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Timestamp: 2018-10-20 06:22:05+00:00
Document Index: 122004596

Matched Legal Cases: ['art. 483', 'art. 48', 'art. 357', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 2700', 'art. 467', 'art. 493', 'sentenza ', 'art. 651', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Ausiliario traffico, dip. privato, non è pubblico ufficiale - Pagina 2 - Forum Enti.it
Ausiliario traffico, dip. privato, non è pubblico ufficiale
Messaggioda ippocampo2009 » 01/05/2015, 18:59
Ps l'addetto Enel NON è un pubblico ufficiale bensì un incaricato di pubblico servizio.
rispondo solo a questo così la faccio corta...
c'è chi la pensa in maniera diversa....
Cass. pen. Sez. V, 01-03-2011, n. 23211 (rv. 250452)
Integra il reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico ( art. 483 cod. pen. ), la condotta di colui che - in sede di dichiarazione allegata al contratto di fornitura di energia elettrica, stipulato con l'ENEL - attesti di adibire l'energia ad un uso diverso da quello reale (nella specie ad irrigazione agricola anziché all'interno di immobili abusivi), trattandosi di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ex art. 48 d. P.R. n. 309 del 1991, destinata a provare la verità delle asseverazioni in essa contenute; inoltre, tale dichiarazione è resa a funzionario dell'ENEL, che riveste la qualifica di pubblico ufficiale, posto che, a tal fine, non rileva il rapporto di dipendenza del soggetto rispetto allo Stato o ad altro ente pubblico, ma è richiesto soltanto l'esercizio effettivo di una pubblica funzione.
Messaggioda yumino » 01/05/2015, 20:29
Se è per questo.....
Alla guardia giurata va riconosciuta la qualità di pubblico ufficiale ai sensi dell'art. 357 cod. pen.. La guardia giurata è chiamata dall'ordinamento, a seguito di specifica investitura amministrativa, ad esercitare poteri che attengono alla potestà statuale con riguardo alla tutela dei beni dei singoli e della collettività, e nell'esercizio dei suoi compiti manifesta la volontà della Pubblica Amministrazione protesa ad attuare una siffatta tutela, integra le funzioni proprie dell'autorità di Polizia, pone in essere atti certificativi con riguardo alla redazione dei verbali all'esito della propria attività o delle investigazioni svolte, nonché può compiere atti autoritativi per la realizzazione delle attribuzioni affidategli. (Nella fattispecie, è stato ritenuto configurabile il peculato nell'appropriazione compiuta da una guardia, incaricata del trasporto valori da parte di una banca, di somma di danaro affidatole).
Cass. Pen. Sez. VI, sent. n. 650 del 17-05-1993.
Sapiamo tutti come la giurisprudenza sia variabile....
Iscritto il: 21/09/2002, 10:44
Messaggioda Ferrocavallo » 01/05/2015, 22:18
Molti anni fa mentre aspettavo il mio turno per essere sentito per un'omissione di soccorso ebbi modo di assistere all'udienza per violenza contro un ausiliario della sosta. Il PM dopo una dotta disquisizione concluse che l'ausiliario non era un pubblico ufficiale nè un incaricato di pubblico servizio e con l'assenso del giudice mandò tutti a casa.
L'ausiliario non aveva presentato querela ma la notizia di reato era stata trasmessa d'ufficio dal nostro Comando.
Messaggioda FALCO 73 » 02/05/2015, 00:11
Ma questa sentenza conferma la qualifica di PU alla gpg in base alle funzioni che svolge. Proprio come il dipendente Enel....quindi concordi con me e ippo o volevi postare una sentenza di segno opposto
Messaggioda ippocampo2009 » 02/05/2015, 10:14
non tanto....alla fine si è capito che se uno svolge mansioni da incaricato di pubblico servizio per il 99,9% del tempo non può essere un PU. Ma è evidente che il quello 0,1% lo è se compie atti che ricadono nella previsione di legge. Come, ad esempio, capita per il privato che esegue l'arresto.....
altrimenti mi devi spiegare perchè, ad esempio, il capotreno è PU quando verbalizza mentre è un incaricato per il restante tempo mentre l'ausiliario alla sosta può verbalizzare da "semplice" incaricato....
Messaggioda yumino » 02/05/2015, 15:55
Ci sono mansioni come il medico ecc dove come detto il 99% si sa che è un pubblico ufficiale, e mansioni ad esempio gpg che si sa che è un incaricato di pubblico servizio, poi c'è la magistratura e con essa anche un poliziotto può non essere un pubblico ufficiale, oppure l'opposto trasformando anche un semplice impiegato in un ausiliare di polizia giudiziaria, una cosa sono le singole sentenze e gli orientamenti della magistratura, che variano da caso a caso, un altra cosa è quando si parla in modo generico, come ripeto ad esempio il poliziotto sappiamo tutti che è un pubblico ufficiale, ma se poi in una sentenza un giudice decide che non lo è, mica estendiamo tale sentenza a tutti.
Vuoi sapere del capotreno, ti rispondo con una sentenza della cassazione, dove i giudici si sono espressi nella sentenza decretando che gli addetti delle Ferrovie dello Stato, che ora si è trasformata in società per azioni, devono essere considerati a tutti gli effetti dei pubblici ufficiali, in quanto dotati di poteri certificativi e autoritativi. Inoltre svolgono una funzione amministrativa quando contestano i fatti e rilasciano le verbalizzazioni relative ad eventuali infrazioni che rilevano nel settore dei trasporti. Le loro funzioni sono regolate da norme di diritto pubblico.
Per quanto riguarda gli ausiliari della sosta dipendenti di concessionarie ho trovato questo:
Avendo l'art. 17 comma 132 della Legge 127/97 consentito ai Comuni di delegare l'attività di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti di società di gestione, con la finalità precipua di consentire il governo ottimale delle aree medesime, all'ausiliare deve essere necessariamente riconosciuta la qualifica di incaricato di pubblico servizio. Nessun dubbio sussiste perciò sul potere di rilevamento, accertamento e contestazione della violazione da parte di tali soggetti.
Contrariamente a quanto testualmente disposto dall'art. 2700 c.c., è stata quindi ampliata la categoria dei soggetti competenti a redigere atti fidefacenti, forse accogliendo l'interpretazione estensiva della Cassazione penale (sez.V, sent. dell'11 febbraio 1997; sez. II, sent. del 3 dicembre 1990) in merito al reato di falsità in atti pubblici (art. 467 c.p.).
Purtroppo secondo me è la legge che è abbastanza vaga dando spazio a interpretazioni di vario genere, infatti per la legge i pubblici ufficiali sono:
coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa.
Agli stessi effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi
mentre l'incaricato di pubblico servizio:
coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio.
Per pubblico servizio deve intendersi un’attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di questa ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale.
Per non parlare del Dispositivo dell'art. 493 Codice Penale
Le disposizioni degli articoli precedenti sulle falsità commesse da pubblici ufficiali si applicano altresì agli impiegati dello Stato, o di un altro ente pubblico, incaricati di un pubblico servizio, relativamente agli atti che essi redigono nell'esercizio delle loro attribuzioni; Prevedendo quindi che i dipendenti pubblici incaricati di pubblico servizio possono redarre atti nell'esercizio delle attribuzioni conferitegli.
Messaggioda andremor » 02/05/2015, 17:13
Yumino, hai scritto:
"Ci sono mansioni come il medico ecc dove come detto il 99% si sa che è un pubblico ufficiale, e mansioni ad esempio gpg che si sa che è un incaricato di pubblico servizio, poi c'è la magistratura e con essa anche un poliziotto può non essere un pubblico ufficiale..."
Se mi trovi una sentenza del genere, giuro che bacio mia moglie!!!
Messaggioda yumino » 02/05/2015, 18:10
“Per la configurazione del reato di cui all'art. 651 c.p., è necessario che il soggetto il quale richieda
ad altri di fornire le sue generalità, oltre che essere in servizio permanente, eserciti in concreto le
pubbliche funzioni, giacché la nozione di "servizio permanente" è diversa da quella di "esercizio
delle funzioni", implicando essa che il dipendente pubblico può in ogni momento intervenire per
esercitare i propri compiti, ma non che egli in concreto al momento li eserciti. (La Corte di
Cassazione, in applicazione di tale principio, ha annullato con rinvio la sentenza di condanna,
ritenendo necessario che il giudice di merito accerti se il pubblico ufficiale abbia formalmente
contestato una specifica infrazione ed abbia a tal fine richiesto le generalità, senza ottenerle, al
conducente di un veicolo che, a seguito di un errata manovra, aveva intralciato la marcia del
veicolo alla cui guida era lo stesso pubblico dipendente).” (Cassazione penale 17 aprile 2001
n.21730)
Questa va bene....
