Source: http://www.mabonline.eu/caa.php
Timestamp: 2018-05-23 14:29:01+00:00
Document Index: 141848370

Matched Legal Cases: ['§ 1', '§ 2', '§ 3', '§ 4', '§ 5', '§ 6', '§ 1', '§ 2', '§ 4', '§ 5']

Pagina provvisoria in allestimento
Disaccoppiamento, C.A.A., riforma Fischler e nuova P.A.C.:
Questi sconosciuti!
Non se ne parla per non far rumore e lasciare, così, il “cane” a dormire in modo che lor signori possano continuare a sfruttarlo
§ 1 - LA TRASPARENZA E SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA IN AGRICOLTURA
§ 2 - TUTTA LA RIFORMA GIRA INTORNO AL FASCICOLO AZIENDALE, AI PROFESSIONISTI DEL SETTORE E AL CAA
§ 3 - IL DISACCOPPIAMENTO: QUESTO SCONOSCIUTO
§ 4 - IL NUOVO RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI DI PRODUTTORI
§ 5 - CONCLUSIONI: COSA DEVE FARE L'AGRICOLTORE ED IL TECNICO PROFESSIONISTA DEL SETTORE
§ 6 - LA VECCHIA E LA NUOVA AGRICOLTURA
§ 1 - LA TRASPARENZA E SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA. UNA OCCASIONE DA NON PERDERE PER AGRICOLTORI E TECNICI
La politica agricola nazionale a partire dal 1998 – cominciando ad andare in rotta di collisione con le scelte corporative di difesa dei privilegi (delle burocrazie sindacali e non degli agricoltori) delle organizzazioni agricole - ha colto come una occasione l'introduzione della nuova P.A.C. da parte dell'Unione Europea per avviare anche in agricoltura un processo di semplificazione e di trasparenza amministrativa, il tutto in favore degli agricoltori e delle imprese agricole (sempre che vogliano aiutarsi a produrre meglio e a guadagnare di più, riducendo i costi soprattutto, e non rimangano supinamente schiave di logiche del passato!!!).
Ovviamente in un settore quale quello agricolo con una maggiore presenza di sovvenzioni pubbliche (erogate da U.E., Stato e Regioni), la semplificazione e la trasparenza non è ben accetta da chi sino ad oggi su queste sovvenzioni ha fatto la cresta anche grazie a procedure contorte e complicate volutamente con una inutile ripetizione di adempimenti e la creazione di passaggi tra diversi enti pubblici e privati.
INVECE LA SEMPLIFICAZIONE E LA TRASPARENZA – OLTRE CHE PER L'IMPRESA AGRICOLA CHE GRAZIE AD ESSE SI VEDE CONCRETAMENTE RIDURRE I COSTI AMMINISTRATIVI - E' LA GRANDE OCCASIONE PER I PROFESSIONISTI DEL SETTORE (AGRONOMI, AGROTECNICI E GEOMETRI SPECIALIZZATI NEL SETTORE AGRICOLO, ECC.) IN QUANTO NEL NUOVO CONTESTO LE FUNZIONI TECNICHE – CHE ANCORA OGGI I SINDACATI AGRICOLI PRETENDONO DI SVOLGERE IN UNA ASSURDA CONFUSIONE DI RUOLI – SARANNO DI LORO APPANNAGGIO IN QUANTO I VERI ED UNICI CONSULENTI DELL'IMPRESA AGRICOLA.
COME SI ATTUA TUTTO CIO'? VE LO SPIEGHIAMO QUI DI SEGUITO PER CUI VI CHIEDIAMO DI LEGGERE ATTENTAMENTE SOPRATTUTTO SE SEI UNA IMPRESA AGRICOLA O UN TECNICO DEL SETTORE AGRICOLO.
§ 2 - TUTTA LA RIFORMA GIRA INTORNO AL FASCICOLO AZIENDALE, AI PROFESSIONISTI DEL SETTORE E AL CENTRO DI ASSISTENZA AGRICOLA (CAA)
Il fascicolo aziendale non è altro che il documento unico informatico (è tutto tenuto in via telematica con il tecnico che assevera la corrispondenza tra la documentazione e i dati inseriti) che contiene sia i dati anagrafici dell'impresa agricola e sia il suo piano colturale.
Col nuovo sistema tutte le pratiche amministrative devono passare attraverso il “fascicolo aziendale” oltre al regime delle quote e alle domande di aiuto della P.A.C. e conseguente procedimento di liquidazione dell'aiuto anche l'attribuzione del carburante agevolato e le attribuzioni U.M.A. passano attraverso il “fascicolo aziendale”.
Il top del nuovo sistema a regime sarà raggiunto quando attraverso il fascicolo aziendale – assumendo il valore della “carta dell'agricoltore” già introdotta nel 1998 - potranno essere aggiornate le variazioni catastali delle colture e le denuncie periodiche annuali per perdita di prodotto o calamità ai fini fiscali nonché essere eseguite le pubblicità legali del Registro delle Imprese (per le quali oggi si deve andare espressamente alla Camera di Commercio o delegare un consulente o il sindacato-consulente) di creazione, inizio attività, modificazione e cessazione della impresa agricola. Tutti questi dati, mediante accesso telematico di ufficio sono in automatico nella disponibilità dell'INPS, dell'INAIL e del MIPAF ai fini dell'ettaro coltura e della liquidazione dei contributi previdenziali e assicurativi e delle assicurazioni agevolate. A QUESTO PUNTO L'AGRICOLTORE SARA' DEFINITIVAMENTE LIBERATO DALLE CARTE.
Chi gestisce il “fascicolo aziendale”? Il centro autorizzato di assistenza agricola: C.A.A.
Lo svolgimento della funzione amministrativa in favore delle imprese agricole è INCOMPATIBILE con il sindacato (coldiretti, Cia, Confagricoltura, ecc. ecc. in quanto devi aggiungere altre sigle quali Copagri, Eurocoltivatori, AcliTerra, U.C.I., A.l.p.a. di CGIL) e con l'associazione di produttori (A.P.O. Unaprol, Unaproa, ecc. ecc. ecc. ecc. – le associazioni di prodotto in Italia sono circa 240 contro le appena 7-8 spagnole) le quali, pertanto, non possono tenere i fascicoli aziendali. Questi se vogliono fare attività amministrativa devono scinderla aprendo un C.A.A. con attività ed amministrazione del tutto separata dall'attività sindacale e dall'attività di promozione commerciale dell'associazione di prodotturi.
QUESTA INCOMPATIBILITA' E' LA VERA RIVOLUZIONE DELLA TRASPARENZA E SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA INTRODOTTA CON IL FASCICOLO AZIENDALE E CON LA RIFORMA AGEA DEL 1999 (CHE SOPPIANTO' L'AIMA); UNA VERA E PROPRIA LIBERAZIONE: IN TAL MODO L'IMPRESA AGRICOLA NON PUO' PIU' ESSERE RICATTATA E LE SUE SCELTE DI IMPRESA INFLUENZATE DAGLI INTERESSI E DAI FAVORITISMI DELLA BUROCRAZIA SINDACALE E ASSOCIATIVA.
Il Centro Autorizzato di Assistenza Agricola (C.A.A.) è fatto e tenuto soprattutto dai tecnici del settore (Agronomi, agrotecnici, geometri, enologi, ecc.) i quali per essere C.A.A. non devono far altro che diventare Ufficio Periferico di un concessionario AGEA (il tutto molto semplice e con un costo irrisorio): A TAL FINE CHIUNQUE E' INTERESSATO PUO' CONTATTARE UNICO CAA S.R.L. PER DIVENTARE UNO SPORTELLO AGEA A TUTTI GLI EFFETTI DI LEGGE.
A loro volta i tecnici, qualunque sia la loro specializzazione, agronomica di consulenza in campo o economica di valutazione della rendita fondiaria o di acquisizione dei finanziamenti pubblici, hanno interesse ad essere anche C.A.A. in quanto è un punto a favore del loro studio professionale essendo un servizio complementare necessario che qualifica la attività di studio: infatti il professionista del settore agricolo a libertà limitata che poi “passa” alcune carte del cliente al sindacato o all'associazione per provvedere a degli adempimenti dell'impresa agricola è destinato a cessare. Il professionista del settore agricolo, come avviene già per altri settori ed ambiti per il consulente del lavoro, per il commercialista e per l'avvocato d'affari, deve considerarsi ormai vero e proprio “professionista di impresa” (dell'impresa agricola nel nostro caso) senza alcuna subalternità con le organizzazioni sindacali (che devono tornare a fare tutela degli iscritti) e con le associazioni di prodotto (che se vogliono esistere devono fare veramente la promozione commerciale e varietale).
Del disaccoppiamento degli aiuti U.E. erogati dall'A.G.E.A. alla produzione ed al reddito dell'impresa agricola sappiamo solo che esso diventa una quota fissa che spetta all'impresa agricola (Premio Unico Aziendale) non più in rapporto alla produzione realizzata dall'agricoltore ma per il semplice fatto che l'impresa agricola rimanga attiva sul territorio a presidio, più di ordine ambientale, del mantenimento delle condizioni pedoidrogeologiche del territorio (è questa la cosiddetta “condizionalità”; cioè l'U.E. dice: Ti do annualmente il premio unico aziendale “a condizione” che Tu agricoltore mantieni in atto le colture e comunque curi e coltivi il terreno secondo le prescrizioni e nei modi che Ti indico).
