Source: https://webcolf.com/risorse/contratto-nazionale/contratto-ebilcoba/ccnl-ebilcoba.html
Timestamp: 2017-11-19 06:33:52+00:00
Document Index: 151307016

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art.19', 'art.18', 'art. 20', 'art. 8', 'art.1', 'art. 35', 'art. 7']

CCNL Ebilcoba 01.02.2016 - WebColf
Contratto Ebilcoba colf e badanti del 01.02.2016
- TITOLO I: generalità e relazioni sindacali
- TITOLO II: classificazione dei lavoratori- mansioni
- TITOLO III: costituzione del rapporto di lavoro
- TITOLO IV: orario di lavoro - festività - ferie - permessi
- TITOLO V: trattamento di malattia
- TITOLO VI: trattamento economico
- TITOLO VII: trattamento di fine rapporto e previdenza integrativa
- TITOLO VIII: provvedimenti disciplinari e disposizioni finali
CONTRATTO NAZIONALE EBILCOBA COLF E BADANTI
TITOLO I - Lavoro Domestico
Il presente contratto collettivo nazionale di lavoro si applica a tutti i lavoratori addetti al funzionamento della vita familiare; è ammessa la contrattazione di 2° livello in sede territoriale.
Le parti, nella consapevolezza dell’importanza delle relazioni sindacali ed al fine di individuare scelte tese alla soluzione dei problemi economici, sociali e dell’occupazione, convengono, nel rispetto della reciproca autonomia e responsabilità, di costituire l’Osservatorio nazionale i cui componenti sono le parti stipulanti.
2. studiare progetti tesi alla valorizzazione professionale delle risorse umane tramite la formazione e riqualificazione del personale;
4. fornire interpretazioni delle norme contrattuali;
5. fornire pareri sull’applicazione del presente contratto.
Presso l’Osservatorio è costituita una Commissione nazionale paritetica composta da un rappresentante di ciascuna delle organizzazioni sindacali dei lavoratori che hanno stipulato il presente contratto e da uguale numero di rappresentanti delle organizzazioni dei datori di lavoro.
La Commissione ha il compito di esperire il tentativo di conciliazione per le controversie insorte tra le organizzazioni territoriali dei datori di lavoro e le organizzazioni sindacali territoriali deilavoratori, facenti capo alle organizzazioni nazionali che hanno stipulato il presente contratto.
Entro 2 mesi dalla firma del presente contratto le parti contraenti procederanno alla costituzione dell’Ente bilaterale, denominato EBILCOBA.
I compiti dell’Ente sono i seguenti:
3. costituzione dell’Osservatorio di cui all’articolo precedente;
4. gestione della cassa per l’assistenza della malattia e prestazioni accessorie;
5. tutti i compiti che le parti contraenti gli assegneranno con successivi accordi nell’ambito del concetto di bilateralità.
L’ente gestirà vari fondi. In via prioritaria si indicano i seguenti:
• fondo per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro;
• fondo per la formazione professionale;
• fondo integrativo del credito;
• tutti gli altri fondi che si riterrà opportuno promuovere.
Ai fini dell’esplicazione dell’attività dell’ ente e dei vari fondi, finalizzati alla prestazioni e servizi ai lavoratori e datori di lavoro, si concorda che datori di lavoro e lavoratori verseranno all’Ente trimestralmente una quota nella misura oraria di euro 0,03.
Tale contributo sarà così ripartito:
lo 0,01 a carico dei lavoratori;
lo 0,02 a carico dei datori di lavoro.
I datori di lavoro provvederanno alla trattenuta della quota a carico dei propri dipendenti. L’ importo complessivo sarà versato all’Inps secondo le modalità stabilite dalla convenzione stipulata tra EBILCOBA ed INPS.
I datori di lavoro provvederanno alla trattenuta delle quote sindacali nei confronti dei dipendenti che ne effettueranno richiesta scritta. Detta quota sarà commisurata ad un ammontare pari all’1% della retribuzione netta di fatto, salvo diversa comunicazione delle organizzazioni sindacali firmatarie del presente contratto.
