Source: https://www.istitutobalbo.edu.it/2013/11/06/l-offerta-formativa/
Timestamp: 2020-04-05 19:42:00+00:00
Document Index: 152706788

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 38', 'art. 1', 'art 19', 'art. 15', 'art. 15']

L’OFFERTA FORMATIVA – Istituto di Istruzione Superiore "Balbo" – Casale Monferrato
Istituto di Istruzione Superiore "Balbo" - Casale Monferrato > P.O.F. > L’OFFERTA FORMATIVA
Per incrementare il coinvolgimento degli studenti nel processo di insegnamento-apprendimento inteso come attività trasparente e obiettivamente documentabile fondata sulla comunicazione e sulla condivisione degli intenti tra chi insegna e chi apprende, il Collegio Docenti ha approvato le proposte del Dirigente Scolastico di rendere espliciti e ampiamente noti attraverso l’inserimento nel libretto scolastico:
il Progetto Educativo di Istituto (P.E.I.);
gli obiettivi della Programmazione Educativa e Didattica di Istituto (P.E.D.I.);
i criteri di valutazione delle conoscenze, competenze e capacità acquisite;
il Patto di Corresponsabilità scuola-famiglia (cfr. ALLEGATO E).
IL PROGETTO EDUCATIVO DI ISTITUTO (P.E.I.)
L’ Istituto di Istruzione Superiore “Cesare Balbo” si pone nell’ottica di operare secondo un modello di riferimento didattico basato sui seguenti principi:
rinnovamento dei contenuti e delle metodologie didattiche;
partecipazione consapevole delle studentesse e degli studenti nella ricerca attiva della conoscenza e nella realizzazione di un progetto di vita personale;
centralità del soggetto che apprende e dei suoi diritti allo studio e al successo formativo;
qualità dell’insegnamento-apprendimento intesa come rispetto dei requisiti e dei bisogni dei destinatari del servizio scolastico;
trasparenza dei contenuti e degli obiettivi minimi delle materie curricolari;
promozione di una cultura dell’integrazione con particolare attenzione al disagio e alla dispersione scolastica, valorizzazione delle differenze individuali per una cultura della diversità.
Sulla base delle direttive stabilite dal Consiglio europeo di Lisbona del 2000, in cui si delineava la necessità di definire le nuove competenze di base da assicurare lungo l’apprendimento permanente e dai Consigli europei di Stoccolma (2001) e di Barcellona (2002), che hanno definito gli obiettivi futuri per l’istruzione e la formazione europea, puntualizzati nel 2004 con la necessità di sviluppare valori sociali e civili essenziali quali cittadinanza, uguaglianza, tolleranza e rispetto, e delle Raccomandazioni del Parlamento europeo del 23 aprile 2008 sulla costituzione del quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente (C111/1 del 06.05.2008), vengono individuate le definizioni generali di risultati di apprendimento, conoscenze, abilità, competenze:
risultati dell’apprendimento: descrizione di ciò che un discente conosce, capisce ed è in grado di realizzare al termine di un processo d’apprendimento. I risultati sono definiti in termini di conoscenze, abilità e competenze
conoscenze: risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. Le conoscenze sono un insieme di fatti, principi, teorie e pratiche relative ad un settore di lavoro o di studio. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche
abilità: indicano le capacità di applicare conoscenze e di utilizzare know-how[1] per portare a termine compiti e risolvere problemi. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le abilità sono descritte come cognitive (comprendenti l’uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) o pratiche (comprendenti l’abilità manuale e l’uso di metodi, materiali, strumenti)
In base alla Legge italiana 26 dicembre 2006, n.296 art. 1, comma 622 che eleva l’obbligo di istruzione a 10 anni e al D.M. n.139 22 agosto 2007 recante norme in materia di adempimento dell’obbligo di istruzione, l’istruzione obbligatoria deve:
Favorire l’acquisizione delle otto competenze chiave indicate dalla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18/12/2006
Favorire il pieno sviluppo della persona nella costruzione del sé e preparare i giovani a relazionarsi con gli altri e con la realtà sociale e naturale
Contrastare la dispersione scolastica e formativa
Le Competenze chiave per l’apprendimento permanente secondo il quadro di riferimento europeo sono state così definite:
1. Imparare ad imparare: organizzare il proprio apprendimento, individuando, scegliendo ed utilizzando varie fonti e varie modalità di informazione e di formazione (formale, non formale ed informale), anche in funzione dei tempi disponibili, delle proprie strategie e del proprio metodo di studio e di lavoro.
2. Progettare: elaborare e realizzare progetti riguardanti lo sviluppo delle proprie attività di studio e di lavoro, utilizzando le conoscenze apprese per stabilire obiettivi significativi e realistici e le relative priorità, valutando i vincoli e le possibilità esistenti, definendo strategie di azione e verificando i risultati raggiunti.
o comprendere messaggi di genere diverso (quotidiano, letterario, tecnico, scientifico) e di complessità diversa, trasmessi utilizzando linguaggi diversi (verbale,matematico, scientifico, simbolico, ecc.) mediante diversi supporti (cartacei, informatici e multimediali)
4. Collaborare e partecipare: interagire in gruppo, comprendendo i diversi punti di vista, valorizzando le proprie e le altrui capacità, gestendo la conflittualità, contribuendo all’apprendimento comune ed alla realizzazione delle attività collettive, nel riconoscimento dei diritti fondamentali degli altri.
5. Agire in modo autonomo e responsabile: sapersi inserire in modo attivo e consapevole nella vita sociale e far valere al suo interno i propri diritti e bisogni riconoscendo al contempo quelli altrui, le opportunità comuni, i limiti, le regole, le responsabilità.
6. Risolvere problemi: affrontare situazioni problematiche costruendo e verificando ipotesi, individuando le fonti e le risorse adeguate, raccogliendo e valutando i dati, proponendo soluzioni utilizzando, secondo il tipo di problema, contenuti e metodi delle diverse discipline.
7. Individuare collegamenti e relazioni: individuare e rappresentare, elaborando argomentazioni coerenti, collegamenti e relazioni tra fenomeni, eventi e concetti diversi, anche appartenenti a diversi ambiti disciplinari, e lontani nello spazio e nel tempo, cogliendone la natura sistemica, individuando analogie e differenze, coerenze ed incoerenze, cause ed effetti e la loro natura probabilistica.
8. Acquisire ed interpretare l’informazione: acquisire ed interpretare criticamente l’informazione ricevuta nei diversi ambiti ed attraverso diversi strumenti comunicativi, valutandone l’attendibilità e l’utilità, distinguendo fatti e opinioni.
