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Timestamp: 2017-09-21 14:19:01+00:00
Document Index: 104234215

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 38', 'art. 50', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 19', 'sentenza ']

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Convegno Le frodi IVA Venezia, 12 maggio 2005
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Bonifacio Paolini
1 Convegno Le frodi IVA Venezia, 12 maggio 2005 INTERVENTO DEL DOTTOR MARCO DI CAPUA DIRETTORE CENTRALE ACCERTAMENTO AGENZIA DELLE ENTRATE L attività dell Agenzia delle entrate per la prevenzione ed il contrasto dell elusione e delle frodi 1. SCENARIO EUROPEO 1.1 COMMISSIONE EUROPEA La Commissione Europea già nel 2000, in una relazione al Consiglio e al Parlamento europeo, segnalava come, nonostante il regime transitorio dell IVA fosse in vigore da oltre sei anni, gli Stati membri non erano in grado di contrastare l attività fraudolenta ed erano in crescita i gravi casi di frode negli scambi intracomunitari. La Commissione lamentava inoltre il fatto che nessuno degli Stati membri aveva attivato un monitoraggio dei controlli basato su analisi approfondite circa le irregolarità e le frodi. In pratica, ad avviso della Commissione, la creazione del mercato interno non aveva comportato alcuna revisione dei sistemi di controllo finalizzata a verificare le esigenze poste dal regime transitorio. Le analisi della Commissione Europea hanno sempre focalizzato l attenzione sui sistemi di frode carosello basati su missing trader e buffer, cioè soggetti che, figurando quali operatori commerciali interposti nelle transazioni comunitarie, non effettuano i versamenti dell IVA dovuta in relazione ai passaggi interni. Per sviluppare lo scambio delle informazioni e delle esperienze maturate nell ambito dei controlli fiscali, e per condividerne le problematiche e gli aspetti positivi, la Commissione ha finanziato il programma Fiscalis , che prevede incontri tra funzionari dei Paesi comunitari e controlli multilaterali che impegnano più Stati, per promuovere l adozione di strategie comuni e l armonizzazione di normative fiscali dei vari paesi. 1.2 CORTE DEI CONTI EUROPEA Si è interessata al problema delle frodi anche la Corte dei Conti Europea, in una relazione speciale sulla tutela degli interessi finanziari dell Unione Europea in materia di IVA sugli scambi intracomunitari. L organo comunitario di controllo ha sottolineato che le differenze del quadro giuridico e amministrativo presenti tra i vari Paesi così come la diversa efficacia degli organi di controllo, costituiscono fattori di rischio suscettibili di essere utilizzati dai responsabili delle frodi. La Corte dei Conti dell Unione Europea ha segnalato come gli stessi strumenti operativi creati a livello europeo, riferendosi all OLAF ed al V.I.E.S., risultano scarsamente incisivi.
2 1.3 CORTE DEI CONTI ITALIANA L Organo di Controllo si è più volte occupato del fenomeno delle frodi all IVA intracomunitaria, ponendo l accento sulle criticità del protrarsi del regime transitorio. Da ultimo, in una relazione pubblicata a febbraio 2005, ha precisato che le tipologie di frode maggiormente riscontrate attengono all attività di commercio più che a quella di prestazione di servizi, e riguardano in particolare merci che si caratterizzano per un prezzo elevato rispetto al peso e/o all ingombro, per l alta richiesta sul mercato, per la velocità di commercializzazione e per l alta deperibilità o obsolescenza tecnica e che i settori di maggiore rilevanza sono quello del commercio di prodotti informatici (sia software che hardware), quello del commercio di autoveicoli, nonché quello relativo al commercio di carne bovina e animali vivi. Inoltre ha affermato che È evidente che, sia per ragioni di carattere commerciale (tali fenomeni creano distorsioni nel mercato) che di carattere finanziario (vi è un minor gettito fiscale con conseguente ripercussione a livello locale e comunitario), il fenomeno delle frodi rappresenta una distorsione che si autoalimenta. La necessità che tutti i Paesi membri dell U.E. potenzino la loro attività di contrasto all evasione in questo campo cresce, non solo, come si è detto, con l aumento del numero degli Stati membri, ma anche con lo svilupparsi delle relazioni commerciali tra tali paesi, in quanto diventa più difficile individuare le frodi. 2. FENOMENI DI FRODE NELL UNIONE EUROPEA I meccanismi fraudolenti che ricorrono più di frequente hanno ad oggetto transazioni in cui intervengono più operatori economici tra loro collegati e che danno luogo ad operazioni triangolari o a catena. Tali tipi di operazioni, che coinvolgono imprese aventi sede nei diversi Stati dell Unione Europea, si prestano a meccanismi evasivi, noti come frodi carosello, basati principalmente sull interposizione fittizia nelle transazioni di società fantasma (missing trader) che, rette da prestanome (in genere soggetti pregiudicati o nullatenenti), acquistano e rivendono merce solo cartolarmente, mentre l effettiva transazione commerciale avviene tra due soggetti diversi, rispettivamente cliente e fornitore della cartiera. Quest ultima, interponendosi nell operazione di scambio, allo scopo di non far ricadere eventuali responsabilità sulle società regolari, risulta quale terminale di tutti gli obblighi fiscali, che però non vengono adempiuti. La stessa esaurisce, infatti, la propria attività nell arco di un breve periodo temporale, senza lasciare traccia alcuna (la documentazione amministrativocontabile viene distrutta oppure occultata, i prestanome si rendono irreperibili, i proventi degli illeciti vengono spesso trasferiti in paradisi fiscali o, comunque, in Paesi extra U.E.). Di conseguenza, gli operatori nazionali possono praticare prezzi inferiori a quelli di mercato (c.d. effetto distorsivo della concorrenza ). Nel meccanismo fraudolento, s inseriscono spesso altre imprese filtro (buffers), talvolta regolari sotto l aspetto amministrativo-contabile e fiscale, al fine di consentire ulteriori passaggi cartolari delle merci e dare una parvenza di regolarità all operazione commerciale e rendere più ardua e complessa l individuazione dei flussi illeciti. Tra l altro, le frodi nel settore dell IVA incidono, come rilevato anche dalla Corte dei Conti, direttamente sul bilancio dell Unione Europea e quindi sulle risorse disponibili per l attuazione delle politiche comunitarie. Ne consegue, come ulteriore distorsione del sistema,
3 che i Paesi con un organizzazione meno efficiente nei controlli, contribuiscono proporzionalmente in misura inferiore al bilancio comunitario. Le frodi, nel vigente regime transitorio dell IVA intracomunitaria, possono essere agevolate anche dalla non ancora perfezionata tempestività nello scambio di informazioni tra i vari Stati membri. Ulteriore preoccupazione riguardo alla diffusione delle frodi è dovuta anche all ingresso dei dieci Paesi che hanno recentemente aderito all Unione Europea. Dal 1996 ad oggi il commercio nell area UE è più che raddoppiato. Sulla base di dati aggregati, forniti dall Unione europea, sull entità delle frodi, si è calcolato che nell anno 2002 su 187 casi di frode carosello accertati nell UE vi sia stato un mancato gettito impositivo per complessivi 1,5 miliardi di Euro, il che significa un mancato gettito medio per singola frode individuata di circa 8 milioni di Euro. Le attività di contrasto ad oggi svolte dalle singole Amministrazioni finanziarie hanno portato ad individuare almeno 40 tipologie di beni interessati da operazioni di frode IVA (tra i più diffusi in assoluto: autovetture, telefoni cellulari, componenti per l informatica). 