I prestatori di lavoro si suddividono in sei categorie:
Appartengono a questa categoria i lavoratori in possesso di attestati professionali o diplomi specifici riconosciuti (puericultore diplomato, infermiere diplomato generico, assistente geriatrico diplomato, e istitutore diplomato) con piena autonomia decisionale.
Appartengono a questa categoria lavoratori che in piena autonomia presiedono all’andamento della casa o che svolgano mansioni qualificate con elevata competenza (governante, capo-cuoco, maggiordomo, assistente ai malati, assistente agli anziani,assistente ai portatori di handicap e assistente all’infanzia).
Seconda categoria super
Appartengono a questa categoria i collaboratori familiari che svolgono mansioni inerenti all’andamento della casa e all’assistenza di persone con capacità e conoscenze tecniche acquisite; assistente a persone anche parzialmente autosufficienti, cameriere, cuoco, autista e custode senza autonomia decisionale.
Appartengono a questa categoria collaboratori familiari che svolgono assistenza a persone (anziani e bambini) autosufficienti o parzialmente autosufficienti e alle attività connesse alle esigenze di vitto e di pulizia della casa dei residenti senza autonomia decisionale.
Appartengono a questa categoria i lavoratori generici addetti esclusivamente alle pulizie della casa, addetto al giardinaggio ordinario dell’abitazione, addetto agli animali domestici, ecc... con anzianità superiore a 18 mesi (maturata anche presso datori di lavoro diversi).
Appartengono a questa categoria i lavoratori generici addetti alla pulizia della casa,non addetti all’assistenza di persone, sprovvisti di esperienza professionale o con esperienza professionale (maturata anche presso datori di lavoro diversi) non superiore a 18 mesi.
Passaggio dalla quarta alla terza categoria
Il lavoratore assunto alla 4^ categoria di cui all'art. 5 del CCNL sarà automaticamente inquadrato nella 3^ categoria dopo 24 mesi di servizio effettivo.
L’assunzione in servizio deve essere fatta secondo le norme vigenti in materia di collocamento e dovrà risultare da atto scritto contenente le seguenti indicazioni:
• qualifica del lavoratore e anzianità nella qualifica;
• orario di lavoro, mensile, settimanale e giornaliero;
• la durata dell’orario di lavoro e la sua distribuzione;
• la previsione di eventuali temporanei spostamenti per villeggiatura o per altri motivi;
• i periodi concordati per il godimento delle ferie annuali;
• l’indicazione dell’adeguato spazio dove il lavoratore abbia diritto di riporre e custodire i propri effetti personali;
• l’eventuale convivenza, totale o parziale;
• l’eventuale tenuta di lavoro, posta comunque a carico del datore di lavoro.
Il periodo di prova, regolarmente retribuito, non potrà superare i 45 giorni di lavoro effettivo per la categoria 1^ super, 30 per la 1^ categoria, 15 per la 2^ categoria super e per 2^ e 8 giorni di lavoro effettivo per la 3^ e per la 4^ categoria.
Per le categorie 1° super e 1°, il lavoratore è tenuto a dare, durante il periodo di prova, almeno 8 giorni di preavviso vista la particolarità delle mansioni a lui delegate.
Scaduto il periodo di prova, senza che sia stata data disdetta, il lavoratore si intende assunto a tempo indeterminato ed il periodo di prova va computato a tutti gli effetti.
All’atto dell’assunzione il lavoratore deve consegnare al datore di lavoro i seguenti documenti:
b) la tessera sanitaria o altro documento sanitario
aggiornato con tutte le attestazioni previste dalle
vigenti norme di legge (ove la qualifica lo richieda);
e) certificato penale;
g) per i lavoratori stranieri le documentazioni richieste dalla legge.
L'assunzione dei lavoratori può essere effettuata a tempo determinato secondo quanto previsto dal Dlg 81/2015 art.19.
L'assunzione a tempo determinato deve avvenire obbligatoriamente in forma scritta e la durata massima non può essere superiore ai 36 mesi.
Quando la durata iniziale del contratto è inferiore ai 36 mesi il termine del contratto a tempo determinato può essere prorogato.
