Source: https://dirittiregionali.org/2011/03/14/la-%E2%80%9Cintangibilita%E2%80%9D-del-commissario-ad-acta-nell%E2%80%99esercizio-del-potere-sostitutivo-ex-art-120-cost-corte-cost-n-782011/
Timestamp: 2017-06-28 20:57:23+00:00
Document Index: 95912702

Matched Legal Cases: ['art. 120', 'art. 120', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 120', 'sentenza ', 'art. 120', 'art. 120', 'art. 120', 'art. 120']

[Corte cost., n. 78/2011] La “intangibilità” del commissario ad acta, nell’esercizio del potere sostitutivo ex art. 120 Cost. | Diritti regionali
← Federalismo sì, federalismo no. Ma nel frattempo…
I tre volti dell’unità d’Italia: ieri, oggi, domani (A. Ruggeri) →
[Corte cost., n. 78/2011] La “intangibilità” del commissario ad acta, nell’esercizio del potere sostitutivo ex art. 120 Cost.	Pubblicato il 14 marzo 2011	di AM La questione di legittimità costituzionale degli articoli 31, 32 e 33 della legge della regione Molise n. 8 del 2010 (“Disciplina sull’assetto programmatorio, contabile, gestionale e di controllo dell’Azienda sanitaria regionale”) consente alla Corte di fare alcune precisazioni sulla “portata” dell’articolo 120 Cost.
Premesso che il Presidente della regione Molise è stato nominato commissario ad acta per il rientro dal deficit nel settore sanitario, e che le norme suddette dispongono come sia la Giunta ad esercitare il controllo su tutti gli atti del Direttore generale dell’Azienda sanitaria regionale (art. 31, co. 2), come gli atti adottati dalla Giunta nell’esercizio della funzione di vigilanza non siano soggetti a controllo (art. 31, co. 3) e come la medesima possa altresì deliberare la risoluzione del contratto con il Direttore generale e la sua contestuale sostituzione, qualora questi non provveda nei termini all’adozione del bilancio o alla proposta per la copertura della perdita d’esercizio (art. 31, co. 8, lett. c) il ricorrente assume, infatti, che la disciplina recata dalle disposizioni impugnate si risolverebbe in un “obiettivo svuotamento dei poteri del commissario ad acta, e dunque in una violazione dell’art. 120, secondo comma, Cost.”.
Già nella sentenza 2/2010 la Corte costituzionale aveva dichiarato costituzionalmente illegittima una normativa legislativa della regione Lazio che riservava esclusivamente agli organi ordinari della Regione la modifica delle disposizioni finanziarie, di bilancio e contabili, pur presentando esse profili di interferenza con l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario: ciò in quanto tale riserva costituiva “un obiettivo svuotamento dei poteri del commissario ad acta” traducendosi, appunto, in una violazione dell’art. 120, co. 2, Cost.
A differenza di tale precedente, nella fattispecie in esame non è ravvisabile un diretto contrasto con i poteri del commissario; e tuttavia ricorre comunque una “situazione di interferenza sulle funzioni commissariali, idonea ad integrare la violazione dell’art. 120, secondo comma, Cost.” in quanto l’operato del commissario ad acta – incaricato dell’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario, previamente concordato tra lo Stato e la Regione interessata – consegue all’esito di una persistente inerzia degli organi regionali, essendosi questi ultimi sottratti ad un’attività che pure è imposta dalle esigenze della finanza pubblica. Ed anzi – ritenuto che l’esercizio del potere sostitutivo è altresì imposto, nel caso de quo, dalla necessità di assicurare sia la tutela dell’unità economica della Repubblica sia dei livelli essenziali delle prestazioni, concernenti il diritto fondamentale alla salute – le funzioni amministrative del commissario devono essere poste al riparo da ogni interferenza degli organi regionali, fino all’esaurimento dei compiti di attuazione del piano di rientro; e ciò senza che possa essere evocato il rischio di fare di esso l’unico soggetto cui spetti di provvedere per il superamento della situazione di emergenza sanitaria in ambito regionale.
Pare dunque evidente come la Corte abbia inteso configurare non soltanto il ruolo del commissario, bensì anche l’esercizio dei suoi poteri, come un “presidio” dello Stato giustificato dell’esercizio del potere sostitutivo, costituzionalmente garantito ex art. 120. Rispetto a tale presidio, le Regioni non possono in alcun modo né adottare atti (amministrativi) invasivi delle relative attribuzioni né, tantomeno, approvare atti (legislativi) interferenti con l’ampiezza delle medesime, in relazione al fine per il quale siano stati disposti.
Questa voce è stata pubblicata in Commissario ad acta, Leggi regionali, Regione Molise e contrassegnata con commissario ad acta, Corte costituzionale commissario ad acta, legge regionale Molise, sanità regionale Molise. Contrassegna il permalink.	← Federalismo sì, federalismo no. Ma nel frattempo…
2 risposte a [Corte cost., n. 78/2011] La “intangibilità” del commissario ad acta, nell’esercizio del potere sostitutivo ex art. 120 Cost.
Cleo ha detto:	21 aprile 2013 alle 4:01 pm	Excellent article! We will be linking to this great post
website ha detto:	4 agosto 2013 alle 12:19 am	Hi there! Quick question that’s totally off topic. Do you know how to make your site mobile friendly? My website looks weird when browsing from my iphone 4. I’m trying to find a