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Timestamp: 2020-08-08 20:53:45+00:00
Document Index: 89702820

Matched Legal Cases: ['art 155', 'art. 30', 'art. 155', 'art. 155', 'sentenza ', 'art. 155', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Assegno di mantenimento versato direttamente al figlio maggiorenne | Studio Legale a Palermo, Milano, Napoli e Trapani ACP e Partners
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Cos’è l’obbligo al mantenimento e fino a quando è dovuto?
I genitori – in virtù di quanto previsto dall’art. 30 della Costituzione e dagli artt. 147 e 148 c.c – sono tenuti a mantenere, istruire ed educare i figli tenuto conto delle loro inclinazioni ed aspirazioni e tale obbligo al mantenimento, quantificato in proporzione alle risorse e capacità reddituali dei genitori, non cessa con il raggiungimento della maggiore età del figlio bensì al raggiungimento della indipendenza economica dello stesso.
È possibile versare l’assegno di mantenimento direttamente al figlio maggiorenne piuttosto che al coniuge separato o divorziato?
La questione è sorta poichè numerosi genitori, onerati del mantenimento, hanno iniziato a ritenere che una volta raggiunta la maggiore età del figlio, avessero diritto a a versare l’assegno di mantenimento direttamente allo stesso piiuttosto che all’altro genitore.
La legge non prevede questa possibilità.
Non esiste, infatti, un diritto del genitore obbligato al mantenimento a decidere liberamente al compimento dei diciotto anni del figlio di versare l’assegno di mantenimento direttamente allo stesso, piuttosto che all’ex coniuge.
Tale circostanza è ammissibile solo se lo dispone esclusivamente il Giudice, e solo su richiesta del figlio maggiorenne stesso.
Evoluzione legislativa e giurisprudenziale sul tema
Con l’introduzione dell’art. 155 quinquies c.c (L. 54/2006 c.d. legge sull’affido condiviso), il Legislatore aveva previsto che l’assegno di mantenimento in favore del figlio maggiorenne non economicamente indipendente fosse versato direttamente all’avente diritto.
Nonostante ciò, la giurisprudenza ha sempre interpretato la norma richiedendo che fosse un Giudice a pronunciarsi sulla questione escludendo quindi la possibilità di versare l’assegno di mantenimento direttamente al figlio una volta divenuto maggiorenne.
Sul punto, la Corte di Cassazione si è pronunciata più volte chiarendo che:
– Il Giudice, laddove, sia stato richiesto il versamento diretto al figlio maggiorenne non è tenuto per legge a concederlo; la decisione è sempre affidata alla discrezionalità del Giudice e alla valutazione del caso concreto (Cass. n.20408, 2011);
– La madre può agire personalmente per ottenere il contributo al mantenimento del figlio maggiorenne da parte dell’altro genitore, in quanto vanta un diritto proprio ad essere sostenuta economicamente nel mantenimento del figlio non economicamente indipendente, convivente nella casa coniugale con la madre (Cass. 19607/2011);
– Il Giudice può disporre il versamento diretto del mantenimento al figlio maggiorenne solo su istanza del figlio stesso, (Cass. 25300/2013); il coniuge obbligato al mantenimento non può, quindi, chiedere di versarlo direttamente al figlio.
La querelle è stata definitivamente risolta nel 2014, con l’abrogazione dell’art. 155 quinquies c.c., (con D.lgs. 28.12.2013 n. 154); in tal modo è stato fugato ogni dubbio sulla questione, escludendo la possibilità che il genitore obbligato al mantenimento possa automaticamente, al compimento del diciottesimo anno di età del figlio, iniziare a versare l’assegno direttamente allo stesso.Pertanto attualmente solo il figlio maggiorenne può, ove lo desideri, chiedere al Giudice di disporre il versamento diretto a sé del proprio mantenimento.
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16 Febbraio 2017 at 13:57
dato che deve essere mio figlio, una volta divenuto maggiorenne, a chiedere al giudice di concedergli il versamento diretto della sua parte di assegno, chi deve pagare le spese di questa istanza? Grazie.
20 Febbraio 2017 at 12:06
le spese del procedimento sono a carico di chi lo instaura, salvo successiva condanna alla refusione delle stesse.
Pertanto, se suo figlio presenta autonomamente il ricorso al Tribunale, sarà Lui a doverle anticipare.
Ricordiamo che per tale procedura è sempre richiesta la presenza del legale.
Francesco Carpenteri
Fino al mese scorso, ho versato il mantenimento per mia figlia 16 enne, tramite assegno bancario intestato alla madre dalla quale sono divorziato. Da questo mese, quest’ultima pretende a tutti i costi che lo stesso sia versato mediante bonifico, impedendo, peraltro, che mia figlia venga a ritirarlo. Per tale motivo nonostante l’assegno sia compilato, nonché la mia disponibilità alla consegna, la mia ex pretende, il bonifico, mentre io insisto per l’assegno. Tutto questo è stato oggetto di scambio di corrispondenza e telegrammi. Vi chiedo se sono legittimato ad insistere nel mio intento o meno. Grazie.
