Source: http://giovannifanni.blogspot.com/2011/02/
Timestamp: 2020-06-03 05:20:04+00:00
Document Index: 178810890

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 116', 'art.116']

Giovanni Fanni: febbraio 2011
Scade domani 28.2.2011 il termine entro il quale i datori di lavoro e gli enti pensionistici devono consegnare il modello CUD 2011 - approvato con il Provvedimento Agenzia Entrate 17.1.2011 n. 169232 - a tutti coloro che hanno percepito nel periodo d'imposta 2010 redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati, di cui agli artt. 49 e 50 del TUIR.
Oltre a queste tipologie di reddito, nel modello CUD dovranno essere indicate le relative ritenute d'acconto operate e le detrazioni effettuate, nonché i dati previdenziali ed assistenziali relativi alla contribuzione versata o dovuta all'INPS, all'INPDAP e all'IPOST.
Come disposto dall'art. 4 co. 6-quater del DPR 22.7.98, n. 322 il modello CUD deve essere consegnato in duplice copia entro il 28 febbraio dell'anno successivo a quello in cui sono stati conseguiti i redditi certificati, oppure entro 12 giorni dalla richiesta del dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Vi è inoltre la possibilità, per il datore di lavoro, di trasmettere al dipendente il CUD in formato elettronico, a patto che il destinatario abbia gli strumenti necessari per ricevere e stampare il CUD rilasciato in via elettronica. In questo caso, il datore di lavoro ha il dovere di accertarsi che ciascun dipendente si trovi nelle condizioni di ricevere il modello in via elettronica, provvedendo, in caso contrario, alla consegna del documento in formato cartaceo.
Si precisa comunque che la consegna in forma cartacea è sempre obbligatoria quando i destinatari sono, ad esempio, gli eredi oppure il dipendente che ha cessato il rapporto di lavoro.
Contribuenti esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi
I contribuenti esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi possono scegliere, utilizzando l'apposita scheda allegata al modello medesimo, di destinare l'8 per mille dell'IRPEF allo Stato oppure a un'Istituzione religiosa e/o il 5 per mille della propria IRPEF ad associazioni di volontariato e non lucrative di utilità sociale, associazioni e fondazioni di promozione sociale, enti di ricerca scientifica, universitaria e sanitaria, Comuni e associazioni sportive dilettantistiche.
Tra le principali novità del modello, ricordiamo in sintesi:
- la detassazione dei premi di produttività come da ultimo prorogata dall'art. 1 co. 47 della L. 220/2010: a tal proposito, si evidenzia la presenza di nuovi campi nei quali indicare le somme erogate nel 2008, 2009 e 2010 ai fini della produttività e della redditività oppure per lavoro straordinario, assoggettabili a imposta sostitutiva ma sulle quali sia stato invece applicato il regime ordinario;
- l'indicazione delle somme percepite da docenti e ricercatori rientrati in Italia, che non hanno concorso a formare il reddito imponibile (ai sensi dell'art. 17 co. 1 del DL 185/2008, conv. L. 2/2009);
- l'applicazione dell'addizionale del 10% sui compensi erogati in forma di bonus e stock option che eccedono il triplo della parte fissa delle retribuzioni, per i dirigenti e gli amministratori del settore finanziario (ex art. 33 del DL 78/2010, conv. L. 122/2010);
- l'indicazione dell'importo dell'acconto addizionale comunale IRPEF certificato nel precedente CUD, ma non trattenuto a causa di eventi eccezionali;
- la ripresa degli adempimenti a seguito del sisma in Abruzzo;
- l'agevolazione IRPEF per i lavoratori del comparto sicurezza.
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Regime ordinario per i dividendi delle società agricole
Il regime fiscale per le società agricole delineato dalla Legge Finanziaria 2007 consente alle imprese collettive che operano nel settore primario di beneficiare di un trattamento fiscale di favore. Infatti le società di persone e quelle a responsabilità limitata che rivestono la qualifica di società agricole (art. 2 del DLgs. n. 99/2004) possano optare per l’imposizione del reddito su base catastale ex art. 32 del TUIR, ossia dichiarando il solo reddito fondiario degli immobili.
Il reddito derivante dall’esercizio delle attività agricole di cui al citato art. 32 ha comunque natura di reddito d’impresa, ma, in presenza dell’opzione, viene assunto in base alle tariffe catastali. Per tali società, quindi, il reddito imponibile può sostanzialmente coincidere con il reddito catastale.
Alla luce della disciplina di favore sopradescritta, ci si è chiesti cosa avviene quando si procede alla distribuzione degli utili prodotti dalle società agricole in argomento. Considerato che né il DM 2 aprile 2008 (contenente disposizioni relative alla tassazione dei dividendi) né il DM 27 settembre 2007 n. 213 (recante le modalità applicative per l’opzione per il regime di tassazione su base catastale) prevedono delle deroghe al regime ordinario di imposizione dei dividendi, pare logico ritenere che sia applicabile il regime ordinario di imposizione degli utili distribuiti dalle imprese.
Pertanto, per quanto concerne le società di persone, il reddito agrario ed eventualmente quello dominicale vengono imputati ai soci in proporzione alla loro quota di partecipazione e la successiva distribuzione degli utili ai soci non determina alcuna tassazione. Per le società a responsabilità limitata, invece, il dividendo distribuito:
- concorrere alla formazione del reddito complessivo dei soci nella misura del 49,7 (o 40%),in caso di partecipazioni qualificate;
- oppure diviene integralmente imponibile e assoggettato a ritenuta a titolo d’imposta del 12,50%, in caso di partecipazioni non qualificate.
Sempre muovendo dalle considerazioni testé riportate, nel caso in cui una srl che possiede la qualifica di società agricola opti per il regime della trasparenza fiscale ex art. 116 del TUIR, la società non tassa il reddito catastale, ma lo imputa direttamente ai soci, mentre tutte le somme distribuite a questi ultimi a titolo di dividendi non scontano alcuna imposta.
Per chiarire meglio quanto scritto si riporta un esempio: si supponga che una S.r.l. agricola opti per la tassazione dei redditi su base catastale ma non aderisca al regime di trasparenza di cui all'art.116 del TUIR, se ha prodotto esclusivamente un reddito su base catastale di 10.000 euro nel 2010, detta società sconterà l’IRES solo su tale importo indipendentemente dall’utile civilistico realizzato a fine esercizio, che potrebbe essere anche superiore (ad esempio, potrebbe ammontare a 40.000 euro).
Tale utile, in caso di distribuzione, concorrerà alla formazione del reddito dei soci che detengono delle partecipazioni qualificate per il 49,72%.
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