Source: http://www.giustiziaquotidiana.it/dblog/storico.asp?s=&m=&pagina=362&ordinamento=asc
Timestamp: 2019-08-23 20:05:14+00:00
Document Index: 45372448

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 612', 'art. 612', 'sentenza ', 'e contrario']

Facebook - Cassazione: E' stalking la persecuzione via socialnetwork (sentenza n. 32404 del 30 agosto 2010)
Di Loredana Morandi (del 08/09/2010 @ 09:14:38, in Magistratura, linkato 1975 volte)
Configurabile il reato di stalking anche
per le molestie tramite Facebook
Linea dura della Cassazione per chi perseguita il proprio ex con messaggi minacciosi anche su Facebook. La VI Sezione penale ha confermato una custodia cautelare ai domiciliari, disposta dal tribunale di Potenza, nei confronti di un ragazzo accusato di "atti persecutori" (stalking) nei confronti della ex fidanzata.
«Continui episodi di molestie, consistiti in telefonate, invii di sms, messaggi di posta elettronica e tramite Facebook, anche nell'ufficio dove lei lavorava» avevano portato il tribunale di Lagonegro nel febbraio 2010 a disporre la custodia cautelare in carcere per l'uomo dopo la denuncia della ragazza. In riforma del provvedimento, poi, il tribunale di Potenza aveva tramutato il carcere in arresti domiciliari. L'amante, non rassegnato, aveva anche minacciato il nuovo compagno della ex spedendogli fotografie di rapporti sessuali della sua precedente relazione.
Invano l'indagato ha fatto ricorso in Cassazione contro l'ordinanza del tribunale di Potenza: i supremi giudici, infatti, con la sentenza n. 32404, hanno confermato il provvedimento ritenendo tali comportamenti «minacciosi e molesti» e «gravi indizi di colpevolezza» anche i messaggi su Facebook, che avevano creato nella vittima «uno stato d'animo di profondo disagio e paura in conseguenza delle vessazioni patite».
Corte di cassazione, sezione VI penale, sentenza 30 agosto 2010 n. 32404
http://static.ilsole24ore.com/G/GuidaDiritto/binary/11918505.13/11918505.pdf
Con l'ordinanza sopra indicata, il Tribunale di Potenza ha parzialmente accolto l'istanza di riesame formulata da D. G. avverso il provvedimento del g.i.p. del Tribunale di Lagonegro in data 16 febbraio 2010, sostituendo la misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari.
All'indagato è stato contestato il reato di cui all'art. 612 bis c.p. ("Atti persecutori") nei confronti di I.N. (con la quale aveva avuto una relazione sentimentale che la donna aveva voluto interrompere), e di calunnia nei confronti della stessa e di P.S., nuovo fidanzato della I..
Avverso tale decisione propone ricorso l'indagato che deduce, con un primo motivo, "violazione di diritto", perchè non sarebbero sussistiti i gravi indizi, e i descritti comportamenti non avrebbero potuto integrare il reato contestato. Quanto alla calunnia, non erano stati sentiti due testi da lui indicati. Assume poi, con altro motivo, illogicità e contraddittorietà della motivazione. Le investigazioni erano basate sulle sole parole della I., prive di riscontri, e sulle dichiarazioni di suoi familiari. Non era stato interrogato il teste a discarico S.G. indicato dall'esponente. Le argomentazioni del Collegio non erano condivisibili, in quanto non era vero che il quadro indiziario era univoco: infatti nel 2009 era la stessa persona offesa a chiedere e ottenere "un contatto con il presunto stalker". Sostiene che le espressioni usate nella ordinanza sulla sua personalità, di connotazione particolarmente negativa (come "incapace di controllare i propri istinti"; "carattere allarmante"; "spregiudicato"; "con elevata propensione a delinquere"), nonchè quelle utilizzate per evidenziare i pericula libertatis (quali "pericolo di recidiva";
"stillicidio persecutorio") non erano in linea con la misura (come sostituita) ma semmai con la custodia cautelare in carcere (si trattava probabilmente di un errore del Tribunale che aveva utilizzato espressioni riferibili a tale C.E.).
Il ricorso è inammissibile per contenere censure di merito, oltretutto genericamente esposte, sulla valutazione dei gravi indizi di colpevolezza, avverso un'ordinanza assistita da motivazione congrua e immune da censure di ordine logico.
