Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_societario/2479
Timestamp: 2019-07-19 18:59:56+00:00
Document Index: 53434758

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 2361', 'art. 2479', 'art. 2479', 'art. 2479', 'art. 2479']

I. I soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dall'atto costitutivo, nonché sugli argomenti che uno o più amministratori o tanti soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale sottopongono alla loro approvazione.
II. In ogni caso sono riservate alla competenza dei soci:
3) la nomina nei casi previsti dall'articolo 2477 dei sindaci e del presidente del collegio sindacale o del soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti (1);
III. L'atto costitutivo può prevedere che le decisioni dei soci siano adottate mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. In tal caso dai documenti sottoscritti dai soci devono risultare con chiarezza l'argomento oggetto della decisione ed il consenso alla stessa.
IV. Qualora nell'atto costitutivo non vi sia la previsione di cui al terzo comma e comunque con riferimento alle materie indicate nei numeri 4) e 5) del secondo comma del presente articolo nonché nel caso previsto dal quarto comma dell'articolo 2482-bis oppure quando lo richiedono uno o più amministratori o un numero di soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale, le decisioni dei soci debbono essere adottate mediante deliberazione assembleare ai sensi dell'articolo 2479-bis.
V. Ogni socio ha diritto di partecipare alle decisioni previste dal presente articolo ed il suo voto vale in misura proporzionale alla sua partecipazione.
VI. Salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo, le decisioni dei soci sono prese con il voto favorevole di una maggioranza che rappresenti almeno la metà del capitale sociale.
(1) Le parole «del soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti» hanno sostituito le parole «del revisore» in base all'art. 37, comma 28, del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, pubb. in Gazz. Uff. n. 68 del 23 marzo 2010, suppl. ord. n. 58. La modifica ha effetto dal 7 aprile 2010.
Fallimento – Partecipazione di una società di capitali ad una società di persone – Super società di fatto – Dichiarazione di fallimento – Ammissibilità.
E’ configurabile la partecipazione di una società di capitali ad una società di persone, quale è per definizione quella di fatto, non essendo esigibile in tale ipotesi il rispetto dell’art. 2361 secondo comma c.c., dettato per le società per azioni, né la preventiva decisione autorizzativa dei soci ex art. 2479 comma 2 n. 5 c.c., quantomeno nelle ipotesi (quale è quella di specie) in cui l’assunzione della partecipazione non comporti un significativo mutamento dell’oggetto sociale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 05 Dicembre 2018. Segue...
Società – Esecuzione di delibere – Efficacia – Sospensione delle deliberazioni che continuano a manifestare una perdurante efficacia rispetto all’organizzazione sociale in via non già di riflesso, ma di diretta incidenza sul funzionamento degli organi – Fattispecie in tema di nomina degli amministratori
Società a responsabilità limitata – Facoltà dei soci di sottoporre argomenti alla discussione dell'assemblea dei soci – Potere di convocazione diretta dell'assemblea su quegli stessi argomenti
Società a responsabilità limitata – Convocazione dell'assemblea da parte di soci rappresentanti un terzo del capitale sociale – Potere demandato al solo organo gestorio
Società a responsabilità limitata – Convocazione dell'assemblea da parte di soci rappresentanti un terzo del capitale sociale – Inerzia dell’organo di gestione – Rapporto tra il potere del socio e quello dell’amministratore.
Il termine «esecuzione» deve essere inteso come «efficacia» e, precisamente, come idoneità dell’atto alla produzione di effetti giuridici ulteriori rispetto a quelli attinenti alla sua esecuzione; così, il concetto di esecuzione, lungi dall’implicare necessariamente un’attività di adeguamento dell’attività materiale della realtà fenomenica dell’atto giuridico, può essere semplicemente intesa come momento attuativo degli effetti dell’atto deliberativo.
In questa prospettiva, sono sospendibili le deliberazioni che continuano a manifestare una perdurante efficacia rispetto all’organizzazione sociale in via non già di riflesso, ma di diretta incidenza sul funzionamento degli organi dell’ente; in altre parole, la delibera di nomina degli amministratori, seppur eseguita già con l'insediamento dei nominati, è destinata a produrre i propri effetti per l'intero periodo di gestione della società da parte di quegli amministratori così designati, in considerazione di tutte le operazioni, vincolanti per la società stessa, che potranno essere decise ed attuate dai medesimi soggetti eletti.
