Source: http://dirittifondamentali.it/2020/05/12/la-corte-costituzionale-sul-divieto-di-applicare-una-diminuzione-di-pena-al-condannato-plurirecidivo-affetto-da-una-seminfermita-mentale-corte-cost-sent-7-aprile-2020-24-aprile-2020-n/
Timestamp: 2020-08-12 17:21:09+00:00
Document Index: 65830477

Matched Legal Cases: ['art. 69', 'art. 89', 'art. 99', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 228']

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, del codice penale, nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 89 cod. pen. sulla circostanza aggravante della recidiva di cui all’art. 99, quarto comma, cod. pen.
Se infatti è indubbio che il quantum della pena debba adeguatamente riflettere il grado di rimproverabilità soggettiva dell’agente, cionondimeno il diritto vigente consente, nei confronti di chi sia stato condannato a una pena diminuita in ragione della sua infermità psichica, l’applicazione di una misura di sicurezza, da individuarsi secondo i criteri previsti dalla legge. D’altra parte, la misura di sicurezza dovrebbe auspicabilmente essere conformata in modo da assicurare, assieme, un efficace contenimento della pericolosità sociale del condannato e adeguati trattamenti delle patologie o disturbi di cui è affetto (secondo il medesimo principio espresso dalla sentenza n. 253 del 2003, in relazione al soggetto totalmente infermo di mente), nonché fattivo sostegno rispetto alla finalità del suo «riadattamento alla vita sociale» – obiettivo quest’ultimo che, come recentemente rammentato dalla sentenza n. 24 del 2020, il legislatore espressamente ascrive alla libertà vigilata (art. 228, quarto comma, cod. pen.), ma che riflette un principio certamente estensibile, nell’attuale quadro costituzionale, alla generalità delle misure di sicurezza.
Corte cost., sent. 7 aprile 2020 – 24 aprile 2020, n. 73Scarica
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