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Timestamp: 2019-11-14 12:13:33+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 674', 'art. 674', 'Cass. Sez. ', 'art. 674', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 844', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 674', 'sentenza ', 'art. 674', 'sentenza ', 'art 674', 'art 674', 'art. 674', 'art. 844', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 674', 'art. 674', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 674', 'art. 844', 'art. 844', 'art. 674', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 844', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 674', 'art. 674', 'art. 844', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 217', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 674', 'art. 674', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 674', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 674', 'art. 674', 'art. 844', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 674', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 674', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 844', 'sentenza ', 'art. 844', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 844', 'art. 674', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 674', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 674', 'art. 844', 'art. 674', 'art. 844', 'art. 674', 'art. 674', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 844', 'art. 659', 'art. 40', 'art. 40', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 674', 'art. 844', 'art. 674', 'art. 844', 'art. 674', 'art. 674', 'art. 844']

Inquinamento atmosferico - Aria - Odori molesti - Getto pericoloso di cose - Emissioni di gas, vapori e fumi - Esalazioni maleodoranti - IntegrabilitÃ del reato di cui all'art. 674 cod. pen. - Condizioni - Individuazione. In materia dâ€™inquinamento atmosferico, le esalazioni maleodoranti provenienti da stalle o altri luoghi in cui siano contenuti animali in numero rilevante e promananti da escrementi prodotti dagli animali stessi, possono, integrare il reato di cui all'art. 674 c.p. (cfr. Cass. Sez. 1^, 29 novembre 1995, Viale, m. 203.793; Sez. 1^, 20 ottobre 1993, Sperotto, m. 196.370; Sez. 1^, 20 settembre 1993, Grandoni, m. 197.894; Sez. 1^, 30 settembre 1992, Amoretti, m. 192.175, in un caso di escrementi provenienti da sessanta ovini). Si Ã¨ tuttavia precisato che le esalazioni di "odore" moleste, nauseanti o puzzolenti, in tanto possono configurare il reato di cui all'art. 674 c.p. in quanto presentino un carattere non del tutto momentaneo e siano "intollerabili o almeno idonee a cagionare un fastidio fisico apprezzabile (es. nausea, disgusto) ed abbiano un impatto negativo, anche psichico, sull'esercizio delle normali attivitÃ quotidiane di lavoro e di relazione (es. necessitÃ di tenere le finestre chiuse, difficoltÃ di ricevere ospiti, ecc.)" (Cass. Sez. 3^, 21 dicembre 1994, Rinaldi, m. 201.228). Pres. Papadia U. Est.Franco A. Rel. Franco A. Imp. Giusti. P.M. Galasso A. (Diff.), (Annulla senza rinvio, Trib. Lucca, 17 Giugno 2005). CORTE DI CASSAZIONE Penale, Sez. III, 31/01/2006 (Cc. 01/12/2005), Sentenza n. 3678 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso).
Inquinamento atmosferico - Emissioni provenienti da una attivitÃ regolarmente autorizzata - Inferiori ai limiti previsti dalle leggi - Disciplina applicabile - Art. 674 c.p. - Art. 844 c.c.. Secondo la piÃ¹ recente giurisprudenza di questa Suprema Corte, non Ã¨ configurabile il reato di cui alla seconda parte dell'art. 674 c.p. (emissione di gas, vapori e fumi atti a molestare le persone), nel caso in cui le emissioni provengano da una attivitÃ regolarmente autorizzata e siano inferiori ai limiti previsti dalle leggi in materia di inquinamento atmosferico, atteso che la espressione "nei casi non consentiti dalla legge" costituisce una precisa indicazione della necessitÃ che l'emissione avvenga in violazione delle norme di settore, il cui rispetto integra una presunzione di legittimitÃ , mentre sarÃ applicabile la sola norma civilistica di cui all'art. 844 c.c. qualora le emissioni, pur essendo contenute nei limiti di legge, abbiano arrecato o arrechino concretamente disturbo alle persone superando la normale tollerabilitÃ (Cass. Sez. 3^, 23 gennaio 2004, Pannone, m. 228.010; Sez. 1^, 16 giugno 2000, Meo, m. 216.621). Pres. Papadia U. Est.Franco A. Rel. Franco A. Imp. Giusti. P.M. Galasso A. (Diff.), (Annulla senza rinvio, Trib. Lucca, 17 Giugno 2005). CORTE DI CASSAZIONE Penale, Sez. III, 31/01/2006 (Cc. 01/12/2005), Sentenza n. 3678 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso)
Inquinamento atmosferico - Emissione di gas, vapori o fumi nei limiti stabiliti dalle leggi sull'inquinamento atmosferico - Emissioni comunque non tollerabili - ConfigurabilitÃ del reato di cui all'art. 674 cod. pen. - Getto pericoloso di cose - Contravvenzioni - Esclusione. Il reato di cui all'art. 674 cod. pen.(getto pericoloso di cose) non Ã¨ configurabile nel caso in cui le emissioni provengano da una attivitÃ regolarmente autorizzata e siano inferiori ai limiti previsti dalle disposizioni in tema di inquinamento atmosferico, atteso che l'espressione "nei casi non consentiti dalla legge" comporta la necessitÃ che le emissioni avvengano in violazione degli "standards" fissati dalle normative di settore. Pres. Vitalone C. Est.: Grillo C. Rel. Grillo C. Imp. Montinaro. P.M. Izzo G. (Parz. Diff.), (Annulla in parte con rinvio, Trib. Lecce, 9 Dicembre 2003). CORTE DI CASSAZIONE Penale Sez. III, 10/03/2005 (Ud.10/02/2005), Sentenza n. 9503 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso).
Inquinamento atmosferico - Emissioni nell'atmosfera - Nozione - CapacitÃ offensiva - Concetto di "molestia" - Giurisprudenza. In tema di emissioni nell'atmosfera, Ã¨ stata ritenuta la loro capacitÃ offensiva, in considerazione della indubbia idoneitÃ di tali emissioni ad arrecare molestia alle persone, dovendosi fare rientrare nel concetto di "molestia" tutte le situazioni di fastidio, disagio, disturbo e comunque di "turbamento della tranquillitÃ e della quiete", che producono "un impatto negativo, anche psichico, sull'esercizio delle normali attivitÃ quotidiane di lavoro e di relazione" (vedi Cass.: Sez. 1^, 4.2.1994, n. 1293, Sperotto ed altro; Sez. 3^, 24.1.1995, n. 771, Rinaldi; Sez. 1^, 22.1.1996, n. 678, P.M. in proc. Viale). In tale prospettiva Ã¨ stato affermato che puÃ² costituire "molestia" anche il semplice arrecare alle persone preoccupazione ed allarmi generalizzati circa eventuali danni alla loro salute per l'esposizione ad emissioni atmosferiche inquinanti (Cass., Sez. 3^: 7 4.1994, n. 6598, Gastaldi; 12.5.2003, n. 20755, Di Grado ed altri). Deve ricordarsi, inoltre, in proposito, che la contravvenzione di cui all'art. 674 cod. pen. costituisce reato di pericolo, per cui non Ã¨ necessario che sia determinato un effettivo nocumento alle persone, essendo sufficiente l'attitudine concreta delle emissioni ad offenderle o molestarle nel senso sopra indicato (vedi Cass., Sez. 1^: 15.11.1993, n. 10336, Grandoni; 17.12.1994, n. 12428, Montini; 4.12.1995, n. 11868, Balestra ed altro; 21.1.1998, n. 739, P.M. in proc. Tilli; 14.1.2000, n. 407, Samengo; nonchÃ© Cass., Sez. 3^, 21.3.1998, n. 3531, Terrile). Presidente: Vitalone C. Estensore: Fiale A. Relatore: Fiale A. Imputato: P.M. in proc. Providenti ed altri. P.M. Iacoviello FM. (Conf.) (Rigetta, Trib. Messina, 8 Ottobre 2002). CORTE DI CASSAZIONE Penale Sez. III, del 29/09/2004, (Ud. 18/06/2004), Sentenza n. 38297 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso).