Il numero delle proroghe deve essere contenuto nel numero massimo di 5 nei 3 anni, a prescindere dal numero di contratti ai quali si riferiscono.
La sesta proroga comporta la trasformazione del contratto a tempo indeterminato.
Tutela dei lavoratori adolescenti
Nei servizi familiari è ammessa l’assunzione di minori con più di 16 anni. La materia è regolamentata ai sensi della legge 17/10/1967 n. 977 e successive modifiche ed integrazioni.
Discontinue prestazioni assistenziali durante l'attesa notturna
Al personale non infermieristico espressamente assunto per discontinue prestazioni assistenziali di attesa notturna all’infanzia, ad anziani, a portatori di handicap o ammalati, sarà corrisposta la retribuzione prevista dalla tabella E allegata al presente contratto, qualora la durata della prestazione sia interamente ricompresa tra le ore 20.00 e le ore 8.00, fermo restando l’obbligo di corresponsione della prima colazione, della cena e di un’idonea sistemazione per la notte.
Nella lettera d’assunzione devono essere indicate l’ora di inizio e quella di cessazione dell’assistenza ed il suo carattere di prestazione discontinua.
Il lavoratore assunto per garantire la presenza notturna verrà retribuito come previsto dalla Tabella F, qualora la durata della presenza stessa sia interamente ricompresa tra le ore 21.00 e le ore 7.00, fermo restando l’obbligo di consentire al lavoratore il completo riposo notturno.
Qualora venissero richiesti al lavoratore interventi diversi dalla presenza, questi non saranno considerati lavoro straordinario, bensì retribuiti aggiuntivamente in base alla tabella E allegata al presente contratto, con le eventuali maggiorazioni contrattuali e limitatamente al tempo effettivamente impiegato.
Il riposo settimanale è di 36 ore: deve essere goduto per 24 ore nella giornata concordata tra le parti al momento dell'assunzione. Esso è irrinunciabile. Nel caso in cui ci sia la necessità di lavorare nella giornata di tale riposo il lavoratore avrà diritto alla maggiorazione prevista del 60%. Le residue 12 ore possono essere godute in qualsiasi altro giorno della settimana, concordato tra le parti. Nel caso fosse richiesta la prestazione lavorativa durante tale riposo lo stesso può essere spostato, di comune accordo, in altra giornata. Le ore non recuperate verranno retribuite con la maggiorazione del 40%.
FESTIVITA’ – FERIE – PERMESSI
La durata dell’ orario di lavoro è quella liberamente concordata fra le parti e comunque sino ad un massimo di 54 ore settimanali per i lavoratori conviventi consistenti in 10 ore giornaliere non consecutive
Per i lavoratori non conviventi l’orario di lavoro è stabilito in 40 ore settimanali distribuito in 5 o 6 giorni.
Il lavoratore convivente ha diritto ad un riposo di almeno 11 ore consecutive nell’arco della stessa giornata e ad un riposo intermedio retribuito, nelle ore pomeridiane, normalmente non inferiore a 2 ore. E’ consentito il recupero, consensuale ed a regime normale, di eventuali ore non lavorate, in ragione di non più di 2 ore giornaliere.
Le cure della persona e delle cose personali saranno effettuate dal lavoratore fuori dell’orario di lavoro.
Al lavoratore tenuto all’osservanza di un orario giornaliero pari o superiore alle sei ore, ove sia concordata la presenza continuativa sul posto di lavoro, spetta la fruizione del pasto, ovvero, in difetto,un’indennità pari al suo valore convenzionale. Il tempo necessario alla fruizione del pasto, in quanto trascorso senza effettuare prestazioni lavorative, non viene computato nell’orario di lavoro.
E’ considerato lavoro ordinario notturno quello prestato dalle ore 22 alle ore 6 ed è compensato con una maggiorazione del 20% della retribuzione globale di fatto.
Il lavoratore, chiamato a prestare servizio oltre l’orario stabilito, ha diritto al pagamento delle ore straordinarie prestate con le seguenti maggiorazioni:
• del 25%, se prestato dalle ore 6.00 alle ore 22,00;
• del 50%, se prestato dalle ore 22.00 alle ore 6,00;
• del 60%, se prestato di domenica o in una delle festività indicate nel successivo art.18.
