Source: https://scuolastoppani.wordpress.com/2012/09/17/normativa-scolastica-h/
Timestamp: 2016-12-03 00:22:04+00:00
Document Index: 6574938

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art.12', 'art.12', 'art.2', 'art.12', 'art. 3', 'art.3', 'art.38', 'art. 3', 'art. 12', 'art.4', 'art. 13', 'art.15', 'art.7', 'art.26', 'art.40', 'art.40', 'art.43', 'art.13', 'art. 50', 'art. 42', 'art.13', 'art.2', 'art 277', 'art.13', 'art.42', 'art. 6', 'art. 15', 'art.43', 'art.40', 'art. 40', 'art.26', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 10', 'art.14']

Normativa scolastica H | PAIDEIA 2.0 - Officina per la Didattica INCLUSIVA
Pubblicato: 17 settembre 2012 in Disabilità	Tag:didattica, handicap, Istituto comprensivo A. Stoppani Lecco 3, lecco, leggi, Materiali di studio, Normativa scolastica H, Paideia, scuola, Scuola secondaria di primo grado, sostegno	0
Normativa scolastica H nella Scuola secondaria di primo grado
La Scuola Media, la sua funzione formativa e orientativa
Il diritto alla frequenza
Programmazione obbligatoria e coordinata tra Scuola-ASL-Enti
Assistenti per l’autonomia e comunicazione personale
Formazione dei docenti e Dirigenti Scolastici nella scuola dell’autonomia
Cosa fare se in II Media emerge il problema dell’ammissione all’esame e del conseguimento del diploma?
Ripetente e attestato di frequenza
Competenze dei Comuni e Province relative all’edilizia scolastica
Regolamento per l’apertura pomeridiana delle scuole Il dettato costituzionale:
La Costituzione italiana sancisce all’art. 34 che “l’istruzione inferiore impartita per almeno otto anni è obbligatoria e gratuita”
§ La legge 31 dicembre 1962, n. 1859 , ha istituito la scuola media unica, obbligatoria, gratuita, secondaria di primo grado.
§ La legge 16 giugno 1977, n. 348, ha perfezionato il processo di unificazione eliminando il principio della facoltatività, estendendo in pari tempo l’area delle discipline obbligatorie tutte aventi uguale valore e dignità, e introducendo notevoli innovazioni nella impostazione dell’educazione linguistica, dell’educazione scientifica e dell’educazione tecnica.
§ La legge 4 agosto 1977, n. 517, ha rafforzato la capacità democratica delle strutture della scuola media, ponendo al centro dei suoi interventi la programmazione educativa e didattica dalla quale discendono nuovi criteri di organizzazione del lavoro scolastico, nuovi strumenti valutativi e corrispondenti iniziative di integrazione e di sostegno.
Gli interventi legislativi del 1977 sviluppano i principi ispiratori della riforma del 1962, sia mettendo a disposizione più adeguate strutture per un servizio scolastico finalizzato alla promozione umana e culturale di tutto il popolo italiano, sia eliminando quelle strutture che si erano dimostrate inadeguate (classi d’aggiornamento e classi differenziali ).
Come scuola per l’istruzione obbligatoria, la scuola media risponde al principio democratico di elevare il livello di educazione e di istruzione personale di ciascun cittadino e generale di tutto il popolo italiano, potenzia la capacità di partecipare ai valori della cultura, della civiltà e della convivenza sociale e di contribuire al loro sviluppo.
Inoltre, secondo la legge istitutiva “concorre a promuovere la formazione dell’uomo e del cittadino secondo i principi sanciti dalla Costituzione e favorisce l’orientamento dei giovani ai fini della scelta dell’attività successiva”.
Essa è formativa in quanto si preoccupa di offrire occasioni di sviluppo della personalità in tutte le direzioni (etiche, religiose, sociali, intellettive, affettive, operative, creative, ecc.). Essa favorisce, anche mediante l’acquisizione di conoscenze fondamentali specifiche, la conquista di capacità logiche, scientifiche, operative e delle corrispondenti abilità e la progressiva maturazione della coscienza di sé e del proprio rapporto con il mondo esterno.
