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Timestamp: 2019-10-15 11:35:52+00:00
Document Index: 115479137

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.2', 'art.3', 'art.4', 'art.5', 'art.1', 'art.2', 'art.3']

Schede Tecniche Opere Provvisionali per la messa in sicurezza ...
Consentita,
Ministero dell’Interno - Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo Coordinamento Opere ProvvisionaliVADEMECUMSTOPSCHEDE TECNICHE DELLE OPERE PROVVISIONALIPER LA MESSA IN SICUREZZA POST-SISMADA PARTE DEI VIGILI DEL FUOCOAPRILE 2010
Ministero dell’InternoCorpo Nazionale dei Vigili del FuocoNCPNucleo Coordinamento Opere ProvvisionaliUniversità degli Studi di UdineDIGE Dipartimento di Georisorse e TerritorioSPRINT Centro studi e ricerche in materia di Sicurezza e Protezionedai Rischi di Incidente rilevante di origine Naturale e TecnologicaUn particolare ringraziamento va all’ing. Dante Ambrosini, già Direttore Regionale dell’Abruzzo, che con sapientesaggezza ha spronato il gruppo al completamento dell’opera.Un sentito grazie a tutto il personale del Corpo Nazionale che ha, a vario titolo, contribuito alla sua realizzazione.Le SCHEDE STOP© sono state studiate e redatte da apposito gruppo di lavoro per il C.N.VV.F., al fine di uniformare leopere provvisionali realizzate dal personale Vigilfuoco.La loro ripubblicazione da parte di altri soggetti è vietata con o senza modifiche.Il loro utilizzo è libero a condizione che ne venga sempre indicato il C.N.VV.F. come proprietario.Il C.N.VV.F. non risponde per un utilizzo non corretto delle SCHEDE STOP©© CNVVF ‐ www.vigilfuoco.itEdizione con aggiornamenti Maggio 2010ISBN 978‐88‐904999‐0‐6Stampa a cura del Servizio Documentazione e Relazioni Pubbliche del Dipartimento dei Vigili del Fuocodel Soccorso Pubblico e della Difesa Civile ‐ Roma
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo Coordinamento Opere ProvvisionaliVADEMECUMSTOPSCHEDE TECNICHE DELLE OPERE PROVVISIONALIPER LA MESSA IN SICUREZZA POST‐SISMADA PARTE DEI VIGILI DEL FUOCORaccolta delle Schede Tecniche delle Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post‐sisma da parte dei Vigili del Fuocoelaborate dal Nucleo di Coordinamento delle Opere Provvisionaliin occasione del terremoto dell’Abruzzo del 2009GRUPPO DI LAVORO PER LA REDAZIONE DEL VADEMECUM STOPIdeato e istituito dal Direttore Centrale per l’Emergenzae il Soccorso Tecnico ing. Sergio Basticoordinamento scientifico:Stefano GrimazUniversità degli Studi di UdineMarco Cavriani, Eros Mannino, Loris Munaro,Mario Bellizzi, Ciro Bolognese, Mauro Caciolai,Andrea D’Odorico, Alberto Maiolo, Luca PonticelliCorpo Nazionale dei Vigili del Fuocohanno collaborato:Fausto Barazza, Petra Malisan, Alberto MorettiUniversità degli Studi di UdineAprile 2010
Bisogna rendere ogni cosail più semplice possibile,ma non più semplicedi ciò che sia possibile!Albert EinsteinIl presente Vademecum rappresenta lo stato di avanzamento al mese di aprile2010 dell’attività di standardizzazione delle opere provvisionali sviluppata dalNucleo di Coordinamento delle Opere Provvisionali del Corpo Nazionale deiVigili del Fuoco in Abruzzo dopo il terremoto dell’Aquila del 2009.Esso è il risultato di un continuo affinamento e del costante confronto fraprogettualità teorica e operatività sul campo che ha avuto lo scopo di ricercare,per quanto possibile, soluzioni semplici, efficaci, di rapida realizzazione e tali dasalvaguardare la sicurezza degli operatori durante la loro realizzazione.
PREFAZIONENell’ambito delle attività connesse alla gestione dell’emergenza post‐sismanell’area colpita dal terremoto de L’Aquila è stato istituito, fin dalle prime fasi, il Nucleoper il Coordinamento delle Opere Provvisionali. A tale nucleo è stato affidato il compitodi garantire l’uniformità nella realizzazione delle opere di messa in sicurezza effettuatedai Vigili del Fuoco e monitorarne lo stato di avanzamento delle stesse in sinergia congli enti del sistema di Protezione Civile nazionale preposti alla gestione dell’emergenza.La struttura, tra le diverse attività funzionali, ha svolto un’azione di particolarerilievo tecnico‐scientifico predisponendo l’allegato Vademecum come raccolta disoluzioni progettuali delle opere provvisionali più ricorrenti per la messa in sicurezzadei manufatti danneggiati. Le schede rappresentano un utile, ma ovviamente nonvincolante, riferimento tecnico per ottenere rapidamente soluzioni pre‐dimensionatesicure e standardizzate, attraverso la semplice consultazione di abachi e tabelle.Nella redazione delle schede del Vademecum, adattato alle esigenzepompieristiche, sono stati presi come riferimento tecnico‐scientifico manuali e altrepubblicazioni nazionali ed internazionali attualmente disponibili in materia. I calcoli ed idati conosciuti, sono stati sintetizzati e semplificati, con considerazioni comunque afavore della sicurezza, per fornire abachi di semplice consultazione, senza formule, cheriportano le soluzioni standard realizzabili con elementi facilmente reperibili sulmercato.Si tratta, pertanto, di un lavoro meritevole della massima diffusione anche perl’elevato contenuto tecnico‐scientifico conseguente al coordinamento avutodall’Università degli Studi di Udine.IL VICE CAPO DIPARTIMENTO VICARIOCAPO DEL C.N.VV.FIng. Antonio Gambardella
PRESENTAZIONENella tradizione del C.N.VV.F. trovano ampio riscontro la previsione,l’organizzazione e la pianificazione di quanto necessario per far fronte ai possibilieventi calamitosi per particolari e gravi emergenze e per l’ordinaria attività di soccorsourgente.Tale caratteristica ha permesso al C.N.VV.F. di essere nell’immediatezzadell’evento la prima componente del soccorso intervenuta nel territorio abruzzese conuna propria ed articolata organizzazione, alle ore 3:32 del 6 aprile, quando una scossasismica di magnitudo locale 5,8 Richter ha squassato la città de L’Aquila ed altre cittàdell’Abruzzo.Tale caratteristica, propria del C.N.VV.F. e dei suoi componenti, ha suggerito intempi non sospetti di progettare e pianificare dei corsi finalizzati ad una correttagestione dell’emergenza ed al suo superamento, come quello di puntellamenti edopere provvisionali. In particolare, il corso di puntellamenti è già stato progettato da unapposito gruppo di lavoro ed inserito nel corso per i Capi Squadra dei Vigili del Fuocosvoltosi di recente. Tale modulo formativo è il risultato di indiscussa efficacia per ilavori messi in opera in Abruzzo dai VV.F. a seguito del sisma, interventi di grandeimpatto che sono stati il frutto degli indirizzi impartiti sull’argomento.Il presente Vademecum è l’evoluzione naturale dell’applicazione operativa inmateria di opere provvisionali da intendersi come sintesi tra la ricerca tecnicoscientificae l’esperienza consolidata dei vigili del fuoco. Il gruppo di lavoro per laredazione del Vademecum STOP, voluto fortemente dalla Direzione Centrale perl’Emergenza e il Soccorso Tecnico istituito con provvedimento prot. EM3064/5001‐11del 15.6.2009, ha elaborato un primo strumento operativo/didattico per il lavoro deivigili del fuoco in presenza di dissesti statici in atto. La possibilità, inoltre, di eseguire leopere provvisionali in modo normalizzato con un criterio di attenzione alla sicurezzadegli operatori in presenza anche di repliche sismiche, rappresenta un ulteriore valoreaggiunto alla qualità dell’iniziativa.La semplicità e la modularità delle realizzazioni STOP, da applicarsi sulle varietipologie edilizie presenti in questi scenari, costituiscono il fondamento di una serie disoluzioni fortemente innovative. Le schede prospettate non costituiscono certamentela copertura della totale casistica degli interventi provvisionali, ma un’intelligentedocumentazione di riferimento per sviluppare un ragionamento di valutazione e dirisoluzione dei problemi che si presentano nella realizzazione di questi interventi.IL DIRETTORE CENTRALEPER L’EMERGENZA E IL SOCCORSO TECNICOIng. Sergio Basti
INTRODUZIONELa complessità dello scenario creatosi a seguito del terremoto del 6 aprile 2009dell’Aquila ha portato al coinvolgimento primario del Corpo nazionale dei Vigili delFuoco anche sul fronte della realizzazione degli interventi di messa in sicurezza per lasalvaguardia del patrimonio edilizio e monumentale e per il ripristino della viabilità.Per rispondere efficacemente a tale esigenza, presso la Direzione regionale VVFdell’Abruzzo è stato istituito un apposito Nucleo per il Coordinamento delle OpereProvvisionali (NCP) al quale è stato affidato il compito di garantire l’uniformità nellarealizzazione delle opere provvisionali effettuate dai Vigili del Fuoco e monitorarne lostato di avanzamento, in sinergia con gli Enti del sistema di Protezione Civile nazionalepreposti alla gestione dell’emergenza.In particolare, al NCP sono state affidate le seguenti funzioni:− elaborazione di procedure tecnico‐organizzative per la gestione degli interventinello specifico contesto operativo emergenziale, sviluppando intese e collaborazionicon gli organismi esterni ai Vigili del Fuoco (DICOMAC, COM, Ministero per i Beni ele Attività Culturali, Università, Comunità scientifica, Enti locali, etc.);− elaborazione di standard progettuali e soluzioni tipo per le opere provvisionali;− consulenza tecnica, informazione e formazione del personale per l’effettuazione dilavori di particolare complessità;− monitoraggio degli interventi riguardanti la realizzazione di opere provvisionaliattraverso l’acquisizione e gestione dei relativi dati.Per quanto riguarda l’elaborazione di standard progettuali, l’attività svolta haportato alla predisposizione del presente Vademecum di Schede Tecniche sulle OpereProvvisionali nel quale sono fornite indicazioni operative relativamente alle soluzioniprogettuali più ricorrenti per la messa in sicurezza dei manufatti danneggiati.Obiettivo dell’elaborazione delle schede è stato ed è quello di rendere agevolee pratico il dimensionamento, sul campo, delle opere da parte delle squadre dei Vigilidel Fuoco già dalle prime fasi dell’emergenza post‐sismica.Le soluzioni progettuali proposte sono state individuate tenendo conto deimezzi e delle tecniche in uso nel Corpo Nazionale, della tipologia di materialedisponibile in uno scenario di emergenza, delle problematiche connesse con leoperazioni costruttive, quali sicurezza degli operatori, semplicità e tempistica direalizzazione.
Le schede, concepite come uno strumento di supporto alle decisioni, sipresentano suddivise in diverse sezioni ove vengono riportati, sinteticamente, gliaspetti essenziali che orientano la scelta progettuale:− tipologia di struttura danneggiata e meccanismo di collasso in atto, per contrastareil quale l’opera si rende necessaria;− indicazioni generali e schemi per il dimensionamento degli elementi principali esecondari;− segnalazione delle criticità da gestire, con indicazioni esecutive e particolaricostruttivi;− istruzioni per l’uso della scheda.Schemi ed abachi sono la sintesi di considerazioni che combinano aspettiteorico‐scientifici con le conoscenze derivanti dall’elevata professionalità ed esperienzadei Vigili del Fuoco, acquisita sia nell’attuale che nelle passate calamità. Attraverso unapproccio del tipo “work in progress”, basato su un continuo feed‐back traprogettazione e controllo realizzativo, sono stati assemblati i vari contributi forniti daitecnici del Nucleo e degli operatori, tra i quali quello dei VVF‐SAF (soccorso SpeleoAlpino Fluviale).In sintesi, le schede STOP sono state realizzate con l’intento di fornire unagevole strumento per eseguire le opere provvisionali in emergenza superando l’onere,spesso insormontabile, della progettazione tradizionale attraverso calcoli effettuaticaso per caso. La possibilità di velocizzare il computo a piè d’opera del materialenecessario alla realizzazione rende altresì più efficace e standardizzabile il reperimentodel materiale e quindi più rapido il processo di messa in sicurezza. La definizione diparticolari costruttivi e la standardizzazione delle soluzioni consente di eliminare anchealcune difficoltà connesse sia alla realizzabilità delle opere che al passaggio di consegnenegli avvicendamenti tra squadre operative e responsabili tecnici.Questa versione è il risultato di un’opera di sperimentazione e affinamento sulcampo realizzata in piena emergenza per i Vigili del Fuoco, che lascia aperti margini dimiglioramento. Si auspica che tali miglioramenti possano derivare anche da un fattivocontributo del mondo scientifico e dalle imprese di settore nell’ambito di un’azionesinergica che tenga conto del contesto operativo post‐sisma e della peculiarità deglioperatori, i Vigili del Fuoco, ai quali questo Vademecum è destinato.Stefano GrimazUniversità degli Studi di Udine
Schede STOPSTOP PR ‐ puntellatura di ritegno in legnoSTOP PC ‐ puntellatura di contrasto in legnoSTOP SA ‐ puntellatura di sostegno e sbadacchiatura apertureSTOP SB ‐ puntellatura di sostegno solai e balconiSTOP SV ‐ centinatura in legno di archi e volteSTOP TA ‐ tirantatura con funi in acciaioSTOP CP ‐ cerchiatura di confinamento pilastri e colonneSTOP IP ‐ incamiciatura pareti in muraturaSTOP ALL.1 ‐ classi prestazionali richieste per le opere provvisionali(per le schede STOP PR, STOP PC e STOP TA)
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoVADEMECUM STOPPUNTELLATURADI RITEGNO IN LEGNOSTOP-PRAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVF
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoEMERGENZA TERREMOTO ABRUZZO 2009NUCLEO COORDINAMENTO OPERE PROVVISIONALIGRUPPO DI LAVORO PER LA REDAZIONE DEL VADEMECUM STOPIdeato e istituito dal Direttore Centrale per l’Emergenza e il Soccorso Tecnico ing. Sergio Basticon provvedimento prot. EM3064/5001-11 del 15.06.2009S.Grimaz (coordinatore)M.Cavriani, E.Mannino, L.Munaro,M.Bellizzi, C.Bolognese, M.Caciolai,A.D’Odorico, A.Maiolo, L.Ponticellicon la collaborazione di:F.Barazza, P.Malisan, A.MorettiAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVF
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI RITEGNO: scelta del sistema di puntellamentoSTOP-PRSCENARIRIBALTAMENTOFUORI PIANOSPANCIAMENTOPARETE MURARIARIBALTAMENTOFUORI PIANOSPANCIAMENTOPARETE MURARIASOLUZIONE CONPUNTELLI DI RITEGNOSU BASE D’APPOGGIOvedi STOP-PR/B(pag. 2/15)SOLUZIONE CONPUNTELLI DI RITEGNOA STAMPELLAvedi STOP-PR/S(pag. 9/15)puntelli multiplia fasci convergentipuntelli multiplisu punto d’appoggiopuntelli multiplia fasci parallelipuntelli multiplisu zona d’appoggioN.B. IL RITEGNO DELLA PARETE MURARIA PUÒ ESSERE ATTUATO ANCHE CON ALTRI SISTEMI QUALI AD ESEMPIO CINTURAZIONI CONTIRANTI. QUEST’ULTIMA SOLUZIONE È PREFERIBILE QUANDO È NECESSARIO LASCIARE LIBERA LA TRANSITABILITÀ DELL’AREAPROSPICENTE LA PARETE DA PRESIDIARE.Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPR 1/15
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI RITEGNO SU BASE D’APPOGGIO: indicazioni generaliSTOP-PR/BTipi di movimento da contrastare:abcDescrizionePotenziale ribaltamento fuori piano di parete muraria per:a) distacco facciata a seguito di compromissionedell’ammorsamento su muri perimetrali o di spinab) distacco macro-elemento di facciata per fessurazionesui muri perimetrali o di spinaEvidenze di spanciamento della parete verso l’esternoribaltamentospanciamentoObiettivo dell’opera provvisionale:contrastare la prosecuzione del ribaltamento o dello spanciamentoSCHEMI COSTRUTTIVI (le tabelle riportate di seguito sono applicabili ad entrambi gli schemi)!Elemento critico:!!Elemento critico:!Hpuntelli multiplia fasci convergentiHpuntelli multiplia fasci paralleliBBArea presidiata e aree di influenzasul singolo presidioDDTabella 1 - Soluzioni in funzione dell’altezza HAltezza H (m)TIPO DI OPERA2.0m ≤ H ≤ 3.0m R1 (vedi tabelle R1)H3.0m < H ≤ 5.0m R2 (vedi tabelle R2)5.0m < H ≤ 7.0m R3 (vedi tabelle R3)BDH maggiore di 7.0msoluzioni in legno lamellare o acciaioda dimensionare caso per casoH quota di appoggio puntone superioreD interasse tra i presidiB larghezza della base del presidioAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPR 2/15
