Source: http://astrovet.blogspot.com/2009_06_01_archive.html
Timestamp: 2017-04-29 23:22:04+00:00
Document Index: 105150904

Matched Legal Cases: ['art. 674', 'art 544', 'art 544', 'art. 674', 'sentenza ', 'art. 674', 'art. 639']

ASTROVET: giugno 2009
Rifacendomi ad un articolo comparso il 18 giugno scorso sul quotidiano di informazione on line dei medici veterinari, ANMVI Oggi, più volte citato in tale blog, riporto in questo post le indicazioni fornite tramite apposita Circolare del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 3 aprile 2009 onde sapere come comportarsi nei casi purtroppo non tanto rari di avvelenamento di pet a causa di esche o bocconi avvelenati.Avevo già parlato delle nuove normative che regolano il settore agli inizi dell'anno, esattamente l'8 gennaio scorso, si tratta dell'ordinanza 18/12/2008 e successiva modifica del 19/03/2009; ma ritengo di fare cosa utile e gradita ai lettori interessati, fornendo questi ulteriori riferimenti.Vediamo dunque di che tratta nel dettaglio tale notizia:"Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha pubblicato la circolare contenente chiarimenti in merito all'adeguamento delle autorizzazioni di presidi medico chirurgici sulla base delle Ordinanze Ministeriali emanate il 18 dicembre 2008 e, successivamente, il 19 marzo 2009 sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati.La circolare esplicativa regolamenta l'inserimento dell'amaricante nella formulazione del prodotto in questione (ovvero i rodenticidi per uso domestico e civile) e suggerisce l'adozione di diciture cautelative in etichetta."La sezione del portale del Ministero della salute è stata aggiornata portando anche in evidenza il fac-simile per la denuncia, che riporto qui di seguito:ATTO DI DENUNCIAAlla Procura della Repubblica di..................................(scrivere la provincia del comune in cui è avvenuto l'avvelenamento)c/a Comando Stazione Carabinieri di .......c/a Corpo Forestale di.. ....................c/a Polizia Provinciale di ..................Oggetto: Denuncia per avvelenamento animaliIl/la sottoscritto/a (generalità, domicilio, recapiti telefonici) espone quanto segue.In data ...... in località ................del Comune di ....................ha notato:(esposizione dettagliata dei fatti cui si è assistito. Fornire inoltre ogni elemento utile per la identificazione dei responsabili: targhe di auto, riconoscimento personale, descrizione somatica, ecc. e, nel caso di ignoti intestare l’atto "contro ignoti"; aggiungere ogni elemento utile che possa descrivere le modalità dell’azione, ad es. "lasciava in giro bocconi avvelenati", ovvero "provvedeva a mettere in giro cibo avvelenato", ossia qualsiasi informazione mirante a individuare l'attività e lo scopo del soggetto responsabile, ecc.).Tale fatto integra ad avviso dello scrivente il reato di uccisione di animale di cui all'articolo 544-bis C.P.(come dalla legge 20 luglio 2004, n. 189), nonché il reato ex art. 674 C.P. relativo al getto di cose pericolose, o di qualsiasi altro reato che la S.V. ritenesse ravvisare nei fatti sopra descritti e/o a seguito di indagini.L'art 544 bis del codice penale statuisce che "Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi".Tale articolo, introdotto dalla Legge 189 del 2004 a tutela degli animali, punisce chiunque cagiona la morte di un animale, per crudeltà o senza necessità.Si tratta di un reato a forma libera o casualmente orientato, imperniato sul verbo cagionare e per il cui perfezionamento è sufficiente che l'azione si posta in essere con mezzi idonei a cagionare la morte dell'animale.La legge 189 del 2004, annoverando nel concetto di animale qualsiasi essere vivente appartenente al genere animale senza distinzione tra quelli di affezione e quelli che non lo sono, permette l'applicazione della disposizione vietante il maltrattamento di animali non solo nei