Source: https://genitoreattivo.wordpress.com/2013/08/21/storia-di-una-sanzione-disciplinare-puntata-22/
Timestamp: 2018-06-24 20:45:56+00:00
Document Index: 97808599

Matched Legal Cases: ['art.9', 'art.8', 'art.8', 'art.12', 'art.8', 'art.11']

Storia di una sanzione disciplinare (puntata 23) | LA SCUOLA DELLE 3 i
Storia di una sanzione disciplinare (puntata 23)
Invalsi: un falso di stato
In cosa consiste il FALSO?
L’articolo 1 dello statuto dell‘Invalsi recita:
Articolo 1 (Natura giuridica)
“ 1. L’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI), di seguito denominato «Istituto», è ente di ricerca di diritto pubblico, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213. Esso costituisce articolazione del Sistema nazionale di valutazione delle istituzioni scolastiche e di istruzione e formazione professionale, di cui all’articolo 2, comma 4-unde vicies del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10.
2. L’Istituto, nel rispetto dell’articolo 33, sesto comma, della Costituzione è dotato di autonomia statutaria, scientifica, organizzativa, regolamentare, amministrativa, finanziaria, contabile e patrimoniale, ed è sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di seguito denominato «Ministero».”
Come si vede dal secondo comma l’Invalsi dovrebbe essere, come tutti gli enti di ricerca pubblica, al top dell’autonomia: statutaria, scientifica, organizzativa, regolamentare, amministrativa, finanziaria contabile e patrimoniale, il top non ci potrebbe essere un concentrato di autonomia più completa.
Veramente non si cita la libertà di cui dovrebbero godere tutti gli enti di ricerca, nello stesso articolo si cita l’articolo 33, sesto comma, della Costituzione: “Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato”.
Ma non si cita il comma 1: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. Forse si pensa che l’Invalsi non debba essere libero? O forse non lo si è ribadito per risparmiare spazio? Non sarà questa una falsità ma già può essere considerato un piccolo nascondimento… agli enti di ricerca non spetta la libertà sancita dalla Costituzione!
Ma libertà ed autonomia degli enti di ricerca non sono una gentile concessione del Miur o del governo, otre ad essere sancite dalla Costituzione, autonomie e libertà per gli enti di ricerca sono sancite dalla normativa dell’Unione Europea: “Carta Europea dei Ricercatori allegata alla Raccomandazione n. 2005/251/CE (1)della Commissione, dell’11 marzo 2005, adottando i propri statuti in conformità alle disposizione della legge n. 165 del 2007;”
L’articolo 1 della legge 165 (Riordino degli enti di ricerca) al punto a) stabilisce inequivocabilmente il dovere dello Stato “di salvaguardare l’indipendenza e la libera attività di ricerca, volta all’avanzamento della conoscenza, ferma restando la responsabilità del Governo nell’indicazione della missione e di specifici obiettivi di ricerca per ciascun ente, nell’ambito del Programma nazionale della ricerca (PNR) e degli obiettivi strategici fissati dall’Unione europea;”
In sintesi tutta la normativa costituzionale e legislativa è volta a garantire per gli enti di ricerca ed i ricercatori Libertà, Indipendenza e Autonomia.
Ma come si attuano nel prosieguo dello statuto dell’Invalsi queste caratteristiche fondanti di un ente di ricerca?
Ma come si realizza il Falso?
Semplice, dopo aver ritualmente richiamato tutta la normativa precedente il resto dello statuto è redatto in funzione della totale negazione della Libertà, Indipendenza ed Autonomia che ne avevano costituito l’incipit.
Senza procedere ad una analisi completa del testo credo sia sufficiente descrivere la libertà, indipendenza ed autonomia di tutti gli organi previsti dallo statuto.
L’articolo 8 dello statuto recita:
“Articolo 8 (Organi dell’Istituto)
d) il Consiglio tecnico-scientifico.”
Proviamo ad esaminare il grado di autonomia, libertà ed indipendenza dal Miur e dal Ministro di ciascuno di questi organi.
Presidente: “Il Presidente è nominato con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca (art.9) “,
“Le indennità di carica del Presidente dell’Istituto…sono determinate, a valere sul bilancio dell’Istituto, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia”
Consiglio di amministrazione: “I componenti del Consiglio di amministrazione sono scelti dal Ministro tra esperti nei settori di competenza dell’Istituto.” (art.8 )
” Le indennità di carica…dei componenti del Consiglio di amministrazione… sono determinate, a valere sul bilancio dell’Istituto, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.”(art.8)
Collegio dei revisori dei conti: “Il Collegio dei revisori dei conti, costituito con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si compone di tre membri, di cui uno designato dal Ministero dell’economia e delle finanze.” (art.12)
“Le indennità di carica… sono determinate… con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.” (art.8)
Consiglio tecnico-scientifico: “Consiglio tecnico-scientifico è composto da tre membri esterni e da due membri interni provenienti dalla comunità scientifica dell’INVALSI. Per la designazione dei membri esterni il Presidente individua un numero di candidati pari almeno al doppio del numero degli stessi, previo esperimento di forme di consultazione”… “Per l’individuazione dei membri interni le procedure sono definite nel Regolamento di organizzazione e del personale” (art.11)
Come si vede non c’è un solo barlume né di libertà, né di indipendenza, né di autonomia ma solo una catena di comando diretta e immediata di dipendenza tra gli organi dell’Invalsi e il Ministro del Miur che a volte concerta con il MEF.
Ma oltre al danno che da ciò deriva alla democrazia, alla libertà di ricerca e dei ricercatori si aggiunge una sonora beffa. Infatti, al MIUR ed al ministro competono formalmente e reiteratamente sancita la vigilanza sull’attività dell’Invalsi e sui suoi organi, quindi se pure all’interno dell’Invalsi qualcuno manifestasse comunque un anelito a libertà, indipendenza e autonomia… non gli resterebbe che la possibilità di dimettersi.
Tutto ciò può essere legale? Quali sono le iniziative gli strumenti legali che mettano in discussione questo costosissimo e dannoso apparato?
Ma qui ci siamo presi la briga di documentare una parte delle incoerenze formali, molto più sono i misteri da cui è attraversata l’esperienza ed il fare dell’Invalsi…non poche puntate future saranno dedicate a questo argomento.
(1)Unione europea
Libertà di ricerca – I ricercatori dovrebbero orientare le loro attività di ricerca al bene dell’umanità e all’ampliamento delle frontiere della conoscenza scientifica, pur godendo della libertà di pensiero ed espressione, nonché della libertà di stabilire i metodi per risolvere problemi, secondo le pratiche e i principi etici riconosciuti.
Questo articolo è stato inserito il mercoledì, 21 agosto 2013 alle 09:00	ed etichettato con boicottaggio, Flavio Maracchia, insegnate, invalsi, Istituto Comprensivo largo Oriani, obiezione di coscienza, protesta, pubblica, roma, scuola, scuola crispi e pubblicato in invalsi, scuola pubblica condannata a morte, STORIA A PUNTATE DI UNA SANZIONE DISCIPLINARE.	Puoi seguire tutte le risposte a questa voce con il feed RSS 2.0.
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One response to “Storia di una sanzione disciplinare (puntata 23)”
B-)aldo
20 febbraio 2015 at 21:25
B-) : MA UN BEL RICORSO, PER CHIEDERE LA INCOSTITUZIONALITà DI TUTTI O PARTE DEGLI ARTICOLI DELLA LEGGE INFALSI ?
E UNO ALLA CORTE EUROPEA ?