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Timestamp: 2020-02-24 18:17:45+00:00
Document Index: 150652279

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 16', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 6', 'art. 14']

Indirizzo PEC inserito nell'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), scusabile la notifica nel processo amministrativo - Giurdanella.it
Amministrativo − 20 Marzo 2018 di Redazione
Nel contesto del Processo Amministrativo telematico (PAT) deve ritenersi scusabile l’errore di chi notifichi un atto ad una Pubblica amministrazione ad indirizzo PEC contenuto nell’elenco pubblico IPA, quanto meno qualora la stessa Amministrazione non abbia inserito alcuna PEC nell’elenco tenuto dal Ministero della giustizia.
In questo caso, secondo l‘Ordinanza 15 marzo 2018, n. 1653 del Tar Napoli, si deve ravvisare un errore scusabile, nel caso in cui l’Amministrazione non abbia inserito un indirizzo Pec nell’elenco tenuto dal Ministero della giustizia, di cui all’art. 16, comma 12, d.l. 18 ottobre 2012, n. 179.
Il valore delle notificazioni alla PEC indicata nell’ Indice delle Pubbliche Amministrazioni
E infatti l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (o IPA) deve ritenersi non tutto inidoneo alla notifica di atti giudiziari alle Amministrazioni pubbliche.
L’elenco delle PEC dell’indice IPA (di cui all’art. 16, comma 8, d.l. 29 novembre 2008, n. 185) ad esempio, viene considerato valido per la notifica agli enti impositori nel processo tributario, ai sensi dell’art. 7, comma 5, d.m. n. 163 del 2013, con effetti potenzialmente fuorvianti in sede interpretativa anche per altri riti processuali, quale quello amministrativo, soprattutto in mancata iscrizione dell’ente nel registro Pec tenuto dal Ministero della giustizia.
Il Tar Napoli ha applicato un principio generale che ha stabilito di recente il Consiglio di Stato, cioè che dall’eventuale assenza nell’elenco ufficiale dell’indirizzo Pec di una Pubblica amministrazione non possono derivare preclusioni processuali per la parte privata ( Cons. St., sez. III, 5 febbraio 2018, n. 744)
La giurisprudenza permissiva sulla notifica all’indirizzo PEC dell’Amministrazione
L’ordinanza in commento è quindi espressione di un orientamento giurisprudenziale particolarmente permissivo in materia di notificazioni via PEC a indirizzi differenti a quelli inseriti nell’elenco presso il Ministero della giustizia.
Per esempio, applicando un principio analogo a quello affermato dal Consiglio di Stato citato, ha sostenuto il Tar Molise ( ord., 13 novembre 2017, n. 420) che, in caso di notifica a un indirizzo Pec differente da quello indicato nell’elenco tenuto dal Ministero della giustizia di cui all’art. 16, comma 12, d.l. 18 ottobre 2012, n. 179, occorre dare applicazione all’istituto dell’errore scusabile rimettendo in termini il ricorrente per la notifica.
In particolare, nell’ipotesi contemplata dal Tar Molise, il ricorso era stato notificato all’Avvocatura dello Stato a un indirizzo PEC indicato dallo stesso sito internet della medesima Avvocatura dello Stato, sito che, però, non precisava come lo stesso indirizzo PEC fosse riferito alle comunicazioni diverse dalla notifica di atti giudiziari connessi all’attività di patrocinio in giudizio delle Amministrazioni pubbliche.
E ciò perché le Amministrazioni pubbliche hanno l’obbligo di controllare che le informazioni presenti sul proprio sito web, oltre che vere, siano anche non suscettibili di essere male interpretate dai potenziali visitatori, ai sensi dell’art. 6 del d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33 recante norme in materia di accesso civico e trasparenza.
Di seguito l’Ordinanza 15 marzo 2018, n. 1653 del Tar Napoli
Nunzio Pellegrino, rappresentato e difeso dall’avvocato Francesco Benedetto Marrocco, con domicilio eletto presso lo studio Antonio Parisi in Napoli, via G. Carducci, n. 37;
Luigi Pellegrino, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Pasquale Mercone, con domicilio eletto presso il suo studio in S. Maria C.V., in via Salvo D’Acquisto;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Luigi Pellegrino;
Visto che Nunzio Pellegrino ha proposto ricorso per l’annullamento del silenzio inadempimento formatosi su un’istanza volta ad ottenere la repressione degli abusi edilizi consistenti nell’edificazione senza titolo alcuno di diversi manufatti in Bellona, chiedendo altresì l’accertamento della fondatezza della pretesa;
Rilevato come l’art. 14, comma 2, del D.M. 16 febbraio 2016, n. 40 (Regolamento recante le regole tecnico-operative per l’attuazione del PAT) preveda espressamente che le notificazioni alle amministrazioni non costituite in giudizio sono eseguite agli indirizzi PEC di cui all’articolo 16, comma 12, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 14 febbraio 2018 con l’intervento dei magistrati:
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