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Timestamp: 2018-07-21 00:21:53+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 12', 'art. 45', 'art.\n1', 'art. 14', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 95', 'art. 453', 'art. 109', 'art. 451', 'sentenza ', 'art. 451', 'art. 95', 'sentenza ']

Possibile revoca della cittadinanza italiana - Forum Enti.it
Possibile revoca della cittadinanza italiana
Messaggioda 3986682 » 17/04/2018, 08:00
Innanzitutto, mi scusate se non scrivo perfettamente in italiano, fascio quello che posso.
Vi scrivo un po' disperato perche non so se c'é qualcosa che potrebbe fare per soluzionare la mia situazione come cittadino italiano.
Sono un giovane nato all'estero da padre originalmente italiano, lui ha perso la cittadinanza italiana per naturalizzazione prima della mia nascita e non si é sposato mai. Nonostante, mio padre ha riacquistato la cittadinanza italiana quando io ero minorenne e secondo l'articolo n. 14 l.91/92 potrebbe essere riconosciuto come cittadino italiano.
Qualche anni fa, una sorella ed io ci siamo presentati al consolato per richiedere la trascrizione dei nostri atti di nascita e ci é stata spedita una comunicazione negativa in cui si spiegava che non avevamo diritto alla cittadinanza perche secondo il consolato non eramo considerati conviventi al momento del riacquisto giacché nostro padre non ci era dichiarato nel nucleo familiare presso il consolato al momento del riacquisto.
Da quel momento, io ho fatto per scritto una richiesta di riconsiderazione della negazione giacché le norme sulla cittadinanza italiana (1) riconoscono che ci sono casi in cui la convivenza non può essere determinata facilmente, e si ammette documentazione "idonea" per dimostrarla e si riconosce l'informazione avvenuta dalla giurisprudenza. Quindi, ho allegato alcuni casi (2) in cui la cittadinanza italiana é stata trasmessa giudizialmente per aver riconosciuto una corretta e più amplia interpretazione del termino 'convivenza'.
http://www.stranieriinitalia.it/brigugl ... nanza.html
(1) La Cittadinanza Italiana
La Normativa, Le Procedure, Le Circolari
L’art. 14 della legge del 1992 ha, come sopraccennato, modificato le disposizioni contenute nella precedente normativa, prevedendo che il figlio minore di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana diviene cittadino se convive con esso.
Perchè il genitore divenuto italiano possa trasmettere il nostro status civitatis al figlio, occorrono pertanto due requisiti:
· l rapporto di filiazione
- la convivenza con il genitore.
L’art. 12 del Regolamento di esecuzione della legge (D.P.R. N. 572\93) ha specificato che la convivenza deve essere stabile ed effettiva ed attestata con idonea documentazione.
Inoltre, deve sussistere al momento dell’acquisto o del riacquisto del genitore. Se interviene in un momento successivo o è cessata, il figlio minore non consegue la cittadinanza italiana.
Tuttavia si verificano casi in cui il concetto di convivenza risulta di non facile determinazione.
Infatti, sono sempre più frequenti casi in cui i coniugi vivono separati per motivi di lavoro o altro e i figli trascorrono il proprio tempo con l’uno o con l’altro genitore, oppure casi in cui i figli non convivono con i genitori, ad esempio per motivi di studio.
Occorrerà valutare pertanto tali situazioni volta per volta e potrà allora soccorrere quanto la dottrina civilistica è venuta elaborando, anche sulla base dell’orientamento accolto dalla giurisprudenza, in relazione al requisito della convivenza prevista dall’art. 45 c.c. il quale stabilisce: “Ciascuno dei coniugi ha il proprio domicilio nel luogo in cui ha stabilito la sede principale dei propri affari o interessi.
Il minore ha il domicilio nel luogo di residenza della famiglia o quello del tutore. Se i genitori sono separati o il loro matrimonio è stato annullato o sciolto o ne sono cessati gli effetti civili o comunque non hanno la stessa residenza, il minore ha il domicilio del genitore con il quale convive .. omissis ...”.
