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Timestamp: 2017-10-20 07:07:46+00:00
Document Index: 24618922

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 10', 'art. 7']

Regione Lazio | Osservatorio AIR
Lo Statuto della Regione Lazio, approvato con legge regionale 11 novembre 2004, n. 1, non contiene disposizioni in materia di qualità della legislazione, semplificazione e riordino normativo.
In attuazione dei principi stabiliti dallo Small Business Act (Comunicazione della Commissione europea del 25 giugno 2008 e successiva revisione adottata dalla Commissione europea il 23 febbraio 2011) e dalla normativa emanata in ambito nazionale (direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 maggio 2010), la Regione ha adottato la legge regionale 29 luglio 2011, n. 8 recante disposizioni per favorire la qualità e la semplificazione della normativa regionale in materia di micro, piccola e media impresa. Tale legge disciplina gli strumenti e le modalità da adottare al fine di favorire la comprensibilità dei testi normativi, ridurre gli oneri amministrativi a carico delle PMI nonché coinvolgerle nel processo di formazione delle decisioni che le riguardano.
In particolare, si prevede che la Regione si avvalga dell’analisi di impatto economico della regolamentazione in materia di micro, piccola e media impresa (AIEPI) nonché della consultazione delle associazioni di categoria delle micro, piccole e medie imprese maggiormente rappresentative a livello regionale, attraverso un Comitato composto da cinque membri nominati dal Presidente della Regione, su proposta dell’assessore competente in materia di attività produttive, scelti ognuno da un elenco di soggetti in possesso di requisiti di comprovata professionalità ed esperienza nelle materie economiche, statistiche e manageriali, fornito dalle stesse associazioni.
All’AIEPI è specificatamente attribuita “la funzione di verificare la necessità o l’opportunità di un intervento normativo in relazione agli effetti economici previsti sulle imprese destinatarie e di orientare il titolare dell’iniziativa legislativa verso scelte efficaci, efficienti e rispondenti alle esigenze delle stesse imprese, in coerenza con i piani di sviluppo economico nazionale e regionale.”.
L’AIEPI considera i seguenti elementi:
a) gli obiettivi della legge o del regolamento e le opzioni alternative, ivi compresa quella di non intervento normativo;
b) le micro, piccole e medie imprese destinatarie;
c) l’impatto dell’intervento normativo sull’organizzazione delle micro, piccole e medie imprese destinatarie, ivi compreso il valore differenziale dell’impatto del medesimo intervento normativo rispetto alle imprese destinatarie di maggiori dimensioni;
d) il rapporto costi-benefici calcolato nell’ambito dei piani di sviluppo economico di medio-lungo periodo;
e) la congruità dello stanziamento previsto per l’attuazione dell’intervento.
In attuazione dell’art. 7 della legge regionale n. 8/2011, è stato adottato il Regolamento regionale 20 giugno 2012, n. 12 che disciplina le modalità di svolgimento dell’AIEPI ed il funzionamento del Comitato.
E’ prevista, inoltre, l’istituzione, nell’ambito della struttura competente in materia di piccole e medie imprese, dell’Unità per la qualità della regolamentazione in materia di micro, piccola e media impresa, cui è affidata l’effettuazione dell’AIEPI. Secondo le disposizioni regolamentari, l’Unità collabora con le strutture regionali proponenti l’atto normativo e con le strutture addette all’attività normativa della Giunta e del Consiglio e si avvale del supporto tecnico di Sviluppo Lazio S.p.A.
Le strutture regionali proponenti gli atti normativi trasmettono il progetto di intervento all’Unità ai fini dell’effettuazione dell’AIEPI. Le risultanze, riportate in una relazione tecnico-economica, sono trasmesse dall’Unità prima al Comitato delle micro, piccole e medie imprese per l’espressione del parere motivato e poi alle strutture proponenti. La relazione finale sull’AIEPI, elaborata in collaborazione con la struttura regionale addetta all’attività normativa, costituisce una delle relazioni di accompagnamento dell’atto normativo. Le risultanze dell’analisi, pur non vincolanti per la Giunta e il Consiglio, sono adeguatamente pubblicizzate su uno spazio dedicato, all’interno del sito web regionale o, in alternativa, tramite stampa o altri idonei strumenti di comunicazione.
