Source: http://paperzz.com/doc/5344597/cap.-4---il-settore-ferroviario---mobilit%C3%A0---regione-emilia
Timestamp: 2016-12-10 01:19:30+00:00
Document Index: 48334054

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 119', 'art. 8', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 16', 'art. 23', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 60', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 58']

Cap. 4 - Il settore ferroviario - Mobilità - Regione Emilia
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4 Monitoraggio del settore
Nel 2012 l’incremento dei servizi che ha caratterizzato le scelte regionali soprattutto nel triennio
2008-2010, ha dovuto fare i conti, come lo scorso anno, con un taglio consistente dei finanziamenti
di provenienza nazionale. Il rilevante impegno finanziario della Regione per cercare di
compensare, con risorse proprie, il drastico calo dei trasferimenti non ha potuto evitare il
consolidamento della riduzione dei servizi ferroviari offerti, anche se contenuta, avviata nel 2011.
La riduzione ha comunque riguardato relazioni a minore domanda e non ha intaccato
quantitativamente il loro complessivo ammontare poich&eacute; i treni sono stati sostituiti con autobus, in
quantit&agrave; tale da corrispondere, come posti offerti, al numero di utenti presenti sui treni soppressi.
Nel precedente trend di crescita, iniziato nel 2008 con l’aggiudicazione dei servizi mediante gara
europea a rilevanza pubblica, l’offerta &egrave; passata da circa 16.700.000 a 18.700.000 t*km (pi&ugrave; di
400.000 nel 2009 e ulteriori 1.600.000 circa nel 2010). Il corrispettivo contrattuale da 98.400.000 &egrave;
incrementato di 19.440.000 euro, attestandosi in due anni a 117.800.000. Uno sforzo finanziario
indubbiamente rilevante da parte della Regione.
Nel 2011, la riduzione ha portato i servizi a circa 18.200.000 treni*km, con un calo quindi di circa
500.000 treni*km, a fronte di un corrispettivo diminuito di circa 3.300.000 di euro (attestatosi a
114.500.000), dei quali 1.800.000 prevalentemente a copertura dei servizi sostitutivi “su gomma”.
Nel 2012 l’ammontare complessivo dei servizi si &egrave; consolidato su tali valori programmati: circa
18.200.000 treni*km, integrati da circa 1.200.000 bus*km, in gran parte sostitutivi di servizi
ferroviari soppressi, per un corrispettivo, confermato, di circa 114.500.000 euro (a cui vanno
aggiunti circa 2.400.000 euro per il riconoscimento delle dinamiche inflattive previste
Nel 2013 l’ulteriore razionalizzazione dell'offerta, spostando treni*km su relazioni a domanda forte
e trasferendo servizi dal “ferro” alla “gomma” in relazioni ferroviarie a domanda contenuta, hanno
portato a una limitata contrazione dei servizi ferroviari, passati a circa 18.100.000 treni*km,
integrati da circa 1.300.000 bus*km, per un corrispettivo di circa 114.500.000 euro.
Era inevitabile aspettarsi, anche nel 2013, una stagnazione della crescita dei passeggeri, che
ha comunque mantenuto livelli sostanzialmente allineati a quelli gi&agrave; raggiunti nel 2010 (circa
41.000.000), consolidatisi nel 2011 e leggermente incrementati, soprattutto sulle linee della rete
regionale, nel 2012 e nel 2013, nonostante il permanere della crisi economica che ha
indubbiamente concorso a mettere in sofferenza l’intero settore.
A questi valori vanno aggiunti quelli riferiti ai passeggeri che continuano a utilizzare i treni della
“lunga percorrenza” usufruendo del titolo di viaggio denominato “Mi Muovo Tutto Treno”, frutto di
un Accordo rinnovato dalla Regione con la Direzione di “Trenitalia passeggeri”, che ha loro
consentito l’accesso ai servizi della “lunga percorrenza” a condizioni particolarmente vantaggiose,
aggregando pertanto questi treni all’offerta complessiva del trasporto regionale.
Dopo un triennio di crescita dell’offerta, che nelle intenzioni della Regione Emilia-Romagna doveva
proseguire negli anni successivi, si &egrave; determinata nel 2011 una battuta d’arresto che si &egrave;
consolidata nel 2012 e nel 2013. Difficile &egrave; al momento dire, quando e se si concretizzeranno le
condizioni per il pieno rilancio del settore, considerando anche che l’istituzione del Fondo unico
nazionale (ferro+gomma) per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico,
previsto dall’art. 16 bis del D.L. 95/12, e i nuovi criteri per il suo riparto tra le Regioni, rendono
incerto il mantenimento delle risorse assegnate, pur gi&agrave; ridotte rispetto agli anni precedenti.
CAPITOLO 4 – IL SETTORE FERROVIARIO
Particolarmente delicata si presenta la situazione per la nostra Regione. Il Contratto di Servizio
triennale con il Consorzio Trasporti Integrati/CTI, rinnovato di un altro anno, scaduto il 30/6/2012 e
con prosecuzione richiesta al Consorzio, attuale esercente, per altri tre anni, ha imposto l’avvio
delle procedure per una nuova gara d’appalto per l’affidamento dei servizi, pur a fronte di
assegnazioni finanziarie incerte negli anni a venire.
Si pongono pertanto esigenze essenziali, legate alle garanzie di carattere finanziario,
necessariamente proiettate alla durata del nuovo contratto. Garanzie fortemente minate dalle
incertezze appena evidenziate e da altri elementi della stessa natura che non hanno ancora
trovato una chiara risoluzione. Tra questi, il definito e sostanziale superamento del criterio “storico”
per il riparto dei fondi tra le Regioni, ancora in gran parte condizionante, stabilito prima del
trasferimento delle competenze dallo Stato alle Regioni, che la Regione Emilia-Romagna ha
sempre contestato poich&eacute; particolarmente penalizzante per l’Emilia-Romagna, non tenendo
adeguatamente conto di criteri di premialit&agrave; che valorizzino le azioni delle Regioni pi&ugrave; virtuose per
il miglioramento, l’efficientamento e la razionalizzazione dei servizi, intraprese anche negli anni
Sono inoltre tuttora attesi i Decreti che dovranno dare attuazione alla L. 42/09 relativa alla “Delega
al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’art. 119 della Costituzione”, con
riguardo al TPL e all’offerta sul territorio di un “livello adeguato” di servizi, individua espressamente
tra i principi e i criteri direttivi (art. 8, c. 1, lett. c) un sistema di determinazione di costi e fabbisogni
basati sul concetto di “costo standard”.
Nell’attuale contesto infrastrutturale di rete, il posizionamento della maggiore offerta di servizi
regionali risente di limitazioni e condizionamenti ancora presenti nel completamento dei lavori
dell’AV nel nodo di Bologna, che ha sottratto ben cinque binari alla stazione, anche se arricchito
dall’apertura delle tratte dell’AV tra Milano e Bologna (nel dicembre 2008), tra Bologna e Firenze
(nel dicembre 2009) e dall’apertura della nuova stazione dell’AV.
Il sistema &egrave; stato ulteriormente appesantito da un forte e progressivo incremento negli anni dei
servizi dell’AV sulle principali direttrici che convergono sul nodo e che non utilizzano la
stazione sotterranea (sempre cresciuti dal 2009, al 2013, nonostante i menzionati ritardi) che
hanno finito per confliggere, in numerose situazioni, con i servizi regionali, imponendo spesso
modiche di orari, con slittamenti e allungamenti di percorrenza.
Tali interferenze continueranno a permanere sulle relazioni Venezia-Ferrara-Bologna C.le-San
Ruffillo e Bologna-Rimini a fronte dell’inserimento di nuovi treni dell’AV, anche su linee ad essi non
dedicate. La convivenza, sugli stessi binari, degli incrementi intervenuti, legati a detti servizi
continuer&agrave; a condizionare il raggiungimento di un’offerta regolare e cadenzata, dei treni di
competenza della Regione Emilia-Romagna per le diverse prestazioni che li caratterizzano.
Resta sempre forte l’esigenza di incrementare i servizi, dove la domanda &egrave; pi&ugrave; forte, e di
razionalizzare quei collegamenti che hanno dimostrato maggiore fragilit&agrave;, riprogettando l’offerta
secondo schemi cadenzati e coordinati con i servizi, anche sulle dorsali di confluenza.
Per ampliare l’offerta di servizi ai propri abbonati, la Regione anche nel 2013 ha rinnovato
l’Accordo con Trenitalia per consentire ai propri principali utenti, anche residenti nel proprio
territorio, la possibilit&agrave; di accedere ai servizi della “lunga percorrenza” a condizioni
particolarmente vantaggiose, affiancando quindi treni non di propria competenza a quelli del
trasporto di competenza regionale. L’iniziativa si &egrave; affiancata a quella che fa capo al sistema
integrato denominato “Mi Muovo” e “Mi Muovo studenti” e, recentemente, “Mi Muovo Mese”
dandogli la denominazione di “Mi Muovo Tutto Treno”.
La Regione Emilia-Romagna, come gi&agrave; rilevato, ha affidato nel 2008 i servizi ferroviari di
propria competenza mediante gara ad evidenza pubblica, trovandosi ad essere una delle
poche Regioni ancora con un Contratto non definito in accordo diretto con l’impresa di trasporto, e
l’unica ad avere messo in gioco l’intera sua offerta.
Nel 2013 ha avviato le procedure per una nuova gara di affidamento dei servizi. Le modifiche
introdotte dalla L.R. 20/11 alla L.R. 30/90, hanno recepito le prescrizioni di durata massima dei
Contratti di Servizio previsti dal Regolamento (CE) n. 1370 del 2007, portandoli a un periodo fisso
di quindicennale con possibilit&agrave; di proroga di tale periodo in proporzione del 50% al verificarsi delle
condizioni previste dallo stesso Regolamento. Tale modifica &egrave; stata finalizzata a favorire
investimenti a lungo termine consentendo segnatamente tempi adeguati di ammortamento per
l’acquisto, da parte dell'impresa entrante di nuovo materiale rotabile.
Le procedure preliminari per l'avvio della nuova gara nel 2013 hanno portato a due atti rilevanti:
&sect; la definizione da parte della Giunta regionale di precisi indirizzi e vincoli cui le specifiche
della gara stessa avrebbero dovuto attenersi in particole riguardo: ai contenuti del bando, ai
corrispettivi da riconoscere all'impresa ferroviaria vincitrice, ai contenuti del Contratto di servizio
e della relativa “specifica contrattuale”, ai servizi e al programma di esercizio di riferimento e alla
sua evoluzione nel tempo, all'uso del materiale rotabile di propriet&agrave; regionale e/o acquistato con
risorse pubbliche, alla fornitura di nuovo materiale rotabile da parte dell'impresa ferroviaria
&sect; la sottoscrizione con RFI SpA, gestore della Rete ferroviaria Nazionale, di uno specifico
“Accordo Quadro”, come previsto dal D.Lgs. 188/03, per la definizione della capacit&agrave; di
infrastruttura ferroviaria attraverso la quale garantire e dare la concreta disponibilit&agrave; delle
“tracce” per lo svolgimento dei servizi messi a gara, con particolare riferimento ai seguenti
parametri caratteristici: tipologia dei servizi di trasporto; caratteristiche dei collegamenti
(relazioni, origine/destinazione, fermate); caratteristiche dei treni (trazione, velocit&agrave;, massa,
lunghezza); numero di tracce per fascia oraria distintamente per relazioni e per frequenze;
volumi complessivi per ciascun orario di servizio compreso nel periodo di validit&agrave; dell’Accordo
(espressi in tr*km); valore economico della capacit&agrave; (pedaggio) per ciascun orario di servizio
compreso nel periodo di validit&agrave; dell’Accordo stesso;
&sect; l'Accordo contiene quindi (in allegato) la rappresentazione schematiche della riprogettazione dei
servizi che, in prospettiva e compatibilmente con le risorse che si renderanno disponibili, la
Regione intende offrire ai suoi utenti, il cui grafico &egrave; richiamato pi&ugrave; avanti nel presente testo.
Nel corso del 2012, come previsto dalla L.R. 30/98 nella sua versione pi&ugrave; aggiornata, la FER si &egrave;
sostituta alla Regione nel ruolo di stazione appaltante dei servizi di competenza regionale. Gli uffici
regionali hanno comunque mantenuto funzioni di controllo e di “alta sorveglianza”. Hanno altres&igrave;
mantenuto attribuzioni piene in merito alla programmazione dei servizi e alla puntuale rilevazione
delle stazioni/fermate della rete regionale, anche a fronte del nuovo Contratto di programma tra
Regione e FER Srl per la gestione della rete ferroviaria regionale.
Per perseguire gli obiettivi di miglioramento qualitativo prosegue l’impegnativo programma di
investimenti per rinnovare il parco rotabile e per potenziare e ammodernare la Rete
Buona parte dei finanziamenti soprattutto rivolti a incrementare e rinnovare il parco rotabile
regionale, derivano da quota parte dei fondi previsti dall’Accordo di Programma sottoscritto il 18
dicembre del 2002 dalla Regione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il
potenziamento e l’ammodernamento della Rete Regionale, in seguito al trasferimento delle
competenze sulle reti regionali dallo Stato alla Regione e da finanziamenti FSC (Fondi per lo
Sviluppo e la Coesione).
Il piano di investimenti complessivo definito dall’Accordo di Programma con il Ministero prevede
una spesa di circa 188 milioni di euro, dei quali circa il 50% per la fornitura di nuovi treni.
Ulteriori risorse si sono liberate, portando l’assegnazione complessiva a pi&ugrave; di 250 milioni di euro,
in relazione ad economie intervenute sullo stesso piano di investimenti.
Per la loro utilizzazioni sono stati necessari specifici Accordi Integrativi con il competente Ministero
e l’estensione degli attuali Contratti di Programma con la Ferrovie Emilia Romagna/FER Srl, a cui
la Regione ha affidato, nella sua veste di concessionaria regionale, l’attuazione diretta degli
Sono entrate in esercizio negli ultimi anni, con il concorso di altri fondi di provenienza regionale, 28
nuove carrozze a doppio piano, trainate da 10 nuovi locomotori elettrici, e 12 automotrici a tre
casse. Nel 2013 sono entrare in servizio 12 nuove elettromotrici a cinque casse, in gran parte
finanziate con i fondi FSC, che hanno completato il piano di rinnovo, che ci si era prefissati di
raggiungere, del pi&ugrave; vetusto parco rotabile regionale.
Gli investimenti prioritari per il rinnovo del parco rotabile regionale sono parte di un “piano
straordinario” al quale fanno capo altri interventi per potenziare e incrementarne i requisiti di
sicurezza della Rete Regionale.
Il “Piano straordinario” di investimenti per potenziare e ammodernare le linee regionali e
rinnovare il parco ammonta complessivamente a pi&ugrave; di 400 milioni di euro, suddivisi in misura
circa paritaria tra materiale rotabile e interventi infrastrutturali.
I principali interventi infrastrutturali riguardano l’armamento ferroviario, l’elettrificazione di
alcune linee, il miglioramento dell’accessibilit&agrave; e delle condizioni funzionali di interconnessione in
alcune stazioni, l’eliminazione di passaggi a livello e il miglioramento delle condizioni di sicurezza
dell’esercizio ferroviario.
Riguardo alla sicurezza - oggetto di particolare attenzione - sono segnatamente gi&agrave; stati realizzati
o sono in programma, il posizionamento di nuovi apparati centrali in alcune stazioni, il
miglioramento del segnalamento, l’introduzione di specifiche tecnologie sviluppate recentemente
(sottosistemi per il controllo e la gestione della condotta e della marcia dei treni) e la realizzazione
di un unico apparato centrale per il governo unitario dell’intera Rete Regionale.
Le risorse assegnate non sono sufficienti per coprire i fabbisogni complessivi richiesti per
portare la Rete Regionale, che storicamente si &egrave; sviluppata in maniera disomogenea poich&eacute;
affidata a gestori diversi, a standard uniformi e tecnologicamente evoluti. Sono inoltre venuti a
mancare importanti investimenti che il Ministero dei Trasporti ha assegnato con cadenza quasi
decennale per l’ammodernamento delle linee Concesse e in Gestione Commissariale. Gli sforzi in
corso sono comunque in grado di garantire un buon salto qualitativo.
Per la Rete ferroviaria Regionale vengono inoltre assegnati dalla Regione investimenti per:
garantirne la funzionalit&agrave;, attraverso le occorrenti manutenzioni straordinarie e i rinnovi delle
linee e degli impianti, i cui costi sono ora esclusivamente coperti con fondi regionali
essendo venuti totalmente a mancare, nell’ambito dei “tagli” operata dal Governo nel 2011,
le assegnazioni che lo Stato garantiva attraverso i fondi della Legge 297/78, pari a circa
4,2 milioni di euro annui, rimasti immutati da pi&ugrave; di dieci anni;
migliorare il livello di accessibilit&agrave;, di fruibilit&agrave; e di integrazione modale delle
stazioni/fermate, in particolare per standardizzarle, almeno a livelli minimi di funzionalit&agrave;,
incrementando le condizioni di sicurezza (sottopassi, marciapiedi, eliminazione di barriere
architettoniche) e migliorandone le dotazioni (informazioni, attesa, rapporto con il territorio),
analogamente a quanto va previsto anche per la Rete Nazionale.
La FER ha riassorbito, negli scorsi anni, attraverso il conferimento o la cessione dei rispettivi rami
aziendali ferroviari, anche le attivit&agrave; delle altre imprese, concessionarie della Regione (ATCM
di Modena, nel 2007, Consorzio ATR di Reggio Emilia, nel 2009 e ATC di Bologna, nel 2009). Nel
febbraio del 2009 si &egrave; quindi completata l’aggregazione di tutte le aziende ferroviarie che gestivano
le tratte della rete ferroviaria della regione in coerenza con quanto espressamente previsto dal
quadro normativo regionale.
Si &egrave; raggiunto in anticipo un primo obiettivo di costituire un’unica societ&agrave; di gestione delle ferrovie
regionali, che ha avuto come fine successivo quello di separare la stessa societ&agrave; per affidare ad
essa in esclusiva le infrastrutture della rete ferroviaria regionale, come previsto dalla L.R. 30/98.
Da sette soggetti che operavano nel 1999 su 350 km di rete, si &egrave; quindi passati a un unico
soggetto, del quale la Regione detiene pi&ugrave; del 90% della quota societaria e che si &egrave; recentemente
ulteriormente evoluto, tramite scissione, nel menzionato nuovo soggetto e nell’aggregazione della
sua parte restante, preposta al trasporto, con l’ATC di Bologna per formare una nuova societ&agrave;
denominata TPER.
Le concessioni rilasciate nel 2001 sono venute a scadere, unitamente ai Contratti di Servizio e
Programma che disciplinano la gestione e gli interventi per il mantenimento in efficienza della rete
e del materiale rotabile regionale. Si &egrave; quindi resa necessaria una proroga delle Concessioni e dei
Contratti di Programma in capo alla FER. All’inizio del 2012 &egrave; stata rilasciata una nuova
concessione alla societ&agrave; che gestisce le infrastrutture della rete regionale; societ&agrave; che ha
mantenuto la stessa denominazione; &egrave; stato contestualmente sottoscritto un nuovo Contratto di
programma per la gestione della stessa rete.
