Source: http://www.albertomazzoni.it/pergola/
Timestamp: 2019-11-18 09:56:02+00:00
Document Index: 182560693

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1']

Pergola ‹ Alberto Mazzoni
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA “PERGOLA”
Approvato con DM 11.07.2005 G.U. 170 – 23.07.2005
Modificato con DM 07.06.2011 G.U. 143 – 22.06.2011
I vini a denominazione di origine controllata «Pergola» devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
«Pergola» Aleatico: Aleatico per non meno dell’85%;
«Pergola» rosato o rosé: Aleatico per non meno del 60%;
possono concorrere alla produzione di detto vino, altri vitigni a bacca nera, fino ad un massimo del 40%, idonei alla coltivazione per la Regione Marche, iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con decreto ministeriale 7 maggio 2004 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 242 del 14 ottobre 2004, e successivi aggiornamenti, riportati nell’allegato 1 del
«Pergola» rosso: Aleatico per non meno del 60%;
possono concorrere alla produzione di detto vino, altri vitigni a bacca nera, fino ad un massimo del 40%, idonei alla coltivazione per la Regione Marche, iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con decreto ministeriale 7 maggio 2004 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 242 del 14 ottobre 2004, e successivi aggiornamenti, riportati nell’allegato 1 del presente disciplinare.
Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Pergola» devono essere prodotte nell’ambito dei territori amministrativi dei comuni di Pergola, Fratte Rosa, Frontone, Serra Sant’Abbondio, San Lorenzo in Campo (tutti in provincia di Pesaro e Urbino).
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all’art. 1, devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve ed ai vini derivanti le specifiche caratteristiche di qualità.
I sesti d’impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
La produzione massima di uva per ettaro dei vigneti in coltura specializzata ammessa per i vini di cui all’art. 1, non può superare:
10 tonn/Ha per i vini «Pergola» Aleatico;
9 tonn/Ha per i vini «Pergola» Aleatico superiore;
12 tonn/Ha per i vini «Pergola» rosso;
10 tonn/Ha per i vini «Pergola» rosso superiore;
12 tonn/Ha per i vini «Pergola» rosato.
Qualora detto limite venga superato, l’intero quantitativo di vino, ottenuto dalla partita interessata, decade dal diritto alla denominazione di origine controllata «Pergola».
La Regione Marche, con proprio decreto, di anno in anno, prima della vendemmia, tenuto conto delle condizioni ambientali di coltivazione, può stabilire limiti massimi di produzione di uva per ettaro, inferiori a quelli fissati dal presente disciplinare, nonché consentire, nel rispetto delle norme vigenti, un titolo alcolometrico volumico minimo naturale inferiore a quello stabilito dal presente
disciplinare, dandone, in ambo i casi, immediata comunicazione al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche.
Le uve destinate alla produzione dei vini «Pergola», di cui all’art. 1, devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
10,50% vol per il «Pergola» Aleatico anche nelle tipologie riserva e passito;
11,00% vol per il «Pergola» Aleatico superiore;
9,00% vol per il «Pergola» Aleatico spumante;
10,50% vol per il «Pergola» rosato;
9,00% vol per il «Pergola» rosato frizzante;
9,00% vol per il «Pergola» rosato o rosé spumante;
10,50% vol per il «Pergola» rosso anche nelle tipologie novello e riserva;
11,00% vol per il «Pergola» rosso superiore.
Le operazioni di vinificazione, affinamento, invecchiamento, appassimento e di imbottigliamento sono consentite esclusivamente nel territorio amministrativo dei comuni di cui all’art. 3.
Per la tipologia spumante, le operazioni di vinificazione, spumantizzazione ed imbottigliamento del prodotto spumantizzato potranno essere effettuate anche al di fuori della zona di produzione di cui all’art. 3 sempre che siano effettuate all’interno del territorio della Regione Marche.
La resa massima dell’uva in vino, all’atto dell’immissione al consumo non deve essere superiore al:
70% per i vini «Pergola» Aleatico anche nelle tipologie superiore, riserva, spumante;
È consentito l’arricchimento con mosto concentrato ottenuto da uve dei vigneti iscritti alla denominazione «Pergola» o mosto concentrato rettificato.
1) l’uva dopo aver subito un’accurata cernita, deve essere sottoposta ad appassimento naturale e può essere ammostata non oltre il 31 marzo dell’anno successivo, è previsto per l’appassimento la possibilità di utilizzare locali idonei dove può essere controllata sia la temperatura che l’umidità’;
2) l’appassimento delle uve deve avvenire in condizioni idonee ed è ammessa una parziale disidratazione con aria ventilata fino a raggiungere un tenore zuccherino non inferiore al 26%;
3) la conservazione e l’invecchiamento possono avvenire in recipienti di legno della capacità massima di litri 500, ovvero in recipienti di acciaio inox, terracotta, cemento vetrificato o vetro;
4) l’immissione al consumo non può avvenire prima del 1° novembre dell’anno successivo a quello della raccolta delle uve.
