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Timestamp: 2015-03-05 20:11:58+00:00
Document Index: 43564180

Matched Legal Cases: ['art.10', 'art.3', 'art 10', 'art. 10', 'art. 45', 'art.54', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 54', 'art 57', 'art. 57', 'art. 57', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 45']

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Il blog è stato trasferito su danieleruscigno.it	Pubblicato il gennaio 14, 2015	di daniele Questo blog non sarà più aggiornato perchè trasferito al nuovo indirizzo:
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Aggiornamenti sull’impianto privato a syngas di Crespellano	Pubblicato il dicembre 31, 2014	di daniele Si è svolta la prima conferenza di servizi relativa all’esame della procedura abilitativa per la realizzazione di due impianti di generazione elettrica privata a Crespellano: la richiesta di valutarne solo uno come da comunicazione dell’azienda richiedente è stata giudicata tardiva e quindi non inoltrata agli enti coinvolti e pertanto la conferenza ha valutato la richiesta complessiva.
In sintesi la conferenza sospende il procedimento per la necessità di acquisire le integrazioni richieste dagli Enti che sotto riassumo brevemente:
si richiede di confermare la richiesta di archiviazione di un impianto, indicando puntualmente quale delle due istanze deve essere archiviata;
essendo stato indicato nella documentazione che trattasi di impianto di cogenerazione, è necessario che siano forniti gli elementi rispetto alla normativa vigenti atti a codificare tale impianto di cogenerazione, in caso contrario, trattandosi di impianti di sola produzione di energia elettrica, il procedimento a cui fare riferimento è quello dell’autorizzazione energetica unica di competenza della Provincia di Bologna;
è necessario definire se l’impianto è dotato di torcia;
in relazione alla tipicità dell’impianto è necessario valutarne le modalità di produzione del syngas per codificare l’impianto per il rispetto di quanto previsto dalla delibera dell’assemblea regionale 51/2011, ed in particolare se l’impianto viene a codificarsi come impianto a biomassa a combustione diretta dovrà allegare un documento che attesta il saldo emissivo dell’impianto.
Inoltre sono acquisiti tra gli altri i seguenti pareri:
Provincia di Bologna: non competente. Impianti esenti da autorizzazione fino a 1Mw
Comune Valsamoggia – Area Urbanistica: parere sospensivo. Mancano diversi elementi tra cui potenza impianto cumulata DGR 51/2011, documenti richiesti da LR.19/08 art.10, convenzione come art.3.6.7 RUE, layout per autorizzazione paesaggistica, pagamento diritti di istruttoria.
Enel: confermata fattibilità allacciamenti rete;
VV.FF.: necessità attivare procedure previste dal dpr 151/11 prevenzione incendi;
Soprintendenza: necessità integrazioni planimetriche e fotografiche;
ENAV: sospensiva per mancanza di alcuni elementi di valutazione;
Ministero Sviluppo Economico: dovrà esprimere nulla osta solo in caso di uso di cavi non elicordati per l’elettrodotto.
Presenti alla conferenza AUSL e ARPA. E’ pervenuto anche un documento di Legambiente che chiede di sospendere l’iter autorizzativo in sostanza per le stesse motivazioni già emerse in conferenza di servizi.
Ora attendiamo le eventuali risposte e le integrazioni da parte dell’azienda privata in attesa di ulteriori valutazioni. Non appena saranno disponibili ulteriori elementi e prima di qualunque altro atto sarà convocata come già annunciato una assemblea pubblica.
Nuova scuola primaria di Crespellano: finiti i collaudi. Si entra a settembre	Pubblicato il dicembre 30, 2014	di daniele Sono terminati i principali collaudi della nuova scuola primaria di Crespellano, che sarà inaugurata a Settembre 2015, pronta per l’ingresso degli studenti con il nuovo anno scolastico. La scuola, che ospiterà tre sezioni di primaria per un totale di 15 classi, è dotata di palestra, di aree esterne dedicate e di dispositivi di produzione di energia rinnovabile (fotovoltaico e solare termico).
Nel corso della primavera saranno terminate le opere di urbanizzazione come la strada di accesso e i parcheggi, e le opere esterne con la messa a dimora delle piante e delle aree gioco e sport. Sotto alcune foto.
