Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/massimari/finanziario/9-1/Altri+casi
Timestamp: 2020-03-28 09:03:57+00:00
Document Index: 11386457

Matched Legal Cases: ['art. 1173', 'art. 8', 'art. 102', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 1173', 'art.8', 'art. 1218', 'art. 1176', 'art. 1227', 'art. 1923', 'art. 1923', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 28', 'art. 173', 'art. 1', 'art. 208', 'art.42', 'art.2358', 'art.3', 'art. 195', 'art. 1418', 'art. 125', 'art 125', 'art. 125']

Vendita di diamanti – Attività bancaria – Obblighi informativi – Onere della prova
Il fondamento normativo della responsabilità della banca può ravvisarsi nell’esistenza di obblighi di informazione e protezione in relazione ai quali il rapporto contrattuale tra banca e cliente si atteggia a mero presupposto storico (art. 1173 cc).
L’attività di vendita di beni preziosi, può ricondursi al novero delle attività connesse a quella bancaria che l’art. 8, comma 3, del D.M. Tesoro 6 luglio 1994 definisce come “attività accessoria che comunque consente di sviluppare l’attività esercitata”, aggiungendo che: “A titolo indicativo costituiscono attività connesse la prestazione di servizi di: a) informazione commerciale […]” (Tribunale di Verona 23 maggio 2019).
Grava sulla banca l'obbligo a dimostrare di avere correttamente adempiuto l'obbligo informativo, derivante dal contratto come tale o dal contratto come “contatto negoziale qualificato”.
Il litisconsorzio necessario, fra banca intermediaria e azienda cedente i diamanti, si configura quando “la decisione non può pronunciarsi che in confronto di più parti”(art. 102 cpc), cioè nelle ipotesi di contitolarità dello stesso rapporto, nel caso di specie da escludersi in quanto, nella comune vicenda storica, si scorgono due titoli diversi a fondamento delle pretese. (Francesco Giordano) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 10 Marzo 2020. Segue...
Strumenti di debito - Buoni Postali - Tabella stampata sui buoni fruttiferi - Rendimenti
Poiché l’art. 4 del DM 13.6.1986 fa riferimento alla tabella stampata sui buoni fruttiferi postali, qualora l’ufficio postale in sede di emissione di titoli appartenenti alla serie Q utilizzi moduli della serie precedente P senza correggere interamente i rendimenti trentennali della tabella, Poste italiane è tenuta ad adempiere al contratto con il sottoscrittore così come risulta dal tenore del titolo, anche a condizioni migliori rispetto a quelle normativamente stabilite. (Marisa F. Costelli) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 09 Gennaio 2020. Segue...
Buoni Postali Fruttiferi Serie Q – Illegittima riduzione degli interessi pattuiti per il periodo dal 21° al 30° anno – Prevalenza degli interessi esplicitamente indicati per gli ultimi 10 anni, anche se superiori alla percentuale del 12%
Qualora il decreto ministeriale modificativo dei tassi sia antecedente alla data di emissione del Buono fruttifero, si ritiene che possa essersi ingenerato un legittimo affidamento del cliente sulla validità dei tassi di interesse riportati sul titolo e che tale affidamento, come affermato dalle SS.UU. della Corte di Cassazione con sentenza n. 13979/2007, vada tutelato. Ne deriva che il rendimento del titolo costituito da un Buono postale fruttifero, serie Q, per il periodo dal 21° al 30° anno esplicitamente indicato nella postilla in calce alla tabellina degli interessi pattuiti, stampata sul retro dei BPF emesso nell'anno 1988, deve considerarsi prevalente rispetto al rendimento indicato dal D.M. 13/06/1986 (tasso di interessi al 12%).
Il successivo decreto ministeriale 23/06/1997 ha corretto la capitalizzazione da lorda a netta, ma solo per i primi 20 anni di vita dei titoli, nulla dicendo a riguardo degli ultimi 10 anni. (Gregorio Zambrin) (riproduzione riservata) ABF Milano, 05 Dicembre 2019. Segue...
Risarcimento del danno – Riduzione con criterio equitativo del 20 % in relazione all’alea degli strumenti finanziari sottoscritti
Obbligazioni e contratti – Contratti finanziari – Buoni fruttiferi postali – Cointestati – Clausola di Pari Facoltà di Rimborso – Decesso del cointestatario – Richiesta di rimborso – Necessità di quietanza degli eredi del cointestatario defunto – Esclusione
Per i buoni fruttiferi postali con clausola di pari facoltà di rimborso, il rimborso non è subordinato ad alcuna particolare o specifica modalità di riscossione e consente al portatore e cointestatario del titolo di chiedere a vista all'ufficio postale di emissione il pagamento dell'intero importo del buono, comprensivo degli interessi maturati, senza che sia necessaria, anche nell'ipotesi di altro cointestatario, la quietanza congiunta degli aventi diritto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 05 Giugno 2019. Segue...