Il regolamento reca, in allegato, i criteri e le modalità di svolgimento dell’AIEPI (obbligatoria per tutti gli atti nomativi, sia legislativi che regolamentari, riguardanti le micro, piccole e medie imprese), individuando le specifiche attività in cui si articola:
analisi del quadro normativo a livello europeo, statale e regionale, nelle materie collegate all’Intervento Normativo (IN)
individuazione delle esigenze di natura sociale, economica e giuridica che hanno determinato l’Amministrazione a proporre l’IN
rielaborazione dei contenuti dell’IN alla luce delle risultanze della procedura partecipativa
individuazione degli obiettivi generali e specifici dell’IN, scegliendo per ciascuno di essi, laddove possibile, idonei indicatori quantitativi
individuazione dell’ambito dell’intervento, nei suoi confini oggettivi (attività interessate-ambito territoriale – settori di attività economica coinvolti) e soggettivi (destinatari diretti- altri soggetti coinvolti- amministrazioni destinatarie dirette ed indirette), con particolare riferimento all’impatto sull’organizzazione delle MPMI e, in termini differenziali, sulle Grandi Imprese
elaborazione delle opzioni (compresa l’opzione 0) con estrinsecazione, per ciascuna opzione: a) delle caratteristiche ; b) dei presupposti organizzativi e finanziari, economici e sociali; c) delle criticità; d) delle possibilità di attuazione. Passano alle fasi successive solo le opzioni ritenute rilevanti e attuabili.
valutazione dell’impatto economico delle opzioni di IN ritenute rilevanti e attuabili, attraverso l’analisi del rapporto tra costi e benefici, articolata in: analisi finanziaria, analisi economica a analisi di sensibilità dei risultati
individuazione dello strumento tecnico-normativo più appropriato: legge e/o regolamento
compilazione della relazione sulle risultanze dell’AIEPI e trasmissione della stessa al Comitato ai fini della formulazione del parere motivato.
Per quanto riguarda le attività di consultazione (punto 3), il regolamento prevede che l’Unità possa avvalersi, nel rispetto del principio di proporzionalità, di diversi strumenti (inchieste campionarie, panels, interviste, focus group, procedure di notice and comment), per ognuno dei quali vengono evidenziate le caratteristiche principali, i punti di forza e di debolezza.
Nel 2013, con il Regolamento 9 luglio 2013, n. 13 (che modifica il Regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale) è stata dettata una disciplina specifica in materia di strumenti di analisi preventiva e successiva degli effetti degli atti normativi.
L’articolo 71-quater contiene la definizione dell’AIR (L’AIR consiste in una valutazione, mediante comparazione di opzioni alternative, degli effetti che l’ipotesi di intervento normativo fa ricadere sulle attività dei cittadini e delle imprese, nonché sull’organizzazione e sul funzionamento delle amministrazioni pubbliche con particolare attenzione all’impatto concorrenziale) e indica chiaramente che l’AIR, “quale strumento di valutazione ex ante degli effetti delle politiche pubbliche, opera come supporto alle decisioni dell’organo politico di vertice dell’amministrazione in ordine all’opportunità dell’intervento normativo”. Prevede, inoltre, che in fase di elaborazione, le proposte di atti normativi della Giunta regionale di particolare complessità o ampiezza siano, di norma, sottoposti all’AIR, salvo i casi di esclusione (indicati all’articolo 71-quinquies) e di esenzione (indicati all’articolo 71-sexies). Della redazione della relazione AIR – preceduta da una adeguata istruttoria, comprensiva di fasi di consultazione, anche telematica, delle principali categorie di soggetti pubblici e privati destinatari diretti ed indiretti delle proposte di regolamentazione – è incaricata la direzione regionale competente per materia. La relazione, redatta in conformità al modello allegato al regolamento, deve contenere informazioni, articolate in sezioni, che descrivano: a) il contesto in cui si colloca l’intervento e gli obiettivi; b) le procedure di consultazione adottate; c) la valutazione dell’opzione di non intervento (“opzione zero”); d) la valutazione delle opzioni alternative di intervento regolatorio; e) la valutazione dell’impatto economico sulle micro, piccole e medie imprese (test MPMI); f) la giustificazione dell’opzione regolatoria proposta; g) l’incidenza sul corretto funzionamento concorrenziale del mercato e sulla competitività; h) le modalità attuative dell’intervento regolatorio.
