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Timestamp: 2017-05-22 17:25:24+00:00
Document Index: 168308609

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 13', 'art. 2409', 'art. 2', 'art. 35', 'art.\n23', 'art. 6']

IVA clienti in Fallimento o in Concordato - Fisco e Conti
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L’UTILIZZO DEL CREDITO IVA 2014-2015
Come noto, la compensazione c.d. “orizzontale” del credito IVA annuale o
trimestrale, nel mod. F24, per importi superiori a € 10.000 annui, può essere effettuata dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale o dell’istanza
La compensazione c.d. “verticale”, ossia la compensazione del credito in sede di versamento periodico / in
acconto / a saldo IVA non è soggetta ad alcuna limitazione.
Come precisato dall’Agenzia
delle Entrate nella Circolare 15.1.2010, n. 1/E, costituisce compensazione “orizzontale”
la compensazione che necessariamente deve essere
esposta nel mod. F24, ossia la compensazione del credito IVA con imposte, contributi,
premi o altri versamenti diversi dall’IVA dovuta a saldo, acconto e versamento periodico.
L’utilizzo del credito IVA
nel mod. F24 con l’imposta dovuta a saldo, acconto e versamento poiché “configura, di fatto, solo una diversa modalità di esercitare la detrazione dell’eccedenza IVA a credito”, non identifica una compensazione “orizzontale” in quanto può
essere evidenziata nella dichiarazione IVA annuale.
Nella Circolare 3.6.2010,
n. 29/E, la stessa Agenzia ha aggiunto che “le
compensazioni che non soggiacciono alle limitazioni … sono esclusivamente quelle utilizzate per il pagamento di un debito della medesima imposta, relativo ad un periodo successivo
rispetto a quello di maturazione del credito”.
Nel caso, ad esempio, del
saldo IVA a debito 2011 (codice tributo 6099) compensato con il credito IVA primo trimestre 2012
(codice tributo 6036), il credito è relativo ad un periodo successivo a quello del debito da “estinguere”.
Considerato che “per tale tipo di
compensazioni non esiste la possibilità di esposizione in dichiarazione” le stesse “devono necessariamente essere
eseguite tramite modello F24”. Tali compensazioni “rilevano ai fini del
raggiungimento dei limiti di compensabilità di 10.000 e 15.000 euro”.
Per opposti motivi, non
concorre al raggiungimento dei predetti limiti l’utilizzo in compensazione, tramite
mod. F24, del credito 2011 (codice tributo 6099, anno di riferimento 2011) per il
pagamento del saldo annuale relativo al 2012 (codice tributo 6099, anno di riferimento 2012).
Tale forma di “detrazione” trova infatti esposizione nel quadro VL del mod. IVA 2013. Va evidenziato che per
poter compensare il credito IVA annuale per importi
superiori a € 15.000
annui è richiesto il rilascio del visto
di conformità da parte di un soggetto abilitato.
CASO A – UTILIZZO PARI O INFERIORE A € 10.000
In presenza di un credito
IVA 2011 di importo pari o inferiore a € 10.000 non è prevista alcuna
limitazione alla
compensazione, ovvero sono applicabili le ordinarie regole previste per la
tributari / previdenziali.
CASO B – UTILIZZO SUPERIORE A € 10.000
Le limitazioni in esame
sono riferite all’importo del credito IVA 2011 utilizzato in
e non all’ammontare complessivo risultante dalla dichiarazione
Così, ad esempio, in presenza
di un credito IVA 2011 pari a € 50.000, lo stesso può essere utilizzato in compensazione “orizzontale” senza la necessità di presentare la
dichiarazione annuale fino all’ammontare di € 10.000. Raggiunto il predetto limite, ogni ulteriore compensazione può avvenire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione del mod. IVA 2012. Nel caso in cui il contribuente intenda compensare somme superiori a € 15.000,
la dichiarazione dovrà
inoltre essere dotata del visto di conformità. UTILIZZO DEL CANALE TELEMATICO PER I MODD. F24
Per la compensazione del
credito IVA di importo superiore a € 10.000 è necessario utilizzare i servizi telematici messi a
disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline). Per la compensazione del credito
IVA per importi superiori ad € 10.000 annui il mod. F24 va inviato all’Agenzia delle Entrate almeno 10 giorni dopo la presentazione della dichiarazione.