Intermediazione finanziaria – Vendita di titoli in contropartirta diretta – Negoziazione fuori dai mercati regolamentati – Sussistenza
Ai fini della qualificazione di una operazione come avvenuta fuori dai mercati regolamentati è irrilevante che l’intermediario, al fine di dare esecuzione all’ordine impartito dal Cliente, trasferisca ad esso titoli già detenuti nel proprio portafoglio oppure vada ad approvvigionarsi da un terzo soggetto, essendo sufficiente, affinché ricorra tale fattispecie, che l’intermediario si ponga come controparte contrattuale del proprio cliente secondo lo schema della compravendita (c.d. operatività in contropartita diretta). (1) (Daniele Braccini) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 24 Maggio 2019, n. 14235. Segue...
Compravendita di oggetti preziosi (nel caso di specie diamanti) – Applicabilità del t.u.f – Esclusione
Promozione da parte di un istituto di credito della vendita di diamanti da investimento ad un prezzo molto superiore a quello di mercato – Responsabilità da contatto sociale – Sussistenza
Attività di vendita di diamanti da investimento con la collaborazione di un istituto di credito – Sua riconducibili alle attività connesse a quella bancaria – Conseguenze
La vendita di oggetti preziosi non è riconducibile ad un’attività di investimento di natura finanziaria, con conseguente inapplicabilità ad essa della disciplina del T.U.F., se non quando al trasferimento di proprietà del bene prezioso sia collegato un contratto che riconosce una o più opzioni all’acquirente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
La fonte della responsabilità della banca che abbia promosso la vendita di diamanti ad un prezzo di molto superiore a quello di mercato va individuata nel rapporto intercorso tra il cliente e l’istituto di credito, che fa sorgere a carico di quest’ultimo un obbligo di informazione e di protezione nei confronti del primo, a salvaguardia dell’affidamento in lui generato dalle specifiche competenze professionali della banca e dalle concrete modalità seguite per promuovere la vendita, ed il suo fondamento normativo può essere individuato, come suggerito dalla difesa attorea, nel disposto dell’art. 1173 c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
L’attività di vendita di beni preziosi, alla quale abbia contribuito un istituto di credito, può ricondursi al novero delle attività connesse a quella bancaria che l’art.8, comma 3, del D.M. Tesoro 6 luglio 1994 definisce come “attività accessoria che comunque consente di sviluppare l'attivita' esercitata”, al pari della intermediazione nella conclusione di polizze rc auto o di compravendita di biglietti per eventi culturali o a musei e attrazioni varie, alle quali gli istituti di credito sono dediti da tempo. Essa può quindi essere fonte di responsabilità contrattuale ai sensi dell’art. 1218 c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 20 Maggio 2019. Segue...
Pegno – Pegno di titoli quotati – Custodia effettuata da soggetti qualificati da particolari qualità soggettive – Banche e intermediari finanziari – Dovere di conservazione del valore della cosa data in pegno – Diligenza professionale di cui all’art. 1176 c.c. – Concorso colposo del creditore di cui all’art. 1227 c.c.
Polizza vita - Somme dovute dall’assicuratore al contraente o al beneficiario - Loro sequestrabilità - Esclusione ai sensi dell’art. 1923, comma 1, c.p.c
La circostanza che si possa attribuire ad una polizza vita la natura di prodotto finanziario non comporta l’inapplicabilità ad essa della disciplina dell’art. 1923, comma 1, c.c.
Le Sezioni unite della Cassazione, con la sentenza n. 8271/2008, hanno, infatti, escluso che possa operarsi una interpretazione restrittiva della predetta norma in virtù del rilievo costituzionale del valore della previdenza che essa è diretta a tutelare “unitamente ad eventuali e, in varia misura concorrenti finalità di risparmio”; valore, questo che assume rilievo soprattutto nell’attuale contesto socio economico nel quale l’assicurazione sulla vita, pur nelle sue varie modulazioni negoziali, è maggiormente affine agli istituti di previdenza elaborati dalle assicurazioni sociali. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 17 Aprile 2019. Segue...
Contratti di borsa – Emissione buoni fruttiferi postali – Contrasto tra le condizioni apposte sul titolo e quelle stabilite dal decreto ministeriale – Prevalenza
Il contrasto tra le condizioni, in riferimento al saggio degli interessi, apposte sul titolo e quelle stabilite dal decreto ministeriale che ne disponeva l’emissione deve essere risolto dando la prevalenza alle prime, essendo contrario alla funzione stessa dei buoni postali – destinati ad essere emessi in serie, per rispondere a richieste di un numero indeterminato di sottoscrittori – che le condizioni alle quali l’amministrazione postale si obbliga possano essere, sin da principio, diverse da quelle espressamente rese note al risparmiatore all’atto della sottoscrizione del buono. (Danilo Iannarelli) (riproduzione riservata) Tribunale L'Aquila, 21 Dicembre 2018. Segue...