I vini a denominazione di origine controllata «Pergola», di cui all’art. 1 all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
odore: intenso, caratteristico floreale;
sapore: da secco a dolce, pieno, armonico;
odore: intenso, caratteristico floreale, etereo;
sapore: pieno ed armonico ben strutturato;
odore: intenso, caratteristico, etereo;
odore: caratteristico floreale;
colore: da rosa tenue a rosso chiaro o granato tendente all’aranciato con l’affinamento;
odore: intenso, etereo;
sapore: da secco a dolce, morbido, vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol di cui effettivo 12,00% vol;
odore: floreale fruttato;
estratto non riduttore minimo:18,0 g/l.
sapore: pieno ed armonico;
odore: intenso caratteristico etereo;
odore: floreale;
I vini a denominazione di origine controllata «Pergola» Aleatico e «Pergola» rosso, possono avere diritto alla menzione «riserva» se sottoposti ad invecchiamento di almeno 24 mesi dei quali 2 di affinamento in bottiglia. L’invecchiamento decorre dal 1° novembre dell’anno di vendemmia.
In relazione alla eventuale conservazione in recipienti di legno, con l’esclusione del vino novello, nel sapore dei vini di cui sopra si potrà rilevare sentore di legno.
È facoltà del Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali modificare, con proprio decreto, i limiti minimi sopra menzionati per l’acidità totale e per l’estratto non riduttore minimo.
Nella etichettatura, designazione e presentazione dei vini di cui all’art. 1 è vietata l’aggiunta di qualsiasi specificazione aggiuntiva ivi compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato e similari.
È tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati, non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore.
Per il confezionamento dei vini a denominazione di origine controllata «Pergola», ad esclusione delle tipologie del terzo comma, sono ammesse soltanto bottiglie aventi forma ed abbigliamento consoni ai caratteri dei vini di pregio con la capacità di litri 0,187 – 0,250 – 0,375 – 0,500 – 0,750 -1,500 – 3,000 e con chiusura con tappo raso bocca, in sughero o altro materiale inerte.
È obbligatoria l’indicazione dell’annata in etichetta per tutte le tipologie di vino a denominazione di origine controllata «Pergola» ad eccezione della tipologia spumante e frizzante.
Pergola, cittadina in Provincia di Pesaro, è posta a ridosso della catena montuosa appenninica e fa parte del territorio regionale di Media ed Alta Collina (MAC) Area interna delimitata, per la denominazione, nel territorio di 5 Comuni tutti compresi nella
L’altezza media è di 260 mt s.l.m. ed i vigneti sono presenti in tutta l’area ed a tutte le altezze comprese da mt 100 fino ai mt.1. 600 s.l.m. con una accentuazione tra mt 200 e mt 500 s.l.m..Geologicamente nell’area pedemontana prevalgono rocce calcarenitico-pelitiche e marnosocalcaree.
Nel Trattato di Ampelografia di N. Marzotto del 1925, sui vitigni più pregiati per la provincia di Pesaro cita le uve nere “Vernaccia nera, Vernaccia, Aleatico e San Gioveto. Oggi, sulla base di ricerche scientifiche, è stato sciolto qualsiasi dubbio sulla identificazione del vitigno che non può essere considerato una varietà a se stante ma un clone del vitigno Aleatico. Questo vitigno ha
trovato, a suo tempo, un’area elettiva di coltivazione nel territorio del Comune di Pergola e nei Comuni limitrofi per produrre il vino “Vernaccia di Pergola”.
La prima difficoltà si è manifestata con la mancata disponibilità del materiale di propagazione che è stato recuperato da antichi vitigni presenti su viti maritate all’acero nel territorio del già citato Grifoleto e su viti presenti nel chiostro di un convento di Pergola.
Rosso rubino brillante con riflessi di porpora. Questa uva dona al vino grande complessità aromatica, sia all’olfatto che al gusto che si esprime con note che vanno dallo speziato ai sentori floreali come rosa e viola passite ed evoca essenze dei frutti rossi del sottobosco. Il gusto è pieno ed armonico, ben equilibrato. Grazie ai suoi tannini dolci lascia in bocca sensazioni di morbidezza e rotondità.
La società “Valoritalia società per la certificazione delle qualità e delle produzioni vitivinicole italiane s.r.l.”, con sede in Roma, Via Piave, 24, è l’Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2) che effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente all’articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all’articolo 26 del Reg. (CE) n. 607/2009, per i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli sistematica nell’arco dell’intera filiera produttiva (viticoltura,