Source: http://www.codaconslombardia.it/assicurazioni-2/
Timestamp: 2018-05-21 02:40:07+00:00
Document Index: 13412612

Matched Legal Cases: ['art. 2697', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 18', 'art. 20']

Assicurazioni - Codacons Lombardia associazione per la difesa dei diritti
Forniamo una consulenza personalizzata su ogni tipo di polizza assicurativa (RCA, vita, salute ecc.) e relativa ad ogni tipo di problematica che può scaturire dalla stessa.
La consulenza può sfociare in un reclamo alla compagnia ed in un parere sulla convenienza di una eventuale causa avanti l’autorità giudiziaria.
Imbattersi nel mondo delle assicurazioni può essere una vicenda sgradevole due volte: per le difficoltà da affrontare per l’ottenimento del risarcimento o dell’indennizzo previsto dalla polizza contrattuale e per i danni..alla nostra psiche.
Infatti, sapersi muovere correttamente in questo ambito non è per nulla facile.
Di seguito viene presentata un’analisi delle situazioni di fatto che possono indurre il consumatore a confrontarsi con la realtà assicurativa, con l’auspicio di potergli offrire preziosi consigli per una scelta consapevole e quanto più possibile corretta.
Come scegliere una polizza rc auto
Come ben sappiamo la polizza rc auto risulta obbligatoria (legge 990 del 1969) per tutti i veicoli presenti sul suolo pubblico.
Tale obbligo, che raduna milioni di potenziali clienti solo nel nostro paese, impone alle compagnie assicurative una vera e propria rincorsa alla miglior offerta che, sotto il profilo prettamente economico, dovrebbe giovare al cittadino.
Ma, in mezzo a cotanta jungla di offerte, risulta difficile potere sfruttare l’occasione più conveniente in relazione al singolo caso.
Di seguito taluni utili consigli.
I passi da fare sono tre: mandare la disdetta, far fare preventivi e, nel caso, cambiare assicurazione.
Mancano due mesi alla scadenza della vostra assicurazione e non avete ancora avuto tempo di verificare se con altre compagnie potete risparmiare?
Il primo passo è inviare la disdetta alla vostra assicurazione, chiedendo l’attestato di rischio.
Sarete sempre in tempo a rinnovare la polizza con loro.
Nel frattempo, in tranquillità, richiedete dei preventivi telefonici o via internet.
Inoltre la legge 57/2001 ha imposto alle compagnie di pubblicare nei loro siti internet le tariffe RCA in aggiunta all’obbligo già vigente della loro messa a disposizione presso le agenzie.
Pare dunque utile confrontare le offerte proposte da più imprese, nel caso chiedendo un preventivo personalizzato.
Troppo spesso ci si dimentica di inviare in tempo la disdetta e si finisce per essere vincolati alla stessa compagnia per un altro anno subendo passivamente gli aumenti.
Eppure i risparmi possono oscillare tra l’8% per le classi migliori ed il 25 % per le peggiori, con punte del 40% (dati Antitrust).
Secondo l’elaborazione dell’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) sui dati Istat, negli ultimi dodici mesi i premi della RC Auto sono aumentati in media del 7,57%, mentre dall’inizio del 2010 si è registrato un aumento del 2,34%.
Dati che trovano una conferma anche nel monitoraggio trimestrale compiuto dall’Isvap, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private, che ha registrato ad aprile 2010 un incremento dei prezzi dell’1,1% e del 10,6% rispetto a ottobre 2009 su quattro categorie tipo di assicurati.
La disdetta va inviata 30 o 60 giorni prima (dipende dal tipo di contratto), con una raccomandata a/r.
Se però la compagnia vi propone il rinnovo con un aumento della tariffa superiore al tasso d’inflazione programmato allora potete inviare la disdetta anche il giorno di scadenza della polizza e via fax.
Pur non sentendosene spesso parlare, questa misura viene fissata per legge, e per il 2011 – come per gli anni immediatamente precedenti e successivi – è stata fissata nella misura dell’1,5%.
Dunque, nel caso troviate la vostra RCA aumentata in misura superiore all’1,5% rispetto all’anno precedente, non graverà alcun obbligo di comunicare in anticipo un’eventuale disdetta.
In pratica, se la rata annuale fosse di € 1.000,00, si dovrà calcolare l’esatto ammontare dell’1,5% di tale importo, € 15,00 nel caso in esame, cifra da sottrarsi alla rata annuale succitata da € 1.000,00.
Se nell’anno precedente la rata annuale era inferiore ad € 985,00 (€ 1.000,00 – € 15,00) , non sarà necessario il preavviso per la disdetta, diversamente la clausola di tacito rinnovo sarà effettivamente in vigore.
Ovviamente le disposizioni riportate sopra non si applicano in caso di sinistro con colpa nell’anno precedente a quello di riferimento, in questo caso vi sarà l’obbligo di disdetta anche nel caso l’assicurazione R.C. Auto aumentasse in misura superiore rispetto al tasso d’inflazione programmato per il 2011.
Attenzione poi a non confondere l’aumento della tariffa con l’abbassamento del premio (o viceversa).
Se ad esempio siete scesi di classe di merito potreste avere avuto una diminuzione del premio che nasconde però l’aumento della tariffa. E’ importante, quindi, sempre farsi dare una specifica.
Se il contratto stabilisce l’obbligo della comunicazione dell’aumento del premio al domicilio dell’assicurato e non questo non risulta essere stato fatto nei tempi previsti, allora il rinnovo avverrà tacitamente al precedente premio di tariffa.
Nel caso in cui le condizioni contrattuali prevedano, come modalità di comunicazione dell’adeguamento del premio, la semplice affissione in Agenzia, il contratto consente all’assicurato di esercitare la disdetta anche nei quindici giorni successivi alla scadenza e la garanzia cesserà di avere effetto alle ore 24 del giorno della comunicazione.
Per i contratti c.d. a “scadenza secca”, ovvero privi della clausola di tacito rinnovo, non sussiste l’obbligo della disdetta.
Importante è ricordare di chiedere contestualmente l’attestato di rischio, in buona sostanza un elenco dei sinistri causati dall’assicurato negli ultimi 5 anni, con l’indicazione della classe di merito.
E’ fondamentale per poter stipulare il nuovo contratto evitando di essere posti in una classe eccessivamente penalizzante.
E’ bene inoltre ricordare che per legge l’attestato va posto a disposizione dell’assicurato (il che significa che ci si dovrà materialmente recare al ritiro dello stesso) almeno 3 giorni lavorativi prima della scadenza della polizza.
Qualora non vi venisse consegnato è possibile segnalare il fatto all’Isvap-Sezione Reclami, Via del Quirinale n. 21, 00187 Roma (Per informazioni: 06/4213331; Per reclami: Tel 06/42133000 Fax 06/42133353).
Le compagnie sono obbligate per legge a dare preventivi gratuiti personalizzati che sono poi, per loro, vincolanti. Debbono inoltre avere un sito e fornire preventivi on line.
