Source: http://www.intrastat.biz/comunicazione-black-list-novembre/
Timestamp: 2017-09-23 14:32:24+00:00
Document Index: 101169797

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 35', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 50', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art, 2', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 36', 'art.8']

Black List Novembre 2010 | INTRASTAT .BIZ
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In particolare viene precisato che l’obbligo di comunicazione interessa le operazioni poste in essere con soggetti localizzati nei Paesi a fiscalità privilegiata, come individuati dalla combinazione delle due specifiche liste, a prescindere dalla natura giuridica e dall’attività svolta dagli operatori economici esteri.
L’art. 1, DL 40/2010, convertito dalla Legge 73/2010, ha introdotto l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, poste in essere con operatori economici localizzati in Paesi che, avendo un regime di fiscalità privilegiata, sono inclusi nelle c.d. “black list” di cui ai DDMM 4.5.1999 e 21.11.2001.
Alla norma ha dato attuazione il DM 30 marzo 2010, pubblicato nella GU n. 88 del 16.4.2010, il quale ha previsto che il nuovo obbligo decorra per le operazioni effettuate dal 1° luglio 2010 (si veda la circolare n. 31/2010).
Con Provvedimento 28 maggio 2010, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il relativo modello di comunicazione e le relative istruzioni (si veda la circolare n. 44/2010). Con Provvedimento 5 luglio 2010, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le specifiche tecniche per la trasmissione telematica.
Infine, il DM 5 agosto 2010 ha disposto la proroga al 2 novembre 2010 delle comunicazioni relative ai mesi di luglio e agosto 2010, recepito l’esclusione dalle “black list“, contenuta nel DM 27 luglio 2010, di Malta, Cipro e Corea del Sud, e disposto l’esclusione/estensione dell’obbligo per talune specifiche operazioni (si veda la circolare n. 62/2010).
Con l’attesa Circolare n. 53/E/2010, l’Agenzia delle Entrate fornisce i primi chiarimenti operativi, di seguito commentati.
Il nuovo obbligo di comunicazione interessa tutti i soggetti passivi IVA esercenti imprese o arti e professioni (lavoratori autonomi).
Gli enti non commerciali (pubblici e privati) devono presentare la comunicazione solo per le operazioni effettuate nell’ambito dell’attività commerciale o agricola esercitata. Pertanto, non vanno comunicate le operazioni effettuate nello svolgimento dell’attività istituzionale.
Tra i soggetti passivi IVA tenuti a presentare la comunicazione in esame, rientrano anche i soggetti non residenti, pur limitatamente alle operazioni territorialmente rilevanti in Italia eseguite con operatori localizzati in Paesi “black list“.
In questi casi l’obbligo di comunicazione deve essere assolto, alternativamente:
dalla stabile organizzazione in Italia;
tramite identificazione diretta ex art. 35-ter, DPR 633/1972;
dal rappresentante fiscale.
Secondo l’Agenzia delle Entrate non sono interessati dal nuovo adempimento:
i soggetti che applicano il regime delle nuove iniziative ex art. 13, Legge 388/2000.
Per l’individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata occorre far riferimento ai Paesi ed ai territori inclusi nei DDMM 4.5.1999 e 21.11.2001. Sul punto, l’Agenzia delle Entrate precisa che: “le liste in essi contenute devono essere applicate congiuntamente e a prescindere dalla condizione soggettiva dell’operatore economico.”
E’ quindi sufficiente che l’operatore economico abbia sede, residenza o domicilio in un Paese contemplato da una sola delle due liste e indipendentemente dalla natura giuridica e dall’attività svolta dallo stesso, per far scattare l’obbligo di comunicazione.
Ciò significa, ad esempio, che le operazioni effettuate con operatori di San Marino devono essere incluse negli elenchi in quanto la Repubblica del Titano è inclusa nella “black list” ex DM 4.5.1999, anche se non è inclusa nella lista ex DM 21.11.2001.
