Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/05/pubblicita-e-rifiuti-la-giurisdizione-alle-commissioni-tributarie.html
Timestamp: 2017-11-22 01:47:30+00:00
Document Index: 145937802

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 102', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 50']

Pubblicità e rifiuti: la giurisdizione alle Commissioni tributarie
in Contenzioso e processo tributario, Tasse e imposte locali (IMU, ICI, TARSU, TIA)
L’intimazione di pagamento per la tassa smaltimento rifiuti solidi urbani (TOSAP) e l’ingiunzione di pagamento per l’imposta sulla pubblicità rientrano nella competenza del giudice tributario.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
L’importante principio è contenuto in due recenti sentenze delle sezioni riunite della Corte di Cassazione (n.ri 8273 e 8279 del 18 marzo 2008, depositate il 31 marzo 2008) in cui viene ribadito che le controversie aventi ad oggetto l’imposta sulla pubblicità e quella sulla TOSAP appartengono alla giurisdizione delle Commissioni tributarie, attesa la vigente formulazione contenuta nell’art. 2 del decreto legislativo 31.12.1992, n. 546, secondo cui il giudice tributario ha competenza sulle controversie relative ai tributi do ogni genere e specie.
Com’è noto l’oggetto della giurisprudenza tributaria è stato notevolmente ampliato a seguito della modifica dell’art. 2 D Lgs n. 546 del 1992 (modifica apportata dall’art. 12, comma 2 legge 28/12/2001, n. 448) in quanto in essa vi rientrano attualmente “i tributi di ogni genere e specie” ivi compreso il contributo al SSN. Con la nuova formulazione della norma, per cui appare sempre più marcata la natura specialistica della giurisdizione delle Commissioni tributarie rispetto a quella del giudice ordinario, il legislatore ha inteso introdurre una nozione generale e onnicomprensiva di tutti i tributi che di fatto sostituisce l’elenco tassativo di cui alla versione precedente del citato art. 2.
Sin qui le sentenze in esame non fornirebbero lo spunto a nulla di innovativo, atteso il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità che a più riprese ha riconosciuto una competenza “allargata” al giudice tributario. Infatti i giudici di legittimità hanno ritenuto, tra l’altro, che le tasse automobilistiche hanno natura tributaria e in base al disposto del citato art. 2 il relativo contenzioso rientra nella giurisdizione del giudice tributario, il quale è tenuto a decidere sull’an e sul quantum della tassa di circolazione dovuta dal soggetto (S.U. n. 23832 del 19.11.2007) (1). In detta sentenza viene affermato che il sollecito di pagamento è un atto che precede la fase dell’esecuzione forzata, atteso che lo stesso è autonomamente impugnabile ed è assimilabile all’avviso di cui all’art. 50, comma 2, D.P.R. n. 602 del 1973 (c.d. avviso di mora), per cui lo stesso non può essere classificato tra gli atti sui quali difetta la giurisdizione tributaria. Riveste natura tributaria anche il contributo per il servizio sanitario nazionale atteso che la stessa deve essere riconosciuta a tutte quelle prestazioni che non trovano giustificazione in una finalità punitiva perseguita dal soggetto pubblico o in un rapporto sinallagmatico tra la prestazione stessa e il beneficio che il singolo riceve (Cass, SS.UU., ord. 8 gennaio 2007, n. 123; per tale fattispecie i giudici di legittimità hanno affermato che le controversie aventi ad oggetto l’impugnazione di una cartella di pagamento recante l’iscrizione a ruolo di contributi per il servizio sanitario nazionale e le relative sanzioni rientrano nella giurisdizione delle Commissioni tributarie).
Recentemente, tuttavia, un pronunciamento della Corte Costituzionale(2) ha rimesso in discussione la sopraesposta giurisdizione allargata del giudice fiscale, inducendo anche la dottrina a rivedere le posizioni sin qui enunciate attesa la parziale incostituzionalità dell’art. 2 d lgs n. 546/92, in relazione alla natura non tributaria del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP). In particolare, è stata dichiarata la illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 2, atteso che detta disposizione attribuendo alla giurisdizione tributaria la cognizione di controversie relative a prestazioni patrimoniali non tributarie crea la figura di un giudice speciale vietato dal secondo comma dell’art. 102 Cost..
Nelle sentenze de quo <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Corte di Cassazione ha ritenuto che sia l’impugnazione all’ingiunzione di pagamento dell’imposta di pubblicità appartiene alla giurisdizione del giudice tributario alla luce della norma di cui all’art. 2 d lgs n. 546/92, che l’intimazione di pagamento per la TOSAP, atteso che la giurisdizione del giudice tributario è esclusa solo per la fase dell’espropriazione rispetto a cui sono atti prodromici, autonomamente impugnabili ex art. 19 d lgs n.l 546/92, tanto la cartella esattoriale che l’avviso di mora (o intimazione di pagamento ex art. 50, DPR n. 602 del 1973).
Alla luce del quadro sopraesposto, attese le differenti posizioni tracciate dai giudici di legittimità e da quelli delle leggi, appare sempre più urgente un intervento chiarificatore del legislatore tributario che fornisca una nozione definitiva di tributo, anche soprattutto al fine di salvaguardare il diritto del cittadino-contribuente.
(1) Cfr. anche Cass, S.U. n.ri 16289 e 11077 del 2007. Rientrano nella competenza del giudice tributario Sent. n. 3154 del 2008 le sanzioni amministrative relative alla mancata regolarizzazione dei lavoratori.
(2) Corte Cost. 14 marzo 2008, n. 64.