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Timestamp: 2017-08-18 20:22:09+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 231', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 115', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 51', 'art. 134', 'art. 135', 'art. 11', 'art. 51', 'art. 54', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 52', 'art. 133', 'art. 192']

Corso di formazione GEV - ppt scaricare
PubblicatoCelestina Del vecchio Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "Corso di formazione GEV"— Transcript della presentazione:
1 Corso di formazione GEV
2 polizia provinciale MB
Le GEV nell' ordinamento statale e regionale. Il Servizio di Vigilanza Ecologica Volontaria L.R. N° 9/2005. 3 marzo 2011 Romualdo Giovannoni commissario capo polizia provinciale MB
3 Di cosa parleremo stasera
Divideremo la nostra serata in due parti: LE GEV NELL’ORDINAMENTO LEGISLATIVO STATALE LE GEV NELL’ORDINAMENTO LEGISLATIVO REGIONALE Nel 1980 la Regione Lombardia istituì con una propria legge la figura del volontario, la GEV (acronimo di guardia ecologica volontaria), impegnata nella difesa del territorio. Tra i padri fondatori del Servizio GEV Lombardia mi segnalano il meteorologo Salvatore Furia, scomparso lo scorso 12 agosto a Varese all'età di 85 anni, e il dott. Franco Grassi. Come é accaduto in altri Settori, la Regione Lombardia ha preceduto il Legislatore nazionale e le altre Regioni nel delineare la figura del Servizio Vigilanza Volontaria Ecologica. Pertanto stasera faremo un percorso inverso, esponendo prima la vigente legislazione regionale, che delinea con precisione la figura della GEV, e poi passeremo ad inserire la figura della GEV nell’attuale ordinamento giuridico nazionale.
4 Ordinamento? Cos’è un ordinamento?
E’ il complesso di norme e di istituti vigenti in una determinata materia. La noma giuridica non nasce dal nulla. E’ prodotta da fatti o da atti, per cui si parla di : 1)Fonti-fatto : la consuetudine 2) Fonti-atto.
5 Le fonti dell’ordinamento giuridico
In un ordinamento giuridico le fonti del diritto non sono tutte di pari grado, ve ne sono alcune più importanti rispetto ad altre. Normalmente, per dare ordine alle fonti che coesistono e sono in vigore in uno Stato nello stesso momento, il criterio solitamente più utilizzato è quello della gerarchia delle fonti. In base a tale criterio le fonti si collocano su gradini diversi a seconda dell'importanza che viene loro riconosciuta.
6 Esistono 4 classici livelli gerarchici nell’ordinamento giuridico interno
I livello: Fonti costituzionali (Costituzione, leggi costituzionali e di revisione costituzionale); II livello: Fonti legislative, dette anche fonti primarie (leggi, decreti legge e decreti legislativi, leggi regionali); III livello: Fonti regolamentari, dette anche fonti secondarie (regolamenti del Governo, degli enti locali). IV livello; La consuetudine La fonte superiore prevale su quella inferiore e di conseguenza la fonte inferiore non può contraddire quelle superiori. In concreto questo significa che la fonte inferiore che abbia un contenuto contrario a quella superiore è da considerarsi invalida, perché affetta da un vizio e dovrà essere pertanto eliminata, abrogata dall'ordinamento o disapplicata.
7 Il diritto comunitario
Cassazione Penale In tema di gestione di rifiuti, al fine di delineare la nozione di rifiuto sussiste la necessità dell'applicazione immediata, diretta e prevalente, nell'ordinamento nazionale, dei principi fissati dai regolamenti comunitari e dalle sentenze della Corte europea di Giustizia, atteso che le decisioni della Corte di Giustizia, allorché l'esegesi del diritto comunitario sia incontrovertibile e la normativa nazionale ne appaia in contrasto, sono immediatamente e direttamente applicabili in sede nazionale sussistendo l'obbligo di non applicazione delle disposizioni nazionali in contrasto con quelle comunitarie provenienti da tali fonti. Sez. III, sent. n del (cc. del ), Gonzales (rv ).
8 La Comunità Economica Europea
9 Un discorso sui Tribunali
Per ogni tipo di giudizio sono assicurati tre gradi ( tribunale, corte d’appello, cassazione) Giustizia civile Giustizia penale Giustizia amministrativa: contro i verbali di accertamento di infrazione amministrativa è sempre ammesso il ricorso al TAR
10 Una figura antica e nuova
Consorzio Autonomo Guardie Campestri di Andria Guardia campestre del Comune di Ceriano Laghetto ed Uniti
11 Legge Regione Lombardia 28 febbraio 2005, n.9
Nuova disciplina del servizio volontario di vigilanza ecologica (GU ,serie Regioni, n. 20 del ) (Pubblicata nel 1° suppl. ord. al Bollettino ufficiale della Regione Lombardia n. 9 del 1° marzo 2005) come modificata dalla LEGGE REGIONALE 6 maggio 2008, n. 14 IL CONSIGLIO REGIONALE Ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Promulga la seguente legge:
12 NB:LEGENDA. le modifiche apportate sono messe tra asterichi
NB:LEGENDA * le modifiche apportate sono messe tra asterichi * Le parti abrogate sono state messe tra parentesi quadre [ ] ed ora una rapida carrellata sulla legge quadro regionale con un occhio a tre/quattro parole colorate per individuare meglio i tratti più caratteristici della figura della GEV. Ho voluto inoltre evidenziare la parte nuova della legge, aggiornando il testo della legge originaria. E’ una metodologia che ogni GEV dovrebbe adottare per tenersi aggiornata.
13 “Art. 1. Finalità del servizio volontario di vigilanza ecologica
La Regione riconosce la funzione del volontariato per la salvaguardia dell'ambiente e favorisce la partecipazione dei cittadini alla difesa del patrimonio naturale e paesistico, integrandone l'attività nel quadro delle pubbliche funzioni come membri del servizio volontario di vigilanza ecologica. 2. Il servizio volontario di vigilanza ecologica è istituito per favorire la formazione di una coscienza civica di rispetto e di interesse per la natura ed il territorio, per la loro tutela e per una razionale gestione delle risorse ambientali, da attuarsi anche con le seguenti specifiche attività: a) informazione sulla legislazione vigente in materia di tutela ambientale nonché sui criteri, mezzi e comportamenti atti a realizzarla; b) vigilanza sui fattori, sulle componenti ambientali e sull'ambiente unitariamente considerato, al fine di prevenire, segnalare o accertare, a norma della legge regionale 5 dicembre 1983, n. 90 (Norme di attuazione della legge 24 novembre 1981, n. 689, concernente modifiche al sistema penale), fatti e comportamenti sanzionati dalla normativa ambientale; c) collaborazione con le autorità competenti per la raccolta di dati e informazioni relativi all'ambiente e per il monitoraggio ambientale; d) collaborazione con le autorità competenti per le operazioni di pronto intervento e di soccorso in caso di emergenza o di disastri di carattere ecologico.
