Source: http://arkeonesperienzedirette.blogspot.com/
Timestamp: 2018-04-22 15:49:07+00:00
Document Index: 27651793

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 348', 'sentenza ']

ll reato di abuso della professione di psicologo si configura se il sedicente specialista promette che il suo intervento è in grado di “incidere sulla sfera psichica”, così stabilisce una recentissima sentenza della Cassazione penale depositata il 22 Agosto 2017, la n.39339, che ha condannato in via definitiva il fondatore del “percorso di crescita personale”dell’associazione Archeon e i suoi collaboratori. L'ideatore di quella che molti hanno definito una “psico-setta” Vito Carlo Moccia, insieme ai suoi collaboratori, organizzava seminari formativi su un metodo (Archeon, appunto) ed effettuava attività di “diagnosi e psicoterapia” a soggetti con problematiche psicologiche e psichiatriche, nonché mediche.
In sostanza, utilizzando le informazioni che i pazienti davano sulle loro vite private, i “maestri” dell’associazione insinuavano terribili sospetti sul loro passato, allontanandoli dagli affetti familiari, facendo quindi “terra bruciata” intorno ai malcapitati.
La dott.ssa Lorita Tinelli, psicologa,che si occupa da anni di casi sui culti distruttivi, ha seguito la causa penale che alla fine ha dato piena ragione agli psicologi.
Il ricorso su cui si sono pronunciati i giudici riguardava diversi aspetti, fra cui uno relativo al risarcimento chiesto dall’Ordine degli Psicologi della Puglia che si era costituito parte civile nella causa. Vi erano poi alcune questioni riguardanti i termini di prescrizione, e una molto importante in merito all’esercizio abusivo della professione di psicologo.
Un motivo del ricorso, infatti, si fondava che il “guru” dell’associazione, Moccia Vito Carlo, non si sarebbe mai spacciato per psicologo, ma avrebbe utilizzato un metodo “non psicologico” (n.d.r.) per “trattare” i pazienti, cioè il metodo Archeon (o Arkeon), una variante del metodo Reiki (una pratica spirituale di pseudo-guarigioni basate sull’imposizione delle mani sul paziente).
La Cassazione, però, ha rigettato anche questo motivo, sostenendo che:” non è necessario che il soggetto non qualificato si avvalga delle metodologie proprie della professione psicoterapeutica, ma è sufficiente che la sua azione incida sulla sfera psichica del paziente con lo scopo di indurne una modificazione che potrebbe risultare dannosa”.
Si tratta dell’ennesima vittoria giuridica per la tutela della professione, infatti la Legge si è espressa anche sul fatto che un abusivo non può difendersi dicendo che non faceva diagnosi (la Cassazione ha sottolineato anche che intrattenere approfonditi colloqui “su aspetti intimi della vita dei pazienti, per diagnosticare problematiche psicologiche eventualmente all’origine di disturbi da loro lamentati” è già attività di diagnosi psicologica).
Inoltre non può nemmeno affermare di non commettere abuso poiché non utilizza “tecniche psicologiche”, se il fine dell’attività prestata è quello di modificare la sfera psichica del soggetto.
Solitamente di fronte all’accusa di esercizio abusivo della professione di psicologo le risposte più frequenti sono: “non sono uno psicologo, sono un counselor” oppure “sono un operatore olistico che utilizza la tecnica..." e qui si apre un universo infinito che va dalla coccoloterapia alle pratiche scopiazzate dalle varie discipline orientali fino ad arrivare al coaching e chi più ne ha più ne metta.
La Cassazione, nel condannare Vito Carlo Moccia come guru del metodo Archeon con la sentenza 39339 del 2017 ha fatto chiarezza su un aspetto particolarmente rilevante che sarà utile nella definizione dei futuri procedimenti per esercizio abusivo della professione di psicologo.
