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Timestamp: 2018-05-25 12:36:12+00:00
Document Index: 3081243

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Sollecitazione a tutti i colleghi ad inviare la procura ad litem per i ricorsi interni entro il 30 novembre 2017 ‹ Unagipa – Unione Nazionale Giudici di Pace
Comunicati / 30 ottobre 2017
Sollecitazione a tutti i colleghi ad inviare la procura ad litem per i ricorsi interni entro il 30 novembre 2017
in questo periodo siamo impegnati a tempo pieno nel mandare avanti ed avviare, in Italia ed in Europa, azioni politiche e giudiziarie a tutela dei diritti della categoria, in collaborazione con un collegio difensivo costituito da alcuni dei più autorevoli e preparati giuristi italiani (avvocati e professori universitari) in materia di diritto del lavoro e diritto comunitario (non è un caso se due avvocati del collegio siano stati invitati dal Parlamento Europeo in qualità di esperti per la seduta in commissione petizioni del 22 novembre sul precariato nel pubblico impiego, ove ci saremo anche noi).
Alcuni risultati li conoscete già: abbiamo tre pregiudiziali dinanzi alla Corte di Giustizia Europea con l’intervento di 900 magistrati (cosa impensabile sino a qualche mese fa), il 22 novembre torneremo in Parlamento Europeo, presso la commissione per le petizioni, e la Commissione Europea ha ripreso a muoversi, valutando assolutamente insoddisfacenti le risposte avute dal Governo italiano, e in particolare la riforma che ci riguarda, da noi fortemente osteggiata con 9 scioperi consecutivi.
La strada da percorrere è ancora lunga ma noi, grazie al sostegno, sinora gratuito e appassionato, del collegio difensivo, abbiamo intenzione di intensificare le azioni di tutela dei vostri diritti:
Sta per partire il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo avverso la sentenza delle sezioni unite della Cassazione che ci ha negato persino lo status di lavoratori in una causa nella quale l’Unagipa era parte, ricorso curato e predisposto dal collegio difensivo;
Stiamo predisponendo assieme all’Angdp, sempre a cura del nostro collegio difensivo in collaborazione con i loro legali, un nuovo reclamo al Comitato Europeo dei Diritti Sociali ove lamenteremo l’inottemperanza del Governo italiano alla decisione del 5 luglio 2016, pubblicata il 16 novembre 2016, che lo impegnava a riconoscerci gli stessi diritti previdenziali ed assistenziali dei magistrati di carriera;
Sempre in collaborazione con il collegio difensivo, stiamo già predisponendo questioni di illegittimità costituzionale della riforma, che faremo valere in sede di impugnativa dinanzi al TAR Lazio degli imminenti regolamenti attuativi della riforma (decreti ministeriali, circolari e delibere del CSM…). Superfluo rammentarvi che l’impugnativa diretta del decreto legislativo 116/2017 , in quanto fonte normativa parificata alla legge, non è in alcun modo ammessa, né in Italia, né dinanzi alla CGUE (ove si può accedere solo tramite il rinvio pregiudiziale del giudice interno).
Stiamo, alfine, avviando azioni giudiziarie collettive per gruppi omogenei, dinanzi ai tribunali italiani del lavoro territorialmente competenti, per chiedere la stabilizzazione del nostro rapporto e, in ogni caso, il riconoscimento dei nostri diritti economici e previdenziali per il passato, il presente, ed il futuro, in osservanza delle vincolanti direttive comunitarie sul lavoro, della sentenza O’Brien, del pari vincolante anche per i giudici italiani, della decisione a noi favorevole della Commissione Europea in sede di definizione del cd. EU Pilot (procedura preliminare di infrazione), della richiamata decisione del Comitato Europeo dei Diritti Sociali (decisioni quest’ultime anch’esse vincolanti ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione).
Con particolare riguardo a quest’ultimo punto, solleveremo nei ricorsi italiani sia ulteriori pregiudiziali dinanzi alla Corte di Giustizia Europea, sia questioni di illegittimità costituzionale della riforma (legge 57/2016 e decreto legislativo 116/2017), al fine di far cancellare quelle disposizioni altamente lesive dei nostri diritti e del principio di indipendenza del giudice.
Avremo, altresì cura, scaglionando secondo i giusti tempi i ricorsi e tenuto conto delle differenti realtà locali, che le cause dinanzi ai tribunali del lavoro non possano essere decise prima che la Corte di Giustizia Europea si sia pronunciata sulla pregiudiziale Di Girolamo (alla quale verranno riunite le successive due pregiudiziali del Giudice di Pace di Roma, con i relativi interventi di oltre 900 magistrati).
In tal senso, come vi abbiamo già ampiamente relazionato, abbiamo stipulato con il collegio difensivo una convenzione a condizioni economiche particolarmente favorevoli, aperta anche ai colleghi non iscritti ed agli amici got e vpo, ma che sarà efficace solo per i mandati professionali pervenuti al collegio entro e non oltre il 30 novembre 2017.
E’ pertanto essenziale, entro tale data (30 novembre 2017), far pervenire al collegio difensivo l’allegata procura ad litem, consegnandola, compilata in ogni sua parte, ai nostri rappresentanti locali, ovvero inviandola, in originale, per posta raccomandata a: STUDIO LEGALE GALLEANO, VIA GERMANICO 172, 00192 ROMA, unitamente a ricevuta del bonifico bancario di Euro 500,00 + CPA (4%, pari ad Euro 20,00) + IVA (22%, pari ad Euro 114,40) per un totale di Euro 634,40, quindi comprensivi di Iva e Cpa, da effettuarsi sul seguente c/c: IBAN IT67 A 05696 03227 000004222X75, intestato a Galleano, Caruso, De Michele, Fontana, Giubboni.
A quel punto riceverete presso il recapito mail comunicato al collegio (per contatti diretti scrivete a milano@studiogalleano.it), una e-mail che vi confermerà l’apertura della vostra pratica e, tramite dropbox (un programma di condivisione cartelle semplicissimo da usare), avrete accesso permanente alla vostra pratica e potrete inserire personalmente la restante documentazione necessaria per i ricorsi.
I ricorsi, una volta redatti, verranno parimenti inseriti nella cartella condivisa al fine di prenderne visione, fare i vostri rilievi e chiedere eventuali integrazioni o modifiche. I ricorsi verranno alfine notificati solo dopo che avrete dato il vostro assenso.
In particolare, la raccolta dei documenti personali, statistici e fiscali, ed il loro invio (possibilmente tramite dropbox, secondo le modalità spiegate), potrà avvenire in un secondo momento (ma comunque entro tempi ragionevoli, in modo da non pregiudicare i vostri colleghi locali che faranno i ricorsi collettivi in quel foro assieme a voi).
E’, quindi, in primo luogo essenziale che il conferimento dell’incarico avvenga entro il 30 novembre 2017, tramite consegna della procura ad litem; successivamente la convenzione Unagipa perderà efficacia ed il collegio difensivo applicherà le normali tariffe forensi, ben più esose delle condizioni proposte nella convenzione.
Per ogni ulteriore dettaglio vi segnaliamo l’articolo che segue e vi invitiamo a leggere bene i documenti ivi allegati
Avviare immediatamente le azioni giudiziarie in Italia è fondamentale: centinaia di ricorsi giudiziari non passano inosservati, né in Italia, né in Europa, e rafforzano le nostre legittime e fondate istanze, in particolare dinanzi alla Corte di Giustizia Europea che, già in sede di osservazioni scritte, e poi in sede di discussione orale, verrà debitamente informata della presenza di un considerevole contenzioso giudiziario in Italia proprio sulle questioni pregiudiziali prospettate dal Giudice di Pace di L’Aquila.
Aggiungete che la pendenza di centinaia di ricorsi assumerà un’importanza strategica fondamentale allorquando verrà pubblicata la sentenza della Corte di Giustizia che, noi ne siamo certi, sarà favorevole, in linea con la sentenza O’Brien e con le tante decisioni della CGUE sul precariato pubblico, con particolare riferimento al divieto di abuso di rapporti a termine ed al principio di non discriminazione nel trattamento economico e previdenziale del lavoratore a termine; a quel punto il Governo italiano si troverà nella posizione di dover fare una scelta: o predisporre una manovra di stabilità ad hoc, per garantire la copertura degli esosi risarcimenti ai quali sarà condannata (quantificabili nella loro totalità in miliardi di euro), ovvero procedere alla stabilizzazione dei giudici di pace e dei magistrati onorari in servizio da un considerevole lasso di tempo (e noi giudici di pace siamo tutti in servizio da 15 anni ed oltre) seguendo la linea dettata dal Consiglio di Stato e già sperimentata dal Legislatore con la legge 217 del 1974, che superò positivamente il vaglio della Corte Costituzionale e prevedeva la permanenza in servizio sino all’età pensionabile dei vice pretori onorari con un trattamento economico e previdenziale parificato ai magistrati di Tribunale.
Insomma abbiamo tantissime ragioni per avviare immediatamente le azioni giudiziarie interne che, si ribadisce, terranno conto delle diverse situazioni locali (vi garantiamo sin d’ora che nessun tribunale si pronuncerà nel merito prima della sentenza della Corte di Giustizia Europea), e tratteranno non solo le questioni dirimenti e vincolanti di diritto comunitario, ma anche le questioni interne di manifesta illegittimità costituzionale della normativa vigente e previgente.
Noi contiamo nella vostra mobilitazione di massa.