Il Tribunale ha, infatti, ritenuto la sussistenza dei gravi indizi relativamente alla condotta del reato previsto dall'art. 612 bis c.p..
Le investigazioni hanno dato conto di continui episodi di molestie, concretatisi in telefonate, invii di sms e di messaggi di posta elettronica, nonchè di messaggi tramite internet (facebook), anche nell'ufficio dove la I. prestava il suo lavoro. Sono state poste a base del provvedimento anche le dichiarazioni della I. (motivatamente ritenuta attendibile anche per i riscontri documentali delle sue dichiarazioni), che aveva presentato varie denunce, nonchè le sommarie informazioni di diverse persone informate sui fatti. La condotta persecutoria e ossessionante dell'indagato, sempre più pressante, era anche caratterizzata dall'avere trasmesso il D., tramite facebook, un filmato che ritraeva un rapporto sessuale tra lui e la donna, nonchè dall'avere avvicinato la I., che si trovava con un collega di lavoro, con atteggiamento aggressivo, manifestando l'intenzione di picchiare l'uomo. Il D. aveva anche inviato presso l'ufficio della denunciante cinque buste contenenti compact disc con immagini intime che la riguardavano. Ciò provocava nella donna un grave stato di ansia e di vergogna che la costringeva a dimettersi. Ancora: il giorno **** l'indagato aveva indirizzato al P. S., nuovo compagno della I., una lettera fortemente ingiuriosa e minacciosa alla quale aveva allegato fotografie che riproducevano un rapporto sessuale che il D. aveva avuto con la vittima. Tutti tali comportamenti, minacciosi e molesti, concretavano, ad avviso del Tribunale, il reato contestato anche sotto il profilo del requisito della genesi di uno stato d'animo di profondo disagio e paura nella vittima in conseguenza delle vessazioni patite. Va sottolineato che il ricorrente non ha contestato specificamente uno solo dei comportamenti di vessazione individuati nella ordinanza.
Ha ritenuto il Tribunale la piena sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, con motivazione adeguata, anche in ordine al reato di calunnia in relazione alla denuncia presentata dal D. nei confronti della I. e del P. nella quale il ricorrente affermava di avere subito una estorsione da parte di quest'ultimo che gli aveva chiesto la somma di Euro 1.700 per il ritiro di una denuncia che il P. non aveva poi ritirato nonostante gli avesse consegnato la somma richiesta. Tale comportamento era ritenuto certamente calunnioso in quanto la consegna del denaro era stata smentita proprio dal teste indicato dal D., L.C..
Fonte Manuela Rinaldi per Altalex
E per chi perseguita un comune cittadino, quale sono io, per ragioni solo lucrative? Con la presenza di ben 4 società, di cui una di fatto (Promotux snc, Top Host Srl, Azzurra.org, Aliberti Editore attuale curatore del gruppo FB), più due sedicenti associazioni ed una terza impegnata in attività dolose su Facebook armate di siti, blog, 15 video su profili youtube e google, pagine e gruppi facebook tutti funzionanti sarà possibile sintetizzare in diritto il reato di stalking in associazione per delinquere (612 bis + 416), stante siano documentabili addirittura due reati di peculato d'uso e malversazione di beni di proprietà dello Stato?
ANM a Reggio Calabria - la rassegna
Di Loredana Morandi (del 08/09/2010 @ 11:50:45, in Magistratura, linkato 1434 volte)
Assemblea ANM.
“Serve azione sinergica contro le cosche”
Reggio Calabria. Vivo apprezzamento da parte del Capo dello Stato, ma anche dai presidenti di Camera e Senato per l’iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Magistrati e presieduta dal presidente della giunta esecutiva nazionale, Luca Palamara. Un incontro quello ospitato in un gremito auditorium Versace del Centro Direzionale che ospita, tra gli altri gli uffici della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, voluto – come spiegato dallo stesso Palamara – per sensibilizzare opinione pubblica e politica sui reali problemi del pianeta giustizia. In particolare in distretti come quelli calabresi o siciliani in cui si è costretti a lavorare tanto, ma con uomini e mezzi risicati.
