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Timestamp: 2017-10-19 12:56:19+00:00
Document Index: 15258302

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'sentenza ', 'art. 60', 'art 15', 'art.7', 'art 60', 'sentenza ', 'sentenza ']

Scritto da Ciro Tadicini Giovedì 06 Ottobre :17 - Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Ottobre :29 - PDF
Scritto da Ciro Tadicini Giovedì 06 Ottobre :17 - Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Ottobre :29
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1 L'attività che il Sindaco pretende di regolare è del tutto sottratta ai suoi poteri e ai suoi controlli, trattandosi di attività commerciale non assoggettata ad alcun regime autorizzatorio, nemmeno di tipo semplificato, né a regimi di imposizione tributaria, svolgendosi in ambito privato. Tar di Lecce - Sentenza n del 5 ottobre 2011 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce - Sezione Prima ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; 1 / 8
2 sul ricorso numero di registro generale 303 del 2011, integrato da motivi aggiunti, proposto da: S.M. Srl, rappresentata e difesa dagli avv. Lucio Caprioli, Vincenzo Caprioli, con domicilio eletto presso Lucio Caprioli in Lecce, via Luigi Scarambone, 56; contro Comune di Mesagne, rappresentato e difeso dall'avv. Anna Luisa Valente, con domicilio eletto presso Giovanni Palma in Lecce, viale Leopardi 15; per l'annullamento dell'ordinanza n. 29 del 6 dicembre 2010, mai comunicata, e con la quale il Sindaco del Comune di Mesagne, riproducendo in maniera pressocché integrale la propria ordinanza n. 19 del 2 agosto 2010, annullata dal TAR Lecce con sentenza n. 2000/2010, tra l'altro, disciplina la attività di distribuzione domiciliare di volantini pubblicitari, vietando la distribuzione sotto le porte di accesso, sugli usci o negli androni delle abitazioni; e consentendo la stessa solo nel giorno di venerdì, in orari predeterminati, e previa la comunicazione al comando di polizia municipale tre giorni prima della distribuzione; nonché di tutti gli atti presupposti e conseguenti. per l'annullamento, previa sospensione dell'esecuzione, della ordinanza n. 16 del 20 maggio 2011, mai comunicata alla ricorrente, e con la quale il Sindaco del Comune di Mesagne revoca l'ordinanza n. 5 del 28 marzo 2011 e ripristina la ordinanza n. 29 del 6 dicembre 2010, nonché di tutti gli atti presupposti e conseguenti. Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati; 2 / 8
3 Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Mesagne; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 13 luglio 2011 il dott. Carlo Dibello e uditi per le parti i difensori Caprioli Vincenzo, Valente Anna Luisa.; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.; Con ordinanza n.29 del 6 dicembre 2010, il Sindaco del Comune di Mesagne ha disciplinato l attività di distribuzione di volantini e altro materiale pubblicitario lungo le strade di tutto il territorio comunale : -vietandone la distribuzione sotto le porte di accesso, sugli usci o negli androni delle abitazioni private; - autorizzandone esclusivamente la consegna porta a porta nella giornata di venerdì, in orari predeterminati e previa comunicazione al comando di polizia municipale, tre giorni prima della distribuzione del predetto materiale pubblicitario, della ditta incaricata alla distribuzione dei volantini. La società ricorrente, che opera nel settore della distribuzione di materiale pubblicitario a domicilio, con recapito nelle cassette postali e non in pubblico, è insorta avverso il provvedimento del Sindaco che viene ritenuto illegittimo alla luce delle seguenti censure: 3 / 8
4 -si registra un persistente difetto di motivazione; la società ricorrente, nel porre in risalto che l ordinanza riproduce essenzialmente il contenuto di analogo provvedimento adottato dal primo cittadino in data 2 agosto 2010 lamenta, ancora una volta, il trattamento indifferenziato riservato a chi svolge attività di volantinaggio per strada e a chi distribuisce materiale pubblicitario a domicilio - come la Spot Mail srl. L ordinanza, infatti, pone erroneamente sullo stesso piano le due attività commerciali del settore ma, così facendo, finisce con l addebitare ingiustamente il problema dell imbrattamento stradale e quello dell intasamento delle griglie di raccolta dell acqua piovana a società come la ricorrente alla quale, atteso l obbligo contrattuale di procedere esclusivamente ad una consegna domiciliare del materiale pubblicitario, non possono rimproverarsi le criticità che sono state segnalate. Il provvedimento del Sindaco regolamenta con modalità restrittive l attività imprenditoriale della società ricorrente e si risolve nell uso di un potere sproporzionato rispetto all obiettivo che la P.a. intende perseguire. E, infatti, possibile applicare la sanzione prevista dall art 15, lettera f del Codice della Strada, al fine di porre rimedio ai fenomeni di cui si è detto; -l ordinanza impugnata, nel riproporre in larga misura il percorso logico giuridico adottato dal Sindaco il precedente 2 agosto 2010, risente dei vizi che quest ultimo atto ha portato in superficie e che sono stati puntualmente denunciati dalla società ricorrente con precedente gravame. In particolare, si sostiene che l attività che il Sindaco pretende di regolare è del tutto sottratta ai suoi poteri e ai suoi controlli, trattandosi di attività commerciale non assoggettata ad alcun regime autorizzatorio, nemmeno di tipo semplificato, né a regimi di imposizione tributaria, svolgendosi in ambito privato. In definitiva, l attività della ricorrente è soggetta solo al consenso del possessore della cassetta postale; 4 / 8
