Source: https://www.slideserve.com/mercedes-horn/la-convenzione-onu
Timestamp: 2017-12-13 17:09:50+00:00
Document Index: 31190001

Matched Legal Cases: ['art. 114', 'art. 41', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 41']

PPT - La convenzione ONU PowerPoint Presentation - ID:6334234
La convenzione ONU PowerPoint Presentation
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La convenzione ONU - PowerPoint PPT Presentation
Livelli essenziali di assistenza e delle prestazioni: il punto di vista del movimento delle persone con disabilità. Convenzione ONU = livelli essenziali di assistenza = filtro interpretativo per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni. La convenzione ONU.
PowerPoint Slideshow about 'La convenzione ONU' - mercedes-horn
Livelli essenziali di assistenza e delle prestazioni: il punto di vista del movimento delle persone con disabilità
Convenzione ONU = livelli essenziali di assistenza = filtro interpretativo per la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni
La convenzione ONU punto di vista del movimento delle persone con disabilità
Non introduce nuovi diritti
Sposta la collocazione delle disabilità dal “modello medico” al “modello sociale”
E’ occasione per definire una via nazionale per la tutela dei diritti umani
Modello medico delle punto di vista del movimento delle persone con disabilitàdisabilità “complesse”
Le gravi/particolari menomazioni compromettono la capacità di formazione e inserimento professionale
Le menomazioni impediscono alle persone con disabilità “complesse” di lavorare
Modello sociale delle disabilità “complesse”
Le gravi/particolari menomazioni richiedono programmi e percorsi di formazione adeguati
La mancanza di programmi e percorsi di formazione adeguati impediscono alle persone con disabilità “complesse” di lavorare
MODELLO SOCIALE VS. MODELLO MEDICO
Impatto della Convenzione sulla legislazione punto di vista del movimento delle persone con disabilità
Chiarisce il campo di azione, precisando principi, politiche e trattamenti, coinvolgendo “pubblico” e “privato”
Lega i diritti civili, sociali ed economici con i diritti umani
Obbliga ad alcune revisioni e precisazioni della legislazione (accomodamento ragionevole, partecipazione delle organizzazione delle persone con disabilita’ nei giudizi)
la strategia di cambiamento basata sui diritti umani … punto di vista del movimento delle persone con disabilità
si pone come obiettivo l’inclusione sociale (cambiare le regole)
si tratta quindi di superare l’equazione
Persona con disabilità = servizi
si deve “ri-leggere” la condizione di vita delle persone con disabilità partendo dai diritti negati (utilizzo del principio di accomodamento ragionevole connesso ai principi di non discriminazione e pari opportunità) procedendo, poi, alla valutazione dei bisogni
le valutazioni sui diritti negati vanno condotte non solo in relazione alla persona con disabilità, ma anche in relazione alla famiglia …
Le famiglie con disabili … punto di vista del movimento delle persone con disabilità
Sono più esposte di altre famiglie al rischio di essere coinvolte in processi di impoverimento (rinuncia alla carriera professionale e/o al lavoro da parte di uno dei due genitori, maggiori costi per la vita ordinaria – tempo libero del figlio/a e per sé stessi, costi sanitari – soprattutto nelle prime fasi della vita – discriminazione economica in relazione alla fruizione di servizi in relazione a servizi analoghi utilizzati da coetanei non disabili – p.e. istruzione/servizi diurni, trasporto)
Sono discriminate rispetto ad altre famiglie con figli relativamente alla fruizione dei servizi pubblici e, complessivamente, per l’accesso ai diritti di partecipazione
LE “ punto di vista del movimento delle persone con disabilitàSOLE” POLITICHE ASSISTENZIALI PROVOCANO DISCRIMINAZIONE/EMARGINAZIONE
puntare alle politiche attive per lo
sviluppo(occupazione, istruzione,
vita degna di essere vissuta)
1. Individuazione dei LIVEAS punto di vista del movimento delle persone con disabilità
la definizione dei LIVEAS va intesa come un processo articolato, dinamico e necessariamente multidisciplinare, utilizzando quale scenario di fondo la tutela dei diritti umani, prima ancora di quelli civili e sociali (inclusione)
In tal senso, occorre che la Repubblica (art. 114 Cost.) si attrezzi in modo che:
1. Elementi per la definizione dei LIVEAS (presa in carico) punto di vista del movimento delle persone con disabilità
La presa in carico sia intesa come processo globale e continuativo saldamente governato dalla P.A.