L'origine di tale scelta sta nell'impegno preso dall'U.E. di non fare concorrenza sleale ai produttori dei paesi concorrenti in via di sviluppo eliminando misure protezionistiche in favore delle imprese agricole dei paesi ricchi. A tal proposito si deve eliminare un equivoco: si dice che nel 2013 gli Aiuti spariranno: questo non è vero! Nel 2013, ma forse anche prima, verranno soppressi gli aiuti alle esportazioni che nonostante le leggi che ne prevedevano la soppressione sin dalla fine degli anni '80 del secolo scorso ancora persistono nell'U.E. e che a noi agricoltori portano scarsi vantaggi economici per cui la loro eliminazione non ci arrecherà nessun danno.
Ad oggi sono stati “disaccoppiati” quasi tutti gli aiuti: zootecnia, latte, foraggi, seminativi, olio d'oliva e semi oleosi, pomodoro, barbabietola, frutta secca. Non sono ancora disaccoppiati – ma dobbiamo moltiplicare gli sforzi affinché lo siano anch'essi – gli aiuti alla commercializzazione per la frutta fresca e gli aiuti per le crisi del mercato vitivinicolo (distillazione). Una volta disaccoppiati gli aiuti di ogni settore vengono trasformati in “titoli” di pagamento che danno diritto all'aiuto. L'insieme dei titoli formano il premio unico aziendale che riguarda tutto l'ordinamento colturale aziendale e non la singola produzione grazie alla quale è maturato il titolo.
Ma a noi agricoltori il disaccoppiamento conviene? Certamente si! Quello che guadagniamo è di gran lunga superiore a quello che perdiamo: tenderà a sparire l'agricoltura parassitaria e i prezzi alla produzione saranno più adeguati e remunerativi del valore del nostro lavoro e dei nostri investimenti.
Ma il disaccoppiamento in Italia porta con se un'altra cosa che non è meno importante, anzi dal nostro punto di vista è più importante, della riforma Europea. Infatti l'Italia ha colto l'occasione del disaccoppiamento introdotto dalla nuova P.A.C. (cosiddetta riforma Fischler) per introdurre il “pagamento diretto” degli aiuti.
IN PRATICA COL NUOVO SISTEMA GLI AIUTI ALLE IMPRESE AGRICOLE VENGONO PAGATI DIRETTAMENTE DALL'A.G.E.A. ALL'AGRICOLTORE SENZA CHE QUESTI DEBBA ESSERE COSTRETTO AD ISCRIVERSI E PAGARE QUOTE, PEDAGGI, TANGENTI E TRATTENUTE A ASSOCIAZIONI, ORGANISMI COLLETTIVI, CONSORZI VARI O ORGANIZZAZIONI SINDACALI.
Tutto ciò si realizza già da oggi e Tu agricoltore puoi avvantaggiartene rivolgendoti ad un qualsivoglia CAA che, ora hai finalmente capito, è una struttura indipendente a base tecnico professionale che non ha nulla a che fare con le organizzazioni sindacali.
§ 4 - IL NUOVO RUOLO DELLE ASSOCIAZIONI DI PRODUTTORI. NECESSARIO FARE LA DISDETTA PER NON SUBIRE PIU' ALCUNA TRATTENUTA. OGGI, CON LA NUOVA PAC, L'ADESIONE E' SU BASE VOLONTARIA SOLO SE L'ASSOCIAZIONE ARRECA UN SERVIZIO CHE PRODUCE UTILITA' E GUADAGNO ALLA IMPRESA
A conferma del profondo cambiamento in atto – a tutto vantaggio di noi produttori agricoli (veri!!!) - si deve tenere presente come la riforma prescrive a tutte le associazioni di produttori (da quelle dell'olio, a quelle del latte, da quelle del pomodoro a quelle zootecniche, da quelle bieticole alle tante operanti per il fresco, e così via) di cessare di essere, come in buona parte sono stati sino ad ora, dei passacarte con attività economica fittizia finalizzata solo ad intercettare gli aiuti pubblici con in concreto scarsi vantaggi all'economia ed alla redditività delle singole imprese agricole associate le quali, anzi, in tutti questi anni hanno subito un danno dalla riduzione del reddito procurato dalla elevata quota di aiuti che tutti questi organismi hanno assorbito creando centri di costo parassitari.
Come si devono comportare le associazioni di produttori da oggi in avanti?
PRIMA DI TUTTO NON POSSONO PIU' METTERE LE MANI SOPRA I SOLDI DEGLI AIUTI AGEA DEGLI AGRICOLTORI IN QUANTO LA LORO ATTIVITA' E' INCOMPATIBILE CON LA TENUTA DEL FASCICOLO AZIENDALE (mediante il quale si liquidano gli Aiuti mediante i CAA).
