Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2015/02/24/12/comunic.htm
Timestamp: 2019-01-24 13:04:25+00:00
Document Index: 102012333

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

﻿XII Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 24 febbraio 2015
Martedì 24 febbraio 2015. — Presidenza del vicepresidente Eugenia ROCCELLA.
Nuovo testo C. 2168, approvato dal Senato e abb.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 18 febbraio 2015.
Eugenia ROCCELLA, presidente, ricorda che la Commissione prosegue l'esame, in sede consultiva, per il parere alla II Commissione (Giustizia), del nuovo testo proposta di legge di legge C. 2168, approvato dal Senato: «Introduzione del delitto di tortura nell'ordinamento italiano».
Ricorda, altresì, che nella scorsa seduta, la relatrice Murer ha svolto la relazione.
Nessuno chiedendo di intervenire da la parola alla relatrice per l'illustrazione della proposta di parere.
Delia MURER (PD), relatore, formula una proposta di parere favorevole.
C. 2674 Governo e abb.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 17 febbraio 2015.
Eugenia ROCCELLA, presidente, ricorda che la Commissione prosegue l'esame, in sede consultiva, per il parere alla III Commissione (Affari esteri), del disegno di legge C. 2674, Ratifica ed esecuzione della Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 dicembre 2006».
Ricorda, altresì, che nella seduta precedente la relatrice Binetti ha svolto la relazione.
Paola BINETTI (AP), relatore, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 1).
Eugenia ROCCELLA, presidente, ricorda che la Commissione, nella seduta odierna, esaminerà, in sede consultiva, per il parere alle Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive) del disegno di legge C. 2894, approvato dal Senato, di conversione del decreto-legge n. 1 del 2015, recante «Disposizioni urgenti per l'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell'area di Taranto».
Ricorda, altresì, che, essendo il provvedimento calendarizzato in Assemblea a partire dalle ore 14 di mercoledì 25 febbraio, il parere dovrà essere espresso nella seduta odierna.
Dà, quindi, la parola al relatore Capone per lo svolgimento della relazione.
Salvatore CAPONE (PD), relatore, ricorda che la Commissione è chiamata a esprimere alle Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive) il prescritto parere sulle parti di competenza del decreto-legge 5 gennaio 2015 n.1, recante «Disposizione urgenti per l'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell'area di Taranto», approvato dal Senato.
Il decreto-legge prevede una serie interventi volti alla riqualificazione e al rilancio socio-economico dell'area di Taranto, anche dal punto di vista culturale e turistico, e misure specifiche di carattere economico e di natura semplificatoria riferite alla gestione della società ILVA SpA, con l'obiettivo di garantire la continuità produttiva dello stabilimento di Taranto, che versa in una grave e prolungata situazione di crisi ambientale e industriale, salvaguardando altresì i livelli occupazionali e tenendo conto delle misure di protezione dell'ambiente e della salute. Provvedimento che si aggiunge, sotto il profilo della tutela e salvaguardia della salute, ad altri provvedimenti del Governo già adottati.
Ricorda, altresì, che tra le principali misure, il provvedimento prevede il ricorso, Pag. 166per lo stabilimento Ilva, alla procedura prevista dalla legge Marzano nel senso del rafforzamento della disciplina dell'amministrazione straordinaria delle imprese di interesse strategico nazionale in crisi. Introduce altresì agevolazioni di natura fiscale e finanziaria nei confronti di alcune imprese che vantano crediti nei confronti dell'ILVA o di imprese di interesse strategico nazionale e stabilisce misure di tutela delle imprese dell'indotto dei fornitori di beni o servizi connessi al risanamento ambientale o funzionali alla continuazione dell'attività di società che gestiscono almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale soggette ad amministrazione straordinaria.
Per quanto concerne i profili di interesse della XII Commissione, segnala in primo luogo i commi 6-bis e 6-ter dell'articolo 2, introdotti dal Senato, che prevedono interventi per il potenziamento della prevenzione e della cura nel settore della onco-ematologia pediatrica nella provincia di Taranto.
