Source: http://allarmescientology.it/txt/casstrib2001.htm
Timestamp: 2020-01-20 18:18:48+00:00
Document Index: 22969684

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 72', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 35', 'art. 33', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ']

L'Associazione "Scientology" è considerata ormai da decenni una "chiesa", quindi può avere diritto agli sgravi fiscali. Lo ha stabilito la Sezione Tributaria della Corte di Cassazione accogliendo il ricorso dell'associazione, che nei primi due gradi di giudizio si era vista negare il diritto agli sgravi fiscali. La Terza Sezione Penale della Cassazione si era occupata già l'anno scorso della chiesa di Scientology, condannando l'associazione per evasione fiscale, in quanto aveva ritenuto che si trattasse di una "religione a pagamento", soggetta a tassazione ( sentenza n.2081/2000 della Terza Sezione Penale). La Sezione Tributaria della Suprema Corte ha invece attribuito alla chiesa Scientology di Milano il diritto agli sgravi fiscali di cui possono beneficiare le comunità religiose. (5 dicembre 2001)
Sull’appello della Associazione Chiesa di Scientology di Milano, la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, cui la controversia era stata attribuita a mente dell’art. 72 D.lgs. 31/12/1992 n. 546, con sentenza resa, nel contraddittorio delle parti, il 17 giugno 1997, disatteso il gravame, confermò la pronuncia del primo giudice.
La Commissione Tributaria Regionale motivò l’adottata decisione, prima di tutto, evidenziando dover essere ravvisata infondata un’eccezione con la quale l’appellante aveva dedotto una nullità degli avvisi di accertamento in discussione, assunta, raccordabile al fatto che la Guardia di finanza aveva trasmesso le risultanze delle proprie indagini all’Amministrazione finanziaria, bensì su disposizione del giudice penale, ma prima che quest’ultimo facesse venir meno il segreto istruttorio mediante ordinanza di deposito degli atti: osservò , al riguardo, da un lato, che ai sensi dell’art. 39, comma 2, d.p.r. 29/9//1993 n. 600, l’Ufficio può procedere all’attività di accertamento sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza, e, quindi, anche (di) quelle informazioni che provengono dalla Guardia di Finanza a diverso titolo; dall’altro, che l’utilizzo di tali (contestate) informazioni, da parte dell’Ufficio, non ha in alcun modo pregiudicato una puntuale e completa difesa da parte dell’appellante.
In tema di imposte sui redditi, l’art. 35 d,p,r. n. 600 del 1973, cit., abrogato, e, però, applicabile nella fattispecie ratione temporis, il quale, in deroga alla riservatezza prescritta agli istituti di credito sui rapporti con i clienti, conferiva agli uffici finanziari il potere di chiedere, e di ottenere, copia di conti correnti e relative notizie solo previa autorizzazione del Presidente della Commissione Tributaria di I grado, regolava ‘accesso al C.D. segreto bancario, ma non incideva sull’utilizzabilità da parte degli uffici suddetti dei dati già acquisiti, con superamento del segreto cennato, in esito a indagini di polizia giudiziaria: l’utilizzazione dei dati considerati, quindi, doveva essere ravvisata senz’altro legittima tutte le volte che, come nel caso esaminato, fosse risultata correlata ad autorizzazione dell’autorità giudiziaria competente a norma del ricordato art. 33 d.p.r. 29/9/1973 n. 600 (cfr., in tal senso, Cass. Sez. i civ., sent. n. 2668 del 26/3/1996).
La Commissione Tributaria Regionale, d'altro verso, ha trascurato di considerare la rilevanza processuale della riscontrabilità di un nutrito, ed ormai prevalente, orientamento giurisprudenziale, risultante no solo da numerose decisioni di giudici di merito (penali, civili e tributari), ma anche da pronunzie di sezioni penali di questa Corte Suprema (cfr., in proposito, Cass. Sez. II pen., sent. 9/2/1995, ric. Avanzini, id., sent. 8/10/1997, ric. Bandera), che afferma, o da per presupposta, la natura di organismi di carattere religioso delle associazioni, del genere di quella ricorrente, che si ispirano alle dottrine hubbanrdiane, le professano e le propagandano: ha omesso di valutare se da detto orientamento della giurisprudenza emerga un pubblico riconoscimento della religiosità del movimento di Scientology e degli organismi associativi ad esso correlati.
Corollario del complesso di considerazioni che precede è ,che, in accoglimento del delibato motivo di ricorso, la sentenza impugnata deve essere cassata, e che la causa, per un rinnovato esame, da condursi nel rispetto delle surriportate enunciazioni, va rinnovata dinanzi ad una sezione della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia diversa da quella che ha reso la pronuncia annullata, demandando al così designato giudice di rinvio il regolamento delle spese, anche, della presente fase processuale di legittimità (che dovrà essere correlato a quello che sarà l’esito finale complessivi della vertenza).
resta assorbito, consequenzialmente, l’esame del terzo, subordinato, motivo di ricorso, con il quale la Associazione Chiesa di Scientology di Milano censura le statuizioni in argomento, denunciandole inficiate da violazione dell’art. 7, I comma, del D.L.vo 321/12/1992 n. 546 e del combinato disposto degli artt. 1 del medesimo D.L.vo 546/92 e 112 c.p.c., (da pronuncia ultra petita e in base ad elementi non dedotti dalle parti, (nonché da) carenza di motivazione. PQM
La Corte rigetta il primo motivo di ricorso, accoglie il secondo, dichiara assorbito il terzo, cassa la sentenza impugnata in relazione all’accoglimento e rinvia la causa, anche per il regolamento delle spese, dinanzi ad una sezione della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia diversa da quella che ha reso la pronuncia cassata, così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Tributaria della Corte Suprema di Cassazione, il 13 ottobre 2000.