Source: http://urbium.it/site/d_NewsList.asp?CategoriaNews=235&stat=
Timestamp: 2020-03-31 02:46:07+00:00
Document Index: 102136044

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 23', 'art. 2', 'art. 34', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 7']

LA RELAZIONE DI STIMA DI UN IMMOBILE REDATTA DALL'UFFICIO TECNICO ERARIALE È UNA RELAZIONE TECNICA DI PARTE E NON UNA PERIZIA D'UFFICIO
La relazione di stima di un immobile, redatta dall'Ufficio tecnico erariale o da altro organismo interno all'amministrazione stessa, e da quest'ultima prodotta in giudizio, costituisce una relazione tecnica di parte, e non una perizia d'ufficio, a cui, pertanto, va attribuito il valore di atto pubblico solo per quel che concerne la sua provenienza, non anche per quel che riguarda il suo contenuto estimativo.
IL NUOVO CLASSAMENTO DI UN'UNITÀ IMMOBILIARE A DESTINAZIONE ORDINARIA DA PARTE DELL'AGENZIA DEL TERRITORIO DEVE ESSERE CHIARAMENTE MOTIVATO
L'atto con cui l'Agenzia del Territorio attribuisce d'ufficio un nuovo classamento ad un'unità immobiliare a destinazione ordinaria deve chiaramente specificare a cosa sia dovuto il mutamento.
SOLO PER IL CLASSAMENTO DEGLI IMMOBILI A DESTINAZIONE SPECIALE È NECESSARIA LA STIMA DIRETTA CON SOPRALLUOGO
Ai fini del classamento, il metodo di valutazione, per gli immobili della categoria ordinaria, è quello della stima comparativa, basata sulle caratteristiche estrinseche ed intrinseche del bene e sulla sua ubicazione, in relazione alla tariffa prevista per la classe di appartenenza, mentre è soltanto per gli immobili a destinazione speciale, il cui valore risulta dalla sommatoria di più fattori, che è necessaria la stima diretta con sopralluogo.
PER DIMOSTRARE LA RURALITÀ DEI FABBRICATI AI FINI DELL'ESONERO ICI È DIRIMENTE L'OGGETTIVA CLASSIFICAZIONE CATASTALE CON ATTRIBUZIONE DELLA RELATIVA CATEGORIA
Per la dimostrazione della ruralità dei fabbricati, ai fini del trattamento esonerativo dall'ICI, è dirimente l'oggettiva classificazione catastale con attribuzione della relativa categoria (A/6 per le unità abitative, o D/10 per gli immobili strumentali); sicchè l'immobile che sia stato iscritto come "rurale", in conseguenza della riconosciuta ricorrenza dei requisiti previsti dal D.L. 30 dicembre 1993, n. 557, art. 9 (conv. in L. 26 febbraio 1994, n. 133) non è soggetto all'imposta, ai sensi del D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, art. 23 comma 1 bis (conv. in L. 27 febbraio 2009, n. 14) e del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 2, comma 1, lett. a).
LA DETERMINAZIONE DEL CLASSAMENTO E DELLA CONSEGUENTE ATTRIBUZIONE DELLA RENDITA CATASTALE PER GLI IMMOBILI DI CATEGORIA D/1 DEVE BASARSI SULLA STIMA DIRETTA
Il canone determinativo del classamento e della conseguente attribuzione della rendita catastale per gli immobili di categoria D/1 deve basarsi, a norma del D.P.R. 1 dicembre 1949, n. 1142 e del D.P.R. 22 dicembre 1987, n. 917, art. 34, sulla stima diretta, che tenga conto delle caratteristiche del bene, potendo allo scopo essere desunte anche dalle risultanze documentali a disposizione dell'Ufficio, senza necessità di sopralluogo.
LA SEMPLICE ISCRIZIONE CATASTALE DI UN IMMOBILE NON È IDONEA A DIMOSTRARE CHE UN EDIFICIO ABBIA IL DETERMINATO USO CORRISPONDENTE
SE IL RICLASSAMENTO DI UN'UNITÀ IMMOBILIARE VIENE ADOTTATO PER MANIFESTA INCONGRUENZA RISPETTO A FABBRICATI SIMILI, QUESTI VANNO SPECIFICAMENTE INDIVIDUATI
Qualora il nuovo classamento di un'unità immobiliare sia stato adottato ai sensi della L. n. 662 del 1996, art. 3, comma 58 in ragione della constatata manifesta incongruenza tra il precedente classamento dell'unità immobiliare e il classamento di fabbricati similari aventi caratteristiche analoghe, il provvedimento dovrà recare la specifica individuazione di tali fabbricati, del loro classamento e delle caratteristiche analoghe che li renderebbero similari all'unità immobiliare oggetto di riclassamento.
