Source: http://www.avvocatoguidovicentini.it/news/dettaglio/esito-pubblica-udienza-ssuu-della-suprema-corte-di-cassazione-procedimento-38272015-rg
Timestamp: 2019-06-17 21:57:40+00:00
Document Index: 183368814

Matched Legal Cases: ['art. 173', 'art. 390', 'art. 83', 'art. 391', 'sentenza ', 'sentenza ']

Esito pubblica udienza SS.UU. della Suprema Corte di Cassazione procedimento 3827/2015 R.G.
OGGETTO DEL CONTENZIOSO: BUONI POSTALI FRUTTIFERI ANTE D.M. 13.6.1986
Come precedentemente comunicato e noto ai sottoscrittori dei buoni postali fruttiferi serie O e P ieri, 12 febbraio 2019, era fissata avanti le SS.UU. della corte di Cassazione presieduta dal dr. Giovanni Mammone, l’udienza relativa alla corretta interpretazione dell’art. 173 del codice postale e, in particolare, relativa alla efficacia della tabella di rendimento pubblicata sul retro dei buoni postali fruttiferi a fronte di eventuali successive modifiche del rendimento dei buoni medesimi.
La questione riguardava un procedimento introdotto da Poste Italiane con ricorso rubricato al n. 3827/2015 R.G. avverso una sentenza, favorevole al risparmiatore, pronunciata dalla Corte di Appello di Catanzaro ove, il legale dei risparmiatori, aveva accettato di farci entrare nel collegio difensivo per poter illustrare sia nella memoria difensiva da presentarsi cinque giorni prima dell’udienza, sia nella discussione prevista per l’udienza del 12 febbraio 2019, le ragioni dei risparmiatori già illustrate e discusse nei numerosi giudizi promossi avanti i tribunali italiani nei confronti di Poste Italiane.
Tra le tesi difensive portate alla corte, giova ribadirlo, esistono numerosi pareri pro-veritate di illustri studiosi del diritto, tra i quali - allegato al presente articolo - quello pubblicato dal prof. Ugo Carnevali (in I Contratti, Milano, fasc. 1/2019, pagg. 31 ss.) che puntualmente analizzava, concludendo per la tesi a sostegno dei risparmiatori, gli atti del procedimento introdotto avanti la suprema corte nel 2015 la cui pubblica udienza era prevista, giova ribadirlo, lo scorso 12 febbraio 2019.
Come è noto la richiesta di rimessione di detta questione alle SS.UU. era stata formulata in data 31 agosto 2018 dalla prima sezione civile della Suprema corte con ordinanza interlocutoria, a firma del suo presidente dr. Aldo Angelo Dolmetta.
Con nostra sorpresa nella serata di lunedì 11 febbraio 2019 apprendevamo dell’asserito deposito di una decisione delle SS.UU. sulla questione chiamata, per noi, il giorno seguente per un procedimento peraltro introdotto un anno dopo.
La pendenza di tale giudizio era stata evidentemente ignorata, al momento della pronuncia in data 31 agosto 2018 dell’ordinanza interlocutoria, sia dal Procuratore Generale presso la corte di Cassazione, sia dal collegio della prima sezione civile della medesima corte presieduto dal dr. Dolmetta, sia al momento della fissazione della pubblica udienza per il 12 febbraio 2019.
Nel contempo, nella giornata di venerdì 7 febbraio u.s. veniva notificato (i) al collega di Catanzaro, difensore dei controricorrenti, atto di rinuncia al ricorso in Cassazione ai sensi dell’art. 390 c.p.c. inefficace perché notificato da un avvocato - esterno a Poste Italiane - privo di regolare mandato per violazione dell’art. 83, 2 c. c.p.c. nel testo previgente alla L. 69/2009 e (ii) ordinanza con la quale il Presidente dr. Mammone avocava a sé la causa chiamata alla pubblica udienza del 12.2.2019.
Questo lo scenario dell’udienza di ieri, nel corso della quale il Collegio preso atto della rinuncia al ricorso di Poste Italiane S.p.A. si è riservato di depositare ordinanza ex art. 391 c.p.c..
Tale imprevedibile situazione ha impedito la discussione del ricorso assegnato alla pubblica udienza del 12 febbraio 2019 mentre la questione della inefficacia delle tabelle di rendimento pubblicata sul retro del buono fruttifero postale in caso di successiva modifica del rendimento sembrerebbe risolta, in via definitiva (?) dalla sentenza depositata il giorno prima.
Questo è quanto successo.
Va sottolineato che la questione che avrebbe dovuto essere discussa il 12 febbraio 2019 avanti le SS.UU. riguardava le serie “O” e “P” e non riguarda invece i buoni emessi post D.M. 13.6.1986 - le c.d. serie “Q/P” - per le quali si sono favorevolmente pronunciati i giudici di merito.
All.: articolo a firma del prof. avv. Ugo Carnevali pubblicato in “I contratti”, Milano, fasc. 1/2019, 31 e ss.
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