La scuola media aiuta pertanto l’alunno ad acquisire progressivamente una immagine sempre più chiara ed approfondita della realtà sociale, a riconoscere le attività con cui l’uomo provvede alla propria sopravvivenza e trasforma le proprie condizioni di vita, a comprendere il rapporto che intercorre fra le vicende storiche ed economiche, le strutture, le aggregazioni sociali e la vita e le decisioni del singolo.
Le esperienze e le conoscenze che la scuola media è tenuta a fornire offrono, in questo quadro, un ruolo di primaria importanza anche ai fini dell’orientamento.
E’ orientativa in quanto favorisce l’iniziativa del soggetto per il proprio sviluppo e lo pone in condizione di conquistare la propria identità di fronte al contesto sociale tramite un processo formativo continuo cui debbono concorrere unitariamente le varie strutture scolastiche e i vari aspetti dell’educazione. La possibilità di operare scelte realistiche nell’immediato e nel futuro, pur senza rinunciare a sviluppare un progetto di vita personale, deriva anche dal consolidamento di una capacità decisionale che si fonda su una verificata conoscenza di sé.
Successiva alla scuola primaria, la scuola media si colloca all’interno del processo unitario di sviluppo della formazione, che si consegue attraverso la continuità dinamica dei contenuti e delle metodologie, nell’arco della istruzione obbligatoria; essa persegue con sviluppi originali, conformi alla sua natura di scuola secondaria di primo grado, il raggiungimento di una preparazione culturale di base e pone le premesse per l’ulteriore educazione permanente e ricorrente.
Interventi di integrazione e di sostegno
Particolare attenzione dovrà essere prestata dal collegio dei docenti e dal consiglio d’istituto alla rilevazione delle esigenze manifestate dalla comunità sociale entro la quale la scuola sviluppa la sua azione, assumendo anche i problemi proposti da particolari situazioni di emarginazione culturale o sociale e promovendo interventi capaci di rimuoverle nel quadro dell’educazione permanente programmata dal distretto scolastico.
In tale prospettiva rientrano le attività scolastiche di integrazione anche a carattere interdisciplinare, organizzate per gruppi di alunni della stessa classe o di classi diverse e le iniziative individualizzate di sostegno.
Il collegio dei docenti, sulla base dei criteri generali indicati dal consiglio di istituto e delle proposte elaborate dai consigli di classe, particolarmente in riferimento ai dati offerti dalle verifiche periodiche, stabilisce il piano di queste iniziative da correlarsi strettamente con gli obiettivi individuati nella programmazione e da realizzarsi secondo le modalità previste dalla legge n. 517/77.
– iniziative formative sui principali temi del contesto culturale contemporaneo;
– iniziative di didattica orientante per consentire agli alunni di operare scelte più confacenti alla propria personalità e al proprio progetto di vita.
I laboratori orientativi – che prevedono per esempio lo svolgimento di un pacchetto di lezioni con i docenti della scuola superiore – sono comunque inseriti all’interno del curriculum: educano a compiere scelte, a sviluppare la progettualità e la responsabilità, e consentono al ragazzo di mettere alla prova le proprie capacità e acquisire fiducia in se stesso.
L’Elevamento dell’obbligo scolastico per gli alunni con handicap
Tali iniziative confluiscono nella costruzione, condivisa dall’allievo e dalla sua famiglia, del progetto di vita, il quale deve contenere – oltre alle indicazioni relative al percorso scolastico (formazione culturale, autonomia personale e sociale ecc.) – l’indicazione dei percorsi integrati istruzione e formazione professionale, realizzati anche mediante accordi con i centri di formazione professionale riconosciuti.
Il diritto alla frequenza della Scuola Media è garantito dalla Costituzione. La Legge 104/92, art.12 , comma 2 ne sancisce l’obbligo.
