Source: https://www.slideshare.net/paobat/la-tassazione-dei-dividendi-prodotti-allestero
Timestamp: 2018-12-16 09:46:16+00:00
Document Index: 167170493

Matched Legal Cases: ['art.\t43', 'art.\t43', 'art.\t43', 'art.\t23', 'art.\t116', 'art.\t165', 'art.\t5', 'art. 4', 'art.\t5', 'art.\t73', 'art.5', 'art.73', 'art.\t73', 'art.\t162', 'art.\t165', 'art.\t23', 'art.\t23', 'art.\t165', 'art.\t162', 'art.\t165', 'art.\t165', 'sentenza\t', 'art.\t169', 'art.\t165', 'art.\t165', 'art.\t165', 'art.\t167', 'art.1', 'art.\t96', 'art.\t2359', 'art.\t120', 'art.\t11', 'art.\t108', 'art.\t168', 'art.\t167', 'art.\t166', 'art.\t9', 'art.\t67']

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La tassazione dei dividendi prodotti all'estero.
Il credito d'imposta e la doppia imposizione.
Il monitoraggio fiscale.
Marco Casanica , Commercialista - Accounted at CORALE Srl
1. 1 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Paolo Battaglia Dottore Commercialista in Ragusa ACA Chartered Accountant in Londra Catania, 19 Marzo 2016 Tassazione	dei	dividendi	e redditi	prodotti	all’estero
2. 2 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Redditi	prodotti	all’estero Tassazione degli utili Persona	fisica non	imprenditore L'imposizione	fiscale	avviene	secondo	due	principi	fondamentali:	quello	di	territorialità e	quello	di	residenza	(World	Wide	Principle).	Il	primo	prende	in	considerazione	il	Paese	in	cui	si	produce	il	reddito,	il	secondo	il	Paese	in	cui	si	risiede: il	risultato	è	che	il	contribuente	potrebbe	vedersi	il	reddito	tassato	due	volte.	L’applicazione	del	“World	Wide	Taxation Principle”	comporta,	a	carico	dei	soggetti	considerati	fiscalmente	residenti	in	Italia,	l’obbligo	di	presentazione	della	dichiarazione	per	tutti	i	redditi,	ancorché	prodotti	in	altri	Paesi,	conseguiti	nel	corso	del	periodo	d’imposta.
3. 3 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Contesto	normativo Art.	2	TUIR.	Soggetti	passivi (1.	Soggetti	passivi	dell'imposta	sono	le	persone	fisiche,	residenti	e	non	residenti	nel	territorio	dello	Stato.) 2.	Ai	fini	delle	imposte	sui	redditi	si	considerano	residenti le	persone	che	per	la	maggior	parte	del	periodo	di	imposta sono	(ALTERNATIVAMENTE):	o iscritte	nelle	anagrafi	della	popolazione	residente o	hanno	nel	territorio	dello	Stato	il	domicilio o	la	residenzaai	sensi	del	codice	civile*. *	Secondo	l’art.	43	del	Codice	civile	il	domicilio è	il	luogo	in	cui	la	persona	fisica	ha	stabilito	la	sede	principale	dei	suoi	affari	e	interessi; la	residenza è	il	luogo	in	cui	la	persona	fisica	dimora	abitualmente. Redditi	prodotti	all’estero
4. 4 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it La	residenza	fiscale	delle	persone	fisiche 3	requisiti	per	ottenere la	residenza	all’estero Per	la	maggior	parte	del	periodo	d’imposta	(183	giorni	o	184	giorni): 1.	Iscrizione	all’Aire	(Anagrafe	degli	italiani	Residenti	all’Estero) 2.	Domicilio	civilistico	all’estero	(art.	43	c.c.	comma	1) Il	domicilio	di	una	persona	è	nel	luogo	in	cui	essa	ha	stabilito	la	sede	principale	dei	suoi	affari	e	interessi. All’estero	deve	quindi	essere	il	suo	centro	di	affari	e	interessi,	non	solo	di	natura	patrimoniale	ed	economica	ma	anche	familiare,	sociale	e	morale. 3.	Residenza	civilistica	all’estero	(art.	43	c.c.	comma	2) La	residenza	è	nel	luogo	in	cui	la	persona	ha	la	dimora	abituale. Il	contribuente	deve	quindi	permanere	effettivamente	all’estero	con	l’intenzione	di	volerci	rimanere. TIE	BREAK	RULES:	Convenzioni	contro	le	doppie	imposizioni Redditi	prodotti	all’estero
5. 5 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it La	residenza	fiscale	delle	persone	fisiche Il	requisito	della	residenza	si	acquisisce	ex	tunc con	riferimento	al	periodo	d’imposta	nel	quale	la	persona	fisica	instaura	il	collegamento	territoriale	rilevante	ai	fini	fiscali: Soltanto	alla	fine	dell’anno	solare	è	possibile	effettuare	la	verifica	del	requisito	temporale	della	permanenza	in	Italia	(183	o	184	giorni	in	caso	di	anno	bisestile)	per	determinare	la	residenza	fiscale	della	persona. Redditi	prodotti	all’estero
6. 6 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Contesto	normativo Art.	2	TUIR.	Soggetti	passivi (1.	Soggetti	passivi	dell'imposta	sono	le	persone	fisiche,	residenti	e	non	residenti	nel	territorio	dello	Stato.) (2.	Ai	fini	delle	imposte	sui	redditi	si	considerano	residenti	le	persone	che	per	la	maggior	parte	del	periodo	di	imposta	sono	iscritte	nelle	anagrafi	della	popolazione	residente	o	hanno	nel	territorio	dello	Stato	il	domicilio	o	la	residenza	ai	sensi	del	codice	civile.) 2-bis.	Si	considerano	altresì	residenti,	salvo	prova	contraria,	i	cittadini	italiani	cancellati	dalle	anagrafi	della	popolazione	residente	e	trasferiti	in	Stati	o	territori	diversi da	quelli	individuati	con	decreto	del	Ministro	dell'economia	e	delle	finanze,	da	pubblicare	nella	Gazzetta	Ufficiale. Sarà	quindi	il	contribuente a	doversi	accollare	l'onere	di	fornire	tutti	gli	elementi	necessari	e	sufficienti	per	convincere	l'Amministrazione	finanziaria	che	la	perdita	di	residenza	è	effettiva	e	che,	in	realtà,	si	sono	interrotti	tutti	i	rapporti	(economici	ed	affettivi)	con	il	Paese	di	origine. Redditi	prodotti	all’estero
7. 7 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Contesto	normativo Art.	3,	comma1,	TUIR.	Base	imponibile 1.	L'imposta	si	applica	sul	reddito	complessivo	del	soggetto,	formato	per	i	residenti	da	tutti	i	redditi posseduti	al	netto	degli	oneri	deducibili	indicati	nell'articolo	10	e	per	i	non	residenti	soltanto	da	quelli	prodotti	nel	territorio	dello	Stato. Per	l’ordinamento	italiano,	quindi,	sono	imponibili	tutti	i	redditi	posseduti	nel	periodo	di	imposta	dal	soggetto	passivo	residente,	ovunque	maturati	ed	a	prescindere	dal	luogo	in	cui	essi	sono	stati	prodotti,	al	netto	degli	oneri	deducibili	e nei	limiti	delle	convenzioni	stipulate	secondo	il	modello	OCSE.	Art.	11,	comma	4,	TUIR.	Determinazione dell’imposta 4.	Dall’imposta netta si detrae l’ammontare dei crediti d’imposta spettanti al	contribuente a	norma dell’articolo 165.	Se	l’ammontare dei crediti d’imposta è superiore a	quello dell’imposta netta il contribuente ha	diritto,	a	sua scelta,	di	computare l’eccedenza in	diminuzione dell’imposta relativa al	periodo d’imposta successivo o	di	chiederne il rimborso in	sede di	dichiarazione dei redditi. Redditi	prodotti	all’estero
8. 8 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Redditi	prodotti	all’estero Contestonormativo Art.	47,	comma	1,	TUIR.	Utili da	partecipazione 1. Salvi i casi di	cui	all’articolo 3,	comma	3,	lettera a),	gli utili distribuiti in	qualsiasi forma	e	sotto	qualsiasi denominazione dalle società o	dagli enti indicati nell’articolo 73	(...)	concorrono alla formazione del	reddito imponibile complessivo limitatamente al	40	per	cento	del	loro ammontare.	Art.	59,	comma	1,	TUIR.	Dividendi 1. Gli utili relativi alla partecipazione al	capitale o	al	patrimonio delle società e	degli enti di	cui	all’articolo 73,	nonché quelli relativi ai titoli e	agli strumenti finanziari di	cui	all’articolo 44,	comma	2,	lettera a),	e	le	remunerazioni relative	ai contratti di	cui	all’articolo 109,	comma	9,	lettera b),	concorrono alla formazione del	reddito complessivo,	nella misura del	40	per	cento	del	loro ammontare,	nell’esercizio in	cui	sono percepiti.	Si	applica l’articolo 47,	per	quanto non	diversamente previsto dal	periodo precedente.
9. 9 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Contestonormativo Art.	165	TUIR.	Credito	d'imposta	per	i	redditi	prodotti	all'estero 1. Se	alla	formazione	del	reddito	complessivo	concorrono	redditi	prodotti	all'estero,	le	imposte	ivi	pagate	a	titolo	definitivo	su	tali	redditi	sono	ammesse	in	detrazionedall'imposta	netta	dovuta	fino	alla	concorrenza	della	quota	d'imposta	corrispondente	al	rapporto tra	i	redditi	prodotti	all'estero	ed	il	reddito	complessivo al	netto	delle	perdite	di	precedenti	periodi	d'imposta	ammesse	in	diminuzione. 2. I	redditi si considerano prodotti all'estero sulla base	di	criteri reciproci a	quelli previsti dall'art.	23	per	individuare quelli prodotti nel territorio dello Stato. Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
10. 10 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Redditi	prodotti	all’estero Tassazione degli utili Persona	fisica non	imprenditore Il	regime	di	trasparenza e	il regime	ordinario Nel	regime	di	TRASPARENZA	(ex	art.	116	TUIR)	il	reddito	della	società	viene	tassato	per	trasparenza	in	capo	ai	soci. In	trasparenza si presume	chetutto l’utilefiscalesi consideridistribuito aisociin	base	allerispettivequote	di	partecipazioneed indipendentemente dall’effettiva distribuzioneai soci o	se	l’utilerimarrà nella società (come	accadeper	le	società di	persone). Nel regime	ORDINARIOdellesocietà di	capitali,	invece,	èprevista la	tassazioneai finiIRPEF	limitatamenteal	49,72%	dell’utileeffettivamentedistribuito nel caso di	partecipazionequalificata.	Sugliutili non	siapplica ritenuta a	condizionechesia dichiarata,	all’attodella percezione,	la	presenza dei requisitidi	partecipazionequalificata.	Gli utilipercepiti andrannoindicati in	UNICO	PF	(QUADRO	RL),	altrimenti sarà applicata una ritenuta del	26%	a	titolo d’acconto. In	caso di	partecipazioni non	qualificate,	la	società (o	l’intermediario finanziario)	cheeroga i dividendiapplicherà al	momento della corresponsioneuna ritenuta del	26%	a	titolo d’impostasultotale(100%)	del	loro ammontare.	Il	socio	pagherà le	impostenell’eserciziodi	distribuzioneeffettiva degli utili(per	cassa),	ma	pagherà le	impostesolamentesull’utilecivilistico effettivamentepercepito e	non	su quellorilevanteai finifiscali.	Il	vantaggio del	regime	trasparenteèdi	annullarela	doppia imposizionesui	dividendi(cioèpagaresia il 27,50%	a	titolodi	IRES	da	parte	della società che l’Irpefper	il socio	in	caso di	distribuzionedi	utili).	In	entrambi i casi (tassazioneordinaria e	tassazionein	trasparenza)	ècomunquedovuta l’IRAP in	capo	alla società partecipata.	In	linea di	massima ilregime	dellatrasparenzafiscaleconviene: a)	in	presenza di	utilimodestie	quandoi soci non	posseggono altriredditi importanti talida	determinarel’applicazionedi	aliquoteIRPEF	elevate;	b)	quando l’utiledi	bilancio	non	ètroppodistantedall’utilefiscaleovveroquandola	società non	presenta rilevanticostiindeducibili;	c)	quando si intendeesporreun	utile	maggiorein	bilancio aifinidella richiesta di	ipotetici affidamentibancariin	quanto nelregime	di	trasparenzasi elimina di	fatto dal	bilancio la	tassazioneIRES.	Il	regime	di	trasparenzanonrisulta conveniente per	le	società che usano accantonare a	riserva gli utili o	che ne	distribuiscono solo	in	piccola parte	ai soci.
