Source: http://www.consulentieassociati.it/circolare-fiscale-novembre-2017/
Timestamp: 2019-01-24 13:44:34+00:00
Document Index: 9991538

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 21']

CIRCOLARE FISCALE NOVEMBRE 2017
1. LA RIAPERTURA DELLA ROTTAMAZIONE DELLE SOMME ISCRITTE A RUOLO DAL 2000 AL 2016 E LA NUOVA ROTTAMAZIONE PER I RUOLI DEL 2017
La nuova scadenza per il pagamento della prima (o unica) e della seconda rata della definizione agevolata La definizione agevolata riguarda le cartelle di pagamento affidate all’Agente delle entrate della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016 inerenti imposte dirette ed indirette, contributi previdenziali ed assistenziali, entrate locali (per le quali il comune si sia avvalso di Equitalia o di Riscossione Sicilia per la regione Sicilia ai fini della riscossione). La richiesta di adesione alla definizione agevolata ha permesso al contribuente di richiedere se pagare quanto dovuto:
Si segnala che per quanto attiene la data di affidamento dei carichi all’Agente della riscossione, è possibile che in fase di conversione in legge del D.L. n.148/2017, il termine del 30 settembre 2017 venga portato in avanti e fissato in data successiva.
2. SALDO 2017 IMU E TASI
In questo contributo si provvederà a ricordare le principali regole applicative Imu e Tasi.
In caso di nessuna comunicazione da parte del cliente si presume che la situazione sia esattamente quella in essere alla precedente scadenza del 16.12.2016.
3. GLI OMESSI VERSAMENTI DELL’IVA DERIVANTE DALLE LIQUIDAZIONI PERIODICHE E GLI AVVISI DI LIQUIDAZIONE SPEDITI VIA PEC DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE
La ricezione via pec dell’avviso bonario e la possibilità di fruire del pagamento rateale
Ai sensi dell’articolo 21-bis, comma 5, D.L. 78/2010 l’Agenzia delle entrate può provvedere, anche prima della dichiarazione annuale Iva, a controllare la tempestiva effettuazione dei versamenti dell’imposta sul valore aggiunto indipendentemente dalla presenza di un pericolo per la riscossione previsto normativamente dall’articolo 54-bis, comma 2-bis, D.P.R. 633/1972.
Una volta notificato l’avviso bonario ai sensi dell’articolo 54-bis, D.P.R. 633/1972 è possibile chiederne il riesame se si ritiene che il risultato del controllo non sia corretto (si tratta di un atto non impugnabile, per cui non è possibile presentare ricorso). Se l’ufficio riscontra degli errori ed elabora una nuova comunicazione tenendo conto delle correzioni, i termini per effettuare il pagamento integrale o della prima rata decorrono dal ricevimento dell’avviso bonario rettificato.
pagare quanto dovuto in una unica soluzione entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso bonario, con la riduzione della sanzione a 1/3 (quindi, il 10% in luogo dell’ordinaria misura del 30%);
Il reato di omesso versamento Iva: la soglia di 250.000 euro
L’Articolo 10-ter, D.Lgs. 74/2000 sancisce che sia punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni chiunque non versi l’Iva dovuta in base alla dichiarazione Iva annuale per un ammontare superiore a 250.000 euro per ciascun periodo di imposta, entro il termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo di imposta successivo (27 dicembre). L’articolo 13, D.Lgs. 74/2000 prevede delle cause di non punibilità del reato di cui all’articolo 10-ter qualora i debiti tributari, comprese le sanzioni amministrative e gli interessi, siano estinti mediante integrale pagamento degli importi dovuti.
La norma individua la soglia di 250.000 euro nell’ammontare dell’Iva dovuta sulla base delle liquidazioni periodiche del singolo periodo di imposta, così come risultanti dalla presentazione della dichiarazione Iva (per il periodo di imposta 2017, la scadenza per inviare la dichiarazione Iva è fissata al 30 aprile 2018). La elaborazione da parte dell’Agenzia delle entrate di un avviso bonario ai sensi dell’articolo 54-bis, D.P.R. 633/1972 relativo ad uno dei primi 3 trimestri del periodo di imposta 2017, che viene notificato al contribuente in data antecedente al termine di presentazione della dichiarazione Iva annuale (30 aprile dell’anno successivo), determina la necessità di tenere monitorata la soglia dell’imposta sul valore aggiunto non versata, distinguendola dalle componenti di sanzioni e di interessi che determinano l’ammontare complessivo dovuto risultante dall’avviso bonario. Nel caso di pagamento rateale degli stessi è opportuno iscrivere il debito complessivo (comprese sanzioni e interessi) risultante dall’avviso bonario in un nuovo sotto conto contabile denominato “Debito Iva I trim. 2017”. Si tenga, infine, presente, che con la rateazione dell’avviso bonario non si ottengono benefici ai fini della verifica della predetta soglia dei 250.000 euro, posto che ai fini della consumazione del reato conta unicamente il debito di imposta che risulta tale alla data del 27 dicembre dell’anno successivo (lo stesso, in ogni, caso, verrà quindi decurtato delle eventuali rate, in quota capitale, corrisposte fino alla predetta data).
