Source: https://it.vlex.com/vid/n-96-ricorso-per-590490330
Timestamp: 2020-04-03 07:57:51+00:00
Document Index: 178178602

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 174', 'art. 175', 'art. 176', 'art. 176', 'art. 119', 'art. 2']

n. 96 RICORSO PER LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE 22 ottobre 2015 - - 23 Dicembre 2015 - Gazzetta Ufficiale - Legislazione - VLEX 590490330
Ricorso nell'interesse della Regione Umbria (codice fiscale: 80000130544), con sede in 06123 Perugia (PG), Corso Vannucci n. 96, in persona del Vice-Presidente pro tempore della Giunta Regionale dott. Fabio Paparelli, giusta procura speciale a margine del presente atto nonche' in forza della delibera della Giunta regionale della Regione Umbria 12 ottobre 2015, n. 1147, rappresentata e difesa dall'avv. prof. Massimo Luciani (codice fiscale: LCNMSM52L23H501G;
posta elettronica certificata: massimoluciani@ordineavvocatiroma.org) e dell'avv. Paola Manuali (codice fiscale: MNLPLA53H68G478;
fax 0755043625;
posta elettronica certificata: paola.manuali@avvocatiperugiapec.it) ed elettivamente domiciliata presso lo studio del primo in 00153 Roma, Lungotevere Raffaello Sanzio n. 9, Contro il Presidente del Consiglio dei ministri, in persona del Presidente del Consiglio pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, nella cui sede in 00186 Roma, Via dei Portoghesi n. 12, e' domiciliato ex lege, Per la dichiarazione di illegittimita' costituzionale all'art. 7, comma 9-sexies, del d.l. 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2015, n. 125, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 188 del 14 agosto 2015, S.O. F a t t o 1. - Prima di esporre le ragioni dell'illegittimita' costituzionale della disposizione censurata e' necessaria una sintetica descrizione del contesto in cui essa si inserisce. Ne e' elemento essenziale l'istituto del «PAC - Piano di Azione e Coesione». Si tratta di uno strumento che e' stato istituito al fine di accelerare l'attuazione dei programmi cofinanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale per il settennato 2007-2013. Come e' noto, l'Unione europea promuove «il rafforzamento della sua coesione economica, sociale e territoriale» (art. 174 TFUE) anche attraverso «fondi a finalita' strutturale (Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia, sezione "orientamento", Fondo sociale europeo, Fondo europeo di sviluppo regionale), la Banca europea per gli investimenti e gli altri strumenti finanziari esistenti» (art. 175 TFUE). In particolare, «il Fondo europeo di sviluppo regionale e' destinato a contribuire alla correzione dei principali squilibri regionali esistenti nell'Unione, partecipando allo sviluppo e all'adeguamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo nonche' alla riconversione delle regioni industriali in declino» (art. 176 TFUE). Cio' detto, al fine di colmare i ritardi nell'attuazione dei programmi di spesa per il settennato 2007-2013 e di rafforzare l'efficacia degli interventi, il Governo italiano, con lettera del Presidente del Consiglio dei ministri al Presidente della Commissione Europea e al Presidente del Consiglio Europeo del 26 ottobre 2011, ha comunicato l'avvio del procedimento per la revisione dei contributi del FESR all'Italia. Tale revisione, si legge nella lettera, «potra' comportare una riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi comunitari», generando risorse che, «resesi disponibili a seguito di questa riduzione, saranno programmate attraverso un percorso di concertazione tra il Ministro delegato alle politiche di coesione, il Commissario europeo competente e le Regioni interessate basato su una cooperazione rafforzata con la Commissione europea attraverso un apposito gruppo di azione». La proposta del Governo italiano e' stata valutata favorevolmente al Consiglio europeo di Bruxelles del 23-26 ottobre 2011. Come si legge nelle Conclusioni della Presidenza e dichiarazione dei Capi di Stato e di Governo dell'Eurozona adottate all'esito dei lavori, preso atto che «il Fondo europeo di sviluppo regionale e' destinato a contribuire alla correzione dei principali squilibri regionali esistenti nell'Unione, partecipando allo sviluppo e all'adeguamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo nonche' alla riconversione delle regioni industriali in declino», i Paesi dell'Area Euro hanno dichiarato di sostenere «l'intenzione dell'Italia di rivedere i programmi relativi ai fondi strutturali ridefinendo le priorita' dei progetti e concentrando l'attenzione su istruzione, occupazione, agenda digitale e ferrovie/reti allo scopo di migliorare le condizioni per un rafforzamento della crescita e affrontare il divario regionale». 2. - In conformita' alle Conclusioni sopra riportate, il Governo ha definito, in accordo con la Commissione (ai sensi dell'articolo 33 del regolamento CE n. 1083/2006, oggi abrogato, ma che disciplinava il funzionamento del FESR), una riprogrammazione delle risorse dei fondi strutturali, con una diversa percentuale della quota di cofinanziamento comunitario. Il contributo comunitario e' stato elevato dall'originario 50 al 75 per cento delle risorse erogate, con corrispondente riduzione della quota di cofinanziamento nazionale. Per l'impiego delle risorse cosi' liberate il Governo ha stipulato l'accordo del 3 novembre 2011, denominato «Piano Nazionale per il Sud: Sud 2020» con le Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, concernente - appunto - la rimodulazione dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali. In questo accordo, in ossequio all'art. 176 TFUE, all'art. 119 Cost. e all'intesa raggiunta con la Commissione europea, il riutilizzo delle risorse liberate dal FESR e' stato vincolato al principio di territorialita' (cfr. art. 2 dell'accordo: «Le rimodulazioni dei programmi potranno prevedere la revisione del tasso di cofinanziamento comunitario a condizione che le risultanti risorse nazionali siano vincolate al riutilizzo nel rispetto del principio della territorialita'»). In ossequio a tale principio e' stato istituito il Piano di Azione e Coesione, inteso ad investire sul territorio le risorse liberate dagli obiettivi del FESR. 3. - Successivamente, a causa delle difficolta' nella conclusione dei rispettivi programmi di sviluppo regionale, anche altre Regioni hanno aderito al PAC. Una di esse e' la ricorrente Regione Umbria. Il procedimento di adesione al PAC e' stato scandito dai seguenti atti: i) con la proposta del 4 giugno 2014 lo Stato italiano chiedeva la revisione del programma FESR 2007-2013 per la Regione Umbria (tanto risulta dal documento di cui al numero che segue);
ii) tale proposta veniva accolta dalla Commissione con Decisione 28 agosto 2014, C(2014) 6163;
iii) la Giunta regionale, con deliberazione 31 ottobre 2014, n. 1340 (quindi assai sollecitamente), adottava il «programma parallelo» al POR FESR 2007-2013;
iv) con Nota prot. n. 145702 del 5 novembre 2014, la Regione trasmetteva il «programma parallelo» ai competenti uffici «Gruppo di Azione e Coesione» del Dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica del Ministero del Tesoro;
v) con Nota del 13 novembre 2014, prot. n. 10707, il Presidente del Gruppo di Azione e Coesione comunicava alla Regione l'adesione al PAC, trasmettendo «il quadro finanziario degli interventi a titolarita'» della Regione;
vi) infine, con d.m. 22 dicembre 2014, n. 61, il Ministero dell'economia e delle finanze destinava le risorse derivanti dalla...