Source: http://www.esasrlpe.it/site/notizie-campobasso/faq-domande-frequenti/
Timestamp: 2018-11-13 03:45:43+00:00
Document Index: 145404971

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 31', 'art. 8']

ESA s.r.l. » FAQ Domande frequenti Regione Molise
FAQ Domande frequenti Regione Molise
mag 16, 2011 -
Perché la Regione effettua l’attività di ispezione degli impianti termici?
Ogni quanto tempo devono essere effettuate le ispezioni?
Cosa ne fa la Regione dei dati che raccoglie?
Ho uno scaldacqua, come devo comportarmi per l'autocertificazione? L’impianto di produzione di acqua calda sanitaria di una palestra ha l’obbligo di autocertificazione?
E’ sempre possibile delegare la responsabilità ad un terzo responsabile?
Quali sono le abilitazioni necessarie per il terzo responsabile?
A chi devo affidare la manutenzione?
Ogni quanto tempo devo effettuare la manutenzione dell'impianto termico?
Se non faccio la manutenzione cosa mi succede?
Ho sostituito la caldaia, cosa devo fare?
Come si è organizzata la Regione Molise?
Quali sono le tariffe stabilite dalla Regione Molise?
La consegna del modello G può essere fatta direttamente dalla mia ditta di manutenzione?
Devo conservare copia del modello G?
Quando scade il termine per autocertificarsi nellaRegione Molise?
Cosa succede se non mi autocertifico?
Se il manutentore sul modello G riporta delle raccomandazioni e/o prescrizioni, cosa devo fare?
Chi ha stabilito le tariffe per le autocertificazioni?
Non basta chiamare il manutentore?
E cosa fa la Regione nell’attività di ispezioni?
Nel caso di un ufficio o azienda se i climatizzatori sono presenti in stanze diverse le potenze si sommano? Deve essere compilato un rapporto di controllo di efficienza energetica per ogni climatizzatore?
Quando un impianto si intende dismesso?
Quando un impianto termico si intende fuori uso?
Quando un impianto termico si intende “modificato”?
Quali obblighi ci sono per gli impianti temici modificati, fuori uso o dismessi?
Cosa si intende per “variazione dello stato dell’impianto”?
1.Perché la Regione effettua l’attività di ispezione degli impianti termici?
L’attività di ispezione degli impianti termici è un obbligo di legge stabilito dall’articolo 31 comma 3, della L. n°10/91, dal D.Lgs. n°192/05 e successive modifiche e integrazioni, dai loro decreti attuativi, il DPR n°412/93 il DPR n°551/99, il DPR n° 74/2013.
2.Chi ha la responsabilità delle ispezioni?
I Comuni con più di 40.000 abitanti e le Province per la restante parte del territorio effettuano i controlli per accertare lo stato di manutenzione e di esercizio degli impianti termici. Nel caso specifico della Regione Molise, in seguito al riordino delle funzioni delle province, effettuato con la Legge Regionale 18/2015, la competenza dei controlli è passata alla Regione, che pertanto è competente sull'intero territorio regionale, compresi i comuni con popolazione superiore a 40.000 abitanti .
3.Ogni quanto tempo devono essere effetuate le ispezioni?
La legge prevede che le ispezioni siano effettuate almeno ogni due anni.
4.Che cosa viene controllato con le ispezioni?
5.Cosa ne fa la Regione dei dati che raccoglie?
I dati raccolti nell'esecuzione del servizio sono necessari a monitorrare lo stato di esercizio e manutenzione delgi impianti, in ottica di uso razionale dell'energia e tutela ambientale. Periodicamente (almeno ogni due anni) la Regione invia al Ministero competente una relazione sulle caratteristiche e sullo stato di efficienza e manutenzione degli impianti termici del proprio territorio, con particolare riferimento alle risultanze dei controlli effettuati.
6.Perché l’attività di ispezione? A cosa serve?
per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera (ossido di carbonio e ossido di azoto);
Una corretta manutenzione rende l’impianto più affidabile e meno soggetto a rotture in esercizio,con tutto ciò che ne consegue.
7.Che cosa si intende per impianto termico?
L’impianto termico è definito dall’ art. 2 comma 1 del D. Lgs n°192/05 e ss. mm. e ii., il quale riporta:
“è un impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento. Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate.”
8.Nel mio appartamento ho un impianto autonomo anche quello è un impianto termico?