Tali competenze, intese come combinazione di conoscenze,abilità e attitudini appropriate al contesto, rappresentano la soglia comune a partire dalla quale si dispiegano i singoli saperi disciplinari, distribuiti in quattro aree, denominate assi culturali
IDENTIFICAZIONE DELLE MATERIE AFFERENTI AGLI ASSI CULTURALI
riflettere sul lessico e sulla semantica nel suo sviluppo storico attraverso il confronto con le lingue compiute ***
Latino ***
Greco ***
utilizzare la lingua per i principali scopi comunicativi ed operativi
Lingua(e) straniera(e)
Arte/Discipline artistiche
L’Istituto Superiore Balbo, aderendo a tale normativa ministeriale ed europea, ha individuato tra i suoi docenti i referenti per ogni in rapresentanza dei vari indirizzi. Nei vari gruppi di lavoro di ogni segmento disciplinare sono stati revisionati e condivisi gli OSA (obiettivi specifici di apprendimento), individuati i contenuti minimi e stabiliti i livelli base di competenza.
Questo nuovo modo di progettare per competenze richiede di modificare la metodologica didattica, adottando una logica di trasversalità di discipline (integrazione dei saperi) che tenga conto delle aree di confluenza dei risultati di apprendimento comuni all’istruzione liceale:
1. metodologica: aver acquisito un metodo di studio autonomo e flessibile, che consenta di condurre ricerche e approfondimenti personali e di continuare in modo efficace i successivi studi superiori, naturale prosecuzione dei percorsi liceali, e di potersi aggiornare lungo l’intero arco della propria vita. Essere consapevoli della diversità dei metodi utilizzati dai vari ambiti disciplinari ed essere in grado valutare i criteri di affidabilità dei risultati in essi raggiunti.Saper compiere le necessarie interconnessioni tra i metodi e i contenuti delle singole discipline.
2. logico-argomentativa: saper sostenere una propria tesi e saper ascoltare e valutare criticamente le argomentazioni altrui. Acquisire l’abitudine a ragionare con rigore logico, ad identificare i problemi e a individuare possibili soluzioni.Essere in grado di leggere e interpretare criticamente i contenuti delle diverse forme di comunicazione.
3. linguistica e comunicativa: padroneggiare pienamente la lingua italiana e in particolare: dominare la scrittura in tutti i suoi aspetti, da quelli elementari (ortografia e morfologia) a quelli più avanzati (sintassi complessa, precisione e ricchezza del lessico, anche letterario e specialistico), modulando tali competenze a seconda dei diversi contesti e scopi comunicativi; saper leggere e comprendere testi complessi di diversa natura, cogliendo le implicazioni e le sfumature di significato proprie di ciascuno di essi, in rapporto con la tipologia e il relativo contesto storico e culturale; curare l’esposizione orale e saperla adeguare ai diversi contesti. Aver acquisito, in una lingua straniera moderna, strutture, modalità e competenze comunicative corrispondenti almeno al Livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento. Saper riconoscere i molteplici rapporti e stabilire raffronti tra la lingua italiana e altre lingue moderne e antiche. Saper utilizzare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per studiare, fare ricerca, comunicare.
4. storico umanistica: conoscere i presupposti culturali e la natura delle istituzioni politiche, giuridiche, sociali ed economiche, con riferimento particolare all’Italia e all’Europa, e comprendere i diritti e i doveri che caratterizzano l’essere cittadini. Conoscere, con riferimento agli avvenimenti, ai contesti geografici e ai personaggi più importanti, la storia d’Italia inserita nel contesto europeo e internazionale, dall’antichità sino ai giorni nostri. Utilizzare metodi (prospettiva spaziale, relazioni uomo-ambiente, sintesi regionale), concetti (territorio, regione, localizzazione, scala, diffusione spaziale, mobilità, relazione, senso del luogo…) e strumenti (carte geografiche, sistemi informativi geografici, immagini, dati statistici, fonti soggettive) della geografia per la lettura dei processi storici e per l’analisi della società contemporanea. Conoscere gli aspetti fondamentali della cultura e della tradizione letteraria, artistica, filosofica, religiosa italiana ed europea attraverso lo studio delle opere, degli autori e delle correnti di pensiero più significativi e acquisire gli strumenti necessari per confrontarli con altre tradizioni e culture. Essere consapevoli del significato culturale del patrimonio archeologico, architettonico e artistico italiano, della sua importanza come fondamentale risorsa economica, della necessità di preservarlo attraverso gli strumenti della tutela e della conservazione. Collocare il pensiero scientifico, la storia delle sue scoperte e lo sviluppo delle invenzioni tecnologiche nell’ambito più vasto della storia delle idee. Saper fruire delle espressioni creative delle arti e dei mezzi espressivi, compresi lo spettacolo, la musica, le arti visive. Conoscere gli elementi essenziali e distintivi della cultura e della civiltà dei paesi di cui si studiano le lingue.
5. scientifica, matematica e tecnologica: comprendere il linguaggio formale specifico della matematica, saper utilizzare le procedure tipiche del pensiero matematico, conoscere i contenuti fondamentali delle teorie che sono alla base della descrizione matematica della realtà. Possedere i contenuti fondamentali delle scienze fisiche e delle scienze naturali (chimica, biologia, scienze della terra, astronomia), padroneggiandone le procedure e i metodi di indagine propri, anche per potersi orientare nel campo delle scienze applicate. Essere in grado di utilizzare criticamente strumenti informatici e telematici nelle attività di studio e di approfondimento; comprendere la valenza metodologica dell’informatica nella formalizzazione e modellizzazione dei processi complessi e nell’individuazione di procedimenti risolutivi.
PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA E DIDATTICA D’ISTITUTO (P.E.D.I.)
Il Collegio dei Docenti ha previsto le seguenti strategie per favorirne il raggiungimento delle Competenze chiave di cittadinanza stabilite dalle direttive ministeriali :
IMPEGNI C.C.
Predisporre attività finalizzate alle voci indicate, operare verifiche frequenti, sollecitare interventi attivi
Ogni docente indica le tecniche di apprendimento più efficaci per la/le propria/e disciplina/e
Elaborare progetti disciplinari e pluridisciplinari
Attivare progetti disciplinari
Favorire la pratica dell’autovalutazione
comprendere messaggi di genere diverso (quotidiano, letterario, tecnico, scientifico) e di complessità diversa, trasmessi utilizzando linguaggi diversi (verbale,matematico, scientifico, simbolico, ecc.) mediante diversi supporti (cartacei, informatici e multimediali)
Utilizzare veicoli e codici diversi per la fruizione e produzione culturale
interagire in gruppo, comprendendo i diversi punti di vista, valorizzando le proprie e le altrui capacità, gestendo la conflittualità (anche con l’uso di un registro linguistio corretto), contribuendo all’apprendimento comune ed alla realizzazione delle attività collettive, nel riconoscimento dei diritti fondamentali degli altri,
Favorire momenti di discussione collettiva e di ascolto
Introdurre e potenziare la pratica del lavoro di gruppo in chiave laboratoriale
sapersi inserire in modo attivo e consapevole nella vita sociale e far valere al suo interno i propri diritti e bisogni riconoscendo al contempo quelli altrui, le opportunità comuni, i limiti, le regole ( evitare ritardi, assenze, uscite anticipate) le responsabilità (rispetto delle scadenze, rispetto dei locali e degli arredi)
Creare un clima di rispetto e di fiducia reciproca
Promuovere la partecipazione responsabile alla vita scolastica
Elaborare attività disciplinari o trasversali di problem solving
Stimolare il confronto critico
Elaborare progetti pluridisciplinari
Attivare progetti
Gli Assi culturali dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico, storico-sociale:
acquisiscono e condividono le competenze chiave di cittadinanza indicate dalla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18/12/2006;
acquisiscono e condividono competenze comuni alle discipline afferenti ad ogni singolo asse;
adottano una progettazione e una metodologia didattica che si basino sulle competenze chiave di cittadinanza, sulle competenze previste da ogni singolo asse e su una logica di trasversalità.
