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Timestamp: 2016-10-24 00:30:32+00:00
Document Index: 139948501

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art. 3', 'art. 101', 'art. 14', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 33']

⭐IMPIANTO DI DEPURAZIONE CO.R.D.A.R. VALSESIA
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1 Dicembre 2014 IMPIANTO DI DEPURAZIONE CO.R.D.A.R. VALSESIA REGOLAMENTO per il SERVIZIO di FOGNATURA e DEPURAZIONE delle ACQUE REFLUE e di SMALTIMENTO dei RIFIUTI LIQUIDI CAPI I-II-III-IV2 INDICE CAPO I... 4 NORME E PRINCIPI INTRODUTTIVI... 4 ART. 1 PREMESSE... 4 ART. 2 OGGETTO DEL REGOLAMENTO... 4 ART. 3 DEFINIZIONI... 4 CAPO II... 6 DISCIPLINA E GESTIONE DEI COLLETTORI CONSORTILI E DELLE PUBBLICHE FOGNATURE... 6 ART. 4 CLASSIFICAZIONE DEGLI SCARICHI... 6 ART. 5 PROPRIETÀ E MANUTENZIONE DEI MANUFATTI DI ALLACCIAMENTO ALLA PUBBLICA FOGNATURA... 6 ART. 6 CONTROLLO, SORVEGLIANZA E MANUTENZIONE DELLE CONDOTTE FOGNARIE, DEI COLLETTORI CONSORTILI E DEI MANUFATTI DI ALLACCIO Art. 7 DIRITTO DI PASSAGGIO ATTRAVERSAMENTO PROPRIETÀ PRIVATE ART. 8 SCARICHI DI ACQUE METEORICHE DI DILAVAMENTO... 8 CAPO III... 9 DISCIPLINA DEGLI SCARICHI NELLE RETI FOGNARIE PER LE ACQUE REFLUE DOMESTICHE E ASSIMILATE ALLE DOMESTICHE... 9 ART. 9 SCARICHI DI ACQUE REFLUE DOMESTICHE E ASSIMILATE ALLE DOMESTICHE... 9 ART. 10 DOMANDA DI ALLACCIAMENTO DI SCARICHI DOMESTICI ALLA RETE FOGNARIA Art. 11 PRESCRIZIONI TECNICHE PER GLI ALLACCIAMENTI DI INSEDIAMENTI DOMESTICI O ASSIMILABILI Art. 12 MANOMISSIONI DELL ALLACCIAMENTO ALLA PUBBLICA FOGNATURA E MODIFICA DELLA NATURA DELLO SCARICO CAPO IV DISCIPLINA DEGLI SCARICHI DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI NELLA PUBBLICA RETE FOGNARIA ART. 13 CONDIZIONI DI AMMISSIBILITA ART. 14 DOMANDA DI ALLACCIAMENTO DI SCARICHI INDUSTRIALI ALLA PUBBLICA RETE FOGNARIA E/O AL COLLETTORE CO.R.D.A.R. VALSESIA ART. 15 PRESCRIZIONI TECNICHE PER GLI ALLACCIAMENTI DI INSEDIAMENTI INDUSTRIALI pg. 1 di 313 ART. 16 AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI IN PUBBLICA FOGNATURA E IN COLLETTORI CONSORTILI ART. 17 SCARICHI DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI CHE RISPETTANO I LIMITI DELLA TABELLA 3) ALL.5 ALLA PARTE TERZA DEL D.LGS. 3 APRILE 2006 N ART. 18 SCARICHI DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI IN DEROGA AI LIMITI DELLA TABELLA 3) ALL.5 ALLA PARTE TERZA DEL D.LGS. 3 APRILE 2006 N ART. 19 SCARICHI DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI CON CONCENTRAZIONI DI INQUINANTI SUPERIORI A QUANTO PREVISTO DALLA TABELLA 5) DELL ALL.5 ALLA PARTE TERZA DEL D.LGS. 3 APRILE 2006 N ART. 20 PROPRIETA' E MANUTENZIONE DEI MANUFATTI DI ALLACCIAMENTO DI SCARICHI DELLE ACQUE REFLUE INDUSTRIALI AL COLLETTORE CO.R.D.A.R. VALSESIA ART. 21 ESECUZIONE DEI CONTROLLI DI QUALITÀ E QUANTITÀ SUGLI SCARICHI DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI ART. 22 MODALITÀ DI ESECUZIONE DELLE ISPEZIONI ART. 23 PRELIEVO DI CAMPIONI ART. 24 CONTRATTO DI UTENZA PER LO SCARICO DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI ART. 25 INIZIO E DURATA DEL CONTRATTO PER LO SCARICO DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI ART. 26 PARAMETRI CONTRATTUALI PER LO SCARICO DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI ART. 27 TARIFFE E CANONI PER GLI SCARICHI DELLE ACQUE REFLUE INDUSTRIALI ART. 28 PENALIZZAZIONE PER SUPERAMENTO DEI LIMITI TABELLARI DI SCARICO PER LE ACQUE REFLUE INDUSTRIALI ART. 29 MODALITÀ E TERMINI DI PAGAMENTO DELLA TARIFFA PER LO SCARICO DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI ART. 30 VALIDITÀ DELLE CONDIZIONI ECONOMICHE RELATIVE ALLO SCARICO DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI DISCIPLINA DEGLI SCARICHI DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI DERIVANTI DA PROCESSI BIOLOGICI NELLA PUBBLICA RETE FOGNARIA ART. 31 SCARICO DI REFLUI INDUSTRIALI DERIVANTI DA PROCESSI BIOLOGICI DI DEPURAZIONE ART. 32 MODALITÀ DI EFFETTUAZIONE DELLO SCARICO DI REFLUI INDUSTRIALI DERIVANTI DA PROCESSI BIOLOGICI DI DEPURAZIONE ART. 