Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-13019-del-23-06-2016
Timestamp: 2020-05-28 19:12:26+00:00
Document Index: 142208248

Matched Legal Cases: ['art. 540', 'art. 540', 'sentenza ', 'art. 720', 'art. 112', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 13019 del 23/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13019 del 23/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 23/06/2016, (ud. 22/04/2016, dep. 23/06/2016), n.13019
sul ricorso 3875/2015 proposto da:
D.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA FEDERICO
CONFALONIERI 5, presso lo studio dell’avvocato ANDREA MANZI, che
la rappresenta e difende, giusta mandato in calce al ricorso;
22/04/2016 dal Consigliere Dott. Relatore LUIGI GIOVANNI LOMBARDO;
udito l’Avvocato Carlo Albini per delega dell’Avvocato Mario
Daino difensore del ricorrente che elide l’accoglimento.
– B.C. convenne in giudizio D.M., chiedendo –
per quel che qui rileva – la divisione giudiziale di una unità immobiliare sita in (OMISSIS) in comunione tra le pani (per 1/4 di sua proprietà e per 3/4 di proprietà della convenuta);
– la convenuta resistette alla domanda, eccependo che l’immobile le proveniva dall’eredità del marito e che su di esso le spettava il diritto di abitazione ai sensi dell’art. 540 c.c., trattandosi di casa adibita a residenza familiare;
– il Tribunale di Chiavari, rilevata la indivisibilità del cespite, dispose la divisione giudiziale dell’immobile, con assegnazione dello stesso all’attore che ne aveva fatto richiesta, previa corresponsione alla convenuta del conguaglio di Euro 330.750,00; dichiarò il diritto di abitazione spettante sull’immobile alla convenuta ai sensi dell’art. 540 c.c.;
– sul gravame proposto in via principale dalla convenuta e in via incidentale dall’attore, la Corte di Appello di Genova confermò la pronuncia di primo grado;
– per la cassazione della sentenza di appello ricorre D.M. sulla base di tre motivi;
– B.C., ritualmente intimato, non ha svolto attività difensiva;
– il primo motivo di ricorso (col quale si deduce la violazione e la falsa applicazione degli artt. 718, 720, 1114 e 1116 c.c., artt. 112, 345 e 789 c.p.c., per avere la Corte di Appello ritenuto inammissibile, perchè nuova, la richiesta di assegnazione del cespite formulata dalla convenuta con l’atto di appello) è infondato, in quanto la D., avendo concluso nel giudizio di primo grado per il rigetto della domanda di divisione, non poteva richiedere per la prima volta l’attribuzione del bene in appello;
ciò in conformità alla giurisprudenza di questa Corte, dalla quale non v’è ragione di discostarsi, secondo cui, in tema di giudizio di divisione, la richiesta di attribuzione dell’intero compendio immobiliare ai sensi dell’art. 720 c.c., attiene alle modalità di attuazione della divisione e, pertanto, essendo diretta al già richiesto scioglimento della comunione, non costituisce domanda nuova e può essere proposta per la prima volta anche in appello; ove, peraltro, nel giudizio di primo grado una delle parti abbia formulato domanda di attribuzione dell’intero compendio, mentre l’altra si è limitata ad opporsi alla divisione, quest’ultima non può più proporre la domanda di attribuzione per la prima volta in grado di appello (Sez. 2, Sentenza n. 10624 del 03/05/2010, Rv. 612757);
– il secondo e il terzo motivo (con i quali si deduce la violazione e la falsa applicazione degli artt. 720 e 728 c.c. e art. 112 c.p.c., per avere la Corte di Appello omesso di pronunciarsi sul motivo di appello col quale aveva chiesto la determinazione del conguaglio dovuto a B.C. nel caso di assegnazione dell’intera proprietà alla D.) sono infondati, in quanto l’omesso esame del motivo di gravame de quo dipende dal suo assorbimento nella declaratoria di inammissibilità del diverso motivo di appello col quale la D. aveva chiesto l’assegnazione dell’intero immobile (trattandosi di conguaglio dovuto in dipendenza dell’assegnazione dell’intero immobile alla D.);
– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater (inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17) applicabile ratione temporis (essendo stato il ricorso proposto successivamente al 30 gennaio 2013), ricorrono i presupposti per il raddoppio del versamento del contributo unificato da parte dei ricorrente, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile, il 22 aprile 2016.