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Timestamp: 2017-12-12 17:56:36+00:00
Document Index: 35260440

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 43', 'art. 18', 'art. 19']

RENZI “IL PIERINO” ALESSANDRO SANSONI SU LIMES-ONLINE AMICI COSENZA ILIA OLIVIERI FONDAZIONE ALLEANZA NAZIONALE IL DIBATTITO E ALTRE NOTIZIE | Associazione Azimut
RENZI “IL PIERINO” ALESSANDRO SANSONI SU LIMES-ONLINE AMICI COSENZA ILIA OLIVIERI FONDAZIONE ALLEANZA NAZIONALE IL DIBATTITO E ALTRE NOTIZIE
RENZI “IL PIERINO” ALESSANDRO SANSONI SU LIMES-ONLINE AMICI COSENZA ILIA OLIVIERI FONDAZIONE ALLEANZA NAZIONALE IL DIBATTITO E ALTRE NOTIZIE [ “AZ.” – 23.05.’15 ]
Oggi : RENZI “IL PIERINO” ALESSANDRO SANSONI SU LIMES-ONLINE
AMICI COSENZA ILIA OLIVIERI
NAZIONALE IL DIBATTITO E ALTRE NOTIZIE [ “AZ.” – 23.05.’15 ]
Pensioni, la Consulta contro il governo: “Violati diritti”
“Eravamo e siamo sereni. La Corte Costituzionale, come sempre, ha giudicato secondo coscienza e secondo le regole”. Lo dice il presidente della Consulta Alessandro Criscuolo, che aggiunge: “Non ho nessuna ragione di coltivare una polemica con il ministro Padoan. Ma dare per scontato che la Corte dovesse acquisire i dati prima di decidere sulle pensioni mi sembra che non risponda all’attuale disciplina che regola il funzionamento della Consulta”. Il riferimento va alla sentenza avversa il blocco della rivalutazione delle pensioni, provvedimento in seno alla riforma Fornero ai tempi del governo Monti.
Violata la Costituzione – “D’altra parte – prosegue -, acquisire questi dati a cosa doveva condurre? Forse all’accertamento del numero delle pensioni coinvolte? O sarebbero dovuti servire per formare il nostro convincimento? Ma tutto questo non corrisponde alla natura della Corte costituzionale, che opera come un giudice, e quindi non ha la possibilità di aspettare dati che, a tuttora, mi sembrano incerti, perché non si sa qualche sia l’entità del cosiddetto buco determinato dalla sentenza”. “Se il ministero dell’Economia aveva a cuore i dati sulle pensioni – aggiunge Criscuolo – poteva trasmetterli alla Corte”. “Il principio della sentenza – fa anche sapere – dovrebbe valere per tutte le pensioni, ma specialmente per quelle più basse”. Sul perchè abbia fatto pendere l’ago della bilancia dalla parte della bocciatura della legge Monti, Criscuolo spiega: “Mi è sembrato che ci fosse una violazione degli articoli 36 e 38 della Costituzione, nei quali si garantisce al lavoratore, fra l’altro, il diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro”. L’articolo 81 che garantisce il principio dell’equilibrio di bilancio? “Questo principio – replica – effettivamente è stato costituzionalizzato, ma non spetta alla Corte garantirlo, bensì ad altri organi dello Stato”.
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NOI IN RETE – ARTICOLI RECENTI – TRA BREVE IN SITO
DEDICATO A PIERINO – COMMENTO ( REPLICA ) TRATTO DA ULTIMO NOSTRO SERVIZIO
NON SI TRATTA DI NEGARSI A CHI CI CHIEDE SOCCORSO MA OCCORRE RIMARCARE CHE, ORMAI, L’ACCOGLIENZA E’ DIVENUTA L’UNICA A GIOVARSI DI RISORSE ED E’ DESTINATA A DIVENIRE LA PRIMA INDUSTRIA DEL PAESE. LA NAZIONE VEDE SEMPRE DI PIU’ CIITADINI SENZA CASA, LAVORO E DESCO; E L’ASSENZA ASSOLUTA DI ISTITUTI E DI PROVVIDENZE CHE, INFATTI, NON VENGONO NEGATI AGLI IMMIGRATI. UNA SITUAZIONE CHE, FRANCAMENTE, NON PUO’ PIU’ ESSERE TOLLERATA. E FINITELA COL TACCIARCI DI “RAZZISMO” ! FINITELA COL FARE LA CRESTA MILIARDARIA SUI DISPERATI CHE SBARCANO PAGANDO DAZIO AI TRAFFICANTI E AGLI SCAFISTI CHE, POI, FINANZIANO IL TERRORISMO. SIETE COMPLICI ! SE POI IL RENZI VUOLE ADDENTRARSI NELLA VERA REALTA’ DEL PAESE VENGA TRA LA GENTE E VEDRA’ CHE, A PARTE I SOLITI IMMIGRATI E I MENDICANTI CHE QUESTUANO, SONO SEMPRE DI PIU’ GLI ANZIANI CHE NON CE LA FANNO E CHE, CON PUDORE, CI CHIEDONO UNA MONETINA. SIETE DEI VIGLIACCHI ! SIETE DEI FARABUTTI ! MERITERESTE LA FUCILAZIONE ALLA SCHIENA. ” ! ! !
Data: 23/05/2015 16.22
Ogg: Palmira abbandonata
Palmira abbandonata…
Palmira in mano allo Stato Islamico : scorrono in tv le immagini (scarse e ripetute perché censurate pure su internet) della città antica “patrimonio dell’umanità” su cui sventola il nero vessillo dell’Isis.
