Source: https://www.fiscomania.com/2018/02/split-payment-in-dichiarazione-iva/
Timestamp: 2018-06-23 02:24:47+00:00
Document Index: 165536206

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 26', 'art. 26', 'art.\n19', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 32']

Split Payment in dichiarazione Iva 2018 - Fiscomania
Indicazione delle operazioni soggette a Split Payment in dichiarazione Iva 2018. Compilazione del quadro VE e VJ per le operazioni soggette a scissione dei pagamenti. Novità e indicazioni operative per segnalare le operazioni soggette a Split Payment.
L’articolo 1, comma 629, lettera b), della Legge n. 190/2014 ha introdotto l’articolo 17-ter del DPR n. 633/72.
Ci riferiamo all’articolo ha disciplina lo Split Payment. Ovvero, un particolare meccanismo di applicazione dell’Iva sulle fatture emesse nei confronti di specifici enti.
Dal primo luglio 2017 si è notevolmente ampliata la platea dei soggetti ai quali occorre fatturare in Split. Per approfondimenti: “Split Payment: la guida definitiva“.
In buon sostanza chi riceve la fattura in Split deve effettuare il pagamento dell’Iva indicata in fattura direttamente all’Amministrazione finanziaria. Anziché al fornitore. Di fatto, scindendo, quindi, il pagamento del corrispettivo da quello della relativa imposta.
L’applicazione di tale meccanismo ha determinato e determina continui riflessi sulla concreta operatività delle imprese.
In secondo luogo, molto spesso, i soggetti che devono applicare lo “split payment” pongono in essere anche operazioni rientranti nel regime ordinario. Con la conseguenza che gli stessi devono adottare differenti sistemi contabili di gestione e liquidazione del tributo.
Tale meccanismo, infatti, deroga l’ordinario sistema di applicazione dell’Iva. Con l’obiettivo di garantire, un minore rischio di inadempimento dell’obbligo di pagamento dei fornitori che addebitano in fattura l’imposta. E, contemporaneamente ridurre il rischio di frode che potrebbe essere commessa dai propri fornitori.
In questo contributo ci occuperemo di analizzare la corretta indicazione dello Split Payment in dichiarazione Iva.
Split Payment in dichiarazione Iva 2018
Pubblicazione enti 2018
Split Payment in dichiarazione Iva: Rimborsi
Nella Dichiarazione Iva 2018 sono stati modificati due righi al fine di tener conto delle modifiche apportate all’articolo 17-ter del DPR n. 633/72 in tema di Split Payment.
E’ stato riscritto il rigo VE38 in ‘‘Operazioni effettuate nei confronti dei soggetti di cui all’articolo 17-ter’’. Conseguentemente, tale rigo da quest’anno andrà ad accogliere con riferimento al regime di split payment non solo le operazioni effettuate nei confronti della P.A., ma anche quelle effettuate nei confronti delle società elencate nel comma 1-bis dell’art. 17-ter DPR n. 633/72, con decorrenza 1º luglio 2017. Come modificato dall’art. 1 del D.L. n. 50/17. Convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 96/17;
Infine, specularmente alle modifiche apportate al rigo VE38 è stato modificato il quadro VJ, nel quale il rigo VJ18 è stato rinominato ‘‘Acquisti dei soggetti di cui all’art. 17-ter’’. In tale rigo vanno esposti gli acquisti effettuati, oltre che dalle pubbliche amministrazioni, anche dalle società elencate nel comma 1-bis dell’art. 17-ter del DPR n. 633/72.
VE Nel rigo VE38 vanno indicate le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni e degli altri soggetti di cui al comma 1-bis dell’art. 17-ter del DPR n. 633/72 e per le quali l’imposta deve
essere versata dai cessionari o committenti in applicazione delle disposizioni contenute nel art. 17-ter (split payment)
VJ Nel rigo VJ18 vanno indicati gli acquisti effettuati dalle pubbliche amministrazioni titolari di partita IVA e dagli altri soggetti di cui
al comma 1-bis dell’art. 17-ter del DPR n. 633/72 tenuti al versamento dell’imposta ai sensi del medesimo articolo, per i quali la relativa imposta ha partecipato alle liquidazioni periodiche IVA (ai sensi del comma 2 dell’art. 5 del DM 23 gennaio 2015, come modificato dal DM 27 giugno 2017).
Per l’anno d’imposta 2017 (Dichiarazione Iva 2018) i soggetti interessati all’adempimento sono le P.A. (di cui all’indice Ipa) nonché gli altri soggetti di cui all’articolo 17-ter del DPR n. 633/72 che sono in ambito split payment per le fatture ricevute dal 1º luglio al 31 dicembre 2017 (di cui all’elenco definitivo pubblicato sul sito del Dipartimento delle Finanze il 31 ottobre 2017 – 3a rettifica).
Il Ministero dell’Economia e delle finanze, il 19 dicembre 2017, ha pubblicato gli elenchi validi per l’anno 2018, relativi all’applicazione del meccanismo dello Split payment.
La pubblicazione è avvenuta nelle more del perfezionamento dell’iter di pubblicazione del decreto del MEF (infatti, il D.M. è del 9 gennaio 2018) al quale fa riferimento il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2018. Dagli elenchi sono escluse le amministrazioni pubbliche, per le quali va fatto riferimento all’elenco pubblicato sul sito dell’IPA – Indice delle Pubbliche Amministrazioni.
