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Timestamp: 2019-10-17 10:59:20+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 53', 'art. 25', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 10', 'de lege lata', 'de lege ferenda', 'de lege lata', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 1', 'art 25', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.8', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 62', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 10', 'de lege lata', 'de lege ferenda', 'de lege lata', 'de lege ferenda', 'art. 10', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ']

La tutela del matrimonio e della famiglia nel concordato polacco del 1993. - Free Online Library
La tutela del matrimonio e della famiglia nel concordato polacco del 1993.
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Resumen: En el concordato celebrado entre la Santa Sede y la Republica Polaca el 28 de julio de 1993 quedaron regulados diversos aspectos relativos al matrimonio y a la familia, cuestiones de gran relevancia tanto para la Iglesia como para el Estado. Las garantias establecidas en los articulos 10 y 11 del concordato, que sirven para proteger dichas instituciones, se refieren a la preparacion para el matrimonio, a las consecuencias civiles del matrimonio canonico (en el aspecto sustancial y procesal), a las competencias para juzgar las causas matrimoniales (los tribunales eclesiasticos se muestran competentes si se trata de matrimonios canonicos y los tribunales estatales si se trata de sus consecuencias civiles) y tambien a la colaboracion entre la Iglesia y el Estado, que tiene como objetivo la proteccion del matrimonio y la familia. Lo que parece mas original es hacer depender las consecuencias civiles del matrimonio canonico de la voluntad de los propios contrayentes.
Palabras clave: Concordato polaco, matrimonio, familia.
Abstract: The Concordat reached by the Holy See and the on 28 july 1993 regulates concerns relating to marriage and the family, key issues for both Church and State. Articles 10 and 11 articulate guarantees to safeguard these institutions in relation to preparation for marriage, the civil effects of canonical marriage (in substance and procedure), competence in adjudicating marriage cases (ecclesiastical tribunals in the case of canonical marriages, State tribunals in relation to civil effects), and cooperation between Church and State undertaken to protect marriage and the family. The most original point in this regard is that the civil effects of canonical marriage are framed as dependent on the express will of the couple being married.
Key words: Polish Concordat, marriage, the family.
The protection of marriage and family in the Polish Concordat of 1993
Il concordato del 28 luglio 1993 tra la Santa Sede e la Repubblica di Polonia (1) regolamenta l'insieme delle questioni di comune interesse, in cui oltre alle relazioni diplomatiche rientrano anche i rapporti tra Stato e Chiesa cattolica in Polonia nonche quelli tra lo Stato e i suoi cittadini di fede cattolica (2). Come tutti i concordati conclusi dopo ii Concilio Vaticano II, il concordato polacco, ottemperando al paradigma conciliare, fonda i rapporti tra Stato e Chiesa sulla tutela della liberta, religiosa che--sia nella sua accezione individuale che in quella comunitaria--radica nella dignita di ogni persona umana (3). Le garanzie poste a tutela di questa liberta esauriscono le norme concordatarie, precisando il dettato dell'art. 53 della Costituzione del 2 aprile 1997 della Repubblica di Polonia. Pertanto, le garanzie concordatarie tendono ad attuare quelle previste dalia Costituzione (4).
Le garanzie concordatarie si radicano inoltre in altri due principi su cui le parti hanno deciso di fondare i rapporti reciproci: nel rispetto dell'indipendenza e dell'autonomia di Stato e Chiesa, e nella loro collaborazione per ii bene dell'uomo e per il bene comune. Entrambi i principi sono confluiti sia nelle norme concordatarie (5) sia in quelle costituzionali (6). Il secondo del principi in parola obbliga in particolare lo Stato a contemplare nella regolamentazione della vita sociale il diritto garantito a ogni persona dalle norme sulla liberta religiosa di agire, sia come homo religiosus che come homo politicus, senza confliggere ne con i propri valori e norme, ne con quelli dell'ordinamento della Chiesa.
Il rispetto del suddetti principi, e pertanto della liberta religiosa, si coniuga, tra altro, con la tutela del matrimonio e della famiglia. I problemi attinenti al matrimonio del battezzati e alla famiglia si annoverano per tradizione tra le res mixtae, soggette contemporaneamente alla giurisdizione statale ed ecclesiastica. Nei secoli si sono separate le due giurisdizioni, applicando i criteri pio disparati: talvolta radicali, talvolta moderati (7).
La tutela del matrimonio e della famiglia si declina nel concordato in quattro ordini di norme: 1) sulla celebrazione del matrimonio; 2) sulla giurisprudenza matrimoniale; 3) sui matrimonio e la famiglia; 4) sulla collaborazione tra Stato e Chiesa in favore della famiglia.
L'articolo 10 [seccion] 1 del concordato recita che <<dal momento della celebrazione, il matrimonio canonico comporta gli effetti del matrimonio contratto secondo la legge polacca, se: 1) fra gli sposi non esistono impedimenti previsti dalla legislazione polacca, 2) in occasione della celebrazione del matrimonio essi fanno una concorde manifestazione della volonta di produrre tali effetti e 3) la celebrazione del matrimonio e stata trascritta nei registri civili su notifica trasmessa all'Ufficio dello Stato Civile entro cinque giorni dalla celebrazione del matrimonio; questo termine verra prolungato, qualora non fosse osservato a causa di forza maggiore, fino al momento della cessazione di essa>>.