Uno schiaffo sonoro ed in mondovisione sferrato dal Califfo a tutti i suoi nemici,vista la fama della Palmyra conosciuta “urbi et orbi”. Tantissimi avversari ,ufficialmente quasi un globo intero, considerando che la sola “coalizione” raccolta da BombObama è formata da 46 stati (occidentali e non,musulmani compresi) e conta pure sulla “collateralità” di Russia,Cina ed Iran.Ma,tutti assieme,non hanno smosso un dito (o,piú opportunamente,un grilletto) per difendere Palmira dalla furia (prevedibile) devastatrice dei seguaci iconoclasti del Califfo.Bene,anzi male…,visto il contorno di decapitazioni ed esecuzioni sommarie associate ad ogni conquista dell’Isis.Partendo dalla “indignata preoccupazione” di ogni comune telespettatore o lettore di giornale, colgo lo spunto per evidenziare quello che ha colpito me e,credo,solo pochissime altre persone….tutte rigorosamente “politicamente scorrette” : un fotogramma !!In un piccolo frammento di immagine, osservato in un video girato dagli stessi miliziani (che ora vestono uniformi militari complete),si può vedere uno di loro,presumibilmente in un acquartieramento militare governativo,strappare con rabbia due manifesti….di Assad e del partito Baath. Simboli,l’uno e l’altro,del peggior nemico del fondamentalismo jihadista : il socialismo nazionale di matrice islamica !Si,proprio il Partito Baath (fondato fine anni ’30 del secolo scorso da un alawita sciita,da un cristiano ortodosso e da un sunnita) poneva le basi per la formazione di una Nazione Araba governata “laicamente” con il concorso delle varie componenti religiose presenti nelle diverse realtà e cementato da una visione “socialista” per il riscatto economico,culturale e politico delle masse popolari dei singoli paesi interessati.Per sintetizzare : una Repubblica Araba Unita cui si sarebbe benissimo potuto applicare l’aggiunta “Sociale”.Modello Nasser,Saddam Hussein ed Assad padre…,con tutti i limiti e le “colpe” che vanno loro ascritte e considerando la diversità delle realtà storiche geopolitiche.Queste tre personalità cercarono di costruire una nuova realtà,ciascuna nel proprio paese superando i confini di stato e non usando certo la mano leggera nel reprimere l’opposizione,specie quella “integralista”.
Però si videro anche i frutti di governi moderni,interconfessionali,socialmente piú avanzati e,per scriverla come la definiamo noi,…”laici” : scuole,università,ospedali,musei,dighe,ferrovie ed aeroporti,tutte quelle infrastrutture,accompagnate da assistenza sociale, necessarie al progresso di un popolo ed al suo riscatto.Conosco le obiezioni : guerre,tante guerre..,pure perse !! Certo,guerre contro il comune e principale nemico di Egitto,Irak e Siria : Israele..ed i suoi protettori americani.Sconfitti sul fronte israeliano,con perdita di territori ed ingentissime risorse,i capi Baathisti dovettero affrontare i problemi interni ed il sogno “unitario” svanì.Gli Usa,con Israele e tutto l’Occidente, smantellarono in seguito questa presenza in Egitto (con dittatori filoccidentali alla Al Sisi di oggi),in Irak (con Al Maliki ed eredi) e,per estensione pur anomala,in Libia assassinando Gheddafi e creando il caos che conosciamo.Resta la Siria di Bashar al Assad,l’ultimo Baathista da eliminare…. E quì torniamo alle righe di partenza : Palmira è caduta senza che BombObama ed i suoi servi abbiano inviato un solo drone a bombardare i miliziani neri…perché ??Forse gli occidentali preferiscono un Califfato ,integralista e spietato come non mai, a (presunti) dittatori che,ragionando in proprio,non si prostravano e prostrano (come Assad in Siria) al liberalcapitalismo imperialista di Obama ed alla “sicurezza” di Israele ??Se è così,e tutto fa pensare lo sia,ritengo si tratti di un altro errore di incalcolabile portata : oggi Isis balla sulle rovine di Palmira,domani dove arriverà la bandiera nera del Califfo ??
1 – IL MURO DELL’EST – ALESSANDRO SANSONI
2 – IL SEMINARIO : PUTIN E LA STRATEGIA GEOPOLITICA DELLA NUOVA RUSSIA
3 – MODELLO ALTO ADIGE…ALESSANDRO SANSONI
Il vertice di Riga ha mostrato ancora una volta il cinismo e l’incertezza europea verso i paesi dell’ex blocco sovietico. Nessuna ambizione di attrarre queste nazioni con le armi della democrazia e del mercato comune per non irritare la Russia di Putin. L’unica scelta concreta approvata è un prestito da 1,8 miliardi all’Ucraina sull’orlo del default. Siamo nel pieno dell’età della prudenza come si è affrettata a ribadire all’inizio del vertice Angela Merkel: il partenariato non è uno strumento di espansione europea verso est, tantomeno in chiave anti Mosca. La delusione dei partner è evidente. Il presidente georgiano Giorgi Margvelashvili accusa nemmeno velatamente l’Europa di volere abbandonare i paesi del fronte orientale alla mercè del più forte, cioè la Russia. – In questo scenario di incertezza Politico Europe racconta l’unico personaggio su piazza in grado di tenere testa e sfidare zar Putin sulla crisi Ucraina: la presidente lituana Dalia Grybauskaitė, la lady di ferro baltica, cintura nera di karate. Dopo oltre un anno di conflitto, infatti, la regione del Donbas non si fida di Kiev e pensa all’indipendenza o all’ingresso nella Russia. L’esperienza italianaoffre un’alternativa interessante (l’Alto Adige); l’altra è la nascita di uno Stato fallito nel cuore dell’Europa (come nei Balcani). Quale opzione prevarrà?
… Il Foglio…
2 nuove foto.
Oggi, presso la Scuola Della Pace Napoli, si è tenuto l’interessante Corso per la formazione professionale continua dei giornalisti, dal titolo: Vladimir Putin e la strategia geopolitica della nuova Russia. Comunicare la “grande politica”. Un argomento “ostico”, reso comprensibile e piacevole dai relatori Domenico Falco, il nostro Vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Alessandro Sansoni, Alessio Postiglione, F.Squillante, P.Golia.
