Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/collegio
Timestamp: 2018-03-25 03:39:02+00:00
Document Index: 166136248

Matched Legal Cases: ['art. 2477', 'art. 2477', 'art. 2435', 'art. 2377', 'art. 2543', 'art. 2477', 'art. 2477']

Collegio – La Legge per tutti
Che significa? Collegio
Collegio (t. gen.): È un insieme di persone fisiche, cui sono attribuiti poteri uguali, e che svolge le sue funzioni unitariamente, decidendo o deliberando insieme.
La riunione del collegio avviene su convocazione del Presidente, e relativamente ad un ordine del giorno prefissato e preventivamente comunicato a tutti i membri.
Per l’adozione di delibere legittime, è richiesto un quorum [vedi], cioè la presenza di un certo numero, variabile a seconda dei casi, di componenti del collegio.
Collegio elettorale (d. pub.) [vedi Sistemi elettorali].
Collegio giudicante (d. proc.)
Organo che esercita la funzione giudicante; la sua composizione varia a seconda dei casi (es.: il Tribunale e la Corte d’appello, sia in sede civile che in sede penale, giudicano col numero invariabile di tre votanti; la Corte d’Assise col numero invariabile di otto votanti; ciascuna sezione della Corte di Cassazione giudica col numero invariabile di cinque votanti, mentre le Sezioni Unite giudicano col numero di nove votanti). Uno dei componenti del collegio svolge le funzioni di presidente.
Occorre segnalare che, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 19-2-1998, n. 51, con la soppressione della Pretura, il Tribunale giudica col numero invariabile di tre votanti solo in alcuni casi tassativamente determinati; fuori dai casi riservati alla decisione collegiale, il Tribunale è costituito da un magistrato in funzione di giudice unico, con tutti i poteri del collegio [vedi Giudice unico].
Collegio sindacale (d. comm.)
È l’organo di controllo interno delle società per azioni [vedi] che abbiano optato per il sistema di amministrazione «tradizionale». Ad esso è demandato il compito di vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto, nel rispetto dei principi di corretta amministrazione e, in particolare, sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento.
Esso è composto da tre o cinque membri effettivi, soci o non soci, e due supplenti. I componenti del collegio per il primo periodo sono nominati nell’atto costitutivo; quelli successivi dall’assemblea ordinaria.
Almeno un membro effettivo e uno supplente devono essere scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori legali dei conti. Gli altri membri saranno scelti tra professori universitari di ruolo in materie giuridiche ed economiche e iscritti ad albi professionali.
Una particolare disciplina è prevista per le società a responsabilità limitata [vedi] oggetto, tra l’altro, di una recente riforma ad opera del D.L. 91/2014 (cd. decreto competitività), conv. in L. 116/2014. È stata abolita, infatti, la norma (contenuta nel 2° comma dell’art. 2477) per la quale la funzione di controllo (non la nomina del collegio sindacale o del sindaco unico o del revisore) dovessero essere attivate una volta che il capitale sociale avesse raggiunto la soglia minima prevista per costituire una società per azioni. In pratica, se la s.r.l. posizionava il suo capitale sociale a 120.000 euro (oppure a livelli superiori), doveva procedersi alla nomina dell’organo di controllo.
Ora, invece (in correlazione con la diminuzione del capitale sociale minimo della s.p.a. a 50.000 euro) scompare ogni correlazione tra capitale sociale della s.r.l. e obbligo di attivazione della funzione di controllo.
Rimangono invariati gli altri casi di nomina obbligatoria previsti dal 3° co. dell’art. 2477, per cui l’organo di controllo della s.r.l. dovrà, d’ora innanzi, essere nominato solo se: per due esercizi consecutivi, siano stati superati due dei limiti indicati all’art. 2435bis c.c. ai fini della redazione del bilancio in forma abbreviata; la società sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato; la società controlla altre società sottoposte obbligatoriamente alla revisione legale dei conti.
Il collegio, in particolare, controlla l’attività degli amministratori, assistendo alle riunioni del consiglio di amministrazione e chiedendo eventualmente agli amministratori informazioni circa il loro operato. Controlla, inoltre, l’attività dell’assemblea, assistendo alle adunanze ed avendo ogni sindaco la facoltà di impugnare le deliberazioni prese in difformità della legge o dell’atto costitutivo (art. 2377 c.c.).
Per verificare l’esistenza dell’obbligo di nomina del collegio nelle cooperative è necessario far riferimento al primo comma dell’art. 2543 c.c., indipendentemente dalla forma sociale adottata dalla società. Tale norma dispone che la nomina del collegio è obbligatoria nei casi previsti dal secondo e terzo comma dell’art. 2477 c.c. (casi in cui la nomina è obbligatoria nelle s.r.l., tenendo conto, però, dell’abrogazione del 2° comma dell’art. 2477 ad opera del D.L. 91/2014).
Ancora, sussiste l’obbligo di nomina del collegio quando la società emetta strumenti finanziari non partecipativi.
I sindaci sono personalmente responsabili nei confronti della società per negligenza nell’adempimento dei loro doveri; per falsità nelle attestazioni; per violazione del segreto di ufficio. Nei confronti dei creditori sociali sono invece responsabili per l’inosservanza degli obblighi inerenti la conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. Essi, inoltre, sono solidalmente responsabili con gli amministratori per i fatti e le omissioni da questi ultimi compiuti, qualora il danno avrebbe potuto evitarsi con la loro vigilanza.