Source: http://trasparenza.comune.piombino.li.it/archivio19_regolamenti_-1_667.html
Timestamp: 2018-01-20 12:46:02+00:00
Document Index: 132783393

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 7', 'art.5', 'art. 29', 'art.8', 'art. 3', 'art. 3']

Portale Trasparenza Comune di Piombino - Regolamento interventi in aree agricole frazionate (sottozone E6)
Regolamento interventi in aree agricole frazionate (sottozone E6)
Settore Gestione del Territorio e Ambiente
Arch. Massimo Zucconi Arch. Camilla Cerrina Feroni Geom. Gabriele Gabbricci
Dott. Alessandro Fabbrizzi Stefano Puccetti Davide Zanaboni
Aree Agricole Frazionate (sottozone E6)
Novembre 1999 - Prima stesura
Approvato con delibera C.C. n. 10 del 16.2.2000
Novembre 2000 modificato con delibera C.C. n. 134 del 29.11.2000
Il fenomeno del microfrazionamento del territorio agricolo e della formazione di insediamenti spontanei e non pianificati, di natura abusiva, caratterizza ampie zone del territorio italiano interessando in prevalenza le aree perferiche e periurbane delle città e dei centri urbani, o le aree più appetibili per il turismo ed il tempo libero quali le fascie costiere, le zone collinari e pedecollinari, ecc.
Anche nel territorio del Comune di Piombino, pur trattandosi di interventi edilizi minuti, il fenomeno risulta presente in modo significativo concentrandosi prevalentemente nelle aree di frangia urbana come nel caso dei Ghiaccioni o dell' Asca od in aree prossime alla fascia costiera come nel caso delle Fabbricciane, di Torre Nuova e di Perelli che interessano vaste estensioni territoriali.
La formazione di tali insediamenti, che rispondono a bisogni in parte diversificati come quelli legati alle pratiche dell'autoconsumo e a forme di turismo o di impiego del tempo libero non solo di provenienza locale, risultano caratterizzati da una fitta maglia insediativa, con lotti di piccola e piccolissima entità (500, 1000, 2000 mq.) e dalla presenza di manufatti eterogenei sotto il profilo tipologico e formale, di scarsa qualità edilizia.
Ciò ha prodotto una forte alterazione della struttura del paesaggio rurale, sottraendo al contempo vaste aree all'uso produttivo agricolo, e inducendo problemi di carettere igienico sanitario derivanti dalle elevate concentrazione umane, che si determinano specie nel periodo estivo.
Tali insediamenti, per i quali il Comune aveva già avviato, negli anni '80, un'azione di repressione dell'abusivismo edilzio, avvalendosi delle competenze attribuitegli dalla legislazione urbanistica, sono stati poi in gran parte leggitimati dai provvedimenti legislativi sul condono (L. 47/85 e L.724/94).
Da quanto emerge da un'analisi dei dati sul condono edilizio relativamente alle aree più colpite dal fenomeno (Fabbricciane, Torre Nuove, Asca), i manufatti condonati risultano circa un migliaio di cui la prevalenza con destinazione d'uso agricola (80% circa). Tali manufatti hanno consistenza volumetrica ridotta (da una indagine a campione risulta infatti che la volumetria edificata mediamente su ciscun lotto sia di circa 80 mc.) e, nella misura del 50% circa, risultano essere dotati di servizio igienico condonato anche se presumibilmente, un numero superiore di manufatti è dotato di servizio igienico non condonato. Per lo smaltimento dei reflui fognari la soluzione prevalentemente adottata è quella della sub-irrigazione. I lotti risultano inoltre già in gran parte allacciati alla rete elettrica.
Le diverse aree interessate dal fenomeno, pur presentando caretteri omogenei, si differenziano parzialmente per il tipo di utilizzo e di fruizione che ne viene fatta. In particolare nelle aree ubicate a nord della città di Piombino (loc. Ghiaccioni) ed in quelle che si sviluppano ad est dell'abitato di Fiorentina , sulle pendici collinari in loc. Asca e Cagliana, l'utilizzo prevalente dei proprietari (in gran parte piombinesi) è per attività agricole di autoconsumo (colture ortive, vigne, alberi da frutto, ecc.), per il ricovero di animali da cortile ed in casi più sporadici per attività legate al tempo libero (giardini, box-cavalli, ecc.) o per usi abitativi.