In particolare, il comma 6-bis dispone l'autorizzazione per la regione Puglia, nei limiti di spesa di 0,5 milioni di euro per il 2015 e di 4,5 milioni per il 2016, ad effettuare interventi per il potenziamento della prevenzione e della cura nel settore della onco-ematologia pediatrica nella provincia di Taranto. La finalità della norma è di assicurare adeguati livelli della salute pubblica e una più efficace lotta ai tumori sugli interventi che si stanno sviluppati o che si sono sviluppati, riferita in particolare alle malattie infantili, dentro un quadro di riferimento dal punto di vista territoriale che necessariamente andrà considerato jonico – salentino, sia sul versante pediatrico che più complessivamente riferibile alle questioni inerenti la salute e l'ambiente.
Il successivo comma 6-ter prevede la copertura dei predetti maggiori oneri mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e finanze per il 2015, utilizzando parzialmente l'accantonamento del medesimo Ministero che viene autorizzato ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio.
Ricorda in proposito che l'ASL di Taranto, già dall'ottobre 2014 e nell'ambito della programmazione e pianificazione della Regione Puglia, è impegnata nell'organizzazione e potenziamento di un reparto dedicato alla lotta dei tumori in età pediatrica all'interno dell'Ospedale Civile S.G. Moscati di Taranto.
Segnala, inoltre, che il comma 1 del medesimo articolo 2 prevede che l'ammissione di ILVA S.p.A. alla procedura di amministrazione straordinaria determina la cessazione della precedente gestione commissariale ed il subentro del nuovo organo commissariale nei poteri necessari per l'attuazione del Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria (c.d. Piano ambientale) adottato con il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 marzo 2014. Il successivo comma 2 disciplina i rapporti intercorrenti tra la valutazione del danno sanitario (VDS) e le prescrizioni contenute nell'autorizzazione integrata ambientale (AIA), mentre i commi da 3 a 5 definiscono e disciplinano la procedura per l'attuazione del «piano ambientale» nonché il relativo monitoraggio a fini di rendicontazione alle Camere.
Evidenzia, poi, che il comma 1 dell'articolo 3, modificato dal Senato, consente all'amministrazione straordinaria di ILVA s.p.a. di utilizzare le somme sequestrate per emettere obbligazioni. Le obbligazioni saranno intestate al Fondo unico Giustizia e gestite da Equitalia Giustizia s.p.a., secondo le indicazioni dell'autorità giudiziaria. Le somme recuperate da ILVA attraverso l'emissione delle obbligazioni dovranno costituire un patrimonio separato della società, da utilizzare esclusivamente per gli interventi di risanamento ambientale.
Quanto all'uso dei capitali derivanti dalla sottoscrizione delle obbligazioni, il decimo periodo del comma 1 stabilisce che le somme – a questo punto libere dal Pag. 167vincolo del sequestro, che si è convertito nel sequestro delle obbligazioni – siano versate nel patrimonio di ILVA per essere destinate in via esclusiva all'attuazione delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria dell'impresa in amministrazione straordinaria, e agli interventi di bonifica.
A questo proposito segnala come il comma 5-bis dell'articolo 3 destini fino a dieci milioni di euro a valere sulle risorse disponibili sulla contabilità speciale «ai fini della messa in sicurezza a gestione dei rifiuti radioattivi in deposito nell'area ex Cemerad ricadente nel comune di Statte, in provincia di Taranto».
Ricorda, inoltre, che l'articolo 6 affida al Commissario straordinario per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto (previsto dal decreto-legge n. 129 del 2012) il compito di provvedere alla predisposizione di un programma di misure, a medio e lungo termine, per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell'area di Taranto, inteso a garantire la sicurezza delle persone e dell'ambiente.
Sottolinea, infine, che all'articolo 8, comma 1, viene esplicitato come il Piano di interventi del comune di Taranto finalizzato alle opere di urbanizzazione e riqualificazione possa prevedere tra le altre «la realizzazione di ambulatori polispecialistici».
