Source: https://studioturconi.com/circolari/area-contabile/18-legge-di-bilancio-imposte
Timestamp: 2020-03-29 11:33:24+00:00
Document Index: 47596900

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 51', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 1']

Legge di Bilancio - Imposte - Studio Turconi
l’esclusione dal reddito delle somme sostenute per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico
le modalità per determinare il costo o il valore di acquisto delle azioni ricevute dai dipendenti in sostituzione dei premi di produttività • modifiche alle soglie reddituali per usufruire del "bonus" di 80 euro
ESCLUSIONE DAL REDDITO DEI DIPENDENTI DELLE SOMME PER L’ACQUISTO DI ABBONAMENTI DEL TRASPORTO PUBBLICO (art. 1, comma 28)
La Legge di bilancio 2018 introduce alcune modifiche al TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) volte a incentivare l’uso di mezzi di trasporto pubblico. Tale intervento ha ad oggetto gli abbonamenti periodici del servizio di trasporto pubblico per tratte locali, regionali e interregionali (resta, invece, invariata la disciplina che riguarda i singoli titoli di viaggio).
La norma intende disincentivare l’uso di veicoli privati, specie nelle aree urbane, e apportare benefici di carattere ambientale.
Nello specifico si prevede l’esclusione dalla base imponibile del lavoratore dipendente:
delle somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro per l’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari a carico, ovvero
delle spese direttamente sostenute dal datore di lavoro, volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale per l’acquisto degli stessi abbonamenti
È pertanto indifferente la modalità con cui il datore di lavoro sostiene la spesa dell’abbonamento: può fornire al dipendente il denaro necessario per l’acquisto, rimborsare la spesa già effettuata o acquistare direttamente l’abbonamento.
Resta ferma la previsione (art. 51, comma 2, lett. d) - TUIR) in base alla quale non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente le prestazioni di trasporto collettivo - ossia un servizio regolare, con percorsi ed orari predeterminati e per gruppi di utenti definiti - in favore della generalità o di categorie di dipendenti, sia se effettuato con mezzi propri del datore di lavoro o noleggiati, sia se affidate a terzi, purché il dipendente resti del tutto estraneo al rapporto con il vettore.
BONUS DI 80 EURO AL MESE - INCREMENTO DELLE SOGLIE REDDITUALI (art. 1, comma 132)
La Legge di bilancio 2018 modifica la disciplina del credito (c.d. "bonus") di 80 euro al mese destinato ai lavoratori dipendenti e ai titolari di alcuni redditi assimilati, con un reddito complessivo Irpef non superiore ad un determinato importo, di cui all’art. 13, comma 1-bis, del TUIR.
L’intervento consiste in un lieve incremento delle soglie reddituali previste per beneficiare del bonus di 80 euro al mese, in misura "integrale" o "proporzionale" al reddito complessivo posseduto, passate rispettivamente da euro 24.000 ad euro 24.600 e da euro 26.000 ad euro 26.600.
L’intervento in esame è stato giustificato dall’esigenza di evitare, o quantomeno limitare, che gli aumenti retributivi collegati ai rinnovi dei contratti collettivi dei dipendenti, sia pubblici che privati, possano comportare una riduzione o addirittura la perdita del bonus, penalizzando l’importo della retribuzione netta percepita dal lavoratore nonostante l’aumento contrattuale, considerando altresì che il bonus non è imponibile ai fini fiscali (Irpef e relative addizionali) e contributivi.
Restano invariate le altre disposizioni che disciplinano l’agevolazione in esame.
Ricordiamo che per usufruire del bonus, è necessario che i soggetti in esame abbiano un reddito complessivo Irpef non superiore ad una determinata soglia, che viene ora elevata da 26.000 a 26.600 euro. Il "reddito complessivo" Irpef è quello determinato sommando tutti i redditi posseduti dal contribuente (redditi di terreni e fabbricati, di capitale, di lavoro dipendente e autonomo, d’impresa e redditi diversi):
assoggettati a tassazione ordinaria
al netto dei contributi previdenziali obbligatori già dedotti dal sostituto d’imposta
Al ricorrere delle suddette condizioni, l’ammontare del bonus spettante varia a seconda che i soggetti interessati abbiano un reddito complessivo:
fino a 24.600 euro, limite così elevato dalla Legge di bilancio 2018, rispetto al precedente ammontare di 24.000 euro
oppure superiore a 24.600 euro, ma non a 26.600 euro
Per i soggetti con un reddito complessivo fino a 24.600 euro, il bonus previsto è di 960 euro, in misura "fissa", non parametrato all’ammontare del reddito complessivo.
