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Timestamp: 2018-10-17 02:47:33+00:00
Document Index: 87317559

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.  1', 'art. 1', 'art. 5', 'art.  136', 'art. 118', 'art. 3', 'art.  1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art.  1', 'art.  14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 10', 'art.\n1', 'art. 3', 'art. 14', 'art.  3', 'art.\n1', 'art. 14', 'art.\n1', 'art. 5', 'art.\n14', 'art.  3', 'art.\n14', 'art.  3', 'art.\n1', 'art. 1', 'art.  3', 'art.  14', 'art. 3', 'art. 107', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 14']

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 giugno 2010 | Chimici.info
ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 giugno 2010
ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 giugno 2010 - Ulteriori interventi urgenti diretti a fronteggiare gli eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009. (Ordinanza n. 3881). (10A07678) (GU n. 142 del 21-6-2010 )
Ulteriori  interventi  urgenti  diretti  a  fronteggiare  gli  eventi
sismici verificatisi nella regione Abruzzo il giorno 6  aprile  2009.
(Ordinanza n. 3881). (10A07678)
ai sensi dell’art. 3, comma 1, del decreto-legge 4 novembre 2002,  n.
245, convertito,  con  modificazioni,  dall’art.  1  della  legge  27
dicembre 2002, n. 286 del 6  aprile  2009  recante  la  dichiarazione
dell’eccezionale rischio di compromissione degli interessi primari  a
causa  degli  eventi  sismici  che  hanno  interessato  la  provincia
dell’Aquila ed altri comuni della regione Abruzzo il giorno 6  aprile
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri  del  6
aprile 2009 recante  la  dichiarazione  dello  stato  d’emergenza  in
Viste le ordinanze del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  n.
3753 del 6 aprile 2009, n. 3754 del 9 aprile 2009,  n.  3755  del  15
aprile 2009, n. 3757 del 21 aprile 2009, n. 3758 del 28 aprile  2009,
maggio 2009, n. 3766 dell’8 maggio 2009, n. 3769 del 15 maggio  2009,
n. 3771 e n. 3772 del 20 maggio 2009, n. 3778, n. 3779 e n. 3780  del
6 giugno 2009, n. 3781 e n. 3782 del 17 giugno 2009, n. 3784  del  25
giugno 2009; n. 3789 e n. 3790 del 9 luglio  2009,  n.  3797  del  30
luglio 2009, n. 3803 del 15 agosto 2009,  n.  3805  del  3  settembre
2009, n. 3806 del 14 settembre 2009, n. 3808 del 15  settembre  2009,
n. 3810 del 21 settembre 2009, n. 3811 del 22 settembre 2009, n. 3813
del 29 settembre 2009, n. 3814 del 2 ottobre 2009,  n.  3817  del  16
ottobre 2009, n. 3820 del 12 novembre 2009, n. 3826 e n. 3827 del  27
novembre 2009, n. 3832 e n. 3833 del 22 dicembre 2009, n. 3837 del 30
dicembre 2009, n. 3843 del 19 gennaio 2010, n. 3845  del  29  gennaio
2010, n. 3857 del 10 marzo 2010, n. 3859 del 12 marzo 2010,  n.  3866
del 16 aprile 2010, n. 3870 del 21 aprile 2010 e 3877 del  12  maggio
Visto l’art. 1, comma 1, del decreto-legge 28 aprile 2009,  n.  39,
cui si dispone che i provvedimenti ivi  previsti  sono  adottati  con
ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri emanata ai  sensi
dell’art. 5, comma 2, della  legge  24  febbraio  1992,  n.  225,  di
concerto con il Ministro dell’economia e  delle  finanze  per  quanto
Visto il decreto-legge 30 dicembre 2009, n.  195,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  26  febbraio  2010,  n.   26,   recante
disposizioni urgenti per la cessazione dello stato  di  emergenza  in
materia di rifiuti nella regione Campania,  per  l’avvio  della  fase
post emergenziale nel  territorio  della  regione  Abruzzo  ed  altre
disposizioni urgenti  relative  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri ed alla protezione civile;
Vista la nota della Gran Sasso Acqua S.p.A. del  9  febbraio  2010,
