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Timestamp: 2018-07-23 13:23:18+00:00
Document Index: 31008870

Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 52', 'art. 42', 'art. 52', 'sentenza\n', 'art. 147', 'art. 52', 'sentenza\n', 'art. 2', 'art. 39', 'art. 52', 'art. 42', 'sentenza\n', 'art. 2', 'art. 39', 'art. 59', 'sentenza ']

N. 411 SENTENZA 3 - 18 dicembre 2001: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Rilevanza della questione - Ordinanza del giudice rimettente - Plausibilita' della motivazione - Ininfluenza di disposizione legislativa sopravvenuta. Edilizia e urbanistica - Vincoli urbanistici - Aree e nuclei di sviluppo industriale - Possibilita' di reiterare i vincoli preordinati all'espropriazione o comportanti l'inedificabilita' oltre il termine (decennale) di efficacia fissato dalla legge - Mancata previsione di indennizzo | Architetto.info
N. 411 SENTENZA 3 – 18 dicembre 2001: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Rilevanza della questione – Ordinanza del giudice rimettente – Plausibilita’ della motivazione – Ininfluenza di disposizione legislativa sopravvenuta. Edilizia e urbanistica – Vincoli urbanistici – Aree e nuclei di sviluppo industriale – Possibilita’ di reiterare i vincoli preordinati all’espropriazione o comportanti l’inedificabilita’ oltre il termine (decennale) di efficacia fissato dalla legge – Mancata previsione di indennizzo
N. 411 SENTENZA 3 - 18 dicembre 2001: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Rilevanza della questione - Ordinanza del giudice rimettente - Plausibilita' della motivazione - Ininfluenza di disposizione legislativa sopravvenuta. Edilizia e urbanistica - Vincoli urbanistici - Aree e nuclei di sviluppo industriale - Possibilita' di reiterare i vincoli preordinati all'espropriazione o comportanti l'inedificabilita' oltre il termine (decennale) di efficacia fissato dalla legge - Mancata previsione di indennizzo - Necessita' di ristoro del pregiudizio causato .........
N.  411 SENTENZA 3 – 18 dicembre 2001.
Rilevanza  della  questione  –  Ordinanza  del  giudice  rimettente –
Plausibilita’  della  motivazione  –  Ininfluenza  di  disposizione
legislativa sopravvenuta.
Edilizia  e  urbanistica  –  Vincoli  urbanistici  – Aree e nuclei di
sviluppo   industriale   –  Possibilita’  di  reiterare  i  vincoli
preordinati  all’espropriazione  o  comportanti  l’inedificabilita’
oltre  il  termine  (decennale)  di efficacia fissato dalla legge –
Mancata  previsione  di  indennizzo  –  Necessita’  di  ristoro del
pregiudizio causato alla proprieta’ – Illegittimita’ costituzionale
– D.P.R. 6 marzo 1978, n. 218, art. 52, primo comma.
(GU n. 50 del 27-12-2001)
Piero Alberto CAPOTOSTI, Franco BILE, Giovanni Maria FLICK;
nel  giudizio  di  legittimita’  costituzionale  dell’art. 52,  primo
comma,  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 6 marzo 1978,
n. 218  (Testo  unico  delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno),
promosso  con  ordinanza  emessa  il  4 febbraio  2000  dal Tribunale
amministrativo  regionale  della  Calabria  sul  ricorso  proposto da
Agricola  Cammarata S.r.l. contro il Consorzio per l’area di sviluppo
industriale  di  Sibari  –  Crati  ed  altri,  iscritta al n. 301 del
Repubblica n. 24 – 1a serie speciale, dell’anno 2000.