Sia garantito il coordinamento delle politiche ai diversi livelli istituzionali (Stato:art. 41 L.104/1992 – Regioni:piani regionali di sviluppo/piani sociosanitari/progetti obiettivo – Province+distretti ASL+ Comune: PdZ e PAT)
Siano definiti strumenti per governare il processo di presa in carico
Siano definiti criteri omogenei per valutare il concorso alla spesa da parte dei cittadini/utenti (ISEE) fermo restando il rispetto del principio di non discriminazione (NON VA PAGATA LA PARI OPPORTUNITA’)
Sia promosso il massimo coinvolgimento della PCD e di chi la rappresenta (se la persona non è in grado di rappresentarsi da sola) anche ai fini della valutazione di efficacia della presa in carico (qualità della vita)
Il progetto individuale (per “noi” il riferimento resta l’art. 14 L.328/2000) deve essere considerato livello essenziale, e in tal senso vanno create le condizioni professionali, organizzative ed istituzionali affinchè gli EE.LL possano dare corso a quanto indicato dalla Legge (con una priorità: realizzare l’integrazione sociosanitaria)
2. Elementi per la definizione dei LIVEAS (presa in carico) punto di vista del movimento delle persone con disabilità
Occorre che la definizione dei LIVEAS, a differenza di quanto accaduto per il LEA, sia un provvedimento che giunga al termine di un processo ampio e diffuso di confronto su uno degli elementi centrali del sistema del welfare (le risorse)
Criteri di ripartizione (valgono ancora i criteri sinora utilizzati se, prima, non si installa il Sistema Informativo sui Servizi Sociali?)
Criteri per il concorso alla spesa (il discrimine deve essere la capacità/possibilità di avere accesso al reddito e la non discriminazione)
La proposta del “livello zero” presentata al Min.Ferrero punto di vista del movimento delle persone con disabilità
la proposta (luglio 2006) integra le due proposte presentate dalla FISH in materia di LEA e di Presa in Carico. La proposta intende stabilire:
Chi, dove e in che modo si debba procedere alla valutazione dei bisogni e quindi alla progettazione globale individuale
In che misura e con quali strumenti si possano creare le condizioni per il coinvolgimento reale della persona con disabilità (e di chi la rappresenta) in tutte le fasi del processo
Da chi e in che modo possa essere garantito il governo del progetto globale di presa in carico
Con quali strumenti, metodi e tempi svolgere le operazioni di verifica e di valutazione di efficacia
Molti degli elementi presenti nella proposta di legge sono già descritti e previsti dalla legislazione vigente
La valutazione (art. 2 DPCM 14.02.2001; art. 14 co.2 L.328/2000)
La progettazione individuale (art. 14 L.328/2000; D.M. 07.05.1998; L.162/1998; L.68/1999; norme per l’integrazione scolastica)
Non esistono invece (o sono scarsamente definiti), riferimenti normativi nazionali in merito a:
Valutazione di efficacia (o di esito)
Governo del processo di presa in carico (responsabile di progetto/case manager, ecc.)
La proposta in sintesi/valutazione del bisogno: chi la fa/1 riferimenti normativi nazionali in merito a:
Art. 3 – valutazione delle condizioni personali e definizione del Progetto Globale Individuale:
Ambiti e strumenti del processo di valutazione
Istituzione delle UMV
Composizione delle UMV
Responsabilità attribuite all’interno della UMV
Diritto di partecipazione della PCD
Redazione del progetto globale di presa in carico
raccordo con i progetti specifici
Nomina del responsabile di progetto
Diritto di ricorso della PCD
Priorità alle situazioni di gravtà già riconosciute
Applicazione DPCM 14.02.2001
Livelli essenziali art. 22 comma 4 L.328/2000
Istituzione dei Comitati Consultivi Misti presso le ASL
La proposta in sintesi/valutazione del bisogno: chi la fa/2 riferimenti normativi nazionali in merito a:
Sostituzione delle attuali commissioni di accertamento dell’invalidità civile (QUANTO COSTANO OGGI LE COMMISSIONI L.295?) con una equipe permanente a livello distrettuale (UMV) che:
accerti dal punto di vista sanitario la condizione della persona (ICD 10/OMS)
valuti la condizione di funzionamento (ICF/OMS)
accerti la condizione socio-economica della persona ai soli fini dell’eventuale concorso alla spesa (D.Lgs.130/2000)
stabilisca il diritto a percepire le forme di assistenza economica vigenti o stabilite in base alla riforma di cui all’art. 24 L.328/2000
rediga il PROGETTO GLOBALE DI PRESA IN CARICO (X° sistema AAMR?)
