Source: https://www.confcommerciolecco.it/imprese/coronavirus-i-primi-provvedimenti-per-lecco-e-il-commercio/
Timestamp: 2020-06-03 02:04:19+00:00
Document Index: 169699710

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 4', 'art. 28', 'art. 113', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 2', 'art 3']

Coronavirus: i provvedimenti del DPCM aggiornati ad oggi
Coronavirus: le novità per Lecco e il commercio. AGGIORNAMENTI 30/5 – PUBBLICATA LA NUOVA ORDINANZA REGIONALE 555
SCARICA GLI ALLEGATI AL DPCM 17 MAGGIO
SCARICA L’ORDINANZA 555 DI REGIONE LOMBARDIA DEL 29 MAGGIO IN VIGORE A PARTIRE DALL’1 GIUGNO
SCARICA LE LINEE DI INDIRIZZO STABILITE DA REGIONE LOMBARDIA – ALLEGATO 1 ORDINANZA REGIONALE 555
E’ stata pubblicata l’Ordinanza Regionale numero 555 del 29 maggio 2020 che contiene le nuove misure stabilite da Regione Lombardia in vigore dall’1 giugno al 14 giugno: fino al 31 maggio resta in vigore l’ordinanza regionale 547 del 17 maggio
Scarica l’Ordinanza Regionale 555 del 29 maggio
Scarica le linee guida – Allegato 1 Ordinanza
Pubblicata l’Ordinanza Regionale 547
E’ stata pubblicata l’Ordinanza Regionale numero 547 del 17 maggio 2020 che contiene le nuove misure di contenimento del contagio in Regione Lombardia: come anticipato le disposizioni avranno validità dal 18 al 31 maggio.
Scarica l’Ordinanza Regionale 547 del 17 maggio
Scarica le linee guida allegato 1 – Ordinanza 547
In arrivo l’Ordinanza Regionale
Dopo l’approvazione del Dpcm del premier Conte, avvenuta solo nel tardo pomeriggio di oggi, è alla firma del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, l’ordinanza riguardante le riaperture di domani, lunedì 18 maggio.
“La Lombardia ha aperto tutte le attività possibili con regole più severe rispetto ad altre regioni, in un quadro di equilibrio fra necessita’ della vita economica e tutela della salute pubblica”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, commentando l’ordinanza regionale che è alla sua firma. “Manteniamo alta la guardia. Alla fine di questa settimana sperimentale – ha spiegato – valuteremo con i nostri tecnici i risultati raggiunti insieme. Anche in questa delicata fase di ripresa economica è indispensabile mantenere tutti quei comportamenti virtuosi che ci hanno consentito di far tornare nella media nazionale gli indici di diffusione del contagio, pur avendo dovuto affrontare uno tsunami”.
“I Lombardi – ha concluso il governatore – sono determinati a non rendere vani i sacrifici che fino ad oggi hanno dovuto affrontare. Sono consapevoli che questa sfida per ritornare alla ‘nuova normalità’ verrà vinta con l’attenzione e il buon senso”. “In Lombardia – si legge nella Nota della Regione – da domani potranno riprendere le attività di musei, ristoranti, bar, parrucchieri, estetiste e molte altre attività commerciali. Sul territorio regionale si tornerà a celebrare le funzioni religiose”. Particolarmente rilevanti i provvedimenti più restrittivi assunti dalla Regione in relazione all'”obbligo della misurazione della febbre per i clienti dei ristoranti” e alla “non riapertura di palestre e piscine“. L’ordinanza della Regione prevede inoltre che “su tutto il territorio regionale permane l’obbligo di portare la mascherina o altri indumenti utili a coprire le vie respiratorie anche all’aperto. Cosi’ come restano in vigore le disposizioni previste nella precedente ordinanza in tema di organizzazione del lavoro, a partire dalla misurazione della febbre per il datore e per i dipendenti”.
Per il resto, in linea di massima, verrà seguito quanto previsto dalle ‘linee guida’ che le Regioni avevano indicato già venerdì al Governo e recepito nel Dpcm di oggi. Il documento regionale avrà effetto da lunedì 18 a domenica 31 maggio
Gli allegati al DPCM 17 maggio
Il DPCM 17 maggio contiene alcuni allegati: in particolare per le imprese del commercio, dei servizi e del turismo sono di particolare interesse gli allegati 11-12, 16 e 17
Scarica gli allegati definitivi al DPCM 17 maggio
Pubblicato il DPCM 17 maggio
E’ stato pubblicato il DPCM 17 maggio contenente le misure che saranno in vigore dal 18 maggio fino al 14 giugno
In attesa della pubblicazione del DPCM, la Regione Lombardia ha diffuso le linee di indirizzo per la riapertura
il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, è intervenuto per spiegare la posizione dell’istituzione da lui guidata: “L’ordinanza della Regione Lombardia è pronta. Manca solo la mia firma che sara’ messa appena ricevuto il DPCM di Conte. Dopo una lunghissima trattativa, terminata alle 3.15 di ieri notte, le Regioni, unite e compatte, hanno ottenuto che le linee di indirizzi da loro proposte fossero parte integrante del Dpcm del Governo, per evitare contrasti interpretativi con quelle nazionali. Ma soprattutto per rendere più chiare per i cittadini le regole cui fare riferimento. C’era una sovrapposizione di norme che non avrebbe consentito agli operatori di riprendere le attività. Con le linee guida dell’Inail nessuno sarebbe riuscito a ripartire. Intanto, fiducioso che da Roma finalmente arrivi il testo approvato, pubblico le linee guida proposte dalle Regioni che il Governo si e’ impegnato a recepire nel testo del suo decreto”.
Scarica le linee guida di indirizzo elaborate da Regione Lombardia
In attesa della pubblicazione del DPCM che disciplinerà le aperture di lunedì 18 maggio
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha illustrato in conferenza stampa nella serata di sabato 16 maggio le misure contenute nel Dpcm di attuazione del Decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33 e in vigore da lunedì 18 maggio. Per quanto riguarda le attività commerciali, dal 18 maggio secondo le parole del Premier, riapriranno i negozi di vendita al dettaglio (quali ad esempio abbigliamento, calzature ecc.), le attività legate alla cura della persona (parrucchieri, barbieri e centri estetici), così come le attività per la ristorazione (bar ristoranti, pizzerie, gelaterie, pub, ecc.). Il tutto a condizione che le Regioni accertino che la curva epidemiologica sia sotto controllo e che vengano adottati protocolli di sicurezza.
Ma per conoscere i dettagli occorre attendere la pubblicazione del DPCM che andrà a disciplinare nel dettaglio le riaperture di lunedì 18 maggio
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge
E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legge 16 maggio 2020, n. 33 che da lunedì 18 maggio consentirà di entrare a pieno regime nella fase due. Ora però si attende il DPCM con le norme attuative di questo decreto legge.
Scarica il Decreto Legge 16 maggio n. 33 pubblicato in Gazzetta Ufficiale
Approvato un decreto-legge che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19: la riunione del Consiglio dei Ministri è terminata alla 1 di sabato 16 maggio.
Emergenza Coronavirus: linee di indirizzo per la riapertura delle attività economiche e produttive che dovranno poi essere recepite da un provvedimento del Governo
“Accordo pieno con il Governo sulla fase di partenza che prende il via il 18 maggio. Il Presidente del Consiglio, nelle more del Consiglio dei Ministri impegnato nell’approvazione del decreto legge che disciplinerà il regime delle nuove aperture dal prossimo lunedì, ha espresso un primo orientamento positivo sulla proposta avanzata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che coniuga responsabilità, sicurezza, flessibilità e autonomia”. Lo dichiara il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini: “La collaborazione istituzionale sta portando a costruire un decreto legge che risponde alle esigenze dei territori e a un accordo che si basa sull’applicazione delle linee guida omogenee formulate dalle Regioni per una riapertura sicura delle attività economiche fin qui sospese”.
Scarica la guida condivisa DALLE REGIONI CON LE LINEE DI INDIRIZZO
Confcommercio sulle riaperture previste per lunedì 18 maggio
Dura presa di posizione di Confcommercio: “L’incertezza è sempre negativa, ma in una crisi drammatica come quella che viviamo è disastrosa. Non si fa così. Si attende per lunedì la ‘riapertura’ del Paese. Ma ancora non si sa come. Le bozze di provvedimento, che come è ormai consuetudine stanno già largamente circolando, prevedono quale condizione il rispetto dei contenuti di ‘protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di esercizio o in ambiti analoghi, adottati a livello nazionale’. A loro volta, ‘le singole Regioni possono adottare propri protocolli nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali’. La domanda (come si dice) nasce spontanea: di grazia, è possibile sapere oggi (venerdì) di quali protocolli nazionali e regionali si sta parlando, posto che lunedì le saracinesche dei negozi dovrebbero tornare ad alzarsi? Centinaia di migliaia di imprese attendono con urgenza una risposta”
Confcommercio Lombardia: riapertura con regole certe
Le imprese devono poter riaprire velocemente e in sicurezza, ma con regole certe, facilmente applicabili e sostenibili. E’ quanto chiede Confcommercio Lombardia in vista delle imminenti riaperture di molte imprese del commercio e dei servizi previste per il 18 maggio.
Per Confcommercio Lombardia occorre ricordare come gli stessi imprenditori abbiano già ampiamente dimostrato grande senso di responsabilità, e siano i primi a volere una riapertura sicura e nel rispetto della salute, ma le regole devono essere sensate e di facile applicazione per tutte le oltre 140 mila imprese che si apprestano a ripartire. Non è pensabile, ad esempio, che pubblici esercizi e ristoranti possano riprendere l’attività con l’obbligo di mantenere 4 metri quadrati per cliente perché misure come questa, se rese obbligatorie, non sarebbero, in tutta evidenza, economicamente sopportabili.
Sul tema della misurazione della temperatura, obbligatoria per dipendenti e raccomandata per i clienti dall’ordinanza 546 di Regione Lombardia, Confcommercio Lombardia evidenzia come, anche solo all’atto pratico, per lunedì sarà impossibile reperire una quantità sufficiente di termoscanner per tutti; resta comunque un’indicazione che rappresenta una restrizione aggiuntiva rispetto a quanto previsto dal Governo, peraltro non condivisa. Potremmo dover arrivare a richiedere ai dipendenti di portare il termometro da casa, ma serve senso di responsabilità, conclude Confcommercio Lombardia, o si rischia il ridicolo.
“Bene aver evitato l’aumento automatico dell’Iva così come l’Irap di giugno. Bene come abbiamo chiesto i primi indennizzi a fondo perduto. Ma serve subito più liquidità vera per le imprese che ancora non c’è”. È il commento del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, all’indomani del Consiglio dei Ministri sul Decreto Rilancio. Per Sangalli: servono “più risorse a fondo perduto. Più contributi per la filiera del turismo, della ristorazione e per i negozi che devono riaprire. Più tempo per pagare le scadenze fiscali. La crisi è di proporzioni mai viste, occorre un’azione più forte e strategica per un vero rilancio del Paese
Clicca qui e guarda il video del presidente Sangalli
Regione Lombardia ha reso nota una nuova ordinanza, la numero 546 del 13 maggio 2020, contenente ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza Covid-19: le disposizioni entreranno in vigore il prossimo 18 maggio
Scarica la nuova ordinanza regionale 546 del 13 maggio
Si ricorda che attualmente resta in vigore quanto prescritto dall’Ordinanza regionale 539 del 3 maggio 2020
Scarica l’Ordinanza regionale 539 del 3 maggio 2020
Ufficio Studi di Confcommercio: quasi 270mila imprese rischiano di sparire dal mercato
Scarica la tabella dell’Ufficio Studi
Confcommercio: ok all’abolizione Irap ma…
“Ogni cancellazione d’imposta è benvenuta. Tanto più se, come nel caso dell’Irap, si tratta di un’imposta la cui base imponibile, ormai quasi completamente depurata della componente costo del lavoro, ricomprende però tanto gli interessi passivi, quanto gli utili. Ma questo intervento non potrebbe certo essere sostitutivo di indennizzi e contributi a fondo perduto a titolo di ristoro delle cadute di fatturato e ricavi causate dall’emergenza Covid-19. Anche perché le imprese più piccole, per le quali già vige un regime di parziale franchigia Irap, ne avrebbero ben poco beneficio”. Così Confcommercio sulla proposta di abolire l’Irap avanzata dal presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi.
DPCM 26 aprile – Modifica degli allegati 1, 2 e 3 – Decreto Ministero sviluppo economico del 4 maggio 2020
Si informa che sulla GU 6 maggio 2020, n. 115, è stato pubblicato il primo decreto del Ministero dello sviluppo economico che modifica gli allegati 1, 2 e 3 del DPCM 26 aprile 2020.
