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Timestamp: 2018-12-15 12:02:45+00:00
Document Index: 21014987

Matched Legal Cases: ['art. 97', 'art. 97', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 97', 'art. 1', 'art. 45', 'sentenza ', 'art. 3']

Il reclutamento delle risorse umane nelle società pubbliche | Liberamente Enna
Pubblicato il Marzo 11th, 2009 Max 75 commenti
La pubblica amministrazione nel D.Lgs n. 165/2001 e nell’ordinamento comunitario
Le nuove formule di esercizio di funzioni pubbliche e di gestione di servizi pubblici locali a seguito della privatizzazione della pubblica amministrazione non potevano non generare dubbi in ordine alle modalità di reclutamento del personale dipendente. Apparentemente infatti, se le procedure di assunzione sono chiare per la pubblica amministrazione, stessa cosa non può dirsi per le società pubbliche, cioè per quegli enti la cui natura giuridica è formalmente ancorata alle disposizioni del diritto civile. Secondo quando previsto dall’art. 97, 3° comma, della Costituzione, “Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”. Il principio è stato più volte ribadito dalla Corte Costituzionale secondo cui “Il concorso pubblico – quale meccanismo imparziale di selezione tecnica e neutrale dei più capaci sulla base del criterio del merito – costituisce la forma generale e ordinaria di reclutamento per le pubbliche amministrazioni. Esso è posto a presidio delle esigenze di imparzialità e di efficienza dell’azione amministrativa. Le eccezioni a tale regola consentite dall’art. 97 Cost., purché disposte con legge, debbono rispondere a «peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico» (sentenza n. 81 del 2006). Altrimenti la deroga si risolverebbe in un privilegio a favore di categorie più o meno ampie di persone (sentenza n. 205 del 2006). Perché sia assicurata la generalità della regola del concorso pubblico disposta dall’art. 97 Cost., l’area delle eccezioni va, pertanto, delimitata in modo rigoroso”[1].
E’ di questi giorni un pronunciamento del Tribunale di Patti secondo cui “Deve ritenersi che l’ATO ME1 s.p.a., sebbene formalmente abbia veste privata, sia nella sostanza un ente pubblico e non possa quindi essere assoggettata a fallimento, ex art. 1, comma 1 L.F..“[19]. Tale ordinanza andrà sicuramente in soccorso delle citate indagini avviate da diverse Procure della Repubblica e da diverse Procure della Corte dei Conti in merito alle “assunzioni facili” promosse, ad esempio, dalle società d’ambito che gestiscono la raccolta ed il trattamento dei rifiuti in Sicilia.
E’ seguito il legislatore siciliano che all’art. 45, 2° comma, della L.r.
n. 2/2007 così sancisce:
“Le società e le autorità d’ambito assumono nuovo personale solo
attraverso procedure di evidenza pubblica”.
24 responses to “Il reclutamento delle risorse umane nelle società pubbliche”
Max Settembre 21st, 2011 alle 15:03
Non ho però capito se lei è stato assunto dal Comune o dalla società mista.
Max Settembre 21st, 2011 alle 15:05
Non ho però capito se lei è stato assunto originariamente dal Comune o dalla società mista.
Roberto Settembre 21st, 2011 alle 21:21
Io sono stato assunto dalla Società mista. Assunzione diretta dopo un periodo di prova.
Secondo Lei ci sono margini per poter pretendere l’assorbimento? O se lei conosce altre strade per far valere i propri diritti.
Grazie mille per la disponibilità e la tempestività con la quale mi ha risposto.
Max Settembre 22nd, 2011 alle 07:20
No, in questo caso è veramente impossibile essere riassorbiti dal Comune che ha deciso di reinternalizzare il servizio. La strada è quella politica e sindacale, poichè si è in presenza di posti di lavoro che, verosimilmente, andranno persi.
Roberto Settembre 22nd, 2011 alle 14:01
Ho capito!Purtroppo non ci sono vie di uscita. Da cassa integrato posso procedere con qualche azione legale per tutelarmi?Nel senso:
Secondo Lei è mai possibile che l’Azienda composta da 30 impiegati e 250 tra addetti ai servizi ed Operatori ecologici a seguito della revoca del servizio bollettazione metta in mobilità direttamente gli impiegati di quell’ufficio senza prendere in considerazione tutto il personale in forza. A me non hanno proposto ricollocazione di nessun tipo ma si può fare?
Io la ringrazio di cuore
Max Settembre 22nd, 2011 alle 17:45
La gestione dell’eccedenza del personale va gestita unitamente alle organizzazioni sindacali. Esiste giurisprudenza della Cassazione che ha sanzionato comportamenti unilaterali del datore di lavoro che non si è neanche posto il problema della riallocazione del personale in esubero in altre reparti della medesima azienda. Bisognerebbe conoscere la posizione delle Organizzazioni sindacali sull’argomento che, obligatoriamente, sono state chiamate in sede di Ufficio provinciale del lavoro.