Tea ALBINI (PD) rileva che l'articolo 5 istituisce un tavolo di coordinamento per lo sviluppo compatibile e sostenibile dell'area di Taranto non prevedendo la partecipazione di un rappresentante del Ministero della salute. Nell'osservare che l'articolo 3 autorizza l'organo commissariale di ILVA spa a contrarre finanziamenti fino a 400 milioni di euro assistiti dalla garanzia statale, si interroga sulle possibili violazioni della normativa europea.
Marisa NICCHI (SEL) esprime a nome del suo gruppo un parere fortemente critico sul contenuto del provvedimento in esame, in particolare in relazione alle evidenti carenze in tema di tutela della salute. Rileva che l'ennesimo provvedimento legislativo sulla materia non stanzia le risorse sufficienti per completare le bonifiche e il risanamento ambientale. Sottolinea che l'impossibilità per la normativa regionale relativa al danno sanitario di incidere sul piano integrato implica concreti rischi per la tutela della salute dei cittadini. Giudica infine insufficienti le risorse destinate al settore dell'onco-ematologia pediatrica nella provincia di Taranto.
Anna Margherita MIOTTO (PD) si associa alle considerazione della collega Albini sulla composizione del tavolo che dovrebbe sostituire tutte le strutture di coordinamento esistenti. Ricorda in proposito che la XII Commissione ha in passato promosso proposte emendative per consentire la partecipazione a tali strutture di rappresentanti del Ministero della salute. Si interroga pertanto sull'opportunità di presentare un ordine del giorno sulla questione, segnalando l'opportunità che uno dei rappresentanti della regione Puglia possa essere espressione del settore delle sanità.
Paola BINETTI (AP) rileva con preoccupazione che ancora una volta le politiche sanitarie appaiono subalterne alle esigenze di altri settori, richiamando anche il recente deposito delle motivazioni della sentenza di assoluzione dei dirigenti della Eternit. Invita pertanto i colleghi ad adoperarsi per invertire tale tendenza ed assicurare un maggiore rispetto della tutela della salute di tutta la popolazione.
Salvatore CAPONE (PD), relatore, ricorda che il provvedimento in esame va inserito nel quadro dell'insieme delle norme introdotte a partire dal 2013 che hanno previsto, grazie all'operato della XII Commissione anche il coinvolgimento del Ministero della salute. Rileva che il tema della tutela della salute è affrontato in maniera trasversale dal complesso del provvedimento in esame.
In relazione alle osservazioni della collega Nicchi sottolinea, anche sulla base di un suo personale confronto con gli operatori Pag. 168sanitari coinvolti, che le risorse stanziate appaino sufficienti a consentire l'avvio delle strutture di cura relative all'area onco-ematologia pediatrica nella provincia di Taranto. Giudica inoltre rilevanti il complesso delle risorse stanziate e manifesta apprezzamento per la previsione di importanti servizi sul territorio a cominciare dagli ambulatori polispecialistici richiamati nella sua relazione. In relazione ai rilevi della collega Albini ritiene che non si pongano problemi di compatibilità con la normativa europea in regione del fatto che l'organo commissariale di ILVA è tenuto a restituire i finanziamenti ricevuti. Sulla base di queste considerazioni illustra una proposta di parere favorevole (vedi allegato 2).
Donata LENZI (PD), ritenendo inopportuna ogni interferenza rispetto all'autonomia regionale, propone l'inserimento di un'osservazione relativa al ruolo del Ministero della salute nel tavolo di coordinamento previsto dall'articolo 5.
Salvatore CAPONE (PD), relatore, concorda con la proposta della collega Lenzi e riformula in tal senso la sua proposta di parere.
Marisa NICCHI (SEL) preannuncia il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere favorevole, ribadendo le insufficienze del provvedimento in materia di tutela della salute.
La Commissione approva la proposta di parere favorevole con osservazione del relatore (vedi allegato 3).
Martedì 24 febbraio 2015. — Presidenza del vicepresidente Eugenia ROCCELLA. — Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 18 febbraio 2015.
Eugenia ROCCELLA, presidente, ricorda che la Commissione prosegue l'esame degli emendamenti presentati al disegno di legge C. 2617 Governo, recante «Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale».
