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Timestamp: 2019-01-21 16:46:38+00:00
Document Index: 123863332

Matched Legal Cases: ['art. 67', 'art. 67', 'art.67', 'art. 75', 'art.67', 'art.67']

Art. 67 - Quando verrà emendato? | Pagina 16 | propit.it - Forum per la Casa
In merito alla mia richiesta di emendare l'art. 67, così scrive un frequentatore di Propit. "Si, è vero, anche io non riesco a comprendere la profonditò della nuova norma. Se vi è una ragione che avvalora la legge passata in parlamento, Certamente si è voluto semplificare la gestione condominiale, non certo la vita all'interno di un condominio. Credo che questa legge l'abbiano scritta quei tanti amministratori di condominio presenti in parlamento. Avvocati e amministratori.."
Per me parole di un illuminato.
Queste le parole di amministratori che chiedono la tutela dello Stato:
"In qualità di amministratori di condominio siamo obbligati in modo inequivocabile dalla legge dello Stato, ad agire a difesa della collettività condominiale, considerata, a ragione, una parte essenziale della società (0missis). Ma se è lo Stato che, giustamente, ce lo impone, allora il medesimo Stato dovrebbe tutelare il nostro operato (omissis) "
Tutto giusto tranne quando l'amministratore non si comporta correttamente: manda a spam le mail di un usufruttuario che chiede sia rispettato il codice civile, che sia in prima istanza escusso il nudo proprietario per i lavori straordinari, che il nome del nudo propietario appaia nei preventivi e nei consuntivi e non sistematicamente omesso. Quale tutela dallo Stato può chiedere questo amministratore?
L'intento della scrivente tuttavia non è, nonostante tutto, di far rimuovere l'amministratore di cui si tratta dal suo incarico, peraltro sostenuto dai suoi fedelissimi, ma non dargli la possibilità di infierire, per sua scelta e perchè l'attuale formulazione dell'art. 67 glielo consente, su chi non è debitore principale. Si torna quindi a chiedere l'emendamento di detto articolo.
Leggo oggi sul Sole 24 Ore: Il condominio, dove vive metà degli italiani, è stato riformato pochi anni fa. Ma la legge 220/2012 ha risolto solo alcuni aspetti e ne ha complicato altri. Il ministero della Giustizia è stato chiamato più volte a risolvere problemi interpretativi e proporre nuove norme.
Si riportano alcune frasi significative a sostegno della mia richiesta di emendamento:
"Sin dall’entrata in vigore della novella legislativa (L. 220/2012), autorevoli commentatori e associazioni di categoria hanno formulato valutazioni assai critiche, siccome la disciplina non è stata normata in forma organica rispetto a quella precedente il 2012.
Da tempo, da più parti, si discute di apportare aggiornamenti alla disciplina in vigore, siccome, dopo sei anni di operatività, la prassi quotidiana ha messo in luce diverse criticità che inducono ad auspicare e proporre correttivi.
Molti temi attendono di essere messi sul tappeto per essere discussi ed approfonditi con elaborazioni dottrinali."
(a cura Mauro Simone - Vice Presidente Nazionale Alac)
Gentile 'Fiorenza', nello spulciare come talvolta m'accade questo forum mi è caduto l'occhio sulla diuturna quanto appassionata Sua campagna contro il famigerato art.67 delle d.a.C.C.
Salvo errori ne ho recepito che - per battagliare a vario titolo e con veemenza inconsueta stante la dichiarata Sua anzianità - a livello condominiale Lei non dev'essersi creata una buona fama. Essendo a mia volta vetusto d'anni come, anzi penso più di Lei (sono del '33), mi consenta un suggerimento: non ci si affanni troppo che non ne vale la pena. Infatti, se ho ben compreso, il Suo 'nudo proprietario' quanto alle spese straordinarie di riffa o di raffa vi fa fronte; diversamente si vedrebbe per i relativi rimborsi aggredita in ultima analisi la proprietà dell'immobile (traguardo che, come ho letto, il Suo legale non avrà certo mancato di prospettargli).
