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Timestamp: 2018-02-21 11:38:35+00:00
Document Index: 36980773

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 4', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 58', 'art. 125', 'art. 128', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 176', 'art. 6']

Novità fiscali del 29 giugno 2009: le novità del decreto anti-crisi; esterovestizione societaria: residenza fiscale delle società; concordato fallimentare: nuova disciplina per la presentazione di più proposte; abrogazione del rito societario; accelerazione dell’ammortamento dei beni strumentali d’impresa
per tutte le novità previste nel decreto legge predisposto dal Governo lo scorso venerdì 26 giugno clicca QUI. Si parla di:: detassazione degli utili reinvestiti in macchinari, interventi sul costo delle commissioni bancarie, riduzione dei costi dell’energia per imprese e famiglie, misure per lo sblocco degli investimenti privati, per l’accelerazione dell’ammortamento dei beni strumentali d’impresa, per l’incremento delle compensazioni dei crediti fiscali; sono previste altresì misure per garantire la tempestività dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni a fronte di somministrazioni, forniture ed appalti.
1) Esterovestizione societaria: residenza fiscale delle società nell’Ires
2) Concordato fallimentare: nuova disciplina per la presentazione di più proposte
3) Abrogazione del rito societario
4) Accelerazione dell’ammortamento dei beni strumentali d’impresa
Il tema della residenza fiscale delle società nell’Ires, ed in particolare il fenomeno dell’ “esterovestizione societaria” continua a suscitare rilevante criticità in Dottrina.
La circolare, n. 7 del 20.05.2009 (ma pubblicata il 22.06.2009), della Fondazione Centro Studi dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti (U.N.G.D.C.) ha esaminato il fenomeno dell’esterovestizione societaria, al fine di evidenziare le problematiche che possono sfociare nell’accertamento della residenza delle società.
Inoltre, tale documento ha diffuso le linee guida per potere interpretare in maniera corretta i criteri di collegamento sostanziale previsti dall’art. 73 comma 3 del Tuir, e dall’art. 4 comma 3 del modello OCSE (sulla cui base sono redatte le convenzioni bilaterali stipulate dall’Italia).
Anche se viene condivisa la ratio legislativa volta ad osteggiare comportamenti elusivi ed evasivi, perfezionati attraverso la collocazione all’estero di strutture in realtà effettivamente e concretamente residenti in Italia, tuttavia, viene evidenziato come sul piano normativo, non si è ancora giunti a soluzioni “tranquillizzanti” da un punto di vista sistematico.
La concreta interpretazione di criteri attualmente previsti dal Legislatore presenta molteplici aspetti di problematicità e di dubbio, con particolare riguardo alla prova contraria idonea a disinnescare la valenza presuntiva di taluni strumenti normativi attualmente previsti nel nostro ordinamento (presunzioni introdotte nel comma 5-bis dell’art. 73 del Tuir).
Pertanto, sono emersi profili di incoerenza ed irrazionalità nelle previsioni legislative attualmente presenti nell’ordinamento, sia con riferimento ai principi
costituzionali (capacità contributiva, diritto di difesa, diritto ad un giusto processo, ecc.) che con quelli di matrice comunitaria (libertà di stabilimento, proporzionalità, ecc.).
Inoltre, alcuni elementi costituiscono dei punti di partenza per il pieno rispetto di tali principi: Tra tutti, emerge la necessità di non conferire rilevanza a criteri di collegamento meramente formali, dovendosi dare prevalenza, in questa materia, alla “sostanza” dell’attività in concreto svolta dal contribuente asseritamene “esterovestito”–
Riguardo poi, al caso delle holding statiche, i profili di criticità aumentano giacché queste tipologie di società non esercitano una concreta attività operativa (o più in generale di impresa); per detti soggetti i criteri normativi di collegamento territoriale sono ancor di più inadeguati, posto che gli stessi sono stati pensati per determinare la residenza di soggetti operativi (sede dell’amministrazione e oggetto principale dell’attività presuppongono l’esercizio di una concreta attività imprenditoriale) e non per enti che svolgono attività di mera gestione patrimoniale.
Infine, viene richiesto un intervento legislativo o almeno una interpretazione della norma univoca e chiara, ciò anche in relazione al problema della notifica degli atti impositivi ai soggetti esterovestiti.
Occorre garantire la conoscibilità dell’atto da parte del contribuente accertato, presupposto necessario per un pieno esperimento del diritto di difesa.
