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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art.2', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 2087', 'art. 4']

Le responsabilità e i compiti del DS in ordine alla sicurezza
Convegno regionale “La sicurezza nella scuola “<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Aula magna di ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche
Ancona, 3 dicembre 2004
Le responsabilità e gli adempimenti del Dirigente scolastico nell’ambito della sicurezza.
Rodolfo Filippini Dirigente scolastico.
Datore di lavoro e Dirigenti scolastici.
L'attuazione della 626/94 e del D.M. 382/98, detto anche 626 per la scuola, riveste particolare rilievo nel mondo scolastico, anzitutto nell'obiettivo di una "scuola sicura" da conseguire in unione di intenti, di risorse e di sinergie con gli Enti locali, ma anche nella prospettiva dell’affermazione e diffusione di una "cultura della sicurezza," che non può essere trascurata o sottovalutata proprio nell'istituzione scolastica che deve, invece, costituirne un momento propulsivo determinante.
Questo è un passaggio della C.M. 119/99, che fornisce indicazioni attuative per l’applicazione del D.Lgs. 626 e del D.M. 382 per quanto riguarda le istituzioni scolastiche.
La medesima circolare cita il D.M. 292/96 che, all’art. 1 lett. C), toglie ogni dubbio sull’individuazione del Dirigente scolastico quale datore di lavoro per quanto riguarda gli obblighi e le competenze relative alla gestione della sicurezza nella scuola.
Gli obblighi del Dirigente scolastico sono quindi gli obblighi del datore di lavoro individuati puntualmente dall’art. 4 della 626. Si può allora dire, per sommi capi, che al Dirigente scolastico è attribuito il compito di porre in essere i vari adempimenti di carattere generale concernenti la valutazione dei rischi, la conseguente elaborazione del documento, la predisposizione del servizio di prevenzione e protezione, comprensivo delle figure sensibili, e l’attività di formazione e informazione del personale interessato.
Il primo obbligo del Dirigente scolastico previsto dall’art. 4 del D.Lgs. 626 è l’elaborazione del documento di valutazione dei rischi. Il documento va redatto in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), con il medico competente, nel caso sia stata individuata come obbligatoria la sua nomina, e con la consultazione del responsabile dei lavoratori per la sicurezza (RLS).
La nomina del RSPP è di competenza del Dirigente scolastico. Come recita il D.M. 382, egli potrà trovare l’adeguata professionalità tra il personale interno all'unità scolastica provvisto di idonea capacità adeguatamente comprovata da iscrizione ad albi professionali, in mancanza tra il personale interno in possesso di attitudini e capacità adeguate o tra il personale interno ad altre unità scolastiche in possesso di specifici requisiti adeguatamente documentati e che sia disposto ad operare per una pluralità di istituti. Egli può ricorrere anche alla collaborazione del personale tecnico degli Enti locali (Comuni o Province) tenuti alla fornitura delle relative strutture immobiliari, nonché degli Enti o Associazioni preposti istituzionalmente alla tutela e sicurezza dei lavoratori. È previsto, anche, che le professionalità interne all'Istituto, eventualmente designate, possano essere supportate per gruppi d'istituti, da un esperto esterno. Nel caso in cui tutte queste modalità non siano percorribili è previsto l’affidamento della responsabilità di RSPP ad un esperto esterno.
Il RSPP deve avere attitudini e capacità adeguate, ulteriormente specificate dall’art.2 del D.Lgs. 195/2003, che introduce l’art. 8-bis nella 626.
I RSPP, come anche gli addetti al servizio di prevenzione e protezione, devono essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore e devono aver frequentato corsi di formazione, i cui indirizzi e requisiti minimi sono individuati in sede di Conferenza Stato-Regioni. Allo stato delle cose, si attende ancora che <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Conferenza Stato-Regioni trovi una definizione per la struttura di tali corsi.
Il D.Lgs. 195 prevede,all’art. 3, una clausola di cedevolezza, la quale dice che possono svolgere l’attività di addetto o di responsabile del servizio di prevenzione e protezione coloro che dimostrino di svolgere l’attività medesima da almeno sei mesi dalla data di entrata di vigore del medesimo decreto, 29 luglio 2003.
La nomina del RLS è invece di competenza della RSU.
Oltre ad essere consultato in ordine alla elaborazione del documento di valutazione dei rischi, il RLS (art. 19 della 626) può accedere ai luoghi di lavoro previa comunicazione al Dirigente scolastico, riceve le informazioni relative alla sicurezza, può richiedere il documento di valutazione dei rischi, riceve una adeguata formazione , formula osservazioni in occasioni di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti, può far ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure adottate dal Dirigente scolastico non siano idonee alla prevenzione e protezione dai rischi.
