Source: https://laboratoriopoliziademocratica.blogspot.com/2010_12_11_archive.html
Timestamp: 2018-03-25 05:18:04+00:00
Document Index: 24010168

Matched Legal Cases: ['art.  1', 'art. 7', 'art.  10', 'art. 76', 'art.  87', 'art.1', 'art. 13', 'art.  15', 'art. 35', 'art. 14', 'art. 11', 'art.  81', 'art. 117', 'art. 11', 'art.  1', 'art. 117', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 27', 'art.  30', 'art.  28', 'art.\n1', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 39', 'art. 41', 'art. 54', 'art. 3', 'art. 56', 'art. 1', 'art. 1', 'art.  61', 'art.  1', 'art. 31', 'art. 6', 'art. 42', 'art. 5', 'art. 19', 'art.  42', 'art. 55', 'art.\n35', 'art. 31', 'art.\n49', 'art. 8', 'art. 33', 'art.  28', 'art. 28', 'art.  31', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 7', 'art.   1', 'art.\n31', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 17', 'art. 33', 'art.  34', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art 11', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 97', 'art. 38', 'art. 50', 'art. 72', 'art. 72']

lpd: 12/11/10
SICUREZZA: LUNEDI' A ROMA SINDACATI POLIZIA E VIGILI DEL FUOCO PER PROTESTE CONTRO TAGLI
Napoli, 11 dic. - (Adnkronos) - Lunedi' prossimo, un giorno
prima del voto sulla fiducia al governo, i sindacati della Polizia di
Stato, della Polizia penitenziaria, del Corpo forestale e dei Vigili
del fuoco scenderanno in piazza a Roma davanti a Montecitorio pre
protestare contro i tagli alla sicurezza operati dal governo. Sono una
ventina le sigle sindacali che aderiscono alla protesta per avere
"disatteso -e' spiegato in una nota- ogni impegno assunto in campagna
elettorale e nei documenti programmatici in merito alla sicurezza e
alle connesse politiche per il personale".
Proteste in particolar modo per il "ritiro alla Camera di un
emendamento al decreto sicurezza sulla specificita' delle forze di
polizia e dei vigili del fuoco che mettera' a rischio l'operativita' e
l'efficienza dei servizi di ordine e sicurezza pubblica dal 1 gennaio
2011". Spiega il sindacato Siap che "in questi mesi di forte
contestazione popolare troppo spesso le forze dell'ordine gioco forza
si sono trovate nella situazione di doversi assumere responsabilita'
che non competevano loro".
(Iam/Zn/Adnkronos)
11-DIC-10 19:59
Pubblicato da Bian LorGin a 21:32
Gazzetta Ufficiale - 4ª Serie Speciale - Concorsi n. 98 del 10-12-2010
Avviso relativo alla pubblicazione della graduatoria di merito del concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 28 Sottotenenti in servizio permanente nel ruolo speciale dell'Arma dei carabinieri, indetto con decreto dirigenziale n. 221/09 del 2 ottobre 2009
Avviso relativo alla pubblicazione della graduatoria di merito del concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 28 Sottotenenti in servizio permanente nel ruolo speciale dell'Arma dei carabinieri, indetto con decreto dirigenziale n. 221/09 del 2 ottobre 2009.
Avviso relativo alla pubblicazione della graduatoria di merito dei concorsi, per titoli ed esami, per l'immissione in servizio permanente di 52 Sottotenenti del ruolo speciale e di 15 Tenenti del ruolo tecnico-logistico dell'Arma dei Carabinieri, indetti con decreto dirigenziale n. 287/09 datato 21 dicembre 2009, modificato con decreto dirigenziale n. 21/10 del 2 febbraio 2010.
DECRETO 20 ottobre 2010 Aggiornamento annuale delle paghe nette giornaliere ai graduati e militari di truppa in servizio di leva, spettanti, a decorrere dal 1° luglio 2010, agli allievi delle scuole militari. (10A14712) (GU n. 288 del 10-12-2010 )
Vista la legge 5 luglio 1986, n. 342, concernente  l'aumento  delle
paghe nette giornaliere spettanti ai graduati e ai militari di truppa
in servizio di leva  e,  in  particolare,  l'art.  1,  comma  2,  che
dell'economia e delle finanze, ad aggiornare annualmente, con  propri
decreti,  le  misure  delle  predette  paghe  sulla  base  del  tasso
programmato di inflazione;
Vista la legge 24 dicembre 1986, n. 958, recante norme sul servizio
militare di leva e sulla ferma di leva prolungata e, in  particolare,
la nota in calce alla tabella allegata  alla  legge  medesima,  nella
parte in cui prevede che agli allievi  delle  scuole  militari  viene
corrisposto il trattamento economico spettante ai militari di  truppa
di leva, dalla data del compimento del sedicesimo anno di eta';
Visto l'art. 7, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 2001,  n.
215 e successive modificazioni, ai sensi del quale le chiamate per lo
svolgimento del servizio di leva sono state sospese a  decorrere  dal
1° gennaio 2005;
Visto  il  decreto  interministeriale  24   luglio   2009   recante
1° luglio 2009, agli allievi delle scuole militari;
2010, agli allievi delle scuole militari;
Considerato il tasso di inflazione programmato per  il  2010,  pari
all'1,5 per cento;
Douhet» sono fissate, con decorrenza 1° luglio 2010,  nelle  seguenti
a) allievi del primo anno: euro 3,45;
b) allievi del secondo anno: euro 3,79;
3.394,80 per l'anno finanziario 2010 e in euro  6.734,25  per  l'anno
finanziario 2011, si provvede nell'ambito dei sottoindicati programmi
della missione «Difesa e sicurezza del  territorio»  a  carico  dello
stato di previsione del Ministero della difesa:
a) quanto a euro 2.147,28 per  l'anno  2010  e  euro  4.259,55  per
l'anno 2011 nell'ambito del programma «Approntamento e impiego  delle
forze terrestri», U.P.B. 1.2.1, capitolo 4191;
b) quanto a euro 717,60 per l'anno 2010 e euro 1.423,50 per  l'anno
2011 nell'ambito del programma «Approntamento e impiego  delle  forze
navali», U.P.B. 1.3.1, capitolo 4311;
c) quanto a euro 529,92 per l'anno 2010 e euro 1.051,20 per  l'anno
aeree», U.P.B. 1.4.1, capitolo 4461.
c) allievi del terzo anno: euro 4,14.
DECRETO LEGISLATIVO 26 ottobre 2010, n. 204 Attuazione della direttiva 2008/51/CE, che modifica la direttiva 91/477/CEE relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi. (10G0223) (GU n. 288 del 10-12-2010 )
Attuazione della direttiva 2008/51/CE, che modifica la direttiva 91/477/CEE relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi. (10G0223) (GU n. 288 del 10-12-2010 )
testo in vigore dal: 1-7-2011
italiana.  E' fatto obbligo a chiunque  spetti  di  osservarlo  e  di
Dato a Roma, addi' 26 ottobre 2010
Il  Presidente  del  Senato  della  Repubblica  nell'esercizio  delle
funzioni del Presidente della Repubblica, ai sensi  dell'articolo  86
Tremonti, Ministro dell'economia  e
Il  testo  delle   note   qui   pubblicato   e'   stato   redatto
dall'amministrazione competente per materia ai  sensi  dell'art.  10,
commi 2 e 3 del testo unico delle  disposizioni  sulla  promulgazione
delle  leggi,  sull'emanazione  dei  decreti  del  Presidente   della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo  fine  di
facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate  o  alle
quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia
degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee (GUCE)
L'art. 76 della Costituzione  stabilisce  che  l'esercizio  della
funzione legislativa non puo' essere delegato al Governo se  non  con
determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto  per  tempo
limitato e per oggetti definiti.
- L'art.  87  della  Costituzione  conferisce,  tra  l'altro,  al
Presidente della Repubblica il potere di promulgare  le  leggi  e  di
emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.
- Il regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo
unico delle leggi di pubblica sicurezza) e' pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 26 giugno 1931, n. 146.
- La legge 2 ottobre 1967, n. 895, recante (Disposizioni  per  il
controllo delle armi)  e'  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  12
ottobre 1967, n. 255.
- La legge 18 giugno 1969, n. 323, (Rilascio del porto d'armi per
l'esercizio dello sport del tiro a volo) e' pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 8 luglio 1969, n. 170.
- La legge 18  aprile  1975,  n.  110  (Norme  integrative  della
disciplina vigente per il controllo delle  armi,  delle  munizioni  e
degli esplosivi) e' pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale  21  aprile
1975, n. 105.
- La legge 25 marzo 1986, n. 85 (Norme in materia di armi per uso
sportivo) e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 3  aprile  1986,  n.
- Si riporta il testo  degli  articoli  250  e  251  del  decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 66, (Codice dell'ordinamento militare),
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 maggio 2010, n. 106, S.O:
«Art. 250 (Campi di tiro a segno). - 1. I campi di tiro  a  segno
impiantati a  spese  dello  Stato  sono  compresi  tra  gli  immobili
demaniali militari.
2.  L'esecuzione  tecnica  dei  lavori   relativi   all'impianto,
sistemazione e manutenzione dei campi di tiro a segno di cui al comma
1 e' affidata alla vigilanza del Ministero della difesa.
3. I campi di tiro a segno di cui al comma 1 sono dati in uso,  a
titolo gratuito, alle sezioni di tiro a segno, senza ulteriori  oneri
a carico dello Stato».
«Art. 251 (Uso speciale e obbligatorio dei campi di tiro a  segno
- Quota di iscrizione). - 1.  Coloro  che  prestano  servizio  armato
presso enti pubblici o privati sono  obbligati  a  iscriversi  a  una
sezione di tiro a segno nazionale e  devono  superare  ogni  anno  un
corso di lezioni regolamentari di tiro a segno.
2. L'iscrizione e la frequenza a una  sezione  di  tiro  a  segno
nazionale sono obbligatorie, ai fini della richiesta del permesso  di
porto d'armi per la caccia o per uso personale, per  coloro  che  non
hanno prestato o non prestano servizio presso le Forze  armate  dello
3. La quota annua per l'iscrizione obbligatoria alle  sezioni  di
tiro a segno nazionale per le categorie indicate ai commi 1  e  2  e'
stabilita in euro 11,56. Con decreto  dirigenziale  della  competente
direzione del Ministero della difesa, di concerto  con  i  competenti
dirigenti dei Ministeri dell'interno, della giustizia,  dell'economia
e delle finanze e delle politiche agricole, alimentari  e  forestali,
si provvede ad adeguare annualmente detta  quota,  sulla  base  delle
variazioni percentuali del costo della vita  quale  risulta  ai  fini
delle rilevazioni ISTAT per i conti economici nazionali pubblicati  a
marzo di ogni anno nella relazione  sulla  situazione  economica  del
Paese. Gli aumenti decorrono dal 1° gennaio  dell'anno  successivo  a
quello di rilevazione.».
- Si riporta il testo dell'art.1 della legge 6 marzo 1987 n.  89,
(Norme per l'accertamento medico dell'idoneita' al porto delle armi e
per l'utilizzazione di mezzi di segnalazione luminosi per il soccorso
alpino), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 18 marzo 1987, n. 64:
«Art. 1. - 1.  Alla  documentazione  richiesta  per  ottenere  la
licenza di porto d'armi deve  essere  allegato  apposito  certificato
medico di idoneita'.
2. Il Ministro della sanita' fissa, entro un anno dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto,  sentite
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,  i  criteri
tecnici generali per l'accertamento dei requisiti psicofisici  minimi
per ottenere il certificato medico di idoneita' per  il  porto  delle
- Si riporta il testo dell'art. 13 della legge 11 febbraio  1992,
n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per
il  prelievo  venatorio),  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  25
febbraio 1992, n. 46, S.O.:
«Art. 13 (Mezzi per l'esercizio dell'attivita' venatoria).  -  1.
L'attivita' venatoria e' consentita con l'uso del fucile con canna ad
anima liscia fino a due colpi, a ripetizione  e  semiautomatico,  con
caricatore contenente non  piu'  di  due  cartucce,  di  calibro  non
superiore al 12, nonche' con fucile  con  canna  ad  anima  rigata  a
caricamento singolo manuale o a ripetizione semiautomatica di calibro
non inferiore a millimetri 5,6 con bossolo a  vuoto  di  altezza  non
2. E' consentito, altresi', l'uso del fucile a due  o  tre  canne
(combinato), di cui  una  o  due  ad  anima  liscia  di  calibro  non
3.  I  bossoli  delle  cartucce  devono  essere  recuperati   dal
cacciatore e non lasciati sul luogo di caccia.
4. Nella zona faunistica delle Alpi e' vietato l'uso  del  fucile
con canna ad anima liscia a ripetizione semiautomatica salvo  che  il
relativo caricatore sia adattato in modo da non contenere piu' di  un
5. Sono vietati tutte le armi e tutti  i  mezzi  per  l'esercizio
6. Il titolare della licenza di porto di fucile anche per uso  di
caccia e' autorizzato, per l'esercizio venatorio,  a  portare,  oltre
alle armi consentite, gli utensili da punta e  da  taglio  atti  alle
esigenze venatorie.».
- Il decreto legislativo 30 dicembre  1992,  n  527,  (Attuazione
della direttiva 91/477/CEE relativa al controllo dell'acquisizione  e
della detenzione di armi) e' pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  11
gennaio 1993, n. 7, S.O.
- Il testo dell'art.  15  della  legge  16  marzo  2006,  n.  146
(Ratifica ed esecuzione della  Convenzione  e  dei  Protocolli  delle
Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale,  adottati
dall'Assemblea generale il 15 novembre 2000 ed il  31  maggio  2001),
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 11  aprile  2006,  n.  85,  S.O.,
«Art 15 (Interventi in materia di armi da fuoco). - 1. Al secondo
comma dell'art. 35 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza,
di cui al  regio  decreto  18  giugno  1931,  n.  773,  e  successive
modificazioni, la parola:  «cinque»  e'  sostituita  dalla  seguente:
«dieci».
2. Al primo comma dell'articolo 11 della legge 18 aprile 1975, n.
110, dopo la parola:  «matricola»,  sono  inserite  le  seguenti:  «,
nonche' l'indicazione del luogo di produzione  e  della  sigla  della
Repubblica italiana o  di  altro  Paese,  nel  caso  di  importazione
dell'arma da Paese esterno all'Unione europea».
- Si riporta il testo deglli articoli 1, 2 e  36  della  legge  7
luglio 2009,  n.  88  (Disposizioni  per  l'adempimento  di  obblighi
derivanti dall'appartenenza  dell'Italia  alle  Comunita'  europee  -
legge comunitaria 2008), pubblicata nella Gazz. Uff. 14 luglio  2009,
n. 161, S.O:
«Art.  1  (Delega  al  Governo  per  l'attuazione  di   direttive
comunitarie). - 1. Il Governo  e'  delegato  ad  adottare,  entro  la
scadenza del termine di recepimento fissato dalle singole  direttive,
i decreti legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione
alle direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati A e B. Per
le direttive elencate  negli  allegati  A  e  B  il  cui  termine  di
recepimento sia gia' scaduto ovvero scada  nei  tre  mesi  successivi
alla data di entrata in vigore della presente legge,  il  Governo  e'
delegato ad adottare i decreti legislativi di  attuazione  entro  tre
mesi dalla data di entrata in vigore della  presente  legge.  Per  le
direttive elencate negli allegati A e B che non prevedono un  termine
di  recepimento,  il  Governo  e'  delegato  ad  adottare  i  decreti
legislativi entro dodici mesi dalla data di entrata in  vigore  della
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dell'art. 14
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri o del Ministro per le politiche europee e  del
Ministro con competenza istituzionale prevalente per la  materia,  di
dell'economia e delle finanze e con gli altri Ministri interessati in
relazione all'oggetto della direttiva.
3. Gli schemi dei decreti legislativi  recanti  attuazione  delle
direttive  comprese  nell'elenco  di  cui  all'allegato  B,  nonche',
qualora sia previsto il ricorso a sanzioni  penali,  quelli  relativi
all'attuazione  delle   direttive   comprese   nell'elenco   di   cui
all'allegato A,  sono  trasmessi,  dopo  l'acquisizione  degli  altri
pareri previsti dalla legge, alla Camera dei  deputati  e  al  Senato
della Repubblica perche' su  di  essi  sia  espresso  il  parere  dei
competenti organi parlamentari. Decorsi quaranta giorni dalla data di
trasmissione, i decreti sono emanati anche in  mancanza  del  parere.
Qualora il termine per l'espressione del parere parlamentare  di  cui
al presente comma ovvero i diversi termini previsti dai commi 4  e  8
scadano nei trenta giorni  che  precedono  la  scadenza  dei  termini
previsti ai commi  1  o  5  o  successivamente,  questi  ultimi  sono
prorogati di novanta giorni.
4. Gli schemi dei decreti legislativi  recanti  attuazione  delle
direttive che comportino conseguenze finanziarie sono corredati della
relazione tecnica di cui all'art. 11-ter,  comma  2,  della  legge  5
agosto 1978, n. 468,  e  successive  modificazioni.  Su  di  essi  e'
richiesto anche il parere delle Commissioni  parlamentari  competenti
per i profili finanziari. Il Governo,  ove  non  intenda  conformarsi
alle condizioni formulate con riferimento all'esigenza  di  garantire
il  rispetto  dell'art.  81,  quarto   comma,   della   Costituzione,
ritrasmette alle Camere i testi,  corredati  dei  necessari  elementi
integrativi d'informazione, per i pareri definitivi delle Commissioni
parlamentari competenti per i profili finanziari, che  devono  essere
espressi entro venti giorni.
5. Entro ventiquattro mesi dalla data di  entrata  in  vigore  di
ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel rispetto  dei
principi e criteri direttivi fissati dalla presente legge, il Governo
puo' adottare, con  la  procedura  indicata  nei  commi  2,  3  e  4,
disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi emanati
ai sensi del citato comma 1, fatto salvo quanto previsto dal comma 6.
6. I decreti legislativi, relativi alle  direttive  di  cui  agli
allegati A e B, adottati, ai sensi dell'art. 117, quinto comma, della
Costituzione, nelle materie di competenza legislativa delle regioni e
delle province autonome, si applicano alle condizioni  e  secondo  le
procedure di cui all'art. 11, comma 8, della legge 4  febbraio  2005,
7. Il Ministro per le politiche europee, nel caso in  cui  una  o
piu' deleghe di cui al comma 1 non risultino esercitate alla scadenza
del termine previsto, trasmette alla Camera dei deputati e al  Senato
della Repubblica una relazione che da' conto  dei  motivi  addotti  a
giustificazione del ritardo dai Ministri con competenza istituzionale
prevalente per la materia. Il Ministro per le politiche europee  ogni
sei mesi informa altresi' la Camera dei deputati e  il  Senato  della
Repubblica sullo stato di attuazione delle direttive da  parte  delle
regioni e delle province autonome nelle materie di  loro  competenza,
secondo modalita' di individuazione  delle  stesse  da  definire  con
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
8.  Il  Governo,  quando  non  intende  conformarsi   ai   pareri
parlamentari di cui al comma 3. relativi a sanzioni penali  contenute
negli  schemi  di  decreti  legislativi  recanti   attuazione   delle
direttive comprese  negli  elenchi  di  cui  agli  allegati  A  e  B,
ritrasmette con le sue osservazioni e con eventuali  modificazioni  i
testi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica.  Decorsi
venti giorni dalla data di ritrasmissione,  i  decreti  sono  emanati
«Art. 2 (Principi  e  criteri  direttivi  generali  della  delega
legislativa). -1. Salvi gli specifici principi  e  criteri  direttivi
stabiliti dalle disposizioni di cui ai capi II e IV, ed in aggiunta a
quelli contenuti nelle direttive da attuare, i decreti legislativi di
cui  all'art.  1  sono  informati  ai  seguenti  principi  e  criteri
a)  le  amministrazioni   direttamente   interessate   provvedono
all'attuazione dei decreti legislativi  con  le  ordinarie  strutture
amministrative, secondo il principio  della  massima  semplificazione
dei procedimenti e delle modalita' di organizzazione e  di  esercizio
delle funzioni e dei servizi;
b) ai fini di un migliore coordinamento con le discipline vigenti
per i singoli settori interessati dalla normativa  da  attuare,  sono
introdotte le occorrenti modificazioni alle discipline stesse,  fatti
salvi i procedimenti oggetto di semplificazione amministrativa ovvero
le materie oggetto di delegificazione;
c) al di fuori dei casi previsti dalle norme penali vigenti,  ove
necessario per assicurare l'osservanza delle  disposizioni  contenute
nei decreti legislativi,  sono  previste  sanzioni  amministrative  e
penali per le infrazioni alle disposizioni  dei  decreti  stessi.  Le
sanzioni penali, nei limiti,  rispettivamente,  dell'ammenda  fino  a
150.000 euro e dell'arresto fino a tre anni, sono  previste,  in  via
alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le infrazioni ledano  o
espongano a pericolo interessi costituzionalmente protetti.  In  tali
casi sono previste: la pena dell'ammenda alternativa all'arresto  per
le infrazioni che espongono  a  pericolo  o  danneggiano  l'interesse
protetto; la pena dell'arresto congiunta a quella dell'ammenda per le
infrazioni  che  recano  un  danno  di  particolare  gravita'.  Nelle
predette ipotesi,  in  luogo  dell'arresto  e  dell'ammenda,  possono
essere previste anche le sanzioni alternative di cui agli articoli 53
e seguenti del decreto legislativo 28  agosto  2000,  n.  274,  e  la
relativa competenza del giudice di pace. La  sanzione  amministrativa
del pagamento di una somma non inferiore a 150 euro e non superiore a
150.000 euro e' prevista per le infrazioni che ledano o  espongano  a
pericolo interessi diversi da quelli indicati nei periodi precedenti.
Nell'ambito  dei  limiti  minimi  e  massimi  previsti,  le  sanzioni
indicate nella presente lettera sono determinate nella loro  entita',
tenendo  conto  della  diversa  potenzialita'  lesiva  dell'interesse
protetto che ciascuna infrazione presenta in astratto, di  specifiche
qualita' personali  del  colpevole,  comprese  quelle  che  impongono
particolari doveri di prevenzione, controllo o vigilanza, nonche' del
vantaggio patrimoniale che  l'infrazione  puo'  recare  al  colpevole
ovvero alla persona o all'ente nel cui interesse egli agisce. Entro i
limiti di pena indicati nella presente lettera sono previste sanzioni
identiche a quelle eventualmente gia' comminate dalle  leggi  vigenti
per  violazioni  omogenee  e  di  pari  offensivita'  rispetto   alle
infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi.  Nelle  materie
di cui all'art. 117, quarto comma, della  Costituzione,  le  sanzioni
amministrative sono determinate dalle  regioni.  Le  somme  derivanti
dalle sanzioni di nuova istituzione, stabilite  con  i  provvedimenti
adottati in attuazione della presente legge, sono versate all'entrata
del bilancio dello Stato  per  essere  riassegnate,  entro  i  limiti
previsti  dalla  legislazione  vigente,  con  decreti  del   Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  alle  amministrazioni   competenti
all'irrogazione delle stesse;
d) eventuali spese non contemplate da leggi  vigenti  e  che  non
riguardano l'attivita'  ordinaria  delle  amministrazioni  statali  o
regionali possono essere previste nei decreti legislativi recanti  le
norme necessarie per dare attuazione alle direttive, nei soli  limiti
occorrenti per  l'adempimento  degli  obblighi  di  attuazione  delle
direttive stesse; alla relativa  copertura,  nonche'  alla  copertura
delle minori entrate eventualmente  derivanti  dall'attuazione  delle
direttive, in quanto non sia possibile farvi fronte con i fondi  gia'
assegnati alle competenti amministrazioni, si provvede a  carico  del
fondo di rotazione di cui all'art. 5 della legge 16 aprile  1987,  n.
e)  all'attuazione  di  direttive   che   modificano   precedenti
direttive gia'  attuate  con  legge  o  con  decreto  legislativo  si
procede, se la modificazione non comporta ampliamento  della  materia
regolata, apportando le corrispondenti modificazioni alla legge o  al
decreto legislativo di attuazione della direttiva modificata;
f) nella predisposizione dei decreti legislativi si  tiene  conto
delle eventuali modificazioni delle  direttive  comunitarie  comunque
intervenute fino al momento dell'esercizio della delega;
g)  quando  si  verifichino  sovrapposizioni  di  competenze  tra
amministrazioni diverse o comunque siano coinvolte le  competenze  di
piu' amministrazioni  statali,  i  decreti  legislativi  individuano,
attraverso le piu' opportune forme di  coordinamento,  rispettando  i
principi di sussidiarieta',  differenziazione,  adeguatezza  e  leale
collaborazione e le competenze  delle  regioni  e  degli  altri  enti
territoriali,  le  procedure  per  salvaguardare  l'unitarieta'   dei
processi decisionali, la trasparenza,  la  celerita',  l'efficacia  e
l'economicita' nell'azione amministrativa e la chiara  individuazione
dei soggetti responsabili;
h) quando non siano d'ostacolo i diversi termini di  recepimento,
sono attuate con  un  unico  decreto  legislativo  le  direttive  che
riguardano le stesse materie  o  che  comunque  comportano  modifiche
degli stessi atti normativi.».
«Art. 36 (Delega al  Governo  per  l'attuazione  della  direttiva
2008/51/CE del Parlamento europeo e  del  Consiglio,  del  21  maggio
2008, che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al
controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi). -  1.  Nella
predisposizione  del  decreto  legislativo  per  l'attuazione   della
direttiva 2008/51/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,  del  21
maggio 2008, che modifica  la  direttiva  91/477/CEE  del  Consiglio,
relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione  di  armi,
generali di cui all' art. 2, anche i seguenti  ulteriori  principi  e
a) prevedere la definizione  delle  armi  da  fuoco,  delle  loro
parti, delle loro parti essenziali e delle munizioni,  nonche'  delle
armi  per  uso  scenico  e  disattivate,  degli  strumenti   per   la
segnalazione  acustica  e  per   quelle   comunque   riproducenti   o
trasformabili in armi, individuando le modalita' per  assicurarne  il
piu' efficace controllo;
b) adeguare la disciplina relativa  all'iscrizione  nel  Catalogo
nazionale delle armi comuni da sparo, anche al fine di assicurare, in
armonia  con  le  disposizioni  della   Convenzione   sul   reciproco
riconoscimento  delle  punzonature  di  prova  delle  armi  da  fuoco
portatili, adottata a Bruxelles il 1° luglio 1969, di cui alla  legge
12 dicembre 1973, n. 993, la  pronta  tracciabilita'  delle  armi  da
fuoco,  delle  loro  parti,  delle  loro  parti  essenziali  e  delle
munizioni;
c) razionalizzare e  semplificare  le  procedure  in  materia  di
marcatura delle armi da fuoco, delle loro parti  essenziali  e  delle
munizioni,  attribuendo  al  Ministero   dell'interno   le   relative
competenze  di  indirizzo  e  vigilanza,   al   fine   della   pronta
tracciabilita' e del controllo sull'uso delle stesse, anche  mediante
il rilascio di speciali autorizzazioni su tutte le attivita' di  tiro
e sulla ricarica delle munizioni;
d) prevedere la graduale sostituzione dei registri  cartacei  con
registrazioni informatizzate ai fini  dell'attivita'  di  annotazione
delle operazioni giornaliere  svolte,  richieste  ai  titolari  delle
licenze di pubblica sicurezza concernenti le  armi  e  le  munizioni,
garantendo l'interoperabilita' con i relativi  sistemi  automatizzati
del Ministero dell'interno e la conservazione dei dati per un periodo
minimo di cinquanta anni dalla data dell'annotazione stessa;
e) prevedere il controllo dell'immissione sul mercato  civile  di
armi da fuoco provenienti dalle scorte governative, nonche' procedure
speciali per la loro catalogazione e marcatura;
f) prevedere speciali procedimenti  per  la  catalogazione  e  la
verifica delle armi semiautomatiche di derivazione militare, anche ai
fini dell'autorizzazione per la loro detenzione;
g) adeguare la disciplina in materia di tracciabilita'  e  tutela
delle armi antiche, artistiche e rare e delle relative  attivita'  di
raccolta ai fini culturali e collezionistici;
h)  determinare  le  procedure,   ordinarie   e   speciali,   per
l'acquisizione e  la  detenzione  delle  armi,  anche  attraverso  la
previsione dei requisiti necessari, anche fisici  e  psichici,  degli
interessati all'acquisizione e alla detenzione di armi,  al  fine  di
evitare pericoli per gli stessi, nonche' per l'ordine e la  sicurezza
pubblica, prevedendo a tal fine un'idonea informazione  alle  persone
conviventi con il richiedente e anche lo scambio  protetto  dei  dati
informatizzati tra il Servizio sanitario nazionale e gli uffici delle
Forze dell'ordine, utili a prevenire  possibili  abusi  da  parte  di
soggetti detentori di armi da fuoco;
i) adeguare la disciplina per il rilascio, rinnovo  e  uso  della
Carta europea d'arma da fuoco;
l) disciplinare,  nel  quadro  delle  autorizzazioni  contemplate
nell'art. 31 del testo unico delle leggi di  pubblica  sicurezza,  di
cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, le  licenze  di  polizia
per l'esercizio delle attivita' di intermediazione delle armi  e  per
l'effettuazione delle singole operazioni;
m) prevedere specifiche norme che  disciplinino  l'utilizzazione,
il trasporto, il deposito e la custodia delle armi, anche al fine  di
prevenirne furti o smarrimenti;
n) prevedere l'introduzione di sanzioni  penali,  nei  limiti  di
pena di cui alla legge 2 ottobre 1967,  n.  895,  ed  alla  legge  18
aprile 1975, n.  110,  per  le  infrazioni  alle  disposizioni  della
legislazione nazionale di attuazione della direttiva 2008/51/CE.
2. Dall'attuazione della delega di cui al presente  articolo  non
devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
3. Agli adempimenti derivanti dall'esercizio della delega di  cui
al presente articolo le Amministrazioni interessate provvedono con le
vigente.».
- La direttiva 2008/51/CE e' pubblicata nella G.U.U.E.  8  luglio
2008, n. L 179.
- Il testo dell'art. 1 del citato decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 527, come modificato dal presente decreto, cosi' recita:
«Art.  1.  -  Il  presente  decreto   legislativo   costituisce
attuazione  della  direttiva  91/477/CEE,   come   modificata   dalla
direttiva 2008/51/CE, relativa al controllo dell'acquisizione e della
detenzione di armi.
2. Le disposizioni del presente decreto legislativo si  applicano
alle armi da fuoco delle categorie B, C e  D  dell'allegato  I  della
direttiva la cui detenzione e porto sono  consentite  nel  territorio
- Il testo dell'art. 2 del citato decreto legislativo 30 dicembre
«Art. 2. - 1. La carta europea d'arma  da  fuoco,  conforme  al
modello comunitario,  contiene  i  dati  identificativi  delle  armi,
comprese quelle da caccia o di uso  sportivo,  di  cui  e'  richiesta
l'iscrizione, nonche' gli estremi del permesso di porto d'armi ovvero
della autorizzazione al trasporto dell'arma per uso  sportivo,  della
denuncia di detenzione e delle autorizzazioni al trasferimento  delle
armi iscritte in uno Stato membro delle Comunita' europee.
2. Possono chiedere il rilascio della  carta  europea  d'arma  da
fuoco  le  persone  residenti  o  i  cittadini  dell'Unione   europea
domiciliati nel territorio dello Stato  in  possesso  di  licenza  di
porto d'armi e che detengono una o piu' armi da  fuoco  denunciate  a
norma dell'art. 38 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza,
approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
3. La domanda  e'  presentata  al  questore  della  provincia  di
residenza o, per i cittadini dell'Unione europea, al  questore  della
provincia di  domicilio  e  deve  contenere  oltre  alle  generalita'
dell'interessato, i dati identificativi dell'arma o delle armi che si
intendono  iscrivere.  Alla  domanda  devono   essere   allegate   le
autorizzazioni o licenze da iscrivere nella carta o  copia  autentica
delle stesse e, in ogni caso, della denuncia di detenzione.
4. La carta europea d'arma da fuoco e' rilasciata per  la  durata
di validita' del permesso di porto d'arma o della  autorizzazione  al
trasporto di armi per uso sportivo, e comunque  per  un  periodo  non
superiore al quinquennio.
5.  Con  le  disposizioni  di  esecuzione  del  presente  decreto
legislativo sono stabilite l'ammontare del costo  della  carta  e  le
modalita' di versamento all'atto del rilascio.».
- Si riporta il testo degli articoli 28, 31, 38, 42, 55 e 57  del
citato regio decreto 18 giugno 1931,  n.  773,  come  modificati  dal
«Art. 28 (art. 27 testo unico 1926). - Oltre i  casi  preveduti
dal codice penale, sono proibite la fabbricazione, l'assemblaggio, la
raccolta, la detenzione e la vendita, senza licenza del Ministro  per
l'interno, di armi da guerra e di armi ad esse analoghe, nazionali  o
straniere, o di parti di esse, di munizioni, di uniformi  militari  o
di altri oggetti destinati  all'armamento  e  all'equipaggiamento  di
forze armate nazionali o straniere. Con la licenza  di  fabbricazione
sono consentite le attivita' commerciali connesse  e  la  riparazione
delle armi prodotte.
La  licenza  e'  altresi'   necessaria   per   l'importazione   e
l'esportazione delle armi da fuoco diverse dalle armi comuni da sparo
non  comprese  nei   materiali   di   armamento,   nonche'   per   la
fabbricazione,  l'importazione  e  l'esportazione,  la  raccolta,  la
detenzione e la vendita degli strumenti di autodifesa  specificamente
destinati all'armamento dei Corpi armati o di polizia, nonche' per la
fabbricazione e la detenzione delle tessere di riconoscimento e degli
altri contrassegni di identificazione degli ufficiali e degli  agenti
di pubblica sicurezza  e  di  polizia  giudiziaria,  fatte  salve  le
produzioni  dell'Istituto  poligrafico  e  Zecca  dello   Stato.   La
validita' della licenza e' di 2 anni.
Per il trasporto delle armi stesse nell'interno  dello  Stato  e'
necessario darne avviso al Prefetto.
Il contravventore e' punito, qualora il fatto non costituisca  un
piu' grave reato, con la reclusione da uno a tre anni con la multa da
3.000 euro a 30.000 euro.».
< < Art. 31  (art.  30  testo  unico  1926). -  Salvo  quanto  e'
disposto  per  le  armi  da  guerra  dall'art.  28,  non  si  possono
fabbricare  altre  armi,   assemblarle,   introdurle   nello   Stato,
esportarle, farne raccolta per ragioni di commercio o di industria, o
porle comunque in vendita, senza licenza del Questore.
La licenza e' necessaria  anche  per  le  collezioni  delle  armi
artistiche, rare od antiche.
Salvo quanto previsto per la collezione  di  armi,  la  validita'
della licenza e' di 3 anni.».
«Art. 38 - Chiunque detiene armi, parti di esse, di cui  all'art.
1-bis, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 527, munizioni finite o materie esplodenti  di  qualsiasi  genere,
deve farne denuncia entro le  72  ore  successive  alla  acquisizione
della loro materiale disponibilita', all'ufficio locale  di  pubblica
sicurezza o, quando questo manchi, al locale  comando  dell'Arma  dei
carabinieri, ovvero per via telematica al sistema informatico di  cui
all'art. 3 del decreto legislativo 25 gennaio 2010 n. 8,  secondo  le
modalita' stabilite nel regolamento.
a) i corpi armati, le  societa'  di  tiro  a  segno  e  le  altre
istituzioni  autorizzate,  per  gli  oggetti  detenuti   nei   luoghi
espressamente destinati allo scopo;
b) i possessori di raccolte autorizzate di armi artistiche,  rare
o antiche;
c) le persone che per la loro qualita' permanente  hanno  diritto
ad andare armate, limitatamente pero' al numero ed alla specie  delle
armi loro consentite.
L'autorita' di pubblica sicurezza ha facolta' di eseguire, quando
lo  ritenga  necessario,  verifiche  di  controllo  anche  nei   casi
contemplati dal capoverso precedente, e di prescrivere quelle  misure
cautelari  che  ritenga  indispensabili  per  la  tutela  dell'ordine
Chiunque detiene le armi di cui al primo comma, senza  essere  in
possesso di alcuna licenza di porto d'armi, deve presentare ogni  sei
anni la certificazione medica di cui all'art. 35, comma 7. La mancata
presentazione del certificato medico autorizza il prefetto a  vietare
la detenzione delle armi denunciate, ai sensi dell'art. 39.
La denuncia di detenzione di  cui  al  primo  comma  deve  essere
ripresentata ogni qual volta il possessore trasferisca l'arma  in  un
luogo diverso da quello indicato nella precedente denuncia.
Il detentore delle armi deve assicurare che il luogo di  custodia
offra adeguate garanzie di sicurezza.».
«Art. 42 (art. 41 testo unico 1926). -  Il Questore  ha  facolta'
di dare licenza per porto d'armi lunghe da fuoco  e  il  Prefetto  ha
facolta' di concedere, in  caso  di  dimostrato-bisogno,  licenza  di
portare rivoltelle o pistole di qualunque misura o bastoni animati la
cui lama non abbia una lunghezza inferiore a centimetri 65.
Il provvedimento con cui viene rilasciata una  licenza  di  porto
d'armi ai sensi del presente articolo deve essere comunicato, a  cura
dell'interessato,  ai  conviventi  maggiorenni,  anche  diversi   dai
familiari,  compreso  il  convivente  more  uxorio,  individuati  dal
regolamento   e   indicati   dallo   stesso   interessato    all'atto
dell'istanza, secondo le modalita' definite nel medesimo regolamento.
In caso di violazione  degli  obblighi  previsti  in  attuazione  del
presente comma, si applica la sanzione amministrativa da 2.000 euro a
10.000 euro. Puo' essere disposta, altresi', la revoca della  licenza
o del nulla osta alla detenzione.».
«Art. 55 (art. 54 testo unico 1926). - Gli  esercenti  fabbriche,
depositi o rivendite di esplodenti di qualsiasi specie sono obbligati
a tenere un registro delle operazioni  giornaliere,  in  cui  saranno
indicate le generalita' delle persone  con  le  quali  le  operazioni
stesse sono compiute. Il registro e' tenuto in  formato  elettronico,
secondo le modalita'  definite  nel  regolamento.  I  rivenditori  di
materie esplodenti devono altresi' comunicare mensilmente all'ufficio
di polizia competente per territorio le generalita' delle  persone  e
delle ditte che hanno acquistato munizioni ed esplosivi, la specie, i
contrassegni e la quantita' delle munizioni e degli esplosivi venduti
e gli estremi  dei  titoli  abilitativi  all'acquisto  esibiti  dagli
Tale  registro  deve  essere  esibito  a  ogni  richiesta   degli
ufficiali od agenti di pubblica sicurezza e  deve  essere  conservato
per  un  periodo  di  cinquanta  anni  anche   dopo   la   cessazione
dell'attivita'.
Alla  cessazione  dell'attivita',  i  registri  delle  operazioni
giornaliere, sia in formato cartaceo che elettronico,  devono  essere
consegnati all'Autorita' di pubblica sicurezza che  aveva  rilasciato
la  licenza,  che  ne  curera'  la  conservazione  per   il   periodo
necessario. Le informazioni registrate nel sistema informatico di cui
all'art. 3 del decreto legislativo 25  gennaio  2010,  n.  8,  devono
essere  conservate  per  i  50  anni   successivi   alla   cessazione
E' vietato vendere o  in  qualsiasi  altro  modo  cedere  materie
esplodenti di Iª, IIª, IIIª, IVª e Vª categoria, gruppo A e gruppo B,
a privati che non siano muniti di permesso di porto d'armi ovvero  di
nulla osta rilasciato dal Questore, nonche' materie esplodenti di  Vª
categoria, gruppo C, a privati che non siano maggiorenni  e  che  non
esibiscano un documento di identita' in corso di validita'. Il  nulla
osta non puo' essere rilasciato a minori; ha la validita' di un  mese
ed e' esente da ogni tributo. La domanda e' redatta in carta libera.
Il Questore puo' subordinare il rilascio del nulla osta di cui al
comma  precedente,  alla  presentazione  di  certificato  del  medico
provinciale, o dell'ufficiale sanitario o di un medico militare,  dal
quale risulti che il richiedente non e' affetto da  malattie  mentali
oppure  da  vizi  che  ne  diminuiscono,  anche  temporaneamente,  la
capacita' di intendere e di volere.
Il contravventore e' punito con l'arresto da nove mesi a tre anni
e con l'ammenda non inferiore a lire euro 154 .
Gli obblighi di registrazione delle operazioni giornaliere  e  di
comunicazione  mensile  all'ufficio   di   polizia   competente   per
territorio non si applicano alle materie esplodenti di Vª  categoria,
gruppo D e gruppo E.
L'acquirente o cessionario di materie  esplodenti  in  violazione
delle norme del presente articolo e'  punito  con  l'arresto  sino  a
diciotto mesi e con l'ammenda sino a euro 154. ».
« Art. 57 (art. 56  testo  unico  1926). -  Senza  licenza  della
autorita' locale di pubblica sicurezza non possono spararsi  armi  da
fuoco ne' lanciarsi razzi, accendersi fuochi di artificio, innalzarsi
aerostati con fiamme, o  in  genere  farsi  esplosioni  o  accensioni
pericolose in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una  via
pubblica o in direzione di essa.
E' vietato sparare mortaletti e simili apparecchi.
La licenza e' altresi' richiesta per l'apertura o la gestione  di
campi di tiro o poligoni privati.
Il sindaco deve essere, comunque,  sentito  per  gli  aspetti  di
competenza dell'ente locale, quando non e' lo stesso a rilasciare  la
Nel regolamento sono definite  le  modalita'  di  attuazione  del
presente comma e la relativa disciplina transitoria.».
- Si riporta il testo degli articoli 1, 2, 3, 4 e 5 della legge 2
ottobre 1967, n. 895, come modificati dal presente decreto:
«Art  1.  Chiunque  senza  licenza  dell'autorita'   fabbrica   o
introduce nello Stato o pone in vendita o  cede  a  qualsiasi  titolo
armi da guerra o tipo guerra, o  parti  di  esse,  atte  all'impiego,
munizioni da guerra, esplosivi di ogni genere, aggressivi  chimici  o
altri congegni micidiali, ovvero ne fa raccolta,  e'  punito  con  la
reclusione da tre a dodici anni e con  la  multa  da  10.000  euro  a
50.000 euro.»
«Art 2. Chiunque illegalmente detiene a qualsiasi titolo le  armi
o parti di esse, le munizioni, gli esplosivi, gli aggressivi  chimici
e i congegni indicati  nell'articolo  precedente  e'  punito  con  la
reclusione da uno a otto anni e con la multa da 3.000 euro  a  20.000
«Art.3.  Chiunque  trasgredisce   all'ordine,   legalmente   dato
dall'autorita', di consegnare nei termini prescritti le armi o  parti
di esse, le munizioni, gli esplosivi,  gli  aggressivi  chimici  e  i
congegni indicati nell'art. 1, da lui detenuti legittimamente sino al
momento dell'emanazione dell'ordine, e' punito con la  reclusione  da
uno a otto anni e con la multa da 3.000 euro a 20.000 euro».
«Art. 4. Chiunque illegalmente porta in luogo pubblico  o  aperto
al pubblico le armi o parti di esse, le munizioni, gli esplosivi, gli
aggressivi chimici e i congegni indicati nell'art. 1, e'  punito  con
la reclusione da due a dieci anni e con la  multa  da  4.000  euro  a
Salvo che il porto  d'arma  costituisca  elemento  costitutivo  o
circostanza aggravante specifica  per  il  reato  commesso,  la  pena
prevista dal primo comma e' aumentata da un terzo alla meta':
a) quando il fatto e' commesso da persone  travisate  o  da  piu'
persone riunite;
b) quando il fatto e' commesso nei luoghi  di  cui  all'art.  61,
numero 11-ter), del codice penale;
c) quando il fatto  e'  commesso  nelle  immediate  vicinanze  di
istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al
prelievo di denaro, parchi e giardini pubblici o aperti al  pubblico,
stazioni ferroviarie, anche metropolitane, e  luoghi  destinati  alla
sosta o alla fermata di mezzi di pubblico trasporto.»
«Art. 5. Le pene  stabilite  negli  articoli  precedenti  possono
essere diminuite in misura non eccedente i due terzi  quando  per  la
quantita' o per la qualita' delle armi,  e  delle  loro  parti  delle
munizioni, esplosivi o aggressivi chimici, il fatto  debba  ritenersi
di lieve entita'.  In  ogni  caso,  la  reclusione  non  puo'  essere
inferiore a sei mesi.»
- Si riporta il testo degli articoli 2, 4, 5, 8, 10, 15, 19, 22 e
23 della legge 18 aprile 1975, n. 110, come modificati  dal  presente
«Art 2 (Armi e munizioni comuni da sparo). - Agli stessi  effetti
indicati nel primo  comma  del  precedente  art.  1  e  salvo  quanto
disposto dal secondo comma dell'articolo stesso sono armi  comuni  da
a) i fucili anche semiautomatici con una o piu'  canne  ad  anima
b) i  fucili  con  due  canne  ad  anima  rigata,  a  caricamento
successivo con azione manuale;
c) i fucili con due o tre canne miste, ad anime lisce o rigate, a
caricamento successivo con azione manuale;
d) i fucili, le carabine ed i moschetti ad  una  canna  ad  anima
rigata, anche se predisposti per il funzionamento semiautomatico;
e) i fucili e le carabine che impiegano munizioni  a  percussione
anulare, purche' non a funzionamento automatico;
h) le repliche di armi antiche ad avancarica di modelli anteriori
al 1890, fatta eccezione per quelle a colpo singolo.
Sono altresi' armi comuni da sparo i fucili e  le  carabine  che,
pur  potendosi  prestare  all'utilizzazione  del  munizionamento   da
guerra, presentino specifiche caratteristiche per l'effettivo impiego
per uso di caccia o sportivo, abbiano  limitato  volume  di  fuoco  e
siano destinate ad utilizzare munizioni di  tipo  diverso  da  quelle
militari. Salvo che siano destinate alle  Forze  armate  o  ai  Corpi
armati dello Stato, ovvero all'esportazione,  non  e'  consentita  la
fabbricazione, l'introduzione nel territorio dello Stato e la vendita
di armi da fuoco corte semiautomatiche  o  a  ripetizione,  che  sono
camerate per il munizionamento nel calibro 9x19 parabellum. Nei  casi
consentiti e' richiesta la licenza di cui all'art. 31 del testo unico
delle leggi di pubblica sicurezza, approvato  con  regio  decreto  18
giugno 1931, n. 773.
Sono infine considerate armi comuni da  sparo  quelle  denominate
«da bersaglio da sala», o ad emissione di gas,  nonche'  le  armi  ad
aria compressa o gas compressi, sia lunghe sia corte i cui proiettili
erogano un'energia cinetica superiore a 7,5 joule,  e  gli  strumenti
lanciarazzi, salvo che si tratti di armi destinate alla pesca  ovvero
di armi e strumenti per i quali  la  commissione  consultiva  di  cui
all'art. 6 escluda, in  relazione  alle  rispettive  caratteristiche,
l'attitudine a recare offesa alla persona.
Le munizioni a palla destinate alle  armi  da  sparo  comuni  non
possono  comunque  essere  costituite   con   pallottole   a   nucleo
perforante,  traccianti,  incendiarie,   a   carica   esplosiva,   ad
espansione, autopropellenti, ne'  possono  essere  tali  da  emettere
sostanze stupefacenti, tossiche o corrosive, eccettuate  le  cartucce
che lanciano sostanze e  strumenti  narcotizzanti  destinate  a  fini
scientifici e di zoofilia per  le  quali  venga  rilasciata  apposita
licenza del questore.
Le disposizioni del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza
18 giugno 1931, n. 773, del R.D.  6  maggio  1940,  n.  635,  con  le
successive rispettive modificazioni e della presente  legge  relative
alla detenzione ed al porto delle armi non si applicano nei  riguardi
degli strumenti lanciarazzi e delle relative munizioni quando il loro
impiego e'  previsto  da  disposizioni  legislative  o  regolamentari
ovvero quando sono comunque detenuti o portati per essere  utilizzati
come strumenti di segnalazione per soccorso, salvataggio o  attivita'
di protezione civile.»
«Art. 4 (Porto di armi od oggetti atti ad offendere). - Salve  le
autorizzazioni previste dal terzo comma dell'art. 42 del testo  unico
delle leggi di pubblica sicurezza  18  giugno  1931,  numero  773,  e
successive modificazioni, non possono  essere  portati,  fuori  della
propria abitazione o delle appartenenze di essa, armi, mazze  ferrate
o bastoni ferrati, sfollagente, noccoliere,  storditori  elettrici  e
altri apparecchi analoghi in grado di rogare una elettrocuzione.
Senza giustificato motivo,  non  possono  portarsi,  fuori  della
propria abitazione o delle appartenenze di essa,  bastoni  muniti  di
puntale acuminato, strumenti da punta o da taglio atti ad  offendere,
mazze, tubi,  catene,  fionde,  bulloni,  sfere  metalliche,  nonche'
qualsiasi altro strumento non considerato espressamente come arma  da
punta o da taglio, chiaramente utilizzabile, per  le  circostanze  di
tempo e di luogo, per l'offesa alla persona,  gli  strumenti  di  cui
all'art. 5, quarto comma, nonche' i puntatori  laser  o  oggetti  con
funzione di puntatori laser, di classe pari o superiore a 3b, secondo
le norme CEI EN 60825 - 1, CEI EN 60825 - 1/A11, CEI EN 60825- 4.
Il contravventore e' punito con l'arresto da sei mesi a due  anni
e con l'ammenda da 1.000 euro  a  10.000  euro.  Nei  casi  di  lieve
entita', riferibili al porto dei soli oggetti atti ad offendere, puo'
essere irrogata la sola pena dell'ammenda. La pena e' aumentata se il
fatto avviene nel corso o in occasione di manifestazioni sportive.
E' vietato portare  armi  nelle  riunioni  pubbliche  anche  alle
persone munite di licenza. Il trasgressore e' punito con l'arresto da
uno a tre anni e con l'ammenda da 3.000 euro a 20.000 euro.  La  pena
e' dell'arresto da tre a sei anni e  dell'ammenda  da  5.000  euro  a
20.000 euro quando il fatto e' commesso  da  persona  non  munita  di
Chiunque, all'infuori dei casi  previsti  nel  comma  precedente,
porta in una riunione pubblica uno strumento  ricompreso  tra  quelli
indicati nel primo o nel secondo comma, e' punito  con  l'arresto  da
sei a diciotto mesi e con l'ammenda da 2.000 euro a 20.000 euro.
La pena prevista dal terzo comma e'  raddoppiata  quando  ricorre
una delle circostanze previste dall'articolo 4, secondo comma,  della
legge 2 ottobre 1967, n. 895, salvo che  l'uso  costituisca  elemento
costitutivo o circostanza aggravante specifica per il reato commesso.
Con la condanna deve essere disposta la  confisca  delle  armi  e
degli altri oggetti atti ad offendere.
Sono abrogati l'art. 19 e il primo e secondo comma  dell'art.  42
del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931,  n.
773, e successive modificazioni.
Non sono considerate armi ai fini delle  disposizioni  penali  di
questo articolo le aste di bandiere, dei cartelli e degli  striscioni
usate nelle pubbliche manifestazioni e  nei  cortei,  ne'  gli  altri
oggetti simbolici usati  nelle  stesse  circostanze,  salvo  che  non
vengano adoperati come oggetti contundenti.»
«Art. 5 (Limiti  alle  registrazioni).  -  Divieto  di  strumenti
trasformabili in armi). - Le  disposizioni  di  cui  al  primo  comma
dell'art. 55 del testo unico delle leggi  di  pubblica  sicurezza  18
giugno 1931, n. 773 e successive modificazioni, non si applicano alla
vendita al minuto delle cartucce da caccia a  pallini,  dei  relativi
bossoli o inneschi nonche' alla vendita dei pallini per  le  armi  ad
L'articolo 4-bis del decreto-legge 22  novembre  1956,  n.  1274,
convertito nella legge 22 dicembre 1956, n. 1452, e' abrogato.
Le disposizioni del citato testo unico, del R.D. 6  maggio  1940,
n. 635, e quelle della presente legge non si applicano agli strumenti
Gli strumenti riproducenti armi non possono essere fabbricati con
l'impiego  di  tecniche  e  di  materiali  che   ne   consentano   la
trasformazione in armi da guerra o comuni da sparo o  che  consentano
l'utilizzo del relativo munizionamento o il lancio di oggetti  idonei
all'offesa della persona.  I  predetti  strumenti  se  realizzati  in
metallo devono avere la canna completamente ostruita, non in grado di
camerare cartucce ed  avere  la  canna  occlusa  da  un  tappo  rosso
inamovibile. Quelli da segnalazione acustica, destinati a produrre un
rumore tramite l'accensione di una cartuccia a salve, devono avere la
canna occlusa da un inserto di metallo ed un tappo rosso  inamovibile
all'estremita' della canna.
Gli strumenti denominati «softair», vendibili solo ai maggiori di
16 anni, possono sparare pallini in plastica,  di  colore  vivo,  per
mezzo di aria o gas compresso, purchel'energia del  singolo  pallino,
misurata ad un metro dalla volata, non sia superiore ad 1  joule.  La
canna  dell'arma  deve  essere  colorata  di  rosso  per  almeno  tre
centimetri e qualora la canna non sia sporgente la verniciatura  deve
interessare la parte anteriore dello strumento per un pari tratto.
Gli strumenti di cui al presente comma sono sottoposti,  a  spese
dell'interessato, a  verifica  di  conformita'  accertata  dal  Banco
nazionale di prova e riconosciuta  con  provvedimento  del  Ministero
Con decreto del Ministro dell'interno sono definite le  modalita'
di attuazione del presente comma.
Nessuna  limitazione  e'  posta   all'aspetto   degli   strumenti
riproducenti armi destinati all'esportazione.
Chiunque produce o pone in commercio  gli  strumenti  di  cui  al
presente articolo, senza l'osservanza delle disposizioni  del  quarto
comma, e' punito con la reclusione da uno a tre anni e con  la  multa
da 1500 a 15.000 euro.
Quando l'uso  o  il  porto  d'armi  e'  previsto  quale  elemento
costitutivo o circostanza  aggravante  del  reato,  il  reato  stesso
sussiste o e' aggravato anche qualora  si  tratti  di  arma  per  uso
scenico o di strumenti riproducenti armi la cui canna non sia occlusa
a norma del quarto comma.»
«Art. 8  (Accertamento  per  il  rilascio  di  autorizzazione  di
polizia in materia di armi). - La richiesta  intesa  ad  ottenere  il
nulla osta per l'acquisto o la cessione di armi, ai  sensi  dell'art.
35, terzo comma, del testo unico 18 giugno 1931, n.  773,  modificato
con decreto-legge 22 novembre 1956, n. 1452, deve indicare  i  motivi
dell'acquisto o della cessione.
La licenza di cui all'art. 31 del  testo  unico  delle  leggi  di
pubblica sicurezza e' richiesta anche per l'esercizio  dell'industria
di riparazione delle armi.
Il  rilascio  delle  autorizzazioni  per  la  fabbricazione,   la
raccolta, il commercio, il deposito e la riparazione di armi, nonche'
del permesso di porto d'armi, previsti dagli articoli 28, 31, 32,  35
e 42 del testo unico sopracitato e 37, R.D. 6 maggio 1940, n. 635,  e
dalla presente legge, e' subordinato all'accertamento della capacita'
tecnica   del   richiedente.   L'accertamento   non    occorre    per
l'autorizzazione alla collezione.
Ai fini dell'accertamento della capacita' tecnica,  l'interessato
deve sostenere apposito esame presso la commissione di  cui  all'art.
49 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. La  commissione
e' integrata da un  esperto  designato  dal  Ministero  della  difesa
quando l'accertamento e' richiesto da persona  che  debba  esercitare
l'attivita' di fabbricazione, riparazione o commercio di armi.
Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano  altresi'
alle persone che rappresentano, a norma dell'art. 8 del citato  testo
unico, il titolare dell'autorizzazione di polizia.
Coloro che nei dieci anni antecedenti  alla  presentazione  della
prima istanza hanno prestato servizio militare nelle Forze  armate  o
in uno dei Corpi armati dello Stato  ovvero  abbiano  appartenuto  ai
ruoli del personale civile della pubblica sicurezza  in  qualita'  di
funzionari o che esibiscano certificato d'idoneita' al maneggio delle
armi rilasciato dalla competente sezione della Federazione del tiro a
segno nazionale devono sottoporsi all'accertamento  tecnico  soltanto
per l'esercizio  delle  attivita'  di  fabbricazione,  riparazione  o
commercio di armi.
L'accertamento della  capacita'  tecnica  non  e'  richiesto  per
l'acquisto  e  il  porto  di  armi  da  parte  di  coloro  che  siano
autorizzati per legge.
La capacita' tecnica e' presunta nei  confronti  di  coloro  che,
all'atto dell'entrata in vigore della presente  legge,  abbiano  gia'
ottenuto le autorizzazioni ovvero  abbiano  adempiuto  agli  obblighi
previsti in materia dalle disposizioni del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza e del R.D. 6 maggio 1940, n. 635 .
Coloro che  esercitano  l'industria  di  riparazione  delle  armi
devono richiedere alla competente autorita' di pubblica sicurezza  la
licenza di cui al  secondo  comma  del  presente  articolo  entro  il
termine di quarantacinque giorni dall'entrata in vigore della legge.
L'art. 33 del testo unico delle leggi di  pubblica  sicurezza  18
giugno 1931, n. 773, e' abrogato.»
«Art. 10 (Divieto di detenzione e raccolta  di  armi  da  guerra.
Collezione di armi comuni da sparo). - A  decorrere  dall'entrata  in
vigore della presente legge, non possono rilasciarsi licenze  per  la
detenzione o la raccolta di armi da guerra, o tipo guerra, o di parti
di esse, o di munizioni da guerra.
Le armi di cui sia stata autorizzata la detenzione o la  raccolta
ai sensi dell'art.  28  del  testo  unico  delle  leggi  di  pubblica
sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, anteriormente all'entrata in vigore
della  presente  legge,  possono  essere  trasferite   soltanto   per
successione a causa di morte, per versamento ai competenti organi del
Ministero della difesa, per cessione agli enti  pubblici  di  cui  al
quinto  comma  ed  ai  soggetti  muniti  di  autorizzazione  per   la
fabbricazione di armi da guerra o  tipo  guerra  o  di  munizioni  da
guerra ovvero per cessione, con l'osservanza delle norme vigenti  per
l'esportazione di tali armi, ad enti o persone residenti  all'estero.
L'erede, il privato o l'ente pubblico cui pervengono, in tutto  o  in
parte, tali armi e' tenuto a  darne  immediato  avviso  al  Ministero
dell'interno ed a chiedere il rilascio di apposita  autorizzazione  a
conservarle. In quanto applicabili si osservano le  disposizioni  dei
precedenti articoli 8 e 9.
Chiunque trasferisce le armi di cui all'art. 28 del  testo  unico
delle leggi  di  pubblica  sicurezza  per  cause  diverse  da  quelle
indicate nel precedente comma e' punito con la reclusione  da  due  a
sei anni e la multa da 2.000 a 20.000 euro.
E'  punito  con  l'ammenda  fino  a  euro  1.000  euro  chiunque,
essendone obbligato, omette di dare  l'avviso  previsto  nel  secondo
Salva la normativa concernente la dotazione di  armi  alle  Forze
armate ed ai Corpi armati dello Stato, e' consentita la detenzione  e
la raccolta delle armi e dei materiali indicati nel primo comma  allo
Stato e, nell'ambito delle loro competenze,  agli  enti  pubblici  in
relazione all'esercizio di attivita' di carattere storico o culturale
nonche' ai soggetti muniti di autorizzazioni per la fabbricazione  di
armi da guerra o tipo guerra o di munizioni da guerra per esigenze di
studio, di esperimento, di collaudo.
La detenzione di armi comuni da sparo per fini diversi da  quelli
previsti dall'art.  31  del  testo  unico  delle  leggi  di  pubblica
sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773,  e'  consentita
nel numero di tre per le armi comuni da sparo e di sei per le armi di
uso sportivo.  Per  le  armi  da  caccia  resta  valido  il  disposto
dell'articolo 37, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n.  157.  La
detenzione di armi comuni da sparo in misura superiore e' subordinata
al rilascio di apposita licenza di collezione da parte del  questore,
nel limite di un esemplare per ogni modello del  catalogo  nazionale;
il limite di un esemplare per ogni modello non si applica  ai  fucili
da caccia ad anima liscia ed alle repliche di armi ad avancarica
Restano ferme le disposizioni del  testo  unico  delle  leggi  di
pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, per le armi antiche.  Sono
armi antiche quelle ad avancarica e quelle  fabbricate  anteriormente
al 1890. Per le armi antiche, artistiche o rare di importanza storica
di modelli anteriori al 1890 sara' disposto un  apposito  regolamento
da emanarsi di concerto tra il Ministro per l'interno e  il  Ministro
per i beni culturali entro sei  mesi  dall'entrata  in  vigore  della
presente legge. Dette armi non si computano ai fini di cui  al  sesto
La richiesta della licenza al questore deve essere effettuata  da
parte di coloro che gia' detengono armi comuni da sparo in  quantita'
superiori a quelle indicate nel  sesto  comma  entro  il  termine  di
centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
Per la raccolta e la collezione di  armi  di  qualsiasi  tipo  e'
esclusa la detenzione del relativo munizionamento. Il divieto non  si
applica alle raccolte per ragioni di commercio e di industria.
Chiunque non osserva gli obblighi o i divieti di  cui  al  sesto,
ottavo e nono comma e' punito con la reclusione da uno a quattro anni
e con la multa da 1.500 euro a 10.000 euro.»
«Art. 11 (Immatricolazione delle armi comuni da sparo).  -  Sulle
armi prodotte, assemblate o introdotte  nello  Stato,  devono  essere
impressi, in  modo  indelebile,  in  un'area  delimitata  del  fusto,
carcassa o castello o di  una  parte  essenziale  dell'arma,  di  cui
all'art. 1-bis, comma 1,  lettera  c),  del  decreto  legislativo  30
dicembre 1992, n. 527, ed a cura del fabbricante o dell'assemblatore,
il nome, la sigla od  il  marchio  del  fabbricante  o  assemblatore,
l'anno e il Paese o il luogo di fabbricazione  e,  ove  previsto,  il
numero di iscrizione del  prototipo  o  dell'esemplare  nel  catalogo
nazionale, nonche' il numero  di  matricola.  Un  numero  progressivo
deve, altresi', essere impresso sulle canne intercambiabili di  armi.
Il calibro deve essere riportato almeno sulla canna.  Ogni  marcatura
deve essere apposta su una  parte  visibile  dell'arma  o  facilmente
ispezionabile  senza  attrezzi.  Fermo   restando   quanto   previsto
dall'art. 32, nono e decimo  comma,  e'  consentita  la  sostituzione
della parte di arma su cui e'  stata  apposta  la  marcatura  qualora
divenga inservibile, per rottura o usura, previo  versamento  per  la
rottamazione della stessa, a cura dell'interessato,  alla  competente
direzione di artiglieria. L'area dell'arma riservata  alla  marcatura
non puo' recare ulteriori o diversi segni identificativi o distintivi
dell'arma stessa. A cura del Banco nazionale  di  prova  deve  essere
apposta la sigla della Repubblica Italiana e l'indicazione  dell'anno
in cui e' avvenuta l'introduzione dell'arma nel territorio nazionale,
salvo che tali indicazioni siano gia' state apposte  da  altro  Stato
membro dell'Unione europea. L'area dell'arma riservata alla marcatura
dell'arma stessa.
Oltre ai compiti previsti dall'art. 1  della  legge  23  febbraio
1960, n. 186, il Banco Nazionale  di  prova  di  Gardone  Valtrompia,
direttamente o a mezzo delle sue sezioni, accerta che le  armi  o  le
canne presentate rechino le indicazioni prescritte nel primo comma  e
imprime uno speciale  contrassegno  con  l'emblema  della  Repubblica
italiana e la sigla di identificazione del Banco o della  sezione.  I
dati  contenuti  nel  registro  sono  comunicati,  anche   in   forma
telematica,  al  Ministero  dell'interno.  L'operazione  deve  essere
annotata con l'attribuzione di  un  numero  progressivo  in  apposito
registro da tenersi a cura del Banco o della sezione.
Le armi comuni da sparo prodotte all'estero recanti i punzoni  di
prova di uno dei banchi riconosciuti per legge  in  Italia  non  sono
assoggettate  alla  presentazione  al  Banco  di  prova  di   Gardone
Valtrompia quando rechino i  contrassegni  di  cui  al  primo  comma.
Qualora  l'autorita'  di  pubblica   sicurezza,   nell'ambito   delle
attivita' di controllo, abbia motivo di ritenere che le armi  di  cui
al presente comma, introdotte nel territorio dello  Stato  non  siano
corrispondenti al prototipo  o  all'esemplare  iscritto  al  catalogo
nazionale, dispone che il detentore inoltri l'arma  stessa  al  Banco
nazionale di  prova,  che  provvede  alle  verifiche  di  conformita'
secondo le modalita' di cui all'art. 14.
Qualora  manchino  sulle  armi  prodotte   all'estero   i   segni
distintivi di cui al comma precedente, l'importatore  deve  curare  i
necessari adempimenti.
In caso di mancanza anche di  uno  degli  elementi  indicati  nel
primo comma il Banco o la sezione provvede  ad  apporli,  in  base  a
motivata richiesta degli aventi diritto, vistata dall'ufficio  locale
di pubblica sicurezza o in mancanza dal comando  dei  carabinieri.  A
tal fine, in luogo del numero di  matricola  e'  impresso  il  numero
progressivo di iscrizione dell'operazione  nel  registro  di  cui  al
secondo comma.
Le disposizioni di cui al quinto comma si applicano altresi' alle
armi  comuni  da  sparo  ed  alle  canne  intercambiabili   importate
dall'estero.  Si  osservano  a  tal  fine  le  modalita'  di  cui  al
Le norme del presente  articolo  relative  all'apposizione  sulle
armi del numero d'iscrizione nel catalogo nazionale, si  applicano  a
decorrere dalla data indicata nel  decreto  ministeriale  di  cui  al
precedente art. 7, settimo comma n. 1).
Entro il termine di un anno dalla data indicata  nel  decreto  di
cui al precedente comma debbono essere presentate al Banco  nazionale
di prova o alle sue sezioni, ove mancanti del  numero  di  matricola,
per l'apposizione di questo ultimo a norma del quinto comma:
le armi comuni da sparo prodotte nello Stato  o  importate  prima
dell'entrata in vigore della presente legge, con esclusione di quelle
prodotte o importate anteriormente al 1920;
le  armi  portatili  da  fuoco  di  cui  al  precedente  art.   1
appartenenti a privati di cui e' consentita la detenzione.
Per  il  compimento  delle  operazioni  previste   dal   presente
articolo, al Banco nazionale di prova, oltre  al  diritto  fisso,  da
determinarsi secondo le  modalita'  previste  dall'articolo  3  della
citata legge 23 febbraio 1960, n. 186,  e'  concesso  una  tantum  un
contributo straordinario di 270 milioni di lire a carico dello  stato
di previsione della spesa del Ministero dell'industria, del commercio
e dell'artigianato.
All'onere di 270  milioni  si  provvede  mediante  corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 6856 dello stato di
previsione  del  Ministero  del  tesoro  per  l'anno  1980,  all'uopo
utilizzando parte  dell'accantonamento  predisposto  per  il  rinnovo
della convenzione di Lome' .
Il Ministro del tesoro e' autorizzato ad  apportare,  con  propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.»
«Art. 15 (Importazione temporanea di armi comuni da sparo).  -  I
cittadini italiani residenti all'estero, o dimoranti  all'estero  per
ragioni di lavoro, ovvero gli stranieri non residenti in Italia, sono
ammessi all'importazione temporanea, senza la licenza di cui all'art.
31, testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931,  n.
773, di armi comuni  da  sparo,  ad  uso  sportivo  o  di  caccia,  a
condizione che tali armi siano provviste  del  numero  di  matricola,
ovvero per finalita' commerciali  ai  soli  fini  espositivi  durante
fiere, esposizioni e mostre.
Con decreto  del  Ministro  per  l'interno,  di  concerto  con  i
Ministri per gli affari esteri, per le finanze, per  l'agricoltura  e
le foreste, per il commercio con l'estero  e  per  il  turismo  e  lo
spettacolo, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale, sono determinate
le modalita'  per  l'introduzione,  la  detenzione,  il  porto  e  il
trasporto  all'interno  dello  Stato   delle   armi   temporaneamente
importate nonche' il numero delle stesse.
Ai  fini   della   presente   legge   si   considera   temporanea
l'importazione  per  un  periodo  non  eccedente  i  novanta  giorni.
Trascorso tale termine l'interessato e' soggetto agli obblighi di cui
al precedente art. 12.
Chiunque non osserva le disposizioni del decreto ministeriale  di
cui al secondo comma e' punito con la reclusione da  sei  mesi  a  un
anno e con la multa da 4.000 euro a 30.000 euro.»
«Art. 19 (Trasporto di parti di armi).  -  L'obbligo  dell'avviso
previsto rispettivamente dagli articoli 28 e 34 del testo unico delle
leggi di pubblica sicurezza 18  giugno  1931,  n.  773,  deve  essere
osservato anche per il trasporto di singole parti di armi da guerra e
tipo guerra nonche' di canne, carcasse, carrelli, fusti,  tamburi,  e
bascule di armi comuni.
Qualora  il  fatto  non  costituisca  un  piu'  grave  reato,  il
contravventore e' punito con l'arresto non inferiore ad un mese e con
l'ammenda da 250 euro a 1.000 euro se trattasi di parti  di  armi  da
guerra o tipo guerra; con l'arresto sino a tre mesi e  con  l'ammenda
fino a 500 euro se trattasi di parti di armi comuni.
Ai fini del presente articolo non sono da  considerare  parti  di
arma quelle ancora in uno stato  di  semilavorato.  Per  semilavorato
deve intendersi quella parte di arma che, per poter essere assemblata
sull'arma e  garantirne  il  funzionamento,  necessita  di  ulteriori
lavorazioni  meccaniche.  Non   sono   da   considerare   lavorazioni
meccaniche i trattamenti superficiali dei metalli.»
«Art. 20 (Custodia delle armi  e  degli  esplosivi.  Denunzia  di
furto, smarrimento o rinvenimento). - La custodia delle armi  di  cui
ai precedenti articoli 1 e 2 e degli esplosivi deve essere assicurata
con ogni  diligenza  nell'interesse  della  sicurezza  pubblica.  Chi
esercita  professionalmente  attivita'  in  materia  di  armi  o   di
esplosivi o e' autorizzato alla raccolta o alla  collezione  di  armi
deve adottare e mantenere  efficienti  difese  antifurto  secondo  le
modalita' prescritte dall'autorita' di pubblica sicurezza.
Chiunque non osserva le prescrizioni di cui al  precedente  comma
e' punito,  se  il  fatto  non  costituisce  piu'  grave  reato,  con
l'arresto da uno a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 516 .
Dello smarrimento o del furto di armi o di parti  di  esse  o  di
esplosivi di qualunque natura deve essere  fatta  immediata  denunzia
all'ufficio locale di pubblica sicurezza o, se questo manchi, al piu'
vicino comando dei carabinieri.
Il contravventore e' punito con l'ammenda fino a euro 516.
Chiunque  rinvenga  un'arma  o  parti  di  essa  e'   tenuto   ad
effettuarne immediatamente il deposito  presso  l'ufficio  locale  di
pubblica sicurezza o, in mancanza, presso il piu' vicino comando  dei
carabinieri che ne rilasciano apposita ricevuta.
Chiunque  rinvenga  esplosivi  di  qualunque  natura  o  venga  a
conoscenza di depositi o di rinvenimenti di  esplosivi  e'  tenuto  a
darne immediata notizia all'ufficio locale di pubblica  sicurezza  o,
in mancanza, al piu' vicino comando dei carabinieri.
