Source: http://www.piemontecontrolediscriminazioni.it/news?start=63
Timestamp: 2018-12-11 14:46:40+00:00
Document Index: 165163209

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 40', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 595', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sì agli infermieri stranieri non lungosoggiornanti nei concorsi pubblici
Il Tribunale di Oristano, con sentenza del 6.6.2014 ( est. Carboni), ha ribadito il diritto di accesso ai concorsi pubblici per infermiere per tutti gli stranieri titolari di un permesso per lavoro, anche se non lungosoggiornanti, confermando cosi l’insufficienza della estensione introdotta con la ‘legge europea 2013’, che ha limitato l’accesso al pubblico impiego degli stranieri di Paesi terzi non membri dell’Unione europea ai soli lungosoggiornanti, ai familiari di cittadini UE e ai rifugiati e titolari della protezione sussidiaria. Questo sulla base della previsione normativa contenuta nell’art. 40 c. 21 del d.P.R. n. 394/99, applicativa dell’art. 27 del d.lgs. n. 286/98 (T.U. immigrazione), in base al quale “le strutture sanitarie, sia pubbliche che private, sono legittimate all’assunzione degli infermieri, anche a tempo indeterminato, tramite specifica procedura”.
“Kyenge torni nella giungla”: Condannato il consigliere circoscrizionale di Trento
Sono state rese note nei giorni scorsi le motivazioni con le quali il Tribunale penale di Trento, con sentenza pronunciata il 15 maggio scorso, ha condannato il consigliere circoscrizionale di Trento, Paolo Serafini, per il reato di diffamazione di cui all’art. 595 c.p. aggravato dalle finalità di odio razziale di cui all’art. 3 della legge n. 205 /1993, per avere pubblicato sul proprio profilo Facebook un commento gravemente lesivo della reputazione dell’allora ministra dell’Integrazione Cecile Kyenge, invitandola a tornare “nella giungla dalla quale è uscita”.
Il collegio penale di Trento ha respinto le argomentazioni difensive, secondo cui le frasi pubblicate rientrerebbero nell’esercizio del diritto costituzionale tutelato di libera manifestazione del pensiero. Il collegio giudicante di Trento ricorda infatti la granitica giurisprudenza di Cassazione secondo cui in tema di diffamazione, “il limite della continenza nel diritto di critica è superato in presenza di espressioni che, in quanto gravemente infamanti e inutilmente umilianti, trasmodino in una mera aggressione verbale del soggetto criticato” (sentenza n. 15060/2011), ovvero “in un attacco personale lesivo della dignità morale ed intellettuale dell’avversario” (sentenza n. 8824/2010 e sentenza n. 4938/2010). Riguardo alla sussistenza dell’aggravante del reato commesso con finalità di odio razziale, il collegio penale di Trento rileva che la frase pubblicata sul suo profilo dal Serafini costituisce “una consapevole esteriorizzazione, immediatamente percepibile, nel contesto in cui è maturata, avuto anche riguardo al comune sentire, di un sentimento di avversione o di discriminazione fondato sulla razza, l’origine etnica o il colore e cioè di un sentimento immediatamente percepibile come connaturato alla esclusione di condizioni di parità”. Anche alla luce del consolidato orientamento della Cassazione, maturato con le sentenze n. 9381/2006, 38591/2008, 25870/2013, 11590/2010), il collegio giudicante di Trento pertanto ritiene sussistente l’aggravante del reato commesso con finalità di odio e discriminazione razziale. Alla luce di quanto il Tribunale penale di Trento ha condannato l’imputato Serafini alla multa di 2,500 euro e al risarcimento del danno alle associazioni costituitesi parti civili, tra cui l’ASGI, oltre al pagamento delle spese processuali.
La non discriminazione nel Programma della Presidenza italiana del Consiglio della UE
Il contrasto ad ogni forma di discriminazione trova spazio nel Programma della Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea. “La Presidenza”, si legge nel documento, “attribuisce grande importanza al principio di non discriminazione, come sancito dall’articolo 19 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, dall’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e come indicato nella Direttiva 2000/43/CE che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica, nonché dalla Direttiva quadro sull’occupazione 2000/78/CE. La Presidenza accorderà particolare attenzione alla necessità di rafforzare la non discriminazione, promuovendo una conferenza ad alto livello e portando avanti i negoziati in seno al Consiglio sulla Direttiva recante applicazione del principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale. Con specifico riguardo all’inclusione dei Rom, la Presidenza ospiterà la quarta riunione dei punti di contatto nazionali per i Rom al fine di rafforzare le iniziative concernenti l’attuazione delle strategie nazionali in conformità con il quadro UE. Inoltre, durante la Settimana per l’Occupazione, la Presidenza italiana intende concentrare l’attenzione sulla gestione della diversità”.
Maggiori informazioni sul Programma del semestre italiano di Presidenza possono essere trovate qui.