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Timestamp: 2018-12-16 17:02:55+00:00
Document Index: 156998635

Matched Legal Cases: ['art.10', 'art.121', 'art.13', 'art.16', 'art.37', 'art.16', 'art. 16', 'art.15', 'art.16']

﻿Legge di Bilancio 2019: ecco il testo che sarà votato alla Camera! Bonus edilizi e flat tax autonomi ci sono
Matteo Peppucci - Collaboratore INGENIO 06/12/2018 6064
Sono disponibili sia il testo che le schede di lettura della Camera sull’A.C. 1334-A - Legge di Bilancio 2019 come modificata dalla V Commissione Bilancio: previste tre task force per le infrastrutture (centrale progetti, Cabina di regia, Investitalia). Confermate le proroghe dei bonus edilizi, la flat tax per i professionisti tecnici - con una leggera modifica - e la cedolare secca al 21% per gli affitti commerciali. Gli ultimi documenti ufficiali aggiornati
La Legge di Bilancio 2019 (cd. Manovra) continua il suo iter con l'approvazione, prevista entro il fine settimana alla Camera, del 'maxi-emendamento' con tutte le modifiche apportate al testo dalla V Commisisione Bilancio. Si tratta dell'AC1334-A, del quale mettiamo a disposizione dei lettori due documenti aggiornati e recentissimi, il testo ufficiale (a fronte) e il dossier della Camera dedicato agli emendamenti approvati.
Riepiloghiamo, di seguito, tutte le novità di interesse per l'edilizia e i professionisti tecnici attualmente contenuti nel DDL.
La Manovra 2019 comprende, come già evidenziato in precedenti aggiornamenti, anche la nuovissima flat tax (regime forfettario): si tratta dell'articoli 4 e 6, dedicati all'Imposta sostitutiva per imprenditori individuali ed esercenti arti e professioni.
il comma 3 disciplina le esclusioni, prevedendo che non possono applicare l’imposta sostitutiva: a) per cento le persone fisiche che esercitino la propria attività prevalentemente nei confronti dei datori coi quali siano in essere rapporti di lavoro o lo siano stati nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti riconducibili ai medesimi datori di lavoro.; b) i soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75 per cento del reddito complessivamente prodotto; c) i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato e di terreni edificabili (che, ai sensi dell’articolo 10, primo comma, numero 8), del D.P.R. IVA, n. 633 del 1972, sono operazioni esenti da IVA) o di mezzi di trasporto nuovi (di cui all’articolo 53, comma 1, del decreto-legge n. 331 del 1993). Sulla base della normativa vigente, se tali soggetti non operano nell’esercizio di impresa, arti o professioni ed effettuano le cessioni nei confronti di soggetti residenti in altri Stati membri, ai primi spetta il rimborso dell'imposta compresa nel prezzo di acquisto o assolta o pagata per la loro acquisizione o importazione; d) gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente a società di persone, ad associazioni o imprese familiari (di cui all’articolo 5 del citato TUIR), a srl o ad associazioni in partecipazione; e) i soggetti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati (articoli 49 e 50 del Testo unico delle imposte sui redditi, D.P.R. n. 917 del 1986) e che esercitano attività d’impresa, arti o professioni prevalentemente nei confronti anche di uno dei datori di lavoro dei due anni precedenti o, in ogni caso, nei confronti di soggetti agli stessi direttamente o indirettamente riconducibili;
il comma 5 dispone che i soggetti che applicano l’imposta sostitutiva non debbano effettuare le ritenute alla fonte obbligatorie per legge (di cui al titolo III del D.P.R. n. 600 del 1973 sull’accertamento), ma sono obbligati, nella dichiarazione dei redditi, a indicare il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali all'atto del pagamento degli stessi non è stata operata la ritenuta e l'ammontare dei redditi stessi. In particolare, con l'ultima modifica in sede di V Commissione Bilancio, l'esclusione dall'obbligo di operare ritenute alla fonte richieste dalla legge opera per i soli contribuenti persone fisiche (in luogo di riferirsi ai “soggetti”), ove accedano al regime di imposta sostitutiva;
il comma 6 dispone che l’applicazione dell’imposta sostitutiva alle persone fisiche: esonera dall’applicazione dell’IVA e dai relativi adempimenti, analogamente a quanto previsto per gli aderenti al regime forfettario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015), per cui si veda l’articolo 4 del disegno di legge in esame; mantiene tuttavia fermo l’obbligo di fatturazione elettronica previsto dal decreto legislativo 5 agosto 2015 n. 127.
Estromissione agevolata immobili strumentali (art.10 bis comma 39)
Introdotta in sede di V Commissione Bilancio, la norma estende la procedura di estromissione agevolata prevista dall'art.121 della Legge di Stabilità 2016, ossia l'esclusione dei beni immobili strumentali dal patrimonio dell'impresa anche ai beni posseduti dagli imprenditori individuali (e quindi anche i professionisti tecnici) al 31 ottobre 2018. Anche per tali beni si può optare per il pagamento di un’imposta sostitutiva di IRPEF e IRAP, con aliquota dell’8 per cento. Il pagamento consente di escludere tali beni dal patrimonio dell'impresa, con effetto dal primo periodo d'imposta in corso alla data del 1°gennaio 2019. I versamenti rateali dell'imposta sostitutiva sono effettuati, rispettivamente, entro il 30 novembre 2019 e il 16 giugno 2020.
Modifiche alla disciplina del credito d’imposta formazione 4.0 (art.13-bis)
Viene prorogata di un anno l’applicazione del credito d’imposta formazione 4.0, più precisamente estendendolo alle spese di formazione sostenute nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 (comma 1).
Resta fermo il limite massimo annuale di 300.000 euro; sono effettuate alcune rimodulazionidel credito, secondo la dimensione delle imprese: in particolare, il credito è attribuito alle piccole imprese nella misura del 50 per cento delle spese sostenute per la formazione (in luogo della precedente misura del 40 per cento); rimane ferma la misura del 40 per cento per le medie imprese e viene ridotta al 30 per cento per le grandi imprese. Per queste ultime vi è anche un limite massimo annuale di 200.000 euro.
Appalti pubblici: non pià obbligatorio il ricorso al CUC provinciale
L'art.16 comma 4 viene rivisto: niente rivoluzione, visto che quello che era previsto in origine ("l'ambito territoriale di riferimento delle centrali di committenza coincide con il territorio provinciale o metropolitano e i comuni non capoluogo di provincia ricorrono alla stazione unica appaltante costituita presso le province e le città metropolitane per gli appalti di lavori pubblici", con sostituzione totale dell'art.37 comma 5 del d.lgs. 50/2016 che prevede l'aggregazione spontanea tra comuni per la centralizzazione degli appalti), è smorzato dalla NON OBBLIGATORIETA' di tale ricorso.
Il comma 6 dell'art.16-bis modifica infatti il comma 4 dell’art. 16 al fine di prevedere, per gli appalti di lavori pubblici, la non obbligatorietà del ricorso, da parte dei comuni non capoluogo di provincia, alla stazione unica appaltante costituita presso le province e le città metropolitane.
Sperimentazione nelle città della circolazione su strada di veicoli di mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica
Il nuovo art.15 comma 3.bis autorizza la sperimentazione nelle città della circolazione su strada di veicoli di mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica come segway, hoverboard e monopattini, al fine di sostenere la diffusione della micromobilità elettrica e promuovere l'utilizzo di mezzi di trasporto innovativi e sostenibili.
Contributi per investimenti di messa in sicurezza edifici e territorio
Il nuovo art.16-bis assegna alle regioni a statuto ordinario, per il periodo 2021-2033, contributi per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio (135 milioni di euro annui dal 2021 al 2025, 270 milioni per il 2026, 315 milioni annui dal 2027 al 2032 e 360 milioni per il 2033, a valere sul fondo per gli investimenti degli enti territoriali di cui all’articolo 16 del disegno di legge).
Nel dettaglio la norme chiarisce (al comma 2) che i contributi sono destinati ad investimenti per la messa in sicurezza: del territorio a rischio idrogeologico, di strade, ponti, e viadotti, nonché degli edifici, con precedenza per gli edifici scolastici, e altre strutture di proprietà dei comuni.
I contributi sono ripartiti tra le regioni nella misura definita da apposita tabella (allegata al testo dell’articolo); tale riparto può essere modificato mediante accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni da sancire entro il 31 gennaio 2020. Ogni anno le regioni devono provvedere all’assegnazione dei contributi ricevuti ai comuni del proprio territorio entro il 30 ottobre dell'anno precedente al periodo di riferimento, mentre i comuni devono affidare i lavori entro 8 mesi dall’assegnazione delle risorse (commi 2 e 3). Sono inoltre disciplinati l’utilizzo dei risparmi derivanti da eventuali ribassi d'asta (comma 3) e il monitoraggio degli investimenti dei comuni beneficiari dei contributi (commi 4 e 5).
IL TESTO DEL DDL E IL DOSSIER SUGLI EMENDAMENTI APPROVATI SONO DISPONIBILI IN FORMATO PDF