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Timestamp: 2019-07-21 19:19:19+00:00
Document Index: 163829685

Matched Legal Cases: ['art. 677', 'art. 677', 'art. 110', 'art. 677', 'art. 677', 'art. 677', 'art. 110', 'art. 677', 'art. 677', 'art. 650', 'art. 677', 'art. 677', 'art. 650', 'art. 677', 'art. 677', 'art. 650', 'art. 677', 'art. 650', 'art. 677', 'art. 677', 'art. 650', 'art. 650', 'art. 677', 'art. 677']

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Svezia, arresto avvocato penale italiano
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Si è affermato che la responsabilità ex art. 677 c.p. deriva per forza da uno status di tutela, che a sua volta si basa sulla funzione di possessore del bene immobile o nel dovere negoziale di gestire lo stesso immobile.
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Ebbene, se si configura uno solo di tali criteri di azione della responsabilità ex art. 677 c.p., nessun problema; ma a chi ascrivere la responsabilità di tipo penale nell ipotesi di presenza contemporanea di tutte e due le qualificazioni individuali, ossia in un edificio in cui, oltre al possessore dell alloggio che avvisa la distruzione, vi sia un gestore delegato?
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Orbene, la giurisprudenza ricompone il problema nel senso più adeguato alla causa del negozio attivo tra possessore e gestore, ossia trasporre in capo a questo, presumibilmente dotato di maggiori conoscenze tecniche rispetto al primo, il pericolo dell amministrazione e la connessa responsabilità: sarà, quindi, in questo caso, il solo responsabile di condominio ad essere responsabile a livello penale (estromettendo, dunque, si pensi, perfino una compartecipazione ex art. 110 c.p.) del delitto di rischio definito dall art. 677 c.p. (4).
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Allo stesso modo, la responsabilità ex art. 677 c.p. potrà nascere solo per il possessore del bene immobile, a niente essendo rilevante, allo scopo della responsabilità di tipo penale, la qualificazione di gestore, anche se a essa sia connesso un dovere di consueta conservazione dell alloggio gestito; ora, questa tesi, tuttavia, non è totalmente ovvia in giurisprudenza, in special modo nelle sentenze più attuali che, basandosi proprio sull onere di badare alla consueta conservazione del condomino danno vista a un onere di esso di cooperare anche nell ipotesi di aggiustature urgenti e non ordinarie,affrettandosi, tuttavia, e questo, a lieve avviso dell autore, non é ammissibile perché in evidente opposizione al contenuto dell art. 677 c.p. che cita chiaramente il solo possessore tra gli agenti, con il criterio di tassatività dell ipotesi di accusa e la generica interdizione di attinenza in malam partem, a implicare anche il gestore nell ambito, per lui insolito, della compartecipazione ex art. 110 c.p. nella trasgressione di cui all art. 677 c.p. (6 ).
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Infine, va fatta una riflessione in ordine alle relazioni tra l ipotesi di cui all art. 677 c.p. e quella prevista dall art. 650 c.p. Orbene, quest ultima ipotesi, rispetto a quella di cui all art. 677 c.p., non configura un illecito proprio, non essendo prevista per la sua configurazione nessuna qualificazione naturale o giuridica in capo all agente; tuttavia, ben può verificarsi l ipotesi in cui il gestore di condominio esegua un azione in astratto adeguata a infrangere sia la disposizione di cui all art. 677 c.p. sia quella, più generica, di cui all art. 650 c.p. orbene, in questo caso non ci su può sic et simpliciter basare, sebbene prima facie possa sembrare l opposto, sull indicazione di una clausola di sussidiarietà manifesta (”…se il fatto non rappresenta un più grave delitto…”) che chiarisca le idee l interprete circa l identificazione della (sola) ipotesi attuabile nel caso specifico; la riserva di sussidiarietà, difatti, eccettua i casi più severamente puniti (dunque, la sola fattispecie di cui al terzo comma dell art. 677 c.p., lasciando in teoria aperta la via, negli altri casi, alla cumulazione di entrambe le accuse e, quindi, dei connessi effetti punitivi: nondimeno, nella modesta opinione dell autore, una risoluzione più adeguata al criterio garantista del ne bis in idem sostanziale è realizzabile (e consigliabile), almeno per quelle azioni che configurino una parallela infrazione di tutte e due le norme, quella di cui all art. 677, c. 3, c.p. e quella di cui all art. 650 c.p.
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A un esame più dettagliato, infatti, il bene giuridico tutelato dall art. 677, c. 3, c.p. appare come specifico in rapporto a quello di cui all art. 650 c.p., o meglio, la protezione conferita al bene giuridico dall art. 677, c. 3, c.p., configura l identificazione di una più particolare tipologia di attacco al bene giuridico tutelato:
- in questa visione sembra invero corretta perché basata su una solida argomentazione quella più attuale giurisprudenza che crede, nel caso di azioni in modo astratto adeguate a trasgredire sia il testo di cui all art. 677, c. 3, c.p. sia quello di cui all art. 650 c.p., intervenire proprio il criterio di sussidiarietà, e, di conseguenza, considerarsi l ipotesi di cui all art. 650 c.p. assimilata in quella di cui all art. 677, c. 3, c.p. (7 ).
-Mohlin Svizzera
La veridicità di questa tesi è convalidata, al contrario, dal dato che, nei casi di azioni che esonerano dal terzo comma dell art. 677 c.p., torna in uso, convalidato dalla lettura giurisprudenziale di molto dominante, l insieme delle accuse di cui agli artt. 677 e 650 c.p. (8 ).
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Ciò a convalida della tesi secondo cui, in ambito penale, è alquanto difficile preordinare modelli di applicazione capaci di predefinire gli effetti punitivi connessi a una particolare azione, dovendosi per forza proseguire, e i casi esaminato rappresentano una sviluppata dimostrazione della tesi, ad una precisa analisi della particolare azione, del livello del bene giuridico tutelato, della concretezza e del tipo della lesione eseguita a svantaggio di esso; l intervento logico in esame, nello svolgimento della quale appare fondamentale farsi rischiarare le idee dal buon senso reale, va effettuata avendo come scopo principale quello di liberare il campo dal rischio di doppie confutazioni che, oltre a costituire una focomelia teorica e di applicazione degli istituti del codice, si traspongono in chiare infrazioni dell interdizione del ne bis in idem effettivo e di una rigida lettura del criterio di tassatività.