Source: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=2
Timestamp: 2020-02-24 16:17:27+00:00
Document Index: 77070306

Matched Legal Cases: ['art. 321', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 321', 'art. 321', 'art. 17']

Settore sistema di qualificazione eVigilanza sulle imprese
Comunicato alle S.O.A. n. 35
Prot. n. 63401/03/isp
Oggetto: Problematiche in tema di applicazione di misurecautelari interdittive e preventive nei confronti di soggetti che ricopronocariche allinterno di imprese qualificate.
SOA/392
Sono pervenuti alcuni quesiti riguardanti la possibilità di intervenire sulle attestazioni di qualificazione (da parte delle Soa), rilasciate ad imprese i cui rappresentanti o titolari di cariche (con particolare riguardo al direttore tecnico), vengano successivamente sottoposti alle misure di prevenzione di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575 o al sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p.
In relazione alla portata di carattere generale delle questioni evidenziate e a garanzia di una uniformità di comportamento da adottarsi nei confronti delle imprese che versano in tali condizioni, si è ritenuto necessario acquisire i pareri del Ministero della Giustizia e del Ministero dell'Interno, nonché di convocare un'audizione nella quale assumere le opinioni dei soggetti coinvolti.
A tale proposito si riassumono i quesiti sui quali si è acquisito il parere e si è svolto il dibattito nel corso dell'audizionedel 9 settembre 2003.
A) E' stato richiesto se sia possibile procedere alla variazione di un'attestazione rilasciata ad un'impresa per la quale sia stato nominato un amministratore giudiziario con decreto del Tribunale, nel caso in cui il decreto abbia applicato le misure preventive della sorveglianza speciale e dell'obbligo di soggiorno, nonché il sequestro e sconfisca dei beni nei confronti dell'amministratore unico e del direttore tecnico dell'impresa (provvedimenti emessi in applicazione della normativa di cui alla legge575/1965.
Nel caso prospettato, in particolare, il provvedimento del Tribunale, oltre ad applicare le misure richiamate, ha sospeso, ai sensi dell'art. 10 L. 575/65, a carico dell'amministratore e direttore tecnico, in via provvisoria, l'efficacia di tutte le licenze ed autorizzazioni di polizia e di commercio, nonchè l'efficacia delle iscrizioni,delle concessioni, dei finanziamenti e di ogni altro provvedimento ampliativo concesso dalla pubblica amministrazione, per lo svolgimento dell'attività imprenditoriale, in favore del prevenuto; lart. 10, comma 2, legge 575/65, inoltre, prevede che il provvedimento definitivo di applicazione della misura di prevenzione determina il divieto di concludere contratti di appalto riguardanti la pubblica amministrazione.
In considerazione della generica sospensione dell'attività d'impresa, il punto qualificante della questione riguarda la possibilità per le Soa di operare la sostituzione dei nominativi dell'amm.re unico/legale rappresentante e del direttore tecnico nell'attestazione di qualificazione già rilasciata, mediante l'inserimento del nominativo dell'amministratore giudiziario (o di soggetti da questo designati).
Dalle risultanze emerse in sede di audizione e dai pareri espressi, ad avviso dellAutorità, é possibile affermare che la sostituzione con l'amministratore giudiziario nominato dal Tribunale in luogo del legale rappresentante e direttore tecnico dell'impresa sia operabile per le seguenti ragioni di fatto e di diritto.
La nomina dell'amministratore giudiziario, infatti, recide i legami dell'impresa con l'attività oggetto di sanzione, consentendole quindi di continuare a svolgere un'attività lecita sotto la guida dell'amministratore giudiziario.
Del resto, ai sensi dell'articolo 2-sexies della legge 575/65, l'amministratore giudiziario provvede alla custodia, alla conservazione ed all'amministrazione dei beni sequestrati sotto la direzione del giudice delegato, anche al fine di incrementare, se possibile, la redditività dei beni.
Se, dunque, la finalità principale é quella di garantire la continuità dell'attività dell'impresa, del mantenimento dei livelli occupazionali e del risanamento aziendale, non può esservi dubbio che l'amministratore giudiziario e l'impresa debbono poter essere immuni, salvo le prescrizioni giudiziarie apposte in sede di estensione delle interdizioni antimafia (art. 10, comma 4, legge 575/65 che estende divieti e decadenze ai conviventi o all'impresa della quale la persona sottoposta a misura preventiva sia amministratore), dai provvedimenti interdettivi o negativi adottati nei confronti del prevenuto o del prevenendo.
Resta, infatti, chiaro come, nell'intento della legge 575/65 e s.m.i., le interdizioni hanno, di massima, carattere personale e che l'eventuale estensione all'impresa deve essere espressamente disposta con provvedimento giudiziario.
Nè può considerarsi di ostacolo alla variazione dell'attestazione, la sospensione delle autorizzazioni a vario titolo rilasciate per l'esercizio dell'attività imprenditoriale, in quanto tale provvedimento si riferisce al soggetto sottoposto al procedimento e non all'amministratore giudiziario.
Si consideri, inoltre, che per gli atti di straordinaria amministrazione - e tale si deve considerare l'esecuzione di lavori pubblici - l'amministratore giudiziario necessita dell'autorizzazione scritta del giudice delegato ex art. 2-septies legge 575/65.
In conclusione, dunque, la variazione dell'attestazione con l'inserimento del nominativo dell'amministratore giudiziario (o di soggetti da questo designati) possibile, solo previa autorizzazione scritta del giudice delegato, il quale potrà così valutare se la continuazione dell'attività dell'impresa debba essere ritenuta in opportuna o pericolosa per l'ordine e la sicurezza pubblica.
Sarà cura della Soa che deve procedere alla variazione dell'attestazione acquisire copia dell'autorizzazione indicata.
B) Ulteriore profilo della questione sottoposto all'Autorità riguarda la possibilità di procedere alla variazione dell'attestazione rilasciata ad un'impresa il cui amministratore sia sottoposto a procedimento penale, ove, nell'ambito di detto procedimento, le quote sociali e i beni dell'impresa siano stati oggetto di sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. disposto con decreto del G.I.P., con conseguente nomina di un custode giudiziario.
Nei casi prospettati il custode giudiziario ha talvolta nominato, previa autorizzazione scritta del G.I.P., un nuovo rappr.te legale/amm.re unico ed un nuovo direttore tecnico, mentre, per altre ipotesi è divenuto egli stesso nuovo amm.re unico/rappr.te legale.
Poichè in questi casi l'attività d'impresa non è stata sospesa, talune Soa hanno autonomamente variato l'attestazione con i nuovi soggetti indicati dal custode giudiziario.
Anche in tale circostanza non si ravvisano ragioni ostative alla variazione dell'attestazione, nel senso di inserire i nominativi indicati dal custode giudiziario e autorizzati dal G.I.P., purchè al custode risultino assegnati non solo compiti di vigilanza dei beni sequestrati ma anche compiti di gestione e di amministrazione, che il custode sarà chiamato asvolgere sotto le direttive del giudice.
Ciò anche in considerazione del fatto che la misura del sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. non ricompresa nell'art. 17D.P.R. 34/2000 tra le cause ostative all'ottenimento dell'attestazione (oltretutto nel caso di specie si tratta comunque di una variazione di attestazione già ottenuta).