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Timestamp: 2017-05-28 12:54:06+00:00
Document Index: 75145139

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 54', 'art.1']

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1 XVII legislatura Disegni di legge AA.SS. nn. 720, 243, 641 e 729 Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011 giugno 2013 n. 19 ufficio ricerche nel settore della politica estera e di difesa2 Servizio Studi Direttore: (...) Segreteria tel. 6706_2451 Uffici ricerche e incarichi Documentazione Settori economico e finanziario Documentazione economica Capo ufficio: S. Moroni _3627 Emanuela Catalucci _2581 Silvia Ferrari _2103 Questioni del lavoro e della salute Simone Bonanni _2932 Capo ufficio: M. Bracco _2104 Luciana Stendardi _2928 Michela Mercuri _3481 Attività produttive e agricoltura Beatrice Gatta _5563 Capo ufficio: G. Buonomo _3613 Documentazione giuridica Ambiente e territorio Vladimiro Satta _2057 Capo ufficio: R. Ravazzi _3476 Letizia Formosa _2135 Anna Henrici _3696 Infrastrutture e trasporti Gianluca Polverari _3567 Capo ufficio: F. Colucci _2988 Questioni istituzionali, giustizia e cultura Capo ufficio: L. Borsi _3538 Capo ufficio: F. Cavallucci _3443 Politica estera e di difesa Capo ufficio: A. Mattiello _2180 Capo ufficio: A. Sanso' _2451 Questioni regionali e delle autonomie locali, incaricato dei rapporti con il CERDP Capo ufficio: F. Marcelli _2114 Legislazione comparata Capo ufficio: R. Tutinelli _3505 I dossier del Servizio studi sono destinati alle esigenze di documentazione interna per l'attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. Il Senato della Repubblica declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge. I contenuti originali possono essere riprodotti, nel rispetto della legge, a condizione che sia citata la fonte.3 XVII legislatura Disegni di legge AA.SS. nn. 720, 243, 641 e 729 Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011 giugno 2013 n. 19 n. <<inserire numero>> a cura di: A. Mattiello Classificazione Teseo: Ratifica dei trattati. Consiglio d'europa. Donne. Violenza e minacce.4 5 INDICE NOTA INTRODUTTIVA La Convenzione di Istanbul Il dibattito parlamentare Le Raccomandazioni dell'onu all'italia e l'indagine dell'ue sulla violenza sulle donne e sui servizi di sostegno alle vittime ALLEGATI Convenzione di Istanbul (in italiano, traduzione non ufficiale) Sintesi del contenuto della Convenzione (estratto dal dossier del Servizio Studi della Camera n. 6/XVII, serie Progetti di legge) Manuale del Consiglio d'europa sulla Convenzione di Istanbul (estratto relativo ai capitoli II-VII della Convenzione) Report of the Special Rapporteur on violence against women, its causes and consequences, Rashida Manjoo. Mission to Italy, 15 june Violence against women: victim support. Review of the Beijing Platform for Action in the EU member States, 2012 (estratto relativo a "Legislative and policy measures to address domestic violence against women in the EU Member States and Croatia")6 7 Dossier n. 19 NOTA INTRODUTTIVA 1. La Convenzione di Istanbul La Convenzione del Consiglio d'europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta ad Istanbul l'11 maggio 2011, è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza. La Convenzione interviene specificamente anche nell'ambito della violenza domestica, che non colpisce solo le donne, ma anche altri soggetti, ad esempio bambini ed anziani, ai quali altrettanto si applicano le medesime norme di tutela. Per entrare in vigore, la Convenzione necessita della ratifica di almeno 10 Stati, tra i quali 8 membri del CdE 1 ; al momento, gli Stati firmatari sono 29 e le ratifiche 4 (Albania, Montenegro, Portogallo e Turchia). L'Italia ha sottoscritto la Convenzione il 27 settembre 2012, dopo l'approvazione da parte delle Camere (v. seduta del Senato del 20 settembre 2012 e della Camera dei deputati del 2 settembre 2012) di mozioni e di ordini del giorno volti a tale fine. Negoziata dal Consiglio d Europa, nel solco delle iniziative intraprese già dall inizio degli anni Novanta per contrastare la violenza contro le