Source: https://www.cosedelmondo.it/2016/06/24/il-dopo-di-noi/?print=print
Timestamp: 2019-09-17 21:19:35+00:00
Document Index: 117615781

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2645', 'art. 1322', 'art. 2915', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 25', 'art. 7']

Il Dopo Di Noi - Cose del mondo...
La legge sul dopo di noi: Aggiornamento.
Approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati, nella seduta del 14 giugno 2016, il DDL “Dopo di noi” sull’assistenza a favore delle persone con disabilità grave senza sostegno familiare. Il provvedimento era stato approvato dal Senato il 26 maggio.
◾ è stata rafforzata la soggettività delle persone con disabilità e il ruolo di sostegno dei genitori per evitare che si lasciasse erroneamente intendere che questi ultimi fossero gli unici responsabili dell’assistenza;
◾ sono stati introdotti ulteriori strumenti normativi, oltre il trust, per destinare beni e servizi alle persone con disabilità grave al venir meno dei genitori ed è stata concessa la possibilità di istituire vincoli di destinazione e fondi speciali, composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con contratto di affidamento fiduciario anche a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale che operano prevalentemente nel settore della beneficenza. Di conseguenza, sono stati allargati anche a questi strumenti i benefici fiscali già previsti per la costituzione del trust.
◾ Favorire il benessere, la piena inclusione e l’autonomia delle persone con disabilità.
◾ Progressiva presa in carico della persona disabile durante l’esistenza in vita dei genitori e rafforzamento di quanto già previsto in tema di progetti individuali per le persone disabili.
◾ Definizione degli obiettivi di servizio e dei livelli essenziali delle prestazioni nel campo sociale da garantire su tutto il territorio nazionale ai destinatari della legge.
Istituzione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave e disabili prive del sostegno familiare con una dotazione di 90 milioni di euro per l’anno 2016, 38,3 milioni di euro per l’anno 2017 e in 56,1 milioni di euro annui a decorrere dal 2018.
◾ Un decreto del Ministero del Lavoro, in accordo con Ministero Economia e Finanze e Ministero della Salute, stabilirà i criteri per l’accesso alle misure di assistenza, cura e protezione del Fondo.
◾ Le Regioni definiscono i criteri per l’erogazione dei finanziamenti, le modalità di pubblicità dei finanziamenti erogati, la verifica dell’attuazione delle attività svolte, nonché le ipotesi di revoca dei finanziamenti medesimi.
◾ Principali obiettivi del Fondo:
◾ adottare e potenziare programmi di intervento volti a favorire percorsi di deistituzionalizzazione e supporto alla domiciliarità in abitazioni o gruppi-appartamento che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare e che tengano conto delle migliori opportunità offerte dalle nuove tecnologie, al fine di impedire l’isolamento delle persone con disabilità;
◾ realizzare interventi innovativi di residenzialità diretti alla creazione di soluzioni alloggiative di tipo familiare o di co-housingg, che possono comprendere il pagamento degli oneri di acquisto, locazione, ristrutturazione e messa in opera degli impianti e delle attrezzature necessari per il funzionamento degli alloggi medesimi, anche sostenendo forme di mutuo aiuto tra persone con disabilità;
◾ realizzare, ove necessario, in via residuale, e nel superiore interesse delle persone con disabilità grave, interventi per la permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare per far fronte ad eventuali situazioni di emergenza, nel rispetto della volontà delle persone con disabilità grave, ove possibile, dei loro genitori o di chi ne tutela gli interessi;
◾ sviluppare programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile.
◾ Al finanziamento dei programmi e alla realizzazione degli interventi possono concorrere le Regioni, gli Enti Locali, gli enti del terzo settore e altri soggetti di diritto privato.
◾ Le attività di programmazione degli interventi prevedono il coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza delle persone con disabilità.
◾ la cancellazione dell’imposta di successione e donazione per i genitori, ad esempio per la casa di proprietà;
◾ la riduzione di aliquote e franchigie e le esenzioni per l’imposta municipale sugli immobili; l’innalzamento dei parametri sulla deducibilità per le erogazioni liberali e le donazioni;
◾ la detraibilità delle spese per le polizze assicurative, con l’incremento da 530 a 750 euro della detraibilità dei premi per le assicurazioni sul rischio morte;
◾ agevolazioni tributarie per trasferimenti di beni e di diritti per causa di morte, per donazione o a titolo gratuito nel caso di istituzione di trust in favore di persone con disabilità grave. Per beneficiarne, il trust deve perseguire come finalità esclusiva l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza della persona disabile in cui favore è istituito.