3. FENOMENI DI FRODE IN ITALIA I risultati dell analisi condotta anche con interventi sul campo hanno consentito di individuare alcune aree a rischio caratterizzate da un tratto comune: la possibilità di effettuare acquisti di beni e servizi senza pagamento dell IVA. Le diverse tipologie di frode, pur articolandosi secondo specifici schemi operativi e coinvolgendo settori merceologici diversi, prevedono il presupposto comune dell acquisto della merce da parte del soggetto che realizza la frode, senza che vi sia un effettivo esborso dell IVA. La frode, oltre alla sottrazione dell imposta, comporta, mediante l alterazione dei prezzi praticati, significative conseguenze sulla corretta concorrenza commerciale. 3.1 TIPICI SCHEMI DI FRODI IVA ACQUISTI E CESSIONI INTRACOMUNITARI Questa tipologia di frode opera attraverso il meccanismo sinteticamente descritto: 1) L operatore B acquista beni da un fornitore comunitario A. Nella fattura di acquisto non è esposta l IVA in quanto vige il principio generale della tassazione nel Paese di destinazione della merce. L acquirente italiano B deve integrare le fatture di acquisto con l importo dell IVA ed effettuare una doppia annotazione: sul registro delle fatture emesse e sul registro degli acquisti. La doppia annotazione realizza una sostanziale neutralità dell operazione rispetto all IVA e conseguentemente non è dovuto alcun versamento di IVA. 2) Successivamente B vende le merci sul territorio nazionale ad un imponibile sistematicamente inferiore a quello di acquisto, applicando l IVA, es. al 20%. Su questo importo applica un piccolo ricarico, che rappresenta la propria remunerazione per la partecipazione alla frode, e fattura al soggetto C. Dal punto di vista finanziario B, pur vendendo in perdita, incassa, per effetto dell applicazione dell IVA, un importo complessivamente superiore all esborso effettuato in sede di acquisto. Il soggetto B, non effettuando alcun versamento dell IVA dovuta, realizza un guadagno pari alla differenza tra il prezzo di vendita comprensivo di IVA e il prezzo di acquisto. L operatore C, invece, porta in detrazione l IVA che, in realtà, non ha pagato e
4 consegue un notevole vantaggio concorrenziale, potendo immettere sul mercato la merce ad un prezzo considerevolmente inferiore a quello normalmente praticato dagli altri operatori. Il soggetto B (interposto/prestanome) presenta alcune caratteristiche tipiche: - ha generalmente natura giuridica di società di capitali (società a responsabilità limitata) con capitale minimo; - è spesso amministrato da persone nullatenenti; - non effettua i versamenti IVA; - opera in maniera esclusiva o prevalente con operatori comunitari; - effettua acquisti intracomunitari di importi notevoli concentrati in un arco temporale ristretto (generalmente mesi); - i redditi dichiarati dai soci in annualità precedenti fanno ipotizzare una capacità finanziaria non idonea a poter effettuare investimenti consistenti; - non è dotato né di locali idonei all esposizione od al commercio dei beni né di collaboratori, necessari all interno di una struttura commerciale FALSE LETTERE D INTENTO In questa tipologia di frode non vi sono scambi intracomunitari, ma le transazioni si svolgono interamente in Italia. L operatore B acquista beni senza pagamento dell IVA presentando al proprio fornitore A false lettere d intento, non avendo i requisiti di esportatore abituale, di cui all art. 8, comma 2 del DPR 633/72. L operatore B, una volta entrato in possesso della merce senza pagamento d imposta, effettua i passaggi che sono identici a quelli analizzati della frode precedentemente illustrata: vende sottocosto a C e non versa l IVA. Quest ultimo porta in detrazione l imposta non pagata ed acquisisce vantaggi concorrenziali nei confronti degli altri operatori economici. Questo sistema di frode appare fra i più insidiosi, poiché si sostanzia solamente in un passaggio interno, cartolare e documentale, fra i soggetti B ed A, senza lasciare evidenza nel sistema informativo dell Anagrafe Tributaria. Dal 2005, per effetto della legge finanziaria, sarà possibile monitorare i passaggi prima descritti REGIME DEL MARGINE Il regime c.d. del margine è stato introdotto nel sistema comunitario dell IVA con l obiettivo di evitare fenomeni di doppia o reiterata imposizione per quei beni che, dopo la prima uscita dal circuito commerciale, vengono ceduti ad un soggetto passivo d imposta per la successiva rivendita. Per questo motivo viene disposto che sulla cessione del bene usato, già venduto in precedenza ad un soggetto non titolare di partita IVA, l imposta vada ad applicarsi sulla sola differenza fra prezzo di acquisto dello stesso (incrementato delle spese di manutenzione e riparazione sostenute e documentabili dall acquirente) e prezzo di vendita. A tal proposito si richiamano la Direttiva CEE del , n. 115, che ha previsto per tutti i Paesi aderenti l obbligo di indicare in fattura l informazione relativa all applicazione del regime del margine, e la Circolare n. 40 del
5 La vendita di un automezzo fra soggetti identificati in Stati membri diversi è soggetta al regime del margine, ed è, pertanto, esclusa dalla categoria delle operazioni intracomunitarie, quando il bene oggetto di cessione: è usato, secondo la definizione dell art. 38, comma 4, del DL 331/93. Devono cioè verificarsi congiuntamente 2 condizioni: a) il mezzo deve aver percorso più di km; b) la cessione deve avvenire oltre 6 mesi dalla data di prima immatricolazione. rientra nel regime particolare del margine, essendo stato definitivamente tassato nello Stato membro di provenienza. L acquisto pertanto deve essere effettuato: a) da un privato consumatore; b) da un operatore economico che non ha potuto esercitare il diritto alla detrazione; c) da un soggetto passivo (nazionale o comunitario) che ha applicato a sua volta il regime del margine. Nel commercio di autoveicoli si abusa del regime del margine approfittando dell equivoco generato dalla definizione di autovettura usata (più di 6 mesi e 6000 km percorsi), non tenendo conto della condizione fondamentale per l applicabilità del margine, cioè che sul veicolo in questione sia stata pagata definitivamente, in un passaggio precedente, l imposta sul valore aggiunto. Simile equivoco consente ad alcuni operatori di approfittare di notevoli, ma indebiti vantaggi, ponendoli così nella condizione di poter offrire delle vetture a prezzi estremamente competitivi. Il caso più comune riguarda la dismissione del parco auto da parte di società di autonoleggio europee, che dovrebbe essere assoggettato all imposta, in quanto effettuata da soggetti passivi che hanno usufruito della detrazione dell IVA all acquisto. L acquirente italiano di beni da un altro Paese membro UE riceve una fattura senza IVA e finge di considerare i beni acquisiti, come appartenenti al regime previsto per i beni usati dal D.L. 41/95. L IVA è pertanto applicata solo sul margine positivo eventualmente realizzato tra il prezzo di vendita e quello di acquisto. In questo caso la normativa non prevede la presentazione della dichiarazione per acquisti intracomunitari (mod. INTRA2) DEPOSITI FISCALI IVA Con l art. 50-bis del D.L. 331/1993, introdotto dall art. 1 della Legge 28/97, sono stati istituiti, ai fini IVA, speciali depositi fiscali previsti dalla Direttiva 95/7/CE, diversi da quelli doganali, i quali diventano automaticamente anche depositi IVA. Il recepimento della normativa europea si inserisce nel quadro degli interventi di semplificazione a favore degli operatori economici che esplicano frequenti scambi commerciali con l estero. I depositi fiscali permettono di custodire e sottoporre a lavorazione, senza pagamento dell IVA, beni acquistati in Italia o in ambito comunitario o di provenienza extracomunitaria, a condizione che gli stessi non siano destinati alla vendita al dettaglio all interno dei depositi stessi. L introduzione nel deposito consente l importazione di beni con il pagamento del solo dazio doganale e senza il versamento immediato dell IVA, con la sospensione dell imposta relativa ai beni oggetto di acquisto fino all immissione al consumo nel territorio nazionale e con l esonero dall obbligo di prestare cauzione.
