Source: http://simpaf.it/2019/06/19/incontro-di-oggi-19-giugno-2019-in-inps-sulla-rappresentativita-sindacale-dei-medici-fiscali/
Timestamp: 2020-02-19 19:24:42+00:00
Document Index: 80913081

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 22', 'art. 17', 'art. 55', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 22', 'art. 18', 'art. 22']

Incontro di oggi 19 giugno 2019 in INPS sulla rappresentatività sindacale dei medici fiscali – Simpaf
Pubblicato il 19 Giugno, 2019 19 Giugno, 2019 di adminsimpaf
Ecco la bozza INPS di accordo sulla rappresentatività sindacale dei medici fiscali inviata dall’INPS lo scorso 17 giugno a tutte le OOSS.
Le parti riunitesi il giorno _________ sottoscrivono il seguente
Accordo sulla rappresentatività sindacale dei medici fiscali
per la sottoscrizione della prima convenzione di regolamentazione del rapporto tra l’Inps e i medici di medicina fiscale tra l’Inps e le organizzazioni sindacali di categoria più rappresentative in campo nazionale
PER L’INPS, la Delegazione trattante:
Direttore Generale (Presidente delegazione)
Direttore Centrale Ammortizzatori sociali
la legge 7 agosto 2015, n. 124, che reca “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, e in particolare l’art. 17, comma 1, lettera l);
il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, che reca modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l), m), n), o), q), r), s) e z), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche e, in particolare, l’art. 22, comma 2;
l’articolo 5, commi 12 e 13, del decreto legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, che dispone “Misure urgenti in materia previdenziale e sanitaria e per il contenimento della spesa pubblica, disposizioni per vari settori della pubblica amministrazione e proroga di taluni termini”;
i decreti del Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale in data 15 luglio 1986, 19 marzo 1992, 15 dicembre 1993, 18 aprile 1996, 12 ottobre 2000, 8 maggio 2008 e 11 gennaio 2016, che regolano materie in merito alle visite mediche di controllo dei lavoratori da parte dell’Istituto nazionale della previdenza sociale;
l’art. 17, commi 5 e 5bis del decreto legge 6 luglio 2011 n°98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011 n° 111, recante “Disposizioni per il controllo e la riduzione della spesa pubblica, nonché in materia di entrate”;
il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, con particolare riguardo al comma 2-bis dell’art. 55-septies, ove dispone che “Il rapporto tra l’Inps e i medici di medicina fiscale è disciplinato da apposite convenzioni, stipulate dall’Inps con le organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative in campo nazionale”;
l’atto di indirizzo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione e il Ministro della Salute, approvato con decreto ministeriale del 2 agosto 2017 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale S.O. 229/2017) disciplina la stipula della convenzione, in forma di accordo collettivo su base nazionale, tra l’INPS e le OO.SS. di categoria comparativamente più rappresentative sul piano nazionale in merito al rapporto tra l’INPS e i medici di medicina fiscale per lo svolgimento degli accertamenti medico-legali sui lavoratori dipendenti pubblici e privati assenti per malattia;
la sentenza Tar Lazio n. 9972/2018, con specifico riferimento, in merito alla rappresentatività sindacale, alle parti in cui si afferma:
che “non può che farsi riferimento alle categorie maggiormente rappresentative dei medici fiscali” in quanto, visto “l’oggetto dell’atto di indirizzo in questione [DM 2 agosto 2017], sulla base del senso letterale delle parole, criterio per accertare il significato della forma rappresentativa è costituito dalla stipulazione di convenzioni atte a disciplinare il rapporto tra l’Inps e i medici di medicina fiscale, con la conseguenza che la categoria rilevante è quella dei medici fiscali”;
l’irrilevanza del titolo dell’atto di indirizzo (DM 2 agosto 2017), unico riferimento ai medici di medicina generale, rispetto all’evidenza che “oggetto dello stesso [atto di indirizzo] è la stipula delle convenzioni che disciplinano detto rapporto e precisa che intende indicare le modalità ‘di conclusione e il contenuto delle convenzioni da stipularsi… tra l’Istituto nazionale della previdenza sociale e le organizzazioni sindacali di categoria comparativamente più rappresentative sul piano nazionale per disciplinare il rapporto tra l’Inps e i medici di medicina fiscale’ “;
la prevalenza, pertanto, del contenuto dell’atto di indirizzo, sempre riferito ai medici fiscali, rispetto al titolo, unico riferimento ai medici di medicina generale;
che “l’unico elemento utile a definire la rappresentatività di una Organizzazione Sindacale di medici fiscali, è costituito dal numero dei medici fiscali “iscritti” alla medesima, quanto meno sino a che detti criteri non siano meglio definiti dalle parti in sede di contrattazione”;
la “mancanza di una norma attributiva del potere di disciplinare l’attività dei medici fiscali ai sindacati di medicina generale”;
che “la rappresentatività va valutata sulla base del numero degli iscritti”;
che, infine, “i criteri per la individuazione delle Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative devono considerarsi rimessi alla libera contrattazione tra le parti”.
