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Timestamp: 2020-07-02 23:08:23+00:00
Document Index: 4828788

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 53', 'art. 7', 'art. 53', 'art. 1418']

← Consiglio di Stato, Sez. V, 28 ottobre 2015, n. 4943
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funerali.org Pubblicato il 28/10/2015 da Sereno Scolaro 14/03/2019
Per le concessioni cimiteriali, comunque denominate, antecedenti al dPR 21 ottobre 1975, n. 803 (abrogatnte, tra l’altro, del R.D. 21 dicembre 1942, n. 1880), per le quali poteva aversi legittimazione alla cessione, tanto per atti inter vivos o per atti mortis causa, legittimazione che era, peraltro, subordinata ad una tempestiva comunicazione al comune ai fini della valutazione della sussistenza di un qualche pubblico interesse, l’omissione di tale comunicazione rende corretto il provvedimento di revoca, anche nella parte in cui ha previsto, in applicazione del principio dell’accessione, l’acquisizione del manufatto funerario realizzato sull’area interessata.
Art. 823 Cod. Civ.
Art. 824 Cod, Civ.
N. 04943/2015REG.PROV.COLL.
N. 00924/2014 REG.RIC.
E. GIOVANNI e dai suoi eredi M. ADDOLORATA, E. FARRAELE, E. LUISA, E. GIUDITTA, E. KATIA, tutti rappresentati e difesi dagli avv. Vincenzo Cerulli Irelli e Maria Athena Lorizio, con il cui sono elettivamente domiciliati in Roma, Via Dora, n. 1;
per la riforma della sentenza del T.A.R. CAMPANIA – NAPOLI, Sez. VII, n. 4184 del 6 settembre 2013, resa tra le parti, concernente la revoca decadenziale della concessione di suolo cimiteriale e la conseguente acquisizione del manufatto funerario ivi realizzato;
Visto l’atto di riassunzione del giudizio da parte dei signori Addolorata Marino, Raffaele, Luisa, Giuditta e Katia E.;
I.1. Il Comune di Napoli – con permesso n. 115 del 14 agosto 1893 – rilasciò al Principe di Motta Bagnara Fabrizio R. il permesso per la costruzione di una cappella funeraria nel cimitero di Poggioreale su di un’area di 63 mq. di cui lo stesso aveva il godimento.
I.2. A seguito di indagini è risultato che con atto notarile rep. N. 99018 del 26 luglio 2011 quel manufatto funerario è stato venduto dalla signora Luisa Z., nella dichiarata qualità di unica erede dell’originario concessionario, al sig. Giovanni E.
I.3. Con provvedimento dirigenziale n. 18 del 9 ottobre 2012, previa comunicazione di avvio del procedimento agli interessati, signori Luisa Z. e Giovanni E., ed esaminate le loro osservazioni, è stata disposta la revoca decadenziale della concessione di suolo cimiteriale di cui al citato permesso n. 115 del 14 agosto 1893, con acquisizione del realizzato manufatto (da rilasciare liberi da salme, resti mortali e arredi funebri, entro 90 giorni, con espresso avviso che in difetto si sarebbe provveduto in danno).
I.4. Il Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sezione VII, con la sentenza n. 4184 del 6 settembre 2013, nella resistenza dell’intimata amministrazione comunale, ha respinto il ricorso proposto dal signor Giovanni E. avverso il sopra citato provvedimento di revoca decadenziale, ritenendo infondati tutti i sei motivi di censura (imperniati sull’eccesso di potere per erroneità dei presupposti sotto più profili, violazione dell’art. 11 della legge in relazione all’art. 53 del regolamento comunale; violazione del regolamento n. 285 del 1990, violazione dell’art. 7 della legge n. 241 del 1990, pure con riferimento all’art. 53 del regolamento comunale; violazione dell’art. 1418 C.C.)”.
Con atto notificato il 29 ottobre 2014 i signori Addolorata M., Raffaele, Luisa, Giuditta e Katia E. hanno riassunto il giudizio, insistendo per l’accoglimento delle conclusioni già formulate.
E’ stato anche sottolineato che, “come accade per ogni altro tipo di concessione amministrativa di beni o utilità, la posizione giuridica soggettiva del privato titolare della concessione tende a recedere dinnanzi ai poteri dell’amministrazione in ordine ad una diversa conformazione del rapporto”, trattandosi “… di una posizione soggettiva che trova fonte, se non esclusiva, quanto meno prevalente nel provvedimento di concessione”, così che, a fronte di successive determinazioni del concedente, il concessionario può chiedere ogni tutela spettante alla sua posizione di interesse legittimo.
L’articolo 71 di quest’ultimo prevedeva al secondo comma la possibilità che il diritto di uso delle sepolture private potesse essere ceduto ovvero trasmesso, sia totalmente che parzialmente, tanto per atto tra vivi quanto per atto di ultima volontà a terzi, “… salvo che la cedibilità o la trasmissibilità in tutto o in parte, non sia incompatibile con il carattere del sepolcro secondo il codice civile, e sempre che i regolamenti comunali ed i singoli atti di concessione non dispongano altrimenti”, aggiungendo al quarto comma che “In ogni caso, ove sussistano ragioni di pubblico interesse, il Comune può non riconoscere come nuovo concessionario l’avente causa del titolare della concessione. A tal fine gli interessati devono preventivamente notificare ogni atto di cessione o trasmissione al Comune, il quale entro il termine perentorio di un mese, potrà dichiarare il proprio voto alla cessione o alla trasmissione”.
III.3.1.4. Sotto altro concorrente profilo le considerazioni esposte sub III.3.1.1. e III.3.1.2. escludono anche che possa ragionevolmente dubitarsi della natura concessoria dell’assegnazione dell’area di cui si tratta, pacificamente collocata all’interno del cimitero comunale di Poggioreale, non essendo sufficiente e tanto meno decisiva in tal senso la semplice constatazione che nel documento in data 17 aprile 1893 (che non ha natura, né tanto meno la forma di atto di compravendita) si trovi affermato che il Principe di Motta Bagnara Fabrizio R. aveva acquistato un’area di 63 mq. nel cimitero di Poggioreale.
III.3.2.1. Quanto alle questioni concernenti la natura, il contenuto e l’esercizio dello jus sepulcri, possono richiamarsi le considerazioni già svolte al precedente punto III.1., osservandosi ancora che, se è vero che il diritto sul sepolcro è un diritto di natura reale assimilabile al diritto di superficie, suscettibile di possesso del bene relativo e di trasmissione sia inter vivos sia mortis causa, nei confronti degli altri soggetti privati, è altrettanto vero che esso non preclude l’esercizio dei poteri autoritativi spettanti alla amministrazione concedente, sicché nel caso di emanazione di atti di revoca o di decadenza spetta la tutela prevista per le posizioni di interesse legittimo.
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