Source: https://www.diritto.it/tribunale-amministrativo-regionale-per-la-calabria-sezione-prima-sent-n-2872-del-6-12-20/
Timestamp: 2017-10-22 23:00:44+00:00
Document Index: 91924519

Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 38', 'art. 74', 'art. 38', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 17', 'art.8', 'art. 37', 'art. 13', 'sentenza ']

Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima) sent. n. 2872, del 6.12.20
sul ricorso R.G. n. 688 del 2010,
1. Vengono impugnati il provvedimento di aggiudicazione definitiva, disposto con determina n. 1435 del 28.4.2010 in favore della “ati Consorzio ** **-L** s.pa”, della gara, indetta dalla Provincia di Cosenza, ai sensi dell’art. 53, comma 2, lett. “b”, del D. Lgvo n. 163/2006, con bando del 21.10.2010, per l’affidamento dei “lavori di nuova costruzione e parziale adeguamento della strada di collegamento Cosenza –Sibari-Tratto compreso tra lo svincolo A3 , uscita Tarsia e la SS 106 bis” per l’importo di 21.473.473,86 euro (di cui 685.747,67 euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso, oltre 200.000 euro per oneri relativi alla progettazione esecutiva, non assoggettabili al ribasso), oltre che gli epigrafati atti presupposti e connessi.
In questo giudizio, ciascuna delle due parti private tende a conseguire il risultato dell’esclusione dell’altra dalla procedura selettiva per cui è causa: infatti, con il ricorso principale e con i motivi aggiunti allo stesso, la “** ** s.r.l.” lamenta la mancata esclusione dell’impresa aggiudicataria, con i primi motivi per difetto di alcuni requisiti di ordine generale (o “di ordine pubblico”) richiesti dall’art. 38 del D.Lgs. 12.4.2006 n.163 (“Codice dei Contratti”) e con i successivi per difetto dei requisiti dell’offerta economica, mentre, con il ricorso incidentale e con i motivi aggiunti allo stesso, la “a.t.i. Consorzio ** **-L** spa” lamenta la mancata esclusione dell’impresa “** ** s.r.l.” per carenza dei requisiti dell’attestazione SOA in capo all’impresa mandante **, id est per carenza dei requisiti di ordine tecnico, i quali, quindi, vanno accertati in un momento successivo, sia logicamente che cronologicamente, rispetto a quello inerente la verifica dei requisiti generali, in particolare di ordine pubblico.
Conseguentemente, il Collegio esamina prioritariamente il ricorso introduttivo ed i motivi aggiunti allo stesso, proposti dall’impresa “** ** s.r.l.” e poi il ricorso incidentale proposto dalla “ a.t.i. Consorzio ** **-L** spa”, poiché l’eventuale fondatezza del ricorso principale determinerebbe l’esclusione dell’aggiudicataria “a.t.i. Consorzio ** **-L** spa”, prima ancora della fase inerente lo scrutinio delle offerte tecniche, con la conseguente insussistenza di qualsivoglia interesse a censurare ipotetici vizi o irregolarità verificatisi in tale fase, in coerenza con i consolidati principi in tema di ordine di esame delle impugnazioni ( conf.: Cons. Stato Ad. Plen., 15.4.2010 n.2155).
2. Con il primo motivo, parte ricorrente deduce che la controinteressata “a.t.i. Consorzio ** **-L** spa” sarebbe dovuta essere esclusa dalla gara, in quanto la “** ** **”, incaricata per la progettazione dell’opera, avrebbe presentato un certificato d’iscrizione alla C.C.I.A.A., non comprensivo del nulla-osta antimafia, come emergerebbe dal verbale del 20.11.2009, in violazione delle previsioni del bando, a pena di nullità.
All’esito di una mera interpretazione letterale e sistematica della clausola de qua, emerge che la lex specialis di gara richiede, quale adempimento necessario, che i concorrenti producano, in via altern**, il certificato camerale, munito della dicitura antimafia, ovvero una dichiarazione sostitutiva dello stesso, ai sensi del D.P.R. n. 445/2000.
La lex specialis di gara appare coerente con gli artt. 47 comma 3 e 77 bis comma 6 del D.P.R. n. 445/2000 e con l’art. 74 del D.Lgs. 12.4.2006 n.163, tutti dettati per finalità di snellimento ed accelerazione dell’azione amministr**.
Orbene, nella specie, non risulta neanche in contestazione che la “** ** Engineers s.r.l.” abbia tempestivamente presentato una dichiarazione sostitutiva del certificato di cui trattasi ai sensi del D.P.R. n. 445/2000, in coerenza con la richiesta in via altern** della lex specialis di gara e con le precitate disposizioni legislative, riproduttive di principi già presenti nell’ordinamento comunitario.
Invero, parte ricorrente ha prodotto la dichiarazione del 9.11.2009, a firma dell’Amministratore Unico della “** s.r.l.” , la quale, al punto B) attesta di non trovarsi nelle condizioni di cui all’art. 38 , comma 1, del d D.Lgs. n. 163 del 2006 ed al punto B.b) attesta che “nei propri confronti non è pendente alcun procedimento per l’applicazione di una delle misura di prevenzione di cui all’art. 3 della legge 27 dicembre 1956 n. 1423 o di una delle cause ostative previste dall’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575”.
