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Timestamp: 2016-10-25 19:22:03+00:00
Document Index: 84713844

Matched Legal Cases: ['DTF ', 'art. 84', 'art. 51', 'art. 7', 'DTF ', 'art. 24', 'art. 96', 'art. 22', 'art. 96']

H 321/02 (28.04.2003)
con decisione 27 marzo 2001 della Cassa svizzera di compensazione il cittadino italiano S.________, nato nel 1935, � stato posto al beneficio di una rendita ordinaria di vecchiaia di fr. 94.- per il mese di dicembre 2000 e di fr. 96.- dal 1� gennaio 2001,
l'importo della prestazione � stato calcolato in base ad una durata contributiva di 5 anni e 11 mesi, una scala rendite 4 e un reddito annuo medio determinante di fr. 13 596.-,
invitato dalla Commissione ad indicare le ragioni del ritardo dell'impugnativa, S.________ ha risposto, tramite la moglie, di non essere in grado di controllare le sue pratiche, producendo a comprova due atti medici dai quali emerge che egli � affetto, in particolare, da emiparesi destra da vasculopatia cerebrale,
con giudizio 28 ottobre 2002 l'autorit� commissionale, pur riconoscendo la gravit� delle turbe lamentate dall'assicurato, ha osservato che nel caso concreto non ricorrevano gli estremi per la restituzione del termine e non � pertanto entrata nel merito del gravame, in quanto ritenuto tardivo,
nel caso in oggetto l'autorit� giudiziaria commissionale ha dichiarato il ricorso di prima istanza irricevibile, poich� tardivo,
di conseguenza, al Tribunale federale delle assicurazioni non compete, quand'anche venisse ammessa la ricevibilit� dell'impugnativa di prima istanza, di statuire nel merito della lite (DTF 117 V 122 consid. 1),
contro le decisioni pronunciate dagli organi amministrativi in virt� della LAVS, gli interessati possono presentare ricorso entro 30 giorni dalla notificazione (art. 84 cpv. 1 LAVS),
il termine per depositare un ricorso indirizzato alle autorit� amministrative o giudiziarie competenti si considera osservato se il gravame � consegnato, con lettera raccomandata, ad un ufficio postale del paese di residenza l'ultimo giorno di scadenza del termine, il timbro postale facendo fede (art. 51bis dell'Accordo amministrativo italo-svizzero 18 dicembre 1963 in materia di sicurezza sociale, introdotto dall'art. 7 dell'Accordo amministrativo 25 febbraio 1974),
dal momento che la decisione amministrativa impugnata � stata emanata precedentemente all'entrata in vigore (1� giugno 2002) dell'Accordo 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunit� europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone, questo Accordo, in particolare il suo Allegato II, che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, non si applica nella presente procedura (DTF 128 V 316 consid. 1),
la restituzione per l'inosservanza di un termine pu� essere accordata se il richiedente o il suo rappresentante � stato impedito, senza sua colpa, d'agire entro il termine stabilito (art. 24 cpv. 1 PA, applicabile in virt� dell'art. 96 LAVS),
nell'evenienza concreta, non pu� essere stabilito quando la decisione 27 marzo 2001 sia stata notificata all'interessato,
� invece evidente, sulla base degli atti, che quest'ultimo debba aver preso conoscenza del provvedimento amministrativo al pi� tardi il 19 aprile 2001, data in cui S.________ ha impugnato l'atto in questione inoltrando ricorso direttamente sul foglio di trasmissione allegato alla decisione del 27 marzo precedente, la quale, quindi, necessariamente doveva essergli stata notificata,
se il ricorrente non � stato impedito di allestire o di far allestire il gravame, non poteva nello stesso modo neppure essere impedito di consegnarlo o di farlo consegnare alla posta in tempo utile, vale a dire, nell'ipotesi pi� favorevole all'insorgente, entro il termine di 30 giorni a contare dal 23 aprile 2001, visto che l'ipotetica notifica era venuta a cadere nelle ferie giudiziarie pasquali (v. art. 22a lett. a PA, sempre in relazione con l'art. 96 LAVS),
in queste condizioni, il giudizio commissionale di inammissibilit� non pu� che essere tutelato, quando si ricordi, per completezza, che, per un principio generale, il rappresentato � tenuto a sopportare le conseguenze di eventuali omissioni e negligenze commesse dal suo rappresentante,