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Timestamp: 2017-01-23 00:32:37+00:00
Document Index: 180659796

Matched Legal Cases: ['sentenza\n', 'arte 1', 'arte 2', 'art. 46', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Circolare INPS n. 88 del 02.07.2010
Regolamento (CE) n. 883 del 29 aprile 2004,
pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell�'Unione europea L 200 del 7 giugno
Gazzetta ufficiale dell�'Unione europea L 284 del 30 ottobre 2009, relativi al
materia di prestazioni pensionistiche
SOMMARIO: Premessa. 1. Principi generali e
disposizioni comuni alle pensioni e ad altre prestazioni. 2. Disposizioni comuni
alle pensioni di invalidità, vecchiaia e superstiti. 3. Pensioni di vecchiaia,
superstiti e invalidità (legislazioni tipo B) capitolo 5 del regolamento
883/2004: disposizioni generali. 4. Totalizzazione dei periodi di assicurazione.
5. Liquidazione delle prestazioni. 6. Calcolo della retribuzione, dei redditi
pensionabili e del montante contributivo. 7. Disposizioni aggiuntive per il
calcolo della prestazione: periodi di assicurazione volontaria. 8. Periodi di
assicurazione o residenza inferiori ad un anno. 9. Periodi di cura dei figli.
10. Attribuzione di un�'integrazione. 11. Nuovo calcolo e rivalutazione delle
prestazioni. 12. Ricostituzione delle pensioni: Decisione della Commissione
amministrativa n. 105 del 19 dicembre 1975. 13. Clausole anticumulo. 13.1
Criteri e disposizioni generali. 13.2 Cumulo di prestazioni della stessa natura.
13.3 Cumulo di prestazioni di natura diversa o di altri redditi. 14. Rinuncia ad
una domanda di prestazione. 15. Liquidazione provvisoria e ricalcolo provvisorio
di una pensione. 16. Comunicazione delle decisioni al richiedente. 17.
Disposizioni particolari relative alle prestazioni di invalidità. 18.
Presentazione delle altre domande di prestazioni: pensioni di vecchiaia,
pensioni ai superstiti e pensioni di invalidità per le persone soggette a
legislazione di tipo B. Prepensionamenti. 19. Disposizioni destinate ad
accelerare il processo di calcolo delle pensioni. 20. Applicazione sentenza
della Corte di Giustizia CE Gottardo/INPS. 21. Prepensionamenti. 22. Prestazioni
speciali in denaro di carattere non contributivo. 23. Prestazioni orfanili. 24.
2010 le norme di coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale dei 27
Stati membri dell�'Unione europea costituite dai regolamenti CEE nn. 1408 del
14 giugno 1971 e 574 del 21 marzo 1972, sono sostituite dalle norme di
coordinamento del regolamento (CE) n. 883 del 29 aprile 2004, pubblicato sulla
Gazzetta ufficiale dell�'Unione europea L 200 del 7 giugno 2004, come
modificato dal regolamento (CE) n. 988 del 16 settembre 2009, e dal regolamento
di applicazione (CE) n. 987 del 16 settembre 2009, pubblicati sulla Gazzetta
ufficiale dell�'Unione europea L 284 del 30 ottobre 2009.
In casi determinati è previsto che si continuino ad
applicare i regolamenti CEE nn. 1408/71 e 574/72.
Le disposizioni di carattere generale sono state
impartite con la circolare sui nuovi regolamenti comunitari  parte generale,
alla quale si rimanda integralmente. La presente circolare contiene disposizioni
specifiche in materia di prestazioni pensionistiche, di prestazioni per
prepensionamenti e di prestazioni speciali in denaro a carattere non
Il regolamento n. 883/2004 è successivamente indicato
anche come regolamento di base ed il regolamento n. 987/2009 come regolamento
di applicazione.
1. Principi generali e disposizioni comuni alle pensioni e ad altre
Si ritiene utile ricordare che le disposizioni dei
regolamenti comunitari di coordinamento delle legislazioni nazionali di
sicurezza sociale, dirette alle persone che esercitano il diritto di libera
circolazione, non sostituiscono le legislazioni nazionali ma stabiliscono i
criteri e le modalità di applicazione delle suddette legislazioni.
I nuovi regolamenti continuano ad essere basati sui
principi generali della parità di trattamento, unicità della legislazione
applicabile, esportabilità delle prestazioni, divieto di cumulo di prestazioni
della stessa natura a carico di due o più Stati membri per gli stessi soggetti
e per lo stesso periodo, totalizzazione dei periodi assicurativi, di residenza e
dei periodi equiparati.
Si ritiene opportuno, invece, richiamare l�'attenzione
sull�'innovazione introdotta, con il principio di assimilazione di prestazioni,
redditi, fatti o avvenimenti.
In varie occasioni la Corte di Giustizia si è
pronunciata sulla possibilità di assimilare prestazioni, redditi e fatti. Tale
principio è stato esplicitato e sviluppato dall�'articolo 5 del regolamento n.
Per l�'applicazione di questa disposizione occorre
tenere presente che, secondo i considerando (10), (11) e (12) del regolamento di
base, il principio dell�'assimilazione non interferisce con quello della
Inoltre, l�'assimilazione di fatti o avvenimenti
verificatisi in uno Stato membro in nessun caso può rendere un altro Stato
membro competente ovvero rendere la sua legislazione applicabile, né portare a
risultati oggettivamente ingiustificabili oppure al cumulo di prestazioni della
stessa natura per lo stesso periodo (vedi circolare sui nuovi regolamenti
comunitari  parte generale, punto 8).
Sulla base di tale principio, la titolarità di
prestazione estera precluderebbe la possibilità di far ricorso al cumulo dei
periodi esteri in applicazione delle disposizioni nazionali in materia di
totalizzazione dei periodi assicurativi previste dall�'articolo 1 del decreto
legislativo 2 febbraio 2006, n. 42, così come modificato dalla legge 24
dicembre 2007, n. 247. Tuttavia, si sottolinea che la citata legge n. 247/2007
elenca tassativamente le varie gestioni nazionali i cui trattamenti
pensionistici ostano alla totalizzazione, mentre non fa alcun riferimento alla
titolarità di prestazioni estere. Pertanto, conformemente a quanto sancito
dalla consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia, che fa salve, nell�'applicazione
delle disposizioni comunitarie, le norme più favorevoli della legislazione
interna, nonché in osservanza del disposto dell�'articolo 53, paragrafo 3,
lettera a), che consente l�'applicabilità di vincoli posti dalle legislazioni
nazionali solo in presenza di clausole esterne (vedi più avanti al punto 13),
si ritiene che si possa procedere alla totalizzazione di cui alla citata legge
anche in favore dei titolari di una prestazione estera. In tal senso vanno
interpretati i messaggi nn. 30610 del 16 novembre 2006, 5188 del 27 febbraio
2007, 4366 del 27 febbraio 2008, 2336 del 25 gennaio 2010 e 4670 del 15 febbraio
2. Disposizioni comuni alle pensioni di invalidità, vecchiaia e superstiti
Le norme in materia pensionistica del regolamento
CEE n. 1408/71 non risultano modificate in modo rilevante dal regolamento (CE)
n. 883/2004. Tuttavia, il testo delle disposizioni risulta più chiaro e sono
state inserite alcune nuove definizioni.
Nel capitolo relativo all�'invalidità, seguendo la
terminologia usata dalla Corte di Giustizia, è stata introdotta la definizione
di legislazione di tipo A e legislazione di tipo B.
Per legislazione di tipo A si intende qualsiasi
legislazione in base alla quale l�'importo delle prestazioni di invalidità è
indipendente dalla durata dei periodi di assicurazione o di residenza.
Le legislazione di tipo B, tra cui la
legislazione italiana, sono, invece, tutte quelle non rientranti nella
definizione di legislazione di tipo A.
Le disposizioni in materia pensionistica sono contenute
negli articoli da 44 a 60 del regolamento di base e da 43 a 53 del regolamento
di applicazione. Nel regolamento n. 883/2004 le norme sono raggruppate in due
distinti capitoli:
- il capitolo 4 (articoli da 44 a 49)
riporta le disposizioni specifiche relative alle prestazioni per invalidità
erogate in base alle legislazioni di tipo A;
- il capitolo 5 (articoli da 50 a 60)
contiene le disposizioni relative alle pensioni di vecchiaia, alle pensioni ai
superstiti ed alle pensioni di invalidità degli Stati, tra cui l�'Italia, che
determinano l�'importo della prestazione tenendo conto della durata dei periodi
di assicurazione (legislazione di tipo B).
L�'articolo 46, paragrafo 1, del regolamento di base
prevede che una persona che sia stata soggetta successivamente o
alternativamente alle legislazioni di due o più Stati membri, di cui una almeno
non sia di tipo A, beneficia delle prestazioni in base alle disposizioni
contenute nel capitolo 5.
Ne consegue che, poiché la legislazione italiana
rientra tra le legislazioni di tipo B, le norme contenute in tale capitolo
trovano applicazione sia per le pensioni di vecchiaia e superstiti che per le
pensioni di invalidità (assegno ordinario e pensione di inabilità) da
liquidare a carico dell�'assicurazione italiana.
3. Pensioni di vecchiaia, superstiti e invalidità (legislazioni tipo B),
capitolo 5 del regolamento n. 883/2004: disposizioni generali
a) Efficacia della domanda di pensione
L�'articolo 50 del regolamento di base prevede, in
generale, la contemporanea liquidazione della prestazione nei confronti di tutti
gli Stati membri alla cui legislazione l'interessato è stato soggetto. Una
deroga è ammessa nell�'ipotesi in cui l�'interessato chieda espressamente di
differire la liquidazione delle prestazioni di vecchiaia acquisite secondo la
legislazione di uno o più Stati membri.
A tal proposito, l�'articolo 46, paragrafo 2, del
regolamento di applicazione precisa che il richiedente che intenda differire la
liquidazione delle prestazioni di vecchiaia acquisite in base alla legislazione
di uno o più Stati membri, deve indicarlo nella domanda specificando, altresì,
ai sensi di quale legislazione chiede il differimento. Inoltre, per permettere
all�'interessato di esercitare tale diritto, le istituzioni in causa, su sua
richiesta, sono tenute a fornirgli tutte le informazioni di cui dispongono per
consentire di valutare le conseguenze delle liquidazioni concomitanti o
successive delle prestazioni che potrebbe richiedere.
Si ricorda che, considerata la complessità e le
continue modifiche dei sistemi pensionistici degli Stati membri, è possibile
avere informazioni aggiornate in materia di legislazioni nazionali attraverso la
consultazione della pubblicazione MISSOC della Commissione Europea, riportata
nella parte Convenzioni internazionali del sito Intranet dell�'Istituto.
b) Calcolo delle prestazioni
In base all�'articolo 50, paragrafo 2, del
regolamento n. 883/2004, se l�'interessato soddisfa le condizioni necessarie
per ottenere la prestazione soltanto ai sensi di uno o più Stati membri alla
cui legislazione è stato soggetto, le istituzioni di tali Stati determinano la
misura della prestazione da essi dovuta senza tener conto dei periodi maturati
in base alle legislazioni le cui condizioni non sono soddisfatte. Tale
esclusione opera solo se, prendendo in considerazione tali periodi, si determina
una prestazione di importo meno favorevole.
Esempio: una persona che ha lavorato nello Stato A,
nello Stato B e nello Stato C, presenta una domanda di pensione di vecchiaia, ma
i requisiti per ottenere la prestazione richiesta sono soddisfatti solo nello
Stato A. L�'istituzione di tale Stato calcola la prestazione senza prendere in
considerazione i periodi maturati negli Stati B e/o C, se con l�'esclusione di
detti periodi si determina una prestazione di importo più elevato.
Ovviamente, le disposizioni del citato paragrafo 2 si
applicano anche nel caso in cui, pur avendo perfezionato i requisiti richiesti
per la prestazione di vecchiaia, l�'interessato richieda espressamente di
differirne la liquidazione. Ne consegue che, per quanto riguarda la liquidazione
delle prestazioni a carico dell�'assicurazione italiana, nell�'operare la
totalizzazione devono essere presi in considerazione i periodi maturati ai sensi
delle legislazioni degli Stati che liquidano la prestazione, nonché i periodi
accreditati ai sensi delle legislazioni degli altri Stati che siano necessari
per il perfezionamento del diritto alla pensione italiana richiesta.
Peraltro, i periodi maturati ai sensi delle
legislazioni nei confronti delle quali non sono soddisfatte le condizioni
richieste per ottenere la pensione, ovvero pur essendo perfezionati i requisiti,
l�'interessato ha manifestato l�'intenzione di differirne la liquidazione,
devono essere esclusi dalla totalizzazione se il loro computo determina un
importo di pensione meno favorevole e sempre che detti periodi non siano
necessari per perfezionare il diritto alla pensione italiana.
Le Sedi, nel caso di domande di pensione presentate da
persone che fanno valere periodi di assicurazione in due o più Stati
comunitari, avranno cura di effettuare i due calcoli, il primo con esclusione
dei periodi degli Stati che non concedono la prestazione, il secondo includendo
detti periodi. A conclusione delle operazioni di calcolo sarà posta in
pagamento la prestazione di importo più elevato. Si precisa che la
contribuzione estera ai fini del calcolo della prestazione italiana produce
effetti, in particolare, ai fini della determinazione del sistema di calcolo
(contributivo, misto o retributivo).
In ogni caso devono essere tenute in considerazione le
disposizioni del messaggio n. 9749 del 30 aprile 2008 che garantiscono la
concessione del trattamento più favorevole a favore dell�'assicurato a cui
spetta la scelta della prestazione da erogare.
Infine, si precisa che la pensione italiana concessa
escludendo dal calcolo i periodi esteri degli Stati che non accordano la
prestazione, deve intendersi erogata a titolo provvisorio; infatti, la
prestazione liquidata in regime comunitario può considerarsi definitiva solo
nel momento in cui tutti gli Stati hanno liquidato la prestazione spettante a
c) Ricalcolo delle prestazioni
Il paragrafo 4 dell�'articolo 50 del regolamento
di base dispone che le istituzioni degli Stati che hanno già concesso una
prestazione procedano ad un nuovo calcolo della stessa man mano che le
condizioni per il diritto sono soddisfatte ai sensi delle altre legislazioni o
qualora l�'interessato richieda la liquidazione di una pensione di vecchiaia di
cui era stato chiesto il differimento.
Pertanto, in base ai chiarimenti contenuti nella
Decisione della Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di
sicurezza sociale n. P1 del 12 giugno 2009 (vedi allegato n.1), l�'istituzione
che eroga una pensione esegue d�'ufficio un nuovo calcolo non appena informata
del fatto che il beneficiario soddisfa le condizioni per la concessione di una
prestazione ai sensi della legislazione di un altro Stato membro.
Non occorre un nuovo calcolo se i periodi maturati ai
sensi della legislazione degli altri Stati membri sono stati già considerati ai
fini della concessione della prestazione e non è stato maturato nessun periodo
successivo alla decorrenza originaria della prestazione, fatti salvi gli effetti
sull�'eventuale integrazione al minimo della pensione italiana.
