Source: https://www.orizzontescuola.it/guida/istituti-tecnici-quali-percorsi-previsti-struttura-organizzazione/
Timestamp: 2019-02-22 01:37:30+00:00
Document Index: 101755315

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art.2', 'art.2', 'art.3', 'art.4', 'art.4', 'art. 5', 'art.8', 'art.5', 'art.5']

Istituti tecnici: quali percorsi previsti? Struttura e organizzazione - Orizzonte Scuola
Istituti tecnici: quali percorsi previsti? Struttura e organizzazione
Gli Istituti Tecnici fanno parte, insieme ai licei e agli istituti professionali, dell’istruzione secondaria superiore quale articolazione del secondo ciclo del sistema di istruzione e formazione.
Ciò viene indicato nell’art. 13 del DL n. 7/2007, tutti finalizzati al conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore.
L’identità degli Istituti Tecnici, come stabilisce l’art.2 comma 1 del DPR n.88/2010, si caratterizza “per una solida base culturale di carattere scientifico e tecnologico in linea con le indicazioni dell’Unione Europea, costruita attraverso lo studio, l’approfondimento e l’applicazione di linguaggi e metodologie di carattere generale e specifico ed è espressa da un limitato numero di ampi indirizzi, correlati a settori fondamentali per lo sviluppo economico e produttivo del Paese, con l’obiettivo di far acquisire agli studenti, in relazione all’esercizio di professioni tecniche, saperi e competenze necessari per un rapido inserimento nel mondo del lavoro e per l’accesso all’università e all’istruzione e formazione tecnica superiore”
I percorsi degli Istituti Tecnici hanno durata quinquennale e si concludono con il conseguimento di diplomi di istruzione secondaria superiore in relazione ai settori e agli indirizzi che possono essere attivati
Agli Istituti Tecnici , come stabilisce l’art.2 comma 4 del DPR n.88/2010, si riferiscono gli istituti tecnici superiori secondo quanto previsto dal DPCM/2008, con l’obiettivo prioritario di sostenere lo sviluppo delle
professioni tecniche a livello terziario, mediante le specializzazioni richieste dal mondo del lavoro, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese.
I percorsi degli Istituti Tecnici riguardano due settori:
Struttura e articolazione dei succitati settori risultano esplicitati rispettivamente nell’art.3 e nell’art.4 del DPR n.88/2010
I percorsi degli Istituti Tecnici del settore economico, come indicati nell’Allegato B, si articolano nei seguenti indirizzi:
a) amministrazione, finanza e marketing
b) turismo
I percorsi degli Istituti Tecnici del settore tecnologico, come indicati nell’Allegato C, si articolano nei seguenti indirizzi:
a) meccanica, meccatronica ed energia
b) trasporti e logistica
c) elettronica ed elettrotecnica
d) informatica e telecomunicazioni
e) grafica e comunicazione
f) chimica, materiali e biotecnologie
g) sistema moda
h) agraria, agroalimentare e agroindustria
i) costruzioni, ambiente e territorio
I percorsi relativi al settore tecnologico prevedono, secondo le disposizioni indicate nell’art.4 del DPR n.88/2010, nell’ambito delle attività e degli insegnamenti previsti dalla normativa (art. 5, comma 2,lettere a), b), c) e d) del succitato DPR) le seguenti ore di compresenza in laboratorio: 264 ore nel primo biennio, 891 ore nel triennio di cui 561 ore nel secondo biennio e 330 ore nel quinto anno.
Gli Istituti Tecnici per il settore tecnologico sono dotati di un ufficio tecnico con il compito di sostenere la migliore organizzazione e funzionalità dei laboratori a fini didattici e il loro adeguamento in relazione alle esigenze poste dall’innovazione tecnologica, nonché per la sicurezza delle persone e dell’ambiente.
In ogni percorso dell’istruzione tecnica si distingue un’area di istruzione generale e un’area di indirizzo.
L’area di istruzione generale è comune a tutti i percorsi, mentre le aree di indirizzo si riferiscono a ciascuno degli indirizzi che contraddistinguono i due settori degli Istituti Tecnici.
Le aree di indirizzo possono essere ulteriormente specificate in opzioni secondo quanto previsto nell’art.8 comma 2 lettera d) del DPR n.88/2010, dove si stabilisce che è compito del MIUR definire i criteri e le modalità per l’ulteriore articolazione delle aree di indirizzo in un numero contenuto di opzioni incluse in un apposito elenco nazionale.
La struttura dei percorsi dell’istruzione tecnica è disciplinata dall’art.5 comma 2 del DPR n.88/2010, dove si stabilisce la seguente articolazione:
a) un primo biennio articolato, per ciascun anno, in 660 ore di attività e insegnamenti di istruzione generale e in 396 ore di attività e insegnamenti obbligatori di indirizzo, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione e dell’acquisizione dei saperi e delle competenze di indirizzo in funzione orientativa, anche per favorire la reversibilità delle scelte degli studenti
b) un secondo biennio articolato, per ciascun anno, in 495 ore di attività e insegnamenti di istruzione generale e in 561 ore di attività e insegnamenti obbligatori di indirizzo
c) un quinto anno articolato in 495 ore di attività e insegnamenti di istruzione generale e in 561 ore di attività e insegnamenti obbligatori di indirizzo;
d) il secondo biennio e il quinto anno costituiscono articolazioni, all’interno di un complessivo triennio nel quale, oltre all’area di istruzione generale comune a tutti i percorsi, i contenuti scientifici, economico-giuridici e tecnici delle aree di indirizzo, di cui agli Allegati B) e C) , vengono approfonditi e assumono connotazioni specifiche che consentono agli studenti di raggiungere, nel quinto anno, una adeguata competenza professionale di settore, idonea anche per la prosecuzione degli studi a livello di istruzione e formazione superiore con particolare riferimento all’esercizio delle professioni tecniche
I percorsi dell’istruzione tecnica si realizzano, come indicato nel comma 2 lettera c) del succitato art.5, attraverso metodologie finalizzate a sviluppare, con particolare riferimento alle attività e agli insegnamenti di indirizzo, competenze basate sulla didattica di laboratorio, l’analisi e la soluzione dei problemi, il lavoro per progetti.
Sono strutturati in modo da favorire un collegamento organico con il mondo del lavoro e delle
professioni, compresi il volontariato ed il privato sociale. Stage, tirocini e alternanza scuola lavoro sono strumenti didattici per la realizzazione dei percorsi di studio.
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