Inquinamento (atmosferico, idrico, elettromagnetico) - Concorso tra l'art 674 cod. pen. e le norme speciali in materia ambientale - ConfigurabilitÃ - Interpretazioni giurisprudenziali - "Molestia" dell'emissione - Art. 844 cod. civ. - Criteri civilistici - Obbligo di ricorrere alla "migliore tecnologia disponibile". Sussiste la possibilitÃ del concorso tra l'art 674 cod. pen. e le norme speciali in materia ambientale con riferimento all'inquinamento atmosferico (vedi Cass.: Sez. 3^, 7.4.1994, n. 6598, Gastaldi; Sez. 1^, 31.8.1994, n. 9357, Turino), allâ€™inquinamento idrico (Cass.: Sez. 1^, 10.11.1998, n. 13278, Mangione; Sez. 3^, 7.10.2003, n. 37945, Graziani) e all'inquinamento elettromagnetico (Cass., Sez. 1^: 12.3.2002, n. 10475, Fantasia ed altri; 14.6.2002, n. 23066, Rinaldi) e, anche in considerazione di tale asserita concorsualitÃ , particolare attenzione, nell'interpretazione dell'art. 674 cod. pen., ha riservato all'inciso "nei casi non consentiti dalla legge". In relazione a detto inciso, si era formato un orientamento giurisprudenziale, largamente prevalente si ricordino, tra le molte decisioni, Cass.: Sez. 1^, 17.11.1993, n. 781, Scionti; Sez. 3^, 7.4.1994, n. 6598, Roz Gastaldi; Sez. 1^, 6.11.1995, n. 11984, Guarnero; Sez. 1^, 27.1.1996, n. 863, Celeghin; Sez. 1^, 11.4.1997, n. 3919, Sartor; Sez. 1^, 21.1.1998, a 739, Tilli; Sez. 3^, 1.10.1999, n. 11295, Zompa ed altro; Sez. 1^, 24.11.1999, n. 12497, De Gennaro nel senso che rientra pacificamente nei "casi non consentiti dalla legge" il superamento della soglia delle emissioni fissata dalla normativa di settore, ma che - anche nei casi di attivitÃ esercitata previo regolare rilascio dell'autorizzazione amministrativa e nel rispetto dei limiti tabellari fissati dalla normativa speciale - la contravvenzione Ã¨ pur sempre configurabile alla stregua dei criteri civilistici, in quanto la "molestia" dell'emissione non Ã¨ esclusa per il solo fatto che essa sia inferiore ai limiti massimi di tolleranza specificamente fissati dalla legge. In tale prospettiva, la "normale tollerabilitÃ " viene riferita anche ai parametri di cui all'art. 844 cod. civ., essendo l'agente tenuto al rispetto non soltanto dei limiti fissati dalle tabelle della normativa speciale di settore ma anche della legge in generale e, quindi, delle prescrizioni del codice civile, con il conseguente obbligo di ricorrere alla "migliore tecnologia disponibile" per contenere al massimo possibile le emissioni inquinanti, al fine della tutela della salute umana e dell'ambiente quali valori costituzionalmente garantiti. Un diverso indirizzo interpretativo (giÃ isolatamente enunciato da Cass., Sez. 3^, 26.8.1985, n. 7765, Diliberto) si Ã¨ formato, invece, a partire dalla sentenza 7.7.2000, n. 8094, rie. Meo, della I Sezione Corte Cass. (concernente l'emissione di fumo dagli impianti di un oleificio), con la quale Ã¨ stato affermato il principio che, nella formulazione dell'art. 674 cod. pen., l'espressione "nei casi non consentiti dalla legge" si collega alla necessitÃ che l'emissione (di gas, vapori o fumi) atta a molestare le persone avvenga in violazione delle norme che regolano l'inquinamento atmosferico. Ne consegue che, ai fini dell'affermazione di responsabilitÃ in ordine al reato previsto dall'art. 674 cod. pen., non basta che le emissioni siano astrattamente idonee ad arrecare fastidio, ma "Ã¨ indispensabile la puntuale e specifica dimostrazione che esse superino gli standards fissati dalla legge". Nel campo dell'illecito penale, dunque, si riscontra una sorta di presunzione di legittimitÃ per quelle emissioni che non superino le soglie fissate dalle leggi speciali. Tali conclusioni sono state ribadite da Cass., Sez. 3^, 3.3.2004, n. 9757, Pannone, per emissioni provenienti da cava di estrazione di pietra calcarea e da Cass., Sez. 1^: 12.3.2002, n. 15717, Pagano ed altri; 14.6.2002, n. 23066, Rinaldi, in relazione ad emissioni di onde elettromagnetiche. SicchÃ©, quando esistono precisi limiti tabellari fissati dalla legge, non possono ritenersi "non consentite" le emissioni che abbiano, in concreto, le caratteristiche qualitative e quantitative giÃ valutate ed ammesse dal legislatore; nei casi, invece, in cui non esiste una predeterminazione normativa, spetterÃ al giudice penale la valutazione della tollerabilitÃ consentita, ma pur sempre con riferimento ai principi ispiranti le specifiche leggi di settore. In ogni caso, comunque, affinchÃ© possa configurarsi il reato di cui all'art. 674 cod. pen., non basta che le immissioni in atmosfera superino i limiti eventualmente fissati dalla normativa speciale, ma occorre anche che esse abbiano carattere effettivamente molesto, nel senso dianzi delineato (vedi Cass., Sez. 1^: 13.1.2003, n. 760, Tringali; 7.7.2000, n. 8094, Meo). Presidente: Vitalone C. Estensore: Fiale A. Relatore: Fiale A. Imputato: P.M. in proc. Providenti ed altri. P.M. Iacoviello FM. (Conf.) (Rigetta, Trib. Messina, 8 Ottobre 2002). CORTE DI CASSAZIONE Penale Sez. III, del 29/09/2004, (Ud. 18/06/2004), Sentenza n. 38297 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso)
Inquinamento atmosferico - Emissioni di gas, vapori o fumi rilevanti ai sensi dellâ€™art. 674 c.p. - Superamento della normale tollerabilitÃ - Art. 844 c.c. - Propagazioni derivanti dal fondo del vicino - Tutela civilistica e penale contro le immissioni intollerabili. In tema dâ€™inquinamento atmosferico, i â€œcasi non consentiti dalla leggeâ€� di emissioni di gas, vapori o fumi rilevanti ai sensi dellâ€™art. 674 c.p. possono essere quelli di qualunque genere che â€œsuperano la normale tollerabilitÃ â€�, evincibili, a contrario, dal disposto c.p., dellâ€™art. 844 c.c. secondo cui â€œil proprietario di un fondo non puÃ² impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino se non superano la normale tollerabilitÃ â€�. SicchÃ¨, la tutela civilistica contro le immissioni intollerabili, che compete non solo al proprietario del fondo contiguo ma alla generalitÃ dei cittadini potenzialmente danneggiati (â€œavendo il principio dettato dallâ€™art. 844 c.c. evidente portata generaleâ€�), non solo non esclude la tutela penalistica di cui allâ€™art. 674 c.p. ma, ponendo uno specifico divieto, ne costituisce presupposto. - PRES MARRONE - EST. COLONNESE - Imp. Trincale - P.G. VIGLIETTA (conferma Tribunale sez. Dist. Milazzo sentenza del 14/07/2003). CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. V, 14 GIUGNO 2004 (ud. 7 maggio 2004), sentenza n. 26649(Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso).
