Source: http://frantoiani.it/sicurezza/pag17-29.html
Timestamp: 2020-02-21 23:52:54+00:00
Document Index: 81940636

Matched Legal Cases: ['art. 48', 'art. 795', 'art. 207', 'art. 41', 'art 4', 'art. 127', 'art. 8', 'art. 384', 'art. 234', 'art. 129']

I frantoi si suddividono sommariamente in:
frantoio di tipo tradizionale
dove l'addetto intervenendo durante il ciclo, permette il succedersi delle diverse fasi lavorative.
frantoio di tipo continuo
dove le varie fasi (dal lavaggio delle olive fino alla separazione razione dell'olio dall'acqua di vegetazione) procedono automaticamente, senza l'intervento dell'operatore. Questo frantoio ha una potenzialità lavorativa maggiore rispet to al tradizionale e richiede un minore impegno fisico da parte degli operatori.
i macchinari nel frantoio di tipo tradizionale
I rischi riscontrati in questa fase sono dovuti principalmente alla movimentazione delle olive, contenute in sacchi o cassette. Se il sollevamento, il trasporto e la deposizione del carico avviene manualmente (movimentazione manuale dei carichi - art. 48 D. Lgs. 626/94) il lavoratore può procurarsi lesioni dorso-lombari. Nell'intento di eliminare i rischi legati a questa operazione devono essere adottate:
misure organizzative (ad esempio rotazione dei compiti tra più addetti)
soluzioni tecnologiche (introduzione di automazioni)
(utilizzo di sollevatori ed ausili per la movimentazione).
Prima della lavorazione le olive possono essere contenute in sacchi o cassette. in alcuni frantoi vengono utilizzati cassoni metallici di grosse dimensioni montati o meno su ruote
scarico manuale delle
olive in una tramoggia
Se invece vengono utilizzati dei nastri trasportatori i rischi principali sono determinati da:
contatto con gli organi di trasmissione del moto (tra nastro e tamburo, sia esso motore o di rinvio, fra cinghie e pulegge o ingranaggi e catene). In questo caso il rischio può essere evitato proteggendo le zone di pericolo con carterature opportunamente fissate con viti o bulloni (artt. 41 e 55 DPR 547/55)
caduta delle cassette o dei sacchi contenenti le olive qualora non siano state ben sistemate. Devono quindi essere adottate delle soluzioni per impedire la caduta del materiale trasportato; se il provvedimento non garantisce ancora la stabilita del carico deve essere impedito, tramite transenne, l'accesso di persone nella parte sottostante e adiacente il nastro di trasporto (artt. 8 e 11 DPR 547/55) Se siamo in presenza di un montacarichi questo dovrà rispondere a tutte le norme vigenti in materia di tutela della salute dei lavoratori (dall'art. 795 alI'art. 207 del DPR 547/55) per quanto riguarda i rischi:
di caduta nel vano di corsa del montacarichi
inerenti l'utilizzo del montacarichi (quali ad esempio la caduta del montacarichi stesso)
di cesoiamento o schiacciamento
Gli elevatori trasferibili non installati stabilmente devono comunque sottostare al DPR 547/55 per quanto riguarda le Norme sui montacarichi e le Circolari in materia.
Dopo la pesatura le olive vengono convogliate in tramogge di diverse dimensioni, realizzate in vario materiale, che direttamente per caduta o tramite elevatori a coclea o a nastro, le avviano alla frangitura. Per eliminare il rischio di caduta del lavoratore nelle tramogge con apertura a livello del piovo di calpestio devono essere presenti parapetti normali con tavola fermapiede o griglie metalliche di copertura in grado di sostenere il peso di una persona e impedirle di raggiungere la coclea in movimento (arti. 70, 77 e 26 DPR 547/55). Se invece l'apertura della tramoggia è situata ad un livello superiore a quello di calpestio e quindi non esiste il rischio di caduta del lavoratore al suo interno, può rimanere ugualmente il pericolo che il lavoratore entri in contatto con la coclea che deve perciò essere adeguatamente protetta (arti. 217 e 212 DPR 547/55).
