Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2007/09/novita-fiscali-del-27-settembre-2007-in-evidenza-dichiarazione-tributaria-puo-essere-rettificata-a-favore-del.html
Timestamp: 2018-02-22 15:07:41+00:00
Document Index: 7872368

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 53', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 38', 'art. 2549', 'art. 51', 'art. 52', 'art. 27', 'art. 52']

Novità fiscali del 27 settembre 2007. In evidenza: dichiarazione tributaria: può essere rettificata a favore del contribuente entro 4 anni; sempre valido l’attestato di tenuta delle scritture contabili; diritto societario: vale sempre il trasferimento di una quota di s.r.l. anche senza l’avvenuta iscrizione nel libro dei soci
1) STUDI NOTARILI: IL CONTROLLO DELL’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA AI FINI DELLE IMPOSTE DI REGISTRO, IPOTECARIA E CATASTALE<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Come è noto, l’art. 35, comma 24, del D.L. n. 223/2006, convertito dalla Legge n. 248/2006, ha esteso i poteri di controllo dell’Amministrazione Finanziaria anche alle imposte di registro, ipotecaria e catastale.
Su tale aspetto il Consiglio Nazionale del Notariato ha dedicato un apposito documento (n. 68-2007/T).
Tale documento evidenzia che il contenuto del nuovo art. 53 bis, del Testo Unico ai fini dell’imposta di registro, ha avuto le prime interpretazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, con la circolare 2/E del 23.01.2007 e con la circolare 6/E del 06.02.2007, ove, con tale neo articolo specifico per l’imposta di registro, agli uffici fiscali addetti ai controlli, vengono sostanzialmente attribuiti i medesimi poteri istruttori di cui agli artt. 32 e 33 D.P.R. 600/1973 (efficacia degli accessi, ispezioni e verifiche, da un lato, e delle indagini finanziarie, dall’altro).
Viene, inoltre, privilegiato il controllo formale sulle agevolazioni per il settore agricolo e per la prima casa.
In particolare, viene pure previsto l’accesso:
– Presso mediatori immobiliari, non solo per acquisire l’effettivo ammontare dei corrispettivi delle cessioni e dei canoni di locazione, ma anche per rilevare le scritture non registrate;
– presso fondi rustici, per verificare che non sia mutata la destinazione agricola del fondo;
– presso altre amministrazioni dello stato, aziende ed istituti di credito.
Relativamente agli inviti, richieste e questionari, possono essere formulate richieste sia al contribuente, sia a soggetti terzi, nel rispetto dello statuto dei diritti del contribuente, mentre possono essere applicate sanzioni in caso di omessa risposta.
Infine, riguardo le indagini finanziare, viene evidenziato di non applicare le risultanze in modo automatico, ma di valutarle ponderatamente, possibilmente ricorrendo al contraddittorio che, però, per giurisprudenza pacifica, non è obbligatorio in modo assoluto.
Il campo di applicazione privilegiata delle indagini bancarie viene identificato nelle compravendite immobiliari.
Altresì, secondo il Consiglio Nazionale del Notariato la maggiore estensione dei poteri di controllo rende più incisiva “la valutazione della base imponibile”, e la percezione del prezzo o del valore di una determinata transazione che sia soggetta al potere di valutazione.
Di fondamentale importanza, a tal guisa, avranno le indagini finanziarie.
Inoltre, viene ipotizzata su larga scala “l’acquisizione di atti, che potrebbero essere stati sottratti all’ obbligo di registrazione o di denuncia” (si pensi soprattutto ai contratti di locazione). Si pone, perciò, più frequentemente, l’ipotesi di registrazione d’ufficio per legittimo possesso, poiché viene ritenuta implicitamente modificata l’attuale norma che ammette quale presupposto il rinvenimento dell’atto nel corso di una verifica effettuata ai fini di altri tributi.
