
La denominazione potr� rimanere quella di piccola societ� cooperativa.
Rhumfustian
Pubblicato 11 novembre 2004 alle ore 02:16
potresti gentilmente postare o inviarmi via email l'intero articolo? Grazie mille
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Pubblicato 11 novembre 2004 alle ore 03:29
Qui di seguito viene postata la parte dell'articolo tratto dal CNN News el 10 novembre non postata da CalipsoTrasformazione �diretta� di piccola societ� cooperativa in societ� a responsabilit� limitataCon la riforma del diritto societario si elimina dall�ordinamento il tradizionale di-vieto di trasformazione eterogenea di societ� cooperativa in societ� lucrativa, espressa-mente introdotto con l�art. 14 della l. 17 febbraio 1971, n. 127, a presidio della conser-vazione dell�elemento causale e, soprattutto, in ragione del mantenimento dei vincoli sulla destinazione degli utili, anche in considerazione delle agevolazioni fiscali che ine-vitabilmente vanno ad incrementare la composizione patrimoniale della societ� stessa (sulla ratio del divieto v. ampiamente SARALE, Trasformazione e continuit� dell�impresa, Milano, 1996, 133 ss.).Il decreto 6/2003 introduce, quale elemento di �compensazione� della soppressio-ne del divieto, uno specifico regime di devoluzione del patrimonio indivisibile ai fondi mutualistici (GENCO, Trasformazione della cooperativa e devoluzione del patrimonio, relazione al seminario �Gli statuti delle imprese cooperative dopo la riforma del diritto societario�, Bologna, 7 febbraio 2003, pubblicata su http://www.associazionepreite.it).L�art. 2545 decies cod. civ. consente, pertanto, solo alle societ� cooperative diver-se da quelle a mutualit� prevalente, di deliberare la trasformazione in una societ� di tipo lucrativo, o in consorzio; al tempo stesso, si impone la devoluzione del valore effettivo del patrimonio, dedotti il capitale versato e rivalutato e i dividendi non ancora distribui-ti, eventualmente aumentato fino a concorrenza dell�ammontare minimo della nuova so-ciet�, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione (art. 2545 undecies cod. civ.), al fine, appunto, di evitare l�appropriazione delle riserve accumulate anche grazie alle agevolazioni fiscali riconosciute alla mutualit� senza scopo di lucro (CECCHERINI, in CECCHERINI � SCHIR�, Societ� cooperative e mutue assicuratrici - La riforma del diritto societario a cura di LO CASCIO, Milano, vol. 10, 202).Per quanto concerne le cooperative a mutualit� prevalente, la migliore dottrina ri-tiene non individuabile un vero e proprio divieto di trasformazione, in quanto anche es-se, previa eliminazione delle previsioni statutarie di cui all�art. 2514 cod. civ., possono conseguire la qualifica di cooperativa a mutualit� non prevalente, e procedere alla tra-sformazione. Sussistono notevoli perplessit�, tuttavia, rispetto alla possibilit� di adottare le due delibere contestualmente, subordinando l�efficacia della trasformazione alla deli-bera relativa alla soppressione delle clausole. I dubbi sono originati dalla disposizione di cui all�art. 2545 octies, secondo com-ma, che richiede la redazione di un bilancio straordinario, al fine di determinare il valore effettivo dell�attivo patrimoniale da imputare alle riserve indivisibili, e che non pare possa essere redatto anteriormente all�assemblea che modifichi le clausole non lucrati-ve, in quanto relativo ad un momento in cui la cooperativa continua a godere delle age-volazioni fiscali (PETRELLI, Le cooperative nella riforma del diritto societario � analisi di alcuni aspetti controversi, par. 8, in corso di pubblicazione).La disciplina transitoria consente la trasformazione delle cooperative costituite an-teriormente al 1� gennaio 2004, distinguendo tra quelle che abbiano adottato ed osserva-to le clausole non lucrative ex art. 26 legge Basevi, e art. 14 del d.p.r. n. 601/1973, alle quali � imposta la devoluzione del patrimonio ai fondi mutualistici � dedotti il capitale versato e rivalutato e i dividendi non ancora distribuiti, eventualmente aumentato sino a concorrenza dell�ammontare minimo del capitale della nuova societ� - (art. 223 quater-decies disp. att. cod. civ.), e quelle che non abbiano adottato le suddette clausole, alle quali non