Roberto Settembre 23rd, 2011 alle 13:55
Maria Ottobre 4th, 2011 alle 16:15
Salve, in passato le avevo posto alcuni quesiti circa la sorte del personale dipendente di una Srl a totale partecipazione pubblica – regolamente assunto con forme di evidenza pubblica – in caso di scioglimento della società e, purtroppo, sia lei che altre figure professionali mi avevano fatto intuire che non ci sono opportunità di essere mobilitati nei ranghi comunali. Ora desieravo sapere se alla luce dell’articolo 4, comma 1 della Legge Regionale Sicilia n. 7 dell’11 maggio 2011 (pubblicata sul Supplemento ordinario n. 1 alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana (p. I) n. 21 del 13 maggio 2011) ci sono delle variazioni in merito. Preciso che purtroppo la nostra società non ha mai gestito servizi comunali ma si occupa della gestione di uno Sportello Imprese per fornire informazioni sugli strumenti di finanza agevolata e sulle varie modalità di accesso al credito oltre che individuare tutti i bandi e gli avvisi che vangono pubblicati a livello nazionale, comunitario e regionale.
Può consultare la Gazzetta dal seguente link:
Tale L.R. richiama alcuni articoli della finanziaria 2008 – la LEGGE 24 Dicembre 2007, n. 244 che può consultare da questo link: http://gazzette.comune.jesi.an.it/2007/300/leggefinanziaria2008.pdf
Probabilmente spero ancora che tutti quei dipendenti di società partecipate – assunti a tempo indeterminato con forme di evidenza pubblica – che da oltre 10 anni prestano il loro lavoro con professionalità e passione, possano in qualche modo avere un pò di serenità perchè mi fa rabbia quando sento parlare di stabilizzazione di precari che molto probabilmente verranno assunti da Enti pubblici senza aver sostenuto e vinto alcun concorso…e noi non abbiamo nessun diritto!!!
Max Ottobre 4th, 2011 alle 21:33
No, la L.r. di cui parla si limita solamente ad introdurre nell’ordinamento siciliano quanto già previsto in quello statale. Cioè l’obbligo per gli enti locali di cedere le quote di partecipazione detenute in strutture che erogano servizi in ambiti di competenza non strettamente connesse alle attività istituzionali degli enti affidatari. Registro però un’apertura interessante, e compatibile con il suo auspicio, fatta dalla Corte dei Conti della Lombardia di cui le indico il relativo link:
http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/lombardia/pareri/2009/delibera_987_2009.pdf
Maria Ottobre 19th, 2011 alle 09:15
La ringrazio per la tempestiva risposta. Avevo già letto questo parere ma il problema principale è che rimane un semplice “parere” e come tale non penso abbia molto valore. Se un domani dovessero chiudere la ns. società non so quanta importanza possa avere questa sentenza della Corte dei Conti della Lombardia. Penso anche che la legislazione prima o poi dovrà affrontare questo problema perchè l’Italia è piena di società partecipate.
Antonio Gennaio 26th, 2012 alle 12:27
Nel 2007 sono stato assunto a tempo indeterminato da una consorzio “pubblico-privato”. Detto consorzio è stato poi acquisito totalmente dal socio pubblico e, a seguito di modifica statutaria, è diventato una società in house – 100% pubblica sottoposta a controllo analogo – a novembre 2007.
Il mio rapporto di lavoro non è stato mai interrotto e dal gennaio 2008, a seguito di deliberazione di assemblea che disponeva di aderire al CCNL metalmeccanici PMI, il mio contratto è stato ri-stipulato ed adeguato al CCNL di categoria.
Quale è lo status del mio rapporto di lavoro?
Sono assimilabile ad un pubblico dipendente?
Max Gennaio 26th, 2012 alle 16:07
1) Il suo contratto di lavoro fa riferimento al CCNL da lei medesimo citato e come tale non è equiparabile al Contratto di lavoro che regola il pubblico impiego. In sostanza pur essendo il suo datore di lavoro un ente sostanzialmente pubblico è pur sempre una s.p.a. di diritto privato che applica, in materia di rapporto di lavoro, il corrispondente CCNL di categoria.
CRISTINA Ottobre 26th, 2012 alle 22:34
Buongiorno, ho lavorato per 3 anni come sanitaria in un ente privato con natura giuridica pubblica (dopo chiamata diretta). Siccome i contratti stipulati non recavano il nominativo della persona in maternita’ da me sostituita, vorrei cortesemente sapere se e’ possibile impugnare il contratto a t. determinato per nullita’, facendo riferimento al diritto privato oppure no. E se non e’ possibile, vorrei sapere se le assunzioni dirette si potevano fare o se si doveva accedere con concorso pubblico. La ringrazio infinitamente.
