Source: https://fiscomania.com/ivafe-attivita-finanziarie-estere/amp/
Timestamp: 2019-09-15 18:01:42+00:00
Document Index: 139019764

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 26']

IVAFE: guida a calcolo esoneri e versamento attività estere Fiscomania
IMPOSTA PATRIMOANIALE SULLE ATTIITA’ FINANZIARIE ESTERE – IVAFE
QUALI SONO LE ATTIVITA’ ESTERE DI NATURA FINANZIARIA?
INDICAZIONE DELLE ATTIVITA’ ESTERE NEL QUADRO RW
BASE IMPONIBILE E CALCOLO IVAFE
SITUAZIONI PARTICOLARI PER IL CALCOLO IVAFE
CONTI CORRENTI ESTERI E DEPOSITI DI RISPARMIO
ESONERO DALLA COMPILAZIONE DEL QUADRO RW
ATTIVITA’ FINANZIARIE ESTERE SENZA IVAFE
CREDITO DI IMPOSTA AI FINI IVAFE
VERSAMENTO LIQUIDAZIONE E CONTROLLI IVAFE
CODICE TRIBUTO PAGAMENTO IVAFE
RAVVEDIMENTO OPEROSO IVAFE
SANZIONI MONITORAGGIO FISCALE
SANZIONI MANCATO VERSAMENTO IVAFE
IVAFE CONSULENZA FISCALE
L’IVAFE è l’imposta patrimoniale sulle attività finanziarie all’estero: determinazione, calcolo, compilazione e versamento dell’imposta. Tutte le informazioni utili per i soggetti che detengono attività finanziarie all’estero. Per essere in regola con la normativa riguardante il monitoraggio fiscale.
L’IVAFE è l’imposta patrimoniale sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero da parte di persone fisiche residenti nel territorio dello Stato.
Tale imposta è entrata in vigore nel 2012. Questa obbliga tutti i contribuenti residenti a dichiarare nel modello Redditi l’entità e la consistenza delle attività finanziarie che detengono in Paesi esteri. Questo al fine di rispettare la normativa sul Monitoraggio Fiscale.
Sulla base dell’entità delle attività estere è dovuta poi l’IVAFE. Si tratta dell’imposta patrimoniale che colpisce il proprietario o detentore dell’attività finanziaria estera.
In questo contributo voglio ad analizzare tutte le peculiarità che caratterizzano l’IVAFE. Ti indicherò le modalità di compilazione della dichiarazione dei redditi, relativamente a questi aspetti.
L’IVAFE è dovuta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero da persone fisiche residenti in Italia.
Classico caso è quello di un soggetto che detiene il proprio risparmio all’estero in un conto corrente. Il conto estero è da sempre una prerogativa degli italiani.
Questo sia per difendersi dai rischi di cambio, ma anche e soprattutto per possibili rischi legati all’instabilità del mercato finanziario italiano.
Ebbene, il conto estero è tassato? La risposta è si, il contribuente italiano vede tassato il proprio conto corrente estero, ma come?
Prima di tutto attraverso la tassazione dei proventi derivanti dal conto, ovvero gli interessi, soggetti a ritenuta del 26%. In secondo luogo vi è l’IVAFE, che colpisce il patrimonio.
Per i conti correnti il valore dell’IVAFE è fisso pari ad € 34,20. In tutti gli altri casi l’IVAFE è pari al 2 per mille dell’attività finanziaria.
Attenzione però, l’IVAFE prevede alcuni casi di esenzione. Ad esempio, in tutti i casi in cui interviene un intermediario finanziario italiano nella riscossione dei proventi, l’IVAFE non è dovuta.
Pensa al caso di un soggetto che detiene un conto titoli all’estero, ma appoggiato su una banca italiana che si occupa di fare da sostituto di imposta. Ebbene, in questo caso non vi sono obblighi per il soggetto sia per l’IVAFE che per il Monitoraggio fiscale.
Si considerano come attività detenute all’estero anche le attività finanziarie detenute, ad esempio:
In cassette di sicurezza all’estero o
Tramite intermediari non residenti.
L’IVAFE è dovuta da persone fisiche residenti in Italia qualora detengono attività finanziarie estere a titolo di proprietà o altro diritto reale. Rimane ininfluente la modalità di acquisizione di queste attività, che possono arrivare anche da eredità o donazioni.