11. 11 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Redditi	prodotti	all’estero Tassazione degli utili Persona	fisica non	imprenditore Partecipazioni %	Partecipazione	al	capitale %	Diritto	di	voto	(assembleaordinaria) Qualificate Non	quotate >	25% >	20% Qualificate Quotate >	5% >	2% Non	qualificate Non	quotate < 25% < 20% Non	qualificate Quotate < 5% < 2%
12. 12 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Redditi	prodotti	all’estero Tassazione degli utili Persona	fisica non	imprenditore 1.	Utili distribuiti da	società residenti in	Italia	(DIVIDENDI	ITALIANI): a. Se	da	partecipazione qualificata:	costituiscono reddito del	socio	per	il 49,72%	del	loro importo (quadro RL	in	UNICO).	NO	ritenuta se	all’atto della percezione si dichiari la	presenza dei requisiti di	partecipazione qualificata. Altrimenti si effettua ritenuta a	titolo d’acconto del	26%	sul 100%. b. Se	da	partecipazione NON	qualificata:	ritenuta a	titolo d’imposta pari al	26%	del	100%	dell’importo spettante. Esclusi dal	reddito complessivo del	socio:	no	in	Unico (come	i redditi esenti,	soggetti a	ritenuta alla fonte a	titolo d’imposta o	ad	imposta sostitutiva)
13. 13 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Redditi	prodotti	all’estero Tassazione degli utili Persona	fisica non	imprenditore 2.	Utili distribuiti da	società NON residenti in	Italia	(DIVIDENDI	ESTERI): a. Se	da	partecipazione qualificata:	costituiscono reddito del	socio	per	il 49,72%	del	loro importo (quadro RL	in	UNICO).	L’intermediario opera	ritenuta a	titolo d’acconto (non	a	titolo d’imposta)	del	26%	sul 49,72%.	Ritenuta recuperabile con	il TAX	CREDIT (limitato anch’esso al	49,72%:	art.	165,	co.	10,	TUIR). b. Se	da	partecipazione NON	qualificata:	ritenuta a	titolo d’imposta pari al	26%	del	100%	dell’importo spettante sul NETTO	FRONTIERA	(cioè al	netto delle ritenute operate	nello Stato Estero). Se	la	ritenuta è operata dall’intermediario per	la	riscossione sono esclusi dal	reddito complessivo del	socio:	no	in	Unico. Se	non	interviene un	intermediario nella riscossione vanno assoggettati ad	imposta sostitutiva nella stessa misura della ritenuta a	titolo d’imposta (26%	del	100%)	e	indicati in	RM	di	UNICO.
14. 14 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Redditi	prodotti	all’estero Tassazione degli utili Persona	fisica non	imprenditore 3. Utili distribuiti da	società residenti in	Paesi BLACK	LIST	(Paesi a	fiscalità privilegiata): Concorrono per	trasparenza integralmente (100%)	al	redditoimponibilegli utili provenienti da	società residentiin	Paesidiversida	quelli White	List,	indipendentemente dal	dividendodistribuito,	sia da	partecipazioni qualificate che non	qualificate. Viene operata una ritenutaa	titolod’accontodel	26%	sul 100%	da	parte	del	sostitutod’impostache interviene nella riscossione dell’utile. Sonoesclusi da	questoprincipio	gli utili da	partecipazioni non	qualificate di	società BL	quotate in	borse regolamentate,	soggetti a	ritenuta a titolo d’imposta del	26%	sul 100% dei dividendi. La	società	estera	non	White	List	non	sarà	tassata	per	trasparenza	e	l’utileconcorrerà alla formazione del	redditocomplessivoper	il 49,72%	dell’importo(e	non	sul totale del	redditoimponibile),	con	applicazione di	ritenuta a	titolod’accontodel	26%	in	casodi	partecipazione qualificata e	del	26%	a	titolod’imposta in	casodi	partecipazione nonqualificata),	qualora il	contribuente	abbia	presentato	preventiva	istanza	d’interpello	(con	risposta	positiva)	finalizzato	alla	disapplicazione	delle	norme	CFC	dimostrando,	alternativamente,	che: a) la	società	svolge	un'effettiva	attività	industriale	o	commerciale,	come	sua	principale	attività,	nel	mercato	dello	stato	o	territorio	di	insediamento;	b) dalle	partecipazioni	non	consegue	l'effetto	di	localizzare	i	redditi	in	Stati	non	White	List.	Dovrà	essere	compilato	il	quadro	RM	in	cui	sarà	liquidata	l’imposta	dovuta	sul	reddito	estero,	al	netto	di	eventuali	imposte	pagate	all’estero	a	titolo	definitivo,	di	eccedenze	di	imposta	risultanti	dai	precedenti	periodi	di	imposta	ed	eventuali	acconti	versati.
15. 15 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Redditi	prodotti	all’estero Tassazione degli utili Persona	fisica non	imprenditore Partecipazione Ritenuta	26% Tassazione Quadro	Unico Qualificata Non	Black	List d’acconto (no redditi	ITA	se	con	dichiar.) su	49,72% RL Black List d’acconto su	100% su	49,72%	se	interpello	favorevole RL Non	qualificata Non	Black	List d’imposta su	100% NO	Unico Black	List	quotata d’imposta su	100% NO	Unico Black	List non	quotata d’imposta su	100% su	49,72%	se	interpello	favorevole RM
16. 16 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Redditi	prodotti	all’estero Gli obblighidi	monitoraggiofiscale Anche nei casi in	cui	i redditi prodotti all’estero non	vadano dichiarati in	UNICO,	restano a	carico del	contribuente gli obblighi di	monitoraggio fiscale. Il	monitoraggio fiscale si attua attraversola	presentazione in	UNICO	del	quadro RW,	in	cui	si indica iI possesso di	investimenti o	attività finanziarie all’estero detenute durante l’anno.
17. 17 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	quadro RW Chi	è	tenuto	agli	obblighi	di	«monitoraggio	fiscale»? • Gli	artt.	2	e	4	del	D.L.	167/1990 obbligano	ad	indicare	nella	dichiarazione	dei	redditi	investimenti	all'estero	ovvero	attività	estere	di	natura	finanziaria attraverso	cui	possono	essere	conseguiti	redditi	di	fonte	estera	imponibili	in	Italia	se	residenti	in	Italia: • le	persone	fisiche • gli enti	non	commerciali	• le società	semplici	(ed	equiparate	ai	sensi	dell'art.	5	del	TUIR)	• Sono	altresì	tenuti	agli	obblighi	di	dichiarazione	i	soggetti	indicati	nel	precedente	periodo	che,	pur	non	essendo	possessori	diretti degli	investimenti	esteri	e	delle	attività	estere	di	natura	finanziaria,	siano	titolari	effettivi	dell'investimento	secondo	quanto	previsto	dall'articolo	1,	comma	2,	lettera	u),	e	dall'allegato	tecnico	del	decreto	legislativo	21	novembre	2007,	n.	231	(Antiriciclaggio) In	tale	ambito	soggettivo	sono	ricomprese	le	persone	fisiche	titolari	di	reddito	d’impresa	o	di	lavoro	autonomo	e	l’obbligo	di	dichiarazione	sussiste	indipendentemente	dal	tipo	di	contabilità	adottata.
18. 18 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	quadro RW Chi	è	tenuto	agli	obblighi	di	«monitoraggio	fiscale»?	La	residenza	fiscale Si	considerano,	altresì,	residenti	nel	territorio	dello	Stato: • le	società	semplici,	le	associazioni	e	gli	enti	non	commerciali	che	per	la	maggior	parte	del	periodo	d’imposta hanno	la	sede	legale	o	la	sede	dell’amministrazione	o	l’oggetto	principale	nel	territorio	dello	Stato • i	trust	e	gli	istituti	aventi	analogo	contenuto,	istituiti	in	Stati	o	territori	diversi	da	quelli	inclusi	nella	cosiddetta	“white list”,	in	cui	almeno	uno	dei	disponenti	e	almeno	uno	dei	beneficiari	del	trust	siano	fiscalmente	residenti nel	territorio	dello	Stato • i	trust	quando,	successivamente alla	loro	costituzione,	ricevono	da	un	soggetto	residente	un’attribuzione	che	importi	il	trasferimento	di	proprietà	di	beni	immobili	o	la	costituzione	o	il	trasferimento	di	diritti	reali	immobiliari	anche	per	quote,	nonché	vincoli	di	destinazione	sugli	stessi
19. 19 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	quadro RW Chi	è	tenuto	agli	obblighi	di	«monitoraggio	fiscale»?	Per	titolare	effettivo	si	intende: a)	in	caso	di	società: 1)	la	persona	fisica	o	le	persone	fisiche	che,	in	ultima	istanza,	possiedano	o	controllino	un'entità	giuridica,	attraverso	il	possesso	o	il	controllo	diretto	o	indiretto	di	una	percentuale	sufficiente	delle	partecipazioni	al	capitale	sociale	o	dei	diritti	di	voto	in	seno	a	tale	entità	giuridica,	anche	tramite	azioni	al	portatore (purché	non	si	tratti	di	una	società	ammessa	alla	quotazione	su	un	mercato	regolamentato	e	sottoposta	a	obblighi	di	comunicazione	conformi	alla	normativa	comunitaria	o	a	standard	internazionali	equivalenti). Tale	criterio	si	ritiene	soddisfatto	ove	la	percentuale	corrisponda	al	25	per	cento	più	uno	di	partecipazione	al	capitale	sociale; 2)	la	persona	fisica	o	le	persone	fisiche	che	esercitano	in	altro	modo	il	controllo	sulla	direzione	di	un'entità	giuridica.
20. 20 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	quadro RW Chi	è	tenuto	agli	obblighi	di	«monitoraggio	fiscale»?	Per	titolare	effettivo	si	intende: b)	in	caso	di	entità	giuridiche	entità	giuridiche	quali	fondazioni e	istituti	giuridici	quali	i	trust,	che	amministrano	e	distribuiscono	fondi: 1)	se	i	futuri beneficiari sono	già	stati	determinati,	la	persona	fisica	o	le	persone	fisiche beneficiarie del	25	%	o	più	del	patrimonio di	un’entità	giuridica; 2)	se	le	persone	che	beneficiano dell'entità	giuridica	non	sono	ancora	state	determinate,	la	categoria	di	persone	nel	cui	interesse	principale	è	istituita	o	agisce	l'entità	giuridica;	(la	circ.	n.	38E	del	2013	ha	specificato	che,	non	essendo	possibile	individuare	un	soggetto	che	sia	titolare	effettivo,	questo	criterio	non	è	pertinente	al	monitoraggio	fiscale). 3)	la	persona	fisica	o	le	persone	fisiche	che	esercitano	un	controllo	sul	25%	o	più	del	patrimonio di	un'entità	giuridica.