coordinano la programmazione delle attività delle discipline affini;
I segmenti Disciplinari (asse dei linguaggi: italiano, latino, greco; lingue straniere; arte, discipline artistiche, musica; Asse matematico: matematica, informatica; asse scientifico-tecnologico: scienze naturali, fisica, scienze motorie; asse storico-sociale: geostoria, storia, filosofia, scienze umane, diritto, religione ):
definiscono gli OSA delle specifiche discipline;
individuano le conoscenze e le competenze minime da raggiungere per conseguire una valutazione sufficiente;
delineano modalità di verifica delle competenze specifiche anche attraverso prove che ricalcano il modello INVALSI
propongono i libri di testo da adottare.
PROTOCOLLO ACCOGLIENZA ‘Chi ben comincia..’
L’accoglienza è un processo educativo che accompagna tutto l’anno scolastico, attraverso il graduale raggiungimento dei seguenti obiettivi
A) la formazione di un gruppo di lavoro e di un clima idoneo all’apprendimento
B) la condivisione del progetto educativo d’istituto
C) la motivazione e l’impegno
D) il benessere scolastico, contrastando sul nascere fenomeni di bullismo
Gli alunni delle classi prime di tutti gli indirizzi dell’Istituto Balbo verranno accolte dai docenti in modo da favorire il loro graduale inserimento all’interno del gruppo classe e dell’intero sistema scolastico.
Il Collegio Docenti ritiene sia opportuno che tutti si attengano alle seguenti indicazioni
Progettare e monitorare attività di accoglienza di varia natura, quali la visita all’interno dell’Istituto, una visita guidata alla città, una gita in alcune località limitrofe ritenute significative, l’incontro con gli alunni Peer Educators dell’Istituto finalizzato a far conoscere ai nuovi arrivati, attraverso la rassicurante presenza di coetanei, la struttura organizzativa della scuola, a far riflettere, confrontarsi sulle relazioni all’interno del gruppo classe, sulle loro aspettative, rappresentando forse un primo punto di riferimento all’interno.
Somministrare test di ingresso al fine di verificare i livelli di partenza dei singoli alunni. Tali test NON dovranno essere oggetto di valutazione soprattutto in caso di prove che non raggiungono il livello base, al fine di non demotivare i nuovi studenti;
per tutto il periodo dell’accoglienza verranno attribuite valutazioni dal 4 al 10. Il periodo dell’accoglienza si intende terminato alla fine del primo anno del corso di studi, fatta eccezione per le classi i cui docenti, in sede di Consiglio di Classe, a fronte di situazioni particolarmente delicate o problematiche, decidano che vada prolungato.
Avviare gradualmente la programmazione didattica nei vari ambiti disciplinari
Condividere con i colleghi del CDC e con il Coordinatore di indirizzo eventuali problematiche, difficoltà rilevate
Ogni Consiglio di Classe procede ad un piano di programmazione didattica così articolato:
rilevazione livelli di partenza delle classi attraverso test o prove di ingresso;
definizione degli interventi integrativi per colmare le lacune evidenziate dai test;
acquisizione delle competenze chiave di cittadinanza e individuazione delle competenze specifiche di ciascuna disciplina che il Consiglio di Classe intende perseguire tra quelle elencate nel POF;
definizione dei moduli di Cittadinanza e Costituzione
metodologie (lezione frontale, lezione interattiva, insegnamento individualizzato, analisi di casi, Role playing, Problem Solving, lavori di gruppo, Brain storming) e comportamenti comuni che il Consiglio di Classe si propone di assumere nei confronti degli allievi (ogni docente definisce il tutto nel proprio piano di lavoro individuale, classe per classe, materia per materia);
definizione dei criteri di valutazione;
definizione delle modalità di recupero delle abilità mancanti.
Il momento della valutazione riveste un ruolo centrale in ogni sistema formativo ed è cruciale nell’ambito dell’Istituzione scolastica. In linea con le normative europee e ministeriali, si riconferma che la valutazione, in una didattica per ‘competenze’, deve misurare gli aspetti di un processo articolato e complesso. Dal momento infatti in cui oggetto della valutazione non è più, principalmente, la conoscenza e l’abilità (un ‘sapere’ ed un ‘saper fare’), ma un conoscere ed un operare per essere in grado di interagire, in modo sempre più autonomo e responsabile, è opportuno, prima ancora di valutare, promuovere l’acquisizione delle competenze. Ciò premesso, si evidenzia oggi un’idea di competenza di più ampio respiro, punto di partenza e di arrivo dell’iter formativo dell’Istituzione scolastica. Lo sottolineano le ‘chiavi di cittadinanza’, che delineano la competenza come un elemento ‘dinamico’, un ‘processo’, che necessita di contesti e strumenti differenti e che, proprio in questo senso, dopo essere promosso, va valutato. Si tratta di creare ‘problemi da risolvere’ – problem solving- , che utilizzino anche le conoscenze e le abilità acquisite. Anche, ma non solo. Meglio si delinea la portata della novità, se si considerano più in dettaglio i seguenti obiettivi, che vanno integrati nelle singole discipline e nelle trasversalità degli Assi Culturali:
acquisire il senso della Cittadinanza europea
diminuire la dispersione scolastica.
Focalizziamo singolarmente gli indicatori individuati dall’Europa:
La dispersione scolastica nasce quando sono carenti un metodo di studio individuale efficace ed un progetto di formazione il più possibile individualizzato (curriculum): IMPARARE AD IMPARARE.
Il disagio scolastico deriva da una scarsa consapevolezza della realtà e delle proprie potenzialità di giovani: PROGETTARE
La dispersione è legata alle difficoltà a leggere, comprendere e a scrivere anche testi(semplici, per il biennio) in lingua italiana: COMUNICARE
Dispersione e disagio nascono troppo spesso da atteggiamenti conflittuali e individualistici, perché non si riconosce il valore della diversità e dell’operare insieme agli altri: COLLABORARE E PARTECIPARE
Per i giovani, agire in gruppo significa, spesso, non rispettare le regole e non assumersi responsabilità: AGIRE IN MODO AUTONOMO E RESPONSABILE.
Oggi i giovani tendono ad accantonare e a rinviare i problemi, sia per la diffusa situazione di malessere di incertezza del futuro, sia perché non riescono ad affrontare e risolvere situazioni problematiche: RISOLVERE I PROBLEMI.
La difficoltà dei percorsi scolastici è legata alla mancanza di strumenti idonei ad affrontare la complessità del vivere nella società globale del nostro tempo: INDIVIDUARE COLLEGAMENTI E RELAZIONI.
