Source: http://www.prontoprofessionista.it/articoli/4881/le-notifiche-delle-cartelle-esattoriali-via-posta/
Timestamp: 2018-02-18 21:52:25+00:00
Document Index: 32285862

Matched Legal Cases: ['art.14', 'art.26', 'art. 14', 'art. 12', 'art.26', 'art.26', 'art.26', 'art.60', 'art.60', 'art. 149', 'art.14', 'art.16', 'art.4', 'art.1', 'art.2700', 'art.26', 'art.26', 'art. 14', 'art.60', 'art.26', 'art.38', 'art. 149', 'art.26', 'art.49', 'art.26', 'sentenza ', 'art.26', 'art.26', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art. 26', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.26', 'art. 26']

Le notifiche delle cartelle esattoriali via posta - Roberto Tempesta
Nel caso di specie essa è costituita dall’articolo 26 del D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973 “Notificazione della cartella di pagamento”.
“… può a questo punto, essere esaminato il problema della notificazione a mezzo posta della cartella e degli altri provvedimenti da parte del concessionario della riscossione. Per la notificazione degli atti del procedimento amministrativo tributario, e segnatamente per la notifica a mezzo della posta, I’art.14, della L. 20/11/1982 n.890, al primo comma espressamente dispone che: “La notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente deve avvenire con l’impiego di plico sigillato e può eseguirsi a mezzo della posta direttamente dagli uffici finanziari, nonché, ove ciò risulti impossibile, a cura degli ufficiali giudiziari dei messi comunali ovvero dei messi speciali autorizzati dall’Amministrazione finanziaria, secondo le modalità previste dalla presente legge. Sono fatti salvi i disposti di cui agli artt.26, 45 e seguenti del DPR 29/9/1973 n.602, e 60 del DPR 29/9/1973 n.600, nonché le altre modalità previste dalle singole leggi di imposta.
L’art.26 DPR 602/73 che, secondo il disposto dell’art. 14 cit., è l’unica fonte legislativa in materia di notificazione delle cartelle di pagamento e degli altri atti di competenza dell’Agente della riscossione, onde costituisce norma speciale, al primo comma dispone che: “La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o dagli altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero. previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso. la cartella è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal secondo comma o dal portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda”.
Infatti, prima che subisse modifica ad opera dell’art. 12, comma I, D.lgs.n.46 del 26 febbraio 1999, nel primo comma dell’art.26 cit. dopo le parole “La notifica può essere eseguita anche mediante invio seguivano le testuali parole ‘ da parte dell’esattore, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento… “
Con la modifica predetta le parole da parte dell’esattore furono soppresse, il che è chiara manifestazione della volontà del legislatore di limitare la notifica a mezzo della posta solo ai soggetti abilitati alla notificazione espressamente indicati in precedenza dalla disposizione, con evidente esclusione della possibilità che la notifica sia effettuata direttamente dall’Agente della Riscossione. Sul punto è appena il caso di rilevare che non ha alcuna giuridica consistenza l’obiezione (che pure è stata fatta) secondo la quale il termine esattore fu eliminato perché già sostituito da quello di concessionario della riscossione (oggi sostituito dal termine Agente della Riscossione) poiché nella stessa disposizione di cui all’art.26 cit. il legislatore adopera tranquillamente il nuovo termine concessionario sia nel primo comma (“…previa eventuale convenzione tra comune e concessionario”) che nel comma quarto (“Il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento… “). onde deve necessariamente ritenersi che se avesse inteso conservare il potere di notifica diretta da parte del concessionario della riscossione non avrebbe avuto remore nel l’affermarlo espressamente.
Del resto l’ultimo comma del predetto art.26 è tassativo nell’affermare che “Per quanto non regolato dal presente articolo si applicano le disposizioni dell’art.60 del predetto decreto” ovvero dell’art.60 DPR 600/73 che, rinviando agli artt.137 e segg. c.p.c. (con alcune esclusioni) richiama anche l’art. 149 c.p.c. che prevede che la notificazione a mezzo del servizio postale è fatta dall’ufficiale giudiziario (oltre che dai messi comunali o dai messi speciali autorizzati) ma giammai senza l’intermediazione di costoro.
Ulteriore argomento, a comprova della volontà del legislatore di non consentire all’Agente della riscossione la notifica diretta a mezzo della posta, si rinviene anche nella formulazione dell’art.14 L.890/1982 cit. che ha espressamente disposto che “la notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente deve avvenire con l’impiego di plico sigillato e può eseguirsi a mezzo della posta direttamente dagli uffici finanziari “, in tal modo riservando la possibilità di notifica diretta (con esclusione dell’intermediazione dei soggetti abilitati per legge ai quali la notifica è demandata solo in caso di impossibilità di notifica diretta) agli Uffici che esercitano la potestà impositiva, con chiara esclusione degli Agenti della riscossione che sono preposti solo alla fase riscossiva.
