Source: http://www.leggioggi.it/2011/03/05/i-rifiuti-provenienti-dalle-attivita-di-pulizia-manutentiva-delle-reti-fognarie/
Timestamp: 2017-05-28 15:03:12+00:00
Document Index: 146064678

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 230', 'art. 266', 'art. 266', 'art. 266', 'art. 266', 'art. 33', 'art. 230', 'art. 266', 'art. 266', 'art. 266', 'art. 33', 'art. 230', 'art. 266', 'art. 230', 'art. 188', 'art. 188', 'art. 230', 'art. 230', 'art. 208', 'art. 230', 'art. 212', 'art. 212', 'art. 188', 'art. 230', 'art. 230', 'art. 208']

Home Amministrativo I rifiuti provenienti dalle attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie
Da Vincenzo Vinciprova 5 marzo 2011 Condividi su Facebook
tweet L’art. 33 del D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 10 dicembre 2010 – S.O. n. 269) ha sostituito il comma 5 dell’art. 230 del
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8 maggio 2017 at 16:56
Nel caso di conferimento presso impianto di Depurazione del CER 200306, lo stesso va scaricato in testa all’impianto, ovvero dall’inizio delle fasi di trattamento primario, oppure può essere depositato in apposito letto di essiccamento e successivamente smaltito con CER 190802? Grazie
Rispondo al quesito di: “antonio
ho ricevuto una sanzione penale per non aver smaltito i rifiuti di una fossa imhoff 200304
entro dodici mesi8 no l’ho fatto perchè non vi era necessità e perche’ la fossa lavora meglio con presenza di fanghi attivi) posso contestare questa sanzione?
Egregio Sig. Antonio, a mio modesto avviso, se è questa la contestazione, è assolutamente infondata, giacchè, sino a quando il liquame, come da Lei riportato, assolve ad una funzione biologica, non può essere considerato rifiuto in quanto non ha ancora finito il suo ciclo di vita. Diverrà rifiuto, solo se e quando, occorrerà smaltirlo. In ogni caso, anche a considerarlo rifiuto, il suo accumulo e deposito all’interno della fossa, in virtù dell’istituto del “deposito temporaneo”, dovrebbe essere consentito sino ad un anno.
Sperando di essere stato esaustivo ed a Lei utile, Le auguro Buone Festività pasquali.
19 marzo 2014 at 16:10
Manuela Giordani
16 aprile 2013 at 16:18
devo porle un quesito in vista di una causa che ho con il vicino di casa:
ho acquistato una villetta unifamiliare già provvista di fossa settica tipo imhoff, ma è posta al confine al limite dei due metri. I pozzetti di ispezione però non sono a “distanza” legale. In questo caso è la “fossa principale” che deve necessariamente stare a distanza oppure anche i pozzetti ispettivi?
E poi , il codice civile parla di” fosse e latrine” che devono stare ” OBBLIGATORIAMENTE A DISTANZA”, ma la fossa settica può essere annoverata tra queste?
31 gennaio 2013 at 10:44
[…] Per leggere l’articolo su LeggiOggi: http://www.leggioggi.it/?p=1512 […]
5 marzo 2012 at 21:16
Per chi volesse avere un panorama aggiornato di quanto è successo sull’argomento, si consiglia di leggere questo nuovo articolo su LeggiOggi: http://www.leggioggi.it/2012/03/04/fosse-settiche-e-bagni-mobili-regole-diverse-dalla-pulizia-manutentiva-di-reti-fognarie/
3 marzo 2012 at 01:51
In risposta al quesito postato dalla Sig.ra Marina Polizzi il 16 novembre 2011, ore 16.02
ove è stato chiesto:
Gentile avvocato, concordo pienamente con quanto scrive nel suo articolo. La realtà purtroppo si discosta pericolosamente dalla teoria; mi risulta infatti (sicuramente nella provincia di Siracusa dove vivo) che le ditte di autospurgo stiano già operando interpretando alla lettera quanto riportato nel Manuale Operativo Sistri (versione del 26 04 2011, paragrafo 5.4.6), ovvero come produttori anche in caso di spurgo di pozzi neri CER 20.03.04. La cosa mi sembra pericolosisima. Che ne pensa?
