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Timestamp: 2020-02-25 17:26:32+00:00
Document Index: 40535563

Matched Legal Cases: ['sentenza\n', '§ 152', 'sentenza ', '§ 374', '§ 18', '§ 241', '§ 374', '§ 170', '§ 381', 'sentenza ', '§ 226', '§ 384', '§ 388', 'sentenza\n', '§ 393', 'sentenza ']

Il contenzioso privato - StPO - Codice di Procedura Penale della RFT | Filodiritto
condanne penali, procedimenti penali, penale, Procedura penale
III. Legittimazione a proporre la Privatklage
IV. Sühneversuch e modalità di proposizione della Privatklage
V. L’Hauptverfahren e la Widerklage
VI. Provvedimenti che pongono termine al Privatklageverfahren diversamente dalla sentenza
VII. Mezzi di gravame
Il Privatklageverfahren, disciplinato dal Libro V della StPO (intitolato: Beteiligung des Verletzten am Verfahren - Partecipazione della p.o. al procedimento), fa parte delle “besonderen Verfahrensarten” (procedimenti speciali) e costituisce un’eccezione all’Offizialprinzip (principio di obbligatorietà dell’azione penale (§ 152, c. 2, StPO)). Questo principio viene anche indicato come Offizialmaxime e come Anklagemonopol des Staates.
Al pari dell’Offizialverfahren, anche il Privatklageverfahren ha lo scopo di ottenere la condanna del Beschuldigten a pena prevista dal codice penale, pena che viene iscritta al Casellario giudiziale, ma il Privatklageprozess - come è stato detto - “zeigt Einschläge des Parteiverfahrens” (processo di parte). Infatti, il Privatkläger - a differenza del PM - non ha Verfolgungspflicht e neppure l’obbligo dell’obiettività, anche se è tenuto a esporre (nella Privatklage) soltanto fatti veritieri. Diversamente dall’Offizialverfahren, nel Privatklageverfahren, le parti, anche dopo l’Eröffnung des Hauptverfahrens (dibattimento), possono disporre del Prozessgegenstand, per cui si dice che vale la Dispositionsmaxime. Ciò non implica però che il Privatklageverfahren sia un echtes Parteiverfahren, nel quale non “interviene” il PM. Cosí, per esempio, anche nel Privatklageverfahren, è il giudice a doversi attivare per l’acquisizione del materiale probatorio, sulla base del quale emetterà la propria sentenza (si parla in proposito di Instruktionsmaxime). Il giudice, nel dibattimento, non è però tenuto ad accogliere eventuali richieste di prova proposte dal Privatkläger.
Si dice che il Privatklageverfahren, in relazione all’öffentlichen Klage, non è, né exklusiv (esclusivo), né subsidiär (sussidiario).
Non esclusivo, in quanto lo Stato, in persona del PM, nonostante la proposizione della Privatklage, è legittimato, pur in presenza della Privatklage, "Klage zu erheben” (l’öffentliche Klage), se ravvisa un “öffentliches Interesse an der Strafverfolgung” (trova applicazione l’Opportunitätsprinzip).
In caso di proposizione della Privatklage, il PM: a) può rinunciare a qualsiasi suo intervento (o partecipazione, che dir si voglia), vale a dire, può rimanere totalmente inerte, b) può comparire all’udienza e assumere nella stessa un atteggiamento di osservazione, c) può procedere, in occasione dell’udienza, all’Erhebung der öffentlichen Klage mediante la c.d. Klageübernahme.
La Privatklage non ha carattere sussidiario, perchè non è necessario che il privato debba rivolgersi al PM, prima della proposizione della stessa, cioè attendere, se il PM non ha proceduto all’öffentlichen Klageerhebung.
L’introduzione del Privatklageverfahren è avvenuta “zum Schutz des Verletzten gegen etwaige Justizverweigerung”.
Nel corso degli anni Venti del Novecento, le possibilità di far ricorso al Privatklageverfahren, sono state ampliate ad altri Antragsdelikte, come lesioni personali, anche se volontarie, minacce e danneggiamento. In quei tempi, si dice, vi fossero PM piuttosto restii e recalcitranti nel procedere contro certe persone e c’è stato, perfino, chi ha affermato, che in tal modo, a esse sarebbe stata assicurata un’impunità di fatto. Per questo motivo, la neonata Repubblica di Weimar, non soltanto ha conservato, nella StPO, l’istituto del Privatklageverfahren, ma vi ha ricompreso reati che, in precedenza, erano esclusi.
