Source: https://forum.commercialistatelematico.com/altri-argomenti/3109-da-padre-figlio-2.html
Timestamp: 2020-05-30 06:45:55+00:00
Document Index: 131412429

Matched Legal Cases: ['art. 175', 'art. 176', 'art. 175', 'art. 176', 'art. 175', 'art. 175', 'art. 67', 'art. 176', 'art. 176', 'art. 175', 'art. 176', 'art. 176', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 54', 'art. 2697', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 54', 'sentenza ', 'sentenza ']

Da padre a figlio: - Pagina 2
02-11-07, 08:13 AM #11
è da lì che son partito per la soluzione prospettata. volevo confrontarmi per il risultato finale. ciao
02-11-07, 08:22 AM #12
Ultima modifica di mr bean; 02-11-07 alle 08:35 AM
02-11-07, 03:19 PM #13
&#232; da l&#236; che son partito per la soluzione
prospettata. volevo confrontarmi per il risultato finale. ciao
tu dici che hai effettuato il conferimento in continuit&#224; valori contabili e quindi art. 175 dpr 917/86 e ok.. attenzione che la successiva cessione di quote pu&#242; essere vista come operazione elusiva, per evitare la tassazione come cessione d'azienda
avessi fatto invece l'operazione in continuit&#224; valori fiscali, art. 176 dpr 917/86, la successiva cessione di quote non era classificata come operazione elusiva stante l'espressa previsione normativa.
03-11-07, 07:35 AM #14
tu dici che hai effettuato il conferimento in continuità valori contabili e quindi art. 175 dpr 917/86 e ok.. attenzione che la successiva cessione di quote può essere vista come operazione elusiva, per evitare la tassazione come cessione d'azienda
avessi fatto invece l'operazione in continuità valori fiscali, art. 176 dpr 917/86, la successiva cessione di quote non era classificata come operazione elusiva stante l'espressa previsione normativa.
Forse mi sfugge qualcosa delle tue osservazioni: l'ultimo periodo del 176 rimanda al 175. Infatti in questo caso si tratta del conferimento dell'unica impresa di imprenditore individuale. E poi se non esiste il pagamento di un corrispettivo nella donazione come si può contestare un elusione fiscale ? La donazione è prevista nei confronti dei famigliari dalle nostre norme.
03-11-07, 01:33 PM #15
il conferimento fatto a valori contabili &#232; fatto ai sensi art. 175
l'art. 175 nel caso di conferimento ditta individuale in srl rimanda, per le successive cessioni di quote all'art. 67 e non al 176 dpr 917/86
se tu effettui il conferimento a norma art. 176 poi cedi le partecipazioni in PEX e non c'&#232; operazione elusiva, se cedi le partecipazioni provenienti da conferimento ar. 175 non puoi avere la protezione art. 176..
l'elusivit&#224; &#232; che tu facendo questa operazione stai cedendo l'azienda, il fisco ti potrebbe contestare questo e non la cessione di quote.
quanto sconta una donazione azienda che tra l'altro deve esser eseguita agli ultimi valori fiscali riconosciuti e non ai valori contabili? tra familiari quasi nulla, ma se ti contestano poi la cessione anzich&#232; la donazione?
&#232; da valutarsi attentamente, magari partendo subito dalla donazione diretta dell'azienda..
tanti sono gli aspetti che non si possono chiudere qui in due sole righe
Ultima modifica di mr bean; 03-11-07 alle 01:37 PM
04-11-07, 09:08 AM #16
il punto è questo: (a memoria)
il conferimento fatto a valori contabili è fatto ai sensi art. 175
se tu effettui il conferimento a norma art. 176 poi cedi le partecipazioni in PEX e non c'è operazione elusiva, se cedi le partecipazioni provenienti da conferimento ar. 175 non puoi avere la protezione art. 176..
l'elusività è che tu facendo questa operazione stai cedendo l'azienda, il fisco ti potrebbe contestare questo e non la cessione di quote.
quanto sconta una donazione azienda che tra l'altro deve esser eseguita agli ultimi valori fiscali riconosciuti e non ai valori contabili? tra familiari quasi nulla, ma se ti contestano poi la cessione anzichè la donazione?
è da valutarsi attentamente, magari partendo subito dalla donazione diretta dell'azienda..
Mi piace il confronto che stiamo mettendo in piedi ma resto dell'idea che un conferimento con successiva donazione delle quote non possa essere contestatata come un'operazione elusiva.
04-11-07, 09:13 AM #17
06-11-07, 12:03 PM #18
D.R. impugnava dinanzi alla Commissionetributaria
provinciale di Rieti l'avviso di accertamento Irpef/Ilor anno 1990 con il
quale l'Ufficio imposte dirette di Rieti determinava plusvalenze per
avviamento commerciale conseguente alla cessione di azienda avvenuta a
favore della sorella. Rilevava parte contribuente a fondamento
dell'opposizione il difetto di motivazione dell'avviso e la gratuit&#224; della
cessione. L'adita Commissione tributaria provinciale accoglieva il ricorso
ritenendo la gratuit&#224; della cessione.
La sentenza veniva confermata dalla Commissione tributaria
regionale del Lazio sul rilievo che la cessione essendo intervenuta tra
parenti doveva ritenersi avvenuta a titolo gratuito a nulla valendo quanto
dichiarato dalle parti nell'atto integrativo di compravendita dell'azienda
in quanto l'ufficio avrebbe dovuto provare altrimenti l'onerosit&#224; della
Avverso tale sentenza l'Amministrazione proponeva ricorso
per cassazione sostenuto da un unico motivi di censura.
Parte intimata non svolgeva attivit&#224; difensiva.
Con l'unico motivo del ricorso l'Amministrazione e
l'Agenzia deducono difetto di motivazione e violazione e falsa applicazione
dell'art. 54 del D.P.R. n. 917/1986 e dell'art. 2697 del codice civile.
Osservano al riguardo che erroneamente la Commissione tributaria regionale
ha ritenuto la cessione di azienda effettuata a titolo gratuito a fronte del
chiaro dato letterale dell'atto di cessione e del successivo atto
integrativo con i quali si &#232; rispettivamente regolata la modalit&#224; di
versamento del prezzo e si &#232; concordata la determinazione dell'avviamento
Richiamano in proposito Cass. n. 2807/2002 secondo cui
deve farsi riferimento alla natura intrinseca ed alla configurazione
giuridica dell'atto che ha operato il trasferimento del bene. Era onere del
contribuente a fronte del dato documentale provare il contrario. La
Commissione tributaria regionale inoltre, assumono i ricorrenti, ignora la
valenza, ex art. 54, comma 5, del Tuir, del pregresso accertamento di
maggior valore gi&#224; operato ai fini dell'imposta di registro.
Osserva la Corte che il ricorso &#232; fondato.
La sentenza della Commissione tributaria regionale,
infatti, non &#232; adeguatamente motivata in punto di valutazione degli elementi
documentali dedotti dall'ufficio a supporto della legittimit&#224; dell'avviso
rectius della onerosit&#224; della cessione.
Non pu&#242; invero accreditarsi, da un punto di vista
logico-giuridico, la tesi della gratuit&#224; della cessione sulla base del solo
rapporto di parentela intercorrente tra il cedente ed il cessionario
escludendo, a tale fine, la valenza dell'atto di cessione e del successivo
atto integrativo sull'esclusivo rilevo che il relativo contenuto pu&#242; avere
conseguenza solamente ai fini dell'imposta di registro. &#200; quindi carente
l'accertamento condotto dalla Commissione tributaria regionale per la
mancata valutazione di detti elementi documentali.
Del resto questa Suprema Corte ha sancito che in tema di
accertamento delle imposte sui redditi, l'Amministrazione finanziaria &#232;
legittimata a procedere in via induttiva all'accertamento del reddito da
plusvalenza patrimoniale relativa al valore di avviamento, realizzata a
seguito di cessione di azienda, sulla base dell'accertamento di valore
effettuato in sede di applicazione dell'imposta di registro, ed &#232; onere
probatorio del contribuente superare (anche con ricorso ad elementi
indiziari) la presunzione di corrispondenza del prezzo incassato con il
valore di mercato accertato in via definitiva in sede di applicazione
dell'imposta di registro, dimostrando di avere in concreto venduto ad un
prezzo inferiore (cfr. per tutte Cass. n. 21055/2005).
Ed ha altres&#236; affermato che nella cessione di azienda, ai
fini della configurazione di una plusvalenza da avviamento commerciale (ai
sensi dell'art. 54 del D.P.R. n. 917 del 1986), deve farsi riferimento alla
natura intrinseca ed alla configurazione giuridica dell'atto che ha operato
il trasferimento del bene (prescindendo dal contenuto di clausole o
dichiarazioni, inserite per finalit&#224; dell'atto stesso e comunque incoerenti
rispetto agli elementi essenziali del tipo di contratto concluso) ed al
fatto che la stessa cessione risulta realizzata e tassabile, in presenza di
negozio oneroso. Deve invece ritenersi insussistente nel caso di
trasferimento "mortis causa" o per atto gratuito a familiari (Cass. n.
2807/2002).
Sulla base delle esposte considerazioni pertanto il
ricorso va accolto e la sentenza impugnata va annullata con rinvio, anche
per le spese del giudizio di legittimit&#224;, ad altra sezione della Commissione
tributaria regionale del Lazio che proceder&#224; ad un nuovo accertamento.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata
e rinvia, anche per le spese del giudizio di legittimit&#224;, ad altra sezione
della Commissione tributaria regionale del Lazio.