Dal dettato della norma si deduce che il concordato tutela la liberta di opinione in materia matrimoniale e garantisce il diritto di celebrare il matrimonio secondo coscienza. Ai cattolici viene pertanto data la facolta di scegliere liberamente il modo in cul intendono contrarre matrimonio e il foro in cui esso avra da produrre gli effetti giuridici (8).
In virto del decreto 25 settembre 1945 del Consiglio dei Ministri della Repubblica di Polonia sulle norme di attuazione in materia di stato civile (9), diventavano obbligatorie le forme laiche del rito matrimoniale, mentre i matrimoni sacramentali cessavano di produrre gli effetti civili che producevano nel ventennio (tranne che nei territori dell'ex occupazione prussiana). Inoltre la legge 29 settembre 1968 sugli atti di stato civile (10) introdusse il divieto di celebrare il matrimonio sacramentale prima di contrarre il matrimonio civile, perseguendo il celebrante con sanzioni punibile. Il matrimonio religioso quindi poteva celebrarsi posteriormente a quello civile dopo aver presentato al ministro del culto cattolico una copia abbreviata dell'atto di matrimonio. I cattolici (al pari dei fedeli di altre chiese e confessioni religiose) dovettero quindi contrarre due matrimoni: prima quello civile per conseguirne gli effetti giuridici, dopo quello sacramentale in ossequio alle proprie convinzioni religiose.
Il divieto di contrarre il matrimonio sacramentale prima di quello civile lu abrogato dalla legge 17 maggio 1989 sul rapporto dello Stato verso la Chiesa cattolica in Polonia (11). Il matrimonio contratto davanti al direttore dell'ufficio di stato civile conservava pero l'esclusivita nella produzione degli effetti civili, mentre quello sacramentale doveva considerarsi alla stregua di un'unione di fatto. Stava ormai ai nubendi decidere quale matrimonio dovesse celebrarsi prima.
La norma concordataria, conforme all'art. 53 della costituzione sulla liberta di coscienza e religione relativamente alla liberta di manifestare le proprie convinzioni religiose e filosofiche, ha risposto alle esigenze della stragrande maggioranza dei cittadini che dalla sua entrata in vigore scelgono secondo coscienza il rito matrimoniale certi che, qualunque sia, produrra gli effetti civili contemplati dalle leggi dello Stato (12). La facolta di scegliere tra il matrimonio civile e quello canonico (confessionale) e vantaggiosa per credenti e non credenti (13). Quanto ai primi, non sono pio costretti a celebrarlo due volte per conseguirne gli effetti civili.
L'istituto matrimoniale "concordatario", d'accordo con il principio formale enunciato nell'art. 25 [seccion] 4 della costituzione della Repubblica di Polonia (che demanda la regolamentazione dei rapporti tra Stato e Chiesa al concordato e alle leggi ordinarie) e per volonta di ambo le parti contraenti, trova nel concordato una definizione giuridica di massima, mentre la definizione delle procedure di celebrazione del matrimonio e compito (art. 10 [seccion] 6 del concordato) del legislatore polacco. Questi si e dovuto impegnare a modificare due gruppi di atti giuridici: 1) di carattere oggettivo (legge di modifica del 24 luglio 1998 (14) con atti esecutivi (15)); 2) di carattere soggettivo (legge di modifica del 26 giugno 1997 (16) e dieci leggi monoconfessionali sul rapporto dello Stato nei confronti delle chiese non cattoliche e confessioni religiose relativamente al conferimento ad esse della facolta di celebrare matrimoni confessionali atti a produrre effetti civili) (17).
Il rito matrimoniale concordatario, tratteggiato a grandi linee nel concordato e precisato sia nel diritto polacco che nel diritto particolare della Chiesa (18), contempla una serie di azioni e atti giuridici che configurano un particolare procedimento amministrativo che comporta la collaborazione del ministro del culto cattolico (in rappresentanza dell'amministrazione ecclesiastica) con il direttore dell'ufficio di stato civile (in rappresentanza dell'amministrazione statale). Giova notare, comunque, che dal conferimento da parte del legislatore polacco agli organi della Chiesa cattolica (e di altre confessioni religiose) di alcuni compiti dell'amministrazione pubblica non puo dedursi che il ministro del culto cattolico chiamato ad assolverli agisca in qualita di direttore dell'ufficio di stato civile, ovvero a nome dello Stato.
Man mano, le azioni e gli atti del ministro del culto cattolico e del direttore dell'ufficio di stato civile determinano la situazione giuridica delle parti contraenti matrimonio fino alla formazione di un rapporto giuridico matrimoniale valido sia nell'ambito ecclesiastico che in quello statale. Tali atti e azioni si svolgono nei luoghi e nei tempi previsti dalla legge, tanto dal punto di vista soggettivo, quanto da quello oggettivo (19).
