Source: http://www.thinkitbetter.com/tibwp/canone-rai-regio-decreto-legge-21-febbraio-1938-n-246/
Timestamp: 2017-12-16 05:16:08+00:00
Document Index: 29487992

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 8', 'art. 3']

Canone Rai – Regio decreto-legge 21 febbraio 1938 n. 246 – Think It Better
Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246 (in Gazz. Uff., 5 aprile, n. 78). – Decreto convertito in l. 4 giugno 1938, n. 880 (in Gazz. Uff., 5 luglio 1938, n. 150). — Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni.
[Il canone di abbonamento alle radioaudizioni per uso privato è stabilito in ragione di anno solare nella misura di L. 81.
Il pagamento del canone può essere effettuato in unica soluzione, nel quale caso esso è dovuto nell’accennata misura di L. 81, ovvero in due rate corrispondenti ai semestri gennaio-giugno, luglio-dicembre, nel quale caso è dovuto nella misura di L. 42,50 per ogni rata, salvo quanto è disposto per il primo pagamento dei nuovi abbonati dal primo comma del successivo articolo 4.
L’abbonamento si intende tacitamente rinnovato di anno in anno e l’utente è obbligato, senza bisogno di alcun preavviso, al pagamento del canone nella misura suindicata e nei modi e nei termini previsti dagli artt. 3 e 5 del presente decreto, salvo il caso di cessazione dell’uso dell’apparecchio disciplinato dal successivo art. 10.
L’utente che inizia l’abbonamento semestrale dal primo semestre dell’anno solare, come pure l’abbonato che ha rinnovato l’abbonamento corrispondendo la prima rata semestrale gennaio-giugno, sono in ogni caso obbligati al pagamento della successiva rata semestrale luglio-dicembre.
L’abbonato che intenda cambiare la forma di pagamento per la quale è stato iscritto a ruolo, deve farne richiesta su carta semplice all’Ufficio del Registro competente non oltre il 30 novembre di ciascun anno. La nuova forma di pagamento prescelta avrà inizio dal primo dell’anno successivo.
L’abbonamento è valido esclusivamente per la detenzione di apparecchi nel domicilio od indirizzo indicato nel relativo libretto di iscrizione di cui al successivo art. 6].
(1) Vedi, ora, d.m. 20 dicembre 1991.
(1) Comma abrogato dall’art. 1, l. 10 novembre 1954, n. 1150.
[Per il primo pagamento da parte dai nuovi abbonati l’utente che inizia l’abbonamento nel corso dell’anno ed intende eseguire il versamento del canone stesso per tutto l’anno in corso, è obbligato al pagamento del canone medesimo in ragione di L. 7 al mese, come dalla tabella allegato A al presente decreto, vista, [d’ordine Nostro,] dal Ministro Segretario di Stato per le finanze, a decorrere dal mese in cui ha avuto inizio la detenzione dell’apparecchio e per quanti sono i mesi dell’anno in corso mancanti per arrivare al 31 dicembre.
Se l’utente intende eseguire il versamento in rate semestrali è obbligato al pagamento del canone in ragione di L. 7 al mese, giusta la citata tabella, a decorrere dal mese in cui ha avuto inizio la detenzione dell’apparecchio e per quanti sono i mesi del semestre in corso mancanti per arrivare al 30 giugno o al 31 dicembre] (1).
Alla denunzia l’utente deve unire un vaglia postale (con modulo in uso per pagamenti di tassa) di L. 50,60, intestato all’Ufficio del Registro, per spese dell’involucro su accennato ed accessori (1).
Qualora l’utente intenda cedere o alienare l’apparecchio è del pari obbligato alla denunzia di cui sopra, nella quale deve indicare il cognome, nome, paternità e domicilio del cessionario od acquirente. In questo caso è esonerato dall’obbligo del pagamento della somma di L. 50,60 di cui al comma precedente (1).
Qualora l’utente intenda riaprire l’apparecchio già suggellato, deve fame domanda su carta semplice in triplice esemplare al competente Ufficio del Registro, con il contemporaneo pagamento della somma di L. 25,60 da versarsi con vaglia postale intestato all’Ufficio medesimo. L’Ufficio del Registro, dopo aver preso nota di tale richiesta sul ruolo di consistenza degli abbonati, passerà i tre esemplari delle domande al competente Ufficio Tecnico Erariale (1).
(1) Comma modificato dall’articolo 11 del D.Lgs. luogotenenziale 1° dicembre 1945, n. 834.
I turisti e i viaggiatori residenti all’estero che vengono a soggiornare temporaneamente nel territorio dello Stato, portando seco un apparecchio portatile, od un apparecchio sistemato su autovettura, possono ritirare dalla dogana di transito una apposita licenza di temporanea importazione (1).
(1) A norma dell’articolo 8 del D.Lgs. luogotenenziale 1° dicembre 1945, n. 834, la licenza di temporanea importazione di cui al presente comma, viene rilasciata contro pagamento della somma di lire 100.