Questa ultima eventualità dovrebbe essere scongiurata nel momento in cui il Dirigente scolastico redige il documento di valutazione con la consultazione del RLS e con l’assistenza tecnica del RSPP.
Per redigere il documento di valutazione, il Dirigente scolastico effettuerà una ricognizione dei pericoli, ambiente per ambiente,valuterà il rischio cui i pericoli danno luogo, e individuerà le misure di prevenzione e protezione e dei dispositivi di protezione individuale (DPI). Proprio per il fatto che con la 626 si è passati da una logica “reattiva” di obblighi imposti dalla legge, ad una logica “programmatica” che prevede la partecipazione attiva di tutte le componenti alla valutazione del rischio e alla definizione delle misure di prevenzione e protezione, la parte più significativa del documento consiste nella programmazione delle azioni di miglioramento stabilita sulla base delle priorità di intervento. Le priorità di intervento discendono dalla classificazione dei pericoli fatta sulla base del rischio calcolato, dal più alto al più basso.
Il documento quindi non è un atto statico redatto una volta per tutte, ma esso viene aggiornato continuamente in funzione della realizzazione delle misure di prevenzione e protezione programmate e dell’evoluzione tecnica.
Il documento deve contenere anche i nominativi degli addetti al servizio di prevenzione e protezione (ASPP) la cui designazione è di competenza del Dirigente scolastico.
Come recita l’art. 2 del il D.M. 10 marzo 1998, la valutazione dei rischi di incendio e le conseguenti misure di prevenzione e protezione, costituiscono parte specifica del documento di valutazione dei rischi di cui all'art. 4, comma 2, del decreto legislativo n. 626/1994.
Il Dirigente scolastico ha quindi l’obbligo di redigere un Piano di emergenza che è un documento che consente di gestire le situazioni critiche che possono essere di vario tipo: interne, come l’incendio, il primo soccorso, l’allagamento, la fuga di gas e fuoruscita di liquidi infiammabili-tossici-nocivi; esterne, come l’attacco terroristico, l’alluvione, l’evento sismico e l’emergenza della nube tossica.
Il Piano di emergenza è costituito da istruzioni scritte e da un elaborato grafico.
Il Dirigente scolastico ha l’obbligo e la competenza di designare i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e di gestione delle emergenze.
Nel Piano di emergenza hanno una particolare rilevanza le procedure stabilite per l’evacuazione dell’istituto, con l’indicazione dei lavoratori cui sono stati assegnati degli incarichi particolari.
Questi lavoratori sono le cosiddette “ figure sensibili” che vanno dal Coordinatore delle emergenze, al responsabile della chiamata, al responsabile della interruzione degli impianti; ma anche i componenti la squadra antincendio, i componenti la squadra di evacuazione e i soccorritori del primo soccorso, sono designati dal Dirigente e fanno parte delle figure sensibili e degli addetti al servizio di prevenzione e protezione.
Chi è nominato non può rifiutare l’incarico salvo gravi e comprovati motivi ed ha diritto ad una specifica formazione per assolvere l’incarico.
Dopo aver effettuato la valutazioni dei rischi, qualora ne ricorrano le condizioni, il Dirigente scolastico nomina il medico competente. Le condizioni sono quelle previste dagli artt. 33,34 e 35 del D.P.R. 303/56 come integrato dal D.M. 5 settembre 1994. Nella scuola, questo significa presenza di laboratori, macchine, apparecchi e attrezzature di lavoro comportanti specifici rischi per la salute, e l’uso di videoterminali per più di 20 ore alla settimana.
Nelle scuole statali l’individuazione del medico competente è concordata preferibilmente con le aziende sanitarie locali competenti per territorio(D.M. 382/98), o con una struttura pubblica dove sia disponibile un medico con i requisiti indicati per la funzione di medico competente, sulla base di apposite convenzioni tipo da definirsi tra le strutture medesime e l’autorità scolastica.A questo proposito la C.M. 119/’99 faceva riferimento ai Provveditorati agli studi: nella nuova organizzazione del MIUR a livello regionale e con la nuova organizzazione della sanità, si ritiene che le convezioni tipo vadano definite tra USR e ASUR.
Obbligo del Dirigente scolastico è tenere un registro infortuni nel quale sono registrati cronologicamente gli infortuni sul lavoro che comportano l’assenza dal lavoro di almeno un giorno.