14 Art. 1. Finalità del servizio volontario di vigilanza ecologica
3. Il servizio volontario di vigilanza ecologica: a) è organizzato con criteri unitari per l'intero territorio regionale e svolto da guardie ecologiche volontarie operanti presso gli enti di cui all'Art. 3, comma 3; b) è iscritto di diritto nell'apposita sezione del registro generale regionale del volontariato ai sensi della [legge regionale 24 luglio 1993, n. 22 (legge regionale sul volontariato)] * «legge regionale 14 febbraio 2008, n. 1 (Testo unico delle leggi regionali in materia di volontariato, cooperazione sociale, associazionismo e societa' di mutuo soccorso)»; * c) è prestato in forma personale e gratuita, salvo il rimborso delle spese autorizzate, e non dà luogo alla costituzione di rapporto di lavoro.
15 Art. 2. Requisiti della guardia ecologica volontaria
1. L'aspirante guardia ecologica volontaria deve: a) essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione europea e maggiorenne; b) godere dei diritti civili e politici; c) non avere subito condanne penali definitive; d) possedere i requisiti fisici, tecnici e morali che la rendono idonea al servizio; e) frequentare i corsi di formazione ed effettuare l'addestramento pratico; f) superare l'esame teorico-pratico davanti alla commissione regionale di cui all'Art. 5; g) conseguire la nomina a guardia giurata.
16 Art. 3. Organizzazione del servizio volontario di vigilanza ecologica
1. La Regione: a) esercita le funzioni di indirizzo e coordinamento del servizio volontario di vigilanza ecologica e ne individua, tramite decreto del Presidente della giunta regionale, gli ambiti normativi di competenza, anche con riferimento ad eventuali norme contenute in regolamenti di parchi regionali, province, comunità montane e comuni capoluogo di provincia; b) emana direttive * «per definire i requisiti fisici delle GEV e » * per l'organizzazione dei corsi di formazione delle aspiranti guardie ecologiche volontarie e cura i corsi di aggiornamento e specializzazione dei volontari, dei responsabili locali e dei coordinatori del servizio volontario di vigilanza ecologica; c) verifica l'idoneità delle aspiranti guardie ecologiche volontarie mediante esami teorico-pratici tramite la commissione regionale di cui all'Art. 5; d) cura pubblicazioni specialistiche e materiale divulgativo a supporto del servizio volontario di vigilanza ecologica; e) rilascia * [alle province ]«agli enti organizzatori delle guardie ecologiche volontarie di cui al comma 3» * i tesserini personali ed i distintivi delle guardie ecologiche volontarie e delle guardie ecologiche onorarie e definisce le caratteristiche dei capi di abbigliamento; f) garantisce alle guardie ecologiche volontarie ed alle guardie ecologiche onorarie la copertura assicurativa contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento del servizio, nonché per la responsabilità civile verso i terzi; g) assegna, nell'ambito della programmazione economico finanziaria regionale, contributi al servizio volontario di vigilanza ecologica, sulla base dei programmi presentati * dalle province e dagli enti gestori dei parchi regionali. dagli enti organizzatori delle guardie ecologiche volontarie di cui al comma 3»*
17 Art. 3. Organizzazione del servizio volontario di vigilanza ecologica
[ 2 La provincia: a) esercita, sulla base delle direttive approvate dalla Regione, funzioni di coordinamento e vigilanza del servizio volontario di vigilanza ecologica nell'intero territorio provinciale; b) promuove la costituzione del servizio volontario di vigilanza ecologica presso gli enti di cui al comma 3, salva l'autonoma iniziativa degli stessi; c) programma il numero dei volontari in funzione delle esigenze del servizio nelle singole aree; d) conferisce gli incarichi alle aspiranti guardie ecologiche volontarie ed alle guardie ecologiche onorarie e consegna loro i tesserini personali ed i distintivi, rilasciati dalla Regione; e) adotta i provvedimenti di cui all'Art. 9 eventualmente necessari nei confronti di singole guardie ecologiche volontarie, su segnalazione degli enti organizzatori del servizio; f) approva, con periodicità annuale, il rendiconto finale delle attività svolte e il programma delle attività da svolgere nell'intero territorio provinciale, sentiti gli enti organizzatori del servizio e assegna agli stessi contributi finanziari ed eventuali mezzi e attrezzature; il programma provinciale è sottoposto al parere consultivo della commissione provinciale per l'ambiente naturale, di cui all'Art. 7 della legge regionale 30 novembre 1983, n. 86 (Piano generale delle aree regionali protette. Norme per l'istituzione e La gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali nonchè delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale); g) presenta alla giunta regionale entro il 31 marzo una relazione sul servizio ecologico dell'intero territorio provinciale; la relazione contiene una sezione riguardante i provvedimenti di sospensione e revoca degli incarichi con le relative motivazioni ed una riguardante lo stato di conservazione della rete ecologica Natura 2000 esterna ai parchi regionali.] «2. Le Province: a) esercitano, sulla base delle direttive approvate dalla Regione, funzioni di coordinamento del servizio volontario di vigilanza ecologica nell'intero territorio provinciale, con particolare riferimento alle forme di cooperazione di cui all'art. 10; b) organizzano il servizio di vigilanza ecologica ai sensi del comma 3, lettera c).» *
18 Art. 3. Organizzazione del servizio volontario di vigilanza ecologica
3. L'organizzazione delle guardie ecologiche volontarie è affidata: a) agli enti gestori dei parchi regionali alle comunità montane e ai comuni capoluogo di provincia; * [b) nel rimanente territorio, a raggruppamenti di comuni promossi dalla provincia, previe intese con i comuni stessi, in aree omogenee, in particolare caratterizzate dalla presenza di riserve e monumenti naturali regionali, parchi locali d'interesse sovra comunale e reti ecologiche.] «b) a raggruppamenti di comuni costituiti preferibilmente in aree omogenee, in particolare caratterizzate dalla presenza di riserve e monumenti naturali regionali, parchi locali di interesse sovracomunale e reti ecologiche; c) alle province, nel rimanente territorio.» * 4. I comuni di cui al comma 3, lettera b), associati nelle forme anche convenzionali disciplinate della legislazione vigente, definiscono le modalità di gestione del servizio e in particolare individuano l'amministrazione comunale referente e le modalità di nomina del responsabile del servizio.