Inquinamento atmosferico - Emissioni molestie â€œsuperiori alla normale tollerabilitÃ â€� - Natura. Le molestie, per essere rilevanti ai fini dellâ€™art. 674 c.p. devono risultare, secondo il disposto dellâ€™art. 844 c.c., â€œsuperiori alla normale tollerabilitÃ â€�. A tal fine Ã¨ necessario verificare se le emissioni rivestono effettivamente un carattere molesto, cioÃ¨ sgradevole o fastidioso e come tale avvertibile da un numero di cittadini. - PRES MARRONE - EST. COLONNESE - Imp. Trincale - P.G. VIGLIETTA (conferma Tribunale sez. Dist. Milazzo sentenza del 14/07/2003). CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. V, 14 GIUGNO 2004 (ud. 7 maggio 2004), sentenza n. 26649(Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso).
Inquinamento atmosferico - Emissioni di gas, vapori o fumi atti a molestare le persone - Assenza del supermento degli â€œstandardsâ€� fissati dalla legge - ConfigurabilitÃ del reato di cui allâ€™art. 674 c.p.- Esclusione - Emissioni contenute nei limiti di legge ma che superando la â€œnormale tollerabilitÃ â€� - Art. 844 c.v.- ApplicabilitÃ . Ai fini della configurabilitÃ del reato previsto dalla seconda parte dellâ€™art. 674 c.p. (emissioni di gas, vapori o fumi atti a molestare le persone), lâ€™espressione â€œnei casi non consentiti dalla leggeâ€� costituisce una precisa indicazione circa la â€œnecessitÃ â€� che tale emissione avvenga in violazione delle norme che regolano lâ€™inquinamento (nella specie D.P.R. n.203/1988). Ne consegue che, poichÃ© la legge contiene una sorta di presunzione di legittimitÃ delle emissioni di fumi, vapori o gas che non superino la soglia fissata dalle leggi speciali in materia, ai fini dellâ€™affermazione di responsabilitÃ per il reato indicato non basta lâ€™affermazione che le emissioni stesse siano astrattamente idonee ad arrecare fastidio, ma Ã¨ indispensabile la puntuale e specifica dimostrazione che esse superino gli â€œstandardsâ€� fissati dalla legge (ne qual caso il reato previsto dallâ€™art. 674 c.p. concorre con quello eventualmente previsto dalla legge speciale), mentre quando, pur essendo le emissioni contenute nei limiti di legge, abbiano arrecato e arrechino concretamente fastidio alle persone, superando la normale tollerabilitÃ , si applicheranno le norme di carattere civilistico contenute nellâ€™art. 844 c.v. (fattispecie concernente lâ€™emmissione di fumo dagli impianti di un oleificio)â€�. (Cass. Sez. I^, 7 luglio 2000, ric. Meo). - PRES. MOCALI - Est. URBAN - IMP. INVERNIZZI ed altri - P.G. VIGLIETTA (annulla Tribunale di Lodi sentenza del 27 marzo 2003). CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. I, 8 GIUGNO 2004 (ud. 20 maggio 2004), sentenza n. 25660
Inquinamento atmosferico - Esalazioni provenienti da un stabilimento - Ordinanza sindacale del fermo dello stabilimento - LegittimitÃ - Esercizio del potere di ordinanza contingibile ed urgente - Sussiste - Apposita disciplina in materia - Preclusione - Esclusione - Art. 50, c. 5, D.L. n.267/2000 (Testo unico sullâ€™ordinamento degli enti locali) - Art. 217 R.D. n. 1265/1934. Lâ€™esistenza di unâ€™apposita disciplina che regoli, in via ordinaria, determinate situazioni non preclude, lâ€™esercizio del potere di ordinanza contingibile ed urgente - nella specie, quello previsto dallâ€™art. 50, comma 5, del D.L. 18 agosto 2000 n. 267 (Testo unico sullâ€™ordinamento degli enti locali) per le ipotesi di emergenze sanitarie e di igiene pubblica, espressamente richiamato nel provvedimento impugnato - quando la necessitÃ di provvedere con efficacia ed immediatezza a tutela del bene pubblico dalla legge indicato sia tanto urgente da non consentire il tempestivo utilizzo dei rimedi ordinari offerti dallâ€™ordinamento. Pres. Elefante - Est. Allegretta - AZIENDA AGRICOLA DEL LAGO s.r.l. (avv.ti Bellinzoni eDella Fontana) c. Comune di Saludecio (avv.ti Santoro e De Cono) (Conferma Tribunale Amministrativo Regionale per lâ€™Emilia Romagna, Bologna, Sezione II, sentenza n. 1116 del 3 dicembre 2001). CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 15 aprile 2004 (Cc 2 dicembre 2003), Sentenza n. 2144 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso)
Inquinamento atmosferico - Eliminazioni delle esalazioni - Esercizio del potere di ordinanze contingibili ed urgenti - Sussiste - Art. 217 R.D. n. 1265/1934. In tema dâ€™inquinamento, non sussiste, la violazione dellâ€™art. 217 R.D. 27 luglio 1934 n. 1265 e dei principi in materia di ordinanze contingibili ed urgenti. Nella specie, il Sindaco, su proposta dellâ€™Agenzia Regionale Prevenzione ed Ambiente, ha disposto legittimamente il fermo dell'attivitÃ produttiva dello stabilimento, fino alla messa a regime delle modifiche strutturali ed impiantistiche indicate nell'ordinanza. Pres. Elefante - Est. Allegretta - AZIENDA AGRICOLA DEL LAGO s.r.l. (avv.ti Bellinzoni eDella Fontana) c. Comune di Saludecio (avv.ti Santoro e De Cono) (Conferma Tribunale Amministrativo Regionale per lâ€™Emilia Romagna, Bologna, Sezione II, sentenza n. 1116 del 3 dicembre 2001). CONSIGLIO DI STATO Sez. V, 15 aprile 2004 (Cc 2 dicembre 2003), Sentenza n. 2144 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso)
