Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-31169-del-03-12-2018
Timestamp: 2020-08-05 22:50:04+00:00
Document Index: 85369233

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 31169 del 03/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31169 del 03/12/2018
Cassazione civile sez. VI, 03/12/2018, (ud. 23/10/2018, dep. 03/12/2018), n.31169
sul ricorso 20248-2017 proposto da:
avverso la sentenza n. 303/22/2017 della Commissione tributaria
1. Con la sentenza in epigrafe indicata la CTR della Puglia – sezione staccata di Lecce – ha rigettato l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di S.E. avverso la sentenza della CTP di Lecce, che aveva accolto il ricorso proposto dalla predetta contribuente avverso l’avviso di accertamento con il quale l’allora Agenzia del Territorio, all’esito del procedimento sulla revisione del classamento delle unità immobiliari site in microzone comunali per le quali si era rilevato un significativo scostamento tra il rapporto: valore medio di mercato/valore medio catastale della singola microzona e l’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali, in applicazione della della L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, aveva notificato alla contribuente la rideterminazione della classe di merito e della rendita catastale.
2. Con il secondo motivo l’Agenzia delle Entrate denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1,comma 335 e della L. n. 212 del 2000, art. 7, (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), assumendo che la CTR avrebbe omesso di considerare che la norma in questione sarebbe stata volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni fiscali all’interno di uno stesso Comune, così consentendo la revisione massiva dei classamenti degli immobili ivi ubicati; sarebbe dunque incorsa in errore di diritto la sentenza impugnata nella parte in cui, ai fini del soddisfacimento dell’obbligo motivazionale dell’avviso di accertamento impugnato, come imposto dalla disposizione statutaria, pure censurata, aveva ritenuto necessario che gli atti dovessero pur sempre tener conto dei fattori edilizio-posizionali propri dell’unità immobiliare.
Nella specie mancano proprio quei dati primigeni ed essenziali del peculiare procedimento valutativo delineato dal comma 335 e dalle fonti normative integrative, apprestandosi da parte del fisco un compendio motivazionale affidato a formule stereotipate e di stile, se non meramente riproduttive di precetti normativi. Il che dà luogo a una motivazione sostanzialmente figurativa e praticamente apparente, che, nel caso specifico, non può nemmeno essere etero-integrata con riferimento ad elementi resi comunque disponibili ovvero conoscibili (L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 3, comma 3), attesa la laconicità della presupposta Det. direttoriale del 28 novembre 2010 (G.U., n.286 del 07/12/2010; v. art. 1, comma 361, della legge finanziaria 2008). Il vizio motivazionale dell’atto impugnato è, dunque, genetico e di per se stesso di gravità tale da invalidarlo nella sua interezza.