Source: https://www.iusinaction.com/italiano-reato-doloso-colposo-e-continuazione/
Timestamp: 2020-04-10 12:41:08+00:00
Document Index: 2759781

Matched Legal Cases: ['art. 189', 'art. 589', 'sentenza ', 'art. 189', 'art. 81', 'art. 189']

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Reato doloso, colposo e continuazione
La fattispecie criminosa sottoposta all’esame dei Giudici di legittimità riguarda un’ipotesi di sinistro mortale, in cui sono stati contestati all’imputato i reati di cui all’art. 189, comma 1 e 6, del Codice della Strada (omissione di soccorso) e all’art. 589 c.p. (omicidio colposo).
In casi simili, è possibile configurare la continuazione tra reato doloso e colposo?
Sul punto, la Suprema Corte (sentenza n. 17799/12) ha dato risposta negativa: “come ripetutamente e condivisibilmente enunciato da questa Suprema Corte (da ultimo Cass. 4, 19 giugno 2006, rv. 237454) l’istituto della continuazione non è applicabile tra reati dolosi e reati colposi, in quanto l’unicità del disegno criminoso attiene al momento psicologico (dolo) che non può sussistere nei reati colposi nei quali l’evento non è voluto. Il principio è stato enunciato in fattispecie identica a quella in esame, afferente a continuazione tra il delitto di omicidio colposo e quello di cui all’art. 189 C.d.S.”.
Il motivo per cui non è possibile l’applicazione dell’istituto della continuazione è quindi chiaro: per aversi l’“unicità del disegno criminoso” richiesta dall’art. 81 c.p. è necessario che gli eventi siano voluti, dal che deriva la naturale incompatibilità con i reati colposi.
Sentenza 8 marzo – 10 maggio 2012, n. 17799
Infatti, come ripetutamente e condivisibilmente enunciato da questa Suprema Corte (da ultimo Cass. 4, 19 giugno 2006, rv. 237454) l’istituto della continuazione non è applicabile tra reati dolosi e reati colposi, in quanto l’unicità del disegno criminoso attiene al momento psicologico (dolo) che non può sussistere nei reati colposi nei quali l’evento non è voluto. Il principio è stato enunciato in fattispecie identica a quella in esame, afferente a continuazione tra il delitto di omicidio colposo e quello di cui all’art. 189 C.d.S.
La pronunzia impugnata disattende tale principio, così pervenendo anche all’applicazione di una pena illegale; e reca motivazione che, senza considerare le problematiche in esame, si limita a ritenere la continuazione essendosi in presenza del medesimo contesto spazio-temporale.
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