La "caldaietta" unifamiliare che serve per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda è senz’altro un impianto termico e quindi è soggetto alle ispezioni.
9.Quali sono gli impianti termici esclusi dai controlli?
gli impianti di riscaldamento di potenza compresa tra 5 e 10 kW
gli impianti di raffrescamento di potenza compresa tra 5 e 12 kW
gli impianti con caldaie alimentate a combustibili solidi (carbone, legna, sansa, pellets)
gli impianti con caldaie alimentate a biogas o gas residui di lavorazioni
gli impianti con fluido termovettore diverso da acqua e aria
gli scaldaacqua è al servizio di una singola unità immobiliare ad uso residenziale o assimilabile
10.Ho uno scaldacqua, come devo comportarmi per l'autocertificazione? L’impianto di produzione di acqua calda sanitaria di una palestra ha l’obbligo di autocertificazione?
In base alla definizione di impianto termico di cui al D.lgs 192/2005 e ss.mm.ii., si possono avere i seguenti casi:
se è al servizio di più unità immobiliari (in tal caso più che di scaldaacqua, generalmente, si tratta di impianti complessi e di maggiore potenza, e si parla di impianto di produzione centralizzata di ACS) anche se destinate ad uso residenziale ed assimilabili, è SOGGETTO ad autocertificazione.
se lo scaldaacqua è al servizio di una singola unità immobiliare ad uso residenziale o assimilabile, non è considerato impianto termico e pertanto NON è SOGGETTO ad autocertificazione
Per USO RESIDENZIALE si intende: unità immobiliare, a sé stante o inserita in un edificio, prevista per l’utilizzo come civile abitazione, effettivamente usata come tale o sede di attività professionale (es. studio medico o legale) o commerciale (es. agenzia di assicurazioni) o associativa (es. sindacato, patronato).
se lo scaldaacqua è al servizio di una singola unità immobiliare a destinazione d’uso diversa da residenziale o assimilabile, è SOGGETTO ad autocertificazione.
NOTA: Non sono considerate ad uso residenziale le unità immobiliari destinate a: collegi, conventi, case di pena, caserme, nonché edifici adibiti ad albergo, pensione, affittacamere e attività similari.
In tutti i casi il responsabile dell’impianto deve provvedere alle manutenzioni secondo le periodicità indicate dalle norme vigenti.
Per gli impianti soggetti ad autocertificazione, la periodicità dell’autocertificazione stessa coincide con quella della manutenzione dello specifico impianto.
11.Ma io già pago la manutenzione ed ho una mia ditta di fiducia che mi fa i controlli, perché devo pagare due volte?
Il servizio di manutenzione che Lei paga al suo manutentore non ha nulla a che vedere con le ispezioni effettuate dalla Regione. Infatti il manutentore di fiducia effettua operazioni di pulizia e riparazione preventiva (dette manutenzione ordinaria).
L’attività che invece esercita la Regione ha lo scopo di accertare che tali operazioni siano condotte correttamente e cioè se il Suo impianto è in regola con le norme ed ha il giusto rendimento.
12.Chi è il responsabile dell’impianto termico?
Il responsabile dell’impianto (detto anche “responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto termico”), in base alle norme vigenti, è:
13.Chi è il “terzo responsabile”?
Il responsabile, così come individuato dalla legge (vedi punto 12) può delegare la responsabilità dell’esercizio e manutenzione dell’impianto termico ad un soggetto abilitato, detto il “terzo responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto termico”. Il terzo responsabile può essere solo una ditta con le necessarie abilitazioni (vedi punto 14). La delega è una facoltà e NON un obbligo, indipendentemente dalla potenza dell'impianto.
14. E’ sempre possibile delegare la responsabilità ad un terzo responsabile?
Inoltre la delega di terzo responsabile può essere data solo se l’impianto è a norma. In caso contrario la responsabilità rimane a carico del delegante fino ad avvenuto adeguamento.
15.Quali sono le abilitazioni necessarie per il terzo responsabile?
Nel caso di impianti termici con potenza nominale al focolare superiore a 350 kW, ferma restando la normativa vigente in materia di appalti pubblici, il terzo responsabile deve essere in possesso di:
– certificazione UNI EN ISO 9001 relativa all'attività di gestione e manutenzione degli impianti termici,
– attestazione rilasciata ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 5 ottobre 2010, n. 207, nelle categorie OG 11, impianti tecnologici, oppure OS 28.
