Source: https://www.unijuris.it/node/5039
Timestamp: 2020-08-05 13:00:38+00:00
Document Index: 47654138

Matched Legal Cases: ['art. 1453', 'art. 1453', 'art. 72', 'art. 96', 'art. 295', 'art. 43']

Corte di Cassazione (2990/2020) – Domanda di risoluzione di un contratto ex art. 1453 c.c. volta a far valere consequenziali pretese risarcitorie o restitutorie nei confronti dell'inadempiente fallito: giudice competente alla decisione. | Unijuris 2.0 - Osservatorio sulla Giurisprudenza Fallimentare
Home » Corte di Cassazione (2990/2020) – Domanda di risoluzione di un contratto ex art. 1453 c.c. volta a far valere consequenziali pretese risarcitorie o restitutorie nei confronti dell'inadempiente fallito: giudice competente alla decisione.
I. Nel sistema concorsuale riformato, l'art. 72, comma 5, secondo periodo, legge fall. impone - anche alla luce dei principi di specializzazione, concentrazione e speditezza sottesi agli artt. 24 e 52 legge fall., nonché del contraddittorio incrociato tipico del procedimento di accertamento del passivo - che la domanda di risoluzione proposta prima della dichiarazione di fallimento, se diretta in via esclusiva a far valere le consequenziali pretese risarcitorie o restitutorie in sede fallimentare, non può proseguire in sede di cognizione ordinaria, ma deve essere interamente proposta secondo il rito speciale disciplinato dagli artt. 93 e ss. legge fall.
II. In sede di accertamento del passivo, la domanda di risoluzione che costituisca antecedente logico-giuridico della domanda di risarcimento o restituzione deve essere esaminata e decisa dal giudice fallimentare, non essendo applicabile in via analogica l'istituto dell'ammissione con riserva ai sensi dell' art. 96, n. 1) o n.3), legge fall., né potendosi disporre la sospensione necessaria ai sensi dell'art. 295 cod. proc. civ., in attesa della decisione della causa pregiudiziale di risoluzione in ipotesi proseguita in sede di cognizione ordinaria.
III. La domanda di risoluzione diretta a conseguire finalità estranee alla partecipazione al concorso (come la liberazione della parte in bonis dagli obblighi contrattuali, o l'escussione di una garanzia di terzi) è procedibile in sede di cognizione ordinaria, dopo l'interruzione del processo ex art. 43 legge fall. e la sua riassunzione nei confronti della curatela fallimentare (Principi di diritto)
Cassazione 2990-2020.pdf 976 KB