Chiunque detenga uno o più apparecchi o altri dispositivi atti o adattabili alla ricezione delle diffusioni radiofoniche e televisive senza aver corrisposto il canone di abbonamento con l’osservanza delle disposizioni, dei modi e dei termini stabiliti dalle vigenti norme, è obbligato al pagamento del tributo evaso e della pena pecuniaria da due a sei volte la misura del canone previsto per ciascun tipo di utenza, eccezion fatta per quella relativa all’autoradiotelevisione, per la quale continuano ad applicarsi le sanzioni stabilite dall’art. 8 della legge 15 dicembre 1967, n. 1235, le cui misure, sia per il canone che per la tassa di concessione governativa, sono elevate al doppio per l’autotelevisione ricevente in bianco e nero e al triplo per quella ricevente a colori (1) (2).
(1) Articolo così sostituito dall’art. 3, d.l. 1° febbraio1977, n. 11, conv. in l. 31 marzo 1977, n. 90. Per la sanzione applicabile qualora il pagamento dell’abbonamento avvenga oltre i termini prescritti ma prima dell’accertamento della violazione vedi l’art. 3, d.lg.c.p.s. 31 dicembre 1947, n. 1542.
(2) A norma dell’articolo 13 del D.Lgs. luogotenenziale 1° dicembre 1945, n. 834, la penalità di cui al presente articolo non si applica ai detentori di apparecchi che non abbiano ancora contratto l’abbonamento e agli abbonati che non abbiano ancora pagato il canone, a condizione che provvedano a tali adempimenti entro il 31 marzo 1946.
Qualora il pagamento del canone annuo per uso privato familiare o della quota semestrale di esso sia eseguito oltre I termini stabiliti dall’art. 5 del presente decreto, ma prima dell’accertamento della violazione, in luogo dell’ammenda stabilita dall’articolo precedente è dovuta dall’abbonato una sanzione amministrativa pari ad un quinto dell’ammontare del canone o della quota di esso di cui è stato ritardato il pagamento (1).
La detta sanzione amministrativa è ridotta ad un ventesimo del canone o della quota di esso, qualora il pagamento abbia luogo prima dell’accertamento della violazione, ma non oltre trenta giorni dalla scadenza dei termini sopra richiamati se il pagamento è effettuato oltre trenta giorni dalla scadenza dei termini sopra richiamati, ma prima dell’accertamento della violazione e non oltre sessanta giorni dalla scadenza stessa, la sanzione amministrativa è ridotta ad un decimo del canone (1) (2) (3).
(1) Comma modificato dall’art. 19 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 473.
(2) Articolo sostituito dall’articolo 4 del D.Lgs. luogotenenziale 1 dicembre 1945, n. 834.
(3) A norma dell’articolo 13 del D.Lgs. luogotenenziale 1° dicembre 1945, n. 834, la penalità di cui al presente articolo non si applica ai detentori di apparecchi che non abbiano ancora contratto l’abbonamento e agli abbonati che non abbiano ancora pagato il canone, a condizione che provvedano a tali adempimenti entro il 31 marzo 1946.
(1) Articolo abrogato dall’art. 19, d.lg. 18 dicembre 1997, n. 473.
a) con la pena pecuniaria da lire 8.000 a lire 20.000 (1) a carico del venditore o riparatore per ogni vendita o riparazione che non sia stata riportata sul registro di carico e scarico nel detto articolo richiamato e per la omessa conservazione del registro per il tempo stabilito di cinque anni.
b) con la pena pecuniaria da lire 8.000 a lire 20.000 (1) a carico solidale del venditore o riparatore e dell’acquirente dell’apparecchio o del proprietario dell’apparecchio da riparare, qualora risultino inesatte le generalità da essi fornite;
c) con la pena pecuniaria da lire 8.000 a lire 20.000 (1) per l’omessa dichiarazione di cui all’ultimo comma dell’art. 17.
(1) La pena pecuniaria è stata così elevata, da ultimo, dal primo comma dell’art. 8, d.l. 30 settembre 1989, n. 332, conv. in l. 27 novembre 1989, n. 384.
Sono competenti all’accertamento delle violazioni alle disposizioni del presente decreto gli organi cui, a norma della legge 7 gennaio 1929, n. 4, compete l’accertamento delle violazioni alle leggi finanziarie, gli ispettori ed i procuratori delle tasse ed imposte indirette sugli affari, [gli ufficiali, sottufficiali e militi della M.V.S.N.] in servizio effettivo, nonché i funzionari della RAI in numero non superiore a 50, espressamente riconosciuti idonei ed abilitati con decreto del Ministro per le finanze, emanato di concerto col Ministro della giustizia e col Ministro per l’interno.
I canoni di abbonamento per uso privato non corrisposti alle prescritte scadenze debbono essere versati, nel caso di utenti iscritti a ruolo, sui conti correnti intestati all’Ufficio del Registro e previsti dal precedente art. 3; nel caso di utenti non iscritti a ruolo sul conto corrente intestato al [Primo Ufficio Bollo di Torino].