Paralizzando l’efficacia della delibera impugnata con neutralizzazione degli effetti giuridici dell’atto di nomina, la sospensione evita che i nuovi soggetti nominati possano gestire la società nelle more dell’accertamento dei vizi che afferiscono all’atto di nomina. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
L'attribuzione, di cui all’art. 2479 c.c., ai soci di società a responsabilità limitata rappresentanti un terzo del capitale sociale, di sottoporre argomenti alla discussione dell'assemblea dei soci, comporta altresì, per via estensiva, il potere di convocazione diretta dell'assemblea su quegli stessi argomenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il potere dei soci di società a responsabilità limitata rappresentanti un terzo del capitale sociale di convocare l’assemblea sussiste anche nel caso in cui lo statuto ne demanda la convocazione al solo organo gestorio, tenuto conto che la disposizione di cui all’art. 2479, comma 1, c.c. costituisce regola di garanzia inderogabile, e che il rinvio ivi previsto all’atto costitutivo per la disciplina dei “modi di convocazione dell’assemblea” appare piuttosto riferibile alle sole modalità di convocazione in senso stretto, in quanto destinate ad assicurare la tempestiva omunicazione degli argomenti da trattare (mezzo di comunicazione, termini, ecc.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il potere dei soci di società a responsabilità limitata rappresentanti un terzo del capitale sociale di convocare l’assemblea si riferisce al «caso di inerzia dell’organo di gestione»; tale poter non è, pertanto, libero, ma condizionato, che trova il proprio presupposto legittimante nell’inerzia degli amministratori.
Deve dunque escludersi che il socio possa avvalersi del potere in argomento in contrasto con la legittima attività dell’amministratore, con la precisazione che, una volta che il socio abbia convocato, a seguito del comportamento omissivo dell’organo gestorio, l’assemblea, gli amministratori non potranno procedere a revocare la convocazione medesima ovvero a convocare, in contrasto con quella convocata dal socio, una diversa assemblea. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 22 Settembre 2016. Segue...
Società di capitali - Assemblea - Convocazione dei soci - Prosecuzione e rinvio dell'assemblea in altra data - Convocazione dei soci assenti - Necessità.
Il rinvio ad altra data della prosecuzione dei lavori dell'assemblea impone alla società di procedere ad una nuova convocazione dei soci assenti all'assemblea di cui viene disposto il rinvio. Detta convocazione non è, invece, necessaria nel caso in cui l'assemblea della quale viene disposto il rinvio sia totalitaria in quanto, in tale ipotesi, l'accordo di differire l'adunanza ad una diversa data vale a sostituire l'avviso di convocazione, giacché tutti i soggetti sono posti nella condizione di conoscere il giorno del luogo in cui si terrà il prosieguo dell'assemblea. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 29 Luglio 2015. Segue...
Società a Responsabilità Limitata - Capitale Sociale - Conferimenti - Quota - Trasferimento - Statuto - Previsione di un patto di prelazione - Diritto di riscatto - Configurabilità - Esclusione - Fondamento.
L'art. 2479 cod. civ., nel testo anteriore al d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, non prevede un diritto di prelazione ma consente il relativo patto, così esprimendo il principio di libera trasferibilità delle quote sociali, per cui l'eventuale previsione di una prelazione ha fonte non legale, ma negoziale e solo in tale ambito trova la sua disciplina. Ne deriva che la violazione della clausola statutaria contenente un patto di prelazione comporta l'inopponibilità, nei confronti della società e dei soci titolari del diritto di prelazione, della cessione della partecipazione sociale, nonché l'obbligo di risarcire il danno eventualmente prodotto, alla stregua delle norme generali sull'inadempimento delle obbligazioni, e non anche il diritto potestativo di riscattare la partecipazione nei confronti dell'acquirente, che non integra un rimedio generale in caso di violazioni di obbligazioni contrattuali, ma solo una forma di tutela specificamente apprestata dalla legge e conformativa dei diritti di prelazione, previsti per legge, spettante ai relativi titolari. Cassazione civile, sez. I, 03 Giugno 2014. Segue...