Source: http://legislazionetecnica.it/54931/fonte/l-26-10-1995-n-447
Timestamp: 2018-10-19 17:54:34+00:00
Document Index: 168499804

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 659', 'art. 659', 'art. 659', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 844', 'art. 844', 'art. 6', 'art. 844', 'art. 4', 'art. 844', 'art. 659', 'art. 10', 'art. 659', 'art. 659']

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b) ambiente abitativo: ogni ambiente interno a un edificio destinato alla permanenza di persone o di comunità ed utilizzato per le diverse attività umane, fatta eccezione per gli ambienti destinati ad attività produttive per i quali resta ferma la disciplina di cui al decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277 R salvo per quanto concerne l'immissione di rumore da sorgenti sonore esterne ai locali in cui si svolgono le attività produttive;
c) sorgenti sonore fisse: gli impianti tecnici degli edifici e le altre installazioni unite agli immobili anche in via transitoria il cui uso produca emissioni sonore; le infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali, marittime, industriali, artigianali, commerciali e agricole; “gli impianti eolici;” N20 i parcheggi; le aree adibite a stabilimenti di movimentazione merci; i depositi dei mezzi di trasporto di persone e merci; le aree adibite a attività sportive e ricreative;
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a) la determinazione ai sensi della L. 8 luglio 1986, n. 349R, e successive modificazioni, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro della sanità e sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, dei valori di cui all'articolo 2;
b) il coordinamento dell'attività e la definizione della normativa tecnica generale per il collaudo, l'omologazione, la certificazione e la verifica periodica dei prodotti ai fini del contenimento e dell'abbattimento del rumore; il ruolo e la qualificazione dei soggetti preposti a tale attività, nonché per gli aeromobili, per i natanti e per i veicoli circolanti su strada, le procedure di verifica periodica dei valori limite di emissione relativa ai prodotti medesimi. Tale verifica, per i veicoli circolanti su strada, avviene secondo le modalità di cui all'articolo 80 del D.L.vo 30 aprile 1992, n. 285 R e successive modificazioni;
c) la determinazione, ai sensi del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 N1, con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro della sanità e, secondo le rispettive competenze, con il Ministro dei lavori pubblici, con il Ministro dei trasporti e della navigazione e con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, delle tecniche di rilevamento e di misurazione dell'inquinamento acustico, tenendo conto delle peculiari caratteristiche del rumore emesso dalle
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a) i criteri in base ai quali i comuni, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera a), tenendo conto delle preesistenti destinazioni d'uso del territorio e indicando altresì aree da destinarsi a spettacolo a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all'aperto procedono alla classificazione del proprio territorio nelle zone previste dalle vigenti disposizioni per l'applicazione dei valori di qualità di cui all'articolo 2, comma 1, lettera h), stabilendo il divieto di contatto diretto di aree, anche appartenenti a comuni confinanti, quando tali valori si discostano in misura superiore a 5 dbA di livello sonoro equivalente misurato secondo i criteri generali stabiliti dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° marzo 1991.
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1. Nel caso di superamento dei valori di attenzione di cui all'articolo 2, comma 1, lettera g), nonché nell'ipotesi di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a), ultimo periodo, i comuni provvedono all'adozione di piani di risanamento acustico, assicurando il coordinamento con il piano urbano del traffico di cui al D.L.vo 30 aprile 1992, n. 285R, e successive modificazioni, e con i piani previsti dalla vigente legislazione in materia ambientale. I piani di risanamento sono approvati dal consiglio comunale. I piani comunali di risanamento recepiscono il contenuto dei piani di cui all'articolo 3, comma 1, lettera i), e all'articolo 10, comma 5.
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1. I progetti sottoposti a valutazione di impatto ambientale ai sensi dell'articolo 6 della L. 8 luglio 1986, n. 349 R, ferme restando le prescrizioni di cui ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377 e successive modificazioni, e 27 dicembre 1988,R devono essere redatti in conformità alle esigenze di tutela dall'inquinamento acustico delle popolazioni interessate.
