Source: https://www.exeo.it/free/sanzione-pecuniaria-e-demolizione-opera-edilizia-abusiva
Timestamp: 2019-01-22 19:36:21+00:00
Document Index: 127335327

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 173', 'art. 31', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 33', 'art. 11', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31']

Nel calcolo del valore venale quale base per l'applicazione della sanzione per l'abuso edilizio si deve tenere conto della superficie effettiva delle opere. Qualora, tuttavia, non siano verificate le condizioni previste dalla legge, la sanzione prevista per l'abuso edilizio è la domolizione dell'opera e riduzione in pristino stato dell'area.
TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANZIONI --> DEMOLIZIONE
E' l'illegittimo il provvedimento repressivo-inibitorio avente ad oggetto lavori che risultano oggetto di una d.i.a. già perfezionatasi e non previamente rimossa in autotutela.
La temporanea rimozione di un manufatto abusivo destinatario di un'ordinanza di demolizione integra l'elusione dell'obbligo di rimessione in pristino.
Non costituisce motivo di illegittimità dell'ordine di demolizione la circostanza che l'area su cui insistono gli illeciti edilizi sia sottoposta a sequestro preventivo, in quanto l'esercizio del potere repressivo di un abuso edilizio costituisce un atto dovuto privo di discrezionalità e autonomo rispetto ad altri poteri repressivi rimessi ad altre autorità.
L'ordinanza di demolizione è un provvedimento repressivo, al quale non è consentito sottrarsi sulla base di valutazioni di opportunità.
I poteri attribuiti dagli art. 27 e 31 D.P.R. 380/2001 non si escludono a vicenda, ma concorrono: quanto previsto dalla prima disposizione consente un intervento immediato a tutela dei vincoli; e il Comune si avvale del potere di ordinare la demolizione immediata qualora ravvisi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di tutelare il vincolo, anche al fine di evitare possibili ulteriori compromissioni dello stato dei luoghi, che potrebbe più difficilmente essere ripristinato in un momento successivo; la seconda norma prevede un normale e generale intervento repressivo in tema di abusivismo edilizio, con previsione anche di un termine a favore del soggetto autore dell'illecito al fine del ripristino dello stato dei luoghi affinché non si verifichi la perdita della proprietà del bene abusivo e dell'area connessa.
L'atto di accertamento dell'inottemperanza all'ingiunzione di demolizione può essere autonomamente contestato in sede giurisdizionale amministrativa solo con specifico ed esclusivo riguardo alla correttezza formale e sostanziale del contenuto accertativo suo tipico e non con riferimento alla ritenuta illegittimità dell'ingiunzione a demolire che ne costituisce il necessario presupposto giuridico.
L'atto con il quale il Comune accerta l'inottemperanza all'ordine di demolizione di un'opera edilizia abusiva presenta un contenuto di accertamento ed è pertanto inidoneo a ledere situazioni giuridiche.
L'atto con cui il comune accerta l'inottemperanza ad un ordine di demolizione di un'opera edilizia abusiva ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a meramente dichiarativa.
L'ordinanza di demolizione è illegittima se adottata dopo la presentazione della domanda di condono atteso che l'amministrazione comunale, prima di ordinare la demolizione delle opere eseguite, deve esaminare detta domanda. Tale soluzione non opera nei casi in cui manchino, in modo evidente, i presupposti per l'ammissibilità della domanda medesima ciò in quanto l'obbligo di riesaminare l'abusività delle opere provocato dalla domanda di condono ha senso solo in presenza di un intervento astrattamente sanabile.
L'ordine di demolizione emesso dal giudice penale ha natura sostanzialmente amministrativa di tipo ablatorio ed è un atto dovuto: esso, non essendo pena accessoria, non è soggetto al termine di prescrizione quinquennale di cui all'art. 173 c.p..
Dall'art. 31 D.P.R. 380/2001 si evince la sussistenza di un criterio generale di preminenza dell'interesse al ripristino dell'assetto territoriale violato, derogabile soltanto in presenza di fondate ragioni, con riferimento alle quali la deliberazione consiliare di mantenimento dell'opera abusiva deve essere motivata. Mentre, infatti, l'art. 15 legge 10/1977 prevedeva il ricorso alla demolizione solo qualora l'opera non f... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ad essere utilizzata per fini pubblici, già con l'art. 7 legge n. 47/1985 è stato previsto che sia disposta sempre la demolizione "salvo che con deliberazione consiliare non si dichiari l'esistenza di prevalenti interessi pubblici".
L'espressione "riduzione in pristino" indica il risultato finale dell'attività di demolizione, la quale rappresenta a sua volta l'operazione necessariamente presupposta per il menzionato ripristino.
Ai sensi degli artt. 109 e 98 della l.r. Friuli Venezia Giulia 52/91, all'abuso realizzato su suolo pubblico o privato segue l'ordine di demolizione, che si traduce nel comando di provvedere alla demolizione.
La locuzione "immobili vincolati ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490" contenuta all'art. 33, co. 3, D.P.R. 380/2001 è da intendersi implicitamente sostituita dalla locuzione "immobili vincolati ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42" e riguarda non solo gli immobili soggetti a specifici vincoli di tutela storico-artistica, ma anche gli immobili che ricadono in zona sottoposta a vincolo paesistico.
L'art. 11 L. 28 febbraio 1985 n. 47, che consente la rimozione dei vizi delle procedure amministrati... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ano comportare l'annullamento della concessione edilizia, trova applicazione soltanto nei casi in cui non sia configurabile un vizio sostanziale conseguente all'accertato contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti. Laddove, invece, tale contrasto sussista, l'amministrazione, in materia di opere abusive realizzate in zona vincolata, può legittimamente irrogare, non essendo tenuta ad alcun obbligo di motivazione, trattandosi di motivazione sussistente in re ipsa, la sanzione della demolizione.
La sanzione demolitoria costituisce l'ordinaria e legittima reazione ordinamentale all'accertata abusività di un'opera in un territorio comunale sottoposto, nella sua interezza, al vincolo paesaggistico.
TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANZIONI --> DEMOLIZIONE --> SANZIONI PECUNIARIE PER L'INOTTEMPERANZA
La sanzione pecuniaria di cui all'art. 31, comma 4-bis, del D.P.R. n. 380/2001 è stata introdotta dal d.l. n. 133/2014, all'evidenza, al fine di incentivare la spontanea attivazione dei responsabili degli abusi rispetto all'ordine di demolizione, e ciò reprimendo le condotte omissive prese in considerazione dal precetto della disposizione.
La condotta sanzionata dalla previsione di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... 31, comma 4-bis, del D.P.R. n. 380/2001 è di natura omissiva, ossia concerne la mancata demolizione, da parte del responsabile dell'abuso, entro il termine finale fissato dalla legge, delle opere in cui si siano concretati gli illeciti interventi edilizi.
La condotta d'inottemperanza all'ordine di demolizione presa in considerazione dall'art. 31, comma 4 bis, d.P.R. 380/2001 mutua il suo carattere di illecito permanente dall'abuso edilizio cui si correla, il quale, finché non viene eliminato, realizza il protrarsi della situazione antigiuridica; allo stesso modo è illecita in modo permanente l'inottemperanza all'ordine di demolizione, che consiste in una condotta di mantenimento dell'illecito edilizio.
Ciò che rileva ai fini dell'applicazione temporale della nuova sanzione pecuniaria prevista dal comma 4 bis dell'art. 31, non è il momento di realizzazione dell'abuso edilizio, e neppure quello in cui è stata emanata l'ordinanza di demolizione, che può essere anche anteriore al 12 novembre 2014, bensì la persistenza di un'inottemperanza ad un' ordinanza di demolizione che viene "constatata" da parte dell'amministrazione in un momento successivo all'entrata in vigore della legge n. 164/2014.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... In base alla regola del tempus regit actum, è sufficiente che anche un segmento della condotta omissiva senzionata dall'art. 31, comma 4-bis, del d.P.R. n. 380/2001 ricada nell'ambito temporale di vigenza della norma stessa. Viceversa, la sanzione in esame non sarà applicabile ove la condotta omissiva in esame sia cessata prima dell'entrata in vigore della L. 164/2014, il che può accadere nelle ipotesi in cui il privato abbia ottemperato prima del 12 novembre 2014, oppure, prima di tale data si sia perfezionata l'acquisizione al patrimonio comunale.
Non è censurabile per manifesta eccessività della sanzione l'apprezzamento discrezionale dell'Amministrazione che abbia fissato in â‚¬ 15.000,00 la sanzione per l'inottemperanza alla sanzione demolitoria ex art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001, in quanto determinata in misura pari al 75% di quella massima irrogabile.