Chi vuole può scrivere al Presidente del consiglio. La mail alla quale scrivere è: matteo@governo.it
Cos’è il trust.
L’istituto Nasce negli ordinamenti anglosassoni in cui la giurisprudenza si basa sulle sentenze precedentemente emanate dai giudici. Esso rappresenta uno strumento basato su un rapporto fiduciario fra i soggetti coinvolti. Si potrebbe pensare che il trust in Italia non sia legittimo. In realtà la legge 364/1985 – Legge di ratifica della convenzione dell’Aja del 1 Luglio 1985 – lo rende applicabile anche al nostro ordinamento purché disponente, trustee e beneficiario siano italiani. Lo stesso dicasi per il bene sottoposto a trust.
Per trust intendiamo i rapporti giuridici istituiti dal disponente con atto unilaterale fra vivi o mortis causa. Qualora un determinato bene o fondo sia stato posto nellatitolarità di un trustee (soggetto di fiducia del disponente), il trustee dovrà amministrarlo secondo il dettato del disponente e secondo le disposizioni della legge italiana nell’interesse del beneficiario o per un determinato fine. Trustee può essere una persona fisica o giuridica. Nel caso di persona giuridica i beni sottoposti a trust devono essere separati da quelli preposti all’attività istituzionale della persona giuridica medesima. Il trust ha poteri dispositivi e gestionali che vengono stabiliti nell’atto costitutivo e deve rendere conto della propria attività ma gode, proprio per il rapporto di fiducia con il disponente, di autonomia sull’amministrazione dei beni ed è obbligato a non usare i beni per le proprie esigenze o scopi.
Secondo i dati ISTAT la platea a cui la legge si rivolgerebbe sarebbe composta da 100000/150000 persone. Vediamo adesso il testo della legge:
Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilita’ grave prive del sostegno familiare. (16G00125) (GU n.146 del 24-6-2016 )
Entrata in vigore del provvedimento: 25/06/2016
1. La presente legge, in attuazione dei principi stabiliti dagli
articoli 2, 3, 30, 32 e 38 della Costituzione, dagli articoli 24 e 26
della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dagli
articoli 3 e 19, con particolare riferimento al comma 1, lettera a),
della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con
disabilita’, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e ratificata
dall’Italia ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, e’ volta a
favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia
delle persone con disabilita’.
2. La presente legge disciplina misure di assistenza, cura e
protezione nel superiore interesse delle persone con disabilita’
grave, non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie
connesse alla senilita’, prive di sostegno familiare in quanto
mancanti di entrambi i genitori o perche’ gli stessi non sono in
grado di fornire l’adeguato sostegno genitoriale, nonche’ in vista
del venir meno del sostegno familiare, attraverso la progressiva
presa in carico della persona interessata gia’ durante l’esistenza in
vita dei genitori. Tali misure, volte anche ad evitare
l’istituzionalizzazione, sono integrate, con il coinvolgimento dei
soggetti interessati, nel progetto individuale di cui all’articolo 14
della legge 8 novembre 2000, n. 328, nel rispetto della volonta’
delle persone con disabilita’ grave, ove possibile, dei loro genitori
o di chi ne tutela gli interessi. Lo stato di disabilita’ grave, di
cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e’
accertato con le modalita’ indicate all’articolo 4 della medesima
legge. Restano comunque salvi i livelli essenziali di assistenza e
gli altri interventi di cura e di sostegno previsti dalla
legislazione vigente in favore delle persone con disabilita’.
3. La presente legge e’ volta, altresi’, ad agevolare le erogazioni
da parte di soggetti privati, la stipula di polizze di assicurazione
e la costituzione di trust, di vincoli di destinazione di cui
all’articolo 2645-ter del codice civile e di fondi speciali, composti
di beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con
contratto di affidamento fiduciario anche a favore di organizzazioni
non lucrative di utilita’ sociale di cui all’articolo 10, comma 1,
del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, riconosciute come
persone giuridiche, che operano prevalentemente nel settore della
beneficenza di cui al comma 1, lettera a), numero 3), dell’articolo
10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, anche ai sensi
del comma 2-bis dello stesso articolo, in favore di persone con
disabilita’ grave, secondo le modalita’ e alle condizioni previste
dagli articoli 5 e 6 della presente legge.
– Si riporta il testo degli articoli 2, 3, 30, 32 e 38
«Art. 2. 1. La Repubblica riconosce e garantisce i
diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle
formazioni sociali ove si svolge la sua personalita’, e
richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di
solidarieta’ politica, economica e sociale.
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignita’ sociale e
sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso,
di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,
ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la
liberta’ e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il
pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva
«Art. 30. E’ dovere e diritto dei genitori mantenere
Nei casi di incapacita’ dei genitori, la legge provvede
La legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio
dei membri della famiglia legittima.
La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della
paternita’.».
«Art. 32. La Repubblica tutela la salute come
fondamentale diritto dell’individuo e interesse della
collettivita’, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno puo’ essere obbligato a un determinato
trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La
legge non puo’ in nessun caso violare i limiti imposti dal
rispetto della persona umana.».
«Art. 38. Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto
dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed
assicurati mezzi, adeguati alle loro esigenze di vita in
caso di infortunio, malattia, invalidita’ e vecchiaia,
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione
e all’avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono
organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
Legge 3 marzo 2009, n. 18 (Ratifica ed esecuzione della
Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone
con disabilita’, con Protocollo opzionale, fatta a New York
il 13 dicembre 2006 e istituzione dell’Osservatorio
nazionale sulla condizione delle persone con disabilita’),
e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 14 marzo 2009, n.
– Si riporta il testo dell’art. 14 della legge 8
novembre 2000, n. 328, e successive modificazioni:
«Art. 14. Progetti individuali per le persone disabili.
1. Per realizzare la piena integrazione delle persone
disabili di cui all’art. 3 della legge 5 febbraio 1992, n.
104, nell’ambito della vita familiare e sociale, nonche’
nei percorsi dell’istruzione scolastica o professionale e
del lavoro, i comuni, d’intesa con le aziende unita’
sanitarie locali, predispongono, su richiesta
dell’interessato, un progetto individuale, secondo quanto
stabilito al comma 2.
2. Nell’ambito delle risorse disponibili in base ai
piani di cui agli articoli 18 e 19, il progetto individuale
comprende, oltre alla valutazione diagnostico-funzionale,
le prestazioni di cura e di riabilitazione a carico del
Servizio sanitario nazionale, i servizi alla persona a cui
provvede il comune in forma diretta o accreditata, con
particolare riferimento al recupero e all’integrazione
sociale, nonche’ le misure economiche necessarie per il
superamento di condizioni di poverta’, emarginazione ed
esclusione sociale. Nel progetto individuale sono definiti
le potenzialita’ e gli eventuali sostegni per il nucleo
3. Con decreto del Ministro della sanita’, di concerto
con il Ministro per la solidarieta’ sociale, da emanare
presente legge, sono definite, nel rispetto dei principi di
tutela della riservatezza previsti dalla normativa vigente,
le modalita’ per indicare nella tessera sanitaria, su
richiesta dell’interessato, i dati relativi alle condizioni
di non autosufficienza o di dipendenza per facilitare la
persona disabile nell’accesso ai servizi ed alle
prestazioni sociali.».
– Si riporta il testo degli articoli 3 e 4 della legge
5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni:
«Art. 3. (Soggetti aventi diritto)
1. E’ persona handicappata colui che presenta una
minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o
progressiva, che e’ causa di difficolta’ di apprendimento,
di relazione o di integrazione lavorativa e tale da
determinare un processo di svantaggio sociale o di
2. La persona handicappata ha diritto alle prestazioni
stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla
consistenza della minorazione, alla capacita’ complessiva
individuale residua e alla efficacia delle terapie
3. Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia
ridotto l’autonomia personale, correlata all’eta’, in modo
da rendere necessario un intervento assistenziale
permanente, continuativo e globale nella sfera individuale
o in quella di relazione, la situazione assume connotazione
di gravita’. Le situazioni riconosciute di gravita’
determinano priorita’ nei programmi e negli interventi dei
4. La presente legge si applica anche agli stranieri e
agli apolidi, residenti, domiciliati o aventi stabile
dimora nel territorio nazionale. Le relative prestazioni
sono corrisposte nei limiti ed alle condizioni previste
dalla vigente legislazione o da accordi internazionali.
1. Gli accertamenti relativi alla minorazione, alle
difficolta’, alla necessita’ dell’intervento assistenziale
permanente e alla capacita’ complessiva individuale
residua, di cui all’art. 3, sono effettuati dalle unita’
sanitarie locali mediante le commissioni mediche di cui
all’art. 1 della legge 15 ottobre 1990, n. 295, che sono
integrate da un operatore sociale e da un esperto nei casi
da esaminare, in servizio presso le unita’ sanitarie
– Si riporta il testo dell’art. 2645-ter del codice
«Art. 2645-ter. Trascrizione di atti di destinazione
per la realizzazione di interessi meritevoli di tutela
riferibili a persone con disabilita’, a pubbliche
amministrazioni, o ad altri enti o persone fisiche.
Gli atti in forma pubblica con cui beni immobili o beni
mobili iscritti in pubblici registri sono destinati, per un
periodo non superiore a novanta anni o per la durata della
vita della persona fisica beneficiaria, alla realizzazione
di interessi meritevoli di tutela riferibili a persone con
disabilita’, a pubbliche amministrazioni, o ad altri enti o
persone fisiche ai sensi dell’art. 1322, secondo comma,
possono essere trascritti al fine di rendere opponibile ai
terzi il vincolo di destinazione; per la realizzazione di
tali interessi puo’ agire, oltre al conferente, qualsiasi
interessato anche durante la vita del conferente stesso. I
beni conferiti e i loro frutti possono essere impiegati
solo per la realizzazione del fine di destinazione e
possono costituire oggetto di esecuzione, salvo quanto
previsto dall’art. 2915, primo comma, solo per debiti
contratti per tale scopo.».
– Si riporta il testo dell’art. 10 del decreto
legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive
«Art. 10. Organizzazioni non lucrative di utilita’
1. Sono organizzazioni non lucrative di utilita’
sociale (ONLUS) le associazioni, i comitati, le fondazioni,
le societa’ cooperative e gli altri enti di carattere
privato, con o senza personalita’ giuridica, i cui statuti
o atti costitutivi, redatti nella forma dell’atto pubblico
o della scrittura privata autenticata o registrata,
prevedono espressamente:
a) lo svolgimento di attivita’ in uno o piu’ dei
7) tutela, promozione e valorizzazione delle cose
d’interesse artistico e storico di cui alla legge 1° giugno
1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre
1963, n. 1409;
8) tutela e valorizzazione della natura e
dell’ambiente, con esclusione dell’attivita’, esercitata
speciali e pericolosi di cui all’art. 7 del decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22;
11) ricerca scientifica di particolare interesse
sociale svolta direttamente da fondazioni ovvero da esse
affidata ad universita’, enti di ricerca ed altre
fondazioni che la svolgono direttamente, in ambiti e
secondo modalita’ da definire con apposito regolamento
governativo emanato ai sensi dell’art. 17 della legge 23
11-bis) cooperazione allo sviluppo e solidarieta’
internazionale );
b) l’esclusivo perseguimento di finalita’ di
menzionate alla lettera a) ad eccezione di quelle ad esse
d) il divieto di distribuire, anche in modo indiretto,
utili e avanzi di gestione nonche’ fondi, riserve o
capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la
destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge
o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge,
statuto o regolamento fanno parte della medesima ed
unitaria struttura;
e) l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di
f) l’obbligo di devolvere il patrimonio
dell’organizzazione, in caso di suo scioglimento per
qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di
utilita’ sociale o a fini di pubblica utilita’, sentito
l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190,
della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa
g) l’obbligo di redigere il bilancio o rendiconto
h) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle
modalita’ associative volte a garantire l’effettivita’ del
rapporto medesimo, escludendo espressamente la
temporaneita’ della partecipazione alla vita associativa e
prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d’eta’
il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni
dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli
organi direttivi dell’associazione;
i) l’uso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno
distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della
locuzione «organizzazione non lucrativa di utilita’
2. Si intende che vengono perseguite finalita’ di
solidarieta’ sociale quando le cessioni di beni e le
prestazioni di servizi relative alle attivita’ statutarie
nei settori dell’assistenza sanitaria, dell’istruzione,
della formazione, dello sport dilettantistico, della
promozione della cultura e dell’arte e della tutela dei
diritti civili non sono rese nei confronti di soci,
associati o partecipanti, nonche’ degli altri soggetti
indicati alla lettera a) del comma 6, ma dirette ad
a) persone svantaggiate in ragione di condizioni
b) componenti collettivita’ estere, limitatamente agli
2-bis. Si considera attivita’ di beneficenza, ai sensi
erogazioni gratuite in denaro con utilizzo di somme
provenienti dalla gestione patrimoniale o da donazioni
appositamente raccolte, a favore di enti senza scopo di
lucro che operano prevalentemente nei settori di cui al
medesimo comma 1, lettera a), per la realizzazione diretta
3. Le finalita’ di solidarieta’ sociale s’intendono
realizzate anche quando tra i beneficiari delle attivita’
statutarie dell’organizzazione vi siano i propri soci,
lettera a) del comma 6, se costoro si trovano nelle
condizioni di svantaggio di cui alla lettera a) del comma
3, si considerano comunque inerenti a finalita’ di
solidarieta’ sociale le attivita’ statutarie istituzionali
svolte nei settori della assistenza sociale e
di cui alla legge 1° giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, della tutela e
valorizzazione della natura e dell’ambiente con esclusione
dell’attivita’, esercitata abitualmente, di raccolta e
riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di
cui all’art. 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n.
22, della ricerca scientifica di particolare interesse
affidate ad universita’, enti di ricerca ed altre
agosto 1988, n. 400, nonche’ le attivita’ di promozione
della cultura e dell’arte per le quali sono riconosciuti
apporti economici da parte dell’amministrazione centrale
5. Si considerano direttamente connesse a quelle
istituzionali le attivita’ statutarie di assistenza
sanitaria, istruzione, formazione, sport dilettantistico,
promozione della cultura e dell’arte e tutela dei diritti
1, lettera a), svolte in assenza delle condizioni previste
ai commi 2 e 3, nonche’ le attivita’ accessorie per natura
a quelle statutarie istituzionali, in quanto integrative
delle stesse. L’esercizio delle attivita’ connesse e’
consentito a condizione che, in ciascun esercizio e
nell’ambito di ciascuno dei settori elencati alla lettera
a) del comma 1, le stesse non siano prevalenti rispetto a
il 66 per cento delle spese complessive
6. Si considerano in ogni caso distribuzione indiretta
a) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi a
gli organi amministrativi e di controllo, a coloro che a
parte, ai soggetti che effettuano erogazioni liberali a
favore dell’organizzazione, ai loro parenti entro il terzo
grado ed ai loro affini entro il secondo grado, nonche’
alle societa’ da questi direttamente o indirettamente
controllate o collegate, effettuate a condizioni piu’
favorevoli in ragione della loro qualita’. Sono fatti
salvi, nel caso delle attivita’ svolte nei settori di cui
ai numeri 7) e 8) della lettera a) del comma 1, i vantaggi
accordati a soci, associati o partecipanti ed ai soggetti
che effettuano erogazioni liberali, ed ai loro familiari,
aventi significato puramente onorifico e valore economico
b) l’acquisto di beni o servizi per corrispettivi che,
senza valide ragioni economiche, siano superiori al loro
valore normale;
c) la corresponsione ai componenti gli organi
amministrativi e di controllo di emolumenti individuali
annui superiori al compenso massimo previsto dal decreto
del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1994, n. 645, e
dal decreto-legge 21 giugno 1995, n. 239, convertito dalla
legge 3 agosto 1995, n. 336, e successive modificazioni e
integrazioni, per il presidente del collegio sindacale
d) la corresponsione a soggetti diversi dalle banche e
dagli intermediari finanziari autorizzati, di interessi
passivi, in dipendenza di prestiti di ogni specie,
e) la corresponsione ai lavoratori dipendenti di salari
o stipendi superiori del 20 per cento rispetto a quelli
previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime
7. Le disposizioni di cui alla lettera h) del comma 1
non si applicano alle fondazioni, e quelle di cui alle
enti riconosciuti dalle confessioni religiose con le quali
8. Sono in ogni caso considerati ONLUS, nel rispetto
della loro struttura e delle loro finalita’, gli organismi
di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266,
iscritti nei registri istituiti dalle regioni e dalle
febbraio 1987, n. 49, e le cooperative sociali di cui alla
legge 8 novembre 1991, n. 381, nonche’ i consorzi di cui
all’art. 8 della predetta legge n. 381 del 1991 che abbiano
la base sociale formata per il cento per cento da
cooperative sociali. Sono fatte salve le previsioni di
maggior favore relative agli organismi di volontariato,
alle organizzazioni non governative e alle cooperative
sociali di cui, rispettivamente, alle citate leggi n. 266
9. Gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose
con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese
e le associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli
enti di cui all’art. 3, comma 6, lettera e), della legge 25
agosto 1991, n. 287, le cui finalita’ assistenziali siano
riconosciute dal Ministero dell’interno, sono considerati
ONLUS limitatamente all’esercizio delle attivita’ elencate
alla lettera a) del comma 1; fatta eccezione per la
prescrizione di cui alla lettera c) del comma 1, agli
stessi enti e associazioni si applicano le disposizioni
anche agevolative del presente decreto, a condizione che
per tali attivita’ siano tenute separatamente le scritture
contabili previste all’art. 20-bis del decreto del
Presidente delle Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,
introdotto dall’art. 25, comma 1.
