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Timestamp: 2017-08-17 21:52:45+00:00
Document Index: 5278535

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art. 1', 'art.6', 'art. 12', 'art.6', 'art.22', 'art.1', 'art.22', 'art.1', 'art.42', 'art. 71', 'art.12', 'art.1', 'art.3']

VADEMECUM SERVIZIO PUNTO PREVIDENZA - PDF
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Damiano Manfredi
1 Indice generale IL SISTEMA PENSIONI DAL 1 GENNAIO I requisiti per la pensione di vecchiaia/anzianità nel sistema previgente...2 Le nuove regole...2 Età di pensionamento per vecchiaia...2 Incentivi...3 Requisiti contributivi...3 Pensione anticipata...4 Requisiti di accesso alla pensione anticipata...4 Penalizzazione...5 Decorrenza dei trattamenti pensionistici...6 Metodo di calcolo delle pensioni...6 Soggetti esclusi dalla riforma...7 Soggetti esclusi dalla riforma con riserva...7 Addetti a lavori usuranti...8 LA TOTALIZZAZIONE DEI PERIODI CONTRIBUTIVI...10 Pensioni in regime di totalizzazione...11 Pensione di vecchiaia...11 Pensione di anzianità...11 LA RICONGIUNZIONE DEI CONTRIBUTI...12 IL RISCATTO DEL CORSO LEGALE DI LAUREA...13 Riscatto di laurea...13 Domande di riscatto presentate dal 1 gennaio La convenienza...15 VERSAMENTI VOLONTARI...16 Requisiti...16 Quanto si paga...17 Lavoratori dipendenti...17 Lavoratori autonomi (artigiani e commercianti)...17 Parasubordinati...17 Pag. 1
2 IL SISTEMA PENSIONI DAL 1 GENNAIO 2012 Decreto Legge n.201/2011 convertito in Legge 22 dicembre 2011 n.214; Decreto Legge 29 dicembre 2011, n. 216 convertito in L n.14 (Milleproroghe 2012); Circolare INPS n.35. La legge 22 dicembre 2011, n.214 di conversione del Decreto Legge 6 dicembre 2011 n.201 ha profondamente modificato, con effetto dal 1 gennaio 2012, il sistema previdenziale per conseguire sostanzialmente due obbiettivi: 1. rafforzare la sostenibilità di lungo periodo del sistema pensionistico in termini di incidenza della spesa previdenziale sul prodotto interno lordo; 2. semplificare e razionalizzare le regole di accesso al pensionamento e le modalità di calcolo dei relativi trattamenti di pensione. La riforma traccia, anzitutto, una linea di demarcazione tra chi alla data del 31 dicembre 2011 ha già maturato i requisiti richiesti dalla previgente normativa per la pensione di vecchiaia o di anzianità e chi, invece, alla stessa data, non ha raggiunto tale traguardo. Nei confronti dei primi sono fatti salvi i diritti pensionistici acquisiti a quella data mentre per i secondi, salvo alcune deroghe, trovano applicazione le nuove regole. I requisiti per la pensione di vecchiaia/anzianità nel sistema previgente Prima della riforma Monti del 2011, il diritto alla pensione di vecchiaia veniva acquisito al compimento di una determinata età anagrafica (65 anni per gli uomini; 60 per le donne) con un requisito minimo di contribuzione (20 anni). Per il diritto alla pensione di anzianità erano richiesti 40 anni di versamenti contributivi a prescindere dall età anagrafica, oppure il raggiungimento di una determinata quota quale risultato della somma tra età anagrafica ed effettiva anzianità contributiva non inferiore a 35 anni. La decorrenza della prestazione, sia per la pensione di vecchiaia che per quella di anzianità, era fissata dal 13mo mese successivo al raggiungimento dei requisiti per i lavoratori dipendenti e dal 19mo per i lavoratori autonomi. Le nuove regole La riforma Monti del 2011 rivoluziona le regole della previdenza affermando la pensione di vecchiaia come regola generale di accesso al pensionamento e la pensione anticipata come eccezione a tale regola. Apporta inoltre modifiche ed innovazioni strutturali al sistema previdenziale agendo su: ETA DI PENSIONAMENTO REQUISITI CONTRIBUTIVI PENSIONE ANTICIPATA INCENTIVI E PENALIZZAZIONI METODO DI CALCOLO DELLE PENSIONI TOTALIZZAZIONE DEI PERIODI ASSICURATIVI Età di pensionamento per vecchiaia Dal 2012 si innalza l età del pensionamento per tutti senza distinzione di sesso. L'età minima per andare in pensione di vecchiaia ordinaria, che per decenni è stata di 60 anni per le donne e di 65 per gli uomini, dal 1gennaio 2012 si innalza a: 66 anni per gli uomini, senza distinzione tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi; 62 anni per le donne lavoratrici dipendenti; 63 anni e mezzo per le donne lavoratrici autonome. La soglia anagrafica minima delle donne sarà gradualmente equiparata a quella degli uomini secondo un percorso a tappe prestabilito che si concluderà nel Pag. 2
3 Inoltre a partire dal 2013 l età per la pensione crescerà ulteriormente per tutti in virtù del meccanismo di aggancio automatico dei requisiti anagrafici alla speranza di vita, finalizzato all equilibrio delle gestioni previdenziali nel medio lungo periodo. L incremento dell età pensionabile legato alla speranza di vita degli italiani è stato stabilito in tre mesi per il triennio 2013/2015, mentre, per i periodi successivi l INPS stima, stando alle proiezioni demografiche, che l innalzamento procederà al ritmo di tre/quattro mesi ogni tre anni. Sommando ambedue gli incrementi, sia quelli stabiliti dal legislatore per la parificazione dell età pensionabile tra uomo e donna sia quelli per l adeguamento alla speranza di vita, il requisito anagrafico richiesto per la pensione di vecchiaia ordinaria dal e per gli anni a venire risulta il seguente: LAV. DIPENDENTI LAV. AUTONOMI / GEST.SEPARATA ANNO UOMO DONNA UOMO DONNA anni 62 anni 66 anni 63 anni e 6 mesi anni e 3 mesi 62 anni e 3 mesi 66 anni e 3 mesi 63 anni e 9 mesi * anni e 3 mesi 63 anni e 9 mesi 66 anni e 3 mesi 64 anni e 9 mesi * anni e 3 mesi 63 anni e 9 mesi 66 anni e 3 mesi 64 anni e 9 mesi * anni e 7 mesi 65 anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi 66 anni e 1 mese ** anni e 7 mesi 65 anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi 66 anni e 1 mese ** anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi ** anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi ** 2020 ** 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi Incentivi *età adeguata alle speranze di vita ex DM (3 mesi per gli