Source: http://www.privacy.it/archivio/garanterisp200003202.html
Timestamp: 2018-03-21 04:55:10+00:00
Document Index: 16044633

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 166', 'art. 166', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 1']

Risposta del 20 marzo 2000
Il Garante, con un provvedimento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 46 del 25 febbraio, ha avviato le procedure per l'adozione di codici di deontologia e di buona condotta relativi al trattamento di dati personali utilizzati per finalità storiche, statistiche, di ricerca scientifica, di investigazioni difensive, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, nonché per i trattamenti di dati effettuati da organismi ed operatori sanitari e da istituzioni bancarie e finanziarie.
Tali codici rivestono un particolare rilievo giuridico poiché il loro rispetto diviene "condizione essenziale per la liceità del trattamento dei dati" (art. 6, comma 2, d.lg. 281/99)
D.A.G.L.
OGGETTO: aggiornamento del testo unico in materia di beni culturali e ambientali.
Con provvedimento del 10 febbraio 2000, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 46 del 25 febbraio 2000, il Garante ha dato attuazione all'art. 6 del d.lg. 30 luglio 1999, n. 281, promuovendo la sottoscrizione di alcuni codici di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati a scopi storici, statistici e di ricerca scientifica.
I codici dovranno tener conto delle modifiche apportate dal medesimo d.lg. n. 281/1999 alla normativa primaria di riferimento, con particolare riguardo alle novità introdotte nei d.d.P.R. nn. 854/1975 e 1409/1963 (per i trattamenti per scopi storici), nonché nel d.lg. n. 322/1989 (per quelli a fini statistici). L'Autorità ha constatato che l'attuale situazione crea evidenti situazioni di incertezza nella ricostruzione del sistema vigente e nell'applicazione degli artt. della l. n. 675/1996.
In particolare, per quanto riguarda la ricerca storica e gli archivi pubblici, il d.lg n. 281/1999 ha modificato gli artt. 21 e 22 del d.P.R. n. 1409/1963, inserendo nel medesimo decreto un ulteriore articolo (il n. 21-bis).
Nel promuovere i predetti codici, il Garante ha constatato che il recente d.lg. 29 ottobre 1999, n. 490 (recante il nuovo testo unico delle disposizioni in materia di beni culturali e ambientali) ha inserito in quest'ultimo le disposizioni legislative vigenti alla data del 31 ottobre 1998 (v. l'art. 166, comma 2), abrogando diversi articoli del richiamato d.P.R. n. 1409/1963 tra cui gli artt. da 21 a 25 riformulati negli artt. 107 ss. del medesimo testo unico (v. l'art. 166, comma 1).
Tale riformulazione non ha però considerato le modifiche che il d.lg. n. 281/1999 ha apportato al d.P.R. n. 1409/1963 (in attuazione delle leggi  delega nn. 676/1996 e 344/1998 in materia di trattamento dei dati personali). Ciò anche per l'espresso limite temporale che la legge delega n. 352/1997 poneva per quanto riguarda le disposizioni che potevano essere oggetto del citato testo unico (art. 1, comma 2, lett.a)l. n. 352/1997; v. anche le disposizioni di proroga contenute nell'art. 12, comma 6- bis, della l. n. 127/1997, introdotto dall'art. 2 della l. n. 191/1998, nonché nell'art. 1 della l. n. 122/1999).
L'Autorità ha constatato che l'attuale situazione crea evidenti situazioni di incertezza nella ricostruzione del sistema vigente e nell'applicazione degli artt. 21 ss. del d.P.R. n. 1409/1963, come modificati dal d.lg. n. 281/1999 e necessita, quindi, di un urgente e doveroso intervento normativo di adeguamento, considerata anche la delicata fase di attuazione legata alla necessaria elaborazione dei codici deontologici.
Peraltro, la stessa legge - delega n. 352/1997 che ha previsto il testo unico indica espressamente la possibilità di aggiornarlo entro tre anni dalla data della sua entrata in vigore, secondo la procedura ivi disciplinata.
Su un piano di collaborazione istituzionale, il Garante ha pertanto ravvisato l'esigenza che le
competenti amministrazioni avviino con particolare urgenza l'aggiornamento del testo unico, tenendo conto delle novità introdotte dal d.lg. n. 281/1999.
L'Autorità resta a disposizione per ogni ulteriore contributo o chiarimento ritenuto utile.