Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26130-del-19-12-2016
Timestamp: 2020-06-01 16:32:54+00:00
Document Index: 60286907

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 24', 'art. 360', 'art. 140', 'art. 380']

Sentenza Cassazione Civile n. 26130 del 19/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26130 del 19/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 19/12/2016, (ud. 12/10/2016, dep.19/12/2016), n. 26130
sul ricorso 2531/2014 proposto da:
(OMISSIS) A R.L. IN LIQUIDAZIONE C.F. (OMISSIS), in persona del
liquidatore, elettivamente domiciliata in ROMA, LARGO LUIGI
FALLIMENTO DELLA (OMISSIS) A R.L., P.IVA (OMISSIS), in persona del
D’ITALIA 19, presso lo studio dell’avvocato FRANCO PAPARELLA, che lo
e giusto provvedimento di nomina del Giudice Delegato del
D.V.M.;
avverso la sentenza n. 6825/2013 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
emessa il 25/11/2013 e depositata il 16/12/2013;
1. E’ stata depositata in Cancelleria, e regolarmente comunicata, la seguente relazione: “Il consigliere relatore, letti gli atti depositati, rilevato che la (OMISSIS) a r.l. in liquidazione ha proposto ricorso per cassazione della sentenza della Corte d’appello di Roma depositata in cancelleria il 16 dicembre 2013, che ha rigettato il reclamo da essa proposto avverso la sentenza che ne ha dichiarato il fallimento;
che il curatore fallimentare resiste con controricorso;
considerato che con unico motivo il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione degli artt. 140 e 145 c.p.c. e della L. Fall., art. 15, nonchè art. 24 Cost., in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, per aver la Corte d’Appello ritenuto valida la notifica della istanza per la dichiarazione di fallimento ai sensi dell’art. 140 c.p.c., al legale rappresentante risultante dal registro delle imprese, nonostante questi fosse ormai cessato dalla carica e tale cessazione fosse stata comunicata al Registro imprese;
ritenuto che la doglianza non pare fondata, ove si consideri l’orientamento, che questa Corte di legittimità ha già avuto più volte modo di affermare (cfr. ex multis: Cass. n. 22754/12), secondo cui le variazioni nella rappresentanza della persona giuridica o della sede non sono opponibili ai terzi se non iscritte nel registro delle imprese, e lo sono solo a partire dalla data di iscrizione;
ritiene pertanto che il ricorso possa essere trattato in Camera di consiglio a norma dell’art. 380 bis c.p.c., per ivi, qualora il collegio condivida i rilievi che precedono, essere rigettato”.
2. In esito alla odierna adunanza camerale, il Collegio, letti gli atti, sentito il relatore, condivide integralmente le considerazioni esposte nella relazione in coerenza con la consolidata giurisprudenza di questa Corte.
Si impone dunque il rigetto del ricorso, con la conseguente condanna della ricorrente al pagamento delle spese, che si liquidano come in dispositivo.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al rimborso in favore della parte resistente delle spese di questo giudizio di cassazione, in Euro 3.100,00 (di cui Euro 100,00 per esborsi) oltre spese generali forfetarie e accessori di legge.