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Timestamp: 2018-03-18 19:13:30+00:00
Document Index: 168352124

Matched Legal Cases: ['art 147', 'art. 170', 'art. 123', 'art. 147', 'art. 11', 'art. 158', 'art. 16', 'art. 170']

﻿ COMPARAGGIO FARMACEUTICO, CORRUZIONE PUBBLICO UFFICIALE CONCORSO REATI - Avvocato Penalista Bologna
COMPARAGGIO FARMACEUTICO, CORRUZIONE PUBBLICO UFFICIALE CONCORSO REATI
da Armaroli | Feb 15, 2015 | Assistenza Legale, Consulenza Legale, News |
1. TESTO UNICO DELLE LEGGI SANITARIE (R.D. 27 luglio 1934 n. 1265)
Il medico o il veterinario che ricevano, per sé o per altri, denaro o altra utilità ovvero ne accettino la promessa, allo scopo di agevolare, con prescrizioni mediche o in qualsiasi altro modo, la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto a uso farmaceutico, sono puniti con l’arresto fino a un anno e con l’ammenda da euro 206,58 a euro 516,45.
Se il fatto violi pure altre disposizioni di legge, si applicano le relative sanzioni secondo le norme sul concorso dei reati.
La condanna importa la sospensione dall’esercizio della professione per un periodo di tempo pari alla durata della pena inflitta.
Il farmacista che riceva per sé o per altri denaro o altra utilità ovvero ne accetti la promessa, allo scopo di agevolare in qualsiasi modo la diffusione di specialità medicinali o dei prodotti indicati nell’articolo precedente, a danno di altri prodotti o specialità dei quali abbia pure accettata la vendita è punito con l’arresto fino a un anno e con l’ammenda da euro 206,58 a euro 516,45
Se il fatto violi altre disposizioni di legge, si applicano anche le relative sanzioni secondo le norme sul concorso dei reati.
La condanna importa la sospensione dall’esercizio della professione per un tempo pari alla durata della pena inflitta.
Indipendentemente dall’esercizio dell’azione penale il prefetto può, con decreto, ordinare la chiusura della farmacia per un periodo da uno a tre mesi, e in caso di recidiva pronunciare la decadenza dall’esercizio della farmacia.
Le pene stabilite negli artt. 170 e 171, primo e secondo comma, si applicano anche a carico di chiunque dà o promette al sanitario o al farmacista denaro o altra utilità.
Se il fatto sia commesso dai produttori o dai commercianti delle specialità e dei prodotti indicati nei detti articoli, il Ministro della sanità, indipendentemente dall’esercizio dell’azione penale, può ordinare, con decreto, la chiusura dell’officina di produzione e del locale ove viene esercitato il commercio per un periodo da uno a tre mesi e, in caso di recidiva, ne può disporre la chiusura definitiva.
Il Ministro può, inoltre revocare la registrazione delle specialità medicinali o l’autorizzazione a preparare o importare per la vendita ogni altro prodotto ad uso farmaceutico.
2. IL CODICE DEL FARMACO (d.lg. 24 aprile 2006 n. 219)
art 147 comma 5
Chiunque, in violazione dell’articolo 123, comma 1, concede, offre o promette premi, vantaggi pecuniari o in natura, e’ punito con l’arresto fino ad un anno e con l’ammenda da quattrocento euro a mille euro. Le stesse pene si applicano al medico e al farmacista che, in violazione dell’articolo 123, comma 3, sollecitano o accettano incentivi vietati. La condanna importa la sospensione dall’esercizio della professione per un periodo di tempo pari alla durata della pena inflitta. In caso di violazione del comma 2 dell’articolo 123, si applica la sanzione dell’ammenda da quattrocento euro a mille euro.
