Source: http://legislazionetecnica.it/812282/prd/approfondimento/ritardato-pagamento-onorari-e-corrispettivi-interessi-tutele-prescrizione
Timestamp: 2019-03-20 19:09:56+00:00
Document Index: 147290773

Matched Legal Cases: ['art. 1282', 'art. 1224', 'art. 1224', 'art. 1284', 'art. 1284', 'art. 1224', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1283', 'art. 633', 'arte\n812282', 'art. 2946', 'art. 2935', 'art. 2230', 'art. 1224', 'art. 1224', 'art. 2957', 'art. 1224']

Ritardato pagamento di onorari e corrispettivi: interessi, tutele, prescrizione | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : AR650
Bollettino di Legislazione Tecnica n. 12/2012
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INTERESSI IN CASO DI RITARDATO PAGAMENTO (INTERESSI DI MORA)
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Ritardato pagamento e maturazione degli interessi di mora
Ai sensi dell’art. 1282 del Codice civile, comma 1, i crediti liquidi ed esigibili di somme di danaro producono interessi di pieno diritto, salvo che la legge o il titolo (vale a dire il contratto o il documento, c
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Interessi di mora a carattere compensativo e a carattere risarcitorio
Gli interessi moratori possono a loro volta essere di due tipi:
1) interessi di mora compensativi, che rappresentano cioè un corrispettivo ulteriore che il debitore è tenuto a pagare per il fatto di avere a disposizione, a causa del ritardo nel pagamento, un capitale che spetterebbe alla controparte (l’impresa o il professionista non pagato
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Norme di riferimento per la misura e la decorrenza degli interessi di mora
Le norme di riferimento per il professionista o l’impresa, concernenti la misura e la decorrenza degli interessi in caso di mancato o ritardato adempimento nei pagamenti da parte dei propri clienti, sono differenziate a seconda della natura giuridica di questi ultimi:
- se il cliente è un privato N2, si applica la disciplina contenuta nell’art. 1224 del Codice civile, nonché negli artt. 1282-1284 del Codice civile medesimo;
- se il cliente è invece un’impresa, un profession
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Si propone uno schema grafico riepilogativo degli interessi dovuti in caso di ritardato pagamento del corrispettivo.
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MISURA E DECORRENZA DEGLI INTERESSI DI MORA
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Misura degli interessi in caso di mancata previsione contrattuale (interessi legali)
Ai sensi dell’art. 1224 del Codice civile, nelle obbligazioni che hanno ad oggetto una somma di denaro (e quindi in tutti i casi in cui un’impresa o un professionista forniscono servizi e/o beni in cambio
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L’art. 1284 del Codice civile, comma 1, prevede che la misura del saggio degli interessi legali, che inizialmente era stata fissata al 5% in ragione d’anno, è modificata annualmente dal Ministro
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Misura degli interessi in caso di avvio di un’azione legale
Ai sensi dell’art. 1284 del Codice civile, commi 4 e 5, a meno che le parti non ne abbiano determinato la misura def
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Interessi concordati tra le parti o dimostrazione del danno subito
La disciplina dell’interesse di mora legale non si applica se sono stati convenuti espressamente per iscritto interessi in misura maggiore rispetto al saggio legale. In questo caso si assume che le parti - con la diversa e maggiore determinazione del saggio di interessi - abbiano voluto predeterminare in accordo tra di loro la misura dei maggiori danni derivanti dal ritardat
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Ai sensi del menzionato art. 1224 del Codice civile, gli interessi moratori decorrono “dal giorno della mora”, cioè dal primo giorno di ritardo nel pagamento, il che significa che:
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Cliente impresa, professionista o pubblica amministrazione
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Misura degli interessi in caso di mancata previsione contrattuale
Per le “transazioni commerciali”, quelle cioè che rientrano nel campo di applicazione del D. Leg.vo 231/2002 (si veda in precedenza), la misura degli interessi è la seguente (art. 5 del D. Leg.vo 231/2002):
- per i contratti stipulati in una data compresa
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Ai sensi dell’art. 5 del D. Leg.vo 231/2002, comma 1, le parti hanno la possibilità, nelle sole transazioni commerciali tra professionisti e imprese N7, di concordare un diverso tasso di interesse, purché lo stesso risulti non gravemente iniquo per il creditore.
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Termini di pagamento e decorrenza degli interessi di mora
Nelle transazioni commerciali gli interessi decorrono automaticamente, senza che sia necessaria la costituzione in mora, dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento (art. 4 del D. Leg.vo 231/2002, comma 1).
