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Timestamp: 2019-03-19 03:37:24+00:00
Document Index: 177102637

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.10', 'art. 7', 'art.1', 'art. 5', 'art.23', 'art.20', 'art.26', 'art.15']

29 | Maggio | 2018 | Edscuola
Archivi giornalieri: martedì 29 Maggio 2018
Bocciato per troppe assenze, Tar punisce la scuola: è «severa»
martedì 29 Maggio 2018 Edscuola
Bocciato per le troppe assenze ma il Tar di Lecce, dopo aver disposto lo scorso anno la sospensiva della decisione, ha confermato con sentenza che si era trattato di un provvedimento troppo severo e ha condannato l’istituto scolastico e il Miur a pagare le
spese legali sostenute dal ricorrente per un importo di 4 mila euro.
E’ la storia di un ragazzino di 12 anni di Gallipoli (Lecce) non ammesso lo scorso anno scolastico alla terza media per aver collezionato 335 ore di assenza, superando il limite
previsto dalla legge.
I genitori del ragazzino, al termine dello scorso anno scolastico, avevano fatto ricorso al Tar di Lecce, difesi l’avvocato Luigi Quinto. Nel ricorso il legale aveva evidenziato non solo come il rendimento scolastico del ragazzino fosse superiore alla sufficienza ma soprattutto come le assenze maturate fossero frutto di problemi legati ad una patologia intestinale oltre che
alla difficile separazione in corso dei genitori, con la madre residente a Gallipoli e il padre a Roma, e di come l’istituto scolastico non avesse mai provveduto ad allertare la famiglia
per le assenza che lo studente stava maturando.
Motivazioni che hanno portato i giudici amministrativi a concedere così lo scorso anno la sospensiva permettendogli di frequentare quest’anno la terza media, fino ad arrivare alla recente sentenza secondo cui «in presenza di tali elementi l’ipotesi di una bocciatura andava valutata con particolare attenzione e avrebbe necessitato di una motivazione rafforzata, anche alla luce delle possibili azioni che la scuola avrebbe potuto porre in essere nel caso specifico oltre a quelle consuete (ad esempio mediante comunicazioni alla famiglia o la convocazione dei genitori al fine di rendere noti i rischi di una non ammissione), nell’ambito di un rapporto improntato a reciproca e fattiva collaborazione».
Maturità, studenti connessi con i compagni, ma anche con i prof
Mancano poche settimane alla maturità, il periodo più atteso dell’anno per i 509.307 ragazzi
e ragazze che affronteranno l’esame di Stato a fine giugno. Come stanno studiando? Quanto? Che rapporto hanno con i social network? Studenti.it, sito degli studenti italiani, ha raccolto online, tra gli utenti del proprio sito e della fan page su Facebook, 10.347 risposte di maturandi che hanno raccontato come si stanno preparando a questo importante traguardo.
Studiano “in solitaria” ma sono spesso online
La maggior parte dei maturandi dichiara di prepararsi all’appuntamento di giugno studiando autonomamente (58%). Un ulteriore 21% studia da solo ma soltanto in teoria perché, di fatto, è sempre collegato con i compagni e persino con alcuni professori attraverso i social. Solo il 3% studia stabilmente in gruppo mentre il 18% dichiara di alternare studio autonomo e in compagnia.
Web e social come fonte di aiuto
Web, social e altri strumenti di condivisione vengono usati abitualmente dai ragazzi per aiutarsi a vicenda e scambiare velocemente materiale didattico. Il 13% dichiara di utilizzare strumenti di condivisione di documenti online: «Li usiamo nella mia classe – scrive Filippo da Napoli – dove ognuno carica i propri appunti per studiare meglio e ci troviamo molto bene». Un altro 13% usa i gruppi di studio creati su Whatsapp e su Facebook.
Social per scambiare materiale didattico e condividere l’ansia
Per il 61% dei maturandi intervistati sono i social il compagno di studio più costante. Anche se a volte rischiano di distrarre l’attenzione dallo studio, la loro funzione è duplice: da un lato sono lo strumento con cui i ragazzi si scambiano materiale didattico, dall’altro rappresentano la valvola di sfogo, la piazza virtuale in cui condividere l’ansia e lo stress
per l’esame di maturità.
Anche i professori sono “always on”
Spesso nei gruppi di studio i ragazzi non sono soli. In alcuni casi i docenti accettano di far parte di gruppi social o altri gruppi di condivisione materiale per dare supporto ai loro studenti. Questa “coabitazione” avviene per il 33% dei ragazzi che hanno risposto alle domande di Studenti.it. Tra questi c’è Giuseppe, che da Catania commenta: «Come classe abbiamo i gruppi con i prof»; a diversi gruppi partecipa anche Sharon, che dalla provincia di Padova scrive: «Abbiamo una sezione condivisa con la prof di inglese per delle ricerche». Professori “interattivi” anche nella classe di Ilaria e Filippo, maturandi romani, che però ammettono: «È una scelta che non tutti i docenti condividono».
Esame di maturità 2018, alunni DSA e BES: criteri e modalità svolgimento prove scritte ed orali
In presenza di candidati all’esame di Stato con certificazione di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), la commissione d’esame dovrà tener conto di tutti gli elementi forniti dal consiglio di classe, in relazione alle specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, di ciascun candidato.
Le commissioni d’esame dovranno quindi prestare particolare attenzione alle modalità didattiche e alle forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati (P.D.P.), sulla base di quanto previsto dalla normativa vigente che citiamo di seguito.
D.P.R. n. 122/2009, art.10 -Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento (DSA):
“Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) adeguatamente certificate, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell’attività’ didattica e delle prove di esame, sono adottati, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, gli strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei. “
DM n.5669/2011 di attuazione della legge n.170/2010, recante “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” – nonché dalle Linee Guida allegate al citato Decreto ministeriale.
Il DM n.5669/2011 individua, quindi, ai sensi dell’art. 7 comma 2 della Legge 170/2010, in base a quanto stabilito nell’art.1, “le modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici, le misure educative e didattiche di supporto utili a sostenere il corretto processo di insegnamento/apprendimento fin dalla scuola dell’infanzia, nonché le forme di verifica e di valutazione per garantire il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento delle scuole di ogni ordine e grado del sistema nazionale di istruzione e nelle università”
In fase di predisposizione del documento del 15 maggio il consiglio di classe dovrà, quindi, inserire il Piano Didattico Personalizzato (P.D.P.) o altra documentazione predisposta ai sensi dell’art. 5 del DM n. 5669/2011:
“La scuola garantisce ed esplicita, nei confronti di alunni e studenti con DSA, interventi didattici individualizzati e personalizzati, anche attraverso la redazione di un Piano didattico personalizzato, con l’indicazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative adottate”
Sulla base di tale documentazione e di tutti gli elementi forniti dal consiglio di classe, le commissioni predispongono adeguate modalità di svolgimento delle prove scritte e orali.
Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati possono utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal Piano Didattico Personalizzato.
A tali candidati potrà, pertanto, essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte.
Sarà possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali candidati lo svolgimento dell’esame sia al momento delle prove scritte, sia in fase di colloquio.
I candidati possono usufruire di dispositivi per l’ascolto dei testi della prova registrati in formati “mp3”.
Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la commissione può prevedere, in conformità con quanto indicato dal capitolo 4.3.1 delle Linee guida citate, di individuare un proprio componente che possa leggere i testi delle prove scritte.
Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico.
In particolare, viene segnalata l’opportunità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte, di curare con particolare attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con particolare riferimento all’accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma.
Gli studenti che sostengono con esito positivo l’esame di Stato alle condizioni indicate conseguono il diploma conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore .
I candidati con certificazione di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA) che hanno seguito, invece, un percorso didattico differenziato, con esonero dall’insegnamento della/e lingua/e straniera/e, e che sono stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano, possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto finalizzate solo al rilascio dell’attestazione di cui all’articolo 13 del D.P.R. n. 323/1998.
Per questi candidati, il riferimento all’effettuazione delle prove differenziate va indicato solo nella attestazione e non nei tabelloni affissi all’albo dell’istituto.
Per quanto riguarda i candidati con certificazione di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che hanno seguito un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte ordinarie di lingua/e straniera/e, come chiarisce l’art.23 comma 3 dell’OM n.350/2018, la commissione, nel caso in cui la lingua straniera sia oggetto di seconda prova scritta, dovrà sottoporre i candidati medesimi a prova orale sostitutiva della prova scritta.
La commissione, quindi, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, stabilisce modalità e contenuti della prova orale, che avrà luogo nel giorno destinato allo svolgimento della seconda prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nella normativa.
Il punteggio, in quindicesimi, viene attribuito dall’intera commissione a maggioranza, compreso il presidente, secondo i criteri di conduzione e valutazione previamente stabiliti in apposita o apposite riunioni e con l’osservanza della procedura indicata nell’art.20 della citata Ordinanza ministeriale.
Qualora la lingua o le lingue straniere siano coinvolte nella terza prova scritta, gli accertamenti relativi a tali discipline sono effettuati dalla commissione per mezzo di prova orale sostitutiva nel giorno destinato allo svolgimento della terza prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti dalla normativa.
I risultati della prova orale relativa alla lingua o alle lingue straniere coinvolte nella terza prova scritta sono utilizzati per la definizione del punteggio da attribuire alla terza prova scritta.
Gli studenti che sostengono con esito positivo l’esame di Stato alle condizioni cui al presente comma conseguono il diploma conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore .
Per i candidati all’esame di Stato privi di certificazione, ma individuati dal consiglio di classe come alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES), per i quali è stato predisposto un P.D.P., la commissione d’esame dovrà tener conto delle indicazioni fornite dal consiglio di classe per consentire a tali alunni di sostenere adeguatamente l’esame di Stato.
La commissione d’esame, esaminati gli elementi forniti dal consiglio di classe, dovrà, quindi, tenere in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, relative ai candidati con Bisogni Educativi Speciali (BES), in base alla normativa vigente che citiamo di seguito.
Direttiva 27.12.2012 : “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni educativi speciali ed organizzazione scolastica per l’inclusione”
Nota n.1551 del 27 giugno 2013
Nota n.2563 del 22 novembre 2013
Il consiglio di classe, quindi, a tutela del candidato con Bisogni Educativi Speciali, deve trasmettere alla commissione d’esame il Piano Didattico Personalizzato.
In ogni caso, per tali alunni, non è prevista alcuna misura dispensativa in sede di esame, mentre è possibile concedere strumenti compensativi, in analogia a quanto previsto per alunni e studenti con DSA, solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte.
Gli studenti che sostengono con esito positivo l’esame di Stato alle condizioni indicate, conseguono il diploma conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore.
Diplomate magistrali, le scuole chiedono di non licenziarle
Mozione a favore delle diplomate magistrati presentata dal Collegio Docenti della Direzione Didattica “G.B. Perasso” di Milano.
La dirigente scolastica Alessandra Barbaresi esprime a sua volta preoccupazione per una situazione che rischia di comportare, oltre alle evidenti difficoltà per i diretti interessati, anche incertezza e disagi in vista dell’avvio del prossimo anno scolastico.
Soprattutto in contesti come quello lombardo, la fuoriuscita di tanti maestri diplomati obbligherebbe – afferma la Dirigente – di fatto le scuole alla sostituzione di un contingente importante di personale, senza poter tenere in considerazione continuità didattica e competenze dimostrate.
Si chiede alle Istituzioni di mettere in atto con urgenza una soluzione equa che permetta di non disperdere il patrimonio professionale già in forza alle scuole, consentendo con idonee misure ai docenti Diplomati Magistrale, con esperienza e preparazione comprovate, di continuare a prestare servizio a favore dei propri alunni.
Credito scolastico è l’ultimo anno che si arriva a 25 punti
Questo anno scolastico 2017/2018 sta volgendo a conclusione, nella settimana che va da lunedì 11 a sabato 16 giugno in tutte le scuole d’Italia si terranno gli scrutini finali dei voti degli studenti. Nelle scuole secondarie di secondo grado sarà l’ultimo anno che il credito scolastico si assegnerà sulla base delle vecchie tabelle che consentono un massimo di 25 punti.
TRA VECCHIO E NUOVO CREDITO SCOLASTICO
(GUARDA TABELLA A DEL NUOVO CREDITO SCOLASTICO E IL REGIME DI TRANSIZIONE)
Fino all’anno scolastico 2017/2018 il credito scolastico verrà calcolato, ai sensi del DPR 122/2009, con la seguente tabella di valutazione che ha sostituito quella già prevista nel DPR 23 luglio 1998:
Tabella crediti anno scolastico 2017/2018
Adesso nel d.lgs. n.62 del 13 aprile 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.112 del 16 maggio 2017, all’art.26 è chiarito che le disposizioni di cui al Capo III del suddetto decreto, ovvero le norme del nuovo esame di Stato della scuola secondaria di II grado, si applicano a decorrere dal 1° settembre 2018. Svolgeranno per primi questo nuovo esame di Stato gli studenti che nel 2016/2017 hanno frequentato e superato la terza classe delle scuole secondarie di II grado, il loro punteggio di credito che è stato assegnato fino ad un massimo di 8 punti verrà convertito fino ad un massimo di 12 punti. Infatti il nuovo credito conterà fino a 12 punti nella terza classe, fino a 13 punti nella quarta classe e fino a 15 punti nella quinta classe, per un totale massimo di 40 punti. L’esito dell’esame, ancora per il 2017/2018, sarà espresso in centesimi: fino a 25 punti per il credito scolastico, fino a 15 per ciascuna delle tre prove scritte, fino a 30 per il colloquio. Con la riforma del nuovo esame di Stato 2018/2019 il voto finale resta sempre in centesimi, ma si darà maggior peso al percorso fatto durante l’ultimo triennio, infatti il credito scolastico inciderà fino a 40 punti, le 2 prove scritte incideranno fino a 20 punti ciascuna, il colloquio fino a 20 punti.
MEDIA VOTI NUOVA TABELLA CREDITO SCOLASTICO 2018/2019 (ALLEGATO A di cui all’art.15 co.2 d.lgs. n. 62 13 aprile 2017)
Fasce credito III anno Fasce credito IV anno Fasce credito V anno
M < 6 7-8
9 < M ≤10 11-12 12-13 14-15
Attività aggiuntive e loro obbligatorietà
Le attività aggiuntive rientrano fra quelle obbligatorie dei docenti? La tentazione di dare una risposta negativa alla domanda esiste, ma è opportuno approfondire meglio.
Generalmente il termine aggiuntive si associa ad insegnamento divenendo “attività d’insegnamento aggiuntive” che sarebbero quelle che si prestano per realizzare quanto previsto dal PTOF e che non sono obbligatorie come stabilito dalla contrattazione.
Cosa diversa è invece parlare di attività aggiuntive funzionali all’insegnamento. In questo caso scatterebbe l’obbligatorietà ed un docente non potrebbe rifiutarsi di prestarle.
I casi in questione potrebbero riguardare alcuni casi come ad esempio quelli in cui un docente ha superato le 40 ore previste per i consigli di classe e in questa ipotesi l’insegnante convocato non potrebbe sostenere il diritto di non partecipare alla riunione, essendo obbligatorio farlo.
Vero è che superate le 40 ore, il docente potrebbe invece rivendicare il pagamento delle ore prestate in più oltre quelle previste.
#FuturaPescara, “Terra Reale 4.0”
Dal 29 al 31 maggio, a Montesilvano, la tre giorni dedicata
al Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD)
Ospitato anche il torneo internazionale di robotica RoboCupJunior
Dal 29 al 31 maggio la città di Pescara raccoglie il testimone ricevuto dalla Sicilia ospitando la tappa abruzzese di #Futura, l’evento lanciato dal MIUR a Bologna, lo scorso gennaio per portare sui territori il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD). Dopo l’evento di lancio, il MIUR ha promosso 24 iniziative didattiche e formative a livello territoriale per diffondere le azioni di innovazione didattica e digitale nella scuola italiana.
“Terra reale 4.0”, questo il titolo dell’iniziativa che si svolgerà nella città abruzzese. Per tre giorni il Pala “Dean Martin” di Montesilvano diventerà il quartier generale dei “nativi digitali”, studentesse e studenti provenienti da scuole di tutto il territorio abruzzese, e si animerà con workshop, mostre, dibattiti, vetrine tecnologiche, gare di droni, maratone progettuali e simulazioni di lavori negoziali. La tappa abruzzese sarà arricchita anche da un evento internazionale: la Robocup Junior 2018 European Championship, della cui organizzazione il comitato mondiale ha investito l’IIS “A.Volta” di Pescara. Il torneo internazionale vedrà la partecipazione di studentesse e studenti provenienti da 17 nazioni. RoboCupJunior è una divisione della Federazione RoboCup, che mira a promuovere la robotica e l’intelligenza artificiale nelle scuole primarie e secondarie, e organizza competizioni di robot dedicate a studentesse e studenti delle scuole secondarie. Le gare di RoboCupJunior sono divise in tre leghe: Soccer, Rescue e On Stage. Alle competizioni di Montesilvano sarà presente anche il Presidente della Federazione RoboCup, Daniel Polani.
La tre giorni sarà un’occasione di formazione per docenti che potranno scegliere fra i molteplici workshop tematici. Denso il programma della giornata inaugurale che avrà inizio alle ore 10, presso la Sala dei 400, con i saluti istituzionali e il lancio del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD). Seguirà la presentazione della prima maratona progettuale civica delle scuole del secondo ciclo della provincia di Pescara, il Civic Hack Pescara, durante la quale studentesse e studenti lavoreranno insieme con l’obiettivo di dare il proprio contributo alla crescita e al futuro sostenibili del territorio abruzzese, soffermandosi sull’importanza del turismo come motore dell’economia regionale. Al turismo sostenibile e al suo valore chiave per il raggiungimento, anche su scala locale, degli obiettivi dell’Agenda 2030, sarà dedicato Consilium Abruzzo, una simulazione dei lavori negoziali del Consiglio regionale dell’Abruzzo nel corso della quale studentesse e studenti potranno riflettere e confrontarsi sull’importanza di compiere scelte consapevoli, acquisendo nuove competenze di cittadinanza e protagonismo civico.
Molti i seminari, le tavole rotonde e i convegni aperti a docenti, studentesse e studenti e cittadini, dedicati alle piccole scuole, alla presenza delle donne nelle discipline STEM, all’intelligenza artificiale, ai ‘Millennials d’Italia’, alle nuove professioni legate all’introduzione dell’intelligenza artificiale nell’industria 4.0, alle nuove frontiere delle tecnologie nella didattica. In programma inoltre la disseminazione del progetto “Erasmus + KA1 ‘DIGEI’ Digital Expert Innovators” di cui l’USR Abruzzo è capofila, che ha permesso a 40 docenti Animatori Digitali delle scuole consorziate di effettuare attività di Job shadowing e di approfondimento sull’innovazione digitale. Molto spazio sarà dedicato alle buone pratiche digitali e alle più efficaci esperienze di coding. Il programma della manifestazione prevede anche momenti di danza, musica, performance e stand allestiti dalle studentesse e dagli studenti, la partecipazione dell’attore Giorgio Pasotti e il concerto di Sergio Sylvestre.
Il 31 maggio Pescara passerà simbolicamente il testimone alla città di Brindisi, prossima tappa di #Futura dal 4 al 6 giugno. Dal 7 al 9 giugno #Futura sarà invece a Rieti.
Tutti gli eventi si potranno seguire e raccontare sui social con l’hashtag #Futura e con l’hashtag ‘coordinato’ al singolo evento con l’aggiunta del nome della città (#FuturaPescara, #FuturaBrindisi, #FuturaRieti per le prossime tappe).
Shoah, il 29 maggio a Roma la proiezione straordinaria
de “La stella di Andra e Tati” alla presenza della Ministra Fedeli
“Questo film è importante testimonianza
che parla direttamente alle nuove generazioni”
“In questi giorni si svolge a Roma la prima riunione plenaria dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), istituzione intergovernativa impegnata a combattere l’antisemitismo e tutti i razzismi tramite l’educazione e le attività di ricerca. La plenaria è organizzata dalla delegazione italiana, che ha la presidenza dell’IHRA per il 2018. Si tratta di un importante momento di confronto, di riflessione collettiva, di programmazione strategica di interventi e azioni che riguardano la diffusione e la promozione della conoscenza della Shoah, affinché nel presente non tornino a manifestarsi quell’odio e quella violenza che hanno insanguinato il Novecento. Nell’ambito delle attività delle commissioni e dei gruppi di lavoro dell’IHRA abbiamo voluto organizzare iniziative rivolte alla cittadinanza e alle nuove generazioni, tra le quali la proiezione straordinaria, questa sera a Roma, del film d’animazione ‘La stella di Andra e Tati’, il primo sulla tematica della Shoah realizzato in Europa, grazie alla collaborazione fra MIUR, Rai e Larcadarte”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, che questa sera alle 21 sarà al Monumento a Vittorio Emanuele II, a Roma, per prendere parte alla proiezione straordinaria di “La stella di Andra e Tati”, il film d’animazione dedicato alla storia di Andra e Tatiana Bucci, deportate bambine e sopravvissute ad Auschwitz. “Siamo convinti che conoscenza e responsabilità debbano essere le linee guida del percorso di crescita e formazione delle nostre giovani e dei nostri giovani, oggi e nel futuro. Come anche che non ci servano monumenti muti ma una memoria attiva che ci consenta di recuperare la strada giusta ogni volta che ne intraprendiamo una sbagliata. È per questo che voglio ringraziare Andra e Tatiana Bucci che ci hanno fatto dono della loro testimonianza. Una testimonianza che diffonderemo nelle scuole, luoghi in cui si formano cittadine e cittadini attivi e responsabili”, prosegue Fedeli.
https://youtu.be/KGQjics4fYU
Cittadinanza Europea: pubblicata la graduatoria per la Provincia Autonoma di Trento
Fondi Strutturali Europei – Programma Operativo Nazionale “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020. Asse I – Istruzione – Fondo Sociale Europeo (FSE) – Obiettivo specifico – 10.2 – “Miglioramento delle competenze chiave degli allievi” – Azione 10.2.3 – “Azioni di internazionalizzazione dei sistemi educativi e mobilità (percorsi di apprendimento linguistico in altri Paesi, azioni di potenziamento linguistico)”.
Avviso pubblico per il potenziamento della Cittadinanza europea – Prot. n. AOODGEFID/3504 del 31.03.2017.
Approvazione e pubblicazione graduatorie dei progetti.
Prot. 14098 del 29 maggio 2018
n° 123 del 29-05-2018
Nota 29 maggio 2018, AOODGOSV 9014
Oggetto: Riconoscimento in Italia dell’abilitazione all’insegnamento conseguita in Bulgaria