donne, la Convenzione di Istanbul, articolata attorno ad un'architettura garantistica convenzionale basata sulle tre "P" (Prevention, Prevention, Prosecution) propria delle convenzioni negoziate dal Consiglio d'europa, rappresenta il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante aperto a alla firma degli Stati membri del Consiglio d Europa, degli Stati non membri che hanno partecipato alla sua elaborazione (Canada, Santa Sede, Giappone, Messico e Stati Uniti) e dell Unione europea 2 - ed è questa vocazione tendenzialmente universalistica il suo valore aggiunto- e prevede una serie completa di misure destinate a prevenire e combattere la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. La Convenzione riconosce la violenza sulle donne come violazione dei diritti umani e come forma di discriminazione. Stabilisce inoltre un chiaro legame tra l obiettivo della parità tra i sessi e quello dell eliminazione della violenza sulle donne. Criminalizza alcune tipologie specifiche di reati, quali lo stalking, il matrimonio forzato, le mutilazioni genitali femminili, l aborto forzato e la sterilizzazione forzata. 1 Il Consiglio d'europa comprende 47 Stati membri e copre la quasi totalità del continente europeo. Il Consiglio d'europa ha recentemente stimato, a livello di Stati membri, il costo finanziario della violenza sulle donne in 34 miliardi di euro all anno. 2 Alla Convenzione, dopo la sua entrata in vigore, potrà essere invitato ad aderire qualsiasi Stato non membro del Consiglio d Europa. 78 Dossier n. 19 La Convenzione affronta inoltre la questione dell approccio necessario per combattere con efficacia la violenza sulle donne e la violenza domestica, invitando tutti gli organismi, i servizi e le organizzazioni non governative (ONG) competenti e attive in questo campo a collaborare in modo coordinato. Stabilisce un meccanismo di controllo forte e indipendente (GREVIO) e assegna un ruolo specifico ai parlamentari per il monitoraggio della sua applicazione a livello nazionale. L Assemblea parlamentare del Consiglio d'europa è inoltre invitata a fare regolarmente un bilancio dell attuazione di questo strumento internazionale. Si segnala, al riguardo, che l Assemblea parlamentare del Consiglio d Europa ha predisposto nel 2012 un Manuale dei parlamentari per l applicazione della Convenzione di Istanbul che contiene un ampia illustrazione dei contenuti dell Accordo, delinea il ruolo dei Parlamenti nazionali nella fase di firma, ratifica ed attuazione della Convenzione - in particolare, i parlamentari nazionali sono invitati a partecipare al monitoraggio del rispetto della Convenzione, in riconoscimento del ruolo importante da loro svolto nella sua applicazione e le Parti sono tenute a presentare loro i rapporti del gruppo di (GREVIO) per consultazione- e, infine, reca interessanti cenni comparatistici sulle politiche e sulle soluzioni normative nazionali adottate al 2012 dagli Stati membri del Consiglio d'europa per contrastare la violenza sulle donne e la violenza domestica (cfr. estratto in Allegato). Per una più accurata sintesi del contenuto della Convenzione si fa rinvio a quella predisposta dal Servizio Studi della Camera dei Deputati nel dossier. n. 6 della XVII legislatura della serie Progetti di legge, riprodotta in Allegato. 2. Il dibattito parlamentare Già in vista della firma della Convenzione, il Parlamento italiano, nella XVI legislatura, aveva rivolto al Governo numerosi atti di indirizzo. Il 2 febbraio 2012 la Camera dei deputati ha approvato un ordine del giorno, in relazione alla legge comunitaria per il 2011, promosso dalle donne parlamentari componenti della Delegazione italiana presso il Consiglio d Europa, che sollecitava la sottoscrizione della Convenzione da parte dell Unione europea e dell Italia. Il 6 giugno dello stesso anno la Commissione Affari sociali della Camera ha approvato una risoluzione conclusiva di dibattito, che impegnava il Governo, tra l altro, ad accelerare l'iter per l'adesione, in tempi brevi, dell'italia alla Convenzione del Consiglio d'europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Il 20 settembre 2012, il Senato ha inoltre approvato - anche in esito alle risultanze del Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne riguardanti il nostro Paese ed in vista della sottoscrizione della Convenzione da parte dell Italia 3 - un ordine del giorno (Poli Bortone e 3 V. infra e Rapporto in Allegato. 89 Dossier n. 19 Castiglione), e sei mozioni (Carlino ed altri, Carloni ed altri, Bianconi ed altri, Franco ed altri, Aderenti ed altri, D Alia ed altri, Baio ed altri) che impegnano il Governo a sottoscrivere la Convenzione di Istanbul). Come ricordato, l'italia ha sottoscritto la Convenzione il 27 settembre Per quanto concerne invece i disegni di legge di ratifica, si ricorda che alla fine della XVI legislatura, era stato presentato al Senato, l'8 gennaio 2013, un disegno di legge di iniziativa governativa (A.S. 3654) corredato di relazione tecnica e analisi tecnico-normativa che, pur limitandosi ad una ratifica "secca" della Convenzione, all'art. 2 relativo all'ordine di esecuzione, ribadiva che l'esecuzione sarebbe avvenuta «nei limiti dei princìpi costituzionali, anche per quanto attiene alle definizioni contenute nella Convenzione» come già affermato con nota verbale del 27 settembre 2012, al momento della firma- in quanto, secondo la relazione illustrativa- "la Convenzione, nel preambolo e negli articoli, si richiama al «genere» di cui offre una definizione 4 ampia ed incerta"; inoltre il comma 2 non escludeva che il Governo apponesse riserve, consentite dall'articolo 78, della Convenzione - essendo "intenzione del Governo Monti, al momento del deposito dello strumento di ratifica, apporre la riserva all'articolo 30" (indennizzo da parte dello Stato alle vittime). Inoltre, sempre nella precedente legislatura erano state presentate, presso i due rami del Parlamento, sei iniziative legislative di natura parlamentare volte ad autorizzare la ratifica della Convenzione di Istanbul, Si tratta dell A.S (Serafini ed altri), dell A.S (Finocchiaro ed altri), dell A.S (Carlino ed altri), dell A.S (Allegrini ed altri); alla Camera, dell A.C (Mogherini ed altri) e dell A.C (Sbrollini ed altri). Tuttavia, l'iter dei disegni di legge ricordati non è mai stato avviato o si è interrotto per la fine della legislatura. Nella XVII legislatura, la Camera dei Deputati ha esaminato 5 disegni di legge di iniziativa parlamentare - intendendo il Governo, come rappresentato dal Ministro Josefa Idem, "sostenere ed appoggiare i progetti di legge di iniziativa parlamentare presentati al riguardo, in considerazione dell'ampia convergenza dimostrata dalle forze parlamentari nonché dalla sollecitazione ad affrontare il problema proveniente dal Presidente della Camera dei Deputati"- e più precisamente gli AA.CC. nn. 118, 878, 881 e 940 e 968, pervenendo rapidamente all'adozione di un testo unificato. In via di sintesi, si ricorda che le proposte di legge Spadoni e Di Vita (A.C. 878) e Migliore ed altri (A.C. 881) recano le consuete disposizioni previste dagli atti legislativi di autorizzazione alla ratifica: l art. 1 contiene l autorizzazione alla 4 L' art. 3, lettera c) della Convenzione recita: con il termine genere ci si riferisce a ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per donne e uomini 910 Dossier n. 19 ratifica della Convenzione di Istanbul, l art. 2 l ordine di esecuzione mentre l art. 3 reca la clausola di entrata in vigore. La proposta di legge Bergamini ed altri (A.C. 940) reca inoltre un articolo (art. 3) di neutralità finanziaria per chiarire che l attuazione della Convenzione non comporta maggiori oneri a carico del bilancio dello stato. L iniziativa di legge Mogherini ed altri (A.C. 118) reca all art. 3 la clausola di copertura, seppure priva di una quantificazione degli oneri derivanti dall attuazione della Convenzione. L'iniziativa di legge Meloni (A.C. 968) reca, all art. 1, l autorizzazione alla ratifica, all art. 2 l ordine di esecuzione, all art. 4 la clausola di entrata in vigore, mentre all'art. 3 reca la copertura finanziaria a valere sul fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del MEF per l'anno Il testo unificato, ora