Source: http://a2c.it/News-Antincendio/entrata-in-vigore-normativa-antincendio-per-gli-edifici-residenziali.html
Timestamp: 2020-04-08 09:18:07+00:00
Document Index: 169909449

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.2', 'art. 9', 'art. 49', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5']

Entrata in vigore normativa antincendio per gli edifici residenziali | News Antincendio
News Antincendio Entrata in vigore normativa antincendio per gli edifici residenziali
Entrata in vigore normativa antincendio per gli edifici residenziali
Il 6 maggio 2020 è il termine ultimo per l'adeguamento alla normativa antincendio per tutti gli edifici residenziali sia esistenti e sia di nuova construzione, secondo il DM 25/01/2019. Con l'introduzione dell'articolo 9 bis nel DM 16/05/1987, gli edifici vengono classificati in base alla loro "altezza antincendi" in 4 classi di prestazione: 12m-24m, 24m-54m, 54m-80m e oltre 80m. A seconda dell'"altezza antincendi" dell'edificio, occorre attenersi a delle prescrizioni in materia di prevenzione incendi.
Inoltre, secondo l'art.2 comma 1 del DM 25/01/2019 devono obbligatoriamente essere valutati i requisiti di sicurezza antincendio delle facciate degli edifici residenziali, ovvero deve essere effettuata una valutazione preliminare del rischio incendi, al fine di limitare la probabilità di propagazione di un incendio, di fiamme o fumi caldi sia internamente all’edificio in senso verticale ed orizzontale, sia dall’esterno verso l’interno e viceversa.
Come stima sommaria, ipotizzando un'altezza di 3 metri a piano, si può approssimare l'altezza di massima di un fabbricato dal numero di piani presenti:
edifici di 4 piani fuori terra = 3m * 4 = 12m
edifici di 8 piani fuori terra = 3m * 8 = 24m
edifici di 18 piani fuori terra 3m * 18 = 54m
edifici di 27 piani fuori terra = 3m * 27 = 81m
Però per valutare l'"altezza antincendi" con precisione è consigliabile rivolgersi ad un professionista in prevenzione incendi; in quanto la definizione di "altezza antincendi" è più complessa della semplice altezza dell'edificio ed è in particolare deriva dal Decreto Ministeriale 30/11/1983: “Altezza massima misurata dal livello inferiore dell’apertura più alta dell’ultimo piano abitabile e/o agibile, escluse quelle dei vani tecnici, al livello del piano esterno più basso”.
Inoltre, secondo il DM 25/01/2019, per gli edifici residenziali di nuova construzione e per gli edifici esistenti dove si ristrutturi una superficie superiore al 50% della superficie complessiva delle facciate, nella fase di progettazione occorre a attenersi alla circolare n. 5043 del 15 aprile 2013 della Direzione centrale per la prevenzione e sicurezza tecnica del Dipartimento dei vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile, del Ministero dell’interno: «Requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civili».
Un’altra prescrizione prevista dal DM del 25 Gennaio 2019 all'art.2 comma 1 punto è quella di evitare o limitare, in caso d’incendio, la caduta di parti di facciata (frammenti di vetri o di altre parti comunque disgregate o incendiate) che possono compromettere l’esodo in sicurezza degli occupanti l’edificio e l’intervento delle squadre di soccorso. Ciò induce all'onere del controllo periodico delle facciate e di tutti i componenti distaccabili.
Quindi riassumendo, l'amministratore di condominio entro il 06/05/2020 a seguito del DM 25/01/2019 deve:
1) misurare o far misurare da un tecnico l'altezza antincendi, onde stabilire il livello prestazionale dell'edificio;
2) redigere o far redigere da un tecnico una valutazione del rischio incendi delle facciate condominiali per propagazione dall'esterno all'interno e viceversa.
3) attenersi alle prescrizioni dell'art. 9 bis, a seconda dell'"altezza antincendi". Ciò può consistere, come riportato nelle tabelle dell'allegato 1, ad esempio nell'affissione di appositi cartelli informativi, o nei casi più complessi, ad esempio, di dotare l'edificio di impianti di segnalazione sonora.
4) effettuare un controllo periodico delle facciate e di tutti i componenti distaccabili.
5) nel caso di lavori di rifacimento di più del 50% della facciata dovrà vigilare affinche nella progettazione si tenga conto delle regole tecniche Ministeriali.
Si riporta il testo del DM 25/01/2019, così come pubblicato nella GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 30 del 05/02/2019:
DECRETO 25 gennaio 2019:"Modifiche ed integrazioni all’allegato del decreto 16 maggio 1987, n. 246 concernente norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione."
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151 recante «Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell’art. 49, comma 4 -quater , del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122»;
Visto il decreto del Ministro dell’interno 15 settembre 2005, recante «Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per i vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 5 ottobre 2005, n. 232;
Visto il decreto del Ministro dell’interno 7 agosto 2012, recante «Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell’art. 2, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 29 agosto 2012, n. 201;
1. È approvato l’allegato 1 che costituisce parte integrante del presente decreto e che modifica le norme tecniche contenute nell’allegato al decreto del Ministro dell’interno 16 maggio 1987, n. 246, sostituendo il punto «9. Deroghe» e introducendo, dopo il punto 9, il punto «9 -bis . Gestione della sicurezza antincendio».
2. Le disposizioni contenute nell’allegato 1 al presente decreto si applicano agli edifici di civile abitazione di nuova realizzazione ed a quelli esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto secondo le modalità previste dall’art. 3.