— con Alessandro Sansoni e Alessio Postiglione.
Alessandro Sansoni ha condiviso un link.
MODELLO ALTO-ADIGE: UNICO PRATICABILE PER UCRAINA E NUOVA RUSSIA
Alessandro Sansoni su Limes-online: L’Italia è forse lo Stato europeo che ha patito di più la crisi innescata da Maidan: basti pensare allo stop del progetto South…
Alessandro Sansoni su Limes-online: L’Italia è forse lo Stato europeo che ha patito di più la crisi innescata da Maidan: basti pensare allo stop del progetto South Stream, cui vanno aggiunti i danni provocati ai nostri rapporti commerciali con Mosca dalle sanzioni e l’allentamento della partnership diplomatica in uno scacchiere per noi strategico come il Mediterraneo. Non è un caso dunque che sia proprio il governo italiano a ipotizzare delle soluzioni come quella del modello Alto Adige, considerato anche che Roma esprime la responsabile per la Politica Estera dell’Ue, Federica Mogherini.- Non ci sono stati solo i festeggiamenti per la giornata della Vittoria nello spazio geopolitico ex-sovietico in questi giorni. Prima Vladimir Putin ha esibito al mondo l’orgoglio e la potenza russa, celebrando i 70 anni della sconfitta della Wermacht da parte dell’Armata Rossa di Stalin, il 9 maggio. Poi il meno potente ma altrettanto orgoglioso Alexander Zakharchenko, leader della Repubblica separatista del Donbass, ha tenuto a Donetsk l’11 e il 12 maggio le celebrazioni per la giornata dell’Indipendenza dall’Ucraina.- C’era un autentico entusiasmo tra la popolazione russofona mentre sfilava la parata per il centro della città. Un entusiasmo e una fierezza condivisi dalle delegazioni provenienti dall’altra regione filorussa di Lugansk, anch’essa autoproclamatasi indipendente da Kiev nel corso del conflitto scatenatosi dopo i fatti di Maidan.- L’entusiasmo però si è accompagnato al dolore per i tanti caduti, sia tra i combattenti delle milizie sia tra i civili, e alle devastazioni che hanno subito il territorio e la periferia della città capoluogo a causa dei bombardamenti. La situazione a Donetsk è senz’altro più tranquilla ora, ma non è affatto pacificata. Qualche giorno fa l’aeroporto cittadino è stato bombardato dall’artiglieria di Kiev e gli ospiti stranieri del Forum internazionale organizzato in concomitanza con le celebrazioni hanno potuto di tanto in tanto sentire in lontananza il rombo di qualche sparo di cannone isolato.- In attesa che trovino piena attuazione gli accordi di Minsk II, i dirigenti delle repubbliche indipendentiste hanno provato a sensibilizzare l’opinione pubblica occidentale attraverso una conferenza internazionale, finalizzata a discutere i possibili percorsi da seguire per giungere a una pace definitiva. All’incontro erano presenti giornalisti e analisti francesi, tedeschi, italiani, serbi, inglesi, israeliani, greci. C’erano anche alcuni esponenti politici, tra cui l’europarlamentare francese Jean-Luc Schaffhauser [eletto nelle liste del Front National-Rassemblement Bleu Marine], la parlamentare greca Evgenia Ouzounidou [Syriza] e l’ex presidente della provincia di Bolzano Luis Durnwalder [Südtiroler Volkspartei].- La presenza di Durnwalder ha assunto un significato particolare. Il 5 marzo, parlando con i giornalisti russi, il premier Matteo Renzi aveva lanciato una suggestione tesa ad individuare una possibile soluzione volta a normalizzare i rapporti tra l’autorità centrale ucraina e le regioni separatiste, proponendo lo statuto speciale concesso all’Alto Adige dall’Italia, come modello di autonomia amministrativa da offrire a Donetsk e Luhansk, in cambio della rinuncia all’indipendenza, riprendendo un’ipotesi avanzata dal ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni.- Naturalmente i contesti geopolitici sono distanti anni luce, ma il modello sudtirolese pone l’accento sulla possibilità per il territorio autonomo di trattenere il 90% del totale delle imposte raccolte nell’area a statuto speciale. Ciò potrebbe avere un valore e un’utilità significativa per il Donbass, che dal punto di vista della produttività e del pil è storicamente una delle regioni più ricche dell’Ucraina grazie alla presenza di importanti miniere e industrie pesanti.- – Durnwalder nel suo intervento al forum ha provato a spiegare i vantaggi e la cornice giuridico-amministrativa che definisce lo statuto altoatesino. Ma il pubblico e i dirigenti politici locali sono apparsi poco entusiasti. L’idea di accontentarsi di un’autonomia, anche se molto spinta, non sembra per il momento riscuotere grandi consensi. Sarebbe strano il contrario: la guerra combattuta in questi mesi, al tempo stesso civile ed etnica, è stata particolarmente cruenta. Non è facile adesso, dopo tante morti e distruzioni, accontentarsi di un federalismo economicamente più favorevole. Le ipotesi su cui i locali preferiscono ragionare sono l’indipendenza o l’ingresso nella Federazione Russa, magari sul modello della Crimea. – La diffidenza nei confronti del resto degli ucraini è ai massimi livelli, alimentata dal blocco economico e logistico imposto al Donbass dal presidente Poroshenko. Donetsk è infatti sostanzialmente isolata dal resto del mondo; è impossibile raggiungere la città con l’aereo, essendo l’aeroporto semidistrutto e sotto tiro; l’unico corridoio terrestre percorribile è quello che conduce a Rostov sul Don in Russia, con un chek point alla frontiera tutt’altro che comodo. Gli effetti di questo isolamento si ripercuotono sulla popolazione che soffre la mancanza di vari generi di prima necessità, ma che per ora non ha alcuna voglia di sottomettersi ai fratelli-nemici di Kiev. – Anche per l’Ucraina la situazione in ogni caso non è facile, vista l’importanza delle regioni perdute, la crisi economica e lo scontro diplomatico col Cremlino. Ma al di là delle legittime e umane passioni, delle sofferenze e dei sentimenti delle donne e degli uomini che vivono nei pressi delle rive del Don, ci sono interessi straordinariamente potenti che si muovono sopra le loro teste.
