Source: http://www.cittametropolitana.mi.it/agricoltura/foreste_territorio/Autorizzazioni_forestali/Vincolo_idrogeologico/
Timestamp: 2016-08-27 01:11:03+00:00
Document Index: 115251792

Matched Legal Cases: ['art.44', 'art. 44', 'art. 10', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 44', 'art.21']

> Foreste e territorio
> Autorizzazioni forestali
> Vincolo idrogeologico
Iter tecnico-amministrativo per il rilascio delle autorizzazioni di mutamento di destinazione d'uso di terreni sottoposti a vincolo idrogeologico
Per trasformazione d'uso del suolo, si intende ogni intervento artificiale che comporta una modifica permanente delle modalità di utilizzo e occupazione dei terreni soggetti a vincolo idrogeologico di cui all'articolo 1 del regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267 (art.44 della L.R. 31/2008).
A seguito delle modifiche all'art. 44 della L.R. 31/2008 (Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale) apportate con l'art. 10 della l.r. n. 19 dell'8 luglio 2014 (Disposizioni per la razionalizzazione di interventi regionali negli ambiti istituzionale, economico, sanitario e territoriale) molte competenze sono state affidate ai comuni.
In particolare il comma 2 dell’art. 44 L.R. 31/2008, a seguito delle predette modifiche ed integrazioni, recita:
«Sono vietati gli interventi di trasformazione d'uso del suolo non autorizzati in conformità alle indicazioni e alle informazioni idrogeologiche contenute negli studi geologici comunali, nei piani territoriali e nei piani forestali di cui all'articolo 47.
Per i comuni dotati di piano di governo del territorio (PGT), i titoli abilitativi edilizi, previa verifica di conformità delle suddette trasformazioni rispetto alla componente geologica, idrogeologica e sismica del PGT prevista dall’articolo 57, comma 1, lettera b), della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio) tengono luogo dell’autorizzazione prevista al primo periodo.
Per le trasformazioni d'uso del suolo che ricadono nell’ambito di applicazione dell’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), la conformità alla componente del PGT prevista dall’articolo 57, comma 1, lettera b), della l.r. 12/2005 è certificata da un tecnico abilitato in allegato alla comunicazione dell’inizio dei lavori da parte dell’interessato».
Ai sensi dell’art. 44 comma 3 della L.R. 31/2008, per interventi che non comportano anche la trasformazione del bosco, l'autorizzazione alla trasformazione d'uso del suolo è rilasciata dai comuni interessati, fatti salvi i casi di cui al comma 2, in caso di: a) interventi su edifici già presenti per ampliamenti pari al cinquanta per cento dell'esistente e comunque non superiori a 200 metri quadrati di superficie coperta;
c) posa in opera di fognature e condotte idriche totalmente interrate; linee elettriche di tensione non superiore a 15 Kw; linee di comunicazione e reti locali di distribuzione di gas; posa in opera di serbatoi interrati, comportante scavi e movimenti di terra non superiori a 100 metri cubi; d) interventi comportanti scavi e movimenti di terra non superiori a 100 metri cubi, di sistemazione idraulico-forestale, di ordinaria e straordinaria manutenzione della viabilità agro-silvo-pastorale e di realizzazione di manufatti di sostegno e contenimento;
d bis) interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di reti tecnologiche esistenti totalmente interrate; d ter) opere pubbliche o di pubblica utilità.
Restano in capo alla Città metropolitana i casi eventualmente non considerati dal D.P.R 380/2001, salvo ovviamente le fattispecie per le quali l'art. 44, c. 3 della l.r. 31/2008 stabilisce che le funzioni amministrative sono di competenza del comune (quali ad esempio le «opere pubbliche o di pubblica utilità»).
Nei casi in cui è previsto il rilascio dell'autorizzazione per gli interventi di trasformazione d’uso del bosco ai sensi dell’articolo 43, questa tiene luogo dell’autorizzazione al vincolo idrogeologico.
La competenza ricade pertanto sull'ente forestale, che rilascia un unico provvedimento – di autorizzazione o diniego - valido per gli artt. 43 e 44 della l.r. 31/2008.
Le domande per le aree del territorio provinciale (vedi allegato) vanno indirizzate alla Città metropolitana di Milano, ma presentate al Sindaco del Comune in cui si trova l'area vincolata. Va presentato l'originale in bollo, per la Città metropolitana ed altre 2 copie destinate al richiedente ed al Coordinamento Provinciale del Corpo Forestale dello Stato. La domanda deve contenere: la descrizione dell'intervento;
l'indicazione dei mappali e della superficie interessata dall'intervento;
l'estratto di mappa catastale in scala 1:2.000 o di maggior dettaglio;
progetto esecutivo (piante, prospetti, sezioni) dell'opera con calcolo volumetrico;
elaborati tecnici particolari per le strade (corografia 1:10.000);
relazione geologica (quando prevista dallo strumento urbanistico locale);
previsioni di ripristino o mitigazioni dell'intervento. Ricevuta la domanda, il Sindaco provvede alla sua pubblicazione all'albo pretorio per 15 giorni consecutivi a norma dell'art.21 del R.D.L. n.1126/26 e provvederà successivamente ad annotare sulla domanda e sugli allegati la avvenuta pubblicazione ed eventuali opposizioni presentate. Compila altresì la scheda di conformità dell'opera, per cui si chiede l'autorizzazione, alle norme urbanistiche vigenti.
Entro 8 giorni dal termine della pubblicazione, il Sindaco trasmette alla Città metropolitana la richiesta in triplice copia, corredata di tutti gli allegati. Con il trasferimento di funzioni non esiste più l'organo tecnico regionale, ma la procedura di rilascio dell'autorizzazione compresa l'istruttoria tecnica viene effettuata dall'ufficio della Città metropolitana - Settore Agricoltura, caccia e pesca - Viale Piceno 60, Milano. I tecnici dell'ufficio sopraindicato effettuano l'istruttoria che comprende anche il sopralluogo. Tenendo conto delle normative di riferimento, verificano sul campo la sussistenza delle condizioni di stabilità e di buona circolazione idrica che devono essere garantite anche dopo la realizzazione delle opere, redigono infine la relazione tecnica che permette al funzionario, responsabile del procedimento, di predisporre il provvedimento autorizzativo o di diniego che viene sottoscritto dal dirigente responsabile.
I tempi della procedura sopradescritta sono di 90 giorni a partire dal ricevimento della domanda. Il provvedimento viene esposto all'Albo Pretorio della Città metropolitana per 15 giorni consecutivi e contestualmente viene trasmesso al Sindaco perché lo notifichi all'interessato ed al Coordinamento Provinciale del Corpo Forestale dello Stato.
Al fine di evitare contenziosi, è opportuno che il Comune non rilasci la licenza edilizia prima che la Città metropolitana si sia espressa sulla richiesta di mutamento. Inoltre l'autorizzato, prima di iniziare i lavori, deve accertarsi che sull'area non gravino altri vincoli derivanti dalla L. 431/85 e dalla L. 1497/39.
Occorre segnalare che il parere e l'autorizzazione concessa riguardano solo ed esclusivamente gli aspetti forestali ed idrogeologici, eventuali difformità dallo strumento urbanistico vigente oppure la già avvenuta esecuzione delle opere andranno segnalate, ma non dovranno costituire condizione sufficiente per negare il mutamento di destinazione.
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