Source: https://www.partecipanza.org/statuto-attuale/
Timestamp: 2019-11-22 04:58:44+00:00
Document Index: 91240270

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 41', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 15', 'art. 39', 'art. 8', 'art. 80', 'art. 81', 'art. 100']

Statuto Attuale – Partecipanza Agraria Sant'Agata Bolognese
Statuto della PARTECIPANZA AGRARIA di SANT’AGATA BOLOGNESE
– decidere in piena libertà le loro sorti attraverso l’Assemblea Generale,
– eleggere i propri Amministratori ed il proprio massaro – presidente,
– decidere sulla imposizione del contributo necessario per la sicurezza economica della Comunità, come ancora oggi avviene, nel solco di una sana e corretta amministrazione dei beni.
Art. 1 – La Partecipanza Agraria di Sant’Agata Bolognese è un Ente morale avente personalità giuridica a norma dell’art. 1 della legge 4 Agosto 1894, n. 397.
Art. 2 – La Partecipanza Agraria di Sant’Agata Bolognese è composta, da tempo immemorabile, dai discendenti per linea maschile di determinate famiglie specificamente indicate nell’allegato A) del presente Statuto.
Art. 3 – La Partecipanza Agraria di Sant’Agata Bolognese, indipendentemente dal luogo e dai luoghi nei quali si trovano o verranno a trovarsi i terreni di sua proprietà, ha sede – legale ed amministrativa –in Sant’Agata Bolognese presso il Palazzo della Partecipanza di via Due Agosto 1980, n. 45.
Art. 4 – La Partecipanza ha quale scopo il bene materiale e morale di tutti e di ognuno dei suoi componenti nonché la conservazione, l’aumento ed il miglioramento del proprio patrimonio fondiario, anche in relazione ai progressi dell’agricoltura.
Art. 5 – Il patrimonio della Partecipanza Agraria di Sant’Agata Bolognese è costituito dal complesso dei beni mobili ed immobili, nonché dai diritti e crediti di qualunque natura dei quali l’Ente è titolare, così come risultano dagli atti e dai contratti conservati nell’archivio dell’Ente e nella Conservatoria dei registri immobiliari.
Art. 6 – Il patrimonio fondiario è indivisibile, inalienabile, inusucapibile e non soggetto a prescrizioni di legge.
Art. 7 – Il Palazzo della Partecipanza in cui l’Ente ha sede, con le sue accessioni e pertinenze, è inalienabile.
Art. 8 – In ogni caso, a seguito dell’alienazione del patrimonio immobiliare, sorge l’obbligo per l’Amministrazione di utilizzare il relativo provento secondo le disposizioni dell’art. 41 del presente Statuto.
Art. 9 – Il patrimonio documentale facente parte dell’archivio storico della Partecipanza agraria di Sant’Agata Bolognese e le opere d’arte di sua proprietà, in quanto indissolubilmente legate alla collettività – presente e futura – sono beni indisponibili, inalienabili, inusucapibili e non soggetti a prescrizioni di legge.
Art. 10 – Sono Partecipanti ed hanno tale qualità i legittimi discendenti in linea maschile, d’ambo i sessi, dalle antiche famiglie conservate ed iscritte nell’albo della Partecipanza così come individuabili dall’ elenco degli utenti deliberato nell’Assemblea Generale tenutasi in esecuzione della legge 4 Agosto 1894, n. 397.
Art. 11 – La qualità di Partecipante si acquista con la nascita ed è imprescrittibile.
Spetta altresì ai figli ed alle figlie naturali riconosciuti o legittimati sempre che il riconoscimento o la legittimazione avvenga entro il quinto anno di età. La qualità di Partecipante, in concorso con gli altri requisiti, costituisce titolo per l’esercizio del “Diritto di Utenza” e degli altri diritti previsti dal presente Statuto.
Art. 12 – Oltre alla qualità, per usufruire del diritto di utenza e degli altri diritti riconosciuti dallo Statuto, occorre soddisfare, nei modi e termini prescritti dallo Statuto stesso, le condizioni dell’ incolato, della inscrizione e non trovarsi in uno dei casi per i quali è stabilita la perdita o la sospensione dal godimento.
Art. 13 – Il diritto di utenza si acquista ipso iure, dopo la morte del Partecipante, dai suoi legittimi discendenti maschi e femmine, che lo esercitano nei tempi, nei modi e nelle forme di cui al Titolo III del presente Statuto.