Contrassegnato scuola primaria crespellano, valsamoggia	|
Divorzio breve anche in Valsamoggia	Pubblicato il dicembre 29, 2014	di Federica Da gennaio 2015 anche nel Comune di Valsamoggia sarà pienamente operativo il divorzio breve presso l’Ufficio di stato Civile.
Questa procedura, prevista dall’ultima Riforma della Giustizia, rappresenta un passo importante verso la semplificazione del rapporto tra il cittadino e le istituzioni nonché l’opportunità di risparmiare qualche euro in un momento già di per sé molto difficile e delicato. Abbiamo quindi voluto dare subito massima operatività alla cosa.
Come funziona quindi? I coniugi intenzionati a separarsi potranno richiedere un appuntamento con l’ufficiale di stato civile il quale predisporrà gli atti necessari e registrerà la dichiarazione con cui ci si vuole separare o divorziare o modificare le condizioni di separazione/divorzio precedenti.
Dopo trenta giorni, se non vi saranno stati ripensamenti, arriverà la conferma della richiesta di divorzio, divorzio che diverrà effettivo dopo i canonici 3 anni.
Requisiti necessari? Il matrimonio deve essere iscritto (o trascritto) nei registri del nostro Comune e non devono esserci figli minori o figli maggiorenni non autosufficienti o con gravi disabilità. Non si potrà, infine, inserire nella dichiarazione redatta patti di trasferimento patrimoniale.
I moduli saranno disponibili sul sito del Comune a partire dal 2 gennaio.
Pubblicato in valsamoggia	|
Segnale RAI tv, metà Valsamoggia al buio	Pubblicato il dicembre 28, 2014	di daniele Raccogliendo la richieste di molti cittadini ho scritto alla Rai, sede regione emilia romagna, per sollecitare la risoluzione dell’ormai diffuso problema della mancata ricezione del segnale digitale terrestre del pacchetto RAI (la programmazione delle altre emittenti è funzionante) soprattutto nelle zone di Crespellano, Monteveglio e Castello di Serravalle.
Fateci sapere se vi sono anche altre zone con lo stesso problema.
Contrassegnato rai	|
Capodanno: divertiamoci in sicurezza	Pubblicato il dicembre 24, 2014	di daniele Ho firmato in mattinata la delibera che regolamenta i festeggiamenti in occasione delle feste di Capodanno, in particolare per quello che riguarda gli scoppi di petardi e simili, affinché tutti quanti possiamo passare una serata che sia solo di festa, senza pericoli o disagi.
Penso al rumore, che può creare panico tra gli animali d’affezione, ma penso anche allo scoppio di petardi e ordigni simili sul cui funzionamento non possiamo mai essere troppo sicuri, sia per la scarsa manualità nel maneggiarli, sia per la dubbia provenienza di qualcuno di questi prodotti, sia per l’utilizzo di vere e proprie armi da fuoco che in occasione come queste vengono usate in maniera inappropriata.
Perché nessuno si faccia male ho quindi disposto, tra l’altro, che dalle ore 12,00 del 24 dicembre 2014 alle ore 7,00 del 7 gennaio 2015 è VIETATO far scoppiare petardi e simili sia nei luoghi pubblici che nei luoghi privati (di seguito il testo integrale della Delibera con il dettaglio dei divieti e dei permessi).
Con la Delibera firmata le regole esistono ma significano poco se poi vengono ignorate. Chiedo quindi la collaborazione di tutta la cittadinanza affinché la notte di Capodanno possa essere una festa per tutti. Una festa sicura, una festa vera.