Nelle aree più lontane dal centro urbano di Piombino e dagli altricentri abitati, più prossime alla fascia costiera, come alle Fabbricciane, Torre Nuova e Perelli, risulta invece prevalente, al di là della destinazione d'uso legittima dei manufatti realizzati e condonati, l'utilizzazione degli stessi e delle relative aree di pertinenza per usi abitativi e turistici con utenza prevalentemente esterna al Comune.
Nella redazione del nuovo strumento urbanistico generale, attualmente vigente, è stato preso atto dell'esistenza di tali insediamenti, identificati nel piano come "aree agricole frazionate (E6)", prevedendone il riordino insediativo attraverso interventi di sostituzione e ricostruzione, anche mediante accorpamenti, dei manufatti esistenti con costruzioni di pari volume e stessa destinazione d'uso.
Lo strumento urbanistico generale, che rinvia alla redazione di uno specifico regolamento d'attuazione la definizione degli aspetti tipo-morfologici dei manufatti al fine di uniformarne le caratteristiche architettoniche, ha pertanto inteso non consolidare tali insediamenti per usi residenziali o turistici mantenendo invece, per tutte le aree interessate dal fenomeno che spesso sono collocate in territori di grande pregio paesaggistico, il carattere rurale che ancora li contraddistingue e quindi la destinazione agricola.
Il presente regolamento, sulla base degli indirizzi e delle scelte territoriali compiute dal PRG, persegue quindi l'obiettivo del riordino insediativo, formale ed igienico sanitario di tali insediamenti in funzione dell'uso prevalentemente agricolo che ancora li caratterizza, almeno sul piano delle destinazioni d'uso regolarmente assentite, e che il PRG ha inteso confermare.
In particolare il presente regolamento d'attuazione intende perseguire i seguenti obiettivi:
" non incrementare il carico urbanistico degli insediamenti esistenti (in termini di densità insediativa, rete viaria e di reti tecnologiche);
" non incentivare un utilizzo di tipo residenziale o turistico degli insediamenti esistenti, mantenendo il carattere rurale delle costruzioni e l'utilizzo prevalente dei fondi per le necessità legate al tempo libero e all'autoconsumo;
" definire regole tipologiche concretamente attuabili per avviare il riordino formale e insediativo di tali aree e omogeneizzare i caratteri delle costruzioni esistenti;
" affrontare i problemi di carattere igienico-sanitario escludendo l'ipotesi dell'urbanizzazione (quindi allacciamenti alle reti comunali) di tali aree che consoliderebbe l'insediamento per usi residenziali e comporterebbe costi aggiuntivi per l'A.C.
Dati essenziali sul condono edilizio ex L. 47/85 e L. 724/94
Fabbricciane
domande di condono riferite a manufatti con destinazione agricola
domande di condono riferite a manufatti con destinazione civile abitazione
domande di condono riferite a manufatti con destinazione turistica
domande di condono per pozzi
domande di condono per recinzioni
volumetria mediamente edificat mc. su ciascun lotto
annessi agricoli dotati di servizi igienici condonati
24 ettari circa
Asca-Cagliana
130 ettari circa
domande di condono riferite a manufatti con destinazione artigianale
Il presente regolamento, redatto ai sensi dell'art. 29 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRG vigente, si applica in tutte le aree agricole frazionate del Comune di Piombino corrispondenti alle sottozone E6, così come individuate nella cartografia del PRG.
Il fenomeno del microfrazionamento e della formazione di insediamenti spontanei nel territorio agricolo si concentra, nel Comune di Piombino, nelle aree di frangia urbana od in aree prossime alla fascia costiera.
Tale fenomeno, che risponde a bisogni in parte diversificati come quelli legati alle pratiche dell'autoconsumo e a forme di turismo o di impiego del tempo libero non solo di provenienza locale, ha prodotto una forte alterazione della struttura del paesaggio agricolo originario con la formazione di insediamenti a fitta maglia insediativa, dove si concentrano manufatti di scarsa qualità assai eterogenei sotto il profilo tipologico e formale.
Il presente regolamento si pone l'obiettivo del riordino insediativo, formale ed igienico sanitario di tali insediamenti pur conservandone il carettere rurale.
A tal fine il regolamento disciplina l'attività edilizia e le trasformazioni ammissibili attraverso la definizione dei criteri localizzativi per la sostituzione e l'accorpamento dei manufatti precari, dei caratteri tipologici e costruttivi dei nuovi fabbricati, delle sistemazioni esterne e degli arredi vegetazionali, nonchè delle soluzioni da adottare per gli impianti tecnologici.
Interventi ammessi per i manufatti precari
In tutte le zone E6 per i manufatti precari, privi di valore architettonico, che siano condonati o realizzati antecedentemente al 1967, è ammessa la ristrutturazione urbanistica e1 di cui all'art. 7 delle N.T.A. del PRG vigente.
Tali manufatti potranno pertanto essere demoliti e ricostruiti, mantenendo la volumetria originaria, computata al netto delle murature esterne fino ad un massimo di 30 cm.
Nel caso dell'esistenza di più manufatti precari in un unico lotto aventi stessa destinazione d'uso, si dovrà necessariamente procedere alla demolizione contestuale degli stessi e all'accorpamento delle volumetrie disponibili in un unico manufatto. Nel caso in cui tali manufatti abbiano destinazioni d'uso differenziate, si dovrà necessariamente procedere alla contestuale demolizione e all'accorpamento di quei manufatti che abbiano la stessa destinazione d'uso. In entrambi i casi sono fatti salvi i manufatti che, secondo la valutazione dei competenti uffici comunali, presentino buone caratteristiche estetiche e tipologiche ed un buono stato di conservazione e per i quali pertanto non è fatto obbligo di demolizione.
L'accorpamento è consentito anche mediante ampliamento di manufatti preesistenti in muratura che non siano oggetto di demolizione a condizione che la soluzione tipologica ed architettonica risponda ai criteri stabiliti al successivo art.5.
Per le roulottes condonate è ammessa la sostituzione con nuove attrezzature aventi stesse caratteristiche funzionali e dimensionali. Per tali manufatti precari è altresì ammessa la sostituzione con fabbricati in muratura, mantentendo la volumetria preesistente, a condizione che la destinazione d'uso degli stessi non sia quella abitativa.
In assenza del progetto di sostituzione edilizia sui manufatti precari esistenti sono consentiti esclusivamente interventi di carattere manutentivo.
Destinazioni d'uso dei manufatti precari
Gli interventi di sostituzione e ricostruzione dei manufatti precari si attuano mantenendo la destinazione d'uso in atto regolarmente assentita, fatto salvo quanto disposto al precedente articolo per le roulottes.
Per tali manufatti, fino alla vigenza delle presenti norme, è pertanto escluso il riuso per fini residenziali e turistico-ricettivi previsti dall'art. 29 delle N.T.A. del PRG vigente per il patrimonio edilizio rurale. Detta prescrizione sarà riportata espressamente nell'atto concessorio.
E' invece sempre ammessa la possibilità di cambio d'uso per fini agricoli.
Criteri localizzativi e tipo-morfologici per le nuove costruzioni
In caso di interventi di demolizione e ricostruzione di manufatti precari, si dovranno osservare le seguenti disposizioni.
E' ammessa la ricostruzione lungo il confine di due o più lotti a condizione che il progetto edilizio venga predisposto contestualmente dai proprietari dei lotti confinanti e che si realizzi un unico fabbricato, osservando la distanza minima di 10 mt. dalle strade principali di accesso ai lotti, fatte salve distanze superiori disciplinate dalla normativa vigente in materia di distacchi stradali.
In caso di ricostruzione dei manufatti demoliti mediante nuovo fabbricato isolato nel lotto, si dovrà osservare la distanza minima di 1.5 mt. dai confini del lotto stesso (per gli annessi agricoli) o di 5 mt. (per le abitazioni), e di 10 mt. dalle strade principali di accesso ai lotti fatte salve distanze superiori disciplinate dalla normativa vigente in materia di distacchi stradali.
L'eventuale ampliamento di un edificio in muratura esistente posto a distanza inferiore a 10 mt. dalla strada di accesso al lotto, mediante accorpamento di manufatti precari esistenti nel lotto stesso, dovrà avvenire senza determinare avanzamento dell'edificio stesso rispetto al filo stradale.
Caratteri tipologici e costruttivi
Nel caso di annessi agricoli le nuove costruzioni dovranno avere pianta quadrata o rettangolare; forme articolate saranno eccezionalmente consentite solo in caso di accorpamenti di volumetrie a fabbricati in muratura esistenti.
Le nuove costruzioni, nel caso siano adibite ad annesso agricolo, dovranno avere altezza massima in gronda di mt. 2,4 ed altezza media dei locali interni inferiore a mt. 2.60, mentre nel caso siano adibite ad abitazione potranno avere altezza massima in gronda pari a 3 mt.. Tutte le costruzioni dovranno essere realizzate in muratura, finite esternamente con intonaco civile e tinteggiate con coloriture della gamma dei colori terrosi chiari.
Le coperture dovranno essere a doppia falda, con pendenza massima del 30% e manto di copertura in laterizio; per le nuove costruzioni ad uso abitativo è ammessa anche la copertura a padiglione, mentre sono in ogni caso vietate le coperture piane. Nel caso degli annessi agricoli non sono ammessi orizzontamenti e controsoffittature interne.
Per gli annessi agricoli l'eventuale servizio igienico, ove ammesso ai sensi del successivo art.8, dovrà essere accessibile solo dall'esterno.
Per i fabbricati ricostruiti adibiti ad annesso agricolo le aperture esterne saranno ubicate preferibilmente sui lati corti del fabbricato stesso ed avranno forma rettangolare. Le finestre dovranno avere quota di imposta di almeno 1,5 mt. e superficie non superiore ad 1/15 della superficie utile di pavimento.
I telai e gli infissi esterni delle aperture dovranno essere realizzati in legno o in ferro verniciato nei colori antracite, brunito o marrone.
Eventuali gronde e pluviali dovranno essere preferibilmente in rame o in altri materiali purchè di colore marrone.
Interventi ammessi sul patrimonio edilizio esistente
Ad eccezione dei manufatti precari disciplinati agli articoli precedenti, su tutto il resto del patrimonio edilizio esistente nelle zone E6 si applicano le disposizioni degli articoli 28 e 29 delle N.T.A. del P.R.G. vigente e la disciplina ordinaria della L.R. 64/95.
Sistemazioni esterne, accessori e assetti vegetazionali
In tutti gli spazi aperti delle zone agricole frazionate non sono consentite trasformazioni del suolo o realizzazione di manufatti o infrastrutture di qualunque tipo ad esclusione di quelle connesse alle ordinarie lavorazioni agricole e orticole od ammesse dal presente regolamento.
In particolare quali elementi accessori e pertinenze del nuovo fabbricato destinato ad annesso, o di fabbricato in muratura esistente, è consentita:
" la realizzazione di marciapiede perimetrale al fabbricato stesso con larghezza massima pari a 1,2 mt realizzato in cotto o in pietra locale ;
" la realizzazione di pergolati con struttura in legno o in ferro verniciato, nei colori antracite, brunito, marrone, a esclusivo sostegno di piante o elementi di protezione vegetale di altezza massima pari a 2,4 mt ed estensione massima pari a 20 mq.;
" la ricostruzione di tettoie condonate o precedentemente autorizzate, con struttura portante in legno o ferro e copertura in laterizio, entro i limiti dimensionali preesistenti;
" l'installazione di depositi d'acqua o serbatoi per l'accumulo di acqua piovana purchè posti a quota inferiore a quella della gronda del fabbricato e sul lato tergale dello stesso.
Per quanto riguarda invece le sistemazioni esterne del lotto e gli assetti vegetazionali, è consentita:
" la ricostruzione di recinzioni perimetrali, di altezza massima pari a mt. 1,60, con pali in legno o in ferro verniciato e rete metallica, necessariamente affiancate da siepi con essenze tradizionali e locali (quali rosmarino, alloro, viburno, lentisco, biancospino, ecc.); dette prescrizioni si applicano limitatamente al lato dei lotti che fronteggia la strada;
" la realizzazione di cancelli di accesso al lotto in legno o in ferro verniciato nei colori antracite, brunito, marrone;
" l'installazione di piccoli ricoveri e di recinti per animali domestici e da cortile, con esclusione di costruzioni stabili, mantenendo la distanza minima dai confini di mt. 1.5;
" l'installazione di serre stagionali;
" la messa a dimora di essenze erbacee ed arbustive per fini colturali e di arredo vegetazionale, con l'esclusione di specie vegetali non autoctone e di quelle infestanti.
Impianti tecnologici e assetti infrastrutturali
Nelle ricostruzioni degli annessi agricoli non potranno essere realizzati servizi igienici a meno che tali servizi non fossero già presenti nei manufatti preesistenti condonati ed esplicitamente indicati nella pratica di condono. In ogni caso il locale adibito a servizio igienico non potrà avere superficie superiore a 3 mq. e dovrà essere accessibile esclusivamente dall'esterno del fabbricato.
Negli annessi agricoli che non risultano allacciati alla rete idrica comunale o a pozzi con certificazione di potabilità, i servizi igienici saranno dotati esclusivamente di WC.
Per lo smaltimento degli scarichi fognari sono ammesse le soluzioni tecniche di seguito descritte, il cui progetto resta subordinato all'espressione di parere favorevole dei competenti uffici sanitari.
Il liquame deve essere sempre soggetto a trattamento primario tramite fossa tipo Imhoff.
Il trattamento secondario potrà essere realizzato tramite:
1. Sistemi di sub-irrigazione e pozzi assorbenti; in tal caso è necessaria relazione geologica che attesti l'idoneità del terreno e l'assenza di possibili interconnessioni con le falde.
2. Impianti di depurazione a ossidazione totale privilegiando soluzioni pluriutenze al fine di ridurre le immmissioni sonore e concentrare gli scarichi; lo smaltimento del refluo finale dovrà avvenire sul terreno di proprietà, a debita distanza dai confini. In caso di scarsa disponibilità di spazio potrà essere previsto l'uso di un pozzo assorbente finale a condizione che specifica relazione geologica attesti l'idoneità del terreno e l'assenza di possibili interconnessioni con le falde.
3. Impianti di fitodepurazione singoli o consortili.
4. Pozzi a tenuta solo nei casi di dotazione idrica non superiore a 40 litri giornalieri di acqua pro-capite. In tali casi il servizio igienico sarà dotato esclusivamente di WC.
In considerazione del fatto che il presente regolamento disciplina il riordino insediativo ed igienico sanitario di insediamenti legittimati in forza della legislazione nazionale in materia di sanatoria delle opere abusive (L. 47/85 e successive modificazioni), in via residuale, qualora sulla base di una dettagliata relazione geologico-tecnica, sia dimostrata l'impossibilità di realizzare alcuna delle soluzioni tecniche sopra descritte per lo smaltimento dei reflui, il Sindaco, previa espressione di parere favorevole dei competenti uffici sanitari, potrà rilasciare la deroga alla realizzazione di un pozzo a tenuta anche nei casi in cui sia disponibile una dotazione idrica superiore a 40 litri giornalieri pro-capite. In tal caso sarà obbligatoriamente richiesto un contratto di "assistenza" con ditta autorizzata, al fine di verificare, attraverso le ricevute di vuotatura del pozzo a tenuta il rapporto tra acqua emunta ed acqua reflua.
Per quanto riguarda l'approvvigionamento idrico è sempre ammessa l'installazione di serbatoi di accumulo di acqua piovana da destinare ai soli scopi irrigui. La realizzazione di pozzi superficiali e l'allacciamento alla rete idrica comunale è consentito esclusivamente per i fabbricati ad uso abitativo e per le aziende agricole che mantengono in produzione le superficie fondiarie minime di cui all'art. 3 della L.R. 64/95, fatte salve specifiche disposizioni dettate dal vigente Regolamento comunale per la concessione di acqua del civico acquedotto.
L'allacciamento alla rete elettrica è consentito a condizione che non si realizzino nuove linee aree a servizio dei lotti.
Potrà comunque essere valutata la possibilità, dai competenti uffici comunali, di realizzazione di nuove linee aree a servizio dei lotti nei casi in cui venga dimostrata dall'ente erogante l'impossibilità tecnica di realizzazione di linee in cavo interrato.
Per quanto riguarda l'assetto infrastrutturale, l'accesso ai lotti sarà garantito attraverso il mantenimento della rete stradale esistente, che dovrà essere mantenuta con fondo sterrato. E' fatto divieto assoluto di realizzazione di nuovi tracciati stradali e di asfaltatura di quelli esistenti.
Documentazione da allegare alle istanze relative a interventi edilizi
Indipendentemente dal tipo di intervento edilizio e della conseguente procedura per eseguire i lavori, ogni pratica edilizia dovrà essere corredata dalla seguente documentazione:
1- Ubicazione del lotto su estratto del P.R.G. in scala 1:5.000. L'estratto dovrà essere delle dimensioni minime di un formato U.N.I. o foglio dimensioni A4.
2- Estratto di mappa e planimetrie catastali che attestino l'avvenuto accatastamento dei manufatti condonati.
3- Planimetria del lotto in scala non inferiore a 1:200 con le sistemazioni esterne esistenti. In particolare dovranno essere indicate:
" le aree pavimentate, calpestabili filtranti, sistemate a giardino o con coltivazione ortivo/agricola;
" le recinzioni esistenti, i materiali adoperati con particolare riferimento a quelle sul fronte strada ed agli accessi carrabili;
" il punto di consegna degli eventuali allacciamenti all'acquedotto ed all'ENEL.
4- Rilievo grafico in scala 1:100 ( piante, prospetti di tutti i lati e sezioni significative) dettagliatamente quotato, di tutti i manufatti esistenti con l'indicazione di quelli che sono soggetti ad interventi edilizi.
In tale elaborato dovranno essere indicati in particolare:
" superfici e volumi esistenti;
" destinazione d'uso del manufatto e quella di ogni singolo vano o locale anche se accessorio;
" posizione, diametro, la profondità di eventuali pozzi esistenti e quota della falda;
" rilievo dettagliato di eventuali impianti di smaltimento dei liquami esistenti, anche se interrati, e indicazione dei materiali adoperati, delle distanze dai confini e da altri impianti e manufatti, accompagnato da una specifica dichiarazione del tecnico in ordine alla regolarità dell'impianto. Nel caso di impianto di sub-irrigazione esistente e di pozzi assorbenti dovrà inoltre essere presentata una relazione geologica, dalla quale si evinca l'idoneità del terreno con particolare riferimento alla zonizzazione idrica elaborata dal CIGRI, che giustifichi la possibilità della permanenza dell'impianto esistente. In caso contrario dovrà essere predisposto un progetto di adeguamento o di sostituzione dell'impianto.
5- Planimetria del lotto in scala non inferiore a 1:200, dettagliatamente quotata con l'indicazione dello stato finale di progetto e di quanto altro indicato nella planimetria di cui al punto 3 anche se non interessato dai nuovi interventi.
6- Elaborati grafici dettagliatamente quotati, (piante, prospetti di tutti i lati, piante delle coperture e sezioni significative comprendenti anche l'andamento del terreno. Le linee di sezione devono essere indicate, oltre che nelle piante dei manufatti, anche nella planimetria di cui al punto 5).
In particolare in tali elaborati si dovrà :
" indicare la destinazione d'uso complessiva del manufatto e di ogni singolo vano o locale anche se accessorio;
" nel caso che gli immobili vengano demoliti, ricostruiti ed accorpati, fornire gli elaborati grafici dell'immobile complessivo e non solo della parte ricostruita;
" fare il computo dei volumi e delle superfici nette e quelle comprensive delle murature;
" nel caso di nuovi impianti di smaltimento dei liquami, fornire specifico progetto nel rispetto delle norme vigenti e dettagliata relazione tecnica comprensiva del dimensionamento dell'impianto. In particolare per le sub-irrigazioni il progetto dovrà essere corredato di specifica relazione geologica.
7- Relazione tecnico illustrativa riferita ad ogni manufatto con particolare riferimento a quanto non è possibile esplicitare negli elaborati grafici.
In particolare la relazione dovrà contenere:
" descrizione dei materiali utilizzati per la costruzione con particolare riferimento alle strutture, ai materiali di finitura interni ed esterni, agli infissi ed ai colori;
" descrizione degli impianti esistenti o modificati o nuovi nel rispetto della L.46/90 e DPR 447/91 e successive modificazioni.
" indicazione di ogni dato utile a dimostrare il rispetto delle norme vigenti ed in particolare quelle del regolamento edilizio. descrizione dei materiali utilizzati per la costruzione con particolare riferimento alle strutture, ai materiali di finitura interni ed esterni, agli infissi ed ai colori;
" indicazione di ogni dato utile a dimostrare il rispetto delle norme vigenti ed in particolare quelle del regolamento edilizio.
8- Documentazione fotografica a colori in originale o con sistemi riproduttivi ben leggibili, costituita da:
" almeno due fotografie panoramiche del lotto riprese da punti differenti;
" fotografie dove siano ben visibili tutti in lati di ciascun manufatto esistente anche se non soggetto ad interventi edilizi;
" fotografie delle recinzioni fronteggianti la strada con punto di ripresa esterno al lotto;
Le fotografie devono essere timbrate e firmate dal tecnico con indicazione della data di ripresa e numerazione riferita ai punti di ripresa riportati su apposita planimetria o su quella del rilievo dello stato attuale.
Tale documentazione fotografica dovrà essere presentata in duplice copia, a colori ed il formato delle fotografie non dovra essere inferiore a quello "cartolina" (cm. 10 x 15).
9-Nel caso di impianti di smaltimento liquami esistenti copia dell'autorizzazione allo scarico, o, in alternativa, richiesta di autorizzazione allo scarico con allegata attestazione del tecnico dove sia espressamente dichiarata la rispondenza degli impianti alla normativa vigente in materia al vigente Regolamento Edilizio Comunale.
10- Nel caso in cui sia prevista utilizzazione di acqua ad uso della persona attraverso apparecchi sanitari tipo lavabi, acquai, docce, ecc., dimostrazione della disponibilità di acqua potabile (allacciamento alla rete idrica comunale o pozzo con acqua potabile).
11- Relazione Geologica e Geotecnica a firma di tecnico abilitato.
La relazione geologica è sempre obbligatoria nel caso di impianti di sub-irrigazione anche se esistenti, di pozzi e di interventi che comportano modifica del suolo, del sottosuolo o dell'assetto vegetazionale, realizzati nelle aree sottoposte a al vincolo idrogeologico ai sensi del R.D. n. 3267/23.
12- Perizia giurata, ove necessaria, relativa al costo di costruzione dell'opera ai fini della determinazione del contributo sul costo di costruzione previsto all'art. 3 della l. 10/1977.
13- Copia del documento che ha autorizzato la costruzione di ogni manufatto esistente o l'indicazione del numero e data dell'autorizzazione.
Nel caso di pozzi, oltre a quanto sopra, occorre presentare l'autorizzazione all'emungimento delle acque rilasciata dall'Ufficio del Genio Civile di Livorno o copia dell'avvenuta comunicazione allo stesso Ufficio, dell'esistenza del pozzo.
14- Alla pratica edilizia presentata in Comune dovranno essere allegati, a cura del richiedente e quando necessari in conseguenza del tipo di intervento in progetto, i seguenti pareri e nulla osta:
" parere del Medico Responsabile del Servizio Igiene del Territorio e Ambiente dell'A.S.L.;
" parere del C.I.G.R.I ( Consorzio Intercomunale Gestione Risorse Idriche ) in caso di realizzazione di nuovi pozzi;
" nulla osta del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco;
" nulla osta della Provincia di Livorno ai fini del rispetto del vincolo idrogeologico o del vincolo per le fasce di rispetto stradale;
" autorizzazione della Provincia, ai sensi dell'art. del Dlgs. 152/99, in caso di scarichi superficiali recapitanti direttamente in corsi d'acqua;
" nulla osta ex Art. 7 della L. 1497/1939;
" qualsiasi altro parere previsto da norme vigenti.
Gli elaborati tecnici sopra elencati dovranno essere presentati in quattro copie timbrate e firmate in originale dal tecnico e dal richiedente.
La rimanente documentazione, gli allegati, i pareri e i nulla osta, potranno essere presentata in unica copia.
La documentazione suddetta è obbligatoria e potranno essere richieste integrazioni nel caso in cui non fosse sufficiente a dimostrare la situazione attuale o di progetto.