Una volta individuato che cos’è l’IVAFE e che riguarda il possesso di attività finanziarie estere occorre capire quali siano le attività finanziarie oggetto di monitoraggio.
Sostanzialmente, per attività estere di natura finanziaria si intende:
“tutte le attività finanziarie e gli strumenti finanziari da cui derivano redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera”
Il Monitoraggio Fiscale di attività finanziarie estere si basa su sulle seguenti attività finanziarie, se detenute all’estero:
Obbligazioni italiane o estere e i titoli similari;
Titoli pubblici italiani e i titoli equiparati emessi in Italia o all’estero;
Titoli non rappresentativi di merce e certificati di massa (comprese le quote OICR);
Conti depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero indipendentemente dalle modalità di alimentazione. Ad esempio, accrediti di stipendi, di pensione o di compensi;
Contratti di natura finanziaria stipulati con controparti non residenti. Tra cui, finanziamenti, riporti, pronti contro termine e prestito titoli;
Diritto all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni estere o strumenti finanziari assimilati;
La presenza di queste attività finanziarie da parte del contribuente determina un obbligo di monitoraggio fiscale.
Sostanzialmente significa che vi è obbligo di segnalazione dell’attività finanziaria nel quadro RW del modello Redditi PF. Da questa indicazione, poi potrebbe scaturire l’obbligo di pagamento dell’IVAFE.
Vediamo, quindi, come inserire le attività finanziarie estere nel quadro RW della dichiarazione dei redditi.
Il titolare di attività finanziarie estere è tenuto compilare il quadro RW del modello Redditi PF.
Attraverso questo modello è possibile:
Assolvere gli obblighi di Monitoraggio Fiscale;
Adempiere all’eventuale pagamento dell’IVAFE.
Il quadro RW, quindi, assume una duplice veste. Da una parte consente l’indicazione dell’attività finanziaria estera ai fini del Monitoraggio e permette il calcolo IVAFE.
La compilazione del quadro RW per le attività finanziarie estere è obbligatorio. Questo, indipendentemente dalla necessità di determinare e versare l’IVAFE.
Ovviamente, qualora il contribuente debba assolvere i soli obblighi di Monitoraggio, non dovrà compilare le caselle utili alla liquidazione dell’IVAFE.
Vediamo adesso alcuni aspetti del quadro RW, riprendendo le principali domande arrivate sull’argomento.
QUADRO RW ATTIVITA’ ESTERE: FAQ
Il quadro RW deve essere compilato anche se l’investimento finanziario si è chiuso?
Il quadro RW ai fini IVAFE deve essere compilato anche se l’investimento non è più posseduto al termine del periodo di imposta.
Può essere il caso, ad esempio, di un conto corrente estero chiuso nel corso dell’anno. La compilazione del quadro riguarda solo i giorni dell’anno di detenzione.
Qualora le attività non siano più possedute alla data del 31 dicembre si deve fare riferimento al valore di mercato delle attività rilevata al termine del periodo di detenzione.
Quale tasso di cambio utilizzare per le attività finanziarie detenute in valuta estera?
Per gli importi in valuta estera il soggetto deve indicare il controvalore in euro. Si deve utilizzare il cambio indicato nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia emanato ai fini dell’individuazione dei cambi medi mensili. Questo agli effetti delle norme contenute nei titoli I e II del DPR n 917/86.
Se ho fatto il 730 come faccio a presentare il quadro RW?
Casistica frequente è quella del soggetto che ha presentato il modello 730 e adesso si chiede come poter compilare il quadro RW. Ebbene, ordinariamente il quadro RW deve essere presentato unitamente alla dichiarazione dei redditi, nello stesso modello.
Nei casi di esonero dalla dichiarazione dei redditi o qualora il contribuente abbia utilizzato il modello 730, il quadro RW per la parte relativa al monitoraggio deve essere presentato con le modalità e nei termini previsti per la dichiarazione dei redditi. Quindi unitamente al frontespizio del modello Redditi Persone fisiche debitamente compilato. In tal caso il quadro RW costituisce un “quadro aggiuntivo” al modello 730.
Se queste indicazioni non ti sono state sufficienti per chiarire i tuoi dubbi ti rimando a questi approfondimenti:
Casi di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi
Il valore delle attività finanziarie è costituito dal valore di mercato.
Questa è la regola generale da ricordare per il calcolo dell’IVAFE. Tale valore deve essere rilevato al termine di ciascun anno di detenzione.