6 L istituzione dei depositi IVA consente, altresì, di trasferire beni da un paese comunitario all altro e, in alcuni casi, anche all interno del territorio nazionale, evitando l assoggettamento ad imposta dei vari passaggi e rinviando il momento impositivo all estrazione per la commercializzazione sul territorio nazionale, con le modalità previste dall art. 17 comma 3 del DPR 633/72. Ne consegue che l applicazione dell imposta è solo formale, senza effettivo esborso; la registrazione in dare ed avere dell IVA da parte del soggetto che ha effettuato l estrazione dei beni realizza difatti una sostanziale neutralità. Risulta evidente che un meccanismo così strutturato può prestare il fianco ad abusi. L operatore C, anziché acquistare dal proprio fornitore A, residente in un paese extra UE, interpone fittiziamente il filtro dell operatore B, il quale effettua l importazione, il deposito e la successiva estrazione dei beni con l emissione di autofattura di cui all art. 17 comma 3. Si evidenzia che, in questo caso, l immissione nel deposito potrebbe addirittura avvenire esclusivamente in maniera cartolare: le merci non vi transitano neppure fisicamente. Effettuata l estrazione, l operatore B ufficialmente cede sottocosto la merce all operatore C, dopo aver applicato un piccolo margine di guadagno sul prezzo pagato al fornitore. L operatore C acquista i beni ad un prezzo inferiore a quello di mercato e detrae l IVA, peraltro non versata alla ditta che egli stesso ha interposto nel rapporto col fornitore extracomunitario. In alternativa B può vendere in nero la merce a C o ad un altro cliente, facendo figurare che la merce viene destinata ad altro paese europeo o extraeuropeo, mentre nella realtà viene immesso nel mercato interno RIMBORSI IVA ILLECITI Una forma illegittima di autofinanziamento delle imprese o di appropriazione indebita è quella relativa al conseguimento di rimborsi IVA attraverso operazioni inesistenti o evasive. La gamma di tali pratiche attraversa un campionario di varie ipotesi più o meno fantasiose. A. PIANIFICAZIONE FISCALE L Agenzia è protagonista - in alcune regioni - nell azione di contrasto del fenomeno delle frodi nel settore dei rimborsi IVA, attuate attraverso la costituzione di società operanti, sulla carta, nell ambito della pianificazione fiscale internazionale e della fantasia applicata alle attività economiche, perseguite anche nelle trasmigrazioni in più regioni. Alcuni pseudo-consulenti si presentano ad imprese, anche economicamente solide (elemento che conforta sulle possibilità di recupero dell indebito), con programmi di finanziamento architettati su ipotesi di pianificazione fiscale. Si va dalla sublimazione dell operazione inesistente, es. tramite l obbligo contrattuale di astenersi da qualsiasi prestazione (obbligazione di non fare) alle catene strutturate o con società o con compravendite successive di immobili. L elemento comune è costituito dalla costante del cedente che non versa IVA e del cessionario che chiede il rimborso dell IVA o utilizza tale importo in compensazione. A tal proposito è emblematico il caso di una filiera industriale, passata di mano nel corso della stessa giornata attraverso varie cessioni, e ritornata a sera nelle mani del proprietario originale con la gemmazione nel frattempo di un paio di rimborsi IVA. Esistono poi le ipotesi classiche di fatture emesse a fronte di operazioni inesistenti.
7 La struttura di intelligence dell Agenzia ha individuato un pericoloso sistema basato sulla creazione di una rete di società fantasma (cartiere) specializzate nella emissione di fatture false ad operatori economici che svolgono attività in svariati settori economici, le cui contabilità sono detenute presso alcuni studi commerciali già individuati. In una prima fase sono stati portati a termine circa 60 interventi, che hanno interessato 7 regioni, per accertare l inesistenza dei soggetti ai quali ricondurre l attività di emissione di fatture false. E stata raggiunta la prova della fornitura di fatture false a 300 società reali ed operative con attività disparate, nei cui confronti si sta procedendo ai complessi recuperi. B. CESSIONE DI IMMOBILI Il meccanismo di frode citato, che mira ad ottenere indebiti rimborsi di imposta, opera secondo il seguente schema: La società A vende un immobile a B per 1 milione di euro, IVA 200 mila euro che non versa; La società B chiede il rimborso dell IVA. Successivamente vende l immobile a C per 1,5 milioni di euro, senza versare l IVA; La società C chiede il rimborso dell IVA versata sull acquisto; Le società A e B successivamente vengono poste in liquidazione od assoggettate a procedura fallimentare. Sia la società A che B sono scatole vuote costituite ad hoc per realizzare la truffa: non dispongono di struttura aziendale idonea o collaboratori, non esercitano alcuna attività d impresa e non hanno dotazione patrimoniale. Condizione necessaria affinché il meccanismo si realizzi è la presenza di correlazioni tra le società, che in realtà sono dirette dal medesimo soggetto di fatto. Il passaggio di beni è fittizio poiché vengono acquistati e rivenduti sempre dagli stessi soggetti. C. FATTURE FALSE NEI SUBAPPALTI DI GRANDI OPERE La frode in questione si realizza nel campo degli appalti e generalmente coinvolge, con lo scopo di rendere maggiormente difficoltoso il controllo, soggetti di diverse regioni. I settori interessati sono numerosi. Tra i più significativi l edilizia. I lavori di una commessa vengono ceduti in subappalto dall impresa vincitrice ad un altro soggetto, il quale può, a sua volta, affidarne la realizzazione ad un altro imprenditore o realizzare egli stesso le opere. A copertura dei costi sostenuti in nero derivanti dall impiego di lavoratori totalmente o parzialmente irregolari nell esecuzione delle opere, vengono utilizzate fatture per operazioni inesistenti. Le imprese che contabilizzano questi documenti fittizi ottengono il duplice obiettivo di crearsi falsi costi a copertura delle spese del lavoro sostenuto irregolarmente ed abbattono il loro reddito d impresa. Il soggetto che emette le fatture, la cosiddetta cartiera, presenta le caratteristiche tipiche dei missing trader già analizzate in precedenti frodi: - assenza di struttura aziendale - nessun adempimento degli obblighi fiscali - titolare o rappresentante nullatenente
8 - sede operativa presso l abitazione privata. A completamento, è utile ricordare che significative frodi IVA possono essere realizzate sfruttando il meccanismo del reverse charge nel settore dell oro industriale, dei materiali ferrosi e negli scambi commerciali con la Repubblica di San Marino. 4. SETTORI INTERESSATI DALLE FRODI ATTRAVERSO L INTERPOSIZIONE 4.1 MERCATO PARALLELO DELLE AUTO Il settore del mercato parallelo delle auto si è rivelato sicuramente uno dei più interessati dal sistema di frodi per interposizione. L A.I.D.A. (Associazione Italiana Distributori Autoveicoli) ha lamentato il fatto che la diffusione del fenomeno evasivo nel settore ha effetti gravemente distorsivi del mercato attraverso fenomeni di concorrenza sleale che si producono grazie all illegittima appropriazione dell IVA che non viene versata dal missing trader. Secondo l A.I.D.A. almeno il 25/30% delle importazioni parallele effettuate nel corso del 2003 sarebbe irregolare. Ciò equivarrebbe ad uno stock di circa 70 mila autoveicoli ( Quattroruote, giugno 2004, pag. 244). Numerose sono state le indagini di polizia giudiziaria che hanno impegnato diverse Procure italiane (es.: Udine, Vercelli e Forlì) le quali, in considerazione della rilevante pericolosità sociale delle frodi in parola, hanno adottato anche misure cautelari e preventive, trattandosi di cose pertinenti il reato, quali il sequestro delle carte di circolazione, delle targhe e dei certificati di proprietà relativi agli autoveicoli acquistati anche se già immatricolati da privati. Il settore è in continua evoluzione; man mano che vengono scoperte le frodi, si utilizzano nuove varianti sul tema per eludere il fisco, ad esempio la finta cessione dell auto ad un operatore intracomunitario con ritorno della stessa auto in noleggio, sfruttando la più favorevole detraibilità dell IVA in altri paesi dell Unione Europea. 