Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_procedura_civile/156
Timestamp: 2018-09-20 12:38:53+00:00
Document Index: 146596402

Matched Legal Cases: ['art. 480', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 156', 'art.156', 'art 480', 'art.13', 'art.156', 'art. 480', 'art. 156', 'art. 121', 'art. 156', 'art. 156', 'art. 121', 'art.156', 'art. 156']

I. Non può essere pronunciata la nullità per inosservanza di forme di alcun atto del processo, se la nullità non è comminata dalla legge.
II. Può tuttavia essere pronunciata quando l'atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo.
III. La nullità non può mai essere pronunciata, se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato.
Esecuzione forzata - Precetto - Indicazione del titolo esecutivo - Omissione - Nullità del precetto - Esclusione - Condizioni - Fattispecie.
L'omessa indicazione del titolo esecutivo azionato non determina la nullità del precetto ai sensi dell'art. 480, comma 2, c.p.c., quando l'esigenza di individuazione del titolo risulti comunque soddisfatta attraverso altri elementi contenuti nel precetto stesso, la cui positiva valutazione da parte del giudice di merito - insindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata - può essere utilmente ancorata al successivo comportamento del debitore. (Nella specie, il precetto impugnato era stato notificato in rinnovazione di un precedente precetto e conteneva una precisa indicazione degli estremi della sentenza di condanna, notificata assieme al primo precetto, sulla base della quale sia il primo che il secondo precetto erano stati intimati). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 20 Giugno 2017, n. 15316. Segue...
Opposizione ad ordinanza ingiunzione – Impugnazione spiegata con ricorso anziché con citazione – Sanatoria – Condizioni – Principio in tema di impugnazione delle deliberazioni condominiali – Inapplicabilità – Rimessione in termini – Esclusione.
L’appello avverso sentenze in materia di opposizione ad ordinanza-ingiunzione, pronunciate ai sensi dell’art. 23 della l. n. 689 del 1981, in giudizi iniziati prima dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 150 del 2011, ove erroneamente introdotto con ricorso anziché con citazione, è suscettibile di sanatoria, a condizione che nel termine previsto dalla legge l’atto sia stato non solo depositato nella cancelleria del giudice, ma anche notificato alla controparte, non trovando applicazione il diverso principio, non suscettibile di applicazione al di fuori dello specifico ambito, affermato con riguardo alla sanatoria delle impugnazioni delle deliberazioni di assemblea di condominio spiegate mediante ricorso, e senza che sia possibile rimettere in termini l’appellante, non ricorrendo i presupposti della pregressa esistenza di un consolidato orientamento giurisprudenziale poi disatteso da un successivo pronunciamento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 01 Marzo 2017, n. 5295. Segue...
Fallimento - Dichiarazione - Procedimento - Audizione dell'imprenditore - Notificazione del ricorso e del decreto di convocazione - Inosservanza del termine dilatorio ex art. 15, comma 3, l.fall., e mancata espressa abbreviazione ex art. 15, comma 5, l.fall. - Conseguenze - Nullità della "vocatio in ius" - Automaticità - Esclusione - Condizioni - Partecipazione all'udienza del debitore - Sanatoria della nullità - Fondamento.
Nel procedimento per la dichiarazione di fallimento, il mancato rispetto del termine di quindici giorni che deve intercorrere tra la data di notifica del decreto di convocazione del debitore e la data dell'udienza (come previsto dalla nuova formulazione dell'art. 15, comma 3, l.fall.) e la sua mancata abbreviazione nelle forme rituali del decreto motivato sottoscritto dal presidente del tribunale, previste dall'art. 15, comma 5, l.fall., costituiscono cause di nullità astrattamente integranti la violazione del diritto di difesa, ma non determinano - ai sensi dell'art. 156 c.p.c., per il generale principio di raggiungimento dello scopo dell'atto - la nullità del decreto di convocazione se, il debitore, pur eccependo la nullità della notifica, abbia attivamente partecipato all'udienza, rendendo dichiarazioni in merito alle istanze di fallimento, senza formulare, in tale sede, rilievi o riserve in ordine alla ristrettezza del termine concessogli, né fornendo specifiche indicazioni del pregiudizio eventualmente determinatosi, sul piano probatorio, in ragione del minor tempo disponibile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 19 Luglio 2016, n. 14814. Segue...
