Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=17369:16studprof-consil&catid=185&Itemid=139
Timestamp: 2019-10-15 11:33:55+00:00
Document Index: 130050691

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 46', 'art. 5', 'art. 34', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 1']

Validità: 01.12.2016 - 30.11.2019
Parti: Federdat, Ciu e Consil
Art. 27 Obiettivi della formazione
Art. 28 Contratto di apprendistato
Art. 29 Forma e contenuto del contratto
Art. 30 Periodo di prova e risoluzione del rapporto
Art. 32 Tutor
Art. 33 Ruolo dell'Ente bilaterale (Ebilav)
Art. 34 Obblighi del datore di lavoro
Art. 35 Doveri dell'apprendista
Art. 37 Percentuale di conferma
Art. 38 Anzianità aziendale e prolungamento del periodo di apprendistato
Art. 39 Trattamento malattie ed infortuni
Art. 40 Rinvio alla legge
Art. 41 Apprendistato per il praticantato per l'accesso alle professioni ordinistiche e per altre esperienze professionali
Capo II: Lavoro a tempo determinato, lavoro somministrato, lavoro intermittente, lavoro ripartito
Art. 44 Contratti a tempo determinato per studenti universitari
Art. 46 Durata complessiva massima del rapporto
Art. 47 Diritto di precedenza
Ari. 48 Somministrazione di lavoro
Art. 49 Lavoro intermittente
Art. 50 Indennità di disponibilità
Art. 51 Lavoro ripartito
Art. 52 Premessa
Art. 53 Rapporto a tempo parziale
Art. 54 Disciplina del rapporto a tempo parziale
Art. 55 Lavoro supplementare: normativa
Art. 56 Clausole elastiche e flessibili
Art. 57 Quota settimanale della retribuzione Art. 58 Quota oraria della retribuzione
Art. 59 Mensilità supplementari
Art. 60 Periodo di Prova, Periodo di Comporto, Termini di Preavviso
Art. 61 Telelavoro
Art. 62 Disciplina del telelavoro
Art. 63 Postazione di lavoro
Art. 64 Fondo di assistenza sanitaria integrativa
Art. 65 Fondo di previdenza complementare
Art. 66 Formazione continua
Art. 67 Classificazione del personale
Art. 69 Periodo di prova
Art. 71 Passaggi di Livello
Art. 72 Scatti di anzianità
Art. 73 Orario normale settimanale
Art. 74 Distribuzione dell'orario settimanale
Art. 75 Flessibilità
Art. 76 Lavoro straordinario
Art. 78 Riposo settimanale
Art. 79 Festività
Art. 80 Festività abolite
Art. 81 Ferie
Art. 82 Richiamo lavoratore in ferie
Art. 83 Irrinunciabilità
Art. 84 Permessi e congedi retribuiti
Art. 85 Congedi per eventi e cause familiari retribuiti
Art. 86 Permessi per handicap (benefici ai genitori di figli handicappati minorenni)
Art. 87 Permessi per donatori di sangue
Art. 88 Aspettative per tossicodipendenza e dipendenza da alcool
Art. 89 Congedi familiari non retribuiti
Art. 90 Giustificazione delle assenze
Art. 91 Diritto allo studio
Art. 92 Tutela della maternità e della paternità
Art. 93 Adozione e/o affidamento
Art. 94 Missioni e/o trasferte
Art. 95 Trasferimenti
Art. 96 Malattia
Art. 97 Periodo di comporto
Art. 98 Trattamento economico di malattia
Art. 99 Trattamento per malattia di breve durata
Art. 100 Infortunio sul lavoro
Art. 101 Trattamento economico di infortunio
Capo VIII: Sospensione
Art. 102 Sospensione
Capo IX: Norme di comportamento
Art. 103 Doveri del lavoratore
Art. 104 Rispetto dell'orario di lavoro
Alt. 105 Normale retribuzione
Art. 106 Indennità di contingenza e elemento distinto della retribuzione.
