Source: https://politichegiovanilieserviziocivile.gov.it/sx/informazioni/area-comunicazione/comunicati-stampa/cs20150626_corte-costituzionale.aspx
Timestamp: 2019-11-19 16:38:03+00:00
Document Index: 85700974

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 52', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 3']

CS20150626_Corte costituzionale - Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale
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Incostituzionale l'esclusione degli stranieri dal Servizio Civile Nazionale (26-06-2015)
La Corte Costituzionale: Incostituzionale l'esclusione degli stranieri dal Servizio Civile Nazionale. Luigi Bobba, Sottosegretario al lavoro: «Era quello che aspettavamo ed è una conferma di quanto già previsto nei bandi di SCN».
La Corte Costituzionale ha depositato in data 25 giugno 2015 la sentenza 119/2015 dichiarando Lillegittimità costituzionale dellart. 3, comma 1, del decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77 (Disciplina del Servizio civile nazionale a norma dellarticolo 2 della L. 6 marzo 2001, n. 64), nella parte in cui prevede il requisito della cittadinanza italiana ai fini dellammissione allo svolgimento del servizio civile.
La sentenza è stata accolta con estrema soddisfazione dal Sottosegretario al Lavoro On. Luigi Bobba. «La Corte Costituzionale ha chiarito che il dovere di difesa della Patria non si risolve soltanto in attività finalizzate a contrastare o prevenire unaggressione esterna, ma può comprendere anche attività di impegno sociale non armato. Accanto alla difesa militare, che è solo una delle forme di difesa della Patria, può dunque ben collocarsi unaltra forma di difesa, che si traduce nella prestazione di servizi rientranti nella solidarietà e nella cooperazione a livello nazionale ed internazionale (sentenza n. 228 del 2004)».
«In coerenza con tale evoluzione, la Corte ha richiamato la necessità di una lettura dellart. 52 Cost. alla luce dei doveri inderogabili di solidarietà sociale di cui allart. 2 Cost. (sentenza n. 309 del 2013)».
«Lesclusione dei cittadini stranieri, che risiedono regolarmente in Italia, dalle attività alle quali tali doveri si riconnettono appare pertanto di per sé irragionevole. Ciò è estremamente importante perché, secondo quanto chiarisce sempre la Corte, lestensione del servizio civile a finalità di solidarietà sociale, nonché linserimento in attività di cooperazione nazionale ed internazionale, di salvaguardia e tutela del patrimonio nazionale, concorrono a qualificarlo  oltre che come adempimento di un dovere di solidarietà  anche come unopportunità di integrazione e di formazione alla cittadinanza».
«La decisione della Consulta è inoltre una conferma del percorso amministrativo che, già dallottobre dello scorso anno, il Dipartimento ha seguito nella emanazione dei bandi di selezione di volontari in servizio civile nazionale  sulla base di uno specifico parere del Consiglio di Stato che invitava a disapplicare la norma di cui allart. 3 c. 1 del decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77».
Il Sottosegretario Bobba ha infine espresso un auspicio: «sono convinto che il Parlamento saprà tenere nella giusta considerazione questa decisione della Corte Costituzionale nella discussione al Senato del ddl di riforma del Terzo Settore del Servizio Civile Nazionale».
- CS_20150626Corte costituzionale