Pertanto, in tali ipotesi, le Sedi effettueranno una
ricostituzione della pensione già concessa a carico dell�'assicurazione
italiana esclusivamente per inserire il dato relativo all�'importo della
Deve essere eseguito un nuovo calcolo d�'ufficio se
ricorrono ulteriori condizioni (diverse dal completamento dei periodi
assicurativi), come il raggiungimento dell�'età richiesta per la concessione
L�'istituzione che calcola nuovamente una prestazione
da essa precedentemente concessa terrà conto, ai fini del calcolo, di tutti i
periodi di assicurazione e/o di residenza e di tutte le altre condizioni che il
beneficiario soddisfi ai sensi della propria legislazione e di quella di altri
Stati membri alla data della concessione della prestazione ricalcolata.
La data di riferimento sarà il giorno in cui si è
verificato il rischio nello Stato membro in cui per ultimo sono state
soddisfatte le condizioni per il diritto.
E�' appena il caso di precisare che, per quanto
riguarda le prestazioni erogate dall�'Istituto, nel caso di ricalcolo della
prestazione italiana le operazioni di conguaglio tra l�'importo già erogato e
l�'importo derivante dal nuovo calcolo andranno effettuate dalla data di
decorrenza della prestazione estera.
d) Legislazione applicabile per l�'accertamento del diritto
Si ritiene opportuno ribadire che, ai fini del
perfezionamento del diritto alle prestazioni da parte di coloro che hanno
prestato la loro attività in due o più Stati membri, si deve, ovviamente, far
riferimento soltanto alle condizioni e ai requisiti stabiliti dalla legislazione
di ciascuno Stato, anche nel caso in cui il diritto sia perfezionato in base al
cumulo dei periodi maturati in tali Stati.
4. Totalizzazione dei periodi di assicurazione
Le disposizioni di carattere generale in materia di
totalizzazione dei periodi di assicurazione sono contenute nell�'articolo 6 del
regolamento di base.
Le modalità di trattazione di eventuali periodi
sovrapposti nonché i criteri di conversione dei periodi espressi in unità
temporali diverse, sono contenuti rispettivamente negli articoli 12 e 13 del
L�'articolo 6 del regolamento n. 883/2004 dispone che
- fatte salve le disposizioni contrarie del regolamento stesso - qualora la
legislazione di uno Stato comunitario preveda determinati periodi di
assicurazione, di occupazione, di attività lavorativa autonoma o di residenza:
- per il diritto o la durata delle
- per l�'iscrizione all�'assicurazione
(obbligatoria, volontaria o facoltativa continuata);
- per l�'ammissione ad un beneficio
previsto dalla legislazione nazionale,
l�'istituzione competente deve considerare gli
analoghi periodi maturati in altri Stati membri, come se si trattasse di periodi
compiuti secondo la legislazione che essa applica.
In particolare, ai sensi dell�'articolo 12 del
regolamento di applicazione, ai fini dell'applicazione dell'articolo 6 del
regolamento di base l'istituzione competente deve rivolgersi alle istituzioni
degli Stati membri alla cui legislazione l'interessato è stato soggetto per
richiedere le informazioni relative ai periodi maturati sotto la loro
I periodi di assicurazione, di attività subordinata,
di attività autonoma o di residenza maturati sotto la legislazione di uno Stato
membro si aggiungono a quelli maturati sotto la legislazione di qualsiasi altro
Stato membro, nella misura necessaria, ai fini dell'applicazione dell'articolo
6, a condizione che tali periodi non si sovrappongano.
I criteri da seguire nelle operazioni di totalizzazione
e la trattazione delle norme in esame sono riportati nella circolare sui nuovi
regolamenti comunitari - parte generale, punto 9, a cui si rinvia.
Tuttavia, si ritiene opportuno ricordare che, per
quanto riguarda la legislazione italiana, i periodi di contribuzione volontaria
sovrapposti a periodi di assicurazione compiuti in un altro Stato membro devono
essere utilizzati sia per il calcolo della pensione autonoma che per il calcolo
del pro-rata, escludendo dal computo i corrispondenti periodi di contribuzione
risultanti all'estero (vedi circolare n. 1054 C.I./82 del 2 aprile 1979, punto I
e circolare n. 1068 C.I./61 del 15 marzo 1982).
a) Totalizzazione nel regime generale italiano per i lavoratori dipendenti
Per l�'accertamento del diritto e il calcolo delle
prestazioni italiane a carico dell�'assicurazione generale obbligatoria del
Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti deve essere presa in considerazione tutta
la contribuzione estera accreditata nei regimi generali per i lavoratori
dipendenti. Si precisa, in proposito, che per individuare la tipologia della
contribuzione estera dovrà farsi riferimento al modo in cui detta contribuzione
viene contraddistinta nell'estratto contributivo estero.
Ne consegue che i contributi esteri, che eventualmente
corrispondano all�'esercizio di un�'attività autonoma, vanno, comunque,
cumulati con i contributi italiani versati nell�'A.G.O. per l�'I.V.S. dei
lavoratori dipendenti, qualora, ai sensi della legislazione dello Stato estero
interessato, siano stati versati in un regime generale per lavoratori
Tale distinzione, tuttavia, assume rilevanza solo ai
fini dell�'attribuzione della contribuzione estera alle singole quote, nel caso
di carriere miste in Italia e sempre che la prestazione italiana debba essere
liquidata a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, con quota a
carico anche del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (vedi circolare n. 277 del
1° dicembre 1992).
b) Totalizzazione nel regime generale italiano dei periodi compiuti nei
regimi speciali esteri
L�'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento n.
883/2004 precisa che: se la legislazione di uno Stato membro subordina la
concessione di talune prestazioni alla condizione che i periodi di assicurazione
siano stati maturati solo in una determinata attività subordinata o autonoma o
in un'occupazione soggetta ad un regime speciale applicabile ai lavoratori
subordinati o autonomi, l�'istituzione competente di detto Stato membro tiene
conto dei periodi maturati sotto la legislazione di altri Stati membri soltanto
se sono maturati sotto un regime corrispondente o, in mancanza di questo, nella
stessa occupazione o, se del caso, nella stessa attività subordinata o autonoma.
Nel caso in cui, pur considerando tali periodi, l�'interessato
non soddisfa le condizioni per beneficiare di un regime speciale, questi periodi
sono presi in considerazione ai fini dell'erogazione delle prestazioni del
regime generale o, altrimenti, del regime applicabile agli operai o agli
impiegati, a seconda dei casi, purché l�'interessato sia stato iscritto a uno
di tali regimi.
Ne consegue che, ai sensi della legislazione italiana,
per il conseguimento del diritto alle prestazioni dell�'assicurazione generale
obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti del Fondo Pensioni
Lavoratori Dipendenti, delle Gestioni speciali per i lavoratori autonomi,
nonché della gestione separata (per la gestione separata vedi punto 4.4) i
periodi di assicurazione compiuti negli altri Stati in una professione soggetta
ad un regime speciale, vengono cumulati con periodi della predetta assicurazione
in tutti i casi in cui l�'interessato non possa conseguire in Italia il diritto
a una prestazione di un regime o fondo speciale di previdenza, sostituivo o
integrativo dell�'assicurazione generale obbligatoria I.V.S., corrispondente a
quello al quale è stato iscritto all�'estero in relazione allo svolgimento di
una determinata professione od occupazione.
Il paragrafo 2 del medesimo articolo precisa, inoltre,
che: i periodi di assicurazione maturati nell'ambito di un regime speciale di
uno Stato membro sono presi in considerazione ai fini dell'erogazione delle
prestazioni del regime generale o, altrimenti, del regime applicabile agli
operai o agli impiegati, a seconda dei casi, di un altro Stato membro, purché l�'interessato
sia stato iscritto a uno o più di tali regimi, anche se detti periodi sono già
stati presi in considerazione in quest�'ultimo Stato membro nell�'ambito di un
regime speciale.
Pertanto, i periodi fatti valere in un qualsiasi regime
speciale di uno Stato membro saranno totalizzati nel regime generale italiano se
l�'interessato risulti assicurato in tale regime, anche se detti periodi
fossero già stati utilizzati per la liquidazione di una prestazione in un
qualsiasi regime speciale vigente in Italia (vedi circolare n. 132 del 10 giugno
1993, parte II, punto I).
c) Totalizzazione nelle gestioni speciali per i lavoratori autonomi
Per quanto riguarda la valutazione dei periodi
esteri derivanti da un�'attività autonoma ai fini dell�'accertamento del
diritto e del calcolo delle prestazioni a carico delle gestioni speciali dei
lavoratori autonomi, si ribadiscono i seguenti criteri:
- i periodi di assicurazione, fatti valere
negli altri Stati membri, derivanti dallo svolgimento di attività autonoma
corrispondente a quella che avrebbe dato luogo, se svolta in Italia all�'iscrizione
ad una delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi, sono da equiparare ai
periodi di assicurazione del regime generale italiano e, pertanto, possono
essere utilizzati per il raggiungimento del diritto e per il calcolo della
pensione italiana sia nell�'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori
dipendenti sia nelle suddette gestioni speciali. Si precisa che deve, in ogni
caso, trattarsi di periodi relativi a forme assicurative obbligatorie e non di
natura privatistica o negoziale;
- i periodi di contribuzione accreditati
nelle gestioni speciali italiane, ivi compresi quelli accreditati nella gestione
separata (vedi messaggio n. 71 del 3 luglio 2003) devono essere in ogni caso
comunicati agli organismi esteri unitamente a quelli dell�'assicurazione
generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti;
- la liquidazione delle pensioni a carico
dell�'assicurazione italiana deve essere effettuata applicando le disposizioni
sul coordinamento dell�'assicurazione generale obbligatoria del Fondo Pensioni
Lavoratori Dipendenti e degli ordinamenti pensionistici dei lavoratori autonomi,
considerato che le disposizioni comunitarie, fatte salve le disposizioni dell�'articolo
51 del regolamento di base, non incidono sulle norme di coordinamento nazionale
(articolo 53 del regolamento di applicazione).
Nel caso in cui non sussista il diritto a pensione nell�'assicurazione
generale obbligatoria del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, la pensione deve
essere liquidata nella gestione speciale se in tale gestione risultino
perfezionati i requisiti tenendo conto dei periodi assicurativi compiuti negli
altri Stati in relazione ad un�'attività subordinata o autonoma.
d) Totalizzazione dei periodi esteri nella gestione separata di cui all�'articolo
2, comma 26, della legge n. 335/95
Con riferimento alla gestione separata di cui all�'articolo
2, comma 26, della legge n. 335/95, si ribadisce che la contribuzione estera
può essere utilmente presa in considerazione sia per il raggiungimento dei
requisiti contributivi per il diritto a pensione nella gestione medesima, sia
per il perfezionamento del requisito di 15 anni di contribuzione, di cui all�'articolo
2 del decreto legge 28 settembre 2001, n. 355, convertito nella legge 27
novembre 2001, n. 417, richiesto per l�'esercizio del diritto di opzione per il
calcolo contributivo e che consente di computare, nella gestione in esame, i
periodi di contribuzione maturati nell�'assicurazione generale obbligatoria
nelle forme sostitutive o esclusive della medesima ovvero in una gestione
speciale dei lavoratori autonomi. Si confermano, pertanto, le disposizioni
impartite con messaggio n.4156 del 19 febbraio 2008.
e) Totalizzazione nei fondi speciali italiani dei periodi esteri
Per quanto riguarda i fondi speciali gestiti dall�'Istituto,
si rammenta che l�'accertamento del diritto e il calcolo delle prestazioni, a
carico di tali regimi, mediante il cumulo dei periodi esteri è possibile solo a
condizione che detti periodi siano maturati in fondi esteri posti a tutela della
medesima categoria di lavoratori o, in mancanza di un fondo estero
corrispondente, che i periodi esteri siano stati maturati in relazione allo
svolgimento di un�'attività che, se fosse stata svolta in Italia, avrebbe
comportato l�'iscrizione al fondo speciale.
Per quanto riguarda il Fondo elettrici, che provvede al
trattamento di quiescenza e pensionistico dei dipendenti ENEL e delle imprese
elettriche private, si rinvia integralmente alle disposizioni impartite con
messaggio n. 21395 del 28 maggio 1998, in base alle quali, per gli iscritti
entro il 15 novembre 1996, è possibile cumulare con i contributi del Fondo
stesso anche i periodi di contribuzione compiuti all�'estero, in Paesi dell�'Unione
europea o legati all�'Italia da Convenzioni di sicurezza sociale, relativi allo
svolgimento di attività diversa da quella specificamente prevista per l�'assoggettamento
al Fondo stesso.
Infine, a chiusura delle disposizioni speciali relative
alla totalizzazione dei periodi, l�'articolo 51, paragrafo 3, del regolamento
di base dispone che: se la legislazione o il regime specifico di uno Stato
membro subordina l�'acquisizione, il mantenimento o il recupero del diritto
alle prestazioni alla condizione che l�'interessato sia assicurato al momento
dell�'avverarsi del rischio, detta condizione è considerata soddisfatta se
egli è stato in precedenza assicurato sotto la legislazione o un regime
specifico di tale Stato membro e, al momento dell�'avverarsi del rischio,
risulta assicurato sotto la legislazione di un altro Stato membro per il
medesimo rischio o, se ciò non fosse, se per il medesimo rischio una
prestazione è dovuta ai sensi della legislazione di un altro Stato membro.
Tuttavia quest�'ultima condizione è ritenuta soddisfatta nei casi di cui all�'articolo
57, relativo alla totalizzazione dei periodi inferiori all�'anno (vedi
Si precisa che, per quanto riguarda le prestazioni
pensionistiche italiane di invalidità, vecchiaia e superstiti, per nessuna di
esse è previsto che, quale requisito per il perfezionamento del diritto, il
richiedente sia in attività e, quindi, assicurato al momento del verificarsi
del rischio. Pertanto, la disposizione in esame non assume rilevanza ai fini
della concessione delle prestazioni a carico dell�'assicurazione italiana.
f) Totalizzazione dei periodi assicurativi ex articolo 1, comma 2, del
decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 42: modalità di utilizzo dei periodi
In riferimento alle modalità di utilizzo della
contribuzione estera nel caso di prestazioni da liquidare, a favore di soggetti
iscritti a due o più forme pensionistiche obbligatorie, in applicazione delle
disposizioni nazionali in materia di totalizzazione ai sensi dell�'articolo 1,
comma 2, del decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 42, si confermano le
disposizioni già emanate in materia (vedi messaggi nn. 30610 del 16 novembre
2006, 5188 del 27 febbraio 2007, 4366 del 27 febbraio 2008, 2336 del 25 gennaio
2010 e 4670 del 15 febbraio 2010, già citati al precedente punto 1).
Pertanto, si ribadisce che i periodi maturati all�'estero
in Paesi comunitari e in Paesi legati all�'Italia da convenzioni bilaterali di
sicurezza sociale devono essere conteggiati, a prescindere dal limite di 3 anni
previsto dall'articolo 1, comma 76, lettera a), della legge 24 dicembre 2007 n.
