Source: https://issuu.com/cgiamestrebis/docs/tuttoimpresa_ottobre_2010
Timestamp: 2016-12-07 11:31:30+00:00
Document Index: 177991284

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 3', 'sentenza\n', 'art.10', 'art.12', 'art.62', 'art.95', 'art.73', 'sentenza ', 'art.2', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza\n', 'sentenza ', 'art. 2110', 'art. 2', 'art.\n136']

tutto impresa ottobre 2010 by Cgiamestre Bis - issuu
ANNO XX - n. 07
A MESTRE O
TROVI TUTT
Periodico mensile - Registrazione Tribunale di Venezia n.924 del 08/03/1988 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46)
art.1, comma1, DCB Venezia - ProprietĂ dellâ&#x20AC;&#x2122;Ass. Artigiani e Piccole Imprese Mestre CGIA, redazione in via Torre Belfredo 81/D-E, Mestre VE - Direttore responsabile Renato Mason
Realizzazione grafica e impaginazione IDEAAZIONE via Felisati 24 Mestre VE - Stampa Arti Grafiche Molin s.a.s. via Torino 109 Mestre VE.
Tram e viabilità di Mestre
Nuovi contributi alle piccole imprese
› ambiente&sicurezza
Porte antincendio: sostituisci quelle
non marchiate cee
Assunzione di minore aprrendista
Lavoratore autonomo: un'altra
Amministri una srl?
Nessuna deducibilità
Collegato lavoro: approvato
Pensioni: ecco le nuove regole
incontri organizzati in ottobre
Lunedì 18 ottobre 2010 si è tenuto l’incontro con il vice prefetto vicario di
Venezia, dott. Valerio Valenti sul tema della legge antimafia (L.136/2010)
e delle nuove regole negli appalti e subappalti pubblici. L’incontro ha
approfondito soprattutto il problema dei cartellini in cantiere e della cosiddetta
“semplificazione” nella tracciabilità degli appalti.
Giovedì 21 ottobre 2010 abbiamo avuto come ospite il dott. Patrizio
Temperilli della Banca Antonveneta – Gruppo Montepaschi in un incontro
dal titolo: “Antiriciclaggio: le nuove norme”. Sono stati messi in luce gli aspetti
della normativa 78/2010 riguardanti la regolamentazione dell’uso del denaro
contante entro una certa soglia.
Lunedì 25 ottobre 2010 si è tenuto a Marghera l’incontro con
l’Assessorato alle attività produttive del Comune di Venezia, ospite il
direttore dello sviluppo economico Alessandro Martinini, sul nuovo bando da poco indetto sulla legge
Bersani. Il comune ha messo a disposizione oltre 1,2 milioni di euro per le imprese veneziane per
l’acquisto di macchinari, attrezzature, l’acquisto e l’adeguamento tecnologico degli impianti, le opere edili
per la costruzione, l’ampliamento, la ristrutturazione e la messa a norma dei fabbricati.
Mercoledì 27 ottobre 2010 si è tenuto l’incontro con il prof. Antonio Viotto, professore di diritto
tributario all’Università Ca’ Foscari di Venezia e dottore commercialista, sul tema della probabile
abolizione dell’Irap, l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive che si applica alle attività produttive
esercitate in ciascuna regione. L’incontro è stato molto interessante, soprattutto per il fatto che ha
delineato i possibili scenari nel caso dell’abolizione di questa imposta.
Vai nel sito www.cgiamestre.com per visualizzare i video degli incontri organizzati.
ACCOLTA LA NOSTRA
RICHIESTA di istituire
un tavolo permanente tra
con lo scopo di monitorare
periodicamente le criticità per
le vie di Mestre interessate al
passaggio del tram.
➜ Il protocollo d’intesa
firmato lunedì 4 ottobre
2010, istituisce un tavolo che
prende in considerazione tutte
le questioni della viabilità
mestrina, dalla progettazione
dell’opera all’inizio dei
cantieri; cosa che, finora, non
è avvenuta né per il tram,
né per le piste ciclabili di
viale Garibaldi, né per tutte
le altre opere che incidono
pesantemente sulla
già complessa mobilità
della città di Mestre.
➜ Abbiamo inoltre
proposto l’eliminazione
delle fasce orarie per
carico/scarico almeno
per le vie che, a causa
del tram, hanno visto
la notevole riduzione
di zone dedicate a
operazione per le attività
artigianali e commerciali. Per
questa richiesta occorreranno
ulteriori valutazioni tecniche di
attivo il nuovo servizio di controllo
Ad integrazione di quanto
già comunicato a seguito
dell’internalizzazione del
servizio di controllo e verifica
sugli impianti termici ubicati
all'interno del Comune di
Venezia, ti ricordiamo che,
oramai dal 1 ottobre, ARTI Spa
non riceve più i Rapporti di
Controllo Tecnico relativi alle
manutenzioni degli impianti
termici ubicati all’interno
del territorio del Comune
di Venezia, né direttamente
tramite i propri uffici, né
attraverso qualsiasi altra sede
decentrata come gli U.R.P. della
Tali documenti, oltre a qualsiasi
altra comunicazione relativa agli
impianti termici siti nel Comune
di Venezia, dovranno essere
consegnati allo stesso ufficio che
della Tesoreria del Comune di
Venezia - Cassa di Risparmio
di Venezia- per il
ritiro bollini, dovrà
Servizio Fonti di Energia e Impianti Termici uffici di Piazzetta
Cesare Battisti, 17 a
Piazzetta Cesare Battisti, 17
Mestre (di fronte al
teatro Toniolo) con
impiantitermici@comune.venezia.it
rilasciata dalla
➜ Ti ricordiamo che la nuova
tesoreria. E' consigliabile
procedura prevede che
l’impresa prenoti i bollini
chiamando uno dei seguenti
con l’apposito modulo:
recapiti: 041/2749882 oppure l’amministrazione comunale
041/2749887.
provvede a mandare, via mail o
fax, una nota contabile indicante
l'importo dei bollini ordinati
e il numero della causale di
chiama l’ufficio sindacale allo
versamento. Una volta che
041/2386701
l’impresa ha effettuato il
(rif. Dott. Giovanni Gomiero)
pagamento presso gli sportelli
si occupa anche dei bollini verdi
per il Comune di Venezia:
tracciabilità appalti
e subappalti pubblici: regna la confusione
ministeriali su alcuni aspetti
controversi della Legge n. 136
del 13/08/2010, è sicuro che
la tracciabilità si applicherà
subito a tutti i contratti con
i fornitori pubblici stipulati
dal 7 settembre; diversa
e molto più confusa è la
situazione per i vecchi appalti,
per i pagamenti legati a
contratti già` in corso con la
P.A e che rischia di bloccare
subito tutti i pagamenti delle
amministrazioni: la norma
richiede infatti anche il codice
unico di progetto (CUP) che
oggi i contratti in essere non
hanno e senza il quale non c`è tracciabilità.
PUBBLICI – TRACCIABILITÀ
LEGGE N. 136 DEL 13/08/2010
Si sta studiando una via
di uscita in tempi brevi
per il nodo della tracciabilità
finanziaria negli appalti
pubblici. Il quadro della
situazione è il seguente.
SOSPENSIONE: esclusa ipotesi
di una sospensione secca della
legge antimafia e dell’obbligo
di tracciabilità finanziaria in
vigore dal 7 settembre per gli
appalti, i lavori, i servizi e le
MORATORIA: si studia la
possibilità di introdurre una
moratoria di sei mesi per
l’applicazione ai contratti
già firmati. In attesa di un
regolamento che chiarisca
le modalità operative per
l’eliminazione del contante
dagli appalti e l’apertura di
un conto dedicato per pagare
gli stipendi, gli appaltatori e i
subappaltatori. La moratoria
potrebbe entrare in un
decreto già alla fine di questa
SUBAPPALTI: anche ai fini
della tracciabilità, seguiranno
la sorte del contratto
- Tutti gli operatori economici in qualità di appaltatori, subappaltatori e, in genere,
subcontraenti nella filiera delle imprese interessate ad appalti pubblici;
- Tutti coloro che hanno ottenuto finanziamenti pubblici nell’ ambito di opere/servizi e
forniture pubbliche;
- La norma sembra interessare solo gli appalti siglati dal 7 settembre 2010 in poi;
tuttavia non è escluso che siano inclusi gli appalti in essere a detta data;
- Comunicazione alla stazione appaltante del Conto Corrente dedicato sul quale
- Effettuazione dei flussi finanziari solo tramite bonifico bancario;
- Indicazione nel bonifico del CUP (Codice Unico del Progetto) che verrà attribuito dal
soggetto pubblico ad ogni commessa;
- Comunicare alla stazione appaltante gli estremi identificativi del CC con l’indicazione
dell’appalto di riferimento;
- Comunicare alla stazione appaltante le generalità delle persone delegate ad operare
sugli appalti;
- Le imprese Subappaltanti e Subcontraenti dovranno fare analoga comunicazione ai
loro committenti fornendo solo gli estremi del CC dedicato.
La comunicazione deve essere effettuata entro 7 giorni dall’ accensione del CC dedicato.
Per i contratti già esistenti entro 7 giorni dalla entrata in vigore della legge, cioè entro
il 14 settembre p.v.
- L’omessa comunicazione comporta una sanzione da 500,00 a 3.000,00 euro
dal comune di venezia alle piccole imprese con il “bando bersani”
Dal 6 ottobre al 19
novembre 2010 è
a valere sui fondi stanziati
ex Legge 266/1997 - D.M.
267/2004 (la cosiddetta "Legge
Bersani"), che il Comune di
Venezia intende promuovere
per favorire il rilancio delle
attività produttive veneziane.
sono oltre 1,2 milioni e
saranno destinate a piccole e
micro imprese dei settori del
e della produzione di beni e
servizi, esistenti o di nuova
costituzione, già localizzate, o
che intendano localizzarsi, in
ambiti territoriali riconosciuti
di particolare degrado urbano
comprendono interventi
di "sostegno ordinario"
a iniziative di sviluppo
imprenditoriale e "sostegno
intensivo" per il finanziamento
di progetti di particolare
eccellenza che possono
innescare una più complessiva
attivazione economica della
è venerdì 19 novembre 2010.