(2) Sentenza: Corte di Appello di Salerno, Decreto 20 agosto 2009, n. 32
La Corte di Appello di Salerno ha pronunziato il seguente decreto sul reclamo proposto da S. R. (Avv. Vito Carabotta e Rodolfo T. Parrella), nei confronti del Ministero dell’ Interno (Avvocatura distrettuale dello Stato di Salerno) e con l’ intervento necessario del Procuratore della Repubblica presso questa Corte di Appello, avente ad oggetto decreto n. 13/09 cron. In proc. 190/08 r.g.v.g. del Tribunale di Salerno in data 7.1.09, in materia di riconoscimento della cittadinanza italiana;
* Che il reclamante, nato in territorio italiano da padre e madre a quel tempo entrambi cittadini stranieri, si duole dell’erroneità della mancata applicazione della Legge 13.1.1912 n. 555, ma pure della interpretazione della riforma di cui alla Legge n. 91/92, siccome egli doveva comunque ritenersi convivente con il padre, che aveva conseguito la cittadinanza italiana con d.P.R. 30.9.98;
* Che l’Avvocatura dello Stato insiste per l’ insussistenza del diritto a conseguire la cittadinanza, non essendo il minore convivente con il padre, per essere stato nel 1997, in sede di separazione giudiziale dei suoi genitori, affidato alla madre; ma non mancando di rilevare che difetta la prova di un regolare permesso di soggiorno per il reclamante fin dalla data della nascita, anche solo mediante annotazione su quello dei genitori, nonché ulteriore documentazione prevista dalla L. 91/92 e dalla normativa di attuazione; ritenuto in diritto
* Che al momento della nascita di S. R. vigeva la Legge 13.1.1912, n. 555, la quale, al suo art.
1, prevedeva che era cittadino per nascita anche colui che era nato in territorio italiano se entrambi i genitori non avevano la cittadinanza italiana, né quella di altro Stato;
* Che pertanto la tesi del reclamante sull’acquisizione del diritto alla cittadinanza italiana in forza di tale normativa non può condividersi, in quanto i genitori dell’odierno reclamante erano comunque, al momento della nascita, l’uno cittadino egiziano e l’altra cittadina libanese;
* Che di conseguenza occorre vagliare se il diritto del S. sia configurabile alla stregua della normativa sopravvenuta, vale a dire della L. 5.2.92 n. 91 (e del d.P.R. 12.10.93 n. 572);
* Che per l’art. 14 di tale legge “ i figli minori di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana, se convivono con esso, acquistano la cittadinanza italiana” , mentre per l’art. 12 del d.P.R. “ l’acquisto della cittadinanza da parte dei figli minori di chi acquista 8. la cittadinanza italiana si verifica se essi convivono con il genitore alla data in cui quest’ultimo acquista 8 la cittadinanza” , mentre “ la convivenza deve essere stabile ed effettiva ed opportunamente attestata con idonea documentazione” ;
* Che i primi giudici escludono la convivenza utile ai fini del riconoscimento della cittadinanza sul presupposto che l’ intervenuta separazione dei genitori e l’affidamento alla madre quella abbia fatto venir meno;
* Che pure è sostenuta la necessità della prova della persistenza della legale residenza in Italia fin dalla nascita, con richiamo all’art. 4, comma 2, della L. 91/92 (per il quale diviene cittadino “ lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età” ), ovvero della legale residenza in Italia del genitore;
* Che però alla fattispecie si applica l’art. 14 e non l’art. 4 L. cit.;
* Che la ratio di detta disciplina pare risiedere in ciò, che l’effettività della convivenza garantisca la continuità di uno stabile rapporto familiare con il genitore divenuto cittadino italiano, il quale continui ad esercitare la sua potestà nelle forme di legge, così assicurando l’effettiva sussistenza del vincolo morale e spirituale normalmente rinvenibile nel rapporto tra genitore e figlio, quale presupposto evidente per la trasmissione al secondo dell’ inserimento del primo nel contesto nazionale sancito in virtù della conseguita cittadinanza;
