Source: https://secure.avaaz.org/it/petition/ai_Comuni_ANCI_alle_Regioni_al_Ministero_della_Salute_al_Governo_Applicare_la_legge_sulla_prevenzione_del_randagismo_e_t/?kQcOdbb
Timestamp: 2018-05-25 03:22:10+00:00
Document Index: 66362740

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.4', 'art. 3', 'art.5', 'art. 4', 'art 3', 'art 3', 'art 3', 'art. 5', 'art.2']

ai Comuni ANCI, alle Regioni, al Ministero della Salute, al Governo: Applicare la legge sulla prevenzione del randagismo e tutelare gli animali
Mentre circa 10 milioni di italiani godono in famiglia dell'amicizia e della compagnia degli “animali d'affezione”, migliaia di cani abbandonati e reietti sono condannati all'ergastolo nelle celle di canili, grazie all’irresponsabilità e all’insensibilità di cittadini, agli interessi economici di gestori e alla latitanza delle Istituzioni. Sono circa 150 mila i cani all’interno dei canili italiani: Puglia, Campania, Sicilia, Lazio, Calabria sono in cima alle classifiche per numero di randagi chiusi nelle strutture o vaganti per strada. Un gigantesco business di almeno 200 milioni di euro con sofferenza per gli animali e con enorme DANNO ALL'ERARIO.
Rispettare la Legge per prevenire il randagismo e tutelare gli animali è la giusta soluzione!
CHIEDIAMO AI COMUNI
•	di applicare l’art. 3 della D.P.R. 31.3.1979 in merito alla funzione di vigilanza sull'osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e locali relativi alla protezione degli animali e alla difesa del patrimonio zootecnico
•	di applicare l’art.4 della L.281/91 dando priorità ai piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione (anche stabilendo convenzioni con veterinari privati per ridurre le tariffe e imponendo un “contributo di prevenzione del randagismo” ai possessori di cani fertili) sia per i cani di proprietà che per quelli liberi sul territorio e all’interno dei canili
•	di censire i cani presenti sul territorio quindi di vigilare, anche ai sensi dell’art. 3 del DPR 31.03.1979, sul rispetto dell’iscrizione all’anagrafe canina da parte dei cittadini possessori di animali (vedi L.281/91 art.5) e di controllare che i veterinari liberi professionisti informino veramente i clienti sugli obblighi di legge (come da Ordinanza 6 agosto 2008) e segnalino alla ASL i casi di inadempienza (come da Accordo 24 gennaio 2013 da recepire), anche attraverso l’ausilio delle forze di polizia dotate di lettori di microchip (come da Ordinanza 6 agosto 2008) e della collaborazione delle Guardie Zoofile
•	di dotarsi di canili pubblici, come da art. 4 della L.281/91, e di tutelare gli animali che non devono diventare oggetto di speculazione in base a gare di appalto con tariffe al ribasso
•	di garantire buone condizioni di vita, il rispetto delle necessità di specie compreso il contatto affettivo con i cittadini riuniti in associazioni animaliste e il contatto con la natura, per gli animali all’interno dei canili
•	di organizzare i percorsi educativi per i proprietari di cani come da Ordinanza 6 agosto 2013
CHIEDIAMO ALLE GIUNTE REGIONALI
•	di applicare l’art 3 della Legge 281/91 e di recepire l’Accordo Stato Regioni del 2013 curando la formazione e l’aggiornamento per il personale degli enti locali e promuovendo concretamente tra i cittadini la cultura del possesso responsabile degli animali da affezione e il rispetto dell’obbligo di identificazione e applicazione del microchip
•	di garantire nel rispetto dell’art 3 della legge 281/91 che i canili offrano buone condizioni di vita agli animali, applicando le norme e regolamenti esistenti e dove necessario rivedendoli, abbassando il numero massimo di animali stabulati che non debbono superare i 200 esemplari e favorendo la realizzazione di canili sostenibili (parco-canile), che oltretutto sono meno costosi da costruire, gestire e più rispettosi dell'ambiente
•	di prevedere dei protocolli di vigilanza specifici nei canili e che, in ottemperanza all’art 3 della Legge 281/91, siano effettuati corsi di formazione e aggiornamento degli organi di vigilanza degli Enti locali e delle Unità sanitarie locali con particolare attenzione alla Legge 20 luglio 2004 n. 189 per perseguire tutti i casi di rischi di sbranamento, vessazione, isolamento fisico e sensoriale, mancanza di aree di sgambamento o di possibilità di accedervi, mancanza di adeguate coperture a protezione dagli agenti atmosferici rischiosi per la salute degli animali, stabulazione all’interno di edifici senza accesso dai box all’esterno, degenza in condizioni di scarsa luminosità, alimentazione carente e non regolare, ecc.