Inquinamento atmosferico - Emissioni autorizzate - Odori molesti per le persone - Reato di cui allâ€™art. 674 cod. pen. - ConfigurabilitÃ - Messa in opera dei dispositivi anti-inquinamento - Migliore esperienza e dalla tecnica piÃ¹ avanzata per evitare pericoli o molestie - NecessitÃ . Le emissioni odorifere moleste alle persone integrano il reato di cui allâ€™art. 674 cod. pen. anche quando provengono da unâ€™industria la cui attivitÃ sia stata regolarmente autorizzata. SicchÃ© la sussistenza di regolare autorizzazione amministrativa allâ€™esercizio di unâ€™attivitÃ , come pure lâ€™avvenuta messa in opera dei dispositivi anti-inquinamento previsti dalla legge, non escludono di per sÃ© la configurabilitÃ della contravvenzione di cui allâ€™art. 674 c.p. ove da tale esercizio derivi lâ€™emissione di gas, vapori, fumi atti ad offendere, molestare o imbrattare i vicini, dovendosi tale autorizzazione intendere comunque condizionata ad un esercizio che non superi i limiti della piÃ¹ stretta tollerabilitÃ , con lâ€™adozione cioÃ¨, di tutte le misure che, secondo la particolaritÃ del lavoro, sono imposte dalla migliore esperienza e dalla tecnica piÃ¹ avanzata per evitare pericoli o molestie. (Cass. Sez. I, 6 aprile 1993, Dal Sasso; Sez. I, 21 novembre 1991, Vicario; Sez. I, 23 gennaio 1991, Cremonini; Sez. I, 4 ottobre 1984, Franchi). Pres. PAPADIA - FRANCO - Ric. Parodi - P.M. IZZO - (Rigetta il ricorso avverso Tribunale di Genova del 19/09/2001). CORTE DI CASSAZIONE Sez. III , 8 APRILE 2004 (Ud. 19 febbraio 2004), sentenza n. 16728 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso).
Inquinamento atmosferico - Autorizzazione amministrativa - Esonero dal dovere di adottare tutte le misure atte ad evitare un pregiudizio per la salute pubblica - Esclusione. In tema dâ€™inquinamento atmosferico, lâ€™esistenza dellâ€™autorizzazione amministrativa per lâ€™esercizio di unâ€™attivitÃ industriale Ã¨ sufficiente a rimuovere un limite allâ€™attivitÃ dellâ€™imprenditore, ma non esonera questâ€™ultimo dal dovere di adottare tutte le misure consigliate dallâ€™esperienza e dalla tecnica atte ad evitare un pregiudizio per la salute pubblica. Nella specie, il fatto che lâ€™esercizio di una attivitÃ sia autorizzato non comporta che le modalitÃ siano lasciate alla discrezione dellâ€™operatore economico, il quale non puÃ² invocare il carattere â€œnecessarioâ€� delle emissioni maleodoranti (quale naturale conseguenza dellâ€™attivitÃ autorizzata) e neppure un principio di prevalenza in danno ad altri soggetti in considerazione della localizzazione della localizzazione dellâ€™impianto fuori del centro abitato, in quanto anche le persone che vivono in campagna nei pressi dellâ€™insediamenti produttivi hanno uguale diritto a svolgere il loro lavoro socialmente utile senza danni alla loro salute. (Cass. Sez. III, 21.12.1994, Rinaldi). Pres. PAPADIA - FRANCO - Ric. Parodi - P.M. IZZO - (Rigetta il ricorso avverso Tribunale di Genova del 19/09/2001). CORTE DI CASSAZIONE Sez. III , 8 APRILE 2004 (Ud. 19 febbraio 2004), sentenza n. 16728 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso)
Inquinamento atmosferico - Emissioni di gas, di vapori o di fumo - Esigenza di tutela dellâ€™incolumitÃ pubblica - Art. 674 c.p.. La previsione normativa contenuta nel secondo comma dellâ€™art. 674 c.p. nel punire determinati comportamenti molesti (emissioni di gas, di vapori o di fumo), al di fuori dei casi consentiti dalla legge - tende ad operare un bilanciamento di opposti interessi, consentendo lâ€™esercizio di attivitÃ socialmente utili, purchÃ© ciÃ² avvenga nel rigoroso rispetto dei limiti fissati dalla legge, superati i quali riacquista prevalenza lâ€™esigenza di tutela dellâ€™incolumitÃ pubblica. (Cass. I, 11 aprile 1997, Sartor). Pres. PAPADIA - FRANCO - Ric. Parodi - P.M. IZZO - (Rigetta il ricorso avverso Tribunale di Genova del 19/09/2001). CORTE DI CASSAZIONE Sez. III , 8 APRILE 2004 (Ud. 19 febbraio 2004), sentenza n. 16728 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso).
Inquinamento atmosferico - Configurazione del reato di cui allâ€™art. 674 c.p., 1Â° e 2Â° c. - Fondamento - C.d. presunzione di legittimitÃ delle emissioni di fumi - Onere della prova - Superamento della normale tollerabilitÃ - Art. 844 cod.civ. - D.P.R. n.203/1988. AffinchÃ© possa configurarsi il reato di cui allâ€™art. 674 c.p. nella ipotesi di â€œemissione di gas, di vapori o di fumo atti a molestare le personeâ€� Ã¨ necessaria la dimostrazione, con motivazione adeguata e convincente non della astratta idoneitÃ delle emissioni ad arrecare disturbo, ma essenzialmente della circostanza che le stesse avvengano al di fuori delle prescrizioni fissate dalla legge. In altri termini, si puÃ² affermare che la legge contenga una sorta di presunzione di legittimitÃ delle emissioni di fumi, vapori ecc. che non superino i limiti fissati dalle leggi speciali in materia, per cui non basta lâ€™affermazione che le stesse siano astrattamente idonee ad arrecare fastidio, ma Ã¨ indispensabile la puntuale e specifica dimostrazione che le stesse superino gli â€œstandardâ€� fissati dalla legge, nel caso il reato di cui allâ€™art. 674 c.p., concorrerÃ con quelli previsti dal D.P.R. n.203 del 1988, mentre quando, pur essendo le emissioni contenute nei limiti di legge, abbiano arrecato e arrechino concretamente fastidio alle persone, superando la normale tollerabilitÃ , si applicheranno le norme di carattere civilistico contenute nellâ€™art. 844 cod.civ.. Pres. PAPADIA - FRANCO - Ric. Parodi - P.M. IZZO - (Rigetta il ricorso avverso Tribunale di Genova del 19/09/2001). CORTE DI CASSAZIONE Sez. III , 8 APRILE 2004 (Ud. 19 febbraio 2004), sentenza n. 16728 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso).
