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Timestamp: 2020-05-27 10:11:18+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 1778 del 24/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1778 del 24/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 24/01/2017, (ud. 17/11/2016, dep.24/01/2017), n. 1778
sul ricorso 434/2016 proposto da:
CARROZZERIA SCHEMBRI S.R.L., P.IVA (OMISSIS), in persona del suo
ROMA, VIA XX SETTEMBRE 3, presso lo studio dell’avvocato BRUNO
NICOLA SASSANI, che la rappresenta e difende unitamente e
disgiuntamente all’avvocato FRANCESCO PAOLO LUISO, in virtù di
VITTORIA ASSICURAZIONI S.P.A., P.IVA (OMISSIS), in persona
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEGLI SCIALOJA, presso lo
studio dell’avvocato LUIGI OTTAVI, che la rappresenta e difende
unitamente e disgiuntamente all’avvocato SALVATORE BARRESI, giusta
SAE S.N.C., P.C.;
avverso la sentenza n. 801/2015 del TRIBUNALE di AGRIGENTO, emessa il
14/05/2015 e depositata il 21/05/2015;
“1. Carrozzeria Schembri S.r.l., cessionaria del credito vantato da S.C.S., a titolo di danni riportati in un sinistro stradale, nei confronti di Sae s.n.c., di P.C. e di Vittoria Assicurazioni S.p.a., ha proposto ricorso avverso la sentenza n. 801/2015, pubblicata in data 21 maggio 2015, con cui il Tribunale di Agrigento ha dichiarato inammissibile, ai sensi dell’art. 342 c.p.c., l’appello proposto dall’attuale ricorrente nei confronti di Sae s.n.c., di P.C. e di Vittoria Assicurazioni S.p.a. e avverso la sentenza del Giudice di pace di Agrigento n. 712/2012 che, in parziale accoglimento della domanda proposta, aveva liquidato, in favore dell’attrice Carrozzeria Schembri S.r.l., nella predetta qualità, il danno in complessivi Euro 2.504,62, da cui andava detratto l’acconto di Euro 2.100,00 già versato dalla società assicuratrice.
Vittoria Assicurazioni S.p.a. ha resistito con controricorso.
2. Osserva il relatore che il ricorso può essere trattato in camera di consiglio, in applicazione degli artt. 375, 376 e 380-bis c.p.c., in quanto appare destinato ad essere accolto.
3. Con l’unico motivo si deduce “violazione e falsa applicazione dell’art. 342 c.p.c., con riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 3, per aver il giudice di appello erroneamente dichiarato inammissibile l’atto di appello proposto dall’attuale ricorrente”.
La società ricorrente lamenta che il Tribunale abbia ritenuto che “la richiesta nel conclusum di riforma della sentenza non è preceduta nella parte cosiddetta argomentativa dell’appello da alcuna doglianza connotata dei necessari requisiti ex art. 342 c.p.c., nuovo testo”. Al riguardo, sostiene la ricorrente di aver, contrariamente a quanto affermato dal giudice di appello, indicato espressamente e specificamente i punti della decisione censurata e di aver chiaramente indicato le modificazioni richieste della sentenza impugnata.
4.1. Si osserva che, pur avendo indicato in rubrica l’art. 360 c.p.c., n. 3 e non correttamente il n. 4 della medesima norma, risulta comunque evidente che la ricorrente ha inteso lamentare, come peraltro espressamente deduce, un error in procedendo, sicchè non incide l’errata indicazione del n. 3) piuttosto che del n. 4) dell’art. 360 c.p.c.. Va pure rilevato che nella specie trova applicazione l’art. 342 c.p.c., così come modificato dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, nella L. 7 agosto 2012, n. 134.
4.2. Alla luce dei motivi di appello, il cui contenuto è specificamente indicato in ricorso – sicchè il rispetto, sotto questo profilo, dell’art. 366 c.p.c., n. 6, consente l’esame diretto dell’atto di citazione in appello -, l’impugnazione proposta risulta formulata in modo conforme al dettato normativo di cui all’art. 342 c.p.c., nel testo catione temporis (arg. ex Cass. 5/02/2015, n. 2143; v. pure Cass., ord., 14/10/2016, n. 20841).
5. Stante la fondatezza dell’unico motivo, il ricorso va accolto”.
1. Vittoria Assicurazioni S.p.a. ha depositato memoria.
2. A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella Camera di consiglio, il Collegio dispone la redazione dell’ordinanza con motivazione semplificata e ritiene di condividere i motivi in fatto e in diritto esposti nella sopra riportata relazione e di farne proprie le conclusioni, non comportandone il superamento gli argomenti sviluppati nella memoria depositata dalla società controricorrente.
3. Il ricorso va, pertanto, accolto.
La sentenza impugnata va cassata e la causa va rinviata, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, al Tribunale di Agrigento, in persona di diverso magistrato.
La Corte accoglie il ricorso e rinvia la causa, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, al Tribunale di Agrigento, in persona di diverso magistrato.