Source: http://www.lamiagravidanza.com/la-mia-gravidanza/pratica/541-pratica-il-congedo-di-maternita
Timestamp: 2019-01-18 02:24:20+00:00
Document Index: 100179934

Matched Legal Cases: ['art.37', 'art 4', 'art.16', 'art.17', 'art.16', 'art.39']

» Il congedo di maternità
Ogni donna incinta può pretendere il congedo di maternità la cui durata varia in funzione del numero di figli a carico. Ma in caso di gravidanza a rischio, si può aggiungere il congedo obbligatorio anticipato.
La tutela della maternità è riconosciuta come principio fondamentale dalla Costituzione (art.37) e si è sviluppata attraverso l’emanazione di leggi il cui contenuto è stato ispirato via via a una maggiore attenzione verso le molteplicità di esigenze che ruotano intorno all’esercizio di questo delicatissimo ruolo, e alla sua compatibilità con l’attività professionale. La conciliazione tra vita familiare e vita professionale è riconosciuta come diritto fondamentale anche dalla Carta Europea dei Diritti Fondamentali, approvata a Nizza nel 2000. Accanto alla tutela della maternità, e al riconoscimento di alcuni diritti di paternità, si è sviluppata la tutela del lavoro di cura, nei confronti dei figli e di altri familiari. Recentemente è stato approvato in Italia un Testo unico in materia che sostituisce la legislazione precedente. Fra le novità introdotte va ricordato che per sostituire le lavoratrici o i lavoratori in congedo, sia obbligatorio sia facoltativo, si può assumere altro personale con lavoro a termine oppure temporaneo, e che nelle imprese con meno di 20 dipendenti il datore di lavoro può ottenere vantaggi sul costo del lavoro tramite sgravi contributivi (art 4 TU).
• Congedo obbligatorio e flessibile di maternità (art.16-20 TU)
Come lavoratrice subordinata hai diritto – e devi – astenerti dal lavoro per cinque mesi e puoi scegliere se:
- Usare il congedo 2 mesi prima e 3 mesi dopo il parto.
- Oppure 1 mese prima e 4 mesi dopo, a condizione che quest’ultima scelta non sia dannosa per la tua salute o quella del bambino. In questo caso devi farti fare un certificato dal medico della ASL e dal medico competente sul luogo di lavoro.
In tale periodo hai diritto a percepire l’80% della retribuzione.
Occorre presentare il certificato che attesti la gravidanza prima dell’inizio del congedo.
• Congedo obbligatorio anticipato (art.17 T.U.)
Se ti trovi in particolari condizioni di salute che rendono la gravidanza a rischio, oppure se è il tuo ambiente di lavoro che rende la gravidanza a rischio, segnala la situazione all’Ispettorato del lavoro che potrà disporre il congedo anticipato.
• Parto prematuro (art.16 T.U.)
Se il parto avviene in data anticipata rispetto a quella presunta, hai diritto a: - recuperare i giorni non goduti prima del parto nel periodo di astensione obbligatoria successivo al parto, in modo da conservare il diritto al periodo complessivo;
- entro 30 giorni dalla nascita occorre presentare il certificato di assistenza al parto.
• Riposi giornalieri (art.39 – 40 – 41 T.U.)
Come madre hai diritto a permessi giornalieri retribuiti per due ore (1+1) al giorno, che si riducono a una se l’orario di lavoro è inferiore a sei ore giornaliere, per tutto il primo anno di vita del bambino/a.
I permessi spettano anche al padre nei seguenti casi:
- in alternativa alla madre se è lavoratrice dipendente che ha deciso di non utilizzarli;
- se il figlio è affidato esclusivamente al padre;
- se la madre non è lavoratrice subordinata;
- se la madre è deceduta o gravemente inferma.
In caso di parto plurimo il permesso è raddoppiato. Le ore aggiuntive (2 oppure 1 a seconda dell’orario di lavoro) possono essere riconosciute sia alla madre sia al padre, che può utilizzarle anche mentre la madre è in assenza facoltativa o in congedo. I genitori possono anche ripartire secondo le loro esigenze l’utilizzazione dei permessi.
• Diritto al rientro
Al termine dell’astensione obbligatoria la lavoratrice madre (e nel caso il padre) ha diritto:
- a rientrare nella stessa sede di lavoro, oppure in altra purchè situata nello stesso comune, e di restarvi fino al compimento di 1 anno di età del bambino;
- a svolgere le stesse mansioni che svolgeva in precedenza oppure altre, purchè professionalmente equivalenti a quelle svolte da ultimo prima dell’astensione.
Lo stesso diritto di ritornare nello stesso posto di lavoro e nelle stesse mansioni è previsto al termine dei congedi parentali.
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