Oggi molti giovani sono destinatari passivi di una massa indefinita di messaggi, senza avere gli strumenti per filtrarli ed interpretarli: ACQUISIRE ED INTERPRETARE L’INFORMAZIONE.
TAVOLA DOCIMOLOGICA GENERALE
Livelli di valutazione definiti in relazione a conoscenze, abilità, competenze
Non coglie il sensodelle consegne e non risponde in modo coerente. Dimostra una preparazione nulla o molto lacunosa riguardo ad argomenti fondamentali.
Non usa un linguaggio appropriato, sintatticamente e lessicalmente corretto.
Non dimostra capacità applicative.
Non rileva in modo autonomo le caratteristiche della propria prestazione.
Coglie, solo se guidato, il sensodelle consegne, ma dimostra una preparazione lacunosa e prevalentemente mnemonica riguardo ad argomenti fondamentali.
Non sempre usa un linguaggio appropriato, sintatticamente e lessicalmente corretto.
Applica le conoscenze in modo parziale e scorretto in compiti semplici.
Rileva in modo poco autonomo le caratteristiche della propria prestazione.
Coglie, solo se guidato, il sensodelle consegne e risponde, in modo sufficientemente coerente e puntuale, dimostrando una preparazione prevalentemente mnemonica, ma mediamente priva di lacune relative ad argomenti fondamentali.
Usa un linguaggio appropriato, sintatticamente e lessicalmente corretto, anche se con qualche imprecisione / improprietà.
Applica le conoscenze in modo parziale, ma senza errori gravi, in compiti semplici.
Rileva in modo approssimativamente autonomo le caratteristiche della propria prestazione.
Coglie autonomamente il sensodelle consegne e risponde in modo coerente e puntuale, dimostrando una preparazione mediamente priva di lacune relative ad argomenti fondamentali.
Applica le conoscenze in modo discreto, anche in compiti relativamente complessi.
Rileva in modo autonomo le caratteristiche della propria prestazione.
Coglie pienamente il senso delle consegne e risponde in modo coerente, puntuale ed organizzato, dimostrando una preparazione organica e priva di lacune.
Usa un linguaggio appropriato, sintatticamente corretto e lessicalmente articolato.
Applica le conoscenze in modo buono, anche in compiti complessi.
Rileva in modo pienamente autonomo le caratteristiche della propria prestazione.
Coglie pienamente il senso delle consegne e risponde in modo coerente, puntuale ed articolato, dimostrando una preparazione organica, priva di lacune e rielaborata.
Usa un linguaggio appropriato, efficace, sintatticamente corretto e lessicalmente ricco.
Applica le conoscenze in modo ottimo, anche in compiti complessi e in contesti non noti.
Rileva in modo pienamente autonomo e consapevole le caratteristiche della propria prestazione.
Coglie pienamente il senso delle consegne e risponde in modo coerente, puntuale ed articolato, dimostrando una preparazione organica, priva di lacune e rielaborata in modo originale ed approfondito.
Nella valutazione in itinere su scala decimale è possibile l’attribuzione del mezzo voto nel caso in cui i descrittori individuati non si riferiscano a un unico livello.
N.B.: nel periodo dell’accoglienza si utilizzino solo le valutazioni dal 4 al 10. Per periodo dell’accoglienza si intende tutto il primo anno del corso di studi, fatta eccezione per le classi i cui docenti, in sede di Consiglio di Classe, a fronte di situazioni particolarmente problematiche, decidano che vada prolungato.
Note esplicative alla tavola docimologica in relazione alle soglie di competenza:
Secondo il D.M. del 27 gennaio 2010 i livelli relativi all’acquisizione delle competenze di ciascun asse sono descritti come segue:
livello base non raggiunto: lo studente non è in grado di svolgere complici semplici in situazioni note, mostrando lacune significative nelle conoscenze ed abilità essenziali;
livello base: lo studente svolge compiti semplici in situazioni note, mostrando di possedere conoscenze ed abilità essenziali e di saper applicare regole e procedure fondamentali, guidato [esecutore, in situazioni semplici (problemi chiusi)];
livello intermedio: lo studente svolge compiti e risolve problemi complessi in situazioni note, compie scelte consapevoli, mostrando di saper utilizzare le conoscenze e le abilità acquisite, in modo per lo più autonomo [Competente, in situazioni note e complesse (problemi aperti, già affrontati in quella forma];
livello avanzato: lo studente svolge compiti e problemi complessi in situazioni anche non note, mostrando padronanza nell’uso delle conoscenze e delle abilità. Sa proporre, argomentare ed approfondire opinioni anche personali ed assumere autonomamente, con senso di responsabilità, decisioni consapevoli [Competente, anche in situazioni non note e complesse (problemi aperti, mai affrontati in quella forma)].
La valutazione non si limita a misurare il percorso dell’alunno, ma è volta ad osservare e monitorare l’evoluzione del percorso di apprendimento, quanto ad abilità e competenze.
Pertanto vengono adottate le seguenti tipologie di verifiche:
Verifiche in itinere : si svolgono contestualmente al percorso didattico; sono rivolte a tutti gli studenti della classe; servono a studenti e docenti per individuare le eventuali lacune – specie di acquisizione dei contenuti, prerequisito fondamentale per il consolidamento delle abilità – e predisporre i relativi interventi di recupero.
Verifiche sommative: si svolgono al termine di un modulo, di una unità didattica o di un argomento; sono rivolte a tutti gli studenti della classe; servono ad accertare se le competenze sono state acquisite; sono attuate da tutti i docenti; possono essere di svariate tipologie: prove scritte, pratiche e orali, temi, relazioni, saggio breve, prove strutturate e semistrutturate: test a risposta multipla, aperta, a completamento, correlazioni, prove pluridisciplinari, prove su modello INVALSI
In ottemperanza alle linee generali, presenti nel DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
28 marzo 2013 , n. 80 . (Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia
di istruzione e formazione), e con particolare riferimento all’art. 3, punto a, l’Istituto Balbo intraprende uno sforzo progettuale nell’intento di realizzare, in maniera coerente, condivisa e trasparente, il compito di autovalutazione del processo di insegnamento-apprendimento. A tale scopo vengono utilizzate le rilevazioni sugli apprendimenti e le elaborazioni restituite dall’Invalsi, sia nelle modalità di verifica seguite, sia nella valutazione dei risultati ottenuti.
Tale riferimento consente di:
a. Riflettere sulla qualità didattica dei Piani predisposti per i singoli anni di corso liceale, in merito al rapporto tra abilità e contenuti disciplinari , alle metodologie attuate, alle modalità di verifica e valutazione;
b. Predisporre interventi di miglioramento didattico, in termini di efficacia ed efficienza.
La traduzione operativa prevede una progettualità di Istituto che si articola nella seguente modalità:
Somministrazione della prova nazionale (terzo anno scuola secondaria di primo grado) di italiano e matematica, per rilevare i livelli di ingresso delle abilità specifiche.