In altri termini, ciò che rileva primariamente è la dichiarazione sostitutiva attestante l’insussistenza delle cause ostative alla partecipazione previste dalla disciplina antimafia, resa da ** al punto B.b.), della propria dichiarazione, ai sensi dell’art. 38, comma 1 del D.Lgs. n. 163 del 2006, nella quale attesta che “nei propri confronti non è pendente alcun procedimento per l’applicazione di una delle misura di prevenzione di cui all’art. 3 della legge 27 dicembre 1956 n. 1423 o di una delle cause ostative previste dall’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575”.
Con il secondo motivo del ricorso principale, la ricorrente “** ** srl” deduce che una delle imprese raggruppate, la “Brambati & C. srl” si sarebbe trovata in stato di liquidazione, essendo stata ammessa alla procedura concorsuale con decreto del Tribunale di Novara del 17.2.2010, per cui il “Consorzio ** **-L** spa” avrebbe perso i requisiti di ordine generale, previsti dall’art. 38 del codice degli appalti.
Con il primo dei motivi aggiunti al ricorso principale, la “** ** srl” deduce che la consorziata ed esecutrice dei lavori “Sposato ** srl” sarebbe classificata come OG3 VI dall’attestazione SOA del 15.5.2007 e come OG3 VIII dall’attestazione SOA del 22.2.2010, a seguito della cessione del ramo di azienda dalla “Brambati & C. srl” , in violazione dell’art. 17 del DPR n. 34 del 2000.
In sostanza, secondo l’esponente, la cessione del ramo di azienda dalla “Brambati & C. srl” alla “Sposato ** s.r.l” sarebbe stata finalizzata a consentire una fittizia attestazione SOA con classifica OG3 VIII, la cui invalidità si ripercuoterebbe sulla posizione stessa dell’ati “Consorzio ** **-L** spa”, che ha indicato la “Sposato ** srl” come esecutrice dei lavori con dichiarazione del 3.11.2009 ( come precisato dalla stessa “** ** srl a pag. 11 dei motivi aggiunti).
Risulta, in punto di fatto, dal Decreto del Tribunale Civile di Novara- Sezione Fallimentare depositato in data 17.2.2010, che la presentazione dell’istanza di ammissione al concordato preventivo da parte della “Brambati & C. s.r.l.” è avvenuta alla data del 4.1.2010 e non alla data del 22.12.2009, in cui, invece, la medesima risulta aver ceduto alla “Sposato ** s.r.l.” la “quota di partecipazione al Consorzio ** **, con sede in Acri…”, il ramo di azienda relativo all’esecuzione di commesse pubbliche ed i correlati requisiti speciali di qualificazione SOA, come comprovato dalla scrittura privata tra le parti, autenticata dai notai Bellezza-Auteri di Novara, prodotta (allegata al n. 7 alla memoria di costituzione depositata in data 9.6.2010).
Tuttavia, anche a voler fare riferimento alla data di presentazione dell’istanza, in considerazione del fatto che è lo stesso imprenditore a chiedere l’ammissione alla procedura di concordato preventivo, con una condotta che ben può ritenersi confessoria della consapevolezza del proprio stato di dissesto, nella specie, la data di presentazione dell’istanza, da parte della “Brambati & C. srl”, risulta essere quella del 4.1.2010, certamente successiva alla sua uscita dalla compagine del “Consorzio ** **- L** spa”, avvenuta con atto del 22.12.2009 e resa nota alla stazione appaltante.
Nel caso di specie, con scrittura privata autenticata del 22.12.2009, la “Barbato & C. srl” ha ceduto all’impresa “Sposato ** srl”: a) la quota di partecipazione al Consorzio ** **; b) il ramo di azienda relativo all’esecuzione di commesse pubbliche; c) i correlati requisiti di qualificazione SOA.
Conseguentemente, risultando documentalmente comprovato che la situazione a carico della “Brambati & C. s.r.l.” si era prodotta allorquando essa era già fuori dalla compagine del “Consorzio ** **-L** spa”, avendo ceduto il ramo d’azienda ed i correlati requisiti di qualificazione SOA alla “Sposato ** s.r.l.”, si può ritenere che, nella specie, non risulta essersi verificata la dedotta perdita del requisito della insussistenza dello stato di liquidazione, per l’attestazione della qualificazione delle imprese partecipanti, necessaria ai sensi dell’articolo 17, lettere g) e h) del D.P.R. del 25 gennaio 2000 numero 34, che regolamenta il sistema di qualificazione per gli esecutori di lavori pubblici, ai sensi dell’art.8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e successive modificazioni.
3.2.Il principio di immodificabilità soggettiva dei partecipanti alle procedure di affidamento degli appalti pubblici, stabilito dall’art. 37, comma 9, D.Lgs. n. 163/2006 (mutuato dall’art. 13, comma 5 is della legge n. 109/94 ed estensibile ad ogni settore di appalto) trova la sua “ratio” nell’esigenza di assicurare alle amministrazioni aggiudicatici una conoscenza piena dei soggetti che intendono contrarre con esse e, quindi, di consentire un controllo preliminare e compiuto dei requisiti di idoneità morale, tecnico-organizz** ed economico-finanziaria dei concorrenti, all’ulteriore scopo di impedire che tale verifica venga vanificata od elusa con modificazioni soggettive, in corso di gara, delle imprese candidate (ex plurimis: Cons. St., Sez. V, 3 agosto 2006, n. 5081).
Nel caso di specie, con il precitato atto del 22.12.2009, ha avuto luogo una formale “cessione di ramo di azienda” dalla “Brambati & C. alla “Sposato ** s.r.l.”, con trasferimento integrale di tutta l’organizzazione, l’esperienza, il know-how, il personale, etc..
Pertanto, nella specie, avendo il “Consorzio ** **-L** spa” indicato la “Sposato ** srl” come esecutrice dei lavori con dichiarazione del 3.11.2009 e consentito alla Commissione di Gara di svolgere le necessarie verifiche, si può affermare che tutte le esigenze di interesse pubblico risultano correttamente salvaguardate.
Ne discende che la contestazione svolta avverso l’incremento di iscrizione dalla VI^ alla VIII^ classifica in OG3, per effetto della cessione del ramo di azienda dalla “Brambati & C. s.r.l.” alla “Sposato ** srl”, oltre a risultare destituita di fondamento giuridico, non assume rilievo nell’economia di questo giudizio, dal momento che l’impresa “Sposato ** s.r.l.” risulta già aver posseduto l’attestazione SOA del 15.5.2007 nella classifica OG3 VI, come richiesto dal bando.
Infatti, l’impresa “Sposato ** s.r.l”, indicata dal “Consorzio ** **-L** spa” quale esecutrice dei lavori, ha prodotto un attestato già sufficiente a dimostrare il possesso del suddetto requisito minimo e, inoltre, per effetto della cessione dell’attestato SOA da parte della “Brambati & C. srl”, possiede validamente l’attestato OG3 VIII, che abilita all’esecuzione dei lavori per importi superiori a 15 milioni di euro.
5. Possono essere esaminati congiuntamente il quarto profilo del gravame principale ed il secondo dei motivi aggiunti, concernenti l’offerti tecnica, che viene censurata mediante l’impugn** interposta avverso il verbale di gara del 27.4.2010.
Con il quarto motivo, parte ricorrente deduce che, come risulterebbe dal suddetto verbale di gara del 27.4.2010, la Commissione di valutazione dell’anomalia dell’offerta avrebbe rilevato il carattere non satisfattivo delle giustificazioni prodotte dall’ati “Consorzio ** **-L** srl” **, ma, anziché escluderla, avrebbe provveduto ad assumere ulteriori giustificazioni e, poi l’avrebbe ammessa, in assenza di alcuna esternazione motivazionale.
6. Può essere considerato improcedibile il quinto profilo di gravame svolto in via principale, con cui l’impresa “Consorzio ** srl” deduce l’omessa ostensione di copia della chiesta documentazione amministr**, dell’offerta tecnica, dell’offerta economica, del sub procedimento di verifica e delle relative giustificazioni, dal momento che tutta la documentazione richiesta risulta acquisita agli atti in adempimento dell’O.C.I. del 9.7.2010 n. 183, con cui questa Sezione ha ordinato incombenti istruttori.
7. Con il terzo dei motivi aggiunti, svolto in via subordinata, parte ricorrente, dopo aver premesso che il bando di gara prevede, al punto H, lett. c), l’attribuzione di un massimo di quindici punti per le proposte di “miglioramento delle fasi di lavoro in presenza di traffico”, “in valore assoluto, valutando le proposte alla stregua dei principi e delle prescrizioni sopra enunciate”, con la precisazione secondo cui “all’offerta che non propone metodologia altern** a quella posta a base di gara verrà comunque attribuito il punteggio 0 (zero)”, lamenta che la Commissione di Gara, nella seduta del 25 marzo 2010, avrebbe attribuito punti 6,47 alla “ati Consorzio ** **-L** spa”, senza che quest’ultima avesse proposto alcuna metodologia altern**, non potendosi considerate all’uopo sufficiente la dichiarazione contenuta nella Relazione Illustr**, con la conseguenza che l’ati ricorrente, con i suoi complessivi punti 84,95, si sarebbe dovuta collocare al primo posto.
La censura è infondata, dal momento che gli elaborati E.14.a lotto 1°-B e E 14 b. lotto 2 B-C dimostrano che il “Consorzio ** **-L** spa”, nell’ambito della variante tecnica proposta, ha prodotto due elaborati, inerenti le fasi lavorative, che incidono in modo rilevante sulle condizioni di sicurezza delle maestranze e dell’utenza veicolare, riducendo gli effetti delle lavorazioni stesse sul traffico. Tali elaborati consistono nella proposizione di “metodologie alternative a quella posta a base di gara”, in riferimento alle condizioni di sicurezza, tali da giustificare l’attribuzione di punteggio premiale relativo all’ottimizzazione delle metodologie e delle fasi lavorative.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministr**.