Il punto non è quale tecnica decida di utilizzare l’abusivo, che non essendo psicologo non è affatto tenuto a conoscerne teoria e tecniche psicologiche.
La ragione stessa per cui esiste un reato di esercizio abusivo della professione di psicologo e di psicoterapeuta è del resto evitare quella particolare e insidiosa forma di “truffa” che induce il paziente, direttamente o indirettamente a credere che l’abusivo possa fare qualcosa di buono per migliorare il proprio stato psichico.
Sentenze importanti come la 14408 del 2011 ci hanno già detto che perfino il semplice colloquio può rappresentare una “tecnica” se ha una specifica finalità (si parla di finalità teleologica, ovvero di orientamento di un azione a uno specifico fine). Oggi la sentenza 39339 ci dice di più: “non è necessario” -recita la sentenza- “che il soggetto non qualificato si avvalga di una delle metodologie proprie della professione psicoterapeutica, ma è sufficiente che la sua azione incida sulla sfera psichica del paziente con lo scopo di indurre una modificazione, che potrebbe risultare dannosa”.
È, questo, un passaggio nuovo in giurisprudenza e decisamente fondamentale!
Se “prometti” di fare qualcosa che induca un cambiamento positivo nello stato psichico di una persona-paziente l’esercizio abusivo di professione psicologica è già un dato di fatto.
Un’altra e precedente sentenza affermava che in caso di lucro, cioè se si chiede un corrispettivo è una dimostrazione sufficiente che si è effettualo un atto caratteristico di quella professione, quindi se c’è passaggio di soldi, l’esercizio abusivo è facilmente dimostrabile.
La conseguenza di questa sentenza è radicale. Se l’ideatore di una fantomatica setta induce delle persone a credere di poter ricevere un beneficio rispetto al proprio stato psichico utilizzando strumenti e tecniche di origine varia ed eventuale, non ha alcuna importanza l’origine di queste tecniche, se il guru sia colto o ignorante di psicologia, e che cosa realmente egli offra ai suoi sofferenti “discepoli”: ciò che conta è solo ed esclusivamente il fatto che gli prometta più o meno esplicitamente di regalare ad essi un beneficio sul piano psicologico.
È importante perché sono moltissimi i soggetti, dei pranoterapeuti ai counselor passando per i pedagogisti clinici e i filosofi pratici a improvvisare “valutazioni” dello stato psicologico dei propri pazienti e poi promettendo benessere quando non vere e proprie presunte “cure”.
Già nel corso degli scorsi anni la suprema corte aveva chiarito alcuni punti essenziali, tra i quali il fatto che fosse sufficiente un unico atto di esercizio abusivo della professione perché si potesse configurare il reato ex art 348 c.p., il fatto che non sia necessario un pagamento per configurare l’esercizio abusivo di professione ma anche che quando tale pagamento c’è diventa facile dimostrare l’esercizio di abusivismo della professione di psicologo.
Pertanto, questa sentenza pone un ulteriore importantissimo tassello sul piano della tutela della professione di psicologo, infatti chiarisce la centralità delle convinzioni del paziente di fronte alla natura truffaldina di chi millanta una competenza professionale, che non può utilizzare con il paziente senza un’adeguata formazione specialistica. Vale la pena ricordare che per diventare psicologi abilitati occorre conseguire una laurea magistrale in Psicologia che ha una durata quinquennale, affrontare il Tirocinio post-lauream della durata di un anno e successivamente superarel’esame di Stato che consente l’iscrizione all’Ordine professionale degli Psicologi, inoltre a tale percorso di formazione ha la durata di si aggiungono altri quattro anni qualora lo psicologo decida di specializzarsi in Psicoterapia.
Va inoltre evidenziato che durante il percorso quadriennale di specializzazione, lo specializzando deve affrontare un secondo tirocinio e un percorso di psicoterapia personale certificato della durata di minina due anni.
