Source: http://www.gliappalti.it/concessione-e-project-financing/
Timestamp: 2019-11-19 09:56:39+00:00
Document Index: 125050631

Matched Legal Cases: ['art. 183', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art, 183', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 183']

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Concessione e project financing
Il codice degli appalti è disciplinato dal decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016 il quale, ha abrogato e sostituito il precedente codice già approvato con il decreto legislativo 163 del 12 aprile 2006. Nel vecchio codice abrogato di cui sopra, il D.lgs. 163/2006, il tema del finanziamento di progetto era uno strumento già previsto dall’articolo 153 e questa norma, è stata sostituita dall’articolo 183 del decreto legislativo 50/2016. L’articolo 183 del D.lgs. 50/2016 ha recepito molte delle precedenti disposizioni e, nello stesso tempo, ha introdotto nuove regole.
Il codice degli appalti consente agli enti pubblici di agire con una discreta autonomia, nella scelta dei criteri di selezione delle offerte per appalti e concessioni, oltre ad offrire soluzioni alternative ai vari problemi da risolvere.
Alternativa della concessione.
La finanza di progetto consente di utilizzare capitali privati per la realizzazione di opere pubbliche e questo particolare si desume dal comma 1 dell’articolo 183 del codice.
“1. Per la realizzazione di lavori pubblici o di lavori di pubblica utilità, ivi inclusi quelli relativi alle strutture dedicate alla nautica da diporto, inseriti negli strumenti di programmazione formalmente approvati dall’amministrazione aggiudicatrice sulla base della normativa vigente, ivi inclusi i Piani dei porti, finanziabili in tutto o in parte con capitali privati, le amministrazioni aggiudicatrici possono, in alternativa all’affidamento mediante concessione ai sensi della parte III, affidare una concessione ponendo a base di gara il progetto di fattibilità, mediante pubblicazione di un bando finalizzato alla presentazione di offerte che contemplino l’utilizzo di risorse totalmente o parzialmente a carico dei soggetti proponenti. In ogni caso per le infrastrutture afferenti le opere in linea, è necessario che le relative proposte siano ricomprese negli strumenti di programmazione approvati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.“
Dalla lettura del testo di legge di cui sopra, si può affermare che la finanza di progetto (o project financing) è una procedura alternativa alla concessione disciplinata dall’articolo 164 e seguente, parte III, del decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016.
Con le vecchie disposizioni del 2006 (abrogate) si applicavano delle procedure diverse da quelle odierne secondo le quali, per la finanza di progetto ci doveva essere uno studio di fattibilità inteso come presupposto essenziale per programmare una determinata opera entro un piano di sviluppo triennale; il bando di gara con finanza di progetto doveva essere corredato dal predetto studio di fattibilità; i concorrenti interessati al bando si dovevano assumere l’onere della progettazione preliminare, progettazione definitiva ed esecutiva.
Nell’art. 183, comma 1, del vigente codice (il D.lgs. 50/2016), esiste anche una novità in merito alla stesura ed utilizzo del progetto di fattibilità che si collega, in modo implicito, all’art. 23 del codice:
Livelli della progettazione per gli appalti, per le concessioni di lavori nonché per i servizi.
“1. La progettazione in materia di lavori pubblici si articola, secondo tre livelli di successivi approfondimenti tecnici, in progetto di fattibilità tecnica ed economica, progetto definitivo e progetto esecutivo ….”
Il citato art. 23 del codice appalti (D.lgs. 50/2016) ha introdotto delle modifiche sul tema della progettazione:
– è stato eliminato lo “studio di fattibilità” che era concepito come base per la programmazione delle opere ed è stato sostituito dal “progetto di fattibilità”;
– il “progetto di fattibilità” tecnica ed economica è il documento predisposto dalla che deve essere predisposto per realizzare opere nel contesto di una programmazione;
– la progettazione preliminare è stata sostituita dalla progettazione di fattibilità tecnica/economica.
