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Timestamp: 2020-07-06 05:27:16+00:00
Document Index: 96523395

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 27', 'art. 29', 'art. 37', 'art. 39', 'art. 22', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20']

Mobilità volontaria e nulla osta - FPCGIL
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Mobilità volontaria e nulla osta
A seguito di mia domanda di mobilità volontaria, la Regione ha emanato i previsti decreto e deroga, l'azienda ricevente ha deliberato di accogliere la mia domanda e la mia azienda NON ha concesso il nulla osta, con conseguente decorso del termine di preavviso di 90 giorni.
"Dovrei" prendere servizio presso l'azienda ricevente tra circa un mese.
La mia azienda sostiene che, poichè non ha mai espresso parere favorevole al trasferimento, non posso prendere servizio nel nuovo ospedale finchè la regione non autorizza una contestuale mobilità. Cosa dicono le norme ?
L'istituto della mobilità volontaria richiamato dal presente quesito è regolamentato dall'art. 20 del CCNL 8.6.2000, di seguito riportato:
ART. 20 - Mobilità volontaria
1. La mobilità volontaria dei dirigenti tra le aziende e tutti gli enti del comparto di cui al CCNQ del 2 giugno 1998 - anche di Regioni diverse - in presenza della relativa vacanza di organico avviene a domanda del dirigente che abbia superato il periodo di prova, con l'assenso dell'azienda di destinazione e nel rispetto dell'area e disciplina di appartenenza del dirigente stesso.
2. Il nulla osta dell'azienda o ente di appartenenza, qualora non venga concesso entro dieci giorni dalla richiesta, è sostituito dal preavviso di tre mesi.
3. La mobilità non comporta novazione del rapporto di lavoro . Il fascicolo personale segue il dirigente trasferito e nel conferimento degli incarichi di cui all'art. 27, comma 1, lettere b), c) o d) per i dirigenti con meno di cinque anni di attività, l'azienda di destinazione tiene conto dell'insieme delle valutazioni riportate dal dirigente anche nelle precedenti amministrazioni. Qualora ne ricorrano le condizioni, si applica l'art. 28, comma 5.
4. La mobilità di cui al presente articolo se richiesta da un dirigente con incarico di direzione di struttura complessa, comporta nel trasferimento, la perdita di tale incarico. L'azienda o l'ente di destinazione provvederanno all'affidamento al dirigente trasferito di uno degli incarichi tra quelli previsti dall'art. 27, comma 1 lett.b) e c), tenuto conto della clausola precedente. L'incarico di direzione di struttura complessa potrà essere conferito dalla nuova azienda con le procedure dell'art. 29, comma 1.
5. Il comma 1 si applica anche nel caso di mobilità intercompartimentale dei dirigenti da e verso le aziende e gli enti del comparto sanità, purchè le amministrazioni interessate abbiano dato il proprio nulla osta.
6. E' confermata l'applicazione del comma 16 dell'art. 37 del CCNL del 5 dicembre 1996.
7. Sono disapplicati gli artt. 82, 83, 84, 85 del DPR 384/1990 ed il comma 10 dell'art. 39 del CCNL del 5 dicembre 1996.
In tal senso, il comma 2 del suddetto articolo non ammette dubbi di sorta.
Vi è poi da tener conto dell'art. 22 del CCNL 3.11.2005, di seguito riportato:
Art. 22 - Disciplina transitoria della mobilità
1. Il dirigente ammesso a particolari corsi di formazione o di aggiornamento previamente individuati (quali ad esempio corsi post - universitari, di specializzazione, di management e master) a seguito dei relativi piani di investimento dell'azienda o ente anche nell'ambito dell' ECM deve impegnarsi a non accedere alla mobilità volontaria di cui all'art. 20 del CCNL 8 giugno 2000 se non siano trascorsi due anni dal termine della formazione.
2. In caso di perdurante situazione di carenza di organico, il dirigente neo assunto non può accedere alla mobilità se non siano trascorsi due anni dall'assunzione comprensivi del preavviso previsto dall'art. 20, comma 2 del CCNL 8 giugno 2000.
3. Il comma 2 entra in vigore il 30 settembre 2005. Sono fatte salve le procedure dell'art. 20 citato per le domande di mobilità che abbiano ottenuto il nulla osta dell'azienda o ente di destinazione del dirigente alla data del 29 settembre 2005.
4. In considerazione dell'eccezionalità e temporaneità della situazione evidenziata al comma 2 nonché del carattere sperimentale della presente norma, la clausola è soggetta a verifica delle parti al temine del quadriennio. In caso di vacanza contrattuale, la clausola scadrà comunque il 31 dicembre 2006.
Vi è da precisare che il comma 2 è scaduto, e quindi, se non si è soggetti alle limitazioni del comma 1, il trasferimento a seguito del periodo di preavviso è conforme alla normativa vigente.