Source: https://www.agenzia-investigativa-privata.com/istituto-di-investigazione
Timestamp: 2020-07-03 22:40:30+00:00
Document Index: 171167297

Matched Legal Cases: ['art. 222', 'art. 257', 'art. 222', 'art. 327', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4']

Agenzia Investigativa delle Alpi | Le Istituzioni Investgative
Norma istitutiva degli Istituti di Investigazione
Le prime disposizioni legislative che in qualche modo hanno interessato gli investigatori erano quelle che disciplinavano gli istituti di vigilanza privata, contenute nel regolamento approvato con R.D. 4 giugno 1914 n. 563. L'attività d'investigazione privata vera e propria venne più specificatamente regolamentata a partire dal 1926 con una specifica normativa contenuta nel Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) approvato con Regio Decreto 6 novembre 1926 n. 1846. ed emanato con R.D. n. 773 del 18 giugno 1931 (trattata nello stesso decreto di cui al Titolo IV "degli Istituti di Vigilanza e delle Guardie Particolari Giurate") e al relativo R.D. del 6 maggio 1940 n. 635 (Regolamento per l'esecuzione del Testo Unico 18 giugno 1931, n. 773 delle Leggi di Pubblica Sicurezza). La normativa poneva come requisito fondamentale il possesso di una apposita licenza rilasciata dal prefetto, non disciplinando però la figura.
Con l'entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale italiano nel 1989 l'art. 222 delle disposizioni di attuazione introdusse in via provvisoria il requisito una specifica competenza professionale, in attesa dell'emanazione di una disciplina specifica della figura;[1] in merito il R.D. 635/1940 trattando, negli artt. 257 e seguenti, delle disposizioni relative al rilascio o alla revoca della licenza prefettizia, specificava, al comma 4 dell'art. 257 bis che "nulla è innovato relativamente all'autorizzazione prevista dall'art. 222 delle disposizioni di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale per lo svolgimento delle attività indicate nell'art. 327 bis del medesimo codice".
Il decreto del Ministero dell'interno 1º dicembre 2010 n. 269, entrato in vigore in data 16 marzo 2011, ha dettato una specifica disciplina sugli investigatori privati: tra le novità è stata introdotta la distinzione tra le figure di investigatore privato e informatore commerciale, con l'introduzione di relativi requisiti tecnici e formativi richiesti. Diversi aspetti sono poi stati chiarificati dalla circolare del Ministero dell'Interno del 24 marzo 2011.
TITOLO IV - DELLE GUARDIE PARTICOLARI E DEGLI ISTITUTI DI VIGILANZA E
DI INVESTIGAZIONE PRIVATA
Gli enti pubblici, gli altri enti collettivi e i privati possono destinare guardie particolari
alla vigilanza o custodia delle loro proprietà mobiliari od immobiliari.
Possono anche, con l'autorizzazione del Prefetto, associarsi per la nomina di tali
guardie da destinare alla vigilanza o custodia in Comune delle proprietà stesse.
(Art. 249, Art. 250, Art. 251, Art. 252, Art. 252-bis, Art. 253, Art. 254, Art. 255, Art.256)
Senza licenza del Prefetto è vietato ad enti o privati di prestare opere di vigilanza o
custodia di proprietà mobiliari od immobiliari e di eseguire investigazioni o ricerche
o di raccogliere informazioni per conto di privati.
Salvo il disposto dell'art. 11, la licenza non può essere conceduta alle persone che
non abbiano la cittadinanza italiana ovvero di uno Stato membro dell'Unione
europea o siano incapaci di obbligarsi o abbiano riportato condanna per delitto non
olposo.
I cittadini degli Stati membri dell'Unione europea possono conseguire la licenza per
prestare opera di vigilanza o custodia di beni mobiliari o immobiliari alle stesse
condizioni previste per i cittadini italiani.
La licenza non può essere conceduta per operazioni che importano un esercizio di
pubbliche funzioni o una menomazione della libertà individuale.
Il regolamento di esecuzione individua gli altri soggetti, ivi compreso l'institore, o
chiunque eserciti poteri di direzione, amministrazione o gestione anche parziale
dell'istituto o delle sue articolazioni, nei confronti dei quali sono accertati l'assenza
di condanne per delitto non colposo e gli altri requisiti previsti dall'articolo 11 del
presente testo unico, nonche' dall'articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575.
