Source: https://www.personaedanno.it/articolo/il-genitore-non-versa-in-modo-integrale-l-assegno-di-mantenimento-quid-iuris-cass-pen-26993-19
Timestamp: 2020-05-28 18:16:12+00:00
Document Index: 4105155

Matched Legal Cases: ['art. 570', 'art. 570', 'sentenza ', 'art. 570', 'art. 570', 'art. 570', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 570', 'art. 570', 'sentenza ', 'art. 570']

Il genitore non versa in modo integrale l’assegno di mantenimento: quid iuris? – Cass. pen. 26993/19
Diritto, procedura, esecuzione penale - Reato - Annalisa Gasparre - 31/10/2019
Padre condannato con il beneficio della sospensione condizionale della pena per aver fatto mancare i mezzi di sussistenza al figlio minore. Nella fattispecie si trattava del’omesso versamento dell’assegno di mantenimento dovuto al figlio da parte del genitore convivente non coniugato.
L’imputato ha censurato il provvedimento impugnato osservando che vi sono stati parziali versamenti dell’assegno di mantenimento, oltre aver pagato le rate del mutuo gravante sull’immobile adibito ad abitazione della convivente e del figlio, oltre che delle spese condominiali. Secondo il ricorrente tali pagamenti escluderebbero la sussistenza dello stato di bisogno del figlio minore, al quale non sono mai mancati i mezzi di sussistenza.
La Corte ha accolto il ricorso osservando che, ai fini dell’integrazione dell’elemento oggettivo del reato, è necessario verificare che al minore siano mancati i necessari mezzi di sussistenza.
Se è fuori discussione che il reato sussiste anche quando uno dei genitori ometta integralmente la prestazione dei mezzi di sussistenza in favore dei figli minori o inabili, ed al mantenimento della prole provveda in via sussidiaria l’altro genitore, nella diversa ipotesi in cui vi sia stata, invece, una parziale contribuzione, è necessario verificare se al figlio minore siano venuti a mancare i mezzi di sussistenza, per effetto della suddivisione del relativo onere economico che grava su entrambi i genitori.
La Corte ricorda che la violazione dell’obbligo di assistenza per integrare il reato di cui all’art. 570 c.p., comma 2, deve essere tale da avere fatto mancare i mezzi di sussistenza al minore, e che diversamente dal delitto di omesso versamento dell’assegno periodico per il mantenimento, l’educazione e l’istruzione dei figli, previsto dall’art. 570 bis c.p., non ricorre solo per effetto del mancato versamento integrale dell’assegno di mantenimento determinato in sede civile.
Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 14 maggio – 18 giugno 2019, n. 26993 - Presidente Paoloni – Relatore Amoroso
2. Tramite il proprio difensore di fiducia, ha proposto ricorso L.F. articolando i motivi di seguito indicati. 2.1. Con il primo motivo si deduce cumulativamente la violazione di legge in relazione all’art. 570 c.p., e vizio della motivazione per illogicità e contraddittorietà, perché i parziali versamenti dell’assegno di mantenimento, insieme al pagamento delle rate del mutuo gravante sull’immobile adibito ad abitazione della convivente e del figlio, oltre che delle spese condominiali, escluderebbero la sussistenza dello stato di bisogno del figlio minore, al quale non sono mai mancati i mezzi di sussistenza, sul rilievo dell’errata affermazione da parte del giudice dell’appello che la ex convivente, sig.ra R. , ed il figlio avrebbero usufruito dell’abitazione per soli due mesi, a fronte della loro permanenza in quella abitazione per tre anni successivi alla cessazione della convivenza. 2.2. Con il secondo motivo si deduce la violazione di legge ed il vizio della motivazione in riferimento al mancato accertamento se a seguito del versamento di un assegno di mantenimento di cifra minore rispetto a quella fissata dal giudice al figlio siano mancati i mezzi di sussistenza, avendo il ricorrente versato la rata di mutuo di circa 550 Euro al mese oltre alle spese condominiali pari ad Euro 280 a bimestre, fino alla vendita dell’immobile intervenuta nel febbraio del 2013 in coincidenza della decisione del tribunale per i minorenni che poneva a carico del ricorrente un assegno mensile di Euro 350 per il mantenimento del figlio, provvedendo a versare somme ridotte a causa del suo stato di disoccupazione di circa 200/250 Euro al mese. 2.3. Con il terzo motivo si deduce la violazione di legge ed il vizio della motivazione in riferimento alla ritenuta nullità della rinuncia al credito del figlio per gli omessi versamenti degli importi dovuti a titolo di mantenimento, sul rilievo che trattandosi di un credito maturato relativo alle prestazioni non corrisposte e non anche alle prestazioni future, si deve ritenere rinunciabile da parte della madre, che fa valere un diritto di credito personale, dovendosi ritenere valido l’atto di conciliazione del 15.12.2015 con la conseguente richiesta di revoca della provvisionale concessa per l’importo di 200 Euro al mese e per 14 mesi dal maggio 2012 al giugno 2013, e delle altre statuizioni civili. 2.4. Con il quarto motivo si deduce la violazione di legge ed il vizio della motivazione in riferimento alla mancata concessione delle attenuanti generiche, al diniego del beneficio della non menzione.
Si deve rammentare che la violazione dell’obbligo di assistenza per integrare il reato di cui all’art. 570 c.p., comma 2, deve essere tale da avere fatto mancare i mezzi di sussistenza al minore, e che diversamente dal delitto di omesso versamento dell’assegno periodico per il mantenimento, l’educazione e l’istruzione dei figli, previsto dall’art. 570 bis c.p., non ricorre solo per effetto del mancato versamento integrale dell’assegno di mantenimento determinato in sede civile. Nella sentenza di appello è stato erroneamente ritenuto abrogato il reato previsto dalla L. 8 febbraio 2006, n. 54, art. 3, per effetto dell’entrata in vigore del D.Lgs. 1 marzo 2018, n. 21, che ha introdotto l’art. 570 bis c.p., con la conseguente pronuncia assolutoria per il reato contestato al capo
2. Si deve al contrario ribadire, secondo quanto già affermato da questa Corte, che vi è continuità normativa tra la fattispecie predetta e quella ora prevista dall’art. 570 bis c.p., configurabile anche in caso di violazione degli obblighi di natura patrimoniale stabiliti nei confronti di figli minori nati da genitori non legati da vincolo formale di matrimonio (Sez. 6, n. 55744, 24/10/2018, Rv. 274943). Sebbene tale errore non sia più emendabile per effetto della mancata impugnazione da parte del pubblico ministero della sentenza di assoluzione pronunciata con riferimento al capo 2, rispetto al capo 1 il conseguente annullamento impone che il giudice del rinvio rivaluti la rilevanza penale dei presupposti dell’omessa contribuzione al mantenimento del figlio, tenendo conto del diverso periodo temporale oggetto della contestazione sub capo 1, compreso tra il mese di maggio 2012 ed il mese di febbraio 2013, in relazione alla condotta sanzionata dall’art. 570 c.p., comma 2, e quindi della ricorrenza dello stato di bisogno, nel senso che l’omessa assistenza deve avere avuto l’effetto di far mancare i mezzi di sussistenza, che comprendono quanto è necessario per la sopravvivenza, situazione che non si identifica né con l’obbligo di mantenimento né con quello alimentare, aventi una portata più ampia, e tenuto conto della suddivisione del relativo onere che grava su entrambi i genitori, in proporzione alle rispettive capacità economiche.