247, rispettando, invece, il periodo minimo necessario per l�'applicazione
della normativa comunitaria (1 anno) o delle singole convenzioni bilaterali.
g) Disposizioni speciali per dipendenti pubblici coperti da un regime
speciale (articoli 49 e 60 del regolamento di base)
Per completezza d�'informazione, anche se la
materia non rientra nella competenza dell�'Istituto, si illustrano le norme
specifiche per i dipendenti pubblici coperti da un regime speciale che, per
quanto riguarda l�'Italia, sono di competenza dell�'INPDAP.
Gli articoli 49 e 60 del regolamento di base contengono
disposizioni speciali per i dipendenti pubblici. In particolare l�'articolo 49
prevede l�'applicazione per i dipendenti pubblici delle disposizioni del
regolamento relative:
- alla totalizzazione dei periodi (articolo
6 del regolamento di base, titolo 1);
- alle prestazioni di invalidità (articoli
44, 46, 47 e 48 del regolamento di base, capitolo 4).
Peraltro, l�'articolo 60 estende ai dipendenti
pubblici, oltre alle norme sulla totalizzazione dei periodi, anche:
- le disposizioni generali previste per le
pensioni di vecchiaia e superstiti (articolo 50);
- le disposizioni speciali previste per la
totalizzazione dei periodi (limitatamente al paragrafo 3 dell�'articolo 51);
- le disposizioni relative alla
liquidazione delle prestazioni (articolo 52);
- le disposizioni relative alla presa in
considerazione dei periodi inferiori all�'anno (articolo 57).
Inoltre, l�'articolo 60, paragrafo 2, contiene
disposizioni relative alla totalizzazione nel caso in cui la legislazione di uno
Stato membro subordini l�'acquisizione del diritto a prestazione alla
condizione che tutti i periodi siano compiuti in un regime per i dipendenti
pubblici. Si tratta di disposizioni analoghe a quelle contenute nell�'articolo
51, paragrafi 1 e 2, del regolamento di base.
Infine, l�'articolo 60, paragrafo 3, precisa che se la
legislazione di uno Stato prevede che le prestazioni per i dipendenti pubblici
siano calcolate in base all'ultima retribuzione o alle ultime retribuzioni
percepite durante un periodo di riferimento, l'istituzione competente di tale
Stato prenda in considerazione, ai fini del calcolo, solo le retribuzioni,
debitamente rivalutate, percepite durante il periodo o i periodi nei quali
l'interessato era soggetto a tale legislazione.
Da quanto esposto si evince che la nuova
regolamentazione sostanzialmente non modifica le disposizioni precedenti, che,
pertanto, si richiamano integralmente (vedi circolare n. 125 del 7 giugno 1999).
5. Liquidazione delle prestazioni
a) Calcolo della pensione autonoma
L�'articolo 52 del regolamento n. 883/2004 detta
le disposizioni relative alla liquidazione delle prestazioni, in base alle quali
qualora la persona assicurata possa far valere un diritto a pensione in base ai
soli periodi compiuti in virtù della legislazione di un altro Stato, senza la
necessità di far ricorso alla totalizzazione dei periodi compiuti in altri
Stati membri, l�'istituzione competente del primo Stato deve determinare l�'importo
della pensione spettante a detta persona unicamente in base ai periodi compiuti
sotto la propria legislazione (articolo 52, paragrafo 1, lettera a).
Tuttavia, in tali casi l�'istituzione competente è
tenuta a procedere anche al calcolo della pensione secondo le regole del
pro-rata (articolo 52, paragrafo 1, lettera b) ed allegato VIII), al fine di
accertare se all�'interessato possa spettare, in base a tale criterio di
calcolo, un pro-rata di importo più favorevole rispetto a quello della pensione
autonoma. Infatti, l�'articolo 52, paragrafo 3, stabilisce che l�'interessato
ha diritto a percepire, dall�'istituzione competente di ciascuno Stato membro,
l�'importo più elevato tra quello derivante dal calcolo effettuato sulla base
della sola legislazione nazionale (pensione autonoma) e quello risultante dal
calcolo effettuato secondo le regole del pro-rata.
Si precisa che, per quanto riguarda le modalità di
calcolo della pensione autonoma a carico dell�'assicurazione italiana, si tiene
conto, ove occorra, della situazione reddituale dell�'interessato,
comprendendovi, ovviamente, la pensione estera, nonché delle norme anticumulo e
delle regole di priorità per l�'attribuzione delle prestazioni familiari
previste dalla normativa comunitaria.
b) Calcolo del pro-rata
Per il calcolo del pro-rata di pensione  cui si
procede sia nel caso in cui il diritto a pensione risulti raggiunto unicamente
con il cumulo dei periodi maturati negli altri Stati membri, sia nel caso in
cui, come evidenziato, il diritto sia perfezionato anche in regime autonomo -
deve essere prima di tutto determinato l�'importo della pensione teorica
(articolo 52, paragrafo 1, lettera b, punto i).
- Modalità di calcolo della pensione virtuale o teorica
In base all�'articolo 52, paragrafo 1, lettera b,
punto i) l�'importo teorico della prestazione è pari alla prestazione cui l�'interessato
avrebbe diritto se tutti i periodi di assicurazione e/o di residenza maturati
sotto le legislazioni degli altri Stati membri fossero maturati sotto la
legislazione che essa applica alla data della liquidazione. Se, in virtù di
questa legislazione, l�'importo è indipendente dalla durata dei periodi
maturati, tale importo è considerato come l�'importo teorico.
Pertanto, ai fini della determinazione della pensione
virtuale, si deve preliminarmente procedere alla totalizzazione di tutti i
periodi, assicurativi, di residenza e dei periodi equivalenti risultanti a
favore del richiedente presso tutte le istituzioni competenti dei singoli Stati
A tale scopo, deve essere tenuto presente quanto già
esposto al precedente punto 4 con riferimento alla totalizzazione, nonché, in
particolare per quanto riguarda i criteri in materia di sovrapposizione e di
conversione, le regole enunciate dagli articoli 12 e 13 del regolamento di
applicazione (vedi circolare sui nuovi regolamenti comunitari - parte generale,
Una volta effettuate le operazioni di totalizzazione si
procede alla determinazione della pensione virtuale. Al riguardo, occorre tenere
presente, altresì, le disposizioni complementari contenute nell�'articolo 56
del regolamento di base. In particolare, l�'articolo 56, paragrafo 1, lettera
a), prevede che, qualora la durata totale dei periodi di assicurazione compiuti
prima dell�'avverarsi del rischio, sia superiore alla durata massima prevista
dalla legislazione di uno degli Stati in causa, per la concessione di una
prestazione completa, l�'istituzione competente di tale Stato prende in
considerazione, ai fini del calcolo della pensione virtuale, detta durata
massima anziché la durata totale dei periodi maturati negli Stati interessati.
Tuttavia, la norma citata precisa che tale metodo di
calcolo non può avere l'effetto di imporre a detta istituzione l'onere di una
prestazione di importo superiore a quello della prestazione completa prevista
dalla legislazione nazionale applicata.
Pertanto, l�'importo della pensione virtuale non può
essere superiore all�'importo della pensione autonoma calcolata sulla base
della durata massima dei periodi di assicurazione prevista dalla legislazione
applicata dall�'istituzione che effettua il calcolo.
Per quanto concerne, poi, la determinazione della
pensione virtuale italiana, si ritiene utile ribadire che l�'anzianità
contributiva maturata al dicembre 1992 e al dicembre 1995, per determinare il
sistema di calcolo (retributivo, misto o contributivo), deve essere accertata
tenendo conto anche dei periodi di assicurazione compiuti negli altri Stati
membri (circolare n. 261 del 19 novembre 1993 e circolare n. 123 del 12 giugno
Inoltre, nel caso in cui la durata totale dei periodi
italiani ed esteri dovesse superare l�'anzianità contributiva massima (2080
settimane), prevista dalla legislazione italiana, le settimane estere dovranno
essere ridotte entro tale limite (vedi circolare n. 2036 Prs. del 6 ottobre
1972, parte X, punto 3).
- Modalità di calcolo del pro-rata
In merito alle modalità di calcolo dell�'importo del
pro-rata, l�'articolo 52, paragrafo 1, lettera b, punto ii), prevede che, una
volta determinato l�'importo della pensione virtuale, l�'istituzione
competente determina quindi l�'importo effettivo della prestazione pro-rata
applicando all�'importo teorico il rapporto tra la durata dei periodi maturati
prima che si avverasse il rischio ai sensi della legislazione che essa applica e
la durata totale dei periodi maturati prima che il rischio si avverasse, ai
sensi delle legislazioni di tutti gli Stati membri interessati.
Ne consegue che, per il calcolo del pro-rata italiano,
l�'ammontare teorico della pensione (importo virtuale), determinato secondo le
modalità descritte, viene ridotto in modo proporzionale al rapporto (c.d.
coefficiente di riduzione) tra la durata totale dei periodi di assicurazione
compiuti in Italia e la durata totale dei periodi compiuti sotto le legislazioni
di tutti gli Stati membri interessati, prima dell�'avverarsi del rischio.
All�'importo della pensione calcolato secondo i
criteri sopra esposti (pensione autonoma ovvero pro-rata), l�'istituzione
competente applica, se ne ricorrono le condizioni, in base all�'articolo 52,
paragrafo 2, del regolamento di base, l�'insieme delle clausole di riduzione,
sospensione o soppressione (clausole anticumulo) previste dalla propria
legislazione, nei limiti stabiliti dagli articoli 53, 54 e 55 del medesimo
Inoltre, ai sensi dell�'articolo 52, paragrafo 4, nel
caso in cui in base alla legislazione di uno Stato membro risulti che la
prestazione autonoma sia sempre di importo pari o superiore a quello della
prestazione calcolata secondo le regole del pro-rata, l�'istituzione competente
di tale Stato può, in presenza di determinate condizioni, non effettuare il
doppio calcolo (autonomo e pro-rata).
La norma in esame dispone che ai sensi di detta
legislazione non si proceda al calcolo in pro-rata se:
- tale legislazione sia indicata nell�'allegato
VIII, parte 1;
- non sia applicabile una legislazione che
prevede clausole anticumulo sia per prestazioni della stessa natura (articolo
54) che di natura diversa (articolo 55), a meno che non ricorrano le condizioni
previste dall�'articolo 55, paragrafo 2, per cui l�'istituzione competente non
effettua, in relazione alle prestazioni autonome, la prevista divisione degli
importi in applicazione delle norme anticumulo;
- non si debba applicare l�'articolo 57,
in quanto periodi inferiori all�'anno diano, comunque, titolo ad una
Per quanto riguarda la legislazione italiana, poiché l�'Italia
non figura nel citato allegato VIII, nel caso di pensione il cui diritto sia
perfezionato sulla base dei soli periodi assicurativi italiani, si dovrà
procedere in ogni caso anche al calcolo secondo i criteri del pro-rata, al fine
di determinare e porre in pagamento la prestazione più favorevole (vedi
messaggi nn. 16971 del 21 aprile 1998, 19229 del 25 luglio 2007 e 9749 del 30
aprile 2008).
Infine, il paragrafo 5 dell�'articolo 52 stabilisce
che i criteri previsti per il calcolo del pro-rata non si applicano ai regimi
previdenziali che prevedono prestazioni il cui calcolo non sia legato alla
durata dei periodi di assicurazione, purché tali regimi siano elencati nell�'allegato
VIII, parte 2. In questi casi l�'interessato ha diritto alla prestazione
calcolata secondo la legislazione nazionale dello Stato membro interessato
(prestazione autonoma).
6. Calcolo della retribuzione, dei redditi pensionabili e del montante
L�'articolo 56, paragrafo 1, lettera c), precisa
che nel caso in cui la legislazione di uno Stato membro prevede che il
calcolo delle prestazioni si basi su redditi, contributi, base contributiva,
maggiorazioni, guadagni, altri importi o una combinazione di più di uno dei
suddetti elementi (medi, proporzionali, forfettari o fittizi), l'istituzione
competente determina la base di calcolo delle prestazioni in base ai soli
periodi di assicurazione maturati sotto la legislazione che essa applica.
Inoltre, l�'istituzione competente utilizza ai fini
della determinazione dell'importo da calcolare secondo i periodi di
assicurazione e/o di residenza maturati sotto la legislazione di altri Stati
membri, gli stessi elementi determinati o accertati per i periodi di
assicurazione maturati sotto la legislazione che essa applica, se ne
ricorrono le condizioni in base alle procedure indicate, per lo Stato membro
interessato, nell�'allegato XI, nel quale, peraltro, non figura l�'Italia.
Per il calcolo delle prestazioni a carico dell�'assicurazione
italiana, per la determinazione delle retribuzioni e/o redditi pensionabili,
nonché per l�'importo dei contributi per le prestazioni da liquidare in base
al sistema contributivo, si prenderanno a riferimento unicamente le
retribuzioni, i redditi e i contributi relativi ai periodi di assicurazione
maturati in Italia.
Peraltro, poiché l�'Italia non figura nell�'allegato
XI, i periodi maturati in altri Stati membri saranno utilizzati ai fini del
calcolo, secondo le modalità già indicate in materia di totalizzazione e
calcolo delle prestazioni, non essendo prevista l�'applicazione di modalità
Per quanto concerne le prestazioni da liquidare a
carico dell�'assicurazione italiana, non trova applicazione la disposizione di
cui all�'articolo 56, paragrafo 1, lettera d), la quale riguarda soltanto le
legislazioni degli Stati membri per le quali il calcolo delle prestazioni si
basa su elementi diversi dai periodi di assicurazione o di residenza e, quindi,
non legati al tempo, mentre, ai sensi della legislazione nazionale, il calcolo
delle prestazioni pensionistiche è sempre subordinato al compimento di un
periodo di assicurazione.
Ne consegue che non trova applicazione neppure il
paragrafo 2 del citato articolo, che si riferisce alla rivalutazione delle
prestazioni menzionate al paragrafo 1.
Da quanto sopra esposto, si evince che in linea di
massima le nuove disposizioni comunitarie, in materia di calcolo della pensione
virtuale e del pro-rata, non modificano sostanzialmente la precedente normativa.
Pertanto, per quanto non espressamente previsto nella presente circolare, si
confermano le disposizioni già emanate in materia.
7. Disposizioni aggiuntive per il calcolo della prestazione: periodi di
assicurazione volontaria (articolo 43 del regolamento di applicazione)
L�'articolo 43 del regolamento di applicazione
riporta disposizioni aggiuntive per il calcolo delle prestazioni. In particolare
il paragrafo 1 precisa che, ai fini del calcolo della pensione virtuale e dell�'importo
del pro-rata, si applicano, nel caso di sovrapposizione tra i periodi di
assicurazione degli Stati membri interessati, le regole riportate nell�'articolo
12 del medesimo regolamento.