I contribuenti che
intendono utilizzare in compensazione il credito IVA possono presentare “in via anticipata” la dichiarazione in forma autonoma, a decorrere dall’1.2 di ciascun anno. Ciò è consentito anche nel caso
in cui l’importo del credito risultante dalla dichiarazione IVA sia inferiore o pari a € 10.000.
La compensazione del
credito IVA 2011 per importi superiori a € 10.000 è possibile a decorrere dal giorno 16 del mese
successivo a quello di presentazione del mod. IVA 2012.
I contribuenti possono in
ogni caso presentare la dichiarazione IVA all’interno del mod. UNICO fermo restando l’obbligo
di dover attendere la presentazione prima di poter
utilizzare in compensazione il credito IVA per importi superiori a € 10.000
Prevedendo utilizzi
superiori a € 15.000 alla dichiarazione IVA deve essere apposto il visto di conformità, ovvero la
sottoscrizione della dichiarazione anche da parte dell’organo di controllo attestante l’esecuzione
dei controlli di cui all’art. 2, comma 2, DM n. 164/99.
presenta la dichiarazione annuale senza il visto di conformità, per il quale l’utilizzo del
credito in compensazione è ammesso fino a € 15.000, può comunque modificare la propria scelta presentando una dichiarazione correttiva “nei
termini” / integrativa, completa del
visto al fine di poter compensare un importo superiore.
ESONERO PRESENTAZIONE DELLA COMUNICAZIONE DATI IVA
Va evidenziato che i
contribuenti che presentano il mod. IVA 2012 in forma
autonoma entro febbraio, sono esonerati dalla presentazione dalla Comunicazione dati IVA relativa al 2011.
L’UTILIZZO DEL RESIDUO CREDITO IVA 2010
Il residuo credito IVA
2010 risultante dal mod. IVA 2011 può essere utilizzato nel 2012 senza alcun “limite” fino a quando non confluirà nel mod. IVA 2012. Infatti è da tale
momento che il credito IVA è riferibile
al 2011. Ciò trova applicazione fino all’importo di € 15.000 per il credito IVA 2010 non “certificato”, mentre “senza limiti” per il credito IVA 2010 “certificato”.
Così, ad esempio, in
presenza di un credito IVA 2010 pari a € 80.000 “certificato” nel mod. IVA 2011, utilizzato nel 2011
per € 65.000, nel 2012 il contribuente potrà utilizzare “senza limiti” il residuo importo di €
15.000 fino alla presentazione del mod. IVA 2012.
Analogamente per i crediti
trimestrali relativi al 2011 risultanti dai modd. IVA TR presentati nel corso dello stesso anno.
In merito al regime
sanzionatorio nella citata Circolare n. 1/E l’Agenzia delle Entrate specifica
che è applicabile la sanzione del 30%, prevista nel caso di omesso versamento ex
art. 13, D.Lgs. n. 471/97, alle seguenti
⇒ compensazione di crediti
di ammontare superiore a € 10.000, senza che sia stata presentata preventivamente la dichiarazione IVA annuale;
⇒ compensazione
di crediti di ammontare superiore a € 15.000, senza che sia stato apposto il visto di conformità sulla dichiarazione.
Si ipotizzi la seguente
Credito IVA 2011 € 11.000
⇒ di cui destinato alla
compensazione “orizzontale” € 7.000
In tale situazione al
contribuente non sono applicabili le limitazioni previste per la compensazione “orizzontale”
del credito IVA 2011. In particolare non è richiesta la preventiva presentazione
del mod. IVA 2012.
Credito IVA 2011 € 13.000
compensazione “orizzontale” € 12.000
Nella situazione sopra
prospettata il contribuente è libero di compensare il credito IVA
2011 fino a € 10.000. Per
la compensazione “orizzontale” dell’ulteriore credito a
disposizione è necessario
presentare preventivamente il mod. IVA 2012.
2011 è così individuato:
 dall’1.1.2012 per importi
fino a € 10.000;
 se la dichiarazione IVA
relativa al 2011 è presentata entro il 29.2.2012, l’utilizzo di € 2.000 (eccedenza del
limite di € 10.000) è possibile dal 16.3.2012;
relativa al 2011 è presentata dall’1.3 al 31.3.2012, l’utilizzo di € 2.000 (eccedenza del
limite di € 10.000) è possibile dal 16.4.2012;
 e così via.
Entratel/Fisconline per i modd. F24:
 SI per gli utilizzi
eccedenti € 10.000;
 “suggerito” anche per gli
utilizzi fino a € 10.000.
Credito IVA 2011 € 30.000
compensazione “orizzontale” € 21.000
di cui all’esempio n. 3 va tenuto presente che il contribuente deve richiedere l’apposizione
del visto di conformità per poter utilizzare in compensazione “orizzontale”
il credito IVA 2011 per importi superiori a € 15.000.
relativa al 2011 è presentata entro il 29.2.2012, l’utilizzo di € 11.000 (eccedenza del
relativa al 2011 è presentata dall’1.3 al 31.3.2012, l’utilizzo di € 11.000 (eccedenza del
Credito IVA 2011 € 40.000
compensazione “verticale” (IVA da IVA) € 40.000
Nel caso prospettato
avendo deciso di utilizzare il credito IVA 2011 in sede di liquidazioni IVA
periodiche, ancorché tramite la presentazione del mod. F24, non sono applicabili le limitazioni
per la compensazione del credito IVA 2011.
Credito IVA 2010 € 70.000
⇒ di cui utilizzato in
compensazione “orizzontale” nel 2011 € 38.000
Nel caso prospettato il
credito IVA 2010 è stato “certificato” nel mod. IVA 2011 e pertanto è possibile utilizzarlo nel
2012 fino a quando non viene fatto confluire nel mod. IVA 2012,
ossia fino a quando non
viene “rigenerato” quale credito IVA 2011 (l’ammontare del credito IVA 2010 utilizzabile “senza
limiti” nel 2012 è pari a € 32.000). A questo punto le limitazioni
all’utilizzo del credito
IVA saranno riferite all’importo risultante dal mod. IVA 2012.
Credito IVA 2010 € 20.000
compensazione “orizzontale” nel 2011 € 11.000
credito IVA 2010 non è stato “certificato” nel mod. IVA 2011 e pertanto è possibile
utilizzarlo “liberamente” nel 2012 fino a quando non viene raggiunto il limite di € 15.000 e
fino a quando non viene fatto uonfluire nel mod. IVA 2012, ossia finché non viene “rigenerato”
quale credito IVA 2011 (l’ammontare del credito IVA 2010
utilizzabile “senza limiti”
nel 2012 è pari a € 4.000). A questo punto le limitazioni
IL VISTO DI CONFORMITÀ DEL MOD. IVA 2012
Come sopra accennato la
compensazione del credito IVA annuale nel mod. F24 per importi superiori a € 15.000 annui necessita del rilascio del visto di
conformità da
parte di un soggetto abilitato.
assoggettate al controllo contabile ex art. 2409-bis, C.c., il visto di
conformità può essere sostituito
dalla sottoscrizione della dichiarazione oltre che dal rappresentante legale
della società anche dal soggetto che esercita il controllo contabile attestante
l’esecuzione dei controlli previsti per il rilascio del visto di cui all’art. 2, comma
locali l’Agenzia delle Entrate nella Risoluzione 17.9.2010, n. 90/E
ha riconosciuto che “la sottoscrizione della dichiarazione da parte del Collegio dei revisori di cui all’articolo 234 del
TUEL sottenda la stessa tipologia di controlli e, conseguentemente, abbia la stessa valenza
giuridica del visto di conformità previsto dall’articolo 35, comma 1, lettera a), del D.Lgs. n. 241 del 1997”.
SOGGETTI CHE POSSONO RILASCIARE IL VISTO DI CONFORMITÀ
I soggetti che possono
rilasciare il visto di conformità in esame sono espressamente individuati dall’art. 35, D.Lgs. n.
241/97, ossia:
 dottore commercialista / esperto contabile;
 consulente del lavoro;
 perito / esperto tributario iscritto alla data del 30.9.93 nei relativi ruoli tenuti
presso la CCIAA in possesso della laurea in giurisprudenza o
economia, o equipollenti, ovvero del diploma di
abilitato alla
 responsabile dell’assistenza fiscale di un CAF imprese.
Per poter apporre il visto
di conformità devono essere soddisfatte le condizioni di seguito esaminate.
1. Tenuta contabilità e predisposizione
devono essere tenute e la dichiarazione deve essere predisposta dal soggetto
che appone il visto.
Come disposto dall’art.
23, DM n. 164/99, e confermato dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare
23.12.2009, n. 57/E, le
scritture contabili si intendono tenute e la dichiarazione si intende
predisposta dal
professionista abilitato anche quando sono tenute /
 direttamente dal contribuente;
 da una società di servizi di cui uno o più professionisti posseggano
del capitale sociale;
a condizione che tali
attività siano eseguite sotto il diretto
controllo e la responsabilità del
Si rammenta che nella
citata Circolare n. 57/E, l’Agenzia delle Entrate consente al contribuente di “rivolgersi a un CAF-imprese o a un professionista abilitato all’apposizione
del visto”,
nel caso in cui le scritture contabili siano tenute da un soggetto che non può
apporre il visto di conformità.
contribuente dovrà fornire al CAF imprese o al professionista abilitato la documentazione necessaria
per consentire agli stessi di effettuare la verifica della conformità dei dati esposti o da esporre
Con riguardo alle società di servizi, l’Agenzia nella Circolare 12.3.2010, n. 12/E precisa che:
1. in presenza di più di 2
soci “tenuto conto che nessuno dei
soci potrebbe possedere la maggioranza assoluta, la orma prevede la possibilità che la
stessa sia posseduta da più professionisti che siano abilitati all’apposizione del visto di conformità”;
2. il requisito del
possesso della maggioranza assoluta del capitale sociale da parte dei professionisti abilitati “deve sussistere per l’intero
periodo d’imposta e fino al rilascio del visto”. In mancanza di tale requisito temporale si configura un’ipotesi
di tenuta delle scritture contabili da parte di un soggetto non abilitato al rilascio del visto con
conseguente possibilità, per il
contribuente, di rivolgersi ad un CAF imprese ovvero ad un professionista abilitato.
2. Possesso polizza assicurativa
Il professionista che
intende rilasciare il visto di conformità deve sottoscrivere una polizza assicurativa al fine di garantire il completo risarcimento dell’eventuale
danno arrecato al contribuente, anche di minima entità. A tal fine:
assicurativa deve riferirsi alla prestazione dell’assistenza fiscale senza alcuna
limitazione della garanzia ad un solo specifico modello di
2. il massimale della
polizza, come previsto dall’art. 6, DM n. 164/99, deve essere adeguato al numero dei contribuenti assistiti, nonché al numero dei visti di conformità, delle asseverazioni e delle certificazioni tributarie rilasciati, e comunque, non deve essere inferiore a € 1.032.913,80;
assicurativa non deve contenere franchigie o
scoperti, salvo il caso in cui la società assicuratrice si impegni espressamente a risarcire il
terzo danneggiato, riservandosi la facoltà di
rivalersi successivamente sull’assicurato per l’importo rientrante in franchigia;
4. la polizza assicurativa
deve prevedere, per gli errori commessi nel periodo di validità della polizza stessa, il totale
risarcimento del danno denunciato nei 5 anni successivi alla
scadenza del contratto, indipendentemente dalla causa che ha determinato la cessazione
del rapporto assicurativo.
svolge l’attività in uno studio associato può utilizzare la polizza assicurativa stipulata
dallo studio per i rischi professionali a condizione che la stessa preveda un’autonoma copertura per l’attività di assistenza fiscale
con l’indicazione dei professionisti abilitati e rispetti le sopra citate condizioni.
3. Comunicazione preventiva alla DRE
Il professionista deve presentare alla competente Direzione Regionale delle
Entrate una specifica comunicazione al
fine di essere iscritto nell’apposito
elenco dei soggetti abilitati al rilascio del visto di
delle Entrate nel Comunicato stampa 24.2.2010:
“tutti i soggetti richiedenti, purché in possesso dei requisiti previsti, saranno inseriti nell’elenco centralizzato dei soggetti
abilitati all’apposizione del visto di conformità a decorrere dalla data della comunicazione”.
L’iscrizione nell’elenco,
come peraltro già chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella citata Circolare n. 57/E, è effettuata con effetto retroattivo, ossia con valenza dalla
data di presentazione della comunicazione alla DRE.