Max Ottobre 27th, 2012 alle 10:06
Prima di rispondere ho bisogno di sapere con certezza la natura giuridica dell’ente datore di lavoro. Lei parla di ente privato con natura giuridica pubblica. Trattasi di una s.p.a. pubblica, di una fondazione pubblica o cosa?
Maria Settembre 17th, 2013 alle 11:44
Salve, mi chiamo Maria e in passato ho scritto qualche post. In sintesi io sono stata assunta da una società (adesso a totale partecipazione pubblica) tramite avviso di selezione del personale per titoli ed esami. Attualmente ho un contratto part-time a tempo indeterminato settore terziario. La nostra società gestisce uno sportello europa ed è a totale servizio dell’amministrazione comunale. Recentemente il Consiglio comunale ha deliberato lo scioglimento della nostra società. Ho letto recentemente che nel “pacchetto D’Alia” è possibile la mobilità del personale delle partecipate. Vorrei capire se la nostra posizione potrebbe rientrare nelle disposizioni del Ministro. Saluti.
Max Settembre 17th, 2013 alle 15:46
La mobilità a cui fa riferimento il d.l. n. 101/2013 è realizzabile tra le società e non anche tra queste e la Pubblica Amministrazione controllante. Il suo caso come già evidenziato in passato può trovare uno spiraglio nelle pieghe dei principi statuiti dalla Corte dei Conti in tema di reinternalizzazione del servizio. Le segnalo il parere della Corte dei Conti http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/lombardia/pareri/2009/delibera_987_2009.pdf e
Maria Settembre 30th, 2013 alle 08:51
Salve, ogni tanto mi permetto di disturbarla abusando della sua disponibilità… Volevo comunicarle che il Sindaco della ns. Città ha detto che “non vuole prendersi nessuna responsabilità” quindi non vuole neanche provare la strada della mobilità che già per noi sarebbe un grandissimo aiuto. Le chiedo quali sono i requisiti per accedere a tale diritto e se questo passaggio può avvenire presso società partecipate anche di altri organismi pubblici, cioè se possiamo transitare presso società partecipate, ad esempio, di un altro Comune…visto che il nostro ci ha abbandonati… La ringrazio anticipatamente.
Massimo Greco Settembre 30th, 2013 alle 21:28
Se il Comune non vuole saperne nulla è un problema, soprattutto in presenza di un servizio non essenziale. Tuttavia l’ipotesi della mobilità verso altre società a partecipazione pubblica è oggi percorribile proprio a seguito dell’entrata in vigore del d.l. n. 101/2013. Dovreste intraprendere dei percorsi con le organizzazioni sindacali di categoria.
Maria Settembre 30th, 2013 alle 22:09
E’ sicuramente la strada che intendiamo percorrere! Cercheremo di tutelarci in ogni modo. Anche perchè hanno deliberato lo scioglimento della società…solo x beghe politiche tra opposizione e il Sindaco!!!!
Maria Ottobre 1st, 2013 alle 09:02
Un’altra informazione. Visto che lei è competente della materia, desideravo sapere dove ha lo studio. Saluti.
Maria Ottobre 1st, 2013 alle 12:10
Ho un’altra domanda da farle. Visto che in passato abbiamo gestito un programma di iniziativa comunitaria denominato “Leader”, per il quale abbiamo anche svolto attività di monitoraggio degli interventi “fisico e procedurale”, tramite l’uso del software fornito dalla Regione siciliana, mi chiedevo se possiamo rientrare nella casistica prevista dall’articolo 7, comma 6-quater del D.Lgs 165/2001, attraverso la quale le Amministrazioni Pubbliche possono conferire incarichi individuali.
Presumo che, qual’ora rientrassimo in questo caso, sia a discrezione dell’Amministrazione decidere di affidarci o meno un incarico.
Massimo Greco Ottobre 1st, 2013 alle 16:57
In presenza dei presupposti finanziari (rispetto dei parametri del patto di stabilità ecc…) e amministrativi (esigenze temporanee ed eccezionali, assenza di adeguate figure in dotazione organica) il Comune può avvalersi di professionalità esterne per raggiungere finalità istituzionali utilizzando la norma di cui lei parla. Ovviamente deve essere volontà del Sindaco attivare siffatte tipologie di contratti di collaborazione a progetto. N.B. Attualmente svolgo attività di consulenza a Enna in Via Roma n. 414/416.
Maria Ottobre 2nd, 2013 alle 09:12
La mobilità prevista dal Decreto 101/2013 è riservata a personale che gestisce servizi pubblici essenziali? Inoltre, è un diritto che possiamo far valere nostante il Sindaco non vuole sostenerci?
