Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-24998-del-06-12-2016
Timestamp: 2020-06-02 12:55:15+00:00
Document Index: 14191572

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 188', 'art. 360', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 156', 'art. 5', 'art. 291']

Sentenza Cassazione Civile n. 24998 del 06/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24998 del 06/12/2016
Cassazione civile sez. VI, 06/12/2016, (ud. 24/06/2016, dep. 06/12/2016), n.24998
sul ricorso 15325-2015 proposto da:
domiciliato per legge in Roma, via dei Portoghesi n. 12, presso
avverso il decreto della Corte d’appello di Perugia, depositato il 16
udito, per i ricorrenti, l’Avvocato Salvatore Petillo.
Ritenuto che i ricorrenti indicati in epigrafe, con ricorso depositato presso la Corte d’appello di Perugia in data 30 settembre 2014, chiedevano la condanna del Ministero della giustizia a titolo di equa riparazione, ai sensi della L. 24 marzo 2001, n. 89, per l’eccessiva durata di una controversia iniziata dinnanzi al Tribunale di Roma, sezione lavoro, nel marzo 2003, conclusasi con sentenza della Corte di cassazione depositata il 3 aprile 2014;
che il Consigliere designato accoglieva la domanda e ingiungeva al Ministero della giustizia il pagamento della somma di Euro 2.000,00 in favore di ciascuno dei ricorrenti, oltre interessi legali dalla data della domanda;
che, notificato il decreto in data 18 dicembre 2014, il Ministero della giustizia, con ricorso depositato il 16 gennaio 2015, proponeva opposizione ai sensi della L. n. 89 del 2001, art. 5 ter chiedendo che venisse dichiarata la inefficacia del decreto perchè notificato senza il ricorso introduttivo e all’Avvocatura generale dello Stato anzichè all’Avvocatura distrettuale di Perugia;
che la Corte d’appello, in composizione collegiale, accoglieva l’opposizione ritenendo, da un lato, che nella specie non fosse praticabile il rimedio dell’art. 188 disp. att. c.p.c., come sostenuto dai resistenti, e, dall’altro, che la mancata notifica del decreto introduttivo aveva determinato una lesione al diritto di difesa dell’amministrazione, non essendo stata messa a conoscenza delle ragioni dei ricorrenti;
che per la cassazione di questo decreto i ricorrenti indicati in epigrafe hanno proposto ricorso affidato a due motivi;
che i ricorrenti hanno depositato memoria in prossimità dell’udienza. Considerato che il Collegio ha deliberato l’adozione della motivazione semplificata nella redazione della sentenza;
che con il primo motivo (violazione e falsa applicazione degli artt. 160, 162 e 291 c.p.c.) i ricorrenti si dolgono che la Corte d’appello non abbia ritenuto sanabile la nullità derivante dall’avvenuta notificazione del solo decreto e non anche del ricorso, mediante la rinnovazione della notificazione ovvero attraverso la costituzione in giudizio dell’amministrazione;
che con il secondo motivo i ricorrenti denunciano violazione e falsa applicazione di norme di diritto, art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, in relazione alla L. n. 89 del 2001, art. 5 censurando il decreto impugnato per avere ritenuto che la notificazione del decreto monocratico, disgiunta da quella del ricorso, comporti la nullità del decreto;
che il ricorso, i cui due motivi possono essere esaminati congiuntamente è fondato, trovando applicazione il principio recentemente affermato da questa Corte e condiviso dal Collegio, per cui “la notificazione L. n. 89 del 2001, ex art. 5, comma 2, del solo decreto e non anche del ricorso non realizza lo scopo dell’atto, che è costituito dalla piena (e non da una qualunque) conoscenza legale della domanda giudiziale da parte dell’amministrazione ingiunta, e integra pertanto una nullità formale ad assetto variabile ai sensi dell’art. 156 c.p.c., comma 2; tale nullità è sanata con efficacia ex tunc attraverso una fattispecie a formazione progressiva costituita dall’opposizione erariale ai sensi dell’art. 5-ter stessa legge e dalla rinnovazione della notifica del ricorso, disposta d’ufficio dalla Corte d’appello in base all’art. 291 c.p.c. ed eseguita dalla parte ricorrente nel termine appositamente concesso, affinchè l’amministrazione, conseguita la piena conoscenza della domanda, possa svolgere le proprie difese nel merito ove non altrimenti effettuate in maniera compiuta”;
che il ricorso va quindi accolto, con conseguente cassazione del decreto impugnato e con rinvio alla Corte d’appello di Perugia perchè, adeguandosi all’indicato principio di diritto, proceda a nuovo esame della opposizione;