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Timestamp: 2020-01-24 13:44:30+00:00
Document Index: 97888049

Matched Legal Cases: ['art 2', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 6', '§ 4', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 49', 'art. 14', 'art. 148', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 44', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 27', 'art. 1']

Articoli | Studio Mainini & Associati - Part 2
Dal tavolo tecnico fra il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, i Tecnici Nazionali del Coni, la direzione centrale del coordinamento normativo dell’ADE e la direzione delle Entrate è scaturita, dopo lungo ed articolato confronto, la circolare n. 18/E del primo agosto 2018.
La circolare segue di qualche settimana l’abrogazione attraverso il decreto legge n. 87 del 12 luglio 2018 (c.d. dignità) convertito dal Parlamento con la legge n. 96/2018, della società sportiva dilettantistica lucrativa introdotta con la legge n. 205 del 27 dicembre 2017 (legge di bilancio per il 2018) che aveva recepito in parte, la proposta di legge n. 3936 del 28 giugno 2016 (Sbrollini – Anif). Con essa, si è cercato di alleggerire da oneri e carichi burocratici le società, soprattutto quelle dilettantistiche.
La legge di bilancio aveva previsto l’aumento della soglia della quota esente della ritenuta sui compensi per le collaborazioni istituzionali sportive dilettantistiche ( allenatori – atleti – collaboratori etc) da 7.500 a 10.000 euro e la loro configurazione come contratto di collaborazione coordinata continuativa (co.co.co), coinvolgendo il Coni nel definire le prestazioni ed i soggetti rientranti nell’agevolazione.
Il decreto legge n. 87/2018 (dignità) ha cancellato la configurazione della co.co.co senza modificare il limite dei diecimila euro. Detti importi non rientrano più nell’obbligo della tracciabilità ovvero del pagamento attraverso sistema bancario e/o postale né alla comunicazione preventiva al centro per l’impiego né alla tenuta del libro unico del lavoro né alla predisposizione del cedolino paga.
I confini con il lavoro subordinato o all’esercizio di arti e professioni è di nuovo fragilissimo anche alla luce della sentenza n. 2924 del 20 luglio 2018 della sezione lavoro della Corte d’appello di Roma, e non va sottaciuta la questione posta da qualche sindacato nazionale.
All’inizio del nuovo anno sportivo i dirigenti, i direttori, i collaboratori amministrativi delle società sportive dilettantistiche di calcio dovranno lavorare basandosi sulle regole che scaturiscono dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n.18/E.
Essa va letta anche come un indicatore di direzione per aiutare il modus operandi dell’agire amministrativo e contabile degli enti sportivi dilettantistici.
Viene ribadito nella circolare il limite di 400.000 euro del regime forfettario derivante dalla legge 398/91 che si applica alle operazioni e alle attività commerciali sia delle associazioni che delle società sportive dilettantistiche. La circolare precisa, a pagina 46, il principio che determina l’uscita dal regime per il superamento della soglia e l’applicazione del regime ordinario. In sintesi, se a dicembre si sono incassate fatture per 380.000 euro e si emette il 28 dicembre una nuova fattura per pubblicità e/o sponsorizzazione per 40.000 euro che viene incassata nell’anno successivo, il limite si ritiene superato. In altre parole vanno considerati nel conteggio della franchigia gli importi fatturati anche se non incassati.
Un interessante principio che si deduce dalla circolare è che la sostanza ed i comportamenti corretti e funzionali prevalgono sulla forma una sorta di fair play.
Ad esempio per chi si è dimenticato di comunicare alla Siae la scelta del regime forfettario questo non comporta la perdita dal regime tributario forfettario, ma vale, in questo caso, il principio concludente che significa che i fatti dimostrativi sono in diritto una forma di manifestazione tacita. In questo caso è applicabile solo una sanzione che va da 250.00 a 2.000,00 euro. La stessa sanzione si applica anche in caso della violazione dell’obbligo di tracciabilità dei pagamenti o dei versamenti di importo pari o superiore a 1000/mille euro e non si consegue, come finora molti verificatori hanno rilevato nei P.V.C., la perdita del regime tributario forfettario.
Singolare è quello che si rileva per le quote incassate ( scuole calcio) in contanti e poi versate cumulativamente sul conto corrente per un importo pari o superiore a mille euro: – per ogni singola quota di iscrizione ai corsi o di affiliazione, l’ente deve rilasciare un’apposita quietanza, copia della quale dovrà essere conservata dall’ente stesso. Inoltre al fine di consentire ai soggetti verificatori di acquisire le informazioni contabili necessarie…… l’associazione o società sportiva dilettantistica dovrà dotarsi di un registro dove annotare analiticamente le entrate e le uscite indicando i nominativi dei soggetti, la causale e l’importo incassato o pagato.