DELL’INVESTIMENTO DOVRÀ
TROVARSI IN UNA DELLE
•	Municipalità di Venezia,
Murano, Burano;
•	Municipalità di LidoPellestrina;
•	Municipalità di Marghera/
Malcontenta; •	Zona di Campalto, Altobello.
ll bando è riservato alle Micro
e Piccole imprese creative
iscritte alla Camera di
Commercio di Venezia (aventi
almeno una sede operativa
in provincia di Venezia e
appartenenti alle categorie di
attività elencate all’art. 3 del
bando), che presenteranno
domanda nei termini (dal
1/10/2010 al 30/11/2010).
La valutazione finale del
grado di creatività è, in
ogni caso, demandata alla
Commissione Tecnica di
Valutazione, che terrà conto
dell’oggetto sociale dell’attività
dell’impresa, delle attività
che l’impresa effettivamente
svolge (che dovranno essere
dettagliatamente documentate)
e del progetto presentato.
E' previsto un budget
complessivo di € 50.000,00 per
l’erogazione diretta da parte
di servizi di assistenza e
consulenza finalizzati a
sostenere le imprese creative,
per un valore massimo
dell’intervento agevolativo fino
ad € 5.000,00 ad impresa, in
osservanza della normativa
comunitaria in tema di Aiuti
di stato, con particolare
(CE) n. 1998 del 15/12/2006.
SUL BANDO E SU COME
USUFRUIRE DEI CONTRIBUTI
TELEFONA ALLO 041.2386602
CHIEDENDO DI DENIS NEROSI
➜ RESTAURO: NUOVA PROROGA PER LA QUALIFICA PROFESSIONALE
Il Ministero dei Beni Culturali ha accolto le richieste di proroga per il riconoscimento delle
qualifiche professionali di restauratore e di collaboratore restauratore.
- Termine di scadenza per la presentazione delle domande per il conseguimento delle qualifiche
professionali di restauratore e di collaboratore restauratore: 30 novembre 2010;
- Termine di scadenza per la presentazione delle attestazioni in ordine all’attività di restauro svolta
dal richiedente: 31 gennaio 2011.
nazionale dell’area comunicazione
E’ stato siglato il nuovo
Comunicazione. Tra le
principali novità segnaliamo le
•	aumento salariale pari a
90 € (al 4° liv.) nel triennio
con prima tranche erogata a
•	una tantum di 125 €
(erogata in due tranches
rispettivamente a marzo
2011 e marzo 2012);
•	applicazione del nuovo CCNL
alle piccole imprese non
•	modifica normativa malattia
(integrazione al 100%
qualora la malattia sia
superiore ai 6 giorni);
•	introduzione di una
normativa per il computo di
sospensione nell'ambito del
rapporto di apprendistato;
•	modifiche sul meccanismo
dell'affiancamento (nel caso
di lavoratori assenti con
diritto alla conservazione del
posto di lavoro);
•	recepimento accordi sulla
bilateralità e sull’ assistenza
Tra le imprese artigiane
interessate: arti grafiche,
copisterie, legatorie,
servizi di informatica,
cartotecnica, fotografie,
eliografie, realizzazione di
software, implementazione e
manutenzione di hardware.
approvata la direttiva europea
In base alla nuova direttiva
Europea, il limite massimo di
tempo per la liquidazione delle
fatture nel caso di rapporti
business-to-business sarà
di 30 giorni, a meno che non
risulti diversamente stabilito
nel contratto. Se entrambe
le parti sono d'accordo, è
possibile salire a 60 giorni.
Il periodo di pagamento può
essere prorogato oltre i 60
giorni solo se espressamente
concordato con il creditore e il
debitore nel contratto e purché
questo non vada a scapito del
Nel caso di public-to-business,
il periodo di pagamento è
sempre di 30 giorni e non
oltre il limite massimo di 60
giorni, termine che deve essere
espressamente concordato e
obiettivamente giustificato nel
Gli enti pubblici che forniscono
assistenza sanitaria possono
scegliere un periodo fino a 60
giorni. Questo a causa della
particolare natura di questi enti
finanziati attraverso i rimborsi
nell'ambito dei sistemi di
Per quanto concerne tasso
di interesse e risarcimento,
il Parlamento ha spinto il
Consiglio ad accettare un tasso
di interesse previsto dalla
legge maggiorato di almeno
Il creditore ha diritto di
ottenere dal debitore, come
minimo, un importo fisso di 40
euro, come compensazione per
i costi di recupero.
Il periodo di verifica per
accertare che i prodotti
o servizi siano conformi
a quanto specificato nel
contratto, è fissato a 30 giorni.
Questo periodo può essere
prorogato nel caso di appalti
particolarmente complessi, ma
solo se espressamente indicato
e purché non arrechi danno al
L’importante provvedimento
preso non è da subito
direttamente applicabile agli
ordinamenti degli Stati membri
Ue: essi, compresa quindi
L’Italia, avranno ora due anni di
tempo per recepire all’interno
del proprio sistema legislativo
la complessa direttiva europea
Ufficio Segreteria / / Credito	➤	tel 041. 23 86 611	➤ fax 041. 97 52 43
Ufficio Ambiente / / Sicurezza	➤	tel 041. 23 86 637	➤ fax 041. 97 09 78
Ufficio Contabilità Semplificata	➤	tel 041. 23 86 620	➤ fax 041. 97 43 02
Ufficio Contabilità Ordinaria	➤	tel 041. 23 86 680	➤ fax 041. 96 13 22
Ufficio Tenuta Libri Paga	➤	tel 041. 23 86 640	➤ fax 041. 97 20 95
Ufficio Sindacale	➤	tel 041. 23 86 700	➤ fax 041. 98 45 01
Ufficio Cassa	➤	tel 041. 23 86 607	➤ fax 041. 97 52 43
Ufficio Amministrazione	➤	tel 041. 23 86 626	➤ fax 041. 97 52 43
MESTRE, via Torre Belfredo, 81/d/e	tel 041. 23 86 611	fax 041. 97 52 43	Info@mailcgiamestre.com
MARGHERA, via Toffoli, 1/h - i	tel 041. 23 86 670	fax 041. 93 81 70	marghera@mailcgiamestre.com
MARCON, Viale San Marco, 82	tel 041. 23 86 740	fax 041. 59 50 332	marcon@mailcgiamestre.com
TRIVIGNANO, via Castellana, 185	tel 041. 23 86 660	fax 041. 54 60 486	trivignano@mailcgiamestre.com
CHIRIGNAGO, via Oriago, 2	tel. 041. 23 86 610	fax 041. 54 46 441 chirignago@mailcgiamestre.com
di Granzo Andrea
ASSICURA s.a.s. è in grado di offrirti condizioni
particolarmente vantaggiose sui prodotti
assicurativi sotto riportati e su molti altri ancora.
CHIAMA LO 041 5042 816
ASSICURA S.A.S. VIA FILIASI 86/88 MESTRE
PENSACI PER TEMPO - CHIEDILO PER TEMPO
Ora è il momento giusto per chiedere la forma di credito
che meglio soddisfi le Tue esigenze.
>	Hai bisogno di liquidità?
>	Devi chiudere uno scoperto di c/c troppo oneroso?
>	Ti serve una linea di fido per smobilizzare i crediti a
lunga scadenza? >	Devi pagare delle tasse/contributi arretrati?
>	Devi effettuare o hai effettuato degli investimenti?
Telefona all’Ufficio Credito della Tua Associazione allo
041.2386602 chiedendo di Denis Nerosi
●	Esigenze di liquidità della Tua impresa e non: 2,5%
●	Finanziamenti per acquisto di macchinari, attrezzature
e immobili fatti o da fare: a seconda dei casi
tassi dallo 0%, del 2,4%
●	Finanziamenti per consolido scoperto di c/c: 2,5%
Scoperto di
salvo buon
se l'azienda è in crisi:
viene esclusa dagli studi di settore
Alle aziende che stanno
della crisi economica corre
in soccorso la sentenza
n.19136 del 7 settembre 2010,
l’assoggettabilità agli studi di
Infatti i Giudici della
Cassazione hanno previsto per
queste aziende quale causa di
esclusione dell’applicazione
degli studi di settore il
“non normale svolgimento
dell’attività”, come previsto
dall’art.10 della L.146/1998.
individuare, da parte
dell’Agenzia delle Entrate,quali
siano le ipotesi che soddisfano
i requisiti di non normale
attività di impresa e fissare
dei parametri con cui definire
il “non normale svolgimento
dell’attività”, ed è proprio su
questo punto che è intervenuta
la Fondazione Studi del
Consulenti con la circolare
10/2010 che analizza i casi
pratici per individuare le
Sembrerebbe opportuno, ad
esempio, giudicare esistente il
fenomeno della crisi aziendale
tutte le volte che l’azienda si
trova a sospendere l’attività
senza aver programmato prima
questa interruzione.
La sospensione non
programmata dell’attività,
infatti, costituisce
sicuramente una condizione
di non normalità nell’esercizio
dell’attività imprenditoriale,
che giustifica uno scostamento
anche sensibile dai risultati
Quanto detto è avvalorato
ancora di più se si pensa che
gli studi di settore se creati
in funzione della struttura
produttiva del contribuente e in
ragione del settore economico
presupposti ha preso forza
la circolare n.10/2010 che
asserisce che quando la crisi
di un’azienda si manifesta con
una temporanea inattività si
è di fronte ad un’esclusione
dell’applicazione degli studi di
A questo proposito e, come di
prassi, è bene munirsi di prove
documentali come ad esempio
l’ammissione alla procedure
di Cig, i licenziamenti e la
un’altra forma di convenienza per te
L’attuale sistema della
previdenza complementare è
in vigore dal 1°gennaio 2007 e
consiste nella costituzione di
un trattamento pensionistico
aggiuntivo rispetto al sistema
complementari esistevano,
comunque, già dal 1992.
l’argomento è trattato con
riferimento a tutti i soggetti
che possono aderire alla
sono evidenziate le parti che
riguardano anche, o in modo
specifico, i titolari di reddito
d’impresa ed i professionisti.