– che nell’approssimarsi delle feste di Capodanno, anche il Comune di Valsamoggia è per consuetudine teatro, in tutte le località, di molteplici e numerosi scoppi di petardi, mortaretti e artifici similari, nonché di fuochi pirotecnici di libera vendita, concentrati in particolare nella notte di capodanno, nei minuti dopo la mezzanotte, ma anche, seppure in modo più sporadico, nei giorni immediatamente precedenti;
– che tale pratica, anche a causa del volume di forza esplodente che viene liberata dalla contemporaneità degli scoppi, rischia di procurare danni o lesioni alle persone, anche gravi e gravissimi, provocati dall’uso improprio o dal malfunzionamento di detti ordigni, oltre ad effetti traumatici agli animali d’affezione, a causa del panico da rumore e da questi alle persone che li circondano ;
– che tale forza di fuoco può essere aggravata dall’utilizzo anche di ordigni illegali e dall’uso di armi da fuoco che, nella generale concitazione e confusione, vengono utilizzate impunemente approfittando della difficoltà di distinguere tra spari legali e spari illegali;
– che, in particolare, nella notte di Capodanno il personale sanitario, le strutture di pronto-soccorso della città, le sale operatorie e le altre attrezzature sanitarie necessarie ad apprestare le cure del caso ai feriti, sono fortemente impegnate ad assicurare l’assistenza ai feriti da mortaretti, ordigni pirotecnici, armi da fuoco, lanci di bottiglie, cocci di vetro, feriti che affluiscono tutti insieme nel giro di pochi minuti presso le suddette strutture;
– che ciò può comportare disagi al regolare funzionamento delle strutture di pronto soccorso, e ai feriti per altre cause che vi accedono ;
Ritenuto opportuno che, tale pratica, già vietata su tutto il territorio e durante tutto l’anno per motivi di sicurezza e di contenimento dei rumori, ai sensi dell’art 10, del Regolamento di Polizia Urbana e Rurale, venga esplicitamente vietata nelle aree pubbliche e ad uso pubblico, e fatta oggetto di particolare vigilanza nel periodo tra Natale e Capodanno, compresa la notte di Capodanno, allo scopo di prevenire danni all’incolumità pubblica;
– a salvaguardia della pubblica incolumità, oltre che definire restrizioni specifiche, ricercare la collaborazione della popolazione anche attraverso una campagna informativa e la diffusione della conoscenza dei rischi per l’incolumità, delle sanzioni previste e delle ulteriori sanzioni di legge applicabili ai responsabili di usi impropri di ordigni illegali e di armi da fuoco ;
– in coordinamento e in collaborazione con tutte le forze dell’ordine, attuare gli interventi di vigilanza preventiva e di repressione dell’uso dei suddetti dispositivi e dei comportamenti illeciti o scorretti;
– adottare con urgenza iniziative di sensibilizzazione dei cittadini, nonché dei venditori e dei pubblici esercizi, affinchè la compravendita dei prodotti da scoppio avvenga nel rispetto della normativa, e il loro utilizzo nel rispetto delle istruzioni d’uso e delle norme di sicurezza, dell’incolumità dei cittadini, della salvaguardia del benessere degli animali, e della tutela dei beni pubblici e privati ;
– l’art. 10, comma 2) lettera p), del Regolamento di Polizia Urbana e Rurale che dispone il divieto di “far esplodere giochi pirici; da tale disposizione sono da escludere gli spettacoli di fuochi d’artificio programmati per Festività o eventi particolari, preventivamente autorizzati dalle competenti Autorità”;
– l’art. 45 del medesimo regolamento “Utilizzo e vendita di prodotti pirotecnici” che disciplina la vendita dei prodotti pirotecnici e vieta, altresì, “è tassativamente vietato far esplodere botti, petardi di qualsiasi tipo, mortaretti e altri simili dispositivi in tutte le vie , piazze ed aree pubbliche, […]”;
– il D.M. 5 agosto 2008 emanato dal Ministro dell’Interno che, ai fini della tutela dell’incolumità pubblica e della sicurezza urbana, di cui all’art.54 comma 4, Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, prevede l’intervento del Sindaco per prevenire e contrastare le situazioni urbane di degrado che favoriscono l’insorgere di fenomeni di violenza legati anche all’abuso di alcol;
– il Regolamento di Polizia Urbana e Rurale, art. 7 e allegata “Tabella sanzioni amministrative” ,che in caso di violazioni alle disposizioni previste dalle medesimo regolamento, fissa l’applicazione del pagamento in misura pecuniaria da euro 50,00 a euro 500,00, con l’importo del pagamento in misura ridotta pari a euro 100.00;
– che in base a quanto previsto dall’art. 8 comma 3, della legge 7 agosto 1990, 241 e s.m.i., il numero molto elevato dei destinatari renderebbe particolarmente gravosa la comunicazione personale del presente provvedimento, e pertanto l’Amministrazione provvederà a darne ampia comunicazione tramite comunicati alla stampa, pubblicazione sul sito web e altre forme di pubblicità ritenute idonee;
