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Timestamp: 2018-07-23 02:07:01+00:00
Document Index: 63032251

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 73', 'art. 99', 'art. 3', 'art. 73', 'art. 99', 'art. 73', 'art. 3', 'art. 69', 'art. 99', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 69', 'art. 73', 'art. 3', 'art. 73', 'art. 73']

| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | LUNEDÌ 23 LUGLIO AGGIORNATO ALLE 4:5
Sul divieto di prevalenza della circostanza attenuante del fatto di lieve entità di cui all'art. 73, co. 5, d.P.R. n. 309/1990 sull'aggravante della recidiva reiterata
Corte costituzionale, 5 novembre 2012, n. 251
Circostanze del reato – Art. 69, quarto comma, c.p. - Concorso di circostanze aggravanti e attenuanti - Circostanza attenuante del fatto di lieve entità di cui al comma 5 dell'art. 73 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - Divieto di prevalenza sull'aggravante della recidiva reiterata di cui all’art. 99, quarto comma, c.p. - Q.l.c. sollevata dal Tribunale di Torino - Asserita violazione degli artt. 3, 25, secondo comma, e 27, terzo comma, della Costituzione – Illegittimità costituzionale parziale.
È costituzionalmente illegittimo l’articolo 69, quarto comma, del codice penale, come sostituito dall’art. 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 73, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza) sulla recidiva di cui all’art. 99, quarto comma, del codice penale.
La Corte costituzionale, con la pronuncia in epigrafe, ha dichiarato incostituzionale il divieto di prevalenza – introdotto con l. n. 251/2005 – della circostanza attenuante del fatto di lieve entità di cui all'art. 73, co. 5, d.P.R. n. 309/1990 sull'aggravante della recidiva reiterata.
Giova ricostruire brevemente il quadro normativo di riferimento prima di passare in rassegna le motivazioni poste a fondamento della declaratoria di incostituzionalità.
L’art. 3 della citata l. 5 dicembre 2005, n. 251 (c.d. ex Cirielli) ha sostituito il quarto comma dell’art. 69 c.p., sul giudizio di bilanciamento delle circostanze, stabilendo, tra l’altro, un divieto di prevalenza delle circostanze attenuanti su quella prevista dall’art. 99, co. 4, c.p.
Nel caso di specie, il giudice a quo prospetta l’illegittimità costituzionale di tale norma “nella parte in cui esclude che la circostanza attenuante di cui all’art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90 possa essere dichiarata prevalente sulla recidiva reiterata”, con la precisazione che “la questione si appunta sulla sola circostanza attenuante specificamente indicata, senza carattere di generalità”, perché in altri casi il divieto può trovare giustificazione.
Come noto, a fronte di violazioni di “lieve entità” della disciplina degli stupefacenti, l’art. 73, comma 5, del citato t.u. prevede la pena della reclusione da uno a sei anni e della multa da euro 3.000 a euro 26.000.
Tuttavia, per effetto del divieto di prevalenza delle circostanze attenuanti succitato, ove secondo la valutazione del giudice debba essere applicata la recidiva reiterata, la pena applicabile dovrà essere quella della reclusione da sei a venti anni e della multa da euro 26.000 a euro 260.000.
Ebbene, ad avviso del giudice remittente, l’art. 69, co. 4, c.p., nella parte in cui esclude che la circostanza attenuante di cui all’art. 73, co. 5, d.P.R. n. 309/1990 possa essere dichiarata prevalente sulla recidiva reiterata, violerebbe nel dettaglio:
• il principio di uguaglianza di cui all’art. 3 Cost., perché, in determinati casi, condurrebbe “ad applicare pene identiche a violazioni di rilievo penale enormemente diverso”: ad esempio, il recidivo reiterato implicato nel grande traffico di stupefacenti (art. 73, co. 1, d.P.R. n. 309/1990) al quale siano riconosciute le circostanze attenuanti generiche è punito con la stessa pena prevista per il recidivo reiterato autore di uno “spaccio di strada” di minime quantità, al quale siano riconosciute le circostanze attenuanti generiche e la circostanza prevista dal quinto comma dell’art. 73, con la conseguenza che “l’enorme differenza oggettiva, naturalistica, criminologica delle due condotte viene completamente obliterata in virtù di una esclusiva considerazione dei precedenti penali del loro autore”;