4. SUPER E IPER AMMORTAMENTO ANCHE SUL LEASING CONCLUSO NEL 2018
Premesso che la disciplina riguardante il super ammortamento e l’iper ammortamento dovrebbe essere oggetto di proroga ad opera della prossima legge di bilancio (sul tema saranno forniti i necessari aggiornamenti quando vi sarà la definitiva approvazione), di recente l’Agenzia si è espressa, attraverso la risoluzione n. 132/E/2017, affermando il principio di equivalenza tra acquisto diretto ed in leasing anche con riferimento all’applicazione delle citate agevolazioni in relazione ai beni ordinati entro la fine del 2017, ma consegnati successivamente.
Il super e l’iper ammortamento
Al fine di incentivare gli investimenti in beni strumentali nuovi è prevista un’agevolazione che consente una maggiore deduzione pari al 40%:
Al fine di poter applicare la disciplina agevolata, l’acquisto del bene deve avvenire:
entro il 31 dicembre 2017 (salvo la proroga di cui si è detto)
ovvero entro il 30 giugno 2018 ma, in quest’ultimo caso, a condizione che entro dicembre 2017 sia accettato il relativo ordine e siano pagati acconti in misura pari al 20% del costo di acquisizione (devono essere rispettate entrambe le condizioni).
Con riferimento a specifici investimenti di elevato standard tecnologico rientranti nel protocollo “Industria 4.0” il bonus è elevato al 150% (si tratta del cosiddetto iper ammortamento); detta maggiorazione compete per gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2017, ovvero fino al 30 settembre 2018 (quindi vi sono 3 mesi in più rispetto al super ammortamento) purché, anche in questo caso, sia presente ordine sottoscritto ed acconti del 20% entro il 31 dicembre 2017.
per i beni acquisiti in proprietà, il momento dell’accettazione dell’ordine da parte del venditore e quello del pagamento di acconti per almeno il 20% entro il 31 dicembre 2017 sono agevolmente individuabili. Relativamente a tali momenti il contribuente è tenuto a conservare idonea documentazione giustificativa (ad esempio, copia dell’ordine, corrispondenza, email, bonifici, etc.);
quando vi sia compensazione dell’acconto versato al fornitore con il maxicanone iniziale da corrispondere alla società di leasing, l’investitore può, quindi, fruire della maggiorazione in quanto, entro il 31 dicembre 2017, ha effettuato un ordine accettato dal fornitore e ha versato ad esso un acconto almeno pari al 20%. Alla data prevista dalla norma esiste, infatti, sia l’impegno all’acquisizione del bene che il versamento minimo da parte dell’investitore; risulta irrilevante, ai fini delle disposizioni in esame, che l’impegno venga inizialmente assunto nei confronti del fornitore e che l’acconto, a seguito della compensazione, si “trasformi” sostanzialmente in un maxicanone;
5. DETRAZIONE DEL 50% PER IL RECUPERO EDILIZIO E BONUS MOBILI ANCHE NEL 2018
Il Ddl. di bilancio 2018 contiene disposizioni che prorogano alcune detrazioni già esistenti, altre che in parte le modificano e altre ancora che ne introducono di nuove. Anzitutto, è prorogata alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2018 la detrazione IRPEF di cui all’art. 16-bis del TUIR, attualmente prevista per gli interventi volti al recupero edilizio nella misura del 50%. Allo stesso modo, è esteso anche alle spese sostenute nell’anno 2018 il c.d. “bonus mobili” di cui all’art. 16 comma 2 del DL 63/2013. Si tratta, lo si ricorda, della detrazione IRPEF del 50% spettante a seguito dell’acquisto di mobili ed elettrodomestici finalizzati all’arredo “dell’immobile oggetto di ristrutturazione”. In relazione agli acquisti effettuati nel corso dell’anno 2018, tuttavia, gli interventi di recupero devono essere iniziati dal 1° gennaio 2017.
Anche in relazione alla detrazione IRPEF/IRES per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, di cui ai commi 344-347 dell’art. 1 della L. 296/2006, l’aliquota del 65% è estesa alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2018.
Per tutti gli interventi di riqualificazione energetica, i soggetti (c.d. “incapienti”), che non sono tenuti al pagamento dell’IRPEF in quanto si trovano nelle condizioni di cui all’art. 11 comma 2 e all’art. 13 comma 1 lett. a) e comma 5 lett. a) del TUIR, possono cedere a soggetti terzi il corrispondente credito.