confronti nei nostri cari compagni domestici, bensì anche ai volatili.Nei rapporti con gli animali d'affezione in merito all'applicazione dell'art 544 bis C.P. un'importante e recente pronuncia è quella del Tribunale penale dell'Aquila del 29 marzo 2007, che ha inflitto la condanna a due mesi di reclusione ad un dirigente veterinario a.s.l. per aver ordinato la soppressione per futili motivi di nove cuccioli di cane, e ad un suo funzionario, per aver eseguito materialmente la soppressione.Si legge nelle motivazioni di questa importante pronuncia che 'in base ad una lettura sistematica della legge 189 del 2004, nel rapporto tra animali d'affezione ed i loro eventuali padroni, risulta oggi evidente che non sussiste più un rapporto tra oggetto (l'animale) e titolare di un diritto di proprietà (il padrone) sorgendo nuovi obblighi e fonti di responsabilità per i padroni, in quanto, stando al Tribunale penale dell'Aquila, "con la nuova legge si prende atto della natura di esser vivente dell'animale in grado di percepire sofferenze anche non solo di carattere fisico in senso stretto e per cui il proprietario non ha più la totale disponibilità dell'animale, né può infliggergli gratuite sofferenze ne toglierli la vita senza valide giustificazioni ".Inoltre, secondo l'art. 674 C.P. "chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di uso altrui, cose atte ad offendere le persone è punito con l'arresto fino ad un mese o con l'ammenda fino a € 206".L'offesa recata alle persone può dunque consistere sia in una lesione fisica, si pensi all'eventualità che ad ingerire il veleno sia un bambino, sia in una lesione biologica, come la perdita del proprio animale domestico. Quindi, la perdita di quest'ultimo causata dal getto di bocconi avvelenati integra perfettamente norma in oggetto. Della stessa opinione è il Tribunale di Firenze che con sentenza del 28 novembre 2000 ha condannato ex art. 674 c.p.(oltre che ex art. 639 C.P. in quanto si trattava di animali altrui) un uomo per aver ucciso un pastore tedesco e un dobermann e per aver tentato di uccidere un husky gettando bocconi avvelenati. Il giudice ha provveduto alla condanna alla pena pecuniaria e al risarcimento del danno ai proprietari dei cani rimasti vittime.In questo contesto si indirizza il presente esposto alla S.V. confidando che i responsabili possano essere perseguiti penalmente.Allorché fosse necessario ai fini della procedibilità, il presente atto è da intendersi atto di querela contro coloro che risulteranno responsabili dei fatti di reato, per i quali si chiede espressamente la punizione penale ai sensi di legge; Ai sensi degli artt. 406 e 408 C.P.P. si chiede di essere informati presso il domicilio sopra indicato su eventuali richieste di proroghe delle indagini preliminari ed eventuali richieste di archiviazione.Si allegano:a. Foto (indicare il numero, il contenuto, e la data in cui è stata scattata)b. Video (indicare il contenuto e la data della ripresa)c. Referti medico veterinariSi citano quali persone informate sui fatti:a) (nome e cognome)b) (nome e cognome) Si ringrazia. Luogo, data Firma (da apporre al momento del deposito dell'atto)"I casi di avvelenamento devono infatti essere documentati e denunciati per contribuire a sconfiggere il fenomeno dell'avvelenamento di animali.Per la denuncia ci si può rivolgere a qualsiasi organo di polizia giudiziaria (Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza, Polizia Provinciale), presentando di persona il proprio esposto o denuncia (anche contro ignoti) in forma scritta.Le norme di riferimento sono contenute nelle Ordinanze Ministeriali 18 dicembre 2008 e 19 marzo 2009.L'Ordinanza del 19 marzo contiene alcune modifiche relative al ruolo e agli adempimenti del medico veterinario libero professionista apportate dal Ministero su proposta dell'Anmvi (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani)".