4.2 INFORMATICA Il settore del mercato dei beni di consumo di massa del comparto elettronica, in particolare quello dei personal computer e degli apparecchi di telefonia mobile, è da comprendere anch esso nel novero di quelli interessati da fenomeni di frode attuati con il sistema di interposizione e dei depositi IVA. 4.3 CARNI FRESCHE Il settore del mercato delle carni fresche, in particolare di quelle bovine, sin dalla riforma della disciplina relativa all IVA negli scambi intracomunitari ha rappresentato per le istituzioni comunitarie e per l Amministrazione finanziaria italiana motivo di costante preoccupazione, in relazione alla pericolosa diffusione dei fenomeni di frode per interposizione soggettiva. In particolare, si segnala che approfondite analisi del fenomeno in parola sono state effettuate sin dal 1996 da Gruppi di Lavoro ministeriali, che, al termine dei lavori, hanno rilevato che le principali frodi nel settore sono effettuate in massima parte da società a
9 responsabilità limitata che nascono e muoiono in un breve lasso di tempo manifestando la necessità di un attento e reiterato controllo per prevenire e reprimere frodi consistenti nell omesso versamento da parte dei predetti soggetti societari, da considerare dei missing traders. 5. STRATEGIA DI INTERVENTO DELL AGENZIA DELLE ENTRATE I fenomeni sopra descritti, oggetto di controllo e analisi sia a livello centrale che locale, hanno determinato la messa a punto di una strategia di intervento che si è sviluppata secondo le seguenti linee direttrici. 5.1 PIANO NORMATIVO L Agenzia delle Entrate ha fornito supporto finalizzato all elaborazione di proposte di modifiche normative volte a rendere più efficace e penetrante l azione di contrasto alle frodi comunitarie, alcune delle quali sono state recepite nella Finanziaria Talune modifiche danno attuazione a specifiche Raccomandazioni della Commissione Europea. Conseguenza diretta delle previsioni normative della legge finanziaria sarà il potenziamento del patrimonio informativo mediante assetto e consolidamento del flusso di dati e notizie in materia di frodi IVA e di operazioni immobiliari e l implementazione e la sperimentazione di nuove procedure informatiche strumentali all attività di controllo RESPONSABILITÀ SOLIDALE Tra le novità principali vi è quella, già richiamata dal dott. Ferrara, relativa all introduzione di alcune ipotesi che prevedono, nel caso di mancato pagamento da parte del cedente, la solidarietà del cessionario nel versamento dell IVA, al fine di rendere più efficace il contrasto alle frodi IVA soprattutto nei casi di interposizione fittizia di soggetti nullatenenti. A. RESPONSABILITÀ SOLIDALE IN EUROPA. Nella Relazione citata della Commissione Europea, tra le misure raccomandate ai Paesi Membri, è stata inserita la previsione dell accollo di una responsabilità solidale in capo al cessionario per l IVA non versata dal cedente. Tale misura consente di azzerare il vantaggio della frode, costituito dallo sconto commerciale applicabile sulle cessioni dei beni, pari all IVA non versata. L istituto della responsabilità solidale è già operativo in alcuni Paesi quali la Gran Bretagna, l Olanda e la Germania. Nel corso di un meeting, organizzato in Svezia nel settembre 2004 nell ambito del programma Fiscalis, funzionari delle Amministrazioni finanziarie degli Stati sopra citati hanno sottoposto all attenzione dei delegati degli altri Stati membri i vantaggi che sono derivati dall applicazione di questo strumento normativo, che ha reso molto più efficace l azione di repressione dei fenomeni di frode in parola e soprattutto di recupero del gettito evaso. In particolare nel Regno Unito, la norma che introduce la responsabilità solidale, in vigore dal 2003, si applica in specifici settori commerciali. I settori sono quelli della commercializzazione dei computer, inclusi gli accessori e le parti componenti, nonché quelli della telefonia e delle telecomunicazioni in generale. Essi sono stati individuati in base alle
10 esperienze maturate nell ambito dei controlli, la cui attenta analisi ha permesso di circoscrivere la presunzione legale soltanto alle attività maggiormente a rischio. B. RESPONSABILITÀ SOLIDALE IN ITALIA La consapevolezza della gravità e diffusione dei fenomeni di frode ha determinato l esigenza di legiferare in materia per fornire agli organi di controllo maggiori poteri nel contrastare e sanzionare i comportamenti prodromici all evasione dell imposta. Alle difficoltà incontrate nella fase della riscossione, si è data risposta introducendo una norma che estende al cessionario in via solidale la responsabilità del pagamento dell IVA dovuta dal cedente, a condizione che i beni oggetto della transazione abbiano un prezzo di cessione inferiore al valore normale. Valutata, pertanto, positivamente la responsabilità solidale quale strumento efficace per agevolare la riscossione dell IVA evasa, il legislatore ha introdotto con la legge finanziaria per l anno 2005 l art. 60-bis nel DPR 633/72. Esso si sostanzia in un inversione dell onere della prova per cui il cessionario, qualora acquisti la merce ad un prezzo inferiore al valore normale e non riesca a dimostrare l esistenza di situazioni oggettivamente rilevabili che giustifichino il prezzo inferiore, è responsabile con il cedente per l imposta non pagata. La norma ha previsto che gli organi di controllo formulino proposte per individuare i beni a cui applicare la presunzione di responsabilità solidale. Gli enti istituzionalmente posti a presidio, secondo le rispettive differenti competenze, della correttezza degli adempimenti connessi all IVA intracomunitaria, hanno elaborato la proposta di cui al comma 386 della legge finanziaria definendo i beni per i quali appare opportuna l applicazione dell art. 60 bis del DPR 633/72. Dalle analisi effettuate, i beni più significativi interessati dai fenomeni di frode sono stati individuati nei seguenti, atteso, altresì, che per i medesimi beni si è evidenziata la più rilevante attività operativa posta in essere dagli organismi di controllo: Autoveicoli, motoveicoli, rimorchi Prodotti di telefonia e loro accessori Personal computer, componenti e accessori Carni fresche e animali vivi (bovini). Altri beni per i quali i fenomeni di frode non hanno raggiunto l intensità di quelli già citati, saranno comunque oggetto di monitoraggio da parte degli organismi di controllo, anche in funzione di una possibile ulteriore proposta da recepire, ove condivisa, in successivi decreti TRACCIATURA INFORMATICA DELLE AUTO DI PROVENIENZA COMUNITARIA La legge n. 311/2004 ha stabilito altre due misure di ausilio al contrasto dei fenomeni di frode IVA. La prima è relativa alla tracciatura informatica delle auto immatricolate a seguito di acquisti intracomunitari. Il patrimonio informativo, da condividere con l Agenzia delle dogane e la Guardia di finanza, soprattutto in termini di tempestività nell acquisizione delle informazioni, ne risulterà arricchito in maniera rilevante.
