Source: http://www.codice-3.org/avvocato/guidpatamb.htm
Timestamp: 2018-12-10 10:47:58+00:00
Document Index: 68112356

Matched Legal Cases: ['art.138', 'art.17', 'art.17', 'art. 172', 'art 12', 'art 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 161', 'art. 54', 'art. 51', 'art. 156']

guida e patenti ambulanze
2. Patenti e guida delle ambulanze
Sono un volontario della Croce Rossa dal 1998 praticamente da appena compiuto i 18 anni, ho poi svolto il servizio civile come obiettore di coscienza in una sede di Croce Rossa del comasco durante l'anno 2000. Da poco ho compiuto 21 anni, l'età minima per il conseguimento della patente per autista di ambulanza, fortunatamente conseguita con successo grazie all' aiuto dell' ispettore della mia sede, in quanto la commissione patenti non voleva rilasciarmi la patente non perché ero insufficiente preparazione o per eventuali errori commessi nella guida ma perché ho un problema di balbuzie e quindi a loro avviso non avrei potuto guidare un' ambulanza. Per fortuna dopo una discussione con il mio ispettore la commissione patenti ha capito che forse stavano sbagliando e mi hanno concesso di conseguire la patente. Adesso la mia domanda e' semplicemente un chiarimento per capire se loro avrebbero potuto non darmi la patente solo perché balbetto, non nascondo che questo fatto mi ha imbarazzato e fatto sentire diverso da i miei colleghi volontari che quella sera erano con me a conseguire la patente. La sua risposta mi darebbe sopratutto serenità per continuare a fare il volontario come faccio da 4 anni a questa parte. Per finire io vorrei sapere se la patente B della Croce Rossa non può essere conseguita da un balbuziente con però un'esperienza di 4 anni nel campo di cui 1 da obiettore di coscienza (quindi un turno al giorno). Resto in attesa di risposta e ringrazio anticipatamente per l'attenzione.
Caro Stani,
prima di risponderti premetto un paio di considerazioni di ordine generale perché il tema delle patenti per la guida delle ambulanze è un vero e proprio guazzabuglio tipicamente italiano. Prima della riforma del codice della strada del 1994 per guidare un'ambulanza era sufficiente una normale patente "B". Mia nonna, per intenderci, con i suoi ottanta anni ed i suoi riflessi da bradipo avrebbe potuto guidare legalmente un centro mobile di rianimazione in urgenza nel centro di Milano con il traffico delle 8.00. Al contrario, per guidare uno scuolabus a 50 Km/h in un paesino semi-deserto di provincia era richiesta una patente di tipo superiore. Finalmente nel 1994 venne introdotto l'obbligo del CAP "KE", ovvero di una certificazione rilasciata dalla motorizzazione, previo superamento di idoneo esame: senza CAP non si guida l'ambulanza "tuonava" la nuova norma. Da quel momento sono iniziati due anni tipicamente italiani fatti di deroghe, proroghe e rinvii. Risparmio i dettagli perché sarebbe lungo e triste. Passati i due anni il ministero trovò la "soluzione": è stato abolito il CAP ed ora si può nuovamente guidare un'ambulanza con la normale patente "B" per la felicità di mia nonna e di tutte le altre nonne patentate d'Italia.
Sia chiaro che in questa vicenda hanno avuto le maggiori colpe i ministri dei trasporti dell'epoca (e quelli successivi che non sono mai più intervenuti) ma anche le associazioni, ed in particolare Rossa, ANPAS e Samaritane hanno le loro belle responsabilità. Invito tutti i volontari a fare pressione sulle proprie dirigenze perché a mia nonna sia impedito di fare danni guidando un'ambulanza. Lo dico scherzando ma l'argomento è più che serio, non si può lasciare solo alla buona volontà delle singole associazioni il compito di verificare l'attitudine e le capacità di guida di un mezzo d'emergenza. Ciò premesso, e rispondendo alla tua domanda, è da dire che per la Croce Rossa vale un discorso diverso. L'art.138 del codice della strada dispone che esercito, pompieri e Croce Rossa provvedono "all'individuazione ed all'accertamento dei requisiti necessari per la guida" nonché "all'esame di idoneità ed al rilascio della patente". In sostanza, limitando il discorso a quello che ci interessa, è la Croce Rossa che deve stabilire quali siano i requisiti che il volontario (o il dipendente) deve avere per ottenere la patente. Questo non significa che la Croce Rossa possa fissare tali criteri senza alcun limite, ma qui il discorso si fa più tecnico e difficile da spiegare in questa sede. Per semplificare al massimo possiamo dire che le decisioni della Croce Rossa devono, tra l'altro, essere ragionevoli per cui, ad esempio, non si potrebbe negare la patente ad una persona per il solo fatto di essere biondo, mussulmano o di origini austriache.