Per le quote pari o superiori a mille euro è necessario utilizzare forme di pagamento tracciabile tra le quali si annovera ad esempio il pagamento tramite bollettino postale, carte di credito, bancomat o altri sistemi di pagamento che consentano lo svolgimento di efficaci e adeguati controlli.
Altro argomento che la circolare introduce è quello sulle attività connesse ovvero le attività che l’ente sportivo può fare e portare a tassazione in regime forfettario se si è optato per la legge 398/91: ad esempio, un ente sportivo che affitta l’impianto sportivo di calcio, di proprietà o in gestione a soggetti diversi che non sono né soci né tesserati o ad altri soggetti estranei all’ordinamento sportivo, può far rientrare questi corrispettivi nell’alveo dei 400 mila euro del regime forfettario.
Se invece mette su attività non connesse con la missione istituzionale dell’ente, ad esempio un ristorante, tali corrispettivi sotto l’aspetto tributario, non possono e non devono essere portati a tassazione con il sistema forfettario ma seguire le regole di imposizione.
La circolare crea anche un raccordo funzionale tra Agenzia entrate e Coni sulle nuove regole del registro pubblico del Coni, evidenziando la maggiore funzionalità ed il ruolo di certificatore che il legislatore ha attribuito al Coni, rilevando altresì un apprezzamento dello sforzo fatto per dare trasparenza al settore sia sotto il profilo formale che sostanziale ed è, quindi particolarmente utile anche ai fini della selezione delle attività di controllo in merito alla spettanza dei benefici fiscali per essi previsti.
Difatti, ogni soggetto sportivo (asd e/o ssd) ha, dal 2018, come account per entrare nel registro Coni (httss://rssd.coni.it) il codice fiscale rilasciato in sede di costituzione dall’agenzia entrate. All’interno del registro ci sono diverse funzioni come l’elaborazione e stampa delle ricevute per i tesserati e, a breve, anche l’elaborazione del file telematico da inviare all’agenzia delle entrate in modo che ogni contribuente si ritroverà, nella sua dichiarazione redditi, l’importo utile (max 210 euro) per la detrazione delle spese sostenute per la pratica sportiva per il figliolo/a dai cinque ai diciotto anni (D.M. 28.03.2007). Sempre all’interno del registro, vi è uno spazio archivio dei documenti (atto costitutivo e statuto) e l’elenco dei tesserati presso le Federazioni sportive, le Discipline associate e gli Enti di promozione sportiva.
Importante sarà la sezione comprovante la partecipazione ad eventi formativi ed agonistici e quella ancora non operativa di deposito e pubblicazione del rendiconto annuale.
E’ utile ricordare di scaricare annualmente il relativo certificato d’iscrizione al registro pubblico del Coni ed è consigliabile esporlo in sede, pubblicarlo sul sito, allegarlo nelle comunicazioni con gli enti pubblici, inviarlo all’ufficio del comune che detiene l’albo delle associazioni comunali e quando si chiede l’uso del campo di calcio.
Pertanto non è più sufficiente l’affiliazione alla Figc ma è necessario l’iscrizione al registro pubblico del Coni.
Di portata più semplice sarà la gestione dei soggetti sportivi che hanno molti tessera ti minorenni ( scuola calcio, per esempio) dove si precisa: la disposizione agevolativa si applica, tuttavia anche con riferimento alle attività effettuate dall’associazione o società sportiva dilettantistica non lucrativa nei confronti di soggetti frequentatori e/o praticanti che non rivestono la qualifica di soci o associati a condizioni che i destinatari delle attività risultano come previsto dalla norma “ tesserati delle rispettive organizzazioni nazionali , vale a dire tesserati, nel nostro caso tesserati alla Figc.
La circolare prosegue sottolineando che gli obblighi relativi alla democraticità del vincolo associativo devono essere rispettati dall’associazione sportiva dilettantistica .
La circolare si sofferma anche sulla cessione dei giocatori precisando che si applicano le regole generali di tassazione se il trasferimento costituisce un operazione meramente speculativa e resta fermo che le associazioni e/o società che hanno optato per il regime forfettario e ricevono il premio di addestramento e formazione tecnica di cui alla legge n. 91/ 81 (professionismo sportivo) per la cessione di un giocatore il corrispettivo non concorre alla determinazione del reddito.