23 Marzo 2017 at 13:10
solitamente il mantenimento alla prole viene effettuato tramite bonifico bancario. Ma la legge non vieta che possa essere versato in modi diversi
Tuttavia, considerando che normalmente è il beneficiario ad indicare la modalità di pagamento, le stesse possono essere disattese solo nella ipotesi in cui ostino delle oggettive difficoltà.
Pertanto, potrà continuare a versare il contributo mensile tramite assegno solo se sussitono delle reali ragioni ostative per non utilizzare lo strumento del bonifico bancario.
1 Aprile 2017 at 00:04
quindi il figlio maggiorenne che vuole chiedere l’accredito dell’assegno di mantenimento, direttamente sul suo conto, deve pagare sia l’ avvocato, affinchè avanzi la richiesta al giudice, e sia il procedimento?
ma se il figlio non è economicamente autonomo, come è possibile tutto questo?
e soprattutto, se il figlio vive nell’abitazione coniugale con la madre, c’è modo di impedire alla madre di agire e pretendere i soldi? (visto che la suddetta, non passa gl’alimenti al figlio e ne dispone l’uso a suo piacimento)
3 Aprile 2017 at 18:48
per chi non raggiunge determinati limiti di reddito annuali (Euro 11.500 c.a.) c’è la possibilità di usufruire del patrocinio a spese dello Stato.
Per cui il costo del giudizio sarà carico dell’Erario.
In merito al secondo quesito, l’unico rimedio è il ricorso al Tribunale competente.
7 Aprile 2017 at 15:56
Salve volevo sapere mediamente quali fossero le tempistiche di tale richiesta;ovvero dopo quanto tempo, una volta presentata la richiesta di versamento del mantenimento da parte del figlio maggiormente,il giudice si pronuncia.
i tempi possono variare sensibilmente a seconda di quale sia il Tribunale competente (i Tribunali più grandi sono normalmente più carichi di lavoro), ovvero se vi siano contestazioni da parte di uno – o di entrambi- degli ex coniugi (nel qual caso potrebbe essere necessaria una fase istruttoria).
In base ai diversi eventi del giudizio, comunque, può mediamente trascorrere un tempo che varia tra i tre ed i dodici mesi dalla presentazione del ricorso.
Buonasera, ho letto con attenzione che per avere io direttamente l’assegno di mantenimento da mio padre, devo depositare un ricorso in Tribunale. Anche mia madre deve essere avvisata? grazie
30 Aprile 2017 at 18:17
entrambi i coniugi sono da considerarsi parte necessaria del procedimento.
Pertanto, nel suo caso, il ricorso dovrà essere anche notificato a Sua madre.
Gentile Avvocato, stiamo separandoci con mia moglie e si prospetta un obbligo di mantenimento per i due figli maggiorenni che abbiamo. La mia domanda è la seguente: sussiste un obbligo in capo al genitore di mantenere i figli maggiorenni anche quando questi ultimi ignorano completamente il proprio genitore, non lo salutano nemmeno e se si vedono si girano dalla altra parte? In sintesi, debbo ugualmente mantenerli anche se i miei figli mi ignorano completamente e non vogliono avere alcun tipo di rapporto con me? Esistono precedenti giurisprudenziali? Grazie
3 Maggio 2017 at 12:40
il dovere al mantenimento dei figli è sancito direttamente dal nostro ordinamento (Costituzione e codice civile).
La decadenza da quest’obbligo è riconosciuto dalla giurisprudenza esclusivamente quando il figlio ha raggiunto “l’indipendenza economica ”, oppure quando “è stato posto nelle concrete condizioni per potere essere economicamente autosufficiente, senza averne però tratto utile profitto per sua colpa o per sua (discutibile) scelta”.
Pertanto Lei dovrà necessariamente provvedere al mantenimento dei suoi figli – a nulla valendo le difficoltà intervenute nel vostro rapporto- a meno che non provi che gli stessi siano in grado di provvedere autonomamente alle proprie necessità economiche.
3 Maggio 2017 at 12:07
Nel 2014 esco da una convivenza durata 18 anni. Una figlia di 17 anni. Ne ha compiuti poi 18 lo stesso anno. Svendo la mia parte di casa alla mia ex. Ovviamente la mia ex compagna ha voluto continuare a vivere con mia figlia. Ho pensato ad un accordo economico per il mantenimento di mia figlia, ma la mia ex ha voluto chiedere la consulenza di un avvocato che ha deciso con una scrittura privata quanto avrei dovuto passare a mia figlia in base a dei calcoli che non ho mai preteso di conoscere, il momento non era dei migliori, oltre a contribuire per il 70% alle spese mediche e per l’istruzione, etc… Oltretutto nei 18 anni abbiamo messo da parte dei soldi mensilmente per mia figlia che ora sono su un suo conto corrente.
Nel 2016 nasce la mia seconda figlia da una nuova relazione. Arrivato alla canna del gas, discutendo con la mia ex e con mia figlia, sono riuscito ad ottenere una piccola riduzione economica per il mantenimento.
