Source: https://studiolegaleramelli.it/2018/09/27/anche-il-direttore-generale-risponde-del-reato-di-bancarotta-fraudolenta-per-gli-illeciti-commessi-durante-lattivita-di-gestione-della-societa/
Timestamp: 2020-01-17 14:17:05+00:00
Document Index: 165737151

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 223', 'sentenza ', 'art. 223', 'art. 2396', 'sentenza ', 'art. 223', 'sentenza ']

Anche il direttore generale risponde del reato di bancarotta fraudolenta per gli illeciti commessi durante l’attività di gestione della società – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Anche il direttore generale risponde del reato di bancarotta fraudolenta per gli illeciti commessi durante l’attività di gestione della società.
Con la recente sentenza n. 39449/2018 (depositata il 03.09.2018), la Corte di Cassazione – V Sezione penale – ha affrontato il tema della responsabilità penale del direttore generale d’azienda nei reati fallimentari. I Giudici di Piazza Cavour precisano che la responsabilità penale di tale soggetto è espressamente prevista dall’art. 223 l.fall. ed è modellata su quella degli amministratori ai sensi di quanto disposto dal codice civile.
Il processo vedeva tra gli imputati il direttore generale di una società consortile al quale venivano ascritte plurime condotte distrattive e falsificazioni contabili che avrebbero causato il dissesto del Consorzio.
“La prima critica mossa alla sentenza impugnata è quella di aver valorizzato il ruolo dell’imputato nella società (quello di direttore generale) senza tener conto del fatto che (omissis) si limitava ad eseguire le direttive del Consiglio di Amministrazione e non poteva essere ritenuto, per via del ruolo ricoperto, il “vero signore della società”. Trattasi di critica che – oltre a non tener conto del ruolo, compiutamente esposto in sentenza, di (omissis) nei singoli atti di gestione – ignora persino il dato normativo, costituito dal fatto che tra i soggetti attivi dei reati fallimentari vi è proprio il direttore generale (art. 223 L.F.), che riveste un ruolo apicale nelle società di capitali ed è tenuto al rispetto delle leggi e dello statuto societario al pari degli amministratori. La sua posizione è infatti assimilata per legge a quella di questi ultimi, per gli ampi poteri di cui dispone, che lo mettono in condizione di potersi, e di doversi, astenere dalle attività che recano danno alla società e ne compromettono le sorti. Non a caso la responsabilità civile del Direttore Generale è modellata su quella degli amministratori (art. 2396 cod. civ.), nonostante sia legato alla società non già da un rapporto organico, ma da un rapporto di dipendenza.Nel caso specifico, poi, le sentenze di primo e secondo grado sottolineano che le “amplissime funzioni del (omissis) di ordinaria e straordinaria amministrazione senza limiti di spesa ne facevano un diretto gestore con poteri illimitati” (pag. 7 della sentenza d’appello): situazione nemmeno contestata dal ricorrente, che si è limitato a svolgere critiche astratte, senza entrare nello specifico della posizione del proprio assistito”.
Art. 223 R.D. 16 marzo 1942, n. 267 (legge fallimentare)
Quadro giurisprudenziale di riferimento in tema di bancarotta fraudolenta commessa da direttori generali:
Cassazione penale sez. V 07 dicembre 2017 n. 15279
È fondata la doglianza che attiene alla mancanza di motivazione relativamente alla richiesta di qualificare l’elargizione della somma di denaro, corrispondente all’indennità di preavviso, in favore del direttore generale, come condotta di bancarotta preferenziale, per essere stato quest’ultimo inquadrato come lavoratore subordinato; atteso che, per affermata giurisprudenza della Corte di cassazione, risponde di bancarotta preferenziale, e non di bancarotta fraudolenta per distrazione, l’amministratore che ottenga in pagamento di suoi crediti verso la società in dissesto, relativi a compensi e rimborsi spese, una somma congrua rispetto al lavoro prestato
Cassazione penale sez. V 11 novembre 1999 n. 12852
La responsabilità per il delitto di bancarotta impropria non può considerarsi limitata soltanto alle persone che esercitano le cariche sociali descritte negli art. 223 e 224 l. fall. (amministratore, direttore generale, sindaco, ecc.) nel momento in cui venga pronunciata la sentenza dichiarativa di fallimento, ma si estende anche a coloro che le abbiano esercitate in precedenza, nel momento in cui si riferiscono i fatti penalmente rilevanti.
Cassazione penale sez. V 27 febbraio 1992
In base ai principi generali che concernono il concorso di persone nel reato proprio, risponde del reato di bancarotta fraudolenta colui che, pur non rivestendo la qualifica di imprenditore commerciale (ovvero di amministratore, direttore generale, sindaco o liquidatore di società fallita) apporti un concreto contributo materiale o morale alla produzione dell’evento.
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