Ai fini dell’obbligo non rilevano neppure i limiti soggettivi ed oggettivi previsti dal DM 21.11.2001 per talune tipologie societarie.
Sono quindi da comunicare le operazioni effettuate con un operatore economico stabilito in Svizzera, anche se lo stesso è escluso dalle imposte cantonali e municipali, così come vanno comunicate le operazioni poste in essere con un operatore residente in Lussemburgo anche se non si tratta di una holding del 1929.
In buona sostanza, le operazioni effettuate con operatori economici localizzati nei seguenti Paesi formano sempre oggetto di comunicazione.
Barhein Barbados
Costarica Dominica
Ecuador Emirati Arabi Uniti
Filippine Gibilterra
Giamaica Gibuti (ex Afar e Issas)
Guernsey – Isole del Canale Herm – Isole del Canale
Hong Kong Isola di Man
Isole Cayman Isole Cook
Isole Marshall Isole Turks e Caicos
Jersey – Isole del Canale Kenia
Kiribati – ex Isole Gilbert Libano
Saint Kitts e Nevis Salomone
Saint Vincent e Grenadine San Marino
Sant’Elena Sark (Isole del Canale)
Tonga Tuvalu (ex Isole Ellice)
Tali liste sono state aggiornate dal DM 27.7.2010, entrato in vigore lo scorso 5 agosto, che ne ha escluso Cipro, Malta e Corea del Sud.
L’art. 1, DM 5 agosto 2010, ha disposto che le operazioni intercorse con soggetti localizzati in tali Paesi non devono essere comunicate, neppure se effettuate nel periodo che va dal 1° luglio 2010 al 4 agosto 2010, in cui tali Paesi risultavano ancora inclusi in una o più black lists.
COSA SI INTENDE PER OPERATORE ECONOMICO
Sono oggetto di comunicazione le operazioni effettuate con operatori economici (imprese ed esercenti arti o professioni), mentre non interessano quelle con privati consumatori o con enti non esercenti attività commerciali (almeno per le operazioni afferenti l’attività istituzionale).
Relativamente alla definizione di “operatore economico”, l’Agenzia delle Entrate precisa che va fatto riferimento all’art. 9, c. 1, Direttiva n. 2006/112/CE, e pertanto a: “chiunque esercita, in modo indipendente e in qualsiasi luogo, un’attività economica, indipendentemente dallo scopo o dai risultati di detta attività.”
Ai fini della verifica dello status di operatore economico del soggetto estero, secondo l’Agenzia è possibile utilizzare:
l’eventuale certificazione o il numero identificativo rilasciati dalle autorità fiscali dello Stato “black list” attestanti lo svolgimento di un’attività economica (imprenditoriale, professionale o artistica) da parte del soggetto avente sede, residenza o domicilio in detto Stato o, in alternativa,
RAPPRESENTANTE FISCALE O STABILE ORGANIZZAZIONE DI SOGGETTI BLACK LIST
Secondo l’Agenzia delle Entrate sono oggetto di comunicazione anche le operazioni effettuate da un operatore nazionale nei confronti:
del rappresentante fiscale di un operatore “black list“, nominato in un Paese non “black list“;
della stabile organizzazione di un operatore “black list“, situata in un Paese non “black list“.
Nella comunicazione vanno indicate le cessioni e gli acquisti di beni, nonché le prestazioni di servizi rese e ricevute, registrate o soggette a registrazione, effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi c.d. “black list“.
Sul punto l’Agenzia delle Entrate precisa che nella comunicazione vanno riepilogate anche le esportazioni e le importazioni.
controparte estera operazione
operatore comunitario
prestazioni di servizi ricevuti e resi
operatore extracomunitario
L’obbligo di segnalazione sussiste anche nel caso in cui l’esportazione/importazione dei beni sia preceduta dalla custodia degli stessi in un deposito IVA ex art. 50-bis, DL 331/1993.