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI RITEGNO SU BASE D’APPOGGIO: indicazioni generaliSTOP-PR/BR1correntipuntone superioretraverso superioreH = 2.0-3.0mrittorompitrattatraversointermediodiagonalicontroventobasetraverso inferioreTabella 2 - Dimensionamento del puntone superiore (cmxcm) schema R1 su base d’appoggioR1H2.0-3.0mspessoremurofino a 0.6 m maggiore di 0.6 fino a 1.0 mpresidiato s mclasse prestazionale * classe A classe B classe A classe Bbase B 1.5m 2.5m 1.5m 2.5m 1.5m 2.5m 1.5m 2.5minterassepresìdi DD ≤ 1.5m 13x13 13x13 13x13 13x13 15x15 13x13 13x13 13x131.5m < D ≤ 2.0m 15x15 13x13 13x13 13x13 18x18 15x15 15x15 13x13(*) La classe prestazionale va individuata in base a quanto riportato nella scheda STOP - ALL.1Altri elementibaserittocome puntone superiorecome puntone superiorerompitratta 2 tavole 2.5x12 cm fissate di lato sui puntoni a ogni testa con 3 viti φ 5x100 o 3 chiodi da 80diagonali tavole 2.5x12 cm fissate a ogni testa con 2 viti φ 5x100 o 2 chiodi da 80traversi moraletti 8x8 cm fissati a ogni testa con 2 viti φ 6x160 o 2 chiodi da 150correntitavoloni 5x20 cm interasse max 1 m su pareti senza aperture oppure posizionati in corrispondenza dellefasce di piano tra le apertureINDICAZIONI PER LA SCELTADELL’INCLINAZIONE DELPUNTELLO SUPERIORE2fascia delle inclinazioni consentiteper il puntello superiore12Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPR 3/15
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI RITEGNO SU BASE D’APPOGGIO: indicazioni generaliSTOP-PR/BR2CONTROVENTATURApuntoni superioricorrentipuntone superioretraverso superioreH = 3.0-5.0mrittopuntoneinferiorerompitrattatraversointermediodiagonalicontroventobasetraverso inferioreTabella 3 - Dimensionamento del puntone superiore (cmxcm) schema R2 su base d’appoggioR2H3.0-5.0mspessoremurofino a 0.6 m maggiore di 0.6 fino a 1.0 mpresidiato s mclasse prestazionale * classe A classe B classe A classe Bbase B 2.5m 3.5m 2.5m 3.5m 2.5m 3.5m 2.5m 3.5mD ≤ 1.0m 13x13 13x13 13x13 13x13 15x15 15x15 15x15 13x13interassepresìdi D1.0m < D ≤ 1.5m 15x15 15x15 15x15 13x13 18x18 18x18 15x15 15x151.5m < D ≤ 2.0m 18x18 15x15 15x15 15x15 20x20 18x18 18x18 18x182.0m < D ≤ 2.5m 18x18 18x18 18x18 15x15 n.c. 18x18 20x20 18x18n.c. - non contemplato: necessita di una progettazione specifica(*) La classe prestazionale va individuata in base a quanto riportato nella scheda STOP - ALL.1Altri elementipuntone inferiorebaserittocome puntone superiorecome puntone superiorecome puntone superiorerompitratta 2 tavoloni 5x20 cm fissati di lato sui puntoni a ogni testa con 3 viti φ 5x100 o 3 chiodi da 100diagonalitavoloni 5x20 cm fissati a ogni testa con 3 viti φ 5x100 o 3 chiodi da 100oppuremoraletti 8x8 cm fissati a ogni testa con 2 viti φ 6x160 o 2 chiodi da 150traversi moraletti 8x8 cm fissati a ogni testa con 2 viti φ 6x160 o 2 chiodi da 150correntitavoloni 5x20 cm interasse max 1 m su pareti senza aperture oppure posizionati in corrispondenza dellefasce di piano tra le apertureINDICAZIONI PER LA SCELTADELL’INCLINAZIONE DELPUNTELLO SUPERIORE2fascia delle inclinazioni consentiteper il puntello superiore12Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPR 4/15
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI RITEGNO SU BASE D’APPOGGIO: indicazioni generaliSTOP-PR/BR3CONTROVENTATURApuntoni intermedipuntoni superioricorrentipuntone superioretraverso superioreH = 5.0-7.0mrittopuntoneinferiorepuntoneintermediorompitrattatraverso superioretraversointermediodiagonalicontroventotraversointermediodiagonalicontroventobasetraverso inferioretraverso inferioreTabella 4 - Dimensionamento del puntone superiore (cmxcm) schema R3 su base d’appoggioR3H5.0-7.0mspessoremurofino a 0.6 m maggiore di 0.6 fino a 1.0 mpresidiato s mclasse prestazionale * classe A classe B classe A classe Bbase B 3.5m 4.5m 3.5m 4.5m 3.5m 4.5m 3.5m 4.5minterassepresìdi DD ≤ 1.5m 20x20 20x20 20x20 20x20 20x20 20x20 20x20 20x201.5m < D ≤ 2.0m 20x20 20x20 20x20 20x20 n.c. 20x20 n.c. 20x20n.c. - non contemplato: necessita di una progettazione specifica(*) La classe prestazionale va individuata in base a quanto riportato nella scheda STOP - ALL.1Altri elementipuntone inferiorebaserittocome puntone superiorecome puntone superiorecome puntone superiorerompitratta 2 tavoloni 5x20 cm fissati di lato sui puntoni a ogni testa con 3 viti φ 5x100 o 3 chiodi da 100diagonalitavoloni 5x20 cm fissati a ogni testa con 3 viti φ 5x100 o 3 chiodi da 100oppuremoraletti 8x8 cm fissati a ogni testa con 2 viti φ 6x160 o 2 chiodi da 150traversi moraletti 8x8 cm fissati a ogni testa con 2 viti φ 6x160 o 2 chiodi da 150correntitavoloni 5x20 cm interasse max 1 m su pareti senza aperture oppure posizionati in corrispondenzadelle fasce di piano tra le apertureINDICAZIONI PER LA SCELTADELL’INCLINAZIONE DELPUNTELLO SUPERIORE2fascia delle inclinazioni consentiteper il puntello superiore12Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPR 5/15
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI RITEGNO SU BASE D’APPOGGIO: contrasto alla baseSTOP-PR/Btavola fissaggiochiodi per bloccaggio cuneitrave di ancoraggiodoppio cuneodi serraggiodinterasse picchettiancoraggio (vedi Tabella 6)infissionemin 50cminfissionemin 50cmdinterasse picchettiancoraggio (vedi Tabella 6)Configurazione apicchetti su lato singoloConfigurazione adoppia trave di contrasto(S)(D)Configurazione apicchetti accoppiati(A)AVVERTENZA: a realizzazione eseguitaposizionare degli elementi di protezionesulla testa dei picchetti.Tabella 6 - Interasse d dei picchetti di ancoraggio della trave e configurazionePICCHETTI ANCORAGGIO R1 R2 R3spessore muro presidiato s m fino a 0.6m tra 0.6-1.0m fino a 0.6m tra 0.6-1.0m fino a 0.6m tra 0.6-1.0mclasse A1 φ 26 ogni50 cm (S)1 φ 26 ogni40 cm (S)1 φ 26 ogni30 cm (S)1 φ 26 ogni25 cm (S)oppure40cm su duefile (A) o (D)1 φ 26 ogni12.5 cm (S)oppure ogni25cm su duefile (A) o (D)1 φ 26 ogni10 cm (S)oppure ogni20cm su duefile (A) o (D)classe B1 φ 26 ogni60 cm (S)1 φ 26 ogni50 cm (S)1 φ 26 ogni40 cm (S)1 φ 26 ogni30 cm (S)oppure50cm su duefile (A) o (D)1 φ 26 ogni15 cm (S)oppure ogni30cm su duefile (A) o (D)1 φ 26 ogni12.5cm (S)oppure ogni25cm su duefile (A) o (D)NOTA: a parità di interasse tra i picchetti laddove è consentita la configurazione (S) lo è anche la (A) e la (D) e laddove è consentita la (A) lo è anche la (D)Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPR 7/15
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI RITEGNO SU BASE D’APPOGGIO: istruzioni schedaSTOP-PR/BSISTEMA DI PUNTELLAMENTO PER IL RITEGNO DI MASSE MURARIESCHEMA CON BASE IN APPOGGIOCampo di utilizzoSistemi di puntellamento per il ritegno di manufatti danneggiati a seguito di un terremoto.Indicazioni generaliLe opere sono finalizzate a contenere i movimenti di porzioni di manufatti in muratura portantecon spessore fino ad un metro.Vengono proposti due schemi per i quali sono indifferentemente applicabili le tabelle per ildimensionamento dei presidi.“H” rappresenta l’altezza tra il piano di riferimento (ove è vincolata la base) e il punto di appoggio,sulla parete da presidiare, del puntone superiore. Tale punto di appoggio va scelto incorrispondenza di un elemento di contrasto retrostante la parete (se presente) quale un solaio,una volta, un arco, un muro di spina al fine di migliorare lo scarico delle forze a terra.Scelto “H”, ne consegue il tipo di opera R1, R2 o R3, che si differenzia per la crescentedimensione degli elementi (Tabella 1 a pag. 2/15); nel caso in cui H > 7.0 m si sconsiglia l’usodel legno ordinario e pertanto gli elementi da realizzare in legno lamellare od acciaio vannodimensionati caso per caso.Individuato lo spessore “s m” di muro da presidiare (fasce fino a 0.6 m e da 0.6 a 1 m), utilizzandola Tab.2 di pag. 3/15 per R1, Tab.3 di pag. 4/15 per R2 e Tab.4 di pag. 5/15 per R3, sceltol’interasse dei presidi “D”, la dimensione della base “B” e tenuto conto della classe prestazionale(ricavata dall’Allegato 1), è immediatamente possibile determinare la sezione dei puntoni, dellabase e degli altri elementi.I presidi sono proposti con elementi di ugual sezione, per facilitare il reperimento del materialenonché l’efficace realizzazione delle connessioni tra gli elementi stessi.A pag. 6/15 vengono evidenziate le principali criticità da gestire nella realizzazione dell’opera ed iparticolari esecutivi di alcune tra le più frequenti soluzioni di connessioni tra gli elementi e dicollegamenti nei vincoli.A pag. 7/15 sono riportati i particolari costruttivi di due soluzioni tipo di ancoraggio alla base.L’ancoraggio della base deve in particolare:- impedire lo spostamento verso l’alto, del nodo tra la base ed il ritto;- impedire lo spostamento orizzontale verso l’esterno, della cerniera tra la base ed i puntoni.AVVERTENZATutti i valori dimensionali forniti nella presente scheda sono da intendersi come minimo diprogetto. In fase esecutiva, in caso di indisponibilità di materiale, si possono utilizzare sezioni didimensione maggiore.Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPR 8/15
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI RITEGNO A STAMPELLA: indicazioni generaliSTOP-PR/STipi di movimento da contrastare:abribaltamentocspanciamentoDescrizionePotenziale ribaltamento fuori piano di parete muraria per:a) distacco facciata a seguito di compromissionedell’ammorsamento su muri perimetrali o di spinab) distacco macro-elemento di facciata per fessurazionesui muri perimetrali o di spinaEvidenze di spanciamento della parete verso l’esternoObiettivo dell’opera provvisionale:contrastare la prosecuzione del ribaltamento o dello spanciamentoSCHEMI COSTRUTTIVI (le tabelle riportate di seguito sono applicabili ad entrambi gli schemi)H!Elemento critico:puntelli multiplisu punto d’appoggio!H!Elemento critico:puntelli multiplisu zona d’appoggio!BBArea presidiata e aree di influenzasul singolo presidioDDTabella 7 - Soluzioni in funzione dell’altezza HAltezza H (m)TIPO DI OPERA2.0m ≤ H ≤ 3.0m R1 (vedi tabelle R1)3.0m < H ≤ 5.0m R2 (vedi tabelle R2)H5.0m < H ≤ 7.0m R3 (vedi tabelle R3)BDH maggiore di 7.0msoluzioni in legno lamellare o acciaioda dimensionare caso per casoH quota di appoggio puntone superioreD interasse tra i presidiB larghezza della base del presidioAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPR 9/15
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI RITEGNO A STAMPELLA: indicazioni generaliSTOP-PR/SR1correntipuntone superioretraverso superioreH = 2.0-3.0mrittorompitrattatraversointermediodiagonalicontroventotraverso inferioreBTabella 8 - Dimensionamento del puntone superiore (cmxcm) schema R1 a stampellaR1H2.0-3.0mspessoremurofino a 0.6 m maggiore di 0.6 fino a 1.0 mpresidiato s mclasse prestazionale * classe A classe B classe A classe Bbase B 1.5m 2.5m 1.5m 2.5m 1.5m 2.5m 1.5m 2.5minterassepresìdi DD ≤ 1.5m 13x13 13x13 13x13 13x13 15x15 13x13 13x13 13x131.5m < D ≤ 2.0m 15x15 13x13 13x13 13x13 18x18 15x15 15x15 13x13(*) La classe prestazionale va individuata in base a quanto riportato nella scheda STOP - ALL.1Altri elementibaserittocome puntone superiorecome puntone superiorerompitratta 2 tavole 2.5x12 cm fissate di lato sui puntoni a ogni testa con 3 viti φ 5x100 o 3 chiodi da 80diagonali tavole 2.5x12 cm fissate a ogni testa con 2 viti φ 5x100 o 2 chiodi da 80traversi moraletti 8x8 cm fissati a ogni testa con 2 viti φ 6x160 o 2 chiodi da 150correntitavoloni 5x20 cm interasse max 1 m su pareti senza aperture oppure posizionati in corrispondenza dellefasce di piano tra le apertureINDICAZIONI PER LA SCELTADELL’INCLINAZIONE DELPUNTELLO SUPERIORE2fascia delle inclinazioni consentiteper il puntello superiore12Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPR 10/15
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI RITEGNO A STAMPELLA: indicazioni generaliSTOP-PR/SR2CONTROVENTATURApuntoni inferiori puntoni superioricorrentipuntone superioretraverso superioreH = 3.0-5.0mrittopuntoneinferiorerompitrattatraverso superiorediagonalicontroventotraversointermediodiagonalicontroventotraverso inferioretraverso inferioreBTabella 9 - Dimensionamento del puntone superiore (cmxcm) schema R2 a stampellaR2H3.0-5.0mspessoremurofino a 0.6 m maggiore di 0.6 fino a 1.0 mpresidiato s mclasse prestazionale * classe A classe B classe A classe Bbase B 2.5m 3.5m 2.5m 3.5m 2.5m 3.5m 2.5m 3.5mD ≤ 1.0m 13x13 13x13 13x13 13x13 15x15 15x15 15x15 13x13interassepresìdi D1.0m < D ≤ 1.5m 15x15 15x15 15x15 13x13 18x18 18x18 15x15 15x151.5m < D ≤ 2.0m 18x18 15x15 15x15 15x15 20x20 18x18 18x18 18x182.0m < D ≤ 2.5m 18x18 18x18 18x18 15x15 n.c. 18x18 20x20 18x18n.c. - non contemplato: necessita di una progettazione specifica(*) La classe prestazionale va individuata in base a quanto riportato nella scheda STOP - ALL.1Altri elementipuntone inferiorebaserittocome puntone superiorecome puntone superiorecome puntone superiorerompitratta 2 tavoloni 5x20 cm fissati di lato sui puntoni a ogni testa con 3 viti φ 5x100 o 3 chiodi da 100diagonalitavoloni 5x20 cm fissati a ogni testa con 3 viti φ 5x100 o 3 chiodi da 100oppuremoraletti 8x8 cm fissati a ogni testa con 2 viti φ 6x160 o 2 chiodi da 150traversi moraletti 8x8 cm fissati a ogni testa con 2 viti φ 6x160 o 2 chiodi da 150correntitavoloni 5x20cm interasse max 1 m su pareti senza aperture oppure posizionati in corrispondenza dellefasce di piano tra le apertureINDICAZIONI PER LA SCELTADELL’INCLINAZIONE DELPUNTELLO SUPERIORE2fascia delle inclinazioni consentiteper il puntello superiore12Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPR 11/15
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI RITEGNO A STAMPELLA: indicazioni generaliSTOP-PR/SR3CONTROVENTATURApuntoni intermedipuntoni superioricorrentipuntone superioretraverso superioreH = 5.0-7.0mrittopuntoneinferiorepuntoneintermediorompitrattatraverso superioretraversointermediodiagonalicontroventotraversointermediodiagonalicontroventotraverso inferioretraverso inferioreBTabella 10 - Dimensionamento del puntone superiore (cmxcm) schema R3 a stampellaR3H5.0-7.0mspessoremurofino a 0.6 m maggiore di 0.6 fino a 1.0 mpresidiato s mclasse prestazionale * classe A classe B classe A classe Bbase B 3.5m 4.5m 3.5m 4.5m 3.5m 4.5m 3.5m 4.5minterassepresìdi DD ≤ 1.5m 20x20 20x20 20x20 20x20 20x20 20x20 20x20 20x201.5m < D ≤ 2.0m 20x20 20x20 20x20 20x20 n.c. 20x20 n.c. 20x20n.c. - non contemplato: necessita di una progettazione specifica(*) La classe prestazionale va individuata in base a quanto riportato nella scheda STOP - ALL.1Altri elementipuntone inferiorebaserittocome puntone superiorecome puntone superiorecome puntone superiorerompitratta 2 tavoloni 5x20 cm fissati di lato sui puntoni a ogni testa con 3 viti φ 5x100 o 3 chiodi da 100diagonalitavoloni 5x20 cm fissati a ogni testa con 3 viti φ 5x100 o 3 chiodi da 100oppuremoraletti 8x8 cm fissati a ogni testa con 2 viti φ 6x160 o 2 chiodi da 150traversi moraletti 8x8 cm fissati a ogni testa con 2 viti φ 6x160 o 2 chiodi da 150correntitavoloni 5x20 cm interasse max 1 m su pareti senza aperture oppure posizionati in corrispondenzadelle fasce di piano tra le apertureINDICAZIONI PER LA SCELTADELL’INCLINAZIONE DELPUNTELLO SUPERIORE2fascia delle inclinazioni consentiteper il puntello superiore12Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPR 12/15
