Source: http://www.architettiroma.it/sportello/lavoriPubblici.aspx
Timestamp: 2017-04-25 04:48:28+00:00
Document Index: 131566059

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 217', 'art.199', 'art. 215', 'art.229', 'art.55', 'art.83', 'art 84', 'art. 45']

15/02/2017: quesito Volevo sapere se è possibile per un professionista dipendente che partecipa a un RTP per una gara pubblica, come può dimostrare i requisiti tecnico economici inerente l'attività da progettista dipendente che svolge. Naturalmente ai fini della gara.
Nel quesito posto non viene specificato se l'attività svolta è a full-time o a part.time, perché la diversa prestazione lavorativa, in qualità di dipendente, comporta possibili impedimenti alla partecipazione alle gare di progettazione.
Negli anni scorsi più volte è stata dibattuta, senza raggiungere risultati certi, la questione relativa alla valutazione degli importi da considerare validi (ai fini della determinazione dei requisiti tecnici ed economici) acquisiti da un progettista pubblico dipendente in quanto l'attività di progettazione svolta dall'architetto progettista all'interno di una pubblica amministrazione può non essere paragonabile a quella svolta a seguito di un incarico professionale . Credo che il suo curriculum tecnico può senz'altro essere anche rilevante all'interno di un RTP.
15/12/2016: PERMESSO DI COSTRUIRE Un mio cliente ha ottenuto un Permesso di Costruire convenzionato ai sensi dell'art. 28 bis del DPR 380/2001 per la realizzazione di un edificio privato. La convenzione che ha stipulato con il Comune prevede che egli realizzi e ceda un tratto di viabilità pubblica. Può sostituirsi alla stazione appaltante e affidare direttamente l'incarico per la realizzazione della viabilità ad un'impresa di sua fiducia? Può dirmi qual'è la norma di riferimento? Io sarò il Direttore dei Lavori per la realizzazione dell'edificio privato, posso dirigere i lavori anche per l'opera pubblica su incarico del mio cliente? Quali adempimenti devono essere assolti?
Come è noto il legislatore italiano da molti anni ha previsto la possibilità di scomputare la quota del contributo relativa ai relativi oneri di urbanizzazione se il titolare del permesso di costruire si obblighi a realizzare direttamente le opere di urbanizzazione, Numerose sono state anche le pronunce della Corte di Giustizia delle Comunità Europee che hanno ribadito che la realizzazione di un'opera di urbanizzazione secondo le condizioni e le modalità previste dalla normativa italiana in materia urbanistica, costituisce un "appalto pubblico di lavori".
30/09/2016: quesito Sottopongo il seguente quesito.
Sino allo scorso anno ho ricoperto l'incarico a tempo determinato di responsabile dell'area tecnica di un comune dell'area metropolitana. Nell'ultimo periodo ho redatto insieme ai colleghi dell'ufficio comunale una progettazione per la realizzazione della cosiddetta "Isola ecologica". Il progetto è stato firmato da me come architetto ed apponendo il timbro dell'area tecnica. Partito l'iter per acquisire i nulla osta necessari ho concluso il periodo di lavoro. In questi giorni mi è stato chiesto verbalmente di firmare di nuovo il progetto, apponendo anche il mio timbro professionale, per esplicita richiesta formulata da un ente che deve rilasciare parere di competenza. I dubbi derivano dal fatto che da un anno non sono più in servizio presso la struttura, e soprattutto l'utilizzo del timbro all'attualità presupporrebbe un conferimento d'incarico, o almeno una richiesta motivata da parte della p.a.?
L'Ente che oggi ( e perché non allora?) deve dare il proprio parere di competenza sul progetto da Lei firmato quando prestava servizio con contratto a "tempo determinato" può ovviamente esprimere detto parere su una regolare copia conforme a quella allora da Lei firmata. Mi sembra molto logica e giusta la sua perplessità di firmare oggi ulteriori copie visto che non è più nelle condizioni di farlo in quanto non ha il necessario incarico.
