Source: http://docplayer.it/1937918-Suprema-corte-di-cassazione-sezioni-unite-civili-sentenza-n-22238-depositata-il-21-ottobre-2009-repubblica-italiana-in-nome-del-popolo-italiano.html
Timestamp: 2016-12-03 18:20:20+00:00
Document Index: 167142025

Matched Legal Cases: ['art. 710', 'art. 709', 'art. 378', 'art. 111', 'art. 317', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 360', 'art. 8', 'art. 366', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 6', 'art. 23', 'art. 155', 'art. 366', 'art. 155', 'art. 709', 'art. 9', 'art. 388', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 155', 'art. 360', 'art. 366', 'art. 155', 'art. 360', 'art. 155', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 388', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 155', 'art. 709', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.38', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

⭐Suprema corte di cassazione, Sezioni unite civili Sentenza n depositata il 21 ottobre Repubblica italiana in nome del popolo italiano
Suprema corte di cassazione, Sezioni unite civili Sentenza n depositata il 21 ottobre Repubblica italiana in nome del popolo italiano
Download "Suprema corte di cassazione, Sezioni unite civili Sentenza n. 22238 depositata il 21 ottobre 2009. Repubblica italiana in nome del popolo italiano"
1 Suprema corte di cassazione, Sezioni unite civili Sentenza n depositata il 21 ottobre 2009 Repubblica italiana in nome del popolo italiano Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CARBONE Vincenzo - Primo Presidente Dott. PAPA Enrico - Presidente di sezione Dott. MENSITIERI Alfredo - Consigliere Dott. SEGRETO Antonio - Consigliere Dott. SALVAGO Salvatore - Consigliere Dott. FORTE Fabrizio - rel. Consigliere Dott. BUCCIANTE Ettore - Consigliere Dott. LA TERZA Maura - Consigliere Dott. SPIRITO Angelo - Consigliere la Corte suprema di cassazione Sezioni unite civili ha pronunciato la seguente: SENTENZA sul ricorso iscritto al n del Ruolo Generale degli affari civili del 2008, proposto da: A.K.A., residente ad [OMISSIS] ed elettivamente domiciliata in [OMISSIS], presso gli avv.ti [OMISSIS], che la rappresentano e difendono, anche disgiuntamente, per procura in calce al ricorso principale; - ricorrente principale - contro C.G., elettivamente domiciliato in [OMISSIS], presso l avv. [OMISSIS], che lo rappresenta e difende, per procura a margine del controricorso con ricorso incidentale; - controricorrente e ricorrente incidentale - avverso il decreto della Corte d appello di Roma, Sezione Persona e Famiglia, del 24 aprile - 23 luglio 2008, emesso all esito di procedimento camerale n /07 in materia di famiglia. 12 Udita, alla pubblica udienza del 6 ottobre 2009, la relazione del Cons. Dr. Fabrizio Forte; sentiti l avv. [OMISSIS], per la ricorrente, e [OMISSIS], per il controricorrente, e il P.M. Dr. JANNELLI Domenico, che ha concluso per l inammissibilità dei ricorsi, principale e incidentale, delle parti. Fatto Diritto P.Q.M. Svolgimento del processo Il Tribunale di Rieti, con decreto del 17 aprile 2007, sui ricorsi riuniti del 15 settembre e del 13 ottobre 2006 di A.K. A. e C.G., coniugi consensualmente separati con omologa del [OMISSIS], affermata la propria giurisdizione in luogo di quella dei giudici finlandesi, s è dichiarato incompetente sulle istanze di modifica delle disposizioni accessorie alla separazione, presentate dalla donna in rapporto al diritto di visita del padre ai due figli M. e Ca.Mi., nati ad [OMISSIS] il [OMISSIS] e il [OMISSIS], affidati nell accordo omologato alla madre che, per ragioni di lavoro, si era trasferita in [OMISSIS] con loro, domandando in quel paese pure il divorzio dal marito in data successiva, e sulla richiesta del C. di affidamento esclusivo a lui dei figli condotti all estero contro la sua volontà, con ogni altra statuizione consequenziale. La Corte d appello di Roma, sui reclami di entrambe le parti, con il decreto di cui in epigrafe, ha riaffermato la giurisdizione del giudice italiano impugnata dalla A., in base alle regole sulla litispendenza tra giudizi in materia di affidamento di minori pendenti in più Stati membri della CE, per essere stato adito il giudice italiano prima di quello finlandese, che, nel suo provvedimento interinale del 18 gennaio 2007, aveva disposto provvisoriamente incontri in quel paese tra padre e figli, in attesa della decisione della predetta Corte di merito. È stato invece accolto l appello del C. sulla competenza del primo giudice, da questo denegata a favore del tribunale per i minorenni, per essere stati i due figli sottratti e trattenuti illecitamente all estero (Convenzione de L Aja del 28 maggio 1970 e L. 15 gennaio 1994, n. 64), affermandosi che in primo grado si erano chieste modifiche di patti accessori alla separazione, su cui doveva decidere il tribunale, ai sensi dell art. 710 c.p.c.. La Corte di merito, ha affidato al C. i due minori, senza disporre la loro audizione chiesta con le conclusioni dal P.G. assegnandogli la casa familiare in [OMISSIS] e confermando la sanzione irrogata alla donna di Euro 5000,00 ai sensi dell art. 709 ter c.p.c., per aver violato le disposizioni concordate in sede di separazione consensuale. In secondo grado è stata invece respinta la richiesta del C. di un contributo a carico della moglie per il mantenimento dei figli, ritenendosi non provata la capacità contributiva di lei, condannata alle spese del grado per la soccombenza. Per la cassazione di tale decreto propone ricorso principale di dodici motivi la A., cui resiste il C. con controricorso e ricorso incidentale di due motivi, cui controparte replica con altro controricorso; entrambe le parti hanno depositato memorie ai sensi dell art. 378 c.p.c.. Motivi della decisione 1. In via preliminare va rilevato che i due ricorsi proposti in questa sede già risultano iscritti con un solo numero di Ruolo generale e devono quindi valutarsi unitariamente. 23 1.1. Vanno rigettate le eccezioni del C. di inammissibilità del ricorso principale in rapporto alla procura al difensore della A., rilasciata su foglio separato congiunto materialmente al ricorso, ritenuta priva del requisito della specialità e a causa della natura non decisoria né definitiva del decreto impugnato, sempre modificabile e comunque emesso allo stato degli atti. La procura in calce al ricorso è apposta su foglio congiunto ad esso e in essa vi è delega agli avvocati (OMISSIS) a rappresentare e difendere la A. nel presente giudizio ; nell atto non si evidenziano espressioni incompatibili con la volontà della donna di essere rappresentata e difesa nella fase di legittimità conseguente al ricorso cui esso accede (Cass. 7 marzo 2006 n. 5868, 5 settembre 2005 n , 12 luglio 2005 n , 13 agosto 2004 n , 19 aprile 2002 n. 5722). Le stesse sentenze citate nel controricorso del C. a sostegno della eccezione evidenziano che il contenuto della procura determina la inammissibilità della impugnazione soltanto qualora, dalla lettura di essa, sorgano dubbi in ordine al giudizio cui l atto si riferisce, che rendano incompatibile la procura e il conferimento di poteri al difensore per il ricorso per cassazione (con Cass. n del 2003 citata in ricorso, cfr. Cass. 21 marzo 2005 n e 16 dicembre 2004 n ). In rapporto alla ricorribilità ex art. 111 Cost., dei decreti emessi dalla Corte d appello sui reclami contro i provvedimenti del tribunale sulle istanze di modifica di disposizioni accessorie alla separazione, essa certamente sussiste per il carattere di stabilità - sia pure temporanea e non permanente - di tali atti giurisdizionali, che li rende idonei al giudicato rebus sic stantibus, anche se ne è possibile la modifica per circostanze sopravvenute con altro procedimento camerale, essendo tali pronunce decisorie per un tempo indeterminato in rapporto alle mutevoli posizioni soggettive delle parti e dei figli minori, e definitive nei loro effetti fino all eventuale modifica di dette posizioni accertata nei modi e forme previsti dalla legge (così Cass. 7 dicembre 2007 n e 18 agosto 2006 n , 28 giugno 2006 n , 16 maggio 2005 n , 30 dicembre 2004 n , tra altre). Tale conclusione non esclude la preclusione del ricorso per cassazione contro i provvedimenti urgenti emessi in via provvisoria e interinale nel corso del giudizio di separazione, a seguito di reclamo alla Corte d appello contro le disposizioni date