Source: https://www.proinfirmis.ch/it/guida-giuridica/assistenza/assegno-per-grandi-invalidi-a-maggiorenni.html
Timestamp: 2020-03-31 09:16:48+00:00
Document Index: 16730374

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 37', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 87', 'art. 42', 'art. 38', 'art. 67', 'art. 42', 'art. 35', 'art. 42', 'art. 66', 'art. 39', 'art. 43', 'art. 66']

Assegno per grandi invalidi a maggiorenni - Pro Infirmis
Guida giuridica(attivo)
Assegno per grandi invalidi a maggiorenni (attivo)
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Chi, a causa di un danno alla salute, per compiere gli atti ordinari della vita ha bisogno in modo permanente dell’aiuto di terzi o di una sorveglianza personale o di accompagnamento nell’organizzazione della realtà quotidiana, a determinate condizioni ha diritto a un assegno per grandi invalidi.
L’assegno per grandi invalidi è versato sotto forma di forfait mensile, a prescindere da chi ha prestato l’aiuto, l’accompagnamento e la sorveglianza necessari. Le persone nel bisogno sono quindi libere di organizzare gli aiuti come preferiscono. È determinante unicamente il bisogno oggettivo dell’aiuto di terzi. L’assegno per grandi invalidi è corrisposto pure se il ricorso all‘aiuto di terzi non provoca alcun costo, può quindi essere utilizzato anche per compensare il maggiore impegno dei famigliari.
In questo capitolo, sono esposte le premesse per avere diritto da maggiorenni a un assegno per grandi invalidi, e illustrate nel dettaglio le prestazioni dell’AI, dell’assicurazione contro gli infortuni e dell’AVS.
Diritto solo con domicilio e dimora abituale in Svizzera
Una persona ha diritto a un assegno per grandi invalidi fintanto che ha il domicilio e la dimora abituale in Svizzera. Ne è quindi esclusa l‘esportazione.
La dimora abituale in Svizzera non è considerata interrotta da soggiorni all’estero di durata inferiore ai 3 mesi all’anno.
Per i cittadini svizzeri, non importa se la grande invalidità è sorta in un momento in cui il domicilio era in Svizzera o all’estero, e lo stesso vale per i cittadini UE e AELS soggetti all’accordo sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e Unione europea. La maggior parte delle convenzioni di sicurezza sociale stipulate dalla Svizzera con singoli Stati prevede il principio della parità di trattamento tra i cittadini del paese in questione e i cittadini elvetici.
È invece diversa la situazione per i cittadini di uno Stato non contraente: essi hanno diritto all’assegno per grandi invalidi soltanto se al sorgere della grande invalidità (ossia nel momento in cui tutte le premesse per ottenere un assegno per grandi invalidi erano oggettivamente soddisfatte) avevano già versato contributi AVS/AI per un anno o erano in Svizzera da 10 anni.
Se J. fosse un cittadino russo, non adempirebbe la clausola assicurativa e non potrebbe chiedere l’assegno per grandi invalidi poiché tra la Svizzera e la Russia non è finora stata stipulata alcuna convenzione di sicurezza sociale.
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J. è di nazionalità serba e disabile grave dalla nascita. A 15 anni ha raggiunto il padre in Svizzera e da allora vive qui. La vigente convenzione di sicurezza sociale dà diritto a J. di percepire l’assegno per grandi invalidi dal momento in cui stabilisce il domicilio e la dimora abituale in Svizzera. Il fatto che la grande invalidità fosse preesistente non è determinante.
I tre gradi della grande invalidità
Nell’AI si distinguono tre gradi di grande invalidità.
La grande invalidità è reputata di grado elevato se la persona necessita dell’aiuto regolare e notevole di terzi per compiere i sei atti ordinari della vita riconosciuti dalla prassi e il suo stato richiede inoltre cure permanenti o una sorveglianza personale.
La grande invalidità è di grado medio se la persona, pur munita di mezzi ausiliari, necessita
di aiuto regolare e notevole di terzi per compiere almeno quattro atti ordinari della vita; oppure
di aiuto regolare e notevole di terzi per compiere almeno due atti ordinari della vita e abbisogna, inoltre, di una sorveglianza personale permanente; oppure
di aiuto regolare e notevole di terzi per compiere almeno due atti ordinari della vita e abbisogna, inoltre, di un accompagnamento permanente nell’organizzazione della realtà quotidiana.