Denuncia per avvelenamento animali,
Astrologia: biografia e tema natale di Marguerite Yourcenar
Oggi, in occasione dell'argomento astrologico vorrei parlare della vita e del tema natale della scrittrice di origine franco-belga, resa famosa dal suo romanzo "Mémoires d'Hadrien", nata con l'altisonante nome di Marguerite Antoinette Jeanne Marie Ghislane Cleenewerk de Crayencour (a tradire il suo lignaggio aristocratico) proprio l'8 giugno del 1903 a Bruxelles, attorno alle 8 del mattino, come lei stessa scrive: "L’essere che chiamo “io” venne al mondo un certo lunedì 8 giugno 1903 verso le otto del mattino a Bruxelles; nasceva da un francese… e da una belga… quella creatura di sesso femminile, già presa nelle coordinate dell’era cristiana e dell’Europa del XX secolo, quel pezzetto di carne rosea piangente in una culla azzurra…."Dunque astrologicamente parlando nasce come Gemelli ascendente Leone e con una enfatizzata Luna in Scorpione in quarta casa (riceve soltanto aspetti armonici rispettivamente da Venere in Cancro e da Giove in Pesci): indice di una femminilità amazzonica, androgina e conturbante, in cui gli occhi blu di celtica origine tanta parte ebbero nel regalarle un fascino magnetico e uno charme unico che fecero di lei una seduttrice nata (Luna in Scorpione).Discendente di una famiglia di antica nobiltà, cosa che ben si sposa col suo regale e orgoglioso ascendente Leone (il padre è Michel de Cleenewerck de Crayencour, un ricco proprietario terriero da poco stabilitosi a Lille, e la madre è Fernande de Cartier de Marchienne, aristocratica di origine belga, che muore pochi giorni dopo aver dato alla luce l'unica figlia), non ha mai fatto vanto di questi nobili natali; al massimo in qualche occasione ha tradito un certo snobismo di fondo ed una innocua civetteria che la portò ad esempio a non farsi ritrarre quasi mai con gli occhiali, nonostante fosse miope, difetti tipici d'altronde del suo segno di nascita.Nonostante la perdita della madre appena nata, stroncata dalla setticemia e dalla peritonite, l'ottima Luna (simbolo dell'infanzia e del materno) ci dice che la cosa l'ha turbata sino ad un certo punto, forse perché troppo piccola per essersene resa davvero conto, o forse anche perché il padre Michel, anticonformista (Sole in undicesima casa) e grande viaggiatore, non le ha mai fatto mancare tutte le attenzioni del caso sin dai primi anni della sua vita.Il padre infatti la portò con sé nei suoi viaggi e ne curò personalmente l'educazione nella vasta tenuta familiare, immersa nella bellezza della campagna francese, della villa di Mont Noir, nell'estremo nord della Francia, governata dalla nonna paterna, la quale almeno sino al 1909 (anno della sua morte e conseguentemente della vendita della proprietà) supplì in qualche modo all'assenza della figura materna, anche se non dal punto di vista affettivo (Venere/affetti opposta a Saturno/privazione) e dove imparò l'amore ed il rispetto per la natura e gli animali.Assieme al padre dunque conobbe e frequentò da subito ambienti geografici diversi (Bruxelles, Lille, Mont Noir, l'Olanda, Parigi e il Midi francese e successivamente anche la Svizzera, Londra e l'Inghilterra) e ciò, oltre ad imprimerle il desiderio instancabile di viaggiare (dato quell'insaziabile Giove leso in nona casa), contribuì a sviluppare nella piccola Marguerite un'ampia e profonda curiosità culturale e la capacità di assaporare il piacere per l'avventura e per la libertà (tipici d'altronde dello stellium in undicesima casa-Gemelli) che caratterizzarono tutta la sua vita.D'altro canto Marguerite dimostrò precocemente un'estrema curiosità, viva intelligenza, nonché una sfrenata sete di cultura, tutte caratteristiche tipiche del suo segno di nascita (dove oltre al Sole, ha anche Mercurio e Plutone tutti congiunti fra loro, ad indicare l'estrema fertilità della sua produzione letteraria): lettrice precoce, a soli 8 anni si interessò alle opere