Simulazione (almeno una) della prova INVALSI solitamente somministrata nel mese di maggio
Restituzione ad alunni e famiglie dei risultati della prova INVALSI sostenuta nell’anno precedente
In ottemperanza alla normativa che prevede la certificazione delle competenze al termine dell’obbligo scolastico, l’Istituto balbo predispone un iter progettuale strutturato in maniera tale da rendere più rigorosa e formalizzata la valutazione dei livelli di competenza acquisiti e da certificare.
Tale iter prevede l’individuazione di un percorso didattico unidisciplinare o, laddove sia possibile interdisciplinare, condiviso dai Consigli di Classe e inserito nella progettualità relativa a Cittadinanza e Costituzione, che verrà pianificato attraverso un format (cfr. il modello in Area Riservata), che utilizza il modello R.I.Z.A., elaborato dal prof. R. Trinchero, Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino). Nel caso di livello di competenze base non raggiunto, si procederà ad un’ulteriore individualizzazione del curriculum scolastico.
In sede di programmazione di inizio anno il Collegio Docenti indica il numero presumibile di prove sommative per ogni classe e, dove possibile, concorda con gli studenti la scansione delle prove; in questo modo viene assicurata una equa distribuzione delle prove stesse. La tavola docimologica allegata è condivisa dall’intero corpo docente.
La valutazione deve essere trasparente e condivisa con gli allievi, che devono essere invitati anche ad autovalutarsi, la tavola docimologica di riferimento dell’Istituto deve essere illustrata e commentata agli studenti all’inizio dell’anno. La comunicazione dell’esito delle prove deve essere tempestiva – e comunque sempre prima della prova successiva – per permettere di individuare:
il livello raggiunto;
le cause dell’eventuale insuccesso;
le attività di recupero più adatte.
A partire dall’anno scolastico 2010/2011, con l’entrata in vigore del riordino della scuola secondaria di secondo grado, ai fini della validità dell’anno scolastico, compreso quello relativo all’ultimo anno di corso, per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato (art. 14, comma 7, del DPR 122/2009).
Per casi eccezionali il Collegio dei Docenti (verbale n. 3 del 12 ottobre 2010) ha fissato i seguenti criteri di deroga al suddetto limite per:
condizione di studente-lavoratore con certificazione del datore di lavoro;
studente di origine straniera per assolvimento obblighi relativi alla regolarizzazione del loro stato;
impegni sportivi documentati dalle associazioni e autorizzati dalla scuola;
motivi istituzionali documentati dalla scuola.
Sempre a condizione che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del Consiglio di Classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo.
Gli alunni che, nello scrutinio finale, conseguono una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi sono ammessi all’esame di Stato.
ELABORAZIONI DEI RISULTATI DELLE PROVE PIÙ SIGNIFICATIVE
Per tenere sotto controllo l’andamento didattico delle classi vengono condotte elaborazioni dei risultati delle prove più significative. Individuate la media e la frequenza sui risultati delle singole classi e/o di classi parallele, viene prodotta una elaborazione grafica, di più facile lettura, dei risultati che costituiscono materiale indispensabile per l’analisi da parte dei Consigli di Classe della situazione iniziale e del processo di insegnamento-apprendimento.
Sospensione del giudizio (O.M. 92)
Per ogni valutazione negativa il docente dovrà:
definire la “natura” della non sufficienza, sulla base di precisi indicatori;
chiarire la tipologia e la specificità delle lacune;
individuare i conseguenti obiettivi del recupero.
Il Consiglio di Classe dovrà:
sancire i vari livelli di insufficienza;
verbalizzare la tipologia e la specificità delle lacune;
indicare i percorsi di recupero più opportuni (sulla base delle materie fondanti ciascun indirizzo);
informare le famiglie e gli allievi delle non sufficienze e degli interventi da attivare (recupero in orario mattutino o pomeridiano, sportello, IDEI, studio individuale, esercizi di rinforzo, eventuali lavori di gruppo, corsi di eccellenza e sostegno metodologico).
La settimana di sospensione delle lezioni (Pausa didattica) a Gennaio, che segue la formalizzazione dei risultati del primo quadrimestre, è a discrezione dei singoli Consigli di Classe. Qualora si attivino recuperi pomeridiani, è comunque opportuno sospendere la presentazione alla classe di nuovi moduli del programma e i docenti, in tal caso, si dedicano al consolidamento degli argomenti già svolti.
Il voto di condotta, sulla base dell’ALLEGATO B, è attribuito dall’intero Consiglio di Classe riunito per le operazioni di scrutinio sulla base dei criteri illustrati nella seguente tabella ed in conformità con le seguenti competenze chiave di cittadinanza (cfr. P.E.D.I.) A) Agire in modo autonomo e responsabile, B) Collaborare e partecipare:
N.B. Le valutazioni dei tre indicatori A, B, C vanno mediate nella loro risultante finale dal Consiglio di Classe SOLO per le VALUTAZIONI otto, nove e dieci.
Il sei e il sette sono, per quanto riguarda il comportamento, valutazioni fortemente negative: vengono attribuite se precedute da provvedimenti disciplinari o da iterate note, sempre segnalate alle famiglie.
L’attribuzione del cinque, elemento che pregiudica l’ammissione alla classe successiva o all’Esame di Stato indipendentemente dalle valutazioni disciplinari, è prevista in casi particolarmente gravi, preceduti da provvedimenti disciplinari: sospensione per più di 15 giorni (cfr. Tabelle di disciplina ALLEGATO C) con ripetuti richiami da parte del Dirigente Scolastico o dei suoi Collaboratori e da iterate note sul registro e/o sul libretto personale, sempre segnalate alle famiglie.
Particolare attenzione sarà riservata alla valutazione della partecipazione degli allievi alle lezioni di Religione ovvero alle Attività alternative. La legislazione sull’argomento prevede che l’istituzione scolastica predisponga, ove possibile, delle
attività alternative che concorrano al processo formativo della personalità degli studenti, ma riconosce agli studenti oltre al diritto di non avvalersi dell’insegnamento della Religione Cattolica anche quello di rifiutare le attività culturali e formative proposte dalla scuola.
L’Istituto di Istruzione Superiore “Cesare Balbo”, pertanto, così come previsto dalla normativa, consente agli studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della Religione Cattolica di poter uscire dalla scuola, se richiesto dalla famiglia all’atto dell’iscrizione, o di svolgere attività alternative all’insegnamento della RC, studio assistito o studio libero con la vigilanza di un insegnante appositamente nominato.
Per garantire a tutti gli studenti del triennio la possibilità di accedere al credito scolastico previsto per coloro che si avvalgono dell’insegnamento della Religione Cattolica o che svolgono attività alternativa, gli studenti che non se ne avvalgono e che hanno optato per lo studio assistito o libero, potranno svolgere un lavoro di ricerca o di approfondimento, da concordare con un docente della classe, preferibilmente su tematiche attinenti ai documenti del pensiero e della esperienza umana, relativi ai valori fondamentali della vita e della convivenza civile.