Da ultimo la materia delle iscrizioni è stata regolata con la CM n 311/99, poi con le indicazioni applicative C.M. n 163, del 15 Giugno 2000, che confermano la precedente normativa
Le modalità di attuazione dell’integrazione sono indicate nei commi 5,6,7,8, dell’art.12, nonché negli artt.13 e 14, L.104/92.
Si devono, in conclusione, porre in essere tutte le condizioni, secondo le diverse competenze istituzionali, per rendere effettivo il diritto allo studio dell’alunno con deficit, rimuovere in definitiva, tutti quegli ostacoli che, limitando di fatto il pieno sviluppo della persona, impediscono l’uguaglianza dei cittadini, art.2, 3 e 4 della Costituzione. Insomma, una maggiore aderenza dell’intervento al bisogno e alle finalità dell’integrazione scolastica.
Le Regioni hanno l’obbligo di provvedere a che le AA.SS.LL. assicurino l’intervento medico e per lo sviluppo cognitivo degli alunni in situazione di handicap, come affermato nella Legge Quadro pubblicato sulla G.U. del 15/04/94 ( art.12, commi 5 e 6) (Pubblicato la prima volta nella G.U 6 aprile 1994, n. 79, il D.P.R. è stato ripubblicato, dopo la registrazione alla Corte dei conti, sulla G.U. 15 aprile 1994, n. 87). La programmazione obbligatoria e coordinata tra Scuola ASL e Enti Locali è stata successivamente disciplinata dall’atto di indirizzo, D.P.R. 24/02/94 , in relazione alla Diagnosi Funzionale, al Profilo Dinamico Funzionale, al GLH, al Piano Educativo Individualizzato ( PEI ) e alle verifiche degli interventi educativi.
Al momento dell’iscrizione va presentata anche la Diagnosi Funzionale, che consiste in una descrizione della compromissione funzionale dello stato psico-fisico dell’alunno: si esplica in un profilo, nel quale vengono considerate capacità, potenzialità e difficoltà di sviluppo dell’alunno, che secondo la Legge 104/92 compete alle AA.SS.LL. o Enti convenzionati (Atto di indirizzo, D.P.R. del 24/02/94 , art. 3). Ulteriori precisazioni sono date nella C.M. n 363/1994 , art.3, commi 1 e 2: in particolare, in mancanza della Diagnosi Funzionale, si può presentare in via provvisoria il certificato dello specialista o dello psicologo in servizio presso la ASL o in regime di convenzione con la medesima. L’art.38 della Legge 448/98 – Legge finanziaria per il 1999 – consente ai genitori di sostituire il certificato medico con una autocertificazione inserita nella domanda di iscrizione, se l’alunno è stato riconosciuto handicappato (art. 3 Legge 104/92).
Legge – 05/02/1992 n. 104
Decreto del Presidente della Repubblica – 12/02/1985 n. 104
“Approvazione dei nuovi programmi didattici per la scuola primaria.”
Infatti il Ministero P.I., conseguentemente emanava il D.M. 141 del 31 Giugno 1999, nel quale è stabilito che le classi frequentate da alunni portatori di handicap, non abbiano più di 20 alunni, purché sia predisposto, da parte dell’intero Consiglio di classe (e non da parte del solo insegnante di sostegno) un progetto per l’integrazione. In tale progetto devono essere espressamente indicati: le motivazioni per la riduzione del numero degli alunni, in rapporto alle esigenze formative dell’alunno e le strategie e le metodologie adottate dal Consiglio di classe.
Per alunni con o senza handicap, temporaneamente ospitati presso ospedali per un periodo non inferiore a 30 giorni, possono essere autorizzate dal Provveditore agli Studi classi di scuola elementare o media, anche con un basso numero di alunni. La materia è regolata dalla CM 353 del 7 agosto 1998 .
Per un Profilo Dinamico Funzionale esatto, occorre una corretta formulazione del Piano Educativo Individualizzato, ed è perciò indispensabile, una programmazione degli interventi che deve essere il frutto di una collaborazione interdisciplinare in ogni settore : docenti curricolari e specializzati, degli operatori della ASL (UONPI ) e la collaborazione della famiglia. La conoscenza puntuale, estesa e approfondita della situazione individuale permetterà di trovare utili indicazioni operative per poter sviluppare le capacità dell’individuo con handicap per raggiungere un suo possibile traguardo.