Inquinamento atmosferico - Art. 674 c.p., 1Â° c. - Reato di pericolo - Configurazione del reato - Fondamento. Il reato contenuto nellâ€™art. 674 c.p. riferito alla prima ipotesi, cioÃ¨ al getto pericoloso di cose atte ad offendere, Ã¨ reato di pericolo, mentre per la contravvenzione contenuta nella seconda ipotesi, relativa alle emissioni di fumi Ã¨ indispensabile che lâ€™attivitÃ di emissione avvenga al di fuori e contro la regolamentazione vigente in materia. Pres. PAPADIA - FRANCO - Ric. Parodi - P.M. IZZO - (Rigetta il ricorso avverso Tribunale di Genova del 19/09/2001). CORTE DI CASSAZIONE Sez. III , 8 APRILE 2004 (Ud. 19 febbraio 2004), sentenza n. 16728 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso).
Inquinamento atmosferico - Procedure e varie - Art. 674 cod. pen. - Penale responsabilitÃ - Coefficiente di colpevolezza - Falsa rappresentazione degli elementi costitutivi - Condotta colpevole dell'agente - Rapporto di causalitÃ con l'evento - NecessitÃ . In tema di reato di cui all'art. 674 cod. pen. la penale responsabilitÃ dell'imputato non va fondata sulla mera constatazione dell'elemento materiale, ma anche attraverso l'indagine sull'elemento psicologico che pure deve essere presente nella condotta del contravventore in quanto anche nella contravvenzione l'antigiuridicitÃ del comportamento non puÃ² prescindere da un coefficiente di colpevolezza. Ne consegue che, quando l'imputato agisca in virtÃ¹ di un provvedimento amministrativo, che faccia ritenere del tutto lecita la sua condotta, si verifica un evidente errore sul fatto costituente reato, in quanto il suddetto provvedimento, alle cui prescrizioni risulta conforme la conduzione dell'esercizio industriale da parte del suo titolare, ha determinato una falsa rappresentazione dei suoi elementi costitutivi ed in primo luogo di quello di ordine psicologico inerente alla liceitÃ della condotta (Cass., Sez. I, sent, n. 1476 del 14-02-1986, Minghini; e piÃ¹ recentemente, Sez. III, sent. n. 10021 del 30.9.1995, Catarci, che, in fattispecie analoga, ha ribadito che ai fini dell'affermazione della responsabilitÃ penale non e' sufficiente che la condotta dell'agente sia in rapporto di causalitÃ con l'evento, ma e' necessaria anche la sussistenza della colpevolezza della condotta stessÃ )". Pres. PAPADIA - FRANCO - Ric. Parodi - P.M. IZZO - (Rigetta il ricorso avverso Tribunale di Genova del 19/09/2001). CORTE DI CASSAZIONE Sez. III , 8 APRILE 2004 (Ud. 19 febbraio 2004), sentenza n. 16728 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso).
Inquinamento atmosferico - Emissioni di gas, vapori e fumi - Emissioni contenute nei limiti stabiliti dalle leggi sull'inquinamento atmosferico - Emissioni comunque non tollerabili - Art. 674 cod. pen. - Esclusione - Fondamento - Art. 844 cod.civ - Sussiste - Condizioni. Non Ã¨ configurabile il reato di cui all'art. 674 cod. pen. (emissione di gas, vapori e fumi atti a molestare le persone), nel caso le emissioni provengano da una attivitÃ regolarmente autorizzata e siano inferiori ai limiti previsti dalle leggi in materia di inquinamento atmosferico, atteso che la espressione "nei casi non consentiti dalla legge" costituisce una precisa indicazione della necessitÃ che l'emissione avvenga in violazione delle norme di settore, il cui rispetto integra una presunzione di legittimitÃ . (Nell'occasione la Corte ha inoltre affermato che, allorchÃ© le emissioni, pur essendo contenute nei limiti di legge, abbiano arrecato o arrechino concretamente disturbo alle persone superando la normale tollerabilitÃ , si applica la norma civilistica dell'art. 844 cod.civ.). Pres: Papadia U. Est: Grillo C. Imp: P.M. in proc. Pannone. P.M. Iacoviello F. (Conf.) (Rigetta, Trib. riesame Napoli, 27 febbraio 2003). CORTE DI CASSAZIONE Sez. III , 03 marzo 2004 (Cc. 23 gennaio 2004) Sentenza n. 9757 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso)
Inquinamento atmosferico - Il mancato superamento degli standards di legge non esclude la sussistenza del reato - Art. 844 c.c. - Emissioni nell'atmosfera tipologie: gas, vapori, fumo - Dichiarazioni testimoniali - Sufficienti. In tema di d'inquinamento atmosferico, la circostanza del mancato superamento degli standards di legge non esclude la sussistenza del reato, dovendosi far riferimento alla normale tollerabilitÃ delle immissioni, secondo i parametri civilistici (art. 844 c.c.). Il reato Ã¨ ipotizzabile anche sulla base di dichiarazioni testimoniali, giacchÃ© Ã¨ sufficiente l'attitudine delle emissioni a molestare le persone e non Ã¨ richiesto un effettivo nocumento. Pres: Papadia U. Est: Grillo C. Imp: P.M. in proc. Pannone. P.M. Iacoviello F. (Conf.) (Rigetta, Trib. riesame Napoli, 27 febbraio 2003). CORTE DI CASSAZIONE Sez. III , 03 marzo 2004 (Cc. 23 gennaio 2004) Sentenza n. 9757 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso)
Inquinamento atmosferico - Emissioni di gas, vapori, fumo - CapacitÃ offensiva - Concetto - Esposizione a emissioni atmosferiche inquinanti - Danni alla salute - Pericolo. La capacitÃ offensiva delle tre tipologie di emissioni indicate dalla norma (gas, vapori, fumo) "atte ad offendere o imbrattare o molestare persone" va intesa estensivamente anche in riferimento al concetto di molestie, sino a farvi rientrare tutte le situazioni di fastidio, disagio, disturbo e comunque di "turbamento della tranquillitÃ e della quiete delle persone", che producono "un impatto negativo, anche psichico, sull'esercizio delle normali attivitÃ quotidiane di lavoro e di relazione" (tra molte: Cass. Sez. 1^, 4 febbraio 1994, n. 1293, Sperotto ed altro; Cass. Sez. 3^, 24 gennaio 1995, n. 771, Rinaldi; Cass. Sez. 1^, 22 gennaio 1996, n. 678, PM/Viale). Quindi puÃ² costituire molestia anche il semplice arrecare alle persone generalizzata preoccupazione ed allarme circa eventuali danni alla salute da esposizione a emissioni atmosferiche inquinanti (Cass. Sez. Ili, 7 aprile 1994, n. 6598, Gastaldi). Pres: Papadia U. Est: Grillo C. Imp: P.M. in proc. Pannone. P.M. Iacoviello F. (Conf.) (Rigetta, Trib. riesame Napoli, 27 febbraio 2003). CORTE DI CASSAZIONE Sez. III , 03 marzo 2004 (Cc. 23 gennaio 2004) Sentenza n. 9757 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso).
