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Timestamp: 2015-11-25 14:12:29+00:00
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Data -Anno201020112012201320142015
Cons. di Stato, sez. IV, sentenza n. 4821 del 26 settembre 2013	Data: 26/09/2013	Tipo di Provvedimento: sentenza	Visualizza/Nascondi...
N. 04821/2013REG.PROV.COLL.
N. 01879/2013 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 1879 del 2013, proposto da: *******S.R.L., rappresentato e difeso dall'avv. *********, con domicilio eletto presso ********* in Roma, via *********, 114;
Equitalia Sud Spa Già Equitalia Etr Spa, rappresentato e difeso dall'avv. ********, con domicilio eletto presso ******** in Roma, via *******, N.8;
della sentenza del T.A.R. CALABRIA - CATANZARO: SEZIONE I n. 00081/2013, resa tra le parti, concernente silenzio serbato su istanza di accesso alle cartelle esattoriali
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Equitalia Sud Spa Già Equitalia Etr Spa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 30 luglio 2013 il Cons. Sergio De Felice e uditi per le parti gli avvocati ******** su delega dell'avvocato ****** e ***** su delega dell'avvocato ***********;
Con ricorso proposto innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria, Catanzaro, l’attuale appellante società *******srl in liquidazione, agiva per l’annullamento del silenzio rigetto sulla istanza di accesso ai documenti inoltrata in data 24 aprile 2012 e ricevuta in data 26 aprile 2012, al fine di ottenere copia con relativi referti di notifica, di tutte le cartelle esattoriali emesse nei propri confronti motivando la richiesta in considerazione della notizia, informalmente appresa, della esistenza di svariate cartelle esattoriali emesse nei confronti della Automeccanica Cosentina spa, ora *******srl, pur senza avere mai ricevuto la relativa notifica.
A seguito della sentenza della Corte cost. n. 477 del 26 novembre 2002, le cui statuizioni sono state poi recepite in via legislativa dall'art. 2 comma 1 lett. e), l. 28 dicembre 2005 n. 263, è stato stabilmente introdotto nell'ordinamento giuridico il principio della scissione soggettiva degli effetti della notificazione, di guisa che per il notificante essa si intende perfezionata al momento della consegna del plico all' ufficiale giudiziario , mentre per il notificatario il perfezionamento si determina solo al prodursi della legale conoscenza dello stesso (tra tante, Consiglio Stato sez. V, 9 marzo 2009, n. 1365).
In ordine alla richiesta di accesso, ai sensi dell'art. 26, d.P.R. n. 602 del 1973, è fondata l'istanza del contribuente, spiegata nei confronti del concessionario della riscossione (nella specie, a fronte del timore dell'esposizione ad una azione di pignoramento presso terzi), finalizzata ad accedere alle cartelle esattoriali ed alle relative intimazioni, assumendo di non avere mai ricevuto le corrispondenti notifiche.
Non costituisce giusta ragione del diniego il fatto che si tratti di procedimenti tributari, al fine di escludere il diritto all’accesso, né che la richiesta della *******riguardi ben 55 cartelle di pagamento.
Sebbene l'art. 24, l. n. 241 del 1990 escluda il diritto d' accesso, tra l'altro, nei procedimenti tributari, per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano, è da ritenere che la detta norma debba essere intesa, secondo una lettura della disposizione costituzionalmente orientata, nel senso che la inaccessibilità agli atti di cui trattasi sia temporalmente limitata alla fase di pendenza del procedimento tributario, non rilevandosi esigenze di segretezza nella fase che segue la conclusione del procedimento con l'adozione del procedimento definitivo di accertamento dell'imposta dovuta sulla base degli elementi reddituali che conducono alla quantificazione del tributo. In ragione di ciò deve riconoscersi il diritto di accesso qualora l'Amministrazione abbia concluso il procedimento, con l'emanazione del provvedimento finale e quindi, in via generale, deve ritenersi sussistente il diritto di accedere agli atti di un procedimento tributario ormai concluso.
