Source: https://www.deannasaccani.it/2017/04/07/comunicazione-delle-operazioni-iva-spesometro/
Timestamp: 2020-05-29 03:12:27+00:00
Document Index: 7780173

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 4', 'art. 36', 'art.\n7', 'art. 22', 'art. 74', 'art. 24', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 58', 'art. 21', 'art. 17']

Circolare #33: Comunicazione delle operazioni IVA (Spesometro) | Deanna Saccani
Circolare #33: Comunicazione delle operazioni IVA (Spesometro)
Oggetto:LA COMUNICAZIONE CLIENTI – FORNITORI 2015
Il prossimo 11.4 (il 10 cade di domenica) / 20.4.2016 scade il termine per l’invio della comunicazione clienti – fornitori (c.d. spesometro) per il 2015 da parte dei soggetti che hanno
posto in essere operazioni rilevanti ai fini IVA.
Come noto, ai fini della comunicazione in esame, la normativa originaria (art. 21, DL n. 78/2010)
obbligava i soggetti IVA a comunicare le operazioni, rese e ricevute, solo se di importo non inferiore a:
– € 3.600 (lordo IVA), se documentate da scontrino / ricevuta fiscale;
-€ 3.000, se soggette all’obbligo di fatturazione.
Dal 2012 la comunicazione è stata estesa a tutte le operazioni per le quali è emessa fattura,
con il limite di € 3.600 per quelle documentate da scontrino / ricevuta fiscale.
Con il Provvedimento 2.8.2013, n. 94908, l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità ed i termini di presentazione della comunicazione in esame che va redatta utilizzando il “Modello di
comunicazione polivalente”.
I termini dell’invio sono fissati::
-al 10.4 dell’anno successivo per i soggetti mensili;
-al 20.4 dell’anno successivo per gli altri soggetti.
La comunicazione in esame, come precisato nel citato Provvedimento n. 94908, va effettuata da
parte dei “soggetti passivi ai fini dell’imposta sul valore aggiunto che effettuano operazioni rilevanti ai fini dell’imposta”.
Di conseguenza, lo spesometro riguarda tutti i soggetti passivi IVA (imprese / lavoratori autonomi) ed interessa anche:
-i soggetti (imprese / lavoratori autonomi) in contabilità semplificata;
-gli enti non commerciali, relativamente alle operazioni effettuate nell’esercizio di attività commerciali / agricole ai sensi dell’art. 4, DPR n. 633/72;
-i soggetti non residenti con stabile organizzazione in Italia, operanti tramite un rappresentante
fiscale ovvero identificati direttamente;
-i curatori fallimentari ed i commissari liquidatori di società fallite o in liquidazione coatta
-i soggetti che effettuano operazioni esenti ed hanno esercitato l’opzione per la dispensa
degli adempimenti IVA ex art. 36-bis, DPR n. 633/72.
CONTRIBUENTI FORFETARI E CONTRIBUENTI MINIMI
Sono esonerati dall’adempimento in esame i contribuenti forfetari ed i contribuenti minimi..
In merito agli enti non commerciali, l’Agenzia delle Entrate, nella Nota 23.1.2014, prot. n.
0009366, ha specificato che, essendo l’adempimento in esame collegato, tra l’altro, alle cessioni di beni / prestazioni di servizi rese / ricevute e non alla
registrazione delle relative fatture, “che costituisce un adempimento successivo e diverso rispetto
all’emissione della fattura”, i soggetti che hanno optato per il regime forfetario ex Legge n.
398/91, ancorché non obbligati alla registrazione delle fatture, devono comunicare gli acquisti di
beni e servizi “direttamente riferibili all’attività commerciale eventualmente svolta”.
Nella comunicazione non vanno indicati i dati relativi alle fatture di acquisto riferite
all’attività istituzionale esercitata.