Le regole sulla tassazione,
sulle anticipazioni e sul
riscatto sono comuni a tutti i
L’obiettivo della previdenza
complementare è quello di
garantire la conservazione
di un tenore di vita adeguato
anche dopo la cessazione
Per questo motivo l’adesione
alla previdenza complementare
è del tutto volontaria.
I soggetti che possono, con
modalità diverse, aderire alla
•	i lavoratori dipendenti del
settore privato e del settore
pubblico (questi ultimi con
alcune limitazioni);
•	i soci lavoratori delle
cooperative di produzione e
lavoro (che per molti aspetti
sono assimilati ai lavoratori
dipendenti);
•	i lavoratori autonomi,
compresi i titolari di reddito
d’impresa, e i professionisti;
•	i soggetti che svolgono
esclusivamente lavori
non retribuiti nell’ambito
familiare e che non sono
•	altri soggetti diversi da quelli
sopra elencati che si trovano
in particolari situazioni (per
esempio, che non sono
titolari di redditi da lavoro
o che sono fiscalmente a
carico di altri soggetti).
Il sistema comporta
l’individuazione di tre diversi
•	l’accumulazione del capitale
che consentirà l’erogazione
della pensione aggiuntiva;
•	la gestione del capitale
accumulato, esercitata
dai “fondi pensione”
appositamente istituiti,
oppure le banche,
o altri enti di gestione
•	l’erogazione della pensione
Avviene in forme diverse a
seconda dei soggetti.
Per i lavoratori dipendenti può
essere attuata:
•	mediante il versamento
di contributi a carico del
•	mediante il conferimento del
a mano a mano che questo
In questi casi, l’adesione
viene data a “fondi pensione
negoziali” (detti fondi “chiusi”).
Non è comunque escluso che i
lavoratori dipendenti possano
adottare forme pensionistiche
individuali affidandosi ad altri
fondi (detti “fondi pensione
aperti”), istituiti da compagnie
di assicurazione, banche o altri
Per gli autonomi e per
i liberi professionisti il
finanziamento della previdenza
complementare avviene
mediante contribuzione a loro
totale carico, generalmente
con l’adesione a “fondi
pensione” che prevedono
individuali (fondi “aperti”).
E’ possibile aderire a forme
pensionistiche individuali
anche attraverso la stipula di
contratti di assicurazione sulla
vita, appositamente creati.
Gli autonomi possono aderire
a “fondi pensione negoziali” se
appartengono a categorie per
le quali sono stati istituiti fondi
è libera: per quanto riguarda
i lavoratori dipendenti, i
contratti e gli accordi collettivi
stabiliscono le modalità
e le misure minime di
I lavoratori dipendenti possono
destinare il proprio TFR alla
formazione della pensione
Entro il 30 giugno 2007 ogni
lavoratore dipendente, già
assunto al 31.12.2006, ha
dovuto scegliere se destinare
il TFR alla previdenza
complementare o lasciarlo
In caso di destinazione
del TFR alla previdenza
complementare, il datore di
lavoro trasferisce all’ente che
cura la gestione del capitale
le quote, a mano a mano che
Il beneficio fiscale nella fase dell’accumulazione
La legislazione sulla
proprio per incentivarne
le adesioni, prevede un’
importante agevolazione.
Per tutti i soggetti che
hanno versato contributi
destinati alla previdenza
complementare, è previsto
che essi siano deducibili dal
ai fini Irpef per un importo non
superiore a 5.164,57 euro.
Per esempio, il titolare di un
reddito complessivo, compreso
tra i 28.000 ed I 55.000 euro,
che versa alla previdenza
complementare contributi per
5.000 euro, poiché l’aliquota
dello scaglione più elevato
è, in questo caso, del 38%,
realizzerà un risparmio
d’imposta pari a 1.900 euro.
dipendenti che hanno destinato
il loro TFR alla previdenza
complementare, essi devono
considerare anche le quote
trasferite dal datore di lavoro
all’ente di gestione del capitale.
Una deduzione maggiore è
prevista in favore dei lavoratori
di prima occupazione.
La deduzione è
ammessa a prescindere
dal soggetto che esegue il
versamento o dal tipo di reddito
dichiarato e sia che si tratti di
contributi volontari (autonomi e
professionisti), che di contributi
dovuti in base a contratti o
accordi collettivi (lavoratori
Tutti i contribuenti devono
rispettare il limite di 5.164,57
euro, tenendo conto anche dei
contributi versati a favore di
familiari fiscalmente a carico.
La parte eccedente il limite
indicato, che non può
beneficiare della deduzione dal
reddito, sarà esonerata dalla
tassazione al momento dell’
erogazione della pensione (il
contribuente deve però darne
notizia all’ente che gestisce la
sua pensione complementare).
Dal 2007 la deducibilità è
estesa ai contributi versati
ad enti pensionistici istituiti
presso gli Stati membri dell’
UE e presso gli Stati aderenti
all’Accordo sullo Spazio
Un aspetto molto delicato, a
proposito della previdenza
complementare, è quello
relativo alla gestione delle
risorse che affluiscono ai fondi
Dalla più o meno oculata
gestione di questi capitali
dipende, infatti, il trattamento
pensionistico che riceveranno
i soggetti che a questi fondi si
tutti i fondi pensione sono stati
posti sotto il controllo di un
ente appositamente istituito: la
“Commissione di Vigilanza sui
Fondi Pensione” (COVIP).
che in passato alcuni fondi
si trovassero in situazione
di difficoltà finanziaria;
situazione in cui si trovano
ancora oggi, al punto che per
i soggetti che hanno aderito
a questi fondi (che vengono
ufficialmente definiti “fondi
in squilibrio finanziario”) è
prevista la deducibilità fiscale
dei contributi versati, senza
il limite dei 5.164,57 euro,
previsto come regola generale.
Per quanto riguarda i “fondi
pensione aperti”, è stabilito
che il loro patrimonio deve
essere separato ed autonomo
e rispetto a quello degli
enti che li hanno costituiti e
finalizzato esclusivamente alla
erogazione delle pensioni ai
soggetti che vi hanno aderito e
che hanno versato il capitale.
Visita il sito www.cgiamestre.com
➜ Fondi pensione in regime di
Sono gestiti secondo il sistema
tecnico-finanziario della
L’imposta sostitutiva è dell’11%
Se in un certo periodo
d’imposta il risultato della
gestione è negativo, esso può
essere portato in diminuzione
del risultato positivo dei periodi
d’imposta successivi.
La tassazione è però diversa
a seconda del sistema di
gestione che ciascun fondo
adotta, nel senso che cambia
il procedimento che determina
la base imponibile alla quale
applicare l’imposta sostitutiva.
Da questo punto di vista, i fondi
pensione di dividono in:
prestazioni definite
Questi fondi non gestiscono
in proprio i contributi versati
dai partecipanti, ma si
affidano, stipulando apposite
convenzioni, a compagnie di
assicurazione che erogano le
è tassato con l’imposta
sostitutiva dell’11%; la base
imponibile è costituita dalla
differenza tra il valore attuale
della rendita alla fine dell’anno,
diminuito dei contributi versati,
ed il valore attuale della stessa
rendita all’inizio dell’anno.
derivanti dalla gestione
dei capitali di cui i fondi
dispongono, non segue le
normali regole alle quali sono
soggetti i redditi di capitale,
quali essi sono, ma avviene con
l’applicazione di una imposta sostitutiva delle imposte sui
➜ Fondi pensione che
possiedono immobili
Questi fondi, il cui
patrimonio è investito in
immobili, sono soggetti
ad una imposta sostitutiva
dello 0,5% del patrimonio
L’aliquota è dell’1,5% del
valore degli immobili per i
quali il fondo ha optato per
la libera determinazione
➜ Fondi pensione già
istituiti nel 1992
Questi fondi sono gestiti
in regime di prestazioni
definite secondo il sistema
tecnico-finanziario.
Anch’essi sono soggetti
all’imposta sostitutiva dell’11%
su una base imponibile
costituita dalla differenza tra iL
valore attuale della rendita e i
2007, il diritto alla pensione
complementare spetta:
•	al momento del
pensionamento previsto dal
regime obbligatorio;
•	con almeno cinque anni di
iscrizione ad una forma di
Le prestazioni erogate dal
fondo di previdenza possono
essere corrisposte:
•	in forma di rendita periodica;
•	in forma di capitale, fino
ad un massimo del 50%
del montante (capitale più
interessi) maturato; la parte
restante deve essere erogata
in forma di rendita.
La prestazione può essere
erogata interamente sotto
forma di capitale se la rendita
calcolata sul 70% del montante
risultasse inferiore al 50%
Nella ripartizione tra quota
del montante da erogare sotto
forma di capitale e quota da
erogare sotto forma di rendita,
si deve tener conto delle
somme eventualmente già
erogate a titolo di anticipazione
e non reintegrate dal soggetto.
Il capitale erogato (al netto
di quanto già assoggettato
a tassazione) è tassato con
l’aliquota del 15% mediante
eseguita dal fondo.
Per ogni anno successivo al
quindicesimo, l’aliquota è
ridotta dello 0,30% con un
limite massimo di riduzione
di sei punti percentuali
(raggiungibili in venti anni).
Con 35 anni di contribuzione,
quindi, la tassazione del
capitale è del 9%.