Nello specifico, qualora i periodi di assicurazione
volontaria o facoltativa continuata non siano stati presi in considerazione,
perché coincidenti con periodi maturati a titolo di assicurazione obbligatoria
ai sensi della legislazione di un altro Stato membro, l�'istituzione dello
Stato membro, sotto la cui legislazione i periodi di assicurazione volontaria o
facoltativa continuata sono stati maturati, calcola l�'importo corrispondente a
tali periodi secondo le norme previste dalla legislazione nazionale applicata.
In questo caso, l�'importo effettivo della prestazione, calcolato secondo le
regole del pro-rata, viene maggiorato dell�'importo corrispondente ai periodi
di assicurazione volontaria o facoltativa continuata (articolo 43, paragrafo 2).
Per quanto concerne la legislazione italiana, come già
precisato al precedente punto 4 in materia di totalizzazione, i periodi di
assicurazione volontaria compiuti in Italia, anche se sovrapposti ai periodi
esteri di contribuzione obbligatoria, sono presi in considerazione sia per il
calcolo della pensione virtuale che del pro-rata.
Inoltre, il paragrafo 3 prevede che l�'istituzione di
ogni Stato membro debba calcolare, secondo le modalità previste dalla propria
legislazione, l�'importo spettante a suo carico per i periodi di assicurazione
volontaria o facoltativa continuata che, ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 3,
lettera c) del regolamento di base, non deve essere preso in considerazione ai
fini dell�'applicazione delle clausole di riduzione, sospensione o soppressione
di un altro Stato membro.
Nel caso in cui la legislazione applicata dall�'istituzione
competente non consenta di determinare tale importo, a causa di una diversa
valutazione dei periodi di assicurazione, si può stabilire un importo
convenzionale. Le modalità per determinare detto importo convenzionale saranno
stabilite dalla Commissione amministrativa.
Per quanto riguarda la legislazione italiana, qualora
da parte delle istituzioni estere venga comunicata l'esistenza di contributi
volontari o indicata separatamente la quota di pensione relativa a tale
contribuzione, le Sedi dovranno tener conto di detti contributi secondo le
regole consuete e prendere in considerazione la suddetta quota della prestazione
estera ai fini dell'applicazione delle norme relative all'integrazione al
minimo, atteso che queste ultime non rivestono la natura di clausole anticumulo.
Viceversa, le Sedi, qualora vi sia una richiesta in tal
senso da parte degli organismi esteri, dovranno calcolare a parte tale quota e
comunicarla ai predetti organismi. Per effettuare tale calcolo sarà sufficiente
applicare all'importo adeguato della pensione il rapporto esistente tra l'intera
contribuzione italiana e quella volontaria (vedi circolari n. 132 del 10 giugno
1993 e n. 76 del 16 marzo 1995).
8. Periodi di assicurazione o residenza inferiori ad un anno
L�'articolo 57 del regolamento n. 883/2004
conferma il periodo assicurativo minimo di un anno per effettuare il cumulo.
Infatti, detta disposizione precisa che l�'istituzione competente, alla quale
viene richiesta la prestazione, non deve concedere alcuna prestazione, se i
periodi di assicurazione compiuti sotto la legislazione da essa applicata non
raggiungono un anno e se, tenuto conto di questi soli periodi, nessun diritto è
acquisito, in virtù di tale legislazione (articolo 57, paragrafo 1, del
regolamento di base).
Ai fini dell�'articolo in esame, per
"periodi" si intendono tutti i periodi di assicurazione, lavoro
subordinato, lavoro autonomo o residenza che consentono di beneficiare della
prestazione (periodi utili per il diritto) o ne aumentano la misura (periodi
utili per la misura).
In base alla norma citata, tuttavia, i periodi di
assicurazione inferiori ad un anno compiuti in uno Stato devono essere presi in
considerazione da parte dell�'istituzione o delle istituzioni degli altri Stati
membri presso le quali l�'interessato può far valere almeno un anno di
assicurazione, sia per accertare il raggiungimento del diritto a prestazione in
virtù della legislazione applicata da dette istituzioni, che per il calcolo
della pensione teorica (articolo 52, paragrafo 1, lettera b, punto i), del
L�'applicazione integrale di tale criterio potrebbe
precludere al lavoratore, che risulti assicurato in più Stati per periodi
inferiori all�'anno, l�'acquisizione del diritto a prestazioni a carico di
tutte le legislazioni interessate. Al fine di evitare questo, il paragrafo 3
dell�'articolo 57 dispone che in tali casi le prestazioni dovranno essere
concesse unicamente in virtù della legislazione dell�'ultimo Stato nel quale
il lavoratore è stato assicurato le cui condizioni risultino soddisfatte, come
se tutti i periodi di assicurazione compiuti nei vari Stati e presi in
considerazione per la totalizzazione fossero stati compiuti sotto la
legislazione di tale Stato.
Infine si precisa che le disposizioni dell�'articolo
57 non si applicano ai regimi che prevedono prestazioni per le quali i periodi
di assicurazione non sono rilevanti ai fini del calcolo, indicati nella parte II
dell�'allegato VIII (articolo 57, paragrafo 4).
Per quanto riguarda l�'assicurazione italiana, la
nuova regolamentazione non introduce innovazioni di rilievo in merito alle
modalità di utilizzo dei periodi inferiori all�'anno e, pertanto, si
confermano le precedenti disposizioni già emanate in materia (in particolare
vedi circolare n. 3 del 5 gennaio 1993, parte II, punto 2, e messaggi nn. 9254
del 21 settembre 1999 e 21265 del 6 luglio 2004).
Si evidenzia che, ai fini dell�'applicazione dell�'articolo
in esame, devono essere presi in considerazione sia i periodi esteri utili solo
per il diritto che quelli utili solo per la misura della prestazione; se nell�'estratto
contributivo estero è indicato un numero di settimane utili per il diritto
diverso da quello delle settimane utili per la misura, deve essere preso in
considerazione il valore più elevato dei due.
9. Periodi di cura dei figli (articolo 44 del regolamento di applicazione)
E�' stata ravvisata la necessità di norme
specifiche per definire la legislazione applicabile nel prendere in
considerazione i periodi in cui la persona si è dedicata alla cura dei figli.
Pertanto, il regolamento (CE) n. 987/2009, all�'articolo 44, specifica quale
periodo debba essere considerato periodo di cura dei figli ai fini
pensionistici e stabilisce i criteri per determinare quale sistema pensionistico
ne debba tener conto qualora la legislazione dello Stato competente non lo
prenda in considerazione ai fini pensionistici.
Per periodo di cura dei figli s�'intende qualsiasi
periodo accreditato secondo la legislazione pensionistica di uno Stato membro o
che fornisce un�'integrazione pensionistica espressamente per il fatto che una
persona abbia cresciuto un figlio, indipendentemente dalle modalità di calcolo
di tali periodi e a prescindere dal fatto che essi siano maturati all�'epoca
della cura del figlio o siano riconosciuti retroattivamente (articolo 44,
paragrafo 1).
Lo stesso articolo 44, ai paragrafi 2 e 3, disciplina i
casi in cui i periodi dedicati alla cura dei figli non siano considerati utili a
pensione dalla legislazione dello Stato competente secondo le norme del titolo
II e prevede che Qualora in base alla legislazione dello Stato membro
competente ai sensi del titolo II del regolamento di base, non siano presi in
considerazione i periodi dedicati alla cura dei figli, l�'istituzione dello
Stato membro la cui legislazione era applicabile ai sensi del titolo II del
regolamento di base alla persona interessata in quanto esercitava un�'attività
subordinata o autonoma alla data a decorrere dalla quale, secondo tale
legislazione, si è iniziato a prendere in considerazione il periodo dedicato
alla cura del figlio in questione, rimane responsabile della presa in
considerazione di tale periodo come periodo dedicato alla cura dei figli secondo
la propria legislazione, come se il figlio in questione fosse stato cresciuto
nel suo territorio. Il paragrafo 2 non trova applicazione se la persona
interessata è o diventa soggetta alla legislazione di un altro Stato membro per
il fatto che vi eserciti un�'attività subordinata o autonoma.
La norma in esame prevede, quindi, che i periodi di
cura dei figli, non utili a pensione nello Stato competente, devono essere presi
in considerazione ai fini pensionistici dall�'istituzione dello Stato in cui la
persona risulta precedentemente assicurata in relazione alla sua attività
lavorativa, dipendente o autonoma, a condizione che successivamente non sia o
divenga soggetta alla legislazione di un altro Stato membro per il fatto che vi
eserciti un�'attività subordinata o autonoma.
Per quanto riguarda l�'applicazione concreta della
disposizione in esame, considerato che ciascuno Stato nel determinare i
requisiti per accedere alle prestazioni pensionistiche e la tipologia di
contribuzione da prendere in considerazione applica le disposizioni previste
dalla propria legislazione, nel caso di pensioni da liquidare a carico dell�'assicurazione
italiana non possono essere presi in considerazione periodi di cura dei figli,
non riconosciuti dagli altri Stati membri, che siano per loro natura diversi da
quelli previsti dalla nostra legislazione (vedi in particolare la circolare n.
107 del 24 luglio 2007).
Si ritiene utile precisare che, in base alla
legislazione italiana, i periodi di cura dei figli considerati utili per il
diritto e la misura delle prestazioni pensionistiche sono:
- i periodi di congedo parentale (articoli
32 e 33 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151);
- i periodi, corrispondenti a quelli che
danno luogo al congedo parentale fuori dal rapporto di lavoro, riscattati ai
sensi dell�'articolo 35, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n.
- i periodi di congedo per la malattia del
figlio (articolo 47 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151).
Per quanto riguarda il riconoscimento dei periodi di
maternità fuori dal rapporto di lavoro, si confermano le disposizioni contenute
nel messaggio n. 4837 del 20 febbraio 2004.
Per lo scambio delle informazioni relative ai periodi
di cura dei figli è previsto il PAPER SED P1000.
10. Attribuzione di un�'integrazione
L�'articolo 58 del regolamento di base stabilisce
che al titolare di pensione, liquidata in applicazione della normativa
comunitaria, deve essere garantito, nello Stato in cui risiede, un importo non
inferiore a quello della prestazione minima dovuta, per un periodo di
assicurazione pari al totale dei periodi presi in considerazione, in base alla
legislazione di tale Stato, sempre che una prestazione gli sia dovuta ai sensi
di detta legislazione.
A questo fine, l�'istituzione competente dello Stato
di residenza è tenuta a versare all�'interessato, per tutto il periodo della
sua residenza nel territorio di detto Stato, un�'integrazione pari alla
differenza tra l�'importo delle prestazioni complessivamente spettanti in base
alle varie legislazioni e l�'importo della prestazione minima dovuta in base
alla legislazione applicata da tale istituzione.
Al riguardo, si precisa che l�'articolo 11 del
regolamento di applicazione riporta i criteri e gli elementi che consentono alle
istituzioni di determinare la residenza (vedi circolare sui nuovi regolamenti
comunitari - parte generale, punto 10).
Inoltre, per quanto concerne l�'integrazione al
trattamento minimo prevista dalla legislazione italiana, si precisa che essa
figura, secondo l�'articolo 70 del regolamento di base, nell�'allegato X di
detto regolamento, tra le prestazioni speciali in denaro di carattere non
contributivo. Poiché il regolamento n. 883/2004 conferma quanto già previsto
dalla precedente regolamentazione, tali prestazioni sono erogate dallo Stato di
residenza, secondo le modalità previste dalla legislazione di tale Stato e sono
Ne consegue che l�'integrazione al trattamento minimo
 spettante a carico dell�'assicurazione italiana in base all�'articolo 8
della legge n. 153/69 e successive modifiche, tenendo conto dell�'importo della
o delle pensioni estere - deve essere concessa, sussistendone i requisiti,
esclusivamente al pensionato che sia residente in Italia.
Infine, si conferma che l�'importo spettante a titolo
di integrazione al trattamento minimo non deve essere compreso nella
determinazione della pensione teorica (vedi circolare n. 10 del 30 gennaio
11. Nuovo calcolo e rivalutazione delle prestazioni
In linea generale l�'articolo 59 del regolamento
n. 883/2004 stabilisce che le regole di rivalutazione previste dalla
legislazione di uno Stato membro debbano essere applicate anche alle prestazioni
liquidate in applicazione della normativa comunitaria.
In particolare la norma citata dispone che:
a) se la legislazione degli Stati
interessati prevede che le prestazioni siano modificate di una percentuale
determinata o di un importo determinato, per l�'aumento del costo della vita,
per la variazione del livello delle retribuzioni o per altre cause di
adeguamento, tale percentuale o importo deve essere applicato direttamente alle
prestazioni già liquidate ai sensi della normativa comunitaria, senza che si
debba procedere ad un nuovo calcolo delle stesse;
b) se, viceversa, le modifiche derivano da
mutamenti delle norme o degli elementi di calcolo delle prestazioni, deve essere
effettuato un nuovo calcolo in conformità delle disposizioni contenute nell�'articolo
52 del regolamento di base (vedi il punto 5).
In sostanza, l�'articolo 59 non modifica le
disposizioni, già previste dalla precedente regolamentazione (articolo 51 del
regolamento n. 1408/71), in materia di rivalutazioni e nuovo calcolo delle
prestazioni. Restano, pertanto, confermate le disposizioni dell�'Istituto già
12. Ricostituzione delle pensioni: Decisione della Commissione amministrativa
n. 105 del 19 dicembre 1975 (sostituita dalla Decisione P1 del 12 giugno 2009)
La Commissione amministrativa per il Coordinamento
dei Sistemi di Sicurezza Sociale, con Decisione H1 del 12 giugno 2009, ha deciso
in merito alla transizione dai regolamenti (CEE) n. 1408/71 e n. 574/72 ai
regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009 ed all�'applicazione delle decisioni
e delle raccomandazioni della Commissione amministrativa.
In particolare, le decisioni e le raccomandazioni
elencate nella parte B dell�'allegato alla Decisione H1 saranno sostituite da
decisioni e da raccomandazioni nuove.
La Decisione P1 della Commissione amministrativa per il
coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale adottata il 12 giugno 2009, che
sostituisce la Decisione n. 105 del 19 dicembre 1975, relativa all�'applicazione
dell�'articolo 58 del regolamento n. 883/2004 prevede che:
- l�'istituzione che attribuisce un�'integrazione
in conformità dell�'articolo 58 del regolamento di base informa (PAPER SED
13000) l�'istituzione competente di ciascun altro Stato membro ai sensi della
cui legislazione il beneficiario ha diritto ad una prestazione concessa secondo
le disposizioni del capitolo 5 del regolamento;
- l�'istituzione competente di ciascun
altro Stato membro che paga al beneficiario prestazioni ai sensi del capitolo 5
del regolamento di base comunica (PAPER SED 12000) ogni anno, in gennaio, all�'istituzione
che paga l�'integrazione, l�'importo della prestazione che versa al
beneficiario a partire dal 1° gennaio dello stesso anno. Le richieste di
informazioni relative agli importi delle pensioni erogate dalla o dalle
istituzioni in causa vengono inoltrate con il PAPER SED 11000.
