Source: https://foroeuropeo.it/codice-procedura-civile-2/677-del-procedimento-davanti-al-tribunale-163-310/4211-267-costituzione-del-terzo-interveniente
Timestamp: 2019-06-16 11:35:03+00:00
Document Index: 35893011

Matched Legal Cases: ['§ 1', 'sentenza ', 'art. 476', 'art. 476', 'art. 345', 'art. 345', 'art 8', 'art 7', 'art 8', 'art 267', 'art 8']

267. (Costituzione del terzo interveniente) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
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267. (Costituzione del terzo interveniente)
Codice di procedura civile Libro secondo: DEL PROCESSO DI COGNIZIONE Titolo I: DEL PROCEDIMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE Capo II: DELL'ISTRUZIONE DELLA CAUSA Sezione I: DEI POTERI DEL GIUDICE ISTRUTTORE IN GENERALE Sezione II: DELLA TRATTAZIONE DELLA CAUSA Sezione III: DELL'ISTRUZIONE PROBATORIA Sezione IV: DELL'INTERVENTO DI TERZI E DELLA RIUNIONE DI PROCEDIMENTI § 1: DELL'INTERVENTO DI TERZI 267. (Costituzione del terzo interveniente)
Art. 267. (Costituzione del terzo interveniente)
1. Per intervenire nel processo a norma dell'articolo 105, il terzo deve costituirsi presentando in udienza o depositando in cancelleria una comparsa formata a norma dell'articolo 167 con le copie per le altre parti, i documenti e la procura.
2. Il cancelliere dà notizia dell'intervento alle altre parti, se la costituzione del terzo non è avvenuta in udienza.
Vizio di omessa pronuncia - configurabilità
Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia - mancato esame di eccezioni processuali di rito - vizio di omessa pronuncia - configurabilità - esclusione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25154 del 11/10/2018 >>> Il vizio di omessa pronunzia è configurabile solo nel caso di mancato esame di questioni di merito, e non anche di eccezioni pregiudiziali di rito. (Fattispecie relativa al mancato esame, da parte della sentenza impugnata, di una eccezione di inammissibilità dell'intervento del terzo per asserita "errata costituzione" di quest'ultimo). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25154 del 11/10/2018...
Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - accettazione dell'eredità - modi - tacita - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8529 del 08/04/2013
Intervento in giudizio di un chiamato all'eredità nella qualità di erede del "de cuius" - Accettazione tacita dell'eredità - Configurabilità - Successiva cancellazione della causa dal ruolo - Rilevanza ai fini della successione "mortis causa" - Esclusione - Fondamento. L'intervento in giudizio operato da un chiamato all'eredità nella qualità di erede legittimo del "de cuius" costituisce accettazione tacita, agli effetti dell'art. 476 cod. civ., senza che alcuna rilevanza assuma la circostanza della successiva cancellazione della causa dal ruolo per inattività delle parti, posto che l'accettazione dell'eredità, a tutela della stabilità degli effetti connessi alla successione "mortis causa", si configura come atto puro ed irrevocabile, e quindi insuscettibile di essere caducato da eventi successivi. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8529 del 08/04/2013 ...
Intervento in giudizio di un chiamato all'eredità nella qualità di erede del "de cuius" - Accettazione tacita dell'eredità - Configurabilità - Successiva cancellazione della causa dal ruolo - Rilevanza ai fini della successione "mortis causa" - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8529 del 08/04/2013 L'intervento in giudizio operato da un chiamato all'eredità nella qualità di erede legittimo del "de cuius" costituisce accettazione tacita, agli effetti dell'art. 476 cod. civ., senza che alcuna rilevanza assuma la circostanza della successiva cancellazione della causa dal ruolo per inattività delle parti, posto che l'accettazione dell'eredità, a tutela della stabilità degli effetti connessi alla successione "mortis causa", si configura come atto puro ed irrevocabile, e quindi insuscettibile di essere caducato da eventi successivi. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8529 del 08/04/2013 ...
Civile - successione nel processo - a titolo particolare nel diritto controverso - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6471 del 24/04/2012
Mancata estromissione dell'alienante - Necessaria prosecuzione del processo tra le parti originarie - Qualità di mero interventore del successore - Configurabilità - Conseguenze - Notificazione del ricorso per cassazione al solo successore e non alla controparte originaria - Inammissibilità . In caso di successione a titolo particolare nel diritto controverso, il processo prosegue fra le parti originarie, mantenendo il successore interventore tale veste processuale, salvo che nel caso di espressa estromissione dell'alienante. Ne consegue l'inammissibilità del ricorso per cassazione che sia notificato unicamente al successore interventore e non alla controparte originaria. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6471 del 24/04/2012 ...
Procedimento civile - intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 998 del 16/01/2009
Contestazione della legittimazione passiva da parte del convenuto - Chiamata in causa, su sua richiesta, del terzo assunto come responsabile - Estensione automatica della domanda attorea - Sussistenza - Deroga - Presupposto - Mancata richiesta di condanna in primo grado da parte dell'attore nei confronti del terzo chiamato in causa ritenuto responsabile - Conseguenza - Impossibilità di emettere statuizione di condanna a carico del terzo - Successiva estensione, da parte dell'attore, della domanda di condanna nei confronti del terzo in appello - Inammissibilità - Fondamento. Qualora il convenuto evocato in causa estenda il contraddittorio nei confronti di un terzo assunto come l'effettivo titolare passivo della pretesa dedotta in giudizio dall'attore, se quest'ultimo escluda espressamente la condanna del terzo chiamato in causa qualora riconosciuto come responsabile e si limiti, invece, a chiedere la sola condanna dell'originario convenuto, al giudice, in virtù del principio generale della domanda, è inibito il potere di emettere una statuizione di condanna nei confronti dello stesso terzo e a favore dell'attore, senza che all'attore medesimo sia consentito di estendere successivamente la domanda condannatoria nei riguardi del terzo in appello, perché essa, configurandosi come nuova, incorrerebbe nella preclusione prevista dall'art. 345 cod. proc. civ.. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 998 del 16/01/2009 ...
intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 998 del 16/01/2009
Contestazione della legittimazione passiva da parte del convenuto - Chiamata in causa, su sua richiesta, del terzo assunto come responsabile - Estensione automatica della domanda attorea - Sussistenza - Deroga - Presupposto - Mancata richiesta di condanna in primo grado da parte dell'attore nei confronti del terzo chiamato in causa ritenuto responsabile - Conseguenza - Impossibilità di emettere statuizione di condanna a carico del terzo - Successiva estensione, da parte dell'attore, della domanda di condanna nei confronti del terzo in appello - Inammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 998 del 16/01/2009 Qualora il convenuto evocato in causa estenda il contraddittorio nei confronti di un terzo assunto come l'effettivo titolare passivo della pretesa dedotta in giudizio dall'attore, se quest'ultimo escluda espressamente la condanna del terzo chiamato in causa qualora riconosciuto come responsabile e si limiti, invece, a chiedere la sola condanna dell'originario convenuto, al giudice, in virtù del principio generale della domanda, è inibito il potere di emettere una statuizione di condanna nei confronti dello stesso terzo e a favore dell'attore, senza che all'attore medesimo sia consentito di estendere successivamente la domanda condannatoria nei riguardi del terzo in appello, perché essa, configurandosi come nuova, incorrerebbe nella preclusione prevista dall'art. 345 cod. proc. civ.. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 998 del 16/01/2009 ...
Personalita (diritti della) - identita personale - nome - tutela - azione per usurpazione - morte dell'attore – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 3779 del 27/07/1978
Costituzione degli eredi in prosecuzione - inammissibilita - limiti - intervento adesivo autonomo o litisconsortile ex art 8 cod civ - configurabilita - condizioni.* Nel giudizio instaurato per la tutela del diritto al nome, ai sensi dell'art 7 cod civ, la morte dell'attore non consente agli eredi di costituirsi in prosecuzione dell'originario rapporto processuale, stante il carattere strettamente personale e la conseguente non trasmissibilita di detto diritto. Peraltro, poiche la legittimazione a chiedere quella tutela spetta autonomamente anche agli eredi, a norma dell'art 8 cod civ, l'indicata Costituzione puo assumere valore ed efficacia di intervento adesivo autonomo o litisconsortile, se, pur in difetto della comparsa prescritta dallo art 267 cod proc civ, sia idonea ad introdurre, nel rispetto del principio del contraddittorio, una domanda di tutela del nome secondo la previsione del menzionato art 8 cod civ.* Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 3779 del 27/07/1978 ...