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Timestamp: 2018-05-26 08:11:06+00:00
Document Index: 183036022

Matched Legal Cases: ['art. 56', 'art. 56', 'art.\xa0 56', 'art. 56', 'art.\xa0 17', 'art.\xa0 108', 'art.\xa0 16', 'art. 3', 'art. 10', 'art.\xa0 1', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 56', 'art.\xa0 2', 'art. 107', 'art. 109', 'art.\n1', 'art. 6', 'art. 17', 'art.\xa0 4', 'art. 6', 'art.\n1', 'art.\xa0 1']

Amianto: il credito d'imposta per interventi di bonifica
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Amianto: l’attribuzione del credito d’imposta per interventi di bonifica
Con il D.m. Ambiente 15 giugno 2016 messe a punto le disposizioni applicative di cui all'art. 56 della legge 28 dicembre 2015, n. 221
Pubblicati i criteri per l'attribuzione del credito d'imposta per interventi di bonifica da amianto con il decreto del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare 15 giugno 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 ottobre 2016, n. 243.
Per effetto sono state messe a punto le disposizioni applicative di cui all'art. 56 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, con particolare riferimento:
- alle tipologie di interventi ammissibili al credito d'imposta;
- alle modalità e ai termini per la concessione del credito d'imposta;
- alle disposizioni idonee ad assicurare il rispetto del limite massimo di spesa;
- alla determinazione dei casi di revoca e di decadenza del beneficio;
- alle procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo del credito d'imposta medesimo.
Di seguito il testo integrale del decreto del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare 15 giugno 2016, disponibile anche in pdf alla fine della pagina.
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Decreto del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare 15 giugno 2016
Modalita' attuative del credito d'imposta per interventi di  bonifica
dei beni e delle aree contenenti amianto. (16A07507)
in Gazzetta Ufficiale del 17 ottobre 2016, n. 243
Vista la risoluzione del Parlamento  europeo  del  14  marzo  2013,
sulle minacce per la salute sul luogo di lavoro legate all'amianto  e
le prospettive di eliminazione di tutto l'amianto esistente;
contenimento  dell'uso  eccessivo  di   risorse   naturali»,   e   in
particolare  l'art.  56  rubricato  «Disposizioni   in   materia   di
interventi  di  bonifica  da  amianto»,  che  riconosce  un   credito
d'imposta ai soggetti titolari di reddito d'impresa, in relazione  ai
costi sostenuti per gli interventi di bonifica dall'amianto su beni e
strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato;
Visto il comma 4 del predetto art. 56, secondo cui con decreto  del
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze  sono  dettate
le disposizioni applicative della predetta misura agevolativa;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,
n. 917, e successive modificazioni,  recante  il  Testo  unico  delle
imposte sui redditi, e in particolare gli articoli 61 e 109, inerenti
i componenti del reddito d'impresa;
Visto il decreto legislativo 9 luglio 1997, n.  241,  e  successive
modificazioni, recante norme di semplificazione degli adempimenti dei
contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta  sul
valore aggiunto, nonche' di modernizzazione del sistema  di  gestione
delle dichiarazioni, e  in  particolare  l'art.  17,  concernente  la
compensazione dei crediti d'imposta;
Visto il regolamento (CE) n. 1589/2015 del consiglio del 13  luglio
2015, recante modalita' di applicazione dell'art.  108  del  Trattato
sul funzionamento dell'Unione europea, ed in particolare  l'art.  16,
relativo al recupero degli aiuti di Stato illegali;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001,  n.