La grande invalidità è di grado lieve se la persona, pur munita di mezzi ausiliari,
è costretta a ricorrere in modo regolare e considerevole all’aiuto di terzi per compiere almeno due atti ordinari della vita; oppure
necessita di una sorveglianza personale permanente; oppure
è costretta a ricorrere a un accompagnamento costante nell’organizzazione della realtà quotidiana; oppure
necessita, in modo durevole, di cure particolarmente impegnative richieste dalla sua infermità; oppure
a causa di un grave danno agli organi sensori o di una grave infermità fisica, può mantenere i contatti sociali con l’ambiente solamente grazie a servizi di terzi forniti in modo regolare e considerevole.
La determinazione della grande invalidità è effettuata dal servizio di accertamento dell’AI, solitamente nel quadro di una visita a domicilio. È importante prepararsi bene a questo colloquio e comunicare tutti i danni alla salute senza abbellire la situazione.
Quali sono gli atti ordinari della vita e quando si ritiene vi sia un bisogno regolare di aiuto?
La prassi ha definito sei atti ordinari della vita determinanti:
alzarsi, sedersi, sdraiarsi;
vestirsi, svestirsi;
mangiare (sminuzzare il pasto, portarlo alla bocca, portarlo a letto);
pulizia personale (lavarsi, pettinarsi, radersi, fare il bagno o la doccia);
espletare i bisogni corporali (risistemare i vestiti, pulirsi, espletare i bisogni corporali in modo inusuale);
spostarsi (nell’abitazione, all’aperto, intrattenere rapporti sociali).
Il ricorso all’aiuto di terzi deve essere regolare (ossia essenzialmente quotidiano) e notevole, come è il caso quando almeno una funzione parziale di un atto ordinario della vita (p.es. «lavarsi» quale parte della «pulizia personale») non può più essere compiuta dalla persona, oppure può essere compiuta soltanto con uno sforzo ragionevolmente non esigibile o in modo inusuale.
Per vestirsi, T. ha bisogno di 30 minuti perché deve ricorrere a mezzi ausiliari e fare molte pause. Con l’aiuto del marito, la procedura è notevolmente più rapida.Nonostante il maggior bisogno di tempo per l‘atto di «vestirsi», secondo la prassi vigente T. non è considerata affetta da grande invalidità in questo atto. Il maggior bisogno di tempo è considerato ancora esigibile in un caso del genere.
Una grande invalidità non è data soltanto quando una persona ha bisogno dell’aiuto diretto di terzi, bensì anche di aiuto indiretto, come è il caso soprattutto nelle persone con handicap mentali e psichici, in grado di compiere un atto quotidiano soltanto se un terzo sorveglia l’attività o fornisce istruzioni. Una persona con un handicap fisico può invece avere bisogno di una sorveglianza ad esempio per evitare di soffocare con il cibo.
A. è in grado di vestirsi, lavarsi e andare al bagno. Ma se i famigliari non lo sorvegliano e non gli spiegano come fare, spesso indossa gli abiti al contrario, dimentica di lavarsi e pulirsi. Per questi tre atti ordinari della vita, T. ha dunque bisogno dell’aiuto regolare di terzi.
Quando si ritiene vi sia una necessità di sorveglianza permanente?
La necessità di sorveglianza personale permanente sussiste quando una persona, a causa del suo stato di salute (p.es. handicap mentale, autismo, epilessia), non può essere lasciata sola perché altrimenti nuocerebbe a sé stessa o ad altri. La sorveglianza da parte di terzi deve essere di una certa intensità, ossia essi devono essere costantemente presenti (con piccole interruzioni).
Quando esiste un bisogno di accompagnamento nell’organizzazione della realtà quotidiana?
Si ritiene vi sia un bisogno di accompagnamento nell’organizzazione della realtà quotidiana quando la persona a causa di un danno alla salute...
non può vivere autonomamente senza l’accompagnamento di una terza persona (p.es. sotto forma di aiuto nella strutturazione della giornata, sostegno nell’affrontare situazioni della realtà quotidiana, istruzioni per sbrigare i lavori domestici); oppure
non può compiere le attività della vita quotidiana e intrattenere contatti fuori casa (spesa, attività del tempo libero, visite mediche ecc.) senza l’accompagnamento di una terza persona; oppure
rischia seriamente l’isolamento permanente dal mondo esterno senza accompagnamento di una terza persona.
Per giustificare il diritto a un assegno per grandi invalidi, il bisogno di accompagnamento nell’organizzazione della realtà quotidiana deve presentare un certo grado d’intensità. Ciò è il caso quando l’aiuto di terzi è necessario in media per almeno due ore alla settimana. Fa stato l’aiuto sotto forma di istruzioni, colloqui di sostegno e controlli (aiuto indiretto di terzi). Se, a causa della gravità dell’handicap, l’aiuto indiretto non raggiunge lo scopo, entra in linea di conto anche l’aiuto diretto (p.es. per il disbrigo dei lavori domestici).
Il bisogno di accompagnamento nell’organizzazione della realtà quotidiana è computato soltanto per i maggiorenni che non vivono in un’istituzione. Di norma, si tratta di persone con un handicap mentale o psichico. Per chi soffre esclusivamente di un danno alla salute psichica, il computo avviene inoltre soltanto se sussiste il diritto ad almeno un quarto di rendita dell’AI.
F. ha un handicap mentale ma vive da solo. Può farlo solo perché beneficia regolarmente dei servizi dell’accompagnamento a domicilio e sua mamma passa ogni settimana per dargli istruzioni e sostegno per il disbrigo delle faccende domestiche. L’intensità del bisogno di terzi varia, ma in media supera comunque le due ore settimanali. F. ha pertanto diritto a un assegno per grandi invalidi di grado lieve.
Casi speciali di grande invalidità
Un assegno per grandi invalidi di grado lieve è accordato anche quando un minorenne ha bisogno di cure particolarmente impegnative, ossia cure che richiedono ogni giorno un grande dispendio di tempo (quattro ore e più) oppure che esigono un impegno di almeno due ore al giorno e sono particolarmente impegnative dal punto di vista della qualità, come è il caso, ad esempio, della dialisi a domicilio.
Un assegno per grandi invalidi di grado lieve è accordato anche quando una persona, pur munita di mezzi ausiliari, a causa di un grave danno agli organi sensori o di un grave handicap fisico, può mantenere i contatti sociali con l’ambiente solamente grazie a servizi di terzi forniti in modo regolare e considerevole. Un tale bisogno di servizi di terzi forniti in modo regolare e considerevole per il mantenimento dei contatti sociali è secondo la prassi riconosciuto a
disabili fisici costretti a spostarsi in sedia a rotelle (p.es. paraplegia completa),
ciechi e ipovedenti gravi con acuità visiva da lontano dopo correzione inferiore su ambo i lati a 0,2 oppure notevole limitazione del campo visivo su ambo i lati.
Secondo la prassi vigente, i non udenti di norma non hanno bisogno dell’aiuto regolare di terzi per mantenere i contatti sociali. Se alla sordità si aggiunge però una cecità o un’ipovisione grave, le persone affette sono considerate grandi invalidi di grado elevato.
Ammontare dell’assegno per grandi invalidi
L’assegno per grandi invalidi è versato sotto forma di forfait mensile:
1896 franchi per la grande invalidità di grado elevato
1185 franchi per la grande invalidità di grado medio
474 franchi per la grande invalidità di grado lieve
Quando nasce il diritto e quando ha luogo un adeguamento?
Sostanzialmente, valgono le stesse regole del diritto a una rendita.
Il diritto a un assegno per grandi invalidi nasce quando le condizioni (bisogno di aiuto per compiere almeno due atti ordinari della vita, bisogno di sorveglianza ecc.) sono soddisfatte per un anno (tempo di attesa) senza interruzioni di rilievo e la grande invalidità perdura.
Se la richiesta è stata presentata tardi, l’assegno per grandi invalidi può essere accordato retroattivamente per al massimo i 12 mesi precedenti la richiesta.
L’aumento del grado di grande invalidità è considerato dal momento in cui persiste senza interruzioni rilevanti da tre mesi. L’adeguamento dell’assegno per grandi invalidi avviene tuttavia al più presto
a partire dalla presentazione della richiesta, a patto che la persona assicurata abbia chiesto la revisione;
dalla data prevista per la revisione, se l’aumento è avvenuto nel quadro di una revisione (verifica ufficiale del diritto).
La diminuzione del grado di grande invalidità è considerata dal momento in cui persiste senza interruzioni rilevanti da tre mesi. L’assegno per grandi invalidi viene tuttavia ridotto o soppresso al più presto dal primo giorno del secondo mese seguente la decisione. Una riduzione o soppressione retroattiva è possibile soltanto nel caso in cui sia dimostrato che la persona assicurata ha violato l’obbligo d’informare.
ückwirkende Aufhebung oder Herabsetzung ist nur dann möglich, wenn der versicherten Person eine Verletzung der Meldepflicht nachgewiesen werden kann.