21. 21 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	quadro RW Chi	è	tenuto	agli	obblighi	di	«monitoraggio	fiscale»?	Il	titolare	effettivo IN	DEFINITIVA,	PER	TITOLARE	EFFETTIVO	si	intende: la	persona	fisica	per	conto	della	quale	è	realizzata	un'operazione	o	un'attività,	ovvero nel	caso	di	entità	giuridica,	la	persona	o	le	persone	fisiche	che,	in	ultima	istanza,	possiedono	o	controllano	tale	entità,	ovvero	ne	risultano	beneficiari
22. 22 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	quadro RW Chi	è	tenuto	agli	obblighi	di	«monitoraggio	fiscale»?	Il	titolare	effettivo I	casi	previsti	dalla	norma	sull’individuazione	del	“titolare	effettivo”	si	riferiscono	al	possesso	di	partecipazioni	o	interessenze	in	società	o	altre	entità	ed	istituti	giuridici	non	fittiziamente	interposti.	In	presenza	di	soggetti che	abbiano	l’effettiva	disponibilità	di	attività	finanziarie	e	patrimoniali	estere	o	italiane,	formalmente	intestate	a	soggetti	meramente	interposti,	il	patrimonio	deve	essere	dichiarato	dal	socio	o	dal	beneficiario	indipendentemente	dalla	verifica	del	requisito	del	controllo. Sulla	base	del	nuovo	assetto	normativo,	si	possono	verificare	diverse	ipotesi in	cui	sorge	per	il	contribuente	l’onere	dichiarativo	(circ.	38E	/	2013).
23. 23 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	quadro RW Gli	esoneri: Sono	esonerati dalla	compilazione	del	quadro	RW: o le	società	di	capitali	(Spa,	Srl,	Sapa,	Cooperative) o gli	enti	commerciali o le	società	in	nome	collettivo	e	le	società	in	accomandita	semplice Non	sono	esonerate	le	società	semplici.
24. 24 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	quadro RW Gli	esoneri:	Le	attività	finanziarie	date	in	gestione	o	amministrate	da	intermediari	residenti In base al comma 3 dell'art. 4 della Legge n. 167/1990: Gli obblighi di indicazione nella dichiarazione dei redditi ai fini del monitoraggio fiscale non sussistonoper: • le attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o in amministrazione agli intermediari finanziari residenti • i contratti comunque conclusi attraverso intermediari finanziari residenti • le attività finanziarie e patrimoniali i cui redditi siano riscossi da intermediari finanziari residenti A	CONDIZIONE	CHE: I redditi siano assoggettati a ritenutao imposta sostitutivadagli intermediari stessi
25. 25 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	quadro RW Altri	esoneri Il	quadro	RW	non	deve,	inoltre,	essere	compilato: a) dalle	persone	fisiche	che	prestano	lavoro	all’estero	per	lo	Stato	italiano,	per	una	sua	suddivisione	politica	o	amministrativa	o	per	un	suo	ente	locale	e	le	persone	fisiche	che	lavorano	all’estero	presso	organizzazioni	internazionali	cui	aderisce	l’Italia	(ad	esempio,	ONU,	NATO,	Unione	Europea,	OCSE)	la	cui	residenza	fiscale	in	Italia	sia	determinata,	in	deroga agli	ordinari	criteri	previsti	dal	TUIR,	in	base	ad	accordi	internazionali	ratificati.	I	lavoratori	all’estero,	per	i	quali	non sussiste	una	specifica	disposizione	normativa	che	determini	la	residenza	fiscale	in	Italia per	presunzione,	sono	invece	tenuti agli	obblighi	del	monitoraggio	fiscale	ricorrendone	i	presupposti. L’esonero	dagli	obblighi	di	monitoraggio	è	giustificato	da	esigenze	di	semplificazione	degli	adempimenti	tributari	cui	sono	tenuti	i	predetti	soggetti	e,	qualora	questi	mantenga,	per	qualsiasi	motivo,	le	suddette	disponibilità	all’estero,	si	applica	fintanto	che	questi	ultimi	prestano	la	propria	attività	all’estero	e	viene	meno	al	rientro	in	Italia. Tale	esonero	si	applica	anche	al	coniuge,	sempreché	non	eserciti	una	propria	attività	lavorativa,	nonché	ai	figli	ed	ai	minori	a	carico	dei	dipendenti	pubblici (Circ.	n° 43/E	del	10.10.2009). b) dai	contribuenti	residenti	in	Italia	che	prestano	la	propria	attività	lavorativa	in	via	continuativa	all’estero	in	zone	di	frontiera	ed	in	altri	Paesi	limitrofi	con	riferimento	agli	investimenti	e	alle	attività	estere	di	natura	finanziaria	detenute	nel	Paese	in	cui	svolgono	la	propria	attività	lavorativa.
26. 26 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	quadro RW Esonero	dalla	presentazione	della	dichiarazione	dei	redditi In	caso	di	presentazione	del	modello	730 ovvero	nell’ipotesi	di	esonero	dalla	dichiarazione	dei	redditi,	il	quadro	RW	deve	essere	compilato	in	via	autonoma unitamente	al	frontespizio	del	modello	UNICO e	presentato	nei	termini	previsti	per	quest’ultimo	modello.
27. 27 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it La	residenza	fiscale	delle	società	e	degli	altri	enti Ai	sensi	dell’art.	5	(società	di	persone)	e	dell’art.	73	(società	di	capitali)	del	TUIR (valgono	per	entrambe	regole	analoghe),	si	considerano	residenti nel	territorio	dello	Stato: - le	società,	le	società	semplici	(art.5),	le	persone	giuridiche,	le	associazioni	e	gli	enti	non	commerciali	(art.73)	che	per	la	maggior	parte	del	periodo	d’imposta hanno	nel	territorio	dello	Stato	(ALTERNATIVAMENTE)	• la	sede	legale	o	• la	sede	dell’amministrazione	o	• l’oggetto	principale	dell’attività Redditi	prodotti	all’estero
28. 28 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it La	residenza	fiscale	delle	società	e	degli	altri	enti Da	anni,	all’interno	del	nostro	ordinamento	vige	una	clausola	antiabuso	mirante	a	contrastare	quel	fenomeno	noto	come	“esterovestizione societaria”	(che	ha	luogo	quando	una	società	solo	apparentemente	risiede	all’estero,	mentre	per	contro	ha	in	Italia	il	suo	baricentro	produttivo)	che	renderebbe	inutili	le	norme	di	cui	all’art.	73,	co.	5	bis	e	seguenti	del	TUIR,	dato	che	l’esterovestizione può	essere	combattuta	anche	con	le	norme	di	sistema	già	vigenti	e	con	l’applicazione	dei	criteri	di	residenza	(anche	se	l’onere	della	prova	spetta	all’Amministrazione	finanziaria	e	la	complessità	dei	casi	nella	prassi	a	volte	è	tale	da	rendere	quest’onere insormontabile	per	l’Agenzia). La	disciplina	italiana	di	contrasto	all’esterovestizione societaria	introduce	una	presunzione in	base	alla	quale	si	considera	che	la	sede	dell’amministrazione	di	una	società	sia	in	Italia	quando	questa	è	controllata	da	una	società	localizzata	nel	territorio	dello	Stato,	oppure	anche	quando	ha	un	consiglio	di	amministrazione (o	comunque	l’organo	apicale)	localizzato	nel	territorio	dello	Stato. Spetta	anche	in	questo	caso,	come	per	le	persone	fisiche,	dimostrare che	la	localizzazione	all’estero	risponde	a	fondate	esigenze	di	natura	imprenditoriale	e	non	trova	ragione	invece	in	una	esigenza	di	pianificazione	fiscale	“aggressiva”.	Anche	per	le	società	si	pongono	problemi	di	doppia	imposizione	internazionale	e	anche	in	questo	caso	i	conflitti	vengono	gestiti	dai	Trattati	contro	le	doppie	imposizioni. Redditi	prodotti	all’estero
29. 29 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it La	stabile	organizzazione La	stabile	organizzazione	di	società	italiane	all’estero: Art.	5	Modello	OCSE	e	art.	162	TUIR:	“sede	fissa	di	affari	per	mezzo	della	quale	l’impresa	NON	residente	esercita	in	tutto	o	in	parte	la	sua	attività	nel	territorio	dello	Stato”. Nel	concetto	vi	rientrano:	• le	sedi	di	direzione • le	succursali • gli	uffici • le	officine • i	laboratori • i	luoghi	di	estrazione	di	risorse	naturali • i	cantieri	di	costruzione La	S.O.	non	costituisce	soggetto	passivo	d’imposta,	in	quanto	priva	di	indipendenza	e	di	autonomia	giuridica	rispetto	alla	casa	madre.	Il	suo	reddito	è	tassato	all’estero	(principio	di	“attrazione	del	reddito”)	e	concorre altresì alla	determinazione	del	reddito	della	casa	madre	italiana.	Costi,	ricavi	e	rimanenze	della	S.O.,	sono	parte	integrante	del	bilancio	della	società	italiana	e	concorrono	alla	formazione	del	suo	reddito	imponibile. Viene	riconosciuto	in	Italia	un	credito	d’imposta	per	le	imposte	pagate	all’estero	in	via	definitiva	relativamente	al	reddito	prodotto	dalla	stabile	organizzazione	(art.	165	TUIR): “Se	alla	formazione	del	reddito	concorrono	redditi	prodotti	all’estero,	le	imposte	ivi	pagate	a	titolo	definitivo	su	tali	redditi	sono	ammesse	in	detrazione	dall’imposta	netta	dovuta	fino	alla	concorrenza	della	quota	d’imposta	corrispondente	al	rapporto	tra	i	redditi	prodotti	all’estero	ed	il	reddito	complessivo	al	netto	delle	perdite	di	precedenti	periodi	d’imposta	ammesse	in	diminuzione. I	redditi	si	considerano	prodotti	all’estero	sulla	base	di	criteri	reciproci	a	quelli	previsti	dall’art.	23	per	individuare	quelli	prodotti	nel	territorio	dello	Stato.” Redditi	prodotti	all’estero
30. 30 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it La	stabile	organizzazione In	base	all’Art.	23	TUIR	(Applicazione	dell'imposta	ai	non	residenti),	al	comma	1,	lett.	e),	per	le	società	e	gli	enti	commerciali	non	residenti	aventi	stabile	organizzazione	nel	territorio	dello	Stato,	il	reddito	complessivo	è	considerato	reddito	d’impresa	ed	è	determinato	in	base	alle	disposizioni	dettate	per	le	società	e	per	gli	enti	commerciali	residenti. Per	gli	stessi	soggetti	economici	non	residenti,	privi	di	stabile	organizzazione,	opera	il	principio	del	trattamento	isolato	dei	redditi,	in	virtù	del	quale	ciascun	tipo	di	ricchezza	prodotta	conserva	l’autonomia	propria	della	categoria	di	appartenenza,	senza	che	operi	l’attrazione	al	coacervo	del	reddito	d’impresa.	In	assenza	di	una	STABILE	ORGANIZZAZIONE	gg,	le	imposte	estere applicate	ai	ricavi	dell’impresa	(per	cessioni	di	beni	o	prestazioni	di	servizi)	sono	determinate	in	base	alla	loro	categoria	(redditi	fondiari,	redditi	di	capitale,	ecc..),	la	base	imponibile	sarà	data	dalla	loro	somma,	escludendo,	altresì	la	possibilità	di	scomputare	un	credito	a	fronte	delle	imposte	pagate	qualora	la	convenzione	non	ammetta	la	tassabilità	nel	Paese	estero.	Quindi,	in	base	alla	c.d.	“lettura	a	specchio”	dell’art.	23,	si	considera	“reddito	prodotto	all’estero”	ai	fini	dell’art.	165	TUIR,	in	mancanza	di	Convenzione	contro	le	doppie	imposizioni,	il	reddito	di	impresa	derivante	da	attività	esercitate	nel	territorio	dello	Stato	estero	per	il	tramite	di	una	STABILE	ORGANIZZAZIONE (come	definita	ai	sensi	dell’art.	162	TUIR). Redditi	prodotti	all’estero
