Source: https://cittadinanzattivaflaminio.wordpress.com/progettoflaminio/casermadiviareni/ex-caserma-le-ulteriori-richieste-di-cittadinanzattiva-flaminio/
Timestamp: 2018-09-22 03:03:09+00:00
Document Index: 152976116

Matched Legal Cases: ['art 1', 'art 1', 'art 1', 'art 7', 'art 8', 'art 8', 'art 9', 'art 9', 'art 9', 'art 11', 'art 14']

Ex caserma: le ulteriori richieste di Cittadinanzattiva Flaminio | cittadinanzattivaflaminio
(il documento è stato consegnato il 25 marzo 2014)
scarica il PDFex CASERME richieste cittadinanzattiva Flaminio 25 marzo 2014
vai alle richieste consegnate il 28 gennaio scarica le richieste del 28 gennaio CASERME proposte cittadinanzattiva Flaminio 2014 01 23-2
PROPOSTE AGGIUNTIVE ad integrazione del documento presentato in occasione dell’Assemblea Pubblica del 28 gennaio 2014
In merito alla partecipazione ed a seguito di quanto pubblicato sul sito del Comune di Roma il 7 marzo 2014 (http://www.urbanistica.comune.roma.it/partecipazione-guido-reni.html), si sottolinea come il processo appena iniziato non debba fermarsi alle fasi di informazione e consultazione ma procedere verso la stesura di un testo condiviso che costituirà l’oggetto della variante urbanistica e le prescrizioni del bando di concorso. Si richiamano in allegato alcune definizioni significative dell’articolato del Regolamento della D.C. 57/2006.
A seguito di quanto sopra, per quanto attiene ai contenuti della proposta di variante in allegato sul sito del Comune, Cittadinanza Attiva Flaminio sottolinea la necessità di recuperare ed integrare nelle Norme Tecniche gli obiettivi dell’Ambito di Valorizzazione E1 – Stabilimento militare materiali elettrici di precisione – oggetto, appunto, della proposta di variante attuale ma ancora vigente all’interno del P.R.G. approvato.
Gli obiettivi – ancorché generali ma condivisi da Cittadinanza Attiva Flaminio – sono:
a) Rafforzare con adeguato mix funzionale la direttrice delle grandi attrezzature urbane trasversale alla via Flaminia, e quindi legare strettamente l’area delle ex-caserme con via Guido Reni, dal ponte della Musica a villa Glori;
b) Conservare e valorizzare porzioni significative degli elementi caratterizzanti l’impianto architettonico originario. Questo vuol dire che il concorso non potrà prevedere la demolizione totale dei fabbricati né riorganizzare lo spazio delle ex-caserme con un disegno di progetto arbitrario e personale: sarà richiesto, invece, un progetto che valorizzi le potenzialità urbane, storiche e formali del sito di concorso.
c) Riunificare il percorso pedonale Villa Glori – Monte Mario con la riqualificazione del nodo di Piazza Apollodoro: questo, secondo noi, ha due valenze principali. La prima quella di recuperare l’intero asse dal Foro Italico a villa Glori come un percorso, almeno parzialmente, pedonale; la seconda riguarda il riassetto e la riqualificazione di piazza Apollodoro, oggi un semplice crocevia.
d) Assicurare la permeabilità pedonale nord-sud, ovvero uno o più attraversamenti da via del Vignola verso via Guido Reni (anche se per ora tramontata l’ipotesi della fermata Vignola della futura metropolitana).
Approfondendo il tema della conservazione di porzioni significative degli edifici e dell’impianto urbano dell’ex-Stabilimento militare materiali elettrici di precisione, si sottolinea come anche nella definizione degli Ambiti di Valorizzazione del P.R.G. , alla pagina 42, articolo 39 comma 2, lettera c) del P.R.G., questi siano “… costituiti da aree dismesse e insediamenti prevalentemente non residenziali, caratterizzati dalla decadenza dell’uso originario o dalla incongruenza tra gli usi attuali e quelli auspicabili e comunque compatibili con le caratteristiche storiche, fisiche e socio-economiche della Città Storica, alla scala locale e a quella urbana, nei quali si opererà con progetti di completamento/trasformazione finalizzati al raggiungimento di nuove condizioni di qualità morfologico-ambientale e di complessità funzionale, attraverso la localizzazione di funzioni residenziali e non residenziali e di nuovi spazi pubblici.”