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3. La violazione dei regolamenti di esecuzione di cui all'articolo 11 e delle disposizioni dettate in applicazione della presente legge dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni, è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma “da 500 euro a 20.000 euro
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1. Con uno o più decreti del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri della salute, delle infrastrutture e dei trasporti, della difesa, dei beni e delle attività culturali e del turismo e dello sviluppo economico, secondo le rispettive competenze, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono adottati uno o più regolamenti, distinti per sorgente sonora relativamente alla disciplina dell’inquiname
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1. All'articolo 8 della L. 6 agosto 1990, n. 223
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1. Le amministrazioni provinciali, al fine di esercitare le funzioni di controllo e di vigilanza per l'attuazione della presente legge in ambiti territoriali ricadenti nel territorio di più comuni ricompresi nella circoscrizione provinciale, utilizzano le strutture delle agenzie regionali dell'ambiente di cui al D.L. 4 dicembre 1993, n. 496 N6 , convertito, con modificazioni, dalla L. 21 gennaio 1994, n. 61.
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1. Nelle materie oggetto dei provvedimenti di competenza statale e dei regolamenti di esecuzione previsti dalla presente legge, fino all'adozione dei provvedimenti e dei regolamenti medesimi si applicano, per quanto non in contrasto con la presente legge, le disposizioni contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° marzo 1991,
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Deliberaz. G.R. Emilia Romagna 14/03/2016, n. 331
Criteri di valutazione della domanda per il riconoscimento di Tecnico in Acustica ambientale.
Articolo 2, commi 6, 7
L.R. Abruzzo 17/07/2007, n. 23
Disposizioni per il contenimento e la riduzione dell’inquinamento acustico nell’ambiente esterno e nell’ambiente abitativo.
Determ.Dirig.R. Abruzzo 17/11/2004, n. 2/188
Approvazione criteri tecnici di zonizzazione acustica L. 447/95.
Regolamento recante disciplina delle emissioni sonore prodotte nello svolgimento delle attività motoristiche, a norma dell’articolo 11 della legge 26 novembre 1995, n. 447.
Criteri per la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto e delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore.
Delib. G.R. Campania 18/08/2000, n. 4431
Disposizioni regionali per il riconoscimento della figura di tecnico competente in acustica ambientale (art. 2, commi 6 e 7, della legge 447/95; DPCM 31/3/98).
Criteri per la progettazione dei sistemi di monitoraggio per il controllo dei livelli di inquinamento acustico in prossimità degli aeroporti nonchè criteri per la classificazione degli aeroporti in relazione al livello di inquinamento acustico.
Articolo 3, comma 1, lettera m).
Articolo 3, comma 1, lettera h).
Atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l'esercizio dell'attività del tecnico competente in acustica, ai sensi dell'art. 3, c.1, lett. b), e dell'art. 2, commi 6, 7 e 8 della L. 447/95: Legge quadro sull'inquinamento acustico.
Articolo 2; Articolo 3, comma 1, lettera b).
Errata corrige in G.U. 3/8/2001 n. 179.
Art. 3, comma 1, lettera e)
Art. 3, comma 1, lettera a)
Delib. G.R. Campania 07/03/1996, n. 1560
Regolamentazione della figura di tecnico competente: Attuazione dell'art. 2 commi 6) e 7) della legge 26 ottobre 1995, n. 447.
Com. R. Lombardia 18/04/2017, n. 65
Indicazioni per la presentazione a Regione Lombardia delle istanze per tecnico competente in acustica conseguenti all’entrata in vigore del d.lgs. 42/2017.
Con l’entrata in vigore del D. Leg.vo 17/02/2017, n. 42 (Disposizioni in materia di armonizzazione della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico) sono state apportate significative modifiche alle modalità per il riconoscimento della figura di tecnico competente in acustica.
Il provvedimento fornisce indicazioni operative per la presentazione alla Regione delle istanze per il riconoscimento della figura di tecnico competente in acustica distinguendo tra le istanze presentate fino al 18/04/2017 e le istanze presentate dal 19/04/2017, ovvero dalla data di entrata in vigore del D. Leg.vo 42/2017.
il Ministero dell'ambiente e delle tutela del territorio fornisce chiarimenti in merito all'applicazione del cosiddetto «criterio differenziale» di cui all'art. 2, comma 2, del D.P.C.M. 01/03/1991, in assenza di zonizzazione acustica.
