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Timestamp: 2020-08-12 03:15:33+00:00
Document Index: 110581015

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2953', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 3', 'art. 2953', 'art. 30', 'art. 13', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 11051 del 05/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11051 del 05/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 05/05/2017, (ud. 05/04/2017, dep.05/05/2017), n. 11051
sul ricorso 10208-2015 proposto da:
in persona del legale rappresentante, in proprio e quale procuratore
ANTONINO SGROI, CARLA D’ALOISIO, EMANUELE DE ROSE, LELIO MARITATO;
D.B.V., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA LUIGI
LUCIANI 1, presso lo studio dell’avvocato ROBERTO CARLEO,
rappresentato e difeso dall’avvocato ANTONELLO DI BIAGIO;
avverso la sentenza n. 94/2015 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
depositata il 29/1/2015;
5/4/2017 dal Consigliere Dott. CATERINA MAROTTA.
– con la sentenza impugnata, la Corte di appello di L’Aquila confermava, per quanto di interesse nel presente giudizio, la decisione del Tribunale di Teramo che aveva ritenuto insussistente il diritto dell’I.N.P.S. di procedere esecutivamente in base al preavviso di fermo notificato a D.B.V. da Equitalia Centro S.p.A. per conto dell’I.N.P.S. (anche quale mandatario della S.C.C.I. S.p.A.) per essere prescritti i crediti per oneri contributivi già richiesti con n. 4 cartelle esattoriali divenute definitive. Ad avviso della Corte territoriale doveva farsi applicazione, anche per l’ipotesi di cartella esattoriale non opposta, del tetntine di prescrizione quinquennale;
– per la cassazione di tale decisione propone ricorso l’I.N.P.S. affidando l’impugnazione ad un motivo;
– D.B.V. resiste con controricorso;
– Equitalia Centro S.p.A. è rimasta intimata;
– D.B.V. ha depositato memoria;
– con il motivo di ricorso è denunciata la violazione dell’art. 2953 c.c. in relazione alla L. n. 335 del 1995, art. 3, commi 9 e 10, sostenendosi che nell’ipotesi di mancata opposizione alla cartella esattoriale e di incontrovertibilità del relativo credito debba farsi applicazione della prescrizione decennale in conformità a quanto previsto per l’actio iudicati;
– in tale decisione è stato, infatti, chiarito che “la scadenza del termine – pacificamente perentorio – per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui al D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, art. 24, comma 5, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche l’effetto della c.d. conversione del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale secondo la L. n. 335 del 1995, art. 3, commi 9 e 10) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell’art. 2953 c.c.. Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la suddetta cartella, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato. Lo stesso vale per l’avviso di addebito dell’I.N.P.S. che dal 1 gennaio 2011, ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti di natura previdenziale di detto Istituto (D.L. 31 maggio 2010, n. 78, art. 30 convertito dalla L. n. 122 del 2010)”;
– va dato atto dell’applicabilità del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 in quanto l’obbligo del previsto pagamento aggiuntivo non è collegato alla condanna alle spese, ma al fatto oggettivo del rigetto integrale o della definizione in rito, negativa per l’impugnante, del ricorso (così Cass., Sez. Un., n. 22035/2014).