Il progetto di fattibilità è predisposto dall’amministrazione aggiudicatrice, comma 2 dell’art. 183 del codice:
“2. Il bando di gara è pubblicato con le modalità di cui all’articolo 72 ovvero di cui all’articolo 130, secondo l’importo dei lavori, ponendo a base di gara il progetto di fattibilità predisposto dall’amministrazione aggiudicatrice. Il progetto di fattibilità da porre a base di gara è redatto dal personale delle amministrazioni aggiudicatrici in possesso dei requisiti soggettivi necessari per la sua predisposizione in funzione delle diverse professionalità coinvolte nell’approccio multidisciplinare proprio del progetto di fattibilità. In caso di carenza in organico di personale idoneamente qualificato, le amministrazioni aggiudicatrici possono affidare la redazione del progetto di fattibilità a soggetti esterni, individuati con le procedure previste dal presente codice.
Gli oneri connessi all’affidamento di attività a soggetti esterni possono essere ricompresi nel quadro economico dell’opera.”
Da queste brevi considerazioni, il progetto di fattibilità rappresenta per l’ente appaltante una tappa di partenza per arrivare al bando di gara. Sul progetto di fattibilità i concorrenti si dovranno confrontare e poi, all’aggiudicatario passa l’onere della progettazione definitiva ed esecutiva.
Le procedure che l’operatore economico deve rispettare non sono semplici e così pure per l’ente appaltante che deve predisporre il progetto di fattibilità in funzione di un quadro di programmazione ed altro ancora.
In linea di massima, esiste la procedura per iniziativa pubblica inserita in una programmazione di interventi ed una procedura per iniziativa privata per delle opere che non sono previste dalle programmazioni pubbliche.
1) iniziativa pubblica.
Come accennato, la base della finanza di progetto per iniziativa pubblica è il progetto di fattibilità, predisposto dall’ente appaltante (art. 183, comma 2) ed inserito nella programmazione degli interventi poliennali. In questo caso, il bando di gara deve rispettare le modalità del comma 3, art. 183 del codice:
“3. Il bando, oltre al contenuto previsto dall’articolo 142 specifica:
a) che l’amministrazione aggiudicatrice ha la possibilità di richiedere al promotore prescelto, di cui al comma 10, lettera b), di apportare al progetto definitivo, da questi presentato, le modifiche eventualmente intervenute in fase di approvazione del progetto, anche al fine del rilascio delle concessioni demaniali marittime, ove necessarie, e che, in tal caso, la concessione è aggiudicata al promotore solo successivamente all’accettazione, da parte di quest’ultimo, delle modifiche progettuali nonché del conseguente eventuale adeguamento del piano economico-finanziario;
b) che, in caso di mancata accettazione da parte del promotore di apportare modifiche al progetto definitivo, l’amministrazione ha facoltà di chiedere progressivamente ai concorrenti successivi in graduatoria l’accettazione delle modifiche da apportare al progetto definitivo presentato dal promotore alle stesse condizioni proposte al promotore e non accettate dallo stesso.”
Dalla lettura del testo di cui sopra, risulta che l’amministrazione può chiedere all’operatore economico che siano fatte alcune modifiche al progetto definitivo e porre tale richiesta come condizione per l’aggiudicazione della gara. Come indicato dalla lettera a) del comma 3 di cui sopra, il bando deve prevedere che nel caso di “mancata accettazione” delle modifiche richieste, “l’amministrazione ha facoltà di chiedere progressivamente ai concorrenti successivi in graduatoria l’accettazione delle modifiche da apportare al progetto definitivo presentato dal promotore alle stesse condizioni proposte al promotore e non accettate dallo stesso.”
Oltre a sopra indicato, i concorrenti devono adempiere ad un iter burocratico secondo il quale (comma 9, art, 183), devono consegnare un progetto definitivo più un documento “bozza di convenzione”, un programma economico e finanziari asseverato da un istituto bancario, una documentazione che evidenzia l’operatività della concessione. Dopo i controlli preliminari, l’ente appaltante procede con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, come indicato dal comma 5 dell’art. 183 del codice:
“5. Oltre a quanto previsto dall’articolo 95, l’esame delle proposte è esteso agli aspetti relativi alla qualità del progetto definitivo presentato, al valore economico e finanziario del piano e al contenuto della bozza di convenzione. Per quanto concerne le strutture dedicate alla nautica da diporto, l’esame e la valutazione delle proposte sono svolti anche con riferimento alla maggiore idoneità dell’iniziativa prescelta a soddisfare in via combinata gli interessi pubblici alla valorizzazione turistica ed economica dell’area interessata, alla tutela del paesaggio e dell’ambiente e alla sicurezza della navigazione.”