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI RITEGNO A STAMPELLA: gestione criticitàSTOP-PR/SCriticità31a2bCriticità globalia - possibile rotazione complessivab - possibile scivolamento e/o sprofondamento alla baseCriticità locali1 - possibile scalzamento verso l’alto zona di imposta del puntello2 - possibile scivolamento verso l’esterno o sprofondamento al piede del puntello3 - possibile scalzamento verso l’alto zona di imposta del puntelloIndicazioni per gestire le criticità globaliabx – predisposizione di un elemento di contrasto ancorato al terrenoper impedire lo scivolamento verso l’esternoyy – ancoraggio ritto alla paretexATTENZIONE: nel caso in cui non sia possibile forare la parete per praticare gliancoraggi y è necessario garantire un adeguato attrito/ingranamento tra parete eritto in modo da impedirne lo scivolamento verso l’alto quando la parete caricheràil puntello o collegare il ritto ad un ancoraggio alla base.Indicazioni per gestire le criticità locali12aNodo ritto - puntone superioremax s/4min 4sgraffametallicasu amboi latisNodo appoggiograffa metallica2 tavoloni 5 x 20chiodati su amboi lati sul dormientee sui puntoni==sdormiente tavolone 5 x 20bisettriceviti digiunzione(Tab.11)ssdoppiocuneoripartitori tavoloni 5 x 20 x 3sstrave dicontrasto(min sxs)Tabella 11 - Viti di giunzione e spinottipicchetti metallicimin φ 26 infissi nelterreno per min 50 cmelemento viti spinotti13x13 5 φ 10 x150 2 φ 1615x15 5 φ 12 x180 3 φ 1618x1820x205 φ 12 x200 4 φ 16AVVERTENZA: graffe metalliche minimo φ 8sostituibili con fazzoletti di collegamento suambo i lati (tavole da 2.5cm chiodate o avvitate)graffa metallica2 tavoloni 5 x 20chiodati sudormiente epuntoni suambo i latiss3Nodo ritto - puntone inf.MUROfermi lateralitavoloni 5 x 20dormientetavolone 5 x sNOTA: le soluzioni (a) e (b) sono alternativeripartitori 15 x 15 x min 80AVVERTENZA: la profondità dell’intaglio per la formazione delle giunzioni tra gli elementi non deve mai superare il valore di s/4bspinotti diancoraggio(Tab.11)viti digiunzione(Tab.11)AVVERTENZA:inserire gli spinotti incorrispondenza dei correnti(nel caso in cui non si possaforare la parete seguire leindicazioni fornite per gestire lecriticità globali)Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPR 13/15
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI RITEGNO A STAMPELLA: particolari piedeSTOP-PR/SSoluzione con contrasto al piedeConfigurazione apicchetti su lato singolograffa metallica suambo i latitavola fissaggiochiodi perbloccaggio cunei(S)tavoloni 5 x 20chiodati su amboi lati sul dormientee sui puntonidoppio cuneodi serraggiotravedi ancoraggioConfigurazione apicchetti accoppiati(A)dormientetavolone 5 x schiodati suripartitoriripartitoritavoloni 5 x 20 x 3sdinterasse picchettiancoraggio(vedi Tabella 12)Configurazione a doppiotrave di contrasto(D)infissionemin 50cmTabella 12 - Interasse d dei picchetti di ancoraggio della trave di contrasto al piede e configurazionePICCHETTI ANCORAGGIO R1 R2 R3spessore muro presidiato s m fino a 0.6m tra 0.6-1.0m fino a 0.6m tra 0.6-1.0m fino a 0.6m tra 0.6-1.0mclasse Aclasse B1φ 26 ogni50 cm (S)1 φ 26 ogni60 cm (S)NOTA: a parità di interasse tra i picchetti laddove è consentita la configurazione (S) lo è anche la (A) e la (D) e laddove è consentita la (A) lo è anche la (D)Soluzione con basamento al piede1 φ 26 ogni40 cm (S)1 φ 26 ogni50 cm (S)1 φ 26 ogni30 cm (S)1 φ 26 ogni40 cm (S)AVVERTENZA: a realizzazione eseguitaposizionare degli elementi di protezionesulla testa dei picchetti.1 φ 26 ogni25 cm (S)oppure40cm su duefile (A) o (D)1 φ 26 ogni30 cm (S)oppure50cm su duefile (A) o (D)1 φ 26 ogni12.5 cm (S)oppure ogni25cm su duefile (A) o (D)1 φ 26 ogni15 cm (S)oppure ogni30cm su duefile (A) o (D)1 φ 26 ogni10 cm (S)oppure ogni20cm su duefile (A) o (D)1 φ 26 ogni12.5cm (S)oppure ogni25cm su duefile (A) o (D)2apendenza delbasamentoapreparazionebasamento di appoggiocon scavo nel terrenoAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPR 14/15
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI RITEGNO A STAMPELLA: istruzioni schedaSTOP-PR/SSISTEMA DI PUNTELLAMENTO PER IL RITEGNO DI MASSE MURARIESCHEMA A STAMPELLACampo di utilizzoSistemi di puntellamento per il ritegno di manufatti danneggiati a seguito di un terremoto.Indicazioni generaliLe opere sono finalizzate a contenere i movimenti di porzioni di manufatti in muratura portantecon spessore fino ad un metro.Vengono proposti due schemi per i quali sono indifferentemente applicabili le tabelle per ildimensionamento dei presidi.“H” rappresenta l’altezza tra il piano di riferimento (quota del piede) e il punto di appoggio, sullaparete da presidiare, del puntone superiore. Tale punto di appoggio va scelto in corrispondenzadi un elemento di contrasto retrostante la parete (se presente) quale un solaio, una volta, unarco, un muro di spina al fine di impedire lo sfondamento della parete da vincolare ad opera deipuntelli.Scelto “H”, ne consegue il tipo di opera R1, R2 o R3, che si differenzia per la crescentedimensione degli elementi (Tabella 7 a pag. 9/15); nel caso in cui H > 7.0 m si sconsiglia l’usodel legno ordinario e pertanto gli elementi da realizzare in legno lamellare od acciaio vannodimensionati caso per caso.Individuato lo spessore “s m” di muro da presidiare (fasce fino a 0.6 m e da 0.6 a 1 m), utilizzandola Tab. 8 di pag. 10/15 per R1, Tab. 9 di pag. 11/15 per R2 e Tab. 10 di pag. 12/15 per R3, sceltol’interasse dei presidi “D”, la distanza del piede d’appoggio “B” e tenuto conto della classeprestazionale (ricavata dall’Allegato 1), è immediatamente possibile determinare la sezione deipuntoni e degli altri elementi.I presidi sono proposti, per quanto possibile con elementi di ugual sezione, per facilitare ilreperimento del materiale nonché l’efficace realizzazione delle connessioni tra gli elementistessi.A pag. 13/15 vengono evidenziate le principali criticità da gestire nella realizzazione dell’opera edi particolari esecutivi di alcune tra le più frequenti soluzioni di connessioni tra gli elementi e dicollegamenti nei vincoli.A pag. 14/15 sono riportati i particolari costruttivi di due soluzioni tipo di ancoraggio/contrasto alpiede.L’ancoraggio al piede deve in particolare:- impedire lo sprofondamento nel terreno del basamento al piede dei puntoni;- impedire lo spostamento orizzontale verso l’esterno, dei puntoni.AVVERTENZATutti i valori dimensionali forniti nella presente scheda sono da intendersi come minimo diprogetto. In fase esecutiva, in caso di indisponibilità di materiale, si possono utilizzare sezioni didimensione maggiore.Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPR 15/15
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPAGINA INTENZIONALMENTE VUOTA© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVF
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoVADEMECUM STOPPUNTELLATURA DICONTRASTO IN LEGNOSTOP-PCAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVF
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI CONTRASTO: indicazioni generaliSTOP-PCTipi di cinematismo da contrastare:ribaltamento fuori pianospanciamentoDescrizioneL’intervento consiste nel realizzare una struttura dicontrasto tra fabbricati posti a distanza reciprocalimitata.AvvertenzeIl presente intervento può essere effettuato solo sepreventivamente autorizzato dall’Autorità competente(Sindaco o Prefetto) dal momento che può innescarefenomeni di martellamento in caso di replichesismiche.Obiettivo dell’opera provvisionale: contrastare il ribaltamento/distacco della parete perimetrale.CRITERI E PARAMETRI DI SCELTAH tot3ΔH21LLe puntellature di contrasto in legno di questa scheda sono applicabili nei seguenti scenari:L fino a 8.0 m, H tot fino a 9.0m, ΔH fino a 4.0m(vedi soluzioni sotto valide fino a 3 impalcati di interpiano)Per L superiore a 8.0 m, ΔH superiore a 4.0m, per pareti da contrastare portanti con più di treimpalcati di interpiano o con H tot maggiore di 9.0m è necessario ricorrere ad altre soluzioniSCENARIOSOLUZIONELa parete dasostenere ha unaaltezza uguale oinferiore alfabbricato dicontrastoparete dasostenerefabbricato dicontrastofabbricato dicontrastoparete dasostenerePCONTRASTOALLA PARILa parete dasostenereè più alta delfabbricato dicontrastoparete da sostenerefabbricato dicontrastoSCONTRASTOCON SCARICOAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPC 1/14
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del fuocoCONTRASTO ALLA PARI: configurazioni tipoSTOP-PCPCONTRASTOALLA PARIH toths mLCONFIGURAZIONI TIPOPa b cL ≤ h h < L ≤ 1.5h 1.5h < L ≤ 2h1parete dasostenerefabbricato dicontrastoparete dasostenerefabbricato dicontrastoparete dasostenerefabbricato dicontrastoContrasto alprimo impalcatoH tot =hB=LiiB≤hLiiB ≤hL1a 1b 1cii2parete dasostenerefabbricato dicontrastoparete dasostenerefabbricato dicontrastoparete dasostenerefabbricato dicontrastoContrasto alsecondo impalcatoH tothhB=LiiB ≤hLiiB ≤hLii2a 2b 2cparete dasostenerefabbricato dicontrastoparete dasostenerefabbricato dicontrastoparete dasostenerefabbricato dicontrasto3hContrasto alterzo impalcatoH tothhB=LiiB ≤hLiiB ≤hLii3a 3b 3cAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPC 2/14
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCONTRASTO IN SCARICO: schemi di progettoSTOP-PCSCONTRASTOCON SCARICOH toths mLCONFIGURAZIONI TIPOSa b cL ≤ h h < L ≤ 1.5h 1.5h < L ≤ 2h2Imposta superiore del contrastoin scarico al secondo impalcatoH tothhparete dasostenereB=Lfabbricato dicontrastoiiparete dasostenereB≤hLfabbricato dicontrastoiiparete dasostenereB≤hLfabbricato dicontrastoii2a 2b 2c3parete dasostenereparete dasostenereparete dasostenereImposta superiore del contrastoin scarico al terzo impalcatoH tothhhB=Lfabbricato dicontrastoiiB≤hLfabbricato dicontrastoiiB≤hLfabbricato dicontrasto3a 3b 3ciiAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPC 3/14
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCONTRASTO ALLA PARI: dimensionamentoSTOP-PCParametri geometrici e nomenclaturadi riferimento per il dimensionamentomorali dicontroventotavolatodi protezioneparete dasostenerefabbricato dicontrastorittodiagonalesecondariahtraversodiagonaleprincipaletraversoH toths mB ≤hLiicorrente diripartizionePart.1longheronePart.2Part.3corrente diripartizionelongherone a terradormienteI particolari costruttivi sono riportatialle pagine dalla 8/14 alla 12/14Tabella 1 - Dimensionamento degli elementi principali delle puntellature di contrasto alla pariPAltezzacomplessivaH tot (m)Spessore max parete dasostenere:s m ≤ 0.6 mSezione(cmxcm)Dimensionamento di RITTI, TRAVERSI, LONGHERONI, DIAGONALI PRINCIPALIClasse prestazionale A * Classe prestazionale B *Interassei (m)Spessore max parete dasostenere:0.6 m < s m ≤ 1.0 mSezione(cmxcm)Interassei (m)Spessore max parete dasostenere:s m ≤ 0.6 mSezione(cmxcm)Interassei (m)Spessore max parete dasostenere:0.6 m < s m ≤ 1.0 mSezione(cmxcm)Interassei (m)6m
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCONTRASTO IN SCARICO: dimensionamentoSTOP-PCParametri geometrici e nomenclaturadi riferimento per il dimensionamentoPart.4traversodiagonale principaleParete dasosteneremorali di controventoelemento di bloccoPart.5hFabbricato dicontrastodiagonale secondariadiagonale principaleH tothtraversorittotavolato di protezionetraversohs mB ≤hLiicorrente diripartizionePart.1longheronePart.2corrente diripartizionetraversoPart.3longherone a terradormienteI particolari costruttivi sono riportatialle pagine dalla 8/14 alla 12/14Tabella 2 - Dimensionamento degli elementi principali delle puntellature di contrasto in scaricoSAltezzacomplessivaH tot (m)Dimensionamento di RITTI, TRAVERSI, LONGHERONI, DIAGONALI PRINCIPALI, ELEMENTI DI BLOCCOSpessore max parete dasostenere:s m ≤ 0.6 mSezione(cmxcm)Classe prestazionale A * Classe prestazionale B *Interassei (m)Spessore max parete dasostenere:0.6 m < s m ≤ 1.0 mSezione(cmxcm)Interassei (m)Spessore max parete dasostenere:s m ≤ 0.6 mSezione(cmxcm)Interassei (m)Spessore max parete dasostenere:0.6 m < s m ≤ 1.0 mSezione(cmxcm)Interassei (m)6m
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI CONTRASTO: criticità e criteri di gestioneSTOP-PCCriticitàLo scarico dei puntelli di contrasto potrebbe insisteresu pareti non in grado di sopportare la spintaCriterio di gestione della criticità:impostare i puntelli di contrasto in corrispondenzadei muri di spina del fabbricato di contrastoPiantaPiantaCriticità:Lo scarico della puntellatura sulla parete del fabbricato dicontrasto potrebbe produrre concentrazioni di sforzoCriterio per gestire la criticità:Nel caso in cui non sia possibile impostare i puntelli dicontrasto in corrispondenza dei muri di spina delfabbricato di contrasto costruire dei controventi diirrigidimento sul piano orizzontale in modo da creareun sistema reticolare sufficientemente rigido in gradodi trasferire il carico sui muri di spina. A tale scopo sipossono realizzare controventi di piano con elementidi sezione minima 10x10 cmOrizzontamenti dei due fabbricati alla stessa quotaPiantaPiantaCriterio realizzativo:impostare i traversi e i diagonali principali deipuntelli di contrasto in corrispondenza degliorizzontamenti dei due fabbricatiSezione verticaleOrizzontamenti dei due fabbricati a quote diverseCriticità:lo scarico della puntellatura sulla parete del fabbricato dicontrasto potrebbe produrre concentrazioni di sforzo inzone diverse dalle fasce di imposta degli orizzontamentidel fabbricato di contrastoSezione verticaleCriterio per gestire la criticità:impostare i traversi e la sommità dei diagonali principalidei puntelli di contrasto in corrispondenza degliorizzontamenti del fabbricato da contrastare e realizzareun elemento ripartitore verticaleLEGENDAParete da contrastareFabbricato di contrastoAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPC 6/14
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI CONTRASTO: sicurezza degli operatoriSTOP-PCCriticitàLa tipologia di scenario presenta particolaricriticità per la sicurezza degli operatori in quantoattivazione del meccanismo di collasso della paretenon consente un’agile evacuazione dell’areaSezione verticaleCriterio di gestione della criticità:Costruire la puntellatura assemblando porzionimodulari realizzate in zona di sicurezzaPREDISPOSIZIONE ELEMENTI E ASSEMBLAGGIOtraversodiagonale superioreelemento di bloccocorrenti diripartizionelongheronilongheroni a terrarittotraversosottostrutturaripartitrice del caricoCriteri di predisposizione elementi:1 - rilievo dei parametri di progetto2 - preparazione della sottostrutturaripartitirice in zona di sicurezzaSezione verticaleCriteri di assemblaggio:1 – posizionare i ritti e correnti lato parete da sostenere e lesottostrutture e i correnti ripartitori lato fabbricato di contrasto2 – posizionare i traversi3 – posizionare i diagonali superiori e egli elementi di blocco4 – posizionare il tavolato di protezione5 – completare l’opera con gli altri elementiAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPC 7/14
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI CONTRASTO: particolari costruttiviSTOP-PCParticolare 1ANCORAGGIO DEL BASAMENTO LATO PARETE DA SOSTENEREANCORAGGIOALLA BASECON CONTRASTOFUORI TERRASEZIONEVERTICALErittocorrenti di ripartizione (tavoloni 5 x 20 cm)cuneopicchetti φ 26 ogni 50 cmlongherone a terrapicchetti φ 26 ogni 50 cmrittoPIANTAcuneilongherone a terracorrente di ripartizione(tavoloni 5 x 20 cm)Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPC 8/14
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI CONTRASTO: particolari costruttiviSTOP-PCParticolare 2ANCORAGGIO DEL BASAMENTO ZONA MONTANTE INTERMEDIOANCORAGGIOALLA BASECON CONTRASTOFUORI TERRAlongheronea terrarittodiagonali secondari(2 tavoloni 5 x 20 cm)picchetto φ 26ogni 50 cmdormienteSEZIONE VERTICALEpicchetto φ 26ogni 50 cmrittodiagonale secondario(tavolone 5 x 20 cm)dormientelongheronea terradiagonale secondario(tavolone 5 x 20 cm)PIANTAAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPC 9/14