Il registro è redatto conformemente al modello approvato con decreto del Ministero del Lavoro ed è conservato sul luogo di lavoro a disposizione dell’organo di vigilanza
Informazione e formazione del personale.
La formazione, costituisce un obbligo per il dirigente scolastico, il quale predisporrà, a tal fine, un piano organico nell'ambito delle attività formative programmate dall'istituto secondo la vigente normativa contrattuale. Tale piano sarà inserito nel documento di valutazione dei rischi alla voce formazione dei lavoratori.
Tale formazione non è ovviamente quella prevista dal D.Lgs. 195 ma è quella relativa all’organizzazione interna del servizio di prevenzione e protezione.
I docenti, gli insegnanti tecnico pratici e gli assistenti tecnici sono preposti ed hanno precise responsabilità nell’osservare e nel far osservare le misure di sicurezza; gli studenti sono lavoratori e quindi obbligati a rispettare le norme di sicurezza e ad indossare i dispositivi di protezione individuale.
Tutti i lavoratori e le figure ad essi equiparati devono, quindi, essere informati e formati. La formazione dei lavoratori e quella dei rispettivi rappresentanti deve avvenire durante l’orario di lavoro e non può comportare alcun onere economico a loro carico.
Il Ministero ha, predisposto, in materia, un apposito corso di autoformazione su supporto multimediale (CD Rom che soddisfa gli obblighi in questione), con relativa certificazione dell'avvenuto adempimento.
Compito del dirigente scolastico e fornire informazione ai lavoratori (personale e studenti) in relazione all’attività svolta da ciascuno e delle relative responsabilità.
Il Ministero, ad integrazione del prodotto multimediale citato,ha promosso iniziative di formazione, dirette a porre i Capi di istituto nella condizione di meglio assolvere al proprio compito specifico cd essere, altresì, in grado di assumere la veste di responsabile del servizio di prevenzione e protezione, ove consentito .
Il recente D.Lgs. 195 già citato, ha fornito precise indicazioni anche sulla questione della formazione del RSPP e degli addetti al servizio medesimo.
I corsi di formazione sono organizzati dalle regioni e province autonome, dalle università, dall'ISPESL, dall'INAIL, dall'Istituto italiano di medicina sociale, dal Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, dall'amministrazione della Difesa, dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori o dagli organismi paritetici. Altri soggetti formatori possono essere individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le regioni.
Solo coloro che sono in possesso di laurea triennale di "Ingegneria della sicurezza e protezione" o di "Scienze della sicurezza e protezione" o di "Tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro" sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione.
L'informazione dei lavoratori, estesa anche agli alunni, può essere correttamente ed opportunamente assicurata- previa consultazione del RSPP e del RLS- mediante la produzione e diffusione di opuscoli sintetici,di agevole consultazione, nei quali siano riassunti i principi indicati dalla normativa di riferimento, unitamente a quelle informazioni ritenute utili rispetto all’organizzazione dell'istituzione scolastica in materia di sicurezza, prevenzione e soccorso.
Le responsabilità in ordine alla sicurezza sono personali, sia nel caso di sanzioni amministrative che, a maggior ragione, nel caso di sanzioni penali.
Il codice civile (art. 2087) impone al datore di lavoro di adottare le misure necessarie alla tutela dei lavoratori.
Il codice penale (artt. 437, 451, 589 e3 590) prevede sanzioni penali per i datori di lavoro che omettono di realizzare misure di sicurezza e i dispositivi antincendio.
La 626, agli artt. 89 e 90, prevede sanzioni per i datori di lavoro e i preposti.
L’eventuale e consigliata assicurazione del Dirigente scolastico, deve prevedere esplicitamente la copertura per i sinistri rientranti nella casistica della sicurezza sul lavoro e la tutela legale.
Naturalmente le sanzioni amministrative non sono coperte da nessuna assicurazione.
La conservazione della documenta­zione agli atti della scuola, costituisce obbligo per il Dirigente scolastico, e l’inosservanza, rilevata in sede di ispezioni o verifi­che disposte dagli organi tecnici di controllo, comporta l'appli­cazione di una sanzione amministrativa.
L'inosservanza degli obblighi (mancanza del documento di valutazione dei rischi, mancata designazione del RSPP, mancata nomina del medico competente nel caso in cui sia previsto, mancata rielaborazione del documento in occasione di modifiche significative ai fini della sicurezza e della salute dei lavoratori) configurava in precedenza reato perseguibile con applicazione di sanzione penale pecuniaria.
