Source: http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er:assemblealegislativa:resoconto:20191119;A
Timestamp: 2020-04-04 03:22:07+00:00
Document Index: 145235210

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 68', 'art. 36', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 68', 'art. 60', 'art. 40', 'art.82', 'art.403', 'art. 336']

OGGETTO 9128
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per risarcire i danni cagionati dal maltempo nel territorio regionale, con particolare riferimento alla zona di Budrio. A firma del Consigliere: Taruffi
OGGETTO 9129
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per eliminare i disagi per l’utenza delle linee ferroviarie, con particolare riferimento ai pendolari che utilizzano quella adriatica. A firma della Consigliera: Rontini
Interrogazione oggetto 9130
OGGETTO 9131
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per progettare un migliore collegamento stradale tra Ravenna e Forlì. A firma del Consigliere: Bertani
OGGETTO 9132
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa questioni e problematiche riguardanti la cessazione di gran parte delle attività rientranti nella rete del gioco legale sul territorio regionale. A firma del Consigliere: Galli
OGGETTO 9133
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per eliminare i lunghi tempi di attesa per le visite medico sportive per i minori, con particolare riferimento all’USL di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri
OGGETTO 8997
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per garantire un’adeguata copertura degli organici delle sedi INPS della Romagna, con particolare riferimento al territorio cesenate. A firma della Consigliera: Montalti
(Risoluzioni oggetti 8822 e 8790 - Discussione)
(Risoluzioni oggetti 9137 - 9140 - 9142 - 9143 - Presentazione e discussione)
BOSCHINI, relatore
Incontro con una rappresentanza del personale interno sui concorsi interni
Relazione del presidente della Commissione speciale d’inchiesta circa il sistema di tutela dei minori nella Regione Emilia-Romagna (oggetto 9121)
La seduta ha inizio alle ore 10,07
PRESIDENTE (Soncini): Dichiaro aperta la seduta antimeridiana n. 270 del giorno 19 novembre 2019.
Interpello i presenti per sapere se vi sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute antimeridiane e pomeridiane del 29 ottobre, nn. 268 e 269.
PRESIDENTE (Soncini): Hanno giustificato la loro assenza gli assessori Caselli, Corsini, Costi e i consiglieri Bessi, Torri, Serri e Facci.
Le altre informazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono già state inviate a tutti i consiglieri e, pertanto, le do per lette.
PRESIDENTE (Soncini): Iniziamo i nostri lavori con lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata in aula.
PRESIDENTE (Soncini): Siamo all’oggetto 9128: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le azioni da porre in essere per risarcire i danni cagionati dal maltempo nel territorio regionale, con particolare riferimento alla zona di Budrio, a firma del consigliere Taruffi.
Do la parola al consigliere Taruffi per illustrare la sua interrogazione.
Nella giornata di domenica, come purtroppo è noto, precipitazioni di notevole intensità si sono abbattute sul nostro territorio regionale, causando l’esondazione di più fiumi che hanno colpito in particolare comuni della pianura bolognese e modenese della provincia di Ferrara, precipitazioni che hanno reso necessaria la chiusura dei tratti stradali e l’evacuazione di alcuni edifici, quindi anche delle persone ivi residenti.
Le precipitazioni hanno creato tre colmi di piena ravvicinata, con situazioni di allarme: il fiume Reno ha raggiunto il colmo di piena a Casalecchio, i fiumi Samoggia, Idice e Sillaro hanno raggiunto il livello 3 di innalzamento. Le situazioni più critiche si sono verificate, come sappiamo, a Budrio, in provincia di Bologna, dove l’Idice ha rotto gli argini per un’estensione di oltre 40 metri facendo defluire verso la campagna circa un milione di metri cubi d’acqua, almeno secondo i dati dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile dell’Emilia-Romagna.
A seguito della rottura è stato necessario evacuare appunto circa 200 persone, che sono state accolte in strutture prontamente rese disponibili dalla Protezione civile. Considerato che la Regione non appena diramato l’allarme, ha mobilitato tutti i servizi necessari, e in particolar modo ovviamente la Protezione civile (tutte le attrezzature e i corpi necessari sono stati messi all’opera), il maltempo ha causato ingenti danni, come ho cercato brevemente di ricordare, a immobili sia di proprietà pubblica che privata.
Chiediamo quindi alla Giunta, attraverso l’assessore competente, quali azioni intenda mettere in campo la Regione per contribuire al risarcimento dei danni di proprietà pubblica e privata cagionati dal maltempo nel territorio regionale, con particolare riferimento, ovviamente, alla zona di Budrio della pianura bolognese, che sono risultate particolarmente colpite da questa precipitazione.
Lascio la parola all’assessore Gazzolo Paola.
GAZZOLO, assessore: Grazie. Grazie, consigliere.
Sono stata personalmente, assieme al presidente Stefano Bonaccini, nei luoghi colpiti dagli eventi meteo che lei cita nelle prime ore dell’emergenza, riscontrando direttamente i problemi e ringraziando sia i volontari che il sistema della Protezione civile per la prontezza del supporto offerto. È un ringraziamento che ribadisco in quest’aula, oggi, mentre a Budrio, ad esempio, circa cinquanta operatori, suddivisi in dieci squadre, continuano la loro missione. Infatti, l’allerta meteo della Regione ha mantenuto indicatori rossi e arancioni in diverse aree anche per le giornate di ieri e di oggi ed è, ovviamente, in continuo aggiornamento. Ho partecipato al briefing di questa mattina con tutti i servizi territoriali e dal briefing è emerso un apporto elevato di pioggia sui bacini di Reno, Secchia e Panaro, che ci fanno confermare per oggi la situazione di allerta e di criticità.
La conta dei danni è, comunque, già in corso, così come è costante il contatto con il capo dipartimento della Protezione civile nazionale. Sulla base di questi dati, procediamo con la richiesta al Governo di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, ai sensi dell’articolo 24 del Codice della Protezione civile, dichiarazione che riteniamo debba riguardare anche i territori della costa colpiti dagli eventi degli scorsi giorni.
Confidando nell’adozione della sopradescritta dichiarazione, a seguito delle conseguenti ordinanze di Protezione civile che verranno emanate, sarà possibile successivamente attivare le procedure di riconoscimento di contributi a ristoro dei danni subìti dai soggetti privati e dalle attività economiche e produttive, comprese quelle agricole, zootecniche e del comparto balneare, colpito appunto nei giorni scorsi, con le risorse finanziarie previste dall’articolo 25, comma 2, lettera c) “Misure di immediato sostegno socioeconomico” e lettera e) “Ripristino delle strutture dei privati e delle attività economiche e produttive”.
Nel frattempo, stiamo intervenendo con risorse regionali su tutti i punti critici, a partire ovviamente dalla zona colpita del comune di Budrio, che lei citava nel question-time. Stiamo intervenendo affiancando i Comuni, con risorse personali, e aggiungeremo alle risorse già disponibili lo stanziamento di 1.250.000 euro che verranno prelevati dal fondo emergenze, come deciso ieri in Giunta su indicazione del presidente Bonaccini.
La parola al consigliere Taruffi per la replica.
Ringrazio l’assessore Gazzolo, sia per il lavoro svolto in questi giorni, che anche per le parole importanti che ha pronunciato oggi in quest’aula, quindi della richiesta al Governo dello stato di calamità e le risorse, 1.200.000 euro, che verranno stanziate nella prossima Giunta.
Credo sia doveroso e necessario ringraziare sentitamente tutti gli operatori, i volontari, le strutture tecniche della protezione civile e dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e tutti gli agenti che sono intervenuti, il Corpo dei Vigili del fuoco, le forze dell’ordine, la Polizia locale, la Polizia municipale, e in particolar modo ovviamente, ma non solo, il Sindaco e l’Amministrazione del comune di Budrio.
Credo vada loro espresso concretamente un sentimento di vicinanza e di apprezzamento per il lavoro che tutti insieme si sta cercando di mettere in campo per fronteggiare un’emergenza climatica che da un punto di vista generale, però, non possiamo più continuare a definire tale. Va da sé infatti che il tema della difesa del suolo, il contrasto al dissesto idrogeologico e ai cambiamenti climatici, e quindi il tema più generale della transizione ecologica siano temi che non possono più essere rimandati. Dobbiamo affrontarli a livello io credo generale, in Italia, come in questa Regione, con decisione e con determinazione, perché gli eventi che ormai ogni stagione investono la nostra regione ci dimostrano che non siamo più di fronte a fatti eccezionali, ma siamo di fronte ad un cambiamento con il quale è necessario fare i conti.