Decreto del Presidente della Repubblica – 24/02/1994 “Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle unità sanitarie locali in materia di alunni portatori di handicap.”
Il P.E.I. è redatto, ai sensi del comma 5 del predetto art. 12, congiuntamente dagli operatori sanitari individuati dalla ASL (UONPI ) e dal personale insegnante curriculare e di sostegno della scuola e, ove presente, con la partecipazione dell’insegnante operatore psico-pedagogico, in collaborazione con i genitori o gli esercenti la potestà parentale dell’alunno. Atto di indirizzo: D.P.R. del 24/02/94, art.4. Il P.E.I. tiene presenti i progetti didattico-educativi, riabilitativi e di socializzazione individualizzati, nonché le forme di integrazione tra attività scolastiche ed extrascolastiche, di cui alla lettera a), comma 1, dell’art. 13 della Legge n. 104 del 1992.Nella definizione del P.E.I., i soggetti di cui al precedente comma 2, propongono, ciascuno in base alla propria esperienza pedagogica, medico-scientifica e di contatto e sulla base dei dati derivanti dalla diagnosi funzionale e dal profilo dinamico funzionale, di cui ai precedenti articoli 3 e 4, gli interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto all’educazione, all’istruzione ed integrazione scolastica dell’alunno in situazione di handicap. Detti interventi propositivi vengono, successivamente, integrati tra di loro, in modo da giungere alla redazione conclusiva di un piano educativo che sia correlato alle disabilità dell’alunno stesso, alle sue conseguenti difficoltà e alle potenzialità dell’alunno comunque disponibili.
Si tratta di GLH operativi, che ovviamente non vanno confusi con i GLH d’Istituto (L.104/92, art.15, comma2), che pure hanno la loro importanza, ma che riguardano tematiche generali sull’ handicap in relazione alla singola scuola.
E’ importante, in caso di inadempienze nella elaborazione del P.D.F o P.E.I. , oppure il GLH non viene convocato, formulare la richiesta al Dirigente Scolastico, citando come normativa: la Legge Quadro, o l’Atto di indirizzo D.P.R. 294 , oltre la Legge Regionale, per il Diritto allo Studio.
Che cosa è l‘Accordo di Programma ?
(dal sito dell’AIPD , Avv. Salvatore Nocera) Occorre diffidare formalmente il Direttore Generale, quello Sanitario e quello Amministrativo della ASL affinché rispettino l’atto di indirizzo approvato con D.P.R. del 24/02/94 , che prevedendo espressamente tali compiti collaborativi con la scuola, impone implicitamente alla ASL di organizzare il funzionamento delle unità multidisciplinari, in modo da non impedire o intralciare il funzionamento della scuola. Occorre contemporaneamente diffidare l’Assessorato Regionale alla Sanità a vigilare al rispetto dell’Atto di indirizzo, come espressamente stabilito dallo stesso Atto (art.7). Se necessario, le diffide vanno diffuse via stampa e televisione, purché in forma tale da non comportare eventuali denuncie o querele dei funzionari e degli Amministratori interessati.
Le modalità con cui viene assegnato l’insegnante di sostegno sono quelle esplicitate nel D.M. n 331/98 artt. 37 e 41 come integrato dall’art.26 comma 16 della Legge 448/98.
4) La qualità della prestazione (leggere nel sito della Federazione Associazioni Docenti per il Sostegno : Fadis ), e la Qualità dell’Integrazione Scolastica,…da Introduzione nel sito di Pavone Risorse di Dario Ianes e Mario Tortello).
Riguardo ai punti 1 e 3, segnalare il disagio al Gruppo di Lavoro Interistituzionale del Provveditorato (GLIP ). Per quanto riguarda il punto 2 si ricorda l’art.40 del D.M. 331/98 che ribadisce l’obbligo della continuità educativa.
