Source: https://renatodisa.com/tag/relatore-marotta-caterina/
Timestamp: 2018-10-17 02:54:17+00:00
Document Index: 3312873

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 35', 'art.13', 'sentenza ']

Relatore MAROTTA Caterina Archivi - Avvocato Renato D'Isa
Relatore MAROTTA Caterina
Home/Tag: Relatore MAROTTA Caterina
E’ illegittimo il licenziamento del lavoratore che registra le conversazione dei colleghi (alle quali partecipa) e fa anche dei filmati all’insaputa di questi, se non diffonde i dati ma li raccoglie in vista di un eventuale procedimento giudiziario
Corte di Cassazione, sezione lavoro, Sentenza 10 maggio 2018, n. 11322 Le massime estrapolate E' illegittimo il licenziamento del lavoratore che registra le conversazione dei colleghi (alle quali partecipa) e [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-06-11T11:28:14+00:0011 giugno 2018|Cassazione civile 2018, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Diritto|0 Commenti
La colf e badante non può pretendere il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato dalla beneficiaria della prestazione se il contratto è stato sottoscritto da altro soggetto.
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 20 aprile 2018, n. 9900. La colf e badante non può pretendere il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato dalla beneficiaria della prestazione se [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-05-24T12:02:00+00:0024 maggio 2018|Cassazione civile 2018, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Diritto|0 Commenti
In materia di rapporto di lavoro dirigenziale le garanzie procedimentali dettate dalla L. 20 maggio 1970, n. 300, articolo 7, commi 2 e 3, in quanto espressione di un principio di generale garanzia fondamentale, trovano applicazione anche nell’ipotesi del licenziamento di un dirigente
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 26 marzo 2018, n. 7426. In materia di rapporto di lavoro dirigenziale, ferma l'insussistenza di una piena coincidenza tra le ragioni di licenziamento di [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-04-16T12:44:53+00:0019 aprile 2018|Cassazione civile 2018, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Diritto|0 Commenti
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-01-12T08:30:22+00:0012 gennaio 2018|Cassazione civile 2017, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza 30 giugno 2017, n. 16295
Perché un licenziamento collettivo possa considerarsi legittimo è necessario che il datore non solo indichi i soggetti con cui recedere il rapporto, ma anche i criteri di selezione. In caso [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2017-08-01T14:09:57+00:001 agosto 2017|Cassazione civile 2017, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Il giudizio di proporzionalità tra violazioni contestate e provvedimenti adottati dal datore di lavoro si sostanzia nell’apprezzamento della gravità dell’inadempimento del lavoratore nonché dell’adeguatezza della sanzione da compiersi attraverso la valutazione non solo delle circostanze oggettive, ma anche delle modalità soggettive della condotta in quanto incidenti sulla determinazione della gravità della trasgressione e, quindi, della legittimità della sanzione. Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 4 aprile 2016, n. 6442.
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 4 aprile 2016, n. 6442 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE L Composta [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-04-20T15:37:55+00:0020 aprile 2016|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 5 febbraio 2016, n. 2366. Se l’imputazione dalla quale viene prosciolto il dipendente della Pa non riguardava fatti inerenti lo svolgimento della funzione pubblica, non scatta l’obbligo dell’amministrazione di appartenenza di rimborsare le spese legali sostenute per la difesa nel processo
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 5 febbraio 2016, n. 2366 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE L Composta [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-03-18T12:46:44+00:0018 marzo 2016|Cassazione civile 2016, Contratti - Obbligazioni, Contratti tipici, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Mandato, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 23 febbraio 2016, n. 3545. In tema di riconoscimento del proprio diritto a percepire l’indennizzo ai sensi della legge n. 210/1992 in conseguenza della patologia (“cerebellite immunoimmediata con lieve ritardo delle acquisizioni psicomotoria”) contratta a seguito di vaccinazioni (antipolio, anti DTP, antiepatite B e antimorbillosa)
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 23 febbraio 2016, n. 3545 Fatto e diritto 1 - Considerato che è stata depositata relazione del seguente contenuto: “Con ricorso al Tribunale, [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-03-02T12:48:39+00:002 marzo 2016|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 2 novembre 2015, n. 22379. In caso di demansionamento con condanna del datore di lavoro al pagamento delle differenze retributive conseguenti al riconoscimento del superiore inquadramento, il connesso versamento contributivo è interamente dovuto dal datore di lavoro, anche per quanto attiene alla quota di contributi a carico del lavoratore, ai sensi dell’art. 23 della Legge n. 218 del 1952, posto che il ritardo nel versamento dei contributi è addebitabile alla responsabilità del datore di lavoro, a meno che quest’ultimo non dimostri che tale ritardo non sia ad esso in alcun modo imputabile
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 2 novembre 2015, n. 22379 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE L Composta [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-11-19T19:19:05+00:0019 novembre 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 17 settembre 2015, n. 18276. In materia di compensazione delle spese legali, l’obbligo del Giudice di dare conto delle ragioni della compensazione totale o parziale delle stesse dovrà ritenersi assolto, oltre che in presenza di argomenti specificamente riferiti a detta statuizione, anche allorché le argomentazioni svolte per la statuizione di merito contengano in sé considerazioni giuridiche o di fatto idonee a giustificare le regolazione delle spese adottata
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI - L ordinanza 17 settembre 2015, n. 18276 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-11-19T18:42:39+00:0019 novembre 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 13 ottobre 2015, n. 20585. In tema di contributi previdenziali, l’obbligo relativo alle somme aggiuntive che il datore di lavoro è tenuto a versare in caso di omesso o tardivo pagamento dei contributi medesimi
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-06-05T18:18:47+00:0028 ottobre 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 2 luglio 2015, n. 13630. Il requisito della incollocazione al lavoro – e, attualmente, il requisito del mancato svolgimento di attività lavorativa, previsto dallaart. 35, comma 1, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, che ha sostituito il testo dell’art.13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, – rappresenta, al pari del requisito della ridotta capacità lavorativa e del requisito reddituale, un elemento costitutivo del diritto all’assegno di invalidità civile, la cui dalla L. 30 marzo 1971, n. 118, artt. 12 e 13 il requisito economico ed il requisito dell’incollocazione integrano (diversamente dal requisito reddituale in relazione alle prestazioni pensionistiche dell’I.N.P.S.) non già una mera condizione di erogabilità della prestazione ma , al pari del requisito sanitario, un elemento costitutivo della pretesa – la cui prova è a carico del soggetto richiedente la prestazione
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 2 luglio 2015, n. 13630 Fatto e diritto «Con sentenza n. 1405/2011 depositata in data 28 settembre 2011, la Corte di appello di [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-07-07T11:50:48+00:007 luglio 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti