Source: http://leg16.camera.it/472?stenog=/_dati/leg16/lavori/stencomm/07/leg/2012/0919&pagina=s010
Timestamp: 2018-01-23 23:38:58+00:00
Document Index: 109012747

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Mercoledì 19 settembre 2012 INDICE
Aprea ed altri: Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche statali ( C. 953 ); Angela Napoli: Disciplina del sistema nazionale di istruzione ( C. 806 ); Angela Napoli: Disciplina degli organismi di partecipazione e di responsabilità e delle strutture di supporto all'autonomia didattica, di ricerca e sviluppo delle istituzioni scolastiche ( C. 808 ); Angela Napoli: Disposizioni in materia di stato giuridico degli insegnanti e di rappresentanza sindacale nelle istituzioni scolastiche ( C. 813 ); Frassinetti: Norme concernenti gli organi collegiali di autogoverno delle istituzioni scolastiche ( C. 1199 ); De Torre ed altri: Disciplina del governo partecipato della scuola dell'autonomia ( C. 1262 ); De Pasquale ed altri: Disposizioni concernenti il governo partecipato della scuola dell'autonomia, la formazione degli insegnanti e il loro reclutamento ( C. 1468 ); Cota ed altri: Nuove norme per il reclutamento regionale del personale docente ( C. 1710 ); Carlucci ed altri: Norme generali sullo stato giuridico degli insegnanti delle istituzioni scolastiche e formative ( C. 4202 ); Capitanio Santolini: Disposizioni concernenti l'autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché la riforma dello stato giuridico dei docenti ( C. 4896 ); Centemero: Norme concernenti l'organizzazione e l'autogoverno delle istituzioni scolastiche ( C. 5061 ); Di Pietro ed altri: Norme per l'autogoverno del sistema educativo di istruzione e formazione nonché in materia di organizzazione delle istituzioni scolastiche, formazione e reclutamento del personale docente e istituzione di un'area contrattuale specifica per il personale del comparto della scuola ( C. 5075 ):
Ghizzoni Manuela, Presidente ... 3 5 6 7 8 9 10 11 12 14 15 16 17 18 19
Bachelet Giovanni Battista (PD) ... 5 11
Barbieri Emerenzio (PdL), Relatore ... 7 9 10 17
Capitanio Santolini Luisa (UdCpTP) ... 14 15
Cavallotto Davide (LNP) ... 11
Coscia Maria (PD) ... 6 9 10 13
De Pasquale Rosa (PD) ... 5 14 15
De Torre Maria Letizia (PD) ... 4 7 11 12
Goisis Paola (LNP) ... 5 6 7 10 11 12 13 14 16 18
Rivolta Erica (LNP) ... 12
Rossi Doria Marco, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca ... 7 9 10 13 17
Siragusa Alessandra (PD) ... 16
Zazzera Pierfelice (IdV) ... 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18
ALLEGATO: Emendamenti approvati e nuovi emendamenti del relatore ... 21
Seguito della discussione delle proposte di legge: Aprea ed altri: Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche statali (C. 953); Angela Napoli: Disciplina del sistema nazionale di istruzione (C. 806); Angela Napoli: Disciplina degli organismi di partecipazione e di responsabilità e delle strutture di supporto all'autonomia didattica, di ricerca e sviluppo delle istituzioni scolastiche (808); Angela Napoli: Disposizioni in materia di stato giuridico degli insegnanti e di rappresentanza sindacale nelle istituzioni scolastiche (C. 813); Frassinetti: Norme concernenti gli organi collegiali di autogoverno delle istituzioni scolastiche (C. 1199); De Torre ed altri: Disciplina del governo partecipato della scuola dell'autonomia (C. 1262); De Pasquale ed altri: Disposizioni concernenti il governo partecipato della scuola dell'autonomia, la formazione degli insegnanti e il loro reclutamento (C. 1468); Cota ed altri: Nuove norme per il reclutamento regionale del personale docente (C. 1710); Carlucci ed altri: Norme generali sullo stato giuridico degli insegnanti delle istituzioni scolastiche e formative (C. 4202); Capitanio Santolini: Disposizioni concernenti l'autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché la riforma dello stato giuridico dei docenti (C. 4896); Centemero: Norme concernenti l'organizzazione e l'autogoverno delle istituzioni scolastiche (C. 5061); Di Pietro ed altri: Norme per l'autogoverno del sistema educativo di istruzione e formazione nonché in materia di organizzazione delle istituzioni scolastiche, formazione e reclutamento del personale docente e istituzione di un'area contrattuale specifica per il personale del comparto della scuola (C. 5075).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione delle abbinate proposte di legge d'iniziativa dei deputati Aprea ed altri: «Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche statali»; Angela Napoli: «Disciplina del sistema nazionale di istruzione»; Angela Napoli: «Disciplina degli organismi di partecipazione e di responsabilità e delle strutture di supporto all'autonomia didattica, di ricerca e sviluppo delle istituzioni scolastiche»; Angela Napoli: «Disposizioni in materia di stato giuridico degli insegnanti e di rappresentanza sindacale nelle istituzioni scolastiche»; Frassinetti: «Norme concernenti gli organi collegiali di autogoverno delle istituzioni scolastiche», De Torre ed altri: «Disciplina del governo partecipato della scuola dell'autonomia»; De Pasquale ed altri: «Disposizioni concernenti il governo partecipato della scuola dell'autonomia, la
formazione degli insegnanti e il loro reclutamento»; Cota ed altri: «Nuove norme per il reclutamento regionale del personale docente»; Carlucci ed altri: «Norme generali sullo stato giuridico degli insegnanti delle istituzioni scolastiche e formative»; Capitanio Santolini: «Disposizioni concernenti l'autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché la riforma dello stato giuridico dei docenti»; Centemero: «Norme concernenti l'organizzazione e l'autogoverno delle istituzioni scolastiche»; Di Pietro ed altri: «Norme per l'autogoverno del sistema educativo di istruzione e formazione nonché in materia di organizzazione delle istituzioni scolastiche, formazione e reclutamento del personale docente e istituzione di un'area contrattuale specifica per il personale del comparto della scuola».
Ricordo che nella seduta del 12 settembre scorso la Commissione ha avviato l'esame degli articoli e degli emendamenti ad essi riferiti e ha proseguito i propri lavori fino all'approvazione in linea di principio dell'emendamento 1.17 del relatore, a seguito della quale sono risultati preclusi gli emendamenti Zazzera 1.20 e Goisis 1.14.
Avverto che in sede di ufficio di presidenza si è ritenuto di ampliare i tempi della discussione. Ricordo, inoltre, che i pareri sulle proposte emendative relative all'articolo 1 sono stati espressi nella precedente seduta.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 1.7.
PIERFELICE ZAZZERA. Innanzitutto ringrazio la presidente e la Commissione per l'ampliamento dei tempi a disposizione, che ci permetterà di confrontarci meglio e di e discutere sulle singole proposte emendative relative al provvedimento sulla costituzione degli organi collegiali e sull'autonomia scolastica.
Con il mio emendamento 1.7 chiediamo che all'articolo 1, comma 5, laddove si parla di organi di governo delle istituzioni scolastiche che promuovono un patto educativo - si tratta di un concetto non proprio lineare, poiché nella Costituzione il rapporto all'interno della scuola non si fonda su un patto educativo, ma anche questa è una novità che apprendiamo - si sopprimano le parole «e comunità locale». Ovviamente, ci riferiamo all'indicazione generica. Che cosa significa comunità locale? Quando un'istituzione come la scuola deve interagire con la comunità locale chi rappresenta la comunità locale? I singoli cittadini? Le istituzioni locali? Gli enti locali, il comune, le aziende municipalizzate? Insomma, vi chiediamo di chiarire cosa rappresenti la comunità locale.
MARIA LETIZIA DE TORRE. Posso comprendere le preoccupazioni che derivano dal pensare che la comunità locale sia aziendale o si riferisca a istituzioni più forti della scuola, ma un insegnante, una persona che lavora nella scuola sa benissimo cosa è la comunità locale, perché quotidianamente tesse relazioni con essa. La scuola è una realtà della comunità locale, è fatta di tante realtà che riguardano l'ambiente, la salute, la cultura, i musei, a seconda del momento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Zazzera 1.7, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 1.10.
PIERFELICE ZAZZERA. Vorrei interloquire con la collega De Torre sull'idea di comunità locale. Capisco che un insegnante sappia cos'è una comunità locale. Noi, però, abbiamo un altro ruolo, che non è quello di insegnante. Noi scriviamo il testo di una legge, quindi è quello che scriviamo che assume un significato. Se adottiamo una formulazione così generica, la legge deve essere interpretata: dunque, comunità locale per molti insegnanti potrebbe
significare ciò a cui lei fa riferimento, mentre per altri potrebbe avere un altro significato.
Vi invito a riflettere su questo aspetto, perché non si tratta di un'interpretazione demandata al singolo individuo, ma di una disposizione che state scrivendo nel testo di una legge. La comunità locale non è un'entità specifica: se si parla di scuola è un discorso, se si parla di studenti è un discorso diverso, se si parla di famiglia il discorso è ancora diverso. Queste sono entità specifiche ben individuabili, mentre la «comunità locale» non lo è.
Nel caso specifico, con il mio emendamento 1.10 chiediamo di intervenire sempre sull'articolo 1, comma 5, laddove, alla lettera b), si parla di dialogo «costante» tra le professionalità della funzione docente e la responsabilità delle scelte educative delle famiglie. Noi chiediamo di modificarlo e vi invitiamo a riflettere su un punto. Qualcuno ci dovrà dire che cosa significa «costante»; «continuo» ha un significato diverso, quindi fateci capire bene.
La nostra proposta prevede che il dialogo con le famiglie avvenga, ancora una volta, nelle modalità già scritte. Non è necessario scrivere che il dialogo deve avvenire in forma costante, perché già la Costituzione ci indica come deve avvenire il dialogo tra le famiglie, i docenti, gli alunni. Il dialogo avviene nel solco della Costituzione, ossia nel rispetto della libertà di insegnamento, delle esigenze educative e delle esigenze formative dello studente.
Lo scrive la Costituzione, non c'è bisogno di fare riferimento, nel testo del provvedimento, al dialogo costante tra i docenti e le famiglie. Da questo punto di vista, ritengo che la formulazione che proponiamo sia coerente con il dettato della Costituzione.
PAOLA GOISIS. Vorrei sottolineare anch'io la questione del rispetto della libertà di insegnamento, che in questo comma non è precisata. Si parla solo di professionalità della funzione docente, ma non si puntualizza la questione della libertà di insegnamento. Se questo non viene precisato si rischia che i due aspetti contrastino tra loro.
Chiedo, quindi, di sottoscrivere l'emendamento in esame.
GIOVANNI BATTISTA BACHELET. Volevo solo segnalare all'onorevole Goisis che anche l'emendamento 1.18 del relatore è volto a sostituire alla parola «professionalità» le parole «espressione della libertà di insegnamento».
PAOLA GOISIS. Voterò a favore anche dell'emendamento del relatore.
PRESIDENTE. Pongo quindi in votazione l'emendamento Zazzera 1.10, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 1.8.
PIERFELICE ZAZZERA. Nel mio emendamento 1.8 ribadiamo il concetto espresso in precedenza e vi invitiamo a riflettere sulla parte della norma in cui si fa riferimento alla valorizzazione del dialogo costante. È sufficiente valorizzare il dialogo, dunque chiediamo di sopprimere la parola «costante», perché l'espressione non ha alcun significato.
In questa maniera mortifichiamo la professionalità dei docenti, perché attraverso la vostra riscrittura degli organi collegiali, di fatto i docenti subiranno le interferenze di soggetti esterni che non sono previsti dalla Costituzione. Vi invito nuovamente a rimanere nel solco della Costituzione. Diversamente, invece di valorizzare i docenti, li mortificate. Eliminare la parola «costante» significa dare più forza al ruolo docente.
ROSA DE PASQUALE. L'osservazione svolta dal collega Zazzera mi sembra un po' pretestuosa. La Costituzione non dice come devono avvenire i dialoghi, ma sancisce
diritti e princìpi che poi devono essere resi attuabili ed attuati dalla legge ordinaria.
Quella sulla quale stiamo discutendo è una proposta di legge ordinaria che indica come quei princìpi - la libertà di insegnamento e di partecipazione, il diritto dei ragazzi alla piena istruzione - possono essere garantiti. Il termine «costante» non fa altro che sottolineare l'importanza del dialogo tra scuola e famiglia e tra scuola e ragazzo.
Come afferma la Costituzione, in fondo l'uomo, il cittadino è un unicum che deve essere formato da tutte le componenti di una società.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Zazzera 1.8, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento 1.18 del relatore.
PAOLA GOISIS. Mi sembra che la posizione della Commissione sia contraddittoria. Se si vota a favore dell'emendamento 1.18 del relatore, che condivido e sul quale preannunzio voto favorevole, non capisco perché non si voti a favore dell'emendamento Zazzera 1.10, in materia di rispetto della libertà di insegnamento. Lo considero una contraddizione.
MARIA COSCIA. Riprendendo le motivazioni riportate dalle colleghe e ricordate dal collega Bachelet, faccio presente che una parte dell'emendamento Zazzera 1.8, che è stato respinto, è stata recepita nell'emendamento 1.18 del relatore, che, sostituendo le parole: «la professionalità» con le parole: «l'espressione della libertà di insegnamento», valorizza la libertà di insegnamento che, invece, nella formulazione precedente era espressa in modo non chiaro. Di fatto, quindi, l'emendamento Zazzera verrà accolto con l'approvazione di quello in esame.
PIERFELICE ZAZZERA. Dichiaro il voto favorevole sull'emendamento 1.18 del relatore, perché non siamo pregiudizialmente contrari quando si analizza il merito delle proposte emendative. Voi, invece, avete dimostrato di essere pregiudizialmente contrari: avete ritenuto necessario votare contro il mio emendamento 1.10, di identico tenore, per pregiudizio, poiché è stato scritto da Italia dei Valori, o probabilmente da qualunque altra opposizione.
