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Timestamp: 2019-08-23 19:38:50+00:00
Document Index: 86445926

Matched Legal Cases: ['art. 71', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 55', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1']

Nell’“'assenza per visita specialistica” rientra anche quella richiesta dal docente o ATA per terapie mediche, prestazioni specialistiche, esami e accertamenti diagnostici. Non vi rientra invece la visita medica effettuata dal medico di base a meno che quest’ultimo non la esegua a titolo di “specialista”.
In tal caso l'’attestazione dovrà recare nell’intestazione la specializzazione di cui è in possesso il medico di base e la dichiarazione di quest’ultimo che è stata effettuata una “visita specialistica”.
Ma vediamo l'’excursus normativo…
“Nei casi di assenze per visite mediche, prestazioni specialistiche ed accertamenti diagnostici, ove non sia dimostratamente possibile effettuarli al di fuori dell'orario di servizio, il dipendente può usufruire del trattamento di malattia da documentarecon l'esibizione di certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria che ha erogato la prestazione.
Nel caso le assenze in questione siano inferiori o pari alla metà della durata dell'orario di avoro giornaliero, il dipendente potrà usufruire, a richiesta, oltre che dell'assenza per malattia, con la relativa decurtazione del trattamento economico accessorio, anche di un permesso a recupero. Viene escluso, inoltre, il frazionamento della giornata di assenza per malattia”.
La circolare n. 8/2008 del Ministero del Lavoro, per quanto riguardava i presupposti dell'imputabilità della visita specialistica alla assenza per malattia richiamava le sentenze della Cassazione n. 5027/1988 e 3578/1985, giurisprudenza richiamata a suo tempo dall'ARAN per il comparto Ministeri e che specificava che gli accertamenti diagnostici e clinici e le visite mediche potevano essere equiparate alla malattia se con particolari caratteristiche e requisiti:
impossibilità di essere effettuati fuori dall'orario di lavoro,
certificazione della struttura.
Costituiscono pertanto necessario presupposto:
Prescrizione del medico curante in quanto collegata ad uno stato patologico in atto o, in ogni modo, nel ragionevole timore di insorgenza dello stesso;
Impossibilità di effettuarle al di fuori dell’orario di servizio;
Esibizione di una certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria che ha erogato la prestazione.
Dal momento che l’'assenza per effettuare visite specialistiche, cure o esami diagnostici – ricorrendone i presupposti – è imputata a malattia, si applica il nuovo regime sia per quanto concerne le modalità di certificazione, sia per quanto riguarda la retribuzione.
Ciò vuol dire che anche se l’'assenza per malattia non riguarda un’infermità in atto ma viene fruita per un esame o visita specialistica, debba essere considerata come “malattia” a tutti gli effetti: ai fini della decurtazione retributiva e considerata come giorno di assenza ai fini del periodo massimo di conservazione del posto
A proposito della visita fiscale, la medesima circolare n. 8/2008 sopra citata disponeva:
“È opportuno evidenziare che, nel caso di imputazione dell’'assenza per effettuare visite specialistiche, cure o esami diagnostici a malattia, l’amministrazione che ha conoscenza della circostanza a seguito della comunicazione del dipendente deve valutare di volta in volta, in relazione alla specificità delle situazioni, se richiedere la visita domiciliare di controllo per i giorni di riferimento. In tal caso possono ricorrere quelle “esigenze funzionali ed organizzative” di cui si deve tener conto nel richiedere la visita fiscale secondo l’art. 71, comma 3, del d.l. n. 112 del 2008. Infatti, il tentativo di effettuare l’'accesso al domicilio del lavoratore da parte del medico della struttura competente potrebbe configurarsi come ingiustificato aggravio di spesa per l’'amministrazione in quanto, in assenza del dipendente, potrebbe non avere lo scopo di convalidare la prognosi”.
La nota del MEF Prot. n. 27553 del 4/05/2009 afferma che “al di fuori dei casi di ricovero, visite mediche, prestazioni specialistiche ed accertamenti diagnostici si richiama l’obbligatorietà dell’accertamento medico-fiscale…”.
La legge 15 luglio 2011, n. 111 ( già Decreto Legge n. 98 del 2011) -capo III art. 16 comma - 5-ter.conferma:
” Nel caso in cui l'assenza per malattia abbia luogo per l'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l'assenza e' giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione."