nonche’ la nota del  Commissario  delegato  per  la  ricostruzione  –
Presidente della regione Abruzzo, del 20 maggio 2010;
Viste le note del vice commissario delegato –  sindaco  del  comune
dell’Aquila del 19 e 21 aprile 2010;
Vista la nota del Gabinetto del Ministro dell’interno del 29  marzo
Vista la nota del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del
26 marzo 2010 e le note del Gabinetto del Ministro del  21  aprile  e
del 4 maggio 2010;
Viste le note dell’Ufficio legislativo  –  economia  del  Ministero
dell’economia e delle finanze del 26 e del 30 aprile 2010;
Viste le note del vice commissario, sindaco del comune dell’Aquila,
del 14 e del 21 maggio 2010;
Vista la nota della struttura per la  gestione  dell’emergenza  del
commissario delegato per la ricostruzione del 21 maggio 2010;
Ritenuto che permane la necessita’ di assicurare gli interventi  di
soccorso e le attivita’ necessarie al  superamento  della  situazione
emergenziale, tramite un adeguato contingente  di  Forze  Armate  che
tenga conto dell’attuale alloggiamento temporaneo  della  popolazione
interessata  alla   riparazione   o   ricostruzione   degli   edifici
danneggiati dall’evento calamitoso;
Ritenuto che la gestione della  ricostruzione  pesante,  anche  nei
centri storici, comporta la necessita’ per le amministrazioni  locali
competenti  di  continuare  ad  avvalersi  dell’implementazione   del
personale gia’ autorizzata nella fase della prima emergenza;
Visti il contratto n. 797, di rep. del 18 agosto 2009  e  gli  atti
aggiuntivi n. 967 di rep. del 9 aprile 2010 e  970  di  rep.  del  16
Preso atto dell’intervenuta risoluzione del citato contratto e  dei
relativi atti aggiuntivi, per grave  inadempimento  tra  la  stazione
appaltante e la societa’ affidataria COSBAU S.p.A. avvenuta  in  data
21 maggio 2010 con nota DPC/ABI/40295;
Rilevato che detta risoluzione contrattuale si e’  resa  necessaria
in applicazione  delle  disposizioni  di  cui  all’art.  136  decreto
legislativo  12  aprile  2006,  n.  163,  in   quanto   la   societa’
affidataria, in grave violazione, tra  l’altro,  di  quanto  disposto
dall’art. 118, comma 3, decreto legislativo 12 aprile 2006,  n.  163,
non provvedeva agli adempimenti ivi previsti, ed in  particolare  non
trasmetteva alla  stazione  appaltante  le  fatture  quietanzate  dei
subappaltatori,  e  cottimisti,  non  avendo  proceduto  ai  relativi
pagamenti,  ne’  dava   seguito   alle   sollecitazioni   provenienti
dall’Amministrazione, tanto da costringere  quest’ultima  prima  alla
sospensione dei  pagamenti  a  favore  del  soggetto  affidatario  e,
permanendo il comportamento omissivo,  alla  conseguente  risoluzione
Considerato  che  il  comportamento   inadempiente   della   COSBAU
rivestiva un particolare carattere di gravita’ in  quanto  lo  stesso
comportava  insostenibili  ripercussioni  di  carattere  economico  a
carico dei soggetti subappaltatori, fornitori e cottimisti incaricati
della  realizzazione  delle  opere  necessarie  a   fronteggiare   la
gravissima situazione emergenziale in atto nella  regione  Abruzzo  a
seguito  del  violento  sisma,  nonche’  tutti   responsabili   della
costruzione di unita’ abitative necessarie a  dare  ospitalita’  alla
popolazione sfollata;
Rilevata la negativa incidenza sulla fisiologica  prosecuzione  del
rapporto contrattuale tra stazione appaltante e societa’ affidataria,
inconfutabilmente  riconosciuta  in  fattispecie  del  tutto  analoga
dall’Autorita’ sui lavori pubblici con determinazione del  28  aprile
2004, n. 7, nell’ambito della  quale  l’inosservanza,  da  parte  del
soggetto affidatario, degli obblighi di cui sopra, rientranti a tutti
gli  effetti  tra  le  obbligazioni  che  l’impresa  assume  con   la
sottoscrizione  del  contratto,  in  caso  di  ascrivibilita’  ad  un
effettivo   mancato   pagamento   nei   confronti    dei    creditori
dell’appaltatore,  configura  un’ipotesi   di   grave   inadempimento
Rilevato,  altresi’,  che  l’Amministrazione  e’  istituzionalmente
interessata, sotto il profilo della  tutela  dell’interesse  pubblico
generale,  all’adempimento  di  tutte  le  obbligazioni  dedotte   in
contratto, anche  ai  fini  del  completamento  delle  operazioni  di
collaudo in corso, e dunque anche di quelle che importino,  da  parte
dell’appaltatore, prestazioni nei confronti di soggetti terzi;
Considerato, pertanto, che nel caso di  specie  ricorrono  i  sopra
richiamati interessi generali, tanto piu’ ove si abbia riguardo  alla
circostanza per cui a fronte della ultimazione dei lavori dedotti  in
contratto grazie all’attivita’ prestata dai subappaltatori, fornitori
e cottimisti, le prestazioni di questi ultimi sono tuttora prive  del
dovuto  riconoscimento  in  termini  di  soddisfazione  del   credito
maturato;
Ritenuto, quindi, che, stante la necessita’ da parte della P.A.  di
continuare ad avvalersi dell’opera dei suddetti  operatori  economici
per  la  prosecuzione  delle  opere  di  ricostruzione  della  citta’
devastata dall’evento sismico nonche’ per gli  altrettanto  necessari
interventi di carattere manutentivo delle opere gia’  realizzate,  si
rende necessario ed urgente corrispondere a  detti  operatori  quanto
spettante  onde  evitarne,  tra  l’altro,   una   sicura   sofferenza
finanziaria idonea a  degenerare  e  a  tradursi  in  una  definitiva
incapacita’ nella prosecuzione delle attivita’ imprenditoriali;
1. All’art. 3  dell’ordinanza  del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri n. 3779 del 6 giugno 2009, il comma 5 e’  cosi’  sostituito:
«5. Per gli interventi  di  cui  all’art.  1,  comma  3,  i  soggetti
interessati possono ottenere un finanziamento agevolato. In tale caso
il credito di imposta e’ commisurato  all’importo  ottenuto  sommando
alla  sorte  capitale  gli  interessi  dovuti  ed  il  contratto   di
finanziamento ha durata ventennale. Per  la  riparazione  dell’unita’
immobiliare  adibita   ad   abitazione   principale   l’importo   del
finanziamento non puo’ superare il costo stimato  dell’intervento  di
riparazione, e comunque  il  limite  di  200.000  euro,  ivi  incluso
l’importo  relativo  agli  onorari  ed  alle   spese   notarili   per
l’accensione del finanziamento; per le spese eccedenti l’importo  del
finanziamento resta ferma la possibilita’ di ottenere  il  contributo
diretto di cui all’art. 1, commi 1 e 3.».
2. All’art. 3  dell’ordinanza  del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri n. 3790 del 9 luglio 2009, il comma 5 e’  cosi’  sostituito:
«5. Per gli interventi di  riparazione  o  ricostruzione  dell’unita’
immobiliare adibita ad abitazione principale, ovvero  per  l’acquisto
di  una  nuova  abitazione  sostitutiva  dell’abitazione   principale
distrutta, i soggetti interessati possono ottenere  un  finanziamento
agevolato.  In  tale  caso  il  credito  di  imposta  e’  commisurato
all’importo ottenuto  sommando  alla  sorte  capitale  gli  interessi
dovuti  e  il  contratto  di  finanziamento  ha  durata   ventennale.
L’importo del  finanziamento  non  puo’  superare  il  costo  stimato
dell’operazione, e comunque il limite di 200.000  euro,  ivi  incluso
l’importo  relativo  agli  onorari  e   alle   spese   notarili   per
diretto di cui all’art. 1, commi 1 e 2.».
3. La  modalita’  del  finanziamento  agevolato  di  cui  ai  commi
precedenti  puo’  essere   richiesta   anche   successivamente   alla
presentazione della domanda di contributo, ovvero  al  riconoscimento
dello stesso da parte del comune.
