Source: https://www.exeo.it/site/d_NewsList.asp?IDCatN=199
Timestamp: 2018-09-21 08:47:15+00:00
Document Index: 105197564

Matched Legal Cases: ['art. 879', 'art. 19', 'art. 873', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 41', 'art. 905', 'art. 873']

Nel caso di azione proposta non per rivendicare la proprietà dell'area, ma il rispetto delle distanze legali tra costruzioni, sono i resistenti che debbono provare la natura pubblica della piazza o delle vie a confine delle quali sorgono le costruzioni che si pretendono esonerate dal rispetto delle distanze legali ex art. 879 c.c., comma 2.
Metodi di computo delle distanze legali dal confine e tra edifici
Le solette esterne non sono computabili ai fini della distanza tra pareti finestrate, rientrando tra le sporgenze del fabbricato avente natura ornamentale.
Limiti inderogabili di distanza tra pareti finestrate
Le norme legislative antisismiche sugli intervalli di isolamento fra edifici
L'art. 19 legge 21/1970, che ha integrato il d.l. 79/1968, prevede deroghe alle prescrizioni edilizie in materia sismica dettate dalla legge 1684/1962, la quale, a sua volta, ha carattere integrativo delle disposizioni di cui all'art. 873 c.c. e ss. quanto agli intervalli di isolamento fra edifici così come previsti dall'art. 6 legge 1684/1962, cioè metri sei di distanza tra i muri frontali degli edifici.
In tema di violazione delle distanze tra costruzioni previste dal codice civile e dalle norme integrative dello stesso, al proprietario confinante che lamenti tale violazione compete sia la tutela in forma specifica, finalizzata al ripristino della situazione antecedente al verificarsi dell'illecito, sia quella risarcitoria.
L'art. 9 D.M. 1444/1968, essendo stato emanato su delega dell'art. 41-quinquies legge 1150/1942 ha efficacia di legge dello Stato, sicché le sue disposizioni in tema di limiti inderogabili di densità, altezza e distanza tra i fabbricati prevalgono sulle contrastanti previsioni dei regolamenti locali successivi, ai quali si sostituiscono per inserzione automatica.
Le norme che prescrivono determinate distanze per l'apertura di vedute dirette e balconi non possono trovare applicazione, per la espressa previsione dell'art. 905, terzo comma, c.c., quando tra i due fondi vicini vi sia una via pubblica; gli stessi principi valgono anche quando la strada non separa i due fondi, non essendo necessario che i due fondi si fronteggino essendo sufficiente che essi siano confinanti con la via pubblica, indipendentemente dalla loro reciproca collocazione.
E' evidentemente problematica l'individuazione delle distanze attraverso la sola riproduzione fotografica dei luoghi, senza alcun specifico accertamento tecnico al riguardo.
Le azioni di manutenzione a seguito di molestia possessoria
Se il mero fatto della costruzione a distanza illegale non comporta lo "spoglio" del possesso del proprietario confinante e pertanto non può essere represso sul piano possessorio, con l'azione di reintegrazione, rende, tuttavia, esercitatile l'azione di manutenzione, in quanto il possesso si concreta in uno stato di fatto la cui persistenza presuppone il rispetto, da parte del confinante, del limite legale e l'inosservanza delle distanze legali vale ad integrare molestia possessoria
Computo e applicazione delle distanze legali dai confini: casistica
La normativa sulle distanze degli edifici si riferisce ad opere che per la loro consistenza abbiano l'idoneità a creare intercapedini pregiudizievoli alla sicurezza ed alla salubrità del godimento della proprietà fondiaria.
Ai fini di valutare il rispetto delle distanze e la possibilità di edificare in edificare in aderenza, non è possibile riconoscere carattere di costruzione ad un semplice grigliato metallico avente valenza per lo più decorativa.
La nozione di costruzione ai fini del calcolo delle distanze legali dal confine e tra opere adiacenti
La nozione di costruzione non si identifica con quella di edificio, ma si estende a qualsiasi opera non completamente interrata, avente i requisiti della solidità, dell'immobilizzazione rispetto al suolo anche mediante appoggio, incorporazione o collegamento fisso con una preesistente fabbrica, e ciò indipendentemente dal livello di posa e di elevazione, dai caratteri del suo sviluppo aereo, dall'uniformità e continuità della massa e dal materiale impiegato per la sua realizzazione
Condizioni di derogabilità dalle prescrizioni relative alle distanze legali tra gli edifici
Le distanze prescritte (art. 873, c.c.) nell'interesse privato fra gli edifici, nonché fra questi ed i confini, sono derogabili con il consenso fra vicini, ma non lo sono le distanze prescritte nella disciplina (a valenza eminentemente pubblicistica e, quindi, inderogabile) urbanistica e nel piano urbanistico, a tutela dell'interesse pubblico ad una progettazione urbanistica sistematicamente ordinata, a meno che la deroga non sia esplicitamente prevista dalla legge.
Distanze legali tra gli edifici e determinazione dei confini
La rinuncia al rispetto delle distanze legali determina la costituzione di un diritto reale
La rinuncia al rispetto delle distanze legali determina la costituzione di un diritto reale, vale a dire la costituzione della servitù di mantenere la costruzione a distanza inferiore a quella dovuta soltanto qualora l'accordo abbia forma negoziale e sia stipulato per iscritto. Tali requisiti non possono ritenersi integrati dalla semplice sottoscrizione di un progetto e da una domanda inoltrata alla P.A..
Definizione di «veduta» ed implicazioni sul rispetto delle distanze legali dalle costruzioni
Si intendono per pareti finestrate, in generale, tutte le pareti munite di aperture di qualsiasi genere verso l'esterno, quali porte, balconi, finestre di veduta o di luce.
Lo strumento urbanistico locale ad integrazione della normativa codicistica sulla distanza tra gli edifici
Le norme degli strumenti urbanistici che impongono l'osservanza di una determinata distanza della costruzione dal confine non esprimono una regola diversa rispetto a quella codicistica basata sulla distanza tra fabbricati, ma una differente tecnica di protezione interna alla medesima regola del distacco, che in tutte le sue applicazioni va declinata unitariamente
La rilevanza giuridica della concessione edilizia in tema di distanze nelle costruzioni
La costruzione in difformità della concessione edilizia non integra di per sé la violazione di norme edilizie sostanziali.
Legislazione regionale in Veneto e Sicilia in materia di distanze legali tra edifici
La regolazione delle distanze tra i fabbricati deve essere inquadrata nella materia «ordinamento civile», di competenza legislativa esclusiva dello Stato, poiché tale disciplina attiene in via primaria e diretta ai rapporti tra proprietari di fondi finitimi e ha la sua collocazione innanzitutto nel codice civile.
Inderogabilità delle distanze tra pareti finestrate
Data la connessione e le interferenze tra interessi privati e interessi pubblici in tema di distanze tra costruzioni, l’assetto costituzionale delle competenze in materia di governo del territorio interferisce con la competenza esclusiva dello Stato (ordinamento civile) a fissare le distanze minime, sicché le Regioni devono esercitare le loro funzioni nel rispetto dei principi della legislazione statale, potendo, nei limiti della ragionevolezza, fissare limiti maggiori.