anni ) **età adeguata alle speranze di vita in base a proiezioni demografiche stimate. La riforma oltre a ridefinire i requisiti anagrafici per il diritto alla pensione di vecchiaia introduce nello stesso tempo una rilevante novità rappresentata dalla flessibilità in uscita ossia dalla possibilità per il lavoratore di scegliere, dal compimento dell età pensionabile fino al raggiungimento dei 70 anni, il momento in cui lasciare il lavoro per pensionamento. La permanenza al lavoro oltre il limite anagrafico previsto dalle legge consentirà al lavoratore di percepire un assegno pensionistico più consistente per effetto dell applicazione di coefficienti di rendimento più convenienti, oltre che per i maggiori contributi versati. Requisiti contributivi I soggetti che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia dal 1 gennaio 2012, oltre al compimento dell età pensionabile, devono possedere un anzianità contributiva di almeno 20 anni. Tale requisito contributivo è stabilito unitariamente per tutti gli assicurati senza distinzione sesso, ambito lavorativo, regime previdenziale. Ai fini del raggiungimento di tale requisito è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell assicurato. Per i lavoratori privi di anzianità assicurativa al e per i quali, quindi, il primo accredito contributivo decorre dal , il diritto alla pensione di vecchiaia è perfezionato a Pag. 3
4 condizione che l importo della pensione risulti essere non inferiore, per l anno 2012, a 1,5 volte l importo dell assegno sociale (per l anno 2012 di.429,00) ex art.3 c.6 L.335/1995 (c.d. importo soglia annualmente rivalutato in base alla variazione del P.I.L.). Si prescinde da tale importo minimo per i soggetti assicurati dal e con età anagrafica non inferiore a 70 anni, per i quali resta fermo il requisito di 5 anni di contribuzione effettivamente versata. Ai fini del requisito di 5 anni di contribuzione si precisa che è utile solo la contribuzione effettivamente versata (obbligatoria, volontaria, da riscatto) con esclusione di quella accreditata figurativamente a qualsiasi titolo. Dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 il requisito anagrafico di 70 anni, al fine dell adeguamento alla speranza di vita, è incrementato di tre mesi, per effetto del D.M. 6 dicembre Pensione anticipata A decorrere dal 1 gennaio del 2012 è abolita la pensione di anzianità, ossia la possibilità di andare in pensione con 40 di contributi a prescindere dall età anagrafica oppure con il sistema delle quote dato dalla somma di età anagrafica ed anni di versamenti contributivi. Dalla stessa data viene introdotta la pensione anticipata. Requisiti di accesso alla pensione anticipata Soggetti in possesso di anzianità contributive al Dal il diritto ad accedere al pensionamento in anticipo rispetto al compimento dell età anagrafica richiesta per la pensione di vecchiaia ordinaria è consentito ai lavoratori dipendenti ed autonomi di entrambe i sessi in possesso di un anzianità contributiva di almeno 42 anni ed 1 mese se uomini e 41 anni ed 1 mese se donne. Detti requisiti contributivi sono aumentati di un ulteriore mese per gli anni 2013 e 2014 cui occorre poi aggiungere, per gli anni , l ulteriore aumento di tre mesi determinato dall adeguamento alla speranza di vita, come da tabella che segue: LAVORATORI DIPENDENTI AUTONOMI ISCRITTI GESTIONE SEPARATA ANNO UOMINI DONNE anni e 1 mese 41 anni e 1 mese 2013* 42 anni e 5 mesi 41 anni e 5 mesi 2014* 42 anni e 6 mesi 41 anni e 6 mesi 2015* 42 anni e 6 mesi 41 anni e 6 mesi 2016** 42 anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi 2017** 42 anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi 2018** 42 anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi 2019** 43 anni e 2 mesi 42 anni e2 mesi 2020** 43 anni e 2 mesi 42 anni e2 mesi *requisito adeguato alle speranze di vita ex DM (3 mesi per gli anni ) **requisito adeguato alle speranze di vita in base a proiezioni demografiche stimate Ai fini del raggiungimento di tale requisito è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell assicurato, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione utile per il diritto alla pensione di anzianità disciplinata dalla previgente normativa. Soggetti con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre dal 1 gennaio 1996 Pag. 4
5 A decorrere dal 1 gennaio 2012 i soggetti con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre dal 1 gennaio 1996 possono conseguire il diritto alla pensione anticipata al ricorrere di una delle seguenti condizioni: A ANZIANITA CONTRIBUTIVA ANNO UOMINI DONNE anni e 1 mese 41 anni e 1 mese 2013* 42 anni e 5 mesi 41 anni e 5 mesi 2014* 42 anni e 6 mesi 41 anni e 6 mesi 2015* 42 anni e 6 mesi 41 anni e 6 mesi 2016** 42 anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi 2017** 42 anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi 2018** 42 anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi 2019** 43 anni e 2 mesi 42 anni e2 mesi 2020** 43 anni e 2 mesi 42 anni e2 mesi *requisito adeguato alle speranze di vita ex DM **requisito adeguato alle speranze di vita in base a proiezioni demografiche stimate. Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata a favore dell assicurato, fermo restando che, ai sensi dell art. 1, comma 7, della legge n.335 del 1995, ai fini del computo di detta contribuzione non concorre quella derivante dalla prosecuzione volontaria, mentre quella accreditata per periodi di lavoro precedenti il raggiungimento del 18mo anno di età è moltiplicata per 1,5. B Al compimento dei 63 anni di età a condizione che risultino versati e accreditati almeno 20 anni di contribuzione effettiva ed a condizione che la quota di pensione maturata sia superiore a 2,8 volte l importo dell assegno sociale, rivalutato negli anni successivi in base l'andamento medio del Prodotto Interno Lordo. Ai fini del computo dei 20 anni di contribuzione effettiva è utile solo la contribuzione effettivamente versata (obbligatoria, volontaria, da riscatto) con esclusione di quella accreditata figurativamente a qualsiasi titolo. Penalizzazione La Riforma Monti al fine di disincentivare l accesso alla pensione anticipata prevede una decurtazione, sulla quota di trattamento pensionistico calcolata con il metodo retributivo, da uno a due punti percentuali per ogni anno di anticipo rispetto al compimento del 62 anno di età. Tale forma di penalizzazione è stata fortemente mitigata da un emendamento apportato al decreto legge c.d. Milleproroghe 2012 nel corso della sua conversione in legge (art.6, comma 2-quater, d.l. n.216/2011, convertito in L n.14) con il quale è stata riconosciuta la possibilità di accedere alla pensione anticipata senza incorrere in alcuna penalizzazione ai soggetti che maturino entro il 31 dicembre 2017 l anzianità contributiva minima prevista per tale prestazione anche se non abbiano compiuto i 62 anni di età. Detto beneficio è riconosciuto a condizione che l anzianità contributiva necessaria per la pensione anticipata (42 anni e 1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne, poi incrementata) derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l'assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria. Non sono utili i periodi di maternità facoltativa, di cassa integrazione straordinaria, di riscatto del periodo di laurea, di disoccupazione, ecc. Pag. 5
6 Decorrenza dei trattamenti pensionistici Ai soggetti che a decorrere dal 1 gennaio 2012 maturano i requisiti per l accesso alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata non si applica la disciplina in materia di decorrenze del trattamento pensionistico di cui all art. 12 del decreto legge n.78 del 2010, convertito con modificazioni dalla legge n.122 del 2010 (c.d. finestre mobili). Pertanto, ai sensi dell art.6 della legge n.155 del 1981 la pensione di vecchiaia decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale l'assicurato ha compiuto l'età pensionabile, ovvero, nel caso in cui a tale data non risultino soddisfatti i requisiti di anzianità assicurativa e contributiva, dal primo giorno del mese successivo a quello in cui i requisiti suddetti vengono raggiunti; su richiesta dell interessato dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale è stata presentata la domanda. Per effetto dell art.22, comma 5, della legge n.153 del 1969, la pensione anticipata decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda. Ai fini del conseguimento delle predette prestazioni pensionistiche è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente ai sensi dell art.1, comma 7, del D.Lgs. n.503 del 1992 per la pensione di vecchiaia e per effetto dell art.22, comma 1, lett.c, della legge n.153 del 1969 per la pensione anticipata (circolare INPS n.89 del 2009). Metodo di calcolo delle pensioni Per determinare l importo della pensione, la legge n.335/1995, nota come riforma Dini, aveva suddiviso i lavoratori assicurati in tre fasce in base all anzianità contributiva maturata al ; per ciascuna di esse aveva, poi, stabilito il relativo regime di calcolo del trattamento pensionistico: retributivo, contributivo, misto: Retributivo, basato sulla media delle retribuzioni relative agli ultimi anni di attività lavorativa ed applicato ai lavoratori che alla data del avevano 18 anni o più di versamenti contributivi; Contributivo, basato sui contributi versati nell arco di tutta la vita lavorativa ed applicato ai lavoratori assunti dal e perciò privi di anzianità assicurativa al 31 dicembre del 1995; Misto, comprendente entrambi i sistemi di calcolo ed applicato ai lavoratori assicurati prima e dopo il ma con un anzianità contributiva, a tale data, inferiore a 18 anni. Per quest ultima categoria di lavoratori, infatti, l importo della pensione era costituito da due quote di cui una scaturente dal periodo assicurativo fino al , e perciò calcolata con il metodo retributivo, ed un altra riferita al periodo dal fino al pensionamento e perciò calcolata con il metodo contributivo. La legge di riforma n.214 del 2011, invece, ora afferma il metodo contributivo come criterio generalizzato di calcolo delle pensioni da applicarsi secondo il principio del pro rata alle anzianità contributive maturate dal In conclusione dal 1 gennaio 2012 il quadro generale, con riferimento al sistema di calcolo, risulta il seguente: Metodo Contributivo (c.d. puro ) Da applicarsi ai lavoratori assunti dal per i quali il primo accredito contributivo decorre da tale data. Metodo Misto Da applicarsi: 1. ai lavoratori con anzianità contributiva al inferiore a 18 anni. Tale categoria di lavoratori riceverà una pensione calcolata con il metodo retributivo per la quota riferita all anzianità contributiva maturata al , mentre la quota riferita all anzianità contributiva maturata dal fino al pensionamento sarà calcolata con il metodo contributivo; Pag. 6
7 2. ai lavoratori con anzianità contributiva al pari o superiore a 18 anni. Tale categoria di lavoratori riceverà una pensione calcolata con il metodo retributivo per la quota riferita all anzianità maturata fino al , mentre la quota riferita all anzianità contributiva maturata dal fino al pensionamento sarà calcolata con il metodo contributivo. Soggetti esclusi dalla riforma La riforma Monti, nel fissare requisiti più severi per accedere alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata, esclude dalle nuove regole: 1. i lavoratori che abbiano raggiunto entro il i requisiti per la pensione di vecchiaia (65 anni di età uomini, 60 donne) o di anzianità (40 anni di contributi a prescindere dall età anagrafica oppure quota 96 i lavoratori dipendenti e quota 97 i lavoratori autonomi). Tali lavoratori, andranno in pensione con le regole del previgente regime ivi compresa la decorrenza del trattamento pensionistico fissata dal 13mo mese successivo al raggiungimento dei requisiti per i lavoratori dipendenti e dal 19mo per i lavoratori autonomi. 2. Le lavoratici dipendenti del settore privato che entro il maturino un anzianità contributiva di almeno 20 anni ed un età anagrafica di almeno 60 anni possono conseguire la pensione di vecchiaia con un età anagrafica, se più favorevole, di 64 anni*; dalla legge 30 luglio 2010, n.122. * Al requisito anagrafico di 64 anni, si applica l adeguamento agli incrementi della speranza di vita (tre mesi per gli anni ). 