Source: https://personaedanno.it/articolo/fusione-di-srl-la-responsabilit-in-capo-agli-esperti-chiamati-a-redigere-la-relazione-riccardo-mazzon
Timestamp: 2019-08-19 19:20:19+00:00
Document Index: 149120975

Matched Legal Cases: ['art. 2501', 'art. 2501', 'art. 2501', 'art. 2501', 'art. 216', 'art. 2621', 'art. 67', 'art. 2501']

Fusione di srl: la responsabilità in capo agli esperti chiamati a redigere la relazione - Riccardo Mazzon
Diritto commerciale - Impresa, società, fallimento - Mazzon Riccardo - 26/07/2016
L'individuazione della responsabilità esistente in capo agli esperti che debbono curare la c.d. relazione, relativamente alla fusione societaria interessante le società a responsabilità limitata, passa anche attraverso l'esame della situazione patrimoniale e della relazione dell'organo amministrativo.
"la situazione patrimoniale che l'organo amministrativo è chiamato a redigere in occasione della fusione è generalmente inquadrata nell'ambito dei c.d. bilanci straordinari, ossia dei bilanci che consistono in prospetti contabili che risultano necessari o che si ritengono utili, per finalità che non sono la rilevazione della dimensione concorrenziale della società a fine di esercizio" (Libonati 1982, 824: cfr., amplius, il venitreesimo capitolo del volume: "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON)
"per quanto concerne la data di riferimento della situazione patrimoniale di fusione, atteso che tra la data di aggiornamento della della situazione contabile e la data fissata perché l'assemblea proceda all'approvazione della fusione possono intercorrere anche cinque mesi, è chiaro che potrebbero manifestarsi esigenze di aggiornamento dei dati espressi che comportano la necessità di procedere alla attualizzazione della stessa a seconda della concreta utilizzabilità che può derivarne in termini di corretta informazione dei terzi. Sarebbe utilizzabile, comunque, anche la situazione patrimoniale redatta non oltre i centoventi giorni, rimettendo agli amministratori la valutazione sulla necessità di compiere una prudente valutazione degli elementi patrimoniali e finanziari, segnalando eventuali mutamenti intervenuti" (Civerra 2004, 58, 60).
"la relazione dell'organo amministrativo di ciascuna società deve essere particolareggiata e deve illustrare nel dettaglio la situazione che deriverà dalla fusione sia alle società partecipanti che ai soci. Tuttavia, la relazione non è diretta ai soli soci, assolvendo ad una funzione informativa anche nei confronti dei terzi e soprattutto dei creditori, i quali potranno trarvi notizie utili ad una eventuale opposizione; nel caso di fusione con acquisizione a seguito di indebitamento, poi, la relazione de qua assolve alla specifica funzione di informare i soci ed i terzi in merito alla sostenibilità finanziaria della operazione. La norma non ha subito modifiche sostanziali. La relazione dell'organo amministrativo è un adempimento necessario per tutte le operazioni di fusione, ad eccezione delle incorporazioni di società interamente possedute, nelle quali non si determina alcun rapporto di cambio in ragione dell'annullamento del valore contabile della partecipazione e del patrimonio netto della partecipata, e della contabilizzazione, in capo alla società incorporante dei valori dell'attivo e del passivo dell'incorporata" (Gaeta 2007, 1760)
"lo scopo della relazione dell'organo amministrativo è quello di illustrare e giustificare sotto il profilo giuridico ed economico il progetto di fusione ed in particolare il rapporto di cambio delle azioni o delle quote. Nella relazione vanno indicati i criteri seguiti dall'organo amministrativo per la determinazione del rapporto di cambio, ed è nella relazione che devono essere indicate le eventuali difficoltà determinatesi per le valutazioni. La dottrina osserva come la funzione della relazione dell'organo amministrativo sia rappresentata essenzialmente dalla informazione ai soci delle società partecipanti all'operazione. Essi, sulla base della relazione potranno esercitare in modo consapevole il proprio diritto di voto in quanto avranno conoscenza delle motivazioni dell'operazione, ivi comprese le ragioni di opportunità, i vincoli giuridici e le implicazioni di carattere economico ed organizzativo della scelta. La relazione de qua, pertanto, si articola in due parti: una prima relativa alla illustrazione, sotto l'aspetto economico e giuridico, dei vari punti del progetto; ed una seconda relativa alla illustrazione dei criteri da seguire per la determinazione del rapporto di cambio" (Cacchi Pessani 2006, 578).
