Source: https://www.aranagenzia.it/contrattazione/aree-dirigenziali/area-vi/contratti/355-ccnl-normativo-2006-2009-economico-2006-2007.html
Timestamp: 2019-08-19 06:56:10+00:00
Document Index: 42108256

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 22', 'art. 4', 'art.1', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 55', 'art. 9', 'art. 55', 'art. 12', 'art. 316', 'art. 58', 'art. 316', 'art. 9', 'art. 55', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 12', 'art.9', 'art.9', 'art.12', 'art.9', 'art.9', 'sentenza ', 'art. 55', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 2', 'art. 49', 'art. 16', 'art. 52', 'art.16', 'art. 5', 'art. 49', 'art. 28', 'art. 19', 'art. 59', 'art. 59', 'art.19', 'art. 55', 'art.19', 'art.21', 'art.63', 'art.21', 'art. 14', 'art. 70', 'art. 49', 'art. 18', 'art.62', 'art. 5', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 11', 'art.45', 'art. 12', 'art. 45', 'art.14', 'art. 43', 'art. 22', 'art. 8', 'art.23', 'art. 58', 'art. 25', 'art. 68', 'art. 26', 'art. 67', 'art.108', 'art. 35', 'art.40', 'art.108', 'art.40', 'art.10', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 2122', 'art. 98', 'art.99', 'art. 101', 'art.12', 'art. 101', 'art.12', 'art. 107', 'art.14', 'art. 107', 'art.14', 'art. 107', 'art. 13', 'art. 33', 'art. 35', 'art. 41', 'art.37', 'art.3', 'art. 48', 'art. 25', 'art. 1', 'art.25', 'art.13']

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Area VI QN 06-09 e BE 2006-07.pdf 1774 Kb
CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO DELLA DIRIGENZA DELL’AREA VI (ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI E AGENZIE FISCALI) PER IL QUADRIENNIO NORMATIVO 2006-2009 E BIENNIO ECONOMICO 2006-2007
In data 21 luglio 2010 alle ore 13.00 ha avuto luogo l’incontro per la definizione del CCNL in oggetto tra:
nella persona del Commissario Straordinario Cons. Antonio Naddeo
Al termine della riunione le parti hanno sottoscritto l’allegato Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell’Area VI della dirigenza degli Enti Pubblici non economici e delle Agenzie Fiscali per il quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007.
Art. 3: Fattispecie di responsabilità dirigenziale
Art. 4: Sospensione dagli incarichi dirigenziali
Art. 5: Recesso per responsabilità dirigenziale
Art. 6: Principi generali
Art. 7: Obblighi del dirigente
Art. 8: Sanzioni e procedure disciplinari
Art. 9: Codice disciplinare
Art. 10: Sospensione cautelare in corso di procedimento disciplinare
Art. 11: Sospensione cautelare in caso di procedimento penale
Art. 12: Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale
Art. 13: Reintegrazione del dirigente illegittimamente licenziato
Art. 14: Indennità sostitutiva della reintegrazione
Art. 15: La determinazione concordata della sanzione
Art. 16: Trattamento economico fisso per i dirigenti di prima fascia
Art. 17: Effetti dei nuovi trattamenti economici
Art. 18: Fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti di prima fascia
Art. 19: Trattamento economico fisso per i dirigenti di seconda fascia
Art. 20: Effetti dei nuovi trattamenti economici
Art. 21: Fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato per i dirigenti di seconda fascia
Art. 22: Retribuzione di posizione dei dirigenti di seconda fascia preposti ad uffici dirigenziali non generali
Art. 23: Retribuzione di risultato dei dirigenti di seconda fascia
Art. 24: Criteri per l’erogazione della retribuzione di risultato ai dirigenti di seconda fascia
Art. 25: Indennità di bilinguismo
Art. 26: Responsabilità civile e patrocinio legale
Art. 27: Norma programmatica per la polizza sanitaria integrativa
Art. 28: Sostituzione dei dirigenti
Art. 29: Conferma di discipline precedenti
Art. 30: Disapplicazioni
Art. 31: Conferma di discipline precedenti
Art.32: Norma programmatica per i livelli differenziati di professionalità
Art.33: Affidamento e revoca degli incarichi di coordinamento generale
Art.34: Norme disciplinari
Art. 35: Conferma di discipline precedenti
Art. 36: Norme disciplinari
Art. 37: Incrementi dello stipendio tabellare
Art. 38: Effetti dei nuovi stipendi
Art. 39: Fondo dell’area dei professionisti
Art. 40: Fondo dell’Area medica
Art. 41: Integrazioni alla disciplina su responsabilità civile e patrocinio legale
Art.42: Norma finale
1. Il presente contratto collettivo nazionale si applica a tutto il personale dirigente di prima e di seconda fascia, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato, appartenente all’Area VI, di cui all'art. 2, comma 1, sesto alinea, del contratto collettivo nazionale quadro del 1° febbraio 2008, per la definizione delle autonome aree di contrattazione della dirigenza per il quadriennio 2006-2009. L’ambito contrattuale comprende anche, secondo quanto stabilito dal medesimo art. 2, comma 1, sesto alinea del predetto CCNQ, i professionisti degli enti pubblici non economici, i quali sono collocati, nel rispetto della distinzione di ruolo e funzioni, in apposita separata Sezione del presente CCNL.
4. Il presente contratto si articola in due parti: la parte prima contiene le disposizioni applicabili ai dirigenti dell’Area VI; la parte seconda - identificata come “sezione separata”, ai sensi dell’art. 2, comma 1, sesto alinea, del CCNQ del 1°febbraio 2008 - contiene le disposizioni applicabili ai soli professionisti degli enti pubblici non economici. Nella parte prima sono dettate, ove specificamente indicato, disposizioni speciali per i dirigenti degli enti pubblici non economici ovvero per i dirigenti delle agenzie fiscali. Nella parte seconda, sono dettate, ove specificamente indicato, disposizioni speciali per il personale dell’area dei professionisti ovvero per il personale dell’area medica.
