Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26264-del-19-12-2016
Timestamp: 2020-05-29 14:30:34+00:00
Document Index: 128803554

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 378', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 112', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380']

Sentenza Cassazione Civile n. 26264 del 19/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26264 del 19/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 19/12/2016, (ud. 05/10/2016, dep.19/12/2016), n. 26264
sul ricorso 25043/2015 proposto da:
IMPEC SRL, in persona del suo legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VILA OVIDIO 20, presso lo studio
dell’avvocato ROBERTO LANDOLFI, che la rappresenta e difende
unitamente all’avvocato SABRINA MAROTTA, giusta mandato a margine
presso, l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e
avverso la sentenza n. 2762/32/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di NAPOLI, del 20/02/2015 depositata il 20/03/2015;
Letta la memoria depositata dalla società ricorrente ex art. 378 c.p.c..
“Con sentenza in data 20 febbraio 2015 la Commissione tributaria regionale della Campania accoglieva l’appello proposto dall'”Agenzia delle entrate, ufficio locale, contro la sentenza n. 731/28/13 della Commissione tributaria provinciale di Napoli che aveva accolto il ricorso della IMPEC spa avverso l’avviso di accertamento IRES, IVA, IRAP 2006.
Per un verso il motivo è inammissibile, essendo pacifico che trattandosi di sentenza emessa nella piena vigenza dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, deve farsi applicazione della nuova e più restrittiva formulazione di tale previsione normativa (cfr. Sez. U., n. 8053 del 2014).
Sicchè ne deriva appunto l’inammissibilità delle argomentazioni addotte sulla completezza e logicità della motivazione della sentenza impugnata, potendosi riscontrare il vizio della medesima solo qualora essa mancasse del tutto in ordine ad un “fatto decisivo e controverso”, il che all’evidenza non è nel caso di specie.
Ne deriva peraltro l’infondatezza del profilo di legittimità dedotto ex art. 112 c.p.c., posto che la motivazione della sentenza impugnata affronta diffusamente le questioni di fatto e di diritto oggetto della controversia, con particolare e specifico riguardo a quella -appunto decisiva – dell’inerenza dei costi afferenti il natante oggetto della ripresa fiscale.
Ovviamente non è questa la sede per sindacare le argomentazioni meritali addotte dalla decisione della CTR, come invece inammissibilmente chiede di fare a questa Corte la società ricorrente. Con il secondo motivo la ricorrente lamenta violazione di legge relativamente all’applicazione delle norme-principio di cui agli artt. 2697 e 2729 c.c..
Correttamente invero la CTR ha fatto in concreto applicazione della costante giurisprudenza di questa Corte secondo la quale è sicuramente onere del contribuente dimostrare l’inerenza all’attività dell’impresa di un costo appostato quale componente negativo) di reddito (da ultimo, Sez. 5 n. 9818 del 2016) e quindi ha ritenuto non assolto tale onere da parte della contribuente, con apprezzamento di merito non sindacabile in questa sede.
Quanto alle controdeduzioni contenute nella memoria difensiva della ricorrente depositata nelle more della trattazione del presente procedimento, basti rilevare che sicuramente la motivazione della sentenza impugnata corrisponde al “minimo costituzionale” e che i rilievi operati con riguardo al secondo mezzo di ricorso inammissibilmente pertengono al merito della controversia, così come già rilevatosi nella relazione depositata ex art. 380 bis c.p.c..
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio che liquida in Euro 3.000,00.