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Timestamp: 2020-05-29 01:23:07+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 152', 'art. 42']

Sentenza Cassazione Civile n. 7113 del 20/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7113 del 20/03/2017
Cassazione civile, sez. lav., 20/03/2017, (ud. 15/11/2016, dep.20/03/2017), n. 7113
sul ricorso 11901-2011 proposto da:
R.D., C.F. (OMISSIS), domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR
rappresentato e difeso dall’avvocato MARCELLO ZAMPARDI, giusta
avverso la sentenza n. 127/2011 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,
depositata il 21/02/2011 R.G.N. 844/2010;
15/11/2016 dal Consigliere Dott. UMBERTO BERRINO;
Con sentenza del 20/1 – 21/2/2011 la Corte d’appello di Palermo ha respinto l’impugnazione di R.D. avverso la sentenza del giudice del lavoro del Tribunale della stessa sede che gli aveva rigettato la domanda volta al conseguimento dell’indennità di accompagnamento.
Nel confermare la decisione impugnata la Corte di merito ha affermato che erano generiche le censure mosse alle conclusioni della perizia di primo grado, alle quali si era attenuto il primo giudice nell’escludere il diritto alla reclamata provvidenza, ed ha evidenziato che la domanda contenuta nel ricorso introduttivo del giudizio era diretta esclusivamente al conseguimento dell’indennità di accompagnamento e non anche alle altre prestazioni assistenziali successivamente indicate dall’appellante.
Per la cassazione della sentenza ricorre il R. con un solo motivo.
Si premette che il collegio ha autorizzato la redazione in forma semplificata della motivazione della presente sentenza.
Con un solo motivo, dedotto per vizio di motivazione ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, il ricorrente, dopo aver precisato di non voler insistere nelle domande nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, assume che in entrambi i gradi di giudizio aveva chiesto il riconoscimento dello status di invalido civile al 100%, necessario per il conseguimento delle prestazioni accessorie, per cui insiste per la cassazione della sentenza con rinvio del procedimento ad altro giudice affinchè il medesimo si pronunzi su tale domanda.
Osserva la Corte che il ricorso è inammissibile per le seguenti ragioni: – Dal raffronto delle conclusioni contenute nel ricorso di primo grado con quelle dell’atto d’appello, così come riprodotte dalla difesa dell’Inps nel controricorso, emerge chiaramente che in prime cure il R. aveva chiesto la prestazione dell’assegno di accompagnamento, mentre in secondo grado aveva aggiunto la pretesa di voler conseguire la pensione di invalidità civile. Infatti, puntualmente la difesa dell’ente previdenziale rileva che in primo grado la declaratoria di totale inabilità era stata richiesta dal R. solo come presupposto sanitario per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, ma non anche come domanda autonoma volta al conseguimento della pensione di invalidità civile. Ebbene, tutto ciò avvalora la correttezza della decisione della Corte di merito in ordine alla esatta individuazione dell’originaria domanda.
Inoltre, in spregio al principio di autosufficienza che presiede al giudizio di legittimità, il ricorrente non riporta le parti dei ricorsi dei due gradi del giudizio dal cui raffronto sarebbe stato possibile verificare la fondatezza di quanto dal medesimo asserito, tanto più che a sostegno della bontà della sentenza impugnata la difesa del controricorrente Inps ha riprodotto le conclusioni rassegnate nei due giudizi di merito.
In definitiva, va dichiarata l’inammissibilità del ricorso.
Ricorre l’ipotesi di cui all’art. 152 disp. att. c.p.c., così come novellato a seguito della entrata in vigore del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, art. 42 convertito nella L. 24 novembre 2003, n. 326, per affermare che nulla è dovuto dalla parte soccombente a titolo di spese.