33 CONTROLLO DELLA VEICOLAZIONE DEL REFLUO DERIVANTE DA PROCESSO BIOLOGICO ART. 34 TARIFFE E CANONI PER GLI SCARICHI DELLE ACQUE REFLUE INDUSTRIALI DERIVANTI DA PROCESSO BIOLOGICO ART. 35 MODALITÀ E TERMINI DI PAGAMENTO DELLA TARIFFA PER LO SCARICO DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI DERIVANTI DA PROCESSI BIOLOGICI ART. 36 VALIDITÀ DELLE CONDIZIONI ECONOMICHE RELATIVE ALLO SCARICO DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI DERIVANTI DA PROCESSI BIOLOGICI pg. 2 di 314 DEPOSITO CAUZIONALE PER LO SCARICO DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI E ACQUE REFLUE PROVENIENTI DA PROCESSI BIOLOGICI PENALITA E SANZIONI ART. 37 RECESSO ANTICIPATO DEL CONTRATTO PER LO SCARICO DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI E ACQUE REFLUE PROVENIENTI DA PROCESSI BIOLOGICI. 27 ART. 38 CLAUSOLA RISOLUTIVA ESPRESSA ART. 39 SCARICHI VIETATI E RISARCIMENTO DANNI DISCIPLINA DEGLI SCARICHI DI ACQUE DI PRIMA PIOGGIA E DI LAVAGGIO DI AREE ESTERNE ART. 40 SCARICHI DI ACQUE DI PRIMA PIOGGIA E DI LAVAGGIO DI AREE ESTERNE ART. 41 CALCOLO DELLA TARIFFA DI FOGNATURA E DEPURAZIONE PER LE ACQUE DI PRIMA PIOGGIA pg. 3 di 315 CAPO I NORME E PRINCIPI INTRODUTTIVI ART. 1 PREMESSE 1. Il presente regolamento è adottato ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dal D.Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006 e successive modifiche e integrazioni nonché dalle norme Regionali vigenti. Sono fatte salve tutte le norme contenute nella Carta del Servizio e nel Disciplinare Regolamento di utenza per l erogazione del servizio idrico integrato nel testo vigente ed assunto dall A.T.O. n 2 Piemonte. 2. Eventuali nuove disposizioni normative e/o regolamentari che disciplinino diversamente la materia oggetto del presente regolamento saranno automaticamente applicate, a far tempo dalla loro entrata in vigore, ai sensi dell art c.c. 3. Il presente regolamento disciplina l uso dei collettori consortili e delle fognature comunali nonché degli impianti di depurazione gestiti da CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A. operante nel territorio dell A.T.O. n 2 Piemonte, nel prosieguo individuato con la dizione Gestore. ART. 2 OGGETTO DEL REGOLAMENTO 1. Il presente regolamento ha per oggetto: a) La disciplina e l uso dei collettori consortili, della pubblica fognatura e degli scarichi fognari in essa recapitanti nel territorio dei Comuni gestiti da CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A. ed appartenenti all A.T.O. n 2 Piemonte, nonché le modalità del conferimento al depuratore di Serravalle Sesia di rifiuti liquidi tramite autobotte. b) La definizione delle tipologie e delle modalità di scarico ammissibili, dei requisiti tecnici dei manufatti di scarico, delle facoltà di ispezione e controllo degli scarichi da parte del Gestore ed in particolare: - i limiti di accettabilità nei collettori consortili ed in fognatura degli elementi inquinanti, in funzione dello stato delle opere di fognatura e degli impianti di depurazione; - le modalità di controllo degli scarichi in rapporto ai limiti di accettabilità; - le norme tecniche di allacciamento; - i criteri per la determinazione delle spese di allacciamento e delle tariffe di depurazione e di smaltimento. ART. 3 DEFINIZIONI 1. Ai fini del presente regolamento, si intende per: a) "acque reflue domestiche": acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche; pg. 4 di 316 b) "acque reflue industriali": qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici od impianti in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento; c) "acque reflue urbane": acque reflue domestiche o il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali ovvero meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato; d) "allacciamento fognario": condotta e/o canalizzazione elementare che convoglia le acque in uscita dalle singole utenze fino all'innesto nella rete fognaria; e) "rete fognaria": un sistema di condotte per la raccolta e il convogliamento delle acque reflue urbane; f) "fognatura separata": la