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Timestamp: 2018-03-19 05:19:46+00:00
Document Index: 40582039

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 57', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 8', 'art. 63', 'art. 64', 'DTF ', 'art. 55', 'art. 55', 'DTF ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 156', 'DTF ', 'DTF ']

4C.108/2006 07.07.2006
4C.108/2006 /biz
contratto d'ospedalizzazione, abuso di diritto;
21 febbraio 2006 dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.
Con il secondo rimedio essi postulano la modifica della sentenza impugnata nel senso di accogliere l'appello e, di conseguenza, respingere integralmente la petizione.
Nella risposta del 15 maggio 2006 il Comune di Bellinzona ha proposto la reiezione del gravame nella misura in cui fosse ammissibile.
In data odierna il parallelo ricorso di diritto pubblico - esaminato prioritariamente in conformità con il principio stabilito dall'art. 57 cpv. 5 OG - è stato dichiarato inammissibile. Nulla osta pertanto alla trattazione del ricorso per riforma.
5.1 Il ricorso per riforma è ammissibile per violazione del diritto federale, ossia quando un principio consacrato esplicitamente da una prescrizione federale o risultante implicitamente da essa non è stato applicato o ha avuto un'applicazione errata (art. 43 cpv. 1 e 2 OG); il diritto federale non è di regola violato da accertamenti di fatto (art. 43 cpv. 3 OG).
Nella giurisdizione di riforma, il Tribunale federale fonda pertanto il suo giudizio sui fatti così come sono stati accertati dall'ultima autorità cantonale, a meno che non siano state violate disposizioni federali in materia di prove (per esempio l'art. 8 CC), debbano venire rettificati accertamenti di fatto derivanti da una svista manifesta (art. 63 cpv. 2 OG) o si renda necessario un complemento degli stessi a norma dell'art. 64 OG (DTF 130 III 136 consid. 1.4 pag. 140). Tutte queste critiche e gli atti cui si riferiscono devono essere debitamente specificati (art. 55 cpv. 1 lett. b e d OG). Fatte salve queste eccezioni, censure contro l'accertamento dei fatti e l'apprezzamento delle prove eseguiti dall'autorità cantonale sono improponibili, così come non si può far riferimento a circostanze non accertate nel giudizio impugnato, trattandosi di fatti nuovi (art. 55 cpv. 1 lett. c OG; DTF 130 III 102 consid. 2.2 pag. 106 citati).
5.2 In concreto i convenuti conoscono queste regole, che ricordano succintamente, ma presentano nondimeno un gravame che non le rispetta, specialmente nella lunga parte iniziale nella quale riassumono i fatti commentando - inammissibilmente - documenti e testimonianze.
L'unica censura di diritto che i convenuti propongono è quella concernente la violazione dell'art. 2 cpv. 2 CC, che i giudici cantonali avrebbero commesso non riconoscendo l'agire abusivo del Comune di Bellinzona.
Essi spiegano che la modifica della retta per gli anni 1997 e 1998 è stata portata a loro conoscenza soltanto cinque anni più tardi, con lo scritto del Municipio datato 31 maggio 2002, rispettivamente oltre due anni dopo la morte del padre. Secondo i convenuti l'abuso risiederebbe d'un canto nell'aver atteso troppo prima di agire e, dall'altro, nell'aver inviato, subito dopo il decesso, una fattura finale di fr. 437.--, dando così ad intendere che non vi fossero altri debiti e impedendo agli eredi di rifiutare l'eredità oppure di chiedere il beneficio d'inventario.
6.1 Per i motivi esposti al considerando precedente, gli unici fatti che possono essere considerati sono quelli accertati nella sentenza impugnata: è esclusivamente sulla base di questi che il Tribunale federale potrebbe esaminare se l'autorità cantonale ha violato l'art. 2 cpv. 2 CC.
6.2 Ora, nella pronunzia criticata si legge che parte attrice ha affermato in causa di avere "comunicato a A.A.________ sia l'aumento della retta sia la problematica della retroattività con lettera 21 giugno 1999" e che l'allegazione è da ritenersi incontestata, avendo i convenuti obiettato tardivamente - solo nelle conclusioni - di non aver ricevuto tale comunicazione. Inoltre, come già menzionato nella parte dedicata all'esposizione della fattispecie, i giudici cantonali hanno accertato che, sebbene la decisione sulla modifica della retta per gli anni 1997 e 1998 fosse stata inviata dal Municipio solo con scritto del 31 maggio 2002, i convenuti erano stati informati dell'esistenza di una "pendenza relativa al 1998", per la quale l'istituto rimaneva in attesa delle istruzioni del dipartimento, già con lettera del 21 giugno 1999 indirizzata a A.A.________.
Questi accertamenti, vincolanti per il Tribunale federale, attestano che - contrariamente a quanto affermato nel ricorso - la richiesta di pagamento degli arretrati datata 31 maggio 2002 non è giunta improvvisa, a più di due anni dalla morte del padre dei convenuti, per rette scadute da cinque anni.
Quest'ultimi sapevano fin dal giugno 1999, ovvero sei mesi prima del decesso del padre, che vi erano degli arretrati in sospeso e, pur non conoscendone l'importo, non potevano non tenerne conto al momento di accettare l'eredità.
L'attore non ha d'altronde inteso trarre vantaggi o nuocere ai convenuti. Sempre secondo gli accertamenti del giudizio impugnato, esso ha infatti ritardato la richiesta di pagamento "dapprima perché in attesa di approvazione della retta da parte del dipartimento e successivamente perché non sapeva come procedere e attendeva lumi dall'ufficio cantonale competente".
6.3 In simili circostanze non è necessario addentrarsi nell'esame delle condizioni alle quali la giurisprudenza subordina l'ammissione di un abuso di diritto: il rimprovero dei convenuti poggia su circostanze diverse da quelle accertate nella sentenza cantonale ed è di conseguenza inammissibile.
Ne discende che il gravame risulta interamente inammissibile.
Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG). Per quanto attiene alle ripetibili, va osservato che dinanzi al Tribunale federale l'attore non si è avvalso del patrocinio di un legale. Secondo costante giurisprudenza, alla parte che non è patrocinata non viene assegnata alcuna indennità per ripetibili della sede federale (DTF 113 Ib 353 consid. 6b con rinvii), a meno che non siano riunite le condizioni per derogare a questa regola - in particolare complessità della vertenza, importo litigioso elevato, notevole dispendio di tempo consacrato alla tutela dei propri interessi (DTF 113 Ib 353 consid. 6b; 110 V 72 consid. 7 pag. 82) - che in concreto non sono però state nemmeno allegate. Si prescinde pertanto dall'assegnazione di un'indennità per ripetibili.
La tassa di giustizia di fr. 2'000.-- è posta a carico dei convenuti,
Comunicazione al patrocinatore dei convenuti, al Comune di Bellinzona e alla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino.