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Timestamp: 2020-07-08 05:14:02+00:00
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Danni provocati dal cane che scappa: chi paga?
Assicurazioni Alessandria di Emanuele Musollini » Risarcimento Danni » Danni provocati dal cane che scappa: chi paga?
17 Maggio 2020, 19:50 in Risarcimento Danni
Se il nostro amico a quattro zampe sfugge al guinzaglio o scappa da casa e provoca dei danni a terzi, chi è tenuto al risarcimento?
Il proprietario di un cane, chi lo custodisce o chi lo porta a spasso è responsabile dei danni da questo provocati.
Il custode dell’animale risponde civilmente e penalmente di tutti i danni causati ad altri animali, a persone e a cose.
Responsabile dei danni provocati dal cane sfuggito al guinzaglio
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Aggressione da parte di un cane scappato da casa
Responsabilità nell’incidente stradale provocato da un cane
Morso del cane: conseguenze civili e penali
Secondo quanto stabilito dall’articolo 2052 del Codice civile, il proprietario di un animale, o colui che lo detiene, è responsabile dei danni da questo cagionati, anche nel caso in cui fosse smarrito o fuggito, tranne quando viene dimostrato il caso fortuito.
Come si evince dalla norma, non è sempre e solo il proprietario del cane a dover rispondere in caso di danni, ma anche chi lo detiene, seppure temporaneamente.
Come ribadito dalla Cassazione, nella sentenza n.20102 del 2018, l’obbligo di custodia, quindi il dovere di controllare e vigilare affinché l’animale non provochi danni a terzi, prescinde dalla proprietà del quadrupede risultante dal microchip o dall’anagrafe canina, ma vige ogni qualvolta sussista una relazione tra il cane e la persona, anche di semplice detenzione.
Chiunque quindi, al momento dell’incidente, abbia il potere di controllo sull’animale è responsabile dei danni cagionati da quest’ultimo. Perciò, può essere tenuto al risarcimento non solo il padrone del quadrupede, ma anche i dog sitter, le pensioni per i cani, il canile e persino l’amico o il vicino di casa a cui viene affidato temporaneamente l’animale.
La giurisprudenza inoltre specifica che l’obbligo di custodia e vigilanza di chi detiene un cane vige anche all’interno della propria abitazione.
Se un cane sfugge al guinzaglio mentre viene portato a passeggio si può parlare di caso fortuito?
Secondo le recenti sentenze dei tribunali, se un cane nonostante il guinzaglio, strattonando riesce a scappare, chi lo deteneva è responsabile degli eventuali danni provocati.
Quindi, non viene considerato un caso fortuito il cane che riesce a sfuggire al controllo del padrone, anche se di grossa taglia e dotato di molta forza.
È infatti compito e dovere di chi porta a spasso un cane conoscere l’animale e adottare tutte le cautele e le precauzioni necessarie per evitare che questo possa provocare dei rischi a terzi, come ad esempio l’utilizzo di un guinzaglio adeguato al peso del quadrupede o della museruola.
Una recente sentenza della Cassazione, la n.13464 del 2020, ha ribadito con forza che il proprietario di un cane, che non adotta le misure necessarie per evitare che il proprio animali scappi di casa, è responsabile penalmente dei danni da questo cagionati.
Nella sentenza in questione si decideva in merito ad un’aggressione da parte di un cane di grossa taglia, fuggito dalla recinzione di casa attraverso il cancello elettrico aperto dal padrone.
Quest’ultimo è stato ritenuto responsabile del reato di lesioni colpose (articolo 590 Codice penale) e condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria di 800 euro per le ferite causate dal proprio animale a un passante e al suo cagnolino.
Secondo la Corte infatti, il padrone aprendo il cancello elettrico della propria recinzione non aveva adottato tutte le debite cautele per evitare che l’animale potesse sottrarsi dalla sua custodia e avere quindi la possibilità di raggiungere la pubblica via arrecando lesioni a terzi.
Il padrone aveva cercato di giustificarsi sostenendo che l’evento fosse stato imprevedibile, in quanto a suo dire l’animale non aveva mai dato segnali di condotte aggressive.
Tuttavia, i giudici hanno specificato che la pericolosità del genere animale non è limitata ai soli animali feroci, ma può sussistere anche in quelli domestici e di compagnia come il cane, anche se è sempre stato mansueto.