La legge ha disposto la depenalizzazione della inosservan­za di tali obblighi, sostituendo alla sanzione penale una sanzio­ne pecuniaria di natura amministrativa.
Le inosservanze delle norme di sicurezza è invece pe­nalmente perseguibile, indipendentemente dal verificarsi del­l'infortunio, costituendo reato di pericolo, per il quale opera una presunzione assoluta di responsabilità.
Nel caso di interventi di competenza degli Enti Locali proprietari o manutentori delle strutture, in caso di carenza di interventi degli stessi, la responsabilità del capo di istituto sussiste:
laddove non abbia curato di sollecitare gli interventi del­l'Ente locale tenuto alla manutenzione, o comunicato nei casi più gravi, prima al Provveditore agli Studi ora all’Ufficio Scolastico regionale, le omissioni e la persistente inerzia dell'Ente locale stesso al fine dell'adozione delle opportune misure;
comunque se non abbia adottato le possibili misure di e­mergenza atte a scongiurare gli incombenti eventi dannosi.
Limiti della responsabilità del Dirigente scolastico.
Il comma 12, dell’art. 4 della 626, fornisce anche i limiti di responsabilità del Dirigente scolastico; infatti gli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso alle istituzioni scolastiche ed educative, restano a carico dell’amministrazione tenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione.
In tal caso, per i Dirigenti scolastici, gli obblighi si intendono assolti con la richiesta del loro adempimento all’amministrazione competente.
La medesima amministrazione competente ha i seguenti compiti: 1) mettere a disposizione strutture idonee all’uso; 2) provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edificio e degli impianti , con la verifica periodica dello stato di conservazione;3) abbattere le barriere architettoniche; 4)provvedere all’adeguamento degli impianti esistenti (elettrico, telefonico, di terra, di protezione dalle scariche atmosferiche, di riscaldamento antincendio, idraulico, sanitario fognario etc.);5) informare le scuole sui programmi posti in essere per gli adeguamenti degli edifici da realizzarsi entri il 31 dicembre 2004, ora prorogato al 31 dicembre 2005 dal DL 266/2004; 6) fornire alla scuola le certificazioni in copia inerenti all’edificio e agli impianti.
È auspicabile che a livello provinciale si promuovano iniziative congiunte Scuola-Enti locali per fare il punto della situazione sugli interventi messi per garantire la sicurezza degli edifici e per valutare le priorità per quelli ancora da realizzare.
La documentazione relativa all’edificio, che il DS deve avere, consiste in:1) planimetrie dei locali, 2) certificazione di conformità degli impianti;, 3) modello di denuncia dell’impianto sia di messa a terra sia di protezione contro le scariche atmosferiche; 4) certificato di prevenzione incendi; 5)autorizzazioni edilizie e certificazioni di agibilità; 6) valutazione del rischio dell’edificio con eventuali prescrizioni o divieti d’utilizzo dei locali anche in relazione alla presenza di manufatti in amianto all’interno delle scuole.
Rapporto scuola- Enti locali.
La C.M. 119 si preoccupa di sottolineare come il rapporto tra le istituzioni scolastiche e gli Enti Locali (Comuni e Province) vada sviluppato nel segno della migliore integrazione e con ogni spirito collaborativo, considerata la stretta connessione tra Ente Locale e Scuola, sia per gli aspetti tecnici, attinenti la fornitura e la manutenzione delle strutture, sia per quelli generali di espressioni delle comunità locale. Resta fermo quanto in precedenza indicato, in merito alle questioni di carattere strutturale e manutentivo che fanno capo direttamente ai Comuni e alle Province rispettivamente obbligati ai sensi della vigente normativa.
Si raccomanda, pertanto, a tutte le componenti interessate, pur nell'esercizio di ruoli e funzioni che in taluni casi possono prospettarsi in posizioni dialettiche, di tenere comunque e sempre presente la necessità di operare nello spirito della massima apertura e collaborazione, in un'ottica di fattiva sinergia di obiettivi e risorse.
La realizzazione del Fascicolo tecnico dell’edificio, che sarà compilato a cura degli Enti proprietari e del Dirigente scolastico, è un ottimo esempio di collaborazione.
Bene hanno fatto la Regione Marche, l’USR e il Servizio di Protezione civile e Sicurezza locale a definire un protocollo d’intesa all’interno del quale è stato organizzato questo convegno, e bene faranno a promuovere ogni iniziativa ritenuta opportuna per coordinare e raccordare, in merito, le istituzioni scolastiche con gli Enti a qualunque titolo coinvolti.