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Timestamp: 2017-10-18 09:27:59+00:00
Document Index: 85349949

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 374']

La corte di cassazione interviene sul diritto di convocazione dell'assemblea. - uiltec Lombardia Milano
By Admin on	 Dec 31, 2016 sentenze
La corte di cassazione è intervenuta in materia di convocazione dell'assemblea sindacale. Poiché sulla questione vi sono stati opposti indirizzi giurisprudenziali, si è chiesto l'intervento della corte di cassazione a sezione unite per poter dirimere modo definitivo la controversia.
La questione giuridica che si pone, così come si legge nella stessa ordinanza della corte di cassazione è la seguente:
"Il tema attiene al riconoscimento del diritto di convocare l’assemblea sindacale di cui all’art. 20 della legge n. 300 del 1970, oltre che alle RSU come organo collegiale, anche ai singoli membri di tale organo. La questione rileva nella causa di cui si tratta, poiché, nella fattispecie, l’organo che ha richiesto l’assemblea - la FIOM CGL - è un componente della RSU aziendale e la richiesta è stata disattesa dalla Alenia sul presupposto che la stessa non fosse stata correttamente proposta, in quanto proveniente da una sola componente dell’Organismo sindacale dell’azienda e non dal medesimo nella sua composizione unitaria.
Al riguardo, la Suprema Corte, con sentenza n. 2855 del 2002 ha affermato la natura di organo collegiale della RSU chiamata a deliberare a maggioranza, e in piena autonomia, sulle scelte di politica sindacale e di esercizio dei relativi diritti nell’ambito dell’unità produttiva, negando che la singola componente della RSU possa esercitare autonomamente il potere di indire l’assemblea. Secondo altro orientamento, espresso da Cass. n. 1895 del 2005, in tema di rappresentatività sindacale, l’autonomia contrattuale collettiva può prevedere organismi di rappresentanza (quali le RSU di cui all’accordo interconfederale del dicembre 1993) diversi rispetto alle rappresentanze sindacali aziendali di cui all’art. 19 della legge n. 300 del 1970 e, alle prime, può assegnare prerogative sindacali (quali il diritto di indire l’assemblea sindacale ) non necessariamente identiche a quelle delle RSA, con il limite, previsto dall’art. 17 della citata legge n. 300, del divieto di riconoscere ad un sindacato una ingiustificata posizione differenziata che lo collochi quale interlocutore privilegiato del datore di lavoro.
Secondo Cass. n. 2109 del 2009 (conforme Cass. n. 16492/2009), l’Accordo interconfederale prevede il subentro dei singoli componenti della RSU n<i diritti e nelle prerogative che lo Statuto dei Lavoratori riconosce non alle RSA, ma ai loro dirigenti come singole persone. E tra questi non rientra la titolarità di indire l’assemblea che la disposizione appena menzionata incardina in capo alle RSA nella loro collegialità.
L’orientamento successivamente espresso dalla Corte di legittimità con la pronunzia n. 15437 del 2014 è nel senso di attribuire, tra le prerogative sindacali degli organismi di rappresentatività sindacale, il diritto di indire assemblee, di cui all’art. 20 della legge n. 300 del 1970, non solo alla RSU considerata collegialmente, ma anche a ciascun componente della RSU, purché questi sia stato eletto nelle liste di un sindacato che, nell’azienda di riferimento, sia, di fatto, dotato di rappresentatività, ai sensi delfart. 19 della legge n. 300 citata, quale risultante a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013. Per tali ragioni, avuto riguardo all’avvenuta decisione “in senso difforme” da parte dei diversi Collegi della Sezione lavoro di controversie del tutto analoghe a quella in esame, a norma dell’art. 374, secondo comma, prima parte, del codice di rito, si ritiene di dovere rimettere il ricorso al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della Corte.".
Adesso dobbiamo aspettare la pronubcua a sezione unite per evitare il conflitto di giudicati che si è determinato nel tratatre la stessa questione giuridica.