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Timestamp: 2020-04-02 10:28:35+00:00
Document Index: 111030232

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2416', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 4', 'art.4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 9']

Legge Regionale della Regione Toscana 28 gennaio 1994 n. 13
Disciplina dei rapporti tra le cooperative sociali e gli enti pubblici che operano nell'ambito regionale
Art.2 - Modalità di raccordo fra attività delle coop.sociali e attività degli enti pubblici.
Art.3 - Albo regionale
Art.5 - Procedura per l'iscrizione all'albo regionale
Art.6 - Revisione dell'albo
Art.7 - Cancellazione dall'albo
Art.8 - Parere ai sensi dell'articolo 11, comma 5, del D. Lgs. C.P.S. 14 dicembre 1947, n. 1577
Art.9 - Convenzione tipo
Art.10 - Criteri per la selezione delle coop.sociali e consorzi con cui stipulare le convenz.
Art.11 - Incentivi alla sperimentazione
Art.12 - Sistema informativo
Art.13 - Partecipazione a corsi di aggiornamento
Art.14 - Commissione regionale per la cooperazione sociale
Art.15 - Compiti della Commissione
Art.16 - Norma transitoria
Art.17 - Abrogazioni
Legge regionale della regione Toscana 28 gennaio 1994 n. 13 Disciplina dei rapporti tra le Cooperative sociali..
1. In attuazione dell'articolo 9, comma 1, della legge 8 novembre 1991 n. 381 "Disciplina delle cooperative sociali", la Regione Toscana riconosce e valorizza il ruolo delle cooperative sociali che operano con carattere di mutualità per la promozione umana e l'integrazione sociale dei cittadini, attraverso la gestione di servizi socio sanitari ed educativi, ovvero che operano con lo svolgimento di attività diverse - agricole, artigianali, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate.
2. La presente legge detta norme per la disciplina dei rapporti tra Enti pubblici e cooperative sociali, per il sostegno e lo sviluppo delle medesime, nonché per la partecipazione delle stesse all'attività di programmazione della Regione.
Art. 2 - Modalità di raccordo fra attività delle cooperative sociali e attività degli enti pubblici. Partecipazi..
..one ad attività di programmazione.
1. Il piano regionale di assistenza sociale (P.R.A.S.) di cui all'articolo 8 della legge regionale 2 settembre 1992, n. 42 "Esercizio delle funzioni in materia di assistenza sociale" definisce specifiche previsioni circa l'apporto delle cooperative sociali al perseguimento delle finalità della Regione nel settore delle politiche sociali, indicando attività e servizi la cui gestione richiede una organizzazione di tipo imprenditoriale. Indica altresì le modalità di raccordo delle cooperative con le attività dei servizi socio sanitari ed educativi di competenza degli enti pubblici presenti nel territorio regionale.
2. Il P.R.A.S. assicura altresì la partecipazione delle cooperative sociali alle attività di programmazione dei servizi sociali disciplinari della legge regionale 2 settembre 1992, n. 42.
3. Gli altri piani regionali di indirizzo, di cui all'articolo 7 della legge regionale 9 giugno 1992, n. 26 "Prima attuazione dell'articolo 48 dello Statuto", prevedono, ove occorra, norme di raccordo con l'attività svolta dalle cooperative sociali.
1. Per i fini di cui art. 1, comma 2, è istituito l'albo regionale delle cooperative sociali e dei loro consorzi che hanno sede legale nel territorio della Regione, l'iscrizione al quale è necessaria per la stipula di convenzioni tra le cooperative, i consorzi e gli enti pubblici che operano in ambito regionale.
2. L'albo regionale di cui al comma 1 è suddiviso in tre sezioni così distinte:
b)sezione B, nella quale sono iscritte le cooperative che svolgono attività agricole, artigianali, industriali, commerciali e di servizi, finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate;
c)sezione C, nella quale sono iscritti consorzi costituiti come società cooperative la cui base sociale è formata in misura non inferiore al 70% da cooperative sociali.
3. L'iscrizione nella sezione ?cooperazione sociale? del registro prefettizio di cui all'art. 13 del D. Lgs. C.P.S. 14 dicembre 1947, n.1577 ?Provvedimenti per la cooperazione? non comporta l'automatica iscrizione all'albo regionale.
