Source: https://www.studiolegalebusetto.it/violenza-sessuale-e-minorata-difesa/
Timestamp: 2019-07-17 23:01:02+00:00
Document Index: 104436018

Matched Legal Cases: ['art. 61', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 609', 'art. 609', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 61']

VIOLENZA SESSUALE E MINORATA DIFESA - Studio Legale Busetto | Il nuovo modo di essere avvocati
In materia di abuso sessuale in danno di minori, la circostanza aggravante di cui all’art. 61 n. 5 c.p., l’avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa, non è incompatibile con quella della minore età a condizione che il reo non si limiti solo ad approfittare della minore età della vittima, in quanto mentre la circostanza aggravante speciale prescinde dalle modalità dell’azione, quella comune riguarda proprio tali modalità; sussiste quindi la circostanza aggravante della minorata difesa in tutti i casi in cui le particolari modalità dell’azione, connesse a situazioni oggettive o soggettive, consentano di approfittare della condizione di fragilità della vittima a prescindere dalla minore età in quanto tale
Corte di Cassazione, terza sezione penale, sentenza n. 11509 del 2019
La Corte d’Appello, in parziale riforma della sentenza del Giudice di primo grado, con la quale l’imputato era stato dichiarato responsabile del reato di violenza sessuale ex art. 609 bis c.p., commesso in danno di minore e condannato alla pena di sette anni di reclusione nonché al risarcimento dei danni in favore delle parti civili, escludeva la circostanza aggravante ex art. 609 ter n. 5 sexies c.p. e riduceva la pena all’imputato ad anni sei, e dieci mesi , confermando nel resto.
L’articolo 609 bis c.p. dispone che:
1)abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;
2)traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.
Nel ricorrere in Cassazione l’imputato lamenta la violazione dell’art. 61 c.p., n. 5 sostenendo che la Corte territoriale avrebbe ritenuto integrata la circostanza aggravante sulla base della semplice assenza della madre della minore.
Gli Ermellini, intervenuti sulla questione hanno dichiarato infondato il ricorso, rammentando che secondo costante orientamento giurisprudenziale:
“in materia di abuso sessuale in danno di minori, la circostanza aggravante di cui all’art. 61 n. 5 c.p. l’avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa, non è incompatibile con quella della minore età a condizione che il reo non si limiti solo ad approfittare della minore età della vittima, in quanto mentre la circostanza aggravante speciale prescinde dalle modalità dell’azione, quella comune riguarda proprio tali modalità; sussiste quindi la circostanza aggravante della minorata difesa in tutti i casi in cui le particolari modalità dell’azione, connesse a situazioni oggettive o soggettive, consentano di approfittare della condizione di fragilità della vittima a prescindere dalla minore età in quanto tale”.
La minore età riguarda una condizione soggettiva della vittima, connessa allo stato anagrafico, pertanto si prescinde, ai fini della configurabilità del reato dalle modalità dell’azione. La minorata difesa consente di attribuire rilievo alle modalità dell’azione, connesse a situazioni oggettive o soggettive, che prescindono dalla minore età in quanto tale.
Nel caso in questione, la minorata difesa era stata ravvisata sul fatto che l’imputato aveva approfittato della circostanza che la minore non si trovava, al momento, sotto la vigilanza della madre.
Tale elemento costituisce un “quid pluris” apprezzabile come circostanza aggravante ex art. 61 c.p. n. 5, pertanto i giudici di merito avevano statuito correttamente.