Naturalmente, di fondamentale importanza è la documentazione fornita dall’intermediario estero. E’ tale soggetto, infatti, a determinare la bontà della corretta compilazione del quadro RW.
E’ importante, quindi, chiedere i prospetti di detenzione e di rendimento delle attività detenute, ai fini della dichiarazione dei redditi.
Da questi prospetti si determina il valore di mercato dell’attività e si calcola l’IVAFE.
Vediamo, a questo proposito una importante semplificazione dichiarativa.
UTILIZZO DEL METODO DI LIFO DI DETERMINAZIONE DEL VALORE
Al fine di semplificare il calcolo del valore di mercato il legislatore ha previsto una semplificazione.
Nel caso in cui siano ceduti prodotti finanziari appartenenti alla stessa categoria, acquistati a prezzi e in tempi diversi, è possibile utilizzare il c.d. metodo LIFO.
Pertanto, per la determinazione del valore di mercato si considerano ceduti per primi i prodotti acquistati in epoca più recente. In questo modo è possibile stabilire quale dei prodotti finanziari è detenuto nel periodo di riferimento.
DICHIARAZIONE COMPLESSIVA CON IL PROSPETTO RIEPILOGATIVO DELLE ATTIVITA’
Sovente capita che il contribuente effettui tantissime attività finanziarie nell’anno. Basti pensare ai soggetti che effettuano operazioni con le criptovalute, oppure con il mercato azionario o del Forex.
In questi casi, per non dover compilare centinaia di righi nel quadro RW l’Amministrazione finanziaria ha permesso una semplificazione.
Il contribuente può indicare, per ciascuna società o entità giuridica, il valore complessivo di tutti i prodotti finanziari e patrimoniali di cui risulta essere il titolare effettivo.
L’indicazione complessiva può avvenire solo se si è in possesso di un apposito prospetto in cui devono essere specificati i valori delle singole attività. Detto prospetto deve essere esibito o trasmesso, su richiesta, all’Amministrazione finanziaria.
Vediamo, di seguito,le modalità di calcolo della base imponibile IVAFE per alcune categorie particolari di attività finanziarie.
STOCK OPTION E STOCK GRANT: MONITORAGGIO E IVAFE
Una fattispecie particolare di applicazione dell’imposta riguarda le Stock Option estere.
Si tratta di titoli o diritti offerti ai lavoratori dipendenti. Tali titoli, dopo un certo periodo (vesting period) offrono la possibilità di acquistare ad un determinato prezzo, azioni della società.
Altra opzione, invece, è quella delle Stock Grant. Si tratta sempre di titoli che danno diritto ad acquistare azioni, ma in questo caso, l’assegnazione delle azioni avviene a titolo gratuito.
In entrambi i casi le Stock devono sempre essere dichiarate ai fini del Monitoraggio Fiscale. Ai fini IVAFE, invece, l’imposta è dovuta soltanto qualora i diritti all’acquisto delle azioni siano cedibili.
Stock Option Estere: la normativa ai fini Monitoraggio ed IVAFE.
FORME DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE ESTERE
Un lavoratore fiscalmente residente in Italia che lavora per datore estero può trovarsi nella situazione di avere forme di previdenza complementare estera.
Questi versamenti devono essere oggetto di Monitoraggio fiscale e sono soggetti ad IVAFE.
Tuttavia, qualora l’attività finanziaria sia oggetto di un contratto di amministrazione con una società fiduciaria residente, le cose cambiano.
In questo caso l’IVAFE non è dovuta, in quanto su tali attività viene applicata l’imposta di bollo ordinaria.
Tali attività, infatti, non sono considerate come detenute all’estero in virtù dell’intermediario italiano.
AZIONI OBBLIGAZIONI E TITOLI QUOTATI
Sono tutte attività oggetto di Monitoraggio fiscale.
Per le azioni, le obbligazioni e gli altri titoli o strumenti negoziati in mercati regolamentati si deve fare riferimento al valore puntuale di quotazione alla data del 31 dicembre di ciascun anno o al termine del periodo di detenzione. Questo valore è quello alla base del calcolo IVAFE.
AZIONI OBBLIGAZIONI E TITOLI NON QUOTATI
Anche in questo caso vi è obbligo di Monitoraggio fiscale.
Tuttavia, se azioni obbligazioni e titoli non sono quotati, non vi è obbligo di pagamento IVAFE.
L’indicazione dell’attività ai fini del Monitoraggio avviene in base al loro valore nominale. Oppure, in mancanza, al valore di rimborso, anche se rideterminato ufficialmente.
Per i conti correnti ed i depositi di risparmio esteri l’IVAFE è fissa di € 34,20. Tale imposta è valida per tutti i Paesi che consentono adeguato scambio di informazioni con l’Italia.
Vedi l’articolo 13, comma 2-bis, lettera a) della Tariffa allegata al DPR n 642/72.
Pertanto, l’IVAFE è pari a € 34,20. Questo per tutti i conti correnti e i libretti di risparmio detenuti all’estero dalle persone fisiche residenti in Paesi White list.
Tale misura va applicata con riferimento a ciascun conto corrente o libretto di risparmio detenuti all’estero dal contribuente.
In caso di detenzione di conti correnti in Paesi Black List, l’IVAFE torna ad essere in percentuale del 2 per mille.
CONTO ESTERO E SOGLIA DI RILEVANZA IVAFE
L’imposta in misura fissa non è dovuta qualora il valore medio di giacenza annuo risultante dagli estratti conto e dai libretti sia non superiore a €. 5.000,00.
A tal fine, occorre tener conto di tutti i conti o libretti detenuti all’estero dal contribuente presso il medesimo intermediario. A rilevano il periodo di detenzione del rapporto durante il periodo di imposta.
Conti correnti esteri: quadro RW
IVAFE PER LE ALTRE ATTIVITA’ FINANZIARIE
Sono previsti alcuni casi di esonero dalla compilazione del quadro RW, descritti dalla Circolare n. 38/E/2013 dell’Agenzia delle Entrate.
I contribuenti esonerati dal monitoraggio fiscale sono comunque tenuti alla compilazione del quadro RW per il calcolo di IVIE e IVAFE, ove ne ricorrano i presupposti.
Sono esonerati dal monitoraggio fiscale:
Società di capitali e di persone (ad eccezione delle società semplici);
Enti pubblici e altri soggetti di cui all’art. 74 comma 1 del DPR n. 917/86;
Organismi di investimento collettivo del risparmio, fondi immobiliari soggetti al regime di non imponibilità ex art. 6 del D.L. n. 351/2001. Forme pensionistiche complementari soggette a regime fiscale sostitutivo ex art. 17 del D.Lgs. n. 252/2005;
Persone fisiche che lavorano all’estero per lo Stato italiano o per organizzazioni internazionali cui aderisce l’Italia (es: Onu, Nato). Persone la cui residenza fiscale in Italia sia determinata (in deroga agli ordinari criteri del DPR n. 917/86) in base ad accordi internazionali ratificati. L’esonero è limitato al periodo in cui viene prestata attività lavorativa all’estero e vale anche per le attività patrimoniali e finanziarie detenute in Stati esteri diversi da quello in cui si svolge attività lavorativa;
Persone fisiche che lavorano in via continuativa in zone di frontiera e Paesi limitrofi. Questo limitatamente alle attività patrimoniali e finanziarie detenute nei Paesi in cui lavorano e al periodo in cui viene prestata attività lavorativa all’estero.
La circolare n. 38/E/2013 ha specificato che, in base a quanto previsto dal nuovo art. 4 comma 3 del D.L. n. 167/1990 come modificato dalla Legge n. 97/2013, non occorre dichiarare nel quadro RW:
Le attività patrimoniali e finanziarie affidate in gestione o in amministrazione a intermediari finanziari residenti;
I contratti produttivi di redditi di natura finanziaria conclusi con l’intervento di intermediari finanziari residenti (come controparte o mandatari della controparte);
Le attività patrimoniali e finanziarie i cui redditi sono riscossi tramite intermediari finanziari residenti.
Tali esoneri sono validi a condizione però che i flussi finanziari e i redditi derivanti da tali attività e contratti siano stati assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva da parte degli intermediari residenti. La Circolare n. 38/E/2013 fa riferimento a tal proposito anche alla nuova ritenuta sui bonifici esteri, che è stata in seguito abrogata dal DL n 66/2014.
