Source: http://www.architetto.info/normativa/decreto-del-presidente-della-repubblica-15-marzo-2010-n-89-regolamento-recante-revisione-dellassetto-ordinamentale-organizzativo-e-didattico-dei-licei-a-norma-dellarticolo-64-comma-4-del-de/
Timestamp: 2018-06-23 03:56:24+00:00
Document Index: 172133512

Matched Legal Cases: ['art. 64', 'art. 17', 'art.  64', 'art. 15', 'art.   14', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 185', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 64', 'art. 1', 'art.  4', 'art. 17', 'art. 11', 'art.  401', 'art.  1', 'art.\n2', 'art. 3', 'art.  22', 'art.  39', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art.\n39', 'art. 39', 'art. 1', 'art.  11', 'art. 13', 'art. 2', 'art.  2', 'art.  138', 'art. 118', 'art.  64', 'art. 2', 'art.  27']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 89 - Regolamento recante revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei a norma dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0111) - (GU n. 137 del 15-6-2010 | Architetto.info
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 89 – Regolamento recante revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0111) – (GU n. 137 del 15-6-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 89 - Regolamento recante revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei a norma dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0111) - (GU n. 137 del 15-6-2010 - Suppl. Ordinario n.128) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 16/06/2010
Regolamento    recante    revisione    dell’assetto    ordinamentale,
organizzativo e didattico dei licei a norma dell’articolo  64,  comma
4,  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0111)
Visto l’articolo 64 del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,
prevede, al comma 3, la predisposizione di un piano programmatico  di
interventi e misure finalizzati ad un piu’ razionale  utilizzo  delle
risorse umane e strumentali disponibili e ad una  maggiore  efficacia
piano e in relazione  agli  interventi  e  alle  misure  annuali  ivi
individuati,  l’adozione  di  uno  o  piu’   regolamenti   ai   sensi
dell’articolo 17, comma 2, della legge 23  agosto  1988,  n.  400,  e
Visto il piano programmatico di interventi predisposto dal Ministro
comma 3, del sopra citato decreto-legge n. 112 del 2008,  convertito,
con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008;
Visto l’articolo 15 della legge 20 maggio  1982,  n.  270,  recante
norme sulla revisione della disciplina del reclutamento del personale
con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297;
istruzione e formazione, a norma dell’articolo 2 della legge 28 marzo
2003, n. 53;
Visto l’articolo 1, commi 605, lettera f), e 622,  della  legge  27
dicembre 2006, n. 296, recante disposizioni  per  la  formazione  del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato, con  il  quale  e’  stata
sancita l’obbligatorieta’ dell’istruzione per almeno dieci anni;
modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2007, n.  147,  convertito,  con
Visto il decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 22, relativo  alla
definizione dei percorsi di orientamento finalizzati alla professione
modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, ed in particolare
l’articolo 3, comma 4, che ha abrogato il comma  3  dell’articolo  13
Visto l’articolo 3  del  decreto-legge  7  ottobre  2008,  n.  154,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189;
275, concernente il regolamento recante norme in materia di autonomia
delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 21 della  legge
vigenti  per  la  valutazione  degli  alunni  e  ulteriori  modalita’
25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n.  86  dell’11
aprile 2008, recante linee guida per la riorganizzazione del  Sistema
Visto il decreto del Ministro della pubblica istruzione  13  giugno
2006, n. 47, relativo alla quota dei curricoli rimessa  all’autonomia
2007, n. 139, concernente il regolamento recante norme in materia  di
Vista la Raccomandazione 2006/961/CE, del Parlamento europeo e  del
Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa  a  competenze  chiave  per
Vista la Raccomandazione, del Parlamento europeo e  del  Consiglio,
del 23 aprile 2008,  sulla  costituzione  del  Quadro  europeo  delle
qualifiche per l’apprendimento permanente;
adottata nella riunione del 12 giugno 2009;
istruzione, nell’Adunanza  del  7  ottobre  2009,  con  il  quale  il
Consiglio medesimo ha condiviso gli aspetti caratterizzanti dei nuovi
assetti  liceali  formulando   nel   contempo   alcune   osservazioni
relativamente  all’introduzione   di   nuovi   insegnamenti   ed   al
potenziamento di altri, ad interventi a sostegno dell’autonomia, alla
definizione di  modalita’  di  valutazione  dei  crediti  scolastici,
all’inserimento nei percorsi  di  studio  di  pratiche  laboratoriali
centrate sulla flessibilita’ organizzativa;
Considerato che, delle osservazioni dal predetto Consiglio,  alcune
sono  state  accolte,   altre   sono   state   parzialmente   accolte
compatibilmente con i vincoli imposti dalla finanza  pubblica,  altre
ancora saranno oggetto di distinti provvedimenti;
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e preso atto  che,  nella  seduta
del 29 ottobre 2009, le Regioni  hanno  espresso  parere  negativo  a
maggioranza; le regioni Veneto, Molise,  Lombardia  e  Friuli-Venezia
Giulia, hanno espresso parere favorevole, con la richiesta  da  parte
delle due ultime regioni che «per quanto riguarda il liceo musicale e
coreutico sia quantificata  a  livello  regionale  la  previsione  di
attivare  in  prima  applicazione  a  livello  nazionale  40  sezioni
musicali e 10 coreutiche» e considerato, altresi’, che  ANCI,  UPI  e
UNCEM hanno espresso parere favorevole;
Ritenuto che  la  predetta  richiesta  delle  regioni  Lombardia  e
Friuli-Venezia Giulia puo’ trovare accoglimento grazie  al  combinato
disposto dei commi 6 e 7 dell’articolo 13 del  presente  regolamento,
in  considerazione  della  specificita’  del  percorso   liceale   in
questione, per il quale e’ richiesto un  attento  monitoraggio  della
fase di avvio e dei limiti di spesa previsti;
1. I licei sono disciplinati dal  decreto  legislativo  17  ottobre
2005, n. 226, e successive modificazioni, e dal presente  regolamento
in  attuazione  del  piano  programmatico  di   interventi   di   cui
all’articolo 64, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112,
volto alla razionalizzazione  dell’utilizzo  delle  risorse  umane  e
strumentali disponibili, tali da conferire efficacia ed efficienza al
– Si riporta il testo dell’art. 64,  del  decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito  dalla  legge  6  agosto
2008, n. 133, recante «Disposizioni urgenti per lo sviluppo
tributaria»:
legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e  previo  parere  delle
stato  di   previsione   del   Ministero   dell’istruzione,
– Il testo degli articoli 87 e 117  della  Costituzione
«Art. 87. – Il Presidente della Repubblica e’  il  capo
– Il testo dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto
–  Per  il  testo  dell’art.  64,  commi  3  e  4,  del
decreto-legge 25 giugno  2008,  n.  112,  convertito  dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, recante «Disposizioni  urgenti
la perequazione tributaria» si veda la nota al titolo.
– Il testo dell’art. 15 della legge 20 maggio 1982,  n.
270, recante «Revisione della disciplina  del  reclutamento
del personale docente  della  scuola  materna,  elementare,
secondaria ed artistica, ristrutturazione  degli  organici,
adozione di misure  idonee  ad  evitare  la  formazione  di
precariato e sistemazione del personale precario esistente»
«Art. 15 (Conferimento di supplenze annuali). – Per  la
copertura  delle  cattedre  e  dei  posti  di  insegnamento
vacanti  entro  il  31  dicembre  e  per  l’intera   durata
dell’anno scolastico, qualora non sia possibile  provvedere
mediante il personale  docente  di  ruolo  delle  dotazioni
aggiuntive,  ai  sensi   del   precedente   art.   14,   il
provveditore agli studi conferisce supplenze annuali  sulla
base  delle  graduatorie  provinciali  compilate  ai  sensi
dell’art. 2 della legge 9 agosto 1978, n. 463.
