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Timestamp: 2017-08-19 23:15:43+00:00
Document Index: 126273577

Matched Legal Cases: ['art.67', 'art. 55', 'art.21', 'art.40', 'art.68', 'art. 1339', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.69', 'art.24', 'art.55', 'art.21', 'art.4', 'art.6', 'art.6', 'art.6', 'art.9', 'art.21']

PPT - Pietro Barrera Sspal – Milano, 1° luglio 2010 PowerPoint Presentation - ID:905376
Pietro Barrera Sspal – Milano, 1° luglio 2010PowerPoint Presentation
Pietro Barrera Sspal – Milano, 1° luglio 2010
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Pietro Barrera Sspal Milano, 1 luglio 2010 - PowerPoint PPT Presentation
Pietro Barrera Sspal – Milano, 1° luglio 2010. La responsabilità disciplinare dei dipendenti pubblici dopo il d.lgs. 27 ottobre 2009, n.150 (anche alla luce del decreto legge n.78/2010). Prima e dopo la c.d. “privatizzazione”. Nozione pubblicistica
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Pietro BarreraSspal – Milano, 1° luglio 2010
dopo il d.lgs. 27 ottobre 2009, n.150
(anche alla luce del decreto legge n.78/2010)
Sspal - Milano, 1° luglio 2010
Prima e dopo la c.d. “privatizzazione”
Nozione pubblicistica
Soggezione speciale del dipendente pubblico (a fronte della supremazia speciale della p.a.)
Doveri pubblici, con un fondamento in norme costituzionali (artt.54.2, 98.2, 28)
D.lgs. 29/1993:
I rapporti individuali di lavoro … sono regolati contrattualmente
D.lgs. 150/2009: la contrattazione collettiva determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro
Nel d.lgs. 30 marzo 2001, n.165
Art.21 (rinvio al CCNL per la eventuale responsabilità disciplinare dei dirigenti)
Art.55 (Sanzioni disciplinari e responsabilità)
rinvio al CCNL per infrazioni e sanzioni, procedure di conciliazione e impugnazione, compiuta definizione del procedimento, rapporto con il procedimento penale
Art.56 (Impugnazione delle sanzioni)
Art.53 (Incompatibilità, cumulo di impieghi …)
Art.54 (Codice di comportamento)
Motivi di insoddisfazione?
Sostanziale assenza di responsabilità disciplinare per i dirigenti
Scarsa (e “disattenta”) applicazione delle disposizioni – pur severe – per la responsabilità disciplinare dei dipendenti
Inadeguatezza degli strumenti per sanzionare il “non lavoro” (assenteismo e “fannulloni”)
Irrazionale rapporto tra procedimento disciplina e procedimento penale
Con la “riforma Brunetta”
Norme imperative ex artt. 1339 e 1419 codice civile
Tuttavia, il fondamento della responsabilità (e del correlato potere) disciplinare resta l’obbligazione contrattuale (art.67 )
Art.68: nuovo art. 55 del d.lgs. 165
Art.69: artt. 55 bis … noviesnel d.lgs. 165
Modifiche all’art.21 (responsabilità dei dirigenti)
E comunque “nelle materie relative alle sanzioni disciplinari … la contrattazione collettiva è consentita negli esclusivi limiti previsti dalle norme di legge” (nuovo art.40.1/165)
Art.55 d.lgs. 165/2001 (mod. art.68/15):
Le disposizioni del presente articolo e di quelli seguenti, sino all’articolo 55-octies, costituiscono norme imperative, ai sensi e per gli effetti degli art. 1339 e 1419.2 cc., e si applicano ai rapporti di lavoro … alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2.
Cinque forti innovazioni
Compiuta definizione dei procedimenti disciplinari
Potere disciplinare dei dirigenti
Previsione legislativa delle infrazioni di maggiore gravità (e di alcune altre infrazioni)
Rapporto tra procedimenti penali e disciplinari
Responsabilità disciplinare dei dirigenti
Nella fase di prima attuazione
Art.11 “preleggi”:
Art.25.2 Costituzione:
Inapplicabilità delle nuove fattispecie penali e disciplinari (se più sfavorevoli) per i fatti antecedenti al 16.11.09
Applicabilità delle norme procedurali in rapporto alla data di acquisizione della “notitiacriminis”
Divieto di istituire (e di attivare) procedure di impugnazione
Definizione dei procedimenti pendenti entro 60 gg. (16 gennaio 2010)
Per il rimprovero verbale
Per sanzioni fino alla sospensione dal servizio e alla retribuzione per un massimo di 10 gg.
Per le medesime infrazioni (e sanzioni) quando il responsabile dell’ufficio non è un dirigente
Per le sanzioni più gravi
Procedimenti per i dirigenti
Il dirigente contesta l’addebito entro 20 gg. e convoca il dipendente con un preavviso di almeno 10 gg.
Il dipendente può inviare una memoria scritta, e può formulare “motivata istanza di rinvio”
Il dirigente conclude il procedimento entro 60 gg. dalla contestazione
In caso di differimento dei “termini a difesa” per oltre 10 gg., il termine per la conclusione è prorogato in misura corrispondente
Quando il responsabile della struttura non è un dirigente:
Il responsabile della struttura trasmette gli atti all’”ufficio disciplina” entro 5 gg. dalla notizia
L’ufficio cura il procedimento secondo i termini del procedimento semplificato (il termine per la contestazione decorre dalla data in cui l’ufficio riceve comunque la notizia)
Il termine per la conclusione decorre dalla data della prima acquisizione della notizia
Per le infrazioni di maggiore gravità
Il procedimento è assegnato all’”ufficio disciplina”, che agisce d’ufficio o per impulso del responsabile dell’ufficio dove è stata commessa l’infrazione
Medesime fasi del procedimento, ma termini raddoppiati
Non si raddoppiano i termini della proroga corrispondente all’eventuale differimento del termine a difesa
Conciliazione non obbligatoria
Esclusa nei casi in cui è previsto il licenziamento disciplinare
Deve instaurarsi e concludersi entro 30 gg. dalla contestazione
I termini del procedimento restano sospesi, e riprendono a decorrere in caso di conclusione negativa
La sanzione concordata non può essere di tipo diverso da quella per la quale si procede
Regole comuni a tutti i procedimenti
Il “codice disciplinare” sul sito internet
Con la violazione dei termini, decadenza dell’azione disciplinare e, per il dipendente, dall’esercizio del diritto di difesa
Comunicazioni più semplici (PEC, ecc.)
Diritto di accesso agli atti istruttori
Casi speciali: prosecuzione del procedimento presso altra p.a. o in caso di dimissioni
Autonomo svolgimento, anche “in parallelo”
Il procedimento disciplinare può essere sospeso solo per le fattispecie più rilevanti, quando l’ufficio non disponga di elementi sufficienti
Il procedimento disciplinare deve/può essere riaperto in caso di contrasto con la sentenza irrevocabile
Il procedimento è ripreso o riaperto entro 60 gg. dalla comunicazione della sentenza (o dall’istanza di riapertura) e si conclude entro 180 gg.
E’ comunque doveroso il rinnovo della contestazione dell’addebito, per il dipendente, dall’esercizio del diritto di difesa
Obbligo per le cancellerie di comunicare alle aa.pp. le sentenze penali pronunciate nei confronti di un dipendente pubblico
Responsabilità disciplinare, responsabilità civile, responsabilità amministrativa
Responsabilità patrimoniale del dipendente illegittimamente assente (“pari al compenso corrisposto a titolo di retribuzione”)
Responsabilità disciplinare del dipendente che con il suo operato abbia cagionato la condanna dell’amministrazione al risarcimento del danno
Mobilità per il dipendente abbia “cagionato grave danno al normale funzionamento dell’ufficio … per inefficienza, o incompetenza professionale”
Licenziamento disciplinare, senza preavviso responsabilità amministrativa
Falsa attestazione della presenza in servizio ovvero assenza giustificata con una falsa certificazione
Falsità documentali o dichiarative in occasione dell’assunzione o di progressioni di carriera
Reiterazione di condotte “aggressive o moleste o ingiuriose o lesive dell’onore e della dignità personale altrui”
Condanna definitiva con interdizione perpetua o estinzione del rapporto di lavoro
Licenziamento disciplinare, con preavviso responsabilità amministrativa
Assenza ingiustificata per più di 3 gg. nel biennio o più di 7 in 10 anni, o mancata ripresa dal servizio entro il termine assegnato
Ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto per motivate esigenze di servizio
Insufficiente rendimento della prestazione lavorativa nell’arco del biennio, dovuto alla “reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione stessa”
Insomma, pugno duro contro gli “assenteisti” responsabilità amministrativa
Per false attestazioni, oltre al licenziamento senza preavviso, risarcimento del danno patrimoniale, e sanzione penale (1-5 anni di reclusione, e multa di €400-1.600)
Stessa pena per il medico, e per “chiunque altro concorre” a certificazioni mediche false (…); per il medico, radiazione dall’albo, licenziamento (se dip. pubblico) o decadenza dalla convenzione
Visita fiscale anche per un solo giorno di assenza (fasce orarie stabilite con decreto ministeriale)
Per malattie oltre 10 gg. o per la “terza malattia”, certificazione di struttura sanitaria pubblica o medico convenzionato
In ogni caso, certificazione inviata per via telematica all’Inps, e dall’Inps alla p.a.