Il modello di comunicazione approvato dall’Agenzia delle Entrate con Provvedimento 28.5.2010, prevede che siano dichiarate le operazioni:
Nella definizione di “operazioni non soggette a IVA” rientrano le sole operazioni per le quali risulta carente il requisito territoriale di applicazione dell’imposta.
Infatti, il DM 5.8.2010 ha previsto l’estensione dell’obbligo di comunicazione alle prestazioni di servizi rese e ricevute che non si considerano effettuate in Italia per mancanza del requisito territoriale.
Di conseguenza, l’obbligo di inclusione negli elenchi comprende tutti i servizi fuori campo IVA per carenza del presupposto territoriale ai sensi degli artt. 7-ter, 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/1972. Restano escluse le prestazioni ex artt. 7-sexies e 7-septies, DPR 633/1972, specificatamente rivolte alle operazioni effettuate con privati consumatori.
La suddetta estensione trova applicazione per le prestazioni non territoriali poste in essere dal 1° settembre 2010. Le prestazioni di servizi territorialmente rilevanti formano invece oggetto di comunicazione già dal 1° luglio 2010.
oggetto di comunicazione dal 1.7.2010 oggetto di comunicazione dal 1.9.2010
prestazioni ricevute ex art. 7-ter, DPR 633/1972, oggetto di autofattura prestazioni rese e ricevute ex art. 7-ter, DPR 633/1972
prestazioni ricevute ex art. 7-quater, DPR 633/1972, territorialmente rilevanti in Italia prestazioni rese e ricevute ex art. 7-quater, DPR 633/1972
prestazioni ricevute ex art. 7-quinquies, DPR 633/1972, territorialmente rilevanti in Italia prestazioni rese e ricevute ex art. 7-quinquies, DPR 633/1972
Un ultima annotazione: il riferimento esplicito alle sole prestazioni di servizi escluse da IVA per carenza del presupposto territoriale, comporta che l’obbligo di comunicazione non sussiste per le altre operazioni fuori campo IVA, quali, ad esempio: cessioni di beni prive del requisito territoriale (beni che non si trovano nel territorio dello Stato al momento della cessione), cessioni di beni prive del requisito oggettivo ex art, 2, DPR 633/1972 (campioni gratuiti, beni omaggio di valore unitario inferiore a € 25,82, ecc.), prestazioni di servizi carenti del requisito oggettivo ex art. 3, DPR 633/1972.
esclusione dall‘obbligo di comunicazione
Il DM 5.8.2010 ha altresì previsto l’esclusione dall’obbligo di comunicazione per le attività con le quali si realizzano operazioni esenti, a condizione che il soggetto interessato abbia optato per la dispensa dagli adempimenti IVA ex art. 36-bis, DPR 633/1972. L’obbligo di comunicazione permane per le eventuali operazioni imponibili effettuate.
Sul punto, l’Agenzia delle Entrate conferma che l’obbligo della comunicazione riguarda solo le operazioni imponibili attive. Sono quindi esclusi gli acquisti imponibili (i soggetti che hanno optato per la dispensa ex art. 36-bis, DPR 633/1972, non possono operare la detrazione dell’IVA).
Il momento rilevante per determinare il periodo in cui comprendere le operazioni da segnalare coincide con la data di registrazione nei registri IVA ovvero, se precedente o alternativa, nelle scritture contabili obbligatorie.
Per le prestazioni di servizi rese, non soggette ad IVA per carenza del requisito della territorialità (per le quali non vi è obbligo di emissione della fattura), il momento rilevante è quello della registrazione nelle scritture contabili obbligatorie o, in mancanza, quello del pagamento da parte dell’operatore economico.
