Source: http://entilocali.forumattivo.it/t2074-rimborso-spese
Timestamp: 2019-07-17 18:53:05+00:00
Document Index: 155348797

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 5', 'art. 3']

rag001 il Mer 29 Giu 2011 - 10:13
Il Sindaco, due assessori e un dipendente, per motivi istituzionali sono andati in missione utilizzando il mezzo comunale.
La missione è iniziata la mattina alle ore 06,00 e sono rientrati la sera alle ore 22 circa.
Successivamente mi viene presenta la richiesta di rimborso delle spese e precisamente:
1) pedaggio autostrdale di euro 62,20
2) ricevuta acquisto gasolio di euro 20,00
3) ricevuta fiscale per n.5 pasti (erano presenti anche 2 tecnici esterni) di complessivi euro 234,00.
Le somme sono state tutte anticipate dal Sindaco.
In assenza di specifico regolamento comunale che disciplina il rimborso delle spese come si deve procedere, nel rispetto del dl 78/2010, al rimborso di quanto anticipato e in che misura?
Paolo Gros il Mer 29 Giu 2011 - 10:47
a tale scopo vedi il post
http://entilocali.forumattivo.it/t1921-rimborso-spese-viaggio-consigliere-comunale?highlight=rimborso
NB: I due tecnci esterni temo proprio che li paghera' il sindaco dal proprio conto corrente in quanto alcuna norma e' applicabile per legittimare tale spesa.
francodan il Gio 30 Giu 2011 - 3:58
da ultimo sull'argomento rimborso spese dipendenti (si conforma alle precedenti) e rimborso sese amministratori ,parere 35 2011 corte abruzzo
Definita tale preliminare questione, nel merito si ritiene quanto segue:
1. In ordine al primo dei quesiti posti con l’inoltrata istanza - “esiste nel sistema giuridico italiano una norma o un principio normativo che consente di addossare unilateralmente e sistematicamente al lavoratore gli oneri di viaggio (anche solo nella misura parziale costituita dal differenziale tra i costi effettivi sostenuti ed il prezzo dei biglietti dei mezzi pubblici di trasporto) per svolgere attività lontana dalla sede lavorativa, nella ipotesi, del tutto prevalente, che il ricorso ai mezzi pubblici di trasporto risulti obiettivamente impraticabile o del tutto irrazionale?“ – la Sezione, nella pur comprensibile situazione, profusamente descritta dall’istante, che la recente norma sul trattamento del rimborso spese per missione – art. 6, comma 12, decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 - ha generato nella dinamica lavorativa del personale della Pubblica Amministrazione, non può pronunciarsi sul punto di domanda, almeno nella formulazione che il Comune ha inteso dare alla domanda stessa, atteso che la potestà consultiva della Sezione regionale, rimessa ad essa dal legislatore, attiene all’esegesi di norme debitamente indicate e dedotte nella presupposta istanza comunale, e non ad una – inesistente e generica - potestà consultiva.
Sulla materia, d’altronde, come già detto anche dall’Amministrazione, si sono espresse le Sezioni Riunite della Corte dei conti, in sede di controllo, – n. 8/CONTR/11 del 16 dicembre 2010 – al cui orientamento per esplicita ammissione il Comune si è uniformato, nella relativa deliberazione viene sancito infatti “a seguito dell’entrata in vigore del disposto dell’art. 6, comma 12, del decreto legge 78/2010 …, il dipendente può ancora essere autorizzato all’utilizzo del mezzo proprio, con il limitato fine di ottenere la copertura assicurativa dovuta in base alle vigenti disposizioni, mentre non gli può più essere riconosciuto il rimborso delle spese sostenute nella misura antecedente stabilita dal disapplicato articolo 8 della legge 417/1988, anche nell’ipotesi in cui tale mezzo costituisca lo strumento più idoneo a garantire il più efficace ed economico perseguimento dell’interesse pubblico”.
Sempre su argomenti connessi a siffatta materia, le Sezioni riunite, in sede di controllo, si sono nuovamente pronunciate - n. 21/ CONTR/11 del 16 febbraio 2011 – e nel ribadire, in primo luogo il precedente orientamento, hanno ulteriormente affermato: “l’impossibilità per l’Amministrazione di reintrodurre, attraverso una regolamentazione interna, il rimborso delle spese sostenute dal dipendente sulla base delle indicazioni fornite dal disapplicato art. 8 della legge n. 417 del 1988. Tale modo di operare, infatti, costituirebbe una chiara elusione del dettato e della ratio del disposto del richiamato art. 6, comma 12, del decreto legge n. 78 del 2010“ .
Hanno concluso, infine, nella circostanza che sia: “possibile il ricorso a regolamentazioni interne volte a disciplinare, per i soli casi in cui l’utilizzo del mezzo proprio risulti economicamente più conveniente per l’Amministrazione, forme di ristoro del dipendente dei costi dallo stesso sostenuti che, però, dovranno necessariamente tenere conto delle finalità di contenimento della spesa introdotte con la manovra estiva e degli oneri che in concreto avrebbe sostenuto l’ente per le sole spese di trasporto in ipotesi di utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto“.
3. In ordine al secondo quesito posto – “Si chiede però di fugare il dubbio se tale previsione sia pienamente legittima e se sia contestabile dal lavoratore, se non altro in base al noto ed elementare principio giuridico: nemo locupletari potest cum aliena iactura” – sul punto la Sezione ritiene che il presunto danno, conseguente all’inosservanza del principio di cui al brocardo giuridico invocato al riguardo, possa dar luogo - in via ipotetica ed eventuale – a forme risarcitorie, purché il presunto danneggiato esperisca la relativa azione risarcitoria innanzi al competente giudice, in conformità all’ordinamento che ne disciplina legittimazione e presupposti, così come imposti per la correlativa proposizione giudiziaria e con, concomitante, assunzione dell’onere probatorio.
4. Venendo al terzo dei quesiti, posti nel contesto dell’istanza – “ la normativa di cui al ridetto articolo 6, comma 12, si applica solo ai funzionari professionali o anche _ come appare evidente – al personale politico della amministrazioni locali “ - la Sezione ritiene in proposito che la disamina della normativa dell’intero testo del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, conv. in l.122/2010, e segnatamente dell’articolo 5, rubricato “Economie negli organi costituzionali, di governo e negli apparati politici“, consente di dare risposta al quesito sottoposto.
5. Il comma 9, dell’art. 5, infatti, nel modificare l’articolo 84 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al d. lgs. 18 agosto 2000, n. 267, rubricato “Rimborso delle spese di viaggio“ [degli amministratori], si limita a sopprimere la previgente disposizione del riconoscimento aggiuntivo del “… un rimborso forfettario onnicomprensivo per le altre spese“, lasciando invece, per gli amministratori, inalterata ed in vigore la previsione del “rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute nella misura fissata con decreto del Ministro dell’Interno e del Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali“.
6. Peraltro, successivamente e per la precisione in data 6 0ttobre 2010, la Conferenza Stato-città ed autonomie locali ha concordato con il Ministro dell’Interno, nel corso di apposita adunanza, quanto segue:
“ 1. Le modifiche apportate all’art. 84 del TUEL comportano una riduzione complessiva dei costi dovuti per il rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno, che debbono essere effettivamente sostenute e documentate, come previsto dal comma 2 dello stesso articolo.
2. Il rimborso delle spese di soggiorno, nelle more dell’adozione del decreto previsto dall’art. 84, comma 1, del TUEl, come modificato dall’art. 5, comma 9, del dl 78/2010, non può superare l’80% degli importi indicati nel decreto interministeriale del 12 febbraio 2009, adottato dal Ministro dell’Interno e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, che non possono più essere considerati come rimborsi forfetari comunque spettanti, ma come tetto massimo di spesa non superabile.
3. Fermo restando i limiti previsti al punto 2, il rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno non può in ogni caso superare i limiti stabiliti dal CCNL del personale dirigente del comparto regioni-Autonomie locali.
4. Le misure del rimborso per missioni fuori dal territorio nazionale di cui all’art. 3 del decreto di cui al comma 2, non possono essere più incrementate fino al 15%.
5. Gli enti locali possono ulteriormente rideterminare in riduzione le misure dei rimborsi, nell’esercizio della loro autonomia organizzativa e finanziaria.
6. Il decreto interministeriale di cui al punto 2 rideterminerà il limite massimo del rimborso delle spese, che comunque non dovrà essere superiore a quanto convenuto nel presente accordo”.
Che il caso sottoposto dal Sindaco del Comune di San Vincenzo Valle Roveto (AQ) al parere della Sezione con la riferita nota, possa essere risolto alla stregua delle considerazioni sopra esposte.