– l’ allegato 1 è stato integrato con le seguenti voci:
 Commercio al dettaglio di natanti e accessori;
 Commercio al dettaglio di biciclette e accessori.
–l’allegato 2 è stato integrato con la voce:
 Servizi di tolettatura degli animali da compagnia.
– l’allegato 3 è stato integrato con i seguenti codici:
 77.12 Noleggio di autocarri ed altri veicoli pesanti;
 77.3 Noleggio di altre macchine, attrezzature e beni materiali;
Scarica il decreto del mise contenente le modifiche
Nuove indicazioni per ferramenta e colorifici
L’ordinanza regionale 539 del 3 maggio, in vigore da lunedì 4 maggio, non riporta più l’obbligo di chiusura nei giorni festivi e prefestivi per le ferramenta e per i colorifici. Quindi è possibile per queste attività restare aperti in queste giornate prefestive e festive già a partire dal prossimo 9 maggio
“Saldi? Da agosto”. Ecco la richiesta di Federmoda
“In vista della riapertura delle nostre attività, che continuiamo a chiedere che possa avvenire anche prima del 18 maggio, nell’interesse della categoria e alla luce del nuovo scenario di mercato – afferma il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi – abbiamo sondato la volontà degli Associati sulla data ritenuta più opportuna per l’avvio dei prossimi saldi estivi. La prima evidenza dei dati pervenuti da oltre 4 mila imprese di tutta Italia è che il 94% è contrario alla data attualmente prevista del 4 luglio. La soluzione preferita dalla gran parte delle aziende è la posticipazione (52%), seguita dalla sospensione dei saldi (29%). Solo l’8% ha chiesto di anticiparli. Il 6% vorrebbe mantenere la data del primo sabato di luglio. C’è poi un 5% di aziende che ha preferito ‘dribblare’ la domanda, esprimendo considerazioni su altre problematiche della categoria come la concorrenza sleale del web e la necessità di una regolamentazione delle vendite online. Questa pressante richiesta di posticipazione è una conferma da parte degli imprenditori del settore che vogliono l’inizio delle vendite in saldo all’effettiva fine stagione, tanto per la primavera/estate quanto per l’autunno/inverno. Auspichiamo che le Regioni, nell’interesse del mantenimento della data unica nazionale indispensabile per evitare scorrette competizioni tra territori, tengano in debito conto quanto emerso in modo così evidente dalla stragrande maggioranza degli operatori del dettaglio moda”
In seguito al DPCM 26 aprile, gli esercizi abilitati alla somministrazione alimenti e bevande, possono effettuare su tutto il territorio nazionale la loro attività esclusivamente in modalità da asporto o consegna a domicilio. Per questa attività, l’unica possibile attualmente possibile per le imprese della ristorazione, va applicata l’Iva con aliquote differenziate rispetto alla somministrazione (consumo) presso il locale stesso.
Clicca qui e vai all’articolo dedicato
Regione Lombardia ha emesso una nuova ordinanza, la 539 del 3 maggio, che assorbe la precedente Ordinanza Regionale 537 del 30 aprile ed ha validità fino al 17 maggio. Il riferimento normativo nazionale resto il DPCM 26 aprile
Scarica l’ordinanza regionale 539 del 3 maggio
Arriva la nuova autocertificazione da presentare dal prossimo 4 maggio per giustificare gli spostamenti durante la Fase 2. La novità riguarda la possibilità di fare visita ai propri cari, considerata una prima necessità: si potrà quindi uscire di casa per andare a trovare un parente, anche se rimangono vietati gli assembramenti e si dovranno sempre utilizzare dispositivi di protezione individuale, come la mascherina
Scarica e compila la nuova autocertificazione
Si segnala che il Governo ha pubblicato le FAQ in merito al DPCM 26 aprile e alla Fase 2
Clicca qui per vedere le Faq del Governo sul DPCM 26 aprile
Nuova ordinanza della Regione Lombardia. A differenza di quanto previsto dal Dpcm in Lombardia permane l’obbligo di coprirsi le vie respiratorie, con mascherina oppure con sciarpe, foulard o altri indumenti, anche all’aperto. Via libera ai mercati all’aperto (ma solo per generi alimentari e con alcune ‘semplificazioni’ chieste dai sindaci), semaforo verde per studi professionali, cartolerie, librerie e negozi di fiori. Cadono le restrizioni per i distributori h24 di generi alimentari che quindi potranno offrire tutto e non solo acqua, latte e prodotti farmaceutici e parafarmaceutici. Possibilità d’apertura per servizi bancari e assicurativi, attività alberghiere, attività per riparazione e vendita di computer, telefoni ed elettrodomestici, articoli per illuminazione, ferramenta, vernici, materiale elettrico termoidraulico e apparecchiature fotografiche. Sara’ possibile praticare attività fisica all’aperto, senza il limite dei 200 metri dalla propria abitazione. Via libera anche alla toelettatura degli animali.
Scarica l’ordinanza regionale 537 del 30 aprile 2020
Dal 4 maggio sarà possibile riprendere le attività di trasporto e montaggio mobili solo ed esclusivamente per le attività specifiche indicate nei codici Ateco 43.32.02 e/o 49.42.00. E’ necessario che i Codici Ateco siano riportati nella visura camerale.
Per approfondire la comunicazione di Federmobili clicca qui
Nel corso della sua trasferta milanese di lunedì 27 aprile il premier Giuseppe Conte ha incontrato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che gli ha ribadito la profonda inquietudine del mondo dei servizi di mercato per la situazione in atto e gli ha esposto le ragioni della forte protesta di tutte le categorie tuttora escluse dalla “ripartenza”.
“La Fase 2 rinvia la riapertura degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e di tante attività del turismo e dei servizi. Ogni giorno di chiusura in più produce danni gravissimi e mette a rischio imprese e lavoro. In queste condizioni diventa vitale il sostegno finanziario alle aziende con indennizzi a fondo perduto che per adesso non sono ancora stati decisi. Bisogna invece agire subito e in sicurezza per evitare il collasso economico di migliaia di imprese. Chiediamo al Presidente Conte un incontro urgente, anzi urgentissimo per discutere di due punti: riaprire prima e in sicurezza; mettere in campo indennizzi e contributi a fondo perduto a favore delle imprese”. Così il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commenta le disposizioni annunciate dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla Fase 2
E’ stata pubblicata una nuova Ordinanza di Regione Lombardia la 532 del 24 aprile che contiene modifiche rispetto all’ordinanza regionale 528 dell’11 aprile. Tra le novità, in vigore dal 29 aprile, data di entrata in vigore della nuova ordinanza, c’è la possibilità di riapertura dei mercati di ambulanti alimentari. E ferramenta e colorifici potranno stare aperti giovedì 30 aprile e sabato 2 maggio (a parziale modifica della precedente ordinanza)
Scarica l’Ordinanza 532 di Regione Lombardia
Alla luce dell’emergenza Covid-19 la Camera di Commercio di Como-Lecco ha diffuso una nota di sintesi dei principali bandi a sostegno delle PMI
Scarica la nota della Cciaa sui Bandi a sostegno delle PMI
Si ricorda che, in base all’Ordinanza regionale 528 dell’11 aprile, colorifici e ferramenta devono chiudere la propria attività nelle giornate festive e prefestive.
Per quanto riguarda venerdì 24 aprile e giovedì 30 aprile – alla luce dell’articolo 1 Lett. C. dell’Ordinanza di Regione Lombardia n.528 dell’11 aprile , si sottolinea quindi l’obbligo di restare chiusi essendo le due giornate considerate prefestive (date le festività del 25 Aprile e dell’1° Maggio)
Scarica l’ordinanza regionale dell’11 aprile
Guarda l’articolo dell’ordinanza
In queste settimane Unicredit, anche grazie ai colloqui avuti su base territoriale con Confcommercio Imprese per l’Italia, è riuscita a rendere più fluidi i processi operativi, riuscendo a deliberare, a venerdì scorso 17 aprile, oltre 133.000 richieste di moratoria per un volume di quasi 16 miliardi di finanziamenti residui. Il secondo step riguarda i finanziamenti per liquidità ex art. 13, comma 1, lettera “m” del D.L. 08.04.2020, n. 23. Come noto, si tratta di finanziamenti di importo massimo fino a €25.000 e garantiti al 100% dal Fondo Centrale di Garanzia.
Per avere ulteriori dettagli delle modalità operative delle iniziative Unicredit per la liquidità clicca qui
Fondazione Enasarco: chiarimenti sulla sospensione dei termini di pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali relativi al primo trimestre 2020
Su questo argomento alcuni siti web e social media stanno dando agli agenti informazioni false e fuorvianti. La Fondazione intende fare chiarezza!
Scarica la comunicazione Fnaarc
Confcommercio: procedure urgenti e indicazioni certe per chi rientra al lavoro
Intervista al presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sul Corriere della Sera: “Negozi, turni serali e consegne a casa: pronti alla riforma. Ma fermare le tasse”
Scarica l’intervista al presidente Sangalli
“Il settore dei pubblici esercizi – bar, ristoranti, pizzerie, catene di ristorazione, catering, discoteche, pasticcerie, stabilimenti balneari – con 30 miliardi di euro di perdite è in uno stato di crisi profonda con il serio rischio di veder chiudere definitivamente 50.000 imprese e di perdere 300 mila posti di lavoro. A conferma di questo già molti imprenditori stanno maturando l’idea di non riaprire l’attività perché le misure di sostegno per il comparto sono ancora gravemente insufficienti e non si intravedono le condizioni di mercato per poter riaprire”. È quanto si legge in una nota di Fipe-Confcommercio.
Le richieste di Fipe-Confcommercio al governo:
Si informa che, successivamente alle richieste di chiarimento avanzate da Federmoda sulla riapertura delle attività di commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati (allegato 1), a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 97 dell’11 aprile 2020 il DPCM del 10 aprile 2020, recante le nuove misure urgenti di contenimento del contagio COVID-19 sull’intero territorio nazionale, sul sito dedicato alle FAQ del Governo – nella sezione dedicata a PUBBLICI ESERCIZI E ATTIVITÀ COMMERCIALI -sono state pubblicate le seguenti risposte che accolgono le nostre tesi:
I negozi che vendono “abbigliamento per bambini” possono vendere anche le calzature per bambini?
Sì, le calzature rientrano nella generica nozione di “abbigliamento”.
Il Ministero dello Sviluppo economico ha reso disponibile il modulo per la richiesta della garanzia del Fondo PMI su finanziamenti fino a 25.000 euro come previsto dal Decreto legge 8 aprile (Decreto Liquidità). Tale modulo dovrà essere compilato a cura del beneficiario e inviato, tenendo conto di quanto previsto dall’art. 4 del d.l. 23/2020, a mezzo mail (anche non certificata) alla banca o al confidi di riferimento. Il modulo andrà accompagnato da copia di un documento di riconoscimento in corso di validità del sottoscrittore.
Nel nuovo DPCM del 10 Aprile 2020 si segnalano le misure precauzionali che devono adottare le attività, anche commerciali, che andranno a riaprire
– mantenere il distanziamento interpersonale;
– utilizzare le mascherine;
– e molte altre..
Invitiamo tutti gli associati a osservare e rispettare le misure per gli esercizi commerciali, indicate nell’allegato 5 al DPCM 10 aprile 2020
Scarica le misure da adottare per gli esercizi commerciali
Confcommercio: servono indennizzi e contributi a fondo perduto
“I dati di marzo confermano il crollo dei consumi e del fatturato delle imprese. Serve liquidità immediata senza burocrazia integrando le garanzie dello Stato con indennizzi e contributi a fondo perduto”. Lo ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commentando i dati dell’Ufficio Studi. “Va inoltre pianificata attentamente la riapertura delle attività preparando i livelli sanitari, tecnologici e organizzativi perchè il Paese appena possibile deve riaccendere i motori e ripartire in assoluta sicurezza”.
Clicca qui per conoscere i dati dell’Ufficio Studi
Il nuovo DPCM del 10 aprile consente la riapertura delle attività di commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati (allegato 1), senza precisare il codice Ateco di riferimento, nel rispetto dei requisiti igienico sanitari al fine di evitare il contagio: l’attività deve essere svolta con le seguenti precauzioni sanitarie: rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, utilizzo di guanti e mascherine sanitarie di protezione.
