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Timestamp: 2019-04-22 20:59:10+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 286', 'art. 286']

IN COMMISSIONE DIFESA DELLA CAMERA PRESENTATA L’INTERROGAZIONE N. 5/04380 VEDIAMO PERCHE’ E’ UN FATTO NUOVO
Nel corso della seduta della Camera dei Deputati n. 357 di lunedì 5 gennaio 2015, l’on. Rosa Maria Villecco Calipari (PD) primo firmatario, ha presentato assieme all’on. Giovanna Petrenga (F.I.), l’on. Rossana Scopelliti (NCD-UDC), l’on. Tatiana Basilio (M5S), l’on. Donatella Duranti (SEL), l’interrogazione, il cui testo riportiamo in allegato.
CHE COSA CHIEDONO AL MINISTRO DELLA DIFESA? Attraverso questo strumento gli interroganti, in poche parole, chiedono al Ministro di fornire importanti dettagli su che cosa sia avvenuto nelle Aree di competenza dei Comandi in materia di applicazione di normative riguardanti i canoni. Come controprova basta prendere la pittoresca e variegata interpretazione o meglio scempio che è stato applicato da alcuni Comandi a seguito di modifica del TUOM ( Testo Unico Ordinamento Militare Legge 90 del 15 marzo 2010 e succ. modif.) e contemporaneamente all’applicazione del Decreto M.D. del 7 maggio 2014, ma non solo per questo.
Vogliamo riaffermare che l’intervento del Parlamento, al Senato, su alcune modifiche apportate in sede di TUOM non sono necessariamente ricollegabili con il Decreto del maggio stesso. In ogni caso una norma non semplice da applicare, ma proprio per questo necessitava e necessita di una modifica e chiarimento da inserire nella norma primaria, vale a dire nello stesso TUOM. Queste “vie di fuga” o scorciatoie non giustificate, sono state puntualmente stigmatizzate e riprese da CADADIRITTO man mano che andavano manifestandosi con le interpretazioni bislacche e ingiustificate da parte dei Comandi.
E’ durata tutta l’estate 2014 ed ancora non è conclusa. Ne abbiamo documentato l’anomalia e di volta in volta CASADIRITTO è intervenuta. Il Comando Aeronautica di Roma, quello della 3 Regione Aerea di Bari, quello dell’ex Comando “Toscana” di Firenze, quello del Comando di Palermo, che ancora non sembra concluso, ne sono stati gli esempi più clamorosi. Ed ecco quindi la necessità di far chiarezza con una norma riportata direttamente nel Testo Unico.
Inoltre l’interrogazione presentata in Parlamento, chiede al Ministro di provvedere urgentemente alla trascrizione sempre nel Testo Unico a quanto già approvato dal Parlamento stesso in materia di alloggi in vendita (norme riguardanti l’usufrutto ed il rinvio del rilascio dopo 90 gg, in caso di non adesione alle condizioni proposte, con possibilità di rimanere all’interno dell’alloggio fino alla conclusione dell’asta, alla quale l’utente stesso potrà partecipare).
PERCHE’ C’E’ UNA ESTREMA NECESSITA’ DI AVERE UNA NORMA PRIMARIA? Per riassumere in un testo il vasto ventaglio di canoni differenziati, evitando la bolgia a cui abbiamo assistito. Non possono pretendere che ogni volta si intervenga per correggere madornali errori interpretativi. Ecco di seguito il groviglio di canoni.
EQUO CANONE, DA APPLICARE ALLE CATEGORIE “PROTETTE” STORICHE, PRIMA DEL DECRETO DEL 7 MAGGIO 2014 Tale canone si applica alle categorie di utenti che rientravano già da prima nei Decreti annuali precedenti, avendone le condizioni previste, compresi i portatori di grave handicap, con certificazione ASL prima del Decreto del 16 marzo 2011. Come noto tali categorie non dovevano presentare alcuna Istanza.
CANONE IN VIGORE IN DATA ANTECECEDENTE AL 31/12/2010, DA APPLICARE ALLE NUOVE CATEGORIE PROTETTE DI CUI ALL’’ALLEGATO "C" AL DECRETO DEL 7 MAGGIO 2014. Si applica a chi si è visto accogliere o si vedrà accogliere l’istanza di cui al Decreto del 7 maggio 2014, agli art. 4 Comma 1, art. 4 comma 2, art. 4 comma 3 (questi ultimi solo per 5 anni) e pagava fino ad ora un canone secondo il Decreto del 16 marzo 2011, con obbligo di rilascio. Normalmente tale canone, prima del Decreto del 16 marzo 2011, era calcolato sulla base dell’equo canone, con maggiorazione del 20% o del 50%, secondo l’entità del reddito o altre condizioni (possesso di un altro alloggio). Viene applicato tale canone, aggiornato con ISTAT aumentato nel frattempo, senza più l’obbligo del rilascio.