Altra novità dove i dirigenti sportivi sono chiamati ad essere attenti è il nuovo regolamento UE n. 2016/679 sulla privacy, ricordando che il Garante per la protezione dei dati personali nel 1998 ha specificato in una comunicazione inviata alla Federazione Medici Sportivi Italiani che il giudizio
conclusivo di idoneità all’esercizio dell’attività sportiva agonistica, inteso come dato denotante la normalità psicofisica del soggetto, può ritenersi compreso fra i dati personali comuni. Invece il referto di non idoneità, che presuppone nell’interessato o la presenza di patologie o comunque la necessità di evitare potenziali rischi indotti appunto dalla pratica agonistica, assume senza dubbio la connotazione di dato sensibile.
Non sarà più necessario acquisire il consenso per trattare i dati del tesserato o per inviargli informazioni sullo spostamento dell’orario o della giornata di allenamento, ma se si inviano messaggi di tipo informativo-promozionale, sarà necessario acquisirne il consenso, così come per i gestionali in uso, sarà obbligatorio adottare sempre misure operative e tecniche adeguate alla salvaguardia dei dati.
Infine non è da sottovalutare la questione sanitaria che la cronaca ha riportato in auge in queste settimane. In particolare il pericolo della legionella nell’apertura degli impianti sportivi a settembre, dove i ristagni d’acqua, serbatoi, piscine, tubazione, spogliatoi, docce, possono rappresentare un pericolo. Per ciò risulta utile rivedere le linee guida del Ministero della Salute (ww.salute.gov.it) che dettano le procedure specifiche per gli impianti sportivi.
Con il DL 30.4.2019 n. 34, pubblicato sulla G.U. 30.4.2019 n. 100, è stato emanato il c.d. “decreto crescita”. Il DL 34/2019 è entrato in vigore l’1.5.2019, giorno successivo alla sua pubblicazione. Tuttavia, per numerose disposizioni sono previste specifiche decorrenze. Di seguito la principali novità contenute nel DL 34/2019 in materia fiscale sia quelle di carattere non fiscale.
Super-ammortamenti –Reintroduzione
Con l’art. 1 del DL 34/2019 viene prevista la reintroduzione dei super-ammortamenti, con maggiorazione pari al 30%, per gli investimenti effettuati:
Tassazione agevolata degli utili reinvestiti: Con l’art. 2 del DL 34/2019 viene integralmente riscritta la disciplina della c.d. “mini IRES”, agevolazione che dal 2019 va a sostituire l’ACE, e che si sostanzia nell’assoggettamento ad aliquota ridotta della parte del reddito d’impresa corrispondente agli utili accantonati a riserva. La nuova norma pone quale unica condizione quella dell’accantonamento degli utili, non essendo invece necessario che essi siano reinvestiti in beni strumentali o siano destinati all’incremento della base occupazionale.
A regime (ovvero, dal 2022, per i soggetti “solari”), l’IRES è ridotta di 3,5 punti percentuali (la fascia di reddito agevolata sconta, quindi, l’aliquota del 20,5%). In via transitoria, la riduzione è pari:
a 3 punti percentuali (quindi, con imposta del 21%), per il 2021.
la quota agevolata del reddito (120.000,00 euro) è assoggettata all’aliquota ridotta del 22,5%;
l’IRES totale ammonta a 70.200,00 euro (120.000,00 x 22,5% + 180.000,00 x 24%);
Le disposizioni attuative della nuova agevolazione saranno stabilite con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze. In particolare, tale decreto dovrebbe specificare quali siano le modalità applicative dell’agevolazione per i soggetti IRPEF.
L’art. 3 del DL 34/2019 aumenta, in maniera progressiva a partire dal periodo d’imposta 2019 “solare”, la misura della deducibilità dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo dell’IMU relativa agli immobili strumentali.
L’art. 1 co. 12 della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019), modificando l’art. 14 co. 1 del D.lgs. 23/2011, aveva previsto che l’IMU relativa agli immobili strumentali fosse deducibile dalle imposte sui redditi nella misura del 40%, in luogo delle precedenti percentuali del:
20% a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2014 (dal 2014, per i soggetti “solari”);
30% per il solo periodo d’imposta in corso al 31.12.2013 (2013, per i soggetti “solari”).
In assenza di un’espressa disposizione di decorrenza, la modifica avrebbe dovuto operare dall’1.1.2019.
Nuovo aumento dal periodo di imposta 2019 “solare”
Modificando nuovamente l’art. 14 co. 1 del D.lgs. 23/2011, l’art. 3 del DL 34/2019 dispone che la percentuale di deducibilità dell’IMU dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo sia gradualmente aumentata come segue:
70%, a regime, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2021 (dal 2022, per i soggetti “solari”).