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI CONTRASTO: particolari costruttiviSTOP-PCParticolare 3ANCORAGGIO DEL BASAMENTO LATO FABBRICATO DI CONTRASTOANCORAGGIOALLA BASECON CONTRASTOFUORI TERRArittodiagonale principalepicchetti φ 26 ogni 50 cmcorrenti di ripartizione(tavoloni 5 x 20 cm)dormientelongherone a terraSEZIONE VERTICALEpicchetti φ 26 ogni 50 cmcorrenti di ripartizione(tavoloni 5 x 20 cm)diagonale principalerittoPIANTAlongherone a terraAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPC 10/14
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI CONTRASTO: particolari costruttiviSTOP-PCParticolare 4NODO SUPERIORE DIAGONALE PRINCIPALE DI SCARICONODO DI GIUNZIONEDEL DIAGONALESUPERIORE SULRITTO VERTICALELATO PARETEDA CONTRASTARErittograffalongheronecorrente conmorale 10 x 10 cmcontrovento conmorale 10 x 10 cmcorrentedi ripartizionediagonaleprincipalediagonalesecondariacorrente conmorale 10 x 10 cmcontrovento conmorale 10 x 10 cmSEZIONE VERTICALErittocorrente conmorale 10 x 10 cmlongheronecorrentedi ripartizionediagonaleprincipalecorrente conmorale 10 x 10 cmcontrovento conmorale 10 x 10 cmuno sopra e unosotto i diagonaliprincipaliPIANTAdiagonaleprincipalediagonalesecondariaAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPC 11/14
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI CONTRASTO: particolari costruttiviSTOP-PCParticolare 5NODO INFERIORE DIAGONALE PRINCIPALE DI SCARICONODO DI GIUNZIONEDEL DIAGONALESUPERIORE SULTRAVERSO DICONTRASTOdiagonalesecondariacontrovento conmorale 10 x 10 cmcorrente conmorale 10 x 10 cmcontrovento conmorale 10 x 10 cmtraversodiagonaleprincipalegraffacorrente conmorale 10 x 10 cmelemento dicontrastotraverso!!ATTENZIONEL’elemento dicontrasto deveessere ammorsato altraverso sottostanteper impedire uneventuale suosollevamento a causadelle spinte delladiagonale principalesuperiore. Minimo unbullone φ10/50cm conrondella su ambo leteste.controvento conmorale 10 x 10 cmSEZIONE VERTICALEcorrenterittodiagonaleprincipaleelemento dicontrastocorrente conmorale 10 x 10 cmcontrovento conmorale 10 x 10 cmelemento dicontrastodiagonalesecondariadiagonaleprincipalePIANTAAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPC 12/14
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI CONTRASTO: fasi realizzativeSTOP-PCFase 1 – Realizzazione deigraticci di ripartizioneFase 2 – Collegamentotrasversale dei graticciFase 3 – Completamentodegli elementi di contrastoFase 4 – Costruzione deicontroventi e del tavolatodi protezioneAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPC 13/14
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI CONTRASTO: istruzioni d’usoSTOP-PCCampo di utilizzo:L’opera provvisionale è utilizzabile per fabbricati in muratura fino a 9 metri di altezza, perspessori murari fino a 1 m e per altezza massima della parete da contrastare di 8m.La distanza reciproca tra i fabbricati non può superare il doppio dell’interpiano (h).Il sistema di ritegno a cui fa riferimento la presente scheda è in legno.Indicazioni generaliLa realizzazione dell’opera provvisionale deve essere preventivamente autorizzata dall’Autoritàcompetente (Sindaco o Prefetto). Essa può determinare ulteriori fenomeni di danneggiamento aseguito di repliche sismiche. Condizione per l’impiego del sistema di cui alla presente scheda èche il fabbricato impiegato per il contrasto sia in buone condizioni. Verificare la correttarisoluzione delle criticità secondo le indicazioni riportate a pag. 6/14.Istruzioni di utilizzo della schedaVerificato il campo di applicazione della scheda e individuata la tipologia di intervento daeffettuare (contrasto alla pari o contrasto con scarico, pag. 1/14), si individua la configurazionetipo della struttura di contrasto a partire dalle dimensioni geometriche che caratterizzano ilsistema (pagg. 2-3/14).A pag. 4/14 sono riportate le tabelle per il dimensionamento dei vari elementi della puntellatura dicontrasto alla pari (P).A pag. 5/14 sono riportate le tabelle per il dimensionamento dei vari elementi della puntellatura dicontrasto in scarico (S).Il dimensionamento viene effettuato a partire dalla tipologia di intervento da effettuare (P o S),dall’altezza totale dell’edificio da contrastare (H tot), dallo spessore delle pareti da sostenere (s m)e dalla classe prestazionale richiesta per la zona d’intervento (vedi Allegato 1).Nelle pagg. 6-7/14 sono evidenziate le principali criticità e sono forniti criteri per gestire leprincipali criticità connesse alla realizzazione dell’opera.Nella pagg. 8-12/14 vengono riportati alcuni particolari per le opere di contrasto.Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFPC 14/14
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Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoSOSTEGNO E SBADACCHIATURA APERTURE: indicazioni generaliSTOP-SAParete perimetraleParete intermediaffdds mHLs mHLTabella 1 – Dimensionamento degli elementi (ritti, puntoni e traversi)fasciasolaiogravantefs mfino a 0.4 m 0.4 - 0.6 m 0.6 - 0.8 m 0.8 - 1.0 msistema singolo sistema doppio sistema doppio sistema doppio sistema doppioAperturestretteAperturelargheL ≤1.0 m1.0 m
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoSOSTEGNO E SBADACCHIATURA APERTURE: istruzioni schedaSTOP-SASISTEMA DI PUNTELLAMENTO DI SOSTEGNOE SBADACCHIATURA DI APERTURECampo di utilizzoSistemi di puntellamento per il sostegno di masse murarie in Comuni interessati dadanneggiamento a seguito di un terremoto.Indicazioni generaliLe opere sono finalizzate a raccogliere i carichi verticali delle masse murarie in condizioni diequilibrio precario e a trasferirli a livello inferiore su zone idonee a riceverli.Particolare attenzione deve essere posta per definire nella parte sottostante all’apertura, perquanto possibile, uno stato tensionale simile a quello esistente prima del dissesto.In caso di necessità il sistema di puntellamento deve ripristinare anche una resistenza alladeformazione laterale. In tal caso il sistema deve essere irrigidito per garantire una adeguataindeformabilità d’insieme.Per semplificare le procedure di approvvigionamento e facilitare gli assemblaggi in fase direalizzazione si è scelto di utilizzare solo elementi di sezione quadrata e tutti della stessasezione.Istruzioni per l’uso della schedaNote le dimensioni geometriche dell’apertura (altezza “H” e larghezza “L”), lo spessore “s m”dellamuratura da presidiare e la lunghezza della fascia di solaio gravante sull’apertura, dalla Tabella 1di pag. 2/3 si ricava la sezione da utilizzare per gli elementi del sistema di puntellamento.Per i casi aventi spessore s mdella parete da presidiare fino a 0.4 m, è possibile scegliere seutilizzare il sistema singolo o doppio.AVVERTENZATutti i valori dimensionali forniti nella presente scheda sono da intendersi come minimo diprogetto. In fase esecutiva, in caso di indisponibilità di materiale si possono utilizzare sezioni didimensione maggiore.Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFSA 3/3
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoVADEMECUM STOPPUNTELLATURA DISOSTEGNO SOLAI E BALCONISTOP-SBAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVF
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLI DI SOSTEGNO SOLAI E BALCONI: indicazioni generaliSTOP-SBTipi di movimento da contrastare:traslazione/abbassamento o eccessiva inflessioneZona fessurazioneSOLAIOZona fessurazioneBALCONEDescrizioneInflessione/abbassamento eccessivo del solaio per effetto dellacomponente dell’accelerazione sismica verticale o per causa diun sovraccarico o per degrado dei materiali costitutivi.I dissesti si possono manifestare:a) per balconi: con rotazione della soletta e formazione di unafessura longitudinale nella parte estradossale della zona diammorsamento alla parete della soletta del balcone;b) per solai: con deformazione del solaio verso il basso epossibili fessurazioni intradossali in prossimità della mezzeriadella campata o estradossali alle estermità.Obiettivo dell’opera provvisionale:scaricare il carico gravante sull’elemento contrastandone le deformazioniPUNTELLATURA DI SOLAI: SOLUZIONI TIPO E CRITERI DI SCELTASCENARIO• Possibilità di costruzione di una nuova linea di scaricofino al basamento• Presenza di un basamento su cui scaricare i carichi• Sostegno del solaio interessato e di quelli sottostanti• Rapidità di esecuzione• Impossibilità/inopportunità di costruzione di una nuova linea discarico fino al basamento• Impossibilità di occupare i piani sottostanti• Disponibilità di elementi portanti su cui scaricare il caricoSCREAZIONE NUOVA LINEA DI SCARICO T RIPRISTINO DEL TRASFERIMENTO DEL CARICOvedi STOP-SB/S (pag. 2/10) vedi STOP-SB/T (pag. 8/10)SOLUZIONEAVVERTENZE: modalità di posa in opera della nuova linea di scaricoNel caso in cui sia necessario puntellare solai intermedi, l’azione di contrasto dovrà essere affidata fin da subito albasamento e non al solaio sottostante. Nella costruzione del puntello bisognerà quindi partire dal livello più basso finoa raggiungere il solaio dissestato (vedi schemi seguenti)132231NO NO SI1-2-3 : sequenza di posa in opera dei puntelliAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFSB 1/10
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI SOSTEGNO SOLAI SCHEMA “S”: indicazioni generaliSTOP-SB/SSchemi tipologiciLNomenclatura e parametri geometrici di riferimentoS(orditura)L : luce del solaioi : interasse trasversale puntelliH : altezza di interpianoS1 PUNTELLATURA SINGOLA S2 PUNTELLATURA DOPPIA PARALLELA S3 PUNTELLATURA TRIPLA PARALLELALLLtrave ditrave ditrave disostegnosostegnosostegnoHHHiiiipuntelloipuntelloipuntelloL/3 L/3 L/3L/4 L/4 L/4 L/4Tabella 1 - Dimensionamento del sistema di sostegno in legnoSezione del puntello e della trave di sostegno (cmxcm) – [schema tipologico]H fino a 4 mi (m)L (m)L ≤ 3.0m 3.0m < L ≤ 4.0m 4.0m < L ≤ 5.0m 5.0m < L ≤ 6.0m 6.0m < L ≤ 7.0m1.0 13x13-[S1] 13x13-[S1] 13x13-[S2] 13x13-[S3] 13x13-[S3]1.5 13x13-[S1] 13x13-[S2] 13x13-[S3] 15x15-[S3] n.c.2.0 15x15-[S2] 15x15-[S2] 15x15-[S3] n.c. n.c.2.5 15x15-[S3] n.c. n.c. n.c. n.c.H 4 - 6 mPer altezze superiori a 4 m lo schema S1 non è utilizzabile.È possibile fare riferimento agli schemi S2 e S3 di sezione pari a quella indicata per H < 4m introducendo però elementirompitratta in entrambe le direzioni (n.2 tavole 2.5x12 fissate con n.3 chiodi l=80 mm a metà dell’altezza del puntello) al finedi ridurre la lunghezza libera di inflessione.Tabella 2 - Dimensionamento del sistema di sostegno con trave in legno e puntelli metalliciSezione trave (cmxcm) – Classificazione puntello (secondo UNI EN 1065) - [schema tipologico]i (m)L (m)L ≤ 3.0m 3.0m < L ≤ 4.0m 4.0m < L ≤ 5.0m 5.0m < L ≤ 6.0m 6.0m < L ≤ 7.0m1.0 13x13-C30-[S1] 13x13-C30-[S2] 13x13-E30-[S2] 13x13-E30-[S3] 13x13-E30-[S3]H< 3 mH= 3-4 mH= 4-5 m1.5 13x13-E30-[S1] 13x13-E30-[S2] 13x13-E30-[S3] n.c. n.c.2.0 15x15-E30-[S2] 15x15-C30-[S3] n.c. n.c. n.c.2.5 15x15-E30-[S3] n.c. n.c. n.c. n.c.1.0 13x13-D40-[S1] 13x13-D40-[S2] 13x13-E40-[S2] 13x13-E40-[S3] 13x13-E40-[S3]1.5 13x13-E40-[S1] 13x13-E40-[S2] 13x13-E40-[S3] n.c. n.c.2.0 15x15-E40-[S2] 15x15-E40-[S3] n.c. n.c. n.c.2.5 15x15-E40-[S3] n.c. n.c. n.c. n.c.1.0 13x13-D50-[S1] 13x13-D50-[S2] 13x13-E50-[S2] 13x13-E50-[S3] 13x13-E50-[S3]1.5 13x13-E50-[S1] 13x13-E50-[S2] 13x13-E50-[S3] n.c. n.c.2.0 15x15-E50-[S2] 15x15-E50-[S3] n.c. n.c. n.c.2.5 15x15-E50-[S3] n.c. n.c. n.c. n.c.n.c. - non contemplato: necessita di una progettazione specificaAVVERTENZA: fissare il puntello metallico alla trave di legno superiore utilizzando 1 chiodo per ogni foro predisposto sulla basettaAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFSB 2/10
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI SOSTEGNO BALCONI: indicazioni generaliSTOP-SB/SSchema tipologicoNomenclatura e parametri geometrici di riferimentoL : aggetto dello sbalzo (max 3 m)i : interasse trasversale puntelliH : altezza di interpianoLTabella 3 - Dimensionamento trave di sostegno e puntelli in legnoHL (m)i (m)H fino a 4 metriL ≤1.0m 1.0m
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI SOSTEGNO IN LEGNO: gestione criticitàSTOP-SB/SCriticitàc1traveapuntelloa1bCriticità globalia, b - possibile ribaltamento/instabilizzazione lateralec - possibile effetto di martellamento/ritiro tra puntello edelemento sostenutoCriticità locali2,32,31 - possibile sconnessione del nodo puntello/trave2 - possibile scarico del puntello3 - cedimento per eccessiva concentrazione del carico al piedeIndicazioni per gestire le criticità globali e locali di SISTEMI INTEGRALMENTE IN LEGNOPUNTELLATURA SOLAIPUNTELLATURA BALCONIcontroventi(tavole 2.5x12)trave disostegnopuntelloaSezione longitudinaleVista longitudinaletraversocontroventi(tavole 2.5x12)trave disostegnopuntellobSezione trasversaleVista lateralePredisposizione di controventi per la stabilizzazione in direzione longitudinale e trasversale. Per i controventi possonoutilizzarsi n.2 tavole 2.5x12 fissate con n.3 chiodi l = 80 mm. Per il traverso si utilizzano elementi di dimensioni pari aquelle dei puntelli.1223tavola 2.5x12trave disostegnotavola 2.5x123+3 chiodi l=80 mmad ogni estremità2+2 chiodil=60 mmtavolone5x20 cmcdoppio cuneo per lamessa in contrastodormienteripartitorestessasezionedel puntello2+2 chiodil=60 mmpuntellobasamento in grado disopportare il carico trasmessodal puntello senza significativicedimenti o deformazionibasamento che puòcedere o deformarsiin modo significativo sotto il caricotrasmesso dal puntelloAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFSB 4/10
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI SOSTEGNO LEGNO/ACCIAIO: gestione criticitàSTOP-SB/SCriticitàc1puntellotraveaa1bCriticità globalia, b - possibile ribaltamento/instabilizzazione lateralec - possibile effetto di martellamento/ritiro tra puntello edelemento sostenutoCriticità locali221 - possibile sconnessione del nodo puntello/trave2 - possibile scarico del puntello3 - cedimento per eccessiva concentrazione del carico al piedeIndicazioni per gestire le criticità globali e locali di SISTEMI CON PUNTELLI IN ACCIAIOPUNTELLATURA SOLAIaPUNTELLATURA BALCONIcontroventotuboirrigidimentolongitudinaletubo irrigidimentolongitudinaleSezione longitudinaleVista longitudinaletuboirrigidimentolateralecontroventocontroventobtubo irrigidimentolateraleSezione trasversaleVista lateralePredisposizione tubi in acciaio con giunti (sistema tubo e giunto) da vincolare (b) al tratto in estensione dei puntelliper impedire cinematismi in direzione longitudinale e trasversale. Contrastare i correnti longitudinali mediantebasette regolabili (a) poggianti su idonei elementi verticali (pilastri, murature portanti)133trave di sostegnon. 1 chiodi/forol min = 60 mmn. 1 chiodi/forol min =60 mmdormienteripartitorestessasezionedella travedi sostegno2cAvvitamento puntelloper messa in contrastotavola 5 x 20 cmbasamento in grado di sopportare ilcarico trasmesso dal puntello senzasignificativi cedimenti o deformazionibasamento che può cedere odeformarsi in modo significativosotto il carico trasmesso dal puntelloAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFSB 5/10