Detta disposizione prevede che «Per le zone non esclusivamente industriali indicate in precedenza, oltre ai limiti massimi in assoluto per il rumore, sono stabilite anche le seguenti differenze da non superare tra il livello equivalente del rumore ambientale e quello del rumore residuo (criterio differenziale): 5 dB (A) durante il periodo diurno; 3 dB (A) durante il periodo notturno. La misura deve essere effettuata all' interno degli ambienti abitativi e nel tempo di osservazione del fenomeno acustico.».
La necessità dei chiarimenti risiede nel fatto che mentre il citato D.P.C.M. del 1991 ha scelto di indicare in quali aree poteva essere applicato il criterio differenziale, il successivo D.P.C.M. 14/11/1997 ha preferito indicare quali sono le aree in cui non si può applicare detto criterio.
Rumore - Quiete pubblica e privata (disturbo della) - Professioni o mestieri rumorosi - Superamento dei limiti delle emissioni sonore - Art. 659, Cod. pen. e art. 10, comma 2, L. n. 447/1995.
Deve ritenersi sussistere l'illecito amministrativo ove si verifichi solo il mero superamento dei limiti differenziali; mentre è configurabile l'ipotesi di cui all'art. 659, comma 1, codice penale quando il fatto costitutivo dell'illecito sia rappresentato da qualcosa di diverso ed ulteriore rispetto al mero superamento di limiti di rumore; deve poi ritenersi integrata la contravvenzione ex art. 659, comma 2, codice penale qualora la violazione riguardi altre prescrizioni legali o della Autorità, attinenti all'esercizio del mestiere rumoroso, diverse, però, da quelle impositive di limiti di immissione acustica. La condotta costituita dal superamento dei limiti di accettabilità di emissioni sonore derivanti dall'esercizio di professioni o mestieri rumorosi non configura l'ipotesi di reato di cui all'art. 659, comma 2, codice penale, ma l'illecito amministrativo di cui all’art. 10, comma 2 della L. 26 ottobre 1995, n. 447 (legge quadro sull'inquinamento acustico), in applicazione del principio di specialità contenuto nell’art. 9 della L. 24 novembre 1981, n. 689.
1. Il limite di tollerabilità delle immissioni rumorose non è, invero, mai assoluto, ma relativo proprio alla situazione ambientale, variabile da luogo a luogo, secondo le caratteristiche della zona e le abitudini degli abitanti, e non può prescindere dalla rumorosità di fondo, ossia dalla fascia rumorosa costante, sulla quale vengono ad innestarsi i rumori denunciati come immissioni abnormi (c.d. criterio comparativo). Sicché la valutazione ex art. 844, cod. civ., diretta a stabilire se i rumori restino compresi o meno nei limiti della norma, deve essere riferita, da un lato, alla sensibilità dell'uomo medio e, dall'altro, alla situazione locale. Spetta, pertanto, al giudice di merito accertare in concreto il superamento della normale tollerabilità e individuare gli accorgimenti idonei a ricondurre le immissioni nell'ambito della stessa, supponendo tale accertamento un'indagine di fatto; pertanto nel giudizio di legittimità non può chiedersi alla Corte di Cassazione di prendere direttamente in esame l'intensità, la durata, o la frequenza dei suoni o delle emissioni per sollecitarne una diversa valutazione di sopportabilità.
2. In tema di immissioni (nella specie di rumori ed esalazioni provocati dallo svolgimento di attività di officina), i mezzi di prova esperibili per accertare il livello di normale tollerabilità ex art. 844, cod. civ. costituiscono tipicamente accertamenti di natura tecnica che, di regola, vengono compiuti mediante apposita consulenza d'ufficio con funzione "percipiente", in quanto soltanto un esperto è in grado di accertare, per mezzo delle conoscenze e degli strumenti di cui dispone, l'intensità dei suoni o delle emissioni di vapori o gas, nonché il loro grado di sopportabilità per le persone, potendosi in tale materia ricorrere alla prova testimoniale soltanto quando essa verta su fatti caduti sotto la diretta percezione sensoriale dei deponenti e non si riveli espressione di giudizi valutativi.