Per quanto riguarda la scuola dell’obbligo la normativa di riferimento più importante è la C.M.1/88 .
Tale norma è ribadita dal citato art.40 del D.M. 331/98.
Infine, tra le ipotesi di sperimentazione il D.M. 331/98 all’art.43 indica anche quella concernente la continuità educativa.
Nel DPR 616/77 , artt. 42 e 45 l’assistenza per l’assolvimento dell’obbligo scolastico viene indicata come compito dei Comuni; si parla di interventi di assistenza medico-psichica e di assistenza ai minorati psico-fisici.
Nella Legge 104/92 , art.13, comma 3 è ribadito l’obbligo “per gli Enti Locali di fornire assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con Handicap fisici o sensoriali”.
AIPD * Osservatorio Scolastico Nazionale,* Carta dei.Diritti, aggiornamento a cura dell’Avv. Salvatore Nocera.
Le mansioni ordinarie indicate nell’art. 50 comma 1 e tabella A: Profili professionali area A/2: Profilo Collaboratore scolastico …ausilio materiale agli alunni portatori di handicap nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche e nell’uscita da esse. In relazione alle esigenze emergenti nel sistema formativo, con riguardo anche all’integrazione di alunni portatori di handicap e alla prevenzione della dispersione scolastica, partecipa a specifiche iniziative di formazione e aggiornamento.”
Per evitare discontinuità nel servizio svolto dai collaboratori scolastici dipendenti dagli Enti Locali, nel momento in cui entrano nei ruoli del Ministero P.I. i D.I. n. 184 del 23/7/99 (artt.6,7,8) e laCM 297 del 10/12/99 forniscono chiarimenti nel senso sopraindicato. Inoltre la C.M. n. 245/99 alla voce VARIE nei numeri 3,4,e 5 precisa con esempi che gli ex bidelli degli Enti Locali trasferiti allo Stato dovranno continuare a svolgere, come dipendenti statali, solo i compiti di assistenza agli alunni con handicap nell’ambito della scuola. Quanti svolgevano anche mansioni, quali ad esempio di autisti di scuolabus o di sorveglianza alle mense scolastiche, dovranno cessare da questi incarichi, rientrando essi nelle competenze del personale dipendente degli Enti Locali i quali debbono continuare a garantire questi servizi e quelli dell’assistenza educativa per l’autonomia e la comunicazione; viene citato a tal proposito il D.P.R. n. 616/77 art. 42 e 45, che sono espressamente richiamati dall’art.13 comma 4 della L.104/92.
In caso negativo, bisogna insistere col Dirigente Scolastico e se necessario fare intervenire il docente utilizzato presso il GLH del Provveditorato o l’ispettore coordinatore del GLIP , al fine di evitare una discriminazione espressamente vietata dalla L. 104/92 e dalla C.M. 291/92.
Inoltre: Circolare Ministeriale 2 ottobre 1996, n. 623
La sperimentazione è intesa come ricerca e realizzazione di innovazioni sul piano metodologico-didattico (D.P.R. n.419/74 , art.2 e 3, ripresi poi nel testo unico 297/94, art 277-278).
Il ricorso alla sperimentazione, che consente maggiore libertà in un percorso individualizzato, è esplicitamente contemplato nella Legge Quadro 104/92, comma 1 (lettera e) e comma 5 dell’art.13; per quanto riguarda i finanziamenti, si fa riferimento all’art.42 della stessa Legge.
Essenziale, per porre le basi per una progettualità il più ricca possibile in sede locale, è l’Accordo di Programma , in cui i diversi soggetti firmatari, sottoscrivono gli impegni finanziari concreti, atti a garantire la realizzazione della piena integrazione scolastica dei ragazzi con deficit.