Ora mi trovo in questa situazione. Non riesco a sostenere tutto insieme, spese universitarie, spese per il nido e il mantenimento di mia figlia insieme ovviamente a tutto il resto, tra mutuo, macchina, etc…
Inoltre e soprattutto quando richiedo la certificazione ISEE per le rate del nido o per le rate dell’università non c’è traccia da nessuna parte di questi soldi che tutti i mesi escono dal mio conto corrente vs quello di mia figlia. Mi viene detto che il motivo è perché non esiste una sentenza sulla separazione e affidamento.
Cosa sto sbagliando? Esiste un modo per regolamentare il tutto? Come dovrei procedere?
10 Maggio 2017 at 19:16
fermo restando l’obbligo di mantenimento del proprio figlio, anche se maggiorenne, (salvo che si dimostri che lo stesso sia economicamente indipendente), per valutare la congruità delle somme versate è necessario ricorrere al Tribunale competente, il quale effettuerà una valutazione sul merito della questione, stabilendo se le eventuali somme corrisposte siano o meno congrue allo stato di fatto in cui Lei si trova.
In ogni caso è sempre possibile valutare le eventuali modifiche intervenute dopo la stipula dell’accordo sottoscritto.
Salve, qualche mese fa il mio avvocato mi ha detto che posso versare l’assegno mensile direttamente a mio figlio ventenne senza alcuna disposizione da parte del giudice; da ciò che scrivete voi basandovi sull’attuale legislazione in materia mi sembra di no, ovvero che occorra un’istanza da parte di mio figlio; forse ci sono novità recenti in materia? come devo comportarmi?
con l’abrogazione dell’art. 155 quinquies c.c. (avvenuta con D.lgs. 28.12.2013 n. 154) è stata esclusa la possibilità che il genitore obbligato al mantenimento possa automaticamente, al compimento del diciottesimo anno di età del figlio, iniziare a versare l’assegno direttamente allo stesso.
Pertanto, attualmente, spetta al figlio maggiorenne, ove lo desideri, chiedere al Giudice di disporre il versamento diretto a sé del proprio mantenimento. Sarà poi il Giudice a doversi pronunciare su tale istanza.
Buongiorno, verso un assegno di mantenimento per mia figlia di 20 anni a suo padre, dato che ha deciso di vivere con lui. Da 2 anni lei però vive a Torino dove frequenta un’università privata. La stanza è gli studi vengono pagati al 50% da noi genitori ma il mio ex marito si trattiene quasi tutto l assegno di mantenimento. Neanche in questo caso posso versarlo a mia figlia direttamente senza che lei ne faccia richiesta? Grazie
10 Febbraio 2020 at 11:29
sfortunatamente la normativa impone che sia sempre il Giudice a disporre il versamento diretto al figlio maggiorenne.
Quanto sopra inoltre è dettato anche a tutela del genitore obbligato al mantenimento, il quale verrebbe “protetto” da eventuali pretese strumentali da parte dell’altro genitore.
17 Giugno 2017 at 20:39
salve sono separato ed ho un figlio maggiorenne che vive all’ estero e lavora con contratto , la mia ex vive in italia e pretende ancora l assegno di mantenimento di mio figlio , mi devo rivolgere ad un giudice per togliere l assegno alla mia ex ?
Buonasera, la legge prevede la possibilità di rivolgersi al Giudice al fine di ottenere modifica o revoca dell’assegno di mantenimento in presenza di determinate condizioni. Nel caso di specie Lei dovrebbe dar prova che suo figlio, divenuto maggiorenne, abbia effettivamente conseguito una propria indipendenza economica, che gli consenta di essere autosufficiente senza l’ausilio dell’assegno di mantenimento. Per fare ciò è necessario rivolgersi al Tribunale Competente con apposito ricorso predisposto da un legale. Sarà poi il Giudice a doversi pronunciare sulla richiesta.
Buongiorno,una mamma senza reddito a cui la figlia a compiuto 18 anni viene quindi tolto l’assegno di mantenimento se lei lo vuole per se? Come fa la madre a sostenere le varie spese di affitto gas luce e alimentare ?
2 Luglio 2017 at 19:38
io e la mia ex compagna, conviventi e non sposati, ci siamo separati anni fa e con una scrittura privata abbiamo concordato, tra le altre cose, l’ammontare del l’assegno di mantenimento del figlio allora minorenne. Oggi, il figlio è maggiorenne e mi chiede di ricevere sul suo conto l’ammontare dovuto. Quali passi sono da fare nel mio caso. Se solo quello della richiesta al sottoscritto, avreste un modello di domanda da far compilare al figlio? Oppure, quale formula o riferimento normativo deve contenere tale richiesta?
15 Luglio 2017 at 16:53
Buonasera, mio marito versa da diversi anni regolarmente l’assegno direttamente alla figlia maggiorenne. Da qualche tempo la madre della ragazza pretende di averne una parte come rimborso delle spese quotidiane (luce, acqua, pulizie etc). Risulta lecita questa richiesta? Considerato anche che la stessa gestione casalinga della madre potrebbe risultare particolarmente dispendiosa e quindi, su quale base fare un conteggio equo eventualmente?