19 Art. 4. Compiti degli enti organizzatori
*[ 1. Gli enti di cui all'Art. 3, comma 3, lettera a) e l'amministrazione referente di cui all'Art. 3, comma 4: a) organizzano i corsi di formazione delle aspiranti guardie ecologiche volontarie sulla base delle direttive regionali di cui all'Art. 3, comma 1, lettera b) volte ad uniformarne contenuti, modalità e termini sull'intero territorio della Regione; b) designano un responsabile del servizio volontario di vigilanza ecologica, scelto tra il personale con funzione di guardia ecologica volontaria; c) approvano con periodicità annuale il programma delle attività da svolgere e il rendiconto delle attività scelte, da presentare alla provincia territorialmente competente e, nel caso di enti gestori dei parchi regionali, alla Regione; d) assicurano la cooperazione con le autorità competenti per il trasferimento del dati raccolti e delle rilevazioni effettuate dalle guardie ecologiche e per la collaborazione in casi di emergenza o di disastri di carattere ecologico; e) articolano il servizio volontario di vigilanza ecologica salvo l'unità organizzativa dello stesso, in gruppi legati al territorio delle singole province.] «1. Gli enti organizzatori delle guardie ecologiche volontarie di cui all'art. 3, comma 3: a) organizzano i corsi di formazione delle aspirantiguardie ecologiche volontarie sulla base delle direttive regionali di cui all'art. 3, comma 1, lettera b); b) conferiscono gli incarichi alle aspiranti guardie ecologiche volontarie ed alle guardie ecologiche onorarie di cui all'art. 11 e consegnano loro i tesserini personali ed i distintivi rilasciati dalla Regione; c) designano il responsabile del servizio volontario di vigilanza ecologica; d) approvano con periodicita' annuale il programma delle attivita' da svolgere, la relazione e il rendiconto finale delle attivita' svolte da presentare alla Regione; la relazione deve contenere in particolare sezioni riguardanti: ) i provvedimenti di sospensione, decadenza e revoca degli incarichi con le relative motivazioni; ) i nominativi delle guardie ecologiche trasferite in altro ente o da altro ente, in seguito a nullaosta degli enti interessati, con i relativi decreti; ) l'elenco aggiornato al 30 giugno e al 31 dicembre delle guardie ecologiche in servizio; ) l'elenco aggiornato al 30 giugno e al 31 dicembre delle guardie ecologiche onorarie; ) il rapporto sulle attivita' svolte dalla vigilanza volontaria nella Rete ecologica Natura interessata dal territorio di competenza; e) assicurano la cooperazione con le autorita' competenti per il trasferimento dei dati raccolti e delle rilevazioni effettuate dalle guardie ecologiche e per la collaborazione in casi di emergenza o di disastri di carattere ecologico.» *
20 Art. 4. Compiti degli enti organizzatori
2. Il responsabile del servizio volontario di vigilanza ecologica: a) convoca periodicamente le guardie ecologiche, fornendo ad esse tutti gli elementi conoscitivi sugli atti amministrativi, i programmi, i piani e le iniziative che interessano le attività da svolgere nel territorio di competenza; b) predispone gli ordini di servizio indicando le zone dove questo deve essere espletato, nonché le modalità e la durata e contemperando la disponibilità delle guardie con le esigenze del servizio; c) cura la distribuzione delle dotazioni personali e vigila sul corretto uso e la manutenzione dei mezzi collettivi destinati al servizio; d)	riceve e inoltra alle autorità competenti i verbali redatti dalle guardie ecologiche; e) comunica alla competente struttura organizzativa della giunta regionale la denuncia di eventi dannosi ai sensi della legge 11 agosto 1991, n. 266 (Legge-quadro sul volontariato); * [ f) richiede periodicamente il rinnovo della nomina a guardia giurata e dei tesserini personali; la richiesta costituisce atto dovuto, salvo che non sussistano giustificati motivi riguardanti l'organizzazione del servizio, da comunicarsi alla giunta regionale per il relativo assenso;] f) richiede periodicamente il rinnovo della nomina a guardia giurata e dei tesserini personali; » * [ g) cura il rendiconto annuale dei fondi, da trasmettere alla provincia territorialmente competente e, nel caso di enti gestori di parchi regionali, alla Regione entro la fine del mese di febbraio dell'anno successivo, unitamente ad una relazione sull'attività svolta;] g) cura il rendiconto annuale dei fondi, da trasmettere alla Regione entro la fine del mese di marzo dell'anno successivo, unitamente ad una relazione sull'attivita' svolta; * h) predispone programmi di rilevamento ambientale riservati alle guardie ecologiche volontarie in possesso di un brevetto di specializzazione; l'attività di rilevamento ambientale può essere espletata, previ accordi con gli enti interessati, sull'intero territorio regionale. 3.	I siti compresi nella rete ecologica Natura 2000, i biotopi ed i complessi di biotopi di particolare rilevanza, individuati nella normativa regionale e nei piani territoriali di coordinamento provinciali, sono visitati regolarmente dalle guardie ecologiche volontarie, le quali compilano un formulario per ogni visita e un rapporto annuale sullo stato di conservazione. 4. Il direttore del parco regionale ed il responsabile della gestione della riserva naturale regionale presentano annualmente una relazione alla giunta regionale e alla provincia territorialmente competente sul servizio volontario di vigilanza ecologica. La relazione contiene una sezione riguardante lo stato di conservazione dell'ambiente, con particolare riferimento al territorio a parco naturale ed alla rete ecologica Natura 2000.
