Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-418-del-11-01-2011
Timestamp: 2020-08-12 19:09:38+00:00
Document Index: 125391502

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 21', 'art. 28', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 35', 'art. 20', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 35', 'art. 20']

Sentenza Cassazione Civile n. 418 del 11/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 418 del 11/01/2011
Cassazione civile sez. VI, 11/01/2011, (ud. 27/09/2010, dep. 11/01/2011), n.418
sul ricorso per regolamento di competenza iscritto al n. 1959 R.G.
T.M.I. elett.te dom.to in Roma Via G. Marcora
18/20 presso l’avv. FAGGIANI Guido (Acli) con l’avv. Roberta De
Castro del Foro di Brindisi che lo rappresenta e difende per procura
avverso la sentenza n. 141 cron. emessa dal Tribunale di Lecce il
“Il Tribunale di Lecce in c.m. con sentenza 20/11/2009 ha declinato la sua competenza territoriale, indicando nel Tribunale di Bari il giudice competente a conoscere della opposizione che lo straniero aveva proposto in data 9.07.2009 avverso il diniego di riconoscimento dello status di rifugiato, diniego adottato il 16.06.2009 dalla Commissione Territoriale per la Protezione Internazionale di Bari e comunicatogli il 26.06.2009. Il Giudice declinante ha infatti ritenuto che, essendo stata la domanda di opposizione proposta dallo straniero quando si era concluso il periodo di sua accoglienza del D.Lgs. n. 25 del 2008, ex art. 20, comma 1, lett. A e comma 3, presso il Centro di Accoglienza di (OMISSIS) (provincia di Brindisi, sita nel circondario di Lecce) più non sussisteva la competenza eccezionale di cui al D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35, comma 1, come modificato dal D.Lgs. n. 159 del 2008 (tale disposizione escludeva la competenza generale del Tribunale distrettuale ove aveva sede la Commissione Territoriale per assegnarla al Tribunale distrettuale ove aveva sede il Centro di accoglienza o di Trattenimento del D.Lgs. n. 25 del 2008, ex artt. 20 e 21), e riemergeva la competenza generale del Tribunale distrettuale della Commissione (nella specie Bari).
1. La competenza speciale – in deroga a quella collegata alla sede della Commissione – viene dalla norma individuata correlando tribunale distrettuale a sede del Centro di accoglienza o trattenimento le volte in cui siano stati disposti accoglienza o trattenimento ai sensi degli artt. 20 e 21, ed in tal caso dimidiando il termine ad opponendum (ridotto da trenta a quindici giorni correnti dalla comunicazione del provvedimento): non è ammessa alcuna operazione manipolativa della predetta correlazione, quale quella adottata dal giudice declinante, nel senso di introdurre il fattore tempo nella predetta correlazione aggettiva, sì da pervenire ad una lettura della norma (Nei casi di accoglienza o trattenimento…….. e sinchè dura tale condizione……il ricorso è proposto…..dinanzi…) affatto non consentita dalla sua lettera;
2, La ratio della previsione integratrice de qua è palese nel senso che si è inteso superare una evidente irragionevolezza dell’art. 35, comma 1 del D.Lgs.: la disposizione già prevedeva la competenza in deroga per i casi in cui il richiedente fosse trattenuto nel CPT ai sensi dell’art. 21 ed in tal caso dimidiava il termine ad opponendum (il trattenimento essendo consentito per trenta giorni e prorogabile per altri trenta giorni al fine di consentire l’espletamento della procedura di cui all’art. 28); non prevedeva, invece, del tutto incongruamente, che analoga deroga fosse estesa ai casi nei quali il richiedente fosse ospitato nel centro di accoglienza di cui all’art. 20 (incongruità derivante dalla estrema rilevanza numerica dei casi di accoglienza di cui al comma 2, lett. A del predetto art. 20, quelli dei richiedenti giunti per mare privi di documenti di identità). Di qui la pura e semplice estensione anche a tal ipotesi della previsione di competenza territoriale legata al luogo di trattenimento/ospitalità e per il solo fatto che essa vi fosse stata, senza che sia lecito indagare sulla ratio politica della estensione stessa (nel segno della garanzia dei diritti della difesa per prossimità, come proposto dal Tribunale di Lecce od in quello di aumento della difesa sociale, come opinato dalla parte ricorrente), essendosi trattato di un intervento di pura e semplice razionalizzazione delle previsioni normative.
3. Coglie, poi, certamente nel segno il rilievo della difesa della parte ricorrente che evidenzia come l’intento del giudice declinante di condizionare la scelta derogatoria della competenza alla effettiva presenza dell’opponente nel Centro di accoglienza al quindicesimo giorno dalla comunicazione del diniego, termine ultimo per proporre opposizione (invece che semplicemente correlarla alla esistenza di una situazione iniziale di accoglienza o trattenimento), sia in realtà privo di consistenza e finisca per vanificare totalmente la stessa possibilità di applicare la previsione di estensione della competenza in deroga del primo testo dell’art. 35, comma 1. La lettura coordinata delle previsioni di cui al D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 20, comma 3, art. 27, comma 2, art. 28, comma 1, lett. C e art. 35, comma 2 (ut supra modificato) convince del fatto che proprio per i numerosissimi richiedenti protezione ospitati nel centro di accoglienza per la ragione di cui all’art. 20, comma 2 lett. A (le verifiche di identità e nazionalità), e quindi non beneficiari dei tempi propri dell’esame prioritario delle domande, sia affatto impossibile che il ricorso al Tribunale, da proporre avverso un provvedimento adottabile entro trentatre giorni dopo l’identificazione, venga a cadere entro il ventesimo giorno dall’ingresso dello straniero nel Centro e dalla relativa (fulminea) identificazione.
Ritiene il Collegio, preso atto della memoria finale del difensore della parte ricorrente, che le trascritte considerazioni meritino piena condivisione e che pertanto, al seguito della giurisprudenza su identica questione già formatasi (ex multis Cass. n. 1959/2010 e n. 13385/2010), debbasi accogliere il ricorso, cassare la declinatoria dichiarando la competenza territoriale del giudice declinante e regolare le spese secondo soccombenza.