Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-12278-del-17-05-2017
Timestamp: 2020-03-29 13:20:52+00:00
Document Index: 55223186

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 10', 'art. 402']

Sentenza Cassazione Civile n. 12278 del 17/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12278 del 17/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 17/05/2017, (ud. 24/02/2017, dep.17/05/2017), n. 12278
sul ricorso 1291-2014 proposto da:
APICI ASSOCIAZIONI PROVINCIALI INVALIDI CIVILI E CITTADINI ANZIANI DI
VITERBO, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliato in ROMA VIALE G. MAZZINI 132, presso lo
studio dell’avvocato FRANCO GRECO, che lo rappresenta e difende con
procura speciale del Not. Dr. F.F. in (OMISSIS);
avverso l’ordinanza n. 1339/2013 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE di
ROMA, depositata il 21/01/2013;
udito per il controricorrente l’Avvocato GRECO che ha chiesto il
1. Con ordinanza n. 1339, depositata il 21.01.2013 e non notificata, la Corte suprema di cassazione dichiarava estinto ai sensi della L. n. 289 del 2002, art. 16 su istanza dell’Agenzia delle entrate, il processo concernente l’impugnazione della sentenza n. 42/04/2010 della Commissione tributaria del Lazio avente ad oggetto il provvedimento di cancellazione dall’anagrafe per le ONLUS della Associazione A.P.I.C.I..
2. La sentenza di appello aveva annullato il provvedimento di cancellazione sostenendo che “la normativa statale non reca alcuna prescrizione che imponga loro (alle ONLUS) la gratuità delle prestazioni rese a terzi… Da quanto sopra si evince che l’Ufficio non ha ragione nel voler ricavare il divieto di una qualsiasi controprestazione a carico del beneficiario dall’esigenza di solidarietà sociale che è alla base della peculiare disciplina in esame, quale condizione ostativa dell’appellante ad essere considerata ONLUS”.
4. Il ricorso è stato fissato all’odierna udienza. La A.P.I.C.I. Delegazione Provinciale di Viterbo resiste con controricorso.
2.1. Con il primo motivo si denuncia la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 460 del 1997, art. 10, comma 1, lett. D) nonchè del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 20e art. 20 bis, comma 1, (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3).
Sostiene l’Ufficio che il provvedimento di cancellazione era conseguito all’accertamento del fatto che la presenza e la conformità “formale” delle clausole statutarie alla normativa in tema di ONLUS non era stata accompagnata dalla reale osservanza della previsione del divieto di distribuzione degli utili e degli avanzi di gestione, poichè la documentazione attestante i criteri di adottati per il rimborso delle spese sostenute dai volontari effettuavano l’attività di trasporto degli anziani era mancante o generica, era inoltre stata riscontrata l’omessa redazione del bilancio e del rendiconto annuale ed altre irregolarità, illustrate nel motivo di ricorso con autosufficienza, di guisa che l’osservanza formale degli obblighi di legge non poteva ritenersi sufficiente ad integrare i presupposti di legge.
2.2. Con il secondo motivo si denuncia la insufficiente motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), individuato nella circostanza che la Commissione aveva preso in considerazione fatti che non avevano formato oggetto di rilievo.
2.4. In merito al primo motivo va osservato che sono organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), ai sensi del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, art. 10 le associazioni, i comitati, le fondazioni, le società cooperative e gli altri enti di carattere privato, con o senza personalità giuridica, i cui statuti o atti costitutivi, prevedano espressamente alcuni requisiti formali, (nella specie il reimpiego degli utili o avanzi di gestione a fini di realizzazione degli scopi istituzionali) e che detti requisiti non possono ritenersi surrogabili con il concreto accertamento della fattuale osservanza dei precetti della norma, sia per la non equivoca lettera di essa, sia per il fatto che si tratta di norma di stretta interpretazione (Cass. n. 14371 del 30/06/2011).
3.1. In conclusione, accolto il ricorso per revocazione della ordinanza della Corte di Cassazione n. 1339/2013, ai sensi dell’art. 402 c.p.c., va deciso l’originario ricorso per cassazione.