"la relazione degli esperti rappresenta un vero e proprio vaglio critico sulla relazione degli amministratori. Tuttavia, il parere degli esperti è obbligatorio, ma non è vincolante. In particolare dalla relazione degli esperti si evincono il metodo o i metodi seguiti nella determinazione del rapporto di cambio proposto ed i valori che risultano dall'applicazione di ciascuno di essi. L'illustrazione dei metodi di valutazione seguiti ed il parere sula congruità del rapporto di cambio, infatti, giova a consentire ai soci di ciascuna società partecipante una valutazione critica ed adeguata sulle condizioni dell'operazione" (Guerrera 2006, 426).
"nel caso in cui fra la società nel cui interesse è redatta la relazione ex art. 2501-sexies c.c. ed esperto, pur giudizialmente nominato, non si formi il consenso in ordine alla misura del compenso cui quest'ultimo ha diritto, la relativa liquidazione dovrà avvenire all'esito di un ordinario processo di cognizione; agli esperti giudizialmente nominati ai sensi dell'art. 2501-sexies commi 3 e 4 c.c. per redigere la relazione sulla congruità del rapporto di cambio in ipotesi di fusione di societaria non può attribuirsi la qualifica di «ausiliari del giudice»" (Trib. Roma, sez. III, 21.9.2007, GM, 2008, 12, 3152).
"nel caso in cui la società incorporante o risultante dalla fusione sia una società cooperativa, la nomina dell'esperto incaricato di redigere la relazione sulla congruità del rapporto di cambio spetta al tribunale solo qualora le società partecipanti alla fusione non raggiungano l'accordo circa la nomina di uno o più esperti comuni; in caso di fusione, il controllo di merito della relazione degli esperti sulla congruità del rapporto di concambio è precluso al giudice in sede di omologazione" (App. Lecce 10.11.2006, FI, 2007, 4, 1286).
"rispetto ai soci la responsabilità degli esperti avrebbe natura contrattuale atteso che il particolare status professionale dell'esperto sarebbe, di per sé, idoneo ad instaurare anche rispetto ai soci stessi un rapporto obbligatorio, anche se privo di carattere contrattuale" (Santagata 2004, 1536)
"laddove il professionista non abbia mai assunto la veste formale di esperto nominato dal Presidente del tribunale ai sensi degli art. 2501 quinquies c.c. all'epoca vigente - attualmente art. 2501 sexies c.c. - ma come è risultato ampiamente dimostrato dalle prove acquisite sia stato scelto quale autorevole esperto aziendalista, docente universitario della materia, per redigere sostanzialmente un progetto di fusione nella sua interezza e sopratutto per adottare i metodi di valutazione di cui si sostanzia, che sono stati poi integralmente trasfusi nel progetto ufficiale utilizzato dalla società per procedere alle operazioni di fusione, risponde ugualmente del reato di bancarotta da falso in bilancio ex art. 216, 219 e 223 r.d. 16 marzo 1942 n. 267, in relazione all'art. 2621 c.c., in concorso con gli amministratori della società fallita, nel caso in cui in seguito al fallimento della società si appuri che i dati esposti erano falsi e che tale condotta abbia cagionato o concorso a cagionare il dissesto" (Trib. Milano, sez. II, 19.12.2006, RDCo, 2008, 1, 109).
"anche nel caso di s.p.a. o di s.a.s. la nomina dell'esperto - prevista dall'art. 67 comma 3 lett. d) l. fall. - che attesti la ragionevolezza del piano di risanamento, spetta esclusivamente all'imprenditore sia perché l'art. 2501 sexies c.c. non è suscettibile di applicazione analogica alla previsione di cui alla norma citata, sia perché tale attestazione ha natura squisitamente privatistica, tant'è che non è prevista alcuna sua asseverazione o registrazione" (Trib. Brescia 3.8.2008, RDCo, 2008, 6, 1237).