La nuova decisione non introduce innovazioni in
materia; pertanto, per le operazioni di ricostituzione annuale delle pensioni e
per l�'aggiornamento delle pensioni estere, in applicazione della citata
decisione, si confermano le disposizioni già emanate in merito (vedi in
particolare la circolare n. 185 del 3 luglio 1995 e il messaggio n. 71 del 28
13. Clausole anticumulo
13.1 Criteri e disposizioni generali
Il sistema di calcolo delle pensioni basato sul
metodo della totalizzazione e della ripartizione viene garantito dai regolamenti
comunitari, come noto, nei casi in cui il calcolo della pensione autonoma, che
è basato sui soli periodi nazionali e su eventuali riduzioni, sospensioni o
soppressioni previste dalla legislazione nazionale, risulti meno favorevole. Al
fine di evitare un�'applicazione eccessivamente rigorosa delle norme nazionali
secondo le quali una pensione è ridotta, sospesa o soppressa, i regolamenti
prevedono disposizioni che condizionano strettamente l�'applicazione di tali
norme nazionali. Occorre tenere presente, altresì, che, come più volte
affermato dalla Corte di Giustizia, non possono essere imposte restrizioni a
livello comunitario al cumulo di pensioni autonome acquisite a carico di due o
più Stati membri. Compete al legislatore nazionale emanare norme di riduzione,
sospensione o soppressione delle prestazioni, tenendo presente che spetta al
legislatore comunitario fissare i limiti entro cui devono essere applicate le
Pertanto, i regolamenti garantiscono l�'importo della
pensione in pro-rata che sia più favorevole di quello della pensione autonoma,
risultante dall�'applicazione delle norme anticumulo nazionali e stabiliscono i
criteri in base ai quali applicare le norme anticumulo nei casi di contemporanea
applicazione di norme anticumulo analoghe da parte di due o più Stati
In particolare, gli importi delle prestazioni autonome
che dovrebbero essere sospese o soppresse su base reciproca, in quanto non
spettanti per la rigorosa applicazione delle norme nazionali, devono essere
divisi per il numero delle prestazioni da sospendere o sopprimere (vedi articolo
10 del regolamento di applicazione).
Disposizioni generali relative al cumulo di prestazioni
della stessa natura, di natura diversa e altri redditi sono comprese nell�'articolo
53 del regolamento di base, il quale stabilisce che, ai fini dell�'applicazione
delle clausole anticumulo, occorre distinguere le prestazioni della stessa
natura dalle prestazioni di natura diversa.
Sono prestazioni della stessa natura quelle derivanti
dai periodi assicurativi maturati da una stessa persona. Le altre prestazioni
devono essere considerate prestazioni di natura diversa.
In particolare, l�'articolo 53, paragrafo 3,
stabilisce tassativamente i casi in cui possono operare le clausole anticumulo
nazionali. Qualora le clausole anticumulo nazionali siano effettivamente
applicabili ai sensi del citato paragrafo 3, si dovranno seguire i criteri
applicativi fissati dai successivi articoli 54, per il cumulo di prestazioni
della stessa natura, e 55, per il cumulo di prestazioni di natura diversa o
a) Applicazione delle clausole nazionali aventi rilevanza esterna
Le istituzioni, secondo il suindicato articolo 53,
paragrafo 3, lettera a), applicano le disposizioni nazionali anticumulo soltanto
se esse prevedano esplicitamente che si tenga conto delle prestazioni e dei
redditi acquisiti all�'estero (clausole esterne).
Gli importi delle prestazioni estere debbono essere
presi in considerazione, sempreché siano espressamente menzionate dalla
legislazione interna, al lordo di imposte, contributi previdenziali, trattenute
o contributi individuali (vedi circolare n. 132 del 10 giugno 1993, parte III,
punto 2, b).
Tuttavia, le istituzioni considerano l�'importo delle
prestazioni estere al netto delle detrazioni, qualora ciò sia previsto dalla
legislazione che esse applicano.
b) Assicurazione volontaria e facoltativa
Come già precisato al precedente punto 7, gli
importi delle prestazioni erogate da uno Stato derivanti da contribuzione
volontaria o facoltativa non devono essere presi in considerazione nell�'applicazione
delle norme anticumulo e, quindi, non sono soggetti alle clausole anticumulo
eventualmente previste dall�'altro Stato (vedi articoli 53, paragrafo 3,
lettera c), del regolamento di base, 43, paragrafo 3, del regolamento di
applicazione e circolare n. 132 del 10 giugno 1993, parte III, punto 2, c).
c) Limiti alla riduzione dell�'importo di una prestazione
Ai sensi dell�'articolo 53, paragrafo 3, lettera
d), qualora un solo Stato applichi clausole anticumulo, la prestazione non può
essere soppressa per il solo fatto della sussistenza di una prestazione o
reddito estero, ma può al massimo essere ridotta dell�'importo della
prestazione o del reddito esteri (vedi circolare n. 132 del 10 giugno 1993,
parte III, punto 2, d).
Le norme fin qui indicate, aventi carattere generale,
sono applicabili tenendo conto delle disposizioni specifiche di cui agli
articoli 54 e 55 del regolamento n. 883/2004.
13.2 Cumulo di prestazioni della stessa natura (articolo 54 del regolamento
a) Prestazione pro-rata
La prestazione pro-rata non può essere soggetta ad
alcuna riduzione, sospensione o soppressione se vi è cumulo con prestazioni
della medesima natura, derivanti da periodi assicurativi maturati da una stessa
b) Prestazione autonoma
La prestazione autonoma può essere ridotta,
sospesa o soppressa se vi è cumulo con prestazioni della stessa natura, nel
caso in cui il suo importo:
- sia indipendente dalla durata dei periodi
assicurativi o di residenza;
- sia determinato in funzione di un periodo
fittizio compreso tra la data del rischio ed una data successiva e sia cumulata
con prestazioni dello stesso tipo oppure con una prestazione il cui importo sia
indipendente dai periodi assicurativi o di residenza.
Tuttavia, la prestazione autonoma alla quale si
applichino le clausole di riduzione nazionali, il cui importo sia determinato in
funzione del periodo fittizio e che si cumuli con prestazioni dello stesso tipo,
può non subire modifiche qualora sia stato concluso un accordo tra due o più
Stati per tener conto dello stesso periodo fittizio una sola volta. Al riguardo
nessun accordo è stato stipulato dall�'Italia.
Le prestazioni il cui importo sia indipendente dalla
durata dei periodi e le prestazioni il cui importo dipenda da un periodo
fittizio sono indicate nell�'allegato IX al regolamento di base che, per l�'Italia,
comprende le pensioni di inabilità (vedi anche la circolare n. 132 del 10
giugno 1993, parte III, punto 3).
13.3 Cumulo di prestazioni di natura diversa o altri redditi (articolo 55 del
regolamento di base)
L�'articolo 55 del regolamento di base, nel
disciplinare i casi in cui si verifichi il cumulo di prestazioni di natura
diversa o di altri redditi ed occorra applicare le clausole di riduzione,
sospensione o soppressione previste dalla legislazione nazionale, distingue le
ipotesi di cumulo di prestazioni autonome, di più prestazioni pro-rata, di
prestazioni autonome e pro-rata.
Peraltro, si ritiene utile confermare le disposizioni
relative alla compatibilità tra prestazioni pensionistiche e per
disoccupazione, di cui alla circolare n. 99 del 26 aprile 1993 ed al messaggio
n. 3937 del 18 febbraio 2009.
Si ribadisce, inoltre, il principio fondamentale in
forza del quale le prestazioni pro-rata non sono soggette a norme di riduzione,
sospensione o soppressione solo se cumulate con prestazioni della stessa natura,
mentre possono essere soggette alle norme di riduzione se cumulate con
prestazioni di natura diversa (vedi circolare n. 132 del 10 giugno 1993, parte
III, punto 4), o con altri redditi.
a) Cumulo di più prestazioni autonome di diversa natura o altri redditi
Nel caso in cui due o più prestazioni autonome
siano soggette alle norme anticumulo nazionali, le istituzioni sono tenute a
dividere gli importi della o delle prestazioni o degli altri redditi per il
numero delle prestazioni soggette a riduzione, sospensione o soppressione.
Pertanto, diversamente dalla regola precedente (art. 46
quater del regolamento n. 1408/71), che applicava tale criterio all�'importo
della riduzione o della sospensione, la regola attuale si riferisce all�'intera
prestazione o reddito, e potrebbe, quindi, comportare la soppressione in toto di
Allo scopo di evitare il trasferimento di ulteriori
oneri sugli Stati con normative anticumulo meno rigorose, si è stabilito che l�'eventuale
soppressione della pensione in un determinato Stato non faccia perdere lo status
di pensionato ai fini dell�'applicazione delle norme del regolamento di base
concernenti le categorie di prestazioni non pensionistiche. In questo modo gli
interessati potranno continuare a fruire di tutte le prestazioni accessorie
connesse a tale status (prestazioni familiari, di malattia ecc.), erogate in
precedenza dallo Stato che ha soppresso la pensione.
La disposizione più restrittiva di cui sopra,
introdotta dal nuovo regolamento, non si applica alle pensioni i cui requisiti
di attribuzione siano stati maturati anteriormente al 1° maggio 2010, data di
applicazione della nuova regolamentazione (articolo 87, paragrafo 9, del
regolamento di base). A tali pensioni continuerà ad applicarsi il citato
articolo 46 quater del regolamento n. 1408/71 (vedi circolare n.132 del 10
giugno 1993, Parte III, punto 4).
L�'istituzione competente non effettua la divisione
prevista, se già in applicazione della propria legislazione tiene conto delle
prestazioni di natura diversa e/o di altri redditi e di tutti gli altri elementi
in misura ridotta, in base al coefficiente utilizzato per la proratizzazione
della pensione virtuale (vedi articolo 55, paragrafo 2, del regolamento di
b) Cumulo di più prestazioni pro-rata di diversa natura o altri redditi
Nell�'ipotesi in cui le norme anticumulo nazionali
debbano essere applicate ad una o più prestazioni pro-rata, secondo quanto
disposto dall�'articolo 55, paragrafo 1, lettera b), le istituzioni devono
tener conto degli importi della prestazione o delle prestazioni o di altri
redditi o di altri elementi ridotti in base al coefficiente utilizzato per la
proratizzazione della pensione virtuale.
c) Cumulo di prestazioni autonome e pro-rata con prestazioni di diversa
natura o altri redditi
Qualora, a causa della presenza di prestazioni di
diversa natura o di altri redditi, una o più prestazioni autonome ed una o più
prestazioni pro-rata debbano essere ridotte, sospese o soppresse in applicazione
di clausole nazionali, le prestazioni autonome devono essere ridotte secondo
quanto specificamente indicato alla lettera a), le prestazioni pro-rata secondo
quanto indicato alla lettera b) di questo paragrafo.
d) Norme anticumulo nazionali in forza delle quali il diritto a prestazione
Le norme fin qui esposte in materia di cumulo di
prestazioni di diversa natura, devono essere applicate, mutatis mutandis,
qualora la legislazione di uno o più Stati membri preveda che il diritto alla
pensione non possa essere acquisito se la persona interessata beneficia di una
prestazione di natura diversa dovuta in base alla legislazione di un altro Stato
membro, o di altri redditi (articolo 55, paragrafo 3, del regolamento di base).
14. Revoca di una domanda di prestazione (articolo 46, paragrafo 3, del
regolamento di applicazione)
L�'articolo 46, paragrafo 3, del regolamento di
applicazione precisa che la revoca o rinuncia ad una domanda di prestazione
(comunicata con il PAPER SED P10000) prevista dalla legislazione di un
determinato Stato membro non si estende alle domande di prestazioni a carico
delle legislazioni degli altri Stati membri. La norma in esame si applica sia
alle pensioni di vecchiaia che a quelle di invalidità e superstiti.
Pertanto, in questo caso viene meno, per qualsiasi tipo
di pensione, l�'obbligo della trattazione contestuale della domanda a carico di
tutti gli Stati membri cui l�'assicurato era stato soggetto.
Per quanto concerne, infine, gli effetti di tale revoca
(o rinuncia) ai fini dell�'integrazione al trattamento minimo, si confermano le
disposizioni già emanate (vedi circolare n. 260 del 11 ottobre 1995); pertanto,
la prestazione italiana sarà posta in pagamento nell�'importo a calcolo.
15. Liquidazione provvisoria e ricalcolo provvisorio di una pensione
(articoli 50 e 51, paragrafo 1, del regolamento di applicazione)
L�'articolo 7 del regolamento di applicazione
prevede che una sola istituzione, quella competente, proceda al calcolo
provvisorio della prestazione dovuta, qualora detta istituzione non disponga di
tutti gli elementi sulla situazione in un altro Stato membro che le permettano
di calcolare l�'importo definitivo della prestazione.
L�'articolo 50, paragrafo 1, del regolamento n.
987/2009, in deroga alla disposizione dell�'articolo 7 sopraccitato, impone ad
ogni istituzione, che nel corso dell�'istruttoria di una domanda di pensione
rilevi che l�'interessato ha diritto ad una prestazione autonoma ai sensi della
legislazione da essa applicata, di liquidare senza indugio tale prestazione ai
sensi dell�'articolo 52, paragrafo 1, lettera a) del regolamento di base. La
prestazione è da considerare a carattere provvisorio se l�'importo erogato
può essere modificato a seguito del completamento della fase istruttoria della
Se, viceversa, nel corso dell�'istruttoria, in base
alle informazioni possedute, risulti che il richiedente ha diritto ad una
prestazione da un�'istituzione solo in virtù del cumulo dei periodi di
assicurazione fatti valere in due o più Stati membri, detta istituzione, se non
dispone di tutti gli elementi che permettono un calcolo definitivo della
prestazione, provvede ad erogare la prestazione, calcolata ai sensi dell�'articolo
52, paragrafo 1, lettera b), del regolamento di base, sulla scorta degli
elementi di cui dispone. Tale prestazione sarà pagata a titolo provvisorio e l�'istituzione
interessata effettuerà un nuovo calcolo nel momento in cui tutti gli elementi
L�'anticipazione erogata deve essere d�'importo per
quanto possibile vicino a quello che probabilmente sarà erogato in modo
definitivo ai sensi dell�'articolo 52, paragrafo 1, lettera b), del regolamento
di base. Ogni istituzione che concede delle prestazioni ai sensi dell�'articolo
52 a carattere provvisorio, segnala senza indugio al richiedente la concessione
della prestazione esplicitando il suo carattere di provvisorietà e le eventuali
possibilità di ricorso ai sensi della legislazione nazionale.
987/2009, precisa che le disposizioni dell�'articolo 50, in materia di acconti
provvisori e anticipi su prestazioni, trovano applicazione anche nei casi di
ricalcolo delle prestazioni effettuato in applicazione dell'articolo 48,
paragrafi 3 e 4 (trasformazione delle pensioni di invalidità in pensione di
vecchiaia), dell'articolo 50, paragrafo 4 (ricalcolo d�'ufficio previsto man
mano che sono soddisfatte le condizioni per ottenere la liquidazione della
pensione ai sensi delle altre legislazioni in causa o per concessione della
prestazione da parte delle legislazioni nei cui confronti era stato chiesto il
differimento della liquidazione) e dell�'articolo 59 (ricalcolo per modifiche
delle norme nazionali per il calcolo delle prestazioni o per modifiche della
situazione personale dell�'interessato).
