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Timestamp: 2015-05-27 09:35:53+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 570', 'art. 570', 'sentenza ', 'art. 570', 'art. 570', 'sentenza ', 'art. 570', 'art. 570', 'art. 316', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 570', 'art. 530', 'art. 570', 'art. 570', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 570', 'art. 570', 'art.\n570', 'sentenza ', 'art. 570', 'art. 570', 'art. 316', 'art. 570', 'art. 570', 'art. 570', 'sentenza\n', 'sentenza ']

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI PENALE - SENTENZA 2 aprile 2012, n.12306
TERRITORIO DELLO STATO CP Art. 570 CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI PENALE - SENTENZA 2 aprile 2012, n.12306MASSIMA1. In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, gli obblighi cui fa riferimento la disposizione di cui all'art. 570 c.p., comma 1 riguardano, per riferimento testuale, i doveri incombenti sull'esercente la potest�, che vengono meno con l'acquisizione della capacit� giuridica da parte del minore conseguente al raggiungimento della maggiore et�, residuando la tutela penale dell'obbligo di contribuzione economica in favore di maggiorenni non in grado di divenire autosufficienti economicamente, previsto dalla disposizione di cui al comma 2 n. 2.
2. La condotta contraria all'ordine e alla morale delle famiglie presa in considerazione dal primo comma dell'art. 570 cod. pen. non � punita di per s�, ma solo in quanto abbia avuto per risultato la violazione degli obblighi assistenziali inerenti alla potest� genitoriale, alla tutela legale e alla qualit� di coniuge. Ne consegue che la violazione degli obblighi di assistenza morale ed affettiva verso i figli assume rilievo penale soltanto se si riflette negativamente sui figli minori, in quanto solo in questo caso viene ad esaltarsi il rapporto genitore-figlio, con precipuo riferimento agli obblighi connessi alla potest� di genitore.
CASUS DECISUSLa vicenda trae origine da una querela proposta dal figlio naturale, trentenne, dell'imputato, per omessa contribuzione in danaro per tutto il periodo della minore et� del ragazzo e per l'assoluto disinteressamento nei confronti dello stesso negli ultimi tredici anni.
La Corte di Appello di Napoli, in riforma della sentenza di primo grado, ritiene l�imputato colpevole del reato di cui all�art. 570 c.p. comma 1., almeno per la parte relativa ai fatti commessi dopo il compimento della maggiore et� del figlio querelante.
Avverso tale pronuncia, ricorre in Cassazione l�imputato lamentando, violazione di legge nella parte della pronuncia in cui si riteneva l�imputato colpevole della fattispecie di cui all�art. 570 comma 1 c.p., in considerazione del fatto che la condotta contraria all'ordine o alla morale delle famiglie assume giuridico rilievo solo quando incide sulla vita e la formazione dei figli minori, elemento di fatto non ricorrente nel caso concreto.
ANNOTAZIONEdi Antonio Affinito
Con la sentenza in epigrafe la Cassazione si occupa di delimitare il penalmente rilevante nell�ambito dei reati contro la famiglia, in particolare nella fattispecie di violazione degli obblighi di assistenza familiare.
La corte di legittimit� parte da un dato di partenza: l�autonomia delle fattispecie contestate nei diversi commi della norma incriminatrice di cui all�art. 570 c.p.. Secondo i giudici, infatti, la norma in oggetto nel comma 1 punisce la violazione dei doveri morali di assistenza derivanti dagli obblighi che incombono sul coniuge ed esercente la potest�, mentre il comma 2, n. 2 sanziona penalmente la violazione degli obblighi di contribuzione all'assistenza materiale, allorch� tale omissione produca mancanza dei mezzi di sussistenza.
Secondo la Cassazione, le due fattispecie, hanno presupposti diversi: mentre il primo comma, tutela solo gli obblighi dei genitori di figli di minore et�, la disposizione di cui al comma 2 n. 2 tutela penalmente anche l�obbligo di contribuzione economica in favore di maggiorenni non in grado di divenire autosufficienti economicamente.
La differenza tra le due fattispecie incriminatrici, secondo i giudici, � evidente poich� al comma 1 dell�art. 570 c.p., il legislatore si riferisce testualmente agli obblighi di assistenza inerenti alla potest� dei genitori . Tale potest�, osservano i giudicanti, viene meno con l'acquisizione della capacit� giuridica da parte del minore conseguente al raggiungimento della maggiore et�, disponendo l�art. 316 c.c. che il � figlio � soggetto alla potest� dei genitori sino all'et� maggiore�.
Tali conclusioni impongono alla Corte l'assoluzione del ricorrente dal reato contestato, in quanto nel caso concreto non ricorre l'omessa cura del minore e poich� l'istanza di punizione � stata proposta dall'interessato oltre il periodo in cui tale condotta assumeva rilevanza penale.