Come precisato dall’Agenzia per le fatture relative ad acquisti di beni / servizi promiscui, ossia riferiti:
-sia all’attività commerciale;
-sia all’attività istituzionale;
-ai fini dello spesometro “l’obbligo si ritiene assolto con l’invio degli importi riguardanti gli acquisti per attività commerciali”.
In caso di difficoltà nel distinguere gli importi riferiti all’attività commerciale da quelli dell’attività
istituzionale, “è possibile comunicare l’intero importo della fattura”.
La stessa Agenzia ha comunque evidenziato che per gli enti non commerciali la principale fattispecie di costi promiscui spesso è rappresentata dalle utenze (ad esempio, energia elettrica, acqua, gas, telefono) per le quali non sussiste l’obbligo di comunicazione in quanto trattasi di operazioni che già costituiscono oggetto di comunicazione all’Anagrafe Tributaria ai sensi dell’art.
7, DPR n. 605/73.
non è previsto l’obbligo di emissione della fattura, di ammontare pari o superiore a € 3.600
(lordo IVA).
Come previsto dal citato Provvedimento n. 94908, l’emissione della fattura a seguito di richiesta del cliente, determina l’obbligo di comunicare l’operazione a prescindere dall’importo.
le operazioni per le quali non è stata addebitata l’IVA in fattura in applicazione del reverse charge (ad esempio, cessioni di rottami, prestazioni di servizi di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento relative ad edifici);
le operazioni effettuate nei confronti di Enti pubblici assoggettate allo split payment ex ert. 17-
ter, DPR n. 633/72, in base al quale i predetti soggetti sono tenuti a versare l’IVA agli stessi addebitata direttamente all’Erario.
Come previsto dal citato Provvedimento n. 94908, per il 2012 e il 2013:
i commercianti al minuto e soggetti assimilati ex art. 22, DPR n. 633/72 (ad esempio, alberghi, ristoranti);
le agenzie di viaggio ex art. 74-ter;
hanno usufruito di una particolare semplificazione che consentiva di comunicare soltanto le fatture di importo pari o superiore a € 3.600 (lordo IVA), a prescindere dall’annotazione delle stesse nel registro dei corrispettivi.
Si evidenzia che tali soggetti sono tenuti all’emissione della fattura soltanto a seguito della richiesta del cliente e non sono obbligati a tenere il registro delle fatture emesse. A favore degli stessi l’art. 24, comma 2, DPR n. 633/72 consente infatti di ricomprendere nell’ammontare giornaliero dei corrispettivi anche quelli delle operazioni fatturate.
Anche per il 2014 l’Agenzia delle Entrate con il citato Provvedimento 31.3.2015, aveva “concesso” l’esonero limitatamente alle operazioni attive (fatture) di importo unitario inferiore a € 3.000 (netto IVA), “tenuto conto delle difficoltà segnalate dagli operatori per il tramite delle associazioni di categoria”.
Per il 2015 e anni successivi tale esonero non risulta più applicabile, di conseguenza i soggetti di
cui sopra devono comunicare le operazioni per le quali è stata emessa fattura, indipendentemente dal relativo ammontare (con il solo limite di € 3.600 per quelle documentate da scontrino / ricevuta fiscale).
Sono escluse dall’obbligo di comunicazione le operazioni già monitorate dall’Amministrazione
finanziaria. In particolare, non vanno comunicate le operazioni:
-che costituiscono oggetto di comunicazione all’Anagrafe Tributaria ai sensi dell’art. 7, DPR
605/73 o di altre norme che stabiliscono obblighi di comunicazione all’Anagrafe (ad esempio,
contratti somministrazione energia elettrica, acqua, gas, telefono, cessioni immobiliari);
-di importo pari o superiore a € 3.600, effettuate nei confronti di privati, non documentate da
fattura, il cui pagamento è avvenuto mediante carte di credito, di debito o prepagate;
-finanziarie esenti IVA ex art. 10, DPR n. 633/72. I soggetti che hanno optato per la dispensa
dagli adempimenti ex art. 36-bis, DPR n. 633/72 devono presentare lo spesometro relativamente alle operazioni diverse da quelle finanziarie.