Nel successivo comma 10, le valutazioni delle offerte si esprimono con una graduatoria dove si indica la migliore fra tutte quelle ricevute, quindi, il progetto definitivo dovrà essere sottoposto alla sua approvazione. Anche in quest’ultima fase, se necessario, l’ente aggiudicatore può chiedere al concorrente di fare delle modifiche al progetto consegnatogli. Se il promotore/concorrente si rifiuta di fare modifiche al progetto consegnato, l’ente appaltante potrà aggiudicare la concessione al primo dei concorrenti successivi in graduatoria, a condizione che le modifiche richieste siano accettate in modo formale, salvo il diritto del primo concorrente di addebitare i costi sostenuti per il progetto al nuovo aggiudicatario.
2) iniziativa privata.
L’iniziativa privata, se non esiste una concreta convenienza economica è meglio soprassedere per il motivo che l’iter burocratico è molto pesante. Le norme cui fare riferimento sono il comma 15 e 19 dell’art. 183 e dalla lettura di questi commi, risulta che le iniziative private s’inseriscono in un contesto di opere di pubblica utilità inoltre, al privato compete compilare il progetto di fattibilità. Anche in queste iniziative private, l’amministrazione pubblica ha la facoltà di chiedere al proponente di fare modifiche senza le quali, non ci potrà essere approvazione. In seguito alla valutazione ed eventuali modifiche, il progetto di fattibilità sarà inserito nei documenti di programmazione per una sua approvazione, quindi, nei tempi stabiliti, sarà la base per una gara di concessione alla quale, potrà partecipare anche il proponente, salvo il diritto di prelazione se dall’esito della gara non dovesse risultare aggiudicatario.
Qui di seguito ti riporto il testo integrale dell’art. 183 del codice:
1. Per la realizzazione di lavori pubblici o di lavori di pubblica utilità, ivi inclusi quelli relativi alle strutture dedicate alla nautica da diporto, inseriti negli strumenti di programmazione formalmente approvati dall’amministrazione aggiudicatrice sulla base della normativa vigente, ivi inclusi i Piani dei porti, finanziabili in tutto o in parte con capitali privati, le amministrazioni aggiudicatrici possono, in alternativa all’affidamento mediante concessione ai sensi della parte III, affidare una concessione ponendo a base di gara il progetto di fattibilità, mediante pubblicazione di un bando finalizzato alla presentazione di offerte che contemplino l’utilizzo di risorse totalmente o parzialmente a carico dei soggetti proponenti. In ogni caso per le infrastrutture afferenti le opere in linea, e’ necessario che le relative proposte siano ricomprese negli strumenti di programmazione approvati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
2. Il bando di gara è pubblicato con le modalità di cui all’articolo 72 ovvero di cui all’articolo 130, secondo l’importo dei lavori, ponendo a base di gara il progetto di fattibilità predisposto dall’amministrazione aggiudicatrice. Il progetto di fattibilità da porre a base di gara è redatto dal personale delle amministrazioni aggiudicatrici in possesso dei requisiti soggettivi necessari per la sua predisposizione in funzione delle diverse professionalità coinvolte nell’approccio multidisciplinare proprio del progetto di fattibilità. In caso di carenza in organico di personale idoneamente qualificato, le amministrazioni aggiudicatrici possono affidare la redazione del progetto di fattibilità a soggetti esterni, individuati con le procedure previste dal presente codice.
Gli oneri connessi all’affidamento di attività a soggetti esterni possono essere ricompresi nel quadro economico dell’opera.
3. Il bando, oltre al contenuto previsto dall’articolo 142 specifica:
b) che, in caso di mancata accettazione da parte del promotore di apportare modifiche al progetto definitivo, l’amministrazione ha facoltà di chiedere progressivamente ai concorrenti successivi in graduatoria l’accettazione delle modifiche da apportare al progetto definitivo presentato dal promotore alle stesse condizioni proposte al promotore e non accettate dallo stesso.
4. Le amministrazioni aggiudicatrici valutano le offerte presentate con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa di cui all’articolo 95.