16.A chi devo affidare la manutenzione?
L’utente è obbligato ad affidare la manutenzione ad una ditta abilitata (iscritta alla camera di commercio, per la manutenzione e l’installazione di impianti termici e gas – se l’impianto è alimentato a gas – vedi lettere C ed E del D.M. n°37/08).
17. Da dove verifico se la ditta che ho chiamato è abilitata?
Lei può chiedere in visione alla ditta il certificato della Camera di Commercio dove sono riportate le lettere per le quali la ditta è abilitata. In alternativa può anche rivolgersi alla Regione o al Concessionario, che possono unicamente confermare se la ditta risulta abilitata. La Regione o il Concessionario non indicano o suggeriscono nominativi di ditte.
18.Ogni quanto tempo devo effettuare la manutenzione dell'impianto termico?
Le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto termico devono essere effettuate secondo le istruzioni rilasciate dall’impresa installatrice nel libretto uso e manutenzione dell’impianto (rif. comma 2 art. 8 DM 37/08 e s.m.i).
Se questa non ha rilasciato istruzioni o non sono più disponibili:
secondo le istruzioni tecniche riportate sul libretto di uso e manutenzione rilasciato dal fabbricante dei componenti dell’impianto (per i piccoli impianti il generatore);
per le altre parti dell’impianto e per apparecchi e componenti di cui non sono disponibili le istruzioni tecniche del fabbricante, rispettando le norme UNI e CEI per lo specifico elemento o apparecchio.
In ogni caso l’installatore ed il manutentore devono dichiarare la periodicità della manutenzione (art. 7 comma 4 DPR 74/2013).
19.In quale periodo dell’anno devo effettuare la manutenzione?
20.A chi devo rivolgermi per una corretta manutenzione?
Il responsabile dell'impianto è libero di scegliere il proprio tecnico di fiducia; la cosa importante è che il tecnico o l’impresa sia abilitata (iscritta alla camera di commercio, per la manutenzione e l’installazione di impianti termici e gas – se l’impianto è alimentato a gas – vedi lettere C ed E del D.M. n°37/08).
21.Quali sono le competenze del responsabile dell’impianto termico?
Il responsabile (proprietario, occupante, amministratore o “terzo responsabile”) risponde dell’impianto termico ed in particolare egli è responsabile della sicurezza dell’impianto. I principali adempimenti a suo carico, in base al DPR 412/93 e ss.mm.ii. ed in base al DPR 74/2013, sono così riassunti:
compilare e mantenere aggiornato il libretto di impianto per la climatizzazione ;
tenere sempre a disposizione il libretto di impianto per le ispezioni che gli Enti preposti devono eseguire per legge.
22.Se non faccio la manutenzione cosa mi succede?
Il non osservare le norme che prevedono la manutenzione ed il controllo di efficienza energetica potrebbe avere conseguenze pratiche anche gravi, dovute soprattutto alla formazione e diffusione del monossido di carbonio nei locali. Il monossido di carbonio (CO) è un gas inodore, incolore, tossico e mortale.
Inoltre nel caso di inosservanza degli obblighi di manutenzione e del controllo di efficienza energetica la legge prevede una sanzione amministrativa da € 500,00 a € 3.000,00;
23.Quali sono le cause per cui si può formare il monossido di carbonio e diffondere nell’ambiente in cui abito?
malfunzionamento dovuto a scarsa manutenzione dell’impianto stesso;
24.Cos'è il libretto di impianto?
Il libretto di impianto (definito dalla legge come “libretto di impianto per la climatizzazione”, per semplicità libretto di impianto), è un documento obbligatorio che accompagna l’impianto di climatizzazione e riporta tutti i dati e le caratteristiche degli impianti che contribuiscono alla climatizzazione dell’abitazione.
Sul libretto va registrato ogni intervento effettuato sull'impianto, dalla prima accensione, alla manutenzione ordinaria e straordinaria, la sua conservazione spetta al responsabile dell’impianto che dovrà esibirlo in caso di controlli dell'Autorità Competente insieme alla restante documentazione obbligatoria inerente l'impianto.
25.Chi rilascia il libretto di impianto?
In caso di impianto preesistente, è il responsabile dell’impianto (utente) che si deve procurare e compilare il libretto. Di consuetudine il libretto viene fornito e compilato dalla ditta di manutenzione.
26.Chi deve compilare il libretto di impianto?
