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Timestamp: 2019-05-25 19:35:49+00:00
Document Index: 54219667

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 34', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 20', 'art. 42', 'art. 42']

Tessili - Bottoni, Industria: CCNL, 12 ottobre 1939
Data firma: 12 ottobre 1939
Parti: Federazione Nazionale Fascista degli Esercenti Industrie varie e la Federazione Nazionale Fascista dei Lavoratori dell’Abbigliamento
Settori: Tessili, Bottoni, Industria
Art. 22. - Deposito cauzionale.
Art. 26. - Indennità di licenziamento ed in caso di morte. Art. 27. - Chiamata alle armi.
Art. 32. - Visita d’inventario e visite personali.
Contratto collettivo nazionale salariale per i dipendenti dalle aziende industriali esercenti la produzione dei bottoni e articoli affini di frutto (corozo e dum), 19 gennaio 1940
Contratto collettivo nazionale salariale per i dipendenti dalle aziende industriali esercenti la produzione dei bottoni ed articoli affini, ricavati da conchiglie madreporiche, 21 febbraio 1939
Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti alla industria della lavorazione dei bottoni e articoli affini, 12 ottobre 1939
L’anno 1939-XVII il giorno 12 del mese di ottobre, in Roma, presso la Federazione Nazionale Fascista degli Esercenti Industrie varie; tra la Federazione Nazionale Fascista degli Esercenti Industrie varie [...] e la Federazione Nazionale Fascista dei Lavoratori dell’Abbigliamento [...], è stato stipulato il presente contratto collettivo di lavoro da valere per gli addetti all’industria della lavorazione dei bottoni e articoli affini a tutto il territorio del Regno.
Per il lavoro delle donne e dei fanciulli valgono le norme della legge 26 aprile 1934, n. 653 nonché le disposizioni contenute nel R.D. 7 agosto 1936, n. 1720 relative alle operazioni inerenti alla manipolazione di colori, vernici e solventi pericolosi alla salute, qualora ricorrano gli estremi di applicazione della legge stessa.
L’orario normale di lavoro sarà di 40 ore settimanali con un mas-simo di otto ore giornaliere, salvo le eccezioni e le deroghe previste dal R.D.L. 29 maggio 1937-XV, n. 1768, ferme restando le disposizioni sul sabato fascista.
a) lavori necessari per predisporre il funzionamento degli impianti e dei mezzi di lavoro e cioè: messa a regime dei generatori a vapore, degli apparecchi di riscaldamento; lavori di preparazione della materia prima per alimentare l’inizio del lavoro nell’opificio; lavori relativi alla distribuzione degli attrezzi agli operai all’inizio del lavoro; lavori di verifica per la messa in marcia dei motori, delle trasmissioni, delle macchine e degli apparecchi;
c) lavori strettamente necessari per lo sgombero dei prodotti, delle materie prime e dei residui di lavorazioni e per la loro conservazione durante l’interruzione di lavoro.
I lavori effettivamente compresi tra quelli elencati nelle lettere a), b) e c) saranno retribuiti a regime salariale normale.
Le ore di lavoro straordinario che sommate a quelle ordinarie non portano la durata complessiva del lavoro ad eccedere le 8 ore giornaliere o le 48 settimanali saranno compensate con la maggio- razione del 10 %.
Per il lavoro straordinario che ecceda le 48 ore settimanali o le otto ore giornaliere, la percentuale di maggiorazione da corrispondersi è fissata nel 25 %.
Il lavoro notturno, e cioè quello compiuto tra le 22 e le 6, verrà retribuito con la percentuale di maggiorazione del 40 %.
La percentuale di maggiorazione per il lavoro compiuto nei giorni festivi di cui all’art. 9 del presente contratto è fissata nel 40 %.
Le percentuali predette, che saranno calcolate sulla effettiva retribuzione percepita dai lavoratori, non sono cumulabili intendendosi che la maggiore assorbe la minore.
I periodi di sospensione di lavoro dovuti a causa di forza maggiore, nonché quelli dovuti a soste concordate dalle parti potranno essere recuperati.
Per il trattamento dell’operaia che contrae matrimonio o che trovasi in stato di gravidanza o di puerperio nonché per le altre provvidenze di carattere demografico valgono gli accordi interconfederali del 5 luglio 1938-XVI e del 10 agosto 1939-XVII.
