Source: http://www.avvocatiamministrativistiliguri.it/tar-liguria-sez-ii-sent-22-gennaio-2020-n-53/
Timestamp: 2020-03-29 23:35:01+00:00
Document Index: 165336864

Matched Legal Cases: ['art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 32', 'art. 41', 'art. 1', 'e contrario']

Tar Liguria, sez. II, sent. 22 gennaio 2020, n. 53 | Associazione Avvocati Amministrativisti Liguri
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Tar Liguria, sez. II, sent. 22 gennaio 2020, n. 53; Pres. Pupilella, est. Morbelli; Federazione Italiana Tabaccai e Assunta Valerio (Avv.ti Livia Grazzini e Paolo Mellina Bares) c. Comune di Ventimiglia (Avv.ti Daniela Anselmi, Alessio Anselmi e Andrea Macchiavello) e nei cfr. di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (n.c.)
COMUNE E PROVINCIA – Sindaco – ordinanza che disciplina l’orario di funzionamento degli apparecchi ex art. 110, co. 6, T.U.L.P.S – chiusura dalle 7 alle 19 – violazione principi adeguatezza e proporzionalità – non sussiste
COMUNE E PROVINCIA – Sindaco – ordinanza che disciplina l’orario di funzionamento degli apparecchi ex art. 110, co. 6, T.U.L.P.S – chiusura dalle 7 alle 19 – decisione Conferenza Unificata Stato Regioni non recepita da decreto ministeriale – non costituisce parametro di legittimità
È legittima l’ordinanza del Sindaco che dispone la chiusura degli apparecchi da gioco ex art. 110, co. 6, TULPS dalle ore 7 alle ore 19, senza che ciò comporti la violazione dei principi di adeguatezza e proporzionalità con riferimento al sacrificio imposto agli esercenti rispetto all’interesse pubblico perseguito. Infatti, a fronte della salute, tutelata dall’art. 32 della Costituzione come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, sta l’iniziativa economica privata, che non può svolgersi in modo da arrecare danno alla sicurezza umana e deve essere coordinata a fini sociali (art. 41 Cost.).
La decisione della Conferenza unificata Stato Regioni n. 103/U del 7 settembre 2017, non recepita con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, come previsto dall’art. 1, comma 936, della legge n. 208/2015, riveste carattere di mera “proposta” non giuridicamente cogente e non costituisce dunque un parametro di legittimità del provvedimento impugnato. Inoltre, poiché tale proposta di riordino dell’offerta del gioco lecito contempla un complessivo riordino della materia e, oltre a stabilire un’apertura minima di 10-12 ore giornaliere di tutti i punti gioco, prevede anche una significativa riduzione dell’offerta del gioco lecito, sia dei volumi che dei punti vendita, risulta arbitrario e contrario allo spirito dell’intesa predicarne un’applicazione atomistica o parcellizzata.