1. Gli enti o le agenzie, qualora a seguito dell’espletamento delle procedure di valutazione venga accertata l’ipotesi di responsabilità dirigenziale, ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs.n.165 del 2001, adottano, in relazione alla gravità dei casi, per il personale dirigenziale a tempo indeterminato, una delle seguenti misure:
b) revoca dell’incarico e sospensione, nei confronti del personale a tempo indeterminato con qualifica dirigenziale, da ogni incarico dirigenziale per un periodo massimo di due anni, secondo la disciplina dell’art. 4 (Sospensione dagli incarichi dirigenziali);
c) recesso dal rapporto di lavoro, nei casi di particolare gravità, secondo la disciplina dell’art. 5 (Recesso per responsabilità dirigenziale).
2. Qualora l’incarico dirigenziale sia stato conferito con contratto a termine ai sensi dell’art. 19, comma 6, del D. Lgs. n. 165 del 2001, la valutazione negativa di cui al comma 1, espressa prima della scadenza dell’incarico o al termine dello stesso, comporta:
b) per gli estranei alla pubblica amministrazione la revoca dell’incarico e la risoluzione del rapporto di lavoro.
1. Il dirigente, ai sensi dell’art. 21, comma 1, secondo periodo, del D.Lgs. n. 165 del 2001, può essere sospeso dall’incarico per una durata massima di due anni.
2. Durante il periodo di sospensione da ogni incarico dirigenziale, di cui al comma 1, il dirigente interessato ha diritto al solo trattamento economico stipendiale di cui agli artt.16 e 19 (Trattamento economico fisso dei dirigenti di prima e seconda fascia); nello stesso periodo il dirigente è tenuto ad accettare eventuali incarichi dirigenziali proposti dall’ente o dall’agenzia di appartenenza. L’ingiustificata mancata accettazione dell’incarico comporta il recesso da parte dell’ente o dell’agenzia, ai sensi dell’art. 5 (Recesso per responsabilità dirigenziale).
3. L’accettazione del nuovo incarico di cui al comma 2, determina il venire meno della sospensione disposta ai sensi del comma 1 ed al dirigente sono corrisposte la retribuzione di posizione e quella di risultato ad esso relative.
4. Prima della scadenza del periodo massimo di due anni di sospensione, può trovare applicazione la disciplina della risoluzione consensuale, ai sensi dell’art. 40 (risoluzione consensuale del rapporto di lavoro) del CCNL del 1° agosto 2006; in tal caso l’importo della indennità supplementare di cui al comma 2, dello stesso art. 40, non può superare un valore corrispondente a 12 mensilità del solo stipendio tabellare. Tale importo non è pensionabile e non è utile ai fini del trattamento di fine servizio e di quello di fine rapporto.
a) al mancato raggiungimento di obiettivi particolarmente rilevanti per il conseguimento dei fini istituzionali dell’ente o dell’agenzia, previamente individuati nei documenti di programmazione e formalmente assegnati al dirigente;
b) alla inosservanza delle direttive generali per l’attività amministrativa e la gestione, formalmente comunicate al dirigente, i cui contenuti siano stati espressamente qualificati di rilevante interesse.
L’annullamento delle predette procedure di accertamento della responsabilità fa venir meno il recesso.
2. Prima di formalizzare il recesso, l’ente o l’agenzia contesta per iscritto l’addebito convocando l’interessato, per una data non anteriore al quinto giorno dal ricevimento della contestazione, per essere sentito a sua difesa. Il dirigente può farsi assistere da un rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato o da un legale di sua fiducia. Ove lo ritenga necessario, l'ente o l’agenzia, in concomitanza con la contestazione, può disporre la sospensione dal lavoro del dirigente, per un periodo non superiore a 30 giorni, con la corresponsione del trattamento economico complessivo in godimento e la conservazione dell’anzianità di servizio.
3. Resta fermo quanto previsto dall’art. 22 del D.Lgs. n. 165 del 2001.
3. Ai dirigenti spetta l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l'ente o l’agenzia verso l'esterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo. Essi sono responsabili in via esclusiva dell'attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati, secondo quanto previsto dall’art. 4, comma 3, del D.Lgs. n. 165 del 2001.
a) assicurare il rispetto della legge, nonché l’osservanza delle direttive generali e di quelle impartite dall’ente o dall’agenzia e perseguire direttamente l’interesse pubblico nell’espletamento dei propri compiti e nei comportamenti che sono posti in essere dando conto dei risultati conseguiti e degli obiettivi raggiunti;
c) nello svolgimento della propria attività, stabilire un rapporto di fiducia e di collaborazione nei rapporti interpersonali con gli utenti, nonché all’interno dell’ ente o dell’agenzia con gli altri dirigenti e con gli addetti alla struttura, mantenendo una condotta uniformata a principi di correttezza e astenendosi da comportamenti lesivi della dignità della persona o che, comunque, possono nuocere all’immagine dell’ente o dell’agenzia;
g) informare l’ ente o l’agenzia, di essere stato rinviato a giudizio o che nei suoi confronti è esercitata l’azione penale;
4. I provvedimenti cui al presente articolo non sollevano il dirigente dalle eventuali responsabilità di altro genere nelle quali egli sia incorso, compresa la responsabilità dirigenziale, che verrà accertata nelle forme previste dal sistema di valutazione
d) violazione dell’obbligo di comunicare tempestivamente all’ente o all’agenzia di essere stato rinviato a giudizio o di avere avuto conoscenza che nei suoi confronti è esercitata l’azione penale;
f) inosservanza degli obblighi previsti in materia di prevenzione degli infortuni o di sicurezza del lavoro, anche se non ne sia derivato danno o disservizio per l’ ente o l’agenzia o per gli utenti;
L’importo delle ritenute per la sanzione pecuniaria è introitato dal bilancio dell’ente o dell’agenzia.
c) manifestazioni ingiuriose nei confronti dell’ ente o dell’agenzia salvo che siano espressione della libertà di pensiero, ai sensi dell’art.1 della legge n. 300 del 1970;
f) occultamento da parte del dirigente di fatti e circostanze relativi ad illecito uso, manomissione, distrazione o sottrazione di somme o beni di pertinenza dell’ ente o dell’agenzia o ad esso affidati;
g) qualsiasi comportamento dal quale sia derivato grave danno all’ ente o all’agenzia o a terzi, salvo quanto previsto dal comma 7;
j) grave e ripetuta inosservanza dell’obbligo di provvedere entro i termini fissati per ciascun provvedimento, ai sensi di quanto previsto dall’art. 7, comma 2, della legge n. 69 del 2009.
b) commissione di gravi fatti illeciti di rilevanza penale, ivi compresi quelli che possono dal luogo alla sospensione cautelare, secondo la disciplina dell’art. 10 (Sospensione cautelare in corso di procedimento penale), fatto salvo quanto previsto dall’art. 12, comma 1 (Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale);
11. Al codice disciplinare di cui al presente articolo, deve essere data la massima pubblicità, mediante pubblicazione sul sito istituzionale dell’ente o dell’agenzia, secondo le previsioni dell’art. 55, comma 2, ultimo periodo, del D.Lgs. n.165 del 2001.
1. L’ente o l’agenzia, qualora ritenga necessario espletare ulteriori accertamenti su fatti addebitati al dirigente, in concomitanza con la contestazione e previa puntuale informazione al dirigente, può disporre la sospensione dal lavoro dello stesso dirigente, per un periodo non superiore a trenta giorni, con la corresponsione del trattamento economico complessivo in godimento
1. Il dirigente colpito da misura restrittiva della libertà personale è obbligatoriamente sospeso dal servizio, con sospensione dell’incarico dirigenziale conferito e privazione della retribuzione, per tutta la durata dello stato di restrizione della libertà, salvo che l’ente o l’agenzia non proceda direttamente ai sensi dell’art. 9, comma 9, punto 2 (Codice disciplinare).
2. Il dirigente può essere sospeso dal servizio con privazione della retribuzione e con sospensione dell’incarico anche nel caso in cui sia sottoposto a procedimento penale, anche se non comporti la restrizione della libertà personale o questa sia comunque cessata, qualora l’ente o l’agenzia disponga, ai sensi dell’art. 55-ter del D.Lgs. n. 165 del 2001, la sospensione del procedimento disciplinare fino a termine di quello penale, ai sensi dell’art. 12 (Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale).
3. Resta fermo l'obbligo di sospensione del dirigente in presenza dei casi già previsti dagli artt. 58, comma 1, lett. a), b), limitatamente all'art. 316 del codice penale, lett. c), d) ed e), e 59, comma 1, lett. a), limitatamente ai delitti già indicati nell'art. 58 comma 1, lett. a) e all'art. 316 del codice penale, lett. b), e c), del D. Lgs .n. 267 del 2000. E’ fatta salva l’applicazione dell’art. 9, comma 9, punto 2 (Codice disciplinare), qualora l’ente o l’agenzia non disponga, ai sensi dell’art. 55-ter del D.Lgs. n. 165 del 2001, la sospensione del procedimento disciplinare fino al termine di quello penale, ai sensi dell’art. 12 (Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale).
4. Nel caso dei delitti previsti all’art. 3, comma 1, della legge n. 97 del 2001, trova applicazione la disciplina ivi stabilita. Per i medesimi delitti, qualora intervenga condanna anche non definitiva, ancorché sia concessa la sospensione condizionale della pena, trova applicazione l’art. 4, comma 1, della citata legge n. 97 del 2001. Resta ferma, in ogni caso, l’applicabilità dell’art. 9, comma 9, punto 2 (Codice disciplinare), qualora l’ente o l’agenzia non disponga la sospensione del procedimento disciplinare fino al termine di quello penale, ai sensi dell’art. 12 (Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale).
6. Ove l’ente o l’agenzia proceda all’applicazione della sanzione di cui all’art.9, comma 9, punto 2, (Codice disciplinare) la sospensione del dirigente disposta ai sensi del presente articolo conserva efficacia fino alla conclusione del procedimento disciplinare. Negli altri casi, la sospensione dal servizio eventualmente disposta a causa di procedimento penale conserva efficacia, se non revocata, per un periodo non superiore a cinque anni. Decorso tale termine, essa è revocata ed il dirigente è riammesso in servizio, salvo i casi nei quali, in presenza di reati che comportano l’applicazione dell’art.9, comma 9, punto 2 (Codice disciplinare), l’ente o l’agenzia ritenga che la permanenza in servizio del dirigente provochi un pregiudizio alla credibilità della stessa a causa del discredito che da tale permanenza potrebbe derivarle da parte dei cittadini e/o comunque, per ragioni di opportunità ed operatività dell’ente o dell’agenzia stessa. In tal caso, può essere disposta, per i suddetti motivi, la sospensione dal servizio, che sarà sottoposta a revisione con cadenza biennale. Ove il procedimento disciplinare sia stato eventualmente sospeso fino all’esito del procedimento penale, ai sensi dell’art.12 (Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale), tale sospensione può essere prorogata, ferma restando in ogni caso l’applicabilità dell’art.9, comma 9, punto 2 (Codice disciplinare).
3. Se il procedimento disciplinare non sospeso si sia concluso con l’irrogazione della sanzione del licenziamento, ai sensi dell’art.9, comma 9, punto 2 (codice disciplinare), e successivamente il procedimento penale sia definito con una sentenza penale irrevocabile di assoluzione, che riconosce che il “fatto non sussiste” o “non costituisce illecito penale” o che “l’imputato non lo ha commesso”, ove il medesimo procedimento sia riaperto e si concluda con un atto di archiviazione, ai sensi dell’art. 55-ter, comma 2, del D.Lgs. n. 165 del 2001, il dirigente ha diritto dalla data della sentenza di assoluzione alla riammissione in servizio presso l’ente o l’agenzia, anche in soprannumero nella medesima sede o in altra sede, nonché all’affidamento di un incarico di valore equivalente a quello posseduto all’atto del licenziamento. Analoga disciplina trova applicazione nel caso che l’assoluzione del dirigente consegua a sentenza pronunciata a seguito di processo di revisione.