Ancora oggi il reato di esercizio abusivo di professione psicologica è e rimane uno tra i più difficili da perseguire ma non per ragioni tecniche o per l’ambiguità della nostra professione, ma solo per la reticenza a denunciare di chi si è rivolto ad un falso psicologo, mettendo in risalto quella che rischia di apparire una leggerezza o una fragilità personale.
Per porre rimedio a questo fenomeno l’Ordine degli Psicologi ha istituito uno Sportello antiabusivismo e diffuso un vademecum con le informazioni necessarie per comprendere se si è vittime di un abusivo.
I consulenti legali dell’Ordine e i componenti della Commissione Tutela forniranno ogni chiarimento utile a verificare ogni specifica situazione e consiglieranno le eventuali azioni legali da intraprendere.
Il numero di telefono è 06 3600 2758, attivo ogni lunedì e mercoledì dalle 10:00 alle 13:00.
Inoltre l’Ordine degli Psicolgi del Lazio ha redatto un breve eBook gratuito nel quale:
si definiscono le competenze proprie dello psicologo e i requisiti formativi e legali che legittimano l’esercizio della professione;
si suggeriscono alcune domande utili a valutare la correttezza della prestazione ricevuta;
si descrivono le modalità per segnalare all’Ordine e all’Autorità Giudiziaria un caso di presunto esercizio abusivo della professione
L’e-book è consultabile al seguente link http://www.psicoterapeuta-pescara.it/docs/guida-psicologia-genuina.pdf
Per verificare se uno psicologo è iscritto all’Ordine degli Psicologi puoi consultare questa https://areariservata.psy.it/cgi-bin/areariservata/albo_nazionale.cgi
Pubblicato da Sincerità a 09:44
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Pubblicato da Sincerità a 11:36
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http://www.cesap.net/sette-e-nuovi-culti/sentenze-nuovi-culti/99-arkeon/3412-maestro-di-arkeon-la-cassazione-rigetta-il-ricorso-dell-imputato-e-ne-conferma-la-condanna
Pubblicato da Sincerità a 18:26
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Pubblicato da Sincerità a 18:03
Pubblicato da Sincerità a 09:12
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Processo alla psico-setta 'Arkeon', condannate otto persone
La condanna più alta, a due anni e 8 mesi di reclusione, per l'ideatore e 'capo carismatico' della setta, Vito Carlo Moccia, 60enne di Noicattaro. Tre le assoluzioni
Il Tribunale di Bari, per il reato di associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della professione medica, ha condannato - a pene comprese tra un anno e sei mesi di reclusione e due anni e 8 mesi - otto degli 11 imputatinel processo sulla cosiddetta psico-setta Arkeon. Tre le assoluzioni.
Il presunto ideatore del metodo Arkeon, Vito Carlo Moccia, 60enne di Noicattaro (Bari), è stato riconosciuto dai giudici come unico promotore della presunta associazione per delinquere e per questo condannato a due anni e 8 mesi di reclusione. Condanna a due anni (pena sospesa) per i cosiddetti "maestri della setta", Francesco Antonio Morello, Gabriella Fabbri e Francesco Ferrara. Condanna a un anno e 8 mesi (pena sospesa) per Quirino Salerno e Piero Mazza. Un anno e 6 mesi di reclusione (pena sospesa) per Massimo Vavalle e Francesco Locatelli. Assolti Antonio Turi, Isa Calabrese e Grazia Bozzo.
Riconosciuto il risarcimento all'Ordine degli Psicologi di Bari, costituitosi parte civile: il risarcimento è da quantificare in un processo civile. Gli imputati sono stati tutti assolti dai reati di truffa, violenza privata, maltrattamenti, procurato stato di incapacità e calunnia in alcuni casi per prescrizione, in altri "perché il fatto non sussiste" o "il fatto non costituisce reato". I fatti contestati si riferiscono al periodo 1999-2008 ma fino al 2004 sono ormai prescritti. Chi soffriva di tumori, Aids o infertilità si rivolgeva alla psico-setta sperando in una guarigione: 10.000 i casi denunciati. Dalle indagini emerge che Moccia induceva le vittime a credere per esempio di aver subito abusi sessuali in tenera età, facendo sborsare fino a 100.000 euro per le terapie.