4. La Giunta regionale, redige annualmente entro il mese di marzo, l'elenco delle cooperative sociali iscritte all'albo nell'anno precedente. L'albo è pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana.
1. Per l'iscrizione all'albo regionale di cui all'art. 3, le cooperative sociali che gestiscono servizi socio-sanitari ed educativi devono possedere i seguenti requisiti:
a)effettiva autonomia organizzativa ed imprenditoriale risultante dalla consistenza patrimoniale della cooperativa e dalle attrezzature a disposizione, in relazione all'attività da svolgere;
b)possesso da parte dei soci lavoratori e dipendenti dei titoli di studio ed attestati professionali richiesti al personale dipendente da pubbliche amministrazioni impiegato in servizi analoghi a quelli per i quali la cooperativa richiede l'iscrizione;
c)rispetto da parte della cooperativa della normativa nazionale e regionale vigente in materia di organizzazione e di funzionamento di servizi socio assistenziali ed educativi, con particolare riferimento alle modalità di intervento, alla tipologia dei servizi agli standards, ai parametri di personale da utilizzare;
d)costituzione da almeno un anno al momento della presentazione della domanda, salvo quanto previsto dall'art. 16 comma 6.
2. Le cooperative sociali che svolgono attività agricole, industriali, commerciali e di servizi, finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate, devono possedere i seguenti requisiti:
a)presenza di lavoratori idonea, per numero e professionalità, a garantire un corretto inserimento delle persone svantaggiate;
b)inserimento di persone svantaggiate nel rapporto previsto dall'art. 4, comma 2, della legge 8 novembre 1991, n. 381.
3. L'iscrizione all'albo regionale delle cooperative sociali di cui ai precedenti commi è comunque condizionata alla regolare assunzione e all'applicazione ai lavoratori della normativa contrattuale vigente per il settore, nonché al rispetto, per quanto riguarda i soci volontari, delle disposizioni di cui all'art. 2, commi 2 e 5, della legge 8 novembre 1991, n. 381.
4. Non sono comunque iscrivibili nell'albo regionale le cooperative sociali che hanno come esclusivo scopo statutario lo svolgimento di attività di formazione professionale di cui alla L.R. 21 febbraio 1985, n. 16, e successive modificazioni nonché quelle che organizzano esclusivamente attività riconducibili al settore della istruzione di ciascun ordine e grado o alle attività sanitarie.
5. Per l'iscrizione alla sezione C dell'albo regionale di cui all'art. 3, comma 2, lett. c), i consorzi di cooperative devono essere costituiti da cooperative sociali in possesso dei requisiti previsti ai commi 1 e 2.
6. Entro due anni dall'iscrizione alla sezione C, dell'albo regionale, i consorzi documentano, pena la cancellazione dallo stesso, che la rispettiva base sociale è formata in misura non inferiore al 70% da cooperative sociali ufficialmente iscritte nelle sezioni A o B di cui all'art. 3, comma 2.
Art. 5 - Procedura per l'iscrizione all'albo regionale
1. La domanda di iscrizione all'albo regionale redatta su carta bollata e sottoscritta dal rappresentante legale della cooperativa, è presentata al Presidente della Giunta regionale, il quale si pronuncia entro sessanta giorni dal ricevimento. La domanda deve indicare la sezione dell'albo alla quale è richiesta l'iscrizione.
2. Alla domanda di cui al comma 1., sono allegati:
a)atto costitutivo e statuto vigente, in copia autentica;
b)certificato di iscrizione al registro prefettizio di cui all'art. 3, comma 3, certificato di iscrizione nel registro delle imprese e certificato di iscrizione alla camera di commercio in data non anteriore a mesi tre;
c)elenco dei soci, dei soci volontari e dei soci sovventori;
d)copia dell'ultimo bilancio approvato, ivi incluse le relazioni del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, di cui agli articoli 2428, 2429 del codice civile, in conformità di quanto dispone l'art. 2416 dello stesso codice civile;
e)dichiarazione del legale rappresentante della cooperativa che attesti la regolare assunzione di tutti i lavoratori ed il rispetto della normativa contrattuale vigente;
f)certificazione di cui all'art. 10-sexies della legge 31 maggio 1965, n. 575, recante disposizioni contro la mafia.