* Che effettivamente, come sostiene il reclamante, la potestà genitoriale non viene meno caso di separazione giudiziale dei coniugi e che solo essa muta concrete modalità di estrinsecazione, sicché, a prescindere dalla persona del coniuge affidatario, la persistenza della frequentazione da parte dell’altro coniuge secondo le modalità del provvedimento giudiziale (o di omologazione della separazione consensuale, come è avvenuto nel caso di specie) integra, ad avviso di questa Corte, i presupposti e gli estremi per l’applicazione di detta normativa;
* Che tra le condizioni della separazione (omologata il 7.2.97, come da documenti versati nella produzione del reclamante) è prevista la prosecuzione delle visite da parte del padre, con amplissime facoltà di incontri giornalieri e perfino con divieto di allontanamento della madre oltre una breve distanza, come pure le contribuzioni ed interventi diretti nella vita dei figli
all’epoca minori;
* Che può quindi dirsi che, ai fini della normativa applicabile, S. R. era sostanzialmente convivente con il padre poi divenuto cittadino italiano: e che pertanto, in accoglimento delreclamo e riforma del reclamato decreto, anch’egli ha diritto a conseguire la cittadinanza;
* Che, quanto alle spese, la complessità della materia e soprattutto la totale assenza di precedenti giurisprudenziali editi, come pure la non fondatezza della tesi principale del reclamante sull’applicabilità della L. 555/1912, integrano – ad avviso di questa Corte – ungiusto motivo di totale compensazione;
in accoglimento del reclamo ed in riforma dell’ impugnato decreto, dichiara la sussistenza dei presupposti del diritto di S. R. a conseguire la cittadinanza italiana ed ordina all’Ufficiale dello Stato Civile di eseguire gli adempimenti conseguenti; dichiara interamente compensate tra le parti le spese di lite.
Salerno 16.7.09.
Il Presidente (dott. Nicola Bartoli).
Dopo di 8 atti in lotta, io riusci ad essere riconosciuto come cittadino italiano giacché il Console Generale ha acettato la spiegazione basata sulla giurisprudenza, le nostre prove di convivenza ed una autocertificazione (dichiarazione di convivenza) firmata da mio padre in cui attestava che siamo conviventi dalla nascita. Anche mi é stato rilasciato il mio passaporto italiano.
Il problema avviene quando mia sorella si é presentata da sola al Consolato per richiedere il suo riconoscimento giacché le hanno detto che il precedente Console non é piú a carico di quest'ufficio e che i nuovi funzionari (Console/Ufficio Servizi Demografici) non sono d'accordo con la decisione che lui aveva fatto sul nostro riconoscimento. Insomma, non hanno acetato il suo atto di nascita neanche la dichiarazione di convivenza, e quello più importante per me, le hanno detto che loro faranno l'analisi e che possono decidere revocare la mia cittadinanza previamente concessa.
Al comune di origine di mio padre é stato trascritto il mio atto di nascita e loro non hanno fatto nessuna obiezione sulla documentazione.
Quello che vorrei sapere é:
1. Può il consolato revocare il mio passaporto italiano senza notifica?
2. C'è qualcosa che io possa fare prima di una possibile revoca?
3. C'è qualcosa che io possa fare su questa materia in un tribunale italiano?
4. C'è qualche maniera di modificare il nucleo familiare attestato al momento del riacquisto? avrebbe effetto retroattivo?
Grazie per vostri commentari
(PD: Mio padre dichiaró soltanto i figli maggiorenni invece i minorenni perche quest'é stato quello che aveva capito doveva fare, non perche non abbitavamo insieme incredibile...)
Re: Possibile revoca della cittadinanza italiana
Messaggioda l'auxelugatu » 17/04/2018, 09:56
Scusa, ma in che paese vivi? Se esiste un'anagrafe dovrebbe risultare la composizione della vostra famiglia...
Messaggioda 3986682 » 17/04/2018, 10:09
Io vivo in Venezuela. Lei si riferisce all'anagrafe del consolato italiano?
Messaggioda catone » 17/04/2018, 16:14
- Consiglio di stato dell' 1 dicembre 2016, n. 5047 e n. 5048, "solo il tribunale civile può disporre le rettificazioni
e le correzioni di cui ai precedenti articoli anche per gli atti dello stato civile ricevuti dalle autorità straniere, trascritti in Italia e solo il tribunale civile può «provvedere per la cancellazione di quelli indebitamente trascritti» (ex art. 95 del D.P.R. 396/2000, coerente con il principio generale previsto dall’art. 453 del c.c.)"
- TAR Friuli N. 00228/2015: "art. 109, del D.P.R. n. 396/2000 : I tribunali della Repubblica sono competenti a disporre le rettificazioni e le correzioni di cui ai precedenti articoli anche per gli atti dello stato civile ricevuti da autorità straniere, trascritti in Italia, ed a provvedere per la cancellazione di quelli indebitamente trascritti".
- Corte di Cassazione, Sezione II, 28.05.1960 : “data la peculiare natura e funzione che è propria dei registri dello Stato Civile e dei mezzi predisposti dalla legge al fine di garantirne la regolare tenuta, gli atti in essi iscritti o trascritti fanno fede, in ordine allo stato delle persone alle quali si riferiscono, fino a quando la loro portata ed efficacia probatoria non sia neutralizzata da una sentenza, passata in giudicato, che ne ordini la rettificazione: intendendo questa espressione in senso ampio e quindi anche nel senso di cancellazione di un atto irregolarmente iscritto o trascritto.”
- art. 451, comma 1 del codice civile (forza probatoria degli atti) : “Gli atti dello Stato Civile fanno prova, fino a querela di falso, di ciò che l’Ufficiale pubblico attesta essere avvenuto alla sua presenza o da lui compiuto”
Per quanto su indicato dalla giurisprudenza e dalle leggi, ciò che fece il console a suo tempo, nella sua funzione di ufficiale di stato civile, riconoscendo la cittadinanza e facendo trascrivere il suo atto di nascita in quanto cittadino italiano, può essere cancellato solo con una sentenza del tribunale.
Mi è capitato un caso del genere, quando un consolato mi ha chiesto le prove che un tale che si era presentato per rinnovare il passaporto fosse effettivamente cittadino italiano. Io gli ho trasmesso la copia della trascrizione dell'atto di nascita e ho risposto che se dubitavano che l'ufficiale dello stato civile che a suo tempo aveva trascritto l'atto di nascita, comprovante lo status di cittadino italiano, aveva agito erroneamente, dolosamente o colposamente, ai sensi dell'art. 451 del c.c. trasmettessero un esposto al procuratore della repubblica, con le prove che quello non era cittadino italiano, perchè promuovesse ai sensi dell'art. 95 del DPR 396/2000, davanti al Tribunale del mio circondario, la richiesta di cancellazione dell'atto di nascita. Non ho ricevuto più niente in merito.
Al suo posto manderei una diffida al Console e al comune di trascrizione del suo atto di nascita, se veramente vuole chiedere la cancellazione del suo atto di nascita e non rilasciarle il passaporto, con le note sopra indicate, in quanto solo una sentenza del tribunale può stabilire che lei non è cittadino italiano e che il console a suo tempo ha agito illegittimamente. Se possibile la diffida la farei mandare da un avvocato.
Messaggioda 3986682 » 17/04/2018, 22:14
Grazie catone, la Sua informazione é molto utile per me.
Oggi è 21/07/2018, 02:22