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Timestamp: 2020-04-06 18:45:41+00:00
Document Index: 99437825

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 110', 'art. 169', 'art. 181', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 169', 'art. 59', 'art. 118', 'art. 10']

Sent. C. Cass. pen. 11/11/2015, n. 45149 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : GP13726
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Ambiente - Beni culturali - La tutela si estende alle pertinenze.
In materia di tutela dei beni culturali sono oggetto di tutela non solo gli immobili considerati nella loro struttura edilizia, ma anche le cose che, costituendone pert
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1. La Corte di appello di Cagliari, con sentenza del 2/3/2015 ha confermato la decisione con la quale, in data 23/7/2014, il Tribunale di Oristano aveva affermato la responsabilità penale di P.P. e di PI.Ma. per i reati di cui all'art. 110 c.p., D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 169, comma 1, lett. a), e art. 181, per avere, il primo quale direttore dei lavori, ed il secondo quale esecutore dei medesimi, effettuato interventi in difformità dalla prescritta autorizzazione su un bene culturale costituito dall'area archeologica cir
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Occorre osservare, con riferimento al primo motivo di ricorso, che, per quanto è dato rilevare dal ricorso e dalla sentenza impugnata, unici atti ai quali questa Corte ha accesso, il nuraghe nei pressi del quale sono stati eseguiti gli interventi in contestazione rientra tra i beni culturali di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 10, comma 1, il quale individua, tra detti beni culturali, le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.
Tali beni sono sottoposti alle disposizioni del D.Lgs. n. 42 del 2004, fino a quando non sia stata effettuata la verifica dell'interesse culturale di cui all'art. 12, garantendone così la tutela. L'esito positivo della verifica equivale alla dichiarazione di interesse culturale del bene.
Il D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 169, considera quattro diverse condotte costituenti reato e già previste dalla L. n. 1089 del 1939, art. 59, e poi dal D.Lgs. n. 490 del 1999, art. 118. Quella contemplata dal comma 1, lett. a), contestata agli odierni ricorrenti, prende in considerazione la condotta di chiunque, senza autorizzazione demolisca, rimuova, modifichi, restauri ovvero, senza approvazione, esegua opere di qualunque genere sui beni culturali indicati nell'art. 10.
2. I destinatari del precetto vanno quindi individuati non solo nei soggetti proprietari del bene vincolato o negli altri soggetti ad essi equiparabili, ma anche in coloro che, con la propria condotta, anche in concorso con altri, possono materialmente incidere sulla cosa protetta o comunque trasgredire le prescrizioni indicate.
Il reato, considerata la sua natura, è stato collocato tra i reati formali di pericolo presunto e si perfeziona con la sola realizzazione degli interventi non autorizzati, indipendentemente dal pregiudizio arrecato al bene tutelato e dal conseguimento della prescritta autorizzazione in un momento
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