Appare chiaro il tema della conservazione, anche parziale, dei manufatti di primo Novecento e soprattutto del loro impianto urbano: questo tema non è differibile alla fase di concorso né delegabile a progettisti che per cultura o semplice distanza geografica non conoscono in modo approfondito la realtà urbana di Roma.
Si aggiunge che, laddove nella Relazione di Variante si scrive che il nuovo progetto dovrà essere caratterizzato da “….un nuovo impianto urbano definito da precise invarianti progettuali”, i cittadini del Flaminio ed in particolare Cittadinanza Attiva Flaminio richiedono l’esatta definizione di tali “precise invarianti”, con una particolare nota riguardo al tema della conservazione e del riuso nel quadro di un progetto realmente partecipato di cui si è parlato nella prima assemblea pubblica e di cui si continua ad auspicare la realizzazione.
A seguito di queste osservazionie primi dati forniti, in ottemperanza al processo progettuale partecipato, Cittadinanza Attiva Flaminio esprime le seguenti ulteriori proposte da sviluppare nei successivi incontri.
Area in Generale
Effettuare un rilievo in merito allo specifico stato di degrado e possibilità di recupero delle strutture attuali, a partire dal suo nucleo primario, il “quadrato” immediatamente a destra della galleria verso le palazzine militari di via Flaminia.
Verificare con i cittadini la possibilità di mantenere il fronte di via Guido Reni, modificato e con maggior quantità e qualità di aperture in connessione con funzioni interne all’area e percorsi;
prevedere, nell’ambito della variante e con progetto partecipato, la sistemazione e la riqualificazione degli ambiti pubblici circostanti (via Guido Reni, via Flaminia/viale Tiziano, piazza Apollodoro, via Masaccio …) come per altro già indicato dalla scheda relativa all’ambito di valorizzazione E1;
in tale contesto, ovviamente, assume una particolare importanza la via Guido Reni, nuovo boulevard che necessita, per divenire tale, di un generale ragionamento e progetto nella sua interezza – nelle funzioni, nei margini e nella successione delle sezioni stradali, da ripensare;
effettuare studi dei flussi di mobilità e delle nuove funzioni da inserire nell’area di trasformazione per valutare e possibili influenze positive e negative per i residenti: questo come base analitica del processo di trasformazione in sé e per la redazione del bando di assegnazione dell’area ai privati; in questo contesto appare rilevante la questione parcheggi, non solo per le nuove abitazioni, ma anche in relazione a nuove funzioni pubbliche ed alla possibile trasformazione pedonale di parte di via Guido Reni.
realizzare un conto economico ed un’analisi SWOT che dimostri, con certezza e chiarezza, la sostenibilità finanziaria della proposta attuale: il problema non riguarda solo Cassa Depositi e Prestiti o l’eventuale costruttore ma, nel caso di un margine troppo ristretto o nullo, anche l’Amministrazione ed i cittadini del quartiere che potrebbero trovarsi ad affrontare una manutenzione onerosa per la scarsa qualità delle costruzioni, spazi non finiti, carentefunzionalità dell’insieme urbano.
Città della Scienza: 27000 mq
Per quanto riguarda i contenuti dei Museo – Città della Scienza, fermo restando il valore riconosciuto di Paco Lanciano, si invita il Comune di Roma a prendere spunto da altre realtà similari, a partire da quella di Napoli rappresentata da Vittorio Silvestrini, allo scopo di ampliare le potenzialità funzionali, di comunicazione e verificare alcuni possibili indirizzi scientifici del nuovo Museo – Città della Scienza; per esempio, in Italia, scarseggiano i musei della Tecnica (Leonardo – Milano), tema anche appropriato in un luogo storicamente legato alla produzione.
tutto ciò anche in relazione alla necessità di evitare competizioni e sovrapposizioni tematiche con una struttura similare (Museo della Scienza di Napoli) a breve distanza da Roma (1h 30′)
lo spazio occupato dalla nuova costruzione, verso via Flaminia, dovrebbe recuperare almeno parte della struttura produttiva originale integrando con nuovi livelli le strutture esistenti e lasciando traccia e memoria delle preesistenze, in particolare quelle più antiche e/o meglio conservate. Tale struttura originale potrebbe divenire punto di partenza del percorso tematico e funzionale, non solo con funzione espositiva, ma anche storica ed didattico/interattiva.
