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Timestamp: 2019-06-20 18:03:23+00:00
Document Index: 1966515

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 37', 'art. 199', 'art. 208', 'art. 214', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 37', 'art_38']

Sumus@ Italia | Collegato Ambientale Legge Stabilità – Art. 38 – Scheda di lettura
18 gennaio 2016	by SumusItalia	0 Comments 580 Views
Collegato Ambientale Legge Stabilità – Art. 21 – Scheda di lettura
Articolo 38 (Disposizioni per favorire la diffusione del compostaggio dei rifiuti organici)
L’articolo 38, introdotto durante l’esame al Senato, persegue finalità analoghe a quelle del precedente articolo 37, ma con strumenti in parte differenti.
Andrebbe pertanto valutata l’opportunità di un coordinamento delle disposizioni di cui agli articoli 37 e 38, considerato che il comma 1 dell’articolo 38 prevede l’incentivazione delle pratiche di compostaggio di rifiuti organici effettuate sul luogo stesso di produzione, come l’autocompostaggio e il compostaggio di comunità, e consente ai comuni di applicare riduzioni della tassa sui rifiuti (TARI).
Tali riduzioni sono invece previste, non solo come eventualità, dal comma 1 dell’art. 37.
Il comma 1 dell’articolo in esame prevede altresì l’emanazione di un decreto interministeriale volto a stabilire i criteri operativi e le procedure autorizzative semplificate per il compostaggio di comunità di rifiuti organici.
Il comma 2 dell’articolo 37 prevede invece una serie di requisiti che, se rispettati, consentono di realizzare impianti, che sembrerebbero rientrare nel compostaggio di comunità, con una denuncia di inizio attività (DIA).
Il comma 2 dell’articolo in esame inoltre introduce la definizione di “compostaggio di comunità” a cui però non fa riferimento l’art. 37.
Ciò premesso, nel seguito si analizzano nel dettaglio le disposizioni dell’articolo in esame.
Il comma 1 introduce due nuovi commi (1-septies e 1-octies) all’articolo 180 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (cd. Codice ambientale), in materia di prevenzione della produzione di rifiuti.
Il primo periodo del nuovo comma 1-septies, al fine di ridurre la produzione di rifiuti organici e i relativi impatti sull’ambiente, affida al Ministero dell’ambiente, alle regioni e ai comuni, nell’ambito delle rispettive competenze, il compito di incentivare le pratiche di compostaggio di rifiuti organici effettuate sul luogo stesso di produzione, come l’autocompostaggio e il compostaggio di comunità, anche attraverso i piani regionali di gestione dei rifiuti (disciplinati dal’art. 199 del D.Lgs. 152/2006).
In tale comma compare per la prima volta, nella normativa in materia di rifiuti, l’espressione “compostaggio di comunità”, per il quale viene introdotta una apposita definizione normativa dal successivo comma 2 (v.infra).
Il secondo periodo del medesimo comma 1-septies consente ai comuni di applicare una riduzione della tassa sui rifiuti (TARI, introdotta e disciplinata dai commi 639 e seguenti della L. 147/2013), alle utenze che effettuano pratiche di compostaggio sul luogo di produzione dei rifiuti organici.
Il nuovo comma 1-octies demanda ad un apposito decreto interministeriale (che dovrà essere emanato, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della salute), l’individuazione dei criteri operativi e delle procedure autorizzative semplificate per il compostaggio di comunità di rifiuti organici.
Il comma 1-octies contiene altresì una disposizione transitoria, in base alla quale le attività di compostaggio di comunità che, alla data di entrata in vigore del citato decreto interministeriale, risultano già in possesso di un’autorizzazione ordinaria (ex art. 208 del Codice) o semplificata (ex art. 214 del Codice), possono continuare ad operare sulla base dell’autorizzazione vigente sino alla scadenza della stessa.
Il comma 2 dell’articolo in esame modifica il comma 1 dell’art. 183 del d.lgs. 152/2006, ove sono contenute le definizioni normative funzionali alle disposizioni della parte quarta del medesimo decreto, al fine di:
 estendere la nozione di autocompostaggio anche alle utenze non domestiche; L’attuale definizione di «autocompostaggio» fa infatti esclusivo riferimento al compostaggio degli scarti organici dei propri rifiuti urbani, effettuato da utenze domestiche, ai fini dell’utilizzo in sito del materiale prodotto.
 introdurre la definizione di compostaggio di comunità (nuova lettera qqbis) del comma 1 dell’art. 183 del D.Lgs. 152/2006), inteso come il “compostaggio effettuato collettivamente da più utenze domestiche e non domestiche della frazione organica dei rifiuti urbani prodotti dalle medesime, al fine dell’utilizzo del compost prodotto da parte delle utenze conferenti».
Sembrano rientrare nella definizione testé riportata gli impianti di compostaggio aerobico di rifiuti biodegradabili derivanti da attività agricole e vivaistiche o da cucine, mense, mercati, giardini o parchi, che hanno una capacità annuale di trattamento non eccedente 80 tonnellate annue e che sono destinati esclusivamente al trattamento di rifiuti raccolti nel comune dove i suddetti rifiuti sono prodotti e nei comuni confinanti disciplinati dall’art. 37.
Testo Articolo 38 CALS_art_38