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Timestamp: 2020-07-11 21:47:20+00:00
Document Index: 161564522

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Bruxelles, 7.11.2006 COM(2006)664 definitivo 2006/0222(COD)
sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro
Per tale motivo indispensabile codificare le disposizioni che hanno subito frequenti modifiche, se si vuole che la normativa comunitaria sia chiara e trasparente.
4. Lo scopo della presente proposta quello di avviare la codificazione della direttiva 83/477/CEE del Consiglio, del 19 settembre 1983, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro (seconda direttiva particolare ai sensi dell’articolo 8 della direttiva 80/1107/CEE)[3]. La nuova direttiva sostituisce le varie direttive che essa incorpora[4], preserva in pieno la sostanza degli atti oggetto di codificazione e pertanto non fa altro che riunirli apportando unicamente le modifiche formali necessarie ai fini dell’opera di codificazione.
5. La proposta di codificazione stata elaborata sulla base del consolidamento preliminare , in tutte le lingue ufficiali, della direttiva 83/477/CEE e degli strumenti di modifica della stessa, effettuato dall'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, attraverso un sistema di elaborazione dati . Nei casi in cui stata assegnata una nuova numerazione agli articoli, la concordanza tra la vecchia e la nuova numerazione esposta in una tavola che figura all'allegato III della direttiva codificata.
83/477/CEE (adattato) 2006/0222(COD)
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 137, paragrafo 2 ,
vista la proposta della Commissione, elaborata a seguito della consultazione delle parti sociali e del comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro ,
Övisto il parere del Comitato delle regioni,
deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato[6],
(1) La direttiva 83/477/CEE del Consiglio, del 19 settembre 1983, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro (seconda direttiva particolare ai sensi dell’articolo 8 della direttiva 80/1107/CE)[7] stata modificata in modo sostanziale e a più riprese[8]. A fini di razionalità e chiarezza occorre provvedere alla codificazione di tale direttiva.
98/24/CE considerando (3)
(2) Il miglioramento della sicurezza, dell'igiene e della salute dei lavoratori durante il lavoro costituisce un obiettivo che non dovrebbe essere subordinato a considerazioni puramente economiche.
98/24/CE considerando (4)
(3) Il rispetto di requisiti minimi in materia di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici mirano non solo a garantire la protezione della salute e della sicurezza dei singoli lavoratori, ma anche a fornire un livello minimo di protezione di tutti i lavoratori nella Comunità che evita ogni possibile distorsione nell'area della concorrenza.
98/24/CE considerando (5)
(4) Deve essere stabilito per l'intera Comunità un coerente livello di protezione dai rischi derivanti da agenti chimici e tale livello di protezione deve essere determinato non tramite requisiti obbligatori particolareggiati, ma attraverso un quadro di principi generali tali da consentire agli Stati membri di applicare in modo coerente requisiti minimi.
83/477/CEE considerando (3)
(5) L'amianto un agente nocivo presente in numerose situazioni di lavoro e, pertanto, un elevato numero di lavoratori risulta esposto a un potenziale rischio per la salute; la crocidolite considerata come una varietà di amianto particolarmente pericolosa.
83/477/CEE considerando (1) e (4) (adattato)
(6) Le attuali conoscenze scientifiche non sono tali da consentire di stabilire un livello al di sotto del quale non vi siano più rischi per la salute; tuttavia, riducendo il tempo di esposizione all'amianto, diminuirà il rischio di malattie ad esso connesse. È quindi necessario prevedere l’istituzione di misure specifiche armonizzate per la tutela dei lavoratori contro l’amianto. La presente direttiva comporta prescrizioni minime che saranno rivedute in base all'esperienza acquisita e all'evoluzione della tecnica in questo campo.
83/477/CEE considerando (5)
(7) La microscopia ottica, pur non consentendo il conteggio delle fibre più sottili, nocive alla salute, comunque il metodo più usato per una regolare misurazione dell'amianto.
83/477/CEE considerando (6) (adattato)
(8) Misure preventive ai fini della protezione sanitaria dei lavoratori esposti all'amianto e dell'impegno previsto per gli Stati membri in materia di sorveglianza della salute di detti lavoratori sono importanti .
2003/18/CE considerando (6) (adattato)
(9) Al fine di garantire la chiarezza della definizione delle fibre, occorre definirle sia in termini mineralogici sia rispetto al loro numero CAS (Chemical Abstract Service).
