Source: http://www.regioni.it/newsletter/n-1000/del-24-09-2007/
Timestamp: 2020-07-03 23:47:43+00:00
Document Index: 148876609

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 10', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 22']

Regioni.it - n. 1000 del 24-09-2007 - Regioni.it
(regioni.it) Finanziaria: ore 14 Conferenza Regioni, ore 18 incontro con Prodi. Il Presidente <?xml:namespace prefix = ns1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />Vasco Errani ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in seduta straordinaria per martedì 25 settembre 2007 - ore 14.00 (Via Parigi, 11 – Roma) - in vista dell’incontro del pomeriggio (ore 18, Palazzo Chigi) con il Presidente del Consiglio dei Ministri sulle questioni relative alla Legge Finanziaria 2008.
(regioni.it) INTESA TRA IL GOVERNO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO, LE PROVINCE, I COMUNI E LE COMUNITA’ MONTANE IN MATERIA DI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER <?xml:namespace prefix = ns1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />LA PRIMA INFANZIA, DI CUI ALL’ARTICOLO 1, COMMA 1259, DELLA LEGGE 27 DICEMBRE 2006, N. 296<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
CONFERENZA REGIONI 20.09.07 DOC – Sicurezza alimentare
(regioni.it) PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO DI RIORDINO DELLA DISCIPLINA NAZIONALE RELATIVA AI CONTROLLI IN MATERIA DI SICUREZZA ALIMENTARE IN ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2004/41/<?xml:namespace prefix = ns1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />CE E IN APPLICAZIONE DEI REGOLAMENTI COMUNITARI IN MATERIA.
Punto 1) Elenco A – Odg Conferenza Stato-Regioni
La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome esprime parere favorevole condizionato all’accoglimento in sede politica di tutti gli emendamenti formulati in sede tecnica il 14 settembre 2007, e di seguito riportati:
Vista la legge 25 gennaio 2006, n. 29, ed in particolare l’articolo 1, commi 1 e 3, l’articolo 3, comma 1, lettera b) e l’allegato A);
Vista la direttiva 2004/41/CE che abroga alcune direttive recanti norme sull’igiene dei prodotti alimentari e le disposizioni sanitarie per la produzione e la commercializzazione di determinati prodotti di origine animale destinati al consumo umano e che modifica le direttive 89/662/CEE e 92/118/CEE e la decisione 95/408/CE;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 21 luglio 1982, n. 728, attuazione della direttiva 72/461/CEE relativa a problemi di polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari di carni fresche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982 n. 889, attuazione della direttiva 72/462/CEE relativa ai problemi sanitari e di polizia sanitaria all’importazione di animali della specie bovina e suina e di carni fresche in provenienza da Paesi terzi nonché direttiva 77/96/CEE relativa alla ricerca delle trichine all’importazione da Paesi terzi di carni fresche provenienti da animali domestici della specie suina;
Visto il decreto ministeriale 29 maggio 1991 n. 222, condizioni di igiene da rispettare nelle aziende produttrici di latte crudo destinato al trattamento termico ed al commercio in ambito comunitario;
Visto il decreto ministeriale 5 ottobre 1991 n. 375, regolamento concernente l’attuazione delle direttive 87/491/CEE e 88/660/CEE, che modificano la direttiva 80/215/CEE, relativa a problemi di polizia sanitaria negli scambi intracomunitari di prodotti a base di carne;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 530, attuazione della direttiva 91/492/CEE che stabilisce le norme sanitarie applicabili alla produzione e commercializzazione dei molluschi bivalvi vivi;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 531, attuazione della direttiva 91/493/CEE che stabilisce le norma sanitarie applicabili alla produzione e commercializzazione dei prodotti della pesca, tenuto conto delle modifiche apportate dalla direttiva 92/48/CEE che stabilisce le norme igieniche minime applicabili ai prodotti della pesca ottenuti a bordo di talune navi;
Visto il decreto legislativo del 30 dicembre 1992 n. 537, attuazione della direttiva 92/5 che modifica e sostituisce la direttiva 77/99/CEE relativa a problemi sanitari in materia di produzione e commercializzazione di prodotti a base di carne e di alcuni prodotti di origine animale;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1992 n. 558, regolamento per l’attuazione della direttiva 91/494/CEE relativa alle norme di polizia sanitaria intracomunitaria e le importazioni in provenienza da Paesi terzi di carni fresche di volatili da cortile;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1992 n. 559, regolamento per l’attuazione della direttiva 91/495/CEE relativa ai problemi sanitari e di polizia in materia di produzione e commercializzazione di carni di coniglio e di selvaggina di allevamento;
Visto il decreto legislativo 4 febbraio 1993, n. 65, attuazione della direttiva 89/437/CEE concernente i problemi igienici e sanitari relativi alla produzione ed immissione sul mercato degli ovoprodotti;
Visto il DPR 17 ottobre 1996 n. 607, regolamento recante norme per l’attuazione della direttiva 92/45/CEE relativa ai problemi sanitari e di polizia sanitaria in materia di uccisione di selvaggina e di commercializzazione delle relative carni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997 n. 54, regolamento recante attuazione delle direttive 92/46/CEE e 92/47/CEE in materia di produzione ed immissione sul mercato di latte e di prodotti a base di latte;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 10 dicembre 1997, n. 495, regolamento recante norme di attuazione della direttiva 92/116/CEE, che modifica la direttiva 71/118/CEE, relativa a problemi sanitari in materia di produzione ed immissione sul mercato di carni fresche di volatili da cortile;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3 agosto 1998 n. 309, regolamento recante norme di attuazione della direttiva 94/65/CE relativa ai requisiti applicabili all’immissione sul mercato di carni macinate e di preparazioni di carni.