di Racine e Aristofane, imparando con l'aiuto di un precettore il latino a 10 anni e il greco a dodici e, da sola, a leggere i poeti italiani in lingua!Spesso il padre la lascia sola (Venere/affetti in dodicesima/solitudine, opposta a Saturno/privazione), ma questo non fa che aumentare la sua dedizione agli studi (Saturno-Aquario è riscattato da un bel trigono a Mercurio-Gemelli) tanto che nel 1918, rientrati in Francia dopo un soggiorno in Inghilterra (dove ebbe modo di imparare anche l'inglese) in conseguenza del primo conflitto mondiale, Marguerite, senza aver mai messo piede in un'aula scolastica, si diploma in filosofia all'Università di Aix-en-Provence e nel 1919 ottiene il baccalaureato di latino e greco a Nizza, componendo a 17 anni il suo primo poema dialogato, ispirato alla leggenda di Icaro, col titolo di "Il giardino delle Chimere" dedicato al padre, e successivamente "Gli dei non sono morti", tributo all'antichità mitologica, dedicato all'amica Christine Havelt, pubblicati (con l'aiuto del padre) rispettivamente nel 1921 e nel 1924.Fu proprio in queste due occasioni che per la prima volta usò, anagrammando il suo cognome (la passione per gli enigmi e i giochi di parole sono tipicamente Gemelli), quello pseudonimo che diverrà in seguito il suo vero nome. Proprio in quegli anni (esattamente il 1922) le accadde di assistere a Roma all'avvento del fascismo e di Mussolini, raccogliendo le prime impressioni che la porteranno a tracciare la bozza iniziale di quello che sarà poi il romanzo definitivo "Moneta del sogno" (portato a termine nel 1935 e pubblicato nel 1936), in cui espresse, prima in Europa, la sua contrarietà nei confronti del fascismo, sotto forma della storia di un attentato fallito contro Mussolini.La passione per la storia dell'antica Roma imperiale la portò a visitare i siti archeologici italiani più importanti (la sua Venere in Cancro esprime benissimo ad un tempo sia la passione per la storia che per la letteratura, inoltre è in trigono alla Luna-Scorpione-quarta casa, che indica l'importanza assunta della memoria e l'enorme fiuto psicologico nel sondare l'animo umano).Nel 1924 a Tivoli visitò per la prima volta Villa Adriana, da cui trasse lo spunto per le sue iniziali ricerche sulla vita dell'imperatore romano, e cominciò a prendere i primi appunti per le "Mémoires d'Hadrien", quello che sarà il suo capolavoro e la cui stesura, a più riprese, la impegnerà per quasi 3 decenni.Questo modo di lavorare alla maggior parte dei suoi romanzi, caratterizzato da molteplici interruzioni e successive riprese, magari terminando di getto ciò che era rimasto per tanto tempo incompiuto, è fondamentalmente indicato dalla presenza di Marte-Bilancia-terza casa, che esprime proprio la frammentarietà e un ritmo altalenante nello scrivere associati ad una vera e propria mania di perfezionismo.Memorie di Adriano è un romanzo di ambientazione storica, scritto in forma di epistola, una sorta di testamento morale al suo successore (Marco Aurelio) dove Adriano, segnato dalla crisi personale come imperatore alla fine della sua vita, traccia un bilancio della stessa ed è altresì testimone del crepuscolo dell'Impero, avviato, come lui, verso una fine annunciata. Con la sua Luna/Scorpione/quarta casa Marguerite riesce a sondare, alla stregua di un'archeologa dell'anima e della memoria, i recessi più nascosti e i lati più umani di quest'uomo del II secolo d.C., riconducendolo ad una dimensione universale, che è poi quella dell'uomo di tutti i tempi, posto di fronte alla solitudine della morte imminente.Il soggiorno in Italia di quegli anni le fu di ispirazione anche per il racconto "Anna soror", dove narra la storia di un amore incestuoso tra un fratello ed una sorella, ambientato nella Napoli del '600: ancora una volta sceglie la veste di romanzo storico per scandagliare tutte le emozioni umane, anche quelle moralmente più controverse ed imbarazzanti (Luna-Scorpione trigono a Venere-Cancro). Altro paese meta frequente dei suoi viaggi fu la Grecia, culla della cultura classica che tanto amava, alla ricerca di quei luoghi cantati nei poemi omerici e dove ritroverà quelle atmosfere conosciute sui testi dei lirici greci prima e nelle traduzioni delle poesie del contemporaneo Kavafis poi, con quel sentimento di giustapposizione continua del presente e del passato che la caratterizza come autrice, in una visione delle cose che mentre continuano a scorrere giungono ad un tempo che confina con l'eterno: attualità e passato, presente e futuro si intersecano e convergono fondendosi in un mondo reso eterno dalle sue opere.Tra l'agosto del 1927 e il settembre del 1928 da alla luce a Losanna il corto intitolato "Alexis o il trattato della lotta vana", la sua prima opera pubblicata non a proprie spese nel 1929 e che rappresenta l'inizio della sua carriera come scrittrice di fama internazionale, in cui tradisce le frequentazioni delle opere di André Gide, trattando per la prima volta con estrema delicatezza il tema dell'omosessualità: si tratta di una lettera indirizzata dal protagonista alla moglie, in cui confessa le sue inclinazione e i motivi che lo hanno spinto a lasciarla (a parte Gide e Proust, nessuno prima aveva avuto il coraggio di affrontare tale argomento così esplicitamente).Va detto che il tema della separazione dagli affetti più cari ricorre nelle sue opere, così come nella sua vita, abbastanza frequentemente, in sintonia con quel Saturno al discendente opposto a Venere, che pone l'accento proprio sulle separazioni, le vedovanze e la privazione dei legami affettivi per cause esterne o per volontà del soggetto.Nel 1928 anche il padre, che due anni prima aveva sposato Christine Havelt, morì lasciandole come contropartita alla perdita di un affetto così importante, una libertà impensabile per quei tempi e soprattutto una cospicua eredità, che le consentì di non avere problemi economici, almeno fino al 1940. Dal 1932 al 1936 pubblica oltre al romanzo "Le Denier du rêve" ovvero la Moneta del sogno (di cui si è detto) ambientato nell'Italia dell'epoca, anche "Feux" (Fuochi), una raccolta di prose liriche ispirata all'amore non corrisposto per il suo giovane editore: André Fraigneau.Nel 1934 conosce, in uno dei suoi viaggi in Grecia, Andreas Embirikos, poeta surrealista e primo psicanalista greco, di cui si innamora, ancora una volta non corrisposta, dando luogo ad un'amicizia platonica a sfondo intellettuale, seppur con notevoli alti e bassi.Nel 1937, durante un suo soggiorno a Londra, incontra la scrittrice Virgina Woolf, di cui aveva appena tradotto il romanzo The Waves (Le Onde), e al suo ritorno a Parigi, conosce presso l'Hotel Wagram dove alloggiava, Grace Frick, sua coetanea, insegnante ed intellettuale americana che diverrà la sua compagna di vita e di lavoro per oltre 40 anni, su invito della quale parte per gli Stati Uniti. Nel 1936 torna in Europa e a Capri comporrà "Le Coup de grâce", nelle cui vicende affettive dei protagonisti trasfonderà gran parte dei drammi amorosi vissuti da lei stessa in quel periodo. Si tratta di una delle opere più raffinate e meglio costruite dell'intera produzione yourcenariana, diventato film nel 1976 con la regia di Schloendorff, in cui protagonisti sono alcuni esponenti del ceto aristocratico in declino, minacciato dall'avanzata bolscevica nei paesi baltici, e che uscirà solo nel 1939.Nello stesso anno, a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, ma soprattutto per seguire l'amata Grace, senza la quale non riesce più a vivere, tornerà definitivamente negli Stati Uniti, dove prenderà la sua terza cittadinanza (dopo la francese e la belga) nel 1947.Inizia così per la scrittrice un decennio fatto di stenti e di privazioni, in quanto le sarà impossibile accedere al suo patrimonio, congelato sino al 1948 a Losanna, come tutti i suoi beni personali ivi lasciati alla partenza