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Timestamp: 2020-08-14 04:38:23+00:00
Document Index: 6867069

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 14', 'art. 25', 'art. 44', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 16', 'art. 46']

Nota illustrativa - Aeranti
NOTA ILLUSTRATIVA DEL CCNL STIPULATO IL 2/6/95 TRA ANTI, U.C.I.C.T. E U.N.C.I. CON FE.NA.S.A.L.C. – C.I.S.A.L. E C.I.S.A.L. COORDINATO CON L’INTEGRAZIONE NORMATIVA, L’ADEGUAMENTO RETRIBUTIVO E L’ESTENSIONE AL CNAI DELL’8/4/98 E CON L’ADESIONE DEL 9/3/99 DELL’AER, DEL CORALLO E DEL COORDINAMENTO AER-ANTI-CORALLO.
L’AER-ASSOCIAZIONE EDITORI RADIOTELEVISIVI in data 9/3/99, unitamente al Coordinamento AER – ANTI – CORALLO ha aderito al Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) stipulato in data 2/6/95 dall’U.C.I.C.T., A.N.T.I., U.N.C.I. e U.C.I.C.T. con la FE.NA.S.A.L.C. – C.I.S.A.L. e C.I.S.A.L. (e esteso dall’8/4/98 al CNAI) riguardante la regolamentazione dei rapporti di lavoro dipendente delle aziende del settore radiotelevisivo.
Tale adesione, riguarda anche l’Accordo di rinnovo stipulato in data 8/4/98 , relativo all’integrazione della parte normativa e all’adeguamento della parte economica.
Ne consegue che nelle aziende associate AER è cessata l’applicazione del Contratto Collettivo nazionale di lavoro stipulato in data 6/4/1995 con FILIS-CGIL, FIS-CISL e UILSIC-UIL che, sebbene scaduto il 31/12/1997 continuava ad essere applicato con l’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale determinata in base al tasso di inflazione programmata per il 1998 pari all’1,8%.
L’adesione al Contratto Collettivo Nazionale di lavoro con FE.NA.S.A.L.C. C.I.S.A.L. e C.I.S.A.L. è stata decisa dall’AER in quanto nell’ambito di una politica di sempre maggior coesione con ANTI e CORALLO (nell’ambito del Coordinamento AER-ANTI-CORALLO) si trattava di pervenire ad uno strumento unico di regolamentazione dei rapporti di lavoro nelle imprese aderenti ad AER, ANTI, CORALLO.
In tal senso si è deciso di aderire al CCNL già in essere tra l’ANTI e la FE.NA.S.A.L.C.-C.I.S.A.L e C.I.S.A.L.
D’altro canto i sindacati confederali del settore delle comunicazioni (ora denominati SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILSIC UIL) hanno aperto le trattative per il rinnovo del CCNL con la FRT (che rappresenta un numero di emittenti locali molto inferiore a quello rappresentato da AER, ANTI e CORALLO. Queste ultime rappresentano infatti complessivamente circa 1300 imprese radiotelevisive locali sulle circa 1750 – 1800 operanti) senza allo stesso tempo aver neppure sottoposto ad AER e CORALLO la piattaforma di proposta di rinnovo contrattuale.
Inoltre il nuovo CCNL prevede la possibilità di operare assunzioni di apprendisti (opportunità molto interessante) non prevista dal precedente CCNL.
Il CCNL con FE.NA.S.A.L.C.-C.I.S.A.L. e CISAL scadrà il 31/12/99. A tale data verrà ridiscussa la regolamentazione contrattuale.
Passiamo ora ad analizzare i principali cambiamenti che si verificano con il nuovo contratto.
E’ bene precisare che con l’adesione al nuovo contratto collettivo non si sono voluti sostituire eventuali condizioni più favorevoli praticate ai lavoratori in forza.
Pertanto qualora si dovessero riscontrare delle discordanze a livello retributivo tra i trattamenti economici attuali e quelli scaturenti dall’adeguamento al nuovo contratto, dovrà essere comunque garantito il trattamento retributivo di miglior favore in vigore attualmente evidenziando la differenza retributiva scaturente dall’applicazione dei nuovi minimi contrattuali, con l’erogazione di un trattamento “ad personam”.
