Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-365-cod-proc-penale-atti-ai-quali-il-difensore-ha-diritto-di-assistere-senza-avviso
Timestamp: 2018-03-23 06:58:15+00:00
Document Index: 146476858

Matched Legal Cases: ['art. 369', 'art. 365', 'art. 369', 'art. 104', 'art. 370', 'art. 365', 'art. 354', 'art. 366', 'art. 365', 'art. 114', 'art. 365', 'art. 370', 'art. 365', 'art. 182', 'art. 370', 'art. 365', 'art. 24', 'art. 354', 'art. 186', 'art. 379', 'art. 366', 'art. 365', 'art. 114']

Art. 365 cod. proc. penale: Atti ai quali il difensore ha diritto di assistere senza avviso
Codice proc. penale Art. 365 cod. proc. penale: Atti ai quali il difensore ha diritto di assistere senza avviso
1. Il pubblico ministero, quando procede al compimento di atti di perquisizione o sequestro, chiede alla persona sottoposta alle indagini, che sia presente, se è assistita da un difensore di fiducia e, qualora ne sia priva, designa un difensore di ufficio a norma dell’articolo 97 comma 3.
2. Il difensore ha facoltà di assistere al compimento dell’atto, fermo quanto previsto dall’articolo 249.
3. Si applicano le disposizioni dell’articolo 364 comma 7.
L'esecuzione del decreto di sequestro che non sia stata preceduta dalla rituale informazione di garanzia, deve comunque avvenire in condizioni tali da assicurare all'indagato la presenza e l'assistenza del difensore. Tanto ciò è vero che, la mancanza dell'invito di cui all'art. 369 c.p.p. diviene irrilevante ai fini della validità dell'atto, qualora il pubblico ministero o la polizia giudiziaria abbiano chiesto all'indagato presente, in adempimento dell'obbligo imposto dall'art. 365 c.p.p., se è assistito da un difensore di fiducia, ovvero, in mancanza, ne abbiano designato uno d'ufficio: e ciò in quanto non potrebbe parlarsi di intempestività dell'interpello rispetto all'avviso di cui all'art. 369 c.p.p., considerato che l'interessato viene a conoscenza del decreto di sequestro (e della eventuale informazione di garanzia), quale tipico atto a sorpresa, solo al momento della sua esecuzione. L'incorporazione dell'informazione di garanzia nel decreto di sequestro, insomma, svolge la funzione di consentire al destinatario dell'atto di esercitare, tramite la eventuale presenza del difensore, il suo diritto di difesa.
Cassazione penale sez. III 19 febbraio 2014 n. 22898
Il p.m., quando delega la polizia giudiziaria a effettuare il sequestro preventivo disposto dal giudice, si limita, secondo il disposto dell'art. 104 delle disp. att. c.p.p. e previa valutazione della sussistenza dei presupposti di legge, a svolgere un'attività di mera esecuzione, che non può essere in alcun modo equiparata alle diverse attività di cui all'art. 370 c.p.p., ove ci si riferisce agli atti di indagine, diretti o delegati alla polizia giudiziaria, effettuati per le specifiche finalità cui sono destinati e consistenti nelle determinazioni inerenti all'esercizio dell'azione penale. Pertanto, mentre rispetto a tali ultimi atti è necessario il presidio della difesa, venendo a operare la disciplina di garanzia di cui al disposto degli art. 365 e 370, comma 2, c.p.p., in caso di mera esecuzione del sequestro preventivo, anche laddove delegata alla polizia giudiziaria, non sussiste l'obbligo del previo avviso al difensore di fiducia dell'indagato dell'esecuzione del sequestro disposto dal giudice, né sussiste l'obbligo per la polizia giudiziaria di avvisare l'indagato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia. Non è inoltre dovuta la preventiva informazione di garanzia, né è richiesta la presenza di tutti i suoi contenuti nel provvedimento cautelare emesso dal giudice, vertendosi in ipotesi di atto a sorpresa, mentre, ai fini dell'esercizio del diritto di difesa, è sufficiente la motivazione dell'atto, che non può non enunciare in positivo l'intera gamma dei presupposti su cui si radica l'applicazione della misura.
