Source: http://www.tidona.com/pubblicazioni/20120411.htm
Timestamp: 2018-02-23 18:41:21+00:00
Document Index: 96823849

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 151', 'art. 136', 'art. 15', 'art. 136', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 327']

La nullità della sentenza dichiarativa del fallimento: L'irregolarità della notifica al debitore del decreto di convocazione prefallimentare comporta la nullità della sentenza di fallimento anche quando il debitore sia stato colpevolmente negligente o si sia volontariamente reso irreperibile - Tidona e Associati
La nullità della sentenza dichiarativa del fallimento:
L’irregolarità della notifica al debitore del decreto di convocazione prefallimentare comporta la nullità della sentenza di fallimento anche quando il debitore sia stato colpevolmente negligente o si sia volontariamente reso irreperibile
Nel procedimento per la dichiarazione di fallimento, la legge fallimentare, a seguito della riforma di cui al d.lg. n. 5 del 2006 e del d.lg. n. 169 del 2007, impone che la notificazione al debitore del ricorso e del decreto di convocazione all'udienza (come previsto dalla nuova formulazione dell'art. 15, comma 3, legge fallimentare) sia la regola anche quando il debitore si sia sottratto volontariamente o per colpevole negligenza al procedimento, rendendosi irreperibile (Cass. n. 22151 del 29 ottobre 2010).
Il quinto comma dell'articolo 15 legge fallimentare consente solamente, con una previsione analoga a quella di cui all'art. 151 c.p.c., che il presidente del tribunale, in sede di abbreviazione dei termini per la notifica e per le memorie, possa disporre che il ricorso ed il decreto, se ricorrono particolari ragioni di urgenza, siano portati a conoscenza delle parti con ogni mezzo idoneo, omessa ogni formalità che non sia però ritenuta indispensabile alla conoscibilità degli stessi. Ne consegue che è valida la comunicazione al debitore del decreto di convocazione avvenuta, come ordinato con specifico provvedimento del presidente del tribunale, per il tramite di un ufficiale di polizia giudiziaria, e non nelle forme della notifica di cui agli art. 136 e s. c.p.c., che deve costituire la norma in mancanza di indicazioni diverse.
Da tale disposizione consegue che potrà derogarsi alle ordinarie forma di notificazione soltanto allorquando particolari ragioni d'urgenza lo giustifichino.
Nell'ambito del comma 3 dell'art. 15 legge fallimentare, il termine "notificazione" va inteso quindi in senso tecnico-giuridico con la conseguenza che la notifica del decreto di convocazione all'udienza va effettuata sempre in base agli art. 136 e ss. c.p.c. (Cass. n. 22151 del 29 ottobre 2010; Corte d'Appello di Palermo, sez. III, sent. n. 487 19 giugno 2007).
Solo se si accede a tale significato si garantisce infatti l'attuazione del contraddittorio e dunque di uno dei più rilevanti principi che hanno ispirato la riforma della legge fallimentare ed in particolare la nuova disciplina dell'istruttoria prefallimentare.
Se pertanto la notifica al debitore del decreto di convocazione non sia regolarmente eseguita (a norma degli artt. 136 e ss. c.p.c.), ne consegue la nullità di tutti gli atti successivi al decreto di convocazione, ivi inclusa la sentenza di fallimento. Tale nullità comporta la rimessione degli atti al tribunale, e cioè al primo giudice, che dovrà provvedere ad assegnare un termine perentorio per la notifica del decreto di convocazione in modo da realizzare il contraddittorio con la parte debitrice.
Si noti bene che il reclamo, da portarsi ai sensi dell’art. 18 della legge fallimentare, deve essere depositato, a pena di improcedibilità dell'impugnazione, nel termine perentorio di trenta giorni dalla notifica eseguita, ai sensi dell'articolo 137 del c.p.c., dal cancelliere al debitore.
In ogni caso, si applica la disposizione di cui all'articolo 327, primo comma, del codice di procedura civile, che prevede che il ricorso non potrà proporsi dopo decorsi sei mesi dalla pubblicazione della sentenza. L’art. 327 dispone però che tale decadenza non si applica quando la parte contumace dimostri di non aver avuto conoscenza del processo per nullità della citazione o della notificazione di essa.