4. Gli accordi di programma per le attività di cui ai commi precedenti prevedono modalità di collegamento delle stesse con i progetti educativi, riabilitativi e di socializzazione individualizzati e la distribuzione dei finanziamenti relativi fra i soggetti competenti ad erogarli; le attività possono consistere in ludoteche, centri di documentazione, addestramento all’uso di ausili anche informatici e quanto altro sia ritenuto utile a favorire interventi precoci anche presso le famiglie per sviluppare l’autonomia fisica psicologica e sociale; dette attività possono riguardare, altresì, più mirati interventi culturali, ricreativi, sportivi, di orientamento e formazione professionale, di tempo libero e di contatto con il mondo del lavoro. In ogni caso esse debbono mirare quanto più possibile al coinvolgimento di tutta la classe e non solo degli alunni in situazione di handicap, anche quando vengono svolte al di fuori dell’ambiente scolastico, fatte salve le competenze del consiglio di circolo o di istituto di cui all’art. 6 del D.P.R. 31 luglio 1974, n. 416. 5. Negli accordi di programma sono altresì indicate le figure professionali per gli interventi di cui al presente articolo nonché le modalità che garantiscono la partecipazione degli stessi alle attività previste ed ai gruppi di lavoro provinciali, previsti dall’art. 15, commi 1 e 2. Gli accordi di programma prevedono modalità e tempi per la predisposizione, attuazione e verifica degli adempimenti di cui ai precedenti commi 2 e 3 in modo coordinato tra gli operatori delle diverse amministrazioni, nonché le forme di integrazione tra attività scolastiche ed extrascolastiche.
Sui criteri di assegnazione dei finanziamenti da parte del M.P.I., oltre la C.M. 766/96, il D.M. 6 Agosto 1998, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, n.229 il 1 Ottobre 1998 , e il D.M. 331/98, art.43 che indica le tipologie di sperimentazione per la quale c’è priorità di finanziamento, e cioè:
43.3 Il Provveditore agli studi, sulla base delle proposte del Gruppo di lavoro provinciale interistituzionale (Glip ), individuerà i progetti da approvare osservando le seguenti priorità:
43.4.1 l’eventuale assegnazione temporanea di insegnanti di sostegno del grado di scuola precedente, nella fase di passaggio di un alunno da un grado all’altro di scuola, qualora il progetto educativo individuale e le esigenze di inserimento rendano necessarie forme di raccordo e integrazione tra i due gruppi di docenti;
43.4.2 l’eventuale finalizzazione di competenze professionali assegnate per alunni in particolari situazione di handicap anche a reti di scuole.
I finanziamenti sono assegnati ai Provveditorati sui progetti delle singole scuole sul capitolo 1150 del bilancio del Ministero della P.I.
“Con la C.M. 446 del 10/11’98 il Ministero P.I. fornì a suo tempo, chiarimenti circa l’utilizzazione dei finanziamenti per l’autonomia scolastica assegnati ai provveditorati agli studi ed alle scuole sulla base della Legge n. 440/97. La C.M. n. 239 del 19 maggio 1998 trasmette la Direttiva n. 238 del 19 maggio 1998 recante l’individuazione delle priorità nella scelta dei progetti sull’autonomia scolastica ed il finanziamento degli stessi con 500 miliardi per l’a.s. 1998-99 in forza della Legge n. 440/97. Dette norme sono state rispettivamente sostituite dalla C.M. di trasmissione n. 279 del 18/6/98, dal nuovo D.M. 251 del 29/5/98 (che sostituisce il D.M. 765 del 27/11/97) e dalla nuova Direttiva 252 del 29/5/98 (che sostituisce la Direttiva 238 del 19/5/98) . Fra i criteri prioritari indicati in sei lettere da a) a f) del punto 1 della Direttiva non compare espressamente alcun progetto riguardante l’integrazione scolastica, che è invece indicata fra i progetti finanziabili nella stessa Legge n. 440/97. Il riferimento all’integrazione scolastica si rinviene all’inizio del punto 2 della stessa Direttiva che dà in sei capoversi chiarimenti sulle corrispondenti lettere del punto 1. Data la portata della Legge n. 440/97, sarebbe invece opportuno fare rientrare l’integrazione scolastica in tutti i progetti contrassegnati dalle sei lettere del punto 1. Sarà pertanto indispensabile che l’Amministrazione