Visto l’atto di costituzione della Agricola Cammarata S.r.l;
Udito   nell’udienza  pubblica  del  9 ottobre  2001  il  giudice
Udito  l’Avvocato  Stanislao  De  Santis per l’Agricola Cammarata
1. – Nel  corso  del procedimento promosso con ricorso innanzi al
Tribunale  amministrativo  regionale  della  Calabria da una societa’
agricola  avverso  la  deliberazione  della  Giunta  regionale  della
Calabria  18 novembre  1998,  con  la  quale  era  stata approvata la
variante   generale   al  piano  regolatore  Asi  (area  di  sviluppo
industriale),   cosi’   reiterando  i  vincoli  urbanistici  divenuti
inefficaci  per  scadenza del termine di legge, il giudice adito, con
ordinanza  emessa  in data 4 febbraio 2000 (r.o. n. 301 del 2000), su
eccezione della ricorrente, ha sollevato, in riferimento all’art. 42,
terzo   comma,   della   Costituzione,   questione   di  legittimita’
costituzionale  dell’art. 52,  primo  comma, del d.P.R. 6 marzo 1978,
nella  parte  in  cui  consente  la  reiterazione,  oltre  il termine
decennale  di  efficacia  legislativamente  previsto,  dei vincoli di
destinazione previsti dai piani regolatori delle aree e dei nuclei di
sviluppo industriale, senza previsione di indennizzo.
Il  Collegio  rimettente  muove  dalla premessa che, con sentenza
n. 260  del  1976, la Corte costituzionale dichiaro’ l’illegittimita’
costituzionale  dell’art. 147  del  precedente t.u. delle leggi sugli
interventi  nel  Mezzogiorno,  nella  parte in cui consentiva vincoli
sostanzialmente  espropriativi, senza prevedere un indennizzo o senza
prefissione  di  un  termine  di durata. A seguito di tale decisione,
l’art. 52  del  nuovo testo unico, approvato con d.P.R. 6 marzo 1978,
n. 218,  stabili’  che  “i vincoli di destinazione previsti dai piani
regolatori  delle  aree  e  dei  nuclei di sviluppo industriale hanno
efficacia  per  la  durata  di  dieci anni a decorrere dalla data del
provvedimento  di approvazione”, senza, peraltro, disporre il divieto
di  reiterazione  di detti vincoli, ancorche’ divenuti inefficaci per
scadenza del decennio.
Nella  ordinanza di rimessione si richiama, altresi’, la sentenza
n. 179  del  1999,  con  la  quale  la  stessa  Corte  ha  dichiarato
costituzionalmente  illegittimo  il combinato disposto degli artt. 7,
numeri  2,  3  e  4,  e 40 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge
urbanistica)  e  dell’art. 2  della  legge  19 novembre 1968, n. 1187
(Modifiche  ed  integrazioni  alla  legge urbanistica 17 agosto 1942,
n. 1150),    nella   parte   in   cui   tale   normativa   consentiva
all’amministrazione  di reiterare i vincoli urbanistici scaduti senza
la  previsione  di  un  indennizzo secondo modalita’ legislativamente
previste.  Ad avviso del Collegio rimettente, la situazione esaminata
dalla  Corte  nella  riferita  situazione  presenterebbe  elementi di
identita’  con  quella  in  questione,  e la mancata previsione di un
indennizzo per l’ipotesi di reiterazione del vincolo decennale, posto
dai piani regolatori delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale,
comporterebbe   i   medesimi   profili   di   irragionevolezza  e  di
arbitrarieta’.  Al  riguardo,  nella  ordinanza  si  sottolinea, come
emblematica,   la  situazione  denunciata  dalla  ricorrente,  i  cui
terreni,  gia’ aventi destinazione agricola, erano stati assoggettati
per  trenta  anni  ad  una  mai  realizzata destinazione industriale,
comprimendo  per  un cosi’ rilevante periodo di tempo l’utilizzazione
dei beni in conformita’ alle caratteristiche oggettive degli stessi.
2. – Nel  giudizio  innanzi  alla Corte si e’ costituita la parte
privata  del  procedimento  a  quo  riportandosi  alle argomentazioni
svolte  dal  Tribunale  amministrativo regionale e concludendo per la
declaratoria  di  illegittimita’  costituzionale  della  disposizione
impugnata. Nella imminenza della data fissata per l’udienza pubblica,
la  parte  ha  depositato  una  memoria  con  la  quale insiste nelle
conclusioni  rassegnate,  rilevando  che i vincoli, di cui si tratta,
rientrano   sicuramente   tra  quelli  soggetti  all’alternativa  tra
predeterminazione certa del termine di durata e obbligo di indennizzo
per  il  caso  di pur legittima reiterazione, rientrando negli schemi
della   espropriazione.   Nella   memoria  si  richiama,  poi,  anche
l’art. 39,  comma  1, del recente d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 (Testo
unico  delle  disposizioni  legislative e regolamentari in materia di
espropriazione  per pubblica utilita’, Testo a) il quale ha previsto,
sia pure in attesa di una organica risistemazione della materia, che,
nel caso di reiterazione di un vincolo preordinato all’esproprio o di
un  vincolo  sostanzialmente espropriativo, e’ dovuta al proprietario
una  indennita’  commisurata  all’entita’  del  danno  effettivamente
1. – La  questione  di  legittimita’ costituzionale sottoposta in
via  incidentale  all’esame  della  Corte  riguarda  l’art. 52, primo
comma, del d.P.R. 6 marzo 1978, n. 218 (Testo unico delle leggi sugli
interventi   nel   Mezzogiorno),  nella  parte  in  cui  consente  la
reiterazione,    oltre    il    termine    decennale   di   efficacia
legislativamente  stabilito,  dei vincoli di destinazione preordinati
all’esproprio  o  sostanzialmente  espropriativi  previsti  dai piani
regolatori  delle  aree  e  dei nuclei di sviluppo industriale, senza
previsione  di  indennizzo. E’ denunciato il contrasto con l’art. 42,
terzo comma, della Costituzione, attraverso il richiamo alla sentenza
n. 179   del   1999,   con   la  quale  la  Corte  ha  dichiarato  la
illegittimita’   costituzionale  delle  analoghe  norme  urbanistiche
(combinato  disposto degli artt. 7, numeri 2, 3 e 4, e 40 della legge
17 agosto  1942, n. 1150, e dell’art. 2 della legge 19 novembre 1968,
n. 1187),    nella   parte   in   cui   tale   normativa   consentiva
preordinati  all’espropriazione  o che comportino l’inedificabilita’,
senza la previsione di un indennizzo.
2. – Preliminarmente   deve  essere  verificata  l’ammissibilita’
della  questione alla luce della motivazione sulla rilevanza adottata
dal  giudice  remittente.  La soluzione deve essere positiva, poiche’
l’ordinanza   del   Tribunale   amministrativo  regionale  offre  una
giustificazione   plausibile   della  rilevanza  della  questione  di
legittimita’  costituzionale  sollevata in un giudizio in cui – oltre
ad  impugnare  la  variante  generale  di  piano  regolatore  di Area
sviluppo industriale, con reiterazione (senza indennizzo) di vincoli,
preordinati  all’espropriazione, divenuti inefficaci per scadenza del
decennio   previsto   dalla   legge   (in   realta’  si  afferma  che
l’assoggettamento  a  vincoli durava “da trenta anni” senza che fosse
realizzata la destinazione industriale) – si chiedeva il risarcimento
del danno relativo.
Ne’  – come sottolineato dalla difesa della parte privata in sede
di  discussione  –  puo’  avere rilievo preclusivo ai fini dell’esame
della  questione, la sopravvenuta disposizione contenuta nell’art. 39
del  d.P.R.  8 giugno  2001,  n. 327  (Testo unico delle disposizioni
utilita’, Testo a).
Le  disposizioni  del  testo  unico,  infatti,  sono destinate ad
entrare  in  vigore  “a  decorrere  dal  1 gennaio 2002” (art. 59 del
d.P.R. n. 327 del 2001).
Occorre, tuttavia, sottolineare che la richiamata sentenza n. 179
del  1999 aveva fatto salva, nel frattempo, in mancanza di intervento
legislativo,  la  necessaria  applicazione delle norme e dei principi
costituzionali da parte dei giudici chiamati a decidere sulle domande
proposte.   Questi   infatti   restano   tenuti  sia  a  definire  le
controversie,  sia,  ormai,  ad osservare il principio, risultante da
dichiarazione  di  illegittimita’  costituzionale,  di riconoscere un
indennizzo  per i casi di reiter…
Tag: ediliziaurbanisticavincoli urbanistici
N. 411 SENTENZA 3 – 18 dicembre 2001: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Rilevanza della questione – Ordinanza del giudice rimettente – Plausibilita’ della motivazione – Ininfluenza di disposizione legislativa sopravvenuta. Edilizia e urbanistica – Vincoli urbanistici – Aree e nuclei di sviluppo industriale – Possibilita’ di reiterare i vincoli preordinati all’espropriazione o comportanti l’inedificabilita’ oltre il termine (decennale) di efficacia fissato dalla legge – Mancata previsione di indennizzo redazione redazione 2016-05-13T18:03:17+00:00