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Timestamp: 2020-08-12 17:39:12+00:00
Document Index: 114434108

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 256', 'art. 137', 'art. 606', 'art. 256', 'art. 137', 'art. 137', 'art. 606', 'art. 185', 'art. 606', 'art. 137', 'art. 137']

CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. 3^ 14/02/2019, Sentenza n.7042 – AmbienteDiritto.it
Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Acqua - Inquinamento idrico, Cave e miniere, Rifiuti Numero: 7042 | Data di udienza: 16 Luglio 2018
Numero: 7042
Data di udienza: 16 Luglio 2018
RIFIUTI – Fanghi derivanti dal lavaggio di inerti provenienti da cava – Reato di smaltimento diffuso ed incontrollato nel terreno di rifiuti liquidi – Presupposti – CAVE – Reflui liquidi derivanti dal ciclo di lavorazione – Assenza di autorizzazione – ACQUA – INQUINAMENTO IDRICO – Disciplina applicabile – Artt. 137, 185 e 256 d.lgs n.152/2006.
CAVE – Attività di sfruttamento della cava – Materiali derivati e presupposti per l’esclusione dalla normativa sui rifiuti – Smaltimento, ammasso, deposito e discarica entro il ciclo produttivo dell’estrazione e connessa pulitura – Giurisprudenza.
(conferma sentenza del 12/09/2016 – CORTE APPELLO di FIRENZE) Pres. DI NICOLA, Rel. ACETO, Ric. Viviani
1. Il sig. Marco Viviani ricorre per l’annullamento della sentenza del 12/09/2016 della Corte di appello di Firenze che, per quanto qui rileva, rigettando la sua impugnazione, ha confermato la condanna alla pena di due mesi e dieci giorni di arresto per il reato di smaltimento si rifiuti liquidi in assenza di autorizzazione di cui all’art. 256, d.lgs. n. 152 del 2006, così diversamente qualificato il fatto originariamente rubricato ai sensi dell’art. 137, commi 1 e 9, stesso decreto.
1.1. Con il primo motivo deduce, ai sensi dell’art. 606, lett. b) ed e), cod. proc. pen., l’inosservanza e l’erronea applicazione dell’art. 256, d.lgs. n. 152 del 2006, in relazione all’art. 137, commi 1 e 9, stesso decreto e vizio di motivazione contraddittoria e manifestamente illogica sul punto.
Sostiene che il mancato rispetto delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione non può essere assimilato alla mancanza di autorizzazione sol perché l’impianto autorizzato non è funzionante; nel caso di specie – prosegue – gli impianti in questione erano entrambi autorizzati con conseguente mera rilevanza amministrativa della condotta ai sensi dell’art. 137, comma 3, d.lgs. n. 152 del 2006.
1.2. Con il secondo motivo deduce, ai sensi dell’art. 606, lett. b) ed e), cod. proc. pen., l’erronea applicazione dell’art. 185, d.lgs. n. 152 del 2006, e vizio di motivazione contraddittoria e manifestamente illogica sul punto.
1.3. Con il terzo motivo deduce, ai sensi dell’art. 606, lett. b) ed e), cod. proc. pen., l’erronea applicazione dell’art. 137, commi 1 e 9, d.lgs. n. 152 del 2006 e vizio di motivazione contraddittoria e manifestamente illogica sul punto.
3.2. in particolare, come spiegato da Sez. 3, n. 26405 del 2013, cit., «sono esclusi dalla normativa sui rifiuti solo i materiali derivati dallo sfruttamento delle cave quando restino entro il ciclo produttivo dell’estrazione e connessa pulitura, cosicché l’attività di sfruttamento della cava non può confondersi con la lavorazione successiva dei materiali e, se si esula dal ciclo estrattivo, gli inerti provenienti dalla cava sono da considerarsi rifiuti ed il loro smaltimento, ammasso, deposito e discarica è regolato dalla disciplina generale (Sez. 3 n. 9491, 3 marzo 2009, non massimata; Sez. 3 n. 45463, 9 dicembre 2008, non massimata; Sez. 3 n. 41584, 12 novembre 2007; Sez. 3 n. 5315,18 febbraio 2007)» (nel senso che l’abbandono incontrollato dei rifiuti liquidi provenienti dal ciclo di lavorazione degli inerti comporta la applicazione ad essi della normativa sui rifiuti, cfr. altresì Sez. 3, n. 43944 del 08/09/2016);
3.4. trattandosi di rifiuti liquidi, non è pertinente il richiamo all’art. 137, comma 3, d.lgs. n. 152 del 2006, mentre è corretto il rilievo che il relativo smaltimento è del tutto privo di autorizzazione, non rilevando in alcun modo il possesso di autorizzazioni allo scarico di acque reflue (e dunque di un oggetto diverso da quello autorizzato) ovvero alla coltivazione della cava, autorizzazioni rispetto alle quali lo smaltimento dei rifiuti liquidi nei termini sopra indicati non può definirsi violazione delle prescrizioni, bensì attività non consentita tout court (primo motivo);