3. Le cooperative sociali che presentano domanda di iscrizione alla sezione A dell'albo regionale oltre a quanto previsto dal comma 2 devono allegare:
a)curriculum formativo e lavorativo dei soci lavoratori del personale utilizzato nei servizi socio-sanitari ed educativi, con indicazione dei titoli di studio ed attestati professionali;
b)relazione concernente:
·modalità organizzativa delle attività svolte nell'anno precedente con indicazione di ogni elemento utile a valutare la sussistenza del requisito di cui all'art. 4, comma 1, lett. a);
·tipologia dell'attività svolta nell'ultimo anno nonché di quella in programma con indicazione di ogni utile elemento per valutare la sussistenza del requisito di cui all'art. 4, comma 1, lett. c).
4. Per le cooperative ancora inattive, i documenti di cui al comma 2, lett. e) e al comma 3, lett. a) e b) sono sostituiti da un dettagliato progetto relativo all'attività che la cooperativa intende svolgere con specificazione del numero e delle qualifiche del personale che intende utilizzare. Devono tuttavia essere allegati alla domanda d'iscrizione i documenti, attestanti il possesso dei requisiti di cui all'art. 4, comma 1, lett. b) da parte dei soci.
5. Le cooperative che presentano domanda di iscrizione alla sezione B dell'albo regionale oltre a quanto previsto dal comma 2., devono allegare alla domanda:
a) atto sostitutivo dell'atto di notorietà di cui all'art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, attestante:
1)che il numero delle persone svantaggiate inserite nel lavoro costituisce almeno il 30% dei lavoratori della cooperativa;
2)il possesso presso la sede della cooperativa di certificazione rilasciata da una pubblica amministrazione, attestante per ogni soggetto inserito, la situazione di svantaggio ed il periodo presunto di durata di tale situazione;
1)la tipologia delle attività svolte e di quelle in programma, modalità di impiego lavorativo delle persone svantaggiate, in conformità di quanto previsto dai piani di inserimento;
2)l'indicazione del possesso o meno della qualità di socio delle persone svantaggiate, con riferimento a quanto previsto dall'art. 4, comma 2, della legge 8 novembre 1991, n. 381.
7. I consorzi di cooperative devono presentare domanda nelle forme di cui al comma 1. Alla domanda devono essere allegati i documenti di cui alle lett. a, b, d, f del comma 2, nonché la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà di cui all'art. 4 della legge 4 gennaio 1968 n. 15, dalla quale risulti il requisito previsto dall'art. 3, comma 3.
8. Il Presidente della Giunta regionale, verificata la sussistenza di tutti i requisiti, pronuncia decreto di iscrizione che è notificato alla cooperativa e pubblicato per estratto sul Bollettino Ufficiale della Regione. In caso contrario, pronuncia decreto motivato di diniego, da notificarsi alla cooperativa.
9. Avverso il provvedimento di diniego dell'iscrizione è ammesso ricorso agli organi giurisdizionali secondo quanto previsto dalle disposizioni vigenti.
Art. 6 - Revisione dell'albo
1. Le cooperative sociali ed i consorzi al fine di consentire la verifica dai requisiti in base ai quali è stata disposta l'iscrizione all'albo, entro il 30 giugno di ogni anno, inviano al Presidente della Giunta regionale:
a)dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, sottoscritta dal rappresentante legale della cooperativa, con la quale si attesta che l'atto costitutivo e lo statuto nonché i dati risultanti dai documenti allegati alla domanda di iscrizione di cui all'art. 5, sono invariati oppure si attestano le variazioni intervenute;
b)relazione sulla attività svolta nell'anno precedente.
2. Fatto salvo quanto previsto dal comma 1. le cooperative ed i consorzi comunicano al Presidente della Giunta regionale, entro 30 giorni dall'avvenuto deposito in Tribunale, gli atti concernenti variazioni dello statuto o modifiche dell'atto costitutivo.
3. Gli enti pubblici convenzionati con cooperative iscritte all'albo regionale inviano al Presidente della Giunta regionale, entro il 30 settembre di ogni anno, una relazione sull'andamento delle convenzioni. Nel caso di convenzioni con cooperative iscritte nella sezione B dell'Albo, la relazione deve avere ad oggetto anche i risultati conseguiti dalle persone svantaggiate o altri soggetti.
4. È fatta salva la facoltà del Presidente della Giunta regionale di provvedere direttamente alla verifica del permanere dei requisiti delle cooperative e dei consorzi di cui è stata disposta l'iscrizione all'albo, avvalendosi, se necessario, del personale del Comune o dell'Unità sanitaria locale nel cui territorio la cooperativa o il consorzio hanno sede.
Art. 7 - Cancellazione dall'albo
1. La cancellazione dall'albo regionale di una cooperativa o di un consorzio è disposta, sentita la commissione di cui all'art. 14, con Decreto del Presidente della Giunta regionale nei seguenti casi:
a)cancellazione dal registro prefettizio di cui all'art. 13 del D. legs. C.P.S. 14 dicembre 1947, n. 1577;
b)perdita di uno o più requisiti previsti dalla legge 8 novembre 1991, n. 381 o dalla presente legge;
c)manifesta incapacità di perseguire le finalità di cui all'art. 1 della legge 8 novembre 1991 n.381;
d)pronuncia di un provvedimento di cui all'art. 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575, recante disposizioni contro la mafia, come sostituito dall'art. 3 della legge 19 marzo 1990, n. 55;
e)cessazione dell'attività per oltre dodici mesi;
f)riduzione del numero dei soggetti svantaggiati inseriti al di sotto del 30%, previsto dall'art. 4, comma 2, della legge 8 novembre 1991, n. 381 e mancata reintegrazione di tale percentuale entro dodici mesi.
2. La procedura di cancellazione di cui al comma 1., oltreché d'ufficio, può essere iniziata a seguito di proposta di ogni ente pubblico interessato.
3. In ogni caso, il Presidente della Giunta regionale compie gli opportuni accertamenti, avvalendosi, se necessario, del personale del Comune o dell'Unità sanitaria locale nel cui territorio la cooperativa o il consorzio hanno sede. Nel caso in cui la proposta di cancellazione provenga dal Comune o dall'Unità sanitaria locale, il Presidente deve avvalersi di personale diverso da quello inquadrato nel ruolo degli enti proponenti.
4. Del provvedimento di cancellazione è data comunicazione oltreché agli interessati e agli organismi regionali rappresentativi della cooperazione. Esso è pubblicato per estratto sul Bollettino Ufficiale della Regione.
5. La cancellazione dall'albo comporta per gli enti pubblici operanti nel territorio regionale l'obbligo di risoluzione dei rapporti convenzionati in atto.
6. Avverso il provvedimento di cancellazione dall'albo regionale è ammesso ricorso agli organi giurisdizionali secondo quanto previsto dalle disposizioni vigenti.
Art. 8 - Parere ai sensi dell'articolo 11, comma 5, del D. Lgs. C.P.S. 14 dicembre 1947, n. 1577
1. Ai fini della cancellazione della cooperativa o del consorzio dal registro prefettizio, il Presidente della Giunta regionale esprime il parere di cui all'articolo 11, ultimo comma, del decreto legislativo C.P.S. 14 dicembre 1947, n. 1577, aggiunto ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera b), della legge 8 novembre 1991, n. 381.
Art. 9 - Convenzione tipo
1. Al fine di rendere uniformi sul territorio regionale i rapporti convenzionali tra gli enti pubblici e le cooperative sociali iscritte alla sezione A dell'albo che abbiano ad oggetto l'erogazione di servizi socio-sanitari ed educativi, la Giunta regionale, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, propone al Consiglio, per la sua approvazione, una apposita convenzione tipo.
2. La convenzione-tipo di cui al comma 1. deve comunque contenere clausole convenzionali concernenti:
a)l'indicazione dell'attività oggetto della convenzione;
b)l'indicazione del nominativo dei responsabili dell'attività oggetto della convenzione;
c)l'indicazione del numero dei lavoratori impiegati in cui vengono specificati i titoli di studio e professionali che devono comunque essere conformi a quanto previsto dall'art.4, comma 1, lett. b);
d)l'indicazione del numero dei volontari impiegati, con la specificazione che i medesimi devono essere utilizzati in modo complementare rispetto agli operatori professionali di cui all'art. 4, comma 1, lett. b). Tali volontari comunque non possono superare la metà del numero complementare dei soci;
e)l'elenco dei beni immobili, delle attrezzature e degli strumenti utilizzati dalla cooperativa per lo svolgimento delle attività oggetto della convenzione;
f)le modalità e i tempi di svolgimento dell'attività oggetto della convenzione;
g)l'impegno della cooperativa al rispetto della normativa nazionale e regionale vigente relativa all'organizzazione dell'attività oggetto della convenzione, con particolare riferimento agli standards di funzionamento ed ai parametri del personale da utilizzare;
h)l'impegno della cooperativa ad applicare i contratti vigenti che disciplinano il rapporto di lavoro del personale delle cooperative sociali;
i)la determinazione dei corrispettivi e delle modalità di pagamento;
j)le modalità di verifica dello svolgimento delle prestazioni oggetto della convenzione e controllo sulla loro qualità;
k)la durata della convenzione, le modalità e i tempi di disdetta, nonché i casi di risoluzione del rapporto convenzionale, prevedendo la facoltà di recesso della parte pubblica.
3. Le convenzioni fra enti pubblici e cooperative sociali concernenti la fornitura di beni o servizi diversi da quelli socio-sanitari ed educativi, finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate, stipulate anche in deroga alla disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione ai sensi dell'art. 5 della legge 8 novembre 1991, n. 381, devono prevedere clausole convenzionali, concernenti:
a)l'indicazione del numero dei lavoratori impegnati nell'attività e la loro qualifica;
b)l'indicazione delle persone svantaggiate inserite nel lavoro e le modalità della loro utilizzazione;
c)il nominativo del responsabile dell'attività oggetto della convenzione;
d)l'eventuale impiego dei volontari nell'attività e il loro ruolo;
e)l'adeguamento delle misure di sicurezza e del posto di lavoro in relazione al tipo di svantaggio delle persone inserite;
f)le modalità con cui l'amministrazione che ha richiesto l'inserimento può sostenere il lavoro delle persone svantaggiate.
4. Il rapporto convenzionale tra l'ente pubblico e la cooperativa deve essere caratterizzato da reciproca autonomia organizzativa. L'ente affida in gestione il servizio e la cooperativa provvede all'organizzazione complessiva e coordinata dei diversi fattori che concorrono alla realizzazione del servizio stesso.
5. Al fine di garantire, attraverso la continuità, un adeguato livello qualitativo dei servizi ed un efficace processo di programmazione, le convenzioni relative alla forniture di servizi caratterizzati da prestazioni ricorrenti possono avere durata pluriennale.
6. Le convenzioni di cui al presente articolo possono essere stipulate anche con i consorzi di cooperative iscritti all'albo regionale. Le attività e i servizi che sono acquisiti dal consorzio per conto delle cooperative associate devono essere realizzati da cooperative socie iscritte all'albo regionale.
Art. 10 - Criteri per la selezione delle cooperative sociali e dei consorzi con cui stipulare le convenzioni)
1. Fatta salva l'applicazione della disciplina per la stipula dei contratti della pubblica amministrazione, nel caso in cui si proceda ad appaltare un servizio di cui all'art. 1, comma 1, lett. a) della legge 8 novembre 1991, n. 381 la selezione deve avvenire in base ai seguenti criteri:
a)qualità del progetto di organizzazione del servizio in relazione ai relativi costi da valutarsi sulla base di parametri oggettivi forniti dall'ente;
b)capacità organizzativa ed economico-finanziaria offerta in rapporto alla dimensione e complessità del servizio affidato in gestione;
c)titoli posseduti ed esperienze acquisite dagli operatori che la cooperativa intende impiegare nella realizzazione del servizio. A parità di titoli è altresì valutato il legame della cooperativa con il territorio nel quale devono essere eseguite le prestazioni oggetto della convenzione.
2. Nel caso in cui si proceda all'appalto di servizi o all'acquisto di beni di cui all'art. 1, comma 1, lett. b) della legge 8 novembre 1991, n. 381, anche in deroga alla disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione ai sensi dell'art. 5 della stessa legge, la selezione fra i candidati, a parità di altri requisiti, deve avvenire tenuto conto dei seguenti criteri:
a)validità del progetto di inserimento predisposto per le persone svantaggiate avviate al lavoro;
b)legame della cooperativa con il territorio nel quale deve essere eseguita la prestazione oggetto della convenzione.
Per la determinazione dei corrispettivi si tiene conto dei parametri oggettivi di costo, quali i listini della Camera di Commercio o perizie asseverate da parte di ordini professionali.
3. Nel caso in cui i consorzi stipulino le convenzioni ai sensi dell'art. 9, comma 6, le cooperative sociali incaricate della realizzazione delle stesse sottostanno ai criteri di cui al comma 1 e 2.
4. Gli enti pubblici, nelle deliberazioni concernenti l'approvazione e la stipulazione delle convenzioni per la gestione dei servizi, devono dare atto del rispetto dei criteri di priorità indicati ai precedenti commi.
Art. 11 - Incentivi alla sperimentazione
1. La Giunta regionale presenta al Consiglio, entro il 30 novembre di ogni anno, una relazione sullo stato di attuazione della presente legge, la quale analizza gli interventi realizzati mediante l'attività svolta dalle cooperative sociali convenzionate, esaminandone i risultati, e la spesa nei diversi settori operativi di cui all'articolo 1 della legge 8 novembre 1991 n. 381, nonchè le attività socio assistenaziali ed educative sperimentali poste in essere nell'anno precedente.
2. Con la relazione di cui al comma 1, la Giunta regionale propone anche i contenuti programmatici e gli indirizzi per l'erogazione, nel successivo esercizio finanziario, di contributi volti alla realizzazione da parte di enti pubblici, con il concorso delle cooperative sociali iscritte all'albo regionale, di attività socio assistenziali ed educative sperimentali, con riferimento a particolari aspetti di innovazione metodologica e tecnologica finalizzata alla gestione dei servizi e all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
3. Il Consiglio regionale approva la relazione di cui al comma 1 e delibera gli indirizzi cui la Giunta deve attenersi per l'erogazione degli incentivi alle attività sperimentali.
4. I finanziamenti dei progetti per l'inserimento al lavoro di persone handicappate restano disciplinate dalla legge regionale 6 settembre 1982 n. 73. "Interventi di preformazione professionale per l'inserimento al lavoro delle persone handicappate".
1. La Giunta regionale, nell'ambito del sistema informativo regionale dei servizi sociali di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), della legge regionale 6 dicembre 1984 n. 70, come modificata dalla legge regionale 30 aprile 1990 n. 61, organizza un sistema informativo relativo agli interventi effettuati dalle cooperative sociali in campo socio assistenziale nonchè a tutti gli elementi necessari alla valutazione degli interventi stessi.
2. A tal fine le cooperative sociali forniscono tutte le informazioni richieste, anche tramite la compilazione di schede oppure utilizzando strumenti informativi predisposti dalla Giunta regionale.
Art. 13 - Partecipazione a corsi di aggiornamento
1. Il Consiglio regionale, con i provvedimenti di approvazione e finanziamento dei corsi di formazione rivolti agli operatori impegnati nei servizi socio sanitari ed educativi, determina le percentuali dei posti, anche ai fini della piena diffusione dei requisiti professionali previsti per lo svolgimento delle attività, da riservare a soci lavoratori e dipendenti delle cooperative sociali convenzionate regolarmente iscritte nella sezione A dell'albo regionale. Per l'acquisizione degli specifici requisiti professionali previsti dall'articolo 4, comma 1, lettera b), possono essere istituiti eventuali corsi speciali.
Art. 14 - Commissione regionale per la cooperazione sociale
1. È istituita la Commissione regionale per la cooperazione.
2. Il Presidente della Giunta regionale con proprio decreto nomina a far parte della Commissione coloro che sono stati designati a norma dei commi 3, 4, 5 e 6.
3. Il Consiglio regionale, con voto limitato a due, designa tre membri esperti effettivi e tre membri esperti supplenti in materia di cooperazione sociale.
4. Le Associazioni regionali delle cooperative più rappresentative, aderenti alle associazioni nazionali di rappresentanza e tutela del movimento cooperativo, riconosciute ai sensi dell'articolo 35 del decreto legislativo C.P.S. 14 dicembre 1947 n. 1577 e successive modificazioni, designano tre membri effettivi e tre supplenti aventi una comprovata esperienza nel settore sociale.