Il riferimento alla libertà di insegnamento, che apprezziamo inseriate all'interno dell'articolo 1, è coerente con il solco della Carta costituzionale. La Costituzione parla della necessità di garantire la libertà di insegnamento. Il fatto che non sia menzionata nel testo del provvedimento conferma le leggerezze che sono state commesse nella stesura dello stesso e i dubbi di costituzionalità che avevamo espresso.
Fate bene a inserire questo riferimento nell'articolo 1. Se una norma è valida noi certamente la votiamo, anche se è firmata da un altro partito. Non ci interessa lo scontro, ma vogliamo davvero confrontarci per migliorare un testo che noi vorremmo cambiare totalmente; sappiamo tuttavia che non si può ottenere tutto. Se il confronto è forte e avviene nel merito, siamo anche disposti a sostenere quegli emendamenti che vanno nella direzione della nostra Carta costituzionale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.18 del relatore, accettato dal Governo.
(È approvato in linea di principio).
Passiamo all'emendamento Zazzera 1.9, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 1.11.
PIERFELICE ZAZZERA. Anche con l'emendamento in esame chiediamo di sopprimere il comma 5, lettera c), dell'articolo 1, in cui si prevede la valorizzazione di azioni formative ed educative in rete nel territorio, quali piani formativi territoriali.
Noi pensiamo che nell'era della globalizzazione si debba puntare a essere cittadini del mondo e quindi a sentirsi a proprio agio in qualsiasi sua parte. È fuori tempo pensare a piani formativi territoriali; del resto, anche da questo punto di vista, vi avevamo chiesto di rivedere la vostra posizione. Un sistema innovativo è un sistema che si integra con le esigenze della modernità, soprattutto puntando sulla pluriprofessionalità e sulla interazione fra aree di territorio differenti. Le azioni formative ed educative delle reti di territorio devono prevedere un'interazione fra diversità, dimensioni diverse, spazi diversi, innovazioni tecnologiche diverse, e tradursi in piani formativi territoriali.
Per questo chiediamo l'abrogazione della lettera c).
MARIA LETIZIA DE TORRE. Signor presidente, intervengo solo per precisare che i piani formativi territoriali sono come i piani strategici, come i piani sociali del territorio, e questo non c'entra nulla con il fatto che dobbiamo costruire adulti che siano cittadini del mondo e contemporaneamente cittadini della propria terra. È un'altra cosa, è il lavoro di rete che riguarda l'educazione in età di infanzia e in età adulta.
PAOLA GOISIS. Signor presidente, noi crediamo troppo ai territori e alle loro specificità culturali per votare a favore di questo emendamento. Dunque annuncio il mio voto contrario.
PRESIDENTE. Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 1.11, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'emendamento Zazzera 1.12, che propone una modifica alla lettera c) del comma 5, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Abbiamo concluso l'esame dell'articolo 1. Ricordo che, essendo stati approvati emendamenti in linea di principio, non si procederà alla votazione dell'articolo come modificato dagli emendamenti approvati, in attesa dell'espressione, da parte delle Commissioni competenti, del parere sugli emendamenti indicati.
Passiamo all'esame dell'articolo 2 e degli emendamenti ad esso presentati.
EMERENZIO BARBIERI, Relatore. Formulo un invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, dell'emendamento Zazzera 2.1. Esprimo quindi parere favorevole sull'emendamento Zazzera 2.2, a dimostrazione che quanto testé affermato dal collega Zazzera non corrisponde al vero e quindi non c'è alcun pregiudizio da parte nostra. Raccomando inoltre l'approvazione del mio emendamento 2.4 ed esprimo parere contrario sull'emendamento Zazzera 2.3.
MARCO ROSSI DORIA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Il Governo. Anche il Governo formula un invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, dell'emendamento Zazzera 2.1, ed esprime parere favorevole sull'emendamento Zazzera 2.2, essendo la formulazione più chiara. Esprime infine parere favorevole sull'emendamento 2.4 del relatore e parere contrario sull'emendamenti Zazzera 2.3.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 2.1.
PIERFELICE ZAZZERA. Il mio emendamento 2.1 è relativo all'intero articolo 2, che si occupa di definire gli organi delle
istituzioni scolastiche; secondo quanto scritto nel provvedimento, gli organi delle istituzioni scolastiche vengono distinti tra funzioni di indirizzo, funzioni di gestione e funzioni tecniche. Fin qui nulla di eccezionale, se non poi accorgersi - e vedremo se la maggioranza avrà cambiato idea sull'organizzazione degli organi - che nella costituzione di tali organi delle istituzioni scolastiche mancano alcune figure. Penso, per esempio, alle figure ATA, che certamente questa maggioranza avrà provveduto a reintegrare, non fosse altro perché rendono pienezza alla composizione della scuola. Penso anche alla questione, sollevata da diversi esponenti delle associazioni della scuola, del ruolo che, nel provvedimento, ci si dimentica di far svolgere ai DSGA (Direttori dei servizi generali e amministrativi). Nell'articolo 2 emerge la superficialità con cui è stata condotta la scrittura del provvedimento, che dimentica persino di inserire alcune figure importanti del mondo della scuola.
Accolgo - mi permetto di intervenire anche per gli emendamenti successivi - questa idea di dialogo senza forme di pregiudizio, che non ci sono e non possono esserci. Questo è un segnale importante che dimostra come anche su un provvedimento sulla cui stesura abbiamo distanze immense possano esservi spazi di confronto e di dialogo.
Certamente una rondine non fa primavera. Vedremo, nel prosieguo della discussione, se c'è la volontà di alimentare questa disponibilità al dialogo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Zazzera 2.1, sul quale il relatore e il Governo hanno espresso un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 2.2, accettato dal relatore e dal Governo.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione, l'emendamento 2.4 del relatore, accettato dal Governo.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 2.3.
PIERFELICE ZAZZERA. Signor presidente, con il mio emendamento 2.3 chiediamo di sopprimere il comma 2, nel quale vi è l'ennesimo riferimento alla necessaria partecipazione della comunità scolastica che, lo ripeto, se inserito in una proposta di legge è un concetto estremamente generico.
Una legge deve dare indicazioni chiare. Quando si scrive «nel rispetto delle competenze degli organi di cui ai commi precedenti, lo statuto prevede forme e modalità per la partecipazione di tutte le componenti della comunità scolastica», si dovrebbe spiegare chi rappresenta la comunità scolastica, sempre se essa è stata definita all'interno del provvedimento. Noi riteniamo, forse sbagliando, che nel provvedimento non sia contenuta la definizione di «comunità scolastica» alla quale nel comma specifico si fa riferimento.
A conferma del fatto che non abbiamo preclusioni, abbiamo votato a favore dell'emendamento 2.4 del relatore, un emendamento di maggioranza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Zazzera 2.3, non accettato dal relatore e dal Governo.
Abbiamo concluso l'esame dell'articolo 2. Ricordo che, essendo stati approvati emendamenti in linea di principio, non si procederà alla votazione dell'articolo come modificato dagli emendamenti approvati, in attesa dell'espressione da parte delle Commissioni competenti del parere sugli emendamenti indicati.