Infine, si ribadisce che in base al paragrafo 2 del
citato articolo 51: in caso di ricalcolo, di soppressione o di sospensione
della prestazione, l'istituzione che ha preso la decisione la notifica senza
indugio alla persona interessata e ne informa (PAPER SED P6000) ciascuna delle
istituzioni nei riguardi delle quali la persona interessata ha un diritto.
16. Comunicazione delle decisioni al richiedente (articolo 48 del regolamento
In base all�'articolo 48 del regolamento di
applicazione, ogni istituzione comunica al richiedente la decisione presa ai
sensi della legislazione da essa applicata specificando i mezzi e i termini per
un eventuale ricorso.
L�'istituzione di contatto (per la definizione vedi
successivo punto 18 c), una volta ricevuta la comunicazione di tutte le
decisioni prese da ciascuna istituzione in causa, trasmette sia al richiedente
che alle altre istituzioni interessate una nota che riepiloga tutte le decisioni
(PAPER SED P7000). La nota riepilogativa è trasmessa al richiedente nella
lingua dell'istituzione o, a domanda, in una lingua di sua scelta riconosciuta
come lingua ufficiale delle istituzioni comunitarie.
inviata dall�'istituzione di contatto rilevi che le decisioni prese da due o
più istituzioni abbiano avuto effetti lesivi dei suoi diritti, ha il diritto di
chiedere un riesame delle decisioni da parte delle istituzioni direttamente
interessate entro i termini stabiliti dalle rispettive legislazioni nazionali.
Tali termini decorrono dalla data di ricevimento della nota riepilogativa e il
risultato del riesame viene comunicato per iscritto al richiedente.
17. Disposizioni particolari relative alle prestazioni di invalidità
(capitolo 4 del regolamento di base)
a) Calcolo della pensione per le persone soggette esclusivamente alla
legislazione di tipo A (articolo 44 del regolamento di base)
Come già precisato al punto 2, per legislazione
di tipo A si intende qualsiasi legislazione in forza della quale l�'importo
delle prestazioni di invalidità è indipendente dalla durata dei periodi di
assicurazione o di residenza e che è stata espressamente inclusa dallo Stato
membro competente nell�'allegato VI (articolo 44, paragrafo 1, del
Qualora una persona sia stata soggetta esclusivamente a
legislazioni di tipo A, le prestazioni devono essere liquidate a carico dell�'istituzione
che applica la legislazione di tipo A alla quale la persona era soggetta al
momento dell�'insorgere dello stato invalidante.
Se la legislazione di tale istituzione subordina l�'acquisizione
del diritto al maturare di periodi di assicurazione solo in una determinata
attività subordinata o autonoma o in un�'occupazione soggetta ad un regime
speciale applicabile ai lavoratori subordinati o autonomi, la predetta
istituzione terrà conto, se necessario (articoli 45 e 51, paragrafo 1, del
regolamento di base), dei periodi maturati sotto la legislazione di altri Stati
membri solo se sono stati maturati in un regime corrispondente o, in
alternativa, nella stessa occupazione oppure, se del caso, nella stessa
attività subordinata o autonoma (articolo 44, paragrafo 2, del regolamento di
Qualora non dovesse sorgere un diritto a carico di
detta istituzione, la prestazione verrà concessa a carico dell�'istituzione
che applica la legislazione di tipo A in base alla quale l�'interessato può
ancora far valere un diritto (articolo 44, paragrafo 3, del regolamento di
Infine, se la legislazione che eroga la prestazione in
base alle disposizioni sopraccitate contiene norme relative alla riduzione,
sospensione o alla soppressione delle prestazioni d�'invalidità, in caso di
cumulo con altri redditi o con prestazioni di natura diversa, ai sensi dell�'articolo
53, paragrafo 2, si applicano integralmente le disposizioni relative alle
clausole anticumulo contenute negli articoli 53, paragrafo 3, e 55, paragrafo 3
(articolo 44, paragrafo 4, del regolamento di base).
b) Calcolo della pensione per le persone soggette esclusivamente alla
legislazione di tipo B o a legislazioni di tipo A e di tipo B (articolo 46 del
Per il calcolo della pensione di invalidità a
carico delle istituzioni che applicano legislazione di tipo B, come già
precisato, si applicano i criteri previsti dalle disposizioni contenute nel
I suddetti criteri devono essere seguiti anche dalle
istituzioni che applicano legislazioni di tipo A, nei casi in cui la persona
abbia diritto a una prestazione anche a carico di almeno un�'istituzione che
applica una legislazione di tipo B.
Tuttavia, se l�'interessato è stato soggetto a una
legislazione di tipo B e l�'incapacità al lavoro seguita da invalidità sorge,
in un momento successivo, mentre è soggetto a una legislazione di tipo A,
beneficia della prestazione esclusivamente a carico dell�'istituzione che
applica quest�'ultima legislazione, ai sensi dell�'articolo 44 del regolamento
di base, se:
- i requisiti per il diritto siano maturati
esclusivamente ai sensi di tale legislazione ovvero di altre legislazione di
tipo A, senza che si debba ricorrere ai periodi di assicurazione o di residenza
maturati sotto una legislazione di tipo B;
- non faccia valere un eventuale diritto a
Per quanto concerne le prestazioni di invalidità
(assegno di invalidità e pensione di inabilità) da liquidare a carico dell�'assicurazione
italiana, poiché, come già precisato, la legislazione italiana rientra tra le
quelle di tipo B dovranno essere applicate le disposizioni contenute nel
c) Accertamento dello stato invalidante - tabelle di concordanza (articolo
46, paragrafo 3, del regolamento di base)
base, riprendendo un principio già disciplinato dalla precedente
regolamentazione, stabilisce che la decisione dell�'istituzione di uno Stato
membro, in merito allo stato di invalidità del richiedente, si impone all�'istituzione
di ogni altro Stato membro in causa in tutti i casi in cui le condizioni
relative allo stato di invalidità risultino concordanti fra le legislazioni
degli Stati interessati sulla base delle tabelle contenute nell�'allegato VII
del regolamento. In particolare, è prevista la concordanza delle condizioni
relative allo stato di invalidità tra l�'Italia ed il Belgio e tra l�'Italia
e la Francia, limitatamente ai regimi indicati nell�'allegato VII.
Per la concreta applicazione del citato articolo 46
nonché per il corretto uso delle tabelle si precisa quanto segue:
- al fine di accertare se il giudizio di
invalidità espresso dall�'istituzione di uno Stato sia vincolante per l�'istituzione
di un altro Stato, quest�'ultima deve esaminare la tabella relativa allo Stato
cui la medesima istituzione appartiene. Pertanto, per stabilire se i giudizi
espressi dalle istituzioni belghe e francesi si impongono all�'Istituto dovrà
essere presa in considerazione la tabella intitolata Italia;
- il giudizio negativo in merito allo stato
invalidante espresso da un�'istituzione di uno Stato non è vincolante per le
istituzioni degli altri Stati anche se, in base alle sopraccitate Tabelle,
si rilevi una situazione di concordanza tra le rispettive legislazioni;
- il giudizio emesso a seguito di ricorso non si
impone alle altre istituzioni anche in presenza di concordanza delle condizioni
Pertanto l�'Istituto dovrà considerare vincolanti i
giudizi espressi dalle istituzioni francesi e belghe, limitatamente ai casi di
concordanza previsti, a condizione che non si tratti di giudizi negativi o
emessi su ricorso.
Si ritiene utile ribadire che il giudizio di
invalidità espresso dalle istituzioni estere sopraccitate si impone solo per l�'accertamento
del diritto all�'assegno ordinario di invalidità. Le predette Tabelle,
infatti, non devono essere applicate per l�'attribuzione delle pensioni di
Considerato che, in materia di concordanza delle
condizioni di invalidità, i nuovi regolamenti non introducono elementi di
innovazione, per quanto non espressamente richiamato nella presente circolare si
rinvia alle disposizioni già emanate in materia (circolare n. 2040 Prs. del 31
gennaio 1973, parte IV, punto 4, circolare n. 2082 C.I. del 29 marzo 1982,
messaggio n. 7743 del 24 luglio 1986, messaggio n. 30510 dell�'11 giugno 1996).
d) Aggravamento dell�'invalidità (articolo 47 del regolamento di base)
In base all�'articolo 47, paragrafo 1, del
regolamento di base, in caso di aggravamento di uno stato invalidante per il
quale una persona già beneficia di prestazioni ai sensi della legislazione di
uno o più Stati membri, si tiene conto di detto aggravamento e si applicano i
- nel caso in cui l�'interessato sia stato
soggetto a legislazioni di tipo B ovvero a legislazioni di tipo A e di tipo B si
applicano integralmente le disposizioni contenute nel capitolo 5 del regolamento
di base (articolo 47, paragrafo 1, lettera a) del regolamento di base);
- ove l�'interessato sia stato soggetto a
due o più legislazioni di tipo A e dal momento in cui beneficia di prestazioni
non sia stato soggetto alla legislazione di un altro Stato membro, le
prestazioni sono erogate, ai sensi dell�'articolo 44, paragrafo 2, dall�'istituzione
dello Stato membro alla cui legislazione era soggetto al momento dell�'insorgere
dell�'aggravamento.
Nel caso in cui l�'importo complessivo della
prestazione o delle prestazioni dovute in applicazione dei criteri sopraccitati
dovesse risultare inferiore all�'importo della prestazione di cui l�'interessato
beneficiava a carico dell�'istituzione precedentemente competente per il
pagamento, detta istituzione è tenuta a corrispondere un�'integrazione pari
alla differenza tra i due importi (articolo 47, paragrafo 2, del regolamento di
Qualora, infine, l�'interessato non maturi alcun
diritto alle prestazioni a carico di un�'istituzione di un altro Stato membro,
l�'istituzione dello Stato membro precedentemente competente è tenuta ad
erogare la prestazione, secondo la legislazione da essa applicata, tenendo conto
degli effetti dovuti all�'aggravamento nonché, se necessario, delle norme
speciali in materia di totalizzazione richiamate dall�'articolo 45 del
e) Trasformazione delle prestazioni d�'invalidità in prestazioni di
vecchiaia (articolo 48 del regolamento di base)
L�'articolo 48, paragrafo 1, del regolamento di
base dispone che, qualora la legislazione o le legislazioni ai sensi delle quali
le pensioni di invalidità siano state concesse prevedano che le prestazioni di
invalidità siano trasformate in prestazioni di vecchiaia, detta trasformazione
debba essere effettuata nel rispetto delle condizioni stabilite dalle
legislazioni interessate ed in applicazione delle disposizioni contenute nel
capitolo 5. A tal proposito, si rinvia alle disposizioni impartite con le
circolari nn.7 del 16 gennaio 2004 e 134 del 29 settembre 2004.
Nel caso in cui una persona titolare di prestazione di
invalidità a carico dell�'istituzione di uno Stato membro maturi il diritto ad
una prestazione di vecchiaia ai sensi della legislazione di uno o più altri
Stati membri, la prestazione di invalidità cui egli ha diritto, a carico della
prima istituzione, continua ad essere erogata fino al momento in cui detta
persona non maturi il diritto a pensione di vecchiaia anche a carico di tale
istituzione, ovvero fino a quando, ai sensi della legislazione da questa
applicata, sussistano le condizioni per poterne beneficiare (articolo 48,
paragrafo 2, del regolamento di base).
Qualora le prestazioni d�'invalidità erogate secondo
la legislazione di tipo A di uno Stato membro, ai sensi dell�'articolo 44,
siano trasformate in prestazioni di vecchiaia e non risultino ancora soddisfatte
le condizioni necessarie per usufruire di analoga prestazione a carico di uno o
più altri Stati membri, questi ultimi, a decorrere dalla data di
trasformazione, metteranno in pagamento una prestazione di invalidità,
calcolata in applicazione delle disposizioni del capitolo 5, come se tali
disposizioni fossero applicabili fin dal momento in cui è insorto lo stato
Dette prestazioni saranno erogate fino a quando l�'interessato
soddisfa le condizioni necessarie per beneficiare delle prestazioni di vecchiaia
previste dalle legislazioni nazionali interessate, ovvero, nel caso in cui la
trasformazione non sia contemplata, per tutto il tempo in cui egli ha diritto a
prestazioni d'invalidità secondo la suddetta o le suddette legislazioni
(articolo 48, paragrafo 3, del regolamento di base).
Le prestazioni d�'invalidità erogate secondo la
legislazione di tipo A di uno Stato membro vengono ricalcolate, in applicazione
delle disposizioni contenute nel capitolo 5, nel caso in cui il beneficiario
diventi titolare di prestazioni di invalidità previste dalla legislazione di
tipo B ovvero ottenga prestazioni di vecchiaia secondo la legislazione di un
altro Stato membro (articolo 48, paragrafo 4, del regolamento di base).
Si ritiene utile evidenziare, in materia di prestazioni
di invalidità, quali siano i riflessi per le istituzioni interessate derivanti
dall�'applicazione dell�'articolo 44 rispetto all�'applicazione delle
disposizioni del capitolo 5.
L�'articolo 44 prevede che sia erogata un�'unica
prestazione di invalidità a carico dell�'istituzione dello Stato membro
competente (quello alla cui legislazione la persona era soggetta al momento del
verificarsi del rischio), trattandosi di prestazione che prescinde dalla durata
dei periodi assicurativi. Invece, l�'applicazione delle norme contenute nel
capitolo 5 comporta che tutte le legislazioni cui la persona è stata soggetta
eroghino una prestazione, basata sui periodi assicurativi, qualora i requisiti
previsti dalle legislazioni siano soddisfatti.
f) Presentazione della domanda di pensione di invalidità per le persone
soggette a legislazione di tipo A (articolo 45 del regolamento di applicazione)
La domanda di pensione di invalidità, da trattare
ai sensi delle legislazioni di tipo A, in applicazione dell�'articolo 44,
paragrafo 2, del regolamento di base, deve essere presentata all�'istituzione
competente dello Stato membro alla cui legislazione la persona era soggetta al
momento dell�'insorgere dell�'incapacità al lavoro, seguita da invalidità, o
dall�'aggravamento di tale invalidità. La domanda può, in alternativa, essere
presentata all�'istituzione del luogo di residenza che deve inoltrarla all�'istituzione
competente (articolo 45, paragrafo 1, del regolamento di applicazione).
Nel caso siano state concesse le prestazioni di
malattia in denaro, la data di scadenza di tali prestazioni è, se del caso,
considerata come data di presentazione della domanda di pensione di invalidità
(articolo 45, paragrafo 2, del regolamento di applicazione).
