Source: http://legislazionetecnica.it/52587/fonte/l-02-02-1974-n-64
Timestamp: 2019-02-17 21:43:49+00:00
Document Index: 130831879

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 67', 'art. 7', 'art. 54', 'art. 7', 'art. 52', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art.1', 'art.30', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 1669', 'art. 10', 'art. 16', 'art. 93', 'art. 17', 'art. 136', 'art. 137', 'art. 95', 'art. 20', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 2231', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 13', 'art. 22', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 112', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 6', 'art. 879', 'art. 18', 'art. 38', 'art. 23', 'art. 35', 'art. 38', 'art. 884', 'art. 885', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 16']

Norme tecniche per la progettazione e la costruzione degli sbarramenti di ritenuta (dighe e traverse).
Il provvedimento sostituisce le precedenti norme tecniche contenute nel D.M. 24/03/1982.
Il decreto entrava formalmente in vigore dal 07/08/2014, vale a dire 30 giorni dopo la pubblica-zione in Gazzetta Ufficiale. Tuttavia, il comma 2-bis dell’art. 5 del D.L. 136/2004 (convertito in legge dalla L. 186/2004) ha disposto che “al fine di avviare una fase sperimentale di applicazione delle norme tecniche di cui al comma 1, è consentita, per un periodo di diciotto mesi dalla data di entrata in vigore delle stesse, la possibilità di applicazione, in alternativa, della normativa precedente sulla medesima materia”. Detto termine, con riferimento alle norme tecniche per la progettazione, la costruzione e l’adeguamento, anche sismico e idraulico, delle dighe di ritenuta, è stato prorogato al 28/02/2017 ad opera del comma 11-bis dell’art. 7 del D.L. 210/2015 (convertito in legge dal-la L. 21/2016), data pertanto a partire dalla quale le norme in questione hanno acquisito piena vigenza.
Per le opere già iniziate o con lavori già affidati, nonché per i progetti definitivi o esecutivi già approvati prima della suddetta data di entrata in vigore, è stato possibile continuare ad utilizzare la normativa tecnica utilizzata per la redazione dei relativi progetti, fino alla ultimazione dei lavori e relativo collaudo.
Si è peraltro prevista l'applicazione alle opere già iniziate o affidate le norme contenute nella parte H del nuovo decreto, relative alle dighe esistenti, nei casi prioritari che sottoposti all'esame della Commissione consultiva per il monitoraggio della normativa, per tutto il periodo di attività della stessa.
L. R. Abruzzo 17/12/1996, n. 138
Nuove norme per lo snellimento di procedure per gli interventi di costruzione, riparazione, sopraelevazione ed ampliamento nelle zone dichiarate sismiche ai sensi della L. 2.2.74, n. 64.
Articolo 1, comma 3, lettera d).
Adeguamento delle norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi.
Articolo 1, paragrafo b).
Il Ministro dei LL.PP. ha emanato, con decreto 12/02/1982, il testo aggiornato delle norme tecniche relative ai "Criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi", in sostituzione del precedente decreto 03/10/1978.
In applicazione del precedente decreto fu emanata la Circolare 18591/1978, che viene riportata nel T.U. zone sismiche, in quanto mantiene intatta la sua validità, in considerazione delle poche varianti che il D.M. aggiornato presenta rispetto al precedente. Da notarsi che nel D.M. 12/02/1982 i valori numerici sono espressi in unità del sistema internazionale SI; nel decreto sostituito era adottato il sistema m/Kg f/s.
Secondo l'opinione espressa dal Consiglio Superiore dei LL.PP. nel voto n. 826 del 26-27/04/1977 i carichi ed i sovraccarichi, e le loro combinazioni, cioè le azioni che agiscono o si prevede possano agire sulle costruzioni, nonché i criteri generali per le verifiche di sicurezza, sono tema fondamentale e comune di ogni altra struttura tecnica.
La normativa è adottata ai sensi dell'art. 1 della L. 02/02/1974, n. 64 recante "Provvedimenti per le costruzioni con particolari precisioni per le zone sismiche", lettera b).
Per quanto concerne la individuazione nel campo di applicazione delle norme in esame, la espressa indicazione delle "costruzioni ad uso civile ed industriale" e di "tutte le costruzioni da realizzare nel campo dell'ingegneria civile per quanto non in contrasto con vigenti norme specifiche", sembra risolva i problemi relativi al rapporto con la L. 05/11/1971, n. 1086 che detta norme per la disciplina delle opere in conglomerato cementizio.
Norme per l'esercizio delle funzioni amministrative di cui alla legge 2 febbraio 1974, n. 64, contenente provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per zone sismiche e di cui alla legge 5 novembre 1971, n. 1086, concernente la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica.
Abrogata dalla L.R. del 27/01/2010 n. 5.
Aggiornamento delle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche.
Circ. Ass.R. Sicilia 06/02/2012, n. 2993
Legge 2.2.1974, n. 64 e D.M. 14.1.2008, punto 7.2.2 - Limitazioni di altezza degli edifici in funzione delle larghezze stradali: raccomandazioni e voti.
Nella G.U.R. 16/03/2012, n. n. 11 viene dato avviso di pubblicazione sul sito ufficiale dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente artasicilia.eu della circolare in oggetto.
A seguito del venir meno dal corpo della normativa antisismica delle limitazioni di altezza degli edifici in funzione delle larghezze stradali e dell'introduzione di norme che demandano ai regolamenti edilizi comunali la determinazione di questi aspetti, la circolare detta prescrizioni operative per gli Enti locali.
In forza del punto 7.2.2 delle norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14/01/2008, i regolamenti e le norme di attuazione degli strumenti urbanistici possono introdurre limitazioni alle altezze degli edifici in funzione della larghezza stradali, e, per ciascun fronte dell'edificio verso strada, devono definire la distanza minima tra la proiezione in pianta del fronte stesso ed il ciglio opposto della strada.
Ne consegue che, poiché il TU edilizia di cui al D.P.R. 380/2001, nel declinare il contenuto obbligatorio dei regolamenti edilizi, prevede tra l'altro il rispetto delle normative di sicurezza degli immobili, i Comuni siciliani si devono fare carico di questa esigenza e conseguentemente integrare le prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti con norme regolamentari che definiscano l'altezza degli edifici in funzione della larghezza della strada.
