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Timestamp: 2020-04-03 02:09:04+00:00
Document Index: 21640039

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Sentenza Cassazione Civile n. 12128 del 16/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12128 del 16/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 16/05/2017, (ud. 06/04/2017, dep.16/05/2017), n. 12128
sul ricorso 12538/2016 proposto da:
avverso la sentenza n. 427/08/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del FRIULI VENEZIA GIULIA, depositata il 16/11/2015;
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di V.M. di avvisi di accertamento relativi ad IRPEF per gli anni di imposta 2006, 2007 e 2008 l’Agenzia delle entrate ricorre, su unico motivo, nei confronti della Società (che resiste con controricorso) avverso la sentenza indicata in epigrafe con cui la C.T.R., in accoglimento dell’appello proposto dal contribuente ha riformato la decisione della C.T.P., dichiarando ribadendo l’illegittimità dell’atto impugnato, perchè emesso in violazione della L. n. 212 2000, art. 12, comma 7.
1. L’unico motivo di ricorso è manifestamente fondato alla luce dei principi affermati dalle Sezioni Unite di questa Corte (Sentenza n. 24823/15) le quali hanno ribadito l’orientamento maggioritario già formatosi in materia secondo cui, in tema di tributi non armonizzati, le garanzie fissate nella L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, trovano applicazione esclusivamente in relazione agli accertamenti conseguenti ad accessi, ispezioni e verifiche fiscali effettuate nei locali ove si esercita l’attività imprenditoriale o professionale del contribuente; ciò, peraltro, indipendentemente dal fatto che l’operazione abbia o non comportato constatazione di violazioni fiscali (Cass. n. 15010/14; 9424/14, 5374/14, 20770/13, 10381/14), rilevando che nel senso indicato militano univocamente il dato testuale della rubrica (“Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali) e, soprattutto, quello della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 1 (coniugato con la circostanza che l’intera disciplina contenuta nella disposizione risulta palesamente calibrata sulle esigenze di tutela del contribuente in relazione alle visite ispettive subite in loco) che, esplicitamentè si riferisce agli “accessi, ispezioni e verifiche fiscali nei locali destinati all’esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali”.
2. Sempre le Sezioni Unite, con la stessa pronuncia, hanno poi affermato che “in tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’Amministrazione finanziaria è gravata di un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale, la cui violazione comporta l’invalidità dell’atto purchè il contribuente abbia assolto all’onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere e non abbia proposto un’opposizione meramente pretestuosa, esclusivamente per i tributi “armonizzati”, mentre, per quelli “non armonizzati”, non è rinvenibile, nella legislazione nazionale, un analogo generalizzato vincolo, sicchè esso sussiste solo per le ipotesi in cui risulti specificamente sancito”.
3. Pertanto, in accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata dai superiori principi si è discostata, va cassata con rinvio al Giudice di merito che provvederà anche sulle spese di questo giudizio.