31. 31 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Word	Wide	Taxation Principle Art.	23	TUIR.	Applicazione dell'imposta ai	non	residenti 1.	Ai	fini	dell'applicazione	dell'imposta	nei	confronti	dei	non	residenti	si	considerano	prodotti	nel	territorio	dello	Stato: • a)	i	redditi	fondiari; • b)	i	redditi	di	capitale	corrisposti	dallo	Stato,	da	soggetti	residenti	nel	territorio	dello	Stato	o	da	stabili	organizzazioni	nel	territorio	stesso	di	soggetti	non	residenti,	con	esclusione	degli	interessi	e	altri	proventi	derivanti	da	depositi	e	conti	correnti	bancari	e	postali; • c)	i	redditi	di	lavoro	dipendente	prestato	nel	territorio	dello	Stato,	compresi	i	redditi	assimilati	a	quelli	di	lavoro	dipendente	di	cui	alle	lettere	a)	e	b)	del	comma	1	dell'articolo	50; • d)	i	redditi	di	lavoro	autonomo	derivanti	da	attività	esercitate	nel	territorio	dello	Stato; • e)	i	redditi	d'impresa	derivanti	da	attività	esercitate	nel	territorio	dello	Stato	mediante	stabili	organizzazioni; • f)	i	redditi	diversi	derivanti	da	attività	svolte	nel	territorio	dello	Stato	e	da	beni	che	si	trovano	nel	territorio	stesso,	nonché	le	plusvalenze	derivanti	dalla	cessione	a	titolo	oneroso	di	partecipazioni	in	società	residenti,	con	esclusione:	1)	delle	plusvalenze	di	cui alla	lettera	c-bis)	del	comma	1,	dell'articolo	67,	derivanti	da	cessione	a	titolo	oneroso	di	partecipazioni	in	società	residenti	negoziate	in	mercatiregolamentati,	ovunque	detenute;	2)	delle	plusvalenze	di	cui	alla	lettera	c-ter)	del	medesimo	articolo	derivanti	da	cessione	a	titolo	oneroso	ovvero	da	rimborso	di	titoli	non	rappresentativi	di	merci	e	di	certificati	di	massa	negoziati	in	mercati	regolamentati,	nonché	da	cessioneo	da	prelievo	di	valute	estere	rivenienti	da	depositi	e	conti	correnti;	3)	dei	redditi	di	cui	alle	lettere	c-quater)	e	c-quinquies)	del	medesimo	articolo	derivanti	da	contratti	conclusi,	anche	attraverso	l'intervento	d'intermediari,	in	mercati	regolamentati; • g)	i	redditi	di	cui	agli	articoli	5,	115	e	116	imputabili	a	soci,	associati	o	partecipanti	non	residenti. 2.	Indipendentemente	dalle	condizioni	di	cui	alle	lettere	c),	d),	e)	f)	del	comma	1	si	considerano	prodotti	nel	territorio	dello	Stato,	se	corrisposti	dallo	Stato,	da	soggetti	residenti	nel	territorio	dello	Stato	o	da	stabili	organizzazioni	nel	territorio	stesso	di	soggetti	non	residenti:	a)	le	pensioni,	gli	assegni	ad	esse	assimilati	e	le	indennità	di	fine	rapporto	di	cui	alle	lettere	a),	c),	d),	e)	e])	del	comma	1	dell'articolo	16;	b)	i	redditi	assimilati	a	quelli	di	lavoro	dipendente	di	cui	alle	lettere	c),	c-bis),	f),	h),	h-bis),	i)	e	l)	del	comma	1	dell'articolo	47;	78	c)	i	compensi	per	l'utilizzazione	di	opere	dell'ingegno,	di	brevetti	industriali	e	di	marchi	d'impresa	nonché	di	processi,	formule	e	informazioni	relativi	ad	esperienze	acquisite	nel	campo	industriale,	commerciale	o	scientifico;	d)	i	compensi	corrisposti	ad	imprese,	società	o	enti	non	residenti	per	prestazioni	artistiche	o	professionali	effettuate	per	loro	conto	nel	territorio	dello	Stato. Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
32. 32 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Word	Wide	Taxation Principle La	delimitazione	degli	ambiti	di	giurisdizione	fiscale	mediante	il	ricorso	da	parte	dei	diversi	Paesi	ai	(medesimi)	criteri	di	tassazione	dell’utile	mondiale	per	i	residenti,	e	di	territorialità	per	i	non	residenti,	inevitabilmente	crea	il	rischio	di	doppie	imposizioni. In	tale	prospettiva	può,	dunque,	accadere	che	due	differenti	ordinamenti	si	considerino	legittimati ad	esercitare	la	propria	pretesa	impositiva	sullo	stesso	presupposto	ovvero	si	ritengano	competenti	all’esercizio	delle	prerogative	tributarie	nei	riguardi	del	medesimo	soggetto. La	disciplina	del	“credito	d’imposta	per	i	redditi	prodotti	all’estero”,	contenuta	nell’art.	165	del	TUIR,	ha	proprio	lo	scopo	di	evitare,	o	quanto	meno	attenuare,	la	nascita	di	fenomeni	di	doppia	imposizione	internazionale	dei	redditi,	consentendo	che	il	reddito	prodotto	all'estero	sia	tassato	anche	nello	Stato	di	residenza	ma	concedendo	la	detrazione	delle	imposte	già	pagate	nel	Paese	di	produzione.	La	disciplina	si	applica	indistintamente	a	tutti	i	soggetti	sia	Irpef	che	Ires,	fatte	salve	le	particolarità	specificamente	previste	per	i	soggetti	titolari	di	reddito	d’impresa.	Pertanto,	rientrano	nel	suo	ambito	applicativo	le	persone	fisiche	(siano	esse	o	meno	esercenti	arti	o	professioni	o	imprenditori),	le	società e	gli	enti	commerciali	e	gli	enti	non	commerciali.	In	particolare,	con	riferimento	alle	società	di	persone	ed	alle	società	ed	associazioni	ad	esse	equiparate,	nonché	alle	società	di	capitali	trasparenti,	il	comma	9	dell’art.	165	TUIR	prevede	che	il	credito	detraibile	si	calcoli	in	capo	al	singolo	socio. Redditi	prodotti	all’estero
33. 33 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Le	Convenzioni	Internazionali	Con	le	Convenzioni	Internazionali	contro	le	doppie	imposizioni	gli	Stati	mirano	a	ripartire	le	loro	sfere	di	sovranità	concordando	criteri	per	definire,	in	ipotesi	di	reddito	transnazionale,	quale	sia	lo	Stato	che	ha	potestà	impositiva.	Uno	dei	due	Stati	deve	rinunciare,	in	tutto	ovvero	in	parte,	alla	propria	potestà	impositiva.	Con	tali	accordi	il	contribuente	versa	comunque	tutte	le	imposte,	ciò	che	cambia	è	la	ripartizione dei	tributi	tra	uno	Stato	e	l’altro. L’adozione	di	strumenti	convenzionali	consente	a	ciascuno	dei	Paesi	interessati	di	perseguire	due	distinti	obiettivi:	• evitare	il	rischio	di	doppia	imposizione • prevenire	l’evasione	e	l’elusione	fiscale	mediante	l’individuazione,	in	rapporto	a	determinati	comparti	impositivi,	di	procedure	per	consentire	lo	scambio	di	informazioni	e	favorire	la	mutua	assistenza	tra	le	Amministrazioni	fiscali	degli	Stati	contraenti. Redditi	prodotti	all’estero
34. 34 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Relazioni	tra	Convenzioni	internazionali e	normativa	nazionale Le	Convenzioni	assumono	carattere	di	specialità e,	quindi,	devono	essere	poste	sul	gradino	più	alto	della	gerarchia	delle	fonti	del	diritto,	nell’ambito	della	materia	da	queste	disciplinata. Da	ultimo:	Commissione	Tributaria	Provinciale	di	Milano,	sentenza	n.	294/5/2012: «In	caso	di	contrasto	tra	normativa	interna	e	disposizioni	contenute	nelle	Convenzioni	per	evitare	le	doppie	imposizioni,	queste	ultime	devono	prevalere	sulla	base	del	criterio	di	specialità,	SENZA	prendere	in	considerazione,	come	sostenuto	dall’Amministrazione	finanziaria,	il	criterio	della	successione	delle	leggi	nel	tempo.»	TUTTAVIA	(deroga	in	positivo)	art.	169	TUIR:	le	disposizioni	TUIR	si	applicano	ANCHE	IN	DEROGA	ALLA	CONVENZIONE,	se	più	favorevoli. Redditi	prodotti	all’estero
35. 35 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it La	Convenzione Italia	– Regno Unito Le	imposte attuali cui	si applica la	Convenzione sono:	a)	per	quanto concerne il Regno Unito:	i)	l'imposta sul reddito (the	income	tax);	ii)	l'imposta sulle società	(the	corporation	tax);	iii)	l'imposta sugli utili di	capitale (the	capital	gains	tax);	iv)	l'imposta sul reddito derivante dal	petrolio (the	petroleum	revenue	tax). b)	per	quanto concerne l'Italia:	i)	l'imposta sul reddito delle persone fisiche;	ii)	l'imposta sul reddito delle persone giuridiche;	iii)	l'imposta locale	sui	redditi;	ancorché	riscosse mediante ritenuta alla fonte. Redditi	prodotti	all’estero
36. 36 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	reddito	d’impresa	prodotto	all’estero Oltre	all’art.	165	del	TUIR,	il	concetto	di	stabile	organizzazione	è	anche	utilizzato	nel	diritto	convenzionale	per	dirimere	conflitti	di	competenza	impositiva	rilevando,	infatti,	ai	fini	dell’esclusione	del	prelievo	tributario	sul	reddito	d’impresa	prodotto	nello	Stato	di	residenza	dello	stesso	soggetto	passivo.	Secondo	le	convenzioni	stipulate	dall’Italia,	i	redditi	d’impresa	di	un	residente	di	uno	Stato	Contraente	sono	imponibili	soltanto	in	detto	Stato	(ad	esempio,	in	Italia),	a	meno	che	tale	residente	non	disponga	abitualmente	nell’altro	Stato	Contraente	di	una	base	fissa	per	l’esercizio	delle	sue	attività.	Se	egli	dispone	di	tale	base	fissa,	i	redditi	sono	imponibili	nell’altro	Stato	ma	unicamente	nella	misura	in	cui	sono	imputabili	a	detta	base	fissa. La	base	fissa	corrisponde,	nella	sostanza,	alla	stabile	organizzazione	dell’impresa,	con	la	conseguenza	che: 1. L’impresa	è	tassata	solamente	in	Italia	esclusivamente	in	relazione	al	reddito	ivi	prodotto; 2. Se	lavora	all’estero	sorge	una	potestà	impositiva	del	Paese	in	cui	l’attività	viene	svolta	ma	esclusivamente	in	relazione	alla	base	fissa	e	limitatamente	ai	redditi	ad	essa	riferibili. Queste	conclusioni	sono	rinvenibili	anche	nella	R.M.	277/E/2008	avente	ad	oggetto	il	caso	della	società	ALFA	srl,	residente	in	Italia	che	svolge	lavori	altamente	specialistici	per	l’installazione	di	un	gasdotto	nel	Mar	Caspio	ed	opera	per	conto	della	“società	BETA”,	che	ha	sede	in	Kazakistan,	facente	parte	del	gruppo	GAMMA.	La	prestazione	è	stata	effettuata	con	proprio	personale	e	con	una	parte	di	proprie	attrezzature.	La	società	appaltante	BETA	ha	trattenuto	alla	società	ALFA	SRL	una	ritenuta	alla	fonte. L’Agenzia	delle	Entrate	ha	precisato	come	il	fatto	che	la	Convenzione	escluda	la	tassazione	da	parte	del	Kazakistan	in	assenza	di	una	stabile	organizzazione,	esclude	la	scomputabilità di	tali	prelievi	come	credito	di	imposta. L’unica	via	possibile	al	contribuente	sarà	l’istanza	di	rimborso	alle	autorità	Kazake. Redditi	prodotti	all’estero