TESTO DELLA SENTENZACORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI PENALE - SENTENZA 2 aprile 2012, n.12306 - Pres. Conti � est. Petruzzellis
1. C.G. propone
ricorso avverso la sentenza con la quale la Corte d'appello di Napoli il 19
maggio 2010, in riforma della sentenza di primo grado, ritenuto integrato il
reato di cui all'art. 570 c.p., comma 1, ha ridotto la sanzione alla pena di
Euro 600 di multa, confermando nel resto la pronuncia di condanna.
motivo si lamenta violazione di legge e difetto di motivazione assumendo
l'assoluta illeggibilit� della sentenza, redatta a mano, con modalit� che la rendono
2. Con il
secondo motivo si eccepiscono analoghi vizi in relazione alla decisione di
esclusione di applicazione di cause di improcedibilit� e di mancata assoluzione
nel merito, anche ai sensi dell'art. 530 c.p.p., comma 2. In argomento il
ricorso riproduce parte del testo della sentenza, nella quale il giudice
esplicita di dover escludere, per intervenuta prescrizione, la sussistenza del
reato di cui all'art. 570 c.p., comma 2, n. 2 con riferimento all'omissione di
contribuzione consumata prima del compimento del diciottesimo anno da parte del
figlio, ritenendo che la richiamata condotta omissiva integri la fattispecie di
cui al comma 1 della norma incriminatrice, pur contestata nel capo di
imputazione, per la parte relativa ai fatti commessi dopo il compimento della
invece che tale constatazione avrebbe dovuto imporre l'accertamento estinzione
del reato per prescrizione o di improcedibilit� dell'azione per tardivit� della
querela, anche in forza della differente qualificazione giuridica dei fatti
ritenuta dal giudice di secondo grado rispetto a quelli contestati.
sussistenza dell'ipotesi di cui all'art. 570 c.p., comma 2, n. 2 si osserva che
la vicenda processuale aveva tratto origine dalla querela proposta dal figlio
naturale dell'imputato e dalla madre di questi al compimento del trentesimo
anno del primo, fondata sulla mancata prestazione di contribuzione in danaro
per tutto il periodo della minore et� del ragazzo e dell'assoluto
disinteressamento nei confronti dello stesso negli ultimi tredici anni.
tali elementi di fatto si contesta la sussistenza del reato, ritenendo che la
condotta contraria all'ordine alla morale delle famiglie assume giuridico
rilievo solo quando incide sulla vita e la formazione dei figli minori,
elemento di fatto non ricorrente nel caso concreto.
3. Con il terzo
motivo si lamenta violazione di legge e vizio di motivazione con riguardo alla
decisione di non concedere le attenuanti generiche e nel mancato contenimento
della pena nel minimo edittale.
1. Il ricorso �
fondato. Esclusa la nullit� della sentenza per illeggibilit�, eccezione la cui
infondatezza emerge chiaramente dal secondo motivo di ricorso ove il ricorrente
ripropone testualmente quanto dedotto in sentenza, con ci� stesso dimostrando
la perfetta comprensibilit� dell'atto, deve invece accogliersi il secondo
motivo di ricorso che contesta la sussistenza del reato ritenuto.
motivazione della sentenza impugnata si circoscrive espressamente la
responsabilit� dell'odierno ricorrente all'imputazione di cui all'art. 570
c.p., comma 1 escludendo la tempestivit� della querela per il reato di cui al
comma 2, n. 2 della disposizione richiamata, ritenendo di poter sussumere nella
violazione dell'obbligo morale sanzionato dalla disposizione di cui al comma 1
anche la condotta inadempiente al pagamento dei mezzi di sussistenza in favore
del figlio maggiorenne.
Corte di non poter condividere l'assunto in diritto, in ragione dell'autonomia
delle fattispecie contestate nei diversi commi della norma incriminatrice (sul
punto Sez. 6, Sentenza n. 2681 del 11/02/1998, dep. 02/03/1998, imp. Mingione,
Rv.210371), che riguardano, nel comma 1 la violazione dei doveri morali di assistenza
derivanti dagli obblighi che incombono sul coniuge ed esercente la potest�, e
nel comma 2, n. 2 la violazione degli obblighi di contribuzione all'assistenza
materiale, che costituisce reato ove produca mancanza dei mezzi di sussistenza.
singolarmente, il giudice di merito ha escluso la sussistenza del reato di cui
all'art. 570 c.p., comma 2, n. 2 in ragione della tardivit� della querela, che
risulta proposta oltre il raggiungimento della maggiore et�, ritenendo
integrato il reato di cui al comma 1 della disposizione richiamata, pur essendo
stata formulata richiesta di punizione nello stesso termine, nel presupposto
che l'obbligo di cui al comma 1 permanga anche dopo il raggiungimento della
maggiore et� da parte del figlio.