Art. 14 – Il diritto di godimento è riconosciuto a tutti i Partecipanti che, dopo esame e giudizio definitivo dei competenti organi amministrativi della Partecipanza, siano riconosciuti trovarsi nelle condizioni prescritte dal presente Statuto per esercitare il diritto di utenza.
Art. 15 – Al Partecipante al quale sia stata assegnata la sua quota di utenza verrà rilasciata una cedola di possesso in cui è descritta in modo specifico la parte di terreno concessagli in godimento per il novennio e le eventuali prescrizioni a questa inerenti.
Art. 16 – Il Partecipante che ottiene la cedola di possesso può liberamente disporre della sua quota per il periodo di godimento nei limiti dei diritti a lui attribuiti.
ART. 17 – Si incorre nella perdita definitiva del diritto di utenza:
2) per quei Partecipanti che siano riusciti ad esercitare tale diritto ovvero a godere degli altri benefici previsti dal presente Statuto mediante azioni od omissioni fraudolente o, comunque non trovandosi nelle condizioni prescritte per esercitare il diritto stesso fra le quali il verificarsi di una delle cause che ne determinano la sospensione o la perdita definitiva, anche se per concorso colposo (inerzia, negligenza, inosservanza delle norme del presente Statuto) da parte dell’Amministrazione ed anche se ciò non costituisca reato ai sensi delle leggi penali vigenti.
2) che abbiano cagionato un grave deterioramento o danno alla proprietà della Partecipanza riconosciuti tali con sentenza passata in giudicato dall’autorità giudiziaria civile, penale e/o amministrativa;
Art. 19 – Al Consiglio, previa informazione della Giunta corredata dagli attestati di prova istruita, spetta ogni deliberazione inerente la sospensione o la perdita del diritto di utenza. Al Consiglio spetta altresì, a seguito di richiesta dell’interessato, la decisione sul venir meno delle cause che hanno comportato la sospensione del diritto di utenza.
Art. 20 – Per avere il diritto di godimento, oltre la qualità di Partecipante, si richiede l’abitare in forma stabile, vera e continuata entro il territorio storico del Comune di Sant’Agata Bolognese, così come risulta ad ogni effetto dalla planimetria allegata alla lettera B) che fa parte integrante del presente Statuto.
Art. 21 – Non comporta il venir meno dell’incolato l’assenza dal territorio della Partecipanza, quando essa sia dovuta:
Art. 22 – Si soddisfa all’obbligo dell’incolato se il numero maggiore dei componenti la famiglia abita di continuo nel territorio della Partecipanza ed il padre sia assente in modo saltuario e transitorio.
Art. 23 – L’abitare in forma stabile, vera e continuata mantenuto dal Partecipante morto in attualità di godimento durante il periodo di godimento novennale giova ai Partecipanti che gli succedono nel diritto di partecipare, i quali tuttavia per avere diritto alla susseguente Divisione fa d’uopo che continuino l’abitare in cerchia ovvero vi rientrino entro un anno dalla morte del loro agnato.
Art. 24 – Soddisfano all’obbligo dell’incolato i Partecipanti che mantennero l’abitare in cerchia conformemente agli articoli 20 e seguenti del presente Statuto per tutto il tempo dell’ultima Divisione fino a nuova ripartizione.
Art. 25 – Il Partecipante che sia rimasto escluso dal godimento per mancanza dell’incolato in una Divisione, potrà avere diritto di partecipare alla successiva, purché si faccia iscrivere al tempo opportuno, riprendendo e mantenendo l’abitare entro la cerchia due anni prima del 29 settembre dell’anno in cui deve aver luogo la estrazione delle Parti.
Il predetto Partecipante che si sia riabilitato ha l’obbligo, dopo la assegnazione della quota di utenza, di abitare in forma stabile vera e continuata entro la cerchia, come all’art. 20, durante tutto il periodo di godimento.
Al Partecipante riabilitatosi come al primo capoverso del presente articolo, sarà rilasciata la “cedola di possesso” prevista dall’art. 15 dello Statuto, con la clausola di decadenza dal godimento in caso di sua assenza durante il periodo di godimento e di cui al comma precedente.
Art. 26 – Il godimento si trasmette nei modi stabiliti dal presente Statuto, tenendo conto delle passività incontrate dall’antecessore nel godimento verso la Partecipanza.
