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Timestamp: 2020-01-21 08:57:31+00:00
Document Index: 76991755

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 360', 'art. 91', 'art. 92', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 54', 'art. 51']

Sentenza Cassazione Civile n. 11704 del 11/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11704 del 11/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 11/05/2017, (ud. 15/12/2016, dep.11/05/2017), n. 11704
sul ricorso 6740-2016 proposto da:
P.S., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso
avverso il decreto n. 408/2015 della CORTE D’APPELLO di
La Corte d’appello di Caltanissetta, con decreto depositato il 21 ottobre 2013, ha dichiarato improponibile il ricorso, depositato in data 15 dicembre 2011, con cui P.S. aveva chiesto la condanna del Ministero dell’Economia e delle finanze al danno non patrimoniale subito per la irragionevole durata di un giudizio amministrativo iniziato dinnanzi al TAR di Palermo con ricorso del 9 gennaio 1997 e definito con sentenza depositata il 26 ottobre 2010 (pubblica udienza del 21 settembre 2010).
P.S. proponeva ricorso per la cassazione di questo decreto per due motivi.
Riassunto il giudizio, la Corte di Appello di Caltanissetta con decreto n. 406 del 2015 riconosceva il diritto di P. all’equa riparazione per eccessiva durata del processo richiamato in epigrafe e condannava il Ministero delle Finanze al pagamento della somma di Euro 4.000, a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale subito e al pagamento delle spese giudiziali. Compensava le spese giudiziali relative al giudizio di cassazione e al giudizio conclusosi con il decreto cassato stante la novità, all’epoca di emissione del decreto cassato, della giurisprudenza applicata dalla Corte di Cassazione per cassare il precedente decreto.
La cassazione di questo decreto è stata chiesta da P.S. con ricorso affidato ad un motivo articolato su due profili.
1.= Con l’unico motivo di ricorso P. denuncia la violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3: a) Illegittimità del capo che dispone la integrale compensazione delle spese del grado di giudizio conclusosi con il decreto cassato e le spese del giudizio di cassazione per violazione dell’art. 91 c.p.c., comma 1, e dell’art. 92 c.p.c., comma 2. B) illegittimità del capo che dispone la riduzione delle spese del giudizio di rinvio per violazione del D.M. n. 55 del 2014, art. 4, comma 1.
a) Secondo il ricorrente, la novità della giurisprudenza applicata dalla Corte di cassazione per cassare il precedente decreto posta a fondamento della compensazione delle spese relative al giudizio di cassazione e a quello conclusosi con il decreto cassato, non troverebbe rispondenza nei chiari orientamenti della giurisprudenza della Corte di Cassazione caratterizzata dall’orientamento espresso con sentenza n. 24901 del 2008 secondo cui: In tema di equa riparazione ai sensi della L. 24 marzo 2001, n. 89, la lesione del diritto alla definizione del processo in un termine ragionevole, di cui all’art. 6, par. 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, va riscontrata, anche per le cause davanti al giudice amministrativo, con riferimento al periodo intercorso dall’instaurazione del relativo procedimento, senza che una tale decorrenza del termine ragionevole di durata della causa possa subire ostacoli o slittamenti in relazione alla mancanza dell’istanza di prelievo od alla ritardata presentazione di essa.
Nè l’innovazione introdotta dal D.L. 25 giugno 2008, n. 112, art. 54, comma 2, convertito con L. 6 agosto 2008, n. 133, secondo cui la domanda non è proponibile se nel giudizio davanti al giudice amministrativo, in cui si assume essersi verificata la violazione, non sia stata presentata l’istanza “di prelievo” ai sensi del R.D. 17 agosto 1907, n. 642, art. 51 può incidere sugli atti anteriormente compiuti, i cui effetti, in difetto di una disciplina transitoria o di esplicite previsioni contrarie, restano regolati, secondo il fondamentale principio del “tempus regit actum”, dalla norma sotto il cui imperio siano stati posti in essere.
1.1.a) Va, altresì, precisato che la disposta compensazione per un grado di giudizio – per gravi ed eccezionali ragioni, la cui ricorrenza è stata correttamente riscontrata dal giudice del merito ìn ragione di mutati orientamenti giurisprudenziali, è statuizione che, non collidendo con il principio della infrazionabilità della soccombenza, ben può coesistere con il favore delle spese riconosciuto alla parte vittoriosa limitatamente ai gradi successivi; e ciò in quanto la violazione delle norme relative all’onere delle spese processuali è configurabile solo quando queste vengano poste, in tutto o in parte, a carico di chi sia risultato totalmente vittorioso (Cass., Sez. 5, 19 giugno 2013, n. 15317), mentre, all’infuori di questa ipotesi, la compensazione totale o parziale delle spese rientra nei poteri discrezionali del giudice del merito, e tali poteri comprendono la facoltà, in sede di rinvio, di operare la compensazione totale delle spese del processo svoltosi in un unico grado di merito, condannando il soccombente al pagamento di quelle di cassazione e di rinvio (cfr. Cass., Sez. 2, 10 aprile 1986, n. 2504);