Gli stessi criteri trovano applicazione anche per gli acquisti di beni dalla Repubblica di San Marino senza addebito IVA, con riferimento all’autofattura ovvero al documento ricevuto dall’operatore sammarinese integrato con l’indicazione dell’imposta.
operazione momento rilevante
operazione per la quale è obbligatoria l’emissione della fattura data di registrazione nei registri IVA
prestazione di servizi resa per la quale non sussiste l’obbligo di emettere fattura data di annotazione nelle scritture contabili o data di ricezione del pagamento
L’Agenzia precisa inoltre che le operazioni per le quali trova applicazione il meccanismo del reverse charge vanno considerate operazioni passive. Le stesse sono quindi da indicare tra gli acquisti di beni ovvero le prestazioni di servizi ricevute.
periodicità trimestrale => soggetti che nei 4 trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni (acquisti e cessioni di beni, servizi resi e ricevuti) non hanno superato il limite trimestrale di € 50.000 (≤ € 50.000)
periodicità mensile => soggetti che nei 4 trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni (acquisti e cessioni di beni, servizi resi e ricevuti) hanno superato il limite trimestrale di € 50.000 (> € 50.000)
Nel 2011, la società Barca Spa presenta la seguente situazione:
Operazioni con controparte “black list“ 1° trimestre 2° trimestre 3° trimestre 4° trimestre
cessioni di beni (comprese esportazioni) € 47.000 € 34.000 € 50.000 € 45.000
acquisto di beni (comprese importazioni) € 48.000 € 50.000 € 23.000 € 41.000
prestazioni rese € 39.000 € 45.000 € 33.000 € 37.000
prestazioni ricevute € 44.000 € 49.000 € 19.000 € 35.000
Per la comunicazione riferita al mese di gennaio 2012, la società può partire con la periodicità trimestrale in quanto nei quattro trimestri precedenti nessuna categoria di operazioni ha superato la soglia di € 50.000.
Nel corso di un trimestre vengono effettuate le seguenti operazioni con operatori residenti in Paesi “black list“: cessioni di beni per € 55.000, prestazioni di servizi per € 8.000 e acquisti di beni per € 10.000. La comunicazione deve essere effettuata con periodicità mensile per tutte le categorie di operazioni.
Nella Circolare n. 53/E/2010, l’Agenzia delle Entrate precisa che ai fini del conteggio del limite di € 50.000, le operazioni imponibili vanno assunte al netto della relativa imposta (va indicato l’imponibile).
Per i soggetti che hanno iniziato l’attività da meno di quattro trimestri, la presentazione della comunicazione deve essere effettuata con periodicità trimestrale (sempre che il limite non sia superato nel trimestre in corso e in quelli precedenti).
Per stabilire la periodicità della comunicazione in sede di prima applicazione dell’adempimento, occorre distinguere tra:
cessioni di beni, per le quali occorre verificare il superamento o meno della soglia nei quattro trimestri precedenti l’1.7.2010;
prestazioni di servizi, per le quali occorre verificare il superamento o meno della soglia nei due trimestri precedenti l’1.7.2010 (per i periodi precedenti vigevano regole diverse in tema di territorialità dei servizi).
tipo di operazione periodo di osservazione
acquisti e cessioni di beni operazioni registrate a decorre dal 1° luglio 2009
prestazioni di servizi rese e ricevute operazioni registrate a decorre dal 1° gennaio 2010
luglio 2010 entro il 2.11.2010* 3° trimestre 2010 entro il 2.11.2010*
Nonostante la coincidenza di scadenze, i soggetti mensili sono tenuti a presentare distinti elenchi per ciascun periodo (uno per luglio, uno per agosto ed uno per settembre).
Per espressa previsione legislativa, in caso di violazioni ripetute non è applicabile l’istituto del cumulo giuridico. Pertanto, la violazione di ciascuna comunicazione sarà autonomamente sanzionata.
L’Agenzia conferma infine che l’omessa presentazione della comunicazione o la trasmissione con dati incompleti o inesatti può essere sanata con il ravvedimento operoso (sanzione da € 51 a € 413).
Considerato l’importo delle sanzioni si raccomanda la massima attenzione nella predisposizione degli elenchi. In caso di dubbi sull’opportunità o meno di inserire una determinata operazione, è consigliabile includere comunque l’operazione negli elenchi.
