Source: https://www.exeo.it/Articoli/8157/concesisoni-demaniali-porti-turistici.aspx
Timestamp: 2019-08-26 00:59:38+00:00
Document Index: 91963013

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 75', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 36', 'art. 60', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 30', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 112', 'art. 6', 'art. 23', 'art. 68', 'art. 16', 'art. 112', 'art. 101', 'art. 101', 'art. 101']

Per effetto delle innovazioni introdotte dalla legislazione comunitaria e nazionale, deve ritenersi venuta meno la precedente distinzione tra concessione di sola costruzione (assimilata agli appalti) e concessione di costruzione e gestione dell’opera (nella quale prevaleva il profilo concessorio ed autoritativo), dovendosi ritenere sussistente nel quadro normativo derivante dal d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 l’unica categoria della “concessione di lavori pubblici".
È necessario procedere ad una interpretazione complessiva della concessione di costruzione e gestione del porto turistico per acclarare se la P.A. abbia inteso con essa attribuire o meno al concessionario il diritto di superficie sulle opere portuali.
E' ragionevole e legittimo qualificare un intervento in termini di "porto turistico" e non di semplice "punto d'ormeggio" in ragione del numero dei pontili da allocare, della vastità dello specchio acqueo impegnato dalle opere infrastrutturali programmate e della destinazione degli stessi pontili all'attracco d’imbarcazioni di medie e grandi dimensioni.
In sede di approvazione di progetti per la realizzazione di opere portuali ai sensi dell'art. 6 D.P.R. 509/1997, qualora il definitivo risulti redatto sulla scorta di linee-guida non coerenti con il preliminare, esso non può essere approvato e, quindi, dev... _OMISSIS_ .../> La complessa procedura per la concessione di beni del demanio marittimo per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto di cui al DPR 02/12/1997 n. 509 (recepito in Sicilia con l’art. 75 della l.r. 4/2003) prevede due fasi distinte: la prima, regolata dall’art. 5, nella quale un’apposita conferenza di servizi è chiamata a una valutazione preliminare volta o al rigetto delle istanze presentate o alla individuazione, con provvedimento motivato, di quella ammessa alle successive fasi della procedura; la seconda fase, normata dal successivo art. 6, prevede l'approvazione del progetto definitivo.
L'art. 3, comma 8, lettera c) del D.L. n. 70/2011, convertito nella legge n. 106/2011, ai sensi del quale, per incentivare la realizzazione di porti e approdi turistici, si applicano i criteri e le modalità di affidamento delle concessioni di beni demaniali marittimi con finalità turistico-ricreative, non implica l'applicabilità della proroga ex lege di cui al D.L. n. 194/2009: trattandosi di norma eccezionale, infatti, solo una previsione inequivocabile ed espressa potrebbe consentire l’estensione dell’istituto della proroga automatica anche agli approdi e ai porti turistici.
La disciplina di cui al regolamento approvato con D.P.R. 2 dicembre... _OMISSIS_ ...in Sicilia, per effetto delle modifiche di cui alla legge regionale 4 del 2003) delinea un sistema improntato alla semplificazione del regime autorizzatorio per la realizzazione delle strutture dedicate alla nautica da diporto, in quanto ritenute rispondenti all'interesse pubblico turistico ricreativo.
La concessione avente ad oggetto un approdo portuale turistico, uno specchio acqueo e pontili galleggianti non rientra in nessuna delle tipologie ascritte alla categoria delle concessioni a scopo turistico ricreativo, alle quali soltanto si applica la disciplina eccezionale sancita dall’art. 1, comma 18, del d.l. n. 194/2009.
Il concessionario per la costruzione e la gestione di un porto turistico si sostituisce in ciò alla pubblica amministrazione (naturale legittimata), potendo esigere i canoni e gestire l’uso del bene.
L’attività economica svolta dalla concessionaria per la costruzione e gestione di un porto turistico la pone in oggettiva concorrenza con i potenziali operatori economici che richiedono di accedere al porto: tale situazione, che può essere definita come ad alto rischio sintomatico di eccesso di potere, impone alla Capitaneria di determinare in modo più rigoroso e puntuale i confini del potere di vigilanza e di autorizzazione.