Anche le rendite (al netto di
quanto già assoggettato a
tassazione) sono tassate con
l’aliquota del 15%, ridotta
dello 0,30% per ogni anno di
contribuzione successivo al
La parte della prestazione
corrispondente ai contributi
non dedotti in dichiarazione
dei redditi (per effetto del tetto
previsto di € 5.164,57) non è
Si fa notare che l’aliquota di
tassazione (massima: 15%
fino a 15 anni di contribuzione;
minima 9% da 35 anni di
contribuzione) è di gran lunga
inferiore alle aliquote ordinarie
Irpef e che l’imposta risultante
è anche inferiore a quella
prevista per il TFR
che il lavoratore a
deciso di lasciare in
individuale maturata.
un’anticipazione dipende dagli
importi richiesti, dai motivi
per cui vengono richiesti e
dall’anzianità di contribuzione
In ogni caso, le anticipazioni
non possono mai superare,
complessivamente, il 75%
dei versamenti effettuati
(comprese, per i lavoratori
dipendenti, le quote di TFR),
aumentati dei rendimenti
Anche le anticipazioni vengono
tassate (in misura diversa a
seconda degli elementi sopra
indicati).
Le anticipazioni ricevute
possono, a discrezione del
soggetto, essere reintegrate.
Il reintegro può avvenire
in unica soluzione o con
versamenti periodici.
Sono previsti il riscatto
parziale (50% della posizione
individuale maturata), il
riscatto totale ed il riscatto
in caso di morte del soggetto
prima della maturazione del
La tassazione del riscatto,
specifici previsti, è quella già
illustrata a proposito della
erogazione del capitale: 15%
con riduzione dello 0,30%
per ciascun anno successivo
al quindicesimo fino al
trentacinquesimo.
➜ PER I SOCI DI SRL C’E’ LA DOPPIA CONTRIBUZIONE
I soci amministratori di srl del settore dell’artigianato e commercio che prestano anche attività
lavorativa nella società devono, oltre che essere iscritti alla gestione previdenziale specifica
dell’attività (artigiani o commercianti), essere iscritti anche alla gestione separata riservata agli
amministratori, con l’applicazione dell’aliquota ridotta del 17%, prevista per i soggetti iscritti ad
altra gestione obbligatoria.
Con l’art.12 della Manovra viene perciò definitivamente accolta la tesi , sempre sostenuta dall’Inps,
del L.662/1996, che sanciva la compatibilità della doppia iscrizione alle casse previdenziali. Vien
da sé che una particolare attenzione va posta ai requisiti di “abitualità e prevalenza” che fanno
scattare l’obbligo di iscrizione alle casse di artigiani o commercianti.
Si fa presente che l’applicazione della doppia contribuzione, ove sussistessero i requisiti , è
retroattiva.
la novità sugli affitti:
riunitosi il 4 agosto 2010
ha approvato uno schema di
della riforma del federalismo
fiscale che porterebbe ad
un trasferimento della
competenza della fiscalità
derivante dagli immobili ai
La novità più’ rivoluzionaria è
l’introduzione di una cedolare
secca sugli affitti.
Lo schema di decreto verrà
trasmesso alla Conferenza
unificata per l’acquisizione
dell’intesa e, successivamente,
parlamentare per l’attuazione
Questo nuovo provvedimento
, una volta reso esecutivo, si
svilupperà in due tempi :
•	1° gennaio 2011: entrata in
vigore della cedolare secca
sulle locazioni;
•	2014: introduzione di un’
e dell’imposta municipale
secondaria facoltativa.
sui redditi di locazione
prevede una tassazione
sull’85% del canone
annuo percepito e, per i
“contratti concordati” per
le abitazioni ubicate nei
Comuni ad alta tensione
abitativa, una tassazione
Irpef sul 59,5% del canone
A decorrere dal 2011, il canone
di locazione relativo ai contratti
stipulati per uso abitativo e
relative pertinenze affittate
congiuntamente all’abitazione,
potrà essere assoggettato
a questa nuova imposta
sostitutiva del 20%, che andrà
applicata sul 100% del canone
Bisognerà perciò fare molta
attenzione ed anticipatamente
fare un’analisi di convenienza,
in quanto da una prima lettura
è evidente che il vantaggio
sarà per i contribuenti con
aliquote marginali alte, mentre
potrebbe svanire per chi ha
redditi bassi.
A questo scopo, l’Ufficio
Contabilità dell’Associazione
è a disposizione, per chi lo
richiedesse, di effettuare
un’analisi specifica per
calcolare l’effettivo risparmio
Soggetti: solo persone fisiche
Ambito Oggettivo: solo
fabbricati abitativi e loro
Opzione: il contribuente può
optare in dichiarazione redditi
se assoggettare il reddito di
locazione alla cedolare secca o
assoggettarla ordinariamente
all’Irpef come in passato.
Aliquota cedolare secca: 20%
➜ sulla fideiussione per debiti superiori ai 50.000 euro
E’ stata una clamorosa gaffe l’uscita, attraverso il decreto sul credito al consumo n.141/2010, in
cui veniva reintrodotta , in caso di accertamento con adesione, la fideiussione per tutti i versamenti
rateali.
Veniva così annullato un provvedimento inserito nel “decreto incentivi” basato sulla
semplificazione dei rapporti tra fisco e contribuente che, invece, prevedeva il rilascio di una polizza
fideiussoria solo in caso di pagamento rateale superiore ai 50.000 euro.
Su questo punto, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con una nota urgente diramata agli uffici
regionali e provinciali, sollecitandoli ad applicare la normativa in vigore prima del 19 settembre,
sospendendo di fatto l’obbligo della reintroduzione della garanzia fideiussoria.
La nota dell’Agenzia entrerà in vigore il prossimo 5 ottobre 2010 nel rispetto del principio di tutela
dell’affidamento e della buona fede sancito nello statuto del contribuente.
amministri una s.r.l.?
Come un fulmine a ciel
sereno, un’ordinanza del 13
agosto 2010 della Corte di
Cassazione ha sconvolto gli
animi degli amministratori di
Srl, asserendo l’indeducibilità
dal bilancio del compenso
normativo da cui è
partita la Cassazione
dall’art.62 del testo
Unico in vigore
fino al 31/12/2003,
dedurre dalla
il compenso per
il lavoro prestato
o l’opera svolta
Questa norma,
infatti, rapporta
delle spese per
lavoro a quelle
sostenute per lavoro
dipendente e per
compensi spettanti
di società di persone.
Resta, dunque, escluso dalla
deduzione il compenso per
il lavoro prestato e l’opera
effettuata dall’amministratore
di società di capitali.
La questione viene però risolta
con la disposizione dell’art.95
c.5 del Testo Unico entrato
in vigore il 1° gennaio 2004,
che dispone espressamente:
“ i compensi spettanti agli
di cui all’art.73 c.1, sono
deducibili nell’esercizio in cui
sono corrisposti”.
A partire, perciò, dal 1°
gennaio 2004, la deducibilità
dei citati compensi da parte
delle società di capitali è
espressamente prevista dalla
preleva, in via anticipata,
senza controllare che l’atto
costitutivo o una precedente
delibera assembleare lo abbia
autorizzato per il futuro.
In questa fattispecie la
Cassazione ha stabilito:
➜ la nullità del compenso,
norma, pertanto la questione di
cui si è occupata la Cassazione
riguarda semmai gli anni in
vigore sino al 31/12/2003,
anche se bisogna ricordare che
gli anni accertabili sono quelli
pregressi al 2005.
con obbligo di restituzione da
parte dell’Amministratore alla
➜ l’indeducibilità del costo.
va invece prestata ad un
comportamento abbastanza
usuale, soprattutto nelle Srl
a ristretta “base familiare”:
quando l’amministratore
questi problemi, è sufficiente
che il prelievo, periodico o
meno, sia stato autorizzato
da una delibera assembleare
regolarmente trascritta sui
sistri: è partito dal 1°ottobre
Come ti abbiamo già ricordato
più volte con decreto 28/09/10,
il 01/10/10 ed in vigore dallo
stesso giorno, il Ministero
dell’Ambiente ha ulteriormente
prorogato alcune scadenze
legate al SISTRI.
contenuti nel decreto:
•	l’operatività del SISTRI
è stata confermata al 1°
ottobre 2010;
•	il termine per la consegna
dei dispositivi USB e black
box (ancora da consegnare),
è prorogato al 30 novembre
•	l’obbligo di tenuta del
sistema cartaceo (registri
e formulari), insieme al
sistema SISTRI, è esteso
fino al 31 dicembre 2010.
➜ Con una nota esplicativa
sul decreto, il Ministero poi
precisa, in particolare, quanto
tutte le aziende che sono
in possesso dei “dispositivi
SISTRI” dovranno utilizzare
i medesimi a partire dal 1°
ottobre 2010 ed effettuare
registrazioni sul sistema
cartaceo fino al 31/12/2010.
Solo le operazioni di scarico
di rifiuti annotati nel registro
cartaceo prima del 1° ottobre
potranno essere scaricati solo
con le modalità cartacee fino
al 31/12/2010. Entro la stessa
data, comunque, le imprese
dovranno caricare nel SISTRI le
giacenze dei rifiuti presenti nel
sistema cartaceo.
Le imprese che al 1° ottobre
non abbiano ancora ottenuto i
“dispositivi SISTRI” continuano
con il sistema cartaceo fino
alla consegna dei dispositivi
in questione. Da quel
momento, le imprese in esame
saranno soggette alle stesse
disposizioni sopra riportate:
tenuta contemporanea di
sistema cartaceo e SISTRI
fino al 31/12/10, per poi
passare completamente (salvo
proroghe, sic!) al SISTRI.
Fino al 31/12/2010, solo la
tenuta del sistema cartaceo
assolve agli obblighi di legge.
Pertanto, le eventuali sanzioni
riguarderanno esclusivamente
una scorretta gestione del
e formulari). Con questo
chiarimento, il Ministero ha
sottolineato che questa prima
fase di operatività serve a
verificare la piena funzionalità
del nuovo sistema SISTRI.