Con questa iniziativa «al di là della solidarietà, vogliamo che le problematiche della Calabria e degli uffici giudiziari di tutto il Mezzogiorno vengano affrontate non nell’emergenza, ma nella normalità» ha aggiunto il regginissimo numero uno dell’ANM, richiedendo interventi mirati e di supporto all’operato degli operatori della giustizia al mondo politico rappresentato per l’occasione da una “consistente” platea di amministratori locali, regionali e parlamentari di centro, destra e sinistra. Oltre a magistrati provenienti da tutta la regione, ad una delegazione del rinnovato CSM, allo stesso procuratore generale Salvatore Di Landro, vittima il 26 agosto scorso di una vile intimidazione e agli altri magistrati reggini finiti nel mirino delle forze oscure che operano nel territorio calabrese e della provincia di Reggio, all’assemblea ha preso parte, inoltre, anche il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso.
Così come negli altri interventi, anche Grasso ha sottolineato la necessità che del problema ‘ndrangheta siano investite tutte le forze politiche attraverso l’attuazione di nuovi e condivisi strumenti giuridici. «Non si possono fare le battaglie senza le risorse» ha aggiunto.
La parola è poi passata al Procuratore generale Salvatore Di Landro. «La presenza dei colleghi di tutta Italia non può che darci forza in quest’azione di contrasto al crimine organizzato. Questi momenti – ha aggiunto – dovrebbero ripetersi e non dovrebbero essere legati solo a fatti straordinari. Si dovrebbe instaurare un vero e proprio rapporto tra Anm, Csm e la base, anche se ci rendiamo conto che farlo in tutta Italia è complicato. Ma questa è una terra particolare che richiede una presenza particolare» ha concluso Di Landro.
Martedì 07 settembre 2010 ore 21:17
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L’Anm a Reggio Calabria dopo l’attentato al procuratore Di Landro
Di Loredana Morandi (del 08/09/2010 @ 13:50:03, in Magistratura, linkato 1290 volte)
L’Anm a Reggio Calabria
dopo l’attentato al procuratore Di Landro
Palamara: servono interventi seri e mirati
Oggi a Reggio Calabria, alla presenza di una delegazione della Gec composta da Luca Palamara, Gioacchino Natoli, Anna Canepa e Antonio Balsamo e della Giunta distrettuale dell'Anm, si è svolta l'assemblea indetta dall’Associazione nazionale magistrati per discutere dell’attentato compiuto il 26 agosto scorso contro il procuratore generale Salvatore Di Landro e della grave situazione di disagio degli uffici giudiziari, in particolare di quelli del distretto di corte d’appello di Reggio Calabria.
Amplissima partecipazione all’assemblea da parte di magistrati, avvocati, rappresentanze sindacali, autorità politiche, associazioni, cittadini.
Numerosi gli intervenuti che hanno rappresentato le carenze organiche e strutturali degli uffici giudiziari del territorio e la pericolosità dei fenomeni delinquenziali.
«Perderemmo tutti se continuassimo a ritenere l’episodio del 26 agosto riferibile soltanto al procuratore Di Landro - ha dichiarato il presidente dell’Anm Luca Palamara -. I fatti accaduti colpiscono tutta la magistratura italiana . Ecco perché l’Anm ha voluto affrontare il problema non isolatamente, ma pubblicamente e collettivamente, convocando un’assemblea aperta al confronto e alla partecipazione di tutti.
L’assemblea di oggi non è un momento di scontro, ma un’occasione per lo Stato di affermare la sua presenza. C’è il rischio, però, che incontri come questo si riducano soltanto a una passerella. Per troppo tempo, infatti, questi uffici sono caduti nel dimenticatoio. Noi, invece, vogliamo che il problema della Calabria non venga trattato in una logica emergenziale, ma di normalità».
Palamara ha invitato la politica - il Governo e l’opposizione - a fare gioco di squadra per combattere insieme la ‘ndrangheta e ogni forma di collusione con essa attraverso la coerenza tra affermazioni, comportamenti e fatti.
«Abbiamo bisogno - ha continuato - di interventi seri e mirati che non mettano in secondo piano le priorità del servizio giustizia. Abbiamo bisogno di non essere delegittimati nel nostro lavoro. Occorre, inoltre, che non vengano introdotti provvedimenti che privano i magistrati di strumenti indispensabili per le indagini come quello delle intercettazioni».