Ad attestare la prestazione avvenuta è sufficiente pertanto la dichiarazione della struttura anche se privata.
L'’articolo 55 -septies , comma 5 -ter , del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dalla legge n. 125/2013 ha previsto che "Nel caso in cui l’'assenza per malattia abbia luogo per l’'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici il permesso è giustificato mediante la presentazione di attestazione, anche in ordine all’orario, rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione o trasmesse da questi ultimi mediante posta elettronica".
Tale norma ha così modificato – confermandone il contenuto - la precedente (D.L.n.98/2011, convertito nella legge n.111/2011) sostituendo rispetto a quest’ultima le parole “l’assenza è giustificata” con “il permesso è giustificato”; inserendo dopo le parole “di attestazione” quelle “anche in ordine all’orario”; in merito alle modalità di trasmissione della certificazione a cura del medico o della struttura, anche privati, aggiungendo “o trasmessa da questi ultimi mediante posta elettronica”.
Di segno contrario la Circolare n. 2/2014 D.F.P. e la Nota MIUR prot. n. 5181 del 22 aprile 2014 tempestivamente smentite dal MIUR con avviso del 29/05/2014
IL MIUR CHIARISCE: NON RIGUARDA IN ALCUN MODO IL PERSONALE DELLA SCUOLA (Avviso del 29/5/2014).
http://www.gianlucabertagna.it/category/malattia-e-assenze/
Con sentenza del 25 febbraio 2015 n. 5714, il TAR del Lazio ha annullato la Circolare n. 2/2014 D.F.P di cui sopra
Pertanto la scuola non potrà imporre al dipendente il ricorso ai permessi orari o ai permessi per motivi personali per tali assenze, data la natura di questi permessi che devono appunto essere utilizzati per altri scopi, a meno che non sia il dipendente stesso a richiederlo (rimane infatti la facoltà per il dipendente di giustificare l’assenza per visita specialistica ricorrendo al permesso per motivi familiari (art. 15/2) o al permesso breve (art. 16).
… e per concludere.. Nota MIUR 7457 DEL 6/5/2015, secondo la quale ..
“Di conseguenza, nelle more della rivisitazione della disciplina e della eventuale ricezione di nuove istruzioni da parte del Dipartimento per la Funzione Pubblica, si ritiene che le assenze dal servizio per visite mediche, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici debbano essere ricondotte esclusivamente alla disciplina normativa di cui all'art. 55 septies, comma 5 ter, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, senza tener conto di quanto statuito successivamente, anche da questo Ministero, con nota n. 5181 del 22.4.2014 del Dipartimento per la Programmazione - Direzione Generale per le risorse umane del Ministero, acquisti e affari generali.”
… ovvero…
rimane ad oggi salva la facoltà per il dipendente della scuola di utilizzare l’istituto dell’assenza per malattia per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici.
Carta MIUR per l’aggiornamento e la formazione dei docenti –Decreto del 22 settembre
- Laurea, Master e corsi universitari sul settore disciplinare del docente o trasversali
Entro il 31/08/16 necessita rendicontare alla Scuola con ricevuta/fattura degli acquisti effettuati che descrivano il prodotto in termini di: nome e tipologia del corso - data di acquisto – costo
In caso di mancata rendicontazione il residuo resta nella Carta resta a disposizione per l’anno scolastico successivo. La somma non rendicontata viene sottratta dalle risorse della Carta.
Quale opzione valida per l’aggiornamento dei docenti di ruolo ai fini carta formazione e punteggio mobilità dei docenti di ruolo e non di ruolo ai fini punteggio graduatorie, proponiamo - sul lato sx della Home - l’offerta formativa in modalità “on line” dell’ Università telematica G. Fortunato di Benevento – con esami in Terni
Domanda inserimento in coda Graduatoria Istituto II fascia
La nota n. 31060 del 25 settembre riapre le funzioni Polis per la scelta delle scuole per i nuovi abilitati 2015 tramite Modello B on line per l’inserimento in “coda” alle Graduatorie di Istituto di II fascia.
Scadenza domanda: 14 ottobre 2015 alle ore 14:00.