Le modifiche introdotte alla L.R. 30/98 alla fine del 2011 disciplinano anche il regime dei
trasferimenti dei beni patrimoniali e del materiale rotabile funzionali alle attivit&agrave; operative e hanno
sancito la separazione societaria della FER Srl, attraverso la creazione di due Societ&agrave;: la prima, a
totale capitale pubblico e prevalentemente regionale, a cui affidare la gestione dell’infrastruttura, la
seconda con funzioni e attivit&agrave; legate al servizio di trasporto.
Alla FER Srl, societ&agrave; che ora gestisce la rete ferroviaria regionale, &egrave; stata attribuita anche la
funzione di stazione appaltante per l’affidamento dei servizi di trasporto. La scelta organizzativa di
attribuire alla Societ&agrave; di gestione della rete la funzione di stazione appaltante &egrave; determinata
dall’esigenza di razionalizzare le risorse umane e materiali, enfatizzando le specifiche
professionalit&agrave;. Restano di competenza regionale la programmazione e la progettazione dei
In tema di accessibilit&agrave; e di integrazione delle stazioni con il territorio, di particolare rilievo risulta
l’intervento per la realizzazione del nuovo nodo intermodale di interscambio tra la linea Alta
Velocit&agrave;/Alta Capacit&agrave; Milano-Bologna, la linea ferroviaria Reggio Emilia-Guastalla e le linee
di trasporto urbano – i cui lavori sono stati concretamente avviati nel 2010 - per la realizzazione
del quale &egrave; stato acquisito un ulteriore finanziamento di 35 milioni di euro sulla base di uno
specifico Accordo di Programma Quadro con i Ministeri coinvolti. La stazione AV del nuovo nodo &egrave;
stata aperta al pubblico nella met&agrave; del 2013, anche se alcune lavorazioni infrastrutturali sono
proseguite anche nel corrente anno fino alla loro ultimazione.
4.2 I SERVIZI FERROVIARI
Con Accordi di programma tra la Regione e il Ministero dei Trasporti e della Navigazione,
sottoscritti nel 2000 (e recepiti con D.P.C.M. del 16/11/2000) si &egrave; dato avvio all’attuazione di
quanto previsto dagli artt. 8 e 9 del D.Lgs. 422/97, recante il conferimento alle Regioni di funzioni e
compiti in materia di trasporto pubblico locale. Gli Accordi sino al 2007 hanno portato alla stipula:
&sect; di specifici Contratti per l’affidamento delle attivit&agrave; di trasporto pubblico e per la
gestione delle infrastrutture di propriet&agrave; regionale (tradotti rispettivamente in Contratti di
Servizio e in Contratti di Servizio e Programma) con le Societ&agrave; Ferroviarie (FER Srl, Consorzio
ACT di Reggio Emilia, ATCM SpA di Modena, ATC SpA di Bologna);
&sect; di un Contratto di Servizio con Trenitalia SpA, per l’erogazione dei servizi ferroviari di
interesse regionale sulle linee nazionali, affidati alla stessa Trenitalia.
Nel 2008 il settore ferroviario &egrave; stato caratterizzato da importanti elementi di innovazione:
&sect; perfezionamento del contratto con il Consorzio Trasporti Integrati, vincitore della gara, a
lotto unico, per l’affidamento dei servizi ferroviari di competenza regionale;
&sect; azioni mirate alla costituzione di una societ&agrave; unica di gestione della rete ferroviaria
regionale (art. 44 della L.R. 30/98);
&sect; Legge 244/07 “Finanziaria 2008” dello Stato.
Nel 2008 il completamento e il perfezionamento delle procedure per l’affidamento di tutti i servizi di
attribuzione della Regione Emilia-Romagna ha portato alla sottoscrizione il 31 marzo 2008 di un
nuovo Contratto di Servizio con il Consorzio Trasporti Integrati, risultato vincitore della gara con decorrenza 1 luglio 2008 - della durata di tre anni, eventualmente rinnovabile per altri tre al
verificarsi di determinate condizioni. Il 2008 ha quindi avuto due distinti periodi di gestione del
servizio ferroviario: nel primo semestre sono stati prorogati, in attesa di completamento delle
procedure di gara, i Contratti di Servizio esistenti con le Aziende ferroviarie; dall’1 luglio 2008 &egrave;
stato gestito il Contratto di Servizio con il CTI.
Sono stati inoltre coordinati e amministrati operativamente i “Contratti di Servizio e di Programma”
per la gestione delle infrastrutture ferroviarie di interesse regionale e locale con le Societ&agrave; FER Srl
e il Consorzio ACT di Reggio Emilia. I Contratti hanno avuto decorrenza 1 gennaio 2004 e restano
vigenti fino alla scadenza delle concessioni novennali in essere; scadenza che &egrave; intervenuta nei
All’inizio del 2008 la Ferrovie Emilia Romagna Srl si &egrave; sostituita all’ATCM Spa nella gestione
della ferrovia Modena-Sassuolo per cessione del ramo di azienda ferroviario.
Il 29 dicembre 2008 &egrave; stato sottoscritto il contratto di conferimento, a fare data dall’1 gennaio
2009, del ramo d’azienda ferroviario di ACT Azienda Consorziale Trasporti. Il subentro ha
comportato l’ingresso di FER in tutti i rapporti concessori e contrattuali in essere di ACT.
Dall’1 febbraio 2009 la FER si &egrave; sostituta all’ATC di Bologna, per cessione del proprio ramo
d’azienda ferroviario, nella gestione della linea Casalecchio-Vignola.
Nel 2011 si sono predefinite le condizioni per la separazione societaria, al fine di affidare a due
soggetti distinti, rispettivamente, la gestione della rete e le attivit&agrave; di trasporto ferroviario, obiettivo
previsto dall’art. 44 della L.R. 30/98; scissione poi perfezionatasi l’1 febbraio 2012. Non secondarie
per meglio perseguire tali obiettivi sono state le modifiche introdotte alla stessa L.R. 30/98.
Il quadro di riferimento contrattuale si &egrave; quindi notevolmente semplificato e razionalizzato, a
fronte dell’affidamento dei servi ferroviari a un unico soggetto, dell’accorpamento in FER delle
attivit&agrave; di gestione delle varie linee e dell’intervenuta separazione societaria per perseguire gli
obiettivi fissati non solo dal quadro normativo regionale ma anche da quello nazionale e
Riguardo al Contratto di Servizio e Programma per la gestione della rete regionale, sia nel 2011
che nel 2012 si &egrave; reso necessario riconoscere alla FER Srl un incremento del corrispettivo annuo
di un milione di euro, per far fronte a significativi aumenti dei costi e per meglio corrispondere ai
bisogni di una rete nella quale sono stati implementate nuove tecnologie oltrech&eacute; per conformare
la stessa rete, fortemente interconnessa con quella nazionale, a normative di settore in continua
Con L. 244/07 “Finanziaria 2008” e in seguito alle intese raggiunte a livello regionale, si sono rese
disponibili, nel 2008, per il settore ferroviario, ulteriori risorse per circa 20 milioni di euro, nel 2009
di 19 milioni e nel 2010 di 28 milioni. Queste risorse hanno consentito l’ulteriore sviluppo
quantitativo dei servizi ferroviari e una loro maggiore qualificazione:
nel corso del 2008 sono stati incrementati i servizi per circa 75.000 km, per una spesa
aggiuntiva di circa 680.000 euro; nel dicembre dello stesso anno i servizi sono stati
incrementati di circa 350.000 km;
un ulteriore incremento &egrave; intervenuto nel 2009 per altri 400.000 t*km (hanno interessato in
particolare i servizi sulla linea “Pontremolese”); la maggiore spesa per la Regione nel 2009 &egrave;
stata di 5.200.000 euro, rispetto all’anno precedente;
consistenti incrementi dei servizi sono intervenuti nel 2010 per un ammontare complessivo di
circa 1.600.000 t*km; corrispondenti a un’ulteriore spesa di circa 14.200.000 euro.
Come gi&agrave; rilevato, la crescita dell’offerta, intervenuta nel triennio indicato, &egrave; stata interrotta nel
2011 e consolidata, al nuovo, ridotto livello nel 2012, in conseguenza delle rilevanti riduzioni
imposte dal Governo ai trasferimenti alle Regioni per i servizi svolti sulla rete nazionale. Solo le
consistenti compensazioni finanziarie garantite dalla Regione Emilia-Romagna hanno consentito di
limitare i tagli ai servizi che, altrimenti, sarebbero stati necessari.
Nel corso del 2008 &egrave; stata riconosciuta agli utenti, abbonati dei servizi di competenza regionale
sulla Rete Nazionale, la gratuit&agrave; di un mese di abbonamento al servizio ferroviario. Il
provvedimento ha attinto le risorse necessarie dalle riduzioni dei corrispettivi contrattuali nei
confronti di Trenitalia per incompleta o inadeguata esecuzione del servizio.
Un mese gratuito nel mese di maggio del 2009 &egrave; stato riconosciuto ai soli abbonati della linea
Bologna-Portomaggiore per i disagi subiti.
Nel maggio del 2010 la Regione ha riconosciuto agli utenti-abbonati dei servizi sulla Rete
Nazionale per relazioni con almeno un’origine o una destinazione sul proprio territorio e a quelli,
utenti ricorrenti dei servizi delle linee Bologna-Portomaggiore, Casalecchio-Vignola e ParmaSuzzara (linee sulle quali i disservizi sono stati particolarmente accentuati), un altro mese
gratuito. La spesa prevista ha superato i 1.700.000 milioni di euro.
Lo stesso mese di abbonamento gratuito &egrave; stato riconosciuto nel 2012 per gli utenti di tutti i
servizi regionali, sulla base di analoghi meccanismi, per un impegno finanziario che ha superato i
2,5 M€, e riconfermato nel 2013 con riferimento al mese di aprile. Le risorse impiegate sono
quelle recuperate dalla riduzione dei corrispettivi contrattuali e dalle penali trattenute alle imprese
ferroviarie – nella misura del 50% delle riduzioni - per il mancato rispetto degli impegni previsti (in
termini di minore qualit&agrave; e quantit&agrave; dei servizi erogati) sulla base di quanto stabilito dall’art. 16,
comma 5. ter della L.R. 30/98.
4.2.2 Variazioni dell’offerta ferroviaria come conseguenza del processo di
riprogrammazione del trasporto pubblico locale
II quadro programmatico-progettuale verso il quale si &egrave; orientata l’azione regionale ha portato a un
incremento progressivo della produzione chilometrica nell'intero bacino regionale, che ha
raggiunto il livello di 18.200.000 treni*km programmati nel 2012.
Nel corso del 2013 si &egrave; dato corso a interventi di riprogrammazione, che hanno portato a un saldo
finale sostanzialmente allineato con l'anno precedente di 18.127.000 treni*km.
Si &egrave; trattato di interventi di incremento di servizi ferroviari e di trasferimenti di servizi ferroviari
scarsamente frequentati alla competenza del trasporto extraurbano con bus:
&sect; incremento di servizio da giugno 2013: 1 coppia Bologna-Ravenna;
&sect; incremento di servizio da settembre 2013: 1 coppia Bologna-Milano C.le;
&sect; incremento di servizio da dicembre 2013: 3 coppie Bologna-Ravenna.
Sul fronte della riduzione di impegno, la riprogrammazione ha comportato da dicembre 2013:
&sect; l’effettuazione con bus dei servizi festivi Parma-Suzzara;
&sect; la limitazione a Voghera di 4 coppie Piacenza-Torino;
&sect; il trasferimento alla competenza di SMTP Parma del servizio Fornovo-Fidenza e Fornovo-
&sect; il trasferimento alla competenza di TEMPI Piacenza del servizio Piacenza-Cremona, diventato
effettivo a fine marzo 2014.
Sempre da dicembre 2013, in accordo con la Regione Veneto, si &egrave; parzialmente riprogrammata
l'offerta Bologna-Venezia, con un sostanziale mantenimento del livello di servizio e una pi&ugrave; netta
suddivisione delle competenze tra le due Regioni.
Scenari di sviluppo dei servizi
Con orizzonte al 2020, valutazioni effettuate individuano come obiettivo raggiungibile un valore
complessivo della produzione annua dei servizi di competenza regionale di circa 25,5 milioni di
treni* km, con un ulteriore incremento quindi rispetto ai valori gi&agrave; raggiunti nel corso del
2009 (17,1 milioni di treni*km) di circa il 50%, in parte gi&agrave; avviati nel dicembre 2010 (+9,4%),
livelli raggiunti sostanzialmente consolidatisi nel 2011 e poi congelati nel 2012.
A questi vanno aggiunte le previsioni che riguardano i servizi svolti dalla &quot;lunga percorrenza
nazionale&quot;, pari a circa 6,5 milioni di treni*km, e quelli ha contratto delle Regioni contermini, che
svolgono parte del loro tragitto su relazioni ricadenti in territorio della regione Emilia-Romagna, pari
a 5,5 milioni treni*km (complessivamente 37,5 milioni treni*km).
Dall'incremento stimato del 50% al 2020, rispetto alla situazione attuale, recepita anche dagli
indirizzi del nuovo PRIT, qualora la condizione economica del Paese lo consenta, si ritiene
acquisibile un incremento dei passeggeri trasportati del 100%. L'incremento dei servizi deve
ovviamente essere accompagnato dai completamenti e dai potenziamenti infrastrutturali indicati,
oltre che dall'ammodernamento e da nuove forniture di materiale rotabile.
Lo scenario di sviluppo dei servizi ferroviari, illustrati di seguito, sono quelli rappresentati
nell'Accordo Quadro sottoscritto con RFI SpA, previsto dall'art. 23 del D.Lgs. 188/03, attuativo
delle Direttive comunitarie in materia ferroviaria, i cui si &egrave; parlato in precedenza. Tale sviluppo, che
tiene conto della disponibilit&agrave; e della programmazione delle risorse finanziarie, ha costituito la base
di riferimento per la definizione del nuovo Accordo Quadro.
L'analisi della domanda potenziale ha evidenziato anche rilevanti margini di recupero da parte del
vettore ferroviario, in adduzione a tutti i capoluoghi provinciali con particolare riferimento al bacino
Elaborazioni effettuate con modelli di assegnazione degli spostamenti
Gli incrementi dovranno ricomprendere l’implementazione del Servizio Ferroviario Metropolitano
di Bologna (oggetto di una specifica intesa con gli Enti locali bolognesi e con le societ&agrave; del
Gruppo FS) che prevede, per fasi successive, un primo incremento “obiettivo” dei volumi di
servizio pari a circa 1.700.000 treni*km aggiuntivi rispetto a quelli presenti al momento della firma
dell’intesa (4.000.000 treni*km) attribuiti alla Regione Emilia-Romagna, gi&agrave; oggi riconducibili a tale
servizio, richiamati dalla tabella che segue.
Implementazione del Servizio Ferroviario Metropolitano di Bologna
SFM Intermedio
Tot. treni*km:
SFM Base
(di cui 5.700.000 finanziati dalla
RER come “Servizi minimi”)
Cadenzamento 30’ sulla tratta S. Pietro in C.-Bologna-Imola
(attuazione della linea passante SFM4).
Cadenzamento pieno e regolare sulla linea Porretta-Bologna:
- 30’ sulla tratta Bologna-Mazabotto
- 60’ sulla tratta Marzabotto-Porretta, con potenziamenti nelle ore di
- effettuazione delle fermate di Casalecchio-Garibaldi e Casteldebole
su tutti i treni (nella fascia 21.00-24.00 tra Bologna e Porretta sar&agrave;
assicurato un cadenzamento orario)
- copertura della fascia 21.00-24.00 tra Bologna e Porretta con
cadenzamento orario.
Potenziamento del servizio sulla tratta Poggio Rusco-Bologna, con
l’inserimento di nuovi treni rispetto all’orario in vigore con particolare
riguardo alle ore di punta.
Cadenzamento regolare a 60’ con potenziamenti nelle ore di punta a
30’ sulla tratta Castelfranco-Bologna.
Miglioramento dell’offerta sulla linea Bologna-Prato in termini qualitativi
e quantitativi compatibilmente con i limiti di capacit&agrave; della linea.
Potenziamento a 30’ e la regolarizzazione del servizio sulle due
ferrovie regionali Bologna-Vignola e Bologna-Portomaggiore (tratta
Bologna-Budrio).
Cadenzamento base 30’-60’ sulle quattro linee passanti e sulle due
attestanti a Bologna C.le (Bologna-Modena e Bologna Fiere).
Dopo oltre un anno di lavoro congiunto tra RFI e la Regione, si &egrave; arrivati alla fine del 2013 alla
stesura definitiva e condivisa dell’Accordo Quadro, formalmente approvato con delibera di Giunta
regionale nel gennaio 2014. Con questo Accordo si fissano i termini di utilizzo della rete
ferroviaria e la disponibilit&agrave; minima di capacit&agrave; da mettere a disposizione dell’operatore
ferroviario. Con questo documento la Regione si fa garante verso le imprese ferroviarie che
competono per il servizio regionale che gli spazi per far circolare i treni regionali sono prenotati in
quanto al loro volume complessivo e le loro caratteristiche generali. Solo con questa certezza &egrave;
stato possibile dare avvio al processo di gara per l’affidamento dei servizi regionali.
4.3 LA QUALIT&Agrave; DEL SERVIZIO FERROVIARIO
Puntualit&agrave; e affidabilit&agrave;
Il Contratto sottoscritto con il Consorzio Trasporti Integrati per l’erogazione dei servizi ferroviari di
competenza della Regione Emilia-Romagna - vigente dall’1 luglio 2008 - oltre a specificare il
“programma di esercizio” annuale da offrire agli utenti, definisce gli standard qualitativi di
puntualit&agrave; e affidabilit&agrave; (sia percentuali che relativi a eventi singoli di disservizio), di pulizia dei
mezzi e delle stazioni, di ottimizzazione delle relazioni con l'utenza, con particolare riguardo agli
aspetti legati all’informazione e al comfort.
All’interno del Contratto sono previste riduzioni del corrispettivo contrattuale e l’applicazione di
specifiche “penali” per il mancato rispetto degli standard qualitativi e per la minore quantit&agrave; di
servizi erogati. Gli standard di riferimento contrattuali sono stati assunti dal Consorzio anche nella
propria Carta dei Servizi.