M. richiede un assegno per grandi invalidi il 1° marzo 2020. Durante l’accertamento, emerge che il bisogno di aiuto causato dall’handicap per vestirsi e per curare l‘igiene personale sussiste già dall‘aprile 2017. Il diritto sarebbe così nato nell’aprile 2018, ma essendo la richiesta stata presentata solo nel marzo 2019, gli viene accordato l‘assegno per grandi invalidi soltanto con decorrenza marzo 2019. Solamente se viene dimostrato che l’ufficio AI avrebbe dovuto constatare da sé sulla scorta dei documenti in suo possesso il sussistere delle condizioni per un assegno per grandi invalidi è possibile chiedere il versamento retroattivo all’aprile 2018.
Soggiorno in un ospedale, in un’istituzione d’integrazione o in un istituto
Se una persona deve essere ricoverata per un periodo prolungato in ospedale per ricevere cure e se le assicurazioni sociali rispondono in maniera preponderante per tali spese, il diritto all’assegno per grandi invalidi è soppresso per ogni mese civile completo trascorso dalla persona in ospedale.
Chi soggiorna per almeno 24 giorni al mese in un‘istituzione al fine di attuare provvedimenti d‘integrazione finanziati dall‘AI non ha diritto all’assegno per grandi invalidi per il mese in questione.
Ogni mese, viene verificato se l’AI copre almeno 24 pernottamenti. Se sì, il diritto all’assegno per grandi invalidi decade nel mese in questione; se no, l’assegno per grandi invalidi è versato.
Anche ai residenti in istituto l’AI concede un assegno per grandi invalidi, ma a un’aliquota mensile fortemente ridotta (1/4 della normale indennità):
474 franchi per la grande invalidità di grado elevato
296 franchi per la grande invalidità di grado medio
119 franchi per la grande invalidità di grado lieve
D. percepisce un assegno per grandi invalidi di grado medio. Dal 18 giugno al 4 agosto deve soggiornare in una clinica psichiatrica. La cassa malati assume i costi in maniera preponderante. Nel mese di luglio, D. non percepirà alcun assegno per grandi invalidi. Se dovesse già esserle stato versato, l’AI ne esigerà la restituzione.
Sono considerate «istituto» le forme di abitazione collettiva finalizzate all’assistenza e alla cura. Le abitazioni condivise sono pure considerate tali se sono gestite sotto la responsabilità di un promotore con una direzione e personale assunto
T., che percepisce un assegno per grandi invalidi di grado lieve, è sottoposto a una prima misura d’integrazione professionale in un centro d’integrazione. L’AI assume le spese di vitto e alloggio fuori casa per i giorni di scuola, ma non per i fine settimana e le vacanze.
Delimitazioni rispetto all’assicurazione contro gli infortuni
L’assegno per grandi invalidi non è versato dall’AI bensì dall’assicurazione contro gli infortuni quando...
la persona ha bisogno dell’aiuto regolare di terzi per compiere gli atti ordinari della vita o di sorveglianza permanente in seguito a un infortunio e
al momento dell’infortunio era assicurata all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (assicurazione LAINF).
Questo vale anche se la grande invalidità è solo in parte conseguenza dell’infortunio. In tal caso, l’AI rimborsa all’assicurazione contro gli infortuni l’importo che avrebbe versato con assegno per grandi invalidi se la persona in questione non fosse stata vittima dell’infortunio.
Per la determinazione della grande invalidità, valgono essenzialmente le stesse disposizioni come per l’AI, con tuttavia un’importante eccezione: nell’assicurazione contro gli infortuni, il bisogno di accompagnamento nell’organizzazione della realtà quotidiana non dà diritto a un assegno per grandi invalidi.
L’assegno per grandi invalidi mensile dell’assicurazione contro gli infortuni è un po’ più alto di quello dell’AI:
812 franchi per la grande invalidità di grado lieve
1624 franchi per la grande invalidità di grado medio
2436 franchi per la grande invalidità di grado elevato
Nell’assicurazione contro gli infortuni, i punti seguenti sono disciplinati diversamente rispetto all’AI.
Il diritto a un assegno per grandi invalidi nasce non appena le condizioni sono soddisfatte.
L’assegno per grandi invalidi dell’assicurazione contro gli infortuni è versato interamente anche se la persona vive in istituto.
L’assegno per grandi invalidi continua a essere versato anche se la persona infortunata trasferisce il proprio domicilio all’estero.
Se l’infortunio è in relazione alla commissione di un delitto (p.es. guida in stato di ebbrezza), l’assicurazione contro gli infortuni può ridurre l’assegno per grandi invalidi.
Al raggiungimento dell’età AVS, il versamento dell’assegno per grandi invalidi da parte dell’assicurazione contro gli infortuni prosegue immutato.
