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Timestamp: 2020-05-31 17:29:50+00:00
Document Index: 23466471

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 6', 'art.23', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 93', 'art. 645']

pagamento legale procedura esecutiva - Forum ESECUZIONI - ALTRO
pagamento legale procedura esecutiva
Il Giudice dell'esecuzione ha nominato un legale per procedere allo sfratto di un conduttore moroso occupante un immobile strumentale oggetto di pignoramento. Le spese liquidate nella procedura di sfratto, poste a carico dell'ex conduttore, hanno formato oggetto di recupero coattivo. Nei prossimi giorni la somma verrà bonificata dall'ex conduttore sul conto corrente intestato alla procedura.
1. l'ex conduttore è titolare di partita iva, come pure l'immobile strumentale oggetto di procedura esecutiva è di proprietà di una società. E' corretto che,
- poichè la società esecutata è un operatore economico che detrae l'Iva, l'ex conduttore non corrisponda alla procedura l'iva sulle spese legali, che saranno pagate all'avvocato, unitamente agli onorari refusi, in sede di riparto, prelevandola dai fondi della procedura,
- e che il legale fatturi all'atto del pagamento alla società esecutata?
2. chi deve operare la ritenuta, l'ex conduttore oppure la società esecutata che è IRREPERIBILE?
Voglio credere, non avendo trovato normativa a conforto, che tale onere, ove sia a carico della società esecutata, in quanto irreperibile, non ricada sul professionsita delegato.
Vi ringrazio anticipatamente per il suggerimento che vorrete darmi.
RE: pagamento legale procedura esecutiva
Rispondiamo agli interrogativi posti osservando che alla prima domanda deve essere fornita risposta affermativa.
Invero, l'imposta sul valore aggiunto calcolata sul compenso spettante al difensore della procedura, (e che rientra normalmente tra le spese prededucibili l'IVA) non è dovuta dal soccombente tutte le volte in cui il creditore è un soggetto passivo dell'imposta, in quanto l'IVA da lui pagata al difensore, potendo essere portata in detrazione in sede di dichiarazione dei redditi, non è un costo (art. 19 d.P.R. 633/72).
Ai sensi dell'articolo 91, primo comma, del codice di procedura civile, il giudice, con la sentenza che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente a rimborsare all'altra parte, risultata vittoriosa, le "spese di lite" e ne liquida l'ammontare, insieme con gli onorari di difesa.
Gli articoli 17 e 18 del Dpr 633/1972 dispongono che, ai fini IVA, qualsiasi professionista che abbia prestato la propria opera al cliente deve corrispondere all'erario l'imposta sul proprio onorario ed è obbligato a rivalersene nei confronti dello stesso cliente. In particolare, l'avvocato deve "emettere fattura al proprio cliente vittorioso, in cui deve essere evidenziato che il pagamento avviene (sia per ciò che riguarda l'onorario sia per ciò che concerne l'imposta che vi accede) con danaro fornito dal soccombente" e deve addebitare al cliente l'Iva a titolo di rivalsa, anche se la suddetta fattura, di fatto, viene pagata dalla parte soccombente (cfr circolare dell'Agenzia delle Entrate n 203/E del 6.12.1994 e risoluzione 106/2006), con l'ulteriore precisazione che l'IVA rientra automaticamente nel computo delle spese processuali e non occorre un'apposita pronuncia del giudice per garantire "il rimborso" di detta imposta, poiché questa, essendo considerata "onere accessorio degli onorari di difesa", è da ricomprendere tra gli oneri processuali dai quali la parte vittoriosa deve essere in ogni caso sollevata (ex multis, Cass. Sez. III, sentenza 31 marzo 2010, n. 7806).
Tuttavia, se il cliente vittorioso è titolare di partita IVA e la vertenza è inerente all'esercizio della propria attività d'impresa, arte o professione, il soccombente non deve pagare alla controparte vittoriosa l'importo addebitato a titolo di IVA dal legale al proprio cliente, poiché quest'ultimo ha il diritto di detrarre e, quindi, di recuperare l'IVA addebitatagli dal proprio avvocato, ai sensi dell'art. 19 D.P.R. 633/1972 (sul punto si è così espressa la citata circolare n. 203/1994).