Le note 19 febbraio, 28 marzo e 10 giugno 2019, con cui l’Inps, in ossequio alle indicazioni della suddetta Sentenza Tar Lazio, ha invitato tutte le Organizzazioni sindacali – già partecipanti alle trattative per la stipula della convenzione di regolamentazione del rapporto tra l’Inps e i medici di medicina fiscale tra l’Inps e le organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative in campo nazionale – a comunicare il numero di medici fiscali iscritti;
I riscontri alle note di cui al punto precedente, pervenuti da ………………………………………………………………………………………………………………………;
riprendere le trattative volte alla stipula della predetta convenzione previa definizione, come da sentenza Tar-Lazio di cui sopra, dei “criteri per la individuazione delle Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”, i quali sono da considerarsi “rimessi alla libera contrattazione tra le parti”;
Per la partecipazione alle trattative e la sottoscrizione della prima convenzione di regolamentazione del rapporto tra l’Inps e i medici di medicina fiscale, tra l’Inps e le organizzazioni sindacali di categoria più rappresentative in campo nazionale, in un’ottica di massima inclusione, sono considerate tali tutte le organizzazioni sindacali che hanno comunicato all’Inps, con atto notorio o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, il numero di medici fiscali iscritti che rispondano ai seguenti requisiti:
incaricati dall’Inps e appartenenti alle liste di cui al decreto del Ministero del Lavoro e Previdenza sociale del 12 ottobre 2000;
iscritti al Sindacato e in attività a tutto il mese di dicembre 2018;
inclusi i medici fiscali iscritti ed inseriti nelle liste di cui al DM 12.10.2000, che, a dicembre 2018, erano sospesi per aver esercitato l’opzione per l’incarico di medico convenzionato Inps;
inclusi i medici fiscali iscritti eventualmente risultanti sospesi per altri motivi personali, purché il periodo di sospensione non superi i limiti normativamente previsti che danno luogo alla cessazione dall’incarico (art. 8, decreto del 2000 citato).
Eventuali comunicazioni di iscritti non conformi, per forma e/o contenuto, a quanto richiesto, devono essere sanate entro 30 giorni dall’apposita richiesta formale dell’Inps.
In mancanza di regolarizzazione, la comunicazione degli iscritti si considera non valida per il riconoscimento della rappresentatività di categoria.
Ai fini della trattativa e della sottoscrizione della prima convenzione, ciascuna Organizzazione sindacale è rappresentativa in proporzione percentuale dei propri iscritti rispetto al totale di iscritti comunicati da tutte le Organizzazioni sindacali. Il medico fiscale eventualmente iscritto a più di una Organizzazione sindacale è validamente comunicato all’Inps come iscritto da ciascuna di esse. Parimenti, ai fini del conteggio del totale delle iscrizioni di tutte le Organizzazioni sindacali, in caso di iscrizione multipla, ciascuna iscrizione viene conteggiata con valore pari ad uno.