Pubblicato da Sincerità a 17:46
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Un amico mi ha segnalato l'intervista molto interessante di una ragazza che ieri a " I fatti vostri" su RAI DUE ha parlato della sua esperienza con Moccia sin dagli anni 90 quando ancora si proponevano solo come gruppo Reiki e non ancora Arkeon.... L'ho trovato su Rai replay al minutaggio 1:29
Pubblicato da Sincerità a 12:14
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Bari, psico-setta Arkeon: chieste 11 condanne
Truffavano gli adepti promettendo guarigioni miracolose.
Dopo la condanna del tribunale di Milano a uno dei maestri della psico-setta che truffava seguendo il metodo Arkeon, sono arrivate il 23 aprile altre 11 richieste a pene comprese tra i tre anni e i sei mesi da parte della pubblica accusa, al termine del processo in corso presso il tribunale di Bari.
La psico-setta, utilizzando delle tecniche ispirate alle filosofie orientali del Reiki, sarebbe riuscita a raccogliere 10 mila adepti in tutta Italia e a truffare molte persone in dieci anni.
Le persone venivano coinvolte con promesse di guarigione da tumori, Aids o infertilità, oppure da malattie spirituali, con la promessa della serenità.
LE ACCUSE, DA TRUFFA A VIOLENZA PRIVATA. Già un anno fa Antonio Morello, uno dei leader della setta, era stato condannato a sei anni di reclusione, ora agli altri adepti sono state contestate le accuse di associazione a delinquere, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, truffa, incapacità procurata da violenza e maltrattamenti su minori: tutti reati che sarebbero stati compiuti tra il 1999 e il 2008.
Il mondo della psico-setta di Arkeon era in effetti molto costoso: per partecipare ai seminari, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, fino ai 15.000 euro.
ALCUNI ADEPTI HANNO PAGATO 100 MILA EURO. Tra le testimonianze però, anche quelle di casi limite: una coppia del Nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato.
Secondo il pm inquirente, Francesco Bretone, a capo dell'associazione criminale c'era Vito Carlo Moccia, di 60 anni, di Noicattaro, in provincia di Bari, ma residente a Milano, il quale diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli. Per Moccia il pm, Francesco Bretone, ha chiesto la condanna a tre anni di reclusione.
Pubblicato da Sincerità a 17:11
Etichette: abuso professione medica, condanna, francesco bretone, psicosetta, reati, reiki, tribunale penale di bari, violenza sessuale, vito carlo moccia
Oggi 12-10-2011 Moccia in Tribunale a Bari
http://esperienzedirettearkeon.blogspot.com/2011/10/oggi-12-10-2011-moccia-in-tribunale.html
Pubblicato da Sincerità a 15:07
Etichette: arkeon, avvocati, il resto del Carlino, tribunale penale di bari, udienza, vito carlo moccia
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Articoli di questi giorni
Pubblicato da Sincerità a 13:19
Etichette: accuse, arkeon, famiglia, fuoriuscita, la gazzetta del mezzogiorno, marito, processo, psicosetta, setta, testimonianza, tribunale penale di bari, vito carlo moccia
dal sito Cesap .. clicca qui
Pubblicato da Sincerità a 17:47
Etichette: 20 settembre 2011, arkeon, Bari, dottoressa Lorita Tinelli, fuoriusciti, gup, maurizio castanzo, procura della repubblica, teste dell'accusa, tribunale penale di bari, vito carlo moccia
“Ciò che sconvolge di più nella narrazione di Amoreena Winkler è il suo rifiuto a recitare il ruolo della vittima. Alcuni giornalisti cercheranno di ridimensionare la vera portata dell’opera, considerandola esclusivamente un trattato di sociologia, ma niente da fare, i bambini di dio segna la nascita di una grande scrittrice.”