Le tipologie di provvedimenti esclusi da AIR sono: a) modifiche dello Statuto; b) leggi in materia elettorale; c) normativa di recepimento comunitario che non comporti aggravi o nuovi costi; d) leggi di approvazione di bilancio e di rendiconto, leggi finanziarie e leggi di contenimento della spesa; e) disposizioni transitorie e di coordinamento, nonché disposizioni interpretative di norme previgenti o di adeguamento a decisioni giurisprudenziali nazionali o europee; f) testi unici; g) disposizioni in materia di organizzazione dell’amministrazione regionale. La relazione illustrativa che accompagna gli atti normativi per i quali è esclusa l’AIR deve, comunque, contenere: a) l’individuazione dei destinatari pubblici e privati dell’intervento normativo; b) la descrizione dei principali effetti positivi e negativi per i destinatari pubblici e privati dell’intervento normativo, nonché la stima dei principali costi di adeguamento attesi.
Oltre ai casi di esclusione, la norma contempla anche l’ipotesi che, per specifici interventi, la direzione regionale competente possa richiedere l’esenzione dall’AIR, motivando adeguatamente, in relazione all’oggettiva minor rilevanza dell’impatto dell’intervento, desunta dai seguenti elementi, congiuntamente considerati: a) costi di adeguamento attesi di scarsa entità, tenuto conto dell’estensione temporale e della distribuzione tra le categorie dei destinatari; b) risorse pubbliche impiegate di importo marginale; c) numero esiguo dei destinatari. La relazione illustrativa che accompagna il provvedimento deve dare conto dell’esenzione e delle ragioni che l’hanno giustificata.
L’articolo 71-septies definisce le finalità e il contenuto della VIR che, “in quanto strumento di valutazione ex post degli effetti delle politiche pubbliche, in particolare, consiste nella verifica a posteriori, del raggiungimento delle finalità e nella stima dei costi e degli effetti prodotti dagli atti normativi tenendo conto dei dati e delle previsioni contenute nelle relazioni tecniche, redatte ex ante, quali in particolare l’AIR e l’analisi di impatto economico della regolamentazione in materia di micro, piccola e media impresa (AIEPI), al fine di verificare l’effettivo impatto, anche concorrenziale, degli atti normativi approvati sui destinatari, sulle attività’ dei cittadini, delle imprese nonché sull’organizzazione e sul funzionamento delle pubbliche amministrazioni e sull’ordinamento”. La VIR è effettuata dopo due anni dalla data di entrata in vigore dell’atto normativo e, successivamente, si svolge con cadenza biennale; i risultati della valutazione sono documentati in un’apposita relazione, pubblicata sul sito dell’amministrazione regionale.
La relazione VIR, redatta secondo il modello allegato al regolamento, deve contenere informazioni che descrivano: a) il raggiungimento delle finalità perseguite e specificate nella relazione AIR; b) i costi prodotti sui destinatari; c) gli effetti prodotti sui destinatari; d) il livello di osservanza delle prescrizioni contenute nell’atto normativo; e) le criticità rilevate; f) le conclusioni di sintesi della VIR e l’eventuale indicazione di misure integrative o correttive. La relazione deve specificare, inoltre, gli indicatori e le fonti informative utilizzate nel corso della verifica, tenuto conto delle risultanze delle consultazioni svolte e dando atto dell’attività di monitoraggio e raccolta dei dati effettuata nel tempo.
Ai sensi dell’articolo 71-octies, l’Ufficio legislativo è la struttura incaricata di assicurare il raccordo ed il supporto alle direzioni regionali per l’AIR e la VIR, coordinando e sovrintendendo all’applicazione delle relative metodologie e procedure ai diversi interventi normativi, di iniziativa o di competenza della Giunta regionale. L’ufficio legislativo, in particolare, verifica la sussistenza delle cause di esclusione e valuta le richieste di esenzione dall’AIR. Al fine di verificare l’adeguatezza e la completezza delle attività svolte per l’AIR e la VIR, può richiedere integrazioni e chiarimenti alle direzioni regionali competenti. Per lo svolgimento delle attività assegnate, è prevista l’istituzione, nell’ambito dell’Ufficio legislativo, di un’apposita struttura organizzativa.