esempio di tramoggia di carico con parapetto sprovvisto di tavola fermapiede
gli sportelli che consentono l'accesso alla girante del ventilatore devono essere bloccati con sistemi che per l'apertura richiedono l'uso di attrezzi specifici (e.s. dadi, bulloni)
impianto di lavaggio ed aspirazione foglie
In questa fase il rischio è rappresentato dagli organi di trasmissione (pulegge, cinghie, ingranaggi, catene) che devono essere resi irraggiungibili dal lavoratore dotando le macchine di carter fissati con viti o bulloni (art. 41 DPR 547/55). E' necessario che i condotti di aspirazione e di mandata dell'aspiratore siano opportunamente bloccati con fascette o altre soluzioni, in modo che non sia possibile raggiungere la girante del ventilatore. E' opportuno avvisare con segnali, che è vietato rimuovere le protezioni alla girante prima di aver disinserito il collegamento elettrico (art 4 DPR 547/55 e DPR 524/82). Dopo il lavaggio le olive vengono convogliate alle macine, mentre le foglie aspirate possono essere accumulate in zone circostanti il frantoio o in cassoni.
foglie espulse dall'impianto di aspirazione posto in prossimità dell' impianto di lavaggio
dopo il lavaggio le olive
vengono avviate alla frangitura
Per eliminare il pericolo di raggiungere con le mani gli organi mobili e lavoratori delle macine e dei raschiatori, è necessario che la vasca di contenimento sia protetta da uno schermo bloccato opportunamente per tutto il perimetro della vasca e di altezza idonea (art. 127 DPR 547/55). Questa protezione può essere realizzata in lamiera traforata o rete metallica, con fessure che non devono consentire il passaggio delle mani. Anche il portello di scarico della pasta deve essere protetto in modo da impedire che gli stessi organi in movimento siano raggiungibili dal lavoratore
altre soluzioni di protezione per il portello di scarico:
realizzazione di un condotto di scarico fissato all'apertura del portello
predisposizione di uno schermo di protezione del portello quando aperto
posizionamento stabile, sul fronte dello scarico, della macchina impastatrice/impannellatrice, in modo da rendere impossibile il raggiungimento degli organi pericolosi (Norma UNI EN 294).
vasca con macine sprovviste della protezione per evitare il contatto con gli organi lavoratori
particolare del raschiatore e del tubo che scarica le olive nella vasca con le macine
impastatrice (gramolatrice) - impannellatrice
La pasta ottenuta dalla frangitura giunge all'impastatrice dove degli agitatori a pale e successivamente delle coclee, la trasportano agli organi di distribuzione (impannellatrice). Anche in questa fase i rischi per il lavoratore sono rappresentati dalla possibilità di venire a contatto con gli organi in movimento (agitatori a pale, coclee) (artt. 72 c 97 DPR 547/55) che devono quindi essere protetti da un coperchio posizionato sull'apertura della vasca; il coperchio deve essere dotato di un dispositivo di sicurezza che arresti la macchina in caso di apertura dello stesso e impedisca di metterla in moto fino a che non è richiuso, oppure deve essere fissato saldamente con viti o bulloni. Per permettere il controllo della lavorazione della pasta esso può essere realizzato in rete metallica.
griglia di protezione per evitare il contatto con la coclea
impannellatrice: distribuzione della pasta sul fiscolo
i fiscali vengano impilati a gruppi di 3 o 4 intervallati da dischi di acciaio
formazione del castello
Per poter procedere alla pressatura della pasta di olive è necessario formare il castello, che è costituito da pesanti dischi di acciaio che si intervallano ogni 3 o 4 pannelli porta sansa. Anche in questa fase perciò si ripresentano i rischi connessi alla movimentazione manuale dei carichi (artt. 48 D.Lgs. 626/94) Per rendere più agevole la formazione del castello è indispensabile impiegare due addetti e disporre il castello in posizione tale da avere piani di sollevamento più allineati possibile. Muovere il castello e posizionarlo per la pressatura può presentare rischi legati alla instabilità dello stesso; per questo il pavimento non deve presentare buche, avvallamenti od ostacoli (art. 8 DPR 547/55).