rete fognaria costituita da due canalizzazioni, la prima delle quali adibita alla raccolta ed al convogliamento delle sole acque meteoriche di dilavamento e dotata o meno di dispositivi per la raccolta e la separazione delle acque di prima pioggia, e la seconda adibita alla raccolta ed al convogliamento delle acque reflue unitamente alle eventuali acque di prima pioggia; g) "scarico": qualsiasi immissione effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Sono esclusi i rilasci di acque previsti all'articolo 114 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.; h) "acque di scarico": tutte le acque reflue provenienti da uno scarico; i) "scarichi esistenti": gli scarichi di acque reflue urbane che alla data del 13 giugno 1999 erano in esercizio e conformi al regime autorizzativo previgente e gli scarichi di impianti di trattamento di acque reflue urbane per i quali alla stessa data erano già state completate tutte le procedure relative alle gare di appalto e all'affidamento dei lavori, nonché gli scarichi di acque reflue domestiche che alla data del 13 giugno 1999 erano in esercizio e conformi al previgente regime autorizzativo e gli scarichi di acque reflue industriali che alla data del 13 giugno 1999 erano in esercizio e già autorizzati; j) "trattamento appropriato": il trattamento delle acque reflue urbane mediante un processo ovvero un sistema di smaltimento che dopo lo scarico garantisca la conformità dei corpi idrici recettori ai relativi obiettivi di qualità ovvero sia conforme alle disposizioni della parte terza del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152; k) "trattamento primario": il trattamento delle acque reflue che comporti la sedimentazione dei solidi sospesi mediante processi fisici e/o chimico-fisici e/o altri, a seguito dei quali prima dello scarico il BODS delle acque in trattamento sia ridotto almeno del 20 per cento ed i solidi sospesi totali almeno del 50 per cento; l) "trattamento secondario": il trattamento delle acque reflue mediante un processo che in genere comporta il trattamento biologico con sedimentazioni secondarie, o un altro processo in cui vengano comunque rispettati i requisiti di cui alla tabella 1 dell'allegato 5 alla parte terza del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152; m) "trattamento terziario": qualsiasi trattamento fisico e/o chimico di affinazione che avvenga a valle del trattamento secondario come sopra definito come, ad esempio, defosfatazione, denitrificazione, filtrazione o disinfezione; n) "valore limite di emissione": limite di accettabilità di una sostanza inquinante contenuta in uno scarico, misurata in concentrazione, ovvero in peso per unità di prodotto o di materia prima lavorata, o in peso per unità di tempo; o) "acque meteoriche di dilavamento" (acque bianche): la parte delle acque di una precipitazione atmosferica che, non assorbita o evaporata, dilava le superfici scolanti; p) "acque di prima pioggia": acque definite dal Regolamento regionale 20/02/2006 n.1/r e s.m.i. q) "acque di lavaggio": le acque utilizzate per il lavaggio delle superfici scolanti e qualsiasi altra acqua di dilavamento di origine non meteorica; r) "evento meteorico": una o più precipitazioni atmosferiche, anche tra loro temporalmente distanziate, che, ai fini della qualificazione delle corrispondenti acque di prima pioggia, si verifichino o si susseguano a distanza di almeno 48 ore di tempo asciutto da un analogo precedente evento; pg. 5 di 317 s) "superficie scolante": l'insieme di strade, cortili, piazzali, aree di carico e scarico e ogni altra analoga superficie scoperta oggetto di dilavamento meteorico o di lavaggio, con esclusione delle aree verdi e di quelle sulle quali, in ragione delle attività svolte, non vi sia il rischio di contaminazione delle acque di prima pioggia e di lavaggio; t) "rifiuto": qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l intenzione o abbia l obbligo di disfarsi; u) "rete o collettore consortile CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A. : insieme delle infrastrutture fognarie di esclusiva proprietà e gestione di CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A.; v) "pubbliche fognature": insieme delle infrastrutture fognarie di proprietà comunale gestite da CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A. CAPO II DISCIPLINA E GESTIONE DEI COLLETTORI CONSORTILI E DELLE PUBBLICHE FOGNATURE ART. 4 CLASSIFICAZIONE DEGLI SCARICHI 1. Ai sensi della vigente normativa gli scarichi immissibili nella pubblica rete fognaria possono derivare da: acque reflue domestiche e acque reflue ad esse assimilate, acque reflue urbane, acque reflue derivanti da sistemi di raccolta e trattamento delle acque di prima pioggia o delle acque di lavaggio di superfici interne o di piazzali, acque reflue industriali. Le definizioni sono riportate all art.3 del presente regolamento. 2. Le acque parassite non sono gestite da CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A.; i Comuni e altri Enti hanno la competenza e l onere di rimuovere le acque parassite dalla rete fognaria. Per acque parassite si intendono, a titolo esplicativo e non esaustivo, le acque di infiltrazione in fognatura derivanti da impluvi, rii temporanei, canali di scolo, versanti ecc. ART. 5 PROPRIETÀ E MANUTENZIONE DEI MANUFATTI DI ALLACCIAMENTO ALLA PUBBLICA FOGNATURA 1. Sono di proprietà pubblica tutte le opere fognarie ed i manufatti ubicati sul suolo pubblico e privato che risultino censite presso i relativi comuni proprietari e/o nel catasto di CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A.. 2. I manufatti di allacciamento privati sono costituiti dall insieme delle canalizzazioni e installazioni, allaccianti una proprietà agli impianti pubblici. Eventuali impianti di pretrattamento (fossa biologica, ecc.) fanno parte degli impianti privati. Questi, anche situati sul suolo pubblico appartengono al proprietario; il proprietario ne assicura a proprie spese la costruzione, la manutenzione e il funzionamento regolare. Il proprietario è responsabile delle opere che gli appartengono. 3. Fatto salvo quanto espressamente previsto dal Regolamento di utenza per l erogazione del servizio idrico integrato nel testo vigente ed assunto dall A.T.O. n 2 Piemonte, la costruzione delle opere necessarie a realizzare l'allacciamento è interamente a carico dei richiedenti e dovrà essere conforme al progetto autorizzato dal CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A.. pg. 6 di 318 4. Prima dell'inizio dei lavori di allacciamento il proprietario dell immobile deve inviare al CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A., almeno 2 giorni prima dell esecuzione dei lavori, una comunicazione che riporti la data di inizio dei lavori, l impresa esecutrice, il nominativo del direttore dei lavori ed i relativi riferimenti telefonici. Egli dovrà inoltre ottemperare alle prescrizioni richieste dal CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A., anche in corso d'opera. In caso di mancata comunicazione sarà comminata una sanzione di 30,00 a copertura degli oneri di verifica successiva, oltre ad eventuali costi vivi sostenuti e salvo maggior danno. 5. I lavori di allacciamento potranno essere eseguiti dal CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A. dietro pagamento della somma preventivata dal medesimo sulla base dei costi di riferimento stabiliti dall Autorità d Ambito e riportati all allegato 2 al Regolamento di utenza per l erogazione del servizio idrico integrato nel testo vigente ed assunto dall A.A.T.O. n 2 Piemonte, oppure direttamente dall Utente, previa autorizzazione del CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A.. Nel caso in cui il lavoro di allacciamento venga realizzato direttamente da un privato, lo stesso dovrà acquisire le autorizzazioni, oltre che dal CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A. anche dall Ente proprietario della strada, assoggettandosi al Regolamento per il rilascio di autorizzazioni per l esecuzione di lavori comportanti la manomissione ed il ripristino del suolo pubblico dell Ente medesimo, qualora in vigore. 