Servono quindi maggiori e più significativi investimenti, da questo punto di vista, proprio perché i cambiamenti non sono qualcosa di possibile, ma sono qualcosa di reale, che va fronteggiato in modo strutturale e con investimenti pluriennali che riguardano un nuovo modo di concepire e le risorse e probabilmente anche la struttura dei bilanci regionali e, più in generale, della pubblica amministrazione. Ripeto, il ringraziamento a tutti i soggetti che sono prontamente intervenuti è doveroso. Voglio ringraziare, come ho fatto all’inizio, per il lavoro svolto in questi giorni non solo l’assessore Gazzolo, credo anche la presenza del presidente Bonaccini, in questi giorni, sia stata la dimostrazione della vicinanza e dell’attenzione che prontamente la Regione ha riversato verso quel territorio colpito. A differenza forse di altri presidenti di Regione che, nel momento del bisogno, hanno lasciato la loro regione per seguire manifestazioni elettorali, qui abbiamo fatto esattamente il contrario, e io credo sia giusto sottolinearlo.
Ripeto, e concludo, sono importanti le parole dell’assessore, quindi richiesta di stato di calamità e risorse stanziate già nella prima Giunta. Quindi, ringrazio l’assessore e mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 9129: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le azioni da porre in essere per eliminare i disagi per l’utenza delle linee ferroviarie, con particolare riferimento ai pendolari che utilizzano quella Adriatica, a firma della consigliera Rontini.
Il tema che, questa mattina, voglio portare all’attenzione dell’aula è quello dei disagi per i pendolari e, in particolare, di quelli che viaggiano sulla linea adriatica, che, com’è noto, attraversa la nostra regione da Rimini a Piacenza, interessando il nodo centrale di Bologna.
Da qualche anno non sono più una pendolare, ma per quanto mi è possibile cerco di seguire le vicende della linea anche attraverso la pagina Facebook del Comitato RomBo, a cui sono iscritta, che approfitto anche di questo momento per ringraziare pubblicamente, perché sono un termometro di quello che succede sulla linea e si fanno sempre parte attiva per segnalarlo a noi impegnati nelle Istituzioni.
Una delle cause principali di questo disagio, che si aggiunge ai frequenti ritardi e all’utilizzo di convogli di capienza inadeguata, capienza inadeguata che dico con rammarico rischia anche di vanificare il meritevole impegno per la sostituzione del parco mezzi voluto dalla Regione Emilia-Romagna, con un importante investimento economico, dicevo, una delle cause di questo disagio è legata all’accesso all’alta velocità da parte dei pendolari che si servono delle stazioni maggiori, principali, più importanti della linea. Infatti, da diversi anni a questa parte, grazie ad un’integrazione tariffaria, sostenuta dalla Regione, gli utenti di alcune stazioni hanno potuto fruire dell’offerta costituita da Frecciabianca e Intercity, così da rendere più celere il viaggio e da distogliere molti viaggiatori dai treni regionali che sono già oggi troppo pieni.
Dallo scorso settembre, la sostituzione dei materiali Frecciabianca con i Frecciargento, che contano un numero minore di carrozze, molte delle quali, lo sappiamo, sono business e premium, e dunque sono precluse all’accesso di pendolari, costringe questi ultimi a viaggiare quasi sempre in piedi, stipati negli interstizi tra le carrozze, in una situazione non solo disagevole, ma anche pericolosa.
È evidente che si tratta del primo passo verso la volontà, peraltro già annunciata da Trenitalia, di interdire l’alta velocità ai pendolari. Così, nei giorni scorsi, è successo che almeno in prima battuta il nuovo orario che entrerà in vigore il prossimo 15 dicembre prevedesse la soppressione di molte fermate alta velocità nelle stazioni capoluogo, con l’unica eccezione di Rimini, e con la totale esclusione di Faenza (che è la mia città) dall’alta velocità.
Io ritengo che se quello di cui stiamo parlando è un servizio pubblico, le scelte di Trenitalia sull’offerta commerciale non possono tradursi in disagi per i pendolari che quotidianamente trascorrono ore in treno per raggiungere i luoghi di studio e di lavoro. Se, come pare, non ci sarà più la disponibilità a consentire l’accesso all’alta velocità, tanto da boicottare nei fatti l’accordo già raggiunto con la Regione fino al 31 gennaio 2020, l’alternativa non può che essere quella di inserire nuovi regionali veloci, soprattutto nelle fasce pendolari, dal momento che la tratta Bologna-Rimini non è una tratta alta velocità e che sull’occupazione della linea la Regione ha la possibilità di intervenire.
Voglio dare atto all’assessore regionale, Raffaele Donini, che nei giorni scorsi ha prontamente informato di aver contattato tempestivamente l’amministratore delegato di Trenitalia a cui ha rappresentato la necessità di ripristinare tutte le fermate che sarebbero state tolte nel prossimo orario di dicembre 2019, ma proprio perché in quella comunicazione l’assessore ha aggiunto che tale ipotesi non era stata concordata con la Regione, sono a chiedere come si intenda affrontare, in maniera spero risolutiva, una situazione che sta creando apprensione e frustrazione nelle migliaia di utenti che quotidianamente si muovono utilizzando i treni, situazione che di per sé rischia di far passare in secondo piano gli sforzi economici e programmatici che la Regione Emilia-Romagna e l’assessore Raffaele Donini hanno sostenuto e stanno sostenendo per migliorare il servizio e supportare la scelta di una mobilità sostenibile.
I temi che pone la consigliera Rontini, che ringrazio, sono sostanzialmente riferibili a due tipologie di trasporto pubblico, una è il trasporto pubblico regionale attinente proprio al contratto di servizio fra la Regione Emilia-Romagna e le imprese che gestiscono il servizio, l’altra sono i cosiddetti “servizi a mercato”, le cosiddette “frecce”, che non riguardano il trasporto pubblico dell’Emilia-Romagna come contratto e che, ovviamente, devono avere una dimensione più nazionale di confronto.
Relativamente al rinnovo del materiale rotabile di lunga percorrenza tra Milano e la costa adriatica, appunto quei servizi a mercato, la Regione ha ripetutamente chiesto ai vertici di Trenitalia di mantenere invariata la capacità delle infrastrutture per il servizio dei pendolari.
Attualmente, al fine di agevolare i collegamenti veloci negli orari di effettiva domanda pendolare, la Regione è impegnata a gestire l’uso a condizioni agevolate dei treni Frecciabianca e Frecciargento attraverso apposite convenzioni onerose, le quali consentono l’uso dei treni di lunga percorrenza con un minimo aggravio di costo per i pendolari. La misura riguarda circa 3.000 viaggiatori in tutta la regione, quindi non è marginale, 1.000 nel bacino romagnolo, e nel primo semestre del 2020 il contributo della Regione a questa integrazione sarà circa di un milione di euro.
Per lo stesso periodo, si è avuta garanzia da Trenitalia che siano mantenute tutte le fermate, ovviamente, dei Frecciabianca e Frecciargento al servizio di Rimini, Cesena, Forlì e Faenza. È intenzione di questa Amministrazione, qualora confermato ovviamente nei prossimi mesi, di mantenere, anche successivamente al 30 giugno 2020, condizioni di accesso dei treni Frecciabianca e Frecciargento per i pendolari, lavorando al tempo stesso per la soluzione dei limiti infrastrutturali della linea Bologna-Rimini.
Per quello che riguarda invece il contratto di servizio della Regione, faccio riferimento al fatto che oggi già abbiamo una disponibilità di 35 nuovi treni consegnati su quella linea, che sono più capienti e adeguati dei treni vetusti, e che entro marzo del 2020 sarà completata, da parte di Trenitalia, la flotta comprensiva degli 86 nuovi treni, gran parte dei quali, per quello che riguarda i treni di maggiore capienza, scorreranno sulla dorsale centrale, appunto, Bologna-Rimini e Bologna- Piacenza.
Prego, consigliera Rontini, per la replica.
RONTINI: Grazie, assessore. Grazie, presidente.
Velocemente, perché temo di aver quasi esaurito i minuti a mia disposizione. Sono soddisfatta, e la ringrazio, per l’impegno a mantenere immutata la possibilità di accesso dei treni ad alta velocità anche dopo il 30 giugno 2020, impegno che deve tradursi sia nel rinnovo delle convenzioni agevolate, con i numeri importanti che ci sono stati rappresentati dall’assessore Donini, sia nel monitoraggio, perché gli orari, e di conseguenza le fermate, restino immutate.
Penso poi che dovremo impostare un nuovo ragionamento sulla capienza dei convogli regionali, che va aumentata per far viaggiare i pendolari in condizioni di sicurezza e agio, il che va di pari passo con il lavoro importante che anche qui ci è stato sintetizzato e ricordato dall’assessore Donini, sul rinnovo del parco-mezzi, che ha reso necessario un importante investimento di questa Regione in questa legislatura. Parlo di un nuovo ragionamento sulla capienza dei convogli perché se è vero come è stato evidenziato più volte anche dal Rapporto Pendolaria di Legambiente che dal 2011 ad oggi si è registrato un aumento dell’80 per cento dei viaggiatori sui treni, questo aumento necessita, è quasi banale dirlo, della disponibilità di più carrozze. Resto invece per così dire perplessa sulle modalità di dialogo che Trenitalia ha con questa Amministrazione regionale, che ritengo inadeguate e poco rispettose dell’Istituzione, ma soprattutto dei viaggiatori pendolari.
