Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/07/novita-fiscali-del-01-luglio-2011.html
Timestamp: 2019-04-20 21:02:22+00:00
Document Index: 120894077

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 149', 'art. 155', 'art. 156', 'art. 1', 'art. 89', 'art. 84', 'art. 147', 'art. 148', 'art. 39', 'art. 50']

Novità fiscali dell'1 luglio 2011 | Commercialista Telematico
Novità fiscali dell'1 luglio 2011
1) Accertamento esecutivo slitta ad ottobre
2) Ennesima chiusura delle liti fiscali pendenti, rivisti gli accertamenti da studi di settore, regime dei minimi solo per i giovani dal 2012
3) Consob determina i parametri per la vigilanza sull’informazione al pubblico delle società quotate
4) Approvata alla Camera la proposta di legge sulla parità di accesso agli organi delle società quotate
5) Equitalia si fa in tre per i contribuenti
6) Al debutto lo “Spesometro di massa”
7) Evasione internazionale: Le precisazioni dell’Agenzia delle Entrate
8) Inps solo telematico
9) Gestione separata: Istituito nuovo codice per la compilazione delle denunce e-mens dei collaboratori a partire da luglio 2011
L’accertamento esecutivo entrato in vigore dal 01 luglio 2011, pare destinata a slittare la sua entrata in vigore al prossimo mese di ottobre 2011.
Lo prevede la bozza della Manovra economica.
Stop alle presunzioni fiscali sui prelevamenti bancari
Sul fronte delle presunzioni fiscali sui prelevamenti bancari, boccata d’ossigeno per imprenditori e professionisti.
Da tempo veniva auspicata l’uscita dalle presunzioni delle indagini finanziarie dei prelevamenti da conti correnti.
Il meccanismo, previsto dall’art. 32 del D.p.r. n. 600/1973, in atto, equipara a ricavi i prelevamenti e gli altri importi riscossi di cui il contribuente non sia in grado di indicare il destinatario.
La previsione, nata in riferimento al reddito d’impresa era stata estesa anche ai professionisti, ai quali creava più di un problema con l’obbligo di giustificare anche importi minimi.
2) Ennesima chiusura delle liti fiscali pendenti
Si riparla nuovamente di chiusura delle liti fiscali pendenti, ma non solo.
Arriva una sorta di sanatoria per le liti tributarie con la manovra all’esame del Consiglio dei ministri.
Le controversie pendenti per un importo inferiore ai 20mila euro potranno essere condonate. Per i contenziosi fino a 20mila euro si potrà sanare pagando il 10-30-50%. Saranno cancellate le partite Iva inattive da 3 anni.
Le misure fiscali della manovra, contiene anche numerose novità sugli studi di settore, il regime dei minimi e le partite Iva, nonché sul contrasto all’evasione e la riscossione delle imposte.
Sanatoria delle liti fiscali pendenti
Le liti fiscali pendenti al 1 maggio 2011 e di importo fino a 2.000 euro potranno essere chiuse dal contribuente versando 150 euro.
Per quelle da oltre € 2.000 a € 20.000 il costo della chiusura sarà variabile: 10% del valore della lite se l’ultimo giudizio lo ha vinto il contribuente; 50% se a vincere è stata l’Amministrazione finanziaria; 30% nel caso in cui la lite penda ancora nel primo grado di giudizio e non ci sia stata alcuna pronuncia giurisdizionale.
Si potranno chiudere le liti instaurate con le Entrate. Per farlo il contribuente dovrà versare le somme richieste entro il prossimo 30 novembre mentre la domanda di definizione agevolata andrà presentata entro il 31 marzo 2012. Tutte le liti che possono rientrare nella nuova sanatoria sono di fatto sospese fino al 30 giugno 2012.
Mediazione fiscale obbligatoria prima di iniziare il contenzioso
Dal 1 gennaio 2011 per le controversie inferiori ai 20.000 euro e relative ad atti emessi dall’Agenzia delle Entrate, il contribuente che vorrà opporsi dovrà preventivamente presentare “reclamo”.
La potenziale lite, così, prima di iniziare la strada delle Commissioni tributarie seguirà prima una via amministrativa.
Il reclamo, infatti, dovrà essere inviato dal contribuente alla direzione provinciale o regionale delle Entrate (se ne occuperanno strutture differenti da quelle che hanno emesso l’atto) e dovrà contenere una “motivata proposta di mediazione, completa della rideterminazione dell’ammontare della pretesa”. L’ufficio se non intende accettare la proposta del contribuente formula un sua ipotesi di mediazione tenendo in considerazione le questioni controverse, la sostenibilità della pretesa e il grado di economicità dell’azione amministrativa. Decorsi inutilmente 90 giorni il ricorso del contribuente contro le pretese del fisco imboccherà di nuovo la via del contenzioso.
Minimi e partite Iva
Il cd. regime dei minimi, dal 1° gennaio 2012, sarà riservato solo agli under 35.
Durerà al massimo per cinque periodi di imposta. Non solo. Per accedervi il contribuente non deve avere esercitato negli ultimi tre anni attività artistica, professionale o di impresa anche in forma associata o familiare. Sul fronte delle partite Iva arriva una cancellazione d’ufficio di quelle inattive da almeno tre anni mentre una nuova sanatoria riguarda i contribuenti che non hanno presentato al Fisco la dichiarazione di cessazione dell’attività.
Studi di settore: Modifiche rilevanti
A parte la proroga ala fine di ogni anno per l’approvazione degli studi di settore.
Per chi non invia al Fisco il modello dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore la sanzione sarà aumentata del 50%.
Vengono poi modificate le regole sull’accertamento a mezzo studi.
Il fisco potrà utilizzare l’accertamento nei casi di omessa o infedele indicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi.
Inoltre, nella motivazione degli atti di accertamento nei confronti dei soggetti congrui occorre che l’agenzia delle Entrate spieghi le proprie ragioni che portano a disattendere le risultanze di Gerico.
La Consob, con la Delibera n. 17829 del 22 giugno 2011, ha determinato per l’anno 2011 i parametri rappresentativi del rischio ai fini dell’individuazione del campione di società assoggettate al controllo delle informazioni finanziarie diffuse al pubblico, secondo quanto previsto dagli artt. 118-bis del Decreto Legislativo n. 58 del 24 febbraio 1998 e successive modificazioni (“Testo unico della Finanza”, TUF) e 84-quater del Regolamento n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modificazioni (“Regolamento Emittenti”, RE).
Ai fini dell’individuazione del campione, la Consob considera gli emittenti quotati e gli emittenti quotati aventi l’Italia come Stato membro di origine.
In particolare, la Consob utilizza i seguenti parametri per individuare i soggetti che presentano rischi significativi:
1. per i dati economico-patrimoniali e finanziari delle società interessate, i seguenti elementi: Gli indici relativi alla struttura dell’attivo e passivo patrimoniale nonché del conto economico e del rendiconto finanziario;
2. per le segnalazioni ricevute dall’organo di controllo e dal revisore dell’emittente, i seguenti indicatori:
– le comunicazioni trasmesse alla Consob dall’organo di controllo delle irregolarità riscontrate nell’attività di vigilanza ai sensi dell’art. 149, comma 3 del TUF;
– le segnalazioni di fatti censurabili ai sensi dell’art. 155, comma 2, del TUF;
– i giudizi con rilievi, negativi o con richiami di informativa ex principio di revisione n. 570 e la dichiarazione di impossibilità ad esprimere un giudizio contenuti nelle relazioni della società di revisione redatte ai sensi dell’art. 156 del TUF;
– le segnalazioni relative al funzionamento del sistema di controllo interno;
3. per le attività sui titoli, i seguenti elementi: gli indicatori relativi a prezzi, rendimenti e volatilità e gli indicatori di rischio dedotti dal comportamento del management nelle operazioni di internal dealing e buy-back;
4. per le informazioni significative ricevute da altre amministrazioni o soggetti interessati, i seguenti indicatori:
– le informazioni ricevute dalle pubbliche amministrazioni così come definite dall’art. 1, comma 2 del D.Lgs. n. 165 del 2001, dalla Banca d’Italia, dalle Autorità amministrative nazionali ed estere e dall’autorità giudiziaria;
– le informazioni significative fornite da soggetti interessati;
5. per ulteriori parametri non espressamente individuati dall’art. 89-quater, i seguenti indicatori:
– i giudizi degli analisti finanziari;
– le attività ispettive o le attività di indagine della Consob che hanno condotto ad attivare i poteri di impugnativa o segnalazioni all’Autorità Giudiziaria per aspetti penalmente rilevanti, o per i quali la Consob abbia segnalato criticità in merito alla completezza o alla correttezza dell’informazione.