LA MOTIVAZIONE DEL PROVVEDIMENTO DI RICLASSAMENTO DI UN IMMOBILE GIÀ MUNITO DI RENDITA CATASTALE DEVE INDICARE ANALITICAMENTE MOTIVAZIONI E LEGGI DI RIFERIMENTO
La motivazione del provvedimento di riclassamento di un immobile già munito di rendita catastale deve esplicitare se il nuovo classamento sia stato adottato, ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 336 in ragione di trasformazioni edilizie subite dall'unità immobiliare, recando, in tal caso, l'analitica indicazione di tali trasformazioni; oppure se il nuovo classamento sia stato adottato, ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335 nell'ambito di una revisione dei parametri catastali della microzona in cui l'immobile è situato, giustificata dal significativo scostamento del rapporto tra valore di mercato e valore catastale in tale microzona rispetto all'analogo rapporto nell'insieme delle microzone comunali, recando, in tal caso, la specifica menzione dei suddetti rapporti e del relativo scostamento; oppure, ancora, se il nuovo classamento sia stato adottato ai sensi della L. n. 662 del 1996, art. 3, comma 58 in ragione della constatata manifesta incongruenza tra il precedente classamento dell'unità immobiliare e il classamento di fabbricati similari aventi caratteristiche analoghe, recando, in tal caso, la specifica individuazione di tali fabbricati, del loro classamento e delle caratteristiche analoghe che li renderebbero similari all'unità immobiliare oggetto di riclassamento.
L'IMMOBILE FIERISTICO HA CARATTERE COMMERCIALE E PRODUCE REDDITO PER CUI VA INQUADRATO NELLA CATEGORIA CATASTALE D/3
L'immobile "fieristico", nel quale sono svolte manifestazioni di promozione economica ovvero culturale e sportiva e spettacoli in genere, ha carattere commerciale, ciò che esclude l'attribuzione della categoria catastale E, quest'ultima soltanto prevista per immobili nella sostanza considerati extra commercium e quindi improduttivi di reddito e pertanto non tassabili; e poichè gli immobili fieristici in parola hanno una destinazione diversa rispetto alle anteriori categorie ABC, gli stessi debbono essere inquadrati nella speciale cat. D/3.
AGENZIA DELLE ENTRATE: PER 57 MILIONI DI IMMOBILI LA SUPERFICIE ENTRA IN VISURA CATASTALE
Niente più calcoli, nero su bianco anche i metri quadrati ai fini TARI. Da oggi l'Agenzia delle Entrate rende disponibile la superficie catastale nelle visure delle unità immobiliari censite nelle categorie dei Gruppi A, B e C. Una novità che semplifica la vita ai proprietari di 57 milioni di immobili, mettendo a loro disposizione un dato finora visibile solo nelle applicazioni degli uffici. Arriva direttamente in visura anche la superficie ai fini TARI, per consentire ai cittadini di verificare con facilità i dati utilizzati dai Comuni ai fini del controllo della tassa rifiuti.
LA QUALIFICAZIONE CATASTALE EX D.M. 2 AGOSTO 1969 NON HA PORTATA GENERALE, MA HA SOLO LA FINALITÀ DI PRECLUDERE L'ACCESSO A TALUNE AGEVOLAZIONI FISCALI
In assenza di una specifica definizione legislativa delle categorie e classi, la qualificazione di un'abitazione come "signorile", "civile" o "popolare" corrisponde alle nozioni presenti nell'opinione generale in un determinato contesto spazio-temporale e non va mutuata dal D.M. 2 agosto 1969, atteso che il procedimento di classamento è volto all'attribuzione di una categoria e di una classe e della relativa rendita alle unità immobiliari, mentre la qualificazione in termini "di lusso", ai sensi del citato D.M., risponde alla finalità di precludere l'accesso a talune agevolazioni fiscali.
REVISIONE DEL CLASSAMENTO CATATASTALE: LA MOTIVAZIONE DEVE INDIVIDUARE E SPECIFICARE LE CARATTERISTICHE DEI FABBRICATI ANALOGHI SIMILI A QUELLO RICLASSATO
In tema di revisione del classamento catastale di immobili urbani, la motivazione non può, in conformità alla L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 3, comma 58, limitarsi a contenere l'indicazione della consistenza, della categoria e della classe attribuita dall'agenzia del territorio, ma deve specificare, ai sensi della L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 7, comma 1 e a pena di nullità, a quale presupposto - il non aggiornamento del classamento ovvero la palese incongruità rispetto a fabbricati similari - la modifica debba essere associata e laddove si tratti della constatata manifesta incongruenza tra il precedente classamento dell'unità immobiliare e il classamento di fabbricati similari aventi caratteristiche analoghe, l'atto impositivo dovrà recare la specifica individuazione di tali fabbricati, del loro classamento e delle caratteristiche analoghe che li renderebbero similari all'unità immobiliare oggetto di riclassamento, così rispondendo alla funzione di delimitare l'ambito delle ragioni deducibili dall'ufficio nella successiva fase contenziosa, nella quale il contribuente, nell'esercizio del proprio diritto di difesa, può chiedere la verifica dell'effettiva correttezza della riclassificazione.
RICLASSIFICAZIONE CATASTALE AI SENSI DELLA L. N. 662 DEL 1996: VA SPECIFICATO DETTAGLIATAMENTE IL PRESUPPOSTO PER CONSENTIRE AL CONTRIBUENTE LA VERIFICA DELLA SUA EFFETTIVA CORRETTEZZA
Nell'ipotesi di riclassificazione catastale avvenuta ai sensi della L. n. 662 del 1996, art. 3, comma 58, la motivazione non può limitarsi a contenere l'indicazione della consistenza, della categoria e della classe attribuita dall'Agenzia del territorio, ma deve specificare, ai sensi della L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 7, comma 1, e a pena di nullità, a quale presupposto - il non aggiornamento del classamento ovvero la palese incongruità rispetto a fabbricati similari- la modifica debba essere associata e laddove si tratti della constatata manifesta incongruenza tra il precedente classamento dell'unità immobiliare e il classamento di fabbricati similari aventi caratteristiche analoghe, l'atto impositivo dovrà recare la specifica individuazione di tali fabbricati, del loro classamento e delle caratteristiche analoghe che li renderebbero similari all'unità immobiliare oggetto di riclassamento, così rispondendo alla funzione di delimitare l'ambito delle ragioni deducibili dall'ufficio nella successiva fase contenziosa, nella quale il contribuente, nell'esercizio del proprio diritto di difesa, può chiedere la verifica dell'effettiva correttezza della riclassificazione.
REVISIONE DEL CLASSAMENTO: ANCHE DOPO L'ENTRATA IN VIGORE DELLA L. 311/2004 PRESUPPONE LA MANIFESTA INCONGRUENZA TRA PRECEDENTE CLASSAMENTO E QUELLO DI FABBRICATI SIMILARI
Anche dopo l'entrata in vigore della L. n. 311 del 2004, la revisione del classamento degli immobili può essere effettuata ai sensi della L. n. 662 del 1996, art. 3, comma 58, quando la revisione sia dovuta a manifesta incongruenza tra precedente classamento e quello di fabbricati similari aventi caratteristiche analoghe. Ed, infatti, la normativa del 2004 non ha abrogato quella di cui alla L. n. 662 del 1996, ma ne ha sviluppato il potere di rettifica in costanza dei seguenti, diversi, presupposti: significativa differenza tra il valore medio di mercato ed il corrispondente valore medio catastale degli immobili esistenti in una data microzona rispetto allo stesso rapporto dell'insieme delle altre microzone; presenza di immobili di proprietà privata non dichiarati; situazioni di fatto non più coerenti con i classamenti catastali per intervenute variazioni edilizie.
LA REVISIONE DELLA CLASSIFICAZIONE DI UN IMMOBILE DEVE ESSERE MOTIVATA IN TERMINI INTELLEGIBILI QUALUNQUE NE SIA IL FONDAMENTO LEGISLATIVO
La revisione della classificazione di un immobile - sia che essa sia stata avviata ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335 sia che essa sia stata avviata ai sensi del comma 336 dello stesso articolo, sia che essa sia stata avviata ai sensi della L. n. 662 del 1996, art. 3, comma 58 - deve in ogni caso essere motivata in termini che esplicitino in maniera intellegibile le specifiche giustificazioni della riclassificazione concretamente operata, nel rispetto del disposto della L. n. 212 del 2000, art. 7 laddove prescrive che negli atti dell'amministrazione finanziaria vengano indicati "i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione".
SE L'ACCATASTAMENTO NON È CORRETTO OCCORRE RETTIFICARLO PRIMA DI PRESENTARE LA DIA
E' legittimo riscontrare negativamente una DIA se muove da una destinazione effettiva diversa dalla destinazione catastale: prima di presentare la DIA l'interessato deve, prudenzialmente, adeguare il classamento catastale alla realtà di fatto (il che non dovrebbe incontrare ostacoli se non comporta modifiche materiali dell'immobile).
COMITATO PERMANENTE EUROPEO CATASTO
L'Agenzia delle Entrate assume la Presidenza del Comitato Permanente del Catasto in occasione del semestre italiano di Presidenza Ue
Perché non ti ritiri dalla vita come un commensale ormai sazio, | né serenamente ti prendi, o sciocco, un tranquillo riposo? (Tito Lucrezio Caro)