Pertanto, la misura del 40%, prevista dalla L. 145/2018, non troverà mai applicazione. Risulta quindi superata, anche per i soggetti “non solari”, l’indicazione, contenuta nelle istruzioni al modello REDDITI 2019, della percentuale del 40%, introdotta dalla legge di bilancio 2019 e ora sostituita da quella del 50% la quale avrà impatto, per la prima volta, nel modello REDDITI 2020, in luogo della precedente misura del 20%.
Regime forfetario – Applicazione delle ritenute
L’art. 6 del DL 34/2019 introduce, per i contribuenti che applicano il regime forfetario di cui alla L.190/2014, l’obbligo di operare le ritenute d’acconto sui redditi di lavoro dipendente e sui redditi a questi assimilati.
La disposizione è entrata in vigore l’1.5.2019, ma opera retroattivamente dall’1.1.2019. Viene pertanto stabilito che le ritenute relative alle somme già corrisposte dall’1.1.2019 al 30.4.2019 sono:
trattenute in tre rate mensili di uguale importo, a valere sulle retribuzioni corrisposte a partire dal mese di agosto 2019 (terzo mese successivo a quello di entrata in vigore del DL 34/2019, avvenuta l’1.5.2019);
versate entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è stata operata la ritenuta.
Per le somme corrisposte aventi natura diversa dai redditi di lavoro dipendente e a questi assimilati, i soggetti in regime forfetario continuano ad avere la facoltà (ma non l’obbligo) di operare le ritenute alla fonte, senza che ciò costituisca comportamento concludente per la fuoriuscita dal regime agevolato (circ. Agenzia delle Entrate 10.4.2019 n. 9, § 4.2).
Mediante l’art. 15 del DL 34/2019 viene introdotta la possibilità, per le Regioni, le Province, le Città metropolitane e i Comuni di aderire, con apposita delibera, alla “rottamazione” delle entrate (ai sensi dell’art. 3 del DL.119/2018), anche tributarie, non riscosse a seguito dei provvedimenti di ingiunzione fiscale, notificati, negli anni dal 2000 al 2017, dagli enti stessi e dai concessionari della riscossione.
Modalità di adesione: gli enti che intendono aderire dovranno:
adottare un’apposita delibera entro il 30.6.2019;
darne notizia sul proprio sito internet istituzionale entro 30 giorni.
Con la medesima delibera, tali enti potranno disciplinare in modo autonomo:
il numero delle rate e la relativa scadenza, che non potrà superare il 30.9.2021;
le modalità con cui il debitore manifesta la volontà di aderire;
i termini per presentare l’istanza, nella quale il debitore dovrà anche indicare il numero delle rate, nonché l’eventuale esistenza di contenziosi e, in tal caso, l’impegno a rinunciare agli stessi giudizi;
il termine entro il quale l’ente territoriale o il concessionario dovrà trasmettere al debitore la comunicazione delle somme dovute per la definizione agevolata, le singole rate e la relativa scadenza.
In generale, si tratta di un istituto analogo all’art. 3 del DL 119/2018 (c.d. “rottamazione dei ruoli”), infatti determina il solo stralcio di sanzioni e degli interessi
Per effetto dell’art. 4 del DL 34/2019, dal 2019, i soggetti titolari di reddito di impresa che optano per il Patent box possono scegliere, in alternativa alla procedura di ruling, di determinare e dichiarare il reddito agevolabile direttamente, indicando le informazioni necessarie alla predetta determinazione in idonea documentazione di prossima individuazione.
Procedure di ruling in corso: è possibile avvalersi di tale possibilità anche nel caso in cui sia in corso la procedura di ruling, a condizione che non sia stato concluso il relativo accordo. In tal caso, il contribuente dovrà comunicare all’Agenzia delle Entrate in maniera espressa la volontà di rinunciare alla procedura stessa.
Ripartizione in tre quote annuali: i soggetti che esercitano la suddetta opzione devono ripartire la variazione in diminuzione in tre quote annuali di pari importo, da indicare nella dichiarazione dei redditi e dell’IRAP relativa al periodo d’imposta in cui viene esercitata tale opzione e in quelle relative ai due periodi d’imposta successivi.
Con l’art. 11 del DL 34/2019 viene prevista la reintroduzione del c.d. “bonus aggregazioni”, con riferimento alle operazioni straordinarie di fusione, scissione e conferimento d’azienda realizzate dall’1.5.2019 (data di entrata in vigore del DL) al 31.12.2022.