➜ SCIA E REGISTRAZIONI ALIMENTARI
Una nota della Regione Veneto di prot. 468415 del 6/09/10, indirizzata ai Servizi SIAN delle ASL, ha
confermato l’applicazione della SCIA anche al settore delle registrazioni alimentari. Non servirà
più attendere i 30 giorni dalla Denuncia di Inizio Attività per cominciare con l’esercizio dell’impresa
alimentare: si potrà iniziare il giorno successivo alla presentazione della SCIA.
sostituisci quelle non marchiate ce
Con il Decreto del 3 novembre
2004, il Ministero dell’interno
ha stabilito che i dispositivi
di apertura manuale delle
porte previste ed installate
lungo le vie d’esodo nelle
attività soggette al controllo
dei Vigili del Fuoco, per il
rilascio del Certificato di
Prevenzione Incendi, devono
essere marchiati CE e conformi
alle norme UNI EN 179 o
UNI EN 1125, in relazione al
tipo di attività ed al grado di
In particolare, i dispositivi
devono essere conformi alle
norme UNI EN 179 qualora:
➜ l’attività sia aperta al
pubblico e la porta sia
utilizzabile da meno di 10
➜ l’attività non sia aperta
al pubblico e la porta sia
utilizzabile da un numero
di persone superiore a 9 e
inferiore a 26.
I dispositivi devono essere
conformi alla norma UNI EN
1125 qualora:
utilizzabile da più di 9
utilizzabile da più di 25
➜ nei locali
che comportino
esplosione o
specifici pericoli
di incendio con
più di 5 lavoratori
caso di rottura del dispositivo,
sostituzione della porta
o modifiche dell’attività
peggiorative delle vie d’esodo.
Le attività esistenti
del decreto (16
febbraio 2005),
hanno tempo fino
al 16/02/11 per
non muniti di
e già installati
in tali attività,
sostituiti (prima
del 16/02/11) in
➜ EDILIZIA: LA SCIA SOSTITUISCE LA DIA
Con una nota di chiarimento in materia, il Ministero per la Semplificazione normativa ha
confermato che la SCIA, Segnalazione certificata di inizio attività, sostituisce la DIA, Denuncia di
inizio attività, in ambito edilizio.
Nei limiti previsti dall’articolo 49 commi 4-bis e seguenti, l’inizio dell’attività edilizia può essere
iniziata il giorno successivo alla presentazione della Scia, senza attendere i 30gg prima previsti in
caso di DIA.
Nella stessa nota, il Ministero precisa che la disciplina della SCIA non trova invece applicazione nel
caso in cui la normativa preveda la necessità di ottenere il permesso di costruire.
minorenni e lavoro:
la cassazione sul tema della breve durata
La Cassazione con
sentenza n. 35706 del 5
ottobre 2010, ritorna sul tema
della qualificazione di breve
durata per attività svolta da
La legge 977/1967, infatti,
stabilisce (art.2) che non sono
soggetti agli obblighi di cui alla
stessa legge le attività “svolte
dagli agli adolescenti addetti
a lavori occasionali o di breve
durata concernenti:
a) servizi domestici prestati in
b) prestazioni di lavoro non
nocivo, nè pregiudizievole, nè
pericoloso, nelle imprese a
conduzione familiare.”
Nella sentenza in esame, la
Cassazione ha stabilito che
non può qualificarsi di breve
durata né come occasionale
la prestazione abitualmente
richiesta dal datore di lavoro al
proprio dipendente, anche se
limitata a determinati periodi
Al proposito la Cassazione
ribadisce quanto già indicato
sull’argomento nella sentenza
n. 45966 del 9 novembre
del 2005). La definizione di
breve durata è da intendersi
alternativa a quella di natura
occasionale e deve essere
considerata un’esigenza
temporanea del datore di
lavoro e non intesa come la
normale prestazione richiesta
ai propri lavoratori. Per il
minore, di norma, l’attività di
breve durata non può superare
la giornata di lavoro.
Attenzione!! In ogni caso, le
semplificazioni in esame si
applicano solo ai casi sopra
Sul sito del Ministero del
lavoro, è stata aggiornata
la FAQ con precisazioni
riguardanti la tenuta del
Nella sostanza, il Ministero
Ad oggi, tutte le aziende
che ricadono nella sfera
di applicazione del Testo
Unico sulla Sicurezza sono
soggette alla tenuta del
registro infortuni, conforme al
modello approvato con D.M.
12 settembre 1958 e smi. Il
registro deve essere vidimato
presso l'A.S.L. competente
per territorio e conservato sul
Nel caso di attività di breve
durata, caratterizzata da
mobilità o svolta in sedi con
pochi lavoratori e prive
di adeguate strutture
amministrative, il
registro può essere
tenuto presso la sede
centrale dell'impresa,
ad eccezione che le
attività in esame non
siano svolte oltre
l'ambito provinciale.
Qualora l'attività
aziendale sia svolta
fuori della propria
sede, per un periodo
non breve, ogni unità
produttiva è tenuta a
conservare un registro
vidimato dalla A.S.L.
assunzione di minore apprendista
questi gli obblighi
Un minore può essere adibito
al lavoro aziendale solo se
preliminarmente sussistano
condizioni (non è sufficiente la
presenza di una sola di esse):
1.	il minore abbia assolto
l’obbligo scolastico;
2.	il minore abbia almeno 15
anni compiuti.
Il minore con le caratteristiche
sopra descritte, può essere
ammesso al lavoro purché
sia riconosciuto idoneo
all'attività cui egli sarà adibito,
a seguito di visita medica
che dovrà essere preliminare
all’assunzione e periodica,
ad intervalli non superiori
Le visite devono essere
effettuate, a cura e spese del
datore di lavoro, dal medico
competente, qualora il minore
sia adibito ad attività per le
quali viga la sorveglianza
sanitaria obbligatoria,
ovvero dal Servizio Sanitario
Nazionale. L'esito delle
visite mediche deve essere
comprovato da apposito
Non è consentito adibire un
minorenne al lavoro senza che
lo stesso sia stato sottoposto
alla visita medica prevista.
Prima di adibire il minore al
lavoro, inoltre, e qualora si
verifichino modifiche rilevanti
delle condizioni di lavoro, il
datore di lavoro deve effettuare
una specifica valutazione
dei rischi (come prevista dal
D. Lgs. 345/99 e dal D.Lgs.
81/08), con particolare
riguardo alle condizioni di
lavoro, alla mansione svolta
ed alle condizioni fisiche e di
esperienza del minore.
La normativa, infine, vieta di
adibire il minore a determinati
processi e lavori ovvero
a mansioni comportanti
esposizione ad agenti
fisici, biologici e chimici di
Tra le principali attività vietate,
ricordiamo le operazioni di
saldatura, quelle comportanti
produzione di polveri di
metallo o polveri di legno
duro, attività comportanti
rischi di crolli o investimenti,
esposizione media giornaliera
al rumore superiore a 90
dB(A), esposizione ad agenti
o utilizzo di prodotti chimici di
determinate caratteristiche di
In deroga ai divieti indicati, è
possibile adibire un minore
ad attività vietate richiedendo
ed ottenendo specifica
autorizzazione dalla Direzione
Provinciale del Lavoro che
rilascia il provvedimento,
previo parere dell’ULSS di
competenza. In ogni caso, le
lavorazioni, i processi e i lavori
vietati possono essere svolti
dal minore esclusivamente per
motivi didattici o di formazione
professionale e per il tempo
necessario alla formazione
stessa, purché siano svolti
sotto la sorveglianza di
formatori competenti anche
in materia di prevenzione e
di protezione e nel rispetto di
tutte le condizioni di sicurezza
e di salute previste dalla
dal 1 dicembre, nuova classificazione ed etichettatura
prossimo scatterà
l’obbligo di nuova
stabilito dal REGOLAMENTO
(CE) N. 1272/2008, denominato
CLP: Classification, Labelling
and Packaging (classificazione,
etichettatura ed imballaggio).
Alcuni termini del preesistente
sistema europeo rimangono,
altri vengono cambiati. In
•	Il termine "sostanza" è
mantenuto;
•	Il termine "preparato" è
sostituito da "miscela“;
•	Il termine "categoria di
pericolo" è sostituito da
quello di "classe di pericolo”.
Questa definisce la natura
del pericolo, cioè se si tratta
di un pericolo fisico, di un
pericolo per la salute o per
I principali obblighi in capo al
datore di lavoro, in relazione
alla nuova classificazione sono
•	Informare e Formare i
lavoratori sulla nuova
disciplina allo scopo di
utilizzare i prodotti chimici in
tutta sicurezza, preservando
la salute e proteggendo
•	Richiedere ai fornitori i
prodotti con etichette e
schede di sicurezza in
conformità con questi nuovo
•	Aggiornare la valutazione dei
rischi effettuata in relazione
all’esposizione da agenti
chimici. In particolare,
gli inventari,
le banche dati,
le Scheda
(SDS), il DVR,
già presenti sul
del 01/12/10,
esentate dalla rietichettatura e dal
ri-imballaggio per
altri due anni, fino
al 01/12/2012.
Dal 01/12/2010
al 01/6/2015,
dovranno essere classificate
in base al vecchio ed al nuovo
sistema. Nella SDS dovranno
essere indicate entrambe le
Dal 01/06/2015 vigeranno
anche per le miscele
esclusivamente la
nuova classificazione ed
➜ AUTORIZZAZIONI IN ATMOSFERA E SCADENZA 31/12/2010
Entro il 31/12/2010, tutte le imprese autorizzate alle emissioni in atmosfera in forma esplicita
o tacita, anteriormente al 1988, sono tenute a presentare nuova domanda di autorizzazione alla
Provincia, secondo quanto previsto dal DLgs. 152/06.
La mancata presentazione della domanda entro il 31/12, comporta la decadenza della precedente
Queste brevi note le ripetiamo spesso perché tu possa essere informato su quelli che sono gli errori, i rischi
più frequenti per chi crea un'impresa. Lo scopo è che insieme si faccia tutto il possibile per evitarli.
➤ INAIL: PAGA “IL GIUSTO”!