La prima convenzione è validamente sottoscritta dalle Organizzazioni sindacali che rappresentino oltre il 50% delle iscrizioni sindacali totali di medici fiscali.
Le trattative per la stipula della prima convenzione, iniziate con le Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, secondo le rilevazioni a dicembre 2018, proseguono fino alla sottoscrizione con le medesime Organizzazioni, anche qualora le trattative si protraessero oltre il 31 dicembre 2019.
Il presente accordo si intende validamente sottoscritto dalle Organizzazioni sindacali che rappresentino oltre il 50% delle iscrizioni sindacali totali di medici fiscali.
La prima convenzione avrà ad oggetto anche le regole sulla rappresentatività per la sottoscrizione delle convenzioni successive alla prima.
Ed ecco il comunicato SIMPAF da allegare al verbale dell’incontro odierno.
A completamento dei Comunicati SIMPAF del 13 marzo 2019, del 3 aprile 2019, del 19 aprile 2019 e del 10 giugno 2019, in merito alla richiesta INPS, comunicata lo scorso19 febbraio, di rendere noto il numero dei medici fiscali iscritti incaricati dall’Inps e appartenenti alle liste di cui al decreto del Ministero del Lavoro e previdenza sociale del 12 ottobre 2000 e in attività a tutto il mese di dicembre 2018.
Visto che le liste di cui al DM 12/10/2000 sono diventate liste speciali ad esaurimento ai sensi della legge n. 125 del 30 ottobre 2013.
– visto che i medici fiscali della suddetta lista hanno la priorità a svolgere le visite fiscali domiciliari ai sensi della legge n. 147 del 27 dicembre 2013, comma 340,
– vista la riforma del polo unico della medicina fiscale ai sensi degli artt. 18 e 22 del D. lgs 75/2017,
visto che l’Inps ha già messo on line sul proprio sito i nomi dei medici fiscali ed esterni e dei loro onorari come previsto dagli artt. 15 del d. lgs. n. 33/2013 e 53, comma 14, del d. lgs. n. 165/2001 alla voce “consulenti e collaboratori” dove si legge
“ I dati e documenti, in particolare: sono visualizzabili all’interno di apposite tabelle distinte in relazione alla struttura dirigenziale – centrale o territoriale – o all’organo dell’Istituto da cui promana l’atto di conferimento di incarico;
sono aggiornati semestralmente. Per quanto concerne gli incarichi di collaborazione e consulenza conferiti anteriormente al 2015, si rinvia all’archivio della sezione Amministrazione trasparente.”
– visto, inoltre, che l’Inps specifica nella richiesta in oggetto, che:
“Non dovrà essere comunicato il numero dei medici fiscali cessati dall’incarico, i quali hanno perduto tale qualificazione, che ancora svolgano funzioni analoghe non per Inps ma per conto di altri enti o pubbliche amministrazioni, con incarichi occasionale o continuativi fino a 4 mesi anche se reiterati. Va invece comunicato il numero dei medici fiscali iscritti ed inseriti nelle liste di cui al D12/10/2000 che a dicembre erano sospesi per aver esercitato l’opzione per l’incarico di medico convenzionato Inps. Dovrà altresì essere comunicato il numero dei medici fiscali iscritti eventualmente risultanti sospesi per altri motivi personali purchè il periodo di sospensione non superi i limiti normativamente previsti che danno luogo alla cessazione dell’incarico.”
– visto infine che il mancato aggiornamento da parte dell’INPS degli elenchi dei medici fiscali in obtemperanza ai criteri di inclusione e di esclusione posti dallo stesso INPS espone i legali rappresentanti di sindacati e associazione dei medici fiscali al concreto rischio di rilasciare dichiarazioni non corrette,
– tutto ciò visto e considerato,
SIMPAF chiede all’INPS di rendere disponibile l’elenco, ufficiale e validato, dei medici fiscali in servizio al 31 12 2018, in obtemperanza ai criteri di inclusione e di esclusione elencati nella comunicazione INPS del 19 febbraio scorso e al requisito di conteggio totale dei medici fiscali sindacalizzati, al netto delle eventuali iscrizioni a più di una organizzazione sindacato, come del resto prevede la stessa bozza di accordo sulla rappresentatività inviataci dall’Inps in data 17 giugno 2019.