Ai sensi dell'art. 26 del DPR 29 settembre 1973, n. 602, recante disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito, "il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell'avvenuta notificazione o l'avviso del ricevimento ed ha l'obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell'amministrazione".
L'art. 26 comma 4, d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, nel disporre che il concessionario di esattoria deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell'avvenuta notificazione o l'avviso di ricevimento ed ha l'obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell'amministrazione, introduce due obblighi per la Società concessionaria: la conservazione per cinque anni; l'obbligo di esibizione a richiesta del contribuente; conseguentemente, dal momento che la cartella esattoriale costituisce presupposto della iscrizione di ipoteca immobiliare, la richiesta di accesso, ai sensi degli artt. 22 ss., l. n. 241 del 1990, alla cartella è strumentale alla tutela dei diritti del contribuente in tutte le forme consentite dall'ordinamento giuridico ritenute più rispondenti ed opportune; la cartella esattoriale deve essere rilasciata, in copia, dalla società concessionaria al contribuente che abbia proposto, o voglia proporre ricorso avverso atti esecutivi iniziati nei suoi confronti.
La norma introduce due obblighi per la Società concessionaria: la conservazione per cinque anni; l'obbligo di esibizione – quale forma di accesso speciale - a richiesta del contribuente.
Ciò è sufficiente a sostenere l'azione dell’appellante, il quale, temendo di trovarsi esposto ad una azione di pignoramento da parte del concessionario per la riscossione, ha chiesto di poter accedere alle cartelle esattoriali ed alle relative intimazioni proprio in quanto assume di non avere mai ricevuto le corrispondenti notifiche, aspetto questo che evidenzia in punto di interesse, quale sia la posizione di diritto che il ricorrente possiede in ordine all'accesso medesimo.
Per le considerazioni che precedono in accoglimento dell’appello e in riforma dell’appellata sentenza il ricorso va accolto, e per l'effetto va ordinato alla appellata società Equitalia di esibire copia delle cartelle e delle relative notifiche all’appellante.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l'effetto ordina alla appellata società Equitalia di esibire copia delle cartelle e delle relative notifiche all’appellante entro il termine di giorni trenta dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della presente sentenza.
La determinazione delle tariffe Tarsu non ha efficacia retroattiva.
Tar Palermo, sez. I, sentenza del 07 giugno 2013, n. 1280	Data: 07/06/2013	Tipo di Provvedimento: sentenza breve	Visualizza/Nascondi...
"Ai sensi dell’art. 1, c. 169, l. 296/2006, le tariffe e le aliquote relative alla TARSU deliberate dagli enti locali, anche se approvate successivamente all'inizio dell'anno di esercizio, purché entro entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione, hanno effetto dal 1° gennaio dell'anno di riferimento; non possono però, operare retroattivamente per l'anno precedente".
