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Timestamp: 2017-12-16 03:06:46+00:00
Document Index: 58675094

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Tribunale di Trento, sentenza 20 novembre 2015
Pubblicato Giovedì, 09 Giugno 2016 07:18
Tribunale di Trento, sentenza 20 novembre 2015; Giud. Fermanelli; D.S., B.S., R.S. (avv. Eccher) c. Comitato Organizzatore Grandi Eventi Val di Sole (avv. Amadori, Baggia), Soc. I.M. (avv. Sandri), C.R.I. (Avvocatura di stato), S.p.a. I.A. (avv. Rossi)
Responsabilità civile – Rafting – Organizzazione di competizione agonistica - Attività pericolose – – Accettazione da parte degli atleti del rischio sportivo tipico – Sussiste - Responsabilità degli organizzatori - Non sussiste (Cod. civ., art. 2050)
Responsabilità civile – Rafting – Attività sportiva a livello agonistico - Condotta colposa dell’organizzatore della competizione – Morte dell’atleta – Non sussiste (Cod. civ., art. 2043)
L’attività di organizzazione di competizioni agonistiche di rafting non può considerarsi pericolosa ai sensi dell’art. 2050 c.c., posto che ogni attività agonistica implica l'accettazione del rischio a essa inerente da parte di coloro che vi partecipano e sempre che risulti che gli organizzatori della competizione sportiva abbiano predisposto la gara in modo da contenere il rischio nei normali limiti confacenti alla specifica attività sportiva, apprestando le opportune cautele nel rispetto dei regolamenti sportivi applicabili. (1)
L’organizzatore di una competizione di rafting a livello agonistico non risponde in via extracontrattuale del danno derivante dalla morte dell’atleta nel corso della gara, se il danneggiati non provano la condotta colposa tenuta dall’organizzatore e il nesso causale corrente tra la condotta colposa e la verificazione dell’evento dannoso. (Nella specie, il Comitato organizzatore del campionato europeo di rafting non risponde ai sensi dell’art 2043 del cod. civ. per il decesso di un’atleta durante la competizione dovuto al capovolgimento del raft e al trascinamento dell’atleta alla deriva, posto che la perizia dedotta in giudizio dai familiari della vittima non appare idonea a delineare una condotta colposa dell’ente organizzatore, che ha appaltato a un ente qualificato per il soccorso fluviale quale la C.R.I. e che ha offerto la prova che le misure di intervento e soccorso in caso di situazione di criticità erano state disposte con la diligenza, la prudenza e la perizia richieste dal peculiare settore sportivo) (2)
GIUDICE DI PACE DI RIVA DEL GARDA; sentenza 12 luglio 2010 – dep. 23 luglio 2010, n. 52
Pubblicato Sabato, 14 Maggio 2016 21:28
GIUDICE DI PACE DI RIVA DEL GARDA; sentenza 12 luglio 2010 – dep. 23 luglio 2010, n. 52; Giudice dott. Mancini; Imp.to Z.A.
In tema di lesioni colpose gravi verificatesi nel corso di competizione sportiva, la scriminante del consenso dell’avente diritto presuppone che il "rischio" di subire dette lesioni, sia dal partecipante ad essa, preventivato e, dunque, accettato, sicché detta scriminante non è configurabile allorquando le caratteristiche amichevoli o amatoriali della competizione rendano non prevedibile la verificazione di lesioni superiori, per entità e gravità, a quelle normalmente accettabili in un tale contesto.
GIUDICE DI PACE DI TIONE; sentenza 1 luglio 2015 – dep. 13 luglio 2015, n. 35
Pubblicato Domenica, 13 Marzo 2016 11:32
GIUDICE DI PACE DI TIONE; sentenza 1 luglio 2015 – dep. 13 luglio 2015, n. 35; G.d.P. dott. Parolini; Imp.ta A.
Lo sciatore proveniente da monte, data la sua posizione dominante, con conseguente possibilità di avvistamento e di regolazione della propria velocità e traiettoria, ha l’obbligo di adottare ogni possibile cautela per evitare danni agli sciatori posizionati a valle (Nel caso di specie, l’imputata per imperizia consistita nel non aver tenuto una condotta adeguata rispetto alle caratteristiche della pista (classificata "nera") e alla situazione ambientale (uscendo da un dosso), impattava contro altro sciatore, posizionato più a valle ed intento a seguire una lezione dai sci, procurandogli "trauma cranico-facciale con frattura scomposta orbito. malare sx e frattura V metacarpo mano sx", giudicate guaribili in gg. 20).
GIUDICE DI PACE DI TIONE; sentenza 1 aprile 2015 – dep. 2 maggio 2015, n. 21
Pubblicato Domenica, 13 Marzo 2016 11:14
GIUDICE DI PACE DI TIONE; sentenza 1 aprile 2015 – dep. 2 maggio 2015, n. 21; G.d.P. dott. Parolini; Imp.ta A.
Responsabilità penale – Lesioni personali colpose – Snowboard - Violazione obblighi cautelari - Sussistenza - Condanna
Lo sciatore proveniente da monte, data la sua posizione dominante, con conseguente possibilità di avvistamento e di regolazione della propria velocità e traiettoria, ha l’obbligo di adottare ogni possibile cautela per evitare danni agli sciatori posizionati a valle (Nel caso di specie, l’imputata, mentre effettuava una discesa con lo snowboard, perdendo il controllo dello stesso a causa della forte velocità, collideva con una minore che si trovava in prossimità dell’impianto di risalita, in attesa di accedervi. In seguito alla rovinosa caduta la minore subiva "frattura scomposta di diafisi femore dx" guaribile in gg. 54).