Passiamo adesso a elencare le norme del codice di procedura civile che dispongono le modalità di notifica:
Art. 137 (Notificazioni) c.p.c.:
“[I]. Le notificazioni, quando non è disposto altrimenti, sono eseguite dall'ufficiale giudiziario, su istanza di parte o su richiesta del pubblico ministero o del cancelliere. [II]. L'ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante consegna al destinatario di copia conforme all'originale dell'atto da notificarsi. [III]. Se l’atto da notificare o comunicare è costituito da un documento informatico e il destinatario non possiede indirizzo di posta elettronica certificata, l’ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante consegna di una copia dell'atto su supporto cartaceo, da lui dichiarata conforme all'originale, e conserva il documento informatico per i due anni successivi. Se richiesto, l’ufficiale giudiziario invia l’atto notificato anche attraverso strumenti telematici all'indirizzo di posta elettronica dichiarato dal destinatario della notifica o dal suo procuratore, ovvero consegna ai medesimi, previa esazione dei relativi diritti, copia dell'atto notificato, su supporto informatico non riscrivibile. [IV]. Se la notificazione non può essere eseguita in mani proprie del destinatario, tranne che nel caso previsto dal secondo comma dell'articolo 143, l'ufficiale giudiziario consegna o deposita la copia dell'atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all'originale e alla copia dell'atto stesso. Sulla busta non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'atto”.
Art. 138 (Notificazione in mani proprie) c.p.c.:
“[I]. L'ufficiale giudiziario esegue la notificazione di regola mediante consegna della copia nelle mani proprie del destinatario, presso la casa di abitazione oppure, se ciò non è possibile, ovunque lo trovi nell'ambito della circoscrizione dell'ufficio giudiziario al quale è addetto. [II]. Se il destinatario rifiuta di ricevere la copia, l'ufficiale giudiziario ne dà atto nella relazione, e la notificazione si considera fatta in mani proprie”.
Art. 139 (Notificazione nella residenza, nella dimora o nel domicilio) c.p.c.:
“[I]. Se non avviene nel modo previsto nell'articolo precedente, la notificazione deve essere fatta nel comune di residenza del destinatario, ricercandolo nella casa di abitazione o dove ha l'ufficio o esercita l'industria o il commercio. [II]. Se il destinatario non viene trovato in uno di tali luoghi, l'ufficiale giudiziario consegna copia dell'atto a una persona di famiglia o addetta alla casa, all'ufficio o all'azienda, purché non minore di quattordici anni o non palesemente incapace. [III]. In mancanza delle persone indicate nel comma precedente, la copia è consegnata al portiere dello stabile dove è l'abitazione, l'ufficio o l'azienda, e, quando anche il portiere manca, a un vicino di casa che accetti di riceverla. [IV]. Il portiere o il vicino deve sottoscrivere una ricevuta, e l'ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell'avvenuta notificazione dell'atto, a mezzo di lettera raccomandata. [V]. Se il destinatario vive abitualmente a bordo di una nave mercantile, l'atto può essere consegnato al capitano o a chi ne fa le veci. [VI]. Quando non è noto il comune di residenza, la notificazione si fa nel comune di dimora, e, se anche questa è ignota, nel comune di domicilio, osservate in quanto è possibile le disposizioni precedenti”.
Art. 140 (Irreperibilità o rifiuto di ricevere la copia) c.p.c.:
“[I]. Se non è possibile eseguire la consegna per irreperibilità o per incapacità o rifiuto delle persone indicate nell'articolo precedente, l'ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa del comune dove la notificazione deve eseguirsi, affigge avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell'abitazione o dell'ufficio o dell'azienda del destinatario, e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento”.
Art. 141 (Notificazione presso il domiciliatario) c.p.c.:
“[I]. La notificazione degli atti a chi ha eletto domicilio presso una persona o un ufficio [47 c.c.] può essere fatta mediante consegna di copia alla persona o al capo dell'ufficio in qualità di domiciliatario, nel luogo indicato nell'elezione. [II]. Quando l'elezione di domicilio è stata inserita in un contratto, la notificazione presso il domiciliatario è obbligatoria, se cosi è stato espressamente dichiarato. [III]. La consegna, a norma dell'articolo 138, della copia nelle mani della persona o del capo dell'ufficio presso i quali si è eletto domicilio, equivale a consegna nelle mani proprie del destinatario.[IV]. La notificazione non può essere fatta nel domicilio eletto se è chiesta dal domiciliatario o questi è morto o si è trasferito fuori della sede indicata nell'elezione di domicilio o è cessato l'ufficio”.
Art. 142 (Notificazione a persona non residente, né dimorante, né domiciliata nella Repubblica) c.p.c.:
“[I]. Salvo quanto disposto nel secondo comma, se il destinatario non ha residenza, dimora o domicilio nello Stato e non vi ha eletto domicilio o costituito un procuratore a norma dell'articolo 77, l'atto è notificato mediante spedizione al destinatario per mezzo della posta con raccomandata e mediante consegna di altra copia al pubblico ministero che ne cura la trasmissione al Ministero degli affari esteri per la consegna alla persona alla quale è diretta. [II]. Le disposizioni di cui al primo comma si applicano soltanto nei casi in cui risulta impossibile eseguire la notificazione in uno dei modi consentiti dalle convenzioni internazionali e dagli articoli 30 e 75 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 200”.