2003/18/CE considerando (7)
(10) Fatte salve altre disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione e di utilizzazione dell'amianto, una limitazione delle attività che comportano un'esposizione all'amianto dovrebbe svolgere un ruolo molto importante nella prevenzione delle malattie derivanti da tale esposizione.
2003/18/CE considerando (8)
(11) Il sistema di notifica delle attività comportanti un'esposizione all'amianto dovrebbe essere adattato alle nuove situazioni di lavoro.
2003/18/CE considerando (9)
(12) È importante escludere le attività che espongono i lavoratori alle fibre di amianto durante l'estrazione dell'amianto, la fabbricazione e la lavorazione di prodotti a base di amianto o la fabbricazione e la lavorazione di prodotti contenenti fibre d'amianto aggiunte deliberatamente, tenuto conto che il livello d'esposizione delle stesse elevato e difficile da prevenire.
2003/18/CE considerando (10) (adattato)
(13) Tenuto conto delle conoscenze tecniche più recenti, occorre definire la metodologia di prelievo dei campioni per la misurazione del tenore di amianto nell'aria, nonché il metodo di conteggio delle fibre.
2003/18/CE considerando (11) 91/382/CEE considerando (6) (adattato)
(14) Anche se non stato ancora possibile determinare il livello di esposizione al di sotto del quale l'amianto non comporta rischi di cancro, conviene migliorare la protezione dei lavoratori e ridurre al minimo il tasso dei valori limite di esposizione professionale all'amianto.
2003/18/CE considerando (12)
(15) È opportuno che i datori di lavoro siano tenuti a individuare, prima della realizzazione del progetto di rimozione dell'amianto, la presenza o l'eventuale presenza di amianto negli edifici o negli impianti e a darne comunicazione alle altre persone che possono essere esposte all'amianto per via dell'utilizzo degli edifici, di lavori di manutenzione o altre attività all'interno o all'esterno di essi.
2003/18/CE considerando (13)
(16) È indispensabile accertarsi che i lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto vengano effettuati da imprese che conoscono tutte le precauzioni da adottare per tutelare i lavoratori.
2003/18/CE considerando (14)
(17) Una formazione specifica dei lavoratori esposti o che possono essere esposti all'amianto contribuirà in modo significativo a ridurre i rischi derivanti da tale esposizione.
2003/18/CE considerando (16) (adattato)
(18) A fini di un’individuazione precoce delle patologie dovute all’amianto, le raccomandazioni pratiche per la sorveglianza clinica dei lavoratori esposti devono essere aggiornate alla luce delle conoscenze mediche più recenti.
2003/18/CE considerando (17)
(19) Dato che l'obiettivo dell'azione prevista, vale a dire il miglioramento della protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro, non può essere sufficientemente realizzato dagli Stati membri e può dunque, a motivo delle dimensioni e degli effetti dell'azione in questione, essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può adottare misure conformemente al principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato. Secondo il principio di proporzionalità di cui a detto articolo, la presente direttiva non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento di tale obiettivo.
2003/18/CE considerando (18) e (19) (adattato)
(20) Le disposizioni che figurano nella presente direttiva costituiscono un elemento concreto della realizzazione della dimensione sociale del mercato interno. Tali disposizioni sono limitate al minimo per non ostacolare inutilmente la creazione e lo sviluppo delle piccole e medie imprese.
(21) La presente direttiva deve far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di attuazione delle direttive indicati nell’allegato II, parte B,
83/477/CEE (adattato)
1. La presente direttiva ha per oggetto la protezione dei lavoratori contro i rischi che derivano o possono derivare alla loro salute dall'esposizione all'amianto, durante il lavoro, nonché la prevenzione di tali rischi.
Essa fissa il valore limite di tale esposizione e altre disposizioni specifiche.
2003/18/CE art. 1, punto 2
a) l'actinolite d'amianto, n. 77536-66-4 del CAS[9];
b) la grunerite d'amianto (amosite), n. 12172-73-5 del CAS[10];
c) l'antofillite d'amianto, n. 77536-67-5 del CAS[11];
d) il crisotilo, n. 12001-29-5 del CAS[12];
e) la crocidolite, n. 12001-28-4 del CAS[13];
f) la tremolite d'amianto, n. 77536-68-6 del CAS[14].
2. Per qualsiasi attività che possa presentare un rischio di esposizione alla polvere proveniente dall'amianto o da materiali contenenti amianto, necessario valutare tale rischio in modo da stabilire la natura e il grado dell'esposizione dei lavoratori alla polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto.