Anche nel disciplinare il processo tributario il legislatore, quando ha voluto autorizzare la notificazione degli atti senza l’intermediazione dell’organo specificamente abilitato dalla legge ad effettuare le notifiche si è premurato di indicarlo espressamente come si evince dall’art.16 del D.lgs. n.546/92 dove nel secondo comma è formulata la regola generale secondo la quale “Le notificazioni sono fatte secondo le norme degli artt. 137 e seguenti del codice di procedura civile… ” prevedendosi poi al secondo comma che “le notificazioni possono essere fatte anche direttamente a mezzo del servizio postale mediante spedizione dell’atto in plico senza busta raccomandata con avviso di ricevimento… “.
Come è ben noto, e come affermato dalla costante giurisprudenza di legittimità “In tema di notificazione a mezzo del servizio postale, l’avviso di ricevimento, il quale è parte integrante della relata di notifica, costituisce, ai sensi dell’art.4, terzo comma della legge 20 novembre 1982 n.890, il solo documento idoneo a provare sia l’intervenuta consegna del plico con la relativa data, sia l’identità della persona alla quale la consegna stessa è stata eseguita, e che ha sottoscritto l’avviso; esso riveste natura di atto pubblico, e, riguardando un’attività legittimamente delegata dall’ufficiale giudiziario al!’agente postate, ai sensi dell’art.1 della legge 890 cit.. gode della medesima forza certificatoria di cui è dotata la relazione di una notificazione eseguita direttamente dall’ufficiale giudiziario, ovverosia della fede privilegiata attribuita dall’art.2700 c.c. in ordine alle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che l’agente postale, mediante la sottoscrizione apposta sull’avviso di ricevimento, attesta avvenuti in sua presenza: pertanto. il destinatario che intenda contestare l’avvenuta esecuzione della notificazione, affermando di non avere ricevuto l’atto ed in particolare di non avere mai apposto la propria firma sull’avviso, ha l’onere di impugnarlo a mezzo della querela di falso anche se l’immutazione del vero non sia ascrivibile a dolo, ma soltanto ad imperizia, leggerezza o negligenza dell’agente postale” (Cass. 11708/2011).
E’ appena il caso. poi. di rilevare che non appare consistente, al fine di inficiare la ritenuta inesistenza del potere di notificazione diretta da parte dell’A.d.R. il rilievo che, essendo il potere di notifica a mezzo della posta già previsto in via generale per gli organi della notificazione, la previsione di notifica a mezzo raccomandata contenuta nell’art.26 cit.. a volerla riferire (come si è affermato) agli agenti abilitati per la notifica, dovrebbe ritenersi del tutto inutile ed ultronea. Sul punto deve rilevarsi che l’art.26 cit. è norma chiaramente speciale rispetto alla normativa generale in tema di notifiche degli atti tributari, come si desume anche dal testuale disposto dell’art. 14 L. n.890/1982 che, dopo avere disposto che “la notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente…può eseguirsi a mezzo della posta… a cura degli ufficiali giudiziari, dei messi comunali ovvero dei messi speciali autorizzati dall’Amministrazione finanziaria secondo le modalità previste dalla presente legge ” dispone che “sono fatti i salvi i disposti di cui agli artt. 26, 45 e segg del DPR 602 del 29/9/1973 e l’art.60 del DPR 600 del 20/9/1973, nonché le altre modalità di notifica previste dalle norme relative alle singole leggi di imposta “.
Del resto ulteriore conferma alla tesi della esclusione del potere dell’A.d.R. di notificare a mezzo posta si rinviene anche nella formulazione del comma 1 bis dell’art.26 (aggiunto dall’art.38, comma 4 D.L. n.78/2010) che testualmente dispone che ” La notifica della cartella di pagamento può essere eseguita con le modalità di cui al DPR 11 febbraio 2005 n.68, a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo risultante dagli elenchi a tal fine previsti dalla legge. Tali elenchi sono consultabili anche in via telematica dagli agenti della riscossione. Non si applica l’art. 149 bis cpc
Non sembra superfluo, inoltre, precisare che la disposizione di cui all’art.26 cit. ( ovvero il divieto di notifica diretta da parte dell’Agente della riscossione) si applica a tutti gli atti del procedimento di espropriazione forzata, come espressamente previsto dall’art.49 DPR n.602/73 che rinvia, per la notifica degli atti, alle “modalità previste dall’art.26″.
Quanto alle decisioni della Suprema Corte, si osserva che la sentenza n. 14327 del 19/6/2009 risulta emessa in relazione ad un caso in cui era (o comunque venne ritenuta) ancora vigente la vecchia formulazione dell’art.26 DPR 602/73 (precisamente richiamata nella stessa sentenza) che prevedeva espressamente la notifica a mezzo posta della cartella direttamente ad opera (si noti bene!) dell’esattore, previsione, come si è già detto, eliminata con provvedimento di legge nell’anno 1999. Quanto, poi, all’ordinanza della S.C. n. 15498 del 26/5/2010 si osserva che nella stessa (pur essendo stato posto alla Corte il quesito in ordine alla validità della notifica diretta ad opera dell’Agente della Riscossione) si fa riferimento solo alla inesistenza della relata di notifica precisandosi che per il caso di notifica col mezzo della posta non è richiesta (evidentemente ai fini della prova) la relata di notifica poiché la prova dell’avvenuta notifica è data dall’avviso di ricevimento della raccomandata, e che l’eventuale nullità della notifica (evidentemente per omissione della relata) deve ritenersi sanata per raggiungimento dello scopo dalla proposizione di tempestiva opposizione, pur dopo la precisazione che “…l’inesistenza della notificazione, come tale insuscettibile di sanatoria, è configurabile solo quando essa manchi totalmente oppure quando l’attività compiuta esca completamente dallo schema legale del procedimento notificatorio, essendo stata effettuata in modo assolutamente non previsto dalla normativa
E’ appena il caso, poi. di rilevare che nulla aggiunge, alla contrastata tesi della validità della notifica eseguita con la posta direttamente dall’Agente della Riscossione, la pure prospettata argomentazione secondo la quale il penultimo comma dell’art.26 DPR 602/73 fa obbligo al concessionario, in caso di notifica col mezzo della posta, di conservare l’avviso di ricevimento della raccomandata che costituisce prova della avvenuta notifica della cartella. E’ infatti fin troppo evidente che, nell’ipotesi che il soggetto (abilitato dalla legge) abbia effettuato la notifica utilizzando il servizio postale, la prova dell’avvenuta notifica non può di certo essere costituita dalla relazione di notifica (dalla quale potrebbe risultare solo che il plico è stato consegnato alla posta), ma unicamente dall’avviso della raccomandata recante la firma di ricezione del destinatario, avviso la cui omessa produzione comporta non già la nullità, ma la inesistenza della notificazione ( Cass. Sez. trib. 17066/2009). Quanto alla sentenza della S.C. n.2288/2011, è pur vero che in essa si afferma che “l’art. 26 DPR 602/73 prevede che la notificazione, da parte dell’esattore, possa essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento ” ma, a parte il fatto che essa sentenza fu emessa in relazione ad una cartella relativa ad IRPEF 1995/1997, onde, anche per il testuale riferimento al termine “esattore” (già sostituito dal termine concessionario della riscossione e successivamente da quello di Agente della riscossione), non può escludersi che abbia riferimento alla legislazione ante riforma del 1999, non può non rilevarsi che in essa sentenza era da risolvere non già il quesito della possibilità di notifica diretta da parte del Agente della riscossione, bensì quello della mancanza di relata che, come è ben noto, è sostituita dall’avviso di ricevimento della raccomandata in caso di notifica a mezzo posta. E tanto non senza comunque rilevare che nella sentenza non si parla di notifica diretta da parte dell’esattore, onde nemmeno può escludersi che in essa il giudicante abbia sottinteso che la notifica fosse avvenuta per il tramite di uno dei soggetti qualificati, anche perché diversamente non si saprebbe che valore attribuire all’avviso di ricevimento (non certo quello di atto pubblico, per quanto in precedenza detto).
Anche nella sentenza n.11708/2011 (già in precedenza indicata) si afferma che l’art.26 cit. prevede che la notifica della cartella possa realizzarsi con varie modalità “e cosi tra l’altro anche senza ricorrere alla collaborazione di terzi (messi comunali, agenti della Polizia municipale…)ma direttamente ad opera del concessionario mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento… “. Trattasi tuttavia di affermazione fatta incidentalmente poiché nella specie la S.C. era stata solo investita della questione relativa alla validità o meno della notifica per la omessa identificazione del destinatario a causa della non intelligibilità della firma dello stesso sull’avviso di ricevimento. La questione veniva risolta dal giudicante nel senso della piena validità della notifica assumendosi che la attestazione dell’agente postale fa fede fino a querela di falso poiché l’avviso “riveste la qualità di atto pubblico…riguardando un’attività legittimamente delegata dall’ufficiale giudiziario all’agente postale”. In proposito non può farsi a meno di rilevare che l’ultima affermazione della S.C. si pone in insanabile contrasto con quanto in precedenza da essa stessa affermato circa la possibilità di notifica diretta da parte del concessionario (??) senza la intermediazione del pubblico ufficiale indicato dalla legge.
in tali pronunce si sostiene , richiamando L’art. 26 D.P.R. 602/1973, che circa la notifica della cartella esattoriale essa possa realizzarsi con varie modalità, e così tra l'altro anche senza ricorrere alla collaborazione di terzi (messi comunali, agenti della polizia municipale. .. ), ma direttamente ad opera del Concessionario mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento”.
articolo del 15/11/2016 alle 12:21