1. L’ente o l’agenzia, a domanda, reintegra in servizio il dirigente illegittimamente o ingiustificatamente licenziato dalla data della sentenza che ne ha dichiarato l’illegittimità o la ingiustificatezza, anche in soprannumero nella medesima sede o in altra su sua richiesta, con il conferimento allo stesso di un incarico di valore equivalente a quello posseduto all’atto del licenziamento. Al dirigente spetta, inoltre, il trattamento economico che sarebbe stato corrisposto nel periodo di licenziamento, anche con riferimento alla retribuzione di posizione in godimento all’atto del licenziamento.
3. La presente disciplina trova applicazione dalla data di definitiva sottoscrizione del presente CCNL
1. L’ente o l’agenzia o il dirigente possono proporre all’altra parte, in sostituzione della reintegrazione nel posto di lavoro, di cui all’art. 13 (Reintegrazione del dirigente illegittimamente licenziato), il pagamento a favore del dirigente di un’indennità supplementare determinata, in relazione alla valutazione dei fatti e delle circostanze emerse, tra un minimo pari al corrispettivo del preavviso maturato, maggiorato dell'importo equivalente a due mensilità, ed un massimo pari al corrispettivo di ventiquattro mensilità.
4. Il dirigente che accetti l’indennità supplementare in luogo della reintegrazione non può successivamente adire l’autorità giudiziaria per ottenere la reintegrazione. In caso di pagamento dell’indennità supplementare, l'ente o l’agenzia non può assumere altro dirigente nel posto precedentemente coperto dal dirigente cessato, per un periodo corrispondente al numero di mensilità riconosciute, ai sensi dei commi 1 e 2.
5. Il dirigente che abbia accettato l’indennità supplementare in luogo della reintegrazione, per un periodo pari ai mesi cui è correlata la determinazione dell'indennità supplementare e con decorrenza dalla sentenza che ha dichiarato l’illegittimità o la ingiustificatezza del licenziamento, può avvalersi della disciplina di cui all'art. 30 del D.Lgs. n. 165 del 2001. Qualora si realizzi il trasferimento ad altra Amministrazione, il dirigente ha diritto ad un numero di mensilità pari al solo periodo non lavorato.
3. L’autorità disciplinare competente o il dirigente può proporre all’altra parte, l’attivazione della procedura conciliativa di cui al comma 1, che non ha natura obbligatoria, entro il termine dei cinque giorni successivi alla audizione del dirigente per il contraddittorio a sua difesa, ai sensi dell’art. 55-bis, comma 2, del D.Lgs. n.165 del 2001. Dalla data della proposta sono sospesi i termini del procedimento disciplinare, di cui all’art. 55-bis del D.Lgs. n. 165 del 2001. La proposta dell’autorità disciplinare o del dirigente e tutti gli altri atti della procedura sono comunicati all’altra parte con le modalità dell’art. 55-bis, comma 5, del D.Lgs. n. 165 del 2001.
1. Lo stipendio tabellare dei dirigenti di prima fascia, definito ai sensi dell’art. 2, comma 2, del CCNL del 1° agosto 2006 – biennio economico 2004-2005 – nella misura lorda di € 51.329,04 comprensiva del rateo di tredicesima mensilità, è incrementato, con decorrenza dalle date sottoindicate, dei seguenti importi mensili lordi da corrispondere per 13 mensilità:
- dal 1° gennaio 2006 di € 53,56;
- rideterminato dal 1° gennaio 2007 in € 180,85.
2. A seguito dell’applicazione del comma 1 il nuovo stipendio tabellare annuo lordo a regime dei dirigenti di prima fascia dal 1° gennaio 2007 è rideterminato in € 53.680,09 per 13 mensilità.
3. La retribuzione di posizione parte fissa, di cui all’art. 49 (Struttura della retribuzione), comma 1, lett. c), del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003, è rideterminata, a decorrere dal 1° gennaio 2007 in € 35.173,90 annui lordi, comprensivi della tredicesima mensilità.
6. Il nuovo stipendio tabellare di cui al comma 2 ricomprende le misure dell’indennità integrativa speciale negli importi in godimento dei dirigenti in servizio nonché l’indennità di cui alla legge n.334/1997.
1. Le retribuzioni risultanti dall'applicazione dell’art. 16 (Trattamento economico fisso per i dirigenti di prima fascia) hanno effetto sul trattamento ordinario di previdenza, di quiescenza normale e privilegiato, sull'indennità di buonuscita o di fine servizio, sul trattamento di fine rapporto sull'indennità alimentare, sull'equo indennizzo, sulle ritenute assistenziali e previdenziali e relativi contributi e sui contributi di riscatto.
3. I benefici economici risultanti dall'applicazione dei commi 1 e 2 hanno effetto integralmente sulla determinazione del trattamento di quiescenza dei dirigenti comunque cessati dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza del presente biennio contrattuale di parte economica alle scadenze e negli importi previsti dalle disposizioni richiamate nel presente articolo. Agli effetti dell’indennità di buonuscita o di fine servizio, del trattamento di fine rapporto, dell’indennità sostitutiva di preavviso e di quella prevista dall’articolo 2122 del cod. civ., si considerano solo gli scaglionamenti maturati alla data di cessazione dal servizio nonché la retribuzione di posizione percepita fissa e variabile provvedendo al recupero dei contributi non versati a totale carico degli interessati.
1. Il fondo di cui all’art. 52 (Fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e risultato dei dirigenti di prima fascia) del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003, è ulteriormente incrementato dei seguenti importi percentuali, calcolati sul monte salari anno 2005 relativo ai dirigenti di prima fascia:
- 3,13 % a decorrere dal 1° gennaio 2007;
- rideterminato nel 3,53 % a decorrere dal 31 dicembre 2007
2. Le risorse di cui al precedente comma concorrono anche al finanziamento degli incrementi della retribuzione di posizione parte fissa definita ai sensi dell’art.16, comma 3 ( Trattamento economico fisso per i dirigenti di prima fascia) e per la parte che residua, sono destinate alla retribuzione di risultato.