Il criterio cautelativo che deve presiedere all'interpretazione di queste previsioni è che ogni nuova e maggiore altezza di un edificio va valutata tenendo conto in modo precipuo della larghezza stradale, risultato questo cui si deve pervenire, sempre che occorra, anche integrando e modificando gli strumenti vigenti.
DPR 380/2001 e DM 14/01/2008. Richiesta di pareri.
Tra i vari chiarimenti forniti dal documento, di particolare importanza i seguenti:
- collaudo statico: il Consiglio superiore dei lavori pubblici ritiene che - pur in assenza di una norma di rango primario che estenda a tutte le strutture indipendentemente dal materiale impiegato gli obblighi e le procedure per il collaudo statico previste dall'art. 67 del D.P.R. 380/2001 (che ha ripreso l’art. 7 della L. 1086/1971) in relazione alle strutture portanti realizzate in calcestruzzo armato semplice e precompresso o in acciaio - le procedure predette possano essere utilmente adottate anche in relazione a tutte le strutture con qualsiasi materiale realizzate. Viene in proposito superata l’interpretazione fornita con la precedente Circolare 31/07/1979, n. 19581;
- strutture miste: il Consiglio superiore dei lavori pubblici chiarisce che - pur non essendo menzionate dall’art. 54 del D.P.R. 380/2001 (che ha ripreso l’art. 7 della L. 64/1974) - possono essere realizzate costruzioni a tipologia mista, intendendosi queste ultime quali complessi strutturali le cui membrature sono realizzate, per porzioni, con materiali e/o sistemi diversi da quelli menzionati dalle suddette norme, fermo restando il rispetto degli obblighi di cui all’art. 52 del D.P.R. 380/2001 (che ha ripreso l’art. 1 della L. 64/1974), ove si prevede che “qualora vengano usati materiali o sistemi costruttivi diversi da quelli disciplinati dalle norme tecniche in vigore, la loro idoneità deve essere comprovata da una dichiarazione rilasciata dal Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici su conforme parere dello stesso Consiglio”.
Com.Ass.R. Piemonte 24/12/2009
Ulteriori linee guida per l’applicazione della procedura di formazione e approvazione delle varianti strutturali al Piano regolatore generale, art. 1, comma 3 della L.R. 26 gennaio 2007, n. 1; integrazioni e modifiche al precedente Comunicato, pubblicato sul Bollettino Ufficiale n. 51 del 18.12.2008.
Decreto del Presidente della Repubblica n. 246 del 21 aprile 1993, art. 8, comma 6 - Concessione ai laboratori per lo svolgimento delle prove geotecniche sui terreni e sulle rocce ed il rilascio dei relativi certificati ufficiali.
L. 64/74. D.M. 11.3.88. Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e stabilità sulle opere di fondazione. Relazione geologica e geotecnica. Competenze professionali.
Circ.P.G.R. Piemonte 31/12/1992, n. 20/PRE
Prescrizioni di cui agli artt. 2 e 13 della L. 2 febbraio 1974, n.64, relativa agli abitati da consolidare o da trasferire ai sensi della L. 9 luglio 1908, n.455.
Circ.Min. LL.PP. 25/02/1991, n. 34233
L.64/74. Art.1 D.M. 4.5.1990. Istruzioni relative alla normativa tecnica dei ponti stradali.
Circ.Min. LL.PP. 25/02/1991, n. 233
L.64/74, art.1. DM 4.5.1990. Istruzioni relative alla normativa tecnica dei ponti stradali.
Circ.Min. LL.PP. 16/03/1989, n. 31104
Circ.Min. LL.PP. 20/03/1986, n. 27291
Istruzioni relative alla normativa per le tubazioni. D.M.12.12.1985.
L. 64/74. Progettisti e direttori dei lavori per opere eseguite per conto dello Stato. Iscrizione all'albo professionale.
Circ.Min. LL.PP. 02/11/1981, n. 895
L.64/74 art.30. Interpretazione della normativa transitoria in materia di edilizia antisismica.
Professioni - Competenze professionali - Costruzioni in zona sismica - Competenza dei periti edili e/o geometri - Esclusione.
È legittimo il provvedimento recante l’annullamento in autotutela del permesso di costruire relativo a una sopraelevazione di un edificio in zona sismica se il progetto è sottoscritto da un perito edile. Ed infatti, ai sensi dell’art. 16 del R.D. n. 275/1929 (Regolamento per la professione di perito industriale), e dell’art. 16 del R.D. n. 274/1929, lettera m) (Regolamento per la professione di geometra), i periti e i geometri non sono abilitati a progettare in zona sismica.
Professionisti - Geometri - Competenza professionale - Carattere "modesto" della costruzione - Valutazione - Criteri - Mancato uso del cemento armato - Decisività - Esclusione - Costruzione in zona sismica - Rilevanza.
Il criterio per accertare se una costruzione sia da considerare modesta - e quindi se la sua progettazione rientri nella competenza professionale dei geometri, ai sensi dell'art. 16, lett. m), del R.D. n. 274 del 1929 - consiste nel valutare le difficoltà tecniche che la progettazione e l'esecuzione dell'opera comportano e le capacità occorrenti per superarle; a questo fine, mentre non è decisivo il mancato uso del cemento armato, assume significativa rilevanza il fatto che la costruzione sorga in zona sismica, con conseguente assoggettamento di ogni intervento edilizio alla normativa di cui alla L. n. 64 del 1974, la quale impone calcoli complessi, che esulano dalle competenze professionali dei geometri.
Le opere in cemento armato relative a piccole costruzioni accessorie rientrano nella competenza dei geometri, risultando ininfluente che il calcolo del cemento armato sia stato affidato ad un ingegnere o ad un architetto. In buona sostanza, la competenza dei geometri è limitata alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione di quelle che comportino l'adozione - anche parziale - di strutture in cemento armato; solo in via di eccezione, si estende anche a queste strutture, a norma della lett. l) dell'art. 16 del R.D. 11/02/1929, n. 274, purché si tratti di piccole costruzioni accessorie nell'ambito di edifici rurali o destinati alle industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per le persone. Il criterio per accertare se una costruzione sia da considerare modesta - e quindi se la sua progettazione rientri nella competenza professionale dei geometri - consiste nel valutare le difficoltà tecniche che la progettazione e l’esecuzione dell’opera comportano e le capacità occorrenti per superarle; a questo fine, mentre non è decisivo il mancato uso del cemento armato (ben potendo anche una costruzione «non modesta» essere realizzata senza di esso), assume significativa rilevanza il fatto che la costruzione sorga in zona sismica, con conseguente assoggettamento di ogni intervento edilizio alla normativa di cui alla L. n. 64 del 1974, la quale impone calcoli complessi che esulano dalle competenze professionali dei geometri.
