Source: http://www.esseessepi.it/2017/01/
Timestamp: 2018-04-20 14:44:13+00:00
Document Index: 40575220

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 95', 'art. 97', 'art.1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 80']

2017 gennaio | SSP – Sicurezza Sanità Privacy
Circolare dell INL sui profili logistici, di coordinamento e di programmazione dell’attività di vigilanza
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro con la circolare n. 2 del 25 gennaio 2017, fornisce – ai propri ispettori – le prime indicazioni operative circa i profili logistici, di coordinamento e di programmazione dell’attività di vigilanza. Tali indicazioni, al fine di consentire l’adozione delle prime misure organizzative, potranno trovare applicazione a far data dal 1° febbraio 2017, fermo restando il perfezionamento dell’iter procedimentale relativo al citato decreto interministeriale di cui si provvederà a notiziare codesti Uffici. Programmazione dell’attività ispettiva Le funzioni di programmazione e di coordinamento di tutta l’attività ispettiva sono assicurate dalla competente struttura centrale dell’Ispettorato nazionale del lavoro e, per quanto riguarda le singole realtà territoriali, dai Dirigenti delle diverse sedi dell’Ispettorato che, a tal fine, possono avvalersi del Coordinatore della vigilanza e dei “referenti” degli Istituti previdenziali. Parallelamente al Coordinatore della vigilanza, gli Istituti provvedono infatti ad individuare uno o più “referenti” secondo i rispettivi ordinamenti (per l’INPS potranno pertanto coincidere con gli attuali RUO, mentre per l’INAIL con il personale, anche amministrativo, responsabile del coordinamento della vigilanza). Tali referenti saranno in numero adeguato a coprire ciascuna realtà territoriale e andranno comunicati sia alla Direzione centrale vigilanza, sia alla competente sede territoriale dell’Ispettorato. Il coordinamento e l’uniformità delle
Oneri di sicurezza negli appalti: le sentenze più recenti
24 gennaio 2017 Normativa recente, Sicurezza
Nella materia degli appalti pubblici, il tema della sicurezza assume carattere centrale, in quanto connesso in modo inscindibile al diritto alla salute che nel nostro ordinamento ha rilevanza costituzionale (art. 32). Il quadro normativo Il c.d. Codice dei contratti pubblici, approvato con il D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 “Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture” prevede che nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (art. 95, comma 10). Il testo normativo esclude l’ammissibilità di giustificazioni in relazione agli oneri di sicurezza di cui al piano di sicurezza e coordinamento previsto dalla disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro contenuta nel D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81. La stazione appaltante può valutare la congruità di ogni offerta che, in base ad elementi specifici, appaia anormalmente bassa (art. 97, D.lgs. n. 50/2016). Distinzione tra costi
23 gennaio 2017 Attualità, Sicurezza
Dal primo gennaio 2017 sono cambiate le procedure INPS per gestire le domande e l’erogazione dell’assegno di natalità, aggiornate con una serie di controlli incrociati rispetto alle dichiarazioni ISEE: la conseguenza è che i contribuenti potrebbero vedersi sospendere i pagamenti, oppure rifiutare la domanda. Le nuove istruzioni sono contenute nel messaggio 261/2017 dell’istituto previdenziale. L’assegno di natalità è stato previsto dalla Legge di Stabilità (commi da 125 a 129 dell’articolo 1 della legge 190/2014), spetta per ogni figlio nato fra il 2015 e il 2017 e va da 80 a 160 euro al mese a seconda dell’ISEE familiare. => Assegno di natalità: DSU per il bonus bebè Il punto sono i dati che il contribuente autodichiara compilando la DSU quando richiede l’ISEE, fra cui ci sono quelli relativi al patrimonio mobiliare. L’Agenzia delle Entrate effettua controlli incrociando le autodichiarazioni con i dati disponibili in Anagrafe Tributaria. Se emergono omissioni o differenze, invia comunicazione all’INPS. L’istituto, dallo scorso 1 gennaio 2017, in questi casi sospende automaticamente l’istruttoria relativa alla domanda di prestazione, e invia automaticamente un avviso al contribuente, che indica la sospensione dell’istruttoria e contiene la richiesta di presentare entro 30 giorni una nuova DSU (dichiarazione sostitutiva unica), con le
Le assunzioni attraverso il programma Garanzia Giovani – 2017
20 gennaio 2017 Attualità, Normativa recente
Con un Decreto Direttoriale, già riportato sul sito del Ministero del Lavoro il 2 dicembre 2016 e, ora, pubblicato su quello dell’ANPAL, sono state rese note le condizioni per accedere, nel corso del 2017, alle agevolazioni connesse per le assunzioni attraverso il programma Garanzia Giovani che si avvale dei finanziamenti del Programma operativo Nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (PON SPAO), sotto la regia dell’INPS che ha la completa gestione dell’incentivo (art.1). Detto questo, si ritiene opportuno passare ad esaminare il provvedimento. Con l’art. 2 il Decreto Direttoriale (a firma del Direttore Generale per le Politiche Attive e i Servizi per il Lavoro e la Formazione del Ministero del Lavoro, transitate dal 1° gennaio 2017 all’ANPAL) prevede, in favore dei datori di lavoro privati che, senza esservi tenuti, assumano giovani profilati in Garanzia Giovani, uno specifico incentivo i cui importi sono determinati dall’art. 4. La norma si rivolge, come si è detto, a tutti i datori di lavoro privati, senza alcuna delimitazione geografica: dalla dizione ne consegue che la disposizione si applica anche ai datori che non sono imprenditori (studi professionali, associazioni, fondazioni, ecc.) ma anche alle aziende private a capitale pubblico. Tra i destinatari della norma vi sono
Se siete interessati a conoscere quali sono gli obblighi per le aziende o condomini sulle verifiche impianto elettrico, nell’articolo trattiamo la normativa vigente e le modalità attuative per quel che riguarda le verifiche impianti elettrici in particolare per gli impianti di terra, i dispositivi di protezione dalle scariche atmosferiche e gli impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione. Inoltre segnaliamo i link di aziende o enti che trattano le verifiche impianto elettrico. Verifiche impianto elettrico Si intende per sicurezza elettrica “la capacità di un impianto elettrico di essere dotato di tutti i requisiti per non arrecare danno e non nuocere alle persone, alle cose e a se stesso”. Venire a contatto con l’energia elettrica è particolarmente pericoloso specialmente quando i livelli della corrente sono elevati, ma servendosi delle precauzioni e dei dispositivi di protezione si può ottenere un livello di sicurezza molto alto. La norma principale del nostro ordinamenyo giuridico rispetto all’eliminazione o alla limitazione dei rischi elettrici è il D.Lgs.81/08 che ha fornito precise indicazioni sulla valutazione del rischio elettrico (art. 80 e seguenti), in cui sono trattati gli obblighi del datore di lavoro connessi al rischio elettrico. Per far sì che non avvengano incidenti o infortuni è