Il libretto di impianto deve essere compilato in parte a cura dell’utente, in parte a cura del manutentore e dell’installatore dell’impianto.
La compilazione periodica per le manutenzioni e per il controllo di efficienza energetica, è effettuata a cura della ditta di manutenzione.
27.Chi deve conservare il libretto d’impianto per la climatizzazione?
Il libretto è conservato dal responsabile dell’impianto, presso l’impianto stesso.
Il libretto deve essere corredato di tutti gli allegati obbligatori previsti dalle norme vigenti, in particolare dai rapporti di efficienza energetica e dagli eventuali rapporti di prova delle ispezioni effettuate dall’autorità competente.
28.Quali sono gli altri impegni ed obblighi del manutentore?
29.Quali sono le operazioni di manutenzione obbligatorie?
controllo della valvola di sicurezza
compilazione del rapporto di controllo tecnico, nel caso specifico il modulo di autocertificazione prepagato predisposto dal concessionario.
30.Ho installato un nuovo impianto: devo effettuare lo stesso la manutenzione e il controllo di efficienza energetica?
La manutenzione ordinaria va effettuata secondo le periodicità indicate all’art. 7 del Dpr 74/2013. Al momento dell’installazione, la ditta installatrice è tenuta ad effettuare un controllo di combustione, la eventuale regolazione della caldaia oltre alla prima compilazione del libretto di impianto. L’installatore è obbligato a rilasciare la dichiarazione di conformità alle norme di cui al DM 37/2008 e ss.mm.ii. (che ha parzialmente sostituito la Legge L. 46/90).
Al termine delle operazioni il manutentore deve comunque inviare al Concessionario preposto ai controlli di legge la scheda identificativa dell’impianto (prima pagina del libretto di impianto) accompagnata dal rapporto di controllo tecnico prepagato attestante la prova di combustione effettuata al momento di attivazione dell’impianto.
31. Ho sostituito la caldaia, cosa devo fare?
Deve chiamare il suo manutentore per la prima accencione, il quale deve inviare al Concessionario la seguente documentazione:
Risultati della prima accensione su modulo prepagato.
32.Cos’è la dichiarazione di conformità?
33. Cosa faccio se non mi ritrovo la dichiarazione di conformità?
34. Che cos’è la “Dichiarazione di Rispondenza”, sostitutiva della dichiarazione di conformità?
35. Come si è organizzata la Regione Molise?
La Regione Molise, dopo aver svolto una gara pubblica ha affidato il sevizio di ispezione ad un Organismo Affidatario, concessionario del servizio.
Il Concessionario provvede ad espletare tutti gli adempimenti che la legge demanda alla Regione, salvo alcune prerogative che sono tipiche dell’ente pubblico, quali ad esempio le sanzioni.
36. Quali sono le tariffe stabilite dalla Regione Molise?
Le tariffe per gli utenti stabiliti dalla Regione sono:
Autocertificazione per impianti inferiori a 35 kW (caldaiette) – € 6,24 oltre IVA (valevole con la periodicità della manutenzione);
Ispezione per impianti non autocertificati di potenza inferiore a 35 kW (caldaiette), € 63.94 oltre IVA;
Per impianti di potenza superiore a 35 kW le tariffe per l’autodichiarazione e l’ispezione sono riportate nella tabella di seguito (ANNUALE):
Tariffa autocertificazione Tariffa ispezione
35 (kW)≤P≤116 (kW) € 12,49 oltre IVA € 80,33 oltre IVA
116(kW)
<350(kw) span="">
<350(kw)> € 24,99 oltre IVA € 118,85 oltre IVA
P>350(kW) € 49,99 oltre IVA € 162,30 oltre IVA
37. Il mio appartamento è in un condominio, cosa devo fare?
38. Il mio impianto di riscaldamento è autonomo, ho una caldaietta, cosa devo fare?
39. Che cos’è l’autocertificazione?
L’utente chiama il suo manutentore di fiducia che effettua la manutenzione e rilascia il Rapporto di Controllo Tecnico e di efficienza energetica (modulo prepagato) e lo invia al Concessionario.
In termini giuridici l’autocertificazione viene effettuata dal Responsabile dell’esercizio e manutenzione dell’impianto termico (occupante dell’unità immobiliare, nel caso di impianti individuali). Consiste in un modulo prepagato (conforme ai rapporti tipo 1, 2, 3 e 4 allegati al D.M. 10-02-2014) predisposto dal concessionario del servizio di ispezione degli impianti termici, redatto, su incarico del responsabile di esercizio e manutenzione, da parte di un manutentore abilitato, attestante l’avvenuta manutenzione e/o controllo di efficienza energetica dell’impianto termico.