Tra gli oligarchi c’è chi, come Rinat Akhmetov, attivo nel settore carbonifero, spinge affinché si trovi un accordo, prima di vedere i propri interessi totalmente compromessi a causa del conflitto. Mosca, nonostante gli abitanti del Donbass siano disposti a morire pur di ricongiungersi con la Santa Madre Russia, ha tutto l’interesse a normalizzare la situazione, magari con uno Stato ucraino ulteriormente indebolito dalla forte autonomia federale concessa alle regioni dell’Est e nuovamente “scalabile” attraverso accordi con i principali esponenti politi – Per Putin un’Ucraina sostanzialmente amica e territorialmente integra, in grado di fare da cuscinetto tra Russia e Occidente, continua ad essere uno scenario preferibile allo smembramento del paese. Da questo punto di vista, paesi come Germania e Italia (ma anche Francia) non possono che condividere una simile impostazione. – L’Italia è forse lo Stato europeo che ha patito di più la crisi innescata da Maidan: basti pensare allo stop del progetto South Stream, cui vanno aggiunti i danni provocati ai nostri rapporti commerciali con Mosca dalle sanzioni e l’allentamento della partnership diplomatica in uno scacchiere per noi strategico come il Mediterraneo. Non è un caso dunque che sia proprio il governo italiano a ipotizzare delle soluzioni come quella del modello Alto Adige, considerato anche che Roma esprime la responsabile per la Politica Estera dell’Ue, Federica Mogherini. – Purtroppo gli sforzi per raggiungere una pace definitiva e un assetto equilibrato saranno tutt’altro che facili e di rapida realizzazione. Non solo per i sentimenti esasperati dei vari popoli ucraini. In troppi hanno pescato nel torbido in occasione dei tumulti di Kiev, in Europa e oltreoceano, e potrebbero continuare a farlo. – In questo caso, l’altro scenario possibile potrebbe essere la definitiva balcanizzazione dell’Ucraina, ridotta al rango di “Stato fallito” e in perenne ebollizione, con Donetsk e Luhansk capitali di due immense Transnistrie nel cuore dell’Europa. Un quadro da brividi, insomma.
Articolo consultabile alla fonte sul sito di Limes: http://www.limesonline.com/alto-adige-o-balcani-due-scenari-per-lucraina-dellest/77454
Ultima modifica il Sabato, 23 Maggio 2015
FONDAZIONE ALLEANZA NAZIONALE – IL DIBATTITO
Fwd: Copia mozione accolta nel corso dell’Assemblea generale dei soci della Fondazione AN del 14.12.2013 e lettera a Mugnai x inserimento all’o.d.g. delle modifiche statutarie
Fri, 22 May 2015 19:44:47 +0200
Nicola Bono <on.bono.nicola@gmail.com>
come è noto, da oltre un anno insieme all’amico Vincenzo Zaccheo e a decine di partecipanti di diritto e aderenti della Fondazione AN, stiamo portando avanti una serie di iniziative finalizzate a una radicale modifica dello statuto, per rendere più inclusiva e democratica la partecipazione all’interno di una entità associativa costituita per essere non solo il luogo deputato a custodire e tramandare gli intramontabili valori della Destra, ma anche per essere la casa comune di tutti coloro che condividono gli stessi valori e che hanno il diritto di operare al suo interno con pari dignità.- Per tale motivo presentammo il 14.12.2013, nel corso dell’unica assemblea Generale dei partecipanti di diritto e aderenti finora convocata, la mozione che proponeva precise modifiche statutarie, in grado di riequilibrare i poteri e le competenze degli organi della Fondazione che, come è noto, fu accolta dal Presidente Franco Mugnai come raccomandazione, con l’impegno preciso e solenne di riconvocare entro gennaio 2014 l’assemblea generale per votare le modifiche proposte. – Quell’impegno non è mai stato onorato e dal 14.12.2013 l’Assemblea generale dei Partecipanti di diritto e aderenti non è mai più stata convocata. – Da allora, solo di recente, e per l’esattezza nella nota del Presidente Mugnai del 5 marzo 2015, lo stesso ha anticipato la volontà di convocare l’Assemblea Generale per il prossimo fine giugno, ponendo finalmente fine alla lunga interruzione di attività dell’organo volitvo della fondazione. – A fronte di tale comunicazione, insieme all’On. Zaccheo, abbiamo inviato al Presidente Mugnai l’allegata richiesta formale di inserimento ai primi punti dell’ordine del giorno della convocanda riunione le mofiche statutarie proposte nella mozione del 14.12.2013, accolta come raccomandazione dallo stesso Mugnai, in modo da potere esaminare articolo per articolo le modifiche da apportare in base alle indicazioni della mozione, e quindi procedere all’auspicata riforma dello statuto della Fondazione AN.- Per rendere ancora più chiaro il senso di questa iniziativa, allego alla presente e.mail, oltre alla già citata lettera al Presidente Mugnai, anche copia integrale della mozione approvata il 14.12.2013. –Nel riservarmi di continuare ad informarvi su ogni ulteriore novità in materia, ed in attesa della convocazione della riunione dell’Assemblea Generale, colgo l’occasione per inviarvi cordiali saluti.