Sulla base delle disponibilità concesse dal Ministero della Pubblica Istruzione e in relazione alla richiesta da parte degli allievi la scuola potrebbe eventualmente garantire la presenza di un docente che svolga un’attività alternativa o assicuri assistenza agli studenti, che potranno svolgere il proprio lavoro di ricerca a casa.
Lo studente, entro il 15 maggio, consegnerà il testo della ricerca che verrà valutata dai docenti coinvolti e che dovrà comprovare un lavoro serio, organico ed opportunamente articolato nei due quadrimestri.
Agli studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della Religione Cattolica, sarà offerta la possibilità di restare nella propria aula o in aule di classi dello stesso indirizzo e corso di studi, dove potranno svolgere le ricerche suddette, o ascoltare le lezioni, o svolgere altre attività di studio personale.
Per la preparazione degli allievi all’ESAME DI STATO, conclusivo del corso di studi, è necessario attenersi alle seguenti indicazioni:
informare gli allievi circa la struttura dell’esame;
determinare i percorsi individuali degli studenti, possibilmente dal penultimo anno, e individuare le materie coinvolte;
effettuare simulazioni delle prove scritte per le ultime classi (della prima e della seconda prova, se lo ritenga necessario, e obbligatoriamente della terza prova) e sviluppare l’area di progetto nei corsi ove è prevista;
valutare le simulazioni anche in base ai punteggi previsti agli esami, per consentire l’autovalutazione da parte degli allievi;
raccogliere la documentazione necessaria all’attribuzione dei crediti formativi, da valutare in base ai criteri di aderenza al percorso scolastico, alla qualità dell’esperienza in oggetto e agli esiti conseguiti dagli allievi;
utilizzare griglie (condivise da tutti i Consigli di Classe) presenti in area riservata del sito per la valutazione dei crediti scolastici e formativi, al fine di garantire oggettività ed uniformità nell’attribuzione del punteggio in sede di scrutinio finale delle classi del triennio.
SIMULAZIONE DELLA TERZA PROVA DELL’ESAME DI STATO
E’ opportuno che i Consigli delle classi quinte programmino un numero adeguato di simulazioni della terza prova, individuandone le tipologie e le discipline interessate (non più di cinque). La prova concerne una sola delle tipologie previste, ad eccezione delle tipologie di cui alle lettere b) e c), che possono essere utilizzate anche cumulativamente. In ogni caso la scelta della tipologia da parte della Commissione d’Esame deve tener conto della specificità dell’ indirizzo di studi, delle impostazioni metodologiche seguite dai candidati, delle esperienze acquisite all’interno della progettazione dell’istituto e della pratica didattica adottata, quali risultano dal documento del 15 maggio, del quale quest’anno viene individuato un criterio organizzativo, un indice, disponibile nell’Area riservata del sito.
LA “TESINA” DI APPROFONDIMENTO
Con il termine “tesina”, con cui si definisce impropriamente il percorso individuale di approfondimento, si intende la ricerca presentata alla Commissione d’Esame alcuni giorni prima del colloquio. Si tratta, in genere, di un lavoro compilativo che si esaurisce nella consultazione di testi, di documenti, di fonti informative su un particolare argomento. Per fare in modo che all’Esame di Stato siano presentati lavori di ricerca apprezzabili per il metodo di ricerca, di riflessione comparata e di costruzione di un itinerario personale, non frutto di un assemblaggio frettoloso di materiali non elaborati, sono proposte in via del tutto sperimentale (ALLEGATO H), alcune indicazioni utili agli studenti e agli insegnanti che li seguiranno nella scelta del tema oggetto della ricerca (mappa concettuale, scaletta, indice ragionato). E’ consigliabile preparare per tempo e con cura questa fase del lavoro, tenendo conto che raccogliere in un testo organico il frutto di un personale lavoro di ricerca, di approfondimento o di progetto su un argomento che coinvolge e che si vorrebbe condividere con gli altri, presentato in forma gradevole (veste grafica, illustrazioni, schemi, ecc.), costituisce senz’altro un’esperienza gratificante che spesso rafforza la propria autostima. A tal proposito si sottolinea che una buona “tesina” non è quella che riesce a trovare agganci con il maggior numero di discipline, magari con palesi forzature, ma il frutto di un lavoro coerente, logico e chiaro, che metta in luce la dimestichezza dello studente con i normali strumenti e metodi di studio. Del resto non è neppure necessario che essa sia particolarmente ampia o che impegni il suo autore per un lungo periodo: tutti sanno che il tempo a disposizione per l’approfondimento è molto limitato, ed è un grave errore concentrare l’attenzione prevalentemente su di esso, poiché la parte più importante e impegnativa del colloquio è rappresentata dal secondo momento, gestito dalla Commissione d’Esame, in cui vengono coinvolte tutte le materie d’esame.
Tabella valutazione dei crediti (triennio)
La vita scolastica dell’istituto si ispira ai principi dello Statuto delle studentesse e degli studenti (ALLEGATO F), promulgato con Decreto del Presidente della Repubblica n. 249 del 24 giugno 1998, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 29 luglio 1998. Lo Statuto esprime quei valori di libertà, di responsabilità, di rispetto e di solidarietà che hanno ispirato la nostra Costituzione e sono alla base dell’identità comune della patria europea. Insieme al Regolamento di Istituto (ALLEGATO A) è uno strumento utile per garantire la partecipazione piena e attiva degli studenti alla vita della scuola e per favorire un dialogo costruttivo tra studenti e insegnanti.
IL PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÁ
A partire dall’anno scolastico 2007-2008, la nostra scuola, in riferimento alla nota ministeriale del 15 marzo 2007, prot. n. 30, ha richiesto alle famiglie di sottoscrivere, all’inizio dell’anno scolastico, un Patto Educativo di Corresponsabilità (ALLEGATO E) nei confronti dei comportamenti dei propri figli, presentato presso l’Istituto superiore Balbo dai rappresentanti dell’Associazione genitori, costituitasi nello scorso sanno scolastico. L’accordo, che contiene una definizione condivisa di diritti e doveri tra scuola e famiglia, è finalizzato a rendere efficace il processo educativo messo in atto dalle istituzioni e dalle famiglie stesse, per una crescita integrale dell’individuo.
Poiché negli ultimi anni è costantemente aumentato il numero di stranieri nel nostro territorio e quello degli alunni di cittadinanza non italiana nel nostro istituto, il Collegio dei Docenti ha stabilito (verbale n. 1 del 1° settembre 2010), facendo proprio il dettato dell’art. 38 del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, ha approvato un Protocollo di Accoglienza finalizzato a promuovere l’integrazione degli alunni stranieri, per rispondere ai loro bisogni formativi e rafforzare le attività di sostegno linguistico e culturale ad essi rivolte.