PRESIDENTE (Soncini): L’oggetto 9130, poiché c’è l’assenza giustificata del consigliere Facci, decade. Vi comunico che l’assessore Venturi ha fatto pervenire risposta scritta.
PRESIDENTE (Soncini): Passiamo, quindi, all’oggetto 9131: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le azioni da porre in essere per progettare un migliore collegamento stradale tra Ravenna e Forlì. È a firma del consigliere Bertani.
Risponderà, per la Giunta, l’assessore Donini.
Fra le infrastrutture della nostra regione alcune sono di particolare importanza perché collegano capoluoghi e danno la possibilità alle persone e alle merci di spostarsi, e fra queste in questi mesi ha creato particolari difficoltà il collegamento fra Ravenna e Forlì, la cosiddetta “Ravegnana”, per i fatti che ben tutti conosciamo.
Nella fase di ristrutturazione di quella strada, si è anche pensato di proporre alcune varianti, perché al di là del disagio che è stato creato in questi mesi per l’interruzione quella è una strada che non è adeguata al traffico di persone e di merci.
Un altro aspetto importante è quello che, con il potenziamento del porto di Ravenna e con l’infrastrutturazione ferroviaria che sta avvenendo, diventa sempre più importante spostare merci e merci su traffico ferroviario. Nella stessa zona abbiamo a Forlimpopoli un hub logistico che già si occupa di trasporto merci, per cui nel pensare le eventuali varianti o la cosiddetta “Ravegnana bis” ritengo e riteniamo che sia importante anche valutare se ci sia la possibilità di un collegamento ferroviario per potenziare il traffico merci fra Ravenna e Forlì-Cesena o Forlimpopoli anche per sgravare il traffico merci che oggi avviene, venendo da sud o verso sud, soprattutto fra Rimini e Ravenna, visto che un’altra idea importante che potrebbe venire avanti è quella della Metropolitana di costa, metropolitana vera fatta su treno, che quindi troverebbe ostacoli e limite qualora il traffico merci rimanesse su quelle direttrici.
In merito al tema di un nuovo collegamento stradale tra Ravenna e Forlì si evidenzia, come sa bene il consigliere Bertani, che ringrazio per questo question time, il PRIT 2025 che abbiamo adottato qui in aula quale strumento urbanistico che disciplina appunto la pianificazione dei trasporti a livello regionale nel tratto fra Ravenna e Forlì prevede interventi prevalentemente di riqualificazione e messa in sicurezza attraverso ampliamenti mirati, o varianti fuori sede, da definire sulla base di un apposito progetto di fattibilità tecnico-economica, di concerto con gli enti locali coinvolti.
Abbiamo quindi l’idea di potenziare comunque il collegamento, attraverso la riqualificazione dell’asse, la messa in sicurezza e qualche variante puntuale da studiare, con il consenso dei Comuni. Però, anche alla luce di quanto dice l’adozione del Piano dei trasporti, su impulso di questo Assessorato, a seguito di un confronto con i rappresentanti dei Comuni di Ravenna, Forlì e ANAS, che abbiamo avviato, sono stati decisi degli approfondimenti preliminari che sono però ancora in corso, volti a valutare la fattibilità di alcune soluzioni alternative. Ad esito di tali approfondimenti, ovviamente sarà promosso un confronto con il territorio e la stessa ANAS per l’individuazione della soluzione ottimale, vedremo quale delle due proposte possa sostenersi sul piano sia trasportistico sia economico.
Per quanto riguarda poi gli aspetti ferroviari, si evidenzia che lo studio di ulteriori linee ferroviarie tra Ravenna e Forlì, o Cesena, ad oggi, almeno, non rientra fra gli scenari di sviluppo concordati con RFI, che sono stati recepiti nell’adozione del PRIT, anche perché dobbiamo, come diceva giustamente l’interrogazione precedente, capire quali sono i potenziamenti da fare sulle linee esistenti.
Il tema, però, di spostare maggiori quote di traffico merci da Ravenna verso la linea adriatica, in particolare Villa Selva, è un tema reale, che va approfondito anche nelle osservazioni, anche quelle che dovessero giungere in modo tardivo, che stiamo valutando per il PRIT 2025. Ricordo che questa Regione nel 2007 trasportava 15 milioni di tonnellate di merci su ferro; oggi siamo a quasi 20 milioni di tonnellate di merci su ferro.
Il nostro obiettivo è quello di portare a 25 milioni le tonnellate di merci su ferro, in modo da alleggerire il traffico dei mezzi pesanti, in particolare dei camion.
Ritengo che sia importante affiancare all’analisi di valutazione di un’eventuale alternativa stradale anche, eventualmente coinvolgendo il Gruppo FS e il Ministero dei trasporti, un’analisi per quanto riguarda un tratto ferroviario o, comunque, di eventuali alternative, perché se l’obiettivo è quello di spostare merci su ferro bisogna anche che le infrastrutture siano adeguate a questo, e questo noi lo sosteniamo.
Per quanto riguarda il PRIT, che al momento è stato solo adottato, per questa legislatura ormai non si procederà, ma nella prossima legislatura sicuramente bisognerà arrivare a una sua approvazione, tenendo conto anche di queste nuove tematiche e di questi nuovi sviluppi. Grazie.
PRESIDENTE (Soncini): Siamo all’oggetto 9132: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa questioni e problematiche riguardanti la cessazione di gran parte delle attività rientranti nella rete del gioco legale sul territorio regionale. È a firma del consigliere Galli.
È sicuramente un’interrogazione con caratteristiche d’urgenza, visto che nasce da una scadenza immediata, che è quella del 31 dicembre prossimo venturo. Credo che in quest’aula nessuno sia in contrasto alla lotta alle ludopatie… Se i colleghi magari stessero zitti, potrei sentire meglio la mia voce. Dicevo, la lotta alla ludopatia è certamente uno degli obiettivi di chiunque è presente in quest’aula e di chiunque fa parte di un’Amministrazione pubblica, ma questo non toglie che a volte la fretta fa nascere i gattini ciechi (così si dice in tanta saggezza popolare).
Questa legge ha un punto debole, perché dà una scadenza temporale, ma dà una scadenza temporale, chiamiamola così, a macchia di leopardo. Perché a macchia di leopardo? Perché già nel momento in cui si deve trasferire una di queste sale giochi il problema è dove trasferirle. La distanza di 500 metri è evidente che nei centri delle nostre città è impossibile da poter gestire, perché nel raggio di 500 metri c’è certamente una chiesa, un istituto sportivo, un istituto scolastico, o un centro aggregazione, quindi queste sale giochi vanno spostate in periferia. Ma qui c’è un’altra controindicazione: bisogna trovare immobili che abbiano una destinazione urbanistica dedicata.
Le combinazioni quindi fanno sì che alla data del 31 dicembre prossimo venturo, oltre il 90 per cento delle sale giochi presenti nella nostra regione dovranno chiudere. Poco male, potrebbe dire qualcuno. Invece, il danno è grave: non solo per gli 8.000 lavoratori che perderanno il posto di lavoro; non solo per l’investimento notevole che gli imprenditori hanno dovuto sobbarcarsi negli anni, magari col cambio ripetuto delle macchine da gioco; ma soprattutto perché questa chiusura delle sale da gioco legali sposterà il gioco su altri circuiti, magari della città vicina, che non ha ottemperato, non avendo questa scadenza immediata, a questa regolamentazione; oppure, nella regione vicina, dove magari il gioco è ancora lecito; oppure, molto più probabilmente, ricorrerà al gioco illegale o al gioco su internet, col telefonino, con tutti quei sistemi che ben conosciamo. Mentre noi siamo convinti che le ludopatie vadano combattute con la presenza chiara e visibile dei luoghi dove si svolge il gioco, crediamo che spostare il gioco sui circuiti illegali, o sui circuiti telematici, comporterà molte gravi conseguenze, oltre a quelle che abbiamo detto prima, compreso un crollo dei proventi dalla tassazione per lo Stato.
Io credo che la lotta alle ludopatie si combatta solamente e principalmente con la chiarezza e con l’emersione del gioco. Spostare il gioco legale nel circuito illegale crediamo che sia la cosa peggiore che si possa fare. Personalmente, nel Comune di Modena ho combattuto per molto tempo contro le sale giochi aperte ad esempio dentro le polisportive o, comunque, in luoghi non a questo dedicati. Nel momento in cui il gioco è legale, il gioco è lecito e vanno tutelati non solo i lavoratori, ma i diritti di coloro che su queste sale giochi hanno fatto investimenti. Quindi, chiediamo all’Amministrazione cosa pensa su questo punto e se sia possibile equiparare la legislazione regionale a quella nazionale in divenire.
In risposta al consigliere Galli, occorre premettere innanzitutto che la ludopatia è un problema che non conosce remissione, anzi continua a diffondersi di anno in anno. Dati ufficiosi riportano che in Italia si è passati dall’1 per cento di pazienti patologici e dal 5 per cento di giocatori problematici sul totale della popolazione nel 2007-2008 al 7-10 per cento di pazienti patologici e al 10-18 per cento di giocatori problematici nel 2018.
