Source: http://interventi.com/index.php/59-problemi-socio-politici/974-e-legittimo-il-canone-rai-tv-secondo-le-osservazoni-che-seguono-sembrerebbe-di-no-domanda-perche-durante-i-78-anni-di-vita-del-regio-decreto-nessun-governo-ha-pensato-e-proposto-di-abrogare-con-apposito-provvedimento-il-rdl-246-1938-di-mussolini-e-di-vittorio-emanuele
Timestamp: 2018-07-21 19:24:50+00:00
Document Index: 109528100

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art.10', 'art. 1958', 'art. 1957', 'art 30', 'art. 3', 'in fine', 'art. 3', 'art. 10', 'art 1', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 6', 'in fine', 'art. 5', 'art 5', 'art.3', 'art. 10', 'art 1']

E' LEGITTIMO IL CANONE RAI-TV ? SECONDO LE OSSERVAZONI CHE SEGUONO SEMBREREBBE DI NO. DOMANDA : PERCHE' DURANTE I 78 ANNI DI VITA DEL REGIO DECRETO NESSUN GOVERNO HA PENSATO E PROPOSTO DI ABROGARE CON APPOSITO PROVVEDIMENTO IL RDL. 246/1938 DEL DUCE
Pubblicato: Giovedì, 25 Agosto 2016 22:02 | Scritto da nicola scipione | | | Visite: 848
Un motivo ci deve pur essere. Adesso , però, è veramente ora di dire BASTA. Non è più accettabile che sostituendo, con arbitrio concettuale e truffaldino , il canone di abbonamento radiotelevisivo a quello delle radioaudizioni del 1938 , si possa continuare a chiedere , appunto, il canone TV ai sensi e per gli effetti dell' articolo 1 del Regio Decreto 246 /38, Il DUCE e il RE, infatti, imponevano, da dittatori, un canone a chi possedeva e ascoltava un apparecchio radio, pena la chiusura della radio in un sacco sigillato. Si tratta, dunque, di un abuso di potere mistificato e mistificante usato dal febbraio 1938 al 31 dicembre 2015, spesso anche con procedure da codice penale. C'è stato anche il tentativo di "insaccare" il televisore fino a quando nel 2009 si è capito che si trattava di un'azione incostituzionale
Durante questi anni quasi tutti i Governi che si sono succeduti , per motivi legati alla gestione economica dello Stato, hanno provato , senza usare una specifica decisione di legge abrogativa, ad inserire la gestione del canone RAI -TV "aggiornando" articoli ed espressioni del Decreto "fascista", lasciandolo, però , sempre vigente in modo da poterlo citare ogni anno facendo credere ai telespettatori che il canone TV era gia legittimato dal Regio Decreto 296 del 1938.
Ci sta provando, con difficoltà, anche il Governo attuale, ma senza verificare cosa sta succedendo con gli aggiornamenti normativi usando l' espressione Canone radiotelevisivo senza cancellare l' originale radioaudizione. Nessuno si è accorto, inoltre che l' Agenzia delle Entrate per cercare di "recuperare" quanto più possibile, sta scrivendo, a chi ha disdetto l'abbonamento, anche con procedura illegittima, prima del 2016 ai sensi dell'art. 10 del RDL 246, un lettera per sollecitare l' invio dell' attuale "dichiarazione sostitutiva," ciò in quanto ne avrebbe ricevuto una dall'interessato senza firma e con dati sbagliati.
Anche questo aspetto è sfuggito all' estensore delle modifiche, perché stabilendo che dal 1° gennaio non si può più chiedere la disdetta dell' abbonamento in quanto l' insaccamento previsto dall' art.10 del Decreto 246 sarebbe incostituzionale , oltre che impossibile, trascura di tener conto, fra l'altro, che l' attuale divieto non annulla le disdette già attivate prima. Nulla, però,è stato previsto per il canone di chi ha disdetto. Nasce, allora il tentativo di "incastrarlo" chiedendogli di inviare una "nuova dichiarazione sostitutiva" al posto di quella sbagliata e senza firma. Crediamo, dunque, che veramente bisogna smettere di prendere in giro i cittadini da parte delle Istituzioni pubbliche.