In proposito, alleghiamo le risposte della Direzione Legale della Confcommercio prontamente date alle richieste di approfondimento sui seguenti quesiti di Federazione Moda Italia
Scarica la nota di CONFCOMMERCIO CHE RISPONDE ALLE RICHIESTE DI FEDERMODA
Scarica il riassunto delle misure che gli esercizi commerciali devono adottare
NUOVA ORDINANZA REGIONE LOMBARDIA IN VIGORE DA MARTEDI 14 APRILE 2020
Regione Lombardia, considerato che il dato epidemiologico regionale di gran lunga superiore al dato nazionale (al 10 aprile 2020, circa due quinti della popolazione italiana contagiata è lombarda, i contagi in Lombardia sono circa tre volte superiori a quelli registrati nella seconda regione italiana) ha deciso di imporre l’adozione ed il mantenimento sul territorio lombardo di misure specifiche e più restrittive e comunque adeguate al contesto di riferimento.
Come sintetizzato in una nota di Confcommercio Lombardia:
RESTANO INVARIATI I PROVVEDIMENTI riguardanti gli spostamenti, presenza di persone in luoghi pubblici e attività all’aperto e sportive;
COMMERCIO AL DETTAGLIO, rispetto alle concessioni di cui il DPCM del 10 aprile, È CONSENTITO ESCLUSIVAMENTE NEGLI IPERMERCATI E NEI SUPERMERCATI, L’acquisto dei seguenti articoli:
– articoli di carta, cartone;
– articoli di cartoleria e forniture per ufficio;
– libri:
– fiori e piante.
APERTURA commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati
Ecco il modulo da allegare nella Pec delle riduzioni di canone nei contratti di locazione
Scarica la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà
Sono state pubblicate sul sito di Regione Lombardia due FAQ relative alle attività commerciali che possono vendere le mascherine.
– viene confermata la possibilità per tutte le attività commerciali aperte di vendere mascherine;
– viene confermata la possibilità per le tabaccherie di vendere le mascherine se già precedentemente autorizzate a vendere altre tipologie di articoli a parte quelli rientranti nei generi di monopolio e nella c.d. tabella speciale per tabaccherie.
Ecco le risposte fornite dal dottor. Roberto Lambicchi della DG Sviluppo Economico di Regione Lombardia
I Tabaccai possono vendere mascherine? Quali tipologie di mascherine e chi può venderle?
Si, se sono legittimati, mediante SCIA, a vendere altre tipologie di articoli a parte quelli rientranti nei generi di monopolio e nella c.d. tabella speciale per tabaccherie. Non vi sono limitazioni sulle tipologie di mascherine vendibili da parte degli operatori commerciali al dettaglio ed i farmacisti.
Come indicato dal Ministero della Salute le mascherine filtranti ad uso civile, proprio in virtù della loro destinazione, non si configurano né come Dispositivi Medici né come Dispositivi di Protezione Individuale e i produttori devono garantire che le medesime non arrechino danni o determinino rischi aggiuntivi per gli utilizzatori. Inoltre, si precisa che le mascherine vendute al dettaglio non possono essere destinate a lavoratori per quali siano previsti i dispositivi di protezione in relazione allo specifico rischio di attività.
I dispositivi di protezione individuale (mascherine) possono essere venduti da tutte le attività commerciali aperte (ai sensi del DPCM 1 marzo e successive integrazioni) o sono sottoposte a particolare autorizzazioni?
Non sono previste particolari restrizioni nei provvedimenti regionali. La SCIA per l’esercizio del commercio al dettaglio nel settore non alimentare abilita anche alla vendita delle mascherine.
Fino a 400 miliardi di liquidità per le imprese con prestiti restituibili in sei anni garantiti dallo Stato attraverso Sace, ma anche potenziamento della golden power, nuova sospensione di tasse e contributi e rinvio dei processi all’11 maggio. Sono alcune delle misure del ‘Decreto credito’ pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e che entra in vigore, in attesa dell’iter parlamentare che inizierà dalla Camera. Ecco una sintesi di Confcommercio Imprese per l’Italia
FARMACI USO COMPASSIONEVOLE. Esentasse la cessione di farmaci nell’ambito di programmi a uso compassionevole
E’ possibile prendere visione della scheda realizzata da Confcommercio Imprese per l’Italia relativa al Decreto “Garanzie e credito” numero 23 dell’8 aprile 2020
E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 94 di ieri, 8 aprile 2020 – ed entra in vigore in data odierna – il decreto legge 8 aprile 2020, n. 23 recante “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e di lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali” (cd. Decreto garanzie e credito”).
Il provvedimento – che offre ancora una risposta parziale alle istanze formulate dalla Confederazione al Governo in queste settimane a sostegno del sistema imprenditoriale – si inserisce, unitamente al recente decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, attualmente all’esame del Parlamento per il consueto iter di conversione in legge, e al preannunciato Decreto Aprile, di prossima emanazione, nel piano di azione del Governo per contrastare gli effetti economici della crisi epidemiologica sul sistema nazionale delle imprese.
Si riporta, in allegato, una sintesi dei contenuti delle principali disposizioni di interesse per il Sistema (con indice ipertestuale per facilitarne la lettura), con riserva di ritornare sui temi di maggiore interesse con successivi approfondimenti.
Scarica la scheda realizzata da Confcommercio
E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge 8 aprile 2020, numero 23 contenente misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali
Scarica il decreto dell’8 aprile 2020
Sulla emergenza Coronavirus è intervenuto il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi: “Oggi è in gioco la sopravvivenza delle nostre aziende di fronte a questa crisi eccezionale che rischia di fagocitare 15 miliardi di euro di consumi nel solo settore moda, 8mila punti vendita con 21.500 addetti. Questa è la stima del rischio cui si va incontro”. Un settore che conta 115mila punti vendita del dettaglio moda con 313mila posti di lavoro, strutturato per lo più da imprese di piccole dimensioni. Ma che ha perso, negli ultimi otto anni, ben 52mila punti vendita a fronte di sole 26mila nuove aperture. “L’urgenza – prosegue Borghi – è pertanto quella di rispondere alle difficoltà di flusso di cassa incontrate da aziende che fanno della stagionalità il proprio modello di vendita. Oggi è a repentaglio la stabilità finanziaria delle nostre attività. Ecco perché sarà importante ripartire il più presto possibile, non appena i dati di diffusione del contagio lo consentiranno, mantenendo l’impegno dei negozi a garantire – con tutti i dispositivi di prevenzione previsti – la salute collettiva ed il distanziamento sociale all’interno ed all’esterno dei punti vendita. I nostri store non sono, infatti, luoghi di aggregazioni di massa e gli operatori del dettaglio moda, avendo acquistato prodotti nove mesi fa e dovendoli vendere in una stagione ‘strozzata’, hanno bisogno di ritornare quanto prima al lavoro, organizzare l’attività e iniziare a vendere per far fronte agli impegni con i dipendenti, i fornitori, i proprietari immobiliari…”
Inps rettifica: le pensioni Enasarco sono incompatibili con il bonus di 600 euro
La Fnaarc informa che l’Inps, a rettifica di quanto comunicatoci dallo stesso Istituto settimana scorsa, ha segnalato che le pensioni integrative Enasarco NON sono compatibili con l’indennità di cui all’art. 28 del DL n. 18 del 2020. La stessa INPS, quindi, ha rivisto completamente il riscontro fornito ad una specifica richiesta della Fnaarc.
SIAE – ulteriore proroga riscossione (31 maggio 2020) dei diritti di diffusione di musica d’ambiente negli esercizi commerciali in convenzione Confcommercio
Siae ha segnalato di aver prorogato fino al 31 maggio 2020 la riscossione dei diritti di diffusione di musica d’ambiente negli esercizi commerciali in convenzione Confcommercio. In tale circolare Siae evidenzia anche alcune altre deliberazioni prese dal proprio Consiglio di Gestione, come la sospensione fino alla stessa data delle proprie attività di recupero crediti per pendenze pregresse.
Scarica la circolare Siae
Scarica l’informativa sugli altri provvedimenti
Il Consiglio dei Ministri, riunitosi ieri 6 aprile, ha dato il via libera al DL credito che contiene, tra l’altro, anche misure per la sospensione delle tasse e dei contributi per aprile e maggio, gli sgravi per le mascherine e i dispositivi di protezione, lo stop ai termini delle agevolazioni prima casa e il rafforzamento del golden power per difendere gli asset nazionali. Il pacchetto di liquidità alle imprese che sarà in grado di mobilitare risorse per 750 miliardi di euro, oltre 400 in più – 200 miliardi per il mercato interno e 200 miliardi per l’export – rispetto ai 350 miliardi già previsti nel Dl cura Italia.
QUASI 10 MLD DI VERSAMENTI SOSPESI Lo stop dei versamenti fiscali e dei contributi per imprese e professionisti, e delle ritenute dei lavoratori autonomi, per aprile e maggio, arriva a toccare quasi 10 miliardi. Si stima un ammontare di ritenute sospese pari a circa 4,307 miliardi di euro e un ammontare di Iva pari a circa 4,481 miliardi di euro per i due mesi. La stima delle ritenute di acconto non applicate e versate, per i lavoratori autonomi con ammontare di ricavi o compensi non superiore a 400.000 euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso, risulta pari a 462 milioni di euro con riferimento ai ricavi e compensi di aprile 2020 (versamenti a maggio) e pari a 467 milioni di euro con riferimento ai ricavi e compensi di maggio 2020 (versamenti a giugno).
PIÙ FONDI A OSPEDALI COVID PER EMERGENZA Più fondi agli ospedali Covid per gestire l’aumento dei costi legato all’emergenza. Le Regioni, in deroga alle norme di spending review, potranno riconoscere una specifica funzione di queste strutture e prevedere maggiorazioni tariffarie legate agli aumenti dei costi del personale e dell’assistenza alberghiera, cui si aggiunge la gestione di pasti individualizzati, monitoraggio e controllo costante di tipo medico e infermieristico, la sanificazione, il maggiore consumo dei dispositivi di protezione, la formazione del personal
La nuova ordinanza di Regione Lombardia contiene modifiche e integrazioni rispetto a quella del 4 aprile
Scarica la nuova ordinanza regionale del 6 aprile
Informativa su protocollo d’intesa tra Confcommercio e Intesa Sanpaolo per azioni a sostegno delle imprese del terziario colpite dall’emergenza in corso (1° aggiornamento)
Come prima risposta alle imprese interessate all’accesso ai plafond concordati tra Confcommercio e Intesa San Paolo, è utilizzabile da subito il finanziamento Tranched Cover per fabbisogno di liquidità, magazzino, capitale circolante (ma anche investimenti produttivi e rinegoziazione con erogazione di credito aggiuntivo). Valido anche per
imprese non già clienti di Intesa.
A seguito della nota dello scorso 31 marzo, relativa al protocollo d’intesa tra Confcommercio e Intesa Sanpaolo, segnaliamo che, a valere sui plafond concordati con la banca è immediatamente utilizzabile il finanziamento Tranched Cover che consente l’accesso al credito, anche per esigenze di liquidità, in tempi rapidi e a condizioni
agevolate, sia a imprese già clienti di Intesa che a nuovi clienti.
Di seguito le caratteristiche dello strumento:
-costo garanzia del Fondo ex L. 662/96 a carico banca;
-tasso più vantaggioso rispetto a quello ordinario grazie alla presenza della garanzia del Fondo e di Fin.Promo.Ter. S.c.p.a.;
-zero spese di istruttoria della banca;
-commissione Confidi agevolata.
Per consultare il foglio informativo del prodotto Tranched Cover clicca a questo link
L’indirizzo mail a cui inviare le informazioni di contatto delle imprese interessate, e a cui, in generale, fare riferimento per ogni approfondimento è: portafoglio@finpromoter.it
Su vostra indicazione Fin.Promo.Ter provvederà, anche tramite il coinvolgimento dei Confidi partner dell’iniziativa, a contattare gli associati per accompagnarli nella richiesta del finanziamento.
Il Consiglio Direttivo di Lariofiere ha annullato in via definitiva l’edizione 2020 della mostra Ristorexpo, il salone dedicato alla ristorazione professionale e all’enogastronomia, fra gli eventi di maggior pregio del calendario fieristico. A seguito del protrarsi dell’emergenza sanitaria e di fronte a prospettive incerte in ordine alla ripresa delle principali attività economiche, anche l’ipotesi di un rinvio della mostra – originariamente in programma dall’8 all’11 marzo – all’autunno è sembrata poco sostenibile, soprattutto se commisurata alla tipologia di progetto e alle logiche del mercato a cui si rivolge.
La nuova programmazione della mostra, frutto di un’attenta analisi delle esigenze attuali e future del target di riferimento con cui è a attivo un canale di confronto privilegiato, delle principali dinamiche concorrenziali e delle ripercussioni socio economiche che inevitabilmente l’emergenza sanitaria lascerà in eredità al sistema, è dal 31 gennaio al 3 febbraio 2021.