Per la copertura dei posti  di  personale  non  docente
vacanti entro  il  31  dicembre  e  per  la  intera  durata
dell’anno scolastico, il provveditore agli studi conferisce
supplenze annuali sulla base delle graduatorie compilate ai
sensi dell’art. 3 della legge 9 agosto 1978, n. 463.
Le  cattedre  e  i  posti  conferiti,  ai   sensi   dei
precedenti primo e secondo  comma,  dal  provveditore  agli
studi per supplenza annuale e rimasti disponibili  dopo  la
data  del  31  dicembre,  per  rinuncia  o  decadenza   del
personale  cui  e’  stata  conferita  la  nomina,   saranno
assegnati dal direttore didattico o preside  in  base  alle
apposite graduatorie di circolo o di istituto.
E’ abrogato l’art. 1 della legge 9 agosto 1978, n. 463.
Ai docenti supplenti annuali si applica  la  disciplina
dei congedi e delle assenze prevista dagli articoli da 8  a
15, legge 19 marzo 1955, n. 160.
Al personale non docente supplente annuale  si  applica
la disciplina  dei  congedi  e  delle  assenze  attualmente
vigente per il personale non docente non di ruolo.
I posti delle dotazioni aggiuntive non  possono  essere
coperti, in ogni caso, mediante assunzioni di personale non
Per l’insegnamento di strumento musicale negli istituti
magistrali si provvede mediante personale docente di  ruolo
e non di ruolo di educazione musicale nelle scuole medie in
possesso del diploma specifico.
Per l’insegnamento delle libere attivita’ complementari
e nei corsi per  adulti  finalizzati  al  conseguimento  di
titoli di studio, ivi  compresi  i  corsi  sperimentali  di
scuola media per  lavoratori,  si  provvede  esclusivamente
mediante personale docente di ruolo.
I provvedimenti di conferimento di  supplenze  adottati
in difformita’ delle disposizioni contenute nei  precedenti
commi  sono   privi   di   effetti,   ferma   restando   la
responsabilita’  diretta   di   coloro   che   li   abbiano
disposti.».
– Il testo  della  legge  21  dicembre  1999,  n.  508,
recante   «Riforma   delle   Accademie   di   belle   arti,
di  arte  drammatica,  degli  Istituti  superiori  per   le
industrie artistiche, dei Conservatori di  musica  e  degli
Istituti musicali pareggiati»  e’  stato  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 4 gennaio 2000, n. 2.
Ufficiale 4 novembre 2005, n. 257, S.O.».
– Si riporta il testo dell’art. 1, commi  605,  lettera
f) e 622 della legge 27  dicembre  2006,  n.  296,  recante
pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007):
«605. Per meglio qualificare  il  ruolo  e  l’attivita’
dell’amministrazione   scolastica   attraverso   misure   e
investimenti,   anche   di   carattere   strutturale,   che
consentano  il  razionale  utilizzo  della  spesa  e  diano
maggiore    efficacia    ed    efficienza    al     sistema
dell’istruzione, con uno o piu’ decreti del Ministro  della
f)  il  miglioramento  dell’efficienza  ed  efficacia
degli  attuali  ordinamenti  dell’istruzione  professionale
anche  attraverso  la  riduzione,  a  decorrere   dall’anno
scolastico 2007/2008, dei carichi orari  settimanali  delle
elevata professionalizzazione e di funzionale  collegamento
con il territorio.».
– Il testo della legge 11 gennaio 2007, n.  1,  recante
«Disposizioni in materia di esami di Stato  conclusivi  dei
corsi di studio di istruzione secondaria superiore e delega
al Governo in materia  di  raccordo  tra  la  scuola  e  le
universita’» e’ stato pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
13 gennaio 2007, n. 10.
– Il testo del decreto-legge 31  gennaio  2007,  n.  7,
recante «Misure urgenti per la tutela dei  consumatori,  la
promozione della  concorrenza,  lo  sviluppo  di  attivita’
autoveicoli.», convertito, con modificazioni, dalla legge 2
aprile 2007, n. 40,  e’  stato  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale del 1° febbraio 2007, n. 26.
– Il testo del decreto-legge 7 settembre 2007, n.  147,
recante «Disposizioni  urgenti  per  assicurare  l’ordinato
avvio dell’anno  scolastico  2007-2008  ed  in  materia  di
concorsi per ricercatori  universitari.»,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 25  ottobre  2007,  n.  176,  e’
stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 settembre 2007,
– Il  decreto  legislativo  14  gennaio  2008,  n.  21,
recante  «Norme  per  la  definizione   dei   percorsi   di
lettere a), b) e c) della legge 11 gennaio 2007, n. 1.»  e’
– Il  decreto  legislativo  14  gennaio  2008,  n.  22,
recante   «Definizione   dei   percorsi   di   orientamento
– Il testo degli articoli 2 e 3  del  decreto-legge  1°
settembre 2008, n. 137, recante  «Disposizioni  urgenti  in
materia di  istruzione  e  universita’.»,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169,  e’  il
«Art. 3 (Valutazione del  rendimento  scolastico  degli
studenti).  –  1.  Dall’anno  scolastico  2008/2009,  nella
scuola primaria la valutazione periodica ed  annuale  degli
apprendimenti  degli  alunni  e  la  certificazione   delle
competenze  da  essi  acquisite  sono  effettuate  mediante
l’attribuzione  di  voti  numerici  espressi  in  decimi  e
illustrate con giudizio analitico sul  livello  globale  di
1-bis. Nella scuola primaria, i docenti, con  decisione
assunta all’unanimita’, possono non ammettere l’alunno alla
classe successive solo in casi eccezionali e comprovati  da
specifica motivazione.
2.  Dall’anno  scolastico   2008/2009,   nella   scuola
secondaria di  primo  grado  la  valutazione  periodica  ed
annuale   degli   apprendimenti   degli   alunni    e    la
certificazione delle competenze da essi  acquisite  nonche’
la valutazione dell’esame finale del ciclo sono  effettuate
mediante  l’attribuzione  di  voti  numerici  espressi   in
3. Nella scuola secondaria di primo grado, sono ammessi
alla  classe  successiva,  ovvero  all’esame  di  Stato   a
conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto, con
decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un
voto non inferiore a sei decimi in  ciascuna  disciplina  o
gruppo di discipline.
3-bis. Il comma 4 dell’art. 185 del testo unico di  cui
al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e’ sostituto
“4. L’esito dell’esame conclusivo del  primo  ciclo  e’
espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato
con  una  certificazione   analitica   dei   traguardi   di
competenza e del livello globale di  maturazione  raggiunti
dall’alunno;  conseguono  il  diploma  gli   studenti   che
ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi”.
4. Il comma 3 dell’art. 13 del decreto  legislativo  17
ottobre 2005, n. 226, e’ abrogato.
5. Con regolamento emanato ai sensi dell’art. 17, comma
si provvede al coordinamento delle  norme  vigenti  per  la
valutazione  degli  studenti,  tenendo  conto   anche   dei
disturbi specifici di  apprendimento  e  della  disabilita’
degli  alunni,  e  sono   stabilite   eventuali   ulteriori
modalita’ applicative del presente articolo.».