In relazione ai soggetti con un reddito complessivo superiore a 24.600 euro, ma non a 26.600 euro, si applica invece un meccanismo "a scalare", che riduce progressivamente l’importo del bonus effettivamente spettante, al crescere del reddito complessivo fino ad annullarlo al raggiungimento del nuovo limite di 26.600 euro.
Il bonus "teorico" di 960 euro, infatti, spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 26.600 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 2.000 euro, secondo la seguente formula: Bonus spettante = 960 × (26.600 - reddito complessivo)/ 2.000.
Il bonus, sia quando spetti in misura "piena" (reddito complessivo fino a 24.600 euro), sia quando deve essereparametrato al reddito complessivo (reddito complessivo superiore a 24.600 ma non a 26.600 euro), deve comunque essere rapportato al periodo di lavoro nell’anno.
Le novità introdotte dalla legge di bilancio 2018 entrano in vigore il 1°gennaio 2018.
In ossequio al "principio di cassa", le nuove soglie reddituali per beneficiare del bonus di 80 euro al mese hanno quindi effetto a decorrere dai redditi di lavoro dipendente e assimilati corrisposti dal 1° gennaio 2018.
LIMITE DI REDDITO PER ESSERE FISCALMENTE A CARICO - AUMENTO PER I FIGLI FINO A 24 ANNI DI ETÀ (art. 1, commi 252-253)
La Legge di bilancio 2018 modifica l’art. 12, comma 2, del TUIR, in relazione al limite di reddito complessivo Irpef per essere considerati familiari fiscalmente a carico.
Nello specifico, il limite di reddito complessivo Irpef annuo, al lordo degli oneri deducibili, per essere considerati fiscalmente a carico viene elevato da 2.840,51 a 4.000,00 euro in relazione ai figli di età non superiore a 24 anni.
Tale incremento intende evitare che si perda lo status di figlio fiscalmente a carico a fronte, ad esempio, dello svolgimento di una limitata attività lavorativa (a carattere occasionale, stagionale, o a tempo parziale), magari durante gli anni degli studi universitari.
Resta fermo che i figli possono essere considerati fiscalmente a carico a prescindere:
dalla circostanza che convivano con i genitori (il figlio a carico può anche risiedere all’estero)
dal fatto che siano dediti o meno agli studi o a tirocinio gratuito
In relazione ai figli fino a 24 anni di età, con un reddito complessivo compreso tra 2.840,51 e 4.000,00 euro, i genitori potranno quindi beneficiare:
delle specifiche detrazioni d’imposta per figli a carico, ai sensi dell’art. 12 del TUIR
delle detrazioni d’imposta per oneri, ai sensi dell’art. 15 del TUIR, sostenuti nell’interesse dei figli fiscalmente a carico, ove previsto (es. spese sanitarie, spese di istruzione, canoni di locazione per studenti universitari "fuori sede", premi assicurativi)
della deducibilità, ai sensi dell’art. 10 del TUIR, delle spese sostenute nell’interesse dei figli fiscalmente a carico, ove previsto (es. spese mediche e di assistenza specifica sostenute per i portatori dihandicap)
Nulla cambia, invece, in relazione agli altri familiari, per i quali rimane fermo il limite di reddito complessivo di2.840,51 euro, vale a dire:
figli di età superiore a 24 anni
coniuge (o parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso)
altri familiari (es. genitori, fratelli e sorelle, ecc.)
La Legge di bilancio 2018 stabilisce espressamente che il suddetto aumento a 4.000,00 euro in relazione ai figli di età non superiore a 24 anni acquista efficacia a decorrere dal 1° gennaio 2019.
Pertanto, il maggior limite di reddito complessivo per poter essere considerati figli fiscalmente a carico si applica in relazione al periodo d’imposta 2019, con effetto nelle dichiarazioni dei redditi relative a tale anno (modelli 730/2020 e Redditi 2020 PF).
ESCLUSIONE DA IMPOSIZIONE DEI COMPENSI E RIMBORSI PER ATTIVITÀ SPORTIVA DILETTANTISTICA (art. 1, comma 367)
La Legge di bilancio 2018 incrementa, a partire dal 2018, da 7.500 a 10.000 euro la soglia entro la quale sono esclusi da Irpef i redditi percepiti da sportivi dilettanti e da cori e bande musicali dilettantistiche.