Geometri - Competenza professionale - Costruzioni in cemento armato - Individuazione - Riparto di competenze con ingegneri e architetti - Fondamento.
In base all’art. 16 del R.D. 11 febbraio 1929, n. 274, la competenza professionale dei geometri in materia di progettazione e direzione dei lavori di opere edili riguarda le costruzioni in cemento armato solo relativamente ad opere con destinazione agricola, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per la incolumità delle persone, mentre per le costruzioni civili che adottino strutture in cemento armato, sia pure di modeste dimensioni, ogni competenza è riservata ad ingegneri ed architetti, ai sensi dell’art. 1 del R.D. 16 novembre 1939, n. 2229; né tale disciplina professionale è stata modificata dalla legge 5 novembre 1971, n. 1086, e dalla legge 2 febbraio 1974, n. 64, le quali si sono limitate, pur senza esplicito richiamo, a recepire la previgente ripartizione di competenze.
1. Appalti - Difetti gravi dell’opera - Violazione delle norme su progettazione ed esecuzione dell’opera soggetta ad azione sismica - Configura difetti gravi
1. Le violazioni delle prescrizioni dettate, in base alla L. 1974/64 (ed attualmente dal D.P.R. 01/380), per la progettazione e l’esecuzione delle costruzioni soggette ad azione sismica, integrano i gravi difetti, di cui l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente ai sensi dell’art. 1669 Cod. civ., incidendo esse sulla sostanza e stabilità degli edifici o delle altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata, non potendo essere sovrapposte alle prescrizioni normative anzidette, in quanto recanti delle presunzioni assolute, una diversa individuazione degli stati limite delle strutture e diversi modelli di calcolo delle azioni sismiche e dei loro effetti.
1. Edilizia ed urbanistica - Denuncia di inizio attività - Sufficiente per ristrutturazioni di portata minore in luogo del permesso di costruire 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Zone sismiche - Normativa antisismica - Applicabilità a tutte le costruzioni la cui sicurezza interessi la pubblica incolumità
1. Sono realizzabili con denuncia di inizio attività (D.I.A.) gli interventi di ristrutturazione edilizia di portata minore ovvero che comportano una semplice modifica dell’ordine in cui sono disposte le diverse parti dell’immobile e con conservazione della consistenza urbanistica iniziale, classificabili diversamente dagli interventi di ristrutturazione edilizia descritti dall’art. 10, c.1., lett. c), D.P.R. 380/01 che portano ad un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente con aumento delle unità immobiliari o modifiche del volume, sagoma, prospetti e superfici, e per i quali è necessario il preventivo permesso di costruire. 2. Le disposizioni della normativa antisismica ex L. 1974/64 si applicano a tutte le costruzioni la cui sicurezza possa interessare la pubblica incolumità, a nulla rilevando la natura dei materiali usati e delle strutture realizzate, in quanto l’esigenza di maggior rigore nelle zone dichiarate sismiche rende più necessari i controlli e le cautele prescritte, quando si impiegano elementi strutturali meno solidi e duraturi del cemento armato.
1. Geometra - Limiti di competenza - Inosservanza - Nullità dell’incarico professionale per direzione e vigilanza cantieri e lavori - Azione risarcitoria del committente contro il geometra - Esclusione
1. In tema di prestazione d’opera, con riferimento alla professione dei geometri, il chiaro ed unico tenore delle disposizioni dell’art. 16, lett. l) e m) R.D. 11 febbraio 1929 n. 274, espressamente limitanti l’esercizio dell’attività di geometra a «progetto, direzione, sorveglianza e liquidazione» - nel caso della lett. m) a «progetto, direzione e vigilanza» - rispettivamente, di costruzioni rurali nonché di edifici per uso d’industrie agricole di limitata importanza, e di modeste costruzioni civili, comporta, per esclusione, la nullità degli incarichi conferiti a tali professionisti per direzione e vigilanza del cantiere e dei lavori - o comunque comportanti obbligo della relativa sorveglianza - eccedenti dai limiti indicati. La eventuale inosservanza di tali obblighi non può essere, dunque, posta a base di azioni contrattuali, come quella risarcitoria, per inesatto adempimento da parte del committente, il quale, in quanto partecipe, per effetto del volontario conferimento dell’incarico, della violazione delle norme di ordine pubblico in questione, non può dolersi delle conseguenze dannose derivanti dal compimento di attività illecite, cui scientemente, o quanto meno incautamente, ha dato causa.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Zone sismiche - Duplice controllo di ufficio tecnico regionale e comunale. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Zone sismiche - Costruzioni, sopraelevazioni o riparazioni - Obbligo di preavviso scritto alle sportello unico per il competente ufficio tecnico della Regione. 3. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Zone sismiche - Tettoia - Applicabilità norme antisismiche. 4. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Zone sismiche - Disciplina applicabile.
