Source: http://www.direr.it/2015/07/
Timestamp: 2017-11-19 03:08:53+00:00
Document Index: 121304839

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 39', 'sentenza ']

Sono uscite le motivazioni in base alle quali la Corte costituzionale ha dichiarato illegittime le norme sul blocco dei contratti nella Pubblica amministrazione. Si tratta di una “violazione della libertà sindacale”. La sentenza non è retroattiva ed ha efficacia dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Leggi qui la sentenza della Corte Costituzionale n. 178 del 2015.. “Sono fondate – si legge nella sentenza depositata oggi, di cui è relatrice il giudice Silvana Sciarra – le censure mosse, al regime di sospensione per la parte economica delle procedure contrattuali e negoziali in riferimento all’art. 39, primo comma, Cost. Esse si incentrano sul protrarsi del blocco negoziale, così prolungato nel tempo da rendere evidente la violazione della libertà sindacale”. “Il carattere strutturale delle misure e la conseguente violazione dell’autonomia negoziale non possono essere esclusi, sol perché, per la tornata 2013-2014, è stata salvaguardata la libertà di svolgere le procedure negoziali riguardanti la parte normativa”, spiega la sentenza. E aggiunge: “La contrattazione deve potersi esprimere nella sua pienezza su ogni aspetto riguardante la determinazione delle condizioni di lavoro, che attengono immancabilmente anche alla parte qualificante dei profili economici”. In sostanza il reiterato protrarsi della sospensione delle procedure di contrattazione economica altera la dinamica negoziale in un settore che al contratto collettivo assegna un ruolo centrale . La DIRER facendo sue la parole della Corte ritiene che il sacrificio del diritto fondamentale sancito dall’art. 39 della Costituzione non sia più tollerabile. La DIRER chiede, pertanto, l’apertura di una nuova stagione Contrattuale partendo dall’accordo sulle nuove Aree contrattuali. Ricorda gli ostacoli sorti a seguito del decreto legislativo n. 150 del 2009 che precostituiva una impossibile fusione fra dirigenza amministrativa medica e sanitaria in un unico contratto. In particolare chiede al Governo Renzi di fare finalmente chiarezza: ad ogni ruolo dirigenziale previsto nella riforma della pubblica amministrazione deve corrispondere una autonoma Area contrattuale dirigenziale. Il Comitato di Settore presso la Conferenza delle Regioni dovrà curare due contratti per la dirigenza: uno per la dirigenza medica, veterinaria e sanitaria ed uno per la dirigenza regionale e PTA.
Riunione del 14 luglio a Roma sulla questione del riordino delle Province.
Rituale scontato: il sottosegretario introduce, tutti si lamentano di avere avuto all’ultimo momento lo schema di decreto. Viene illustrato il decreto attuativo della legge di stabilità’ anno 2015, decreto che fissa le regole per la mobilità dei dipendenti dichiarati in soprannumero nelle disciolte province. Intervengono Uil, Cisl e Cgil contestando ritualmente che il decreto è una sezione di un tutto che non condividono in quanto con logiche e procedure frazionate in assenza di una regia organica. Finito di parlare confederali il sottosegretario dice di essere chiamato ad altri impegni e se ne va. Intervengono altre sigle contestando: - che la parte politica se ne era andata e quindi il rituale era già concluso; - che non c’era coordinamento in quanto le Regioni stanno andando in ordine sparso, solo 6 hanno legiferato ed anche in modo contrastante e disorganico; - che non c’è chiarezza e certezza sulle garanzie occupazionali anche se il sottosegretario ha sostenuto che la continuità del rapporto di lavoro è fuori discussione; - che non c’è un quadro d’insieme (di rango legge costituzionale) che definisca in modo univoco le competenze di regioni ed enti subregionali, - che assegnare la polizia provinciale (che ricopre specifiche competenze in materia ambientale) ai comuni vuol dire abbandonare i controlli sull’ambiente per aumentare i vigili urbani.
Da una lettura sommaria dello schema di decreto si rileva che:
•	il testo è uno scadenzario attuativo di una procedura più complessiva basata su una finzione: che cioè il meccanismo della programmazione e gestione dei fabbisogni nella P.A. sia un sistema organico di norme funzionali, chiare, da tutti accettate e rispettate. •	La definizione delle vacanze sulla base dei “fabbisogni”,infatti, presuppone che tutte le P.A. rispettino il d. lgs. 165 e che predispongano il programma triennale del fabbisogno sulla base di un’analisi dei carichi di lavoro, la descrizione di strutture organiche e funzionali, assemblate su competenze omogenee ed esaustive, con la previsione di dotazioni di personale descritte per livelli di inquadramento e profili. Questa è la teoria, ma nella pratica succede che le Regioni elaborano un piano del fabbisogno meramente numerico (quindi non per profili) e senza aver mai provveduto ad una analisi dei carichi di lavoro. Poi si succedono le modifiche strutturali, lasciando invariato il quadro dei fabbisogni e si continua nel contempo a reclutare personale dirigenziale esterno con contratti a termine di tre o cinque anni. Quindi eventuali soprannumerari delle province non possono aspirare ad occupare tali posti in quanto saranno occupati ben oltre il biennio disponibile per trovarsi una collocazione.
Rimane infine il problema delle professionalità specifiche nella dirigenza; lo schema di decreto non parla di profili. Nella dirigenza spesso non si considerano i ruoli tecnici; come avverrà dunque la mobilità?
La DIRER-COSMED chiede:
•	che siano aperti subito i tavoli sui fabbisogni di personale nelle Regioni per gli anni 2015 e 2016 convocando le OO.SS. per fare chiarezza sulla disponibilità di posti; •	che vengano sospese nel frattempo tutte le assunzioni di dirigenti esterni ed i comandi da altre amministrazioni; •	che vengano stabilite regole chiare per la mobilità, in relazione a specifiche professionalità tecniche al fine di evitare vestitini su misura per soggetti ben individuati o non individuabili per cui i posti risultano o preassegnati o inassegnabili; •	che sia garantita la tenuta dei salari e delle competenze acquisite dal personale del Province in mobilità.
BOZZA DECRETO SU CRITERI MOBILITA’ PRESONALE PROVINCIE
La DIRER chiede subito l’apertura di una nuova stagione contrattuale. Ecco il comunicato stampa della Consulta sulla sentenza sull’illegittimità costituzionale sopravvenuta del regime del blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico.