Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/prova
Timestamp: 2018-09-21 16:42:37+00:00
Document Index: 161792246

Matched Legal Cases: ['art. 63', 'art. 64', 'art. 2727', 'art. 115', 'art. 187', 'art. 188', 'art. 189', 'art. 191']

Prova – La Legge per tutti
Prova nel processo amministrativo (d. amm.): La materia è stata riordinata dal D.Lgs. 104/2010, che ha varato il Codice del processo amministrativo.
Le regole generali che governano la Prova nel processo amministrativo sono racchiuse nell’art. 63, rubricato «Mezzi di Prova». Tale norma, facendo salvo l’onere della Prova gravante sulle parti, prevede che il giudice possa:
— chiedere alle parti anche d’ufficio chiarimenti o documenti;
— ordinare a terzi, anche d’ufficio, di esibire in giudizio i documenti o quanto altro ritenga necessario;
— disporre ispezioni ai sensi del codice di procedura civile;
— ammettere, su istanza di parte, la Prova testimoniale, che è sempre assunta in forma scritta ai sensi del codice di procedura civile;
— ordinare, qualora reputi necessario l’accertamento di fatti o l’acquisizione di valutazioni che richiedono particolari competenze tecniche, l’esecuzione di una verificazione ovvero, se indispensabile, può disporre una consulenza tecnica [vedi];
— disporre anche l’assunzione degli altri mezzi di Prova previsti dal codice di procedura civile, esclusi l’interrogatorio [vedi] formale e il giuramento [vedi].
Spetta alle parti — aggiunge l’art. 64 — l’onere di fornire gli elementi di Prova che siano nella loro disponibilità riguardanti i fatti posti a fondamento delle domande e delle eccezioni. Dal canto suo il giudice, salvi i casi previsti dalla legge, deve porre a fondamento della decisione le Prova proposte dalle parti nonché i fatti non specificatamente contestati dalle parti costituite. Egli deve valutare le Prova secondo il suo prudente apprezzamento e può desumere argomenti di Prova dal comportamento tenuto dalle parti nel corso del processo.
Il giudice può altresì disporre, anche d’ufficio, l’acquisizione di informazioni e documenti utili ai fini del decidere che siano nella disponibilità della P.A.
Prova nel processo civile
Il processo civile è diretto alla formulazione di un giudizio consistente nella valutazione di uno o più fatti dal punto di vista del diritto. Tali fatti, prima di essere valutati, devono essere accertati nella loro esistenza materiale.
Le Prove sono pertanto gli strumenti processuali per mezzo dei quali il giudice forma il suo convincimento sulla verità o meno dei fatti affermati dall’una o dall’altra parte.
— Prova diretta: ha ad oggetto il fatto stesso che deve essere provato (es. la testimonianza di chi ha la personale conoscenza del fatto) ed è immediatamente rilevante per il giudizio;
— Prova indiretta: ha ad oggetto un fatto diverso dal quale può essere dedotto il fatto che deve essere provato (cd. presunzione semplice: art. 2727 c.c.);
— Prova contraria: ha ad oggetto l’inesistenza del fatto che deve essere provato dalla controparte.
Oggetto della Prova sono i fatti di causa, ossia le circostanze di fatto dedotte dalle parti a fondamento delle loro domande ed eccezioni.
Per le Prova vige il principio dispositivo (art. 115, co. 1, c.p.c.), secondo cui il giudice, salvi i casi previsti dalla legge, deve porre a fondamento della decisione le Prova proposte dalle parti o dal pubblico ministero, ma può anche basarsi sui fatti non specificatamente contestati dalla parte costituita e, senza bisogno di prova, le nozioni di fatto che rientrano nella comune esperienza.
I fatti dedotti, per essere oggetto di Prova, devono essere rilevanti, tali cioè che la dimostrazione della loro esistenza o inesistenza appaia influente per la decisione della causa.
Le Prove costituende (che vengono cioè formate nel corso del processo: testimonianza, giuramento etc.) fanno ingresso nel processo con l’attività di assunzione, mentre le Prove precostituite (es. i documenti) devono solo essere messe a disposizione del giudice.
L’assunzione delle Prove è disposta dal giudice con ordinanza, previo accertamento della sua ammissibilità (deve trattarsi di Prove consentite dalla legge) e della sua rilevanza (deve trattarsi di Prove utili ai fini del giudizio).
Le singole Prove del processo civile sono la prova documentale, la confessione, il giuramento, la testimonianza, l’ispezione, il rendimento dei conti, la consulenza tecnica e altre Prove atipiche (es. lo scritto proveniente da un terzo).
Prova nel processo penale
La sede naturale di acquisizione delle Prove è il dibattimento [vedi].
L’oggetto della Prova penale consiste nei fatti che riguardano l’imputazione contestata, la punibilità del soggetto, la determinazione della pena, l’applicazione delle misure di sicurezza, la responsabilità civile e l’applicazione di norme processuali (art. 187 c.p.p.).
L’art. 188 c.p.p. sancisce il principio della libertà morale della persona nell’assunzione della Prova, per cui non possono essere utilizzati metodi o tecniche idonei a influire sulla libertà di autodeterminazione della persona (es. ipnosi, siero della verità etc.).
Sono ammessi anche mezzi di Prova atipici, cioè non espressamente disciplinati dalla legge, purché siano idonei ad assicurare l’accertamento dei fatti (es. nastro registrato dalla vittima di richieste estorsive) (art. 189 co. 9 c.p.p.).
Nel corso delle indagini preliminari [vedi] la difesa dell’indagato può esercitare il proprio diritto alla Prova attraverso le investigazioni difensive (artt. 391bis ss. c.p.p.).
L’art. 191 c.p.p. fissa la regola dell’inutilizzabilità delle Prova illegittimamente acquisite.
Tra le Prove penali ricordiamo la testimonianza, l’esame delle parti, il confronto, la ricognizione, l’esperimento giudiziale, la perizia e la consulenza tecnica.