– Il testo del decreto-legge 7 ottobre  2008,  n.  154,
recante «Disposizioni urgenti  per  il  contenimento  della
spesa sanitaria e in materia di regolazioni  contabili  con
le autonomie locali», convertito, con modificazioni,  dalla
legge 4 dicembre 2008, n. 189, e’  stato  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 7 ottobre 2008, n. 235.
25   gennaio   2008   recante   «Linee   guida    per    la
superiori.» e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11
– Si riporta il testo dell’articolo unico  del  decreto
del Ministro della pubblica istruzione 13 giugno  2006,  n.
«Per le considerazioni svolte nelle premesse,  il  D.M.
28 dicembre 2005, relativo alla quota del 20% dei curricoli
rimessa all’autonomia delle istituzioni scolastiche,  nelle
more delle procedure di  formalizzazione,  produce  i  suoi
effetti con  riferimento  agli  ordinamenti  vigenti  e  ai
relativi quadri orari, nei  singoli  ordini  di  studio  di
– Il  testo  della  Raccomandazione  del  Parlamento  e
dell’Unione europea del 23 aprile 2008  sulla  costituzione
del Quadro europeo  delle  qualifiche  per  l’apprendimento
permanente e’ stato  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale
dell’Unione europea del 6 maggio 2008, n. C 111/1.
Conferenza  Stato-citta’  ed  autonomie  locali»  e’  stato
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1997, n. 202.
– Per il decreto legislativo 17 ottobre 2005,  n.  226,
28 marzo 2003, n. 53.» si vedano le note alle premesse.
– Per il testo dell’art. 64, comma 3, del decreto-legge
2008, n. 133 recante «Disposizioni urgenti per lo  sviluppo
tributaria» si veda la nota al titolo.
Identita’ dei licei
1. I licei sono finalizzati  al  conseguimento  di  un  diploma  di
istruzione secondaria superiore e  costituiscono  parte  del  sistema
dell’istruzione secondaria superiore quale articolazione del  secondo
ciclo del sistema di istruzione e formazione di  cui  all’articolo  1
del decreto  legislativo  17  ottobre  2005,  n.  226,  e  successive
modificazioni. I licei adottano il  profilo  educativo,  culturale  e
professionale dello studente a  conclusione  del  secondo  ciclo  del
sistema educativo di istruzione e di formazione di cui all’allegato A
2. I  percorsi  liceali  forniscono  allo  studente  gli  strumenti
culturali e metodologici  per  una  comprensione  approfondita  della
realta’,  affinche’  egli  si  ponga,  con  atteggiamento  razionale,
creativo, progettuale  e  critico,  di  fronte  alle  situazioni,  ai
fenomeni  e  ai  problemi,  ed  acquisisca  conoscenze,  abilita’   e
competenze coerenti con le capacita’ e le scelte personali e adeguate
al proseguimento degli studi  di  ordine  superiore,  all’inserimento
nella vita sociale e nel mondo del lavoro.
3. I percorsi liceali hanno durata quinquennale. Si  sviluppano  in
due periodi biennali e in un quinto anno  che  completa  il  percorso
disciplinare. I percorsi realizzano il profilo educativo, culturale e
sistema educativo di istruzione e di formazione per  il  sistema  dei
licei di cui all’Allegato A al presente regolamento  con  riferimento
ai piani di studio di cui agli Allegati B, C, D, E, F  e  G  ed  agli
obiettivi specifici di apprendimento di cui  all’articolo  13,  comma
10, lettera a).
4. Il primo biennio e’ finalizzato all’iniziale  approfondimento  e
sviluppo delle conoscenze e delle abilita’ e a una prima  maturazione
delle competenze caratterizzanti le singole articolazioni del sistema
liceale di cui all’articolo 3, nonche’ all’assolvimento  dell’obbligo
di istruzione,  di  cui  al  regolamento  adottato  con  decreto  del
Ministro della  pubblica  istruzione  22  agosto  2007,  n.  139.  Le
finalita’ del primo biennio, volte a garantire il  raggiungimento  di
una soglia  equivalente  di  conoscenze,  abilita’  e  competenze  al
termine dell’obbligo di  istruzione  nell’intero  sistema  formativo,
nella salvaguardia dell’identita’ di ogni  specifico  percorso,  sono
perseguite anche attraverso la verifica  e  l’eventuale  integrazione
delle conoscenze, abilita’ e  competenze  raggiunte  al  termine  del
primo  ciclo  di  istruzione,  utilizzando  le   modalita’   di   cui
all’articolo 10, comma 4, del presente regolamento.
5. Il secondo biennio e’  finalizzato  all’approfondimento  e  allo
sviluppo delle conoscenze e delle abilita’ e alla  maturazione  delle
competenze  caratterizzanti  le  singole  articolazioni  del  sistema
6. Nel quinto anno si persegue la piena realizzazione  del  profilo
educativo,  culturale  e  professionale  dello   studente   delineato
nell’Allegato A, il completo raggiungimento degli obiettivi specifici
di apprendimento, di cui all’articolo 13, comma 10, lettera a), e  si
consolida  il  percorso  di  orientamento  agli  studi  successivi  e
all’inserimento nel mondo del lavoro di cui al comma 7.
7. Nell’ambito dei  percorsi  liceali  le  istituzioni  scolastiche
stabiliscono,  a  partire  dal  secondo   biennio,   anche   d’intesa
rispettivamente con le  universita’,  con  le  istituzioni  dell’alta
formazione artistica, musicale  e  coreutica  e  con  quelle  ove  si
realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore ed
i percorsi degli istituti tecnici superiori, specifiche modalita’ per
l’approfondimento delle conoscenze, delle abilita’ e delle competenze
richieste  per  l’accesso  ai  relativi  corsi  di   studio   e   per
l’inserimento nel mondo del  lavoro.  L’approfondimento  puo’  essere
realizzato anche nell’ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro
di cui  al  decreto  legislativo  15  aprile  2005,  n.  77,  nonche’
attraverso l’attivazione di moduli e di iniziative  di  studio-lavoro
per progetti, di esperienze pratiche e di tirocinio.
28 marzo 2003, n. 53» si vedano le note alle premesse.
– Per il decreto del Ministro della pubblica istruzione
22 agosto 2007, n. 139, recante «Regolamento recante  norme
in materia di adempimento dell’obbligo  di  istruzione,  ai
sensi dell’art. 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296» si vedano le note alle premesse.
– Per il decreto legislativo 15  aprile  2005,  n.  77,
recante  «Definizione   delle   norme   generali   relative
all’alternanza scuola-lavoro, a  norma  dell’art.  4  della
legge 28  marzo  2003,  n.  53»  si  vedano  le  note  alle
1. Il sistema dei licei  comprende  i  licei  artistico,  classico,
linguistico, musicale e coreutico, scientifico e delle scienze umane.
2. Alla riorganizzazione dei percorsi delle sezioni bilingue, delle
sezioni ad opzione internazionale,  di  liceo  classico  europeo,  di
liceo linguistico europeo e ad indirizzo sportivo,  si  provvede  con
distinto regolamento adottato ai sensi  dell’articolo  17,  comma  2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, sulla
base dei criteri previsti dal presente regolamento.
– Per il testo dell’art. 17, comma 2,  della  legge  23
1. Il percorso del liceo artistico e’ indirizzato allo  studio  dei
fenomeni estetici e alla pratica artistica. Favorisce  l’acquisizione
dei metodi specifici della ricerca e della produzione artistica e  la
padronanza dei linguaggi e delle  tecniche  relative.  Fornisce  allo
studente  gli  strumenti  necessari  per  conoscere   il   patrimonio
artistico nel suo  contesto  storico  e  culturale  e  per  coglierne
appieno la presenza e il valore  nella  societa’  odierna.  Guida  lo
studente ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilita’ e
a maturare le competenze necessarie per dare espressione alla propria
creativita’ e capacita’ progettuale nell’ambito delle arti.
