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Timestamp: 2018-12-13 13:50:20+00:00
Document Index: 85981478

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 6', 'art.7', 'art.1', 'arte 25']

1 Sezione Toscana e Umbria La Regola dell Arte e le Norme CEI determinare il quadro normativo di riferimento Dott. Ing. Emilio Giovannini Direttore UO Prevenzione Protezione dai Rischi ASL1 di Massa Carrara Consigliere AEIT sezione Toscana e Umbria
2 Bibliografia di riferimento Regione Toscana/GRMI Guida operativa all applicazione del DM 22 gennaio 2008 n. 37 Regione Toscana/GRMI Linee guida per l applicazione del DPR 462/2001 Regione Toscana/ASL10 Strumenti per l applicazione del D.M. 22 gennaio 2008 n. 37 2
3 Norme sulla sicurezza degli impianti Legge 1/3/1968, n. 186: Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici Legge 5/3/1990, n 46: Norme per la sicurezza degli impianti D. M. 22/3/2008 n. 37: [ ] Riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici Solo Edifici e Pertinenze 3
4 Norme a tutela della salute del lavoratore D.lgs. 9/4/2008, n. 81: Testo unico sulla sicurezza e salute sul lavoro Titolo II Luoghi di Lavoro Titolo III Uso delle attrezzature di lavoro (*) e dei dispositivi di protezione individuale Impianti di servizio (utilizzo generale) Impianti tecnologici (attrezzature di lavoro) Capo III - Impianti ed apparecchiature elettriche (*) qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto, inteso come il complesso di macchine, attrezzature e componenti necessari all attuazione di un processo produttivo, destinato ad essere usato durante il lavoro; 4
5 Il quadro normativo attuale In vigore DECRETO 22 gennaio 2008, n. 37: Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attivita' di installazione degli impianti all'interno degli edifici. Inoltre: Pareri del Ministero dello Sviluppo Economico 26/3 e 26/4/08 LEGGE 5 marzo 1990, n.46: Norme per la sicurezza degli impianti limitatamente agli articoli 8 (Finanziamento delle attività di normazione), 14 (Verifiche) e 16 (Sanzioni) DPR 18 aprile 1994, n. 392: Regolamento recante disciplina del procedimento di riconoscimento delle imprese ai fini della installazione, ampliamento e trasformazione degli impianti nel rispetto delle norme di sicurezza. DPR 13 maggio 1998, n. 218: Regolamento recante disposizioni in materia di sicurezza degli impianti alimentati a gas combustibile per uso domestico. DPR 14 dicembre 1999, n. 558: Regolamento recante norme per la semplificazione della disciplina in materia di registro delle imprese, nonché per la semplificazione dei procedimenti relativi alla denuncia di inizio di attività e per la domanda di iscrizione all'albo delle imprese artigiane o al registro delle imprese per particolari categorie di attività soggette alla verifica di determinati requisiti tecnici (numeri dell'allegato 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59). 5
6 Obblighi di legge In base al quadro legislativo precedente: I nuovi impianti sono realizzati da installatori abilitati nel rispetto della regola dell arte. Al termine dei lavori è stata rilasciata la dichiarazione di conformità. I vecchi impianti sono stati adeguati e presentano almeno i requisiti minimi richiesti dalla legge. Se non sono stati necessari lavori, il proprietario ha redatto un atto notorio. 6
7 L ambito di applicazione Art. 1 comma 1 Il presente decreto si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d'uso, collocati all'interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l'impianto e' connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura. Non c è più distinzione tra edifici adibiti ad uso civile e immobili adibiti ad attività produttive, commercio, terziario ed altri usi che si trovava nella Legge 46/90 7
8 Esclusioni Il decreto non si applica agli impianti installati all esterno che non sono al servizio degli edifici Tipico esempio: gli impianti di illuminazione pubblica 8
9 Cantieri edili Gli impianti di cantiere e similari, i quali hanno una fornitura provvisoria di energia elettrica sono esclusi dagli obblighi della redazione del progetto e dell'attestazione di collaudo Resta l obbligo di rilascio della dichiarazione di conformità da parte dell installatore. Le procedure adottate in regime di 46/90 nell ambito dei cantieri edili restano valide 9
10 Realizzazione ed installazione degli impianti Art. 6 comma 1. Le imprese realizzano gli impianti secondo la regola dell'arte, in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi. Gli impianti realizzati in conformità alla vigente normativa e alle norme dell'uni, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell'unione europea o che sono parti contraenti dell'accordo sullo spazio economico europeo, si considerano eseguiti secondo la regola dell'arte. 10