Nel caso di aggravamento dello stato invalidante
(articolo 47, paragrafo 1, del regolamento di base), l'istituzione a cui
l'interessato è stato soggetto da ultimo comunica l'importo e la data di
decorrenza delle prestazioni dovute in base alla legislazione da essa applicata,
all'istituzione inizialmente debitrice delle prestazioni. Da tale data, le
prestazioni dovute prima dell'aggravamento dell'invalidità sono soppresse o
ridotte fino a concorrenza dell�'integrazione eventualmente dovuta, ai sensi
dell'articolo 47, paragrafo 2, del regolamento di base, dall�'istituzione dello
Stato membro precedentemente competente (articolo 45, paragrafo 3, del
regolamento di applicazione).
Si rileva che, poiché la legislazione italiana, come
più volte precisato, appartiene alle legislazioni di tipo B, nel caso di
persona residente in Italia che presenti una domanda di pensione di invalidità
da trattare esclusivamente ai sensi delle legislazioni di tipo A, le Sedi
dovranno limitarsi a trasmettere la domanda stessa all�'istituzione competente.
g) Istruttoria delle domande di prestazioni di invalidità a norma della
legislazione di tipo A ai sensi dell'articolo 44 del regolamento di base
Nel caso in cui il richiedente non maturi il
diritto alla prestazione richiesta ai sensi della legislazione dello Stato
membro cui era soggetto al momento dell�'insorgere dello stato invalidante, l�'istituzione
di tale Stato trasmette tutti i documenti concernenti la persona interessata
all'istituzione a cui quest'ultima è stata affiliata in precedenza, che
provvede a sua volta all�'istruttoria della domanda.
Per l�'istruttoria di tale tipologia di domande, non
sono applicabili gli articoli da 48 a 52 del regolamento di applicazione, in
quanto tali disposizioni riguardano esclusivamente le domande di pensione di
vecchiaia, superstiti e invalidità a sensi delle legislazioni di tipo B.
h) Determinazione del grado di invalidità -
istituzione abilitata a prendere la decisione nei casi di concordanza della
condizioni di invalidità (articolo 49 del regolamento di applicazione)
Nell�'ipotesi in cui siano da applicare le
disposizioni previste dall�'articolo 46, paragrafo 3, del regolamento di base
(concordanza delle condizioni di invalidità), l�'istituzione di contatto (per
la definizione vedi successivo punto 18 c) è abilitata a decidere in merito al
grado d'invalidità del richiedente, se la legislazione applicata da detta
istituzione è indicata nell'allegato VII del regolamento di base e sempre che
siano soddisfatti, ai sensi di tale legislazione, eventualmente tenendo conto
delle norme in materia di totalizzazione, anche i requisiti diversi da quelli
relativi al grado d�'invalidità.
Nel caso in cui la legislazione applicabile dall�'istituzione
di contatto non sia compresa nel suddetto allegato ovvero i requisiti, diversi
da quelli relativi al grado d'invalidità, previsti da detta legislazione non
risultino soddisfatti, l'istituzione di contatto ne informa senza indugio
l'istituzione competente dello Stato membro alla cui legislazione il richiedente
è stato soggetto da ultimo. In tale ipotesi, quest'ultima istituzione è
abilitata a prendere la decisione relativa al grado d'invalidità del
richiedente, se le condizioni di ammissibilità stabilite dalla legislazione da
essa applicata sono soddisfatte.
Qualora i predetti requisiti non risultino ancora
soddisfatti, la questione può essere rinviata all�'istituzione alla cui
legislazione il richiedente è stato soggetto per primo, la quale verifica a sua
volta i requisiti relativi all�'applicabilità della totalizzazione dei periodi
di assicurazione e, in caso di esito positivo, è abilitata ad adottare la
decisione relativa al grado di invalidità del richiedente.
In ogni caso l�'istituzione che risulta abilitata
adotta la decisione non appena è in grado di determinare se le condizioni di
ammissibilità stabilite dalla legislazione da essa applicata siano soddisfatte,
tenendo conto, se necessario, delle norme in materia di totalizzazione previste
dagli articoli 6 e 51 del regolamento di base. Detta istituzione è tenuta a
notificare, senza indugio, la propria decisione alle altre istituzioni
Si ritiene utile ribadire che la decisione dell�'istituzione
abilitata (istituzione di contatto ovvero l�'istituzione dello Stato di ultima
assicurazione, o, se necessario, l�'istituzione dello Stato di prima
occupazione), in merito al grado d�'invalidità del richiedente, è vincolante
per l�'istituzione di un altro Stato membro interessato, a condizione che detto
Stato sia indicato nell�'allegato VII del regolamento di base. Al momento,
oltre all�'Italia, vi figurano soltanto Francia e Belgio.
In tutti gli altri casi, ogni istituzione, basandosi
sulla legislazione nazionale, può far esaminare il richiedente da un medico o
altro esperto di sua scelta per determinarne il grado di invalidità (circolare
sui nuovi regolamenti comunitari - parte generale, punto 14).
L�'istituzione di ogni Stato membro interessato deve
comunque prendere in considerazione documenti, referti medici e informazioni di
carattere amministrativo raccolti dall�'istituzione di qualsiasi altro Stato
membro come se fossero stati redatti nel proprio Stato membro.
i) Accertamenti sanitari effettuati dall�'INPS ed a carico di istituzioni
estere (articolo 82 del regolamento di base e articolo 87 del regolamento di
applicazione)
L�'INPS può essere chiamato ad espletare
accertamenti sanitari nell�'esclusivo interesse di istituzioni estere. Ciò
può avvenire, ad esempio, quando l�'Istituto non sia istituzione competente
oppure quando l�'Istituto debba effettuare accertamenti per verificare la
persistenza dello stato di invalidità per conto di un�'istituzione estera.
In tali casi i costi dei suddetti accertamenti restano
a carico dell�'Istituzione estera richiedente. L�'importo da chiedere a
rimborso dovrà corrispondere a quanto effettivamente speso per compensi ai
medici a prestazione, per compensi ai medici specialistici esterni, per compensi
ai laboratori per esami strumentali e d�'analisi, per eventuali ricoveri in
osservazione, etc, nonché per il trattamento di viaggio e l�'indennità di
trasferta spettante ai medici e per rimborso di spese di viaggio e diarie alla
persona interessata ai controlli medici richiesti. Nel caso di visite mediche
compiute dai medici dell�'Istituto, dovranno essere richiesti in rimborso i
compensi che si sarebbero dovuti corrispondere qualora gli accertamenti fossero
stati espletati da medici a prestazione o specialisti esterni. In questa ipotesi
la Sede dovrà compilare il PAPER SED S020. Si precisa che, da parte delle
istituzioni estere, la richiesta di accertamenti sanitari per persone che
risiedono e dimorano in Italia potrà riguardare anche prestazioni in denaro per
assistenza di lungo periodo ed, in tal caso, la richiesta perverrà tramite il
PAPER SED S061 e le Sedi dovranno inoltrare la risposta, relativa agli esami
medici richiesti, con il PAPER SED S062.
Le Sedi, una volta disposti gli accertamenti che
dovranno avvenire con la dovuta tempestività e inviata all'estero la relativa
documentazione sanitaria (PAPER SED S064 - PAPER SED S062 per esami medici
relativi a prestazioni di lungo termine), accertato che le spese sostenute sono
da porsi a carico degli Enti esteri, dovranno tenere in evidenza i formulari per
Stato debitore e, alla fine di ciascun semestre, procedere all'invio della
richiesta di rimborso che dovrà, comunque, essere inoltrata non oltre il 31
luglio e il 31 gennaio di ciascun anno.
Nella relativa richiesta dovranno essere sempre
indicate con precisione le modalità di pagamento e, contestualmente all'invio
della richiesta di rimborso, dovrà essere evidenziato contabilmente il credito
verso gli Organismi esteri.
Gli importi ricevuti saranno acquisiti nella
contabilità della Sede e i formulari, prima della loro archiviazione e dopo
aver verificato la regolarità del rimborso, dovranno essere annullati con il
timbro " RIMBORSATO IL ....... ", la firma dell�'operatore e la data,
che sarà quella della contabilizzazione dell'accredito (cfr. circolare n. 36
del 18 febbraio 1999).
Nelle more di una diversa disciplina circa le modalità
di rilevazione contabile delle spese di cui trattasi e del relativo rimborso,
continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti in materia che prevedono l�'imputazione
delle spese al capitolo di uscita 5U1104019 Spese per accertamenti sanitari
per la concessione di prestazioni istituzionali e del rimborso a carico delle
Istituzioni estere al conto GPA 24/016.
18. Presentazione delle domande di pensione di vecchiaia, ai superstiti e di
invalidità per le persone soggette a legislazione di tipo B (articolo 45,
paragrafi 4 e 6, del regolamento di applicazione)
a) Istituzione alla quale vanno presentate le domande
Le domande di pensione di vecchiaia e ai
superstiti, nonché le domande di pensione di invalidità relative alle persone
che siano state soggette ad almeno una legislazione di tipo B, devono essere
presentate all�'istituzione del luogo di residenza o all�'istituzione dello
Stato membro alla cui legislazione la persona è stata soggetta da ultimo. Nel
caso in cui la persona non sia mai stata soggetta alla legislazione dell�'istituzione
del luogo di residenza, quest�'ultima inoltrerà la domanda all�'istituzione a
cui la persona è stata soggetta da ultimo (articolo 45, paragrafo 4, del
b) Effetti della mancata comunicazione da parte dell�'interessato delle
informazioni relative all�'attività o residenza in un altro Stato membro
La data di presentazione della domanda di
prestazione si considera valida per tutte le istituzioni interessate (articolo
45, paragrafo 5, del regolamento di applicazione).
In deroga al paragrafo 5, se il richiedente non
comunica, benché sia stato invitato a farlo, di aver esercitato un�'attività
o di aver risieduto in altri Stati membri, la data in cui il richiedente
completa la sua domanda iniziale o presenta una nuova domanda riguardante i
periodi mancanti di occupazione e/o residenza in uno Stato membro è considerata
come la data di presentazione della domanda all�'istituzione che applica la
legislazione in questione, fatte salve disposizioni più favorevoli di tale
legislazione (articolo 45, paragrafo 6, del regolamento di applicazione).
Per quanto riguarda le domande di prestazione di
vecchiaia presentate a carico dell�'assicurazione italiana, si confermano, in
quanto più favorevoli, le disposizioni contenute nella circolare n. 247 del 18
settembre 1995.
c) Istituzione di contatto: istruttoria delle domande da parte delle
L�'istituzione competente cui la domanda di
prestazioni è presentata o inoltrata secondo le modalità previste dall�'articolo
45 del regolamento di applicazione è denominata "istituzione di
contatto".
L'istituzione del luogo di residenza non è denominata
istituzione di contatto se l'interessato non è stato mai assoggettato alla
legislazione che detta istituzione applica.
L'istituzione di contatto, in quanto tale, oltre a
istruire la domanda di prestazioni in base alla legislazione che essa applica,
promuove lo scambio di dati, la comunicazione di decisioni e le operazioni
necessarie alla trattazione della domanda da parte delle istituzioni
interessate, fornisce al richiedente, a domanda, tutte le informazioni relative
agli aspetti comunitari dell'istruttoria stessa e lo tiene informato in merito
agli sviluppi nella trattazione della domanda (articolo 47 del regolamento di
Nel caso di pensioni di vecchiaia, pensioni ai
superstiti, pensioni di invalidità per le persone soggette a legislazione di
tipo B, l�'istituzione di contatto provvede a trasmettere immediatamente a
tutte le istituzioni interessate, per l�'avvio simultaneo dell�'istruttoria
per la prestazioni di loro competenza:
- la domanda di pensione (PAPER SED P2000 e
P3000, per pensione di vecchiaia; P2100 e P3100 per pensione ai superstiti;
P2200 e P3200 per pensioni di invalidità);
- i periodi di assicurazione o di residenza
maturati in base alla sua legislazione (PAPER SED P5000);
- le informazioni relative alla carriera
assicurativa del richiedente (PAPER SED P4000);
- la documentazione disponibile, ivi
compresa quella prodotta dal richiedente, segnalando contemporaneamente l�'eventuale
documentazione che sarà trasmessa successivamente e impegnandosi ad integrare
la domanda appena possibile.
A sua volta, ciascuna istituzione interessata:
- comunica, appena possibile, all�'istituzione
di contatto ed alle altre istituzioni interessate, i periodi di assicurazione o
di residenza maturati in base alla propria legislazione (PAPER SED P5000);
- procede al calcolo dell�'importo delle
prestazioni nel rispetto delle disposizioni contenute nell�'articolo 52 del
regolamento di base (vedi punto 5);
- comunica all�'istituzione di contatto ed
alle altre istituzioni interessate le proprie decisioni (PAPER SED P6000), l�'importo
delle prestazioni dovute e qualsiasi altra informazione necessaria per l�'eventuale
applicazione delle clausole anticumulo;
- informa l�'istituzione di contatto e
tutte le istituzioni interessate qualora dall�'esame delle informazioni
relative ai periodi di assicurazione e della situazione del richiedente, rilevi
che siano applicabili le disposizioni di cui all�'articolo 57 del regolamento
di base, perché vi siano periodi di assicurazione inferiori ad un anno, ovvero,
nel caso di domanda di pensione di invalidità, stabilisca che siano applicabili
i criteri previsti dall�'articolo 44 del regolamento di base per le persone
soggette alle legislazioni di tipo A (articolo 47, paragrafo 7, del regolamento
di applicazione).
Qualora le istituzioni interessate abbiano la
necessità di ottenere ulteriori informazioni, potranno farne richiesta
attraverso il PAPER SED P8000 e la relativa risposta sarà fornita con il PAPER
SED P9000.
19. Disposizioni destinate ad accelerare il processo di calcolo delle
pensioni (articolo 52 del regolamento di applicazione)
L�'articolo 52 del regolamento di applicazione
contiene disposizioni intese ad accelerare l�'esame e la definizione delle
domande. In particolare le istituzioni alla cui legislazione una persona è
stata soggetta:
- scambiano o mettono a disposizione
delle istituzioni degli altri Stati membri gli elementi di identificazione delle
persone che passano da una legislazione nazionale applicabile all�'altra, e
provvedono alla conservazione e alla rispondenza di detti elementi o, in
mancanza di ciò, forniscono a queste persone i mezzi per accedere direttamente
ai propri elementi di identificazione;
- con sufficiente anticipo rispetto all�'età
minima di decorrenza dei diritti a pensione o rispetto ad un�'età che deve
essere definita dalla legislazione nazionale, scambiano o mettono a disposizione
dell�'interessato e delle istituzioni degli altri Stati membri le informazioni
(periodi maturati o altri elementi importanti) sui diritti a pensione delle
persone che sono passate da una legislazione nazionale applicabile ad un�'altra
o, in mancanza di ciò, forniscono a queste persone le informazioni o i mezzi
per informarsi sui loro futuri diritti a prestazioni.
