Source: https://studiolegalecolzani.com/category/diritto-civile/
Timestamp: 2018-09-24 11:28:11+00:00
Document Index: 17860261

Matched Legal Cases: ['art. 1218', 'art. 2043', 'art. 1218', 'art. 2043', 'art. 38', 'sentenza ']

DIRITTO CIVILE | Avv. Edoardo Colzani (Ph.D.)
22 febbraio 2018 avvocatocolzani DIRITTO CIVILE, Senza categoria	impresa, notaio, passaggio generazionale, patti di famiglia, trasformazione societaria
Il cosiddetto patto di famiglia è uno strumento introdotto dal legislatore del 2006 per consentire all’imprenditore la gestione del passaggio generazionale della propria impresa: attraverso tale strumento è possibile infatti trasferire ad uno o più discendenti l’azienda o le quote di partecipazione al capitale della società di famiglia, senza che vi possano essere contestazioni in sede di eredità. Il patto di famiglia è dunque un contratto tipicamente tra vivi, d attraverso cui avviene il trasferimento immediato dell’impresa di famiglia. Il patto di famiglia deve essere stipulato per atto pubblico dal notaio a pena di nullità e vi devono partecipare gli eredi dell’imprenditore cosiddetti legittimari ossia coloro che per legge non possono esclusi dalla successione.
Per approfondimenti, è possibile richiedere un consulto in studio o un primo parere a pagamento (info@avvocatocolzani.it).
Recupero del credito verso società
9 dicembre 2017 avvocatocolzani DIRITTO CIVILE, DIRITTO FALLIMENTARE	convenienza del recupero crediti, inesigibilità del credito, lettera di inesigibilità, procedure concorsuali, recupero crediti;, società fallita
Prima di procedere al recupero del credito mediante richiesta di un decreto ingiuntivo verso una società si consiglia sempre di verificare che la stessa non sia sottoposta a procedura concorsuale (concordato/fallimento). Per tale verifica preliminare basta consultare il Portale Creditori. In caso di fallimento, anzichè il decreto ingiuntivo, occorrerà procedere con insinuazione al passivo fallimentare.
13 novembre 2017 13 novembre 2017 avvocatocolzani DIRITTO CIVILE	legge gelli bianco, responsabilità, responsabilità contrattuale, responsabilità da contatto sociale, responsabilità extracontrattuale, responsabilità medica, responsabilità struttura sanitaria
Il tema della responsabilità del medico, di rilevante attualità, ha subito un significativo intervento normativo nel 2017 con la nota legge Gelli-Bianco n. 24-2017 che ha innovato la materia della responsabilità medica superando in particolare la teoria della responsabilità da contatto sociale. Tale teoria era nata in ambito giurisprudenziale per cercare di dare tutela a tutti quei rapporti che si fondano su un reciproco affidamento tra le parti e nei quali è sempre possibile individuare un soggetto ritenuto “debole” dall’ordinamento e dunque meritevole di maggiori protezioni rispetto a un altro che anzi viene investito di particolari obblighi di protezione.
Il caso del medico nella struttura sanitaria era esempio paradigmatico di tale forma di responsabilità. Con riguardo al rapporto medico paziente, il rapporto nella realtà di tutti i giorni non viene sempre a configurarsi come un rapporto di natura contrattuale (e dunque non è sempre invocabile la responsabilità contrattuale ex art. 1218 c.c.). Talora, come appunto nel caso di medico operante presso la struttura sanitaria, può capitare che questi si trovi a dover curare soggetti con i quali non ha instaurato un rapporto diretto, con i quali non ha alcun contratto – intercorrendo caso mai il contratto con la struttura medica. Per la peculiarità dell’attività medica, per la peculiarità del ruolo del curante e a tutela della posizione del paziente la giurisprudenza ha ritenuto in questi casi inadeguato applicare la disciplina dell’art. 2043 (responsabilità extracontrattuale) che tra l’altro pone significativi problemi in termini probatori per il danneggiante.
In forza della nuova legge invece viene a distinguersi in maniera netta tra una responsabilità di natura contrattuale ex art. 1218 c.c. in capo alla struttura sanitaria e una responsabilità di natura extracontrattuale ex art. 2043 c.c. in capo al medico: il legislatore ha dunque completamente ribaltato la prospettiva della giurisprudenza che, nell’ottica di tutelare il contraente debole, aveva sempre cercato di escludere una configurazione della responsabilità del medico in termini di responsabilità extracontrattuale e questo con il conseguente aggravio in termine di oneri probatori a carico del paziente danneggiato.
Le nuove norme sul Leasing
15 settembre 2017 15 settembre 2017 avvocatocolzani DIRITTO CIVILE	leasing; 1526 cc; risoluzione contrattuale; contratto; equo compenso; danno, professionistalibero; leasing, studio a Monza; collaborazioni professionali; avvocato e commercialista
Segnalo il commento a cura del commercialista Dott. Stefano Congiusti
La nuova Equitalia e i vecchi dirigenti
31 luglio 2017 31 luglio 2017 avvocatocolzani DIRITTO CIVILE, ESDEBITAZIONI, ESECUZIONI IMMOBILIARI	agenzia riscossione, atti giuridici, dirigenti illegittimi, equitalia, Equitalia; cartelle esattoriali, nullità cartelle esattoriali, nullità ed inesistenza
Dal 1 luglio 2017, come noto, Equitalia è stata sostituita da Agenzia Entrate Riscossione. Il passaggio di consegne non è stato però indolore. Gli ex dipendenti di Equitalia, infatti, sono diventati dipendenti dell’Agenzia Entrate Riscossione in automatico, scavalcando cioè il meccanismo del concorso pubblico. Il sindacato dei dirigenti del pubblico impiego ha impugnato le nomine dirigenziali investendo della questione la giustizia amministrativa.
Come già accaduto per i funzionari decaduti dell’Agenzia delle Entrate, anche in questo caso, si pone il problema della validità degli atti emessi dalla nuova Agenzia Entrate Riscossione.
Sempre in tema di mutuo fondiario
12 luglio 2017 avvocatocolzani DIRITTO BANCARIO, DIRITTO CIVILE	mutuo fondiario; art. 38 tub, mutuo nullo, nullità del contratto
Il giudice civile può sindacare l’effettiva funzione assolta da un’operazione di finanziamento per accertare se essa sia assistita da un’autonoma causa o se invece vada inserita in una fattispecie complessa volta a perseguire finalità lesive della par condicio. Così, ad esempio, se dall’esame dalla documentazione emerge che le parti, nella stipulazione di un mutuo fondiario, hanno voluto perseguire una funzione diversa da quella per la quale esso è destinato, il giudice deve negare al negozio posto in essere dalle parti la tutela apprestata dall’ordinamento. Si veda sul punto Tribunale di Firenze, con sentenza del 20 Gennaio 2016 che ha ritenuto nullo il contratto di finanziamento erogato a una società controllata e da questa girato, per la maggior parte, alla propria controllante, mediante bonifico bancario.