EMERENZIO BARBIERI, Relatore. Invito al ritiro degli emendamenti Zazzera 3.1 e 3.2, esprimendo altrimenti parere contrario, mentre raccomando l'approvazione del mio emendamento 3.12. Invito al ritiro degli emendamenti Goisis 3.9, Zazzera 3.3, Zazzera 3.4, esprimendo altrimenti parere contrario. Raccomando l'approvazione dei miei emendamenti 3.13, 3.11 e 3.14, mentre invito al ritiro degli emendamenti Goisis 3.10, Zazzera 3.5, 3.6, 3.7 e 3.8, sui quali esprimerei altrimenti parere contrario.
MARCO ROSSI DORIA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Il Governo esprime parere conforme al relatore.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 3.1.
PIERFELICE ZAZZERA. Signor presidente, ritengo che il mio emendamento 3.1 rappresenti uno degli elementi più importanti del provvedimento che discutiamo. In esso chiediamo la soppressione dell'articolo 3, a conferma del discorso che questa proposta di legge è difficilmente emendabile (anzi, forse è impossibile farlo) e che probabilmente andrebbe proposta una visione diversa sulla riorganizzazione del collegio e dell'autonomia scolastica.
Nell'articolo 3 fate riferimento alla costituzione del consiglio dell'autonomia, che ha la funzione di adottare lo statuto, delibera il regolamento relativo al proprio funzionamento, adotta il piano dell'offerta formativa, approva il programma annuale, approva il conto consuntivo, delibera il regolamento d'istituto, designa i componenti del nucleo di autovalutazione, approva accordi e convenzioni e modifica, con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, lo statuto dell'istituzione scolastica.
Noi crediamo innanzitutto che già la composizione del consiglio dell'autonomia, che è in composizione paritetica genitori-docenti, presieduta da un genitore, rappresenti una violazione dell'articolo 33 della Costituzione in merito alla libertà di insegnamento. È chiaro che, in una situazione di questo tipo, dove c'è persino nel collegio una pariteticità del rapporto tra genitori e docenti, questo significa svilire il ruolo dei docenti, significa rafforzare tutti quegli elementi, esterni al mondo della scuola, che rischiano di esautorare e di interferire nell'attività didattica e formativa della scuola stessa.
Su questo aspetto, credo che sia necessario un intervento radicale. Quanto al fatto che il consiglio dell'autonomia adotta lo statuto, qualcuno ci dovrebbe spiegare chi, una volta adottato lo statuto, ne controlla e ne certifica l'adozione.
Si aggiunge poi che il consiglio interviene sul piano consultivo e delibera il nucleo di autovalutazione. In merito al nucleo di valutazione, pensiamo che sarebbe stato più opportuno utilizzare, più che la designazione del consiglio dell'autonomia, un metodo che garantisse maggiore trasparenza. Il rischio è che sui sistemi di valutazione e di autovalutazione intervengano interferenze legate a interessi individuali che lasciano fuori l'interesse generale della scuola, e si finisca per scegliere in base a ragioni diverse da quelle dettate dall'interesse della scuola.
Noi pensiamo che il sistema dell'indicazione e dell'individuazione dei componenti del nucleo di autovalutazione si sarebbe potuto integrare con il metodo del sorteggio, considerato che in quell'ambito esiste già una componente competente in materia.
MARIA COSCIA. Signor presidente, intervengo per svolgere una rapida considerazione. Richiamo l'argomento in base al quale occorre una presenza maggioritaria delle componenti scolastiche all'interno del consiglio dell'autonomia scolastica. Non bisogna fare confusione tra il consiglio, che è un organo di indirizzo e prevede, quindi, una partecipazione di tutte le componenti della scuola - e per componenti della scuola, ovviamente, si intende non solo il personale, ma anche si intendono i soggetti fondamentali, cioè, per le scuole superiori, anche gli studenti e ovviamente i genitori - e altri organismi.
Il consiglio dei docenti, ad esempio, è un organismo specifico, perché in quell'ambito si possono espletare, nella pienezza delle loro funzioni, le competenze professionali dei docenti, sostenerne la libertà di insegnamento e dare l'appoggio per la definizione sia del piano di offerta formativa sia del sistema di valutazione e quant'altro.
Francamente un'ipotesi di questo genere squilibra un'esperienza di democrazia nelle scuole - un'esperienza importantissima di questi anni - che va salvaguardata e semmai migliorata.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Zazzera 3.1, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 3.2, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento del relatore 3.12, sul quale il Governo ha espresso parere favorevole.
Passiamo all'esame dell'emendamento Goisis 3.9.
EMERENZIO BARBIERI, Relatore. Signor presidente, mi rivolgo alla collega Goisis solo per tentare di convincerla che il contenuto del suo emendamento 3.9 non è da noi respinto, in quanto si riferisce alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 3, già ricompreso nel mio emendamento 3.12, che è stato approvato.
PAOLA GOISIS. Meglio ancora. Ho sbagliato io. La sua considerazione è opportuna. La norma, alla lettera c), stabilisce che il consiglio dell'autonomia «adotta il piano dell'offerta formativa elaborato dal consiglio dei docenti». Che il piano dell'offerta formativa sia adottato dal consiglio dell'autonomia mi sta bene. Cosa vuol dire, però, che viene «elaborato» dal consiglio dei docenti? Un piano dell'offerta formativa, prima di essere elaborato, deve essere proposto. È questo il tema che ho sottolineato in diverse occasioni.
Il piano dell'offerta formativa non può certo essere proposto né dal dirigente scolastico né dal consiglio d'amministrazione, perché esso è di precipua competenza del consiglio dei docenti.
Noi suggeriamo, dunque, di sostituire alla parola «elaborato» le parole «proposto e approvato». Il piano deve essere proposto e approvato dal collegio dei docenti e adottato dal consiglio dell'autonomia. Diversamente, gli insegnanti cosa fanno? Il passaggio delle carte, la scrittura di qualche voto sui registri? Tenevo ad approfondire e a sottolineare questo aspetto. Noi chiediamo che il piano dell'offerta formativa rimanga precipua competenza del collegio dei docenti o consiglio dei docenti, come viene chiamato adesso. Si cambiano le parole, ma il concetto è lo stesso.
MARCO ROSSI DORIA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor presidente, ribadisco parere contrario del Governo, che propone di sostituire, al comma 1, lettera c), di sostituire la parola «elaborato» con le parole «proposto e approvato», perché in tal modo diverrebbe poco chiara la distinzione di competenze tra i due organi, il consiglio dei docenti e il consiglio dell'autonomia.
PIERFELICE ZAZZERA. Signor presidente, ritengo che ci possa essere un riequilibrio di rapporti all'interno della scuola, con maggior potere e forza ai docenti. Pertanto, preannunzio voto favorevole sull'emendamento Goisis 3.9.
MARIA COSCIA. Signor presidente, il piano di offerta formativa non è la realizzazione
soltanto dei contenuti didattici, che ovviamente rappresenta una competenza del personale docente. Qui si parla di elaborazione e, quindi, di approvazione del piano dell'offerta formativa, che prevede il coinvolgimento di tutte le componenti della scuola. La parola «elaborazione» non fa venir meno la competenza. Peraltro, il piano dell'offerta formativa nel suo iter dovrebbe prevedere anche un confronto con altre realtà esterne alla scuola, mentre la formulazione in tal senso tenderebbe a chiudere all'interno di una sola professione della scuola un compito che invece è l'identità dell'istituzione scolastica. Veramente mi dispiace di non poter accogliere questa sollecitazione.