Inquinamento atmosferico - Emissioni eliminabili con opportuni accorgimenti tecnici - Rispetto dei limiti tabellari - Reato ex art. 674 c.p - Sussiste - Emissioni eccedenti i limiti di tollerabilitÃ - Art. 844 cod. civ - Contravvenzione - ConfigurabilitÃ - Fattispecie: responsabilitÃ penale dell'agente in quanto obbligato a ricorrere alla "migliore tecnologia disponibile" per contenere al massimo possibile le emissioni inquinanti. Il superamento della soglia delle emissioni fissata dalla normativa di settore nonostante il regolare rilascio dell'autorizzazione amministrativa all'esercizio di una determinata attivitÃ ed il rispetto dei limiti tabellari non escludono di per sÃ¨ la configurabilitÃ della contravvenzione codicistica, in quanto le discipline antinquinamento non hanno legittimato qualsiasi emissione inferiore ai detti limiti. Pertanto, se l'attivitÃ , benchÃ© autorizzata, produca emissioni eccedenti i limiti di tollerabilitÃ , alla luce dei parametri indicati dall'art. 844 cod. civ., ed eliminabili con opportuni accorgimenti tecnici, Ã¨ configurabile il reato ex art. 674 c.p., in quanto non puÃ² ammettersi (e dunque Ã¨ contra legem) l'esercizio conforme alla regola di un'attivitÃ produttiva implicante la sopportazione di inconvenienti che eccedono i limiti della normale tollerabilitÃ . La legalitÃ "formale" dell'attivitÃ ed il rispetto dei limiti tabellari prefissati non escludono, quindi, tout court la responsabilitÃ penale dell'agente, essendo questi comunque obbligato a ricorrere alla "migliore tecnologia disponibile" per contenere al massimo possibile le emissioni inquinanti, al fine della tutela della salute umana e dell'ambiente, valori costituzionalmente garantiti. (tra le decisioni piÃ¹ recenti: Cass. Sez. 1^, 24 novembre 1999, n. 12497, De Gennaro; Sez. 3^, 1^ ottobre 1999, n. 11295, Zompa ed altro; Cass. Sez. 1^, 21 gennaio 1998, n. 739, PM e Tilli; Sez. 1^, 11 aprile 1997, n. 3919, Sartor; Sez. 1^, 27 gennaio 1996, n. 863, Celeghin; Sez. 1^, 6 novembre 1995, n. 11984, Guarnero; Cass. Sez. 3^, 7 aprile 1994, n. 6598, Roz Gastaldi). Pres: Papadia U. Est: Grillo C. Imp: P.M. in proc. Pannone. P.M. Iacoviello F. (Conf.) (Rigetta, Trib. riesame Napoli, 27 febbraio 2003). CORTE DI CASSAZIONE Sez. III , 03 marzo 2004 (Cc. 23 gennaio 2004) Sentenza n. 9757 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso)
Tutela della salute pubblica - provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumitÃ dei cittadini - competenza - sindaco - condizioni - l'assistenza della forza pubblica - il principio di legalitÃ - la deroga al principio di tipicitÃ dei provvedimenti. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei princÃ¬pi generali dell'ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumitÃ dei cittadini; per l'esecuzione dei relativi ordini puÃ² richiedere al prefetto, ove occorra, l'assistenza della forza pubblica. Questi atti sono emanati in presenza di una situazione di urgenza e necessitÃ , il cui contenuto (come si Ã¨ visto) non Ã¨ predeterminato dalla legge, ma si adegua in concreto ai tratti dell'emergenza sulla quale si vuole intervenire: ciÃ² al fine di consentire all'ordinanza quei margini di elasticitÃ indispensabili per garantirne efficacia ed efficienza. Il principio di legalitÃ , in questi casi, Ã¨ compresso nei limiti massimi concessi dall'ordinamento e la deroga al principio di tipicitÃ dei provvedimenti si traduce nell'indicazione legislativa dei soli caratteri della situazione - di necessitÃ ed urgenza - che costituisce il presupposto della misura adottata. Tribunale Amministrativo Regionale del Friuli - Venezia Giulia, 26 maggio 2003 - sentenza n. 202 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso)
Tutela della salute pubblica - provvedimenti contingibili e urgenti - limiti - garanzie - termine di efficacia del provvedimento - imposizione di misure non definitive e di efficacia temporalmente limitata - esigenze prevedibili e permanenti - illegittimitÃ - contra. L'eccezionalitÃ e la â€œelasticitÃ â€� dei provvedimenti contingibili e urgenti non solo li sottopone a limiti rigorosi, facendone una misura ultimativa, una vera e propria extrema ratio dell'agire amministrativo, ma esige che, in concreto, la loro adozione sia preceduta da tutte le garanzie richieste dall'ordinamento, purchÃ© siano compatibili con i presupposti ed i requisiti dell'atto. Tra i requisiti di validitÃ delle ordinanze contingibili ed urgenti si annovera, secondo insegnamenti pacifici, la fissazione di un termine di efficacia del provvedimento. In piÃ¹ recenti pronunce si Ã¨ affermato, in particolare, che tali ordinanze, oltre al carattere della contingibilitÃ , intesa come urgente necessitÃ di provvedere con efficacia ed immediatezza nei casi di pericolo attuale od imminente, presentano quello della provvisorietÃ , intesa nel duplice senso di imposizione di misure non definitive e di efficacia temporalmente limitata. Di tal che non si ammette che l'ordinanza venga emanata per fronteggiare esigenze prevedibili e permanenti, ovvero per regolare stabilmente una situazione od un assetto di interessi (Cfr., Cons. Stato, IV Sez., 13 dicembre 1999, n. 1844; V Sez. 30 novembre 1996, n. 1448). In altri casi si Ã¨ pure ammesso che le ordinanze di necessitÃ ed urgenza possano produrre effetti non provvisori. Si ritiene che non sia la provvisorietÃ a connotarle, ma la necessaria idoneitÃ delle misure imposte ad eliminare la situazione di pericolo che ne giustifica l'adozione, e che, in definitiva, tali misure possano essere tanto definitive quanto provvisorie, a seconda del tipo di rischio da fronteggiare (Cfr., Cons. Stato, V Sez., 29 luglio 1998, n. 1128). Quest'ultima affermazione non Ã¨ un segnale di incoerenza con i principi generali dapprima esposti, bensÃ¬ la conferma della elasticitÃ che caratterizza necessariamente questi provvedimenti, congegnati dal Legislatore in termini di atipicitÃ proprio allo scopo di renderli adeguati a provvedere al caso di urgenza. In sintesi, la regola Ã¨ quella per cui l'ordinanza deve contenere l'apposizione di un termine, ma tale regola potrebbe anch'essa venir derogata quando, per la peculiaritÃ del caso concreto, la misura urgente presenti l'eccezionale attitudine a produrre conseguenze non provvisorie. Tribunale Amministrativo Regionale del Friuli - Venezia Giulia, 26 maggio 2003 - sentenza n. 202 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso).
Provvedimenti contingibili e urgenti - limiti - esigenze prevedibili e permanenti - illegittimitÃ . L'eccezionalitÃ e la â€œelasticitÃ â€� dei provvedimenti contingibili e urgenti non solo li sottopone a limiti rigorosi, facendone una misura ultimativa, una vera e propria extrema ratio dell'agire amministrativo, ma non si puÃ² ammettere la loro adozione se l'ordinanza venga emanata per fronteggiare esigenze prevedibili e permanenti, ovvero per regolare stabilmente una situazione od un assetto di interessi (Cfr., Cons. Stato, IV Sez., 13 dicembre 1999, n. 1844; V Sez. 30 novembre 1996, n. 1448). Tribunale Amministrativo Regionale del Friuli - Venezia Giulia, 26 maggio 2003 - sentenza n. 202 (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso)
Inquinamento Aria - Getto pericoloso di cose - Molestie - Nozione - Preoccupazione ed allarme per emissioni atmosferiche - Violazione di cui all'art. 674 c.p. - Sussiste. Costituisce molestia e integra il reato di cui allâ€™art. 674 c.p. anche il fatto di arrecare alle persone preoccupazione ed allarme circa eventuali danni alla salute a seguito della esposizione a emissioni atmosferiche inquinanti. (Fattispecie: produzione di una nube maleodorante conseguenza della combustione di sostanze plastiche). Pres. Savignano - Rel. Grillo - P.M. lacoviello (concl. conf.) - Di Grado. CORTE DI CASSAZIONE Penale, Sez. III - Ud. 14 marzo 2003 (dep. 12 maggio 2003), n. 20755,(Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso).
Aria - Immissioni - art. 674 c.p. (Getto pericoloso di cose) - NormalitÃ delle condizioni di vita - definizione. Il bene tutelato dallâ€™art. 674 c.p. Ã¨ quello alla normalitÃ delle condizioni di vita della collettivitÃ o di un certo numero di persone, intendendosi per â€œnormaliâ€� le condizioni di vita non esposte a interferenze sgradevoli o moleste. Pres. FABBRI - Est. PEPINO - P.M. GALASSO - Ric. Tringali CORTE DI CASSAZIONE Penale, Sez. I, 13 gennaio 2003, (ud. 10 dicembre 2002) n. 760
Aria - Immissioni - Art. 674 c.p. e art. 844 c.c - Normale tollerabilitÃ - Definizione - Emissioni inquinanti - Molestie prodotte da fumi - Rischio ambientale. Per essere rilevanti, ai sensi dellâ€™art. 674 c.p., le molestie devono, inoltre, essere, stante il disposto dellâ€™art. 844 c.c., â€œsuperiori alla normale tollerabilitÃ â€�. Ne consegue che ad integrare la contravvenzione in parola non basta il superamento, nelle emissioni considerate, dei limiti di concentrazioni di polveri suscettibili di realizzare una situazione di rischio ambientale, ma occorre che le immissioni abbiano carattere molesto, cioÃ¨ sgradevole o fastidioso, e come tale avvertibile da una quota di cittadini. (Nella specie la centrale elettrica â€œEurogn Spaâ€� utilizzando metalli pesanti miscelati ai combustibili provocava emissioni di gas, fumo ecc.) Pres. FABBRI - Est. PEPINO - P.M. GALASSO - Ric. Tringali CORTE DI CASSAZIONE Penale, Sez. I, 13 gennaio 2003, (ud. 10 dicembre 2002) n. 760
Inquinamento atmosferico - Aria - Getto pericoloso di cose - Reati contro l'incolumitÃ pubblica - Contravvenzioni - Emissioni di gas, vapori o fumi non consentiti dalla legge - Superamento di limiti fissati da norme ambientali di settore - Conseguente automatica configurabilitÃ del reato di cui all'art. 674 c. p. - Esclusione.Ai fini della configurabilitÃ del reato di cui all'art. 674 cod. pen., non basta, nel caso di immissioni di gas, fumi, vapori e simili, che esse superino i limiti eventualmente fissati dalle norme in materia di tutela dell'ambiente, ma occorre anche che abbiano carattere effettivamente molesto, cioÃ¨ avvertibile come sgradevole e fastidioso da una determinata parte della collettivitÃ ; diversamente la condotta in questione puÃ² dare luogo soltanto al diverso ed autonomo reato previsto dalla legge speciale Pres. Fabbri G - Est. Pepino L - Imp. Tringali R - PM. (Diff.) Galasso A. CORTE DI CASSAZIONE Penale Sez. III, del 13/01/2003 (UD.10/12/2002) RV. 223531 sentenza n. 00760
Getto pericoloso di cose - Inquinamento - Emissioni moleste - Natura del reato - Reato a condotta libera - Reato di pericolo concreto - Superamento limiti di legge - NecessitÃ - Limiti di qualitÃ dellâ€™aria - Disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone - Reato a condotta vincolata - Reato commissivo improprio - Clausola di equivalenza - Nozione e ambito di applicazione - Inquinamento da traffico veicolare - Posizione di garanzia del sindaco - Deleghe ai dirigenti - Esclusione della responsabilitÃ per il sindaco - Insussistenza - Reati contravvenzionali - Colpa - NecessitÃ - Natura - PrevedibilitÃ ed evitabilitÃ - DiscrezionalitÃ politica. Il reato di cui allâ€™art. 674 c.p., nella seconda parte relativa alle emissioni, Ã¨ reato di pericolo concreto e a condotta libera, come tale puÃ² essere configurato in termini omissivi. Per la sua realizzazione Ã¨ necessario il superamento dei limiti stabiliti dalla legge in materia di inquinamento atmosferico e solo in assenza di tali limiti puÃ² trovare applicazione il regime di cui allâ€™art. 844 c.c. Il reato di cui allâ€™art. 659 c.p. Ã¨ reato a forma vincolata e, come tale, non puÃ² configurarsi in termini omissivi. La clausola di equivalenza di cui allâ€™art. 40 c.p. non costituisce una norma incriminatrice autonoma e diretta, ma solo una disciplina giuridica del nesso di causale. SicchÃ¨ perchÃ© un reato descritto in forma commissiva, possa, attraverso il filtro dellâ€™art. 40 c.p., proporsi nella forma omissiva, Ã¨ necessario che lâ€™ipotesi base si configuri come reato di evento a condotta libera. Il sindaco, tanto in virtÃ¹ della normativa relativa alla gestione del traffico urbano, quanto in virtÃ¹ della normativa in materia ambientale, quanto, infine, in qualitÃ di ufficiale del Governo cui compete il potere di emanare provvedimenti contingibili ed urgenti a tutela dellâ€™incolumitÃ pubblica, assume una posizione di garanzia con riferimento alla tutela dellâ€™aria-ambiente dalle emissioni inquinanti da traffico urbano. La relativa responsabilitÃ non viene meno in virtÃ¹ delle deleghe conferite ai dirigenti, restando in capo agli organi di direzione politica il compito di vigilare, oltre allâ€™esercizio di alcuni poteri esclusivi. Solo i valori limite di qualitÃ dellâ€™aria (di cui al d.p.c.m. 28/3/83 e d.P.R. 203/88, ora valori limite secondo il d.lv. 351/99) rappresentano limiti massimi invalicabili di concentrazione degli inquinanti, restando i limiti di attenzione o di allarme e gli obiettivi di qualitÃ dellâ€™aria delle soglie di allarme. Anche nei reati contravvenzionali lâ€™affermazione della responsabilitÃ non puÃ² prescindere da un coefficiente di colpevolezza da parametrare sulla prevedibilitÃ ex ante ed evitabilitÃ dellâ€™evento. Non puÃ² ravvisarsi colpa dove lâ€™ordinamento affida alla discrezionalitÃ politica la scelta tra piÃ¹ condotte. Giudice De Marco. TRIBUNALE DI MESSINA in composizione monocratica sezione II, 08/10/2002, Sentenza n. 2175 (confermata in Cassazione con provvedimento del 18.06.2004 depositata 29.09.2004 Relatore Fiale). (Richiedi gratuitamente la sentenza per esteso).
Reati conto l'incolumitÃ pubblica - Contravvenzioni - Getto pericoloso di cose - Emissione di gas, vapori o fumi nei casi non consentiti dalla legge - Significato dell'espressione "nei casi non consentiti dalla legge. Ai fini della configurabilitÃ del reato previsto dalla seconda parte dell'art. 674 cod. pen. (emissione di gas, vapori o fumi atti a molestare le persone), l'espressione "nei casi non consentiti dalla legge" costituisce una precisa indicazione circa la necessitÃ che tale emissione avvenga in violazione delle norme che regolano l'inquinamento atmosferico (nella specie, del D.P.R. n. 203 del 1988). Ne consegue che, poichÃ¨ il codice contiene una sorta di presunzione di legittimitÃ delle emissioni di fumi, vapori o gas che non superino la soglia fissata dalle leggi speciali in materia, ai fini dell'affermazione di responsabilitÃ per il reato indicato non basta l'affermazione che le emissioni stesse siano astrattamente idonee ad arrecare fastidio, ma Ã¨ indispensabile la puntuale e specifica dimostrazione che esse superino gli standards fissati dalla legge (nel quale caso il reato previsto dall'art. 674 cod. pen. concorre con quello eventualmente previsto dalla legge speciale), mentre quando, pur essendo le emissioni contenute nei limiti di legge, abbiano arrecato e arrechino concretamente fastidio alle persone, superando la normale tollerabilitÃ , si applicheranno le norme di carattere civilistico contenute nell'art. 844 cod. civ.(Fattispecie concernente l'emissione di fumo dagli impianti di un oleificio). Corte Cass., Sez. I, Sent. n. 697 del 7.7.2000
Inquinamento atmosferico - ConfigurabilitÃ del reato art. 674 c.p. - Emissione di gas, vapori o fumi atti a molestare le persone - Superamento degli "standards" fissati dalla legge - Normale tollerabilitÃ - art. 844 c.c.. Ai fini della configurabilitÃ del reato previsto dalla seconda parte dell'art. 674 c.p. (emissione di gas, vapori o fumi atti a molestare le persone), l'espressione "nei casi non consentiti dalla legge" costituisce una precisa indicazione circa la necessitÃ che tale emissione avvenga in violazione delle norme che regolano l'inquinamento atmosferico (nella specie, del d.P.R. n. 203 del 1988). Ne consegue che, poichÃ© la legge contiene una sorta di presunzione di legittimitÃ delle emissioni di fumi, vapori o gas che non superino la soglia fissata dalle leggi speciali in materia, ai fini dell'affermazione di responsabilitÃ per il reato indicato non basta l'affermazione che le emissioni stesse siano astrattamente idonee ad arrecare fastidio, ma Ã¨ indispensabile la puntuale e specifica dimostrazione che esse superino gli "standards" fissati dalla legge (nel quale caso il reato previsto dall'art. 674 c.p. concorre con quello eventualmente previsto dalla legge speciale), mentre quando, pur essendo le emissioni contenute nei limiti di legge, abbiano arrecato e arrechino concretamente fastidio alle persone, superando la normale tollerabilitÃ , si applicheranno le norme di carattere civilistico contenute nell'art. 844 c.c. (Fattispecie concernente l'emissione di fumo dagli impianti di un oleificio).Ced - Meo Cassazione penale, sez. I, 16 giugno 2000, n. 8094
Emissioni - accertamento - superamento della normale tollerabilitÃ . In tema di getto o emissioni pericolose, laddove trattandosi di odori manchi la possibilitÃ di accertare obiettivamente, con adeguati strumenti, lâ€™intensitÃ delle emissioni, il giudizio sullâ€™esistenza e sulla non tollerabilitÃ delle emissioni stesse ben puÃ² basarsi sulle dichiarazioni dei testi, soprattutto se si tratta di persone a diretta conoscenza dei fatti, come i vicini, o particolarmente qualificate, come gli agenti di polizia e gli organi di controllo della Usl. Ove risulti lâ€™intollerabilitÃ , non rileva, al fine di escludere lâ€™elemento soggettivo del reato, lâ€™eventuale adozione di tecnologie dirette a limitare le emissioni, essendo evidente che non sono state idonee o sufficienti ad eliminare lâ€™evento che la normativa intende evitare e sanziona. Cass. pen., sez. I, 14 gennaio 2000, n. 407.
Inquinamento atmosferico - definizione - immissioni lesive - risarcimento in forma specifica - alterazione delle normali condizioni ambientali, alterazioni della salubritÃ , pericolo o danno alla salute, alterazione di risorse biologiche ed ecosistemi, compromissione di usi legittimi da parte di terzi. Per aversi inquinamento atmosferico non Ã¨ necessario il pericolo di danno alla salute dell'uomo per la presenza di sostanze inquinanti o tossiche o nocive, ma Ã¨ sufficiente che l'alterazione dell'atmosfera incida negativamente sui beni naturali o anche semplicemente sull'uso di essi Cassazione penale sez. III, 11 dicembre 1991. Il D.P.R. 24 maggio 1988 n. 203 assume un concetto ampio di inquinamento atmosferico con la conseguenza della sottoposizione alla disciplina normativa di tutte le attivitÃ degli impianti destinati alla produzione, al commercio, all'artigianato, ai servizi da cui derivi anche soltanto uno degli effetti contemplati: alterazioni delle normali condizioni ambientali, alterazioni della salubritÃ , pericolo o danno alla salute, alterazione di risorse biologiche ed ecosistemi, compromissione di usi legittimi da parte di terzi. Il, Tribunale Verona il 13 ottobre 1989 ha confermato che, nel caso di immissioni lesive del diritto alla salute ed alla salubritÃ ambientale (nella specie, di sostanze solventi tossiche e di rumori) puÃ² invocarsi, oltre al risarcimento del danno per equivalente, la condanna ad un "facere", quale "species" del risarcimento del danno in forma specifica. Cassazione penale sez. I, 12 aprile 1996, n. 5702