In caso di emergenza, le prestazioni effettuate negli orari di riposo notturno o diurno sono considerate di carattere normale e daranno luogo soltanto al prolungamento del riposo stesso.
Le festività nelle quali i lavoratori usufruiranno del riposo festivo sono le seguenti: 1° gennaio, 6 gennaio, lunedì di Pasqua, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, 25 dicembre, 26 dicembre, Santo Patrono. In tali giornate sarà osservato il completo riposo.
In caso di coincidenza della festa del S. Patrono con una delle festività sopra elencate, il giorno di riposo è spostato ad altra data. Nel caso che una delle festività coincida con il giorno di riposo settimanale dei lavoratori, essi hanno diritto, in aggiunta al normale trattamento economico, ad un importo pari ad una giornata di retribuzione globale. In luogo di detto trattamento economico aggiuntivo, su richiesta del lavoratore, è consentito il recupero della festività non goduta.
Per il rapporto di lavoro ad ore le festività di cui al comma 1 sono retribuite in base all’orario che il lavoratore avrebbe normalmente prestato in detta giornata.
Il lavoratore ha diritto ad un periodo di ferie annuali pari a 26 giorni. Le ferie non potranno essere divise in più di due periodi l’anno e comunque concordati tra le parti.
Le ferie non possono essere godute durante il periodo di preavviso né durante il periodo di malattia o di infortunio o maternità.
Nel calcolo delle ferie non sono comprese quelle concesse dal datore di lavoro a causa di propri impedimenti.
Le assenze per motivi di forza maggiore devono essere tempestivamente comunicate al datore di lavoro e comunque non oltre le 24 ore dall’evento ostativo.
Le assenze per malattia o infortunio debbono essere comprovate da relativo certificato medico, indicante il periodo di presunto impedimento al lavoro, da spedire al datore di lavoro entro due giorni dall’evento; all’uopo fa fede il timbro postale di partenza. I lavoratori conviventi non sono tenuti all’invio della suddetta documentazione tranne il caso in cui la malattia sopravvenga durante le ferie o comunque al di fuori del posto di lavoro. Le assenze non giustificate entro il terzo giorno, salve le cause di forza maggiore, si interpretano come dimissioni del lavoratore. I lavoratori hanno diritto a permessi individuali retribuiti per un massimo di 16 ore annue Per i lavoratori con orario settimanale di lavoro ridotto le ore di permesso saranno riproporzionate in ragione delle ore effettivamente prestate. Il lavoratore, del quale sia morto un familiare convivente o un parente entro il secondo grado, ha diritto ad un permesso retribuito pari a tre giorni lavorativi. Al lavoratore uomo spettano due giornate di permesso retribuito in caso di nascita di un figlio. Al lavoratore che, superato il limite di cui al comma 1, ne faccia richiesta potranno essere comunque concessi, per giustificati motivi, permessi di breve durata non retribuiti. In caso di permesso non retribuito, non è dovuta l’indennità sostitutiva del vitto e dell’alloggio. I lavoratori a tempo pieno e indeterminato, con anzianità di servizio presso il datore di lavoro di almeno 18 mesi, possono usufruire di un monte annuo di 40 ore di permessi retribuiti, per la frequenza di corsi di formazione professionale specifici per lavoratori domestici.
I componenti degli organi direttivi territoriali e nazionali delle associazioni sindacali firmatarie del presente contratto, secondo quanto attestato dall’associazione sindacale di appartenenza, hanno diritto a permessi retribuiti per la partecipazione documentata alle riunioni degli organi suddetti, nella misura di sei giorni lavorativi nell’anno. I lavoratori che intendano esercitare tale diritto devono darne comunicazione al datore di lavoro di regola tre giorni prima della riunione, corredando la richiesta di permesso con la convocazione da parte delle organizzazioni predette.
Senza pregiudizio per la funzionalità delle attività familiari, il datore di lavoro favorisce la frequenza del lavoratore a corsi scolastici per il conseguimento del diploma di scuola dell’obbligo o specifico professionale; un attestato di frequenza deve essere esibito mensilmente al datore di lavoro.