A. S. 720, reca le consuete disposizioni previste dagli atti legislativi di autorizzazione alla ratifica: l art. 1 contiene l autorizzazione alla ratifica della Convenzione di Istanbul, l art. 2 l ordine di esecuzione, l art. 4 reca la clausola di entrata in vigore, mentre l'articolo 3 reca la clausola di neutralità finanziaria per le misure amministrative di attuazione della Convenzione. In Senato risultano abbinati all'a.s. 720 anche altri disegni di legge di iniziativa parlamentare, gli A.A.S.S. 243 (Finocchiaro e al.), 641 (De Petris e al.) e 729 (Alberti Casellati e al.). L'iniziativa Finocchiaro (A.S. 243) reca: all'art. 1 l autorizzazione alla ratifica della Convenzione di Istanbul, all art. 2 l ordine di esecuzione - dove tuttavia riaffiora la possibilità di apporre riserve che era presente nel ddl di iniziativa governativa-, l art. 4 reca la clausola di entrata in vigore, mentre l'articolo 3 reca la clausola di neutralità finanziaria per le misure amministrative di attuazione della Convenzione (pur sotto la diversa rubrica "partecipazione italiana"). L'iniziativa De Petris (A.S. 641) reca autorizzazione alla ratifica, ordine di esecuzione ed entrata in vigore. L'iniziativa Alberti Casellati (A.S. 729) reca autorizzazione alla ratifica (art. 1), ordine di esecuzione (art. 2) ed entrata in vigore (art. 4), mentre l'art. 3 reca l'individuazione dell' "Autorità nazionale" responsabile del coordinamento, dell attuazione, del monitoraggio e della valutazione delle politiche e delle misure nazionali, prevista all'art. 10, par. 1, della Convenzione, nel Ministero dell'interno. Si ricorda anche, a titolo di completezza, che, contestualmente all'esame presso la Camera dei disegni di legge di ratifica, sono state presentate presso quel Ramo, sei mozioni che, pur diversificandosi tra loro per la diversa accentuazione della questione e talvolta anche nell individuazione degli strumenti di contrasto, contengono nel dispositivo l impegno per la rapida ratifica della Convenzione di Istanbul, ritenuta un caposaldo nella lotta contro la violenza di genere. Si tratta delle mozioni (Binetti ed altri), (Speranza ed altri), (Locatelli ed altri), (Brunetta ed altri), (Mucci ed altri), (Migliore ed altri), (Rondini ed altri), (Meloni ed altri). Le mozioni suddette sono state ritirate e sostituite da una mozione unitaria, la 1011 Dossier n. 19 mozione , approvata all'unanimità in data 4 giugno 2013 che impegna il governo ad adottare, sostenere ed accelerare ogni iniziativa normativa volta a recepire nell'ordinamento interno il contenuto della Convenzione di Istanbul, tra l'altro tramite la creazione di un Osservatorio permanente nazionale (nel quale convergano flussi stabili di dati sulla violenza, provenienti dai vari Ministeri coinvolti, dall'istat, dai centri antiviolenza e da istituzioni pubbliche e private) ed il ripristino e l'implementazione del fondo a sostegno del Piano nazionale di azione contro la violenza sulle donne. 3. Le Raccomandazioni dell'onu all'italia e l'indagine dell'ue sulla violenza sulle donne e sui servizi di sostegno alle vittime Il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, Rashida Manjoo, a seguito della missione condotta in Italia dal 15 al 26 gennaio 2012, ha presentato il suo Rapporto sull'italia 5 il 15 giugno 2012, in cui vengono esaminate le situazioni di violenza contro le donne nel nostro Paese, considerandone le cause e le conseguenze. Vengono inoltre analizzate le risposte del nostro Paese nel campo della prevenzione, protezione e punizione e della predisposizione dei rimedi contro la violenza sulle donne. A conclusione dell'esame, il Relatore speciale dà atto dello sforzo compiuto dal Governo per affrontare il problema della violenza contro le donne -sia con l'adozione di strumenti legislativi sia con l'istituzione di organi governativi preposti alla promozione e alla protezione dei diritti delle donne- rilevando tuttavia come ciò non si sia tradotto in una diminuzione del tasso di femminicidi né nel miglioramento delle condizioni di vita di molte donne, in particolare Rom, Sinti e migranti; richiama l'attenzione