Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/codice_mediazione/11
Timestamp: 2020-04-07 08:10:59+00:00
Document Index: 149263554

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 27', 'art. 13', 'art.11', 'art.2643', 'art. 2643', 'art.2643', 'art.2643', 'art.2645', 'art.2645', 'art.2643', 'art. 2643', 'art. 2643', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2643', 'art 11', 'art 11']

1. Se e' raggiunto un accordo amichevole, il mediatore forma processo verbale al quale e' allegato il testo dell'accordo medesimo. Quando l'accordo non e' raggiunto, il mediatore puo' formulare una proposta di conciliazione. In ogni caso, il mediatore formula una proposta di conciliazione se le parti gliene fanno concorde richiesta in qualunque momento del procedimento. Prima della formulazione della proposta, il mediatore informa le parti delle possibili conseguenze di cui all'articolo 13 (1) (2).
(1) Comma sostituto dall'articolo 84, comma 1, lettera l) del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98, con la decorrenza indicata nell'articolo 84, comma 2, del medesimo decreto.
(2) La Corte Costituzionale con sentenza 6 dicembre 2012, n. 272 aveva dichiarato, in riferimento al precedente testo, in via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 l'illegittimita' costituzionale del presente comma, limitatamente al periodo «Prima della formulazione della proposta, il mediatore informa le parti delle possibili conseguenze di cui all'art. 13».
Mediazione - Onere del mediatore di verbalizzare i motivi addotti dalle parti per giustificare la mancata comparizione personale - Provvedimenti atti ad assicurare la presenza personale delle parti - Necessità.
Incombe sul mediatore l’onere di verbalizzare i motivi eventualmente addotti dalle parti assenti per giustificare la propria mancata comparizione personale e, comunque, di adottare ogni opportuno provvedimento finalizzato ad assicurare la presenza personale delle stesse, ad esempio disponendo – se necessario – un rinvio del primo incontro o sollecitando anche informalmente il difensore della parte assente a stimolarne la comparizione ovvero dando atto a verbale che, nonostante le iniziative adottate, la parte a ciò invitata non ha inteso partecipare personalmente agli incontri, né si è determinata a nominare un suo delegato (diverso dal difensore), per il caso di assoluto impedimento a comparire. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vasto, 23 Giugno 2015. Segue...
Mediazione obbligatoria (procedimento di) – Verbale col quale le parti accertano essersi perfezionato l'acquisto per usucapione – Natura di negozio di accertamento – Trascrivibilita' nei registri immobiliari – Esclusione..
L’accordo amichevole raggiunto nel procedimento di mediazione avente ad oggetto l’accertamento dell’intervenuta usucapione, stante la sua natura di negozio di mero accertamento, non costituisce - nel vigente sistema di diritto privato - titolo idoneo alla trascrizione. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 01 Marzo 2012. Segue...
Mediazione cd. obbligatoria – Art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010 – Controversie in materia di usucapione – Accordo raggiunto davanti ai mediatori – Trascrivibilità – Non sussiste.
Mediazione cd. obbligatoria – Art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010 – Controversie in materia di usucapione – Accordo raggiunto davanti ai mediatori – Trascrivibilità – Come transazione – Art. 2643 n. 13 c.c. – Non sussiste..
Il verbale di conciliazione contenente l’accertamento della intervenuta usucapione è inidoneo alla trascrizione poiché, in base all’art.11 comma 3 del D.L.vo n.28/10, possono essere trascritti solo gli atti e i contratti previsti dall’art.2643 c.c. laddove il verbale di conciliazione accertativo dell’usucapione, non realizzando alcun effetto costitutivo, traslativo o modificativo ma assumendo il valore di negozio di mero accertamento, non è in alcun modo riconducibile all’ambito applicativo dell’art. 2643 c.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Il verbale di conciliazione contenente l’accertamento della intervenuta usucapione è inidoneo alla trascrizione non potendo essere ricondotto l’accordo amichevole in oggetto all’ambito di previsione dell’art.2643 c.c. ipotizzandone la natura transattiva (e quindi riconducendolo alla categoria indicata nell’art.2643 n.13 c.c.) ovvero assimilandolo agli atti previsti dall’art.2645 c.c., dovendosi di certo escludere la natura transattiva dell’accordo in questione per difetto dei necessari requisiti (“reciproche concessioni” delle parti) ed essendo, per altro verso, non risolutivo il richiamo all’art.2645 c.c. che, com’è noto, prevede la trascrivibilità di “ogni altro atto o provvedimento che produce in relazione a beni immobili o a diritti immobiliari taluni degli effetti dei contratti menzionati nell’art.2643 c.c.”. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 24 Febbraio 2012. Segue...