Art. 107 Minimi tabellari
Art. 108 Tredicesima mensilità
Art. 109 Quattordicesima mensilità
Art. 110 Recesso
Art. 112 Indennità sostitutiva di preavviso
Contratto Collettivo Nazionale di lavoro per i per i dipendenti degli studi professionali
L'anno 2016, il giorno 30 del mese di novembre in Roma, tra la Confederazione Generale Europea delle Associazioni Datoriali, in sigla Federdat, con sede in Via Sansovino 265b - 10137 Torino (TO) […], la Confederazione Italiana di Unione delle Professioni intellettuali in sigla Ciu con sede in via A. Gramsci, 34 00197 Roma […] e la Confederazione generale nazionale dei Sindacati dei lavoratori, in sigla Consil, con sede in Corso Enrico De Nicola 90 - 80040 Terzigno (NA) […], si è stipulato il presente Contratto Collettivo di Lavoro composto di:
dell’effettiva tutela e rappresentanza dei lavoratori e delle aziende;
della realizzazione di un sistema di relazioni sindacai- e di informazioni coerente con le esigenze delle aziende e dei lavoratori del settore e funzionale all'individuazione e all'esaltazione degli aspetti Innovativi espressi nelle diverse tipologie settoriali ed aziendali anche con riferimento ai riflessi sull'organizzazione del lavoro della valorizzazione del sistema della bilateralità.
Il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro disciplina in maniera unitaria, per tutto il territorio nazionale I rapporti di lavoro del personale dipendente degli studi professionali, anche in forma di studio associato e/o nelle forme societarie consentite dalla legge, nonché il rapporto di lavoro tra gli altri datori di lavoro che svolgono delle altre attività e servizi strumentali e/o funzionali alle stesse, e il relativo personale dipendente.
Il presente contratto disciplina, inoltre, per quanto compatibile con le vigenti disposizioni di legge:
Il rapporto di lavoro dipendente;
I tirocini formativi e di orientamento al lavoro (stage)
Gli addetti al settore occupati con le diverse forme di impiego e con le diverse modalità formative cosi come richiamate e regolamentate dallo stesso Contratto.
Il contratto collettivo di lavoro si applica a tutte le attività professionali appartenenti alle professioni di seguiti elencate nelle specifiche "Aree":
• Area professionale economico - amministrativa
• Area professionale giuridica
• Area professionale tecnica
• Area professionale medico-sanitaria e odontoiatrica
Medici, medici specialisti, medici dentisti, odontoiatri, medici veterinari e psicologi, operatori sanitari, abilitati all'esercizio autonomo della professione di cui alla specifica decretazione ministeriale ad esclusione dei laboratori odontotecnici, altre professioni di valore equivalenti ed omogenee all'area professionale non espressamente comprese nella predetta elencazione.
• Altre attività professionali intellettuali
Si tratta di quelle attività non rientranti nelle altre aeree, con e senza albo' professionale.
Annualmente, a livello regionale e provinciale, di norma entro i¡ primo quadrimestre o, su richiesta di una delle parti, in un periodo diverso, le associazioni imprenditoriali territoriali e le corrispondenti organizzazioni sindacali forniranno dati conoscitivi relativi ai piani di sviluppo e ristrutturazione, articolati per settori omogenei.
Ai fini della costituzione delle Rappresentanze Sindacali Aziendali, (RSA) fatta salva l'applicabilità della Legge n. 300 del 1970, nelle strutture lavorative del settore dove sussistano i requisiti dalla stessa legge previsti, le parti concordano che qualora venga avanzata richiesta di costituzione della Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) si farà riferimento allo specifico regolamento che sarà definito nel corso di vigenza del presente CCNL.
a) formazione, in conformità con l'art. 37 dei d.lgs. 81/2008 e successive modificazioni ed integrazioni sulla sicurezza sul lavoro, sulla qualificazione professionale e sul contratto di apprendistato;
d) svolge le funzioni ad esso affidate dagli accordi territoriali In materia di riallineamento retributivo.
La Commissione nazionale per l'evoluzione a livello europeo in materia sociale, la Commissione Paritetica Permanente per le Pari Opportunità, l’Osservatorio Nazionale, la Commissione Paritetica Nazionale, sono composti ciascuno da sei membri, dei quali tre designati dalle Organizzazioni datoriali e tre designati dalle Organizzazioni sindacali. Per ogni membro effettivo può essere nominato un supplente.