1. Lo stipendio tabellare dei dirigenti di seconda fascia, definito ai sensi dell’art. 5, comma 2, del CCNL 1° agosto 2006 – biennio economico 2004-2005 – nella misura lorda di € 40.129,98, comprensiva del rateo di tredicesima mensilità, è incrementato, con decorrenza dalle date sottoindicate, dei seguenti importi mensili lordi da corrispondere per 13 mensilità:
- dal 1° gennaio 2006 di € 21,83;
- rideterminato dal 1° gennaio 2007 in € 141,386.
2. A seguito dell’applicazione del comma 1 il nuovo stipendio tabellare annuo lordo a regime dei dirigenti di seconda fascia dal 1° gennaio 2007 è rideterminato in € 41.968,00 per 13 mensilità.
3. La retribuzione di posizione parte fissa, di cui all’art. 49 (Struttura della retribuzione), comma 1, lett. c) del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003, è rideterminata a decorrere dal 1° gennaio 2007 in € 11.778,61 annui lordi, comprensivi del rateo di tredicesima mensilità.
5. Restano confermati la retribuzione individuale di anzianità, gli eventuali assegni ad personam, ove acquisiti o spettanti, nella misura in godimento.
6. Il nuovo stipendio tabellare di cui al comma 2 ricomprende le misure dell’indennità integrativa speciale negli importi in godimento dei dirigenti in servizio.
7. In relazione all’art. 28, comma 5, del D.Lgs.n. 165 del 2001, ai vincitori dei concorsi per esami per l’accesso alla qualifica di dirigente spetta, sino al conferimento del primo incarico, la retribuzione di cui ai commi 2 e 5.
1. Le retribuzioni risultanti dall'applicazione dell’art. 19 (Trattamento economico fisso per i dirigenti di seconda fascia) hanno effetto sul trattamento ordinario di previdenza, di quiescenza normale e privilegiato, sull'indennità di buonuscita o di fine servizio, sul trattamento di fine rapporto, sull'indennità alimentare, sull'equo indennizzo, sulle ritenute assistenziali e previdenziali e relativi contributi e sui contributi di riscatto.
4. All’atto del conferimento degli incarichi dirigenziali è conservata la retribuzione individuale di anzianità in godimento.
1. Per gli enti pubblici non economici, il fondo di cui all’art. 59 (Fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e della retribuzione di risultato per i dirigenti di seconda fascia) del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003, è ulteriormente incrementato dei seguenti importi percentuali, calcolati sul monte salari anno 2005 relativo ai dirigenti di seconda fascia:
- 2,58 % a decorrere dal 1° gennaio 2007;
- rideterminato nel 2,97 % a decorrere dal 31 dicembre 2007
2. Per le agenzie fiscali, il fondo di cui all’art. 59 del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e biennio economico 2002-2003, è ulteriormente incrementato dei seguenti importi percentuali, calcolati sul monte salari anno 2005 relativo ai dirigenti di seconda fascia:
- 1,95 % a decorrere dal 1° gennaio 2007;
- rideterminato nel 2,35 % a decorrere dal 31 dicembre 2007
3. Le risorse di cui al primo e secondo alinea dei commi 1 e 2 concorrono al finanziamento degli incrementi della retribuzione di posizione parte fissa definita ai sensi dell’art.19, comma 3 ( Trattamento fisso per i dirigenti di seconda fascia) e, per la parte che residua, sono destinate alla retribuzione di risultato.
1. Gli enti pubblici non economici e le agenzie determinano - articolandoli di norma in tre fasce - i valori economici della retribuzione di posizione delle funzioni dirigenziali previste dai rispettivi ordinamenti, secondo i criteri di cui all’art. 55 del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003.
3. La retribuzione di posizione è definita, per ciascuna funzione dirigenziale, nell’ambito dell’85 % delle risorse complessive, entro i seguenti valori annui lordi, a regime, per tredici mensilità: da un minimo di € 11.778,61 costituisce la parte fissa di cui all’art.19, comma 3, (Trattamento economico fisso per i dirigenti di seconda fascia) del presente CCNL, a un massimo di € 45.348,31.
4. Il valore della retribuzione di posizione indicato nel comma 3 può essere elevato entro il limite massimo del 15% dello stesso dagli enti e dalle agenzie, ove dispongano delle relative risorse nell’ambito del fondo dell’art.21 (Fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato per i dirigenti di seconda fascia), in presenza di strutture organizzative particolarmente complesse, approvate con gli atti previsti dai rispettivi ordinamenti, oppure di sedi o articolazioni periferiche che presentino situazioni di particolari difficoltà organizzative e funzionali, anche connesse al contesto ambientale e geografico, accertate dagli enti con gli atti previsti dai rispettivi ordinamenti.
5. Ove gli enti pubblici non economici e le agenzie si siano avvalsi della disciplina del comma 4, ai fini dell’applicazione della clausola di salvaguardia dell’art.63 del CCNL del 1° agosto 2006 per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003, nei casi ivi previsti, non si tiene conto della eventuale maggiorazione della retribuzione di posizione riconosciuta alla funzione dirigenziale.
1. Al fine di sviluppare, all’interno delle amministrazioni, l’orientamento ai risultati anche attraverso la valorizzazione della quota della retribuzione accessoria ad essi legata, al finanziamento della retribuzione di risultato per tutti i dirigenti di seconda fascia sono destinate parte delle risorse complessive di cui all’art.21 (Fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e della retribuzione di risultato dei dirigenti di seconda fascia), comunque in misura non inferiore al 15% del totale delle disponibilità.
2. Le somme destinate al finanziamento della retribuzione di risultato devono essere integralmente utilizzate nell’anno di riferimento. Ove ciò non sia possibile, le eventuali risorse non spese sono destinate al finanziamento della predetta retribuzione di risultato nell’anno successivo.
3. Gli enti o agenzie definiscono i criteri per la determinazione e per l’erogazione annuale della retribuzione di risultato ai dirigenti di seconda fascia.