а) Tutti i lavoratori dovranno essere retribuiti o ad economia o a cottimo, intendendosi per cottimo i tipi tradizionali di tale sistema di lavoro uniformati ai principi corporativi delle presenti disposizioni;
f) ogni qualvolta in conseguenza dell’organizzazione del lavoro nell’azienda, l’operaio sia vincolato ad un . determinato ritmo produttivo, o quando la valutazione del lavoro a lui affidato sia il risultato delle misurazioni dei tempi di lavorazione, l’operaio stesso deve essere retribuito a cottimo.
g) è proibito alle aziende di servirsi di cottimisti i quali abbiano alle proprie dipendenze altri lavoratori da essi direttamente retribuiti, dovendosi intendere il rapporto di lavoro sempre intercorrente fra il lavoratore e l’azienda, e la dipendenza di un lavoratore da un altro unicamente possibile agli effetti tecnici e disciplinari;
h) qualunque contestazione in materia di cottimi riguardante la precisazione di elementi tecnici o accertamenti di fatto determinanti le tariffe di cottimo, è rimessa all’esame di un Collegio tecnico composto di un rappresentante di ognuna delle Organizzazioni sindacali interessate e presieduto da un Ispettore Corporativo.
Contro le decisioni del Collegio tecnico di cui sopra è ammesso appello al Ministero delle Corporazioni, soltanto da parte delle Confederazioni, entro il termine di 15 giorni dalla decisione, a termini del R.D.L. 7 marzo 1938 n. 406.
Le decisioni non appellate e quelle adottate dai Ministero in sede di appello diventano obbligatorie per le parti.
L’operaio che abbia una anzianità di dodici mesi consecutivi presso la ditta in cui è occupato, avrà diritto, ogni anno, a sei giorni (48 ore) di ferie retribuite a paga normale.
Non è ammessa la rinuncia espressa o tacita delle ferie.
La distribuzione e la ripartizione del lavoro, come la assegnazione degli operai alle varie mansioni, la determinazione del numero del per-sonale occorrente al funzionamento di qualsiasi reparto o macchinario, e in genere la fissazione dei criteri e dei metodi per l’andamento del lavoro, sono di esclusiva competenza della direzione o di chi da essa incaricata. Nella esecuzione del lavoro l’operaio deve attenersi alle istruzioni ricevute.
Gli operai tanto nei rapporti di lavoro quanto in ogni altra circo-stanza ad essi attinente, dipendono dai rispettivi capi secondo l’ordine gerarchico stabilito dalla ditta.
I capi impronteranno, a sensi di urbanità e di cameratismo i rap-porti con i loro dipendenti.
Per provvedersi degli utensili e del materiale occorrente ogni operaio deve farne richiesta al suo capo.
L’operaio è responsabile degli utensili che riceve in consegna.
L’operaio è responsabile degli utensili che riceve in regolare con-segna: egli però deve essere posto in grado di bene conservare quanto gli è stato consegnato.
È proibito fumare ed introdurre nel laboratorio bevande alcooliche senza permesso della Direzione.
Nei casi di maggiore gravità e recidiva la Direzione ha facoltà di infiggere la sospensione.
f) lavorazione o costruzione nell’interno dello stabilimento, senza autorizzazione del superiore di oggetti per proprio uso o per conto di terzi;
i) recidiva in qualunque delle mancanze di cui all’articolo precedente che abbiano dato luogo all’applicazione della sospensione nei sei mesi precedenti oppure, quando si tratti di recidiva, nell’identica mancanza che abbia già dato luogo a due sospensioni nel biennio precedente;
Nei casi previsti dalle lettere f) e g) l’operaio è tenuto a risarcire l’eventuale danno arrecato alla ditta, ai sensi dell’art. 34.
Tutti i reclami di puro carattere individuale dovranno seguire le consuetudinarie norme disciplinari dello stabilimento e saranno risoluti con trattative dirette tra gli operai interessati e i loro superiori.
Qualora nell’applicazione del presente contratto o nello svolgi-mento del rapporto di lavoro sorga controversia, questa dovrà, prima dell’azione giudiziaria, essere sottoposta all’esame delle competenti associazioni professionali per sperimentare il tentativo di conciliazione delle parti. A tal fine l’associazione che riceverà la denuncia della controversia a termini dell’art. 5 del R.D. 21 maggio 1934, n. 1073 dovrà darne immediata comunicazione all’altra associazione contraente.