28 Agosto 2017 at 18:25
la richiesta da parte della signora ha una sua ragion d’essere.
Il contributo al mantenimento stabilito in sede giudiziale, infatti, comprende anche il pagamento delle spese c.d. ordinarie.
Pertanto, se la ragazza è ancora convivente con la madre, sembra opportuno che quantomeno una parte delle spese ordinarie sostenute da quest’ultima vengano rimborsate.
20 Luglio 2017 at 13:30
Sono divorziato e volevo sapere se a mio figlio, ormai maggiorenne, dovesse mancare da casa, dove vive con sua madre, per diversi mesi, per ragioni di studio o vacanza, posso dare i soldi del mantenimento che dò alla mia ex moglie, per mantenerlo nel periodo in cui non vive con lei? Mi sembrerebbe illogico darle i soldi quando lui non è in casa e di conseguenza lei non ha nessun tipo di spesa per il suo mantenimento. Grazie
28 Agosto 2017 at 18:26
non direttamente. Serve sempre una pronuncia da parte del Tribunale.
12 Agosto 2017 at 21:47
Salve, da circa un anno il mio ex marito ha deciso di versare il mantenimento direttamente a mia figlia maggiorenne gia’ da due anni. Ha fatto fimare un documento alla stessa dove ella dichiara di essere consenziente a tale soluzione. La mia domanda e’ la seguente: e’ lecito che io chieda parte della somma che il mio ex versa a mia figlia come parte del risarcimento di spese da me sostenute per il semplice fatto che la ragazza vive con me quali , consumo di luce , gas, acqua, rifiuti, internet , ecc ecc ? grazie Giusy
28 Agosto 2017 at 18:29
il contributo al mantenimento stabilito in sede giudiziale comprende anche il pagamento delle spese c.d. ordinarie per il figlio convivente.
Pertanto, se la ragazza ancora convive con Lei, sembra opportuno che quantomeno una parte delle spese ordinarie sostenute Le vengano rimborsate.
Buonasera, a tutt’oggi verso un assegno di mantenimento alla mia ex moglie per mia figlia che non vedo da 15 anni, la ragazza ha ormai 21 anni e da voci che mi sono giunte non vive più nemmeno con sua madre. Oltretutto non lavora e non studia. Sostanzialmente da diversi anni non fa nulla. Fin quando sarò obbligato a corrispondere l’assegno di mantenimento? c’è un modo per porre fine a tutto questo? un investigatore potrebbe essere la soluzione? grazie cordiali saluti
secondo una recente pronuncia della Suprema Corte, l’obbligo al mantenimento per il figlio maggiorenne può cessare qualora venga provato – e l’onere della prova spetta al genitore obbligato – che lo stesso abbia raggiunto l’indipendenza economica, percependo un reddito corrispondente alla professionalità acquisita, ovvero che si sia sottratto volontariamente allo svolgimento di un’attività lavorativa adeguata alle proprie competenze. In ogni caso, comunque, il Giudice dovrà valutare la condotta complessivamente tenuta dal figlio avente diritto.
Pertanto, qualora riesca a dimostrare quanto sopra (anche mediante investigazioni dfifensive), potrebbero esserci gli estremi per proporre richiesta di interruzione della contribuzione al mantenimento.
7 Ottobre 2017 at 18:46
Buongiorno. Mio figlio lavora nella ditta di suA madre. Ha 23 anni e vive con la madre. Sono obbligato a versare sul conto della madre il contributo come quando era minorenne studente? Io vorrei dare dei soldi a lui e poi fare un piano previdenziale. Leggendo Sopra le mie certezze sono svanite. Grazie.
6 Dicembre 2017 at 13:03
per versare direttamente il mantenimento a Suo figlio, è necessario che quest’ultimo proponga un ricorso al Tribunale che ha disposto la separazione o il divorzio (il ricorso può essere firmato solo dal Figlio beneficiario o dal genitore non obbligato. Non invece dal genitore che versa mantenimento).
Dopodiché sarà il Giudice a valutare la congruità della richiesta, eventualmente modulandola sulle necessità concrete della famiglia.
19 Ottobre 2017 at 15:54
Buongiorno, mia figlia ha 26 anni e vive ancora in casa con la madre, dalla maggiore età sino ad oggi ha sempre lavorato, un po’ in nero, un po’ part time ed anche in parte in regola. Ha una quota di partecipazione sulla società della madre (Una agenzia immobiliare indipendente). Attualmente lavora in asilo dove è dichiarata per la metà delle ore che effettivamente lavora. Vi è un preaccordo verbale tra di noi, circa la cessazione del versamento dell’assegno di mantenimento che mensilmente pago, nel momento avessi avuto la necessità di farlo. Nella fattispecie mia moglie ha perso il lavoro.
La domanda è la seguente, se questo accordo dovesse andare in porto, la scrittura privata può essere stipulata tra me e la ragazza o deve comunque comparire nell’attto la madre?