Livre et rire
“Un libro per niente rassicurante. Salutare e significativo.”
Philippe Di Folco Tgv Magazine
SinossiIL LIBRO
Amoreena Winkler nasce a Roma nel 1978. Suo padre, dopo essere sfuggito alla chiamata alle armi per il Vietnam, aver partecipato a Woodstock e fatto uso di qualsiasi tipo di droghe, è tra quei figli dei fiori ripescati da Moses David, il profeta della fine dei tempi, per rivoluzionare il mondo con la potenza dell’Amore. Sbarcato dagli States, a Nizza, sulla Promenade des Anglais, conosce un’esile ragazza di 19 anni – sua madre – che ha appena mollato l’università e ha deciso di rompere con la rigida educazione ricevuta per seguirlo all’interno della “Famiglia”.
Sembrerebbe una storia romantica, ma non lo è. Dietro l’apparente innocenza di una gioventù che pratica la povertà e predica l’amore divino ci sono le spietate leggi dei “Bambini di Dio”. Una setta che per volontà del suo fondatore, David Berg, aveva esteso l’accezione del precetto evangelico “ama il prossimo tuo” alla sfera sessuale, che faceva proselitismo religioso attraverso la prostituzione dei suoi adepti, e che rivendicava la libera sessualità dei bambini, da condividere tra i confratelli attraverso lo “sharing”. Amoreena, con la voce e lo sguardo della sua infanzia, ci riporta l’incredibile testimonianza della sua vita in questo universo parallelo. La vita quotidiana all’interno delle “case”, la paura e il disprezzo per i “sistemiti” (coloro che vivono al di fuori della setta), i continui spostamenti tra Francia e Italia per far perdere le proprie tracce. Il tentativo brutale di distruzione della propria personalità infertole quotidianamente dagli adulti, attraverso la mortificazione del corpo e la negazione dell’ego. La traversata di un inferno da parte di una grande scrittrice, condotta con una prosa esigente, forte, che scava nel profondo e ricompone i frammenti di un’identità in frantumi. Una testimonianza dolorosa che rivela come a dispetto di qualsiasi avversit à sia possibile non smarrire la propria umanità e la propria anima. E, attraverso la scrittura, perpetrare una forma estrema di resistenza.
Amoreena Winkler è nata nel 1978 a Roma, all’interno della setta apocalittica “I Bambini di Dio”, dalla quale esce all’età di 17 anni. I bambini di dio è il racconto dell’infanzia dell’autrice. Il suo seguito è in corso di pubblicazione in Francia.
Denaro, abusi e violenze sessuali. I Bambini
di Dio, setta Usa sbarcata in Italia nei ’70
I racconto nel libro di Amoreena Winkler, figlia di una coppia affiliata al clan e che trent’anni dopo racconta l’incubo di un’infanzia segnata dall'orrore di quell'esperienza
Pubblicato da Sincerità a 11:49
Etichette: abusi, Amoreena Winkler, bambini di dio, denaro, famiglia, libro, movimento, setta, tribunale di roma, violenze
Pubblicato da Sincerità a 12:09
Siamo a quota 42 video su Arkeon..
Un grazie particolare a chi si è preso la briga di mettere questi video online su Vimeo... ma da dove arrivano questi video? Forse chi li inserisce è la stessa persona che li ha girati? E' vero, questi erano i deliri all'interno dei seminari intensivi..