La realtà che Lei descrive, e non solo in provincia di Siracusa, è una realtà tanto diffusa quanto illegale (ed illecita).
Purtroppo, anche prima del SISTRI e del citato Manuale Operativo, vi è stata sempre parecchia resistenza, da parte di diversi autospurghisti, a tracciare i rifiuti sin dal loro luogo di effettivo prelievo; così come mi è ben nota la prassi (sempre illegale) di considerarsi spesso come produttori di tali rifiuti e non come trasportatori di rifiuti prodotti da terzi.
Il fatto è che gli organi di controllo, probabilmente, non controllano o fanno finta di non vedere.
Parlando, poi, nello specifico, del Manuale Operativo Sistri, versione 2.4 del 26.04.2011, ho poi scritto un articolo in cui ho elencato diversi errori (anche contra legem) – lo trova pubblicato su questa testata, con il titolo “Sistri: attenti agli errori nel manuale operativo”, a questo indirizzo: http://www.leggioggi.it/2011/11/24/sistri-attenti-agli-errori-nel-manuale-operativo/
Che la prassi da Lei menzionata sia illegale, oggi è ancor più evidente se si pensa che alla Camera dei Deputati, nella seduta del 16 febbraio 2012, sono stati respinti gli emendamenti 2.010 e 2.011 che prevedevano proprio di considerare “produttore” anche il soggetto che va a spurgare le fosse settiche ed i bagni mobili – se vuole leggere tali emendamenti, basta andare a pag. 8 e 9 dell’Allegato A al resoconto della seduta del 16 febbraio 2012: http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenografici/sed587/AINTERO.pdf); il loro respingimento, lo può leggere a pag. VI del resoconto sommario della seduta del 16 febbraio 2012: http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenografici/sed587/pdfsomm.pdf
3 marzo 2012 at 01:29
In risposta al quesito postato dalla Sig.ra Stefania il 6 ottobre 2011 alle 06.29,
ove è stato scritto:
“bellissimo e chiarissimo articolo. A questo punto mi chiedo: per il solo spurgo di un disoleatore (ma anche di un pozzo nero) NON collegato alla rete fognaria non posso invocare l’art. 266 c.4 e quindi sono solo trasportatore conto terzi obbligato al FIR, mentre se sui suddetti manufatti NON collegati alla rete fognaria faccio lo spurgo ed un po’ di manutenzione (p.e: ai galleggianti) allora posso invocare l’art. 266 c. 4 e divento legittimamente produttore del rifiuto “fingendo” di averlo prodotto addirittura presso la mia sede o domicilio quindi senza obblighi di FIR dalla sede del cliente alla mia sede?
Le sembra azzardato? grazie in anticipo per la Sua disponibilità Stefania” Risposta:
Sig.ra Stefania, come Lei stessa ha scritto, è sicuramente azzardato, oltre che illegale, “fingere” di essere produttore del rifiuto ex art. 266 c. 4 solo perchè si effettua anche “un po di manutenzione”.
Il discrimine tra i rifiuti da manutenzione ed i rifiuti prodotti da terzi è abbastanza semplice, se ci pensiamo. Rimanendo all’esempio di una fossa settica, se Lei va lì a sostituire, non so, un pezzo rotto o a praticare dei fori etc., certamente produrrà dei rifiuti da manutenzione e allora, quelli sì, potranno rientrare nel regime di cui all’art. 266, comma 4, del D.Lgs. 152/2006. Però se Lei aspira dei liquami che già si trovano all’interno della fossa settica, è altrettanto chiaro che non sono rifiuti da “manutenzione”, ma rifiuti prodotti da terzi, per cui occorrerà tracciarli sin dal prelievo dalla fossa settica.
Ddl sulla miscelazione di rifiuti speciali e di oli usati: un grave passo indietro | Rifiuti Liquidi
4 febbraio 2012 at 15:46
[…] L’articolo 3 del progetto di legge in argomento prevede la sostituzione dell’attuale comma 5 dell’articolo 230 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, che, a seguito della modifica apportata dall’art. 33 del D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 10 dicembre 2010 – S.O. n. 269), ha previsto la speciale disciplina per i rifiuti da pulizia manutentiva delle fognature, di cui già si è diffusamente trattato nell’articolo pubblicato su questa testata il 5 marzo 2011, dal titolo: “I rifiuti provenienti dalle attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie” […]
Ddl sulla miscelazione di rifiuti speciali e di oli usati: un grave passo indietro | Rifiuti e Bonifiche
4 febbraio 2012 at 15:45
Ddl sulla miscelazione di rifiuti speciali e di oli usati: un grave passo indietro | Portale Rifiuti Speciali
19 gennaio 2012 at 17:00
Ddl sulla miscelazione di rifiuti speciali e di oli usati: un grave passo indietro
11 gennaio 2012 at 11:45
26 novembre 2011 at 12:17
si è un problema io spurgo pulisco la rete fognaria condominiale cer rifiuto prodotto 20.03.06 arrivo a pulire la fossa settica dovrei fermarmi e cambiare spurgo rifiuto cer 20.03.04 poi continuo la pulizia della rete e dei pozzetti e perciò riprendo lo spurgo del 20.03.06 è un poco complessa la cosa per me o è tutto 20.03.06 o tutto 20.03.04 chi ha idee in merito
mariokappa
24 novembre 2011 at 15:43
finalmente un chiarimento in merito
ma quello che non capisco ancora scusate se sono duro di capa
i rifiuti derivati dalla pulizia della fossa settica di un condominio allacciata alla fognatura sono da considerarsi CER 200304 come di norma fanno ora la totalità degli spurghisti e perciò prodtti dal proprietario della fossa settica
cer 200306 prodotti dallo spurghista dato che con 200304 si identificano i manufatti NON allacciati alla fognatura?
scusate se insisto ma mi ci stò perdendo dietro a questa definizione
24 novembre 2011 at 10:17
[…] I rifiuti provenienti dalle attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie […]
22 novembre 2011 at 19:24
oppss scusate gli errori ma uso un portatile con tastiera mini
il problema è per fognatura dove ci sono manufatti tipo fosse settiche o pozzetti o degrassatori il tutto facente parte di una fognatura dove inizia il cer 200304 e dove inizia il cer 200306?
la distinzione che opportuno fare è
fossa settica collegata e facente parte di impianto fognario è 200306 o 200304
la classixa fossa settica oppure pozzetto o cisterna o degrasatore ma collegati e facenti parte dell ‘impianto fognario privato che è collegato alla pubblica fognatura è tutto quì il dubbio sono d’accordo per i manufatti non collegati alla fognatura il produttore è il proprietario ma quelli collegati alla fognatura ?
non posso separare se pulisco la condotta 200306 se pulisco la vasca o il pozzetto 200306
spero che qualcuno chiarisca questa mia lacuna
Marina Polizzi
16 novembre 2011 at 16:02
concordo pienamente con quanto scrive nel suo articolo.
La realtà purtroppo si discosta pericolosamente dalla teoria; mi risulta infatti (sicuramente nella provincia di Siracusa dove vivo) che le ditte di autospurgo stiano già operando interpretando alla lettera quanto riportato nel Manuale Operativo Sistri (versione del 26 04 2011, paragrafo 5.4.6), ovvero come produttori anche in caso di spurgo di pozzi neri CER 20.03.04.
La cosa mi sembra pericolosisima.
