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Timestamp: 2019-03-20 14:17:32+00:00
Document Index: 58582392

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 15', 'art. 2712', 'art. 1', 'art. 2702', 'art. 1350', 'art. 21']

Documento informatico e firma digitale: manifestazione di volontà
24 Dicembre 2016 | Autore: Edizioni Simone
> L’esperto Pubblicato il 24 Dicembre 2016
Diritti civile, la forma di manifestazione della volontà nei negozi giudirici: l’efficacia della firma elettronica.
Anche la forma degli atti giuridici ha dovuto fare i conti con l’evoluzione tecnologica. Ha fatto così la sua comparsa il cd. documento informatico, ovvero la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti, che il legislatore non ha tardato a regolamentare chiarendone il concetto, la portata ed il valore probatorio.
L’art. 15 L. n. 59/1997 ha introdotto, per la prima volta, il principio della piena validità e rilevanza del documento informatico, parificandolo a quello cartaceo e stabilendo che «gli atti, dati e documenti formati dalla pubblica amministrazione e dai privati con strumenti informatici o telematici, i contratti stipulati nelle medesime forme, nonché la loro archiviazione e trasmissione con strumenti informatici, sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge».
A questa norma hanno fatto seguito il D.P.R. 513/1997, che ha ribadito contenuti dall’art. 15 cit. e il D.P.R. 445/2000 (Testo Unico in materia di documentazione amministrativa), che ha assorbito e conseguentemente abrogato il D.P.R. 513/1997. In base alla nuova normativa, il documento informatico ha l’efficacia probatoria prevista dall’art. 2712, per cui fa piena prova dei fatti e delle cose rappresentate e, se sottoscritto con firma elettronica, soddisfa il requisito legale della forma scritta.
La firma elettronica è stata introdotta dal D.Lgs. 10/2002, che ha modificato completamente il precedente sistema.
Prima di tale riforma era riconosciuto valore giuridico soltanto alla firma digitale, caratterizzata dal sistema di chiavi asimmetriche, una pubblica e l’altra privata, idoneo a garantire l’immodificabilità del documento e ad attestare la riferibilità dello stesso al titolare della firma.
Attualmente la firma elettronica è disciplinata dal Codice dell’amministrazione digitale (D.Lgs. 82/2005, come modificato, da ultimo, dal D.Lgs. 235/2010).
L’art. 1 del Codice distingue «firma elettronica», «firma elettronica qualificata» e «firma digitale».
Per «firma elettronica» s’intende l’insieme dei dati in forma elettronica utilizzati come metodo di identificazione informatica.
La «firma elettronica qualificata», invece, è un particolare tipo di firma elettronica avazata che sia basata su un certificato qualificato e realizzata mediante un dispositivo sicuro per la creazione della firma.
La «firma elettronica avanzata» è l’insieme di dati elettronici che consentono l’identificazione del firmatario del documento e garantiscono la connessione univoca al firmatario, creati con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo, collegati ai dati ai quali detta firma si riferisce in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati.
Infine, la «firma digitale» è un particolare tipo di firma elettronica avanzata, basata su un certificato qualificato e su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare, tramite la chiave privata, e al destinatario, tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l’integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici.
La pubblica amministrazione deve assicurare la circolazione delle informazioni in modalità digitale, nel rispetto della disciplina in materia di dati personali (D.Lgs. 196/2003). I cittadini e le imprese, a loro volta, hanno diritto di utilizzare le tecnologie telematiche per comunicare con le pubbliche amministrazioni, per partecipare al procedimento amministrativo e per accedere ai documenti amministrativi. Ogni atto può essere trasmesso alle pubbliche amministrazioni con l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Il documento informatico, cui è apposta una firma elettronica, sul piano probatorio è liberamente valutabile in giudizio, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità.
Il documento informatico sottoscritto con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale, formato nel rispetto delle regole tecniche che garantiscano l’identificabilità dell’autore, l’integrità e l’immodificabilità del documento, ha l’efficacia prevista dall’art. 2702 c.c. Le scritture private di cui all’art. 1350, co. 1, n. 1-12, c.c., se fatte con documento informatico, sono sottoscritte, a pena di nullità, con firma elettronica qualificata o con firma digitale. L’apposizione, a un documento informatico, di una firma digitale o di un altro tipo di firma elettronica qualificata basata su un certificato elettronico revocato, scaduto o sospeso, equivale a mancata sottoscrizione.
La revoca o la sospensione, comunque motivate, hanno effetto dal momento della pubblicazione, salvo che il revocante, o chi richiede la sospensione, dimostri che essa era già a conoscenza di tutte le parti interessate (art. 21 D.Lgs).