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Timestamp: 2019-08-22 04:55:04+00:00
Document Index: 102548584

Matched Legal Cases: ['art. 957', 'art. 961', 'art. 971', 'art. 957', 'art. 958', 'art. 957', 'sentenza ']

Art. 957 codice civile - Disposizioni inderogabili - Brocardi.it
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Articolo 957 Codice civile
Dispositivo dell'art. 957 Codice civile
L'enfiteusi, salvo che il titolo disponga altrimenti, è regolata dalle norme contenute negli articoli seguenti (1).
Il titolo [1158, 2810, 2812] non può tuttavia derogare alle norme contenute negli articoli 958, secondo comma, 961, secondo comma, 962, 965, 968, 971 e 973 (2).
(1) La regolamentazione dell'istituto in esame si evince soprattutto dal titolo e in funzione subordinata alla legge, la quale, però, detta una disciplina di natura inderogabile. Le disposizioni di nuova introduzione in materia di enfiteusi rustiche e urbane riguardano la determinazione del del canone e l'affrancazione, di cui alla l. 1966, n. 607, alla l. 1970, n. 1138 nonchè alla l. 1974, n. 270.
(2) Le disposizioni inderogabili concernono il canone (art. 961 del c.c.) e l'affrancazione del fondo (art. 971 del c.c.), gli ambiti, cioè, più rilevanti a parere del legislatore.
L'istituto in esame risponde alla precisa scelta normativa di facilitare la concessione dei terreni coltivabili in enfiteusi, mirando da una parte a garantire, senza eccezioni, un aggiornamento periodico del canone, dall'altra a consentire all'enfiteuta di appropriarsi del terreno migliorato.
Tale istituto vide la luce con il vecchio codice al fine di migliorare i fondi tenendo, altresì, conto delle esigenze dei grandi proprietari terrieri. Si ebbe, così, una separazione tra dominio utile dell'enfiteuta in qualità di coltivatore diretto e dominio diretto spettante al proprietario.
“ Ius emphyteuticum ”
Diritto nascente dall'enfiteusi
Spiegazione dell'art. 957 Codice civile
Sistemazione dell'enfiteusi, nel nuovo codice, fra i diritti reali
Il codice del 1865, considerando l'enfiteusi soltanto dal punto di vista della sua fonte normale, ma non unica, la collocava tra i contratti. Ma tale sede non era troppo appropriata, sia perche l'enfiteusi poteva, come puo, essere costituita anche altrimenti che per contratto, sia perchè non ne emergeva la natura reale del diritto costituito.
Il nuovo codice, dettando la disciplina dell'enfiteusi, ha corretto questa non troppo propria sistemazione del codice del 1865, e ha compreso l'istituto fra i diritti reali, accanto all'usufrutto.
­Inderogabilità di alcune disposizioni regolanti l'enfiteusi
Ad evitare poi che sorgano contestazioni sul modo come l'enfiteusi deve essere regolata, il legislatore ha stabilito esplicitamente che essa o è regolata dalle convenzioni delle parti oppure, in mancanza di convenzioni speciali, dalle disposizioni contenute nel nuovo codice, alcune delle quali hanno carattere inderogabile.
Anche nel caso, però, che l'enfiteusi sia regolata dalle convenzioni delle parti, queste disposizioni aventi carattere di inderogabilità, in ogni caso, non possono essere contrarie alla disciplina che all'istituto ha dato it nuovo codice, e in particolare esse non possono in via assoluta derogare alle disposizioni dell'art. 958, comma secondo, 151, comma secondo, 962, 965, 968 e 971, che si riferiscono rispettivamente al termine minimo di durata delle enfiteusi temporanee, alla ripartizione degli obblighi nel caso in cui il fondo sia diviso e goduto separatamente da più enfiteuti o eredi, alla revisione del canone, alla disponibilita del diritto enfiteutico, all’ inammissibilita della sub-enfiteusi, all'esercizio del diritto di affrancazione.
E questa inderogabilità appare più che giustificata, se si tiene presente che le sopra citate disposizioni sono dirette a tutelare non il privato interesse, ma un interesse generale. Conseguentemente, se venisse apposta in un contratto di enfiteusi una clausola derogatoria a una qualsiasi delle disposizioni nei citati articoli, essa sarebbe nulla e renderebbe nullo il contratto di enfiteusi stipulato con una tale clausola contraria alla legge.
Massime relative all'art. 957 Codice civile
Cass. civ. n. 9135/2012
Il regime giuridico del cosiddetto "livello" va assimilato a quello dell'enfiteusi, in quanto i due istituti, pur se originariamente distinti, finirono in prosieguo per confondersi ed unificarsi, dovendosi, pertanto, ricomprendere anche il primo, al pari della seconda, tra i diritti reali di godimento. Ne consegue che l'accertamento positivo o negativo dell'esistenza del "livello" esula dalla competenza "ratione materiae" della sezione specializzata agraria, non attenendo ad un rapporto astrattamente riconducibile nell'ambito di quelli contemplati dalla speciale legislazione sui contrati agrari.
(Cassazione civile, Sez. VI, sentenza n. 9135 del 6 giugno 2012)