SECONDO SI DEVONO ASSUMERE LA FORMA GIURIDICA DI SOCIETA' COMMERCIALI CON PERSONALITA' GIURIDICA (S.R.L., CONSORZIO COOPERATIVO).
IN TERZO LUOGO DEVONO SVOLGERE CONCRETAMENTE L'ATTIVITA' ECONOMICA DI PROMOZIONE COMMERCIALE E DI ORGANIZZAZIONE ALLA PRODUZIONE A FRONTE DELLA QUALE, SULLA BASE DEL VALORE ECONOMICO DEI SERVIZI CHE OFFRONO ALLE IMPRESE AGRICOLE ASSOCIATE, POSSONO PAGARSI.
§ 5 – CONCLUSIONI:COSA DEVE FARE L'AGRICOLTORE ED IL TECNICO DEL SETTORE
A questo punto cosa tocca fare ai produttori ed alle imprese agricole riguardo alle associazioni di produttori cui si è iscritti?
Occorre innanzitutto uscirne (disdetta o dimissioni) in modo da far cessare l'automatismo della trattenuta sull'aiuto ereditata dal sistema parassitario gravante prima della riforma.
Scarica i seguenti moduli (clicca sul nome del file):
disdetta associazione di prodotto: revocaassprod.pdf
[Attenzione il modulo per la disdetta dell'associazione di prodotto non può essere utilizzato per le imprese agricole che producono frutta fresca per le quali gli aiuti alla commercializzazione gestiti dalle Associazioni di Produttori Ortofrutticoli (A.P.O.) non sono stati ancora disaccoppiati.]
disdetta del tuo vecchio CAA: disdettacaa.pdf
delega UNICO CAA S.r.l.: modulo non ancora disponibile
Questo non vuole dire distruggere l'associazionismo di prodotto a cui, invece, il futuro della economia agricola riserva un ruolo ben qualificato ed importante: quello di attore della agricoltura contrattualizzata nell'ambito degli accordi e dei comitati di filiera in rappresentanza delle quote effettive di produzione in luogo delle organizzazioni agricole la cui presenza nei comitati di filiera contrasterebbe sia con la loro funzione propria di sindacare anche eventualmente gli accordi se mortificano gli interessi del primario agricolo e determinerebbe manchevolezze nella rappresentanza non avendo il polso del mercato in quanto per loro natura sono del tutto estranee alla attività economico-commerciale che le organizzazioni sindacali non possono svolgere; attività tipica e propria, invece, del nuovo associazionismo di prodotto (O.P., organismi di prodotto).
L'eventuale adesione dell'agricoltore dovrà avvenire successivamente e sarà frutto di proposte associative nuove con formule finalizzate alla riduzione dei costi, alla migliore organizzazione aziendale e alla stabilizzazione delle vendite mediante la ricerca, la conquista ed il mantenimento di quote di mercato interno ed estero.
Osserva i seguenti prospetti, che riassumono come sono cambiate le cose dopo la riforma PAC - AGEA
PERTANTO, AGRICOLTORE, IMPRENDITORE AGRICOLO, COLTIVATORE, TECNICO PROFESSIONISTA, RICORDA:
1. IL FASCICOLO AZIENDALE TIENILO PRESSO UN TECNICO DEL SETTORE AGRICOLO INDIPENDENTE CHE SIA ANCHE UFFICIO PERIFERICO CAA AGEA.
2. LE ASSEGNAZIONI DEI TITOLI AGEA DISACCOPPIATI AFFIDALI E FALLI FARE AL TECNICO E NON AL SINDACATO O, PEGGIO, ALL'ASSOCIAZIONE DI PRODUTTORI.
3. FAI SUBITO LA DISDETTA DELLA/E ASSOCIAZIONE/I DI PRODUTTORI OVE NEGLI ANNI PASSATI TI SEI DOVUTO ISCRIVERE PER NON PERDERE GLI AIUTI
4. AGRONOMO, AGROTECNICO, ESPERTO IN AGRARIA, GEOMETRA SPECIALIZZATO IN AGRICOLTURA, QUALIFICA LA TUA ATTIVITA' ED IL TUO STUDIO PROFESSIONALE: DIVENTA IMMEDIATAMENTE UFFICIO PERIFERICO AGEA ABILITATI CON IL C.A.A.
Per avere la password ed essere C.A.A. chiama o allo 059-776777 oppure al 349-3567940 oppure invia una e-mail a unico.ortofrutta@libero.it oppure vai alla home page e invia una apposita richiesta di SOS a: info@mabonline.org .