Ciò detto, si conferma l’impegno della Giunta regionale a dare piena attuazione alla legge regionale n. 5/2013, come modificata con legge regionale 13 aprile 2017, n. 6, non sussistendo al momento, sulla base delle considerazioni soprariportate, condizioni sostenibili per poter prevedere sospensione nell’attuazione del provvedimento, ferma restando, naturalmente, la piena disponibilità della Giunta al dialogo e al confronto, nonché all’ascolto sui temi occupazionali.
PRESIDENTE (Soncini): Grazie, sottosegretario Manghi.
Prego, consigliere Galli, per la replica.
GALLI: Per fortuna che il sottosegretario non è un medico, altrimenti farsi curare dal sottosegretario che dice “siamo aperti al dialogo, ma intanto chiudono” mi farebbe venire in mente quel medico con il paziente morto che, poi, dice “guarderemo le cure ulteriori”.
La scadenza del 31 dicembre è prossima. Il dialogo con il morto non sarà un grande dialogo.
Avevo cominciato l’intervento dicendo che la fretta fa nascere i gattini ciechi, ma li fa nascere anche con poca volontà di trovare soluzioni, aggiungo dopo aver sentito la sua risposta.
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per eliminare i lunghi tempi di attesa per le visite medico-sportive per i minori, con particolare riferimento all’AUSL di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri
PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 9133: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le azioni da porre in essere per eliminare i lunghi tempi di attesa per le visite medico-sportive per i minori, con particolare riferimento all’ASL di Parma, a firma del consigliere Rainieri.
Ascolto l’intervento dell’assessore.
PRESIDENTE (Soncini): Prego, assessore.
Il servizio di Medicina dello Sport dell’azienda AUSL di Parma si articola in ambulatori dedicati presenti in ciascuno dei quattro distretti sanitari e fornisce circa 8.400 visite l’anno, grazie a 66 ore di attività ambulatoriale la settimana.
Analogamente alle altre aziende unità sanitarie locali, anche questo servizio è caratterizzato da una stagionalità, ovvero da un aumento di richieste di valutazione per l’idoneità sportiva agonistica nel periodo autunnale, quando riprende gran parte delle attività agonistiche. Il servizio di Medicina dello sport di Parma soffre della carenza di personale medico, nonostante l’Azienda USL abbia attivato diverse modalità di reclutamento, dai contratti libero-professionali all’indizione di una procedura concorsuale, attualmente in corso di espletamento, per l’assegnazione di un incarico a tempo determinato.
In attesa di risolvere la carenza di organico, l’azienda USL ha acquisito la disponibilità da parte dei medici in organico, a sopperire, seppur parzialmente, alla carenza, ed ha promosso contatti con le scuole di specializzazione in Medicina dello sport, per cercare di avvicinare al servizio aziendale medici neo-specialisti.
L’Azienda USL inoltre ha attivato una casella di posta elettronica dedicata per raccogliere e soddisfare eventuali specifiche necessità dei cittadini. Comunque, che quanto lamentato da parte del consigliere sia presente, è un dato di fatto. Ricordo precedenti interpellanze e anche precedenti osservazioni.
Questo Assessorato, pertanto, cercherà di supportare l’Azienda USL, al fine di definire una programmazione delle attività del Servizio di medicina dello sport maggiormente distribuita nell’arco dell’anno, per valutare ulteriori misure da attuare nei momenti di eventuale criticità, quali il convenzionamento con centri privati accreditati per erogare le prestazioni di cui si lamenta, la carenza e la sottovalutazione.
Assessore, io la ringrazio per la risposta e per quello che lei ha detto. Rimane il fatto che abbiamo molte famiglie che si devono rivolgere a degli studi privati per fare la visita sportiva perché ci sono dei termini che le società hanno e che con l’AUSL non si riesce ad adempire. Le chiedo quindi uno sforzo ulteriore, ed eventualmente capire se si può fare un accordo con gli ambulatori privati, perché il costo è sicuramente diverso rispetto a quello delle AUSL, quindi le famiglie dovrebbero sostenere un costo in più per stare dentro i tempi richiesti dalle società. Grazie.
PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 8997: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le azioni da porre in essere per garantire un’adeguata copertura degli organici delle sedi INPS della Romagna, con particolare riferimento al territorio cesenate, a firma della consigliera Montalti.
Le sedi INPS del territorio cesenate rischiano di subire un ridimensionamento legato alla diminuzione del personale. In particolare, il ridimensionamento che è stato evidenziato con un allarme lanciato da tutte le sigle sindacali e che ha preoccupato molto il territorio, è collegato a quelle che possono essere le aspettative di pensionamento nei prossimi due anni. Le uscite sono già state quattordici nel 2019 e sono quarantatré quelle ipotizzate tra il 2020 e il 2021. Sappiamo che la presenza delle sedi INPS è una presenza importante, perché l’erogazione dei servizi è fondamentale per le imprese, per i cittadini e per i lavoratori, e in particolare, oltre al tema di un turnover che deve essere garantito, ci è stato evidenziato un problema che riguarda i medici direttamente dipendenti dell’INPS. Infatti, ne è rimasto soltanto uno in provincia di Forlì-Cesena, che andrà in pensione a febbraio 2020, per cui un altro allarme che è stato lanciato è quello che riguarda proprio la presenza del medico all’interno delle strutture, che sappiamo essere fondamentale per tutta una serie di servizi erogati.
Sono, quindi, a richiedere un intervento, un interessamento della Giunta per quello che, ripeto, è un servizio fondamentale per il territorio, che deve avere delle sedi pienamente funzionanti e, quindi, con un turnover che deve essere garantito per evitare disagi.
In risposta alla consigliera Montalti, in merito alla sua richiesta di attivarci per il riadeguamento degli organici e il ripristino di una condizione di normalità nelle sedi INPS del territorio, scongiurando così notevoli disagi per lavoratori, cittadini e imprenditori del territorio, abbiamo interrogato in più fasi la Direzione regionale INPS, che ha risposto quanto segue: “In primo luogo, a fronte della diffusa e notoria sofferenza organica dell’Istituto, la Direzione ha assicurato che è impegnata ad attivare tutte le leve gestionali a disposizione, smentendo i dubbi sollevati in merito alla permanenza dell’INPS in alcuni comuni del territorio regionale, tra cui Savignano sul Rubicone e Cesena.
Per quanto riguarda in particolare il servizio sanitario, per continuare ad assicurare le prestazioni di pertinenza medico legale, ci informa, per la provincia di Forlì-Cesena, di aver stipulato, sulla base di graduatorie nazionale per titoli, cinque contratti di prestazione d’opera professionale con medici esterni e di aver attivato misure organizzative in sinergia con la sede di Forlì, al fine di garantire l’effettuazione delle visite mediche presso la più sofferente agenzia di Cesena, misure che sono oggetto di continuo monitoraggio, al fine di valutarne l’efficacia nel tempo.
Allo stesso fine, sono stati stipulati cinque contratti con medici esterni per la Provincia di Rimini e sei per la Provincia di Ravenna. Sono stato, inoltre, informato del fatto che la direzione regionale, ben consapevole della situazione complessiva, ha programmato l’imminente assunzione di personale medico-legale da distribuire sul territorio secondo le esigenze più stringenti.
Quanto, poi, al servizio ispettivo, con l’istituzione dell’Agenzia unica dell’ispettorato nazionale del lavoro, gli ispettori dell’INPS sono stati inseriti in un ruolo ad esaurimento delle dipendenze dell’Istituto con attività di servizio programmata dall’Ispettorato nazionale del lavoro. A seguito dell’entrata in vigore della cosiddetta “Quota 100”, il corpo ispettivo INPS che ha aderito nel 2019, e lo farà nei prossimi anni, fino a quando l’anticipo pensionistico sarà in vigore, non potrà essere sostituito con altro personale di medesima qualifica, proprio in forza della norma inserita nel decreto legislativo n. 149/2015.
In questo quadro normativo sono state adottate misure organizzative tali da compensare le carenze di personale nel settore, con interventi in sussidiarietà da parte di altre sedi provinciali della Regione, prassi peraltro adottata ‒ riferisce ancora la direzione ‒ a conforto anche di altre sedi che, di volta in volta, versano nelle stesse difficoltà.
Finisco. In particolare nel 2019, a partire dal 1° giugno, n. 8 ispettori di vigilanza e di altre sedi provinciali INPS della Regione hanno operato nel territorio di Forlì-Cesena. Anche nel 2020, compatibilmente con il personale ispettivo in servizio in Regione e il perdurare della norma in tema di ruolo ad esaurimento, in mancanza di modifiche legislative, saranno riproposte azioni di sussidiarietà operativa simili, anche a favore della sede di Forlì-Cesena.
In definitiva, al momento la direzione INPS ci informa che le difficoltà organiche sono fronteggiate e che non è prevedibile alcuna compromissione dei servizi essenziali resi dall’istituto sul territorio regionale. Grazie.