21 Art. 5. Esami 1 Al termine dei corsi di formazione le aspiranti guardie ecologiche volontarie sostengono un esame davanti ad una commissione regionale nominata con decreto del Presidente della giunta regionale e composta da: a)	il dirigente della competente struttura organizzativa regionale in qualità di presidente; b) quattro esperti in discipline ecologiche e ambientali, di cui due membri effettivi e due supplenti; * [ c) quattro esperti in discipline giuridiche, di cui due membri effettivi e due supplenti;] «c) due esperti in discipline giuridiche, di cui un membro effettivo e uno supplente; »; * d) due funzionari di pubblica sicurezza, di cui un membro effettivo ed uno supplente; * [ e) due funzionari della competente struttura organizzativa regionale, di cui un membro effettivo ed uno supplente, designati dal dirigente della struttura stessa;] «e) quattro funzionari della competente struttura organizzativa regionale, di cui due membri effettivi e due supplenti, designati dal dirigente della struttura stessa; » * f) due funzionari del Corpo forestale regionale, di cui un membro effettivo ed uno supplente, designati dal direttore generale competente. 2 Il presidente designa un componente effettivo della commissione quale vice presidente, con l'incarico di sostituirlo in caso di assenza o impedimento. 3. La commissione opera validamente purché sia presente la maggioranza dei suoi componenti; le relative funzioni di segreteria sono svolte da un impiegato della competente struttura organizzativa regionale. 4. Ai componenti della commissione spetta un gettone di presenza, nonché l'eventuale rimborso delle spese misura stabilita dal provvedimento di cui all'Art. 26, comma 2, della legge regionale 10 marzo 1995, n. 10 (Revisione dell'ordinamento del personale regionale).
22 Art. 6. Nomina a guardia giurata
I responsabili del servizio volontario di vigilanza ecologica presentano istanza al prefetto territorialmente competente, ai sensi dell'Art. 133 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, per il rilascio del decreto di approvazione della nomina a guardia giurata di coloro che hanno superato l'esame e siano in possesso dei requisiti previsti dall'Art. 138 del citato testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. *[ 2. I decreti di approvazione delle nomine di guardia giurata sono trasmessi alla provincia, sul cui territorio ha sede l'ente organizzatore, per il provvedimento di incarico di cui all'Art. 7. ]*
23 Art. 7. Incarico di guardia ecologica volontaria
1 *[. La provincia, sul cui territorio ha sede l'ente organizzatore e su proposta dello stesso, ] «L'ente organizzatore delle guardie ecologiche volontarie di cui all'art. 3, comma 3,» * conferisce l'incarico di guardia ecologica volontaria ai volontari nominati guardie giurate; il decreto di incarico individua l'ambito territoriale di competenza e le norme oggetto del potere di accertamento in conformità a quanto previsto dal decreto del Presidente della giunta regionale di cui all'Art. 3, comma 1, lettera a). Il potere di accertamento può essere esteso alle norme contenute in regolamenti di parchi regionali, province, comunità montane e comuni capoluogo di provincia, previe intese con gli enti stessi. 2. La guardia ecologica è ammessa all'esercizio delle sue funzioni dopo aver prestato giuramento davanti al sindaco del comune di residenza o ad un suo delegato, ai sensi dell'art. 231 del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51 (Norme in materia di istituzione del giudice unico di primo grado). 3 Nell'espletamento del servizio di istituto, la guardia ecologica porta il distintivo approvato dal prefetto ai sensi dell'Art. 254 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635 (Approvazione del regolamento per l'esecuzione del testo unico 18 giugno 1931, n. 773, delle leggi di pubblica sicurezza).
24 Art. 8. Doveri delle guardie ecologiche volontarie
1. Nell'espletamento delle sue funzioni la guardia ecologica volontaria, oltre a quanto previsto dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e dal relativo regolamento di esecuzione, deve: * [a) assicurare almeno dieci ore di servizio mensili, dando comunicazione della disponibilità di giornate e di orari;] a)	assicurare almeno quattordici ore di servizio mensili, dando comunicazione della disponibilita' di giornate e di orari; » * b) svolgere le proprie funzioni nei modi, orari e località indicate nell'ordine di servizio redatto dal responsabile; c) operare con prudenza, diligenza e perizia; *[ d) compilare in modo chiaro e completo i formulari ed i rapporti di servizio, nonché i verbali, facendoli pervenire nelle successive quarantotto ore al responsabile del servizio dell'ente organizzatore; ] d) compilare in modo chiaro e completo i formulari ed i rapporti di servizio, nonche' i verbali, facendoli pervenire senza ritardo al responsabile del servizio dell'ente organizzatore; e) qualificarsi esibendo il tesserino personale e portare il distintivo; f) usare con cura i mezzi e le attrezzature in dotazione. 2. Al fine dell'espletamento del servizio le guardie ecologiche volontarie che siano lavoratori dipendenti hanno diritto di usufruire, nel rispetto della normativa vigente, delle forme di flessibilità di orario di lavoro o delle turnazioni previste dai contratti o dagli accordi collettivi, compatibilmente con l'organizzazione aziendale o d'ufficio.
25 Art. 9. Sospensione e revoca dell'incarico
[1. L'ente organizzatore del servizio è tenuto a segnalare alla provincia, nonché al prefetto competenti per territorio, ogni irregolarità riscontrata nello svolgimento dei compiti assegnati ed addebitabili al comportamento delle guardie ecologiche volontarie, anche ai fini degli eventuali provvedimenti di sospensione o, nei casi più gravi, di revoca dell'incarico, che competono alla provincia.] 1. L'ente organizzatore delle guardie ecologiche volontarie di cui all'art. 3, comma 3, deve segnalare al Prefetto competente per territorio ogni irregolarita' riscontrata nello svolgimento dei compiti assegnati ed addebitabile al comportamento delle guardieecologiche volontarie. Per la sospensione e la revoca dell'incarico di cui all'art. 7 e' competente l'ente organizzatore. 2. I procedimenti di cui al comma 1 garantiscono il rispetto del principio del contraddittorio e del diritto alla difesa tecnica; dall'avvio dei suddetti procedimenti e fino alla loro conclusione, le guardie ecologiche sono in via cautelare sospese dall'incarico. 3. I provvedimenti di sospensione o di revoca sono immediatamente comunicati al Prefetto competente. 4. Nei casi di dimissioni, revoca e decadenza dall'incarico, la guardia ecologica volontaria restituisce all'ente organizzatore un tesserino, il distintivo e, se in dotazione, gli altri mezzi e attrezzature personali.
