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Timestamp: 2019-07-21 17:02:17+00:00
Document Index: 83672738

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6']

Appaltiamo s.r.l.s - Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale per la programmazione triennale dei lavori e per la programmazione biennale di servizi e forniture
14 marzo 2018|di Avv. Michele Leonardi
Con un ritardo di più di un anno e mezzo rispetto a quanto previsto dal comma 8 dell’art. 21 del Codice dei contratti pubblici è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 14 del 16 gennaio 2018 rubricato “Regolamento recante procedure e schemi-tipo per la redazione e la pubblicazione del programma triennale dei lavori pubblici, del programma biennale per l'acquisizione di forniture e servizi e dei relativi elenchi annuali e aggiornamenti annuali”. L’entrata in vigore del Decreto è prevista per il 24 marzo 2018 (quindici giorni dopo la sua pubblicazione in GURI).
L’art. 21 del D.Lgs. 50/2016 aveva infatti – da una parte – confermato l’obbligo della programmazione triennale relativamente ai lavori pubblici di importo pari o superiore ai 100.00 euro mentre – dall’altra parte – aveva introdotto ex novo l’obbligo di programmazione con cadenza biennale per i servizi e le forniture di importo superiore ai 40.000 euro. Come ricordato, il comma 8 del medesimo articolo aveva tuttavia previsto che “con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, previo parere del CIPE, d’intesa con la Conferenza” venissero definiti una serie di criteri e di modalità per l’elaborazione della programmazione degli acquisti da parte delle pubbliche amministrativi, anche al fine di uniformarla considerato l’obbligo di pubblicazione della stessa sui siti istituzionali delle stazioni appaltanti.
All’interno del programma triennale sarà riportato l'importo complessivo stimato necessario per la realizzazione di ciascun singolo intervento, comprensivo anche delle forniture e dei servizi connessi alla realizzazione dello stesso, i quali saranno a loro volta inseriti nella programmazione biennale (art. 3, comma 6). I lavori, anche consistenti in lotti funzionali, che devono essere avviati nella prima annualità del programma di cui al comma 7 costituiscono invece l'elenco annuale dei lavori pubblici (art. 3, comma 8).
Perché un lavoro od un lotto funzionale ad un lavoro sia inserito all’interno della programmazione triennale è necessario che con riferimento ad essi “sia stato approvato il documento di fattibilità delle alternative progettuali, ovvero, secondo le previsioni del decreto di cui all'articolo 23, comma 3, del predetto codice, il progetto di fattibilità tecnica ed economica, quantificando le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione dell'intero lavoro” (art. 3, comma 9).
Per la gestione della programmazione triennale le amministrazioni dovranno individuare, nell'ambito della propria organizzazione, la struttura e il soggetto referente, il quale è di norma coincidente con il referente unico dell'amministrazione per la BDAP, salvo diversa scelta dell'amministrazione (art. 3, comma 14). Detto referente dovrà ricevere dai RUP le proposte, i dati e le informazioni necessari per la formalizzazione del programma triennale (art. 3, comma 15).
Infine, il comma 11 dell’art. 5 prevede le eccezioni alla regola secondo la quale possono essere affidati soltanto quei lavori che sono stati previamente inseriti nella programmazione. Il Regolamento permette infatti di realizzare un lavoro non inserito nell’elenco annuale “quando sia reso necessario da eventi imprevedibili o calamitosi o da sopravvenute disposizioni di legge o regolamentari” ovvero quando il lavoro stesso può essere eseguito “sulla base di un autonomo piano finanziario che non utilizzi risorse già previste tra i mezzi finanziari dell'amministrazione al momento della formazione dell'elenco, avviando le procedure di aggiornamento della programmazione”.
L’art. 8, al comma 1, precisa peraltro, con riferimento agli acquisti da effettuare mediante centrali di committenza, che “negli elenchi annuali degli acquisti di forniture e servizi e negli elenchi annuali dei lavori, le amministrazioni indicano per ciascun acquisto l'obbligo, qualora sussistente, ovvero l'intenzione di ricorrere ad una centrale di committenza o ad un soggetto aggregatore per l'espletamento della procedura di affidamento”.
Nel programma biennale deve essere riportato per ciascun intervento l’annualità “nella quale si intende dare avvio alla procedura di affidamento ovvero si intende ricorrere ad una centrale di committenza o ad un soggetto aggregatore, al fine di consentire il raccordo con la pianificazione dell'attività degli stessi” (art. 6, comma 8), nonché la previsione di “adeguate indicazioni in ordine alle caratteristiche tipologiche, funzionali e tecnologiche delle acquisizioni da realizzare ed alla relativa quantificazione economica” (art. 6, comma 9).
Il Regolamento ribadisce inoltre quanto già previsto dall’art. 21, co. 6, del codice in ordine all’obbligo per le stazioni appaltanti di comunicare, entro il mese di ottobre di ogni anno, al Tavolo tecnico dei soggetti aggregatori l’elenco delle acquisizioni di forniture e servizi di importo stimato superiore al milione di euro (art. 6, comma 12). Tale comunicazione “avviene mediante la trasmissione al portale dei soggetti aggregatori nell'ambito del sito acquisti in rete del Ministero dell'economia e delle finanze anche tramite i sistemi informatizzati regionali di cui all'articolo 21, comma 7 e all'articolo 29, comma 4, del codice” (art. 7, comma 5).
Così come previsto nell’ambito della programmazione triennale per i lavori, anche per la programmazione biennale (art. 6, comma 13) l'amministrazione dovrà individuare al proprio interno un referente che si occupi della redazione dei programmi, il quale può coincidere con lo stesso soggetto a cui è affidato il compito di redazione e coordinamento del programma triennale dei lavori pubblici.
Le stazioni appaltanti potranno effettuare acquisti di beni e servizi non previsti nel programma biennale unicamente quando questi “siano resi necessari da eventi imprevedibili o calamitosi o da sopravvenute disposizioni di legge o regolamentari” ovvero quanto questi siamo realizzati “sulla base di un autonomo piano finanziario che non utilizzi risorse già previste tra i mezzi finanziari dell'amministrazione al momento della formazione dell'elenco, avviando le procedure di aggiornamento della programmazione” (art. 6, comma 9).