16 Novembre 2017 at 19:14
Il padre dei miei figli ha deciso per conto suo, appena i figli sono diventati maggiorenne
ha versato la somma a loro,senza avviso o notifica e sopratutto costringendoli ai figli al possesso del cc loro!!lui non partecipa neanche nelle spese extra libri ,abbonamento ecc E pure vivono con me!! a chi mi devo rivolgere? grazie
5 Dicembre 2017 at 15:09
Buongiorno,mia figlia di ventuno anni adesso vive con me, l’assegno per il suo mantenimento lo mandavo a sua madre.Ma ora a chi lo devo dare?La madre vive in Sicilia e io milano.l’assegno era solo per mia figlia,alla madre non davo nulla, grazie.
per versare direttamente il mantenimento a Suo figlia, è necessario che quest’ultima proponga un ricorso al Tribunale che ha disposto la separazione o il divorzio (il ricorso può essere firmato solo dal Figlio beneficiario o dal genitore non obbligato. Non invece dal genitore che versa mantenimento).
6 Dicembre 2017 at 16:33
Grazie per la risposta,ma se mia figlia adesso vive con me,se non fà ricorso a chi lo devo versare ,sempre alla madre?
Sì, in tal caso rimarrebbero invariate le condizioni stabilite.
Coridali saluti e tanti auguri
Salve, volevo chiederle se è possibile che io (figlio ventunenne di genitori separati) possa andare a vivere da solo per avvicinarmi all’università pur mantenendo gli assegni di mantenimento.
Inoltre mio padre ha aumentato il proprio reddito e mi chiedevo se per caso possa chiedere un aumento degli assegni di mantenimento visto il bisogno di andare a vivere da solo; con 300€ non riuscirei mai a sostentarmi tra affitto e spese mensili…la ringrazio
3 Gennaio 2018 at 17:19
lo scopo del contributo al mantenimento è tra l’altro quello di permettere ai figli l’effettivo conseguimento di un livello di competenza professionale e tecnica tale da renderli autosufficienti.
Pertanto, il diritto al mantenimento non viene meno se il figlio si trasferisce altrove, purchè si adoperi per ottenere (anche attraverso gli studio universitari) una propia indipendenza economica.
Per quanto riguarda l’aumento del mantenimento, questo è possibile solo ove si provi che sono cambiate le condizioni sussistenti al momento in cui lo stesso è stato disposto.
2 Gennaio 2018 at 16:24
Buona sera, ma quindi l’istanza consiste in un ricorso al tribunale o piuttosto deve essere chiesta una modifica delle condizioni di divorzio?
3 Gennaio 2018 at 17:20
si tratta di un ricorso al Tribunale per modifica della condizioni di separazione/divorzio.
1 Febbraio 2018 at 11:56
Buonasera, la figlia minore dove deve materialmente presentare l’istanza per richiedere il mantenimento diretto da parte del padre?? noi genitori non abbiamo divorziato ma era una convivenza dalla quale è nata la ragazza….
28 Febbraio 2018 at 08:45
Salve,sono un padre di una ragazzina di 16 anni. Con la mamma della stessa non siamo mai stati sposati ne’ abbiamo mai convissuto. Come stabilito dal giudice nel 2008 ,Verso regolarmente l’assegno mensile ,più,in caso di necessità,la totalità delle spese mediche e il 50% delle spese straordinarie ( scuola sport…) vorrei sapere se sono obbligato a versare ancora alla madre di mia figlia il suddetto “mensile” anche quando la ragazza sarà maggiorenne … oppure potrò accordarmi con lei per il suo mantenimento. (non parlo naturalmente delle spese mediche e di quelle inerenti a futura università o quant’Altro perché va da se che dovrò sostenerle ancora!) grazie per l’aTtenzione.
una volta che la ragazza sarà diventata maggiorenne, la stessa potrà rivolgere una richiesta al Giudice affinchè il mantenimento venga versato direttamente a lei e non alla genitrice affidataria.
28 Febbraio 2018 at 08:49
Scusate ancora aggiungo che la madre della ragazza è un manager di un importante marchio di alta moda americano quindi ha un ottimo stipendio… forse anche più del mio che sono un medico libero professionista. Grazie ancora e scusate per questa appendice.
Lovison Maria
IlIn seguito alla separazione il mio ex marito versa il mantenimento per me è per due dei miei figli.Poco dopo la separazio un altro figlio è tornato dall’estero dov’era stato a lavorare e si è iscritto all’ università.Questo figlio studia fuori sede e torna da me nel week Ende e nel periodo estivo.Sono tenuta a versare metà delle tasse universitarie che il mio ex paga per lui?
leggo sul vostro sito che deve essere il figlio maggiorenne a richiedere espressamente il versamento diretto dell’assegno di mantenimento a sè. Ciò è vero anche se nell’atto di separazione consensuale e nella successiva sentenza di divorzio è stato già previsto che al compimento dei 18 anni di età l’assegno fosse versato direttamente al figlio?
la questione è complessa, poichè dal 2014 non è più previsto il versamento diretto al figlio maggiorenne al compimento della maggiore età, ma è sempre richiesta una valutazione ulteriore da parte del Giudice.
