Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/riconoscimento
Timestamp: 2019-01-16 02:47:51+00:00
Document Index: 61772169

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2331', 'art. 39', 'sentenza ', 'art. 64', 'art. 67', 'sentenza ', 'art. 64', 'sentenza ']

Riconoscimento – La Legge per tutti
Riconoscimento del figlio (d. civ.)
[vedi Figlio (Riconoscimento del)].
Riconoscimento delle persone giuridiche (d. civ.)
Ai sensi dell’art. 1 del D.P.R. 10-2-2000, n. 361, le associazioni [vedi Associazioni], le fondazioni [vedi Fondazioni] e le altre istituzioni di carattere privato acquistano la personalità giuridica [vedi] con l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche [vedi] istituito presso le Prefetture (Uffici territoriali del Governo).
Per le persone giuridiche che operano nelle materie attribuite alla competenza delle Regioni, la personalità si acquista con l’iscrizione nell’apposito Registro istituito presso la Regione stessa.
Le società [vedi] commerciali, invece, acquistano la personalità giuridica con l’iscrizione nel registro delle imprese (art. 2331 c.c.), da cui scaturisce, ope legis, la personalità, senza necessità di ulteriori controlli.
Una forma particolare di riconoscimento (per registrazione) è prevista dall’art. 39 della Costituzione (al quale non è stata data ancora attuazione) per i sindacati, alla sola condizione che i loro statuti garantiscano un ordinamento interno a base democratica. Attualmente i sindacati sono associazioni di fatto.
Riconoscimento delle sentenze penali straniere (d. p. pen.)
Il Riconoscimento può avvenire per taluni effetti penali (recidiva, pene accessorie, misure di sicurezza, delinquenza abituale, professionale o per tendenza), per l’esecuzione della pena principale (detentiva o pecuniaria) o anche soltanto agli effetti civili (risarcimento del danno).
La legittimazione a promuovere il riconoscimento spetta, ai fini penali, al Procuratore generale presso la Corte d’Appello e, ai fini civili, al privato interessato.
La competenza a decidere spetta alla detta Corte, secondo la generale tendenza del legislatore in materia internazionale.
Riconoscimento delle sentenze straniere (d. int. priv.)
La L. 218/1995 eliminando il procedimento di delibazione (procedimento giurisdizionale che consentiva ad un soggetto di far valere in Italia una sentenza straniera, attribuendo alla medesima tutti gli effetti ad essa ricollegabili) prevede l’automatico ingresso e riconoscimento delle sentenze straniere nel nostro ordinamento, purché siano presenti i requisiti previsti dall’art. 64 della medesima legge.
Quando si tratti di un provvedimento che la controparte abbia contestato o non abbia spontaneamente eseguito o in base al quale debba essere iniziata l’esecuzione forzata chiunque vi abbia interesse, potrà richiedere all’Autorità giudiziaria ordinaria l’accertamento dei requisiti del riconoscimento (art. 67, L. 218/1995).
I PRESUPPOSTI DEL RICONOSCIMENTO DELLE SENTENZE CIVILI STRANIERE
La sentenza straniera è riconosciuta in Italia senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento quando (art. 64 L. 218/1995):
a) il giudice che l’ha pronunciata poteva conoscere della causa secondo i prin-cipi sulla competenza giurisdizionale propri dell’ordinamento italiano;
d) è passata in giudicato secondo la legge del luogo in cui è stata pronunciata;
e) non è contraria ad altra sentenza pronunciata da un giudice italiano passata in giudicato;
Riconoscimento di scrittura privata (d. p. civ.)
[vedi Scrittura privata].
Riconoscimento in ambito internazionale (d. int.)
È un atto diplomatico attraverso il quale uno Stato dichiara di riconoscere come legittima una situazione creatasi in un altro Stato. Detta situazione può avere ad oggetto la costituzione di un nuovo Stato o di un nuovo regime politico (in seguito a rivoluzione), o un’annessione territoriale (es.: Crimea annessa alla Russia).
Il Riconoscimento può essere:
— de jure, quando lo Stato preesistente afferma la legittimità dell’esistenza del nuovo Stato in quanto non contrastante con i propri interessi;
— de facto, nel caso in cui lo Stato preesistente si limita semplicemente a prendere atto dell’esistenza del nuovo Stato, senza tuttavia pronunciarsi sulla legittimità o meno della sua costituzione;
— espresso, quando è effettuato mediante un atto formale;
— tacito, quando deriva da un comportamento tale da risultare incompatibile con una volontà di non riconoscere.
Per ciò che concerne gli Stati di nuova formazione il Riconoscimento non ha valore costitutivo della personalità di diritto internazionale; presenta piuttosto una valenza politica che indicala volontà di un Governo di avviare relazioni amichevoli con il nuovo Stato.