Se lo ritiene opportuno, a chi le chiede di firmare nuove copie può consigliare di seguire la procedura indicata in questa risposta
architetto Alessandra Montenero.
09/05/2016: quesito Sono dipendente Pubblico e lavoro presso l'Ufficio tecnico (Ingegneria) attualmente con la qualifica di collaboratore amministrativo prossimo a diventare, con passaggio orizzontale, collaboratore tecnico. Dal momento in cui avverrà questo passaggio, la Direzione dell'Azienda ha deciso che mi affiderà la direzione dei Lavori di cantieri già avviati da anni e bloccati per problematiche varie.
La mia domanda è: posso rinunciare/rifiutare questi incarichi o sono obbligato ad accettarli? Se devo accettarli comunque, è necessaria una lettera d'incarico ufficiale o è sufficiente una delibera Aziendale? Nella domanda non risulta chiaro se l'Azienda è un Ente di diritto pubblico o se è una Pubblica amministrazione e conseguentemente come essa si colloca in riferimento al rispetto del Codice degli appalti pubblici.
Comunque ritengo che una volta avvenuto il passaggio di qualifica, potrà essere da Lei considerata l'opportunità o meno di rifiutare alcune delle competenze tecniche che l'Azienda vorrà affidarLe architetto Alessandra Montenero 06/05/2016: COLLAUDO A seguito di consegna da parte del Rup della documentazione di cui all'art. 217 del DPR 207/10 per consentire al collaudatore di espletare il proprio incarico sono emerse due particolarità:
- esiste incongruenza tra quanto previsto dalle norme contrattuali e quanto previsto dal CSA relativamente alla collaudazione dell'opera. Ovvero mentre il CSA prevede la procedura del collaudo entro il termine di sei mesi dall'ultimazione dei lavori, il contratto prevede la procedura semplificata del certificato di regolare esecuzione da emettere entro 90 giorni dall'ultimazione dei lavori (a titolo informativo i lavori di che trattasi possono rientrare tra quelli per cui è possibile redigere il CRE);
- il certificato di ultimazione dei lavori non esiste in quanto il DL ha ritenuto di non emetterlo a seguito della mancata esecuzione dei lavori che l'impresa in sede di gara si era offerta di eseguire in aggiunta a quelli di cui al progetto approvato e senza maggiori oneri per l'ente appaltante. In sintesi trattasi di appalto affidato con la procedura dell'offerta economicamente più vantaggiosa e quindi a latere delle lavorazioni di progetto si aggiungono tutte quelle proposte dall'impresa appaltatrice che sono state oggetto di valutazione dalla commissione in sede di gara e che hanno contribuito insieme all'offerta economica alla aggiudicazione dei lavori all'impresa appaltatrice.
Premesso quanto sopra, chiedo come il collaudatore possa continuare ad espletare il proprio incarico e, eventualmente, nel rispetto di quali tempi (visto che in assenza di certificato di ultimazione dei lavori manca il riferimento temporale da cui poter conteggiare il termine dei sei mesi previsti dalla norma)
A seguito dell'espletamento di una gara d'appalto secondo la procedura dell'offerta più vantaggiosa , la stazione appaltante deve far proprio l'esito della stessa gara che diventa base dell'accordo contrattuale con l'impresa esecutrice dei lavori.
Anche modificare la procedura di collaudazione dell'opera è possibile solo con un atto ufficiale e successiva nomina del collaudatore.
In coerenza con l'art.199 del Regolamento di esecuzione e attuazione DLgs 163/2006, alla data di scadenza del tempo di esecuzione previsto dal contratto, il direttore dei lavori redige in contraddittorio con l'esecutore un verbale di constatazione sullo stato dei lavori.
Se il direttore dei lavori non accerta lo stato di esecuzione dell'opera in rapporto agli accordi contrattuali, non possono concludersi le operazioni di collaudo.
