Source: https://www.laleggepertutti.it/166344_nascono-gli-sportelli-per-il-lavoro-autonomo
Timestamp: 2018-03-21 10:45:44+00:00
Document Index: 76301927

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 81', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 6', 'in fine', 'art. 4']

Nascono gli sportelli per il lavoro autonomo
News Nascono gli sportelli per il lavoro autonomo
Con il «Jobs Act Autonomi» nascono, presso i centri per l’impiego, gli sportelli per lavoro autonomo che serviranno ad assistere professionisti e autonomi nella ricerca del lavoro.
Una delle novità contenute nel nuovo testo di legge denominato «Job Act Autonomi» è l’istituzione, a partire dal 14 giugno 2017, di sportelli per il lavoro autonomo che dovranno assistere professionisti e autonomi nella ricerca del lavoro, nelle pratiche per l’avvio di attività, per l’accesso ad appalti.
I nuovi sportelli per il lavoro autonomo dovranno essere costituiti presso ogni sede dei centri per l’impiego e gli organismi autorizzati alle attività di intermediazione. Si tratta, in particolare, di uno “sportello” appositamente dedicato al lavoro autonomo, il cui compito consiste nel:
fornire informazioni e assistenza ai professionisti ed alle imprese che ne facciano richiesta;
fornire informazioni relative alle procedure per l’avvio di attività autonome e per le eventuali trasformazioni nonché per l’accesso a commesse ed appalti pubblici.
A tal fine i soggetti che svolgono le funzioni di collocamento possono stipulare convenzioni con gli ordini, le associazioni professionali [2] e con le associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale dei lavoratori autonomi iscritti e non iscritti ad albi professionali.
I centri per l’impiego dovranno fornire altresì informazioni e supporto ai lavoratori autonomi con disabilità, avvalendosi dei servizi per il collocamento mirato delle persone con disabilità [3].
[1] Art. 10, co. 1, 3 e 4, L. 81/2017: GU 13 giugno 2017 n. 135
[2] Art. 4, co. 1, e art. 5 L. 4/2013.
[3] Art. 6 L 68/1999.
Art. 10: «Accesso alle informazioni sul mercato e servizi personalizzati di orientamento, riqualificazione e ricollocazione»
1.- I centri per l’impiego e gli organismi autorizzati alle attività di intermediazione in materia di lavoro ai sensi della disciplina vigente si dotano, in ogni sede aperta al pubblico, di uno sportello dedicato al lavoro autonomo, anche stipulando convenzioni non onerose con gli ordini e i collegi professionali e le associazioni costituite ai sensi degli articoli 4, comma 1, e 5 della legge 14 gennaio 2013, n. 4, nonche’ con le associazioni comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale dei lavoratori autonomi iscritti e non iscritti ad albi professionali.
2.- L’elenco dei soggetti convenzionati di cui al comma 1 e’ pubblicato dall’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL) nel proprio sito internet. Le modalita’ di trasmissione all’ANPAL delle convenzioni e degli statuti dei soggetti convenzionati sono determinate con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
3.- Lo sportello dedicato di cui al comma 1 raccoglie le domande e le offerte di lavoro autonomo, fornisce le relative informazioni ai professionisti ed alle imprese che ne facciano richiesta, fornisce informazioni relative alle procedure per l’avvio di attivita’ autonome e per le eventuali trasformazioni e per l’accesso a commesse ed appalti pubblici, nonche’ relative alle opportunita’ di credito e
4.- Nello svolgimento delle attivita’ di cui al comma 3, i centri per l’impiego, al fine di fornire informazioni e supporto ai lavoratori autonomi con disabilita’, si avvalgono dei servizi per il collocamento mirato delle persone con disabilita’ di cui all’articolo 6 della legge 12 marzo 1999, n. 68.
5.- Agli adempimenti di cui al presente articolo si provvede senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
«Art. 4 (Pubblicita’ delle associazioni professionali).
– 1. Le associazioni professionali di cui all’art. 2 e le forme aggregative delle associazioni di cui all’art. 3 pubblicano nel proprio sito web gli elementi informativi che presentano utilita’ per il consumatore, secondo criteri di trasparenza, correttezza, veridicita’. Nei casi in cui autorizzano i propri associati ad utilizzare il riferimento all’iscrizione all’associazione quale marchio o attestato di qualita’ e di qualificazione professionale dei propri servizi, anche ai sensi degli articoli 7 e 8 della presente legge, osservano anche le prescrizioni di cui all’art. 81 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.
– 2. Il rappresentante legale dell’associazione professionale o della forma aggregativa garantisce la correttezza delle informazioni fornite nel sito web.
– 3. Le singole associazioni professionali possono promuovere la costituzione di comitati di indirizzo e sorveglianza sui criteri di valutazione e rilascio dei sistemi di qualificazione e competenza professionali. Ai suddetti comitati partecipano, previo accordo tra le parti, le associazioni dei lavoratori, degli imprenditori e dei consumatori maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Tutti gli oneri per la costituzione e il funzionamento dei comitati sono posti a carico delle associazioni rappresentate nei comitati stessi.».
«Art. 5 (Contenuti degli elementi informativi).
– 1. Le associazioni professionali assicurano, per le finalita’ e con le modalita’ di cui all’art. 4, comma 1, la piena conoscibilita’ dei seguenti elementi:
a)- atto costitutivo e statuto;
b)- precisa identificazione delle attivita’ professionali cui l’associazione si riferisce;
c)- composizione degli organismi deliberativi e titolari delle cariche sociali;
d)- struttura organizzativa dell’associazione;
e)- requisiti per la partecipazione all’associazione, con particolare riferimento ai titoli di studio relativi alle attivita’ professionali oggetto dell’associazione, all’obbligo degli appartenenti di procedere all’aggiornamento professionale costante e alla predisposizione di strumenti idonei ad accertare l’effettivo assolvimento di tale obbligo e all’indicazione della quota da versare per il conseguimento degli scopi statutari;
f)- assenza di scopo di lucro.
– 2. Nei casi di cui all’art. 4, comma 1, secondo periodo, l’obbligo di garantire la conoscibilita’ e’ esteso ai seguenti elementi:
a)- il codice di condotta con la previsione di sanzioni graduate in relazione alle violazioni poste in essere e l’organo preposto all’adozione dei provvedimenti disciplinari dotato della necessaria autonomia;
b)- l’elenco degli iscritti, aggiornato annualmente;
c)- le sedi dell’associazione sul territorio nazionale, in almeno tre regioni;
d)- la presenza di una struttura tecnico-scientifica dedicata alla formazione permanente degli associati, in forma diretta o indiretta;
e)- l’eventuale possesso di un sistema certificato di qualita’ dell’associazione conforme alla norma UNI EN ISO 9001 per il settore di competenza;
f)- le garanzie attivate a tutela degli utenti, tra cui la presenza, i recapiti e le modalita’ di accesso allo sportello di cui all’art. 2, comma 4.».
– 1. Gli organismi individuati dalle regioni ai sensi dell’art. 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, di seguito denominati “uffici competenti”, provvedono, in raccordo con i servizi sociali, sanitari, educativi e formativi del territorio, secondo le specifiche competenze loro attribuite, alla programmazione, all’attuazione, alla verifica degli interventi volti a favorire l’inserimento dei soggetti di cui alla presente legge nonche’ all’avviamento lavorativo, alla tenuta delle liste, al rilascio delle autorizzazioni, degli esoneri e delle compensazioni territoriali, alla stipula delle convenzioni e all’attuazione del collocamento mirato. I medesimi organismi sono tenuti a comunicare, anche in via telematica, con cadenza almeno mensile, alla competente Direzione territoriale del lavoro, il mancato rispetto degli obblighi di cui all’art. 3, nonche’ il ricorso agli esoneri, ai fini della attivazione degli eventuali accertamenti.
All’art. 6, comma 3, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, sono apportate le seguenti modificazioni:
a)- le parole: “maggiormente rappresentative” sono sostituite dalle seguenti: “comparativamente piu’ rappresentative”;
b)- sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: “Nell’ambito di tale organismo e’ previsto un comitato tecnico composto da funzionari ed esperti del settore sociale e medico-legale e degli organismi individuati dalle regioni ai sensi dell’art. 4 del presente decreto, con particolare riferimento alla materia delle inabilita’, con compiti relativi alla valutazione delle residue capacita’ lavorative, alla definizione degli strumenti e delle prestazioni atti all’inserimento e alla predisposizione dei controlli periodici sulla permanenza delle condizioni di inabilita’. Agli oneri per il funzionamento del comitato tecnico si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa per il funzionamento della commissione di cui al comma 1.».