Per la gestione della RAI , insomma, occorre una Legge nuova e specifica che abroghi anzitutto il 246 e renda più semplice e comprensibile a tutti una nuova gestione del servizio televisivo senza preoccuparsi eccessivamente di eventuale possibile disagio, anche economico, al personale. E' il rispetto dei cittadini che va attivato.
Considerato quanto sopra scritto abbiamo creduto utile ed opportuno confrontare gli aggiornamenti del Regio Decreto 246 recuperando la Gazzetta n. 78 del 5-4-1938 . Ricerca non facile in un archivio lunghissimo, ma ci siamo riusciti. Questo intervento trascrive solo i primi dieci articoli più il 30°, perchè gli altri non interessano i telespettatori, anche perché restano validi così com'erano nel 1938.
L' intervento viene scritto in tre colori per facilitare la lettura e la comprensione.
- Il testo in Gazzetta è di colore NERO;
- Il testo degli aggiornamenti è di colore celeste:
- Il testo dei commenti è di colore fucsia.
GAZZETTA UFFICIALE DEL REGNO D'ITALIA .N. 18 131.1 'Art. 20. 'Art. 30. Nel privilegio, di cui all'art. 1958, n. 1, del Codice civile, devono ritenersi compresi, per quanto riguarda gli apparecchi radioriceventi, i crediti per canone di abbonamento alle radioaudizioni circolari. Tali crediti sono pure compresi nel privilegio sulla generalità dei mobili di cui all'art. 1957 dello stesso Codice civile.
Testo in vigore dal: 1-1-1938
L'art 30 del Decreto 246 recita: E' abrogata ogni disposizione di legge e di regolamento contraria a quelle contenute nel presente decreto .
COMMENTO 1 : E' vero che l' abrogazione riguarda normative già esistenti , ma è pur vero , come pubblichiamo, che le modifiche normative apportate al Regio Decreto con disposizioni che non prevedono le finalità di migliorare quelle originali dello Stato fascista, ne mistificano invece il contenuto, al punto da non riuscire neanche ad evitare contraddizioni ed errori concettuali e linguistici plateali. In merito basta solo citare una sola "acrobazia" linguistica : trasformare il canone di abbonamento alle radioaudizioni in canone di abbonamento radiotelevisivo lasciando, però, ancora vigente il testo delle radioaudizioni del 1938 , appositamente corretto in modo da far credere, a chi non legge con attenzione, che le correzioni erano già previste nel 1938. Appare così evidente l' incompetenza logico/linguistica , se non il dolo, di chi ha avuto l' incarico di trasformare , senza specificazione, il "canone di abbonamento TV" in tributo sulla proprietà di un televisore senza averne alcuna contropartita. Questa operazione mistificante trasforma di fatto l' applicazione del RDL in auto-abrogazione, cioè di se stesso, in quanto risulta praticamente inapplicabile per le numerose anomalie di legittimità. Viene, quindi, spontanea una domanda: si può cambiare , dopo circa 80 anni, il contenuto fondamentale di un D.L. lasciandolo pienamente vigente anche se le modifiche apportate risultano contraddittorie perché le norme che si volevano integrare o sostituire sono rimaste integre e vigenti?
REGIO DECRETO-LEGGE 21 febbraio 1938, n. 246 (GU n.78 del 5-4-1938 )
Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni. (038U0246)
Entrata in vigore del provvedimento: 01/01/1938.
