Source: https://www.fallimenti.it/notizie/disciplina-fallimentare-al-piccolo-imprenditore
Timestamp: 2019-11-23 00:20:35+00:00
Document Index: 27942773

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 2083', 'art. 1', 'art. 2083', 'art. 2221', 'art. 1']

Disciplina fallimentare al piccolo imprenditore - Notizie Fallimenti.it
> Disciplina fallimentare al piccolo imprenditore - 07/04/2013
Disciplina fallimentare al piccolo imprenditore
Come si applica la disciplina fallimentare al piccolo imprenditore? Cassazione civile , sez. I, sentenza 28.05.2010 n° 13086
Spesso si è discusso circa l’applicazione della disciplina fallimentare al piccolo imprenditore. La sentenza in esame ha chiarito alcuni dubbi.
Il giudice chiarisce come le nuove disposizioni, dato il regime transitorio ex art. 22 Dlgs 169/2007, andavano applicate anche alle procedure fallimentari pendenti, in fase istruttoria, in data 1 gennaio 2008.
Inoltre, riprendendo l’art. 1 co. 2 l.f. così come modificato dal decreto n. 169/2007, si prevede che non sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori di cui al comma 1, i quali esercitino attività commerciale, esclusi gli enti pubblici, i quali dimostrino il possesso congiunto dei requisiti indicati riguardanti i limiti dimensionali dell’impresa.
E’ chiaro come la disposizione abbia preferito il criterio quantitativo rispetto a quello per categorie, andando a risolvere finalmente una querelle che da lungo tempo attanagliava giurisprudenza e dottrina.
La società commerciale, per sua stessa definizione non può qualificarsi piccolo imprenditore ai sensi dell’art. 2083 c.c.; può essere esente dal fallimento se non raggiunge i parametri dimensionali indicati nell’art. 1. Inoltre, in senso inverso, l’imprenditore individuale che esercita l’attività commerciale nelle condizioni ex art. 2083 c.c., potrebbe non godere di tale condizione, che pur ha efficacia scriminante secondo il disposto dell’art. 2221 c.c. in quanto sarebbe comunque dichiarato fallito qualora non dimostri di non aver superato i limiti dimensionali previsti.
Per quanto concerne l’onere della prova, è l’imprenditore a dover dimostrare di non aver superato le soglie previste dall’art. 1 l.f. ed essere, quindi, esente dal fallimento. I creditori possono, dal canto loro, dimostrare la natura di imprenditore della controparte.