Contratti finanziari – Vendita di obbligazioni in conto proprio – Conflitto di interesse – Onere della prova a carico dell’investitore – Omissione degli obblighi di informazione – Responsabilità contrattuale del negoziatore – Sussiste – Obbligo di prospetto informativo – In caso di mera negoziazione – Insussistenza – Qualità di operatore qualificato dell’investitore – Irrilevanza di precedenti acquisti di titoli a rischio
La negoziazione di titoli in conto proprio di per sé non è vietata ed è necessario apprezzare le circostanze del caso concreto per verificare l’esistenza di una situazione di conflitto. Vi può essere conflitto di interessi quando l’intermediario non consiglia quello che è il miglior risultato per l’investitore, ma si adopera per la propria convenienza, determinato dal rapporto che ha con l’emittente il titolo. L’investitore deve dare prova dell’esistenza di un conflitto di interessi.
L’eventuale violazione degli obblighi informativi può avere rilevanza solamente in punto di risarcimento del danno, poiché precedono la conclusione del mandato a comprare o vendere strumenti finanziari con la conseguenza che la loro mancata prestazione giammai può integrare un inadempimento del mandato successivamente concluso. In ogni caso, nel caso di semplice negoziazione del titolo non vi è l’obbligo di prospetto informativo.
Nel caso di obbligazioni Cirio, il crollo era imminente già nella seconda metà del 2000 ed era pertanto sussistente un onere informativo a tal proposito in capo alla banca. Il fatto che il cliente abbia in precedenza acquistato titoli a rischio non è sufficiente a renderlo un operatore qualificato. in quanto tale qualità ha un preciso contenuto tecnico giuridico che non può essere integrato dal mero riferimento all’entità del patrimonio dell’investitore e alle sue attitudini imprenditoriali. [Nella fattispecie, il Tribunale ha condannato la banca a risarcire all’investitore la differenza tra il prezzo d’acquisto dei titoli e le somme percepite a titolo di cedole e rimborsi, avendo ritenuto che la banca avesse contravvenuto ai propri obblighi informativi non avendo fornito alcuna informazione sulla natura e sulle caratteristiche del titolo, sul rating nel periodo di esecuzione dell’operazione, sull’emittente del titolo, su eventuali situazioni di grey market o di default dell’emittente; e che, se l’investitore fosse stato correttamente informato delle caratteristiche del titolo, non l’avrebbe acquistato.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 10 Ottobre 2018. Segue...
Intermediazione finanziaria - Operazioni sul mercato del Forex - Collegamento negoziale - Obblighi della Banca depositaria - Responsabilità contrattuale - Violazione regole generali sul mandato - Assenza concorso di colpa cliente
Anche in assenza di un collegamento negoziale tra il contratto di conto corrente ed il contratto di intermediazione in cambi forex, sussiste la responsabilità contrattuale della banca depositaria laddove ometta la verifica degli ordini di pagamento pervenuti dalla società di intermediazione in cambi.
Tale responsabilità professionale, di natura contrattuale qualificata, permane nei confronti dei soggetti a tutela del loro affidamento ed in attuazione dei doveri di protezione facenti capo al banchiere.
Sussiste, altresì, la violazione delle regole generali sul mandato in violazione dei vincoli, mentre non sussiste il concorso di colpa del cliente laddove non viene riportata la motivazione della disposizione eseguita dal conto vincolato dallo stesso intrattenuto. (Paoloandrea Monticelli) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 13 Settembre 2018. Segue...
Rimessa alle sezioni Unite la questione di massima particolare importanza se la riduzione del tasso di interesse sui Buoni Postali fruttiferi possa essere disposta in via unilaterale mediante pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale che la dispone (il ministro disporrebbe quindi al riguardo di un vero e proprio potere discrezionale di modifica unilaterale delle condizioni economiche dell’investimento) oppure, affinché l’applicazione del nuovo tasso sia efficacie, occorre che il risparmiatore sia informato mettendo a sua disposizione presso gli uffici postali le tabelle riportanti i nuovi tassi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Agosto 2018, n. 21543. Segue...
Finanza e mercati – Offerta pubblica di acquisto – OPA – Mancato lancio dell’OPA – Danno all’azionista – Perdita di chance di disinvestimento – Raffrontando il prezzo di rimborso delle azioni in caso di Opa con il loro valore effettivo, ritratto dalle risultanze di borsa
In tema di risarcimento del danno subito dall’azionista in conseguenza del mancato lancio dell’OPA, la valutazione non va rapportata esclusivamente al momento in cui si consuma la violazione dell'obbligo di lancio dell'Opa, essendo «almeno astrattamente possibile ipotizzare un'incidenza di quegli eventi successivi sul valore di borsa dei titoli rimasti nel portafoglio di detti azionisti in termini di compensatio lucri cum damno ove ve ne siano le condizioni» (Cass. 26 settembre 2013, n. 22099; v. pure Cass. 10 febbraio 2016, n. 2665; Cass. 13 ottobre 2015, n. 20560).
Ne discende che il danno da perdita di chance di disinvestimento patito dall'azionista, perciò commisurato alle probabilità che l'azionista avrebbe aderito all'Opa che non ha invece avuto luogo, va determinato raffrontando il prezzo di rimborso delle azioni in caso di Opa con il loro valore effettivo, ritratto dalle risultanze di borsa, secondo il successivo andamento del titolo, nell'arco temporale intercorrente tra il giorno in cui si è consumata la violazione dell'obbligo di Opa e quello del disinvestimento (se vi è stato, ovvero in caso contrario della proposizione della domanda risarcitoria), nella misura in cui, in applicazione dei principi generali, il pregiudizio patito dall'azionista si collochi sul piano delle conseguenze immediate e dirette alla violazione dell'obbligo di Opa, il tutto sempre nei limiti della prevedibilità, salvo non si versi in caso di dolo, e se del caso con liquidazione equitativa, escluso in tutto o in parte, in presenza dei relativi presupposti, il risarcimento in ipotesi di concorso del fatto colposo del creditore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 25 Luglio 2018, n. 19741. Segue...
Intermediazione finanziaria - Finanziamento per acquisto di azioni della Banca - Applicabilità dell’art. 21 T.U.F. e provvedimenti attuativi - Quantificazione del danno
Il mutuo concesso da una Banca esclusivamente finalizzato all’acquisto di azioni della stessa per il medesimo controvalore va ricondotto al servizio accessorio di investimento di “concessione di finanziamenti agli investitori per consentire loro di effettuare un’operazione relativa a strumenti finanziari, nella quale interviene il soggetto che concede il finanziamento” di cui all’art. 1, co. 6, lettera C, T.U.F.
Qualora siano violati gli obblighi di cui all’art. 21 T.U.F. e provvedimenti attuativi, il danno subito dall’investitore coincide con le somme versate a titolo di rimborso del finanziamento, dedotti i dividendi percepiti (nella fattispecie erano stati corrisposti solo gli interessi, mentre il capitale avrebbe dovuto essere rimborsato in unica soluzione alla scadenza del finanziamento).
[Nella fattispecie concreta, l’ACF ha ritenuto provato da plurimi elementi obiettivi gravi, precisi e concordanti che l’erogazione da parte dell’intermediario di un’ulteriore linea di credito (pari ad € 200.000,00), rispetto al mutuo principale richiesto (pari ad € 1.350.000,00) sia stata concessa al (solo) fine di consentire l’acquisto – indotto nell’investitore – dei titoli azionari di che trattasi e di ottenere il primo finanziamento. Non può quindi che concludersi che l’intermediario non abbia operato nel “miglior interesse del cliente”, inducendo questi ad un investimento che altrimenti non avrebbe effettuato, violando così gli obblighi di cui all’art. 21 T.U.F. e provvedimenti attuativi. (Nicola Vascellari) (riproduzione riservata) ACF, 24 Maggio 2018. Segue...
Intermediazione finanziaria - Accertamento di violazioni della normativa di settore - Interpretazione del contratto - Interpretazione non censurabile in sede di legittimità - Polizza assicurativa sulla vita o investimento in uno strumento finanziario - Rapporto intercorso con società fiduciaria - Valutazione dell'adempimento degli obblighi di comportamento dell'intermediario nei confronti del fiduciante e non della fiduciaria
Come affermato da Cass. 18 aprile 2012, n. 6061, il giudice di merito, al fine di stabilire se l'impresa emittente, l'intermediario ed il promotore abbiano violato le regole di leale comportamento previste dalla specifica normativa, deve interpretare il contratto, e tale interpretazione non è censurabile in sede di legittimità se immune da vizio di motivazione, al fine di stabilire se esso, al di là del "nomen iuris" attribuitogli, sia da identificare come polizza assicurativa sulla vita (in cui il rischio avente ad oggetto un evento dell'esistenza dell'assicurato è assunto dall'assicuratore) oppure si concreti nell'investimento in uno strumento finanziario (in cui il rischio di "performance" sia per intero addossato all'assicurato).
Nel caso di specie, la corte del merito aveva ritenuto che il rapporto di intermediazione fosse intercorso non con la società fiduciaria, ma la persona fisica fiduciante, nei cui confronti l'adempimento degli obblighi dell'intermediario finanziario avrebbero dovuto essere valutati in ipotesi di operazione inadeguata.