Sintesi degli standard contrattuali
91,1% treni a breve percorrenza entro 5’
Puntualit&agrave; Rete
97,1% treni a breve percorrenza entro 15’
93,1% treni a lunga percorrenza entro 15’
Treni con ritardo maggiore 30’
Treni “rilevanti” con ritardo maggiore 10’
Affidabilit&agrave; Rete
96,1% treni entro 5’
Treni con ritardo maggiore 15’
Treni “rilevanti” con ritardo maggiore 5’
Treni soppressi o limitati senza sostituzione entro 59’
Treni soppressi o limitati con sostituzione entro 59’
Treni soppressi o limitati senza sostituzione entro 29’
Treni soppressi o limitati con sostituzione entro 29’
Per treni “rilevanti” a composizione inferiore
Per treni “rilevanti” a composizione inferiore del 30%
Per treni non “rilevanti” a composizione inferiore per pi&ugrave; del
50% rilevazioni RER
Affissione di: orario ferroviario, mappa regionale, tabelle
tariffe, variazioni orari lavori programmati;
affissione di avvisi su vendita: punti vendita, orari biglietterie,
annunci sonori e monitor
Per treni con diffusione sonora annunci sonori su fermate
per tutti i treni informazione per ritardi superiori ai 15’
Diffusione orario regionale, fiches orario e comunicati su
interruzioni o modifiche del servizio
Apertura biglietterie e PVT negli orari al pubblico, adeguato
livello di reperibilit&agrave; titoli di viaggio, accesso senza
sovrattassa da stazione prive di vendita
Mantenimento pulizia, decoro e comfort spazi e arredi,
presenza obliteratrici
Mantenimento pulizia, decoro e comfort vetture e arredi
Riduzione corrispettivo
€ 13.000 per punto di scostamento in
€ 15.000 per punto di scostamento in
€ 150 per evento
€ 5.000 per punto di scostamento in
€ 50 per evento
€ 500 per evento oltre all’annullamento
del corrispettivo chilometrico
riduzione del 50% del corrispettivo
€ 400 per evento oltre all’annullamento
€ 200 per evento
€ 350 per evento
€ 350 per rilevazione non a standard
La conseguente e necessaria attivit&agrave; di monitoraggio, rivolta al controllo degli standard
contrattuali, svolta in questi anni con una metodica e attenta attivit&agrave; di monitoraggio della qualit&agrave;
sui treni e nelle stazioni ai fini del miglioramento della qualit&agrave; dell’offerta ferroviaria dalla Regione,
&egrave; stata trasferita dal primo febbraio 2012 alla Societ&agrave; FER, ai sensi della Legge Regionale 30/98
recentemente modificata e integrata.
La stessa Legge ai sensi dell’articolo 18 bis, attribuisce alla Regione funzioni di alta vigilanza
finalizzate all'accertamento della regolarit&agrave;, della qualit&agrave; e del buon andamento del servizio di
trasporto ferroviario di propria competenza che pu&ograve; esercitare, direttamente o tramite soggetti a ci&ograve;
autorizzati, nonch&eacute; alla verifica del rispetto degli indirizzi e degli standard indicati dalla Regione
alla stessa FER.
Tale attivit&agrave; &egrave; svolta da personale regionale specializzato e viene costantemente integrata dal
rilevamento dello stato della rete e degli impianti ferroviari di interesse regionale, concorrendo
anche all’aggiornamento della banca dati della Regione. L’attivit&agrave; &egrave; articolata in:
&sect; verifica, attraverso rilevazioni puntuali a campione e analisi critica dei rapporti forniti
periodicamente dal Consorzio Trasporti Integrati, dei parametri di puntualit&agrave;, affidabilit&agrave; e
&sect; analisi della circolazione dei treni, attraverso la consultazione, rilevazione ed elaborazione,
tramite piattaforma integrata on-line, dei dati relativi alla puntualit&agrave; e ad altri indicatori di
produzione, quali eventi anomali e soppressioni;
&sect; verifica e analisi delle segnalazioni degli utenti e delle ulteriori fonti;
&sect; indagini sul campo per il monitoraggio della qualit&agrave; erogata nelle stazioni;
&sect; indagini sul campo per il monitoraggio della qualit&agrave; erogata sui treni.
Dal 2002 ad oggi tale attivit&agrave; di monitoraggio e controllo del servizio erogato ha permesso alla
Regione Emilia-Romagna, differenziandosi dalle altre Regioni, l’applicazione alle Imprese
ferroviarie di riduzioni del corrispettivo e di penali contrattuali che vengono destinate all’incremento
dei servizi e, dal 2005, per legge regionale (art. 16, L.R. 30/98) a interventi a favore dell’utenza.
n PUNTUALIT&Agrave;
L’analisi dell’andamento della puntualit&agrave;, che rappresenta uno dei parametri di qualit&agrave; di
maggior rilievo, viene sistematicamente eseguita partendo dai dati forniti mensilmente dal
Consorzio Trasporti Integrati, oltre che da analisi della circolazione effettuate direttamente da
personale regionale (tenendo conto anche delle segnalazioni degli utenti) e da verifiche dirette sul
Si rappresenta di seguito un’analisi dei dati di puntualit&agrave;, in particolare per la Rete Nazionale,
per ciascuna tipologia di treni e fascia di riferimento relativi non all’Impresa ferroviaria che eroga il
servizio ma all’infrastruttura sulla quale i servizi vengono svolti, in coerenza con quanto previsto
dal Contratto di Servizio.
Treni sulla Rete Nazionale:
&sect; per i treni Regionali a Breve Percorrenza (B.P.) in fascia 0-5’, nel 2013 si registra un
peggioramento, rispetto al 2012, del primo semestre che raggiunge il suo massimo in marzo
con una differenza di tre punti percentuali per poi riallinearsi e in alcuni casi migliorare nel
secondo semestre; per quanto riguarda la fascia 0-15’ si assiste a una sostanziale tenuta del
dato rispetto al 2012 con piccoli scostamenti in positivo o in negativo rispetto all’anno
&sect; per i treni Regionali a Lunga Percorrenza (L.P.) in fascia 0-15’, nel 2013 l’andamento
peggiora rispetto all’anno precedente con scostamenti anche rilevanti fino a quattro punti
Puntualit&agrave; Rete Nazionale – Reg. B.P. fascia 0-5’/ Reg. B.P. fascia 0-15’/Reg L.P. fascia 0-15’
(Gennaio 2012 - Dicembre 2013)
97,1% 97,0%
% fascia
98,2% 98,5%
95,3% 96,2%
REG BP Rete Naz. fascia 0-5'
REG BP Rete Naz. fascia 0-15'
Standard REG BP Rete Naz. fascia 0-5'
REG LP Rete Naz. Fascia 0-15'
Standard REG BP Rete Naz. fascia 0-15'
Standard REG LP Rete Naz. fascia 0-15'
Il confronto con i dati di puntualit&agrave; dei trimestri tra il 2009 e il 2013 evidenzia un andamento
pressoch&eacute; costante con una tendenza nel secondo semestre del 2012 a un peggioramento che
continua a protrarsi nel 2013 soprattutto per i treni regionali a Breve Percorrenza. Infatti, da una
media del 94,5% di puntualit&agrave; della fascia 0-5’, nel 2011 si assiste a un calo di 2 punti percentuali
nel 2012 e di ulteriori 0,7 punti percentuali nel 2013. La lunga percorrenza ha risentito in maniera
minore di tale calo risultando infatti sempre compresa dal 2009 al 2013 tra il 95,5% al 96% di
media annua con variazioni negative o positive.
Rete Nazionale puntualit&agrave; – Regionali a Breve Percorrenza
(Confronto trimestrale 2009-2013)
fascia 0-5'
fascia 0-15'
media annua 0-5'
media annua 0-15'
Rete Nazionale puntualit&agrave; – Regionali a Lunga Percorrenza
Nella figura che segue viene riportato un confronto tra i cd. treni “rilevanti” sulla Rete Nazionale
che hanno superato i 10’ di ritardo dal 2010 al 2013. Si assiste a un incremento dei casi di ritardo
portando nel complesso il 2013 a 1222 casi rispetto ai 925 dell’anno precedente. Questo dato
collima con gli altri dati di ritardo dei treni regionali rilevato in precedenza. Si ha un incremento del
32% dei treni rilevanti con superamento del ritardo dei 10’ rispetto all’anno precedente.
Rete Nazionale – Numero di treni “rilevanti” con ritardo &gt;10’
(Confronto 2010-2013)
n&deg; rilevanti &gt; 10' anno 2010
n&deg; rilevanti &gt; 10' anno 2011
n&deg; rilevanti &gt; 10' anno 2012
n&deg; rilevanti &gt; 10' anno 2013
Di seguito si riporta, inoltre, una sintesi relativa alla media annuale di puntualit&agrave; su alcune delle
principali linee nazionali. I dati, a differenza di quelli sopra riportati, che si riferiscono ai soli treni
del Contratto di Servizio della Regione Emilia-Romagna, prendono in considerazione tutti i treni
regionali circolati (anche quindi delle altre regioni).
Rete Nazionale puntualit&agrave; – Linee afferenti il nodo di Bologna
(Puntualit&agrave; fascia 0-5’ - Anno 2013)
Bologna-Piacenza-Milano Bologna-Rimini-Ancona
Bologna-Poggio Rusco- Bologna-Ferrara-Venezia
Linee Romagna
Bologna-Porretta T.Pistoia
Treni della Rete Regionale
Per i treni Regionali in fascia di ritardo 0-5’, i dati sono in miglioramento: i livelli di
puntualit&agrave; risultano sempre al di sotto degli standard contrattuali, con una tenuta per i
primi mesi dell’anno e con un superamento dello standard solo nel mese di agosto 2013, ma
con un peggioramento nei due mesi successivi. Nel complesso la situazione &egrave; migliorata
Puntualit&agrave; Rete Regionale – Reg. fascia 0-5’
94,0% 94,1%
REG Rete Reg. fascia 0-5'
Standard REG Rete Reg. fascia 0-5'
Di seguito si specifica il dato altres&igrave; per i cd. treni “rilevanti” sulla Rete Regionale che hanno
superato i 5’ di ritardo dal 2010 al 2013. Si assiste in questo caso a un miglioramento della
situazione e a un calo dei casi di ritardo soprattutto a partire dal mese di marzo. Nel complesso
sulla rete regionale ci sono stati, nel 2013, 565 casi di ritardo rispetto ai 632 del 2012, con una
riduzione di circa l’11%.
Rete Regionale – Numero di treni “rilevanti” con ritardo &gt;5’
n&deg; rilevanti &gt; 5' anno 2010
n&deg; rilevanti &gt; 5' anno 2011
n&deg; rilevanti &gt; 5' anno 2012
n&deg; rilevanti &gt; 5' anno 2013
n AFFIDABILIT&Agrave;
L’affidabilit&agrave; del servizio ferroviario (analizzata sia sulla base dei report mensili del Consorzio
Trasporti Integrati che sulle segnalazioni e il monitoraggio diretto, svolto della Regione) riguarda
tutti i treni che sono stati limitati o soppressi. Viene anche accertata la loro eventuale
sostituzione con servizi “su gomma” o con treni successivi entro un determinato lasso di tempo.
I motivi delle soppressioni vengono classificati in quattro “macrocause”: sciopero, lavori
programmati, forza maggiore e “altra causa”. Quest’ultima individua tutti quei treni la cui
intervenuta limitazione non ricade nelle precedenti categorie ma dipende dall’Impresa ferroviaria;
riguarda principalmente: mancanza di personale, indisponibilit&agrave;/guasto di materiale rotabile,
problemi di circolazione o guasto dell’infrastruttura.
Per quanto riguarda la Rete Nazionale, nel 2013 sono circolati 190.460 treni e ne sono stati
soppressi, durante tutto l’arco dell’anno, 6.161, pari a circa il 3,2% dei treni programmati. Nel
2012 si erano registrate soppressioni, senza considerare il mese di febbraio caratterizzato
dall’evento neve, per il 2,4% dei treni programmati.
Dei 6.161 treni soppressi:
3.799 sono stati sostituiti: le cause sono prevalentemente da imputarsi alla
personale” e “mancanza di materiale”, la mancanza di personale risulta in
rispetto al 2012 di oltre tre volte. Risulta in aumento rispetto al 2012 anche la
materiale”. C’&egrave; un peggioramento dell'affidabilit&agrave; rispetto al 2012, anche se
percentuali in gioco sono molto limitate rispetto alla totalit&agrave; del servizio;
2.362 non stati sostituiti; le cause sono prevalentemente dovute a sciopero (che risulta
comunque in lieve calo rispetto al 2012) e per quota minore alla “forza maggiore”. Rispetto al
2012 l’aumento maggiore si rileva nei treni soppressi per mancanza di personale con valori
comunque molto bassi. Nel complesso c’&egrave; un lieve aumento rispetto al 2012.
“mancanza di
Rete Nazionale – Confronto treni sostituiti e non sostituiti per causa
(Anni 2012/2013)
sostituiti - 2012
non sostituiti - 2012
sostituiti - 2013
non sostituiti - 2013
M. Personale
M. Materiale
G. Materiale
Causa RFI
Analizzando le singole direttrici emerge che per i treni sostituiti la linea maggiormente critica in
termini di soppressioni assolute &egrave; la Modena – Verona, seguita dalla Porrettana, dalla Parma –
Fidenza – Salsomaggiore (soprattutto per le cause di mancanza materiale e mancanza personale).
Per i treni non sostituiti le direttrici pi&ugrave; colpite sono state la Modena – Verona, per la quale si
rilevano un elevato numero di soppressioni dovute, tra le altre cause, alla mancanza di personale e
alla mancanza di materiale; la Bologna - Firenze presenta anch’essa notevoli soppressioni dovute
tra le altre cause alla mancanza di personale.
Rete Nazionale – Numero treni sostituiti per linea e causa
TorinoBolognaAncona
FerraraRavennaRimini
ParmaFidenzaSalsom.
FidenzaCremona
Parma-La
Rete Nazionale – Numero treni non sostituiti per linea e causa
Regionale, nel 2013 sono circolati
77.788 treni e ne sono stati
soppressi, durante tutto l’arco
dell’anno, 3.839, pari a circa il 4,9%
dei treni programmati, in notevole2.500
incremento rispetto al 2,7% del 2012
ma comunque in calo rispetto al 2011.
Rete Regionale – Confronto treni sostituiti e non sostituiti per
Dei 3.839 treni soppressi:
n 2.722
sono stati sostituiti, la
causa prevalente &egrave; dovuta ai “lavori1.500
programmati”, lungo la BolognaVignola i quali da soli compongono
quasi il totale delle soppressioni. Al1.000
netto dei lavori programmati infatti
risulta un calo dei treni sostituiti, 500
rispetto al 2012, per guasti o
mancanza di materiale rotabile,
dovuto all’introduzione dei nuovi 0
treni, e aumentano quelli sostituiti
per mancanza del personale;
Forza Maggiore M. Personale
6 21 19 22
36 38 46 15
n 1.117 non stati sostituiti; la causa
prevalente &egrave; dovuta a “sciopero”.
Rispetto all’anno precedente si ha
un miglioramento per quel che
riguarda le altre cause, ad
“mancanza
personale”. Nel complesso c’&egrave; un
lieve calo delle soppressioni non
auto sostituite rispetto al 2012.
Rete Regionale – Numero treni sostituiti per linea e relativa causa
BolognaVignola
BolognaPortomaggiore
FerraraCodigoro
FerraraSuzzara
ReggioGuastalla
ReggioSassuolo
Analizzando le singole direttrici emerge la situazione di criticit&agrave; che ha colpito in particolare le linee
Bologna-Vignola e in maniera molto minore la Reggio-Guastalla: nella prima emerge una
notevole quantit&agrave; di auto sostituzioni per lavori programmati (circa 2100 treni), nella seconda si
hanno 144 auto sostituzioni e alcune soppressioni per forza maggiore e altra causa. Per quel che
riguarda i treni non auto sostituiti, la maggior parte delle soppressioni risulta dovuta allo sciopero e
altra causa con quantitativi maggiori nelle linee Bologna-Vignola e Bologna Portomaggiore.
Rete Regionale – Numero treni non sostituiti per linea e causa
Il progetto europeo Inter-Regio Rail
L'obiettivo di INTERRegio-Rail, che vede
partner, &egrave; migliorare
il trasporto regionale ferroviario in Europa centrale. Il progetto si &egrave; formalmente concluso a
settembre, mentre le operazioni di rendicontazioni si sono protratte fino ai primi mesi del 2014. Nel
maggio 2013 si &egrave; tenuta a Bologna la conferenza finale del progetto, che ha visto 80 partecipanti
http://www.interregiorail.eu/185d593.html
Il progetto ha focalizzato la sua analisi su tre distinti filoni riguardanti il trasporto ferroviario
regionale - RRT. Nella conferenza finale di maggio 2013 sono stati presentati gli esiti degli studi:
&sect; trasporto ferroviario transfrontaliero: lo studio (basato sulle condizioni specifiche tra Germania e
Polonia) ha mostrato che ci sono diversi ostacoli organizzativi e infrastrutturali da superare
prima di poter organizzare reali servizi transfrontalieri;
&sect; RRT e bisogni specifici di determinate categorie di utenti: nella provincia di Bolzano sul tema
del turismo e nella regione di Stoccarda sul tema del favorire l’accessibilit&agrave; per gli anziani al
&sect; RRT e Intermodalit&agrave;: in Emilia-Romagna &egrave; stata sviluppata l’azione pilota del servizio di
trasporto con biciclette al seguito su carrozza dedicata e nella regione polacca della Bassa
Slesia &egrave; stato impostato un sistema di tariffazione integrata tra vettori del trasporto collettivo
Il progetto europeo RAILHUC
RAILHUC (Railway Hub Cities and TEN-T network) &egrave; un progetto
europeo cofinanziato dalla Commissione europea nell’ambito del
Programma Central Europe. RAILHUC punta all’integrazione dei
grandi corridoi ferroviari europei per il trasporto passeggeri (reti TEN-T) con le reti ferroviarie
locali e, pi&ugrave; in generale, con tutti i sistemi di trasporto pubblico locale.
Il progetto, di cui la Regione Emilia Romagna &egrave; capofila, &egrave; stato approvato a novembre 2011 e
coinvolge 11 partner provenienti da 7 paesi europei (Italia, Repubblica Ceca, Germania,
Ungheria, Repubblica Slovacca, Slovenia e Austria) ubicati lungo i principali corridoi delle reti
TEN-T che collegano la Regione verso Nord-Est.
RAILHUC nasce per incentivare l’ottimizzazione e l’integrazione dei nodi ferroviari di
interscambio di diverso livello (europeo-nazionale-locale) favorendo non solo il trasporto
ferroviario delle persone, ma anche migliorando l’intermodalit&agrave; tra questo e il trasporto urbano
avendo cos&igrave; un’importante ricaduta sulla sostenibilit&agrave; ambientale dell’intero trasporto pubblico.
