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Timestamp: 2019-02-18 12:34:50+00:00
Document Index: 109452182

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 31', 'art. 54', 'art. 19', 'art. 54']

Autorità Nazionale Anticorruzione: la tutela del whistleblower (3 luglio 2015) | ComplianceNet
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Posted by admin on Friday, 3 July 2015
Fonte: dap pag. 273 a pag. 275 de: Autorità Nazionale Anticorruzione, “Relazione annuale al Parlamento per l’anno 2014 Relazione”, 2 luglio 2015, (pdf) - immagine tratta da transparencyinternational
11.3 L’emersione dei fenomeni corruttivi: la tutela del whistleblower
La l. 190/2012 attribuisce grande rilevanza al ruolo che possono svolgere, ai fini dell’emersione dei fenomeni di corruzione, le segnalazioni che provengano dall’interno delle PA da parte di dipendenti che siano venuti a conoscenza di fatti o vicende illecite.
L’Autorità si è occupata della materia sia in sede consultiva, adottando orientamenti interpretativi della nuova disciplina, sia approvando proprie linee guida.
Gli orientamenti dell’Autorità
Quanto ai compiti del RPC (responsabile della prevenzione e della corruzione ndr) per la tutela del whistleblower, con l’orientamento n. 130 del 22 dicembre 2014, l’Autorità ha previsto che: «Il responsabile della prevenzione e della corruzione (RPC), oltre che curare la predisposizione di un’apposita sezione del PTPC in ordine alla gestione degli strumenti di tutela del whistleblower, è tenuto a svolgere l’attività istruttoria necessaria per accertare se le azioni discriminatorie subite dal segnalante siano riconducibili alle iniziative intraprese da quest’ultimo per denunciare presunte attività illecite del proprio datore di lavoro. Egli, altresì, ha il compito di segnalare al DPF le eventuali azioni discriminatorie e di trasmettere alla Procura della Repubblica eventuali fatti penalmente rilevanti, nonché all’apposito ufficio dell’amministrazione per avviare un eventuale procedimento disciplinare».
E proprio in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti, è stato altresì chiarito da parte dell’Autorità che: «L’art. 54 bis del d.lgs. n. 165/2001 si applica a tutti i pubblici dipendenti - ivi compresi quelli assunti con un contratto a tempo determinato - che segnalano condotte illecite di cui siano venuti a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro».
Inoltre, il dipendente che, in ragione del rapporto di lavoro, sia venuto a conoscenza di condotte illecite, può effettuare la segnalazione di cui all’art. 54-bis del d.lgs. 165/2001 anche al RPC (orientamento n. 40 dell’11 giugno 2014).
Sempre relativamente alle segnalazioni inviate dal dipendente pubblico, si è affermato, con l’orientamento n. 41 dell’11 giugno 2014 che: «Il dipendente pubblico soddisfa l’obbligo di cui agli articoli 361 e 362 del Codice penale, con la segnalazione al proprio superiore in quelle organizzazioni di tipo gerarchico che vincolano all’informativa interna e nelle quali sono riservate soltanto ai livelli superiori i rapporti esterni (Cass. Pen. sez. VI, 11.10.1995, n. 11597)».
Quanto alla tutela dell’anonimato del dipendente che ha segnalato condotte illecite, ai sensi dell’art. 54-bis del d.lgs. 165/2001, essa deve essere affermata anche nei confronti dell’organo di vertice dell’amministrazione, salvo il caso in cui il segnalante presti il proprio consenso o nel caso in cui, nell’ambito del procedimento disciplinare avviato nei confronti del segnalato, la contestazione dell’addebito sia fondata in tutto o in parte sulla segnalazione medesima e la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell’incolpato (orientamento n. 42 dell’11 giugno 2014).
Le linee guida dell’Autorità
L’art. 54-bis del d.lgs. 165/2001 prevede che il dipendente pubblico non possa essere sanzionato o discriminato a seguito della denuncia - presentata al superiore gerarchico o all’autorità giudiziaria o alla Corte dei Conti - e che sia assicurata la riservatezza della sua identità. La denuncia è, inoltre, sottratta all’accesso di cui alla l. 241/1990.
La disciplina è stata, poi, integrata dal d.l. 90/2014 che, da un lato ha modificato (con l’art. 31) il testo dell’art. 54-bis introducendo l’ANAC quale soggetto destinatario delle segnalazioni, e dall’altro (con l’art. 19, co. 5) ha stabilito che l’Autorità possa ricevere notizie e segnalazioni di illeciti, anche nelle forme di cui all’art. 54-bis del d.lgs. 165/2001.
Con le linee guida, contenute nella determinazione n. 6 del 28 aprile 2015, l’Autorità ha definito le procedure per la gestione delle segnalazioni che possono essere un utile riferimento per le PA.
Nel rispetto delle consuete modalità di adozione degli atti di indirizzo, il documento è stato preventivamente posto in consultazione pubblica, al fine di acquisire osservazioni da parte dei soggetti interessati e delle quali si è tenuto conto nella elaborazione del testo finale.
I principi e criteri generali delineati dall’ANAC tengono conto del duplice obiettivo di favorire l’emersione dei fenomeni di corruzione, ampiamente intesa, e di garantire una protezione del dipendente pubblico che si espone in prima persona denunciando illeciti.
Con le linee guida, l’Autorità ha voluto promuovere l’applicazione di adeguati sistemi di whistleblowing presso tutte le PA, proponendosi di svolgere un ruolo guida nell’individuazione dei migliori sistemi di gestione delle segnalazioni, anche attraverso la descrizione delle procedure di cui l’Autorità stessa si sta dotando per la valutazione tanto delle segnalazioni provenienti dall’esterno quanto di quelle provenienti dall’interno.
Il documento fornisce indicazioni in ordine a vari aspetti, quali le misure che le PA devono approntare per tutelare la riservatezza dell’identità dei dipendenti che segnalano illeciti, l’ambito soggettivo di applicazione della normativa, l’oggetto della segnalazione.
L’Autorità si propone di effettuare una verifica di impatto sulle linee guida decorsi 12 mesi dalla loro adozione, al fine di valutare l’efficacia delle indicazioni ivi proposte.
Autorità Nazionale Anticorruzione, “Relazione annuale al Parlamento per l’anno 2014 - Intervento del Presidente dell’A.N.AC. Raffaele Cantone”, 2 luglio 2015 (pdf, 190 K, 19 pp.)
Autorità Nazionale Anticorruzione, “Relazione annuale al Parlamento per l’anno 2014 Relazione”, 2 luglio 2015, (pdf, 2 M, 342 pp.)
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