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Timestamp: 2019-08-21 15:34:22+00:00
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Numero 19 28 aprile 2018
Giudici di pace ancora in “lotta” per diritti e dignità
IL TEMA DELLA SETTIMANA L’Associazione nazionale giudici di pace non si arrende e continua a lottare con tutti gli strumenti leciti a disposizione fino al riconoscimento dei diritti per una categoria di magistrati che contribuisce affinché il sistema giustizia italiano non collassi su se stesso. Gabriele Di Girolamo, presidente dell’Angdp, parla e spiega i motivi alla base dell’ennesima astensione dal lavoro: non è mai stato chiesto l’ingresso nel ruolo del magistrato professionale, l’obiettivo però è che i magistrati di pace e onorari possano continuare a operare con le tutele previste dalla Costituzione e dal diritto comunitario.
Giudici di pace e Vpo, l’indicazione dei nuovi Iimiti per la dotazione organica conferma il numero attuale
Io ministero della Giustizia con il decreto 22 febbraio 2018 determina la dotazione organica dei giudici onorari di pace e dei vice procuratori onorari.
Con queste risorse difficile gestire le future competenze
Il concetto di dotazione organica deve tenersi distinto da quello di pianta organica. Se il primo indica il contingente numerico complessivo di risorse (rispondente all’attuale fabbisogno dell’amministrazione, entro tutti i parametri previsti dalla legge) nell’altro viene articolata la concreta distribuzione sul territorio e nei diversi uffici delle “posizioni onorarie”.
Autoriciclaggio, scatta l’estradizione se reato non esisteva
Articolo 131-bis non applicabile al finanziere che approfitta della divisa; compenso ridotto al professionista se l'"amministrazione" dura a lungo; ritorno effettivo del whistleblower dopo le denunce. Sono i temi di alcune sentenze della settimana in campo penale, civile e internazionale.
Sul risarcimento la Cassazione disegna una griglia di regole
Il risultato delle due decisioni della Suprema corte è quello di richiamare alla luce il quadro delle regole degli istituti risarcitori che disciplinano la complessa materia della responsabilità e del danno alla persona con l’ottica di fornire un utile contributo a tutti gli operatori e di marcare così la linea di una giurisprudenza.
È il singolo giudice che deve quantificare il danno morale non collegato alla salute
Sul danno morale torna a parlare la Cassazione con la sentenza 7513/2018. Due i principi: nel caso di danno alla salute a seguito di un incidente stradale, il risarcimento corrispondente a un determinato grado di invalidità riconosciuta, ricomprende già la menomazione degli aspetti «dinamico relazionali» ; spetta al di giudice di merito determinare il grado afflizione del danno per arrivare a una sua equa quantificazione.
Quando il medico risponde per minor durata della vita non sussiste la fattispecie della “perdita di chance”
Qualora l’evento di danno sia costituito non da una possibilità - sinonimo di incertezza del risultato sperato - ma dal (mancato) risultato stesso (nel caso di specie, la perdita anticipata della vita), non è lecito discorrere di chance perduta. Lo sostiene la sentenza della Cassazione n. 5641 del 9 marzo scorso.
Lesioni relazionali, la tabella milanese resta un punto fermo
L'osservazione delle definizioni (poche e settoriali) fornite dalla legislazione vigente e il richiamo alla miglior dottrina medico legale, portano i giudici di legittimità a ritenere che l'espressione “danno dinamico relazionale” non sia altro che una perifrasi del concetto di “danno biologico”.
Associazioni terroristiche: l’adesione allo Stato islamico deve essere “conosciuta” dalla struttura internazionale
Per la configurabilità della condotta di partecipazione a un’associazione con finalità di terrorismo internazionale non è sufficiente l’adesione del singolo a proposte in incertam personam a un sodalizio internazionale, giacché l’adesione deve essere accompagnata dalla necessaria conoscenza, anche solo indiretta, mediata, riflessa di essa da parte della struttura internazionale. Lo dice la Cassazione con la sentenza 14503/2018.
L’indottrinamento non è sufficiente a far scattare il reato
Occorre una struttura organizzata, anche elementare, con un programma comune tra i partecipanti finalizzato a sovvertire l'ordinamento dello Stato che presenti un grado di effettività tale da rendere almeno possibile l'attuazione del programma criminoso, non valendo a realizzare il delitto una mera idea eversiva, priva di rilevanza causale.
Estinzione del reato per prescrizione, nessun effetto estensivo al coimputato non appellante
L’effetto estensivo della declaratoria di estinzione del reato per prescrizione non opera in favore del coimputato concorrente nello stesso reato non impugnante se detta causa estintiva è maturata dopo la irrevocabilità della sentenza emessa nei confronti del medesimo. Lo stabiliscono le sezioni Unite penali della Cassazione con la sentenza 3391/2018.
Una vicenda in bilico tra il diritto penale e quello processuale
La decorrenza dell’uguale termine di prescrizione può certo sfilacciarsi e scorrere per diversi rivoli temporali in relazione ai correi. Ma lo scopo dell’articolo 587 del Cpp è proprio quello di ricondurre a eguale regime situazioni diverse quando la soluzione più favorevole (la prescrizione) premi solo l’imputato “meno meritevole”.
Tutela ambientale, sono legittimati ad agire solo i comitati spontanei con attività protratta nel tempo
Per le azioni a tutela ambientale sono legittimati i comitati spontanei di cittadini a condizione però che la loro attività sia stabile e protratta nel tempo. Lo chiarisce il Consiglio di Stato con la sentenza 1838/2018.
Senza statuto cade il requisito della stabilità
Il Consiglio di Stato in questo modo ha preferito assecondare, anche solo surrettiziamente, l’orientamento che, da ultimo, va facendosi strada nella giurisprudenza amministrativa e che mira a tagliare, in radice, qualsivoglia spiraglio di legittimazione “p re toria” per le associazioni rappresentative di interessi diffusi .
Richiesta status di rifugiato: se il minore diventa maggiorenne durante l’iter di riconoscimento può ottenere il ricongiungimento
Se un minore diventa maggiorenne nel corso della procedura di protezione internazionale ha diritto ad avvalersi del ricongiungimento a patto, però, che la domanda di ricongiungimento sia presentata entro un termine ragionevole. Lo sostiene la Corte di giustizia dell’Unione europea, con la sentenza depositata il 12 aprile nella causa C-550/16.