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Timestamp: 2018-02-17 19:31:34+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 39', 'sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 37', 'art. 10']

Soltanto se manca il fine di lucro gli enti non commerciali sono esclusi da Ici
ICI sugli immobili degli enti non commerciali<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Gli enti non profit sono esonerati dal pagamento dell’Ici solo se le attività che svolgono non hanno natura commerciale.
Un’attività non è commerciale se mancano gli elementi tipici dell’economia di mercato (il lucro soggettivo e la libera concorrenza) e sono invece presenti le finalità di solidarietà sociale.
Spetta agli enti fornire la prova che ricorrono in concreto le condizioni previste dalla legge per potere usufruire dell’esenzione.
Sono queste le indicazioni fornite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, con la circolare n. 2/2009, che ha, così, inteso chiarire le tipologie di attività che hanno diritto a fruire dei benefici fiscali.
Tale circolare si è concentrata sulla formulazione dell’articolo 7 del Decreto Legislativo 504/92, che a seguito dell’art. 39 del Decreto Legge n. 223/2006, ha riconosciuto l’agevolazione solo alle attività ricreative, culturali, didattiche, sportive, assistenziali, sanitarie e così via, svolte da questi enti, purché non abbiano natura esclusivamente commerciale.
Su tale problematica, secondo il Ministero delle Finanze “un’attività o è commerciale, o non lo è”.
Quindi, dal momento che non è possibile individuare una terza categoria, occorre verificare i requisiti dell’ente e le concrete modalità di svolgimento delle attività.
La combinazione di questi requisiti, secondo il ministero, comporta che le attività svolte negli immobili ai quali deve essere riconosciuta l’esenzione Ici “non siano di fatto disponibili sul mercato o siano svolte per rispondere a bisogni socialmente rilevanti che non sempre sono soddisfatti dalle strutture pubbliche e che sono estranee alla sfera di azione degli operatori privati commerciali”.
Ciò che rileva e giustifica l’esonero dal pagamento dell’imposta è la “meritevolezza” dei soggetti, le finalità perseguite e la rilevanza sociale delle attività svolte.
In via primaria, dunque, gli immobili devono essere utilizzati da un ente non commerciale, cioè da enti pubblici o privati diversi dalle società.
Inoltre, vanno destinati esclusivamente alle attività elencate dall’articolo 7, che devono essere svolte in forma non commerciale.
Come è stato osservato, in prima Dottrina, questa norma, in realtà, fa riferimento solo all’utilizzo del bene.
Mentre l’articolo 59 del decreto legislativo 446/97 riconosce ai Comuni la possibilità di limitare, con regolamento, l’esenzione solo ai fabbricati, a condizione che siano anche posseduti dall’ente non profit.
Tuttavia, come rilevato dal dipartimento delle Finanze sulla questione è intervenuta la Corte costituzionale che, con le ordinanze 429/2006 e 19/2007, ha fornito un’interpretazione più restrittiva delle norme di legge, riconoscendo l’esenzione all’ente non profit che, oltre a possedere l’immobile, lo utilizzi direttamente.
Il Comune ha solo il potere di delimitare l’ambito dell’agevolazione ai fabbricati, escludendo aree fabbricabili e terreni agricoli.
Nella circolare vengono richiamate alcune pronunce della Cassazione che hanno fissato i paletti per l’esenzione.
In particolare, è stato evidenziato che non rileva l’attività indicata nello statuto dell’ente, ma quella effettivamente svolta negli immobili.
L’utilizzo, poi, ha rilevato, ulteriormente la neo circolare, non può essere promiscuo: L’immobile deve avere una destinazione esclusiva. Se è parziale, ancorché prevalente, si perde il diritto al beneficio.
Ad esempio, nel caso di una associazione sportiva l’utilizzo dell’immobile deve avvenire solo per finalità sportive, fermo restando che nello stesso stabile, usualmente, vengono svolte anche attività di tipo amministrativo e commerciali (ad es. vendite di magliette, tute con corrispettivi specifici), in questo senso la circolare non è entrate in merito.
Però si ritiene che tali attività collaterali e strettamente funzionali a quella sportiva non possano fare venire meno l’esenzione ai fini Ici dell’immobile dell’ente non commerciale.