Inoltre si riportano nuovamente le novità previste dal Decreto Legge sulle liberalizzazioni in tema di obblighi per l’assicurante al momento della presentazione del preventivo per la polizza Rc auto: prima della stipula della polizza, gli assicuratori saranno tenuti ad informare i clienti circa le condizioni praticate da almeno altre 3 compagnie non facenti parte dello stesso gruppo.
In questo modo si garantirebbe al cliente la possibilità di accettare o meno un preventivo alla luce delle condizioni praticate dai diretti concorrenti.
La mancanza di tale obbligo comporterebbe la possibilità di annullamento del contratto.
Sul sito dell’Isvap potete trovare un elenco degli indirizzi web delle compagnie.
Scelta della compagnia assicurativa.
Non esiste una compagnia più conveniente. Dipende dal vostro profilo. Alcune sono più convenienti per i neopatentati, altre per chi ha una bassa classe di merito e così via.
Provate anche con le compagnie telefoniche che, non utilizzando le agenzie, hanno minori costi. Di solito premiano i virtuosi. Controllate, comunque, il massimale.
Inoltre, attenti a cosa assicurate. Avete un’auto vecchia e siete ancora assicurati contro il furto? Verificate se ne vale ancora la pena.
Per ottenere la migliore sintesi di convenienza tra le varie offerte proposte esiste poi uno strumento chiama “TuOpreventivatOre” (rinvenibile on line sul sito dell’Isvap) il quale rappresenta un’utile strumento di calcolo della polizza più allettante in relazione alle vostre esigenze.
Detto strumento saprà districarsi all’interno della totalità delle offerte proposte sul mercato dalle varie società offrendo un servizio gratuito ed anonimo.
Si precisa che, pur non essendo un servizio di acquisto diretto della polizza, il preventivo rinvenuto per mezzo del “TuOpreventivatOre” sarà vincolante nei confronti dell’assicurazione per una durata di 60 giorni dal ricevimento.
Restituzione del premio Rc Auto.
Si ha diritto alla restituzione del premio in tre specifici casi:
in caso di vendita del veicolo qualora la garanzia Rc auto non sia trasferita su altro veicolo di proprietà o ceduta all’acquirente;
demolizione o circolazione del veicolo purché la garanzia Rc auto non sia trasferita su altro veicolo;
furto del veicolo, per la parte del premio non goduto compreso tra il giorno successivo alla denuncia alla Pubblica Autorità fino alla scadenza del contratto.
Conservare la propria classe di rischio in caso di sostituzione del veicolo
Se assicurate un veicolo nuovo successivamente alla vendita, furto, demolizione, cessazione della circolazione, in caso di assicurazione di nuovo veicolo, l’assicurazione sarà tenuta a mantenere la classe di rischio certificata dall’attestato di rischio relativo al veicolo precedente.
Risulta comprovato da numerosi studi il fatto che nel nostro paese circoli sulla rete stradale un quantitativo enorme di veicoli a motore.
Siamo nell’ordine delle 45 milioni di unità a fronte di un rapporto tra popolazione ed autovetture tra i più alti di tutta l’unione europea.
Centinaia di migliaia di kilometri di strade percorse perpetuamente da più o meno abili piloti.
Pare dunque ragionevole il volersi preparare, da parte di ciascuno di noi, alla scongiurata ma non improbabile eventualità di sinistro stradale.
In realtà il “cittadino medio” non appare poi così preparato per una tale evenienza.
In primis capita di non conoscere i danni che copre la polizza personale, inoltre non tutti possiedono all’interno del proprio abitacolo il “modello Cid”, altrimenti detto “modello Cai”, oppure ancora “Modello Blu”, che altro non è che il modulo da compilare per la costatazione amichevole.
E poi non si conosce quando si sta dalla parte della ragione, quando da quella del torto, come ci si debba rapportare con il perito, come si possa ottenere la pronta liquidazione del danno materiale o fisico dall’assicurazione, cosa si possa chiedere in termini economici e come quantificarlo.
Tutte domande a cui è possibile offrire una risposta chiara e precisa. Vediamo come.
Va anzitutto chiarito che, escludendo ipotesi specifiche (quale ad esempio la c.d. “casco”), la polizza assicurativa “media” per la RCA (responsabilità civile auto) copre esclusivamente i danni verso terzi.
Chi sono i terzi? E’ presto detto: gli altri.
E’ fuor di dubbio quindi che, in condizione di contratto d’assicurazione “ordinario”, ciascun conducente (non necessariamente proprietario), è coperto in relazione ai danni fisici e materiali che per sua causa infligge agli altri.
Come è ovvio, la polizza annuale d’assicurazione va regolarmente pagata.
Qualora così non fosse, oltre a rischiare pesantissime sanzioni amministrative, si andrebbe incontro al pericolo di dover sopportare di proprio portafoglio il peso di ogni centesimo di danno causato.
Le compagnie assicuratrici, al fine di venire incontro ai, definiamoli così, “più pigri”, garantiscono una copertura di 15 giorni oltre la scadenza entro cui sono chiamate a rispondere; dal sedicesimo in poi, al contrario, la copertura scade.
Si necessita poi di precisare che, a seguito del Decreto Legislativo n. 205/2005, è in vigore la cosiddetta regola del “risarcimento diretto”.
Infatti l’assicurazione tenuta a risarcire il danno arrecatovi da terzi sarà la vostra e non quella presso cui ha sottoscritto polizza il danneggiante.
Tale principio, tuttavia, non trova applicazione esclusivamente nei seguenti casi:
– sinistri che coinvolgono veicoli immatricolati all’estero (ad eccezione di quelli immatricolati nella Repubblica di San Marino e nello Stato del Vaticano);
– sinistri che abbiano coinvolto un veicolo e un pedone;
– sinistri che abbiano coinvolto un veicolo e una bici;
– sinistri che abbiano coinvolto più due veicoli;
– sinistri che abbiano coinvolto veicoli non assicurati.
Inoltre va precisato che la segnalazione necessaria per l’apertura del sinistro deve essere effettuata tramite raccomandata a.r. indirizzata alla sede legale dell’assicurazione stessa.
Torniamo però al nostro autoveicolo condotto e dotato di copertura assicurativa “ordinaria”.
Onere probatorio: modello di costatazione amichevole, verbale della Pubblica Autorità, testimonianza.
Buona regola è quella di tenere sempre con sé un “Modello Cid” di costatazione amichevole facilmente reperibile presso qualsiasi agenzia assicuratrice.
Se si verifica il tanto agognato sinistro, in assenza di autorità, leggasi Forza Pubblica, sarà bene munirsi del nostro Cid ed adoperarsi per la compilazione dello stesso in comune accordo con la controparte coinvolta (cfr. doc. 1).
Il significato di tale modello è quello di cercare un’intesa sui fatti accaduti: lo si compila nella parte riservata, si procede alla stesura della rappresentazione grafica nell’apposito spazio in calce, infine ciascuna parte sottoscrive.