Mediazione cd. obbligatoria – Art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010 – Controversie in materia di usucapione – Accordo raggiunto davanti ai mediatori – Trascrivibilità – Non sussiste..
Il verbale di conciliazione giudiziale avente ad oggetto l’accertamento dell’intervenuta usucapione del diritto di proprietà non si risolve in uno degli accordi di cui all’art. 2643 c.c., perché non realizza un effetto modificativo, estintivo o costitutivo, ma assume al contrario il valore di un mero negozio di accertamento, con efficacia dichiarativa e retroattiva, finalizzato a rimuovere l’incertezza, mediante la fissazione del contenuto della situazione giuridica preesistente. Negozio di accertamento in relazione al quale nessuna forma di pubblicità legale è prevista. Pertanto, il verbale di conciliazione in esame, non essendo riconducibile ad una delle ipotesi di cui alla disposizione normativa di cui all’art. 2643 c.c. non può in forza di detta norma essere trascritto. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Febbraio 2012. Segue...
Mediazione cd. obbligatoria – Art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010 – Controversie in materia di usucapione – Obbligatorietà – Condizioni..
Considerato che in forza dell’art. 2 D. lgs. n. 28/10 l’accesso alla mediazione per la conciliazione è limitato alle controversie vertenti su diritti disponibili, si deve ritenere che solo l’accertamento del possesso ad usucapionem con effetti limitati alle parti può essere demandato all’autonomia negoziale e non anche l’accertamento del diritto di proprietà per intervenuta usucapione con valenza erga omnes, in quanto simile accertamento rientra, come su detto, nel novero degli atti riservati al giudice. Quindi, dal raffronto degli artt. 2 e 5 del D. Lgs n. 28/10 si può ritenere che la mediazione in materia di usucapione debba essere circoscritta solo al superamento della lite riguardo all’esistenza dei presupposti di fatto. Pertanto, si potrà, anzi meglio si dovrà, attesa l’obbligatorietà della mediazione, ricorrere alla via conciliativa solo quando sussiste una controversia in fatto, con la conseguenza che se il fatto è pacifico tra le parti l’usucapiente potrà direttamente instaurare il processo innanzi all’autorità giudiziaria, la quale, preso atto della mancanza della lite da conciliare, non potrà rilevare l’improcedibilità della domanda. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Febbraio 2012. Segue...
Mediazione cd. obbligatoria – Art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010 – Controversie in materia di usucapione – Mediazione Obbligatoria – Sussiste – Eventuale accordo – Trascrittibilità – Sussiste – Art. 2643 n. 13 cod. civ..
Le domande in tema di usucapione rientrano nell'ambito della mediazione obbligatoria costituendo domande relative a "controversie in materia di diritti reali" (art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010). Non è condivisibile l’opinione per cui, in caso di azione di usucapione, la mediazione non sarebbe esigibile non potendo le parti ottenere, tramite l’accordo conciliativo, il medesimo risultato giuridico ottenibile con la sentenza. L’accordo di mediazione, in primis, ha ad oggetto il diritto reale, e non il fatto attributivo di esso, ossia l’avvenuta usucapione. Pertanto, la parte che si vede trasferito il bene lo acquista a titolo derivativo in quanto lo strumento utilizzato per la traslazione è il verbale di mediazione e non a titolo originario come invece nel caso di accertata usucapione mediante sentenza. Ciò, inoltre, vuol dire che l’accordo di mediazione con cui si attribuisce un diritto reale è trascrivibile ai sensi dell’art. 2643 n. 13 c.c. in relazione all’art 11 del D Lgs n 28/2010, perché in esso non vi è altro che una transazione Del resto, occorre prendere atto della scelta adottata dal legislatore nell’art 11 del citato decreto e interpretarla in modo da favorire l’applicazione del procedimento di mediazione in funzione deflattiva del contenzioso giudiziario. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 02 Febbraio 2012. Segue...