1. La vigilanza sull'attività edilizia nei comuni considerati sismici si affianca a quella ordinaria basata sul rilascio di un titolo abilitativo conforme alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie. Nelle zone sismiche l'attività edilizia è quindi soggetta ad un duplice controllo: a quello operato dall'ufficio tecnico regionale, riguardante la sicurezza delle costruzioni rispetto ai fenomeni sismici, ed a quello dell'autorità comunale, attinente all'osservanza degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi. Quindi, sia in base alla disciplina attuale, che a quella previgente, qualsiasi intervento edilizio, fatta eccezione per quello di semplice manutenzione ordinaria, se eseguito in zona sismica, deve essere preventivamente denunciato all'ufficio tecnico, al fine di consentire i dovuti controlli in merito al rispetto della disciplina vigente in materia di costruzione in zone sismiche. 2. L'art. 93 del Testo unico D.P.R. 2001/380, che riproduce sostanzialmente l'art. 17 della legge n. 64 del 1974, dispone che nelle zone sismiche chiunque intenda procedere a costruzioni, sopraelevazioni o riparazioni è tenuto a darne preavviso scritto allo sportello unico, che provvede a trasmetterne copia al competente ufficio tecnico della regione. La normativa in questione è rivolta principalmente alla sicurezza delle abitazioni situate in zone sismiche ed è pertanto finalizzata, a salvaguardare l'incolumità pubblica. Essa non distingue tra opere interne ed opere esterne, ma prescrive il controllo di qualsiasi costruzione, riparazione o sopraelevazione. 3. Anche una tettoia integra il concetto di costruzione richiesto per l'applicabilità della normativa antisismica già disciplinata dalla legge n. 64 del 1974 e sostanzialmente riprodotta nel T.U. edilizia. 4. La legge n. 64 del 1974 non è stata esplicitamente abrogata dall'art. 136 del D.P.R. n. 380 del 2001 (testo unico dell'edilizia), anzi si è precisato, con l'art. 137, che essa resta in vigore per tutti i campi di applicazione originariamente previsti dal testo normativo e non applicabili alla parte prima del testo unico, si osserva che l'art. 95 del T.U., che riproduce integralmente il contenuto del previgente art. 20 della legge n. 64 del 1974, punisce chiunque violi le disposizioni contenute nel presente capo (si tratta del capo IV del testo unico) e nei decreti interministeriali di cui agli artt. 52 ed 83 del T.U. con l'ammenda da 206 euro a 10.329 euro.
1. Geometri - Limiti di competenza - Opere in cemento armato - Progettazione - Esclusione (Anche per manufatti «isostatici»).
1. A norma dell'art. 16, lett. m) R.D. 11 febbraio 1929 n. 274 nonché dalla L. 1949/144 (recante la tariffa professionale dei geometri), la competenza dei geometri è limitata alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione di quelle che comportino l'adozione - anche parziale - di strutture in cemento armato, mentre, in via d'eccezione, si estende anche a queste strutture, a norma della lett. l) del medesimo art. 16, solo con riguardo alle piccole costruzioni accessorie nell'ambito degli edifici rurali o destinati alle industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per le persone, restando la suddetta competenza comunque esclusa nel campo delle costruzioni civili ove si adottino strutture in cemento armato, la cui progettazione e direzione, qualunque ne sia l'importanza, è pertanto riservata solo agli ingegneri ed architetti iscritti nei relativi albi professionali.
Sent.C. Cass. 15/02/2005, n. 3021
1. A norma dell'art. 16, lett. m) R.D. 11 febbraio 1929 n. 274 (d'attuazione della L. 1923/1395), e come si ricava anche dalla L. 1971/1086 e dalla L. 1974/64 (che hanno rispettivamente disciplinato le opere in conglomerato cementizio e le costruzioni in zone sismiche) nonché dalla L. 1949/144 (recante la tariffa professionale dei geometri), la competenza dei geometri è limitata alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione di quelle che comportino l'adozione - anche parziale - di strutture in cemento armato, mentre. in via d'eccezione, si estende anche a queste strutture, a norma della lett. l) del medesimo art. 16, solo con riguardo alle piccole costruzioni accessorie nell'ambito degli edifici rurali o destinati alle industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per le persone, restando la suddetta competenza comunque esclusa nel campo delle costruzioni civili ove si adottino strutture in cemento armato, la cui progettazione e direzione, qualunque sia l'importanza è pertanto riservata solo agli ingegneri ed architetti iscritti nei relativi albi professionali. (Nel fare applicazione del suindicato principio la Corte di Cassazione ha rigettato l'impugnazione, considerando infondata la tesi del ricorrente secondo cui nel suindicato divieto per i geometri non ricadrebbero i manufatti «isostatici», da realizzare per intero in conglomerato, senza iterazione con corpi di fabbrica in muratura tradizionale, altresì escludendo che le innovazioni introdotte nei programmi scolastici degli istituti tecnici possano ritenersi avere ampliato, mediante l'inclusione tra le materie di studio di alcuni argomenti attinenti alle strutture in cemento armato, le competenze professionale dei medesimi. 2. Per il disposto dell'art. 2231 C.c., l'esecuzione di una prestazione d'opera professionale di natura intellettuale effettuata da chi non sia iscritto nell'apposito albo previsto dalla legge, dà luogo a nullità assoluta del rapporto tra professionista e cliente, privando il contratto di qualsiasi effetto, in contrario non rilevando la circostanza che il progetto dell'opera realizzanda (nel caso, un muro) risulti redatto da altro professionista (nel caso, un ingegnere) cui quello incaricato (nel caso, un geometra) si sia al riguardo rivolto, dal personale possesso del titolo abilitante da parte di quest'ultimo dipendendo la validità del negozio.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Zone sismiche - Preventiva autorizzazione Genio civile - Accertamento di sua regolarità da parte del Sindaco ex art. 17 L. 1974 n. 64.
1. Considerato che per il rilascio della concessione edilizia in zona sismica è necessaria la preventiva autorizzazione dell’Ufficio tecnico della Regione e dell’Ufficio del Genio civile, il Sindaco, in base all’art. 17 della L. 2 febbraio 1974 n. 64, è tenuto ad accertare la regolarità di detta autorizzazione giacché l’eventuale irregolarità invaliderebbe il provvedimento di concessione edilizia.
1. Edilizia ed urbanistica - Piano regolatore - In zone sismiche - Parere Genio civile - Necessità.
1. Nelle zone sismiche il piano regolatore e gli altri strumenti urbanistici nonché le loro varianti devono essere preceduti, ai sensi dell'art. 13 della L. 2 febbraio 1974 n. 64, dal parere dell'ufficio del Genio civile.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Costruzioni in zone sismiche - Difformi dalle norme ex L. 1974 n. 64 - Demolizione disposta dal giudice - Esecuzione - Competenza di ufficio tecnico Regione o Genio civile.
1. In caso di realizzazione di opere edilizie in difformità delle norme previste dalla L. 2 febbraio 1974 n. 64 (normative sulle costruzioni in zone sismiche), o dalle fonti integrative da questa previste, la esecuzione della sanzione amministrativa della demolizione disposta dal giudice con la sentenza di condanna compete all'ufficio tecnico della Regione o a quello del Genio civile. (La Corte ha nella specie chiarito che non vi può essere una equiparazione con la disciplina del diverso ordine di demolizione di cui all'art. 7 della L. 28 febbraio 1985 n. 47, la cui esecuzione spetta all'Autorità giudiziaria).
1. Geometri - Limiti di competenza - Opere in cemento armato - Progettazione e direzione - Esclusione.
1. A norma dell'art. 16, lett. m) R.D. 11 febbraio 1929 n. 274, la competenza dei geometri è limitata alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione di quelle che comportino l'adozione, anche parziale, di strutture in cemento armato, mentre, in via di eccezione, si estende anche a queste strutture, a norma della lett. l) del medesimo articolo, solo con riguardo alle piccole costruzioni accessorie nell'ambito degli edifici rurali o destinati alle industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per le persone, restando comunque esclusa, la suddetta competenza nel campo delle costruzioni civili ove si adottino strutture in cemento armato, la cui progettazione e direzione, qualunque ne sia l'importanza è pertanto riservata solo agli ingegneri ed architetti iscritti nei relativi albi professionali.
1. A norma dell'art. 16, lett. l) del R.D. 11 febbraio 1929 n. 274 i geometri possono progettare o dirigere costruzioni in cemento armato - ad esclusione di quelle di tipo civile anche se di modesta entità - solo per piccole opere accessorie di edifici rurali che non implichino pericolo per l'incolumità delle persone.
1. Geologo - Limiti di competenza - Relazione geologica allegata al piano regolatore comunale - Vi rientra.
1. Il bando di concorso relativo alla progettazione del piano regolatore generale di un Comune, nella quale l'attività progettuale implichi necessariamente (ai sensi della L. 2 febbraio 1974 n. 64 e del D.M. 18 marzo 1988) la redazione di una relazione geologica, non può essere riservato alla sola categoria professionale degli ingegneri ed alle società di ingegneria, escludendo così implicitamente la possibilità per i geologi di partecipare al progetto della relazione geologica, e senza che, per la redazione di quest'ultima relazione, venga predisposto un parallelo bando di concorso. (Nella specie, un bando di concorso in cui non erano state osservate queste regole era stato sospeso).
Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Zone sismiche - Violazione prescrizioni tecniche - Reato ex artt. 17, 18 e 20, L. 64/1974 - Estremi - Fattispecie.
1. La contravvenzione prevista e punita dagli artt. 17, 18 e 20 L. 2 febbraio 1974 n. 64 può essere commessa da chiunque violi o concorra a violare l'obbligo imposto del preavviso e del deposito dei progetti e degli allegati tecnici, sicché, pur non trattandosi di un reato proprio del proprietario, la configurazione giuridica dello stesso può essere inquadrata in quelli a soggettività ristretta, giacché, oltre che da questi, può essere commesso dal committente, dal titolare della concessione edilizia ed, in genere, da chi ha la disponibilità dell'immobile o dell'area su cui esso sorge, nonché da quei soggetti che esplicano attività tecnica ed hanno iniziato la costruzione senza accertarsi degli intervenuti adempimenti. (Nella specie, la Corte ha escluso la responsabilità di soggetti che abbiano svolto funzioni, nell'ambito di procedimenti amministrativi, propedeutiche all'attività edificatoria, quali il segretario comunale chiamato ad esprimere il parere obbligatorio in merito alla delibera di aggiudicazione dei lavori all'esito della gara di appalto).
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Zone sismiche - L. 1974 n. 64 e relativi decreti - Applicabili solo alle costruzioni eseguite dopo. 2. Edilizia ed urbanistica - Regolamenti edilizi - Norme con carattere integrativo e non del codice civile - Distinzione.
1. La disciplina dettata in materia di costruzioni antisismiche dalla L. 2 febbraio 1974 n. 64 e dai decreti del Ministero dei lavori pubblici contenente le norme tecniche previste dall'art. 3 della legge stessa si applica, ai sensi dell'art. 32, solo alle costruzioni eseguite dopo l'entrata in vigore delle norme tecniche e non a quelle realizzate in precedenza, che restano soggette alla disciplina della L. 25 novembre 1962 n. 1684. 2. Nell'ambito delle norme dei regolamenti comunali edilizi hanno carattere integrativo delle disposizioni del codice civile quelle dirette a completare, rafforzare ed armonizzare con il pubblico interesse di un ordinato assetto urbanistico la disciplina dei rapporti intersoggettivi di vicinato; non rivestono, invece, tale carattere le norme che hanno come scopo principale la tutela di interessi generali urbanistici quali la limitazione del volume, dell'altezza e della densità degli edifici, l'esigenza dell'igiene, la viabilità, la conservazione dell'ambiente ed altre.
Sent. C. Cass. pen. 14/07/1999, n. 18
1. Il reato previsto e punito dagli artt. 3 e 20 L. 2 febbraio 1974 n. 64, consistente nell'esecuzione di costruzioni in difformità delle norme tecniche sull'edilizia in zone sismiche, ha natura di reato permanente, ma tale permanenza ha termine con la cessazione dei lavori di costruzione del manufatto, a qualsiasi causa dovuta. 2. I reati previsti e puniti dagli artt. 17, 18 e 20 L. 2 febbraio 1974 n. 64 (provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche) e consistenti nell'omissione della presentazione della denuncia dei lavori, e dell'avviso di inizio dei lavori, hanno natura di reati istantanei.
1. Edilizia ed urbanistica - Costruzioni in zone sismiche - Difformi da norme di sicurezza - Reato ex art. 3 L. 1974 n. 64 - Natura permanente - Non cessa a fine lavori.
1. La contravvenzione prevista dall'art. 3 L. 2 febbraio 1974 n. 64 - in virtù della quale le costruzioni in zone sismiche debbono essere conformi alle norme di sicurezza richiamate da appositi decreti ministeriali oltre che dall'art. 1 stessa legge - ha natura permanente; la permanenza non cessa con la fine dei lavori e dura fino a che la costruzione "rimane in piedi" in modo difforme dai criteri di sicurezza previsti.
1. Edilizia ed urbanistica Abusi Sanatoria Per reati in materia di cemento armato e di zone sismiche Esclusione ex art. 22, comma 3, L. 1985 n. 47 Non è incostituzionale.
1. La questione di legittimità costituzionale, con riferimento all'art. 3, comma 1, della Costituzione, dell'art. 22, comma 3, della L. 28 febbraio 1985 n. 47 - nella parte in cui prevede che il rilascio delle concessioni urbanistiche in sanatoria estingue le violazioni di natura strettamente urbanistica ma non i reati concorrenti riguardo alla violazione delle norme sulle costruzioni in cemento armato (artt. 1, 2 e 13 L. 5 novembre 1971 n. 1086) e in zona sismica (artt. 3, 17, 18 e 20 L. 2 febbraio 1974 n. 64) - è manifestamente infondata.
1. Geometri Limiti di competenza Opere in cemento armato Esclusione.
1. Il R.D. 16 novembre 1939 n. 2229 esclude dalla competenza dei geometri - essendo competenza di architetti ed ingegneri - i progetti di lavori comportanti l'impiego di cemento armato. Tale disciplina non è mutata dopo le leggi 5 novembre 1971 n. 1086 sulle opere in conglomerato cementizio e 2 febbraio 1974 n. 64 sulle costruzioni in zone sismiche.
1. Edilizia ed urbanistica - Costruzioni in zone sismiche - Violazione prescrizioni tecniche - Reato ex artt. 3 e 20 L. 1974 n. 64.
1. In materia di costruzione in zona sismica, le violazioni della normativa tecnica (artt. 3 e 20 L. 2 febbraio 1974 n. 64 costituiscono un reato di natura sostanziale autonomo rispetto a quelli formali previsti dagli artt. 17 e 18, in relazione alle quali, essendo in facoltà dell'agente porre fine alla situazione antigiuridica protraentesi nel tempo, il legislatore considera indispensabile l'eliminazione della situazione di pericolo per la pubblica incolumità; la permanenza di tali violazioni cessa nel momento in cui ha fine la situazione antigiuridica per fatto volontario del colpevole o per altri eventi che rendano impossibile il protrarsi dello stato di pericolo.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Zone sismiche - Violazione artt. 3 e 20 L. 1974 - Carattere permanente - Cessazione della permanenza - Quando si verifica.
1. La contravvenzione consistente nella violazione di prescrizioni tecniche stabilite dai decreti attuativi della legge concernente le costruzioni in zone antisismiche (artt. 3 e 20 L 2 febbraio 1974 n. 64) ha natura permanente in quanto la condotta antigiuridica si protrae nel tempo e può sempre cessare per volontà dell'agente; la cessazione della permanenza si identifica nell'esaurimento dell'attività edilizia ovvero con il completamento della costruzione illegittima.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - In sanatoria - Effetti estintivi - Violazioni in tema di costruzioni antisismiche - Non vi rientrano. 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - In sanatoria - Effetti estintivi - Per tutti i responsabili dell'abuso.
1. La concessione in sanatoria ai sensi degli artt. 13 e 22 L. 28 febbraio 1985 n. 47 estingue i reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigenti, ed alla nozione di norme urbanistiche non può ricondursi la L. 2 febbraio 1974 n. 64, che prevede la disciplina per le costruzioni da eseguirsi nelle zone sismiche, in quanto avente oggettività diversa rispetto a quella che riguarda l'assetto del territorio sotto il profilo edilizio. 2. In caso di rilascio di concessione in sanatoria ai sensi dell'art. 13 L. 28 febbraio 1985 n. 47, la speciale causa di estinzione del reato di cui all'art. 22 si estende a tutti i responsabili dell'abuso (come individuati dall'art. 6 stessa legge) e non ai soli soggetti che abbiano chiesto ed ottenuto il provvedimento; in proposito occorre tenere conto sia della valenza sostanziale ed oggettiva dell'accertamento di conformità disciplinato dall'art. 13, sia il meccanismo di estinzione in questione, diversamente da quanto stabilito per la procedura di “condono”, non si fonda sul pagamento di una somma a titolo di oblazione, ma sull'effettivo rilascio della concessione sanante.
1. Edilizia ed urbanistica - Costruzioni in zone sismiche - Distanze - Domanda di demolizione per inosservanza della relativa disciplina - Accoglimento in base alle norme antisismiche. 2. Edilizia ed urbanistica - Costruzioni in zone sismiche - Distanze - Principio della prevenzione ex art. 8 L. 1962 n. 1684 - Conseguenze in caso di sopraelevazione.
1. In considerazione del fatto che per il principio iura novit curia il giudice deve identificare la norma - generale o speciale - applicabile nel caso di costruzione di cui la parte chiede la demolizione per mancato rispetto della disciplina sulle distanze, non vi è violazione dell'art. 112 Cod. proc. civ. se il giudice, interpretata la domanda, dispone l'abbattimento di detta costruzione perché realizzata in una zona notoriamente sismica ed in contrasto con la specifica normativa legislativa e regolamentare (L. 25 novembre 1962 n. 1684, applicabile fino all'emanazione dei decreti ministeriali previsti dalla L. 2 febbraio 1974 n. 64), integrativa (intervalli di isolamento tra costruzioni non aderenti) degli artt. 872 e 873 Cod. civ. (art. 8 legge n. 1684 del 1962), pur se non tempestivamente invocata dalla parte attrice. 2. In considerazione del fatto che il principio della prevenzione è accolto nella normativa speciale cosiddetta antisismica (art. 8 L. 25 novembre 1962 n. 1684), il vicino prevenuto, che vuole sopraelevare la sua costruzione, deve rispettare la distanza prescritta da detta normativa, anche se sopravanza in altezza la costruzione del preveniente.
1. L'art. 16 R.D. 11 febbraio 1929 n. 274 ammette la competenza dei geometri per quanto riguarda le costruzioni in cemento armato solo relativamente ad opere con destinazione agricola, che non implichino pericolo per l'incolumità delle persone, mentre per le costruzioni civili, sia pure modeste, ogni competenza è riservata, ai sensi dell'art. 1 R.D. 16 novembre 1939 n. 2229, agli ingegneri ed architetti iscritti nell'albo; la disciplina del suddetto regolamento professionale non è stata modificata dalle LL. 5 novembre 1971 n. 1086 e 2 febbraio 1974 n. 64 che recepiscono la previgente ripartizione, sia pure senza un esplicito richiamo delle fonti normative e deve perciò escludersi che i geometri siano abilitati a progettare costruzioni in cemento armato, salvo che per le piccole costruzioni accessorie di natura rurale, con la conseguenza della nullità del rapporto tra il geometra ed il cliente.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Zone sismiche - Esecuzione di opere - Autorizzazione ex art. 18 L. 1974 n. 64 - Necessità in ogni caso. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Opere c.a. (Architrave e scala).
1. Ogni opera edilizia realizzata in zona sismica necessita dell'autorizzazione di cui all'art. 18 L. 2 febbraio 1974 n. 64, anche se introdotta in corso di realizzazione e sostanzialmente conforme alla normativa antisismica; infatti la disposizione citata menziona i "lavori" senza alcuna destinazione o specificazione, sicché l'esecuzione di manufatti difformi dal progetto originario deve sempre essere autorizzata preventivamente in quanto nella L. 2 febbraio 1974 n. 64 non è prevista una norma simile a quella contenuta nella L. 28 febbraio 1985 n. 47 in tema di varianti in corso d'opera. 2. Rientrano nella nozione di "opere in conglomerato cementizio armato", di cui all'art. 1 L. 5 novembre 1971 n. 1086, la realizzazione di un'architrave e di una scala che abbiano la suddetta struttura; l'espressione "complesso di strutture", di cui alla menzionata norma, non va intesa nel senso che una struttura unitaria non possa rientrare nella suddetta nozione, ma come una formula che si riferisce a quella composta da più parti.
1. Edilizia ed urbanistica - Costruzioni in zone sismiche - Adempimenti ex art. 17 L. 1974 n. 64 - Omissione - Natura di reato istantaneo con effetti permanenti. 2. Edilizia ed urbanistica- Costruzioni in zone sismiche - Attestazione del consiglio LL.PP. di idoneità dei sistemi costruttivi - Necessità - Domanda di autorizzazione - Obbligo del committente di presentazione.
1. In tema di vigilanza sulle costruzioni in zone sismiche, l'omissione degli adempimenti relativi alla presentazione della domanda e dei progetti ai sensi dell'art. 17 L. 2 febbraio 1974 n. 64 costituisce reato istantaneo con effetti permanenti, che si consuma con l'omissione degli adempimenti richiesti dalla predetta norma, prima dell'inizio dell'esecuzione delle opere; ciò perché l'art. 17 legge cit. prescrive che la domanda sia presentata da chi intende procedere a costruzioni, riparazioni è sopraelevazioni e dunque prima di queste. 2. In tema di normativa antisismica, l'art. 1 L. 2 febbraio 1974 n. 64 prescrive che quando vengono usati sistemi costruttivi diversi da quelli in muratura o con ossatura portante in cemento armato normale è precompresso, l'idoneità di tali sistemi dev'essere comprovata da una dichiarazione rilasciata dal presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici su conforme parere del Consiglio stesso; l'obbligo della domanda di autorizzazione all'esecuzione delle suddette opere o, quanto meno, di segnalazione della particolarità del progetto al competente ufficio regionale, incombe sul committente (persona fisica o legale rappresentante della persona giuridica) e non è delegabile ad un terzo estraneo, quale il progettista o il direttore dei lavori. (Fattispecie nella quale la S.C., ha censurato l'operato del G.i.p. presso la Pretura, secondo il quale la peculiarità della violazione contestata e le dimensioni dell'ente committente escludevano la responsabilità del legale rappresentante di esso).
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Zone sismiche - Eliminazione di barriere architettoniche - Norme applicabili - Richiamo alle sanzioni ex L. 1974 n. 64 - Legittimità.
1. In base all'art. 6 L. 9 gennaio 1989 n. 13, per l'esecuzione delle opere dirette a favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati vanno rispettate le disposizioni della L. 2 febbraio 1974 n. 64 con esclusione dell'obbligo dell'autorizzazione; pertanto, l'ottemperanza della disciplina antisismica è in parte qua espressamente statuita e il richiamo concerne l'intera normativa, quindi anche la previsione sanzionatoria, che è applicabile con riferimento alle residue ipotesi tipiche.
1. Edilizia ed urbanistica - Zone sismiche - Distanze - Nuove costruzioni - Distanze minime applicabili ex DD.MM. 19 giugno 1984 e 24 gennaio 1986 - Costruzioni in corso - Applicabilità della normativa previgente - Limiti.
1. Dalla data di entrata in vigore dei D.M. 19 giugno 1984 e 24 gennaio 1986, emanati dal Ministero dei lavori pubblici in attuazione della delega contenuta nella L. 2 febbraio 1974 n. 64 per la prescrizione delle norme tecniche regolanti., tra l'altro, le distanze minime consentite tra gli edifici nelle zone sismiche, la distanza tra questi edifici è regolata dalle disposizioni dei D.M. citt., per le nuove costruzioni e, secondo l'espressa previsione dell'art. 32 legge n. 64 del 1972, dalla L. 25 novembre 1962 n. 1684, per quelle in corso alle quali, tuttavia, la nuova disciplina deve essere applicata nei giudizi pendenti in tutti i casi in cui la costruzione, illegittima secondo le disposizioni del tempo in cui è stata iniziata, risulti conforme alle nuove, atteso che la disciplina transitoria dell'art. 32 cit., ha lo scopo di conservare le costruzioni consentite dalla legge del tempo e non di escludere l'applicazione della legge sopravvenuta.
1. Edilizia ed urbanistica - Costruzioni in zone sismiche - Disciplina ex L. 1974 n. 64 e decreti contenenti norme tecniche - Ambito di applicazione 2. Edilizia ed urbanistica - Abusi - Costruzioni irregolare - Potenzialità dannosa - Limite - Accoglimento della domanda di demolizione - Effetti - Danni medio tempore subiti dall'attore - Risarcibilità
1. La disciplina dettata in materia di costruzioni antisismiche dalla L. 2 febbraio 1974 n. 64 e dai criteri del Ministero dei lavori pubblici contenenti le norme tecniche previste dall'art. 3 legge cit. si applica, ai sensi dell'art. 32, solo alle costruzioni eseguite dopo l'entrata in vigore delle norme tecniche e non a quelle realizzate in precedenza, che restano soggette alla disciplina della L. 25 novembre 1962 n. 1684. 2. La costruzione irregolare (nella specie, perché posta a distanza illegale) è idonea a produrre danni fino al momento della sua demolizione (o riduzione) per cui l'accoglimento della domanda di demolizione (o riduzione) non preclude l'esame della domanda di risarcimento dei danni medio tempore subiti dall'attore.
1. Edilizia ed urbanistica - Zone sismiche Distanze - Art. 6 L. 1962 n. 1684 - Ambito di operatività - Edifici preesistenti - Applicazione delle norme del Codice civile
1. L'art. 6 L. 25 novembre 1962 n. 1684 (legge antisismica), in tema di intervalli tra edifici, riguarda le costruzioni nelle zone di nuova espansione urbanistica, non quelle nei centri abitati preesistenti, con la conseguenza che, rispetto a queste ultime, in assenza di una diversa normativa urbanistica, trovano applicazione le regole del Codice civile (inclusa quella dell'art. 879, 2° c.).
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Zone sismiche - Poteri del giudice penale - Accertamento della congruità del progetto - Ammissibilità. 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Zone sismiche - Adeguamento di fabbricato alle prescrizioni antisismiche - Ordine di adeguamento - Natura di provvedimento amministrativo - Previa contestazione - Non occorre.
1. In materia antisismica , nessuna invasione della sfera di attribuzione della P.A. compie il giudice penale nell'accertare che il progetto, allegato alla domanda di adeguamento di un fabbricato, sia privo degli estremi indispensabili per dare la completa rappresentazione dell'opera da realizzare. 2. In materia antisismica, l'ordine di adeguamento del fabbricato alle prescrizioni normative è sanzione di carattere amministrativo conseguenziale alla condanna, per la cui applicazione non occorre alcuna contestazione; esso va impartito non per la semplice violazione di norme formali (art. 18 L. 2 febbraio 1974 n. 64) ma per l'inosservanza delle prescrizioni necessarie a garantire la stabilità e sicurezza dell'immobile.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Zone sismiche - Possibilità di collaudo in pendenza di domanda di concessione in sanatoria ex L. 1985 n. 47 - Sanzioni ex L. 1974 n. 64 - Possibilità di sospensione ex art. 38 L. 1985 n. 47.
1. Ai sensi dell'art. 23, 7° c., L. reg. sic. 10 agosto 1985 n. 37, la valutazione sulla possibilità di collaudo delle opere eseguite in zone sismiche disciplinate dalla L. 2 febbraio 1974 n. 64 confluisce nel procedimento per la concessione edilizia in sanatoria, con le modalità previste dall'art. 35, 8° c., L. 28 febbraio 1985 n. 47,- pertanto, anche i procedimenti per l'irrogazione delle sanzioni previste dalla citata legge n. 64/1974 sono soggetti alla sospensione contemplata dall'art. 38 legge n. 47/1985, fino all'eventuale diniego della sanatoria, ove risulti che le proposte opere di consolidamento non siano sufficienti ad assicurare l'idoneità statica dell'immobile.
1. Edilizia urbanistica - Distanze - Zone sismiche - Artt. 884, 874 e 876 Cod. civ. - Inapplicabilità - Convenzioni contrarie - Nullità.
1. Nelle zone soggette alla L. 25 novembre 1962 n. 1684 (legge sismica) non possono trovare applicazione le disposizioni di carattere generale contenute negli art. 884, 874 e 876 C.c. (che attribuiscono al proprietario del fondo finitimo il diritto, rispettivamente, di costruire in appoggio con innesto del muro comune anche quando il vicino si sia avvalso di analoga facoltà, di costruire in appoggio al muro del vicino ottenendo la comunione forzosa del muro, innestare il proprio muro in quello vicino), trattandosi di discipline inoperanti per la prevalenza della relativa specifica legislazione, con la conseguente nullità ogni contraria convenzione.
1. Edilizia ed urbanistica - Muro comune - Sopraelevazione - Modalità - Zona sismica - Norme applicabili.
1. La sopraelevazione del muro comune deve essere eseguita, a norma dell'art. 885 2° c. Cod. civ., con le modalità e gli accorgimenti necessari per evitare il pregiudizio della stabilità e solidità del muro sottostante e, quindi, nelle zone sismiche, con l'adozione di sistemi costruttivi idonei a garantire, in conformità alle disposizioni della legislazione antisismica (L. 25 novembre 1962 n. 1684 e L. 2 febbraio 1974 n. 64), l'autonomia di ciascun edificio contiguo, così da consentirne la libera ed indipendente oscillazione in caso di terremoto.
1. Geometri - Limiti di competenza - Progettazione e direzione di opere in cemento armato - Esclusione.
L'art. 16 del R.D. 11 febbraio 1929 n. 274, per ciò che concerne le costruzioni in cemento armato, ammette la competenza dei geometri solo relativamente ad opere con destinazione agricola, che non implichino pericolo per l'incolumità delle persone, mentre per le costruzioni civili, sia pure modeste, ogni competenza è riservata, ex art. 1 R.D. n. 2229 del 1939, agli ingegneri ed architetti iscritti all'albo. La disciplina del suddetto regolamento professionale non è stata modificata dalle leggi n. 1086 del 1971 e n. 64 del 1974, le quali ribadiscono (entrambe) tale distribuzione di competenze menzionandola espressamente sia pure senza richiamo esplicito delle citate fonti, con la conseguenza che le stesse non aggiungono nuove competenze a quelle previste dal regolamento professionale e che, quindi, i geometri, in base alla normativa vigente, non hanno competenza in tema di costruzioni in cemento armato, salvo che per le piccole costruzioni in campo rurale previste dall'art. 16, lett. E) del regolamento del 1929 (nella specie, in applicazione di tale principio, la C.S. ha confermato la decisione dei giudici del merito, i quali, dalla nullità del rapporto - sul quale la domanda era fondata - tra geometra e cliente per violazione di quelle norme imperative, avevano fatto discendere l'inesistenza del diritto del geometra al compenso per le sue prestazioni di progettazione di opere in cemento armato).