In chiave poi teoretica convengo che tale normativa - pur avendo il substrato logico di non accrescere le difficoltà gestionali degli amministratori (categoria cui ,si badi, io non ho mai appartenuto) - sul piano etico fa abbastanza schifo però...'dura lex sed lex'. Sicché per mutarla non servono i 'mugugni' e gli appelli a vasto raggio ma bisogna ricorrere all'art. 75 della Costituzione. Ipotesi improponibile in questo momento in cui il nostro beneamato Paese è afflitto da ben soverchianti problemi d'ogni tipo.
Aggiungo che l'averLa qui intrattenuta (troppo a lungo e me ne scuso) sull'argomento è dovuto al fatto d'essere del tutto analogo a quello che aveva anni fa afflitto, come nel Suo caso, un mio anziano conoscente, pure lui usufruttuario angariato, il quale ebbe a risolverlo a suo dire brillantemente. Se l'interessa potrei anche riferirlo a patto che in tal caso Lei mi segnali dove posso acquisire il Suo talismanico "ganoderma biologico"; sa, pur godendo io tuttora d'accettabile stato di salute nonostante l'ingiuria...anagrafica potrebbe risultare un buon viatico (anche se solo a livello 'placebo') per meglio ritardare l'arrivo all'estuario.
E' un sincero piacere avere uno scambio con una persona colta. Mi riservo quanto prima dare seguito alla sua richiesta.
I nodi della riforma del condominio vengono al pettine e tocca alla magistratura scioglierli. Sono in corso seminari.
consenta ad un vecchio 'scettico' mio pari qualche obbiezione. I "seminari" sono utili per chi ci si becca dei gettoni di presenza, ma lo sono ben poco al fine di far modificare delle leggi. La magistratura in tal senso nulla può essendo tenuta solo ad applicarle per quel che stabiliscono; l'unico legittimato a "novellarle" resta quindi solo il Parlamento, dove peraltro allignano i cosiddetti 'poteri forti' tra cui non mi sembrano trovarsi i puri usufruttuari come Lei i quali sul piano elettorale sono di certo un'esigua minoranza.
Vuol mettere le varie conventicole 'pseudo sindacali' dei proprietari (U.p.p.i.-A.p.p.c.-A.s.p.p.i.-Unioncasa ecc.) e degli inquilini (S.u.n.i.a.- S.i.c.e.t. ecc.)? Le risulta esistere anche un sindacato od associazione degli "usufruttuari di case"? A me no! Una ragione ci sarà, non crede?
Argomentazioni incontrovertibili su tuta la linea ma che si levi qualche sparuta voce
contro i dati di fatto penso non sia male. Se queste voci fossero più frequenti, sfidando l'ineluttabilita', chissa' che un giorno trovino ascolto. Rinunciare a priori?
Sig .Fiorenza, vivamente l'ammiro perché Lei è proprio, come si dice, "tosta" (che sia merito anche della famosa pozione?). Perciò m'immagino e vedrei bene che Lei - alzatasi dal tavolo del bridge dopo una partita di sicuro vincente - s'attivasse per polemizzare. elmo in testa, in una delle varie trasmissioni televisive (tipo 'mi manda Rai 3') create a "tutela del cittadino". Nello specifico a salvaguardia dei diritti degli 'usufruttuari'. Non me la perderei di certo!
Mi sopravvaluta, non sono brava nel bridge come vorrei, come non lo sono nel perorare le cause che mi riguardano. Nonostante i miei buoni propositi sono stata tartassata in campo lavorativo, in quanto ritenevo che preparazione ed impegno fossero il viatico per un giusto riconoscimento; ho pagato per questa ingenuità.
Alla mia tarda eta' mi concedo il lusso di chiedere che una legge sia emendata, non solo nell'interesse degli usufruttuari ma anche dei nudi proprietari, dato che l'amministratore potrebbe "scegliere" loro per i lavori ordinari; la legge lo consente.
