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Timestamp: 2019-04-20 07:14:10+00:00
Document Index: 129198872

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 142', 'sentenza ', 'art. 142', 'art. 2', 'art. 60', 'art. 142', 'art. 2188', 'art. 2']

La disciplina relativa alla notifiche degli atti tributari Ã¨ recata negli articoli 58 e 60 del D.P.R. n. 600/1973, ed Ã¨ imperniata sulle notificazioni degli atti tributari nel territorio dello Stato ove Ã¨ prodotto il reddito. In virtÃ¹ di tale principio, e fino allâ€™integrazione dello stesso operata ad opera del D.L. n. 223/2006, la situazione del contribuente residente allâ€™estero ed iscritto allâ€™Anagrafe degli italiani residenti allâ€™estero (AIRE) era parificata a quella del contribuente che non ha abitazione, ufficio o azienda nel domicilio fiscale.
Ai fini della validitÃ della notifica si imponeva, inoltre, che la stessa avvenisse solamente mediante il deposito della copia dellâ€™atto nella casa comunale o lâ€™affissione dellâ€™avviso di deposito nellâ€™albo dello stesso Comune. In altri termini, non era possibile fare ricorso alle procedure di notifica di cui allâ€™articolo 142 del Codice di procedure civile. Tuttavia, tale procedura ha cominciato a mostrare i suoi limiti, soprattutto in concomitanza con lâ€™incentivarsi dellâ€™attivitÃ di accertamento nei confronti dei cittadini italiani residenti allâ€™estero. Pertanto, lâ€™esigenza di assicurare lâ€™effettiva conoscenza degli atti tributari ai loro destinati si Ã¨ tradotta nellâ€™inserimento della lettera e-bis) nel comma 1 dellâ€™art. 60, D.P.R. n. 600/1973, che attribuisce al contribuente la facoltÃ di comunicare al competente ufficio locale lâ€™indirizzo estero dove ricevere la notifica degli atti tributari che lo riguardano.
Nel caso in cui il contribuente intenda avvalersi di tale facoltÃ , la notificazione degli atti tributari viene effettuata con la spedizione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento allâ€™indirizzo indicato. Tale intervento normativo ha mantenuto, perÃ², ferma lâ€™inapplicabilitÃ al rito tributario del disposto dellâ€™art. 142 c.p.c..
Con la sentenza n. 366 del 7 novembre 2007, la Corte Costituzionale ha dichiarato lâ€™illegittimitÃ di tale divieto, in quanto contrario allâ€™esigenza di garantire al destinatario dellâ€™atto da notificare lâ€™effettiva possibilitÃ di una tempestiva conoscenza dellâ€™accertamento notificato, e quindi, dellâ€™esercizio del suo diritto di difesa. Infatti, lâ€™adozione delle modalitÃ di notificazione previste in via generale dallâ€™art. 142 c.p.c. garantirebbe al contribuente lâ€™effettiva conoscenza dellâ€™atto a lui destinato, imponendo di conseguenza allâ€™Amministrazione finanziaria lâ€™onere di notificare gli atti in questione presso la residenza estera risultante dallâ€™AIRE.
Al fine di ovviare a tale situazione il legislatore, con il c.d. decreto incentivi (D.L. n. 40 del 2010, nella Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26 marzo 2010), ha provveduto ad disporre una modifica alla disciplina in commento. In particolare, lâ€™art. 2 del predetto decreto, modificando lâ€™art. 60, D.P.R. n. 600/1973, ha previsto che, salvo quanto previsto dai commi precedenti dellâ€™articolo citato e in alternativa a quanto stabilito allâ€™art. 142 c.p.c., la notificazione ai contribuenti non residenti si considera validamente effettuata mediante la spedizione di lettera raccomandata con avviso di ricevimento allâ€™indirizzo di residenza estera rilevato dai registri dellâ€™AIRE o a quello della sede legale estera risultante dal Registro delle imprese di cui allâ€™art. 2188 c.c..
In assenza dei predetti indirizzi, la spedizione della lettera raccomandata con avviso di ricevimento viene effettuata allâ€™indirizzo estero che Ã¨ indicato dal contribuente nelle domande di attribuzione del numero di codice fiscale o variazione dati nei modelli di cui al terzo comma, primo periodo, di tale articolo. La notificazione ai contribuenti non residenti si considera validamente effettuata ai sensi del comma 4 - ossia alla data di spedizione - qualora i medesimi soggetti non abbiano comunicato allâ€™Agenzia delle Entrate lâ€™indirizzo della loro residenza o sede estera o del domicilio eletto per la notificazione degli atti, e le successive variazioni, con le modalitÃ previste con provvedimento del Direttore dellâ€™Agenzia delle Entrate.
Le comunicazioni e le successive variazioni hanno effetto dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione. Tali nuove disposizioni, precisa ancora lâ€™art. 2 del decreto incentivi, operano simmetricamente ai fini della riscossione. (D.L. 25/03/2010, n. 40, G.U. 26/03/2010, n. 71) 29/03/2010 Â
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