Diritto a un assegno per grandi invalidi dell’AVS
Il versamento di un assegno per grandi invalidi a chi soddisfa le condizioni della grande invalidità soltanto dopo il raggiungimento dell’età AVS (uomini: 65 anni, donne: 64 anni) è disciplinato dalla legge sull’assicurazione per la vecchiaia.
Lo stesso vale per la persona che è andata in pensionamento anticipato e soltanto dopo adempie tutte le condizioni per la grande invalidità (incl. l’anno di attesa).
La grande invalidità in età AVS è determinata come in età AI, con un‘eccezione: il bisogno di accompagnamento nell’organizzazione della realtà quotidiana non è considerato per i beneficiari di rendite AVS.
L’AVS prevede un’aliquota unitaria per l’assegno per grandi invalidi, non fa quindi differenza se la persona vive al proprio domicilio o in un istituto. L’assegno mensile dell’AVS per grandi invalidi ammonta a
948 franchi per la grande invalidità di grado elevato
593 franchi per la grande invalidità di grado medio
237 franchi per la grande invalidità di grado lieve
In caso di grande invalidità di grado lieve, tuttavia, l’AVS accorda l’indennità soltanto se la persona non vive in un istituto.
Chi al raggiungimento dell’età AVS (o al momento di un eventuale pensionamento anticipato) già percepisce un assegno per grandi invalidi dell’AI, beneficia della garanzia dei diritti acquisiti: finché il grado di grande invalidità e il luogo di residenza (istituto/casa) non cambiano, l’assegno per grandi invalidi sarà di almeno lo stesso importo percepito fino a quel momento.
S. ha finora percepito dall’AI un assegno mensile di 474 franchi per una grande invalidità di grado lieve perché ha bisogno di un accompagnamento permanente nell’organizzazione della realtà quotidiana. Ora compie 65 anni. In ossequio alla garanzia dei diritti acquisiti, l’AVS gli verserà un assegno per grandi invalidi dello stesso importo, benché l’AVS di per sé non tenga conto del bisogno di accompagnamento nell’organizzazione della realtà quotidiana.
H. ha finora percepito dall’AI un assegno mensile di 1185 franchi per una grande invalidità di grado medio. Al raggiungimento dei 64 anni, l’AVS le versa un’indennità di pari entità (garanzia dei diritti acquisiti). Due anni più tardi, il suo stato di salute peggiora e la grande invalidità diventa di grado elevato. Poiché il peggioramento si è verificato dopo il raggiungimento dell’età AVS, il diritto all’assegno per grandi invalidi è in teoria retto dalla legge sull’assicurazione per la vecchiaia (948 franchi per una grande invalidità di grado elevato), ma, in virtù della garanzia dei diritti acquisiti, H. continuerà a percepire 1185 franchi.
N. vive da anni in un istituto e percepisce dall’AI un assegno mensile di 474 franchi per una grande invalidità di grado elevato. Ora che compie 64 anni, sarà l’AVS a versarle l’indennità. Siccome per i residenti in istituto quest’ultima è più elevata di quella dell’AI, N. percepirà 948 franchi al mese.
Diritto a un assegno per grandi invalidi:
art. 42 LAI
Valutazione della grande invalidità:
art. 37 OAI
Importo dell’assegno per grandi invalidi:
art. 42ter LAI
Inizio del diritto:
art. 42 cpv. 4 LAI; art. 35 OAI
Modifica del grado della grande invalidità:
art. 35 cpv. 2 OAI, art. 87 OAI, artt. 88 - 88bis OAI
Bisogno di accompagnamento nell’organizzazione della realtà quotidiana:
art. 42 cpv. 3 LAI; art. 38 OAI
Degenza in ospedale:
art. 67 cpv. 2 LPGA
Soggiorno in un‘istituzione per l‘esecuzione di provvedimenti d‘integrazione:
art. 42 cpv. 5 LAI; art. 35bis cpvv. 1, 3 e 4 OAI
Soggiorno in un istituto:
art. 42ter cpv. 2 LAI
Grande invalidità in seguito a infortunio:
artt. 26 e 27 LAINF; art. 66 cpv. 3 LPGA; artt. 37 e 38 OAINF; art. 39k OAI
Diritto a un assegno per grandi invalidi in età AVS:
art. 43bis LAVS; art. 66bis OAVS
Direttive amministrative sull’assegno per grandi invalidi:
Circolare sull’invalidità e la grande invalidità nell’assicurazione per l’invalidità (CIGI), numeri marginali 8001-8147