Ici, esenzione anche per la detenzione
La Cassazione con la sentenza n. 9948/2008 e (si veda in Italia Oggi, del 21.05.2008) è intervenuta sulla portata dell’esenzione Ici prevista dall’art. 7, comma 1, lett. i) del D.Lgs. n. 504/92.
Nella sentenza è stato chiarito che l’esenzione spetta anche nel caso in cui la relazione tra l’immobile ed il soggetto passivo del tributo sia di detenzione e non di possesso.
Conseguenza di ciò è che il soggetto non profit ha diritto all’esenzione anche se l’immobile non è stato effettivamente utilizzato, purchè esso rimanga nella sua disponibilità.
Il legislatore, infatti, avendo utilizzato la locuzione “utilizzo” invece che “possesso” per indicare la relazione tra l’immobile e la sfera di disponibilità del soggetto non profit, sembra dare un concetto più ampio della platea.
Come è stato rilevato di recente in dottrina (1), e secondo il mio parere, l’esenzione dall’Ici spetta per gli immobili posseduti e utilizzati dagli enti non commerciali, purché l’attività espletata non sia di natura esclusivamente commerciale (e non, quindi, soltanto istituzionale come sembra fare capire la circolare n. 2/2009).
A tal fine, di recente la Corte di Cassazione con la sentenza 17.10.2008, n. 25376 (2) ha respinto il ricorso di una S.r.l. che, pur avendone i presupposti (diritto reale di superficie) non aveva mai presentato la dichiarazione né pagato l’Ici su un campo sportivo ritenendo di potere usufruire dell’esenzione da tale imposta giacché gli immobili erano considerati strumentali allo svolgimento di attività della Figc.
A tale riguardo la Suprema Corte ha stabilito che alla società di capitali non si può applicare l’esenzione prevista dalla legge in favore di chi gestisce attività assistenziali, culturali, ricreative, sportive o didattiche.
In sostanza, secondo la Corte di Cassazione, non è possibile riconoscere l’esenzione per attività ricreative a favore di società di capitali che, per loro stessa natura, non possono non avere scopi economici.
Come è stato rilevato anche in altra Dottrina (3) l’esenzione Ici per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di religione e di culto, si intende applicabile alle attività che non abbiano esclusivamente natura commerciale. Ne deriva che l’esenzione Ici si applica solo nel caso in cui nei locali degli enti non commerciali le attività svolte non abbiano natura esclusivamente commerciale.
In tal senso anche i nostri primi commenti su www.https://www.commercialistatelematico.com con l’articolo sulle novità fiscali del giorno 27.01.2009 (4).
Comunque, sulla questione, assai delicata per i diretti interessati, mi riservo di ritornarci con altri interventi, alla luce di nuovi risvolti in Dottrina, giurisprudenza ed eventualmente, nuova prassi.
Da Il Sole 24 ORE Professionisti 24 del 27.01.2009
ICI – Esenzione per gli enti non commerciali
L’esenzione spetta per gli immobili posseduti e utilizzati dagli enti non commerciali, a condizione che l’attività non abbia esclusivamente natura commerciale. Questa nozione normativa viene adeguatamente illustrata in relazione alle singole attività che gli enti non commerciali possono svolgere, percependo dei corrispettivi
(Min. fin. circ. n. 2/DPF del 26.1.2009 )
Articolo di Vincenzo D’Andò, in La Settimana Fiscale, Il Sole 24 Ore, n. 46 del 11.12.2008
Si veda in Ratio n. n. 10/2006, l’art. 37, c. 13 del D.L. 223/2006 ha modificato i termini di pagamento dell’Imposta comunale sugli immobili (Ici) di cui all’art. 10, c. 2 D. Lgs. 504/1992.
(4) da il Notiziario fiscale del https://www.commercialistatelematico.com (di Vincenzo D’Andò)
ICI: Esenzioni per enti non commerciali ed altri chiarimenti
A tal fine la suddetta circolare ha inteso precisare quando le attività indicate dalla norma di esenzione siano svolte in maniera non esclusivamente commerciale e, conseguentemente, le ipotesi nelle quali gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali possano considerarsi esenti da ICI.