L’inosservanza degli obblighi di trasmissione, licenziamento o decadenza dalla convenzione.
Qualche precisazione, qualche correzione: responsabilità amministrativa
circolare n.1/2010, 19.3.2010, Art.55-septies del d.lgs. 30 marzo 2001, n.165, introdotto dall’art.69 del d.lgs. n.150/2009 – Trasmissione per via telematica dei certificati di malattia. Indicazioni operative
art.24-bis, Interpretazione autentica dell’art.55-quinquies del d.lgs.n.165/2001, in AC3209 (Disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti della PA con cittadini e imprese e delega la Carta dei doveri delle aa.pp. e per la codificazione in materia di p.a.
Per l’effettività della responsabilità disciplinare responsabilità amministrativa
La mancata collaborazione “richiesta o comunque dovuta” è sanzionata con la sospensione dal servizio e dalla retribuzione fino a 15 gg.
Il dirigente che, avendone il potere, non esercita l’azione disciplinare o ne causa la decadenza, è punito con la sospensione dal servizio e dalla retribuzione fino a 3 mesi e con la decurtazione della retribuzione di risultato
Analoga sanzione per i dipendenti privi di qualifica dirigenziale “ove non stabilito diversamente dal contratto”
La responsabilità civile del dirigente per “illiceità nello svolgimento del procedimento disciplinare” è limitata al dolo e alla colpa grave
La responsabilità disciplinare dei dirigenti responsabilità amministrativa
Resta immutato il rinvio dell’art.21 alla “eventuale responsabilità disciplinare secondo la disciplina contenuta nel contratto collettivo”
Certamente ci sono (almeno) due infrazioni disciplinari (connesse all’esercizio del potere disciplinare e allo svolgimento del procedimento - NB: come intendere il riferimento al “dirigente generale”?)
Irragionevole non ipotizzare che anche il dirigente risponda per i gravi comportamenti sanzionati con il “licenziamento disciplinare”
Una risposta chiara nel CCNL 22 febbraio 2010 per il comparto regioni e autonomie locali (art.4: netta distinzione tra la responsabilità disciplinare e gli altri ambiti della responsabilità dirigenziale, per i quali è previsto il procedimento dinanzi al Comitato dei garanti)
Raccordo tra disciplina legislativa e contrattuale responsabilità amministrativa
Più agevole per i dirigenti
Più complesso per gli altri dipendenti: certamente superate le norme procedurali, quelle relative al procedimento penale, le vecchie disposizioni transitorie; occorre maggiore attenzione per “interpolare” il codice disciplinare con le norme inderogabili stabilite dal legislatore
Una parentesi: il licenziamento per “permanente inidoneità psicofisica”: regolamento solo per lo Stato, ma “l’amministrazione può risolvere il rapporto” …
Poche novità nel decreto legge 78/2010: responsabilità amministrativa
illecito disciplinare e responsabilità erariale:
art.6, comma 7: incarichi di consulenza
art.6, comma 12: missioni
art.6, comma 13: formazione
art.9, comma28: lavoro flessibile
Autonomia di ogni amministrazione per responsabilità amministrativa
“Ricostruire” il Codice disciplinare
Individuare l’ufficio preposto alla gestione dei procedimenti disciplinari più complessi
Individuare gli uffici affidati a responsabili privi di qualifica dirigenziale
Individuare il titolare del potere disciplinare nei confronti dei dirigenti (almeno per le fattispecie di cui agli artt. 55-bis.7 e 55-sexies.3)
Promuovere azioni volte ad uniformare i criteri di valutazione dei diversi dirigenti a cui è affidato un’autonoma potestà disciplinare.
Ed ora (cosa bolle in pentola?) responsabilità amministrativa
ddl AS2156, recante Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella Pubblica Amministrazione
giuramento dei dipendenti pubblici: fedeltà alla Repubblica, alla Costituzione, alle leggi e “ai doveri nell’interesse dell’Amministrazione e dei cittadini per il pubblico bene” (art.21, ddl AC3209-A)
3 LUGLIO 2010 -3 luglio
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