Tali trattamenti “ad personam” potranno naturalmente non essere attribuiti al personale di nuova assunzione.
La scadenza concordata del contratto, come si è detto, è prevista per il 31/12/99.
A tale riguardo si precisa che secondo gli accordi i suddetti trattamenti “ad personam” potranno essere riassorbiti e conglobati nell’ambito di nuovi trattamenti stabiliti in sede di eventuale rinnovo contrattuale.
Inquadramento del personale – qualifiche e mansioni
Particolare attenzione va prestata alle disposizioni che regolamentano gli inquadramenti e le mansioni del personale a cui viene direttamente collegato il trattamento economico.
Ferma restando la ripartizione del personale nelle qualifiche “operai” “impiegati” e “quadri” i lavoratori sono ora inquadrati in un’unica scala di classificazione su cinque livelli, oltre ai quadri .
Tenendo conto della classificazione unica, i livelli retributivi sono poi suddivisi in “settore radio” e “settore televisivo” .
Dato che il numero dei livelli di inquadramento risulta, secondo il nuovo contratto, inferiore all’attuale, la nuova classificazione dei lavoratori in forza andrà effettuata tenendo conto della compatibilità delle mansioni svolte con la nuova declaratoria contrattuale.
Tenendo conto altresì che il contratto fino ad ora applicato divideva gli inquadramenti nei diversi settori televisivo e radiofonico, la nuova classificazione andrà effettuata seguendo le seguenti direttive:
Per il personale inquadrato attualmente nel settore televisivo si dovrà seguire il seguente adeguamento:
8° livello (Quadro)
9° livello (Quadro)
Per il personale inquadrato attualmente nel settore radiofonico, tenuto conto che nel vecchio contratto la declaratoria prevedeva solo sei figure professionali, si dovrà seguire il seguente adeguamento:
6° livello (quadro)
Viste le divergenze sussistenti su tale istituto, si evidenzia che per quei lavoratori di recente assunzioni che stanno svolgendo il periodo di prova previsto dal vecchio contratto si dovrà continuare ad applicare le disposizioni in esso contenute.
Le nuove disposizioni andranno invece applicate per il personale di nuova assunzione.
Fermo restando che il normale orario di lavoro dovrà continuare ad essere limitato alle 40 ore settimanali, si evidenzia come nel nuovo contratto collettivo siano previste differenti percentuali per compensare il lavoro straordinario, notturno, festivo ecc.
A tal fine si precisa che potranno essere applicate tali maggiorazioni già a far data dal mese di entrata in vigore del nuovo contratto di lavoro.
Si riportano di seguito le nuove percentuali di maggiorazione:
Lavoro ordinario domenicale 3%
Lavoro ordinario festivo 15%
Lavoro ordinario notturno 10%
Lavoro supplementare (oltre le 40 fino alle 48ore) 15%
Lavoro straordinario (oltre le 48 ore) 25%
Lavoro straordinario diurno festivo 30%
Lavoro straordinario notturno festivo 40%
A tale riguardo si sottolinea la possibilità prevista nel nuovo contratto per le aziende concessionarie private per la radio diffusione sonora e televisiva, che il riposo settimanale possa non coincidere con la domenica ai sensi dell’art. 20 della L. 223/90. In tal caso al lavoratore spetterà comunque una giornata di riposo dopo sei giornate di lavoro effettivo e continuativo.
Per quanto riguarda il periodo di ferie si deve considerare che lo stesso rimane invariato anche se i due contratti usano diverse terminologie.
Quello fino ad ora applicato faceva riferimento a 20 giorni di lavoro effettivo mentre il nuovo parla di 4 settimane di calendario.
Ai fini della durata è chiaro come i due termini si equivalgano.
Più complesso è invece il discorso che riguarda i permessi.
Il nuovo contratto infatti non fa esplicito richiamo a tale istituto mentre, nell’art. 14 dedicato alla regolamentazione delle festività soppresse, rimanda a quanto stabilito all’art. 25 in materia di cassa assistenza e previdenza.