Visto il regolamento 178/2002/CE, che stabilisce i principi ed i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare;
Visto il regolamento 852/2004/CE sull’igiene dei prodotti alimentari e successive modifiche;
Visto il regolamento 853/2004/CE che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale e successive modifiche;
Visto il regolamento 854/2004/CE che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano e successive modifiche;
Visto il regolamento 882/2004/CE relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali e successive modifiche;
Vista la legge 30 aprile 1962 n. 283, in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande e sue successive modifiche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n. 327, Regolamento di esecuzione della legge 30 aprile 1962, n. 283, e successive modificazioni, in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del ………….;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del …….;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro della salute, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle finanze, per gli affari regionali e per le autonomie locali e delle politiche agricole alimentari e forestali;
1. Le disposizioni del presente decreto legislativo sono emanate al fine di abrogare la normativa nazionale di attuazione delle direttive comunitarie a loro volta abrogate dalla direttiva CE/2004/41.
1. Ai fini dell’applicazione dei Regolamenti (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio n. 852 del 2004, n. 853 del 2004, n. 854 del 2004, n. 882 del 2004, e successive modifiche, per le materie che erano disciplinate dalla normativa abrogata di cui al successivo articolo 3, le Autorità competenti sono il Ministero della salute, le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e le Aziende Unità Sanitarie Locali, nell’ambito delle rispettive competenze.
2. I compiti del controllo ufficiale in materia di alimenti di origine animale di cui al regolamento 854/2004/CE restano affidati alle Aziende unità sanitarie locali; restano, altresì, fermi i compiti svolti dagli Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (UVAC) ai sensi del decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 27 e successive modifiche e dai Posti d’Ispezione Frontaliera (PIF) di cui al decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 93. SE NE CHIEDE L’ELIMINAZIONE
a) articolo 2, secondo comma, lettera z), articolo 12 secondo e terzo comma, articoli 15, 27, 28 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982 n. 889 (SI PROPONE DI ELIMINARE IL RIFERIMENTO AL 2 E 3 COMMA DELL’ART. 12)
b) decreto del Presidente della Repubblica del 17 maggio 1988 n. 194; restano abrogati i commi 1, 2, 3, 4, e 5 dell’articolo 55 del Regio Decreto 20 dicembre 1928, n. 3298;
c) decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 530, ad eccezione dell’ articolo 20;
e) decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 537; restano abrogati gli articoli 50, 51, 52, 53, 54, i commi 6, 7 ed 8 dell’articolo 55 e gli articoli 56, 57 e 58 del Regio decreto 20 dicembre 1928, n. 3298;
f) decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1992 n. 558;
g) decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1992 n. 559; restano abrogati gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13, 13-bis, 14 e l'allegato A del decreto del Presidente della Repubblica 10 agosto 1972, n. 967;
i) decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 123, ad eccezione dell’articolo 4 (PROPOSTA DI INSERIMENTO);
j) decreto legislativo 18 aprile 1994, n. 286; restano abrogati gli articoli da 4 a 6, da 8 a 12, da 14 a 16, da 18 a 28, 33, 34, 37 e da 39 a 49 del Regio decreto 20 dicembre 1928, n. 3298; resta abrogato l’articolo 7 della legge 29 novembre 1971, n. 1073; restano abrogati gli articoli da 1 a 11 del Decreto del Presidente della Repubblica, 10 settembre 1991, n. 312;
k) decreto del Presidente della Repubblica 17 ottobre 1996, n. 607;
l) decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997, n. 54, ad eccezione degli articoli 19, 26 e dell’ allegato C), capitolo I, lettera A), punti 4, comma b) e 7 (PROPOSTA DI INSERIMENTO DI “comma b”: proposta migliorativa che non condiziona l’espressione del parere);
m) decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155; (PROPOSTA DI INSERIMENTO)
n) decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 156; (PROPOSTA DI INSERIMENTO)
o) decreto del Presidente della Repubblica del 10 dicembre 1997, n. 495; restano abrogati gli articoli da 1 a 25 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 503, e gli allegati al decreto medesimo;
p) decreto del Presidente della Repubblica 3 agosto 1998, n. 309; rimane abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica, 1 marzo 1992, n. 227.
