Source: http://www.sindacatofsi.it/2017/09/06/rapporto-di-lavoro-orario-di-lavoro-lavoro-straordinario-e-notturno-cassazione-civile-sez-lavoro-sentenza-20062016-n-12687/
Timestamp: 2018-03-19 20:38:46+00:00
Document Index: 104100491

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 61', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 24', 'art. 28', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Rapporto di lavoro, orario di lavoro, lavoro straordinario e notturno Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 20/06/2016 n° 12687 | Sindacato FSI
Home » Circolari e Sentenze » Rapporto di lavoro, orario di lavoro, lavoro straordinario e notturno Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 20/06/2016 n° 12687
← Case di riposo a Milano, una stangata da tremila euro. Picco di badanti
Lavoro, ai giovani contributi giù del 50%. Ipotesi mini taglio per tutti →
Rapporto di lavoro, orario di lavoro, lavoro straordinario e notturno Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 20/06/2016 n° 12687
Sentenza 20 giugno 2016, n. 12687
POSTE ITALIANE S.P.A., C.F. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE MAZZINI 134, presso lo studio dell’avvocato FIORILLO LUIGI, che la rappresenta e difende giusta delega in atti;
D.M.R., C.F. (OMISSIS), domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato BIAGIO DI MEGLIO, giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 3122/2012 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI, depositata il 21/05/2012 r.g.n. 5881/2011;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 23/03/2016 dal Consigliere Dott. ROBERTO RIVERSO;
udito l’Avvocato BUTTAFOCO ANNA per delega Avvocato FIORILLO LUIGI;
udito l’Avvocato PANIERI RODA per delega verbale Avvocato DI MEGLIO BIAGIO;
Con sentenza n.3122/2012, depositata il 21.5.2012, la Corte d’Appello di Napoli, accoglieva parzialmente l’appello principale proposto da D.M.R. e respingeva quello incidentale di Poste Italiane Spa avverso la sentenza del tribunale di Napoli sez. di Ischia con la quale si dichiarava il diritto del lavoratore ad essere inquadrato nell’Area Quadri Q1 dal 5.12.2000 e si condannava Poste Italiane SPA a pagare al dipendente differenze retributive dal 5.6.2000, pari ad Euro 6119,88 ed inoltre Euro 7.343,46 per compensi da lavoro straordinario, Euro 825,69 per indennità ferie non godute, nonché al pagamento delle differenze di TFR conseguenti, oltre accessori e spese.
La Corte territoriale, in riforma parziale della sentenza di primo grado, condannava Poste Italiane al pagamento della complessiva somma di Euro 8025,41 per differenze da lavoro straordinario, oltre accessori; confermando per il resto la sentenza impugnata.
1.- Col primo motivo di ricorso la ricorrente deduce la violazione dell’art. 61 CCNL dipendenti di Poste Italiane SPA 1998/2001 ( art. 360 c.p.c. , comma 1, n. 3). L’insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio ( art. 360 c.p.c. , comma 1, n. 5), in quanto la sentenza era frutto di un’errata applicazione della disciplina collettiva in materia di orario di lavoro e retribuzione del lavoro straordinario per i dipendenti dell’area quadri, ai quali veniva erogata un’indennità di funzione diretta a compensare anche l’attività di lavoro straordinario. Mentre era pure sbagliato sostenere che per i quadri dovesse valere comunque il limite delle 36 ore settimanali e che l’indennità di funzione andasse erogata in aggiunta al compenso per lavoro straordinario.
2.-Con il secondo motivo il ricorso deduce l’insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio ( art. 360 c.p.c. , n. 5) laddove la Corte ha ritenuto di riconoscere gli emolumenti per lavoro straordinario trattandosi di prestazioni la cui eccezionalità e gravosità avesse superato il limite di ragionevolezza; senza prendere in considerazione la straordinarietà della prestazioni, posto che la sentenza si era limitata ad operare un riferimento alle mansioni descritte in ricorso, senza chiarire perché le mansioni svolte sebbene rientranti nell’area Quadri di 1 livello dovessero considerarsi eccezionali ed i motivi per cui dovesse ritenersi che avessero superato il limite della ragionevolezza.
3.1. In primo luogo deve essere rilevato che secondo la sentenza impugnata il pagamento dell’indennità di funzione, benché rivolta a compensare tra l’altro la necessità di una presenza in servizio svincolata dalla limitazione giornaliera dell’orario prevista per le restanti categorie di lavoratori, non potesse escludere il compenso per straordinario perché l’art. 12 all. 1 all’art. 24 del CCNL ribadisce che comunque per i quadri non deve essere superato il limite settimanale previsto dall’art. 28, vale a dire quello delle 36 ore settimanali. Torna quindi applicabile il principio stabilito da questa Corte di Cassazione con sentenza 7.8.2003 n. 11929 la quale afferma: I funzionari direttivi, esclusi dalla disciplina legale delle limitazioni dell’orario di lavoro, hanno diritto al compenso per lavoro straordinario se la disciplina collettiva delimiti anche per essi l’orario normale e tale orario venga in concreto superato oppure se la durata della loro prestazione valichi il limite di ragionevolezza in rapporto alla necessaria tutela della salute e dell’integrità fisiopsichica garantita dalla Costituzione a tutti i lavoratori.
3.2. Inoltre, secondo la Corte territoriale, l’eccezionalità e gravosità della prestazione svolta dal dipendente poteva ritenersi tale da superare il limite della ragionevolezza dettato dalla giurisprudenza in relazione non solo alla quantità, ma anche alla qualità della prestazione. Si tratta di un rilievo fondato, poiché la sentenza ha congruamente motivato sull’esistenza dei requisiti che rendevano la prestazione del D.M. assai gravosa e tale da superare il limite della ragionevolezza in senso quantitativo e qualitativo, come richiesto dalla giurisprudenza di questa Corte.
3.7. La giurisprudenza di questa Corte si è pure pronunciata sulla questione oltre che con la sentenza n. 11929 del 07/08/2003; con le sentenze n.10540/2010 e n. 3038 dell’08/02/2011 la quale ultima recita: “I funzionari direttivi, esclusi dalla disciplina legale delle limitazioni dell’orario di lavoro, hanno diritto al compenso per lavoro straordinario se la prestazione, per la sua durata, superi – secondo un accertamento riservato al giudice del merito ed incensurabile in sede di legittimità, ove adeguatamente motivato – il limite della ragionevolezza e sia particolarmente gravosa ed usurante”.