DAVIDE CAVALLOTTO. Ribadisco quanto affermato dall'onorevole Goisis. Nell'articolo 3 si specifica, al punto c), che il consiglio dell'autonomia adotta il piano dell'offerta formativa, mentre, ai sensi dell'emendamento 3.12 del relatore, è il consiglio dei docenti che propone e approva.
PRESIDENTE. Pongo quindi in votazione l'emendamento Goisis 3.9, sul quale il Governo ha espresso parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 3.3.
PIERFELICE ZAZZERA. Presidente, pur non avendo la possibilità di richiedere il numero legale, ero distratto dal conteggio dei parlamentari per capire se stiamo discutendo di una questione importante con quasi la metà dei membri della Commissione.
Vi inviterei a modificare il vostro parere sul mio emendamento 3.3. Il comma 1, lettera f), dell'articolo 3 riguarda la delibera del regolamento di istituto. Siccome il vostro disegno di scuola si basa sul consiglio dell'autonomia e sul collegio dei docenti, proprio per tenere un equilibrio, laddove c'è una condizione di debolezza dei docenti nel consiglio dell'autonomia c'è invece quantomeno un riequilibrio attraverso il collegio dei docenti. Noi vi chiediamo che, nella delibera di regolamento di istituto, ci sia almeno il parere del collegio dei docenti. Chiediamo che il collegio dei docenti debba votare o esprimere non un parere vincolante, ma almeno un parere.
Insomma, vi chiediamo di ascoltare il collegio dei docenti sul regolamento dell'istituto. Poiché neanche questo volete fare, evidentemente questa è una scuola centralizzata, nelle mani di pochissime persone.
MARIA LETIZIA DE TORRE. Alla faccia della scuola centralizzata! Nel mio istituto scolastico il regolamento d'istituto è stato approvato da un parlamentino dei ragazzi: cento ragazzi hanno costruito le regole in base alle quali essi dovevano comportarsi. Il regolamento è stato approvato dal collegio dei docenti e infine dal consiglio di istituto. Questa non è centralizzazione.
PAOLA GOISIS. Signor presidente, naturalmente sottoscriviamo l'emendamento Zazzera 3.3, perché consideriamo un'assurdità non prevedere il parere del consiglio dei docenti. A questo punto mi chiedo a che cosa serva tale consiglio. Sarà interpellato sul regolamento di istituto? A maggior ragione se, come dice la collega, nel suo istituto hanno addirittura previsto che venisse approvato dagli studenti, non vi inseriamo gli insegnanti?
GIOVANNI BATTISTA BACHELET. Volevo segnalare che, nel consiglio dell'autonomia che formula lo statuto, i docenti sono rappresentati in quantità paritetica ai genitori. È quello il momento in cui si sente il parere dei docenti. Tra l'altro, la misura in cui sono rappresentati è identica al vecchio consiglio di istituto. La differenza è che lo statuto, anziché venire da fuori, è definito all'interno.
C'è un luogo naturale che è l'autogoverno della scuola, separato dalla funzione professionale, tecnica, di libertà di insegnamento del consiglio dei docenti. Una delle novità di questa proposta di legge è
la separazione fra l'indirizzo, la funzione docente e la sua libertà, e l'organizzazione della scuola e la sua esecuzione.
Non sovrapporre mille organismi deliberativi che devono decidere tutti la stessa cosa è una delle finalità di semplificazione del provvedimento in esame.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Zazzera 3.3, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 3.4.
PIERFELICE ZAZZERA. Sostenete ripetutamente che non è vero che la scuola si trasforma in fondazioni, non è vero che vi entrano i privati, non è vero che ci sono soggetti esterni al mondo della scuola.
Al comma 1, lettera h), si stabilisce che il consiglio dell'autonomia «approva accordi e convenzioni con soggetti esterni e definisce la partecipazione dei soggetti di cui all'articolo 10».
Già l'espressione «soggetti esterni al mondo della scuola» significa entrare in conflitto con l'articolo 33 della Costituzione, che sancisce la libertà di insegnamento e comunque nega interferenze esterne al funzionamento della scuola. Siccome vogliamo ragionare e non vogliamo essere pregiudizialmente contrari su tale aspetto, con l'emendamento in discussione non siamo contrari a questa possibilità, ma vi chiediamo almeno che sia previsto l'esercizio di un'azione di controllo.
Qui è solo un organo che decide, il consiglio dell'autonomia. Se l'organo decisionale è il consiglio dell'autonomia, noi chiediamo che almeno porti quegli accordi e quelle convenzioni al collegio dei docenti e si faccia dare un parere, che possa essere anche migliorativo rispetto alle proposte di un unico consiglio. Stiamo parlando della scelta di inserire nel mondo della scuola soggetti ad esso esterni, quindi Vi preghiamo di valutare questo rischio.
PAOLA GOISIS. Proprio perché ribadiamo il valore del consiglio dei docenti, riteniamo giusto l'emendamento Zazzera 3.4 e chiediamo, quindi, di sottoscriverlo. Ribadiamo la proposta di inserire l'espressione «sentito il parere del consiglio dei docenti», anche perché i docenti non diventino l'ultima ruota del carro dell'istituzione della scuola dell'autonomia.
MARIA LETIZIA DE TORRE. L'istanza sarebbe corretta se nel consiglio dell'autonomia non fossero rappresentati i docenti, cioè se il loro fosse un organismo separato che non entra nel consiglio dell'autonomia. I docenti, però, rappresentano un terzo del consiglio dell'autonomia e, pertanto, non è necessario ascoltarli a parte.
ERICA RIVOLTA. Intervengo solo per specificare che un problema che solleviamo riguarda la proporzione dei docenti all'interno del consiglio dell'autonomia.
PRESIDENTE. Pongo quindi in votazione l'emendamento Zazzera 3.4, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 3.13 del relatore, sul quale il Governo ha espresso parere favorevole.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 3.11 del relatore, sul quale il Governo ha espresso parere favorevole.
Passiamo all'esame dell'emendamento Goisis 3.10.
PAOLA GOISIS. Chiediamo che lo statuto venga adottato dal consiglio dell'istituzione scolastica a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, anche perché, come abbiamo detto prima, se il numero degli insegnanti è così esiguo, bisogna evitare la preponderanza della componente esterna, dei genitori e degli studenti. Chiediamo che si preveda la maggioranza dei due terzi.
MARIA COSCIA. È già stato approvato l'emendamento 3.12 del relatore, di identico tenore.
PRESIDENTE. La sostanziale differenza tra l'emendamento 3.12 del relatore, già approvato, è che l'emendamento Goisis chiede la verifica di legittimità da parte del Ministero: si tratta di un'operazione un po' centralistica, se mi consente.
MARIA COSCIA. Molto rapidamente, vorrei sollecitare l'attenzione della collega Goisis sull'emendamento 3.10 del relatore, che modifica parzialmente il tema relativo al controllo, eliminando l'espressione «salvo il controllo».
Certo, noi non poniamo termini né indichiamo il ministero, perché obiettivamente che sia il ministero a dover valutare la legittimità di un atto in modo così centralistico ci sembra una proposta non praticabile; significherebbe rendere impossibile il controllo.