Art. 2. Requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici di civile abitazione
a) limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all’interno dell’edificio, a causa di fiamme o fumi caldi che fuoriescono da vani, aperture, cavità verticali della facciata, interstizi eventualmente presenti tra la testa del solaio e la facciata o tra la testa di una parete di separazione antincendio e la facciata, con conseguente coinvolgimento di altri compartimenti sia che essi si sviluppino in senso orizzontale che verticale, all’interno della costruzione e inizialmente non interessati dall’incendio;
2. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi previsti al comma 1, nelle more della determinazione di metodi di valutazione sperimentale dei requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civili, la guida tecnica «Requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civili» allegata alla lettera circolare n. 5043 del 15 aprile 2013 della Direzione centrale per la prevenzione e sicurezza tecnica del Dipartimento dei vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile, del Ministero dell’interno può costituire un utile riferimento progettuale.
4. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano per gli edifici di civile abitazione per i quali alla data di entrata in vigore del presente decreto siano stati pianificati, o siano in corso, lavori di realizzazione o di rifacimento delle facciate sulla base di un progetto approvato dal competente Comando dei vigili del fuoco ai sensi dell’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151, ovvero che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, siano già in possesso degli atti abilitativi rilasciati dalle competenti autorità.
2. Per gli edifici di civile abitazione esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto soggetti agli adempimenti di prevenzione incendi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151, viene comunicato al Comando dei vigili del fuoco l’avvenuto adempimento agli adeguamenti previsti al comma 1, all’atto della presentazione della attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio, di cui all’art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151.
Modifiche ed integrazioni all’Allegato al decreto del Ministro dell’interno 16 maggio 1987, n. 246
- EVAC (Sistema di allarme vocale per scopi di emergenza): impianto destinato principalmente a diffondere informazioni vocali per la salvaguardia della vita durante
un’emergenza;
- L.P. 0 -> per edifici di tipo a) ( altezza antincendi da 12 m a 24 m);
- L.P. 1 -> per edifici di tipo b) e c) ( altezza antincendi oltre 24 m a 54 m);
- L.P. 2 -> per edifici di tipo d) ( altezza antincendi oltre 54 m fino a 80);
- Per gli edifici di altezza antincendi superiore a 24 m, qualora siano presenti attività ricomprese in allegato I al D.P.R. 151/2011, e comunicanti con l’edificio stesso ma ad esso non pertinenti e funzionali (Nota 1)
, dovrà essere adottato un livello di prestazione superiore, indipendentemente dal tipo di comunicazione.
(Nota 1): Per attività pertinenti e funzionali all’edificio si intendono, ad esempio, impianti produzione calore, autorimesse, gruppi elettrogeni ecc…
9-bis.3.1 - L.P.0 (12 m < h < 24 m)
Compiti e funzioni del Responsabile dell'attività:
Compiti e funzioni degli Occupanti
non alterano la fruibilità delle vie d'esodo e l’efficacia delle misure di protezione attiva e passiva;
Misure da attuare in caso d’incendio (Nota 0):
9-bis.3.2 - L.P.1 (24 m < h < 54 m)
esposizione di foglio informativo e cartellonistica riportante divieti e precauzioni da osservare, numeri telefonici per l'attivazione dei servizi di emergenza, nonché riportante istruzioni per garantire l’esodo in caso d’incendio; tali istruzioni saranno redatte in lingua italiana ed eventualmente, su esplicita richiesta dell’assemblea dei Condomini o qualora l’Amministratore lo ritenga opportuno, potranno essere redatte anche in altre lingue fermo restando l’utilizzo di cartellonistica di sicurezza conforme alla normativa vigente;
adozione delle misure antincendio preventive. (come sotto dettagliato)
In condizioni ordinarie, osservano le disposizioni della GSA, in particolare:
osservano le misure antincendio preventive, predisposte dal Responsabile dell'attività;
attuano l’evacuazione secondo le procedure della pianificazione di emergenza;
Misure antincendio preventive (Nota 1)
Pianificazione dell’emergenza (Nota 2)
Nota 1: Sono fatti salvi gli adempimenti previsti dalla normativa vigente, per le aree indicate al punto 3 del D.M. 16 maggio 1987 n. 246, individuate quali luoghi di lavoro;
9-bis.3.3 - L.P. 2 (54m <h < 80 m)
Compiti e funzioni del Responsabile dell'attività
impianto di segnalazione manuale di allarme incendio con indicatori di tipo ottico ed acustico;
In aggiunta a quanto previsto per il livello di prestazione 1, la pianificazione dell'emergenza deve contenere le procedure di attivazione e diffusione dell’allarme;
predispone centro di gestione dell'emergenza conforme a quanto sotto dettagliato;
Compiti e funzioni del Responsabile della GSA (Nota 3)
segnala al Responsabile dell'attività le non conformità e le inadempienze di sicurezza antincendio;
Compiti e funzioni del Coordinatore dell’emergenza
se non presente in posto, deve essere immediatamente reperibile secondo le procedure di pianificazione di emergenza
Come per il livello di prestazione 2
Sistema EVAC realizzato a regola d’arte;
In aggiunta a quanto previsto per il LP2, la pianificazione dell'emergenza deve contenere le procedure di attivazione del centro di gestione dell’emergenza;
Il centro di gestione dell’emergenza è un locale utilizzato per il coordinamento delle operazioni da effettuarsi in condizioni di emergenza e può essere realizzato in locale anche ad uso non esclusivo (es. portineria, reception, centralino, ...).
Si riporta una infografica riassuntiva:
Ultimo aggiornamento Martedì 10 Dicembre 2019 20:36
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