8) raccogliere ed analizzare le iniziative ed I risultati conseguiti in materia di azioni positive favorendo le iniziative legate agli accordi di cui all’art. 9 della legge 53 dell'8 marzo 2000 e diffondendo le buone pratiche;
11) in applicazione del "Codice di condotta relativo ai provvedimenti da adottare nella lotta contro le molestie sessuali" allegato alla Raccomandazione della Commissione Europea del 27 novembre 1991, come modificato dal Trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997 sulla tutela della dignità delle donne e degli uomini sul lavoro, prevenire molestie a sfondo sessuale sul luogo di lavoro e, nel caso in cui esse si verifichino, garantire un ricorso immediato e semplice a procedure adeguate ad affrontare il problema ed a prevenirne il ripetersi. All'uopo, tale Commissione avrà il compito di ricevere notizie, segnalazioni o denunce di modestie sessuali ed in casi di necessità potrà avvalersi di professionalità esterne. Ogni lavoratrice/lavoratore potrà ricevere assistenza e consulenza dalla Commissione. La Commissione avrà anche il compito di diffondere il codice di condotta e di individuare eventuali specifici percorsi formativi rivolti alle Imprese e ai lavoratori. (Le Parti chiedono al Governo che tali programmi di formazione siano considerati azioni positive anche ai fini dell'ammissione ai finanziamenti di cui all'art. 2 della legge 10 aprile 1991 n. 125).
La Commissione Paritetica Nazionale costituisce l'organo preposto a garantire il rispetto delle Intese intercorse ed a proporre alle Organizzazioni stipulanti l’aggiornamento del contratto su quanto previsto all'ultimo comma del presente articolo.
a) esamina, ad esclusione cella materia delle sanzioni disciplinari, tutte le controversie di interpretazione e di applicazione di interi istituti o di singole clausole contrattuali;
Il rappresentante per a sicurezza, a conferma dell'avvenuta consultazione, appone la propria firma sul verbale della stessa.
- conoscenze generali sugli obblighi e diritti previsti dalla normativa:
• promuovere lo scambio di informazioni e valutazioni in merito all'applicazione della" normativa;
• favorire la sperimentazione di moduli formativi flessibili ed innovativi che rispondano alle specifiche esigenze delle imprese, c destinati ai soggetti di cui al presente accordo, anche sulla base delle fonti pubbliche dell’Ue. e nazionali;
5. rispondere all'esigenza di formazione sui principi generali e sulle problematiche delle attività professionali, nonché sul loro ruolo nell'ambito dell’economia e della società Italiana ed europea;
6. promuovere esperienze di alternanza scuoia/università/lavoro negli studi professionali per avvicinare i giovani al settore, Incoraggiare la propensione all'attività professionale e formare adeguatamente i futuri dipendenti e collaboratori;
7. Incoraggiare tra gli addetti occupati nel settore il conseguimento del titolo di scuola secondaria superiore se non posseduto, anche tramite convenzioni con istituti scolastici;
9. Aggiornare la formazione riguardante il mondo del lavoro e le sue regolamentazioni, nonché la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
10. incrementare I livelli occupazionali, superando altresì le maggiori difficoltà di al lavoro presenti nelle aree del Mezzogiorno e per alcune fasce sociali più deboli;
Il contratto di apprendistato è uno spedale rapporto di lavoro finalizzato all’occupazione dei giovani e al primo inserimento lavorativo. La sua caratteristica principale è il contenuto formativo: l'azienda è obbligata a trasmettere le competenze pratiche e le conoscenze tecnico-professionali attraverso un’attività formativa che va ad aggiungersi alle competenze acquisite in ambito scolastico/universitario/di ricerca.
- la qualifica che sarà acquisita al termine del periodo di formazione;
- la durata del periodo di apprendistato, che coincide con il periodo di formazione; la retribuzione;
Al contratto dovrà essere allegato come parte integrante dello stesso il Plano Formativo Individuale (PFI).