Messaggioda andremor » 02/05/2015, 18:51
Vabbeh, così non vale...
Da quel che posso capire, in questo caso è logico che la Cassazione dica (se ho ben inteso) che un poliziotto (ancorché mantenga le proprie qualifiche h24) per potere agire nei confronti di un cittadino chiedendogli le generalità, DEVE RENDERSI RICONOSCIBILE.
Se è in abiti civili e non si qualifica rendendosi riconoscibile come pubblico ufficiale, poi non potrà agire come tale, pretendendo che il cittadino risponda di rifiuto di generalità al pubblico ufficiale...
Riprova se vuoi che io mi immoli al sacrificio
Messaggioda FALCO 73 » 02/05/2015, 19:25
Scusa andremor, quello che dici é corretto ma la sentenza postata da yumino, se ho capito bene, non é riferita alla omessa qualificazione del PU come tale ma la mancata contestazione formale dell'illecito amministrativo e relativa richieste di generalità.
Comunque, non é che il poliziotto non sia PU. É che non eserciti, in quel frangente e con quel contesto, tale pubblica funzione....
A maggior ragione propendo per la tesi che la qualifica di PU non é cucita addosso in base a quello che sei ma in base a quello che fai e come lo fai.....volendo estremizzare.....punitemi se ho scritto castronerie
Messaggioda ippocampo2009 » 02/05/2015, 19:29
giusto...quindi, visto che nessuna legge dice cosa sia o non sia, noi ce ne freghiamo della Cassazione e decidiamo noi....lo dico io che è meglio fare di testa propria...
invece gli ausiliari non "contestano i fatti e rilevano le infrazioni"?...e le loro funzioni non sono regolate da "norme di diritto pubblico?...
se lo ripeti non è che cambia qualcosa....
sopra abbiamo visto che il capotreno che verbalizza svolge una funzione amministrativa, l'ausiliario, che verbalizza allo stesso modo, invece svolge una "prestazione di opera meramente materiale"?...
e quindi?...
Messaggioda ippocampo2009 » 02/05/2015, 19:38
la sentenza citata NON parla di un poliziotto che al momento stava esercitando le sue funzioni....
Messaggioda andremor » 02/05/2015, 22:01
Mi pareva di aver inteso che parlasse di quello... e allora pace. Bacerò mia moglie...
Messaggioda urlodellapache » 23/08/2015, 10:19
Rispolvero questo vecchio topic per segnalare ai colleghi delle varie Forze di Polizia (ma anche agli utenti) la recentissima sentenza della Cassazione Penale sez. IV 7 agosto 2015, N. 34318
La frase "Te la farò pagare" pronunciata contro l'ausiliare del traffico, seguita dall'appropriazione del bollettario da parte del conducente sanzionato, integra i reati di minaccia per determinare altrui a commettere un reato, aggravata dalla qualifica di pensona incaricata di un pubblico servizio della persona lesa, e di furto con strappo - Cassazione Penale sez. IV 7 agosto 2015, N. 34318
Messaggioda yumino » 23/08/2015, 10:29
Questo VALE per tutti I PUBBLICI UFFICIALI e non solo per gli AUSILIARI DEL TRAFFICO/DELLA SOSTA
" quale quella di cui di cui all'articolo
337 c.p. e ciò discende dalla considerazione che il vizio di inosservanza o
erronea applicazione della legge penale - quale censura da farsi valere
nell'ambito del giudizio di legittimità - implica per l'appunto la violazione
della norma, ovvero la applicazione della medesima in senso non
conforme alla previsione propria del legislatore; nell'ambito dell' ipotesi
delittuosa suindicata - la condotta, quale elemento costitutivo indefettibile
del reato, si articola nella violenza o minaccia volte, per converso, ad
opporsi al compimento di un atto di ufficio o di servizio del soggetto
passivo, e non anche alla commissione di alcuna fattispecie- di reato; "
Oggi è 20/10/2018, 08:22