Se, infatti, la mancata dichiarazione di un’operazione che andava inclusa configura certamente una violazione sanzionabile, l’inclusione di un’operazione esonerata non dovrebbe comportare l’applicazione di sanzioni.
ottobre 26th, 2010 | Tags: 2010, 53/E/2010, agenzia delle entrate, Alderney, Andorra, Angola, Anguilla, Antigua, Antille olandesi, Aruba, Bahamas, Barbados, Barbuda, Barhein, Belize, Bermuda, black list, Brunei, circolare, Costarica, dicembre, DM 5 agosto 2010, Dominica, DPR 633/1972, Ecuador, Emirati Arabi Uniti, Filippine, fiscale, Giamaica, Gibilterra, Grenada, Guatemala, Hong Kong, Isola di Man, Isole Cayman, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini britanniche, Isole Vergini statunitensi, iva intracomunitaria, Kenia, Libano, Liberia, Liechtenstein, Lussemburgo, Macao, Maldive, Malesia, Mauritius, mensile, modello, modello black list, Monaco, Montserrat, Nauru, Niue, novembre, Nuova Caledonia, Oman, operatore comunitario, operatore extracomunitario, operazioni, ottobre, Panama, Polinesia francese, Portorico, registri iva, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Salomone, Samoa, San Marino, sanzioni, Seychelles, Singapore, svizzera, Taiwan, Tonga, trimestre, Uruguay, Vanuatu | Category: Paesi Black List
7 comments to Black List Novembre 2010
ottobre 28th, 2010 at 08:48
Chiedo chiarimenti sul punto dei dati anagrafici da indicare. Se del mio cliente “black list” ho un codice che non è partita IVA, ne codice fiscale, ma il numeor di iscrizione al registro del commercio, in quale casella va indicata: “CODICE PARTITA IVA” o “CODICE FISCALE”? Oppure non va indicato più nulla visto che non è ne l’uno ne l’altro? Cosa succede se nella dichiarazione già inviata è stato messo qusto codice nella casella “PARTITA IVA”, ci sono sanzioni per questo tipo di errore? Grazie. Saluti.
ottobre 29th, 2010 at 11:26
Rispondo al quesito di tecno1 postato il 28.10.2010.
Tecno1, mi risulta che:
1) se hai la partita IVA e non hai il codice fiscale, la partita IVA va sulla casella 10 e 11;
2) se non hai nessuno dei due, sulla casella “Codice Fiscale” metti l’eventuale numero di iscrizione al Registro delle Società (per la Svizzera, ottimo http://www.moneyhouse.ch);
3) entro il 31 gennaio 2011 puoi reinviare le comunicazioni relative a luglio, agosto, settembre, ottobre e novembre senza sanzioni per correggere eventuali inesattezze.
ottobre 29th, 2010 at 14:38
Rispondo a Emont:
Grazie per le indicazioni, ma volevo chiedere:
1) se non ho ne partita IVA, ne codice fiscale ed il cliente è degli Emirati dove esiste un Registro del Commercio e quindi ho a disposizione un numero di Licenza di importazione o comunque un numero di registrazione, cosa faccio? E’ comunque un numero che non andrebbe bene in nessuna casella. Devo quindi fare una correttiva solo per questo dato oppure posso lasciarlo stare così? 2) Ho un caso di fattura di servizi dalla Svizzera con fornitore che mi ha indicato una partita IVAdi 6 cifre e mi ha anche inviato una dichiarazione dell’Ufficio di tassazione delle persone giuridiche dove è riportato un numero di iscrizione ai loro registri con i numeor DDC … e CSI … ma nessuno corrisposponde alla partita IVA. Io ho indicato la partita IVAdi 6 cifre, ho sbagliato? Grazie per l’aiuto. Saluti.
ottobre 29th, 2010 at 15:20
Rispondo a Tecno1:
1) la dottrina è concorde nell’affermare che in mancanza di numero di partita IVA ovvero di codice fiscale, qualunque altro codice identificativo può andare bene: a titolo di esempio ti ho indicato il Registro delle Società in quanto probabilmente presente in tutti gli ordinamenti … nel caso mancasse, cercherei quello della Camera di Commercio, e così via.