Il potere di vigilanza del concessionario del porto turistico, nello svolgimento dell’attività di gestione e custodia del bene demaniale (con correlata potestas escludendi), deve limitarsi a verificare il rispett... _OMISSIS_ ...ratori vari, delle norme di legge, regolamentari e delle ordinanze dell’autorità marittima; in sostanza al concessionario non può riservarsi un potere discrezionale di determinare quali condotte sono lecite e quali ledono invece gli interessi pubblici (inquinamento, ordine pubblico, sicurezza, ecc…); fermo restando che lo stesso, con diligenza e buona fede, deve adottare tutte le misure per la salvaguardia dei beni che ha in custodia (es. verificare l’identità e la registrazione degli operatori, che i medesimi siano autorizzati dai proprietari a recarsi a bordo delle imbarcazioni, ecc…).
La concessionaria, nell’ambito del regolamento d’uso del bene demaniale approvato dall’autorità marittima, non deve consentire quei comportamenti che siano effettivamente pericolosi o molesti per i beni e gli utenti, senza eccedere, però, a tal fine, dai limiti del principio di proporzionalità e adeguatezza allo scopo, cioè senza arrivare ad abusare del proprio potere di vigilanza e gestione, finendo per vietare comportamenti che non superano la normale tollerabilità, in quanto per prassi sono normalmente svolti nei porti turistici; salvo, peraltro, il divieto di eseguirli in determinati orari, normalmente dedicati al riposo, come, del resto, appare già previsto, anche nel caso in esame.
Tutte le disposizioni sancite dall’art. 18, l. n. 84 del 1994, incluso il divieto di ottenere una seconda concessione previsto dal comma 7, trovano testuale applicazione nei confronti delle sole imprese terminaliste.
_OMISSIS_ ...tto di evidenza pubblica in relazione all’affidamento di spazi demaniali e portuali sono principi tanto consolidati e radicati in materia da rendere evidente l’insostenibilità alla pretesa che il Presidente di un’Autorità portuale, oltretutto privo di un’autonoma competenza rispetto agli organi gestionali in ordine al rilascio di concessioni superiori a quattro anni di durata, possa impegnare l’Autorità al rinnovo futuro di concessioni identiche, in favore degli stessi soggetti concessionari preesistenti, sia per spazi che per utilizzo.
La specialità della disciplina contemplata dal D.P.R. n. 509/1997 non esclude la vigenza dei principi posti da una norma di principio quale è l’art. 12 legge 241/1990.
Anche in materia di strutture per la nautica da diporto, la concessione di un bene demaniale marittimo deve essere senz’altro subordinata alla predeterminazione ed alla pubblicazione da parte delle Amministrazioni procedenti dei criteri e delle modalità cui la P.A. deve attenersi.
L’applicazione dell’art. 5 D.P.R. 509/1997 deve, in ogni caso, conformarsi agli obblighi di evidenza pubblica e non può prescindere dal previo esperimento della pubblicità e dalla predeterminazione dei criteri di assegnazione della concessione.
E’ fatto notorio che in tutti i porti turistici si assiste normalmente a quotidiane attività manutentive e di piccole riparazioni svolte da operai o dagli stessi armatori (alcuni, anzi, trovano proprio in queste piccole attività il loro modo di passare momenti di svago e di approfondire la conoscenza della propria imbarcazione); quindi la molestia che eccede la normale tollerabilità (della quale la prassi sociale è un importante indice rivelatore) deve avere caratteristiche peculiari di durata ed intensità, e non può essere individuata nella semplice e comune attività manutentiva e di prova motori, senza alcuna specifica ulteriore connotazione idonea a renderla potenzialmente dannosa o di disturbo.
Non appare ragionevole che, per ogni operazione di pulizia delle sentine, le barche debbano essere alate necessariamente, parendo sufficiente, viceversa, allo scopo di salvaguarda del tratto di mare dato in concessione, che i liquidi inquinanti siano prelevati ... _OMISSIS_ ...rsamento e lo smaltimento in mare.