Detto termine è fissato, fatta salva eventuale diversa pattuizione tra le parti (art. 4 del D. Leg.vo 231/2002, comma 2):
- al trentesimo giorno successivo al ricevimento da parte del debitore della fattura o di altra richiesta di pagamento dal contenuto equivalente;
- al trentesimo giorno successivo al ricevimento delle merci o alla data di prestazione dei servizi:
- se tale data è successiva a quella di ricevimento della fattura o della equivalente richiesta di pagamento;
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Qualora le parti abbiano concordato un pagamento rateale, le disposizioni sopra illustrate, concernenti la misura e la dec
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Si rinvia per dettagli a @@AR683@@.
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Si propone uno schema grafico riepilogativo della misura e decorrenza degli interessi dovuti in caso di ritardato pagament
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Divieto di anatocismo (interessi composti, o interessi sugli interessi)
Ai sensi dell’art. 1283 del Codice civile, in mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre inter
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INDICAZIONI PRATICHE PER IL RECUPERO DEL CREDITO
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Dal punto di vista pratico, la prima cosa che è consigliabile fare in caso di pagamento ritardato oltre quanto concordato contrattualmente con il cliente oppure previsto dalle norme, è procedere ad un sollecito di pagamento.
A seconda dei rapporti con il cliente in questione, della lunghezza del ritardo del pagamento nonché dell’entità delle somme in gioco, si valuterà se - come generalmente è opportuno - effettuare un primo sollecito bonario “per le vie brevi”, vale a dire verbalmente/telefonicamente oppure tramite u
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Richiesta di decreto ingiuntivo (o “ingiunzione di pagamento”)
In caso di insuccesso dei solleciti di pagamento, è possibile procedere a fare istanza al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo, vale a dire una ingiunzione (intimazione) di pagamento formulata direttamente dal giudice alla parte inadempiente ai sensi dell’art. 633 del Codice di procedura civile.
Poiché tale passo andrà effettuato con l’assistenza di un professionista legale, con inevitabile aggravio di spese almeno in un primo momento, tale passo andrà ben ponderato in ragione dell’entità del credito e della controparte
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Ai sensi dell’art. 2946 del Codice civile, salvi i casi in cui la legge dispone diversamente, i diritti si estinguono per prescrizione con il decorso di 10 anni.
Fanno eccezione i diritti dei professionisti, per il compenso dell’ope
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Ai sensi dell’art. 2935 del Codice civile la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere, e pertanto dalla data di pagamento contrattualmente stabilita o prevista per legge, oppure, in assenza, dalla data di messa in mora (si veda in precedenza).
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Schema grafico prescrizione per i professionisti
Si riporta di seguito uno schema grafico concernente la durata e decorrenza della prescrizione del diritto al pagamento per i liberi professionisti.
Varie - Ordinamento giuridico e processuale - Decreto ingiuntivo - Opposizione - Onere del creditore di provare le ragioni del credito - Fattura o parcella professionale - Insufficienza.
La fattura commerciale, avuto riguardo alla sua formazione unilaterale ed alla funzione di far risultare documentalmente elementi relativi all'esecuzione di un contratto, si inquadra fra gli atti giuridici a contenuto partecipativo, consistendo nella dichiarazione, indirizzata all'altra parte, di fatti concernenti un rapporto già costituito, sicché, quando tale rapporto sia contestato, non può costituire valido elemento di prova delle prestazioni eseguite ma, al più, un mero indizio; in particolare, se detta fattura costituisce prova scritta atta a legittimare l'emissione di decreto ingiuntivo, ove nel successivo giudizio di opposizione sia contestato il rapporto principale essa non può costituirne valida prova, dovendo il creditore fornire nuove prove per integrare con efficacia retroattiva la documentazione offerta nella fase monitoria.
1. In tema di prescrizione, con riferimento al corrispettivo della prestazione d'opera, il contratto che ha per oggetto una prestazione di lavoro autonomo è da considerarsi unico in relazione a tutta l'attività svolta in adempimento dell'obbligazione assunta e, pertanto, il termine di prescrizione del diritto al compenso decorre dal giorno in cui è stato espletato l'incarico commesso, e non già dal compimento di ogni singola prestazione professionale in cui si articola l'obbligazione. Ciò a condizione che le attività professionali siano tutte riconducibili ad un unico originario contratto d'opera (incarico), essendo quest'ultimo il vero elemento cementificatore delle prestazioni, sì da farle divenire una entità unitaria che, seppur divisibile in diversi momenti, resta suscettibile di essere considerata globalmente ai fini della prescrizione.
2. Il credito del professionista spettante per l'esecuzione di un contratto d'opera ex art. 2230 del Codice civile è di valuta e non di valore e quindi può essere suscettibile di rivalutazione monetaria solo qualora si dia la prova di un maggior danno ex art. 1224 comma 2 del Codice civile.
Il maggior danno da svalutazione monetaria nelle obbligazioni pecuniarie non può essere riconosciuto sulla base della semplice qualità di imprenditore commerciale del creditore e sulla mera presunzione dell'impiego antinflazionistico delle somme di denaro dovute, poiché il maggior danno ai sensi dell'art. 1224 del Codice civile, comma 2, può ritenersi esistente in via presuntiva soltanto nei casi in cui, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali, indipendentemente dalla qualità soggettiva o dall'attività svolta dal creditore, fermo restando che, qualora quest'ultimo domandi per il titolo indicato una somma superiore a quella risultante dal suddetto saggio, sarà suo onere provare, anche in via presuntiva, l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio e, in particolare, ove il creditore abbia la qualità di imprenditore, avrà l'onere di dimostrare di avere fatto ricorso al credito bancario, sostenendone i relativi interessi passivi, ovvero quale fosse la produttività della propria impresa per le somme in essa investite, attraverso la produzione dei relativi bilanci, restando a carico del debitore la prova contraria.
Le prescrizioni presuntive, trovando ragione unicamente nei rapporti che si svolgono senza formalità, dove il pagamento suole avvenire senza dilazione, non operano se il credito trae origine da contratto stipulato in forma scritta.
Sent. C. Cass. civ. 26/03/2009, n. 7378
Professionista - Diritto al compenso - Prescrizione - Decorrenza - Dalla richiesta al Consiglio dell'Ordine del visto di congruità sulla parcella - Esclusione - Dalla conclusione della prestazione - Necessità - Fondamento.
In tema di prestazioni professionali, la prescrizione del diritto al compenso dei professionisti decorre automaticamente, ai sensi dell'art. 2957 cod. civ., dalla conclusione della prestazione, la quale fa presumere l'immediata esigibilità del corrispettivo, senza che abbia alcun rilievo l'apposizione del visto di conformità sulla parcella da parte del competente consiglio dell'ordine, essendo altrimenti riconosciuta al professionista la possibilità di fissare il termine iniziale di decorso della prescrizione in base ad una scelta arbitraria.
Nel caso di ritardato adempimento di una obbligazione di valuta, il maggior danno di cui all'art. 1224, comma 2, del Codice civile, può ritenersi esistente in via presuntiva in tutti i casi in cui, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali. Ricorrendo tale ipotesi, il risarcimento del maggior danno spetta a qualunque creditore, quale che ne sia la qualità soggettiva o l'attività svolta (e quindi tanto nel caso di imprenditore, quanto nel caso di pensionato, impiegato, ecc.), fermo restando che se il creditore domanda, a titolo di risarcimento del maggior danno, una somma superiore a quella risultante dal suddetto saggio di rendimento dei titoli di Stato, avrà l'onere di provare l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio, anche per via presuntiva; in particolare, ove il creditore abbia la qualità di imprenditore, avrà l'onere di dimostrare o di avere fatto ricorso al credito bancario sostenendone i relativi interessi passivi; ovvero - attraverso la produzione dei bilanci - quale fosse la produttività della propria impresa, per le somme in essa investite; il debitore, dal canto suo, avrà invece l'onere di dimostrare, anche attraverso presunzioni semplici, che il creditore, in caso di tempestivo adempimento, non avrebbe potuto impiegare il denaro dovutogli in forme di investimento che gli avrebbero garantito un rendimento superiore al saggio legale.
1. Professionisti - Contratto d'opera - Contratto, avente per oggetto la prestazione di lavoro autonomo, che sia considerato unico in relazione a tutta l'attività svolta - Diritto al compenso del prestatore - Decorrenza - Dalle singole prestazioni del rapporto - Esclusione - Dall'esaurimento dell'attività del prestatore considerata nel suo complesso - Necessità - Fondamento.
In tema di prescrizione, con riferimento al corrispettivo della prestazione d'opera, il contratto che ha per oggetto una prestazione di lavoro autonomo è da considerarsi unico in relazione a tutta l'attività svolta in adempimento dell'obbligazione assunta e, pertanto, il termine di prescrizione del diritto al compenso decorre dal giorno in cui è stato espletato l'incarico commesso, e non già dal compimento di ogni singola prestazione professionale in cui si articola l'obbligazione.