Source: http://opinioni.ilcaso.it/opinione/3959/09-04-19/Spedizione-del-titolo-esecutivo-nel-processo-penale
Timestamp: 2019-08-22 22:22:26+00:00
Document Index: 148564708

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 540', 'art. 431', 'sentenza ', 'art. 431', 'art. 600', 'sentenza ', 'art. 544', 'sentenza ', 'art. 588', 'art. 600', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 431', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 314', 'art. 91', 'art. 539', 'art. 176']

Pubblicato il 09/04/19 20:36 [Doc.3959]
Sommario: 1. Premessa; 2. Rilascio copia esecutiva provvedimento pe-nale relativamente agli effetti civili; 3. Dispositivo sentenza penale con provvisionale-spedizione di copia in forma esecutiva; 4. Esecutività della condanna al pagamento delle spese processuali; 5. Spese processuali a fa-vore di parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato; 6. Esecutività dei provvedimenti che riconoscono il risarcimento per errore giudiziario e per ingiusta detenzione.
Si definisce titolo esecutivo [1] il documento che consente di promuovere l’ esecuzione forzata o è titolo esecutivo quel documento che consente di esercitare l’azione esecutiva della quale rappresenta condizione necessaria e sufficiente .
La “ spedizione” del titolo in forma esecutiva ha, quale principale scopo , quello di procurare il “possesso” del titolo, condizione necessaria per esperire l'esecuzione forzata, alle parti a favore delle quali è stabilita la prestazione nella sentenza .
Alle esigenze di chi, agendo quale parte civile nel processo penale , chiede, alla cancelleria del magistrato che ha emesso il provvedimento,di “ essere fornito” del titolo che ha riconosciuto e accolto “ le propria doglianze e pretese privatistiche e risarcitorie nella parentesi del procedimento penale in coerenza con la funzione che è propria dell'azione civile nel processo penale”.
2. Rilascio copia esecutiva provvedimento penale relativamente agli effetti civili
3. Dispositivo sentenza penale con provvisionale-spedizione di copia in forma esecutiva.
Ai sensi dell'art. 540 codice di procedura penale, la condanna alle restituzioni e al risarcimento del danno è di­chiarata provvisoriamente esecutiva, a richiesta della parte civile, quando ricorrono giustificati motivi, mentre la condanna al pagamento della provvisionale è immediatamente esecutiva.
Per il Tribunale di Modena [22] “ non è ravvisabile la sussistenza di alcuna norma che conformemente a quanto previsto dall'art. 431, secondo comma, c.p.c. consenta l'esecuzione della sentenza sulla base della sola copia del dispositivo in pendenza del termine per il depo­sito della sentenza» e che «convergente in tal senso risulta la mancata previsione di rimedi per la sospensione della esecuzione, vice­versa previsti dall'art. 431, terzo comma, c.p.c., posto che l'imputato non potrebbe neppure esperire la procedura di cui all'art. 600, terzo comma, c.p.p. essendo la richiesta di sospensione dell'esecuzione, per giurisprudenza di legittimità, proponibile solo con l'atto di gra­vame e non separatamente dall'impugnazione “.
La Corte di Appello di Catanzaro [23] , «rileva che è sicuramente abnorme l'apposizione della formula esecutiva sul solo dispositivo della sentenza letto in udienza, in pendenza dei termini fissati dal giudice, ai sensi dell'art. 544, terzo comma, c.p.p.. per il deposito della sentenza stessa».
Per i Giudici di Appello di Catanzaro, in un passaggio dell’ordinanza, in verità non molto chiaro, «la condanna al pagamento della provvisionale è immediatamente esecutiva sicché il richiamo del difensore all'art. 588 c.p.p.. non è conferente; in ogni caso, ai sensi dell'art. 600, terzo comma, c.p.p.., il giudice di appello può disporre che sia sospesa l'esecuzione della condanna al pagamento della provvisionale, ma ciò con le forme pre­viste dal primo comma della norma citata e, cioè, in sede di impugnazione della sentenza di primo grado».
Infine per la Corte di Appello calabrese «l'abnormità della situazione venutasi a creare in seguito alla non corretta apposizione della formula esecutiva sul dispositivo della sentenza citata potrà essere fatta valere dall'interessato in sede ci­vile con opposizione al precetto».
Per i Supremi giudici “ Il riferimento all’art. 431, secondo comma, cod. proc. civ., infatti, potrebbe dimostrare anche esattamente il contrario ...” .
4. Esecutività della condanna al pagamento delle spese processuali [25]
Ai sensi dell’articolo 541 codice di procedura penale titolato “Condanna alle spese relative all’azione civile”: 1. Con la sentenza che accoglie la domanda di restituzione o di risarcimento del danno, il giudice condanna l'imputato e il responsabile civile in solido al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile, salvo che ritenga di disporne, per giusti motivi, la compensazione totale o parziale. 2. Con la sentenza che rigetta la domanda indicata nel comma 1 o che assolve l'imputato per cause diverse dal difetto di imputabilità, il giudice, se ne è fatta richiesta, condanna la parte civile alla rifusione delle spese processuali sostenute dall'imputato e dal responsabile civile per effetto dell'azione civile, sempre che non ricorrano giustificati motivi per la compensazione totale o parziale… “
5. Spese processuali a favore di parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato
- titolo per il recupero : provvedimento definitivo del giudizio:[37] ,
- titolo per il pagamento a favore dell’interessato : provvedimento ex artt. 82 ,83,168 e 169 Testo Unico spese di giustizia [38] .
Per direttiva ministeriale [39] “... il citato articolo 82 stabilisce infatti, che l’onorario e le spese spettanti al difensore sono liquidati dall’autorità giudiziaria con decreto di pagamento e l’articolo 171 del medesimo T.U. relativo agli effetti del decreto di pagamento, definisce tale provvedimento come titolo di pagamento della spesa in tutte le fattispecie previste dal testo unico.
L’efficacia di titolo esecutivo ex articolo 474 c.p.c. è, peraltro, conferita dall’articolo 53 delle disposizioni di attuazione al c.p.c. ai decreti di liquidazione dei compensi degli ausiliari del magistrato e dei custodi ed anche in tale disposizione non fa riferimento al decreto di liquidazione del compenso spettante al difensore.”
L’avvocato della parte ammessa non potrà ottenere la liquidazione delle proprie competenze a carico dell'erario chiedendo la copia esecutiva della sentenza , azionando un titolo ottenuto secondo le norme del codice di rito ma, ex articolo 82, secondo l’architettura del Testo Unico spese di giustizia , improntata ai criteri della contabilità pubblica.[40]
L’architettura della liquidazione che, per come disposta dai richiamati articoli del Testo Unico spese giustizia, non è stata modificata dall’introduzione del comma 3 bis all’articolo 83[41] ai sensi del quale " Il decreto di pagamento è emesso dal giudice contestualmente alla pronuncia del provvedimento che chiude la fase cui si riferisce la relativa richiesta".
La Corte Costituzionale [42], nel dichiarare l’ennesima manifesta infondatezza delle questioni di illegittimità costituzionale dell’articolo 130 testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, articolo che prevede nel processo civile il “dimezzamento” degli importi spettanti al difensore, all’ausiliario del magistrato e al consulente tecnico di parte, ha puntualizzato che “ la somma che va rifusa in favore dello Stato deve coincidere con quella che lo Stato liquida al difensore del soggetto non abbiente”
5. Esecutività dei provvedimenti che riconoscono il risarcimento per errore giudiziario e per ingiusta detenzione
Per la corte di Cassazione “Il procedimento per la riparazione dell'errore giudiziario ha connotazioni di natura civilistica”. [43]
Per il procedimento per la riparazione dell’ingiusta detenzione la Corte di Cassazione [44] ha osservato “che il procedimento per la riparazione dell'ingiusta detenzione, pur avendo svolgimento e natura propri, si sviluppa all'interno del processo penale del quale, ove non diversamente disposto, mutua per intero le regole”.
Anche se, in tema di ingiusta detenzione, “Il giudizio per la riparazione dell'ingiusta detenzione è del tutto autonomo rispetto al giudizio penale di cognizione, impegnando piani di indagine diversi e che possono portare a conclusioni del tutto differenti sulla base dello stesso materiale probatorio acquisito agli atti, il che, tuttavia, non consente al giudice della riparazione di ritenere provati fatti che tali non sono stati considerati dal giudice della cognizione ovvero non provate circostanze che quest'ultimo ha valutato dimostrate.” [45]
Relativamente alle condanna al pagamento delle spese processuali si rinvia a quanto scritto in argomento precedentemente [49] ricordando, riguardo al procedimento di riparazione per l'ingiusta detenzione, che “ la P.A., nel caso non si opponga alla pretesa dell'interessato, non può essere considerata soccombente e non può pertanto essere condannata al rimborso delle spese processuali sostenute dalla parte privata “ [50] e che “ le spese del procedimento diretto ad ottenere il riconoscimento del diritto all'equa riparazione per ingiusta detenzione, ai sensi dell'art. 314 c.p.p., gravano sull'amministrazione del tesoro solo se questa, nel costituirsi, opponga carenza del diritto, eccessività della richiesta o qualsivoglia eccezione che tenda a paralizzare o ridurre la pretesa dell'istante, colorando così di contenziosità il procedimento, con la conseguente applicabilità del disposto dell'art. 91 c.p.c. Se, al contrario, l'amministrazione non contrasta la richiesta la procedura rimane nell'ambito della volontaria giurisdizione e le spese sono a carico dell'istante“.[51]
[17] “la provvisionale può essere concessa anche in assenza di apposita richiesta della parte civile ma, qualora essa venga assegnata dal giudice di appello, tale possibilità è condizionata dal fatto che la relativa questione non sia stata prospettata al primo giudice e non abbia formato oggetto di pronuncia esplicita o implicita” (Cass. Pen. , Sez. 1, 04/11/1999 n. 14583; Cass. Pen., Sez. 5, 19/06/2007 n. 36062, Cass. Pen. ,Sez. 6, del 21/06/2000 n. 8480 ). Contraria Cass. Pen., Sez. 2, 07/11/2014, n. 47723 “è illegittima la decisione con cui il giudice di appello dispone l'assegnazione della provvisionale in assenza della richiesta della parte civile, atteso che l'art. 539 c.p.p., subordina tale statuizione alla specifica richiesta della parte civile”
[21]Tribunale di Modena –rito monocratico- ordinanza del 28 aprile 2005; Corte di Appello di Catanzaro - 1 sezione penale- provvedimento del 3 dicembre 2010; Tribunale di Arezzo 8 agosto 2011 “
[47]documenti da unire alla domanda di riparazione dell'errore giudiziario sono rilasciati gratuitamente dagli uffici competenti e sono esenti da imposta di bollo ai sensi dell'art. 176 disp. att. del presente codice.