Si badi bene a non trascurare alcun dato rilevante, prestando in particolar modo attenzione alla differenza tra proprietario e conducente, al numero di polizza, ai propri dati anagrafici, al codice fiscale, all’indicazione di feriti e testimoni.
Questo documento, si ripete, completato e firmato da ambo le parti, andrà trattenuto in una copia poiché, una volta denunciato il sinistro alla propria assicurazione, andrà a costituire elemento base per il risarcimento.
Non va trascurato che sussiste l’obbligo di informazione scritta del sinistro, causato o subito, alla propria compagnia che potrà essere adempiuto tramite compilazione del modello Cid succitato con conseguente consegna al proprio assicuratore.
E’ poi consigliabile presentare, tramite raccomandata a.r., specifica richiesta di risarcimento alla compagnia tenuta a risarcire.
In secondo luogo sarebbe bene verificare, qualora non vi siano spropositati tempi d’attesa o particolari condizioni di impossibilità, la possibilità di intervento della Forza Pubblica.
Questa, presentandosi sul luogo del fatto, provvederà ad eseguire gli opportuni rilevamenti e a stendere un verbale dell’incidente.
Il verbale verrà rilasciato non prima che siano trascorsi 120 giorni dal sinistro.
Le relazioni vengono conservate in un archivio della Polizia locale che le mette a disposizione delle parti legittimate al ritiro le quali così possono essere elencate:
– persone direttamente coinvolte
– proprietari
– conducenti
– legali rappresentanti
– un’altra persona incaricata dall’interessato con proprio documento di identificazione, delega sottoscritta dal delegante, in carta libera, e fotocopia di un documento di identificazione dello stesso delegante.
Nel momento stesso della stesura di detto verbale alle parti coinvolte verrà consegnato il così detto “verbalino” contenete, tra le altre cose, lo scambio delle generalità, l’assicurazione di riferimento ed il numero di polizza.
Come il “modello Cai” anche il verbale è un elemento probatorio utile a poter sostenere le pretese risarcitorie nei confronti della compagnia assicuratrice.
Ulteriore elemento probatorio sono poi le dichiarazioni dei testimoni.
Questi devono essere soggetti esterni al fatto che abbiano visto coi propri occhi i fatti accaduti.
La testimonianza deve essere diretta e non de relato (cioè fornita per riportando fatti conosciuti per narrazione di altri).
Sarà dunque utile controllare se vi siano testi e, qualora la risposta sia affermativa, chiedere le loro generalità o farsi immediatamente rilasciare dichiarazione scritta firmata di ciò che hanno potuto vedere (cfr. doc. 2).
CID, verbale e testimonianze, come anticipato, costituiscono il cuore dell’elemento probatorio del fatto; rappresentano cioè la dimostrazione concreta che un determinato evento sia accaduto o meno in un certo modo.
Si legga sul punto il disposto ex art. 2697 co. 1 c.c. sull’onere della prova: “Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento”.
Anche in ambito di circolazione stradale, dunque, se si asserisce un fatto bisognerà provarlo qualora si pretenda di essere creduti.
Danni a cose e a persone
E’ altresì importante porre chiarezza circa il tipo di danno che si patisce o si infligge in caso di sinistro stradale.
Dunque i danni risarcibili si dividono essenzialmente in due categorie: danni materiali e danni fisici.
I danni materiali riguardano i beni empirici: il veicolo, l’abbigliamento, l’orologio, gli occhiali e via dicendo.
Per il risarcimento di questi tipi di beni sarà sempre auspicabile documentarne il valore con le ricevute di acquisto, al fine di poter offrire al liquidatore incaricato del risarcimento del danno una base di valutazione di partenza, ma ciò non toglie che, anche in caso di loro assenza, si possa lecitamente aspettarsi di ottenere soddisfazione economica.
Non va poi mai dimenticato un fatto: i beni materiali sono oggetto di svalutazione col tempo, dunque, nel momento in cui si andrà a richiedere il pagamento del danno all’assicurazione, questa sarà eventualmente tenuta ad offrire un quantitativo in denaro pari al valore del bene stesso al momento del fatto.
Mai, e si ripete mai, si potrà pretendere il valore del nuovo.
Quanto all’autovettura sono necessarie talune specificazioni.
Il danno patito potrà essere risarcito secondo tre linee:
L’assicurazione sarà obbligata (compatibilmente alla valutazione fatta dal perito) ad offrire un quantitativo in denaro pari a quanto previsto nella fattura della riparazione, che deve necessariamente essere stata emessa;
La cifra indicata in preventivo verrà liquidata con detrazione dell’IVA.
Il preventivo infatti corrisponde ad una spesa ipotetica in caso di lavori di riparazione, ragion per cui l’IVA stessa non risulta dovuta.
A seguito dell’antieconomicità del danno, che si verifica nel caso in cui il costo della riparazione superi il valore del veicolo, potrà optarsi per la rottamazione del mezzo.
Oggetto di risarcimento saranno le spese di rottamazione (ex: carroattrezzi) oltre al valore del veicolo stesso.
Tutto ciò premesso occorre farsi una domanda. Come si quantifica il valore di un danno?
Per questo ci penseranno l’officina effettuante le riparazioni ed il perito tecnico incaricato dall’assicurazione che visionerà l’auto e, di seguito, stenderà perizia.
L’incontro tra la richiesta economica dell’officina e la perizia stessa potrà dare il valore di riferimento.
Di contro i danni fisici si riferiscono alla lesione che la vostra salute ha patito a seguito del fatto.
Tali danni, come ovvio, dovranno essere rilevati da soggetti con adeguate competenze in campo medico.
Nelle immediatezze del sinistro sarà quindi sempre opportuno recarsi presso un qualsiasi Pronto Soccorso ospedaliero per sottoporsi a visita medica, in modo da ottenere una diagnosi in relazione alle offese patite.
Una volta ottenuto dal proprio medico curante “certificato di avvenuta guarigione” attestante la fine del periodo di malattia, l’assicurazione incaricherà un proprio medico legale per una visita di controllo onde verificare lo status biologico post evento dell’offeso.
La perizia che ne seguirà conterrà una quantificazione in termini numerici del danno patito, tali numeri dovranno poi essere trasposti in valutazione economica sulla base delle tabelle per le lesioni micropermanenti (fino al 9%) e macropermanenti (oltre il 9%) emesse periodicamente dai tribunali di riferimento.
Qualora lo riteniate opportuno, il fine di non essere in balia delle valutazioni del medico dell’assicurazione, potrete eventualmente incaricare un vostro medico legale che possa fornire una propria ed ulteriore valutazione delle lesioni in modo tale da potersi opporre ad eventuali offerte ritenute inidonee.
Il calcolo della lesione fisica e le tabelle dei tribunali per la quantificazione dei danni
Per le lesioni micropermanenti entro i 9 punti percentuali delle tabelle emesse dal tribunale di riferimento (le più comuni sono quelle del tribunale di Milano), la somma si ottiene incrociando la propria età (es. 30 anni) al momento del sinistro con il punteggio che è stato riconosciuto dal medico legale della compagnia assicurativa (es. 2%).