Interessati alla presentazione dell’istanza sono i docenti che hanno già presentato il Modello A3 relativo all’acquisizione dell’abilitazione. Pertanto, relativamente all’anno scolastico 2015/2016
la prima fascia delle Graduatorie di Istituto resta invariata;
la seconda fascia delle Graduatorie di Istituto rimane invariata;
la prima coda della seconda fascia, ovvero gli abilitati prima dello scorso 1° febbraio è di nuova istituzione;
la seconda coda della seconda fascia, ovvero gli abilitati prima dello scorso 1° agosto, è di nuova istituzione;
la terza fascia della Graduatoria di Istituto rimane invariata.
NORME IN VIGORE (forse non tutti sanno che…)
Permessi per grave infermità del coniuge …..
Ai sensi dell’art. 15 comma 7 del CCNL comparto Scuola “Il dipendente ha diritto, inoltre, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti previsti da specifiche disposizioni di legge”.
Ulteriori indicazioni sono contenute nell’Interpello Prot. 25/I/0007476 N. 16/2008 del 10 giugno e nella nota Prot. 25/I/0016754 del 25 novembre 2008 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.
I 3 giorni di permesso retribuito possono essere fruiti per la grave infermità del coniuge; di parenti entro il secondo grado (per i quali non occorre il requisito della convivenza): genitori, figli (1° grado); nonni, fratelli e sorelle, nipoti (figli dei figli) (2° grado); soggetti componenti la famiglia anagrafica
I permessi possono essere concessi in presenza delle patologie sotto indicate: patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;
I permessi per grave infermità di cui all’art. 4, comma 1 della legge 53/2000 sono cumulabili con gli altri permessi per motivi personali e familiari e permessi per lutto previsti dagli articoli 15 e 19 del CCNL Scuola.
Sono inoltre cumulabili con altre tipologie di permessi o con le ferie senza la necessità di rientrare in servizio.
Successivamente alla fruizione del permesso occorre presentare, entro 5 giorni documentazione medica specialistica rilasciata dalle strutture ospedaliere e dalle AA.SS.LL., attestante le gravi patologie dei soggetti cui viene prestata assistenza (è idoneo a tal fine il certificato redatto dallo specialista da cui si riscontra sia la descrizione degli elementi costituenti la diagnosi clinica che la qualificazione medico legale in termini di grave infermità).
Non è ammessa l’'autocertificazione e non può essere invocata la “privacy”
Legge 107 del 13 luglio 2015 ed i commi a proposito di illegittimità nella reiterazione dei contratti senza stabilizzazione del personale precario, così come “reinterpretati”
132. Nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell' università e della ricerca e' istituito un fondo per i pagamenti in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali aventi ad oggetto il risarcimento dei danni conseguenti alla reiterazione di contratti a termine per una durata complessiva superiore a trentasei mesi, anche non continuativi, su posti vacanti e disponibili, con la dotazione di euro 10 milioni per ciascuno degli anni 2015 e 2016, fermo restando quanto previsto dall'articolo 14 del decreto-legge 31
dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, e successive modificazioni.
I compiti dell’Assistente Educativo Culturale (AEC). L’importanza dell’interazione e della comunicazione per l’alunno disabile ( articolo di www.minervasapiens.it )
A questo proposito diverse sono le figure che affiancano il disabile nel processo di crescita tra cui quella dell’Assistente Educativo Culturale, che ha il compito di favorire e sostenere il processo di integrazione dei ragazzi portatori di handicap all’interno dell’ambiente scolastico.
Secondo i dati del 2011/2012 forniti dal MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca, il numero di studenti con disabilità in Italia è pari a 215, 590 unità di cui circa 1800 nel Lazio. Il diritto allo studio è un diritto universale e consente al giovane di sviluppare le proprie capacità e mettersi in gioco acquisendo competenze pratiche, culturali e relazionali.
Senza includere i servizi di affiancamento alla disabilità all’interno delle istituzione scolastiche non si può parlare di pari opportunità. E’ necessario, quindi, prestare particolare attenzione a quello che è il processo di crescita nell’ambito scolastico, dove oggi più che mai è rilevante non solo il supporto dell’insegnate di sostegno per la didattica, ma anche quello dell’AEC, l’Assistente Educativo Culturale.