37. 37 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	credito	d’imposta	riconosciuto Il	credito	di	imposta	deve	essere	calcolato	nella	dichiarazione	relativa	al	periodo	d’imposta	cui	appartiene	il	reddito	prodotto	all’estero	al	quale	si	riferisce	l’imposta. Qualora	il	contribuente,	alternativamente,	non	presenti	la	dichiarazione	dei	redditi	ovvero	non	indichi	il	credito	nella	stessa	dichiarazione	del	periodo	d’imposta	in	cui	è	sorto	il	diritto	perde	il	beneficio	della	detrazione. Il	credito	di	imposta	è	riconosciuto	fino	a	concorrenza	della	quota	di	imposta	italiana corrispondente	al	rapporto tra: reddito	prodotto	all’estero reddito	complessivo	(al	netto	delle	perdite	di	precedenti	periodi	d’imposta) Per	individuare	tale	importo	si	deve	diminuire la	quota	di	imposta	lorda italiana	del	credito	già	utilizzato	nelle	precedenti	dichiarazioni,	riferito	allo	stesso	periodo	di	produzione	del	reddito	e	allo	stesso	Stato	estero. Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
38. 38 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	riconoscimento	del	credito	d’imposta	è	subordinato	al	carattere	di	definitività delle	imposte	estere,	intendendo	per	tali	quelle	non	più	ripetibili	(anche	su	redditi	pregressi	dichiarati	in	anni	precedenti). Pertanto,	rientrano	nel	mod.	Unico	2016	le	imposte	resesi	definitive	entro	il	30.09.2016. La	definitività	della	tassazione	deve	essere	valutata	caso	per	caso	ed	è	importante	conoscere	i	differenti	ordinamenti	stranieri.	In	linea	di	massima	possono	considerarsi	non	definitivi	i	tributi: • pagati	in	acconto • in	via	provvisoria • quelli	per	i	quali	è	previsto	il	conguaglio	con	la	possibilità	di	rimborso	totale	o	parziale.	Il	credito	spetta	esclusivamente	per	quei	redditi	prodotti	all’estero	che	concorrono	alla	formazione	del	reddito	complessivo. Non	è	riconosciuto,	quindi,	per	quei	redditi	di	fonte	estera	esenti,	soggetti	ad	imposizione	sostitutivao	a	ritenuta	alla	fonte	a	titolo	di	imposta. Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
39. 39 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Come	provare	la	definitività	del	pagamento? L’Amministrazione	finanziaria	ha	chiarito,	con	la	risoluzione	n.	104/E/2001,	che	l’ammontare	delle	ritenute	subite	all’estero	così	come	l’ammontare	del	reddito	ivi	prodotto	possono	essere	validamente	documentati	attraverso: • l’esibizione	della	certificazione	rilasciata	dall’intermediario,	oppure	• con	l’esibizione	congiunta	della	fattura	e	di	documenti	di	provenienza	bancaria	(o	simili)	attestanti	il	compenso	netto	effettivamente	percepito. Può	essere	validamente	utilizzata	la	“certificazione	dei	dividendi	rilasciata	dall’intermediario,	ovvero	altra	documentazione	rilasciata	dall’Autorità	fiscale	estera	dalla	quale	tali	imposte	risultino	pagate	in	via	definitiva.	Il	contribuente	può,	pertanto,	riportare	nella	propria	dichiarazione	dei	redditi	l’importo	indicato	nella	certificazione.” Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
40. 40 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Come	provare	la	definitività	del	pagamento? Con	circolare n.	9/E	del	2015,	(al	par.	2.4	riguardante la	definitività delle imposte pagate all’estero),	l’ADE ha	specificato che: “ai fini della verifica della detrazione spettante,	il contribuente è tenuto	a	conservare i seguenti documenti: • un	prospetto recante l’indicazione,	separatamente Stato per	Stato,	dell’ammontare dei redditi prodotti all’estero,	l’ammontare delle imposte pagate in	via	definitiva in	relazione ai medesimi,	la	misura del	credito spettante,	determinato sulla base	della formula	di	cui	al	primo	comma	dell’articolo 165	del	TUIR; • la	copia della dichiarazione dei redditi presentata nel Paese estero,	qualora sia ivi previsto tale	adempimento; • la	ricevuta di	versamento delle imposte pagate nel Paese estero; • l’eventuale certificazione rilasciata dal	soggetto che ha	corrisposto i redditi di	fonte estera; • l’eventuale richiesta di	rimborso,	qualora non	inserita nella dichiarazione dei redditi.” La	circolare	n.	3/E	del	2016	l’ADE	ha	di	recente	chiarito	che	in	assenza	di	una	dichiarazione	dei	redditi	estera,	è	possibile	utilizzare	il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero	anche attraverso	la	presentazione	di	una	dichiarazione	sostitutiva	di	atto	di	notorietà. Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
41. 41 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	credito	d’imposta	riconosciuto Se	l’ammontare	del	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero	fosse	superiore a	quello	dell’imposta	netta	sul	reddito	complessivo,	gli	artt.	11	e	80	del	DPR	n.	917/1986,	rispettivamente	per	le	persone	fisiche	e	i	soggetti	Ires,	consentono	al	contribuente,	a	sua	scelta,	di	computare	l’eccedenza	in	diminuzione dell’imposta	del	periodo	d’imposta	successiva	o	di	chiederne	il	rimborso	in	sede	di	dichiarazione	dei	redditi. Art.11.	comma	4.	Dall'imposta	netta	si	detrae	l'ammontare	dei	crediti	d'imposta	spettanti	al	contribuente	a	norma	dell'articolo	165.	Se	l'ammontare	dei	crediti	d'imposta	è	superiore	a	quello	dell'imposta	netta	il	contribuente	ha	diritto,	a	sua	scelta,	di	computare	l'eccedenza	in	diminuzione	dell'imposta	relativa	al	periodo	d'imposta	successivo	o	di	chiederne	il	rimborso	in	sede	di	dichiarazione	dei	redditi. Art.	80.	Se	l'ammontare	complessivo	dei	crediti	per	le	imposte	pagate	all'estero,	delle	ritenute	d'acconto	e	dei	versamenti	in	acconto	di	cui	ai	precedenti	articoli	è	superiore	a	quello	dell'imposta	dovuta	il	contribuente	ha	diritto,	a	sua	scelta,	di	computare	l'eccedenza	in	diminuzione	dell'imposta	relativa	al	periodo	di	imposta	successivo,	di	chiederne	il	rimborso	in	sede	di	dichiarazione	dei	redditi	ovvero	di	utilizzare	la	stessa	in	compensazione	ai	sensi	dell'articolo	17	del	decreto	legislativo	9	luglio	1997,	n.	241	*. *	credito	in	compensazione	con	altre	imposte	e	contributi	utilizzando	il	modello	di	pagamento	F24 Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
42. 42 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Esempio	1 Reddito	italiano	(a) 100.000,00	Reddito	estero	(b) 40.000,00	Redditi	esteri	Stato	A 40.000,00	Reddito	complessivo	[(a)+(b)]	(RN	1.	col.	5) 140.000,00	Perdite	pregresse -	Reddito	netto	imponibile 140.000,00	Imposta	italiana	lorda	(RN	5) 38.500,00	Imposta	italiana	netta	(RN	26) 35.000,00	IMPOSTE	PAGATE	ALL'ESTERO	a	titolo	definitivo 10.000,00	Imposte	estere	Stato	A 10.000,00	%	DI	CREDITO	D'IMPOSTA	DETRAIBILE	(b)	/	[(a)+(b)] (al	netto	delle	perdite	di	precedenti	periodi	d’imposta) 28,57% CAPIENZA	CREDITO	D'IMPOSTA	DETRAIBILE 11.000,00	CREDITO	D'IMPOSTA	ESTERO	DETRAIBILE 10.000,00	imposte	pagate	all'estero	non	detraibili -	TOTALE	CREDITI	D'IMPOSTA	ESTERO	DETRAIBILI 10.000,00	IMPOSTE	DA	VERSARE	IN	ITALIA	per	reddito	complessivo 25.000,00	IMPOSTE	PAGATE	ALL'ESTERO	NON	DETRAIBILI -	Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
43. 43 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Esempio	2:	con	perdite	pregresse Con	perdite	pregresse	Reddito	italiano	(a) 100.000,00	100.000,00	Reddito	estero	(b) 40.000,00	40.000,00	Redditi	esteri	Stato	A 40.000,00	40.000,00	Reddito	complessivo	[(a)+(b)]	(RN	1.	col.	5) 140.000,00	140.000,00	Perdite	pregresse -	80.000,00	Reddito	netto	imponibile 140.000,00	60.000,00	Imposta	italiana	lorda	(RN	5) 38.500,00	16.500,00	Imposta	italiana	netta	(RN	26) 35.000,00	15.000,00	IMPOSTE	PAGATE	ALL'ESTERO	a	titolo	definitivo 10.000,00	12.000,00	Imposte	estere	Stato	A 10.000,00	12.000,00	%	DI	CREDITO	D'IMPOSTA	DETRAIBILE	(b)	/	[(a)+(b)] (al	netto	delle	perdite	di	precedenti	periodi	d’imposta) 28,57% 66,67% CAPIENZA	CREDITO	D'IMPOSTA	DETRAIBILE 11.000,00	11.000,00	CREDITO	D'IMPOSTA	ESTERO	DETRAIBILE 10.000,00	11.000,00	imposte	pagate	all'estero	non	detraibili -	1.000,00	TOTALE	CREDITI	D'IMPOSTA	ESTERO	DETRAIBILI 10.000,00	11.000,00	IMPOSTE	DA	VERSARE	IN	ITALIA	per	reddito	complessivo 25.000,00	4.000,00	IMPOSTE	PAGATE	ALL'ESTERO	NON	DETRAIBILI -	1.000,00	Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
44. 44 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Per	country	and	company	limitation Il	credito	d’imposta	derivante	dal	reddito	prodotto	in	un	Paese	estero	può	essere	utilizzato	esclusivamente	in	proporzione	alla	quota	di	reddito	prodotta	in	detto	Paese,	non	essendo	possibili	compensazioni	con	redditi	prodotti	in	altri	Paesi	o	considerare	unitariamente	i	redditi	prodotti	in	diversi	stati	esteri	(cd.	Principio	«Overall»). L’importo	della	detrazione	deve	essere,	quindi,	calcolato	separatamente	per	ogni	Stato	estero in	cui	il	reddito	viene	prodotto. Il	calcolo per	la	determinazione	del	credito	d’imposta	spettante	deve	essere,	cioè,	ripetuto per	ogni	Paese	in	cui	si	percepiscono	i	redditi	esteri	e	l’importo	ammesso	in	detrazione	sarà	pari	alla	somma	delle	singole	detrazioni	calcolate	con	riferimento	ai	diversi	Paesi	di	produzione	dei	redditi.	Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
45. 45 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Esempio	3 Con	perdite	pregresse	Per	country	limitation	Reddito	italiano	(a) 100.000,00	100.000,00	100.000,00	Reddito	estero	(b) 40.000,00	40.000,00	40.000,00	Redditi	esteri	Stato	A 40.000,00	40.000,00	20.000,00	Redditi	esteri	Stato	B 15.000,00	Redditi	esteri	Stato	C 5.000,00	Reddito	complessivo	[(a)+(b)]	(RN	1.	col.	5) 140.000,00	140.000,00	140.000,00	Perdite	pregresse -	80.000,00	-	Reddito	netto	imponibile 140.000,00	60.000,00	140.000,00	Imposta	italiana	lorda	(RN	5) 38.500,00	16.500,00	38.500,00	Imposta	italiana	netta	(RN	26) 35.000,00	15.000,00	35.000,00	IMPOSTE	PAGATE	ALL'ESTERO	a	titolo	definitivo 10.000,00	12.000,00	11.375,00	Imposte	estere	Stato	A 10.000,00	12.000,00	6.000,00	%	DI	CREDITO	D'IMPOSTA	DETRAIBILE	(b)	/	[(a)+(b)] (al	netto	delle	perdite	di	precedenti	periodi	d’imposta) 28,57% 66,67% 14,29% CAPIENZA	CREDITO	D'IMPOSTA	DETRAIBILE 11.000,00	11.000,00	5.500,00	CREDITO	D'IMPOSTA	ESTERO	DETRAIBILE 10.000,00	11.000,00	5.500,00	imposte	pagate	all'estero	non	detraibili -	1.000,00	500,00	Imposte	estere	Stato	B 3.000,00	%	DI	CREDITO	D'IMPOSTA	DETRAIBILE	(b)	/	[(a)+(b)] (al	netto	delle	perdite	di	precedenti	periodi	d’imposta) 10,71% CAPIENZA	CREDITO	D'IMPOSTA	DETRAIBILE 4.125,00	CREDITO	D'IMPOSTA	ESTERO	DETRAIBILE 3.000,00	imposte	pagate	all'estero	non	detraibili -	-	-	Imposte	estere	Stato	C 2.375,00	%	DI	CREDITO	D'IMPOSTA	DETRAIBILE	(b)	/	[(a)+(b)] (al	netto	delle	perdite	di	precedenti	periodi	d’imposta) 3,57% CAPIENZA	CREDITO	D'IMPOSTA	DETRAIBILE 1.375,00	CREDITO	D'IMPOSTA	ESTERO	DETRAIBILE 1.375,00	imposte	pagate	all'estero	non	detraibili -	-	1.000,00	TOTALE	CREDITI	D'IMPOSTA	ESTERO	DETRAIBILI 10.000,00	11.000,00	9.875,00	IMPOSTE	DA	VERSARE	IN	ITALIA	per	reddito	complessivo 25.000,00	4.000,00	25.125,00	IMPOSTE	PAGATE	ALL'ESTERO	NON	DETRAIBILI -	1.000,00	1.500,00	Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