Alla cifra che ne risulta va aggiunta la somma di tutte le inabilità temporanee (es. 5 giorni al 100%, 10 giorni al 75%, 15 al 50%).
Il valore base giornaliero al 100% è attualmente di 42,48 euro. Pertanto con l’esempio fatto (2%, 30 anni, 5 giorni al 100%, 10 al 75 e 20 al 50%) la somma è di euro 2.397,56 (1441,76+212,40+318,60+424,80).
A queste voci dovranno aggiungersi tutti gli altri risarcimenti riconoscibili (es. spese mediche, mancato reddito, danno morale…).
Per danni fisici sopra i 9 punti percentuali (macropermanenti) si applicano le tabelle del tribunale di competenza e il calcolo aumenta le variabili.
Di seguito la tabella del danno micropermanente:
I vantaggi dell’intervento di un legale
Potrebbe essere vantaggioso per le vostre tasche richiedere l’intervento di un legale esperto in materia ai fini dell’ottimizzazione del risarcimento dovuto.
Infatti l’assicurazione farà sempre il possibile per risarcire il meno possibile facendo offerte, magari anche immediate, a lei vantaggiose.
Ma non per il consumatore.
Nemmeno l’assicuratore di fiducia dell’agenzia presso cui avete sottoscritto la polizza ha competenze e strumenti per influire in modo significativo sul risarcimento finale.
Spesso risulta vantaggioso temporeggiare e saper toccare le argomentazioni giuste – di fatto e di diritto – per l’ottenimento di un’offerta legittima che superi, anche di molto, le aspettative che ci siamo a torto o a ragione creati.
Si tratta di una vera e propria trattativa per l’ottenimento di quanto spetta per giustizia, dunque è bene non abbattersi alla prima difficoltà ma perseverare anche con l’aiuto di chi opera costantemente nel settore.
La figura del liquidatore
Il liquidatore è colui che, incaricato dall’assicurazione, ha il compito di liquidare, cioè saldare in termini economici, il danno patito.
Costui sarà il referente della compagnia assicurativa per quanto concerne la corrispondenza con la parte da risarcire, si accerterà circa la presenza o meno dei requisiti probatori a supporto dei fatti, sarà il destinatario di perizie tecniche e mediche, nonché l’incaricato a trattare direttamente con il danneggiato, o i suoi rappresentanti, il risarcimento vero e proprio.
I tempi previsti dalla legge per l’erogazione del risarcimento sono di 60 giorni dal ricevimento della richiesta scritta tramite raccomandata ar per i danni materiali ed al trasportato.
Per le lesioni fisiche del conducente, invece, 90 giorni sempre dalla notifica della richiesta di risarcimento.
A differenza del conducente, avrà sempre diritto al risarcimento del danno fisico subito da parte dell’assicurazione del vettore, sia in caso di torto o ragione di questi.
L’offerta economica di risarcimento dovrà avvenire entro 90 giorni dalla richiesta.
L’emissione del pagamento avviene a seguito di accettazione dell’offerta fatta dall’assicurazione a favore del danneggiato, il quale, dopo aver firmato idonea quietanza (immagine), avrà diritto a beneficiare di assegno circolare (uno per ciascuna tipologia di danno) indicante l’importo concordato.
Segnalazione all’ISVAP
Qualora, dopo aver provveduto correttamente alle pratiche di segnalazione del sinistro, non si dovesse ottenere risposta o qualora la risposta fosse fornita ma non fosse satisfattiva in relazione alle pretese avanzate, ci si dovrà rivolgere all’ISVAP presso il Servizio Tutela degli Utenti.
La segnalazione dovrà essere accompagnata dalla documentazione relativa al sinistro, compresa l’eventuale risposta della compagnia assicurativa.
L’ISVAP potrà aprire una fase istruttoria con la quale verranno richiesti alla compagnia assicuratrice i motivi in base ai queli questa ritiene di non dover procedere all’erogazione del risarcimento che dovranno essere forniti entro 30 giorni.
E’ necessario precisare che l’ISVAP emette esclusivamente un parere sull’interpretazione delle norme di riferimento, mentre non ha poter di intervenire sulla quantificazione dei danni e circa l’accertamento della responsabilità.
FVDS – Fondo Vittime Della Strada
Il Fondo Vittime della Strada (FVDS), istituito nel 1969 con la legge n. 990, risulta essere l’ente incaricato per il risarcimento dei sinistri per i seguenti casi:
veicolo o natante non identificato (ad es. perché fuggito);
veicolo o natante non assicurato;
veicolo o natante rubato.
Decreto legge sulle liberalizzazioni in tema di assicurazioni
Il Decreto Legge sulle liberalizzazioni è stato approvato in data 20.01.2012 dal Consiglio dei Ministri ed ha introdotto importanti novità in tema di assicurazioni auto.
Nello specifico sono stati introdotti sconti sulla polizza Rc auto per coloro che acconsentiranno all’istallazione a bordo della propria autovettura di una vera e propria scatola nera, il cui nome tecnico sarebbe “Check box” ed il cui costo dovrebbe essere a carico delle compagnie.
La funzionalità sarebbe identica a quelle delle scatole nere da anni presenti sugli aerei, dunque un dispositivo capace di rilevare velocità, posizionamenti, cambi di direzione, condizioni del veicolo etc etc..nei 40 secondi precedenti al sinistro e nei 10 successivi. Attraverso l’utilizzo di un ricevitore GPS e GPRS il “Check box” sarebbe così in grado di comunicare in tempo reale con chi di dovere, scongiurando frodi ed, eventualmente, avvertendo per tempo i soccorsi.
Detto Check box consentirebbe una riduzione sulla polizza annuale.
Inoltre, prima della stipula della polizza, gli assicuratori saranno tenuti ad informare i clienti circa le condizioni praticate da almeno altre 3 compagnie non facenti parte dello stesso gruppo. In questo modo si garantirebbe al cliente la possibilità di accettare o meno un preventivo alla luce delle condizioni praticate dai diretti concorrenti. La mancanza di tale obbligo comporterebbe la possibilità di annullamento del contratto.
Sarà poi prevista, entro pochi mesi, l’introduzione del “contrassegno elettronico” al fine di combattere le frodi dei finti assicurati, coloro che falsificano il tagli andino dell’assicurazione, e dei non assicurati, coloro che non stipulano alcuna assicurazione auto..
Risulta in fase di progettazione infatti un regolamento, da emanarsi entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione del Decreto Legge, tale da poter regolamentare la prevista dematerializzazione dei contrassegni assicurativi. Questi verrebbero sostituiti da un apposito meccanismo dotato di microchip, il contrassegno elettronico per l’appunto, che sarebbe in costante contatto con apposite banche dati e che andrebbe a sostituire il contrassegno cartaceo attualmente d’obbligo su ciascuna autovettura in modo da poter conoscere in tempo reale lo stato assicurativo di ciascun veicolo.