Con il regolamento vengono, inoltre, dettate disposizioni in merito a:
la misurazione degli oneri amministrativi – MOA (art. 71-nonies), specificando che l’Ufficio legislativo assicura il raccordo ed il supporto alle direzioni regionali per il contenimento degli oneri amministrativi a carico dei cittadini e delle imprese, coordinando e sovrintendendo all’applicazione delle metodologie e procedure per la MOA; a tal fine l’Ufficio verifica, anche attraverso un’apposita scheda di controllo, che nei diversi interventi normativi, di iniziativa o di competenza della Giunta, gli eventuali oneri amministrativi introdotti a carico di cittadini ed imprese siano corrispondentemente compensati con la riduzione o l’eliminazione di altrettanti oneri. La verifica è finalizzata, altresì, a fornire orientamenti alla Giunta sull’adozione di eventuali misure di semplificazione. Per lo svolgimento di queste attività è prevista l’istituzione, nell’ambito dell’Ufficio legislativo, un’apposita struttura organizzativa
la manutenzione ed il riordino della normativa regionale (art. 71-decies) che la Giunta promuove periodicamente, anche alla luce degli esiti della VIR e delle informazioni acquisite in ottemperanza a quanto disposto dalle clausole valutative
le clausole valutative (art. 71-undecies), finalizzate ad acquisire gli elementi utili a comprendere gli effetti della regolazione sui destinatari nonché le eventuali difficoltà e criticità emerse in fase di applicazione. La norma specifica che nelle clausole valutative devono essere, in particolare, indicati: i soggetti preposti alla produzione delle informazioni; le modalità e i tempi per l’elaborazione e la trasmissione delle stesse informazioni e le risorse finanziarie
le consultazioni (art. 71-duodecies) effettuate all’interno dell’AIR e della VIR dalle direzioni regionali competenti, finalizzate ad acquisire da soggetti pubblici e privati, destinatari dell’intervento o coinvolti nella sua attuazione, elementi che, nel caso dell’AIR, afferiscono ai possibili contenuti dell’intervento in corso di elaborazione, ai dati e alle valutazioni dei possibili effetti attesi, e, nel caso della VIR, riguardano la valutazione dell’efficacia dell’intervento e dei suoi principali impatti. La norma chiarisce che i contributi forniti dai soggetti consultati sono finalizzati ad arricchire le informazioni a disposizione, senza obbligo di riscontro per l’amministrazione, e che non costituiscono vincolo per l’istruttoria normativa. Le consultazioni devono svolgersi “secondo principi di trasparenza, chiarezza e completezza di informazione nell’esposizione di posizioni, analisi e proposte, nel rispetto delle esigenze di speditezza connesse al processo di produzione normativa, e di congruenza dei temi introdotti rispetto alle questioni oggetto dell’iniziativa legislativa e regolamentare. Le stesse sono gestite, tenendo conto dei costi e dei tempi che la partecipazione comporta e privilegiando soluzioni meno onerose per i consultati, nonché curando la chiarezza e sinteticità dei documenti usati durante il loro svolgimento”.
Da ultimo, a completamento del quadro normativo, si segnala il Regolamento 23 maggio 2013 , n. 7 (che ha introdotto l’articolo 7 bis al regolamento 5 agosto 2005, n. 17) che ha istituito il Comitato per la legislazione presso la Giunta regionale. Al Comitato è attribuita una funzione di impulso e collaborazione per la predisposizione e ai fini dell’iter di approvazione delle leggi regionali e, in particolare,: a) promuove la semplificazione dell’ordinamento giuridico regionale, l’abrogazione di norme desuete o disapplicate, il riassetto della normativa vigente, formulando proposte in merito alla individuazione di materie e settori da disciplinare mediante l’adozione di testi unici; b) esprime parere sui progetti di testi unici regionali, di leggi di abrogazione generale, di leggi di riordino o manutenzione dell’ordinamento regionale, con riferimento all’efficacia degli stessi in funzione della semplificazione, riordino e riduzione della normativa vigente; c) formula proposte per l’inserimento nei testi legislativi di apposite clausole valutative, propone l’effettuazione di missioni valutative su politiche promosse con leggi regionali, ne esamina gli esiti; d) esprime pareri in merito alla formulazione delle norme finalizzate al controllo sull’attuazione delle leggi e alla valutazione degli effetti delle politiche regionali contenute nei progetti di legge.