Ma di cosa si occupa di preciso l’Assistente Educativo Culturale? L’AEC è un operatore dipendente dalle cooperative sociali che mettono a disposizione tale servizio o dai comuni. Rappresenta una figura di supporto per tutti quei studenti disabili non autonomi che hanno bisogno di un sostegno fisico, psicologico e sociale per superare tutte quelle barriere culturali che impediscono spesso al giovane di integrarsi pienamente e di strutturare in modo equilibrato la propria identità. L’AEC opera per un massimo di tre pomeriggi a settimana nelle scuole dell’infanzia, in quelle primarie e secondarie di I grado in alternativa all’insegnante di sostegno o anche in compresenza nei casi in cui sia previsto.
L’articolo 13 comma 3 della legge 104 del 1992 attribuisce all’AEC le seguenti mansioni:
- partecipazione alle attività di programmazione scolastica, individuazione delle potenzialità, degli obiettivi e delle strategie da utilizzare con l’alunno e nella verifica del raggiungimento degli stessi con gli insegnati;
- supporto agli insegnanti nelle attività pratiche/funzionali e socio/relazionali per facilitare l’integrazione comunicativa dell’alunno;
- assistenza negli spostamenti dell’alunno (per es. dalla classe alla palestra o dalla classe alla mensa);
- assistenza in mensa allo scopo di fornire un buon livello di autonomia personale nell’assunzione di cibi;
- supporto alle attività per la cura dell’igiene personale;
- supporto alla partecipazione dell’alunno nelle attività scolastiche, ricreative e formative previste dal piano dell’offerta formativa scolastica;
- aiuto nell’organizzazione dei viaggi di istruzione per ciò che riguarda il superamento di barriere architettoniche connesse al trasporto e al soggiorno dell’alunno;
- supporto durante lo svolgimento di gite scolastiche o visite culturali;
- assistenza nelle ore notturne durante gite scolastiche ove necessario;
- promozione di iniziative di integrazione con la scuola e i servizi territoriali.
L’AEC aiuta, quindi, i ragazzi non autonomi nelle comuni faccende come andare in bagno, mangiare, muoversi all’interno delle mura scolastiche e all’esterno, curarsi della propria igiene e relazionarsi con i compagni aiutandoli così ad inserirsi nelle attività scolastiche. Su autorizzazione del medico competente, gli AEC possono somministrare farmaci allo studente disabile ma non devono intervenire nello svolgimento delle attività didattiche ne nello svolgimento dei compiti per casa, mansioni di cui si occupa l’insegnate di sostegno.
Ogni studente con disabilità per il pieno sviluppo ha diritto a vedersi riconosciute delle ore di assistenza didattica da parte dell’insegnate di sostegno, nonché delle ore di assistenza per il raggiungimento dell’autonomia e della comunicazione con l’ausilio dell’AEC.
Per le modalità di compilazione il Miur rinvia alle istruzioni fornite all’art. 7 sezione B del D.M. 23 maggio 2014 n. 353
Gli aspiranti non iscritti in precedenza nelle graduatorie di istituto scelgono le istituzioni scolastiche della provincia in cui è ubicata la Scuola alla quale è stato inoltrato il modello di domanda A3.
Gli aspiranti già iscritti in graduatorie di qualsiasi fascia per insegnamenti diversi da quelli per i quali si inseriscono in II fascia aggiuntiva, possono inserire/cambiare una o più istituzioni scolastiche della Provincia di iscrizione, ai soli fini dell’inserimento nella II fascia aggiuntiva.
gli aspiranti presenti solo su I° grado, che hanno richiesto l’inclusione sulle scuole secondarie di II° grado, possono cambiare una o più sedi al solo fine dell’inclusione sul II° grado e lasciando invariate le altre sedi già comunicate a inizio triennio per il I° grado; - gli aspiranti presenti solo su I° grado, che hanno richiesto l’inclusione su Infanzia e/o primaria, non possono cambiare le sedi relative agli Istituti Comprensivi, mentre possono cambiare quelle relative al I° grado non facenti parte di un Istituto Comprensivo, sempre nel rispetto del limite massimo di 10;
La scuola capofila precedentemente scelta può essere sostituita tra le preferenze, ma rimarrà comunque, per tutto il triennio, referente della trattazione della posizione dell’aspirante.