Infine, un delicato aspetto, viene riscontrato sulla possibilità che, con un’attività di controllo ampia, “si rinvengano elementi documentali o presuntivi tali da modificare il contenuto negoziale dell’atto quale risulta dal suo tenore letterale e dalla sua intrinseca natura”.
Come nel caso che si ritrovino documenti presso studi notarili non conformi all’atto stipulato.
2) LA DICHIARAZIONE TRIBUTARIA PUÒ ESSERE RETTIFICATA A FAVORE DEL CONTRIBUENTE ENTRO 4 ANNI
La dichiarazione tributaria può essere rettificata a favore del contribuente entro il 31 dicembre del quarto anno successivo, ciò ai sensi dell’art. 2, comma 8, del D.P.R. n. 322/1998.
Smentita, quindi, la tesi dell’Agenzia delle Entrate, contenuta risoluzione 24/E del 14.02.2007, secondo la quale, invece, il contribuente può presentare una dichiarazione a proprio favore solo nel più ristretto termine di cui all’art. 2, comma 8-bis, del DPR 322/98, cioè entro il termine di presentazione della dichiarazione per il periodo successivo.
La tesi più favorevole al contribuente è contenuta nella circolare dell’Assonime n. 56 del 24.09.2007, la quale Associazione ha, così, evidenziato notevoli perplessità su quanto ha indicato la suddetta risoluzione 24/E/2007.
Pertanto, con tale documento di prassi, l’Agenzia delle Entrate ha sostenuto che il contribuente può presentare una dichiarazione a proprio favore solo entro il termine di presentazione della dichiarazione per il periodo successivo, quindi 1 solo un anno.
Ciò ai sensi dell’art. 2, comma 8-bis, del DPR 322/98.
Viceversa, l’Assonime ha rilevato che l’art. 2, comma 8-bis, del DPR 322/98 prevede una speciale disciplina, in base alla quale il contribuente può rettificare la dichiarazione entro il termine di presentazione di quella successiva, con possibilità di utilizzare in compensazione il credito che ne deriva.
Questo però non impedisce al contribuente di rettificare a proprio favore la dichiarazione nel più ampio termine previsto dall’articolo 2, comma 8, del DPR 3221998, cioè entro il 31 dicembre del quarto periodo successivo.
In questo caso non è possibile alcuna compensazione, ma la rettifica potrebbe portare, secondo l’Assonime, all’istanza di rimborso ai sensi dell’art. 38 del DPR 602/1973.
3) RISOLUZIONE DEL CONTRATTO DI LAVORO: NIENTE DIMISSIONI IN BIANCO ANCHE PER LE PRESTAZIONI OCCASIONALI
E’ stato definitivamente approvato dal Senato il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie del prestatore d’opera” volto a vietare le dimissioni in bianco.
Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni e la loro attuazione ad opera di uno specifico decreto ministeriale da emanare entro tre mesi, la lettera di dimissioni volontarie deve essere presentata dal prestatore d’opera, pena la sua nullità, su appositi moduli predisposti e resi disponibili, gratuitamente, dalle direzioni provinciali del lavoro e dagli uffici comunali.
Detti moduli che avranno una validità di quindici giorni dalla data di emissione, riporteranno un codice alfanumerico progressivo di identificazione, la data di emissione, nonché spazi, da compilare a cura del firmatario, dedicati all’identificazione del prestatore d’opera, del datore di lavoro, della tipologia di contratto da cui si intende recedere, della sua data di stipulazione e di ogni altro elemento ritenuto utile.
La procedura si applica oltre che ai contratti di lavoro subordinato, anche ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa, ai contratti di collaborazione a progetto, ai contratti di collaborazione a natura occasionale, i contratti di associazione in partecipazione di cui all’art. 2549 del Codice civile per cui l’associato fornisca prestazioni lavorative e i cui compensi siano qualificati come redditi da lavoro autonomo, ai contratti di lavoro instaurati dalle cooperative con i propri soci.
(Disegno di legge Senato della Repubblica 25.09.2007, n. 1248)
4) ACCERTAMENTO IVA CON CONTI BANCARI INTESTATI A TERZI: SPETTA AL FISCO PROVARE L’INTERPOSIZIONE FITTIZIA
La Corte di Cassazione, Sentenza, Sez. Trib., n. 19216 del 14.09.2007, in merito ai conti bancari intestati esclusivamente a persone diverse, ancorché legate al contribuente da vincoli familiari o commerciali, ha, di nuovo, stabilito che non si applica la presunzione di cui all’art. 51, comma 2, n. 2) e n. 7), D.P.R. n. 633/1972, tranne che l’ufficio si opponga e poi riesca a provare in sede giudiziale che l’intestazione a terzi sia fittizia o comunque superata dalla sostanziale imputabilità al contribuente delle posizioni creditorie e debitorie annotate sui conti.
5) E’ SEMPRE VALIDO L’ATTESTATO DI TENUTA DELLE SCRITTURE CONTABILI, ANCHE SE NON E’ RECENTE
Sempre valido l’attestato di tenuta delle scritture contabili, anche se non recente, purché sia aggiornato, immediatamente esibito all’atto del controllo ispettivo e le stesse siano analiticamente indicate.
La conferma sulla legittimità del documento, con le caratteristiche suddette, è pervenuta dal Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate del Friuli Venezia Giulia, con la lettera Prot. n. 2007/32280/12 del 10.09.2007 inviata agli Uffici periferici della Regione medesima, nonché al Comando Regionale della Guardia di Finanza del F.V.G., il cui contenuto é favorevole ai professionisti e ai contribuenti da loro assistiti.
Il problema è sorto (peraltro, sollevato dai Consulenti del Lavoro) sull’art. 52 comma 10, D.P.R. 633/1972, per il caso in cui, nel corso della verifica, gli attestati di tenuta delle scritture contabili del contribuente siano stati sottoscritti dal professionista delegato a ciò diversi anni prima e non siano poi stati rinnovati.
Infatti, in virtù dell’art. 27 del D.P.R. n. 600/1973 e dell’art. 52 del D.P.R. n. 633/1972, se la contabilità é tenuta da un altro soggetto, questi deve rilasciare un’apposita dichiarazione.
In particolare, nel corso di attività istruttoria esterna svolta da funzionari dell’Agenzia delle Entrate e da militari della Guardia di Finanza, era sorto il problema dell’efficacia e validità degli attestati rinvenuti nel luogo del controllo, sottoscritti diversi anni addietro e mai rinnovati, con i quali si dichiarava la detenzione presso professionisti della contabilità.
In alcuni casi i funzionari degli Uffici hanno manifestato l’intenzione di irrogare la sanzione anche dopo la tempestiva esibizione.
Quindi, per dirimere ogni possibile controversia con i contribuenti, l’Agenzia Regionale delle Entrate ha rilevato che la citata norma non pone condizioni o limiti di durata alla validità della dichiarazione rinvenuta, fatti salvi gli ulteriori aspetti all’analiticità del contenuto della stessa e alla sua tempestiva esibizione all’atto di controllo.
Pertanto le attestazioni, anche quelle datate nel tempo, conservano l’efficacia propria della norma che le prevede.
Infine, con la stessa nota, il Direttore Regionale ha invitato i Capi degli Uffici a fare uniformare a ciò i comportamenti del personale in servizio esterno addetto alle verifiche.
6) DIRITTO SOCIETARIO: VALE SEMPRE IL TRASFERIMENTO DI UNA QUOTA DI S.R.L. ANCHE SENZA L’AVVENUTA ISCRIZIONE NEL LIBRO DEI SOCI
Il trasferimento di una quota di società a responsabilità limitata è valido ed efficace inter partes indipendentemente dalla sua iscrizione nel libro dei soci, che è, invece, necessaria unicamente affinché il trasferimento sia efficace anche nei confronti della società e di terzi, costituendo, pertanto, il presupposto indispensabile per l’esercizio dei diritti sociali.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. I, 13.09.2007, n. 19161)