Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/39204-usurpazione-di-funzioni-pubbliche.asp
Timestamp: 2020-08-10 09:22:13+00:00
Document Index: 170053581

Matched Legal Cases: ['art. 347', 'art. 347', 'art. 347', 'art. 347', 'art. 347', 'art. 347', 'art. 56', 'art. 347', 'art. 347']

Daniele Paolanti | 20 lug 2020
L'art. 347 c.p. sanziona la condotta di coloro i quali svolgano funzioni pubbliche senza una formale investitura con la reclusione fino a 2 anni
Il testo dell'art. 347 c.p.
La ratio dell'art. 347 c.p. e il bene giuridico tutelato
La condotta sanzionata dall'art. 347 c.p.
Il testo dell'art. 347 c.p. dispone che:
"Chiunque usurpa una funzione pubblica o le attribuzioni inerenti a un pubblico impiego è punito con la reclusione fino a due anni.
Alla stessa pena soggiace il pubblico ufficiale o impiegato il quale, avendo ricevuto partecipazione del provvedimento che fa cessare o sospendere le sue funzioni o le sue attribuzioni, continua ad esercitarle.
La condanna importa la pubblicazione della sentenza".
L'art. 347 c.p. è un reato comune, quindi non qualificato (o proprio) dacchè può essere commesso da chiunque. Bene giuridico meritevole di tutela è il buon andamento della pubblica amministrazione, proprio perché il legislatore vuole prevenire eventuali attività arbitrarie esercitate da soggetti privi di investitura i quali agiscano per scopi propri. Si tratta di un reato procedibile ex officio e di evento, dunque può ritenersi astrattamente configurabile il tentativo ex art. 56 c.p.
L'art. 347 c.p. sanziona due distinte condotte: la prima è quella propria del soggetto che, privo di qualunque forma di investitura e come tale sprovvisto di ogni forma di attribuzione di competenza, svolga funzioni pubbliche per finalità proprie ed in contrasto con quelle della Pubblica Amministrazione. Penalmente irrilevante è invece la nozione di "funzionario di fatto", ovvero del soggetto che, seppur sprovvisto di formale investitura, agisca nell'interesse della Pubblica Amministrazione apportando utilità alla medesima (di qualunque natura e forma). Seconda condotta penalmente rilevante è quella del pubblico ufficiale il quale, cessate le sue funzioni, prosegua nell'esercizio della propria attività sempre per finalità proprie ed in contrasto con le esigenze e l'utilità della p.a.. In quest'ultima specifica circostanza, elemento indefettibile ai fini della configurabilità del fatto è l'avvenuta conoscenza, da parte del Pubblico Ufficiale, del provvedimento in base al quale cessano le sue funzioni.
Colui il quale si renda responsabile della condotta di cui all'art. 347 c.p. è punito con la reclusione fino a due anni. Ulteriore conseguenza della condanna è la pubblicazione della sentenza.