1. Gli enti e le agenzie definiscono i criteri per la determinazione e per l’erogazione annuale della retribuzione di risultato ai dirigenti di seconda fascia anche attraverso apposite previsioni nei contratti individuali di ciascun dirigente. Nella definizione dei criteri, le amministrazioni devono prevedere che la retribuzione di risultato debba essere erogata solo a seguito di preventiva, tempestiva determinazione degli obiettivi annuali, nel rispetto dei principi di cui all’art. 14, comma 1, del D. Lgs. n. 165 del 2001, e della positiva verifica e certificazione dei risultati di gestione conseguiti in coerenza con detti obiettivi, secondo le risultanze dei sistemi di valutazione, previsti dalle vigenti disposizioni.
2. La retribuzione di risultato è attribuita sulla base del diverso grado di raggiungimento degli obiettivi e sul livello di capacità manageriale dimostrata nella realizzazione degli stessi, misurati con le procedure di valutazione previste dalle vigenti disposizioni. Nell’ottica di garantire un’effettiva premialità, tale componente retributiva è articolata in livelli di merito, non inferiori a tre, graduati mediante l’applicazione di specifici parametri da definirsi nella contrattazione integrativa, che garantiscano una adeguata differenziazione degli importi
3. Nell’ambito di quanto previsto al comma 2 ed al fine di incentivare il collegamento tra il sistema di valutazione delle prestazioni e l’erogazione del trattamento accessorio, il contratto integrativo determina le quote di personale da collocare nei livelli di merito ivi indicati, prevedendone un’effettiva graduazione, improntata a criteri di selettività e premialità. Il personale da collocare nella fascia più elevata, comunque non superiore ad una quota pari al 30%, viene individuato, oltre che in base al grado di raggiungimento degli obiettivi, anche in relazione ad esiti eccellenti o comunque molto positivi nella valutazione delle competenze organizzative e delle capacità direzionali dimostrate.
4. Le norme di cui ai commi 2 e 3 si applicano, in via transitoria e sperimentale, nelle more dell’attuazione del D.Lgs. n. 150 del 2009.
1. Ai sensi dell’art. 70, comma 1, del D.Lgs. n. 165 del 2001, ai dirigenti degli uffici della provincia autonoma di Bolzano e degli uffici della provincia di Trento aventi competenza regionale, continua ad essere erogata l’indennità di bilinguismo secondo i criteri e le modalità vigenti.
2. In relazione a quanto previsto dal comma 1, per tali dirigenti nella struttura della retribuzione, di cui all’art. 49 del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003, è confermata la voce retributiva “indennità di bilinguismo”.
3. A decorrere dal 1° gennaio 2007, la misura economica dell’indennità di bilinguismo di cui al comma 1 è rideterminata in € 240,00 mensili per dodici mensilità.
4. Per i dirigenti degli uffici della Regione Valle d’Aosta l’indennità di bilinguismo è fissata nella misura prevista per il personale di cui al comma 1.
1. E’ attivata per tutti i dirigenti un’assicurazione contro i rischi professionali e le responsabilità civili, senza diritto di rivalsa verso il dirigente, che copra anche le spese legali dei processi in cui il dirigente è coinvolto per causa di servizio, salvo le ipotesi di dolo e colpa grave. Tale assicurazione non può essere diretta alla copertura di danni erariali che i dirigenti potrebbero essere chiamati a risarcire in conseguenza della loro responsabilità amministrativo contabile.
3. Ciascun ente o agenzia stipula, salvo quanto eventualmente previsto dagli ordinamenti delle amministrazioni, polizze con la società di assicurazione, selezionata sulla base della vigente normativa. Il dirigente che voglia aumentare i massimali o stipulare una polizza su base volontaria è tenuto a sottoscrivere un autonomo contratto di assicurazione distinto rispetto a quello stipulato dall’ente o dall’agenzia, con oneri a proprio carico.
4. In attesa dell’attuazione di quanto previsto al comma 3, l’ente o agenzia provvede al rimborso delle eventuali spese legali affrontate dai dirigenti, eccetto le ipotesi di dolo e colpa grave.
6. Ai fini della stipula dell’assicurazione di cui al presente articolo, gli enti o le agenzie possono associarsi in convenzione ovvero aderire ad una convenzione già esistente, nel rispetto della normativa vigente.
7. Resta fermo quanto previsto dall’art. 18 del D.L. n.67 del 1997 convertito dalla legge n. 135 del 1997.
DISPOSIZIONI SPECIALI DELLA PARTE I
CLAUSOLE PARTICOLARI PER I DIRIGENTI DELLE AGENZIE FISCALI
1. Si conferma che la disciplina dell’art.62 del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003, nelle ipotesi ivi previste, non trova applicazione nel caso di conferimento dell’incarico ad interim:
a) ad un dirigente di prima fascia per la sostituzione di un dirigente di seconda fascia;
b) ad un dirigente preposto ad un ufficio gerarchicamente sovraordinato a quello rispetto al quale si è verificata la vacanza di organico o l’assenza del dirigente che ha determinato l’esigenza della sua temporanea sostituzione.
DISPOSIZIONE FINALI DELLA PARTE PRIMA
1. Sono confermate, ove compatibili con le norme del D.Lgs.n.150 del 2009 e non disapplicate dal presente contratto, le disposizioni del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003.
1. Con decorrenza dalla data di definitiva sottoscrizione del presente CCNL, sono disapplicate le seguenti disposizioni:
a) con riferimento all’art. 5 (Recesso per responsabilità dirigenziale), l’art. 41 del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003;
b) con riferimento agli artt. 8 (Sanzioni e procedure disciplinari) e 9. (Codice disciplinare), l’art. 41 del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003.
c) con riferimento all’art. 11 (Sospensione cautelare in caso di procedimento penale), l’art.45 del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003;
d) con riferimento all’art. 12 (Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale), l’art. 45 del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003;
e) con riferimento all’art.14 (Indennità sostitutiva della reintegrazione), l’art. 43 del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003;
f) con riferimento all’art. 22 (Retribuzione di posizione dei dirigenti di seconda fascia preposti ad uffici dirigenziali non generali), l’art. 8 del CCNL del 1° agosto 2006 per il biennio economico 2004-2005;
g) con riferimento all’art.23 (Retribuzione di risultato dei dirigenti di seconda fascia ), l’art. 58 del CCNL del 1° agosto 2006 per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003;
h) con riferimento all’art. 25 (Indennità di bilinguismo), l’art. 68 del CCNL del 1° agosto 2006 per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003;
i) con riferimento all’art. 26 (responsabilità civile e patrocinio legale), l’art. 67 del CCNL del 1° agosto 2006 per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003.