03/05/2016: CERTIFICATO DI COLLAUDO Sono stato nominato (come tecnico interno dell'ente appaltante) collaudatore in corso d'opera per lavori peraltro non rientranti, ai sensi del DPR 207/10, tra quelli per i quali tale tipo di collaudo non è obbligatorio (importo non superiore al limite previsto, opere non rientranti nella casistica di cui all'art. 215 c. 4 DPR 207/10)
A lavori ultimati, il Rup mi chiede di svolgere anche il collaudo finale, nonostante l'incarico specificasse solo "in corso d'opera", perché secondo lui non esistono due figure distinte e pertanto esiste l'obbligo di svolgere entrambi gli incarichi
Io non sono dello stesso parere
Chiedo lumi in merito
Pur non conoscendo lo specifico testo utilizzato per il conferimento dell'incarico di "collaudatore in corso d'opera", ritengo di poter affermare che il certificato di collaudo, da emettere in coerenza con l'art.229 del Regolamento di esecuzione e attuazione del DLgs163/2006, sia la dovuta conclusione dell'attività di collaudo svolta mentre l'intervento era in corso di esecuzione. architetto Alessandra Montenero
06/04/2016: AFFIDAMENTO INCARICO Vorrei sottoporre alla vs attenzione la seguente problematica
premessa : il comune di Lariano (RM) ha bandito una gara per la realizzazione di un'ala di edificio scolastico con i criteri dell'offerta più vantagiosa,artt.53 comma 2,lettera a) e art.55 comma 5, ai sensi del D.Lgs n. 163/2006 art.83, con importo pari a 998.000 €.
Il sottoscritto è stato nominato membro di commissione di gara per l'esame delle offerte.Aggiudicata la gara l'amministrazione comunale vorrebbe conferire incarico di Direzione Lavori dell'opera
quesito : il sottoscritto può accettare tale nomina limitatamente all DD.LL. ? oppure la stessa è in contrasto con la deontologia professionale e/o con il Codice degli appalti?
Il Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi,forniture, all'art 84 " Commissione giudicatrice nel caso di aggiudicazione con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa" al punto 4 stabilisce che " I commissari diversi dal Presidente non devono aver svolto né possono svolgere alcun'altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta". Ne consegue che l'Amministrazione comunale non possa affidare l'incarico di Direzione dei lavori di un intervento edilizio ad un componente la citata Commissione giudicatrice della gara d'appalto per la realizzazione dello stesso intervento .
19/05/2015: ELENCHI PER AFFIDAMENTO DI SERVIZI DI ARCHITETTURA ED INGEGNERIA In merito al rinnovo degli elenchi professionisti per affidamenti di servizi di architettura ed ingegneria negli Enti Locali, qual è la cadenza stabilità dal codice? Esiste un termine perentorio oppure è a discrezione dell'Amministrazione che forma l'elenco.
Per l'affidamento diretto per i servizi suddetti inferiore ai 40.000 euro, il professionista selezionato deve essere inserito nell'elenco di cui al bando?
Ai sensi dell'art. 45 del D.Lgs 163/2006 e ss.mm.ii. ogni Amministrazione pubblica può avvalersi di elenchi per l'affidamento di servizi il cui importo è inferiore a 100.000 euro.
In genere detti elenchi hanno validità pluriennale con previste integrazioni ogni anno.
A volte, come il caso del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - Provveditorato regionale Piemonte e Valle d'Aosta, nello stesso bando per la costituzione degli elenchi dei professionisti è scritto che l'Amministrazione può estendere l'indagine di mercato anche ad altri professionisti non iscritti purché in possesso dei requisiti prescritti.
Ritengo quindi che anche il possesso dei requisiti sia la motivazione per essere invitati dall'Amministrazione a partecipare alla gara di affidamento di uno specifico servizio.
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