Source: http://avvocatolavoro-d.blogautore.repubblica.it/2013/03/24/licenziamenti-collettivi-mali-di-stagione/
Timestamp: 2018-08-21 01:55:26+00:00
Document Index: 25246857

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 35', 'art. 4', 'art. 24', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6']

Licenziamenti collettivi. Mali di stagione - Avvocato del lavoro - Blog - Repubblica.it
Quesito: Buongiorno. Le scrivo perchè sono disperata. sono informatrice del farmaco e l'azienda per cui lavoro ha deciso di porre in mobilità 225 delle 360 persone impiegate per tale mansione. faccio parte di una delle linee coinvolte (ma potrei, visto che siamo tutti a pari competenze, lavorare per una delle linee non oggetto di licenziamento) e ho nel frattempo fatto le pubblicazioni di matrimonio tuttora valide. sono a chiederle se sono tutelata dalla La Legge n. 7 del 9 gennaio 1963 in quanto l'azienda dice che possono licenziarmi come chiunque altro. la prego di rispondermi visto che fra 7 giorni il licenziamento diverrà effettivo.
Risposta: Ciao Francesca,
purtroppo in periodo di crisi economica l'istituto dei licenziamenti collettivi è molto gettonato dalle imprese, sia quelle in difficoltà, sia quelle che approfittano per diminuire i costi complessivi del lavoro.
Sulla tua situazione dovrei avere informazioni più dettagliate, ma provo comunque a darti qualche consiglio che spero possa esserti utile.
Il testo unico Pari opportunità, d. lgs. n. 198 del 2006 (che ha recepito le disposizioni della l. n. 7 del 1963), all'art. 35 considera nullo il licenziamento attuato a causa di matrimonio, laddove a causa di matrimonio si intende il licenziamento intimato nel periodo tra il giorno della richiesta delle pubblicazioni sino ad un anno dopo la celebrazione stessa.
Tra le poche ipotesi che sfuggono alla sanzione della nullità del licenziamento, ai sensi del comma 5 del citato art. 35, vi è la cessazione dell'attività dell'azienda cui la lavoratrice è addetta. Dal tuo racconto sembrerebbe potersi evincere che l'attività dell'azienda non è cessata, ma tutt'al più si è notevolmente ridotta. Hai peraltro parlato di "linee coinvolte": sarebbero da conoscere alcuni dettagli relativi alla struttura societaria della tua azienda (se è una sola società, o se invece le varie linee sono suddivise in una pluralità di società, quali distinti centri di imputazione di interessi all'interno di un gruppo di imprese etc.).
Inoltre, le procedure di licenziamento collettivo (sia quella regolata dall'art. 4 che dall'art. 24 della l. n. 223 del 1991) prevedono l'applicazione, nel momento della scelta dei lavoratori da licenziare, di criteri di scelta prioritariamente fissati dai contratti collettivi, o in via sussidiaria dalla legge stessa (art. 5, l. n. 223 del 1991). Requisito di legittimità e validità del licenziamento stesso è perciò il rispetto dei criteri di scelta applicabili.
Aggiungerei, come elemento in più, che, ai sensi del soprarichiamato art. 5, comma 2, l'impresa non può collocare in mobilità una percentuale di manodopera femminile superiore alla percentuale di manodopera femminile occupata con riguardo alle mansioni prese in considerazione. Ecco un altro presupposto di validità del licenziamento stesso.
Dal punto di vista formale, deve poi essere svolta una particolare procedura di informazione e consultazione sindacale.
Insomma, Francesca, come vedi, contrariamente a quanto affermato dai tuoi boriosi superiori, ci sono molti elementi da valutare. Non è il Far West che credono loro.
Tra qualche giorno il licenziamento, evidentemente "preavvisato", produrrà i suoi effetti estintivi sul rapporto di lavoro. Non ho purtroppo molte informazioni concrete sul tuo caso, ma se posso permettermi un consiglio..non aspetterei oltre ed impugnerei il licenziamento stesso, ricordando che il provvedimento espulsivo va impugnato, ai sensi dell'art. 6, l. n. 604 del 1966, entro 60 giorni dalla sua comunicazione, a pena di decadenza. Ciò significa che il vero termine nella tua situazione, non è quello in cui il licenziamento produrrà il suo effetto, bensì quello in cui lo stesso è stato comunicato a te. Non so quant'è il tuo preavviso, ma intanto, per non sapere nè leggere e nè scrivere, impugnerei, al posto tuo. Dopodichè avrai tempo 180 giorni (prudenzialmente decorrenti dalla comunicazione del licenziamento stesso) per depositare o meno il ricorso giudiziale. Avrai tutto il tempo di valutare nel dettaglio con il tuo avvocato i presupposti per l'azione giudiziaria.