Consigliera Montalti, per la replica, prego.
Ringrazio la Giunta e l’assessore Bianchi per essersi prontamente attivati per cercare di tutelare un servizio fondamentale per il territorio. Chiedo che questa attenzione prosegua, in quanto anche nei prossimi anni si prevedono molti pensionamenti. Quindi, è importante continuare a tutelare una presenza diffusa delle sedi INPS a livello territoriale. Questo si può fare sia garantendo il ricambio e la sostituzione pronta del personale sia lavorando, per esempio, come evidenziano i nostri sindacati locali, su una telematizzazione delle pratiche, con un lavoro satellitare e una compartecipazione di altre sedi, in modo da poter garantire sempre una risposta ottimale a quelli che sono i bisogni dei lavoratori, dei cittadini e delle imprese del territorio.
È così conclusa la parte delle interrogazioni a risposta immediata.
PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora alla relazione della Commissione speciale d’inchiesta. È pervenuta una richiesta di rinvio degli oggetti abbinati numeri 9121, 8822, 8790, ai sensi dell’articolo 74 del Regolamento, a firma del consigliere Galli.
Nomino scrutatori i consiglieri Cardinali, Sensoli e Benati.
Chiedo l’intervento uno a favore e uno contro sulla richiesta di rinvio degli oggetti abbinati alla relazione.
Se non ci sono interventi a favore o contro mettiamo in votazione la richiesta di rinvio.
PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo quindi alla discussione sugli oggetti 9121: Relazione finale all’Assemblea legislativa della Commissione speciale d’inchiesta circa il sistema di tutela dei minori della Regione Emilia-Romagna (articolo 60 regolamento interno), alla quale sono stati abbinati: la risoluzione 8822, a firma del consigliere Sassi, la 8790, a firma dei consiglieri Facci, Callori, Tagliaferri, e la 9137, che è stata presentata da poco, a firma dei consiglieri Bargi, Delmonte, Rancan, Pompignoli, Ranieri, Marchetti Daniele, Pettazzoni e Liverani.
Siamo nella fase della discussione generale.
Il relatore è il consigliere Boschini, che ha venti minuti. Prego.
BOSCHINI, relatore: Grazie, presidente, colleghi.
II 27 luglio ultimo scorso, meno di quattro mesi fa, veniva istituita la Commissione assembleare speciale d’inchiesta circa il sistema di tutela dei minori della Regione Emilia-Romagna. Approvata all’unanimità dall’Assemblea, aveva al centro il tema della tutela dei minori, in particolare degli affidi in ambito regionale.
Il mandato quindi era chiaro: quello che riguarda l’approfondimento sui servizi regionali nel loro complesso, sulle loro caratteristiche, sul loro miglioramento, anche sul caso specifico della Val d’Enza, ma non solo su quello. Realizzare questo mandato in poco tempo non era semplice, non è stato semplice, anche farlo con uno strumento, quello della Commissione d’inchiesta, che era inutilizzato in questa Assemblea dal 1987, quindi tutto da costruire anche dal punto di vista dei metodi all’interno di questo Regolamento, il tutto in un clima di confronto politico rovente, anche spigoloso, con un’attenzione dell’opinione pubblica giustamente elevatissima, visto che parliamo del bene più prezioso di una società, i bambini, la loro salute e la loro crescita in contesti sani ed educativi. Naturalmente questo clima non poteva e non è rimasto fuori dal lavoro dell’Assemblea, ma oggi non tocca a me dire se abbiamo lavorato bene o male, quello che devo fare è rendicontare in maniera doverosa il lavoro svolto.
Ci sono stati problemi e polemiche, soprattutto all’inizio, sulla costituzione dell’Ufficio di Presidenza. Abbiamo cercato di ovviare allargando il più possibile anche ai Capigruppo delle minoranze le attività dell’Ufficio di Presidenza. In questa occasione approfitto anche per ringraziare i due vicepresidenti Taruffi e Sensoli per il contributo costante.
Se posso permettermi, all’Assemblea rivolgo questa considerazione: sarebbe forse utile per il futuro che il Regolamento non assimilasse l’Ufficio di Presidenza di una Commissione speciale d’inchiesta a quello di una normale Commissione, in modo da pensare modalità di garanzie più ampie. Ma veniamo, dunque, al rendiconto del lavoro svolto.
Insediati il 2 agosto 2019, abbiamo fatto venticinque sedute, quarantacinque audizioni, settanta persone ascoltate, in rappresentanza di Enti pubblici, Aziende pubbliche, Magistratura, Autorità garanti, Ordini professionali, assistenti sociali, educatori, avvocati, pediatri, associazioni, volontariato, privato sociale, famiglie, coordinamenti e gruppi anche non formalizzati. Complessivamente sono state ottanta ore di attività d’aula. Potremmo dire così: abbiamo fatto in due mesi il lavoro che fa normalmente una Commissione in un anno.
Tutto questo è stato possibile – lo dico fin da subito – grazie al lavoro di uno staff, che ha sicuramente lavorato al di là dei propri doveri d’ufficio e che mi sento davvero di ringraziare profondamente perché, se oggi presentiamo questa relazione, è anche grazie al loro impegno e al loro sacrificio particolare.
Abbiamo audito tutti, tutte le persone che sono state proposte da maggioranza e minoranza. Questa era la linea condivisa all’inizio del percorso. Sicuramente questa scelta ha influito sul lavoro, perché abbiamo dedicato tanto tempo alle audizioni, a volte abbiamo anche ascoltato voci tra loro simili, ma credo che anche questo sia stato utile perché, a volte, i temi ritornavano e ci confermavano la loro importanza e la loro centralità. Nessuna voce è stata eliminata dal dibattito. L’apertura è stata sempre massima su ogni tema e su ogni domanda. Spero che venga dato atto alla Presidenza della Commissione che si è lavorato senza censure di sorta.
Vengo, però, al merito, non soltanto al metodo di lavoro. In questi venti minuti non posso neanche lontanamente tentare una sintesi delle 245 pagine della relazione finale. Rimando, quindi, davvero chiunque ‒ dentro e fuori da quest’aula ‒ abbia voglia di trovare una parola, credo, approfondita, documentata, non frettolosa sui minori, sui servizi in questa regione, di andarsi a leggere quella relazione, anche per capire meglio i fatti della Val d’Enza. Naturalmente, in quelle pagine non troverà un giudizio finale sui reati, cioè sui fatti e sui comportamenti individuali, perché questo è un giudizio che spetta esclusivamente alla magistratura. Lo abbiamo sempre detto. Non potrebbe che essere così. Non abbiamo, come Commissione, i poteri dell’articolo 82 della Costituzione. Non abbiamo poteri di indagine pari a quelli della magistratura, di una Commissione parlamentare.
L’auspicio ‒ lo ripetiamo qui in maniera forte ‒ è che la magistratura compia il suo dovere rapidamente, efficacemente, assicurando le pene più severe e rigorose se si accerteranno odiosi reati compiuti contro l’interesse dei minori e le loro famiglie, oltre che contro l’interesse pubblico e la Pubblica amministrazione, io ritengo, ivi compresa la Regione Emilia-Romagna. Questo, contrariamente a quanto ha sostenuto qualcuno, non fa della nostra Commissione solo una Commissione di studio. Un giudizio sui servizi locali c’è, approfondito e di merito, ha toccato tutti gli aspetti (quello normativo, quello del funzionamento dei servizi in generale sulla Val d’Enza) e ha raccolto anche una massa di dati imponente, ha riunificato tante fonti. Certo, dati non sempre coerenti, ma questo è uno dei leitmotiv che ci hanno accompagnato nella Commissione, sapendo che l’esigenza di un Osservatorio unitario nazionale, proprio per conoscere meglio i fenomeni, è imprescindibile.
In ogni caso, è una massa di informazioni, quella contenuta nella relazione, che io penso ci porti molto più avanti nella conoscenza di questi fenomeni rispetto a dove eravamo ad agosto, quando abbiamo iniziato. Su questa massa di informazioni credo che ogni partito potrà costruire un proprio giudizio politico. La Commissione serve anche a questo, a fornire la base per un giudizio politico argomentato. Ogni cittadino, a questo punto, ne potrà valutare la fondatezza. In questo ritengo che la Commissione abbia svolto, anche per il futuro, una essenziale funzione di servizio alla qualità del dibattito sui minori e, quindi, in ultima istanza, alla democrazia.
Ripercorro il mandato che ci era stato affidato, con la delibera n. 215, dall’Assemblea per illustrare, in risposta a quei temi, che cosa abbiamo potuto appurare attraverso la nostra inchiesta.
Primo tema, lo leggo testualmente: servizi sociali anche appaltati a soggetti esterni. Qui la risposta della Commissione è molto chiara e lineare, perché ci è stato detto, anche da autorevoli fonti, che mai e in nessun luogo nella regione sono state appaltate a privati le funzioni proprie del servizio sociale. In particolare, non è mai stata appaltata, ci è stato detto da fonti autorevoli, la valutazione dei casi dei minori e non è mai stata appaltata, quindi, la funzione che porta alla segnalazione alla magistratura.