Art. 27 – Il diritto di utenza viene esercitato dal Partecipante dalla divisione seguente alla morte del suo ascendente diretto attraverso la sua vocazione, nei tempi, nei modi e nelle forme di cui ai capitoli seguenti.
Art. 29 – I gradi di vocazione dei Partecipanti originari, vale a dire di quei Partecipanti che ripetono la loro qualità dalla nascita, sono determinati con riferimento alla data della morte dell’ultimo ascendente agnato in diritto di Partecipante.
Art. 30 – I figli, maschi e femmine, avranno diritto alla vocazione direttamente alla morte del suddetto capo Partecipante.
Art. 31 – Qualora la morte dell’agnato avvenga successivamente allo scadere delle ore 24,00 del 28 settembre dell’anno in cui hanno inizio le iscrizioni, per tutta la durata della divisione a cui l’iscrizione fa riferimento, il godimento verrà assegnato ai discendenti di lui tanto maschi che femmine insieme alla moglie dell’agnato in comunione fra loro, fermi tutti i vincoli e pesi legittimamente imposti sulla medesima, ai sensi del Capitolo III del presente Titolo.
Art. 32 – Le vedove del Partecipante che siano sole all’atto della nuova iscrizione e non abbiano né figli né figlie viventi o nipoti ex filio capaci di partecipare, e purché non partecipino, avranno diritto ad una parte intera.
Art. 33 – Al Partecipante morto durante il periodo di godimento succederanno coloro che siano individuati come eredi dalla legge o dal testamento, col diritto di godere la quota intera assegnata al defunto in comunione fra loro fino al termine del periodo di Divisione, fermi tutti i vincoli e pesi legittimamente imposti sulla medesima.
Art. 35 – Le norme contenute in questo Capitolo sono applicabili anche nel caso in cui un Partecipante durante il periodo di Divisione incorra nella sospensione o nella perdita definitiva del diritto di utenza. In questo caso avranno diritto di subentrare nel godimento solo la moglie insieme ai figli fino al termine della divisione in corso. La vocazione dei legittimi discendenti avverrà comunque solo ed esclusivamente alla morte dell’agnato che abbia avuto sospeso o perduto il diritto di utenza, fermi tutti i vincoli e pesi esistenti.
Art. 36 – La comunione derivante dalla compartecipazione è rappresentata nei confronti della Partecipanza dal discendente di maggiore età che abbia la sua residenza abituale nel territorio di Sant’Agata Bolognese.
Art. 37 – Il diritto di accrescimento é un favore accordato dallo Statuto ai soli Partecipanti per il caso in cui un individuo in stato di compartecipazione venga a morte
Art. 38 – Se gli aventi diritto all’accrescimento vi rinunziano formalmente negli atti dell’Amministrazione, la quota che avrebbe dovuto accrescersi si devolverà in favore della Partecipanza.
Art. 39 – L’accrescimento viene scambievolmente senza distinzione di sorta e la misura dell’accrescimento sta in proporzione della quota di ciascuno dei Compartecipanti che restano nel godimento.
Art. 40 – Si può aver ragione di accrescimento soltanto entro ogni periodo di godimento.
Art. 41 – I beni della Partecipanza sono inalienabili: qualora sopravvenisse la necessità o la convenienza di provvedere ad alienazioni, dovranno osservarsi le disposizioni contenute all’art. 39 del R.D. 26 febbraio 1928, N. 332.
Art. 42 – In caso di espropriazione per ragioni di pubblica utilità da parte di enti terzi, la Giunta deve liquidare ai Partecipanti gli indennizzi dei frutti pendenti dovuti, sulla base di relazioni peritali, per la interruzione nell’esercizio del diritto di godimento, previa delibera consiliare. In nessun caso l’indennizzo potrà superare pro quota quanto riconosciuto ai sensi di legge dall’espropriante alla Partecipanza.
Art. 43 – Due anni prima del 29 settembre dell’anno di estrazione la Giunta dovrà pubblicare avviso a stampa nell’Albo della Partecipanza e nei consueti luoghi in Sant’ Agata ed inserirlo nel Bollettino ufficiale della Regione Emilia Romagna, affinché le persone che pretendono aver diritto a partecipare siano informate del luogo, tempo e termine perentorio a tutto il 31 dicembre dell’anno allora in corso per farsi iscrivere nell’albo registro a ciò destinato.