Esterovestizioni: Norma convenzionale
Per capire la portata concreta della norma convenzionale sul fenomeno delle esterovestizioni, viene rimarcato che, quando vi sia un effettivo conflitto di residenza tra i due Paesi contraenti, e nei limiti delle disposizioni contenute nella convenzione, l’unico criterio valorizzabile per stabilire la residenza del contribuente è quello previsto dalla norma pattizia, che, per il principio di specialità, viene ritenuta prevalente rispetto alle norme dell’ordinamento interno.
Ciò comporta che l’Amministrazione finanziaria, per determinare la residenza di una società con sede legale in uno Stato con cui è stata stipulata una convenzione bilaterale (e quindi ivi residente in applicazione della normativa interna di quest’ultimo), non potrà riferirsi sulla localizzazione dell’oggetto dell’attività, ma dovrà unicamente valorizzare il criterio previsto dalla norma convenzionale (il “place of effective management”).
Il criterio del “place of effective management” può ben essere tradotto con il concetto di “sede dell’amministrazione”, previsto dall’art. 73 del Tuir, per cui i due concetti sono ritenuti equivalenti.
Tuttavia, per alcuni soggetti, viene riscontrata la tendenziale inadeguatezza dei criteri di collegamento territoriali sostanziali previsti dall’art. 73 comma 3 e dalle norme convenzionali, giacché questi criteri risultano facilmente strumentalizzabili da parte del contribuente, avendo nel concreto una consistenza più formale che sostanziale.
Viene rilevato un limite normativo: i criteri utilizzati sia dal diritto interno sia in ambito internazionale per stabilire la residenza fiscale di una società sono chiaramente pensati per un ente che svolge un’effettiva attività di impresa.
“Nel caso di società di mera intestazione di patrimoni (e tanto più se “cartolari”), viene a mancare del tutto l’attività “imprenditoriale”, in quanto un siffatto ente si limita a sfruttare le potenzialità reddituali dei cespiti posseduti, non diversamente da quanto farebbe un investitore privato privo della qualifica di imprenditore.
Ragionare in termini di “sede dell’amministrazione”, quale luogo in cui vengono assunte le decisioni strategiche dell’ente (ben distinguendo – come prima già s’è detto – tra l’altro ciò che è l’attività di amministrazione da ciò che è influenza del socio), non ha, perciò, molto senso se riferito a soggetti che non svolgono alcuna reale attività, limitandosi a detenere passivamente partecipazioni, piuttosto che marchi o capitali finanziari”.
Notifiche degli atti tributari
In merito al domicilio fiscale delle persone giuridiche, lo stesso viene fissato, ai sensi dell’art. 58 comma 3 DPR 600/73, “nel comune in cui si trova la loro sede legale o, in mancanza, la sede amministrativa; se anche questa manchi, essi hanno il domicilio fiscale nel comune ove è stabilita una sede secondaria o una stabile organizzazione all’estero e in mancanza nel comune in cui esercitano prevalentemente la loro attività”.
Nel caso di asserita esterovestizione societaria, quando l’ente estero non si sia mai rapportato con il Fisco italiano (perché non ha redditi di fonte italiana né un rappresentate fiscale in Italia), la fissazione del domicilio fiscale avviene per mezzo dei medesimi criteri che vengono valorizzati per determinare la residenza sostanziale dell’ente in Italia, e cioè la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale dell’attività (luogo in cui l’ente esercita prevalentemente la sua attività).
Per cui vi sono le stesse problematiche relative alle persone fisiche di cui si asserisce l’esterovestizione, che non abbiano conseguito redditi prodotti in Italia, sia in relazione alla corretta individuazione dell’Ufficio finanziario territorialmente competente (nel caso in cui la determinazione puntuale della residenza sostanziale dell’ente sia problematica per la frammentazione sul territorio degli elementi di collegamento con lo Stato italiano), sia per quanto attiene al luogo in cui legittimamente notificare l’avviso di accertamento (data l’identità di tale questione preliminare con l’oggetto del contendere, cioè la prova dell’esterovestizione).
In relazione al problema delle notifiche, viene per ultimo sottolineato che, anche con riguardo alle persone giuridiche estere, come per i privati contribuenti formalmente residenti all’estero, appare opportuna una rivisitazione delle norme sul domicilio fiscale e sul luogo di effettuazione delle notifiche.