La delibera determina inoltre i criteri per l’individuazione di un ulteriore campione di società, con lo scopo di vigilare anche gli emittenti per cui non esistono rischi rilevanti, ai sensi di quanto previsto dall’art. 84-quater, comma 4 del Regolamento Emittenti. Il criterio utilizzato per la selezione casuale è l’estrazione manuale di un numero di società pari ad un quinto del totale degli emittenti da sottoporre a controllo, al netto delle società individuate sulla base dei criteri illustrati in precedenza e delle società che sono state già incluse nel campione di vigilanza nel 2010. tra le società soggette a selezione casuale rientrano gli emittenti titoli quotati che siano società-veicolo per la cartolarizzazione, con particolare riferimento ai dati economico-patrimoniali e finanziari e all’attività sui titoli emessi.
Infine, la metà degli emittenti soggetti a selezione casuale sarà estratta dall’elenco delle società che presentano una più alta capitalizzazione e maggiori volumi scambiati.
(Assonime, nota del 30 giugno 2011)
È stata approvata alla Camera la proposta di legge bipartisan Golfo-Mosca sulla parità di accesso agli organi delle società quotate e a controllo pubblico.
Il provvedimento modifica gli articoli del Testo Unico della Finanza (Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58) relativi alla composizione degli organi di amministrazione (art. 147-ter) e controllo (art. 148).
Ai sensi della nuova disciplina, entrambi gli organi devono essere composti per almeno un terzo dal genere meno rappresentato.
Gli statuti delle società interessate, al fine di garantire l’equilibrio tra generi, devono disciplinare le modalità di formazione delle liste e le regole di sostituzione in corso di mandato.
Le nuove previsioni troveranno applicazione in sede di rinnovo degli organi sociali che avranno luogo a un anno dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento normativo.
Al fine di consentire una più graduale applicazione delle nuove previsioni, il legislatore ha tuttavia previsto che al primo rinnovo sia riservato almeno un quinto dei posti al genere meno rappresentato.
La disciplina prevede inoltre un progressivo regime sanzionatorio la cui attuazione è affidata a Consob.
La società inadempiente è soggetta a una diffida da parte dell’Autorità, affinché si adegui entro il termine massimo di quattro mesi.
In caso di inottemperanza è prevista una seconda diffida e una sanzione pecuniaria amministrativa di importo variabile tra centomila e un milione di euro per gli organi di amministrazione e tra ventimila e duecentomila euro per gli organi di controllo, secondo criteri e modalità che saranno stabiliti da un regolamento della stessa Consob.
In caso di reiterata inadempienza nei successivi tre mesi, è prevista la decadenza dell’intero organo.
Federalismo: Appunti Assonime su decreti legislativi di attuazione
Sono disponibili, nella sezione “Federalismo e impresa” del sito di Assonime due appunti sui provvedimenti di attuazione della Legge delega n. 42/2009 sul federalismo fiscale.
I due appunti illustrano sinteticamente il Decreto Legislativo n. 68/2011 sull’autonomia tributaria delle regioni e delle province e sulla determinazione dei costi standard nel settore sanitario e il Decreto Legislativo n. 216/2010 sui fabbisogni standard per le funzioni fondamentali di comuni e province.
Note e Studi 8: Funzionamento e applicazione delle procedure concorsuali
Infine, Assonime ha pubblicato il Note e Studi n. 8 sul funzionamento e l’applicazione delle procedure concorsuali.
(Assonime, note del 29/30 giugno 2011)
Al debutto Equitalia Nord, Equitalia Centro ed Equitalia Sud. Equitalia si fa in tre per i contribuenti.
Da oggi 1° luglio parte la prima fase di operazioni societarie previste dal piano di riassetto del Gruppo che porterà, entro fine anno, all’incorporazione delle attuali 16 società sul territorio.
Il riassetto punta a rendere ancora più uniforme il processo di riscossione e semplificare ulteriormente le relazioni con i contribuenti.
Le tre nuove società si articoleranno in Direzioni regionali e Ambiti provinciali.
Parte il nuovo corso di Equitalia.
Dal 1 luglio 2011 debuttano, quindi, tre nuovi agenti della riscossione: Equitalia Nord, Equitalia Centro ed Equitalia Sud, con sede rispettivamente a Milano, Bologna e Roma. Diventa così operativa la prima tranche di operazioni societarie previste dal piano di riassetto del Gruppo, approvato dal consiglio d’amministrazione lo scorso mese di novembre, che sarà completato entro la fine di quest’anno.
A regime, il piano di riorganizzazione prevede l’incorporazione di tutte le attuali 16 società partecipate sul territorio nei tre nuovi soggetti giuridici.
L’obiettivo del riassetto è ottimizzare la gestione sul territorio, rendere ancora più uniforme il processo di riscossione e semplificare ulteriormente le relazioni
con i contribuenti.
Le nuove società si articoleranno in Direzioni regionali e Ambiti provinciali e opereranno sempre con il coordinamento e l’indirizzo della holding Equitalia SpA, così come Equitalia Giustizia ed Equitalia Servizi manterranno gli attuali ambiti di competenza.
Il Gruppo Equitalia ha realizzato nel corso di questi primi cinque anni di vita una lunga serie di operazioni societarie straordinarie finalizzate a ridurre la frammentazione territoriale ereditata dal precedente sistema composto da circa 40 concessionari privati.
«La partenza operativa delle tre nuove società rientra nel percorso avviato nel 2006 con lo storico passaggio dalla riscossione privata a quella pubblica -commenta il direttore generale del Gruppo Equitalia, Marco Cuccagna – Equitalia ha portato avanti un importante processo per uniformare le modalità di riscossione in tutto il Paese, contribuendo all’incremento della compliance fiscale. È un’impresa di cui siamo orgogliosi sia come dipendenti di Equitalia,
La prima fase del riassetto del Gruppo, oltre a inaugurare la struttura organizzativa delle tre newco, sancisce a partire da domani una serie di importanti passaggi societari.
Debutta con la fusione per incorporazione di Equitalia Esatri e di Equitalia Nomos e con l’acquisizione del ramo d’azienda costituito dagli ambiti provinciali veneti di Equitalia Polis.
Pertanto da oggi Equitalia Nord sarà operativa in Lombardia, Veneto, Valle d’Aosta e in tre province del Piemonte (Alessandria, Cuneo e Torino).
Entro il secondo semestre di quest’anno confluiranno anche gli altri agenti della riscossione operanti nelle regioni settentrionali (Friuli Venezia Giulia, Liguria, Trentino Alto-Adige) e nelle altre province del Piemonte.
Incorpora Equitalia Cerit ed Equitalia Umbria, acquisisce il ramo d’azienda costituito dagli ambiti provinciali toscani e abruzzesi di Equitalia Gerit e i rami d’azienda emiliani da Equitalia Polis ed Equitalia Nomos.
Da oggi, quindi, Equitalia Centro sarà operativa in Toscana, Umbria, in due province dell’Emilia Romagna (Bologna e Modena) e in una provincia dell’Abruzzo (L’Aquila).
Entro il secondo semestre di quest’anno si fonderanno in Equitalia Centro anche gli agenti della riscossione competenti nelle Marche e in Sardegna e nelle altre province di Emilia Romagna e Abruzzo.
Incorpora Equitalia Polis ed Equitalia Gerit e diventa agente della riscossione per tutte le province di Lazio, Campania e Molise, e per la provincia di Taranto acquisita da Equitalia Pragma.
Nel secondo semestre di quest’anno la struttura si completerà con la fusione per incorporazione degli agenti della riscossione competenti nelle regioni Basilicata, Calabria e nelle altre province della Puglia.
(Equitalia, comunicato del 30 giugno 2011)
Al debutto, dal 1 luglio 2011, anche lo “Spesometro di massa”, cioè l’obbligo di inviare una comunicazione telematica delle operazioni (rese e ricevute) rilevanti ai fini dell’Iva e di importo non inferiore a euro 3.000 (al netto dell’Iva) per le operazioni per le quali vi è l’obbligo di fatturazione, limite che sale a euro 3.600 (al lordo dell’Iva) nel caso di operazioni invece non soggette all’obbligo di fatturazione (le operazioni cioè per le quali occorre emettere lo scontrino o la ricevuta fisccale).
Data del 1° luglio 2011
Per l’anno 2011 il monitoraggio delle operazioni per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura, ha, quindi, inizio da oggi 1 luglio 2011.
Da tale data, quindi, deve iniziare la raccolta dati dei soggetti privati con i quali si svolgono operazioni di importo pari o superiore a euro 3.600,00, al lordo dell’Iva, certificate con scontrino fiscale o ricevuta fiscale.
Pertanto, dal 1° luglio é indispensabile acquisire il codice fiscale del soggetto privato (è preferibile acquisire anche copia del documento di riconoscimento) e memorizzare tutti i dati riferiti all’operazione (data, importo, imponibile e imposta, e cosi via).
La scadenza per la trasmissione telematica delle suddette operazioni è fissata al 30 aprile 2012.
Viceversa, per le stesse operazioni non soggette a fatturazione, rese e ricevute fino alla data del 30 giugno 2011, nessuna comunicazione dovrà essere effettuata.
Particolare attenzione andrà rivolta alle prestazioni riconducibili a contratti tra loro collegati, a contratti di appalto, fornitura, somministrazione e ad altri contratti da cui derivano corrispettivi periodici, nonché a prestazioni unitarie che prevedono acconti e saldi, per le quali occorre considerare il valore complessivo del contratto ai fini della verifica del superamento del limite.
Prima scadenza del 31 ottobre 2011
Riguardo al periodo d’imposta 2010 (primo anno di applicazione del nuovo obbligo), da tenere presente che:
– Il termine di scadenza per la comunicazione telematica delle operazioni è stato fissato al 31 ottobre 2011;
– oggetto di comunicazione dovranno essere le sole operazioni di importo pari o superiore a euro 25.000 (al netto dell’Iva), rese e ricevute nel periodo d’imposta (2010), limitatamente a quelle per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura.
In relazione alle notizie pubblicate da varie testate in merito agli accertamenti fiscali nei confronti di un noto Gruppo, l’Agenzia delle Entrate ha precisato quanto segue.
Gli accertamenti riguardavano maggiori imposte evase per circa 500 milioni di euro, più sanzioni e interessi, e sono stati definiti con l’impegno al pagamento di circa 330 milioni di euro.
E’ dunque infondato il riferimento all’importo di 3 miliardi di euro contenuto in alcuni articoli pubblicati il 30 giugno 2011.
“La vicenda in questione – ha dichiarato Luigi Magistro, direttore centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate – rappresenta il caso più rilevante di evasione internazionale mai trattato, il cui esito positivo per l’Erario è stato favorito dai recenti interventi normativi sul contrasto a queste forme di evasione”.
In particolare, la presunzione che i capitali detenuti all’estero e non dichiarati costituiscono, salvo prova contraria, redditi non tassati in Italia.
Da oltre due anni l’Agenzia delle Entrate sta sviluppando un’intensa attività di controllo su questo fronte, con centinaia di indagini aperte che hanno già portato a considerevoli risultati.
In particolare, solo l’anno scorso, le 125 segnalazioni trasmesse agli Uffici in seguito a indagini e controlli sugli illeciti fiscali internazionali hanno portato alla luce attività estere e trasferimenti non dichiarati per oltre 7,5 miliardi di euro.
(Agenzia delle Entrate, comunicato del 30 giugno 2011)
Basta carta per le richieste di servizi Inps. Già 1,5 milioni di domande ricevute online.
Si completa il programma di telematizzazione dei servizi Inps: il presidente dell’Istituto, Antonio Mastrapasqua, ha firmato la determinazione con cui si dispone il completamento dell’operazione entro il 31 luglio 2012.
