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Timestamp: 2020-05-31 09:25:35+00:00
Document Index: 38541207

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 354', 'art. 335', 'art. 2504', 'art. 2504', 'art. 2504', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 6747 del 24/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6747 del 24/03/2011
Cassazione civile sez. III, 24/03/2011, (ud. 17/02/2011, dep. 24/03/2011), n.6747
COMPAGNIA SVILUPPI INDUSTRIALI ED IMMOBILIARI SPA (OMISSIS),
(gia’ NOVA IMMOBILIARE S.r.l.), in persona dell’Amministratore
Delegato e legale rappresentante Dott. F.F., elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA DI DONNA OLIMPIA 134, presso lo studio
dell’avvocato IZZO NUNZIO, che la rappresenta e difende unitamente
all’avvocato SENTIMENTI SERGIO giusta delega a margine del ricorso;
SIMEST – Societa’ ITALIANA per le IMPRESE all’ESTERO SPA
(OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore e
Amministratore Delegato Ing. D.M., elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA CICERONE 60, presso lo studio dell’avvocato
CIUFFA PAOLO, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato
FRATICELLI FRANCESCA giusta delega in calce al controricorso;
LEASINT SPA (OMISSIS), TELEMACO IMMOBILIARE SRL (OMISSIS);
CREDIT AGRICOLE LEASING ITALIA S.R.L., in sigla CALIT S.R.L. (gia’
LEASINT SPA) (OMISSIS), in persona del Direttore Generale dott.
B.A. elettivamente domiciliato in ROMA, VIA COSSERIA
5, presso lo studio dell’avvocato ROMANELLI GUIDO FRANCESCO, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato BOTTAZZI LEONARDO
SIMEST ITALIANA IMPRESE ESTERO SPA (OMISSIS), TELEMACO
IMMOBILIARE SRL (OMISSIS);
e sul ricorso n. 2783 del 2009 proposto da:
TELEMACO IMMOBILIARE SRL (OMISSIS), in persona del Consigliere di
Amministrazione con poteri di rappresentanza Dott. L.V.,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA FONTANELLA BORGHESE 60, presso
lo studio dell’avvocato FIORENZA RESTA, che la rappresenta e difende
unitamente all’avvocato ROTILI CARLO ALFREDO giusta delega a margine
domiciliato in ROMA, VIA CICERONE,60, presso lo studio dell’avvocato
LEASINT SPA (OMISSIS), COMPAGNIA SVILUPPI INDUSTRIALI IMMOBILIARI
SPA (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 532/2008 della CORTE D’APPELLO di ROMA, emessa
l’8/02/2008, depositata il 11/03/2008; R.G.N. 4152/2006;
uditi gli Avvocati NUNZIO IZZO E SERGIO SENTIMENTI;
udito l’Avvocato FRANCESCA FRATICELLI;
udito l’Avvocato LUDOVICA FRANZAIN (per delega Avvocato GUIDO
FRANCESCO ROMANELLI);
udito l’Avvocato CARLO ALFREDO ROTILI;
La soc. SIMEST agi’ contro la Telemaco Immobiliare srl, la Intesa Leasing spa (poi Leasint) e la Nova Immobiliare srl (poi Compagnia Sviluppi Industriali ed Immobiliari) per riscattare l’immobile condotto in locazione, venduto dalla prima delle societa’ convenute alla seconda, la quale ultima l’aveva concesso in leasing alla terza convenuta.
Il primo giudice ha dichiarato estinto il giudizio, in quanto l’attrice lo aveva intempestivamente riassunto dopo l’interruzione disposta dal giudice stesso a seguito della dichiarazione della fusione per incorporazione della convenuta societa’ Telemaco.
La Corte d’appello di Roma ha riformato la prima sentenza, adeguandosi al principio espresso da Cass. SU n. 2637/06, secondo la quale, nel nuovo diritto societario, la fusione tra societa’ per incorporazione non determina l’estinzione della societa’ incorporata e non crea un nuovo soggetto di diritto nell’ipotesi di fusione paritaria, dovendosi, dunque, escludere la perdita di capacita’ processuale e l’interruzione del processo. Ha, dunque, rinviato la causa al primo giudice, ai sensi dell’art. 354 c.p.c. Propongono ricorso per cassazione la Compagnia Sviluppi Industriali ed Immobiliari spa (RG 29579/08 – tre motivi) e la Telemaco Immobiliare srl (RG 2783/09 – quattro motivi).
Rispondono con distinti controricorsi la SIMEST spa e la CALIT srl (gia’ Leasint spa).
I ricorsi devono essere riuniti, ai sensi dell’art. 335 c.p.c., essendo proposti contro la medesima sentenza.
Le ricorrenti sostengono che il principio al quale s’e’ adeguata la Corte d’appello vale per le fusioni per incorporazione verificatesi successivamente all’entrata in vigore dell’art. 2504 bis c.c. (come modificato dal D.Lgs. n. 6 del 2003 a decorrere dal 1 gennaio 2004), ma non per quella in trattazione che s’e’ verificata attraverso deliberazioni assembleari del 16 ottobre 2003 e rogito notarile del 22 dicembre 2003. Pertanto, sostengono le ricorrenti, nel regime anteriore alla novella correttamente era stata dichiarata l’interruzione e la tardiva riassunzione ha comportato l’estinzione del giudizio.
Recentemente Cass. SU n. 19509/10 ha spiegato che la fusione per incorporazione, che si sia verificata prima dell’entrata in vigore del novellato art. 2504 bis cod. civ., determina l’estinzione della societa’ incorporata, non avendo la nuova disciplina normativa della fusione, introdotta del D.Lgs. n. 6 del 2003, carattere interpretativo ed efficacia retroattiva, ma esclusivamente innovativo.
Nella specie, e’ incontroverso che la fusione societaria s’e’ verificata prima dell’entrata in vigore della novella, con conseguente estinzione della societa’ incorporata. Ne’ rileva (come osservano le controricorrenti) che la notificazione dell’evento sia avvenuta nel febbraio 2004, ossia quando era ormai entrata in vigore la nuova disposizione; infatti, tale atto ha la funzione di completare la vicenda processuale e produrre l’effetto interruttivo, ma non e’ in grado di traslare la vicenda sostanziale sotto il vigore del nuovo regime, cosi’ da rendere applicabile quest’ultimo.
In conclusione, deve essere enunciato il principio in ragione del quale la fusione per incorporazione, che si sia verificata prima dell’entrata in vigore del novellato art. 2504 bis cod. civ., determina l’estinzione della societa’ incorporata (non avendo la nuova disciplina normativa della fusione, introdotta del D.Lgs. n. 6 del 2003, carattere interpretativo ed efficacia retroattiva, ma esclusivamente innovativo), restando irrilevante che la dichiarazione o la notificazione di siffatto evento interruttivo sia avvenuta, nel processo, successivamente all’entrata in vigore della nuova disposizione normativa.
Deriva, dunque, che correttamente in primo grado era stata disposta l’interruzione del processo per il venir meno dell’esistenza della societa’ Telemaco, cosi’ come altrettanto correttamente e’ stata dichiarata l’estinzione del giudizio a causa dell’intempestiva riassunzione (circostanza, quest’ultima, incontroversa tra le parti).
La sentenza d’appello deve essere, dunque, cassata senza rinvio. La complessita’ della questione ed il progressivo formarsi della giurisprudenza sul punto consigliano l’intera compensazione tra tutte le parti delle spese dell’intero giudizio.
LA CORTE riuniti i ricorsi, li accoglie, cassa senza rinvio la sentenza impugnata e compensa interamente tra tutte le parti le spese dell’intero giudizio.