Obbligo di mediazione
Il 21 marzo 2012 è entrato in vigore il nuovo strumento per la definizione delle controversie in materia civile in tema di sinistri stradali.
Il decreto legislativo 28 del 2010 definisce la mediazione come “… l’attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa …”.
La mediazione è esercitata dal mediatore, terzo imparziale avente l’obiettivo o della composizione in via bonaria della controversia o ponendosi quale facilitatore di un accordo spontaneo che può nascere tra le parti oppure ancora formulando una proposta di accordo che le parti sono libere di accettare o rifiutare.
Come detto dal 21 marzo 2011 la mediazione è divenuta obbligatoria; non si potrà cioè proporre azione avanti alla competente autorità giurisdizionale senza prima aver espletato i doveri di mediazione.
L’attore dovrà cioè invitare la controparte a partecipare al procedimento previsto dal D.Lgs. 28/2010.
Questo non rappresenta una forma alternativa di giustizia, bensì una forma complementare ad essa finalizzata alla soddisfazione degli interessi.
Non è alternativa perché il ricorso al procedimento di mediazione non impedisce alle parti, qualora non si giungesse all’accordo, di rivolgersi all’autorità giudiziaria.
Allo stesso tempo la corretta applicazione nei giudizi contenziosi dei sistemi sanzionatori dei comportamenti scorretti delle parti nel corso del procedimento di mediazione può garantire il migliore funzionamento della mediazione.
Nella mediazione non bisogna rispettare il principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato né il principio del contraddittorio.
Le parti potranno trovare l’accordo di conciliazione, anche coinvolgendo interessi originariamente non prospettati.
Il mediatore potrà sentire le parti congiuntamente o separatamente, e da questi incontri dovrà trarre gli elementi per tentare di facilitare un accordo spontaneo tra le parti, e ove esso non si raggiunga spontaneamente, confezionare una proposta di accordo equilibrata che induca le parti ad accettarla ed a definire il conflitto di interessi.
Competenza del giudice in caso di causa
La competenza territoriale del giudice davanti al quale deve promuoversi il processo è quello del foro di residenza dell’altra parte coinvolta (art. 18 c.p.c.), della compagnia (art. 19 c.p.c.), del luogo dove si è verificato l’incidente (art. 20 c.p.c.) ovvero dove l’obbligazione deve eseguirsi, che coincide con quelli ex art. 18 e 19 c.p.c. (art. 20 c.p.c.).
Il danneggiato potrà dunque proporre la domanda avanti al giudice del luogo dove egli risiede, in quanto l’eccezione non è rilevabile dal giudice ma dalle parti.
Tuttavia va detto che le compagnie di assicurazione sono perfettamente a conoscenza della possibilità di rilevare l’eccezione di cui sopra.
Così facendo il processo si sposterà molto probabilmente presso diverso foro, con il disagio che i costi di causa e i tempi per la presenzi azione alle udieze del caso subiranno inevitabili dilatazioni.
Al fine di non dover nominare uno sconosciuto legale con studio situato in prossimità del foro di riferimento, una soluzione potrebbe essere quella di incaricare il proprio legale di fiducia il quale si domicilierà presso l’avvocato del foro in questione – ma in ogni caso uno dei due avvocati non potrà essere pagato, anche in caso di vittoria, dalla compagnia assicuratrice -.
Assicurazioni su mutui
E’ possibile affermare che la decisione di stipulare un contratto di assicurazione a tutela di un mutuo non sia di per sé una cattiva idea.
Se si pensa ai rischi ed alle problematiche che potrebbe comportare l’eventuale (seppur scongiurato) venir meno di una fonte di reddito familiare, ben si comprende come il poter pensare ad una polizza vita a tutela del mutuo possa avere un senso ben preciso.
Il mutuo finanziario infatti rappresenta una forma contrattuale in base alla quale una parte si impegna a consegnare all’altra una quantità di denaro che la parte ricevente si obbliga a restituire entro un certo tempo maggiorata sulla base di un tasso di interesse applicato.
I mutui si differenziano in relazione al tasso d’interesse pattuito:
a tasso fisso: prevedono stesso tasso d’interesse per tutta la durata del contratto. Il tasso viene stabilito al momento della conclusione dell’accordo e viene calcolato in base al tasso europeo di riferimento Eurirs (detto anche IRS: Interest Rate Swap), il quale viene diffuso quotidianamente dalla Federazione Bancaria Europea;
a tasso variabile: prevedono un tasso di interesse che muta in relazione all’andamento dell’Euribor, il tasso interbancario di riferimento per questa tipologia di mutuo che viene fissato ogni giorno dalla Federazione Bancaria Europea;
a tasso variabile con CAP: il tasso d’interesse muta in base alla variazione del parametro di riferimento Euribor, ma senza poter superare la soglia massima prestabilita (CAP) che determina l’importo massimo delle rate né la soglia minima (FLOOR). In questo modo il mutuatario potrà trarre vantaggio da un ribasso dei tassi di mercato per godere dei benefici della variabilità e, al contempo, si tutela dalle eccessive oscillazioni al rialzo con la presenza del tetto massimo. Costituendo però il CAP un rischio per la società erogante il mutuo questa cercherà tutela contro l’eventuale mancato guadagno fissando un tasso di base leggermente più alto del normale;
a tasso misto: prevedono la flessibilità del tasso d’interesse, nella fase di contrattazione si potrà decidere se iniziare con un tasso fisso e successivamente cambiarlo con uno varabile o viceversa.
Il valore della rata che si sceglie di imputare al periodo di tempo a tasso fisso varia in base alla sua durata, viene scelta perlopiù dal cliente e generalmente varia tra i 2 e i 5 anni. Questa forma di mutuo offre la possibilità al mutuatario di modificare il tasso una o più volte nel corso del contratto, fissando scadenze prestabilite;
a rata costante a tasso variabile: prevedono la possibilità di scegliere una tasso variabile senza incidere sull’importo della rata che rimarrà fisso per tutto il tempo del contratto. Oggetto della variazione è invece la durata del contratto a seconda delle condizioni di mercato; se la situazione di mercato è favorevole il periodo delle rate diminuirà se invece sarà negativa aumenterà. La rata resta bloccata anche se il tasso è variabile.
