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Timestamp: 2017-05-29 20:49:52+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 81', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

Giurisprudenza di Merito – Page 5 – Law Office
Category: Giurisprudenza di Merito 04Aug2014
Meno di 10.000 €? L’omesso versamento ritenute Inps non è reato.
categories: Diritto Tributario, Giurisprudenza di Merito, Inps - diritto Previdenziale
Il Tribunale di Asti – sezione penale – con sentenza del 27 giugno 2014 – ha statuito che lL’omesso versamento di ritenute previdenziali per importi inferiori a 10.000 euro per ciascun periodo di imposta non è previsto dalla legge come reato. Nel caso trattato era considerato il comportamento del legale rappresentante di una ditta che ha omesso di di versare a favore dell’INPS le somme trattenute sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti, il che gli valse l’imputazione per il reato contestato di cui all’art. 81 c.p. (concorso formale) e dall’art. 2 del D.L. n. 463/1983 (omesso versamento ritenute Inps; e successive modifiche). Secondo il giudice di merito, il reato ascritto non costituisce più reato, alla luce dell’apprezzamento sistematico e congiunto della più recente giurisprudenza della Corte Costituzionale nonché dei recenti interventi normativi; la Consulta, con sentenza 19 maggio 2014, n. 139, intervenuta sulla questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 1-bis, D.L. 463/1983, ha sottolineato l’utilità, del principio generale di necessaria offensività della condotta, con conseguente esclusione della responsabilità penale a condotte apparentemente tipiche quando, avuto riguardo alla ratio della norma incriminatrice, risultino in concreto prive di significato lesivo.
A ciò si aggiunge che l’art. 2 della L. 67/2014 conferisce delega al Governo per la riforma della disciplina sanzionatoria, e nello specifico per trasformare in illecito amministrativo il reato di cui all’art. 2, comma 1-bis, D.L. 463/1983, convertito con modificazioni dalla L. 638/1983, sempre che l’omesso versamento non ecceda il limite complessivo di 10.000 euro annui. Secondo il Tribunale, se la legge delega non ha provveduto ad una formale depenalizzazione dell’art. 2 D.L. 463/1983, “possiede tuttavia con certezza l’attitudine ad orientarne l’interpretazione e, più in particolare, a completare il contenuto precettivo di quanto affermato dal giudice delle leggi“.