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Timestamp: 2019-05-26 07:10:38+00:00
Document Index: 10689770

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S. Bartolo, Ravenna, 11.07.1944
Località S. Bartolo, Ravenna, Ravenna, Ravenna, Emilia-Romagna
Il 23 luglio la questura ravennate registra ancora un omicidio fornendo la solita spiegazione:
«Nella notte sull’11 luglio nella frazione S. Bartolo di Ravenna, elementi del corpo ausiliario Camicie Nere di Ravenna, passavano per le armi Missiroli Aristide di anni 54, bracciante da S. Stefano di Ravenna, perché trovato armato».
In realtà il giorno prima Missiroli è stato arrestato e condotto alla federazione per essere interrogato. Quando la figlia vede che il padre non ritorna vi si reca in cerca di notizie. Si rivolge a Guido Guidi che le risponde di non interessarsi di ciò che fanno «gli altri durante la notte». Dopodiché la allontana in malo modo. La figlia non saprà più nulla fino al rinvenimento del corpo del padre.
Il contesto ci dice che nei giorni precedenti le baracche della Todt sono state incendiate ed è stato ucciso il numero due del fascismo locale.
A guerra finita, quando si apriranno i processi contro i collaboratori con i nazisti, verrà imputato anche un certo Mario Guberti che l'11 marzo 1944 aveva scritto, da Vercelli, la seguente lettera ad Aristide Missiroli:
«Da una lettera inviatami da mia madre apprendo con dolore quello che è successo al nostro (…); tutto questo è una vergogna e spero non si ripeta, cosa credete di fare con simili atti di vandalismo? Hanno gettato, e voi di certo ne sapete qualcosa, bombe in casa Guberti e casa Damassa, il primo perché segretario politico, il secondo perché lo credete filofascista. Ognuno ha le sue idee ed è padrone di averle, ma in simili atti non vi può essere un’idea se non bestiale e corrotta. Anch’io ho le mie, ma nei cinque mesi (in cui) sono restato a casa, anche potendolo fare non ho mai torto un capello ad anima viva. Con questo non voglio discolparmi, quando avrete fatto il vostro comunismo, mi giudicherete a vostro piacimento. Concludo, se si verifica ancora un simile atto di guerra e specialmente contro casa mia, vi do la mia parola d’onore che ritorno in paese per fare piazza pulita mandandovi senza nessun rimorso all’altro mondo. Con questo intendo avvisare anch’io i vostri amici. Mario Guberti».
Mario Guberti sarà assolto dall’imputazione per insufficienza di prove, ma la lettera testimonia la ferocia dello scontro tra movimento partigiano e fascismo repubblicano.
Estremi e note penali: Guidi Guido, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'uccisione di Missiroli Aristide. Con sentenza del 10/07/1946 la corte esclude la partecipazione all'uccisione di Missiroli ma lo ritiene colpevole del reato ascrittogli esclusa la partecipazione agli omicidi e lo condanna ad anni 12 di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge ivi compresa la confisca di metà dei suoi beni. Dichiara condonati 5 anni di detta pena a sensi del decreto presidenziale 22.6.46 n.4
Con sentenza in data 2.12.47 la Corte di Cassazione dichiara estinto il reato per amnistia ed annulla senza rinvio la sentenza.
Laghi Oriano, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver denunziato quale antifascista alle autorità repubblicane, Missiroli Aristide, che in conseguenza fu ucciso dai fascisti. Con sentenza del 2/10/1945 la corte lo assolve dall’imputazione ascrittagli per insufficienza di prove. Ordina che sia posto in libertà se non detenuto per altra causa.
Guberti Mario, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'uccisione di Missiroli Aristide. Con sentenza del 2/10/1945 la corte lo assolve dall’imputazione ascrittagli per insufficienza di prove. Ordina che sia posto in libertà se non detenuto per altra causa.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-01-03 16:55:38
Missiroli Aristide, di 53 anni, nato l\'1/12/1890, bracciante, di sentimenti comunisti, risulta partigiano volontario della 28ª Brigata Garibaldi dall\'8/09/1943.
Missiroli Aristide
Cognome Guidi
Note responsabile Guidi Guido, «iscrittosi al PNF nel 1925, si arruolò in seguito nella MVSN dal 1927 al 1943. L’attività del Guidi è notevole non tanto per la sua continuità, essendo egli ufficiale in servizio permanente effettivo, quanto per la varietà e molteplicità degli incarichi a lui affidati e brillantemente assolti in Africa settentrionale, in Africa orientale, in Albania e da ultimo in Imola, quale Comandante, fino al settembre 1943 della 68esima Legione MVSN. Posteriormente all’8 settembre 1943, il Guidi ebbe il Comando interinale della 75esima Legione della Guardia nazionale repubblicana di Ferrara, fino al 31 gennaio 1944 e, dal febbraio dello stesso anno, il Comando della 81esima Legione di Ravenna che tenne solo per quindici giorni in quanto, essendo nativo di Ravenna, il Comando generale della detta Guardia ritenne opportuno destinarlo ad altra sede e precisamente a Padova, località che però il Guidi non raggiunse perché, nel frattempo, ottenne licenza di convalescenza per la durata di mesi tre che egli trascorse in Ravenna presso i suoi famigliari. Terminata detta licenza, il Guidi restò a disposizione del detto Comando generale fino al dicembre 1944, epoca in cui egli raggiunse prima Brescia e poi Alessandria, ove assunse e tenne il Comando di quella Legione fino al 22 aprile 1945».
Note procedimento Guidi Guido, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'uccisione di Missiroli Aristide. Con sentenza del 10/07/1946 la corte esclude la partecipazione all\'uccisione di Missiroli ma lo ritiene colpevole del reato ascrittogli esclusa la partecipazione agli omicidi e lo condanna ad anni 12 di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge ivi compresa la confisca di metà dei suoi beni. Dichiara condonati 5 anni di detta pena a sensi del decreto presidenziale 22.6.46 n.4 Con sentenza in data 2.12.47 la Corte di Cassazione dichiara estinto il reato per amnistia ed annulla senza rinvio la sentenza.
Mario Guberti
Cognome Guberti
Note responsabile Guberti Mario, imputato di procedimento
Note procedimento Guberti Mario, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'uccisione di Missiroli Aristide. Con sentenza del 2/10/1945 la corte lo assolve dall’imputazione ascrittagli per insufficienza di prove. Ordina che sia posto in libertà se non detenuto per altra causa.
Oriano Laghi
Cognome Laghi
Note responsabile Laghi Oriano, imputato di procedimento
Note procedimento Laghi Oriano, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver denunziato quale antifascista alle autorità repubblicane, Missiroli Aristide, che in conseguenza fu ucciso dai fascisti. Con sentenza del 2/10/1945 la corte lo assolve dall’imputazione ascrittagli per insufficienza di prove. Ordina che sia posto in libertà se non detenuto per altra causa.
lapide a San Bartolo di Ravenna
Ubicazione: San Bartolo di Ravenna
Descrizione: Lapide posta a San Bartolo di Ravenna presso l\'argine destro canale Molino.
G. Casadio, La memoria della Resistenza nelle iscrizioni dei cippi, lapidi e monumenti della provincia di Ravenna, Longo Editore, Ravenna, 1995, vol. 1, p. 36.
S. Carnoli, E. Andreini, Camicie nere di Ravenna e Romagna, tra oblio e castigo, ebook, consultabile online su Google libri, p. 86.
http://www.pietredellamemoria.it/pietre/cippo-ad-aristide-missiroli-san-bartolo/
ACS, MI, DGPS, DAG, AG, RSI, b. 6, fasc. 52, relazione del 23 luglio 1944 della questura di Ravenna.
ATRA, Sentenza Csa e Ca Sez. Speciale 1945-1947, sent. 2/10/45 n. 105 a carico di Laghi Oriano; sent. 2/10/45 n. 106 a carico di Guberti Mario; sent. 10/07/46 n. 121 a carico di Guidi Guido.