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Timestamp: 2019-09-19 23:03:39+00:00
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Obbligatorietà dell'assicurazione per il veicolo stazionato su un terreno privato
Corte di Giustizia dell’Unione Europea - massima a cura della Dott.ssa Michaela Ercolani
Sentenza della Corte (Grande Sezione) - Lenaerts C80/17, EU:C:2018:661
Corte di Giustizia Unione Europea - Veicolo immatricolato non circolante – assicurazione responsabilità civile – obbligo - sussiste
Nella pronuncia della Corte di Giustizia dell’UE, di fronte alla domanda promossa dal Supremo Tribunal de Justiça portoghese, rileva l’obbligatorietà di stipula del contratto di assicurazione della responsabilità civile, che sussiste anche qualora il proprietario detenga il veicolo stazionato su un terreno privato e non abbia più intenzione di guidarlo. Nel caso in esame, il veicolo, che la proprietaria aveva smesso di guidare e deteneva nel cortile di casa, era stato sottratto dal figlio e questi, uscendo fuori strada, aveva provocato un sinistro, causando la propria morte ed il decesso di altre due persone. Il Fondo di Garanzia per le vittime della strada del Portogallo aveva promosso ricorso in II grado dinanzi alla Corte Suprema per ottenere il rimborso degli indennizzi versati alle vittime; la Corte ha inteso presentare domanda pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
L’obbligo di stipulare un’assicurazione della responsabilità civile sussiste in capo al proprietario del veicolo che sia idoneo a circolare, immatricolato e funzionante, indipendentemente dall’elemento soggettivo che è la volontà di guidarlo oppure no. E ogni Stato appartenente all’Unione Europea è tenuto “a garantire che (…) ogni veicolo che stazioni abitualmente sul suo territorio sia coperto da un contratto (…) al fine di garantire (…) la responsabilità civile a tale veicolo”. A nulla, pertanto, vale l’intenzione del proprietario o di altri di utilizzarlo effettivamente.
In nota: le direttive prese in considerazione nel caso in esame con riguardo all’epoca dei fatti, sono state sostituite dalla Direttiva 2009/103/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, pur tuttavia permanendo il principio interpretato nella sentenza dello scorso 4 settembre.
Avuto riguardo all’organismo deputato all’indennizzo delle vittime di incidenti stradali, secondo la pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nulla osta a che la normativa nazionale contempli la possibilità di proporre azione contro il soggetto che aveva l’obbligo di stipulare l’assicurazione e che non lo ha fatto, ancorché lo stesso non sia civilmente responsabile dell’incidente nel corso del quale si sono verificati i danni.
Nella causa C 80/17,
A. A. D. P. M. J.,
C. M. C. J.,
composta da K. Lenaerts, presidente, M. Ileši?, L. Bay Larsen, T. von Danwitz, e J. Malenovský, presidenti di sezione, E. Juhász, A. Borg Barthet, J. C. Bonichot, A. Arabadjiev (relatore), M. Berger, F. Biltgen, K. Jürimäe, C. Lycourgos, M. Vilaras ed E. Regan, giudici,
– per il governo portoghese, da L. F., M. F. e T. L., in qualità di agenti;
– per il governo tedesco, da T. H. e M. H., in qualità di agenti;
– per l’Irlanda, da M. B., G. H., E. C. e A. J., in qualità di agenti, assistiti da G. G., BL;
– per il governo spagnolo, da V. E. C., in qualità di agente;
– per il governo italiano, da G. P., in qualità di agente, assistita da P. G., avvocato dello Stato;
– per il governo lettone, da I. K. e G. B., in qualità di agenti;
– per il governo del Regno Unito, da S. B., C. B., R. F. e G. B., in qualità di agenti, assistiti da A. B., barrister;
– per la Commissione europea, da K. P. W. e B. R., in qualità di agenti,
2 Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra il Fundo de Garantia Automóvel (Fondo di garanzia automobilistico, Portogallo; in prosieguo: il «Fondo») e le sig.re A. A. D. P. M. J. e C. M. C. J. riguardo al rimborso degli indennizzi che il Fondo ha versato alle vittime di un incidente in cui è stato coinvolto il veicolo appartenente alla sig.ra D. P. M. J. e guidato da suo figlio.
14 La sig.ra D. P. M. J., proprietaria di un autoveicolo immatricolato in Portogallo, aveva cessato di guidarlo per problemi di salute e lo aveva parcheggiato nel cortile di casa senza tuttavia avviare le pratiche di ritiro ufficiale dello stesso dalla circolazione.
15 Il 19 novembre 2006 il veicolo, guidato dal figlio della sig.ra D. P. M. J., che ne aveva preso possesso senza l’autorizzazione della madre e a sua insaputa, è uscito di strada, provocando il decesso del conducente nonché di altre due persone che si trovavano a bordo del veicolo come passeggeri.
16 La sig.ra D. P. M. J. non aveva sottoscritto, a tale data, un’assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di tale veicolo.
17 Indennizzati gli aventi causa dei passeggeri del veicolo per i danni derivanti dall’incidente, il Fondo ha poi convenuto in giudizio la sig.ra D. P. M. J. e la sig.ra C.J., figlia del conducente, chiedendo il rimborso della somma di EUR 437.345,85.
18 A sua difesa la sig.ra D. P. M. J. ha fatto valere, in particolare, che essa non era responsabile del sinistro e che, avendo lasciato il veicolo stazionato nel cortile di casa e non intendendo metterlo in circolazione, non era tenuta a sottoscrivere un contratto di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione del veicolo stesso.
20 La sig.ra D. P. M. J. ha interposto appello avverso la sentenza del giudice di primo grado dinanzi al Tribunal da Relação (Corte d’appello, Portogallo).
21 Quest’ultimo ha dichiarato che non sussistevano né un obbligo di sottoscrivere un contratto di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione dell’autoveicolo di cui trattasi né la responsabilità della sig.ra D. P. M. J., ha annullato la sentenza di primo grado e respinto il ricorso proposto dal Fondo.
24 Dalla sentenza della Corte del 4 settembre 2014, Vnuk (C 162/13, EU:C:2014:2146) risulterebbe che rientra nella nozione di «circolazione dei veicoli», di cui all’articolo 3, paragrafo 1, della prima direttiva qualsiasi utilizzo di un veicolo che sia conforme alla funzione abituale del veicolo stesso.
28 Tuttavia, poiché l’intervento dell’organismo di cui all’articolo 1, paragrafo 4, della seconda direttiva è previsto, in conformità a tale disposizione, soltanto qualora i danni siano provocati da un veicolo per il quale non sia stato assolto l’obbligo di assicurazione previsto all’articolo 3, paragrafo 1, della prima direttiva, il fatto di considerare che una persona che si trovi nella situazione della sig.ra D. P. M. J. non sia soggetta a tale obbligo comporterebbe che il Fondo non sia tenuto a intervenire in circostanze come quelle di cui trattasi nel procedimento principale.
O nel senso che, in tali circostanze, non ricada sul proprietario del veicolo l’obbligo di assicurarlo, indipendentemente dalla responsabilità che si assumerà il Fundo de Garantia Automóvel nei confronti dei terzi lesi, in particolare in casi di furto d’uso del veicolo.
2) Se l’articolo 1, paragrafo 4, della [seconda direttiva] (in vigore alla data del sinistro), debba essere interpretato nel senso che il [Fondo] – che, per mancanza del contratto di assicurazione della responsabilità civile, abbia indennizzato i terzi lesi in conseguenza di un sinistro stradale causato da un autoveicolo che, senza autorizzazione del proprietario e ad insaputa di quest’ultimo, era stato rimosso dal terreno privato su cui era immobilizzato – abbia il diritto di surrogazione nei confronti del proprietario del veicolo, indipendentemente dalla responsabilità di quest’ultimo per il sinistro o nel senso che, in tali circostanze, la surrogazione del [Fondo] nei confronti del proprietario dipenda dalla sussistenza dei presupposti della responsabilità civile, in particolare dal fatto che, al momento del sinistro, il proprietario avesse il controllo effettivo del veicolo».
34 Tale questione è fondata sulla premessa secondo cui il Fondo ha chiesto alla sig.ra D. P. M. J., in base all’articolo 25 del decreto legge n. 522/85, il rimborso delle indennità versate agli aventi diritto delle vittime dell’incidente in cui il suo veicolo era stato coinvolto, con la motivazione che, da una parte, essa era soggetta all’obbligo di stipulare un contratto di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di tale veicolo e, dall’altra, essa non aveva ottemperato a tale obbligo. È in tal contesto che il giudice del rinvio si chiede sostanzialmente se, nella situazione descritta al punto precedente, tale veicolo dovesse essere coperto da assicurazione.
36 L’articolo 3, paragrafo 1, della prima direttiva, formulato in termini assai generici, impone quindi agli Stati membri di attuare, nel loro ordinamento giuridico interno, un obbligo generale di assicurazione dei veicoli (v., in tal senso, sentenza dell’11 luglio 2013, Csonka e a., C 409/11, EU:C:2013:512, punto 24).