Il modus procedendi in parola si articola in tre tappe: 1) precedente la celebrazione del matrimonio; 2) connessa con la celebrazione del matrimonio; 3) successiva alla celebrazione del matrimonio. In tutte e tre le tappe gli organi delle amministrazioni ecclesiastica e statale sono chiamati ad agire di comune accordo affinche il matrimonio canonico, <<produca gli effetti del matrimonio contratto secondo la legge polacca>> (20).
Precisando le competenze del ministro del culto cattolico e del direttore dell'ufficio di stato civile (sia quando il procedimento si svolga in condizioni ordinarie, sia quando vi sia pericolo di morte), le norme procedurali tutelano il matrimonio concordatario nell'atto della sua formazione.
Nella fase precedente la celebrazione del matrimonio gli atti del ministro del culto cattolico (oltre all'indagine prematrimoniale contemplata dal diritto canonico) consistono: 1) nell'informare i nubendi dell'indissolubilita del matrimonio canonico e del contenuto delle principali norme del diritto polacco riguardanti la celebrazione e gli effetti del matrimonio (21); 2) nell'indirizzare i nubendo al direttore dell'ufficio di stato civile per il rilascio del certificato di non sussistenza di circostanze escludenti la celebrazione del matrimonio (22); 3) nel ricevere il suddetto certificato (23).
Per quanto riguarda il direttore dell'ufficio di stato civile, in questa rase i suoi atti consistono: 1) nell'informare i nubendi dell'importanza dell'unione matrimoniale, delle norme sui diritti e i doveri dei coniugi e delle norme sui cognome dei coniugi e della prole (24); 2) nell'esperire azioni atte ad accertare il celibato/nubilato dei nubendi e la non sussistenza di altri impedimenti contemplati dal diritto polacco (25); 3) nel rilasciare ai nubendi--in tre copie--il certificato (valido tre mesi) in merito alla non sussistenza di circostanze escludenti la celebrazione del matrimonio nonche al tenore e la data delle dichiarazioni rese al suo cospetto riguardo al cognome dei futuri sposi e al cognome della loro prole (26); 4) nell'informare i nubendi sugli altri atti necessari per celebrare il matrimonio (27).
Nella rase contraddistinta dalla celebrazione del matrimonio agisce soltanto il ministro del culto cattolico che--oltre a chiedere, d'accordo con le norme del diritto canonico, la manifestazione del consenso matrimoniale delle parti--1) riceve le dichiarazioni di volonta delle parti concordi nel voler contrarre contemporaneamente un matrimonio soggetto al diritto polacco (28); 2) redige (in tre copie) il certificato attestante la celebrazione del matrimonio e il rilascio delle suddette dichiarazioni di volonta (29).
Dopo aver celebrato il matrimonio, il ministro del culto cattolico--registrato l'atto nel libro matrimoniale della parrocchia e spedita, come previsto dal canonico, la comunicazione Ne temere ai parroci delle parrocchie del battesimo degli sposi--procede a: 1) redigere (in tre copie) il certificato che autorizza a compilare l'atto di matrimonio nell'ufficio di stato civile (il certificato in parola attesta che le parti hanno celebrato il matrimonio canonico e reso in modo concorde dichiarazioni di volonta riguardo alla celebrazione contemporanea di un matrimonio soggetto al diritto polacco; il certificato deve essere firmato da un ministro del culto cattolico autorizzato a compilare certificati in basi ai quali gli uffici di stato civile possano compilare a loro volta atti matrimoniali) (30); 2) trasmettere all'ufficio di stato civile (competente per territorio, cioe relativo al luogo in cui si e contratto il matrimonio)--a meno di cinque giorni dalla celebrazione del matrimonio--del certificato in base al quale l'ufficio di stato civile compila l'atto di matrimonio accompagnandovi il certificato rilasciato dal direttore dell'ufficio di stato civile ai termini dell'art. 4' [seccion] 1 del Codice di famiglia e tutela (31); 3) inoltra ai coniugi la seconda copia del certificato in base al quale l'ufficio di stato civile compila l'atto di matrimonio (32); 4) include la terza copia del certificato in parola negli atti dell'ufficio parrocchiale (33).
Ai sensi della legislazione polacca, il ministro del culto cattolico che celebra il matrimonio conformemente all'art. 1 par. 2 del Codice di famiglia e tutela e da considerarsi un soggetto privato cui il diritto polacco delega funzioni proprie dell'amministrazione pubblica. Le sue competenze sono definite dalle norme sulla celebrazione del matrimonio "concordatario", da cui il ministro del culto cattolico e nel contempo autorizzato e obbligato ad agire nell'ambito delle sue prerogative che si risolvono in una definita serie di atti derivanti dalla legge sugli atti di stato civile e dal Codice di famiglia e tutela (34).