11 DM 22/1/08 n. 37 Come realizzare impianti sicuri Installatore abilitato Allegati Dichiarazione Conformità Progetto Realizzazione impianto Controllo sicurezza e funzionalità committente Professionista abilitato Messa in esercizio impianto 11
12 Requisiti Tecnico Professionali Diploma di laurea in materia tecnica specifica. Diploma o qualifica conseguita al termine di scuola secondaria del secondo ciclo con specializzazione relativa al settore delle attività di cui all'articolo anni inserimento (1 anno per impianti idrici). Titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale + 4 anni inserimento (2 anni per impianti idrici). Prestazione lavorativa svolta, alle dirette dipendenze di una impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione dell'operaio installatore per un periodo non inferiore a 3 anni (vale solo il periodo svolto in qualità di operaio installatore specializzato). 12
13 Il progetto degli impianti Art. 5 c.1 Per l'installazione, la trasformazione e l'ampliamento degli impianti di cui all'articolo 1, comma 2, lettere a), b), c), d), e), g), e' redatto un progetto. Sono esclusi gli impianti della lettera f (ascensori e montacarichi) L articolo 5 c.2 stabilisce limiti dimensionali per determinare se il progetto deve essere redatto da professionista iscritto negli albi professionali oppure dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice. Impianti complessi il progetto redatto professionista iscritto negli albi professionali secondo la specifica competenza tecnica richiesta Impianti semplici il progetto redatto dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice 13
14 Limiti Dimensionali Impianti elettrici utenze non domestiche Impianti di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a), relativi agli immobili adibiti ad attività produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, quando: le utenze sono alimentate a tensione superiore a 1000 V, inclusa la parte in bassa tensione, o quando le utenze sono alimentate in bassa tensione aventi potenza impegnata superiore a 6 kw o qualora la superficie superi i 200 mq; PI > 6kW? BT si no Superficie > 200 mq? no si Tipo di impianto AT/MT Progetto redatto da resp. tecnico Progetto redatto da professionista abilitato 14
15 Il contenuto del progetto I progetti degli impianti sono elaborati secondo la regola dell'arte. I progetti elaborati in conformità alla vigente normativa e alle indicazioni delle guide e alle norme dell'uni, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell'unione europea o che sono parti contraenti dell'accordo sullo spazio economico europeo, si considerano redatti secondo la regola dell'arte. EX Nei luoghi a maggior rischio di incendio e in quelli con pericoli di esplosione, particolare attenzione e' posta nella scelta dei materiali e componenti da utilizzare nel rispetto della specifica normativa tecnica vigente. I progetti contengono almeno: -Gli schemi dell'impianto -I disegni planimetrici -Una relazione tecnica Regola dell'arte e Norme CEI 15
16 La relazione tecnica La relazione tecnica deve contenere informazioni sulla consistenza e sulla tipologia dell'installazione, della trasformazione o dell'ampliamento dell'impianto stesso, con particolare riguardo a: Tipologia e alle caratteristiche dei materiali e componenti da utilizzare Misure di prevenzione e di sicurezza da adottare. In caso di rifacimento parziale degli impianti, deve inoltre essere espressamente indicata la compatibilità tecnica con le condizioni preesistenti dell'impianto. Nota 4 alla dichiarazione di conformità Fa parte del progetto la citazione della Pratica di Prevenzione Incendi (ove richiesta) 16
17 Rifacimento parziale di impianti Art. 7 comma 3 In caso di rifacimento parziale di impianti, il progetto, la dichiarazione di conformità, e l'attestazione di collaudo ove previsto, si riferiscono alla sola parte degli impianti oggetto dell'opera di rifacimento, ma tengono conto della sicurezza e funzionalità dell'intero impianto. Nella dichiarazione di cui al comma 1 e nel progetto di cui all'articolo 5, e' espressamente indicata la compatibilità tecnica con le condizioni preesistenti dell'impianto. Allegati immobile Zona A Rifacimento parziale Dichiarazione Conformità Zona A In pratica si ribadisce il concetto che il nuovo impianto si deve integrare con l esistente e che nel valutare le condizioni di sicurezza e funzionalità si deve tenere in conto non solo del nuovo impianto, ma anche delle parti dell impianto esistente connesse al nuovo impianto. 17
18 Progetto semplificato Nei casi in cui il progetto e' redatto dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice l'elaborato tecnico e' costituito almeno dallo schema dell'impianto da realizzare inteso come descrizione funzionale ed effettiva dell'opera da eseguire eventualmente integrato con la necessaria documentazione tecnica attestante le varianti introdotte in corso d'opera. 18
19 La dichiarazione di conformità Dopo aver realizzato l'impianto conformemente al progetto ed aver controllato l'impianto ai fini della sicurezza e funzionaltà, l'installatore redige la Dichiarazione di conformità Modelli (art. 7) Allegato I, ad uso delle imprese installatrici Allegato II, ad uso degli uffici tecnici interni di imprese non installatrici I modelli sono da completare con gli allegati obbligatori e facoltativi 19
20 DM 37/08 La documentazione IMPIANTO A REGOLA D ARTE Progetto + Varianti Dichiarazione Dichiarazione didiconformità conformità committente 20
21 Cosa dichiara l'installatore? DICHIARA sotto la propria personale responsabilità, che l impianto è stato realizzato in modo conforme alla regola dell arte, secondo quanto previsto dall art. 6, tenuto conto delle condizioni di esercizio e degli usi a cui è destinato l edificio, avendo in particolare: rispettato il progetto redatto ai sensi dell art. 5 da (2).. ; seguito la norma tecnica applicabile all impiego (3)...; installato componenti e materiali adatti al luogo di installazione (artt. 5 e 6); controllato l impianto ai fini della sicurezza e della funzionalità con esito positivo, avendo eseguito le verifiche richieste dalle norme e dalle disposizioni di legge
22 DM 22/1/08 n. 37 Impianti privi di dichiarazione di conformità Professionista abilitato Relazione Dichiarazione di Rispondenza Impianto Complesso committente Impianto Semplice si Sopralluogo, ispezione e prove strumentali Ok? no Responsabile tecnico esperto Lavori di adeguamento 22
23 Uso e manutenzione degli impianti Art. 8 comma 2 Il proprietario dell'impianto adotta le misure necessarie per conservarne le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia, tenendo conto delle istruzioni per l'uso e la manutenzione predisposte dall'impresa installatrice dell'impianto e dai fabbricanti delle apparecchiature installate. 23
24 Testo Unico - Manutenzione Articolo 86 Verifiche e controlli 1. Ferme restando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462, in materia di verifiche periodiche, il datore di lavoro provvede affinché gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini siano periodicamente sottoposti a controllo secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa della sicurezza. vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini 2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, adottato sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono stabilite le modalità ed i criteri per l effettuazione delle verifiche e dei controlli di cui al comma L esito dei controlli di cui al comma 1 è verbalizzato e tenuto a disposizione dell autorità di vigilanza. 24
25 La Regola dell'arte Nelle norme di legge viene più volte ribadito che gli impianti dovranno essere conformi alla DM 37/08 art. 6 regola dell'arte. Legge 46/90 art.7 c.1 Le imprese realizzano gli impianti secondo la regola dell'arte [...] Le imprese realizzano gli impianti secondo la regola dell'arte [...] Legge 186/68 art.1 Tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere realizzati e costruiti a regola d'arte 25
26 La Regola dell'arte Ma cosa si intende con Regola dell'arte? La definizione di una regola dell'arte risale al tempo delle Corporazioni, che disponevano dettagliati regolamenti in genere riguardanti l'utilizzo di determinati materiali, strumenti, procedure e soluzioni realizzative volte a garantire la qualità del prodotto o del servizio finale. (fonte: Wikipedia) Sicurezza Regola dell'arte Qualità Funzionalità 26
27 Quale Regola dell'arte? Per come è stata definita la regola dell'arte è funzione: Del momento storico nel quale viene realizzato ed utilizzato l'impianto Del contesto nel quale viene realizzato l'impianto Italia Regola dell'arte ITA2000 Regola dell'arte ITA2050 USA Regola dell'arte USA2000 Regola dell'arte USA
28 Definire la Regola dell'arte Le norme di legge possono contenere specifici requisiti che devono essere soddisfatti dagli impianti (es. impianti realizzati all'interno di attività normate da regole tecniche dei VVF). Tali requisiti sono cogenti. A queste si aggiungono le CE I Norme Tecniche (CEI e UNI). Le g DM gi DP R UN I Queste sono volontarie 28
29 Sicurezza & Funzionalità Norme di Legge + Norme Tecniche = Si definiscono in questo modo le regole che, una volta rispettate, assicurano che l'impianto sia Sicuro e Funzionale 29
30 Norme Applicabili Quali sono le Norme di Legge e le Norme Tecniche pertinenti? Norme tecniche Norme di legge Pertinenti Pertinenti 30
31 Classificazione È fondamentale in quanto consente di selezionare il quadro normativo di riferimento Dati utili alla classificazione Tipologia di attività Parametri dimensionali Valutazione dei rischi Requisiti funzionali Personale presente Apparecchi/Impianti utilizzatori... 31
32 Classificazione & Valutazione dei rischi Incendio Fulminazione Esplosione n Classificazio Valutazione dei Rischi e... 32