La Cassazione, sul punto, ha quindi affermato che: "Trattasi di conclusione conforme alle comunicazioni Consob n. DI/98086703 del 4 novembre 1998 e n. DIN/6022348 del 10 marzo 2006 relative alla possibilità per le società fiduciarie, alle quali è consentita l'attività di amministrazione statica disciplinata dalla L. n. 1966 del 1939, di rendersi intestatarie di contratti di investimento e di contratti di negoziazione e raccolta ordini per conto dei propri fiducianti. Ciò che condivisibilmente l'organo di vigilanza ha evidenziato è che l'interposizione delle società fiduciarie è consentita in quanto resti sempre e comunque preservata la diretta riferibilità al cliente-fiduciante della volontà contrattuale e delle connesse tutele. E' stato in particolare previsto che "il cliente/fiduciante deve essere reso identificabile in modo univoco attraverso l'attribuzione di un codice convenzionale" e che "l'intermediario deve ricevere dalla fiduciaria tutte le informazioni sul cliente previste dall'art. 28, comma 1, lett. a), del reg. Consob n. 11522 (con l'eccezione dei soli nome e cognome)". A propria volta, sulla scorta dei dati così acquisiti, l'intermediario "deve fornire al cliente, per il tramite della fiduciaria, informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni delle operazioni o del servizio, la cui conoscenza sia necessaria per effettuare consapevoli scelte d'investimento o disinvestimento". In particolare, la segnalazione dell'eventuale "inadeguatezza" dell'operazione deve essere indirizzata al cliente-fiduciante. In questo quadro la qualificazione di "cliente al dettaglio" o "operatore qualificato" (su quest'ultima nozione si veda Cass. 19 febbraio 2018, n. 3962), classificazione decisiva per il concreto operare delle regole di tutela, la cui piena applicazione è prevista solo con riferimento alla prima categoria, deve essere riferita alla persona del fiduciante quale effettivo investitore, derivandone altrimenti un'elusione della disciplina posta a tutela del "cliente al dettaglio". Irrilevante è quindi che la società fiduciaria rientri nella categoria degli operatori qualificati, dovendosi avere riguardo per la disciplina applicabile alla persona dell'investitore." (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 30 Aprile 2018, n. 10333. Segue...
Buoni postali fruttiferi – Natura – Remunerazione – Buoni Postali sottoscritti successivamente al 13/6/1986 – Rendimento cartolare
I Buoni Postali Fruttiferi disciplinati dal D.P.R. 29 marzo 1973 n. 156 (approvazione del T.U. delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni) non sono titoli di credito, ma meri titoli di legittimazione, sicché deve ritenersi prevalgano, sul loro tenore letterale, le successive determinazioni ministeriali in tema di interessi ai sensi dell'art. 173 T.U. cit., come modificato dall'art. 1 D.L. 30 settembre 1974 n. 460 (conv. nella L. 25/11/74 n. 588) (Cass. sez. I 16/12/05 n. 27809);
Se in corso di rapporto non interviene un decreto che ritocca il tasso, è escluso che possa proporsi qualsiasi modificazione della situazione esistente al momento della sottoscrizione da parte del risparmiatore, mentre un eventuale provvedimento ministeriale che dovesse sopravvenire all’emissione del titolo determina una legittima variazione dei diritti spettanti ai sottoscrittori
Per i Buoni Postali sottoscritti successivamente al 13/6/1986 è fondata la pretesa di restituzione tra i rendimenti cartolari e quanto percepito dal beneficiario. (Francesco Giordano) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 08 Marzo 2018. Segue...
Intermediazione finanziaria - Operazioni sul mercato del Forex - Separazione patrimoniale - Collegamento negoziale - Occasionalità necessaria - Obblighi della Banca depositaria
Le operazione valutarie a pronti possono generare solo il regolamento economico immediato diversamente da quelle in cui si rinvia al futuro l'esecuzione e il pagamento, per le quali sono previsti i margini per la garanzia della futura copertura.
La Banca mediante la creazione del conto vincolato alla operatività dell'intermediario Forex pone in essere lo strumento necessario e indispensabile per la attività dell'intermediario e ne definisce la operatività, la cui futura violazione andrà imputata come responsabilità a titolo oggettiva alla Banca che aderendo all'accordo di collaborazione e collaborando con l'intermediario consapevolmente accetta rischi insiti in tale sua particolare scelta imprenditoriale.
Sussiste il collegamento negoziale sia dal punto di vista degli interessi perseguiti che dal punto di vista dell’operatività concreta dei soggetti e dell'oggetto non potendo l'intermediario detenere alcuna somma del cliente ed avendo necessità di avvalersi di un istituto di credito che consenta il perseguimento del contratto concluso con il comune cliente.
L'esecuzione a favore dell'intermediario in unica soluzione dei bonifici sempre al momento dei versamenti sul conto vincolato del cliente mostra la consapevolezza della banca di operare un illegittimo trasferimento dal conto vincolato, di violare il divieto che l'intermediario possa detenere le disponibilità liquide dei clienti ed il principio di separatezza patrimoniale.
La Banca è tenuta alla verifica sostanziale e non solo della legittimità formale delle richieste di bonifico pervenute dall'intermediario perché lo richiede il preminente interesse della cliente e perché non è ignota alla Banca l’attività in concreto esercitata dalla società.