In questa fase del procedimento gli atti del direttore dell'uffieio di stato civile consistono: 1) nella compilazione immediata (non oltre il giorno lavorativo susseguente al giorno in cul all'ufficio di stato civile siano stati recapitati i documenti compilati dal religioso) dell'atto di matrimonio (35); 2) nell'inclusione del certificato (recapitato dal ministro del culto cattolico) che autorizza a compilare l'atto di matrimonio e del certificato compilato ai sensi dell'art. 4' [seccion] 1 del Codice di famiglia e tutela dal direttore dell'ufficio di stato civile negli atti collettivi di registrazione dello stato civile (36); 3) nel chiedere al ministro del culto cattolico--qualora il certificato, spedito per raccomandata in un ufficio postale polacco, sia stato smarrito prima di essere recapitato all'ufficio di stato civile--di confermare il contenuto del certificato andato smarrito e di recapitare la prova dell'avvenuta spedizione (37); 4) nel rifiutare--con una decisione soggetta a ricorso--la compilazione dell'atto di matrimonio allorche il certificato del ministro del culto cattolico che autorizza la compilazione dell'atto di matrimonio sia stato trasmesso oltre la scadenza di cinque giorni (38); 5) nell'informare per iscritto la persona interessata delle cause di rifiuto di compilare l'atto matrimoniale (39).
Giova aggiungere che la concorde dichiarazione di volonta di contrarre contemporaneamente un matrimonio soggetto al diritto polacco costituisce la premessa costitutiva del matrimonio contratto ai sensi dell'art. 1 [seccion] 2 del Codice di famiglia e tutela. Tuttavia, per volere del legislatore, l'efficacia di tali dichiarazioni non e assoluta poiche esse si perfezionano soltanto con l'iscrizione del matrimonio negli atti di stato civile. Puo dirsi, pertanto, che quest'ultimo atto completa l'effetto costitutivo di una dichiarazione di volonta delle parti (40).
3. LA PRONUNCIA DELLE SENTENZE IN CAUSE MATRIMONIALI
L'art. 10 [seccion][seccion] 3 e 4 del concordato tutela l'autonomia dei tribunali della Chiesa cattolica e dello Stato polacco in cause matrimoniali. D'accordo con la tendenza dei concordati postconciliari di restringere il riconoscimento degli effetti delle sentenze dei tribunali ecclesiastici in materia matrimoniale nell'ambito statale, nel concordato polacco in parola non si e introdotta alcuna modifica nell'ordinamento polacco atta a recepire gli effetti delle sentenze ecclesiastiche in materia ecclesiastica da parte dell'ordinamento civile. Il concordato rispetta pertanto il principio dell'assoluta separazione dei due ordinamenti giuridici: quello canonico e quello ecclesiastico.
Pertanto l'art. 10 [seccion] 3 del concordato statuisce che <<e di esclusiva competenza dell'autorita ecclesiastica giudicare circa la validita del matrimonio canonico, nonche circa le altre cause matrimoniali previste dal diritto canonico>>. Se ne evince che lo Stato si impegna a rispettare la competenza dei tribunali ecclesiastici in materia di nullita del matrimonio, di separazione dei coniugi nonche la competenza degli organi ecclesiastici amministrativi riguardo alla dispensa dal matrimonio rato ma non consumato, alla dichiarazione di decesso del coniuge e alla separazione dei coniugi (41). Gli effetti di tali sentenze si esauriscono nel foro ecclesiastico e sono indifferenti per quello statale (42).
Invece nell'art. 10 [seccion] 4 le Parti contraenti hanno statuito che <<giudicare circa cause matrimoniali nell'ambito degli effetti definiti dalla legislazione polacca, e di esclusiva competenza dei tribunali statali>>. Pertanto la parte ecclesiastica riconosce la competenza dei tribunali statali a pronunciare sentenze riguardo a matrimoni contratti davanti al direttore dell'ufficio di stato civile, ovvero conformemente ail'art. 1 del codice di famiglia e di tutela, nonche relativamente agli effetti prodotti ai sensi dell'art. 1 par. 1 nel diritto polacco dal matrimonio "concordatario". Le sentenze dei tribunali statali nelle cause di divorzio, di annullamento del matrimonio, di constatazione della non esistenza del matrimonio (matrimonium non existens), di separazione dei coniugi, di dichiarazione di morte presunta del coniuge producono i loro effetti unicamente nell'ambito statale (43).
Il rispetto reciproco delle competenze in cause matrimoniali contempla, in teoria, sentenze di nullita del matrimonio canonico o dispense pontificie dal matrimonio rato, ma non consumato cui non facciano riscontro, da parte dei tribunali statali, sentenze di divorzio o di nullita del matrimonio contratto ai sensi dell'art. 1 [seccion] 2 del Codice di famiglia e tutela. Ipotizzabile pure il contrario, ovvero una sentenza di divorzio o di annullamento del matrimonio pronunciata da un tribunale statale cui non si accompagni una sentenza di constatazione dell'invalidita del matrimonio canonico o una dispensa pontificia dal matrimonio rato, ma non consumato.
L'art. 10 [seccion] 5 del concordato recita che la questione della notifica delle sentenze di cui ai [seccion] 3 e 4 <<potra essere oggetto di procedimento secondo art. 27>>. brano in parola non e normativo, configurandosi come una mera dichiarazione di volonta delle parti contraenti riguardo alla possibilita che organi competenti dei poteri statale ed ecclesiastico si informino delle sentenze pronunciate nelle cause matrimoniali. La procedura in parola dovrebbe definirsi ai sensi dell'art. 27, quindi con un nuovo accordo bilaterale ovvero in virto di una convenzione tra il Governo della Repubblica di Polonia e la Conferenza dell'Episcopato Polacco autorizzata dalla Santa Sede (44).
