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Timestamp: 2016-10-27 11:01:58+00:00
Document Index: 84513232

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109 II 14033. Estratto della sentenza 22 marzo 1983 della Ia Corte civile nella causa Origlio Country Club S.A. contro Hans R. Walter e litisconsorti (ricorso per riforma)
Art. 50 al. 1 OJ: cas d'application (consid. 1). Consorit� n�cessaire; art. 736 ch. 4 CO. Conditions auxquelles l'un des consorts n�cessaires peut renoncer, � titre individuel, � poursuivre le proc�s (consid. 3). But de l'action en dissolution de la soci�t� anonyme. Ce but implique la libert� de chacun des demandeurs de se d�sister, ind�pendamment du consentement des autres, m�me si cela entra�ne le rejet de l'action au cas o� la proportion l�gale n'est plus atteinte (consid. 4). Faits � partir de page 140
Hans R. Walter, la Coedil S.A., l'Ocean S.A., il Cr�dit industriel d'Alsace et de Lorraine, la Mario Bossi S.A., i Fratelli Robbiani, la G. Franchini S.A., la Giovanni Santini S.A. e la Renggli & Molina S.A. detengono complessivamente il 26,67% del capitale sociale della Origlio Country Club S.A. Il 27 settembre 1980 essi hanno chiesto al Pretore di Lugano-Campagna lo scioglimento della societ� anonima in applicazione dell'art. 736 n. 4 CO. Il Cr�dit industriel d'Alsace et de Lorraine ha in seguito desistito dall'azione, cos� che i rimanenti attori non rappresentavano pi� un quinto del capitale sociale. La convenuta Origlio Country Club S.A. ha chiesto la reiezione della petizione per questo motivo. L'obiezione � per� stata respinta dal Pretore con la sentenza del 23 luglio 1981, confermata dal Tribunale di appello ticinese il 16 settembre 1982. Entrambe le istanze hanno ritenuto che gli BGE 109 II 140 S. 141attori formano un litisconsorzio necessario, per cui nessuno di loro pu� desistere dall'azione singolarmente.
La Origlio Country Club S.A. ha impugnato la sentenza d'appello con ricorso per riforma del 22 ottobre 1982, con il quale ha chiesto di annullare la decisione e di respingere la petizione. Gli attori rimasti in causa hanno proposto la reiezione del ricorso, mentre l'attore desistente ne ha chiesto l'accoglimento. Il Tribunale federale ha accolto il ricorso, annullato la sentenza impugnata e respinto la petizione.
1. La decisione impugnata non � finale ai sensi dell'art. 48 OG. Contrariamente a quanto sostengono i resistenti, le condizioni d'ammissibilit� dell'art. 50 cpv. 1 OG sono per� adempiute: l'accoglimento del ricorso pu� comportare la reiezione dell'azione di scioglimento della societ� e consentire cos� di evitare una lunga e complessa procedura d'istruzione sul merito della causa. Respingendo l'obiezione tratta dalla mancanza del quoziente legale previsto dall'art. 736 n. 4 CO, il Tribunale di appello ha deciso una questione sostanziale retta dal diritto civile federale. Il ricorso per riforma � ammissibile.
2. Il Tribunale di appello ha rilevato che l'azione di scioglimento della societ� anonima � un'azione costitutiva che tende al mutamento dello statuto giuridico comune a pi� soggetti, i quali, in particolare gli attori, costituiscono pertanto un litisconsorzio necessario. La comunanza di lite, necessaria al momento dell'introduzione dell'azione, permane durante tutto il processo, indipendentemente dal comportamento dei singoli attori. In queste condizioni la desistenza � possibile soltanto con il consenso di tutti gli attori. Nella fattispecie la desistenza del Cr�dit industriel d'Alsace et de Lorraine, in seguito alla quale gli attori non rappresentano pi� un quinto del capitale sociale, � pertanto ininfluente sull'esito dell'azione.
La ricorrente afferma che l'art. 736 n. 4 CO non impone un litisconsorzio necessario bens� "un quorum del diritto delle obbligazioni che definisce la legittimazione attiva". Ogni azionista pu� agire singolarmente, purch� disponga del 20% delle azioni, ma questa esigenza deve perdurare durante tutto il processo, fino alla sentenza. La conclusione cui � giunta l'autorit� cantonale, in parte fondata sul diritto processuale cantonale, viola secondo la ricorrente il diritto federale e BGE 109 II 140 S. 142contrasta in particolare con le finalit� dell'art. 736 n. 4 CO. A titolo abbondanziale la ricorrente aggiunge che anche nel consorzio necessario � possibile dissociarsi e che i giudici cantonali hanno violato il diritto federale considerando che l'attore desistente continua ad essere rappresentato dagli altri.
3. Nei processi di prima e seconda istanza � stata dibattuta soprattutto la questione di sapere se gli attori dell'azione di scioglimento formino un consorzio necessario o no. La risposta a questa domanda dipende dal diritto materiale, in particolare dal diritto civile federale (GULDENER, Schweizerisches Zivilprozessrecht, pag. 296; cfr. DTF 107 III 95). In realt� la questione non deve essere risolta, poich� il litisconsorzio necessario non esclude in ogni caso che un attore possa rinunciare all'azione alla quale si era in un primo tempo associato (cfr. GULDENER, op.cit. pag. 300 e nota 22). Il Tribunale federale ha ad esempio precisato che i creditori cessionari secondo l'art. 260 LEF - formino essi un litisconsorzio necessario o no - non costituiscono un'entit� indivisibile, possono proporre mezzi divergenti e hanno facolt� di transigere individualmente (DTF 107 III 96 e 94).
In definitiva anche questi aspetti dei rapporti che vincolano gli attori consorziati sono retti dal diritto civile federale: in particolare l'attore pu� desistere, senza riguardo all'esistenza di un consorzio necessario, se pu� disporre della pretesa secondo il diritto civile (LEUCH, Die Zivilprozessordnung f�r den Kanton Bern, art. 39 n. 1; cfr. anche GULDENER, op.cit. pag. 296). Nella fattispecie l'autorit� cantonale ha riconosciuto, perlomeno implicitamente, la validit� di questo assunto ma ha tratto indicazioni errate dal diritto civile: infatti, come si vedr�, l'art. 736 n. 4 CO consente agli attori che chiedono lo scioglimento della societ� anonima di desistere liberamente dall'azione senza il consenso di tutti gli altri.
4. L'art. 736 n. 4 CO tempera, per cos� dire, il principio della maggioranza che domina il diritto delle societ� anonime: esso consente, in determinate circostanze, alle minoranze di azionisti di lottare contro gli abusi di potere della maggioranza, chiedendo appunto la dissoluzione della societ�. Si tratta di un rimedio estremo, che obbedisce ai precetti della sussidiariet� e della proporzionalit� e che deve essere richiesto da una minoranza qualificata di azionisti, rappresentante almeno un quinto del valore del capitale sociale (DTF 105 II 125 /126 e rif., DTF 67 II 165 /166; VON GREYERZ, Schweizerisches Privatrecht, VIII/2 pagg. 279/280; PATRY, Pr�cis de droit suisse des soci�t�s, II pag. 270). Il testo BGE 109 II 140 S. 143dell'art. 736 n. 4 CO dice chiaramente che il giudice pu� sciogliere la societ� anonima soltanto se tale quoziente legale � raggiunto: ci� presuppone per� che la minoranza qualificata deve ancora essere rappresentata al momento del giudizio. Lo scopo della legge, riassunto sopra, impedisce infatti al giudice di proteggere gli azionisti di minoranza loro malgrado, pronunciando la dissoluzione della societ� quando questa misura estrema non corrisponde ormai pi� alla loro volont� o, meglio, alla volont� di una minoranza qualificata.
Ne discende che la soluzione adottata dal Tribunale di appello, secondo la quale la domanda di scioglimento degli attori originari rimarrebbe pendente, nonostante la desistenza d'uno di loro e la conseguente perdita del quoziente legale, � contraria alla ratio dell'art. 736 n. 4 CO; essa favorirebbe in modo ingiustificato i rimanenti attori a scapito di coloro che non hanno pi� la volont� di sciogliere la societ� anonima. Anzi, in un caso estremo l'esigenza dell'unanimit� per la desistenza dall'azione di scioglimento potrebbe consentire al solo azionista rimasto attivo di esercitare una pressione ingiustificata, qualora egli non disponga da solo di azioni per un valore nominale corrispondente al 20% del capitale sociale.
Del resto, se malgrado la desistenza di uno o pi� attori, quelli restanti posseggono ancora il quoziente necessario e se il giudice accoglie l'azione, la sentenza � comunque opponibile a tutti gli azionisti, in virt� del carattere costitutivo dell'azione di scioglimento della societ� anonima (B�RGI, art. 736 CO n. 62; FORSTMOSER/MEIER-HAYOZ, Einf�hrung in das schweizerische Aktienrecht, pag. 277). L'efficacia dell'azione non dipende quindi dalla presenza in causa di tutti gli azionisti, per cui nessuna ragione materiale osta alla desistenza di un attore. Questo carattere dell'azione dell'art. 736 n. 4 CO toglie valore al raffronto con le azioni di scioglimento della societ� semplice (art. 545 cpv. 1 n. 5 CO) e della societ� in nome collettivo (art. 574 CO), sul quale il Tribunale di appello ha fondato in parte il suo giudizio.
Si deve pertanto ammettere che l'art. 736 n. 4 CO lascia al singolo azionista, attore in un'azione di scioglimento della societ� anonima, piena libert� di desistere nel corso del processo, indipendentemente dalla volont� di altri azionisti attori. Se dopo la desistenza quest'ultimi rappresentano ancora un quinto del capitale sociale, il processo continua; nel caso contrario l'azione deve essere respinta. Nella fattispecie non � contestato che dopo la desistenza del Cr�dit industriel BGE 109 II 140 S. 144d'Alsace et de Lorraine i rimanenti attori non rappresentano pi� un quinto del capitale sociale. La petizione del 27 settembre 1980 deve di conseguenza essere respinta.
107 III 95,
107 III 96,
105 II 125
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art. 545 cpv. 1 n. 5 CO,
art. 574 CO