Gli "ambiti territoriali"? Legge 107 del 13 luglio 2015
Ne faranno parte a decorrere dall’a.s. 2016/2017:
I docenti del secondo contingente di assunzioni per l'a.s. 2015-2016, destinati al cosiddetto "organico aggiuntivo"
i docenti che risulteranno soprannumerari nell'a.s. 2016-17
i docenti che, nello stesso anno, chiederanno trasferimento
… ma vediamo il concetto di autonomia comma per comma… come da legge 107/2015…
……. la valorizzazione delle risorse umane…
L’ a.s. 2016/2017 costituirà elemento di rottura fra titolarità della sede e vecchio ordinamento da un lato e collocazione negli ambiti territoriali con perdita di titolarità della cattedra e assoggettamento alla chiamata diretta, dall'altro.
"Per l'anno scolastico 2016/2017 è avviato un piano straordinario di mobilità. territoriale e professionale su tutti i posti vacanti dell'organico dell'autonomia, rivolto ai docenti assunti a tempo indeterminato entro l'anno scolastico 2014/2015. Tale personale partecipa, a domanda, alla mobilita per tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia... per tutti i posti vacanti e disponibili"
Avremo dunque professionisti erranti, in concorrenza fra loro, demotivati e sudditi nei confronti di chi è autorizzato a decidere.
L'’organico potenziato e relative Tabelle - Nota 30549 del 21/09/2015
La nota 30549 del 21 settembre 2015 emanata dal MIUR indica procedure, modalità e tempi per la definizione dell’organico potenziato per il 2015-2016.
La definizione dell' organico del potenziamento è inserita nelle fasi del piano straordinario di assunzioni previsto dalla medesima legge 107 e in particolare nell'ultima di esse, fase C, secondo quanto previsto dal comma 98 lettera C.
Le scuole inseriscono a sistema le proprie richieste entro il 15 ottobre. Gli USR procedono alla ripartizione dei posti alle province della regione, suddivisi anche per classe di concorso, compresi quelli di sostegno (divisi per le 4 aree nel secondo grado) entro il 22 ottobre.
La richiesta delle scuole, elaborata ed approvata con delibera dagli OO.CC. della Scuola, deve indicare anche un ordine di preferenza per tutti i 6 o 7 campi con una descrizione “qualitativa” dell’organico potenziato, più che quantitativa, nella consapevolezza che, il numero di posti che è possibile assegnare, di norma, sarà di almeno 3 per scuola.
L’indicazione obbligatoria dell’ordine di preferenza di tutti i campi si rende necessaria nel caso in cui l’Amministrazione, per carenza di candidati o di domande per il piano straordinario nelle classi di concorso indicate con priorità, non possa soddisfare le richieste fatte dalla scuola e debba comunque assegnare i docenti assunti.
Gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali procedono alla ripartizione dei posti assegnati alla regione, suddivisi per grado di scuola e sostegno, alle diverse province entro il 22 ottobre. I posti della secondaria saranno suddivisi anche per classe di concorso, ed i posti di sostegno attribuiti alla scuola di secondo grado saranno suddivisi per le 4 aree.
Successivamente gli ATP, assegneranno i posti alle singole scuole dal 12 al 20 novembre,
“tenendo conto del numero di alunni, (ad eccezione di quelli dell'infanzia) e ponendo, altresì, adeguata attenzione alle situazioni caratterizzate dalla presenza di aree montane o di piccole isole, di aree interne, a bassa densità demografica o a forte processo immigratorio, nonché di aree caratterizzate da elevati tassi di dispersione scolastica … in ogni caso andrà assicurata una dotazione minima di norma non inferiore a 3 posti per istituzione scolastica, ivi compresi i Cpia”.