5. Oltre a quanto previsto dall’articolo 95, l’esame delle proposte è esteso agli aspetti relativi alla qualità del progetto definitivo presentato, al valore economico e finanziario del piano e al contenuto della bozza di convenzione. Per quanto concerne le strutture dedicate alla nautica da diporto, l’esame e la valutazione delle proposte sono svolti anche con riferimento alla maggiore idoneità dell’iniziativa prescelta a soddisfare in via combinata gli interessi pubblici alla valorizzazione turistica ed economica dell’area interessata, alla tutela del paesaggio e dell’ambiente e alla sicurezza della navigazione.
8. Alla procedura sono ammessi solo i soggetti in possesso dei requisiti per i concessionari, anche associando o consorziando altri soggetti, ferma restando l’assenza dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80.
9. Le offerte devono contenere un progetto definitivo, una bozza di convenzione, un piano economico-finanziario asseverato da un istituto di credito o da società di servizi costituite dall’istituto di credito stesso ed iscritte nell’elenco generale degli intermediari finanziari, ai sensi dell’articolo 106 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, o da una società di revisione ai sensi dell’articolo 1 della legge 23 novembre 1939, n. 1966, nonché la specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione, e dare conto del preliminare coinvolgimento di uno o più istituti finanziatori nel progetto. Il piano economico-finanziario, oltre a prevedere il rimborso delle spese sostenute per la predisposizione del progetto di fattibilità posto a base di gara, comprende l’importo delle spese sostenute per la predisposizione delle offerte, comprensivo anche dei diritti sulle opere dell’ingegno di cui all’articolo 2578 del codice civile. L’importo complessivo delle spese di cui al periodo precedente non può superare il 2,5 per cento del valore dell’investimento, come desumibile dal progetto di fattibilità posto a base di gara. Nel caso di strutture destinate alla nautica da diporto, il progetto definitivo deve definire le caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori ed il quadro delle esigenze da soddisfare e delle specifiche prestazioni da fornire, deve contenere uno studio con la descrizione del progetto ed i dati necessari per individuare e valutare i principali effetti che il progetto può avere sull’ambiente e deve essere integrato con le specifiche richieste dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con propri decreti.
c) pone in approvazione il progetto definitivo presentato dal promotore, con le modalità indicate all’articolo 27, anche al fine del successivo rilascio della concessione demaniale marittima, ove necessaria. In tale fase è onere del promotore procedere alle modifiche progettuali necessarie ai fini dell’approvazione del progetto, nonché a tutti gli adempimenti di legge anche ai fini della valutazione di impatto ambientale, senza che ciò comporti alcun compenso aggiuntivo, né incremento delle spese sostenute per la predisposizione delle offerte indicate nel piano finanziario;
13. Le offerte sono corredate dalla garanzia di cui all’articolo 93 e da un’ulteriore cauzione fissata dal bando in misura pari al 2,5 per cento del valore dell’investimento, come desumibile dallo progetto di fattibilità posto a base di gara. Il soggetto aggiudicatario è tenuto a prestare la cauzione definitiva di cui all’articolo 103. Dalla data di inizio dell’esercizio del servizio, da parte del concessionario è dovuta una cauzione a garanzia delle penali relative al mancato o inesatto adempimento di tutti gli obblighi contrattuali relativi alla gestione dell’opera, da prestarsi nella misura del 10 per cento del costo annuo operativo di esercizio e con le modalità di cui all’articolo 103; la mancata presentazione di tale cauzione costituisce grave inadempimento contrattuale.
15. Gli operatori economici possono presentare alle amministrazioni aggiudicatrici proposte relative alla realizzazione in concessione di lavori pubblici o di lavori di pubblica utilità, incluse le strutture dedicate alla nautica da diporto, non presenti negli strumenti di programmazione approvati dall’amministrazione aggiudicatrice sulla base della normativa vigente. La proposta contiene un progetto di fattibilità, una bozza di convenzione, il piano economico-finanziario asseverato da uno dei soggetti di cui al comma 9, primo periodo, e la specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione. Nel caso di strutture destinate alla nautica da diporto, il progetto di fattibilità deve definire le caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori e del quadro delle esigenze da soddisfare e delle specifiche prestazioni da fornire, deve contenere uno studio con la descrizione del progetto e i dati necessari per individuare e valutare i principali effetti che il progetto può avere sull’ambiente e deve essere integrato con le specifiche richieste dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con propri decreti. Il piano economico-finanziario comprende l’importo delle spese sostenute per la predisposizione della proposta, comprensivo anche dei diritti sulle opere dell’ingegno di cui all’articolo 2578 del codice civile. La proposta è corredata dalle autodichiarazioni relative al possesso dei requisiti di cui al comma 17, dalla cauzione di cui all’articolo 103, e dall’impegno a prestare una cauzione nella misura dell’importo di cui al comma 9, terzo periodo, nel caso di indizione di gara.
