Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/pignoramento
Timestamp: 2018-12-12 06:26:13+00:00
Document Index: 86401249

Matched Legal Cases: ['art. 492', 'art. 494', 'art. 482', 'art. 496', 'art. 518', 'art. 540', 'art. 518']

Pignoramento – La Legge per tutti
Pignoramento (d. p. civ.): È l’atto con cui ha inizio l’espropriazione forzata [vedi].
Ai sensi dell’art. 492 c.p.c., il Pignoramento consiste in un’ingiunzione che l’ufficiale giudiziario [vedi] fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito esattamente indicato i beni che si assoggettano all’espropriazione [vedi Espropriazione forzata] e i frutti di essi.
L’ufficiale giudiziario pone in essere il Pignoramento su istanza del creditore, previa esibizione da parte dello stesso del titolo esecutivo [vedi] e del precetto [vedi] ritualmente notificati.
L’atto di pignoramento può essere notificato al debitore, decorsi 10 giorni dalla notifica dell’atto di precetto (articolo 482 del Codice di procedura civile) e non oltre 90 giorni dalla notifica. Qualora non si rispettino tali termini, l’atto di pignoramento è nullo.
L’atto di pignoramento deve contenere (articolo 555 del Codice di procedura civile): a) l’indicazione dei titoli in forza dei quali intende procedere ad esecuzione forzata; b) l’indicazione del diritto reale e del bene immobile che si intendono sottoporre ad esecuzione, in particolare il bene deve essere individuato con l’indicazione della natura, del Comune in cui si trova e dei dati catastali. Inoltre, in base all’articolo 492 del Codice di procedura civile è necessaria: c) l’ingiunzione da parte dell’ufficiale giudiziario al debitore di astenersi dal compiere qualunque atto che possa sottrarre alla garanzia del credito i beni pignorati; d) l’invito al debitore ad effettuare presso la cancelleria del giudice dell’esecuzione la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio in uno dei Comuni del circondario del giudice competente per l’esecuzione con l’avvertimento che, in mancanza le notifiche a lui dirette saranno effettuate presso la cancelleria; e) l’avvertimento al debitore (articolo 495 del Codice di procedura civile) che può chiedere con istanza al giudice, di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari all’importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, da depositarsi in cancelleria, prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione in uno ad una somma non inferiore ad un quinto dell’importo del credito per cui è stato eseguito il pignoramento, e dei crediti dei creditori intervenuti, indicati nei rispettivi atti di intervento.
Il debitore può evitare il Pignoramento:
— versando nelle mani dell’ufficiale giudiziario la somma per cui si procede e l’importo delle spese, con l’incarico di consegnarli al creditore;
— depositando nelle mani dell’ufficiale giudiziario, in sostituzione delle cose pignorate, come oggetto di Pignoramento una somma di denaro uguale all’importo del credito o dei crediti per cui si procede e delle spese, aumentato di due decimi (art. 494 c.p.c.).
Il Pignoramento non può essere compiuto prima che sia decorso il termine indicato nel precetto ed, in ogni caso, non prima di dieci giorni dalla notificazione [vedi] del precetto stesso. Se vi è pericolo nel ritardo, tuttavia, il Presidente del Tribunale [vedi] può autorizzare, con decreto [vedi], l’esecuzione immediata, con o senza cauzione [vedi] (art. 482 c.p.c.).
Il Pignoramento, inoltre, deve essere iniziato entro 90 giorni dalla notificazione del precetto, termine nel quale quest’ultimo diviene inefficace (in tal caso, per iniziare l’esecuzione, il creditore dovrà redigere e far notificare un nuovo atto di precetto).
La funzione del Pignoramento è di vincolare i beni da assoggettare all’esecuzione, sottraendoli alla libera disponibilità del debitore. Tale vincolo rende inefficaci gli atti di disposizione (di per sé perfettamente validi) compiuti dal debitore relativamente ai beni pignorati (cd. inefficacia relativa) in epoca successiva al Pignoramento.
Invece, gli atti di disposizione anteriori al Pignoramento sono inefficaci nei confronti del creditore pignorante e dei creditori intervenuti se:
— nel caso di immobili, le alienazioni sono state trascritte successivamente al Pignoramento;
— nel caso di mobili, non è stato trasmesso il possesso anteriormente al Pignoramento, salvo che risultino da atto avente data certa;
— nel caso di cessione di crediti, non sono state notificate dal debitore ceduto anteriormente al Pignoramento;
— nel caso di universalità di mobili, le alienazioni non abbiano data certa anteriore al Pignoramento.