Non sono sicuro, tuttavia, che non dare la patente a chi è balbuziente sia altrettanto irragionevole benché chiaramente il modo in cui parli non condizioni minimamente le tue doti di autista (pensa alle comunicazioni radio, magari in situazioni di particolare tensione).
In ogni caso Croce Rossa ha sicuramente stabilito con un proprio atto quali siano i requisiti di cui stiamo parlando per cui non devi far altro che procurarti il documento e verificare se la balbuzie siano o meno caratteristica impeditiva. Io ho provato su internet ma non ho trovato nulla, per te dall'interno dovrebbe essere più facile.
Avv. Roberto Avanzi
p.s. Esaurito il compitino da avvocato aggiungo una postilla da volontario quasi anziano e brontolone. In tanti anni di ambulanza ho visto moltissimi volontari presi dalla frenesia di superare esami per diventare il più velocemente possibile autista. A mio parere è un errore: da quando si diventa autisti non si fa altro che guidare il che comporta due spiacevoli conseguenze. In primo luogo, piano piano si dimentica come si fa il soccorritore, inoltre si perde quasi del tutto il contatto con le persone che in fondo rappresentano l'unica ragione per cui tutti noi litighiamo con mogli (mariti) e fidanzate (fidanzati) per tutto il tempo che impieghiamo sulle lettighe. Dammi retta, cerca di guidare il meno possibile perché tra un pò di tempo ti mancherà la possibilità di guardare negli occhi i pazienti.
Sono un volontario di una associazione della Versilia ,premetto che ho letto con molta attenzione ciò che lei ha scritto riguardo alla guida dei mezzi di soccorso, in poche parole lei dice che per guidare un' ambulanza non occorre più il CAP, basta avere 21 anni e la patente B o superiore, poco tempo fa ho acquistato il nuovo codice della strada e per trovare un ulteriore conferma a quanto lei aveva detto ho letto l' articolo 116 del nuovo codice che dice testualmente " per guidare mezzi adibiti ai servizi di emergenza devono conseguire un certificato di abilitazione professionale rilasciato dal competente ufficiao della M.C.T.C". Aggiungo anche precedentemente ho fatto l' obiettore sempre nella stessa asociazione e alla mia richiesta di fare la domanda interna come autista mi è stato risposto che non serve alcuna, in quanto essendo stato obiettore automaticamente sono autorizzato alla guida anche in emergenza senza fare ulteriori domande. Le sarei molto grato se mi fornisse qualche chiarimento soprattutto su quest' ultimo punto visto che non sono molto convinto della versione che mi è stata data. cordiali saluti e complimenti per le professionali spiegazioni che fornisce a tutti noi. Alessio.
Caro Alessio , vedo che l'argomento delle patenti appassiona più di altri.
Apparentemente si tratta di un tema burocratico e noioso ma nonostante questo le domande sul punto sono numerose. Credo che questa apparente contraddizione si spieghi con la assoluta incongruenza della normativa vigente. Ho già scritto quello che penso sul punto e ribadisco che per quanto possa apparire assurdo, attualmente la patente B è sufficiente per guidare l'ambulanza. La norma che hai letto è effettivamente presente nel codice della strada ma pur essendo parte della legge... non è vigente.Può apparire strano ma è così.