Di seguito alcuni consigli pratici su quale mutuo scegliere in relazione alle esigenze di ciascun consumatore:
tasso fisso: l’identità di rata per tutta la durata contrattuale rappresenta senza dubbio una qualità idonea ad offrire una certa tranquillità per il mutuatario che saprà sempre con certezza a che tipi di rate andrà incontro. D’altra parte non si potrà beneficiare in alcun modo delle condizioni di vantaggio che il mercato potrà offrire essendo vincolati ad una rateizzazione immutabile in base all’andamento della finanza. E’ il mutuo ideale per i lavoratori dipendenti che non vogliono correre rischi di sorprese impreviste. Sono consigliati anche in periodi di inflazione (aumento del costo del denaro);
tasso variabile: più conveniente nel breve periodo e nel caso in cui si verifichi una diminuzione dell’inflazione poiché determinerà il diminuire della rata dovuta. Tuttavia si rimarrà sempre legati all’andamento oscillatorio del mercato che potrà influenzare, sia in positivo che in negativo, le somme periodiche dovute dal mutuatario. Dunque si consiglia per chi beneficia di un reddito di fascia medio-alta che lo ponga al riparo dai suddetti rischi di oscillazione del mercato;
tasso variabile con CAP: sono prestabiliti sin dall’origine i massimi e i minimi raggiungibili dalla rata come conseguenza dell’andamento del mercato con il beneficio che si potrà, entro i limiti pattuiti, godere delle eventuali situazioni favorevoli legate al mondo della finanza con rischi contenuti. Tuttavia il tasso di interesse di base sarà più alto del normale poiché lo spread (il costo aggiuntivo – detto anche ricarico – che viene applicato al tasso di base già richiesto al mutuatario) risulta maggiore. Si consiglia per chi intende, con ridotta propensione al rischio, voler approfittare delle eventuali oscillazioni favorevoli dei tassi di interesse legate ai mercati;
tasso misto: consente il tasso fisso durante il periodo di rateizzazione iniziale con la possibilità di passare, trascorso il periodo più delicato per l’ammortamento, ad un tasso variabile. Detta possibilità però determina un costo medio superiore rispetto al tasso variabile tradizionale. Si consiglia per coloro che non godono di una posizione finanziaria ben definita e che desiderano, eventualmente, di variare tasso;
a rata costante a tasso variabile: la giusta via di mezzo tra tasso fisso e tasso variabile. Il rischio non incide sulla rata ma sulla durata della rateizzazione che, eventualmente, potrà subire aumenti. Per chi desidera il rischio di poter beneficiare dell’andamento favorevole del mercato azionario non temendo la possibilità di aumento del periodo di rateizzazione.
Il tasso di interesse sul mutuo costituisce il costo del denaro prestato dal mutuante al mutuatario e si identifica con la somma aggiuntiva dovuta come rimborso per la concessione del finanziamento. Ciascuna rata pattuita a favore del finanziatore infatti si compone di una quota capitale e una quota interessi.
Il tasso di interesse viene calcolato in percentuale su un’unità di tempo che può essere mensile, trimestrale, semestrale o annuale.
Questo può essere semplice, se calcolato esclusivamente sul capitale, o composto, se si accumula al capitale di periodo in periodo ed è quindi calcolato anche sugli interessi
L’importo complessivamente restituito, comprensivo di capitale ed interessi, prende il nome di “montante”.
I mutui immobiliari generalmente utilizzano un tasso annuale.
La durata del mutuo è influenzata dal tipo di accordo che si intende concludere e dalla legge la quale prevede che i mutui siano di media o lunga durata.
Il mutuo può infatti avere durata compresa tra i 5 anni fino, in casi particolari, ai 40 anni.
Non va assolutamente dimenticato che tanto maggiore sarà la durata del mutuo tanto più elevato sarà il TAN (tasso annuo nominale) richiesto dalla Banca.
Ciò perché l’aumentare degli anni fa diminuire le certezze del concedente circa la possibilità di rimborso delle rate da parte del beneficiario, e costringendo l’istituito di credo a tutelarsi facendo pagare al mutuante il suo rischio maggiore nel lungo periodo.
Anzitutto, circa la tematica in questione, occorre precisare che dal 2 aprile 2012 entrerà in vigore il provvedimento 2946 dell’Isvap, istituto di vigilanza sulle assicurazioni, che vieterà alle banche di distribuire e beneficiare delle polizze legate ai mutui immobiliari.
L’ISVAP con la delibera in questione ha voluto così porre fine alla spinosa questione delle polizze assicurative non obbligatorie abbinate a mutui bancari e finanziamenti, le quali ponevano il cliente sottoscrittore in balia degli elevatissimi livelli delle commissioni praticate dagli istituti di credito.
Detti livelli provvisionali sono stati ritenuti ”abnormi” e ”penalizzanti” per i consumatori.
A seguito di ciò si è optato per l’introduzione del divieto per le banche di assumere contemporaneamente il ruolo di erogatrici dei mutui, distributrici e beneficiarie delle polizze ad essi connesse, a seguito dell’evidente conflitto d’interesse riscontrato.
In buona sostanza alle banche non sarà fatto divieto di vendere polizze, bensì di poter essere allo stesso tempo distributrici e beneficiarie di una polizza.
Si stima che il mercato delle coperture assicurative legate ai mutui e finanziamenti ammonta a ben 2,5 miliardi di euro annui, l’80% del quale in mano alle banche; la recente indagine dell’ISVAP (aprile 2011) relativa all’anno 2010 ha accertato che il livello medio delle commissioni praticate dalle banche ai clienti raggiunge tuttora il 44% con punte fino all’80%, valori multipli rispetto a quanto il consumatore si trova a pagare per le stesse polizze quando sottoscritte al di fuori delle convenzioni assicurative stipulate dalle banche.
Consiglio utile per la tutela del privato potrebbe essere quella di assicurare la vita di ciascun componente della famiglia in relazione alla parte di reddito da lui garantita.
Poniamo, ad esclusivi fini esplicativi, l’esempio della coppia di coniugi, entrambi lavoratori, i quali percepiscono uguale stipendio mensile così partecipando ciascuno al 50% del reddito complessivo familiare.
Qualora essi decidessero di accendere un mutuo da € 100.000,00 sarebbe consigliabile assicurare ciascun coniuge per il valore di € 50.000,00 (corrispondenti al 50% del reddito familiare), magari optando per una polizza a capitale regressivo la quale, all’assottigliarsi del debito, adeguano l’importo assicurato.
Non va poi trascurato il fatto che ciascuna polizza varia in relazione al sesso, all’età ed alla durata.
Per esempio una polizza che non tiene conto dell’età dell’assicurato sarà più conveniente per un soggetto in età avanzata piuttosto che per un giovane appena affacciatosi al mondo del lavoro.
La stipula di un contratto di assicurazione sulla vita può rispondere ad una duplice esigenza: quella di garantire un reddito alla famiglia nel caso di decesso di un componente della stessa ovvero quella di poter accedere ad una forma di integrazione pensionistica in caso di sopravvivenza dell’assicurato alla scadenza del contratto.
Prima della sottoscrizione dell’accordo dovrà essere consegnato al sottoscrivente il “fascicolo informativo” che dovrà necessariamente contenere la scheda sintetica delle informazioni generali, la nota informativa contenete ulteriori specifiche dell’accordo, le condizioni e clausole di assicurazione, il glossario ed il modulo di proposta.
Come ben chiarisce lo stesso sito dell’ISVAP, occorre compiere opportune valutazioni in relazione ai seguenti elementi:
le prestazioni offerte dal contratto (capitale, rendita, eventuali cedole periodiche)
le situazioni di fatto (sopravvivenza, morte, invalidità) in base a cui le prestazioni devono essere pagate;
la misura del premio investito;
caricamenti e commissioni di gestioni previste;
i rischi finanziari collegati alle prestazioni;
la durata della copertura assicurativa;
le eventuali limitazioni della copertura;
le opzioni contrattuali.