2. Il percorso del liceo  artistico  si  articola,  a  partire  dal
secondo biennio, nei seguenti indirizzi:
3. Gli indirizzi si caratterizzano rispettivamente per la  presenza
dei seguenti laboratori, nei quali lo studente  sviluppa  la  propria
capacita’ progettuale:
a.  laboratorio  della  figurazione,  nel   quale   lo   studente
acquisisce  e  sviluppa  la  padronanza  dei  linguaggi  delle   arti
b. laboratorio di architettura, nel quale lo studente  acquisisce
la   padronanza   di    metodi    di    rappresentazione    specifici
dell’architettura e delle problematiche urbanistiche;
c. laboratorio del design, articolato nei distinti settori  della
produzione artistica, nel quale lo studente acquisisce le metodologie
proprie della progettazione di oggetti;
d. laboratorio audiovisivo e multimediale, nel quale lo  studente
acquisisce e sviluppa la padronanza dei linguaggi  e  delle  tecniche
della comunicazione visiva, audiovisiva e multimediale;
e. laboratorio di grafica, nel quale lo  studente  acquisisce  la
padronanza delle metodologie proprie di tale disciplina;
f. laboratorio di scenografia, nel quale lo  studente  acquisisce
la  padronanza  delle   metodologie   proprie   della   progettazione
4.  Le  discipline  e  i  laboratori   sono   organizzati   dalle
istituzioni scolastiche mediante il piano dell’offerta formativa  nel
rispetto  delle  proprie  specificita’  al  fine  di  potenziarne   e
arricchirne le caratteristiche.
5.  L’orario  annuale  delle  attivita’  e   degli   insegnamenti
obbligatori per tutti gli studenti e’ di 1122 ore nel primo  biennio,
corrispondenti a 34 ore medie settimanali; di 759 ore, corrispondenti
a 23 ore medie  settimanali  nel  secondo  biennio,  e  di  693  ore,
corrispondenti a 21 ore medie settimanali nel quinto  anno.  L’orario
annuale delle attivita’ e degli insegnamenti di indirizzo e’  di  396
ore nel secondo biennio, corrispondenti a 12 ore medie settimanali  e
di 462 ore, corrispondenti a 14  ore  medie  settimanali  nel  quinto
6. Il piano degli  studi  del  liceo  artistico  e  dei  relativi
indirizzi e’ definito dall’Allegato B al presente regolamento.
7. Al fine di corrispondere alle esigenze e alle vocazioni  delle
realta’ territoriali il potenziamento e l’articolazione  dell’offerta
formativa dei licei  artistici  possono  essere  assicurati  mediante
specifiche intese con le Regioni, con  particolare  riferimento  alle
attivita’ laboratoriali ed alle interazioni con il mondo del lavoro.
1. Il percorso del liceo classico e’ indirizzato allo studio  della
civilta’  classica  e  della  cultura   umanistica.   Favorisce   una
formazione letteraria, storica e filosofica idonea a comprenderne  il
ruolo nello sviluppo della civilta’ e della tradizione occidentali  e
nel mondo contemporaneo sotto un profilo simbolico,  antropologico  e
di confronto di valori. Favorisce l’acquisizione  dei  metodi  propri
degli studi classici e umanistici, all’interno di un quadro culturale
che, riservando attenzione anche alle scienze matematiche, fisiche  e
naturali, consente di cogliere le intersezioni  tra  i  saperi  e  di
elaborare una visione critica della realta’.  Guida  lo  studente  ad
approfondire ed a sviluppare le conoscenze e le abilita’ e a maturare
le competenze necessarie.
2.  L’orario  annuale  delle   attivita’   e   degli   insegnamenti
obbligatori per tutti gli studenti e’ di 891 ore nel  primo  biennio,
che mantiene la denominazione di ginnasio, corrispondenti  a  27  ore
medie settimanali, e di 1023 ore nel secondo  biennio  e  nel  quinto
anno, corrispondenti a 31 ore medie settimanali.
3.  Il  piano  degli  studi  del   liceo   classico   e’   definito
dall’Allegato C al presente regolamento.
1. Il percorso del liceo linguistico e’ indirizzato allo studio  di
piu’  sistemi  linguistici  e  culturali.  Guida   lo   studente   ad
approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilita’,  a  maturare
le competenze necessarie per acquisire la padronanza comunicativa  di
tre  lingue,  oltre  l’italiano,  e  per   comprendere   criticamente
l’identita’ storica e culturale di tradizioni e civilta’ diverse.
2. Dal primo anno del secondo biennio e’  impartito  l’insegnamento
in lingua straniera  di  una  disciplina  non  linguistica,  prevista
nell’area delle attivita’ e degli insegnamenti obbligatori per  tutti
gli  studenti  o  nell’area  degli  insegnamenti   attivabili   dalle
istituzioni scolastiche nei limiti del  contingente  di  organico  ad
esse assegnato e tenuto conto delle richieste degli studenti e  delle
loro famiglie. Dal secondo  anno  del  secondo  biennio  e’  previsto
inoltre l’insegnamento, in  una  diversa  lingua  straniera,  di  una
disciplina non linguistica,  compresa  nell’area  delle  attivita’  e
degli insegnamenti obbligatori per tutti  gli  studenti  o  nell’area
degli  insegnamenti  attivabili  dalle  istituzioni  scolastiche  nei
limiti del contingente di organico ad esse assegnato e  tenuto  conto
delle  richieste  degli  studenti  e   delle   loro   famiglie.   Gli
insegnamenti previsti dal presente comma  sono  attivati  nei  limiti
degli organici determinati a legislazione vigente.
3. L’orario annuale delle attivita’ e insegnamenti obbligatori  per
tutti gli studenti e’ di 891 ore nel primo biennio, corrispondenti  a
27 ore medie settimanali, e di 990 ore  nel  secondo  biennio  e  nel
quinto anno, corrispondenti a 30 ore medie settimanali.
4.  Il  piano  degli  studi  del  liceo  linguistico  e’   definito
dall’Allegato D al presente regolamento.
1. Il percorso del liceo musicale  e  coreutico,  articolato  nelle
rispettive sezioni, e’ indirizzato all’apprendimento  tecnico-pratico
della musica e della danza e allo studio del loro ruolo nella  storia
e nella cultura. Guida lo studente ad approfondire e a sviluppare  le
conoscenze e le abilita’ e a maturare le  competenze  necessarie  per
acquisire,  anche  attraverso  specifiche  attivita’  funzionali,  la
padronanza dei linguaggi musicali e coreutici sotto gli aspetti della
composizione,   interpretazione,   esecuzione   e   rappresentazione,
maturando la necessaria  prospettiva  culturale,  storica,  estetica,
teorica e tecnica. Assicura  altresi’  la  continuita’  dei  percorsi
formativi  per  gli  studenti  provenienti  dai  corsi  ad  indirizzo
musicale di cui all’articolo 11, comma 9, della legge 3 maggio  1999,
n. 124, fatto salvo quanto previsto dal comma 2.
2. L’iscrizione al percorso  del  liceo  musicale  e  coreutico  e’
subordinata al superamento di una prova preordinata alla verifica del
possesso di specifiche competenze musicali o coreutiche.
tutti gli studenti e’ di 594  ore  nel  primo  biennio,  nel  secondo
biennio e nel quinto anno, corrispondenti a 18 ore medie settimanali.