10. Non si considerano in ogni caso ONLUS gli enti
pubblici, le societa’ commerciali diverse da quelle
cooperative, gli enti conferenti di cui alla legge 30
luglio 1990, n. 218, i partiti e i movimenti politici, le
organizzazioni sindacali, le associazioni di datori di
Qualche opinione:
DOPO DI NOI, E ORA CHE SUCCEDE? “INFORMATE SUBITO LE FAMIGLIE”
La normativa approvata dal Parlamento è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale e va verso l’entrata in vigore. Anffas sollecita al governo gli atti applicativi e chiede sforzi per informare le persone con disabilità e i loro familiari delle opportunità offerte dalla legge
ROMA – A seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno scorso, la legge 112/2016 contenente “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare” (il cosiddetto Dopo di Noi) è entrata nel nostro sistema giuridico di protezione e promozione delle persone con disabilità, costruendo un nuovo ed importante tassello nella costruzione del loro percorso di vita. Secondo quanto disposto dalla legge, occorre adesso porre in essere tutta una serie di azioni attuative ai vari livelli di governo, con modalità e tempi già prestabiliti.
A ricordare la situazione è Anffas, che insieme alla sua Fondazione Nazionale Anffas “Dopo di Noi”, rappresentano in Italia oltre 30.000 persone con disabilità intellettive e loro familiari. Anffas chiede di continuare nell’opera di advocacy, monitoraggio ed informazione che hanno caratterizzato l’impegno associativo lungo l’intero iter che ha portato alla approvazione della legge e sottolinea che la prima azione che viene chiesta è che la Presidenza del Consiglio, così come prevede l’art. 7 della legge avvii, al più presto, idonee campagne informative in modo che le persone con disabilità ed i loro familiari ricevano corrette informazioni su come cogliere al meglio le opportunità offerte dalla legge.
Anffas assicura che manterrà alto il livello di attenzione sia a livello nazionale sia a livello regionale e locale, anche attraverso la propria struttura e mettendo a frutto il patrimonio di esperienza maturato in quasi sessant’anni di vita associativa ed in oltre 30 anni di attività della Fondazione, affinché la legge venga correttamente e concretamente attuata. “L’Associazione e la fondazione – dichiara Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas – continueranno a vigilare attentamente, affinché ciascuna di queste azioni venga adeguatamente e correttamente messa in pratica, ad ogni livello, per garantire a migliaia di persone con disabilità e loro famiglie il diritto ad un futuro di maggiore serenità progettando il “dopo di noi” nel “durante noi” nel segno della de-istituzionalizzazione e del diritto, sancito dalla Convezione ONU, di poter scegliere dove vivere, come vivere e con chi vivere”.
http://www.superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Superabilex/Zoom/info-1503120115.html
Altro contributo relativo alla legge sul dopo di noi da tenere in debita considerazione è quello di Carlo Giacobini. Potete leggerlo direttamente dal suo sito:
http://www.handylex.org/gun/legge_dopo_di_noi_2016.shtmlhttp://www.handylex.org/gun/legge_dopo_di_noi_2016.shtml
BY Administrator 24 Giugno 2016