Source: http://www.settimanafiscaledigital.ilsole24ore.com/edizione/201933
Timestamp: 2020-01-22 20:13:34+00:00
Document Index: 23242687

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 364', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 148', 'art. 1']

Numero 33 6 settembre 2019
Redditi di impresa, Iva, regime forfetario e Modello 730
Esterometro: divieto per le prestazioni sanitarie a non residenti
Con la Risposta Interpello n. 327 dello scorso 1° agosto , l’Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni aspetti relativi al trattamento delle prestazioni sanitarie , in particolare stabilendo il divieto di invio dei dati all’ esterometro per le prestazioni sanitarie verso soggetti non residenti (art. 11, co. 1, lett. a), L. 27 luglio 2000, n. 212).
Con il Provv. Agenzia Entrate 27.6.2019, n. 224245 è stato approvato, in attuazione di quanto previsto nel Codice della crisi di impresa e d’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), il modello e le istruzioni per la certificazione dei debiti tributari nelle procedure concorsuali . Il Codice della crisi di impresa e d’insolvenza aveva, infatti, demandato all’Agenzia delle Entrate l’onere di adottare le misure attuative dell’ art. 364, D.Lgs. 14/2019 per la certificazione dei debiti tributari nelle procedure concorsuali.
Il D.L. 34/2019, conv. con modif. dalla L. 58/2019 ( art. 4-decies ) ha rilanciato l’istituto del ravvedimento operoso inserendo, in sede di conversione in legge, una disposizione interpretativa che consente la possibilità di effettuare la sanatoria in modo frazionato e, dunque, in più momenti rispetto alla violazione originaria. La nuova norma nei fatti istituzionalizza quanto già delineato dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate. Pertanto, viene ribadito che il contribuente può avvalersi del ravvedimento frazionato, versando l’imposta e i relativi interessi unitamente alle sanzioni dovute nel termine prescelto e, quindi, secondo la misura stabilita dalle singole finestre dell’art. 13, co. 1, del D.Lgs. 472/1997. Inoltre, viene chiarito che il versamento della sanzione ridotta può essere successivo a quello del pagamento del tributo e/o degli interessi. È ammesso, altresì, il ravvedimento dei versamenti rateali , ma rimane non ammesso il cd. ravvedimento a rate che per l’appunto è diverso dal ravvedimento delle rate.
Bonus aggregazione di imprese
A distanza di una decina d’anni dall’ultima riproposizione, il Decreto « crescita » prevede nuovamente all’ art. 11 il « bonus aggregazione », volto ad incentivare le unioni di aziende per incrementare, così, la dimensione delle Pmi italiane e migliorarne la competitività . Tale beneficio ha natura temporanea ed è riconosciuto alle sole operazioni straordinarie effettuate sino al 2022. L’agevolazione consiste nel riconoscimento ai fini fiscali (sia Ires che Irap) dei maggiori plusvalori scaturenti dall’operazione di aggregazione fino ad un valore massimo di 5 milioni di euro. Per usufruire dell’incentivo, però, bisogna rispettare determinati requisiti : le imprese oggetto di aggregazione devono essere operative da almeno due anni e non devono appartenere al medesimo gruppo. Se la società risultante dall’aggregazione effettua, inoltre, nei successivi quattro anni ulteriori operazioni straordinarie per aggirare i requisiti suddetti, decadrà da tale beneficio. Il presente articolo vuole esaminare il nuovo incentivo e al tempo stesso ripercorrere la prassi relativa ai precedenti interventi normativi in modo da fornire alcuni importanti chiarimenti in merito.
Agevolazioni «prima casa» al test della forza maggiore
Con le agevolazioni «prima casa» previste in materia di imposte di registro , ipotecarie e catastali , il Legislatore ha voluto introdurre delle norme di favore in considerazione della rilevanza sociale che riveste la casa di abitazione. Ovviamente per evitarne abusi, ne ha presidiato la concessione al rispetto di stringenti previsioni di legge. Tra queste rientra anche il trasferimento della residenza entro 18 mesi dall’acquisto nel caso in cui l’acquirente non abbia la residenza anagrafica nel Comune in cui è ubicato l’immobile da comprare. La configurazione giuridica di tale condotta e la conseguente possibilità di riconoscere o meno valore esimente a fatti ostativi a tale trasferimento non hanno trovato orientamenti univoci presso la giurisprudenza di legittimità, che a sentenze alterne, ha ammesso il riconoscimento di cause di forza maggiore .
Con la Sentenza 12.2.2019, n. 4047 , la Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi del tema della disapplicazione delle sanzioni amministrative tributarie per «obiettive condizioni di incertezza» normativa , fattispecie che – per il processo tributario – è prevista dall’ art. 8, del D.Lgs. 546/1992 ; la Corte, con tale responso ha raccolto, in argomentazioni sintetiche, l’ampio percorso logico-giuridico delineato nel precedente cammino giurisprudenziale e, a compimento del breve ragionamento giuridico, ha reiterato un decalogo contenente i riferimenti a quei fatti indice che possono consentire al giudice di disapplicare le sanzioni .
L’ art. 1, co. 166, L. 23.12.2005, n. 266 prevede che gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali trasmettano alle competenti Sezioni Regionali di Controllo della Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione e sul rendiconto della gestione . Il successivo co. 167 attribuisce alla Corte dei Conti il compito di definire unitariamente i criteri e le linee guida cui debbono attenersi gli stessi organi di revisione nella predisposizione della relazione, specificando altresì i contenuti minimi. Tali indicazioni trovano conferma anche nell’ art. 148-bis, D.Lgs. 267/2000, secondo cui le sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti esaminano i bilanci preventivi e i rendiconti consuntivi degli enti locali ai sensi dell' art. 1, co. 166 e seguenti, della L. 266/2005 , per la verifica degli aspetti indicati in vista del mantenimento degli equilibri economico-finanziari . Con la Deliberazione n. 12/Sezaut/2019/Inpr la Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti ha definito ed approvato le linee guida ed i relativi questionari che gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali (comuni e province) dovranno utilizzare con riferimento al rendiconto della gestione 2018 .