2003/18/CE art. 1, punto. 3, lett. a)
3. Purché si tratti di esposizioni sporadiche dei lavoratori e siano di debole intensità e risulti chiaramente dai risultati della valutazione dei rischi di cui al paragrafo 2 che il valore limite di esposizione all'amianto non sia superato nell'aria dell'ambiente di lavoro, gli articoli 4, 18 e 19 possono non essere applicati quando il lavoro prevede:
2003/18/CE art. 1, punto 3, lett. b)
5. La valutazione di cui al paragrafo 2 forma oggetto di una consultazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti nell'ambito dell'impresa o dello stabilimento e viene sottoposta a revisione quando sia giustificato ritenere che non sia corretta o quando intervenga nel lavoro una modifica sostanziale.
1. Fatto salvo l'articolo 3, paragrafo 3, sono prese le misure previste nei paragrafi da 2 a 5 .
2003/18/CE art. 1, punto 4, lett. a) (adattato)
3. La notifica di cui al paragrafo 2 dev'essere presentata dal datore di lavoro all'autorità responsabile degli Stati membri, prima dell'inizio dei lavori, ai sensi delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative nazionali.
4. I lavoratori e/o i loro rappresentanti nelle imprese o stabilimenti hanno accesso al documento oggetto della notifica di cui al paragrafo 2 , relativa all'impresa o allo stabilimento, in conformità delle legislazioni nazionali.
2003/18/CE art. 1, punto 4, lett. b)
91/382/CEE art. 1, punto 2
Sono vietati l'uso dell'amianto in applicazione a spruzzo nonché le attività che implicano l'incorporazione di materiali isolanti o insonorizzanti a bassa densità (inferiore a 1 g/cm3) che contengono amianto.
2003/18/CE art. 1, punto 5
Fatta salva l'applicazione di altre disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione e di utilizzazione dell'amianto, le attività che espongono i lavoratori alle fibre di amianto durante l'estrazione dell'amianto, la fabbricazione e la lavorazione di prodotti a base di amianto o la fabbricazione o la lavorazione di prodotti contenenti amianto aggiunto deliberatamente, sono vietate, ad eccezione del trattamento e della messa in discarica dei prodotti risultanti dalla demolizione e dalla rimozione dell'amianto.
2003/18/CE art. 1, punto 6 (adattato)
b) i processi lavorativi devono essere concepiti in modo da evitare di produrre polvere di amianto o, se ciò non possibile, da evitare emissioni di polvere di amianto nell'aria;
e) i residui devono essere raccolti e rimossi dal luogo di lavoro il più presto possibile in appropriati imballaggi chiusi su cui sarà apposta un'etichettatura indicante che contengono amianto; questa misura non si applica alle attività estrattive; detti residui devono essere successivamente trattati ai sensi della direttiva 91/689/CEE del Consiglio[15].
2003/18/CE art. 1, punto 7
6. Il conteggio delle fibre effettuato di preferenza tramite microscopio a contrasto di fase (PCM), applicando il metodo raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel 1997[16] o qualsiasi altro metodo che offra risultati equivalenti.
Ai fini della misurazione dell'amianto nell'aria di cui al paragrafo 1 si prendono in considerazione unicamente le fibre che abbiano una lunghezza superiore a cinque micrometri e una larghezza inferiore a tre micrometri e il cui rapporto lunghezza/larghezza sia superiore a 3:1.
2003/18/CE art. 1, punto 8
91/382/CEE art. 1, punto 5
98/24/CE art. 13, par. 2, lett. b) (adattato)
Le modifiche necessarie per l'adeguamento degli allegati della presente direttiva al progresso tecnico sono apportate secondo la procedura di cui all'articolo 17 , paragrafo 2 della direttiva 89/391/CEE del Consiglio[17].
2003/18/CE art. 1, punto 10, lett. a)
2003/18/CE art. 1, punto 10, lett. b)
3. Quando l'esposizione non può essere ridotta con altri mezzi e il valore limite impone l'uso di un dispositivo di protezione individuale delle vie respiratorie, tale uso non può essere permanente e la sua durata per ogni lavoratore deve essere limitata al minimo strettamente necessario. Se del caso di concerto con i lavoratori e/o i loro rappresentanti, in conformità con la legislazione e le prassi nazionali, sono previsti, in funzione dell'impegno fisico e delle condizioni climatiche, i periodi di riposo necessari nel corso di attività che richiedono un dispositivo di protezione individuale delle vie respiratorie.
2003/18/CE art. 1, punto 11
Se vi il minimo dubbio sulla presenza di amianto in un materiale o in una costruzione, occorre applicare le disposizioni previste dalla presente direttiva.