In tale contesto, la salvezza delle regole di notifica degli atti tributari (“Restano ferme le disposizioni in materia di notifica degli atti tributari”) va letta in modo da non vanificare il principio di “effettiva conoscenza degli atti”.
Ciò dovrebbe comportare che, ferma restando l’applicazione della disciplina minima delle notifiche degli atti tributari, l’amministrazione finanziaria dovrebbe darsi carico di verificare se tale disciplina, nel caso concreto, assolva all’obbligo di assicurare l’effettiva conoscenza dell’atto, ed in caso contrario dovrebbe indurla ad assumere iniziative idonee a garantire tale risultato, ad esempio attraverso l’invio di una raccomandata presso l’indirizzo estero del soggetto (ove conosciuto o conoscibile senza particolari difficoltà).
L’Assonime, con una recente nota, ha informato che, con la legge 18.6.2009, n. 69 (pubblicata sulla G.U. n. 140 del 19.06.2009), è stata modificata la disciplina del concordato fallimentare in merito all’ipotesi in cui siano presentate più proposte da parte del fallito, dei creditori o dei terzi.
Le modifiche entreranno in vigore il 4.7.2009.
La disciplina della pluralità delle proposte concordatarie è stata più volte modificata nel percorso di riforma della legge fallimentare: Con il D.Lgs. n. 5/2006 era stato previsto che qualora fossero state presentate più proposte di concordato queste dovevano essere portate in votazione contemporaneamente.
In seguito, il D.Lgs. n. 169/2007 (c.d. decreto correttivo) ha eliminato tale disposizione lasciando una lacuna normativa sul punto.
Il nuovo art. 125, secondo comma l.f., come modificato dalla legge n. 69/2009, prevede adesso che nel caso in cui siano presentate più proposte, o comunque ne sopraggiunga una nuova, è il comitato dei creditori a scegliere quale sottoporre all’approvazione.
Su richiesta del curatore, il giudice delegato può poi ordinare la comunicazione ai creditori di una o più proposte tra quelle non scelte, quando siano ritenute parimenti convenienti.
Infine, riguardo alla votazione delle proposte l’art. 128 l.f. (modificato dalla legge in commento), prevede che nel caso in cui il giudice delegato disponga il voto su più proposte, si debba considerare approvata quella che tra esse ha conseguito il maggior numero di consensi.
In caso di parità di voti si intende, invece, approvata quella presentata per prima.
L’Assonine, con altra nota, ha reso noto che la legge 18 giugno 2009, n. 69, inoltre, ha abrogato la disciplina speciale prevista per il processo societario dal D.Lgs. n. 5/2003.
Sono state, invece, mantenute per le controversie in materia di diritto societario le disposizioni su arbitrato e conciliazione stragiudiziale.
La stessa legge conferisce al Governo delega ad adottare uno o più decreti legislativi in materia di mediazione e di conciliazione in ambito civile e commerciale.
Disposizioni in materia di semplificazione, qualità della regolazione e procedimento amministrativo
La legge 18 giugno 2009, n. 69 in tema di disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività e in materia di processo civile (pubblicata sulla G.U. n. 140 del 19.6.2009, suppl. ord. n. 95) contiene una serie di norme volte a regolare il potere normativo del Governo.
In particolare l’art. 3 ha introdotto alcuni principi relativi alla chiarezza dei testi normativi.
Ad esempio viene previsto che ogni norma che sostituisce, modifica o abroga norme vigenti deve indicare espressamente le norme interessate dalla novella. In caso di rinvio ad altre norme è necessario indicare il testo oppure la materia cui si vuole fare riferimento.
L’art. 4 ha apportato varie modifiche all’art. 14 della legge di semplificazione e riassetto normativo per il 2005 che ha introdotto il cosiddetto meccanismo del “taglia-leggi”.
Per quanto riguarda il potere regolamentare del Governo, l’art. 5 prevede per tutti gli schemi di regolamenti di delegificazione il parere delle commissioni parlamentari competenti in materia, oltre a quello del Consiglio di Stato, il riordino periodico delle disposizioni regolamentari e la ricognizione delle norme che sono state oggetto di abrogazioni implicite o espresse e di quelle che hanno esaurito la loro funzione.
Inoltre il provvedimento contiene alcune modifiche alla legge generale sul procedimento amministrativo (legge 7 agosto 1990, n. 241).
L’art. 7 conferisce maggiore certezza dei tempi di conclusione del procedimento amministrativo.
In via generale il procedimento deve concludersi entro trenta giorni, salvo che non sia previsto un termine diverso, e comunque non superiore a novanta giorni.
Per particolari materie, tenuto conto della natura degli interessi pubblici tutelati e delle complessità del procedimento, può essere previsto un termine più lungo di novanta giorni ma comunque non superiore a centottanta.
La certezza dei termini procedimentali è garantita anche qualora si tratti di attività consultiva e valutazioni tecniche.
In questi casi il parere deve essere espresso entro venti giorni dalla richiesta. In caso di decorrenza del termine senza che il parere sia stato comunicato, se il parere è obbligatorio l’amministrazione richiedente ha facoltà di procedere indipendentemente dall’espressione del parere; se il parere è facoltativo l’amministrazione richiedente ha l’obbligo di procedere anche se non ha ricevuto il parere (art. 8).
Infine tra le modifiche alla legge n. 241/1990 l’Assonime ha segnalato la riforma della conferenza di servizi e del silenzio assenso (art. 9).
Per il primo aspetto viene consentita la partecipazione alla conferenza di servizi, senza diritto di voto, di alcune categorie di soggetti interessati al progetto all’esame della conferenza; per quanto riguarda il silenzio assenso, nel caso in cui la dichiarazione di inizio di attività abbia ad oggetto l’esercizio di attività di impianti produttivi di beni e servizi di cui alla direttiva 2006/123/Ce, compresi gli atti che dispongono l’iscrizione in albi o ruoli o registri ad efficacia abilitante, l’attività può essere iniziata dalla data di presentazione della dichiarazione all’amministrazione competente.
Il Consiglio dei ministri, n. 54 del 26.06.2009, ha approvato i disegni di legge che recano, rispettivamente, il rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2008 e le disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’esercizio finanziario 2009.
E’ stato anche approvato un decreto-legge che reca importanti disposizioni economico – finanziarie, nonché proroga di alcuni termini in scadenza previsti da disposizioni legislative.
La manovra economica prevede disposizioni di natura diversa, finalizzate al contrasto dell’attuale criticità della congiuntura economica.
In primo luogo un consistente pacchetto di norme riguardanti lavoro e salute: rientro anticipato dei lavoratori cassaintegrati, erogazione anticipata in un’unica soluzione dei sussidi per finalità di auto-impiego, rafforzamento dei contratti di solidarietà, assunzione agevolata dei percettori di forme di sostegno al reddito, possibilità per i lavoratori cassaintegrati di lavori brevi pagati attraverso voucher, semplificazione delle procedure e velocizzazione dei tempi di concessione delle prestazioni di invalidità civile, nonché delle dichiarazioni richieste ai pensionati ai fini del mantenimento delle prestazioni previdenziali, abolizione del ticket sulla medicina specialistica, specifici interventi per le Regioni in grave stato di disavanzo.
Il decreto legge prevede altresì interventi di contenimento della spesa pubblica con riguardo alle assunzioni, interventi sul costo delle commissioni bancarie, riduzione dei costi dell’energia per imprese e famiglie, misure per lo sblocco degli investimenti privati, per la detassazione degli utili reinvestiti in macchinari, per l’accelerazione dell’ammortamento dei beni strumentali d’impresa, per l’incremento delle compensazioni dei crediti fiscali; sono previste altresì misure per garantire la tempestività dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni a fronte di somministrazioni, forniture ed appalti.
Il decreto inasprisce ulteriormente la lotta all’evasione ed all’elusione fiscale con misure di contrasto al fenomeno dei cosiddetti paradisi fiscali ed agli arbitraggi fiscali internazionali nonché misure di potenziamento dell’attività di riscossione; il rilascio di concessioni in materia di giochi diviene soggetto a regolamentazione più rigorosa.
Sono previsti inoltre incisivi interventi di contrasto alle frodi in materia di invalidità nonché un tetto alla spesa farmaceutica.
Viene potenziata l’operazione “strade sicure”, che prevede perlustrazioni, pattugliamento e vigilanza di luoghi particolarmente esposti e sensibili.
Con riferimento ai termini, sono stati fra gli altri prorogati:
– al 30 settembre 2009 la data limite per il riordino di enti ritenuti utili e la connessa soppressione degli altri (si tratta della cosiddetta manovra “taglia-enti” prevista dal decreto- legge n. 112 dello scorso anno);
– al 31 dicembre 2009 il decorrere dell’efficacia delle nuove disposizioni in materia di servizi di noleggio con conducente previste dal decreto-legge n. 5 del 2009. Si tratta di una misura necessaria a consentire la conclusione dei lavori del tavolo tecnico attualmente impegnato a rivedere l’intera disciplina in materia di servizio taxi e noleggio con conducente;
– al 31 dicembre 2009 l’esecuzione di sfratti per particolari categorie sociali (conduttori residenti in comuni ad alta tensione abitativa ed in comuni con più di 10.000 abitanti);
– al 31 dicembre 2009 il termine per l’emanazione del regolamento in materia di tariffa integrata ambientale da parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; la disposizione è motivata dall’opportunità che il passaggio autonomo dei comuni dall’applicazione della TARSU alla TIA (tariffa integrata ambientale) avvenga non prima della conclusione dell’esercizio finanziario in corso per motivi di razionalità, coerenza e sostenibilità dei costi;
– al 30 giugno 2010 il termine previsto per il riordino ed il riassetto delle partecipazioni societarie dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di imprese s.p.a.;
– al 31 dicembre 2010 il termine per l’adeguamento antincendi.
Esclusivamente e specificamente per la regione Abruzzo ed al fine di consentire una graduale ripresa della normalità della vita economica sono prorogati:
– di sei mesi i termini per le imprese previsti dal Codice della proprietà industriale;
– al 30 aprile 2010 l’avvio delle procedure per il rinnovo degli organi delle camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura.
Il decreto-legge assicura inoltre la prosecuzione degli interventi di cooperazione allo sviluppo e di sostegno ai processi di pace e stabilizzazione in atto, nonché la partecipazione del personale delle Forze armate e di polizia alle missioni internazionali in corso.
1) Accordo sui trasporti aerei tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d’America;
2) Convenzione tra l’Italia e l’Arabia Saudita per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e prevenire le evasioni fiscali;
– un decreto legislativo che apporta alcune modifiche al testo unico in materia di intermediazione finanziaria (decreto legislativo n. 58 del 1998).
Il provvedimento interviene sulla disciplina dei consulenti e dei promotori finanziari, estende alla negoziazione degli strumenti finanziari sui sistemi multilaterali di scambio i presidi e l’apparato sanzionatorio in caso di abusi di mercato attualmente previsti per la tutela delle negoziazioni degli strumenti finanziari sui mercati regolamentati; apporta alcune modifiche alla disciplina del prospetto per l’offerta pubblica o l’ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari, al fine di eliminare incertezze e dubbi interpretativi emersi nella prassi;
– un regolamento che riorganizza il funzionamento della Consulta generale per l’autotrasporto e per la logistica, nonché del Comitato centrale per l’albo nazionale degli autotrasportatori;
– un regolamento che riorganizza il Ministero sulla base dei criteri di risparmio e razionalizzazione previsti dal decreto-legge n. 112 del 2008;
– uno schema di decreto legislativo che stabilisce le sanzioni da comminare per violazioni al Regolamento comunitario n. 1523 del 2007 che vieta la commercializzazione, l’importazione e l’esportazione di pellicce di cane e di gatto, nonché di prodotti che le contengano; le disposizioni, che costituiscono adempimento di un obbligo nei confronti dell’Unione, hanno carattere di cedevolezza nei confronti di eventuali successive norme regionali in materia. Sul testo verranno acquisiti i pareri della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni parlamentari;
– due schemi di decreti legislativi (da inviare alle Commissioni parlamentari) che modificano, per renderla più coerente al dettato comunitario, la normativa di recepimento di alcune direttive:
1) decreto legislativo 19 novembre 2007 n. 229, in materia di offerte pubbliche di acquisto;
2) decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, in materia di prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo;
– uno schema di regolamento per il riordino degli enti pubblici non economici vigilati dal Ministero dell’economia e delle finanze; si tratta dell’ISAE- Istituto di studi ed analisi economica; del Fondo di previdenza per il personale dell’ex Ministero delle finanze; del Fondo di assistenza per i finanzieri; della Cassa ufficiali e del Fondo di previdenza per il personale appartenente ai ruoli ispettori, sovrintendenti, appuntati, finanzieri della Guardia di finanza. Il testo verrà trasmesso al Consiglio di Stato ed alla Commissione parlamentare per la semplificazione della legislazione, per il parere prescritto;
– due schemi di regolamenti in materia di aiuti all’avvio dell’attività di impresa, sui quali verranno acquisiti i pareri della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato; gli schemi recano, rispettivamente:
1) la semplificazione ed il riordino della disciplina relativa allo sportello unico della attività produttive, istituito nel 1998 ma funzionante in maniera parziale, scarsamente efficace e disomogenea sul territorio nazionale;
2) i requisiti e le modalità di accreditamento delle Agenzie per le imprese, i nuovi soggetti previsti dal decreto-legge n. 112 del 2008 per lo svolgimento di funzioni di natura istruttoria e di asseverazione nei procedimenti amministrativi concernenti l’accertamento dei requisiti e dei presupposti di legge per la realizzazione, trasformazione, trasferimento e cessazione delle attività di produzione di beni e servizi da esercitare in forma di impresa.
