Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2019/07/rottamazione-ter-e-saldo-e-stralcio-riapertura-dei-termini.html
Timestamp: 2020-04-02 06:56:40+00:00
Document Index: 169647537

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 30', 'art. 27', 'art.6', 'art.1', 'art.3', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 36']

Rottamazione-ter e saldo e stralcio: riapertura dei termini 2019
Il Decreto Crescita 2019 ha riaperto i termini per aderire alla “rottamazione-ter” delle cartelle e al c.d. “saldo e stralcio” dei debiti fiscali e contributivi delle persone fisiche in difficoltà economica.
Per aderire alla Definizione agevolata 2018 è necessario presentare l’apposita dichiarazione di adesione entro il 31 luglio 2019.
1. Riapertura dei termini e nuova scadenza al 31 luglio 2019
3. Decreto Crescita: riaperti i termini ma con alcune differenze
La Legge n. 58/2019, di conversione del c.d. “Decreto Crescita” (D.L. n.34/2019), ha riaperto i termini della pace fiscale 2018/2019.
Il testo della norma in esame prevede che, il debitore rimasto escluso dalla precedente sanatoria appena conclusa, possa ancora aderire alla terza edizione della rottamazione e al c.d. “saldo e stralcio” delle cartelle entro il 31 luglio 2019, con le modalità e in conformità alla modulistica che l’agente della riscossione ha già pubblicato sul proprio sito internet.
Tuttavia, dalla riapertura dei termini risultano esclusi
i ruoli affidati all’agente della riscossione successivamente al 31 dicembre 2017 e
i debiti già ricompresi nelle dichiarazioni di adesione presentate entro lo scorso 30 aprile.
Al fine di operare un’accurata analisi dell’argomento in esame, occorre inquadrare la disciplina di fondo delle due sanatorie e chiarire, in primis, che l’art. 3 del D.L. n. 119/2018 (convertito con modifiche in legge 17/12/2018, n. 136 – G.U. n. 293 del 18 dicembre 2018), ha riproposto in un’ottica generale di “pacificazione fiscale” la terza edizione della c.d. “rottamazione” delle cartelle.
Il “Saldo e Stralcio”
Parallelamente, l’ultimo tassello della c.d. pace fiscale 2019, è stato poi rappresentato da un altro tipo di definizione agevolata denominata “saldo e stralcio” dei debiti fiscali e contributivi delle persone fisiche in difficoltà economica; si tratta, senza dubbio, di una delle principali misure fiscali contenute nella Legge di Bilancio 2019 (L. n. 145/2018 in G.U. n. 302 del 31 dicembre 2018) e rappresenta una sorta di “super rottamazione” rivolta alle persone fisiche che abbiano un Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) fino a 20mila euro.
In sostanza, l’adesione a quest’ultima sanatoria, ha consentito l’abbattimento integrale delle sanzioni e degli interessi di mora e il versamento del capitale in misura ridotta e variabile a seconda della classe di Isee del debitore (il valore dell’imposta da versare può essere ridotto sino all’84%).
senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora di cui all’art. 30, comma 1, DPR 29 settembre 1973, n. 602, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive di cui all’art. 27, comma 1, del D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46;
In effetti, gli sconti sul capitale sono scaglionati in funzione dell’indicatore della situazione economica e la riduzione dell’importo da pagare è tanto maggiore quanto più basso è l’indicatore della situazione economica.
Tale riduzione, peraltro, si aggiunge all’azzeramento delle sanzioni e degli interessi di mora.
Contribuenti in stato di sovraindebitamento
In buona sostanza, sono stati ammessi di diritto alla sanatoria del “saldo e stralcio”, anche i contribuenti (solo persone fisiche) per i quali, indipendentemente dal valore Isee del proprio nucleo familiare, alla data di presentazione della dichiarazione di adesione alla definizione, sia stata aperta la procedura di liquidazione dei beni di proprietà, nell’ambito della disciplina della composizione della crisi da sovraindebitamento, secondo l’articolo 14-ter, legge n. 3 del 2012.
Invero, in questo caso, per i soggetti rientranti in tale fattispecie, l’importo da pagare a titolo di capitale e interessi da ritardata iscrizione è pari al 10% di quello dovuto.
In definitiva, il debitore in stato da sovraindebitamento, e per il quale non ricorrano le condizioni di inammissibilità, può chiedere la liquidazione di tutti i suoi beni e in questo caso, aderendo alla sanatoria del “saldo e stralcio” delle proprie cartelle, può farlo versando esclusivamente il 10% del debito residuo dopo aver sottratto sanzioni e interessi di mora.
In conclusione, in tale eventualità, lo stralcio sarà pari al 90% del totale affidato.
Il pagamento del debito con la “Saldo e Stralcio”: importi e scadenze
oppure in 5 rate così suddivise:
In caso di pagamento rateale si applica un tasso d’interesse pari al 2% annuo a decorrere dal 1° dicembre 2019.
Inoltre, così come disposto per la terza rottamazione, anche in questa ipotesi per chi paga a rate, nel caso di pagamento tardivo, è prevista al massimo una tolleranza di cinque giorni.
Come già rilevato, il Decreto Legge n. 34/2019 (“decreto Crescita”), convertito con modificazioni dalla L. n. 58/2019, ha riaperto i termini per aderire alla “rottamazione-ter” delle cartelle e al c.d. “saldo e stralcio” dei debiti fiscali e contributivi delle persone fisiche in difficoltà economica: in sostanza, c’è ancora tempo fino al 31 luglio 2019 per accedere alle due tipologie di sanatoria.
Si tratta, però, di una riapertura dei termini su cui è stato fissato un vero e proprio perimetro.
In primo luogo, non è stata prevista nessuna estensione ai carichi affidati alla riscossione nel 2018 – detto in altri termini, saranno rottamabili solo le cartelle consegnate dagli enti impositori tra il 2000 e il 2017 – e, inoltre, il numero delle rate per il pagamento della rottamazione ter non è più di 18 e spalmato su cinque anni (come per chi ha aderito entro il 30 aprile), bensì di 17 rate con un piano di ammortamento del debito ridotto a circa quattro anni.
potrà pagare gli importi dovuti in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2019 o nel numero massimo di 17 rate, la prima delle quali in scadenza il 30 novembre 2019 e pari al 20% della somma richiesta;
che le rate successive alla prima saranno di pari importo e avranno quattro scadenze annue fisse a partire dal 2020: 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e il 30 novembre;
che gli interessi saranno dovuti, nella attuale misura del 2% annuo, a partire dal 1° dicembre 2019.
oppure nel numero massimo di 9 rate consecutive, la prima delle quali, di importo pari al 20%, scadente il 30 novembre 2019 e le restanti, ciascuna di pari importo, scadenti il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio ed il 30 novembre degli anni 2020 e 2021.
In caso di pagamento rateale, gli interessi di cui al comma 3 dell’articolo 3 del citato decreto-legge n. 119 /2018 sono dovuti a decorrere dal 1° dicembre 2019.
si applicano alle dichiarazioni tardive, presentate successivamente al 30 aprile 2019 e anteriormente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del provvedimento in esame (sul punto è necessario rilevare che l’Ader, con un comunicato stampa che ha accompagnato la pubblicazione dei nuovi modelli di adesione DA-2018-R, ha specificato che le istanze di rottamazione già trasmesse in ritardo rispetto alla scadenza del 30 aprile, non dovranno essere ripresentate, poiché saranno automaticamente valutate per effetto della riapertura dei termini);
si applicano ai soggetti decaduti dalla prima rottamazione (art.6, D.L. 193/2016) o dalla rottamazione-bis (art.1, D.L. 148/2017).
Non trovano applicazione alla riapertura dei termini i commi 21, 22, 24 e 24-bis, art.3del D.L. n.119/2019, che disciplinano il trattamento dei soggetti che hanno aderito alle precedenti definizioni agevolate;
non si applicano ai carichi affidati agli agenti della riscossione a titolo di risorse proprie tradizionali UE e all’Iva all’importazione.
Con specifico riferimento al “saldo e stralcio”, invece, l’art. 16-bis, comma 2, del D.L. n. 34/2019, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 58/2019, ferma restando la scadenza della nuova domanda fissata al 31 luglio 2019, ha altresì confermato regole e tempistiche già previste originariamente dall’art. 1, commi 184 e 185, della Legge n. 145/2018.
In sostanza, anche in questo caso, rientrano nell’ambito applicativo della definizione per estinzione dei debiti prevista per i contribuenti che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, i carichi – intestati a persone fisiche – affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 – derivanti esclusivamente:
dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di cui all’art. 36-bis del DPR n. 600/1973 e all’articolo 54-bis, del DPR n. 633/1972, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni;
dall’omesso versamento di contributi dovuti dagli iscritti alle Casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’INPS con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.
in un’unica soluzione con scadenza 30 novembre 2019;
oppure nel numero massimo di 5 rate consecutive così suddivise:
E’ una vera e propria clausola di salvaguardia contro la perdita dei benefici del “saldo e stralcio” per le ipotesi di lievi ritardi nel pagamento delle rate.
Diversamente, sarà sufficiente anche un ritardo di soli 6 giorni per perdere tutti i benefici ottenuti e decadere così dalla sanatoria de qua.