In presenza di un’operazione manifestamente anomala che possa compromettere l’interesse del correntista che abbia affidato alla banca i propri depositi rientra nei doveri di esecuzione di buona fede il rifiutare il compimento o quanto meno di informarne preventivamente il cliente. (Paoloandrea Monticelli) (riproduzione riservata) Appello Roma, 18 Dicembre 2017. Segue...
Titoli azionari - Risarcimento del danno derivante dal pregiudizio subito dagli investitori aderenti all'aumento di capitale offerto in opzione sulla base di un prospetto inveritiero - Obblighi gravanti sull'emittente i titoli azionari in riferimento ai diritti patrimoniali e amministrativi in essi incorporati - Distinzione
Banche - Risoluzione - Cessione all'ente ponte - Passività corrispondenti ad obblighi risarcitori dell'emittente derivanti da condotte antecedenti la cessione
L'obbligo al risarcimento del danno derivante dal pregiudizio subito dagli investitori aderenti all'aumento di capitale offerto in opzione sulla base di un prospetto inveritiero è diverso e distinto da quelli gravanti sull'emittente i titoli azionari in riferimento ai diritti patrimoniali e amministrativi in essi incorporati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Nel caso in cui la cessione all'ente ponte dell'azienda bancaria in risoluzione preveda il trasferimento di "tutti i diritti, le attività e le passività costituenti l'azienda bancaria della banca in risoluzione", in mancanza di espressa esclusione, nella cessione devono intendersi ricomprese anche le passività corrispondenti ad obblighi risarcitori dell'emittente derivanti da condotte antecedenti la cessione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 08 Novembre 2017. Segue...
Buoni fruttiferi postali - Clausola di pari facoltà di rimborso - Richiesta a vista all’ufficio postale di emissione del pagamento dell’intero importo del buono comprensivo degli interessi maturati
Ai buoni fruttiferi postali con clausola di pari facoltà di rimborso emessi antecedentemente all’entrata in vigore del D.M. 19.12.2000 deve applicarsi la disciplina contenuta nel D.P.R. n. 156/1973 e nell’art. 208 del regolamento di esecuzione del 1989, in base alla quale il rimborso del buono fruttifero non è subordinato ad alcuna particolare o specifica modalità di riscossione e consente al portatore e cointestatario del titolo, avvalendosi della clausola di pari facoltà di rimborso, di chiedere a vista all’ufficio postale di emissione il pagamento dell’intero importo del buono, comprensivo degli interessi maturati, senza che sia necessaria, anche nell’ipotesi di altro cointestatario del medesimo buono, la quietanza congiunta degli aventi diritto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Milano, 25 Ottobre 2017. Segue...
Contratti finanziari – Azioni di istituto di credito non quotato – Illiquidità – Obbligo di informazione al cliente – Sussiste – Valutazione di appropriatezza – Obbligo – Sussiste
Intrinseche limitazioni fattuali agli scambi costituiscono, in alternativa alla loro impossibilità giuridica, elemento caratterizzante dei titoli illiquidi. Di conseguenza il prezzo di realizzo rimane teorico, per non dire del tutto aleatorio.
Di ciò il cliente deve essere avvertito prima della conclusione dell’operazione, per essere messo in condizioni di effettuare un acquisto perfettamente consapevole.
Rilevano nel caso le indicazioni della comunicazione Consob relativa al “dovere dell’intermediario di comportarsi con correttezza e trasparenza e buona fede in sede di distribuzione di prodotti finanziari illiquidi” del 2009, che stabilisce numerosi e assai stringenti obblighi di trasparenza ex ante a carico dell’intermediario.
Dall’art.42 reg.16190/2007 deriva l’obbligo di valutare l’appropriatezza delle operazioni di investimento, che implica l’acquisizione da parte dell’intermediario di informazioni in merito alle conoscenze ed esperienze del cliente in materia di investimenti. [Nella fattispecie, il Giudice ha accertato la responsabilità della banca per violazione degli obblighi informativi verso il cliente e per avere omesso la verifica della sua capacità di comprendere gli specifici profili di rischio connessi ai titoli acquistati, e ha pertanto condannato l’istituto di credito a rifondere il prezzo d’acquisto delle azioni.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 21 Marzo 2017. Segue...
Contratti finanziari – Acquisto di azioni di banca controllata dall’istituto collocante – Abbinamento con apertura di credito – Nullità
L’acquisto di azioni di una banca con finanziamento concesso da un istituto di credito controllato dalla prima, in abbinamento alla concessione di apertura di credito, viola norme imperative, e la violazione è rilevata d’ufficio.
Può presumersi che la controllata abbia collocato le azioni di nuova emissione su sollecitazione della controllante in un’operazione di raccolta di capitali massiva.
La contestualità tra finanziamento e acquisto di azioni, l’assenza di provvista sul conto al momento del passaggio del’operazione di acquisto e il nesso di controllo tra le due società appaiono sufficienti ad affermare la violazione dell’art.2358 c.c., con conseguente nullità dell’operazione di utilizzo della provvista di fido.
Se l’impresa ha una posizione dominante all’interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante, l’abbinamento di prodotti può rappresentare pratica abusiva ai sensi dell’art.3, lett.d), della legge 287/90.
Al fine di verificare una pratica abusiva rileva l’operazione “com’è”, non la rappresentazione che ne è stata data sulla carta.
Alla nullità dell’atto segue lo storno dal saldo debitore: a) del capitale corrispondente all’investimento fatto; b) del delta di interessi indotto dai maggiori numeri debitori generati dal saldo capitale indebito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 02 Febbraio 2017. Segue...
Contratti bancari – Mutuo fondiario – Indicizzato in valuta estera – Clausola di indicizzazione in base alla fluttuazione del cambio della valuta – Atipicità del contratto – Necessità di apposita stipulazione e informazione della clausola – Sussiste
Il contratto di mutuo fondiario indicizzato in valuta estera in cui sia inserito un fattore di rischio (cioè, l’andamento della valuta estera rispetto al suo cambio contrattualmente convenuto) non è un comune mutuo fondiario (negozio tipico commutativo) ma un mutuo cui è abbinato un rilevante fattore di rischio finanziario (negozio tipico di natura aleatoria); cosicché occorre valutare se nell’ambito delle clausole siano contenuti profili del tutto aleatori che sono incompatibili con la causa tipica di un mutuo fondiario e che pertanto necessitano di apposita stipulazione e corretta informazione, trattandosi di contratto del tutto atipico. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 14 Dicembre 2016. Segue...
Intermediazione finanziaria - Azione di regresso ex articolo 195 TUB - Rinuncia - Nullità
L'azione di regresso prevista dall'art. 195, comma 9, d.lgsl. n. 58 del 1998 ha natura di obbligazioni accessori di legge, come tale, inderogabile stante la natura degli interessi alla trasparenza del mercato finanziario ed alla tutela del risparmio a copertura costituzionale. Ne consegue che la delibera con cui le società e gli enti che operano nel mercato finanziario rinunziano all'azione di regresso, disciplinata dalla suddetta norma imperativa, è nulla per violazione dell'art. 1418 c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 31 Marzo 2016, n. 6255. Segue...
Intermediazione finanziaria - Attività svolta da soggetto non abilitato in collaborazione con l'Istituto bancario - Responsabilità solidale della banca - Sussistenza
La banca che presti la propria collaborazione all'attività di intermediazione finanziaria svolta da soggetto non abilitato risponde in solido con l'intermediario dei danni sofferti dai clienti in caso di esito sfavorevole degli investimenti. (Alessandro Ghelardini) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 29 Gennaio 2016. Segue...
Intermediazione finanziaria - Operazioni sul mercato dei cambi - Prelievi per margine operativo - Autorizzazione del cliente - Necessità
La banca deve restituire al cliente i prelievi effettuati a titolo di margine operativo per operazioni sul mercato dei cambi qualora il contratto preveda la possibilità di prelevare e quindi di regolare sul conto corrente esclusivamente le operazioni chiuse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 27 Settembre 2014. Segue...
Intermediazione finanziaria - Operazioni sul mercato dei cambi - Circolare della Banca d'Italia 52561/2010 - Natura interpretativa
La circolare della Banca d'Italia 52561/2010, relativa all'attività di intermediazione in cambi, costituisce interpretazione autentica delle modalità di svolgimento di detta attività ed è pertanto applicabile anche a fattispecie anteriori regolate dal medesimo quadro normativo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 27 Settembre 2014. Segue...
Intermediazione finanziaria - Operazioni sul mercato Forex - Autorizzazione all'intermediario finanziario ad operare continuativamente sul conto corrente del cliente - Responsabilità della banca per le operazioni eseguite dall'intermediario - Esclusione - Obbligo della banca in ordine ai rischi del mercato - Esclusione
Nell'ipotesi in cui un intermediario finanziario operante sul mercato Forex venga dal cliente autorizzato ad operare sul proprio conto corrente, la banca è estranea al contratto di intermediazione in cambi intercorso tra l'intermediario e la cliente e non è pertanto tenuta all'adempimento degli obblighi informativi che gravano, invece, sull'intermediario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 10 Settembre 2014. Segue...
Forex - Rapporto tra il contratto di intermediazione in cambi e il contratto di conto corrente - Collegamento negoziale - Esclusione
Non esiste collegamento negoziale tra il contratto stipulato con un intermediario finanziario operante sul mercato Forex per l'effettuazione di operazioni di gestione cambi e il contratto di conto corrente stipulato con la banca al fine di fornire la provvista di dette operazioni e ciò anche nell'ipotesi in cui i due contratti siano stati stipulati in occasione ed allo scopo di regolare l'operatività sul mercato Forex. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20 Giugno 2014. Segue...
Mutuo - Finanziamento finalizzato all’acquisto - Art 125 quinquies TUB - Diritto intertemporale.
Mutuo - Finalizzato finalizzato all’acquisto - Collegamento - Ipotesi rilevanti - Fattispecie.
Nei contratti di credito collegati la tutela del consumatore in caso di inadempimento del fornitore è disciplinata dal nuovo art. 125 quinquies TUB. Il fatto che il contratto di servizio e quello di finanziamento siano stati conclusi prima dell’entrata in vigore dell’art 125 quinquies TUB è irrilevante ai fini dell’applicazione della norma. (Alessandro Botti) (riproduzione riservata)
La stipulazione di un accordo che attribuisca al finanziatore l’esclusiva per la concessione del credito al cliente del fornitore non è condizione necessaria ai fini della configurazione di un collegamento negoziale rilevante ai fini dell’applicazione dell’art. 125 quinquies TUB. Basta al riguardo che il contratto di finanziamento sia proposto dalla società erogatrice del servizio ed accettato dal cliente contestualmente alla stipulazione del contratto di servizio. (Alessandro Botti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 23 Ottobre 2012, n. 3430. Segue...
Contratto di opzione su azioni - Contratto stipulato tra privati - Mediazione obbligatoria - Esclusione.
Mediazione obbligatoria - Individuazione delle controversie relative a "contratti assicurativi, bancari e finanziari" - Riferimento alla natura professionale di una delle parti.
Il contratto di opzione su azioni stipulato tra privati senza l'intervento di un operatore professionale o finanziario non rientra nell'ambito delle controversie in materia di contratti finanziari, per le quali il legislatore all'articolo 5 del d.lgs. 28/2010 ha previsto la mediazione obbligatoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
L'espressione letterale dell'articolo 5 del d.lgs. 28/2010 nonché la Relazione al citato d.lgs. consentono di ritenere che, allo scopo di individuare la categoria delle controversie soggette a mediazione obbligatoria relative a "contratti assicurativi, bancari e finanziari" si debba fare riferimento alla natura "professionale" di una delle parti piuttosto che alle specifiche tipologie contrattuali, le quali sono di per se stesse di difficile ricostruzione sistematica sulla scorta del nomen juris utilizzato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16 Marzo 2012. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obbligazioni argentine – Adesione all’arbitrato internazionale ICSID – Improcedibilità dell’azione nei confronti dell’intermediario – Sussistenza.
E’ improcedibile nei confronti dell’istituto di credito intermediario la domanda proposta dall’investitore che abbia aderito al giudizio arbitrale internazionale promosso presso l’Icsid (International Centre for the Settlement of the Investment Disputes - Centro Internazionale per la Risoluzione delle controversie in materia di investimenti, istituito presso la Banca Mondiale con la Convenzione di Washington del 18 marzo 1965, ratificato in Italia con legge n. 1093 del 1970) con mandato conferito, e mai revocato, alla TFA (Task force Argentina - Associazione per la tutela degli investitori in titoli Argentina). (Nunzio Salice) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 08 Febbraio 2010. Segue...
Polizze – Unit linked – Rischio del capitale assicurato gravante sull'investitore – natura di strumenti finanziari – Applicazione del d.lgs. n. 58/1998 anche prima delle modifiche legislative introdotte dal d.lgs. n. 330/2006. (13/07/2010)
Il fatto che nelle polizze unit linked l'entità del capitale o della rendita dipenda dalla maggiore o minore redditività dell'investimento comporta che l'intero rischio di questo gravi sull'assicurato e ciò a fronte di un premio e di spese di emissione del contratto che la compagnia di assicurazioni percepisce senza alea alcuna. Questo genere di contratti può quindi considerarsi sorretto da causa mista, con prevalenza di quella finanziaria, ove la veste della polizza vita ha il solo scopo di individuare i momenti in cui l'assicuratore dovrà effettuare la prestazione alla quale è obbligato; in considerazione di ciò, alle polizze in questione, che presentano le caratteristiche tipiche degli strumenti finanziari, è applicabile la normativa di cui al d.lgs. n. 58/1998 e ciò anche prima delle modifiche legislative introdotte dal d.lgs. n. 330/2006. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 23 Settembre 2009, n. 0. Segue...
Pegno – Apertura di credito garantita dal cd pegno rotativo – Applicazione della normativa dell’intermediazione finanziaria – Necessità.
L’acquisto di titoli posti a garanzia di una apertura di credito con la modalità del cd. pegno rotativo soggiace alla normativa prevista per la negoziazione degli strumenti finanziari, con la conseguenza che devono essere rispettate le regole da tale normativa previste, ivi comprese quelle in tema di forma dei contratti e di conflitto di interessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 11 Settembre 2008. Segue...