Il modello 20/SM contiene prestampati i codici di classificazione dell’attività dell’azienda: verificarne la corrispondenza con l’attività effettivamente
svolta può essere l’occasione per controllare il corretto inquadramento della Ditta presso l’INAIL, e quindi anche la giusta misura del premio.
Lo stesso controllo può essere effettuato anche per le imprese senza dipendenti direttamente sul modello 10/SM.
➤ INAIL A RISCHIO
Comunicaci immediatamente qualsiasi trasformazione dell’attività svolta dalla Tua impresa artigiana. Ciò al fine di individuare l’esatta classe di
rischio della Tua attività e pagare di conseguenza il giusto premio Inail.
Attenzione!! Come di consueto gli ispettori Inail visitano le ditte artigiane per verificare l’esatta classificazione della classe di rischio. Ti consigliamo
di far molta attenzione alla descrizione del tipo d’attività effettivamente svolta perché anche questo comporta l’inquadramento della ditta in una
classe di rischio più o meno elevata.
➤ INAIL Assicurati o non assicurati ? ? ?
L’Inail, al fine di estendere la tutela assicurativa ai lavoratori artigiani che si avvalgono in via occasionale di veicoli a motore personalmente condotti, ha ritenuto indennizzabili gli infortuni accaduti nell’esercizio di qualsiasi prestazione riferibile all’ ”attività artigiana”.
Attenzione però, cosa s’intende per “attività artigiana” ? Restano escluse dalla tutela assicurativa Inail e perciò non rientrano nell’ “attività artigiana” tutte le attività (svolgimento di pratiche amministrative, acquisizione della clientela, stipula di contratti ecc.) riguardanti l’espletamento di
attività amministrative-organizzative dell’azienda effettuate con l’impiego di veicoli a motore. Sono di conseguenza coperte da assicurazione tutte
le attività abituali e manuali strettamente connesse all’attività artigiana (ad. esempio l’uso di autovetture per il trasporto dei manufatti per recarsi
dal cliente al fine di determinare i tempi e le modalità di esecuzione dell’opera tecnicamente artigianale).
Questa esclusione dalla copertura assicurativa per attività amministrative-organizzative riguarda il titolare dell’impresa e gli eventuali socio ma
non i collaboratori familiari.
Per ulteriori chiarimenti telefona allo 041.2386611 all’Ufficio Segreteria dell’Associazione.
➤ DENUNCIA D’INFORTUNIO Vale il certificato medico
In caso d’infortunio sul lavoro, la certificazione medica rappresenta il momento centrale per verificare il rispetto del termine di due giorni per
inoltrare la denuncia d’infortunio all’INAIL.
Le ditte individuali, i collaboratori familiari e i soci sono esentati (non i dipendenti) dal rispettare i due giorni per la presentazione della denuncia,
ma non sono assolutamente esentati dalla presentazione della stessa ; nel caso in cui la denuncia venga presentata dopo i due giorni della data del
primo certificato medico il calcolo della rendita giornaliera verrà effettuato dal giorno di presentazione della denuncia.
➤ ATTENZIONE AI CERTIFICATI MEDICI Se vuoi risparmiare vai al Pronto Soccorso
A causa della protesta che la Federazione Italiana Medici ha intrapreso con l’Inail, in caso d’infortunio sul lavoro, molti medici di famiglia richiederanno all’assicurato un compenso , per redigere la certificazione Inail.
E’ giusto ricordare che l’Inail rimborserà l’infortunato, solamente previa presentazione del certificato, per un massimo di tre.
L’Inail ha impartito le seguenti indicazioni: “quando si verifica un infortunio l’assicurato si rechi in qualunque Pronto Soccorso e continui le cure
sempre in ambiente ospedaliero (continuativo e definitivo); gli ospedali, infatti, sono estranei alla vertenza in atto e rilasciano la certificazione in
modo gratuito; in alternativa è possibile recarsi presso gli ambulatori delle sedi Inail competenti per territorio”.
➤ PENSIONATI ULTRA 65ENNI Possono versare meno contributi
C’è la possibilità per i lavoratori autonomi più anziani, di versare meno contributi.
I pensionati artigiani, commercianti e coltivatori diretti che continuano l’attività lavorativa, ed hanno almeno 65 anni di età, possono usufruire di
una riduzione della contribuzione Inps pari al 50%.
Per ulteriori informazioni rivolgiTi all’Ufficio Segreteria allo 041.2386601.
Se cambi la Tua residenza Ti consigliamo di comunicare tempestivamente tale variazione alla Camera di Commercio con apposito modello.
Infatti i bollettini INPS di titolari o soci di attività artigiane vengono, talvolta, recapitati non in sede, ma presso la residenza.
➤ AMBIENTE & SICUREZZA
• tutti gli scarichi di acqua nella fognatura, nelle acque superficiali, sul suolo e nel sottosuolo devono essere autorizzati;
• tutte le attività inserite nell’elenco delle industrie insalubri (carpenterie, carrozzerie, officine meccaniche, falegnamerie,
vetrerie, autofficine etc.) devono essere in possesso, per lo svolgimento dell’attività, della comunicazione di attivazione al
Comune di competenza e, qualora previsto, di specifico Nulla Osta Igienico Sanitario;
• chiunque intenda costruire ampliare o ristrutturare edifici o locali per adibirli a lavorazioni industriali che occupino più di 3 addetti, deve notificare
all’organo di vigilanza competente per territorio gli interventi previsti;
• tutte le attività che producono rifiuti speciali, devono tenere presso la propria azienda un registro di carico-scarico su cui annotare ogni 10 giorni
lavorativi dalle operazioni effettuate, le quantità di rifiuto prodotto ed eventualmente smaltito tramite ditta autorizzata;
• le emissioni in atmosfera devono essere appositamente autorizzate anche attraverso l’adesione ad autorizzazioni di carattere generale per le
attività cosi dette “in deroga”, ove previsto;
• tutte le attività in cui opera più di un addetto (lavoratore) devono provvedere alla valutazione del rumore e delle vibrazioni all’interno dell’ambiente lavorativo; se in base alla valutazione si può fondatamente ritenere che l’esposizione quotidiana personale supera i valori inferiori di azione,
si dovrà provvedere alla misurazione degli agenti che verrà effettuata secondo i criteri previsti per legge da personale qualificato;
• tutte le attività devono avere la messa a terra; tra queste, le attività in cui opera più di un addetto, dovranno comunicare la messa in esercizio
dell’impianto all’organo di vigilanza competente (ISPESL e ARPAV) e provvedere ad effettuarne le verifiche ogni 2 o 5 anni secondo i casi;
• le attività che rientrano nell’elenco di cui al D.M. 16 Febbraio 1982 sono soggette all’ottenimento del certificato di prevenzione incendi e alle
visite periodiche da parte del Comando dei Vigili del Fuoco competente per territorio;
Se hai qualche dubbio sulla situazione ambientale e di sicurezza della Tua azienda, puoi rivolgerTi all’Ufficio
Ambiente-Sicurezza della Tua Associazione previo appuntamento telefonico allo 041.2386605.
➤ IMPRESE FAMILIARI E COLLABORATORI
Ti ricordiamo ancora, che secondo quanto disposto dalla normativa vigente, tutti i collaboratori di impresa familiare, per poter effettuare la ripartizione del reddito, devono rispettare le seguenti condizioni :
• partecipare all’attività
• aziendale ;
• stipulare apposito atto notarile di costituzione di impresa familiare; tale contratto ha effetto dall’anno successivo a quello in cui è stato stipulato.
Per ulteriori informazioni telefona allo 041.2386601 all’ufficio Segreteria dell’Associazione.
RicordaTi che se cambi, aggiungi o anche modifichi di poco la Tua attività, ma ciò comporta un diverso rischio lavorativo rispetto a quello che
attualmente hai, devi comunicercelo immediatamente!
Se il rischio risulta più basso, possiamo inserirTi in una “classe INAIL” meno costosa.
Se è più alto rischi molto grosso, se non provvedi a regolarizzare la Tua situazione al più presto.
➤ TI RICORDO INOLTRE...
SE SEI PENSIONATO, E HAI CONTINUATO A VERSARE I CONTRIBUTI INPS, PUOI, CON APPOSITA DOMANDA
RICHIEDERE LA RICOSTITUZIONE DELLA PENSIONE.
IL NOSTRO PATRONATO INAPA E' A TUA DISPOSIZIONE OGNI GIOVEDI' MATTINA PREVIO APPUNTAMENTO,
TELEFONANDO ALLO 0412386606.
➤ BOLLETTINI INPS Comunica i cambi di residenza
per il “tempo tuta”
consolida la propria
giurisprudenza sul diritto
ad un compenso aggiuntivo
per il tempo impiegato per
indossare e dismettere gli abiti
di lavoro. Nel caso di specie
le parti discutevano circa la
retribuibilità, con apposito
compenso aggiuntivo, del
tempo impiegato per indossare
e dismettere gli abiti di
lavoro, dovendo questi essere
indossati durante l'orario
di lavoro per disposizione
aziendale, ed essendo tuttavia
il relativo tempo impiegato
dai lavoratori fuori dal
tempo di espletamento della
prestazione. La S.C. consolida
la propria giurisprudenza
sul tema, affermando la
compensabilità aggiuntiva del
c.d. “tempo tuta”, trattandosi
di tempo a disposizione del
datore di lavoro e dallo stesso
diretto, pur se con disciplina
diversa da quella lavorativa,
attenendo a fasi strumentali
del tempo di espletamento
della prestazione di lavoro.
In materia, il principio
generale è stato
affermato tempo addietro
da Cass., Sez. L, Sentenza n.
