Source: http://www.paoloalfano.it/2010/02/01/omissione-comunicazione-dati-conducente-alternarsi-alla-guida/
Timestamp: 2019-03-24 03:13:10+00:00
Document Index: 144983578

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 126', 'art. 142', 'art. 126', 'art. 126', 'art. 196', 'art. 23', 'art. 126', 'art. 164', 'art. 196', 'art. 126']

Omissione comunicazione dati conducente, alternarsi alla guida | Studio Legale Avv. Paolo Alfano
[Giudice di Pace di Caserta, Avv. Generoso Bello, sentenza del 19.01.2010]
nella causa iscritta al N.ro 758/09 R.G., avente ad oggetto: opposizione a sanzione amministrativa, ai sensi della L. 689/81:
DI MEVIOX Lx, nato a …; (Opponente)
PREFETTURA DI CASERTA, in persona del Prefetto p.t.; (Opposta)
COMANDO DELLA POLIZIA STRADALE DI CASERTA, in persona del Comandante p.t.; (Opposto)
Con ricorso pervenuto a mezzo posta in data 9.1.2009, veniva proposta opposizione avversa il verbale di contestazione n. ….33 del 31.10.2008, reso dalla Polizia Stradale di Caserta, notificato in data 29.11.2008, conseguente a violazione dell’art. 126bis, comma 2, C.d.S., poiché in data 8.8.2008 è stato notificato il verbale n. …55, redatto il 26.3.2008 per violazione dell’art. 142/8 C.d.S., commessa il 13.3.2008, con veicolo tg. …, con cui veniva intimato di comunicare, entro 60 gg. dalla notifica, i dati personali e della patente di guida del conducente. Erano decorsi i termini imposti senza alcuna comunicazione.
Deduceva, tra l’altro, l’opponente che esso non aveva commesso la contestata infrazione, avendo agito conformemente al disposto di cui all’art. 126bis C.d.S.. Nel testo modificato dalla L. 286/06, l’art. 126bis, c. 2, C.d.S., dispone che: “La comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’art. 196 C.d.S., deve fornire all’organo di polizia che procede, entro 60 giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente di guida del conducente al momento della commessa violazione. Il proprietario del veicolo, sia esso persona fisica o persona giuridica, che omette, senza giustificato motivo di fornirli è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 250 ad € 1.000”. La norma prevede, dunque, l’ipotesi del motivo giustificato e documentato da parte del proprietario del veicolo. Il ricorrente, quale proprietario del veicolo sanzionato, con nota racc. a/r del 16.9.2008, aveva comunicato alla polizia Stradale di Caserta di essere impossibilitato a stabilire il nominativo del conducente essendosi alternato alla guida di un lungo tratto autostradale con i propri familiari (motivo giustificato) ed avendo allegato le dichiarazioni di questi, con i relativi documenti di riconoscimento (motivo documentato), allo stesso non avrebbe potuto ascriversi alcun addebito. Chiedeva, pertanto, l’accoglimento del ricorso e, per l’effetto, l’annullamento del verbale impugnato.
Il Giudice, con decreto notificato alle parti, fissava l’udienza di comparizione delle parti stesse (quello per il ricorrente veniva notificato presso la Cancelleria di questo Ufficio, stante la sua residenza fuori dal Circondario).
All’esito della detta udienza di comparizione, il Giudice decideva la causa pronunciando il dispositivo, ai sensi dell’art. 23 della legge n. 689/81 e della Sentenza n. 534/90 della Corte Costituzionale.
L’opposizione è infondata e va rigettata.
Invero, il testo del novellato art. 126bis, comma 2, del D.Lgs 30.4.1992 n. 285 (C.d.S.), come modificato dell’art. 164 della legge 24.11.2006 n. 286, di conversione con modifiche del D.L. 3.10.2006 n. 262, effettivamente dispone che: “La comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’art. 196 C.d.S., deve fornire all’organo di polizia che procede, entro 60 giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente di guida del conducente al momento della commessa violazione. Il proprietario del veicolo, sia esso persona fisica o persona giuridica, che omette, senza giustificato motivo di fornirli è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 250 ad € 1.000”.
Il problema, dunque, sta nel fatto di considerare o meno “motivo giustificato” la comunicazione del proprietario del veicolo con la quale questi comunica di essersi alternato, con i propri familiari, alla guida del veicolo per un lungo tratto autostradale. E, inoltre, “motivo documentato” la dichiarazione resa dai propri familiari, allegata alla detta comunicazione.
Obiettivamente, non può essere condivisa la tesi di parte ricorrente poiché se ciò avvenisse si svuoterebbe di contenuto la disciplina del prefato art. 126bis, comma 2, C.d.S. poiché tutti potrebbero inviare la medesima comunicazione per sottrarsi alla relativa sanzione pecuniaria ovvero alla decurtazione dei punti sulla patente di guida.
Per giustificato motivo deve, invece, intendersi una particolare situazione nella quale il proprietario del veicolo effettivamente versi in una condizione (documentata) di materiale impossibilità di procedere alla detta comunicazione, ad es. per fatto patologico o per momentanea inidoneità.
Sul punto, giova ricordare che il Supremo Collegio ha sancito che: “In tema di violazioni alle norme del codice della strada, con riferimento alla sanzione pecuniaria inflitta per l’illecito amministrativo previsto dal combinato disposto degli articoli 126 bis, 2° comma, penultimo periodo, e 180, 8° comma, del detto codice, il proprietario del veicolo, in quanto responsabile della circolazione dello stesso nei confronti delle pubbliche amministrazioni non meno che dei terzi, è tenuto sempre a conoscere l’identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione, onde dell’eventuale incapacità d’identificare detti soggetti necessariamente risponde, nei confronti delle une per le sanzioni e degli altri per i danni, a titolo di colpa per negligente osservanza del dovere di vigilare sull’affidamento in guisa da essere in grado di adempiere al dovere di comunicare l’identità del conducente”. (Cfr. Cass. civ., Sez. II, 12/06/2007, n. 13748).
Del resto, la richiamata ordinanza della Consulta del 16.7.2008 n. 282, non esclude che: “la presunzione relativa di responsabilità a carico del dichiarante sia vagliata dal giudice comune, di volta in volta, anche alla luce delle caratteristiche delle singole fattispecie concrete poste al suo giudizio”.
Consegue che la proposta opposizione va rigettata perché infondata.
1) Rigetta la proposta opposizione;
Così deciso in Caserta, all’udienza del 19 Gennaio 2010
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