Si può notare come (a differenza di quanto previsto dalla normativa antecedente all’entrata in vigore della Legge n 97/2013) ai fini dell’esonero dalla compilazione del quadro RW
“non è più sufficiente che i flussi finanziari e i redditi delle attività oggetto di monitoraggio siano stati riscossi per il tramite di intermediari residenti, essendo stabilito che l’esclusione da monitoraggio è subordinata anche all’applicazione del prelievo da parte del soggetto che interviene nella riscossione dei predetti flussi“
Circolare n. 38/E/2013 pag. 53
Vi sono, inoltre, alcuni casi di esonero dalla compilazione del quadro RW per l’intervento di intermediari finanziari residenti in Italia,
Si tratta di esoneri riguardanti:
Le attività patrimoniali o finanziarie che non hanno prodotto reddito o sono infruttifere, a condizione che siano state affidate in gestione o amministrazione ad intermediari residenti. Anche in assenza di opzione per i regimi di risparmio gestito o amministrato, purché non si tratti di una prestazione occasionale ma ci sia l’instaurazione di un rapporto duraturo con l’incarico di regolare tutti i flussi finanziari relativi all’investimento, al disinvestimento e al pagamento dei relativi proventi. In caso contrario (come si è visto in precedenza) il contribuente dovrà comunque dichiarare nel quadro RW le attività estere, anche se non hanno prodotto reddito imponibile o sono infruttifere;
I beni di cui il contribuente è titolare effettivo. Questo se la partecipazione nella società estera o nell’entità giuridica tramite cui ha acquisito tale status è amministrata o gestita da intermediari finanziari residenti in Italia;
I beni di natura patrimoniale e finanziaria oggetto di rimpatrio fisico o giuridico in base all’art. 13-bis del D.L. n. 78/2009. Purché siano detenuti in Italia o amministrati/gestiti tramite un intermediario residente.
Oltre alle ipotesi di intervento di intermediari finanziari residenti (che rappresentano la principale casistica di esonero oggettivo), la Circolare n. 38/E/2013 ha poi individuato ulteriori casi in cui non va compilato il quadro RW:
Applicazione dell’imposta sostitutiva opzionale ex art. 26-ter del DPR n. 600/1973 da parte di imprese di assicurazioni estere;
Somme versate per obbligo di legge o in base a contratti collettivi nazionali (con esclusione quindi degli accordi individuali) a forme di previdenza complementare organizzate o gestite da società ed enti di diritto estero.
L’articolo 9 della Legge n.161/2014 ha modificato la base imponibile dell’IVAFE. La modifica è avvenuta sostituendo nell’articolo 19, comma 18 del D.L. n. 201/2011, la locuzione “attività finanziarie”, con il riferimento ai prodotti finanziari, ai conti correnti e ai libretti di risparmio detenuti all’estero, con la più specifica “prodotti finanziari“.
Conseguentemente, a decorrere dal 2014 l’IVAFE non deve applicarsi sulle quote di società a responsabilità limitata. Cui devono essere aggiunte le altre attività finanziarie che non scontano imposta di bollo in Italia.
Contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza;
Aazioni od obbligazioni non depositate in banca
Le attività finanziarie che non scontano l’IVAFE devono essere indicate nel quadro RW, assolvendo così l’obbligo della Legge n. 167/1990. Tuttavia, esser non verranno comprese nella base imponibile dell’imposta patrimoniale.
Allo scopo deve essere barrata la colonna 20 del quadro (“solo monitoraggio”) dei righi da RW1 a RW5.
Dall’imposta dovuta si detrae, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito di imposta.
Tale credito è pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui i prodotti finanziari, i conti correnti e i libretti di risparmio sono detenuti.
Il credito non può in ogni caso superare l’imposta dovuta in Italia.
Non spetta alcun credito di imposta se con il Paese nel quale è detenuta l’attività finanziaria è in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni. Convenzione riguardante anche le imposte di natura patrimoniale che prevede, per l’attività, l’imposizione esclusiva nel Paese di residenza del possessore.
Credito di imposta su redditi prodotti all’estero
Per il versamento, la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, le sanzioni e i rimborsi. Nonché anche per il contenzioso, relativamente all’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero, si applicano le disposizioni previste per l’Irpef (Legge n. 228/2012).
Non deve essere eseguito il versamento per il debito della singola imposta o addizionale risultanti della dichiarazione dei redditi che non superano ciascuna l’importo di €. 12,00.
La misura dell’acconto è pari al 100% dell’ammontare indicato nel quadro RW del modello. Con riferimento all’anno precedente.