5 -il provvedimento è inficiato da difetto assoluto di potere. La regolamentazione della attività di pubblicità esterna è demandata al Consiglio comunale e non al Sindaco, cui non spetta di adottare il regolamento di settore( artt. 3 del d.lgs 507/93 e 42 del T.U.E.L ); -in ultima analisi, il Sindaco non può comminare sanzioni in mancanza di una disposizione legislativa o regolamentare ( art.7, comma 1 bis del D.lgs 267/2000). In data 20 maggio 2011, il Sindaco del Comune di Mesagne ha emanato l ordinanza n.16 con la quale è stata disposta : -la revoca dell ordinanza n.5 del 28 marzo 2011; -l efficacia, a tutti gli effetti, dell ordinanza n.29 del 6 dicembre 2010, sospesa in via sperimentale. La Spot Mail srl ha proposto motivi aggiunti di ricorso avverso l ordinanza 16 del 20 maggio Con quest ultimo provvedimento, il Sindaco di Mesagne ha ripristinato l efficacia della ordinanza impugnata con il ricorso originario sulla base di affermazioni indimostrate e di illazioni circa l intento della ricorrente di aggirare il divieto assoluto di volantinaggio. Si è costituito in giudizio il Comune di Mesagne che ha contestato la tesi della società ricorrente chiedendo il respingimento del ricorso e dei motivi aggiunti. 5 / 8
6 Alla Camera di Consiglio del 13 luglio 2011, la controversia è passata in decisione ai sensi dell art 60 c.p.a.. Il ricorso è fondato. La Sezione ha già censurato la indebita commistione tra le nozioni di volantinaggio stradale ( effettuato sulla pubblica via) e di distribuzione porta a porta di materiale pubblicitario. In particolare, con la sentenza n.2000 del 2010, si è posto in luce il difetto di motivazione di un ordinanza- come quella del 2 agosto 2010 dello stesso Sindaco di Mesagne- priva di alcun elemento concreto atto a dimostrare che i richiamati fenomeni di sporcizia rappresentino conseguenza diretta dell attività di volantinaggio porta a porta svolta dalla ricorrente. Il provvedimento è stato ritenuto illegittimo in quella sede anche perché gli eventuali disagi dovuti all abbandono dei volantini nelle pubbliche strade ( che è la ragione posta a fondamento dell impugnata ordinanza) non si presentano come effetti direttamente ricollegabili all attività di distribuzione di depliants porta a porta, proprio in quanto questa consiste nel deposito in cassetta dei volantini. Il Collegio, nel richiamarsi al precedente giurisprudenziale del quale condivide l impostazione di fondo, ritiene doveroso rimarcare che la indebita equiparazione della attività imprenditoriale svolta dalla ricorrente a quella di distribuzione di materiale pubblicitario per strada si è risolta in una violazione del principio di responsabilità, cui ogni provvedimento amministrativo ad efficacia anche indirettamente sanzionatoria deve ispirarsi per risultare conforme a legittimità e a giustizia sostanziale. Per effetto dei provvedimenti impugnati, la società ricorrente subisce, infatti, una limitazione nell esercizio della propria attività imprenditoriale diversamente strutturata sotto il profilo della organizzazione e degli obblighi assunti nei riguardi del destinatario finale della prestazione-, in applicazione di una regola di responsabilità per fatto altrui che sopravvive e può essere tollerata solo in limitatissimi settori dell ordinamento. 6 / 8
7 In questa prospettiva, non è trascurabile notare che il fenomeno dell abbandono incontrollato di depliants pubblicitari dipende, peraltro, dall atteggiamento di accoglienza o di rifiuto che la popolazione riserva ad un sistema di marketing capillare. Sicchè, la mancanza di elementi atti a ricondurre con elevata probabilità l effetto dell imbrattamento stradale all attività posta in essere dalla Spot Mail srl ( quali, ad es., la mancata predisposizione di un sistema di controlli sul recapito puntuale del materiale pubblicitario nelle cassette postali, così come previsto nel caso) si configura, in ultima analisi, quale deficit istruttorio e connota i provvedimenti in chiave di illegittimità. Il ricorso è accolto con conseguente annullamento delle ordinanze impugnate. Le spese possono essere compensate. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce - Sezione Prima definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l effetto, annulla i provvedimenti impugnati. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. 7 / 8
8 Così deciso in Lecce nella camera di consiglio del giorno 13 luglio 2011 con l'intervento dei magistrati: Antonio Cavallari, Presidente Luigi Viola, Consigliere Carlo Dibello, Primo Referendario, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 05/10/2011 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.) M. 8 / 8