per gli Stati Uniti.In questo periodo, abbandonato il suo lavoro di scrittrice, partecipò a conferenze, scrisse su numerose riviste, collaborò alla stesura di alcune opere teatrali e si dedicò all'insegnamento del francese all'Università di New York: furono tutte attività che le permisero di superare quegli anni di gravi difficoltà economiche, anche se lei stessa li definisce anni di "vita immobile" poiché non poté viaggiare come avrebbe invece voluto continuare a fare.Il suo temperamento indipendente e libero la spinse però ad impegnarsi nella battaglia degli intellettuali americani contro il Ku-Klux-Klan, a partecipare a lotte ambientaliste, in particolare contro l'uccisione delle balene, e a sostenere la causa del femminismo, pur non approvandone le manifestazioni più estreme.Nel 1942 fece visita per la prima volta a Mount Desert Island, nello stato del Maine (East Coast) dove sei anni più tardi comprerà, assieme a Grace, quella che diventerà la loro residenza: la villa Petite Plaisance. Solo nel 1951 riprenderà a viaggiare, facendo ritorno in Europa, mentre alla fine dell'anno uscirà finalmente "Memorie di Adriano", finito di scrivere nella sua nuova casa, e che otterrà il premio Femina-Vacaresco l'anno seguente, seguito da un successo di proporzioni inimmaginabili per la stessa scrittrice. Grazie a ciò ella tornerà così finalmente alla pratica esclusiva della scrittura nella sua nuova proprietà.Nel 1956 inizierà il libro L'Opera al nero (uscito poi nel 1968, ottenendo immediatamente un ulteriore premio Femina) altro capolavoro dell'autrice, dove ancora una volta siamo di fronte ad un romanzo storico in chiave biografica, in cui il protagonista maschile, Zenone (questa volta di fantasia, ma ugualmente credibile grazie alla fedeltà storica e al rigore filologico) è uno scienziato-alchimista che agisce nell'Europa rinascimentale del XVI secolo.Ricordiamo che in alchimia, con opera in nero (nigredum) si intende la fase di dissoluzione della materia e, simbolicamente, il momento fondamentale in cui un essere tenta di liberarsi dei suoi pregiudizi e si mette in cerca della sua verità. Grazie a questo nuovo successo, Marguerite è eletta tra i membri stranieri dell'Accademia reale belga e riceve a Parigi la Légion d'honneur.Gli anni che seguono si caratterizzano per una irrefrenabile ansietà di conoscenza che la porterà a viaggiare instancabilmente alla volta delle mete più disparate: Grecia, Inghilterra, Svezia, Danimarca, Portogallo, Spagna, Russia, Islanda, Egitto, India, Giappone solo per citarne alcuni, fermandosi solo negli anni della malattia della sua amata Grace, tra il 1971 e il 1979, anno in cui morì in seguito ad un tumore.Fu una pausa che le permise anche di continuare la scrittura della trilogia autobiografica intitolata "Il labirinto del mondo" suddivisa in "Care memorie"(1974), "Archivi del Nord"(1977), e "Quoi? L'Eternité" (pubblicato postumo nel 1988). In queste opere la scrittrice narra le vicende della propria famiglia, ma solo per inserirle nella più ampia storia del secolo.In ogni caso tutto il suo percorso artistico-letterario vede la scrittura alla stessa stregua della necessità di muoversi e cambiare ambiente viaggiando, come un bisogno irrinunciabile, un mezzo attraverso cui esprimersi, uno specchio in cui ritrovarsi e conoscere se stessa e il mondo, espletando così a pieno la sua appartenenza al segno dei Gemelli, e i suoi libri rappresentano quei figli che per scelta o per destino non ebbe mai (Plutone-fertilità/creatività in undicesima casa-equilibrio/moderazione/rinuncia opposto ad Urano-volontà/tecnica/opportunismo in quinta casa-eccessi/riproduzione/consumismo): il rifiuto per la maternità era legato anche al suo orrore per la sovrappopolazione mondiale.Se da una parte la scrittrice, già da giovanissima, frequentava i bar lesbici di Parigi, il "Thé Columbin" in rue Mont-Thabot e il "Wagram" in rue Rivoli al 208, dall'altra ha