11 In particolare sono state introdotte nuove procedure telematiche di trasmissione delle autocertificazioni collegate all acquisto di autovetture di provenienza comunitaria attraverso il canale del mercato parallelo. I dati, la cui trasmissione telematica viene richiesta, sono il numero identificativo intracomunitario e il numero di telaio del veicolo, ciò allo scopo di seguire il veicolo nelle transazioni commerciali di cui è oggetto. E prevista, inoltre, dal D.P.R. 2 luglio 2004, n. 224 la stipula, fra l Agenzia delle Entrate, l Agenzia delle Dogane ed il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, di una convenzione per la definizione delle procedure per la trasmissione dei dati attinenti alla verifica di adempimenti fiscali relativi all immatricolazione dei veicoli nuovi ed usati provenienti, attraverso circuiti non ufficiali di distribuzione dagli Stati dell UE LETTERE D INTENTO L ulteriore misura antifrode prevista dalla finanziaria 2005 impone l obbligo della comunicazione all Agenzia delle entrate delle lettere d intento ricevute. Tale obbligo è posto a carico dei fornitori che effettuano operazioni senza applicazione dell IVA nei confronti di esportatori abituali (lettere d intento), con l obiettivo di prevedere la possibilità di verifica dello status di esportatore abituale per tutti i soggetti che dichiarano al proprio fornitore di avere diritto ad effettuare acquisti senza applicazione dell imposta. 5.2 PIANO OPERATIVO Oltre alle misure di tipo normativo, nella considerazione che la diffusione dei fenomeni di frode sta assumendo in Italia dimensioni rilevanti, sono state delineate strategie di intervento sul piano prettamente operativo che si esaminano di seguito. La maggiore criticità riscontrata nell azione di contrasto è rappresentata dalla estrema difficoltà di recuperare effettivamente il gettito evaso in ragione, come si è detto, dell inconsistenza patrimoniale dei soggetti che vengono artatamente interposti nella fase di passaggio del bene dall operatore comunitario all operatore interno finale. L obiettivo, dunque, è quello di raggiungere i registi della frode, coloro che finanziano l architettura degli schemi operativi, che ne sono gli effettivi beneficiari ed i cui patrimoni possono essere aggrediti con successo per il recupero delle imposte evase Dall attenta lettura dei verbali di verifica, redatti nei confronti di soggetti coinvolti in casi di frode, è emerso che i sistemi più ricorrenti sono quelli perpetrati attraverso il ricorso ai missing trader. Infatti, sono stati quasi sempre riscontrati gli elementi di tale tipologia di frode, quali una sistematica applicazione di prezzi al consumatore finale sensibilmente inferiori a quelli di mercato, di uno sconto corrispondente all IVA non versata e relativa ai passaggi successivi all acquisto intracomunitario. L analisi degli esiti dei controlli ha tra l altro dimostrato che gli operatori interessati al fenomeno descritto costituiscono vere e proprie organizzazioni che sono ramificate sull intero territorio nazionale. Una prima fase di studio e raccolta di informazioni, mediante l utilizzo combinato degli strumenti informatici a disposizione e l attività istruttoria esterna (accessi, richiesta di documenti e questionari), permette di comprendere le modalità con cui vengono attuate le azioni fraudolente, di effettuare l analisi del rischio delle stesse ed individuare le metodiche più efficaci per reprimere il fenomeno.
