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Timestamp: 2016-10-27 04:51:47+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.65', 'art. 65', 'art. 101', 'art. 100', 'art. 102', 'art. 101', 'art. 110', 'art. 101', 'art. 110', 'art. 101', 'art. 110', 'art. 12', 'art. 65', 'art. 101', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 101', 'art. 116', 'art. 101', 'art. 110']

MATRIMONIO IMMINENTE PERICOLO DI VITA - URGENTE - Forum Enti.it
MATRIMONIO IMMINENTE PERICOLO DI VITA - URGENTE
SAMA	MATRIMONIO IMMINENTE PERICOLO DI VITA - URGENTE
Messaggioda SAMA » 16/09/2004, 10:29 UN NOSTRO RESIDENTE,CIECO,ATTUALMENTE SI TROVA RICOVERATO IN UN OSPEDALE DI UN ALTRA CITTA' ,ESSENDO VEDOVO HA INTENZIONE DI SPOSARSI,LA FUTURA MOGLIE HA DDOTTO LE MOTIVAZIONI DI URGENZA ESSENDO LO STESSO IN PERICOLO DI VITA.
BISOGNA FARE LE PUBBLICAZIONI? IL MATRIMONIO VERRA' CELEBRATO DALL'UFFICIALE DELLO STATO CIVILE DEL COMUNE OVE E' SITUATO L'OSPEDALE?
GRAZIE. U R G E N T E
Messaggioda ospite » 16/09/2004, 11:18 Vedi art.65 RSC 396/2000 e Form. 119 del DM 5/4/2002
Salvatore Restuccia	Messaggi: 212	Iscritto il: 30/11/2002, 22:28	Località: Joppolo
Messaggioda Salvatore Restuccia » 16/09/2004, 22:05 Non art. 65 RSC 396/2000, ma artt. 101 e 110 del c.c.
La celebrazione spetta al collega del Comune competente per territorio.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 17/09/2004, 08:44 A volte, si puo' comprendere come vi siano urgenze, ma dall'altra parte (cioe' da chi usa il Forum) si deve anche teenre conto che esso funziona quando possibile con la conseguenza che a volte vi e' una certa immeditezza, altre un po' meno, anche se si cerca di non lasciare passaere molto tempo.
Nel caso di imminenza di perdicolo di vita (comunque da provare), e' coinvolto l'USC del luogo di celebrazione, non sono richieste le pubblicazioni (e non a caso l'art. 101 CC e' dopo l'art. 100 e prima dell'art. 102 CC, sulle opposizioni; la collocazione sistematica non e' casuale), ma l'accertamento dell'inesistenza degli impedimento e' provato col il giuramento degli sposi. Tra l'altro, l'art. 101 CC precisa proprio 'senza pubblicazioni'.
Molte volte, il matrimonio in imminente pericolo di vita concorre (anche se non sempre, ma spesso) anche con l'unico caso in cui l'USC e' legittimato ad agire in luogo diverso dalla casa comunale (art. 110 CC).
In tal caso, occorrono 4 testimoni (in luogo dei 2 'normali') e l'USC deve essere 'assistito' dal segretario comunale.
Astrattamente, si potrevve avere il solo caso dell'art. 101 CC, senza che ricorra anche l'art. 110 CC (ma e' raro), oppure che vi sia solo il 110 e non il 101 (cosa piu' frequente probabilisticamente).
Per l'art. 101 CC si usa la Form. n. 119; per l'art. 110 CC si usa la Form. n. 120 (nonche' la parte II serie C ...). Successivamente alla celebrazione del matrimonio, si procede a termini degli art. 12, 8, artt. 68 e 69 RSC (mi pare che l'art. 65 RSC consideri una situazione ... 'in movimento', che non sussisterebbe nel caso posto).
Trifiro'	Cita
Messaggioda Trifiro' » 14/01/2010, 16:53 Deve" preparare" un matrimonio in imminente pericolo di vita fuori dalla casa comunale. Ho due dubbi:
1 - Il certificato medico che attesta l'imminente pericolo di vita e che la malattia non ha compromesso la capacita' intellettiva deve essere rilasciato dal medico di famiglia o da medico dell'ASL ?
2 - Quando si dice che l'usc alla presenza di 4 testimoini e del segr. comunale
ricevera' il giuramento degli sposi relativo alla mancanza di impedimenti al matrimonio si intende gia' l'atto di matrimonio oppure una dichiarazione (tipo DSAN) prima che si effettui il matrimonio vero e proprio ?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 15/01/2010, 11:28 1) E' sufficiente che vi sia un'attestazione d'infermita' che non consente l'accesso alla casa comunale. Non ha grande rilievo la figutra del medico che l'attesti.
2) L'atto dimatrrimonio, redatto nella parte II serie C, va redatto utilizzando la Form. n. 119 e sottoscrivono tutti: sposi, i 4 testimoni, il segretario comunale, l'USC celebrante (salvo impedimenti ecc., da menzionare ).
Messaggioda Trifiro' » 22/01/2010, 14:53 Il certificato medico che attesta che il malato e' trasportabile esclusivamente a mezzo ambulanza ed e' in fase terminale... e' sufficiente per "l'imminente pericolodi vita" ?
Non dice niente riguardo del fatto che e' capace di intendere e volere, va bene ugualmente ?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 23/01/2010, 12:21 Direi di si. Oltretutto, si deve considerare come non spetti al medico attestare la capacita' d'intendere e volere, aspetto rimesso alla valutazione, esclusiva del giudice, che, nel giudizio d'interdizione, potra' avvalersi di consulenti tecnici appositamente nominati a tale ufficio.
La c.d. incapacita' naturale costituisce un problema sempre aperto, comunque lo si veda.
atlante	Messaggi: 4	Iscritto il: 11/12/2009, 15:59	Località: milano
Messaggioda atlante » 27/01/2010, 14:47 un malato terminale ha chiesto la celebrazione del matrimonio in ospedale. Gli USF recatisi sul posto non hanno celebrato il matrimonio perchè il soggetto era impossibilitato a manifestare la sua volontà. I medici e il personale sanitario dell'ospedale sono disponibili a testimoniare che il soggetto aveva ripetutamente espresso la volontà di sposare la compagna con cui convive da anni. Sono sufficienti le testimonianze giurate? Il soggetto è sotto morfina, potrebbe sottoscrivere la sua volontà nei momenti di coscienza? Grazie per la cortese sollecitudine.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 27/01/2010, 19:32 La questione della c.d. incapacita' naturale non e' agevolmente risolvibile.
Infatti, non essendo considerata dall'ordinamento giuridico, nessuno puo' sostiotuitrsi al giudice, in sede di procedimento d'interdizione, nella valutazione della capacita' di intendere e/o volere, esponendo chi agisce a 2 possibili, opposte, situazioni, quella del rifiuto indebito e quella del concorso nel reatro di circonvenzione d'incapace.
Ovviamente, se non e' stata effettuata la celebrazione, sara' pure stato rilasciato atto scritto e motivato di rifiuto, contro il quale e' ammesso ricorso al tribunale.
Messaggioda Ospite » 25/02/2010, 10:47 Buon giorno, mi viene chiesto di celebrare un matrimonio al domicilio degli sposi poiche' il nubendo (novanta anni!) non puo' muoversi. Mi presentano un certificato medico dove si attesta che il soggetto non deambula ed e' affetto da vasculopatia cerebrale. Ho effettuato le pubblicazioni con la sola sposa munita di procura del futuro marito perche' non mi sembrava un caso di imminente pericolo di vita (non mi e' stato chieso di celebrare al domicilio per tale ragione ma solo per motivi di impossibilita' a deambulare). Ho operato correttamente? Inoltre, l'imminente pericolo di vita non e' il solo caso che consente la celebrazione al domicilio, giusto? Grazie cordialita'
Messaggioda michelangelocuccu » 25/02/2010, 13:02 riallacciandomi al caso del matrimonio rifiutato, volevo chiederti Sereno, se in questi casi sarebbe comunque necessario verbalizzare quanto accaduto, formando quindi l'atto con la dichiarazione di impossibilità a "dichiararli uniti in matrimonio", "ho chiesto allo sposo se intende di prendere in moglie la qui presente .... e non avendo risposto affermativamente ho dichiarato di non poterli unire in matrimonio". Di modo che se ancvhe il giudice dovesse dichiarare che il matrimonio è stato rifiutato indebitamente, l'atto esiste e può essere dichiarato valido. Se invece l'atto non viene formato e sottoscritto e il nubendo muore, mi sa che forse non si può rimediare.
Ultima modifica di michelangelocuccu il 24/10/2012, 09:55, modificato 2 volte in totale.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 26/02/2010, 10:31 Ospite d4b7: mi pare che si sovrappongano 2 istituti, del tutto diversi (anche se, a certe condizioni, possano concorrere.
Un conto e' il matrimonio in imminente pericolo di vita (art. 101 CC) e altro il matrimonio fuori dalla casa comunale (art. 110 CC).
Trascura il primo caso (teoricamente, potrebbe anche esservi l'imminente pericolo di vita, ma la possibilita' di accedere alla casa comunale anche se, sinceramente, quest'ipotesi appare oggettivamente ... estrema), per soffermarmi sul secondo, dato che quando quest'ultima situazione sussista costituisce la sola ed unica deroga rispetto alla celebrazione nella casa comunale. Ma tale modalita' di celebrazione (che richiede sempre 4 testimoni, nonche' l'assistenza del segretario comunale) ha come proprio presupposto l'infermita' o altro impedimento giustificato (= documentato) ad accedere alla casa comunale.
Il matrimonio fuori dalla casa comunale (art. 110 CC), e' un "normale" matrimonio che si disitngue da quelli ex artt. 106 e 107 CC, per a) il luogo di celebrazione, b) il nuimero dei testimoni, c) l'assistenza necessaria del segretario comunale.
Michelangelo: condivido, in toto. Neè vedrei altra possibilita' se nonq uella di verbalizzare quando da ... verbalizzare.
LUCIAMEZ	Cita
Messaggioda LUCIAMEZ » 12/02/2011, 17:33 matrimonio in IMMINENTE PERICOLO DI VITA certificato dal medico curante di straniero rifugiato politico di cui ai miei post della sett. scorsa con cittadina straniera, entrambi residenti, dispensa l'usc dalle pubblicazione e quindi dalla verifica di qualsiasi requisito degli sposi tranne la capacità di intendere e volere? E se qualcuno dopo il decesso dello sposo avesse opposizioni al matrimonio, ci sarebbe qualcosa di imputabile all'operato dell'usc. celebrante? grazie...[/u]
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 13/02/2011, 05:02 Nelle ipotesi dell'art. 101 CC, il giuramento degli sposi avente a proprio contenuto il fatto che non esistono tra loro impedimenti non suscettibili di autorizzazione, supera e sostituisce ogni altra formalita' preliminare alla celebrazione del matrimonio.
Si potrebbe discutere se, nel caso di stranieri, la norma possa applicarsi (cio'e se tale istituto sia ammesso dalla legge nazionale di riferimento), oppure quella per cui sia, anche in tale ipotesi, necessario presentare i 2 documenti previsti dall'art. 116, 1 CC, questione, quest'ultima per cui tenderei (ma la cosa potrebbe essere approfondita) tenderei a ritenerne sussistente la necessita', non avendo essi carattere probatorio dell'assenza di impedimenti. Infatti, il c.d., impropriamente, nulla-osta attiene, piuttosto, alle componenti "positive" della capacita' matrimoniale (di cui gli impedimenti costituiscono le componenti "negative") e il secondo (attestazione della regolarita' del soggiorno), non e' neppure una condizione di capacita' al matrimonio (positiva/negativa, che sia), ma una pre-condizione, di ordine amministrativo. E, comunque, nessuno di questi 2, e' suscettibile di autorizzazione.
In ogni caso, nell'ipotesi di celebrazione del matrimonio ex art. 101 CC, l'USC e', e rimane, estraneo ad ogni aspetto/causa che venga eccepuito in sede d'impugnazione, quando, accertata la situazione di imminenza del pericolo di vita, abbia proceduto come previsto (e, qualora, all'imminienza del pericolo di vita, si aggiunga anche la fattispecie dell'art. 110 CC (cosa spesso frequente, fermo restando che i 2 istituti sono e rimangono concettualmente separatim, anche quando concorrano), anche di quest'ultima norma.
Staff	Contattaci	Oggi è 27/10/2016, 06:51