q) articolo 2 della Legge 30/04/1962 n. 283 (PROPOSTA DI INSERIMENTO)
(Latte e prodotti a base di latte )
1. Il Regolamento (CE) n. 853/2004 non si applica alla vendita diretta dall’ azienda di produzione, al consumatore finale di prodotti a base di latte preparati nelle stessa azienda, nel rispetto della normativa in materia di tutela della salute. SE NE CHIEDE L’ELIMINAZIONE
(Prodotti a base di carne)
1. Il Regolamento (CE) n. 853/2004 non si applica alla preparazione e al magazzinaggio di prodotti a base di carne, comprese le paste fresche alimentari farcite con carne, e di altri prodotti di origine animale, destinati al consumo umano nei negozi per la vendita al minuto o nei locali adiacenti ai punti vendita, dove la preparazione ed il magazzinaggio sono effettuati unicamente per la vendita diretta al consumatore. SE NE CHIEDE L’ELIMINAZIONE
(Macellazioni d’urgenza al di fuori del macello)
1. Le carcasse, le mezzene, i quarti e le mezzene tagliate in massimo tre parti, ottenute da macellazioni d’urgenza di ungulati domestici al di fuori del macello, di cui all’allegato III, sezione I, capitolo VI del regolamento n. 853/2004, devono recare un bollo sanitario di forma rettangolare che misuri almeno 6 cm in larghezza e 4 cm in altezza recante le seguenti indicazioni:
b) al centro <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la sigla MSU seguita dal numero d’identificazione del macello;
nella parte inferiore il nome della Regione o Provincia Autonoma nel cui territorio si trova il macello.
2. Le carni ottenute dalle carcasse, dalle mezzene, dai quarti e dalle mezzene tagliate in massimo tre parti di cui al comma 1 del presente articolo, devono recare un marchio d’identificazione di forma rettangolare che misuri almeno 6 cm in larghezza e 4 cm in altezza recante le seguenti indicazioni:
(Modifiche alla normativa in materia di scambi ed importazioni)
1. Al decreto legislativo 13 dicembre 1996, n. 674, sono apportate le seguenti modifiche:
a) le parole "allegato I e allegato II”, ovunque ricorrenti, sono sostituite dalle seguenti :”allegato I”;
b) l’ allegato II è abrogato.
2. Tutte le disposizioni di cui alle direttive recepite con i provvedimenti di cui all’articolo 3 e di quelle indicate nell’allegato II del decreto legislativo 13 dicembre 1996,n 674, come modificato al comma 1, sono riferite a quelle corrispondenti di cui ai regolamenti CE n. 853 e 854 ed al decreto legislativo, 27 maggio 2005, n. 117.
3. L’Allegato A del decreto legislativo 30 gennaio 1993 n. 28 è sostituito dall’Allegato I al presente decreto.
4. I riferimenti ai provvedimenti abrogati all’ articolo 3 contenuti nella normativa in vigore devono intendersi riferiti a quelli corrispondenti di cui ai regolamenti CE n. 852/2004, 853/2004, 854/2004 e 882/2004.
1. Chiunque, nei limiti di applicabilità del Regolamento CE 853/04, effettua attività di macellazione di animali, di produzione, preparazione o commercializzazione di carni in luoghi diversi dagli stabilimenti o dai locali a tal fine riconosciuti o registrati ai sensi del citato Regolamento ovvero la effettua quando il riconoscimento o la registrazione sono sospesi o revocati, è punito con la l’arresto da sei mesi ad un anno o con l’ammenda da € 75.000 a € 150.000.