Nell’ottica di un reale progetto partecipato, Cittadinanza Attiva Flaminio lancia una diversa proposta per il tema del Museo – Città della Scienza, alternativa a quanto annunciato dalla Pubblica Amministrazione: per iniziare una riqualificazione del quartiere perché non spostare il Museo nello Stadio Flaminio, abbandonato e bisognoso di riqualificazione edilizia ed ambientale? Nella parte lasciata libera delle ex-caserme potrebbe trovare posto un parco a servizio degli abitanti mantenendo il costruito più antico dello Stabilimento Militare materiali elettrici di precisione, da destinarsi a servizi pubblici. Inoltre, con piccola parte dei ricavati dalla convenzione per la costruzione dei nuovi edifici residenziali si potrebbero sistemare luoghi che attendono da troppo tempo una sistemazione, come la frana di villa Balestra , gli spazi verdi attorno allo Stadio Flaminio, o i giardini di piazza Mancini ,dando un segnale importante alla comunità dei residenti.
Residenze: 29000 mq e Residenze sociali: 5000 mq
E’ da prevedersi un mix sociale per evitare distinzioni marcate nella qualità del costruito e nella distribuzione economica delle residenze: osservando altre capitali europee (Parigi) i nuovi edifici dovranno offrire alloggi di tipo e dimensioni diversi rivolti a categorie sociali differenti.
Si dovranno effettuare scelte accurate di strutture di parcheggio privato e pubblico.
Un ostello sarà previsto come quota parte della destinazione turistica;
Gli edifici dedicati al turismo dovranno gravitare sulle zone pubbliche e sulla nuova piazza per garantire una continua presenza di persone che vivifichi lo spazio e costituisca sicurezza notturna.
Commerciale: 5000 mq
Le attività commerciali potrebbero essere ospitate nell’edificio lungo il muro di via Guido Reni, modificando le attuali aperture ed integrando le eventuali superfici in difetto;
Si propone una destinazione delle attività ad artigianato artistico e di qualità.
Cittadinanza Attiva Flaminio, fiduciosa nel processo partecipativo indicato dall’Assessorato alle Trasformazioni Urbane e dal II Municipio, resta comunque in attesa delle considerazioni della Pubblica Amministrazione in risposta ai quesiti ed alle proposte presentate da Cittadinanza Attiva Flaminio nella Pubblica Assemblea del 28 gennaio 2014 e cui si allega una copia, per le quali si ritiene necessaria, non una semplice accettazione/registrazione da parte del Comune di Roma, ma una produttiva discussione tra i cittadini e l’Amministrazione.
Estratto del Regolamento della D.C. 57/2006
– art 1 comma 1 “Il processo partecipativo non si limita agli aspetti di informazione e consultazione, ha carattere di continuità, strutturazione e di non occasionalità.”
– art 1 comma 4 “Il presente Regolamento si pone l’obiettivo di garantire ai cittadini, attraverso un’informazione tempestiva e preventiva, la massima partecipazione nella gestione degli strumenti del Piano Regolatore Generale e nell’attuazione dei singoli piani e progetti ed un effettivo dialogo nell’interesse pubblico anche al fine dell’uso più appropriato delle risorse.”
– art 1 comma5 “La partecipazione non è finalizzata soltanto alla elaborazione di piani e progetti o degli strumenti previsti dalla normativa, ma anche alla discussione, valutazione e costruzione di politiche o di quadri strategici, da intendersi come l’esito delle interazioni tra i processi partecipativi.”
– art 7 comma 1 “L’informazione costituisce il primo livello della partecipazione e deve essere garantita a tutti i cittadini.”
– art 8 comma 1 “La consultazione costituisce il secondo livello della partecipazione.”
– art 8 comma 3 “l’Assessore o il Presidente del Municipio competente convoca un incontro pubblico, in orari e giorni che permettano la massima partecipazione dei cittadini.”
– art 9 comma 1 “La progettazione partecipata costituisce un ulteriore livello della partecipazione.”
– art 9 comma 3 “La progettazione partecipata è obbligatoria nei casi in cui è espressamente richiesta da bandi o normative regionali, nazionali ed europee, è raccomandata nei casi in cui la rilevanza e complessità dell’intervento consiglia un processo consensuale con gli attori del territorio.”
– art 9 comma 5 “Le attività di progettazione partecipazione potranno svolgersi mediante l’organizzazione di incontri, forum, laboratori di quartiere e territoriali …..”
– art 11 comma 1 “Il presente Regolamento si applica anche a quanto previsto con deliberazione della Giunta Comunale n. 5009 del 11 novembre 1997 relativa al Forum Agenda 21 e sue articolazioni”.”
art 14 comma 1 “……….. e pertanto verbali delle riunioni, delle assemblee e degli altri processi divengono atti del documento della