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Timestamp: 2020-08-15 11:15:32+00:00
Document Index: 161882160

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 29', 'art. 337', 'art. 710', 'art. 337', 'sentenza ']

Divorzio via mail e Coronavirus: cos'è davvero cambiato? | ProntoProfessionista.it
Il divorzio via mail come la nuova formula introdotta nei tribunali ai tempi del coronavirus. Ecco come funziona
Negli ultimi mesi, si è sentito parlare del divorzio via mail come la nuova formula ai tempi del coronavirus, la quale prevede un procedimento più snello e rapido nei tribunali. Ma come funziona?
Con la pandemia globale in corso sono state molte le attività che, pur di non bloccarsi insieme al lockdown, hanno provveduto, dove possibile, a trasformarsi da offline in online.
Parole come smart working, smart learning e shopping online hanno, indubbiamente, dominato la scena. Ad aggiungersi a questa lista, verso la fine di aprile, ci ha pensato anche l’inaspettato con il nuovo divorzio via mail.
Dunque, tra le tante soluzioni improvvisate, anche il divorzio e la separazione consensuale hanno visto un cambiamento temporaneo di procedura, passando al digitale.
Con il DL n.18/2020 che impone il distanziamento sociale per contenere il contagio da Covid-19, il Consiglio Nazionale Forense o Cnf ha deciso e approvato nuove linee guida per regolare lo svolgimento dei procedimenti in materia di diritto di famiglia, limitatamente al periodo di emergenza sanitaria.
In generale, si può affermare che il 30 giugno 2020 è la data stabilita come limite entro cui le udienze ordinarie sono state sospese e per il quale si attende lo sblocco per accedere ai tribunali, a beneficio della nuova formula virtuale. Ma cosa s’intende con divorzio via mail? Ecco come il Cnf descrive presupposti e procedura.
Divorzio via mail: i presupposti
Divorzio via mail: le linee guida del Cnf
Divorzio via mail: cambia la formalità, ma non la sostanza
In vista delle nuove procedure previste per il periodo di emergenza sanitaria, il Cnf ha stabilito, nel documento dedicato alle nuove linee guida, dei presupposti per cui il blocco totale delle attività in materia di famiglia non è del tutto ammesso.
Si tratta della convivenza di due principi costituzionali: da un lato l’esigenza di tutela della salute pubblica (art. 32 Cost.) e dall’altro quella della tutela della famiglia (art. 29 e 30 Cost.).
Secondo il Cnf, la famiglia è da intendersi come formazione naturale nella quale si debba proseguire a convivere in armonia, evitandosi ogni forma di costrizione ed in genere di degenerazione dei rapporti, massimamente nel precipuo interesse della prole.
Proprio per perseguire questo diritto e non sospendere i provvedimenti a tutela della famiglia, il Cnf ha aggiunto altre considerazioni sull’importanza delle tempistiche e del presenziare personalmente in tribunale:
“la vita di relazione delle persone nell’ambito dei rapporti endofamiliari non puòre stare sospesa per mesi, sia con riferimento a coloro i quali già abbiano definito il nuovo assetto dei loro rapporti che, a maggior ragione, per coloro i quali non siano stati in grado di definire un accordo e dunque necessitino di provvedimenti che definiscano e risolvano convivenze divenute intollerabili. [..]
Tutti i procedimenti in materia di famiglia sono intrinsecamente connotati da urgenza di provvedere o, quantomeno, di non doversi ulteriormente dilazionare nel tempo e che la modalità che si ritiene debba essere sempre e comunque privilegiata sia quella che concede la possibilità per parti e difensori di presenziare personalmente in tribunale, laddove sia possibile, nel rispetto della tutela della salute e del diritto di difesa.”
Fino alla cessazione della fase di emergenza da Covid-19, il Cnf ha previsto che, per i procedimenti di natura consensuale, è ammesso il deposito esclusivamente telematico di ricorsi per separazione consensuale, divorzio congiunto, ricorso congiunto ex art. 337 bis c.c., ricorso congiunto ex art. 710 c.p.c. e ricorso congiunto ex art. 337 quinques c.c.
Per questi casi, i difensori potranno scegliere di adottare la cosiddetta trattazione scritta; pertanto dovranno trasmettere telematicamente al Presidente, almeno 24 ore prima della c.d. udienza virtuale, una dichiarazione sottoscritta dalle parti, (e loro trasmessa, anche via posta ordinaria o via mail, in quest’ultimo caso scannerizzata) in cui queste ultime dichiarino di:
essere perfettamente a conoscenza delle norme processuali che prevedono la partecipazione all’udienza;
essere stata resa edotta della possibilità di procedere all’alternativa della rinuncia alla presenza fisica e di avervi aderito liberamente e coscientemente;
non volersi conciliare (solo in caso di separazione e divorzio);
confermare le conclusioni rassegnate nel ricorso;
Solo dopo questa manifestazione di volontà, seguirà l’omologa (nel caso di separazione), la sentenza (nel caso di divorzio congiunto) o il decreto collegiale (nelle altre ipotesi), previa trasmissione telematica per il parere al PM.
Le nuove linee guida del Cnf confermano la presenza della mail, ma solo per la trasmissione della dichiarazione sottoscritta delle parti coinvolte; senza escludere la presenza degli avvocati e dell’udienza, anche se virtuali.
In sostanza, si tratta di un temporaneo snellimento della procedura di natura consensuale che, di conseguenza, non prevede la presenza né fisica né virtuale dei due soggetti coinvolti davanti al Presidente.
Sbagliato, quindi, pensare che il nuovo divorzio via mail sia senza udienza, verdetto o non includa la partecipazione di avvocati.
L’utilizzo della mail è solo parte della trattazione scritta per ovviare l'ordinaria formalità della presenza in aula delle parti, confermando le rispettive volontà già esposte nel ricorso redatto dai rispettivi legali, evitando così di doversi spostare.
Si tratta, dunque, di una pura risposta necessaria per velocizzare il processo e che porta a ritenere che, in presenza di accordo, “la comparizione delle parti non sia elemento indefettibile, allorché le parti siano assistite da difensore”.
Certo che, in un futuro, niente vieta la possibilità di testare queste nuove procedure digitalizzate per snellire la massiccia burocrazia presente nei tribunali, soprattutto nei casi in cui vige l’accordo tra le parti.
Questa risposta, infatti, possiede il doppio pregio di aver individuato una soluzione - sorretta da una logica costituzionalmente orientata ineccepibile - che impedirà la completa paralisi del sistema giustizia delle relazioni, quantomeno nelle ipotesi di accordo.
Il nuovo divorzio via mail ai tempi del coronavirus è la nuova formula ideata dal Cnf per salvaguardare i due principi costituzionali della tutela della famiglia e della salute pubblica, solo quando le parti sono in accordo (separazione consensuale, divorzio congiunto e ricorsi congiunti).
La procedura prevede la partecipazione dei legali difensori (avvocati) e l’udienza con il Presidente, anche se nella modalità virtuale.
L’unico atto che può essere inviato con una mail è la dichiarazione sottoscritta dalle parti per ovviare e confermare le volontà già presentate in sede di ricorso dai rispettivi legali. In questo modo, non è necessaria la partecipazioni delle parti all’udienza virtuale.
Per entrare nel merito del divorzio via mail nella situazione specifica, è consigliato rivolgersi ad avvocati professionisti. Richiedi la tua consulenza, la prima è gratuita!