Massimo Greco Ottobre 2nd, 2013 alle 16:26
Ecco cosa recita l’art. 3 del d.l. n. 102/2013:
(Misure urgenti in materia di mobilita’ nel pubblico impiego e nelle societa’ partecipate)
1. Per sopperire alle gravi carenze di personale degli uffici giudiziari, al personale dirigenziale e non dirigenziale delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, che presentano situazioni di soprannumerarieta’ o di eccedenza rispetto alle loro dotazioni organiche ridotte, e’ consentito, sino al 31 dicembre 2014, il passaggio diretto a domanda presso il Ministero della giustizia per ricoprire i posti vacanti del personale amministrativo operante presso i predetti uffici giudiziari con inquadramento nella qualifica corrispondente. Il passaggio avviene mediante cessione del contratto di lavoro e previa selezione secondo criteri prefissati dallo stesso Ministero della giustizia in apposito bando. Al personale trasferito si applica l’articolo 2, comma 11, lettera d), terzo e quarto periodo del predetto decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95.
2. Le societa’ controllate direttamente o indirettamente dalla medesima pubblica amministrazione di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, o dai suoi enti strumentali, anche al di fuori delle ipotesi previste dall’articolo 31 del medesimo decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ad esclusione di quelle emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati e delle societa’ dalle stesse controllate, possono, sulla base di un accordo tra di esse e senza necessita’ del consenso del lavoratore, realizzare processi di mobilita’ di personale, anche in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto legge, in relazione al proprio fabbisogno e per le finalita’ dei commi 3 e 4, previa informativa alle rappresentanze sindacali operanti presso la societa’ ed alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo dalla stessa applicato ,in coerenza con il rispettivo ordinamento professionale e senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. Si applicano i commi primo e terzo dell’articolo 2112 del codice civile. La mobilita’ non puo’ comunque avvenire tra le societa’ di cui al presente comma e le pubbliche amministrazioni.
3. Gli enti che controllano le societa’ di cui al comma 2 adottano, in relazione ad esigenze di riorganizzazione delle funzioni e dei servizi esternalizzati, nonche’ di razionalizzazione delle spese e di risanamento economico-finanziario secondo appositi piani industriali, atti di indirizzo volti a favorire, prima di avviare nuove procedure di reclutamento di risorse umane da parte delle medesime societa’, l’acquisizione di personale mediante le procedure di mobilita’ di cui al comma 2.
4. Le societa’ di cui al comma 2 che rilevino eccedenze di personale, in relazione alle esigenze funzionali o ai casi di cui al comma 3, nonche’ nell’ipotesi in cui l’incidenza delle spese di personale e’ pari o superiore al 50 per cento delle spese correnti, inviano un’informativa preventiva alle rappresentanze sindacali operanti presso la societa’ ed alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo dalla stessa applicato in cui viene individuato il numero, la collocazione aziendale ed i profili professionali del personale in eccedenza. Tali informazioni sono comunicate anche al Dipartimento della funzione pubblica. Le posizioni dichiarate eccedentarie non possono essere ripristinate nella dotazione di personale neanche mediante nuove assunzioni. Si applicano le disposizioni dell’articolo 14, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, come modificato dal presente decreto.
5. Entro dieci giorni dal ricevimento dell’informativa di cui al comma 4, si procede, a cura dell’ente controllante, alla riallocazione totale o parziale del personale in eccedenza nell’ambito della stessa societa’ mediante il ricorso a forme flessibili di gestione del tempo di lavoro, ovvero presso altre societa’ controllate dal medesimo ente con le modalita’ previste dal comma 2. Sentite le organizzazioni sindacali, la ricollocazione e’ consentita anche in societa’ controllate da enti diversi comprese nell’ambito regionale, previo accordo tra gli enti e le medesime societa’, ai sensi del comma 2. Si applica l’articolo 3, comma 19, della legge 28 giugno 2012, n. 92.
6. Per la gestione delle eccedenze di cui al comma 5 gli enti controllanti e le societa’ del comma 2 possono concludere accordi collettivi con le organizzazioni sindacali comparativamente piu’ rappresentative finalizzati alla realizzazione, ai sensi del comma 2, di forme di trasferimenti in mobilita’ dei dipendenti in esubero presso altre societa’ dello stesso tipo operanti anche al di fuori del territorio regionale ove hanno sede le societa’ interessate da eccedenze di personale.
7. Al fine di favorire le forme di mobilita’ le societa’ di cui al comma 2 possono farsi carico per un periodo massimo di tre anni di una quota parte non superiore al trenta per cento del trattamento economico del personale interessato dalla mobilita’, nell’ambito delle proprie disponibilita’ di bilancio e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le somme a tal fine corrisposte dalla societa’ cedente alla societa’ cessionaria non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito e dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive.
Sono 64 i commenti all’articolo sul reclutamento delle risorse umane nelle società pubbliche @ Liberamente Ottobre 27th, 2012 alle 10:09
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