Art. 44 – Dopo la pubblicazione dell’avviso e nel termine in esso prescritto, ogni Partecipante o pretendente dovrà farsi iscrivere personalmente o a mezzo di speciale incaricato nell’albo registro che sarà aperto nell’Ufficio di segreteria della Partecipanza, producendo contemporaneamente i documenti ed i titoli atti a giustificare i requisiti richiesti dall’avviso, come pure la certificazione del proprio stato di famiglia rilasciato dal competente Ufficio di Stato Civile. L’Ufficio della Partecipanza avrà cura, successivamente, di registrare le variazioni che nel seguito dei periodi di godimento si verificheranno nello Stato Civile dei Partecipanti e loro famiglie quando siano denunziate per iscritto alla Amministrazione.
Art. 45 – All’inscrivente o inscriventi si dovrà rilasciare un certificato staccato dal libro a madre e figlia dell’eseguita iscrizione col corrispondente numero progressivo dell’albo registro e munito di firma col timbro d’Ufficio.
Art. 46 – Allo spirare dell’ora in cui si chiude l’Ufficio nell’ultimo giorno assegnato alle iscrizioni, é formalmente chiuso l’albo registro delle iscrizioni.
Art. 47 – La Giunta, mantenendo l’antichissima e pia consuetudine, farà iscrivere d’ufficio per una parte intera la Protettrice Sant’ Agata e per Essa l’Arciprete pro tempore.
Art. 48 – Scorso il termine perentorio dall’avviso assegnato, quella persona e famiglia che non si sarà presentata e avrà mancato di farsi iscrivere e non avrà prodotti i richiesti documenti giustificativi, rimarrà esclusa nella prossima divisione.
Art. 49 – Entro il più breve termine possibile dopo il 31 Dicembre dovrà la Giunta radunarsi e prendere in esame l’albo registro degli iscritti per rilevare i nomi, il numero, i titoli d’ammissione o i motivi d’eccezione che per taluno potessero verificarsi a termini dello Statuto.
Art. 50 – All’atto dell’iscrizione ed in qualunque tempo, fino alla seguita estrazione, la Giunta avrà facoltà di chiedere le prove dell’incolato e di fare le eccezioni dirette a convalidare o ad escludere le manifestate pretese.
Art. 54 – Spirati i termini suesposti, la Giunta formalmente radunata prenderà in esame i ricorsi presentati e le deduzioni degli eccezionati e, sopra quelli, nella sua giustizia emetterà il proprio parere facendolo constare da processo verbale. La risoluzione verrà comunicata alla parte mediante lettera raccomandata.
Art. 55 – Quegli eccezionati che non intendessero quietarsi alle decisioni della Giunta, potranno entro il termine di 15 giorni dalla data della comunicazione loro fattane, a mezzo postale raccomandato, fare ricorso al Consiglio il quale deciderà in ordine al medesimo. Contro la decisione del Consiglio rimane salvo al Partecipante il diritto di ricorrere all’autorità ordinaria competente.
Art. 56 – Verificato e riconosciuto il numero dei Partecipanti ammessi ed i rispettivi diritti di godimento, il Consiglio approva, su proposta della Giunta, il Piano di Divisione.
Art. 57 – Il Piano di divisione stabilisce:
Art. 58 – Il Piano di divisione sarà ostensibile a tutti gli aventi interesse nell’Ufficio di segreteria dell’Amministrazione per 30 giorni dalla sua pubblicazione, di cui senza indugio dovrà essere data notizia ai Partecipanti a mezzo di pubblici avvisi.
Art. 59 – Tutti i Partecipanti ammessi al godimento e che hanno diritto di opposizione, potranno presentare le loro osservazioni in iscritto.
Art. 61 – Per quanto si riferisce ai contributi imposti ai Partecipanti, é ammesso il ricorso a termini dell’art. 8 della legge 4 Agosto 1894, n. 397.
Art. 62 – La Giunta ed il Consiglio non potranno oltrepassare gli impegni assunti ed approvati nel Piano di Divisione a meno che circostanze imprevedute non rendano necessari nuovi e diversi provvedimenti nel qual caso occorrerà una espressa deliberazione di Consiglio.
Art. 63 – Fatto il prelevamento del terreno e quant’altro per gli impegni della Partecipanza ammessi nel Piano di Divisione, l’Ingegnere o perito agrimensore, nominato, dividerà la restante superficie dei beni in tante quote, quante ne occorreranno per garantire ai Partecipanti ammessi al godimento l’esercizio del loro diritto di utenza.
Art. 64 – La qualità compensa la quantità e viceversa a modo che le parti e mezze parti o quote di cui esse saranno formate, diano un prodotto eguale fra loro.
Art. 65 – La misura e l’ubicazione risulteranno da una mappa portante altresì un numero distinto per ogni quota. La mappa farà fede tra i Partecipanti e tra essi e la Partecipanza per la delimitazione del rispettivo diritto di godimento.
Art. 66 – L’operazione peritale sarà riveduta in concorso della Giunta.
Art. 67 – Verificandosi il caso di qualche errore in meno della misura, il Partecipante potrà chiedere il dovuto compenso da chi di ragione entro il primo anno del godimento; scorso il tempo suddetto é inutile ogni reclamo.
Art. 68 – Scoprendosi un eccesso, la Giunta avrà il diritto di domandarne al Partecipante possessore la restituzione o l’emenda del danno egualmente però entro il primo anno del godimento.
Art. 69 – Nel determinare il valore del compenso si avrà ragione della rendita attribuita alla parte intiera o mezza parte dalla stima del pubblico Ingegnere od Agrimensore, ragguagliandosi alla misura di questa la quantità del terreno mancante od eccedente.
Art. 71 – L’estrazione dovrà avvenire entro l’anno precedente quello di inizio della divisione e dovrà eseguirsi nel luogo, giorno ed ora stabiliti, entro il paese di Sant’ Agata con l’intervento del Presidente, del Vicepresidente, di due consiglieri e del Segretario della Partecipanza.
Art. 72 – Secondo il pio ed antichissimo costume, prima di procedere alla divisione, le persone destinate all’assistenza e pratica di essa si recheranno in forma ufficiale alla Chiesa parrocchiale dove sarà celebrata la Messa ed ivi esposta la reliquia della Protettrice e sarà cantato l’inno Veni Creator Spiritus; indi si procederà all’estrazione, compiuta la quale, si ritornerà alla Chiesa e cantato il Te Deum in ringraziamento, si pregherà per la prosperità morale e materiale e per la pace della Partecipanza. Indi, data la benedizione con l’Augustissimo Sacramento, avrà il suo compimento la cerimonia.
Art. 74 – Chiunque fabbrichi senza un regolare permesso o contro le imposte discipline, è considerato quale occupatore di mala fede del suolo altrui.
Art. 79 – In tutti i casi di determinazione del valore dei fabbricati, qualora non vi sia accordo per il prezzo di stima verranno nominati due periti, uno per parte per la valutazione, ed in caso di discrepanza la stima verrà effettuata da un nuovo perito da nominarsi dai due periti o nel disaccordo di questi, dal Presidente del Tribunale di Bologna.
Art. 80 – L’Assemblea Generale si compone di tutti i Partecipanti maggiorenni iscritti nella lista elettorale definitiva in attualità di godimento. Essa rappresenta collettivamente la Partecipanza.
– il Consiglio di Amministrazione, formato da 15 Partecipanti eletti dall’Assemblea;
– la Giunta esecutiva, composta dal Presidente e di quattro membri eletti fra i componenti del Consiglio.
– il Presidente ed il Vicepresidente, eletti fra i membri della Giunta;
– i Revisori dei Conti,nominati dal Consiglio di Amministrazione.
Art. 95 – Tutte le cariche previste dal presente Statuto, sono gratuite. Tuttavia il Consiglio di Amministrazione potrà prevedere una indennità di carica per il Presidente.
Art. 96 – Tutti i Partecipanti in attualità di godimento ai sensi dell’art. 80 e seguenti del presente Statuto, purché abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e siano iscritti nella lista elettorale, sono titolari del diritto di elettorato attivo e passivo.
Sono inoltre elettori i delegati di cui all’art. 81 dello Statuto che potranno pure fare parte delle liste elettorali per l’elezione a Consigliere qualora siano in possesso dei requisiti previsti dallo Statuto.
In caso di elezione a Consigliere il delegato resterà in carica ai sensi dell’art. 100 fino a tutto il giorno delle nuove elezioni, salvo non abbia prima avuto revocata la propria delega.
Art. 97 – Al principio di ogni Divisione e non più tardi del mese di novembre di ogni anno, la Giunta compilerà la lista generale degli elettori Partecipanti aventi diritto al voto. Detta lista verrà riveduta e corretta tutti gli anni dalla Giunta ed approvata dal Consiglio.
Art. 98 – Non possono essere elettori i Partecipanti che si trovano nelle condizioni di cui agli articoli 17 e 18 del presente Statuto.
Art. 99 – La lista elettorale starà depositata presso la sede della Partecipanza per dieci giorni dalla sua compilazione, durante i quali i Partecipanti possono presentare i loro reclami e ricorsi che insieme alla lista verranno dalla Giunta sottoposti al Consiglio che deciderà inappellabilmente in merito ai ricorsi presentati.
Art. 102 – Non possono essere Consiglieri i Partecipanti che:
7) si trovino in una delle condizioni previste dall’articolo 8 del Testo Unico delle Leggi Comunali e Provinciali 3 Marzo 1934, n.° 383;
Art. 104 – Non possono sedere contemporaneamente in Consiglio, gli ascendenti e discendenti diretti, i coniugi, suocero o suocera e genero o nuora. I fratelli e/o le sorelle possono essere contemporaneamente consiglieri, ma non possono fare parte insieme della Giunta.
Art. 105 – Le votazioni per la nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione hanno luogo con voto personale espresso in forma segreta.
Art. 106 – Il Consiglio si convoca in sessione ordinaria:
Art. 107 – Il Consiglio di Amministrazione determina gli indirizzi generali a cui si informa l’attività dell’Ente e ne verifica l’attuazione. Delibera in particolare:
3) l’acquisto di beni immobili, la rettificazione di confini, l’accettazione o il rifiuto di lasciti e donazioni, salva la competenza dell’Assemblea;
4) per deliberare l’alienazione e la permuta degli beni immobili della Partecipanza, salva la competenza dell’Assemblea, compresi i terreni su cui è stato costituito un diritto di superficie
Art. 108 – Il Consiglio, nella sua prima adunanza dopo le elezioni, delibera intorno all’esame dei ricorsi contro le operazioni elettorali, procede alla convalida degli eletti ed elegge nel proprio seno, a maggioranza assoluta di voti, il Presidente, il Vicepresidente e gli altri membri della Giunta Esecutiva.
Art. 109 – Le adunanze di Consiglio in prima convocazione saranno valide quando vi intervenga la maggioranza dei Consiglieri in carica; quelle in seconda convocazione qualunque sia il numero degli intervenuti, purché comunque non minore a cinque.
Art. 112 – I Membri del Consiglio di Amministrazione e della Giunta, debbono astenersi dal prendere parte agli affari nei quali essi o i loro congiunti ed affini fino al terzo grado, siano direttamente interessati.
Art. 113 – Dall’adunanza del Consiglio si farà constare mediante processo verbale esteso dal Segretario, che dovrà indicare i punti principali delle discussioni ed il numero dei voti resi pro e contro ogni proposta, e che previa lettura, verrà approvato nella medesima o nella prima susseguente adunanza, e firmato dal Presidente, dagli Scrutatori, dal Segretario, prima di essere regolarmente pubblicato.
Art. 114 – Sono nulle di pieno diritto le deliberazioni prese in adunanze illegali e sopra oggetti estranei alle attribuzioni del Consiglio, o se si sono violate le disposizioni del presente Statuto.
Art. 116 – Il Presidente è il capo dell’amministrazione della Partecipanza e ne ha la rappresentanza legale.
Art. 117 – Spetta al Presidente:
Art. 118 – La Giunta esecutiva si rinnova per intero ogni quinquennio dopo le elezioni. Gli scaduti dalla carica possono essere rieletti.
Art. 119 – La Giunta si raduna ordinariamente una volta al mese e straordinariamente quante volte venga convocata dal suo Presidente.
Art. 121 – I bilanci preventivi ed i conti consuntivi, dieci giorni prima di essere sottoposti all’approvazione del Consiglio, dovranno essere depositati nell’ufficio di Segreteria affinché i Partecipanti possano prenderne visione e fare in iscritto quelle osservazioni che credessero del caso, e che saranno sottoposte insieme al conto, all’esame del Consiglio.
Art. 122 – Gli Amministratori che ordinano spese non autorizzate dal bilancio e non deliberate dai competenti organi deliberativi e che ne contraggono l’impegno ne rispondono del proprio e in solido.
Art. 123 – La Giunta prende sotto la sua responsabilità le deliberazioni che rientrano nella competenza del Consiglio, quando l’urgenza sia tale da non permetterne la convocazione, e sia dovuta a causa nuova e posteriore all’ultima adunanza consigliare. Tali deliberazioni devono essere sottoposte al vaglio del Consiglio nella riunione immediatamente successiva per ottenerne la ratifica.
Art. 124 – La Giunta di Amministrazione delibera a maggioranza assoluta di voti. Le sue deliberazioni non sono valide se gli intervenuti non raggiungono almeno il numero di tre.
Art. 125 – I processi verbali delle deliberazioni sono redatti dal Segretario, e quindi firmati dal Presidente e dagli Amministratori presenti all’adunanza e dal Segretario medesimo.
Art. 126 – I Consiglieri eletti a far parte della Giunta entrano in carica non appena la deliberazione con la quale furono nominati, sia divenuta esecutiva.
Art. 127 – In caso di vacanza, per qualunque titolo il Consiglio di Amministrazione surrogherà immediatamente il membro mancante. Il nuovo eletto rimarrà in carica per tutto il tempo in cui vi sarebbe rimasto il suo predecessore.
Art. 128 – La decadenza di un Amministratore per sopravvenuta incompatibilità é dichiarata d’ufficio dalla Giunta medesima o, in caso di inottemperanza, dal Consiglio di Amministrazione.
Art. 129 – Decadrà di diritto dalla carica l’Amministratore che non intervenga per tre volte consecutive alle adunanze di Giunta, senza avere giustificata l’assenza.
Art. 130 – In caso di contestazione di situazione che comportino la perdita o la sospensione del diritto di utenza la Giunta, su denuncia o d’ufficio, approva con propria deliberazione una informativa eventualmente corredata dagli attestati di prova istruita.
Detta deliberazione deve essere motivata e comunicata all’interessato mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento ovvero mediante consegna effettuata da persona incaricata dal Presidente, la quale redige apposito verbale sottoscritto dall’interessato per ricevuta.
Entro trenta giorni dalla data di ricevuta comunicazione della delibera o di affissione della deliberazione stessa all’Albo della Partecipanza in caso di irreperibilità, l’interessato può ricorrere nei confronti della decisione della Giunta.
Art. 131 – I Revisori dei Conti, in numero di tre, sono scelti dal Consiglio di Amministrazione fra i Consiglieri che non fanno parte della Giunta.
I Revisori hanno facoltà di eseguire controlli in qualsiasi periodo dell’anno su tutta la gestione del Bilancio.
Art. 132 – Per provvedere al pagamento degli oneri patrimoniali, alle imposte e tasse gravanti i beni consorziali, e delle spese di amministrazione e di lavori e degli impiegati, e delle altre spese necessarie di ufficio, ordinarie, straordinarie e facoltative, si fa fronte con la rendita dei beni indivisi, fabbricati rurali ed urbani, e con un annuo contributo sociale o colletta sulle parti.
Art. 133 – La misura del contributo viene proposta dalla Giunta Esecutiva, ed approvata dal Consiglio di Amministrazione all’atto dell’approvazione del bilancio preventivo.
Art. 134 – Approvato il contributo o colletta sulle parti sarà compilato il ruolo dei contribuenti.
Art. 135 – Il contributo dovrà pagarsi dagli Utenti alla Cassa della Partecipanza, nei tempi e con le modalità disposte dalla Giunta esecutiva, e pubblicate all’Albo della Partecipanza
Art. 136 – Alla esazione dei contributi sociali e delle altre rendite di qualsiasi specie, si applicheranno le norme della legge sulla riscossione delle imposte dirette, compresi i privilegi fiscali.
Art. 137 – I componenti il Consiglio di Amministrazione e della Giunta esecutiva sono responsabili del loro operato nei confronti dell’ente e dei terzi ai sensi delle leggi civili, penali e amministrative e secondo le norme del presente Statuto.
Art. 138 – L’Esattore-tesoriere della Partecipanza deve rendere i conti nel termine di tre mesi dalla chiusura dell’esercizio cui si riferiscono.
Art. 139 – L’inventario del patrimonio della Partecipanza deve essere aggiornato a cura del Segretario.
Art. 140 – I mandati di pagamento sono sottoscritti dal Presi­dente, da due Amministratori e dal Segretario.
Art. 141 – Chiunque all’infuori dell’Esattore s’ingerirà senza legale autorizzazione nel maneggio di denaro della Partecipanza, ne rimarrà per questo solo fatto responsabile di fronte alla giurisdizione amministrativa o civile senza pregiudizio delle azioni penali.