Ricorda, altresì, che nella seduta odierna si proseguirà l'esame dei subemendamenti presentati all'emendamento 2.200 della relatrice, a partire dal subemendamento Lorefice 0.2.200.73.
Massimo Enrico BARONI (M5S) raccomanda l'approvazione del subemendamento Lorefice 0.2.200.73, volto ad estendere la normativa anticorruzione anche agli enti del Terzo settore, ricordando che nel corso dell'audizione della Autorità anticorruzione era emersa l'opportunità di norme più incisive per contrastare fenomeni di corruzione anche nel Terzo settore. Coglie inoltre l'occasione per chiedere al Governo informazioni sugli esiti del Tavolo tecnico costituito tra il Ministero dell'economia e l'ANAC, sottolineando peraltro che la procedura adottata esclude di fatto il ruolo del Parlamento. In conclusione, sollecita una presa di posizione del relatore e del rappresentante del Governo sul tema del contrasto a pratiche illecite, presenti anche nel mondo delle cooperative e del Terzo settore in generale.
Donata LENZI (PD), relatore, ricorda che nella lettera di risposta inviata il 22 dicembre scorso dal Presidente Cantone ad una richiesta di ulteriori chiarimenti avanzata dalla Commissione, lo stesso precisava che «Le indicazioni provenienti dal Pag. 169citato Tavolo potranno avere un effetto molto limitato sul cd. Terzo settore, nel senso che consentiranno all'ANAC di effettuare una specifica attività di vigilanza sul rispetto degli obblighi in materia di anticorruzione e di trasparenza solo con riferimento a quelle società che, operando nel settore indicato, siano controllate o partecipate dallo Stato».
Sottolinea in ogni caso che per quanto riguarda gli appalti pubblici devono valere le medesime regole per tutti i soggetti coinvolti e che non è possibile prevedere aggravi procedurali e burocratici specifici per i soggetti appartenenti al Terzo settore.
Matteo MANTERO (M5S) osserva che il subemendamento si riferisce esclusivamente agli enti che svolgono attività esclusivamente per la pubblica amministrazione.
La Commissione respinge il subemendamento Lorefice 0.2.200.73.
Massimo Enrico BARONI (M5S), nel raccomandare l'approvazione del subemendamento Mantero 0.2.200.74, di cui è cofirmatario, volto a definire un regime sanzionatorio adeguato in ragione dell'attività svolta, chiede alla relatrice le motivazioni alla base del parere contrario espresso. Richiama in proposito gli scandali occorsi negli ultimi mesi non solo nella capitale, rilevando che l'ANAC ha un potere sanzionatorio limitato.
Matteo MANTERO (M5S), apprezzando l'accoglimento dell'analogo subemendamento 0.2.200.60 riferito alla lettera f), si domanda perché analoga posizione non venga assunta in relazione al subemendamento 0.2.200.74, avente le medesime finalità.
Silvia GIORDANO (M5S) dichiara di non comprendere il parere contrario espresso dalla relatrice e dal rappresentante del Governo, sottolineando che anche in occasione della sua partecipazione alla Conferenza dei Presidenti delle Commissioni Lavoro e Affari sociali dei Parlamenti degli Stati membri dell'Unione europea organizzata nell'ambito del semestre di presidenza lettone ha sollevato il tema della insufficienza di misure di controllo e sanzionatorie necessarie per contrastare fenomeni corruttivi che nocciono all'immagine del Paese e ai tanti soggetti che operano nel rispetto della legalità.
La Commissione respinge il subemendamento Mantero 0.2.200.74.
Donata LENZI (PD), relatore, esprime parere contrario sul subemendamento 0.2.200.80, in quanto tratta della istituzione di una Agenzia indipendente alla quale attribuire tra gli altri la gestione del registro unico, che invece ritiene debba rimanere presso il Ministero del lavoro.
Giulia GRILLO (M5S), a prescindere dal soggetto che gestirà il registro unico, ritiene fondamentale che i soggetti a cui andrà attribuito il controllo del settore non siano di nomina politica.