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI SOSTEGNO SOLAI E BALCONI: puntelli telescopici in acciaioSTOP-SB/SUTILIZZO DI PUNTELLI TELESCOPICI REGOLABILI IN ACCIAIOIndicazioni generaliIl DM 06/08/2004 definisce conformi alle vigenti norme i puntelli telescopici regolabili in acciaio, alle seguenticondizioni:• i puntelli siano costruiti conformemente alla norma tecnica UNI EN 1065;• il costruttore sia in possesso delle certificazioni di conformità, rilasciate in base alla norma tecnica di cui sopra,emesse da un laboratorio ufficiale;• i puntelli telescopici siano accompagnati da un foglio o libretto recante:· una breve descrizione con l’indicazione degli elementi costituenti comprensiva della designazione previstadalla norma UNI EN 1065;· le indicazioni utili per un corretto impiego;· le istruzioni per la manutenzione e conservazione;· gli estremi dei certificati delle prove previste dalla norma UNI EN 1065;· una dichiarazione del costruttore di conformità al DM 06/08/2004.Per quanto sopra, è essenziale innanzitutto verificare la rispondenza dei puntelli al decreto e successivamentesincerarsi che i puntelli siano adeguati al carico da sostenere.A tal fine, si sottolinea che ogni puntello deve essere marcato con le informazioni seguenti:- conformità alla norma UNI EN 1065;- nome o marchio di fabbrica del costruttore del puntello;- anno di costruzione (ultime due cifre);- classificazione in base alla norma UNI EN 1065 (es. C30, D40, E40, E50 …).Legenda1. Basetta2. Tubo esterno3. Tubo interno4. Dispositivo di regolazionedella lunghezza4.1 Spina collegata4.2 Ghiera filettata4.3 Maniglia5. Foro centrale6. Fori di connessione7. Foro per la spinaParti costituenti un puntello metallico(da UNI EN 1065)Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFSB 6/10
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI SOSTEGNO SOLAI E BALCONI: istruzioni schedaSTOP-SB/SPUNTELLATURA SOLAI – SCHEMA “S”Ipotesi di baseL’opera provvisionale è stata dimensionata in riferimento a solai di tipo latero-cementizio di altezza pari ad 1/25 dellaluce, con soletta di ripartizione di spessore pari a 4 cm, caricati in conformità alla normativa vigente secondo quantoprevisto per i fabbricati per civile abitazione. Per il sostegno dell’opera si ipotizza che il vincolo all’estremità deglielementi portanti del solaio sia in grado di impedire la traslazione verticale mentre consenta la rotazioneIndicazioni generaliA pag. 2/10 vengono proposti tre schemi per il sostegno del solaio (S1, S2 e S3), in funzione della luce dello stesso edell’interasse scelto per la posa in opera dei puntelli.Si precisa che per luce “L” si intende la distanza fra gli appoggi da misurare una volta individuato il senso di ordituradel solaio. A tal fine si dovrà avere cura di individuare con certezza gli elementi principali portanti, eventualmenterimuovendo porzioni di intonaco, ove necessario.Si sottolinea che nel caso di solai intermedi, l’utilizzo dello schema “S” necessita del puntellamento dal piano piùbasso fino a raggiungere il solaio interessato (vedere pag. 1/10). Si dovrà in ogni caso verificare la consistenza delpiano di appoggio della struttura di sostegno più bassa.Definita la tipologia di materiale da impiegare per la realizzazione della struttura di sostegno (interamente in legno ocon puntelli metallici), si misura la luce “L” e l’altezza di interpiano “H”. In caso di struttura in legno, ildimensionamento viene effettuato con la tab. 1 che fornisce le dimensioni dei puntelli e della trave di sostegno nonchélo schema tipologico in funzione dell’interasse trasversale “i” prescelto. In caso di struttura con puntelli metallici, ildimensionamento viene effettuato con la tab. 2 che fornisce le dimensioni dei puntelli e della trave di sostegno nonchélo schema tipologico in funzione dell’interasse trasversale “i” prescelto e dell’altezza di interpiano “H”.Gli elementi in legno sono proposti, per quanto possibile con elementi di ugual sezione, per facilitare il reperimento delmateriale nonché l’efficace realizzazione delle connessioni tra gli elementi stessi.PUNTELLATURA BALCONIIpotesi di baseL’opera provvisionale è stata dimensionata in riferimento a balconi con struttura portante costituita da una solettapiena in c.a. dello spessore pari a 15 cm caricata in conformità alla normativa vigente.Si ipotizza il sostegno dell’intero carico.Indicazioni generaliA pag. 3/10 è proposto un solo schema per il sostegno del balcone, tenuto conto che il campo di applicazione èlimitato a balconi con aggetto non superiore a 3 metri.Il dimensionamento degli elementi necessari per il puntellamento dei balconi, del tutto simile a quello dei solai di cui alpunto precedente, si effettua utilizzando le tabelle 3 e 4 di pag. 3/10.AVVERTENZAI valori dimensionali sono da intendersi come minimiprogettuali. In caso di indisponibilità di materiale, si possonoutilizzare sezioni di dimensione maggiore per i profilati ligneie, per i puntelli metallici, i materiali alternativi indicati nellatabella a lato individuati mediante il criterio di selezioneappresso descritto. Identificata in tabella la diagonalecorrispondente al puntello consigliato, si individuano le celleposizionate al di sotto e lungo la diagonale destra inferiore apartire dalla medesima. Tutte le celle racchiuse tra quelleprecedentemente individuate fino ai bordi della tabella fannocapo a puntelli utilizzabili.Ad es. al posto del B40 possono essere usati: C40, D40, E40,C45, D45, E45, D50, E50, E55ABCDE25 30 35 40 45 50 55Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFSB 7/10
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI SOSTEGNO SOLAI SCHEMA “T”: indicazioni generaliSTOP-SB/TSchemi tipologiciT(orditura)LNomenclatura e parametri geometrici di riferimentoL : luce del solaioi : interasse telaiH : altezza di interpianoLtraverso diripartizionesellasuperioreHL 1 L 2 L 1traversosuperiorepuntonepuntelloitelementod’impostacorrenteinferioretraversoinferioreitmuraturaportantemuraturaportanteL 1 L 2 L 1Tabella 5 - Dimensionamento del sistema di sostegnoL (m) L 1 (m) L 2 (m) i ttraversosuperioreH ≤ 4m4 < H ≤ 6m< 3.0 circa L/3 circa L/313x133.0 - 4.0 1m < L 1 ≤ 1.25m 1m < L 2 ≤ 1.5m 15x15max 1.5 m4.0 - 5.0 1.25m < L 1 ≤ 1.5m 1.5m < L 2 ≤ 2m 18x185.0 - 6.0 1.5m < L 1 ≤ 1.75m 2m < L 2 ≤ 2.5m 20x20Introdurre elementi rompitratta in corrispondenza della mezzeria di puntone e puntello (n.2 tavole 2.5x12fissate con n.3 chiodi l=80 mm) al fine di ridurre la lunghezza libera di inflessione.Altri elementipuntellopuntonetraverso inferioresella superioreelemento d’impostatraversi di ripartizionecome traverso superiorecome traverso superiorecome traverso superiorecome traverso superiorecome traverso superioremorali 10x10 cm con interasse pari a 50 cmAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFSB 8/10
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI SOSTEGNO IN LEGNO SCHEMA “T”: gestione criticitàSTOP-SB/TCriticità2 3 3 2aCriticità globalia - possibile ribaltamento/instabilizzazione laterale33Criticità locali1 - possibile scarico del puntello2,3 - possibile sconnessione dei nodi1 1Indicazioni per gestire le criticità globali e localiaTabella 6 - Posa in opera di elementi di irrigidimentotraversodiagonaleL (m)L ≤ 3.0m3.0m < L ≤ 4.0mtraversi e diagonalitavole 2.5x12 cm fissate di lato con 2 chiodi da 80 o 2 vitiφ 5x100 per ogni testa4.0m < L ≤ 5.0m morali 8x8 cm con 2 viti φ 6x160 o 2 chiodi da 150 ogni testaoppure tavoloni 5x20 cm con 2 viti φ 5x100 o 2 chiodi da 1005.0m < L ≤ 6.0m ogni testa12+2 chiodil=60 mmgraffametallicadoppiocuneo3sNodo superiore puntone - traversograffe metallichesu ambo i latitraverso superioresella superioreNodo inferiore puntone - puntellosspuntone3sgraffemetalliche suambo i latitraversoinferiorecorrenteinferiorescorrente inferioreAppoggio traverso di ripartizione-traverso superioretraverso inferiore2morale 10x10traversosuperioretavola 2.5 x123+3 chiodi l=80 mmad ogni estremitàdoppio cuneo perla messa in contrastotraverso superiore2+2 chiodi l=60 mmpuntelloAVVERTENZA: graffe metalliche minimo φ 8 sostituibili con fazzoletti di collegamento suambo i lati (tavole da 2.5 cm chiodate o avvitate)Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFSB 9/10
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoPUNTELLATURA DI SOSTEGNO SOLAI E BALCONI: istruzioni schedaSTOP-SB/TPUNTELLATURA SOLAI – SCHEMA “T”Ipotesi di baseL’opera provvisionale è stata dimensionata in riferimento a solai di tipo latero cementizio di altezza pari ad1/25 della luce, con soletta di ripartizione di spessore pari a 4 cm, caricati in conformità alla normativavigente secondo quanto previsto per i fabbricati per civile abitazione. Si ipotizza il sostegno dell’interosolaio, indipendentemente dalle condizioni dei vincoli di estremità.Indicazioni generaliA pag. 8/10 viene proposto uno schema di sostegno del solaio con interasse massimo fra i telai di 1.5 m.Si sottolinea che lo schema proposto ha come obiettivo il riporto del carico sugli elementi portanti esistentiin buone condizioni statiche.Si dovrà pertanto individuare con certezza la posizione degli elementi portanti, al fine di posizionare gliappoggi della struttura di sostegno in prossimità degli stessi.Definita la tipologia costruttiva del fabbricato e la posizione degli elementi portanti, si misura la luce “L” el’altezza di interpiano “H”. Il dimensionamento viene effettuato con la tabella 5 che fornisce le dimensionidegli elementi del telaio ed i riferimenti per la determinazione della geometria della struttura.Gli elementi in legno sono proposti, per quanto possibile, con elementi di ugual sezione, per facilitare ilreperimento del materiale nonché l’efficace realizzazione delle connessioni tra gli elementi stessi.AVVERTENZA GENERALEI valori dimensionali sono da intendersi come minimi progettuali. In caso di indisponibilità di materiale, sipossono utilizzare sezioni di dimensione maggiore.È necessario esaminare preliminarmente le condizioni statiche delle murature portanti accertandosi chesiano caratterizzate da un livello di danno lieve ovvero che non cambi in modo significativo la resistenzadella struttura.A tal fine si ritengono accettabili:• lesioni di ampiezza < 1 mm, comunque distribuite nelle murature, senza espulsione di materiale,•distacchi limitati o lievi dislocazioni (< 1 mm) fra porzioni di strutture, ad esempio fra muri e solai o framuri e scale o fra muri ortogonali.Fuori piombo limitati e non associati a fenomeni di distacco in elevazione o a cedimenti fondali dovuti alsisma, che quindi possono essere ritenuti preesistenti e non influenti sulla capacità portante dellestrutture.Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFSB 10/10
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoVADEMECUM STOPCENTINATURA IN LEGNODI ARCHI E VOLTESTOP-SVAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVF
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCENTINATURA DI ARCHI E VOLTE: indicazioni generaliSTOP-SVDescrizione del dissesto:rottura dell’arco o della volta con lesioniin chiave e/o alle reniDescrizioneGli archi o le volte eccessivamente caricati presentano dissestiin chiave ed alle reni. La presente scheda fornisce indicazioniper la realizzazione di centine che scarichino le strutture.AvvertenzeLa presente scheda non fornisce indicazioni per la centinaturadi archi o volte in cemento armato. Essa è da ritenersi validaper archi e volte a botte in muratura a tutto sesto o a sestoribassato. Per le carpenterie delle strutture a sesto ribassato èpossibile operare in analogia a quanto indicato nella presentescheda.Obiettivo dell’opera provvisionale:sostenere il carico influente sull’arco portando i carichi a terra in mododa ridurre anche le sollecitazioni sui piedritti.SOLUZIONI TIPO E PARAMETRI DI SCELTAPARAMETRI FUNZIONALINon c’è la necessità di lasciare un passaggio(passaggio Chiuso)C’è la necessità di lasciare un passaggio(passaggio Aperto)0m
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCENTINATURA DI ARCHI E VOLTE: denominazione degli elementiSTOP-SVcoprigiunti(tavoloni 5 x 20)elementi dellacentina (bxb)3traverso all’imposta (bxb),fasciato da 2+2 tavoloni 5x20altezza all’imposta (H)traversilongitudinali(tavoloni 5 x 20)ritti(bxb)saette (bxb)traverso intermedio (bxb),fasciato da 2+2 tavoloni 5x2012spessoremuratura (s m )dormiente(morale o tavolone)Particolari a pag. 7/8AVVERTENZA:!questo simbolo indica che la soluzione è realizzabile a condizione chel’inclinazione delle saette sia entro la fascia consentita.1fascia delleinclinazioni consentiteper le saette0.8Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFSV 2/8
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCENTINATURA DI ARCHI E VOLTE: centine per luci da 1.5 a 3 metriSTOP-SVDIMENSIONAMENTO CENTINA CHIUSA A 3 PIEDRITTI O EQUIVALENTE APERTAC1f/2A1!ff/2THTLuce (L)i i i iLLcentina chiusaCentinatura archi con 0.5m ≤ s m ≤ 1.0 mDoppia centinacentina apertaTabella 1 - Interasse massimo traversi per doppia centina (T) e massima quota d’imposta per centina singola (H)Sezione ritti, saette, centine, traverso all’imposta ed a metàquotaCentinatura archi cons m ≤ 0.5 mCentina singolaSezione ritti, saette, centine etraverso all’imposta13x13 15x15 18x18 20x20 18x18 20x20L ≤ 1.5 m T ≤ 2.0m T ≤ 3.0 m T ≤ 4.0 m T ≤ 4.5 m H ≤ 5.0 m H ≤ 6.0 m1.5 m < L ≤ 2.0 m T ≤ 1.5 m T ≤ 2.5 m T ≤ 3.5 m T ≤ 4.0 m H ≤ 4.5 m H ≤ 5.5 m2.0 m < L ≤ 3.0 m - T ≤ 1.0 m T ≤ 2.0 m T ≤ 2.5 m H ≤ 3.0 m H ≤ 4.0 mTabella 2 - Interasse massimo traversi per centina di volte a botte (T)Luce (L)Centinatura volte a botteInterasse longitudinale massimo: 1.0 mSezione ritti, saette, centine e traverso all’imposta15x15 18x18 20x20L ≤ 1.5 m T ≤ 1.5 m T ≤ 2.5 m T ≤ 3.0 m1.5 m < L ≤ 2.0 m - T ≤ 1.5 m T ≤ 2.0 m2.0 m < L ≤ 3.0 m - - T ≤ 1.0 mN.B. prevedere un tavolato diffuso aderente all’intradosso della struttura da sostenere poggiante sulle centineiAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFSV 3/8
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCENTINATURA DI ARCHI E VOLTE: centine per luci da 3 a 6 metriSTOP-SVDIMENSIONAMENTO CENTINA CHIUSA A 5 PIEDRITTI O EQUIVALENTE APERTAC2A2!HTTi i i i i 2i iLLcentina chiusacentina apertaTabella 3 - Interasse massimo traversi per doppia centina (T) e massima quota d’imposta per centina singola (H)Luce (L)Centinatura archi con 0.5m ≤ s m ≤ 1.0 mDoppia centinaSezione ritti, saette, centine, traverso all’imposta ed a metà quotaCentinatura archi cons m ≤ 0.5 mCentina singolaSezione ritti, saette, centine etraverso all’imposta13x13 15x15 18x18 20x20 18x18 20x203.0 m < L ≤ 4.5 m T ≤ 1.0 m T ≤ 2.0 m T ≤ 3.5 m T ≤ 3.5 m H ≤ 4.5 m H ≤ 5.0 m4.5 m < L ≤ 6.0 m T ≤ 1.0 m T ≤ 2.0 m T ≤ 3.0 m T ≤ 3.5 m H ≤ 4.0 m H ≤ 5.0 mTabella 4 - Interasse massimo traversi per centina di volte a botte (T)Luce (L)18x18Centinatura volte a botteInterasse longitudinale massimo: 1.0 mSezione ritti, saette, centine e traverso all’imposta20x203.0 m < L ≤ 4.5 m T ≤ 1.5 m T ≤ 2.0 m4.5 m < L ≤ 6.0 m T ≤ 1.0 m T ≤ 2.0 mN.B. prevedere un tavolato diffuso aderente all’intradosso della struttura da sostenere poggiante sulle centineAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFSV 4/8
