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Timestamp: 2020-08-09 09:39:07+00:00
Document Index: 69340186

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 39', 'art. 360', 'art. 7', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 337', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art. 337', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9']

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 febbraio 2019, n. 5398 - Il procedimento di "revisione parziale del classamento" di cui all'art. 1, comma 335, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 resta soggetto alle medesime regole dettate ai fini della "revisione del classamento" dell'art. 9 del d. P.R. 23 marzo 1998, n. 1238 - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 febbraio 2019, n. 5398 – Il procedimento di “revisione parziale del classamento” di cui all’art. 1, comma 335, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 resta soggetto alle medesime regole dettate ai fini della “revisione del classamento” dell’art. 9 del d. P.R. 23 marzo 1998, n. 1238
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CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 febbraio 2019, n. 5398
Accertamento – Immobili – Rendita catastale – Microzona – Riclassamento – Processo
E.T. è rimasta intimata.
che, col primo, l’Agenzia assume la violazione e falsa applicazione dell’art. 39 del D. Lgs. n. 546/1992, in relazione all’art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c., giacché la C.T.R. avrebbe erroneamente omesso di disporre la sospensione per pregiudizialità del processo, stante la pendenza di un giudizio avanti il Consiglio di Stato, riguardante la revisione di classamento di unità immobiliari nelle microzone 1 e 2 di Lecce; che, col secondo motivo, si lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 7 I. 212/2000; che, col terzo motivo, si deduce violazione e falsa applicazione dell’art. 1, comma 335, della legge n. 311/2004, avendo la C.T.R. mancato di considerare che la norma in questione sarebbe volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni, garantendo l’equità fiscale tra i cittadini all’interno di uno stesso Comune e, dunque, avrebbe consentito una revisione generalizzata dei classamenti degli immobili di proprietà.
La sentenza impugnata è stata pubblicata il 7 febbraio 2017, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 156/2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria ex art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337, comma 2, c.p.c. che, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (Cass. Sez. 6-5. n. 29553 del 11/12/2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 comma 2 c.p.c., resta il fatto che tale articolo non obbliga il giudice a procedere alla sospensione.
Il secondo motivo, nella specie violazione e falsa applicazione dell’art. 7 I. 212/2000, ed il terzo motivo, col quale si deduce violazione e falsa applicazione dell’art. 1, comma 335, della legge n. 311/2004, sono infondati.
Il procedimento di “revisione parziale del classamento” di cui all’art. 1, comma 335, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, non essendo diversamente disciplinato se non in relazione al suo presupposto fattuale, e cioè l’esistenza di uno scostamento significativo del rapporto tra valori medi della zona considerata e nell’insieme delle microzone comunali, resta soggetto alle medesime regole dettate ai fini della “revisione del classamento” dell’art. 9 del d. P.R. 23 marzo 1998, n. 1238, sottraendone l’attuazione alla piena discrezionalità dell’amministrazione competente. In virtù di ciò, ne consegue che suddetta procedura non può sottrarsi dall’applicazione dei parametri previsti in via ordinaria, tutti incidenti complessivamente e comparativamente nella qualificazione della stessa. Pertanto, non può ritenersi motivato congruamente il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, allorché non siano evincibili, in concreto, gli elementi che hanno inciso sul provvedimento di riclassamento (Cass., sez. 5, n. 22900 del 29/09/2017).