Le previsioni d’utilizzo delle strutture portuali debbono prima di tutto tenere conto dell’interesse alla corretta gestione dei servizi d’interesse generale e solo subordinatamente degli interessi dei singoli utilizzatori.
Il tenore dell’articolo 68 del codice della navigazione e dell’articolo 59 del regolamento di attuazione, che non prevedono facoltà di delega in favore dei concessionari, implicano che la disciplina contenuta nelle ordinanze regolamentari adottate dall’autorità marittima deve essere talmente dettagliata da non riservare margini di discrezionalità al direttore della struttura privata concessionaria.
Il recepimento da parte del Comune del regolamento per la gestione del porto turistico sana il vizio di competenza in cui è incorsa la Capitaneria di Porto nell’approvare il regolamento citato.
L’affidamento della gestione di più specchi d’acqua portuali dei quali l’Amministrazione comunale risulta concessionaria non coinvolge il tema dell’uso generale dei beni demaniali, in quanto l’art. 36 del Codice della Navigazione, secondo cui la concessione d’uso dei beni demaniali deve essere compatibile “con le esigenze del pubblico uso” può semmai influire sulla conformazione della concessione demaniale ma non risulta ostacolare le modalità di gestione delle concessioni (gestione unitaria o meno, attribuzione della gestione con gare separate o con gara unitaria).
L'art. 60 del D.P.R. n. 616/1977, nell’attribuire ai Comuni le funzioni amministrative in materia di promozione di attività ricreative e sportive, espressamente estese anche alla «gestione di impianti e servizi com... _OMISSIS_ ...; turistiche», consente a tali enti anche di espletare il servizio di realizzazione e gestione dei porti turistici, eventualmente anche in forma diretta ove ciò sia consentito dalla normativa in materia.
La natura di servizio pubblico del servizio di gestione del porto turistico non è esclusa dal fatto che il porto turistico non è utilizzato da una collettività indifferenziata, ma da una fascia ristretta di utenti, poiché esso è comunque di un servizio rivolto ad un numero indeterminato di soggetti, verso corrispettivo.
Il d.P.R. 2 dicembre 1997 n. 509 conforma il procedimento per il rilascio delle concessioni per i porti turistici e gli approdi turistici, mentre per i punti di ormeggio specifica come la concessione debba essere rilasciata conducendo secondo principi di celerità e snellezza le procedure già operanti per le strutture d’interesse turistico-ricreativo.
Il D.P.R. 509/97, intendendo semplificare le procedure per l’adozione delle concessioni demaniali dei punti di ormeggio, ha ritenuto opportuno, anziché introdurre una nuova disciplina ad hoc, estendere l’iter già previsto per le struttu... _OMISSIS_ ...eative, senza con ciò mutare la qualificazione dei punti di ormeggio quali strutture dedicate alla nautica da diporto.
Ai fini della distinzione tra punto d’ormeggio, da un lato, e approdo e porto turistico dall’altro, devono concorrere il criterio della localizzazione, quello infrastrutturale e quello funzionale: da un lato, infatti, è ipotizzabile la realizzazione di un punto d'ormeggio all'interno di un ambito portuale; dall'altro lato, la tecnologia e la scienza delle costruzioni hanno raggiunto livelli di affinamento tali da rendere ipotizzabile la realizzazione di approdi turistici con il solo utilizzo di strutture di facile e pronta rimozione.
I punti di ormeggio sono destinati, per definizione normativa [art. 2, comma 1, lettera c), del DPR n. 509 del 1997], alle “piccole imbarcazioni”, per cui non sono tali gli specchi acquei destinati anche ad imbarcazioni di notevoli dimensioni.
I punti di ormeggio costituiscono le strutture più semplici dedicate alla nautica da diporto, rispetto al “porto turistico” (comprensivo di strutture sia amovibili che inamovibili, sia in mare che a terra) e all’”approdo turistico” (finalizzato a servire il diportista nautico anche mediante l’apprestamento di servizi ... _OMISSIS_ ... E' legittimo denegare la concessione di punto di ormeggio ad un pontile che superi il limite di 25 mq., imposto dall'art. 6, comma 1, d.P.R. 2 dicembre 1997, n. 509.