4. LA COLLABORAZIONE TRA STATO E CHIESA PER IL BENE DELLA FAMIGLIA E DEL MATRIMONIO
Consapevoli dell'importanza dell'istituto matrimoniale e familiare per la Chiesa cattolica e lo Stato Polacco, nell'art. 11 del concordato le parti contraenti si impegnano a collaborare per la loro, "difesa e rispetto" in quanto "fondamenti della societa" e sottolineano "il valore della famiglia", mentre "la Santa Sede, per parte sua, riafferma la dottrina cattolica sulla dignita e l'indissolubilita del matrimonio". L'articolo consta quindi di una dichiarazione congiunta delle parti e di una dichiarazione unilaterale della Santa Sede.
La dichiarazione congiunta prende le mosse dalla condivisione dei valori propri del matrimonio e la famiglia. Le parti vi manifestano la propria disponibilita a operare di comune accordo per il bene di questi istituti fondamentali per il consorzio sociale. In altre parole, dal comune rispetto per l'istituto familiare scaturisce l'intento di operare insieme.
La dichiarazione unilaterale della Santa Sede si ricollega all'art. 10 [seccion] 2 del concordato (prima di celebrare il matrimonio canonico il ministro del culto cattolico istruisce tra altro i nubendi sull'indissolubilita del matrimonio), ma in qualche modo ne esula, ribadendo la dottrina cattolica non solo sull'indissolubilita, ma anche sulla dignita del matrimonio (45).
L'adozione da parte dello Stato Polacco sia del principio di tutela della liberta religiosa nei rapporti con la Chiesa cattolica (e con altre Chiese e confessioni religiose), sia del principio del rispetto dell'indipendenza e dell'autonomia delle comunita politica e religiosa nonche della collaborazione a favore dell'uomo e del bene comune ha portato le parti a contemplare nel concordato del 28 luglio 1993 alcune garanzie poste a tutela di alcuni istituti--tra cul il matrimonio e la famiglia--e settori inerenti all'attivita della Chiesa. Entrambi i soggetti, nei propri ambiti autonomie indipendenti, sono interessati a favorire la famiglia fondata sui matrimonio nell'assolvere i suoi compiti primari: procreativi, educativi, assistenziali e sociali. Gli articoli 10 e 11 rispecchiano la volonta di Stato e Chiesa di congiungere, ancorche nel rispetto delle proprie peculiarita, gli sforzi per il bene comune.
La liberta di coscienza e religione riguardo alla manifestazione nella vita pubblica delle convinzioni religiose e filosofiche implica il riconoscimento da parte dello Stato degli effetti del matrimonio religioso celebrato dai cattolici (nonche dai membri di altre Chiese e confessioni religiose). Contemplando l'efficacia del matrimonio canonico nell'ordinamento polacco, l'art. 10 [seccion] 1 del concordato non menoma le competenze dello Stato ne estende le competenze della Chiesa cattolica, limitandosi ad attuare il principio di indipendenza e autonomia formulato nell'art. 1. Pur producendo, a certe condizioni, i suoi effetti in entrambi gli ordinamenti giuridici, il matrimonio canonico non e entrato a far parte dell'ordinamento polacco. La recezione si limita unicamente alla celebrazione del matrimonio conformemente al diritto canonico, senza estendersi quindi alla concezione teologica del matrimonio canonico ne a considerare la sua validita. Il matrimonio celebrato ai sensi dell'art. 10 [seccion] 1 del concordato (integrato dall'art. 1 par. 2 del Codice di famiglia e tutela) consta di due fatti giuridici: dell'unione matrimoniale canonica (rilevante unicamente nell'ordinamento giuridico ecclesiastico; lo Stato si limita a prenderne atto) e dell'unione matrimoniale civile (rilevante unicamente nell'ordinamento giuridico statale; la Chiesa si limita a prenderne atto). Entrambi i matrimoni conservano in toto la propria identita.
Dal principio di indipendenza e autonomia di Stato e Chiesa deriva altresi la mtela del matrimonio e della famiglia nell'ambito della giurisdizione relativa aile cause matrimoniali, conformemente alla garanzie di cui ail'art. 10 [seccion][seccion] 3 e 4 del concordato. Il [seccion] 3 ribadisce la giurisdizione della Chiesa riguardo al matrimonio canonico, il [seccion] 4 quella dello Stato riguardo agli effetti definiti dall'ordinamento polacco. La soluzione in parola pare ineccepibile in quanto previene ogni possibile ingerenza, s'informa al reciproco rispetto delle proprie competenze in ambito giudiziario (e, per quanto attiene ad alcune questioni canoniche, anche in ambito amministrativo) e oene conto delle differenze, tutt'altro che secondarie, tra l'ordinamento ecclesiastico e statale, le quali avrebbero causato assai seri problemi qualora si fosse voluto procedere al reciproco riconoscimento delle sentenze in cause matrimoniali (46).
