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Timestamp: 2020-04-02 09:24:32+00:00
Document Index: 65539792

Matched Legal Cases: ['art. 495', 'sentenza ', 'art. 495', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 495']

La determinazione delle somme dovute per la conversioneAvvocati recupero crediti
La determinazione delle somme dovute per la conversione del pignoramento: si deve tenere conto anche dei creditori intervenuti successivamente alla relativa istanza
Corte Suprema di Cassazione, Sezione VI Civile, Sottosezione 3, Ordinanza n. 411 del 13/01/2020
Con ordinanza del 13 gennaio 2020, la Corte Suprema di Cassazione, Sezione VI Civile, Sottosezione 3, in merito di recupero crediti ha stabilito che in tema di esecuzione immobiliare, nella determinazione delle somme dovute per la conversione del pignoramento, si deve tenere conto anche dei creditori intervenuti successivamente alla relativa istanza, fino all’udienza nella quale il giudice provvede (ovvero si riserva di provvedere) sulla medesima con l’ordinanza di cui dell’art. 495, comma 3, c.p.c. Tali interventi, peraltro, non incidono ex post sull’ammissibilità della domanda, con specifico riferimento alla quantificazione dell’importo che deve essere versato, a titolo cauzionale, al momento di presentazione della stessa.
E. S.r.l. – controricorrente –
avverso la sentenza n. __ del Tribunale di Viterbo, depositata il __;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata del __ dal Consigliere Dott. _.
C., debitore esecutato, in data __ faceva richiesta di conversione del pignoramento ex art. 495 c.p.c. Il giudice dell’esecuzione fissava per il giorno __ l’udienza per provvedere sull’istanza. In data __ nel processo esecutivo interveniva anche I. S.p.A.
Il giudice dell’esecuzione, nel determinare le somme dovute per la conversione del pignoramento, teneva in conto anche il credito di I. S.p.A. Contro la relativa ordinanza C. proponeva opposizione, sostenendo che l’intervento fosse tardivo o comunque dovesse considerarsi irrilevante ai fini della istanza di conversione.
Il giudice dell’esecuzione rigettava l’istanza di sospensione e disponeva per la prosecuzione del giudizio. C. introduceva nel merito il giudizio di opposizione agli atti esecutivi, a conclusione del quale il Tribunale di Viterbo rigettava l’opposizione, con condanna dell’opponente alle spese processuali.
Avverso tale sentenza C. ha proposto ricorso per cassazione, ai sensi dell’art. 111 Cost., fondato su un unico motivo. I. S.p.A. ed E. S.p.A. hanno resistito con controricorso. U. S.p.A., invece, non ha svolto attività difensiva.
Resta da osservare che l’intervento nel processo esecutivo effettuato in data successiva all’istanza di conversione del pignoramento, ma anteriormente all’udienza fissata per provvedere su di essa, ovviamente non incide ex post sull’ammissibilità della domanda, con specifico riferimento all’osservanza dell’onere di accompagnare la stessa con il versamento di una somma pari ad un quinto del credito per cui è stato eseguito il pignoramento e dei crediti dei creditori intervenuti. La commisurazione dell’importo che, a titolo cauzionale, deve accompagnare l’istanza di conversione del pignoramento va rapportata all’ammontare dei crediti insinuati nella procedura esecutiva alla data di presentazione dell’istanza medesima, mentre di quelli successivamente intervenuti si dovrà tenere conto nell’ordinanza con la quale il giudice dell’esecuzione determina la somma da sostituire al bene pignorato ai sensi dell’art. 495 c.p.c., comma 3. In conclusione, il ricorso deve essere rigettato.
rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento, in favore delle società controricorrenti, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida per ciascuna in Euro __ per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 e agli accessori di legge.
Depositato in Cancelleria il 13 gennaio 2020.
Cass. civ. Sez. VI - 3 Ord. 13_01_2020 n. 411
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