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Timestamp: 2017-08-23 15:37:21+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 103', 'art. 52', 'art. 7']

Gli accertamenti tributari e la tutela del segreto professionale - [Legali.com]
Articolo pubblicato online il 3 giugno 2016
a. in una prima fase, mediante la obbligatoria presenza, al momento dell’accesso, del titolare dello studio professionale o di un suo delegato in modo tale da assicurare la concreta possibilità di far valere il segreto professionale (art. 52, primo comma, D.P.R. n. 633/72);
b. in una seconda fase, attraverso il rilascio di un’autorizzazione da parte dell’autorità giudiziaria nelle ipotesi in cui, per l’esame di documenti e la richiesta di notizie, dovesse essere eccepito dal professionista il segreto professionale, “(…) ferma restando la norma di cui all’articolo 103 del codice di procedura penale” (art. 52, terzo comma, D.P.R. n. 633/72).
3. L’ACCESSO PRESSO LA SEDE DEL PROFESSIONISTA (art. 52 co.1 del D.P.R. n.633/1972)
In base al succitato dell’art. 52 co.1 del D.P.R. n.633/1972, l’accesso degli ispettori dell’Amministrazione Finanziaria è consentito non solo nei locali destinati all’esercizio di attività industriali, commerciali e agricole, ma anche presso gli studi professionali.
3.1 IL SEGRETO PROFESSIONALE E L’AUTORIZZAZIONE DEL PM (art. 52 co.3 del D.P.R. n.633/1972)
È d’obbligo, a questo punto, specificare che quanto detto va, peraltro, integrato con il disposto dell’art. 52 co.3 del D.P.R. n.633/1972 secondo cui, per procedere durante l’accesso all’esame dei documenti o alla richiesta di notizie relativamente ai quali è eccepito il segreto professionale, è in ogni caso necessaria l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica o dell’autorità giudiziaria più vicina, ferma restando la norma di cui all’art. 103 del c.p.p. sulle garanzie di libertà degli avvocati.
Infine, va rilevato che nel corso delle ricerche potrebbe, presentarsi l’esigenza di dover dar luogo all’apertura coattiva1 di pieghi sigillati, borse, casseforti, mobili, ripostigli, software protetti da password e simili. Ebbene, in tali circostanze, se dovesse essere eccepito dal professionista il segreto professionale, i verificatori per poter procede alle loro ricerche, dovranno necessariamente munirsi di un’autorizzazione rilasciata dal Procuratore della Repubblica o dell’autorità giudiziaria più vicina.
Più specificamente, per ciò che attiene server e pc va segnalato, inoltre, che i verificatori potranno prendere visione della documentazione presente sui supporti informatici solo alla presenza del professionista, procedendo successivamente all’estrazione di copie. Sul punto, la Guardia di Finanza con la circolare n.1/2008 ha, peraltro, chiarito che gli ispettori potranno anche prendere visione delle mail, purché già aperte e visionate dal contribuente, perché diversamente, per quelle ricevute e non ancora visualizzate, sarà necessaria un’autorizzazione del PM2 .
Sul punto il Supremo Collegio si era, però, già espresso con la sent. a Sezioni Unite n.11082/2010 con cui aveva chiarito che “La giurisdizione del giudice tributario ha carattere pieno ed esclusivo, estendendosi non solo all’impugnazione del provvedimento impositivo, ma anche alla legittimità di tutti gli atti del procedimento, ivi compresa l’autorizzazione rilasciata dal Procuratore della Repubblica, ai sensi dell’art. 52, comma 3, del d.p.r. n. 633 del 1972, per consentire, nel corso di una verifica fiscale, l’esame di documenti e l’acquisizione di notizie relativamente alle quali il contribuente abbia eccepito l’esistenza del segreto professionale. Gli eventuali vizi di tale autorizzazione, in quanto attinente esclusivamente al procedimento amministrativo di verifica tributaria e produttiva di effetti solo nell’ambito dello stesso, potranno essere dedotti soltanto e nel momento in cui si impugni il provvedimento che conclude l’"iter" di accertamento. Qualora, invece, l’attività di accertamento non sfoci in un atto impositivo - come anche nel caso di adozione di un provvedimento impositivo del tutto avulso dall’esame dei documenti e/o delle notizie secretati - l’autorizzazione del P.M., in quanto ipoteticamente lesiva del diritto soggettivo del contribuente a non subire verifiche fiscali al di fuori dei casi previsti dalla legge, e la connessa compressione dei propri diritti anche costituzionali (in particolare, libertà di domicilio, di corrispondenza, di iniziativa economica), sarà autonomamente impugnabile dinanzi al giudice ordinario, nessun elemento di collegamento potendosi ricavare dall’art. 7, comma quarto, della legge n. 212 del 2000, che si limita ad attribuire alla giurisdizione del giudice amministrativo, secondo i normali criteri di riparto, l’impugnazione di atti amministrativi a contenuto generale o normativo, ovvero di atti di natura provvedimentale che costituiscano un presupposto dell’esercizio della potestà impositiva.”
1. ART. 52, D.P.R. N. 633/1972
e. Perquisizioni personali,
2. ART. 103 C.P.P.
3. ART. 200 C.P.P.
4. ART.622 C.P.
5. LA TUTELA DEL SEGRETO PROFESSIONALE