OGGETTO: Modifiche statutarie da inserire nella prossima Assemblea Generale
i sottoscritti Nicola Bono e Vincenzo Zaccheo, a nome proprio e interpretando il comune sentire di tanti partecipanti e aderenti della Fondazione Alleanza Nazionale,
· che nel corso dell’Assemblea dei Partecipanti di diritto e degli Aderenti tenuta a Roma il 14/12/2013, numerosi iscritti evidenziarono la necessità di affrontare, con priorità assoluta, le problematiche connesse al rispetto dei principi di democrazia nell’organizzazione e nella vita della Fondazione;
· che, all’uopo, un nutrito numero di aventi diritto sottoscrisse l’allegata mozione, predisposta dagli On.li Bono e Zaccheo, con la quale, ribadita l’indispensabilità di addivenire all’urgente modifica dello Statuto della Fondazione, proposero di emendare i relativi articoli da 6 a 15, nonché da 17 a 19, nel senso ivi specificato;
· che detta mozione, un attimo prima della votazione, fu da Lei accolta sotto forma di raccomandazione, con impegno a convocare al più presto possibile una nuova Assemblea nella quale discutere e votare le modifiche statutarie proposte;
che la suddetta Assemblea non è mai stata convocata, e che solo da poco è stata da Lei annunciata l’imminente convocazione di una nuova Assemblea dei Partecipanti di diritto e degli Aderenti da tenersi verso fine giugno p.v.;
· che detta assise costituisce la prima occasione, da circa un anno e mezzo, per finalmente onorare il sopra richiamato impegno da Lei assunto nell’Assemblea del 14/12/2013;
· che ai primi punti dell’ordine del giorno della convocanda assemblea siano poste le modifiche dello statuto della Fondazione Alleanza Nazionale, nei termini specificati nella mozione accolta nella Assemblea del 14.12.2013, primi firmatari gli On. Bono e Zaccheo, come segue:
· 1) modifiche dell’articolo 6;
· 2) modifiche dell’articolo 7;
· 3) modifiche dell’articolo 8;
· 4) modifiche dell’articolo 9;
· 5) modifiche dell’articolo 10;
· 6) modifiche dell’articolo 11;
· 7) modifiche dell’articolo 12;
· 8) modifiche dell’articolo 13;
· 9) modifiche dell’articolo 14;
· 10) modifiche dell’articolo 15;
· 11) modifiche dell’articolo 17;
· 12) modifiche dell’articolo 18;
· 13) modifiche dell’articolo 19;
· che, unitamente alla convocazione della prossima Assemblea, sia inviata a tutti i Partecipanti di diritto e a tutti gli Aderenti, via email, e per chi ne sia sprovvisto, via posta raccomandata, sia copia dello Statuto della Fondazione, sia copia della suddetta mozione, così che gli stessi possano avere tempestiva conoscenza delle modifiche da discutere e votare;
· che, essendo evidente che, al fine di recepire correttamente le modifiche proposte nella suddetta mozione, occorre procedere alla riscrittura di ogni singolo articolo dello statuto, individuandone la stesura più idonea e aderente allo spirito del documento accolto il 14.12.2013, occorre che siano individuate modalità operative, semplici ed efficaci, affinché tutti gli aventi diritto siano posti nella condizione di contribuire alla modifica dello Statuto, attraverso la presentazione degli emendamenti per la riscrittura, ovvero per la parziale o integrale soppressione di ogni singolo articolo dello stesso, nel senso indicato dalla richiamata mozione;
· che, all’uopo, la lettera di convocazione dell’Assemblea dovrebbe indicare le modalità ed il termine ultimo per poter utilmente presentare emendamenti, come ad esempio il ricorso alla posta elettronica come modalità e il termine ultimo, che potrebbe coincidere con quello di sette giorni prima della data di convocazione dell’Assemblea:
· Appare inoltre essenziale costituire un comitato operativo ristretto e concordato di iscritti con il preciso compito di garantire la trasparenza e correttezza delle varie operazioni di raccolta, catalogazione e presentazione di tutte gli emendamenti depositati, al fine di rendere più chiara e comprensibile la decisione da assumere da parte dei soci in merito ad ogni singolo voto su ogni proposta di modifica in discussione.
Nel rimanere a disposizione per ogni eventuale chiarimento e o approfondimento, e nello spirito di massima e serena collaborazione, in attesa di un suo gradito riscontro, cogliamo l’occasione per inviare cordiali saluti.
OGGETTO: Assemblea della Fondazione Alleanza Nazionale – Mozione
I sottoscritti partecipanti di diritto ed aderenti alla Fondazione Alleanza Nazionale, riuniti nella prima Assemblea,
· la necessità che le scelte programmatiche e gestionali della Fondazione siano caratterizzate da maggiore democrazia e partecipazione;
· l’urgenza di rivalutare il ruolo propositivo e di controllo proprio dell’Assemblea, valorizzandone le competenze;
· l’opportunità di delineare nuovi equilibri tra gli organi della Fondazione, al fine di meglio bilanciare le esigenze di buona amministrazione, affidata alla cura dell’organo gestionale, con quelle di condivisione degli obiettivi e di verifica dei risultati, affidati alla responsabilità dell’organo assembleare;
· che l’attuale Statuto della Fondazione sovraccarica di responsabilità il Consiglio d’Amministrazione ed il Comitato Esecutivo, attribuendo a detti organi competenze fondamentali, come l’approvazione di modifiche statutarie o l’approvazione del bilancio, tipiche dell’Assemblea;
