Source: https://dpei.it/node/129
Timestamp: 2020-08-07 18:48:41+00:00
Document Index: 144900723

Matched Legal Cases: ['art. 256', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 256', 'art. 77']

Non punibile l’ente per deposito incontrollato di rifiuti (Trib. Rimini, sent. 28 marzo 2017) | DPEI.IT - Diritto Penale Economia Impresa
Così, a fronte del carattere tassativo dell’elencazione dei reati presupposto contenuta nel d.lgs. 231/2001, l’organo giudicante ha ritenuto superfluo per la persona giuridica “il prosieguo del processo e dell'istruttoria, che nulla potrebbe modificare, sussistendo ictu oculi un errore nella imputazione a carico dell'ente”.
Non risultano precedenti. Va tuttavia segnalata la Relazione n. III/09/2011 a cura dell’ufficio del Massimario della Corte di Cassazione[1], che ha sottolineato – seppur in termini critici nei confronti del legislatore delegato[2] - la mancata previsione della fattispecie di deposito incontrollato di rifiuti nell’articolo 25-undecies.
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[1]Relazione n. III/09/2011 a cura dell’ufficio del Massimario della Corte di Cassazione, in www.cortedicassazione.it, secondo cui (p. 28) «contraddittoria risulta la mancata inclusione nel catalogo della contravvenzione di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti di cui al successivo art. 256, comma 2, atteso che tale disposizione espressamente contempla tra gli autori propri del reato addirittura i rappresentanti di enti».
[2]Scelta che, a parere di chi scrive, appare in realtà maggiormente coerente con la genesi del d.lgs. n.121/2001, che ha attuato la direttiva 2008/99/CE del 19 novembre 2008 sulla tutela penale dell’ambiente. In effetti, la direttiva obbligava gli Stati a prevedere la responsabilità delle persone giuridiche (art. 3 e 6 della direttiva) per le condotte concernenti – per quanto qui interessa - «la raccolta, il trasporto, il recupero o lo smaltimento di rifiuti, comprese la sorveglianza di tali operazioni e il controllo dei siti di smaltimento successivo alla loro chiusura, nonché …» (art. 3, lettera b), mentre per il “deposito” si faceva esclusivo riferimento ai casi «di materiali nucleari o di altre sostanze radioattive» (art. 3, lett. d). Atteso che la c.d. legge comunitaria del 2009 delegava il Governo ad attuare la direttiva in esame, un’eventuale inclusione del delitto di cui all’art. 256 comma 2 T.U. Amb. nel catalogo dei reati presupposto sarebbe stata da ritenersi incostituzionale, per evidente violazione dell’art. 77 Cost.
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