Source: http://www.arpa.piemonte.gov.it/trasparenza/pagamenti-dellamministrazione-1/pagamenti-dellamministrazione
Timestamp: 2017-06-27 10:33:10+00:00
Document Index: 82856974

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 31']

Indicatore dei tempi medi di pagamento — Arpa Piemonte
L'Agenzia sta effettuando l'emissione dei mandati relativi alle fatture emesse nel mese di MAGGIO 2017 che risultano regolarmente liquidate.
Indicatore annuale di tempestività dei pagamenti:Il tempo medio effettivo per l’anno 2016 è di 55 giorni.Il tempo medio effettivo per l’anno 2015 è di 81 giorni.
Prospetto ai sensi art. 41 comma 1 DL 66-2014 / anno 2015 - anno 2016 (come da DDG 131 del 30/12/2016)
Indicatori trimestrali di tempestività dei pagamenti anno 2016 - anno 2017
Applicazione ad Arpa Piemonte delle norme relative al c.d. “Split Payment“ (art. 17 ter. D.P.R 633/72) in seguito all’adozione del D.L. n. 50/2017 del 24 aprile 2017
A seguito della previsione dell’art. 1 D.L. 50/2017, e salvo modifiche normative che dovessero intervenire in fase di conversione del decreto in legge, viene esteso anche ad Arpa Piemonte il meccanismo impositivo del così detto “split payment”, previsto all’art. 1 comma 629 della legge di stabilità 2015.
Il meccanismo dello “split payment” sarà un obbligo per le fatture emesse con data uguale o successiva al 01/07/2017 da parte di tutte le categorie di fornitori nazionali di beni e servizi soggetti ad Iva; ne consegue quindi che, contrariamente a quanto avviene tuttora, non potranno essere accettate fatture che non prevedano la suddetta modalità di addebito dell’IVA.
In sostanza, in relazione agli acquisti di beni e servizi effettuati, l’IVA addebitata dal fornitore nelle relative fatture dovrà essere versata dall’Amministrazione acquirente direttamente all’erario, anziché allo stesso fornitore, scindendo quindi il pagamento del corrispettivo dal pagamento della relativa imposta.
Pertanto, le fatture ricevute da questo Ente dovranno riportare l’annotazione “scissione pagamenti” e/o il riferimento all’applicazione dell’art. 17-ter, D.P.R. n. 633/1972.
In mancanza di tali riferimenti saranno restituite al fornitore per la riemissione in forma corretta.
Rimane invariata la modalità di trasmissione delle fatture elettroniche e il codice univoco ufficio al quale dovranno essere indirizzate: UFUD7K.
La scissione dei pagamenti riguarda le operazioni documentate mediante fattura soggetta ad Iva, emessa da tutti i fornitori, ai sensi dell’art. 21 del DPR n. 633 del 1972.
Casi di esclusione dall’applicazione dello “Split Payment”
Ai sensi di quanto previsto dall’art. 6, comma 6, del Decreto MEF n. 55 del 3 aprile 2013, così come modificato dall’art. 25 del Decreto Legge 66 del 24 aprile 2014 (convertito nella Legge n. 89 del 23 giugno 2014), A DECORRERE DAL 31 MARZO 2015 questa Agenzia non potrà accettare fatture che non siano trasmesse in formato elettronico, tramite il Sistema di Interscambio (SdI) e né altresì potrà effettuare il pagamento delle stesse.
L’art. 3, comma 1, del citato DM 55/2013 prevede che ogni amministrazione individui il proprio ufficio predisposto al ricevimento delle fatture elettroniche, inserendolo nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (I.P.A.), che gli rilascerà un codice univoco ufficio. Tale codice è un’informazione obbligatoria della fattura elettronica (insieme al CIG) poiché consente al Sistema di Interscambio di recapitare la fattura elettronica all’ufficio destinatario.
Ciò premesso si comunica che il codice univoco ufficio al quale dovranno essere indirizzate le fatture elettroniche, è il seguente: UFUD7K.
Chiarimenti in materia di Split Payment
Con riferimento alle modalità di versamento dell’IVA, tenuto conto della norma introdotta dalla Legge di stabilità 2015 – art. 17 ter. D.P.R 633/72 -, è da ritenersi che tale disposizione, il cd. split payment, non sia al momento applicabile ad Arpa Piemonte, per la quale continua ad applicarsi la previgente normativa IVA.
La nuova formulazione prevede infatti che “ Per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di Stato, organi dello Stato (anche con personalità giuridica), enti pubblici territoriali e consorzi tra essi costituiti ai sensi dell’art. 31 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, Camere di Commercio, Istituti universitari, Asl, enti ospedalieri, enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, enti pubblici di assistenza e beneficienza, enti previdenziali, per i quali i cessionari o committenti non siano debitori d’imposta, l’iva deve essere versata dagli stessi secondo modalità che saranno stabilite con apposito decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze”.
E’ evidente come tale formulazione per la parte inerente i soggetti destinatari della norma, abbia natura prescrittiva e non estendibile ad altri soggetti, con conseguente esclusione delle Pubbliche Amministrazioni non ricomprese in tale dettato normativo dall’ambito di applicazione della norma medesima (nel caso specifico Arpa).
Ultimo aggiornamento 15/06/2017