Per la conclusione del contratto si potrà sottoscrivere direttamente la proposta, documento con il quale si chiede alla compagnia di stipulare il contratto stesso. In tal caso, fino al momento della comunicazione di accettazione da parte della compagnia, il contratto non è ancora concluso.
Oppure la proposta-polizza: proposta che, una volta sottoscritta, produce i medesimi effetti del contratto definitivo.
Occorre prestare attenzione se il documento che si sottoscrive è una proposta o una proposta-polizza: in caso di ripensamento, se è una proposta si può esercitare la revoca fino al momento della comunicazione di accettazione da parte della compagnia, se invece si tratta proposta-polizza si dovrà esercitare direttamente il diritto di recesso dal contratto.
Occorre inoltre verificare che la proposta sia compilata in tutte le sue parti ed in particolare che siano indicati l’ammontare del premio e del capitale o della rendita assicurati e la durata del contratto.
Nella proposta deve essere evidenziato l’eventuale avvenuto pagamento del premio. Una copia della stessa deve essere consegnata al contraente.
La revoca della proposta impedisce la conclusione dell’accordo contrattuale e può essere effettuata, tramite raccomandata a.r. indirizzata alla sede legale della società assicuratrice di riferimento, fino a che non sia pervenuta accettazione della proposta.
La compagnia sarà così obbligata alla restituzione della somme pagate, al netto delle spese contrattuali sostenute, entro 30 giorni dalla notifica della revoca.
Il diritto di recesso è esercitabile entro 30 giorni dalla conclusione del contratto a seguito di comunicazione effettuata tramite raccomandata ar ed indirizzata alla compagnia assicurativa.
Questa sarà tenuta entro 30 giorni dalla notifica del recesso alla restituzione di quanto pagato al netto dei costi contrattuali sostenuti e del period di esecuzione contrattuale.
Il consumatore può liberamente stipulare una polizza malattia per ovviare ai rischi che uno stato di infermità può presentare.
Un’assicurazione di tal tipo asseconda, infatti, offre le seguenti garanzie:
copertura spese mediche sostenute.
Ad eccezione di esplicite esclusioni inserite sotto forma di clausola contrattuale, sono coperte le spese di ricovero dovute a malattia, infortunio, parto ed aborto.
Importante è notare la distinzione intercorrente tra “polizza rimborso spese mediche”, che subordina la risarcibilità dell’infortunio al ricovero o all’intervento chirurgico, dall’assicurazione contro gli infortuni, la quale garantisce risarcimento indipendentemente dal ricovero o dall’intervento chirurgico.
malattie gravi.
Copre le spese necessarie per l’assistenza e la cura del soggetto in caso di malattie gravi previste nella polizza.
A seguito di invalidità permanente da malattia accertata medicalmente con derivata perdita di capacità lavorativa e, conseguentemente, di possibilità di reddito, l’assicurazione sarà tenuta a versare un quantum a favore del beneficiario determinabile in relazione agli accordi economici assunti in sede di stipula.
Garantisce copertura per le spese derivanti dalla mancanza di autosufficienza nella vita private e sociale.
Ricovero in casa di cura.
A seguito di malattia od infortunio, qualora si rendesse necessario il ricovero presso casa di cura, sarà dovuta all’assicurato un importo per ogni giorno di ricovero.
E’ inoltre di fondamentale importanza, al fine di evitare di incorrere in situazioni spiacevoli, peraltro facilmente prevenibili, controllare che la compagnia assicuratrice sia annoverata tra le imprese abilitate in Italia all’attività assicurativa.
A tale scopo è possibile rivolgersi direttamente all’impresa con cui si ha intenzione di contrarre polizza assicurativa oppure consultando l’ISVAP.
Infatti, nel caso in cui si opti per la conclusione di accordo con compagnia estera (per es. via internet), la legislazione di riferimento prevista nella nota informativa potrà essere diversa da quella italiana.
Gli assicurati e le associazioni per la tutela dei consumatori possono presentare specifico reclamo alle compagnie assicuratrici.
Detto reclamo è presentabile qualora sull’oggetto della contestazione non sia già intervenuto procedimento avanti alla giustizia ordinaria per i casi in cui le imprese assicuratrici abbiano compiuto delle violazioni al Codice delle Assicurazioni.
Al reclamo dovrà essere data risposta entro 45 giorni dalla notifica dello stesso (da inviarsi con raccomandata ar alla compagnia) a pena di sanzione ISVAP.
Se non si ottiene risposta dall’impresa o la risposta è ritenuta non soddisfacente è possibile rivolgersi all’ISVAP.
Di seguito un esempio di modello di reclamo (doc. 3).
Pur essendo prevista nel nostro paese l’assistenza sanitaria gratuita, è comunque possibile, per chi lo ritenesse opportuno, stipulare una personale polizza sanitaria per il caso in cui si verifichi la necessità di cure specifiche dovute a malattia.
La copertura coprirebbe le spese di ricovero, di operazione, di diagnosi per i casi di malattia o infortunio previsti nelle clausole della polizza che si sottoscrive.
E’ dunque buona cura premurarsi di verificare quali siano i tipi di malattie e di infortunio ricompresi all’interno del contratto assicurativo in modo tale da non incorrere in spiacevoli sorprese qualora detta copertura si rendesse necessaria.
La compagnia assicurativa, al fine di valutare che tipo di accordo concludere e se concludere accordo, richiede la tassativa compilazione di un questionario relativo al bagaglio sanitario di ciascun potenziale cliente: si dovrà infatti specificare da quali malattie si è affetti e da quanto tempo, che tipo di interventi si è subito, che cure sono state svolte, che medicinali si è assunti..non si dovrà sottacere alcuna notizia rilevante per non incorrere in rischi di mancato pagamento nel caso in cui si rendesse necessario l’operare della copertura.
Per carenza si intende il lasso temporale successivo alla conclusione del contratto di assicurazione sanitaria entro cui la compagnia non risponde per quanto oggetto del contratto stesso.
Tale tipo di garanzia risulta essere uno strumento di tutela nei confronti di chi, sapendo di essere affetto da malattia, volesse ottenere il pagamento delle spese di cura sottacendo la problematica di salute.
Bisogna sempre verificare con puntiglio eventuali esclusioni dalla polizza, per il fatto che le compagnie assicurative tendono talvolta a voler circoscrive l’ambito di applicazione della stessa.
Non è infatti inusuale la possibilità di non vedersi riconoscere come indennizzabili malattie della mente, interventi odontoiatrici, interventi di chirurgia estetica, danni da uso di alcool, stupefacenti, antidepressivi, interventi per correzione della vista, protesi per portatori di handicap, cura dell’infertilità.