46. 46 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	riporto	in	avanti	e	indietro	del	credito Ai	sensi	dell’art.	165	comma	6	TUIR,	nel	caso	di	reddito	d’impresa	prodotto	nello	stesso	paese	estero	mediante	una	o	più	stabili	organizzazioni,	per	evitare	la	doppia	imposizione sul	medesimo	reddito	assicurando	l’esercizio	del	diritto	di	credito	per	imposte	assolte	all’estero	anche	in	presenza	di	perdite	pregresse	/	di	periodo	limitate	ad	alcuni	esercizi,	l’imposta	estera	definitiva	eccedente	la	quota	di	imposta	italiana relativa	al	reddito	prodotto	nello	stesso	Paese	COSTITUISCE	UN	CREDITO	D’IMPOSTA fino	a	concorrenza	della	eccedenza	d’imposta	italiana	rispetto	a	quella	estera verificatasi	negli	esercizi	precedenti	fino	all’ottavo. Viceversa,	se	negli	esercizi	precedenti	non sia	stata	registrata	un’eccedenza	della	quota	italiana	la	differenza	dell’imposta	estera	può	essere	riportata	a	nuovo	fino	all’ottavo	esercizio	successivo ed	essere	utilizzata	quale	CREDITO	D’IMPOSTA	nell’esercizio	in	cui	si	produce	l’eccedenza	dell’imposta	italiana	rispetto	a	quella	estera. IN	SINTESI: L’eccedenza	dell'imposta	italiana	sull'imposta	estera	è	compensabile	nei	successivi	8	esercizi	se	si	verifica	un'eccedenza	dell'imposta	estera	su	quella	italiana. L’eccedenza	dell'imposta	estera	sull'imposta	italiana	è	compensabile	nei	successivi	8	esercizi	se	si	verifica	un'eccedenza	dell'imposta	italiana	su	quella	estera. Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
47. 47 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Esempio	4:	Riporti	delle	eccedenze A B C Con	imposte	estere corrispondenti a	quelle	italiane	Con	imposte	estere eccedenti	quelle	italiane	Con	imposte	italiane eccedenti	quelle	estere	Reddito	italiano	(a) 100.000,00	100.000,00	100.000,00	Reddito	estero	(b) 40.000,00	40.000,00	40.000,00	Reddito	complessivo	[(a)+(b)] 140.000,00	140.000,00	140.000,00	Perdite	pregresse 100.000,00	100.000,00	100.000,00	Base	imponibile 40.000,00	40.000,00	40.000,00	IRES	(27,5%) 11.000,00	11.000,00	11.000,00	IMPOSTE	PAGATE	ALL'ESTERO	a	titolo	definitivo 11.000,00	14.000,00	9.000,00	Credito	d'imposta	massimo	attribuibile 11.000,00	11.000,00	11.000,00	Credito	d'imposta	max	detraibile 11.000,00	11.000,00	9.000,00	IRES	dovuta -	-	2.000,00	Eccedenza	d'imposta	estera -	3.000,00	-	Eccedenza	d'imposta	italiana -	-	2.000,00	Tax	rate Imposte	estere 11.000,00	14.000,00	9.000,00	Ires	dovuta -	-	2.000,00	Tassazione	complessiva 11.000,00	14.000,00	11.000,00	Base	imponibile	(EBIT) 40.000,00	40.000,00	40.000,00	Tax	rate 27,50% 35,00% 27,50% Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
48. 48 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it La	tempistica	del	recupero	del	credito Il	5° co.	dell’art.	165	prevede	che: “per	i	redditi	prodotti	all’estero	mediante	stabile	organizzazione”	(oltre	che	dalle	società	estere	in	regime	di	consolidato	mondiale)	la	detrazione possa	essere	effettuata	nel	periodo	d’imposta	di	competenza,	ossia	quello	di	concorso	del	reddito	estero	alla	formazione	del	reddito	complessivo,	“anche	se	il	pagamento	a	titolo	definitivo	avviene	entro	il	termine	di	presentazione	della	dichiarazione	relativa	al	primo	periodo	di	imposta	successivo”.	In	altre	parole,	in	caso	di	produzione	del	reddito	d’impresa	mediante	una	stabile	organizzazione	all’estero	è	consentito	l’allungamento	di	un	anno	del	termine	entro	cui	deve	avverarsi	la	“definitività”	del	pagamento,	ferma	restando	la	rilevanza	del	periodo	di	competenza. Quindi,	ai	fini	della	detrazione,	si	considerano	recuperabili le	imposte	pagate	all’estero	secondo	la	seguente	tempistica: In	assenza	di	stabile	organizzazione (ad	esempio,	ritenuta): il	versamento	deve	essere	effettuato	entro	il	termine	di	presentazione	della	dichiarazione	dei	redditi	del	soggetto	italiano. In	presenza	di	stabile	organizzazione	o	società	controllate	facenti	parte	del	consolidato	mondiale: il	versamento	deve	essere	effettuato	entro	il	termine	di	presentazione	della	dichiarazione	dei	redditi	del	periodo	d’imposta	successivo. Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
49. 49 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it La	tempistica	del	recupero	del	credito In	presenza	di	SO: ESEMPIO	1:	Societa	ITA	con	esercizio	coincidente	con	l'anno	solare Reddito	prodotto	all'estero	esercizio	2012 100 Ritenuta	applicata	nel	2012,	versata	ad	Agosto	2013 10 Termine	per	la	presentazione	della	dichiarazione	2012	30.09.2013 Societa	ITA	con	esercizio	coincidente	con	l'anno	solare Reddito	prodotto	all'estero	esercizio	2012 100 Ritenuta	applicata	nel	2012,	versata	a	Dicembre	2013 10 Termine	per	la	presentazione	della	dichiarazione	2012	30.09.2013 E' possibile detrarre il credito per imposte estere nella dichiarazione relativa al 2012, che è lo stesso esercizio in cui viene dichiarato il reddito estero. E' possibile riliquidare e recuperare l'imposta nella dichiarazione 2013. Ai, si procede ad una nuova liquidazione tenendo conto dell’eventuale maggior reddito estero e la detrazione si opera dall’imposta dovuta per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione nella quale è stata richiesta. Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
50. 50 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Nel	caso	in	cui	il	reddito	prodotto	all’estero	concorra	parzialmente	alla	formazione	del	reddito	complessivo,	anche	l’imposta	estera	è	ridotta	in	misura	corrispondente (art.	167	comma	10	TUIR).	Esempio	5 Witholding	estera	sul	dividendo	erogato 15,00% del	dividendo Importo	escluso	dalla	base	imponibile	ITA 95,00% del	dividendo Quota	del	dividendo	imponibile	in	Italia 5,00% del	dividendo Misura	massima	del	credito	d'imposta 0,75% del	dividendo	(15%	*	5%) Dividendo	lordo 1.000,00	Witholding	estera 150,00	Quota	del	dividendo	imponibile	in	Italia 50,00	Aliquota	IRES	(Ita) 27,5% Ires	sul	dividendo 13,75 CREDITO	MAX	UTILIZZABILE 7,5 (0,75%	*	1.000,00) Esempio:	Dividendi	di	fonte	estera,	esclusi	dalla	base	imponibile	per	il	95%	del	loro	ammontare Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
51. 51 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it UNICO	2016	– PERSONE	FISICHE Calcolo	del	credito	d’imposta I	redditi	prodotti	all’estero	devono	essere	indicati	per	il	loro	intero	ammontare	nelle	dichiarazioni	dell’anno	cui	si	riferiscono,	in	quanto	i	soggetti	residenti	sono	sottoposti	a	tassazione	in	Italia	sui	redditi	ovunque	prodotti.	I	redditi	esteri	sono	indicati,	in	funzione	della	loro	natura,	nell’ambito	dei	quadri	del	modello	Unico	(RC,	RH,	RL,	RE,	RF,	RG,	RM). Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
52. 52 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it UNICO	2016	– PERSONE	FISICHE Calcolo	del	credito	d’imposta Sez.	I-A	e	sez.	I-B	del	quadro	CR,	nel	caso	in	cui	all’estero	siano	stati	prodotti	solo redditi	diversi da	quelli	d’impresa; ovvero Quadro	CE	se	all’estero	sono	stati	prodotti	ancheredditi	d’impresa. Qualora	siano	stati	prodotti	all’estero	redditi	d’impresa,	oppure redditi	d’impresa	unitamente	a	redditi	diversi	da	quelli	di	impresa,	deve	essere	compilato	ESCLUSIVAMENTE	il	quadro	CE. Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
53. 53 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it UNICO	2016	– PERSONE	FISICHE Calcolo	del	credito	d’imposta La	sezione	I-A	fa	riferimento	al	limite	generale	della	quota	di	imposta	lorda	italiana	commisurata	al	rapporto	tra	reddito	estero	e	reddito	complessivo.	Vi	vanno	indicati	i	dati	necessari	per	la	determinazione	del	credito	d’imposta	teoricamente spettante. In	questa	sezione	è	necessario	indicare,	per	ciascuno	Stato	estero	di	produzione: • l'anno	di	riferimento • l'ammontare	del	reddito	estero • l'imposta	estera	resasi	definitiva • il	reddito	complessivo • l'imposta	lorda	e	quella	netta • il	credito	eventualmente	già	utilizzato	nelle	precedenti	dichiarazioni Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
54. 54 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it UNICO	2016	– PERSONE	FISICHE Calcolo	del	credito	d’imposta La	sezione	I-B	afferisce	all'ulteriore	limite	di	detraibilità	delle	imposte	estere,	vale	a	dire	quello	dell'imposta	netta	italiana:	vi	si	determina	il	credito	d’imposta	effettivamente	spettante. Per	ogni	anno	di	produzione	del	reddito	estero	si	deve	ricondurre	l'importo	ricavato	dai	calcoli	richiesti	dalla	sezione	I	A,	ove	eccedente,	nei	limiti	delle	relative	imposte	nette	tenendo	conto	del	credito	già	utilizzato	nelle	precedenti	dichiarazioni. Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
55. 55 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it UNICO	2016	– PERSONE	FISICHE Calcolo	del	credito	d’imposta RICAPITOLANDO,	ai	fini	della	determinazione	del	credito	d’imposta	spettante	è	necessario: • 1° LIMITE	(Sezione	1-A):	Ricondurre,	ove	eccedente,	l’importo	dell’imposta	estera	alla	quota	di	imposta	lorda	italiana	(imposta	lorda	italiana	commisurata	al	rapporto	tra	reddito	estero	e	reddito	complessivo)	eventualmente	diminuita	del	credito	utilizzato	nelle	precedenti	dichiarazioni. • 2° LIMITE	(Sezione	1-B):	Ricondurre,	ove	eccedente,	l’importo	così	determinato	entro	il	limite	dell’imposta	netta	(diminuita	dell’eventuale	credito	già	usufruito	nelle	precedenti	dichiarazioni)	relativa	all’anno	di	produzione	del	reddito	estero. Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
56. 56 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	credito	per	le	imposte	pagate	all’estero
57. 57 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.1 Accordi	preventivi	(ruling)	per	le	imprese	con	attività	internazionale Per	effetto	dell’art.1	del	DLgs.	147/2015,	le	imprese	con	attività	internazionale	possono	presentare	istanza	di	interpello riguardante:	a)	la	definizione	dei	prezzi	di	trasferimento;	b)	la	valutazione	della	sussistenza	o	meno	dei	requisiti	per	la	configurazione	di	una	stabile	organizzazione;	c)	l’applicazione	di	norme	in	materia	di	dividendi,	interessi,	royalties	e	altri	componenti	reddituali	erogati	o	percepiti	a/da	soggetti	non	residenti;	d)	la	definizione	dei	valori	in	uscita	ed	in	entrata	in	caso	di	trasferimento	di	residenza;	e)	l’attribuzione	ad	un	caso	concreto,	di	norme	concernenti	l’attribuzione	di	utili	e	di	perdite	alla	stabile	organizzazione	in	un	altro	Stato	estero	di	un’impresa	residente	o	alla	stabile	organizzazione	in	Italia	di	un	soggetto	estero	A	queste	ipotesi	è	stata	aggiunta	quella	che	prevede	che	le	imprese	che	aderiscono	al	regime	collaborativo	previsto	dagli	articoli	3-7	del	D.Lgsl.	sulla	certezza	del	diritto,	hanno	accesso	alla	procedura	di	ruling anche	al	fine	della	preventiva	definizione	dei	metodi	di	calcolo	del	valore	normale	con	riferimento	alla	deducibilità	delle	spese	e	degli	altri	componenti	negativi	di	reddito	derivanti	da	rapporti	intercorsi	con	operatori	stabili	in	Paesi	black list. Gli	accordi	vincolano	il	contribuente	per	il	periodo	nel	corso	del	quale	è	presentata	l’istanza	e	per	i	quattro	successivi. Per	i	periodi	di	validità	dell’accordo,	l’Amministrazione	finanziaria	esercita	i	suoi	poteri	solo	con	riferimento	a	fattispecie	diverse rispetto	a	quelle	oggetto	dell’accordo	stesso. D.Lgsl.	147/2015
58. 58 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.2 Interpello	sui	nuovi	investimenti È	data	la	possibilità	per	le	imprese	che	intendono	effettuare	investimenti	in	Italia	di	presentare	preventiva	istanza	di	interpello	(con	Business	Plan)	per	conoscerne	il	trattamento	fiscale per	investimenti:	• di	ammontare	non	inferiore	a	30	milioni	di	euro; • con	significative	e	durature	ricadute	sul	piano	occupazionale. La	risposta	da	parte	dell’Agenzia	delle	Entrate	deve	essere	fornita	entro	120	giorni	(prorogabili)	e	in	caso	di	mancata	risposta	vale	il	silenzio	assenso. D.Lgsl.	147/2015
59. 59 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.3 Dividendi	provenienti	da	soggetti	residenti	in	Stati	o	territori	a	regime	fiscale	privilegiato Viene	introdotta	l’integrale	imponibilità	dei	dividendi	nei	seguenti	casi: • partecipazione	diretta	in	società	c.d.	black list; • partecipazione	di	controllo	(anche	di	fatto),	diretta	o	indiretta,	in	società	estere	che	conseguono	utili	da	soggetti	blacklist. Se	si	dimostra	che	il	soggetto	non	residente	svolge	un’effettiva	attività	commerciale	o	industriale,	come	sua	attività	principale,	nel	mercato	dello	Stato	di	insediamento,	viene	riconosciuto	un	credito	d’imposta	in	ragione	delle	imposte	assolte	dalla	società	partecipata	sugli	utili	maturati	nel	periodo	di	possesso	della	partecipazione. In	assenza	di	interpello	o	di	risposta	positiva,	è	possibile	evitare	l’integrale	imponibilità	a	condizione	che	gli	utili	siano	separatamente	indicati	in	dichiarazione. Le	nuove	regole	si	applicano	agli	utili	distribuiti	e	alle	plusvalenze	realizzate	a	partire	dal	periodo	d’imposta	in	corso	alla	data	di	entrata	in	vigore	del	decreto,	quindi	dal	2015. D.Lgsl.	147/2015
60. 60 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.4 Interessi	passivi	e	calcolo	del	Risultato	Operativo	Lordo	(ROL) Per	i	soggetti	che	ai	sensi	dell’art.	96	del	TUIR	adottano	il	meccanismo	del	calcolo	del	Risultato	operativo	lordo	(ROL)	di	una	società	residente	ai	fini	del	calcolo	del	risultato	operativo	lordo	si	deve	tenere	altresì	conto	dei	dividendi	incassati	per	partecipazioni	detenute	in	società	non	residenti	controllate	ex	art.	2359	co.1	n.1	c.c. Viene	eliminata	la	norma	che	prevede	la	possibilità	da	parte	del	consolidante	di	considerare	le	eccedenze	di	ROL,	compensarle	con	gli	interessi	passivi	indeducibili	delle	società	non	residenti	virtualmente	partecipanti	al	consolidato	nazionale. Viene	abrogata	la	norma	che	prevede	l’indeducibilità	degli	interessi	passivi	eccedenti	i	c.d.	tassi	soglia	corrisposti	da	società	non	quotate. Viene	definito	l’ambito	di	applicazione	del	regime	di	deducibilità	degli	interessi	passivi	da	mutui	ipotecari	contratti	delle	società	che	svolgono	in	via	effettiva	e	prevalente	attività	immobiliare.	Si	considerano	tali	le	società	il	cui	valore	dell'attivo	patrimoniale	è	costituito	per	la	maggior	parte	dal	valore	normale	degli	immobili	destinati	alla	locazione	e	i	cui	ricavi	sono	rappresentati	per	almeno	i	due	terzi	da	canoni	di	locazione	o	affitto	di	aziende	il	cui	valore	complessivo	sia	prevalentemente	costituito	dal	valore	normale	di	fabbricati. D.Lgsl.	147/2015
61. 61 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.5 Disposizioni	in	materia	di	costi	black list	e	di	valore normale Le	spese	e	gli	altri	componenti	negativi	derivanti	da	operazioni,	che	hanno	avuto	concreta	esecuzione,	intercorse	con	imprese	residenti	ovvero	localizzate	in	Stati	o	territori	aventi	regimi	fiscali	privilegiati	sono	ammessi	in	deduzione,	sempre	nei	limiti	del	loro	valore	normale	(determinato	ai	sensi	dell'articolo	9	del	TUIR).	Viene	introdotta	una	norma	di	interpretazione	(autentica)	secondo	la	quale	le	disposizioni	di	cui	all’articolo	110,	comma	7	del	TUIR	(transfer	pricing)	non	si	applicano	alle	operazioni	intercorse	tra	imprese	residenti	o	localizzate	nel	territorio	dello	Stato.	In	altri	termini,	la	disciplina	del	transfer	pricing non	si	applica	ad	operazioni	intercorse	tra	imprese	appartenenti	allo	stesso	gruppo	in	Italia. Per	le	cessioni	di	immobili	e	di	aziende	nonché	per	la	costituzione	e	il	trasferimento	di	diritti	reali	sugli	stessi,	ai	fini	IRPEF,	IRES	ed	IRAP,	l’esistenza	di	un	maggior	valore	non	è	più	presunta	soltanto	sulla	base	del	valore	dichiarato	o	accertato	ai	fini	dell’imposta	di	registro	ovvero	delle	imposte	ipotecarie	e	catastali. D.Lgsl.	147/2015
62. 62 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.6 Consolidato	nazionale Le	società	non	residenti	prive	di	stabile	organizzazione	in	Italia possono	optare	per	la	tassazione	di	gruppo	in	presenza	delle	seguenti	condizioni: • residenza	in	Paesi	UE	o	SEE	(con	i	quali	vi	siano	accordi	per	lo	scambio	di	informazioni); • forma	giuridica	analoga	a	società	di	capitali,	cooperative	ed	enti	commerciali	italiani; • selezione	di	una	società	controllata	residente	(con	i	requisiti	ex	art.	120	TUIR)	che	eserciti	l’opzione. La	controllata	designata,	in	qualità	di	consolidante,	acquisisce	tutti	i	diritti,	obblighi	ed	oneri	previsti	dagli	articoli	da	117	a	127	per	le	società	o	enti	controllanti. L'efficacia	dell'opzione	è	subordinata	alla	condizione	che	il	soggetto	controllante	non	residente	designi	la	controllata	residente	assumendo,	in	via	sussidiaria,	le	responsabilità	previste	dall'articolo	127	per	le	società	o	enti	controllanti; In	ipotesi	di	interruzione	della	tassazione	di	gruppo	prima	del	compimento	del	triennio	o	di	mancato	rinnovo	dell'opzione,	le	perdite	fiscali	risultanti	dalla	dichiarazione	di	cui	all'articolo	122	sono	attribuite	esclusivamente	alle	controllate	che	le	hanno	prodotte,	al	netto	di	quelle	utilizzate,	e	nei	cui	confronti	viene	meno	il	requisito	del	controllo	secondo	i	criteri	stabiliti	dai	soggetti	interessati; Se	il	requisito	del	controllo	nei	confronti	della	controllata	designata	cessa	per	qualsiasi	motivo	prima	del	compimento	del	triennio,	il	soggetto	controllante	non	residente	può	designare,	tra	le	controllate	appartenenti	al	medesimo	consolidato,	un'altra	controllata	residente	avente	le	caratteristiche	di	cui	al	presente	comma	senza	che	si	interrompa	la	tassazione	di	gruppo.	La	nuova	controllata	designata	assume	le	responsabilità	previste	dall'articolo	127	per	le	società	o	enti	controllanti	relativamente	ai	precedenti	periodi	d'imposta	di	validità	della	tassazione	di	gruppo,	in	solido	con	la	società	designata	nei	cui	confronti	cessa	il	requisito	del	controllo. D.Lgsl.	147/2015
63. 63 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.7 Stabili	organizzazioni	in	Italia	di	soggetti	non	residenti Viene	introdotta	la	nuova	opzione	di	esenzione	per	la	stabile	organizzazione,	con	il	nuovo	articolo	167-ter	del	TUIR,	in	base	al	quale	gli	utili	e	le	perdite	della	stabile	organizzazione	estera	non	concorrono	a	formare	il	reddito	della	casa	madre,	restando	assoggettati	a	tassazione	solo	nel	relativo	Paese	straniero.	Il	reddito	della	stabile	organizzazione	viene	determinato	sulla	base	degli	utili	e	delle	perdite	riferibili	alla	stabile	organizzazione,	in	base	alle	disposizioni	previste	per	i	soggetti	IRES. Viene	previsto	l’obbligo	di	redigere	un	apposito	rendiconto	economico	e	patrimoniale,	secondo	i	principi	contabili	applicabili	a	soggetti	residenti	similari. I	componenti	di	reddito	della	stabile	organizzazione	per	le	transazioni	con	la	casa	madre	devono	essere	definiti	in	base	alle	norme	sul	transfer	pricing. D.Lgsl.	147/2015