Gli elenchi aggiornati pubblicati possono essere consultati all’indirizzo del Ministero delle Finanze. Ed è possibile effettuare la ricerca di:
Fatta eccezione per le società che sono quotate nell’indice FTSE MIB, i soggetti interessati avranno la possibilità di segnalare eventuali mancate o errate inclusioni fornendo idonea documentazione a supporto ed esclusivamente mediante il modulo di richiesta.
Riepiloghiamo di seguito le modalità di applicazione dello Split Payment al fine di poter arrivare correttamente all’indicazione delle operazioni in dichiarazione Iva.
Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate, i fornitori sono tenuti ad emettere la fattura con l’annotazione ‘‘scissione dei pagamenti’’ ovvero ‘‘split payment’’, ai sensi dell’articolo 17-ter del DPR n 633/72.
Qualora la fattura non contenga tale dizione torna applicabile la sanzione amministrativa di cui all’art. 9, 1º comma, del D.Lgs. n. 471/1997 (sanzione amministrativa da € 1.000 a € 8.000). La sanzione non torna applicabile, così come chiarito dalla C.M. n. 27/E/2017 per le fatture emesse prima del 7 novembre 2017 data di pubblicazione della citata circolare.
Invece, il Decreto attuativo (D.M. del 27 giugno 2017, successivamente modificato ad opera del D.M. del 13 luglio 2017) con riferimento alle Pubbliche Amministrazioni e le società, identificate ai fini Iva, che effettuano acquisti di beni e servizi nell’esercizio di attività commerciali ha chiarito che le stesse possono procedere al versamento dell’Iva mediante due modalità tra loro alternative.
In buona sostanza, la prima modalità prevede che per il versamento dell’Iva le Pubbliche amministrazioni che esercitano attività commerciale e le altre società possono procedere al versamento dell’Iva mediante presentazione del modello F24, entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’imposta è divenuta esigibile. Senza possibilità di compensazioni e con la futura introduzione di un apposito codice tributo.
In linea generale l’Iva relativa alle cessioni di beni nonché alle prestazioni di servizi relativa alle operazioni in Split payment, è esigibile al momento del pagamento del corrispettivo ai fornitori.
In alternativa, i soggetti in Split payment, invece che liquidare l’imposta con riferimento al momento del pagamento del corrispettivo, possono optare per anticipare tale momento a quello di ricezione o registrazione della fattura. La scelta per l’esigibilità anticipata potrà essere fatta con riguardo a ciascuna fattura ricevuta/registrata.
In tema di note di variazione in aumento ovvero in diminuzione (art. 26 del DPR n 633/72) la C.M. n. 27/E/2017 ha chiarito che nei casi in cui il fornitore, ricorrendo i presupposti di cui dell’art. 26, emetta una nota di variazione in aumento, torna sempre applicabile il meccanismo della scissione dei pagamenti. E, pertanto, la stessa dovrà essere numerata, indicare l’ammontare della variazione e della relativa imposta e fare esplicito riferimento alla fattura originaria emessa.
Quando la nota di variazione in diminuzione si riferisce a fatture originarie emesse prima dell’entrata in vigore dello split payment alla stessa si applicheranno le regole ordinarie. Sicché il fornitore avrà diritto a portare in detrazione, ai sensi dell’art.
19 del DPR n. 633/72, l’imposta corrispondente alla variazione;
I contribuenti che effettuano operazioni in regime di split payment e che rispettano i presupposti di cui all’articolo 30, comma 2, lettera a), del DPR n. 633/72 potranno richiedere il rimborso dell’eccedenza di Iva detraibile:
Sia in sede di dichiarazione annuale, ai sensi dell’art. 38 bis, comma 1, del DPR n. 633/72;
Sia presentando apposita istanza di rimborso trimestrale, ai sensi dell’art. 38 bis, comma 2, del DPR n. 633/72.
Si ricorda, infatti, che il D.L. n. 50/2017 ha previsto che lo split payment si applica anche ai compensi per prestazioni di servizi resi dai
La circolare n. 27/E/2017 ha chiarito che in merito alle operazioni soggette a split payment non tornano applicabili le disposizioni normative riguardanti la liquidazione dell’Iva secondo la contabilità di cassa di cui all’art. 32-bis del D.L. n. 83/2012, convertito con modificazioni, nella Legge n. 134/2012.
Sono esclusi dallo split payment anche gli acquisti ricevuti da fornitori che applicano dei regimi Iva c.d. speciali. Per i quali non è prevista l’evidenzia dell’Iva in fattura e che provvedono al suo assolvimento mediante regole proprie.
Medesime considerazioni valgono anche per gli acquisti effettuati da fornitori che applicano regimi speciali IVA che, pur prevedendo l’addebito dell’IVA in fattura, applicano un meccanismo forfetario di determinazione della detrazione spettante. Si pensi ad esempio al regime speciale di cui agli artt. 34 e 34-bis del DPR n. 633/72.
Tutte le informazioni che vi abbiamo indicato sulla procedura di applicazione dello Split Payment sono fondamentali per poter effettuare correttamente questo particolare tipo di applicazione dell’Iva.
iva	2018-02-15