Il presidente dell’Anm ha sottolineato che i magistrati vittime di vili atti intimidatori non saranno mai lasciati soli, precisando, tuttavia, che l’Associazione offrirà solidarietà e sostegno soltanto a una magistratura non docile e che non piega la testa anche davanti a indagini che sfiorano il potere.
«La nostra azione – ha concluso Palamara – sarà ispirata sempre alla tutela dell’autonomia e dell’indipendenza, intese non come privilegio dei magistrati, ma come condizione indispensabile per garantire il servizio giustizia ai cittadini per i quali ogni giorno svolgiamo la nostra opera».
Pedofilia: un bambino su cinque subisce violenze
Di Loredana Morandi (del 08/09/2010 @ 13:57:48, in Osservatorio Famiglia, linkato 1223 volte)
Consiglio d'Europa, piu' prevenzione, monitorare anche internet
(ANSA) - ROMA, 7SET -'Non abbiamo la certezza delle cifre ma sappiamo che almeno un bimbo su 5 in Europa subisce violenze sessuali', sostiene il Consiglio d'Europa A rendere noto il 'terribile' dato e' Maud De Boer-Buquicchio, vicesegretario generale del Consiglio d'Europa, a Roma per una riunione dei vertici dell'organizzazione internazionale, che si terra' domani a Montecitorio.
Per De Boer, serve 'un impegno di prevenzione a livello statale e regionale attraverso anche un monitoraggio della rete internet'. E soprattutto, 'bisogna rendere consapevoli gli stessi bambini dei rischi che corrono'.
La violenza sui minori e' al centro di una collaborazione tra De Boer e il ministro delle Pari Opportunita' Mara Carfagna con l'obiettivo, in primo luogo, 'di rendere visibile all'opinione pubblica il fenomeno'. '
Stiamo preparando un grande convegno per fine settembre a Roma', ha annunciato De Boer augurandosi che per quell'epoca l'Italia 'annunci la ratifica della Convenzione di Lanzarote' firmata da 33 Stati e finora ratificata da 8 Paesi membri. 'L'Italia e' stata importante per l'elaborazione del testo.
La proposta di ratifica e' pronta dal novembre 2009, spero che il procedimento venga ultimato', ha concluso De Boer.
http://www3.varesenews.it/italia/articolo_ansa.php?id=33124
Di Loredana Morandi (del 08/09/2010 @ 17:24:25, in Estero, linkato 1279 volte)
GIUSTIZIA, L’OUA HA INCONTRATO IL MINISTRO ALFANO
Di Loredana Morandi (del 09/09/2010 @ 05:37:51, in Giuristi, linkato 1354 volte)
MAURIZIO DE TILLA, OUA: “GRANDE ATTENZIONE AL DECALOGO SULLA GIUSTIZIA, APERTURE ALLE RAGIONI DELL’OUA SULLA MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA”
Oggi alle 15 una delegazione dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana-Oua composta dal presidente, Maurizio de Tilla, dai vice presidenti, Antonio Giorgino e Luca Saldarelli, dal segretario Giuseppe Lepore, ha incontrato il ministro di Giustizia, Angelino Alfano. L’Oua ha presentato il Decalogo di proposte per la riforma della giustizia (civile e penale), illustrato il progetto sull’avvocatura “soggetto costituzionale” e per il giudice laico. Tra i temi trattati anche le ragioni di opposizione alla media conciliazione obbligatoria.
«Grande attenzione dal ministro Alfano alle ragioni dell’avvocatura – ha spiegato de Tilla – Il Decalogo di proposte presentato dall’Oua può diventare la “road map” del confronto per una riforma condivisa della giustizia. Abbiamo esposto al ministro che bisogna puntare su innovazione tecnologica, modernizzazione, managerialità e sulla centralità dei diritti del cittadino. Le principali richieste sono un aumento delle risorse economiche e materiali da gestire e un impegno contro gli sprechi negli apparati amministrativi delle sedi giudiziarie; l ’ assunzione di manager in ciascuno dei medi e grandi uffici giudiziari per gestire con efficienza “l’Azienda giustizia”. L ’applicazione generalizzata di modelli di riorganizzazione, best practices, come nel tribunale di Torino (guidato dal dott. Barbuto), che hanno dato concreti risultati negli uffici giudiziari dove sono stati applicati. È inoltre utile un incremento della produttività del lavoro dei giudici, accompagnato da un numero maggiore di magistrati togati e dall’istituzione della figura dell’assistente del giudice (da individuare tra gli idonei al concorso in magistratura e i giovani avvocati che hanno conseguito a livello distrettuale i primi venti posti in una ideale graduatoria degli esami di avvocato). Da ridefinire la figura di giudice laico, da valutare con un accesso rigoroso e selettivo. È importante, inoltre, potenziare la diffusione su tutto il territorio nazionale dell’informatizzazione degli uffici giudiziari e del processo telematico. Infine è necessaria una drastica riduzione dei riti, unificandoli in due, massimo tre modelli procedurali».
