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Timestamp: 2019-11-18 08:45:58+00:00
Document Index: 103185562

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 39', 'art. 40', 'art. 347', 'art. 350']

D.P.R. N°462 DEL 22 OTTOBRE 2001
COMPETENZA DI PROGETTISTA ED INSTALLATORE
I RISCHI AMBIENTALI E SANITARI LEGATI ALL'USO DEL "PCB"
LEGGE 31 DICEMBRE 2001 N°463
LEGGE N°626/94
D.P.R. N°462 DEL 22 OTTOBRE 2001:
E' entrato in vigore il 23 Gennaio 2002 il D.P.R. del 22 Ottobre 2001 n. 462 che indica nuove procedure per la denuncia degli impianti di terra, degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche e degli impianti elettrici nei luoghi con pericolo d'esplosione (ex modelli A, B, C).
Entro 30 gg. dalla messa in servizio dell'impianto elettrico il datore di lavoro deve inviare copia della dichiarazione di conformità rilasciata dall'impresa installatrice redatta secondo quanto indicato dalla Legge 46/90 (esclusi gli allegati) a:
ISPESL o all'AUSL (Unità Operativa Impiantistica Antinfortunistica) per i dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche e per l'impianto di terra;
AUSL (Unità Operativa Impiantistica Antinfortunistica) per gli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione.
Il datore di lavoro deve effettuare regolare manutenzione e deve richiedere una verifica all'AUSL, oppure ad organismi abilitati che saranno individuati dal Ministero delle attività produttive:
Ogni due anni per gli impianti di terra e per i dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche nei cantieri, nei locali medici, nei luoghi a maggior rischio in caso d'incendio e per gli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione;
Ogni cinque anni per gli impianti di terra e per i dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche negli altri luoghi.
gli allievi degli istituti di istruzione e di laboratori-scuole nei quali si faccia uso di macchine, attrezzature, utensili ed apparecchi in genere.
COMPETENZA DI PROGETTISTA ED INSTALLATORE:
Progettista ed installatore:
Il progetto deve contenere tutte le informazioni necessarie per eseguire l'impianto; se il progetto è carente da questo punto di vista l'installatore può rifiutare il progetto e richiedere documentazione adeguata
Un installatore deve eseguire l'impianto come previsto dal progetto; può apportare soltanto modifiche non significative, ad esempio spostare il punto di installazione di una presa o aumentare il numero di prese.
Se il progetto contiene errori che siano evidenti, in base alla preparazione che è lecito attendersi dall'installatore, questi è tenuto a segnalarli al committente. Se il progettista non cambia il progetto, l'installatore può rifiutarsi di eseguire l'impianto. Se esegue ugualmente i lavori ne diventa corresponsabile.
Installatore: responsabilità civile e penale
Se l'impianto eseguito provoca un danno alle cose perché non è stato realizzato a regola d'arte, l'installatore ne risponde civilmente (paga i danni) senza limiti di tempo.
Se l'impianto eseguito provoca un danno alle persone (infortunio) perché non è stato realizzato a regola d'arte, l'installatore ne risponde penalmente (reato) e civilmente senza limiti di tempo.
E' stata recentemente pubblicata la seconda edizione della Guida CEI 0-2 "Guida per la definizione della documentazione di progetto degli impianti elettrici" la cui principale novità riguarda l'introduzione di tre livelli di progetto (preliminare, definitivo ed esecutivo) per tenere conto della Legge 109/4 e successive modifiche (in particolare il DPR 554/99).
Tale suddivisione è obbligatoria solo nei lavori pubblici, in tutti gli altri casi il progetto può articolarsi su due livelli mentre per gli impianti più semplici è sufficiente un unico progetto.
Tutti gli impianti elettrici nei locali medici sono soggetti a progettazione obbligatoria ai sensi della legge 46/90 e del DPR 447/91, art. 4.1 c).
Dal primo settembre 2001 agli impianti elettrici nei locali medici Studio Dentistici non si applica più la norma CEI 64-4 ma la nuova sezione 710 della norma CEI 64-8.
Con la nuova norma, lo studio dentistico è un locale medico di gruppo 1, cioè un locale dove si utilizzano apparecchi elettromedicali con parti applicate; diventa locale medico di gruppo 2 solo se costituisce un ambulatori chirurgico.
I RISCHI AMBIENTALI E SANITARI LEGATI ALL'USO DEL "PCB":
Stime attendibili del Ministero dell'Ambiente indicano in circa 500.000 quintali le rimanenze di PCB ancora presenti sul territorio nazionale, con oltre 80.000 trasformatori contaminati tuttora in esercizio.
La disposizione legislativa che attualmente disciplina lo smaltimento o la decontaminazione degli apparati elettrici contenenti PCB è il DLgs 22/5/99 n. 209 il quale, secondo l'art. 5, i PCB, gli oli contaminati da PCB e gli apparecchi che li contengono devono essere smaltiti o decontaminati entro:
il 31/12/2010, se contengono PCB in quantità superiore allo 0,05% (500 ppm);
la "fine vita operativa", se contengono PCB in quantità comprese tra lo 0,005% e lo 0,05% (tra 50 ppm e 500 ppm).
Gli apparati contenenti oli contaminati con PCB in quantità compresa tra 50 ppm e 500 ppm possono perciò essere mantenuti in esercizio fino al termine della loro vita operativa (anche dopo il 2010).
Per i trasformatori, sono stati introdotti ulteriori vincoli.
LEGGE 31 DICEMBRE 2001 N°463:
La legge 31 Dicembre 2001 n. 463 contiene proroghe dei termini in riferimento a:
Adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendio per le strutture ricettive esistenti con oltre 25 posti letto (prorogato al 31 Dicembre 2004).
Entrata in vigore del D.P.R. 6 Giugno 2001 n. 380 testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (prorogato al 30 Giugno 2003)
Con l'entrata in vigore del decreto 6 giugno 2001 n. 380, gli impianti di rivelazione incendio ricadono nell'ambito di applicazione della legge 46/90 anche per gli edifici "non civili", quindi per installare un impianto di rivelazione incendio in un ambiente di lavoro è necessario possedere i requisiti dell'art. 1 legge 46/90 lettera g).
La dichiarazione di conformità dell'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche, ai sensi della legge 46/90, è richiesta per il momento solo per gli edifici civili; sarà estesa a tutte le strutture dopo l'entrata in vigore del Testo Unico sull'edilizia (prevista per il 30 Giugno 2003).
L'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche va fatto per tutte le strutture non autoprotette, indipendentemente dal DPR 547/55.
L'obbligo della denuncia discende dal DPR 547/55 e precisamente dall'art. 36, dall'art. 39 e dall'art. 40 i quali si riferiscono alla fulminazione diretta. La denuncia in questione non riguarda quindi i dispositivi di protezione contro le sovratensioni (SPD).
LEGGE N°626/94:
E' responsabilità del datore di lavoro formare ed informare il personale sui rischi dell'attività specifica (DLgs 626/94) e dunque accertarsi che il personale che esegue i lavori elettrici conosca le misure di sicurezza da applicare secondo le norme CEI 11-48 e CEI 11-27.
La recente norma CEI 11-27/1 precisa le diverse qualifiche (PEI-PES-PAV), le caratteristiche delle persone adatte ad eseguire i lavori elettrici e ciò che dovrebbero sapere.
Per lavoro elettrico si intende un'attività lavorativa svolta su, o in vicinanza di, parti attive accessibili (le manovre sugli impianti elettrici non costituiscono un lavoro elettrico).
Secondo l'art. 347 del DPR 547/55 "nei lavori in condizioni di particolare pericolo su macchine, apparecchi o conduttori elettrici la cui esecuzione sia affidata ad un solo lavoratore, deve essere presente anche un'altra persona".
L'art. 350 dello stesso decreto aggiunge "Al governo delle officine e cabine elettriche presidiate devono essere adibiti almeno due lavoratori ogni qual volta la presenza di uno solo sia insufficiente o pregiudizievole per la sicurezza personale, in relazione all'ubicazione o alle speciali condizioni delle installazioni o alla particolare pericolosità delle manovre od operazioni di esercizio".