SEPARATA SEZIONE PER I PROFESSIONISTI DEGLI ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI
1. Per i professionisti degli enti pubblici non economici restano confermate, ove compatibili con le vigenti disposizioni legislative e non disapplicate dal presente contratto, le disposizioni del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003, nonché quelle dei contratti collettivi nazionali di lavoro indicati nell’art.108, comma 4, del medesimo CCNL del 1° agosto 2006.
1. Con la stipulazione del prossimo CCNL relativo al biennio economico 2008-2009 e nell’ambito delle risorse finanziarie complessivamente rese disponibili per tale rinnovo contrattuale, i professionisti sono collocati su due livelli retributivi, secondo le modalità e la decorrenza stabilite nel medesimo CCNL.
2. Gli incarichi di coordinamento generale sono conferiti,per ciascuna area professionale, mediante specifica procedura selettiva. Gli enti, in relazione alle esigenze connesse alla propria organizzazione generale e all’organizzazione del lavoro nell’ambito di ciascuna area professionale, definiscono, con gli atti previsti dai propri ordinamenti, i requisiti, i criteri, i contenuti e le modalità di svolgimento della procedura selettiva nonché i criteri per la determinazione della durata degli incarichi di coordinamento generale nonché quelli per la revoca, anche anticipata, degli stessi.
3. Il presente articolo, limitatamente all’affidamento e la revoca degli incarichi di coordinamento generale, sostituisce la disciplina dell’art. 35 del CCNL del 16 febbraio 1999.
1. Per i professionisti degli enti pubblici non economici, in materia di procedimento e sanzioni disciplinari, continuano a trovare applicazione le disposizioni dell’art.40, comma 2, del CCNL del 16 febbraio 1999, ove compatibile con le previsioni degli articoli da 55 a 55-quinquies del D.Lgs.n.165 del 2001.
1. Per il personale dell’Area medica degli enti pubblici non economici restano confermate, ove compatibili con le vigenti disposizioni legislative e non disapplicate dal presente contratto, le disposizioni del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003 nonché quelle dei contratti collettivi nazionali di lavoro già indicati nell’art.108, comma 4, del medesimo CCNL del 1° agosto 2006.
1. Per il personale dell’Area medica degli enti pubblici non economici, in materia di procedimento e sanzioni disciplinari, continuano a trovare applicazione le disposizioni dell’art.40, comma 2, del CCNL del 16 febbraio 1999, ove compatibile con le previsioni degli articoli da 55 a 55-quinquies del D.Lgs.n.165 del 2001.
AREA DEI PROFESSIONISTI E AREA DEL PERSONALE MEDICO
1. Gli stipendi tabellari del personale ricompreso nell’Area dei professionisti e nell’Area medica, come stabiliti dall’art.10 e dalla tabella B allegata al CCNL del 1° agosto 2006, per il biennio economico 2004-2005, sono incrementati degli importi mensili lordi, per tredici mensilità, indicati nella allegata tabella 1, con le decorrenze ivi stabilite.
2. Gli importi annui lordi degli stipendi tabellari risultanti dall’applicazione del comma 1 sono rideterminati nelle misure ed alle scadenze stabilite dalla allegata tabella 2.
1. Le misure degli stipendi risultanti dall'applicazione dell’art. 37 (Incrementi dello stipendio tabellare) hanno effetto sul trattamento ordinario di previdenza, di quiescenza normale e privilegiato, sull'indennità di buonuscita o di fine servizio, sul trattamento di fine rapporto, sull'indennità alimentare, sull'equo indennizzo, sulle ritenute assistenziali e previdenziali e relativi contributi e sui contributi di riscatto.
2. I benefici economici risultanti dall’applicazione dell'art. 37 sono computati ai fini previdenziali, secondo gli ordinamenti vigenti, alle scadenze e negli importi previsti dal medesimo articolo, nei confronti del personale comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza economica del presente contratto. Agli effetti dell’indennità di buonuscita o di fine servizio, del trattamento di fine rapporto, della indennità sostitutiva del preavviso, nonché di quella prevista dall'art. 2122 del codice civile, si considerano solo gli aumenti maturati alla data di cessazione del rapporto di lavoro.
3. Si conferma quanto previsto dall’art. 98, comma 3, dall’art.99, comma 3, nonché dagli artt. 104, comma 3, e 105, comma 3, del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003.
1. Il fondo dell’Area dei professionisti di cui all’art. 101 del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003, comprensivo degli aumenti derivanti dall’art.12 del CCNL del 1° agosto 2006, per il biennio economico 2004-2005, è incrementato dei seguenti importi percentuali, calcolati sul monte salari anno 2005 relativo all’Area dei professionisti:
- del 2,46% a decorrere dal 1.1.2007;
- rideterminato nel 2,85 % a decorrere dal 31 dicembre 2007.
2. Le indennità dei professionisti legali e le indennità professionali dei professionisti di area diversa da quella legale di cui all’art. 101, comma 5, del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003, comprensive degli aumenti derivanti dall’art.12 del CCNL del 1° agosto 2006, per il biennio economico 2004-2005, corrisposte a carico del fondo di cui al presente articolo, sono ulteriormente incrementate, a decorrere dall’1.1.2007, di un importo annuo lordo pari a € 540,00 per dodici mensilità.
1. Il fondo dell’Area medica di cui all’art. 107 del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003, comprensivo degli aumenti derivanti dall’art.14 del CCNL del 1° agosto 2006, per il biennio economico 2004-2005, è incrementato dei seguenti importi percentuali, calcolati sul monte salari anno 2005 relativo all’area medica:
- dell’1,83 % a decorrere dall’1.1.2007;
- rideterminato nel 2,22 % a decorrere dal 31 dicembre 2007.