“L’obiettivo in realtà è persino più ambizioso – commenta il presidente Mastrapasqua – entro il prossimo mese di marzo tutte le istanze e le richieste di servizio da indirizzare all’Inps dovranno viaggiare senza carta.
Questo non vuol dire solo tramite il sito web istituzionale (www.inps.it), ma anche attraverso il canale telefonico (al numero verde 803.164) e con l’ausilio degli intermediari autorizzati (consulenti del lavoro, patronati, ecc.).
Da aprile a luglio saranno possibili solo le code necessarie al periodo transitorio di un’operazione che consentirà a tutti i cittadini di evitare di andare allo sportello delle sedi, se non per ricevere atti di tipo consulenziale, ad alto valore aggiunto”.
L’operazione di telematizzazione “esclusiva” (cioè stop alle domande in formato
cartaceo) è già stata avviata all’inizio di quest’anno.
Nei primi sei mesi del 2011 sono già state inviate oltre un milione e mezzo di domande online (oltre al web, anche via telefono) per richiedere i servizi e le prestazioni Inps.
In particolare più di 500mila domande di disoccupazione sono ormai transitate senza carta. Allo stesso modo, cioè via web o telefono, sono state registrate quasi 70mila neoiscrizioni alla Gestione separata, più di 15mila domande per indennità di mobilità, e oltre 11mila ricorsi.
“Si tratta di un modo per essere sempre più vicini ai cittadini, attraverso modalità più semplici, senza muoversi da casa o dall’ufficio – aggiunge il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – d’altronde sono ormai quasi sette milioni gli italiani che si sono dotati di un Pin (il numero di codice personale che consente le operazioni in remoto), e il 25% di questi sono ultrasessantacinquenni.
Il digital divide non segue le logiche che ci si aspetta: anche i meno giovani sono ormai abituati ad operare in via telematica. Si tratta comunque di una transizione progressiva, che integrerà sempre l’opera degli intermediari e del telefono al canale web”.
La tabella dei servizi a domanda esclusivamente telematizzata che si aggiungeranno a quelli già in essere ad oggi (domanda di disoccupazione, mobilità, ricorsi, accentramento contributivo, variazioni colf, iscrizione alla gestione separata) sarà pubblicata nelle prossime settimane sulla Gazzetta Ufficiale, ma sarà disponibile nel frattempo sul sito istituzionale dell’Inps. Trimestralmente sarà monitorata l’attività relativa all’utilizzazione esclusiva del canale telematico.
(Inps, comunicato del 29 giugno 2011)
L’Inps, con il messaggio n. 13753 del 30 giugno 2011 ha istituito un nuovo codice per la compilazione delle denunce e-mens dei collaboratori a partire da luglio 2011.
L’art. 39 della Legge 4 novembre 2010, n. 183 (circolare Inps n. 71/2011), ha stabilito che l’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate sui compensi dei collaboratori coordinati e continuativi e a progetto configura nei confronti dei committenti il reato di illecito penale, come già avviene per i datori di lavoro subordinato.
I lavoratori interessati dalla norma sono tutti gli appartenenti alle categorie indicate all’art. 50, c. 1, lettera c-bis) del TUIR, quindi anche gli amministratori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica.
Al fine di individuare gli amministratori che alla data di scadenza del versamento contributivo omesso avevano la responsabilità legale di tale adempimento e nei cui confronti si verifica la coincidenza tra la figura del committente e quella del collaboratore, è stato istituito il codice <Tipo Rapporto> 1E “Amministratore e legale rappresentante in carica”.
Diversamente, per gli altri amministratori che non rivestono la carica di legale rappresentante, dovrà continuare ad essere utilizzato il codice tipo rapporto 1A.
Il valore 1E è obbligatorio a partire dalle denunce di competenza luglio 2011 e deve essere utilizzato per dichiarare i dati relativi ad un amministratore che rivesta nello stesso momento la carica di legale rappresentante.
Il nuovo valore non può essere utilizzato per denunce precedenti anche se relative a periodi in cui la norma era già entrata in vigore (competenza novembre 2010).
(Inps, messaggio n. 13753 del 30 giugno 2011)
Tag Accertamenti esecutiviContribuenti minimi (ante 2014)Spesometro