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Timestamp: 2019-06-24 18:22:27+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 11', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 7', 'art.26', 'art.26', 'art.348', 'art.11', 'art.4']

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REGOLAMENTO PER LA RISCOSSIONE DEL CONTRIBUTO ALBO
Vedi anche il Regolamento per la tenuta del Timbro Professionale»
Visualizza anche il Codice Deontologico »
(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 63 del 15 marzo 1929)
Art. 1. — Il titolo di geometra spetta a coloro che abbiano conseguito il diploma di agrimensura dei Regi Istituti tecnici o il diploma di abilitazione per la professione di geometra, secondo le norme del R.D. 6 maggio 1923, n. 1054.
Art. 2. — Presso ogni Collegio è costituito l'albo dei geometri, in cui sono iscritti coloro che, trovandosi nelle condizioni stabilite dal presente regolamento, abbiano la residenza entro la circoscrizione del Collegio medesimo.
Art. 3. — Riguarda la tenuta dell'albo professionale. Vedasi ora il D.Lgs. Lgt. 23 novembre 1944, n. 382, che detta nuove norme sui consigli degli ordini e collegi e sulle commissioni interne professionali.
Art. 4. — Per essere iscritto all'albo dei geometri è necessario:
Art. 5 .— La domanda per l'iscrizione è diretta al Consiglio del Collegio nella cui circoscrizione l'aspirante risiede; è redatta in carta da bollo ed accompagnata dai seguenti documenti:
Art. 6. — Nessuno può essere iscritto contemporaneamente in più di un albo; ma è consentito il trasferimento da un albo all'altro, contemporaneamente alla cancellazione della iscrizione precedente.
Art. 7. — Gli impiegati dello Stato e delle altre pubbliche Amministrazioni, ai quali, secondo gli ordinamenti loro applicabili, sia vietato l'esercizio della libera professione, non possono essere iscritti nell'albo; ma, in quanto sia conseguito, a norma degli ordinamenti medesimi, il conferimento di speciali incarichi, questi potranno loro essere affidati, pure non essendo essi iscritti nell'albo.
Art. 8 — L'albo stampato a cura del Consiglio, deve essere comunicato alle cancellerie della Corte d'appello e dei Tribunali della circoscrizione a cui l'albo stesso si riferisce, al Pubblico Ministero presso le autorità giudiziarie suddette, alle Camere di commercio, industria e agricoltura e alla Segreteria del Consiglio nazionale dei geometri di cui all'art. 15.
Art. 9. — Il Consiglio rilascia ad ogni iscritto apposita attestazione. La iscrizione in un albo ha effetto per tutto il territorio della Repubblica.
Art. 10. — La cancellazione dall'albo, oltre che per motivi disciplinari, giusta l'articolo seguente, è pronunciata dal Consiglio, su domanda o in seguito a dimissioni dell interessato, ovvero d'ufficio o su richiesta del Procuratore della Repubblica, nei casi:
La censura, la sospensione e la cancellazione sono notificate al colpevole per mezzo di ufficiale giudiziario ( Seguiva un altro comma, non riprodotto perché riguardante il vecchio ordinamento sindacale).
Art. 12. — L'istruttoria che precede il giudizio disciplinare, può essere promossa dal Consiglio su domanda di parte, o su richiesta del Pubblico Ministero, ovvero d'ufficio, in seguito a deliberazione del Consiglio, ad iniziativa di uno o più membri.
Art. 13. — Nel caso di condanna alla reclusione, il Consiglio, secondo le circostanze, può eseguire la cancellazione dall'Albo o pronunciare la sospensione. Quest'ultima ha sempre luogo ove sia stato rilasciato mandato di cattura e fino alla sua revoca.
Art. 14. — Colui che è stato cancellato dall'albo può a sua richiesta essere riammesso, quando siano cessate le ragioni che hanno motivato la sua cancellazione.
Art. 15. — Le decisioni del Consiglio, in ordine alla iscrizione e alla cancellazione dall'albo, nonché ai giudizi disciplinari, sono notificate agli interessati, mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, salva la disposizione dell'art. 11, comma 3°, per quanto concerne la notificazione di decisioni che pronunziano i provvedimenti disciplinari ivi indicati.