2. Le componenti fisse della retribuzione di posizione dei medici – nei valori di cui all’art. 107, comma 3, del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e biennio economico 2002-2003, comprensive degli aumenti derivanti dall’art.14 del CCNL del 1° agosto 2006, per il biennio economico 2004-2005 - corrisposte a carico del fondo di cui al presente articolo, sono ulteriormente incrementate, a decorrere dal 1.1.2007, di un importo annuo lordo per dodici mensilità pari a € 540,00.
1. L’ente assume iniziative per provvedere tempestivamente alla copertura assicurativa della responsabilità civile dei professionisti e del personale dell’Area medica esposti ai relativi rischi, nonché dei correlati oneri di patrocinio legale, in relazione ai danni arrecati dagli stessi a terzi nello svolgimento dell’attività professionale, con esclusione dei fatti ed omissioni commessi con dolo o colpa grave. Tale assicurazione non può essere diretta alla copertura di danni erariali che i professionisti e il personale dell’area medica potrebbero essere chiamati a risarcire in conseguenza della loro responsabilità amministrativo contabile.
2. Per i professionisti, gli oneri connessi alla copertura assicurativa collettiva, di cui al comma 1, comprensiva degli oneri di assistenza legale, in ogni stato e grado del giudizio, sono assunti dagli enti, anche a tutela dei propri diritti e interessi, anche mediante l’utilizzo delle risorse destinate a servizi sociali a favore del personale interessato, secondo modalità che saranno concordate in sede di contrattazione integrativa.
3. Per il personale dell’Area medica, gli oneri connessi all’attuazione della copertura assicurativa continuano a trovare copertura nelle risorse del fondo della suddetta area medica di cui all’art. 107 del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003.
5. Ciascun ente stipula, salvo quanto eventualmente previsto dai propri ordinamenti, polizze con la società di assicurazione selezionata sulla base della vigente normativa. Il professionista o il personale dell’Area medica che voglia aumentare massimali o “area” di rischi o stipulare una polizza su base volontaria è tenuto a sottoscrivere un autonomo contratto di assicurazione distinto rispetto a quello stipulato dall’ente o dall’agenzia, con oneri a proprio carico.
6. In attesa dell’attuazione della copertura assicurativa di cui al presente articolo, l’ente provvede al rimborso delle eventuali spese legali affrontate dai professionisti o dal personale dell’Area medica, eccetto le ipotesi di dolo e colpa grave.
1. Per le categorie di personale destinatarie del presente CCNL con rapporto di lavoro a tempo indeterminato instaurato a decorrere dal 1° gennaio 2001, ai fini della determinazione della base di calcolo del trattamento di fine rapporto non possono essere considerate utili se non le voci relative ad emolumenti, anche fissi e continuativi, già riconosciute quiescibili dalle norme legislative e contrattuali. Per il medesimo personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato già instaurato alla date del 31.12.2000 e, quindi, non destinatario della disciplina del TFR, di cui all’Accordo Nazionale Quadro del 29 luglio 1999, resta ferma la disciplina in atto presso gli Enti per la determinazione dell’indennità di anzianità ex art. 13 Legge n. 70/1975.
DISPOSIZIONI FINALI DELLA PARTE SECONDA
a) con riferimento all’art. 33 (Affidamento e revoca degli incarichi di coordinamento generale), l’art. 35 del CCNL del 16 febbraio 1999;
b) con riferimento all’art. 41, (Integrazione alla disciplina su responsabilità civile e patrocinio legale) l’art.37 del CCNL del 16 febbraio 1999, l’art.3, comma 6, del CCNL dell’8 gennaio 2003, gli artt.86 e 91 del CCNL del 1° agosto 2006, per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003.
L’Aran ed il Commissario di Governo per la provincia di Bolzano dichiarano che, ai sensi dell’art. 48 bis del D.P.R. 752 del 1976 e successive modificazioni ed integrazioni, il Commissario stesso, per il tramite di un suo delegato, ha partecipato alle trattative relative alla definizione dell’indennità di bilinguismo di cui all’art. 25 (Indennità di bilinguismo). Pertanto, tale tematica non potrà essere suscettibile di ulteriori integrazioni con i successivi accordi cui rinvia l’art. 1, comma 3, del presente contratto. Restano, invece, demandati alla contrattazione di raccordo gli altri aspetti che possono incidere sulle disposizioni contenute nel citato D.P.R. n. 752 del 1976.
In tale sede, il delegato del Commissario di Governo ha evidenziato l’esigenza che si possa avviare un processo di perequazione degli importi dell’indennità di bilinguismo applicati nell’ambito del pubblico impiego.
Le parti concordano sull’esigenza che nei confronti dei dirigenti di cui all’art.25 (Indennità di bilinguismo), siano tenute in considerazione le specifiche peculiarità professionali e gestionali connesse al principio del bilinguismo, nell’ambito delle procedure di valutazione adottate in base alle disposizioni vigenti in materia.
Le parti concordemente sollecitano l’attenzione degli Enti dell’Area VI ad una costante, precisa e puntuale applicazione delle vigenti disposizioni contrattuali in materia di formazione ed aggiornamento professionale del personale destinatario del presente CCNL.
In riferimento all’art.13, le parti si danno reciprocamente atto che, in conformità ai principi generali in materia, nel caso di reintegra in soprannumero del dirigente illegittimamente o ingiustificatamente licenziato, la posizione soprannumeraria dovrà essere riassorbita a seguito delle eventuali cessazioni dal servizio che si dovessero verificare nel tempo.
Rideterminato dal 1gennaio 2007
II livello – tempo pieno
I livello – tempo pieno
II livello – tempo definito
I livello – tempo definito
II livello differenziato
I livello differenziato
Nuova retribuzione annua
Valori in Euro da corrispondere per 12 mensilità a cui aggiungere la 13^ mensilità
38.632,45
40.321,33
30.589,12
32.040,76
28.928,88
30.193,44
21.898,48
39.476,98
41.002,42
33.022,90
34.298,98
25.951,23
26.954,07