Di conseguenza, il proprietario deve prevenire le ipotizzabili reazioni del proprio cane e adottare tutte le misure necessarie per neutralizzare il rischio di eventi lesivi per i terzi.
Infine, viene ribadito che non è sufficiente che l’animale si trovi in un luogo privato e recintato per liberare il padrone dalle proprie responsabilità, ma è necessario che tale luogo abbia le caratteristiche adatte ad evitare che l’animale possa scappare.
Quando un cane, sfuggito alla custodia del proprio padrone, attraversa improvvisamente la strada e provoca un incidente stradale, il proprietario dell’animale o chi lo deteneva in quel momento è responsabile dei danni ed è tenuto al loro risarcimento.
Ma come si suddividono le responsabilità nell’incidente stradale provocato da un animale domestico?
L’articolo 2054 del Codice civile stabilisce che il conducente di un veicolo è tenuto a risarcire i danni causati a persone, cose e animali se non dimostra di aver fatto tutto il possibile per evitare l’incidente.
Mentre, come detto più volte all’interno di questo articolo, il proprietario di un animale domestico risponde dei danni da questo provocati ai sensi dell’articolo 2052 del Codice civile.
Ricordiamo che la citata norma specifica che il padrone del cane è responsabile anche quando l’animale sia smarrito o fuggito.
In caso di sinistro stradale quindi sussistono due presunzioni di responsabilità, una in capo al conducente del veicolo, l’altra al padrone del cane.
Di conseguenza, quando la dinamica dell’incidente non è ben definita scatta il cosiddetto concorso di colpa per entrambe le parti coinvolte, con conseguente riduzione dell’entità del risarcimento.
Qualora invece, l’attraversamento della carreggiata da parte del cane sia stato improvviso ed imprevedibile e la velocità tenuta dal conducente del veicolo sia stata entro i limiti, secondo la Corte di Cassazione nella sentenza n.4207 del 2017, la responsabilità esclusiva del sinistro è da imputare all’animale e quindi al suo proprietario, in quanto il sinistro non poteva essere evitato in alcun modo da chi guidava il mezzo.
Quando l’incidente è invece causato da un cane randagio, il danneggiato, per vedersi riconosciuto un risarcimento, deve presentare relativa richiesta all’ente competente (generalmente Asl e Comuni) a cui è stata affidata la gestione del randagismo nella zona in cui è avvenuto il sinistro.
Il proprietario di un cane che aggredisce o azzanna una persona può subire gravi conseguenze, anche penali.
Chi porta a passeggio un cane, sia che sia il proprietario o un accompagnatore temporaneo (amico, coniuge, dog sitter, ecc.) è responsabile dei danni cagionati dall’animale, anche se conseguenti a reazioni istintive, improvvise o immotivate.
Per liberarsi da tale responsabilità, il Codice civile stabilisce che è necessario dimostrare il caso fortuito; ma la Cassazione, nella sentenza n.19506 del 2019, ha ribadito che in assenza di un fattore esterno idoneo ad interrompere il nesso causale tra il comportamento del cane e l’evento lesivo, come ad esempio una condotta colposa dello stesso danneggiato, la responsabilità dei danni causati è imputata a chi si trova in un’apprezzabile relazione con l’animale (il proprietario o colui che aveva un rapporto di custodia sul quadrupede al momento del sinistro).
Oltre a rispondere del reato di lesioni personali colpose di cui all’articolo 590 del Codice penale, in caso di ferite procurate dall’animale, il detentore del cane deve affrontare anche le conseguenze di natura civilistica e risarcitoria.
Secondo quanto stabilito dal Tribunale di Roma, nella sentenza n.2168 del 2019, è legittimo anche il pignoramento immobiliare di una casa, anche protetta dal fondo patrimoniale, qualora lo stipendio del responsabile del sinistro non sia sufficiente a risarcire il danno biologico riportato dal danneggiato (risarcimento danni per morso del cane).
Ricordiamo infatti che il Codice civile, all’articolo 2740, stabilisce che il danneggiante risponde con tutto il suo patrimonio, presente e futuro, di tutti i danni ingiustamente cagionati a terzi.
Per proteggere il proprio patrimonio da queste eventualità, ricordiamo che esistono sul mercato assicurativo delle polizze di responsabilità civile che tutelano il padrone dalle possibili lesioni o dai danni che il cane può provocare a terzi, anche in caso di fuga o smarrimento.
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