3. I lavoratori dipendenti del settore privato che maturino entro il i vecchi requisiti per la pensione di anzianità con quota 96 (61 anni di età e 35 di contributi o 60 anni di età e 36 di contributi) possono andare in pensione al compimento dei 64 anni* di età (con 2 anni di anticipo,quindi, rispetto ai 66 anni richiesti per la pensione di vecchiaia). *Al requisito anagrafico di 64 anni, si applica l adeguamento agli incrementi della speranza di vita (tre mesi per gli anni ). 4. Le lavoratrici che optano per il sistema contributivo ex art.1 comma 9 della Legge n.243 (Riforma Maroni). Tale norma consente, in via sperimentale fino al 2015, alle donne lavoratrici di ottenere la pensione con il requisito di 35 anni di contributi all età di 57 anni se dipendenti e di 58 anni se autonome optando per il trattamento pensionistico interamente calcolato con il sistema contributivo. Anche per tali lavoratrici rimane fermo il previgente regime delle decorrenze. Soggetti esclusi dalla riforma con riserva Alle categorie di lavoratori sotto indicate non si applica la Riforma Monti e quindi potranno accedere al pensionamento con le regole previgenti, purché nel rispetto di precisi vincoli di spesa. Un Decreto Ministeriale, da emanarsi entro il 30 giugno 2012 fisserà, in base alle risorse stanziate, i criteri di selezione ed il numero dei lavoratori ammissibili al beneficio. A. Lavoratori in mobilità ordinaria I lavoratori collocati in mobilità ordinaria sulla base di accordi sindacali stipulati prima del 4 dicembre 2011 ed a condizione che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità possono andare in pensione secondo le regole fissate dalla previgente normativa. B. Lavoratori in mobilità lunga Pag. 7
8 I lavoratori collocati in mobilità lunga per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011 possono andare in pensione con i requisiti di accesso e di regime delle decorrenze i previsti dalla precedente normativa. C. Lavoratori titolari di prestazioni straordinarie a carico di fondi di solidarietà di settore I requisiti di accesso e di regime delle decorrenze previsti dalla precedente normativa continuano ad applicarsi ai lavoratori che alla data del 4 dicembre 2011 siano beneficiari di prestazioni straordinarie a carico dei fondi di solidarietà di settore nonché ai lavoratori per i quali sia stato stabilito, sulla base di accordi collettivi stipulati entro la data del 4 dicembre 2011, il diritto di accesso alle prestazioni straordinarie a carico dei predetti fondi. Questi ultimi rimangono a carico del fondo medesimo fino al compimento del 60mo anno di età anche nell'ipotesi in cui i requisiti per il trattamento pensionistico siano maturati in un momento antecedente. D. Soggetti autorizzati alla prosecuzione volontaria dei versamenti contributivi I soggetti che hanno smesso di lavorare ed hanno fatto richiesta di autorizzazione ai versamenti volontari potranno invocare, per il diritto alla pensione, le vecchie regole a condizione che l autorizzazione sia stata richiesta (è ininfluente se siano stati effettuati o meno versamenti) entro il 4 dicembre E. Lavoratori con figli disabili I lavoratori che alla data del 31 ottobre 2011 risultano essere in congedo per assistere figli con disabilità grave ( art.42, comma 5, D.Lgs. 26 marzo 2001, n.151), si applicano le previgenti norme a condizione che entro ventiquattro mesi dalla data di inizio del periodo di congedo maturino il requisito contributivo dei 40 anni, indipendentemente dall età anagrafica, previsto dalla pregressa normativa per l accesso al pensionamento. (Agevolazione introdotta dalla legge di conversione 24 febbraio 2012, n.14 del D.L. 216/2011, Mille-proroghe 2012). F. Lavoratori esodati Possono beneficiare del precedente sistema di pensionamento i lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 31/12/2011, a seguito di: accordi individuali; accordi individuali sottoscritti a conclusione di un tentativo di conciliazione; accordi collettivi di incentivo all esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Per l accesso al pensionamento secondo la normativa previgente, tuttavia, è necessario che: la data di cessazione del rapporto di lavoro risulti da elementi certi e oggettivi (es. le comunicazioni obbligatorie) che dovranno essere meglio dettagliati dal decreto ministeriale da emanare entro giugno 2012; il lavoratore maturi i previgenti requisiti anagrafici e contributivi entro il 2012; la decorrenza della pensione si deve collocare (la c.d. "apertura della finestra") entro 24 mesi dall entrata in vigore del D.L. 6 dicembre 2011 n.201, e quindi entro dicembre Addetti a lavori usuranti La riforma pensionistica riconosce ai lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno svolto nel corso della loro vita lavorativa attività particolarmente faticose e pesanti la possibilità di accedere al trattamento pensionistico con requisiti meno rigorosi rispetto al regime ordinario. Fanno parte di tale categoria: i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti; i lavoratori notturni; i lavoratori addetti alla linea catena ; i conducenti di veicoli pesanti adibiti a servizi pubblici di trasporto collettivo. Pag. 8
