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Timestamp: 2020-08-03 18:56:27+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 24903 del 06/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24903 del 06/12/2016
Cassazione civile sez. trib., 06/12/2016, (ud. 06/10/2016, dep. 06/12/2016), n.24903
sul ricorso 2808/2012 proposto da:
avverso la sentenza n. 78/2011 del TRIBUNALE di VIBO VALENTIA,
1. Con sentenza 78/2011 depositata il 26/01/2011, la Quinta sezione civile del Tribunale di Vibo Valentia accoglieva l’opposizione proposta da P.S. e, accertata l’illegittimità dell’iscrizione ipotecaria eseguita dalla E.T.R. s.p.a. sui beni immobili di proprietà del predetto con nota del 19/08/2005, ne disponeva la cancellazione; rigettava, nel resto, la domanda di risarcimento dei danni.
La sentenza impugnata, premesso che la controversia era stata introdotta prima dell’emanazione del D.L. n. 223 del 2006, convertito con modifiche nella L. n. 248 del 2006, dopo aver rigettato l’eccezione di incompetenza territoriale e di incompetenza per materia, ha disatteso il primo motivo di opposizione concernente l’omessa notifica delle cartelle esattoriali – ed ha accolto il motivo concernente la mancata preventiva intimazione di pagamento di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2, nonchè il motivo concernente l’eccessività del valore dei beni ipotecati rispetto al credito presunto, affermando che l’iscrizione ipotecaria è atto preordinato all’espropriazione forzata e, come tale, soggetta all’applicazione non solo del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77, ma anche dei precetti di cui agli artt. 49 e segg. del citato D.P.R., con la conseguenza che, qualora sia decorso più di un anno dalla notificazione della cartella, l’espropriazione potrà essere avviata e l’iscrizione ipotecaria potrà essere disposta solo dopo la notifica dell’intimazione di pagamento di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2. Nel caso di specie difettava, in relazione alle cartelle esattoriali notificate tra il 18/04/1996 ed il 24/07/2004, l’invio dell’intimazione di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2, mentre, in relazione alle cartelle notificate il 18/10/2004 ed il 22/11/2004, il credito non superava la somma di 8.000,00 Euro, di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 76, con conseguente illegittimità dell’iscrizione ipotecaria.
3. Avverso tale sentenza l’Equitalia Sud s.p.a., incorporante l’Equitalia E.T.R. s.p.a., propone ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo.
1. Con il motivo di ricorso l’Equitalia Sud s.p.a. lamenta violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 50 e 77, rilevando che il tenore del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2, è riferito al solo inizio dell’espropriazione e non a qualsiasi atto collegato o funzionale alla stessa, mentre l’art. 77 del citato Decreto, che prevede la possibilità di iscrivere ipoteca sui beni immobili del debitore, fa riferimento al solo comma 1 dell’art. 50, e non anche al comma 2, per cui se il legislatore avesse inteso estendere l’obbligatoria notifica dell’intimazione anche all’iscrizione ipotecaria, decorso un anno dalla notifica della cartella, lo avrebbe espressamente previsto; ciò, peraltro, risulterebbe anche dall’interpretazione sistematica delle norme di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 49, che disciplina gli strumenti della riscossione coattiva, il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, che ha escluso a natura esecutiva dell’ipoteca, l’art. 491 c.p.c., secondo cui la procedura esecutiva ha inizio con il pignoramento; ne conseguirebbe che l’estensione analogica dell’obbligo di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2, come ritenuto in sentenza, non sarebbe condivisibile, anche alla luce delle Sez. U. che, con ordinanza 7034/2009, hanno affermato che l’iscrizione di ipoteca è provvedimento preordinato all’espropriazione forzata, ma precedente e distinto da essa; si rileva, inoltre, come il D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, sarebbe norma posta a tutela del debitore, mentre quella di cui all’art. 77 dello stesso D.P.R. sarebbe norma a tutela della riscossione, per cui proprio tale funzione di garanzia sarebbe compromessa seguendo il ragionamento della sentenza impugnata, poichè si consentirebbe al debitore, con l’intimazione, di liberarsi dei suoi beni immobili.
Tuttavia, hanno affermato le Sezioni Unite, l’inapplicabilità all’iscrizione ipotecaria della previsione di cui all’art. 50, comma 2, del citato Decreto, non significa che l’iscrizione ipotecaria possa essere eseguita senza che la stessa debba essere oggetto di alcuna comunicazione al contribuente; proprio in quanto atto impugnabile innanzi al giudice tributario, essa presuppone una specifica comunicazione al contribuente: sia ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 21 – secondo cui gli atti impugnabili, elencati nell’art. 19 del medesimo decreto, tra cui va annoverata anche l’iscrizione ipotecaria, debbano essere impugnati entro sessanta giorni dalla relativa notificazione – sia in base alla L. n. 241 del 1990, art. 21 – che prevede un obbligo generalizzato di comunicazione dei provvedimenti limitativi della sfera giuridica dei destinatari; l’art. 6 dello Statuto del contribuente, a sua volta, prevede che debba essere garantita l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati.
Tanto premesso, e considerato che, nel caso in esame, risulti incontestata l’omessa attivazione del contraddittorio endoprocedimentale, nulla essendo stato comunicato preventivamente al contribuente rispetto all’iscrizione ipotecaria effettuata, la stessa è stata dichiarata illegittima dalla sentenza impugnata in coerenza con i descritti principi.
Ne deriva, pertanto, il rigetto del ricorso.