Per evitare lo schiacciamento dei piedi, in caso di caduta del disco di acciaio, devono essere indossate scarpe con puntale in acciaio (art. 384 DPR 547/55).
Gli strumenti di controllo (valvole e manometri) delle presse idrauliche devono essere mantenuti in buono stato di efficienza (art. 234 DPR 547/55). Gli organi di trasmissione (pulegge, cinghie, ecc.) devono essere protetti con carter (artt. 41 e 55 DPR 547/55). Per facilitare il posizionamento del castello sul pistone idraulico della pressa ed assicurarne la centratura devono essere predisposte delle battute di riferimento.
smontaggio del castello e rimozione della sansa
L'operazione di smontaggio del castello determina gli stessi rischi evidenziati per la formazione di questo, cioè la movimentazione manuale dei carichi e lo schiacciamento degli arti inferiori a causa della caduta del disco in acciaio. E' importante aggiungere che, se la sansa rimossa dai fiscoli viene allontanata tramite tramogge con coclee di trasporto, queste ultime devono essere rese inaccessibili ad esempio tramite l'applicazione di schermi (artt. 217 e 272 DPR 547/55).
pressatura del castello per l'estrazione del mosto (olio più acqua di vegetazione)
In alcuni frantoi tradizionali si è assistito alla introduzione dell'impilatrice automatica che, con un "sistema a giostra " esegue le operazioni di formazione e smontaggio del castello. L'operazione prevede la presenza di un addetto che, stazionando all'esterno dell'area interessata dal movimento dei bracci della macchina, provvede alla stratificazione della pasta sui fiscoli e dopo la pressatura rimuove la sansa dagli stessi.
implicatrice automatica
banco di dosaggio per impilatrice automatica
L'area interessata al movimento dei bracci del robot (eccetto la zona di lavoro dell'addetto che deve rimanere sempre all'esterno della zona delimitata) deve essere recintata con porte di accesso dotate di un dispositivo che provochi l'arresto della macchina in caso di apertura (arti. 68 e 72 DPR 547/55).
Esempio di funzionamento di una impilatrice automatica
L'operatore (C) preleva un fiscolo dalla stazione (2), distacca la sansa e lo riposiziona nella stazione (3) dove avviene la stratificazione della pasta. L'addetto ripete l'operazione per tutti i fiscoli che si trovano nella stazione (2). Quando la stazione (3) è completa l'operatore fa ruotare il banco di dosaggio portando il castello in posizione (1). Mentre l'operatore continua le operazioni di sfiscolamento e di dosaggio il braccio dell'impilatrice provvede a prelevare dalla stazione (1) il disco completo di pannelli in carica ed a trasferirlo al carrello (B) che andrà alla pressa. Dopo la pressatura il carrello viene posizionato in (A) dove l'impilatrice provvederà a prelevare il disco completo di pannelli in scarica ed a trasferirli alla stazione (1) e quindi alla stazione (2) per riniziare il ciclo
per il movimentazione del castello possono venire utilizzale queste macchine azionate elettricamente
Dopo la pressatura segue la separazione dell'olio dall'acqua di vegetazione. E' importante che il costruttore abbia applicato su questa macchina una targhetta (che non deve essere mai rimossa), dove è indicata la velocità di rotazione della centrifuga che non deve essere variata in alcun modo (art. 129 DPR 547/55). Deve essere possibile accedere alle parti mobili poste all'interno del separatore loto utilizzando idonei attrezzi e comunque dopo aver verificato l'arresto della macchina tramite apparecchiature di controllo (es. contagiri). Qualora fossero presenti cinghie e pulegge di trasmissione queste devono essere protette con carter (artt. 41 e 55 DPR 547/55).