si applica l�obbligo di devoluzione (art. 223 quinquiesdecies disp. att. cod. civ.). Non appare agevole individuare l�esatto ambito di applicazione dell�art. 223 qua-terdecies. Presumibilmente, il legislatore ha ravvisato la necessit� di consentire l�uscita dal sistema mutualistico a quelle cooperative che, in base al vecchio regime, godevano delle agevolazioni fiscali derivanti dalla mera adozione delle clausole Basevi ma che, di fatto, non svolgono la propria attivit� prevalentemente nei confronti dei soci.Come si � gi� segnalato, tuttavia, il nuovo sistema consente s� la trasformazione in societ� lucrativa, ma solo alle cooperative diverse da quelle a mutualit� prevalente; tale principio non � per� espressamente richiamato nella norma transitoria.Di conseguenza, sul piano ermeneutico sono prospettabili due soluzioni operative diverse.La prima, condotta su una linea di interpretazione sistematica, volta a rendere la norma compatibile con la ratio del nuovo regime, dovrebbe condurre a ritenere la tra-sformazione ammissibile, nelle more degli adeguamenti, solo a quelle cooperative che non rispettano il regime della prevalenza. Dunque, in questo caso, risulterebbe opportu-no far constare in atto, attraverso apposita dichiarazione degli amministratori, che la co-operativa non svolge la propria attivit� prevalentemente nei confronti dei soci.La seconda, basata su un�interpretazione letterale della norma, consentirebbe a tut-te le cooperative costituite prima del 1� gennaio 2004, indipendentemente da qualsiasi accertamento sul rispetto della mutualit� prevalente, di trasformarsi in societ� lucrativa.In entrambi i casi risulta, inoltre, problematico individuare con esattezza il limite temporale di operativit� della norma; presumibilmente, dovr� prendersi come riferimen-to il momento in cui diventi certa l�appartenenza della cooperativa all�ambito della mu-tualit� prevalente o meno (iscrizione nell�apposita sezione dell�Albo delle cooperative o, eventualmente, approvazione del primo bilancio, quando, cio�, risulta possibile attestare il requisito della prevalenza nella nota integrativa; o, eventualmente, potrebbe darsi il caso che ci� risulti da un�apposita dichiarazione degli amministratori). Si tratta, comun-que, di mere ipotesi interpretative, data la lacunosit� delle norme e la difficolt� del loro coordinamento reciproco.Tornando agli adempimenti derivanti dalla trasformazione, si osserva come la scelta operata dal legislatore, invero, sia apparsa ad alcuni discutibile, sia per eccesso di delega (la l. 366 del 2000 richiedeva il rispetto del disposto dell�art. 17 della l. 23 di-cembre 2000, n. 388, concernente l�obbligo di devolvere il patrimonio in essere al mo-mento della trasformazione, dedotti il capitale versato e rivalutato, ed i dividendi non ancora distribuiti, ai fondi mutualistici), sia per violazione del divieto comunitario di aiuti di Stato, contestando, dunque, la possibilit� di utilizzo delle riserve � accantonate anche usufruendo delle agevolazioni fiscali � per raggiungere l�ammontare minimo di capitale richiesto per il tipo societario prescelto (CECCHERINI, cit., 208 ss.).Una volta esaminata la trasformabilit� delle societ� cooperative esistenti, necessi-ta di approfondimento la particolare questione in esame .....................segue quanto postato da Calipso pi� sopra
Pubblicato 11 novembre 2004 alle ore 05:31
Pubblicato 11 novembre 2004 alle ore 15:54
Ringraziando Alberto per aver integrato l'articolo da me postato, tratto dal CNN Notizie 8 novembre 2004, ricordo a chi interessasse che questo studio fa parte del materiale (pubblicato su diversi CNN Notizie a partire dal 29 ottobre 2004) oggetto del Convegno sulle Cooperative che si terr� il 12 novembre a Bologna.I Notiziari del CNN - oltre che consultabili via web sulla R.U.N., esclusivamente con un abbonamento a Notartel - sono anche scaricabili liberamente tramite le newsgroup di un programma di posta elettronica.Le modalit� di impostazione per scaricare i notiziari sono state pi� volte spiegate su questo sito e le riporto qui di seguito.In Outlook Express, esegui la seguente sequenza:Strumenti; Account; Aggiungi; News; alla richiesta del nome del server delle news digita "news.notariato.it".