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Timestamp: 2020-05-26 04:33:40+00:00
Document Index: 94974235

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art.1', 'art. 2', 'art 183', 'art. 183', 'art 185', 'art.12', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 183', 'art. 330', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2']

Covid-19, sospensione delle attività processuali e attività successiva al 23 marzo 2020: prime indicazioni pratiche per i familiaristi - FAMIGLIA e SUCCESSIONI | Diritto e Giustizia
di Alessandro Simeone, da ilfamiliarista.it - Avvocato
Il d.l. 8 marzo 2020 n. 11, recante «Misure straordinarie ed urgenti per contrastare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell'attività giudiziaria» ha introdotto una doppia regolamentazione diretta (anche) al funzionamento delle attività processuali per il periodo 8 marzo-31 maggio 2020. Purtroppo, la non felice formulazione delle norme, frutto probabilmente dell'urgenza, non chiarisce appieno gli impatti che le predette potranno avere nei procedimenti relativi al diritto delle relazioni familiari.
L'Autore, partendo dall'analisi del testo, indica quelli che potrebbero essere i futuri orientamenti cercando di fornire all'operatore alcune prime indicazioni pratiche.
Il decreto legge. Le norme di riferimento, per la giustizia civile in generale, sono l'art. 1 e l'art. 2 commi 1 e 2.
L'art.1, comma 1, prevede il rinvio d'ufficio di tutte le udienze chiamate tra il 8 e il 22 marzo a data successiva al 22 marzo 2020. Trattandosi di un rinvio ex lege è presumibile che non sia necessario alcun provvedimento della Cancelleria, ancorché si tratta di un'attività auspicabile al fine di evitare situazioni di confusione soprattutto per quei procedimenti che potrebbero rientrare (v. infra) nelle deroghe previste all'art. 2, comma 2, lett. g).
- rinvio delle udienze a data successiva al 31 maggio 2020;
- lo svolgimento delle udienze civili che «non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti mediante lo scambio e il deposito in telematico di note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni e la successiva adozione fuori udienza del provvedimento del Giudice»; pare una norma scritta ad hoc per le udienze ex art 183 c.p.c. (verifica contraddittorio e concessione termini) 184 c.p.c. (assunzione mezzi istruttori) e 189 c.p.c. (precisazione delle conclusioni); la norma non si applica qualora il Giudice ritenga necessario, ex art. 183, comma 4, chiedere chiarimenti alle parti oppure nel caso di udienza ex art 185 c.p.c. per il tentativo di conciliazione; in questi casi resta ferma la facoltà di udienza da remoto.
Le eccezioni. Le direttive dei capi degli uffici giudiziari, secondo quanto sopra indicato, potranno essere formulate con riferimento a tutti i procedimenti, di qualsiasi genere.
- i procedimenti «per l'adozione di provvedimenti in materia di tutela, di amministrazione di sostegno, di interdizione, di inabilitazione nei soli casi in cui viene dedotta una motivata situazione di indifferibilità incompatibile anche con l'adozione di provvedimenti provvisori, e sempre che l'esame diretto della persona del beneficiario, dell'interdicendo e dell'inabilitando non risulti incompatibile con le sue condizioni di età e salute»;
- procedimenti relativi ai trattamenti sanitari obbligatori (art. l.833/1978);
- procedimenti per l'autorizzazione all'interruzione volontaria di gravidanza (art.12 l.194/1978)
La difficile interpretazione delle eccezioni per le cause di diritto familiare. Molte delle cause di diritto familiare sembrano appartenere al novero di quelle per le quali dovrebbe valere il regime derogatorio ma, purtroppo, il decreto legge non sembra essere sufficientemente chiaro e non fornisce, come dovrebbe vista la situazione emergenziale, le dovute indicazioni.