È necessaria la presenza di un tutor interno per l’apprendistato, che dovrà essere individuato all'avvio dell'attività formativa ed avrà il compito di seguire l'attuazione del programma formativo oggetto del contratto di apprendistato, nel rispetto delle previsioni contenute nel presente accordo. Il tutor per l’apprendistato, il nominativo del quale dovrà essere indicato nel contratto di apprendistato, può essere il titolare dello studio professionale, un altro professionista della struttura professionale oppure una persona diversa dalle prime ma a tal fine delegata. In quest'ultimo caso, il tutor sarà necessariamente un soggetto che ricopre la qualifica professionale individuata nel piano
formativo e che possiede competenze adeguate ed un livello di inquadramento pari o superiore a quello che l'apprendista conseguirà alla fine del periodo di apprendistato. Alla fine di ogni anno di apprendistato è previsto un colloquio tra il tutor e l'apprendista per verificare l'attuazione del piano formativo, lo sviluppo delle capacità professionali e personali del lavoratore, le difficoltà eventualmente incontrate nell'esecuzione del contratto di apprendistato, eventuali miglioramenti da adottarsi nel restante periodo di apprendistato, etc.
Ai fin; del rilascio del parere di conformità, la Commissione è tenuta alla verifica della congruità del rapporto numerico fra apprendisti e lavoratori qualificati, della ammissibilità del livello contrattuale di Inquadramento nonché del rispetto della condizione di cui all'articolo relativo all'assunzione di nuovi apprendisti.
In occasione delle assunzioni degli apprendisti le aziende provvederanno a trasmettere il parere di conformità della commissione paritetica in seno all’Ente Bilaterale Nazionale o superati i 30 giorni di cui al comma precedente, a segnalare l'avvenuta automatica conferma del piano formativo alle commissioni paritetiche istituite in seno agli Enti Bilaterali dei territori nei quali sono previste le assunzioni stesse e presso i quali verranno inoltrate le relative richieste, al fine di consentire la sola verifica della congruità del rapporto numerico fra apprendisti e lavoratori qualificati, della ammissibilità del livello contrattuale di Inquadramento nonché del rispetto della condizione di cui al precedente art. 46.
I datori di lavoro con sede nei territori in cui non siano operanti Enti Bilaterali e/o organismi paritetici, tra le parti stipulanti il presente CCNL, inoltreranno la domanda di cui al comma 1 del presente articolo alla Commissione istituita in seno all'Ente Bilaterale Nazionale che esprimerà II proprio parere nel termine di 30 giorni dal ricevimento della richiesta.
d) di accordare all’apprendista, senza operare trattenuta alcuna sulla retribuzione, i permessi occorrenti per l'acquisizione della formazione formale, Interna o esterna alle singole aziende;
La formazione dovrà essere registrata sul libretto formativo del cittadino. La registrazione della formazione erogata dallo studio professionale, in assenza del libretto formativo del cittadino, potrà avvenire a cura del datore di lavoro anche attraverso supporti informatici tracciabili e fogli firma. A tal fine potrà essere utilizzato come riferimento il format di registro di seguito allegato. In assenza del libretto formativo del cittadino, la predetta certificazione sulla formazione svolta, varrà anche ai fini dell’attestazione sul percorso formativo. In ogni caso il datore di lavoro dovrà conservare, per le verifiche eventualmente fatte da parte degli organi di controllo tutta la documentazione (in particolare quella delle ore di formazione), a dimostrazione dell’avvenuta formazione dell'apprendista (Iscrizione o attestazioni per la partecipazione a corsi esterni, documenti contabili, fogli presenza e documentazione per la formazione interna etc.).
[…] In caso di malattia, infortunio, maternità e paternità, aspettative per motivi familiari o personali documentati, superiore a trenta giorni di calendario, è possibile prolungare il periodo di apprendistato per una durata pari al periodo dell'evento. Il prolungamento dovrà essere comunicato per iscritto all'apprendista con indicazione del nuovo termine del periodo formativo.
L'art. 5, comma 1, del D.lgs. n. 167/2011 introduce la possibilità di svolgere il periodo di praticantato per l'accesso alle professioni ordinistiche anche con un rapporto di apprendistato.
Il periodo di praticantato ai fini dell'accesso alle professioni ordinistiche ha la funzione di consentire al praticante l’acquisizione di conoscenze culturali e professionali, nonché di apprendere fondamenti pratici e deontologici della professione, e ciò non solo ai fine di prepararsi adeguatamente per l'esame di abilitazione, ma anche per garantire comunque la piena e corretta preparazione professionale e deontologica dell'aspirante professionista anche attraverso un'attività lavorativa all'interno dello studio professionale.