N. 01280/2013 REG.PROV.COLL.
N. 00969/2013 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 969 del 2013, proposto da ***** *******, rappresentata e difesa dall’avv. ******, presso il cui studio, sito in Palermo, via *****, n. 24, elettivamente domiciliata;
il Comune di Lercara Friddi, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. ******** presso il cui studio, sito in via *******, n. 241, è elettivamente domiciliato;
Co.In.R.E.S. – Consorzio Intercomunale Rifiuti Energia e Servizi, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituito in giudizio;
- della deliberazione della Giunta Comunale di Lercara Friddi n. 56 del 27/2/2013 avente ad oggetto “Esecuzione sentenza TARS n. 379/2013 – Tariffe TARSU Anno 2012” e dell’allegata tabella A;
Visto l’atto di costituzione del Comune di Lercara Friddi;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 6 giugno 2013 il Cons. dott.ssa Federica Cabrini;
Uditi per le parti i difensori presenti, come specificato nel verbale;
Ritenuto che il ricorso è fondato per come di seguito specificato;
Rilevato che con il primo motivo di ricorso si lamenta la violazione del principio di irretroattività e legalità in quanto la delibera è stata adottata nel 2013, ma è destinata ad operare anche per l’anno 2012;
Ritenuto che la censura è fondata atteso che:
- l’art. 1, c. 169, l. 296/2006 recita: “Gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione. Dette deliberazioni, anche se approvate successivamente all'inizio dell'esercizio purché entro il termine innanzi indicato, hanno effetto dal 1° gennaio dell'anno di riferimento. In caso di mancata approvazione entro il suddetto termine, le tariffe e le aliquote si intendono prorogate di anno in anno”;
- nel caso di specie la delibera è stata adottata in data 27/2/2013 e la data fissata per la deliberazione del bilancio di previsione era il 31 ottobre 2012 (v. art. 29, c. 16 quater, d.l. 216/2011, conv. in l. n. 14/2012 e decreto del Ministro dell’Interno 2/8/12), di talché detta delibera non può operare retroattivamente anche per anno 2012;
Ritenuto irrilevante che la deliberazione n. 56/2013 sia stata adottata “ora per allora” atteso che:
- la precedente delibera era stata adottata da organo incompetente (e per tale motivo è stata annullata dal T.a.r.) di talché non ha prodotto effetti;
- la nuova delibera è stata adottata da organo diverso da quello indicato dal T.a.r. e non costituisce ottemperanza al giudicato e di talché può operare solo per il futuro;
Rilevato che con il secondo motivo di ricorso si lamenta il difetto di motivazione ed istruttoria posto che la delibera impugnata non reca alcuna indicazione delle ragioni sottese al raddoppio della tariffa relativa ai locali adibiti ad uso abitazione, garage, magazzini, nonché agli uffici pubblici, professionali, commerciali, etc.;
Visto il disposto dell’art. 69, c. 2, d.lgs. n. 507/1993 che recita: “Ai fini del controllo di legittimità, la deliberazione deve indicare le ragioni dei rapporti stabiliti tra le tariffe, i dati consuntivi e previsionali relativi ai costi del servizio discriminati in base alla loro classificazione economica, nonché i dati e le circostanze che hanno determinato l'aumento per la copertura minima obbligatoria del costo ovvero gli aumenti di cui al comma 3”;
Rilevato che effettivamente la delibera impugnata non contiene alcuna motivazione dell’aumento tariffario disposto, né offre a supporto dell’assunto relativo all’aumento dei costi del servizio alcuno degli elementi indicati nella norma citata;
Rilevato che non risulta nemmeno richiamata alcuna relazione del responsabile del servizio da cui sia dato desumere la motivazione di cui trattasi (relazione di per sé ritenuta sufficiente secondo il più recente orientamento della giurisprudenza del C.g.a.);
Ritenuto pertanto che, assorbiti i profili non esaminati, il ricorso debba essere accolto, ancorché solo nei limiti dell’interesse della ricorrente in relazione alla categoria di immobili per la quale ella è tenuta al pagamento dell’imposta;
Ritenuto, quanto al regime delle spese di giudizio, che:
- la ricorrente ha presentato in data 14/5/2013 domanda volta ad ottenere il patrocinio a spese dello Stato;
- l’apposita Commissione non si è ancora riunita al fine di deliberare l’istanza;
- sulla predetta istanza si deve pertanto pronunciare (definitivamente) il Collegio;
- sussistono i presupposti, documentati nella relativa istanza, per la fruizione del gratuito patrocinio, tenuto conto di quanto dispone in proposito l'artt. 76 e 119 del d.P.R. n. 115/2002 e ss.mm. e ii.;
Ritenuto che le spese del giudizio possano compensarsi tra le parti costituite ed essere dichiarate irripetibili nei confronti del Co.In.R.E.S., che non si è opposto al ricorso.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Palermo, Sezione terza, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe indicato, lo accoglie e, per l’effetto, annulla la deliberazione della Giunta Comunale di Lercara Friddi n. 56 del 27/2/2013 avente ad oggetto “Esecuzione sentenza TARS n. 37