In sostanza, il legislatore ha voluto garantire al cittadino, magari non troppo “finanzkräftig”, un rimedio (estremo) atto a non consentire che venisse “fatta giustizia” “über die Köpfe der Bürger hinweg” e che ciò potesse concretarsi in un vero e proprio diniego di giustizia (Justizverweigerung). Già allora i PM avevano ampia discrezionalità nel disporre Verfahrenseinstellungen oppure Absehen von der Verfolgung e potevano, “die öffentliche Klage zurücknehmen”, a meno che non fosse già stata disposta l’Eröffnung der Hauptverhandlung. È sempre bene, dare in mano al cittadino, un’“arma” contro eccessiva “Selbstherrlichkeit” e tentazioni di prevaricazione da parte di chi, investito di una funzione pubblica - tra le più delicate - potrebbe perdere “den Boden unter den Füßen und sich hinter Paragraphen verstecken”.
L’Erhebung der Privatklage è ammissibile soltanto quando si tratta di reati non gravi, la cui Verfolgung non interessa tanto la comunità quanto piuttosto la (sola) p.o. Questi reati (c.d privatklagefähigen Delikte) sono indicati - tassativamente - nel § 374 StPO (per esempio ingiuria, violazione del segreto epistolare, danneggiamento, lesioni personali).
Legittimato a proporre Privatklage, è chi ha la Prozessfähigkeit (la capacità di agire in giudizio). Se la p.o. non è prozessfähig, occorre “l’intervento” del legale rappresentante; cosí pure, se la Privatklage è proposta da “gewerblichen Industrieverbänden”.
Contro persone, che all’epoca del fatto, non avevano ancora compiuto il diciottesimo anno di età, la Privatklage non è ammissibile; cosí pure è inammissibile nei confronti di chi gode della c.d. Extraterritorialität (§§ 18-20 GVG). In sede di Privatklageverfahren, non è ammissibile la c.d. Klageerzwingung. Ai fini dell’ammissibilità della Privatklage nei confronti di un parlamentare (del Bund o di un Land), occorre l’assenso della Camera di appartenenza.
Da notare è che l’imputato in un Privatklageverfahren non deve essere necessariamente essere rappresentato da un avvocato. La stessa cosa vale per il Privatkläger.
La Privatklage può essere proposta senza che la p.o. debba preventivamente “rivolgersi” al PM.
È stato detto che il Privatklageverfahren consente alla p.o. un’“Anklagerehebung ohne Mitwirkung des Staates bzw. sein eigenes Recht selbst zu verfolgen”; è ammissibile anche a seguito di un’archiviazione da parte del PM, se la stessa è stata disposta “mangels eines öffentlichen Verfolgungsinteresses” (non sussistendo un interesse pubblico a procedere). Nel Privatklageverfahren, “tritt der Verletzte an Stelle des Staatsanwaltes auf”.
Il Privatkläger è obbligato a prestare cauzione nell’ammontare delle spese che prevedibilmente Il Beschuldigte incontrerà per effetto del procedimento a suo carico e di quelle che saranno poste a carico di esso Privatkläger nel caso in cui la sua “pretesa punitiva” non abbia esito favorevole. Quest’obbligo non sussiste, se il Privatkläger ha chiesto e ottenuto la Prozesskostenhilfe, cioè il patrocinio a spese dello Stato.
La Privatklage può essere, in ogni stato del procedimento, “rimessa” (“zurückgenommen”). Anche per questo motivo è stato detto che il “Privatklageverfahren ist in der Nähe des Parteiverfahrens anzusiedeln”.
Da notare è che i Privatklagedelikte sono, fatta eccezione per quello previsto dal § 241 StGB (CP) = “Politische Verdächtigung”, Antragsdelikte (procedibili a querela di parte).
La Privatklage è esclusa quando vi sia concorso con un reato procedibile d’ufficio (Offizialdelikt). In questo caso, il Privatklagedelikt diventa perseguibile d’ufficio, insieme all’Offizialdelikt, anche in difetto dell’esistenza di un interesse pubblico “an der Strafverfolgung”. Altrimenti, il PM può procedere per un reato indicato nel § 374 StPO, soltanto, se vi è un interesse pubblico a procedere. È stato detto che deve esservi un “gegenwärtiges Anliegen der Allgemeinheit auf Strafverfolgung”.
III. Legittimazione a proporre Privatklage
Legittimato a proporre Privatklage è la p.o., vale a dire chi, per effetto dell’asserito fatto costituente reato, ha subito un danno diretto. Qualora, per effetto dello stesso fatto, i Verletzten siano più di uno, ciascuno di essi ha facoltà di proporre Privatklage. Tuttavia, una volta che uno dei legittimati alla proposizione della Privatklage l’abbia proposta, coloro che sono rimasti inattivi fino a tal punto, devono “accettare” il procedimento nello stato in cui si trova; ad essi è consentito soltanto il Beitritt zur Klage (una specie di “adesione”). Se la decisione in conseguenza dell’Erhebung der Privatklage, è favorevole a chi ha proposto la Klage, degli effetti della stessa, possono avvalersi anche coloro che non hanno “Privatklage erhoben”.
Due sono i modi, in cui un Privatklageverfahren può prendere avvio.
La p.o. inoltra denuncia - querela, ma il PM procede archiviazione - non ravvisando la sussistenza di un öffentlichen Interesse an der Strafverfolgung - ex § 170, c. 2, 1^ parte, StPO. In tal caso, la o. viene “auf den Privatklageweg verwiesen”.
La p.o. procede, essa stessa, senza essersi previamente “rivolta” al PM, all’Erhebung der Privatklage dinanzi all’AG competente (che è l’Amtsgericht als Strafrichter).
IV. Sühneversuch e modalita’ di proposizione della Privatklage
Va però osservato che per la maggior parte dei Privatklagedelikte, la Klage è ammissibile, soltanto se vi è stato il previo Sühneversuch (una specie di conciliazine) dinanzi ad una c.d. öffentlichen Vergleichsbehörde. Il verbale concernente l’esito negativo del Sühneversuch, deve essere allegato alla Privatklage nel momento in cui la medesima è proposta; altrimenti è unzulässig (inammissibile). Se non viene allegato il verbale sull’esito infruttuoso del Sühenversuch, il giudice, ancora prima dell’Eröffnung des Hauptverfahrens, procede alla c.d. Zurückweisung der Klage; se il giudice si avvede della mancanza di questo verbale a Hauptverhandlung già iniziata, deve procedere a Verfahrenseinstellung (NDP). La Privatklage deve essere proposta con le modalità previste per il procedimento penale ordinario (§ 381 StPO). Il Privatkläger redige, esso stesso, l’Anklage (imputazione). Di fatto, sarà quasi sempre un avvocato a predisporla, dato che l’Abfassung della stessa richiede cognizioni “tecniche” almeno a livello elementare. Nella Privatklage devono essere indicati: nome e cognome della persona, alla quale il reato viene attribuito, tempo e luogo nonchè modalità del fatto/dei fatti. Queste circostanze devono risultare in modo certo.
Segue il c.d. Zwischenverfahren, nel corso del quale alla persona indicata come autore del reato, è concessa la facoltà di prendere posizione sugli addebiti che le sono stati mossi. Avvenuta la Stellungnahme da parte del Beschuldigten o trascorso comunque (infruttuosamente) il termine assegnato a tal fine al presunto autore del reato, il giudice decide, se disporre o meno l’Eröffnung des Hauptverfahrens (disporre il dibattimento). Lo Zwischenverfahren termina, dunque, o con un Eröffnungsbeschluss o con una Klagezurückweisung. In questa fase, il giudice ha anche la facoltà di disporre NDP, se è palese che la colpevolezza dell’autore del reato è lieve (geringe Schuld). A seguito dell’Eröffnungsbeschluss, viene fissato il termine per la comparizione del Privatkläger e dell’imputato. Se nel corso del dibattimento emerge che si tratta di reato perseguibile d’ufficio, il giudice emana sentenza NDP e trasmette gli atti al PM.
Nell’Hauptverhandlung (dibattimento), come già detto, il Privatkläger assume le funzioni del PM. Questi, però, in ogni stato e grado del procedimento, ha facolta’ di dichiarare di voler “das Verfahren übernehmen”. È da osservare che per effetto di una recente riforma, ora il Privatkläger ha diritto “auf Akteneinsicht” (prendere visione degli atti), senza doversi avvalere necessariamente dell’assistenza di un difensore.