Il versamento deve avvenire sia in acconto (entro il 16 giugno) che a saldo (entro il 30 novembre) con gli stessi criteri previsti per l’Irpef.
Per approfondire: Guida al versamento degli acconti delle persone fisiche
Per approfondire: Acconti Imposte: Sanzioni per mancato o insufficiente versamento
ul tema l’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 38/E/2013 ha chiarito che le violazioni riguardanti il quadro RW hanno natura tributaria. Per questo motivo, quindi, è quindi possibile provvedere alla regolarizzazione mediante lo strumento del ravvedimento operoso.
La mancata compilazione del quadro RW nel caso in cui sia dovuto il pagamento dell’IVAFE comporta l’applicazione del regime sanzionatorio delle imposte sui redditi.
Hai bisogno di maggiori informazioni sulle attività finanziarie all’estero che possiedi?
Oppure ti serve una consulenza per capire se e come devi compilare il modello Redditi PF in merito alla determinazione e al pagamento dell’Ivafe?
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Altrimenti puoi lasciarci un commento, ti risponderemo nel più breve tempo.
CONSULENZA FISCALE IVAFE
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Salve, nel caso di un conto di investimento estero oltre all'IVAFE è dovuta tassazione sulle plusvalenze sia realizzate che non?
Agosto 3, 2019 at 9:59
Le plusvalenze riguardano alcuni investimenti finanziari, altri hanno come reddito gli interessi, dipende dal tipo di investimento finanziario effettuato. Se vi è plusvalenza c'è obbligo di tassazione.
Luglio 24, 2019 at 18:13
sto per presentare un modello RW e RT che genera imposte che vorrei in parte versare (quelle derivanti da Quadro RW) e in parte "rimandare" al prossimo anno (Quadro RT quindi IVAFE), visto che nell'anno in corso sono certo di maturare un considerevole credito di imposta.
Immagino che la mia minusvalenza possa essere certificata solo a fine 2019 quindi se la scadenza del pagamento è il 31/7 p.v. non posso fare ravvedimento entro i 90 gg,; oltre tale termine è possibile fare ravvedimento Ivafe? Se così non fosse e nel frattempo ricevessi un accertamento a quali sanzioni andrei incontro? Ribadisco che non si tratta di omessa compilazione ma di omesso pagamento.
Luglio 24, 2019 at 19:18
Salve Paola, l'omesso pagamento accertato dall'Agenzia prevede la sanzione del 30% dell'importo dovuto. La sanzione è ridotta ad 1/3 nel pagamento nei 30 giorni dal ricevimento dell'avviso.
Luglio 18, 2019 at 19:47
Salve, per quanto riguarda le piattaforme estere peer to peer lending (P2P lending) che operano senza intermediario in Italia e quindi in regime dichiarativo:
- gli interessi sono sono soggetti all'aliquota del 26%, corretto?
- occorre compilare il quadro RW al fine del monitoraggio fiscale, è corretto?
- l'importo conferito alla piattaforma è assimilabile ad un conto corrente o libretto? ed è quindi è soggetto all'imposta di bollo 34,20 ?
- oppure è soltanto la (giacenza media della) quota non investita ad essere assimilabile ad un conto corrente o libretto e quindi ad essere soggetta all'imposta di bollo 34,20 ?
- oppure nulla è assimilabile a ad un conto corrente o libretto, e quindi l'imposta da applicare è lo 0.2% ? in questo caso a cosa va applicato lo 0.2% ? quota non investita?
Luglio 19, 2019 at 0:47
Salve Roberto, per rispondere a tutte le sue domande mi contatti in privato per una consulenza. Non è possibile risponderle in un commento.
Luglio 12, 2019 at 15:00
Salve, se ho un conto trade estero devo pagare l ivafe e dichiarare lo stesso a fine anno oppure I titoli acquistati e vendutiti con accreditobo addebito tramite questo conto, al fine di evitare la doppia imposizione
Luglio 12, 2019 at 17:08
Salve Grazia, la risposta alla sua domanda dipende da una serie di variabili. In particolare bisogna vedere che tipo di attività finanziarie sono state scambiate. Occorre, in sostanza, un'analisi dettagliata per poterle rispondere.
Giugno 12, 2019 at 12:38
Buongiorno, nel caso di attività finanziarie detenute all'estero e mai dichiarate, la loro indicazione nel quadro RW può spianare la strada ad eventuali ulteriori indagini o accertamenti da parte dell'Amministrazione?