5. L'ANCI designa due rappresentanti esperti nella materia, di cui uno effettivo ed uno supplente.
6. Un dirigente del ruolo unico regionale assegnato al Dipartimento sicurezza sociale della Giunta regionale svolge funzioni di raccordo e collegamento con le istituzioni regionali nonché assicura le funzioni di segreteria.
7. I componenti la Commissione durano in carica per l'intera legislatura regionale. Essi eleggono nel proprio seno, a maggioranza di due terzi, il Presidente che ne convoca e presiede le sedute. La Commissione è convoca obbligatoriamente su richiesta di almeno cinque membri o su richiesta dell'Assessore alla Sicurezza Sociale.
8. Per il proprio funzionamento, la Commissione approva, a maggioranza di due terzi, un proprio regolamento.
Art. 15 - Compiti della Commissione
1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 2, la Commissione esprime pareri e formula proposte su progetti di legge, atti amministrativi di particolare rilievo e direttive sociali, ivi compresi i pareri di cancellazione dall'albo di cui all'articolo 7.
2. I pareri sono espressi entro venti giorni dal momento della richiesta da parte degli Organi regionali.
1. Per un anno dall'entrata in vigore della presente legge, l'iscrizione all'albo regionale, istituito ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale 3 agosto 1988, n. 56 "Disciplina per il ricorso alle Cooperative da parte dei Comuni e delle Unità sanitarie locali per gli interventi di servizi sociali" nonchè l'iscrizione all'albo provvisori delle cooperative sociali che svolgono attività agricole, artigianali, industriali, commerciali o di servizi finlizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate, produce agli stessi effetti di quelli derivanti dall'iscrizione all'albo regionale di cui all'articolo 3, sia sensi della legge 8 novembre 1991, n. 381, sia ai sensi della presente legge.
2. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, le cooperative iscritte agli albi di cui al comma 1 presentano domanda al Presidente della Giunta regionale per essere iscritte nell'albo regionale. Unitamente alla domanda, esse devono presentare la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà dalla quale risulti che l'atto costitutivo o lo statuto a suo tempo presentati non hanno subito variazioni oppure le eventuali variazioni intervenute. Nella domanda, corredata dagli allegati di cui all'articolo 5, deve essere indicata la sezione dell'albo per la quale è richiesta l'iscrizione.
3. Il Presidente della Giunta regionale, entro novanta giorni dal ricevimento della domanda, accertato il possesso dei requisiti previsti dalla presente legge, iscrive la cooperativa sociale all'albo regionale.
Nel caso in cui non sussistano i requisiti richiesti, entro lo stesso termine, pronuncia decreto motivato di diniego. Avverso tale decreto è ammesso ricorso agli organi giurisdizionali secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni.
4. I provvedimenti di cui al comma 3 sono notificati alla cooperativa sociale interessata e pubblicati per estratto sul Bollettino ufficiale della Regione.
5. Nel caso di diniego dell'iscrizione della cooperativa all'albo regionale sono risolte automaticamente le convenzioni in atto con enti pubblici operanti nel territorio. La parte pubblica a facoltà di prorogare i rapporti convenzionali in atto fino ad un limite massimo di 90 giorni al fine di garantire la continuità dei servizi.
6. Le cooperative sociali, già costituita alla data di entrata in vigore della legge 8 novembre 1991, n. 381 ed entro i due anni successivi ovvero entro l'anno di vigenza delle disposizioni di cui al comma 1, la cui base sociale sia formata almeno per il 70% da soggetti soci di cooperative iscritte all'albo di cui alla legge regionale 3 agosto 1988, n. 56, possono richiedere l'iscrizione all'albo di cui all'articolo 3, anche in assenza del requisito di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d). A tal fine, oltre ai documenti previsti dall'articolo 5, comma 5, devono presentare dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà di cui all'articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, da cui risultino le predette condizioni.
1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, è abrogata la legge regionale 3 agosto 1988, n. 56.
2. Trascorsi sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, viene meno l'efficacia della deliberazione della Giunta regionale n. 82 dell'11 novembre 1993, con cui è stato istituito l'albo provvisorio delle cooperative che svolgono attività agricole, industriali, commerciali o di servizi, finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate