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Timestamp: 2019-09-17 11:08:03+00:00
Document Index: 128120759

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 132', 'art. 45', 'art. 58', 'art. 1490', 'art. 1492', 'art. 93']

Costume da bagno difettoso - Danno da vacanza rovinata e danno esistenziale: insussistenza (A. Fuscellaro).
Giovedì 09 Febbraio 2012 19:30	Antonio Fuscellaro
Costume da bagno difettoso. Restituzione del prezzo. Danno da vacanza rovinata e danno esistenziale: insussistenza (Giudice di Pace di Ottaviano - sentenza 22.02.2010) .
Sentenza segnalata dall'avv. Almerinda Giordano
nella causa civile iscritta al n. 149/2009 del ruolo generale degli affari civili, spedita in decisione nell'udienza del 22 febbraio 2010,
- GGG Avv. Aaa, della quale non è possibile evincere il luogo e la data di nascita, residente a San Giuseppe Vesuviano (NA), al n. <...> del <...>, ed elettivamente domiciliata a San Giuseppe Vesuviano (NA), al n. <...>. della via <...>, nello studio dell'Avv. Ggg VVV, che la rappresenta e la difende, giusta la relativa procura speciale ad litem conferitagli a margine dell'originale dell'atto di citazione,
- VVV S. p. A., nella persona del suo legale rappresentante pro tempore (il sig.<...>, ex actis), con sede ad <...> (NA), al n. <...> del <...>, ed elettivamente domiciliata a <...> (NA), al n. <...> della via <...>o, nello studio dell'Avv. Ggg Ccco, che la rappresenta e la difende, giusta la relativa procura speciale ad litem conferitagli a margine dell'originale della comparsa di costituzione e di risposta,
oggetto: 1) restituzione di prezzo (merce difettosa); 2) risarcimento.
conclusioni: come dagli atti processuali tutti e dai verbali tutti d'udienza, in quanto legittimamente utilizzabili all'uopo.
- Omesso, ex art. art. 132, 1° comma, n. 4 del c. p. c., nel testo sostituito dall'art. 45, 17° comma della legge 18 giugno 2009, n. 69, con decorrenza dal 4 luglio 2009 applicabile anche ai giudizi ancora pendenti alla data d'entrata in vigore della legge stessa, ex art. 58, 2° comma della medesima.
- Preliminarmente, verificata la definitiva regolarità dell'instaurazione del cntraddittorio, sotto ogni possibile profilo conferente (nel caso specifico, la validità dell'atto di citazione, la validità e la tempestività della sua notificazione alla destinataria e la validità e la tempestività della costituzione dell'attrice e la validità e la tempestività della costituzione della convenuta), si dichiara che non sussistono questioni del caso.
Tanto premesso, si rileva che la domanda attorea - procedibile de plano, non essendo l'istante gravata dall'onere della preventiva costituzione in mora della convenuta e del conseguenziale rispetto di qual si voglia spatium deliberandi - è risultata solo parzialmente fondata, all'esito della più compiuta valutazione delle risulatanze tutte della documentazione prodotta hic et inde e dell'espletata prova testimoniale e, soprattutto!, del relativo riscontro incrociato tra quelle e queste.
Segnatamente, la domanda attorea è risultata fondata sotto il profilo restitutorio (actio redibitoria, ai sensi del combinato disposto dell'art. 1490, 10 c. e dell'art. 1492, 1 ° c. del Cod. Civ.
- Ben vero, la documentazione prodotta e la prova testimoniale raccolta hanno evidenziato che il costume da bagno acquistato dall'attrice presso il negozio della convenuta si rivelava gravemente difettoso, con precipuo riferimento a quanto doveva rappresentare il suo pregio essenziale (id est, i quattro anelli metallici sui fianchi del pezzo inferiore, con il loro lucore, che, però, scolorivano rapidamente a contatto con l'acqua marina), onde l'apprezzabile diminuzione del suo valore.
- Per il che, spetta all'attrice la somma di € 105,00, corrispondente al prezzo (indubitabilmente) pagato per il capo predetto.
- Per contro, nulla per l'asserito maggiore danno, (asseritamente) conseguente alle dedotte vicissitudini (presuntivamente) legate al difetto del prodotto, che non è stato dimostrato, sotto il profilo dell'an debeatur (ben vero, relativamente al "danno da vacanza rovinata", per l'impossibilità di sfoggiare il costume da bagno de quo, si rileva che nulla ha riferito l'unico teste escusso, mentre, relativamente al "danno esistenziale", per la successiva querelle instauratasi tra l'attrice e la convenuta, si rileva, anzi, che la documentazione prodotta evidenzia che la venditrice si confrontava costruttivamente con la compratrice, nell'intento di raggiungere una soddisfacente soluzione stragiudiziale) e per il quale, sotto il profilo del quantum debeatur, non si profila possibile nemmeno la valutazione equitativa.
All'uopo, poi, non è affatto peregrino richiamare, per relationem, tutta la più recente ed autorevole giurisprudenza, di merito e di legittimità, che ha inteso porre un (condivisibilìssimo) freno all'indiscriminato riconoscimento di figure di danno a carattere aleatorio (per l'appunto, il "danno da vacanza rovinata", il "danno esistenziale", il "danno da 'stress ' psico fisico", il "danno da disagio psicologico", ecc.).
Le spese seguono la parziale soccombenza e si liquidano nella misura che risulterà dal dispositivo, con il beneficio della distrazione in favore dell'Avv. Ggg VVV, sussistendone i presupposti, ex art. 93, 1° comma del c. p. c.
Il Giudice di Pace d'Ottaviano dott. Antonio Fuscellaro, definitivamente pronunciando nella causa civile compiutamente indicata nell'epigrafe, disattesa ogni altra istanza, così provvede:
1) condanna la società. "Vvv" s. r. l., nella persona del suo legale rappresentante pro tempore, a pagare all'Avv. Aaa GGG la somma di € 105,90 (centocinque/00), con il favore degli interessi legali dalla data della costituzione in mora (29 settembre 2008) ed usque ad solutionem;
3) condanna la società. "Vvv" s. r. l., nella persona del suo legale rappresentante pro tempore, a pagare le spese processuali, distratte in favore dell'Avv. Ggg VVV e liquidate nella misura complessiva di € 400,00 (quattrocento/00), di cui, poi, € 50,00; per spese vive, € 150,00 per diritti di procuratore ed € 200,00 per onorari d'avvocato, da maggiorare del rimborso delle spese generali (nella misura vigente ratione temporis vel temporum) e, ma solo se documentati da regolare fattura ad emettersi, anche degli importi del contributo previdenziale (nella misura vigente ratione temporis vel temporum) e dell'imposta sul valore aggiunto (nella misura vigente ratione temporis vel temporum);
Così deciso ad Ottaviano (NA), il 22 febbraio 2010.