Al predetto orario si aggiungono, per ciascuna delle sezioni musicale
e coreutica, 462 ore nel primo biennio, nel  secondo  biennio  e  nel
quinto anno, corrispondenti a 14 ore medie settimanali.
4. Il piano degli studi del liceo  musicale  e  coreutico  e  delle
relative sezioni e’ definito dall’allegato E al presente regolamento.
– Si riporta il testo dell’art. 11, comma 9 della legge
3 maggio 1999, n. 124,  recante  «Disposizioni  urgenti  in
materia di personale scolastico»:
«9. A decorrere dall’anno scolastico 1999-2000, i corsi
a indirizzo musicale, autorizzati in via sperimentale nella
scuola media e funzionanti nell’anno scolastico  1998-1999,
sono ricondotti a ordinamento. In tali corsi  lo  specifico
insegnamento di strumento musicale costituisce integrazione
interdisciplinare   ed   arricchimento    dell’insegnamento
obbligatorio dell’educazione musicale.  Il  Ministro  della
pubblica  istruzione  con  proprio  decreto  stabilisce  le
tipologie di strumenti musicali insegnati, i programmi, gli
orari, le prove d’esame e  l’articolazione  delle  cattedre
provvedendo anche all’istituzione di una  specifica  classe
di concorso di strumento  musicale.  I  docenti  che  hanno
prestato 360 giorni di servizio effettivo nell’insegnamento
sperimentale di strumento musicale nella scuola  media  nel
periodo compreso tra l’anno scolastico 1989-1990 e la  data
di entrata in vigore della presente legge,  di  cui  almeno
180 giorni a decorrere dall’anno scolastico 1994-1995, sono
immessi in ruolo su tutti i posti annualmente disponibili a
decorrere dall’anno scolastico  1999-2000  ai  sensi  della
normativa  vigente.  A  tal  fine  essi  sono  inseriti,  a
domanda, nelle graduatorie permanenti di cui  all’art.  401
del testo unico, come sostituito dal comma  6  dell’art.  1
della presente legge, da istituire per la nuova  classe  di
concorso dopo l’espletamento della  sessione  riservata  di
cui al successivo periodo. Per i docenti che non  siano  in
possesso dell’abilitazione all’insegnamento  di  educazione
musicale nella scuola media l’inclusione nelle  graduatorie
permanenti e’ subordinata  al  superamento  della  sessione
riservata di esami  di  abilitazione  all’insegnamento,  da
indire per la nuova classe di concorso ai  sensi  dell’art.
2, comma 4, consistente in una prova analoga  a  quella  di
cui all’art. 3, comma 2, lettera b).».
1. Il percorso del liceo scientifico e’ indirizzato allo studio del
nesso tra cultura  scientifica  e  tradizione  umanistica.  Favorisce
l’acquisizione delle conoscenze e dei metodi propri della matematica,
della  fisica  e  delle  scienze  naturali.  Guida  lo  studente   ad
approfondire ed a  sviluppare  le  conoscenze  e  le  abilita’  ed  a
maturare le competenze  necessarie  per  seguire  lo  sviluppo  della
ricerca scientifica e tecnologica e per  individuare  le  interazioni
tra le diverse  forme  del  sapere,  assicurando  la  padronanza  dei
linguaggi,  delle  tecniche  e  delle  metodologie  relative,   anche
attraverso la pratica laboratoriale.
2.  Nel  rispetto  della  programmazione   regionale   dell’offerta
formativa, puo’ essere attivata, senza nuovi o maggiori oneri per  la
finanza pubblica, l’opzione «scienze  applicate»  che  fornisce  allo
studente competenze particolarmente avanzate  negli  studi  afferenti
alla cultura  scientifico-tecnologica,  con  particolare  riferimento
alle scienze matematiche, fisiche, chimiche, biologiche, della terra,
all’informatica e alle loro applicazioni.
3.  L’orario  annuale  delle   attivita’   e   degli   insegnamenti
corrispondenti a 27 ore medie settimanali, e di 990 ore  nel  secondo
biennio e nel quinto anno, corrispondenti a 30 ore medie settimanali.
4. Il piano degli studi del  liceo  scientifico  e  della  relativa
opzione «scienze applicate» e’ definito dall’allegato F  al  presente
1. Il percorso del liceo delle scienze umane  e’  indirizzato  allo
studio  delle  teorie  esplicative  dei   fenomeni   collegati   alla
costruzione  dell’identita’  personale  e  delle  relazioni  umane  e
sociali. Guida  lo  studente  ad  approfondire  ed  a  sviluppare  le
conoscenze e le abilita’ ed a maturare le competenze  necessarie  per
cogliere la complessita’ e la specificita’  dei  processi  formativi.
Assicura la padronanza  dei  linguaggi,  delle  metodologie  e  delle
tecniche di indagine nel campo delle scienze umane.
2.  Nell’ambito   della   programmazione   regionale   dell’offerta
finanza  pubblica,  l’opzione  economico-sociale  che  fornisce  allo
alle scienze giuridiche, economiche e sociali.
27 ore medie settimanali e di 990 nel secondo biennio  e  nel  quinto
anno, corrispondenti a 30 ore medie settimanali.
4. Il piano degli studi del  liceo  delle  scienze  umane  e  della
relativa opzione economico-sociale e’  definito  dall’allegato  G  al
Orario annuale e attivita’ educative e didattiche
a. i risultati di apprendimento  sono  declinati  in  conoscenze,
abilita’  e  competenze  in  relazione   alla   Raccomandazione   del
Parlamento europeo  e  del  Consiglio,  del  23  aprile  2008,  sulla
costituzione del quadro europeo delle qualifiche per  l’apprendimento
permanente (EQF), anche ai fini della  mobilita’  delle  persone  sul
territorio dell’Unione europea;
b. l’orario  annuale,  comprensivo  della  quota  riservata  alle
regioni, alle istituzioni scolastiche  autonome  ed  all’insegnamento
della religione cattolica  in  conformita’  all’accordo  che  apporta
modifiche  al  concordato  lateranense  e  al   relativo   protocollo
addizionale reso esecutivo con legge 25 marzo 1985, n. 121,  ed  alle
conseguenti  intese,  e’  articolato  in  attivita’  e   insegnamenti
obbligatori per tutti gli studenti e negli insegnamenti eventualmente
previsti dal piano dell’offerta formativa di cui ai commi 2,  lettera
c), e 3;
c. la quota dei piani di studio rimessa alle singole  istituzioni
scolastiche nell’ambito degli indirizzi  definiti  dalle  regioni  in
coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale  di  cui
all’articolo 2, comma 3, come determinata nei limiti del  contingente
di organico ad  esse  annualmente  assegnato  e  tenuto  conto  delle
richieste degli studenti e  delle  loro  famiglie,  non  puo’  essere
superiore al 20  per  cento  del  monte  ore  complessivo  nel  primo
biennio, al 30 per cento nel secondo biennio e al 20  per  cento  nel
quinto anno, fermo restando che l’orario previsto dal piano di studio
di ciascuna disciplina non puo’ essere ridotto in misura superiore  a
un terzo nell’arco dei cinque anni e che non possono essere soppresse
le discipline previste nell’ultimo anno di corso nei piani di  studio
di cui agli allegati B, C, D, E, F e G. L’utilizzo di tale quota  non
dovra’ determinare esuberi di personale.
