Source: http://www.fuocoelegna.it/cannalex.php
Timestamp: 2013-05-23 08:56:07+00:00
Document Index: 178728468

Matched Legal Cases: ['art. 1102', 'art. 1102', 'art. 1120', 'art. 1108', 'art. 906', 'art. 1102']

Nei rapporti tra proprietari, la giurisprudenza, nel riaffermare la tutelabilit� delle distanze, ha ribadito che le relative norme (sempre purch� compatibili nella situazione concreta), vanno rispettate ogni volta che l'opera (canna fumaria, tettoria), arrechi pregiudizio alla propriet� altrui, limitando il diritto di veduta.
Per quanto riguarda l'utilizzazione delle parti comuni, l'obbligo di rispettare le distanze legali sussiste ogni volta in cui un condomino, volendo realizzare un'opera sulle parti comuni a beneficio della sua singola propriet�, venga in rapporto con le propriet� di altri condomini e violi i diritti garantiti dalle norme sulle distanze legali.
Il criterio per stabilire, di volta in volta, la prevalenza delle norme sulle distanze legali su quelle proprie del condominio � stato individuato nella distinzione tra le funzioni primarie svolte dalle parti comuni e le utilizzazioni secondarie cui le medesime parti comuni possono dar luogo, al di fuori di un rapporto inscindibile con la struttura e la funzionalit� del condominio, vale a dire in altre parole utilizzazioni dirette a soddisfare bisogni non essenziali legati alla disponibilit� di porzioni di fabbricato.
Se dunque il condomino (o il condominio) intenda usare le parti comuni per soddisfare bisogni essenziali che solo possono essere soddisfatti mediante l'utilizzo della cosa comune (costruzione di canna fumaria per impianto di riscaldamento) non troveranno applicazione le norme sulle distanze, mentre tali norme torneranno a prevalere nei riguardi di opere eseguite sulle cose comuni per finalit� estranee alle loro funzioni primarie
L'installazione di una canna fumaria in aderenza, appoggio o con incastro nel muro perimetrale di un edificio, da parte di un condomino e' attivit� lecita rientrante nell'uso della cosa comune, previsto dall'art. 1102, Codice civile e come tale, non richiede ne' interpello ne' consenso degli altri condomini. La facolt� incontra soltanto i limiti costituiti dai diritti esclusivi altrui (ad esempio distanze dalle vedute, immissioni, etc.) e dal divieto di alterare il decoro architettonico dell'edificio.
L'uso ex art. 1102, Codice civile, della cosa comune da parte del comproprietario-condomino e' lecito quando: a) non ne altera la naturale destinazione; b) non impedisce agli altri comproprietari di farne parimenti uso secondo il loro diritto; c) non pregiudica la stabilit� ed il decoro architettonico dell'edificio; d) non arreca danno alle singole propriet� esclusive. Applicando questi principi al caso concreto in esame, il Collegio ritiene che l'uso del muro comune (che d� sul retro dell'edificio) per appoggiarvi un'autonoma canna fumaria non ne altera la naturale destinazione, non pregiudica la stabilit� dell'edificio e forse non impedisce agli altri comproprietari di utilizzarlo secondo il loro diritto. Ma non pu� seriamente negarsi che l'installazione di due separate canne fumarie nel tratto di facciata compreso tra i balconi e le finestre di ben cinque piani: 1) violi le norme sulle distanze legali (che non puo' essere inferiore a 75 cm dai pi� vicini sporti dei balconi delle propriet� individuali); 2) riduca in modo apprezzabile la visuale laterale che si gode soprattutto dalle finestre lungo le quali dovrebbe correre il manufatto; 3) ma soprattutto alteri il decoro architettonico della facciata intera dello stabile che ha una sua euritmia e dignit� che meritano di essere preservate nel preminente interesse della collettivit� condominiale.
L'apposizione, da parte di un condomino e per propria esclusiva utilita', di una canna fumaria lungo il muro perimetrale di un edificio, non integra una modificazione della cosa comune necessaria al suo miglior godimento, da parte di tutti i condomini, ma costituisce innovazione soggetta alla disciplina dell'art. 1120, Codice civile. Deve per questo ritenersi vietata, in primo luogo, quando costituisce un'evidente alterazione del decoro architettonico dello stabile e, in secondo luogo, quando le caratteristiche del manufatto sono tali da sottrarre una parte del muro condominiale all'uso degli altri condomini, i quali evidentemente non possono utilizzare la stessa porzione di muro per appoggiarvi propri tubi o manufatti. Il consenso di tutti i condomini richiesto per gli atti direttamente costitutivi di diritti reali sul fondo comune, non e' necessario per deliberare l'apposizione di una canna fumaria ad uso esclusivo di un singolo condomino, nonostante che l'imposizione abusiva di questa possa condurre alla costituzione di un diritto di servit� per usucapione. L'unanimita' dei consensi prevista dall'art. 1108, Codice civile, non e', infatti, richiesta per gli atti che possono determinare la costituzione di diritti reali solo con il concorso dell'ulteriore ipotetico requisito dell'avvenuta maturazione del possesso ad usucapionem.
Con riguardo ad edificio in condominio, una canna fumaria, anche se ricavata nel vuoto di un muro comune, non � necessariamente di propriet� comune, ben potendo appartenere ad un solo dei condomini, se sia destinata a servire esclusivamente l'appartamento cui afferisce, costituendo detta destinazione titolo contrario alla presunzione legale di comunione.
Nel caso in cui cessi l'uso di un impianto di riscaldamento condominiale non viene meno per questa sola ragione il compossesso dei singoli comproprietari sulla relativa canna fumaria, sia perch� � riconducibile ai poteri del titolare di un diritto reale la facolt� di mettere o non mettere in attivit� un impianto, sia perch� la canna fumaria va considerata come un manufatto autonomo, suscettibile di svariate utilizzazioni.
In applicazione dell'art. 906 Cod. civ., la distanza legale per la collocazione di una canna fumaria sul muro perimetrale comune, ad opera di uno dei condomini, non pu� essere inferiore a 75 centimetri dai pi� vicini sporti dei balconi di propriet� esclusiva degli altri condomini. Non �, per�, consentito al condomino installare sul muro predetto - pur con l'osservanza delle distanze legali - canne fumarie che, per la loro dimensione o per la loro ubicazione riducono in modo apprezzabile la visuale di cui altri condomini usufruiscono dalle vedute situate nello stesso muro perch�, diversamente, l'installazione costituirebbe innovazione eccedente i limiti segnati dall'art. 1102 Cod. civ., in relazione sia alla struttura del muro sia alla volont� dei condomini ed all'uso della cosa comune in concreto fatto da costoro.
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