La volonta espressa nell'art. 11 di collaborare per la difesa e il rispetto dell'istituto matrimoniale e della famiglia concretizza la dichiarazione dell'art. 1, in cui dichiarano di collaborare in genere <<per la promozione dell'uomo e del bene comune>>. Il matrimonio e la famiglia che su di esso viene fondata, chiamati nell'art. 11 "fondamento della societa", meritano senz'altro la pio fattiva collaborazione di Stato e Chiesa.
Il concordato polacco tutela il matrimonio e la famiglia, contemplando garanzie efficaci sia riguardo alla celebrazione del matrimonio sia riguardo alla giurisdizione nelle cause matrimoniali. Le parti contraenti vi si sono impegnate a prodigarsi insieme in favore di queso due istituti. Che cib sia di buon auspicio: agli sforzi dello Stato e della Chiesa in favore della famiglia non pub che augurarsi ogni bene.
RECIBIDO: 5 DE JUNIO DE 2012 / ACEPTADO: 21 DE SEPTIEMBRE DE 2012
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--Zawieranie malzenstwa "konkordatowego" w swietle polskiego prawa administracyjnego [Il matrimonio "concordatario" alla luce del diritto amministrativo polacco], Wroclaw 2004.
Profesor Ordinario de Derecho Canonico Matrimonial
Universidad Cardenal Stefan Wyszynski (Varsovia)
W_goralski@wp.pl
(1) Concordato tra la Santa Sede e la Repubblica di Polonia firmato il 28 luglio Varsavia (Dz. U. n. 51, pos. 318).
(2) Cfr. J. KRUKOWSKI, Polskie prawo wyznaniowe [Diritto confessionale polacco], Warszawa 2005, 81-82.
(3) Cfr. Dichiarazione Dignitatis humanae sulla liberta religiosa, n. 2.
(4) J. KRUKOWSKI, Polskie prawo ..., cit., 86.
(5) Concordato, cit., art. 1.
(6) Konstytucja Rzeczypospolitej Polskiej z dnia 2 kwietna 1997 r. [Costituzione della Repubblica di Polonia del 2 aprile 1997], Dz. U. n. 78, pos. 483 con successive modifiche.
(7) J. KRUKOWSKI, Polskie prawo ..., cit., 229.
(8) Nel rispetto del principio di uguaglianza tra le confessioni religiose, sancito dalla costituzione nell'art 25 [seccion] 1, e di trattarle equamente (owero di conferire loro in situazioni giuridicamente e di fatto uguali gli stessi diritti e doveri), lo Stato Polacco ha esteso ad altre Chiese e confessioni religiose le statuizioni del concordato riguardanti il matrimonio "concordatario".
(9) Dz. U. n. 48 pos. 273 con successive modifiche.
(10) Testo unificato in Dz. U. 2004, n. 61, pos. 1688.
(11) Dz. U. n. 29, pos. 154 con successive modifiche.
(12) Cfr. W. GOSRALSKI, Forma zawarcia malzenstwa wedlug art. 1 [seccion] 2 k.r.o. [La forma di contrarre matrimonio secondo l'art. 1 par. 2 del codice di famiglia e tutela], Prawo Kanoniczne 46, n. 1-2 (2003) 109.
(13) A. SZADOK-BRATUN, Zawierania malzenstwa "konkordatowego" w swietle polskiego prawa administracyjnego [Il matrimonio "concordatario" alla luce del diritto amministrativo polacco], Wroclaw 2004, 11.
(14) Legge del 24 luglio 1998 di modifica delle leggi--Codice di famiglia e tutela, Codice di procedura civile, Legge sugli atti di stato civile, legge sulla relazione dello Stato con la Chiesa cattolica nella Repubblica di Polonia e di alcune altre leggi (Dz. U. n. 117, pos. 757).
(15) Comunicazione del 4 novembre 1998 del ministro degli Affari Interni e dell'Amministrazione riguardo alla pubblicazione dell'elenco degli uffici autorizzati a rilasciare certificati in riferimento ai quali possano redigersi atti di matrimoni celebrati con il rito di cui all'art. 1 [seccion] 2 e 3 del codice di famiglia e tutela (M. P. n. 40, pos 554), nonche Regolamento del 26 ottobre 1998 del ministro degli Affari Interni e dell'Amministrazione sulle regole particolari riguardanti la redazione degli atti di stato civile, la tenuta dei libri di stato civile, il loro controllo, manutenzione e sicurezza nonche i modelli di atti di stato civile, le loro copie, i certificati e i protocolli (Dz. U. n. 136 pos. 884).
(16) Legge 26 giugno 1997 di modifica della legge sulle garanzie della liberta di coscienza e confessione noche di modifica di altre leggi (Dz. U. n. 59, pos. 357).
(17) Ecco l'elenco di quelle chiese e confessioni religiose: Chiesa Autocefala Ortodossa Polacca, Chiesa Evangelica Ausburgica, Chiesa Evangelica Riformata, Chiesa Evangelica Metodista, Chiesa Cristiana dei Battisti, Chiesa degli Awentisti del Settimo Giorno, Chiesa Cattolica Polacca, Unione delle Comunita Confessionali Ebraiche, Chiesa Cattolica Antica dei Mariaviti, Chiesa Pentecostale.
(18) Istruzione del 22 ottobre 1998 della Conferenza dell'Episcopato Polacco per i pastori ruguardante il matrimonio concordatario, Biuletyn Prasowy Katolickiej Agencji Informacyjnej [Bollettino Stampa dell'Agenzia Cattolica di Notizie] 90 (1998).
(19) W. GORALSKI, Czynnosci i rola duchownego przy zawieraniu malzenstwa <<konkordatowego>> [Atti e ruolo del religioso nella celebrazione del matrimonio <<concordatario>>], in P. KASPRZYK (red.), Prawo rozdzinne w Polsce i w Europie. Zagadnienia wybrane [Alcuni problemi di diritto in famiglia in Polonia e in Europa], Lublin 2005, 105.
(20) Art. 10 [seccion] 1 in principio del concordato; Cfr. W. GORALSKI, Funkcje publiczne duchownego przy zawieraniu malznstwa konkordatowego [Funzioni pubbliche del religioso nella celebrazione del matrimonio concordatario], in A. MEZGLEWSKI (red.), Funkcje publiczne zwiazkow wyznaniowych. Materialy. III Ogolnopolskiego Sympozjum Prawa Wyznaniowego (Kazimierz Dolny, 16-18 V 2006) [Funzioni pubbliche delle confessioni religiose. Atti della III Conferenza Nazionale di Diritto Confessionale], Lublin 2007, cit., 345.
(21) Istruzione del 22 ottobre 1998, n.12 b.
(22) Ibidem, n. 11 b.
(23) Codice di famiglia e tutela, art.8 [seccion] 1; Istruzione del 22 ottobre 1998, n. 13.
(24) Codice di famiglia e tutela, art. 3 [seccion] 3.
(25) Ibidem, art. 3 [seccion] 1.
(26) Ibidem, art. 4' [seccion] 1.
(27) Ibidem, art. 4' [seccion] 3.
(28) Ibidem, artt. 1 [seccion] 2 e 9 [seccion] 2; Istruzione del 22 ottobre 1998, nn. 19 e 25 b.
(29) Codice di famiglia e tutela, art. 8 [seccion] 2; Istruzione del 22 ottobre 1998, n. 18 a.
(30) Istruzione del 22 ottobre 1998, n. 18 d.
(31) Legge del 2 dicembre 1958 sugli atti di stato civile, art. 12 [seccion] 3; Istruzione del 22 ottobre 1998, n. 20 a.
(32) Istruzione del 22 ottobre 1998, n. 20 d.
(34) A. SZADOK-BRATUN, Zawieranie malzenstwa ..., cit., 233.
(35) Codice di famiglia e tutela, art. 1 [seccion] 2; Legge del 2 dicembre 1958, art. 62 [seccion][seccion] 1-2.
(36) Legge sugli 2 dicembre 1958, art. 61 a [seccion] 1, 3.
(37) Ibidem, art. 61 a [seccion] 1 p. 4.
(38) Ibidem, art. 61 a [seccion] 1 p.5.
(39) Ibidem, art. 7 [seccion] 2.
(40) Cfr. J. KRUKOWSKI, Polskie prawo ..., cit., 260; J. KRUKOWSKI, Uznanie skutkow cywilnych malzenstwa kanonicznego w swietle art. 10 konkordatu polskiego i projektu ustaw okotokonkordatowych [Il riconoscimento degli effetti civili del matrimonio canonico alla luce dell'art. 10 del concordato e del disegno delle leggi di accompagnamento], Biuletyn Stowarzyszenia Kanonistow Polskich [Bollettino dell'Associazione dei Canonisti Polacchi] 8, n. 1 (1988) 8; W. GoRALSKI, Zawarcie malzenstwa konkordatowego w Polsce [La celebrazione del matrimonio concordatario in Polonia], Warszawa 1998, 60-62; W. GORALSKI, Forma zawarcia, cit., 93-99; P. KUGLARZ, E ZOLL, Malzenstwo konkordatowe [Il matrimonio concordatario], Krakow 1994, 57-58; A. KRAWCZYK, Konkordat z 1993 roku a urzedu stanu cywilnego--nadzieje i obawy [Il concordato del 1993 e gli uffici di dtato civile--speranze e timori], in B. CZECH (red.), Malzenstwo w prawie swieckim i prawie kanonicznym [Il matrimonio nel diritto laico e nel diritto canonico], Katowice 1996, 235; A. SZADOK-BRATUN, Uwagi w przedmiocie rejestracji malzenstwa w prawie swieckim i w prawie kanonicznym na tle Konkordatu 1993 roku [Osservazioni sulla registrazione del matrimonio nel diritto laico e nel diritto canonico relativamente al Concordato del 1993], in: Malzenstwo w prawie swieckim, cit., 226-228; A. MACZYNSKI, Wplyw konkordatu napolskieprawo malzenskie [L'impatto del concordato sul diritto matrimoniale polacco], in Studia z prawa prywatnego. Ksiega Pamiatkowa ku czci Profesor Biruty Lewaszkiewicz Petrykowskiej [Studi di diritto privato. Libro in onore della Professoressa Biruta Lewaszkiewicz