64. 64 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.8 Disciplina	delle	controllate	e	collegate	estere	(CFC) Viene	eliminato	l’obbligo di	interpello	ai	sensi	dell’art.	11	della	Legge	n.	212/2000	e	viene	introdotta	la	facoltà per	il	socio	di	controllo	residente	di	presentare	una	preventiva	istanza	di	interpello. La	determinazione	dei	redditi	dei	soggetti	controllati	esteri	deve	essere	effettuata	in	base	alle	regole	di	determinazione	del	reddito	d’impresa. A	seguito	dell’abrogazione	dell’articolo	168	del	TUIR	(CFC	collegate)	viene	introdotto	un	regime	transitorio,	in	applicazione	del	quale	agli	utili	distribuiti	e	da	società	collegate	a	decorrere	dal	periodo	d’imposta	in	corso	alla	data	di	entrata	in	vigore	del	decreto	continuano	ad	applicarsi	le	disposizioni	di	cui	all’articolo	3,	commi	3	e	4	del	D.L.	n.	268/2006. D.Lgsl.	147/2015
65. 65 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.9 Spese	di	rappresentanza Viene	modificato	l’art.	108	TUIR	in	materia	di	deducibilità	delle	spese	di	rappresentanza deducibili	se	rispondenti	ai	requisiti	di	inerenza	legata	alla	natura	e	natura	e	destinazione	delle	stesse.	Le	spese	sono	commisurate	all'ammontare	dei	ricavi	e	proventi	della	gestione	caratteristica	dell'impresa	risultanti	dalla	dichiarazione	dei	redditi	relativa	allo	stesso	periodo.	Sono	state	incrementate	le	percentuali	da	applicare	ai	ricavi	e	proventi	della	gestione	caratteristica	per	il	calcolo	del	limite	di	deducibilità. D.Lgsl.	147/2015
66. 66 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.10 Liste	dei	Paesi	Black	List Viene	abrogato	l’art.	168	bis	del	TUIR	e	attribuito	al	Ministero	delle	Finanze	(art.	167,	comma	4)	il	potere	di	stilare	un	nuovo	elenco	di	Paesi	Black	List. Nel	frattempo	si	applica	l’elenco	di	cui	al	D.M.	21	novembre	2001. D.Lgsl.	147/2015
67. 67 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.11 Trasferimento	della	residenza	all’estero Il	trasferimento	di	sede	all’estero	comporta	il	realizzo	fiscale	dei	valori	dell’azienda	con	applicazione	della	c.d.	exit	tax. Viene	esteso	il	regime	di	sospensione	della	riscossione	dell’exit	tax anche	al	trasferimento	di	parte	o	della	totalità	degli	attivi	collegati	ad	una	stabile	organizzazione	verso	un	altro	Paese	UE	o	aderente	allo	SEE	e	al	trasferimento	c.d.	indiretto	della	residenza	(a	seguito	di	operazioni	di	fusione,	scissione	e	conferimento	verso	Stati	aderenti	allo	SEE). Il	regime	di	sospensione	della	riscossione	della	tassazione	in	uscita	di	cui	all’art.	166,	comma	2-quater	da	parte	di	un’impresa	non	residente	nel	territorio	dello	Stato	è	applicabile	anche	al	trasferimento,	da	parte	di	un'impresa	non	residente	nel	territorio	dello	Stato,	di	una	parte	o	della	totalità	degli	attivi	collegati	ad	una	stabile	organizzazione,	aventi	ad	oggetto	un'azienda	o	un	ramo	d'azienda,	verso	altro	Stato	appartenente	all'Unione	Europea	o	aderente	allo	SEE. D.Lgsl.	147/2015
68. 68 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.12 Trasferimento	della	residenza	nel	territorio	dello	Stato Nel	caso	di	trasferimento	della	residenza	da	parte	di	soggetti	provenienti	da	Stati	o	territori	white list,	le	attività	e	le	passività	sono	assunte	in	Italia	al	valore	normale	da	determinarsi	ai	sensi	dell'art.	9: comma	2:	“In	caso	di	conferimenti	o	apporti	in	società	o	in	altri	enti	si	considera	corrispettivo	conseguito	il	valore	normale	dei	beni	e	dei	crediti	conferiti.”	comma	4:	“Per	valore	normale,	salvo	quanto	stabilito	nel	comma	4	per	i	beni	ivi	considerati,	si	intende	il	prezzo	o	corrispettivo	mediamente	praticato	per	i	beni	e	i	servizi	della	stessa	specie	o	similari,	in	condizioni	di	libera	concorrenza	e	al	medesimo	stadio	di	commercializzazione,	nel	tempo	e	nel	luogo	in	cui	i	beni	o	servizi	sono	stati	acquisiti	o	prestati,	e,	in	mancanza,	nel	tempo	e	nel	luogo	più	prossimi.” In	caso	contrario,	il	valore	delle	attività	e	delle	passività	è	assunto	in	Italia	in	misura	pari	al	valore	determinato	a	seguito	di	un	accordo	preventivo	con	l’Amministrazione	finanziaria. D.Lgsl.	147/2015
69. 69 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.13 Perdite	su	crediti Non	si	considerano	sopravvenienze	attive	i	versamenti	in	denaro	o	in	natura	fatti	a	fondo	perduto	o	in	conto	capitale	alle	società	e	agli	enti	di	cui	all'articolo	73,	comma	1,	lettere	a)	e	b),	(soggetti	IRES)	dai	propri	soci,	né	gli	apporti	effettuati	dai	possessori	di	strumenti	similari	alle	azioni. La	rinuncia	dei	soci	ai	crediti	si	considera	sopravvenienza	attiva	per	la	parte	che	eccede	il	relativo	valore	fiscale.	A	tal	fine,	il	socio,	con	dichiarazione	sostitutiva	di	atto	notorio,	comunica	alla	partecipata	tale	valore;	in	assenza	di	tale	comunicazione,	il	valore	fiscale	del	credito	è	assunto	pari	a	zero. Non	si	considerano,	altresì,	sopravvenienze	attive	le	riduzioni	dei	debiti	dell'impresa	in	sede	di	concordato	fallimentare	o	preventivo	liquidatorio	o	di	procedure	estere	equivalenti,	previste	in	Stati	o	territori	con	i	quali	esiste	un	adeguato	scambio	di	informazioni,	o	per	effetto	della	partecipazione	delle	perdite	da	parte	dell'associato	in	partecipazione.	Le	perdite	su	crediti	di	modesta	entità	e	le	perdite	su	crediti	verso	debitori	soggetti	a	procedure	concorsuali	oppure	ad	accordi	di	ristrutturazione	o	a	piani	attestati	di	risanamento	(ex	art.	67	L.F.),	sono	deducibili	a	decorrere	dai	periodi	di	imposta	in	cui	sussistono	elementi	certi	e	precisi	ovvero	il	debitore	si	considera	assoggettato	a	procedura	concorsuale	ed	eventualmente	non	dedotte	in	tali	periodi,	sono	deducibili	nell'esercizio	in	cui	si	provvede	alla	cancellazione	del	credito	dal	bilancio	in	applicazione	dei	principi	contabili. D.Lgsl.	147/2015
70. 70 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.14 Esenzione	degli	utili	e	delle	perdite	delle	stabili	organizzazioni	di	imprese	residenti(Branch Exemption). Un'impresa	residente	può	optare	per	l'esenzione	degli	utili	e	delle	perdite	attribuibili	a	tutte	le	proprie	stabili	organizzazioni	all'estero. L'opzione	è	irrevocabile	e	deve	essere	esercitata	al	momento	di	costituzione	della	stabile	organizzazione,	con	effetto	dal	medesimo	periodo	d'imposta. L’opzione	è	preclusa	per	le	stabili	organizzazioni	localizzate	in	Stati	o	territori	c.d.	«black list». Le	stabili	organizzazioni	già	esistenti	possono	esercitare	l’opzione	entro	il	secondo	periodo	d'imposta	successivo	a	quello	in	corso	alla	data	di	entrata	in	vigore	del	decreto L'esercizio	dell'opzione	non	determina	in	sé	alcun	realizzo	di	plusvalenze	e	minusvalenze. L'impresa	deve	indicare	separatamente	in	dichiarazione	gli	utili	e	le	perdite	attribuibili	a	ciascuna	stabile	organizzazione	nei	5	periodi	d'imposta	precedenti.	Se	ne	deriva	una	perdita	fiscale	netta,	gli	utili	successivamente	realizzati	dalla	stabile	organizzazione	sono	imponibili	fino	a concorrenza	della	stessa	(c.d.	recapture delle	perdite). L'impresa	residente	può	presentare	un	interpello	all'Agenzia	delle	entrate	in	merito	alla	sussistenza	di	una	stabile	organizzazione	all'estero,	da	valutarsi	anche	in	base	ai	criteri	previsti	da	accordi	internazionali	contro	le	doppie	imposizioni (credito	d’imposta	per	le	imposte	pagate	all’estero). D.Lgsl.	147/2015
71. 71 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.15 Credito	d’imposta	per	i	redditi	prodotti	all’estero. Viene	esteso	a	tutte	le	categorie	di	reddito	la	possibilità	di	detrarre	le	imposte	pagate	all’estero,	a	condizione	che	siano	pagate	a	titolo	definitivo	entro	il	termine	di	presentazione	della	dichiarazione	dei	redditi	relativa	al	primo	periodo	d’imposta	successivo. Potranno	riportarsi	in	avanti	e	indietro	l’eccedenza	d’imposta	estera	rispetto	all’imposta	italiana	(“carry back”	e	“carry forward”). Viene	confermato	il	criterio	della	“per	country	limitation”. Sono	ammesse	in	detrazione	sia	le	imposte	estere	oggetto	di	una	convenzione	contro	le	doppie	imposizioni	sia	le	altre	imposte	o	gli	altri	tributi	esteri	sul	reddito.	Nel	caso	in	cui	sussistano	obiettive	condizioni	di	incertezza	in	merito	alla	natura	di	un	tributo	estero	non	oggetto	delle	anzidette	convenzioni,	il	contribuente	può	inoltrare	istanza	d'interpello. D.Lgsl.	147/2015
72. 72 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Art.16 Regime	speciale	per	lavoratori	rimpatriati. Il	reddito	di	lavoro	dipendente	prodotto	in	Italia	da	lavoratori	che	trasferiscono	la	residenza	in	Italia	concorre	alla	formazione	del	reddito	complessivo	limitatamente	al	70%	del	suo	ammontare,	se: a)	i	lavoratori	non	sono	stati	residenti	in	Italia	nei	5	periodi	di	imposta	precedenti	e	si	impegnano	a	permanere	in	Italia	per	almeno	due	anni; b)	l'attività	lavorativa	viene	svolta	presso	un'impresa	residente	nel	territorio	dello	Stato	in	forza	di	un	rapporto	di	lavoro	instaurato	con	questa	o	con	società	che	direttamente	o	indirettamente	controllano	la	medesima	impresa,	ne	sono	controllate	o	sono	controllate	dalla	stessa	società	che	controlla	l'impresa; c)	l'attività	lavorativa	è	prestata	prevalentemente	nel	territorio	italiano; d)	i	lavoratori	rivestono	ruoli	direttivi	ovvero	sono	in	possesso	di	requisiti	di	elevata	qualificazione	o	specializzazione	e	devono	essere	in	possesso	di	laurea. D.Lgsl.	147/2015
73. 73 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Il	quadro	normativo Soggetti	passivi	dell’imposta: • Articolo	2	del	Tuir Base	imponibile: • Articolo	3	del	Tuir Determinazione	dell’imposta: • Articolo	11	del	Tuir Doppie	imposizioni: • Articolo	15,	comma	1	del	modello	Ocse	sulle	convenzioni	internazionali	contro	le	doppie	imposizioni Applicazione	dell'imposta	ai	non	residenti: • Articolo	23	del	Tuir Utili	da	partecipazione: • Articolo	47	del	Tuir Redditi	di	lavoro	dipendente: • Articolo	49	del	Tuir Determinazione	del	reddito	di	lavoro	dipendente: • Articolo	51,	comma8-bis,	del	Tuir • Articolo	4,	comma	1	del	Dl	317/1987 Credito	d’imposta	per	i	redditi	prodotti	all’estero: • Articolo	165	del	Tuir Domicilio	e	residenza: • Articolo	43	del	Codice	Civile Redditi	prodotti	all’estero
74. 74 www. s tudi oba tta gl i a c omme r c i a l i s ti .it Paolo Battaglia Dottore Commercialista in Ragusa ACA Chartered Accountant (ICAEW) in Londra Catania, 19 Marzo 2016 Tassazione	dei	dividendi	e redditi	prodotti	all’estero
Roma dubai aspetti fiscali