La proposta in sintesi/valutazione del bisogno: chi la fa/3 riferimenti normativi nazionali in merito a:
Composizione dell’UMV:
Medico specialista della patologia
Psicologo (età evolutiva/età adulta)
Terapista occupazionale e/o altro tecnico della riabilitazione
La proposta in sintesi/valutazione del bisogno/ruolo della persona con disabilità
I diritti di partecipazione della PCD:
essere presente/coinvolto/protagonista nelle varie fasi della valutazione
possibilità di presentare ricorso anche attraverso il giudice ordinario (dopo essere ricorso alla Commissione Reg.le DPR 21.09.1994)
La proposta in sintesi/il progetto globale di presa in carico: chi lo fa
Dopo la valutazione la UMV procede alla redazione del progetto globale che deve contenere:
La descrizione dei bisogni
La definizione degli obiettivi di autonomia e di inclusione sociale
le azioni positive per concorrere alla creazione delle condizioni di non-discriminazione e pari opportunità
La proposta in sintesi/rapporto tra il progetto globale e i progetti specifici/1
La coerenza della strategia complessiva compete alle equipe che devono curare i progetti specifici:
progetto riabilitativo (D.M. 1998)
progetto didattico di integrazione scolastica (L.104/1992)
progetto di collocamento mirato (L.68/1999)
progetto di inserimento sociale e sostegno alle necessità familiari (L.328/2000)
La proposta in sintesi/rapporto tra il progetto globale e i progetti specifici/2
La verifica della coerenza interna tra il progetto globale e i progetti specifici la governa il Responsabile di Progetto, oltre alla persona e/o a chi la rappresenta
La proposta in sintesi/il territorio progetti specifici/2
Costituzione di un comitato consultivo misto presso ogni ASL per:
monitorare l’andamento delle attività delle UMV, in particolare in relazione a:
completezza delle piante organiche
rispetto dei diritti di partecipazione delle PCD
tempi medi di svolgimento delle fasi di valutazione e delle attività per la redazione del progetto globale di presa in carico
Il parere del Comitato Consultivo Misto è vincolante in relazione a:
Redazione del PAT e del PdZ
La proposta in sintesi/l’integrazione e il coordinamento delle politiche (stato/regioni/enti locali)
Attuare l’art. 41 bis L.104/1992
Istituire il comitato nazionale
Definire la rappresentanza delle associazioni
Assegnare al Min.Welfare il coordinamento
LIVELLI ESSENZIALI “FISH” delle politiche (stato/regioni/enti locali)
Quattro fasi della vita:
infanzia, adolescenza, età adulta, età senile
Le condizioni e gli strumenti per l’attuazione dei LEA:
SEGRETARIATO SOCIALE DISTRETTUALE
EQUIPE MULTIDISCIPLINARE di VALUTAZIONE
SERVIZIO DI ASCOLTO E SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA
Nel frattempo però… delle politiche (stato/regioni/enti locali)
Le persone con disabilità e le loro famiglie continuano ad essere esposti a elevati rischi di impoverimento
I livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali sono solo parzialmente definiti (sanità/sociosanitario/istruzione) e non si è in presenza di una condizione di esigibilità, e nemmeno di una condizione di esigibilità omogenea nel Paese (squilibri territoriali)
è sinora del tutto assente una prassi che porti a revisionare le liste dei LEA in base a criteri di miglioramento della qualità della vita della persona, e le operazioni sinora condotte non hanno visto la partecipazione della organizzazioni sociali
I comportamenti della P.A. circa il concorso alla spesa da parte degli utenti sono non solo disomogenei (creando condizioni di oggettiva iniquità) e illegittimi (mancata attuazione D.Lgs.130/2000), ma sono sempre più vessatori nei confronti di cittadini/utenti e familiari
Il ricorso, in alcune regioni, al massiccio utilizzo di titoli per l’acquisto di servizi e prestazioni sociali e sociosanitarie (p.e. Lombardia) colloca la risposta ai bisogni delle persone più sul piano mercantile che su quello della presa in carico
le esperienze che puntano al coinvolgimento della persona e di chi la rappresenta sono ancora troppo esili e poche per individuare modelli precisi e sicuri
Il documento del gruppo di lavoro del Min.Salute per la definizione e l’aggiornamento dei LEA è prepotentemente “sanitario” (residenze sanitarie – è assente il termine “casa”)
le cose da fare/avviare subito e contemporaneamente: delle politiche (stato/regioni/enti locali)
Avvio di sperimentazioni regionali su basi distrettuali
Sviluppo di ricerche sociali e di sistemi di raccolta dei dati (sui bisogni, sulla destinazione dei finanziamenti, sulle valutazioni di esito)
strumenti/luoghi per il coinvolgimento delle organizzazioni sociali
Miglioramento del funzionamento della P.A.
INFRASTTRUTTURE DI BASE (processi di presa in carico)
Revisione ISEE: tutelare le persone e non i patrimoni
IL PENSARE PEDAGOGICO I.C.F. PER L INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI DISABILI
C.A.R.A. MILANO Via Corelli
Corso di Laurea in Tecnologie per la Chimica Esame di Fisica Sperimentale con Laboratorio
Loghi soggetti coinvolti
Loredana Musmeci Dipartimento di Ambiente e Prevenzione Primaria
I termini primitivi della geometria sono: