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Timestamp: 2020-01-21 06:08:02+00:00
Document Index: 127556941

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 1']

Numero 4 26 gennaio 2018
NUOVI CONTROLLI FISCALI SECONDO LA GUARDIA DI FINANZA
Redditi di impresa e dichiarazione Iva
Imposta sostitutiva su finanziamenti
L’Agenzia delle Entrate, mediante il Provv. 23.11.2017 , prot. 270335/2017, ha approvato il nuovo modello di dichiarazione dell' imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio-lungo termine , nonché le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica, da utilizzare per presentare la dichiarazione sulle imposte sostitutive dovute sulle operazioni di finanziamento. Il modello serve anche per procedere alla liquidazione del saldo e dell'acconto dell'imposta stessa. Si rileva che le operazioni di credito a medio e lungo termine sono assoggettate su opzione esplicita ad un sistema fiscale agevolato di cui alla disciplina contenuta negli artt. 15-20-bis, D.P.R. 601/1973 [CFF8015 – 8020a] , successivamente modificata dall’art. 7-quater, co. da 33 a 35, D.L. 193/2016, conv. con modif. dalla L. 225/2016. La dichiarazione può essere presentata direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate. Da gennaio 2018 tutti gli utenti sono tenuti a presentare, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, la dichiarazione contenente l’indicazione delle operazioni di finanziamento effettuate nel corso dell’esercizio stesso, distintamente per tipologia di imposta applicabile, con il nuovo modello. Il corpo centrale del modello è costituito dai Quadri FA (dati del capitale finanziato nel periodo oggetto della dichiarazione), FB (calcolo del saldo dell’imposta) e FC (eventuali operazioni straordinarie). L’obbligo della dichiarazione telematica sussiste per le operazioni svolte nell’esercizio successivo a quello in corso al 31.12.2017 (se l’esercizio coincide con l’anno solare, la dichiarazione telematica per le operazioni effettuate nel 2017, si presenta entro il 30.4.2018).
L’ art. 1-ter , introdotto dalla L. 4.12.2017, n. 172 , di conversione con modificazioni del D.L. 16.10.2017, n. 148 , denominato « Disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili. Modifica alla disciplina dell’estinzione del reato per condotte riparatorie », ha previsto alcune modifiche all’ obbligo di comunicazione trimestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute dai soggetti passivi Iva di cui all’art. 4, D.L. 22.10.2016, n. 193, conv. con modif. dalla L. 1.12.2016, n. 225, che ha modificato l’art. 21, D.L. 31.5.2010, n. 78, conv. con modif. dalla L. 30.7.2010, n. 122 [CFF1853] . Alla luce delle numerose difficoltà riscontrate per l’ invio telematico dei dati delle fatture Iva emesse e ricevute relative al primo semestre 2017 , non saranno applicate le sanzioni previste , purché i dati esatti siano trasmessi entro il 28.2.2018 . Risultano, inoltre, consentiti la trasmissione dei dati con cadenza semestrale , in luogo della trimestrale, e l ’invio riepilogativo di tutte le fatture , registrate cumulativamente , di importo inferiore a € 300 .
Scudo fiscale ter per frontalieri ed ex Aire
L’art. 5-septies, D.L. 16.10.2017, n. 148 (cd. Collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2018), inserito dalla L. 4.12.2017, n. 172, ha introdotto una sanatoria per determinati investimenti esteri non dichiarati ai fini del monitoraggio fiscale e detenuti da persone fisiche residenti in Italia che precedentemente erano iscritti all’ Aire o lavoravano come frontalieri . Sono regolarizzabili le somme detenute all’ estero alla data del 6.12.2017 , data di entrata in vigore della Legge di conversione del D.L. 148/2017, se derivanti da precedente attività di lavoro dipendente o autonomo svolta nel Paese estero o dalla vendita di immobili ubicati nel Paese dove è stata svolta l’attività. La sanatoria comporta il versamento di una somma pari al 3% del valore degli investimenti al 31.12.2016 entro il 30.9.2018 , presentando una istanza entro il 31.7.2018 .
Sembra essere giunto a conclusione il contrasto giurisprudenziale relativo alla cd. « usurarietà sopravvenuta » sui contratti di finanziamento ante 1996 ; la problematica era approdata all’esame delle Sezioni Unite in conseguenza di una questione di puro diritto intertemporale che aveva scatenato la vexata quaestio , ruotante intorno alla lettura degli effetti svolti sia dalla norma antiusura di cui alla L. 7.3.1996, n. 108, sia dall’art. 1, D.L. 29.12.2000, n. 394, conv. con modif. dalla L. 28.2.2001, n. 24, quale norma di interpretazione autentica limitante il combinato disposto (riformato) degli artt. 1815, co. 2, c.c. e 644 c.p. alle sole fattispecie di usurarietà originaria . Le Sezioni Unite della Cassazione, con l’Ordinanza n. 24675 del 19.10.2017, hanno indicato che per detti contratti sono dovuti tutti gli interessi del mutuo , anche se superano la soglia dell’ usura nel corso del rapporto; la pronuncia ha riguardato appunto un processo in cui una S.p.a. aveva convenuto in giudizio un istituto di credito chiedendo che si dichiarasse nulla la previsione del tasso d'interesse del 7,75 % fisso semestrale contenuta nel mutuo decennale di 14 miliardi di lire concluso con la convenuta il 19.1.1990 , perché detto tasso era superiore al tasso soglia determinato dalla citata L. 108/1996, in materia di usura, entrata in vigore nel corso del rapporto.