In materia portuale, le prestazioni possono essere qualificate come «specialistiche», se caratterizzate da una particolare competenza tecnica per loro natura nautica (pilotaggio, rimorchio, battellaggio, ormeggio) o per la tipologia delle prestazioni rese dal concessionario fornitore per la sicurezza stessa delle lavorazioni (quando si inserisc... _OMISSIS_ ...vo integrato del servizio di trasporto).
Ai sensi dell’art. 1 D.M. 14 novembre 1994, le stazioni marittime passeggeri, gli accosti, i parcheggi attrezzati e le strutture di supporto all'autotrasporto sono soltanto quelle infrastrutture che, per importanza economica, dimensione e complessità di funzioni, presentano un autonoma rilevanza di carattere generale, senza essere strettamente connesse o funzionali alle operazioni portuali, ovvero a quelle di imbarco e sbarco di merci.
In materia di servizi portuali, le prestazioni possono essere qualificate come specialistiche, se caratterizzate da una particolare competenza tecnica per loro natura nautica (pilotaggio, rimorchio, battellaggio, ormeggio) o per la tipologia delle prestazioni rese dal concessionario fornitore per la sicurezza stessa delle lavorazioni... _OMISSIS_ ...unico ciclo produttivo integrato del servizio di trasporto).
In materia di servizi portuali, i requisiti della complementarità e dell’accessorietà consistono nel fatto che i servizi portuali, pur essendo attività distinte da quelle facenti parte del ciclo delle operazioni portuali ma in ruolo servente a queste, devono essere funzionali al proficuo svolgimento del ciclo stesso contribuendo a migliorarne la qualità in termini di produttività, celerità e snellezza, o devono essere necessari per eliminare residui o conseguenze indesiderate delle operazioni portuali (di regola, d’interesse generale quali gru di banchina, rizzaggi, movimentazione dei container e loro spuntature, pesatura e controllo di sigilli, bunkeraggio, approvvigionamenti per la nave, raccolta dei rifiuti, espletamento di adempimenti doganali, nel genere consistenti in attività rivolte a coprire l’intero ciclo dei servizi richiesti da una nave in funzione del miglior espletamento delle operazioni portuali).
In materia portuale, le prestazioni possono essere qualificate come specialistiche, se caratterizzate da una particolare competenza tecnica per loro natura nautica (pilotaggio, rimorchio, battellaggio, ormeggio) o per la tipologia delle prestazioni rese dal concessionario fornitore per la sicurezza stessa delle lavorazioni (quando si inseriscono in un unico ciclo produttivo integrato del servizio di trasporto), mentre la complementarità e l’accessorietà consistono nel fatto che i servizi portuali, pur essendo attività distinte da quelle facenti parte del ciclo delle operazioni portuali ma in ruolo servente a queste, devono essere funzionali al proficuo svolgimento del ciclo stesso contribuendo a migliorarne la qualità in termini di produttività, celerità e snellezza, o devono essere necessari per eliminare residui o conseguenze indesiderate delle operazioni portuali.
La previsione dettata dall’art. 35 del D.Lgs. 272/1999, recante l’adeguamento, tra l’altro, della normativa sulla sicurezza e salute dei l... _OMISSIS_ ... operazioni e servizi portuali, riferendosi a tutte le operazioni connesse, anche preliminari, all’imbarco e/o sbarco dalle navi traghetto, privilegia l’esigenza di assicurare la sicurezza di operazioni che, se svolte in ambito portuale in modo funzionale all’operazione portuale stessa, hanno senz’altro rilevanza sotto tale profilo e dunque richiedono il possesso dei necessari requisiti autorizzatori previsti dalla legge, da cui non si può prescindere in alcun caso.
La società partecipata dall'Autorità Portuale, direttamente o indirettamente, può concorrere alla gara per l'affidamento in concessione del servizio di stazione marittima funzionale all’accoglienza, all’assistenza ed ai servizi forniti a passeggeri in imbarco sbarco e transito, relativamente al traffico crocieristi e alle attività ad essi correlati nel porto.