Con l’avvio della X legislatura, avvenuta a marzo 2013, nell’ambito del riassetto delle strutture di diretta collaborazione della Giunta, è stato previsto che l’Ufficio legislativo del Segretariato generale, allo scopo di garantire l’unità e la coerenza dell’indirizzo normativo regionale, si raccordi con le strutture organizzative, anche al fine di realizzare l’analisi e la verifica dell’impatto della regolamentazione (AIR e VIR), il Test PMI, nonché la promozione delle iniziative di razionalizzazione e semplificazione del corpus normativo.
Nel corso del 2003 la regione Lazio ha partecipato ad un progetto del FORMEZ di sperimentazione dell’AIR relativamente ad una proposta di legge inerente la disciplina in materia di autorizzazione all’apertura e al funzionamento di strutture che prestano servizi socio- assistenziali.
Per gli anni 2008 e 2009 quattro sono stati i provvedimenti contenenti clausole valutative: la L.R. n. 10/2008 (Disposizioni per la promozione e la tutela dell’esercizio dei diritti civili e sociali e la piena uguaglianza dei cittadini stranieri immigrati), la L.R. n. 2/2009 (Istituzione del Centro di accesso unico alla disabilità), la L.R. n. 4/2009 (Istituzione del reddito minimo garantito) e la L.R. n. 20/2009 (Disposizioni per la diffusione dell’altra economia nel Lazio).
Negli anni 2010, 2011 e 2013 non si registrano leggi regionali che contengano clausole valutative sulla relativa attuazione ed efficacia nonché sui risultati ottenuti o che dispongano che la Giunta ne dia periodica comunicazione al Consiglio regionale con apposita relazione1, mentre nel 2012 solo la L.R. n. 6 (Piano regionale in favore di soggetti affetti da malattia di Alzheimer-Perusini ed altre forme di demenza) contiene una clausola valutativa2, prevedendo che la Giunta, entro il 30 giugno di ogni anno, riferisca al Consiglio in merito alla realizzazione degli interventi previsti.
Con l’adozione del regolamento n. 13 del 2013, l’AIR è ormai stata inserita nel processo legislativo regionale, quale fase ordinaria dello stesso, e le proposte di atto normativo di iniziativa della Giunta, fatti salvi i casi di esclusione o di esenzione, sono accompagnate dalla relazione AIR. I provvedimenti adottati dalla Giunta, per i quali risulta redatta la relazione AIR, sono:
Proposta di legge regionale concernente: “Istituzione del Garante dei diritti dei rifugiati e delle persone bisognose di protezione internazionale o umanitaria” (dgr n. 320 del 10.10.2013) 3
Proposta di legge regionale concernente: “Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio” (dgr n. 321 del 10.10.2013)4
Proposta di legge regionale concernente: “Disposizioni in materia di riordino delle società regionali” (dgr n. 341 del 17.10.2013)5
Proposta di legge regionale concernente: “Norme in materia di razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica per l’acquisizione di beni e servizi” (dgr n. 473 del 23.12.2013) 6
Per l’anno 2014, al momento, sono due le leggi regionali che contengono clausole valutative; in particolare:
la legge n. 4/2014 (“Riordino delle disposizioni per contrastare la violenza contro le donne in quanto basata sul genere e per la promozione di una cultura del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze tra uomo e donna”) che all’art. 10 prevede che la Giunta riferisca, annualmente, al Consiglio in merito alle principali attività di sensibilizzazione, educazione e prevenzione attuate sul territorio regionale, indicando gli enti e le associazioni che si sono adoperati in tal senso e le relative risorse assegnate, nonché all’andamento del fenomeno della violenza di genere, indicando le capacità dei servizi delle reti locali di accogliere in modo adeguato le donne vittime e di rispondere alle loro necessità di sostegno e autonomia;
la legge n. 6/2014 (“Iniziative per la prevenzione degli infortuni a tutela della salute e della sicurezza domestica) che all’art. 7 prevede che la Giunta, con cadenza annuale, sottoponga al Consiglio una relazione sull’attività svolta, contenente informazioni relativamente alle specifiche azioni condotte, alle risorse finanziarie utilizzate, alla valutazione dei risultati e dell’efficacia delle azioni, alle criticità emerse nell’attuazione della disciplina dal punto di vista organizzativo e funzionale e alle proposte dirette ad ottimizzare l’azione amministrativa.