Regolamento (Art. 256-bis, Art. 257, Art. 257-bis, Art. 257-ter, Art. 257-quinquies, Art. 257-sexies,
Art. 258, Art. 259, Art. 260-bis, Art. 260-ter, Art. 260-quater,)
(1)"Ultimo comma aggiunto dall'art. 4 del Decreto-Legge 8 aprile 2008, n. 59
concernente “ disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e
l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunita' europee”,
pubblicato sulla G.U. del 9 Aprile 2008, n. 84, successivamente convertito nella
Legge 6 giugno 2008, n. 101 pubblicata sulla G.U. del 7 giugno 2008, n. 132".
1. Le imprese di vigilanza privata stabilite in un altro Stato membro dell'Unione
europea possono stabilirsi nel territorio della Repubblica italiana in presenza dei
requisiti, dei presupposti e delle altre condizioni richiesti dalla legge e dal
regolamento per l'esecuzione del presente testo unico, tenuto conto degl
adempimenti, degli obblighi e degli oneri gia' assolti nello Stato di stabilimento,
attestati dall'autorita' del medesimo Stato o, in mancanza, verificati dal prefetto.
2. I servizi transfrontalieri e quelli temporanei di vigilanza e custodia da parte di
imprese stabilite in un altro Stato membro dell'Unione europea sono svolti alle
condizioni e con le modalita' indicate nel regolamento per l'esecuzione del presente
3. Il Ministro dell'interno e' autorizzato a sottoscrivere, in materia di vigilanza
privata, accordi di collaborazione con le competenti autorita' degli Stati membri
dell'Unione europea, per il reciproco riconoscimento dei requisiti, dei presupposti e
delle condizioni necessari per lo svolgimento dell'attivita', nonche' dei provvedimenti
amministrativi previsti dai rispettivi ordinamenti.»;
(1)"Articolo aggiunto dall'art. 4 del Decreto-Legge 8 aprile 2008, n. 59 concernente
“ disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di
sentenze della Corte di giustizia delle Comunita' europee”, pubblicato sulla G.U. del
9 Aprile 2008, n. 84, successivamente convertito nella Legge 6 giugno 2008, n. 10
pubblicata sulla G.U. del 7 giugno 2008, n. 132".
I direttori degli uffici di informazioni, investigazioni o ricerche, di cui all'articolo
precedente, sono obbligati a tenere un registro degli affari che compiono
giornalmente, nel quale sono annotate le generalità delle persone con cui gli affari
sono compiuti e le altre indicazioni prescritte dal regolamento.
Le persone, che compiono operazioni con gli uffici suddetti, sono tenute a
dimostrare la propria identità, mediante la esibizione della carta di identità o di altro
documento, fornito di fotografia, proveniente dall'amministrazione dello Stato.
I direttori suindicati devono inoltre tenere nei locali del loro ufficio permanentemente
affissa in modo visibile la tabella delle operazioni alle quali attendono, con la tariffa
delle relative mercedi.
Essi non possono compiere operazioni diverse da quelle indicate nella tabella o
ricevere mercedi maggiori di quelle indicate nella tariffa o compiere operazioni o
accettare commissioni con o da persone non munite della carta di identità o di altro
documento fornito di fotografia, proveniente dall'amministrazione dello Stato.
(1)"Le parole barrate del quinto comma ed il sesto comma di questo articolo sono
state soppresse dall'art. 4 del Decreto-Legge 8 aprile 2008, n. 59 concernente
disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di
9 Aprile 2008, n. 84, successivamente convertito nella Legge 6 giugno 2008, n. 101
La licenza è ricusata a chi non dimostri di possedere la capacità tecnica ai servizi
che intende esercitare.
Può, altresì, essere negata in considerazione del numero o della importanza degli
istituti già esistenti.
La revoca della licenza importa l'immediata cessazione dalle funzioni delle guardie
che dipendono dall'ufficio.
L'autorizzazione può essere negata o revocata per ragioni di sicurezza pubblica o
(1)"Le parole barrate del secondo comma di questo articolo sono state soppresse
dall'art. 4 del Decreto-Legge 8 aprile 2008, n. 59 concernente “ disposizioni urgenti
per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di sentenze della Corte di
giustizia delle Comunita' europee”, pubblicato sulla G.U. del 9 Aprile 2008, n. 84,
successivamente convertito nella Legge 6 giugno 2008, n. 101 pubblicata sulla
G.U. del 7 giugno 2008, n. 132".