Delle nuove detrazioni sono poi introdotte per gli interventi di “sistemazione a verde”, per gli abbonamenti al trasporto pubblico e per le polizze assicurative contro eventuali calamità naturali.
Per l’anno 2018, è prevista una detrazione dall’imposta lorda, nella misura del 36% delle spese documentate relative agli interventi (anche se eseguiti sulle parti comuni condominiali) riguardanti:
Detraibili anche i premi per assicurazioni contro calamità naturali
- le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti al servizio di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale per un importo non superiore a 250 euro (le spese sono detraibili anche se sono state sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico, ai sensi dell’art. 12 del TUIR);
- i premi per assicurazioni aventi come oggetto il rischio di eventi calamitosi stipulate relativamente a unità immobiliari a uso abitativo.
6. IN SCADENZA L’INVIO DELLE LIQUIDAZIONI PERIODICHE IVA PER IL TERZO TRIMESTRE
Entro il termine del 30 novembre 2017, i soggetti passivi IVA sono tenuti a trasmettere la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche, con riferimento alle liquidazioni IVA (mensili o trimestrali) relative ai mesi di luglio, agosto e settembre (terzo trimestre) 2017.La scadenza del termine del 30 novembre riguarda le sole liquidazioni periodiche, essendosi persa la coincidenza dell’adempimento con la comunicazione dei dati delle fatture.
Tra le questioni più delicate connesse alla comunicazione LP si annoverano:
- la presenza di liquidazioni “a zero”, derivanti dall’assenza di operazioni attive nel periodo di riferimento oppure dall’effettuazione di sole operazioni esenti o non imponibili nel periodo;
- la compilazione del quadro VP del modello in presenza di operazioni in reverse charge e split payment.
I soli soggetti esonerati dalla comunicazione ex art. 21-bis comma 3 del DL 78/2010 sono coloro che non sono obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche, “sempre che, nel corso dell’anno, non vengano meno le predette condizioni di esonero”. Come indicato nelle risposte alle FAQ del 26 maggio 2017, l’obbligo di invio della comunicazione LP non ricorre per i soggetti passivi che nel periodo di riferimento non hanno effettuato alcuna operazione, né attiva né passiva. L’obbligo, invece, sussiste nell’ipotesi in cui occorra dare evidenza del riporto di un credito proveniente dal trimestre precedente. Pertanto, se non emergono crediti IVA da riportare dal secondo trimestre 2017 e in assenza di operazioni attive/passive per il terzo trimestre, si è esonerati dalla presentazione della comunicazione. La stessa regola vale per i soggetti con liquidazioni mensili: è l’ipotesi del soggetto passivo che non ha effettuato operazioni per il mese di settembre 2017 e che non ha riportato alcun credito IVA dal mese di agosto; in questa circostanza può non essere presentato il modulo VP riferito al mese di settembre. Inoltre, come già descritto in precedenza, sono esonerati dalla dichiarazione annuale e quindi dalla comunicazione LP i soggetti passivi che effettuano solo operazioni esenti, sempreché non vengano effettuati acquisti in reverse charge, il che fa venir meno le condizioni di esonero e rende dovuta la comunicazione. Un’altra ipotesi di decadenza dal regime di esonero dalla presentazione della comunicazione delle liquidazioni periodiche riguarda i produttori agricoli che passino dal regime speciale dell’agricoltura al regime IVA ordinario, con conseguente obbligo di rettifica della detrazione. Diversamente dalla generalità dei casi, nei quali la rettifica della detrazione si opera solo nella dichiarazione annuale IVA, per i produttori agricoli è possibile operare la rettifica già nella prima liquidazione periodica successiva al cambio di regime (R.M. 2 febbraio 1999 n. 10). In questa ipotesi, va presentata la comunicazione LP e il credito derivante dalla rettifica della detrazione a favore, derivante dal passaggio nel regime IVA ordinario, è incluso nel rigo VP5.
Le sanzioni per le comunicazioni LP omesse, incomplete o infedeli sono comprese tra 500 e 2.000 euro. Se l’invio del modello, per il terzo trimestre 2017, è effettuato entro il 15 dicembre 2017, la sanzione si riduce a 27,78 euro, se viene versata entro il 28 febbraio 2018, beneficiando del ravvedimento operoso. Se, invece, l’invio del modello avvenisse nel periodo tra il 16 dicembre 2017 e il 28 febbraio 2018, la sanzione da versare, entro il 28 febbraio 2018, a fronte del perfezionarsi del ravvedimento, sarebbe pari a 55,56 euro.
Circolari novembre 29, 2017 Consulenti AssociatiComments are closed Permalink a: