Source: https://www.puntoeacapo.org/2014/07/26/cassazione-tutelare-il-segreto-professionale-no-al-sequestro-indiscriminato-di-telefoni-e-computer/
Timestamp: 2019-08-17 17:46:22+00:00
Document Index: 76448345

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 326', 'art. 200', 'art. 326', 'art. 7']

CASSAZIONE: TUTELARE IL SEGRETO PROFESSIONALE, NO AL SEQUESTRO INDISCRIMINATO DI TELEFONI E COMPUTER | Puntoeacapo | Giornalisti per la difesa della professione
La garanzia del segreto professionale dei giornalisti non è un privlegio personale, ma uno strumento per tutelate la libertà d’informazione. Le inchieste della magistratura devono tenerne conto e devono specificare i motivi per cui si ritiene indispensabile sequestrare computer, telefoni e altro materiale usato dal giornalista per svolgere la sua professione. Lo ha stabilito la Cassazione.
La Sesta sezione penale della Corte di Cassazione, richiamando le norme in materia del Patto ONU sui diritti civili e politici del 1977 e le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ha fissato una serie di importanti principi giuridici in tema di libertà di stampa e di sequestro del pc, dei supporti informatici ed altro materiale di un giornalista professionista.
In particolare la Suprema Corte (Presidente T. Garribba, Relatore G. De Amicis) ha sancito che:
Il testo completo della motivazione della sentenza n. 31735 del 15 aprile 2014 – depositata il 18 luglio 2014 – é scaricabile dal sito:
http://www.cortedicassazione.it/Documenti/31735_07_14.pdf
Fondamentale sentenza per la libertà di stampa: dissequestrati telefoni e pc a Consolato Minniti de “l’Ora della Calabria”. La Cassazione conferma la segretezza delle fonti
http://www.giornalisticalabria.it/2014/04/16/la-cassazione-conferma-la-segretezza-delle-fonti/
ROMA – Storica sentenza della VI Sezione Penale della Corte di Cassazione (Garribba presidente – Iacoviello pg) che, in accoglimento dei motivi di ricorso elaborati dall’avvocato Aurelio Chizzoniti, in difesa di Piero Sansonetti già direttore de “l’Ora di Calabria” e Consolato Minniti, capo servizio della redazione di Reggio Calabria, ha annullato senza rinvio l’ordinanza del Tribunale della libertà di Reggio Calabria, con la quale il 30 settembre scorso era stata rigettata la richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e controfirmato, oltre che dal Procuratore Capo, dagli aggiunti e da tre sostituti.
In quest’ottica l’avvocato Chizzoniti ha dedotto anche che, ai fini della contestazione esplorativa di cui all’art 326 cp, “non basta che il pubblico ufficiale esponga al rischio della rilevazione notizie aventi la caratteristica della segretezza”, ma è indispensabile che si provi l’istigazione alla rilevazione assumendo così anche “l’extraneus” lo status di concorrente nella consumazione del predetto reato. Il difensore ha, inoltre, eccepito che “il modus operandi degli investigatori ha messo in essere una ricerca esplorativa fuori da ogni controllo, condotta ad libitum, eludendo scolasticamente il principio di cui all’art. 200 c. 3 cpp e della funzionale disciplina ex art. 326 cpp”, opinando che il rafforzamento della tutela delle fonti giornalistiche “non è un semplice privilegio concesso al cronista ma caso mai un diritto indispensabile alla libertà di stampa affinché la collettività sia informata su questioni importanti con precisi limiti per le autorità inquirenti, le quali non possono intervenire con mezzi invasivi utili a scoprire l’autore di fughe di notizie”.
Queste argomentazioni sono state condivise dal procuratore generale dottor Iacoviello che ha chiesto l’annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato stigmatizzando anche l’uso improprio dell’aggravante di cui all’art. 7 legge 203/91 alla quale spesso si ricorre per giustificare tutto e il contrario di tutto.
La Corte, dopo le conclusioni dell’avvocato Chizzoniti, che ha insistito per l’accoglimento dei motivi di ricorso, esaltando un importantissimo principio di diritto volto alla doverosa tutela della libertà d’informazione e della segretezza delle fonti, ha disposto l’annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato nonché del decreto di sequestro e di perquisizione disponendo la restituzione delle cose in sequestro ai legittimi proprietari. Ovviamente, eccezion fatta per i verbali della Direzione Nazionale Antimafia, fra l’altro, spontaneamente consegnati dal giornalista Consolato Minniti. (giornalistitalia.it)