– che è stata data preventiva comunicazione al Prefetto di Bologna del presente provvedimento, ai sensi dell’art. 54, comma 4, del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Visto l’art 57 del TULPS;
Visto il D.lgs 4 aprile 2010, n. 58 Attuazione della direttiva 2007/23/CE relativa all’immissione sul mercato di prodotti pirotecnici;
A) dalle ore 12,00 del 24 dicembre 2014 alle ore 7,00 del 7 gennaio 2015 ai detentori di materiale pirotecnico, non titolari di licenza di cui all’art. 57 del TULPS, né autorizzati all’attuazione di manifestazioni pirotecniche in luoghi pubblici:
2. l’utilizzo di fuochi pirotecnici, non posti in libera vendita, nei luoghi privati, senza la licenza di cui all’art. 57 TULPS;
3. l’utilizzo di fuochi pirotecnici, anche posti in libera vendita, nei luoghi privati senza rispettare le istruzioni per l’uso stabilite sulle etichette, e le prescrizioni di cui al D.L. 58/2010;
per contrastare la vendita dei materiali suddetti non conforme a quanto disposto dal D.lgs n. 58/2010, (con particolare riferimento all’art. 5 che definisce vincoli per la vendita ai minori), e il loro uso non conforme a quanto disposto nella presente ordinanza per tutto il suddetto periodo;
a) a tutti coloro che hanno la disponibilità di aree private, finestre, balconi, lastrici solari, luci e vedute e simili prospicienti la pubblica via, aree pubbliche o private ad uso pubblico di limitarne e controllarne l’uso per la effettuazione di spari, scoppi, lanci di fuochi pirotecnici, mortaretti, e simili, e comunque di evitare il lancio di detti artifici, nonché la caduta di altri oggetti pericolosi per la pubblica incolumità, verso luoghi pubblici o di uso pubblico;
– che le violazioni alle suddette disposizioni sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da € 25,00 a € 300,00 nel caso di violazione dell’art. 10 comma 2) lett. P) e da € 50,00 a € 500,00 nel caso di violazione all’art. 45 del vigente Regolamento di Polizia Urbana, fatte salve le sanzioni per ulteriori illeciti;
– che avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso amministrativo davanti al Prefetto di Bologna nelle forme di legge;
– che, avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso al Tribunale Amministrativo della Regione Emilia Romagna entro 60 giorni dalla notifica dello stesso, oppure in via alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, entro il termine di 120 giorni dalla notifica del provvedimento medesimo.
– Al Prefetto di Bologna, ai sensi e per gli effetti dell’art .54 comma 4, Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
– Alla Questura di Bologna;
– al Comando Provinciale dei Carabinieri;
– al Comando Provinciale della Guardia di Finanza;
– al Comando della Polizia Municipale.
La Grande Bologna si fa con coraggio ed esperienza	Pubblicato il dicembre 24, 2014	di daniele Il Grande Bologna dello scudetto del ’64
Ieri pomeriggio la Conferenza Metropolitana dei Sindaci ha approvato il primo Statuto della Citta Metropolitana di Bologna che dal 1° di gennaio diventa pienamente operativa nei suoi organi di indirizzo e governo.
La stagione che si apre è già piena di problematiche urgentissime da risolvere prime fra tutte il nodo delle funzioni, che dovrà evitare la sovrapposizione di competenze tra Enti ed in particolare tra Comuni, Unioni e Regione e la gestione dei quasi 900 dipendenti, cuore e polmoni dei tanti servizi essenziali garantiti sino ad ora dalla uscente provincia di Bologna.
Servizi che ricordo vanno dalla gestione delle sistema scolastico di secondo grado, alla gestione delle principali arterie di mobilità, passando dalla pianificazione territoriale con l’importante lavoro sui tanti temi dell’agricoltura. E poi la cultura, la fauna, il controllo del territorio, insomma tanti servizi che dovremo decidere come dovranno essere svolti.
E qui credo sia stato il peccato originale di questo progetto, il non aver pensato alla transizione durante il necessario riordino, forse sperando che anche questa volta, come spesso in Italia, si sarebbe scampati alle ormai improrogabili riforme. Andavo ancora a scuola quando si parlava di Bologna Metropolitana e questi sono stati 20 anni che potevano essere utilizzati in modo molto più lungimirante piuttosto che arroccarsi su posizioni difensive.
Ad ogni modo ora ci siamo e per fare la “Grande Bologna” ci vuole da parte degli amministratori il coraggio di scegliere, il sostegno dell’esperienza dei tanti lavoratori di questo Ente e il supporto di tutto il milione di cittadini metropolitani, solo così potremo candidare Bologna come punto di riferimento nazionale e tentare di (ri)vincere il nostro scudetto.
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