Source: https://www.immobilio.it/threads/permuta-di-immobili-con-diverso-regime-di-tassazione.7884/
Timestamp: 2017-06-27 14:04:47+00:00
Document Index: 69050379

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 41', 'art. 40', 'art. 41', 'art. 38', 'art. 40', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 11', 'art. 40']

Permuta di immobili con diverso regime di tassazione | immobilio - Forum Immobiliare
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Discussione in 'Esercitare la Professione di Agente Immobiliare' iniziata da Umberto Granducato, 29 Settembre 2010.
Il signor Rossi acquista un immobile dall'impresa Y per 200.000euro.
Paga con 100.000euro e per la differenza permuta il proprio immobile.
Come viene calcolata la tassazione dell'intera operazione?
A carico di chi sono le spese?
grazie a tutti i colleghi che vorranno rispondere
le tasse si pagano sull'immoible che produce la più alta tassazione non è specificato chi paga, è un accordo tra le parti.
Qui i regimi di imposizione fiscale sono diversi: IVA e registro.
Se dividono per due l'impresa paga l'IVA della sua fattura?
.....l'impresa risparmia le tasse 10% dell'acquisto casa cliente Antonio Troise,
Scusate l'intromissione. Probabilmente ho compreso male il senso della risposta di Antonio. Per quel che ne so, il regime di tassazione è diverso. L'art. 40 del DPR 131/1986 ha introdotto il principio dell'autonoma applicabilità delle imposte quando le prestazioni sono, rispettivamente, sottoposte ad IVA e imposta di registro. Il principio secondo cui la base imponibile è determinata con riferimento al bene di maggior valore, stabilito dall'art. 41 del DPR 634/1972, è stato superato dalla norma del 1986. Quindi, a mio parere, il soggetto che acquista dal costruttore deve corrispondere l'IVA - agevolata o no, a seconda dei casi - e il costruttore che riceve in permuta l'immobile del privato deve versare al notaio l'imposta di registro.
gaspol1960 ha scritto:
Scusate l'intromissione. Probabilmente ho compreso male il senso della risposta di Antonio. Per quel che ne so, il regime di tassazione è diverso. L'art. 40 del DPR 131/1986 ha introdotto il principio dell'autonoma applicabilità delle imposte quando le prestazioni sono, rispettivamente, sottoposte ad IVA e imposta di registro. Il principio secondo cui la base imponibile è determinata con riferimento al bene di maggior valore, stabilito dall'art. 41 del DPR 634/1972, è stato superato dalla norma del 1986. Quindi, a mio parere, il soggetto che acquista dal costruttore deve corrispondere l'IVA - agevolata o no, a seconda dei casi - e il costruttore che riceve in permuta l'immobile del privato deve versare al notaio l'imposta di registro.Clicca per allargare...
Quindi sono 2 atti distinti e non è + una permuta?
E' sempre una permuta, ossia un negozio giuridico che contiene in sé due operazioni di trasferimento, da tassare nel modo che ho indicato.
Fino al 1986,il principio era quello della tassazione determinata con riferimento al bene di maggior valore: "Anteriormente all'entrata in vigore del predetto d. p. r. n. 131, nel caso di permuta di beni rientranti in diversi regimi tributari perché soggetti rispettivamente ad IVA e a imposta di registro, essa permuta doveva considerarsi ai fini fiscali come un atto unitario (art. 38 e 41 n. 2 d. p. r. n. 634/1972), per cui l'imposta di registro si applicava in misura fissa se il maggior valore era costituito dal bene permutato soggetto ad IVA, mentre se il maggior valore era costituito dal bene non soggetto ad IVA, l'imposta si applicava in misura proporzionale e la base imponibile era costituita dalla differenza tra questo maggior valore e quello iniziale del bene permutato soggetto ad IVA, con la conseguenza che quando la permuta avveniva a parità di valori non era individuabile una differenza di valore su cui applicare l'imposta proporzionale di registro." (Cass. civ., Sez. I, 20/07/1988, n.4714) (in altri termini, nel caso esposto la permuta sarebbe stata soggetta ad IVA per 200.000 Euro, essendo di maggior valore il bene trasferito dal costruttore a un privato).
L'art. 40 del DPR 131/1986 stabilisce che "1. Per gli atti relativi a cessioni di beni e prestazioni di servizi soggetti all'imposta sul valore aggiunto, l'imposta si applica in misura fissa. Si considerano soggette all'imposta sul valore aggiunto anche le cessioni e le prestazioni per le quali l'imposta non è dovuta a norma dell'art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 , e quelle di cui al sesto comma del successivo art. 21, ad eccezione delle operazioni esenti ai sensi dell'articolo 10, numeri 8, 8-bis e 27-quinquies, dello stesso decreto (22). 1-bis. Sono soggette all'imposta proporzionale di registro le locazioni di immobili strumentali, ancorchè assoggettate all'imposta sul valore aggiunto, di cui all'articolo 10, primo comma, numero 8), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (23). 2. Per le operazioni indicate nell'art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 , l'imposta si applica sulla cessione o prestazione non soggetta all'imposta sul valore aggiunto. Ossia: "il valore del bene non soggetto ad IVA sconta per intero l'imposta di registro anche nell'ipotesi di permuta con l'altro bene assoggettato ad IVA." (Cass. civ., Sez. Unite, 16/02/1991, n. 1645); e "in forza del 2° comma art. 40 d. p. r. 26 aprile 1986, n. 131 ... il principio dell'autonomia della tassazione delle singole prestazioni, ancorché le stesse derivino da un contratto, quale è quello di permuta, da considerare unitariamente sotto il profilo civilistico; ne consegue che se a fronte di prestazioni soggette all'imposta sul valore aggiunto sono previste controprestazioni soggette all'imposta di registro, i due tributi si renderanno entrambi dovuti, ognuno sulla prestazione di propria rilevanza." (Commiss. Trib. Centr., 28/09/1988, n. 6360).
Chiedo scusa per le citazioni, ma ho ritenuto che siano utili per inquadrare la questione in termini corretti. Nel modificare il regime di imposizione, il legislatore ha ritenuto che la permuta non sia che la "fusione" o l'"incrocio" di due atti di trasferimento a titolo oneroso, meritevoli entrambi di essere assoggettati a tassazione. Mica scemo, il ragazzo!
P.S. Per avere una conferma del regime di tassazione, forse sarebbe il caso di porre il quesito a un Notaio. Non si sa mai...
Quindi l'acquirente paga IVA + le fisse.
L'impresa paga 10% imposta di registro.
La parcella notarile si divide per due.
In teoria, dovrebbe dividersi in proporzione al valore degli immobili permutati. Anche se si può stabilire diversamente. Comunque, se ricordo bene, la tariffa notarile prevede per il caso di permuta grosso modo la somma delle parcelle per i due trasferimenti - con l'applicazione delle riduzioni eventualmente previste per ciascuno di essi. Quindi, la suddivisione è presto fatta. Anche per questo, meglio parlarne con il Notaio incaricato.
P.S. Per la corretta applicazione delle imposte ipotecarie e catastali, in generale vedi la Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 8/2007 all'indirizzo http://www.agenziaentrate.gov.it/wp...&amp;CACHEID=57809c00426e00e3b400bfc065cef0e8
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