15734 del 21/10/2003, secondo
la quale, ai fini di valutare
se il tempo occorrente per
indossare la divisa aziendale
debba essere retribuito o
meno, occorre far riferimento
alla disciplina contrattuale
specifica: in particolare, ove
sia data facoltà al lavoratore
di scegliere il tempo e il luogo
ove indossare la divisa stessa
(anche presso la propria
abitazione, prima di recarsi
al lavoro) la relativa attività
fa parte degli atti di diligenza
preparatoria allo svolgimento
dell'attività lavorativa, e come
tale non deve essere retribuita,
mentre se tale operazione è
diretta dal datore di lavoro,
che ne disciplina il tempo
ed il luogo di esecuzione,
rientra nel lavoro effettivo e
di conseguenza il tempo ad
essa necessario deve essere
Ha fatto applicazione
del principio, poi,
Cass., Sez. L, Sentenza n.
19273 del 08/09/2006, in un
caso riguardante un periodo
antecedente alla entrata in
vigore del d.lgs. 8 aprile 2003
n. 66 di recepimento delle
direttive comunitarie 93/104
e 200/34, in cui la S.C. ha
confermato la sentenza di
merito secondo la quale il
tempo della vestizione, facendo
corpo con quello concernente
la obbligazione principale
ed attenendo un vincolo che
caratterizza inevitabilmente
la fase preparatoria, doveva
ritenersi già remunerato
dalla retribuzione ordinaria,
senza necessità di distinguere
la retribuzione a seconda
dell'esistenza dell'obbligo di
indossare o meno gli indumenti
Più di recente, è
intervenuta Cass.,
Sez. L, Sentenza n. 15492
del 02/07/2009, in un caso
importante l'applicazione
dell'art. 5 del contratto
collettivo nazionale per i
lavoratori delle industrie
meccaniche private in data 8
giugno 1999 e del contratto
collettivo nazionale delle
aziende meccaniche pubbliche
aderenti all'Intersind, nella
parte in cui prevede che "sono
considerate ore di lavoro
quelle di effettiva prestazione";
secondo la Corte, la norma
contrattuale deve essere
interpretata nel senso che
siano da ricomprendere nelle
ore di lavoro effettivo, come tali
da retribuire, anche le attività
preparatorie o successive
allo svolgimento dell'attività
lavorativa, purché eterodirette
dal datore di lavoro, fra le
quali deve ricomprendersi
anche il tempo necessario ad
indossare la divisa aziendale,
qualora il datore di lavoro ne
disciplini il tempo ed il luogo di
Né può ritenersi
incompatibile con tale
interpretazione la disposizione
contenuta nell'art. 5 citato
secondo la quale "le ore
di lavoro sono contate con
l'orologio dello stabilimento
o reparto", posto che tale
clausola non ha una funzione
prescrittiva, ma ha natura
meramente ordinatoria e
regolativa, ed è destinata a
cedere a fronte dell'eventuale
ricomprensione nell'orario
di lavoro di operazioni
preparatorie e/o integrative
della prestazione lavorativa
che siano, rispettivamente,
anteriori o posteriori alla
timbratura dell'orologio
marcatempo. (Nella specie,
la S.C. ha cassato la sentenza
del giudice di prime cure che
aveva dichiarato nulle le citate
clausole del contratto collettivo
per contrasto con la normativa
La Cassazione penale chiarisce
che la liquidazione della
società non estingue il diritto
dei singoli soci a costituirsi
parte civile, per la tutela dei
In base a un consolidato
indirizzo giurisprudenziale,
la Cassazione penale con
la sentenza n. 35001 del
28/09/2010, rileva che "l'atto
formale di cancellazione
di una società dal registro
delle imprese, così come
il suo scioglimento, con
l'instaurazione della fase di
liquidazione, non determina
l'estinzione della società
ove non siano esauriti tutti
i rapporti giuridici ad essa
facenti capo a seguito della
procedura di liquidazione,
ovvero non siano definite tutte
in corso con i terzi, e non
determina in relazione a tali
rapporti rimasti in sospeso la
perdita della legittimazione
processuale della società
e un mutamento nella
rappresentanza sostanziale e
processuale della stessa".
le società che svolgono
attività d'impresa, l'iscrizione
nel registro delle imprese
è sempre stata intesa dalla
giurisprudenza della S.C.
come semplice pubblicità
dichiarativa, che non produce
estinzione della società se non
vengono prima esauriti tutti i
rapporti giuridici facenti capo
riguarda una società in nome
collettivo, nella quale, ai fini
delle garanzie verso i creditori,
il patrimonio societario e
quelli dei singoli soci sono in
particolar modo connessi.
Quindi, per ciò che attiene alla
in caso di liquidazione della
società, si può concludere
che questa permane, essendo
giustificata dall'interesse in
capo a ciascun socio quando la
società agisce per la tutela dei
Pensione più lontana per
chi matura i requisiti dal 1°
gennaio 2011 in poi. L'INPS
spiega le nuove regole per
l'applicazione della finestra
mobile introdotta dalla legge
122/2010 e le novità in materia
di ricongiunzione dei periodi
La manovra estiva sui
conti pubblici, varata con
la legge 122/2010, sposta
in avanti il traguardo della
pensione anche se non
cambiano i requisiti di età e di
contribuzione per i trattamenti
di anzianità e vecchiaia.
Dal 2011 le uscite dal lavoro
saranno ritardate incidendo
sulla decorrenza dell’assegno
per via della cosiddetta finestra
”mobile o a scorrimento“.
La finestra mobile
Il calendario attuale
delle finestre, diversificato per
categoria e tipo di pensione
previsto dalla legge 247/2007,
lascia il posto dal 2011 alla
finestra mobile o a scorrimento
introdotta dalla manovra.
Si tratta in pratica di una
decorrenza personalizzata,
collegata al momento in cui si
raggiungono i requisiti per il
pensionamento di anzianità e
Diversi sono solo i tempi di
attesa per il primo assegno: 12
mesi per i dipendenti e 18 mesi
per i lavoratori autonomi e per
collaboratori ed equiparati,
dell’Inps. Fermo restando che
la pensione decorre sempre
Le istruzioni per l’applicazione
delle nuove regole sono state
diramate dall’Inps con la
circolare n. 126 /2010 che
fornisce una serie di importanti
L’ente di previdenza si sofferma
anche sulle altre novità
contenute nella legge 122/2010
e, in particolare, su quelle che
riguardano l’invalidità civile e
la ricongiunzione dei periodi
dal mese successivo al
periodo indicato. Quindi, se un
dipendente matura il 20 marzo
2011, andrà in pensione dal 1°
Il nuovo sistema è più semplice
e anche più equo perché
in quanto non ci saranno più
vantaggi e penalizzazioni
legati al mese di nascita. Ciò
non toglie, però, che rispetto
a prima tutti andranno in
pensione più tardi.
L’Inps conferma tuttavia che le
nuove regole non si applicano a
coloro che entro il 31 dicembre
di quest’anno perfezionano
il diritto. Per loro valgono
ancora le vecchie finestre (due
o quattro all’anno a seconda
dei casi) che resteranno aperte
anche nel corso del 2011.
Dalla decorrenza
ritardata imposta dalla finestra
mobile si salvano, oltre ai
soggetti che raggiungono i
requisiti nel 2010, coloro che si
trovano in una delle seguenti
- Le donne che entro il 2015
si avvalgono della possibilità
di optare per la pensione
contributiva, una volta
raggiunti 35 anni di contributi
e 57 di età (58 anni, se
autonome);
- dipendenti che siano risultati
in preavviso alla data del 30
giugno scorso e che maturino
il diritto entro la data di
cessazione del rapporto. In
questo caso per usufruire delle
vecchie finestre, l’interessato
dichiarazione dell’azienda che
attesti la data iniziale e finale
del preavviso e le clausole
contrattuali che ne disciplinino
- lavoratori collocati in mobilità
lunga e corta sulla base di
accordi sindacali stipulati alla
data del 30 aprile 2010, ed ex
dipendenti che, alla data del 31
maggio 2010, risultino titolari
dell’assegno straordinario a
carico dei fondi di solidarietà
previsti in alcuni settori
(banche, assicurazioni, ecc).
Complessivamente la legge
122/2010 ammette l’esonero
dalla finestra mobile per
10.000 lavoratori che saranno
individuati dall’Inps dando la
precedenza a coloro che da più
tempo hanno cessato l’attività
La pensione si allontana di 18
mesi anche per chi raggiunge
il diritto mettendo insieme
contributi versati in fondi
diversi. Si allinea infatti a
quella dei lavoratori autonomi
la decorrenza per i trattamenti
di anzianità e di vecchiaia
acquisiti con la totalizzazione.
L’assegno spetterà comunque,
come ora, dal mese successivo
domanda per coloro che
abbiano maturato i requisiti di
età e di contribuzione entro il
Giro di vite anche per la
ricongiunzione all’Inps di
contributi versati in gestioni
diverse. Per le domande
presentate dal 1° luglio in poi,
l’operazione non è più gratuita,
ma soggetta allo stesso costo
delle ricongiunzioni effettuate
nell‘Inpdap e in altri enti.
La legge 122/2010 ha abrogato
inoltre la legge 322/58, che
consentiva ai dipendenti
statali dimissionari, che
non avevano maturato il
diritto alla pensione, di
trasferire nell’Inps la propria
posizione assicurativa. Questa
facilitazione è stata eliminata
soprattutto per evitare che le
dipendenti pubbliche potessero
aggirare i nuovi limiti di età
e mettersi in pensione a 60
anni, una volta diventate
assicurate Inps.
Le restrizioni in materia
di ricongiunzione
colpiscono anche gli
iscritti ai cosiddetti
fondi speciali dell’ Inps
(elettrici , telefonici
,ecc); per le domande
presentate dal 1° luglio
2010 in poi anche per
queste categorie, il
nel regime Inps dei
dipendenti comuni
diventa a pagamento.