· che all’iper-concentrazione di competenze in capo a poche persone, cioè ai membri del Consiglio d’Amministrazione e del Comitato Esecutivo, fa da pendant sia l’anomalia della durata decennale del loro mandato, suscettibile persino di rinnovo, sia l’aberrazione che il controllo sugli organi esecutivi è rimesso ad un Comitato dei partecipanti di diritto e degli aderenti che, tuttavia, non è eletto dai partecipanti di diritto e degli aderenti, ma, in parte direttamente ed in parte indirettamente, dal Consiglio d’Amministrazione; in buona sostanza il controllore è eletto dal controllato e non viceversa, come logica e buon senso imporrebbe;
· che le attuali norme statutarie determinano l’effetto di blindare, usque ad finem verrebbe da dire, la responsabilità della gestione ordinaria e straordinaria della Fondazione in capo a poche persone, coincidenti con l’ex gruppo dirigente di Alleanza Nazionale;
· che detta scelta, sicuramente contraria a principi di democrazia e trasparenza, se appare alquanto discutibile nell’ipotesi di monolitica coesione dei partecipanti ed aderenti, nonché del suddetto gruppo dirigente, è oggi del tutto inverosimile alla luce della diaspora politica storicamente verificatesi e del conseguente frazionamento di partecipanti, aderenti e dirigenti in mille diversi rivoli;
· che sia pertanto prioritario ed indispensabile addivenire all’urgente modifica dello Statuto della Fondazione nei termini appresso specificati;
di emendare i seguenti articoli dello Statuto:
a) art. 6: nel senso di affidare all’Assemblea il compito di approvare il bilancio economico di previsione e quello consuntivo, nonché l’impiego degli avanzi delle gestioni annuali;
b) art. 7:
– nel senso di condizionare l’efficacia della deliberazione del Consiglio di Amministrazione di ammissione di nuovi partecipanti alla deliberazione di ratifica da parte dell’Assemblea;
– nel senso che le ragioni e le situazioni di incompatibilità, tali da determinare la possibile sospensione o esclusione del componente della Fondazione, devono essere previste da apposito Regolamento, approvato dall’Assemblea su proposta del Consiglio di Amministrazione, nel quale saranno specificati i requisiti di onestà, correttezza e probità che devono sempre permanere in capo ad ogni componente;
c) art. 8: nel senso che l’importo, annualmente dovuto da ciascun partecipante a titolo di rimborso delle sole spese amministrative, di segreteria e di gestione della partecipazione, sarà proposto dal Consiglio di Amministrazione all’Assemblea che, in sede di approvazione della proposta di bilancio preventivo, ne determinerà la misura;
d) art. 9: nel senso che i criteri, i limiti, le valutazioni e le conseguenti deliberazioni circa l’ammissione di nuovi aderenti competono all’Assemblea, su proposta del Consiglio di Amministrazione; l’Assemblea provvede annualmente, dopo l’approvazione del bilancio preventivo e nella medesima riunione, con la precisazione che le istanze non esaminate in quella sede dovranno intendersi non accolte;
e) art. 10: nel senso che le forme e la misura minima degli apporti o contributi dei partecipanti istituzionali sono determinate dall’Assemblea, dopo l’approvazione del bilancio preventivo e nella medesima riunione, su proposta del Consiglio d’Amministrazione;
f) art. 11: nel senso di eliminare l’organo denominato Comitato dei partecipanti di diritto e degli aderenti;
g) art. 12:
– nel senso che l’Assemblea è convocata almeno due volte l’anno, anche per l’approvazione del bilancio economico di previsione e di quello consuntivo;
– nel senso di incrementare le competenze dell’Assemblea con quelle specificate negli articoli emendati e con il compito di eleggere il Consiglio di Amministrazione;
– nel senso che gli obblighi di rimborso spese e di contributo, condizionanti la partecipazione all’Assemblea, sono determinati con le modalità previste dal novellato art. 8;
– nel senso di ridurre a sei mesi il termine, decorrente dall’elezione del Consiglio di Amministrazione, per proporre la risoluzione per lo scioglimento del Consiglio d’Amministrazione e la sua ricostituzione;
– nel senso che la risoluzione per lo scioglimento del Consiglio d’Amministrazione e la sua ricostituzione è approvata con il voto favorevole della maggioranza dei presenti all’Assemblea validamente costituita;
– nel senso che, dopo presentazione della proposta di risoluzione per lo scioglimento del Consiglio di Amministrazione e la sua ricostituzione, quest’ultimo potrà nuovamente assumere tutte le deliberazioni previste nel presente statuto se la proposta di risoluzione è risulta respinta, e non se sono decorsi novanta giorni dalla sua presentazione;
– nel senso che la proposta di risoluzione respinta non può essere riproposta prima che siano decorsi dodici mesi;
h) art. 13:
– nel senso che il numero dei membri del Consiglio di Amministrazione, tra il minimo di 15 ed il massimo di 21, è stabilito dall’Assemblea preliminarmente alla deliberazione di elezione di detto Consiglio;
– nel senso che i membri del Consiglio di Amministrazione durano in carica per tre esercizi finanziari e sono rinnovabili una sola volta;
– nel senso di eliminare la causa di decadenza dal Consiglio di Amministrazione connessa al compimento dell’ottantesimo anno di età e di cassare il comma due;
– nel senso che la revoca dei membri del Consiglio di Amministrazione, così come la loro sostituzione, è deliberata dall’Assemblea;
– nel senso che, in caso di scioglimento del Consiglio di Amministrazione, il Presidente procede all’immediata convocazione dell’Assemblea perché proceda al relativo rinnovo;
– nel senso che il rimborso spese spettante ai membri del Consiglio di Amministrazione nonché al Presidente, al Vicepresidente e al Segretario, sono stabiliti dall’Assemblea unitamente all’approvazione del bilancio preventivo e nella medesima riunione;