dal presidente nella comparizione personale dei coniugi, o dal G.I. in corso di causa (Cass. 6 novembre 2008 n ). Diversa è pure la fattispecie di cui all art. 317 bis c.c., relativa alla potestà genitoriale sul figlio naturale, nella quale il giudice, anche d ufficio, interviene con propri provvedimenti nell esclusivo interesse del figlio, senza incidere su pregresse statuizioni con valore di giudicato, per cui non è necessario che tali atti abbiano natura decisoria e idoneità a divenire con il medesimo effetto di legge tra le parti (S.U. ord. 8 aprile 2008 n. 9042, S.U. 30 novembre 2007 n , S.U. 15 luglio 2003 n e 12 luglio 2002 n ). La stabilità del provvedimento giurisdizionale, che lo rende idoneo a divenire giudicato, può essere permanente o temporanea e, anche in tale secondo caso, allorché l atto incida su diritti soggettivi delle parti, come accade nella fattispecie, è ovvia la sua decisorietà che ne comporta la ricorribilità ai sensi dell art. 111 Cost. (sul tema, cfr. S.U. 9 gennaio 2001 n. 1). Infine, per le pronunce emesse successivamente all entrata in vigore del D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, come quella oggetto di ricorso, anche le carenze motivazionali denunciate in alcuni motivi dell impugnazione principale e in quella incidentale, sono prospettabili ai sensi dell art. 111 Cost., in rapporto dell art. 360 c.p.c., u.c., novellato dalla Legge del 2006, che qualifica violazione di legge il n. 5 del comma 1 della norma del codice di rito, in relazione ai principi del giusto processo, che non può che svolgersi nel 34 contraddittorio tra le parti e concludersi con una pronuncia motivata, come sancito dalla norma costituzionale (in tal senso Cass. 5 giugno 2009 n e 3 novembre 2008 n ). Tali principi valgono pure allorché oggetto di impugnazione sia un decreto, che in astratto può mancare di motivazione se non è espressamente imposta per legge (artt. 737 e 135 c.p.c.), e se prevista, è sommaria, dovendo dare conto delle ragioni per le quali i giudici incidono sui diritti delle parti per i principi del giusto processo (Cass. 13 febbraio 2004 n. 2776). Nella concreta fattispecie i ricorsi, principale e incidentale, sono entrambi ammissibili anche per le parti in cui deducono carenze o difetti di motivazione del decreto impugnato I primi quattro motivi del ricorso principale propongono la questione di giurisdizione, denunciando il primo violazioni di legge e gli altri tre vizi motivazionali del decreto. Si denuncia in primo luogo violazione e falsa applicazione degli artt. 8, 9, 10 e 12 del Regolamento del Consiglio della C.E. 27 novembre 2003 n. 2201/2003 dal decreto di merito che afferma la giurisdizione del giudice italiano invece di quella del giudice finlandese, per essersi i due figli minori del cui affidamento si tratta stabilmente trasferiti in [OMISSIS] pochi giorni prima dell inizio del procedimento italiano da parte della A.. Il citato Regolamento, all art. 8, prevede la competenza generale delle autorità giurisdizionali dello Stato membro per le domande relative alla responsabilità genitoriale su un minore, se il minore risiede abitualmente in quello Stato membro, alla data in cui sono adite e nel caso M. e Ca.Mi. vivevano in [OMISSIS] dal [OMISSIS], mentre C.G. ha adito il Tribunale di Rieti, chiedendo il loro affidamento esclusivo solo nell ottobre successivo, oltre tre mesi dopo che i minori avevano lasciato la loro pregressa residenza italiana. Il quesito di diritto ai sensi dell art. 366 bis c.p.c., è il seguente: Dica la Cassazione se la Corte di appello di Roma, avendo dichiarato in motivazione che i minori erano stati trasferiti in [OMISSIS] pochi giorni prima dell inizio del procedimento italiano promosso dal C. dinanzi al Tribunale di Rieti, per ottenere l affido esclusivo dei figli, abbia errato nell affermare la propria giurisdizione in luogo di quella del giudice finlandese, disapplicando l art. 8 del Regolamento CE n. 2201/2003, non essendo più l Italia il paese di residenza abituale dei figli minori. Il secondo, terzo e quarto motivo di ricorso denunciano carenze motivazionali del decreto impugnato in ordine ai presupposti di fatto della rilevata giurisdizione del giudice italiano. Dalla Corte di merito si afferma che nessuna delle parti ha chiesto l affidamento dei minori in forza della Convenzione dell Aja, essendosi domandata più semplicemente, una modifica delle condizioni della separazione, ma cosi non si giustifica la giurisdizione del giudice italiano, per il citato art. 8 che collega il potere di decidere al luogo ove risiede il minore al momento della domanda che nel caso era quello finlandese. Il terzo motivo di ricorso censura il decreto d appello, per avere fondato la affermazione della propria giurisdizione sul fatto che la stessa ricorrente si era rivolta al Tribunale di Rieti per poi scoprire che questo non aveva giurisdizione ; in realtà la A. ha chiesto il 15 settembre 2006, nei tre mesi dal trasferimento dei figli, al giudice italiano la modifica del solo diritto di visita ai figli del padre, in ragione della ultrattività della residenza per tale tempo prevista nell art. 9 del citato Regolamento CE. Dopo oltre tre mesi dal cambio di residenza dei figli, il C. ad ottobre ha richiesto l affidamento esclusivo dei figli, sul quale poteva decidere solo l autorità giudiziaria finlandese e il decreto non giustifica la giurisdizione del giudice italiano. 45 Il quarto motivo di ricorso censura le carenze motivazionali del decreto in ordine alla circostanza in esso riportata che i giudici finlandesi avrebbero riconosciuto la giurisdizione dei giudici italiani, adottando solo provvedimenti urgenti e provvisori sugli incontri padre-figli, fino alla decisione dei giudici italiani. Il Tribunale di Helsinki con provvedimento del 5 novembre 2007 ha riconosciuto la prevenzione della controversia sul diritto di visita del padre ai figli, di cui alla domanda della madre, e ha provveduto su di esso provvisoriamente, nulla affermando in ordine al loro affidamento esclusivo al C., avendo su tale domanda giurisdizione il giudice finlandese, ai sensi dell art. 8 del Regolamento CE n. 2201/2003 e dovendo solo esso pronunciarsi sui diritti di visita accessori, ai sensi dell art. 9 dello stesso Regolamento La questione della mancata audizione dei minori nel procedimento di merito è dedotta nel quinto e sesto motivo del ricorso principale; anzitutto si denuncia violazione dell art. 12 della Convenzione di New York del 20 novembre 1989, ratificata in Italia con L. 27 maggio 1991, n. 176, dell art. 6 capo B della Convenzione europea sull esercizio dei diritti dei minori, aperta alla firma a Strasburgo il 25 gennaio 1996 e ratificata in Italia con L. 20 marzo 2003, n. 77, dell art. 23 del citato Regolamento CE n. 2001/2003, dell art. 155 sexies c.c., applicabile in via estensiva o almeno analogica al procedimento di modifica delle condizioni di separazione, nonchè degli artt. 3, 21 e 111 Cost.. Afferma la A. che la Corte d appello erroneamente non ha ascoltato i due minori, dei quali, nel corso del secondo grado, il primo, M., ha compiuto dodici anni, mentre l altro, Mi., pur avendo solo dieci anni, era dotato di capacità di discernimento, che avrebbe imposto la sua audizione ai sensi delle norme indicate, tenuto conto che il P.G. in data 6 luglio 2007 aveva chiesto che la Corte ai fini della richiesta modifica del regime di affidamento voglia procedere alla necessaria istruttoria, verificando anche tramite l audizione diretta dei minori, quale sia il regime di affidamento più adeguato alle esigenze dei medesimi e quale il più idoneo collocamento. Il quesito di diritto di cui all art. 366 bis c.c., è il seguente: dica la S.C. se il mancato ascolto nel procedimento dinanzi alla Corte d appello di Roma del minore C. M., che aveva compiuto 12 anni nel corso del secondo grado e il mancato ascolto del minore Mi. all epoca di dieci anni, e, comunque, il mancato accertamento della capacità di discernimento di quest ultimo ai fini dell ascolto da parte dell autorità giudiziaria italiana, possa essere considerato violazione del principio dell ascolto introdotto nell ordinamento dalle Convenzioni internazionali, che ne riconoscono la rilevanza di cui si è dedotta la violazione, oltre che della L. 15 gennaio 1994, n. 64, di ratifica della Convenzione dell Aja del 25 ottobre 1980 e dell art. 155 sexies c.c., applicabile in via estensiva o analogica anche alla modifica delle condizioni di separazione. A tale censura è connessa quella di cui al sesto motivo di ricorso, che lamenta l omessa motivazione sul punto della mancata audizione dei minori, in rapporto alla modifica del loro affidamento, così privandosi loro del diritto di manifestare le proprie ragioni in una vicenda essenziale per la loro vita Il settimo e ottavo motivo di ricorso censurano il decreto per insufficiente motivazione sul ribaltamento dello affidamento dei minori alla madre concordato nella separazione consensuale con l affidamento esclusivo al padre, senza considerare la volontà manifestata dai figli di voler vivere con la madre e il fatto che essi non avevano più rapporti con il padre e avevano sofferto di disturbi psichici alla ripresa dei rapporti con lui. Nell ottavo motivo, si deduce il carattere apodittico della presunta idoneità del padre a svolgere il compito di affidatario, con la esclusione immotivata che egli potesse assumere in futuro comportamenti pregiudizievoli ai figli, in rapporto alla modestia delle risultanze istruttorie del secondo grado. 56 Il nono e decimo motivo lamentano insufficiente motivazione del decreto in ordine all affermazione che i minori sarebbero stati inseriti in un ambiente a loro estraneo, risultando invece che essi dalla nascita avevano trascorso le vacanze in [OMISSIS] e in rapporto alla rilevata inidoneità della ricorrente a svolgere i compiti di affidataria, apoditticamente affermata, nonostante la donna avesse evidenziato la sua capacità di proteggere la prole anche dai comportamenti pregiudizievoli del padre. L undicesimo motivo del ricorso principale chiede che, con la cassazione del decreto, nella statuizione sull affidamento al padre, sia ripristinata l assegnazione della casa familiare alla madre, sotto il profilo dell insufficiente motivazione a base di entrambe le predette statuizioni della Corte di merito, mentre il dodicesimo motivo deduce erronea valutazione della condotta della ricorrente nella fattispecie, che avrebbe determinato la irrogazione della sanzione di Euro 5000,00, di cui all art. 709 ter c.p.c., per inadempimento delle condizioni concordate della separazione consensuale. 3. Nel controricorso, il C. deduce che i figli sono stati trasferiti definitivamente in [OMISSIS] non nel [OMISSIS] ma dopo l [OMISSIS] di quell anno, essendo stati fino a tale ultima data in [OMISSIS], a [OMISSIS], nella casa familiare. Non è applicabile L art. 9 del regolamento CE n del 2003 alla fattispecie, perché la residenza abituale dei minori alla data delle domande non era in [OMISSIS] e la norma citata disciplina la sola ipotesi di lecito trasferimento dei minori da uno ad altro Stato membro della U.E. e non il caso di illecita sottrazione dei minori, come il presente, per il quale la donna è stata condannata con decreto ai sensi dell art. 388 c.p.. L art. 12 del Regolamento n. 2201/2003 prevede inoltre il potere di decidere delle autorità giurisdizionali dello Stato membro, la cui giurisdizione sia stata accettata dalle parti, e nel caso entrambi i coniugi hanno adito il Tribunale di Rieti, da loro stessi riconosciuto competente. Il Tribunale di Helsinki, con sentenza del 5 novembre 2007, ha dichiarato competente a decidere su affidamento e diritto di visita dei figli dei coniugi A.- C., la Corte d appello di Roma già adita su tali questioni, risolvendo in favore di questa la litispendenza internazionale. In rapporto alle denunciate insufficienze motivazionali, il C. ritiene che la natura di decreto della decisione impugnata ne consente una motivazione sommaria, confermando che i minori non sono stati ascoltati, perchè la madre non li ha condotti in [OMISSIS], allorchè il Tribunale di Rieti li aveva convocati per due volte per tale audizione Il ricorso incidentale del C. censura il decreto di merito in primo luogo per violazione e falsa applicazione dell art. 155 c.c., commi 2 e 4, ai sensi dell art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per non avere la Corte d appello di Roma disposto, contestualmente all affido esclusivo dei figli al padre, la revoca del contributo posto a carico di questo per il loro mantenimento nella separazione consensuale omologata. Ad avviso del ricorrente incidentale, venuto a mancare l affidamento alla madre, consegue automatica la cessazione della causa dell attribuzione patrimoniale in favore di lei. Il quesito ai sensi dell art. 366 bis c.p.c. chiede a questa Corte di dire se, per quanto disposto dall art. 155 c.c., la revoca dell affidamento alla madre dei figli minori M. e Mi. e il contestuale loro affidamento al padre comporti quale necessaria conseguenza la revoca del contributo al mantenimento per i figli a carico del C. in favore della A., stabilito in sede di separazione consensuale Il secondo motivo di ricorso incidentale denuncia poi la motivazione contraddittoria del decreto impugnato, ai sensi dell art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per avere ritenuto 67 non esservi elementi di prova per porre a carico di controparte, quale genitore non affidatario, un contributo da corrispondere all affidatario per il mantenimento dei figli. Si deduce violazione dell art. 155 c.c., commi 2 e 4, per non avere il decreto imposto detto contributo a carico della madre, essendovi documentazione sufficiente per disporre tale contributo da parte della donna, come i documenti dal n. 35 al n. 42, allegati al fascicolo di parte, che fanno riferimento all attività di professore universitario della donna, come una delle ragioni giustificatrici del trasferimento ad [OMISSIS]. Se il ricorrente incidentale, autista, doveva contribuire al mantenimento dei figli con Euro 500,00 al mese, certamente la donna avrebbe potuto corrispondere allo stesso titolo una somma maggiore al padre dei minori I primi quattro motivi del ricorso principale, attinenti alla questione di giurisdizione sono infondati e da rigettare. Effettivamente il criterio di collegamento su cui si fonda il riparto di giurisdizione tra autorità giurisdizionali di Stati membri della U.E., in ordine alle decisioni sull affido e le modalità di visita a figli minori, in base all art. 8 del Regolamento CE n del 2003, è quello della residenza abituale del figlio, per il rapporto di prossimità del minore al giudice che deve decidere sulle modalità di vita di lui (su tale criterio cfr. S.U. 24 marzo 2006 n e 7 marzo 2005 n e sul principio di prossimità, utile per individuare il giudice territorialmente competente in rapporto all affidamento di minori, cfr. la recente S.U. 9 dicembre 2008 n ). La Corte d appello - si afferma nel ricorso principale - non avrebbe tenuto conto che i minori si erano trasferiti in [OMISSIS] dal [OMISSIS], prima dell inizio dell azione della A. per la modifica del diritto di visita del C. ai figli, per cui esattamente ella aveva adito il Tribunale di Rieti nel settembre successivo, cioè nei tre mesi dal mutamento di residenza abituale dei minori, come consentito dall art. 9 del Regolamento CE citato, che sancisce, per tale limitato periodo di tempo, la ultraattivita della preesistente residenza abituale dei minori, come criterio di collegamento per individuare tra le autorità giudiziarie degli Stati della U.E., quella avente giurisdizione in caso di trasferimento di uno dei coniugi con i figli in altro Stato membro della comunità. Peraltro, il concetto di residenza abituale dei minori, come centro di vita e di relazioni degli stessi, corrisponde a fatti accertabili dal solo giudice del merito la cui decisione non a censurabile per cassazione se motivatamente accertata, (Cass. 19 ottobre 2006 n e 10 ottobre 2003 n ): la Corte d appello ha ricostruito le circostanze relative alla vita di C.M. e Mi., evidenziando che essi avevano sempre vissuto a [OMISSIS] fino alla separazione dei genitori e solo nel [OMISSIS] erano stati condotti in [OMISSIS] dalla madre, che si era impegnata in sede di separazione a rimanere in [OMISSIS] e a risiedervi con i figli. Ad avviso dei giudici di merito, la A. aveva dedotto, nel ricorso introduttivo dell azione da lei iniziata dinanzi al Tribunale di Rieti nel settembre 2006 che, a quella data, ella aveva intenzione di trasferire la residenza propria e dei figli in [OMISSIS] e non che il trasferimento era già avvenuto. In sostanza, alla data di tale ricorso (5-15 settembre 2006), poteva presumersi sussistere ancora lo stabile rapporto dei minori con la casa familiare in [OMISSIS], la quale nel giugno precedente, con la omologazione, era stata assegnata alla madre, perchè continuasse a vivervi con i figli. 78 Alla data della domanda di modifica dell affidamento dei figli da parte del C. ([OMISSIS]), lo stesso, avendo appreso, dal ricorso della moglie per la prima volta la intenzione di lei di trasferirsi con i figli in [OMISSIS], ben poteva ritenere sussistere la giurisdizione del Tribunale di Rieti, ai sensi degli artt. 8 e 9 del Regolamento CE 2201/2003, potendo egli escludere, in base alle notizie fornite dalla controparte, che fossero già decorsi tre mesi dal cambio di residenza abituale dei minori, per cui egli pure poteva fruire della ultraattività della giurisdizione italiana di cui al citato art. 9 del Regolamento CE, facendo decorrere il termine trimestrale, per i principi del giusto processo e del contraddittorio, dalla intervenuta comunicazione a lui della mutata abituale residenza dei minori, ancora non avvenuta secondo le deduzioni del ricorso della A. all inizio del mese di [OMISSIS]. A tale conoscenza fa del resto chiaro riferimento l art. 10 del medesimo Regolamento CE, per il caso di illecito trasferimento all estero dei minori, che, per tale sua natura, deve presumersi non conosciuto da chi agisce per la modifica delle condizioni della separazione consensuale ex, artt. 711 e 710 c.p.c.. Correttamente quindi il C. ha chiesto al giudice italiano, l affidamento in via esclusiva dei figli M. e Mi., a rettifica di quanto concordato con la moglie nella separazione consensuale, nel termine di tre mesi dalla data in cui egli ha avuto consapevolezza del possibile trasferimento della residenza abituale dei minori in [OMISSIS], ai sensi dell art. 9 del Regolamento CE, indipendentemente dalla illiceità del mutamento della dimora abituale operato da controparte in violazione degli accordi di separazione, come accertato in sede penale. Se l autonomia dei due ricorsi delle parti, riuniti dal Tribunale di Rieti, esclude che la donna abbia accettato la giurisdizione del giudice italiano sulla domanda di affidamento esclusivo del C., sulla quale anzi ella ha sollevato subito l eccezione di difetto di giurisdizione, con conseguente inapplicabilità dell art. 12 del Regolamento per radicare i poteri cognitivi sulla domanda nel giudice italiano, certamente sussiste la connessione e litispendenza delle due cause riunite dinanzi al giudice italiano con quella di divorzio iniziata dal A. successivamente dinanzi al Tribunale di Helsinki, che ha espressamente riconosciuto detta connessione. L art. 19 del Regolamento CE più volte citato chiarisce che nei casi di litispendenza e/o connessione, l autorità giudiziaria adita successivamente, deve dichiarare la propria incompetenza a favore di quella investita della stessa questione o di questione connessa, anche se può emettere i provvedimenti urgenti di cui all art. 20 nell interesse dei minori. Nel caso, correttamente il Tribunale di Helsinki ha dato le disposizioni urgenti relative ai minori C., riconoscendo però la giurisdizione del giudice italiano preventivamente adito sull affidamento oggetto della domanda del padre e sul diritto di visita oggetto dell azione della madre, non potendosi accogliere la deduzione di cui al ricorso principale sulla differenza tra le questioni proposte ai due giudici dei diversi Stati membri, apparendo esse almeno strettamente connesse se non identiche in rapporto al carattere accessorio di esse nel processo di divorzio, con conseguente applicabilità della disciplina che precede, per cui competente è comunque il giudice adito per primo e quindi quello italiano. Se è vero che si è esattamente tenuto distinto il diritto di visita dall istituto dell affidamento, in rapporto al trasferimento all estero o al mancato rientro di minori, che non si ritengono sottratti illecitamente all altro genitore allorchè l allontanamento avviene ad opera dell affidatario con il quale i minori devono convivere come nel caso (Cass. 2 luglio 2007 n , 14 luglio 2006 n e 5 maggio 2006 n ), non è però contestato che tale mobilità internazionale e 89 mutabilità della residenza abituale, era stata convenzionalmente esclusa dai coniugi nelle condizioni da loro concordate della separazione, tanto che la ricorrente, come già detto, è stata anche condannata penalmente per mancata esecuzione dell accordo omologato dal Tribunale di Rieti e ai sensi dell art. 388 c.p.. Esattamente la Corte d appello ha qualificato illecito il mancato rientro dei minori in [OMISSIS], rilevando come il C. non avesse agito nella fattispecie in base alle Convenzioni dell Aja del 1970 e 1980, per ottenere il ritorno dei figli nella casa familiare, con il ripristino del suo diritto di visita a mezzo dell Autorità centrale di cui a tali accordi e ai sensi della L. 15 gennaio 1994, n. 64, di ratifica di essi, per cui la presente azione ha potuto continuare e non s è dovuta sospendere in attesa dell esito del procedimento di rientro dei figli (Cass. 15 ottobre 1997 n ). La rilevata violazione degli accordi di separazione, per effetto del trasferimento in [OMISSIS] della residenza propria e dei minori ad opera della madre, in rapporto alla giurisdizione, comporta l applicabilità dell art. 10 del Regolamento più volte citato, per cui resta competente a decidere della responsabilità genitoriale sui minori il giudice della pregressa residenza abituale dei minori fino alla data dell acquisizione della nuova residenza, finchè non sia decorso un anno da quando chi aveva diritto a chiedere il ripristino del diritto di visita o il rientro, ha avuto conoscenza del cambio di residenza, per cui, anche per tale profilo, va affermata la giurisdizione del giudice italiano, da confermare in questa sede, con il rigetto del ricorso principale sulla questione relativa. È infatti infondata anche la censura di cui al secondo motivo di ricorso principale, avendo esattamente la Corte di merito richiamato le citate Convenzioni de L Aja, ratificate con la legge n. 64 del 1994, per riaffermare la sua giurisdizione, anche se non in collegamento all art. 10 del Regolamento CE citato, essendo rilevante la circostanza che l A. si fosse rivolta al giudice italiano nel [OMISSIS], informando della sua intenzione di trasferirsi all estero solo in questa data e così rimettendo in termini il C. per proporre al giudice italiano la domanda di affidamento esclusivo (terzo motivo di ricorso), fermo restando il corretto richiamo alla decisione interlocutoria dei giudici finlandesi sui minori e alla litispendenza e connessione rilevata da costoro, che ancora una volta comporta il potere di decidere dei giudici italiani (quarto motivo) Il quinto e sesto motivo di ricorso sono da ritenere invece fondati nei limiti che seguono, in rapporto alla mancata audizione dei figli nel presente procedimento, destinato a regolare in via esclusiva o prevalente interessi primari degli stessi minori, anche se M. ha compiuto dodici anni nel periodo tra la riserva della decisione e la pubblicazione del decreto impugnato (marzo 2008), mancando in questo atto ogni pronuncia motivata, anche di rigetto, sulla richiesta del P.G. del luglio 2007 di audizione dei due adolescenti e di ulteriore istruzione della causa, prima di decidere sulla modifica dello affidamento esclusivo alla madre concordato a giugno del 2006, riconoscendolo in favore del solo padre nel luglio 2008 dopo soli due anni dalla precedente soluzione (sull obbligo di motivazione in ordine alla richiesta di audizione dei minori e al rigetto di essa, cfr. Cass. 23 luglio 2007 n. 6899). Invero i minori che, ad avviso di questa Corte non possono considerarsi parti del procedimento (in tal senso sembra, sia pure con aperture, Cass. 10 ottobre 2003 n ), sono stati esattamente ritenuti portatori di interessi contrapposti o diversi da quelli dei genitori, in sede di affidamento o di disciplina del diritto di visita del genitore non affidatario e, per tale profilo, qualificati parti in senso sostanziale (così C. Cost. 30 gennaio 2002 n. 1). Costituisce quindi violazione del principio del contraddittorio e dei principi del giusto processo il mancato ascolto dei minori oggetto di causa, censurato in questa sede, nella quale emergono chiari 910 gli interessi rilevanti dei minori che sono in gioco nella vertenza e avrebbero resa necessaria la loro audizione (sul rilievo di tali interessi per la denuncia del vizio processuale del mancato ascolto dei minori cfr. Cass. 12 giugno 2007 n e 18 giugno 2005 n , non rilevando i principi di insindacabilità della decisione di non procedere all ascolto dei minori, in caso di potenziale dannosità di essa per i soggetti non sentiti, di cui a Cass. 27 luglio 2007 n , in difetto di qualsiasi pronuncia dei giudici di merito in tal senso). L audizione dei minori che, nel procedimento per il mancato illecito rientro nella originaria residenza abituale, non è imposta per legge, in ragione del carattere urgente e meramente ripristinatorio della situazione di tale procedura (Cass. 4 aprile 2007 n e 19 dicembre 2003 n ), anche in tale procedura si è però ritenuta in genere opportuna, se possibile (Cass. 4 aprile 2007 n e la citata n del 2003). Tale audizione era prevista dall art. 12 della Convenzione sui diritti del fanciullo di New York del 1991 che ritiene sussistere, in caso di riconoscimento della capacità di discernimento del minore, il diritto di questo di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, dandogli la possibilità di essere ascoltato in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che lo riguarda. In base a tale norma sovranazionale l ascolto dei minori oggetto del procedimento nelle opposizioni allo stato di adottabilità si è ritenuto di regola necessario (Cass. 9 giugno 2005 n , 26 novembre 2004 n , 21 marzo 2003 n. 4124, 16 luglio 2000 n. 9802, tutte al seguito di Cass. 13 luglio 1997 n. 9802). L audizione dei minori nelle procedure giudiziarie che li riguardano e in ordine al loro affidamento ai genitori è divenuta comunque obbligatoria con l art. 6 della Convenzione di Strasburgo sullo esercizio dei diritti del fanciullo del 1996, ratificata con la legge n. 77 del 2003 (Cass. 16 aprile 2007 n e 18 marzo 2006 n. 6081), per cui ad essa deve procedersi, salvo che possa arrecare danno al minore stesso, come risulta dal testo della norma sovranazionale e dalla giurisprudenza di questa Corte (la citata Cass. n del 2007). La citata Convenzione di Strasburgo prevede che ogni decisione relativa ai minori indichi le fonti di informazioni da cui ha tratto le conclusioni che giustificano il provvedimento adottato anche in forma di decreto, nel quale deve tenersi conto della opinione espressa dai minori, previa informazione a costoro delle istanze dei genitori nei loro riguardi e consultandoli personalmente sulle eventuali statuizioni da emettere, salvo che l ascolto o l audizione siano dannosi per gli interessi superiori dei minori stessi (in tal senso Cass. ord. 26 aprile 2007 n e la giurisprudenza sopra richiamata). In conclusione, il quesito conclusivo del quinto motivo di ricorso può avere risposta positiva, in rapporto alla dedotta violazione dell art. 6 della Convenzione di Strasburgo, ratificata dalla legge n. 77 del 2003 e dell art. 155 sexies c.c., introdotto dalla L. 8 febbraio 2006, n. 54, dovendosi ritenere necessaria l audizione del minore del cui affidamento deve disporsi, salvo che tale ascolto possa essere in contrasto con i suoi interessi fondamentali e dovendosi motivare l eventuale assenza di discernimento dei minori che possa giustificarne l omesso ascolto, con conseguente fondatezza anche del sesto motivo d impugnazione nei limiti ora indicati e necessità di cassare l intero decreto in rapporto alla dedotta omissione dei giudici di merito. 1011 Neppure rileva in questa sede il tentativo del tribunale di Rieti di ascoltare i minori non andato a buon fine in un contesto nel quale però il primo giudice si è dichiarato incompetente a provvedere sull affido dei figli al padre Restano quindi assorbiti tutti gli altri motivi del ricorso principale e quello incidentale. Sarà il giudice del rinvio che potrà tenero conto se sussistente della volontà manifestata dai minori di rimanere a vivere con la madre (settimo motivo) e dovrà rivalutare l affermata idoneità del C. e essere affidatario dei figli (ottavo motivo). L esigenza di audizione dei due minori per interpellarli sul loro affidamento, in ordine al loro ambiente di vita in [OMISSIS] e in [OMISSIS] e sulla capacità della madre di esercitare la potestà genitoriale, comporta assorbimento anche del nono e decimo motivo di ricorso, in rapporto all assegnazione della casa familiare e all eventuale sanzione ai sensi dell art. 709 ter c.p.c., alla A., per inadempimento delle condizioni della separazione (undicesimo e dodicesimo motivo). Anche i due motivi di ricorso incidentale, in quanto relativi alla revoca del contributo al mantenimento dei figli a carico del padre, di cui alla separazione consensuale, e alla condanna della madre a contribuire al mantenimento dei figli, devono riservarsi al giudizio di rinvio, all esito dell istruttoria da compiere e previa valutazione dell interesse dei minori. 5. In conclusione questa Corte, riuniti i due ricorsi contro lo stesso decreto della Corte d appello di Roma, deve rigettare i primi quattro motivi di quello principale, confermando la giurisdizione del giudice italiano, e accogliere il quinto e sesto motivo, che censurano la omessa audizione immotivata dei due minori prima della modifica dell affidamento in favore del padre, con conseguente cassazione del decreto impugnato e assorbimento degli altri motivi della impugnazione principale e di quella incidentale e rinvio della presente causa ad altra sezione della stessa Corte d appello di Roma in diversa composizione, perchè si pronunci sulle domande delle parti, procedendo alla necessaria istruttoria e provvedendo su di esse e sulle spese del presente giudizio di cassazione. P.Q.M. La Corte rigetta i primi quattro motivi di ricorso della A. e, confermata la giurisdizione del giudice italiano, accoglie il quinto e sesto motivo della stessa impugnazione, dichiarando assorbiti i residui motivi di questa e quella incidentale del C.; cassa il decreto impugnato in relazione ai motivi accolti, e rinvia la causa alla Corte d appello di Roma in diversa composizione, perché si pronunci sulle domande delle parti, previa convocazione dei minori per la loro audizione, decidendo anche la disciplina delle spese del presente giudizio di legittimità. Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio delle Sezioni Unite civili della Corte Suprema di Cassazione, il 6 ottobre Depositato in Cancelleria il 21 ottobre Vedere altro
Corte di Cassazione, SS.UU. Civili, Sent. n. 22238 del 21 ottobre 2009, Pres. Carbone, Rel. Forte. Svolgimento del processo Il Tribunale di Rieti, con decreto del 17 aprile 2007, sui ricorsi riuniti del Dettagli SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I SENTENZA 13 GENNAIO 2014, N.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I SENTENZA 13 GENNAIO 2014, N. 487 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Dettagli SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI CIVILE. Ordinanza 2 dicembre 2010, n. 24526
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SESTA SEZIONE CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. Paolo VITTORIA Dott. Francesco Maria FIORETTI Dott. Francesco FELICBTTI Dott. Renato RORDORF Dott. Stefano Dettagli Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda
Modifica delle condizioni stabilite nella sentenza di divorzio La modifica decorre dal momento della proposizione della domanda Cassazione Sentenza n. 3922/2012 commento e testo Studio legale law In materia Dettagli LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Dott. Petti Giovanni Battista - Presidente - Dott. Spagna Musso Bruno - Consigliere - Dott. Vivaldi Roberta Dettagli *** IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE
«Minori: ricorre lo stato di abbandono quando la vita offerta al minore non è in grado di assicurargli un normale sviluppo psico-fisico» (Cassazione civile sez. I, 25 giugno 2014, numero: 14448) Minore- Dettagli Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 3 febbraio 26 marzo 2015, n. 6132 Presidente Forte Relatore Lamorgese Svolgimento del processo Alla fine
Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 3 febbraio 26 marzo 2015, n. 6132 Presidente Forte Relatore Lamorgese Svolgimento del processo Alla fine dell'unione tra P.M. e Pa.Mi., il Tribunale di Milano Dettagli ASSEGNO AL CONIUGE SEPARATO.
ASSEGNO AL CONIUGE SEPARATO. CASS. CIVILE, SEZ. I, 25 NOVEMBRE 2010, N. 23968. Non può disporsi la revoca dell'assegno di mantenimento senza la prova del miglioramento del tenore di vita dell'ex moglie Dettagli ANIMI Associazione Nazionale per l immigrazione PRESIDENZA
Anche la moglie ripudiata ha diritto al ricongiungimento familiare di Mario Pavone *** Un innovativa sentenza della Cassazione ha riconosciuto il diritto della moglie ripudiata,di religione islamica,ad Dettagli SEPARAZIONE DEI CONIUGI. PROVVEDIMENTI RELATIVI AI FIGLI
REPUBBLICA ITALIANA Ud. 18/10/12 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO R.G.N. 14094/2008 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DE RENZIS Alessandro - Presidente Dettagli ADOZIONE REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE
ADOZIONE CASS. CIV., SEZ. I, 12 GENNAIO 2010, N. 260 In materia di adozione del minore, non può ritenersi lesiva del diritto di difesa una dichiarazione di assenso del genitore biologico ad una forma di Dettagli Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile
REPUBBLICA ITALIANA Suprema Corte di Cassazione Sezione III sentenza 15 ottobre 2015, n. 20889 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Dettagli L AUDIZIONE DEL M INORE IL VALORE PROBATORIO DELLE DICHIARAZIONI
L AUDIZIONE DEL M INORE IL VALORE PROBATORIO DELLE DICHIARAZIONI SOMMARIO: 1. Il valore probatorio delle dichiarazioni del minore in ambito civile e, in particolare, nei procedimenti di separazione e divorzio Dettagli domiciliata in ROMA, VIA BARNABA TORTOLINI 13, presso l'avvocato
E inammissibile l'intervento del padre naturale nel giudizio di disconoscimento della paternità Cassazione civile sez. I 08 febbraio 2012 n. 1784 La Corte di Cassazione con questa recente sentenza (n. Dettagli LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SESTA SEZIONE CIVILE -1 ORDINANZA
18277/ 15 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SESTA SEZIONE CIVILE -1 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SALVATORE DI PALMA - Presidente - Oggetto *FALLIMENTO E ISTITUTI AFFINI Dott. RENATO BERNABAI Dettagli CORTE D APPELLO DI MILANO. Sezione delle Persone, dei Minori e della Famiglia. Dott.ssa Anna Maria Paganoni
N. 826/07R. R. Vol. G. CORTE D APPELLO DI MILANO Sezione delle Persone, dei Minori e della Famiglia La Corte, riunita in camera di consiglio nelle persone dei signori Dott.ssa Anna Maria Paganoni Dott. Dettagli --www.minoriefamiglia.it -
&RUWHGLFDVVD]LRQHSULPDVH]LRQHFLYLOHVHQWHQ]DQGHOO 6YROJLPHQWRGHOSURFHVVR P.G. in data 27 settembre 2000, con il consenso della moglie, chiese al Tribunale per i minorenni di Roma l autorizzazione ad inserire Dettagli Cass. civ. Sez. II, Sent., 25/02/2014, n. 4489 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE
Cass. civ. Sez. II, Sent., 25/02/2014, n. 4489 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. TRIOLA Dettagli SEPARAZIONE E DIVORZIO
CARLO GUGLIELMO IZZO con la collaborazione di ADRIANO IZZO, ANDREA FALZONE, VALERIO CIONI SEPARAZIONE E DIVORZIO Cacucci Editore - Bari 2009 INDICE Capitolo Primo Il procedimento di separazione giudiziale Dettagli Svolgimento del processo
Suprema Corte di Cassazione I^ Sezione civile Sentenza n. 285 Del 27 settembre 2004 10 gennaio 2005 Svolgimento del processo M. M. convenne in giudizio innanzi al Tribunale di Latina G. I., lo Scau e l Dettagli Dal punto di vista tecnico, però, la nuova disciplina è subito apparsa mal formulata.
Il decreto del Tribunale per i minorenni che provvede sul mantenimento dei figli naturali è titolo per iscrivere ipoteca. Commento al Decreto del Tribunale di Bologna del 29 giugno 2012. La legge n. 54/20006 Dettagli Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria
Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria n. 11/12 A. Repubblica Italiana In nome del popolo italiano Il tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, riunito in camera di consiglio, con l intervento Dettagli ASSEGNO ALL'EX CONIUGE. ACCERTAMENTO REDDITI E PATRIMONIO
ASSEGNO ALL'EX CONIUGE. ACCERTAMENTO REDDITI E PATRIMONIO DELLE PARTI CASS. CIV., SEZ. I, 4 NOVEMBRE 2010, N. 22501. In tema di scioglimento del matrimonio, nella disciplina dettata dall'art. 5 l. n. 898/70, Dettagli La Corte d appello di Bari ha affrontato due questioni interpretative, Sotto il primo profilo, ha affermato che il reclamo alla Corte
La Corte d appello di Bari ha affrontato due questioni interpretative, l una processuale e l altra sostanziale. Sotto il primo profilo, ha affermato che il reclamo alla Corte d appello avverso le ordinanze Dettagli IN NOME DEL POPOLO ITALIANO SEZIONE LAVORO SENTENZA I.N.A.I.L - ISTITUTO NAZIONALE PER L'ASSICURAZIONE
AULA 'A' F. d t C V. r 04354. _d MAR. 2015 c. 4.45 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Oggetto LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE R.G.N. 305742011 SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 SENTENZA 26566/2013
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 SENTENZA 26566/2013 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI PALMA Salvatore Dettagli Corte di cassazione - Sezione I civile - Sentenza 31 marzo 2011 n. 7504
Pagina 1 di 9 Non basta la mera disponibilità dei nonni a prendersi cura dei nipoti per scongiurarne l'adozione se non è provata la presenza di "rapporti significativi" Sommario: 1) Breve commento alla Dettagli SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Sentenza 16 luglio 5 novembre 2015, n. 22627 Svolgimento del processo 1. La Corte d Appello di Milano, con la sentenza n. 1018/14, depositata il 6 novembre 2014, Dettagli Suprema Corte di Cassazione. sezione lavoro. sentenza 5 maggio 2014, n. 9582 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 5 maggio 2014, n. 9582 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dettagli Art. 54 decreto legge
Art. 342 c.p.c. Forma dell appello L appello si propone con citazione contenente l esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell impugnazione nonché le indicazioni prescritte nell articolo Dettagli LA CORTE D'APPELLO DI LECCE SEZIONE PROMISCUA
LA CORTE D'APPELLO DI LECCE SEZIONE PROMISCUA riunita in Camera di Consiglio, e composta dai seguenti magistrati : Dott. ROSA CASABUR I PRESIDENTE Dott. FAUSTA PALAZZO CONSIGLIERE Dott. MAURIZIO PETRELLI Dettagli Separazione cointestazione del conto corrente Sentenza n. 19115/2012 commento e testo
Separazione cointestazione del conto corrente Sentenza n. 19115/2012 commento e testo Studio legale law.it La documentazione in possesso della banca può dimostrare il contrario Nel corso di un giudizio Dettagli L aspra conflittualità tra i coniugi non impedisce l affidamento condiviso del figlio minore. Cassazione civile, sez. I, sentenza 31.03.2014, n.
L aspra conflittualità tra i coniugi non impedisce l affidamento condiviso del figlio minore Cassazione civile, sez. I, sentenza 31.03.2014, n. 7477 Il caso è quello di due genitori - in rapporti fortemente Dettagli Cass. civ. Sez. III, Sent., 30-03-2011, n. 7222
Cass. civ. Sez. III, Sent., 30-03-2011, n. 7222 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI NANNI Dettagli Cass. civ. Sez. I, 1 luglio 2015, n. 13506.
Il giudice può delegare i servizi sociali ad intervenire nella vita familiare ma non può imporre ai genitori di effettuare percorsi psicoterapeutici o di sostegno alla genitorialità Cass. civ. Sez. I, Dettagli TRATTATO DELLA SEPARAZIONE E DIVORZIO
TRATTATO DELLA SEPARAZIONE E DIVORZIO Tomo II La normativa processuale A cura di Michele Angelo Lupoi Indice Capitolo I Separazione e divorzio: quale modello procedimentale? di Michele Angelo Lupoi 1. Dettagli Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile
Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile Sentenza 11 dicembre 2013, n. 27651 Integrale Lavoro ed occupazione - licenziamento - individuale REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA Dettagli Quotidiano d'informazione giuridica - n.3201del 19.04.2011 - Direttore Alessandro Buralli - Note legali - Pubblicità - Aiuto
1 of 5 19/04/11 16.47 Quotidiano d'informazione giuridica - n.3201del 19.04.2011 - Direttore Alessandro Buralli - Note legali - Pubblicità - Aiuto Affido condiviso va negato se genitore minaccia di portare Dettagli CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 13 gennaio 2015, n. 344
CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 13 gennaio 2015, n. 344 Svolgimento del processo La Corte d'appello di Milano, in riforma della sentenza di primo grado (che aveva dichiarato illegittimo il licenziamento Dettagli IL TRIBUNALE DI BOLOGNA PRIMA SEZIONE CIVILE composto dai magistrati
IL TRIBUNALE DI BOLOGNA PRIMA SEZIONE CIVILE composto dai magistrati Dr. Rosario Ziniti presidente Dr. Antonio Costanzo giudice rel. Dr. Cinzia Gamberini giudice ha pronunciato il seguente DECRETO nel Dettagli Condominio, servitù di parcheggio, acquisto, formula generale, trasferimento automatico. Cassazione Civile, sez. II, sentenza 24/08/2015 n 17075
Condominio, servitù di parcheggio, acquisto, formula generale, trasferimento automatico Cassazione Civile, sez. II, sentenza 24/08/2015 n 17075 SE LA SERVITÙ NEL CASO DI SPECIE L USO DEL POSTO AUTO A ROTAZIONE Dettagli Cass. civ. Sez. VI, 14 ottobre 2014, n. 21633
Primi passi nell interpretazione dei rapporti tra tribunale per i minorenni e tribunale ordinario secondo il nuovo art.38 delle disposizioni di attuazione del codice civile Cass. civ. Sez. VI, 14 ottobre Dettagli Corte di Cassazione - copia non ufficiale
Civile Sent. Sez. L Num. 21 Anno 2016 Presidente: VENUTI PIETRO Relatore: CAVALLARO LUIGI Data pubblicazione: 04/01/2016 SENTENZA sul ricorso 10020-2014 proposto da: FRATELLI CASALEGNO S.R.L. P.I. 06762430012, Dettagli Interessi legittimi: è l'evento dannoso il presupposto essenziale del risarcimento ( Cassazione, SS.UU. civile, sentenza 24.09.2004 n.
Interessi legittimi: è l'evento dannoso il presupposto essenziale del risarcimento ( Cassazione, SS.UU. civile, sentenza 24.09.2004 n. 19200 ) La lesione di un interesse legittimo, al pari di quella di Dettagli Una corsa contro il tempo per decidere in tre gradi (più uno) i ricorsi contro il licenziamento
Una corsa contro il tempo per decidere in tre gradi (più uno) i ricorsi contro il licenziamento di Pierluigi Rausei * La Sezione III del Capo III del DDL, contenente gli artt. da 16 a 21 del DDL, è interamente Dettagli SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I CIVILE. Sentenza 6 giugno - 8 settembre 2014, n. 18873 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I CIVILE Sentenza 6 giugno - 8 settembre 2014, n. 18873 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta Dettagli Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n.20658/2005 (Presidente: V. Mileo; Relatore: V. Nobile) LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n.20658/2005 (Presidente: V. Mileo; Relatore: V. Nobile) LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO SENTENZA SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con sentenza Dettagli INTERESSE DEL MINORE ED ATTRIBUZIONE DEL COGNOME PATERNO
INTERESSE DEL MINORE ED ATTRIBUZIONE DEL COGNOME PATERNO Il tribunale per i minorenni, considerato che il minore Tizietto, di sette anni, già riconosciuto dalla madre Caia, era stato successivamente riconosciuto Dettagli Ordine di demolizione di opere abusive del giudice penale
Ordine di demolizione di opere abusive del giudice penale CONSIGLIO DI STATO, SEZ. VI sentenza 24 novembre 2015 n. 5324 (sull insussistenza dell obbligo per il Comune di eseguire in via amministrativa Dettagli «La divulgazione di immagini in un processo, se irrilevante per il giudizio, comporta. Integra violazione della normativa sulla riservatezza
«La divulgazione di immagini in un processo, se irrilevante per il giudizio, comporta una violazione delle norme sulla riservatezza» (Cassazione civile sez. III, 11 settembre 2014, n.19172) persona fisica Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE
/h (I 373 96 /14 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VINCENZO ROMIS Dott. GIACOMO FOTI Dott. Dettagli ADOZIONE LEGITTIMANTE.
ADOZIONE LEGITTIMANTE. CASS. CIV., SEZ. I, 14 FEBBRAIO 2011, N. 3572. In tema di adozione legittimante, l'art. 6 l. n. 184/83 pone il principio conformatore dell'istituto secondo il quale tale adozione Dettagli SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I CIVILE. Sentenza 29 settembre - 11 novembre 2010, n. 22909. Svolgimento del processo
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I CIVILE Sentenza 29 settembre - 11 novembre 2010, n. 22909 Svolgimento del processo Il Tribunale di Benevento con sentenza del 15 settembre 2004 condannava i coniugi Dettagli IN NOME DEL POPOLO ITALIANO PRIMA SEZIONE CIVILE. Dott. LOREDANA NAllICONE - Rel. Consigliere - SENTENZA
-691 14 115 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE PRIMA SEZIONE CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Oggetto Opposizione a dichiarazione di fallimento. Dettagli Numero 12 /2012 Il danno morale non può essere liquidato quale quota parte del danno biologico
Numero 12 /2012 Il danno morale non può essere liquidato quale quota parte del danno biologico La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5230/2012, ha stabilito che nei giudizi risarcitori Dettagli Suprema Corte di Cassazione. sezione lavoro. sentenza 24 aprile 2014, n. 9301
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 24 aprile 2014, n. 9301 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. Dettagli Anche il promotore finanziario è soggetto a fallimento Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 18.12.2012 n 23384 commento e testo
Anche il promotore finanziario è soggetto a fallimento Cassazione civile, sez. VI, ordinanza 18.12.2012 n 23384 commento e testo (Leonardo Serra) Altalex.it Con l'ordinanza 18 dicembre 2012, n. 23383 la Dettagli Tribunale Civile e Penale di Bologna. Seconda Sezione Civile
Tribunale Civile e Penale di Bologna Seconda Sezione Civile Verbale dell udienza del 20 gennaio 2015 della causa iscritta al numero affari contenziosi del 2013, pendente del ruolo generale degli tra A. Dettagli Cass. civ. Sez. III, Sent., 30 07 2015, n. 16181 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VIVALDI Roberta Presidente Dott. ARMANO Uliana rel. Consigliere Dott. FRASCA Raffaele Consigliere Dott. SCARANO Luigi Alessandro Consigliere Dott. D'AMICO Dettagli CORTE DI APPELLO DI CATANIA SEZIONE DELLA PERSONA E DELLA FAMIGLIA. dott. Antonella Giuliana MAGNAVITA
CORTE DI APPELLO DI CATANIA SEZIONE DELLA PERSONA E DELLA FAMIGLIA Riunita in camera di consiglio e composta dai signori magistrati: dott. Tommaso FRANCOLA Presidente dott. Antonella Giuliana MAGNAVITA Dettagli TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^ IL GIUDICE ISTRUTTORE
TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^ IL GIUDICE ISTRUTTORE Esaminati gli atti del procedimento iscritto al n. 344/2007 R.G., sciogliendo la riserva che precede; OSSERVA Va, innanzitutto, Dettagli N.1670/07 Reg. Ricorsi Civili N. Cron. Il Tribunale per i Minorenni di Bari, riunito in camera di consiglio nelle persone dei signori:
Mod. 6 TRIBUNALE PER I MINORENNI DI BARI N.1670/07 Reg. Ricorsi Civili N. Cron. Il Tribunale per i Minorenni di Bari, riunito in camera di consiglio nelle persone dei signori: 1) Dr. Valeria Montaruli Dettagli Affido condiviso di Maria Elena Bagnato. Altalex.it
Affido condiviso di Maria Elena Bagnato Altalex.it In virtù dell istituto dell affidamento condiviso la potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori che assumono, di comune accordo, le decisioni Dettagli INDICE-SOMMARIO CAPITOLO II I PRESUPPOSTI PROCESSUALI E LA FASE PRESIDENZIALE. Sezione I Giurisdizione e competenza
CAPITOLO I SEPARAZIONE E DIVORZIO: UN MODELLO PROCESSUALE UNITARIO 1. Premessa. Le ragioni di una scelta....................... 1 2. Matrimonio, separazione, divorzio: il legame tra società e diritto, Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott.
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. LUCCIOLI Maria Gabriella - Presidente Dott. BERNARDI Dettagli ====================== TRIBUNALE PER I MINORENNI DI NAPOLI In nome del popolo italiano
/RUGLQDQ]DVHQWHQ]DODSULPDGHO7ULEXQDOHSHULPLQRUHQQLGL1DSROLFKHDIIURQWDLOSUREOHPDGHOOD FRPSHQ]D GHO JLXGLFH PLQRULOH LQ WHPD GL DIILGR FRQGLYLVR q VWDWD UHGDWWD GDO 3UHVLGHQWH 9LFDULR GU 6HUHQD %DWWLPHOOLHG Dettagli TITOLO I - DIRITTO DEL MINORE ALLA PROPRIA FAMIGLIA
Legge 28 marzo 2001, n. 149 "Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, recante «Disciplina dell adozione e dell affidamento dei minori», nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile" pubblicata Dettagli A001031 FONDAZIONE INSIEME onlus. FAMIGLIA LEGGE REGOLATRICE DEI RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONIUGI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO
A001031, 1 A001031 FONDAZIONE INSIEME onlus. FAMIGLIA LEGGE REGOLATRICE DEI RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONIUGI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO Importante sentenza della Corte di cassazione, con cui la Dettagli Corte di Cassazione - copia non ufficiale
Civile Sent. Sez. L Num. 19259 Anno 2013 Presidente: VIDIRI GUIDO Relatore: FILABOZZI ANTONIO Data pubblicazione: 20/08/2013 SENTENZA sul ricorso 1859-2011 proposto da: CAZZOLA CARLO CZZCRL46A14D969V, Dettagli REPUBBLICA ITALIANA Ud. 30/09/08 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO R.G.N. 5130/2005 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE 8481/2005 SEZIONE LAVORO Composta dagli
REPUBBLICA ITALIANA Ud. 30/09/08 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO R.G.N. 5130/2005 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE 8481/2005 SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MERCURIO Ettore Presidente Dettagli CONTRO. ha pronunciato la seguente ORDINANZA
IL TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI MILANO SEZIONE IX CIVILE composto dai sigg.ri Magistrati: Dott. Ezio SINISCALCHI Presidente Dott. Anna Maria GERLI Giudice Dott. Anna BONFILIO Giudice rel. nel procedimento Dettagli =================== IL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI CATANIA
Il presente provvedimento costituisce una delle prime decisioni da parte di un tribunale per i minorenni sulle questioni economiche relativamente ai figli di genitori non coniugati dopo la nota ordinanza Dettagli CORTE DI CASSAZIONE Sentenza 03 ottobre 2013, n. 22613
CORTE DI CASSAZIONE Sentenza 03 ottobre 2013, n. 22613 Svolgimento del processo Il Tribunale di Monza, a seguito di una complessa istruttoria, accoglieva solo parzialmente la domanda di A.F., già dipendente Dettagli Venerdì 04 Febbraio 2011 14:04 - Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Marzo 2011 17:03
Cassazione Penale, Sez. 4, 03 febbraio 2011, n. 4106 - Datore di lavoro in senso giuslavoristico e prevenzi Cassazione Penale, Sez. 4, 03 febbraio 2011, n. 4106 - Datore di lavoro in senso giuslavoristico Dettagli Corte di Cassazione - copia non ufficiale
Civile Sent. Sez. L Num. 18416 Anno 2013 Presidente: STILE PAOLO Relatore: VENUTI PIETRO Data pubblicazione: 01/08/2013 SENTENZA sul ricorso 19852-2011 proposto da: CASONI ALESSANDRO, GIANNETTI LUIGI, Dettagli Corte di Cassazione, Sezione 1 civile. Sentenza 10 maggio 2012, n. 7162
www.lex24.ilsole24ore.com Corte di Cassazione, Sezione 1 civile Sentenza 10 maggio 2012, n. 7162 Integrale - Condominio negli edifici - Amministratore - Attribuzioni - Riscossione contributi ed erogazione Dettagli Rifiuti Novità - Rapporti obbligatori derivanti da negozi- Giurisdizione esclusiva A.G.A. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
T.A.R. Lazio, Roma, sez. I, 01.04.09, n. 3482 Rifiuti Novità - Rapporti obbligatori derivanti da negozi- Giurisdizione esclusiva A.G.A. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Dettagli PROVVEDIMENTI RELATIVI AI FIGLI. ASSEGNO DI MANTENIMENTO.
PROVVEDIMENTI RELATIVI AI FIGLI. ASSEGNO DI MANTENIMENTO. CASS. CIV., SEZ. I, 3 GENNAIO 2011, N. 18. L'assegno di mantenimento in favore del figlio va versato anche quando l'attività di lavoro precaria Dettagli Fatto SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Archivio selezionato: Sentenze Cassazione civile Autorità: Cassazione civile sez. lav. Data: 22/11/2010 Numero: 23638 Classificazioni: LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) - Autonomia o subordinazione (differenza Dettagli L AFFIDAMENTO DEI FIGLI NATURALI. Fondamento e criteri di applicazione.
L AFFIDAMENTO DEI FIGLI NATURALI. Fondamento e criteri di applicazione. di Carmelo Padalino SOMMARIO: 1. Presupposto immanente. 2. Proposte di modifica. 3. Profili processuali. 1. Presupposto immanente. Dettagli 101 professionisti.it
Gli atti dispositivi del fideiussore successivi all'apertura di credito e alla prestazione della fideiussione sono soggetti ad azione revocatoria in base al solo requisito soggettivo della consapevolezza Dettagli Nota a Cassazione, sez. lavoro, n. 9925 del 5 maggio 2011 Pres. Lamorgese; Rel. Stile; LA GENERICA MOTIVAZIONE DEL RECESSO EQUIVALE ALLA MATERIALE
Roma, 26 novembre 2013 n. 31 Da: Il Quotidiano IPSOA News Area Lavoro & Previdenza 22.11.13 Licenziamento, obbligo di repechage e onere della prova La vicenda riguarda il licenziamento di un dipendente Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE TERZA SEZIONE CIVILE
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE TERZA SEZIONE CIVILE ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso 2366-2008 proposto da: M. F. elettivamente domiciliato Dettagli IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO
Sent/Ord. 865/2013 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO Rappresentata ai sensi dell art.5 della legge 21 luglio2000 n. 205 dal Dettagli quale non sussistevano le eccepite limitazioni all'impugnazione della sentenza impugnata, in quanto
Condominio: il condizionatore troppo rumoroso deve essere rimosso Cassazione civile, sez. II, sentenza 10.11.2009 n. 23807 (Giuseppe Mommo) Il condizionatore che è causa di immissioni intollerabili (superiori Dettagli DISEGNO DI LEGGE N. 2805S DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RICONOSCIMENTO DEI FIGLI NATURALI
DISEGNO DI LEGGE N. 2805S DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RICONOSCIMENTO DEI FIGLI NATURALI Art. 1. (Disposizioni in materia di filiazione) 1. L articolo 74 del codice civile è sostituito dal seguente: «Art. Dettagli Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile
Corte di Cassazione Sezione Lavoro civile Sentenza 15 settembre 2014 n. 19400 Integrale Lavoro e occupazione - Licenziamento individuale - Periodo di comporto - Superamento Tempestivita - Valutazione - Dettagli REPUBBLICA ITALIANA CORTE DI APPELLO DI POTENZA SEZIONE CIVILE IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
REPUBBLICA ITALIANA CORTE DI APPELLO DI POTENZA SEZIONE CIVILE IN NOME DEL POPOLO ITALIANO La Corte, riunita in camera di consiglio in persona dei magistrati - dott. Ettore NESTI presidente - dott. Rocco Dettagli Tirocinio forense: ampia discrezionalità del CdO nel valutare i contenuti del libretto di pratica T.R.G.A., Bolzano 16.03.2004 n.
Tirocinio forense: ampia discrezionalità del CdO nel valutare i contenuti del libretto di pratica T.R.G.A., Bolzano 16.03.2004 n. 138 Il TAR Bolzano ha ritenuto legittimo il diniego di rilascio del certificato Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE
DANNO NON PATRIMONIALE A TITOLO EREDITARIO. CASS. CIV., SEZ. III, 14 DICEMBRE 2010, N. 25264. Non hanno diritto al risarcimento del danno non patrimoniale a titolo ereditario i parenti della vittima di Dettagli Cassazione. I Civile sentenza n. 9633/2015
Cassazione. I Civile sentenza n. 9633/2015 La sentenza della Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 3 febbraio 12 maggio 2015, n. 9633 Presidente Forte Relatore De Chiara Svolgimento del processo. Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO. (Sezione Seconda Ter) ha pronunciato la seguente
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO (Sezione Seconda Ter) ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. 7485/2007 proposto da Ecologica Dettagli Cassazione penale sez.vi sent. n.6597.
Cassazione penale sez.vi sent. n.6597. LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DE ROBERTO Giovanni - Presidente - Dott. GARRIBBA Tito - Consigliere Dettagli A cura di Sonia Lazzini
In un appalto di servizi, qualora la cauzione provvisoria non venga accompagnata dall impegno del fideiussiore, in caso di aggiudicazione, ad emettere la successiva cauzione definitiva, come richiesto Dettagli Buoni postali e comunione legale. Corte App. Catania, sentenza 13 novembre 2014 (Pres. Zappia, est. Rita Russo)
Buoni postali e comunione legale Corte App. Catania, sentenza 13 novembre 2014 (Pres. Zappia, est. Rita Russo) BUONI POSTALI COMUNIONE LEGALE APPLICABILITÀ DELL ART. 177 COMMA I C.C. - SUSSISTE I buoni Dettagli 2016 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back