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Timestamp: 2020-04-09 13:49:05+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 10', 'art. 34', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 7']

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Altezza massima degli edifici – H
Dall’inglese zoning, divisione del territorio in aree omogenee, dal punto di vista della destinazione e delle funzioni. Anche zonizzazione.
Quantità teorica di popolazione insediabile in un territorio, stabilita dagli strumenti urbanistici (P.R.G.) secondo un indice metri cubi pro-capite. Per la Regione Lombardia era di 100 mc/abitante fino all’anno 2000; tale indice è stato innalzato a 150 mc/ab con la L.R. 1/2001, abbassando di fatto del 33% la quantità di zone a standard obbligatori: vedi L.R.51/1975 art. 19 – modificata da L.R.1/2001).
Agglomerato, spazio edificato o elemento funzionale di varie dimensioni, perimetrabile e distinguibile, in grado di esercitare attrazione nei confronti di un insediamento più ampio. E’ quindi un aggregato edilizio con caratteristiche urbane, dotato di opere diurbanizzazione primaria e secondaria. L’ISTAT definisce il centro abitato “aggregato di case continue o vicine con interposte strade, piazze e simili … ove sogliono concorrere gli abitanti dei luoghi vicini”.
Attitudine di una determinata porzione di territorio ad accogliere costruzioni. E’ definità dalle norme urbanistiche ed edilizie di zona contenute nel piano regolatore e si attua con la concessione dell’autorità comunale.
Indice di densità fondiaria – If
Indice di densità territoriale – It
Indice di utilizzazione fondiaria – Uf
Indice di utilizzazione territoriale – Ut
Indice di visuale libera – Vl
Interventi Edilizi Unitari – IEU* – (art. 10 del RUE)
Piano Assetto Idrogeologico – PAI
Piano Operativo Comunale – POC
Piano Strutturale Comunale – PSC
Previsto dalla legge 1497/1939, allo scopo di tutelare il patrimonio naturale e paesaggistico, è redatto su iniziativa della Soprintendenza ai beni culturali. I comuni sono tenuti ad uniformare i propri strumenti urbanistici ai contenuti del piano paesistico. Secondo la legge 8 agosto 1985 n. 431 (legge “Galasso”) le stesse finalità possono essere perseguite anche attraverso piani territoriali urbanistici di coordinamento di iniziativa regionale, che includano la valorizzazione ambientale tra i loro obiettivi.
E’ un insieme di procedure che consentono di realizzare opere pubbliche con l’apporto di capitale e competenze proprie del settore privato. Essenzialmente il Project Financing ( o Finanza di Progetto) è normato dalla Dir. 93/37 della CEE (14 giugno 1993) “Direttiva del Consiglio che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori” e dalle successive modifiche ed integrazioni. Per l’Italia dalla Legge 11 febbraio 1994, n.109, “Legge quadro in materia di lavori pubblici” e successive modifiche ed integrazioni. Le fasi principali di un’operazione di Project financing sono la costruzione e la gestione dell’opera realizzata, attraverso la quale l’investitore deve rientrare del capitale investito e attraverso la quale deve ottenere un congruo profitto. E’ per questo che il finanziamento dell’opera ruota attorno non tanto alle garanzie che sono capaci di fornire i soggetti promotori dell’iniziativa, ma alle qualità tecnico-economiche del progetto. E’ il progetto che deve essere in grado di generare flussi di cassa e che deve costituire la garanzia primaria per il rimborso del debito e per la remunerazione del capitale di rischio. La fase di gestione dell’opera diventa perciò di primaria importanza nell’economia complessiva dell’operazione dato che solo una gestione efficace potrà consentire di generare i flussi di cassa necessari a soddisfare tutti i soggetti investitori.
È un accordo fra enti pubblici (al quale possono, in varia forma, partecipare anche soggetti privati) caratterizzato da una certa genericità. Può trattarsi di un accordo fine a se stesso, oppure di un accordo preliminare a uno più dettagliato e più rigidamente vincolante; un esempio di questo tipo di accordo è dato da quello che può scaturire da una conferenza di servizi convocata (ai sensi dell’art. 34 del D.lgs. 267/2000) al fine di verificare la fattibilità di un accordo di programma. Spesso si usa erroneamente l’espressione accordo di programma per definire accordi nei quali difettano i contenuti per essi previsti dalla legge, e che sono in realtà dei protocolli di intesa.
Rapporto massimo di copertura – Q
Introdotto dalla legge n. 94 del 1978 (legge “Nicolazzi”). Approvazione implicita dell’autorità competente, quando l’istanza di intervento edilizio, presentata secondo la procedura prescritta, rimanga senza risposta per un dato periodo di tempo. Trascorso questo periodo, si possono avviare i lavori, previa comunicazione al Sindaco e pagamento degli oneri eventualmente dovuti.
Dotazione, espressa in termini numerici, di aree e attrezzature pubbliche secondo indici prefissati: verde, parcheggi, scuole, strutture sanitarie ecc. Alle quantità relative indicate dagli standard, devono adeguarsi gli strumenti urbanistici e le relative realizzazioni. In Italia gli standard urbanistici sono stati fissati dal Decreto Interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, che fissa limiti all’edificazione e rapporti massimi tra insediamenti e spazi pubblici. In Lombardia la quantità minima è di 26,5 mq/abitante, dove il parametro “abitante” è desunto dalla capacità insediativa degli insediamenti (L.R. 51/1975).
Strumento Urbanistico Previgente – SUP* – (art. 10 del RUE)
Superficie coperta – Sco
Per superficie coperta si intende l’area risultante dalla proiezione sul piano orizzontale di tutte le parti edificate fuori terra – compresi i porticati e i balconi chiusi lateralmente, con esclusione delle parti aggettanti come balconi, tettoie e sporti di gronda se presentano sporgenza non superiore a m. 1,50 – delimitate dalle superfici esterne delle murature perimetrali.
Superficie di comparto – Sc
Superficie di vendita – Sv
Per superficie di vendita di un esercizio commerciale si intende, ai sensi dell’art. 4 del D.lgsl. 114/98, la misura dell’area o delle aree destinate alla vendita, comprese quelle occupate da banchi, scaffalature, vetrine e quelle dei locali frequentabili dai clienti, adibiti all’esposizione delle merci e collegati direttamente all’esercizio di vendita. Non costituisce superficie di vendita quella dei locali destinati a magazzini, depositi, lavorazioni, uffici, servizi igienici, impianti tecnici e altri servizi nei quali non è previsto l’ingresso dei clienti, nonché gli spazi di avancassa purchè non adibiti all’esposizione di merci.
La superficie di vendita degli esercizi commerciali che hanno ad oggetto esclusivamente la vendita di merci ingombranti non immediatamente amovibili e a consegna differita (concessionaria auto, rivendite di legname, di materiale per l’edilizia e di mobili, ecc.) è computata, ai fini della determinazione degli standard pertinenziali, della idoneità urbanistica dell’area ai sensi dell’art. 7 L.R. 14/99, nonché dell’individuazione del procedimento fra quelli fissati agli artt. 7, 8, 9 del D.lgsl 114/98, nella misura del 1/10 della superficie di vendita quando questa non sia superiore a 2.500 mq. Per le superfici eccedenti i 2500 mq. la superficie di vendita è computata nella misura di 1/10 fino a tale limite e di ¼ per la superficie eccedente. Ai fini e per gli effetti di quanto sopra disposto, è obbligatoria la sottoscrizione di un atto di impegno d’obbligo tra l’Amministrazione Comunale e l’operatore commerciale, che costituisce integrazione alla comunicazione di cui all’art. 7 del D.lgsl. 114/98. Con il suddetto atto l’operatore si impegna a non introdurre e/o vendere merci diverse da quelle sopra tassativamente indicate e a comunicare preventivamente all’Amministrazione Comunale qualsiasi variazione intenda apportare alle merceologie commercializzate.
Superficie fondiaria – Sf
Superficie lorda utile – Slu
– lavanderie: mq 6 e mq 2 in più per ogni alloggio oltre il primo;
– stenditoio: mq 12 e mq 4 in più per ogni alloggio oltre il primo;
– deposito cicli: mq 12 e mq 2 in più per ogni alloggio oltre il primo.
– lo spessore dei muri perimetrali eccedenti i 30 cm;
– le serre solari con funzione bioclimatica, se giustificate da un progetto di ottimizzazione
Superficie minima di intervento – Sm
Superficie permeabile del lotto – Spl
Superficie territoriale – St
Procedura prevista dalla Direttiva 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi. Si tratta di un processo sistematico inteso a valutare le conseguenze in campo ambientale di una politica, di un piano o di iniziative nell’ambito di un programma, ai fini di garantire che esse siano pienamente incluse e affrontate in modo adeguato fin dai primi stadi del processo di formulazione delle decisioni, allo stesso modo delle considerazioni economiche e sociali.
Nel caso di unità immobiliari non abitative, ai fini della determinazione del volume l’altezza dei piani viene misurata dalla quota di calpestio all’intradosso dell’elemento orizzontale o sub-orizzontale di delimitazione fisica dello spazio , realizzato mediante componenti fissi o amovibili ed incrementato dello spessore del solaio come nel precedente capoverso; nel caso in cui l’unità immobiliare sia posta all’ultimo piano dell’edificio, la quota di cui sopra sarà incrementata di uno spessore che viene convenzionalmente fissato in cm 20, a condizione che l’intercapedine non computata nel volume possa essere funzionale al solo soddisfacimento di esigenze di carattere tecnologico.
Parte di territorio con caratteri di omogeneità, o individuata come tale dallo strumento urbanistico e sottoposta a relative norme tecniche. In un territorio comunale, secondo il Decreto Interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, si individuano attraverso il piano urbanistico zone omogenee contrassegnate da una lettera dell’alfabeto: “A” per le parti di interesse storico e pregio ambientale; “B” per le aree parzialmente edificate e prive di particolare interesse ambientale; “C” per le zone di espansione dell’abitato; “D” per gli insediamenti produttivi; “E” per l’uso agricolo; “F” per attrezzature o impianti di interesse pubblico.
Fonte del glossario: NTA di Parma e la Legge di riferimento regionale dell’Emilia Romagna.
Avvertenze: occorre verificare la Normativa Regionale di competenza
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