Resta al 74% la
di invalidità civile per
ottenere l’assegno mensile di
257 euro al mese. La manovra
estiva ha infatti cancellato
il giro di vite previsto dal
decreto che prevedeva un
‘elevazione fino all’85%, che
avrebbe escluso da qualsiasi
tutela economica soggetti con
menomazioni gravi, come i
sordomuti , il cui handicap è
valutato con un parametro
La legge122/2010 non modifica
inoltre il requisito reddituale
per ottenere e conservare le
Gli invalidi parziali hanno
diritto all’assegno se hanno un
reddito personale (quello del
coniuge non conta ) che non
superi l’importo annuale della
pensione sociale (4.409 euro
anche per l’indennità di
accompagnamento: continuerà
ad essere erogata come
ora agli invalidi al 100%
che, a prescindere dalle
loro condizioni economiche,
necessitino di assistenza
continua. Per contenere al
massimo la spesa, il decreto
introduce nuove misure per
combattere più efficacemente
il fenomeno dei falsi invalidi.
D’ora in poi a un medico verrà
a costare caro il rilascio di
false attestazioni sullo stato
di malattia o di handicap di un
assistito . Saranno intensificati
inoltre i controlli (600 mila in
tre anni) sui titolari di assegni
e indennità di invalidità civile,
escludendo i soggetti con più
di 65 anni di età e i portatori
di malattie non suscettibili di
sostanziale miglioramento.
La legge 122/2010 stabilisce
inoltre che, in caso di errore,
può essere rettificato per
riconoscimenti avvenuti entro
gli ultimi 10 anni. Le somme
riscosse in più dovranno essere
tuttavia restituite solo se
venisse accertato che l’indebita
percezione è dovuta a dolo
devi indicare i singoli giorni
Se il lavoratore licenziato per
comporto chiede le motivazioni del
licenziamento, si deve ritenere che
la richiesta sia volta a conoscere i
singoli giorni di assenza dal lavoro,
non essendo sufficiente indicare
solo il numero complessivo delle
assenze Durante la fruizione della
malattia, il lavoratore non può
essere licenziato nei limiti del
cosiddetto periodo di comporto.
➜ L’art. 2110 c.c., comma 2,
stabilisce, tuttavia, che il datore di
lavoro può recedere dal contratto,
decorso il periodo di malattia
stabilito dalla legge, dagli usi o
secondo equità.
anche se - ad onor del vero - in
caso di assenze continuative e
non frazionate, si ritiene non
necessaria l’indicazione dei giorni
di malattia. Tuttavia recentemente
18861 del 30 agosto 2010, ha
stabilito che se il lavoratore
licenziato per superamento del
periodo di comporto chiede le
motivazioni del licenziamento,
elencargli le singole giornate
di assenza, anche senza che
questi ne faccia specifica
richiesta. Nel caso di specie, un
lavoratore è stato licenziato, ex
art. 2 della Legge n. 604/1966,
➜ In generale, sono i contratti
collettivi a stabilire i periodi di
comporto applicabili al rapporto
di lavoro per cui, alla scadenza
del posto, il datore di lavoro
può recedere dal contratto
rispettando le procedure previste
per il licenziamento individuale,
intimandolo tempestivamente e
➜ Per giurisprudenza si ritiene
che l’atto di licenziamento debba
specificare anche i motivi e,
siccome in questo caso il motivo
sono “le assenze”, dovrebbero a
rigor di logica essere riportate
le singole giornate di malattia,
proprio per superamento del
periodo di comporto ed in risposta
alla lettera di licenziamento
ha richiesto le motivazioni. La
società datrice di lavoro non ha
dato riscontro alla sua richiesta
ed il lavoratore ha impugnato il
licenziamento. Il Tribunale ha
accolto il ricorso del dipendente
ritenendo – per l’appunto - che
il datore di lavoro, alla richiesta
dello stesso, non aveva risposto
indicando i giorni di assenza in
base ai quali era stato superato il
periodo di comporto. La società ha
appellato la decisione affermando
che, al contrario, l’indicazione dei
giorni di malattia era contenuta
nel telegramma ricevuto dal
dipendente il quale, tra l’altro,
nella sua lettera non aveva fatto
specifica richiesta dell’elenco della
➜ La Corte di Appello ha
confermato la decisione di primo
grado rilevando che la società non
aveva dato seguito alla richiesta
del lavoratore ma questa, convinta
di non avere l’obbligo di allegare
un prospetto analitico delle
assenze, ha fatto ricorso alla
Corte di Cassazione. Nel ricorso,
il datore di lavoro ha ribadito che
l’indicazione dei giorni di malattia
era contenuta nel telegramma
inviato al dipendente dove però,
per la precisione, era indicato
solamente che lo stesso, con
l’ultimo certificato prodotto, aveva
superato i 365 giorni di malattia.
Poiché il prestatore di lavoro ha
conoscenza diretta dei giorni di
malattia fruiti, per la ricorrente
non sussiste alcun obbligo a
suo carico di indicare i singoli
giorni di assenza, dovendosi
ritenere sufficiente l’indicazione
complessiva dei giorni fruiti, idonei
ad evidenziare il superamento
del periodo di comporto. Per la
Corte di Cassazione, invece, nel
momento in cui il dipendente
chiede di conoscere i motivi del
licenziamento per superamento
del periodo di comporto, si deve
ritenere che la richiesta sia rivolta
ad ottenere anche l’indicazione
dei singoli giorni di assenza per
malattia, non essendo sufficiente,
per l’appunto, la comunicazione
del numero complessivo
delle assenze effettuate. Tale
interpretazione per i giudici
garantisce una più puntuale difesa
Con 147 voti favorevoli, 104
contrari e 2 astensioni l'Aula del
Senato ha licenziato il testo del
disegno di legge n. 1167-B/BIS,
per l'anno 2010, come già per
Si tratta del c.d.”collegato
lavoro”, il cui testo è
stato rinviato alle Camere dal
che è stato oggetto di specifica
deliberazione, ai sensi dell'art.
136, comma 2, secondo periodo,
del Regolamento, nella seduta
d'Assemblea del Senato 374^
del 6 maggio 2010. Il Senato
ha, pertanto, riesaminato i
soli articoli oggetto di censura
Repubblica, approvandone,
con modifiche, il testo che era
stato approvato dalla Camera
dei Deputati, ove ora il testo fa
ritorno per l’esame (si spera)
Il riesame ha riguardato,
come noto, gli articoli 20,
30, 31,32 e 50 del d.d.l.1167-B,
che resta, pertanto, invariato
per la restante parte. Per
quanto riguarda l’articolo 30,
che detta disposizioni in materia
di certificazione e di clausole
generali nei contratti di lavoro,
è stato espunto dal comma
3 l’inciso in forza del quale il
giudice avrebbe tenuto conto,
nel valutare le motivazioni poste
a base del licenziamento, “le
fondamentali regole del vivere
civile e dell’oggettivo interesse
In base al testo licenziato
dal Senato, il giudice,
nel valutare dette motivazioni
tiene conto delle tipizzazioni di
giusta causa e di giustificato
motivo presenti nei contratti
collettivi di lavoro stipulati dai
sindacati comparativamente
più rappresentativi, ovvero nei
contratti individuali di lavoro ove
stipulati con l’assistenza e la
consulenza delle commissioni
di certificazione di cui al titolo
VIII del decreto legislativo
10 settembre 2003, n. 276, e
Il Senato ha riportato
l’opzione per il ricorso
all’arbitrato alla generalità
delle eventuali controversie
nascenti dal rapporto di lavoro,
correggendo il testo emendato
che era stato approvato dalla
Camera e che prevedeva tale
adesione, di volta in volta,
all’atto dell’insorgenza della
controversia con il datore di
lavoro. Pertanto, in relazione
alle materie di cui all'articolo
409 del codice di procedura
civile, le parti contrattuali
possono pattuire clausole
compromissorie di cui
all'articolo 808 del codice di
procedura civile che rinviano
alle modalità di espletamento
dell'arbitrato di cui agli
articoli 412 e 412-quater del
solo ove ciò sia previsto da
accordi interconfederali o
stipulati dalle organizzazioni
dei datori di lavoro e dei
lavoratori comparativamente
più rappresentative sul piano
compromissoria, a pena di
nullità, deve essere certificata
in base alle disposizioni di cui al
titolo VIII del decreto legislativo
10 settembre 2003, n. 276, dagli
organi di certificazione di cui
all'articolo 76 del medesimo
decreto legislativo, e successive
certificazione accertano,
all'atto della sottoscrizione della
clausola compromissoria, la
effettiva volontà delle parti di
devolvere ad arbitri le eventuali
controversie nascenti dal
rapporto di lavoro. La clausola
compromissoria non può
essere pattuita e sottoscritta
prima della conclusione del
periodo di prova, ove previsto,
ovvero se non siano trascorsi
almeno trenta giorni dalla data
di stipulazione del contratto di
lavoro, in tutti gli altri casi.
compromissoria non
relative alla risoluzione del
contratto di lavoro. Davanti alle
le parti possono farsi assistere
da un legale di loro fiducia
o da un rappresentante
o professionale a cui abbiano
conferito mandato.
E VISITE MEDICHE
Il nostro servizio di Medicina del Lavoro mette a disposizione
un team di Medici del Lavoro qualificati e la necessaria
strumentazione in base alla tipologia di controllo previsto
dal “Protocollo Sanitario”:
Audiometria - Spirometria
Valutazione Clinico-Funzionale del Rachide
Esami Bioumorali e Tossicolocigi (mediante prelievo)
Viene inoltre data la possibilità di effettuare
e visite mediche del Vostro personale
lavoratore direttamente nella sede
Precisiamo che per non incorrere
in sanzioni in caso di controllo, è
necessario avvisare tempestivamente
il servizio di medicina del lavoro ogni
volta ci sia una nuova assunzione,
un rientro da malattia o infortuni
con assenza superiore a 60 gg e
maternità, affinché sia predisposta
al piùpresto la visita medica del
lavoratore, con particolare
attenzione in caso di lavoratore
Mestre - via Torre Belfredo 81/A
Tel. 041 23.86.606
Fax. 041 23.86.616
Mail: d.ferraro@mailcgiamestre.com
tutto impresa ottobre 2010
Cgiamestre Bis