•	di realizzare modelli di disciplinari di gara e di convenzioni per i comuni in merito all’affidamento dei cani e comprendenti obbligatoriamente le norme principali riguardanti la gestione, le adozioni e i rapporti con le associazioni di volontariato, la tipologia di strutture, da realizzare in collaborazione con le associazioni animaliste e i distretti veterinari
CHIEDIAMO AL MINISTERO DELLA SALUTE E AL GOVERNO
•	di introdurre misure rigorose per disincentivare i privati a far riprodurre i propri cani e gatti, vista la situazione di emergenza creata dal randagismo soprattutto nel centro sud e i pesanti costi pubblici
•	di avviare campagne di comunicazione per educare i privati al possesso responsabile di cani e gatti
di intervenire per eliminare le disomogeneità evidenti tra diverse regioni e stabilire i criteri minimi strutturali e gestionali dei canili, assicurando l’avvio di questo processo virtuoso, che se applicato comporterebbe non solo un beneficio per gli animali, ma anche un enorme risparmio di denaro pubblico
•	che sia imposto ai Comuni di incaricare i volontari delle associazioni di tutela animale alla gestione delle adozioni nei canili privati convenzionati e pubblici (vedi art. 5 L.281/91 agg. L. 244/2007 art.2 comma 371) mediante la stipula di protocolli d'intesa che garantiscano la tutela del cane
•	che sia vietato ai gestori dei canili di ostacolare l'accesso alle associazioni di tutela animale e la gestione, da parte loro, delle adozioni, pena il ritiro dell'autorizzazione
•	di garantire l’applicazione della norma attraverso sanzioni disciplinari ai dirigenti pubblici inadempienti
•	di perseguire il mancato mantenimento dei cani da parte dei Comuni all’interno di canili pubblici o privati convenzionati
•	di autorizzare l’utilizzo delle cliniche veterinarie mobili, purché correttamente accessoriate, per permettere alle associazioni animaliste di promuovere campagne di sterilizzazione di cani randagi e di privati malgrado l’ostruzionismo e i tentativi di speculazione che talvolta si verificano da parte dei veterinari locali
•	di imporre restrizioni al commercio al dettaglio di animali da affezione, disincentivando ulteriormente l’importazione e favorendo l’acquisto presso allevamenti nazionali accreditati
CHIEDIAMO A TUTTE LE ISTITUZIONI IN INDIRIZZO
•	di vietare il diniego o l’ostruzionismo all’adozione dei cani dei canili (salvo situazioni di evidente pericolo per gli animali) e al loro affidamento ad associazioni di protezione animale
•	di adoperarsi seriamente perché sia garantito il libero accesso nei canili alle associazioni di tutela animale disposte a promuovere le adozioni, inserendo nelle convenzioni con i gestori un’apposita clausola che obblighi al rispetto dell’attività dei volontari a tal fine, pena l’annullamento della convenzione con pagamento di una penale
•	di garantire la massima trasparenza, anche attraverso la pubblicazione sui rispettivi siti, dei dati riguardanti la gestione del randagismo e dei canili
•	di vigilare sulle strutture che ospitano animali da affezione perseguendo rigorosamente il maltrattamento all’interno di canili lager, allevamenti e cucciolifici
PACCHETTO DI PROPOSTE PIU’ ARTICOLATE: http://prevenzionerandagismo.altervista.org/petizione/proposte-ed-iniziative/
RIFERIMENTI ALLA NORMATIVA VIGENTE (nazionale): http://prevenzionerandagismo.altervista.org/leggi-ci/
Pubblicata Maggio 4, 2014
ai Comuni ANCI, alle Regioni, al Ministero della Salute, al Governo
Applicare la legge sulla prevenzione del randagismo e tutelare gli animali
Questa petizione è stata creata da cristiana c. e potrebbe non rappresentare il punto di vista della comunità di Avaaz.