La storia del CAP KE (così si chiamava il certificato che avrebbe dovuto abilitare alla guida delle ambulanze) è lunga e travagliata ed è davvero noioso raccontarla. Basti qui sapere che questa lunga sequela di provvedimenti modificativi, applicativi, derogatori è terminata con il comma 26 dell'art.17 della legge 449/97 (la legge finanziaria di quell'anno) che recita testualmente "è soppresso il certificato di abilitazione professionale di tipo KE". Si potrebbe quindi dire che per guidare un'ambulanza serve un certificato che non può essere conseguito perché è stato abrogato. A rigor di logica, quindi, nessuno in Italia potrebbe guidare le ambulanze. Queste assurdità si verificano spesso quando il parlamento approva provvedimenti di cui si vergogna: per qualche ragione decidono di approvare una legge che sanno essere indigesta e allora al posto di scrivere esplicitamente quello che vogliono ottenere (in questo caso avrebbero potuto scrivere: è abrogata la norma che impone il certificato di abilitazione alla guida dei mezzi di emergenza) scrivono una norma comprensibile solo dopo aver consultato altri sei testi normativi seppellendola al comma 26 dell'art.17 di una legge finanziaria di 200 pagine all'interno della quale si trova di tutto (compresa una tassa sulla rumorosità degli aeroplani: vi giuro che è vero) sperando in questo modo di attutire l'effetto della bischerata sull'opinione pubblica. Ed, in effetti, ci riescono visto che della cosa non si vide traccia sui giornali. In Italia quindi, lo ripeto, se hai la patente "B" la decisioni circa la tua attitudine alla guida dell'ambulanza è rimessa alla libera e insindacabile decisione di ogni singola associazione: per lo stato vanno tutti bene compresa quella simpatica signorina che questa mattina ha impiegato 20 minuti per posteggiare la sua 126 amaranto, bloccando la strada e facendomi arrivare in ritardo in tribunale: mi ha mandato al diavolo perché la guardavo ridendo e non ho potuto spiegargli che non ridevo di lei ma dell'idea che domani potrebbe guidare un centro mobile di rianimazione. Quanto ho detto sin qui risponde anche alla tua seconda domanda. La tua associazione può ben ritenere di far guidare la lettiga a qualcuno per il sol fatto che ha svolto il servizio civile (purché patentato), non mi pare uno splendido criterio ma il problema è solo mio: per l'ordinamento vigente è tutto ottimo e abbondante. Spero di essere stato chiaro e ti saluto con quel pizzico di invidia che tutti i milanesi hanno per chi vive vicino al mare.
Salve mi chiamo Francesco Iannone scrivo da Le Castella in Prov. di Crotone (KR),
data la mal'informazione degli "addetti ai lavori", scuole e motorizzazioni comprese, vorrei conoscere le attuali disposizioni per abilitarsi alla guida delle ambulanze (patenti, esami, corsi vari, rif. lgsl).
Grazie per la cortesia buon lavoro
ho già dato una risposta sul tema delle patenti. La trovi pubblicata sul sito. Qui mi limito a ribadire che per guidare un'ambulanza basta la patente B. Non sono richieste ulteriori abilitazioni od esami.
Un saluto Avv. Roberto Avanzi
Vorrei sapere se per svolgere il servizio di ambulanza essendo una società privata necessita la licenza di noleggio con conducente e quindi di l'iscrizione al ruolo dei conducenti della c.c.i.a.a.
