Source: http://www.tidona.com/pubblicazioni/ottobre05_2.htm
Timestamp: 2018-01-22 16:30:50+00:00
Document Index: 145857884

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3']

1 - Direttiva 2003/124/Ce in esecuzione della Direttiva 2003/6/Ce per quanto riguarda la definizione e comunicazione al pubblico delle informazioni privilegiate e la definizione di manipolazione del mercato.
2 - Direttiva 2003/125/Ce in esecuzione della Direttiva 2003/6/Ce per quanto riguarda la corretta presentazione delle raccomandazioni di investimento e la comunicazione al pubblico di conflitti di interesse.
3 - Regolamento 2273/2003 in esecuzione della Direttiva 2003/6/Ce per quanto riguarda la deroga per i programmi di riacquisto di azioni proprie e per le operazioni di stabilizzazione di strumenti finanziari.
4 - Direttiva 2004/72/Ce in esecuzione della Direttiva 2003/6/Ce per quanto riguarda la definizione di informazione privilegiata in relazione agli strumenti derivati su merci, l’istituzione di un registro delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate, la notifica delle operazioni effettuate da persone che esercitano responsabilità di direzione e la segnalazione di operazioni sospette.
Per quanto riguarda il carattere della precisione la Direttiva europea interviene su un'altra disposizione europeista, la Direttiva 89/592/Cee la quale introdusse il carattere della precisione allo scopo di distinguere la informazione così tracciata dal rumors di mercato; il metodo e lo scopo sono comunque differenti, basti pensare che la Direttiva 2003/124/Ce è stata emanata sulla base della c.d. procedura Lamfallussy e come tale in un rapporto di stretta collaborazione con gli operatori di mercato attraverso l’ausilio del comitato Cesr.
Il carattere della ragionevolezza, mediante il quale l’investitore si basa per discernere il contenuto dell’informazione, è fondamentale. Orbene è logico supporre che non tutti gli investitori hanno il medesimo connotato di ragionevolezza, come pure di stile. Se il privato non dispone delle metodologie necessarie, l’istituzionale ne fa ampio e profuso utilizzo. Può in altri termini tracciarsi un profilo erga omnes di investitore o il veicolo attraverso cui passano il carattere della precisione e della necessità di influire sull’andamento dei prezzi dev’essere considerato potenzialmente aleatorio perché difficile da staticizzare, se non con l’ausilio della tecnica e della scienza a disposizione dei ciascuno? Si direbbe di no, tuttavia il mercato ha conosciuto situazioni nelle quali l’informazione di mercato, circolata sotto forma di rumors ha influenzato i privati investitori e lasciato invece apatici gli istituzionali con ciò dovendosi tracciare, per assurdo, la consapevolezza che non esiste una fonte professionale accreditata di sfruttamento di informazione privilegiata e il fatto che la stessa vada a vantaggio di una categoria più che di un'altra, è smentibile nella prassi, come tale risulta difficile valutare se sia o meno possibile che un informazione privilegiata abbia influenzato il pubblico dei risparmiatori possedendo veramente il carattere della precisione, laddove altrettanto non abbia fatto con gli investitori istituzionali.
A norma dell’articolo 7 della Direttiva 2003/6/Ce: “La presente direttiva non si applica alle operazioni attinenti alla politica monetaria, alla politica dei cambi o alla gestione del debito pubblico effettuate da uno Stato membro, dal Sistema europeo di banche centrali, da una Banca centrale nazionale o da qualsiasi altro organismo ufficialmente designato, ovvero da qualsiasi persona che agisca per conto degli stessi. Gli Stati membri possono estendere detta esclusione ai loro Stati federati o ad autorità locali analoghe per quanto attiene alla gestione del debito pubblico di questi ultimi”. L’art. 8 prosegue : “I divieti imposti dalla presente direttiva non si applicano né alle negoziazioni di azioni proprie effettuate nell'ambito di programmi di riacquisto di azioni proprie né alle operazioni di stabilizzazione di uno strumento finanziario, a condizione che tali negoziazioni si svolgano in conformità delle disposizioni di applicazione adottate secondo la procedura di cui all'articolo 17, paragrafo 2”.
Oltre ai già richiamati art. 6 e 7 della Direttiva 2003/6/Ce in coordinamento con l’art. 3 della Direttiva 2003/124/Ce esaminati nel paragrafo precedente, è bene sottolineare anche il contenuto, sempre con riferimento alla Direttiva 2003/6/Ce dell’art. 1, comma 2° , lett. A) inerente alla manipolazione di mercato: “a meno che la persona che ha compiuto le operazioni o che ha conferito gli ordini di compravendita dimostri che le sue motivazioni per compiere tali operazioni o ordini sono legittime e che dette operazioni o ordini sono conformi alle prassi di mercato ammesse sul mercato regolamentato in questione”, nonché il comma 3° dell’art. 2: “Il presente articolo non si applica alle operazioni effettuate per garantire l'esecuzione di un obbligo di acquisizione o di cessione di strumenti finanziari diventato esigibile quando quest'obbligo risulta da un accordo concluso prima che la persona interessata fosse in possesso di un'informazione privilegiata” e i considerando n. 31, 32 e 33[11].