Art. 16.— L'oggetto ed i limiti dell'esercizio professionale di geometra sono regolati come segue:
Art. 17.—Le disposizioni del precedente articolo valgono ai fini della deliminazione della professione di geometra, e non pregiudicano quanto può formare oggetto dell'attività di altre professioni, salvo ciò che è disposto dagli artt. 18 e 24.
Art. 18.—Le funzioni in cui alle lettere a), b), d), t), I), m), n), o), q), dell'art. 16 sono comuni agli ingegneri civili.
La funzione peritale od arbitramentale, di cui alla lettera p) dell'indicato art. 16, è comune agli ingegneri civili, in quanto rifletta gli oggetti di cui alle lettere a), b), Art. 19. — La divisione di fondi rustici e le attribuzioni indicate nelle lettere b), e), g), h), i), l), o), dell'art. 16 sono comuni ai dottori in scienze agrarie. La funzione peritale ed arbitramentale, di cui alla lettera p) del medesimo articolo, è comune ai dottori in scienze agraria in quanto riflette gli oggetti indicati nel comma precedente.
Art. 20.—La stima e la divisione di fondi rustici; la valutazione dei danni colonici, di cui alla lettera e) dell'art. 16; la stima delle scorte morte e le operazioni di consegna e di riconsegna di beni rurali e relativi bilanci di cui alla lettera g) dello stesso art. 16, sono comuni ai periti agrari con le medesimi limitazioni stabilite nel detto art. 16.
Art. 21.—Ferme rimanendo le disposizioni contenute nella legge 24 giugno 1923, n. 1395, e nel regolamento approvato con R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537, relative alla tutela del titolo e dell'esercizio professionale degl'ingegneri e degli architetti, nonché le disposizioni del R.D.L. 7 giugno 1928, n. 1431, per l'accettazione degli agglomerati idraulici e per l'esecuzione delle opere in conglomerato cementizio, ai geometri diplomati anteriormente all'entrata in vigore del presente regolamento, che abbiano lodevolmente compiuto per almeno tre anni prestazioni eccedenti i limiti di cui all'art. 16, sarà consentito di proseguire in tali prestazioni.
Art. 22.—Gli ingegneri civili, i quali, anteriormente all'entrata in vigore del presente regolamento, abbiano esercitate anche le mansioni proprie del geometra, potranno continuare ad adempiere le mansioni medesime, con facoltà di iscriversi nell'albo dei geometri.
Art. 23.—I dottori in scienze agrarie, che, a termini dei Regi Decreti 29 agosto 1890, n. 7140, e 21 maggio 1914, n. 528, abbiano esercitato le mansioni proprie del geometra anteriormente all'entrata in vigore del presente regolamento, potranno continuare ad esercitare le mansioni medesime, con facoltà di iscriversi nell'albo dei geometri.
Art. 24 -—L'oggetto della professione di geometra comprende anche le funzioni relative agli istituti tavolari e catastali esistenti nei territori annessi alla Repubblica con le leggi 26 settembre 1920, n. 1322, e 19 dicembre 1920, n. 1778.
Art. 25.—Le perizie e gli incarichi da affidarsi ai geometri, giusta le disposizioni degli articoli precedenti, possono essere conferiti dalla autorità giudiziaria e dalle pubbliche amministrazioni, soltanto agli iscritti nell'albo, salvo il disposto dell'art. 7.
Art. 26 — Spetta al Consiglio del Collegio:
Art. 27. — I Consigli sono sottoposti alla vigilanza del Ministro per la grazia e giustizia, il quale la esercita direttamente, ovvero per il tramite dei Procuratori Generali presso le Corti di appello e dei Procuratori della Repubblica. Egli sorveglia alla esatta osservanza delle norme legislative e regolamentari riguardanti la formazione, la tenuta dell'albo e, l'esercizio della professione (Seguivano altri due commi riguardanti lo scioglimento del Consiglio. Vedasi ora in proposito gli artt. 8 e 9 del D.Lgs.Lgt. 23 novembre 1944, n. 382).
