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Timestamp: 2016-10-27 03:11:29+00:00
Document Index: 46082762

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 6', 'art. 87', 'art. 87', 'DTF ', 'art. 88', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 34', 'art. 90', 'art. 90', 'DTF ', 'art. 32', 'art. 4', 'art. 58', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 4', 'art. 58', 'art. 30', 'art. 58', 'art. 6', 'art. 30', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 4', 'DTF ', 'art. 29', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 29', 'art. 29', 'DTF ', 'art. 24', 'art. 26', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 156', 'art. 159', 'art. 159']

1P.39/2000 (04.04.2000)
A.- A.________ � proprietaria dei fondi n. XXX e YYY di Monteggio e la B.________ SA della particella confinante n. ZZZ, situata fuori della zona edificabile. Nel corso del 1995 la B.________ SA ha trasformato senza autorizzazione il fabbricato che sorge sul suo fondo; il 26 aprile 1996 il Municipio di Monteggio le ha quindi rilasciato una licenza edilizia in sanatoria, respingendo un' opposizione della vicina. A.________ ha presentato ricorso al Consiglio di Stato del Cantone Ticino, il quale ha confermato la licenza con decisione dell'11 settembre 1996; frattanto, il 30 maggio, il Presidente del Governo aveva revocato l'effetto sospensivo al ricorso.
B.- Mentre la causa era pendente davanti al Tribunale amministrativo, il Consiglio comunale di Monteggio ha adottato una variante di piano regolatore; essa prevedeva, tra l'altro, l'attribuzione del fondo n. ZZZ della B.________ SA alla zona artigianale-industriale. Questa variante � stata impugnata da A.________ dinanzi al Consiglio di Stato del quale, nel contempo, ha chiesto la ricusazione, visto ch'esso non sarebbe stato in grado di decidere in modo imparziale il ricorso.
La ricorrente fa valere una violazione degli art. 4 e 58 vCost. e dell'art. 6 CEDU. Dei motivi si dir�, in quanto necessario, nei considerandi.
a) La decisione impugnata, relativa alla ricusazione, non pone fine alla lite, ma ne rappresenta unicamente una fase intermedia. Essa � tuttavia impugnabile direttamente con un ricorso di diritto pubblico: secondo l'art. 87 OG, in vigore dal 1� marzo 2000 con un nuovo tenore (RU 2000, 417), questo rimedio � infatti ammissibile contro le decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza o sulle domande di ricusazione notificate separatamente dal merito. Trattandosi di una questione riguardante la composizione e la competenza di un'autorit�, il ricorso di diritto pubblico sarebbe del resto ammissibile anche secondo l'art. 87 OG previgente (cfr. al riguardo DTF 124 I 255 consid. 1b/bb, 122 I 39 consid. 1a).
b) Secondo l'art. 88 OG il diritto di interporre un ricorso di diritto pubblico spetta ai privati e agli enti collettivi che si trovano lesi nei loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale. Ai fini della legittimazione non � determinante la circostanza ch'essi avessero qualit� di parte nella sede cantonale (DTF 123 I 279 consid. 3b, 121 I 267 consid. 2). Tuttavia, in concreto, il diritto della ricorrente di impugnare con un ricorso di diritto pubblico la decisione negante la ricusazione non pu� essere esaminato disgiuntamente dal diritto della ricorrente stessa di impugnare la contestata variante di piano regolatore. Secondo la giurisprudenza, il proprietario di un fondo vicino � legittimato a impugnare con un ricorso di diritto pubblico un piano di utilizzazione che attribuisce una particella altrui alla zona edificabile, qualora egli faccia valere che il piano medesimo lede i suoi diritti costituzionali perch� disposizioni aventi quale scopo anche la sua protezione non sarebbero pi� applicate o lo sarebbero in forma diversa, o limiterebbero l'uso del suo fondo. La legittimazione a ricorrere del vicino � comunque limitata alle contestazioni riguardanti gli effetti del piano sul suo fondo (DTF 119 Ia 362 consid. 1b, 116 Ia 193 consid. 1b, 433 consid. 2a; Andr� Jomini in: Aemisegger/ Kuttler/Moor/Ruch, editori, Kommentar zum Bundesgesetz �ber die Raumplanung, Zurigo 1999, n. 58 all'art. 34; Walter K�lin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, Berna 1994, pag. 248 seg.).