sulla necessità che resti prioritario fronteggiare la violenza contro le donne, pur nell'attuale quadro di risorse limitate. Conseguentemente, vengono espresse alcune raccomandazioni, particolarmente nel campo delle riforme legislative e di policy, tra le quali: istituire una struttura governativa unica responsabile esclusivamente della questione della uguaglianza di genere e della violenza sulle donne in particolare; creare un'istituzione nazionale indipendente sui diritti umani, con una sezione dedicata ai diritti delle donne; adottare una specifica legge sulla violenza contro le donne, per correggere l'attuale frammentazione che nella pratica si riscontra nell interpretazione e nell'applicazione dei codici civile, penale e dei codici di procedura; 5 Riprodotto in Allegato. 1112 Dossier n. 19 intervenire nella normativa sull'affido dei minori 6 e abbinarvi previsioni rilevanti riguardo alla protezione delle donne vittime di violenza domestica; emendare il "pacchetto sicurezza" in generale e il reato di immigrazione clandestina in particolare, per consentire l'accesso alla giustizia alle donne migranti in situazione di irregolarità, senza paura di incorrere nella detenzione o nella deportazione. Anche l'unione Europea è intervenuta di recente sul tema della lotta alla violenza sulle donne e più specificamente sui servizi di sostegno a favore delle vittime di violenza domestica. Infatti, il Consiglio dell'ue il 6 dicembre 2012 nelle sue conclusioni ha rilevato che la violenza sulle donne deve essere condannata in quanto violazione dei diritti umani e non può essere giustificata da tradizioni o religione, e ha affermano inoltre che tale violenza "riguarda la società nel suo complesso e rappresenta un ostacolo alla partecipazione attiva delle donne nella società". Tali conclusioni sono state predisposte dalla presidenza cipriota di turno, sulla base di una ricerca pubblicata ai primi di dicembre 2012 dall'istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE) dal titolo "La violenza sulle donne: il sostegno alle vittime" che rappresenta una review dell attuazione della Piattaforma di Azione di Pechino da parte degli Stati Membri dell Unione Europea. La ricerca è il primo documento dei 27 più la Croazia, destinata a diventare il ventottesimo membro, che fornisce una serie completa di dati comparabili e attendibili sui servizi di sostegno per le donne vittime di violenza. La Piattaforma di Azione di Pechino, adottata nel 1995 dalla Quarta Conferenza mondiale sulle donne e sottoscritta da tutti gli Stati membri dell'ue, richiede, tra l'altro, a tutti gli Stati firmatari di formulare e attuare, a tutti i livelli appropriati, Piani di azione volti all'eliminazione delle violenze contro le donne e a stanziare adeguate risorse nel bilancio dello Stato nonché a mobilitare le risorse delle comunità locali per le attività connesse all'eliminazione della violenza contro le donne, incluse le risorse per attuare i piani d'azione ai livelli appropriati. Si ricorda anche che nel , 25 Stati membri (eccetto Malta e Austria) e la Croazia risultavano aver provveduto ad adottare i rispettivi piani nazionali d'azione per combattere la violenza domestica contro le donne. Una disamina di questi piani d'azione nazionali è contenuta 7 nel citato documento pubblicato dall'eige nel 2012, come pure, una sintetica rassegna delle misure nazionali in materia penale, delle ordinanze di protezione delle vittime di violenza, dei programmi alternativi alle sanzioni previste per coloro che commettono violenza, della formazione dei professionisti che si occupano di violenza domestica. Si ricorda a tal riguardo che l'italia ha provveduto all'adozione del primo Piano nazionale contro la violenza di genere e lo stalking con il decreto del Ministro 6 Al paragrafo 42 del Rapporto viene riferito che l'affido congiunto dei minori è la norma in caso di separazione, anche nei casi in cui i figli abbiano assistito direttamente o indirettamente alle violenze domestiche e che a tale lacuna verrebbe posto rimedio in via d'interpretazione giurisprudenziale. 7 Cfr. capitolo 1.3 del citato documento, riprodotto in Allegato. 