Tutto questo, chiaramente, non vale per le ipotesi in cui il soccombente sia stato condannato al pagamento delle spese di lite nei confronti del difensore dichiaratosi antistatario, in quanto in tal caso il difensore non emetterà alcuna fattura nei confronti del proprio cliente, il quale conseguentemente non potrà portare in detrazione l'IVA relativa al compenso ai sensi del citato art. 19.
Quanto agli adempimenti, susseguenti, il discorso è articolato.
Rispetto alla discrasia delle posizioni espresse dai due dicasteri (e con la precisazione che quello che si è affermato è l'orientamento del MEF) è lecito domandarsi se esista la possibilità per l'esecutato di procedere personalmente agli adempimenti IVA.
Quanto al momento in cui debba essere emessa la fattura, riteniamo che il relativo obbligo sorga al con il versamento del corrispettivo.
È questa la soluzione che l'agenzia delle entrate fa propria nella risoluzione n. 62/E del 16 maggio 2006 richiamando la previsione di cui all'art. 6, comma 2 let. a) del d.P.R. 633/1972. Si tratta, per vero, di una interpretazione che in dottrina ha suscitato perplessità, osservandosi sul punto che questa norma presuppone che vi sia stato un atto della Pubblica Amministrazione traslativo della proprietà che - nella specie - non si è ancora avverato, ed ha la ratio di non obbligare il soggetto passivo a versare il tributo quando il prezzo, per fatto imputabile alla Pubblica Amministrazione, non è stato ancora corrisposto.
Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione che a nostro avviso può essere mantenuta ferma. Invero, il predetto art. 6 dopo aver previsto, al comma primo, che per i trasferimenti immobiliari la cessione si considera eseguita all'atto della stipula (momento che nelle esecuzioni immobiliari deve individuarsi nell'adozione del decreto di trasferimento) aggiunge al comma quarto che se anteriormente al verificarsi di uno degli eventi indicati ai commi precedenti (e dunque, prima della emissione del decreto di trasferimento) sia pagato in tutto o in parte il corrispettivo (il che è quanto si verifica proprio in ambito esecutivo), l'operazione si considera effettuata alla data della fattura o a quella del pagamento.
A proposito delle modalità di emissione del documento fiscale, deve ricorrersi all'istituto della fatturazione in nome e per conto.
RE: RE: pagamento legale procedura esecutiva
Vi ringrazio per il compiuto riscontro.
Onde evitare di aver mal compreso, provo a fare una sintesi in risposta alle mie domande.
Alla prima domanda, la risposta è ,
-l'ex conduttore soccombente non deve rifondere l'iva, in quanto l'avvocato nominato nella procedura esecutiva vittoriosa non è antistatario e l'iva verrà attinta dalle somme incassate nella procedura e pagata dal delegato in sede di riparto unitamente agli onorari refusi;
- il predetto avvocato deve emettere la fattura all'atto del pagamento, quindi, in sede di riparto, al proprio cliente vittorioso.
Poiché nella risposta non è stato esplicitato e considerato che l'incarico è stato conferito dal GE nell'ambito della procedura esecutiva rappresentata dal professionista delegato, mi chiedo chi è il cliente vittorioso dell'avvocato
1. la società esecutata,
2.oppure il creditore procedente, che nel corso della procedura stanzia i fondi spese per l'espletamento delle attività delegate?
Alla seconda domanda, la risposta è che la ritenuta dovrà essere operata al legale e versata dal professionista delegato in sede di riparto.
Poiché il professionista delegato non è sostituto d'imposta ex art.23 DPR 600/73 e poiché, a differenza dell'iva, per la quale l'agenzia delle entrate ha previsto un codice tributo ad hoc che consente al delegato il solo versamento dell'iva e non lo onera anche della dichiarazione, non sembra sia stato previsto un omologo codice tributo per il versamento della ritenuta d'acconto, che consentirebbe al delegato di non essere onerato della certificazione unica e annesso modello di dichiarazione 770.
RE: RE: RE: pagamento legale procedura esecutiva
Quanto alla ritenuta, osserviamo quanto segue.