Possono essere assunti con contratto di alto apprendistato per l'accesso alle professioni ordinistiche giovani marchigiani di età compresa tra i 18 e i 29 anni aventi requisiti previsti dalla legge, fermo restando quanto previsto dai regolamenti per il praticantato delle singole professioni relativamente a titolo di studio, modalità di svolgimento del praticantato, termini e durata del periodo di formazione. Possono essere assunti in apprendistato anche i giovani che hanno iniziato il periodo di praticantato presso uno studio professionale.
Tale contratto può essere attivato da un professionista titolare di uno studio professionale che sottoscrive, unitamente al contratto individuale di lavoro, insieme all'apprendista, il Piano formativo individuale.
Il professionista titolare dello Studio che assume l'apprendista può svolgere il ruolo di tutor aziendale.
Il contratto di alto apprendistato può avere una durata minima di 6 mesi ed una durata massima coincidente con il periodo necessario al conseguimento dell'abilitazione professionale, entro il limite massimo di 36 mesi. Sono ammesse proroghe fino allo svolgimento della prova di esame di abilitazione in base al calendario fissato da ogni singolo Ordine. Il contratto può essere risolto al termine del periodo di formazione e, per quanto riguarda la retribuzione dell'apprendista e l'inquadramento contrattuale, si applicheranno le disposizioni del presente CCNL.
Il Piano Formativo Individuale dovrà contenere gli obiettivi formativi che l'apprendista deve raggiungere durante il periodo di praticantato tra formazione "on the job" presso lo studio professionale e formazione esterna (v. facsimile allegato alla Delibera allegata al presente articolo).
- Le strutture che occupano fino a 5 dipendenti a tempo indeterminato possono assumere fino a 3 lavoratori a termine.
- Le strutture che occupano da 6 a 15 dipendenti non possono eccedere il 50% arrotondato al numero intero superiore (es. per 7 dipendenti, fino a 4 lavoratori a termine) del numero dei lavoratori a tempo indeterminato
- Le strutture che occupano un numero di dipendenti superiore a 15 non possono eccedere, arrotondato al numero Intero superiore (es. per 16 dipendenti, fino a 6 lavoratori), il limite del 30% del numero dei lavoratori a tempo Indeterminato Il numero dei lavoratori a tempo indeterminato da utilizzare come base di calcolo per stabilire il limite di ricorso al lavoro a termine è quello esistente al momento dell'assunzione dei lavoratori a termine.
Detti limiti non si applicano alle seguenti ipotesi: a) nella fase di avvio di nuove attività per i primi 18 mesi elevabili a 24 mesi dalla contrattazione territoriale; b) per ragioni di carattere sostitutivo; c) con lavoratori di età superiore a 55 anni
Come alternativa ai tirocini formativi e di orientamento (stage) e al lavoro accessorio e al fine di integrare le conoscenze teoriche fornite dal sistema universitario con esperienze pratiche acquisite direttamente sul posto di lavoro durante il periodo delle ferie, i datori di lavoro, che applicano integralmente il presente CCNL potranno stipulare contratti a termine della durata non inferiore a 6 settimane e non superiore a 14 settimane di effettivo lavoro con giovani studenti che frequentino corsi di studi universitari o scuole superiori. L'apposizione del termine è comunque condizionata alla sussistenza di ragioni tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro.
I giovani saranno impiegati prioritariamente in settori di Inserimento corrispondenti al corso da loro frequentato, tuttavia, laddove il corso non sia rapportabile alle attività espletate negli studi professionali, il giovane sarà inserito in quei settori ove può acquisire esperienze riferite ad un intero processo di attività o piè attività interconnesse riferite a uno o più settori. Il datore di lavoro si impegna a far conseguire ai giovani un'idonea conoscenza delle mansioni alle quali saranno adibiti.
Art. 48 Somministrazione di lavoro
Per il contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato oppure indeterminato trovano applicazione le norme di legge artt. 20 - 28 d.lgs. n. 276/2003.