26 Art. 10. Cooperazione con i servizi di polizia locale idraulica, forestale e con l'ARPA
1. Le guardie ecologiche volontarie, pur conservando la propria autonomia, cooperano con i servizi di polizia locale di cui alla legge regionale 14 aprile 2003, n. 4 (Riordino e riforma della disciplina regionale in materia di polizia locale e sicurezza urbana): a) nell'esercizio delle funzioni di polizia amministrativa, per la prevenzione e l'accertamento degli illeciti amministrativi contro la natura, l'ambiente e il territorio; b) nell'attività di monitoraggio e controllo ambientale del territorio e in particolare dei parchi e giardini; c) nella realizzazione di attività di documentazione, comunicazione ed informazione attinenti la natura, l'ambiente e il territorio.
27 Cooperazione con i servizi di polizia locale idraulica, forestale e con l'ARPA
2. Le guardie ecologiche volontarie, pur conservando la propria autonomia, cooperano con i servizi di polizia idraulica di cui all'Art. 3, commi 108, lettera i) e 114, lettera a) della legge regionale 5 gennaio 2000, n. 1 (Riordino del sistema delle autonomie in Lombardia. Attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 «Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dallo stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59»): a) nell'esercizio delle funzioni di polizia amministrativa, per la prevenzione e l'accertamento degli illeciti amministrativi contro il demanio idrico, ai sensi del regio decreto 25 luglio 1904, n. 523 (Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie) e del regio decreto 9 dicembre 1937, n (Regolamento sulla tutela delle opere idrauliche di prima e seconda categoria e delle opere di bonifica); b) nell'attività di monitoraggio e controllo delle aree di pertinenza dei corpi idrici di cui all'Art *. [41 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 (Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole);] all'art. 115 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale); c) nella realizzazione di attività di documentazione, comunicazione e informazione attinenti i corpi d'acqua e le risorse idriche.
28 Cooperazione con i servizi di polizia locale idraulica, forestale e con l'ARPA
3. Il servizio volontario di vigilanza ecologica coopera alle attività di controllo ambientale di cui all'Art. 3, comma 1, lettera b) della legge regionale 14 agosto 1999, n. 16 (Istituzione dell'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente - ARPA). 4. Il servizio volontario di vigilanza ecologica coopera con il Corpo forestale nazionale e regionale nell'espletamento delle funzioni di vigilanza e controllo concernenti: a) la tutela dell'ambiente forestale ed agro-silvo-pastorale e connesse alla protezione della natura ed all'assetto del territorio; b) l'applicazione del decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 1997, n. 357 (Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche); c) la parte lombarda del parco nazionale dello Stelvio, previa intesa tra l'ente organizzatore del servizio territorialmente competente ed il comitato di gestione.
29 Cooperazione con i servizi di polizia locale idraulica, forestale e con l'ARPA
[ 5. Per l'attuazione delle eventuali forme di cooperazione di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, le province promuovono intese ed accordi tra gli enti organizzatori del servizio volontario di vigilanza ecologica e gli enti responsabili dei servizi di polizia locale ed idraulica, l'ARPA ed il Corpo forestale.] 5. Le attivita' di cooperazione di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 sono svolte sulla base di accordi tra gli enti organizzatori del servizio volontario di vigilanza ecologica e gli enti o corpi interessati. Le province possono promuovere accordi quadro per lo svolgimento delle medesime attivita' di cooperazione; 6. Per assicurare uniformità comportamentali, un efficace scambio d'informazioni ed un rapido intervento sul territorio, la giunta regionale: a) definisce una modulistica unica sul territorio regionale in tema di accertamento di illeciti amministrativi; b) promuove il raccordo telematico tra il servizio volontario di vigilanza ecologica ed i servizi di polizia locale, idraulica e forestale. 7. Le guardie ecologiche volontarie in servizio, che partecipano con esito positivo ad appositi corsi di formazione integrativi, sono iscritte, a domanda, negli elenchi degli idonei di cui all'Art. 35, comma 5 della legge regionale n. 4/2003; le modalità organizzative, i contenuti, la durata nonché le prove finali dei corsi integrativi sono definiti dalla giunta regionale con apposita deliberazione ai sensi dell'Art. 35, comma 3 della legge regionale n. 4/2003.
30 Art. 11. Guardie ecologiche onorarie
*[1. Le guardie ecologiche volontarie che abbiano svolto il servizio di vigilanza ecologica continuativamente per la durata di almeno dieci anni possono rinunciare allo svolgimento del servizio e richiedere all'ente di appartenenza l'iscrizione nell'elenco provinciale delle guardie ecologiche onorarie.] 1. Le guardie ecologiche volontarie che hanno svolto il servizio di vigilanza ecologica continuativamente per la durata di almeno dieci anni possono rinunciare allo svolgimento del servizio e richiedere all'ente di appartenenza la nomina a guardia ecologica onoraria.* [2. La provincia, sul cui territorio ha sede l'ente di appartenenza e su richiesta dello stesso, conferisce l'incarico di guardia ecologica onoraria alle guardie ecologiche volontarie di cui al comma 1; il decreto di incarico individua l'ente di appartenenza e dispone l'iscrizione nell'elenco provinciale delle guardie ecologiche onorarie.]* 3. Le guardie ecologiche onorarie offrono la propria disponibilità all'ente di appartenenza per collaborare in attività di: a) informazione sulla legislazione vigente in materia di tutela ambientale nonché sui criteri, mezzi e comportamenti atti a realizzarla; b) raccolta di dati e informazioni relativi all'ambiente e monitoraggio ambientale. 4. I responsabili dei servizi volontari di vigilanza ecologica assicurano il coordinato svolgimento delle attività delle guardie ecologiche volontarie e delle guardie ecologiche onorarie.
31 Art. 12. Finanziamenti *[ 1. I programmi annuali del servizio volontario di vigilanza ecologica di cui all'Art. 3, comma 2, lettera f) ed i programmi annuali approvati dagli enti gestori dei parchi regionali sono ammessi al contributo regionale, entro i limiti delle spese autorizzate per i singoli esercizi finanziari. 2. Entro il 31 marzo di ogni anno, le province e gli enti gestori dei parchi regionali presentano alla giunta regionale un dettagliato preventivo di tutte le spese connesse con le attività programmate, facenti capo ai singoli gruppi di guardie ecologiche volontarie operanti sul proprio territorio, nonché il rendiconto dei finanziamenti dell'anno precedente. 3. Nei successivi sessanta giorni il dirigente della competente struttura regionale approva il riparto dei contributi complessivi alle province ed agli enti gestori dei parchi regionali e stabilisce la quota riservata alla Regione per gli interventi di propria competenza, relativi a: a) corsi di aggiornamento e specializzazione delle guardie ecologiche, dei responsabili locali del servizio volontario di vigilanza ecologica e dei coordinatori provinciali; b)	redazione, stampa e acquisto di pubblicazioni specialistiche, nonché di materiale divulgativo a supporto dell'attività delle guardie ecologiche; c) acquisto di segni di riconoscimento delle guardie ecologiche volontarie. 4. Divenuto esecutivo il provvedimento di cui al comma 3, si provvede all'erogazione delle somme spettanti alle province ed agli enti gestori dei parchi regionali con decreto del dirigente della competente struttura regionale. 5. Le province provvedono a ripartire ed eventualmente integrare con fondi propri i contributi regionali ai singoli enti organizzatori del servizio volontario di vigilanza ecologica, secondo parametri omogenei.]
32 Art. 12. Finanziamenti 1.	I programmi annuali del servizio volontario di vigilanza ecologica di cui all'art. 4, comma 1, lettera d), sono ammessi al contributo regionale entro i limiti delle spese autorizzate per i singoli esercizi finanziari. Entro il 31 marzo di ogni anno gli enti organizzatori delle guardie ecologiche volontarie di cui all'art. 3, comma 3, presentano alla Giunta regionale un dettagliato preventivo di tutte le spese connesse con le attivita' programmate, nonche' il rendiconto deifinanziamenti dell'anno precedente. 3. Nei successivi sessanta giorni il dirigente della competente struttura regionale approva il riparto dei contributi complessivi per gli enti organizzatori delle guardie ecologiche volontarie di cui all'art. 3, comma 3, e stabilisce la quota riservata alla Regione per gli interventi di propria competenza relativi a: a) corsi di aggiornamento e specializzazione delle guardie ecologiche, dei responsabili locali del servizio volontario di vigilanza ecologica e dei coordinatori provinciali; b) redazione, stampa e acquisto di pubblicazioni specialistiche, nonche' di materiale divulgativo a supporto dell'attivita' delle guardie ecologiche; c) acquisto di segni di riconoscimento delle guardie ecologiche volontarie. *
33 Art. 13. Norma finanziaria 1. Alle spese relative al funzionamento delle commissioni regionali di esame, di cui all'Art. 5, si provvede con le somme appositamente stanziate al bilancio di previsione per l'esercizio 2005 e successivi all'UPB «Spese postali, telefoniche e altre spese generali. 2. Per la concessione dei contributi e per le attività di competenza della Regione di cui all'Art. 12, si provvede con le risorse stanziate alle UPB (Pianificazione delle aree protette, per le spese correnti, e «Pianificazione delle aree protette, per le spese in capitale, del bilancio di previsione per l'esercizio 2005 e successivi. 3. A decorrere dall'anno 2006, le spese di cui al comma 2 sono determinate con la legge di approvazione di bilancio dei singoli esercizi finanziari, ai sensi dell'Art. 22, comma 1, della legge regionale 31 marzo 1978, n. 34.
34 Art. 14. Norma transitoria 1. Le guardie ecologiche volontarie in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, operanti alle dipendenze delle province, sono assegnate da queste ultime, sentiti gli interessati, ai raggruppamenti di comuni di cui all'Art. 3, comma 3, lettera b), con effetto dalla data di inizio dell'esercizio delle funzioni in materia di vigilanza ecologica volontaria da parte del raggruppamenti medesimi. Sino a tale data alla gestione delle predette guardie ecologiche continua a provvedere l'amministrazione provinciale di appartenenza, che esercita le funzioni di cui all'Art. 4.
35 Art. 15. Abrogazioni 1. Sono abrogati:
a) la legge regionale 29 dicembre 1980, n. 105 (Disciplina del servizio volontario di vigilanza ecologica); b) la legge regionale 19 agosto 1983, n. 63 (Modifiche alla legge regionale 29 dicembre 1980, n. 105 «Disciplina del servizio volontario di vigilanza ecologica»); c) la legge regionale 15 aprile 1992, n. 9 (Modifiche alla legge regionale 29 dicembre 1980, n. 105 «Disciplina del servizio volontario di vigilanza ecologica»); d) l'Art. 1, comma 4 della legge regionale 12 agosto 1999, n. 15 (Modifiche e abrogazioni legislative per la realizzazione dei progetti del programma regionale di sviluppo); e) la legge regionale 20 dicembre 1999, n. 25 (Integrazioni e modifiche alla legge regionale 29 dicembre 1980, n. 105 «Disciplina del servizio volontario di vigilanza ecologica»).
36 Art. 16. Entrata in vigore 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione. La presente legge regionale è pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Lombardia. Milano, 28 febbraio 2005 FORMIGONI Approvata con deliberazione del consiglio regionale n. VII/1169 del 16 febbraio 2005.
37 LE GEV NELL’ORDINAMENTO LEGISLATIVO STATALE
I tre cardini del SERVIZIO VIGILANZA VOLONTARIA ECOLOGICA: VIGILANZA VOLONTARIATO ECOLOGIA Corpo di vigilanza zoofilo/ambientale di Marino (Roma)
38 riferimenti legislativi
Servizio di Vigilanza riferimenti legislativi R.D. 18 giugno 1931, n Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza Cost. art. 51, 54, 97, 98
39 Servizio di Vigilanza R.D. 18 giugno 1931, n Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza TITOLO IV Delle guardie particolari e degli istituti di vigilanza e di investigazione privata 133. (art. 134 T.U. 1926). - Gli enti pubblici, gli altri enti collettivi e i privati possono destinare guardie particolari alla vigilanza o custodia delle loro proprietà mobiliari od immobiliari. Possono anche, con l'autorizzazione del Prefetto, associarsi per la nomina di tali guardie da destinare alla vigilanza o custodia in comune delle proprietà stesse. 134. (art. 135 T.U. 1926). - Senza licenza del Prefetto è vietato ad enti o privati di prestare opere di vigilanza o custodia di proprietà mobiliari od immobiliari e di eseguire investigazioni o ricerche o di raccogliere informazioni per conto di privati. Salvo il disposto dell'art. 11, la licenza non può essere conceduta alle persone che non abbiano la cittadinanza italiana ovvero di uno Stato membro dell'Unione europea o siano incapaci di obbligarsi o abbiano riportato condanna per delitto non colposo. I cittadini degli Stati membri dell'Unione europea possono conseguire la licenza per prestare opera di vigilanza o custodia di beni mobiliari o immobiliari alle stesse condizioni previste per i cittadini italiani. Il regolamento di esecuzione individua gli altri soggetti, ivi compreso l'institore, o chiunque eserciti poteri di direzione, amministrazione o gestione anche parziale dell'istituto o delle sue articolazioni, nei confronti dei quali sono accertati l'assenza di condanne per delitto non colposo e gli altri requisiti previsti dall'articolo 11 del presente testo unico, nonché dall'articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n La licenza non può essere conceduta per operazioni che importano un esercizio di pubbliche funzioni o una menomazione della libertà individuale.
40 riferimenti costituzionali
Servizio di Vigilanza riferimenti costituzionali art. 51 Cost. Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici o alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. ...omissis... art. 54 Cost. ...omissis... I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge
41 riferimenti costituzionali
Servizio di Vigilanza riferimenti costituzionali Sezione II La Pubblica Amministrazione Art. 97. I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione. Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge. Art. 98. I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione. Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per anzianità. Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d'iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all'estero.
42 Il rapporto con la P.A. : il rapporto organico
Servizio di Vigilanza Il rapporto con la P.A. : il rapporto organico Il rapporto organico c.d. anche d’ufficio è un rapporto di immedesimazione tra preposto ed organo: il primo è tutt’uno con il secondo, non costituendo un soggetto a sé stante. Il rapporto organico, non è un rapporto giuridico ma un rapporto organizzativo che sorge con un atto di assegnazione. La configurazione del rapporto organico è rilevante ai fini della diretta imputazione dell’attività svolta dal titolare dell’organo (c.d. funzionario) all’ente di cui costituisce elemento strutturale. Sulla base di tale rapporto il soggetto acquista la capacità di esercitare i poteri e le funzioni che le norme attribuiscono alle P.A. ad esse imputando i relativi effetti. L’atto posto in essere dal titolare dell’organo viene infatti direttamente attribuito all’ente, con conseguente assunzione, in capo a questo, degli eventuali vizi dell’atto e della responsabilità per danni verso terzi. Il funzionario agisce come ente, tutta l’attività è dell’ente, il rapporto organico non è un rapporto intersoggettivo in quanto non opera tra soggetti diversi, è piuttosto un rapporto interno.
43 Il rapporto con la P.A. : il rapporto di servizio
Servizio di Vigilanza Il rapporto con la P.A. : il rapporto di servizio Rapporto di servizio è invece il rapporto giuridico intercorrente tra l’ente e la persona fisica che viene inserita con determinate funzioni nell’organizzazione dell’ente, mediante un atto c.d. di assunzione. Esso riguarda la prestazione lavorativa del dipendente; con il rapporto di servizio il soggetto infatti si impegna a prestare la propria attività a favore della P.A. e corrispettivamente acquisisce il diritto alla remunerazione del servizio reso. Si tratta di un rapporto giuridico intersoggettivo che si distingue in rapporto di servizio di diritto e in rapporto di servizio di fatto, a seconda della sussistenza o meno di un atto di assunzione da parte dell’autorità amministrativa. Il rapporto di servizio di diritto può puoi essere di due tipi: impiegatizio: quando si instaura un rapporto di impiego tra ente e soggetto, generalmente di durata indeterminata; onorario: quando il rapporto deriva da un incarico elettivo o onorifico che non viene esercitato a titolo di professione. In tal caso il soggetto non percepisce una retribuzione da parte della P.A. ma un indennizzo ed il rapporto ha durata per lo più temporanea.
44 Il rapporto con la P.A. : il rapporto di impiego
Servizio di Vigilanza Il rapporto con la P.A. : il rapporto di impiego Il pubblico impiego è definibile come il rapporto di lavoro in cui una persona fisica mette volontariamente la propria attività, in modo continuativo e dietro corresponsione della retribuzione, al servizio dello Stato o di un ente pubblico non economico Caratteri del rapporto impiegatizio sono: la volontarietà: sia per la costituzione, che per la prosecuzione del rapporto è richiesta la volontà non solo del lavoratore ma anche quella della P.A.; la personalità: la prestazione resa dal lavoratore deve essere personale; la subordinazione gerarchica: il lavoratore è inserito nell’organizzazione dell’ente fornendo la prestazione sulla base delle istruzioni e sotto la vigilanza ed il controllo della P.A.
45 riferimenti costituzionali
Servizio di Vigilanza riferimenti costituzionali Art. 117 Cost. La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:.....omissis... h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale; :.....omissis... Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: .....omissis... Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato omissis...
46 riferimenti legislativi
VOLONTARIATO riferimenti legislativi Art. 18 Cost. I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare. Legge 11 agosto 1991, n.266 LEGGE-QUADRO SUL VOLONTARIATO Legge Regionale 14 febbraio 2008, N. n. 1 Testo unico delle leggi regionali in materia di volontariato, cooperazione sociale, associazionismo e società di mutuo soccorso
47 LEGGE-QUADRO SUL VOLONTARIATO (stralcio)
Art.1. Finalità e oggetto della legge 1. la Repubblica italiana riconosce il valore sociale e la funzione dell’attività di volontariato come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo, ne promuove lo sviluppo salvaguardandone l’autonomia e ne favorisce l’apporto originale per il conseguimento delle finalità di carattere sociale, civile e culturale individuato dallo Stato, dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali. 2. La presente legge stabilisce i principi cui le regioni e le province autonome devono attenersi nel disciplinare i rapporti fra le istituzioni pubbliche e le organizzazioni di volontariato nonché i criteri cui debbono uniformarsi le amministrazioni statali e gli enti locali nei medesimi rapporti. Art.2. Attività di volontariato 1. Ai fini della presente legge per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà. 2. L’attività del volontariato non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall’organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse. 3. La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonome e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’organizzazione di cui fa parte.
48 LEGGE-QUADRO SUL VOLONTARIATO (stralcio)
Art.3. Organizzazioni di volontariato 1. È considerato organizzazione di volontariato ogni organismo liberamente costituito al fine di svolgere l’attività di cui all’articolo 2, che si avvalga in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti. 2. Le organizzazioni di volontariato possono assumere la forma giuridica che ritengono più adeguata al perseguimento dei loro fini, salvo il limite di compatibilità con lo scopo solidaristico. 3. Negli accordi degli aderenti, nell’atto costitutivo o nello statuto, oltre a quanto disposto dal codice civile per le diverse forme giuridiche che l’organizzazione assume, devono essere espressamente previsti l’assenza di fini di lucro, la democraticità della struttura, l’elettività e la gratuità delle cariche associative nonché la gratuità delle prestazioni fornite dagli aderenti, i criteri di ammissione e di esclusione e di questi ultimi, i loro obblighi e diritti. Devono essere altresì stabiliti l’obbligo di formazione del bilancio, dal quale devono risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti, nonché le modalità di approvazione dello stesso da parte dell’assemblea degli aderenti. 4. Le organizzazioni di volontariato possono assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessari al loro regolare funzionamento oppure occorrenti a qualificare o specializzare l’attività da esse svolta. 5. Le organizzazioni svolgono le attività di volontariato mediante strutture proprie o, nelle forme e nei modi previsti dalla legge, nell’ambito di strutture pubbliche o con queste convenzionate.
49 LEGGE-QUADRO SUL VOLONTARIATO (stralcio)
Art.4. Assicurazione degli aderenti ad organizzazione di volontariato 1. Le organizzazioni di volontariato debbono assicurare i propri aderenti, che prestano attività di volontariato, contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso i terzi. 2. Con decreto del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, da emanarsi entro sei mesi dalle data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati meccanismi assicurativi semplificati, con polizze anche numeriche o collettive, e sono disciplinati i relativi controlli.
50 LEGGE-QUADRO SUL VOLONTARIATO (stralcio)
Art. 5. Risorse economiche. 1. Le organizzazioni di volontariato traggono le risorse economiche per il loro funzionamento e per lo svolgimento della propria attività da: a) contributi degli aderenti; b) contributi di privati; c) contributi dello Stato, di enti o di istituzioni pubbliche finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti; d) contributi di organismi internazionali; e) donazioni e lasciti testamentari; f) rimborsi derivanti da convenzioni; g) entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali. 2. Le organizzazioni di volontariato, prive di personalità giuridica, iscritte nei registri di cui all'articolo 6, possono acquistare beni mobili registrati e beni immobili occorrenti per lo svolgimento della propria attività. Possono inoltre, in deroga agli articoli 600 e 786 del codice civile, accettare donazioni e, con beneficio d'inventario, lasciti testamentari, destinando i beni ricevuti e le loro rendite esclusivamente al conseguimento delle finalità previste dagli accordi, dall'atto costitutivo e dallo statuto. 3. I beni di cui al comma 2 sono intestati alle organizzazioni. Ai fini della trascrizione dei relativi acquisti si applicano gli articoli 2659 e 2660 del codice civile. 4. In caso di scioglimento, cessazione ovvero estinzione delle organizzazioni di volontariato, ed indipendentemente dalla loro forma giuridica, i beni che residuano dopo l'esaurimento della liquidazione sono devoluti ad altre organizzazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore, secondo le indicazioni contenute nello statuto o negli accordi degli aderenti, o, in mancanza, secondo le disposizioni del codice civile.
51 PREVENZIONE E REPRESSIONE
ECOLOGIA PREVENZIONE E REPRESSIONE informazione PREVENZIONE monitoraggio
52 estratto dall’art. 1 della legge regionale quadro sulle GEV
53 ECOLOGIA repressione poteri di accertamento di infrazioni REPRESSIONE
54 a. aree regionali protette: L.R. 30 novembre 1983, n. 86;
ECOLOGIA ambiti di competenza dei poteri di accertamento ex D.P.G.R. 21 aprile 2009, n dispositivo, punti 1 e 2 a. aree regionali protette: L.R. 30 novembre 1983, n. 86; b. tutela della fauna minore e della flora spontanea: L.R. 31 marzo 2008, n. 10; c. ricerca e raccolta minerali da collezione: L.R. 10 gennaio 1989, n. 2; d. coltivazione sostanze minerali di cava: L.R. 8 agosto 1998, n. 14; e. raccolta, coltivazione e commercializzazione di funghi epigei freschi e conservati: capo I del Titolo VIII della L.R. 5 dicembre 2008, n. 31;
55 ECOLOGIA ambiti di competenza dei poteri di accertamento ex D.P.G.R. 21 aprile 2009, n dispositivo, punti 1 e 2 f. raccolta, coltivazione e commercializzazione dei tartufi freschi e conservati: capo II del Titolo VIII della L.R. 5 dicembre 2008, n. 31; g. disciplina del settore apistico: art. 11 della L.R. 24 marzo 2004, n. 5; h. tutela e valorizzazione delle superfici del paesaggio e dell’economia forestale: titolo IV della L.R. 5 dicembre 2008, n. 31; i. disciplina degli scarichi delle acque reflue domestiche e di reti fognarie: artt del Reg. 24 marzo 2006, n. 3, in attuazione dell’art. 52, comma 1, della L.R. 12 dicembre 2003, n. 26 così come sanzionati dall’art. 133 comma 2°, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152;
56 ECOLOGIA ambiti di competenza dei poteri di accertamento ex D.P.G.R. 21 aprile 2009, n dispositivo, punti 1 e 2 l. accertamento degli illeciti amministrativi contro il demanio idrico, ai sensi del regio decreto 25 luglio 1904, n. 523 (Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie) e del regio decreto 9 dicembre 1937, n (Regolamento sulla tutela delle opere idrauliche di 1ª e 2ª categoria e delle opere di bonifica); m. rifiuti, rifiuti pericolosi, imballaggi e rifiuti da imballaggio: art. 192 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche e integrazioni;
57 ECOLOGIA ULTERIORI ambiti di competenza dei poteri di accertamento ex D.P.G.R. 21 aprile 2009, n dispositivo punto 3 3. di stabilire che alle guardie ecologiche che prestano servizio presso parchi regionali, province, Comunità Montane e Comuni capoluogo di provincia possono essere affidati anche poteri di accertamento in relazione a regolamenti in materia ambientale dei predetti enti;
58 ECOLOGIA ULTERIORI ambiti di competenza dei poteri di accertamento ex D.P.G.R. 21 aprile 2009, n dispositivo punto 4 4. di stabilire che alle guardie ecologiche volontarie che abbiano frequentato con profitto specifici corsi in materia di controllo sull’attività venatoria e/o piscatoria possono essere affidati anche i relativi poteri di accertamento, previa intesa con le Province competenti;
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