Secondo la risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 296 del 18 ottobre 2007 (risoluzione dettata con riferimento al compenso del delegato, ma sovrapponibile al caso prospettato), se il debitore esecutato appartiene al novero dei "sostituti d'imposta" ex artt. 23 e 25 del DPR 600/73, i relativi adempimenti dovranno essere eseguiti dal professionista delegato in sua vece, ove questi sia irreperebile (il che, è lo stesso, ove non sia collaborativo) al momento del prelievo del compenso. Il professionista, "in nome e per conto del debitore esecutato", dovrà quindi operare e versare la ritenuta con il modello F24, nonché eseguire gli adempimenti conseguenti, quali il rilascio e la trasmissione telematica della Certificazione Unica e la presentazione del modello 770.
Infine, professionista delegato dovrà presentare, "in nome e per conto" del debitore esecutato, la Certificazione Unica, avendo cura di riportare i dati del debitore-sostituto d'imposta e nel riquadro.
Giordano Albanese
per quanto concerne il seguente aspetto: "Tutto questo, chiaramente, non vale per le ipotesi in cui il soccombente sia stato condannato al pagamento delle spese di lite nei confronti del difensore dichiaratosi antistatario, in quanto in tal caso il difensore non emetterà alcuna fattura nei confronti del proprio cliente, il quale conseguentemente non potrà portare in detrazione l'IVA relativa al compenso ai sensi del citato art. 19."
segnalo il diverso orientamento per cui la fattura il legale antistatario deve comunque emetterla al proprio cliente ed il relativo pagamento effettuato direttamente dal soccombente. Infatti, la sentenza n. 3544/1982 Cass. SS.UU., piuttosto datata ma ancora di attualità, ha stabilito che, nell'ipotesi prevista dall'art. 93 c.p.c., il legale della parte vittoriosa dichiaratosi antistatario sarà tenuto ad emettere fattura nei confronti del proprio cliente, nonostante riceva il relativo pagamento dalla parte soccombente.
Conosciamo il risalente orientamento della Corte di Cassazione, dal quale peraltro si ricava il precipitato per cui "L'avvocato distrattario può richiedere alla parte soccombente solamente l'importo dovuto a titolo di onorario e spese processuali e non anche l'importo dell'IVA che gli sarebbe dovuta, a titolo di rivalsa, dal proprio cliente, abilitato a detrarla" (Così cass. Sez III, 13/09/2018, n. 22279).
Tuttavia rispetto a queste conclusioni esprimiamo le nostre perplessità poiché il tutto sarebbe più lineare (e semplice, se la fattura venisse emessa dal difensore nei confronti del soccombente), cosa che non porrebbe neppure il problema dell'IVA.
Fondiamo questo nostro convincimento sulla scorta del rilievo per cui il l'avvocato distrattario che agisce per il credito da compenso nei confronti della parte soccombente attiva un credito proprio. Così la giurisprudenza, la quale ha affermato che "In tema di spese giudiziali, il difensore munito di procura, il quale chieda la distrazione, a proprio favore, delle spese di giudizio e degli onorari, dichiarando di avere anticipato le prime e di non avere ricevuto i secondi, deve ottenere il relativo provvedimento sulla base della sua semplice dichiarazione, la quale non può essere sindacata dal giudice. Egli agisce per un diritto proprio ed autonomo verso il soccombente, con la conseguenza che quest'ultimo non può opporgli, in compensazione, l'eventuale credito vantato nei confronti della parte vittoriosa" (cfr, da ultimo, cass., sez. VI-II, 26/03/2019, n. 8436), tanto che "Il difensore antistatario in favore del quale siano state distratte le spese, liquidate con decreto ingiuntivo emesso a favore del suo assistito, non è legittimato ad intervenire nel giudizio di opposizione ex art. 645 c.p.c. se non quando nello stesso si controverta anche sulla disposta distrazione, e con una possibilità di interlocuzione limitata al profilo della distrazione e non anche estesa alla sussistenza del credito azionato in via monitoria o alla misura delle spese liquidate" (Sez. III, 28/12/2016, n. 27166).
Ringraziamo comunque per la segnalazione, che ci ha permesso di esplicitare meglio il nostro punto di vista ed offrire una più completa visione del tema.