NOCCIOLO SENTENZA CASSAZIONE
punto di affermazione di responsabilità, sollecitando il riesame nel merito della decisione impugnata, si palesano infondate, avendo la Corte territoriale, nel disattendere le analoghe censure mosse con il relativo gravame, esplicitamente e congruamente motivato in ordine agli elementi fattuali qualificatori dell’obiettiva partecipazione dell’imputato, in veste di informatore farmaceutico, all’associazione per delinquere finalizzala alle “iperprescrizioni” di farmaci – anche mediante false diagnosi e indicazioni di terapie – da parte del P., medico di base in Manfredonia convenzionato con il S.S.N. e perciò pubblico ufficiale, con la complicità del T., titolale di farmacia nella medesima città, dietro versamento di sistematici, sostanziosi e illeciti compensi.
Le intercettazioni telefoniche, le ammissioni degli imputati, l’esito delle perquisizioni e delle acquisizioni documentali, anche di tipo contabile e bancario, costituiscono, infatti, seri ed oggettivi elementi di prova della intraneità dell’imputato ai rapporti trilaterali medico – farmacista – informatore farmaceutico, ai fini dell’affermazione di responsabilità in ordine sia al delitto associativo che ai connessi reati di corruzione e truffa in danno della Regione Puglia per l’indebito rimborso delle false ricette e comparaggio.
3. Con particolare riguardo alla tesi difensiva, secondo cui nell’intera vicenda dovrebbe ravvisarsi esclusivamente il concorso di persone in plurime e speciali fattispecie di “comparaggio” di cui all’art. 170 r.d. n. 1265 del 1934, destinato ad assorbire la molteplicità delle condotte criminose, ritiene il Collegio che essa sia infondata, oltre che in linea di fatto – come si è detto -, anche per il seguente ordine di considerazioni logico-giuridiche.
Nel quadro dell’attività di informazione e presentazione dei medicinali svolta presso medici o farmacisti è vietato all’informatore di concedere, offrire o promettere premi, vantaggi pecuniari o in natura, se non di valore trascurabile, nonché al medico e al farmacista di sollecitare o accettare alcun incentivo di questo tipo. E la violazione di questo divieto integra la contravvenzione dell’art. 123 d.lgs. 24/4/2006, n. 219, punita dal successivo art. 147, comma 5 con l’arresto fino a un anno e con l’ammenda da 400 a 1.000 euro.
Trattasi, a ben vedere, di contravvenzione prodromica rispetto al tradizionale reato di “comparaggio” previsto dal T.u.l.s., che è stata introdotta dal legislatore (già con l’art. 11 d.lgs. 30/12/1992, n. 541, poi abrogato dall’art. 158, comma 1 d.lgs. n. 219 del 2006) a tutela anticipata della correttezza dell’attività promozionale in campo farmaceutico, del mercato e della concorrenza nel settore, e indirettamente della salute dei cittadini.
Per contro, la promessa o la dazione di denaro o altra utilità al sanitario o al farmacista, eseguite pure nel medesimo contesto informativo, e però “alto scopo di agevolare la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto a uso farmaceutico”, integrano la diversa e autonoma fattispecie contravvenzionale di “comparaggio” di cui agli artt. 170-172 r.d. 27/7/1934, n. 1265, modif. dall’art. 16 d.lgs. r. 541 del 1992, reato anch’esso plurioffensivo, ma connotato altresì dalla previsione dell’indicato dolo specifico.
Orbene, tenuto conto della portata della clausola di riserva espressamente stabilita dal secondo comma dell’art. 170 r.d. n. 1265 cit. (“Se il fatto violi pure altre disposizioni di legge, si applicano le relative sanzioni secondo le norme sul concorso dei reati”), ritiene il Collegio che, nonostante la labilità della linea di demarcazione segnata dal legislatore per le distinte fattispecie di reato sopra descritte, fra la contravvenzione di “comparaggio”, tuttora ricadente nell’area dell’illegittima promozione dei farmaci, oltre i confini della lecita relazione collaborativa e informativa tra medico e impresa, e l’eventuale delitto di “corruzione” ex artt. 319-321 c.p., realizzato mediante significative e sostanziose erogazioni di denaro o altre utilità per scopo di lucro, di cui – com’è stato probatoriamente dimostrato nel presente procedimento – siano stati accertati gli elementi costitutivi, non intercorre affatto un rapporto di specialità, attesa la diversità del bene giuridico tutelato e dell’atteggiarsi del dolo, bensì sia configurabile il concorso di reati.