Nel mese di luglio 2013, su iniziativa del Presidente e dell’Assessore alle Attività Produttive e Sviluppo Economico, è stato istituito il Tavolo permanente sulla semplificazione, con la partecipazione dei rappresentanti delle principali associazioni d’impresa7. Il Tavolo, quale sede permanente di ascolto e confronto con le imprese sulla semplificazione, ha due obiettivi prioritari: individuare interventi urgenti di semplificazione normativa ed amministrativa e definire un’Agenda regionale per la semplificazione in grado di modernizzare e semplificare la disciplina dei procedimenti amministrativi, abbattere il numero delle pratiche e i tempi di lavorazione, avviare una forte razionalizzazione delle norme vigenti attraverso l’adozione di testi unici e codici di settore.
Un primo provvedimento, adottato dalla Giunta in data 1 agosto 2013 (d.g.r. n. 251) ed attualmente all’esame delle competenti commissioni consiliari, è la proposta di legge regionale concernente “Disposizioni per la semplificazione normativa e procedimentale e abrogazione espressa di leggi regionali” 8(“Taglia Norme”). Obiettivo della proposta è introdurre uno strumento di ricognizione normativa e di conseguente controllo della legislazione, attraverso la previsione dell’abrogazione espressa delle disposizioni di legge regionale che, sulla base di una ricognizione annuale, da parte della Giunta, risultino già oggetto di abrogazione tacita o implicita, o aver esaurito la loro funzione, o prive di effettivo contenuto normativo o comunque obsolete. In allegato, la proposta reca l’elenco di circa 400 norme che vengono abrogate espressamente e che interessano quasi tutti i settori.
La Giunta ha inoltre adottato il Regolamento 3 dicembre 2013 n. 17 “Agricoltura semplice. Riduzione di oneri amministrativi in materia di controlli e procedimenti amministrativi nel settore dell’agricoltura” che reca disposizioni volte sia a garantire la migliore conoscenza e chiarezza degli obblighi e degli adempimenti amministrativi gravanti sugli operatori del settore agricolo, sia ad assicurare che l’esercizio dei controlli sia proporzionale al rischio da prevenire e che i controlli siano svolti in modo coordinato tra tutte le amministrazioni operanti sul territorio regionale.
Un altro provvedimento approvato dalla Giunta in data 6 maggio 2014 (d.g.r. n. 236) ed attualmente all’esame delle competenti commissioni consiliari, è la proposta di legge regionale concernente “Nuove disposizioni per favorire la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo dell’artigianato nel Lazio. Modifiche alla l. r. 6 agosto 1999, n. 14 (organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo)”. Tra gli obiettivi del provvedimento ci sono: la realizzazione di un forte processo di semplificazione normativa, la delegificazione e lo snellimento delle procedure, nonché la riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese e dei costi per la Regione.
1. cfr. VII Rapporto sull’attività legislativa e regolamentare della regione Lazio (2010-2011), pg. 40.
2. cfr. VIII Rapporto sull’attività legislativa e regolamentare della Regione Lazio 2012-2013 (IX legislatura), p. 44
3. Per il contenuto della proposta di legge e della relativa relazione AIR si rinvia al sito della Regione all’indirizzo http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=delibereDettaglio&id=230273
4. Per il contenuto della proposta di legge e della relativa relazione AIR si rinvia al sito della Regione all’indirizzo http://www.regione.lazio.it/binary/rl_a7/tbl_documenti/dgr_321_2013.pdf
5. Per il contenuto della proposta di legge e della relativa relazione AIR si rinvia al sito della Regione all’indirizzo http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=delibereDettaglio&id=230294
6. Per il contenuto della proposta di legge e della relativa relazione AIR si rinvia al sito della Regione all’indirizzo http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=delibereDettaglio&id=230441
7. Cfr. http://www.regione.lazio.it/rl_attivitaproduttive_rifiuti/?vw=newsDettaglio&id=88 e documento sulla semplificazione amministrativa dell’Assessore alle attività produttive e sviluppo economico all’indirizzo: http://www.regione.lazio.it/binary/rl_attivitaproduttive_rifiuti/tbl_news/Documento_semplificazione.pdf
8. Per il contenuto della proposta di legge si rinvia al sito della Regione all’indirizzo: http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=delibereDettaglio&id=230137
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