della P.I. e le istituzioni scolastiche interessate (anche dietro stimolazione delle Associazioni, dei Comitati dei genitori e/o degli studenti) formulino dei progetti di integrazione scolastica che possano rientrare nelle priorità espresse nella Direttiva alle seguenti lettere del punto 1: “innalzamento…del tasso di successo scolastico”; “iniziative di formazione ed aggiornamento riferite a tutte le componenti della scuola, legate anche al processo di diffusione della cultura dell’autonomia, nonché all’introduzione delle nuove tecnologie didattiche” (si potrebbero prevedere corsi di aggiornamento tra il 1 e il 20 settembre per i consigli di classe ed i moduli che seguono alunni con handicap; come pure la costituzione di centri di documentazione sulla qualità dell’integrazione scolastica); “sviluppo della formazione continua e ricorrente – educazione degli adulti, anche con interventi integrati” (si potrebbero prevedere progetti integrati di frequenza nella scuola media o superiore e in corsi di formazione professionale e in stage prelavorativi); “iniziative post-secondarie e copertura della quota nazionale di iniziative co-finanziate con i fondi strutturali dell’Unione Europea”; “interventi perequativi diretti anche ad integrare gli organici provinciali del personale” (si potrebbero prevedere, ai sensi dell’art.40 comma 1 L.449/97, “la possibilità di assumere con contratto a tempo determinato insegnanti di sostegno in deroga al rapporto docenti-alunni indicato al comma 3 [1 a 138], in presenza di handicap particolarmente gravi”; interventi per la valutazione dell’efficienza e dell’efficacia del sistema scolastico” (si potrebbero prevedere progetti mirati alla valutazione della qualità dell’integrazione scolastica”). Il punto 6 della Direttiva fa riferimento a possibili consulenze per l’impostazione dei progetti, le quali possono essere effettuate da Ispettori Tecnici, Nuclei di supporto tecnico-amministrativo all’autonomia costituiti presso ciascun Provveditorato agli studi, IRRSAE, BDP, Università. La Lettera Circolare Prot. n. 27814/BL del 19 maggio 1998 fornisce indicazioni circa l’attuazione delle lettere a) e b) del punto 1 della Direttiva n. 238/98. In merito alla lettera a) chiarisce come i progetti di sperimentazione di integrazione scolastica possono riguardare classi aperte in senso orizzontale e verticale ed un “opportuno studio delle forme migliori per rendere effettivi i diritti formativi degli allievi in questione” e cita l’art. 40 comma 3 della L. 449/97 che prevede “progetti volti a sperimentare modelli efficaci di integrazione nelle classi ordinarie e ad assicurare il successo formativo di alunni con particolare forme di handicap”. Queste espressioni debbono andare correttamente intese ed applicate, per evitare ipotesi organizzative che tendano a separare gli alunni con handicap dai loro compagni o a concentrarli secondo diverse tipologie di minorazione in singole scuole. Siccome ipotesi del genere sono emerse in alcune riunioni del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, nella relazione conclusiva del 28 gennaio 1998 dell’Indagine della Camera dei Deputati sulla qualità dell’integrazione scolastica e da alcune Associazioni, sarà opportuna una vigilanza sui progetti di sperimentazione dell’autonomia riguardanti l’integrazione scolastica da parte dei GLIP , specie tramite il loro segretario che è il docente utilizzato presso i GLH dei Provveditorati agli Studi. La Circolare sollecita infine la collaborazione ai progetti da parte delle famiglie in sede di formulazione e da parte degli Enti Locali e dei soggetti privati e del privato sociale anche in sede di realizzazione. I progetti vanno deliberati dagli organi collegiali e non necessitano di autorizzazioni se non comportano aggravi di spesa o se questi possono essere coperti con disponibilità dei bilanci delle singole istituzioni scolastiche. Ciò è previsto dalla Circolare 766 del 27/11/97 e dal D.M. allegato n. 765. In conclusione la normativa si è arricchita del D.M. n. 71 – 22/3/’99concernente la sperimentazione dell’organico funzionale nelle istituzioni individuate per realizzare progetti sperimentali di autonomia.”