6 ottobre 2011 at 07:59
nel Riepilogando Lei dice, cito: <>
Mi perdoni Avvocato ma le acque reflue degli “opifici industriali” non sono considerate acque reflue industriali e quindi non rientranti nella definizione di “reti fognarie” che fa riferimento esclusivamente “al convogliamento delle acque reflue URBANE” ?
Se fosse così significa che la manutenzione e pulizia di un disoleatore (p.es: di una autorimessa) pur collegato alla fogna nera NON potrebbe rientrare nel comma 5 art. 230 poichè sto scaricando acque reflue industriali e non urbane ?
Come spurghista in questo caso posso però usare dell’art. 266 comma 4, che dice Avvocato?
Grazie molte, Marco
6 ottobre 2011 at 06:29
bellissimo e chiarissimo articolo.
A questo punto mi chiedo: per il solo spurgo di un disoleatore (ma anche di un pozzo nero) NON collegato alla rete fognaria non posso invocare l’art. 266 c.4 e quindi sono solo trasportatore conto terzi obbligato al FIR, mentre se sui suddetti manufatti NON collegati alla rete fognaria faccio lo spurgo ed un po’ di manutenzione (p.e: ai galleggianti) allora posso invocare l’art. 266 c. 4 e divento legittimamente produttore del rifiuto “fingendo” di averlo prodotto addirittura presso la mia sede o domicilio quindi senza obblighi di FIR dalla sede del cliente alla mia sede?
Le sembra azzardato? grazie in anticipo per la Sua disponibilità
2 settembre 2011 at 14:05
In risposta al quesito posto della Sig.ra Erika (“Per i tratti di fognatura privata (dall’edificio alla pubblica fognatura) e la loro manutenzione, il codice CER è comunque il 20 03 06?”):
Si, certamente, il codice C.E.R. è 20.03.06.
30 agosto 2011 at 14:55
Per i tratti di fognatura privata (dall’edificio alla pubblica fognatura) e la loro manutenzione, il codice CER è comunque il 20 03 06?
25 maggio 2011 at 09:18
@Sig.ra Anna, il sito del SISTRI non ha valore di fonte legale (http://www.sistri.it/index.php?option=com_content&view=article&id=189&Itemid=113 ). Il manuale operativo del 26 aprile 2011, in particolare, contiene diversi errori. I rifiuti della pulizia delle fognature non posso che essere quelli identificati col codice C.E.R. (catalogo europeo rifiuti) 20.03.06 (rifiuti della pulizia delle fognature), così come è statuito dall’allegato D, parte IV, del D.Lgs. 152/2006. Invero, il codice C.E.R. 20.03.04, sempre secondo l’allegato D, parte IV, del D.Lgs. 152/2006, va utilizzato per i “fanghi delle fosse settiche”, che sono tutt’altra cosa e non può essere utilizzato per tracciare i rifiuti da pulizia manutentiva delle fognature. Altro errore è ritenere che i rifiuti di pulizia manutentiva delle fognature, in quanto non pericolosi (e ciò è vero), qualora siano trasportati verso l’unità locale di riferimento dell’opertore per il raggruppamento, saranno soggetti a quanto previsto per le attività di manutenzione e quindi non soggetti ad alcun tracciamento, nè cartaceo (FIR), nè elettronico (SISTRI). In realtà, l’art. 33 del D.Lgs. 205/2010, nell’introdurre la speciale disciplina di cui al nuovo comma 5 dell’art. 230 del D.Lgs. 152/2006, che qui interessa, non ha fatto alcun riferimento ai rifiuti di attività manutentiva di cui all’art. 266, comma 4, del D.Lgs. 152/2006.
Tant’è che il novellato comma 5 dell’art. 230 prevede espressamente che “I soggetti che svolgono attivita’ di pulizia manutentiva delle reti fognarie aderiscono al sistema SISTRI ai sensi dell’articolo dell’art. 188-ter, comma 1, lettera f)”, cioè debbono iscriversi al SISTRI quali trasportatori professionali, che sono soggetti obbligati a tracciare elettronicamente i rifiuti. Peraltro si evidenzia che secondo l’art. 188-bis, primo comma, del D.Lgs. 152/2006, “la tracciabilità dei rifiuti deve essere garantita dalla loro produzione sino alla loro destinazione finale”.
24 maggio 2011 at 12:46
Da quanto ho capito leggendo l’articolo sopra esposto, l’espurghista diventa produttore solamente per quanto riguarda il codice cer 200306 e non per il 200304. Se pero’ andiamo a leggere l’ultimo manuale operativo stampato da Sistri in data 26 Aprile 2011 e precisamente alla pagina 65 punto 5.4.6 non e’ così perche si menzionano entrambi i codici e quindi l’espurghista diventa produttore sia del 200306 che del 200304. E anche noi ci domandiamo, come @Andrea, abbiamo l’obbligo di iscriverci come produttori? Per alcuni no … perche’ trasportiamo rifiuti non pericolosi e siamo un’azienda con meno di dieci dipendenti… Per altri invece siamo obbligati … Cosa alquanto importante perché la procedura a livello sistri è estremamente diversa…
22 aprile 2011 at 18:21
Egregio Geometra Manuele,
nel caso la ditta appaltatrice subappalti ad un’impresa di spurgo le operazioni di spurgo e pulizia delle condotte fognarie, a norma del nuovo 5° comma dell’art. 230, produttore andrà considerato la ditta subappaltatrice che materialmente andrà ad eseguire la pulizia manutentiva delle fognature.
info@vinciprova.eu
16 aprile 2011 at 11:24
Sono un geometra di un Ente pubblico. Mi occupo di manutenzione ordinaria della rete fognante cittadina (riparazione e pulizia). Tali lavori vengono affidati tramite appalto pubblico ad imprese edili che con subappalto affidano il servizio di spurgo e pulizia: il produttore, in questo caso, chi è? L’impresa edile appaltatrice dei lavori o la ditta di autospurghi che opera in subappalto?
14 aprile 2011 at 06:01
Qualora si voglia fare stoccaggio di rifiuti provenienti dall’attività di pulizia manutentiva delle reti fognarie, in base al nuovo comma 5 dell’art. 230 del T.U.A., si potrà effettuare presso la propria sede senza l’autorizzazione che di norma è richiesta per questo tipo di gestione; in sostanza si tratta di un’eccezione ex lege al principio della necessaria previa autorizzazione (art. 208 del T.U.A.) dell’attività di stoccaggio, in quanto attività di smaltimento (D15) o di recupero (R13). Ovviamente se l’attività di stoccaggio viene effettuata presso manufatti installati in loco, bisogna però ottemperare alle norme urbanistiche ivi vigenti …
Se, invece, si vuole fare lo stoccaggio di rifiuti prelevati da pozzi neri, fosse imohf, bagni mobili etc., allora occorre acquisire le autorizzazioni previste negli artt. 208 e segg. del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. …
13 aprile 2011 at 19:07
Gent.le Avv. Vinciprova … vorrei organizzarmi per gestire lo stoccaggio presso la mia unità locale, visto che eseguo attività di spurgo in vista del Sistri di giugno, le chiedo se sa darmi le indicazioni o a chi mi devo rivolgere per sapere come si puo’ realizzare … La ringrazio infinitamente.
11 marzo 2011 at 06:42
Vorrei rispondere ai quesiti lasciati dal Sig. Andrea Malaguti.
1) In relazione al primo quesito direi che la chiavetta del “trasportatore” che già avete dovrebbe andare bene. Ciò per tre ragioni. Innanzitutto una ragione pratica: mi risulta che per l’iscrizione on-line di un soggetto quale “trasportatore” il percorso obbligato imponga l’associazione dell’attività di “produttore” a quella di trasportatore – almeno questo è quello che è stato osservato nel corso i iscrizioni entro il febbraio dello scorso anno, ma non posso assicurare che sia ancora così. Pertanto, se la Vs. impresa è stata iscritta quale “trasportatore”, la Vs. posizione dovrebbe già includere anche la qualità di “produttore”; se è così, il Suo legittimo dubbio non dovrebbe porre alcun problema pratico, nè normativo.
In secondo luogo va detto che la norma di cui ci stiamo occupando, il nuovo comma 5 dell’art. 230 del T.U.A., pur introducendo la fictio juris secondo la quale l’autospurghista che effettua la pulizia manutentiva delle reti fognarie vada considerato “produttore”, ha però tenuto fermo il suo status di trasportatore di rifiuti prodotti da terzi, poichè ha espressamente previsto che egli sia iscritto all’Albo ai sensi dell’art. 212, comma 5, del T.U.A. (che si riferisce ai trasportatori di rifiuti prodotti da terzi) – mentre i trasportatori di rifiuti propri si debbono iscrivere ai sensi dell’art. 212, comma 8, del T.U.A. -, ed ha pure previsto che egli si iscriva al SISTRI ai sensi dell’art. 188-ter, comma 1, lett. f), che è l’ipotesi di iscrizione obbligatoria prevista, appunto, dai trasportatori professionali di rifiuti prodotti da terzi.
In terzo luogo, si osserva che le norme regolamentari sul SISTRI, cioè i cinque Decreti emanati sull’argomento dal Ministero dell’Ambiente, non contemplano regole particolari per la gestione dei rifiuti da pulizia manutentiva delle fognature, forse anche per mancanza di armonizzazione tra la normativa regolamentare e la nuova versione dell’art. 230, comma 5, di cui stiamo trattando; magari nel c.d. Testo Unico Sistri, che è di imminente pubblicazione, sarà regolamentata questa fattispecie. Speriamo. In ogni caso, stando così le cose, si ritiene che l’autospurghista debba accedere al SISTRI ed aprire la movimentazione, prima, nella veste di “produttore” e poi, proseguirla nella veste di “trasportatore” – sempre che il sistema non crei difficoltà ad indicare nella scheda Sistri il luogo di effettiva produzione del rifiuto quale unità locale del “produttore”.
2) In relazione al secondo quesito, in base al nuovo comma 5 dell’art. 230 del T.U.A., solo nel caso in cui l’autospurghista gestisca i rifiuti da pulizia manutentiva delle reti fognarie, potrà effettuare di fatto uno stoccaggio presso la propria sede senza l’autorizzazione che di norma è richiesta per questo tipo di gestione; in sostanza si tratta di un’eccezione ex lege al principio della necessaria previa autorizzazione (art. 208 del T.U.A.) dell’attività di stoccaggio, in quanto attività di smaltimento (D15) o di recupero (R13). Va detto però che nel caso l’autospurghista proceda allo stoccaggio, i rifiuti vanno però tracciati già dal luogo di effettiva produzione.
Sperando di avere chiarito i Suoi dubbi, si porgono cordiali saluti.
info@vinciproa.eu http://www.vinciprova.eu
La spiegazione è molto chiara sono perplesso solo su 2 punti:
-alla luce della variazione normativa relativa all’attività di manutenzione reti fognarie(noi siamo autospurghi) devo ,oltre ad essere iscritto come trasportatore che sono gia’, iscirvermi anche come produttore e richiedere chiavetta? quindi a seconda del rifiuto che carico utilizzo o la chiavette trasportatore oopure produttore?
-per quanto concerne la possibilità dello stoccaggio per quanto produciamo da attività manutentiva come funziona? potete darmi maggiori chiarimenti per noi spurghisti?
Claudio Fordini Sonni
8 marzo 2011 at 14:59
Molto bello e chiarificatore.
Ti chiedo un ulteriore passo avanti: uno spurghista di pozzi neri, fosse imofh e bagni mobili come si comporterà dato che NON è ipotizzabile che i produttori si iscrivano al SISTRI (privati cittadini per lo più)?
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