Per il contratto di lavoro intermittente trovano applicazione gli artt. 33- 40, d.lgs. n. 276 del 2003.
Premesso che l’art. 34, d.lgs. 276/2003 dispone che il contratto di lavoro intermittente può essere concluso per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente, per periodi con una particolare intensità lavorativa, come lo sono a titolo esemplificativo le seguenti attività:
- Dichiarazioni annuali nell'area professionale economica-amministrativa e nelle altre attività professionali;
- Archiviazione documenti per tutte le aree professionali;
- Informatizzazione del sistema o di documenti per tutte le aree professionali;
Il contratto di lavoro intermittente deve essere stipulato in forma scritta e deve contenere almeno i seguenti elementi:
In relazione all'Accordo interconfederale per il recepimento dell'accordo quadro europeo sul telelavoro concluso il 12 luglio 2002 tra Unice/ Ueapme, Ceep e Ces del 9 giugno 2004, (e Parti concordano nel ritenere che un più ampio uso di tecnologie informatiche e modalità di lavoro più flessibili possano fornire una risposta a importanti esigenze economico-sociali, quali la valorizzazione dei centri cittadini minori, il rispetto dell’ambiente, Il miglioramento della qualità della vita, la gestione dei tempi di lavoro, l'integrazione delle categorie più deboli.
Il telelavoro è una forma d'organizzazione del lavoro a distanza, resa possibile dall'utilizzo di sistemi informatici e dall'esistenza di una rete di comunicazione fra il Telelavoratore (Lavoratore dipendente) e l’Azienda, che le Parti reputano particolarmente utile alle lavoratrici al fine di conciliare i tempi di lavoro con le esigenze familiari.
La postazione del telelavoratore ed i collegamenti telematici necessari per l'effettuazione della prestazione, cosi come l'installazione, la manutenzione e le spese di gestione, incluse quelle relative alla realizzazione e al mantenimento dei sistemi di sicurezza della postazione di lavoro, nonché alla copertura assicurativa della stessa, sono, a carico del Datore.
L'Azienda è tenuta a fornire al telelavoratore tutti l necessari supporti tecnici.
L'orario di lavoro contrattuale è, di norma, di 40 ore settimanali.
L'orario settimanale di lavoro è distribuito su cinque o sei giornate; in questo ultimo caso la cessazione dell’attività lavorativa avverrà, di norma, entro le ore 13 del Sabato. In considerazione dell'estrema variabilità delle esigenze dei Professionisti aderenti al presente contratto, i regimi dell'orario di lavoro potranno assumere, con diverse riduzioni dell'orario annuo, specifiche articolazioni alternative cosi come sotto elencate ai punti A) e B).
Tale forma di articolazione dell'orario settimanale, fatta salva la normale durata di 40 (quaranta) ore, si realizza attraverso la prestazione di 5 (cinque) giornate lavorative di 8 (otto) ore, da effettuarsi nei giorni dal Lunedì al Venerdì. In questo caso la riduzione dell'orario di lavoro sarà pari a 40 (quaranta) ore annue, usufruibili dai lavoratori mediante permessi retribuiti, della durata di otto o quattro ore, da collocarsi In periodi da concordare con il datore di lavoro.
Tale forma di articolazione si realizza attraverso la durata dell’orario settimanale pari a 40 (quaranta) ore, fermo restando che la cessazione dell'attività lavorativa avverrà di norma entro le ore 13 (tredici) del Sabato.
In questo caso la riduzione dell'orario di lavoro sarà pari a 66 (sessantasei) ore annue, usufruibili dai lavoratori mediante permessi retribuiti, della durata di giornata intera o mezza giornata, da collocarsi in periodi da concordare con il datore di lavoro. Limitatamente alla vigenza contrattuale, i permessi di cui alle lettere A e B saranno maturati nella misura del 50% a partire dal dodicesimo mese successivo all'assunzione e nella misura del 75% a partire dal ventiquattresimo mese dalla data di assunzione fino al trentaseiesimo mese; nella misura del 100% per i mesi successivi.
In caso di prestazione lavorativa ridotta nel corso dell'anno di calendario, al lavoratore verrà corrisposto un dodicesimo dei permessi di cui al presente articolo per ogni mese intero di servizio prestato, non computandosi a tal fine, i periodi in cui non è dovuta, a carico del datore di lavoro, retribuzione secondo norma di legge e di contratto.
Per far fronte alle variazioni dell'intensità di attività nelle strutture lavorative, è possibile realizzare diversi regimi di orario, rispetto all'articolazione prescelta, con il superamento dell'orario contrattuale in particolari periodi dell'anno sino al limite di 48 ore settimanali. Nel caso del superamento dell'orario normale, saranno dunque riconosciute al lavoratore le equivalenti compensazioni.
b) in caso di superamento dell'orario di lavoro oltre 44 (quarantaquattro) ore settimanali e fino a 48 (quarantotto) ore settimanali, un Incremento del monte ore di permessi retribuiti pari a 60 (sessanta) minuti per ciascuna settimana di superamento dell'erario settimanale contrattuale.
Resta inteso che, per quanto riguarda il lavoro straordinario, nel caso di ricorso a regime di orario plurisettimanale, esso decorre dalla prima ora successiva all'orario definito in regime di flessibilità per ciascuna settimane.
Ai fini dell'applicazione della flessibilità dell'orario di cui al presente articolo, per anno si intende il periodo di 12 (dodici) mesi seguenti la data di ovvio del programma annuale di flessibilità.
Pertanto, nell'ambito del confronto a livello sopra richiamato, potranno essere definiti specifici accordi in materia di lavoro notturno che, fatti salvi gli obblighi inerenti ai controlli medici preventivi e periodici di cui all'art. 14 del d.lgs. n. 66/2003, potranno disciplinare, con apposite norme, tematiche, quali: Definizione di lavoro notturno, Limitazioni al lavoro notturno, Durata della prestazione, Trasferimento al lavoro diurno, Riduzione dell'orario di lavoro e Maggiorazione retributiva, Rapporti sindacali, Doveri di informazione, Misure di protezione personale e collettiva.
a) le donne, dalle ore 24 alle ore 6, ne! periodo che intercorre tra l'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino; b) I minori, per un periodo di almeno 12 ore consecutive comprendente l'intervallo tra le ore 22 e le 6 o tra le ore 23 e le 7, salvo quanto previsto dall'art. 17 del d.lgs. [legge] n. 977/1967.
La persona maggiorenne con handicap in situazione di gravità documentata può usufruire alternativamente dei congedi a giorni o ad ore, di cui alla lettera c). Il tipo di congedo può variare da un mese all'altro previa modifica della domanda precedentemente avanzata.
Per esigenze improvvise, non prevedibili e documentate, può essere consentita variazione tra congedi giornalieri ad orari e viceversa, anche nell'ambito di ciascun mese, fermo restando che il monte ore giornaliero mensile non può eccedere i 3 (tre) giorni di congedo.
Per i lavoratori che cedono il loro sangue gratuitamente per trasfusioni dirette o indirette o per l'elaborazione dei derivati del sangue ad uso terapeutico hanno diritto ad un riposo di 24 (ventiquattro) ore decorrente dal momento in cui si sono assentati dal lavoro (art. 1, L. n. 584/1967, artt. 1 e 3, D.M. 8 aprile 1968) ed alla corresponsione per la giornata del salasso, della normale retribuzione.
È vietato adibire le donne al lavoro notturno, dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.
Le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l'effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici o visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbono essere eseguiti durante l'orario di lavoro. […]
Il lavoratore deve dare immediata notizia di qualsiasi infortunio, anche di lieve entità, al proprio datore di lavoro; quando il lavoratore abbia trascurato di ottemperare all’obbligo predetto e ii datore di lavoro, non essendo venuto altrimenti a conoscenza dell'infortunio, non abbia potuto inoltrare la prescritta denuncia all’Inail, il datore di lavoro resta esonerato da ogni e qualsiasi responsabilità derivante dal ritardo stesso.
È' vietato al personale ritornare nei locali della sede di lavoro e trattenersi oltre l'orario prescritto, se non per ragioni di servizio e con l’autorizzazione del titolare. Non è consentito al personale di allontanarsi dal servizio durante l'orario se non per ragioni dì lavoro e con permesso esplicito.