Tenuto conto che nell’accordo stipulato dalla nostra Associazione in data 9/03/99 l’applicazione di tale articolo è stata sospesa, si ritiene opportuno che ai dipendenti in forza venga mantenuto l’attribuzione dei permessi per ex festività così come regolamentato dal precedente contratto collettivo per evitare di incorrere in possibili contestazioni e/o vertenze.
Di particolare rilievo e convenienza risulta essere la regolamentazione di tale istituto prevista dall’art. 44 del nuovo contratto di settore.
Preme precisare che nel vecchio contratto tale figura non era stata regolamentata e pertanto non si era potuto sfruttare tutte le agevolazioni che sono previste per tale istituto.
Caratteristiche principali dell’apprendistato.
L’apprendistato è uno speciale rapporto di lavoro in forza del quale l’imprenditore nell’utilizzare l’opera dell’apprendista è obbligato a fornire a quest’ultimo l’insegnamento necessario al raggiungimento della capacità tecnica propria del lavoratore qualificato
Il datore di lavoro che ricorre all’apprendistato beneficia di due agevolazioni:
l’esclusione degli apprendisti dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e da contratti collettivi e la riduzione dei contributi previdenziali da versare.
Il lavoratore assunto come apprendista deve avere un’età compresa tra i 15 e i 24 anni. L’età è elevata a 26 anni per assunzioni effettuate nelle aree del Mezzogiorno ed in quelle a forte disoccupazione.
Il datore di lavoro non artigiano può assumere:
– fino a 3 apprendisti se non ha alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o ne ha meno di 3 (art. 21, comma 1, L. n. 56/1987);
– un numero di apprendisti non superiore a quello delle maestranze specializzate e qualificate che lavorano nell’azienda stessa, negli altri casi
Il datore di lavoro deve ottenere l’autorizzazione preventiva della Direzione provinciale del lavoro territorialmente competente indicando nella domanda le condizioni della prestazione richiesta agli apprendisti, il genere di addestramento previsto e la qualifica da conseguire al termine del rapporto.
Indipendentemente dalla tipologia dell’attività aziendale la legge subordina l’assunzione dell’apprendista ad una visita medica per l’accertamento della idoneità fisica che deve essere eseguita dalla A.S.L.
Gli apprendisti non possono essere adibiti al lavoro notturno tra le 22,00 e le 06,00; l’orario di lavoro è inoltre soggetto alle seguenti limitazioni:
fino a 15 anni 7 ore giornaliere 35 settimanali
da 15 a 18 anni 8 ore giornaliere 40 settimanali
più di 18 anni 8 ore giornaliere 44 settimanali
I contributi previdenziali sono previsti in misura estremamente ridotta per gli apprendisti.
Secondo quanto stabilito nell’ultima circolare ENPALS è dovuto un contributo settimanale fisso di £. 4.708.
Tale agevolazione è prevista per tutta la durata del contratto di apprendistato secondo la regolamentazione prevista dal contratto collettivo
Qualora i datori di lavoro, in applicazione dell’art. 21, comma 6, L. n. 56/1987, trasformino il rapporto di apprendistato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, potranno godere per un altro anno dei benefici contributivi e dovranno quindi versare all’ENPALS il contributo fisso nella misura prevista per gli apprendisti.
La quota a carico del lavoratore sarà invece determinata operando una riduzione di tre punti dell’aliquota contributiva vigente per la generalità dei lavoratori.
L’apprendistato è previsto per le figure professionali ricomprese nei livelli 3° e 4° ed ha una durata rispettivamente di 4 o 5 anni.
Secondo le disposizioni dell’art. 16 L.196/97 la durata dell’apprendistato (ad eccezione del settore artigiano) non può essere superiore a quattro anni pertanto, tenuto conto che il contratto collettivo è stato stipulato in data anteriore l’emanazione di tale legge, si consiglia di adeguare il periodo di apprendistato previsto per il 4° livello ai termini massimi previsti dalla legge.
In ultima analisi si ricorda che durante il periodo di apprendistato all’apprendista spetta una retribuzione ridotta rispetto a quella prevista per un lavoratore qualificato. Per le percentuali di riduzione si rimanda alla tabella dell’art. 46 del contratto collettivo.