1. Il Ministero della difesa e’ autorizzato a prorogare fino al  31
luglio 2010 l’impiego di personale gia’ impegnato negli interventi di
soccorso e nelle attivita’ necessarie al superamento della situazione
di emergenza conseguente agli eventi sismici del 6  aprile  2009,  ai
sensi dell’art. 1 dell’ordinanza del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri n. 3827 del  27  novembre  2009  e  dell’art.  1,  comma  2,
dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3857  del
10 marzo 2010, nel limite di 127 unita’.
2. Nel costo degli interventi di cui al presente articolo,  stimato
in euro 1.844.014, sono comprese le spese per  il  funzionamento  dei
mezzi, l’utilizzo dei materiali impiegati e le prestazioni di  lavoro
straordinario effettivamente rese in deroga alla  vigente  normativa,
nel limite massimo di 75 ore mensili pro-capite.
3. Agli oneri derivanti dall’attuazione del  presente  articolo  si
provvede a valere sulle risorse di cui  all’art.  14,  comma  5,  del
decreto-legge 28 aprile 2009, n,  39,  convertito  con  modificazioni
1. In relazione agli interventi effettuati dalla Gran  Sasso  Acqua
S.p.A. sulla base delle direttive del Vice Commissario delegato  alle
operazioni di soccorso e assistenza alla popolazione  nelle  fasi  di
prima  emergenza,  finalizzati  a  garantire  l’adeguato  livello  di
funzionalita’ delle  infrastrutture  del  servizio  idrico  integrato
gravemente danneggiate dal sisma del 6 aprile  2009,  il  Commissario
delegato per  la  ricostruzione  e’  autorizzato  a  rimborsare  alla
medesima Societa’ la somma di euro 926.391,00 a valere sulle  risorse
di cui all’art. 14, comma 5, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39,
2. Al fine  di  assicurare,  nei  comuni  compresi  nell’ATO  n.  1
Aquilano,  il  corrispettivo  dei  maggiori  costi,  derivanti  dalla
situazione emergenziale, del servizio idrico integrato  svolto  dalla
Gran Sasso Acqua S.p.A., il Commissario delegato per la ricostruzione
e’  autorizzato  ad  assegnare  ai  predetti  comuni  un   contributo
straordinario  per  l’esercizio  finanziario  2010,   pari   a   euro
5.000.000, a valere sulle risorse di cui all’art. 14,  comma  5,  del
citato decreto-legge n. 39 del 2009.
1. Al fine  di  assicurare  la  continuita’  della  gestione  degli
alloggi  del  progetto  CASE  e  dei  MAP,  Il  Sindaco  del   comune
dell’Aquila  e’   autorizzato   a   stipulare   otto   contratti   di
collaborazione  coordinata  e   continuativa   fino   alla   scadenza
dell’emergenza, ad integrazione del contingente messo a  disposizione
ai sensi dell’art. 5, comma  4,  dell’ordinanza  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri n. 3833 del 22 dicembre 2009,  sulla  base  di
una scelta di carattere fiduciario anche attingendo alle  graduatorie
delle procedure selettive bandite dal Dipartimento  della  Protezione
Civile ai sensi dell’art. 10, comma 2, dell’ordinanza del  Presidente
del Consiglio dei Ministri n. 3755 del 15 aprile 2009, in deroga agli
articoli 7, 13 e 36 del decreto legislativo n. 165 del 2001, all’art.
1, comma 1180, della legge n. 296 del 2006, ed all’art. 3, comma  54,
2. Agli oneri  connessi  all’applicazione  del  presente  articolo,
stimati in euro 260.000 annue, si fa fronte con le  risorse  previste
dall’art. 14, comma 5, del  decreto-legge  28  aprile  2009,  n.  39,
1. Fatti salvi  i  vincoli  esistenti,  i  proprietari  di  edifici
danneggiati con esito di agibilita’ E possono adottare  la  soluzione
della sostituzione edilizia. Il contributo di cui all’art.  3,  comma
1, lettera a) del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito con
modificazioni dalla legge 24 giugno 2009, n. 77,  e’  valutato  sulla
base del costo risultante dal progetto definitivo  di  riparazione  e
miglioramento,    nonche’,    ove    necessario,    di    adeguamento
igienico-sanitario dell’edificio esistente, comprovato  con  apposita
perizia asseverata, sulla base dei criteri  stabiliti  dall’ordinanza
del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3790 del 9  luglio  2009
in relazione alla proprieta’ delle diverse unita’ immobiliari facenti
parte  dell’edificio.  Tale  contributo  non  puo’  superare   quello
previsto al comma 4.
2. Ove non si proceda alla redazione di un progetto di  intervento,
il contributo di cui al comma 1  e’  valutato  sulla  base  di  costi
unitari forfetari che, nel caso in cui tutte  le  unita’  immobiliari
contenute nell’edificio siano adibite ad  abitazione  principale,  si
assumono pari a 500 euro/m² nei casi in cui le parti strutturali  non
siano danneggiate o siano solo leggermente danneggiate,  ossia  siano
presenti danni leggeri su meno di due terzi della struttura,  secondo
la definizione della scheda AeDES, e a 750 euro/m² nei casi di  danni
strutturali piu’ gravi. Tali costi unitari sono moltiplicati  per  la
superficie coperta lorda complessiva dell’edificio, risultante  dalla
somma delle superfici coperte lorde di ciascun piano, comprese quelle
delle parti comuni.
3. Nei casi in cui nell’edificio siano presenti unita’  immobiliari
non adibite ad abitazione principale, i costi unitari di cui al comma
2 sono ripartiti in due quote, rispettivamente pari a 2/3 e a 1/3. La
prima, pari a 2/3, e’ relativa alle parti comuni e viene  conteggiata
sulla superficie coperta lorda, cosi’ come definita al  comma  2.  La
seconda, pari a 1/3, viene conteggiata sulla superficie coperta lorda
delle unita’ immobiliari adibite ad  abitazione  principale  piu’  la
quota competente di parti comuni. Per la seconda quota, il contributo
per le unita’ immobiliari ricadenti nella fattispecie di cui all’art.
1, comma 3, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei  Ministri
n. 3790 del 9 luglio 2009 e’ riconosciuto  nella  percentuale  e  nei
limiti stabiliti nello stesso comma.
4. Ferma restando l’applicazione delle disposizioni  relative  alla
misura dei contributi  previste  dall’ordinanza  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri n. 3790 del 9 luglio  2009  e  fatti  salvi  i
vincoli esistenti, qualora il costo dell’intervento di  miglioramento
sismico per il raggiungimento di un livello di sicurezza maggiore del
60% e fino all’80% di quello di  un  edificio  adeguato,  sommato  al
costo di riparazione delle parti  strutturali  e  non  strutturali  e
degli impianti e dell’adeguamento igienico-sanitario,  risultante  da
una  perizia  asseverata,  superi  il  costo  per   l’intervento   di
sostituzione edilizia del fabbricato, il contributo ammesso,  per  la
ricostruzione   dell’unita’   immobiliare   adibita   ad   abitazione
principale e delle  parti  comuni  dei  condomini,  non  puo’  essere
superiore  al  costo  di  costruzione  di  un  fabbricato  di  uguale
volumetria determinato in misura pari al costo di produzione definito
per l’edilizia agevolata dalla regione Abruzzo,  aumentato  del  20%,
per tener conto degli oneri previsti dalle normative  in  materia  di
efficienza energetica e di isolamento acustico, come  indicato  dalla
normativa tecnica UNI.
5. Per l’attuazione del comma 4  la  perizia  deve  in  particolare
1) i casi di edificio distrutto, ossia completamente crollato;
2)  i  casi  di  crolli  parziali  dei  muri   portanti   e   degli
orizzontamenti che hanno interessato almeno il 25%  in  volume  degli
3) gli edifici in calcestruzzo armato, in presenza  di  spostamenti
permanenti dovuti al sisma fra la base e la sommita’ dei pilastri  di
un  qualunque  piano,  pari   o   superiore   all’1,5%   dell’altezza
d’interpiano e relativa ad almeno  il  50%  dei  pilastri  del  piano
4) i casi in cui la resistenza a compressione media cubica in  situ
del  calcestruzzo,  ossia  valutata   su   provini   cilindrici   con
altezza/diametro  unitario  e  senza  applicare  alcun   coefficiente
correttivo – eventualmente valutata tenendo conto anche di prove  non
distruttive   opportunamente   calibrate   sui   dati   delle   prove
distruttive – risulti inferiore a 8 mega Pascal. Nel caso di  provini
cilindrici con il suddetto rapporto maggiore di uno,  si  riporta  la
resistenza ottenuta a quella cubica secondo le formulazioni correnti.
Il Comune effettua controlli a campione, anche mediante  l’esecuzione
di ulteriori prove distruttive e/o non distruttive per verificare  la
resistenza del calcestruzzo  delle  strutture  per  le  quali  verra’
richiesta l’applicazione del presente comma.
6.  Il  Comune  verifica  la  sussistenza   dei   presupposti   per
l’effettuazione della sostituzione edilizia.
7. Per gli edifici vincolati il contributo di cui  al  comma  4  e’
determinato sulla base  del  costo  risultante  da  apposita  perizia
asseverata, approvata dalla Soprintendenza per i beni  architettonici
e paesaggistici dell’Abruzzo.
8. Il Comune, al fine di garantire una migliore organizzazione  del
tessuto  urbano  ricompreso  negli  ambiti  soggetti  ai   piani   di
ricostruzione di cui all’art. 14, comma 5-bis, del  decreto-legge  28
aprile 2009, n. 39, convertito in legge, con modificazioni, dall’art.
1, comma 1, della legge 24 giugno 2009, n. 77,  puo’  procedere,  nel
limite  massimo  di  euro  10.000.000,00,  all’acquisto  di  immobili
distrutti o  gravemente  danneggiati  e  delle  relative  pertinenze,
inseriti nei piani di ricostruzione medesimi.
1. Per consentire il proseguimento delle attivita’  finalizzate  al
superamento dell’emergenza, il termine previsto dall’art. 5, commi  2
e 2-bis dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei  Ministri  n.
3771 del 19 maggio 2009, e’ ulteriormente prorogato  al  31  dicembre
2. Agli oneri derivanti dall’applicazione  del  presente  articolo,
nel limite massimo di euro 500.000, si provvede  a  carico  dell’art.
14, comma 5, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito  con
1. Al fine di consentire la  prosecuzione  degli  impegni  relativi
alla emergenza, alla assistenza alla popolazione e alla  applicazione
delle  ordinanze  di  protezione  civile  relative   ai   lavori   di
riparazione e ricostruzione, il termine previsto dall’art.  3,  comma
1, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri  n.  3808
del 15 settembre 2009, e’ prorogato sino al 31 dicembre 2010.
nel limite massimo di euro 1.510.000, si provvede a carico  dell’art.
14, comma 5 del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39,  convertito  con
1. In ragione del prolungato e  gravoso  impegno  per  le  maggiori
esigenze derivanti dalle attivita’ di emergenza e  di  ricostruzione,
il  termine  previsto  dall’art.  3,  comma  2,  dell’ordinanza   del
Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3808 del 15 settembre  2009,
e’ prorogato sino al 31 dicembre 2010.
nel limite massimo di euro 400.000, si provvede  a  carico  dell’art.
1. Nel caso in cui, ai sensi dell’art. 1, comma 3  e  dell’art.  3,
comma 1, lettere e) ed e-bis) del decreto-legge 28  aprile  2009,  n.
39, convertito con modificazioni dalla legge 24 giugno 2009,  n.  77,
venga richiesto il contributo per la ricostruzione o  la  riparazione
di immobili diversi da quelli adibiti ad abitazione principale  o  di
immobili ad  uso  non  abitativo  ovvero  delle  parti  comuni  degli
immobili condominiali distrutti o danneggiati dal sisma del 6  aprile
2009, come disciplinato dalle ordinanze di protezione civile indicate
in premessa, tra i requisiti per l’ammissione al medesimo  contributo
non e’ richiesto che il titolare del diritto di  proprieta’  o  altro
diritto reale di  godimento  sul  bene  oggetto  dell’intervento  sia
residente nella regione Abruzzo.