Affermiamo il principio del controllo, ma si tratterà di ricercare qual è la sede più giusta per svolgerlo. Potrebbero essere gli uffici scolastici provinciali o anche altre realtà. Si tratta di vedere, in sede di applicazione, come soddisfare questa esigenza.
Abbiamo presente il tema del controllo, ma si tratta di individuare esattamente l'organo che può esercitarlo.
MARCO ROSSI DORIA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Al di là delle considerazioni sul carattere di una normativa che vuole dare l'autonomia responsabile alle scuole, non è condivisibile, a parere del Governo, la trasmissione al Ministero, intanto (ma non solo) per motivi organizzativi. Si tratterebbe di approvare quasi diecimila statuti; per circa ottanta statuti che riguardavano l'università si è impiegato parecchio tempo.
A parte questa considerazione di carattere pratico, eventuali illegittimità sarebbero valutate secondo le disposizioni del codice civile. Invito, quindi, a dare fiducia alle scuole.
PIERFELICE ZAZZERA. La ringrazio, presidente, per aver fatto parlare prima il Governo, che mi ha illuminato anche su questo tema.
Il Governo conferma che non è in grado di controllare l'esercizio, nella scuola, dell'approvazione dello statuto. Noi sosterremo l'emendamento Goisis 3.10, che pone il problema se lo statuto elaborato dall'istituzione scolastica sia legittimo e se vi sia un organo che certifica e che accredita.
Quanto al riferimento all'università, se per ottanta statuti abbiamo avuto alcune difficoltà, credo che rappresenti una sconfitta dello Stato non essere in grado di certificare e accreditare ottanta statuti universitari nei tempi certi.
A mio parere, lo Stato è una macchina che ha le capacità per poter accreditare e certificare diecimila statuti che vengono dalle sue scuole, che certamente non possono né accreditarli né certificarli da sole o rinviando al codice civile. Certo, il codice civile regola, ma voi siete l'organo che deve vigilare anche sul funzionamento della scuola.
Penso che sia nel vostro interesse conoscere la qualità degli statuti. Questo è un elemento dirimente perché, secondo me, voi non saprete neppure quali saranno i modelli di statuto che saranno elaborati dalle scuole; ci saranno persone che scriveranno statuti fantasiosi, perché non siamo tutti uguali, non la pensiamo tutti alla stessa maniera, e il provvedimento in esame non detta regole precise sulla definizione degli statuti. Per questo motivo, esso rischia di portare la scuola alla balcanizzazione. Lei ha già detto che lo Stato
non è in grado di assicurare il controllo di diecimila statuti. Evidentemente avremo diecimila statuti diversi l'uno dall'altro.
ROSA DE PASQUALE. Intervengo dopo il collega Zazzera, il quale forse non ha ascoltato bene la collega Coscia, che ha specificato che l'emendamento 3.10 del relatore prende in considerazione l'esigenza che gli statuti delle scuole siano conosciuti, valutati, presi in considerazione dal ministero o da chi si riterrà sia competente a farlo, affinché ci sia un'omogeneità nazionale, pur nel pieno rispetto dell'autonomia scolastica e della possibilità di ogni scuola di esprimere pienamente la rappresentanza di quello che il territorio e quella comunità educante può dire nella sua unicità.
Questo timore sicuramente viene sfatato dal provvedimento stesso.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Goisis 3.10, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 3.5, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento Zazzera 3.6, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 3.7.
PIERFELICE ZAZZERA. Premesso che siamo contrari al provvedimento in esame e al modo in cui vengono individuati gli statuti all'interno di ogni singola scuola, proviamo a ragionare sulla possibilità di approvare le nostre proposte emendative.
Al comma 5 dell'articolo 3 si legge che «lo statuto deliberato dal consiglio dell'autonomia non è soggetto all'approvazione o convalida da parte di alcuna autorità esterna, salvo il controllo formale da parte dell'organismo istituzionalmente competente». Innanzitutto, qualcuno ci dovrà spiegare qual è l'organo istituzionalmente competente, perché di organi «istituzionalmente competenti» ce ne sono tanti. Ma vi diciamo qualcosa in più, proprio perché vogliamo confrontarci sul testo: fatelo approvare dal consiglio dell'autonomia, ma sottoponetelo quantomeno a un'altra voce, in modo che sia soggetto all'approvazione anche del collegio dei docenti e non sia un atto monocratico, di poche persone che riscrivono lo statuto di una scuola.
PAOLA GOISIS. Noi siamo d'accordo su questa impostazione. D'altra parte, non è la prima volta che chiediamo l'approvazione dello statuto da parte del consiglio dei docenti, proprio perché riteniamo che debba essere riconosciuta e valorizzata l'abilità degli insegnanti, che non possono essere ridotti a materiali esecutori di ordini che vengono decisi da altri. Chiediamo, quindi, di sottoscrivere l'emendamento Zazzera 3.7.
LUISA CAPITANIO SANTOLINI. Ritengo, invece, che lo statuto sia frutto di un'elaborazione collegiale, a cui partecipano anche i docenti. I docenti non sono esclusi, ma sono lì proprio per portare la loro voce.
Mi sembrerebbe strano che i docenti, che sono presenti nell'elaborazione dello statuto, assumendosene le responsabilità, debbano essere eventualmente smentiti o sottoposti a giudizio o messi in discussione da un organismo di docenti che loro hanno in qualche modo eletto e riconosciuto nel consiglio dell'autonomia.
Qui vi è una complicazione totale, una situazione kafkiana che non comprendo. I docenti sono parte integrante e fautori dello statuto, e non c'è nessuna ragione al
mondo per cui venga messo in discussione quello che essi responsabilmente fanno nella redazione dello statuto stesso.
ROSA DE PASQUALE. L'emendamento Zazzera 3.7 mi sembra abbastanza surreale. Noi costituiamo il consiglio dell'autonomia, che è l'organo che rende evidente l'autonomia e la governance dell'autonomia scolastica; dopo che il consiglio dell'autonomia ha fatto una gran fatica e ha sviluppato un dialogo per approvare uno statuto, dovremmo demandarlo al collegio dei docenti, il quale dovrebbe dare il suo imprimatur?
Onorevole Goisis, ci pensi prima di sottoscriverlo. È una contraddizione in termini, quasi un'assurdità.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Zazzera 3.7, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento 3.14 del relatore.
PIERFELICE ZAZZERA. Intervengo perché vorrei capire la ratio dell'emendamento in esame, che rappresenta un capovolgimento di fronte, un doppio carpiato. Prima prevedete una norma e poi scrivete un emendamento che annulla il contenuto stesso della proposta di legge. Del resto, sulla via di Damasco si può sempre essere fulminati.
Il comma 5 del provvedimento prevede: «Lo statuto deliberato dal consiglio dell'autonomia non è soggetto ad approvazione o convalida da parte di alcuna autorità esterna, salvo il controllo formale da parte dell'organismo istituzionalmente competente». Ebbene, l'emendamento in questione propone di sostituire le parole da: «non è soggetto ad approvazione» a: «salvo il controllo» con le seguenti: «è sottoposto al controllo».
Io evidenzio la correzione in corsa di un testo che è nato come tutti sappiamo. Sono però preoccupato dall'idea che questo statuto possa essere sottoposto al controllo e alla vigilanza di soggetti esterni al mondo della scuola. Quali sono i soggetti che controlleranno lo statuto? Voi non lo dite, parlate di controllo esterno, ma che cosa intendete? Si dice ufficio scolastico provinciale? Si dice ufficio scolastico regionale? Per me gli organi di controllo dei sistemi di statuto di una scuola sono l'ufficio scolastico provinciale, l'ufficio scolastico regionale e il Ministero. Noi potremmo anche affidare a una società privata, esterna, il controllo degli statuti che voi intendete far approvare nelle scuole.
Il nostro voto, nonostante la vostra capovolta, sarà contrario perché affidate a soggetti esterni il controllo dello statuto.
LUISA CAPITANIO SANTOLINI. Onorevole Zazzera, glielo dico sorridendo, col cuore, ma non c'è peggior sordo di chi non vuole intendere.
Se dico che lo statuto non è soggetto ad approvazione «salvo il controllo» e poi dico che è sottoposto a quel controllo, non faccio nessuna capovolta, non cambio niente, ma semplifico la frase. Se dico che lo statuto non è sottoposto a controllo «salvo che l'onorevole Bachelet mi controlli», ho semplicemente scritto che «è sottoposto al controllo dell'onorevole Bachelet», che è esattamente la stessa cosa, identica e precisa. Non facciamo nessuna giravolta.
Poiché lei è una persona sicuramente molto intelligente e più preparata di me, non vorrei che queste fossero questioni di lana caprina. Il «salvo» vuol dire che ciò che segue è positivo: si tratta di una banale correzione di testo.
ROSA DE PASQUALE. Continuando su questa linea, rispondo alla seconda istanza del collega. Mi viene il dubbio che egli utilizzi una non così forte onestà intellettuale quando afferma che lo statuto potrebbe essere approvato da qualche impresa o da qualche associazione esterna. Noi parliamo di controllo formale da parte dell'organismo istituzionalmente competente. Mi risulta che le istituzioni non sono ancora imprese, associazioni o simili.
Sappiamo che attualmente sono «istituzionalmente competenti» il Ministero e l'USR (l'ufficio scolastico regionale). Se sarà data attuazione al Titolo V, si capirà qual è il soggetto istituzionalmente competente. In ogni caso, si tratta di istituzioni dello Stato o di sua emanazione.
PAOLA GOISIS. Non si comprende allora perché non sia stato approvato il mio emendamento 3.10, che proponeva di affidare l'incarico del controllo al Ministero, il quale poi avrebbe deciso di attribuirlo ai suoi organismi periferici o ad altri soggetti.
Quando dite che lo statuto è sottoposto al controllo formale da parte dell'organismo istituzionalmente competente, vi chiedo quale sia tale organismo. Chi assume la decisione, il consiglio dell'autonomia o un altro soggetto? Qui c'è un vuoto normativo che determinerà una serie di ricorsi. Bisogna pensare anche a che cosa ne deriverà.
PRESIDENTE. Pongo quindi in votazione l'emendamento 3.14 del relatore, sul quale il Governo ha espresso parere favorevole.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 3.8.
PIERFELICE ZAZZERA. Vi informo solo che stiamo discutendo sul provvedimento alla presenza di ventuno parlamentari di una Commissione che ne dovrebbe avere quarantacinque e che dovrebbe essere molto interessata alla discussione di una proposta di legge relativa alla scuola. Tuttavia, è una scelta che avete compiuto, che rispettiamo ma non condividiamo: si è impedito al Parlamento di discutere sul provvedimento. Oggi siamo in ventuno, e qualche collega si alterna con altri pur di evitare di far venir meno il numero legale, ma siete sul filo del rasoio.
Riguardo al mio emendamento 3.8, anche in questo caso non assumete un atteggiamento chiaro. Se si riscontrano illegittimità e gravi irregolarità, chi scioglie lo statuto illegittimo? Secondo il comma 6 dell'articolo 3, lo scioglie l'organo istituzionalmente competente, che qualcuno ci deve ancora dire qual è.
Abbiamo capito dall'intervento della collega De Pasquale che l'organo istituzionalmente competente oggi si chiama ufficio scolastico e domani, con la modifica del Titolo V, si chiamerà in altro modo. Allora manteniamo il testo generico in modo tale che funzioni sia per oggi sia per domani. Così non va bene, perché è una questione di responsabilità.
Siccome oggi ritenete che non possa essere individuato un organo istituzionalmente competente, perché avete già deciso che quelli esistenti devono essere smantellati, noi vi diciamo che, quantomeno in caso di gravi irregolarità, potrebbe decidere lo scioglimento il dirigente scolastico. Poiché voi stessi dite che la figura del dirigente scolastico è una figura centrale nella scuola, potrebbe essere l'unico soggetto competente a sciogliere uno statuto illegittimo e irregolare.
ALESSANDRA SIRAGUSA. Sommessamente mi preme far rilevare al collega Zazzera che mai un organo collegiale è sciolto da uno dei suoi componenti. Un consiglio comunale viene sciolto ad opera della regione, per esempio, ma certamente non ad opera del sindaco o di uno dei suoi componenti.
Se da una parte si dice che bisogna bilanciare il sistema di responsabilità e di competenze all'interno della scuola, e quindi ci poniamo il problema di bilanciare le responsabilità del dirigente scolastico, del consiglio dei docenti e dei genitori (e, per la scuola superiore, degli alunni), io credo che sia impossibile ritenere che sia il dirigente scolastico a sciogliere un consiglio dell'autonomia. Questo deve avere, appunto, una sua autonomia e le irregolarità non possono essere rilevate da nessuno dei componenti.
PAOLA GOISIS. In questo caso non posso dar ragione al collega Zazzera, poiché si creerebbe una contrapposizione tra controllore e controllato, in quanto il dirigente è componente del consiglio.
Dichiaro, pertanto, il voto contrario sull'emendamento Zazzera 3.8.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Zazzera 3.8, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Abbiamo concluso l'esame dell'articolo 3. Ricordo che, essendo stati approvati emendamenti in linea di principio, non si procederà alla votazione dell'articolo come modificato dagli emendamenti approvati, in attesa dell'espressione da parte delle Commissioni competenti del parere sugli emendamenti indicati.
Passiamo all'esame dell'articolo 4 e degli emendamenti ad esso riferiti.
Avverto che il relatore ha presentato una nuova formulazione degli emendamenti 4.15, 4.16, nonché gli emendamenti 4.21 e 7.3 (vedi allegato).
EMERENZIO BARBIERI, Relatore. Formulo un invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, degli emendamenti Zazzera 4.1, Goisis 4.14, Zazzera 4.2, Goisis 4.12, Zazzera 4.3, 4.6 e 4.4, Goisis 4.13, Zazzera 4.5, 4.18, 4.7, 4.8, 4.9, 4.10, 4.20, 4.19, nonché dell'articolo aggiuntivo Zazzera 4.01.