Per tale motivo è sempre meglio rivolgersi al Tribunale per ottenere la conferma del provvedimento.
Se invece decide di procedere direttamente al versamento nei confronti del figlio maggiorenne, ritengo comunque che il Giudice possa essere interpellato dal genitore affidatario per una valutazione del caso concreto.
E’ possibile inserire nell’accordo di divorzio una clausola che preveda al compimento del 18mo anno di età del figlio il versamento dell’assegno di mantenimento direttamente allo stesso?
Se i coniugi lo sottoscrivono può essere ritenuto valido oppure serve necessariamente la procedura già esposta in precedenza, con istanza del figlio?
L’obbiettivo del versamento diretto sarebbe anche quello di responsabilizzare il figlio alla gestione del denaro e renderlo cosciente di quanto partecipano entrambi i genitori al proprio mantenimento.
Il figlio potrebbe poi riversare autonomamente alla madre la quota che ritengono più opportuna per contribuire alle spese di casa.
la madre attualmente vive con il figlio 15enne nella casa coniugale (di proprietà del padre) la stessa è autosufficiente, se pure con reddito dichiarato inferiore all’ex coniuge, ed incassa mensilmente 600 euro per il figlio + il 50% delle spese (acqua/gas/luce/riscald.)
Per tale motivo, una clausola di versamento diretto inserita nelle condizioni di separazione -che comunque dovrebbe essere accolta dal Giudice- non escuderebbe un successivo intervento dal parte del Tribunale.
10 Aprile 2018 at 19:26
Buonasera,mi scusi la domanda.Ma se io,padre separato verso l’assegno di mantenimento a mia figlia direttamente,la madre poi mi può denunciare?.Non abbiamo cambiato la sentenza dal giudice,ma lo ha voluto mia figlia.Grazie per l’eventuale risposta.
23 Maggio 2018 at 16:57
Sono una ragazza di vent’anni. Volevo chiedere un informazione.
In poche parole, i miei genitori si sono separati l’anno scorso, mio padre, un tempo disoccupato ha dichiarato uno stipendio minimo, per cui il mio mantenimento fino ad oggi è di 250, da dividere con mia madre. Ad oggi mio padre lavora all’estero e guadagna il suo signor stipendio, mia madre lavora a contratti, ed io vado avanti con 150 euro, anche grazie all’aiuto dei miei nonni… A breve avrò l’udienza per ripristinare il mio mantenimento perchè mia mamma una volta che sta lavorando ha rifiutato.. Ora a me sorge una domanda:
POSSO FAR METTERE IL MIO MANTENIMENTO NEL CONTO BANCARIO INTESTATO A ME PERSONALMENTE?
MIA MADRE PUO’ USUFRUIRE DEL MIO MANTENIMENTO A SUO PIACERE?
E’ OBBLIGO CHE IL MANTENIMENTO ARRIVA A NOME DI MIA MADRE (STO NELLA STESSA CASA CON LEI)?
4 Luglio 2018 at 19:19
può richiedere che il mantenimento venga versato direttamente a lei,anche sul suo conto, poi sarà il Giudice a valutare nel caso concreto se il versamento in tali termini sia idoneo o meno. Sua madre può usufruire del mantenimento disposto nei suoi confronti, ad esempio, nel caso in cui debba affrontare spese di gestione quotidiana di cui anche Lei usufruisce.
Pierpailo
20 Settembre 2018 at 22:36
Buongiorno…verso da anni come previstoo dalla sentenza di divorzio assegno manteninento figlio alla madre con la quale ha sempre convissuto. Da qualche settimana il figlio ormai ventenne ha interrotto ogni rapporto con la madre, vive con me, ma a breve andrà a vivere da solo (sto x affittare un appartamento). Mi domando se mio figlio deve comunque fare ricorso al giudice x avere direttamente l’assegno, e se è così, nel frattempo ( a Milano mi dicono ci vogliano più di 6 mesi) io devo pagare ancora la madre (che non ha più alcun ruolo e spesa) di fatto avendo un doppio esborso (ovviamente mi sto già facendo carico di tutte le spese).
1 Luglio 2018 at 18:52
Buona sera, il mio compagno e sparato da tanti anni, la figlia , adesso maggiorenne lavora e non vive più con la madre. Quest’ultima a chiuso il conto dove il mio compagno versava il mantenimento e vuole che il mantenimento sia versato sul conto della figlia. Si può fare una carta semplice in qui la madre chiede il versamento del mantenimento direttamente alla figlia senza passare dal giudice ? Se la figlia lavora il padre cosa deve fare per non avere più l’obbligo del mantenimento ? La ringrazio anticipatamente.
Leggendo le richieste sopra mi è venuta in mente una domanda. Cristiano, per esempio, diceva che vorrebbe avvicininarsi all’università e avrebbe bisogno dei 300€ che riceve dal padre per pagarsi le spese ma che sono pochi.
In effetti per mantenersi sono nulla.
Quindi, visto che non vive più con la mamma, potrebbe chiedere un adeguamento al padre per se anche i soldi che la madre non spende più per mantenerlo a casa?
23 Luglio 2018 at 10:59
Buongiorno, ho una figlia che ha appena compiuto 18 anni. Lei vive con la madre. Io e sua madre non siamo mai stati sposati ne abbiamo mai convissuto. Anche con mia figlia non ho mai convissuto, avendo appreso della sua esistenza solo pochi anni fa. Dopo il formale riconoscimento con test del dna, corrispondo alla madre un assegno mensile per il mantenimento della ragazza. Ora vorrei corrispondere questo denaro direttamente a mia figlia, tramite bonifico su un suo conto. È possibile, tenuto conto della particolare situazione descritta?
28 Agosto 2018 at 19:32
Buona sera, sono una ragazza maggiorenne con due genitori separati e quindi con un mantenimento di 200 euro da parte di mio padre. Il problema è che avendo chiesto 50 euro a mia madre dei soldi del mantenimento di mio padre lei ha rifiutato di darmeli e piuttosto che darli a me ci sta uscendo a cena fuori lei. Volevo sapere se c’è qualcosa che posso fare? grazie mille
30 Settembre 2018 at 19:49
può presentare un ricorso al Tribunale che ha emesso la sentenza di divorzio/separazione per chiedere che il mantenimento venga versato direttamente a Lei.
Il Giudice dovrà poi valutare se effettivamente sussistono i presupposti per disporre la modifica a Suo favore.
11 Ottobre 2018 at 01:02
Mio padre è obbligato a versare una somma di denaro a mia madre per il mio mantenimento
Io adesso vivo in un altra residenQ, vivo da solo..
Volevo sapere questa somma di denaro che mio padre versa a mia madre, mia madre poi è obbligata a versarlo a me (che vivo da solo in residenza diversa?)
O deve essere sempre un giudice a stabilire che mia madre o mio padre devono versali direttamente a me?
Cioè in questo caso, mia madre si tiene il mantenimento che spessa a me ed io abito da solo, mio padre per adesso mi da un piccolo contributo..
è sempre il Tribunale a dover disporre il versamento diretto al figlio maggiorenne.
Per cui, rispondendo alla Sua domanda, dovrà presentare un ricorso presso il Tribunale che ha emesso il provvedimento di separazione/divorzio, chiedendo che il mantenimento venga versato direttamente a Lei e non più a Sua madre.
Buonasera.Le chiedo se mia figlia maggiorenne, invece che vivere a casa con mia moglie dove non ha spese, volesse andare a vivere da sola ha diritto a piu soldi di mantenimento che già le verso ?La sua università è vicino alla casa di sua madre.Grazie per una eventuale risposta.
13 Novembre 2018 at 18:13
tuto dipende dalle valutazioni fatte in sede di accordi per il mantenimento.Starà eventualmente al Giudice stabilire se l’importo versato va modificato, dietro richiesta della diretta interessata.
3 Novembre 2018 at 04:07
Sono madre di un ragazzo quasi ventenne che ha deciso di frequentare l università
Per farlo è obbligato ad abitare in affitto a Torino il cui costo è 250 euro mensili più spese. Inoltre viene a casa i fine settimana con relative spese di trasporto.
Ricevo dal padre 400 euro come contributo al mantenimento. Le spese straordinarie sn in capo a me x 1 terzo e 2 terzi a lui.
Il mio ex marito vorrebbe io dessi al ragazzo i 400 suoi più 200 miei x mantenersi. E le spese universitarie divise un terzo due terzi.
Ma il figlio abita con me tutti i fine settimana e le vacanze o ponti.
A me nn sembra equo.
La legge cosa può dirmi in merito.
13 Novembre 2018 at 18:35
la valutazione è complessa perchè il mantenimento tiene conto delle spese che Lei deve sostenere per il sostentamento di Suo figlio. Chiaramente se il ragazzo vive da solo e rimane con lei solo per il fine settimana è prevedibile una rimodulazione del contributo al mantenimento, tenendo conto delle nuove esigenze.
In ogni caso, tale valutazione spetterà al magistrato che prenderà in considerazione le mutate condizioni.
Buonsaera,
mio marito ha 3 figli maggiorenni dal primo matrimonio.
Loro vogliono che il loro padre li manda soldi direttamente al conto corrente di cui sono i proprietari.
La mi a domanda è: ognuno di loro deve presentare un ricorso al Tribunale separatamente o posso fare un ricorso unico..?
13 Novembre 2018 at 18:40
bisognerebbe valutare il contenuto del provvedimento che ha disposto il mantenimento. In linea di massima, tuttavia, è possibile depositare un ricorso unico.
17 Gennaio 2019 at 15:50
sono divorziato da 19 anni, con un figlio di 20 anni.