12 La successiva fase del controllo diretto dei soggetti coinvolti nel fenomeno, attraverso uno stretto coordinamento con le altre strutture del territorio interessate, consente di definire nel dettaglio ruoli e comportamenti. Gli elementi informativi e probatori, acquisiti a seguito dell attività operativa, possono altresì fornire indicazioni da utilizzare nei successivi controlli su analoghe azioni fraudolente. In altri termini, assume fondamentale rilievo patrimonializzare le singole esperienze maturate dagli Uffici dell Agenzia delle entrate nonché quelle provenienti dalle attività istruttorie svolte dalle strutture periferiche dell Agenzia delle dogane e dalla Guardia di finanza, sia attraverso scambi di informazione sistematici tra le unità operative, sia attraverso la fissazione di specifiche riunioni, da organizzare, nell ambito del concerto, tra gli Attori del sistema della fiscalità, che l Atto d indirizzo del Ministro per gli anni 2005/2007 affida all Agenzia delle entrate COORDINAMENTO GRUPPO ANTIFRODE NAZIONALE Come specificato in precedenza, il successo delle operazioni di controllo sul fronte del contrasto alle frodi dell IVA comunitaria, può essere assicurato solo da una corretta attività d intelligence che vede tutti gli operatori coinvolti sul territorio muoversi in sinergia e per fasi sequenziali. Il contrasto ai fenomeni di frode ha visto le Direzioni regionali e gli Uffici impegnati in modo molto rilevante, con punte di assoluta eccellenza in alcune regioni. Data l estrema dispersione dei soggetti interposti nelle frodi e l acclarata esigenza di tempestività negli interventi di contrasto, unita alle difficoltà causate dalla fitta ragnatela di collegamenti dei soggetti coinvolti, al fine di coordinare le attività di controllo che coinvolgono più Uffici sul territorio nazionale ed a supporto delle strutture regionali e locali, è stato istituito presso la Direzione Centrale Accertamento Settore Analisi e Ricerca uno specifico Gruppo di lavoro. Tra i compiti assegnati al Gruppo di lavoro, il ricevimento di tutte le segnalazioni interregionali, le richieste di verifiche simultanee e la verifica della tempestività delle istruttorie. Risulta, quindi, imprescindibile gestire, a livello centrale, le situazioni caratterizzate dalla necessità di eseguire controlli in contemporanea in più regioni, e tenere le fila dei livelli di informazioni disponibili, attraverso la conoscenza di elementi provenienti da fonti informatiche, dai Paesi dell Unione Europea, dai controlli di altre regioni COOPERAZIONE INTERNAZIONALE Nelle istruzioni agli uffici per il 2005 è stato dato particolare risalto alla cooperazione internazionale come strumento operativo azionabile ai fini del contrasto alle frodi IVA in ambito comunitario, sia intensificando le richieste di informazioni di interesse nazionale, sia fornendo tempestive risposte alle Autorità fiscali estere utilizzando le modalità di scambio previste. Il Regolamento (CE) n. 1798/2003 del Consiglio del 7 ottobre 2003, relativo alla cooperazione amministrativa in materia d imposta sul valore aggiunto, che abroga il Regolamento (CEE) n. 218/1992, ha previsto, dal 1^ gennaio 2004, un rafforzamento della cooperazione ed ha introdotto, accanto al C.L.O. (Central Liaison Office), i servizi di collegamento. Conseguentemente, sono stati istituiti tre Servizi di collegamento
13 rispettivamente insediati presso l Agenzia delle Entrate, l Agenzia delle Dogane, la Guardia di Finanza. L attivazione del Servizio di collegamento dell Agenzia delle Entrate è stata improntata al miglioramento delle prestazioni rispetto al pregresso, soprattutto dal punto di vista della tempistica e della fluidità dei flussi di scambio, della qualità e riservatezza dei dati trattati e dell efficiente utilizzazione delle informazioni scambiate ai fini degli obiettivi istituzionali dell Agenzia. Sin dai primi mesi della sua attivazione, il Servizio di collegamento, attraverso il diretto coordinamento con gli Uffici locali dell Agenzia, è stato in grado di rispettare il termine stabilito di tre mesi, nella quasi totalità dei casi. Tale andamento dovrà essere mantenuto anche attraverso il miglioramento della qualità delle risposte fornite. Nel formulare le richieste, si dovrà in futuro tener conto della Decisione della Commissione del 15/11/2004 con la quale, tra l altro, viene determinata una nuova soglia di ammissibilità delle richieste di assistenza amministrativa, che tendono ad escludere richieste per valori minimi. Il Servizio di collegamento, esclusivamente adibiti allo scambio di informazioni IVA, è in grado di provvedere dal centro allo smistamento rapido sul territorio delle richieste di informazioni provenienti dall estero e, allo stesso tempo, di accogliere le richieste dei nostri uffici, convogliandole alle autorità fiscali estere. Il Servizio è stato incardinato nel Settore Analisi e Ricerca - Ufficio Cooperazione internazionale della Direzione Centrale Accertamento. Ciò ha consentito di ricondurre ad un unica struttura l intero flusso dello scambio di informazioni con l estero gestito dall Agenzia delle Entrate. Va, infine, sottolineata l importanza dello scambio spontaneo di informazioni (art. 19 del Regolamento) dall Italia verso l estero. A tutt oggi tale flusso ha registrato un saldo positivo a favore delle omologhe autorità estere, le cui informazioni hanno rappresentato in molteplici occasioni una fonte estremamente efficace per i controlli condotti dagli Uffici. Appare, quindi, necessaria una maggiore collaborazione da parte italiana, configurandosi la cooperazione in via spontanea attraverso il citato Modello SCAC - come ulteriore, ineludibile strumento di contrasto alle frodi IVA. Dal punto di vista formativo con l obiettivo di migliorare la sinergia tra il Servizio di collegamento e gli Uffici locali, di incoraggiare il ricorso allo scambio di informazioni e di fornire istruzioni in merito ai relativi strumenti a disposizione attualmente si stanno svolgendo una serie di incontri, di taglio essenzialmente operativo, presso le Direzioni regionali con la partecipazione delle risorse direttamente impegnate, a livello locale, nell attività di cooperazione internazionale. Lo scambio di informazioni internazionale assume anche un ruolo centrale nelle strategie di ampliamento delle fonti di informazione che alimentano le banche dati dell accertamento. contribuisce ad ampliare la gamma di strumenti operativi in questo settore amministrativo, dando ulteriore slancio alle attività istituzionali e ai progetti già pianificati in questo campo. In particolare, la legge finanziaria 2005 ha previsto la definizione dei provvedimenti che regoleranno il flusso delle informazioni relativo alle auto di provenienza comunitaria e delle dichiarazioni di intento per gli acquisti in sospensione d imposta. Queste novità aggiungeranno spessore alle informazioni relative agli scambi intracomunitari di beni presenti sul sistema VIES.
14 Nel frattempo l Unione Europea, di concerto con i Paesi membri, sta definendo l operatività dell attuazione del Regolamento 1925/2004, relativo al rafforzamento della cooperazione amministrativa comunitaria in materia di valore aggiunto. La proposta prevede uno scambio informatizzato regolare di dati fra amministrazioni estere. In tale quadro, l Agenzia delle entrate ha dato la propria disponibilità ad effettuare lo scambio automatico di informazioni sulle categorie dei rimborsi IVA e sui soggetti esteri che si sono avvalsi dell istituto dell identificazione diretta. Peraltro, questi scambi sono già avvenuti in epoca recente, in via di assistenza spontanea. Ad esempio, l Agenzia delle Entrate provvede a scambiare con le autorità competenti di diversi Stati membri UE (Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Spagna, Svezia) i dati relativi ai rimborsi IVA effettuati nei confronti di soggetti non residenti. La Francia e l Italia hanno provveduto a scambiarsi reciprocamente le informazioni relative ai rispettivi soggetti recentemente identificatisi. La prospettiva futura è quella di organizzare un flusso di scambio automatico dei dati informatizzato, previo accordo fra gli Stati. Gli scambi di informazioni con le Amministrazioni fiscali dell Unione europea hanno confermato la prevalenza dei settori del commercio delle auto mercato parallelo e dei settori informatico e della telefonia mobile in relazione ai fenomeni di frode IVA con l interposizione del missing trader. Dalle richieste pervenute al Servizio di Collegamento dell Agenzia delle Entrate dal 01/09/2004, data del suo insediamento, risulta che il 61% delle richieste ha riguardato il settore del commercio delle autovetture ed il 10% gli altri. Al di là dello scambio di informazioni in senso stretto, si svolgono in sede europea una serie di iniziative che prevedono, accanto allo scambio di dati fiscali puntuali, la condivisione di esperienze professionali e la reciproca comunicazione delle pratiche operative nazionali tra i funzionari degli Stati membri. In particolare, è il caso di menzionare il Programma Fiscalis , programma comunitario inteso a migliorare il funzionamento dei sistemi di imposizione del Mercato interno, che prevede anche la possibilità di eseguire verifiche simultanee tra Stati membri AZIONI DI CONCERTO CON DOGANE E GUARDIA DI FINANZA Nella complessiva attività di contrasto al fenomeno delle frodi in materia IVA, assume particolare rilievo l esplicito richiamo, contenuto nell Atto di indirizzo del Ministro 2005/2007, all impegno dell Agenzia delle entrate di assicurare il concerto delle iniziative da intraprendere, con gli altri Attori del sistema della fiscalità, cioè con l Agenzia delle dogane e con la Guardia di finanza. Al fine di disciplinare compiutamente i contenuti e le modalità di tale cooperazione, è stato dato l avvio ad un programma di incontri finalizzato a perfezionare in dettaglio le forme e i contenuti di tale sinergia. Gli obiettivi ai quali deve essere ispirata la collaborazione sono riassumibili nei seguenti punti: 1) uniformare metodologie e prassi istruttorie, in funzione del rafforzamento dell azione accertatrice, finalizzando i risultati alla raccolta di prove idonee e sufficienti a far emergere chiaramente il sistema di frode ed, in particolare, il coinvolgimento dei vari operatori secondo l effettiva responsabilità e al di là delle apparenze contabili; 2) fornire ai tre Attori del sistema della fiscalità canali strutturati di cooperazione e di interlocuzione permanente, costituiti da tavoli tecnici regionali.
