Source: http://concordati.ilcaso.it/sezioni/Penale/legittimita
Timestamp: 2020-05-25 00:52:53+00:00
Document Index: 129767153

Matched Legal Cases: ['art. 75', 'sentenza ', 'art. 590', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Rapporti tra giudizio penale e civile e sospensione necessaria: le Sez. Unite affermano il principio della interpretazione restrittiva.
Rapporti tra giudizio penale e civile - Operatività della sospensione necessaria - Ambito di applicazione.
In tema di rapporto tra giudizio penale e giudizio civile, i casi di sospensione necessaria previsti dall'art. 75 c.p.p., comma 3, che rispondono a finalità diverse da quella di preservare l'uniformità dei giudicati, e richiedono che la sentenza che definisca il processo penale influente sia destinata a produrre in quello civile il vincolo rispettivamente previsto dagli artt. 651, 651 bis, 652 e 654 c.p.p., vanno interpretati restrittivamente, di modo che la sospensione non si applica qualora il danneggiato proponga azione di danno nei confronti del danneggiante e dell'impresa assicuratrice della responsabilità civile dopo la pronuncia di primo grado nel processo penale nel quale il danneggiante sia imputato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 21 May 2019, n. 13661.
La PA risponde del fatto illecito del dipendente costituente reato.
Lo Stato o l’ente pubblico risponde civilmente del danno cagionato a terzi dal fatto penalmente illecito del dipendente anche quando questi abbia approfittato delle sue attribuzioni ed agito per finalità esclusivamente personali od egoistiche ed estranee a quelle della amministrazione di appartenenza, purché la sua condotta sia legata da un nesso di occasionalità necessaria con le funzioni o poteri che il dipendente esercita o di cui è titolare, nel senso che la condotta illecita dannosa – e, quale sua conseguenza, il danno ingiusto a terzi – non sarebbe stata possibile, in applicazione del principio di causalità adeguata ed in base ad un giudizio contro fattuale riferito al tempo della condotta, senza l’esercizio di quelle funzioni o poteri che, per quanto deviato o abusivo od illecito, non ne integrino uno sviluppo oggettivamente anomalo. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 16 May 2019, n. 13246.
Omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi o gravissime: la revoca della patente non è l’unica sanzione.
Nuovo codice della strada - Omicidio stradale - Lesioni personali stradali gravi o gravissime - revoca della patente di guida - Facoltà del giudice di applicare la sospensione.
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 590-quater cod. pen., inserito dall’art. 1, comma 2, della legge 23 marzo 2016, n. 41 (Introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali, nonché disposizioni di coordinamento al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e al decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 25, secondo comma, e 27 Cost., dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale ordinario di Roma e dal Tribunale ordinario di Torino, con le ordinanze indicate in epigrafe. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 17 April 2019, n. 88.
Legittimazione del curatore ad impugnare il sequestro preventivo.
Fallimento - Sequestro preventivo - Impugnazione - Legittimazione del curatore.
Rimessa alle Sezioni Unite Civili della Cassazione la questione concernente la legittimazione del curatore fallimentare ad impugnare i provvedimenti in tema di sequestro preventivo, quando questo sia stato disposto prima della dichiarazione di fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 16 April 2019, n. 22602.
Confisca e prevenzione: costituzionalmente illegittimo l'art. 1, comma 198, L. 228/2012 perché limita a specifiche categorie di creditori la possibilità di ottenere soddisfacimento dei propri crediti.
Confisca e prevenzione - Limiti a specifiche categorie di creditori alla possibilità di ottenere soddisfacimento dei propri crediti - Buona fede.
La Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 198, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013)», limitatamente alle parole «muniti di ipoteca iscritta sui beni di cui al comma 194 anteriormente alla trascrizione del sequestro di prevenzione,» e «Allo stesso modo sono soddisfatti i creditori che: a) prima della trascrizione del sequestro di prevenzione hanno trascritto un pignoramento sul bene; b) alla data di entrata in vigore della presente legge sono intervenuti nell’esecuzione iniziata con il pignoramento di cui alla lettera a). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 27 February 2019, n. 26.
La critica è l’unico strumento di controllo democratico dei comportamenti dei magistrati.
Libertà di stampa - Critica giudiziaria - Continenza delle espressioni - Critica alla professionalità del magistrato - Controllo democratico - Dovere civico - Liceità.
Il diritto di critica dei provvedimenti giudiziari e dei comportamenti dei magistrati deve essere riconosciuto nel modo più ampio possibile, non solo perché la cronaca e la critica possono essere tanto più larghe e penetranti quanto più alta è la posizione dell’uomo pubblico oggetto di censura e più incisivi sono i provvedimenti che può adottare, ma anche perché la critica è l’unico reale ed efficace strumento di controllo democratico dell’esercizio di una rilevante attività istituzionale che viene esercitata in nome del popolo italiano da persone che, a garanzia della fondamentale libertà della decisione, godono di ampia autonomia ed indipendenza. (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 30 January 2019, n. 19960.