380,  e  successive  modificazioni,  recante   «Testo   unico   delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia  edilizia  (Testo
A)», ed in particolare l'art. 3, comma 1, lettere  b),  c)  e  d),  e
l'art. 10, comma 1, lettera c);
Visto il decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40,  recante  disposizioni
urgenti tributarie e finanziarie di potenziamento e razionalizzazione
della riscossione tributaria  anche  in  adeguamento  alla  normativa
comunitaria, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  22  maggio
2010, n. 73, ed in particolare l'art.  1,  comma  6,  in  materia  di
procedure di recupero nei casi di utilizzo  illegittimo  dei  crediti
Visto il regolamento (UE) n. 1407/2013  della  Commissione  europea
del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107  e
108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de
minimis»;
Vista la legge 27 marzo  1992,  n.  257,  concernente  disposizioni
relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto e norme attuative;
Visto  il  decreto  legislativo  9  aprile  2008,  n.  81,  recante
«Attuazione dell'art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia
di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro»;
Visto il decreto ministeriale del 6 settembre 1994, pubblicato  nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10  dicembre
Vista la legge 23 marzo 2001, n. 93, concernente  «Disposizioni  in
campo ambientale»;
Vista la circolare del Ministero sanita' 12 aprile 1995, n. 7;
Visto il decreto ministeriale del 26 ottobre 1995,  pubblicato  nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.  91  del  18  aprile
Visto il decreto ministeriale del 14 maggio  1996,  pubblicato  nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 251 del  25  ottobre
Visto il decreto ministeriale del 20 agosto  1999,  pubblicato  nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 249 del  22  ottobre
Visto il decreto ministeriale 18 marzo 2003, n. 101, con il  quale,
in attuazione del comma 2 dell'art. 20 della citata legge n. 93/2001,
e' stato  adottato  il  «Regolamento  per  la  realizzazione  di  una
mappatura delle  zone  del  territorio  nazionale  interessate  dalla
presenza di amianto»;
Vista la legge 8 luglio 1986,  n.  349,  recante  «Istituzione  del
Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale»;
Visto il regolamento di organizzazione del Ministero  dell'ambiente
e della tutela del territorio e  del  mare  di  cui  al  decreto  del
Presidente del Consiglio dei ministri 10 luglio 2014, n. 142;
1. Il presente decreto individua le  disposizioni  applicative  per
l'attribuzione del  credito  d'imposta  per  interventi  di  bonifica
dall'amianto di cui all'art. 56 della legge 28 dicembre 2015, n. 221,
con riferimento, in particolare:
a) alle tipologie di interventi ammissibili al credito d'imposta;
b) alle modalita' e ai termini per  la  concessione  del  credito
c) alle disposizioni idonee ad assicurare il rispetto del  limite
massimo di spesa;
d) alla determinazione dei casi di  revoca  e  di  decadenza  del
e) alle procedure di recupero nei casi  di  utilizzo  illegittimo
del credito d'imposta medesimo.
1. Possono beneficiare del credito d'imposta i soggetti titolari di
reddito d'impresa, indipendentemente dalla natura giuridica  assunta,
dalle dimensioni aziendali  e  dal  regime  contabile  adottato,  che
effettuano interventi di bonifica dall'amianto, su beni  e  strutture
produttive ubicate nel territorio dello Stato, dal 1° gennaio 2016 al
2.  Sono  ammissibili  al  credito  d'imposta  gli  interventi   di
rimozione  e  smaltimento,  anche  previo  trattamento  in   impianti
autorizzati, dell'amianto presente in coperture e manufatti di beni e
strutture produttive ubicati nel territorio nazionale effettuati  nel
rispetto della normativa ambientale e  di  sicurezza  nei  luoghi  di
lavoro. Sono ammesse, inoltre, le spese di consulenze professionali e
perizie tecniche nei limiti del 10% delle spese complessive sostenute
e comunque non  oltre  l'ammontare  di  10.000,00  euro  per  ciascun
progetto di bonifica unitariamente considerato.
3. Ai fini  di  quanto  disposto  dal  comma  2,  sono  considerate
eleggibili le spese per la rimozione e lo smaltimento,  anche  previo
trattamento in impianti autorizzati, di:
b) tubi, canalizzazioni e  contenitori  per  il  trasporto  e  lo
stoccaggio di fluidi, ad uso civile e industriale in amianto;
1. Il credito d'imposta e' riconosciuto nella  misura  del  50  per
cento delle spese sostenute per gli interventi  di  cui  all'art.  2,
effettuati dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016.
2. L'agevolazione e' concessa a ciascuna impresa nel  rispetto  dei
limiti e delle condizioni di cui al  regolamento  (UE)  n.  1407/2013
della  Commissione   europea   del   18   dicembre   2013,   relativo
all'applicazione degli art. 107 e 108 del trattato sul  funzionamento
dell'Unione europea agli aiuti «de minimis».
3.  Il  credito  d'imposta  spetta  a  condizione  che   la   spesa
complessiva sostenuta in relazione a ciascun  progetto  di  bonifica,
unitariamente considerato, sia almeno pari a 20.000 euro.
4. L'ammontare totale  dei  costi  eleggibili  e',  in  ogni  caso,
limitato all'importo di 400.000 euro per ciascuna impresa.
5. Le  spese  si  considerano  sostenute  secondo  quanto  previsto
dall'art. 109 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917, recante il Testo unico delle imposte sui redditi.
6. L'effettivita' del sostenimento delle spese  deve  risultare  da
apposita  attestazione  rilasciata  dal   presidente   del   collegio
sindacale, ovvero da un revisore legale  iscritto  nel  registro  dei
revisori legali,  o  da  un  professionista  iscritto  nell'albo  dei
dottori commercialisti e degli esperti  contabili,  o  nell'albo  dei
periti commerciali o in quello dei consulenti del lavoro, ovvero  dal
responsabile del centro di assistenza fiscale.
7. Il  credito  d'imposta  e'  alternativo  e  non  cumulabile,  in
relazione a medesime voci  di  spesa,  con  ogni  altra  agevolazione
prevista da normativa nazionale, regionale o comunitaria.
Procedura di accesso, riconoscimento e utilizzo del credito d'imposta
1. A  decorrere  dal  trentesimo  giorno  successivo  a  quello  di
pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale e sino al
31  marzo  2017,  le  imprese  interessate  presentano  al  Ministero
dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del  mare  apposita
domanda per il riconoscimento del credito d'imposta di  cui  all'art.
1,  da  presentarsi   esclusivamente   accedendo   alla   piattaforma
informatica che sara' accessibile sul sito www.minambiente.it.
2. Nella domanda  di  cui  al  comma  1,  sottoscritta  dal  legale
rappresentante dell'impresa, dovra' essere specificato:
b) l'ammontare delle singole spese eleggibili;
c) l'ammontare del credito d'imposta richiesto;
d) di non usufruire di altre agevolazioni per le medesime voci di
3. La domanda di  cui  al  comma  1  deve  essere  corredata,  pena
esclusione, da:
a)  piano  di  lavoro  del  progetto  di  bonifica  unitariamente
considerato presentato all'ASL competente;
b)  comunicazione  alla   ASL   di   avvenuta   ultimazione   dei
lavori/attivita' di cui al piano di lavori gia' approvato comprensiva
della documentazione attestante l'avvenuto smaltimento  in  discarica
autorizzata e, nel caso di amianto friabile  in  ambienti  confinati,
anche la certificazione di restituibilita' degli ambienti  bonificati
redatta da ASL;
c) l'attestazione dell'effettivita' delle spese sostenute;
d) la dichiarazione sostitutiva di atto  di  notorieta'  relativa
agli  altri  aiuti  «de   minimis»   eventualmente   fruiti   durante
l'esercizio finanziario in corso e nei due precedenti, come  previsto
dall'art. 6, paragrafo 1, del Regolamento (UE) n.  1407/2013  del  18
4. Il credito d'imposta e' riconosciuto previa verifica,  da  parte
del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,
dell'ammissibilita' in ordine al  rispetto  dei  requisiti  previsti,
secondo   l'ordine   di   presentazione   delle   domande   e    sino
all'esaurimento del limite di spesa complessivo pari a 17 milioni  di
5. Entro novanta giorni dalla data di presentazione  delle  singole
domande di cui al comma 1, il Ministero dell'ambiente e della  tutela
del territorio e del  mare  comunica  all'impresa  il  riconoscimento
ovvero il diniego dell'agevolazione e, nel primo caso, l'importo  del
credito effettivamente spettante.