Torniamo ai numeri della fase C. I posti totali dell'organico potenziato sono indicati nella TABELLA 1
Circa 48.000 docenti sono in attesa di assunzione tra coloro che hanno presentato domanda entro il 14 agosto 2015 e una rassicurazione proviene dal Ministero per i posti che non potranno, di conseguenza, essere coperti dai ruoli "Quelli non coperti da personale di ruolo andranno a supplenza"
| POSTI DI POTENZIAMENTO | |
| |------------------------------------| |
| | | | Secon- | | POSTI DI |
| | | Secon- |daria di| | POTEN- |
| | |daria di|secondo | | ZIAMENTO |
| | | primo | grado | | PER IL |
| | Primaria | grado | (**) |TOTALE | SOSTEGNO |
|Abruzzo | 449 | 176 | 607 | 1.232 | 182 |
|Basilicata | 264 | 109 | 394 | 767 | 50 |
|Calabria | 664 | 268 | 967 | 1.899 | 193 |
|Campania | 1.815 | 810 | 2.689 | 5.314 | 691 |
|Emilia-Romagna | 1.307 | 487 | 1.581 | 3.375 | 433 |
|FriuliVenezia G. | | | | | |
|(*) | 421 | 164 | 529 | 1.114 | 91 |
|Lazio | 1.653 | 647 | 2.112 | 4.412 | 788 |
|Liguria | 478 | 193 | 649 | 1.320 | 164 |
|Lombardia | 2.852 | 1.065 | 3.091 | 7.008 | 1.023 |
|Marche | 517 | 198 | 698 | 1.413 | 189 |
|Molise | 188 | 76 | 271 | 535 | 34 |
|Piemonte | 1.250 | 488 | 1.506 | 3.244 | 416 |
|Puglia | 1.236 | 513 | 1.820 | 3.569 | 468 |
|Sardegna | 530 | 215 | 769 | 1.514 | 162 |
|Sicilia | 1.595 | 668 | 2.131 | 4.394 | 649 |
|Toscana | 1.078 | 427 | 1.432 | 2.937 | 354 |
|Umbria | 363 | 139 | 460 | 962 | 94 |
|Veneto | 1.473 | 563 | 1.767 | 3.803 | 465 |
|TOTALE | 18.133 | 7.206 | 23.473 |48.812 | 6.446 |
in proporzione agli alunni.
Il 10 per cento e' distribuito sulla base dei seguenti indicatori: dispersione scolastica, presenza di alunni stranieri, presenza di aree interne, presenza di aree isolane e montane, presenza di aree a bassa densita' demografica.
Per arginare i tagli della legge 190/2014 rispetto al divieto di conferire supplenze temporanee al personale ATA e docente secondo quanto di seguito riportato
è intervenuta la nota MIUR di seguito riportata:
MIUR.AOODPIT.REGISTRO UFFICIALE(U).0002116.30-09-2015
Oggetto: Anno scolastico 2015/2016 - chiarimenti in materia di supplenze brevi personale docente ed A.T.A. di cui all'art. 1, commi 332 e 333 della legge n. 190/2014.
A fronte delle segnalazioni, con le quali numerosi dirigenti scolastici stanno portando all'attenzione di questo Ministero le situazioni problematiche in cui vengono a trovarsi le istituzioni scolastiche a seguito del divieto, di cui all'art. 1, commi 332 e 333, della legge 190/2014, del conferimento di supplenze brevi per la sostituzione di personale docente e del personale A.T.A. ,si ritiene opportuno precisare quanto segue.
Per quanto riguarda le assenze del personale docente, si richiama l'attenzione su quanto già previsto dall'articolato della Legge sopra indicata al comma 333 in merito alla tutela e alla garanzia del diritto allo studio.
Ricordando, in ogni caso, che a conclusione del piano straordinario di assunzioni, sarà possibile provvedere alla sostituzione del personale assente anche mediante l'utilizzo dell'organico del potenziamento che verrà assegnato ad ogni istituzione scolastica.
Per quanto riguarda il personale A.T.A.(comma 332), con riferimento al divieto di sostituire il personale appartenente al profilo di collaboratore scolastico nei primi sette giorni di assenza, si rappresenta che il predetto divieto potrà essere superato laddove il dirigente scolastico, sotto la propria esclusiva responsabilità, con determinazione congruamente motivata e dopo aver prioritariamente posto in essere tutte le misure
organizzative complessive che vedano coinvolta l'organizzazione dell'intera Istituzione Scolastica con un'attenzione, quindi, non limitata al solo plesso interessato dall'assenza del collaboratore scolastico, raggiunga la certezza che: l'assenza del collaboratore scolastico determinerebbe delle urgenze che non
potrebbero trovare alcuna altra risposta atta a garantire la incolumità e la sicurezza degli alunni, nonché la indispensabile assistenza agli alunni diversamente abili determinando, inoltre, necessità obiettive non procrastinabili, improrogabili e non diversamente rimediabili, che renderebbero impossibile assicurare le condizioni minime di funzionamento del servizio scolastico tanto da compromettere in modo determinante il
diritto allo studio costituzionalmente garantito.
