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Timestamp: 2020-05-28 05:35:37+00:00
Document Index: 119584434

Matched Legal Cases: ['art. 75', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

responsabilità medica | 20 Gennaio 2017
Le (possibili) novità del contenzioso civile per responsabilità medico-sanitaria
di Giuseppe Cardona
Il tentativo di ridurre il diffuso fenomeno della medicina difensiva è alla base del “disegno di legge Gelli”, cosiddetto dal nome del relatore della Commissione affari sociali della Camera, On. Federico Gelli; il provvedimento ha ad oggetto «disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie» (atto Senato n. 2224).
responsabilità medica | 12 Gennaio 2017
Responsabilità professionale del personale sanitario: il Senato approva il ddl
È stato approvato nella seduta del Senato dell’11 gennaio 2017 il disegno di legge recante «disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie». I voti a favore sono stati 168, solo 8 i contrari, 35 le astensioni: il testo passa ora alla Camera dei Deputati in seconda lettura.
responsabilità medica | 23 Dicembre 2016
Nessuna interferenza tra processo civile e penale, a meno che…
Nell’ordinamento processuale vigente, l’unico mezzo processuale preventivo di coordinamento tra il processo civile e quello penale è costituito dall’art. 75 c.p.c.: di conseguenza, i due processi possono proseguire parallelamente senza influenzarsi tra loro e il giudice dovrà accertarne autonomamente i fatti. La sospensione necessaria del giudizio civile è, pertanto, limitata all’ipotesi in cui l’azione in sede civile sia stata proposta dopo la costituzione di parte civile nel processo penale.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 3, ordinanza n. 26863/16; depositata il 22 dicembre)
responsabilità medica | 27 Settembre 2016
Medico di pronto soccorso non responsabile del decesso del paziente che ha affidato ad altro reparto
Non è responsabile del decesso del paziente il medico di pronto soccorso che, dopo aver visitato per primo lo stesso ed aver elaborato una diagnosi d’urgenza, ne dispone l’invio ad altro reparto dove gli infermieri subentrati sottovalutano la soluzione.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 39838/16; depositata il 26 settembre)
responsabilità medica | 23 Settembre 2016
Il reato omissivo improprio presuppone l’individuazione certa della condotta “doverosa”
Il giudizio contro – fattuale, indispensabile per la valutazione del fatto antigiuridico colposo (valevole anche per il reato omissivo improprio), impone al giudicante di verificare se il comportamento doveroso, non posto in essere, sarebbe stato in grado, qualora eseguito, di evitare concretamente l’evento. Pertanto, identificata compiutamente la “condotta doverosa” che avrebbe dovuto tenere l’agente, il quesito afferente l’ efficacia salvifica del comportamento va risolto alla luce del parametro della significativa probabilità di scongiurare il danno.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 39445/16; depositata il 22 settembre)
responsabilità medica | 02 Agosto 2016
Il giudice non deve sostituirsi al perito!
In un caso di morte prenatale di un feto a causa di omissioni colpose da parte di un ginecologo e due ostetriche, in relazione alla motivazione della sentenza della Corte d’appello impugnata, la Corte di Cassazione ricorda che il giudice deve rimanere peritus peritorum, non sostituendosi alla figura del perito, ma valutando le indagini di tale consulente nella loro affidabilità e imparzialità.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 33582/16; depositata il 1° agosto)
responsabilità medica | 22 Luglio 2016
Giro di vite sull’individuazione della regola cautelare violata
In caso di accertamenti complessi va limitato il ricorso giudiziale a massime di comune esperienza, la cui applicazione non vale l’individuazione di una regola cautelare. Anche in assenza di specifiche “guide lines” sulla condotta da tenere, il giudice non può esimersi dall’individuare le regole violate, pur se relative a pratiche mediche di rara applicazione. Prende conferma una giurisprudenza particolarmente garantista delle ragioni degli esercenti le professioni sanitarie.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 31490/16; depositata il 21 luglio)