2. Ai fini della realizzazione dei principi di cui al  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  8  marzo  1999,  n.  275,  e  per   il
conseguimento  degli  obiettivi  formativi   di   cui   al   presente
regolamento,   nell’esercizio   della   loro   autonomia   didattica,
organizzativa e di ricerca, le istituzioni scolastiche:
a. possono costituire,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la
finanza pubblica, dipartimenti, quali  articolazioni  funzionali  del
collegio dei docenti, per il sostegno alla progettazione formativa  e
alla didattica;
b. possono dotarsi, senza nuovi o maggiori oneri per  la  finanza
pubblica, di un comitato scientifico composto di docenti e di esperti
del mondo del lavoro, delle professioni, della ricerca scientifica  e
tecnologica, delle universita’ e delle istituzioni di alta formazione
artistica,  musicale  e  coreutica,  con  funzioni  consultive  e  di
proposta  per  l’organizzazione  e  l’utilizzazione  degli  spazi  di
autonomia e flessibilita’; ai componenti del  comitato  non  spettano
compensi a nessun titolo;
c.  possono  organizzare,  attraverso   il   piano   dell’offerta
formativa,  nei  limiti  delle  loro  disponibilita’   di   bilancio,
attivita’  ed  insegnamenti  facoltativi  coerenti  con  il   profilo
educativo, culturale e professionale dello studente previsto  per  il
relativo percorso liceale. La scelta di tali attivita’ e insegnamenti
e’ facoltativa per  gli  studenti.  Gli  studenti  sono  tenuti  alla
frequenza delle attivita’ e degli insegnamenti facoltativi prescelti.
Le materie facoltative concorrono alla  valutazione  complessiva.  Al
fine di ampliare e razionalizzare tale scelta, gli  istituti  possono
organizzarsi anche in rete e stipulare contratti d’opera con esperti,
nei limiti delle risorse iscritte nel programma annuale  di  ciascuna
3. Le attivita’  e  gli  insegnamenti  obbligatori  per  tutti  gli
studenti sono finalizzati al conseguimento  delle  conoscenze,  delle
abilita’ e delle competenze essenziali ed irrinunciabili in  rapporto
allo  specifico  percorso  liceale.   Nell’ambito   delle   dotazioni
organiche del personale docente definite annualmente con  il  decreto
interministeriale ai sensi dell’articolo 22 della legge  23  dicembre
1998,  n.  448,  e  successive  modificazioni,  fermi   restando   il
conseguimento,  a  regime,  degli   obiettivi   finanziari   di   cui
con  modificazioni,  dalla  legge  6   agosto   2008,   n.   133,   e
Ministero dell’economia e delle  finanze,  circa  la  sussistenza  di
economie aggiuntive, puo’ essere previsto un contingente di  organico
da assegnare alle singole  istituzioni  scolastiche  e/o  disponibile
attraverso gli accordi di rete previsti dall’articolo 7  del  decreto
del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275,  con  il  quale
possono essere potenziati gli insegnamenti obbligatori per tutti  gli
studenti  e/o  attivati  ulteriori   insegnamenti,   finalizzati   al
raggiungimento  degli  obiettivi  previsti  dal  piano   dell’offerta
formativa mediante la diversificazione e personalizzazione dei  piani
di studio. L’elenco di detti insegnamenti e’ compreso nell’allegato H
4. Ai fini del conseguimento del successo formativo, le istituzioni
scolastiche attivano gli strumenti di  autonomia  didattica  previsti
dall’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica  8  marzo
1999, n. 275.
5. Fatto salvo quanto stabilito specificamente per il percorso  del
liceo linguistico, nel quinto anno e’  impartito  l’insegnamento,  in
lingua  straniera,  di  una  disciplina  non   linguistica   compresa
esse annualmente assegnato. Tale insegnamento  e’  attivato  in  ogni
6.   Attraverso   apposito    decreto    emanato    dal    Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sono  definite  le
linee guida per l’insegnamento in lingua straniera di una  disciplina
non linguistica e gli specifici requisiti richiesti per impartire  il
predetto insegnamento.  Dall’adozione  di  tale  decreto  non  devono
scaturire nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
7. Le attivita’ e  gli  insegnamenti  relativi  a  «Cittadinanza  e
2008, n. 169, si sviluppano nell’ambito delle aree storico-geografica
e storico-sociale e nel monte ore complessivo in esse  previsto,  con
riferimento all’insegnamento di «Diritto ed economia» o, in  mancanza
di quest’ultimo, all’insegnamento di «Storia e Geografia» e «Storia».
–  Per  i   riferimenti   della   Raccomandazione   del
Parlamento e dell’Unione europea del 23 aprile  2008  sulla
l’apprendimento  permanente,  si  vedano   le   note   alle
– Il testo della legge 25 marzo 1985, n.  121,  recante
«Ratifica  ed  esecuzione  dell’accordo,   con   protocollo
addizionale, firmato  a  Roma  il  18  febbraio  1984,  che
apporta modificazioni  al  Concordato  lateranense  dell’11
febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa  Sede»
e’ stato pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale 10 aprile 1985, n. 85.
di autonomia delle istituzioni scolastiche»  si  vedano  le
– Si riporta il  testo  dell’art.  22  della  legge  23
dicembre 1998, n. 448, recante «Misure di finanza  pubblica
per la stabilizzazione e lo sviluppo»:
«Art. 22 (Assunzioni di personale). –  1.  All’art.  39
della legge 27 dicembre 1997, n.  449,  sono  apportate  le
2. L’art. 4 del regio decreto 27 agosto 1932, n.  1127,
3. All’art. 1, comma 3, della legge 26  novembre  1993,
n. 482 , sono soppresse le parole da: «non puo’ avere» fino
a: «non consecutivi,».
4. Il termine del 31 dicembre 1998, di cui al comma  18
dell’art. 1 della legge 28 dicembre 1995, n. 549,  come  da
ultimo prorogato dal comma 23, secondo  periodo,  dell’art.
39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e’ prorogato al 31
5. Il Ministero per i beni e le attivita’ culturali  e’
autorizzato ad assumere, al di fuori  della  previsione  di
fabbisogno di cui all’art. 39 della legge 27 dicembre 1997,
n. 449 , nel 1999 e nel 2000, mille unita’ di  personale  a
tempo  determinato,  con  prestazioni  di  lavoro  a  tempo
parziale,  per  profili  professionali   delle   qualifiche
funzionali non superiori  alla  settima  e  di  durata  non
superiore ad un anno, prorogabile a due.  Il  personale  e’
destinato a  garantire  l’apertura  pomeridiana,  serale  e
festiva di musei, gallerie, monumenti e scavi di antichita’
dello Stato, biblioteche e archivi. Al  relativo  onere  si
provvede con quota parte delle entrate di cui alla legge 25
marzo 1997, n. 78, nei  limiti  di  lire  15  miliardi  per
ciascuno degli anni 1999 e  2000.  Deve,  comunque,  essere
assicurato un  sostanziale  equilibrio  nella  dislocazione
territoriale delle strutture prescelte.
6.  Le  assunzioni  di  personale  non  vedente,  quale
centralinista    telefonico,     massofisioterapista     ed
insegnante, non possono subire alcun blocco  o  limitazione
sia  nelle  pubbliche  amministrazioni  sia  nelle  aziende
7. Le disposizioni della legge 29 marzo 1985, n. 113  ,
si applicano anche  agli  enti  locali,  nelle  cui  piante
organiche e’ previsto il posto di centralinista telefonico.
8.  Per  coloro  che  abbiano  gia’  prestato  servizio
militare obbligatorio, o che siano trattenuti  in  servizio
per ulteriori dodici mesi oltre la ferma di leva, il limite
massimo  di  eta’,  di  cui  alla  lettera  d)  della  voce
«Requisiti di stato civile» dell’allegato 2 del decreto del
Presidente della Repubblica 2 settembre 1997, n. 332  ,  e’
elevato a ventitre’ anni.
9. (Omissis)».
tributaria» si vedano le note al titolo e alle premesse.
– Il testo dell’art. 1 del decreto-legge  1°  settembre
2008, n. 137, recante «Disposizioni urgenti in  materia  di
istruzione e universita’.», convertito, con  modificazioni,
dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, e’ il seguente:
«Art. 1 (Cittadinanza e Costituzione). – 1. A decorrere
dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009,  oltre  ad  una
sperimentazione  nazionale,  ai  sensi  dell’art.  11   del
Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono  attivate  azioni  di
sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate
all’acquisizione  nel  primo  e  nel   secondo   ciclo   di
istruzione delle conoscenze e delle competenze  relative  a
«Cittadinanza  e  Costituzione»,  nell’ambito  delle   aree
storico-geografica  e  storico-sociale  e  del  monte   ore
complessivo previsto per  le  stesse.  Iniziative  analoghe
sono avviate nella scuola dell’infanzia.
1-bis.  Al  fine  di  promuovere  la   conoscenza   del
pluralismo    istituzionale,    definito    dalla     Carta
costituzionale, sono altresi’ attivate  iniziative  per  lo
studio degli statuti regionali delle regioni  ad  autonomia
ordinaria e speciale.
2. All’attuazione del  presente  articolo  si  provvede
entro  i  limiti  delle  risorse   umane,   strumentali   e
legislativo 17 ottobre 2005,  n.  226,  e  successive  modificazioni,
dal decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122.
2. I percorsi dei licei  si  concludono  con  un  esame  di  Stato,
secondo   le   vigenti   disposizioni    sugli    esami    conclusivi
3. Al superamento  dell’esame  di  Stato  conclusivo  dei  percorsi
liceali e’ rilasciato il titolo  di  diploma  liceale,  indicante  la
tipologia di liceo e l’eventuale indirizzo, opzione o sezione seguita
dallo studente. Il diploma consente l’accesso all’universita’ ed agli
istituti di alta formazione artistica,  musicale  e  coreutica,  agli
istituti tecnici superiori e ai percorsi di istruzione  e  formazione
tecnica superiore di cui ai capi II e III del decreto del  Presidente
del Consiglio dei Ministri in data 25 gennaio 2008, pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 86  dell’11  aprile  2008,  fermo  restando  il
valore del diploma  medesimo  a  tutti  gli  altri  effetti  previsti
dall’ordinamento   giuridico.   Il   diploma   e’   integrato   dalla
certificazione delle competenze acquisite dallo studente  al  termine
del percorso liceale.
– Per il testo dell’art. 13, del decreto legislativo 17
ottobre 2005, n. 226, recante  «Norme  generali  e  livelli
essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo  del
sistema educativo  di  istruzione  e  formazione,  a  norma
dell’art. 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53», si vedano le
– Per  il  testo  dell’art.  2,  del  decreto-legge  1°
settembre 2008, n. 137, convertito dalla legge  30  ottobre
2008, n. 169, recante «Disposizioni urgenti in  materia  di
istruzione e universita’.» si vedano le note alle premesse.
Repubblica 22 giugno 2009,  n.  122,  recante  «Regolamento
recante  coordinamento   delle   norme   vigenti   per   la
valutazione degli alunni e ulteriori modalita’  applicative
in materia, ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto-legge
1° settembre 2008, n. 137, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169» , si  vedano  le  note
1. I percorsi dei licei sono oggetto  di  costante  monitoraggio  e
valutazione.   A   tal    fine,    il    Ministro    dell’istruzione,
dell’universita’  e  della  ricerca  puo’  avvalersi  dell’assistenza
tecnica  dell’Agenzia  nazionale  per  lo   sviluppo   dell’autonomia
scolastica (ANSAS)  e  dell’Istituto  nazionale  di  valutazione  del
sistema educativo di istruzione e formazione (INVALSI).
2. Il profilo educativo, culturale e professionale dello studente a
conclusione del secondo ciclo del sistema educativo di  istruzione  e
di formazione per il sistema dei licei, nonche’ le indicazioni di cui
all’articolo 13, comma 10, lettera a), sono aggiornati periodicamente
in relazione agli sviluppi culturali emergenti nonche’ alle  esigenze
espresse dalle universita’, dalle  istituzioni  dell’alta  formazione
artistica, musicale e coreutica  e  dal  mondo  del  lavoro  e  delle
3. Il raggiungimento, da  parte  degli  studenti,  degli  obiettivi
specifici di apprendimento previsti dalle  indicazioni  nazionali  di
cui all’articolo 13, comma 10, lettera a), e’ oggetto di  valutazione
sistema  educativo  di  istruzione  e  di  formazione  (INVALSI).  Il
medesimo  Istituto  cura   la   pubblicazione   degli   esiti   della
4. Il Ministro dell’istruzione, dell’universita’  e  della  ricerca
ogni tre anni presenta al Parlamento un rapporto avente ad oggetto  i
risultati del monitoraggio e della valutazione.
1. A partire dalle classi prime  funzionanti  nell’anno  scolastico
2010/2011, gli attuali percorsi liceali di ogni tipo e indirizzo  con
le relative sperimentazioni confluiscono nei nuovi  percorsi  liceali
di cui al presente regolamento, secondo quanto previsto dalla tabella
contenuta nell’allegato I, ferma restando, per le  classi  successive
alla prima, la prosecuzione ad esaurimento dei percorsi in atto.
2. Gli istituti d’arte con le relative sperimentazioni confluiscono
nei licei di cui al presente regolamento secondo quanto previsto  dal
3. I percorsi sperimentali musicali  e  coreutici  autorizzati  con
decreto  ministeriale  confluiscono  nei  nuovi  licei   musicali   e
coreutici disciplinati dal presente regolamento a partire dalle prime
classi funzionanti nell’anno scolastico 2010-2011.
4. La corrispondenza dei titoli di studio rilasciati al termine dei
percorsi liceali di ogni tipo e indirizzo dell’ordinamento previgente
con i titoli di studio rilasciati al termine dei percorsi liceali  di
cui al presente regolamento e’ individuata  nella  tabella  contenuta
nell’allegato L del presente regolamento.
5.  In  rapporto  alla  specificita’  dei   percorsi   di   origine
sperimentale  effettivamente  attuati,  le  istituzioni  scolastiche,
statali  e  paritarie,  possono  presentare  ai   competenti   uffici
scolastici   regionali    motivate    proposte    finalizzate    alla
individuazione di una confluenza diversa  da  quella  indicata  nella
tabella di cui al comma 1, purche’ compresa tra quelle indicate nella
tabella  medesima.  Gli  istituti  d’arte   possono   presentare   ai
competenti uffici  scolastici  regionali  proposte  finalizzate  alla
confluenza   negli   istituti   professionali   per   l’industria   e
l’artigianato. Le proposte di confluenza presentate dalle istituzioni
scolastiche statali sono valutate  dalle  regioni  nell’ambito  della
programmazione dell’offerta formativa regionale.
6. Le sezioni di liceo musicale  e  coreutico  sono  istituite  nel
quadro della programmazione della rete scolastica di cui all’articolo
138, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 31 marzo  1998,  n.
112. In prima applicazione del presente regolamento,  sono  istituite
sul territorio nazionale non piu’ di quaranta sezioni musicali  e  di
dieci sezioni coreutiche. Alla ripartizione delle sezioni  a  livello
regionale si provvede con riferimento ai criteri fissati in  sede  di
intesa di cui all’articolo 64, comma 4-quinquies del decreto-legge 25
agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni.
7. Eventuali sezioni  aggiuntive  di  liceo  musicale  e  coreutico
possono essere istituite con decreto  del  Ministro  dell’istruzione,
dell’universita’  e  della  ricerca  di  concerto  con  il   Ministro
8. L’istituzione di sezioni di liceo  musicale  e’  subordinata  in
prima  attuazione  alla  stipula  di  apposita  convenzione   con   i
conservatori di musica e gli istituti musicali  pareggiati  ai  sensi
dell’articolo 2, comma 8, lettera g), della legge 21  dicembre  1999,
n. 508. La convenzione deve in ogni caso prevedere  le  modalita’  di
organizzazione   e   svolgimento   della   didattica,   nonche’    di
certificazione  delle  competenze  acquisite  dagli  studenti   nelle
discipline   musicali   previste   nell’allegato   E   del   presente
9. Per l’istituzione di sezioni di liceo coreutico e’ richiesta, in
prima attuazione, una specifica convenzione con l’Accademia nazionale
10.  Con   successivi   decreti   del   Ministro   dell’istruzione,
dell’economia e delle finanze sono definiti:
a. le indicazioni nazionali riguardanti gli  obiettivi  specifici
di apprendimento con riferimento ai profili di  cui  all’articolo  2,
commi 1 e 3, in relazione alle attivita’ e agli insegnamenti compresi
nei piani degli studi previsti per  i  percorsi  liceali  di  cui  al
b. l’articolazione  delle  cattedre  per  ciascuno  dei  percorsi
liceali di cui agli articoli 4, 5, 6, 7, 8 e  9,  in  relazione  alle
classi  di  concorso  del  personale  docente;   le   cattedre   sono
costituite, di norma, con non meno di 18 ore settimanali  e  comunque
nel rispetto degli obiettivi di contenimento della finanza pubblica;
c. gli indicatori per  la  valutazione  e  l’autovalutazione  dei
percorsi liceali, anche con riferimento  al  quadro  europeo  per  la
garanzia della qualita’ dei sistemi di istruzione e formazione.
11. Il passaggio al nuovo ordinamento  e’  accompagnato  da  misure
nazionali di sistema idonee a sostenere, anche in collaborazione  con
le   associazioni   professionali   e   disciplinari   di    settore,
amministrativo, tecnico e  ausiliario  dei  licei  e  a  informare  i
giovani e le loro famiglie in relazione alle scelte degli studi.
– Il testo dell’art.  138,  comma  1,  lettera  b)  del
decreto  legislativo  31  marzo  1998,  n.   112,   recante
capo I della legge15 marzo 1997, n. 59» e’ il seguente:
«Art.  138  (Deleghe  alle  regioni).  –  1.  Ai  sensi
dell’art. 118,  comma  secondo,  della  Costituzione,  sono
delle disponibilita’ di risorse umane e finanziarie,  della
rete  scolastica,  sulla  base   dei   piani   provinciali,
assicurando il coordinamento con la programmazione  di  cui
– Per il testo dell’art.  64,  comma  4-quinquies,  del
legge 6 agosto 2008, n. 113, recante «Disposizioni  urgenti
– Si riporta il testo dell’art. 2, comma 8, lettera g),
della legge 21 dicembre  1999,  n.  508,  recante  «Riforma
delle Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale  di
danza, dell’Accademia nazionale di arte  drammatica,  degli
Istituti  superiori  per  le  industrie   artistiche,   dei
Conservatori  di   musica   e   degli   Istituti   musicali
pareggiati»:
«Art. 2 (Alta formazione e specializzazione artistica e
musicale). – 1.-7. (omissis);
superiore;».
1. All’attuazione del presente regolamento nelle regioni a  statuto
in conformita’ ai rispettivi statuti e relative norme di  attuazione,
nonche’ alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
ordinamenti di tali scuole, nel limite massimo di  1254  ore  annuali
per il liceo artistico e di 1188 per  il  liceo  classico,  il  liceo
linguistico, il liceo musicale e coreutico, il liceo scientifico e il
– La  legge  costituzionale  18  ottobre  2001,  n.  3,
recante Modifiche al titolo V  della  parte  seconda  della
Costituzione e’ stata pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
del 24 ottobre 2001, n. 248.
1. Sono abrogati gli articoli 2, 3, 4, 5, 7, 8, 9, 11, 12, 23,  25,
26 e 27, con esclusione dei commi 2 e 7, del decreto  legislativo  17
ottobre 2005, n. 226, e relativi allegati.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  27  del   decreto
n. 53», come modificato dal presente decreto:
«Art.  27  (Passaggio  al  nuovo  ordinamento).  –   1.
(Soppresso);
2.  Il  primo  anno  dei  percorsi  di   istruzione   e
formazione professionale di cui  al  Capo  III  e’  avviato
sulla base della disciplina specifica definita da  ciascuna
Regione nel rispetto dei livelli essenziali di cui al  Capo
III,  previa  definizione   con   accordi   in   Conferenza
Stato-Regioni ai sensi del decreto  legislativo  28  agosto
1997, n. 281, dei seguenti aspetti:
a) individuazione delle figure di differente livello,
relative ad aree professionali, articolabili  in  specifici
profili  professionali  sulla  base  dei   fabbisogni   del
b) standard minimi formativi relativi alle competenze
di   base    linguistiche,    matematiche,    scientifiche,
tecnologiche, storico-sociali ed economiche  necessarie  al
conseguimento   del   profilo   educativo,   culturale    e
professionale  dello  studente,  nonche’  alle   competenze
professionali  proprie   di   ciascuna   specifica   figura
professionale di cui alla lettera a);
c) standard  minimi  relativi  alle  strutture  delle
istituzioni formative e dei relativi servizi.
3. – 6. (Soppresso).
7. Con l’attuazione dei percorsi di cui al Capo III,  i
titoli e le  qualifiche  a  carattere  professionalizzante,
acquisiti tramite i percorsi  di  istruzione  e  formazione
professionale,  sono  esclusivamente  di  competenza  delle
Regioni e delle Province autonome. In attesa della compiuta
attuazione, da parte di tutte le Regioni, degli adempimenti
connessi alle  loro  competenze  esclusive  in  materia  di
istruzione e formazione professionale, l’attuale sistema di
istruzione statale continua ad assicurare,  attraverso  gli
istituti professionali di Stato,  l’offerta  formativa  nel
settore,  con  lo  svolgimento  dei  relativi  corsi  e  il
rilascio delle qualifiche.
8. – 9. (Soppresso).».
delle risorse finanziarie  previste  a  legislazione  vigente,  senza
nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,  fermi  restando  gli
obiettivi previsti dall’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008,
n.112, convertito, con modificazioni, della legge 6 agosto  2008,  n.
133, da realizzare anche con la successiva emanazione dei regolamenti
di  completamento  della   riforma   concernenti   la   ridefinizione
dell’assetto organizzativo didattico dei Centri per l’istruzione  per
gli adulti, ivi compresi i corsi serali  e  la  razionalizzazione  ed
accorpamento delle classi di  concorso  a  cattedre  ed  i  posti  di
insegnamento, nel quadro generale di riforma del sistema scolastico.
2. Il presente regolamento entra in vigore il giorno  successivo  a
persona e dei beni culturali, registro n. 9, foglio n. 213
n. 113,  recante  «Disposizioni  urgenti  per  lo  sviluppo
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 89 – Regolamento recante revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0111) – (GU n. 137 del 15-6-2010 redazione redazione 2015-05-05T19:26:52+00:00