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Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCENTINATURA DI ARCHI E VOLTE: istruzioni d’uso della schedaSTOP-SVCampo di utilizzoLa presente scheda è valida per la centinatura di archi e volte in muratura a botte a tutto sesto eda sesto ribassato; non è utilizzabile nel caso di strutture similari in cemento armato. Nel caso dirotazione delle spalle per eccesso di spinta è necessario prevedere interventi integrativi dipuntellamento. La presente scheda è utilizzabile per altezze di imposta (H) fino a 8.0 m percentinature multiple e fino a 6.0 m per centinature singole.Indicazioni generaliLo scopo dell’intervento di centinatura è quello di sostenere l’arco o la volta riducendosignificativamente la spinta sulle spalle e le sollecitazioni agenti nella struttura. È necessarioverificare preventivamente la portanza del basamento o la presenza di aperture ai pianisottostanti il piano di appoggio della struttura di sostegno in quanto lo scarico dellastessa potrebbe danneggiare o determinare il crollo del piano medesimo (vedi indicazionipag 6/8 per la gestione delle criticità).Per la centinatura di volte, è necessario prevedere un tavolato diffuso aderente all’intradossodella struttura da sostenere poggiante sulle centine.Istruzioni di utilizzo della schedaNota la luce “L” dell’arco o della volta da sostenere, si sceglie lo schema costruttivo pertinente:- a pag. 3/8 sono riportati gli schemi delle centine a 3 ritti chiuse, o equivalenti aperte, per lucifino a 3 metri;- a pag. 4/8 sono riportati gli schemi delle centine a 5 ritti chiuse, o equivalenti aperte, per lucida 3 a 6 metri;- a pag. 5/8 sono riportati gli schemi delle centine a 7 ritti chiuse, o equivalenti aperte, per lucida 6 fino a 8 metri.Nel caso degli archi, è possibile impiegare una sola centina per spessori murari fino a 50 cm edue centine per spessore fino a 1.0 m.Fissato lo schema in funzione della luce, si determina la sezione dei puntelli da impiegare, cheper semplicità sono previsti a sezione quadrata, e si determina l’interasse (T) massimo tra itraversi sia longitudinali che trasversali nel caso di centina doppia, oppure l’altezza d’imposta (H)massima nel caso di centina singola.Le saette, gli elementi della centina, i traversi di imposta ed intermedi posti presso i varchinonché gli elementi di blocco hanno la stessa dimensione dei ritti.La soluzione a centine aperta è realizzabile a condizione che l’inclinazione delle saette sia entrola fascia consentita (rapporto tra altezza e base inferiore a 0.8).Ad esempio, ciascuna delle due strutture di sostegno di un arco spesso 0.7 m e di luce pari a 5.5m può essere costituita indifferentemente da elementi 13x13 con traversi ad interasse massimopari a 1.0 m, da elementi 15x15 con traversi ad interasse pari a 2.0 m, da elementi 18x18 contraversi ad interasse di 3.0 m o da elementi 20x20 con traversi ad interasse di 3.5 m (Tabella 3 apag. 4/8). Per lo stesso arco, nel caso lo spessore murario fosse inferiore a 0.5 m, è possibileimpiegare una sola centina costituita da elementi di sezione 18x18 o 20x20 con la limitazionesull’altezza massima di imposta pari rispettivamente a 4.0 m e 5.0 m.Per la centinatura di una volta a botte di luce pari a 2.8 m, la Tabella 2 di pag. 3/8 imponel’impiego esclusivo di elementi 20x20 con traversi ad interasse pari ad 1.0 m. L’interasselongitudinale massimo delle centine delle volte è di 1.0 m. Per interassi minori, da evitare acausa delle difficoltà realizzative, è consigliabile l’impiego di viti per il fissaggio degli elementi.Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFSV 8/8
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Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoTIRANTATURE IN ACCIAIO: indicazioni generaliSTOP-TATipi di movimento da contrastare:abribaltamentocspanciamentoDescrizionePotenziale ribaltamento fuori piano di parete muraria per:a) distacco facciata a seguito di compromissionedell’ammorsamento su muri perimetrali o di spinab) distacco macro-elemento di facciata perfessurazione sui muri perimetrali o di spinaEvidenze di spanciamento della parete verso l’esternoObiettivo dell’opera provvisionale:contrastare la prosecuzione del ribaltamento o dello spanciamentoSOLUZIONI TIPO E PARAMETRI DI SCELTACECINTURAZIONETOTALE ESTERNATLTRAVERSO CONTIRANTATURALATERALE ESTERNAPossibilità di avvolgimentocompletoLarghezza pareti dacontenere non molto estesePareti parallele contrappostesu cui poter appoggiare i traversiPresenza muri trasversali a cuiaccostare i tirantiCPCINTURAZIONEPARZIALE PASSANTEPresenza di aperture lateraliallineate (o possibilità di praticarefori) a distanza non ravvicinatadalla parete da presidiare opossibilità di praticare fori passantiin zone in cls o in blocchi lapideiTITRAVERSO CONTIRANTATURA DIFFUSAINTERNA PASSANTEPareti parallele contrappostesu cui poter appoggiare i traversiPresenza elemento osistema distanziatore incorrispondenza dei tiranti(travi/tralicci/solai)CVCINTURAZIONEVINCOLATATVTRAVERSO CONTIRANTATURALATERALE VINCOLATAPresenza pareti laterali su cuipoter vincolare la funea distanza non ravvicinatadalla parete da presidiare inzone in cls o in blocchi lapideiPresenza pareti laterali su cuipoter vincolare la funea distanza non ravvicinatadalla parete da presidiare suzone in cls o in blocchi lapidei! !AVVERTENZA: i tiranti vanno sempre posizionati in prossimità di (o accoppiati con) elementi (muri di spina, solai rigidi, travi principali)in grado di svolgere una funzione di distanziatore così da evitare che sotto tiro o azione sismica i loro estremi possano avvicinarsiQuesto simbolo indica che la soluzione è consentita solo se l’ancoraggio è effettuato su zone in calcestruzzo o in!blocchi lapidei squadrati o con buon ingranamentoAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFTA 1/22
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCINTURAZIONE TOTALE E PARZIALE: indicazioni generaliSTOP-TACECINTURAZIONETOTALEESTERNACPCINTURAZIONEPARZIALEPASSANTEin aperturaParete da presidiareZONA PRIMARIA DA PRESIDIARE:Ribaltamento: metà superiore pareteSpanciamento: zona mediana con maggiorespanciamentoin foro!ATTENZIONE!Questo simbolo indica che lasoluzione è consentita solo su partiin calcestruzzo o in blocchi lapideiH/2ifuniH30°cuneo dirispettos mh intfzzQ31ritto inlegnoapertura4L2DDforopassanteATTENZIONEIl risvolto della fune deve essere in ogni casoposizionato oltre il cuneo di rispetto sopraevidenziatoIn caso di presenza di lesioni evidentiil risvolto della fune deve avvenire aduna distanza maggiore o uguale a Dcomputata a partire dalla lesione di distaccoin corrispondenza della funee comunque fuori dal cuneo di rispetto5!LEGENDAParticolari costruttivivedi sezioneparticolari costruttiviL = larghezza parete da presidiareH = altezza della parete da presidiareh int = altezza massima interpianos m = spessore medio muratura da presidiarei = interasse rittiz = passo funif = sbalzo massimo ritti al di sopra della fune superioreD = distanza minima di risvolto fune dalla lesione di distaccoQ = quota fune inferioreDefinizione di Q:Porre la fune inferiore alla quota dell’inizio cuneo di crollo(inizio lesioni di distacco parete)Nel caso di distacco completo porre Q = zAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFTA 2/22
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCINTURAZIONE PARZIALE VINCOLATA: indicazioni generaliSTOP-TACVCINTURAZIONEVINCOLATA!Parete da presidiareZONA PRIMARIA DA PRESIDIARE:Ribaltamento: metà superiore pareteSpanciamento: zona mediana con maggiore spanciamentoATTENZIONEQuesto simbolo indica che la soluzione è! consentita solo se l’ancoraggio può essereposizionato in una zona in calcestruzzo, o inblocchi lapidei squadrati o ben ingranatiH/2ifuniH30°cuneo dirispettos mh intfzzritto inlegno3!Q6vincolofuneL21aperturaD6!Particolari costruttivivedi sezioneparticolari costruttiviATTENZIONEL’ancoraggio della fune deve essere inogni caso posizionato oltre il cuneo di rispettosopra evidenziatoIn caso di presenza di lesioni evidentil’ancoraggio della fune deve avvenire aduna distanza maggiore o uguale a Dcomputata a partire dalla lesione di distaccoin corrispondenza della fune.In caso di ancoraggio oltre un’apertura D variferito allo spigolo interno dell’apertura.Comunque l’ancoraggio va posizionato fuoridal cuneo di rispettoDLEGENDAL = larghezza parete da presidiareH = altezza parete da presidiareh int = altezza massima interpianos m = spessore medio muratura da presidiarei = interasse rittiz = passo funif = sbalzo massimo ritti al di sopra della fune superioreD = distanza minima di vincoloQ = quota fune inferioreDefinizione di Q:Porre la fune inferiore alla quota dell’inizio cuneo di crollo(inizio lesioni di distacco parete)Nel caso di distacco completo porre Q = zPer il dimensionamento degli elementi vedi Tabelle 1 e 2Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFTA 3/22
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCINTURAZIONI CON FUNI D’ACCIAIO: dimensionamentoSTOP-TATabella 1L max 10 mCECP inaperturaCPCVin foro!!LzCLASSE PRESTAZIONALE A *fino a5 mz5-7m z7-10m zfino1 m1-2mfino1 m1-2mfino1 m1-2mh intfino a 3 m 3 - 4 m 4 - 5 ms m s m s mfino a0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1mfino afino a0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1m 0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1m0.4m0.4m0.4mØ fune [mm] 12 12 14 14 12 12 14 14 12 12 14 14D min [m] 1.1 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0Ø fune [mm] 16 18 20 20 14 16 18 20 14 16 18 20D min [m] 2.2 1.9 1.8 1.7 2.0 1.8 1.7 1.6 1.9 1.7 1.6 1.6Ø fune [mm] 12 14 16 18 12 14 16 18 12 14 16 16D min [m] 1.6 1.4 1.3 1.2 1.4 1.3 1.2 1.1 1.3 1.2 1.1 1.1Ø fune [mm] 18 20 22 24 18 20 22 24 16 20 22 24D min [m] 3.1 2.7 2.5 2.4 2.8 2.5 2.3 2.3 2.6 2.4 2.3 2.2Ø fune [mm] 16 18 20 20 14 16 18 20 14 16 18 20D min [m] 2.2 1.9 1.8 1.7 2.0 1.8 1.7 1.6 1.9 1.7 1.6 1.6Ø fune [mm] 22 24 n.c. n.c. 20 24 n.c. n.c. 20 22 n.c. n.c.D min [m] 4.4 3.9 3.6 3.4 4.0 3.6 3.4 3.2 3.7 3.4 3.2 3.1fino sez. ritto 10x10 10x10 10x10 13x13 10x10 10x10 10x10 13x13 10x10 10x10 10x10 10x101 m f max [m] 0.20 0.20 0.30 0.30 0.20 0.20 0.30 0.30 0.20 0.20 0.20 0.30fino asez. ritto 10x10 13x13 13x13 13x13 10x10 13x13 13x13 13x13 10x10 10x10 13x13 13x13i 1-1.5m1 mf max [m] 0.30 0.20 0.20 0.40 0.20 0.30 0.30 0.40 0.20 0.30 0.30 0.40sez. ritto 13x13 13x13 15x15 15x15 10x10 13x13 13x13 15x15 10x10 13x13 13x13 15x151.5-2mf max [m] 0.20 0.30 0.30 0.40 0.20 0.20 0.30 0.40 0.20 0.20 0.30 0.40fino sez. ritto 13x13 13x13 15x15 15x15 13x13 13x13 15x15 15x15 13x13 13x13 15x15 15x151 m f max [m] 0.40 0.50 0.50 0.80 0.40 0.40 0.50 0.80 0.40 0.40 0.50 0.80sez. ritto 15x15 15x15 18x18 18x18 15x15 15x15 18x18 18x18 13x13 15x15 18x18 18x181-2 m i 1-1.5mf max [m] 0.40 0.50 0.50 0.80 0.40 0.50 0.50 0.80 0.40 0.50 0.50 0.80sez. ritto 15x15 18x18 20x20 2 15x15 15x15 18x18 20x20 2 15x15 15x15 18x18 18x18 20x201.5-2mf max [m] 0.60 0.90 0.80 0.80 0.60 0.50 0.80 0.80 0.60 0.50 0.80 0.80n.c. - soluzione non contemplata (ricorrere ad altra soluzione)Tabella 2L max 10 mCECP inaperturain foroCP!LCLASSE PRESTAZIONALE B *fino a5 mz5-7m z7-10m zfino1 m1-2mfino1 m1-2mfino1 m1-2mh intfino a 3 m 3 - 4 m 4 - 5 ms m s m s mfino a0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1mfino afino a0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1m0.4m0.4m0.4m0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1mØ fune [mm] 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12D min [m] 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1Ø fune [mm] 14 14 16 18 12 14 16 18 12 14 16 16D min [m] 1.2 1.1 1.0 1.0 1.1 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0Ø fune [mm] 12 12 14 14 12 12 14 14 12 12 14 14D min [m] 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0Ø fune [mm] 16 18 20 20 14 16 18 20 14 16 18 20D min [m] 1.7 1.5 1.4 1.3 1.5 1.4 1.3 1.2 1.4 1.3 1.2 1.2Ø fune [mm] 14 14 16 18 12 14 16 18 12 14 16 16D min [m] 1.2 1.1 1.0 1.0 1.1 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0 1.0Ø fune [mm] 18 20 22 24 18 20 22 24 16 20 22 24D min [m] 2.4 2.1 1.9 1.8 2.2 1.9 1.8 1.8 2.0 1.8 1.8 1.7CV!zfino a1 mi1-2 m ifino sez. ritto 10x10 10x10 10x10 10x10 10x10 10x10 10x10 10x10 10x10 10x10 10x10 10x101 m f max [m] 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.201-1.5msez. ritto 10x10 10x10 10x10 13x13 10x10 10x10 10x10 13x13 10x10 10x10 10x10 13x13f max [m] 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.201.5-2msez. ritto 10x10 13x13 13x13 13x13 10x10 10x10 13x13 13x13 10x10 10x10 13x13 13x13f max [m] 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20 0.20fino sez. ritto 13x13 13x13 13x13 15x15 13x13 13x13 13x13 13x13 10x10 13x13 13x13 13x131 m f max [m] 0.20 0.50 0.50 0.50 0.20 0.50 0.50 0.50 0.20 0.50 0.50 0.501-1.5msez. ritto 13x13 15x15 15x15 18x18 13x13 13x13 15x15 15x15 13x13 13x13 15x15 15x15f max [m] 0.40 0.30 0.50 0.50 0.40 0.30 0.30 0.50 0.40 0.30 0.30 0.501.5-2msez. ritto 15x15 15x15 18x18 18x18 13x13 15x15 18x18 18x18 13x13 15x15 18x18 18x18f max [m] 0.30 0.40 0.40 0.60 0.30 0.40 0.40 0.60 0.30 0.40 0.40 0.60(*) La classe prestazionale va individuata in base a quanto riportato nella scheda STOP - ALL.1NOTA: le funi sono state dimensionate considerando un coefficiente di sicurezza rispetto al carico di rottura pari a 2.5Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFTA 4/22
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoTRAVERSO CON TIRANTATURA LATERALE: indicazioni generaliSTOP-TATLTRAVERSO CONTIRANTATURALATERALE ESTERNATVTRAVERSO CONTIRANTATURALATERALE VINCOLATAParete da presidiareZONA PRIMARIA DA PRESIDIARE:Ribaltamento: metà superiore pareteSpanciamento: zona mediana con maggiorespanciamento!ATTENZIONEQuesto simbolo indica che la soluzione è! consentita solo se l’ancoraggio può essereposizionato in una zona in calcestruzzo, o inblocchi lapidei squadrati o ben ingranatiHH/230°cuneo dirispettos mh intfzitraverso in acciaio6!vincolotirantezQ7c8ritto in legnotirantepassante [TL]o vincolato [TV]aperturaD!L2ATTENZIONEL’ancoraggio della fune deve essere inogni caso posizionato oltre il cuneo di rispettosopra evidenziatoIn caso di presenza di lesioni evidentil’ancoraggio della fune deve avvenire aduna distanza maggiore o uguale a Dcomputata a partire dalla lesione di distaccoin corrispondenza della fune.In caso di ancoraggio oltre un’apertura D variferito allo spigolo interno dell’apertura.Comunque l’ancoraggio va posizionato fuoridal cuneo di rispettoD6LEGENDAParticolari costruttivivedi sezioneparticolari costruttiviL = larghezza parete da presidiareH = altezza parete da presidiareh int = altezza massima interpianos m = spessore medio muratura da presidiarei = interasse rittiz = passo traversif = sbalzo massimo ritti al di sopra del traverso superioreD = distanza minima di ancoraggioQ = quota traverso inferioreDefinizione di Q:Porre la fune inferiore alla quota dell’inizio cuneo di crollo(inizio lesioni di distacco parete)Nel caso di distacco completo porre Q = zPer il dimensionamento degli elementi vedi Tabelle 3 e 4Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFTA 5/22
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoTRAVERSO CON TIRANTATURA LATERALE: dimensionamentoSTOP-TATabella 3Lmax 7 mTLTV!CLASSEPRESTAZIONALE A *Lifino a5 m5-7mzfino a 1.5 m fino a 3 m fino a 4 ms m s m s m0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1m fino afino a0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1m0.4m0.4m0.4-0.6m 0.6-0.8mfino a0.4m0.8-1mØ fune [mm] 14 16 16 18 18 20 24 n.c. 20 24 n.c. n.c.traverso HEA140 HEA160 HEA160 HEA180 HEA200 HEA200 HEA220 n.c. HEA200 HEA220 n.c. n.c.D min [m] 1.3 1.1 1.0 1.0 2.5 2.2 2.0 n.c. 3.1 2.7 n.c. n.c.Ø fune [mm] 16 18 20 22 22 24 n.c. n.c. 24 n.c. n.c. n.c.traverso HEA200 HEA200 HEA220 HEA240 HEA240 HEA260 n.c. n.c. HEA260 n.c. n.c. n.c.D min [m] 1.8 1.5 1.4 1.4 3.6 3.1 n.c. n.c. 4.3 n.c. n.c. n.c.fino a sez. ritto 10x10 13x13 13x13 13x13 15x15 18x18 18x18 n.c. 18x18 20x20 n.c. n.c.1m f max [m] 0.40 0.40 0.40 0.30 0.60 0.90 0.80 n.c. 0.90 1.10 n.c. n.c.sez. ritto 13x13 13x13 15x15 18x18 18x18 20x20 20x20 n.c. 20x20 2 18x18 n.c. n.c.1-1.5mf max [m] 0.20 0.20 0.40 0.40 0.60 0.80 0.80 n.c. 0.90 1.10 n.c. n.c.sez. ritto 13x13 15x15 18x18 18x18 20x20 2 18x18 2 18x18 n.c. 2 18x18 2 20x20 n.c. n.c.1.5-2mf max [m] 0.20 0.30 0.30 0.40 0.70 0.60 0.80 n.c. 0.90 1.10 n.c. n.c.Tabella 4Lmax 7 mTLCLASSEPRESTAZIONALE B *Lfino a5 m5-7mzfino a 1.5 m fino 3 m fino a 4 ms m s m s m0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1m fino afino a0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1m0.4m0.4m0.4-0.6m 0.6-0.8mfino a0.4m0.8-1mØ fune [mm] 12 12 14 16 16 18 20 22 18 20 22 24traverso HEA140 HEA140 HEA140 HEA160 HEA160 HEA180 HEA200 HEA200 HEA180 HEA200 HEA220 HEA220D min [m] 1.0 1.0 1.0 1.0 1.8 1.6 1.5 1.4 2.2 1.9 1.8 1.8Ø fune [mm] 14 16 16 18 18 20 24 n.c. 20 24 n.c. n.c.traverso HEA160 HEA180 HEA200 HEA200 HEA220 HEA240 HEA240 n.c. HEA220 HEA240 n.c. n.c.D min [m] 1.3 1.1 1.0 1.0 2.5 2.2 2.0 n.c. 3.1 2.7 n.c. n.c.TV!ifino a sez. ritto 10x10 10x10 10x10 13x13 13x13 15x15 18x18 18x18 18x18 18x18 20x20 20x201m f max [m] 0.2 0.2 0.5 0.5 0.5 0.7 1 1 1.2 1.1 1.3 1.2sez. ritto 10x10 13x13 13x13 15x15 15x15 18x18 18x18 20x20 18x18 20x20 2 18x18 2 18x181-1.5mf max [m] 0.4 0.3 0.3 0.3 0.5 0.8 0.8 0.9 0.9 1 1.3 1.2sez. ritto 13x13 13x13 15x15 18x18 18x18 18x18 20x20 2 18x18 20x20 2 18x18 2 20x20 2 20x201.5-2mf max [m] 0.3 0.3 0.3 0.4 0.7 0.6 0.8 1 0.9 1.1 1.3 1.2n.c. - soluzione non contemplata (ricorrere ad altra soluzione)(*) La classe prestazionale va individuata in base a quanto riportato nella scheda STOP - ALL.1NOTA: le funi sono state dimensionate considerando un coefficiente di sicurezza rispetto al carico di rottura pari a 2.5AVVERTENZA:per L > 7m la soluzione è applicabile solo se è possibile effettuare un ancoraggio ad interasse