(Consiglio dei Ministri, comunicato n. 54 del 26.06.2009)
– OICR: Direttive del Fisco alle società di gestione del risparmio
“Entro il 30 giugno 2009 le società di gestione del risparmio devono segnalare l’omessa comunicazione, da parte dei partecipanti ai fondi chiusi, delle informazioni ai fini dell’applicazione dell’imposta patrimoniale introdotta dal D.L. n. 112/2008”.
(Provvedimento Agenzia delle Entrate 25/06/2009, n. prot. n. 2008/192291, in notiziario Ipsoa del 26.06.2009)
– Decreto fiscale anticrisi: nuovo regime di riallineamento nelle aggregazioni aziendali
L’Assonime con la circolare n. 27/2009 ha commentato le disposizioni del decreto anti-crisi sul nuovo regime di riallineamento dei maggiori valori iscritti in occasione di operazioni di aggregazione aziendale (art. 15, commi 10-12).
La circolare ha esaminato le nuove opzioni di riallineamento dei marchi, dell’avviamento e delle altre attività immateriali e l’ampliamento della facoltà di riallineamento ai beni diversi da quelli ricompresi dal regime del TUIR (art. 176 comma 2 ter).
La nuova disciplina si applica alle operazioni realizzate a partire dal periodo di imposta 2008 e, in via transitoria, anche a quelle precedenti.
Secondo l’Assonime, conviene di meno il riallineamento speciale di marchi e avviamento, inoltre, non é condivisibile la tesi che fa slittare al secondo anno la deduzione dell’intera quota di ammortamento.
– Credito d’imposta per la ricerca: semplificazioni documentali
L’Assonime, con una recente nota, ha voluto evidenziare come l’Agenzia delle Entrate (con risoluzione n. 125\E del 2009) ha introdotto un’importante semplificazione in materia di oneri documentali e di adempimenti relativi al credito d’imposta per la ricerca.
L’art. 6 del decreto ricerca (D.M. n. 76 del 2008) – relativamente agli obblighi di documentazione dei costi del personale ammessi all’agevolazione – stabilisce che le imprese beneficiarie del credito d’imposta sono tenute a conservare fogli di presenza nominativi giornalieri “riportanti le ore impiegate nell’attività di ricerca e sviluppo, firmati dal legale rappresentante dell’impresa beneficiaria ovvero dal responsabile dell’attività di ricerca e sviluppo”, nonché controfirmati da un revisore dei conti.
L’Agenzia delle Entrate, con tale risoluzione (in risposta ad un interpello in materia di costi ammissibili al credito d’imposta) ha riconosciuto come valida, ai fini del controllo, “l’apposizione della firma del legale rappresentante dell’impresa nonché del professionista controfirmatario su un unico documento riepilogativo dei fogli di presenza nominativi del personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo”.
E’, quindi, risultata evidente la semplificazione con la quale si riconosce valida l’apposizione della firma e della controfirma su un unico documento riepilogativo invece che su ogni singolo documento giornaliero e nominativo.
– Acquistare tanto ma vendere poco: Significa che l’azienda opera evadendo l’IVA
La quantità di merce acquistata è sempre più elevata di quella venduta e la percentuale di “sfrido” presenta anomalie: Tali elementi “rappresentano logicamente gravissime ed univoche presunzioni di vendita senza fattura e dell’accertata evasione Iva”.
E’, pertanto, legittimo, nel caso di specie, l’applicazione dell’accertamento induttivo.
(Corte di Cassazione, ordinanza, n. 14735 del 23.06.2009)