i) art. 14: nel senso:
– punto a): il piano generale delle attività e dei risultati della gestione e della conduzione amministrativa della Fondazione d’Amministrazione, suddiviso tra piano delle attività e piano dei risultati della gestione e della conduzione amministrativa, è proposto annualmente dal Consiglio di Amministrazione all’approvazione dell’Assemblea unitamente, rispettivamente, al bilancio economico di previsione e a quello consuntivo;
– punto d): approva, su proposta del Presidente o del Vicepresidente vicario, la proposta del bilancio economico di previsione e del bilancio consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
– punto g): approva i contratti da stipulare, ad eccezione di quelli, riservati alla competenza dell’Assemblea, relativi all’acquisto, anche in leasing, alla permuta o alla cessione, a qualsiasi titolo, di beni immobili, nonché l’accettazione di eredità, legati e donazioni;
– punto h): propone all’Assemblea l’accensione di mutui, la richiesta o la concessione di finanziamenti e di linee di credito, nonché la partecipazione in società, enti, associazioni o altre fondazioni;
– punto n): cassato;
– punto o): cassato;
– punto p): cassato;
– punto r): propone eventuali modifiche statutarie, che saranno approvate dall’Assemblea;
– punto s): propone l’eventuale scioglimento della Fondazione ed ogni adempimento relativo alla sua liquidazione, che saranno approvate dall’Assemblea;
– commi 2, 3, 4 e 5: cassati;
j) art. 15:
– nel senso di limitare a due mandati la possibilità di rielezione del Presidente e del Vicepresidente;
– nel senso che la nomina di legali per agire o resistere in giudizio presuppone l’autorizzazione ad agire o resistere deliberata dal Consiglio di Amministrazione;
k) art. 17: nel senso dell’abrogazione dell’intero articolo per l’eliminazione del Comitato dei partecipanti di diritto e degli aderenti dagli organi della Fondazione, con la precisazione che vengono assegnati all’Assemblea le competenze specificate:
– al punto a), relativo all’elezione dei membri del Consiglio d’Amministrazione;
– al punto b), relativo all’elezione del Collegio dei revisori dei conti;
– al punto c), relativo revoca dei membri del Consiglio d’Amministrazione o del Collegio dei revisori dei conti;
– al c. 11 dell’art. 18, relativo alla possibilità di affidare la revisione legale dei conti della Fondazione a società di revisione indipendente iscritta nel Registro di cui all’art. 43, comma 8, del d. lgs. 27 gennaio 2010, n. 39;
l) art. 18:
– nel senso che il Collegio dei revisori è eletto dall’Assemblea;
– nel senso che il Collegio dei revisori rimane in carica tre esercizi ed i suoi componenti possono essere rieletti per non oltre una volta consecutiva;
– nel senso che il Collegio è composto da cinque membri effettivi e due supplenti;
– nel senso che tutti i componenti il Collegio dei revisori, effettivi e supplenti, debbono essere iscritti nel Registro dei revisori legali dei conti;
– nel senso che i membri del Collegio partecipano senza diritto di voto alle riunioni del Consiglio di Amministrazione ed a quelle dell��Assemblea;
– nel senso che compenso, comprensivo del rimborso delle spese, spettante ai membri del Collegio dei revisori è determinato dall’Assemblea contestualmente alla loro elezione;
m) art. 19: nel senso che il mancato versamento dei rimborsi delle spese o dei contributi annui, qualora l’interessato non provveda a seguito dell’invio di specifico sollecito ad adempiere, costituisce implicito recesso, di cui l’Assemblea prende atto nella prima seduta utile;
LA NEO DOTTORESSA ILIA OLIVIERI – FESTA A COSENZA
Oggi: IL LIETO EVENTO – LA NEO D.SSA ILIA OLIVIERI – E MESSAGGI FACEBOOK
GIOVEDI’ U.S. UNA GIORNATA FAUSTA IN CASA OLIVIERI A COSENZA PER LA LAUREA – PRESSO UNICAL – CONSEGUITA PIU’ CHE BRILLANTEMENTE DALLA NEO DOTTORESSA ILIA ALLA QUALE, UNITAMENTE A TUTTO IL TEAM DI AZIMUT ONLINE, NON SOLO ESPRIMIAMO LE NOSTRE CONGRATULAZIONI VIVISSIME MA L’AUGURIO CHE A QUESTA PRIMA TAPPA SEGUANO TUTTE LE ALTRE CHE MERITA E CHE, NE SIAMO CERTI, SI AGGIUNGERANNO NEL PROSSIMO FUTURO. PER IL FRATERNO AMICO DI SEMPRE – E PER SEMPRE – GIANCARLANTONIO, PURE – NEL RECENTE DELLE ATTIVITA’ CULTURAL POLITICHE – NOSTRO PREZIOSO COLLABORATORE IN RETE, ALLA SIGNORA FILOMENA E ALL’ALTRA SUA FIGLIOLA ROSARIA TERESA, LA GRANDE GIOIA E LA SODDISFAZIONE DI PORRE UN’ALTRA PERLA NELLO SCRIGNO D FAMIGLIA.
CREDO CHE NEL CAMMINO DELLA VITA SOPRATUTTO, INNANZITUTTO, PER I GENITORI CONTANO I LIETI EVENTI PER CHI SEGUIRA’ SULLA STRADA MAESTRA DELL’IMPEGNO E PER IL PROSIEGUO DEI VALORI COLTIVATI. A ILIA : AD MAIORA ! SEMPRE VERSO COSE PIU’ GRANDI – PER ANCORA PIU’ GRANDI SUCCESSI : NEL LAVORO – NELLA SCUOLA – NELLA CARRIERA E NELL’AMORE. L’AUSPICIO DI LUNGHI ANNI FELICI !
[ DA MESSAGGI “POSTATI” SU FACEBOK ]
Ilia Olivieri con Alessandro Crea e altre 6 persone
Laureata con amiciiiiiiiiiiii Emoticon heart
Annalisa Trotta
La festeggiataaaaaaa
— con Ilia Olivieri.
Francesco ClausiNon ditemi che lo ha cucinato la Trotta
Ilia Olivieri ha aggiunto 11 nuove foto
Una soddisfazione grande, una gioia infinita!!! Grazie a tutti quelli che hanno voluto condividere questa gioia con me!
Sara RestucciaAuguri!!
Franca BrunoTantissimi auguri !!
Francesca BartolomeoCiaooo auguri e congratulazioni Emoticon heart
Teresa FiliceLilli auguriiiii!!!!
Maria Teresa Chiappetta‎Ilia Olivieri·
Congratulazioni di cuore! Emoticon kiss
Ilia OlivieriGrazie mille!!!!!