40. La consegna dei rapporti tipo 1, 2, 3 e 4 può essere fatta direttamente dalla mia ditta di manutenzione?
La consegna DEVE essere fatta dalla ditta di manutenzione ai sensi di quanto previsto dal comma 5 dell’art. 8 del D.P.R. 74/2013.
41. Devo conservare copia dei rapporti tipo 1, 2, 3 e 4?
I Rapporti tipo 1, 2, 3 e 4 sono allegati obbligatori del libretto di impianto, comunque è sempre bene conservare copia di tutto nel libretto di impianto.
42. Quando scade il termine per autocertificarsi nella Regione Molise?
La Regione Molise ha stabilito che l’autocertificazione deve essere effettuata ogni qualvolta si effettua la manutenzione dell’impianto termico. La consegna dell’autocertificazione va fatta, ad esclusiva cura del manutentore, entro 30 giorni dalla manutenzione. Il termine perentorio per l’effettuazione è il 31 dicembre, mentre la consegna va effettuata, sempre a cura del manutentore, entro il 31 gennaio.
43. L’autocertificazione è obbligatoria?
L’autocertificazione NON è obbligatoria, ma è una facoltà che la Regione Molise concede agli utenti. Chi effettua l'autocertificazione non deve sostenere costi aggiuntivi legati all’ispezione dell’impianto da parte del Concessionario, prevista dalla Legge 10/91.
44. Che convenienza ho ad autocertificarmi?
La legge prevede che nel caso in cui l’Ente (Regione in qualità di Autorità Competente) conceda la facoltà di autocertificarsi le ispezioni eseguite dall’Ente, tramite il concessionario, siano gratuite.
Per coloro che non effettuano l'autocertificazione, fermo restando l'obbligo di manutenzione e controllo di efficienza energetica, si applica l'art. 31 comma 3 della legge 10/91, per cui viene effettuata una ispezione con onere a carico dell'utente.
45. Cosa succede se non mi autocertifico?
Se Lei non si autocertifica sarà ispezionato d’ufficio e pagherà l’intera tariffa di € 63,94 + IVA (se la potenza è superiore a 35 kW il costo è maggiore, vedi tariffe) e potrà essere soggetto a sanzione da parte della Regione qualora le manutenzioni non siano state effettuate con la corretta cadenza.
46.Ma con l’autocertificazione che cosa dichiaro?
L’autocertificazione è una dichiarazione di avvenuta manutenzione dell’impianto termico. Sul modulo di autodichiarazione il manutentore può segnalare delle anomalie, in tal caso l’utente è obbligato ad adeguare l’impianto prima di metterlo in funzione. In caso contrario incorre nelle sanzioni previste dalle norme.
47. Se il manutentore sul modello G riporta delle raccomandazioni e/o prescrizioni, cosa devo fare?
48. Se il mio impianto è superiore a 35 kW mi posso autocertificare?
49. Chi ha stabilito le tariffe per le autocertificazioni?
Le tariffe sono state stabilite dalla Regione Molise.
50. Non basta chiamare il manutentore?
No, il manutentore è un operatore privato che interviene sull’impianto termico a richiesta dell’utente e svolge dei controlli e delle pulizie diverse dal servizio di ispezione della Regione.
51. E cosa fa la Regione nell’attività di ispezioni?
La Regione, attraverso l’Organismo Affidatario esegue le ispezioni atte a verificare se l’impianto sia esercito correttamente. Cioè che sia conforme alle norme ed abbia una sufficiente efficienza energetica.
52. Come si svolge l’ispezione?
L’ispezione consiste in un sopralluogo presso l’impianto in cui si effettua un esame della documentazione di cui ogni impianto deve essere corredato, si verifica la conformità alle norme di alcuni elementi tecnici e si effettua l’analisi dei prodotti della combustione della caldaia, per verificare se i consumi sono inferiori ai limiti di legge.
53. Se invece di chiamare il mio manutentore aspetto l'ispezione, di fatto, ho assolto i miei obblighi?
No, perché sono due attività diverse e complementari. Con l'ispezione, seppure indirettamentem si cntrolla il corretto operato del manutentore.