9 Detta categoria di lavoratori potrà ancora beneficiare della vecchia pensione di anzianità con l applicazione c.d. finestra mobile, alle seguenti condizioni: aver svolto una o più delle previste attività per un periodo di tempo pari ad almeno sette anni, compreso l anno di maturazione dei requisiti, negli ultimi dieci anni di attività, per le pensioni con decorrenza entro il 31 dicembre 2017; aver svolto una o più delle previste attività per un periodo di tempo pari ad almeno la metà della vita lavorativa complessiva, per le pensioni con decorrenza dal 1 gennaio aver maturato un requisito di anzianità contributiva non inferiore a 35 anni. Dal 2012 per ottenere la pensione di anzianità gli usurati dovranno aver raggiunto le quote di cui alla tabella che segue: REQUISITO CONTRIBUTIVO MINIMO: 35 ANNI Periodo Lavoratori dipendenti Lavoratori autonomi DAL AL Somma di età anagrafica e anzianità contributiva Età anagrafica minima per la maturazione del requisito Somma di età anagrafica e anzianità contributiva 01/07/ /12/ /01/ /12/ /01/ Si rammenta che è necessario inoltrare apposita domanda per ottenere il riconoscimento dello status di addetto a lavoro usurante e che la stessa può essere presentata anche da lavoratori dipendenti che abbiano svolto lavori faticosi e pesanti e che raggiungono il diritto alla pensione di anzianità con il cumulo della contribuzione versata in una delle Gestioni Speciali dei lavoratori autonomi. In tali casi, la riduzione del requisito anagrafico e delle quote deve essere effettuata in funzione dei requisiti previsti dalla legge n.247 del 2007 per i lavoratori autonomi. Pag. 9
10 LA TOTALIZZAZIONE DEI PERIODI CONTRIBUTIVI La totalizzazione dei periodi contributivi è un istituto che ha origine nell art. 71 della legge n. 388/2000, successivamente rivisitato dal DLGS 42/2006, dalla legge n. 247/2007 e, da ultimo, dalla Legge 22 dicembre 2011 n.214 di conversione del Decreto Legge n. 201/2011 (Riforma Monti). La totalizzazione consente ai lavoratori che nel corso della loro vita professionale hanno versato contributi in diverse gestioni previdenziali, senza aver maturato il diritto alla pensione in nessuna di esse, di cumulare le singole contribuzioni ed utilizzarle per perfezionare il diritto ad un unico trattamento pensionistico. Alla totalizzazione sono particolarmente interessati i lavoratori autonomi o i liberi professionisti che hanno periodi di contribuzione come lavoratori dipendenti, oppure gli iscritti alla gestione separata INPS, come i collaboratori coordinati e continuativi o i lavoratori a progetto, i cui contributi non potevano essere trasferiti. Possono, quindi, beneficiare della totalizzazione: i lavoratori dipendenti; i lavoratori autonomi (artigiani,commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, imprenditori agricoli professionali); gli iscritti alla gestione separata Inps; i sacerdoti secolari e ministri del culto delle confessioni diverse dalla religione cattolica autorizzate; i liberi professionisti iscritti ad una delle Casse privatizzate e private; gli iscritti alle forme assicurative sostitutive ed esclusive dell assicurazione generale obbligatoria. Fino al 2011 la totalizzazione era limitata a periodi contributivi non inferiori a tre anni. La riforma del sistema pensionistico introdotta dalla Legge 214/2011 (Riforma Monti) ha abolito questo limite, consentendo ai lavoratori l utilizzo di tutti i contributi altrimenti versati improduttivamente. L unificazione dei periodi contributivi accreditati presso le diverse casse, gestioni o fondi previdenziali avviene a titolo gratuito e, in presenza dei necessari requisiti anagrafici e contributivi, ogni ente presso cui sono stati versati i contributi sarà tenuto pro quota al pagamento del trattamento pensionistico, secondo le proprie regole di calcolo. Pertanto l'ammontare finale del trattamento pensionistico conseguito in regime di totalizzazione è dato dalla sommatoria delle singole quote di pensione, calcolate secondo le differenti regole della cassa e/o gestione interessata. La quota di trattamento delle gestioni facenti capo all INPS è determinata esclusivamente con il sistema contributivo. La totalizzazione dei periodi assicurativi è conseguibile a domanda del lavoratore o del suo avente causa e deve essere presentata all'ente gestore della forma assicurativa a cui da ultimo il medesimo è, ovvero è stato, iscritto; riguarda tutti e per intero i periodi assicurativi posseduti nelle predette gestioni e, ai fini del conseguimento del diritto ad un'unica pensione, possono essere cumulati solo i periodi non coincidenti. I periodi coincidenti sono utili per la misura del trattamento pensionistico. L Ente che riceve la domanda dovrà attivarsi per avviare il procedimento contattando gli Enti presso i quali è stato iscritto il lavoratore e che dovranno risultare nella domanda presentata dallo stesso lavoratore, ovvero dai suoi familiari superstiti. Il pagamento degli importi liquidati dalla singole gestioni è effettuato dall'inps, che stipula con gli enti interessati apposite convenzioni. Si precisa, in proposito, che l'inps è l'ente pagatore anche nei casi in cui non è interessato al pagamento di alcuna quota di pensione. Pag. 10
11 Pensioni in regime di totalizzazione La Riforma Monti ha solo soppresso il previgente requisito contributivo minimo per l accesso al regime di totalizzazione, mentre nulla ha innovato rispetto ai requisiti anagrafici e contributivi richiesti per il diritto alle prestazioni pensionistiche di cui al D.Lgs n.42 del Per tali prestazioni, infatti, continua a trovare applicazione la disciplina delle decorrenze di cui alla legge n.122 del 2010 già prevista per i lavoratori autonomi (dal 19 mese successivo al raggiungimento dei requisiti) nonchè le disposizioni di cui all art.12 del decreto legge 31 maggio 2010, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.122, in materia di adeguamento alla speranza di vita (3 mesi per gli anni ). Pensione di vecchiaia Il diritto alla pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione si perfeziona con i seguenti requisiti: raggiungimento del 65 anno di età sia per gli uomini che per le donne più l adeguamento alle speranze di vita; anzianità contributiva complessiva di almeno 20 anni (1040 contributi settimanali); sussistenza degli ulteriori requisiti, diversi da quelli di età ed anzianità contributiva, eventualmente previsti dai singoli ordinamenti per l accesso alla pensione di vecchiaia (cessazione del rapporto di lavoro, ecc.). L anzianità contributiva deve essere accertata sommando le settimane accreditate per periodi non coincidenti possedute in due o più forme assicurative di iscrizione. I requisiti anagrafico (65 anni) e contributivo (20 anni) previsti per il riconoscimento del trattamento pensionistico di vecchiaia in regime di totalizzazione prescindono da eventuali diversi requisiti di età e di