6. La proprietà dei manufatti necessari all'allacciamento resta del proprietario dell immobile così come resta a suo carico ogni e qualsiasi opera derivante dalla manutenzione ordinaria e straordinaria ed anche quelle derivanti dall'adempimento di successive disposizioni e prescrizioni richieste dal Gestore. 7. La pulizia delle opere di allacciamento è considerata manutenzione ordinaria; nei casi di urgenza, su esplicita richiesta, la pulizia potrà essere eseguita dal Gestore con pagamento degli oneri a consuntivo da parte dell Utente. 8. Qualora si verificassero inconvenienti sulla pubblica rete fognaria o sui collettori consortili che richiedano temporanee sospensione dell immissione di reflui da parte dei privati, il CO.R.D.A.R. VALSESIA potrà sospendere lo scarico per le necessarie riparazioni senza che da parte dell Utente possa essere preteso alcun risarcimento. 9. Nel caso in cui l allacciamento alla pubblica fognatura di un utenza privata non possa essere convenientemente realizzato in altro modo che attraverso proprietà altrui, il proprietario deve procedere secondo quanto previsto dal Codice Civile in materia di servitù prediali. 10. Il proprietario del terreno ha l'obbligo di consentire il passaggio sulla fascia di congiunzione tra il collettore ed il primo pozzetto di ispezione per attività ispettive per gli scarichi soggetti ad autorizzazione. 11. Nel caso in cui un manufatto di allacciamento alla pubblica rete fognaria insistente su proprietà pubblica, determini condizioni di pericolo (avvallamenti, cedimenti stradali ecc.), o si renda necessaria una modifica della stesso in relazione ad adempimenti normativi o per necessità della pubblica amministrazione il proprietario del manufatto deve provvedere immediatamente all esecuzione dei lavori necessari per il ripristino e messa in sicurezza delle opere su suolo pubblico, provvedendo inoltre ad informare il CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A. e gli Enti competenti ed ottenere i necessari nulla osta all esecuzione dei lavori. Qualora il proprietario del manufatto non sia celermente rintracciabile o questi non intenda eseguire l intervento manutentivo, su segnalazione delle pubbliche Autorità, il CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A. esegue i necessari interventi su suolo pubblico, provvedendo ad addebitare a consuntivo i relativi oneri al proprietario del manufatto interessato. 12. Alle disposizioni del presente Regolamento sono soggetti anche gli insediamenti fronteggianti piazze e strade private, ricadenti nell ambito delle zone servite dalla pubblica fognatura. pg. 7 di 319 ART. 6 CONTROLLO, SORVEGLIANZA E MANUTENZIONE DELLE CONDOTTE FOGNARIE, DEI COLLETTORI CONSORTILI E DEI MANUFATTI DI ALLACCIO. 1. Tutti i lavori ed opere inerenti alla costruzione, manutenzione e riparazione degli allacciamenti, dovranno essere autorizzati dal CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A., il quale potrà disporre controlli ed ispezioni nei modi e nei termini più opportuni. 2. Il CO.R.D.A.R. VALSESIA può disporre in ogni momento le ispezioni dei propri collettori e delle pubbliche reti fognarie, anche mediante videoispezione, rilevando tutte quelle circostanze da cui possa derivare un danno alle infrastrutture e/o a terzi e per garantire la funzionalità del servizio di raccolta e depurazione delle acque reflue. 3. Il CO.R.D.A.R. VALSESIA può accedere in ogni condizione agli impianti privati per effettuare verifiche. In caso di difetti debitamente constatati, ne ordina la riparazione o se necessario la dismissione, il tutto a carico del proprietario e nel termine temporale che sarà fissato. In caso di non esecuzione, il CO.R.D.A.R. VALSESIA può fare eseguire i lavori di messa in conformità a spese del proprietario. Art. 7 DIRITTO DI PASSAGGIO ATTRAVERSAMENTO PROPRIETÀ PRIVATE. 1. Le aree private attraversate dalla fognatura sono vincolate a servitù di passaggio ai termini dell art e seguenti del Codice Civile. 2. Salvo diversa soluzione adottata in corso di costruzione, le aree attraversate dai collettori CO.R.D.A.R. VALSESIA sono vincolate a servitù per una fascia di 5 metri a cavallo delle tubazioni fino a quando queste resteranno in esercizio. 3. Il CO.R.D.A.R. VALSESIA ha diritto perpetuo di costruire e posare entro la servitù di passaggio condotti sotterranei di qualsiasi specie, di installare pozzetti di ispezione e di eseguire i lavori di manutenzione, riparazione e rifacimento in qualsiasi stagione, con il preavviso al proprietario. 4. Il personale incaricato del CO.R.D.A.R. VALSESIA, ha diritto di accedere e passare in qualsiasi momento sulla superficie asservita sia a piedi che con mezzi di trasporto, per ispezioni, verifiche e manutenzioni. 5. Il CO.R.D.A.R. VALSESIA si obbliga a risarcire il proprietario degli eventuali danni arrecati durante le predette operazioni. 6. Il proprietario dell'immobile non potrà realizzare o lasciar realizzare sulla fascia di rispetto delle condotte e/o canalizzazioni, costruzioni o altro che possano menomare od ostacolare l'esercizio della servitù, non potrà piantare o far piantare ovvero lasciare crescere entro la striscia alberi ad alto fusto, né modificare il profilo del terreno asservito in modo da mettere in pericolo la condotta e/o canalizzazione. 7. L atto costitutivo della servitù sarà concordato tra le parti sulla base del progetto e dovrà contenere tutte le necessarie prescrizioni (dimensioni fascia di rispetto, ecc.). ART. 8 SCARICHI DI ACQUE METEORICHE DI DILAVAMENTO pg. 8 di 3110 1. Le acque meteoriche di dilavamento, come definite all art. 3 del presente regolamento, non devono, di norma, essere avviate alla depurazione. 2. Per quanto tecnicamente possibile, in relazione allo stato dei luoghi ed alla disponibilità di recapiti naturali, tali acque non devono essere smaltite in pubblica fognatura. Nelle zone munite di fognature separate, le acque meteoriche di dilavamento non devono essere convogliate all impianto centrale di depurazione. 3. Nelle zone di nuova urbanizzazione, ampliamento o prolungamento, i soggetti attuatori degli strumenti urbanistici dovranno prevedere reti separate dalla pubblica fognatura per il collettamento delle acque meteoriche di dilavamento. 4. Il CO.R.D.A.R. VALSESIA può imporre delle misure di contenimento al fine di diminuire le portate di piena che vengono veicolate nelle fognature miste. 5. Fanno eccezione ai commi precedenti i recapiti di sistemi di raccolta e trattamento delle acque di prima pioggia. CAPO III DISCIPLINA DEGLI SCARICHI NELLE RETI FOGNARIE PER LE ACQUE REFLUE DOMESTICHE E ASSIMILATE ALLE DOMESTICHE ART. 9 SCARICHI DI ACQUE REFLUE DOMESTICHE E ASSIMILATE ALLE DOMESTICHE 1. Sono scarichi domestici quelli provenienti da insediamenti abitativi di tipo residenziale e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche. Gli scarichi di acque reflue domestiche nella rete fognaria sono sempre ammessi, non necessitano di esplicita autorizzazione da parte di CO.R.D.A.R VALSESIA S.p.A., fatto salvo l'ottenimento dell'autorizzazione all'allacciamento alla rete fognaria esistente. 2. Ai sensi del comma 7 lettera e) dell'art. 101 del Decreto Legislativo 152/06 e s.m.i., fatto salvo quanto previsto dall'articolo 112 dello stesso, ai fini della disciplina degli scarichi e delle autorizzazioni, e ai sensi dell art. 14 della L.R. 26 marzo 1990 n. 13 e s.m.i ed ai sensi della tabella 2 dell Allegato A del D.P.R. n. 227 del 19 ottobre 2011, sono assimilate alle acque reflue domestiche quelle che derivano da insediamenti che per la loro natura sono comparabili a quelli abitativi se rientranti nei limiti di accettabilità dell'allegato 3) della L.R. 13/90, ovvero acque reflue: a) provenienti da imprese dedite esclusivamente alla coltivazione del terreno e/o alla silvicoltura; b) provenienti da imprese dedite ad allevamento di bestiame; c) provenienti da imprese dedite alle attività di cui ai punti a) e b) che esercitano anche attività di trasformazione o di valorizzazione della produzione agricola, inserita con carattere di normalità e complementarietà funzionale nel ciclo produttivo aziendale e con materia