54. Chi mi comunicherà il giorno in cui mi viene fatta l’ispezione?
55. Cosa sono i ponti termici? Quali sono i ponti termici i piu ricorrenti nelle abitazioni? Cosa prevedono le norme in materia?
56. Nel caso di un ufficio o azienda se i climatizzatori sono presenti in stanze diverse le potenze si sommano? Deve essere compilato un rapporto di controllo di efficienza energetica per ogni climatizzatore?
Allo stato della normativa attuale, mentre per i radiatori è specificato esplicitamente che quando la somma delle potenze al focolare supera 5 kW, sono da considerarsi come un unico impianto, per la climatizzazione estiva non si dice niente.
Le uniche indicazioni vengono dal DPR 74/2013 dove si dice che sono soggetti ai controlli gli impianti che superano i 12 kW di potenza utile nominale, dove per "potenza utile nominale" si intende la somma complessiva delle macchine frigorifere che servono lo stesso impianto.
Pertanto in pratica, quando ci sono più macchine frigorifere NON collegate tra di loro, si debbono considerare come impianti singoli: è come se nell’unità immobiliare ci fossero più impianti termici.
Quindi se singolarmente NON superano i 12 kW, NON sono soggetti a controllo, salvo gli obblighi di manutenzione e di registrazione sui libretti di impianto.
Invece, nel caso in cui singolarmente superano 12 kW di potenza nominale utile, sono soggetti a controllo e va compilato un modello prepagato per ogni apparecchio.
57. Quando un impianto si intende dismesso?
Un impianto si intende dismesso quando viene compiuta una delle seguenti operazioni:
disinstallazione dell’impianto termico mediante rimozione di parti essenziali del generatore o eliminazione degli elementi radianti;
blocco dell’impianto dovuto a guasti ritenuti non riparabili;
distacco del generatore di climatizzazione dalla rete di alimentazione (combustibile/energia elettrica);
blocco del circuito del flusso di climatizzazione del generatore, mediante sigillatura delle condotte di entrata/uscita.
58. Quando un impianto termico si intende fuori uso?
L’impianto è fuori uso quando tecnicamente non funziona e non può assolvere alla sua funzione di riscaldamento, se non dopo un intervento di riparazione/straordinaria manutenzione.
59. Quando un impianto termico si intende “modificato”?
Sono impianti termici modificati gli impianti che sono nati per fare climatizzazione ambientale e dopo modifica sono diventati impianti adibiti alla sola produzione di acqua calda per uso familiare oppure se la caldaia era presente ma è stata rimossa e l’impianto di riscaldamento e ACS viene gestito da una termostufa a combustibile solido.
60. Quali obblighi ci sono per gli impianti temici modificati, fuori uso o dismessi?
I responsabili degli impianti fuori uso, modificati o dismessi hanno l’obbligo di comunicare alla Regione o all’Organismo affidatario, il cambiamento di stato dell’impianto, entro 30 giorni.
Per gli impianti modificati o fuori uso, qualora il responsabile dell’impianto ometta la comunicazione, ai sensi dell’art. 8 delle Linee Guida Regionali, approvate con DGR 74/2017 , l’ispezione è onerosa anche in assenza della prova dei fumi o altre attività tecniche connesse all’ispezione.
61. Cosa si intende per “variazione dello stato dell’impianto”?
Per "variazione dello stato dell’impianto" si intente:
l’installazione di nuovo impianto o sostituzione del generatore di climatizzazione (obbligo di invio della scheda identificativa);
effettuazione della prima accensione (i risultati vanno riportati su Rapporto di Controllo Tecnico – modulo prepagato);
dismissione dell’impianto (vedi punto precedente);
eventuale incarico e/o revoca di terzo responsabile;
subentro o cessazione dalla competenza di responsabile dell’impianto (NB: se non lo fa l’occupante lo deve fare il proprietario).
ogni altra variazione relativa all’impianto ed attinente il servizio di ispezione degli impianti termici, anche relativa ai soggetti coinvolti nell’esercizio dell’impianto.
L’omessa comunicazione nei termini prescritti assoggetta il responsabile dell’impianto nonché, nei casi previsti, il proprietario in solido, al pagamento della relativa tariffa in caso di ispezione, ferme restando le eventuali sanzioni previste per legge.
Se avete altre domande, vi invitiamo a contattarci tramite l'apposita sezione o cliccando qui.