Source: https://www.101mediatori.it/sentenze-mediazione/l-ingiunto-deve-avviare-la-mediazione-pena-la-improcedibilita-dell-opposizione-635.aspx
Timestamp: 2018-02-23 23:47:44+00:00
Document Index: 104745774

Matched Legal Cases: ['art. 648', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 653', 'art. 645', 'art. 647', 'art. 645']

Letto 1208 dal 04/05/2017
Per il tribunale di Bologna l’onere di avvio della mediazione grava sulla parte che deve proporre tempestivamente l’opposizione.
La mancata attivazione del procedimento di mediazione delegata nel termine prefissato, comporta l’improcedibilità del giudizio e l’acquisto da parte del decreto ingiuntivo della autorità ed efficacia di cosa giudicata.
Questa l’esposizione della domanda formulata nel ricorso per decreto ingiuntivo: <<PREMESSO 1) che la soc. B s.r.l. Unipersonale ha stipulato in data 21 novembre 2007 un contratto di appalto del servizio integrato di illuminazione a risparmio energetico con la soc. I s.r.l., poi s.r.l. in Liquidazione, corrente in (doc. 2); 2) che la durata di tale contratto è stata convenuta in n. 7 anni a partire dalla data di avvenuta installazione ed attivazione degli apparecchi, come stabilito dalla clausola n. 2;
5. Con ordinanza 14 dicembre 2015, respinta l’istanza di concessione della provvisoria esecuzione del decreto, è stata disposta la mediazione delegata sulla base della seguente motivazione: <<Il giudice, sentiti i difensori; analizzate le questioni controverse; esaminati atti e documenti di causa; ritenuto che: - in considerazione delle eccezioni e contestazioni di parte opponente e delle questioni controverse, in relazione alla distribuzione dell’onere della prova, non è opportuno concedere la provvisoria esecuzione; - appare ad ogni modo preferibile una soluzione amichevole; - natura della causa, valore della causa, prevedibile non breve durata del processo, entità dei costi processuali attesi (e verosimilmente non proporzionati alla posta in gioco), rendono opportuno il passaggio della causa in mediazione: l’omessa attivazione della mediazione, con onere a carico dell’opponente (attore in senso processuale), comporterà l’improcedibilità dell’opposizione a decreto ingiuntivo; - in mancanza di un accordo, saranno esaminate le istanze di assegnazione termini per memorie istruttorie; p.q.m. visto l’art. 648 c.p.c., rigetta l’istanza di concessione della provvisoria esecuzione; visto l’art. 5, 2° co., d.lgs. 4 marzo 2010 n. 28, dispone l'esperimento del procedimento di mediazione a pena di improcedibilità dell’opposizione e assegna termine di quindici giorni (dalla comunicazione del presente provvedimento) per la presentazione della domanda di mediazione; fissa la nuova udienza giovedì 16 giugno 2016 ore 10,00 per verificare l’esito della mediazione; invita le parti ad una soluzione amichevole della causa: in mancanza di accordo, le spese processuali saranno regolate secondo la soccombenza; in caso di accordo anteriore all’udienza i difensori ne daranno tempestivo avviso al giudice, oltre che in via informale (email), mediante comunicazione trasmessa in via telematica con congruo anticipo rispetto all’udienza di discussione (per consentire una diversa organizzazione del ruolo)>>.