3. In materia di immissioni, i criteri dettati dal D.M. 16/03/1998 attengono al superamento dei valori limite differenziali di immissione di rumore nell'esercizio e nell'impiego di sorgente di emissioni sonore, di cui all'art. 6, comma 2, della L. n. 447 del 1995 e, perseguendo la finalità pubblica di proteggere la salute mediante la predisposizione di un apposito illecito amministrativo, operano nei rapporti tra P.A. e privati sulla base di parametri meno rigorosi di quelli applicabili, nei singoli casi, ex art. 844, cod. civ.; sicché le disposizioni ministeriali sulle modalità di rilevamento dei rumori cd. "a tempo parziale" non rilevano ai fini del giudizio di tollerabilità ai sensi della richiamata disposizione codicistica.
Ambiente - Inquinamento acustico - Piano di classificazione acustica - Adozione - Preesistenti destinazioni d'uso del territorio - Occorre tenerne conto.
Nell'adozione del piano di classificazione acustica, l'art. 4 della L. n. 447/1995 impone al Comune di tenere adeguato conto delle preesistenti destinazioni d'uso delle aree, come individuate dagli strumenti urbanistici in vigore, al fine di non sacrificare le consolidate aspettative di coloro che vi si sono legittimamente insediati.
Comunione dei diritti reali - Condominio negli edifici - Installazione di un condizionatore - Immissione sonore - Tollerabilità - Criterio c.d. comparativo - Applicabilità.
L'eventuale rispetto dei limiti previsti dalla legge non può fare considerare, senz'altro, lecite le immissioni, dovendo il giudizio sulla loro tollerabilità formularsi in relazione alla situazione ambientale, variabile da luogo a luogo, secondo le caratteristiche della zona e le abitudini degli abitanti, e non può prescindere dalla rumorosità di fondo, ossia da quel complesso di suoni di origine varia e spesso non identificabile, continui e caratteristici del luogo, sui quali vengono ad innestarsi i rumori denunciati come immissioni abnormi (c.d. criterio comparativo). In buona sostanza, la valutazione ex art. 844 Cod.civ., diretta a stabilire se i rumori restano compresi o meno nei limiti della norma, deve essere riferita, da un lato, alla sensibilità dell'uomo medio e, dall'altro, alla situazione locale. (Nella fattispecie una società proprietaria di un immobile sito al primo piano di un condominio installava un grosso macchinario per il condizionamento dell'area sul terrazzino condominiale senza il consenso del condominio, deturpando l'estetica dell'edificio e cagionando inquinamento acustico oltre i limiti della normale tollerabilità).
Ambiente - Inquinamento acustico - Disturbo da esercizio di attività rumorosa - Quando è illecito amministrativo e quando è illecito penale.
Il semplice superamento dei limiti massimi o differenziali di rumore legislativamente previsti, nell’esercizio di mestieri, non integra il reato di cui all’art. 659 c.p. bensì l’illecito amministrativo di cui all’art. 10, comma 2, della L. 447/1995. Sussiste, invece, il reato di cui al primo comma dell'art. 659 quando vi sia qualcosa di diverso dal mero superamento dei limiti di rumore, per effetto di un esercizio del mestiere che ecceda le sue normali modalità o ne costituisca un uso smodato. Sussiste, infine, il reato di cui al secondo comma dell'art. 659 qualora la violazione riguardi altre prescrizioni, legali o amministrative, attinenti all'esercizio del mestiere rumoroso, diverse da quelle impositive di limiti di immissione acustica. (Nella fattispecie la Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dal titolare di un’attività commerciale condannato per aver - mediante emissioni sonore provenienti da sistemi di raffreddamento asserviti alla predetta attività - disturbato le occupazioni ed il riposo delle persone).