Non sono retribuite le ore di lavoro non prestate per tali motivi; le ore relative agli esami annuali, sono retribuite nei limiti di quelle occorrenti agli esami stessi, se ricadenti nell’orario giornaliero.
In caso di matrimonio spetta al lavoratore un congedo retribuito di 15 giorni di calendario. Durante detto periodo al lavoratore spetta la stessa retribuzione che avrebbe percepito in normale servizio.
Al lavoratore cui competono vitto e alloggio spetta il compenso sostitutivo convenzionale.
La retribuzione è corrisposta a presentazione della documentazione comprovante l’avvenuto matrimonio.
Nei rapporti di lavoro individuali di durata non inferiore alle 30 ore settimanali e con prestazione distribuita su almeno 5 giorni settimanali, è possibile concordare l'istituzione di una banca ore per fronteggiare periodi nei quali, per comprovate ragioni, il datore di lavoro possa richiedere prestazioni aggiuntive rispetto all'orario contrattualmente stabilito.
Le ore lavorate in misura superiore all'orario contrattualmente previsto, saranno recuperate sotto forma di permessi, da potersi godere anche a giornate, entro e non oltre il 31 marzo dell'anno seguente.
Nel caso in cui non sia consentito al lavoratore il recupero di tali ore entro il termine sopra indicato, le ore totalmente o parzialmente non recuperate dovranno essere retribuite come ore di lavoro straordinario entro il 30 aprile dell'anno seguente a quello di svolgimento delle stesse.
Le ore di lavoro da far confluire nella banca ore non potranno eccedere, su base settimanale, una percentuale pari al 20% dell'orario settimanale contrattualmente previsto, e comunque non potranno eccedere, su base annuale, una percentuale pari al 5% dell'orario annuale.
La banca ore dovrà essere prevista da apposito accordo scritto, anche contenuto nella lettera di assunzione o da altro atto scritto, anche successivo all'assunzione.
Detti periodi devono essere computati nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità e alle ferie.
Dall’inizio della gravidanza e fino alla cessazione del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro non sono ritenute valide le dimissioni rassegnate dalla lavoratrice se non ratificate dalla Direzione Provinciale del Lavoro competente.
Superato il periodo di prova, in caso di malattia, viene garantita la conservazione del posto di lavoro per il seguente periodo, salva l’eventuale maggiore durata stabilita nel contratto individuale:
- 20 gg di calendario per i lavoratori con anzianità di servizio fino a 12 mesi;
- 45 gg di calendario per i lavoratori con anzianità di servizio superiore ai 12 mesi.
Ai lavoratori assenti per malattia, il datore di lavoro corrisponderà le indennità di malattia per il seguente periodo:
- 10 gg complessivi nell'anno civile (primo gennaio - 31 dicembre) ai lavoratori fino a 12 mesi di anzianità;
- 20 gg complessivi nell'anno civile (primo gennaio - 31 dicembre) ai lavoratori con anzianità superiore ai 12 mesi.
Le indennità dovute a titolo di malattia saranno erogate secondo la seguente quantificazione:
1. per i primi 3 gg di malattia, l'indennità sarà pari al 50% della retribuzione globale di fatto;
2. dal 4° gg al 10° giorno, l'indennità sarà pari al 100% della retribuzione globale di fatto;
3. dall'11° giorno al 20° giorno, se dovuti, l'indennità sarà pari al 50% della retribuzione globale di fatto.
Le indennità di cui sopra vengono corrisposte con esclusione della giornata di riposo settimanale e l’aggiunta della quota vitto ed alloggio nel caso in cui lavoratore non sia degente presso il domicilio del datore di lavoro.
Per i primi tre giorni di malattia l’indennità rimane a carico del datore di lavoro, per il restante periodo provvede l’Ebilcoba, sempre che i datori di lavoro abbiano comunque versato all’Ente almeno 12 mesi di contributi. I contributi versati sono considerati acquisiti e saranno valutati ai fini del pagamento dell’indennità di malattia anche se sono stati versati per un lavoratore diverso da quello in quel momento alle proprie dipendenze e che ha diritto all’indennità.
Le assenze per malattia debbono essere giustificate secondo quanto previsto dall’art. 20, co. 2.
In caso di infortunio, al lavoratore che abbia superato il periodo di prova, convivente o non convivente, spetta la conservazione del posto per almeno 45 giorni di calendario.
I periodi relativi alla conservazione del posto di lavoro sono da calcolarsi nell’anno civile intendendosi per tale periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
Al lavoratore, nel caso di infortunio sul lavoro, con prognosi superiore a 3 gg, spettano le prestazioni di legge erogate dall’Istituto nazionale infortuni sul lavoro. Il datore di lavoro ha l’obbligo di denunciare gli infortuni nei seguenti termini:
• entro le 24 ore, in caso di morte o pericolo di morte;
• entro 2 giorni dall’accertamento per quelli con prognosi superiore a tre giorni.
La denuncia deve essere redatta sull’apposito modulo distribuito dall’INAIL e corredata dal certificato medico.
Altra denuncia deve essere rimessa entro 2 giorni dall’evento all’autorità di pubblica sicurezza.
Qualora la prognosi indicata nel certificato rilasciato dal pronto soccorso non sia pari o inferiore a 3 gg di calendario il datore di lavoro attualmente non ha l'obbligo di denunciare l'infortunio all'INAIL.
Con l'emanazione e l'entrata in vigore del decreto legge in attuazione dell'art. 8 e 18 comma 1 lettera r Dlg 81/2000 sarà obbligatoria anche la comunicazione all'INAIL ai fini statistici dell'infortunio con assenza inferiore a 3 giorni.
Poiché le prestazioni economiche dell’INAIL hanno inizio a partire dal quarto giorno, il datore di lavoro deve corrispondere la retribuzione globale per i primi quattro giorni, comprensivi di quello in cui l’infortunio è avvenuto.
Gravidanza, puerperio e assistenza ai portatori di handicap
Per il trattamento d’assistenza in caso di gravidanza e puerperio della lavoratrice si fa richiamo alle norme legislative in materia, così come per i portatori di handicap.
Il datore di lavoro, contestualmente alla corresponsione periodica della retribuzione, predispone un prospetto paga in duplice copia, una per il lavoratore, firmata dal datore di lavoro, e l’altra per il datore di lavoro, firmata dal lavoratore.
Nel prospetto paga deve altresì risultare se l’eventuale trattamento retributivo di cui alla lett. d sia una condizione di miglior favore “ad personam” non riassorbibile; devono risultare anche le ore straordinarie, i compensi per festività e le trattenute per oneri previdenziali ed assistenziali.
I minimi retributivi sono fissati nelle tabelle A, B, C, D, E, F, G, H, I allegate al presente contratto e sono rivalutati annualmente a partire dal secondo anno successivo all'entrata in vigore del presente contratto.
L’ambiente di lavoro non deve recare pregiudizio all’integrità fisica e morale del lavoratore, il vitto dovuto deve assicurargli una nutrizione adeguata per qualità e quantità.
I valori convenzionali del vitto e dell’alloggio sono fissati nella tabella I allegata al presente contratto e sono rivalutati annualmente a partire dal secondo anno dall'entrata in vigore del presente contratto.
Spetta al lavoratore, per ogni biennio di servizio presso lo stesso datore di lavoro, un aumento del 4% sulla retribuzione minima contrattuale.
Il numero massimo dei bienni è fissato in 10.
Variazione periodica dei minimi retributivi e dei valori convenzionali
del vitto e dell'alloggio
Le retribuzioni minime e i valori convenzionali del vitto e dell’alloggio, determinati dal presente contratto, sono variati in misura pari all’80% della variazione del costo della vita per le famiglie di impiegati ed operai rilevate dall’ISTAT per quanto concerne le retribuzioni minime contrattuali e in misura pari al 100% per i valori convenzionali del vitto e dell’alloggio. Le variazioni determinate ai sensi del comma precedente avranno in ogni caso decorrenza dal 1° gennaio del secondo anno successivo all'entrata in vigore del presente contratto.
