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Timestamp: 2019-03-18 13:36:27+00:00
Document Index: 149597245

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 44', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 3', 'art. 3']

Iva: aliquota ordinaria su interventi di sistemazione e consolidamento del territorio volti a pervenire e mitigare i dissesti idrogeologici | Enti Locali Online
Iva: aliquota ordinaria su interventi di sistemazione e consolidamento del territorio volti a pervenire e mitigare i dissesti idrogeologici
13 Feb, 2019 by Redazione
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’Istanza di Interpello n. 51 del 12 febbraio 2019, ha fornito chiarimenti in ordine al trattamento Iva degli interventi di sistemazione e consolidamento del territorio al fine di prevenire e mitigare eventuali dissesti idrogeologici.
Al riguardo, l’Agenzia ha ricordato che il n. 127-quinquies) della Tabella A, Parte III, allegata al Dpr. n. 633/1972, prevede l’applicazione dell’aliquota Iva del 10% alle cessioni di opere di urbanizzazione primaria e secondaria di cui all’art. 4 della Legge n. 847/1964, integrato dall’art. 44 della Legge n. 865/1971. Il n. 127-septies) dispone l’applicazione della stessa aliquota ridotta alle prestazioni di servizi relativi alla costruzione delle opere e degli impianti di cui al citato n. 127-quinquies). Il successivo n. 127-quaterdecies) dispone che l’aliquota del 10% si applica, tra l’altro, alle “prestazioni di servizi dipendenti da contratti d’appalto relativi (…) alla realizzazione degli interventi di recupero di cui all’art. 31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457, esclusi quelli di cui alle lett. a) e b) del comma 1 dello stesso articolo”. L’art. 31, cui rinvia la predetta Tabella, è stato trasfuso nell’art. 3 del Dpr. n. 380/2001 (recante il “Testo unico in materia edilizia”) e, pertanto, rappresenta attualmente la normativa di riferimento per l’individuazione delle diverse tipologie di interventi agevolati.
Più nel dettaglio, in analogia alla previgente disposizione, gli interventi di recupero che possono rientrano nella applicazione della aliquota ridotta del 10% sono quelli di “di restauro e di risanamento conservativo” [lett. c)], “di ristrutturazione edilizia” [lett. d)] e “di ristrutturazione urbanistica” [lett. f)] del predetto art. 3. In sostanza, l’aliquota del 10% si applica alle prestazioni di servizi concernenti i contratti di appalto aventi per oggetto gli interventi di restauro e il risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia ed urbanistica, restano esclusi gli interventi relativi alla manutenzione ordinaria e straordinaria.
Con riferimento alla fattispecie prospettata, dall’esame della documentazione allegata all’istanza e dai disciplinari di gara, i lavori in argomento attengono ad interventi di consolidamento e di stabilizzazione di determinati territori della Regione soggetti a rischio di dissesto idrogeologico. In base a quanto affermato nell’istanza, i predetti lavori consistono nella messa in sicurezza di pareti attraverso l’utilizzo di una rete paramassi di protezione e consolidamento delle stesse mediante chiodature e iniezioni di miscele cementizie e, infine, stabilizzazione delle pareti con un rilevato in terra compattata; inoltre sono previsti più tipologie di opere e lavorazioni nonché interventi di pulizia di alvei e rimozione di detriti depositati sul fondo di vari torrenti e fiumi e altri interventi che incidono sulla pendenza dei tratti interessati che hanno la finalità di raggiungere una pendenza di compensazione o di equilibrio del fondo.
Seppur meritori in relazione alla loro finalità, a parere dell’Agenzia delle Entrate i descritti interventi non risultano riconducibili tra quelli che normativamente possono godere dell’aliquota Iva agevolata del 10%, “in quanto trattasi di lavori che attengono solo indirettamente ai singoli o complessi di edifici e/o alle varie opere di urbanizzazione. Peraltro, la ratio della predetta Legge n. 457/1978, che contiene l’originaria disciplina relativa agli interventi edilizi (disciplina, come innanzi accennato, successivamente trasfusa nel Dpr. n. 380/2001), tende a favorire il recupero del ‘patrimonio edilizio’, in particolare di tipo ‘abitativo’, in stato di degrado mentre nel caso di specie gli interventi hanno lo scopo di sistemare e consolidare parte del territorio al fine di prevenire e mitigare un eventuale dissesto idrogeologico”.
Tuttavia, tenuto conto che esula dalla competenza dell’Agenzia esprimere un parere relativo alla qualificazione tecnica degli interventi e che l’individuazione dell’aliquota Iva applicabile implica una verifica fattuale degli stessi non esercitabile in sede di interpello, i tecnici delle Entrate hanno specificato che, qualora in base alla documentazione amministrativa emessa dagli Enti competenti risulti la riconducibilità dei lavori in oggetto tra le descritte tipologie di intervento soggette all’aliquota agevolata, il medesimo trattamento potrà applicarsi anche nel caso in esame.
Inoltre, detto regime Iva potrà applicarsi anche nell’ipotesi in cui gli interventi di salvaguardia prevedano il rifacimento di opere di urbanizzazione preesistenti, sempre che trattasi di interventi di cui al citato n. 127-quaterdecies), della Tabella A, Parte III, o la costruzione ex-novo delle medesime opere, ai sensi del richiamato n. 127-septies).
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