Leggo, quindi, la nuova formulazione del mio emendamento 4.15: «Al comma 1 sostituire le lettere b), c), d) ed e) con le seguenti: «b) nelle scuole del primo ciclo la rappresentanza eletta dai genitori è paritetica con quella eletta dai docenti; c) nelle scuole secondarie di secondo grado la rappresentanza eletta dai genitori e dagli studenti - in numero pari per ciascuna delle due componenti - è complessivamente paritetica con quella eletta dai docenti; d) del Consiglio fa parte un rappresentante eletto dal personale amministrativo, tecnico e ausiliare; e) il consiglio può essere integrato, con il voto favorevole di almeno i 2/3 dei componenti del consiglio stesso, da ulteriori membri esterni, scelti fra le realtà di cui all'articolo 1 comma 2, in numero non superiore a due, che non hanno diritto di voto».
Leggo, altresì, la nuova formulazione del mio emendamento 4.16: «Il Consiglio dell'autonomia è presieduto da un genitore, eletto nel suo seno. Il presidente convoca il Consiglio dell'autonomia e ne fissa l'ordine del giorno. Il Consiglio si riunisce, altresì, su richiesta del dirigente scolastico o di almeno la metà dei suoi componenti». Nel tentativo di conciliare due terzi con un terzo, secondo le migliori tradizioni democristiane, si è deciso di scrivere la metà. Ritiro pertanto l'emendamento a mia firma 4.17.
Raccomando, infine, l'approvazione del mio nuovo emendamento 4.21, che propone di aggiungere al comma 4, dopo le parole: «senza diritto di voto», le seguenti: «con funzioni di supporto tecnico-amministrativo».
Sugli emendamenti 4.15 (nuova formulazione), 4.16 (nuova formulazione) e 4.21 del relatore, mi rimetto alle decisioni della Commissione.
PRESIDENTE. Avverto che l'eventuale approvazione dell'emendamento 4.15 (nuova formulazione) del relatore precluderebbe la votazione degli emendamenti Goisis 4.12, Zazzera 4.3, 4.6, 4.4, Goisis 4.13 e Zazzera 4.5.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 4.1.
PIERFELICE ZAZZERA. Noi ovviamente ribadiamo la nostra posizione di contrarietà sul provvedimento. Tuttavia, poiché in Commissione ci stiamo confrontando nel merito delle questioni, apprezziamo i momenti di confronto che portano a scelte che possono essere condivise.
Nel caso specifico del mio emendamento 4.1, però, rimaniamo fermi sulla nostra idea sbagliata riguardo all'utilità di tale provvedimento, quindi chiediamo la
soppressione dell'intero articolo 4. Naturalmente ci confronteremo nel merito, se è possibile migliorare il testo.
Tale articolo interviene sulla composizione del consiglio dell'autonomia. Abbiamo già detto che non condividiamo l'idea di una scelta paritetica tra genitori e docenti, né la scelta, contenuta nell'articolo in questione, di indicare membri esterni scelti attraverso modalità indicate nel provvedimento. Seppure si prevedano due componenti e senza diritto di voto, non condividiamo l'idea in sé, ritenendola sbagliata.
Questa scelta è il motivo del confronto durissimo che sta avvenendo anche fuori da questa Commissione. Immagino che anche voi, come me, abbiate contatti con il mondo della docenza, con il mondo della scuola, che non condivide questa interferenza di soggetti esterni al suo interno. Tali interferenze, secondo quanto stabilito all'articolo 1 in modo generico, possono essere variegate, comprendendo anche le attività produttive, gli enti locali, insomma tutti quei soggetti esterni che, se è vero che non hanno diritto di voto, è anche vero che possono influenzare fortemente l'offerta formativa della scuola, in violazione della Costituzione.
È chiaro che in tal modo viene meno la libertà di insegnamento, perché vi è un soggetto esterno, probabilmente anche più forte, considerando le difficoltà economiche del Paese che si ripercuotono su tagli lineari nella scuola. Questo significa che abbiamo una scuola priva di risorse e che il dirigente scolastico dovrà necessariamente rivolgersi a soggetti esterni per far funzionare la sua scuola. Questa sarà un'interferenza di cui il provvedimento dovrà assumersi il carico e la responsabilità. Pertanto, chiediamo la soppressione dell'articolo 4.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Zazzera 4.1, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Goisis 4.14.
PAOLA GOISIS. Per le considerazioni che abbiamo svolto oggi, ma anche nelle sedute precedenti, noi chiediamo di sostituire il comma 1 dell'articolo 4 con un altro testo. A dir la verità, senza leggerlo tutto il testo, segnalo che la parte principale è quella relativa alla rappresentanza dei docenti e dei genitori. Mentre si prevede che la rappresentanza dei genitori e dei docenti è paritetica, noi proponiamo che la rappresentanza dei docenti sia maggioritaria rispetto alla componente di genitori e studenti di cui alla lettera c). Noi proponiamo di aggiungere la lettera c): «i genitori e gli studenti», precisando che i docenti devono avere una rappresentanza maggioritaria.
Con riferimento alla presenza di componenti esterni, nemmeno noi eravamo favorevoli: lo avevamo già detto, memori di quanto succedeva qualche anno fa nelle scuole, quando il preside conferiva innanzitutto con i rappresentanti del mondo cosiddetto «civile». Questa componente è stata eliminata, ma ora la si vuole reintrodurre.
Se proprio deve rimanere, noi proponiamo che si aggiunga l'espressione «senza diritto di voto».
PRESIDENTE. Onorevole Goisis, la nuova formulazione dell'emendamento 4.15 del relatore va nell'indirizzo da lei indicato, laddove alla lettera e) si legge «senza diritto di voto».
Pongo in votazione l'emendamento Goisis 4.14, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Zazzera 4.2.
PIERFELICE ZAZZERA. Proviamo a ragionare sul comma 1 dell'articolo 4, per verificare la possibilità che il Governo accolga qualche modifica.
Nel mio emendamento 4.2, a differenza della genericità con cui viene individuata la composizione del consiglio dell'autonomia, proviamo a proporre alcuni limiti entro i quali muoversi. Diversamente, rischieremo di avere forme indefinite e ci troveremo a chiederci quali errori abbiamo compiuto.
Noi sosteniamo che il consiglio dell'autonomia, nelle scuole con popolazione scolastica fino a 500, deve avere non più di quattordici componenti. Ovviamente, pensiamo che i docenti debbano essere la maggioranza all'interno del consiglio, dunque proponiamo che vi siano sei rappresentanti del personale docente, uno del personale amministrativo, tecnico, ausiliare o ATA, sei genitori degli alunni e il dirigente scolastico. Per le scuole con popolazione superiore a 500, noi riteniamo che la rappresentanza debba cambiare e proponiamo diciannove componenti: otto docenti, due rappresentanti ATA e otto rappresentanti dei genitori degli alunni, più il dirigente scolastico.
Credo che questo sia anche un modo per chiarire i punti indefiniti presenti nel provvedimento, che, essendo generico, non individua con certezza i limiti di una scuola con una certa dimensione rispetto a un'altra.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Zazzera 4.2, sul quale il relatore e il Governo hanno rivolto un invito al ritiro esprimendo altrimenti parere contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, pongo in votazione l'emendamento 4.15 del relatore (nuova formulazione), sul quale il Governo si è rimesso alla Commissione.
Risultano pertanto preclusi gli emendamenti Goisis 4.12, Zazzera 4.3, 4.6, 4.4, Goisis 4.13 e Zazzera 4.5.