Regio Decreto-Legge convertito dalla L. 4 giugno 1938, n. 880 (in G.U. 05/07/1938, n. 150)
Testo in vigore dal: 1-1-1938 al: 31-12-2015
VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTA' DELLA NAZIONI RE D'ITALIA IMPERATORE D'ETIOPIA:
Visto il R. decreto-legge 23 ottobre 1925, n. 1917, convertito nella legge 18 marzo 1926, n. 562; Visto il R. decreto-legge 17 novembre 1927, n. 2207, convertito nella legge 17 maggio 1928, n. 1350;
Visto il R. decreto-legge 17 aprile 1931, n. 589, convertito nella legge 21 dicembre 1931, n. 1823; Visto la legge 8 gennaio 1931, n. 234; Visto il R. decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1203, convertito nella legge 28 marzo 1935, n. 857; Visto i1 R. decreto-legge 4 ottobre 1934, n. 1691, convertito nella legge 11 aprile 1935, n. 762;
Visto il R. decreto-legge 9 dicembre 1935, n. 2173, convertito nella legge 26 marzo 1936, n. 780; Visto il R. decreto 27 febbraio 1936, n. 645; Visto l'art. 3, n. 2, della legge 31 gennaio 1926, n. 100; Riconosciuta la necessità urgente ed assoluta di integrare e coordinare le norme vigenti relative alla riscossione dei canoni di abbonamento alle radioaudizioni: Sentito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per le finanze, di concerto con i Ministri per le comunicazioni e per la cultura popolare; Abbiamo decretato e decretiamo:
Chiunque detenga uno o piu' apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni e' obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto.
La presenza di un impianto aereo atto alla captazione o trasmissione di onde elettriche o di un dispositivo idoneo a sostituire l'impianto aereo, ovvero di linee interne per il funzionamento di apparecchi radioelettrici, fa presumere la detenzione o l'utenza di un apparecchio radio-ricevente.
Comma 152 della Legge di stabilità 2016 , aggiornamento 1.
Per l' anno 2016, la misura del canone di abbonamento alla televisione per uso privato di cui al RDL 21-2-1938 n. 246, convertito dalla legge 4,giugn0 1938, n.880, è pari , nel suo complesso, all' importo di €100.
Comma 153. della Legge di stabilità 2016 : seguono aggiornamenti
a) all'articolo 1, secondo comma, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «La detenzione di un apparecchio si presume altresì nel caso in cui esista un'utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica. Allo scopo di superare le presunzioni di cui ai precedenti periodi, a decorrere dall'anno 2016 e' ammessa esclusivamente una dichiarazione rilasciata ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, la cui mendacia comporta gli effetti, anche penali, di cui all'articolo 76 del medesimo testo unico. Tale dichiarazione e' presentata all'Agenzia delle entrate - Direzione provinciale I di Torino - Ufficio territoriale di Torino I - Sportello S.A.T., con le modalità definite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, e ha validità per l'anno in cui e' stata presentata»;
b) all'articolo 1, dopo il secondo comma e' aggiunto il seguente: «Il canone di abbonamento e', in ogni caso, dovuto una sola volta in relazione agli apparecchi di cui al primo comma detenuti, nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica, come individuata dall'articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223».
( Il punto "c" si sposta a completamento dell' art. 3 ).
Commento – 2 -
Si omettono i commi dal 154 al 157 incluso perché i loro contenuti non interessano gli utenti TV.
Si riparte quindi dal comma 158 della Legge di stabilità 2016 , su cui riteniamo di osservare che non ci appare pertinente l'inserimento del canone RAI nel contesto del bilancio pluriennale dello Stato. Riteniamo, cioè, che gli effetti economici della gestione Rai , invischiata in un intreccio normativo che dura da quasi 80 anni e che nessun Governo è stato capace o , meglio, non ha voluto sciogliere, per interessi vari, che nulla hanno a che fare con una Istituzione come la RAI finalizzata alla promozione culturale e democratica del popolo. La RAI , insomma, ha bisogno di un testo normativo specifico che faccia piazza pulita di tutti gli interventi pseudo normativi , cominciando dal RDL del 1938 conservato ancora vigente con la semplice modifica di alcuni articoli . Chi legge il testo , cioè, non deve essere ingannato facendogli credere che la televisione esisteva già nel 1938. Insomma ci sembra mistificato e mistificante modificare alcuni articoli con espressioni e decisioni di interesse attuale ma che appaiono come se fossero stati scritti nel 1938.
