Source: http://www.professionisti.it/enciclopedia/voce/626/Incesto
Timestamp: 2020-01-22 05:42:35+00:00
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Incesto: definizione in Enciclopedia
Incesto: definizione
L'incesto viene commesso nel momento in cui si è protagonisti di un rapporto sessuale con una persona con cui c'è un vincolo di affinità, di parentela o di consanguineità. L'articolo 564 del Codice Penale prevede una pena da uno a cinque anni di reclusione per chi commetta incesto con un affine in linea retta, con un ascendente, con un discendente, con un fratello o con una sorella in modo che ne derivi pubblico scandalo. Se, invece, si è in presenza di una relazione incestuosa, la pene sale da un minimo di due a un massimo di otto anni di reclusione.
Quali sono le ripercussioni a livello familiare (sempre dal punto di vista giuridico)?
Se la condanna per l'incesto viene pronunciata contro il genitore, ciò implica la perdita della tutela legale o della potestà; se, invece, viene pronunciata contro un coniuge, l'altro coniuge ha il diritto di chiedere il divorzio. Può essere chiesto il divorzio anche nel caso in cui il procedimento penale per il delitto di incesto arrivi a conclusione con una sentenza di assoluzione o di proscioglimento che dichiari il fatto non punibile per assenza di pubblico scandalo con sentenza di condanna passata in giudicato.
1. Che differenza c'è tra incesto e violenza carnale?
L'incesto non ha niente a che fare con la violenza carnale e viceversa: ciò non toglie, ovviamente, che i due reati possano concorrere. In effetti, l'incesto non presuppone un atto di congiunzione carnale violento, e anzi la congiunzione può essere totalmente consenziente.
2. Che cosa si intende quando si parla di pubblico scandalo?
Come si è visto, per la perfezione del reato di incesto si richiede il pubblico scandalo: si tratta di un senso di profondo disgusto e turbamento che si diffonde in un certo numero di persone e che si traduce in una reazione morale conseguente dovuta al cattivo esempio prodotto. Secondo quanto indicato dalla sentenza n. 1121 del 1967 della Cassazione, il pubblico scandalo è da ritenersi un effetto tanto costante per l'esperienza generale che non richiede una dimostrazione specifica perché la sua esistenza possa essere dimostrata. L'articolo 564 del Codice Penale ha lo scopo - sempre secondo la sentenza degli ermellini, che però è vecchia di quasi mezzo secolo e quindi risente della mentalità dell'epoca, pre-sessantottina - di tutelare la moralità della famiglia, dal punto di vista sessuale e non solo. La formulazione della norma letterale presuppone un oggettivo nesso di causalità tra il modo in cui gli incestuosi si comportano e il pubblico scandalo: ma non è necessario che il comportamento in questione sia manifestato in pubblico. Insomma, il vincolo causale non viene meno anche se l'azione (la Cassazione parla di "obbrobrioso contegno") si svolge in un ambiente domestico, sempre che si verifichino delle circostanze per cui la "tresca" (così viene definita) sia portata alla facile divulgazione e venga conosciuta al di fuori dell'ambito familiare. Un altro riferimento per conoscere e approfondire il concetto di pubblico scandalo può essere individuato nella sentenza n. 1076 del 1966 della Cassazione: anche in questo caso, una sentenza vecchia di 50 anni che parla di pubblico scandalo come di una condizione non dipendente dalla volontà dei colpevoli ma obiettiva: la volontarietà riguarda solo le modalità con le quali l'incesto è stato commesso, e quindi l'incauto comportamento dei protagonisti del fatto, divenuto evidente e palese.