Le controversie collettive per l’applicazione del presente contratto saranno esaminate dalle competenti associazioni e, in caso di mancato accordo, prima di adire la Magistratura del lavoro, saranno sottoposte al Collegio di conciliazione dalla competente corporazione, ai sensi dell’art. 13 della legge 5 febbraio 1934, n. 163.
a) È considerato apprendista chiunque abbia superato il 14° anno di età e sia occupato nell’azienda con lo scopo di acquistare la capacità necessaria per diventare operaio qualificato mediante un addestramento pratico anche accessorio;
b) l’età massima per l’assunzione in qualità di apprendista è fissata in anni 21. Eventuali deroghe potranno essere concordate, caso per caso, dalle competenti Organizzazioni locali.
La durata massima dell’apprendistato per ciascuna categoria di lavorazione sarà determinata nei contratti integrativi del presente di cui al seguente articolo 43:
d) la durata giornaliera del lavoro degli apprendisti è quella stabilita per il lavoro degli altri operai, ferme restando le disposizioni di cui alla legge 26 aprile 1934, n. 653 sul lavoro delle donne e dei fanciulli;
di un quarto per i licenziati dai corsi biennali od annuali di avviamento professionale ad indirizzo della categoria e per coloro che abbiano superato corsi per maestranze della categoria, di qualunque durata, purché inferiori ai due anni, istituiti in base all’apposita legge;
f) per gli apprendisti che abbiano già effettuato un periodo di apprendistato, non inferiore a due mesi consecutivi, presso altre aziende produttrici di articoli similari, esplicando mansioni analoghe a quelle alle quali devono essere adibiti nella nuova azienda, il periodo di apprendistato così compiuto verrà computato, ai fini della durata dell’apprendistato, sempreché non sia intercorsa una interruzione superiore ai 18 mesi;
g) nel caso che l’apprendista, durante il periodo di apprendistato o alla fine di esso, venga adibito, nella stessa azienda, ad altra lavorazione per la quale sia anche previsto un periodo di apprendistato, il precedente periodo di apprendistato, effettivamente prestato, sarà utilmente computato tanto agli effetti del passaggio in categoria operaia, quanto per la determinazione del salario che compete all’apprendista. Tale norma non si applica se il passaggio di mansione avviene entro 40 giorni. dall’inizio del primo periodo di apprendistato o se è intercorsa una interruzione di rapporto di lavoro superiore a 18 mesi;
h) durante il periodo di apprendistato, l’apprendista dovrà lavorare a giornata; nel caso che fosse passato al lavoro a cottimo egli perderà la qualifica di apprendista e sarà considerato operaio ancorché non siano trascorsi i termini di durata massima dell’apprendistato;
Il contratto nazionale salariale per i dipendenti delle aziende industriali esercenti la produzione dei bottoni ed articoli affini ricavati da conchiglie madreporiche stipulato il 21 febbraio 1939 e pubblicato nel B.U.M.C. fascicolo 202 del 30 aprile 1939 nonché il relativo accordo concernente gli aggiornamenti salariali del ventennale stipulato il 12 settembre 1939 sono da considerarsi integrativi del presente contratto.
Le parti convengono di esaminare al più presto la possibilità di stipulare contratti salariali nazionali anche per le industrie che la-vorano bottoni ed articoli affini di altra materia. I contratti che dovranno essere stipulati ad integrazione del presente regolamenteranno:
а) i minimi di paga in corrispondenza delle categorie;
b) la percentuale di maggiorazione per il lavoro a cottimo di cui all’art. 20;
c) la durata dell’apprendistato ai sensi della lettera b) dell’art. 42;
d) la misura della retribuzione agli apprendisti durante il periodo dell'apprendistato ai sensi della lettera i) dell’art. 42;
e) la decorrenza e la durata dei contratti stessi.
I contratti localmente vigenti per le maestranze dipendenti dalle aziende a cui si applica il presente contratto, limitatamente alla parte regolata dal presente contratto nazionale, saranno sostituiti di diritto da quest’ultimo alla data della sua entrata in vigore 1° gennaio 1940-XVIII; la rimanente regolamentazione resterà in vigore ad integrazione del presente contratto fino a quando non saranno stipulati i contratti integrativi di cui all’articolo precedente.