anzianità contributiva prescritti dagli ordinamenti di tutte le gestioni interessate per il diritto alla pensione di vecchiaia. Pensione di anzianità Il diritto alla pensione di anzianità in regime di totalizzazione si perfeziona: con un anzianità contributiva di almeno 40 anni di contributi sommando i periodi non coincidenti versati nelle diverse gestioni più l adeguamento alle speranze di vita; se sussistono, gli ulteriori requisiti, diversi da quelli di età ed anzianità contributiva, eventualmente previsti dai singoli ordinamenti. Il requisito contributivo (40 anni) deve essere raggiunto escludendo i contributi figurativi accreditati per disoccupazione e per malattia. Dal 1 gennaio 2011 la pensione di vecchiaia e la pensione di anzianità in regime di totalizzazione i trattamenti di vecchiaia in totalizzazione, con requisiti maturati dal 1 gennaio 2011 in poi, decorrono dopo 18 mesi dal raggiungimento dei suddetti requisiti. Pag. 11
12 LA RICONGIUNZIONE DEI CONTRIBUTI La ricongiunzione dei contributi regolata dalla legge 07 febbraio 1979 n.29 e dalla legge 5 marzo 1990 n.45 consente, a chi ha posizioni assicurative in gestioni previdenziali diverse, di riunire, mediante trasferimento, tutti i periodi contributivi presso un unica gestione, allo scopo di ottenere una sola pensione. La ricongiunzione, avviene a domanda del diretto interessato o dei suoi superstiti e deve comprendere tutti i periodi di contribuzione (obbligatoria, volontaria, figurativa, riscattata) che il lavoratore ha maturato in almeno due diverse forme previdenziali fino al momento della richiesta e che non siano già stati utilizzati per liquidare una pensione. I periodi ricongiunti sono utilizzati come se fossero sempre stati versati nel fondo in cui sono stati unificati e danno quindi diritto a pensione in base ai requisiti previsti dal fondo stesso. Al quadro normativo riguardante l istituto della ricongiunzione sono state apportate sostanziali modifiche dalla legge 30 luglio 2010 n.122 ed in particolare l introduzione di norme che prevedono l imposizione di un onere di ricongiunzione. L articolo 1 della Legge 29/1979 dà la possibilità di ricongiungere presso il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD), gestito dall INPS, tutti i contributi maturati presso gestioni alternative dell A.G.O. (Inpdap, Fondi speciali ferrovie, volo, elettrici, telefonici), o gestioni speciali (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, imprenditori agricoli professionali). Fino al 30 giugno 2010 tale ricongiunzione poteva essere gratuita od onerosa. Era gratuita nel caso in cui fossero ricongiunti verso l INPS i periodi versati presso gestioni alternative dei lavoratori dipendenti (INPDAD, Fondi Speciali, INPGI, ecc.). Era, invece, onerosa in caso di ricongiunzione nell AGO di periodi provenienti dalle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi oppure di ricongiunzione alle gestioni alternative e speciali di periodi provenienti dal Fondo pensioni INPS. Con effetto dal 1 luglio 2010 l articolo 12, comma 12 septies della legge 122 del 2010, pur mantenendo inalterati i precedenti requisiti richiesti per accedere alla ricongiunzione, stabilisce che tutte le ricongiunzioni previste dall art.1 della L.29/79 avverranno sempre a titolo oneroso, qualunque sia la gestione di provenienza dei periodi interessati ed a prescindere dalla natura dell attività (subordinata o autonoma) alla quale si riferiscono i relativi contributi. Di fatto viene così cancellata la gratuità della ricongiunzione prevista fino al 30 giugno 2010 per i lavoratori dipendenti iscritti a Fondi alternativi all INPS. Pertanto, coloro che a decorrere dal 1 luglio 2010 si avvalgano della ricongiunzione sono tenuti al versamento di un onere di ricongiunzione da determinarsi in relazione alla collocazione temporale dei periodi ricongiunti ed alla loro valutazione ai fini pensionistici. In altri termini, i periodi che rientreranno nel calcolo retributivo della futura pensione danno luogo ad un onere quantificato in termini di riserva matematica, determinata sulla quota di pensione corrispondente al periodo ricongiunto. I periodi oggetto di ricongiunzione che rientreranno nel calcolo contributivo della futura pensione danno invece luogo ad un onere determinato sulla base della retribuzione di riferimento e dell aliquota contributiva IVS vigente alla data di presentazione della relativa domanda. In sostanza con la ricongiunzione, l assicurato è chiamato a sostenere un onere commisurato al beneficio che si ottiene dal conseguimento di una pensione in un unica gestione. L alternativa alla ricongiunzione, strutturalmente onerosa, è rappresentata dalla totalizzazione dei contributi, che è gratuita ma dà origine a pensioni calcolate interamente con il metodo contributivo. Pag. 12
13 IL RISCATTO DEL CORSO LEGALE DI LAUREA Il sistema previdenziale italiano prevede la possibilità per i lavoratori dipendenti ed autonomi, di riscattare, ai fini pensionistici, il periodo del corso legale di laurea. Questa possibilità ha sollevato, nell estate del 2011, un vivace coro di proteste da parte di sindacati, partiti politici e cittadini allorché il Governo aveva avanzato la proposta, poi frettolosamente ritirata, di non considerare utili ai fini pensionistici i periodi di riscatto della laurea e i contributi figurativi accreditati per il servizio militare. Riscatto di laurea Il riscatto della laurea consiste nel pagare all Inps un onere per la copertura ai fini delle assicurazioni sociali del periodo corrispondente al corso legale del periodo di laurea acquisendo così dei contributi utili per il diritto e per la misura di tutte le prestazioni previdenziali. Si possono riscattare: i diplomi universitari (corsi di durata non inferiore a due anni e non superiore a tre); i diplomi di laurea (corsi di durata non inferiore a quattro e non superiore a sei anni); i diplomi di specializzazione che si conseguono successivamente alla Laurea ed al termine di un corso di durata non inferiore a due anni; i dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge; i titoli accademici