Chi scrive ritiene però che l'intero d.l. n. 11/2020 debba essere interpretato alla luce dei Dpcm 8 e 9 marzo 2020 e soprattutto in funzione dell'ottica di contenimento dell'emergenza epidemiologica. Come indicato in premessa, infatti, il diritto alla salute (di tutti) è preminente rispetto a quello del rispetto della vita familiare (come peraltro confermato da Cass. SS.UU. 12193/2019), sicché è preferibile un'interpretazione restrittiva delle norme derogatorie indicate all'art. 2, comma 2 lett. g). Diversamente ragionando, verrebbe frustrato l'intento complessivo dell'intervento legislativo, imponendosi la trattazione di udienza di separazione, consensuale o giudiziale, divorzio, congiunto o contenzioso, in cui, come minimo, vi sono 4 persone presenti (le parti e i rispettivi difensori) che oltretutto devono essere sentite congiuntamente in locali in cui è bene difficile il rispetto della distanza suggerita di un metro.
La sospensione dei termini nel periodo cuscinetto. Per effetto della sospensione ex lege dei termini, avente portata generale e prevista occorre considerare il periodo 8/22 marzo come il periodo 1/14 agosto; dunque tutti i termini in scadenza in un periodo ricomprendente anche quello cuscinetto sono automaticamente prorogati di 15 giorni. Esemplificando: sentenza di separazione notificata il 17 febbraio, il termine per il deposito dell'appello non scadrà il 18 marzo ma il 2 aprile; il termine per una memoria ex art. 183 c.p.c. n. 3) originariamente in scadenza per il 30 marzo, dovrà invece essere depositata entro il 14 aprile.
Procedimenti de potestate ex art. 330/333 c.c. che non prevedano l'allontanamento dei minori
I criteri per l'adozione delle Linee Guida. L'art. 2 d.l. n. 11/2020, come indicato nella relazione illustrativa del DDL di conversione, è volto a «regolare una seconda fase dell'intervento urgente, quello cioè affidato alle determinazioni dei dirigenti di tutti gli uffici giudiziari, si prevede che dette misure, destinate a coprire uno spettro temporale più ampio (fino al 31 maggio 2020), siano caratterizzate da una adeguata elasticità, determinata dalla necessità di evitare, laddove non indispensabile e non richiesto dalla condizione sanitaria contingente, l'interruzione dell'attività giudiziaria (articolo 2)».
In questo contesto, i capi degli uffici giudiziari possono (ma non devono)
L'organizzazione dei procedimenti “familiari” sino al 30 maggio 2020. I principi generali sopra richiamati, che saranno declinati dai singoli capi degli uffici giudiziari devono incastonarsi nel complesso tessuto dei procedimenti “familiari”, caratterizzato da alcune peculiarità.
Conclusioni. Il d.l. 11/2020, seppure criticabile per alcune imprecisioni tecniche (v. quanto detto a proposito dell'art. 1 comma, 2 e dell'art. 2, comma 2, lett. g) n.1) pone le basi per una decisa fuga in avanti verso la modernizzazione del processo, sia attraverso la rivitalizzazione di strumenti già esistenti (v. la decisione differita sui mezzi istruttori) sia attraverso la previsioni di novità (trattazione scritta dell'inutile udienza di precisazione delle conclusioni, che dovrebbe scomparire se e quando la riforma del processo civile verrà approvata) sia attraverso l'incentivazione delle udienze da remoto che, per il momento, vista la scarsità di mezzi tecnici, rischia di rimanere una mera suggestione in molti uffici giudiziari.
Gori P. Covid-19: la Cassazione apre alle udienze da remoto, www.questionegiustizia.it;
Scarselli G. Interpretazione e commento del DL 8 marzo 2020, n.11 di differimento delle udienze e sospensione dei termini processuali civili per contrastare l'emergenza da Covid-19, www.judicium.it
De Stefano F., L'emergenza sanitaria rimodula i tempi della Giustizia: i provvedimenti sul civile (note a primissima lettura del dl n. 11 del 2020), in www.giustiziainsieme.it
Valerini F. Differimento delle udienze civili e penali e sospensioni dei termini processuali nel periodo cuscinetto. E dopo? www.dirittoegiustizia.it