Petrykowskiej], Lodz 1997, 124; A. MACZYNSKI, Projektowana nowelizacja przepisow o zawarciu malzentwa [La progettata modifica delle norme sulla celebrazione del matrimonio], Kwartalnik Prawa Prywamego [Trimestrale di Diritto Privato] 7, quad. 3 (1998) 527; A. MACZYNSKI, Konkordatowa forma zawarcia malzenstwa [La forma concordataria di celebrazione del matrimonio], Rejent [Il Notaio] 13, n. 10 (150) (2003) 147; M. NAZAR, Zawarcie malzenstwa wedlug prawa polskiego z uwzglednieniem postanowien podpisanego 28 lipca konkordatu miedzy Stolica Apostolska a Rzeczapospolita Polska [La celebrazione del matrimonio secondo il diritto polacco alla luce delle disposizioni del concordato del 28 luglio 1993 firmato dalia Santa Sede e la Repubblica di Polonia], Kwartalnik Prawa Prywatnego [Trimestrale di Diritto Privato] 7, quad. 3 (1996), 492-493; M. NAZAR, Prawo malzenskie "de lege lata" i "de lege ferenda" [Il diritto matrimoniale "de lege lata" e "de lege ferenda"], (estratto), 232; J. IGNATOWICZ, M. NAZAR, Prawo rodzinne [Diritto di famiglia], Warszawa 2005, 92; H. CHWYC, Zawarcie malzenstwa w prawie polskim. Stan prawny obowigzujacy od dnia 15 listopada 1998. Poradnik dla kierownikow Urzedow Stanu Cywilnego [La celebrazione del matrimonio nel diritto polacco. Lo stato giuridico in vigore dal 15 novembre 1998. Prontuario per i direttori degli Uffici di Stato Civile], Lublin 1998, 14; R. SOBANSKI, Uwagi o zmianach w prawie polskim postulowanych przez art. 10 konkordatu z 28 lipca 1993 r. [Osservazioni sulle modifiche del diritto polacco implicate dall'art. 10 del concordato del 28 luglio 1993], in B. CZECH (red.), Czy potrzebna jest w Polsce zmiana prawa rodzinnego i opiekunczego? [E necessario modificare in Polonia ii diritto di famiglia e tutela?], Katowice 1997, 286; R. 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SMYCZYNSKI, Glosa aprobujaca do wyroku SN z 3.3.2004 r: [Glossa di approvazione della sentenza della Corte Suprema del 3.3.2004], Orzecznictwo Sadow Polskich [Giurisprudenza dei Tribunali Polacchi], n. 2 (2005) 93-94; A. MEZGLEWSKI, A. TUNIA, Wyznaniowa forma zawarda malzenstwza cywilnego [La celebrazione del matrimonio civile secondo la forma confessionale], Warszawa 2007, 115-119; R. DOMANSKI, Konstytutywny czy deklaratywny charakter sporzadzenia aktu malzenstwa w przypadku malzenstwa konkordatowego [Carattere costitutivo o dichiarativo della compilazione dell'atto di matrimonio riguardo al matrimonio concordatario], Panstwo i Prawo [Stato e Diritto] 61 quad. 3 (2006) 97; J. GAJDA, Zawarcie zwiazku malzenskiego przed duchownym [La celebrazione del matrimonio al cospetto del religioso], in T. SMYCZYNSKI (red.), System prawa prywatnego [Il sistema del diritto privato], t. 11: Prawo rodzinne i opiekuncze [Diritto di famiglia e tutela], Warszawa 2009, 126.
(41) Le cause riguardanti la separazione dei coniugi possono dirimersi per decreto del vescovo diocesano (per via amministrativa) sia con una sentenza giudiziaria (per via giudiziaria). Cfr. Can. 1692 [seccion] 1 CIC.
(42) Cfr. W. GORALSKI, W. ADAMCZEWSKI, Konkordat miedzy Stolica Apostolska i Rzeczapospolia Polska z 28 lipca 1993 r. [Il concordato del 28 luglio 1993. tra la Santa Sede e la Repubblica di Polonia], Plock 1994, 63-65; J. KRUKOWSKI, Polskie prawo ..., cit., 161-162.
(43) W. GORALSKI W. ADAMCZEWSKI, Konkordat..., cit., 66-67; J. KRUKOWSKI, Polskie prawo..., 262.
(44) W. GORALSKI, W. ADAMCZEWSKI, Konkordat..., cit., 68.
(45) Ibidem, 70-71.
(46) Cfr. W. GORALSKI, A. PIENDYK, Zasada niezaleznosci panstwa i Kosciola w konkordade polskim z 1993 r: [Il principio di inclipendenza di Stato e Chiesa nel concordato polacco del 1993], Warszawa 2000, 67-70.
Goralski, Wojciech
La secularizacion inicial del matrimonio y de la familia en la doctrina del siglo XVI y su incorrecta comprension de la Antiguedad.