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Timestamp: 2020-01-23 07:54:12+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 15909 del 26/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15909 del 26/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 26/06/2017, (ud. 08/06/2017, dep.26/06/2017), n. 15909
sul ricorso 12501-2016 proposto da:
avverso la sentenza n. 10035/9/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
il 12/11/2015;
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania che aveva accolto l’appello di A.S. contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Salerno. Quest’ultima aveva rigettato l’impugnazione del contribuente avverso un avviso di accertamento IRPEF, IVA e IRAP per l’anno 2006;
che, nella decisione impugnata, la CTR ha rimarcato come, di fronte alla rettifica del reddito d’impresa operato dall’Ufficio, il contribuente non avesse offerto alcuna prova dei pagamenti asseritamente effettuati.
che il ricorso è affidato ad un unico motivo, col quale l’Agenzia lamenta violazione e falsa applicazione degli artt. 156 e 161 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4: la sentenza impugnata sarebbe stata affetta da un insanabile contrasto fra la parte motiva – con la quale si argomentava l’infondatezza del gravame – e la parte dispositiva, che aveva invece accolto l’appello;
che, nell’ordinario giudizio di cognizione, l’esatto contenuto della sentenza va individuato non alla stregua del solo dispositivo, bensì integrando questo con la motivazione, nella parte in cui la medesima riveli l’effettiva volontà del giudice: ne consegue che va ritenuta prevalente la parte del provvedimento maggiormente attendibile e capace di fornire una giustificazione del “dictum” giudiziale (Sez. 1, n. 17910 del 10/09/2015);
che, nella specie, la divergenza fra dispositivo e motivazione non sussiste, giacchè tutta la motivazione è volta a sottolineare l’infondatezza dell’appello, sicchè l’accoglimento del gravame si palesa quale mero errore materiale, inidoneo a rendere nulla la sentenza (Sez. 3, n. 24841 del 21/11/2014); che tale errore materiale può essere corretto, ai sensi degli artt. 287 e 391-bis c.p.c., trattandosi di ovviare ad un difetto di corrispondenza tra l’ideazione del giudice e la sua materiale rappresentazione grafica, rilevabile ictu oculi dal testo del provvedimento (Sez. 6-2, n. 15321 del 12/09/2012); che al rigetto del ricorso non segue la condanna dell’Agenzia alla rifusione delle spese processuali in favore del controricorrente, stante la mancata attività difensiva di quest’ultimo.