Spetta ai lavoratori una mensilità aggiuntiva, pari alla retribuzione globale, comprensiva dell'indennità di sostitutiva di vitto e alloggio, da corrispondere in occasione del Natale. Per coloro le cui prestazioni non raggiungessero un anno di servizio, saranno corrisposti tanti dodicesimi di detta mensilità quanti sono i mesi del rapporto di lavoro.
Il rapporto di lavoro si estingue con la morte anche di un solo contraente. Ciascuna delle parti può recedere dal contratto di lavoro con l’osservanza del preavviso nei termini seguenti:
Per i custodi di ville ed altri dipendenti che usufruiscano con la famiglia di alloggio indipendente di proprietà del datore di lavoro, o messo a disposizione dal medesimo, il preavviso è di 30 giorni di calendario, sino ad un anno di anzianità, e di 60 giorni di calendario per anzianità superiore; alla scadenza del preavviso, l’alloggio deve essere rilasciato libero da persone e da cose non appartenenti al datore di lavoro. I suddetti termini saranno ridotti del 50% in caso di dimissioni da parte del lavoratore.
In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore ha diritto ad un trattamento di fine rapporto calcolato a norma di legge sull’ammontare delle retribuzioni percepite nell’anno, comprensive di eventuale indennità di vitto e alloggio: il totale sarà diviso per 13,5. Le quote annue accantonate saranno incrementate a norma dell’art.1, co. 4, della legge 29 maggio 1982, n. 297, dell’1,5% annuo, mensilmente ricalcolabile, e del 75% dell’aumento del costo della vita, accertato dall’ISTAT, con esclusione della quota maturata nell’anno in corso.
L’ammontare del t.f.r. maturato annualmente dal 29 maggio 1982 al 31 dicembre 1989 va calcolato in ragione di 20/26 per i lavoratori allora inquadrati nella seconda e nella terza categoria.
A) Per il rapporto a servizio intero del lavoratore convivente o non convivente con l’anzianità maturata anteriormente il 1 maggio 1958 8 giorni per ogni anno di anzianità. Per l’anzianità maturata dopo il 1° maggio 1958 15 giorni per ogni anno di anzianità.Per l’anzianità maturata dal 22 maggio 1974 al 28 maggio 1982 20 giorni per ogni anno di anzianità.
2) per l’anzianità maturata dal 22.5.74 al 31.12.78: 10 giorni per ogni anno di anzianità;
Ai fini del computo del t.f.r., come degli altri istituti contrattuali, il valore della giornata lavorativa si ottiene dividendo per 6 l’importo della retribuzione media settimanale o per 26 l’importo della retribuzione media mensile. Per il solo t.f.r. tale importo deve essere maggiorato del rateo della tredicesima mensilità.
Morte del lavoratore – Corresponsione delle indennità
Le parti firmatarie del presente CCNL valuteranno l’opportunità di istituire forme di previdenza integrativa che verranno promosse dall’Ente bilaterale, che provvederà a stipulare apposita convenzione con primaria e affidabile compagnia d’assicurazione.
La previdenza integrativa potrà riguardare sia i lavoratori a tempo indeterminato sia quelli a tempo determinato, purché con contratto di durata superiore a 6 mesi, sia quelli a tempo parziale.
Il fondo all’uopo costituito o da costituire a cura delle predetta compagnia sarà basato, per ciascun lavoratore volontariamente iscritto, sui seguenti elementi:
a) 0,55% (di cui lo 0,05% costituisce la quota associativa) della retribuzione utile per il calcolo del t.f.r. , a carico del lavoratore;
b) 0,55% (di cui lo 0,05% costituisce la quota associativa) della retribuzione utile per il calcolo del t.f.r. , a carico del datore di lavoro;
c) una quota del t.f.r. a partire dal momento d’iscrizione al fondo pari al 50%, salvo per i lavoratori, la cui prima occupazione è iniziata dopo il 28/4/2003, per i quali è prevista l’integrale destinazione del t.f.r.;
d) una quota, non utile ai fini pensionistici, da corrispondere una sola volta all’atto dell’iscrizione, pari a euro 15,49, di cui euro 11,88 a carico del datore di lavoro ed euro 3,61 a carico del lavoratore.
sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per un massimo di 3 gg
Il rimprovero può essere inflitto nei casi di lieve mancanza ai propri doveri
la censura può essere comminata in caso di recidiva di lievi mancanze
Il licenziamento può essere comminato per giustificato motivo soggettivo con il rispetto dei termini di preavviso di cui all'art. 35.