La gestione della stazione marittima rientra nell'elenco dei servizi d’interesse generale nei porti, da fornire a titolo oneroso all'utenza portuale secondo le disposizioni contenute nell’art. 6, co. 1, lett. c), legge 84/1994, e nell’art. 1, lett. e), D.M. 14 novembre 1994.
In materia di servizi portuali, la complementarità e l’accessorietà consistono nel fatto che i medesimi servizi, pur essendo attività distinte da quelle facenti parte del ciclo delle operazioni portuali ma in ruolo servente a queste, devono essere funzionali al proficuo svolgimento del ciclo stesso contribuendo a migliorarne la qualità in termini di produttività, celerità e snellezza, o devono essere necessari per eliminare residui o conseguenze indesiderate delle operazioni portuali (di regola, d’interesse generale quali gru di banchina, rizzaggi, movimentazione dei container e loro spuntature, pesatura e controllo di sigilli, bunkeraggio, approvvigionamenti per la nave, raccolta dei rifiuti, espletamento di adempimenti doganali, nel genere consistenti in attività rivolte a coprire l’intero ciclo dei servizi richiesti da una nave in funzione del miglior espletamento delle operazioni portuali).
La società che sia titolare di ... _OMISSIS_ ...1997 per la realizzazione e la gestione di una struttura per la nautica da diporto in un porto non interessato da traffico merci può certamente partecipare alla procedura di gara avente ad oggetto la concessione di un mezzo portuale (travel lift) di proprietà comunale ubicato in un'altro porto e l'affidamento ex art. 30 D. Lgs. 163/2006 della concessione del servizio di alaggio, varo e movimentazione natanti e imbarcazioni, non potendosi ricavare in tal senso alcuna preclusione dall'art. 18, co. 7, legge 84/1994.
La concessione demaniale marittima riconducibile alla categoria di “servizio di preminente interesse industriale” non può intendersi prorogata ai sensi del d.l. 194/2009.
Servizi di ormeggio, guardiania, acqua corrente ed energia elettrica costituisco servizi portuali e non appaiono riconducibili alle attività indicate dall’art. 1, comma 1, lettere da “a” ad “f”, del d.l. n. 400/1993, le quali soltanto, in virtù dell’art. 13 della legge n. 172/2003, identificano la finalità turistico ricreativa.
In caso di concessione demaniale per l'esercizio di servivi portuali, l’utilizzo del demanio marittimo si pone come presupposto necessario rispetto ai servizi pubblici locali, alla luce dell’ampia definizione di questi ultimi espressa dall’art. 112 del d.lgs. n. 167/2000.
Quelle di “ormeggio” e di “noleggio” di imbarcazioni sono nozioni tecnico-normative differenti, aventi specifico contenuto e significato e corrispondenti ad attività diverse, con la conseguenza che non può aversi assorbimento o continenza dell’una nell’altra.
Il noleggio (dell’imbarcazione) non è indispensabile per il diportismo nautico, ma è esclusivamente una delle possibili (e consentite) modalità di utilizzo della unità da diporto.
L’attività di noleggio può a ragione farsi rientrare tra i “servizi complementari” alla nautica da diporto, previsti dall’articolo 2 del citato dpr n. 509/1997.
Trattandosi di servizio non essenziale, la mancata previsione dell'attività di noleggio nelle destinazioni consentite all’interno dell’area portuale non appare irragionevole.
Evidenti esigenze di trasparenza dell’azione amministrativa impongono all’Amministrazione di prevedere gli spazi destinati ai mezzi del servizio pubblico nell’atto generale di regolamenta... _OMISSIS_ ...i approdi, ma tale esigenza è recessiva di fronte all’insorgere di primarie necessità del servizio, ferma restando la necessità di consacrarle nell’atto generale non appena possibile, per le suddette esigenze di trasparenza dell’azione amministrativa.