IL CAPO DIPARTIMENTO Rosa De Pasquale
Opzione donna 2016 come funziona? (da www.guidafisco.it)
La nuova opzione donna 2016 a cui sta lavorando il Ministro del Lavoro, Poletti ed il Ministro dell'Economia, Padoan e che verosimilmente arriverà con la prossima Legge di Stabilità 2016 è un intervento che mira a modificare i requisiti di età per accedere alla pensione anticipata e le modalità per calcolare la riduzione dell'assegno con tagli progressivi.
Secondo fonti molte vicine all'Esecutivo e sulla base delle dichiarazioni degli ultimi giorni del Ministro Poletti, il Governo starebbe, infatti, pensando di inserire due modifiche soft alla Riforma pensioni 2016, ovvero, una nuova opzione donne 2016 e la nuova opzione uomo 2016 per i disoccupati vicini alla pensione.
Come funziona la nuova pensione anticipata donne 2016? In una nuova finestra per l'uscita anticipata delle donne a 62-63 anni e con 35 anni di contributi. Una nuova opzione, diversa da quella prevista fino al 31 dicembre 2015, che comunque consente di lasciare il servizio prima del raggiungimento dei requisiti di pensionamento, rinunciando ad una parte dell'assegno.
L'urgenza del Governo, è quindi da una parte garantire una maggiore flessibilità in uscita e dall'altra introdurre al più presto la nuova opzione femminile prima del 1° gennaio 2016, data in cui scatterà il cd. “scalone” previsto dalla riforma Fornero.
Cosa significa? Che rispetto ad oggi, le donne dovranno aspettare un periodo più lungo per andare in pensione, infatti se ora serve un'età pari a 63 anni e 9 mesi, dal 2016 servirà un'età pari a:
per le dipendenti private iscritte all’AGO: 65 anni e 7 mesi, aumentando a 66 anni e 7 mesi nel 2018;
per le dipendenti pubbliche 66 anni e 7 mesi;
per le lavoratrici autonome 66 anni e 1 mese nel 2016 e 2017, e 66 anni e 7 mesi nel 2018.
E' per tutti questi motivi che il governo sta lavorando ad una nuova opzione donna che prevede la possibilità di lasciare il lavoro 3 anni prima dell’età di vecchiaia. In questo modo, le lavoratrici potranno anticipare la pensione a 62-63 anni con 35 di contributi ma con un nuovo metodo di calcolo per la riduzione dell'assegno che sarà inferiore rispetto adesso. La decurtazione prevista in 3 anni, infatti sarà di circa il 10%, 3,3% all'anno, in quanto non verrà applicato il ricalcolo contributivo sull’intera vita lavorativa, che prevede appunto un taglio del 25%, ma una riduzione legata alla speranza di vita.
L'opzione donna scade il 31 dicembre 2015 ma potrebbe essere prorogata dal Governo fino al 2016, al posto della nuova opzione donne, ora è da vedere cosa deciderà l'Esecutivo a tal proposito.
Nel frattempo, spieghiamo cos'è l'opzione donna e i requisiti richiesti alle lavoratrici per accedere a questo beneficio partendo dalla Riforma Fornero sulle pensioni. Tale riforma, ha infatti introdotto un regime sperimentale chiamato "Opzione donna" ossia una disposizione normativa che prevede la possibilità alle donne con determinati requisiti di andare in pensione prima del tempo. Tale possibilità, è rivolta sia a donne lavoratrici del settore privato che del settore pubblico e a patto che siano rispettati i requisiti di accesso e le condizioni, prime tra tutte quella di accettare che l'assegno pensione sia calcolato esclusivamente con il metodo contributivo con una riduzione media dell'assegno del 25-30%.
Un altro requisito fondamentale sono il numero di contributi versati, che sono nel caso della pensione anticipata 2015 donne 35 anni di contributi che devono essere maturati entro un determinato periodo che vedremo più avanti.
Pensione donne a che età? Un altro requisito che le donne lavoratrici devono possedere per andare in pensione anticipata grazie al regime sperimentale, che ricordiamo rimane valido fino al 31 dicembre 2015, è l'età. L'età della lavoratrice, infatti, varia a seconda della categoria:
Dipendenti pubbliche età necessaria per andare in pensione nel 2015 opzione donna è 57 anni e 3 mesi.
Dipendenti private l'età necessaria per la pensione anticipate 2015 è 57 anni e 3 mesi.
Lavoratrici autonome età pensionabile con il regime sperimentale è 58 anni e 3 mesi.