2. Chiunque, nei limiti di applicabilità del Regolamento CE 852/04, effettua attività di produzione, preparazione, trasformazione e distribuzione di alimenti in luoghi diversi dagli stabilimenti o dai locali a tal fine riconosciuti o registrati ai sensi dei Regolamenti (CE) 853/2004 e 852/2004, ovvero le effettua quando il riconoscimento o la registrazione sono sospesi o revocati è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.000 ad € 30.000.
3. L’operatore del settore alimentare che omette di predisporre o applicare le procedure di autocontrollo stabilite dai Regolamenti (CE) 852/2004/CE e 853/2004, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 18.000 euro.
4. L’operatore del settore alimentare che applica in maniera non corretta le procedure di cui al comma 3, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 5.000 euro. L’autorità incaricata provvede ad applicare detta sanzione qualora l’operatore del settore alimentare non ha provveduto ad adeguarsi alle prescrizioni impartite a seguito del primo controllo entro un termine dallo stesso prefissato”.
5. L’operatore del settore alimentare che omette di indicare sull’etichetta del prodotto alimentare di origine animale il numero di riconoscimento dello stabilimento di produzione di cui al Regolamento (CE) 853/2004, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 5.000 euro;
6. Chiunque immette in commercio carni fresche refrigerate o congelate senza la bollatura sanitaria di cui all’articolo 5, paragrafo 2 del Regolamento (CE) 854/2004, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 4500 a 18000 euro per ogni lotto di carne non bollato.
7. Chiunque trasporta lotti di molluschi bivalvi vivi senza il documento di accompagnamento di cui al Regolamento (CE) n. 853/2004, allegato III, Sezione VII, Capitolo 1, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 6.000.
8. Ai fini dell’ applicazione del presente articolo, per “operatore del settore alimentare” si intende la persona fisica o giuridica responsabile del rispetto delle disposizioni della legislazione alimentare nell’impresa alimentare posta sotto il suo controllo.
9. Per quanto non previsto dal presente articolo, si applicano le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, al decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 e al decreto del Ministro della Sanità 11 ottobre 2000, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 29 dicembre 2000, n. 302.
Proposta di nuova scrittura dell’art. 8 concordata il 14/09/2007
1. Chiunque, nei limiti di applicabilità del Regolamento CE/853/04, effettua attività di macellazione di animali, di produzione e preparazione di carni in luoghi diversi dagli stabilimenti o dai locali a tal fine riconosciuti ai sensi del citato Regolamento ovvero la effettua quando il riconoscimento è sospeso o revocato, è punito con l’arresto da sei mesi ad un anno o con l’ammenda fino a € 150.000, in relazione alla gravità dell’attività posta in essere.
2. Chiunque, nei limiti di applicabilità del Regolamento CE/853/04, effettua attività in stabilimenti diversi da quelli di cui al comma precedente non riconosciuti ai sensi di tale Regolamento ovvero le effettua quando il riconoscimento è sospeso o revocato, o che, pur essendo condotte presso un impianto riconosciuto, non siano state comunicate all’Autorità competente per l’aggiornamento del riconoscimento, è punito, salvo che il fatto costituisca reato, con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 5.000 a € 30.000.
3. Salvo che il fatto costituisca reato chiunque, nei limiti di applicabilità del Regolamento CE/852/04 ed essendovi tenuto, non effettua la notifica all’Autorità competente di ogni stabilimento posto sotto il suo controllo che esegua una qualsiasi delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione di alimenti ovvero le effettua quando la registrazione è sospesa o revocata, è punito:
a) con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.500 a € 9.000;
b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 500 a € 3.000, nel caso in cui, pur essendo condotte presso uno stabilimento già registrato, non siano state comunicate all’Autorità competente per l’aggiornamento della registrazione.
4. L’operatore del settore alimentare operante a livello di produzione primaria e operazioni connesse che non rispetta i requisiti generali in materia di igiene di cui alla parte A dell’allegato I al regolamento (CE) n. 852/2004 e gli altri requisiti specifici previsti dal regolamento (CE) n. 853/2004 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 250 a € 1.500;
5. L’operatore del settore alimentare operante ai sensi dei Regolamenti CE/852/2004 e 853/2004 a livello diverso da quello della produzione primaria che non rispetta i requisiti generali in materia di igiene di cui alla parte A dell’allegato II al regolamento (CE) n. 852/2004 e gli altri requisiti specifici previsti dal regolamento (CE) n. 853/2004 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 500 a € 3.000;
6. L’operatore del settore alimentare operante ai sensi dei Regolamenti CE/852/2004 e 853/2004, a livello diverso da quello della produzione primaria, che omette di predisporre procedure di autocontrollo basate sui principi del sistema HACCP, comprese le procedure di verifica da predisporre ai sensi del Reg. (CE) n. 2073/2005 e quelle in materia di informazioni sulla catena alimentare è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.000 a € 6.000;
7. Nel caso in cui l’autorità competente riscontri inadeguatezze nei requisiti o nelle procedure di cui ai commi 4, 5 e 6 fissa un congruo termine di tempo entro il quale tali inadeguatezze devono essere eliminate. Il mancato adempimento entro i termini stabiliti è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.000 a € 6.000;
8. La mancata o non corretta applicazione dei sistemi e/o delle procedure predisposte ai sensi dei commi precedenti è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 1000 a € 6.000.