Cassazione penale sez. III 27 gennaio 2011 n. 6890
I verbali compiuti dalla polizia giudiziaria ex art. 354 c.p.p., tra i quali rientra anche l'accertamento strumentale dello stato di ebbrezza del conducente alla guida dell'autovettura, "non sono soggetti all'obbligo del deposito al difensore ex art. 366 c.p.p., trattandosi di atti urgenti e indifferibili ai quali il difensore ha diritto di assistere ma senza preventivo avviso e per l'effettuazione, a differenza di quanto stabilito dall'art. 365 c.p.p. per gli atti di perquisizione e sequestro compiuti dal P.M., non è prevista neppure la designazione di un difensore d'ufficio, ma solo l'avvertimento ex art. 114 disp. att. c.p.p. della facoltà di potersi fare assistere da un difensore."
Tribunale Roma sez. I 14 gennaio 2010 n. 538
A norma dell'art. 365 c.p.p., richiamato anche dall'art. 370 stesso codice, il difensore ha la facoltà di assistere al compimento di atti di perquisizione o di sequestro, ma tale diritto non può giustificare la sospensione o l'arresto dell'atto di indagine, in attesa dell'eventuale arrivo del difensore (di fiducia o d'ufficio) per l'occasione nominato: ciò in quanto il difensore ha la facoltà di assistere al compimento dell'atto in funzione di assistenza dell'indagato purché sia prontamente reperibile, cosicché il compimento dell'atto non può restare sospeso o bloccato in attesa del suo eventuale arrivo, ma può egualmente avere corso.
Cassazione penale sez. fer. 25 luglio 2006 n. 27372
La denuncia della nullità, di ordine intermedio, derivante dall'inosservanza, nell'esecuzione di un sequestro, delle disposizioni dettate dall'art. 365 c.p.p., deve ritenersi tempestiva se effettuata con la richiesta di riesame, non potendosi ritenere che la presenza della sola persona sottoposta a indagine all'atto viziato da detta nullità possa valere a rendere operativo il disposto di cui al comma 2, primo periodo, dell'art. 182 c.p.p., secondo cui, "quando la parte vi assiste, la nullità di un atto dev'essere eccepita prima del suo compimento ovvero, se ciò non è possibile, immediatamente dopo".
Cassazione penale sez. III 12 luglio 2005 n. 33517
Poiché la polizia giudiziaria, quando agisce su delega del p.m., è tenuta all'osservanza delle stesse forme che la legge stabilisce per gli atti compiuti direttamente da quest'ultimo (art. 370 comma 2 c.p.p.), deve ritenersi che dia luogo a nullità dell'atto di sequestro probatorio effettuato dalla polizia giudiziaria su delega del p.m. il fatto che, essendo presente la persona sottoposta a indagini, non si sia provveduto, come previsto invece dall'art. 365 c.p.p., a chiedere se era assistita da un difensore di fiducia e a designare, in caso negativo, un difensore d'ufficio; adempimenti, questi, da ritenersi funzionali ad un ulteriore obbligo, desumibile dall'art. 24 cost., di avvisare il difensore, di fiducia o d'ufficio, onde metterlo in grado, se prontamente reperibile, di intervenire.
I verbali degli atti compiuti dalla polizia giudiziaria ai sensi dell'art. 354 c.p.p. tra i quali va annoverato l'accertamento strumentale dello stato di ebbrezza alla guida, previsto dall'art. 186 e dall'art. 379 del relativo regolamento di attuazione (c.d. "alcool-test"), non sono soggetti all'obbligo del deposito al difensore, contemplato dall'art. 366 c.p.p., trattandosi di atti ai quali il difensore ha diritto di assistere senza preavviso e per la cui effettuazione, a differenza di quanto stabilito dall'art. 365 c.p.p. per gli atti di perquisizione o sequestro compiuti direttamente dal p.m., non è prevista la designazione, all'occorrenza, di un difensore d'ufficio, ma solo l'avvertimento, ex art. 114 disp. att. c.p.p., della facoltà di farsi assistere da un difensore; ragion per cui, mancando detta designazione, mancherebbe anche il soggetto nei cui confronti dovrebbe realizzarsi la garanzia.
Cassazione penale sez. IV 11 marzo 2004 n. 21738
Cassazione penale sez. VI 18 dicembre 1998 n. 1473