15 Uno degli obiettivi della cooperazione fra organismi di controllo è quello della possibilità di utilizzazione degli elementi amministrativi emersi nel corso delle indagini di polizia tributaria, assegnate dal magistrato ad un organo diverso da quello che ha iniziato il controllo. Esiste il rischio che, nel caso in cui i soggetti coinvolti nella frode individuata vengano sottoposti ad indagini da parte dell organo giudiziario, l azione amministrativa in corso subisca un blocco temporale. Tale blocco potrebbe compromettere il buon esito del controllo ai fini fiscali, posticipando, ad esempio, l avvio di procedimenti di accertamento - di competenza esclusiva dell Agenzia delle entrate - per il recupero di rimborsi già erogati, l escussione dei fideiussori nei termini, e la notifica di accertamenti in rettifica. Appare, in tal caso, opportuna la sensibilizzazione del magistrato finalizzata all autorizzazione dell uso amministrativo della documentazione relativa al caso di frode FORMAZIONE Per contrastare adeguatamente i fenomeni di frode è apparso opportuno utilizzare la leva della formazione del personale addetto. Ciò soprattutto nell ottica di introdurre una cultura nuova di livello investigativo differenziato rispetto all ordinaria analisi delle scritture contabili al momento delle verifiche ispettive. Il percorso formativo è stato organizzato con l obiettivo di formare circa seicento funzionari in servizio presso le Direzioni Regionali e gli Uffici locali, allo scopo di creare una vera e propria task force, dislocata su tutto il territorio nazionale. L attività di formazione ha naturalmente portato alla costituzione di una rete di funzionari che, attraverso una forte azione di coordinamento e supporto logistico delle strutture regionali e centrali, riesce oggi ad operare in maniera sinergica soprattutto in considerazione della diversificata localizzazione sul territorio nazionale dei soggetti coinvolti nelle operazioni fraudolente INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI COINVOLTI NEI CASI DI FRODE IVA L individuazione dei soggetti coinvolti nei casi di frode e l emersione di situazioni particolari in tale ambito, avvengono attraverso un attenta attività di analisi e ricerca, dall esame delle posizioni a rischio fin dall apertura della partita IVA ai primi tre anni di attività, dall incrocio delle informazioni presenti sul VIES (Vat Information Exchange System), di quelle degli Uffici della Motorizzazione Civile e delle Dogane, e dall alimentazione naturale delle banche dati dei soggetti a rischio, emersi a seguito dei riscontri eseguiti nei controlli esterni (verifiche e accessi). Le esperienze maturate sul territorio nazionale hanno consentito di perfezionare specifiche metodiche finalizzate all acquisizione di dati affidabili, in base ai quali procedere all estrazione di posizioni con indizi di gravi anomalie e di particolare pericolosità fiscale. Le singole esperienze maturate dagli Uffici locali, dalle Direzioni Regionali e dalla Direzione Centrale Accertamento sono patrimonializzate attraverso lo scambio continuo di informazioni e di incontri periodici tra le strutture coinvolte ANALISI DEL RISCHIO SULLE NUOVE PARTITE IVA
16 In seguito a recenti incontri e scambi di esperienze con altri Stati Membri dell Unione Europea, è emersa la gravità del fenomeno dei missing trader nelle frodi carosello, nella più generale materia dell evasione IVA negli scambi intracomunitari. Per contrastare in via preventiva tale situazione, si è deciso di attivare presso i nostri Uffici un metodo di analisi del rischio concernente l attribuzione del numero di partita IVA, similmente alle prassi già sperimentate in Gran Bretagna e Belgio. Tale metodo ha l obiettivo di esaminare le caratteristiche di tutti i soggetti che presentano la dichiarazione di inizio attività per ottenere un numero di partita IVA, e di identificare tra questi, in base ad elementi di criticità, potenziali soggetti irregolari, in particolare quelli fittizi (missing trader). L analisi del rischio si basa sulla valutazione di determinati elementi che riguardano i soggetti richiedenti, raccolti in una check list. Si sottolinea l importanza dell introduzione di un modello di analisi di rischio nella fase di attribuzione della partita IVA. In considerazione di scenari evasivi in rapida evoluzione (il fenomeno europeo delle frodi carosello e in genere le frodi fiscali attuate attraverso false fatturazioni), le azioni di controllo preventive assumono una rilevanza fondamentale, costituendo il più efficace sistema di intervento tempestivo. In particolare, gli Uffici locali sono chiamati in una fase iniziale ad individuare e selezionare - all interno degli elenchi delle nuove partite IVA attivate sul loro territorio quei soggetti che - attraverso controlli in Anagrafe Tributaria - presentano importanti indici di pericolosità, ad esempio: ~ età superiore ai 60 o inferiore ai 20 anni; ~ frequenti attivazione e chiusura in un breve lasso di tempo di partite IVA; ~ frequenti cambi di residenza in un breve lasso di tempo; ~ mancanza di dichiarazioni dei redditi ed IVA (compresa la comunicazione annuale) negli ultimi tre anni; ~ richieste di rimborsi IVA; ~ presenza di accertamenti notificati al soggetto e alle società rappresentate. Nella fase successiva, l Ufficio potrà approfondire il controllo delle posizioni selezionate attraverso un accesso presso la sede dell impresa di nuova costituzione oppure un monitoraggio per un determinato periodo di tempo (es. due/tre mesi) del comportamento fiscale del soggetto, soprattutto attraverso le informazioni presenti al sistema VIES e nei modelli INTRA e quelle relative ai versamenti IVA. E appena il caso di aggiungere che l analisi del rischio sull attribuzione della partita IVA costituisce lo strumento più tempestivo in assoluto per la prevenzione dei fenomeni di frode, in quanto - come si evince dalla prassi operativa - incide sui primi passi dell attività economica che un soggetto intende svolgere ed appare, pertanto, particolarmente adatto a contrastare soggetti che si dimostrano decisamente rapidi nell attuare strategie di frode. La valutazione dei risultati, delle risorse impiegate (tempo e personale) e dei suggerimenti raccolti attraverso l azione di supporto alle Direzioni regionali ed agli Uffici locali, hanno evidenziato la necessità di un affinamento della procedura mediante la realizzazione, nel corso del corrente anno, di un software che permetterà di automatizzare il processo e di calcolare in maniera automatica un valore soglia di pericolosità fiscale, oltre il quale è necessario attivare l accesso previsto dalla procedura suddetta.