EQUO CANONE O CANONE PIU’ CONVENIENTE Viene applicato a chi ha presentato l’istanza a norma dell’art. 2 comma 2 dell’allegato "D" al Decreto del 7 maggio 2014, in applicazione dell’art. 286 comma 2 del TUOM, legge 90 del 15 marzo 2010 e successive modificazioni, come recita il Decreto del 7 maggio stesso.
PERCHE’ C’E’ IL RISCHIO DI KAOS INTERPRETATIVO? La risposta è nei fatti che sono accaduti, e la riprova è che nessuno sa esattamente che cosa fare, rispetto alla norma primaria. I COMANDI PERIFERICI sono allo stesso tempo carnefici e loro stessi vittime, a meno di casi conclamati di vera e propria ignoranza totale di normativa.
Va ricordato comunque che una buona dose di KAOS, è dovuta a quanto deciso dalla Commissione Difesa del Senato nel suo insieme, nella seduta del 19 dicembre 2013, Natale era alle porte, forse erano in molti ad essere distratti, poiché in tale seduta, su suggerimento di una misteriosa entità, senza volto e senza nome, “allo scopo di semplificare la normativa” (ma dove stavano gli attenti senatori?) era stato soppresso ad opera di “una manina” l’art. 286 comma 4 generando poi veri e propri stati confusionali qua e la in tutta Italia.
Quel Richelieu l’ha fatta veramente grossa e non si è mai saputo da chi era partita quella richiesta poi approvata. Forse il Presidente della Commissione Difesa Senato si potrà degnare un giorno di renderlo noto. Dagli atti parlamentari non risulta. Risulta invece il parere favorevole espresso a nome del Governo dal Sottosegretario di turno. Annoveriamo l’episodio, se pur piccolo e ai più irrilevante, fra i Misteri d’Italia. Ma il giorno dopo subito CASADIRITTO lo rivelò e chiese ai presenti di renderne conto. Ma tutti innalzarono i famosi muri di gomma, arte antica quanto efficace.
Riscrivere la norma primaria è dunque parte integrante dell’interrogazione. Rimettere un po’ d’ordine, non limitarsi ai tanti “de facto” servirà senz’altro agli utenti per non rischiare di essere trattati ingiustamente da comprimari e vittime destinate anziché da cittadini consapevoli, ma offrirà agli stessi Comandi un testo scritto chiaro e in equivoco evitando di far fare agli stessi delle figuracce come da dilettanti allo sbaraglio come purtroppo è avvenuto in vari casi e come noi di CASADIRITTO con grande puntigliosità siamo stati costretti a replicare per le rime. In poche parole, UNA CHIAREZZA PER CHI DEVE APPLICARE LE NORME, UNA GARANZIA PER CHI QUELLE NORME DEVE OSSERVARE. Nel fantastico mondo degli alloggi della Difesa sembra difficile anche questo.
MA QUALE E’ IL FATTO NUOVO? Il fatto nuovo è che tutti (o quasi) i Gruppi Parlamentari della Commissione Difesa della Camera inseriscono un loro componente come firmatario o cofirmatario dell’interrogazione. A prescindere da quello che sarà l’esito dell’iniziativa (speriamo che abbia esito positivo) e la sua incidenza immediata sule norme, ci appare estremamente positivo cogliere questa novità, dopo tanto tempo.
A parere di CASADIRITTO il fatto che da mesi, su nostra indicazione, centinaia di email e lettere hanno sensibilizzato anche i Deputati e Senatori apparentemente più indifferenti, ci viene da pensare che finalmente, con l’approfondimento e la documentazione, in molti stanno rivedendo la loro posizione, o quantomeno si sia riusciti ad abbattere il luogo comune dovuto alla non conoscenza e della conseguente superficialità più volte sperimentata e su cui da sempre, certuni fanno leva.
Certo quelle email e quelle lettere chiedono ben altro: la soppressione del Decreto del 16 marzo 2011. Ma è senz’altro significativo che per una volta su un tema specifico, PD, FI, NCD-UDC, M5S, e SEL con un firmatario per ogni Gruppo, si mettono d’accordo su cosa chiedere urgentemente al Ministro. Un tabù sembra cadere.
Agli stessi Parlamentari CASADIRITTO e tanti utenti degli alloggi Militari, colpiti o no da canoni indescrivibili e inimmaginabili, (che comunque continuano ad essere applicati), non mancheranno certamente di contattarli, da subito per metterli al corrente ancora meglio delle loro ragioni. Le email di tutti i Parlamentari, si possono trovare sul sito della Camera e del Senato.
Interrogazione del 5.1.2015 presentata in Commissione Difesa.