Source: https://www.laleggepertutti.it/287599_amministratore-condominio-appropriazione-indebita-ultime-sentenze
Timestamp: 2020-07-09 01:53:42+00:00
Document Index: 180810808

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1129', 'art. 646', 'art. 120']

Amministratore condominio, appropriazione indebita: ultime sentenze
Buchi nel bilancio dovuti all’amministratore; mancata restituzione della documentazione contabile; utilizzo degli incassi di un condominio per coprire le perdite di un altro: tutti i casi in cui è possibile denunciare l’amministratore.
1 Quando l’amministratore di condominio risponde di appropriazione indebita
2 Commette appropriazione indebita l’amministratore di condominio che trasferisce su suo conto le somme depositate da inquilini
3 Delitto solo dopo la cessazione del mandato
4 Quando si consuma il delitto di appropriazione indebita dell’amministratore di condominio?
5 È responsabile di appropriazione indebita l’ex amministratore condominiale che non consegna la documentazione contabile
6 Chi può denunciare l’amministratore per appropriazione indebita?
Quando l’amministratore di condominio risponde di appropriazione indebita
L’articolo 1123 del Codice civile stabilisce i criteri di ripartizione delle spese condominiali e l’articolo 63 delle Disposizioni di attuazione afferma che l’amministratore, sulla base dello stato di ripartizione approvato dall’assemblea, senza autorizzazione assembleare, può ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, nonostante l’eventuale opposizione. Quindi, per comporre lo stato di ripartizione spese l’amministratore deve redigere il bilancio consuntivo delle spese sostenute che deve essere approvato dall’assemblea. A tale riguardo è necessario che le poste contabili ivi indicate siano vere, altrimenti l’amministratore condominiale risponde del reato di appropriazione indebita, se ingiustificatamente si impossessa del denaro indebitamente ottenuto e non adeguatamente giustificato.
Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza 13 marzo 2019 n. 10968
Nel reato di appropriazione indebita, nel quale viene data alla res una destinazione incompatibile con il titolo e con le ragioni che ne giustificano il possesso, a nulla rileva la volontà di restituire ciò di cui ci si è appropriati a meno che tale volontà si manifesti al momento dell’abuso del possesso e sia accompagnata dalla certezza della restituzione. Tali condizioni non appaiono dimostrate nel caso dell’appropriazione indebita di somme del condominio da parte dell’amministratore, poi cessato dalla carica, permanendo gli ammanchi nelle casse condominiali e la presenza di posizioni debitorie del condominio al momento della cessazione dell’incarico.
Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza 27 maggio 2019 n. 23182
L’amministratore di più condominii che, senza autorizzazione, faccia confluire i saldi dei conti attivi dei singoli condominii su un unico conto di gestione, a lui intestato, risponde del reato di appropriazione indebita, a prescindere dalla destinazione finale del saldo cumulativo a esigenze personali dell’amministratore o a esigenze dei condominii amministrati, in quanto tale condotta comporta di per sé la violazione del vincolo di destinazione impresso al denaro al momento del suo conferimento.
Corte di cassazione, sezione II penale, sentenza 19 dicembre 2018 n. 57383
Commette il delitto di appropriazione indebita l’amministratore di condominio che, anziché dare corso ai propri obblighi, si appropri delle somme a lui rimesse dai condòmini, utilizzandole per scopi diversi ed incompatibili con il mandato ricevuto e coerenti, invece, con finalità personali. (Fattispecie nella quale la somma versata dai condòmini per le spese del servizio di teleriscaldamento era stata utilizzata e prelevata uti dominus dall’amministratore, allo scopo di coprire le perdite che si erano verificate in altro condominio da lui gestito).
Cassazione penale sez. II, 31/05/2017, n.31322
Commette appropriazione indebita l’amministratore di condominio che trasferisce su suo conto le somme depositate da inquilini
Integra il reato di appropriazione indebita la condotta dell’amministratore di condominio che trasferisce sul proprio conto corrente le somme depositate dagli inquilini per ottenere un tasso di interesse migliore. Lo precisa la Cassazione che non accoglie il ricorso dell’amministratore secondo cui la somma sottratta, pur non essendo destinata a fare fronte a spese condominiali, era stata depositata su altro conto a titolo di investimento nell’interesse esclusivo del condominio amministrato.
Cassazione penale sez. II, 25/05/2016, n.33547
Delitto solo dopo la cessazione del mandato
L’utilizzo delle somme versate nel conto corrente da parte dell’amministratore durante il mandato non profila l’interversione nel possesso che si manifesta e consuma soltanto quando terminato il mandato le giacenze di cassa non vengano trasferite al nuovo amministratore con le dovute conseguenze in tema di decorrenza dei termini di prescrizione. E difatti avendo l’amministratore la detenzione nomine alieno delle somme di pertinenza del condominio sulle quali opera attraverso operazioni in conto corrente, solo al momento della cessazione della carica si può profilare il momento consumativo dell’appropriazione indebita poiché in questo momento rispetto alle somme distratte si profila l’interversione nel possesso.
Cassazione penale sez. II, 11/05/2016, n.27363
Quando si consuma il delitto di appropriazione indebita dell’amministratore di condominio?
Integra il reato di appropriazione indebita la condotta dell’amministratore di condominio che rifiuti o ritardi la riconsegna annuale exart. 1129 c.c. delle somme detenute per conto di ciascun condominio, allorquando tale condotta sia finalizzata al conseguimento di profitto ingiusto, conseguendone che il reato di appropriazione indebita dell’amministratore si consuma in corrispondenza di tale termine, con cadenza annuale, senza che assuma alcuna rilevanza l’evenienza che le persone offese abbiano avuto conoscenza della condotta appropriativa solo a distanza di molto tempo.
Cassazione penale sez. II, 06/02/2018, n.21011
Il delitto di appropriazione indebita è reato istantaneo che si consuma con la prima condotta appropriativa, e cioè nel momento in cui l’agente compia un atto di dominio sulla cosa con la volontà espressa o implicita di tenere questa come propria. (Nella specie, la Corte ha ritenuto consumato il delitto di appropriazione indebita delle somme relative al condominio, introitate a seguito di rendiconti, da parte di colui che ne era stato amministratore, all’atto della cessazione della carica, momento in cui, in mancanza di restituzione dell’importo delle somme ricevute nel corso della gestione, si verifica con certezza l’interversione del possesso).
Cassazione penale sez. II, 20/06/2017, n.40870
È responsabile di appropriazione indebita l’ex amministratore condominiale che non consegna la documentazione contabile
La mancata consegna, da parte dell’ex amministratore condominiale resosi irreperibile, della documentazione contabile relativa alla propria gestione nelle mani del nuovo amministratore integra il reato di appropriazione indebita. Il delitto di cui all’art. 646 c.p. ha natura istantanea e si consuma con la prima condotta appropriativa, cioè nel momento in cui viene compiuto sulla cosa un atto di dominio accompagnato dalla volontà espressa o tacita di tenerla come propria. Nel caso di specie, la Corte d’appello ha confermato la condanna nei confronti di un amministratore di condominio che, appropriandosi indebitamente della documentazione inerente il condominio da lui precedentemente amministrato, non ha consentito agli amministratori subentranti di conoscere la situazione creditoriadebitoria dello stesso condominio.
Corte appello Palermo sez. IV, 06/06/2016, n.2774
Chi può denunciare l’amministratore per appropriazione indebita?
Il condominio non è un soggetto giuridico dotato di una personalità distinta da quella dei suoi partecipanti, ma uno strumento di gestione collegiale degli interessi comuni dei condomini attraverso il quale deve esprimersi la volontà di sporgere querela; ne consegue che la presentazione di quest’ultima, in relazione ad un reato commesso in danno al patrimonio condominiale, presuppone uno specifico incarico conferito all’amministratore dall’assemblea dei condomini. Tale situazione non esclude che il singolo condomino sia legittimato o meno a sporgere querela nei confronti dell’autore del reato commesso contro il condominio (nel caso di specie, si trattava di appropriazione indebita a carico dell’amministratore e, pertanto, tale indicato singolo diritto, viene riconosciuto, exart. 120 c.p., quando il condomino sia “persona offesa dal reato”).
Tribunale Pordenone, 06/03/2019
02/10/2019 alle 11:47
l’articolo è molto interessante una sola cosa non mi è chiara si configura appropriazione indebita se per esempio l’amministratore paga dal conto del codominio A un fornitore del Condominio B ma resosi conto dell’errore il condominio B 3/4 giorni dopo rende al condominio A la somma?