In caso di mancanze gravi compreso l'ubriachezza in servizio, che pregiudichino la prosecuzione del rapporto fiduciario, il lavoratore è passibile di licenziamento in tronco.
Tutti i provvedimenti disciplinari si applicano nel rispetto delle procedure previste dall'art. 7 della legge n.300/1970
Il lavoratore convivente, su richiesta del datore di lavoro, deve recarsi in trasferta o seguire il datore di lavoro o la persona alla cui cura è addetto, in soggiorni temporanei o in residenze secondarie ed avrà diritto anche in trasferta ai riposi settimanali.
Al lavoratore in trasferta, qualora l'obbligo di trasferta non sia stato contrattualmente previsto al momento dell'assunzione, dovranno essere rimborsate le spese di viaggio effettivamente sostenute ed inoltre gli verrà corrisposta una diaria giornaliera pari al 10% della retribuzione minima giornaliera.
In caso di trasferimento del datore di lavoro in altro comune il lavoratore dovrà essere preavvisato almeno 15 giorni prima.
Al lavoratore che accetta il trasferimento sarà dovuto il rimborso delle spese di viaggio e trasporto degli effetti personali, salvo che vi provveda a proprie spese il datore di lavoro.
Il presente contratto, sostitutivo del precedente scaduto il 31/12/2014 entrerà in vigore dal 1° febbraio 2016 e scadrà il 31/01/2020, ferma restando la possibilità di modifiche, a richiesta delle parti.
A) PRIMA CATEGORIA SUPER € 1.340,82
(badanti-lavoratori in possesso di diplomi specifici)
• divisore orario per convivente: 234 = € 5,73
• divisore orario per non convivente: 173 = € 7,74
B) PRIMA CATEGORIA € 1.284,66
(badanti-assistenza alle persone-lavoratori con piena autonomia decisionale)
• divisore orario per convivente: 234 = € 5,49
• divisore orario per non convivente: 173 = € 7,42
C) SECONDA CATEGORIA SUPER € 980,00
(collaboratori familiari-addetti alla casa-lavoratori senza autonomia decisionale-assistenza a persona autosufficienti o parzialmente autosufficienti senza diploma ma con esperienza lavorativa)
• divisore orario per convivente: 234 = € 4,18
• divisore orario per non convivente: 173 = € 5,66
D) SECONDA CATEGORIA € 941,00
(collaboratori familiari-addetti alla casa-assistenza a persone autosufficienti o parzialmente autosufficienti ed attività connesse alla casa senza autonomia decisionale)
• divisore orario per convivente: 234 = € 4,02
• divisore orario per non convivente: 173 = € 5,43
E) TERZA CATEGORIA € 850,00
(colf-lavoratori generici addetti alla pulizia della casa con esperienza lavorativa superiore a 18 mesi)
• divisore orario per convivente: 234 = € 3,63
• divisore orario per non convivente: 173 = € 4,91
F) QUARTA CATEGORIA € 620,00
(colf-lavoratori generico-addetti alla pulizia con esperienza lavorativa inferiore a 18 mesi)
• divisore orario per convivente: 234 = € 2,64
• divisore orario per non convivente: 173 = € 3,58
G) DISCONTINUE PRESTAZIONI ASSISTENZA NOTTURNA
E' prevista la maggiorazione pari al 20% rispetto alle tariffe dei livelli di riferimento
H) PRESTAZIONI ESCLUSIVAMENTE D’ATTESA
E' prevista una categoria unica con la retribuzione di Euro 613,80
I) VALORI CONVENZIONALI VITTO E ALLOGGIO
Pranzo e/o colazione € 1,90 al giorno
Cena € 1,90 al giorno
Alloggio € 1,64 al giorno
(le tabelle avranno decorrenza dal 1° febbraio 2016)