Non l'ho per nulla sopravalutata, mi creda; la canizie e lunga esperienza mi consentono di ben giudicare anche a distanza la pasta del mio prossimo. Sì che l'amministratore può "scegliere" a chi rivolgersi, ma avvalendosi dell'art.67 non lo fa. La ragione è molto chiara: non vuol sentirsi sul collo il fiato degli altri condomini se non incassa presto e bene i contributi. Dura lex sed lex!
Temo doverla contraddire, lo scorso anno l'amministratore si è avvalso della legge per mandarmi un decreto ingiuntivo per lavori straordinari. Erano i giorni di Pasqua e, non trovando per consultarmi, ho pagato. Per la resistenza oppostami dal nudo proprietario per il rimborso, sono dovuta ricorrrere all'avvocato.
Se la legge stabilisse che, ad essere escusso in prima istanza, debba essere il debitore principale e, messolo in mora al suo rifiuto, per il principio di solidarietà, fare intervenire l'altra parte sarebbe troppo corretto?
N0n è più dato distinguere il bene dal male.
L'episodio che L'ha riguardata conferma proprio le ragioni ispiratrici del nuovo art.67. Rivolgendosi a Lei col decreto ingiuntivo l'amministratore ha prontamente incassato, nell'interesse del condominio - soggetto della primaria tutela (ovviamente) da parte della legge - le spese straordinarie. Rivolgendosi invece al nudo proprietario avrebbe avuto le stesse difficoltà nel riceverle trovate poi da Lei che per recuperarle da costui ha infatti dovuto procedere affidandosi ad un avvocato. Questo è il dato di fatto.
Ma faccio un'ipotesi.
Nel Suo condominio il sig.Tizio, nudo proprietario, non versa i propri contributi sicché il bilancio è in deficit. In assemblea glie ne si chiede la ragione e lui risponde: signori, io il decreto ingiuntivo, tramite il legale, l'ho già ottenuto ed è costato già dei bei soldi, ma
Tizio risulta emigrato all'estero e nonostante le ricerche non si sa dove ora stia sicché non
è stato possibile notificarglielo. Io che ci debbo fare? Potrò sbagliarmi ma immagino quale sarebbe la replica della "tosta" condomina signora Fiorenza: "ma perbacco, glie lo dico io: agisca subito nei confronti dell'usufruttuario!". O no.
Certo è un caso limite ma il Tizio potrebbe essere l'usufruttuario e, per la solidarietà, dovrebbe pagare per le spese ordinarie il nudo proprietario.
Nel mio caso l'amministratore è stato disonesto, per usare un eufemismo, aggredendo la parte più debole per avere subito il denaro. La legge gliel'ha consentito; non ha preteso fosse escusso in prima istanza il debitore principale.
Visti i tempi che corrono non direi proprio trattarsi di un 'caso limite'. Mi consenta poi una ulteriore chiosa: a parte il Suo giudizio...eufemistico sull'operato dell'amministratore credo
che sotto sotto i condomini l'abbiano ben apprezzato per aver introitato presto e bene il loro credito. Sono io un cinico, sig.ra Fiorenza? L'ipotesi non posso negarla, quale frutto forse del mio ormai lungo 'vissuto' (termine in uso dagli psicologi). Da giovane certamente non lo fui, ma avevo la pelle liscia e la chioma scura.
P.S. Ho deglutito il prodotto dei Suoi campioncini. Se il primo effetto sarà quello d'avermi attenuato il probabile mio cinismo vorrà dire che tende a far tornare gli istinti giovanili; e sarà già un successo.
Il fine giustifica il mezzo. Evviva Machiavelli.
Mi pervengono ancora sull'argomento inesattezze, per cui, anche se lapalissiano, mi vedo costretta a ribadire:
L'amministratore dovrà rivolgersi in prima istanza all'obbligato principale, A SECONDA DELLA NATURA ORDINARIA O STRAORDINARIA DELLA SPESA,al suo rifiuto metterlo in mora e, solo dopo averlo escusso, attuare il principio di solidarietà rivolgendosi all'altro titolare di diritto reale. Mi domando, per quale motivo a me sconosciuto, si voglia ad ogni costo dare potere discriminatorio all'amministratore, ignorando volutamente quanto indicato nel Codice.