2003/18/CE art. 1, punto 12
Per talune attività, quali lavori di demolizione, di rimozione dell'amianto, di riparazione e di manutenzione per le quali prevedibile il superamento del valore limite fissato dall'articolo 8 nonostante l'adozione di misure tecniche preventive per limitare il tenore di amianto nell'aria, il datore di lavoro stabilisce le misure destinate a garantire la protezione dei lavoratori durante tali attività, in particolare le seguenti:
c) evitata la dispersione della polvere prodotta dall'amianto o dai materiali contenenti amianto al di fuori dei locali/luoghi dei lavori.
1. Un piano di lavoro predisposto prima dell'inizio dei lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto e/o dei materiali contenenti amianto dagli edifici, strutture, apparecchi e impianti, nonché dalle navi.
2003/18/CE art. 1, punto 13
c) al termine dei lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto occorre accertarsi dell'assenza di rischi dovuti all'esposizione all'amianto sul luogo di lavoro, conformemente alla legislazione e alle prassi nazionali.
91/382/CEE art. 1, punto 6, lett. a) (adattato)
91/382/CEE art. 1, punto 6, lett. b)
2003/18/CE art. 1, punto 14
1. I datori di lavoro devono prevedere un'idonea formazione per tutti i lavoratori esposti o potenzialmente esposti a polveri contenenti amianto. Tale formazione deve avvenire senza alcun onere a carico dei lavoratori e a intervalli regolari.
Prima di effettuare lavori di demolizione o rimozione dell'amianto, le imprese devono dare prova della loro competenza nel settore. Tale prova stabilita conformemente alle legislazioni e/o alle prassi nazionali.
2003/18/CE art. 1, punto 15
b) qualora dai risultati emergano valori superiori al valore limite fissato dall'articolo 8, i lavoratori interessati e i loro rappresentanti nell'impresa o nello stabilimento siano informati più in fretta possibile del superamento e delle cause dello stesso e i lavoratori e/o i loro rappresentanti nell'impresa o nello stabilimento siano consultati sulle misure da adottare o, in caso di urgenza, informati delle misure adottate.
98/24/CE art. 13, par. 2, lett. c)
Detto accertamento deve comprendere un esame specifico del torace. L'allegato I contiene raccomandazioni pratiche cui possono far riferimento gli Stati membri per l'accertamento clinico; queste raccomandazioni sono adattate in funzione del progresso tecnico, conformemente alla procedura di cui all'articolo 17 , paragrafo 2 della direttiva 89/391/CEE .
3. In base all'accertamento clinico di cui al paragrafo 2, secondo comma , il medico o l'autorità responsabile del controllo sanitario dei lavoratori dovrebbe, in conformità delle legislazioni nazionali, pronunciarsi sulle o stabilire le eventuali misure individuali di protezione o di prevenzione da prendere.
2003/18/CE art. 1, punto 16
5. Il lavoratore interessato o il datore di lavoro può chiedere la revisione degli accertamenti di cui al paragrafo 2, in conformità delle legislazioni nazionali.
1. Fatto salvo l'articolo 3, paragrafo 3, sono prese le misure previste nei paragrafi 2, 3 e 4.
2. I lavoratori incaricati di svolgere le attività di cui all'articolo 3, paragrafo 1, devono essere iscritti dal datore di lavoro in un registro che indichi il carattere e la durata della loro attività, nonché l'esposizione alla quale sono stati sottoposti. Il medico e/o l'autorità responsabile del controllo sanitario hanno accesso a detto registro. Ogni lavoratore interessato può prendere visione dei suoi risultati personali contenuti nel registro. I lavoratori e/o i loro rappresentanti nell'impresa o nello stabilimento hanno accesso alle informazioni collettive anonime contenute nel registro in questione.
2003/18/CE art. 1, punto 17 (adattato)
2003/18/CE art. 1, punto 18 (adattato)
2003/18/CE art. 1, punto 19
Gli Stati membri prevedono l'applicazione di sanzioni adeguate in caso di violazione della normativa nazionale adottata ai termini della presente direttiva. Le sanzioni devono essere effettive , proporzionate e dissuasive.
Gli Stati membri comunicano alla Commissione le disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
La direttiva 83/477/CEE, modificata dalle direttive di cui all'allegato II, parte A, abrogata, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di attuazione indicati all'allegato II, parte B.
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .
2003/18/CE art. 1, punto 21
[Altri allegati omessi]
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