Il rilascio della licenza è subordinato al versamento nella cassa depositi e prestiti di
una cauzione nella misura da stabilirsi dal Prefetto.
La cauzione sta a garanzia di tutte le obbligazioni inerenti all'esercizio dell'ufficio e
della osservanza delle condizioni imposte dalla licenza.
Il Prefetto, nel caso di inosservanza, dispone con decreto che la cauzione, in tutto o
in parte, sia devoluta all'erario dello Stato.
Lo svincolo e la restituzione della cauzione non possono essere ordinati dal
Prefetto, se non quando, decorsi almeno tre mesi dalla cessazione dell'esercizio, il
concessionario abbia provato di non avere obbligazioni da adempiere in
conseguenza del servizio al quale l'ufficio era autorizzato.
7) essere iscritto alla cassa nazionale delle assicurazioni sociali e a quella degli
Il Ministro dell'interno con proprio decreto, da adottarsi con le modalita' individuate
nel regolamento per l'esecuzione del presente testo unico, sentite le regioni,
provvede all'individuazione dei requisiti minimi professionali e di formazione delle
guardie particolari giurate. (1)
Ai fini dell'approvazione della nomina a guardia particolare giurata di cittadini di altri
Stati membri dell'Unione europea il prefetto tiene conto dei controlli e delle verifiche
effettuati nello Stato membro d'origine per lo svolgimento della medesima attivita'.
Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 134-bis, comma 3.(2)
La nomina delle guardie particolari giurate deve essere approvata dal prefetto. Con
l'approvazione, che ha validità biennale, il prefetto rilascia altresì, se ne sussistono i
presupposti, la licenza per il porto d'armi, a tassa ridotta, con validità di pari durata.
Le guardie particolari giurate, cittadini di Stati membri dell'Unione europea,
possono conseguire la licenza di porto d'armi secondo quanto stabilito dal decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 527, e dal relativo regolamento di esecuzione, di
cui al decreto del Ministro dell'interno 30 ottobre 1996, n. 635. Si osservano, altresì,
le disposizioni degli articoli 71 e 256 del regolamento di esecuzione del presente
Salvo quanto diversamente previsto, le guardie particolari giurate nell'esercizio
delle funzioni di custodia e vigilanza dei beni mobili ed immobili cui sono destinate
rivestono la qualita' di incaricati di un pubblico servizio.(3)
(1) (2) (3) " Commi aggiunti dall'art. 4 del Decreto-Legge 8 aprile 2008, n. 59
Gli uffici di vigilanza e di investigazione privata sono tenuti a prestare la loro opera
a richiesta dell'autorità di pubblica sicurezza e i loro agenti sono obbligati ad aderire
a tutte le richieste ad essi rivolte dagli ufficiali o dagli agenti di pubblica sicurezza o
I contravventori alle disposizioni di questo titolo sono puniti con l'arresto fino a due
anni e con l'ammenda da € 206,00 ad € 619,00.
I provvedimenti del Prefetto nelle materie prevedute in questo titolo sono defini
La figura dell'investigatore privato è disciplinata sostanzialmente dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (R.D. 18 giugno 1931 n. 773) e dal relativo regolamento di attuazione di cui al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, in particolare gli artt. da 257 a 260 che fanno poi riferimento al R.D.l.vo 26 settembre 1935 n. 1952 ed il R.D.l.vo 12 novembre 1936 n. 2144. Il regolamento del 1940 demanda inoltre ad apposito regolamento, da emanare ai sensi di un decreto del Ministero dell'Interno, l'individuazione delle caratteristiche minime e degli altri requisiti richiesti.
In ottemperanza alle disposizioni del TULPS e del relativo regolamento è stato emanato apposito il decreto del Ministero dell'interno del 1º dicembre 2010 n. 269, che ha regolamentato gli istituti di cui sopra.
la creazione di una nuova figura di personale dipendente, che deve però essere in possesso di apposita licenza.
Relativamente al primo punto va segnalato che, come precisato in apposita circolare del Ministero dell'interno del 2011,[3] la netta distinzione tra l'attività di investigatore privato e informatore commerciale si sostanzia nel fatto che quest'ultima si caratterizza per la raccolta di dati relativi alle imprese, concreti i bilanci, i debitori protestati, i riferimenti anagrafici delle imprese e dell'aggregazioni dei dati raccolti, indispensabile agli imprenditori nelle decisioni operative.