33 Il risultato della classificazione Ambiente a maggio rischio in caso di incendio Ambienti Ordinari Locali con bagni e docce Uffici Spogliatoi Servizi Igienici Magazzino Deposito Solventi Luogo con rischio di esplosione 33
34 La regola dell'arte (ancora!) La Regola dell'arte (RdA) è quindi funzione di: RdA = f(tempo, luogo, classificazione) 34
35 Evoluzione della Regola dell'arte Se la Regola dell'arte si evolve, gli impianti già realizzati sono da considerarsi ancora sicuri e funzionali oppure devono essere adeguati? In linea di principio non sussiste l'obbligo di adeguare gli impianti preesistenti. Questo a meno che l'adeguamento non venga imposto da norme o regolamenti di legge, oppure se la valutazione del rischio non porti a concludere che le misure di protezione non sono più adeguate. 35
36 L'evoluzione La valutazione dei rischi è un documento in continua evoluzione. Nel tempo le procedure per valutare il rischio possono cambiare. È necessario valutare se la classificazione precedente è ancora valida; negli ambienti/attività dove cambia la classificazione sarà necessario verificare se gli impianti installati sono ancora a regola d'arte. 36
37 Le norme CEI Comitato Elettrotecnico Italiano L'attività normativa riguarda numerosi settori tra i quali: Materiali e dei componenti elettrici. Progettazione e costruzione degli impianti elettrici. Esercizio degli impianti elettrici Valutazione del rischio (fulminazione e esplosione) È composto di comitati, ognuno dei quali si occupa di un argomento specifico. La tendenza è quella di avere norme armonizzate a livello europeo. 37
38 Finalità delle norme tecniche Per la progettazione dell impianto elettrico devono essere prese in considerazione le informazioni qui di seguito indicate al fine di assicurare: la protezione delle persone e dei beni in accordo con le prescrizioni della Sezione 131; il corretto funzionamento dell impianto elettrico per l uso previsto. 38
39 Le norme CEI Organizzazione delle norme Sono individuate da numeri (es. norma CEI 64-8, norma CEI EN ). Vi sono norme base (es. CEI 64-8 per gli impianti BT o CEI 99-2 e CEI 99-3 per gli impianti AT) che definiscono le prescrizioni standard per la sicurezza e la funzionalità. Se l impianto è costruito in luoghi dove non vi sono rischi particolari, è sufficiente che sia costruito in conformità alle norme base. Se l impianto è costruito in luoghi dove vi sono rischi specifici (quali, ad esempio, depositi di materiali infiammabili) oltre alle prescrizioni della norma base si applicano prescrizioni dettate da norme specifiche per l ambiente di installazione. 39
40 Le norme CEI Norme Specifiche (Norma CEI 64-8/7) 712 SISTEMI FOTOVOLTAICI SOLARI DI ALIMENTAZIONE 714 IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE SITUATI ALL ESTERNO 715 IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE A BASSISSIMA TENSIONE 717 UNITA MOBILI O TRASPORTABILI 751 AMBIENTI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO D INCENDIO 752 IMPIANTI ELETTRICI NEI LUOGHI DI PUBBLICO SPETTACOLO E DI INTRATTENIMENTO 753 SISTEMI DI RISCALDAMENTO PER PAVIMENTO E SOFFITTO 754 IMPIANTI ELETTRICI IN CARAVAN E CAMPER 40
41 Le norme CEI Ambienti a maggior rischio in caso di incendio Tipo A Ambienti a maggior rischio in caso d incendio per l elevata densità di affollamento o per l elevato tempo di sfollamento in caso di incendio o per l elevato danno ad animali e cose Tipo B Ambienti a maggior rischio in caso d incendio in quanto aventi strutture portanti combustibili Tipo C Ambienti a maggior rischio in caso d'incendio per la presenza di materiale infiammabile o combustibile in lavorazione, convogliamento, manipolazione o deposito di detti materiali (classe richiesta per il compartimento antincendio considerato è pari o superiore a 30 Allegato B) : In generale, in assenza di valutazioni eseguite nel rispetto di quanto indicato in , gli ambienti dove si svolgono le attività elencate nel DPR 151/2011 sono considerati ambienti a maggior rischio in caso di incendio 41
42 Gestione degli impianti Inizio Attività Dichiarazione di Conformità Norme di Legge Istruzioni Installatore Norme CEI/UNI Valutazione dei Rischi Impianto a Regola d'arte Registro dei Controlli Controlli sull'impianto Richiesta Manutenzione Ordinaria? Manutenzione Ordinaria Richiesta Manutenzione Straordinaria? Manutenzione Straordinaria Registro delle Manutenzioni 42
43 Variazioni Classificazione V01 Variazioni Rispetto a V00? SI Definizione Nuova Regola dell'arte Valutazione Conformità alla nuova Regola NO SI Variazione del processo produttivo Variazione della destinazione d'uso dei locali Aggiornamento della valutazione dei rischi... Nessun intervento Conforme? NO Adeguamenti 43
44 Toscana Sezione Toscana e Umbria Grazie (parzialmente) per l attenzione Dott. Ing. Emilio Giovannini 44