Volevo sapere, fin quanto devo versare il mantenimento a mio figlio che sono 19 anni che non lo vedo, tuttavia, non ha mai avuto interessi di avvicinarsi (fino allo scorso anno l’ho seguito da lontano). E’ stato più volte respinto durante gli anni scolastici ed ora ha poca stima nel trovarsi un impiego lavorativo. Da precisare che il mio non è un fattore economico, ma per dare una spinta al ragazzo per un suo futuro.-
22 Gennaio 2019 at 10:52
Sul punto la Corte di Cassazione ha sostanzialmente affermato che l’obbligo al mantenimento per il figlio maggiorenne può cessare qualora venga provato – e l’onere della prova spetta al genitore obbligato – che lo stesso abbia raggiunto l’indipendenza economica, percependo un reddito corrispondente alla professionalità acquisita, ovvero che si sia sottratto volontariamente allo svolgimento di un’attività lavorativa adeguata alle proprie competenze. In ogni caso, comunque, il Giudice dovrà valutare la condotta complessivamente tenuta dal figlio avente diritto.
In conclusione spetterà quindi al Giudice valutare la condotta del ragazzo per stabilire se il contributo al mantenimento sia deguato a meno.
Letizia Guasconi
Mio marito vuole iniziare a versare l’assegno di mantenimento direttamente sul c/c di mia figlia diventata maggiorenne e consenziente. Ho preteso che dei 400 euro ne versi 300 a lei e 100 continui a versarli a me, perché il tenore di vita che ho mantenuto dalla separazione (divorzio già avvenuto) a oggi comprende spese di mutuo, utenze, internet, sky, che ho avviato anche per lei e che in parte non spariscono nemmeno quando mia figlia andrà all’università all’estero da settembre. Da settembre però mio marito pretende di versare l’intero importo a lei oltre al quale dovrò aggiungere io stessa una mia parte. Posso pretendere di ricevere sempre una parte di soldi? E inoltre basta una scrittura privata firmata da tutti e tre?
1 Aprile 2019 at 11:09
per procedere alla modifica delle condizioni di divorzio o separazione non è sufficiente una scrittura privata sottoscritta tra le parti, ma è necessario rivolgere un’istanza, anche congiunta, al Tribunale che ha emesso il provvedimento, ovvero procedere con la nuova formula della negoziazione assistita.
Per quanto riguarda gl importi, la valutazione è complessa perchè il mantenimento tiene conto delle spese che Lei deve allo stato sostenere per il sostentamento di Sua figlia. Chiaramente se la ragazza va a vivere da sola è prevedibile una rimodulazione del contributo al mantenimento in favore della stessa.
Tali valutazioni spetteranno comunque al Giudice, ovvero al Pm in caso di acordo raggiunto in sede di negoziazione assistita, tenendo conto delle peculiarità del caso specifico.
19 Novembre 2019 at 06:54
Buongiorno,leggo purtroppo solo adesso l’ obbligo di versare il mantenimento del figlio alla madre e non a lui.Io ormai da circa cinque anni lo verso regolarmente sul c.c. di mio figlio in quanto la mia ex moglie ha chiuso il vecchio c.c. e comunicandomi dell’apertura del c.c. a nome di mio figlio mi chiedeva di versare il mantenimento direttamente sul suo c.c. .Cosa sto rischiando? Grazie
7 Marzo 2020 at 10:10
Buongiorno, sono separato da circa un anno con separazione assistita. La mia ex coniuge si è impegnata a versare la somma di €500,00. Ho in affidamento due figli di cui uno minorenne, purtroppo la signora sin dal primo mese ha versato delle somme a suo piacimento sul bancoposta di mio figlio maggiorenne, asserendo che questi sono accordi tra lei e i suoi figli.
Categoricamente si rifiuta di versare la somma dovuta sul mio c/c bancario.
Potrebbe darmi chiarimenti in merito?
dipende da cosa è inserito nella convenzione di negoziazione assistita e nei relativi accordi.
In caso di mancato rispetto degli stessi è possibile rivolgersi al Tribunale per chiederne l’esecuzione coatta.
giovannastella
13 Maggio 2020 at 17:17
Buongiorno Avvocato , sono stella divorziata , disoccupata ho 55 anni ( non usufruisco piu’ ne’ piu di naspi ne’ di reddito di cittadinanza)ed ho figlia di 23 anni che si e’ appena Laureate e svolge una mansione di volontariato per la quale percepisce 400€ mensili. Separata dal 2004 e poi divorziata ho sempre percepito un ‘assegno di mantenimento partito da 420€ e poi con l’adeguamento istat arrivato a 470€. Dal mese scorso il padre di mia figlia ha deciso di non passarmi piu’ niente. Lui comunque sta’ lavorando ,a io purtroppo non percepisco niente.
Posso avere una sua consulenza? Grazie e cordiali saluti
non ho capito se l’assegno di mantenimento è stato previsto per Lei o per Sua figlia ancora minorenne.
In ogni caso, il suo ex marito non può autonomamente decidere di interrompere il versamento del contributo al mantenimento. Soltanto il Tribunale può intervenire in tal senso a seguito di un ricorso per la modifica delle condizioni di separazione o divorzio.