“Da domani, domenica 5 e fino al prossimo 13 aprile, restano in vigore le misure restrittive già stabilite per l’intero territorio lombardo lo scorso 21 marzo con ordinanza regionale”. Lo comunica, in una Nota la Regione Lombardia. In particolare il documento regionale conferma la chiusura degli alberghi (con le eccezioni già in vigore), degli studi professionali, dei mercati e tutte le attività non essenziali. Inoltre, sara’ possibile acquistare articoli di cartoleria all’interno degli esercizi commerciali che vendono alimentari o beni di prima necessità, già aperti. Sarà anche possibile la vendita di fiori e piante solo con la consegna a domicilio.
“L’ordinanza del presidente della Regione – spiega la Nota – introduce anche l’obbligo per chi esce dalla propria abitazione di proteggere sè stessi e gli altri coprendosi naso e bocca con mascherine o anche attraverso semplici foulard e sciarpe. Gli esercizi commerciali al dettaglio già autorizzati (di alimentari e di prima necessità) hanno l’obbligo di fornire i propri clienti di guanti monouso e soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani”.
Infine, ai sensi del decreto legge del 25 marzo scorso che vieta alla Regione di intervenire sulle attività produttive è stato chiesto al Governo di confermare con un Dpcm specifico, la chiusura dei cantieri edili e di permettere, invece, le attività legate alla filiera silvopastorale (come, ad esempio, il taglio della legna).
Scarica l’Ordinanza regionale del 4 aprile
Mud: presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale prorogata al 30 giugno
Il Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18, “Cura Italia” prevede il rinvio della presentazione di diverse comunicazioni in campo ambientale. L’art. 113 (Rinvio di scadenze adempimenti relativi a comunicazioni sui rifiuti) stabilisce che sono prorogati al 30 giugno 2020 i termini di presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD).
Enasarco ha reso pubblico il nuovo Regolamento delle prestazioni assistenziali 2020 integrato dalle prestazioni straordinarie per la crisi sanitaria da Covid-19 che già da questa sera fino a fine aprile potranno essere richieste dagli iscritti alla Fondazione.
Gli agenti di commercio titolari di pensione Enasarco (ma non INPS) possono procedere con la richiesta del bonus di 600€.
La Fnaarc nazionale ha comunicato il seguente aggiornamento rispetto alla platea degli aventi diritto all’indennità di 600€ di cui all’art. 28 del DL Cura Italia.
La pensione Enasarco, infatti, non rientra tra le incompatibilità dell’indennizzo di cui all’art. 28, diversamente dalla pensione INPS che invece resta causa di esclusione. Dopo aver ottenuto che tra i destinatari dell’indennità venissero ricompresi gli agenti di commercio, a seguito della nostra richiesta di chiarimento e dell’intervento da parte degli uffici centrali di Confcommercio, INPS ha infatti comunicato proprio questo pomeriggio di aver riponderato l’orientamento iniziale escludendo dalle incompatibilità la pensione integrativa Enasarco.
Fnaarc ha voluto ringraziare Confcommercio “per il costante e sostanziale supporto in questo momento di crisi”, annunciando che nella giornata di venerdì 3 aprile Enasarco renderà pubblici contenuti e modalità di erogazione delle prestazioni straordinarie a favore degli iscritti per l’emergenza Coronavirus
Gli uffici di Confcommercio Lecco sono operativi per fornire assistenza e consulenza agli associati, ma chiusi al pubblico.
Per contattare i collaboratori, potete utilizzare la mail del funzionario di riferimento oppure telefonare al numero 0341.356911.
In caso di necessità di consegnare documenti agli uffici,
potete usare la buca delle lettere posta sul portone di ingresso del nostro palazzo.
In questo periodo i nostri uffici sono operativi nei seguenti orari:
8:30 – 12:30 e 14:00 – 17:00 (il venerdì, chiusura alle ore 16:30)
Nell’auspicio di ridurre al minimo il disagio, Confcommercio Lecco si augura di riprendere la normale attività di apertura al pubblico nel più breve tempo possibile.
E’ stato diffuso il DPCM 1 aprile che estende le restrizioni e le misure disposte dai precedenti DPCM e dale Ordinanze fino al 13 aprile
Scarica il Dpcm 1 aprile
E’ stata raggiunta, dopo circa sette ore di confronto, l’intesa sull’anticipo degli ammortizzatori sociali previsti dal decreto Cura Italia (Cigo, Cigd, Fis e fondi bilaterali). Le parti sociali e l’Associazione bancaria italiana hanno sottoscritto, alla presenza della ministra del Lavoro la convenzione. La scadenza della convenzione è stata fissata al 31 dicembre 2020, salvo valutazione da svolgere tra le parti entro il prossimo mese di novembre. La misura dell’anticipazione è inizialmente fissata in 1.400 euro, riparametrati a 9 settimane e riproporzionati in caso di sospensione inferiore a zero ore, reiterabili in caso di proroga degli articoli 19 e 22 del DL 18/2020. La banca presso cui il lavoratore darà indicazione di anticipare gli importi mensili, provvederà ad anticipare l’importo esentando il lavoratore dal pagamento di oneri e interessi. L’anticipazione, così costituita, sarà rimborsata con le effettive erogazioni dei trattamenti da parte dell’Inps, che si è impegnato a dare corso alle stesse con i tempi più celeri possibili, ma non oltre i 7 mesi. Nei prossimi giorni saranno emanate le modulistiche e le istruzioni necessarie all’accesso alla facilitazione.
L’intesa è stata sottoscritta da tutte le associazioni di impresa compresa Confcommercio (nelle “vesti” di Rete Imprese Italia): “Si tratta di un accordo molto importante, che potrà consentire un confronto più sereno tra le parti nelle richieste di accesso al FIS ed alla Cassa Integrazione in deroga. Infatti, in questo modo, milioni di lavoratori potranno vedersi riconoscere dalle banche, alle condizioni di massimo favore, una rapida anticipazione dell’importo del trattamento d’integrazione salariale che gli spetta”
Sono state aggiornate le FAQ Emergenza Coronavirus realizzate da Confcommercio Imprese per l’Italia con risposte puntuali ai quesiti relativi all’applicazione dei decreti
Clicca e vai alle FAQ aggiornate al 31 marzo
Per consultare le FAQ sul Decreto “Cura Italia” vai alla pagina FAQ Cura Italia
Emergenza Coronavirus: indicazioni per i colorifici
In base al DPCM 22 marzo (le cui disposizioni si cumulano a quanto previsto dal DPCM 11 marzo) i colorifici possono restare aperti ferme restando le disposizioni previste (distanza di 1 metro…). Si ricorda che l’apertura è possibile in settimana, dal lunedì al venerdì.
L’attuale situazione emergenziale che sta provocando ripercussioni profonde nel tessuto economico richiede azioni immediate a tutela delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi, dei trasporti, delle professioni e delle persone che vi lavorano, attraverso iniziative straordinarie di sostegno, nella convinzione di una futura ripresa. Per questo motivo, Intesa Sanpaolo – per contribuire a garantire concretamente la continuità produttiva, a fronte del rallentamento della domanda interna ed estera che la situazione di crisi attuale ha determinato – ha riservato alle imprese e professionisti associati a Confcommercio un plafond di 2 miliardi di euro per sostenere le imprese con la finalità di garantire la gestione dei pagamenti urgenti e le esigenze immediate di liquidità.
I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno sottoscritto l’accordo quadro con Confcommercio sulle misure di prevenzione e di contrasto alla diffusione del Covid-19 nei luoghi di lavoro, in particolare per quel che riguarda le attivitaà commerciali. Il testo integra il protocollo del 14 marzo 2020 e va a definire le misure minime di tutela che devono essere garantite in tutte le attività commerciali, applicabile sia ai dipendenti diretti che a quelli che operano in appalto. L’accordo dovra’ essere esposto in tutti i luoghi di lavoro ed essere consultabile da tutti gli addetti, con l’obiettivo di costituire anche una guida sulle misure da adottare e i Dpi necessari.
Clicca e vai alle FAQ aggiornate al 28 marzo
E’ stata pubblicata una nuova ordinanza (che prevede l’incremento del fondo di solidarietà comunale) contenente ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili
Scarica l’ordinanza 28 marzo
E’ stato pubblicato il Decreto del ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico che disciplina le Indennità per lavoratori autonomi e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria a valere sul “Fondo per il reddito di ultima istanza” e le Modalità di attribuzione dell’indennità e obbligo di comunicazione degli elenchi dei beneficiari)
Scarica il decreto del ministero Lavoro e Sviluppo Economico
Federfiori Confcommercio ha comunicato che in base al DPCM 22 è ammessa l’apertura dei punti vendita delle attività con codice Ateco 01 ma non dei fioristi al dettaglio con codice Ateco 47.76.10.
Per le attività con codice Ateco 01 è ammessa l’attività di produzione, trasporto e commercializzazione di prodotti agricoli ed è consentita la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti
L’annuncio di Federfiori fa seguito alla pubblicazione della FAQ sul sito del Governo che si riferisce alla vendita di piante e fiori dopo il Dpcm del 22 marzo 2020 e alla successiva pubblicazione di dichiarazioni del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Teresa Bellanova.
Il presidente di Federfiori Confcommercio ha chiesto chiarimenti al Governo dichiarando quanto segue: “Il Decreto del 22 marzo esclude, senza ombra di dubbio, che le attività di fioristi al dettaglio con codice Ateco 47.76.10 possano riaprire al pubblico, mentre il Ministro afferma che i fioristi possono riprendere le attività. Secondo il Decreto, le attività che possono commercializzare fiori e piante sono quelle connesse alla loro produzione, quindi solo ed esclusivamente quelle con codice Ateco 01, che in realtà non avevano mai smesso di operare. Inoltre, ci chiediamo, come fanno i supermercati che non sono coltivatori diretti e quindi non in possesso del codice Ateco 01, a vendere fiori e piante al dettaglio?
Va fatta immediata chiarezza sui codici Ateco che possono rimanere aperti per evitare agli operatori di incorrere in sanzioni amministrative e penali”
Scarica la comunicazione di Federfiori Confcommercio
Clicca e vai alle FAQ aggiornate al 27 marzo
In merito all’emergenza Covid-19 Confcommercio Lombardia ha avanzato alcune richieste al Governo
Scarica qui le richieste di Confcommercio Lombardia
A seguito dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus, il Comune di Lecco ha deciso di sospendere tutti gli adempimenti amministrativi, patrimoniali e tributari in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020.
Le scadenze di pagamento (ad eccezione di quelle previste dalla legge) sono rinviate al 30 settembre 2020 (per esempio per TOSAP, COSAP, Imposta pubblicità permanenti…).
La sospensione riguarda anche i pagamenti dovuti ai concessionari delle entrate comunali.
A questo collegamento sono disponibili maggiori informazioni sulla sospensione degli adempimenti nei confronti del Comune di Lecco in scadenza fra l’8 marzo e il 31 maggio 2020. I contribuenti che volessero mettersi in contatto con il servizio tributi del Comune di Lecco possono telefonare ai numeri 0341 481220-221 oppure a scrivere a tributi@comune.lecco.it. Per la presentazione di istanze, dichiarazioni e denunce è inoltre possibile utilizzare l’apposita modulistica da inviare via posta elettronica (o il portale Linkmate per la TARI).
Clicca e vai alle FAQ aggiornate al 26 marzo
“La crisi si allunga, i danni economici crescono e molte imprese rischiano di non riaprire. Di fronte a questa emergenza senza pari bisogna sostenere subito la liquidità delle imprese con strumenti straordinari, raccordati con l’Europa, evitando gli impacci burocratici”. E’ l’appello lanciato, con un video pubblicato su Twitter, dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.
E’ stata diffusa la quarta versione di autorizzazione per gli spostamenti con le modifiche apportate in relazione agli ultimi provvedimenti (in particolare al decreto legge 25 marzo)
Clicca e vai alle FAQ aggiornate al 25 marzo
Rendiamo disponibile il testo del Decreto legge 25 marzo predisposto per l’emergenza Covid-19 che va a “dare ordine” ai diversi DPCM e alle Ordinanze dei ministeri delle scorse settimane
Scarica il Decreto legge 25 marzo
E’ stato pubblicato il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico contenente modifiche al Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020). In particolare è presente un nuovo elenco dei codici Ateco che sostituisce il precedente allegato del DPCM 22 marzo
Scarica il decreto del Mise con i nuovi codici Ateco
E’ stato caricato nel sito della Regione Lombardia il modulo che devono compilare le attività ricettive che rimangono aperte
Scarica il modulo per attività ricettive
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Proroga al 30 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni ed interessi, del bollo auto e dell’Irap, la tassa che riguarda le imprese. Lo ha stabilito una delibera approvata dalla Giunta regionale. Il provvedimento riguarda gli adempimenti tributari e i termini dei versamenti che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 per chi ha il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Lombardia, limitatamente all’IRAP, addizionale regionale IRPEF, Bollo Auto, Ecotassa e Tassa sulle Concessioni (tributi regionali non amministrati in Convenzione con l’Agenzia delle Entrate). Gli adempimenti e i versamenti sospesi, potranno essere regolarizzati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020. Non é previsto il rimborso di quanto eventualmente già versato.