Artt. 28 e 29.—Omessi perché contenenti norme di carattere transitorio.
“NORME REGOLAMENTARI PER L’USO DEL TIMBRO PROFESSIONALE”
(Delibera del 23 aprile 1957 integrata da delibera 27 aprile 2004)
Art.1 – Ogni elaborato tecnico redatto dal Geometra da rilasciarsi a privati, Enti, Uffici, ecc... a convalida della firma del tecnico che lo rilascia, dovrà essere munito di un timbro ad inchiostro indelebile che comprovi la iscrizione del professionista nell’Albo del Collegio ove egli fa parte.
Art.2 – Anche le parcelle presentate per la delibera della liquidazione non potranno essere accolte se non munite del timbro.
Art.3 – Il timbro la cui foggia sarà fissata dal Collegio, recherà il nome del professionista ed il numero dell’iscrizione all’Albo, secondo l’ordine più conveniente che il Collegio crederà opportuno di adottare, non esistendo nessuna correlazione fra il numero del timbro ed anzianità di iscrizione.
Art.4 – Il Collegio consegnerà, in dotazione, i timbri ai professionisti che hanno l’obbligo di farne richiesta e di rilasciare apposita ricevuta con l’apposizione di firma sul registro delle consegne. Il timbro resta di proprietà del Collegio.
In caso di smarrimento del timbro, il Professionista dovrà fare immediata denuncia alle Autorità di Pubblica Sicurezza e trasmettere la stessa al Collegio, il quale, dietro rimborso delle spese, potrà rilasciare il duplicato.
Art.5 – Qualora il professionista cessi di essere iscritto all’Albo (qualunque sia il motivo della cancellazione), ovvero sia sospeso dall’esercizio professionale a seguito di pena disciplinare, dovrà riconsegnare al Collegio il timbro entro il termine perentorio di giorni sette dall’avvenuta cognizione del provvedimento di cancellazione o di sospensione. Il Collegio rilascerà apposita ricevuta e farà annotazione di essa sul registro delle consegne.
Art.6 – La mancata riconsegna del timbro nel termine sopra fissato, da parte del Professionista cancellato dall’Albo ovvero sospeso dall’esercizio professionale, costituisce violazione delle regole professionali ed autorizza il Collegio ad attivare tutte le azioni utili e confacenti per il suo recupero, oltre alla denuncia del professionista all’Autorità Giudiziaria a norma dell’art.26 del regolamento professionale. Sarà analogamente passibile di denuncia all’Autorità Giudiziaria (a norma del suddetto art.26) il professionista sospeso a seguito di pena disciplinare che, nel periodo di sospensione, esercita la professione, anche con l’utilizzo del timbro rilasciato dal Collegio o con altro timbro (art.348 Codice Penale).
Art.7 – Con l’istituzione del timbro professionale obbligatorio, è fatto divieto ai Geometri di provvedersi direttamente del timbro o di usarne altri anche con caratteristiche diverse costituendo ciò infrazione perseguibile a norma degli art.11 e 12 del citato Regolamento professionale.
Art.8 – La Segreteria del Collegio, a richiesta degli interessati, apporrà uno speciale timbro di autocertificazione sugli elaborati dei Professionisti momentaneamente sprovvisti del timbro e su quelli di coloro i quali, pur autorizzati a compiere atti della libera professione, non sia requisito necessario l’iscrizione all’Albo.
Art.9 – L’Autorità Giudiziaria, gli Enti e gli Uffici Pubblici comunque preposti alla ricezione ed all’accoglimento degli elaborati tecnici saranno invitati ad accertare che gli elaborati stessi siano muniti del timbro attestante l’iscrizione nell’Albo ed a respingerli se non lo siano.
Art.10 – Le presenti disposizioni sono in vigore dal 1 ottobre 1957, mentre le innovazioni di cui agli art.4-5-6, sono in vigore dal 27 aprile 2004.