Paolo BENI (PD), nel concordare con la relatrice sull'opportunità di istituire il registro unico presso il Ministero del lavoro, osserva che è compito della politica individuare sulla base di competenze specifiche i soggetti che dovranno svolgere funzioni di controllo, così come già avviene nel caso di molte Autorità.
Massimo Enrico BARONI (M5S) insiste sulla necessità di prevedere norme che garantiscano l'effettuazione di controlli seri e rigorosi in un settore – quale quello delle cooperative – segnato da profondi conflitti di interesse in ragione dei forti legami con il mondo politico.
Giulia GRILLO (M5S) interviene per ribadire che il suo gruppo è contrario alle nomine politiche dei componenti di tutti gli organismi di controllo, incluse le Autorità indipendenti.
La Commissione respinge il subemendamento Mantero 0.2.200.80.
Donata LENZI (PD), relatore, ribadisce il suo parere contrario sul subemendamento 0.2.200.82, sottolineando che in caso di approvazione si tornerebbe al sistema di autorizzazione prefettizia risalente a prima del codice civile.
Giulia GRILLO (M5S) precisa che il subemendamento 0.2.200.82 non intende in alcun modo limitare la libertà associativa.
Paolo BENI (PD) ritiene che dare valore di atto costitutivo alla registrazione possa creare confusione in quanto tale registrazione è piuttosto un requisito obbligatorio per accedere a normative di favore.
La Commissione respinge il subemendamento Di Vita 0.2.200.82.
Donata LENZI (PD), relatore, invita a ritirare il subemendamento Lorefice 0.2.200.79 e a riformulare il subemendamento 0.2.200.81, al fine di trasfonderne il contenuto e le finalità in un articolo aggiuntivo da discutere unitamente agli articoli aggiuntivi 2.01 e 2.02 relativi alla istituzione di una Agenzia per il Terzo settore.
Silvia GIORDANO (M5S) ritira il subemendamento Lorefice 0.2.200.79, di cui è cofirmataria.
Eugenia ROCCELLA, presidente, avverte che il subemendamento Baroni 0.2.200.81 non sarà posto in votazione per essere discusso insieme agli articoli aggiuntivi 2.01 e 2.02.
Marisa NICCHI (SEL) accetta la riformulazione del suo subemendamento 0.2.200.110, proposta dalla relatrice.
La Commissione approva il subemendamento Nicchi 0.2.200.110 come riformulato (vedi allegato 4).
Marco RONDINI (LNA) chiede alla relatrice le ragioni del parere contrario sul suo subemendamento 0.2.200.11.
Donata LENZI (PD), relatore, fa presente che non tutti gli attuali registri sono gestiti a livello regionale, tra cui ad esempio il registro delle ONLUS.
Marco RONDINI (LNA) insiste per la votazione del suo subemendamento 0.2.200.11, volto ad evitare eccessivi aggravi burocratici per le realtà che operano a livello locale, spesso di piccole dimensioni.
Matteo MANTERO (M5S) chiede alla relatrice se sia ipotizzabile una riformulazione del subemendamento 0.2.200.11 che tenga conto delle situazioni in cui esistono registri regionali.
Donata LENZI (PD), relatore, ribadisce il suo parere contrario.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti Rondini 0.2.200.11, Di Vita 0.2.200.76 e Silvia Giordano 0.2.200.77. Approva gli identici subemendamenti Beni 0.2.200.127 e Baroni 0.2.200.75 (vedi allegato 4). Respinge quindi il subemendamento Grillo 0.2.200.78.
Giulia GRILLO (M5S) ritira il subemendamento Silvia Giordano 0.2.200.83, di cui è cofirmataria.
La Commissione respinge il subemendamento Grillo 0.2.200.84.
Giulia GRILLO (M5S) raccomanda l'approvazione del subemendamento 0.2.200.85, volto a prevedere la presentazione della certificazione antimafia ai fini della iscrizione degli enti nel registro unico, ribadendo ancora una volta la gravità dei fenomeni illeciti che interessano in particolare l'ambito socio-sanitario.