con cordialità SALVATORE MONIERI
quella che tu illustri era l'interpretazione delle norme vigenti data qualche anno fa. Oggi, francamente, non so se tale interpretazione da parte di ASL, motorizzazioni civili, CCIAA ecc. sia variata e piuttosto che dirti una bischerata preferisco star zitto. Non mi resta che consigliarti di chiedere direttamente a loro. Un saluto Avv. Roberto Avanzi
Avevo alcuni dubbi in merito e mi sono riletto l'articolo di N&A (numero 12 del febbraio 2003) riguardante l'uso delle cinture di sicurezza sui mezzi di soccorso. Sono docente presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia di corsi di guida sicura per automedica e ambulanza, e, l'intento formativo-educativo dell'articolo non può che trovarmi d'accordo. Ho alcune perplessità però riguardo all’interpretazione delle condizioni di emergenza di cui all’art. 172 del Cds. e sulla relativa esenzione dell’uso delle cinture. Se prendiamo in esame i diversi articoli del codice della strada in cui compare il termine “emergenza” (escluso naturalmente ciò che riguarda le corsie e la sosta), possiamo notare che tale termine è interpretabile anche come “urgente servizio d’istituto”. In particolare, nell’articolo 3 del Cds viene definita “Area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza”. Oppure l’articolo 115 dice che è necessarrio avere “anni ventuno per guidare: i veicoli di cui al punto 3) della lettera d), quando il conducente non sia munito del certificato di abilitazione professionale; motocarrozzette ed autovetture in servizio di piazza o di noleggio con conducente; autobus, autocarri, autotreni, autosnodati, adibiti al trasporto di persone, nonché i mezzi adibiti ai servizi di emergenza.” . Appare a mio avviso abbastanza evidente, quindi, che nell’articolo 172 del Cds laddove dice:
“Sono esentati dall'obbligo di indossare le cinture di sicurezza:
a) gli appartenenti alle forze di polizia e ai corpi di polizia municipale nell'espletamento di un servizio di emergenza
b) i conducenti ed addetti dei veicoli del servizio antincendio e sanitario in casi di interventi di emergenza”, non si possa interpretare l’emergenza come situazione particolare (ovvero l’autista che si sporge dal finestrino mentre è intento a rasentare un dirupo[1]) ma come l’insieme di un servizio (anche se su chiamata = intervento) e quindi equiparabile al famoso “codice rosso”. Detto questo rimango comunque del parere che le cinture di sicurezza vadano usate SEMPRE , indipendentemente dai codici di gravità, e che ci sià una grave responsabilià del legislatore nel non avere posto tale obbligo anche nei servizi d’emergenza. Sarebbe stata plausibile una norma che esentasse i conducenti solamente in "particolari condizioni di emergenza" piuttosto che nei “servizi (o interventi) d’emergenza”
[1] Caso un po’ particolare in cui io consiglierei invece di tenere allacciate le cinture di sicurezza, magari allentandole un poco per poter compiere il gesto di sporgersi, poiché, nella malaugurata ipotesi che il mezzo precipitasse, il conducente potrebbe essere sbalzato fuori dall’abitacolo con tutte le conseguenze del caso.
uno dei miei sport preferiti è criticare il legislatore italiano. E' uno sport adatto a tutti, non serve una preparazione particolare, chiunque sappia leggere può scovare facilmente nelle norme del bel paese gli svarioni più diversi. In questo caso, però, mi sento di difendere il codice della strada. Che senso avrebbe obbligare i soccorritori a far uso della cintura durante un servizio urgente? Riesci ad immaginare una RCP fatta indossando le cinture? Credi che si possa mettere in posizione di sicurezza un paziente rimanendo ancorati al sedile? E infilare una cannula?
Va precisato che la norma si limita ad esentare da un obbligo, non pone un divieto. Quindi un soccorritore, anche nel corso di un servizio urgente, può benissimo decidere di ancorarsi al sedile se l'intervento non richiede libertà di movimento.
Quanto all'interpretazione della norma, ho già scritto che a mio avviso i soccorritori (a differenza, ad esempio, dei poliziotti) sono esentati dall'uso delle cinture solo nel corso di interventi d'emergenza e fuori da quelli sono soggetti alle norme vigenti per tutti gli altri automobilisti.
Vorrei porgere una domanda a cui ho trovato molte risposte contrastanti e diverse tra loro.
E' consentito l'uso del segnale distintivo, la comune "paletta", in emergenza e urgenza?
In fondo è un segnale visivo in più, oltre i lampi e la tromba. Mettendo caso di imbattersi in automobilisti sordi o con lo stereo ad alto volume, qst potrebbero non udire prontamente la sirena della ambulanza che attraversa l'incrocio, ed ecco che il segnale distintivo è un'ulteriore complemento, per una corretta visibilità del mezzo in urgenza.
E poi è possibile l'utilizzo del segnale distintivo nel caso di un trasporto urgente con il proprio mezzo, così da evitare l'uso del fazzoletto bianco fuori dal finestrino che ha una visibilità molto inferiore rispetto alla paletta?