Giugno 13, 2019 at 3:16
Salve Alfredo, il consiglio che le posso dare è quello di indicare le attività correttamente in dichiarazione e poi presentare dichiarazioni integrative od omesse in relazione alle annualità precedenti ancora accertabili, in modo da sanare la situazione prima dei controlli.
Maggio 23, 2019 at 14:34
Buongiorno, ho iniziato a dicembre 2017 investimenti con eToro, vorrei sapere come vanno dichiarati nel modello unico.(Quadro RW e RT)
Il 13/12/2017 ho investito € 1238,00 pari a USD 1376 , al 31/12/2017 avevo realizzato una plusvalenza di USD 329,00 che non ho trasferito sul mio c/c in Italia e pertanto sono stati utilizzati nei successivi investimenti dal broker.
Vorrei sapere se devo comunque pagare il 26% sulla plusvalenza. .
Poiché il trading in eToro è principalmente in CFD, criptovalute e azioni reali, è dovuta anche l'imposta IVAFE o devo dichiararlo solo ai fini del monitoraggio fiscale?
Nel 2018 ho avuto una minusvalenza ed il capitale iniziale è superiore al capitale finale, se devo pagare l'IVAFE, su che base posso fare i conteggi?
Maggio 24, 2019 at 10:23
Salve Michele, nel sito può trovare un articolo dedicato alla compilazione del quadro RT relativo alla plusvalenze finanziarie ed uno dedicato alla tassazione delle criptovalute. Qualora quando indicato non le fosse sufficiente sono a disposizione per effettuare una consulenza in privato per indicarle nel suo caso come compilare la dichiarazione dei redditi.
Maggio 21, 2019 at 11:47
Buongiorno, i prestiti partecipativi su piattaforme estere (peer to peer lending) devono essere dichiarati nel quadro RW al solo fine del monitoraggio fiscale e non scontano l'ivie. Concorrono poi al reddito ordinario e sono tassati in base al proprio scaglione marginale. é corretto?Grazie
Maggio 21, 2019 at 14:48
Salve Daniele, si il ragionamento fatto è corretto.
Orione W says:
Febbraio 21, 2019 at 16:28
Sono un residente italiano dopo oltre 20 di residenza estera AIRE. Ho ancora un conto titoli all`estero in un paese EU e non so bene cosa fare, dato che la normativa mi sembra molto complessa. Posso presentare dichiarazione dei redditi tramite un CAF, compilando il quadro RW? Come devo comportarmi per il calcolo delle aliquote, considerando che il conto titoli produce anche interessi su investimenti quali obbligazioni e/o dividendi su altri tipi di fondi investimento?
Per il valore di mercato da indicare nella colonna 8 del quadro RW, posso indicare il valore complessivo del deposito al 31.12. come indicato sulla pagina di online banking? ( da li pero` non risultano gli interessi/dividendi riscossi) Grazie, Orione
Febbraio 22, 2019 at 7:21
Salve Orione, per questi aspetti le chiedo di scrivermi in privato per una consulenza. Sicuramente non potrà presentare il modello 730 e gli interessi o plusvalenze prodotte dovranno essere dichiarate.
Dicembre 24, 2018 at 20:03
incasso un dividendo da societa' non finanziaria non quotata a san marino (repubblica), ricevo direttamente dalla societa' un bonifico sul conto corrente italiano dove sono residente.
domanda: la banca italiana (residente) puo' farmi da sostituto di imposta con il solo bonifico in arrivo?
oppure la banca italiana fa da sostituto di imposta solo sui titoli che gestisce con la custodia ed amministrazione?
Dicembre 25, 2018 at 22:07
Salve Roberto, il dividendo deve essere gestito in regime dichiarativo. La banca non interviene in questo caso.
Antonino Sprizzi says:
Ottobre 28, 2018 at 8:01
Buongiorno, se un cittadino italiano residente in Italia detiene attività finanziarie all’estero regolarmente dichiarate su quadro RW, nel caso di una nuova tassa patrimoniale italiana le somme detenute all’estero sono soggette a tale eventuale tassazione?
Ottobre 29, 2018 at 7:53
E' impossibile rispondere su una ipotetica norma che non c'è, ma solitamente si va a colpire il deposito italiano e non quello estero.