In contrario deve
osservarsi che gli obblighi cui fa riferimento la disposizione di cui all'art.
570 c.p., comma 1 riguardano, per riferimento testuale, i doveri incombenti
sull'esercente la potest� (Sez. 6, Sentenza n. 26037 del 25/03/2004, dep.
09/06/2004, imp. Gonzato, Rv. 229779), che vengono meno con l'acquisizione
della capacit� giuridica da parte del minore conseguente al raggiungimento
della maggiore et�, residuando la tutela penale dell'obbligo di contribuzione
economica in favore di maggiorenni non in grado di divenire autosufficienti
economicamente, previsto dalla disposizione di cui al comma 2 n. 2, la cui
applicabilit� � stata esclusa dal giudice di merito per mancanza di prova degli
testuale al mancato esercizio della potest� genitoriale contenuto nella
disposizione incriminatrice, oltre che la specifica disposizione dettata dal
comma 2 n. 2 con riferimento agli obblighi economici, che costituisce un
autonomo titolo di reato (Cass. sez. 6, sentenza n. 3881 del 20/10/2011, dep.
31/01/2012, imp. D'A, Rv. 251559), esclude che possa ritenersi in questa sede,
sulla base dell'accertato omesso pagamento, il diverso reato contestato dal
primo giudice, ed espressamente qualificato come circoscritto all'art. 570
c.p., comma 1 dal giudice d'appello, dovendo limitarsi la cognizione di questa
Corte alla valutazione di sussistenza dell'unico reato il quale � intervenuta
tale situazione di fatto, in diritto non pu� ravvisarsi la sussistenza del
reato di cui all'art. 570 c.p., comma 1 in quanto il raggiungimento della
maggiore et� da parte del figlio del ricorrente in epoca notevolmente
antecedente alla proposizione della querela impone di escludere per il periodo
temporale oggetto del giudizio, la violazione dei doveri incombenti sul
genitore esercente la potest�, limitata temporalmente alla fase della minore
et� del figlio, come chiaramente si ricava dall'esame dell'art. 316 c.c., e
segg. ove si chiariscono i contenuti della potest� genitoriale, che
significativamente nella stesura originaria, coeva alla formulazione della
disposizione incriminatrice in esame, collegavano l'esercizio di tale potest�
alla presenza di genitore e figlio sotto lo stesso tetto, tanto da prevedere la
sostituzione dell'esercente in caso di lontananza del padre, cos� riecheggiando
la fattispecie dell'abbandono della casa coniugale nella formulazione della
correlativa disposizione penale.
richiamate individuano gli obblighi attinenti alla potest� dei genitori,
facendo riferimento al diritto - dovere di cura, istruzione ed educazione, e di
intervento sulle scelte riguardanti il minore, attinenti all'educazione, cura e
sviluppo della sua personalit�, connessi alla potest� genitoriale e correlati
all'incapacit� giuridica del soggetto beneficiario, ed a cui risulta, con il
richiamo letterale, riferirsi l'art. 570 c.p., comma 1.
delle fattispecie previste dall'art. 570 c.p., risulta ulteriormente accertata
della giurisprudenza, con specifico riferimento al diverso ambito di azione delle
due distinte previsioni ove univocamente si ritiene che, nell'ipotesi di
decadenza dalla patria potest�, cessino le possibilit� di ingerenza del
genitore nelle scelte del figlio, non le sue obbligazioni patrimoniali di
assistenza economica, sanzionate dall'art. 570 c.p., comma 2, n. 2 (Sez. 6,
Sentenza n. 16559 del 27/03/2007, dep.24/04/2007, imp. De Carlo, Rv. 236581).
L'insieme degli
elementi, testuali ed interpretativi, ricavabili dall'esame della disposizione
contestata, in uno con il divieto di interpretazione analogica della
disposizione penale, tanto pi� nei caso di specie ove una disposizione
specifica per sanzionare l'inadempimento vi sia, ma ne sia stata esclusa
l'applicazione nel giudizio di merito, impone di pervenire all'assoluzione del ricorrente
dal reato contestato, in quanto attinente alla fattispecie dell'omessa cura del
minore, pacificamente non ricorrente nel concreto, ove l'istanza di punizione �
stata proposta dall'interessato oltre il periodo in cui tale condotta assumeva
rilevanza penale, individuabile nella fase della minore et� del figlio.
2. Alla luce di
tali considerazioni, deve disporsi l'annullamento senza rinvio della sentenza
impugnata, perch� il fatto non sussiste, non integrando l'azione accertacela
violazione contestata, ferma la doverosit� della contribuzione civile ai
bisogni del figlio, ove non autosufficiente, che dovr� farsi valere
nell'opportuna sede civile.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perch� il