Grazie 1000 x l'attenzione e la collaborazione.
Andrea Oggianu.
l'utilizzo della cosiddetta paletta di segnalazione, più propriamente "segnale distintivo" è regolato dal codice della strada in particolare all'art 12 CdS e all'art 24 del Regolamento di Esecuzione al Codice della Strada.
L'articolo 12 CdS stabilisce in maniera esaustiva chi sono i soggetti autorizzati ad espeltare i servizi di Polizia Stradale e tra questi non compare il personale addetto al servizio di Pronto Soccorso nè il personale della Protezione Civile (sia del Dipartimento che delle Assiciazioni di volontariato).
L'articolo 24 del Reg. Esec. Cod. della Strada stabilisce quali sono le caratteristiche del segnale distintivo, in particolare la presenza dello stemma della Repubblica Italiana, nonchè l'amministrazione di appartenenza dell'agenten nonchè il numero di matricola dell'agente a cui il seganle distintivo è assegnato.
Stabilisce sempre l'art. 24 che il segnale distitivo debba essere utilizzato dagli agenti non in uniforme per intivare l'Alt e, in caso di emergenza, per le segnazlione manuali.
Appare pertanto evidente che tutte le "palette" prive delle caratteristiche di cui all'art. 24 CdS, non rientrano nella disciplina in relazione all'uso del Segnale distintivo, il cui abuso prevede unicamente l'instaurazione di un procedimento disciplinare con l'eventuale emanazioni di sanzioni da parte dell'organo a cui afferisce l'agente.
Ora precisato che il segnale distintivo appartiene ad un'amministrazione ai sensi dell'art. 12 del Codice della Strada e che le palette di segnalazione in commercio non rientrano nella disciplina di cui agli articoli sopra menzionati, occorre valutarele conseguenze di un loro utilizzo da parte di soggetti non afferenti alle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 12 CdS.
Il comportamento di chi utilizza le palette di segnalazione, al fine di segnalare un pericolo o una situazione di emergenza non appare punibile nè sotto profili amministrativi nè sotto profili penali.
L'art. 161, difatti, impone l'obbligo dell'utente della strada di segnalare un pericolo o l'intralcio alla circolazione agli altri utenti della strada al fine di garantire la sicuezza stradale.
L'articolo 54 C.p. sancisce la non punibilità di colui che ha commesso un reato essendovi costretto "dalla necessità di salvare sè od altri da un pericolo attuale".
Quandi appare legittimo il comportamento di un primo soccorritore che in una situazione di emergenza assuma temporaneamente compiti di polizia stradale, se questo comportamento è giustificato dalla necessità di evitare un aggravarsi della situazione.
L'utilizzo delle palette di segnalazione da parte dei soccorritori durante lo svolgimento di servizi in urgenza appare altresì giustificabile ai sensi del già citato art. 54 c.p. nonchè dall'art. 51 c.p.(adempimento di un dovere). Appare quantomeno discutibile l'utilità dell'utilizzo della paletta, soprattutto in fase di rientro con paziente a bordo, giacchè vi sarebbe solo l'autista in cabina di guida e lo stesso non potrà sicuramente avere le mani impegnate dal dover utilizzare la paletta.
Per quanto riguarda l'utilizzo da parte di un privato al posto del fazzoletto bianco, quale segnalazione di emergenza, vale il principio dello stato di necessità. Preciso che il "fazzoletto bianco" è di fatto una convenzione e non una norma di diritto positivo. L'utente che trasporti un ferito o un malato su un mezzo privato ai sensi dell'art. 156 CdS è autorizzato ad utilizzare il dispositivo di segnalazione acuistico (clacson) ed è tenuto a tenere i fari anabbaglianti accesi, ma è comuqnue obbligato a rispettare le prescrizioni della segnaletica e le norme di comportamento.
In ultima analisi si sconsiglia decisamente l'utilizzo di un mezzo privato al fine di trasportare un infortunato, preferendo, se possibile, un mezzo di soccorso attrezzatto.
A disposizione per ulteriori chiarimenti porgo cordiali saluti.
dott. Luca Castelli
Praticante Avvocato Abilitato al Patricinio