Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26203-del-16-10-2019
Timestamp: 2020-07-12 12:18:49+00:00
Document Index: 111506906

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'sentenza ', 'art. 702', 'sentenza ', 'art. 133', 'art. 295', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 4']

Sentenza Cassazione Civile n. 26203 del 16/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26203 del 16/10/2019
Cassazione civile sez. un., 16/10/2019, (ud. 08/10/2019, dep. 16/10/2019), n.26203
data 9 aprile 2019 nel procedimento, iscritto al N.R.G. 1090 del
Ritenuto che la controversia attiene a una domanda per il pagamento del compenso per le prestazioni di specialistica ambulatoriale erogate fuori budget dalla s.a.s. Laboratorio Analisi B.D. p. C.;
che il Laboratorio Analisi B.D. è accreditato, ai sensi del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, art. 8-quater, dalla Regione Calabria per l’erogazione di prestazioni sanitarie a carico del Servizio sanitario regionale e, nel corso dell’anno 2015, ha effettuato prestazioni di specialistica ambulatoriale in forza dell’accordo sottoscritto sulla base del “tetto” fissato con i decreti n. 85/2014 e n. 140/2015 del Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario regionale della Calabria, decreti successivamente annullati dal TAR per la Calabria con sentenza n. 1569 del 2016;
che il Laboratorio – sostenendo l’efficacia erga omnes dell’annullamento in via giurisdizionale dei decreti del Commissario ad acta e la conseguente invalidità, inefficacia o inoperatività parziale dell’accordo stipulato tra le parti in data 21 settembre 2015, nella parte in cui prevede il volume massimo di prestazioni erogabili, il limite massimo di spesa (budget) e la non remunerabilità delle prestazioni extra budget – ha chiesto al Tribunale ordinario di Cosenza, con ricorso ex art. 702-bis c.p.c., la condanna dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza al pagamento del compenso, pari a Euro 110.109,33, oltre accessori, per tutte le prestazioni di specialistica ambulatoriale erogate nel corso dell’anno 2015;
che l’adito Tribunale di Cosenza ha dichiarato, con ordinanza in data 20 aprile 2018, il proprio difetto di giurisdizione in favore del giudice amministrativo;
che la s.a.s. Laboratorio Analisi B.D., con ricorso notificato il 14 luglio 2018, ha riassunto la causa dinanzi al Tribunale amministrativo regionale per la Calabria;
che, su tale base, è stato di recente affermato da queste Sezioni Unite che, in tema di prestazioni sanitarie effettuate in regime di accreditamento provvisorio, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, secondo il criterio di riparto fissato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 204 del 2004 ed ora dall’art. 133, comma 1, lett. c), cod. proc. amm., le controversie sul corrispettivo dovuto in applicazione della disciplina del rapporto concessorio determinata nell’accordo contrattuale stipulato, in condizioni di pariteticità, tra la ASL e la struttura privata concessionaria; peraltro, qualora la ASL opponga alla domanda di pagamento (petitum formale immediato) l’esistenza di una propria deliberazione che, in attuazione di quella regionale a contenuto generale, determini in concreto il tetto di spesa e la creditrice replichi, negando la soggezione della propria pretesa creditoria a tali atti o sostenendone l’illegittimità, il petitum sostanziale della domanda non è automaticamente inciso da siffatte replicatio-nes, le quali devono essere considerate irrilevanti ai fini della individuazione della giurisdizione, a meno che non si sostanzino in una richiesta di accertamento con efficacia di giudicato dell’illegittimità del provvedimento posto a fondamento dell’eccezione sollevata dalla ASL; in quest’ultimo caso, infatti, poichè il petitum sostanziale investe anche l’esercizio di un potere autoritativo, il giudice ordinario deve declinare la giurisdizione sulla domanda di annullamento della deliberazione, trattenendo la sola domanda di condanna alle indennità, canoni o corrispettivi, salvo poi sospendere il giudizio ex art. 295 c.p.c. in attesa della definizione del giudizio sul provvedimento rimesso alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo (Cass., Sez. U., 2 novembre 2018, n. 28053);
che, questi essendo i principi rilevanti in materia, va osservato che con il ricorso introduttivo del giudizio di merito il Laboratorio Analisi B.D. ha chiesto esclusivamente il corrispettivo di prestazioni rese in esecuzione dell’accordo stipulato dalle parti in data 21 settembre 2015 ai sensi del D.Lgs. n. 502 del 1992, art. 8-quinquies, deducendo che – per effetto della sopraggiunta sentenza del TAR per la Calabria recante l’annullamento dei decreti del Commissario ad acta che avevano stabilito i tetti di spesa, per l’anno 2015, per le singole strutture sanitarie accreditate eroganti prestazioni di specialistica ambulatoriale – si sarebbe determinata l’invalidità, l’inefficacia o l’inoperatività parziale dell’accordo, con specifico riferimento alle clausole di cui all’art. 4 (Volume di prestazioni erogabili e corrispettivo massimo annuale) e, limitatamente alla parte in cui ribadiscono il limite del tetto di spesa ovvero la non remunerabilità delle prestazioni eccedenti lo stesso, di cui agli artt. 7 (Tariffe e corrispettivi) e 14 (Clausola di salvaguardia);