Per finalità di analoga trasparenza, come avviene anche per tutti gli altri dipendenti della Pubblica Amministrazione, SIMPAF chiede inoltre la pubblicazione on line anche degli stessi dati e documenti inerenti ai medici dipendenti INPS.
1) In primis SIMPAF esprime fondati dubbi sulla legittimità della irrituale procedura proposta dall’INPS per definire i criteri di rappresentatività percentuale delle singole sigle sindacali. Tale procedura si basa sostanzialmente su di un atto di notorietà (o certificato di simile valenza) prodotto dal legale rappresentate di ogni sigla, utilizzabile come attestazione della numerosità dei propri iscritti, e, quindi, come unico e non verificabile elemento di definizione della rappresentatività delle stesse sigle.
A tal proposito e quale completamento della richiesta SIMPAF di nominare una struttura volta alla certificazione della rappresentatività sindacale dopo aver stabilito criteri verificabili di controllo della veridicità delle dichiarazioni relative alla effettiva numerosità degli iscritti dei vari sindacati, si cita, a mo’ di esempio, il Testo Unico sulla rappresentanza Confindustria- CGIL CISL UIL del 10 gennaio 2014, a conferma che INPS sembra non seguire in questa trattativa i criteri dalla stessa adottati in analoghe situazioni.
2) Secondariamente, visti i dati relativi al polo unico del I trimestre 2019, visto il numero di visite fiscali effettuate nello stesso periodo, viste le risorse stanziate dalla Pubblica amministrazione a partire dal 1° gennaio 2019 (50 milioni) ai sensi dell’art. 22 del D. lgs. 75/2017, visto che la proiezione di visite fiscali, se continuasse questo trend, prevederebbe un numero di visite fiscali effettuate non superiore alle 600.000 con una spesa prevedibile di 30 milioni di euro, stante il costo a visita che si ricava dalla relazione della Corte dei Conti, visto che l’art. 18 del D.lgs 75/2017 prevede che vengano eseguite visite fiscali entro il limite di spesa fissato dall’art. 22, visto che già nel I trimestre 2019 non sono state assegnate tutte le visite richieste dalle varie amministrazioni pubbliche, visto che la nota dell’Ufficio del registro del 29 marzo 2019 ha abrogato la decisione unilaterale dell’Inps del 9 agosto 2017 di eliminare dal polo unico alcune categorie di dipendenti pubblici, SIMPAF chiede che venga aumentato subito il numero di visite fiscali nel settore pubblico e che venga assegnato fin da subito, stante il contratto attuale, un numero minimo di visite fiscali a tutti i medici fiscali di lista, quantificandolo in 90 visite mensili, come da bozza di proposta della stessa Inps presentate negli incontri del 9 maggio 2018 e del 16 aprile 2019.
3) SIMPAF segnala, inoltre, la persistenza dei disservizi del sistema informatico ancora a quasi due anni dall’entrata in vigore del polo unico (vedi 17 giugno 2019)
4) Infine, vista l’importanza della trattativa in atto e per rispetto del principio di trasparenza e del legittimo desiderio di tutti i Colleghi Medici Fiscali di essere aggiornati in tempo reale su quanto discusso nei tavoli tecnici per la stipula della nuova convenzione, SIMPAF chiede che le riunioni degli stessi tavoli siano rese pubbliche e trasmesse in diretta tramite le piattaforme abitualmente in uso per analoghe situazioni.
SIMPAF chiede che quest’ultima richiesta sia messa in votazione nell’incontro del 19 giugno 2019 e che questo comunicato sia allegato in forma integrale nel verbale di cui in oggetto.
Comunicato SIMPAF del 10 giugno 2019