Source: http://www.geometra.info/normativa/ministero-dellistruzione-delluniversita-e-della-ricerca-decreto-10-agosto-2011-n-168-regolamento-concernente-la-definizione-dei-criteri-di-partecipazione-di-professori-e-ricercatori-unive/
Timestamp: 2018-11-19 14:39:49+00:00
Document Index: 172559294

Matched Legal Cases: ['art.\n16', 'art. 47', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 27', 'art. 14']

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 10 agosto 2011, n. 168 - Regolamento concernente la definizione dei criteri di partecipazione di professori e ricercatori universitari a societa' aventi caratteristiche di spin off o start up universitari in attuazione di quanto previsto all'articolo 6, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240. (11G0214) - (GU n. 242 del 17-10-2011 | Geometra.info
<DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 30 giugno 2011
AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE – REGOLAMENTO 10 ottobre 2011>
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 10 agosto 2011, n. 168 – Regolamento concernente la definizione dei criteri di partecipazione di professori e ricercatori universitari a societa’ aventi caratteristiche di spin off o start up universitari in attuazione di quanto previsto all’articolo 6, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240. (11G0214) – (GU n. 242 del 17-10-2011
MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 10 agosto 2011, n. 168 - Regolamento concernente la definizione dei criteri di partecipazione di professori e ricercatori universitari a societa' aventi caratteristiche di spin off o start up universitari in attuazione di quanto previsto all'articolo 6, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240. (11G0214) - (GU n. 242 del 17-10-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 01/11/2011
Regolamento concernente la definizione dei criteri di  partecipazione
di  professori  e  ricercatori   universitari   a   societa’   aventi
caratteristiche di spin off o start up universitari in attuazione  di
quanto previsto all’articolo 6, comma  9,  della  legge  30  dicembre
2010, n. 240. (11G0214)
Visti gli articoli 33 e 117,  comma  6,  della  Costituzione  della
6, comma 9 il  quale  prevede  che,  mediante  decreto  del  Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca vengano adottati  i
criteri  per  la  partecipazione   dei   professori   e   ricercatori
universitari a societa’ aventi caratteristiche di spin  off  o  start
Visto l’articolo 6 della legge 9 maggio 1989, n. 168;
Visto il decreto-legge  16  maggio  2008,  n.  85  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121 ed, in particolare,
Visto il  decreto  legislativo  27  luglio  1999,  n.  297  recante
382, ed in particolare gli articoli 13,14 e 15;
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 9 giugno 2011;
Ministri con nota prot. n. 5483 del 10 agosto 2011;
1. Il  presente  regolamento,  in  attuazione  di  quanto  previsto
dall’articolo 6, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240 e  nel
rispetto di quanto stabilito dal decreto legislativo 27 luglio  1999,
n. 297, definisce le modalita’ per proporre, partecipare  e  assumere
responsabilita’ formali in societa’ aventi  caratteristiche  di  spin
off o start up da parte di professori e ricercatori  universitari  di
2. Ai fini del presente decreto s’intendono aventi  caratteristiche
di spin off o start up le societa’ di cui all’articolo  2,  comma  1,
lettera e) del decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297.
Gli articoli 33 e  117,  comma  6,  della  Costituzione
della Repubblica italiana recitano:
«Art. 117. – (omissis).
6. La potesta’ regolamentare spetta  allo  Stato  nelle
Il testo dell’articolo  6,  comma  9,  della  legge  30
l’efficienza del sistema universitario) reca:
«Art. 6. – (omissis).
9.  La  posizione  di  professore  e   ricercatore   e’
incompatibile   con    l’esercizio    del    commercio    e
dell’industria fatta salva la  possibilita’  di  costituire
societa’ con caratteristiche di spin  off  o  di  start  up
universitari, ai sensi degli articoli 2  e  3  del  decreto
legislativo 27 luglio 1999, n. 297, anche assumendo in tale
ambito responsabilita’  formali,  nei  limiti  temporali  e
secondo   la   disciplina   in   materia   dell’ateneo   di
appartenenza,  nel  rispetto  dei  criteri   definiti   con
regolamento adottato con  decreto  del  Ministro  ai  sensi
400.  L’esercizio  di  attivita’  libero-professionale   e’
incompatibile con il regime di  tempo  pieno.  Resta  fermo
quanto disposto dagli articoli 13, 14 e 15 del decreto  del
Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n.  382,  fatto
salvo quanto stabilito dalle convenzioni adottate ai  sensi
del comma 13 del presente articolo.».
– L’articolo 6  della  legge  9  maggio  1989,  n.  168
(Istituzione del Ministero dell’universita’ e della ricerca
scientifica e tecnologica), prevede:
«Art.  6  (Autonomia  delle  universita’).  –   1.   Le
universita’ sono dotate di  personalita’  giuridica  e,  in
attuazione  dell’articolo  33  della  Costituzione,   hanno
autonomia    didattica,     scientifica,     organizzativa,
2. Nel rispetto dei  principi  di  autonomia  stabiliti
dall’articolo 33 della  Costituzione  e  specificati  dalla
legge, le universita’  sono  disciplinate,  oltre  che  dai
rispettivi statuti e regolamenti, esclusivamente  da  norme
legislative che vi operino espresso riferimento. E’ esclusa
l’applicabilita’ di disposizioni emanate con circolare.
3.  Le  universita’  svolgono  attivita’  didattica   e
4. Le universita’  sono  sedi  primarie  della  ricerca
5. Le universita’, in osservanza delle norme di cui  ai
commi     precedenti,      provvedono      all’istituzione,
organizzazione e funzionamento delle strutture  didattiche,
di ricerca e di  servizio,  anche  per  quanto  concerne  i
7.   L’autonomia   finanziaria   e   contabile    delle
universita’ si esercita ai sensi dell’articolo 7.
8. La legge di attuazione dei principi di autonomia  di
cui  al  presente  articolo  stabilisce  termini  e  limiti
dell’autonomia delle universita’, quanto  all’assunzione  e
9.  Gli  statuti  e  i  regolamenti  di   ateneo   sono
deliberati  dagli  organi  competenti  dell’universita’   a
Ministro che,  entro  il  termine  perentorio  di  sessanta
giorni, esercita il controllo di legittimita’ e  di  merito
10. Il Ministro puo’ per una sola  volta,  con  proprio
decreto,   rinviare   gli   statuti   e    i    regolamenti
all’universita’, indicando le norme illegittime e quelle da
riesaminare   nel    merito.    Gli    organi    competenti
dell’universita’ possono  non  conformarsi  ai  rilievi  di
legittimita’ con deliberazione adottata  dalla  maggioranza
dei tre quinti dei suoi componenti, ovvero  ai  rilievi  di
merito  con  deliberazione   adottata   dalla   maggioranza
assoluta. In tal caso il  Ministro  puo’  ricorrere  contro
l’atto  emanato  dal  rettore,  in  sede  di  giurisdizione
amministrativa per i soli vizi di legittimita’.  Quando  la
maggioranza qualificata non sia stata raggiunta,  le  norme
11. Gli statuti delle universita’ sono pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale, i regolamenti nel Bollettino  Ufficiale
del Ministero.».
– Si riporta il testo del comma 5, dell’articolo 1  del
decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85  (Disposizioni  urgenti
24  dicembre  2007,  n.  244),  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale  16  maggio  2008,  n.  114,  e  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121:
«Art. 1. (omissis).
5. Le funzioni del Ministero dell’universita’  e  della
dell’universita’ e della ricerca.».
– Il decreto legislativo 27 luglio  1999,  n.  297,  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 27 agosto 1999, n. 201.
dell’articolo 11 della legge  15  marzo  1997,  n.  59)  e’
amministrazioni  pubbliche  e’  pubblicato  nella  Gazzetta
– Gli articoli 13, 14 e 15 del decreto  del  Presidente
della Repubblica 11  luglio  1980,  n.  382  (Riordinamento
della docenza universitaria, relativa fascia di  formazione
nonche’   sperimentazione   organizzativa   e    didattica)
«Art. 13 (Aspettativa obbligatoria  per  situazioni  di
incompatibilita’).  –   Ferme  restando   le   disposizioni
vigenti in materia di divieto  di  cumulo  dell’ufficio  di
professore  con  altri  impieghi  pubblici  o  privati,  il
professore ordinario e’ collocato d’ufficio in  aspettativa
per la durata della carica del mandato o  dell’ufficio  nei
2) nomina alla carica di Presidente del Consiglio dei
Ministri, di Ministro o di Sottosegretario di Stato;
3) nomina a componente delle istituzioni  dell’Unione
3-bis) nomina a componente di organi  ed  istituzioni
specializzate delle Nazioni Unite che comporti  un  impegno
incompatibile  con   l’assolvimento   delle   funzioni   di
professore universitario;
5)  nomina  a  presidente  o  vice   presidente   del
6) [nomina a membro  del  Consiglio  superiore  della
magistratura];
7) nomina a  presidente  o  componente  della  giunta
regionale e a presidente del consiglio regionale;
9)  nomina  a  sindaco  del   comune   capoluogo   di
10)   nomina   alle   cariche   di   presidente,   di
amministratore  delegato  di  enti  pubblici  a   carattere
nazionale, interregionale o  regionale,  di  enti  pubblici
economici, di societa’ a partecipazione pubblica,  anche  a
fini di lucro. Restano in  ogni  caso  escluse  le  cariche
comunque direttive  di  enti  a  carattere  prevalentemente
culturale o scientifico e la  presidenza,  sempre  che  non
remunerata, di case editrici di pubblicazioni  a  carattere
11) nomina a direttore, condirettore e vice direttore
di giornale quotidiano o  a  posizione  corrispondente  del
settore dell’informazione radio-televisiva;
12) nomina a presidente  o  segretario  nazionale  di
partiti rappresentati in Parlamento;
13) nomine ad incarichi dirigenziali di cui  all’art.
16 del D.P.R. 30 giugno 1972, n. 748, o  comunque  previsti
da altre leggi presso le amministrazioni  dello  Stato,  le
pubbliche amministrazioni o enti pubblici economici.
Hanno   diritto   a    richiedere    una    limitazione
dell’attivita’  didattica  i  professori   di   ruolo   che
ricoprano la carica di  rettore,  pro-rettore,  preside  di
facolta’ e direttori  di  dipartimento,  di  presidente  di
consiglio di corso di laurea, di componente  del  Consiglio
universitario nazionale. La  limitazione  e’  concessa  con
provvedimento del Ministro della pubblica istruzione e  non
dispensa dall’obbligo di svolgere il corso ufficiale.
Il  professore  che  venga  a  trovarsi  in  una  delle
situazioni di incompatibilita’ di cui ai  precedenti  commi
deve  darne  comunicazione,  all’atto  della   nomina,   al
rettore, che adotta il  provvedimento  di  collocamento  in
aspettativa per la  durata  della  carica,  del  mandato  o
dell’ufficio. Nel periodo dell’aspettativa  e’  corrisposto
il trattamento economico previsto dalle norme  vigenti  per
gli impiegati civili dello Stato che versano in  una  delle
situazioni indicate nel primo  comma.  E’  fatto  salvo  il
disposto dell’art. 47, secondo comma, della legge 24 aprile
1980,  n.  146  .  In   mancanza   di   tali   disposizioni
l’aspettativa    e’    senza    assegni.     Il     periodo
dell’aspettativa, anche  quando  questo  ultimo  sia  senza
assegni,  e’  utile  ai  fini  della   progressione   nella
carriera, del trattamento di  quiescenza  e  di  previdenza
secondo le norme vigenti, nonche’ della  maturazione  dello
straordinariato ai sensi del precedente art. 6.
Qualora   l’incarico   per   il   quale   e’   prevista
l’aspettativa  senza  assegni  non   comporti,   da   parte
dell’ente, istituto o societa’, la  corresponsione  di  una
indennita’ di carica si applicano, a far tempo dal  momento
in  cui  e’  cominciata  a  decorrere   l’aspettativa,   le
disposizioni di cui alla legge 12 dicembre 1966,  n.  1078.
Qualora si tratti degli incarichi previsti ai nn. 10),  11)
e 12) del presente articolo, gli oneri  di  cui  al  n.  3)
dell’art. 3 della citata legge 12 dicembre 1966,  n.  1078,
sono a carico dell’ente, istituto o societa’.
I professori collocati  in  aspettativa  conservano  il
titolo  a  partecipare   agli   organi   universitari   cui
appartengono, con le modalita’ previste dall’art. 14, terzo
e quarto comma, della legge 18 marzo  1958,  n.  311;  essi
mantengono il solo  elettorato  attivo  per  la  formazione
delle  commissioni  di  concorso  e  per  l’elezione  delle
cariche accademiche previste dal precedente  secondo  comma
ed  hanno  la  possibilita’   di   svolgere,   nel   quadro
dell’attivita’ didattica programmata dal consiglio di corso
di  laurea,  di  dottorato  di  ricerca,  delle  scuole  di
specializzazione e delle scuole a fini speciali,  cicli  di
conferenze e di  lezioni  ed  attivita’  seminariali  anche
nell’ambito dei corsi ufficiali di  insegnamento,  d’intesa
con il titolare del  corso,  del  quale  e’  comunque  loro
preclusa la titolarita’. E’ garantita  loro,  altresi’,  la
possibilita’  di  svolgere  attivita’  di   ricerca   anche
applicativa, con modalita’ da determinare d’intesa  tra  il
professore  ed  il  consiglio  di  facolta’  e  sentito  il
consiglio di istituto o di dipartimento, ove  istituito,  e
di accedere ai fondi per la ricerca scientifica. Per quanto
concerne l’esclusione della possibilita’ di far parte delle
commissioni di concorso sono fatte salve le  situazioni  di
incompatibilita’ che si  verifichino  successivamente  alla
nomina dei componenti delle commissioni.
Il presente articolo si  applica  anche  ai  professori
collocati fuori ruolo per limiti di eta’.
I numeri 4 e 6 sono stati  soppressi  dal  primo  comma
dell’art. 5, legge 9 dicembre 1985, n. 705, che ha  inoltre
cosi’ disposto: «I professori  di  ruolo  nominati  giudici
della  Corte  costituzionale  o  componenti  del  Consiglio
superiore della magistratura sono collocati fuori ruolo  ai
sensi dell’art. 7, terzo e quarto  comma,  della  legge  11
marzo 1953, n. 87, come modificato dall’art. 27,  legge  18
marzo 1958, n. 311».
Art. 14 (Aspettativa  dei  professori  che  passano  ad
altra amministrazione). – Il professore universitario,  che
assume un nuovo impiego con altra amministrazione statale o
pubblica, e’ collocato in aspettativa per tutto il  periodo
di prova richiesto per la conferma in ruolo. Al termine  di
tale periodo l’interessato puo’ riassumere servizio  presso
l’Universita’  entro  i  successivi  trenta  giorni  e,  in
mancanza, decade dall’ufficio di professore.
Il periodo di aspettativa, di cui al precedente  comma,
non e’ computabile  ne’  ai  fini  economici  ne’  ai  fini
Le stesse norme si applicano agli assistenti del  ruolo
Art.    15    (Inosservanza    del     regime     delle
incompatibilita’).  –  Nel  caso  di  divieto   di   cumulo
dell’ufficio di professore  ordinario  o  fuori  ruolo  con
altri impieghi pubblici o privati, l’assunzione  del  nuovo
impiego  pubblico  comporta  la   cessazione   di   diritto
dall’ufficio  di  professore,  salvo  quanto  disposto  dal
precedente art. 14.
Nel caso di cumulo con impieghi privati si applicano le
disposizioni   previste   dai    successivi    commi    per
l’incompatibilita’.
Il  professore  ordinario  che  violi  le  norme  sulle
incompatibilita’ e’ diffidato dal rettore a  cessare  dalla
situazione di incompatibilita’.
La circostanza che il professore abbia ottemperato alla
diffida non preclude l’eventuale azione disciplinare.
Decorsi  quindici  giorni  dalla  diffida   senza   che
l’incompatibilita’  sia  cessata,  il   professore   decade
Alla dichiarazione di decadenza si provvede con decreto
del Ministro della  pubblica  istruzione  su  proposta  del
rettore, sentito il Consiglio Universitario nazionale.».
– Si riporta il testo dell’articolo 17, comma  3  della
– Per il testo del comma 9, dell’articolo 6 della legge
30 dicembre 2010, n. 240, si veda nelle note alle premesse.
– Per il titolo del decreto legislativo 27 luglio 1999,
n. 297, si veda nelle note alle premesse.
– Il comma 1, lett.  e),  dell’articolo  2  del  citato
decreto legislativo n. 297 del 1999 concerne:
«e)  societa’  di  recente   costituzione   ovvero   da
costituire, finalizzate all’utilizzazione  industriale  dei
risultati  della  ricerca,  per   le   attivita’   di   cui
all’articolo 3, comma 1,  lettera  b),  numero  1,  con  la
partecipazione azionaria o il concorso, o comunque  con  il
relativo impegno di tutti o alcuni tra i seguenti soggetti:
1) professori e ricercatori  universitari,  personale
di ricerca dipendente da  enti  di  ricerca,  ENEA  e  ASI,
nonche’ dottorandi di ricerca  e  titolari  di  assegni  di
ricerca di cui all’articolo 51, comma  6,  della  legge  27
dicembre 1997, n. 449,  sulla  base  di  regolamenti  delle
universita’  e  degli  enti   di   appartenenza,   che   ne
disciplinino la procedura autorizzativa e  il  collocamento
in aspettativa ovvero il mantenimento  in  servizio  o  nel
corso di studio, nonche’ le questioni relative  ai  diritti
di  proprieta’   intellettuale   e   che   definiscano   le
limitazioni volte a prevenire i conflitti di interesse  con
le societa’ costituite o da costituire;
3)  societa’  di   assicurazione,   banche   iscritte
all’albo di cui all’articolo 13 del decreto legislativo  1°
settembre 1993, n. 385,  intermediari  finanziari  iscritti
nell’elenco generale di cui all’articolo  106  del  decreto
legislativo 1° settembre  1993,  n.  385,  fondi  mobiliari
chiusi istituiti con legge 14 agosto 1993, n. 344, societa’
finanziarie per l’innovazione e lo sviluppo  istituite  con
l’articolo 2 della legge n. 317 del 5 ottobre  1991,  fondi
mobiliari  chiusi  di  cui  all’articolo  37  del   decreto
legislativo  24  febbraio   1998,   n.   58,   intermediari
finanziari iscritti all’albo di cui  all’articolo  107  del
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.».
Soggetti proponenti gli spin off e start up universitari
1. Per qualificarsi come  spin  off  o  start  up  universitari  le
societa’ di cui all’articolo 2, comma  1,  lettera  e),  del  decreto
legislativo 27 luglio  1999,  n.  297  devono  essere  costituite  su
iniziativa  dell’  universita’  o  del  personale   universitario   o
prevedere la partecipazione al  capitale  da  parte  dell’universita’
ovvero la partecipazione del personale  universitario  ai  sensi  del
2.  La  partecipazione   del   personale   universitario   di   cui
all’articolo  2,  comma  1,  lettera  e),  numero  1),  del   decreto
legislativo 27 luglio 1999, n. 297 alla societa’ puo’ aversi  sia  in
termini di partecipazione al capitale,  sia  in  termini  di  impegno
diretto nel conseguimento dell’oggetto sociale, offrendo  alla  nuova
entita’ giuridica l’impiego del know how e delle competenze  generate
in un contesto di ricerca.
– Per il testo del comma 1, lett.  e)  dell’articolo  2
del decreto legislativo 27 luglio  1999,  n.  297  si  veda
nelle note all’articolo 1.
Procedura di costituzione degli spin off
o start up universitari
1. La proposta di costituzione  della  societa’  e’  approvata  dal
consiglio  di  amministrazione  dell’universita’,  che   delibera   a
maggioranza dei suoi membri,  previo  parere  favorevole  del  senato
2. La proposta deve essere corredata da un progetto imprenditoriale
e) le qualita’ tecnologiche e scientifiche del progetto;
f) la descrizione dei ruoli e delle mansioni dei professori e dei
ricercatori coinvolti, con la  previsione  dell’impegno  richiesto  a
ciascuno per lo svolgimento delle attivita’ di spin off, al  fine  di
consentire  al  Consiglio   di   amministrazione   di   valutare   la
compatibilita’ con la disciplina appositamente  definita  dall’ateneo
ai sensi del comma 9, dell’articolo 6 della legge 30  dicembre  2010,
g) le modalita’ di eventuale  partecipazione  al  capitale  e  la
definizione della quota di partecipazione richiesta;
h) gli aspetti relativi alla  regolamentazione  della  proprieta’
intellettuale, resi compatibili con la disciplina in materia prevista
3.  Non  possono  partecipare  alle  deliberazioni  relative   alla
costituzione  delle  imprese  spin  off  o  start  up  i   proponenti
dell’iniziativa. Eventuali ulteriori casi di esclusione  del  proprio
personale dalle deliberazioni in materia  di  spin  off  o  start  up
rientrano nell’autonoma disciplina delle universita’.
30 dicembre 2010, n. 240 si veda nelle note all’articolo 1.
Disciplina delle incompatibilita’
1. I membri del consiglio di amministrazione,  i  professori  ed  i
ricercatori membri delle commissioni di ateneo in materia di ricerca,
valorizzazione della ricerca e trasferimento tecnologico, il Rettore,
i  membri  del  senato  accademico,  i  direttori  dei   dipartimenti
dell’universita’,  non   possono   assumere   cariche   direttive   e
amministrative nelle societa’ aventi caratteristiche di  spin  off  o
start up universitari. E’ fatta salva l’ipotesi in cui  il  direttore
del  dipartimento  sia  designato  a  far  parte  del  consiglio   di
amministrazione di spin off o start up, del quale  non  sia  socio  o
proponente, dall’ateneo di appartenenza.
2. Ferme le ipotesi previste al comma 1,  gli  atenei,  nell’ambito
della propria autonomia regolamentare, definiscono i casi nei quali i
professori e ricercatori in servizio non possono essere autorizzati a
costituire  imprese  di  spin  off  o  start  up,   oppure   assumere
responsabilita’  formali  nella  gestione,  quando  gli   interessati
rivestano  specifici  ruoli  all’interno  dell’ateneo,  tali  che  il
contemporaneo esercizio dell’attivita’ di impresa possa compromettere
l’autonomia  nello   svolgimento   della   funzione,   ovvero   possa
determinare  conflitti  di  interesse  o  situazioni   di   oggettiva
difficolta’ per lo svolgimento delle normali funzioni didattiche,  di
ricerca e istituzionali.
3. Lo svolgimento dell’attivita’ a  favore  delle  societa’  aventi
caratteristiche di spin off o start up non deve  porsi  in  contrasto
con il regolare e diligente  svolgimento  delle  funzioni  legate  al
rapporto di lavoro con l’universita’. Qualora la partecipazione  alle
attivita’   dell’impresa,   in   corso   di   svolgimento,    divenga
incompatibile con i compiti didattici e di ricerca, il professore e/o
ricercatore, socio  o  non  socio,  deve  immediatamente  comunicarlo
all’universita’   e   contestualmente    cessare    lo    svolgimento
dell’attivita’ prestata presso la societa’.
4.  L’ateneo  effettua,  con  modalita’   definite   con   autonoma
disciplina, la puntuale vigilanza sul rispetto dei principi stabiliti
ai commi precedenti.
Disciplina dei conflitti d’interesse
1. E’ fatto espresso divieto al personale docente o ricercatore che
partecipa alle societa’ aventi caratteristiche di spin off o start up
universitario  di  svolgere  attivita’  in  concorrenza  con   quella
dell’ateneo di  appartenenza.  Il  suddetto  personale  e’  tenuto  a
comunicare tempestivamente all’universita’  eventuali  situazioni  di
conflitto  d’interesse,   effettive   o   potenziali,   che   possano
successivamente  determinarsi  nello  svolgimento  dell’attivita’   a
favore della societa’ interessata.
2. Il personale docente e ricercatore a tempo pieno che partecipi a
qualunque titolo alle societa’ aventi caratteristiche di spin  off  o
start up deve  comunicare  all’universita’,  al  termine  di  ciascun
esercizio sociale, i dividendi, i compensi,  le  remunerazioni  ed  i
benefici a qualunque titolo ottenuti dalla societa’.
3. Il rapporto di lavoro  con  l’universita’  non  deve  costituire
strumento per l’attribuzione al socio appartenente alla categoria del
personale docente o ricercatore di  vantaggi,  diretti  o  indiretti,
consistenti nell’esercizio  di  strumenti  di  discriminazione  o  di
pregiudizio nei confronti degli altri soci.
4. L’universita’, secondo  la  disciplina  autonomamente  definita,
verifica periodicamente il rispetto dei principi stabiliti  ai  commi
1. Per quanto non previsto dal presente regolamento, e in virtu’ di
quanto espressamente stabilito all’articolo 6, comma 9,  della  legge
30 dicembre 2010, n. 240, si applica la disciplina specifica  emanata
dalle singole universita’.
Registrato alla Corte dei conti il 14 settembre 2011
dei beni culturali, registro n. 12, foglio n. 17
– Per il testo del comma 9 dell’articolo 6 della  legge
30 dicembre 2010, n. 240, si veda nelle  note  all’articolo
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 10 agosto 2011, n. 168 – Regolamento concernente la definizione dei criteri di partecipazione di professori e ricercatori universitari a societa’ aventi caratteristiche di spin off o start up universitari in attuazione di quanto previsto all’articolo 6, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240. (11G0214) – (GU n. 242 del 17-10-2011 redazione redazione 2015-05-05T22:37:23+00:00