È il provvedimento con il quale il giudice dell’esecuzione riduce il vincolo del Pignoramento ad alcuni soltanto dei beni sottoposti ad esecuzione, disponendo contestualmente la liberazione degli altri, quando il valore degli stessi è superiore all’importo dei crediti per cui si procede e alle spese (art. 496 c.p.c.).
Si verifica allorché il debitore, prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione, chiede la sostituzione della cosa pignorata con una somma di denaro pari all’importo delle spese e dei crediti del creditore pignorante e dei creditori intervenuti.
La conversione del Pignoramento viene ammessa dal giudice [vedi] dell’esecuzione con ordinanza [vedi], nella quale si dispone che le cose pignorate siano liberate e che la somma sia sottoposta a Pignoramento in loro vece.
Tale istituto ha la finalità di non sottrarre a tempo indeterminato i beni alla libera circolazione, sostituendo ad essi il denaro.
L’art. 518 c.p.c. disciplina l’ipotesi in cui il giudice, quando ritiene che il presumibile valore di realizzo dei beni pignorati sia inferiore al credito e alle spese, nominato uno stimatore, se opportuno, ordina l’integrazione del Pignoramento, autorizzando l’ufficiale giudiziario a riprendere senza indugio le operazioni di ricerca dei beni.
L’art. 540bis c.p.c. stabilisce che non solo quando sia presumibile, ma anche quando nell’espropriazione mobiliare le cose pignorate risultino invendute a seguito del secondo o successivo esperimento ovvero la somma assegnata non sia sufficiente a soddisfare le ragioni dei creditori, il giudice, ad istanza di uno di questi, provvede a norma dell’ultimo comma dell’art. 518 c.p.c., disponendo quindi l’integrazione del Pignoramento.
Se in tal modo sono pignorate nuove cose, il giudice ne dispone la vendita senza che vi sia necessità di nuova istanza. In caso contrario, dichiara l’estinzione del procedimento, salvo che non siano da completare le operazioni di vendita.
I beni assoggettati a pigno-ramento appaiono insuffi-cienti o appare manifesta la lunga durata della liquidazione L’ufficiale giudiziario invita il debitore ad indicare ulteriori beni utilmente pignorabili, i luoghi in cui si trovano ovvero le generalità dei terzi debitori, avvertendolo della sanzione prevista per l’omessa o falsa dichiarazione.
Ricerca delle cose e dei crediti da sottoporre ad esecuzione L’ufficiale giudiziario, quando non individua beni utilmente pignorabili o le cose e i crediti pignorati o indicati dal debito-re appaiono insufficienti a soddisfare il creditore procedente e i creditori intervenuti, su richiesta del creditore procedente rivolge richiesta ai soggetti gestori dell’anagrafe tributaria e di altre banche dati pubbliche.
Il debitore è un imprenditore commerciale L’ufficiale giudiziario invita il debitore a indicare il luogo do-ve sono tenute le scritture contabili e nomina un commercialista, un avvocato o un notaio (iscritti negli appositi elenchi) per il loro esame al fine dell’individuazione di cose e crediti pignorabili.
Le formalità del pignoramento
– I beni assoggettati a pignoramento appaiono insufficienti o appare manifesta la lunga durata della liquidazione:
L’ufficiale giudiziario invita il debitore ad indicare ulteriori beni utilmente pignorabili, i luoghi in cui si trovano ovvero le generalità dei terzi debitori, avvertendolo della sanzione prevista per l’omessa o falsa dichiarazione.
– Ricerca delle cose e dei crediti da sottoporre ad esecuzione:
L’ufficiale giudiziario, quando non individua beni utilmente pignorabili o le cose e i crediti pignorati o indicati dal debitore appaiono insufficienti a soddisfare il creditore procedente e i creditori intervenuti, su richiesta del creditore procedente rivolge richiesta ai soggetti gestori dell’anagrafe tributaria e di altre banche dati pubbliche.
– Il debitore è un imprenditore commerciale:
L’ufficiale giudiziario invita il debitore a indicare il luogo dove sono tenute le scritture contabili e nomina un commercialista, un avvocato o un notaio (iscritti negli appositi elenchi) per il loro esame al fine dell’individuazione di cose e crediti pignorabili.