In particolare, l’integrazione dei corridoi di trasporto TEN-T con le altre linee di trasporto risulta
essere una priorit&agrave; diffusa in tutta l’Unione europea dato che, negli ultimi anni, gli investimenti si
sono concentrati principalmente nello sviluppo delle reti ad alta velocit&agrave; senza considerare
adeguatamente l’armonizzazione di quest’ultime con le altre reti di trasporto ferroviario e di
trasporto pubblico. Questo risultato potr&agrave; essere raggiunto grazie allo scambio di buone pratiche e
il lavoro congiunto tra i partner, che tra le varie cose prevede:
la raccolta e il confronto di esperienze italiane ed europee inerenti i nodi di interscambio
ferroviari con l’identificazione delle maggiori barriere infrastrutturali e organizzative che
ostacolano le sinergie tra le diverse reti ferroviarie;
l’analisi dei servizi e dei flussi attuali sia dei nodi ferroviari che delle altre tipologie di
trasporto che fungono da alimentazione del nodo;
la realizzazione di un apposito modello per l’orientamento delle policies;
l’attivazione di tavoli di confronto tecnico per lo studio e la formulazione di proposte
finalizzate alla rimozione dei suddetti ostacoli;
il coinvolgimento dei maggiori stakeholder per avviare processi partecipativi finalizzati allo
sviluppo di piani operativi per la messa in opera delle migliorie identificate a livello
infrastrutturale e di governance;
la definizione di accordi formali per il miglioramento dei nodi ferroviari da implementarsi nelle
diverse regioni che partecipano al progetto.
Per quanto riguarda la Regione Emilia-Romagna il progetto si focalizza sulla stazione Mediopadana di Reggio Emilia. Grazie al progetto &egrave; stato possibile aggiornare i dati sui flussi nel
bacino di riferimento, che &egrave; molto esteso e comprende le province di Piacenza, Parma, Modena,
Mantova e Cremona. Inoltre sono stati sviluppati degli scenari che hanno consentito di stimare i
flussi in base alla tipologia di servizi offerti e ai servizi infrastrutturali. Il progetto si concluder&agrave; nel
4.4 LA DOMANDA SODDISFATTA
n LE FONTI
I dati relativi alla “domanda servita” di trasporto ferroviario fanno normalmente riferimento alle
seguenti fonti, tra loro distinte:
&sect; le indagini campionarie di ricostruzione della matrice origine e destinazione e conteggi dei
saliti della Regione Emilia-Romagna alle 41 stazioni (divenute 50 a partire dalla
rilevazione 2008/2009 e 51 con l’indagine 2013/2014)37 con pi&ugrave; alto numero di passeggeri;
&sect; le indagini annuali di frequentazione del trasporto locale (conteggio dei saliti e dei discesi)
comunicati direttamente dalle imprese ferroviarie;
&sect; le indagini ISTAT che indagano il settore trasporti, tratte dalle indagini multiscopo e dalla
raccolta di informazioni trasmesse direttamente dalle imprese che organizzano il trasporto
Le indagini hanno come riferimento temporale un giorno della stagione estiva (luglio) e un giorno
della stagione invernale (novembre).
Di seguito vengono riportati distintamente i risultati di queste rilevazioni sulla domanda servita del
vettore ferroviario, e pi&ugrave; nello specifico:
&sect; per quanto riguarda le indagini campionarie della regione, al paragrafo 4.4.1 i risultati
dell’indagine effettuata nel mese di novembre 2013;
&sect; al paragrafo 4.4.2 i risultati delle elaborazioni dei dati forniti da Trenitalia e da FER (sia per la
Rete Nazionale che per quella Regionale) riguardo alle frequentazioni del “solo” trasporto di
&sect; al paragrafo 4.4.3 gli ultimi dati ISTAT disponibili, tratti dalle indagini multiscopo e dall’indagine
sulle imprese esercenti il trasporto ferroviario.
Le stazioni di indagine sono state le seguenti 41 fino all’indagine 2006: Bologna, Parma, Modena, Ferrara, Fidenza, Ravenna,
Piacenza, Rimini, Reggio Emilia, Faenza, Forl&igrave;, Cesena, Imola, Castelbolognese, Lugo, Carpi, Salsomaggiore, Porretta Terme, S.
Pietro in Casale, Vergato, Fiorenzuola, Casalecchio di Reno, Borgo Val di Taro, Cervia-Milano Marittima, Cattolica S. GiovanniGabicce, Riccione, San Giovanni in Persicelo, Sasso Marconi, Fornovo S. Benedetto Sembro, Savignano sul Rubicone, Riola, Castel S.
Pietro Terme, Russi, Crevalcore, Portomaggiore, Lavezzola , Castelvetro, Sassuolo Act, Sassuolo Atcm, Guastalla; con l’indagine 2008
le stazioni di indagine sono diventate 50, sommandosi le seguenti 9: Casalecchio Garibaldi, Casalecchio Garibaldi Meridiana, Bazzano,
Budrio stazione, Castelfranco E., Ciano d’Enza, Forlimpopoli, Poggio Rusco e Suzzara; con l’indagine 2013 -2014 le stazioni sono
diventate 51 aggiungendosi Reggio Emilia AV Mediopadana.
L’indagine ferroviaria del mese di novembre 2013
Frequenza dell’offerta di trasporto ferroviario
Di seguito si analizza sia l’offerta che la domanda servita di trasporto ferroviario di un giorno medio
feriale del novembre 2013; i dati definiti “offerta” di trasporto ferroviario riguardano la frequenza dei
treni alle stazioni di indagine (rilevati in ore diurne38) e non i singoli treni in esercizio, in quanto il
dato complessivo si compone della somma dei treni in partenza o transito alle stazioni indagate (in
questo modo lo stesso treno viene contato pi&ugrave; volte a seconda di quante stazione, tra quelle
indagate, serve).
I saliti sono i passeggeri saliti alle stazioni di indagine su tutti i treni in partenza o transito nel giorno
medio feriale (con esclusione del luned&igrave; e del venerd&igrave;). Nel paragrafo verranno presentati per un
confronto le serie storiche dei saliti della stagione invernale del triennio 2006, 2008, 2013.
Analisi della frequenza dei treni alle stazioni di indagine
Le analisi sviluppate si riferiscono alle diverse tipologie di treno cos&igrave; aggregate:
- treni regionali (comprendenti i treni regionali &reg; e treni Regionali veloci (RV);
- treni non regionali indicati come “Treni nazionali” e comprendenti Intercity, Eurocity, Freccia
Bianca, Freccia Argento, Freccia Rossa e Italo; le ultime quattro tipologie di treno indicate non
erano presenti nelle indagini precedenti del 2008/2009.
Dalle 51 stazioni interessate dall’indagine origine/destinazione, partono o transitano in totale
3.205 treni al giorno feriale, la cui tipologia &egrave; la seguente: l’85,5% &egrave; rappresentato da treni
regionali, il 4,6% da Intercity, lo 0,1% da Eurocity e il rimanente 9,8% da Freccia Bianca, Freccia
Argento, Freccia Rossa e Italo.
Ripartizione del numero di treni in partenza o transitanti
dalle stazioni dell’indagine regionale novembre 2013
Freccia Argento; 49
Freccia Bianca; 151
Italo; 116
Eurocity; 1
Intercity; 147
TRENI REGIONALI;
Dalle 6.00 alle 22.00.
Rispetto all’analoga campagna invernale del 2008, si rileva un aumento della frequenza di
servizio alle stazioni pari al +9%. Le stazioni di Casalecchio Garibaldi e Riola hanno registrato
notevoli incrementi di treni in transito o partenza, mentre le stazioni di Castelvetro e Rimini sono
quelle in cui si registrano le maggiori contrazioni.
Frequenza dei treni in partenza e transito alle stazioni di indagine
Confronto 2008/2013
Domanda servita del Trasporto ferroviario.
Dalle 51 stazioni oggetto di indagine partono, in un giorno medio feriale del mese di novembre
2013, 133.524 passeggeri.
Quadro riepilogativo indagine novembre 2013
Frequenza dei treni e saliti alle stazioni di indagine
L’aumento della domanda tra il 2008 e il 2013 risulta pari a +6%. In particolare, mentre i saliti
sui treni regionali crescono del 7%, quella servita dalle altre tipologie di treno risulta nel
confronto in aumento di circa il 3%.
La domanda servita alle stazioni
I dati che si presentano riguardano le stazioni classificate secondo uno schema gi&agrave; adottato nelle
- stazioni di fascia 1: maggiori di 10.000 utenti/giorno;
- stazioni di fascia 2: comprese tra 2.000 e 10.000 utenti/giorno;
- stazioni di fascia 3: comprese tra 1.000 e 2.000 utenti/giorno;
- stazioni di fascia 4: inferiori a 1.000 utenti/giorno.
Circa l’80% dei saliti complessivi si concentra nelle prime due fasce di stazioni (nella prima
fascia compare solo Bologna); il rimanente 20% sale nelle stazioni con saliti inferiori ai 2000
passeggeri/giorno.
Distribuzione dei saliti per fascia di aggregazione di stazioni
2 (tra 2.000 e 10.000 utenti/giorno)
3 (tra 1.000 e 2.000 utenti/giorno)
1 (• 10,000 utenti/giorno)
4 (• 1.000 utenti/giorno)
Le interviste effettuate ai passeggeri saliti sono state complessivamente 44.384: il 25,5% delle
interviste &egrave; stato somministrato nella stazione di Bologna (fascia 1); il 35,3% nella fascia 2; il
40,3% nella fascia 3 e il 43,1% nella fascia 4.
Passeggeri saliti per fascia di utenza
Come precedentemente specificato,
in fascia 1 ricade solo la stazione di
Bologna. Il confronto storico con i
saliti in un giorno medio feriale indica
che i passeggeri sono in continua
crescita. Nello specifico i passeggeri
sono passati dai 39.513 del 2008 ai
45.937 del 2013, registrando un
aumento del 16%.
Passeggeri saliti stagione invernale giorno medio feriale
Serie storiche 2006/2013 – Fascia 1
Saliti 2006
Saliti 2008
Saliti 2013
I dati che si presentano per le stazioni di fascia 2 sono abbastanza eterogenei; i passeggeri saliti
alle stazioni crescono o diminuiscono in modo differenziato. In particolare, rispetto al 2008, Rimini
(+19%) e Parma (+14%) sono le stazioni che hanno registrato i maggiori incrementi. Al contrario a
Fidenza (-27%) e Faenza (-14%) si osservano le diminuzioni pi&ugrave; consistenti.
Serie storiche 2006/2013 – Fascia 2
San Giovanni in Persiceto e Castelfranco Emilia, stazioni di fascia 4 nel 2008, registrano nel 2013
un’utenza superiore a 1.000 passeggeri/giorno. Vengono pertanto ricollocate in fascia 3. San
Pietro in Casale, con 1.453 passeggeri/giorno, &egrave; la stazione con pi&ugrave; domanda in questa fascia.
Serie storiche 200672013 – Fascia 3
Retrocedono in quest’ultima indagine da fascia 3 a fascia 4 le stazioni di Fiorenzuola e Lugo che
registrano un’utenza inferiore ai 1.000 passeggeri/giorno. La stazione di Casalecchio Garibaldi,
registra un notevole aumento di utenza.
Serie storiche 200672013 – Fascia 4
Principali risultati dell’indagine origine e destinazione
Sono 182.991 gli spostamenti totali rilevati nel giorno medio feriale relativi al mese di novembre
2013; tale valore non comprende: gli spostamenti di attraversamento senza interscambio con le 51
stazioni di indagine; gli spostamenti generati da altre stazioni con destinazione diversa dalle 51; gli
spostamenti attratti da altre stazioni con origine diversa dalle 51 oggetto di indagine.
Sono 114.283 gli spostamenti con origine e destinazione interna al territorio regionale; tali
spostamenti rappresentano circa il 62% degli spostamenti totali; sono 34.354 gli spostamenti con
origine interna e destinazione esterna, pari circa al 18 del totale. Gli spostamenti con origine
esterna e destinazione interna sono simmetrizzati e rappresentano lo stesso valore: 34.354.
I quadranti della matrice o/d di un giorno
medio feriale di novembre 2013
Dall’indagine o/d &egrave; possibile estrapolare i collegamenti ferroviari pi&ugrave; importanti della regione,
facendo un focus sulle relazioni con origine e destinazione interne al territorio regionale: la
relazione Modena-Bologna con 2.443 passeggeri/giorno &egrave; quella pi&ugrave; frequentata; segue
Bologna-Ferrara con 2.441 passeggeri/giorno.
Principali relazioni degli spostamenti con origine e destinazione interna al territorio regionale
Giorno medio feriale novembre 2013
Per quanto riguarda le relazioni con origine interna al territorio regionale e destinazione esterna,
Bologna con 35.690 &egrave; la stazione con il pi&ugrave; alto numero di passeggeri su questo tipo di
Principali relazioni degli spostamenti con origine e destinazione esterna al territorio regionale
I dati sulle frequentazioni del trasporto regionale
Di seguito vengono rappresentati i risultati delle elaborazioni dei dati forniti da Trenitalia/Tper.
I circa 18,2 milioni di treni*km offerti dalla Regione nel 2013 e i 1.300.000 bus*km
“autosostitutivi”, a fronte delle riprogrammazioni intervenute negli ultimi anni, si traducono - in un
giorno feriale medio - in oltre 900 treni mediamente circolanti (tenendo conto anche di quelli con
diversa periodicit&agrave;): circa 640 su rete nazionale (di cui 90 effettuati da Tper) e 275 su rete
I treni circolano in 255 stazioni attive (sono quindi escluse le stazioni che non effettuano pi&ugrave;
servizio) ricadenti nel territorio della regione Emilia-Romagna. In territorio lombardo ricadono 11
stazioni; di queste, 9 sono sulla Rete Regionale e quindi sono gestite direttamente dalla FER.
Nel 2013 sono state aperte le fermate di Bologna Mazzini (9/6/2013), Ferrara Via Boschetto e
Reggio Mediopadana (15/12/2013).
I viaggiatori quotidianamente trasportati, che utilizzano i treni del trasporto regionale a contratto
dell’Emilia-Romagna, risultano oltre 145.000. Nell’intero arco dell’anno sono stati circa 42.500.000
(il dato non comprende i passeggeri relativi ai bus sostitutivi).
I dati di frequentazione, dai quali scaturiscono le elaborazioni riportate nelle figure seguenti, sono
forniti dalle imprese ferroviarie (Trenitalia e Tper). Gli stessi sono forniti come media dei saliti e
discesi dei treni circolanti nella settimana lavorativa (media luned&igrave;-venerd&igrave;) dei mesi di luglio e
novembre di ciascun anno. Il dato di novembre 2013 &egrave; stato ricalibrato sulla base dei valori dei
rilievi effettuati dalla societ&agrave; Redas (cui cui si parla pi&ugrave; avanti nel presente rapporto) delle stazioni
di Parma e Piacenza, in quanto riferito a un “paniere” di treni pi&ugrave; completo, rispetto a quello
richiamato negli anni precedenti. Il dato elaborato evidenzia un sostanziale consolidamento dei
passeggeri complessivamente trasportati nell'arco degli ultimi anni, con un lieve incremento
nell'ultimo anno, nonostante il non favorevole periodo economico che sta attraversando il nostro
Riguardo ai saliti/discesi nel giorno feriale medio invernale sulla sola Rete Regionale, facendo un
confronto con i dati 2012, eccellono in termini di crescita le linee Bologna-Portomaggiore, BolognaVignola e la linea Modena-Sassuolo. Restano stabili le linee “reggiane” e la Suzzara-Ferrara,
mentre c’&egrave; un lieve decremento per la Parma-Suzzara e la Ferrara-Codigoro. Nel complesso la
Rete Regionale vede un incremento del 3% rispetto al dato 2012.
Bologna - Portomag.
(Confronto anni 2011-2013)
21.837 21.251
Riguardo alla Rete Nazionale si riportano di seguito i dati riferiti ai saliti/giorno, per il periodo
invernale dal 2000 al 2013, e per il periodo estivo dal 2001 al 2013.
Saliti/giorno Rete Nazionale (compresa FER dal 2008 al 2011 e TPER dal 1012)
(Anni 2000-2013)
N.B.: dati della sola Trenitalia fino al 2008 e di Trenitalia, FER e Tper (quest'ultima subentrata successivamente
nell’ambito del Consorzio Trasporti Integrati) su Rete Nazionale.
Considerando un valore pari a 100 dei saliti nell’anno 2000, la crescita al 2013, nel periodo
invernale, risulta del 19%, mentre nel periodo estivo risulta del 28%. Negli ultimi quattro
anni c’&egrave; stata, per il periodo autunnale, una sostanziale stabilit&agrave; nel dato con una crescita
dell'1% nel 2013 rispetto al 2012. Riguardo al valore dei saliti/giorno, nel novembre 2013 per le
stazioni di Parma e Piacenza i dati aggiornati, tenendo conto della campagna di rilevazione della
Redas, evidenziano una differenza che incide sul dato dei saliti di novembre 2013 per circa 3.150
saliti/giorno.
Per la Rete Nazionale i valori riferiti al periodo invernale del 2013 dei servizi del trasporto di
competenza della Regione Emilia-Romagna si attestano su circa 123.650 saliti/ giorno (di cui
circa 12.000 saliti/giorno effettuati da treni della TPER sulla rete nazionale) e su circa 101.000
saliti/giorno nel periodo estivo (di cui circa 8.000 saliti/giorno effettuati da treni della TPER sulla
Rete Nazionale).
Per la Rete Regionale si stimano circa 21.500 saliti/giorno, che portano a oltre 145.000
saliti/giorno in tutta la rete per il solo trasporto regionale.
Il trend complessivo dal 2004 al 2013 &egrave; in crescita di circa il 26%. Negli gli ultimi tre anni il dato si
&egrave; mantenuto sostanzialmente stabile con una lieve crescita, come gi&agrave; rilevato. Da evidenziare,
sulla Rete Regionale, una crescita notevole negli ultimi due anni, pari al 16%.
Saliti/giorno Rete Nazionale + Rete Regionale - Periodo invernale
(Anni 2004-2013)
N.B.: i saliti della Rete Nazionale (Trenitalia) 2004, 2005, 2006 si riferiscono non alle campagne di novembre degli stessi
anni ma di gennaio dell’anno successivo (gennaio 2005 = inverno 2004).
Analizzando la linea di tendenza 2011-2013 nelle stazioni con oltre 100 saliti/giorno sulla Rete
Nazionale si rilevano:
tra le stazioni che superano i 1.000 saliti/giorno (periodo invernale), decrementi a Bologna
Centrale, probabilmente da attribuire al transito di una parte di utenza dal Servizio Regionale a
quello della “Lunga Percorrenza”, per altro favoriti da particolari condizioni d'accesso (per gli
abbonati del trasporto regionale) concordate dalla Regione con Trenitalia; ulteriori decrementi
si rilevano a Ravenna e Porretta, ma si tratta di valori complessivamente molto bassi in termini
assoluti; i maggiori incrementi si ha nelle stazioni di Forl&igrave;, Carpi e Modena;
tra le stazioni con saliti/giorno compresi tra 1.000 e 100, differenze minime tra il 2013 e 2012,
con variazioni complessive praticamente nulle tra il 2012 e 2013 e un incremento di circa il 4%
tra il 2011 e 2013.