Con l’art. 11 del DL 34/2019 viene prevista la reintroduzione del c.d. “bonus aggregazioni”, con riferimento alle operazioni straordinarie di fusione, scissione e conferimento d’azienda realizzate dall’1.5.2019 (data di entrata in vigore del DL) al 31.12.2022. L’agevolazione consente il riconoscimento fiscale gratuito dei maggiori valori contabili (nel limite di 5 milioni di euro) emergenti in capo ai soggetti risultanti da tali operazioni straordinarie.
L’art. 49 del DL 34/2019 prevede il riconoscimento, per il 2019, di un credito d’imposta in relazione alle spese sostenute dalle PMI per la partecipazione a fiere internazionali. La misura dell’agevolazione: il credito d’imposta è pari al 30% delle spese, fino ad un massimo di 60.000,00 euro. Il credito d’imposta è riconosciuto:
Associazioni assistenziali – Attività decommercializzate
L’art. 14 del DL 34/2019 consente agli enti associativi assistenziali di restare nell’ambito applicativo della decommercializzazione di cui all’art. 148 co. 3 del TUIR, anche dopo l’operatività delle disposizioni del Codice del Terzo settore (D.lgs. 117/2017).
Detrazione d’imposta per l’acquisto dell’unità immobiliare compresa in edifici interamente demoliti e ricostruiti dalle imprese nelle zone sismiche 1, 2 e 3
Per effetto dell’art. 8 del DL 34/2019, le detrazioni d’imposta previste dall’art. 16 co. 1-septies del DL 4.6.2013 n. 63 sono estese anche ai Comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 2 e 3. Il citato co. 1-septies, successivamente alla modifica, stabilisce che qualora gli interventi antisismici di cui al co. 1-quater dello stesso articolo siano realizzati:
nei Comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e3 ai sensi dell’OPCM 28.4.2006 n. 3519,
da parte di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare, mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento, le detrazioni d’imposta sono incrementate al 75% o all’85%, a seconda che dagli interventi il rischio sismico sia stato ridotto di una o di due classi.
Decorrenza: considerato che il DL 34/2019 è entrato in vigore l’1.5.2019, per poter beneficiare delle detrazioni fiscali nelle zone sismiche 2 e 3, le spese devono essere sostenute dall’1.5.2019. Condizioni per beneficiare della detrazione Per poter beneficiare della detrazione, le imprese devono provvedere, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, all’alienazione dell’immobile e l’agevolazione spetta all’acquirente dell’unità immobiliare.
La detrazione del 75% o 85%, inoltre:
è calcolata sul prezzo della singola unità immobiliare, risultante nell’atto pubblico di compravendita;
spetta entro un ammontare massimo di spesa pari a 96.000,00 euro per ciascuna unità immobiliare;
ed è ripartita in 5 quote annuali di pari importo.
Con riferimento alle agevolazioni per ricercatori e docenti di cui all’art. 44 del DL 78/2010, per effetto dell’art. 5 co. 4 – 5 del DL 34/2019, in relazione ai soggetti che trasferiscono la residenza fiscale in Italia dal 2020, viene previsto:
Fatturazione elettronica per gli scambi con San Marino
Mediante l’art. 12 del DL 34/2019, viene prevista l’implementazione degli obblighi di fatturazione elettronica ai fini dei rapporti di scambio tra l’Italia e la Repubblica di San Marino, disciplinati dal DM 24.12.93. Trattasi essenzialmente delle:
cessioni di beni verso San Marino;
cessioni di beni verso l’Italia con addebito dell’IVA;
cessioni di beni verso l’Italia senza addebito dell’IVA.
L’efficacia della nuova disciplina:
è demandata ad un decreto ministeriale da emanare in base agli accordi che il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano realizzerà con i corrispondenti Uffici sammarinesi;
richiede l’emanazione di un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che dovrà definire le regole tecniche al fine di rendere operativi i nuovi obblighi.
Esoneri: saranno esonerati dagli obblighi di fatturazione elettronica nei rapporti di scambio con San Marino coloro che già beneficiano di specifici esoneri dalla fatturazione elettronica, come nel caso di coloro che: ·rientrano nel c.d. “regime di vantaggio” (art. 27 co. 1 e 2 del DL98/2011);
applicano il regime forfetario (art. 1 co. 54 ss. della L. 190/2014);
hanno esercitato l’opzione di cui agli artt. 1 e 2 della L. 398/91 e che nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a 65.000,00 euro.