Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1445-codice-civile-effetti-dellannullamento-nei-confronti-dei-terzi
Timestamp: 2019-06-19 21:57:57+00:00
Document Index: 4433200

Matched Legal Cases: ['art. 184', 'art. 1445', 'art. 179', 'art. 179', 'art. 2732', 'art. 41']

Art. 1445 codice civile: Effetti dell'annullamento nei confronti dei terzi | La Legge per tutti
Art. 1445 codice civile: Effetti dell’annullamento nei confronti dei terzi
L’annullamento che non dipende da incapacità legale non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi di buona fede, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di annullamento (1).
Annullamento: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XII]; Incapacità legale: [v. Libro I, Titolo XII]; Titolo oneroso: [v. 1260]; Trascrizione: [v. Libro VI, Titolo I].
(1) Mentre l’annullamento cancella gli effetti del contratto prodotti nei confronti delle parti, sono salvi i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi (soggetti estranei al contratto) in buona fede (che ignorano il motivo di annullamento) da una delle parti del contratto annullato (es.: Tizio e Caio stipulano un contratto di vendita annullabile, Caio vende a sua volta il bene a Sempronio. Quest’ultimo, essendo terzo rispetto ai primi due, farà salvo il suo acquisto anche se Tizio eserciti vittoriosamente l’azione di annullamento contro Caio). Quando la domanda di annullamento è soggetta a trascrizione, l’acquisto dei terzi è salvo purché esso sia trascritto prima della trascrizione della domanda giudiziale diretta a far valere l’annullamento.
In tema di imposte sui redditi, gli importi percepiti dal contribuente, a titolo di interessi e prelievi, in esecuzione di un mandato ad investire somme di denaro conferito ad un operatore finanziario, sono qualificabili come redditi di capitale, assoggettabili a tassazione ai sensi degli artt. 41 e 42 del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, senza che assuma alcun rilievo la circostanza, giudizialmente accertata, che il mandatario si sia indebitamente appropriato del capitale investito, atteso che i comportamenti penalmente rilevanti, che uno dei contraenti abbia perpetrato in danno dell'altro ai fini della stipulazione di un contratto o nell'ambito del suo svolgimento, si risolvono in una causa di annullamento o di risoluzione per inadempimento e non vanificano, di per sé, il sinallagma contrattuale, che resta in vita fino all'esperimento delle correlative azioni costitutive. Cassa con rinvio, Comm. Trib. Reg. dell'Emilia Romagna, sede di Parma, 24/01/2008
Cassazione civile sez. trib. 16 aprile 2014 n. 8843
L'importanza dell'inadempimento deve essere, non in senso subiettivo, in relazione alla stima che la parte creditrice abbia potuto fare del proprio interesse violato, ma in senso obiettivo, in relazione all'attitudine dell'inadempimento a turbare l'equilibrio contrattuale ed a reagire sulla causa del contratto e sul comune intento negoziale. La non scarsa rilevanza dell'inadempimento deve ritenersi implicita ove l'inadempimento stesso si sia verificato con riguardo alle obbligazioni primarie ed essenziali del contratto.
Tribunale Castrovillari 17 luglio 2012
In regime di comunione legale coniugale, il coniuge non acquirente del bene acquistato dall'altro coniuge può proporre - adempiuti i necessari oneri probatori - domanda di accertamento della comunione anche rispetto al bene che sia stato acquistato come personale da quest'ultimo, non risultando precluso tale accertamento dal fatto che il coniuge non acquirente sia intervenuto nel contratto per aderirvi, fermo restando, peraltro, che, salvi gli effetti delle trascrizioni delle domande, il sopravvenuto accertamento della comunione legale non è opponibile al terzo acquirente di buona fede.
Cassazione civile sez. un. 28 ottobre 2009 n. 22755
L'azione prevista dall'art. 184 c.c. per l'annullamento degli atti compiuti dal coniuge in comunione legale senza il necessario consenso dell'altro coniuge, in quanto avente ad oggetto l'invalidazione dell'atto di acquisto del terzo per un vizio del titolo del suo dante causa, è soggetta, per tutto quanto non diversamente stabilito dalla norma speciale che la prevede, alla disciplina generale dettata dall'art. 1445 c.c. per l'azione di annullamento dei contratti: pertanto, salvi gli effetti della trascrizione della domanda, il sopravvenuto accertamento dell'inclusione del bene nella comunione legale non è opponibile al terzo acquirente di buona fede.
L'annullabilità del contratto di alienazione del bene comune, compiuto da un coniuge senza il necessario consenso dell'altro, è opponibile al terzo acquirente di buona fede a titolo oneroso se la domanda giudiziale è trascritta prima della trascrizione dell'acquisto del terzo.
L'intervento del coniuge non acquirente nell'atto di acquisto di beni immobili o mobili registrati - condizione necessaria ai sensi dell'art. 179, comma 2, c.c. per impedire la caduta in comunione legale del bene acquistato - non preclude allo stesso di proporre domanda di accertamento della comunione legale sul bene acquistato come personale dall'altro coniuge. Se infatti l'intervento del coniuge non acquirente assunse il significato di riconoscimento dei presupposti di fatto dell'esclusione (lett. c), d) ed f) dell'art. 179, comma 1, c.c.), detta azione presupporrà la revoca di quella confessione stragiudiziale, nei limiti dell'art. 2732 c.c. Se invece lo stesso intervento assunse il significato di mera manifestazione dei comuni intenti dei coniugi circa la destinazione del bene, occorrerà accertare quale destinazione il bene ebbe effettivamente, indipendentemente da ogni indagine sulla sincerità degli intenti così manifestati. Salvi gli effetti della trascrizione della domanda, il sopravvenuto accertamento della comunione legale non è opponibile al terzo acquirente di buona fede.
Il coniuge non acquirente di un bene può successivamente proporre domanda di accertamento della comunione legale anche rispetto a beni che siano stati acquistati come personali dall'altro coniuge, non risultando precluso tale accertamento dal fatto che il coniuge non acquirente fosse intervenuto nel contratto per aderirvi. Salvi gli effetti della trascrizione della domanda, il sopravvenuto accertamento della comunione legale non è opponibile al terzo acquirente di buona fede.
In tema di imposte sui redditi, gli importi percepiti dal contribuente, a titolo di interessi e prelievi, in esecuzione di un mandato ad investire somme di denaro conferito ad un operatore finanziario, sono qualificabili come redditi di capitale, assoggettabili a tassazione ai sensi degli art. 41 e 42 d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917, senza che assuma alcun rilievo la circostanza, giudizialmente accertata, che il mandatario si sia indebitamente appropriato del capitale investito: i comportamenti penalmente rilevanti che uno dei contraenti abbia perpetrato in danno dell'altro ai fini della stipulazione di un contratto o nell'ambito del suo svolgimento, risolvendosi in una causa di annullamento o di risoluzione per inadempimento, non vanificano infatti di per sé stessi il sinallagma contrattuale, il quale resta in vita fino all'esperimento delle correlative azioni costitutive.
Cassazione civile sez. trib. 22 febbraio 2008 n. 4612