Per quanto riguarda le analisi “per singola linea”: sulla Rete Nazionale si rileva che la maggiore
crescita dal 2012 al 2013 (considerando le linee maggiormente rilevanti in termini di utenza) si &egrave;
avuta sulla Modena-Mantova-Verona, con un incremento annuo del 13% e sulla BolognaAncona con un incremento del 4% (i dati sono al netto delle stazioni Nodo). Queste ultime, che
rappresentano oltre il 50% della media saliti/discesi, hanno avuto un valore stabile rispetto al 2012
ed in crescita dell'1% rispetto al 2011.
Modena - Mantova - Verona
Fidenza - Salsomaggiore
Ferrara - Ravenna - Rimini
Faenza - Lugo - Lavezzola
76.334 76.079
1.723 1.690
2.470 2.195
961 1.096
2.346 2.357
4.194 3.975
8.039 7.978
3.066 3.345
6.973 7.012
13.455 12.903
I risultati dell’indagine ISTAT39
In generale l’utilizzo del trasporto pubblico (autobus e treno) in Emilia-Romagna (calcolato come
percentuale di chi utilizza mezzi pubblici40 sul totale delle persone che si sono spostate per motivi
di studio o lavoro) si attesta per tutto il periodo considerato a una quota percentuale inferiore
rispetto al dato nazionale e del centro nord. Nella nostra regione l’utilizzo del trasporto pubblico
tra gli occupati &egrave; di circa il 7% in meno del dato nazionale. La serie storica con i dati della Regione
Emilia-Romagna si presenta con andamento oscillatorio ma compreso in una banda di oscillazione
ristretta (tra l’11 e il 13%). Nell’ultimo biennio si registra un leggero aumento degli utenti del
trasporto pubblico, che passano dagli 11,9% del 2011 ai 12,9 % del 2012.
Da notare la sostanziale stabilit&agrave; nel tempo del valore degli indici relativi al dato nazionale e del
centro nord: praticamente sovrapposti, permangono stabili intorno al 19%.
Utenti di mezzi pubblici sul totale delle persone che si sono
spostate per motivi di lavoro e hanno usato mezzi di trasporto (%)
(Anni 2000-2012)
200020012002 200320052006 200720082009 201020112012
Anche restringendo l’osservazione sul solo vettore ferroviario, i dati raccolti confermano il minore
utilizzo tra i pendolari dell’Emilia Romagna del treno, rispetto al dato nazionale e del centro
Nel 2004 l'indagine multiscopo ha subito lo spostamento del periodo di rilevazione da novembre a gennaio-febbraio 2005; sulla base
dei dati definitivi del censimento popolazione 2001 sono stati ricalcolati i pesi di riporto all'universo e pertanto, a partire dal 2001, i dati
assoluti hanno subito una revisione.
Sono considerati mezzi pubblici: treno, tram, bus, metropolitane, pullman e corriere. Sono stati esclusi i pullman e le navette
aziendali. L'indicatore presenta una piccola distorsione dovuta alla presenza di combinazioni di mezzi La popolazione di riferimento
sono gli occupati di 15 anni e pi&ugrave;, gli studenti fino a 34 anni e gli scolari di scuola materna che sono usciti di casa per recarsi al lavoro,
universit&agrave; e scuola.
Lavoratori, scolari e studenti di 3 anni e pi&ugrave; che utilizzano
il treno abitualmente per recarsi a lavoro, asilo o scuola sul totale (%)
Al contrario, se si analizzano i dati relativi all’utilizzo sporadico e per qualsiasi motivo di
spostamento del solo trasporto ferroviario (sono le persone con et&agrave; maggiore ai 14 anni che
hanno utilizzato il treno almeno una volta nell’anno di riferimento), si rileva che in questo segmento
i valori della nostra regione sono superiori al dato nazionale e sono pi&ugrave; omogenei con il dato del
centro-nord. Nell’ultimo anno di indagine, il 2012, sono circa il 34% le persone che hanno utilizzato
il treno almeno una volta l’anno, rispetto al 28,5% del dato nazionale e del 33,6% del centro nord.
% di persone di 14 anni e pi&ugrave; che hanno utilizzato il treno almeno una volta all’anno
Per quanto riguarda gli indici di qualit&agrave;, i dati rilevati nel 2012 indicano intorno al 51% il grado di
soddisfazione del servizio41: il gradimento passa dal 52,9% del 2011 al 51% del 2012. Tali valori
riportano la nostra realt&agrave; regionale a livelli leggermente superiori sia del centro nord che del dato
Media delle persone che si dichiarano soddisfatte delle sette diverse caratteristiche del servizio rilevate sul totale degli utenti del
servizio (%) (frequenza corse, puntualit&agrave;, possibilit&agrave; di trovare posto a sedere, pulizia delle vetture, comodit&agrave; degli orari, costo del
biglietto, informazioni sul servizio); totale utenti del treno (lo hanno utilizzato almeno una volta).
Grado di soddisfazione del servizio di trasporto ferroviario
n L’INDAGINE ISTAT SULLE IMPRESE42 DI TRASPORTO FERROVIARIO
Per capire meglio l’andamento del settore ferroviario, pu&ograve; essere utile analizzare i seguenti dati
pubblicati da ISTAT e relativi all’intero paese: sul fronte nazionale, il numero di passeggeri43 del
vettore ferroviario cresce nel periodo considerato, passando dai 728 milioni del 2004 agli 854
milioni del 2012 (+17%). I passeggeri crescono di circa il 2% all’anno nel periodo considerato.
Migliaia di treni-km
Passeggeri e movimenti di treni passeggeri
(Anni 2004-2012)
I movimenti dei treni passeggeri indicano una flessione nell’ultimo biennio che riporta i valori 2012
(303.259) a quelli del 2004 (298.467).
Impresa ferroviaria: qualsiasi impresa di diritto pubblico o privato che presta servizi di trasporto di merci e/o passeggeri a mezzo
ferrovia. Sono escluse le imprese che forniscono esclusivamente servizi di trasporto passeggeri su linee di metropolitana, tranviarie e/o
di metropolitana leggera.
Numero passeggeri: numero di viaggi effettuati dai passeggeri ferroviari, in cui ogni viaggio &egrave; definito come il movimento da un luogo
di origine ad un luogo di destinazione, con o senza trasferimenti da un veicolo ferroviario all’altro.
Continua il calo dei passeggeri*km44; questo trend rivela un calo dei km mediamente percorsi,
dai 49.253.871 del 2004 ai 46.759.422 del 2012.
&Egrave; progressivo anche il calo del tragitto medio compiuto da un passeggero: dai 67 km del 2004 ai
54,7 del 2012.
Passeggeri-km: unit&agrave; di misura della domanda di trasporto. La grandezza si calcola come sommatoria dei prodotti del numero dei
passeggeri trasportati per le relative percorrenze. Va presa in considerazione solo la distanza sul territorio nazionale del paese
4.5 STRUMENTI DI COMUNICAZIONE CON GLI UTENTI FERROVIARI
Il rapporto con le Associazioni degli utenti
Sulla base delle indicazioni della deliberazione di Giunta regionale 72/05, in applicazione di quanto
previsto all'art. 17 dalla Legge regionale 30/98, nel corso del 2013 sono proseguite le consultazioni
istituzionali con il Comitato regionale degli utenti del trasporto ferroviario regionale,
denominato CRUFER.
Nel rapporto non sono mancate le difficolt&agrave;, fino all'autosospensione dei membri con la minaccia,
poi rientrata, di autoscioglimento.
Il nuovo presidente del CRUFER eletto nel 2012 ha stabilito un rapporto diretto con il nuovo
soggetto della “governance” del trasporto ferroviario regionale FER.
La Regione nel 2013 ha registrato il riemergere di soggetti non rappresentati nel CRUFER, che si
sono rivolti direttamente all’Amministrazione regionale per segnalare singoli e ben circoscritti
episodi di disagio ferroviario, che sono stati presi in carico e nella maggior parte dei casi risolti.
DATI ECONOMICO-GESTIONALI
Il paragrafo, dopo una breve sintesi introduttiva, si sofferma sull’analisi prestazionale del settore
ferroviario regionale - servizi di trasporto passeggeri e gestione infrastruttura (rete di propriet&agrave;
regionale) – di cui sono valutati, in un ampio orizzonte temporale, retrospettivo e a tendere, i livelli
di efficacia, efficienza ed economicit&agrave;, i risultati e i miglioramenti, gli elementi di criticit&agrave;.
Le analisi sono focalizzate sul periodo 2008-2013, essendo l’arco temporale nel quale
dovrebbero manifestarsi i risultati attesi dall’apertura del mercato (affidamento con gara dei servizi
di trasporto) e dai processi di riorganizzazione societaria, aziendale e industriale avviati in tale
contesto (concentrazione e focalizzazione lato infrastrutture e scissione trasporto Vs rete).
In relazione all’interpretazione dei dati e alla formulazioni di possibili conclusioni in ordine ai
risultati presentati nel seguito, pare opportuno premettere alcune chiavi di lettura:
gli anni 2011-2013 registrano forti riduzioni dei trasferimenti nazionali per il finanziamento
dei costi del settore trasporto passeggeri (“tagli”), a oggi controbilanciate, come si evidenzia
nell’andamento delle risorse programmate sotto riprodotto (corrispettivi contratto di servizio, al
netto dell’adeguamento inflattivo), dal combinato ricorso all’ampliamento del concorso
finanziario regionale, alle manovre tariffarie (da inquadrarsi nel sistema “STIMER/Mi Muovo”)
nonch&eacute; all’adozione di politiche di riprogrammazione, razionalizzazione e riorganizzazione
del servizio ferroviario (in coerenza con quanto previsto dal DPCM del marzo 2013). La
rimodulazione dell’offerta ha riguardato, in termini incrementali, le relazioni a pi&ugrave; forte domanda
e, in termini di riduzione o sostituzione con servizi bus, le relazioni a pi&ugrave; bassa frequentazione,
garantendo la sostanziale parit&agrave; del livello di servizio;
(Anni 2007-2013, milioni di euro)
il dato 2013, ove i valori di preconsuntivo siano risultati non disponibili o incompleti, &egrave; stato
ottenuto per stima, sulla base di una proiezione delle tendenze in atto. Tale stima, per quanto
affetta da approssimazione, si propone di offrire una prima indicazione sui risultati settoriali
attesi, ove gli andamenti in essere non dovessero subire correzioni o vere e proprie inversioni
il biennio 2012-2013, per la gestione della rete regionale, rappresenta un momento di forte
discontinuit&agrave; rispetto al passato, perfezionandosi il processo di scissione e separata
societarizzazione delle risorse aziendali afferenti al comparto dei servizi di trasporto ferroviario.
Il suddetto processo di scissione ha innescato un profondo riassetto del gestore sul piano
organizzativo, economico-finanziario e patrimoniale, in vista di una forte focalizzazione
sull’attivit&agrave; di riferimento (l’infrastruttura ferroviaria), con la compiuta applicazione, anche
all’infrastruttura regionale, del canone di accesso alle tracce orarie (pedaggio) da parte del
trasporto passeggeri e del traffico merci. Tale discontinuit&agrave;, d’altra parte, si riflette nella
necessit&agrave; di avvicinare con discernimento l’analisi di dati e informazioni di riferimento del
periodo, che per le ragioni anticipate non hanno potuto sottrarsi a una relativa disomogenit&agrave;
con la serie storica venuta ad affermarsi sino al 2011 e che solo in prosieguo di tempo
potranno assestarsi ed essere cos&igrave; oggetto di una piena valutazione in rapporto alle diverse
linee di attivit&agrave; venute a consolidarsi in capo al Gestore dell’infrastruttura.
4.6.1 Gestione rete e servizi di trasporto in sintesi
La Regione, nel periodo 2001-2013, ha destinato al sostegno e allo sviluppo del settore ferroviario
(trasporto passeggeri e gestione rete) un ammontare crescente di risorse finanziarie in conto
esercizio, attestato a 147 milioni di euro nel biennio 2012-2013 (inclusa indicizzazione, L.2/2009
e CCNL), con un incremento complessivo del 16% dal 2008.
Risorse regionali correnti settore ferroviario
(Anni 2001-2013, trasporto passeggeri e rete, milioni di euro)
Variaz. % risorse regionali correnti settore ferroviario
(Anni 2003-2013)
1,3% 1,8% 0,9%
I corrispettivi per i servizi di trasporto e quelli relativi alla gestione della rete, come si rileva
dalla figura che segue, stanno tra loro in un rapporto di 8:1. Il corrispettivo del trasporto include
anche la quota da destinare al pagamento del canone di pedaggio per l’accesso all’infrastruttura.
Il dato relativo agli esercizi 2008-2013, particolarmente cospicuo, tiene conto delle rilevanti
risorse incrementali messe a disposizione dalla Regione per il potenziamento dei servizi
nonch&eacute; delle risorse aggiuntive (pari a circa 10,6 milioni di euro/anno) finanziate dalla L. 2/2009,
quale parziale riallineamento dei trasferimenti statali alle Regioni individuati all’atto della delega
delle competenze in materia di servizi ferroviari (art. 9 D.Lgs. 422/97), che erano rimasti da allora
invariati e comunque riferiti all’ammontare dei servizi originari.
Corrispettivi trasporto passeggeri e gestione infrastruttura
(Anni 2001-2013, milioni di euro)
corrispettivo pax*
corrispettivo rete*
Nel periodo 2001-2013, il servizio di trasporto passeggeri &egrave; stato costantemente potenziato,
passando da 15 a oltre 19 milioni di km/anno (treni pi&ugrave; bus sostitutivi), con un incremento dal
2008 del 15%.
(Anni 2001-2013, milioni di treni*km + bus*km)
Variaz. % annua dei servizi di trasporto passeggeri
(Anni 2001-2013)
19,5 19,4
19,1 19,2
16,8 16,9 16,9
16,516,6
Il dato dei bus*km presenta una dinamica particolarmente accentuata nel quinquennio, in
esito alle strategie riorganizzative messe in atto dalla Regione per garantire un adeguato livello di
offerta in presenza di forti tagli dei trasferimenti statali (L. 135/2012 e smi), specie sulle relazione a
domanda debole che, a partire dal 2011, hanno visto la sostituzione di servizi ferroviari con servizi
autobus sostitutivi.
Servizi di trasporto passeggeri in modalit&agrave; ferroviaria
(Anni 2009-2013, treni*km)
Andamento bus*km sostitutivi servizi in modalit&agrave; ferro
(Anni 2009-2013, bus*km)
La rete ferroviaria regionale (escluse quindi le tratte RFI) ha registrato un importante piano di
interventi nel periodo 2001-2005, che ha portato l'estensione operativa da 320 km a 349 km (+ 9%
circa), mantenendosi inalterata da allora. Il periodo successivo &egrave; caratterizzato da significativi
interventi di ammodernamento delle infrastrutture, per l’uniformazione con la rete nazionale e
l’elettrificazione di alcune linee (40% della rete).
Il traffico merci intercettato dall’Azienda pubblica regionale, come meglio descritto in uno
specifico capitolo del Rapporto, pur in presenza della L.R. 15/09, “Interventi per il trasporto
ferroviario delle merci” (finalizzata a promuovere l’intermodalit&agrave;, a ridurre l’inquinamento
ambientale e a incrementare la sicurezza della circolazione) e nonostante la ramificazione e
l’interconnessione tra rete regionale e nazionale, presenta un andamento altalenante e volumi
piuttosto contenuti, con un dato medio intorno ai 430.000 treni*km/anno nell’ultimo quadriennio.
Il settore ferroviario, nel suo complesso (passeggeri, merci e rete regionale), occupa circa 1.700
addetti45 nel 2013, di cui oltre il 95% impegnati nel comparto del trasporto passeggeri (incluso
personale rete regionale). La dinamica del personale registra una flessione graduale e pressoch&eacute;
sistematica dal 2002, con un decremento del 10% nel solo ultimo quinquennio, associata al
riassetto dei comparti, a fenomeni congiunturali e alla riorganizzazione societaria dell’Impresa
ferroviaria e delle aziende regionali, per esigenze di mercato e nella prospettiva di riforma
settoriale introdotta dalla revisione della L.R. 30/98 (separata societarizzazione della gestione delle
infrastrutture regionali rispetto alle attivit&agrave; di trasporto, confluite in Tper).
Addetti settore ferroviario
(Teste equivalenti, anni 2001-2013)
4.6.2 Monitoraggio dei servizi di trasporto ferroviario
Il paragrafo focalizza i principali dati e indici di caratterizzazione dei servizi regionali di trasporto
passeggeri per ferrovia, con riguardo al periodo 2001-2012, ove possibile anticipando previsioni
(stime o preconsutivi) al 2013. Nell’analisi, particolare attenzione &egrave; prestata all’ultimo quinquennio,
nel cui corso, come premesso, si apprezzano i risultati attesi dal contratto di servizio conseguente
alla gara e alle strategie aziendali che l’hanno accompagnata e seguita a partire dal 2008.
Corrispettivo contrattuale
Il corrispettivo erogato all’Impresa ferroviaria (CTI) per il trasporto passeggeri (indicizzato e al lordo
del CCNL e della L. 2/2009) &egrave; attestato sui 130 milioni di euro dal 2010, con un incremento del
15% rispetto al 2008, a fronte della rimodulazione del servizio accennata in premessa.
Corrispettivo erogato per trasporto passeggeri
129,1 130,4
Variaz. % annua corrispettivo trasporto passeggeri
(Anni 2002-2013)
87,788,3 91,4 91,5 92,3 94,5
45 Il dato relativo agli addetti individua la consistenza media del personale assegnato al settore sulla base delle teste medie tempopieno equivalenti dell’anno di riferimento, il cui computo tiene conto della tipologia di contratto (ad es., personale part-time), della data
d’inserimento in organico, ecc.
Rispetto al dato contrattuale, il corrispettivo effettivamente erogato al CTI nel periodo 20022013 risulta decurtato per gli scostamenti accertati tra impegni sottoscritti e servizio offerto sul
piano quantitativo (ad es., corse soppresse) e qualitativo (ad es. difformit&agrave; in materia di puntualit&agrave;
e regolarit&agrave; delle corse, pulizia dei mezzi e delle stazioni).
L’incidenza delle riduzioni contrattuali relative a scostamenti qualitativi (penali), di cui in
figura, oscilla tra lo 0,6% e l’1,4% nell’ultimo quinquennio e presenta un picco del 2,8% nel
2005, in corrispondenza dei gravi disservizi intervenuti in tale anno.
Le risorse complessivamente trattenute, a parziale compensazione dei disagi sofferti sono
pressoch&eacute; integralmente restituite agli utenti in diverse forme: incrementi del servizio,
abbonamenti mensili gratuiti (per almeno il 50% delle riduzioni di corrispettivo dal 2013, L.R. n. 9),
operazioni tariffarie d’incentivazione all’utilizzo dei servizi.