INTERCULTURA E SCAMBI INTERNAZIONALI
Attraverso gli scambi internazionali, Intercultura propone un progetto educativo per comprendere il mondo di oggi, superare i pregiudizi e rispettare le differenze che caratterizzano i popoli della terra. La nostra scuola accoglie gli studenti nei programmi e nelle progettualità di rete, impegnandosi a creare intorno a loro un ambiente sereno e paziente rispetto alle sue iniziali difficoltà e a indirizzarli verso un reale impegno per una proficua partecipazione all’attività didattica. Da alcuni anni l’istituto vede la presenza di studenti universitari e/o neo-laureati come lettori di madre lingua inglese, impegnati in alcuni progetti all’interno dell’istituto, collabora con il Rotari nell’organizzazione di attività di studio all’estero e attua scambi internazionali con Denver.
Vista la grave crisi economica del territorio e del conseguente riflesso negativo sulla composizione del reddito familiare, il Collegio dei Docenti (verbale n. 3 del 12 ottobre 2010) ha deciso di limitare la spesa per le gite scolastiche, per evitare di mettere in difficoltà le famiglie, demandando la quantificazione del tetto al Consiglio di Istituto.
Da tempo la nostra scuola ha potenziato lo studio delle lingue comunitarie, la cui conoscenza, certificata da Enti esterni è cresciuta negli ultimi anni coinvolgendo un numero sempre maggiore di allievi. La certificazione linguistica è un documento ufficiale, riconosciuto internazionalmente e rilasciato da enti autorizzati, che attesta il grado di conoscenza di una lingua straniera in conformità al Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue, approvato dall’Unione Europea. Le certificazioni, relative a ciascun livello, si ottengono dopo aver superato una serie di prove che servono ad attestare tutte e quattro le abilità linguistiche (lettura, comunicazione scritta, ascolto e comunicazione orale) attraverso la rappresentazione di situazioni autentiche. Il conseguimento di una certificazione internazionale di lingue è un traguardo importante nel percorso formativo di ogni alunno, un “valore aggiunto” alla sua formazione ed entra a far parte del curriculum dello studente. Molti corsi di laurea riconoscono crediti formativi a coloro che al momento dell’immatricolazione presentano un attestato rilasciato dagli enti certificatori accreditati. Inoltre la certificazione agevola l’incontro tra domanda ed offerta di occupazione poiché rappresenta una garanzia di competenze possedute per il datore di lavoro in cerca di collaboratori qualificati, in grado di muoversi agevolmente all’interno di un mercato sempre più competitivo.
AMPLIAMENTO E ARRICCHIMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA
L’Istituto di Istruzione Superiore “Cesare Balbo” vuole essere una scuola radicata nel territorio, di cui si propone di interpretare le esigenze formative ed elaborare risposte efficaci ai bisogni della realtà circostante. Pertanto ha attuato un orario scolastico che permette a tutti gli studenti, anche provenienti dalle zone più lontane, il consolidamento della cultura di base e l’approfondimento o l’arricchimento della formazione personale.
Il monte ore annuale di ogni studente comprende le ore curricolari di lezione del mattino e le attività opzionali del pomeriggio liberamente scelte tra un’ampia gamma di attività formative, sia trasversali, sia diversificate per indirizzi di studio.
Le attività extracurricolari, in genere facoltative ed elettive, che si svolgono nelle sedi dell’Istituto di Istruzione Superiore “Cesare Balbo”, hanno il termine orario, assolutamente improrogabile, delle ore 18.
L’istituto attiva Progetti e programma Attività per migliorare l’offerta formativa negli ambiti che il Collegio dei Docenti ha considerato prioritari per il raggiungimento delle finalità educativo-didattiche:
Progetto “Cittadinanza e Costituzione”: come dettato dall’art. 1 della legge n. 169/2008, è afferente alle aree storico-geografica e storico-sociale, integrando alcuni contenuti di tali discipline con un repertorio di contenuti specifici che, partendo dalla conoscenza approfondita della Costituzione, attraversa lo studio degli Statuti regionali ed estende l’interesse ai documenti nazionali, europei e internazionali (la Carta europea dei diritti fondamentali, la Carta delle Nazioni Unite, la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, la Convenzione dei diritti dell’infanzia, la Carta dei valori, della cittadinanza e dell’integrazione) al fine di formare mentalità aperte ad una visione multiprospettica e plurale della realtà. I contenuti specifici riguardano altresì le conoscenze relative all’ordinamento della Repubblica, alla organizzazione politica ed economica dell’Europa, agli organismi internazionali. L’educazione alla Costituzione prevede l’acquisizione di conoscenze e competenze anche attraverso il contributo formativo dei diversi campi di esperienza di tutte le altre aree e discipline previste dai curricoli. I contenuti trasversali incrociano i temi della legalità e della coesione sociale, dell’appartenenza nazionale ed europea nel quadro di una comunità internazionale e interdipendente, dei diritti umani, delle pari opportunità, del pluralismo, del rispetto delle diversità, del dialogo interculturale, dell’etica della responsabilità individuale e sociale, della bioetica, della tutela del patrimonio artistico e culturale. Sono, altresì, significativi i temi che attengono alla sensibilità ambientale e allo sviluppo sostenibile, al benessere personale e sociale, al fair play nello sport, alla sicurezza nelle sue varie dimensioni e stradale in particolare, alla solidarietà, al volontariato e alla cittadinanza attiva.
Nel nostro istituto “Cittadinanza e Costituzione” è stata sperimentalmente introdotta come una disciplina con una valutazione, inserita sulla pagella, ma senza incidere sulla media scolastica.
Verranno quindi attivati percorsi unidisciplinari o interdisciplinari (II anno di corso), centrati sull’approfondimento tematico suggerito da specifici articoli della Costituzione. Tali approfondimenti consentono di attivare e potenziare, in situazioni formative strutturate, non solo le abilità disciplinari specifiche, ma anche le competenze chiave di cittadinanza attiva, rendendo più esplicita la sottolineatura delle abilità meta-cognitive e relazionali messe in gioco attraverso metodologie didattiche quali, ad esempio, l’apprendimento cooperativo.