9. L’operatore del settore alimentare che, pur in possesso di riconoscimento, omette di indicare sull’etichetta del prodotto alimentare di origine animale il numero di riconoscimento dello stabilimento di produzione di cui al Regolamento (CE) 853/2004, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 3.000 euro;
10. Chiunque immette in commercio carni fresche refrigerate o congelate senza la bollatura sanitaria di cui all’articolo 5, paragrafo 2 del Regolamento (CE) 854/2004, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3000 a 18000 euro per ogni lotto di carne non bollato.
11. Chiunque trasporta lotti di molluschi bivalvi vivi senza il documento di accompagnamento di cui al Regolamento (CE) n. 853/2004, allegato III, Sezione VII, Capitolo 1, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 6.000.
12. Chiunque immetta sul mercato molluschi bivalvi vivi, senza che gli stessi transitino per un centro di spedizione, fatte salve le disposizioni relative ai pettinidi di cui al Reg.(CE) 853/04 all. III, sez. VII, cap. IX punto 3, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.000 a € 6.000 Alla stessa sanzione sono sottoposti gli operatori che immettono sul mercato molluschi bivalvi vivi, provenienti da zone di produzione della classe B o C senza che gli stessi siano stati sottoposti al previsto periodo di depurazione.
13. Chiunque immetta sul mercato molluschi bivalvi vivi, diversi dai pettinidi, provenienti da una zona non classificata dalle autorità competenti, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 2.000 a € 12.000.
14. Chiunque immetta sul mercato molluschi bivalvi vivi, provenienti da zone giudicate non idonee o precluse dalle autorità competenti, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 5.000 a € 30.000.
15. Per quanto non previsto dal presente articolo, si applicano le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, al decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 e al decreto del Ministro della Sanità 11 ottobre 2000, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 29 dicembre 2000, n. 302.
(regioni.it) PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE RECANTE CRITERI MINIMI UNIFORMI PER <?xml:namespace prefix = ns1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />LA DEFINIZIONE DI MISURE DI CONSERVAZIONE RELATIVE A ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE (ZSC) E A ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE (ZPS), PREDISPOSTO AI SENTI DELL’ART. 1, COMMA 1226, DELLA LEGGE 27 DICEMBRE 2006, N. 296 (LEGGE FINANZIARIA 2007)
CONFERENZA REGIONI 20.09.07 DOC – Codice ambientale: integrazioni e correzioni
(regioni.it) PARERE DELLA CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME SULLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE ULTERIORI DISPOSIZIONI CORRETTIVE ED INTEGRATIVE DEL DECRETO 3 APRILE 2006 N. 152 RECANTE NORME IN MATERIA AMBIENTALE – Parti prima, seconda, terza e quarta
Approvato, in via preliminare, dal Consiglio dei Ministri il 13 settembre 2007
Punto 14bis) Elenco A Conferenza Unificata
<?xml:namespace prefix = ns1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, esprime parere favorevole sullo schema di "Decreto legislativo recante ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto 3 aprile 2006 n. 152 recante norme in materia ambientale", approvato, in prima lettura, dal Consiglio dei Ministri il 13 settembre 2007, condizionato all’accoglimento delle seguenti proposte emendative oltre a quelle contenute nel documento presentato nella seduta della Conferenza Unificata del 29 marzo 2007 allegato al presente atto:
SULLA PARTE SECONDA
EMENDAMENTO ALL’ARTICOLO 1), COMMA 2 DELLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO CORRETTIVO DELLA PARTE PRIMA E SECONDA DEL DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006, N. 152, RECANTE NORME IN MATERIA AMBIENTALE
Articolo 5 - (Definizioni)
1) Comma 1, lettera m), eliminare la parola “sostanziale”
2) Comma 1, lett t), aggiungere nella lettera t), alla 2° riga, dopo la parola “amministrazioni”, quanto segue: “e gli enti pubblici”, in quanto potrebbero essere chiamate, ad es., le Autorità di bacino.
3) Comma 1, lettera q, sostituire come segue: “autorità competente: la pubblica amministrazione cui compete l’elaborazione del parere motivato, nel caso di valutazione di piani e programmi, e l’adozione dei provvedimenti conclusivi in materia di VIA, nel caso di progetti.”
Articolo 6 - (Oggetto della disciplina)
4) Comma 2, lett a), sostituire la parola "VI" con la seguente "IV".
5) Comma 3, lettera c) cancellare da “non elencati” a “presente decreto”
Motivazione: per dare un’interpretazione estensiva al termine”progetti” indicato genericamente nella Direttiva.
6) Comma 9 dopo le parole: “un incremento”, eliminare le parole: “o decremento delle soglie di cui all’allegato IV” e dopo le parole: “trenta per cento”, inserire le parole: “o un decremento delle soglie di cui all’allegato IV”
Motivazione: l’emendamento consente alle Regioni di applicare misure più restrittive a tutela dell’ambiente in aree predeterminate.
7) Comma 9, nel secondo periodo, eliminare “Sempre” e dopo le parole “ai progetti di cui all’allegato IV” aggiungere “qualora non ricadenti neppure parzialmente in aree naturali protette,”
Motivazione: Necessario per tener conto dell’atto di indirizzo e coordinamento (vedi art. 10, comma 3, dpr 12.04.96), evitando fraintendimenti: la possibilità di definire criteri e/o condizioni di esclusione dalla procedura non può valere per i progetti ricadenti, anche parzialmente, in area protetta, in quanto “obbligatoriamente” sottoposti a valutazione.
Articolo 7 ( Le competenze)
8) Comma 2: inserire dopo la dicitura “in sede regionale” la dicitura “,secondo le disposizioni delle leggi regionali,”
9) Comma 4: inserire dopo la dicitura “in sede regionale” la dicitura “,secondo le disposizioni delle leggi regionali,”
10) Comma 7, lettera a) sostituire le parole: “province e comuni”, con le parole: “enti locali territoriali”
11) proposta di comma aggiuntivo (9):
“9. Previe specifiche intese tra il Ministero dell’ambiente e della tutela e del territorio e del mare ed una o più Regioni, la competenza in materia di VAS o di VIA relativamente a piani e programmi, la cui approvazione compete ad organi dello Stato, ed a progetti di cui all’allegato II al presente decreto, può essere attribuita alla Regione interessata.”
Articolo 9- (Norme procedurali generali)
12) Comma 1, sostituire le parole "previsti dagli articoli 7 e seguenti", con le parole: "di cui agli articoli da 7 a 10 ".
13) Comma 4 aggiuntivo, in sostituzione dell’art. 22, comma 6 (vedi emendamento n. 38):
“4. Per ragioni di segreto industriale o commerciale è facoltà del proponente presentare all’autorità competente motivata richiesta di non rendere pubblica parte della documentazione relativa al progetto, allo studio preliminare ambientale o allo studio di impatto ambientale. L’autorità competente, verificate le ragioni del proponente, accoglie o respinge motivatamente la richiesta soppesando l’interesse alla riservatezza con l’interesse pubblico all’accesso alle informazioni. L’autorità competente dispone comunque della documentazione riservata, con l’obbligo di rispettare le disposizioni vigenti in materia”.
Motivazione: è necessario correlare il principio dell’accesso agli atti con il diritto alla riservatezza, secondo quanto previsto dalle vigenti normative in materia, prevedendo la possibilità da parte del proponente di esercitare tale diritto anche con riferimento agli elaborati predisposti per la verifica di assoggettabilità e la definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale, diversamente da quanto previsto dall’art. 22, comma 6, che prevede tale diritto unicamente con riferimento agli elaborati presentati per la valutazione. (vedi emendamento n. 32 di soppressione dell’art. 22, comma 6).
Articolo 10 - (Norme per il coordinamento e la semplificazione dei procedimenti)
14) Commi 1 e 2, sostituire le parole: “autorizzazione unica ambientale” al comma 1 e le parole “autorizzazione unica integrata” e “autorizzazione unica ambientale” al comma 2, con le parole: “autorizzazione integrata ambientale”;
Motivazione: allineamento con la denominazione corretta dell’autorizzazione di cui al d.lgs. 59/2005 che è “autorizzazione integrata ambientale”
15) Comma 3, dopo la dicitura “la valutazione dell’autorità competente dovrà essere estesa alle finalità di conservazione proprie della valutazione di incidenza” la dicitura “oppure dovrà dare atto degli esiti della valutazione di incidenza”.