1213 Dossier n. 19 per le pari opportunità pro tempore l'11 novembre Il Piano costituisce, ad oggi, lo strumento principale per l elaborazione e lo sviluppo da parte di tutti i soggetti coinvolti -sia pubblici sia privati - di azioni coordinate di prevenzione e contrasto alla violenza, nonché di protezione, tutela, inserimento e reinserimento delle vittime. Azioni incentrate su un approccio multidisciplinare a carattere trasversale, per la messa in rete sul territorio nazionale di tutte le competenze istituzionali e non, altamente specializzate. Tra i più recenti sviluppi in materia di contrasto alla violenza sulle donne dei principali partner europei, si segnala che, a fine maggio 2013, la Spagna, già dotata di una legge organica di protezione integrale contro le violenze di genere dal 2004, ha annunciato un Piano strategico delle pari opportunità che si concentrerà particolarmente sulle opportunità nel lavoro e sulla lotta alla violenza di genere, che si inserisce nel più ampio ambito della Strategia nazionale per l'eliminazione della violenza di genere per il , in procinto di essere approvata dal governo. Oltre alla mobilitazione di risorse economiche, si prevede una riforma del codice penale e il rafforzamento delle misure di sostegno alle vittime di violenza. La Francia, in risposta alla "grande causa nazionale del 2010" della lotta alla violenza contro le donne, si è dotata di una legge del 9 luglio 2010 n. 769 (violenza contro le donne, violenza nell'ambito della coppia e ricadute di queste ultime sui figli) adottata all'unanimità, dotandosi, tra l'altro, di un nuovo strumento di prevenzione: l'ordinanza di protezione delle vittime. Parallelamente, la Francia ha aggiornato il proprio Plan de lutte per il periodo , aumentando le risorse del 30 per cento rispetto a quello precedente, continuando a concentrasi su violenza domestica, matrimoni forzati, poligamia, ma dedicando attenzione e risorse anche alle violenze sul luogo di lavoro, la violenza sessuale e le aggressioni sessuali, i legami tra prostituzione e tratta degli esseri umani. Anche il Regno Unito, già dotato di una legge sulla mutilazione genitale femminile dal 2003, dopo aver intrapreso nel 2012 la revisione della legge sullo stupro del 1997 per disciplinare due distinte ipotesi di stalking, ha recentemente aggiornato il proprio Action Plan riguardo alla violenza sulle donne, l'8 marzo14 15 ALLEGATI16 17 CONVENZIONE DI ISTANBUL (IN ITALIANO, TRADUZIONE NON UFFICIALE)18 19 Atti parlamentari 31 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 1920 Atti parlamentari 32 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 2021 Atti parlamentari 33 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 2122 Atti parlamentari 34 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 2223 Atti parlamentari 35 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 2324 Atti parlamentari 36 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 2425 Atti parlamentari 37 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 2526 Atti parlamentari 38 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 2627 Atti parlamentari 39 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 2728 Atti parlamentari 40 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 2829 Atti parlamentari 41 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 2930 Atti parlamentari 42 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 3031 Atti parlamentari 43 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 3132 Atti parlamentari 44 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 3233 Atti parlamentari 45 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 3334 Atti parlamentari 46 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 3435 Atti parlamentari 47 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 3536 Atti parlamentari 48 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 3637 Atti parlamentari 49 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 3738 Atti parlamentari 50 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 3839 Atti parlamentari 