Source: http://legislazionetecnica.it/43700/fonte/sent-c-cass-22-04-1996-n-3799
Timestamp: 2018-10-19 12:56:51+00:00
Document Index: 67703953

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 26', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 18', 'art. 1419', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 18', 'art. 26', 'art. 1419', 'art. 1419', 'art. 2226', 'art. 2226']

Sent. C. Cass. 22/04/1996, n. 3799 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : GP506
1. Edilizia ed urbanistica - Spazi vincolati per parcheggi - Riserva al costruttore venditore della proprietà delle aree - Responsabilità del venditore riguardo alla salvaguardia della necessaria destinazione delle medesime.
1. Quando le aree destinate a parcheggio ai sensi dell'art. 41 sexies L. 17 agosto 1942 n. 1150 (e che a norma dell'art. 26 L. 28 febbraio 1985 n. 47, costituiscono pertinenza delle costruzioni) non vengono trasferite individualmente o pro quota ai singoli condomini, ma rimangono di proprietà del costruttore-venditore, la salvaguardia, dopo la vendita degli appartamenti, della necessaria destinazione delle dette aree, costituisce uno specifico obbligo per il proprietario, che deve esercitare tutte le attività, compreso il promovimento delle opportune azioni giudiziarie, per assicurare la permanenza dell'effettività del vincolo; né la circostanza che anche i proprietari degli appartamenti possono agire per la salvaguardia della destinazione dell'area a parcheggio vale ad escludere la responsabilità del costruttore-venditore, tenuto in primo luogo a tanto.
1. Ved. Cass. 27 ottobre 1995 n. 11194 R e 21 aprile 1993 n. 4691 R 1a. Come nota 1a. a C. Stato V 9 gennaio 1996 n. 29.R
1. Edilizia ed urbanistica - Aree di parcheggio - Realizzazione di edificio senza tali aree - Violazione dell'art. 41 sexies L. 1942 n. 1150 - Configurabilità - Vendita dell'immobile senza tali aree - Azioni esperibile.
1. La costruzione di un edificio senza la realizzazione, in contrasto col progetto approvato dall'Autorità competente, delle aree di parcheggio prescritte dall'art. 41 sexies L. 17 agosto 1942 n. 1150 (legge urbanistica), introdotto dall'art. 18 L. 6 agosto 1967 n. 765, e la successiva alienazione dei singoli alloggi integra una violazione da parte del costruttore-venditore della citata norma, non solo sotto il profilo amministrativo ed eventualmente contravvenzionale, ma anche sotto quello dei rapporti interprivatistici (artt. 871 e 872 Cod. civ.); detta ultima violazione legittima i condomini (o almeno gli originari acquirenti) ad un'azione di risarcimento dei danni nei confronti del venditore, ma non ad un'azione di nullità parziale del contratto a norma dell'art. 1419 Cod. civ., in quanto nel caso in esame la scissione tra il bene principale ed il bene accessorio (rispettivamente l'alloggio ed il parcheggio) e della loro relazione funzionale, non è riferibile alle concluse vendite, stante l'inesistenza del parcheggio nel momento in cui sorse il condominio, per cui difettano i presupposti di applicabilità degli artt. 1418 e 1419 Cod. civ.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Parcheggi - Riserva ex art. 41 sexies L. 1942 n. 1150 - Vincolo pubblicistico di destinazione - Configurabilità - Clausole contrattuali contrarie od elusive - Nullità - Conseguenza - Clausola che riserva al costruttore venditore la proprietà dell'area destinata a parcheggio - Validità limitata alla nuda proprietà - Trasferimento ope legis del diritto dell'acquirente all'uso dell'area - Operatività
1. L'art. 41 sexies L. 17 agosto 1942 n. 1150 (legge urbanistica) introdotto dall'art. 18 L. 6 agosto 1967 n. 765 (cosiddetta legge-ponte), stabilendo che nelle nuove costruzioni ed anche nelle aree di pertinenza delle costruzioni stesse debbano essere riservati appositi spazi per parcheggio, pone un vincolo pubblicistico di destinazione (rimasto. immutato con l'entrata in vigore della L. 28 febbraio 1985 n. 47, il cui art. 26 ha portata meramente interpretativa della precedente disposizione) che non può subire deroga negli atti privati di disposizione degli spazi ridetti, per cui sono nulle e sostituite di diritto nella norma operativa (art. 1419 C.c.) le clausole contrattuali contrarie od elusive del vincolo, non esclusa quella che dietro l'apparenza di non mutata destinazione dell'area di parcheggio, ne lasci la disponibilità a terzi, permettendo di fatto un uso diverso; pertanto, è colpita da nullità la clausola con la quale il costruttore-venditore dell'immobile riservi a sé la proprietà dell'area destinata a parcheggio, perché non idonea ad assicurare agli acquirenti delle singole unità abitative l'immediata ed incondizionata disponibilità pro quota nei limiti di legge degli spazi vincolati, con la conseguenza che in tale ipotesi l'art. 1419 cit. opera nel senso che il diritto all'uso dell'area di parcheggio si trasferisce ope legis agli acquirenti, ferma restando la nuda proprietà in capo all'alienante.
Sent.C. Cass. 24/04/1996, n. 3879
1. Progettista - Ingegnere o architetto - Obbligazione di risultato - Conseguenza - Difformità o vizi dell'opera - Eccezione di inadempimento della prestazione - Espressa deduzione del committente nei termini ex art. 2226 Cod. civ. - Necessità.
1. L'esecuzione di un progetto da parte di un ingegnere o di un architetto costituisce un'obbligazione, non già di mezzi, ma di risultato, con la conseguenza che la presenza di difformità o di vizi nell'opera realizzata abilita il committente, convenuto in giudizio dal professionista per il pagamento, a formulare eccezione d'inadempimento - che, in quanto eccezione in senso sostanziale, è rimessa all'iniziativa ed alla disponibilità della parte e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice - nei termini di decadenza e di prescrizione previsti dall'art. 2226 Cod. civ.