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Timestamp: 2020-02-25 09:34:48+00:00
Document Index: 120781384

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 4', 'art. 48', 'art. 16', 'art. 640', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 34', 'art. 4', 'art. 48', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 147', 'art. 18']

regole - le fonti del PCT - regole - CSM
regole - le fonti del PCT
L’introduzione del processo civile telematico negli uffici giudiziari italiani è stata resa possibile dal progressivo passaggio dai registri cartacei di cancelleria a quelli informatici.
Il fondamento normativo per l’abbandono dei registri cartacei di cancelleria fu posto dalla legge 2 dicembre 1991, n. 399, sulla “delegificazione delle norme concernenti i registri degli uffici giudiziari e dell’amministrazione penitenziaria”. A questa legge che rimetteva al Ministro della Giustizia (ed a quello delle Finanze nei settori di interesse di quest’ultimo) la disciplina dei registri di cancelleria (modificando l’art. 28 disp. att. c.p.c. e l’intero capo III del titolo II di dette disposizioni) sono seguiti nell’ordine il decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, recante le “norme in materia di sistemi informativi automatizzati delle amministrazioni pubbliche, ai sensi della legge 23 ottobre 1992, n. 421”, il decreto del Presidente della Repubblica 28 ottobre 1994, n. 748, con il regolamento sulle modalità applicative del decreto legislativo 39/1993 in relazione all’amministrazione della giustizia, il D.M. 27 marzo 2000, n. 264, con il quale era stato pubblicato il regolamento recante norme per la tenuta dei registri presso gli uffici giudiziari in attuazione della L. 2 dicembre 1991, n. 339, il DPR 13 febbraio 2001, n. 123, contenente il regolamento recante disciplina sull'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile (…) e più di recente il D.M. 27 aprile 2009 recante nuove regole procedurali relative alla tenuta dei registri informatizzati dell’amministrazione della giustizia.
La normativa che regola attualmente il PCT può essere schematizzata come di seguito distinguendo in base alla gerarchia delle fonti tra la normativa generale del PCT, quella sulla posta elettronica certificata e quella sulle notifiche telematiche.
Tra gli allegati in calce sono riportate due pubblicazioni dei corsi sul PCT della SSM sui riferimenti normativi del PCT.
le norme di rango primario
le fonti regolamentari (le regole tecniche)
la normativa generale sulla PEC
norme di rango primario sulla PEC
regolamento sulla PEC
regole tecniche della PEC
la normativa sulla notifica telematica
norme di rango primario
norme regolamentari della notifica telematica
le specifiche tecniche della notifica telematica
Per dare impulso ad un effettivo avvio del processo civile telematico (già disciplinato dal DPR 123/2001 e dalle regole tecniche previste dal DM 17 luglio 2008) intervenne il d.l. 193/2009, che fu convertito con modificazioni nella legge 22 febbraio 2010, n. 24, il quale all’art. 4, da un lato, riconosceva al Ministro della Giustizia il potere regolamentare di individuare le nuove regole tecniche per l’adozione nel processo civile delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, dall’altro, effettuava una ben precisa scelta individuando definitivamente nella posta elettronica certificata (PEC), disciplinata dal DPR 68/2005, dal DPCM 2 novembre 2005 e dall’art. 48 del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), il sistema con il quale sarebbero avvenute nel nuovo processo civile telematico tutte le comunicazioni e notificazioni.
Poste le basi normative primarie, le regole (DM 44/2011) e le nuove specifiche tecniche (Provv. Resp. DGSIA del 18 luglio 2011) è intervenuto per dare nuovo impulso al passaggio dal cregime cartaceo a quello informatico, l’art. 16-bis del d.l. 179/2012, conv. con modificazioni nella legge 221/2012, che ha imposto in via esclusiva le modalità telematiche per il deposito degli atti di parte e del giudice nei procedimenti riguardanti i ricorsi per decreto ingiuntivo (procedimento che rappresenta ancora oggi l’unico in cui il Giudice è obbligato a provvedere telematicamente in tutte le sue fasi dalla richiesta di integrazione ex art. 640 c.p.c. sino all’esecutorietà ex artt. 647 o 654 c.p.c.); con le successive modifiche all’art. 16-bis e con il d.l. 90/2014 convertito dalla legge 111/2014 si è introdotto a decorrere dal 30 giugno 2014 nei tribunali l’obbligo del deposito telematico degli atti delle parti già costituite (cd. atti endoprocessuali) per le cause promosse dopo detta data mentre dal 31 dicembre 2014 l’obbligo è stato esteso anche agli atti depositati nelle cause iscritte prima del 30 giugno 2014. Identiche date per i processi esecutivi per i quali l’obbligo del deposito telematico vige solo per gli atti successivi al deposito dell'atto con cui inizia l'esecuzione. Tuttavia, a decorrere dal 31 marzo 2015, il deposito nei procedimenti di espropriazione forzata della nota di iscrizione a ruolo ha luogo esclusivamente con modalità telematiche. Invece, nelle procedure concorsuali l’obbligo del deposito telematico si applica esclusivamente al deposito degli atti e dei documenti da parte del curatore, del commissario giudiziale, del liquidatore, del commissario liquidatore e del commissario straordinario.
Il comma 1-bis dell’art. 16-bis, introdotto dal d.l. n. 83 del 2015, ha, poi, esteso a decorrere dal 30 giugno 2015 l’obbligo del deposito telematico degli atti endoprocessuali anche nei giudizi innanzi alle corti di appello.
Art. 4 (misure urgenti per la digitalizzazione della giustizia) del decreto legge 29 dicembre 2009, n. 193 (interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario) conv.to con modificazioni dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24.
Decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179 (testo vigente), conv.to con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 (ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese).
Decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 (misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari), convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 114.
Decreto legge 27 giugno 2015, n. 83 (Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell'amministrazione finanziaria) convertito con modificazione dalla legge 6 agosto 2015, n. 132.
L’art. 4 del d.l. 193/2009 stabiliva al primo comma che "con uno o più decreti del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, sentito il Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione e il Garante per la protezione dei dati personali, adottati, ai sensi dell'articolo 17 comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono individuate le regole tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni. Le vigenti regole tecniche del processo civile telematico continuano ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore dei decreti di cui ai commi 1 e 2”
Le regole tecniche allora in vigore erano quelle di cui al DM 17 luglio 2008 (Regole tecnico-operative per l'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile, in sostituzione del decreto del Ministro della giustizia 14 ottobre 2004).
Le nuove regole tecniche furono pubblicate con il DM 21 febbraio 2011, n. 44.
L'art. 34 del DM 44/2011 stabilisce che le specifiche tecniche, più volte richiamate dalle regole tecniche, sono stabilite dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia, sentito DigitPA e, limitatamente ai profili inerenti alla protezione dei dati personali, sentito il Garante per la protezione dei dati personali.
Le attuali regole tecniche sono quelle disciplinate dal Provv. Resp. S.I.A. del 16 aprile 2014, come modificato dal successivo provvedimento del 28 dicembre 2015.
L’art. 4 del d.l. 193/2009 se, da un lato, ha riconosciuto al Ministro della Giustizia il potere regolamentare di individuare le nuove regole tecniche per l’adozione nel processo civile delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, dall’altro, ha effettuato una ben precisa scelta individuando definitivamente nella posta elettronica certificata (PEC), il sistema con il quale sarebbero avvenute nel nuovo processo civile telematico tutte le comunicazioni e notificazioni.
L'art. 48 del CAD prevede:
"1. La trasmissione telematica di comunicazioni che necessitano di una ricevuta di invio e di una ricevuta di consegna avviene mediante la posta elettronica certificata ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, o mediante altre soluzioni tecnologiche individuate con le regole tecniche adottate ai sensi dell'articolo 71.
3. La data e l'ora di trasmissione e di ricezione di un documento informatico trasmesso ai sensi del comma 1 sono opponibili ai terzi se conformi alle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, ed alle relative regole tecniche, ovvero conformi alle regole tecniche adottate ai sensi dell'articolo 71".
La posta elettronica certificata è disciplinata dal D.P.R. 11 febbraio 2005, n. 68, regolamento recante disposizioni per l'utilizzo della posta elettronica certificata, a norma dell'art. 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, che alla lettera e) prevedeva l'estensione dell'uso della posta elettronica nell'ambito della P.A. e del rapporti tra le pubbliche amministrazioni ed i privati.
Con il DPCM - Dipartimento per l'Innovazione e le tecnologie 2 novembre 2005 sono state definite le regole tecniche relative alle modalità di realizzazione e funzionamento della posta elettronica certificata di cui al DPR n. 68 del 2005.
Per la notificazione telematica di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale, che può essere eseguita in proprio dagli avvocati, deve essere utilizzato, ai sensi della legge 53/1994, il sistema della posta elettronica certificata (PEC) di cui al DPR 11 febbraio 2005, n. 68 (Regolamento recante disposizioni per l'utilizzo della posta elettronica certificata a norma dell'art. 27 L. 3/2003) ed al DPCM - Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie 2 novembre 2005 (regole tecniche per la formazione, la trasmissione e la validazione, anche temporale, della posta elettronica certificata).
Negli allegati in calce è riportato il documento "riferimenti normativi della notifica telematica".
La legge 21 gennaio 1994, n. 53, e, in particolare, gli artt. 1, 3-bis, 6, 9 e 11.
L'art. 16-ter del d.l. 179/12 conv. dalla legge n. 221/12 indica i pubblici registri delle caselle PEC utilizzabili per le notifiche.
L’art. 16-septies del d.l. 179/12 conv. dalla legge n. 221/12 richiama gli orari dettati dall’art. 147 c.p.c. e prevede che, se la ricevuta di avvenuta consegna viene generata dopo le ore 21,00, la notificazione a mezzo pec si intende perfezionata per il destinatario alle ore 7 del giorno successivo.
L'art. 18 del DM 44/2011 stabilisce che:
"1. L'avvocato che procede alla notificazione con modalità telematica ai sensi dell'articolo 3-bis della legge 21 gennaio 1994, n. 53, allega al messaggio di posta elettronica certificata documenti informatici o copie informatiche, anche per immagine, di documenti analogici privi di elementi attivi e redatti nei formati consentiti dalle specifiche tecniche stabilite ai sensi dell'articolo 34.
5. La procura alle liti si considera apposta in calce all'atto cui si riferisce quando è rilasciata su documento informatico separato allegato al messaggio di posta elettronica certificata mediante il quale l'atto è notificato. La disposizione di cui al periodo precedente si applica anche quando la procura alle liti è rilasciata su foglio separato del quale è estratta copia informatica, anche per immagine.
6. La ricevuta di avvenuta consegna prevista dall'articolo 3-bis, comma 3, della legge 21 gennaio 1994, n. 53 è quella completa, di cui all'articolo 6, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68".
Artt. 19-bis e 19-ter del Provv. Resp. S.I.A. del 16 aprile 2014, modificato con provvedimento del 28 dicembre 2015.
Fedele - Le fonti del PCT - Ricostruzione sistematica della normativa (539.1 kB)
Lupi - Riferimenti normativi PCT (1292.7 kB)
Regolamento (UE) n. 910 2014 del Parlamento Europeo in materia di identificazione elettronica (662.1 kB)