L'attribuzione del fondo n. ZZZ di Monteggio alla zona artigianale-industriale potrebbe colpire gli interessi giuridicamente protetti della ricorrente, quale proprietaria di fondi confinanti. Essa non precisa per� in modo conforme all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG come e in quale misura l'attribuzione litigiosa lederebbe i suoi diritti. Il quesito pu� rimanere aperto, visto l'esito del ricorso.
c) Chiamato a statuire nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico, il Tribunale federale, in virt� dell' art. 90 cpv. 1 lett. b OG, esamina solamente le censure sollevate in modo chiaro e preciso (DTF 125 I 492 consid. 1b, 122 I 70 consid. 1c). Ora, la ricorrente non censura l'applicazione arbitraria delle norme del diritto cantonale in materia di ricusa, segnatamente dell'art. 32 della legge di procedura per le cause amministrative, del 16 aprile 1966. Essa fa valere una violazione dell'art. 4 vCost. e rileva che, in concreto, trattandosi dell'organo esecutivo del Cantone, la disposizione garantirebbe diritti analoghi a quelli previsti dagli art. 58 vCost. e 6 CEDU. In concreto, il Tribunale federale esamina quindi liberamente se la decisione impugnata � conforme alle esigenze poste dalla garanzia costituzionale di un giudice indipendente e imparziale (DTF 123 I 49 consid. 2b, 118 Ia 282 consid. 3b, 117 Ia 157 consid. 1a, 175 consid. 2).
La domanda � proponibile ritenuto che, secondo la giurisprudenza, in caso di accoglimento di un ricorso di diritto pubblico per violazione della garanzia del giudice conforme alla costituzione, il Tribunale federale annulla sia la decisione incidentale direttamente impugnata sia quella di merito nel frattempo pronunciata, nella misura in cui quest'ultima concerna l'istante (DTF 117 Ia 157 consid. 4a; K�lin, op. cit. , pag. 400).
2.- La ricorrente sostiene che l'art. 4 vCost. garantirebbe un diritto all'imparzialit� e all'indipendenza del Consiglio di Stato, chiamato a statuire su di un ricorso contro l'approvazione del piano regolatore, analogo a quello previsto dagli art. 58 vCost. e 6 CEDU.
a) Il diritto a un giudice indipendente e imparziale � ora esplicitamente regolato dall'art. 30 cpv. 1 Cost. Analoga garanzia scaturiva gi� dall'art. 58 vCost. , per cui la giurisprudenza relativa alla disposizione previgente pu� essere applicata anche in concreto (FF 1997 I 169 segg.).
Il diritto di ogni persona, previsto dall'art. 6 n. 1 CEDU, di comparire davanti a un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge ha, in linea di principio, la stessa portata di quella conferita dall'art. 30 cpv. 1 Cost. (DTF 120 Ia 184 consid. 2f e rinvii; J�rg Paul M�ller, Grundrechte in der Schweiz, Berna 1999, pag. 574; Mark E. Villiger, Handbuch der Europ�ischen Menschenrechtskonvention, Zurigo 1999, pag. 269).
La garanzia del diritto a un giudice imparziale vieta l'influsso sulla decisione di circostanze estranee al processo, che potrebbero privarla della necessaria oggettivit�, a favore o a pregiudizio di una parte: al giudice sottoposto a simili influenze verrebbe meno la qualit� di "giusto mediatore" (Jean-Fran�ois Egli, La garantie du juge ind�pendant et impartial dans la jurisprudence r�cente, in:
Recueil de jurisprudence neuch�teloise, 1990, pag. 9).
La ricusa riveste un carattere eccezionale (DTF 116 Ia 14 consid. 4, 115 Ia 172 consid. 3). Dal profilo oggettivo occorre ricercare se il magistrato ricusato offrisse le necessarie garanzie per escludere ogni legittimo dubbio di parzialit�; vengono considerati, in tale ambito, anche aspetti di carattere funzionale e organizzativo, e vien posto l'accento sull'importanza che possono rivestire le apparenze stesse (DTF 120 Ia 184 consid. 2b, 117 Ia 408 consid. 2a; sentenze della Corte europea dei diritti dell' uomo del 28 ottobre 1998 in re Castillo Algar c. Spagna, in: Recueil des arr�ts et d�cisions 1998/VIII, pag. 3116, n. 43 e del 9 giugno 1998 in re Incal c. Turchia, in: Recueil des arr�ts et d�cisions 1998/IV, pag. 1571, n. 65; Villiger, op. cit. , pag. 264 segg.).
b) Non essendo tuttavia il Consiglio di Stato un tribunale, la giurisprudenza relativa alla costituzione previgente derivava la garanzia della sua imparzialit� dall'art. 4 vCost. (DTF 119 Ia 13 consid. 3a). Ritenuto che gli art. 29-32 Cost. non introducono alcuna modifica materiale rispetto alla situazione giuridica previgente, fondata sull'art. 4 vCost. , il requisito dell'imparzialit� dell' organo esecutivo cantonale deve ora essere esaminato alla luce delle garanzie procedurali generali di cui agli art. 8 cpv. 1 e 29 cpv. 1 Cost. (FF 1997 I 169 segg. ; M�ller, op.
Il Tribunale federale ha recentemente precisato che la ricusa di membri delle autorit� superiori del potere esecutivo deve essere esaminata tenendo conto dei loro compiti e della loro organizzazione. Esse assumono innanzitutto un ruolo di governo, di direzione e di gestione e non sono che occasionalmente coinvolte in procedimenti giudiziari.
Le loro mansioni implicano un cumulo di funzioni diverse che non possono essere separate senza pregiudicare l'efficacia della gestione e la legittimit� democratica e politica delle corrispondenti decisioni. Per esempio, relativamente al progetto per la costruzione di una strada cantonale, i membri del governo agiscono da un lato da committente dell'opera e dall'altro da autorit� competente per l'approvazione dei piani. In questa seconda funzione non sono ricusabili per il solo motivo di avere gi� preso posizione a favore del progetto davanti al parlamento e durante la campagna precedente la votazione popolare. Tale situazione � infatti inerente alla regolamentazione delle competenze.
Diversamente dagli art. 6 n. 1 CEDU e 30 cpv. 1 Cost. , l'art. 29 cpv. 1 Cost. non impone quindi l'indipendenza e l'imparzialit� come massima d'organizzazione delle autorit� governative, amministrative o di gestione. La loro indipendenza deve essere valutata secondo le specificit� della fattispecie. In quest'ambito, l'art. 29 cpv. 1 Cost.
3.- Secondo la ricorrente, il Consiglio di Stato, con la conferma della licenza edilizia per la trasformazione dell'edificio sul fondo n. ZZZ di Monteggio, si sarebbe gi� pronunciato sulla medesima vertenza, esprimendo un giudizio a lei sfavorevole. All'esecutivo cantonale sarebbe pertanto mancata la necessaria imparzialit� per approvare la contestata variante di piano regolatore.
a) La censura non regge. Premesso che la ricorrente non fa valere ragioni soggettive, non esiste alcuna circostanza oggettiva che permetta di dubitare dell'imparzialit� del Consiglio di Stato. Il solo fatto che sia la procedura per l'ottenimento della licenza edilizia sia quella di approvazione della variante esplicano effetto, in ultima analisi, sull'edificabilit� del fondo della B.________ SA non � idoneo a fondare il dubbio oggettivo della prevenzione dei membri del Governo cantonale. A questo proposito occorrerebbe perlomeno che la questione giuridica da risolvere sia, in entrambi i casi, simile o qualitativamente uguale (DTF 120 Ia 184 consid. 2b).
Come rilevato dalla Corte cantonale, nell'ambito del ricorso contro la licenza edilizia si trattava essenzialmente di esaminare se l'intervento edilizio eseguito costituisse una trasformazione parziale conforme agli art. 24 cpv. 2 LPT e 75 della legge cantonale di applicazione della LPT, del 23 maggio 1990. Per contro, nella procedura di approvazione della variante di piano regolatore, il Consiglio di Stato era innanzitutto tenuto ad esaminarne la legalit�, l'opportunit� e segnatamente, in virt� dell'art. 26 cpv. 2 LPT, la conformit� del piano stesso con il piano direttore cantonale (Adelio Scolari, Commentario, Bellinzona 1996, n. 358). Il semplice fatto che la fattispecie fosse gi� stata oggetto di una procedura in materia edilizia, sfavorevole alla ricorrente, dinanzi al Consiglio di Stato, che verteva su questioni giuridiche diverse, � intrinseco alla regolamentazione legale delle competenze scelta dal legislatore e non costituisce, di massima, un motivo di ricusa nel contesto della procedura per l'approvazione del piano regolatore.
Le censure sono infondate. La prassi costante del Tribunale federale nega infatti ai provvedimenti procedurali, indipendentemente dalla loro correttezza, l'idoneit� a fondare il dubbio oggettivo della prevenzione e parzialit� del magistrato, e quindi a maggior ragione di un organo esecutivo, che li ha adottati. Eventuali critiche devono essere censurate seguendo il normale corso d'impugnazione (DTF 116 Ia 14 consid. 5b, 113 Ia 407 consid. 2). Unicamente errori particolarmente importanti o ripetuti, tali da essere considerati come violazioni gravi dei doveri, possono giustificare un sospetto oggettivo di prevenzione (DTF 116 Ia 135 consid. 3a). Parimenti inidonea a fondare il dubbio della prevenzione � la circostanza che una precedente decisione fondata su di un'errata applicazione del diritto materiale sia stata impugnata con successo (DTF 113 Ia 407 consid. 2b).
Certo, il Tribunale amministrativo ha annullato dapprima il provvedimento del Presidente del Consiglio di Stato e successivamente la licenza edilizia, ma ci� non basta a fondare motivi di ricusa per sospetta parzialit�.
Del resto eventuali errori, omissioni o ritardi potevano essere impugnati - ci� che � avvenuto - attraverso le vie ricorsuali ordinarie. N� dagli atti emerge che i membri del Governo o il suo Presidente abbiano commesso violazioni gravi e ripetute dei loro doveri o che abbiano avuto un interesse personale nei procedimenti in questione (DTF 107 Ia 135 consid. 2b, 103 Ib 134 consid. 2b). Inoltre, un'eventuale prevenzione del Presidente avrebbe giustificato, se del caso, unicamente la sua ricusa, che d'altra parte la ricorrente non ha chiesto specificatamente, e non quella dell'intero Consiglio di Stato. Anche il fatto che l'Esecutivo cantonale ha approvato la variante di piano regolatore prima che il Tribunale amministrativo si fosse pronunciato sulla domanda di ricusa non costituisce un errore grave, dal quale possa dedursi la parzialit� dei membri del Governo cantonale. Tale modo di procedere non avrebbe infatti causato alcun pregiudizio alla ricorrente, visto che l' eventuale accoglimento del suo ricorso da parte del Tribunale amministrativo avrebbe comportato, analogamente a quanto previsto nella sede federale, l'annullamento della decisione di approvazione del piano regolatore, nella misura in cui la riguarda (cfr. consid. 1d; DTF 117 Ia 157 consid. 4a).
c) La ricorrente sostiene infine che il Consiglio di Stato avrebbe "addirittura finanziato l'attivit� illecita" della B.________ SA.
A prescindere dal fatto che l'argomentazione non � stata fatta valere dinanzi all'ultima istanza cantonale, essa si rileva infondata. La circostanza che, con risoluzione del 20 dicembre 1994, il Consiglio di Stato ha concesso alla B.________ SA, sulla base della legge cantonale del 27 maggio 1986 sul promovimento dell'industria e dell' artigianato industriale, allora in vigore, un contributo per l'acquisto di macchine e impianti di produzione, non presenta alcuna relazione con le controversie di natura edilizia e pianificatoria, nate soltanto negli anni successivi. Tale circostanza non pu� pertanto essere ritenuta idonea a fondare un dubbio di parzialit� dell'Esecutivo, oltretutto - nel frattempo - parzialmente rinnovato.
4.- Il ricorso, in quanto ammissibile, deve essere respinto. Le spese seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG). La ricorrente rifonder� alla B.________ SA un'indennit� a titolo di ripetibili della sede federale (art. 159 cpv. 1 OG). Non si assegnano invece ripetibili ad autorit� vincenti (art. 159 cpv. 2 OG).
2. La tassa di giustizia di fr. 3000.-- � posta a carico della ricorrente, la quale rifonder� alla B.________ SA un'indennit� di fr. 1500.-- a titolo di ripetibili della sede federale.