Abbiamo già evidenziato il termine radiotelevisivo che conferma quanto detto sopra. Infatti mentre il RDL /1938 prevedeva, per chi aveva la radio, la possibilità di non fruire più delle radioaudizioni, e ciò in quanto la TV non esisteva. Questo denuncia, senza offesa, l' assenza di concetti giuridici in chi scrive testi normativi. Ma ci sono anche altre anomalie logico-sintattiche e contenutistiche:
- dal 1° Gen. 2016 non si può più disdire l' abbonamento, è una decisione "dittatoriale ", assolutamente vessatoria e antidemocratica.
- Ma non solo. Chi ha disdetto l' abbonamento , addirittura da più anni prima del 2016, anche senza "insaccamento" perché incostituzionale, che rapporto hanno col nuovo canone?
– La disdetta dell' abbonamento ex art. 10 del RDL 246 riguardava le radioaudizioni non quelle televisive per cui il divieto previsto dal comma 158 della Legge di Stabilità 2016 è in contrasto con l'art 1 del RDL 246 che parla appunto di "radioaudizioni".
Art. 2. -Testo in vigore dal: 1-1-2016 (agg.1) – Relativamente alla misura del canone
Il canone di abbonamento alle radioaudizioni per uso privato e' stabilito in ragione di anno solare nella misura di L. 81. Il pagamento del canone puo' essere effettuato in unica soluzione, nel quale caso esso e' dovuto nell'accennata misura di L. 81. ovvero in due rate corrispondenti ai semestri gennaio-giugno, luglio-dicembre, nel quale caso e' dovuto nella misura di L. 42,50 per ogni rata, salvo quanto e' disposto per il primo pagamento dei nuovi abbonati, dal primo comma del successivo art. 4.
L'abbonamento si intende tacitamente rinnovato di anno in anno e l'utente e' obbligato, senza bisogno di alcun preavviso, al pagamento del canone nella misura su indicata o nei modi e nei termini previsti dagli articoli 3 e 5 del presente decreto, salvo il caso di cessazione dell'uso dello apparecchio disciplinato dal successivo art. 10.
L'utente che inizia l'abbonamento semestrale dal primo semestre dell'anno solare, come pure l'abbonato che ha rinnovato l'abbonamento corrispondendo la prima rata semestrale gennaio-giugno, sono in ogni caso obbligati al pagamento della successiva rata semestrale luglio-dicembre. L'abbonato che intenda cambiare la forma di pagamento per la quale e' stato iscritto a ruolo, deve farne richiesta su carta semplice all'Ufficio del Registro competente non oltre il 30 novembre di ciascun anno.
La nuova forma di pagamento prescelta avra' inizio dal primo dell'anno successivo. L'abbonamento e' valido esclusivamente per la detenzione di apparecchi nel domicilio od indirizzo indicato nel relativo libretto di iscrizione di cui al successivo art. 6. ((12)) -------------
AGGIORNAMENTO (1) La L. 28 dicembre 2015, n. 208, ha disposto (con l'art. 1, comma 152) che "Per l'anno 2016, la misura del canone di abbonamento alla televisione per uso privato di cui al regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880, e' pari, nel suo complesso, all'importo di euro 100". Si tratta della legge che ha approvato quella della stabilità 2016. Testo già inserito a completamento dell' art.1 . Come tutte le leggi di fine anno anche questa della stabilità è composta solo dell' art. 1 con 999 commi elencati in modo disordinato senza raggrupparli per argomenti.
Art. 3. -Testo in vigore dal: 1-1-1938al: 15-12-1954
a) per il primo pagamento da parte dei nuovi abbonati: col versamento del canone, sia esso annuale che semestrale o del rateo relativo, a favore del conto corrente postale del Primo Ufficio Bollo di Torino, a mezzo dell'apposito modulo di versamento in conto corrente da ritirarsi presso qualsiasi ufficio postale, che e' tenuto a fornirlo gratuitamente;
b) per le rinnovazioni dell'abbonamento: con versamento del canone sia esso annuale che semestrale mediante speciali moduli allegati al «Libretto di iscrizione alle radioaudizioni» di cui al successivo art. 6 a favore dell'apposito conto corrente dell'Ufficio del Registro nella cui circoscrizione si trova il Comune di residenza dell'utente.
La parte dei suddetti moduli rappresentante la ricevuta di versamento tiene luogo della licenza di abbonamento.(testo abrogato con legge n, 1150 del10-11.54).
All'articolo 3 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica di cui all'articolo 1, secondo comma, secondo periodo, il pagamento del canone avviene in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall'impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva alla cadenza delle rate. Le rate, ai fini dell'inserimento in fattura, s'intendono scadute il primo giorno di ciascuno dei mesi da gennaio ad ottobre. L'importo delle rate e' oggetto di distinta indicazione nel contesto della fattura emessa dall'impresa elettrica e non e' imponibile ai fini fiscali. Le somme riscosse sono riversate direttamente all'Erario mediante versamento unitario di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni. Le imprese elettriche devono effettuare il predetto riversamento entro il giorno 20 del mese successivo a quello di incasso e, comunque, l'intero canone deve essere riscosso e riversato entro il 20 dicembre. Sono in ogni caso esclusi obblighi di anticipazione da parte delle imprese elettriche».
Non ci sembra che si stia semplificando "la vita" ai cittadini, come credeva il "legislatore": Il sistema di rateizzazione del canone era ed è rimasto ancora vigente col successivo art. 5 del RDL 246 che, come tale, non risulta aggiornato, quindi considerabile ancora vigente. Ci sembra opportuno, però, per pura completezza , copiare sotto all'art 5 i primi tre righi previsti in aggiunta all' art.3.
Art. 4.- Testo in vigore dal: 1-1-1938
Per il primo pagamento da parte dei nuovi abbonati, l'utente che inizia l'abbonamento nel corso dell'anno ed intende eseguire il versamento del canone stesso per tutto l'anno in corso, e' obbligato al pagamento del canone medesimo in ragione di L. 7 al mese, come dalla tabella allegato A al presente decreto, vista, d'ordine Nostro, dal Ministro Segretario di Stato per le finanze, a decorrere dal mese in cui ha avuto inizio la detenzione dell'apparecchio e per quanti sono i mesi dell'anno in corso mancanti per arrivare al 31 dicembre. Se l'utente intende eseguire il versamento in rate semestrali e' obbligato al pagamento del canone in ragione di L. 7 al mese, giusta la citata tabella, a decorrere dal mese in cui ha avuto inizio la detenzione dell'apparecchio e per quanti sono i mesi del semestre in corso mancanti per arrivare al 30 giugno o al 31 dicembre.
( vedi ora il D.M. 20-12-91) -> Non è rintracciabile ; forse c'è stata una trascrizione errata.)
Art. 5. Testo in vigore dal: 1-1-1938al: 17-5-1947
Il pagamento del canone per la rinnovazione dell'abbonamento annuale alle radioaudizioni deve essere effettuato anticipatamente dagli abbonati in unica soluzione entro il mese di gennaio di ciascun anno. Il pagamento del canone per la rinnovazione dell'abbonamento a rate semestrali deve del pari effettuarsi anticipatamente entro il mese di gennaio e di luglio di ciascun anno.
«Per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica di cui all'articolo 1, secondo comma, secondo periodo, il pagamento del canone avviene in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall'impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva alla cadenza delle rate. .........."
Si omette la trascrizione degli articoli : 6,7,8, e 9 perché li abbiamo ritenuti superflui ai fini delle modifiche apportate al testo originale . Benché teoricamente ancora vigente, il loro contenuto di organizzazione burocratica del canone non interessa ora gli utenti . Bisogna attendere la nuova struttura organizzativa che sembra incontrare difficoltà con la chiamata in uso della bolletta elettrica. Se ne può riparlare quando sarà tutto definito.
Testo in vigore dal: 1-1-1938 al: 7-2-1946
Art. 10. Ove l'abbonato non intenda o non possa, per qualsiasi ragione, piu' usufruire delle radioaudizioni circolari e continui a detenere l'apparecchio presso di se', deve presentare al competente Ufficio del Registro apposita denunzia su carta semplice non oltre il mese di novembre di ciascun anno, indicando il numero di iscrizione nel ruolo e specificando il tipo dell'apparecchio di cui e' in possesso, il quale deve essere racchiuso in apposito involucro in modo da impedirne il funzionamento.
Alla denunzia l'utente deve unire un vaglia postale (con modulo in uso per pagamenti di tassa) di L. 10,20, intestato all'Ufficio del Registro, per spese dell'involucro su accennato ed accessori.
Qualora l'utente intenda cedere o alienare l'apparecchio e' del pari obbligato alla denunzia di cui sopra, nella quale deve indicare il cognome, nome, paternità e domicilio del cessionario od acquirente. In questo caso e' esonerato dall'obbligo del pagamento della somma di L. 10,20 di cui al comma precedente. L'utente con abbonamento semestrale che ceda o venda l'apparecchio entro il 1° semestre dell'anno e' dispensato dal pagamento del canone relativo al 2° semestre a condizione che entro il 30 giugno denunci all'Ufficio del Registro presso il quale trovasi iscritto a ruolo l'avvenuta cessione con le generalita' del cessionario o acquirente e comprovi che questo ultimo abbia pagato il canone. L'utente che ha effettuato le denunzie di cui sopra deve altresi' restituire al competente Ufficio del Registro, entro il 31 dicembre dell'anno in cui ha presentato le denunzie medesime, il libretto di iscrizione a ruolo. Qualora l'utente intenda riaprire l'apparecchio gia' suggellato, deve farne domanda su carta semplice in triplice esemplare al competente Ufficio del Registro, con il contemporaneo pagamento della somma di L. 5,20 da versarsi con vaglia postale intestato all'Ufficio medesimo. L'Ufficio del Registro, dopo aver preso nota di tale richiesta sul ruolo di consistenza degli abbonati, passera' i tre esemplari delle domande al competente Ufficio Tecnico Erariale.
Aggiornamento del comma 158.lett."c".
A decorrere dalla data di entrata  in  vigore  della  presente legge non e' piu' esercitabile la facoltà di presentare la denunzia di cessazione dell'abbonamento radiotelevisivo per suggellamento, di cui all'articolo 10, primo comma, del regio decreto-legge 21 febbraio1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n.  880.  Restano ferme la disciplina vigente in materia di accertamento e riscossione coattiva e le  disposizioni  in  materia  di  canone  di abbonamento speciale per la detenzione fuori dell'ambito familiare, salvo quanto disposto dal precedente periodo.
COMMENTO-La disdetta dell' abbonamento ex art. 10 del RDL 246 riguardava le radioaudizioni non quelle televisive per cui il divieto previsto dal comma 158 della Legge di Stabilità 2016 è in contrasto con l'art 1 del RDL 246 che parla ancora oggi, appunto, di "radioaudizioni".
Ci fermiamo anche se ci sarebbero altre anomalie da evidenziare che ormai, a nostro avviso, rendono ancora vigente, ma inapplicabile, il Regio Decreto perchè mistificato dalla citazione di normativa ancora vigente. Chiediamo scusa ai lettori per la lunghezza di questo intervento , ma non poteva essere diversamente. Abbiate pazienza e non vogliatemene, mentre spero di essere stato utile.