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Timestamp: 2017-12-12 14:17:04+00:00
Document Index: 19407631

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Matrimonio concordatario annullato durante la causa di divorzio: sulla sorte dei figli si decide lo stesso, 14 luglio
Matrimonio concordatario annullato durante la causa di divorzio: sulla sorte dei figli si decide lo stesso
La delibazione della sentenza ecclesiastica non impedisce i provvedimenti su affido e mantenimento
Orientamento: consolidato Consulta massima e sentenza relative all'articolo
■ (C.c. art. 155 )
Ove le informazioni di carattere economico fornite dai genitori non risultino sufficientemente documentate, il giudice dispone un accertamento della polizia tributaria sui redditi e sui beni oggetto della contestazione, a soggetti diversi.
La Giustizia ecclesiastica batte sul tempo quella dello Stato italiano (e non ci vuole molto): la sentenza che dichiara la nullità del matrimonio concordatario è delibata dalla Corte d'appello proprio mentre pende la causa di divorzio presso un'altra Corte territoriale; non resta allora che dichiarare cessata la materia del contendere, rimandando alla precedente sentenza di separazione fra coniugi per la regolamentazione dell'affidamento e del mantenimento dei figli. E invece no: la declaratoria di efficacia della sentenza ecclesiastica nell'ordinamento dello Stato non toglie affatto al giudice del divorzio il potere-dovere di pronunciarsi sul destino dei figli, valutandone gli interessi morali e materiali. Lo precisa una sentenza pubblicata il 14 luglio 2011 dalla prima sezione civile della Cassazione.
Bocciata la sentenza di merito: sia il concordato Stato-Chiesa del 1929 sia l'accordo di "revisione" del 1984 parlano chiaro rispetto all'ipotesi delibazione della sentenza ecclesiastica che annulla il matrimonio concordatario in pendenza del giudizio di divorzio. E rimandano alla disciplina del matrimonio putativo con esplicito richiamo alla disciplina del matrimonio putativo. Risultato: non solo al giudice del divorzio resta la facoltà di pronunciarsi sull'affido e il mantenimento dei figli, oltre che sull'istruzione e l'educazione, ma anche i coniugi conservano la possibilità di chiedere in ogni tempo la revisione delle disposizioni relative alla misura e alle modalità del contributo stabilito (C.c. art. 155). Insomma: nel caso di specie, dopo l'accoglimento del ricorso della madre, il giudizio riparte dalla Corte d'appello che troppo frettolosamente aveva chiuso la controversia.