prima lavorata proveniente in misura prevalente dall'attività di coltivazione dei terreni di cui si abbia a qualunque titolo la disponibilità; d) provenienti da impianti di acquacoltura e di piscicoltura che diano luogo a scarico e si caratterizzino per una densità di allevamento pari o inferiore a 1 Kg per metro quadrato di specchio d'acqua o in cui venga utilizzata una portata d'acqua pari o inferiore a 50 litri al minuto secondo; e) gli scarichi provenienti da servizi igienici di insediamenti in cui si svolgono con carattere di stabilità e permanenza attività di produzione di beni e prestazioni di servizi, le acque reflue provenienti da insediamenti pg. 9 di 3111 in cui si svolgono attività di produzione di beni e prestazione di servizi i cui scarichi terminali provengono esclusivamente da servizi igienici, cucine e mense; f) gli scarichi da cucine e mense, ad eccezione delle attività industriali alimentari, agro-alimentari e di ristorazione collettiva; g) gli scarichi di lavanderia, ad eccezione delle attività industriali di lavanderia (che prevedono quantitativi di biancheria superiori a 100 kg al giorno) e/o dei reflui di lavaggio a secco; i) i reflui di manutenzione, anche straordinaria, di vasche e serbatoi dell acqua potabile; j) gli scarichi di acque di piscina (purché la quantità ed il contenuto di cloro, rame e altri metalli non siano tali da comportare problemi e/o disservizi alla rete fognaria e/o agli impianti di depurazione) fermo restando che in sede di autorizzazione all allacciamento possono essere definiti limiti qualitativi e/o quantitativi; k) in generale gli scarichi aventi origine da metabolismo umano e caratteristiche qualitative conformi all allegato 3 della L.R. 13/90 ed all allegato A del D.P.R. 227/ Le nuove immissioni degli scarichi domestici in pubblica fognatura devono essere realizzate secondo le modalità stabilite dal presente Regolamento (vedi art. 11). Per le utenze di nuova costruzione o in ristrutturazione che vengono allacciate alla pubblica fognatura servita da impianto di depurazione terminale adeguato è, di norma, vietato l uso di trattamenti depurativi a piè di fabbricato (fosse settiche, fosse Imhoff, ecc.), fatto salvo specifiche prescrizioni di CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A.. 4. Per le utenze che vengono allacciate alla pubblica fognatura servita da impianto di depurazione terminale caratterizzato da semplice Fossa Imhoff o da trattamento analogo, il Gestore potrà prescrivere la realizzazione di trattamenti depurativi a piè di fabbricato. ART. 10 DOMANDA DI ALLACCIAMENTO DI SCARICHI DOMESTICI ALLA RETE FOGNARIA 1. Ai sensi dell art. 8 comma 2 della L.R. 13/90 e s.m.i., tutti gli insediamenti che generano scarichi civili e per i quali lo scarico terminale sia canalizzabile con una condotta avente sviluppo inferiore o uguale a 100 m dalla pubblica fognatura, hanno l obbligo di immettere in essa detti reflui, fatte salve eventuali motivate deroghe, anche temporanee, con particolare riferimento agli insediamenti esistenti. La distanza viene calcolata partendo dal limite di proprietà più vicino rispetto al punto di allacciamento alla pubblica fognatura indicato dal Gestore, a prescindere dalle predisposizioni dello scarico interne del fabbricato. 2. Tutti gli allacciamenti dovranno preferibilmente essere realizzati sulla rete fognaria secondaria senza interessare direttamente i collettori principali, raggruppando il maggior numero di utenti. 3. Tutti i nuovi scarichi di tipo domestico e/o assimilabile al domestico sono ammessi in fognatura previa domanda di allacciamento al Gestore, secondo le modalità descritte nel seguito. 4. La domanda di allacciamento dovrà essere inoltrata al CO.R.D.A.R. VALSESIA su apposita modulistica e dovrà contenere i seguenti dati: nome e cognome del richiedente; veste giuridica del richiedente: proprietario e/o amministratore e/o legale rappresentante o concessionario della proprietà interessata, residenza o domicilio se diverso dalla residenza; codice fiscale del richiedente; indicazione dei fabbricati interessati all'allacciamento alla rete, via e numero civico; codice utenza del pubblico acquedotto se disponibile; dichiarazione attestante la classificazione dello scarico, il numero presunto degli utilizzatori, i quantitativi medi annui conferiti, la modalità di approvvigionamento; pg. 10 di 3112 ogni documento previsto dalla legislazione vigente. CO.R.D.A.R. Valsesia S.p.A. 5. Si dovrà allegare alla domanda la seguente documentazione progettuale a firma di professionista abilitato: a) Corografia generale della zona (in scala 1:2000), estesa ad un raggio di almeno 250 metri dal punto di immissione, con l indicazione del fabbricato interessato. b) Planimetria (in scala 1:200 o 1:500), riportante l esatta posizione del fabbricato da allacciare, nonché i tracciati delle tubazioni delle acque reflue con indicazione dei rispettivi diametri e del tipo di materiale usato sino all immissione prevista nella pubblica fognatura. Dovranno altresì essere indicate le tubazioni destinate a convogliare le acque meteoriche ed il loro recapito finale, nonché la presenza di eventuali fosse settiche. c) Profilo, con indicazione delle relative pendenze, della tubazione di collegamento al collettore consortile o alla pubblica fognatura (dai pozzetti di raccolta all interno della proprietà fino a quello di immissione), con indicazione della profondità rispetto al piano stradale, i materiali usati, ecc.. d) Particolari costruttivi (in scala 1:50) dei previsti pozzetti di collegamento alla pubblica fognatura e dell ultimo pozzetto di ispezione (munito di sifone e di apparecchiatura antiriflusso), all interno della proprietà. e) Ricevuta del pagamento al Gestore delle spese di istruttoria per il rilascio della autorizzazione all allacciamento. f) Copia della licenza edilizia o del permesso di costruire o copia della autorizzazione o atto notorio circa la regolarità edificatoria dell edificio per costruzioni anteriori al 1977 o copia della bolletta dell acquedotto, del gas o dell energia elettrica. 6. Entro 30 giorni dalla presentazione della domanda di allacciamento CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A. provvede a completare l istruttoria ed ha facoltà di richiedere elementi integrativi; in tali casi, il decorso dei termini si ritiene sospeso e riprende non appena gli stessi sono acquisiti. 7. A garanzia della puntuale osservanza delle prescrizioni tecniche di esecuzione dell'allacciamento, CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A. potrà richiedere la costituzione di una cauzione infruttifera o di una fideiussione per un importo non superiore all'ammontare dei lavori. Detta cauzione infruttifera o fideiussione sarà svincolata entro 60 giorni dal termine dei lavori previa verifica dell'osservanza delle prescrizioni connesse all'allacciamento. 8. La costituzione di cauzione infruttifera o fideiussione interesserà allacciamenti di particolare importanza da individuare prevalentemente in urbanizzazioni primarie, nuovi insediamenti con volumi superiori a m 3 ed in ogni altro caso simile ai suddetti ovvero interesserà lavori da eseguirsi in un area pubblica ed il conseguente ripristino dello stato dei luoghi. 9. Nel caso di ulteriori allacciamenti a tratti di fognatura privata che già recapita nella pubblica fognatura, il proprietario della fognatura dovrà comunicare preventivamente le variazioni al CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A. il quale si riserva la facoltà di richiedere integrazioni al progetto originale presentato con la domanda di allacciamento della fognatura privata, al fine del rilascio dell autorizzazione alla realizzazione dei nuovi allacciamenti. 10. Nel caso di attivazione di nuovi strumenti urbanistici, i soggetti attuatori degli stessi, in applicazione di quanto previsto dall art. 33 del Disciplinare Tecnico allegato alla Convenzione di affidamento del servizio idrico integrato, dovranno presentare al CO.R.D.A.R. VALSESIA S.p.A. il progetto generale delle fognature, pg. 11 di 31 Vedere altro
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