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Timestamp: 2019-12-12 03:20:36+00:00
Document Index: 20006000

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 31', 'art. 149', 'art. 88', 'art. 109', 'art. 31', 'art. 149', 'art. 149']

Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 140 del 21/04/2004
Deliberazione n. 140 del 21/04/2004 legge 109/94 Articoli 26 - Codici 25.4.1
Il riconoscimento all’appaltatore di maggiori oneri derivanti da un elenco prezzi posto a base di gara scarsamente remunerativo per l’impresa, se confrontato con i prezzi al momento correnti nelle fonti di riferimento ufficiali in uso presso le pubbliche amministrazioni, contrasta con le disposizioni vigenti, comportando altresì un danno all’erario. L’art. 26, comma 3 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. dispone, infatti, che “per i lavori pubblici affidati dalle amministrazioni aggiudicatrici e dagli altri enti aggiudicatori o realizzatori non è ammesso procedere alla revisione dei prezzi e non si applica il primo comma dell’articolo 1664 del codice civile”. Il successivo comma 4 precisa, altresì, che “per i lavori di cui al comma 3 si applica il prezzo chiuso, consistente nel prezzo dei lavori al netto del ribasso d’asta, aumentato di una percentuale da applicarsi, nel caso in cui la differenza tra il tasso di inflazione reale e il tasso di inflazione programmato nell’anno precedente sia superiore al 2 per cento, all’importo dei lavori ancora da eseguire per ogni anno intero previsto per l’ultimazione dei lavori stessi”.
Deliberazione n. 140 del 21/04/2004 legge 109/94 Articoli 31bis - Codici 31/bis.2
La mancata indicazione nel verbale di accordo bonario dell’importo contrattuale e del contenuto delle riserve contrasta, dal punto di vista formale, con quanto disposto dall’art. 31bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e dall’art. 149 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.. Al riguardo questa Autorità con la determinazione 22/01 ha chiarito che l’importo contrattuale dei lavori ed in contenuto delle riserve sono tra gli elementi che devono essere indicati compiutamente nel verbale di accordo bonario il quale, rappresentando l’atto conclusivo della procedura in esame, deve formalizzare e contenere tutti gli elementi indispensabili alla definizione della controversia.
Deliberazione n. 140 del 21/04/2004 legge 109/94 Articoli 26 - Codici 25.1
L’art. 88 del R.D. 827/1924 (in vigore all’epoca della gara) disponeva che, avvenuta la definitiva aggiudicazione, si doveva procedere nel più breve termine alla stipulazione del contratto. Tale principio è stato ribadito e specificato dall’art. 109 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., per il quale la stipulazione del contratto di appalto deve aver luogo entro sessanta giorni dall’aggiudicazione nel caso di pubblico incanto, licitazione privata ed appalto-concorso ed entro trenta giorni dalla comunicazione di accettazione dell’offerta nel caso di trattativa privata e di cottimo fiduciario.Contrasta con la richiamata normativa l’operato della stazione appaltante che addiviene alla stipula del contratto dopo sette mesi dall’aggiudicazione definitiva, senza fornire alcuna giustificazione in merito a detto ritardo.
Il richiamo, contenuto nel verbale di accordo bonario stipulato, concernente il “riconoscimento a ristoro delle richieste presenti e future”, non è conforme al disposto dell’art. 31bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e dell’art. 149 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., non rientrando tra le finalità contemplate dalla normativa sulla risoluzione bonaria del contenzioso. Va considerato, a tal fine, che, per espresso disposto del comma 4, del citato art. 149 del Regolamento, la sottoscrizione dell’accordo bonario “determina la definizione di ogni contestazione sino a quel momento insorta”. Ne consegue che la ratio di tale istituto è quella di risolvere in via bonaria (con effetti definitivi) il contenzioso in atto e non anche quella di verificare la possibilità di una ripresa dei lavori ovvero quella di tacitare eventuali richieste future.