Source: http://www.contabilitalowcost.it/1/2015_regime_dei_minimi_decreto_stabilita_1756469.html
Timestamp: 2020-08-15 01:28:08+00:00
Document Index: 181155391

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 109', 'art. 70', 'art. 61', 'art. 53', 'art. 60', 'art. 164', 'art. 67']

2015 regime dei minimi decreto stabilità | Contabilità Low Cost
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Convenienza da verificare per il nuovo regime forfetario Ddl. di stabilità 2015. Le prime applicazioni indicano per i professionisti un risparmio d’imposta modesto o assente. Non credo si possa parlare di semplificazione e nemmeno di riduzione delle imposte nel nuovo Regime dei Minimi.
Nella relazione illustrativa vengono fornite importanti precisazioni:
il limite di ricavi dell’anno precedente all’ingresso nel regime riguarda i ricavi di cui agli artt. 57 e 85 del Tuir; tra i ricavi, deve, quindi, essere compreso anche il valore normale dei beni destinati al consumo personale o familiare dell’imprenditore da attribuire in conformità alle disposizioni contenute nell'art. 9, comma 3, del Tuir;
Per quanto riguarda le imprese (e quindi non lavoratori autonomi) per l’accesso al regime i ricavi devono essere assunti considerando la competenza economica: si deve tener conto anche delle cessioni o prestazioni eventualmente non ancora fatturate per le quali, però, si sono verificati i presupposti previsti dall’art. 109, comma 2, del Tuir.
Poi una volta entrati nel regime forfetario, gli imprenditori, ai fini della verifica del superamento del limite dei ricavi, dovranno utilizzare il criterio di cassa, in quanto rilevano solo i ricavi che hanno avuto la loro manifestazione numeraria (sul punto sarebbe da chiarire, invece, come si devono comportare gli imprenditori che usufruivano del regime dei minimi, che determinano il reddito 2014 secondo il regime di cassa, e che dal 2015 entrano nel nuovo regime forfetario).
Nel caso di cessazione dell’attività nel corso del 2014 ed inizio di una nuova nel 2015, diversa dalla precedente, comunque rilevano i ricavi di competenza dell’anno precedente a quello di accesso al regime: “in sostanza, i ricavi conseguiti nell’anno solare precedente prescindono, totalmente, dall’attività a cui gli stessi si riferiscono, pertanto la posizione del contribuente va considerata nel suo insieme e non in relazione alla specifica attività svolta”.
Nel caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da diversi codici ATECO, assume rilievo il limite più elevato dei ricavi e compensi relativi ai predetti codici.
Spese per lavoro dipendente e assimilati
Per accedere al regime forfetario i soggetti interessati non devono aver sostenuto spese superiori ad € 5.000 lordi per:
- lavoro accessorio (art. 70 del D.Lgs n. 276/2003);
- lavoro dipendente, collaboratori di cui all'articolo 50, comma 1, lettere c) e c-bis), del Tuir (borse di studio o addestramento professionale), collaboratori assunti secondo la modalità riconducibile a un progetto (art. 61 D.Lgs n. 276/2003);
- somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro (art. 53, co.2, lettera c), del Tuir);
- somme per le spese per prestazioni di lavoro erogate all’imprenditore e ai suoi familiari (art. 60 del Tuir).
Il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell'esercizio non deve superare € 20.000. Pertanto, per coloro che dovranno accedere al nuovo regime forfetario dal 2015 si dovrà verificare che “lo stock” di beni strumentali detenuti alla fine dell’esercizio antecedente a quello di entrata (quindi al 31/12/2014) non sia superiore ad € 20.000; nel calcolo si dovrà comunque tenere in considerazione che:
- per i beni in leasing rileva il costo sostenuto dal concedente;
- per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale dei medesimi determinato ai sensi dell'articolo 9 del Tuir;
- i beni, detenuti in regime di impresa o arte e professione, utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o professione e per l’uso personale o familiare del contribuente, concorrono nella misura del 50%; concorrono sempre nella misura del 50% anche i beni a deducibilità limitata, telefonia e mezzi di trasporto, non dovendo per quest’ultimi essere considerati i limiti di valore ai fini della deducibilità previsti dall’art. 164, comma 1, lett. B), del Tuir.
- beni il cui costo unitario non è superiore ad € 516,46;
- i beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati per l'esercizio dell'impresa, dell'arte o della professione.
Nel recente incontro tenutosi con la stampa specializzata l’agenzia delle entrate ha inoltre chiarito, in merito al calcolo del limite di € 20.000 che:
- non concorrono i beni immateriali;
- il rispetto del limite degli acquisti di beni strumentali va verificato con riferimento al costo sostenuto al netto dell’imposta sul valore aggiunto, anche se non è stato esercitato il diritto di detrazione.
I contribuenti possono accedere al regime forfetario se i redditi conseguiti nell'attività d'impresa, dell'arte o della professione siano prevalenti rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e assimilati, di cui rispettivamente agli artt. 49 e 50 del Tuir (compresi quindi i redditi da pensione).
La verifica di tale prevalenza non e', comunque, rilevante se:
- il rapporto di lavoro è cessato;
- la somma dei redditi d'impresa, dell'arte o professione e di lavoro dipendente o assimilato non eccede l'importo di € 20.000.
A tal fine non rileva la presenza di redditi di lavoro autonomo o d’impresa occasionali ex art. 67, del Tuir, ovvero di redditi derivanti da rapporti di associazione in partecipazione.