« Ma abbiamo chiesto – ha continuato - anche un ripensamento su alcune iniziative legislative che invece vanno nella direzione sbagliata, come la mediaconciliazione obbligatoria, la rottamazione del pendente civile attraverso l’istituzione di figure come l’ausiliario del giudice o il filtro in Cassazione, che come conferma una sentenza di ieri, della stessa Corte, è da abrogare ed, con tutta evidenza, è da sostituire con una norma costituzionale che riduca l’ipotesi di ricorso. Su tutte queste questioni il ministro ha mostrato disponibilità al confronto e attenzione alle osservazioni dell’Oua».
«Abbiamo ricordato al Ministro Alfano – ha aggiunto - che su un suo stesso invito, a suo tempo abbiamo prospettato un progetto condiviso di riforma dell’ordinamento forense che giace per inerzia nell’Aula del Senato senza fissazione del prosieguo della discussione. Abbiamo auspicato che il ddl mantenga quei requisiti di rigore, fondamentali per rilanciare la professione, con la previsione di rigidi requisiti nell’accesso e di flussi programmati all’università».
«Abbiamo chiesto – ha concluso il presidente Oua - che si dia un impulso al disegno di legge presentato alla Camera sulla esplicita costituzionalizzazione del “Soggetto Avvocatura” nella Giurisdizione insieme al “Soggetto Magistratura” già presente nella Carta costituzionale. Serve quindi una riforma dell’ordinamento che dia parità di ruolo ad avvocati e magistrati, che separi le carriere e che inserisca gli avvocati nei consigli giudiziari».
Lo scoop di Klaus Davi su Angela Napoli
Di Loredana Morandi (del 09/09/2010 @ 06:10:39, in Politica, linkato 1458 volte)
Io consiglio di ascoltare la registrazione, tutto lo scoop è nei primi 3 minuti iniziali di questo video. La domanda trappola si incunea nel discorso con l'introduzione ad un intervento del convegno di Mirabello in cui un "amministrativo", a quanto afferma Davi, ha segnalato lo stato di malessere generale determinato dalle candidature di veline, letterine, ecc..
La Napoli cade nella trappola con tutte le scarpe, ma risponde essenzialmente "personalizzando" i concetti in un miscuglio sconfusionato tra onestà e presunzione personale, stimolato anche dal giornalista con opportuni interventi fino allo stop del "onorevole, ma lei non c'entra niente". E chi c'entra allora Klaus?
I fischi e le "insurrezioni" delle deputate dello schieramento di centro destra sono pienamente giustificati, perché il political incorrect di Davi ha disvelato, ancora una volta, l'ignoranza congenita dei parlamentari italiani. Come se ciò non fosse già adeguatamente di dominio pubblico.
Ciò che non rammentano la Napoli e Davi è che noi siamo anche il paese in cui l'elezione di Miss Italia viene accompagnata dalla documentazione in video, atta a dimostrare che non sono solo "cosce lunghe" le giovanissime candidate. Si tratta infatti di dozzine di "ragazze della porta accanto" impegnate in studi e altre attività professionali della più varia natura. Da questo deduco che anche le selezioni di Mediaset seguano il nuovo trend, perché se la bellezza non è accompagnata dalle buone maniere e dal bel dire il risultato è avere assunto uno sfolgorante asino che raglia. E non mi sembra che la natura abbia predisposto delle controindicazioni nella libera associazione intelligenza e cervello.
Con questo non giustifico affatto la mercificazione commerciale della Donna e del suo Corpo data in tutte le salse attraverso ogni media. Piuttosto mi rattristo perché la Napoli, donna in gamba e ben centrata in tutte le sue attività, è apparsa per un momento alla stregua della teodem Rosy Bindi accanto alla "prostituta" Daddario nell'atto di rinnegare duemila di anni di cristianesimo e tutto il femminismo. Una vecchia e obsoleta carampana, che per un attimo di successo è disposta a svendere la propria dignità.
Klaus Davi mirava ovviamente a far dire alla Napoli che alcune ministre sono ex veline, ma ciò che dovrebbe veramente stupire è l'arretratezza del pensiero unico antiberlusconiano di sinistra che induce la massa a credere che il parlamento italiano, ancor prima delle puttane di Berlusconi, non abbia già visto le "puttane di tutti" con l'elezione radicale di sinistra dell'onorevole Cicciolina.
Attenzione, significa attenzione. E googlare vuol dire non dover mai dire "mi dispiace". Se la Napoli lo avesse fatto avrebbe scoperto, che Klaus Davi ha un anima di incisiva natura misogina. Ancora una volta è il trend del momento e per cavalcare l'onda del successo il già destrorso metodo del klauscondicio, in cui solo Klaus comanda per il bene e il male della vittima, si tinge platealmente della propria vera natura maschilista omosessuale pur di far passare per "cretina" una deputata o una donna.
Niente paura. La Napoli si rimetterà presto, anche con la consapevolezza che l'intero orpello mostruoso del commercio della Donna anche contro la Donna per privileggiare il "maschio" è il segno più evidente della grande involuzione e del mortale arretramento dell'Umanità in un mondo che muore. Muore per l'incapacità di rinnovamento della specie e per l'infertile violenza intellettuale del maschio. Ogni giorno.
Riforme Giustizia, incontro Alfano-Alpa: presto la legge professionale forense e lotta all’arretrato
Di Loredana Morandi (del 09/09/2010 @ 07:37:19, in Giuristi, linkato 1295 volte)
Riforme Giustizia, incontro Alfano-Alpa:
presto la legge professionale forense e lotta all’arretrato
08/09/2010 - Il presidente Guido Alpa ha incontrato oggi il ministro della giustizia Angelino Alfano
Roma. Oggi il presidente del Consiglio nazionale forense ha incontrato il ministro della giustizia Angelino Alfano. Al centro del colloquio le prospettive in tema di riforma della giustizia e di legge professionale forense, la revisione dei decreti sulla conciliazione, l'aggiornamento delle tariffe forensi puntando su trasparenza e qualificazione.
La riunione è durata circa un’ora, presenti anche il capo dell’ufficio legislativo, Augusta Iannini, e il capo dipartimento dell’amministrazione giudiziaria, del personale e dei servizi, Luigi Birritteri. “E’ stato un incontro franco e proficuo”, ha commentato al termine il presidente del Cnf Alpa, “in cui sono stati affrontati tutti i dossier che stanno a cuore all’avvocatura”. Il presidente Cnf fa sapere che sulla riforma forense il ministro ha confermato il suo impegno a portare a compimento la riforma (in attesa di essere ricalendarizzata in aula al Senato), di cui ha dichiarato di condividere l’impianto, facendosi tramite con il presidente del senato Renato Schifani per discutere delle modalità per accelerarne l’iter.
Sul fronte della tariffe, Alpa sottolinea che il ministro ha apprezzato l’ipotesi di revisione alla quale sta lavorando il Cnf che, avendo come obiettivi la trasparenza e la semplificazione, mira a individuare i criteri di valutazione del compenso dell’avvocato per fasi procedimentali anziché per numero delle udienze o durata del processo. “Il ministro, pur preso atto delle obiezioni avanzate dalla rappresentanze imprenditoriali, ci ha assicurato che terrà conto della necessità di contemperarle con le esigenze di qualità della prestazione e di adeguato compenso degli avvocati” ha riferito Alpa.
Sulla legge sulla mediazione, in merito alla quale il Cnf chiede da tempo uno slittamento dell’entrata in vigore (oggi fissata al marzo 2011) funzionale ad una revisione del testo e della obbligatorietà, ma anche alla preparazione di avvocati-conciliatori e alla istituzione di organismi di conciliazione da parte degli Ordini forensi, il guardasigilli si è detto pronto a “a valutarlo”, assicurando che vigilerà affinché gli enti formatori operino in modo rigoroso e affidabile. Alpa ha anche rappresentato al ministro l’intenzione di iscrivere proprio il Cnf e la Scuola superiore dell’avvocatura tra gli enti formatori.
Sullo scottante tema della riforma della giustizia, Alpa fa sapere che Alfano ha assicurato che terrà conto delle proposte dell’avvocatura (a partire dall’istituzione di un ufficio del giudice) e che è sua ferma intenzione risolvere al più presto il problema dell’arretrato. Il presidente del Cnf Alpa ha garantito l’impegno a individuare, insieme anche con gli uffici del ministero, proposte efficaci ma alternative alla contestata figura dell’ausiliario del giudice (originariamente inserita nella manovra estiva e poi soppressa), sulla quale il ministro ha preso atto delle critiche avanzate dai legali.
http://www.consiglionazionaleforense.it/on-line/Home/AreaStampa/Comunicatistampa/articolo6529.html
ANM: Resoconto dall'Assemblea a Reggio Calabria
Di Loredana Morandi (del 09/09/2010 @ 13:25:34, in Magistratura, linkato 1442 volte)
Ieri a Reggio Calabria, alla presenza di una delegazione della Gec composta da Luca Palamara, Gioacchino Natoli, Anna Canepa e Antonio Balsamo e della Giunta distrettuale dell'Anm, si è svolta l'assemblea indetta dall’Associazione nazionale magistrati per discutere dell’attentato compiuto il 26 agosto scorso contro il Procuratore generale Salvatore Di Landro e della grave situazione di disagio degli uffici giudiziari, in particolare di quelli del distretto di corte d’appello di Reggio Calabria.
Amplissima la partecipazione all’assemblea, che ha addirittura registrato il numero di circa 800 presenti tra cui magistrati, avvocati, rappresentanti sindacali, autorità politiche, associazioni e cittadini.
Ampio risalto hanno avuto gli interventi del Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, del sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Raffa, dei parlamentari Angela Napoli, Andrea Orlando, Luigi Li Gotti, Roberto Occhiuto e dei magistrati Piero Grasso, Procuratore nazionale antimafia, Salvatore Di Landro, Procuratore Generale di Reggio Calabria, Luciano Gerardis, Presidente del Tribunale di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Creazzo, Procuratore della Repubblica di Palmi e dei componenti del CSM Francesco Vigorito, Alberto Liguori, Mariano Sciacca oltre al segretario della giunta distrettuale Anm di Reggio Calabria, Tommasina Cotroneo.
Il presidente della giunta distrettuale Anm di Reggio Calabria, Rodolfo Palermo ha dato, altresì, lettura dei messaggi inviati al presidente dell’Anm da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente del Senato Renato Schifani, del Presidente della Camera Gianfranco Fini e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.
Tutti gli interventi hanno rappresento le carenze organiche e strutturali degli uffici giudiziari del territorio e la pericolosità dei fenomeni delinquenziali di criminalità organizzata.
«La nostra azione – ha concluso Palamara – sarà ispirata sempre alla tutela dell’autonomia e dell’indipendenza, intese non come privilegio dei magistrati, ma come condizione indispensabile per garantire il servizio giustizia ai cittadini per i quali, ogni giorno, svolgiamo la nostra opera».
Ha concluso i lavori il Vice presidente dell’Anm, Gioacchino Natoli, il quale, dopo aver ringraziato i componenti della giunta distrettuale di Reggio Calabria per l’impegno profuso nell’organizzazione della così partecipata assemblea, ha voluto ribadire e sottolineare l’importanza dell’incontro, che, per l’elevato livello degli interventi, ha assunto il carattere di una vera e propria “agenda di lavoro”.
Ha rilevato, altresì, l’importanza dei dati e delle indicazioni offerti dai dirigenti degli uffici, che costituiranno la base del rinnovato impegno dell’Anm nella vicinanza ai colleghi del distretto calabrese, al fine di rappresentare in tutte le sedi istituzionali le loro oggettive esigenze per potere dare –al pari degli altri magistrati italiani– le doverose risposte alla domanda di giustizia che il Paese attende, in termini di efficienza e di ragionevole durata dei processi.
Giustizia/ Pd incontra Anm: Convergenza su emergenze da affrontare
Di Loredana Morandi (del 09/09/2010 @ 18:29:05, in Magistratura, linkato 1508 volte)
Pd incontra Anm, fare processi
Associazione magistrati contro processo breve
(ANSA) - ROMA, 9 SET - ''Risorse, mezzi e strutture per fare i processi non per cancellarli''. Cosi' il presidente dell'Anm Luca Palamara. Al termine dell'incontro con il responsabile Giustizia del Pd Andrea Orlando, Palamara ha ribadito le priorita' della magistratura e la contrarieta' chiara e netta contro il processo breve. Posizione che converge con i democratici perche', sostiene Orlando, la politica dovrebbe occuparsi delle vere emergenze del pianeta giustizia e non di mostri giuridici.
Priorità sono risorse, organizzazione e settore civile
Roma, 9 set. (Apcom) - Il Pd e l'Anm convergono sulla necessità di intervenire per rendere più efficiente il servizio giustizia. E' quanto emerge da un incontro avvenuto oggi a Largo del Nazareno tra il presidente dell'Anm, Luca Palamara, e il responsabile Giustizia del partito, Andrea Orlando. "E' stato un incontro utile e proficuo - ha spiegato Orlando - dal quale emerge una sostanziale convergenza sull'agenda che proponiamo e che purtroppo è molto distante da quella del governo. Al di là delle soluzioni tecniche infatti le emergenze sono il degrado della strutture amministrative e il servizio sul territorio, le difficoltà della giustizia civile e la situazione esplosiva delle carceri. La politica dovrebbe riavvicinare l'agenda alla realtà ma oggi invece parliamo di tutto tranne che dei problemi più urgenti".
"Ci sono delle convergenze su alcuni punti - ha aggiunto Palamara - che riteniamo prioritari e che è necessario rilanciare in materia di giustizia, e cioè l'organizzazione giudiziaria per snellire le procedure e mettere al centro dell'attenzione un piano per la giustizia civile".
Quanto alla calendarizzazione in commissione alla Camera del testo sul processo breve, Palamara ha ribadito: "La nostra posizione è netta. Oggi abbiamo parlato di come trovare i mezzi e le strutture per fare i processi e non di come non farli". Sul processo breve anche l'esponente del Pd si è augurato che "alcuni mostri giuridici che aleggiano possano scomparire ma temiamo che continueranno a incombere sull'attività parlamentare".
GIUSTIZIA: ORLANDO (PD),
RINVIARE ENTRATA VIGORE CODICE AMMINISTRATIVO
(ASCA) - Roma, 9 set - ''Il Pd e' nettamente contrario all'entrata in vigore, il 16 settembre, del nuovo codice di diritto amministrativo e ne ha chiesto il rinvio al governo''. Lo ha affermato Andrea Orlando, responsabile del forum Giustizia, al termine dell'incontro tra i rappresentanti del Pd e i dirigenti dell'Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi. Incontro svoltosi nell'ambito dell'iniziativa avviata dal Pd per confrontare le proprie posizioni e proposte con tutti i rappresentanti delle categorie interessate, come ieri e' avvenuto con l'Oua e l'Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi e oggi con l'Anm.
L'incontro con l'Associazione nazionale magistrati amministrativi - continua la nota - ha fatto registrare una significativa convergenza sulla necessita' di un'azione legislativa in grado di coordinare le giurisdizioni e di rafforzare l'autonomia della magistratura amministrativa a garanzia dei diritti dei cittadini e della trasparenza della pubblica amministrazione. Inoltre e' stata affrontata la questione della imminente entrata in vigore del nuovo codice del processo amministrativo. A tal proposito Andrea Orlando ha dichiarato la piena contrarieta' del PD a che il 16 settembre entri in vigore il nuovo codice e contestualmente ha chiesto al Governo il rinvio.
''La nostra contrarieta' - ha spiegato Orlando - matura alla luce delle disposizioni contenute nella manovra economica di fine luglio relative ai pensionamenti anticipati dei magistrati, alle nuove competenze assegnate ai Tar dalla direttiva ricorsi e dalla class action, alle ben note carenze d'organico del personale di magistratura e di quello amministrativo. Il rinvio e' ancor piu' necessario - ha concluso Orlando - poiche' il 15 settembre e' stata convocata la Commissione di studio per le modifiche al codice stesso, cambiamenti che appaiono evidentemente necessari a causa del frettoloso esame con il quale si e' giunti all'approvazione del testo legislativo''.
com-vlm/mcc/rob
23/08/2019 @ 22.05.12