sempre nascosto, agli occhi della società, la sua vita sessuale (Venere-dodicesima casa trigono alla Luna/Scorpione) e la stessa Venere/dodicesima la portava ad affermare che "forse, ironia della sorte, le relazioni clandestine sono le più felici", motivo per cui in vita definiva Grace Frick come "l'amica con cui divido la casa", "la mia traduttrice americana" o "la mia segretaria" e quando poi morì di cancro, cercherà, almeno pubblicamente, di negare e di cancellare la compagna di tutta una vita.Nel 1980 a 77 anni la Yourcenar viene nominata Accademico di Francia: è la prima volta che una donna entra a far parte dell'Académie Française, (un’istituzione letteraria creata dal cardinale Richelieu nel 1635 e che impone un numero massimo di 40 soci) e contemporaneamente riprende a viaggiare (Gemelli eterno adolescente sempre in movimento) assieme a Jerry Wilson, un bellissimo giovane studente americano di soli 30 anni, molto inserito nell'ambiente gay, per cui perse la testa e che sarà il compagno degli ultimi anni della sua vita, ma che riuscì comunque a morire un anno prima di lei, lasciandola ancora una volta affettivamente sola, come vuole quella sua Venere in dodicesima opposta al suo Saturno in settima.Nel 1982 venne eletta all'Accademia Americana di Arti e Lettere. Sempre nello stesso anno pubblicò un libro di tre racconti storici dal titolo "Come l'acqua che scorre" (che comprendeva oltre ad Anna soror, anche L'uomo oscuro e Una bella mattina) ambientati tutti nel '600; nel 1983 pubblicò un'altra parte di sue produzioni saggistiche che chiamò "Il tempo, grande scultore" dal titolo di un breve brano contenuto in questa raccolta di παραλιπόμενα, in cui la grande scrittrice riflette sul destino delle opere scultoree in pietra, e sulla loro natura di breve intermezzo tra un'eternità trascorsa in forma di roccia ed una seconda eternità consumata sotto forma di rovina, paragonando la pietra al destino della vita umana che viene anch'essa lavorata dal tempo mediante la tecnica della sottrazione.Infine compì nuovamente altri viaggi in Giappone, Thailandia, India, Kenia e ancora Grecia, Italia, Francia e Canada. Nell'ultima parte della sua vita abbracciò il credo buddista (Nettuno in undicesima casa) col rispetto per l'ambiente e la natura in tutte le sue forme, animali compresi, tipico di questa religione che le farà dire: «Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura se non avessimo fatto l'abitudine ai furgoni dove le bestie agonizzano senza cibo e senz'acqua dirette al macello...»Lo stesso anno in cui si ammalò Wilson, Marguerite Yourcenar dovette subire un'operazione a cuore aperto con impianto di cinque by-pass coronarici. Tanto è vero che quando l’8 febbraio 1986 morì a Parigi il suo amato Jerry Wilson, la Yourcenar non poté raggiungerlo come avrebbe voluto, a causa del cattivo stato della sua salute.Marguerite Yourcenar morì per un’emorragia cerebrale presso l'ospedale Bar Harbor di Mount Desert il 17 dicembre 1987, a 84 anni. Le parole conclusive del suo Memorie di Adriano, rispecchiano in pieno il coraggio del suo ascendente Leone, quando fa dire all'imperatore, nel momento della sua fine: "..Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti..." e possiamo star certi che pure lei, al momento del trapasso, avrà fatto altrettanto. Per sua volontà venne cremata e le sue ceneri vennero deposte nel piccolo cimitero di Somesville, nell'isola di Mount Desert Island (Maine), poco lontano dalla sua residenza Petite Plaisance, accanto alla tomba dell'amica Grace Frick. Poco più in là possiamo trovare una lapide che indica il luogo della sepoltura di Jerry Wilson.Di lei tutto si potrà dire tranne che non abbia vissuto intensamente, vivendo comunque e sempre libera sino alla fine, nonostante tutte le costrizioni ed i limiti imposti dalla società, in piena sintonia coi suoi valori undicesima casa ed in perfetta armonia col suo energetico ascendente.