I corsi possono essere proposti e organizzati dalle singole scuole, dal Provveditorato e da Enti e Associazioni. Inoltre, per quanto riguarda i corsi di specializzazione, possono dar luogo al premio incentivante e si può pretendere che si facciano prima dell’inizio dell’anno scolastico OM 169/96, art.26 e più di recente il D.M. n. 460/98 La valutazione agli esami e scrutini
Art. 16 Legge n.104 Valutazione del rendimento e prove d’esame:
“nella valutazione degli alunni handicappati è indicato, sulla base del PEI, per quali discipline siano stati adottati particolari criteri didattici, quali attività integrative e di sostegno siano state svolte, anche in sostituzione parziale dei contenuti programmatici di alcune discipline” E’ chiaro il riferimento al PEI.
(Dal sito dell’Associazione Italiana Persone Down ):
O.M. 80/95 Titolo I art. 3 c. 3 (confermato ed integrato dalla O.M. 330/97 e dalla O.M. 65/98 e dall’art. 1 della O.M. 128/99), che richiama l’O.M. 65/98: “La valutazione degli alunni riconosciuti in situazione di handicap viene operata, sulla base del piano educativo individualizzato, mediante prove di esame, anche differenziate, corrispondenti agli insegnamenti impartiti ed idonee a valutare il processo formativo dell’allievo in rapporto alle sue potenzialità ed ai livelli di apprendimento e di autonomia iniziali”.
Ed infine l’O.M. 126/2000 : norme per lo svolgimento degli scrutini ed esami nelle scuole statali e non statali di istruzione elementare, media e secondaria superiore – Anno scolastico 1999/2000.
Che cosa fare se in III Media emerge il problema dell’ammissione all’esame e del conseguimento del diploma?
(Dall’AIPD )
Fin dalla prima media non bisogna permettere che l’apprendimento dell’alunno handicappato venga delegato unicamente all’insegnante di sostegno, può accadere che in III media il Consiglio di classe (che non conosce i livelli iniziali e il progresso realizzato) ponga delle difficoltà circa l’ammissione alle esame per il conseguimento del diploma. E comunque, se tali difficoltà sono poste, bisogna appunto evidenziare il progresso realizzato dall’alunno, nonché la possibilità di fargli svolgere prove differenziate, cose ambedue esplicitate nell’O.M. 65/98, art. 10 e successive modificazioni.
All’alunno in situazione di handicap è consentito “il completamento della scuola dell’obbligo anche sino al Compimento del diciottesimo anno di età”, come viene esplicato al comma 1, lettera C dell’art.14 L. 104/92. Ove non venga conseguito il diploma deve essere rilasciato l’attestato di frequenza, il quale preclude l’accesso a qualsiasi tipo di scuola superiore (compresi gli Istituti tecnici, gli Istituti professionali e gli Istituti d’Arte).
L’attestato di frequenza consente comunque la frequenza ai Corsi Regionali di Formazione Professionale (CFP ) e l’iscrizione alle liste di collocamento.
La Legge del 99 che ha innalzato l’obbligo scolastico al compimento del sedicesimo anno d’età, fa salva la specifica normativa per gli alunni con handicap.Ciò significa che gli alunni con handicap hanno diritto di frequentare la scuola dell’obbligo sino al 18° anno di età e che hanno l’obbligo di farlo solo al compimento del sedicesimo anno di età.
Legge-quadro in materia di riordino dei cicli dell’istruzione
Art. 3. Scuola di base
f) sviluppo delle competenze e delle capacità di scelta individuali atte a consentire scelte fondate sulla pari dignità delle opzioni culturali successive
( dal sito dell’AIPD , Avv. Salvatore Nocera )
( da sito dell’AIPD , Avv. Salvatore Nocera )
C. M. del 3 Aprile 1996, n. 135 Trasmissione direttiva n. 133 del 3 aprile 1996
Fonte – http://www.edscuola.it/archivio/handicap/hmed.html
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