17 E allo studio, inoltre, un ipotesi di definizione del quadro tecnico giuridico del procedimento di cessazione d ufficio delle partite IVA di soggetti, per i quali l attività istruttoria condotta ne ha dimostrato l inesistenza. Un altra modalità di analisi del rischio è rappresentata dal monitoraggio costante delle informazioni fiscali relative ai primi tre anni di attività per i soggetti che hanno aperto la partita IVA. Tale software applicativo è indubbiamente uno degli strumenti informatici, attualmente a disposizione degli Uffici locali, più efficaci per individuare soggetti potenzialmente legati ad azioni di frodi IVA. La base dati dell applicazione è costituita da tutti i soggetti che hanno aperto una partita IVA - sia in forma individuale che collettiva - negli ultimi tre anni e le interrogazioni permettono di individuare a loro carico anomalie di tipo fiscale registrate proprio in quei primi anni di attività. Le informazioni a disposizione sono quelle comunicate dagli stessi soggetti all'anagrafe Tributaria. In particolare, per ognuno di tali soggetti, vengono effettuate delle rilevazioni sulle operazioni dei primi 36 mesi dall'inizio dell'attività, che vengono considerate "pericolose" in quanto risultano spesso associate a varie tipologie di evasione fiscale (i primi due indicatori sottoelencati vanno utilizzati, in particolare, per l individuazione dei soggetti interessati dalle frodi intracomunitarie): ~ carenza o assenza di versamenti periodici IVA; ~ assenza di dichiarazioni INTRA in presenza di operazioni con Paesi dell Unione Europea; ~ utilizzo di crediti IVA per effettuare compensazioni; ~ operazioni doganali, operazioni intracomunitarie, operazioni con la Repubblica di San Marino che non trovano riscontro, in tutto o in parte, con quanto risulta dalle dichiarazioni annuali IVA; ~ frequenti cambiamenti di domicilio fiscale; ~ sede legale diversa dal luogo di esercizio dell'attività; ~ richiesta di rimborsi annuali o infrannuali IVA; ~ margine negativo evidenziato nella dichiarazione annuale IVA; ~ soggetti che hanno aperto una partita IVA con età superiore a 75 anni o inferiore a 18 anni. Ulteriori indici sintomatici di pericolosità fiscale a carico del soggetto riscontrabili attraverso l applicazione sono i collegamenti indiretti con altri contribuenti autori di precedenti azioni fraudolente. I soggetti collegati presi in considerazione sono i seguenti: ~ soggetti con comune depositario delle scritture contabili; ~ rappresentante legale; ~ soci; ~ soggetti con cariche sociali. I precedenti ritenuti rilevanti ai fini di quest ultima selezione sono: ~ utilizzo ed emissione di fatture false; ~ fallimenti, liquidazioni coatte, ecc.;
18 ~ accertamenti II.DD. o IVA; ~ presenza nel database dell informazione di evasore totale; ~ cessazioni entro l'anno dell'attività ATTIVITÀ DI CONTRASTO ALL ABUSO DEL REGIME IVA DEI BENI USATI L entità di questa tipologia di frode ha perso progressivamente importanza grazie agli effetti congiunti dell emanazione della circolare n. 40 del 18 luglio 2003 e dell azione di repressione condotta dall Agenzia. Il provvedimento citato, in particolare, introduce l obbligo a carico dell operatore commerciale che effettua un acquisto da un fornitore comunitario senza applicazione dell imposta in virtù del regime c.d. del margine, di verificare, con la normale diligenza, mediante l analisi dell intestatario del libretto di circolazione del veicolo, se il cedente intracomunitario poteva utilizzare il regime del margine o doveva considerare la cessione come comunitaria. In tale ambito è stato definito un apposito percorso investigativo teso alla individuazione di frodi nell ambito del mercato degli autoveicoli usati di provenienza intracomunitaria. L attività conseguente si è articolata analizzando gli elenchi, trasmessi dalla Direzione Generale della Motorizzazione Civile, di tutte le autovetture di provenienza comunitaria, precedentemente immatricolate, immesse con nuova targa sul territorio nazionale, e l individuazione dei soggetti potenzialmente in grado di applicare abusivamente l IVA sul margine, raccogliendo presso gli Uffici provinciali del Dipartimento dei Trasporti Terrestri le informazioni contenute nelle autocertificazioni (Allegato D alla Cir B59/2000 Ministero dei Trasporti e della Navigazione) e nella carta di circolazione straniera. La banca dati così creata, è stata rielaborata e messa a punto, in maniera tale da poter trasmettere agli Uffici dell Agenzia delle entrate gli archivi contenenti le informazioni sugli operatori intracomunitari per l attività di controllo di loro competenza FRODI NEL SETTORE IMMOBILIARE Un fenomeno segnalato da più regioni è quello relativo alle frodi nel settore immobiliare, finalizzate all evasione dell IVA con contemporanea acquisizione di crediti, sotto forma di rimborsi o compensazioni. Sono state segnalate situazioni in cui vi è stato un cambiamento nelle strategie di elusione dell IVA, messe in opera prima attraverso anomali sistemi di pianificazione fiscale internazionale, oggi con un passaggio ad un settore più tradizionale, qual è quello immobiliare. La frode più frequente ripercorre lo schema classico della frode IVA carosello, in cui, attraverso il susseguirsi di varie operazioni, più o meno sofisticate, il cedente non versa l IVA e l acquirente ne chiede il rimborso o la utilizza in compensazione. Anche in questo tipo di frode la misura di contrasto più efficace è data dalla tempestività dell analisi del rischio, in particolare dall immediatezza della circolazione dell informazione dell avvenuta operazione immobiliare. E stata posta particolare attenzione agli atti preliminari relativi alle cessioni di immobili soggette ad IVA per rilevanti importi e alle posizioni dei cedenti, per il riscontro delle
19 dichiarazioni e versamenti IVA, e dei cessionari, per verificare la presenza di rimborsi e compensazioni. E inoltre allo studio una procedura che intercetti le operazioni immobiliari dagli atti del registro ed a ritroso esegua i controlli già citati sulle operazioni precedenti messe in atto dai danti causa e aventi causa DATI DI RISULTATO 2004 E 2005 I controlli del 2004 hanno portato alla scoperta di n. 534 soggetti, con un IVA evasa di 178 milioni di euro. Nel 1^ trimestre 2005 i soggetti scoperti sono stati 244, con un IVA evasa di 665 milioni di euro (di questi, 107 soggetti e 633 milioni di IVA sono inerenti ad un unica operazione). I soggetti individuati, tramite l analisi del rischio in fase di attribuzione della partita IVA, con discrasie accertate fra l attività dichiarata e l effettivo svolgimento della stessa, sono stati nel 2004 n. 319.
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