6. Il credito d'imposta di cui al  presente  decreto  non  concorre
alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi  e  del
valore  della  produzione  ai  fini  dell'imposta   regionale   sulle
attivita' produttive e non rileva ai fini del rapporto  di  cui  agli
articoli 61 e 109, del decreto del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, recante  il  Testo  unico  delle  imposte  sui
7. Il credito d'imposta e'  ripartito  nonche'  utilizzato  in  tre
quote annuali di pari importo ed e' indicato nella dichiarazione  dei
redditi relativa al periodo di imposta di riconoscimento del  credito
e nelle dichiarazioni dei redditi  relative  ai  periodi  di  imposta
successivi  fino  a  quello  nel  corso  del  quale  se  ne  conclude
l'utilizzo, a decorrere dalla dichiarazione relativa  al  periodo  di
imposta in corso al 31 dicembre  2016.  La  prima  quota  annuale  e'
utilizzabile a decorrere dal 1° gennaio 2017.
8.  Il  credito  d'imposta  e'   utilizzabile   esclusivamente   in
compensazione, ai sensi dell'art. 17 del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241, e successive modificazioni. A tal fine, il modello  F24
deve essere presentato esclusivamente tramite  i  servizi  telematici
messi a disposizione dall'Agenzia  delle  entrate,  pena  il  rifiuto
dell'operazione di  versamento.  L'ammontare  del  credito  d'imposta
utilizzato in compensazione non deve eccedere l'importo concesso  dal
pena lo scarto dell'operazione di versamento. Ai fini  del  controllo
di cui al periodo precedente,  il  Ministero  dell'ambiente  e  della
tutela del territorio e del mare, preventivamente alla  comunicazione
alle imprese beneficiarie, trasmette all'Agenzia delle  entrate,  con
modalita' telematiche definite d'intesa, le imprese ammesse a  fruire
dell'agevolazione  e  l'importo  del  credito  concesso,  nonche'  le
eventuali variazioni e revoche.
9. Per consentire  la  regolazione  contabile  delle  compensazioni
esercitate dalle imprese ai sensi del presente  decreto,  le  risorse
stanziate  sono  trasferite  sulla  contabilita'  speciale  n.   1778
«Agenzia delle entrate - fondi di bilancio», aperta presso  la  Banca
Cause di revoca del credito d'imposta
1. Il credito d'imposta e' revocato:
a) nel caso  che  venga  accertata  l'insussistenza  di  uno  dei
requisiti previsti;
b) nel caso che la documentazione presentata, di cui all'art.  4,
comma 3, contenga elementi non veritieri.
2.  Il  credito  d'imposta  e',  altresi',  revocato  in  caso   di
accertamento della falsita'  delle  dichiarazioni  rese.  Sono  fatte
salve  le  eventuali  conseguenze  di   legge   civile,   penale   ed
amministrativa e, in ogni caso, si provvede al recupero del beneficio
indebitamente fruito, ai sensi dell'art. 6.
Controlli ed eventuali procedure di recupero
del credito d'imposta illegittimamente fruito
1. L'Agenzia delle entrate trasmette al Ministero  dell'ambiente  e
della tutela del territorio e del mare, con modalita'  telematiche  e
secondo termini definiti d'intesa, l'elenco delle imprese  che  hanno
utilizzato in compensazione il  credito  d'imposta,  con  i  relativi
2.   Qualora   l'Agenzia   delle   entrate   accerti,   nell'ambito
dell'ordinaria   attivita'   di   controllo,   l'eventuale   indebita
fruizione, totale o parziale, del credito d'imposta di  cui  all'art.
1, la stessa ne da' comunicazione  in  via  telematica  al  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  che  previe
verifiche per quanto di competenza, ai sensi dell'art.  1,  comma  6,
del  decreto-legge  25   marzo   2010,   n.   40,   convertito,   con
modificazioni, dalla  legge  22  maggio  2010,  n.  73,  provvede  al
recupero del relativo importo, maggiorato  di  interessi  e  sanzioni
secondo legge.
3. Per quanto non espressamente disciplinato dal presente  decreto,
si  applicano   le   disposizioni   in   materia   di   liquidazione,
accertamento, riscossione e contenzioso previste per le  imposte  sui
controllo  e  verra'  pubblicato  nella  Gazzetta   Ufficiale   della
D.m. 15 giugno 2016
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