Art. 142 – Gli acquisti, gli appalti di opere o servizi in genere, qualunque sia il loro valore devono, di regola, essere fatti a mezzo di trattativa privata, preceduta da gara ufficiosa tra almeno tre offerte, sempre che l’urgenza non sia tale da risultare incompatibile con il tempo necessario per l’esperimento e salve le forme stabilite per i contratti dello stato.
Art. 143 – Non si potranno contrarre mutui se non alle condizioni seguenti:
Art. 146 – È proibito espressamente a qualunque usufruttuario o affittuario di parti d’otturare scoli, condotti di acque, attraversarli con chiuse o repagnoli, spianare argini, decorticare, sbassare, rompere e mettere a coltivazione le carreggiate a cotico erboso, restringere o alterare le loro sezioni, interrompere il libero passaggio sulle medesime e praticarvi fossette o bocchette sotto qualsiasi pretesto.
Art. 148 – È interdetto a chiunque alterare la destinazione agrosilvopastorale e la forma dei beni della Partecipanza senza il permesso della Giunta o le autorizzazioni previste dai Regolamenti e dalle deliberazioni degli organi amministrativi dell’Ente.
Art. 149 – Chiunque si rendesse responsabile di contravvenzione alle disposizioni contenute nei precedenti articoli e alle ordinanze che verranno emesse dalla Giunta sarà sottoposto ad una multa da €. 100 a €. 1.000 a seconda delle circostanze e della gravità dei fatti, senza pregiudizio delle maggiori pene stabilite dal Codice Penale e fermo l’obbligo della rifusione dei danni a chi di ragione.
Art. 150 – Il Consiglio di Amministrazione, nel rispetto dei Regolamenti della Partecipanza, disciplina la struttura organizzativa dell’Ente, individua e descrive le funzioni attribuite ai dipendenti e collaboratori, definisce le modalità di accesso all’impiego ed i criteri di amministrazione del personale che non siano espressamente previsti da norme di legge
Art. 151 – L’organizzazione si fonda sulla corrispondenza della struttura organizzativa agli obiettivi della Partecipanza,
L’organizzazione della struttura e del personale preposto alla gestione amministrativa ed agricola ha carattere strumentale rispetto al conseguimento degli scopi istituzionali ed assume, come fine, l’attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti dagli organi elettivi.
b) l’armonizzazione degli orari di servizio, di apertura al pubblico e di lavoro con le esigenze dell’utenza;
Art. 152 – La Partecipanza assume alle proprie dipendenze il personale necessario per il raggiungimento degli obiettivi dati dal Consiglio di Amministrazione.
Art. 153 – La cessazione del rapporto di lavoro avviene nei modi e nei casi previsti dalla legge e dai contratti collettivi nazionali .
Costituisce causa di cessazione del rapporto di lavoro, senza necessità di previa diffida, l’assenza priva di qualsiasi causa giustificativa, che si protragga per un periodo superiore a 15 giorni consecutivi.
Art. 154 – Il Segretario amministrativo-contabile è assunto mediante specifica selezione sulla base di curriculum e accertate capacità.
Art. 155 – Il Segretario amministrativo-contabile segue l’attuazione dei programmi generali e degli obiettivi definiti dall’Amministrazione, proponendo i necessari provvedimenti di competenza. Assicura nel rispetto delle direttive del Presidente e della Giunta, l’unitarietà dell’azione amministrativa, tiene e cura gli atti amministrativi, di gestione finanziaria e la corrispondenza, assiste alle sedute tanto dell’Assemblea quanto del Consiglio o della Giunta stendendone processo verbale nei modi stabiliti. Adempie a tutto ciò che gli può essere richiesto dal Presidente o da chi per esso.
Art. 156 – Durante il periodo delle Divisioni novennali il Consiglio provvede alla nomina del personale straordinario secondo le consuetudini ed i riconosciuti bisogni.
Art. 157 – Le nomine e le deliberazioni di cui agli articoli precedenti debbono essere disposte dal Consiglio col voto favorevole della maggioranza dei suoi componenti.
Art. 158 – Il presente Statuto andrà in esecuzione secondo i termini di legge. Per tutto quanto non sia previsto dal presente Statuto, valgono, nell’ambito della legge, i precedenti tradizionali e gli atti d’ufficio.
R – RICCARDI – RIVA
Modificato dall’Assemblea Generale dei Partecipanti il giorno 19 marzo 2005. Il verbale è stato controllato senza rilievi dalla Regione Emilia Romagna – dal Servizio Segreteria CRAL – Verifica e monitoraggio degli Enti Locali.