Il mancato esperimento della gara pubblica, prevista dall’art. 6, quinto comma, della legge n. 84 del 1994, senza che ricorrano le condizioni per l’applicazione della deroga di cui all’art. 23, quinto comma, della stessa legge, determina l'illegittimità dell'affidamento diretto dei servizi portuali.
L’attività di impresa portuale rientra tra le attività soggette ad autorizzazione dell'Autorità portuale, nonché all’iscrizione dell’impresa autorizzata in apposito registro istituito ai sensi dell’art. 68 del codice della navigazione, secondo quanto previsto dall’art. 16, comma 3, della L. n. 84/1994.
In relazione allo svolgimento di attività imprenditoriale all’interno dei porti trova applicazione l’informativa prefettizia di cui agli artt. 4 d.lgs. n. 490/94 e 10 DPR n. 252/98, in forza dell’allegato 3 lettera e) del d.lgs n. 490 citato.
Alla luce dell’ampia definizione espressa dall’art. 112 del d.lgs. n. 167/2000, l’istanza tesa al rilascio della concessione demaniale marittima per la gestione transitoria degli ormeggi deve essere ascritta ai servizi pubblici locali, rispetto al cui esercizio l’utilizzo del demanio marittimo si pone come presupposto necessario.
Con il regolamento locale del servizio di rimorchio può essere istituito, accanto all’ordinario servizio faco... _OMISSIS_ ...ta, anche un permanente servizio di prontezza operativa, assolvendo tale disciplina la funzione di integrare a livello locale il quadro normativo di riferimento del potere di ordinanza esercitabile, nelle singole situazioni contingenti, dall’autorità marittima, identificando in via preventiva e generale un operatore qualificato al quale indirizzare le richieste di intervento che si rendano di volta in volta necessarie.
Il rimorchio-trasporto sussiste allorquando una parte assume l’impegno di trasportare una nave o un altro mezzo galleggiante da un luogo all’altro per via marittima; mentre il rimorchio-manovra sussiste allorquando uno o più rimorchiatori cooperano con una nave al fine di agevolarne lo spostamento in specchi acquei ristretti, come quelli dei porti e di altre zone di approdo o di transito. Soltanto quest'ultimo è da considerare servizio di pubblico interesse affidato a imprese private mediante specifici atti di concessione rilasciati dall’Autorità Marittima ai sensi dell'art. 101 cod. nav..
La regolamentazione pubblicistica del rimorchio è circoscritta all'esercizio di tale servizio nell'ambito dei porti e degli altri luoghi di approdo o di transito, mentre al di fuori di essi l’esercizio del rimorchio non è soggetto ad alcuna limitazione o disciplina amministrativa.
Nell'ordinamento italiano è considerato servizio di pubblico interesse affidato a imprese private mediante specifici atti di concessione rilasciati dall’Autorità Marittima ai sensi dell’art. 101 c.n. soltanto il rimorchio-manovra, figura che sussiste allorquando uno o più rimorchiatori cooperano con una nave al fine di agevolarne lo spostamento in specchi acquei ristretti, come quelli dei porti e di altre zone di approdo o di transito.
La regolamentazione pubblicistica del rimorchio (artt. 101 e ss. cod. nav.) è circoscritta all’esercizio del rimorchio nell’ambito dei porti e degli altri luoghi di approdo o di transito, mentre al di fuori di essi l’esercizio del rimorchio non è soggetto ad alcuna limitazione o disciplina amministrativa.
La concessione per servizi... _OMISSIS_ ...ssificare tra le concessioni costitutive: di conseguenza, i diritti e gli obblighi del concessionario non possono essere desunti dai compiti della P.A. ma necessitano di analitica specificazione.
Il regime pubblicistico del servizio di rimorchio, previsto dall'art. 101 cod. nav. si applica ai "luoghi di approdo" diversi dai porti soltanto se detti luoghi di approdo sono connessi ad un “uso pubblico” del mare, ossia soltanto se fruibili da ogni tipo di nave: solo in tal caso, infatti, l’evidente esigenza del mantenimento degli standards di sicurezza nelle manovre da parte di qualsiasi nave che approdi in tali luoghi o salpi da essi naturalmente postula u... _OMISSIS_ ...