Ai fini dell�'applicazione di quanto sopra, la
Commissione amministrativa determina gli elementi d�'informazione da scambiare
o mettere a disposizione e stabilisce le procedure e meccanismi del caso,
tenendo conto delle specificità, dell�'organizzazione tecnica e amministrativa
e dei mezzi tecnologici a disposizione dei regimi pensionistici nazionali. La
Commissione amministrativa assicura l�'implementazione di tali regimi
pensionistici mediante l�'organizzazione di una verifica delle misure adottate
e della loro applicazione.
L�'istituzione del primo Stato membro che attribuisce
ad una persona il numero di identificazione personale (PIN) per la gestione
della sicurezza sociale sarà l�'istituzione che dovrà ricevere le
informazioni previste dall�'articolo in esame.
20. Applicazione della sentenza della Corte di Giustizia CE Gottardo/INPS
La Commissione amministrativa, con la
raccomandazione n. P1 del 12 giugno 2009 (allegato n. 2), con riferimento ai
principi derivanti dalla sentenza Gottardo ha di fatto confermato quanto
disposto con la raccomandazione CASSTM n. 22 del 18 giugno 2003.
In base a tali principi, i vantaggi di cui beneficiano
i cittadini di uno Stato, in virtù di una convenzione bilaterale di sicurezza
sociale tra tale Stato ed un Paese terzo, devono essere concessi anche ai
lavoratori cittadini degli altri Stati membri.
La raccomandazione in esame non presenta innovazioni
sia per quanto riguarda le modalità di applicazione della sentenza sia per
quanto concerne gli adempimenti di competenza delle Sedi illustrati con la
circolare n. 104 del 9 luglio 2004, a cui si rinvia integralmente.
21. Prepensionamenti (articoli 3 e 66 del regolamento di base)
Secondo quanto previsto dall�'articolo 3, il
regolamento n. 883/2004 si applica alle prestazioni di pensionamento anticipato
o prepensionamenti.
Tali prestazioni non costituiscono una branca autonoma
della sicurezza sociale ed hanno diverse configurazioni giuridiche nei vari
sistemi nazionali.
Alcune legislazioni assimilano i prepensionamenti alle
prestazioni di disoccupazione, altre legislazioni alle prestazioni
pensionistiche. Inoltre, soltanto in alcuni Stati esistono regimi regolamentati
Al riguardo occorre tenere presente che le prestazioni
di pensionamento anticipato sono definite dall�'articolo 1, lettera x), del
regolamento di base, come tutte le prestazioni in denaro diverse dalle
indennità di disoccupazione e dalle prestazioni anticipate di vecchiaia,
erogate a decorrere da una determinata età ad un lavoratore che abbia ridotto,
cessato o sospeso le attività professionali, fino all�'età alla quale egli ha
diritto alla pensione di vecchiaia o a quella di pensionamento anticipato e il
cui beneficio non è subordinato alla condizione di porsi a disposizione degli
uffici del lavoro dello Stato competente.
Secondo lo stesso articolo 1, lettera x) la
prestazione anticipata di vecchiaia designa una prestazione erogata prima del
raggiungimento dell�'età di normale pensionamento e che continua ad essere
erogata anche dopo che è stata raggiunta tale età, oppure è sostituita da un�'altra
prestazione di vecchiaia. Ovviamente, tra le prestazioni anticipate di
vecchiaia rientra la pensione di anzianità italiana.
L�'inclusione dei prepensionamenti nell�'ambito di
applicazione del regolamento di base garantisce agli interessati la parità di
trattamento, l�'esportabilità delle prestazioni e l�'erogazione degli altri
benefici connessi, ad esempio, le prestazioni familiari o di malattia.
Tuttavia, in considerazione delle differenziazioni
esistenti tra i vari regimi nazionali e della scarsità dei regimi legali in
materia, secondo quanto previsto dall�'articolo 66 del regolamento di base, non
è stata estesa ai prepensionamenti la totalizzazione dei periodi assicurativi
e, quindi, non si applica l�'articolo 6 del regolamento di base.
Con successive disposizioni, a seguito di chiarimenti
che in sede comunitaria verranno richiesti dal Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali, saranno precisate le prestazioni previste dalla legislazione
italiana che rientrano nel campo di applicazione del citato articolo 66.
22. Prestazioni speciali in denaro di carattere non contributivo (articolo 70
del regolamento di base)
L�'articolo 70 del regolamento di base disciplina
le "prestazioni speciali in denaro a carattere non contributivo"
aventi caratteristiche sia delle prestazioni assistenziali che di quelle
Le prestazioni in argomento sono elencate nell'allegato
X e sono erogate esclusivamente nello Stato membro in cui gli interessati
risiedono, in base ai criteri previsti dalla legislazione di detto Stato. Dette
prestazioni sono erogate a carico dell'istituzione del luogo di residenza.
Considerato che le nuove disposizioni non comportano
per l�'Istituto variazioni nella disciplina di tali prestazioni, si confermano
le disposizioni emanate con circolari nn. 10 del 30 gennaio 2006 e 137 del 28
Le prestazioni italiane elencate nell�'allegato X
- le pensioni, gli assegni e le indennità
ai mutilati ed invalidi civili;
- le pensioni e le indennità ai ciechi
- l�'integrazione della pensione minima;
- l�'integrazione dell�'assegno di
- l�'assegno sociale;
23. Prestazioni orfanili
Secondo quanto previsto dal regolamento (CE) n.
883/2004  e diversamente da quanto disposto dal regolamento CEE n. 1408/71,
come modificato dal regolamento (CE) n. 1399/1999 - dal 1° maggio 2010 le
prestazioni agli orfani erogate sotto forma di pensione sono disciplinate
esclusivamente dalle norme previste per le prestazioni pensionistiche. Infatti,
in applicazione dell�'articolo 69, paragrafo 2, del regolamento di base, al
calcolo delle prestazioni agli orfani, da liquidare con decorrenza 1° maggio
2010 (in relazione a decessi avvenuti successivamente al 31 marzo 2010), devono
essere applicati i criteri generali previsti dalle norme relative alle pensioni
contenute nel capitolo 5 dello stesso regolamento.
Si ritiene utile ricordare che, in base all�'articolo
78 del regolamento n. 1408/71, le prestazioni orfanili dovevano sempre essere
attribuite a carico di una sola istituzione, sulla base della pensione teorica,
senza operare la riduzione in pro-rata.
La disciplina, introdotta con il regolamento n.
1399/1999, prevedeva che le pensioni agli orfani fossero determinate secondo i
criteri previsti per le altre prestazioni e, quindi, secondo le regole del
pro-rata, qualora il dante causa:
- fosse deceduto successivamente al 31
- non facesse valere alcun periodo
assicurativo nei regimi indicati nell�'Allegato VIII del regolamento n.
Le disposizioni del regolamento n. 1399/99 restano in
vigore per Islanda, Norvegia e Liechtenstein, nonché per la Confederazione
svizzera (vedi circolare sui nuovi regolamenti comunitari  parte generale,
punto 4). Pertanto, nell�'eventualità in cui il dante causa, oltre a far
valere periodi di assicurazione in uno o più dei 27 Stati membri, abbia
maturato periodi di assicurazione in Islanda, Norvegia e Liechtenstein o
Svizzera, continueranno ad applicarsi le disposizioni del regolamento n. 1399/99
e del regolamento n. 1408/71, secondo le modalità specificate nelle circolari
nn. 114 del 25 maggio 2001 e 138 del 28 novembre 2006, nonché nel messaggio
n.14167 del 23 giugno 2009.
In conclusione, le disposizioni del regolamento n.
883/2004 trovano applicazione soltanto nei casi in cui il dante causa faccia
valere periodi di assicurazione esclusivamente in 2 o più dei 27 Stati membri.
Analogamente continueranno ad essere applicate le
disposizioni previste dalla precedente regolamentazione nel caso di prestazioni
da erogare a cittadini di Paesi terzi, in applicazione del regolamento n.
859/2003.
24. Disposizioni transitorie (articolo 87 del regolamento di base, articoli
93 e 94 del regolamento di applicazione)
a) Criteri generali
Il regolamento n. 883/2004 non fa sorgere alcun
diritto per il periodo precedente la data della sua applicazione (articolo 87,
paragrafo 1, del regolamento di base).
Tuttavia, in materia di eventi pregressi è prevista la
possibilità di acquisire un diritto a prestazione in virtù delle norme del
regolamento stesso anche nei casi in cui tale diritto si riferisca ad eventi
verificatisi anteriormente al 1° maggio 2010. Infatti, il paragrafo 2 del
citato articolo 87 dispone che ogni periodo di assicurazione, di occupazione, di
attività lavorativa autonoma o di residenza maturato sotto la legislazione di
uno Stato membro, prima della data di applicazione del nuovo regolamento, è
preso in considerazione per la determinazione dei diritti acquisiti a norma del
Inoltre, il paragrafo 3 prevede che un diritto possa
essere acquisito in virtù del nuovo regolamento anche se si riferisce ad un
evento verificatosi prima della sua data di applicazione nello Stato membro
Le disposizioni sopraccitate riprendono, in materia di
eventi pregressi, il principio di carattere generale secondo cui è possibile
acquisire un diritto a prestazioni in virtù della nuova regolamentazione, anche
nel caso in cui tale diritto si riferisca ad eventi verificatisi anteriormente
alla data di entrata in vigore di una nuova normativa (nel caso specifico,
anteriormente al 1° maggio 2010). Ovviamente la decorrenza di tale diritto e
dei relativi effetti economici non può essere fissata in data anteriore.
b) Riesame di pratiche già definite
In determinati casi la nuova regolamentazione
riconosce agli interessati la possibilità di ottenere il riesame, in base alle
nuove disposizioni, delle pratiche già definite ai sensi della precedente
In linea generale, nel caso in cui una prestazione,
anteriormente all�'entrata in vigore del regolamento n. 883/2004, non sia stata
riconosciuta o sia stata sospesa a causa della nazionalità o della residenza, l�'interessato
può chiederne la concessione o il ripristino ai sensi del nuovo regolamento.
Ovviamente ciò è possibile nel caso in cui le nuove disposizioni siano più
favorevoli di quelle preesistenti. Inoltre, l'accoglimento della richiesta è
subordinato alla circostanza che a favore dell'interessato, in relazione alle
prestazioni di cui chiede la liquidazione o il ripristino, non vi sia stata una
liquidazione in capitale (articolo 87, paragrafo 4, del regolamento di base).
Per quanto riguarda le norme specifiche in materia di
prestazioni pensionistiche viene stabilito che coloro i quali, anteriormente
alla data di entrata in vigore del regolamento di base, abbiano ottenuto la
liquidazione di una pensione o rendita possano chiederne la revisione sulla base
della nuova regolamentazione (articolo 87, paragrafo 5, del regolamento di
Per la trattazione delle domande di liquidazione,
ripristino o revisione presentate ai sensi delle disposizioni sopra esposte, l�'articolo
87, paragrafi 6 e 7, detta i seguenti criteri:
- qualora le domande siano presentate entro due
anni dalla data di applicazione dei nuovi regolamenti (1° maggio 2010), la
decorrenza dei relativi diritti viene fissata a partire da tale data; in questa
ipotesi non potranno essere applicate le disposizioni di legge, eventualmente
previste dalle legislazioni nazionali degli Stati membri, concernenti la
decadenza e la prescrizione;
- nel caso in cui, invece, le domande siano
presentate dopo la scadenza del predetto termine di due anni, i diritti che non
sono decaduti o prescritti decorrono con riferimento alla data di presentazione
delle domande, fatte salve disposizioni più favorevoli della legislazione
c) Domande di pensione in corso di definizione e riesame d�'ufficio delle
pensioni già liquidate
Il regolamento n. 987/2009 detta alcuni criteri per
la definizione di quelle domande di pensione che, prima della data di
applicazione della nuova regolamentazione, pur essendo già state presentate
alle istituzioni competenti, non abbiano ancora dato luogo a liquidazione da
parte delle medesime (articolo 94, paragrafo 1, del regolamento di
In base a tali criteri, per le domande di pensione in
corso di definizione alla data del 30 aprile 2010, si farà luogo ad una doppia
liquidazione da effettuarsi:
- per i diritti spettanti fino al 30 aprile
2010, in base alle norme del regolamento n. 1408/71 o degli accordi in vigore
tra gli Stati membri interessati;
- per i diritti spettanti dal 1° maggio
2010, in base alla nuova regolamentazione.
Qualora l�'importo calcolato in applicazione della
normativa preesistente risulti più elevato rispetto a quello calcolato in base
alla nuova regolamentazione, l�'interessato continua ad aver diritto all�'importo
calcolato in applicazione dei regolamenti nn. 1408/71 e 574/72.
Si fa presente che il considerando n. 5 della Decisione
n. E1 del 12 giugno 2009 (vedi allegato 5 della circolare sui nuovi regolamenti
comunitari - parte generale) precisa che in pratica, nella maggior parte dei
casi, se non in tutti, una prestazione concessa in base ai precedenti
regolamenti non sarà migliorata dall�'applicazione dei nuovi regolamenti.
Si precisa, inoltre, che nel caso in cui alla data del
30 aprile 2010 una domanda di pensione abbia già dato luogo a liquidazione, nel
senso cioè che sia stato notificato all'interessato l'insieme delle decisioni
assunte da parte di tutte le istituzioni in causa, non dovrà di norma farsi
luogo a riesame d'ufficio.
Tuttavia, il paragrafo 2 dell�'articolo 94 dispone
che, qualora, dopo l'applicazione dei nuovi regolamenti, venga presentata all�'istituzione
di uno Stato una domanda di pensione di invalidità, di vecchiaia o ai
superstiti in relazione ad un evento che abbia già dato luogo, anteriormente al
1° maggio 2010, alla liquidazione di una pensione da parte dell'istituzione o
delle istituzioni di un altro o più altri Stati, tali ultime istituzioni
dovranno procedere d'ufficio, sulla base delle nuove norme, alla revisione delle
pensioni già liquidate.
Esempio: una persona ha lavorato nello Stato A, nello
Stato B e nello Stato C. Alla data di entrata in vigore dei nuovi regolamenti
(1° maggio 2010) ha già chiesto ed ottenuto, in applicazione della normativa
comunitaria preesistente, una pensione di vecchiaia a carico degli Stati B e C.
Successivamente al 1° maggio 2010, chiede ed ottiene la prestazione di
vecchiaia a carico dello Stato A in base al regolamento n. 883/2004. Le
istituzioni competenti degli Stati B e C, dalla data di concessione di tale
prestazione, dovranno procedere d�'ufficio, in base alla nuova
regolamentazione, alla revisione delle pensioni già concesse, garantendo,
comunque, all�'interessato l�'importo già acquisito.
Ciò implica che si dovrà procedere a detto riesame
ogniqualvolta il titolare di pensione a carico dell'assicurazione italiana, sia
essa liquidata in regime autonomo o in pro-rata, chieda ed ottenga,
successivamente alla liquidazione della pensione italiana, la liquidazione di
una pensione da parte di un�'istituzione di un altro Stato ai sensi dei nuovi
regolamenti. Peraltro, come già chiarito, l�'importo della pensione italiana
non potrà in nessun caso essere inferiore a quello già attribuito in
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