Il dibattimento si svolge secondo quanto previsto dai §§ 226 e segg. StPO, vale a dire secondo lo schema dell’Offizialdeliktsverfahren, con un’eccezione però. E’ il presidente a dare lettura dell’Eröffnungsbeschluss (§ 384, c.2, StPO) e non il PM, che, come sappiamo, non è “ufficialmente presente” nel Privatklageverfahren. Sia l’imputato, che il Privatkläger, possono farsi rappresentare da un difensore e non devono comparire personalmente in dibattimento, salva la facoltà del giudice di ordinarne la comparizione personale. Il giudice può anche disporre l’accompagnamento coattivo, qualora, ordinato il persönliche Erscheinen, a quest’ordine non venga ottemperato.
Dato che i Privatklagedelikte (si pensi, p. es., alle ingiurie) non di rado sono “wechselseitige Straftaten”, il § 388 StPO consente, in tali casi, all’imputato, di proporre Widerklage (una specie di riconvenzionale), ma il Widerkläger, a differenza del Privatkläger, non è tenuto a prestare cauzione per il pagamento delle spese del procedimento, alla cui solutio dovrà però provvedere, se condannato. Inoltre, va osservato, che un’eventuale Rücknahme der Privatklage, non influisce sulla Widerklage. Ovviamente Privatkläger e imputato hanno diritto di assistere all’udienza dinanzi al giudice e di essere presenti alla Beweisaufnahme.
Il Privatkläger ha facoltà di avanzare richieste istruttorie in relazione ai fatti esposti nella Privatklage (richieste, alle quali però il giudice non deve dare seguito), di porre domande ai testi e ai periti. Gli compete, altresí, il diritto di formulare le proprie conclusioni, una volta ultimata la fase istruttoria. Se il Privatkläger “rimette” la sua Klage e se questo avviene dopo la “Vernehmung des Angeklagten zur Sache”, tale “rimessione” è priva di effetti, se l’imputato non presta il proprio consenso. Dopo la Klagerücknahme, non è più ammissibile la riproposizione della Privatklage.
VI. Provvedimenti che pongono termine al Privatklageverfahren in modo diverso dalla sentenza
Il Privatklageverfahren termina, se il PM dispone la Klageübernahme; in tal caso, il procedimento prosegue nelle “forme ordinarie”. Termina, inoltre, se il Privatkläger “rimette” (“zurücknimmt”) la propria Klage; ciò può avvenire in ogni stato e grado. La Klagerücknahme si presume, se il Privatkläger non compare al dibattimento e non si fa rappresentare da un difensore. In tal caso si ha Verfahrenseinstellung (NDP) mediante Beschluss (ordinanza).
Ai fini della decisione trovano applicazione le stesse norme previste per il procedimento ordinario, ma il giudice è facoltizzato a disporre (mit Beschluss) l’ “Einstellung des Verfahrens (NDP) wegen Geringfügigkeit” (se ritiene che il fatto sia lieve). Verfahrenseinstellung si ha pure in caso di decesso del Privatkläger (§ 393 StPO). In alcuni casi (p. es. ingiuria, lesioni personali), i prossimi congiunti del Privatkläger sono legittimati a proseguire il processo entro due mesi. Il Privatklageverfahren termina anche, come già detto, per effetto di Verfahrensübernahme da parte del PM, nel qual caso però prosegue quale Offizialverfahren.
Se soltanto nel corso del dibattimento emerge che, non di Privatklagedelikt si tratta, ma di reato per il quale si deve procedere d’ufficio, va pure disposto NDP. Con la sentenza emessa dal giudice a esito del dibattimento, possono essere irrogate tutte le sanzioni previste a conclusione di un procedimento ordinario, ma non “Maßregeln der Sicherung und Besserung” (misure di sicurezza).
Per quanto concerne i mezzi di gravame, il Privatkläger e il condannato sono equiparati, a tal fine, al PM che procede per un reato procedibile d’ufficio. La stessa cosa vale per un’eventuale Verfahrenswiederaufnahme. In questi casi, Privatkläger e condannato devono essere assistiti da un difensore. Se il Privatkläger non provvede al versamento dell’anticipo (della cauzione) nell’ammontare delle presumibili spese del procedimento (e di quelle che incontrerà il Beschuldigte per effetto della proposizione della Privatklage) entro il termine fissato dal giudice, questi deve emanare ordinanza “auf Zurückweisung der Privatklage”. Quest’ordinanza è impugnabile mediante sofortiger Beschwerde (reclamo immediato). Non è invece anfechtbar, l’ordinanza, con la quale viene dichiarato NDP per lievità del fatto.