51 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 3940 Atti parlamentari 52 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 4041 Atti parlamentari 53 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 4142 Atti parlamentari 54 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 4243 Atti parlamentari 55 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 4344 Atti parlamentari 56 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 4445 Atti parlamentari 57 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 4546 Atti parlamentari 58 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 4647 Atti parlamentari 59 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 4748 Atti parlamentari 60 Senato della Repubblica N. 720 XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI 48 E 4,0049 SINTESI DEL CONTENUTO DELLA CONVENZIONE (ESTRATTO DAL DOSSIER DEL SERVIZIO STUDI DELLA CAMERA N. 6/XVII, SERIE PROGETTI DI LEGGE)50 51 1.1. I contenuti della Convenzione La Convenzione si compone di un Preambolo, di 81 articoli raggruppati in dodici Capitoli 1, e di un Allegato. Il Preambolo ricorda innanzitutto i principali strumenti che, nell ambito del Consiglio d Europa e delle Nazioni Unite, sono collegati al tema oggetto della Convenzione e sui quali quest ultima si basa. Tra di essi riveste particolare importanza la CEDAW (Convenzione delle Nazioni Unite del 1979 sull eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne) e il suo Protocollo opzionale del 1999 che riconosce la competenza della Commissione sull eliminazione delle discriminazioni contro le donne a ricevere e prendere in esame le denunce provenienti da individui o gruppi nell ambito della propria giurisdizione. Si ricorda che la CEDAW universalmente riconosciuta come una sorta di Carta dei diritti delle donne definisce "discriminazione contro le donne" ogni distinzione, esclusione o limitazione basata sul sesso, che abbia l'effetto o lo scopo di compromettere o annullare il riconoscimento, il godimento o l'esercizio da parte delle donne, indipendentemente dal loro stato matrimoniale e in condizioni di uguaglianza fra uomini e donne, dei diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale, civile, o in qualsiasi altro campo. Si segnala che, sempre nell ambito delle Nazioni Unite, nel 2009 è stato lanciato il database sulla violenza contro le donne, allo scopo di fornire il quadro delle misure adottate dagli Stati membri dell Onu per contrastare la violenza contro le donne sul piano normativo e politico, nonché informazioni sui servizi a disposizione delle vittime. Il Preambolo della Convenzione in esame riconosce inoltre che la violenza contro le donne è una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi ed aspira a creare un Europa libera da questa violenza. Gli obiettivi della Convenzione sono elencati nel dettaglio dall articolo 1. Oltre a quanto già esplicitato nel titolo della Convenzione stessa, appare importante evidenziare l obiettivo di creare un quadro globale e integrato che consenta la protezione delle donne, nonché la cooperazione internazionale e il sostegno alle autorità e alle organizzazioni a questo scopo deputate. Di rilievo inoltre la previsione che stabilisce l applicabilità della Convenzione sia in tempo di pace sia nelle situazioni di conflitto armato (art. 2), circostanza, quest ultima, che da sempre costituisce momento nel quale le violenze sulle donne conoscono particolare esacerbazione e ferocia. 1 I capitoli della Convenzione presentano le seguenti rubriche: Obiettivi, definizioni, uguaglianza e non discriminazione, obblighi generali (cap. I), Politiche integrate e raccolte dei dati (cap. II), Prevenzione (cap. III), Protezione e sostegno (cap. IV), Diritto sostanziale (cap. V), Indagini, procedimenti penali, diritto procedurale e misure protettive (cap. VI), Migrazione e asilo (cap. VII), Cooperazione internazionale (cap. VIII), Meccanismo di controllo (cap. IX), Relazioni con altri strumenti internazionali (cap. X), Emendamenti alla Convenzione (cap. XI). 51 Vedere altro
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