Processo fallimentare – Opposizione allo stato passivo – Depositata telematicamente alla scadenza del termine – Indirizzata a registro non pertinente – Nullità del deposito – Inammissibilità e decadenza.
Il deposito telematico di un atto processuale in un fascicolo non pertinente è affetto da nullità perché mancante dei requisiti indispensabili al raggiungimento dello scopo ex art.156 c.p.c.. Il deposito in cancelleria infatti ha la funzione di comunicare l’atto alla controparte oltre che al giudice. Questa funzione viene del tutto a mancare se l’atto non può essere reso accessibile nel pertinente fascicolo telematico perché indirizzata altrove.
La circostanza che il deposito del ricorso, tempestivamente effettuato, era stato rifiutato dal sistema soltanto per erroneità del registro di riferimento non rende l’iniziativa processuale immune dalla decadenza/inammissibilità. Se il deposito è nullo, non vale a far salvo il rispetto del termine la circostanza che la ricevuta di accettazione sia stata generata entro la fine del giorno di scadenza. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 04 Luglio 2016. Segue...
Esecuzione forzata – Atto di precetto – Assenza dell’avvertimento al debitore della possibilità di ricorrere ai meccanismi di composizione della crisi da sovraindebitamento – Nullità – Esclusione.
Il legislatore, pur prevedendo come obbligatorio l’avvertimento di cui all’art 480, 2° comma, c.p.c., come modificato dall’art.13, comma 1, lett. a), del D.L. 83/2015, nessuna sanzione ha previsto in caso di mancata osservanza dello stesso.
Nel silenzio del legislatore, devono trovare applicazione i principi generali dettati dall’art.156 c.p.c., secondo cui un atto processuale può essere considerato nullo nel caso in cui la nullità per inosservanza della forma sia comminata dalla legge ovvero quando, anche in mancanza di tale sanzione, l’atto comunque manchi dei requisiti formali indispensabili per raggiunger il suo scopo.
Il precetto è, nella sostanza, un’intimazione ad adempiere, per cui si deve ritenere che esso adempia alla funzione che gli è propria pur nella mancanza dell’avvertimento al debitore di ricorrere ai meccanismi di composizione della crisi previsti dalla legge 27 gennaio 2012, n.3. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Giugno 2016. Segue...
Espropriazione forzata - Atto di precetto - Omessa indicazione dell’avviso relativo all’attivazione della procedura di sovraindebitamento - Conseguenze - Valutazione del giudice - Ratio della norma - Fattispecie.
Le conseguenze dell’omessa indicazione, nell’atto di precetto, della possibilità per il debitore di attivare la procedura di sovraindebitamento, sono rimesse alla valutazione del giudice, il quale dovrà tenere presente l’esigenza che tale avviso svolge di rappresentare al destinatario dell’atto l’esistenza di situazioni giuridiche che un soggetto normalmente sfornito di cognizioni tecniche non è in grado di conoscere ed altresì di evitare la rinnovazione di atti che non siano in grado di offrire risultati diversi rispetto a quelli già prodotti.
Nel caso di specie, il giudice dell’esecuzione ha rigettato l’opposizione del debitore, fondata sulla mancanza dell’avvertimento in questione, in ragione del fatto che lo stesso non ha provato di aver instaurato alcuna procedura di sovraindebitamento, né di essere legittimato alla presentazione della relativa domanda. Il giudice ha quindi ritenuto che la rinnovazione del precetto si sarebbe tradotta nell’imposizione al creditore dell’obbligo di rinnovare un atto che non avrebbe prodotto risultati diversi da quelli già ottenuti, non avendo il debitore manifestato alcun interesse per l’attivazione delle procedure di cui alla legge n. 3/2012. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18 Febbraio 2016. Segue...
Opposizione a precetto - Omissione avvertimento introdotto nel nuovo art. 480, secondo comma, c.p.c. - Sovraindebitamento - Nullità - Esclusione.
Atteso che, ai sensi dell’art. 156 c.p.c., la nullità di un atto processuale può essere pronunciata esclusivamente nei casi in cui la stessa è comminata dalla legge e che l'’avvertimento che il debitore può, con l’'ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore, non rientra tra i requisiti che l'’atto di precetto deve contenere a pena di nullità, come reso palese dal testo della legge. (Nunzio Salice) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 19 Gennaio 2016. Segue...
Opposizione a precetto – Mancanza dell'avvertimento introdotto dal D.L. 83/2015 – Nullità – Sussiste.
E' nullo l'atto di precetto nel quale venga omesso l'avvertimento introdotto dal D.L. 83/2015. (Fabrizio Faustini) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Dicembre 2015. Segue...
Processo civile telematico - Ricorso per ingiunzione - Deposito in forma di "pdf scansione" anziché in formato "pdf testuale" - Inesistenza - Esclusione - Nullità - Esclusione.
Il decreto ministeriale n. 44 del 2011 non prevede alcuna sanzione di nullità per il caso in cui il ricorso per decreto ingiuntivo telematico venga depositato in forma di "pdf scansione" anziché in formato "pdf testuale", ipotesi nella quale non si potrebbe parlare di inesistenza dell'atto ma semmai di nullità ai sensi dell'articolo 156, comma 2 c.p.c. sanabile dalla proposizione dell'opposizione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 04 Dicembre 2015. Segue...
Procedimento Civile – Costituzione in giudizio – Costituzione mediante deposito telematico – Ammissibilità – Sussiste.
E’ ammissibile la comparsa di costituzione e risposta depositata telematicamente: ciò che non è previsto non può ritenersi per ciò solo vietato, stante il principio di libertà di forme (art. 121 c.p.c.), ed avendosi riguardo al divieto di pronunciare la nullità di un atto del processo se la nullità non è comminata dalla legge, e comunque mai ove risulti accertato che l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato (art. 156 c.p.c.). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 07 Ottobre 2014. Segue...
Procedimento Civile – Costituzione in giudizio – Costituzione mediante deposito telematico – Ammissibilità – Sussiste (art. 156 c.p.c.).
E’ ammissibile il deposito telematico di atti e provvedimenti non espressamente contemplati dal decreto autorizzatorio: secondo il principio generale contenuto nell'art. 121 c.p.c. gli atti del processo, per cui la legge non richiede forme determinate, possono essere compiuti nella forma più idonea al raggiungimento del loro scopo. Inoltre, trova applicazione il principio generale di cui all’art.156 c.p.c. per il quale l’atto eventualmente invalido, se ha raggiunto lo scopo cui è destinato, non può essere dichiarato nullo, mentre qualora lo scopo non fosse stato raggiunto, sarebbe stata disposta la rinnovazione della notifica, con salvezza dell'atto. Quanto alle modalità di deposito, non si ritiene condivisibile la tesi dell’inammissibilità, posto che la suddetta categoria giuridica è prevista dal nostro ordinamento processuale nei casi tassativamente previsti e solo in due ipotesi (opposizione di terzo, e revocazione) per gli atti introduttivi. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 16 Luglio 2014. Segue...
Atto giuridico compiuto in abuso del diritto – Conseguenze – Inefficacia..
L’atto giuridico (sostanziale o processuale) compiuto in abuso del diritto fuoriesce dallo schema legale o convenzionale tipico ed è quindi inefficace. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 24 Dicembre 2012. Segue...
Notificazione - Notificazione persona giuridica in luogo diverso dalla sede - Nullità - Sanatoria..
La notificazione a persona giuridica effettuata in luogo diverso dalla sede ufficiale od effettiva non è inesistente bensì nulla, con la conseguenza che tale vizio risulta sanato con effetto ex tunc dalla successiva e tempestiva costituzione in giudizio della parte interessata (sanatoria per raggiungimento dello scopo) ai sensi dell’art. 156, comma 3, c.p.c.. (Marco Bergamaschi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 29 Marzo 2012. Segue...