attività con Istituzioni, aziende e associazioni del territorio, per favorire l’integrazione nel tessuto culturale e produttivo del territorio;
orientamento, con la finalità di perseguire i seguenti obiettivi:
IN INGRESSO: conoscenza degli indirizzi di studio e dell’organizzazione scolastica; promozione della formazione di un gruppo di lavoro, di un clima idoneo all’apprendimento, della condivisione del progetto educativo d’istituto, della motivazione, dell’impegno e del benessere scolastico, contrastando sul nascere fenomeni di bullismo;
IN ITINERE: riorientamento e interventi formativi;
IN USCITA: obiettivo primario dell’Istituto Superiore “Balbo” è che, al termine del percorso liceale, gli allievi siano in grado di operare una scelta autonoma e consapevole dell’indirizzo di studi da intraprendere, ai fini di una proficua e soddisfacente collocazione nel mondo del lavoro, prevenendo la dispersione e l’insuccesso scolastico. A tale scopo si è deciso di organizzare un’attività di orientamento distribuita lungo il corso del triennio, con l’obiettivo di guidare gli studenti passo a passo nel loro approccio al mondo accademico e di favorire il successo formativo di tutti gli studenti:
– per le classi del terzo anno si provvederà a nominare un referente, che ricoprirà tale incarico per tutto il triennio, che sottoponga all’attenzione degli studenti materiale inerente a varie facoltà universitarie del territorio e altri enti di formazione, in modo che gli allievi prendano visione dell’ampio ventaglio di possibilità post-diploma;
– per le classi del quarto anno è prevista la partecipazione a una o più giornate di orientamento organizzate dai vari atenei del territorio (Piemonte, Lombardia, Liguria) e ad una mattinata in cui ex–allievi, frequentanti varie facoltà universitarie o già pienamente inseriti nel mondo del lavoro, si metteranno a loro disposizione nella sede dell’istituto per illustrare le dinamiche della vita universitaria, le tipologie di esami e le opportunità occupazionali cui l’università introduce;
– per le classi del quinto anno, oltre alla partecipazione a giornate di orientamento e all’incontro con gli ex-allievi universitari e lavoratori, nel caso in cui il Ministro della Pubblica istruzione scelga di procedere con la selezione universitaria attraverso i test d’ingresso, l’Istituto Balbo intende proporre percorsi di adeguamento ai nuovi standard dell’Esame di Stato finalizzati anche all’inserimento nel mondo universitario con la preparazione ai test d’ingresso alle varie facoltà a numero chiuso e la possibilità di seguire lezioni o conferenze tenuti da docenti universitari nella sede delle facoltà del territorio (progetto PREPARAZIONE AI TEST D’INGRESSO ALL’UNIVERSITA’)
Per le classi del primo e secondo anno di corso è stata introdotta una 28° ora curricolare, volta ad approfondire, potenziare ed arricchire, anche con l’ausilio di attività laboratoriali, visite guidate ed esercitazioni pratiche, la caratterizzazione specifica di ciascun corso di studi. Per le discipline attivate nella 28°ora da ciascun indirizzo si veda la sezione “Offerta formativa specifica”.
INSERIMENTO DI ALUNNI DISABILI e CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
L’estensione dell’integrazione degli allievi disabili presso gli Istituti di istruzione secondaria ha reso necessaria la progettazione di percorsi educativi individualizzati che tengano conto della marcata tipizzazione dei programmi ministeriali garantendo apprendimenti globalmente rapportati ad essi. Sulla base di quanto disposto dalla legge e prendendo spunto dalla “Guida per aiutare genitori e docenti a costruire un progetto di vita per alunni con disabilità” (Ufficio Scolastico Provinciale di Alessandria) e sulla base dell’ultima circolare ministeriale che ha stabilito forme e tipologie dell’integrazione, l’integrazione scolastica avviene nel nostro istituto attraverso :
il coordinamento tra i servizi scolastici, sanitari, socio-assistenziali, culturali e ricreativi (stipula di convenzioni e accordi di programma);
le attività didattiche realizzate da docenti di sostegno specializzati nelle diverse aree disciplinari;
l’attivazione di forme di orientamento a garanzia della continuità nel passaggio tra i diversi ordini di scuola;
la flessibilità dell’attività didattica nella definizione del quadro orario e nella individuazione degli insegnamenti
l’aiuto nella transizione alla vita adulta attraverso stage e progetti volti ad accrescere l’autonomia degli allievi.
Le modalità organizzative per rendere possibile l’integrazione degli allievi diversamente abili prevedono che il GLI svolga le seguenti funzioni:
– analisi della documentazione trasmessa dalla scuola di provenienza e di ogni altro documento utile a fornire una conoscenza del percorso già compiuto
– elaborazione di una proposta di Piano Annuale per l’Inclusività riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno scolastico (entro il mese di Giugno) (v. allegato). A tale scopo, il Gruppo procederà ad un’analisi delle criticità e dei punti di forza degli interventi di inclusione scolastica operati nell’anno appena trascorso e formulerà un’ipotesi globale di utilizzo funzionale delle risorse specifiche, istituzionali e non, per incrementare il livello di inclusività generale della scuola nell’anno successivo. Il Piano sarà quindi discusso e deliberato in Collegio dei Docenti e inviato ai competenti Uffici degli UUSSRR, nonché ai GLIP e al GLIR, per la richiesta di organico di sostegno, e alle altre istituzioni territoriali come proposta di assegnazione delle risorse di competenza, considerando anche gli Accordi di Programma in vigore o altre specifiche intese sull’integrazione scolastica sottoscritte con gli Enti Locali. A seguito di ciò, gli Uffici Scolastici regionali assegnano alle singole scuole globalmente le risorse di sostegno secondo quanto stabilito dall’ art 19 comma 11 della Legge n. 111/2011.
Il Consiglio di Classe, sulla scorta degli elementi emersi dalla relazione dell’insegnante di sostegno, dell’équipe socio-sanitaria e dei test effettuati a inizio d’anno, elabora un percorso di apprendimento individualizzato, finalizzato all’integrazione e all’inclusione scolastica e professionale dei suddetti alunni.
La programmazione individualizzata si sviluppa poi sulla base dei seguenti presupposti:
per gli alunni in situazione di handicap psichico la valutazione ha, per il suo carattere formativo ed educativo e per l’azione di stimolo che esercita nei confronti dell’allievo, comunque luogo;
nei confronti degli alunni con minorazioni fisiche e sensoriali non si procede, di norma, ad alcuna valutazione differenziata; è consentito, tuttavia, l’uso di particolari strumenti didattici appositamente individuati dai docenti.
L’impianto del progetto educativo individualizzato deve essere costruito sulla base di :
una programmazione non riconducibile ai programmi ministeriali (programmazione differenziata)
una programmazione globalmente corrispondente ai programmi ministeriali (obiettivi minimi della programmazione di classe).
Nell’ambito della programmazione non riconducibile ai programmi ministeriali il consiglio di classe valuta i risultati dell’apprendimento, con l’attribuzione di voti relativi unicamente allo svolgimento del piano educativo individualizzato e non ai programmi ministeriali. Tali voti hanno, pertanto, valore legale solo ai fini della prosecuzione degli studi per il perseguimento degli obiettivi del piano educativo individualizzato (art. 15 O.M. 90/2001).
Il progetto educativo individualizzato è caratterizzato da una marcata flessibilità per quanto concerne gli obiettivi da raggiungere, gli strumenti da utilizzare e i criteri di valutazione da adottare. Pertanto, qualora nel successivo anno scolastico vengano accertati livelli di apprendimento corrispondenti agli obiettivi previsti dai programmi ministeriali, il Consiglio di classe delibererà in conformità agli articoli 12 e 13, senza necessità di prove di idoneità relative alle discipline dell’anno o degli anni precedenti, tenuto conto che il Consiglio medesimo possiede già tutti gli elementi di valutazione (art. 15 O.M. 90/2001).
Il termineinglese know-how (letteralmente “sapere come”) si collega più direttamente al termine saper fare e rimanda alle competenze che si applicano nello svolgimento dei vari compiti lavorativi e che si basano sull’esperienza. il saper fare riguarda conoscenza operativa e procedurale, abilità pratiche, esperienza professionale specifica, capacità di gestione dei problemi che si incontrano nella prassi lavorativa
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