Massimo Enrico BARONI (M5S) reputa di fondamentale importanza approvare misure per scongiurare i rischi di infiltrazione mafiosa e di corruzione, anche alla luce dei fatti di particolare gravità che sono emersi negli ultimi mesi e che riguardano soggetti come la cooperativa 29 giugno o eventi quali l'EXPÒ 2015 o il Mose di Venezia.
Donata LENZI (PD), relatore, rileva che la certificazione antimafia, che richiede una procedura e adempimenti molto complessi, prevista dal subemendamento in esame riguarderebbe anche soggetti con un fatturato minimo o che non svolgono attività economica, essendo anche questi obbligati ad iscriversi al registro. Inoltre, ricorda che la certificazione antimafia è richiesta per tutti i soggetti che si aggiudicano appalti pubblici e che pertanto anche la cooperativa richiamata dal collega Baroni avrà presentato tale certificazione.
Marialucia LOREFICE (M5S), preso atto delle dichiarazioni della relatrice Lenzi, chiede quali altre misure ad avviso della medesima potrebbero essere adottate per contrastare comportamenti illeciti.
Silvia GIORDANO (M5S), sottolineando che in particolare in occasione dell'esame di questo provvedimento il suo gruppo ha posto in essere un atteggiamento collaborativo per individuare di volta in volta le soluzioni più adeguate, ritiene che il problema della corruzione e della infiltrazione della criminalità organizzata non possa essere eluso, posto che l'attuale normativa si è rilevata insufficiente ed inefficace.
Eugenia ROCCELLA, presidente, dando atto a tutti i gruppi rappresentati in Commissione dello spirito di collaborazione dimostrato nel corso dei lavori parlamentari, auspica una riflessione sulla efficacia della certificazione antimafia. Tuttavia, ritiene necessario, anche sulla base della sua esperienza di Governo, evitare eccessivi aggravi burocratici in particolare per i soggetti appartenenti al mondo del volontariato che rappresenta una risorsa preziosa per il Paese e che è caratterizzato da realtà di dimensioni molto piccole.
Matteo MANTERO (M5S), proprio nell'ottica di uno spirito di apertura collaborativa, invita la relatrice e il Governo ad individuare misure diverse dalla certificazione antimafia, ma che siano volte a contrastare le infiltrazioni criminali nel mondo del Terzo settore.
Anna Margherita MIOTTO (PD), dopo aver espresso apprezzamento per l'atteggiamento costruttivo del Movimento 5 stelle, fa presente che una azione di filtro potrà ben essere svolta dal soggetto cui verrà attribuita la gestione del registro. Riconosce poi che la normativa vigente presenta lacune sotto il profilo del contrasto alla illegalità, lacune che proprio il provvedimento in esame mira a colmare.
Giulia GRILLO (M5S) insiste sulla necessità di adottare misure di prevenzione e contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel mondo del Terzo settore, senza alcuna intenzione di introdurre inutili aggravi burocratici.
Donata LENZI (PD), relatore, fa presente che il provvedimento, sia nella sua impostazione iniziale e ancora di più a seguito di alcune modifiche introdotte nel corso dell'esame degli emendamenti, è improntato ad assicurare la massima trasparenza, a cominciare dal registro unico, proprio quale antidoto alla diffusione di comportamenti illeciti. Ricorda poi che a livello europeo è stata adottata una nuova disciplina degli appalti pubblici, che prevede norme specifiche per il settore sanitario e socio-assistenziale. Tale normativa deve essere tenuta presente nella elaborazione del provvedimento in esame, sebbene il suo recepimento formale avverrà con gli appostiti strumenti legislativi previsti dalla normativa vigente.
Edoardo PATRIARCA (PD) si associa alle considerazioni sulla importanza strategica Pag. 172della trasparenza espresse dalla collega Lenzi, sottolineando che la vigilanza e il controllo sul settore potrà essere meglio assicurato attraverso l'istituzione di una apposita Agenzia o Autorità.
La Commissione respinge il subemendamento Lorefice 0.2.200.85.
Matteo MANTERO (M5S) ritira il suo subemendamento 0.2.200.86.
Eugenia ROCCELLA, presidente, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.