Riduzioni di corrispettivo trasporto passeggeri
(Anni 2002-2013, milioni di euro)
Riduzioni % corrispettivo trasporto passeggeri
Proventi da traffico e passeggeri trasportati
I proventi del traffico del trasporto passeggeri superano stabilmente quota 100 milioni di euro dal
2011 e si attestano a 107 milioni di euro nel biennio 2012-2013, con una crescita del 13%
rispetto al 2008, in esito a importanti manovre tariffarie (2008, 2010 e 2013) intervenute nella
logica dell’uniformazione alle tariffe obiettivo individuate dalla Regione (vedi sistema regionale
STIMER/Mi Muovo, unificazione tariffe e loro indicizzazione all’inflazione).
Proventi del traffico trasporto passeggeri
Variaz. % annua proventi traffico trasporto passeggeri
Gli utenti46 del sistema ferroviario regionale passano da 32 a 44 milioni nel periodo 2001-2013
(+2,6% come media annua), con un incremento nell’ultimo quinquennio pari al 15%. Il dato
2013, in considerazione dell’evoluzione dell’offerta determinata dalla riprogrammazione, &egrave; stato
integrato con la stima dei passeggeri trasportati dai servizi bus sostitutivi (in progressivo
incremento), non presente nel dato degli anni precedenti.
La ripartizione dei passeggeri sulle linee evidenzia un peso medio dell’infrastruttura regionale
attestato stabilmente su una soglia del 12% del traffico complessivo.
Gli sforzi compiuti dalla Regione per riqualificare e accrescere l’offerta di trasporto ferroviario,
pur a fronte di un periodo caratterizzato dal perdurare della crisi economica generale, sono stati
premiati con una crescita dei passeggeri trasportati superiore a quella del servizio.
Variaz. annua pax e servizio - rete regionale e nazionale
(Anni 2001-2013, numeri indice)
Passeggeri su Rete Regionale Vs Nazionale
(Anni 2001-2013, milioni di passeggeri)
treni*km pax
pax/anno
Addetti, produttivit&agrave; e costo del personale
Il dato degli addetti 2013 indicato in figura rappresenta una stima indicativa, non essendo ancora
disponibili i valori di preconsuntivo, tenendo peraltro conto, come gi&agrave; precisato, che &egrave; individuato in
termini di “teste equivalenti” (vedi precedente nota a pi&egrave; di pagina). Gli addetti del trasporto
passeggeri, compreso il personale impiegatizio, con andamento altalenante si riducono
progressivamente portandosi nel 2013 intorno alle 1.400 unit&agrave; (-9% dal 2008), in esito a
riorganizzazioni aziendali e societarie e a politiche di outsourcing (il personale di manutenzione
non &egrave; rappresentato) in grado di controbilanciare le dinamiche legate ai potenziamenti dei servizi.
Andamento degli addetti del trasporto passeggeri
Variaz. % annua addetti del trasporto passeggeri
2003 -0,4% 2005
-3% -2,5%
Dato stimato sulla base di indagini di frequentazione del servizio (saliti/discesi), ripetute regolarmente (due volte) nel corso di ogni
anno e con riguardo alla totalit&agrave; dei treni e delle stazioni/fermate. Per un approfondimento si rimanda ai paragrafi dedicati alle indagini
sui passeggeri trasportati.
Il dato sul personale di macchina47 del trasporto passeggeri presenta un andamento in sintonia
con la dinamica e la riorganizzazione del servizio (servizi treno Vs bus sostitutivi), attestandosi
intorno alle 480 unit&agrave; nel 2013.
La produttivit&agrave; pro capite, relativamente stabile sino al 2009, &egrave; in decisa crescita nell’ultimo
triennio, portandosi oltre i 40.000 treni*km/macchinista nel 2013, presumibilmente in esito a
logiche consortili e di efficientamento (economie di scala, ecc.) intervenute in coincidenza
dell’assetto societario e organizzativo assunto per la gara del 2008.
479 476 485 504
Produttivit&agrave; dei macchinisti del trasporto passeggeri
Andamento dei macchinisti del trasporto passeggeri
Il costo del personale (al lordo IRAP), dopo un andamento relativamente altalenante, in
coincidenza delle gi&agrave; menzionate strategie riorganizzative delle aziende ferroviarie, della dinamica
salariale e degli effetti congiunturali, si regolarizza a partire dall’anno 2008, attestandosi intorno
agli 86 milioni di euro nel 2012.
L’incidenza dei costi del personale sul totale dei costi operativi aziendali, relativamente
contenuta per effetto delle richiamate strategie aziendali (di “make or buy”), dopo essersi
mantenuta con relativa stabilit&agrave; intorno al livello del 40% nel primo quinquennio evidenzia un
progressivo ridimensionamento nel secondo, portandosi con relativa rapidit&agrave; sulla soglia del 35%,
segno dell’intensificazione delle suddette politiche aziendali di esternalizzazione dei processi di
supporto alla produzione (leggasi manutenzione).
Costo totale del personale del trasporto passeggeri
Rapp. % costo personale e costo operativo aziendale
84,9 86,3 87,6
70,0 73,3
Alcuni dei primi dati della serie storica sono frutto di stima, basata sui volumi di servizio e sull’andamento della produttivit&agrave; registrata
in media nel periodo successivo. I dati conclusivi del periodo presentano pertanto un superiore indice di attendibilit&agrave; e precisione.
Efficacia-Efficienza-Economicit&agrave;
Il rapporto Ricavi da traffico/Costi operativi, determinato sulla base del metodo di calcolo
adottato a livello di monitoraggio nazionale48 e riferito al periodo temporale esaminato in tale
ambito (2010-2013), presenta un dato medio superiore al 54% e un massimo del 56% nel
biennio 2012-2013 (quest’ultimo &egrave; un dato preconsuntivo), ben al di sopra della soglia minima del
35% individuata, con riguardo ai costi operativi veri e propri, dal D.Lgs. 422/97 e smi.
La figura a lato, per completezza del quadro di riferimento, con riguardo alla rete nazionale e
regionale, riproduce l’andamento del dato dei costi d’infrastruttura (oneri per pedaggio e altri
costi di accesso) considerati nel calcolo precedente per il periodo in esame.
Costi d’infrastruttura
(Anni 2010-2013)
Rapporto Ricavi da traffico Vs “Costi operativi”
R/C &gt;= 35%
48 Il DPCM dell’11 marzo 2013, “Definizione dei criteri e delle modalit&agrave; con cui ripartire il Fondo Nazionale per il concorso dello Stato
agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle regioni a statuto ordinario”, all’art. 1, “Valutazione degli obiettivi di
efficientamento e razionalizzazione della programmazione e gestione del complesso dei servizi di TPL anche ferroviario”, prevede che il
soddisfacimento dell’obiettivo del progressivo incremento del rapporto tra ricavi da traffico e costi operativi sia verificato attraverso
l’incremento, su base annua, rispetto all’anno precedente del “rapporto calcolato su base regionale tra ricavi da traffico e la somma dei
ricavi da traffico e dei corrispettivi di servizio al netto della quota relativa all’infrastruttura” (pedaggi e canoni).
4.6.3 Monitoraggio della gestione della Rete Regionale
Il paragrafo fornisce i principali dati e indici di caratterizzazione del settore ferroviario relativamente
alla gestione delle infrastrutture di rete, limitandosi a quella regionale.
L’analisi &egrave; focalizzata sull’ultimo biennio (2012-2013) dell’arco temporale complessivo di
riferimento (2001-2013), in considerazione dell’operativit&agrave; dell’Azienda nel nuovo assetto societario
e gestionale, intervenuto nel 2012, e della disponibilit&agrave; dei dati consuntivi a tutto il 2013.
Come gi&agrave; rilevato, con decorrenza 1 febbraio 2012, si &egrave; infatti perfezionata la separazione
societaria e il riassetto organizzativo di FER Srl che ha mantenuto, con la stessa
denominazione, la gestione della rete regionale e ha acquisito dalla Regione, ai sensi della L.R.
30/98 e smi, il ruolo di stazione appaltante per l’affidamento dei servizi ferroviari di competenza
riferiti all’intero bacino regionale e per la gestione e monitoraggio del relativo Contratto di servizio.
L’esame degli andamenti privilegia le attivit&agrave; connesse alla gestione della rete e all’erogazione
dei servizi a essa connessi, tralasciando quanto afferente alle attivit&agrave; complementari e
supplementari affidate alla FER e riconducibili al trasporto merci, alla gestione del proprio
patrimonio immobiliare, allo svolgimento del suddetto ruolo di stazione appaltante.
Il traffico merci sulle infrastrutture regionali presenta dati peraltro assai contenuti nel periodo di
La rappresentazione del dato del corrispettivo, nei paragrafi che seguono, &egrave; completata da quella
relativa al dato del pedaggio e dei canoni che le Imprese ferroviarie corrispondono a FER per
l’accesso alle infrastrutture regionali e ai servizi connessi.
Allo scopo di ricondurre costi e ricavi alle singole linee di attivit&agrave; &egrave; stata predisposta una struttura di
riclassificazione del conto economico aziendale, secondo criteri in via di progressivo
consolidamento. I risultati del biennio sono pertanto da considerarsi come orientativi e suscettibili
di successivi affinamenti.
L’estensione della rete, come gi&agrave; evidenziato in premessa, risulta relativamente stabile da quasi un
decennio, essendo il suo potenziamento concentrato nel periodo 2001-2005, ove lo sviluppo
chilometrico - dagli iniziali 320 km - &egrave; stato progressivamente portato a 349 km, con un incremento
complessivo del 9%.
Corrispettivo per la gestione dell’infrastruttura
Il corrispettivo contrattuale erogato dalla
Regione per la gestione dell’infrastruttura
ferroviaria si attesta a 15 milioni di euro
nel 2013, con un andamento in costante
crescita a partire dal 2005, segnando una
variazione media annua del 5,3% e
complessiva di 51 punti.
Corrispettivo erogato per gestione infrastruttura
dell’infrastruttura, ove si considerino
anche i trasferimenti relativi al CCNL e
le risorse straordinarie previste dalla
Regione a fronte di interventi aggiuntivi di
rifunzionalizzazione delle stazioni/fermate
(pari a 1 milione di euro nel 2012), sfiora
la quota di 17 milioni di euro nel 2012 e si
attesta a 16,4 nel 2013.
Risorse erogate dalla Regione
La dinamica delle risorse per km di rete evidenzia un dato medio di periodo di 37.200 euro e un
dato 2013 a quota 47.000 euro, in calo rispetto al 2012 in assenza dell’intervento straordinario.
Tale andamento, in costanza di rete, oltre che
da dinamiche congiunturali (CCNL, inflazione,
ecc.) &egrave; spiegato dall’intensificarsi, anche in via
straordinaria, degli interventi di manutenzione
e ammodernamento delle infrastrutture, rivolti
all’omogeneizzazione gestionale di una rete
che sino al 2009 ha fatto capo a gestori diversi,
all’elettrificazione di diverse linee, agli sforzi
compiuti per uniformare gli standard regionali
con quelli nazionali e per promuovere
l’interconnessione e l’intermodalit&agrave; tra i due
Risorse erogate per km di rete
Costi e ricavi della rete
Il costo operativo della gestione dell’infrastruttura nel biennio 2012-2013, riferito alla tale linea di
attivit&agrave; in senso stretto, si attesta in media sui 21 milioni di euro in termini complessivi e sui
60.000 euro/anno in termini unitari (per km di rete in esercizio).
Costo operativo per gestione rete
Costo operativo per km di rete
(Anni 2001-2013, euro)
L’andamento del costo operativo della rete, con fluttuazioni concentrate negli estremi del
decennio, connota lo sviluppo delle infrastrutture, prima, e il loro progressivo adeguamento, dopo,
secondo le esigenze e le finalit&agrave; sopra richiamate.
Quanto ai ricavi, la gestione dell’infrastruttura pu&ograve; contare sulla voce degli introiti da pedaggio
che le Imprese Ferroviarie versano per l’accesso alle infrastrutture regionali e per i connessi
servizi, che registra un’evidenza contabile a partire dal 2012, a fronte della scissione societaria.
Tali introiti, limitatamente al trasporto passeggeri, nel biennio 2012-2013 sono pari in media a 3,2
Addetti, produttivit&agrave; e costo del personale di rete
L’organico aziendale si attesta a 246 unit&agrave; nel 2012 per scendere a 244 nel 2013, di cui il 90%
circa impegnato nella gestione e manutenzione della rete ferroviaria regionale. Gli andamenti
alternati nell’arco dell’intero periodo sono legati al duplice effetto della crescita delle infrastrutture
in esercizio, al loro potenziamento e ammodernamento, e dei processi riorganizzativi e aggregativi
aziendali, intervenuti, con particolare rilievo, a partire dal 2007.
Personale addetto alla gestione delle infrastrutture
Quanto alla produttivit&agrave; del personale, legata alle fasi di potenziamento, adeguamento e messa
a produzione di nuove tratte, si osserva che sono mediamente necessari 0,7 addetti per km di
rete al fine di assicurare il complesso delle necessarie attivit&agrave; di amministrazione,
gestione/esercizio e manutenzione della stessa.
Il costo del personale aziendale addetto alla rete (lordo IRAP) si attesta in media sui 13,6 milioni
di euro nel biennio 2012-2013 (il dato rappresentato in figura per gli anni precedenti, pi&ugrave; elevato,
comprende anche il costo del personale impegnato nelle altre attivit&agrave; aziendali). Il costo medio
annuo per addetto, nello stesso biennio, presenta un dato medio intorno ai 55.000 euro.
Costo del personale addetto alla rete
L’incidenza dei costi del personale sul totale
dei costi operativi aziendali, nel biennio 20122013, &egrave; pari in media al 64,6%.
Costo medio per addetto del personale di rete
Rapporto % costo personale Vs costo operativo rete
Le significative oscillazioni rilevabili nel periodo
precedente sono legate alle dinamiche, pi&ugrave;
volte evidenziate, indotte dalle operazioni di
concentrazione e riassetto societario e di
riorganizzazione produttiva.
Efficiacia-Efficienza-Economicit&agrave; della rete
La copertura dei costi operativi di gestione della rete, seppur sempre riconducibile in via
principale, com’&egrave; naturale, al corrispettivo contrattuale, pu&ograve; contare come sopra anticipato sugli
introiti da pedaggio che le Imprese Ferroviarie di trasporto passeggeri versano al Gestore per
l’accesso alle infrastrutture regionali e per i connessi servizi (in premessa di paragrafo &egrave; gi&agrave; stato
precisato che il traffico merci presenta una dimensione non rilevante, pur contribuendo con un
proprio pedaggio a remunerare l’utilizzo dell’infrastruttura).
Tali introiti, relativamente al biennio 2012-2013, permettono in media di coprire una quota del
totale dei costi operativi annui pari al 15%.
Il corrispettivo contrattuale erogato dalla Regione concorre alla copertura dei costi operativi
dell’infrastruttura per un valore medio pari al 79% nel biennio 2012-2013, dato che raggiunge l’89%
ove si considerino anche il CCNL e gli altri proventi della gestione dell’infrastruttura, diversi e
aggiuntivi rispetto al pedaggio.
Rapporto % corrispettivo contrattuale Vs costi operativi
Corrisp., CCNL e altri proventi Vs costi operativi
22,1 20,4 21,6
19,4 18,0
14,9 15,3 15,6 15,7
12,6 12,0 12,9
Corrisp + AP
Il pareggio di bilancio della gestione dell’infrastruttura, ossia la copertura integrale dei costi di
gestione, nel biennio 2012-2013, oltre a quanto sopra, &egrave; garantito con il concorso ulteriore degli
introiti derivanti dalle attivit&agrave; aziendali complementari quali la valorizzazione commerciale di
servizi, beni e diritti che, in sinergia con la rete, sono offerti alle Imprese Ferroviarie (in aggiunta a
quelli strettamente remunerati con il pedaggio) e a soggetti terzi (per l’accesso e l’utilizzo di aree,
impianti e immobili facenti parte del patrimonio aziendale).
Dal 2012, alla suddetta copertura dei costi concorre anche l’attivit&agrave; aggiuntiva di “stazione
appaltante” dei servizi di trasporto passeggeri di competenza regionale, per i cui oneri &egrave; stata
riconosciuta a FER una quota percentuale sul trasferimento che la Regione assicura a copertura
del corrispettivo del contratto di servizio.
INVESTIMENTI PER LA MOBILIT&Agrave; FERROVIARIA
4.7.1 Interventi sull’infrastruttura ferroviaria nazionale gestita da RFI
La possibilit&agrave; di potenziare, razionalizzare e migliorare i servizi ferroviari di competenza regionale &egrave;
anche fortemente legata agli investimenti che vengono posti in essere sull’infrastruttura.
Gli interventi che risultano realizzati negli ultimi anni da RFI su impianti dell’infrastruttura ferroviaria
nazionale ricadenti nei limiti amministrativi della Regione Emilia-Romagna o percorsi dai treni
regionali inseriti nel Contratto di servizio Regione – Consorzio Trasporti Integrati, da riscontri
effettuati dagli uffici regionali e da informazioni direttamente acquisite, sono elencati di seguito.
n Raddoppio del binario sulla linea Bologna-Verona (completamento della tratta mancante
Tavernelle E-Nogara).
Impegno complessivo di spesa: 846 milioni di euro.
Raddoppio binario linea Bologna-Verona
Previsioni anno di
Tavernelle E. - San Giovanni in Persiceto
San Giovanni in Persiceto - Crevalcore
13,1+41,7
Crevalcore - San Felice sul Panaro
Poggio Rusco - Nogara
(compresi nei 192)
San Felice s/P. - Poggio Rusco (ultimo
Nuovo Ponte sul Po
(prima fase: pile e fondazioni)
(seconda fase: impalcato in acciaio)
Adeguamento alimentazione elettrica e
nuove sottostazioni elettriche
Apparati centrali di 4 Stazioni/Posti
Attrezzaggio tecnologico definitivo
(BABcc)
Soppressione passaggi a livello (con
viabilit&agrave; sostitutiva)
Adeguamento stazioni/eliminazione
n Potenziamento della linea Ravenna-Rimini (in corso)
Impegni/programmi di spesa RFI Bologna: 15 milioni di euro, Regione Emilia-Romagna ed Enti
locali: 8,3 milioni di euro (come da relativo Protocollo d’intesa del 12/9/2003, i lavori sono stati
avviati nel 2005) per:
realizzazione nuove fermate;
soppressione passaggi a livello (in corso);
velocizzazione incroci dei treni regionali nelle stazioni (completato);
adeguamento stazioni/eliminazione barriere architettoniche (in corso).
n Potenziamento linea Bologna-Castelbolognese-Rimini-Cattolica (in corso)
Impegni e/o programmi di spesa RFI Bologna: 69,9 milioni di euro nella tratta BolognaCastelbolognese e circa 50 milioni di euro nella tratta fino a Rimini, per un totale di circa 119,9
milioni di euro per:
velocizzazione itinerari dei treni regionali nelle stazioni (completato);
nuovi apparati di sicurezza in stazione e linea, adeguamento per SCC (15,1 milioni
di euro, completato);
adeguamento stazioni/eliminazione barriere architettoniche;
marcia parallela dei treni (completato).
n Potenziamento linea Castelbolognese-Ravenna (in corso)
Impegni/programmi di spesa RFI Bologna: circa 7,5 milioni di euro per prima fase (come da
relativo Protocollo di intesa) per:
velocizzazione itinerari dei treni regionali nelle stazioni;
nuovo apparato di sicurezza/PRG in stazione di Lugo;
soppressione passaggi a livello;
aumento della capacit&agrave; della linea.
n Servizio Ferroviario Metropolitano nel nodo di Bologna (in corso)
Impegni/programmi di spesa RFI Bologna: 62 milioni di euro per:
nuove fermate in area urbana ed extraurbana;
velocizzazione incroci/itinerari dei treni regionali nelle stazioni (completato);
rinnovo apparecchiature di sicurezza (completato).
n Completamento doppio binario Bologna-Padova (in corso)
Impegni/programmi di spesa RFI Bologna: circa 135 milioni di euro per:
quadruplicamento Corticella-Castelmaggiore (26 milioni di euro) (completato);
nuovo Ponte e ricondizionamento vecchio ponte sul Po tra Pontelagoscuro e
Occhiobello (prima fase 4,8 milioni di euro, totale 58 milioni di euro) (completato);
nuovo attrezzaggio tecnologico (completato);
collegamento diretto Sermide-Codigoro/Ravenna con sottoattraversamento linea di
RFI (in corso).
n Completamento doppio binario linea Pontremolese (Parma-Borgo Val di Taro-La Spezia)
Impegni/programmi di spesa RFI Firenze: 557 milioni di euro per opere in corso e circa 2.304
milioni di euro per completamento raddoppio intera tratta in Legge Obiettivo per:
adeguamento funzionale galleria del Borgallo (completato);
doppio binario Solignano-Fornovo (prima fase Solignano-P.M. Osteriazza, 190
milioni di euro, lavori in corso - attivazione prevista fine 2014);
soppressione PL Parma-Fornovo (in corso);
doppio binario Parma-Fornovo;
&sect; galleria di base Berceto-Pontremoli.
Il CIPE con delibera del 6 marzo 2009 ha confermato l’assegnazione di 234,6 milioni di euro
per la realizzazione della nuova tratta Parma-Vicofertile. La relativa progettazione &egrave; gi&agrave; stata
avviata ed &egrave; stata convocata la relativa Conferenza dei Servizio per l’approvazione.
n Potenziamento linea Faenza-Borgo San Lorenzo (lavori bloccati)
Impegni/programmi di spesa RFI Firenze (dato non fornito) per:
adeguamento linea per il trasporto merci (da 15 t/asse a 22,5 t/asse) e
velocizzazione.
n Potenziamento linea Piacenza-Alessandria (in corso)
Impegni/programmi di spesa RFI Milano (dato non fornito) per:
potenziamento elettrificazione;
rinnovo apparati di sicurezza;
quadruplicamento Tortona - Voghera con salto di montone (PPI 2002-stima
parametrica: 600 milioni di euro).
n Attivazioni di RFI con ricadute sui servizi ferroviari del Contratto di servizio EmiliaRomagna – Consorzio Trasporti Integrati nel periodo 2011-201249 (secondo le informazioni
in possesso della Regione, il segno ”+“ indica effetti positivi, il segno “-“ negativi):
&sect; 14/2/2011: attivazione “Bivio Rivana” tra Ferrara e Ravenna (su linea FER Ferrara-Codigoro) e
soppressione temporanea di un tratto di circa 4 km della linea Ferrara-Ravenna per
interramento -;
&sect; 29/5/2011: attivazione Interconnessione Fidenza Ovest sulla linea AVAC Milano-Bologna, con
utilizzo della linea Fidenza-Cremona; riduzione di velocit&agrave; su questa linea dal 2&deg; bivio Fidenza
Ovest a Fidenza -;
&sect; 24/7/2011: attivazione doppio binario nel tracciato “sottovia buca” per l’ingresso a Bologna
Centrale in arrivo dalle linee Porretta, Piacenza, Verona +;
&sect; 5/8/2011: velocizzazione linea Modena-Verona ambito stazione di Mantova (+10 km/h) +;
Per un approfondimento sugli anni precedenti si rimanda alle scorse edizioni del presente
http://mobilita.regione.emilia-romagna.it/entra-in-regione/Pubblicazioni/rapporti-annuali-di-monitoraggio
&sect; 26/8/2011: apertura nuovo marciapiede h 55 cm tra i binari 3 e 4 della stazione di Bologna
Centrale +;
&sect; 6/11/2011: ACCM (Apparato Centrale Computerizzato Multistazione) nella parte “orientale”
della Cintura di Bologna (Bivio Arcoveggio-Bivio Crociali e raccordi fino a Castelbolognese
R.T.) +;
&sect; 7/11/2011: soppressione del raccordo “Zanussi” tra le stazioni di Faenza e di Forl&igrave;;
&sect; 11/12/2011: attivazione interconnessione Modena Ovest su linea AVAC, doppio binario
Villanova-Quattroville – Modena della linea a binario unico Modena-Mantova +;
&sect; 19/12/2011: attivazione blocco conta-assi banalizzato tra Pontremoli e Borgo Val di Taro, linea
Pontremolese +.
&sect; 24/1/2012: disattivazione binario di incrocio nella stazione di Classe sulla linea a binario unico
Rimini-Ravenna -;
&sect; 29/2/2012: modifiche al binario 5&deg; (tronco) in stazione di Modena, per agevolare salita e
discesa viaggiatori +;
&sect; 15/4/2012: soppressione della stazione di Cadeo (ora solo fermata) sulla linea PiacenzaBologna -;
&sect; 8/5/2012: attivazione del Passante Sotterraneo AVAC a Bologna Centrale, solo per transito
treni “non stop” e senza servizio viaggiatori +;
&sect; 10/6/2012: soppressione del binario di incrocio nella stazione di Citerna Taro (senza servizio
viaggiatori) nelle more della realizzazione del doppio binario Solignano-Osteriazza sulla linea
Pontremolese -;
&sect; 14/10/2012: soppressione del Posto di Movimento Alseno (ex-stazione) sulla linea PiacenzaBologna -;
&sect; 14/10/2012: soppressione dei binari di precedenza a Pontenure (ora solo Posto di
Comunicazione con servizio viaggiatori) sulla linea Piacenza-Bologna -;
&sect; 14/10/2012: soppressione del raccordo in piena linea “STIF” (ex-stazione di Pontelagoscuro)
tra Ferrara e Occhiobello della linea Bologna-Padova.
&sect; 21/4/2013: soppressione binario di incrocio nella stazione di Rimini Viserba (ora solo fermata)
sulla linea a binario unico Rimini-Ravenna -;
&sect; 21/4/2013: soppressione della stazione di Villa Cad&egrave; tra Rubiera e Reggio Emilia (servizio
viaggiatori soppresso da oltre 5 anni) sulla linea Milano-Bologna;
&sect; 4/6/2013: apertura all’esercizio viaggiatori della fermata SFM “Bologna Mazzini” sulla linea
Bologna-Prato +;
&sect; 9/6/2013: attivazione del Passante Sotterraneo AVAC, della stazione sotterranea AV di
Bologna Centrale +, e della stazione AV di Reggio Emilia “Mediopadana”;
&sect; 30/9/2013: soppressione binario di incrocio nella stazione di Bellaria (ora solo fermata) sulla
linea a binario unico Rimini-Ravenna, contestuale attivazione nuovo marciapiede h 55cm -;
&sect; 30/9/2013: attivazione nuovo marciapiede h 55cm nella fermata di Rimini Viserba sulla linea a
binario unico Rimini-Ravenna +;
&sect; 19/11/2013: soppressione dei binari di incrocio nella stazione di Vergato (ora solo fermata)
sulla linea a binario unico Bologna-Porretta in attesa attivazione nuovo marciapiede h 55cm -;
&sect; 19/11/2013: soppressione del binario di incrocio nella stazione di Massalombarda (ora solo
fermata) sulla linea a binario unico Faenza-Lavezzola (fuori servizio da anni) -;
&sect; 20/11/2013: soppressione di tutti i deviatoi e del binario di precedenza nella stazione di
Gambettola (ora solo fermata) sulla linea Bologna-Rimini (in realt&agrave; la rimozione &egrave; avvenuta gi&agrave;
a giugno, il binario non era utilizzabile per servizio viaggiatori) -;
&sect; 15/12/2013: attivazione solo formale della fermata SFM “Bologna S.Vitale” sulla linea BolognaRimini;
&sect; 15/12/2013: attivazione del nuovo ACEI della stazione di Portomaggiore sulla linea FerraraRimini, nonch&eacute; del sottopassaggio viaggiatori e di un nuovo marciapiede al servizio del IV
binario +;
&sect; 15/12/2013: aumento della velocit&agrave; nella tratta Montesanto-Argenta, linea Ferrara-Rimini, +;
&sect; 15/12/2013: apertura nuovo marciapiedi h 55 cm in stazione di Rimini (binari 1, 2, 3), +;
&sect; 15/12/2013: apertura nuovo marciapiedi h 55 cm in stazione di Pesaro (binari 2, 3), +.
n Problemi di capacit&agrave; su alcune linee
Nell’ambito dello studio degli orari che si svolge durante l’anno in vista dell’attivazione delle nuove
offerte in concomitanza con il “cambio orario europeo” di dicembre, la Regione ha pi&ugrave; volte
segnalato e richiesto adeguamenti impiantistici su varie linee sia a binario unico che doppio per
risolvere alcuni problemi di capacit&agrave; che compromettono a volte la stabilit&agrave; dell’orario o la
possibilit&agrave; di offrire servizi rigidamente cadenzati. In molti casi tali carenze e i conseguenti conflitti
di circolazione vengono risolti a danno del trasporto regionale e in favore di altri servizi.
Nel corso degli ultimi anni, il Gestore ha inoltre proceduto all’eliminazione di numerosi binari di
incrocio/precedenza su linee sia a binario unico che doppio, oltre ai deviatoi che permettono il
passaggio da un binario di corsa all’altro su linee a binario doppio (“Comunicazioni”), in
corrispondenza di stazioni che sono state quindi trasformate in “fermate”; la capacit&agrave; di tali linee, a
giudizio della Regione, &egrave; quindi diminuita. Si segnalano in particolare non pi&ugrave; utilizzabili alcune
stazioni sulla linea Ferrara-Ravenna-Rimini, per la particolare sofferenza in cui essa versa. Desta
inoltre perplessit&agrave; il fatto che tali interventi siano previsti nel prospetto informativo della Rete di RFI
nell’allegato 7 “Interventi di aumento di capacit&agrave; dell’infrastruttura”.
n Soppressione passaggi a livello
Prosegue sulle linee principali l’eliminazione dei passaggi a livello. Sulla Bologna-Piacenza il
30/3/2007 &egrave; stato soppresso l’ultimo passaggio a livello (il PL km 103+031). Il 16/12/2010 &egrave; stato
soppresso l’ultimo PL della linea Rimini-Pesaro, posto al km 112+375. Sulla Bologna-Rimini (1 a
Castel Bolognese) l’ultimo sar&agrave; soppresso nei primi mesi del 2014. In tempi brevi scompariranno
anche gli ultimi sulla Bologna-Ferrara (2 a Bologna, soppresso fine 2010 Coronella, soppresso il
21/4/2013 quello di Ferrara - Chiesuol del Fosso), mentre proseguono le attivit&agrave; lungo altre linee,
tra cui la zona di Lugo (soppressi 2 nel 2010) e la linea Ravenna-Rimini.
In particolare, sulla Bologna-Verona (restano 2 passaggi a livello a Bologna) e sulla ModenaSoliera i lavori per il doppio binario porteranno alla soppressione di quasi tutti i PL rimasti.
Per gli importanti lavori di potenziamento che interessano la linea, inserita dell’itinerario TiBre,
meritano una particolare attenzione gli interventi in corso sulla Parma-La Spezia (Pontremolese).
Dal 1992 al 2009 sono stati soppressi 34 PL, di cui 14 in territorio dell’Emilia-Romagna.
Nel 2010 i lavori in corso di realizzazione hanno riguardato in comune di Collecchio 9 passaggi a
livello su strade pubbliche e 2 passaggi a livello sulla viabilit&agrave; privata; in comune di Parma
l’eliminazione di altri 5 PL.
Importo complessivo dell'appalto: circa 20.000.000 euro. I lavori sono stati consegnati nel
novembre del 2010. Il tempo contrattuale previsto &egrave; di 510 giorni naturali consecutivi.
n Nuova stazione di Parma
Nell’ambito dei lavori di ristrutturazione e rinnovamento della stazione di Parma, entrati nel vivo nei
primi mesi del 2009, per quanto riguarda la parte pi&ugrave; strettamente ferroviaria, due degli 8 binari
(l’VIII &egrave; tronco) di cui dispone la stazione sono stati messi fuori servizio a rotazione per circa 6-8
mesi per permettere la realizzazione dei nuovi marciapiedi e dei sottopassaggi, come previsto nei
progetti di ammodernamento di tutta l’area della stazione.
Sono gi&agrave; stati completati i principali lavori fuori terra in corrispondenza dei binari, tra cui
l’innalzamento dei marciapiedi a quota 55 cm per quelli da 1 a 5. Il completamento dei lavori che
riguardano il FV storico, la cui previsione di completamento era per fine 2011, &egrave; ora rinviato “sine
die” per il fallimento di varie societ&agrave; partecipate dal Comune di Parma.
La realizzazione dei lavori sta creando sensibili condizionamenti alla circolazione ferroviaria, in
particolare per quelle relazioni che si attestano alla stessa stazione.
n Nuova stazione AV di Reggio Emilia
La nuova stazione AV &egrave; elemento costitutivo del “nodo intermodale di Mancasale”, dove la linea
AV sovrapassa la linea ferroviaria regionale Reggio Emilia-Guastalla, divenendo quest’ultima
elemento funzionale di alimentazione del traffico della prima.
Nel dicembre 2008 &egrave; stata sottoscritta una convenzione tra Regione Emilia-Romagna, Provincia di
Reggio Emilia, Comune di Reggio Emilia, RFI SpA, TAV SpA e Consorzio ACT di Reggio Emilia,
per la realizzazione del nuovo nodo intermodale.
La spesa complessiva per la sua realizzazione &egrave; di circa 80 milioni di euro, spesa in larga misura
sostenuta da fondi messi a disposizione dalla Regione nell’ambito degli interventi sul nodo.
La stazione &egrave; stata attivata con il “piccolo” cambio di orario del 9 giugno 2013, a lavori accessori
non ancora ultimati, tra i quali anche la corrispondente fermata della linea regionale RE-Guastalla,
la cui apertura &egrave; avvenuta a settembre 2013.
n Nuova interconnessione AV “Modena Ovest”
Sono stati completati, per la 1&ordf; fase e con un certo ritardo rispetto ai tempi originariamente previsti,
i lavori dell’interconnessione “Modena Ovest” della linea AVAC Milano-Bologna. In tale ambito &egrave;
stato attivato un tratto di doppio binario di circa 4 km tra le stazioni di Modena e la fermata
“Villanova-Quattro Ville”; il previsto raddoppio del binario della linea Modena-Mantova tra le
stazioni di Modena e Soliera &egrave; attualmente limitato alle sole opere civili e non &egrave; dato sapere
quando i lavori riprenderanno. Resta inoltre a binario unico il tratto di ingresso a Modena, la cui
attivazione avverr&agrave; presumibilmente in parallelo con la variante Modena-Scalo Marzaglia-Rubiera,
prevista per la seconda met&agrave; del 2014.
n Attivit&agrave; di contenimento del rumore ferroviario lungo le linee di RFI SpA
Nel 2001 la Regione Emilia-Romagna (Direzione Generale Ambiente e Difesa del suolo e della
costa), RFI e il Comune di Bologna hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la progettazione e
la realizzazione di barriere antirumore lungo alcune tratte ferroviarie particolarmente critiche
ricadenti nel territorio di tale comune. Ad oggi questi interventi risultano completati per i siti di via
Bonvicini, via Emanuel, mentre per l’intervento previsto in via Zagabria non risulta avviata ancora
alcuna attivit&agrave;.
Nel 2003 &egrave; stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Regione, RFI e tutte le Province della
regione per la progettazione di barriere antirumore lungo alcune tratte ferroviarie particolarmente
critiche ricadenti nei loro territori (cd. “progetti pilota”). Attualmente quasi tutte le Province hanno
completato la “progettazione acustica”, inviata a RFI per l’approvazione. Alcune Province hanno
anche ricevuto da RFI il “nulla osta” alla progettazione definitiva e stanno provvedendo in tal
senso. Quest’attivit&agrave; &egrave; stata rallentata da difficolt&agrave; incontrate per l’acquisizione di dati di dettaglio e
per l’effettuazione di misurazioni sulla circolazione ferroviaria.
Nel 2004 inoltre si &egrave; avuta la presentazione (e parziale approvazione in Conferenza Unificata) del
cosiddetto “Piano Nazionale di Risanamento”, predisposto da RFI in conformit&agrave; alla legislazione
vigente. Vista la carenza di alcune basi dati utilizzate per la stesura del “Piano”, la Conferenza ha
ritenuto di approvare solo le prime 4 annualit&agrave; di intervento (su un totale di 15), con facolt&agrave; per le
Regioni di posticipare o anticipare gli interventi. Questa formulazione ha posto seri problemi
interpretativi e operativi tra RFI, Ministero dell’Ambiente e Regioni, che hanno portato a uno stallo
di fatto degli interventi. RFI ha inviato ad alcuni Comuni i progetti preliminari delle barriere per
l’approvazione di competenza, riscontrando notevoli resistenze a causa dell’invasivit&agrave; degli
interventi previsti: barriere non trasparenti di oltre 7 metri non sono infatti accettate dalla
&Egrave; ancora aperto il tavolo di confronto con i soggetti coinvolti per cercare di sbloccare la situazione
e dare almeno inizio a una parte degli interventi previsti. RFI ha comunque avviato, in accordo con
i Comuni interessati, la progettazione acustica e preliminare di alcuni degli interventi delle prime 2
annualit&agrave;, grazie alla decisiva mediazione della Regione su alcuni aspetti progettuali
particolarmente critici.
4.7.2 Investimenti per il rinnovo del materiale rotabile regionale
Come gi&agrave; accennato nel corso del presente documento, la Regione Emilia-Romagna, a partire dal
2007, ha avviato un “Piano straordinario di investimenti” per potenziare e ammodernare le linee
regionali e per rinnovare il proprio parco rotabile. Tale Piano ammonta a quasi 500 milioni di
euro, suddivisi in misura circa paritaria tra materiale rotabile e interventi infrastrutturali.
Nel primo semestre 2013 &egrave; giunta a completamento la parte del Piano straordinario di
investimenti destinata al rinnovo del parco regionale, con l’entrata in esercizio di 12 nuovi treni
elettrici ETR 350.
Il dettaglio delle nuove forniture e del relativo investimento &egrave; riportato nella figura seguente.
Figura 158 bis
Di cui: +21
Ulteriori: +7
Treni elettrici per
BO - SFM
Investimento tra
(300 M€)
4.7.3 Attivit&agrave; tecnico-amministrative di competenza regionale in ottemperanza al
D.P.R. 753/80
Durante il 2013 l’attivit&agrave; tecnico-amministrativa che compete all’Amministrazione regionale ai sensi
del D.P.R. 753/80 in qualit&agrave; di proprietaria della rete ferroviaria, acquisita in ottemperanza al
D.Lgs. 422/97, ha comportato l’istruttoria delle seguenti pratiche, suddivise per tipologia di
approvazione progetti infrastrutturali
e forniture di materiale rotabile (art. 3 D.P.R. 753/80) e
gestione delle attivit&agrave; inerenti i beni immobili dati in concessione
alla soc. FER Srl:
n&deg; pratiche istruite
autorizzazioni di attivit&agrave; edilizia in fascia di rispetto
ferroviaria (art. 60 DPR 753/80):
autorizzazioni per immissioni e/o re-immissioni in esercizio
di materiale rotabile (art. 4 D.P.R. 753/80):
autorizzazioni per aperture e riaperture al pubblico esercizio
di impianti, infrastrutture (art. 4 D.P.R. 753/80):
autorizzazioni e nulla osta per attraversamenti impiantistici
e tecnologici delle linee ferroviarie di propriet&agrave; regionale
(art. 58 e altri D.P.R. 753/80):
n ANALISI STORICA DEGLI INCIDENTI SULLA RETE FERROVIARIA DI PROPRIET&Agrave; REGIONALE
In continuit&agrave; con gli anni scorsi si riportano alcune tabelle riassuntive sugli incidenti ferroviari
avvenuti tra il 2003 e il 2013 sulla rete ferroviaria di propriet&agrave; regionale.
Totali incidenti per anno (esclusi i suicidi)
(Anni 2003-2013 – Aggiornamento dicembre 2013)
(dal 2009 vedi
(dal 2008 vedi
4+1(*)
9+1(*)
(*) Rimane dubbia l’eventuale intenzione suicida.
(**) Compreso incendio doloso di una automotrice diesel.
Totali incidenti per anno (inclusi i suicidi)
(Anni 2003-2013 - Aggiornamento dicembre 2013)
8(***)
(*) Coinvolto treno ATC/FER su linea RFI.
(**) Compreso incidente (*).
(***) Compreso incendio doloso di automotrice diesel.
Nella tabella sottostante sono stati suddivisi gli eventi incidentali per linee ferroviarie:
Incidenti ferroviari su linee di propriet&agrave; regionale
Modena -Sassuolo
Reggio E. - Ciano
Reggio E. - Guastalla
Sassuolo – Reggio E.
Si possono effettuare alcune considerazioni statistiche, basate sui nove anni di campionatura che
vanno dal 2003 al 2013.
Incidenti medi annui complessivi: 6,1
Dei 67 incidenti complessivi dal 2003 al 2013, 18 hanno avuto come esito il decesso della persona
coinvolta nei quali vanno considerati 10 atti suicidi certi e 1 di cui non si ha avuto certezza della
volontariet&agrave; del gesto. Le cause che hanno originato gli incidenti sulle linee ferroviarie di propriet&agrave;
regionale si possono raggruppare nei modi sotto riportati:
incidenti dovuti a indebiti attraversamenti di passaggi a livello da parte di veicoli,
ciclisti o pedoni al passaggio del treno: n&deg; 45, pari al 67,1%;
incidenti dovuti ad atti suicidi (messi in atto o tentati) o invasione della linea
ferroviaria da parte di persone estranee alla ferrovia: n&deg; 13, pari al 19,5%;
incidenti di esercizio: n&deg; 7, pari al 10,4%;
incidenti sul lavoro: n&deg; 1, pari al 1,5%;
atti vandalici con conseguenze sull’integrit&agrave; e la funzionalit&agrave; del materiale rotabile
danneggiato: n&deg; 1, pari al 1,5%.
Pertanto si pu&ograve; scorporare il numero medio degli incidenti avvenuti sui passaggi a livello:
incidenti medi annui ai passaggi a livello: 4,1.
Considerando che la rete ferroviaria di competenza regionale si sviluppa per circa 350 km e al
2013 erano presenti su essa circa 350 passaggi a livello (quindi sostanzialmente uno al km),
considerando i 4,1 incidenti annui avvenuti sui p.l., si pu&ograve; determinare una media di incidentalit&agrave;
sui p.l. pari a 1 incidente ogni 85,4 passaggio a livello all’anno.
Considerando invece le cause di incidenti anche nei tratti di linea e pertanto non solo quelli
avvenuti sui passaggi a livello, si registrano 58 eventi negli undici anni di campionatura (45 ai p.l. +
13 lungo la linea), con una media annua di circa 5,20 casi/anno. Distribuendoli sui 350 km di linea
si ottiene un valore medio di un incidente ogni 67,3 km di linea all’anno.
I valori riportati danno evidenza a condizioni di sostanziale sicurezza lungo l’intera rete, specie
se si considerano gli incidenti strettamente pertinenti all’esercizio ferroviario propriamente inteso.
Sono in corso importanti interventi sia tecnologici che infrastrutturali, con l’impegno di rilevati
risorse finanziarie, per incrementare tali livelli di sicurezza.
L’ALTA CAPACIT&Agrave; FERROVIARIA, LA STAZIONE DI BOLOGNA E LA STAZIONE
n Gli investimenti per la realizzazione
La previsione di investimento per la realizzazione dell’intero asse AV/AC Torino-Milano-Napoli &egrave;
di 32.000 milioni di euro comprensivi di costi di struttura e fondo di riserva.
L'Emilia-Romagna &egrave; interessata dalla realizzazione delle due linee veloci Bologna-Firenze (che
la attraversa per circa 29 km su 78 complessivi) e Milano-Bologna (182 km di cui 137 nel territorio
Il progetto prevede la riorganizzazione del Nodo ferroviario di Bologna, con il potenziamento della
Stazione Centrale, e la costruzione di 10 nuove interconnessioni, per garantire il collegamento in
ambito regionale tra le linee veloci e quelle esistenti. Di seguito i costi per tratte e nodo interessanti
Tratta/Nodo
Tempi di fine lavori
Attivata 12/2008
Attivata 6/2013
Attivata 12/2009
Le previsioni di investimento di ciascuna tratta comprendono: il costo delle opere affidate e da
affidare, l'adeguamento monetario, la progettazione, la direzione lavori e gli impegni conseguenti
agli accordi stipulati con gli Enti centrali e locali, e il fondo per le varianti.
n La tratta Bologna-Firenze
Il tracciato della nuova linea Bologna-Firenze si sviluppa per circa 78 km (di cui circa 29 km in
Emilia-Romagna), interessa il territorio di 12 comuni, 6 in provincia di Bologna e 6 in provincia di
Firenze. La tabella seguente indica la quantit&agrave; di chilometri di tracciato ricadenti nei territori
regionali e provinciali (sviluppo equivalente) e le relative porzioni chilometriche di tracciato (le
Sviluppo equivalente
Da progressiva (in km)
A progressiva (in km)
28+836
4+884
49+644
83+366
La tabella riportata di seguito indica in sequenza le progressive chilometriche ricadenti nei singoli
comuni. Il comune di Monterenzio non &egrave; stato interessato dal passaggio della nuova linea, ma solo
da opere di cantierizzazione.
n&deg; da progr. a progr. Comune
Prov. Regione
1 4+884
Monterenzio &quot;
Monghidoro &quot;
Solo opere di mitigazione ambientale e cantierizzazione
I lavori, affidati al General Contractor FIAT/CAVET, sono iniziati nel giugno 1996 e sono stati
ultimati il 30/6/2009; l’attivazione all’esercizio commerciale &egrave; avvenuta nel dicembre 2009 (a
sedici anni dall’apertura della prima Conferenza di Servizi avvenuta nel dicembre 1993).
Fa parte del progetto l'interconnessione di San Ruffillo, necessaria al collegamento della nuova
linea Bologna-Firenze con la linea ferroviaria esistente, a sud di Bologna; questa, integrata con
l'interconnessione di Lavino a nord di Bologna, consente l'instradamento dei treni merci
all'interporto di Bologna-San Donato e sulle relazioni ferroviarie per Milano, Verona-Brennero,
Padova-Tarvisio-Villa Opicina e Ancona-Bari-Brindisi.
Durante la fase realizzativa, nei 22 cantieri aperti hanno lavorato complessivamente pi&ugrave; di 2.000
n La tratta Milano-Bologna
La linea veloce Bologna-Milano si sviluppa per una lunghezza di 182 km attraversando la Pianura
Padana e le province di Milano, Lodi, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna.
L’integrazione con la linea esistente &egrave; realizzata da otto interconnessioni ferroviarie che
assicureranno l’interscambio funzionale fra le due tratte; sono cos&igrave; localizzate: una a Melegnano,
due a Piacenza (ovest ed est), una a Fidenza, una a Parma, due a Modena (ovest ed est), una a
Lavino (si sottolinea che l’interconnessione di Piacenza ovest &egrave; in territorio di Lodi).
Nel giugno 2013 &egrave; stata attivata anche la nuova stazione di Reggio Emilia AV - Mediopadana a
servizio del traffico passeggeri.
La tabella che segue indica la lunghezza di tracciato ricadente nei singoli comuni interessati delle
province emiliane:
Da progressiva
44+692
51+930
55+080
61+567
68+780
71+869
73+740
81+231
82+029
91+427
------109+247
114+018
118+323
134+618
136+888
139+548
142+685
147+035
---158+912
173+928
109+281
------114+018
158+912
---173+928
182+148
Ha realizzato l’opera il consorzio Cepav, costituito dal General Contractor Eni, che ha previsto la
realizzazione di 54 cantieri, divisi in diverse tipologie.
Dopo l’attivazione parziale di alcuni tratti di linea nel corso del 2007, l’intera linea &egrave; stata attivata il
14/12/2008 (a quindici anni dall’apertura della Conferenza dei servizi, iniziata nel dicembre 1993)
con ingresso a Bologna Centrale in superficie; dal giugno 2013 il servizio viaggiatori &egrave; svolto
attraverso la stazione di Bologna C.le AV.
Sono state completate, dal punto di vista infrastrutturale, tutte le interconnessioni tra la linea
storica e la linea AV (l’ultima delle quali &egrave; stata attivata nel dicembre 2011).
&Egrave; in corso la realizzazione dello spostamento della linea storica in comune di Modena, il cui
completamento &egrave; previsto per novembre 2014.
Durante la fase realizzativa sono stati occupati circa 4.500 lavoratori.
n Il nodo funzionale Stazione di Bologna
Il complesso degli interventi in corso nell’ambito del Nodo e della Stazione di Bologna
Il nodo funzionale della Stazione di Bologna &egrave; oggetto di una serie importante di progetti che
l’inserimento dell’Alta Velocit&agrave; nel Nodo di Bologna e la Stazione interrata AV;
la riqualificazione funzionale del complesso di Stazione esistente e la realizzazione delle
infrastrutture complementari;
gli interventi contenuti nell’Accordo territoriale relativo agli assetti territoriali, urbanistici,
infrastrutturali della nuova stazione ferroviaria di Bologna (nuova Stazione Isozaki, Servizio
Ferroviario Metropolitano, Metrotranvia, People Mover, Asse stradale Nord-Sud).
n Nodo AV/AC di Bologna
Nodo AV di Bologna: ubicazione principali appalti opere civili
PASSANTE SUPERFICIALE
Appalto 6: CCC
Appalto 7/7b: CCC
Appalto 9: ATI: Baldassini TognozziComsa
Appalto 5: ATI: Acciona – Salini Ghella
Appalto 8a: Condotte
CCC-CMCCoopsette
Quota parte in sotterraneo
Appalto 11: Astaldi
L (gallerie)
Appalto 13: lavori riappaltati (in corso)
Oltre ad appalto 13b in corso di
Il tracciato di penetrazione urbana della linea AV/AC si sviluppa per 17,8 km lungo il corridoio
individuato dalla linea ferroviaria esistente, con un primo tratto in galleria a partire dal ponte sul
torrente Savena (Km 0+000 - punto di collegamento con la linea AV Bologna-Firenze) fino alla
nuova stazione AV interrata, da realizzarsi in corrispondenza degli attuali binari dal 12&deg; al 17&deg; della
stazione di Bologna Centrale (progressiva km 7+378), per poi riemergere in superficie dal km 10,
fino a collegarsi con la linea AV Bologna-Milano in corrispondenza del torrente Lavino in comune di
Anzola dell’Emilia (progressiva km 17,8).
Sono poi previste all’interno del nodo un’interconnessione a “salto di montone” per la linea
Padova-Venezia e un’interconnessione a raso per la linea Verona.
La gestione operativa dei lavori ambito Nodo di Bologna &egrave; stata assunta nella diretta competenza
di RFI (che si avvale della Italferr per le attivit&agrave; di ingegneria).
L’8 marzo 2004 sono stati avviati i lavori per la realizzazione della nuova stazione sotterranea.
Dimensioni del Camerone AV:
Paratia perimetrale
Utile interna
Estradosso fondazione
I lavori sono stati ultimati a giugno 2012 solo per i servizi passanti sui binari interrati, mentre
l’attivazione della fermata dei servizi AV a Bologna nella stazione sotterranea &egrave; avvenuta nel
Il completamento di tutti i lavori ferroviari nel nodo &egrave; previsto per i primi mesi del 2015 con il
completamento dell’interconnessione (bretella) per la Padova-Venezia e il ripristino di tutti i binari
di superficie che permetteranno la completa attuazione del SFM.
n Riqualificazione funzionale del complesso Stazione di Bologna Centrale e Infrastrutture
Gli interventi di riqualificazione funzionale del complesso immobiliare della Stazione di Bologna
Centrale (opere interne) e di Realizzazione delle Infrastrutture Complementari (opere esterne)
rientrano nel Programma delle infrastrutture strategiche (Legge 443/01 c.d. Legge Obiettivo)
nell’ambito del Programma Grandi Stazioni.
I lavori delle opere interne sono stati avviati/realizzati, mentre per le opere esterne si &egrave; in attesa di
una nuova approvazione da parte del CIPE; il nuovo iter approvativo, necessario al completamento
del programma e all’avvio dei lavori oggetto di variante, &egrave; attualmente in corso.
Realizzazione delle scale mobili su piazzale ovest in linea con il sottopasso pedonale;
eliminazione del nuovo fabbricato per la nuova biglietteria previsto nel progetto definitivo e
mantenimento dello spazio pedonale per l'accesso al binario 1;
ampliamento dei fornici lato piazzale est per il miglioramento della fruibilit&agrave; pedonale di
superficie in vista del futuro assetto complessivo;
eliminazione, dove possibile, di tutte le opere strutturali e
compromettessero i caratteri morfologici degli edifici a tutt'oggi presenti;
ricollocazione rispetto al progetto definitivo originario dei &quot;servizi&quot; di stazione nell'area centrale
del complesso;
eliminazione di tutte le superfetazioni di carattere commerciale nella c.d. &quot;Area Transatlantico&quot;,
ivi comprese le unit&agrave; vetrate, fatta eccezione per l'edicola.
Sono inoltre previsti interventi relativi al miglioramento dell'accessibilit&agrave; del primo sottopasso di
stazione: in particolare sono stati realizzati nuovi corpi ascensore sui marciapiedi dei binari n.3/4,
6/7, 8/9, 10/11 per garantire la completa fruizione del primo sottopasso di stazione a un qualunque
utente portatore di handicap.
&Eacute; stato inoltre realizzato un nuovo ascensore (con corsa tra il piano sottopasso e il piano del ferro atrio di stazione) in adiacenza al corpo di scale fisse che dall'atrio di stazione consente l'accesso al
Il progetto dei sistemi meccanizzati di risalita dal primo sottopasso di stazione al piano del ferro
mantenimento e riqualifica della scala fissa esistente risalente nell'attuale atrio di stazione;
eliminazione dell'originario gruppo scale fisse/mobili poste al termine del sottopasso e
confluenti nel percorso vetrato originariamente previsto longitudinale al fronte di stazione.
Sono gi&agrave; stati ultimati i lavori di innalzamento dei marciapiedi dei binari 1 e 6/7.
Interramento parziale di Via Pietramellara con un unico senso di marcia e di larghezza pari
alla met&agrave; della sezione stradale; l’intervento, che era previsto di totale interramento del viale,
&egrave; stato ri-progettato con la condivisione del tavolo interistituzionale di Comune di Bologna –
Provincia di Bologna - Regione Emilia-Romagna e redatto in conformit&agrave; alle necessit&agrave; di
traffico veicolare dell’area e di connessione tra diversi ambiti di citt&agrave;;
parcheggio interrato a un solo livello sotto Piazza Medaglie d’Oro (era previsto a due
livelli nel progetto definitivo approvato in sede CIPE), progettato, con la condivisione del
suddetto tavolo interistituzionale, al fine di ridurre tanto le criticit&agrave; realizzative, tanto le
problematiche legate alle falde acquifere presenti nella zona;
integrazione del sistema dei sottopassi, comprensivo dei passaggi pedonali interrati e
dell’attraversamento di Via Pietramellara (con uscita su Piazza XX Settembre).
n Stazione AV – Mediopadana nel comune di Reggio Emilia
La nuova Stazione AV – Mediopadana nel comune di Reggio
Emilia rappresenta l’unica fermata in linea della tratta AV/AC
Milano-Bologna; costituir&agrave; un nodo di interscambio con
l’autostrada A1, con la linea ferroviaria Reggio Emilia-Guastalla,
con il traffico pubblico e privato su gomma e con la Fiera,
situata nelle immediate vicinanze. &Egrave; stata progettata dall’arch.
Santiago Calatrava a seguito dell’Accordo del 2002 fra TAV,
CEPAVUNO, Comune di Reggio Emilia e Provincia di Reggio
Emilia, con il quale &egrave; stato stabilito un programma di interventi nel territorio comunale di Reggio
Il completamento delle opere di inserimento della stazione nel tessuto urbanistico locale, intese
come infrastrutture viarie di accesso alla stazione e la realizzazione del parcheggio antistante alla
stessa sono a carico del Comune di Reggio Emilia. Gli input di progetto prevedono che la struttura
della nuova stazione copra l’intero sviluppo dell’esistente viadotto Mancasale.
La copertura &egrave; costituita da 457 portali in acciaio di forma variabile, che delineano un
andamento sinusoidale, per uno sviluppo complessivo di circa 483 m. Anche l’altezza &egrave; variabile,
con valori fra i 7,5 m e i 14,5 m, rispetto al livello della banchina.
Stazione di Reggio Emilia AV – Tempi e costi di realizzazione – Piano finanziamenti
35,000 milioni di euro
25,795 milioni di euro
18,300 milioni di euro
79,095 milioni di euro
Stazione di Reggio Emilia AV – Tempi e costi di realizzazione – Tempi di attuazione
Consegna delle prestazioni
Fonte: dati e immagini forniti da RFI.
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