2) anch’io nelle comunicazioni appena spedite ho inserito per le controparti svizzere il codice così formato: CH 305.741. Secondo la mia opinione, avendo indicato quello che loro chiamano VAT NUMBER non dovremmo avere sbagliato.
3) sono in attesa che il presente blog ti dia la risposta sulle importazioni …. ma vedo che la risposta tarda ad arrivare … in ogni sul Sole di ieri o altro ieri affermavano che si debba indicare il valore indicato sulla bolletta (compresi quindi noli dazi ecc…). Saluti.
novembre 3rd, 2010 at 09:58
Rispondo a Gianpaolo:
1) Io penso che anche quello da noi indicato infatti possa andare bene. L’unico dubbio è se avendolo messo nella casella partita IVA, devo fare la correzione o posso lasciarlo com’è. Cosa posso fare?
2) Ho avuto conferma anche dal fornitore di servizi che il codice di 6 cifre è come la nostra partita IVA e quindi va bene quello.
3) Ho un altro problema: quando è uscita la circolare 53 avevamo già inviato la comunicazione e leggendo che faceva fede la data di registrazione, abbiamo fatto un integrativa per comunicare delle fatture da S. Marino di giugno ma registrate in settembre. Adesso ho letto sul Sole 24 Ore che va bene la data di registrazione ma per operazioni sempre relative al periodo da luglio in poi. Secondo voi devo fare un’altra dichiarazione che annulli l’integrativa inviata oppure, visto che sono notizie in più, non succede nulla? Grazie per tutti i chiarimenti. Saluti.
novembre 3rd, 2010 at 12:32
abbiamo emesso una fattura non imponibile art.8 per un acconto che un nostro cliente Black List ci ha inviato a conferma di una spedizione che stiamo preparando.
Questa fattura deve essere inserita nella dichiarazione Black List, oppure si deve aspettare l’emissione e registrazione della fattura definitiva che verrà emessa al momento della spedizone della merce?
Come ci si comporta in questi casi? Per l’intra non si comunica nulla dell’acconto ma si aspetta alla spedizione effettiva, qui in teoria si dovrebbe dichiarare quanto figura nei registri iva e quindi anche l’acconto. E’ giusto?
Grazie a quanti possono chiarire il dubbio. Saluti.
novembre 14th, 2010 at 10:01
“Salve, ad ottobre ho presentato il modello black list con mese di riferimento settembre per fatture di un fornitore di San Marino emesse in settembre e da me registrate in contabilità nel mese di ottobre. Considerando l’ultima circolare esplicativa n. 53 bisogna far riferimento per la presentazione del modello black list alla data di registrazione. Nel mio caso specifico sono in regola o dovrei presentare la dichiarazione integrativa? Grazie e saluti.”
Così come indicato nella CM 53/E/2010, il momento rilevante per determinare il periodo in cui segnalare le operazioni coincide, in generale, con la data di annotazione della fattura nei registri IVA ovvero, se precedente o alternativa, nelle scritture contabili obbligatorie.
Nel caso di acquisti di beni da San Marino senza addebito d’imposta, l’operazione rileva in base ai medesimi criteri, da riferire all’autofattura ovvero al documento ricevuto dall’operatore sammarinese integrato con l’indicazione dell’imposta.
Pertanto, l’operazione andava riepilogata nella comunicazione riferita al mese di ottobre. Ciononostante, si ritiene che la comunicazione “anticipata” non realizzi una violazione passibile di sanzione.
In ogni caso, come indicato nella CM 54/E/2010, è possibile rimuovere l’errore presentando una comunicazione integrativa entro il 31 gennaio 2011.