Soggetti che hanno inviato i dati delle prestazioni sanitarie al STS
Ai sensi dell’art. 3, comma 3, D.Lgs. n. 175/2014 i soggetti che effettuano prestazioni sanitarie
(farmacie pubbliche e private, presidi di specialistica ambulatoriale, strutture per l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa, altri presidi e strutture accreditati per l’erogazione dei servizi sanitari e medici chirurghi e odontoiatri) devono inviare i relativi dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS), ai fini della predisposizione del mod. 730 precompilato.
OPERAZIONI EXTRAUE
Le importazioni sono escluse dall’obbligo in esame, in quanto i relativi dati sono acquisiti dall’Amministrazione finanziaria tramite le bollette doganali.
Sono escluse dalla comunicazione in esame le esportazioni ex art. 8, comma 1, lett. a) e b), DPR
633/72, in quanto i relativi dati sono acquisiti dall’Amministrazione finanziaria tramite le bollette doganali.
Nello spesometro vanno invece ricomprese:
le cessioni (anche tramite commissionari) ex art. 8, comma 1, lett. c), con utilizzo del plafond, ossia le operazioni effettuate nei confronti di esportatori abituali;
le triangolari UE ex art. 58, DL n. 331/93, in quanto trattasi di operazioni di fatto interne assimilate alle esportazioni solo ai fini della non imponibilità IVA.
Le operazioni intraUE sono escluse dallo spesometro in quanto “sono già acquisite mediante i modelli INTRA”.
OPERAZIONI CON SOGGETTI “BLACK LIST”
Le cessioni di beni / prestazioni di servizi, effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Stati “black list” individuati dai DDMM 4.5.99 e 23.11.2001, vanno escluse dallo spesometro in quanto già oggetto di specifica comunicazione tramite il quadro BL.
Si rammenta che dal 2014 per effetto dell’art. 21, D.Lgs. n. 175/2014, “Decreto Semplificazioni”, la comunicazione “black list” va presentata con periodicità annuale ed è stato fissato ad € 10.000
complessivi annui il limite il cui superamento comporta l’obbligo di presentazione della stessa.
Merita segnalare che in vigenza del precedente limite, come precisato dall’Agenzia nella citata
Nota prot. n. 0136693, le operazioni di importo pari o inferiore a € 500, non oggetto della comunicazione “black list”, “non [dovevano] essere inserite negli altri ordinari quadri del modello polivalente”.
Si ritiene che il predetto chiarimento sia applicabile anche con riferimento al nuovo limite e pertanto le operazioni escluse dalla comunicazione “black list” non devono essere ricomprese nella comunicazione clienti-fornitori.
CASI PARTICOLARI (RISPOSTE AGENZIA ENTRATE 11.10.2011)
Le fatture d’acquisto ricevute da un contribuente minimo e da un contribuente forfetario (senza IVA): vanno ricomprese nello spesometro.
Corrispettivi farmacie per distinte ASL: vanno comunicati i corrispettivi rilevanti ai fini IVA emessi dalle farmacie a fronte dell’incasso delle distinte riepilogative ASL.
Carte carburante: qualora gli acquisti di carburanti siano “certificati” tramite la carta carburante, è necessario comunicare il relativo importo complessivo utilizzando la modalità prevista per il documento riepilogativo.
OPERAZIONI ESTERE CHE NON COSTITUISCONO IMPORTAZIONI / OPERAZIONI INTRAUE
Le operazioni passive ricevute da soggetti esteri che non costituiscono né operazioni intraUE né
importazioni, rilevanti ai fini IVA in Italia, per i quali l’operatore italiano provvede agli obblighi ex art. 17, comma 2, DPR n. 633/72, ossia:
integrazione della fattura estera (fornitore UE);
emissione dell’autofattura (fornitore extraUE);
vanno indicate nello spesometro.