Salva  l'applicazione  delle  sanzioni  previste  dalle   vigenti
disposizioni in materia di detenzione e porto illegale di armi  o  di
esplosivi di  qualunque  natura,  il  contravventore  e'  punito  con
l'arresto fino a sei mesi e con l'ammenda fino a euro 206
Con uno o piu' decreti del Ministro  dell'interno,  da  adottarsi
entro sei mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente
disposizione sono determinate le modalita' ed i termini  di  custodia
delle armi e delle parti di cui al primo comma in relazione al numero
di armi o  parti  di  armi  detenute,  prevedendo  anche  sistemi  di
sicurezza elettronici o di difesa passiva, nonche' le modalita' ed  i
termini  per  assicurare,  anche  con   modalita'   telematiche,   la
tracciabilita' di tutte le armi, delle loro parti e delle  munizioni,
attraverso  l'introduzione  di  meccanismi   di   semplificazione   e
snellimento degli adempimenti previsti.»
«Art. 22 (Locazione e comodato di armi). - Non e'  consentita  la
locazione o il comodato delle armi di cui agli articoli 1 e 2,  salvo
che si tratti di armi per uso scenico, ovvero di  armi  destinate  ad
uso sportivo o di caccia, ovvero che il  conduttore  o  accomodatario
sia munito di autorizzazione per la fabbricazione di armi o munizioni
ed il contratto avvenga per esigenze di studio,  di  esperimento,  di
collaudo. Per armi da fuoco per uso scenico si intendono le armi alle
quali, con semplici accorgimenti tecnici, venga occlusa  parzialmente
la canna al solo scopo di impedire che possa espellere un  proiettile
ed  il  cui  impiego  avvenga  costantemente   sotto   il   controllo
dell'armaiolo che le ha in carico.
E' punito con la reclusione da due ad otto anni e con la multa da
2.000 euro a 20.000  euro  chiunque  da'  o  riceve  in  locazione  o
comodato armi in violazione del divieto di cui al precedente comma.
La pena e' raddoppiata se l'attivita'  di  locazione  o  comodato
delle armi risulta abituale.»
«Art. 23 (Armi clandestine). - Sono considerate clandestine:
1) le armi comuni da sparo non catalogate ai sensi del precedente
art. 7;
2)  le  armi  comuni  e  le  canne  sprovviste  dei  numeri,  dei
contrassegni e delle sigle di cui al precedente art. 11.
E' punito con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da
2.000 euro a 20.000 euro chiunque fabbrica,  introduce  nello  Stato,
esporta, commercia, pone in vendita o altrimenti cede  armi  o  canne
Chiunque detiene armi  o  canne  clandestine  e'  punito  con  la
reclusione da uno a sei anni e con la multa da 1.000  euro  a  15.000
Si applica la pena della reclusione da due a otto anni e  con  la
multa da 2.000 euro a 20.000 euro a chiunque porta in luogo  pubblico
o aperto al pubblico armi o canne  clandestine.  La  stessa  pena  si
applica altresi' a chiunque cancella, contraffa' o altera i numeri di
catalogo o di matricola e gli altri segni distintivi di cui  all'art.
Con  la  sentenza  di  condanna  e'  ordinata  la  revoca   delle
autorizzazioni di polizia in materia di  armi  e  la  confisca  delle
stesse armi.
Non e' punibile ai sensi del presente articolo, per  la  mancanza
dei segni d'identita' prescritti per le armi comuni da sparo chiunque
ne effettua il  trasporto  per  la  presentazione  del  prototipo  al
Ministero dell'interno ai fini dell'iscrizione nel catalogo nazionale
o al Banco nazionale di prova ai sensi del precedente art. 11.»
- Il testo del comma 1, dell'art. 17, della legge 23 agosto 1988,
n. 400 (Disciplina dell'attivita'  di  Governo  e  ordinamento  della
Presidenza del Consiglio dei  Ministri),  pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale del 12 settembre 1988, n. 214, S.O., cosi' recita:
«Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con  decreto  del  Presidente  della
Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri,  sentito
il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro  novanta
giorni  dalla  richiesta,  possono  essere  emanati  regolamenti  per
a) l'esecuzione delle leggi e dei  decreti  legislativi,  nonche'
b) l'attuazione  e  l'integrazione  delle  leggi  e  dei  decreti
legislativi recanti norme di principio,  esclusi  quelli  relativi  a
materie riservate alla competenza regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o  di
atti aventi forza di legge, sempre  che  non  si  tratti  di  materie
comunque riservate alla legge;
d) l'organizzazione ed  il  funzionamento  delle  amministrazioni
- Il regio decreto  6  maggio  1940,  n.  635  (Approvazione  del
regolamento per l'esecuzione del testo unico 18 giugno 1931,  n.  773
delle leggi di pubblica sicurezza),  e'  pubblicato  nel  Supplemento
alla Gazzetta Ufficiale 26 giugno 1940, n. 149.
- Si riporta il testo degli articoli 34 e  35  del  citato  regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773:
«Art. 34 (art. 33  testo  unico  1926).  -  Il  commerciante,  il
fabbricante di armi e  chi  esercita  l'industria  della  riparazione
delle armi  non  puo'  trasportarle  fuori  del  proprio  negozio  od
opificio,  senza  preventivo   avviso   all'autorita'   di   pubblica
L'obbligo dell'avviso spetta anche al privato che, per  qualunque
motivo, deve trasportare armi nell'interno dello Stato.»
«Art. 35 (art.  34  testo  unico  1926).  -  Il  fabbricante,  il
commerciante di armi e chi  esercita  l'industria  della  riparazione
delle armi  e'  obbligato  a  tenere  un  registro  delle  operazioni
giornaliere, nel quale devono essere indicate  le  generalita'  delle
persone con cui le operazioni stesse sono compiute.
Tale registro deve essere esibito a richiesta degli ufficiali  od
agenti di pubblica sicurezza e deve essere conservato per un  periodo
di dieci anni anche dopo la cessazione dell'attivita'.
I commercianti di armi  devono  altresi'  comunicare  mensilmente
all'ufficio di polizia competente per territorio le generalita' delle
persone e delle ditte che hanno acquistato o venduto loro le armi, la
specie e la quantita' delle armi vendute o acquistate e  gli  estremi
dei titoli abilitativi all'acquisto esibiti dagli interessati.
E' vietato vendere o  in  qualsiasi  altro  modo  cedere  armi  a
privati che non siano muniti di permesso di porto  d'armi  ovvero  di
nulla osta all'acquisto rilasciato dal Questore. Il  nulla  osta  non
puo' essere rilasciato a minori; ha la validita' di  un  mese  ed  e'
esente da ogni tributo. La domanda e' redatta in carta libera.
Il Questore puo' subordinare il rilascio del nulla osta,  di  cui
al comma precedente, alla presentazione  di  certificato  del  medico
provinciale, o dell'ufficiale sanitario, o di un medico militare  dal
Il contravventore e' punito con l'arresto da tre mesi ad un  anno
e con l'ammenda non inferiore a euro 129.
L'acquirente o cessionario di armi in violazione delle norme  del
presente articolo e' punito con l'arresto  sino  a  sei  mesi  e  con
l'ammenda sino a euro 129.»
- Per il testo degli articoli 31-bis e 35 del  regio  decreto  18
giugno 1931, n. 773, si veda l'art. 3 del presente decreto.
- Per il testo degli articoli 38, 42, 55 e 57 del  regio  decreto
18 giugno 1931, n. 773, si vedano nelle note all'art. 3.
- Per il testo dell'art. 5 della legge 18 aprile 1975, n. 110, si
veda nelle note all'art. 5.
- Per il testo dell'art 11-bis della legge  18  aprile  1975,  n.
110, si veda nell'art. 5 del presente decreto..
La direttiva 91/477/CEE  «Direttiva  del  Consiglio  relativa  al
controllo  dell'acquisizione  e  della  detenzione   di   armi.»   e'
pubblicata nella G.U.C.E. 13 settembre 1991, n. L 256.
L'art. 13 della legge 11 febbraio 1992,  n.  157  (Norme  per  la
protezione  della  fauna  selvatica  omeoterma  e  per  il   prelievo
venatorio), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 25 febbraio 1992,  n.
46, S.O., cosi' recita:
esigenze venatorie.»
L'art. 97 del citato regio decreto 6 maggio 1940, n.  635,  cosi'
«Art. 97. Possono tenersi in deposito o  trasportarsi  nel  Regno
senza licenza, esplosivi  della  prima  categoria  in  quantita'  non
superiore  a  cinque  chilogrammi  di  peso  netto,  od  artifici  in
quantita' non superiore a  chilogrammi  venticinque  di  peso  lordo,
escluso l'imballaggio, ovvero un numero di millecinquecento  cartucce
da fucile da caccia caricate a  polvere,  nonche'  duecento  cartucce
cariche per pistola o rivoltella, ed un numero illimitato di  bossoli
innescati  e  di  micce  di  sicurezza.  Possono  essere  acquistati,
trasportati  ed  impiegati  senza  licenza,  nonche'  detenuti  senza
obbligo della denuncia di cui all'art. 38 del regio decreto 18 giugno
1931, n. 773, i prodotti esplodenti della categoria  5),  gruppo  D),
fino a 5 kg netti e  della  categoria  5),  gruppo  E,  in  quantita'
Gli  esplosivi  di  cui  al  comma   precedente   devono   essere
condizionati in scatole metalliche regolamentari, oppure in pacchi di
carta,  secondo  le  norme  stabilite  nell'allegato  B  al  presente
Per tenere in deposito o per trasportare  esplosivi  della  prima
categoria  o  cartucce  cariche  in  quantita'  superiore  a   quella
indicata, occorre la licenza del Prefetto ai termini  degli  articoli
50 e 51 della legge.
Agli effetti dell'art. 50 della legge, il Prefetto e' autorizzato
a rilasciare licenza per il deposito e il trasporto  degli  esplosivi
di seconda e terza categoria in  quantita'  non  superiore  a  cinque
chilogrammi per gli esplosivi della  seconda  categoria  e  a  numero
cinquanta detonanti.»
Età pensionabile - Modalità nuova legge - Esonero dal servizio previsto dall’art. 72 del D.L. n. 112 del 2008, convertito il L. n. 133 del 2008. nota Emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della funzione pubblica, Ufficio personale delle pubbliche amministrazioni,Servizio trattamento del personale. indirizzata al Ministero dell'Interno
Esonero dal servizio previsto dall’art. 72 del D.L. n. 112 del 2008, convertito il L. n. 133 del 2008. nota Emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della funzione pubblica, Ufficio personale delle pubbliche amministrazioni,Servizio trattamento del personale. indirizzata al Ministero dell'Interno
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