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Timestamp: 2019-04-20 19:21:24+00:00
Document Index: 143978689

Matched Legal Cases: ['art. 829', 'art. 829', 'art. 822', 'art. 829', 'art. 829', 'art. 829', 'art. 35', 'art. 37']

Art. 829 codice civile: Passaggio di beni dal demanio al patrimonio | La Legge per tutti
Art. 829 codice civile: Passaggio di beni dal demanio al patrimonio
Il passaggio dei beni dal demanio pubblico al patrimonio dello Stato dev’essere dichiarato dall’autorità amministrativa. Dell’atto deve essere dato annunzio nella Gazzetta Ufficiale del Regno.
Per quanto riguarda i beni delle provincie e dei comuni, il provvedimento che dichiara il passaggio al patrimonio dev’essere pubblicato nei modi stabiliti per i regolamenti comunali e provinciali.
Il demanio marittimo non è suscettibile di usucapione, né sono applicabili i diritti di ritenzione e i diritti indennitari previsti dal codice civile nei rapporti fra privati per le costruzioni su suolo altrui o per i miglioramenti eseguiti. Va detto in ogni caso che, l'utilizzazione edificatoria dei luoghi interessati dalla costruzione della convenuta costituisce tutt'altro che un miglioramento, laddove ha determinato la dispersione e la irreversibile trasformazione di un bene naturale non più riproducibile nelle caratteristiche originarie. Applicandosi la disciplina specifica dettata dal codice di navigazione, compete all'amministrazione attrice sia il rilascio del terreno, che l'indennità di occupazione, il cui valore va adeguato in base alla legge interpretativa n. 296 del 2006, che non muta la periodicità dell'indennizzo, da stabilirsi con riguardo al periodo dell'occupazione, ma solo il riferimento di calcolo, questo individuato nel valore venale della costruzione.
Tribunale Bari sez. I 03 maggio 2014 n. 2154
In caso di provvedimento amministrativo costitutivo della natura demaniale di un bene, lo stesso è sufficiente a determinare la inesistenza o il superamento di ogni controversia sul carattere non più pubblico dei terreni, quando il decreto amministrativo che "sdemanializza" un'area ha natura solo dichiarativa, come accade di regola per il demanio idrico, lacuale e fluviale, e lo stesso può ritenersi legittimo e incontestabile solo se i fatti su cui si fonda siano veri, potendosi, dal loro travisamento, dedurre l'illegittimità dell'atto stesso, che è quindi invalido e da disapplicare. (Nella specie la S.C. ha enunciato il principio rilevando che la sdemanializzazione del terreno vicino al fiume Tanaro era intervenuta per evento naturale accertato dall'amministrazione nel 1966 e l'intervento dell'uomo successivo si era verificato solo dopo che le aree avevano perso il loro carattere pubblico e demaniale). Rigetta, App. Torino, 04/11/2005
Cassazione civile sez. I 22 maggio 2013 n. 12555
Il venir meno della natura demaniale deve essere sempre ricondotto alla volontà manifestata dal Comune, il solo legittimato a rinunciare alla funzione pubblica del bene, e non può scaturire da comportamenti privati e dalla loro tolleranza da parte dell'amministrazione. In virtù dell'art. 829 c.c. il passaggio dal demanio al patrimonio deve essere oggetto di specifico provvedimento di sdemanializzazione, da pubblicare nei modi stabiliti per i regolamenti comunali, provvedimento che risponde alla necessità che la scelta di qualificare l'immobile come patrimoniale e non più come demaniale sia particolarmente meditata e trasparente. Pertanto, non può identificarsi nella deliberazione di cessione di una superficie appartenente a strada pubblica un atto implicito di sdemanializzazione, in quanto, ai sensi dell'art. 829 c.c., la sottrazione al regime proprio del demanio deve essere oggetto di apposito, espresso provvedimento, e non può essere desunta dalla decisione di procedere alla cessione ad un privato; diversamente opinando, verrebbe meno ogni distinzione tra beni demaniali e beni appartenenti al patrimonio disponibile.
T.A.R. Firenze (Toscana) sez. III 27 agosto 2012 n. 1468
È illegittima la deliberazione comunale con la quale viene disposta la cessione in permuta di una strada urbana, costituente bene del demanio pubblico ai sensi del combinato disposto degli art. 822, comma 2 e 824, comma 1, c.c., qualora non si sia previamente provveduto ad adottare un provvedimento di sdemanializzazione, che, stante il chiaro disposto dell'art. 829, comma 2, c.c., risponde alla necessità che la scelta di qualificare l'immobile come patrimoniale e non più come demaniale sia particolarmente meditata e trasparente. Né può identificarsi nella stessa deliberazione comunale di permuta un atto implicito di sdemanializzazione, posto che, ai sensi del citato art. 829 c.c., la sottrazione al regime proprio del demanio deve essere oggetto di apposito provvedimento e non può essere desunta altrimenti.
Ai fine della sdemanializzazione nella vigenza dell'art. 829 c.c fanno eccezione i beni del demanio marittimo per i quali l'art. 35 c.nav. prevede che un'area ha natura di bene demaniale marittimo e la conserva, prescindendo da ogni considerazione sull'attitudine e la possibilità di recuperare le caratteristiche proprie del bene demaniale marittimo eventualmente perdute nel tempo, sino all'emanazione di un formale atto di classificazione da parte dell'Autorità Regionale competente; detto atto non può considerarsi dovuto, residuando in capo all'Amministrazione un ambito di valutazione tecnico discrezionale al fine di accertare quale possa essere, di volta in volta, la migliore utilizzazione del bene; il privato richiedente, di riflesso, non è portatore di un diritto, né di un interesse qualificato all'ottenimento della classificazione del bene e di un conseguente provvedimento di concessione o di acquistare in proprietà l'area classificata, atteso che l'Amministrazione resta titolare di un potere di utilizzo dell'area in maniera più conforme all'interesse pubblico, secondo le caratteristiche che essa presenta e le esigenze locali contingenti (a tal proposito l'art. 37 c.nav. impone che la scelta del concessionario sia attuata in considerazione della più proficua utilizzazione del bene nel pubblico interesse, così definendo un criterio prevalente a fronte del quale gli ulteriori criteri assumono un ruolo sussidiario.
T.A.R. Catania (Sicilia) sez. III 04 febbraio 2011 n. 262