9. Di regola e, per così dire, per definizione, l’attore ha interesse a che il giudizio pervenga ad una decisione sul merito della domanda. Si comprende così la previsione legislativa secondo cui, in linea generale, l’omesso esperimento della mediazione previsto dalla legge (art. 5, comma 1-bis, d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28) o disposto dal giudice (art. 5, 2° co., d.lgs. cit.) comporta l’improcedibilità della domanda giudiziale (v. anche l’art. 5, comma 2° bis). Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, però, l’attore in senso processuale non ha la veste di attore in senso sostanziale. Per effetto delle modifiche introdotte nel 2013, il d.lgs. n. 28/2010 contiene poi alcune disposizioni derogatorie rispetto alle regole generali. Si veda in proposito l’art. 5, 4° co., d.lgs. cit.: <<I commi 1-bis e 2 non si applicano: a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l'opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione; b) nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito di cui all'articolo 667 del codice di procedura civile; c) nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all'articolo 696-bis del codice di procedura civile; d) nei procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all'articolo 703, terzo comma, del codice di procedura civile; e) nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all'esecuzione forzata; f) nei procedimenti in camera di consiglio; g) nell'azione civile esercitata nel processo penale>>. Secondo l’interpretazione preferibile, attenta alle peculiarità del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo e alle finalità sottese al d.lgs. n. 28/2010, la mancata attivazione del procedimento di mediazione delegata comporta l’improcedibilità (non della domanda monitoria, ma) del giudizio di opposizione e l’acquisto da parte del decreto ingiuntivo della autorità ed efficacia di cosa giudicata in relazione al diritto in esso consacrato, posto che: - l’instaurazione del procedimento monitorio non richiede il previo passaggio in mediazione (art. 5, 4° co., lett. a), d.lgs. cit.): pertanto, l’improcedibilità verificatasi in pendenza del giudizio di opposizione (comunque successiva alla pronuncia sulle istanze ex artt. 648 e 649 c.p.c.) non può di per sé comportare, in assenza di una espressa previsione di legge, la caducazione del decreto ingiuntivo già emesso (come osservato, ci si troverebbe altrimenti di fronte ad una sorta di improcedibilità postuma di difficile comprensione); - una diversa interpretazione sarebbe, da un lato, dissonante rispetto alla disciplina del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo (secondo cui con l’estinzione del processo il decreto che non ne sia già munito acquista efficacia esecutiva, art. 653, 1° co., c.p.c.), tanto più quando il decreto sia provvisoriamente esecutivo (artt. 642 e 648, c.p.c.); dall’altro, irragionevole, perché implicherebbe, senza adeguata giustificazione, un inutile dispendio di attività processuale (tutta quella compiuta tra il deposito del decreto ingiuntivo e la dichiarazione di improcedibilità del giudizio ex art. 645 c.p.c. successiva alla pronuncia sulla provvisoria esecuzione, artt. 648 e 649 c.p.c.) cui farebbe seguito, nella normalità dei casi, la riproposizione della domanda monitoria e quindi, con buona probabilità, un nuovo giudizio di opposizione: esiti questi contrastanti con le esigenze di buona amministrazione della giustizia (va evitato lo spreco di risorse scarse), col principio della ragionevole durata dei processi (difficilmente realizzabile a fronte della duplicazione di cause riguardanti la medesima res litigiosa) e con le finalità deflattive perseguite dal d.lgs. n. 28/2010; - sull’ingiunto grava l’onere di proporre tempestivamente l’opposizione e di costituirsi se vuole evitare la dichiarazione di esecutività del decreto ingiuntivo ex art. 647 c.p.c. ed il formarsi del giudicato (nei limiti in cui esso opera); coerente con questa impostazione, ricavabile direttamente dalla legge, è quindi il porre a carico dell’ingiunto-opponente l’onere di evitare l’improcedibilità del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo (che acquista così autorità ed efficacia di cosa giudicata esclusivamente in ordine al diritto in esso consacrato); - la soluzione così proposta, in linea con le peculiarità caratterizzanti la tutela del credito in via monitoria, è comunque equilibrata e non preclude all’ingiunto la possibilità di far valere in un autonomo e separato giudizio eventuali fatti modificativi, impeditivi o estintivi del diritto azionato in via monitoria che si siano verificati dopo la pronuncia del decreto ingiuntivo e sino al termine per proporre opposizione o che siano sopravvenuti in pendenza del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, anche nell’ipotesi in cui quei fatti fossero stati introdotti nel giudizio ex art. 645 c.p.c. senza formare oggetto di una specifica domanda di accertamento (si rimanda a Cass., sez. III, 19 marzo 2014, n. 6337).
- dichiara improcedibile l’opposizione proposta contro il decreto ingiuntivo depositato il 10 febbraio 2015 con numero 928/2015;
- condanna l’attrice a pagare alla convenuta le spese del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo liquidate in euro 3.545,00 per compensi oltre rimborso spese forfettario 15%, IVA e CPA come per legge;
- dichiara che il decreto ingiuntivo ha efficacia esecutiva. Bologna, 4 luglio 2016