La polizza casalinghe
La “polizza casalinghe” rappresenta, per volontà di legge, polizza obbligatoria per tutti coloro che, in età compresa tra gli anni 18 e 65, svolgono non per professione la tradizionale attività di cura della casa e della famiglia.
Saranno esentati solo coloro che svolgano attività extra-casalinghe per le quali sia necessaria l’iscrizione a qualsiasi forma di previdenza obbligatoria e coloro che, in ogni caso, risultino far parte di una fascia di reddito annuale inferiore alle € 4.648,11 o di un nucleo familiare con reddito complessivo inferiore ad € 9.296,22.
Per quest’ultimo caso risulta previsto il pagamento della polizza da parte dello Stato.
Essendo, come detto, la polizza obbligatoria – per l’anno 2012 pagabile entro la data del 31 gennaio – qualora chi fosse tenuto non vi provvedesse, sarà soggetto ad interessi di mora.
Il premio annuale di € 12,91 dovrà essere pagato all’Inail, sul sito del quale (www.inail.it) è possibile rinvenire il relativo bollettino.
Distinta polizza è invece la “Rendita vitalizia per le vittime di danni gravi”, polizza assicurativa per colui che svolge attività domestica a fini non professionali.
Questa, in caso di grave infortunio – da intendersi come particolarmente lesivo e penalizzante per un periodo duraturo – garantisce al beneficiario una rendita vitalizia che in caso di morte potrà essere erogata a favore degli eredi.
La cosiddetta polizza condominio è quel tipo di contratto assicurativo che permette di assicurare ciascun condomino circa eventuali danni che potrebbero affliggere le parti comuni, quali scale, tetto, cornicioni, facciata..
La particolarità di queste assicurazioni è che spesso, nonostante non lo si sappia, sono state stipulate al momento della costruzione dell’edificio e costantemente rinnovate in gran silenzio dall’amministratore.
Il problema, in questi casi, è rappresentato dal fatto che molto spesso non si è a conoscenza circa quali rischi si è assicurati, quali siano le franchigie e i massimali, il che rende taluni contratti non adeguati in termini economici (troppo cari per ciò che garantiscono).
Una utile precauzione sarebbe quella di informarsi circa l’esistenza di dette polizze chiedendo copia della stessa all’amministratore, per una acuta e consapevole analisi su costi e coperture.
Risulta che oltre il 70% dei condomini in Italia sia assicurato e che, generalmente, siano coperti rischi quali incendi, allagamenti, infiltrazioni, eventi naturali, danni al tetto etc etc..
Tra i danni da acqua non devono intendersi però quelli causati per colpa, per esempio causati da un lavandino non chiuso o dal cattivo funzionamento di una lavatrice senza corretta manutenzione o danni provocati da umidità ed insalubrità dei locali.
Quanto al termine incendio deve intendersi in senso lato: fumi, vapori, fulmini, scoppi, calore.
Talune polizze possono talora contenere danni causati da fulmini o danni elettrici in generale, su cui è bene verificare massimali e scoperti.
Inoltre la copertura può riguardare anche i danni causati da fenomeni atmosferici quali vento, cose trasportate dal vento, grandine, neve.
Restano tuttavia solitamente esclusi i danni derivanti da terremoto e da alluvione, per i quali deve essere apposta necessariamente specifica clausole, sempre qualora la compagnia intenda assicurare un tal tipo di rischio.
Quanto alla polizza vetri e cristalli questa non rimborsa nei casi in cui ci siano danneggiamenti a seguito di trasloco o lavori di ristrutturazione né se il vetro mostrava già difetti precedentemente al fatto.
La polizza Rc condominiale invece esenta il condomino dalla responsabilità civile per il danno arrecato dal condominio ai terzi (si pensi ai danni patiti da un soggetto privato a seguito della caduta di una tegola dal tetto) mentre la polizza Rco tiene il condomino esente da responsabilità in caso di infortunio sul lavoro di un dipendente prestante opera professionale all’interno del condominio stesso (es. custode).
Va prestata innanzitutto attenzione alla modalità di denuncia del sinistro inserita a contratto.
La maggioranza delle polizze prevede che detta notizia debba essere comunicata all’assicurazione entro 3 giorni dal fatto.
E’ dunque necessario procedere immediatamente ad informare l’amministratore sull’accaduto ed invitarlo alla dovuta segnalazione secondo le corrette formalità (lettera raccomandata con ricevuta di ritorno intestata alla sede legale della compagnia contenente numero di polizza, date, fatti e richiesta di risarcimento).
Scegliere un pacchetto vacanze idoneo a soddisfare le esigenze vacanziere può essere un’operazione assai ardua.
Ciò che però molto spesso si ignora è che la stessa dedizione e meticolosità che si applica nella scelta della località e degli agi andrebbe applicata altresì nella scelta della polizza assicurativa vacanze.
Infatti, come tutti ben sappiamo, soprattutto nei periodi festivi l’imprevisto è alle porte.
Dunque come tutelarsi? Quali clausole contrattuali richiedere?
Garantisce assistenza al vacanziere qualora si verificasse il caso di malattia, infortunio, imprevisto.
In ciascuno dei casi elencati l’intervento dell’assicurazione sarà mirato al pagamento delle spese poste in essere per dare soluzione alla problematica (spese di cura, di riparazione, di sostituzione).
In caso di morte di parente, infortunio, malattia personale o di parente è possibile ottenere l’indennizzo per le spese sostenute per la penale dovuta all’agenzia qualora si decisa di non partire.
Clausola bagaglio
Per il classico caso di furto o di smarrimento del bagaglio.
In genere viene pattuito inizialmente un tetto massimo entro cui l’assicurazione risponde, quindi è indispensabile assicurarsi in relazione al valore del bagaglio stesso. In caso di bagagli di elevato valore sarbbe opportuno stipulare una polizza ad hoc.
Inoltre può prevedersi indennizzo per le spese di prima necessità qualora la compagnia che si è incaricata del trasporto tardi nella riconsegna dei bagagli.
Garanzia al diritto di refusione delle spese mediche urgenti e non rimandabili durante il periodo di soggiorno vacanziero.
Generalmente è previsto un massimale che, se non dovesse soddisfare, potrà essere integrato con la stipula di un’ulteriore e più specifica polizza.
Per prescrizione nel diritto civile si intende quel fenomeno che determina l’estinzione di un diritto soggettivo non esercitato dal titolare per un periodo di tempo indicato dalla legge.
In caso di questione pendente con la compagnia assicurativa, al fine di evitare che la pratica vada in prescrizione, si consiglia di procedere annualmente alla stesura di una raccomandata a.r. da inviare alla sede legale della compagnia assicurativa contenente specifica richiesta di risarcimento o di indennizzo.
Detta prassi risulta utile sia in tema di RCA, ma anche di assicurazione sulla vita, di assicurazioni su beni etc etc..
Il consiglio, dunque, è quello di non rimanere inerti nei confronti della compagnia per più di un anno, 2 anni in caso di richiesta di risarcimento danni sinistro RC auto.
Tale iter dovrà essere seguito costantemente sino alla conclusione della pratica.