E’ possiible trovare tutte le informazioni sulla pagina Tributi del Portale di Regione Lombardia www.tributi.regione.lombardia.it.
Il Comune di Lecco ha pubblicato, nel tardo pomeriggio del 24 marzo, il decreto dirigenziale n. 31 “Misure di prevenzione ed informazione in materia di organizzazione e funzionamento degli uffici fino al 15 aprile 2020, in attuazione delle Ordinanze PGR Lombardia 514-515-517/2020 e del DPCM 22 marzo 2020”. che contiene disposizioni valide fino al 15 aprile
Scarica la nota del Comune di Lecco
E’ stata diffusa la terza versione di autorizzazione per gli spostamenti con le modifiche apportate in relazione agli ultimi provvedimenti
Scarica il nuovo modulo per l’autodichiarazione
Clicca e vai alle FAQ aggiornate al 23 marzo
Vai alla pagina FAQ Emergenza Coronavirus per consultare le risposte ai quesiti sul DPCM 11 marzo 2020 e alla pagina FAQ Coronavirus per consultare le risposte ai quesiti sul Decreto del 22 marzo 2020
Nuova Ordinanza (n.515) da parte di Regione Lombardia che va a correggere e integrare la numero 514 del 21 marzo
Scarica l’ordinanza regionale 515 del 22 marzo
E’ stato firmato il DPCM 22 marzo che contiene nuove disposizioni per il contenimento dell’emergenza Covid-19
Scarica l’allegato 1 con i codici ATECO delle attività che possono restare aperte
E’ stata firmata da Ministero della Salute e Ministero dell’Interno una nuova ordinanza che ribadisce la necessità dell’autocertificazione e restringe ulteriormente gli spostamenti con un divieto di spostamento da un Comune all’altro
Scarica l’ordinanza del 22 marzo
Le attività riconosciute come servizi essenziali dal governo – che saranno ufficializzate nella giornata di domenica 22 con i relativi codici Ateco – e che dunque potranno rimanere aperte dovrebbero essere le seguenti
Scarica l’elenco delle attività che dovrebbero restare aperte (codici Ateco)
Regione Lombardia, d’accordo con i sindaci del territorio, con le associazioni di categoria e con le parti sociali, ha deciso di emanare un’ordinanza con la quale vengono disposte nuove stringenti limitazioni per contrastare la diffusione del Coronavirus. Lo ha comunicato il presidente, Attilio Fontana, dopo il confronto avuto sabato 21 marzo in videoconferenza con i sindaci dei capoluoghi della Lombardia, il presidente dell’ANCI Lombardia e dell’UPL e i rappresentanti del Tavolo del Patto per lo Sviluppo (a cui siede anche Confcommercio)
Scarica l’ordinanza regionale del 21 marzo
Scarica l’allegato 1 relativo al commercio al dettaglio
Scarica l’allegato 2 relativo ai Servizi alla persona
Il sindaco di Lecco ha emesso una ordinanza relativa all’emergenza Covid -19. In particolare si segnala che alcune disposizioni riguardano anche alcune attività commerciali per quanto concerne il punto 2 a tema “Giochi”
Si segnala inoltre che altri Comuni hanno emesso ordinanze simili (ad esempio Olginate) e si invita quindi gli operatori a verificare l’esistenza di eventuali divieti aggiuntivi rispetto ai diversi DPCM
E’ stata diffusa l’ordinanza del Ministero della Salute contenente ulteriori misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale
Scarica l’ordinanza del Ministero della Salute
Clicca e vai alle FAQ aggiornate
Tutti contro il click day proposto dall’Inps, che alla fine non ci sarà. Dopo una giornata di polemiche e di secchi no, dalle categorie ai sindacati – che hanno lanciato l’allarme contro il rischio di una “guerra tra poveri” – il ministero del Lavoro ha rassicurato tutti che per ottenere il bonus da 600 euro per far fronte all’emergenza Coronavirus gli autonomi non dovranno correre per accaparrarsi il posto migliore. Arriverà, invece, una data, come ha confermato lo stesso istituto di previdenza, a partire dalla quale si potranno presentare le domande stando certi, ha assicurato Nunzia Catalfo, che le risorse basteranno per tutti. E se così non dovesse essere, ha spiegato anche il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, che per primo aveva escluso il click day, il governo è pronto a rifinanziare l’indennizzo con il prossimo decreto previsto per aprile, che si punta a varare in una ventina di giorni. Per ora, probabilmente già dalla prossima settimana, si apriranno le procedure per richiedere il bonus per il mese di marzo destinato a quasi 5 milioni di autonomi tra professionisti e cococo iscritti alla gestione separata Inps, artigiani e commercianti, stagionali, e lavoratori dello spettacolo e del turismo. Poi si valuterà sia se i fondi basteranno sia se sarà necessario elargire il beneficio anche per il mese di aprile.
Confcommercio Lombardia ha reso disponibile una sintesi del DL Cura Italia che affronta i diversi aspetti: ammortizzatori sociali; sostegno ai lavoratori dipendenti e autonomi; misure a sostegno della liquidità; misure fiscali
Scarica la sintesi del DL Cura Italia
L’Agenzia ha illustrato le misure fiscali contenute nel decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, che ha previsto interventi a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti dell’emergenza Coronavirus sull’economia
Scarica il Vademecum della Agenzia delle Entrate
Confcommercio Lecco ha lavorato, insieme a Comune di Lecco e Protezione Civile, per promuovere un servizio di spesa a domicilio rivolto ai cittadini di Lecco. Un servizio importante soprattutto alla luce del DPCM 11 marzo 2020 che prevede l’apertura dei negozi al dettaglio di generi alimentari. Numerose le attività che finora hanno aderito all’invito mandato da Confcommercio Lecco.
Clicca qui per i dettagli e per conoscere i negozi aderenti
Vi ricordiamo che gli uffici di Confcommercio Lecco di piazza Garibaldi 4 a Lecco sono operativi per fornirvi assistenza e consulenza, ma chiusi al pubblico.
In caso di necessità di consegnare documenti agli uffici, potete usare la buca delle lettere posta sul portone di ingresso del nostro palazzo.
8:30 – 12:30 e 14:00 – 17:00
Nell’auspicio di ridurre al minimo il disagio, ci auguriamo di riprendere la normale attività di apertura al pubblico nel più breve tempo possibile. Restiamo come sempre a disposizione, non esitate a chiamarci o scriverci.
Clicca e vai alle FAQ aggiornate al 18 marzo
E’ stato realizzata da Confcommercio Lombardia una sintesi delle principali disposizioni contenute nel DL 18/2020 “Cura Italia”
Scarica la sintesi del Dl “Cura Italia”
E’ disponibile un vademecum sul Decreto Legge “Cura Italia” realizzato dalla Direzione Welfare Pubblico Privato
Il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto legge che e’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed e’ già in vigore. Autorizzata l’emissione di titoli di Stato per un importo fino a 25 miliardi di euro per l’anno 2020.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto legge ‘Cura Italia’, che e’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed e’ già in vigore. Complessivamente il decreto legge autorizza per l’emergenza l’emissione di titoli di Stato per un importo fino a 25 miliardi di euro per l’anno 2020. L’importo massimo di emissione di titoli pubblici, in Italia e all’estero, al netto di quelli da rimborsare e di quelli per regolazioni debitorie, passa pertanto con questo decreto legge, per l’anno 2020, da 58 a 83 miliardi di euro. Rinviato il referendum costituzionale per il taglio dei parlamentari. Potrà svolgersi entro la seconda meta’ di settembre. Nessuna novità per quanto riguarda le elezioni regionali e comunali.
E’ disponibile sul sito del Ministero il nuovo modello di autocertificazione, con il quale chi effettua uno spostamento deve dichiarare anche di non essere sottoposto alla misura di quarantena e di non essere risultato positivo al virus COVID-19
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DPCM ecco il comunicato della presidenza del Consiglio
Scarica il comunicato del Presidente del Consiglio
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto ‘Cura Italia’, ovvero la manovra finanziaria da 25 miliardi di euro messa in piedi dal Governo per contrastare gli effetti economici dell’emergenza coronavirus. “Quello di oggi è un passaggio importante. Il governo è vicino a imprese, commercianti, liberi professionisti, famiglie, che stanno facendo tutti enormi sacrifici per il bene più alto, la salute”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Stiamo cercando di costruire una vera e propria diga per proteggere imprese, famiglie e lavoratori. Su questa strada vogliamo che l’Europa ci segua”. Il decreto legge approvato dal Cdm consente “una manovra poderosa”: 25 miliardi di denaro fresco che muoveranno flussi per 350 miliardi. E il provvedimento non esaurirà gli interventi: “ci sarà un piano di ingenti investimenti che dovremo promuovere con una rapidità che il Paese non ha mai conosciuto”.
Scarica la sintesi della bozza del Decreto Legge “Cura Italia”
Confcommercio Imprese per l’Italia ha realizzato un’area sul proprio sito (FAQ Emergenza Coronavirus) in cui vengono fornite risposte a dubbi e interrogativi delle imprese: oggi, lunedì 16 marzo, le FAQ sono state implementate con nuovi quesiti e nuove risposte
Clicca qui e verifica alcuni casi e le possibilità
Il Consiglio dei ministri per il varo del decreto legge con le misure economiche per fronteggiare l’emergenza Coronavirus è convocato per oggi, lunedì 16 marzo, alle ore 10 a Palazzo Chigi. Lo ha reso noto nella tarda serata di ieri la presidenza del Consiglio. “Abbiamo 25 miliardi e li spendiamo tutti subito. Ed e’ solo il primo passo. Questo e’ il decreto di marzo poi verrà quello di aprile. Sara’ una manovra con un impatto doppio rispetto all’ultima legge di bilancio”. Lo ha detto il viceministro dell’Economia Antonio Misiani illustrando le misure che saranno varate dal Consiglio dei Ministri. “Abbiamo il dovere di aiutare le imprese e le famiglie italiane a reggere l’impatto e a ripartire il prima possibile – spiega ancora – abbiamo fatto uno sforzo enorme, è un provvedimento di più di 120 articoli costruito in pochi giorni, una vera e propria legge di bilancio. Ma e’ solo un primo passo”. “Tra le misure economiche che saranno varate in mattinata ci sara’ quella che riguarda lo stop agli adempimenti fiscali – spiega Misiani – la sospensione del versamento senza limiti di fatturato per i settori più colpiti, la sospensione per i contribuenti fino a 2 milioni di fatturato per i versamenti IVA, ritenute contributo di marzo, la disapplicazione delle ritenute d’acconto per i compensi ricevuti a marzo per i professionisti e le imprese con fatturati sotto i 400 mila euro”.
Il ministero dell’Interno ha diffuso una nota che precisa la situazione degli esercizi commerciali presenti nelle grande strutture e quella dei mercati
Scarica la nota ufficiale del Ministero dell’Interno
Confcommercio Imprese per l’Italia ha realizzato un’area sul proprio sito (FAQ Emergenza Coronavirus) in cui vengono fornite risposte a dubbi e interrogativi delle imprese
L’Inps ha comunicato la proroga della scadenza dei pagamenti verso le pubbliche amministrazioni
E’ stato pubblicato da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il decreto di sospensione del calendario divieti di circolazione dei veicoli
Scarica il documento del Ministero delle Infrastrutture
E’ stato sottoscritto oggi, sabato 14 marzo un “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure peVisualizza articolor il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”
Tasse, rinviate tutte le scadenze del 16 marzo. Il Mef ha annunciato: col nuovo decreto slittano versamenti del saldo Iva 2019, dell’Iva e delle ritenute relative a febbraio 2020. Confermate altre misure in arrivo
Ancora prima che venga varato il nuovo decreto sulle misure antivirus il ministero dell’Economia ha ufficializzato una prima misura a favore delle imprese. I termini relativi ai versamenti previsti al 16 marzo saranno, infatti, differiti “con una norma nel decreto legge di prossima adozione da parte del Consiglio dei Ministri, relativo alle misure per il contenimento degli effetti dell’epidemia di Covid-19”.
“Il decreto legge – spiega una nota del Mef – introdurrà anche ulteriori sospensioni dei termini e misure fiscali a sostegno di imprese, professionisti e partite Iva colpite dagli effetti dell’emergenza sanitaria. La misura, sollecitata da giorni dai commercialisti, riguarda in particolare il versamento del saldo Iva relativo al 2019 e dell’IVA e delle ritenute fiscali e previdenziali relative al mese di febbraio 2020″.
Sul sito di Confcommercio Imprese per l’Italia è stato pubblicato un elenco delle attività al dettaglio che possono rimanere aperte (fatta salva la garanzia della distanza di 1 metro) suddiviso per Codici ATECO
Il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Lecco hanno diffuso due nuove circolari per fornire ulteriori chiarimenti in relazione alla gestione della Emergenza Coronavirus
SCARICA LA CIRCOLARE DELLA PREFETTURA DI LECCO
Si ricorda a quanti devono recarsi al lavoro (imprenditori o collaboratori) perchè rientrano nelle attività che possono/devono restare aperte che il ministero dell’Interno ha predisposto un modulo (che si può scaricare anche dal sito del Viminale) che va compilato ed esibito al momento del controllo. L’autodichiarazione serve a dimostrare che ci si muove per motivi di lavoro o per necessità (o per gravi esigenze sanitarie o familiari).
L’autocertificazione allegata va compilata ed esibita al momento del controllo.
Scarica il modulo per l’autodichiarazione relativa allo spostamento
Pronto un nuovo decreto del Governo
Dopo il via libera del Parlamento allo scostamento di bilancio da 25 miliardi di euro, tocca mettere nero su bianco le misure economiche per far fronte all’emergenza coronavirus. Oggi il premier, Giuseppe Conte, ascolterà le parti sociali in una videoconferenza da Palazzo Chigi. Al suo fianco ci saranno i ministri dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, del Lavoro, Nunzia Catalfo, dell’Economia, Roberto Gualtieri, e della Salute, Roberto Speranza. Di fronte, invece, gli industriali e i sindacati. Tra i punti più attesi c’è quello relativo ai protocolli di sicurezza nelle fabbriche, a tutela della salute di quei lavoratori che, di fatto, non possono usufruire dello smart working, ma comunque vivono un momento di forte preoccupazione per la pandemia.
Le misure allo studio di Palazzo Chigi, che dovrebbero essere contenute nel decreto a cui sta lavorando Gualtieri per portarlo al prossimo Consiglio dei ministri riguardano tra l’altro la sospensione dei mutui, la cassa integrazione rafforzata, i congedi parentali, i voucher baby sitter, oltre ai rafforzamenti sanitari per i quali sono già partite le procedure. “Prevediamo ammortizzatori sociali per tre mesi, ovviamente sono prorogabili, abbiamo le risorse per farlo”, evidenzia il ministro del Lavoro Catalfo. Che aggiunge: “Speriamo, con l’aiuto di tutti, di isolare il contagio”. Per le famiglie con bimbi a casa ci sarà un congedo parentale “anche retroattivo di 15 giorni fino ai 12 anni di età e parametrato alla retribuzione, per i genitori con figli disabili non ci sarà limite. Altrimenti useranno un voucher babysitter”. Per quanto riguarda il lavoro autonomo, invece, secondo quanto si apprende ci sarà un’indennità una tantum di 1.000 euro per professionisti iscritti alla gestione separata Inps e collaboratori coordinati e continuativi, alla quale si aggiungerà una sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.Il Governo ha disposto l’incremento dei fondi a disposizione della Protezione civile per circa un miliardo di euro, metà dei quali destinati all’acquisto dispositivi medici mentre, tramite una procedura semplificata, Consip ha acquistato 5mila impianti di ventilazione assistita, che saranno disponibili nel giro di 45 giorni. Sul fronte sanitario vengono inoltre potenziati, in tutte le Regioni, personale medico-infermieristico e posti letto.Il decreto potenzierà la cassa integrazione in deroga e il fondo di integrazione salariale per l’intero territorio nazionale e per tutti i settori produttivi, incluse le attività con meno di 5 dipendenti. Previsti interventi specifici, con 2 miliardi di euro, per chi non ha la cassa integrazione in deroga, come gli stagionali, inclusi quelli del settore del turismo, gli autonomi, tra cui i lavoratori dello spettacolo, i lavoratori a tempo determinato
(fonte Confcommercio Imprese per l’Italia)
Il DPCM 11 marzo – che produce effetti dal 12 marzo fino al 25 marzo prossimo – introduce sull’intero territorio nazionale ulteriori più stringenti misure per il contrasto e il contenimento del diffondersi del virus COVID-19.
Nello specifico possono restare aperte, in base al DPCM 11 marzo, alcune categorie sempre garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro
Scarica il documento che segnala le imprese che restano aperte
Nel Decreto sono evidenziate anche le categorie e le tipolgie di impresa che invece devono restare chiuse, almeno fino al 25 marzo
Scarica il documento relativo alle imprese che devono chiudere
E’ stato pubblicato nella tarda serata di ieri il DPCM 11 marzo contenente nuove disposizioni relative alla gestione della emergenza Coronavirus.
In estrema sintesi, per le realtà del commercio, del servizio e del turismo ecco cosa succede:
Chiusura di tutte le attività commerciali al dettaglio, ad eccezione di quelle relative ai servizi di pubblica utilità, ai servizi pubblici essenziali, alla vendita di beni di prima necessità. Chiusura di tutti i centri commerciali, degli esercizi commerciali presenti al loro interno e dei reparti di vendita di beni non di prima necessità. Restano aperte le farmacie, le parafarmacie e i punti vendita di generi alimentari e di prima necessità. Chiusura di bar, pub, ristoranti di ogni genere, delle attività artigianali di servizio (es. parrucchieri, estetisti, ecc..) ad eccezione dei servizi emergenziali e di urgenza, di tutti gli alberghi e di ogni altra attività destinata alla ricezione (es. ostelli, agriturismi, ecc..) ad eccezione di quelle individuate come necessarie ai fini dell’espletamento delle attività di servizio pubblico, di tutti i servizi terziari e professionali, ad eccezione di quelli legati alla pubblica utilità e al corretto funzionamento dei settori richiamati nei punti precedenti.
Sono alcune delle proposte formalizzate oggi al Governo dal presidente della Regione Lombardi, Attilio Fontana, in accordo con i sindaci della Lombardia, per porre in essere ulteriori misure di contenimento della diffusione del virus Covid-19. Le richieste andrebbero ad integrare il DPCM 8 marzo 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 59 dell’8 marzo 2020. Nel documento inviato dalla Regione al Governo si comunica altresì che “per quanto riguarda le restanti attività produttive è già stato raggiunto un accordo con Confindustria Lombardia che provvederà a regolamentare l’eventuale sospensione o riduzione delle attività lavorative per le imprese” “Sono in via di definizione ulteriori accordi – si spiega ancora nella proposta – con le associazioni di categoria per definire misure contenitive specifiche aggiuntive“.
Scarica la lettera inviata da Regione Lombardia al Governo
Oggi, mercoledì 11 marzo, gli uffici di Confcommercio Lecco sono operativi ma chiusi al pubblico. Per contattare i collaboratori utilizzare l’email del funzionario o telefonare allo 0341356911.
Chi avesse bisogno di consegnare documenti cartacei agli uffici può utilizzare la buca delle lettere presso la sede di piazza Garibaldi 4 a Lecco.
Nell’auspicio di ridurre al minimo il disagio, ci auguriamo di riprendere la normale attività di apertura al pubblico e agli associati nel più breve tempo possibile
Ecco i recapiti i recapiti di posta elettronica da utilizzare (oltre a quelli normalmente usati per l’utilizzo dei singoli servizi)
Lecco: tel. 0341.356911 info@ascom.lecco.it
Merate: merate@ascom.lecco.it
Calolziocorte: calolzio@ascom.lecco.it
Confcommercio Lecco invita tutti gli imprenditori a valutare l’opportunità di una chiusura del proprio negozio: “Come associazione siamo consapevoli dello sforzo e della difficoltà che questa scelta implica e stiamo lavorando per cercare di ottenere il massimo per quanto riguarda aiuti alle imprese sia a livello locale che a livello nazionale, oltre alla cassa integrazione in deroga appena approvata. Abbiamo però il dovere civico di fare la nostra parte per combattere questa battaglia e cercare di uscirne il prima possibile”
Scarica la locandina informativa per i clienti
Per eventuali esigenze improrogabili vi invitiamo a utilizzare i recapiti di posta elettronica sotto indicati o quelli normalmente usati per l’utilizzo dei singoli servizi
Vista l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, il pagamento SIAE e SCF è prorogato al 17 aprile su tutto il territorio nazionale. La decisione è stata presa per venire incontro alle imprese del settore che stanno affrontando settimane complesse. La proroga dei compensi per gli abbonamenti annuali per la musica d’ambiente (SIAE) e per i diritti connessi SCF slitta slitta quindi a dopo Pasqua
Oggi, martedì 10 marzo, gli uffici di Confcommercio Lecco e delle delegazioni resteranno chiusi
Per eventuali esigenze improrogabili vi invitiamo a utilizzare i recapiti di posta elettronica sotto indicati, o quelli normalmente usati per l’utilizzo dei singoli servizi
Si riportano di seguito il DPCM 8 marzo e i chiarimenti del Governo sul decreto: contengono le informazioni e le norme a cui attenersi in modo scrupoloso
Il provvedimento, che produce effetti dall’8 marzo fino al 3 aprile prossimo, salvo diverse disposizioni contenute nelle singole misure, rimodula le aree più interessate dall’epidemia e individua ulteriori misure a carattere nazionale. I territori più interessati dall’epidemia, e per i quali l’articolo 1 detta misure più restrittive, sono la regione Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia.
Conseguentemente, nei territori sopra indicati, l’articolo 1, comma 1 del decreto prevede:
• lettera a): evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai predetti territori, nonchè all’interno degli stessi, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità;
• lettera e): raccomanda ai datori di lavoro di promuovere la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di ferie, ferma la fruibilità senza accordo scritto dello smart working, come previsto dall’art. 2, comma 1, lettera r);
• lettera o): sono consentite le attività commerciali, diverse dalle attività di ristorazione e bar, a condizione che il gestore garantisca un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro tra i visitatori, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture dovranno rimanere chiuse;
• lettera r): nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali il gestore dei richiamati esercizi deve comunque predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. Anche in questo caso, in presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture dovranno rimanere chiuse.
Scarica i chiarimenti del Governo sul DPCM 8 marzo
Ecco una locandina riassuntiva dei comportamenti da adottare per il mondo del commercio in merito alle novità contenute nel DPCM 8 marzo
Scarica la locandina riassuntiva
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM 8 marzo
Scarica la Gazzetta Ufficiale contenente il DPCM 8 MARZO
Lombardia: chiusura e norme stringenti nel DPCM 8 marzo
Il DPCM dell’8 marzo, contenente misure valide fino al 3 aprile in tutta la regione Lombardia prevede numerose disposizioni che interessano il mondo del commercio, del turismo e dei servizi. Confcommercio Lecco, consapevole della situazione complessa e problematica, invita tutti ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni, in vigore già dalla giornata odierna.
-Sono consentite le attività di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo, a carico del gestore, di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;
-Sono consentite le attività commerciali diverse da quelle di cui al punto precedente a condizione che il gestore garantisca un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture dovranno essere chiuse;
-Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali, il gestore dei richiamati esercizi deve comunque predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro le richiamate strutture dovranno essere chiuse. La chiusura NON è disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, il cui gestore è chiamato a garantire comunque il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.
Precisazione per palestre e piscine
In relazione all’emergenza Coronavirus, si segnala che il comma 3 articolo 4 del DPCM 4 marzo è da intendersi come proroga delle norme contenute de DPCM del1 marzo
Pertanto palestre e piscine e devono rimanere chiuse fino al 3 aprile
“Il sistema imprenditoriale italiano soffre un’emergenza senza precedenti. A partire dalla filiera del turismo. Un dato su tutti: meno 31 milioni di turisti da qui a maggio – ha spiegato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli – Per fronteggiare un’emergenza senza precedenti servono misure senza precedenti. Avanti dunque con un piano di emergenza nazionale raccordato con l’Europa. Il primo obiettivo è ridare fiducia a famiglie e imprese”.
Scarica il documento di lavoro di Confcommercio che riassume alcune linee di intervento da mettere in campo
Fipe lancia l’allarme. Migliaia di eventi, ricorrenze pubbliche e private, iniziative di ogni genere che vengono riformulate, rinviate o cancellate ogni giorno. A ciò si devono aggiungere il crollo delle presenze turistiche nel nostro Paese e l’applicazione di provvedimenti di difficile comprensione, che riducono fortemente l’operatività delle nostre imprese. Per non parlare della misura che impone la chiusura totale dei locali di intrattenimento. 50 milioni di euro cancellati ogni giorno, fanno dei pubblici esercizi italiani il comparto più colpito dagli effetti del Coronavirus. Il 72,7% dei nostri associati ritiene che la crisi durerà ancora a lungo, con un peggioramento nei prossimi due mesi con forti diminuzioni del fatturato, con punte fino all’80%. Una prima stima calcola in 4 miliardi di euro le perdite di fatturato del settore in tre mesi, che valgono circa 1,5 miliardi di euro in termini di valore aggiunto.
Con riferimento al Dpcm 4 marzo 2020, Confcommercio Lombardia ha chiarito che, se non dovesse intervenire un nuovo Dpcm ad hoc per la Lombardia (al quale ci si dovrà attenere per quanto sarà previsto), da lunedì 9 marzo 2020 le palestre e piscine potranno aprire ” a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d)”, ossia mantenere in ogni contatto sociale una distanza interpersonale di almeno un metro.
Si invitano le palestre e piscine associate a leggere costantemente le informazioni diffuse da Confcommercio in tema COVID – 19 (newsletter e sito) per restare aggiornati
E’ stato pubblicato il Dpcm del 4 marzo 2020 contenente misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19 e misure di informazione e prevenzione. Le disposizioni del decreto producono il loro effetto dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sono efficaci, salve diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino al 3 aprile 2020
Scarica il Dpcm del 4 marzo
‘Il tempo passa e l’impatto della crisi si estende. Cambia di pari passo anche il quadro dei danni e il conseguente calcolo delle perdite economiche per il settore del turismo, uno dei più colpiti”. I nuovi calcoli di Confturismo-Confcommercio alla luce dell’evoluzione dell’ultima settimana nella quale si sono allargati, non solo i confini geografici, ma anche il perimetro di misurazione degli effetti di spesa, vedono crollare, nelle strutture ricettive, di oltre 31.625.000 le presenze di turisti italiani e stranieri nel nostro Paese con una perdita di quasi 7.412.000.000 di euro per il periodo 1 marzo -31 maggio. (In questo calcolo non è conteggiata la perdita dei viaggi organizzati verso l’estero e nemmeno la componente dei viaggi di affari verso l’estero quindi è evidente che i danni non sono meno di questi).
”La situazione è drammatica per tutto il comparto – commenta il presidente di Confturismo-Confcommercio, Luca Patanè-. Purtroppo stiamo pagando le conseguenze di una comunicazione mediatica molto più letale del virus, anzi il peggior virus è l’isteria, grazie a questo siamo considerati come degli untori e così temuti e tenuti lontano. Quindi dobbiamo eliminare l’isteria dal sistema ricostruendo da subito un messaggio rassicurante e veritiero dello stato delle cose in Italia”. Per Patanè: ”Serve, da subito, prendere provvedimenti forti per immettere liquidità nel sistema dando un po’ di ossigeno alle imprese del settore; ma è necessario anche intervenire a livello governativo per far terminare i blocchi all’ingresso degli italiani nei paesi esteri e i blocchi ai flussi turistici degli stranieri verso l’Italia”.
Il 2 marzo, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ed è entrato contestualmente in vigore, il decreto legge 2 marzo 2020, n.9, recante “Misure urgenti di sostegno alle famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” (G.U. n.53 del 2 marzo 2020).
Il provvedimento – recante sia disposizioni riferite in modo specifico ai comuni della cd “zona rossa”, che disposizioni riferite alle altre aree del territorio nazionale – recepisce alcune linee di intervento richieste dalla Confcommercio in sede di confronto con il Ministero dello Sviluppo economico e il Ministero del lavoro.
Scarica la nota di Confcommercio con gli approfondimenti
“In relazione all’emergenza di cui al presente decreto, in coerenza con le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e in conformità alle attuali evidenze scientifiche, è consentito fare ricorso alle mascherine chirurgiche, quali dispositivi idonei a proteggere gli operatori sanitari; sono utilizzabili anche mascherine prive del marchio CE previa valutazione dell’istituto Superiore di Sanità”. Recita così l’articolo 34 comma 3 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) relativo alle misure da porre in essere sull’emergenza COVID 19. Lo comunica in una Nota Regione Lombardia in merito all’uso e alla tipologia delle mascherine utilizzabili durante l’emergenza del Coronavirus. “I nostri tecnici, di concerto con l’OMS – commenta l’assessore al Bilancio, Davide Caparini – hanno certificato la validità delle mascherine a 4 stati (cosiddette chirurgiche) nel contrasto alla diffusione del COVID-19. Recependo la nostra proposta il ministero delle Sanità consente alle regioni di affrontare l’emergenza e superare il problema dell’approvvigionamento delle mascherine FFP3 e FFP2 che sono oggetto di vergognosa speculazione a livello mondiale. Infatti, il fabbisogno del sistema sanitario è di tre ordini di grandezza superiore all’ordinario”.
L’incontro tra il governo e le parti sociali a Palazzo Chigi sull’emergenza Coronavirus è stato convocato per mercoledì alle ore 16. Al tavolo, presieduto dal presidente del consiglio Giuseppe
Conte, ci saranno Abi, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confindustria, Legacoop, Copagri, Cia, Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti), Cgil, Cisl e Uil. Il 27 febbraio scorso, le parti sociali (Abi, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confindustria, Legacoop, Rete Imprese Italia – Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti – Cgil, Cisl, Uil) avevano inviato un appello dove si leggeva: “il nostro Paese sta in questi giorni affrontando una situazione di forte criticità a causa della diffusione del Coronavirus. Ciò impone a noi parti sociali, al Governo, alle Regioni, a tutte le autorità e agli esponenti della società civile di lavorare insieme, mettendo a fattor comune gli sforzi e agendo in maniera coordinata per consentire al nostro Paese di superare questa fase in maniera rapida ed efficace”.
Corsi sospesi in Confcommercio Lecco fino a domenica 8 marzo
Come da ordinanza del DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, che prevede la “sospensione di iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico”, Confcommercio Lecco ha deciso di sospendere la formazione in aula fino al 8 Marzo. E’ invece sempre attiva la possibilità di usufruire dei corsi online
Confcommercio chiede ulteriori chiarimenti rispetto al Dpcm
Confcommercio Lombardia ha ha avanzato richieste a Regione Lombardia sul tema “bar senza tavoli”. In attesa di un riscontro (Regione deve concordare le risposte con il Ministero della Salute trattandosi di un DPCM e non di una ordinanza regionale) ecco i chiarimenti richiesti:
CHIARIMENTI DPCM 1 MARZO 2020
ART 2 COMMA 1 LETTERA H)
NEI BAR SENZA TAVOLI È POSSIBILE FARE SOMMINISTRAZIONE AL BANCO RISPETTANDO IL CONTINGENTAMENTO DELLA ENTRATA NELL’ESERCIZIO PUBBLICO E DEL PRINCIPIO DI NON ASSEMBRAMENTO (C.D. “CRITERIO DROPLET” )? LA DISTANZA DI UN METRO E’ DA TENERSI ANCHE TRA COMMENSALI? E AVVENTORI SCONOSCIUTI?
LE DISPOSIZIONI DEL C.D. “CRITERIO DROPLET” VALGONO ANCHE BAR ALL’INTERNO DI STAZIONI DI RIFORNIMENTO, AEROPORTI E STAZIONI?
PER QUANTO RIGUARDA LE SALE MEETING DEGLI ALBERGHI E’ POSSIBILE APPLICARE LE DISPOSIZIONI DEL C.D. “CRITERIO DROPLET”?
ART 2 COMMA 1 LETTERA E)
PER QUANTO RIGUARDA GLI ASILI NIDO PRIVATI, PUR NELLA SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA’ DIDATTICHE, E’ PER IL PERSONALE CONTINUARE A SVOLGERE ATTIVITÀ DI PROGRAMMAZIONE, AMMINISTRATIVO ECC ALL’INTERNO DEI LOCALI?
I COMUNI POSSONO EMETTERE ORDINANZE LOCALI PER ULTERIORI RESTRIZIONI?
ART 2 COMMA 2 LETTERA A)
RISTORANTI, BAR E PUB ALL’INTERNO DI CENTRI COMMERCIALI NELLE ZONE DI CUI ALL’ALLEGATO 3 POSSONO RIMANERE APERTI IL SABATO E LA DOMENICA?
Coronavirus: le principali novità per il commercio contenuto nel Dpcm dell’1 marzo
Il testo del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1° marzo 2020 – volto a disciplinare in modo unitario il quadro degli interventi e delle misure attuative del decreto legge 23 febbraio 2020, n.6 recante “misure urgenti di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 – contiene nuove disposizioni che producono effetto dal 2 marzo 2020 e sono efficaci, salvo diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino all’8 marzo prossimo. Dalla data di entrata in vigore cessa la vigenza delle misure adottate con i precedenti DPCM del 23 e del 25 febbraio scorsi nonché ogni ulteriore misura anche di carattere contingibile e urgente adottata dalle autorità competenti ai sensi dell’art 3, comma 2 del decreto legge 23 febbraio 2020, n.6.
Le disposizioni più rilevanti per il territorio lecchese, in relazione alle misure urgenti di contenimento del contagio (valide nelle regioni EmiliaRomagna, Lombardia e Veneto), sono:
– sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati, salvo che si svolgano a porte chiuse;
– possibilità di svolgere le attività nei comprensori sciistici a condizione che il gestore provveda alla limitazione dell’accesso agli impianti di trasporto chiusi assicurando la presenza di un massimo di persone pari ad un terzo della capienza;
– sospensione di tutti eventi in luogo pubblico o privato, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico quali, a titolo di esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche;
– sospensione dell’attività didattica delle scuole di ogni ordine e grado e delle procedure concorsuali pubbliche e private;
– svolgimento delle attività di ristorazione, bar e pub a condizione che il servizio sia espletato per i soli posti a sedere e che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, gli avventori siano messi nelle condizioni di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori (criterio droplet);
– apertura delle attività commerciali diverse da quelle di cui al punto precedente condizionata all’adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque tali da evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico e tali da garantire ai visitatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra visitatori (cd criterio droplet); stesso criterio anche per le aperture di musei e luoghi di culto.
Per quanto riguarda le azioni di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale nell’ambito dell’intero territorio nazionale operano, tra le altre, le seguenti misure:
– in tutti i locali aperti al pubblico sono messi a disposizione degli addetti, nonché degli utenti e visitatori soluzioni disinfettanti per il lavaggio delle mani;
– i sindaci e le associazioni di categoria promuovono la diffusione delle medesime informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie presso gli esercizi commerciali;
– chiunque abbia fatto ingresso in Italia, a partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione del presente decreto, dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nei comuni della cd zona rossa, deve comunicare tale circostanza al proprio medico ai fini della prescrizione della permanenza domiciliare. In caso di necessità di certificazione ai fini INPS per l’assenza dal lavoro, si procede a rilasciare una dichiarazione indirizzata all’INPS, datore di lavoro e medico di base, in cui si dichiara che “per motivi di sanità pubblica” la persona è stata posta in quarantena, specificando data di inizio e fine del periodo.
Scarica il Decreto integrale contenente tutte le misure
Scarica la nota riassuntiva realizzata da Confcommercio
“Il nostro Paese sta in questi giorni affrontando una situazione di forte criticità a causa della diffusione del Coronavirus. Ciò impone a noi parti sociali, al Governo, alle Regioni, a tutte le autorità e agli esponenti della società civile di lavorare insieme, mettendo a fattore comune gli sforzi e agendo in maniera coordinata per consentire al nostro Paese di superare questa fase in maniera rapida ed efficace“. Con una nota congiunta le imprese (Abi – Coldiretti – Confagricoltura – Confapi – Confindustria – Legacoop – Rete imprese Italia) e i sindacati (Cgil – Cisl – Uil) intervengono chiedendo che “dopo i primi giorni di emergenza, e’ importante valutare con equilibrio la situazione per procedere a una rapida normalizzazione, consentendo di riavviare tutte le attività ora bloccate e mettere in condizione le imprese e i lavoratori di tutti i territori di lavorare in modo proficuo e sicuro a beneficio del Paese, evitando di diffondere sui mezzi di informazione una immagine e una percezione, soprattutto nei confronti dei partner internazionali, che rischia di danneggiare durevolmente il nostro Made in Italy e il turismo“. Oltre alle misure urgenti che il Governo ha adottato, o si appresta ad adottare, di necessario sostegno alle imprese e al reddito dei lavoratori, sottolineano, “questo e’ il momento per costruire un grande piano di rilancio degli investimenti nel Paese che contempli misure forti e straordinarie per riportare il lavoro e la nostra economia su un percorso di crescita stabile e duratura”. E “un ruolo importante dovra’ essere svolto anche dalle Istituzioni europee, per creare le migliori condizioni per un rilancio economico dell’Italia nell’interesse della stessa Unione europea”.
L’emergenza Coronavirus ha portato anche Confcommercio Lecco ha effettuare delle scelte rispetto a due iniziative culturali in programma a marzo. La undicesima edizione di Leggermente, in calendario originariamente dal 21 al 29 marzo, è stata riprogrammata dal 15 al 19 aprile. Il cineforum “Ma che film la vita!”, promosso insieme alla Parrocchia di San Nicolò e al Cenacolo Francescano, inizierà il 10 marzo e non il 3
In un’indagine condotta tra il 18 e il 20 febbraio scorso da Confturismo con SWG su un campione di mille italiani il 20% dichiarava che avrebbe annullato o cambiato la destinazione dei viaggi previsti per timore del coronavirus, mentre il 27% avrebbe preso solo precauzioni in viaggio senza però effettuare alcun cambiamento. La medesima indagine ripetuta a distanza di tre giorni, dopo la diffusione delle notizie sui casi italiani e sui primi provvedimenti restrittivi in Lombardia e Veneto, dimostra come i primi passino al 36% e i secondi al 31%, mentre crolla dal 44% al 21% la percentuale di coloro che dichiarano che non intendono modificare in alcun modo le proprie abitudini di vacanza. “Questa indagine dimostra come a comportare effetti pesantissimi per l’economia del turismo nazionale sia la psicosi collettiva generata anche da una comunicazione spesso allarmistica e fuorviante, oltre che dai provvedimenti restrittivi introdotti. Ma a fare ancora più paura è il trend di evoluzione”, commenta il presidente di Confturismo Confcommercio, Luca Patanè. “Per troppi giorni – prosegue il presidente di Confturismo – è mancata una comunicazione corretta sulla reale portata dell’infezione, sui rischi effettivi di contagio, sulle conseguenze, mentre chiusure o anche solo limitazioni alle attività commerciali in aree enormi del Paese hanno accresciuto il panico. Danneggiando fortemente l’immagine dell’Italia all’estero”. “Al tavolo convocato dal ministro Franceschini chiederemo immediati provvedimenti a difesa delle nostre imprese, che rischiano nel prossimo trimestre di vedere, per i soli viaggi in Italia, circa 22 milioni di presenze in meno con una perdita di spesa di 2,7 miliardi di euro. La nostra rete diplomatica deve farsi sentire per fare cessare il linciaggio mediatico di cui siamo vittime e bloccare provvedimenti assurdi di restrizione all’ingresso degli italiani in altri Stati, che riteniamo francamente spropositati e inappropriati”
“Accogliamo con favore la scelta della Regione Lombardia di allentare le misure cautelative messe in campo per limitare gli affollamenti all’interno dei pubblici esercizi sul territorio di competenza. Eliminare le restrizioni sull’orario di chiusura per i bar e i pub che prevedono servizio al tavolo, a patto che sia rispettato il vincolo del numero massimo di coperti previsto, è un segnale molto positivo in ottica di una ripresa delle normali attività”. Così Lino Enrico Stoppani, Presidente Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi. “Tuttavia chiediamo il supporto del Governo per la tutela di un comparto fondamentale per l’economia italiana, messo in ginocchio in tutto il territorio nazionale da questa grave situazione di crisi e che finora ha fatto la sua parte con grande senso di responsabilità attenendosi alle indicazioni delle autorità. – conclude Stoppani – Ad oggi, il fatturato dei pubblici esercizi in alcune aree è calato fino a punte dell’80% e secondo le nostre stime rischiamo di perdere nei primi 4 mesi dell’anno una cifra pari a 2 miliardi di euro. A questo si aggiungono le difficoltà di quelle attività, come i locali di intrattenimento, che a causa delle ordinanze non possono operare. Se la situazione non cambia in fretta si parla di oltre 20.000 posti di lavoro a rischio. In gioco c’è l’attrattività turistica Italiana e per questo chiediamo ai Ministeri competenti l’adozione di strumenti che possano aiutare il settore a ripartire più in fretta possibile”.
L’edizione 2020 di Ristorexpo, in programma da domenica 8 a mercoledì 11 marzo è stata rimandata al mese di aprile: si terrà sempre nei padiglioni di Lariofiere a Erba da domenica 26 a mercoledì 29 aprile
“I bar e/o pub che prevedono la somministrazione assistita di alimenti e bevande possono rimanere aperti come i ristoranti, a condizione che sia rispettato il vincolo del numero massimo di coperti previsto dall’esercizio“. Lo chiarisce una FAQ pubblicata sul sito della Regione Lombardia https://bit.ly/2VoHO7J) ricordando che “l’obiettivo dell’ordinanza che regola le prescrizioni per il contenimento del Coronavirus nelle aree regionali classificate come ‘gialle’ (ovvero valide su tutto il territorio regionale ad eccezione della ‘zona rossa’) e’ quello di limitare le situazioni di affollamento di più persone in un unico luogo. L’amministrazione sulla base delle valutazioni di ogni specifica situazione può dettagliare ulteriormente l’ordinanza in coerenza con l’obiettivo della stessa”.
Sul sito della Regione sono state pubblicate interpretazioni autentiche che chiariscono cosa prevede l’ordinanza firmata domenica dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana e dal ministro della Salute, Roberto Speranza che non e’ stata ne’ modificata ne’ aggiornata e resta pienamente in vigore. “Nei ristoranti – chiarisce la Nota – può entrare un numero contingentato di persone. Lo stesso, dunque, vale anche per i bar dove ci sono posti a sedere contingentati e che effettuano servizio al tavolo e non al bancone
In un’intervista al Giornale il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli sottolinea che “è urgente un piano promozionale. Bene le Regioni, ma non la chiusura dei bar alle 18”. Diversi i passaggi significativi legati all’emergenza Coronavirus: ecco qui tre domande e tre risposte del presidente Sangalli
Confcommercio: l’impatto sul Pil può arrivare a una riduzione dello 0,4%
“Il protrarsi dell’emergenza coronavirus oltre aprile-maggio potrebbe tradursi in una riduzione del Pil dello 0,3-0,4% con un pesantissimo impatto nel turismo – a rischio, tra marzo e maggio, 21 milioni 700 mila presenze con una riduzione di spesa di 2,65 miliardi di euro – e nel settore dei pubblici esercizi che, con un rischio occupazionale già ora valutato in circa 100mila unità, chiede il riconoscimento, a livello nazionale, dello stato di crisi”. Così Confcommercio in vista del tavolo di confronto con il ministro Patuanelli. Secondo la Confederazione le linee di intervento, “con una portata territoriale e temporale coerente con le connotazioni di una crisi che rischia di farsi sistemica”, dovrebbero, tra l’altro, riguardare: “la proroga delle scadenze fiscali e contributive; la moratoria dei mutui e l’attivazione del fondo centrale di garanzia; l’utilizzazione degli strumenti di cassa integrazione e del fondo di integrazione salariale anche in favore dei dipendenti di micro e piccole imprese; un sistema di indennità per i lavoratori autonomi; una mobilitazione straordinaria dei piani promozionali per l’export e della diplomazia commerciale a tutela del made in Italy e del turismo italiano; misure per il settore dei trasporti quali la sospensione delle tasse di ancoraggio nei porti, il rafforzamento della sanità marittima e la riduzione dei canoni di concessione demaniale per le imprese terminaliste dei porti”.
La Regione Lombardia, a seguito della Ordinanza del 23 febbraio 2020 ha completato una serie FAQ, che chiariscono molti dei quesiti che Confcommercio ha inviato alla Regione, anche grazie al supporto delle territoriali, sull’emergenza Coronavirus:
· MERCATI: sono aperti dal lunedì al venerdì. Restano chiusi il sabato e la domenica ad eccezione degli ambulanti che esercitano la vendita di generi alimentari. Il Sindaco può valutare ulteriori restrizioni a livello territoriale.
· MANIFESTAZIONI FIERISTICHE E SAGRE: per ogni evento che preveda assembramento di persone è disposta la chiusura.
· ESERCIZI COMMERCIALI CON ATTIVITÀ PROMISCUE E BAR STAZIONI DI SERVIZIO: fermo restando le disposizioni previste per, bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento aperto al pubblico che sono chiusi tutti i giorni dalle ore 18 alle ore 6, è fatta eccezione per i bar all’interno di hotel e quelli dei ristoranti che restano comunque aperti per garantire il servizio ai soli ospiti della struttura e per il solo servizio di supporto alla ristorazione. Gli autogrill non sono soggetti alle restrizioni attualmente disposte dall’Ordinanza. I bar che si trovano all’interno di luoghi di servizio pubblico (stazioni ferroviarie, stazioni di rifornimento carburante, navigazione laghi, impianti di risalita…) non sono soggetti alle restrizioni previste dall’Ordinanza.
· ATTIVITA’ DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE: tutte le attività di somministrazione o di consumo sul posto di prodotti artigianali, ad esclusione di quanto espressamente previsto dall’ordinanza per bar, locali notturni, non sono soggetti all’obbligo della chiusura dalle ore 18 alle ore 6.
· PALESTRE, CENTRI BENESSERE: palestre, centri sportivi, piscine e centri natatori, centri benessere, centri termali sono sottoposti a chiusura come stabilito dall’Ordinanza. Le attività all’aperto possono essere svolte ad eccezione dell’utilizzo degli spogliatoi. È consentito l’accesso e l’utilizzo delle strutture sportive ai soli atleti professionisti. Si conferma inoltre che le attività di centri culturali, centri sociali, circoli ricreativi, restano chiuse.
· CENTRI COMMERCIALI E TABACCHERIE: All’interno dei centri commerciali di grande e media dimensione non sono soggetti all’obbligo di chiusura del sabato e della domenica le attività che vendono prodotti alimentari in misura prevalente. Nelle medesime strutture i bar si devono invece attenere alla chiusura dalle ore 18 alle ore 6. Le tabaccherie senza attività di bar o altre attività accessorie non devono sottostare alla chiusura dalle ore 18 alle ore 6.
Pubblichiamo una nota di Regione Lombardia contenente ulteriori chiarimenti relativi all’applicazione dell’Ordinanza del Ministero della Salute d’intesa sul Coronavirus con il Presidente della Regione Lombardia. In particolare si trovano precisazioni aggiuntive relative agli esercizi commerciali: le nuove risposte riguardano le attività di somministrazione di alimenti e bevande, le attività che operano nei centri commerciali e le tabaccherie.
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Pubblichiamo una nota di Regione Lombardia contenente i primi chiarimenti relativi all’applicazione dell’Ordinanza del Ministero della Salute d’intesa sul Coronavirus con il Presidente della Regione Lombardia: si tratta di una prima risposta ad alcuni dei quesiti avanzati in data odierna da Confcommercio.
Tra i principali tempi trattati vi sono:
come si devono comportare i comuni rispetto ai mercati rionali e comunali all’aperto
che restrizioni devono adottare gli esercizi commerciali che svolgono più tipologie di attività nella stessa sede
cosa è previsto per le attività ludico-sportive
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Confcommercio ha posto a Regione Lombardia alcuni importanti chiarimenti in merito alle singole categorie sul fronte Coronavirus.
Clicca qui per consultare i quesiti.
Emergenza Coronavirus: le comunicazioni ufficiali di Ministero della Salute -Regione Lombardia
In relazione all’emergenza Coronavirus che interessa ufficialmente anche la Regione, e quindi Lecco e la sua Provincia, si evidenzia quanto stabilito in una ordinanza congiunta Ministero della Salute-Regione Lombardia.
In particolare, in relazione al mondo del terziario, si segnala quanto segue per i territori di Lecco e provincia:
Per quanto riguarda le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità e dei servizi pubblici essenziali di cui agli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, 146, ivi compresi gli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità), le chiusure delle attività commerciali sono disposte in questi termini:
Per quanto riguarda il punto k) dell’ordinanza (previsione che l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale), la misura verrà adottata in modo condizionato alla disponibilità dei DPI o all’adozione di idonee misure di cautela, che deve essere comunque assicurata dagli esercenti.
Fatto salvo quanto già disposto con le norme e le ordinanze per i Comuni di Codogno, Castiglione D’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano, per il restante territorio della Regione Lombardia (e quindi anche per Lecco e provincia) valgono le disposizioni contenute alle lettere c), d), e), f) ed i) dell’articolo 1, comma 2 del decreto legge 22 febbraio 2020, n. 6 ovvero:
Scarica l’ordinanza integrale sull’emergenza coronovirus