Arkeon - seminari intensivi (VHS 33)
Arkeon - seminari intensivi (VHS 34)
Arkeon - Coscienza del Sacro e Comunicazione
Pubblicato da Sincerità a 09:14
Etichette: archetipi, arkeon, cerchio, comunicazione, intensivi, maestri, pianti, psicologia, riprese video, sacro, seminari, vito carlo moccia
Su Vimeo siamo a quota 36 video.., penso siano spezzoni di un unico video di tutto un intensivo tenuto dal Moccia allo Spagnulo di Ostuni. Si è fatto riprendere per tutti i 5 giorni ?? Praticamente un antesignano del Grande Fratello... ah ah ah..
aggiungo i link degli altri video
Arkeon - Seminari intensivi (VHS 16)
Arkeon - Seminari intensivi (VHS 17)
Arkeon - seminari intensivi (VHS 18)
Arkeon - seminari intensivi (VHS 19)
Arkeon - seminari intensivi (VHS 20)
Arkeon - Seminari intensivi (VHS 21)
Arkeon - Seminari intensivi (VHS 22)
Arkeon - Seminari intensivi (VHS 23)
Arkeon - seminari intensivi (VHS 24)
Arkeon - seminari intensivi (VHS 25)
Arkeon - seminari intensivi (VHS 26)
Arkeon - seminari intensivi (VHS 27)
Arkeon - seminari intensivi (VHS 28)
Arkeon - seminari intensivi (VHS 29)
Arkeon - seminari intensivi (VHS 30)
Arkeon - seminari intensivi (VHS 31)
Arkeon - seminari intensivi (VHS 32)
Pubblicato da Sincerità a 07:59
Etichette: arkeon, grande fratello, intensivi, lo spagnulo, maestri, ostuni, pianti, puglia, riprese video, seminari, urla, video, vimeo, vito carlo moccia
Auguri e nuovi video su Arkeon...
Auguri a tutti quanti hanno avuto il coraggio di farsi un esame di coscienza.... a tutti i fuoriusciti dalle sette e dalle psicosette!! La vita continua senza i condizionamenti di sedicenti maestri e guru. Ragionare con la propria testa è fondamentale
Noto sul canale Vimeo un altro video ...
Arkeon - Seminario intensivo (VHS 15)
Pubblicato da Sincerità a 14:03
Etichette: 11 maestri indagati, arkeon, auguri, intensivi, lavori deliranti, lavori psicologici, lo spagnulo, Natale, ostuni, pressioni psicologiche, puglia, residenziali, seminari, vito carlo moccia
Altri video su Arkeon...
Trovati altri video su Arkeon
Al momento sono 19 in tutto. Un grazie particolare a chi li sta inserendo....
Non più teorie...ma fatti ripresi da loro stessi!!
Ma il "lavoro" non doveva essere sacro..e segreto??? Ah Ah Ah...
Se questi video saranno portati in tribunale sarà impossibile dire che non si facevano certe cose....
seminari intensivi (VHS 13)
seminari intensivi (VHS 14)
Seminari intensivi (VHS 5)
Seminari intensivi (VHS 6)
striscia 25 02 arkeon povia
Pubblicato da Sincerità a 09:08
Etichette: arkeon, intensivi, povia, puglia, seminari, striscia la notizia, ulivi, video, vito carlo moccia
Riporto in auge questo post in quanto il link alla puntata della trasmissione "Mi manda Rai Tre" non era più presente in rete, mentre ora noto che qualcuno l'ha messa sul canale Vimeo
Per circa un’ora,nel corso della puntata andata in onda il 13 ottobre,si è parlato delle insolite attività del gruppo spirituale Arkeon, che conta diecimila seguaci in Italia. Un’ora densa di testimonianze e discussioni, con la presenza del leader Vito Carlo Moccia, ideatore di Arkeon, spalleggiato da due “maestri” e da un prete, Don Angelo De Simone, che Ruffolo ha definito “sacerdote atipico”.
Ha riferito di aver frequentato molti seminari a pagamento e ha descritto stravaganti esercizi e teorie: “Fui invitato a rompere con la famiglia, in particolare con mia madre - ha dichiarato Stefano - perché loro sostengono che la madre è perversa. Il maestro aveva un forte ascendente. Loro sfruttano che sei in un momento delicato, ti danno un appoggio morale e d’affetto, ma poi ti fanno sentire in debito per cercare di gestirti e ti fanno fare cose incredibili”.
“Il lavoro psicologico che fanno mi ha completamente sbalestrata - ha detto Maria - vedevo le persone che erano troppo dipendenti dal maestro, quindi ho capito che c’era qualcosa che non quadrava, ho iniziato a leggere libri e mi sono resa conto che ero cascata in una…”. Gabriella ha raccontato com’è entrata in Arkeon, accompagnata dal suo compagno che gliene parlava come se fosse un corso riguardante la comunicazione. Dopo aver partecipato a due incontri si è resa conto che persone senza competenze volevano scandagliare la sua psiche, pertanto ha preso le distanze dal compagno e dal gruppo.
“Nei seminari - ha spiegato Gabriella - ipotizzavano dei disagi che venivano riattualizzati in qualche modo, e questa sembrava essere la pratica per poterli superare. Il maestro proponeva particolari teorie come ad esempio quella del pedofilo, della madre perversa, della trasgressione creativa…”. Gabriella ha poi raccontato la vicenda giudiziaria inerente alle settanta querele ricevute dopo l’intervento del Cesap e dopo le testimonianze di alcuni fuoriusciti, fra cui lei stessa, fatte a gennaio del 2006 nel corso di tre puntate del programma “Tutte le mattine”, su Canale 5. Dopo questi racconti Vianello ha fatto entrare il presidente dell’associazione “The sacred path – Arkeon”, Vito Carlo Moccia, il vice presidente Lorenzo Campese, Gabriella Noè del comitato scientifico dell’associazione, ed il sacerdote Don Angelo De Simone. Il conduttore ha voluto puntualizzare che l’unico invitato era Vito Carlo Moccia, e questi ha portato con sé gli altri rappresentanti, fra cui il prete. Il leader del gruppo è stato subito incalzato da Gabriella, che ha chiesto se realmente la Chiesa appoggia questo movimento e perché alcuni rappresentanti di società e associazioni del gruppo Arkeon pretendono da lei un risarcimento di oltre quattro milioni di euro per aver descritto la sua esperienza nella trasmissione di Maurizio Costanzo. “Ho solo raccontato la verità - ha detto Gabriella – eppure ho ricevuto, oltre alla richiesta di quattro milioni, anche settanta querele per presunta diffamazione da maestri e affiliati di Arkeon”. Vito Carlo Moccia con imbarazzo ha risposto che “sicuramente, magari delle cose sono successe”.
“In Italia - ha spiegato Ruffolo - quando qualcuno fa affidamento in un ente, in un’associazione, in un gruppo, e solo per questo va da un maestro che altrimenti non conoscerebbe, se il maestro fa qualcosa di sbagliato l’associazione ne risponde, così come se un prete fa qualcosa di sbagliato ne risponde il convento”.
Su quest’aspetto il conduttore ha insistito, e Moccia ha dichiarato di essere laureato in psicologia ma di non aver voluto fare l'iscrizione all’albo. A quel punto è intervenuto il Presidente del Consiglio Nazionale degli Psicologi, Giuseppe Luigi Palma, il quale ha confermato che “occuparsi di vissuti psicologici e di emozioni è lavoro da psicologo” e che Vito Carlo Moccia non è uno psicologo.
“L’Ordine degli Psicologi ha ricevuto tre segnalazioni - ha detto il presidente Palma - che hanno prodotto altrettante denunce alla Procura della Repubblica per esercizio abusivo della professione dopo aver verificato che il signor Moccia non era iscritto all’Albo”.
Questa è una news del sito www.assotutor.it
Pubblicato da Sincerità a 09:01
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“Ti faresti tagliare i capelli da un giardiniere?”...