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoTIRANTATURA DIFFUSA INTERNA PASSANTE: indicazioni generaliSTOP-TATITRAVERSO CONTIRANTATURA DIFFUSAINTERNA PASSANTEParete da presidiareZONA PRIMARIA DA PRESIDIARE:Ribaltamento: metà superiore pareteSpanciamento: zona mediana conmaggiore spanciamentoAVVERTENZA:i tiranti vanno posizionati all’intradossoo estradosso dei solai.Se i solai sono in legno i tiranti posizionatiin corrispondenza delle travi principali.Nel caso in cui l’orditura delle travi sia nelverso ortogonale alla direzione dei tirantiassicurarsi che l’impalcato sia in grado disvolgere una funzione distanziatrice. In casonegativo introdurre elementi distanziatoria fianco dei tirantitraverso legno o acciaioiHs mh intfritto in legnoabQ7,9tirantepassante a ridossosolaioz = max(a,b)=h intTA 7/22LEGENDAParticolari costruttivivedi sezioneparticolari costruttiviL2L = larghezza parete da presidiareH = altezza parete da presidiareh int = altezza massima interpianos m = spessore medio muratura da presidiarei= interasse rittiz = passo di riferimento per il dimensionamento (pari all’altezza massima di interpiano)f = sbalzo massimo ritti al di sopra del traverso superioreQ = quota traverso inferioreDefinizione di Q:Porre la traversa inferiore alla quota del primo solaio rientrante nell’areainteressata dal dissestoNel caso di distacco completo porre il traverso inferiore apartire dal solaio del primo piano fuori terraPer il dimensionamento degli elementi vedi Tabelle 5 e 6Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVF
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoTIRANTATURA DIFFUSA INTERNA PASSANTE: dimensionamentoSTOP-TATabella 5TIhintfino a 3 m 3 - 4 m 4 - 5 mCLASSE PRESTAZIONALE A *sm sm smfino a 0.4m 0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1mfino afino a0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1m0.4m0.4m0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1mØ fune [mm] 12 14 16 16 14 16 16 18 14 16 18 20traverso legno 15x15 18x18 20x20 20x20 18x18 20x20 2 15x15 2 18x18 18x18 20x20 2 18x18 2 18x18fino 1m traverso acciaio 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160sez. ritto 13x13 15x15 18x18 18x18 15x15 18x18 20x20 2 18x18 18x18 20x20 2 18x18 2 20x20f max [m] 0.6 0.5 0.8 0.7 0.9 1.1 1.0 1.3 1.2 1.5 1.5 1.5Ø fune [mm] 14 16 18 20 16 18 20 n.c. 18 20 n.c. n.c.itraverso legno 18x18 2 15x15 2 18x18 2 18x18 20x20 2 18x18 2 18x18 n.c. 2 15x15 2 18x18 n.c. n.c.1-1.5m traverso acciaio 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 n.c. 2UPN160 2UPN160 n.c. n.c.sez. ritto 15x15 18x18 18x18 20x20 18x18 20x20 2 18x18 n.c. 20x20 2 20x20 n.c. n.c.f max [m] 0.4 0.6 0.7 0.9 0.8 1.1 1.3 n.c. 1.2 1.4 n.c. n.c.Ø fune [mm] 16 18 20 n.c. 18 20 n.c. n.c. 20 n.c. n.c. n.c.traverso legno 2 18x18 2 18x18 2 20x20 n.c. 2 18x18 2 20x20 n.c. n.c. 2 18x18 n.c. n.c. n.c.1.5-2m traverso acciaio 2UPN160 2UPN160 2UPN160 n.c. 2UPN160 2UPN160 n.c. n.c. 2UPN160 n.c. n.c. n.c.sez. ritto 18x18 18x18 20x20 n.c. 20x20 2 18x18 n.c. n.c. 2 18x18 n.c. n.c. n.c.f max [m] 0.5 0.6 0.8 n.c. 0.7 1.1 n.c. n.c. 1.2 n.c. n.c. n.c.Tabella 6TIhintfino a 3 m 3 - 4 m 4 - 5 mCLASSE PRESTAZIONALE B *sm sm smfino a 0.4m 0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1mfino afino a0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1m0.4m0.4m0.4-0.6m 0.6-0.8m 0.8-1mØ fune [mm] 12 12 12 14 12 12 14 16 12 14 16 16traverso legno 13x13 15x15 18x18 18x18 15x15 18x18 18x18 20x20 15x15 18x18 20x20 2 15x15fino 1 m traverso acciaio 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160sez. ritto 13x13 13x13 15x15 18x18 15x15 18x18 18x18 20x20 18x18 18x18 20x20 2 18x18f max [m] 0.5 0.7 0.7 1.0 0.8 1.1 1.0 1.2 1.2 1.4 1.5 1.5Ø fune [mm] 12 14 16 16 14 16 18 18 14 16 18 20itraverso legno 15x15 18x18 20x20 2 15x15 18x18 20x20 2 15x15 2 18x18 18x18 2 15x15 2 18x18 2 20x201-1.5m traverso acciaio 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160sez. ritto 13x13 15x15 18x18 18x18 18x18 18x18 20x20 2 18x18 18x18 2 18x18 2 18x18 2 20x20f max [m] 0.5 0.8 0.7 0.9 0.9 1.0 1.3 1.2 1.1 1.4 1.5 1.5Ø fune [mm] 14 16 18 20 16 18 20 n.c. 16 20 n.c. n.c.traverso legno 18x18 20x20 2 18x18 2 18x18 20x20 2 18x18 2 18x18 n.c. 2 18x18 2 18x18 n.c. n.c.1-2m traverso acciaio 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 2UPN160 n.c. 2UPN160 2UPN160 n.c. n.c.sez. ritto 15x15 18x18 18x18 20x20 18x18 20x20 2 18x18 n.c. 20x20 2 18x18 n.c. n.c.f max [m] 0.4 0.6 0.8 1.0 0.7 1.1 1.0 n.c. 1.2 1.4 n.c. n.c.n.c. - soluzione non contemplata (ricorrere ad altra soluzione)(*) La classe prestazionale va individuata in base a quanto riportato nella scheda STOP - ALL.1NOTA: le funi sono state dimensionate considerando un coefficiente di sicurezza rispetto al carico di rottura pari a 2.5Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFTA 8/22
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoTIRANTATURA IN ACCIAIO: particolari costruttiviSTOP-TAParticolare 1DEVIAZIONE FUNE SU SPIGOLO MURATURAaANGOLARESPIGOLO MURATURACON MORALI ELAMIERINOmoraletti 8x8chiodati o avvitati tra lorosostenuti o ancorati al muro perevitare la caduta del sistemain caso di allentamento della funefunelamierino metallicospessore 2 mmbANGOLARESPIGOLO MURATURACON TAVOLONI EPIASTRA ARROTONDATAfermitondino φ 6mmtavoloni 5x20 cmchiodati o avvitati tra lorosostenuti o ancorati al muroper evitare la caduta del sistemain caso di allentamento della funefuneangolare metallicoad L 4 mmmezzo tubo innocentisaldato su angolare metallicoNOTA: le soluzioni a, b sono alternativeAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFTA 9/22
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Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoTIRANTATURA IN ACCIAIO: particolari costruttiviSTOP-TAParticolare 8COLLEGAMENTO TRAVERSO-TIRANTEaAVVOLGIMENTOSU TRAVERSO INLEGNOspessoritraversomorsettofunedoppio avvolgimento funebfermi laterali funetraverso metallicomorsettofuneAVVOLGIMENTOSINGOLO SUTRAVERSO METALLICOaumento curvatura con mezzo tubo innocenti saldato sull’alaVariante:fermi laterali funetraverso metallicomorsettofuneaumento curvatura con tubo innocenti tagliato longitudinalmente e poi saldato sull’alaAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFTA 16/22
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoTIRANTATURA IN ACCIAIO: particolari costruttiviSTOP-TAParticolari 9COLLEGAMENTO TRAVERSO-TIRANTEadado econtrodadotraversi legnoredanciagrillomorsettofunePIASTRA BULLONATAPOGGIANTESU DOPPIO TRAVERSOIN LEGNOpiastrametallicagolfare femmina (Tab. 8)barra filettata (Tab. 8)bdado econtrodadotraverso legnogrillo redancia morsetto funePIASTRA BULLONATASU TRAVERSO INLEGNO CON FOROPASSANTEpiastrametallicagolfare femmina (Tab. 8)barra filettata (Tab. 8)ctraversi UPNdado eacciaiocontrodado grillo redancia morsetto funePIASTRA BULLONATAPOGGIANTE SUTRAVERSI UPNIN ACCIAIO ACCOPPIATIpiastrametallicabarra filettata (Tab. 8)golfare femmina (Tab. 8)Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFTA 17/22
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoTIRANTATURA IN ACCIAIO: particolari costruttiviSTOP-TATabella 7 – Indicazioni per il dimensionamento dei particolari 5 e 6amaterialefune(mm)dimensioni piastra(cm x cm)spessorepiastra(cm)numero e diametrotassellischema tipocalcestruzzo φ 12 – 20 55 x 20 1.0 6 φ 12 mmblocchi lapideisquadrati oben ingranatiφ 12 – 20 55 x 30 1.0 6 φ 12 mmTabella 8 – Indicazioni per il dimensionamento dei particolari 6b e 9cavo di acciaiotipo S10 ZNparticolari 6b e 9grillo golfare femmina barrapiastrarettangolareparticolare 6btasselliangolare alati ugualiAdiametro (mm) A (mm) WLL (*)FilettaturaISOWLL (*)diametroφ 12 -14 A26 3.25T o 3 1/4T M30 3.6T φ 30dimensioni(cm x cm)numero e diametro(mm)Lunghezza L(cm)φ 16 - 18 A31 4.75T o 4 3/4T M36 5.1T φ 36 50 x 35 5 φ 12 mm15φ 20 A36 6.50T o 6 1/2T M42 7.0T φ 42 2015(*) WWL è il codice stampigliato sugli elementi. Qualora non si disponga di elementi con WWL stampigliato uguale a quelloriportato in tabella, è possibile usare elementi con WWL maggiore.AVVERTENZE:I valori riportati nelle Tabelle 7 e 8 sono stati definiti facendo riferimento ad ancoranti meccanici tipoHilti HDA-P M12 (foro su parete φ 22 mm),oppureWürth W-HAZ M12 (foro su parete φ 18 mm)Possono essere utilizzati anche altri tipi di ancoranti purché abbiano prestazioni equivalenti* o superiori.Nella predisposizione di fori mantenere una distanza tra asse foro e bordo piastra non inferiore a 30 mm.(*) Nel caso di impiego di tasselli chimici, al fine di garantire le stesse resistenze a trazione e a taglio definite nelle Tabelle7 e 8 riferite a tasselli meccanici occorre acquisire informazioni dal fornitore del prodotto in base alla qualità dellamuratura, al diametro della barra, alla classe dell’acciaio.Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFTA 18/22
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoTIRANTATURA IN ACCIAIO: indicazioni per assemblaggioSTOP-TATabella 9 – Coordinamento elementi per assemblaggio (coefficiente di sicurezza complessivo pari a 2.5)Cavo di acciaio tipoS10 ZnRedanciazincata RLMorsettotipo CAVTenditoretipo O-OTenditoretipo II BGrillo omega pertenditoretipo O-OGrillo omega pertenditoretipo II - BAADiametro(mm)Portata(t) (**)(C.S. = 2.5)DimensioniMarcaturaFilettaturaISOFilettaturaISOA(mm)WLL(*)A(mm)WLL(*)φ 12 3.52 12 A18 marchiati 13 M22 A27 22 2.00T o 2 T 26 3.25T o 3 1/4Tφ 14 4.78 16 A23.5 marchiati 14 M24 A30 26 3.25T o 3 1/4T 31 4.75T o 4 3/4Tφ 16 6.24 16 A23.5 marchiati 16 M27 A33 26 3.25T o 3 1/4T 31 4.75T o 4 3/4Tφ 18 7.92 20 A29.5 marchiati 18 M33 A36 31 4.75T o 4 3/4T 36 6.50T o 6 1/2Tφ 20 9.76 20 A29.5 marchiati 19 M36 A39 36 6.50T o 6 1/2T 36 6.50T o 6 1/2Tφ 22 11.78 22 A32 marchiati 22 M39 A45 36 6.50T o 6 1/2T 43 8.50T o 8 1/2Tφ 24 14.02 24 A35 marchiati 26 - A52 - - 43 8.50T o 8 1/2T(*) WWL è il codice stampigliato sugli elementi. Qualora non si disponga di elementi con WWL stampigliato uguale a quello riportatoin tabella, è possibile usare elementi con WWL maggiore.(**) i dati riportati fanno riferimento al catalogo TECI ® 2009. È tuttavia sempre possibile impiegare funi ed accessori di altre casepurchè di prestazioni non inferiori a quelle indicate in tabella.pSSIcorrettoNONOerratoerratoTabella 10 – Indicazioni per serraggio fune con morsettiφ fune (mm)marcaturamorsetto CAVN morsettipassop (cm)sovrapposizioneS (cm)12 13 5 7.5 3514 14 5 8.5 4016 16 5 10.0 4518 18 5 11.0 5020 19 5 12.0 5522 22 7 13.0 8524 26 7 14.5 95Aprile 2010Dati e figure tratti dal catalogo TECI ® 2009© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFTA 19/22
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoTIRANTATURA IN ACCIAIO: precauzioni e avvertenzeSTOP-TANon usare i tiranti con carichi superiori alla loro portata.Esaminare sempre lo stato dei tiranti prima dell’impiego e non usare tiranti danneggiati.Non piegare mai i tiranti vicino ai manicotti, alle impalmature, ai capicorda.Evitare di piegare una fune di acciaio su piccoli perni.Se, ad esempio, una fune viene piegata su un perno di diametro uguale a due volte ildiametro della fune, si ha una diminuzione del carico di rottura della fune dal 40 al 60%con conseguente deterioramento e perdita di portata della stessa.Si consiglia pertanto, in questi casi, di utilizzare delle protezioni appropriate quali redanceo para-spigoli.ATTENZIONEEvitare piegatura delle funi suelementi con raggio di curvatura ridottoTdIn caso di piegatura della fune su elementicon piccolo raggio di curvatura (minoredi 2 volte il diametro della fune) laportanza deve essere ridotta al 40-60%della portata della fune< 2d0.4-0.6TAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFTA 20/22
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoTIRANTATURA IN ACCIAIO: istruzioni complementariSTOP-TAIMPIEGO DI FUNI METALLICHE E DEI RELATIVI ACCESSORIIndicazioni generaliLa scelta deve tenere conto delle indicazioni di progetto e delle condizioni di montaggio dei cavi.Condizioni di posa “comode” prediligono il ricorso a cavi di grande lunghezza (50, 100, 200 m)limitando il numero di punti di discontinuità.Condizioni di posa “scomode” prediligono il ricorso a più cavi di breve lunghezza (10, 20, 30 m)con molteplici punti di discontinuità.Controlli preliminariIl controllo preliminare del cavo si limita a verificare la lunghezza e il diametro nominale del cavononché la consistenza e robustezza degli accessori. Il cavo non deve presentare rottura, graveusura o piegatura dei fili in alcun punto. Le misure del diametro del cavo si effettua con il calibroavendo cura di posizionarlo come in figura.Formazione degli occhielli terminaliL’occhiello si realizza correttamente come indicato nel disegno,mettendo il primo morsetto il più vicino possibile all’occhiello egli altri distanziati di 5-6 volte il diametro del cavo (vedasi Tabella 8).La connessione di due cavi avviene inserendo tra loro il tenditore con due grilli omega(cavo – occhiello – grillo – tenditore – grillo – occhiello – cavo).Messa in tiroLa messa in tiro del cavo può avvenire in due fasi: la prima consiste nel chiudere il cavo adanello o assicurandolo a punti fissi operando con dispositivi (tirfor, paranchini, ecc.) chegarantiscono grandi spostamenti delle estremità; la seconda consiste nel mettere in trazioneil cavo agendo su tutti i tenditori possibilmente in ugual misura.Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFTA 21/22
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoTIRANTATURA IN ACCIAIO: istruzioni uso schedaSTOP-TATIRANTATURE E CINTURAZIONI CON FUNI IN ACCIAIOCampo di utilizzoSistemi di tirantatura e cinturazione di manufatti danneggiati a seguito di un terremoto.Indicazioni generaliLe opere sono finalizzate a contenere i movimenti di porzioni di manufatti in muratura portante,con spessore fino ad un metro.A pagina 1/22 vengono proposte varie soluzioni per presidiare il dissesto attivato. I vari schemisono codificati e commentati in termini di applicabilità e per ognuno di essi sono indicati iparamenti di scelta.Una volta individuata la soluzione più idonea per il caso in esame fare riferimento alla schedache riporta il codice della soluzione scelta.Per ogni schema sono indicate le modalità di assemblaggio e sono definiti i parametri geometricidi riferimento per il dimensionamento.Valutati i parametri geometrici con riferimento al caso in esame, e tenuto conto della classeprestazionale (ricavata dall’Allegato 1), entrare nelle rispettive tabelle per il dimensionamentodegli elementi.Per i particolari costruttivi indicati sullo schema grafico con cerchio tratteggiato riferirsi allaindicazioni riportate nella relativa scheda da pagina 9/22 a 17/22.Nell’assemblaggio degli elementi e nelle operazioni di posa in opera seguire le indicazioniaggiuntive fornite alle pagine 18/22, 19/22, 20/22 e 21/22.AVVERTENZATutti i valori dimensionali (funi ed elementi di assemblaggio) e le soluzioni di assemblaggioproposte sono stati definiti in modo da garantire un coefficiente di sicurezza del singolo elementoe del sistema complessivo come minimo pari a 2.5.Tutti i valori dimensionali forniti nella presente scheda sono da intendersi come minimo diprogetto. In fase esecutiva, in caso di indisponibilità di materiale si può utilizzare sezioni didimensione maggiore o elementi di portata superiore a quella prescritta.Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFTA 22/22
