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Timestamp: 2017-08-17 23:17:33+00:00
Document Index: 25583604

Matched Legal Cases: ['art.5', 'art.444', 'art.380', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 380', 'art.5', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 380']

Emersione 2012, la condanna per inosservanza dell’ordine di allontanamento non impedisce la regolarizzazione | Studio Legale Avv. Michele Spadaro - Il Blog
Emersione 2012, la condanna per inosservanza dell’ordine di allontanamento non impedisce la regolarizzazione
michelespadaro / 13 marzo 2015
TAR Emilia Romagna, sezione seconda, sent. n. 624/2014 del 27/02/2014
Al riguardo va, anzitutto, ricordato che a norma dell’art.5/13° lett. c) del D.lgs. n. 109/2012 non è ammesso nel territorio nazionale lo straniero che risulti condannato, anche a seguito di applicazione della pena su richiesta delle parti, ai sensi dell’art.444 del c.p.p., per reati previsti dall’art.380 del codice di procedura penale.
Ora nel caso di cui trattasi risulta a carico del ricorrente una sentenza di condanna per il reato di cui all’art. 13/13°c del D. lgs. n. 286/1998 – inosservanza del precetto di allontanamento dal territorio dello Stato -, emessa dal Tribunale di Sanremo, Sezione di Ventimiglia.
Il predetto precedente penale – art. 13/13°c – riguarda però un’ipotesi non rientrante nella disposizione di cui all’art. 380/2°c del c.p.p., in quanto pur essendo prevista per essa l’arresto obbligatorio in flagranza di reato, la fattispecie non è ricompresa tra i titoli di reato previsti con elencazione tassativa dalla citata norma del codice di procedura penale.
Khoundoker Mashud, rappresentato e difeso dall’avv. Simone Ferraioli, con domicilio eletto presso Simone Ferraioli in Bologna, via de’ Giudei n. 6;
U.T.G. – Prefettura di Forlì – Cesena, Ministero dell’Interno, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distr.le dello Stato, domiciliata in Bologna, via Guido Reni 4;
del decreto emesso dallo Sportello Unico per l’Immigrazione presso la Prefettura UTG di Forlì-Cesena prot.n P.FO/L/N/202/101473 DEL 27.05.2013 con cui è stato decretato il rigetto dell’istanza ex art.5 del D.lg.109 del 16.07.2012 volta alla regolarizzazione del lavoratore extracomunitario;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di U.T.G. – Prefettura di Forlì – Cesena e di Ministero dell’Interno;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 27 febbraio 2014 il dott. Sergio Fina e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
E’ impugnato il decreto con il quale viene disposto dallo Sportello Unico per l’Immigrazione della Provincia di Forlì – Cesena il diniego sull’istanza di rilascio di permesso di soggiorno per lavoro subordinato a seguito di regolarizzazione nei confronti del ricorrente, cittadino extracomunitario.
Con unico articolato motivo si rileva: violazione di legge – art. 5/13°c lett. c) del D.lgs. n. 109/2012.
Sul punto si osserva che la disposizione di cui all’art. 13/13°c del D.lgs. è norma speciale che però attiene esclusivamente al testo Unico sull’immigrazione e quindi non integra, quanto ai casi di arresto in flagranza di reato, la fattispecie generale prevista dall’art. 380 del c.p.p. e dunque il richiamo a tale articolo operato dalla normativa sull’emersione del lavoro irregolare, si ritiene non debba necessariamente ricomprendere tutte le ipotesi per le quali si rende obbligatorio l’arresto in flagranza di reato.
Consegue a quanto rilevato la sussistenza dei presupposti per l’accoglimento del ricorso con conseguente annullamento del provvedimento impugnato.
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla l’impugnato provvedimento.
Così deciso in Bologna nella camera di consiglio del giorno 27 febbraio 2014 con l’intervento dei magistrati:
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