Source: https://www.ilnotiziario.net/2013/12/30/licenziamenti-ingiusti-lex-sindaco-dovra-risarcire-il-comune/
Timestamp: 2019-06-20 19:10:16+00:00
Document Index: 27500159

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Licenziamenti ingiusti, ex sindaco risarcirà il Comune - Il Notiziario
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Licenziamenti ingiusti, ex sindaco risarcirà il Comune
L’ex sindaco di Limbiate Antonio Romeo e l’ex segretario comunale Mario Giammarusti sono stati condannati in via definitiva ad un risarcimento di 175 mila euro al Comune di Limbiate. La condanna arriva a seguito della scelta di licenziare nel 2002 due dirigenti comunali: “i dottori D’Amato e Ficarra, rispettivamente dirigente del Settore Amministrativo dal 1997 e Dirigente del Settore servizi al cittadino dal 1998” si legge nella sentenza”. “I motivi addotti per la revoca- continua il documento- degli incarichi venivano riconosciuti dal Tribunale – Sezione lavoro – di Milano con sentenza del 29 luglio 2004 come in larga parte del tutto generici e comunque sostanzialmente infondati, in quanto espressione di atti vessatori dei vertici dell’Amministrazione comunale. I provvedimenti di revoca venivano pertanto annullati ed il Comune veniva condannato a risarcire i danni subiti dai due dirigenti. La Corte di appello, peraltro, con sentenza n. 456 del 15 marzo 2006 confermava che le acquisizioni istruttorie escludevano la reale sussistenza degli addebiti mossi ad entrambi i dirigenti, riconoscendo, invece, la sussistenza di motivi discriminatori a fondamento degli atti di allontanamento adottati nei confronti dei medesimi. Il danno da risarcire veniva liquidato in complessivi euro 452.052,85, e per tale importo veniva predisposto l’originario atto di citazione, addebitando il danno a titolo di dolo ai signori Romeo e Giammarusti, e a titolo di colpa grave a due componenti del Nucleo di valutazione”. Nella sentenza si parla di “danno erariale, due cause autonome, l’una imputabile alle azioni persecutorie intraprese dal Sindaco con il supporto del Direttore Generale; la seconda costituita dal provvedimento di riorganizzazione organica del Comune, di cui veniva però esclusa la matrice persecutoria. La Sezione pertanto riteneva di non poter addebitare ai convenuti l‘intero danno oggetto della richiesta, e dunque operava una congrua riduzione, in via equitativa, del danno ascrivibile ai ricorrenti, entro il limite percentuale (90%) loro addebitato dalla Procura regionale”. Dopo il ricorso fatto dall’ex sindaco oggi: “La Corte dei conti, Sezione Prima Giurisdizionale Centrale definitivamente pronunciando, rigetta gli appelli in epigrafe, riuniti in rito, proposti dai signori Romeo Antonio Domenico e Giammarusti Mario avverso la sentenza n. 228/2011, depositata il 20.04.2011, della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la regione Lombardia. Condanna altresì gli appellanti, in ragione della soccombenza, al pagamento delle spese del presente grado di giudizio”. La sentenza stabilisce così che l’ex sindaco dovrà pagare i 2/3 del danno subito dal Comune in seguito alla decisione di licenziare due dirigenti comunali, una spesa di 120 mila euro, mentre Giammarusti pagherà la restante parte.
"Mi tocca pagare”. Così l’ex sindaco Antonio Romeo ha annunciato sabato sera durante una cena con il Gruppo sportivo disabili di Limbiate la notizia arrivata da poco della conferma della sentenza che lo chiama a risarcire 120 mila euro al Comune di Limbiate. “Chiedo ufficialmente che questi soldi vengano utilizzati per il sociale, per aiutare il Gruppo disabili nell’acquisto del nuovo pulmino e per supportare la parte più povera della città”. Una proposta accolta positivamente dal Sindaco Raffaele De Luca. “Un regalo di Natale per le casse Comunali ma non per me- spiega Antonio Romeo-. Ancora oggi non condivido la sentenza che mi accusa di aver licenziato i due dirigenti per questioni politiche. Questo non è vero, anche perché nel mio staff ho sempre valutato l’efficacia e mai la parte politica”. Alla domanda dovuta, per capire se tornando indietro avrebbe fatto la stessa cosa l’ex sindaco questa volta risponde: “Avrei sicuramente letto meglio le carte che firmavo. Mi sembra anche strano che io devo risarcire i 2/3 del danno mentre il segretario generale solo 1/3 perché il documento è firmato da me”. Poi continua: “Quanto è accaduto metterà anche in futuro in grosse difficoltà i sindaci che rischiano di dover risarcire l’ente per scelte prese”. Per quanto riguarda i tempi del risarcimento invece si attenderanno i 30 o i 60 giorni in base alla scelta di farsi dilazionare o meno la cifra. “Sto vendendo un immobile e sicuramente nei tempi richiesti verserò la mia parte al Comune”.
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