Articolo 13 - (Redazione del rapporto ambientale)
16) Comma 5, dopo il punto finale aggiungere:
“La proposta di piano o programma ed il rapporto ambientale devono essere altresì messi a disposizione dei soggetti competenti in materia ambientale e del pubblico interessato che devono avere l’opportunità di esprimersi.”
Motivazione: Questa modifica è necessaria per un corretto recepimento della Direttiva 2001/42/CE che prevede la fattispecie ed in quanto manca la consultazione dei soggetti competenti in materia ambientale e del pubblico interessato (previsto nelle definizioni).
Articolo 16 - (Decisione)
17) Aggiungere il seguente nuovo comma 2: “2. L’organo competente all’adozione o approvazione del piano o programma elabora una dichiarazione di sintesi in cui si illustra in che modo le considerazioni ambientali sono state integrate nel piano o programma e come si è tenuto conto del rapporto ambientale redatto e del parere motivato e degli esiti delle consultazioni svolte, nonché le ragioni per le quali è stato scelto il piano o il programma adottato, alla luce delle alternative possibili che erano state individuate.”
Motivazione: l'emendamento è necessario per un corretto recepimento della Direttiva 2001/42/CE
Non è chiaro quale sia il documento che sancisce l’esito della valutazione. Dall’articolo 14 si evince che tale documento è la dichiarazione di sintesi. Questo documento pertanto acquisisce una grande importanza e quindi non può essere introdotto in modo “implicito” come documentazione da fornire nell’informazione al pubblico sulla decisione.
Articolo 17 - (Informazione sulla decisione)
18) Comma 1, sostituire la lettera b) con la seguente: “b) la dichiarazione di sintesi di cui all’art. 13, comma 2;”
Motivazione dell’emendamento: L’articolo viene decurtato della parte trasferita all’art. 16, comma 2, con l’emendamento n. 28 precedentemente proposto
Articolo 18 (Monitoraggio)
19) Comma 1: eliminare le parole: “avvalendosi del sistema delle Agenzie ambientali” e aggiungere dopo le parole: “le opportune misure correttive”, le parole: “; il monitoraggio è effettuato, anche, avvalendosi del sistema delle Agenzie ambientali”;
20) Aggiungere un nuovo comma 1 bis che recita: “1. Bis) Il piano o programma individua le responsabilità e le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione e la gestione del sistema di monitoraggio.”
Articolo 20 - (Verifica di assoggettabilità)
21) Comma 5, eliminare le parole: “o non costituisca modifica sostanziale”
Motivazione: la sottoposizione a VIA delle modifiche di opere esistenti è già disciplinata:
- dall’art. 6, comma 6, lettera a), con riferimento alla categoria progettuale n. 19 dell’allegato II, per i progetti di competenza dello Stato, e con riferimento alla categoria progettuale lettera ag) dell’allegato III, per i progetti di competenza delle Regioni;
- dall’art. 6, comma 7, lettera b), per i progetti di competenza dello Stato, con riferimento alle categorie progettuali dell’allegato II;
- dall’art. 6, comma 7, lettera c), per i progetti di competenza delle Regioni, con riferimento alla categoria progettuale n. 8, lettera t), dell’allegato IV.
Articolo 21 - (Definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale)
22) Comma 2, eliminare le parole: “e, qualora tali elementi non sussistano, indica le condizioni per ottenere, in sede di presentazione di progetto definitivo, i necessari atti di consenso,”.
Motivazione: tale adempimento, posto in capo all’autorità competente, sarebbe possibile unicamente a seguito dell’indizione di una conferenza di servizi in cui tutti i soggetti titolari del rilascio di atti autorizzativi comunque denominati si esprimono formalmente in merito (il comma 1, viceversa, prevede la consultazione soltanto dei soggetti competenti in materia ambientale).
23) Comma 2, alla fine eliminare le parole "la suddetta autorità" in quanto evidente refuso.
Articolo 22 - (Studio di impatto ambientale)
24) Comma 2, sostituire la parola "V" con la seguente: "VII".
25) Comma 3, dopo la lettera d) aggiungere la seguente nuova lettera e): “e) una descrizione delle misure previste per il monitoraggio”.
Motivazione: Affinché l’autorità competente non predisponga il piano di monitoraggio, ma si limiti a valutarlo come avviene per la VAS.