Art. 143 (Notificazione a persona di residenza, dimora e domicilio sconosciuti) c.p.c.:
“[I]. Se non sono conosciuti la residenza, la dimora e il domicilio del destinatario e non vi è il procuratore previsto nell'articolo 77, l'ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante deposito di copia dell'atto nella casa comunale dell'ultima residenza o, se questa è ignota, in quella del luogo di nascita del destinatario. [II]. Se non sono noti né il luogo dell'ultima residenza né quello di nascita, l'ufficiale giudiziario consegna una copia dell'atto al pubblico ministero. [III]. Nei casi previsti nel presente articolo e nei primi due commi dell'articolo precedente, la notificazione si ha per eseguita nel ventesimo giorno successivo a quello in cui sono compiute le formalità prescritte”.
Art. 145 (Notificazione alle persone giuridiche) c.p.c.:
“[I]. La notificazione alle persone giuridiche si esegue nella loro sede, mediante consegna di copia dell'atto al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o, in mancanza, ad altra persona addetta alla sede stessa ovvero al portiere dello stabile in cui è la sede. La notificazione può anche essere eseguita, a norma degli articoli 138, 139 e 141, alla persona fisica che rappresenta l'ente qualora nell'atto da notificare ne sia indicata la qualità e risultino specificati residenza, domicilio e dimora abituale. [II]. La notificazione alle società non aventi personalità giuridica, alle associazioni non riconosciute e ai comitati di cui agli articoli 36 e seguenti del codice civile si fa a norma del comma precedente, nella sede indicata nell'articolo 19, secondo comma, ovvero alla persona fisica che rappresenta l'ente qualora nell'atto da notificare ne sia indicata la qualità e risultino specificati residenza, domicilio e dimora abituale. [III]. Se la notificazione non può essere eseguita a norma dei commi precedenti, la notificazione alla persona fisica indicata nell'atto, che rappresenta l'ente, può essere eseguita anche a norma degli articoli 140 o 143”.
Art. 147 (Tempo delle notificazioni) c.p.c.:
“[I]. Le notificazioni non possono farsi prima delle ore 7 e dopo le ore 21”.
Art. 148 (Relazione di notificazione) c.p.c.:
“[I]. L'ufficiale giudiziario certifica l'eseguita notificazione mediante relazione da lui datata e sottoscritta, apposta in calce all'originale e alla copia dell'atto. [II]. La relazione indica la persona alla quale è consegnata la copia e le sue qualità, nonché il luogo della consegna, oppure le ricerche, anche anagrafiche, fatte dall'ufficiale giudiziario, i motivi della mancata consegna e le notizie raccolte sulla reperibilità del destinatario”.
Art. 149 (Notificazione a mezzo del servizio postale) c.p.c.:
“[I]. Se non ne è fatto espresso divieto dalla legge, la notificazione può eseguirsi anche a mezzo del servizio postale. [II]. In tal caso l'ufficiale giudiziario scrive la relazione di notificazione sull'originale e sulla copia dell'atto, facendovi menzione dell'ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento. Quest'ultimo è allegato all'originale. [III]. La notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, al momento della consegna del plico all'ufficiale giudiziario e, per il destinatario, dal momento in cui lo stesso ha la legale conoscenza dell'atto”.
Art. 149 bis (Notificazione a mezzo posta elettronica) c.p.c.:
“[I]. Se non è fatto espresso divieto dalla legge, la notificazione può eseguirsi a mezzo posta elettronica certificata, anche previa estrazione di copia informatica del documento cartaceo. [II]. Se procede ai sensi del primo comma, l'ufficiale giudiziario trasmette copia informatica dell'atto sottoscritta con firma digitale all'indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario risultante da pubblici elenchi. [III]. La notifica si intende perfezionata nel momento in cui il gestore rende disponibile il documento informatico nella casella di posta elettronica certificata del destinatario. [IV]. L'ufficiale giudiziario redige la relazione di cui all'articolo 148, primo comma, su documento informatico separato, sottoscritto con firma digitale e congiunto all'atto cui si riferisce mediante strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero della giustizia. La relazione contiene le informazioni di cui all'articolo 148, secondo comma, sostituito il luogo della consegna con l'indirizzo di posta elettronica presso il quale l'atto è stato inviato. [V]. Al documento informatico originale o alla copia informatica del documento cartaceo sono allegate, con le modalità previste dal quarto comma, le ricevute di invio e di consegna previste dalla normativa, anche regolamentare, concernente la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici trasmessi in via telematica. [VI]. Eseguita la notificazione, l'ufficiale giudiziario restituisce all'istante o al richiedente, anche per via telematica, l'atto notificato, unitamente alla relazione di notificazione e agli allegati previsti dal quinto comma”.