L’amministrazione aggiudicatrice valuta, entro il termine perentorio di tre mesi, la fattibilità della proposta. A tal fine l’amministrazione aggiudicatrice può invitare il proponente ad apportare al progetto di fattibilità le modifiche necessarie per la sua approvazione. Se il proponente non apportale modifiche richieste, la proposta non può essere valutata positivamente. Il progetto di fattibilità eventualmente modificato, è inserito negli strumenti di programmazione approvati dall’amministrazione aggiudicatrice sulla base della normativa vigente ed è posto in approvazione con le modalità previste per l’approvazione di progetti; il proponente è tenuto ad apportare le eventuali ulteriori modifiche chieste in sede di approvazione del progetto; in difetto, il progetto si intende non approvato. Il progetto di fattibilità approvato è posto a base di gara, alla quale è invitato il proponente. Nel bando l’amministrazione aggiudicatrice può chiedere ai concorrenti, compreso il proponente, la presentazione di eventuali varianti al progetto. Nel bando è specificato che il promotore può esercitare il diritto di prelazione. I concorrenti, compreso il promotore, devono essere in possesso dei requisiti di cui al comma 8, e presentare un’offerta contenente una bozza di convenzione, il piano economico-finanziario asseverato da uno dei soggetti di cui al comma 9, primo periodo, la specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione, nonché le eventuali varianti al progetto di fattibilità; si applicano i commi 4, 5, 6, 7 e 13. Se il promotore non risulta aggiudicatario, può esercitare, entro quindici giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione, il diritto di prelazione e divenire aggiudicatario se dichiara di impegnarsi ad adempiere alle obbligazioni contrattuali alle medesime condizioni offerte dall’aggiudicatario. Se il promotore non risulta aggiudicatario e non esercita la prelazione ha diritto al pagamento, a carico dell’aggiudicatario, dell’importo delle spese per la predisposizione della proposta nei limiti indicati nel comma 9. Se il promotore esercita la prelazione, l’originario aggiudicatario ha diritto al pagamento, a carico del promotore, dell’importo delle spese per la predisposizione dell’offerta nei limiti di cui al comma 9.
16. La proposta di cui al comma 15, primo periodo, può riguardare, in alternativa alla concessione, la locazione finanziaria di cui all’articolo 187.
17. Possono presentare le proposte di cui al comma 15, primo periodo, i soggetti in possesso dei requisiti di cui al comma 8, nonché i soggetti con i requisiti per partecipare a procedure di affidamento di contratti pubblici anche per servizi di progettazione eventualmente associati o consorziati con enti finanziatori e con gestori di servizi. La realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità rientra tra i settori ammessi di cui all’articolo 1, comma 1, lettera c-bis), del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153. Le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, nell’ambito degli scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico dalle stesse perseguiti, possono aggregarsi alla presentazione di proposte di realizzazione di lavori pubblici di cui al comma 1, ferma restando la loro autonomia decisionale.
18. Al fine di assicurare adeguati livelli di bancabilità e il coinvolgimento del sistema bancario nell’operazione, si applicano in quanto compatibili le disposizioni contenute all’articolo 185.
19. Limitatamente alle ipotesi di cui i commi 15 e 17, i soggetti che hanno presentato le proposte possono recedere dalla composizione dei proponenti in ogni fase della procedura fino alla pubblicazione del bando di gara purché tale recesso non faccia venir meno la presenza dei requisiti per la qualificazione. In ogni caso, la mancanza dei requisiti in capo a singoli soggetti comporta l’esclusione dei soggetti medesimi senza inficiare la validità della proposta, a condizione che i restanti componenti posseggano i requisiti necessari per la qualificazione.
20. Ai sensi dell’articolo 2 del presente codice, per quanto attiene alle strutture dedicate alla nautica da diporto, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria normativa ai principi previsti dal presente articolo.