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoVADEMECUM STOPCERCHIATURA DI CONFINAMENTOPILASTRI E COLONNESTOP-CPAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVF
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCERCHIATURA DI COLONNE CON FASCE: indicazioni generaliSTOP-CPFenomeno da contrastare: schiacciamentoDescrizioneLe colonne schiacciate per eccesso di compressione o dipressoflessione presentano evidenze di spanciamento origonfiamento e/o di espulsioni laterali di materiale.AvvertenzeLa presente scheda non fornisce indicazioni per ilconfinamento di pilastri in cemento armato.Obiettivo dell’opera provvisionale:incrementare la resistenza a compressione delle colonnecontrastando lo spanciamento e/o l’espulsione lateraleSCHEMI COSTRUTTIVIp f(Tab. 1 e 2)312cricchetto32d minSequenza corretta di posizionamentodei cricchetti su fasce consecutive(1, 2, 3, 4)4fascia in poliestere(sp. min 2 mm)1L412p f4 ferri piatti in acciaiosu tavolame in legno dispessore minimo di 2.5 cm(Tab. 1 e 2)344 angolari in acciaiopreferibilmente a spigolosmussato su tavolame in legnodi spessore min. di 2.5 cmd minAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFCP 1/3
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCERCHIATURA DI COLONNE CON FASCE: dimensionamentoSTOP-CPGRADO DI DANNOI grado II grado III gradoEvidenze di fessurazioni verticaliPassando con la mano sulla faccialaterale non si riscontrano gradinipercepibili al tattoEvidenze di fessurazioni verticali eorizzontali e/o dislocazione lateraledi conciPassando con la mano sulla faccialaterale si riscontrano gradinidell’ordine di alcuni millimetriEvidenze di fessurazioni verticali eorizzontali e/o significativedislocazioni laterali di conci conrottura e caduta di parti superficialidei conciSulla faccia laterale sono evidenti,anche a vista, espulsioni cheformano gradini dell’ordine deicentimetri e/o presenza diframmenti lapidei a terraTabella 1 – Dimensionamento del passo tra le cerchiature per fasce da 50 mm di altezzaFasce da 50 mm di altezza(spessore 2 mm)Grado di dannoPasso fasce p f (cm)(massimo valore della dimensione d min compatibile con l’intervento)d minSezione circolare d minLSezione rettangolareL/d min ≤ 2I 45 (d min ≤ 90 cm) 40 (d min ≤ 90 cm)II 40 (d min ≤ 90 cm) 20 (d min ≤ 70 cm)III 15 (d min ≤ 70 cm) 15 (d min ≤ 30 cm)Tabella 2 – Dimensionamento del passo tra le cerchiature per fasce da 75 mm di altezzaGrado di dannoFasce da 75 mm di altezza(spessore 2 mm)Passo fasce p f (cm)(massimo valore della dimensione d min compatibile con l’intervento)d minSezione circolare d minLSezione rettangolareL/d min ≤ 2I 45 (d min ≤ 90 cm) 40 (d min ≤ 90 cm)II 40 (d min ≤ 90 cm) 25 (d min ≤ 70 cm)III 20 (d min ≤ 70 cm) 15 (d min ≤ 40 cm)Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFCP 2/3
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCERCHIATURA DI COLONNE CON FASCE: istruzioni d’uso schedaSTOP-CPCampo di utilizzoLa presente scheda è valida per la cerchiatura con fasce di poliestere di colonne in muratura disezione circolare o rettangolare con rapporto massimo tra i lati pari a 2 e con lato minore (odiametro) non superiore a 90 cm.Indicazioni generaliLo scopo dell’intervento di cerchiatura è quello di migliorare il comportamento strutturale deglielementi mediante incremento della resistenza a compressione derivante dal confinamentolaterale.Prima di procedere alla cerchiatura è bene ripulire l’elemento strutturale dalla presenza dispuntoni o corpi che possano danneggiare le fasce facendo attenzione a non rimuovere partistrutturali che potrebbero compromettere la staticità dell’elemento.In corrispondenza degli spigoli delle colonne rettangolari vanno posizionati degli angolari diacciaio preferibilmente a spigoli arrotondati aventi la funzione di confinare il materiale e di ridurreil pericolo di danneggiamento delle fasce per effetto tagliante o di sfregamento. Gli angolarivanno posizionati su tavolame ligneo di spessore non inferiore a 2.5 cm avente la funzione dicompensare le irregolarità della superficie di contatto.Prima della posa in opera gli angolari vanno protetti con vernici antiossidanti. È consigliabile unaverniciatura con colori chiari per mitigare il riscaldamento dell’acciaio derivante dall’irraggiamentosolare.I cricchetti vanno posizionati secondo la sequenza di fasi contrapposte riportata a pag. 1/3 perevitare concentrazioni di sforzi su un solo lato delle colonne da cerchiare.Le fasce vanno tesate a mano agendo gradualmente sui cricchetti fino al massimo possibile perun solo operatore.Istruzioni di utilizzo della schedaUna volta riconosciuto il grado di danno dell’elemento strutturale, si stabilisce il passo tra le fasceutilizzando le Tabelle 1 e 2 a pag. 2/3, in funzione della forma dell’elemento da cerchiare edell’altezza disponibile per le fasce.Le sezioni rettangolari non godono della stessa efficienza cerchiante di quelle circolari in quantole fasce non producono una pressione uniforme su tutta la superficie laterale ma forzeconcentrate in corrispondenza degli spigoli (da ciò discende la limitazione sul rapporto massimotra i lati (2) ed il passo più serrato per la predisposizione delle fasciature rispetto a quello previstoper i pilastri circolari).Nei punti di contatto tra fasce e colonne, ed in particolare in corrispondenza di spigoli o contattilocalizzati è necessario prevedere dei piatti in acciaio con la funzione di trasferire il carico allecolonne e di preservare il materiale costituente le fasce.Per le colonne circolari è consigliabile predisporre almeno quattro ferri piatti in acciaio ortogonalialle fasce in posizione opportunamente contrapposta. Per migliorare l’effetto cerchiante èpossibile incrementare il numero di ferri piatti che, se predisposti sulle facce delle colonnerettangolari, dovranno essere di spessore superiore rispetto a quello degli angolari.Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFCP 3/3
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoVADEMECUM STOPINCAMICIATURA PARETIIN MURATURASTOP-IPAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVF
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoINCAMICIATURA DI PARETI IN MURATURA: indicazioni generaliSTOP-IPFenomeno da contrastare: spanciamento trasversaledi pannelli murariDescrizionePer effetto di carichi verticali eccessivi o di eccesso dideformazione trasversale, le pareti in muratura mostranoevidenze di spanciamenti laterali (deformazionitrasversali).AvvertenzeLa presente scheda non fornisce indicazioni perl’incamiciatura di pareti in cemento armato.L’intervento è fattibile a condizione che le vibrazioniindotte dal perforatore non compromettano la staticitàdel pannello murario. Tale valutazione deve essereeffettuata sul posto.Obiettivo dell’opera provvisionale:contenere la deformazione trasversale della parete incrementandoneconseguentemente la resistenza a compressione.INCAMICIATURA CON SISTEMA A MORSETTI A CUNEO TIPO RAPIDMorsetto a cuneo tipo RAPIDTenditore tondino passantecasseromorsettotondinopassantemuro dapresidiareTesatura e serraggio della casseraturacon morsetti a cuneo tipo RAPIDa. Blocco dell’estremo del tondino sul latonon interessato dal tenditore (nr. 1 deldisegno)b. Messa in tiro del tondino con appositotenditore (nr. 2 del disegno)c. Blocco del tondino sul lato del tenditore(nr. 3 del disegno)d. Estrazione del tenditore e posizionamentodello stesso su un nuovo tondino.per la modalità di costruzione dell’incamiciatura/sistema dicontenimento vedi indicazioni riportate a pagina 2/3Immagini tratta dal sito: “www.comated.com/web2004/default.asp” ed adattateAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFIP 1/3
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoINCAMICIATURA DI PARETI IN MURATURA: fasi esecutiveSTOP-IPA) Perforazione della parete con fori didiametro Ø barra + 2mmB) Inserimento delle barre di acciaio didiametro Ø barra come da Tabella 1s m50 cm 50 cm60 cm 60 cm 60 cmC) Posizionamento del doppio graticcio diripartizione con tavoloni 5x20. Il graticciopuò essere vincolato alle barre persostegno provvisorio.D) Posizionamento di una coppia di morali10x10 a lato di ciascuna fila di fori e suciascuna faccia della parete.tavole ausiliarie 2.5x12 darimuoveretavoloni 5x20morali 10x10accostati alle barreE) Infilaggio di piastra forata in acciaio dicontrasto di spessore 4 mm da ambo i latidella parete (foro piastra = Ø barra + 2 mm).F) Tesatura delle barre passanti e serraggiodei morsetti a cuneo come da proceduraindicata a pagina 1/3Tabella 1 - Dimensionamento delle barrespessore parete(s m )s m ≤ 50 cmdiametro minimo barre ad aderenzamigliorata (Ø barra ) (mm)Ø650 cm < s m ≤ 80 cm Ø8piastre forate in acciaio (sp. 4 mm) 20x20Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFIP 2/3
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoINCAMICIATURA DI PARETI IN MURATURA: istruzioni schedaSTOP-IPCampo di utilizzoLa presente scheda è valida per l’incamiciatura di pareti in muratura fino ad uno spessorecompatibile con la lunghezza di perforazione delle punte (indicativamente max 80 cm).Indicazioni generaliLo scopo dell’intervento di incamiciatura è quello di incrementarne la resistenza a compressionedella muratura mediante contenimento dello spanciamento trasversale. Le operazioni diserraggio dei tondini devono avvenire sul lato della parete che offre una migliore possibilità difuga agli operatori. L’intervento non è indicato, per ragioni di sicurezza, in caso di pareti moltodissestate.Prima di effettuare l’intervento di incamiciatura è necessario realizzare un puntellamento disostegno dei solai che scaricano sulla parete da cucire al fine di ridurne il carico sollecitante e digarantire migliori condizioni di sicurezza per gli operatori. Al termine delle operazioni di cucitura ilpuntellamento può essere rimosso per trasferire nuovamente il carico alla parete rinforzata.A chiusura delle operazioni è necessario piegare le barre verso la parete per ragioni di sicurezza.Queste ultime non vanno tagliate al fine di consentire una nuova messa in tiro dei tondini inacciaio.Istruzioni di utilizzo della schedaNoto lo spessore della muratura da incamiciare (s m), si determina il diametro dei tondini inacciaio ad aderenza migliorata da impiegare per la cucitura utilizzando la Tabella 1 di pag. 2/3. Siesegue il graticcio/casseratura in legno seguendo le indicazioni fornite a pag. 2/3 e quindi lamessa in tiro dei tondini mediante lo schema di pag. 1/3.DIVIETIPERICOLI1. È fatto divieto di realizzare l’intervento di incamiciatura di paretiappartenenti ad edifici pregevoli per arte e storia senzaun’autorizzazione esplicita da parte dell’Autorità competente allatutela del bene.2. È vietato l’intervento di incamiciatura su pareti particolarmentedissestate per le quali le vibrazioni indotte dalle perforazionipotrebbero causare crolli.1. Verificare la presenza di impianti (gas, energia elettrica, acqua,ecc.) prima di realizzare le perforazioni.2. Limitare il tempo di permanenza nelle aree che possono essereinteressate da crolli o da caduta di oggetti dall’alto procedendoalla loro rimozione prima di iniziare l’attività di allestimentodell’opera provvisionale.Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFIP 3/3
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoVADEMECUM STOPALLEGATO 1CLASSI PRESTAZIONALI RICHIESTEPER LE OPERE PROVVISIONALIABSTOPAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVF
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCLASSI PRESTAZIONALI (relative all’area interessata dal terremoto dell’Aquila)STOP-ALL. 1ProvinciaL’AQUILAProvinciaPESCARACLASSE ABARETECASTEL DI IERICASTELVECCHIO SUBEQUOCOCULLOCOLLARMELEGORIANO SICOLIOVINDOLIPIZZOLITORNIMPARTETORRE DE' PASSERICLASSE BACCIANOBARISCIANOCAMPOTOSTOCAPESTRANOCAPORCIANOCARAPELLE CALVISIOCASTEL DEL MONTECASTELVECCHIO CALVISIOFAGNANO ALTOFOSSAGAGLIANO ATERNOL'AQUILALUCOLINOTA: il criterio adottato per assegnare leclassi prestazionali delle opere provvisionali aseguito del terremoto dell’Aquila è stato quellodi associare la classe A ai comuni classificatiin zona 1 e la classe B ai comuni classificati inzona 2 (secondo l’OPCM 3274/03) tenendoconto degli effetti di sito più rappresentativi.La NTC 2008 è entrata in vigore il 1 luglio2009 quando le operazioni di messa insicurezza erano già state avviate.ProvinciaL’AQUILAProvinciaTERAMOProvinciaPESCARANAVELLIOCREOFENAPOGGIO PICENZEPRATA D'ANSIDONIAROCCA DI CAMBIOROCCA DI MEZZOSAN DEMETRIO NE' VESTINISAN PIO DELLE CAMERESANT'EUSANIO FORCONESESANTO STEFANO DI SESSANIOSCOPPITOTIONE DEGLI ABRUZZIVILLA SANTA LUCIA DEGLI ABRUZZIVILLA SANT'ANGELOARSITACASTELLIMONTORIO AL VOMANOPIETRACAMELATOSSICIABRITTOLIBUSSI SUL TIRINOCIVITELLA CASANOVACUGNOLIMONTEBELLO DI BERTONAPOPOLIAprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFALL.1 1/2
Ministero dell’Interno – Corpo Nazionale dei Vigili del FuocoNucleo coordinamento opere provvisionaliSchede Tecniche Opere Provvisionaliper la messa in sicurezza post-sisma da parte dei Vigili del FuocoCRITERIO MACROSISMICO per la definizione delle classi prestazionaliSTOP-ALL. 1CRITERIO MACROSISMICO PER LA DEFINIZIONE DELLE CLASSIPRESTAZIONALI DELLE OPERE PROVVISIONALI NELL’IMMEDIATOPOST-SISMAL’assegnazione delle classi prestazionali delle opere provvisionali da realizzarenell’emergenza simica potranno, in occasione dei prossimi terremoti, essere definite sullabase dei criteri in Tabella 1.Tabella 1 - Criterio macrosismico per la definizione delle classi prestazionaliClasseprestazionaleABAmbito di interventoInstallazioni in aree danneggiate caratterizzate da una intensitàmacrosismica risentita o prevista 1 uguale o superiore all’VIII gradodella scala MCSInstallazioni in aree danneggiate caratterizzate da una intensitàmacrosismica risentita e prevista nel breve termine inferioreall’VIII grado della scala MCSoppureInstallazioni che vengono realizzate in aree danneggiate adistanza di molti mesi dalla scossa principale( 1 ) Nella fase immediatamente post-sisma è opportuno valutare una estensione del massimo gradoregistrato a tutta l’area sismogenetica che ha determinato la scossa principale in modo da tenereconto della possibile migrazione degli ipocentri delle successive scosse di assestamento.NOTA: la definizione delle classi prestazionali richieste nelle varie aree del territoriocolpito dal terremoto può essere fatta nell’immediato post sisma sulla base del pianoquotato delle intensità macrosismiche risentite e delle conoscenze sismotettonichedell’area. Tale definizione potrà essere resa nota agli operatori VVF dalle Autoritàcompetenti sotto forma di mappa di zonazione o di elenco dei comuni dell’area colpitacon relativa classe prestazionale richiesta.Aprile 2010© CNVVF- Riproduzione consentita per solo uso interno del CNVVFALL.1 2/2
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