Comunica informazioni privilegiate a un'altra persona, salvo che ciò avvenga nell’ambito del normale esercizio del proprio lavoro, della propria professione o delle proprie funzioni (art. 3)[16]
Raccomanda ad un'altra persona di acquisire o cedere o induce un'altra persona ad acquisire o cedere, in base ad informazioni privilegiate, strumenti finanziari a cui tali informazioni si riferiscono (art. 3)
[2] (25) I moderni mezzi di comunicazione permettono di garantire una maggiore equità nell'accesso alle informazioni finanziarie tra i professionisti dei mercati finanziari e gli investitori individuali, ma accentuano anche il rischio che si diffondano informazioni false ovvero fuorvianti.
(27) Gli operatori del mercato dovrebbero contribuire alla prevenzione degli abusi di mercato e adottare disposizioni strutturali intese a prevenire e identificare pratiche di manipolazione del mercato. Tali disposizioni possono includere la trasparenza delle operazioni effettuate, la piena divulgazione degli accordi sulla regolamentazione dei prezzi, un sistema corretto di raggruppamento degli ordini, l'introduzione di un efficace sistema relativo all'individuazione di ordini atipici, sistemi sufficientemente solidi per la fissazione dei prezzi di riferimento degli strumenti finanziari e la trasparenza delle regole sulla sospensione delle operazioni
[4] (43) Nell'esercizio delle proprie competenze di attuazione, a norma della presente direttiva, la Commissione dovrebbe rispettare i seguenti principi:
— la necessità di proporre agli investitori un'ampia gamma di investimenti competitivi e di proporre loro un livello di informazione e di tutela adeguato alle loro circostanze,
— la necessità di favorire l'innovazione nei mercati finanziari affinché essi possano essere dinamici ed
— la necessità di garantire l'integrità del mercato attraverso un monitoraggio attento e reattivo dell'innovazione finanziaria,
— l'importanza di ridurre il costo del capitale e di migliorare l'accesso al medesimo,
— l'equilibrio tra costi e benefici sul lungo periodo per i partecipanti del mercato (incluse le PMI e i piccoli
— la necessità di stimolare la competitività internazionale dei mercati finanziari dell'UE, senza pregiudicare
l'estensione alquanto necessaria della cooperazione internazionale,
indebitamente l'omogeneità del mercato unico,
— la necessità di garantire la coerenza con gli altri atti legislativi dell'UE in questo settore, poiché squilibri
nell'informazione e la mancanza di trasparenza potrebbero pregiudicare il funzionamento dei mercati e soprattutto danneggiare i consumatori e i piccoli investitori.
1) «informazione privilegiata», un'informazione che ha un carattere preciso, che non è stata resa pubblica e che concerne, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti di strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari, che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari ovvero sui prezzi di strumenti finanziari derivati connessi.
In relazione agli strumenti derivati su merci, si intende per «informazione privilegiata» un'informazione che ha un carattere preciso, che non è stata resa pubblica e che concerne, direttamente o indirettamente, uno o più strumenti derivati siffatti, e che gli utenti dei mercati su cui tali strumenti derivati sono negoziati si aspetterebbero di ricevere conformemente a prassi di mercato ammesse in tali mercati.
Nel caso delle persone incaricate dell'esecuzione di ordini relativi a strumenti finanziari, per «informazione privilegiata» si intende anche l'informazione trasmessa da un cliente e concernente gli ordini del cliente in attesa di evasione, che ha un carattere preciso e che concerne, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti di strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari, che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari ovvero sui prezzi di strumenti finanziari derivati connessi;
[8] 1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2003/6/CE, si
applicano l'articolo 102, paragrafo 1, e l'articolo 103 della direttiva 2001/34/CE(3) del Parlamento europeo e del Consiglio.
[9] 1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 2003/6/CE, gli interessi legittimi possono riferirsi in particolare alle circostanze di cui al successivo elenco non esaustivo:
b) alle decisioni adottate o ai contratti conclusi dall'organo direttivo di un emittente la cui efficacia sia subordinata all'approvazione di un altro organo dell'emittente, qualora la struttura dell'emittente preveda la separazione tra i due organi, a condizione che la comunicazione al pubblico dell'informazione prima dell'approvazione, combinata con il simultaneo annuncio che l'approvazione è ancora in corso, possa compromettere la corretta valutazione dell'informazione da
2. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 2003/6/CE, gli Stati membri
impongono agli emittenti di controllare l'accesso alle informazioni privilegiate, al fine di assicurarne la riservatezza. In particolare gli Stati membri assicurano che:
emittenti abbiano l'obbligo di far apparire sul loro sito Internet, per un periodo adeguato, tutte le informazioni privilegiate che sono tenuti a rendere pubbliche.
2. Un emittente può, sotto la propria responsabilità, ritardare la divulgazione al pubblico di informazioni privilegiate di cui al paragrafo 1, al fine di non pregiudicare i suoi legittimi interessi, a condizione che tale omissione non possa fuorviare il pubblico e che l'emittente sia in grado di assicurare la riservatezza
delle informazioni stesse. Gli Stati membri possono esigere che l'emittente informi senza indugio l'autorità competente della decisione di ritardare la divulgazione al pubblico di informazioni privilegiate.
3. Gli Stati membri dispongono che qualora un emittente, o una persona che agisca in suo nome o per suo conto, divulghi, nel normale esercizio del proprio lavoro o della propria professione o nell'adempimento delle proprie funzioni, qualsiasi informazione privilegiata ad un terzo ai sensi dell'articolo 3, lettera a), detto emittente abbia l'obbligo di dare integrale ed efficace divulgazione al pubblico di tale informazione, simultaneamente in caso di divulgazione intenzionale, tempestivamente in caso di divulgazione non intenzionale. Le disposizioni di cui al primo comma non si applicano qualora la persona che riceve l'informazione sia soggetta ad un obbligo di riservatezza, sia esso legale, regolamentare, statutario
loro nome o per loro conto aggiornano regolarmente tale registro e lo trasmettono all'autorità competente ogniqualvolta quest'ultima lo richieda.
4. Le persone che esercitano responsabilità di direzione all'interno di un emittente di strumenti finanziari e, se del caso, le persone legate strettamente ad esse, notificano all'autorità competente l'esistenza di operazioni effettuate per loro conto attinenti ad azioni emesse da tale emittente o a strumenti derivati
— le modalità tecniche per l'adeguata divulgazione al pubblico delle informazioni privilegiate di cui ai paragrafi 1 e 3,
— le modalità tecniche volte a favorire un approccio comune nell'attuazione del paragrafo 2, seconda frase,
— le categorie di persone e le caratteristiche di un'operazione, inclusa la dimensione, che comportano l'obbligo di divulgazione di cui al paragrafo 4 e le modalità tecniche di divulgazione all'autorità competente,
— le modalità tecniche applicabili alle varie categorie di persone di cui al paragrafo 5 per la corretta presentazione delle ricerche e di altre informazioni che raccomandano una strategia di investimento e per la divulgazione dell'esistenza di interessi specifici o di conflitti di interesse di cui al paragrafo 5. Tali modalità tengono conto delle norme, comprese quelle di autoregolamentazione, che disciplinano la professione di giornalista,
— le modalità tecniche in base alle quali le persone di cui al paragrafo 9 devono notificare all'autorità competente.
[12] Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, punto 2, lettera a), della direttiva 2003/6/CE, fatti salvi gli esempi di cui all'articolo 1, punto 2, secondo comma, gli Stati membri assicurano che i partecipanti al mercato e le autorità competenti, al momento di esaminare le operazioni o gli ordini di compravendita, tengano conto delle indicazioni di cui al successivo elenco non esaustivo, le quali non devono essere considerate come costituenti di per sé una manipolazione di mercato:
[13] Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, punto 2, lettera b), della direttiva 2003/6/CE, fatti salvi gli esempi di cui all'articolo 1, punto 2, secondo comma, gli Stati membri assicurano che i partecipanti al mercato e le autorità competenti, al momento di esaminare le operazioni o gli ordini di compravendita, tengano conto delle indicazioni di cui al successivo elenco non esaustivo, le quali non devono essere considerate come costituenti di per sé una manipolazione di mercato:
— che forniscano, o siano suscettibili di fornire, indicazioni false ovvero fuorvianti in merito all'offerta, alla
— che consentano, tramite l'azione di una o di più persone che agiscono in collaborazione, di fissare il prezzo di mercato di uno o più strumenti finanziari ad un livello anormale o artificiale,
posizione dominante sulla offerta o sulla domanda di uno strumento finanziario che abbia l'effetto di
— l'acquisto o la vendita di strumenti finanziari alla chiusura del mercato con l'effetto di ingannare gli
— l'avvantaggiarsi di un accesso occasionale o regolare ai mezzi di informazione tradizionali o elettronici
diffondendo una valutazione su uno strumento finanziario (o indirettamente sul suo emittente) dopo aver precedentemente preso posizione su quello strumento finanziario, beneficiando di conseguenza dell'impatto della valutazione diffusa sul prezzo di detto strumento, senza aver allo stesso tempo comunicato al pubblico, in modo corretto ed efficace, l'esistenza di tale conflitto di interessi.
[16] Gli Stati membri vietano alle persone soggette ai divieti di cui all'articolo 2:
[19] Fatte salve le competenze delle autorità giudiziarie, ogni Stato membro designa un'unica autorità amministrativa competente a vigilare sull'applicazione delle disposizioni adottate ai sensi della presente direttiva.
[20] 1. All'autorità competente sono conferiti tutti i poteri di vigilanza e di indagine necessari per l'esercizio delle sue funzioni. Essa esercita tali poteri:
[21] Il segreto professionale si applica a tutte le persone che prestano o hanno prestato la loro attività per l'autorità competente o per qualsiasi autorità o organismo di mercato cui l'autorità competente ha delegato i suoi poteri, compresi i revisori e gli esperti incaricati da detta autorità. Le informazioni coperte dal segreto professionale non possono essere divulgate ad alcuna altra persona o autorità se non in forza di disposizioni di legge.