37 Pertanto, ciascuno Stato membro deve garantire che, fatte salve le deroghe previste all’articolo 4 di quest’ultima direttiva, ogni veicolo che stazioni abitualmente sul suo territorio sia coperto da un contratto stipulato con una compagnia di assicurazioni al fine di garantire, entro i limiti definiti dal diritto dell’Unione, la responsabilità civile relativa a tale veicolo (v., in tal senso, sentenza dell’11 luglio 2013, Csonka e a., C 409/11, EU:C:2013:512, punto 28).
38 La nozione di «veicolo» è definita, all’articolo 1, punto 1, della prima direttiva, come relativa a «qualsiasi autoveicolo destinato a circolare sul suolo (…)». Tale definizione è indipendente dall’uso che viene fatto o che può esser fatto del veicolo di cui trattasi (sentenze del 4 settembre 2014, Vnuk, C 162/13, EU:C:2014:2146, punto 38, e del 28 novembre 2017, Rodrigues de Andrade, C 514/16, EU:C:2017:908, punto 29).
40 Occorre peraltro sottolineare che, a differenza, segnatamente, delle cause che hanno dato luogo alle sentenze del 4 settembre 2014, Vnuk (C 162/13, EU:C:2014:2146), del 28 novembre 2017, Rodrigues de Andrade (C 514/16, EU:C:2017:908), e del 20 dicembre 2017, Núñez Torreiro (C 334/16, EU:C:2017:1007), in cui la Corte aveva avuto occasione di precisare, con riferimento ad autoveicoli per i quali era stata stipulata un’assicurazione della responsabilità civile risultante dalla loro circolazione, quali fossero i casi di utilizzo del veicolo assicurato che rientrano nell’ambito della copertura assicurativa così sottoscritta, il procedimento principale riguarda la distinta questione relativa alla portata dell’obbligo di stipulare un’assicurazione siffatta, la quale, per ragioni di certezza del diritto, deve essere determinata in anticipo, cioè anteriormente all’eventuale coinvolgimento del veicolo di cui trattasi in un incidente.
45 L’intervento di tale organismo è stato quindi concepito come extrema ratio e previsto esclusivamente nei casi contemplati in tale disposizione, e non può essere considerato come attuazione di un sistema di garanzia dell’assicurazione della responsabilità civile relativa alla circolazione dei veicoli fuori di tali casi (v., in tal senso, sentenza dell’11 luglio 2013, Csonka e a., C 409/11, EU:C:2013:512, punti da 30 a 32).
47 Del resto, l’interpretazione accolta ai punti da 38 a 42 della presente sentenza permette di garantire la realizzazione dell’obiettivo di tutela delle vittime di incidenti causati da autoveicoli, previsto dalle direttive relative all’assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di tali veicoli, che è stato costantemente perseguito e rafforzato dal legislatore dell’Unione (sentenza del 28 novembre 2017, Rodrigues de Andrade, C 514/16, EU:C:2017:908, punti 32 e 33 e giurisprudenza citata). Infatti, tale interpretazione garantisce che le vittime suddette siano comunque risarcite, o dall’assicuratore, in forza di un contratto concluso a tal fine, o dall’organismo previsto all’articolo 1, paragrafo 4, della seconda direttiva, qualora non sia stato assolto l’obbligo di assicurare il veicolo coinvolto nell’incidente, oppure tale veicolo non sia stato identificato.
48 Nel procedimento principale, dal fascicolo sottoposto alla Corte risulta che il veicolo della sig.ra D. P. M. J. stazionava abitualmente nel territorio di uno Stato membro, il Portogallo. Infatti, tale veicolo era, all’epoca dei fatti, tuttora immatricolato in tale Stato membro.
49 Inoltre, tale veicolo era funzionante, come attestato dal fatto che il figlio della sig.ra D. P. M. J. lo stava guidando nel momento in cui si è verificato l’incidente.
51 Come risulta dalle considerazioni che precedono, il fatto che la sig.ra D. P. M. J. lo tenesse stazionato su un terreno privato, vale a dire nel cortile di casa, prima che suo figlio ne prendesse possesso, e che essa non avesse più intenzione di guidarlo, non appare al riguardo rilevante.
54 Al riguardo, va osservato che l’articolo 1, paragrafo 4, della seconda direttiva lascia esplicitamente aperta agli Stati membri la possibilità di conferire all’intervento dell’organismo un carattere sussidiario e consente loro di regolamentare le azioni tra questo organismo e i responsabili del sinistro nonché i rapporti con gli altri assicuratori o istituti di previdenza sociale tenuti a indennizzare la vittima per lo stesso sinistro (v., in tal senso, sentenza del 4 dicembre 2003, Evans, C 63/01, EU:C:2003:650, punto 32).
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