26) Comma 6, eliminare il comma 6, sostituito e generalizzato a tutta la VIA dall’art. 9, comma 4, il cui inserimento è stato proposto con l’emendamento n. 22;
Motivazione: è necessario correlare il principio dell’accesso agli atti con il diritto alla riservatezza, secondo quanto previsto dalle vigenti normative in materia, prevedendo la possibilità da parte del proponente di esercitare tale diritto anche con riferimento agli elaborati predisposti per la verifica di assoggettabilità e la definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale, diversamente da quanto previsto dall’art. 22, comma 6, che prevede tale diritto unicamente con riferimento agli elaborati presentati per la valutazione.
Articolo 23 (Presentazione dell’istanza)
27) Comma 4: Sostituire il comma 4 con il seguente:
“4. Entro trenta giorni, l’autorità competente verifica la completezza formale della documentazione. Qualora questa risulti incompleta, l’autorità competente indica gli elementi mancanti. In tal caso il procedimento si intende interrotto ed esso può essere riattivato, a seguito della presentazione della documentazione completa, tramite un nuovo deposito ai sensi del comma 3 ed un nuovo avvio della consultazione di cui all'articolo 24."
Articolo 24 (Consultazione)
28) Comma 6, dopo le parole "la consultazione avvenga" inserire la seguente parola "anche".
Motivazione: l'inchiesta pubblica può essere considerata esclusivamente come un forma di consultazione aggiuntiva e non sostitutiva delle altre forme previste.
29) Comma 4: dopo “chiunque” eliminare “abbia interesse”
30) Comma 10, sostituire la dicitura “tutta la documentazione istruttoria predisposta” con:“almeno la sintesi non tecnica dello studio di impatto ambientale”
Motivazione: l'emendamento serve a rendere obbligatoria almeno la pubblicazione della sintesi non tecnica, lasciando libere le singole autorità competenti di provvedere con ulteriori pubblicazioni, in considerazione del fatto che non tutti i siti web possono essere in grado di reggere a carichi di documentazione spesso enormi.
Articolo 25 (Valutazione dello studio di impatto ambientale e degli esiti della consultazione)
31) Comma 3:
- sostituire le parole “l’autorità competente, al fine di acquisirne le determinazioni, trasmette l’istanza, completa di allegati, al Ministero per i beni e le attività culturali ed agli altri soggetti competenti in materia ambientale” con le seguenti:
“il proponente, affinché l’autorità competente ne acquisisca le determinazioni, trasmette l’istanza, completa di allegati, a tutti i soggetti competenti in materia ambientale interessati”; e , dopo le parole: “comunque denominati in materia ambientale”, inserire le parole: “; per i progetti sottoposti a VIA di competenza dello Stato, il proponente trasmette l’istanza completa di allegati al Ministero per i beni e le attività culturali";
Motivazione: L’emendamento persegue un duplice scopo: da una parte accelerare e rendere più efficaci i tempi del procedimento, evitando una duplice spedizione degli elaborati; dall'altra rendere obbligatorio la trasmissione degli elaborati al Ministero per i beni e le attività culturali solo nel caso in cui esso abbia una competenza aggiuntiva da esprimere, cioè il concerto sul provvedimento di VIA per i progetti di competenza statale, mentre negli altri casi la competenza di tale ministero è coperta dalla parte iniziale dell'emendamento.
Articolo 26 - (Decisione)
32) Comma 2:
- nel primo periodo, dopo la parola “implica” inserire le seguenti:
“; per i progetti sottoposti a valutazione di impatto ambientale in sede statale,”;
- dopo “Per i progetti sottoposti a valutazione di impatto ambientale in sede non statale, si applicano le disposizioni” inserire “vigenti in sede regionale”;
Articolo 28 - (Monitoraggio)
33) Comma 1: Inserire dopo “il monitoraggio assicura,” la parola “anche”
Articolo 29 - (Controlli e sanzioni)
34) Comma 1: sostituire le parole "annullabile per violazione di legge." con la seguente: "nulli."
Motivazione: L'emendamento ha l'obiettivo di assicurare maggiore certezza del diritto e, quindi, un minore numero di atti della pubblica amministrazione ed un minore rischio di contenzioso giudiziario, essendo sempre possibile l'annullabilità di un provvedimento per violazione di legge
35) Comma 2: sostituire la parola “vigila” con le parole “esercita il controllo”
36) Comma 2, ultimo capoverso: sostituire “si avvale” con la dicitura “può avvalersi”
37) Inserire un comma 2 bis come segue: “In sede statale si applicano le disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 del presente articolo. Le regioni e le province autonome disciplinano con proprie norme i controlli e le sanzioni.
Articolo 31 (Impatti ambientali interregionali)