1. Al fine di assicurare, nei comuni di cui ai decreti del n. 3 del
16 aprile 2009 e n.  11  del  17  luglio  2009,  la  continuita’  del
servizio  di  smaltimento  dei  rifiuti  solidi  urbani  (TARSU),  il
Commissario delegato per la ricostruzione e’ autorizzato ad assegnare
ai  predetti  comuni  un  contributo  straordinario  per  l’esercizio
finanziario 2010, sulla base dei maggiori  costi  sostenuti  o  delle
minori entrate conseguite, derivanti dalla  situazione  emergenziale,
pari a euro 11.000.000, a valere sulle risorse di  cui  all’art.  14,
comma 5, del decreto-legge 28 aprile  2009,  n.  39,  convertito  con
modificazioni dalla legge 24 giugno 2009, n. 77.
1. Stante il contesto emergenziale in atto  conseguente  all’evento
sismico del 6 aprile 2009 e  ferme  restando  le  previsioni  di  cui
all’art. 3 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio  dei  Ministri
n.  3753  del  6  aprile  2009,  tenuto  conto  altresi’  sia   della
intervenuta risoluzione per colpa dell’appaltatore del contratto  con
la COSBAU S.p.A., che della necessita’ di assicurare il  mantenimento
delle condizioni di possibile avvalimento  delle  prestazioni,  anche
conseguendo  le  garanzie  degli  operatori  gia’   impegnati   nelle
attivita’ di fornitura e  posa  in  opera  funzionali  all’azione  di
ricostruzione del territorio, il Dipartimento della protezione civile
e’ autorizzato a sottoscrivere  con  gli  stessi  operatori  apposita
convenzione con cui i medesimi si impegnano a fornire al Dipartimento
stesso ogni piu’ ampia garanzia in ordine alle opere  realizzate.  Il
Dipartimento e’ altresi’  autorizzato  a  provvedere  alle  attivita’
solutorie a credito degli operatori medesimi, nei  limiti  di  quanto
dovuto  dal  Dipartimento  alla  COSBAU  S.p.A.,  in  relazione  alle
prestazioni  dagli  stessi  eseguite,  in  termini  di   ripartizione
proporzionale e nella ricorrenza delle  occorrenti  certificazioni  e
dei presupposti di legge.
2. Ai fini del  pagamento  diretto  gli  operatori  trasmettono  al
Dipartimento i contratti registrati, in  originale  ovvero  in  copia
autenticata, stipulati con la COSBAU S.p.A.  gia’  affidataria  delle
opere  di  cui  al  risolto  contratto,  nonche’  i  relativi  idonei
documenti contabili contenenti la specifica delle attivita’ eseguite,
con espressa manleva in favore del Dipartimento,  anche  rispetto  ad
eventuali cessioni, anche parziali, dei crediti medesimi a terzi.
3. Le attivita’ solutorie di cui ai commi 1 e 2 sono subordinate al
rilascio da parte degli operatori di apposita  garanzia,  con  idonea
copertura fideiussoria, approvata dal Dipartimento  della  protezione
civile,  con  espressa  rinuncia  al   beneficio   della   preventiva
escussione, nonche’  alla  produzione  di  atto  notorio  in  cui  e’
attestata la inesistenza di cessioni  di  credito  anche  parziali  a
terzi. La polizza  dovra’  essere  rilasciata  da  primario  istituto
bancario o assicurativo ovvero dagli intermediari finanziari iscritti
nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del decreto  legislativo  1°
settembre 1993, n. 385, che svolgono in via  esclusiva  o  prevalente
attivita’ di rilascio di garanzie, a cio’ autorizzati  dal  Ministero
1. In ragione della mancata attuazione dell’art. 13  dell’ordinanza
del Presidente del Consiglio dei Ministri n.  3805  del  3  settembre
2009, lo stesso articolo e’ soppresso.
1. All’art. 6,  comma  8-bis,  dell’ordinanza  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri n. 3789 del 9  luglio  2009,  le  parole:  «al
comma 8» sono sostituite dalle seguenti: «all’art. 14, comma  5,  del
decreto-legge n. 39 del 28 aprile 2009, convertito con  modificazioni
La presente ordinanza sara’  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale
ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 giugno 2010 redazione redazione 2015-05-19T05:08:26+00:00