Ilia Olivieri ha cambiato la sua immagine del profilo.·
Laura MirabelliIliiiiiiii … Tantissimi auguri 🏻🏻🏻
Ilia OlivieriGrazie laureeee Emoticon smile
Mara CostantinoTanti tanti auguri
Rossella GrilloCongratulazioni!
Ilia Olivieri ha aggiornato la sua immagine di copertina.·
Azzurra Coscarellicongratulazioni!!!!
Ilia Olivieri Grazieeeeee..
Ilia Olivieri ha aggiunto 21 nuove foto·
E si festeggia ancoraaaa
MA IL CAVALIERE AVREBBE GIA’ PIU’ DI UN ASSO NELLA MANICA.http://www.secoloditalia.it/20…/…/pascale-marina-berlusconi/
La Pascale vuole Marina Berlusconi leader: “Purtroppo Silvio è contrario”
Francesca Pascale, secondo lei – chiede “Il Giornale” della famiglia Berlusconi – chi sarà il prossimo leader del centrodestra, Marina Berlusconi? «Mi…
Blitz della Finanza, Veneziani accusato di bancarotta fraudolenta
il Notiziario: Abbuffata degli onorevoli banchieri Si sono spartiti 7 milioni di euro
il Notiziario: Schumacher, l’ultimo bollettino medico “Sarà lunghissima, ma siamo felici di…”
E’ IL SINDACO DI ROMA, MA SI COMPORTA COME IL RAPPRESENTANTE DI ROM E GAY: NON CAPISCE CHE I ROMANI CHE VIVONO VICINO AI CAMPI NOMADI NE HANNO LE TASCHE PIENE. SI TRATTA DI FAMIGLIE CHE… http://www.secoloditalia.it/…/lultima-marino-chiede-conto-…/
Manifestare contro i campi rom ha un prezzo salato. Sembra una barzelletta, ma è proprio così. Ignazio Marino continua a soffiare sul fuoco del disagio dei…
SECOLODITALIA.IT|DI ALESSANDRA DANIELI
22 maggio alle ore 7.13
Disneyland Paris seleziona personale in Italia 22/05/2015 – La Disney cerca ballerini e figuranti c…
22 maggio alle ore 6.44
Disparità di reddito e pressione fiscale: il paradosso italiano – ilSole24ORE
categoria: economia Disparità di reddito e pressione fiscale: il paradosso italiano scritto da Luca …
Data: 22/05/2015 16.27
Ogg: Sabato ad Isola del Liri una messa per ricordare i “martiri” del 1799
Una messa per ricordare
i “martiri” isolani del 1799
Sabato 23 maggio 2015, ore 17, Chiesa di San Lorenzo
Iniziativa dell’Associazione “Alta Terra di Lavoro” presieduta da Claudio Saltarelli
Il 12 maggio del 1799 gli invasori francesi del generale Watrin, incalzate dall’armata sanfedista del cardinale Ruffo, fuggendo dal napoletano verso Roma, giunte ad Isola del Liri, trucidarono ben 537 persone tra cui 350 innocenti che avevano trovato rifugio nella chiesa di San Lorenzo. Fu un giorno terribile per Isola Liri, la graziosa città delle cascate. Di certo il più nefasto della sua lunga e gloriosa storia. Così annotava nel “Liber Mortuorum” l’arciprete-canonico Nicolucci: “Tutto devastò, tutto rapì il nemico: non scamparono al bottino né greggi, né armenti; non sopravvisse uomo; non vi fu donna, ancorché fanciulla, non contaminata dalla violenza dei soldati; quegli empi profanarono gli altari e lo cose più sacre”. L’atroce carneficina andò avanti per due giorni interi. I guasti più spaventosi i giacobini li compirono nella chiesa di San Lorenzo dove si scorgevano, come scrive Benedetto Fornari, “centinaia di corpi decapitati o infilzati già in via di decomposizione; cadaverini di bimbi ricaduti sugli altari dopo essere stati violentemente scagliati contro le pareti; vetrate in frantumi e porte fracassate, danni ingenti alla costruzione, agli arredi e alle suppellettili: ovunque i segni dell’odio, della razzia, della profanazione”. La chiesa di San Lorenzo fu così devastata che potè essere riaperta alla pratica del culto solo a Natale. Senza considerare la rovina, le macerie e i roghi che si vedevano ovunque nella città. I cronisti dell’epoca raccontano che il sangue delle vittime era così copioso da colorare di rosso il fiume Liri. Nel 1899, a cent’anni di distanza dall’eccidio, la municipalità isolana collocò nella chiesa di San Lorenzo, sulla parete di destra rispetto alla porta d’ingresso, una epigrafe marmorea a ricordo dell’infausto evento. Da quel giorno, salvo sporadiche e quasi carbonare rievocazioni, su un evento così drammatico è calata, fitta ed impenetrabile, la nebbia dell’oblio. Sui libri di storia, inspiegabilmente, non c’è spazio per la tragedia di Isola del Liri: eppure in quel drammatico 12 maggio 1799, giorno di Pentecoste, trovarono la morte tanti poveri innocenti. Un’altra grande ingiustizia della nostra storia alla quale è doveroso porre rimedio. Anche perché ricordare significa soprattutto non dimenticare.
Ed è proprio questo lo scopo dell’evento organizzato per sabato 23 maggio 2015, ad Isola del Liri, dall’Associazione Identitaria “Alta Terra di Lavoro”, presieduta da Claudio Saltarelli. Nella chiesa di San Lorenzo, luogo dell’eccidio, alle ore 17:00, sara celebrata una messa per commemorare le vittime della ferocia giacobina del 1799. Il rito sarà officiato da don Mario Branca. Alla fine della messa, dopo una breve ricostruzione storica dei drammatici eventi, sarà possibile visitare i luoghi che videro consumarsi l’immane ma, ahimè, poco conosciuta tragedia.
Per informazioni, rivolgersi al Presidente Claudio Saltarelli (339.1699422).
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