introdotti dal decreto n.509 del 3 novembre 1999 cioè: Laurea al termine di un corso di durata triennale e Laurea specialistica, al termine di un corso di durata biennale cui si accede con la laurea. Per quanto riguarda i diplomi rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale possono essere ammessi a riscatto ai fini pensionistici i nuovi corsi attivati a decorrere dall'anno accademico 2005/2006, e che danno luogo al conseguimento dei seguenti titoli di studio: diploma accademico di primo livello; diploma accademico di secondo livello; diploma di specializzazione; diploma accademico di formazione alla ricerca (equiparato al dottorato di ricerca universitario dall art.3, comma 6, D.P.R. n.212/2005). (Msg del 14/06/2010) Dal 1997, poi, è possibile il riscatto di più corsi universitari di studi. In precedenza, chi aveva conseguito due lauree poteva effettuare, a sua scelta, il riscatto di uno solo dei corsi legali. Non è, invece, consentito dalla legge riscattare: i periodi di iscrizione fuori corso; i periodi già coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa o da riscatto che sia non solo presso il fondo cui è diretta la domanda stessa ma anche negli altri regimi previdenziali. i diplomi di laurea conseguiti presso università estere e non riconosciute in Italia. La domanda di riscatto può essere inoltrata in qualsiasi momento perché non è soggetta a termini di decadenza e può riguardare anche un periodo inferiore a quello del corso legale di laurea (riscatto parziale). In ogni caso è limitata soltanto ai periodi privi di copertura assicurativa, poiché il contributo da riscatto è incompatibile con ogni altro tipo di contribuzione. Per chi può far valere contribuzione mista (ad esempio, contributi da lavoratore dipendente e contributi da artigiano commerciante o coltivatore diretto, è prevista, poi, la possibilità di indicare nella domanda in quale delle gestioni pensionistiche nelle quali si è stati iscritti, si vuole riscattare la laurea. Il costo del riscatto varia in funzione del sistema di calcolo che sarà applicato alla futura pensione sulla quale andrà ad incidere il periodo contributivo riscattato, tenuto conto anche della sua collocazione temporale. Pag. 13
14 Infatti: se i periodi da riscattare si collocano temporalmente fino al 31/12/1995 l importo da versare sarà determinato con i criteri di riserva matematica e pertanto l onere sarà diverso in rapporto a fattori variabili quali l età, l anzianità contributiva alla data della domanda, il periodo da riscattare, il sesso, le retribuzioni percepite negli ultimi anni, la possibilità di conseguire, tramite il riscatto, l immediato diritto alla pensione. In presenza di una anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni al 31/12/1995 (sistema retributivo), si applicherà il sistema di calcolo della riserva matematica anche nel caso in cui i periodi da riscattare si collochino successivamente al ; se i periodi da riscattare si collocano temporalmente dopo il 31/12/ 1995 per i quali, quindi, la relativa quota di pensione andrebbe calcolata con il sistema contributivo l onere è determinato, applicando l aliquota contributiva in vigore alla data di presentazione della domanda di riscatto, per il versamento della contribuzione obbligatoria dovuta alla gestione pensionistica dove opera il riscatto stesso. Per il calcolo dell onere di riscatto, la retribuzione cui va applicata la predetta aliquota contributiva è quella assoggettata a contribuzione nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda ed è rapportata al periodo oggetto di riscatto. Esempio: si ipotizzi che un soggetto voglia riscattare 4 anni del periodo di laurea che si collochino dopo il 31/12/1995 e che presenti domanda di riscatto nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti il 1 aprile 2012; considerando una retribuzione lorda nel periodo 01/04/ /03/2012 pari a ,00 l importo da pagare per riscattare n.4 anni sarà di ,00 determinato c.s.: ,00x33% =13.200,00 x 4 anni = ,00. N.B. Non è possibile chiedere la rinuncia o la revoca della contribuzione da riscatto laurea legittimamente accreditata a seguito del pagamento del relativo onere. (Msg. n del ). Domande di riscatto presentate dal 1 gennaio 2008 La Legge 247/2007 ha modificato alcune delle condizioni previste in precedenza per il riscatto della laurea. La prima novità riguarda la possibilità di versare l onere richiesto in dieci anni e senza aggravio interessi. La seconda innovazione riguarda il fatto che, per chi è nel sistema contributivo, gli anni del corso di laurea riscattati potranno essere utilizzati, al contrario di quanto previsto in precedenza, per raggiungere la pensione con 40 anni di versamenti e senza attendere l età pensionabile. La terza novità riguarda, infine, la possibilità di riscattare il periodo di laurea concessa anche ai soggetti non iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza compresa la gestione separata che non abbiano iniziato l attività lavorativa in Italia o all estero. Al riguardo va precisato che il calcolo dell onere di riscatto per periodi che si collochino ante 1 gennaio 1996, richiesti da non iscritti ad alcuna gestione previdenziale obbligatoria, sarà determinato con calcolo contributivo ed anche ai fini pensionistici non daranno luogo al passaggio dal sistema contributivo a quello misto. Per i soggetti inoccupati e quindi privi di anzianità assicurativa all atto della domanda di riscatto, la Legge 247/2007 prevede che, ai fini del calcolo dell onere di riscatto, la retribuzione da prendere a riferimento su cui applicare l aliquota di finanziamento, è quella corrispondente al minimale contributivo previsto per gli iscritti alla gestione commercianti per l'anno in corso (il valore per il 2012 è di ,00). Pag. 14
15 Ipotizzando il riscatto di un periodo di laurea di 4 anni l importo da versare sarà di ,00 (e cioè ,00 x 33% = 4.927,00 x 4 = ,00. Le modalità di pagamento sono molteplici compreso il pagamento online. Il pagamento effettuato oltre il termine assegnato dall INPS fa comunque decadere l'interessato dal beneficio del riscatto mentre il ritardato pagamento viene considerato come presentazione di una nuova domanda, qualora il richiedente ne abbia ancora interesse, con la conseguente rideterminazione dell'onere da pagare. Al riguardo c è, tuttavia, da precisare che per le rate successive alla prima, il pagamento effettuato oltre la scadenza, ma con un ritardo non superiore a 30 giorni, viene consentito per non più di due volte. Tutti i pagamenti effettuati per importi parziali o per un minore numero di rate verranno convalidati determinando in proporzione l'accredito del corrispondente periodo assicurativo. La convenienza Non è possibile affermare in assoluto se sia o meno conveniente riscattare il periodo di laurea atteso che l operazione è influenzata da una serie di variabili fra le quali, principalmente, la storia assicurativa ed i prevedibili sviluppi futuri della propria attività lavorativa. Il contributo per il riscatto è fiscalmente deducibile dall interessato. Nel caso il richiedente non abbia un reddito personale, il contributo è detraibile nella misura del 19 per cento dell importo stesso, dall imposta dovuta dai soggetti nei confronti dei quali l interessato risulti fiscalmente a carico. Pag. 15
16 VERSAMENTI VOLONTARI La normativa riguardante la prosecuzione volontaria dei contributi è stata da ultimo rivisitata dal decreto legislativo n.184 del 30 aprile I lavoratori che hanno cessato o interrotto l attività lavorativa possono chiedere all'inps l'autorizzazione a proseguire volontariamente la contribuzione per raggiungere il diritto alla pensione o per aumentarne l'importo. I versamenti volontari sono pertanto utili per coprire con la contribuzione i periodi durante i quali il lavoratore: non svolge alcun tipo di attività lavorativa dipendente o autonoma (compresa quella parasubordinata); ha chiesto brevi periodi di aspettativa non retribuita per motivi familiari o di studio; ha stipulato un contratto part-time (verticale, orizzontale o ciclico) ed intende coprire o integrare dei periodi di attività lavorativa svolta a orario ridotto; Il rilascio dell autorizzazione ai versamenti volontari è subordinato alla cessazione ovvero all interruzione del rapporto di lavoro che ha dato origine all obbligo assicurativo. Requisiti L'autorizzazione si può ottenere quando siano stati versati: Lavoratori dipendenti e autonomi cinque anni di contributi effettivi riferiti a qualsiasi epoca; tre anni di contributi nei cinque anni precedenti la domanda di autorizzazione. Parasubordinati (collaboratori coordinati e continuativi, venditori porta a porta, liberi professionisti senza cassa di categoria) almeno un anno di contribuzione effettiva nel quinquennio antecedente la data di presentazione della domanda; in alternativa, cinque anni complessivi di contribuzione. Il requisito contributivo deve essere perfezionato sulla base della sola contribuzione versata nella Gestione separata. Lavoratori part-time un anno di contributi nel quinquennio precedente la domanda per coloro che svolgono dal 1997 in poi - un lavoro a tempo parziale. I versamenti volontari per i lavoratori part-time hanno lo scopo di coprire le settimane che risultano scoperte (part-time verticale). L'autorizzazione può essere rilasciata soltanto con il rapporto di lavoro in corso e non dopo la cessazione. I requisiti contributivi richiesti per ottenere l autorizzazione alla prosecuzione volontaria, possono essere perfezionati da contribuzione effettiva (obbligatoria, volontaria e da riscatto), escludendo la contribuzione figurativa a qualsiasi titolo accreditata. L autorizzazione alla prosecuzione volontaria decorre dal: dal primo sabato successivo alla data di presentazione della domanda, per la generalità dei lavoratori dipendenti; dal primo giorno del mese in cui è stata presentata la domanda, nel caso di lavoratori autonomi. I contributi volontari si versano utilizzando gli appositi bollettini di conto corrente postale sui quali è già indicato l importo e che vengono inviati dall INPS. È consentito il pagamento anche in via telematica tramite il sito dell INPS. Il versamento dei contributi volontari ha periodicità trimestrale e deve essere effettuato entro il trimestre solare successivo a quello a cui si riferiscono i contributi. Pag. 16
17 I versamenti effettuati oltre i previsti termini di scadenza sono nulli e rimborsabili. Quanto si paga Lavoratori dipendenti L'importo del contributo volontario viene determinato applicando l'aliquota contributiva prevista per ciascun anno e per ciascuna categoria, alla retribuzione percepita nelle 52 settimane precedenti la data di presentazione della domanda. L'importo minimo di retribuzione sulla quale sono calcolati i contributi non può essere inferiore alla retribuzione settimanale minima imponibile stabilita dalla legge anno per anno. Lavoratori autonomi (artigiani e commercianti) L importo del contributo volontario dovuto viene determinato applicando le aliquote vigenti per il versamento dei contributi obbligatori sulla media dei redditi da impresa denunciati ai fini Irpef negli ultimi 36 mesi di contribuzione precedenti la data della domanda. Parasubordinati L importo del contributo volontario dovuto alla Gestione Separata deve essere determinato applicando all'importo medio dei compensi percepiti nell'anno di contribuzione precedente alla data della domanda, l aliquota IVS vigente per i soggetti privi di tutela previdenziale (non assicurati e non titolari di pensione). L'importo del contributo assegnato è vincolante. Il versamento di una somma inferiore comporta automaticamente la riduzione proporzionale del periodo assicurato. Se, invece, si versa più di quanto dovuto, l'inps rimborsa la somma in eccedenza. Il versamento dei contributi deve essere effettuato entro le scadenze stabilite dalla legge. I contributi pagati in ritardo sono nulli e rimborsabili. Pag. 17
Pensione lavoratori autonomi SOGGETTI INTERESSATI: le speciali regole riguardanti i requisiti per il diritto alla pensione di vecchiaia e di anzianità dei lavoratori «autonomi» interessano le seguenti
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