Dove intervengono i privati? Intervengono naturalmente a valle del decreto de potestate che emette il Tribunale dei minori, quindi soprattutto per le attività di accoglienza. Stiamo parlando delle comunità e delle strutture su cui agisce, come abbiamo esplorato in profondità, la delibera regionale n. 1904 del 2011, che ne regola i meccanismi di funzionamento. Complessivamente non è apparso con particolari criticità: ci è stato segnalato un caso dal collega Galli, oggetto anche di una risoluzione, di un’interrogazione, ma nel complesso il sistema, che abbiamo anche incontrato a più riprese, è parso contenere anche parecchi elementi virtuosi e parecchie esperienze di grande interesse.
Ci è stato segnalato, potrebbe essere importante per il futuro, pensare a una forma di accreditamento specifico per le comunità e le strutture, soprattutto per rendere più chiare e definite le procedure di affidamento dei servizi che oggi sono totalmente in mano all’autonomia dei Comuni.
Nel complesso, le Linee di indirizzo regionale più volte sono state indicate come idonee, di qualità, addirittura, in molto casi, ci è stato detto, anche esemplari, ma il tema è quello di farle applicare e rispettare pienamente. Qui si colloca anche il dibattito approfondito che abbiamo fatto sui temi dei secondi livelli, cioè di un’istanza di revisione, non un controllo sui professionisti, naturalmente, perché non potrebbe essere così, ma una supervisione, specie per i casi più complessi, già prevista dalla legge regionale n. 14 fin dal 2008, affidata alla promozione, termine che c’è nella legge, che è sicuramente lasco, di ogni CTSS.
Qui la Commissione pone la raccomandazione all’Assemblea di voler valutare, non possiamo impegnare noi l’opinione dell’Assemblea, una revisione della legge, perché ne sia più chiara e stringente l’attuazione, a differenza di quanto avvenuto in vari territori e anche in Val d’Enza. Fatemi anche dire che su questo tema dei servizi per l’accoglienza è davvero doveroso anche un ricordo alle famiglie affidatarie. Ne abbiamo incontrate tante e credo ci abbiano trasmesso – penso che anche su questo ci sia un parere unanime della Commissione – un alto valore etico di impegno per l’accoglienza dei minori, spesso anche a costo di gravi sacrifici personali.
Un secondo tema che ci era stato proposto è l’esternalizzazione dei servizi, in particolare il tema dei controlli sulle consulenze affidate a psicologi e pedagogisti. Qui è chiaro che c’è il tema di fondo anche della Val d’Enza. Abbiamo potuto riscontrare il fatto che molto spesso questo avviene quando non ci sono organici pubblici adeguati nelle neuropsichiatrie infantili oppure, ed è appunto il caso della Val d’Enza, quando la storia terapeutica del minore o la specificità dei casi trattati porta il servizio locale a ritenere di avere bisogno di una competenza diversa da quella della neuropsichiatria infantile.
Credo che su questo tutte le figure che abbiamo ascoltato e anche il dibattito della Commissione arrivi a un punto, mi auguro anche questo condiviso, e cioè che è necessario per il futuro sviluppare le competenze pubbliche, utilizzarle quanto più possibile in via esclusiva. Questa è un’indicazione chiara che tanti soggetti ci hanno fornito e che la Commissione fa propria.
Per quanto attiene ad altri due temi affidateci dal mandato dell’Assemblea, ossia quello dei metodi seguiti negli affidi dei minori nella presa in carico delle famiglie e il tema dell’operatività degli assistenti sociali e il loro rapporto con l’Amministrazione e la giustizia minorile, sicuramente sono stati i due temi più discussi e più approfonditi. In poche parole, come agiscono i servizi, con quale azione di prevenzione, come arrivano le segnalazioni dai servizi al tribunale dei minori, che autonomia mantiene l’autorità giudiziaria minorile rispetto a queste segnalazioni, che protocolli scientifici si adottano nell’ascoltare i minori. Ecco, su questo credo che il dibattito sia stato veramente centrale e approfondito.
Il quadro normativo che regola questo processo è sicuramente migliorabile. In particolare, ce l’ha segnalato persino l’Autorità giudiziaria nei giorni scorsi con riferimento alle procedure di urgenza, quindi al cosiddetto ormai famoso articolo 403 e articolo 336, comma 3, del Codice civile. È evidente che procedure di urgenza servono, e questo è stato più volte rappresentato alla Commissione d’inchiesta, ma insieme a più chiare garanzie costituzionali per il contraddittorio con la famiglia. Un intervento normativo nazionale su questo, purché attento e non emotivo, appare opportuno dai lavori della Commissione.
Quinto tema: la competenza degli operatori sociali. Qui sono emerse alcune criticità non sulla qualità intrinseca dell’operatore sociale, ma sul percorso formativo, in particolare sapendo che il loro percorso è regolato in base alle leggi dall’università, che l’ordine professionale offre tanti percorsi formativi, che ne offre anche la Regione. Ci è stato, però, rappresentato come negli ultimi anni la crisi della finanza pubblica locale abbia portato in alcuni casi a un forte turnover, alla presenza di giovani meno esperti, alla necessità di avere più esperti giuridici per i servizi e anche più competenze giuridiche diffuse tra gli operatori. Anche questo, quindi, è un tema che affidiamo alla riflessione dell’Assemblea e della Giunta.
In ogni caso, ci tengo, perché credo sia stato anche questo un tema condiviso, a far pervenire agli operatori dei servizi la considerazione per il lavoro che svolgono quotidianamente, la solidarietà, in particolare, per coloro che hanno ricevuto in questi mesi minacce o altre forme di intimidazione, in particolare per quei 2.500 assistenti sociali che hanno subìto questo a fronte di solo sette che sono raggiunti da avvisi di garanzia e non ancora ‒ come sappiamo ‒ da condanne.
Il sesto tema consegnatoci è quello dei fondi che la Regione eroga sul tema dei servizi per i minori. È un tema più complesso. Forse siamo riusciti meno di altri ad approfondirlo, ma c’è un motivo. È emerso che la Regione non effettua finanziamenti diretti ai servizi per i minori, che ‒ non lo ricorderemo mai abbastanza ‒ sono di esclusiva ultima responsabilità dei Comuni. La Regione, soprattutto attraverso il Fondo sociale regionale, trasferisce ai Comuni risorse che entrano nei bilanci comunali e sostengono, in generale, la funzionalità dei servizi stessi. In questo senso, non vi era la possibilità, attraverso il bilancio regionale, di andare a vedere puntualmente come ogni Comune aveva utilizzato quelle risorse sul singolo caso, sul singolo progetto. Per questo abbiamo formulato la raccomandazione che in futuro il Fondo sociale sia messo maggiormente in rapporto all’attuazione delle linee di indirizzo regionali. Abbiamo illustrato come la Regione finanzia il progetto PIPPI. In generale, il tema della prevenzione, legato a questo progetto, è sicuramente la direzione fondamentale che la Commissione ha fatto propria e che ritiene vada incentivata anche dal punto di vista finanziario.
Abbiamo, poi, ricostruito ‒ senza remore, ritengo ‒ anche i rapporti economici intervenuti tra l’Assessorato alla cultura, l’Assessorato alle pari opportunità e il finanziamento che sono andati ad associazioni socioculturali che hanno operato sui temi dei minori in Val d’Enza.
Da ultimo abbiamo toccato anche il tema del Garante regionale per l’infanzia, allargato al tema della Fondazione regionale per le vittime dei reati.
Questo, in breve – naturalmente è molto più complesso di così, rimando alla relazione – il lavoro che abbiamo svolto in risposta ai temi che ci aveva posto l’Assemblea. Nella relazione troverete quattro corposi paragrafi dedicati a quattro temi cardine, in parte anche quelli già toccati: la supervisione dei servizi, l’organizzazione e la formazione del personale, i rapporti tra pubblico e privato, e il centralissimo tema della prevenzione. Quindi, quattro zoom su temi essenziali, perché il futuro dei servizi regionali sia un futuro di piena garanzia per tutti.
Ci sono poi quindici pagine interamente dedicate ad un’attenta valutazione sul caso della Val d’Enza, sotto il profilo che ci è proprio, cioè non quello penale, ma quello amministrativo. Non ci siamo sottratti. Abbiamo analizzato oltre venti atti fra delibere e determine, con molte testimonianze. Abbiamo approfondito il percorso amministrativo che ha portato alla nascita del centro La Cura e all’attività svolta in esso dalla ONLUS Hansel e Gretel.
Che cosa emerge? Emerge che l’Unione della Val d’Enza ha operato senz’altro per creare un centro di rilievo distrettuale, La Cura, al cui interno si è avvalso della collaborazione dell’ONLUS Hansel e Gretel, che operava in rete, anche erogando servizi per varie tipologie di soggetti, pubblici o privati; che presso questo centro distrettuale si erano programmate in primo luogo attività di formazione e di supervisione verso gli operatori, ma poi, secondo varie tabelle del contratto di servizio dell’ASP locale e del piano di zona si sono anche allargate ad attività di psicoterapia per i minori, specificamente per le vittime di abusi e maltrattamenti.
Il centro è chiaramente distinto da un gruppo di riferimento di secondo livello, quindi non ha svolto l’attività di secondo livello, che invece era attivata a livello distrettuale, quindi non in pieno allineamento con le previsioni della legge regionale n. 14/2008. Dagli atti dell’Unione appare, nei suoi diversi aspetti, come l’operatività del centro La Cura sia stata attivata con atti e tempistiche a dir poco serrati. Questo probabilmente va messo in connessione all’urgenza di dare risposte a problematiche (ricordiamo gli episodi di prostituzione minorile avvenuti in quel territorio) manifestate in diversi convegni, organizzati sul territorio, anche con autorevoli partecipazioni regionali.
La Commissione ha potuto riscontrare dagli atti analizzati una scelta di autonomia organizzativa e progettuale, legalmente per noi non comprimibile, effettuata nel distretto nel periodo compreso tra il 2016 e il 2018, preferendo competenze esterne a quelle eventualmente attivabile attraverso l’ASL per le attività di terapia psicologica.
Non ci sono, invece, evidenze, anzi vi sono testimonianze avverse al fatto che l’attività di soggetti esterni si sia mai sostituita alle équipe territoriali integrate nella valutazione formale dei casi da segnalare all’Autorità giudiziaria, Autorità giudiziaria che ci ha confermato che non si registrò un aumento esponenziale dei casi. I dati che forniamo ci dicono di vari aumenti in quel territorio, ma non così clamorosi come qualcuno ha avvalorato pubblicamente in questi periodi, in modo forse frettoloso, e che in ogni caso tutte le pratiche furono valutate dall’Autorità giudiziaria, per cui nessuno dei sei minori su cui verte l’inchiesta, quattro dei quali già rientrati nelle loro famiglie fin dal 2018, fu allontanato dai servizi con il famoso 403, ma sempre e solo a seguito di un vaglio dell’Autorità giudiziaria, del Tribunale minorile, che ha in media trasformato il 15 per cento delle segnalazioni di pregiudizio fatte dai servizi – non richieste di affidamento, ma segnalazioni di pregiudizio – in provvedimenti di allontanamento per quanto attiene alla Val d’Enza.
PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Boschini, lei avrebbe finito il tempo, però, se mi dice quanto tempo le serve ancora, glielo lascio.
BOSCHINI: Due minuti, presidente.
BOSCHINI: In tutto questo, il ruolo della Regione si è svolto all’interno di un quadro normativo e organizzativo complesso, che in ogni caso riconduce sempre all’Autorità giudiziaria il controllo ultimo sui singoli casi di limitazione delle responsabilità genitoriali. Per questo, abbiamo auspicato una revisione della norma regionale che chiarisca il ruolo della Regione in rapporto all’autonomia organizzativa e statutaria degli Enti locali e delle CTSS in particolare per la promozione dei secondi livelli.
Non posso entrare nel merito delle ventiquattro raccomandazioni, per cui rimando a quella parte finale del dispositivo della relazione per chiunque voglia trovare in estrema sintesi il lavoro ultimo di questa Commissione.
Il quadro finale che esce è quello di servizi comunali per la tutela dei minori complessivamente ben organizzati sul territorio, come ci è stato autorevolmente riconosciuto nei giorni scorsi anche dal presidente del Tribunale dei minori di Bologna, servizi che operano in un quadro di crescente fragilità delle famiglie, di crescente povertà educativa, di bisogni crescenti, con risorse non sempre sufficienti e in un quadro normativo complesso e migliorabile, con una pluralità di soggetti coinvolti, pubblici e privati.
Non c’è dubbio che dall’inchiesta emerge che serve un passo avanti, anche da parte della Regione, per migliorare il coordinamento di questa complessità. Le nostre raccomandazioni finali indicano la strada per questo passo in avanti, per migliorare i binari lungo i quali si svolgono i servizi, in modo da rendere più difficile la possibilità che qualcuno deragli da quei binari.
Chiudo, presidente, su questo. Nella nostra relazione c’è una sola evidente mancanza. Manca una voce, forse la più difficile da raccogliere, ma sarebbe stata anche la più importante: la voce dei minori. Dobbiamo ricordare che tutto quello che abbiamo fatto in questi mesi, la fatica, le battaglie, le arrabbiature, le letture notturne lo abbiamo fatto solo per loro, per i minori, per essere sicuri che nemmeno uno di loro venga allontanato ingiustamente dalla sua famiglia, ma, al tempo stesso, come ci è stato più volte autorevolmente ricordato, che nemmeno uno di loro venga lasciato solo all’interno di una famiglia che non riesce a farsi carico della sua piena tutela e della sua educazione. Sono certo che per loro, per i bambini, avendo loro davanti ai nostri occhi, solo loro, svilupperemo il dibattito odierno e quello futuro sul tema dei minori. Grazie. (Relazione integrale pubblicata in allegato)
Il relatore Boschini ha fatto la sua relazione.
Siamo in discussione generale congiunta sulle varie risoluzioni.
Vi comunico che sono state aggiunte due risoluzioni: la 9137, a firma dei consiglieri Bargi, Delmonte, Rancan, Pompignoli, Rainieri, Marchetti Daniele, Pettazzoni e Liverani, e la 9140, a firma dei consiglieri Sensoli e Bertani, che sta per essere distribuita ai colleghi.
Se volete, sospendo l’aula.
Consigliera Sensoli, me lo deve chiedere lei? Prego.
Chiedo di poter sospendere, se nessuno è iscritto in discussione generale, per dare l’opportunità ai consiglieri di leggere la nostra risoluzione.
PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Gibertoni, in discussione generale?
Sospendo l’aula dieci minuti, così avete modo di prendere visione anche di questa risoluzione. Se vuole intervenire anche in quella, ne ha la possibilità.
Dieci minuti. Alle ore 11.30 riprenderemo.
(La seduta, sospesa alle ore 11,20, è ripresa alle ore 11,36)
PRESIDENTE (Rainieri): È convocata immediatamente una Conferenza dei Capigruppo per la questione organizzativa. Poi vi spiego in sala. Chiedo ai Capigruppo di venire in sala Capigruppo (sala A). Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 11,37, è ripresa alle ore 12,15)
PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo i lavori con la discussione generale sugli oggetti di cui avevo dato informazione prima, a cui si sono aggiunti il 9140, a firma Sensoli, Bertani, Piccinini (in distribuzione); il 9142, a firma Tagliaferri, Galli, Callori, Bargi, Facci (in distribuzione), il 9143, a prima firma Calvano, e altri (Taruffi, Prodi, Caliandro, Mori, Marchetti Francesca, Ravaioli, Montini, Zoffoli, Iotti, Campedelli, Mumolo, Sabatini, Soncini e Poli).
Siamo in discussione generale. Consigliere Sassi, prego.
Io intanto penso sia chiaro a tutti che questa relazione sia ovviamente la risultanza di un lavoro certamente intenso, fatto in una Commissione d’inchiesta regionale, che però non risolve nulla, al momento, dal punto di vista delle possibilità di incidere sul sistema di tutela minori a livello regionale, per la competenza riguardante la Regione, ma sta nelle cose per il fatto che purtroppo i tempi ci costringono a non poter fare attività di merito.
Certamente si consegna alla prossima legislatura questo impegno. Un impegno che credo sia non solo giusto portare avanti, anche per la prossima legislatura, ma addirittura prioritario, cioè, non può rimanere, questa relazione, nel cassetto, dei prossimi legislatori, per poter essere poi magari lavorato, discusso, sul quale fare proposte normative regionali quando c’è tempo. È una cosa che bisogna fare come massima priorità, anche nel rispetto di tutto il lavoro fatto da questa legislatura e nel rispetto di tutte le persone coinvolte nelle tantissime audizioni, che sono venute e hanno dato la loro disponibilità a relazionarci la loro esperienza e la loro visione di questa situazione.
È ovvio che questo tipo di lavoro e questa relazione non si rifanno solo all’ambito regionale. È evidente che il sistema di tutela dei minori a livello regionale, ma potrei dire a livello nazionale, perché la situazione in altre regioni non credo che sia tanto difforme dal punto di vista normativo, richiede un intervento, a mio avviso, anche dal livello nazionale, perché ci sono ambiti in cui la Regione non può mettere mano, perché non sono di sua competenza. Quindi, credo che vada assolutamente realizzato un focus proprio per il livello nazionale, facendo proposte concrete e precise su normative precise, ovviamente non nel dettaglio, perché non sta alla Regione andare a definire i dettagli su norme nazionali, ma certamente la Regione Emilia-Romagna, dove tutto questo, ahimè, è avvenuto e dove vive questa inchiesta da cui è partito tutto, deve dare un assoluto segnale di volontà nel volere realizzare quegli atti che permettano una corretta gestione della tutela dei minori a tutti i livelli, quindi riverberando anche su altre Regioni soluzioni che, ad oggi, magari non sono state evidenziate, perché in altre Regioni la Commissione d’inchiesta non c’è stata.
Non credo che sia solo una questione dell’Emilia-Romagna stante quello che abbiamo ascoltato in Commissione durante le audizioni, quindi ritengo opportuno che si faccia anche questo tipo di lavoro, sempre ovviamente nella prossima legislatura. Io mi premurerò di ricordarlo ai consiglieri della prossima legislatura mandando loro un promemoria, un memo da questo punto di vista, perché probabilmente io non sarò più presente nella prossima legislatura. Quindi, vedremo quello che si potrà fare da normale cittadino.
Entro nel merito delle risoluzioni. Io ho depositato una risoluzione che, sostanzialmente, chiede di stabilizzare e potenziare il personale addetto alla tutela dei minori, perché ad oggi situazioni di precariato o situazioni di scarso personale non permettono di seguire in modo opportuno e adeguato, viste anche le notevoli richieste arrivate, anche prendendo come spunto quella della Val D’Enza. Diverse pratiche sono arrivate al Tribunale per i minori. Per entrare in una sfera personale così delicata credo serva personale non solo preparato, ma certamente nel numero corretto per riuscire a farlo. Ad oggi la situazione di precariato non permette nemmeno di arrivare a questi collaboratori dei servizi sociali e di dare loro il coraggio di denunciare cose che non vanno perché, magari, hanno timore di perdere l’incarico o che l’incarico non venga loro rinnovato.
È importante che ci sia non solo una stabilizzazione, ma anche un ampliamento per quanto possibile, anche andando a batter cassa a livello nazionale, se serve, se vediamo che nel bilancio non riusciamo a ritrovare le risorse. Non deve essere la parte economica a fermarci in questo. Dobbiamo andare a batter cassa dove serve. Questo è un po’ lo spirito della mia risoluzione.
Sulla risoluzione di Fratelli d’Italia, penso sia condivisibile che la Regione si ponga come parte lesa di questa vicenda. Credo, almeno dalle dichiarazioni fatte dal presidente Bonaccini, che questo sia già stato raggiunto. Se non lo fosse, certamente, anche a mio avviso, andrebbe fatto a tutela dell’onorabilità della Regione e degli apparati legati alla tutela dei minori.
Assolutamente condivisibili le istanze che portano, come proposta, la risoluzione del Movimento 5 Stelle, perché sono molto puntuali, molto precise e vanno nel merito di situazioni che abbiamo, ovviamente, audito all’interno del percorso della Commissione d’inchiesta. Personalmente non ritengo ricevibile quella della Lega. Nel dispositivo si dà già per scontato che ci sia una forma mentis per cui sono tutti pronti a trovare chissà quali nefandezze in ogni luogo. Credo, invece, che la maggior parte ‒ parlo per presunzione, anche perché non sono indagati ‒ degli addetti ai servizi sociali siano persone che lo fanno o cercano di farlo nel miglior modo possibile. Parto da questa presunzione perché in parte li conosco e in parte so che non si occupano solo dei minori, ma si occupano anche di anziani, di disabili, di adulti.
Il focus noi lo abbiamo sui minori, ma qui percepisco già una sorta di decisione di condanna del fatto che ci sia un pregiudizio da parte di tutti coloro che operano nei servizi sociali. Dal mio punto di vista quindi questa risoluzione è assolutamente irricevibile.
Chiudo. Speravo ci fosse anche il presidente, ma capisco che abbia degli impegni, lo ha detto poco fa, non tanto perché sia il presidente della Regione Emilia-Romagna, ma perché ha le deleghe al welfare. quindi era importante che ci ascoltasse nella discussione generale. Spero che colga la mia la mia sollecitazione, il mio consiglio, di portare con la massima priorità il prosieguo dei lavori che partono da questa relazione anche per la prossima legislatura. Se non sarà lui a doverlo fare, perché magari non sarà presidente della Regione Emilia-Romagna, lo chiederemo al candidato della Lega, Matteo Salvini. Grazie.
PRESIDENTE (Rainieri): Volevo informarla che il candidato della Lega non è Matteo Salvini ma è un altro. Comunque, grazie per il suo intervento.
Io volevo iniziare ringraziando innanzitutto tutti i consiglieri che hanno partecipato a questa Commissione d’inchiesta. Sono stati due mesi molto intensi, non solo dal punto di vista del monte- ore che ha impegnato tutti noi, ma anche e soprattutto per l’impegno, sia dal punto di vista ovviamente del lavoro, ma anche dal punto di vista emotivo.
Abbiamo ascoltato tutto il mondo che ruota o può ruotare intorno alla tutela dei minori. Secondo me è molto importante, e ringrazio anche il presidente Boschini per aver avuto un approccio di apertura e trasparente rispetto all’impostazione dei lavori della Commissione. Questo ovviamente a prescindere dalle singole posizioni personali, o comunque dalle singole posizioni delle varie forze politiche che sono intervenute. Ringrazio anche per la serietà con cui la maggior parte dei consiglieri sono intervenuti durante le audizioni e le discussioni, perché credo che questo sia innanzitutto un prerequisito con cui affrontare un argomento così delicato. Così delicato perché riguarda le famiglie, perché riguarda i bambini, perché riguarda un’inchiesta che è ancora in corso, e quindi nessuno di noi si può permettere di emettere sentenze prima che lo faccia il Tribunale.
A maggior ragione quindi l’argomento è stato ed è tuttora molto delicato. I punti cruciali del sistema della tutela minori, perché parliamo molto di affidi, ma in realtà si parla del sistema della tutela dei minori, è molto articolato, coinvolge diversi attori: i servizi sociali, le ASL, il Tribunale dei minori, il livello nazionale, perché comunque il Governo e il legislatore nazionale hanno un ruolo, e ovviamente tutti questi attori hanno influenza sulle famiglie della nostra regione.
Abbiamo voluto, nella nostra risoluzione, elencare quello che è emerso rispettivamente alle criticità oggettive che ha mostrato il sistema e che sono state elencate nel corso dei lavori. Potremmo parlare della mancanza di un quadro normativo aggiornato, così come della mancanza di un sistema organico di raccolta dei dati che ci dia un quadro completo, esaustivo e non interpretabile di quella che è la situazione degli affidi nella nostra regione e, più in generale, della tutela dei minori. Potremmo parlare della mancanza delle risorse, così come, ad esempio, della scarsità del personale pubblico e l’eventuale mancato controllo o insufficiente controllo del sistema sia nell’ambito pubblico che nell’ambito privato. Io sono d’accordo con chi, in questi mesi, ha sostenuto che assolutamente il servizio pubblico debba essere rafforzato, ma ho anche ricordato che purtroppo tra gli indagati ci sono anche dei dipendenti del servizio pubblico. Quindi, sicuramente il sistema di coordinamento e di controllo va rafforzato, come, ad esempio, ha indicato l’ex garante dell’infanzia dottor Fadiga, il quale ringrazio per l’audizione che è venuto a svolgere, il quale ha sottolineato come una frammentarietà del sistema può sicuramente agevolare delle lacune e può eventualmente aiutare chi, all’interno del sistema, ha interessi che non sono quelli dei nostri bambini innanzitutto e delle loro famiglie.
A tal proposito, mi vorrei soffermare su un concetto che, secondo noi, è fondamentale e che stiamo esponendo ovunque ci venga richiesto. Io credo che razionalmente possiamo intervenire a livello legislativo e a livello organizzativo, le Istituzioni ovviamente devono fare questo, ma questo lo devono fare attraverso una visione che deve mantenere l’assistente sociale al centro del dibattito e soprattutto deve mantenere l’assistente sociale come una forma di aiuto alle famiglie. Questo purtroppo si è perso. Lo scandalo che ha coinvolto la Val d’Enza ha fatto perdere questa visione e ha creato un clima di estrema sfiducia, anche motivata, altrimenti non ci sarebbe un’inchiesta in corso, verso tutto il sistema dei servizi sociali e verso tutti gli assistenti sociali, anche verso coloro che lavorano bene e con dedizione.
Non condividiamo, o quantomeno riteniamo inopportuno, il paragone che è stato fatto, degli assistenti sociali, come una sorta di polizia giudiziaria al servizio del Tribunale dei minori. Secondo noi questo messaggio può aggravare questo clima di sfiducia. È naturale che i servizi sociali debbano assolutamente collaborare con il Tribunale dei minori, perché chiaramente le relazioni che finiscono sul Tribunale sono stilate dai servizi sociali, ma questo ha aperto secondo noi una delle lacune più grandi, cioè la mancanza di contraddittorio che spesso avviene quando si tratta di allontanamento di minori, e soprattutto questo tipo di comunicazione rischia di inficiare ancora di più il rapporto di fiducia tra sistema dei servizi sociali e cittadini. Questa cosa non deve assolutamente succedere, non si deve ripetere. La sfida fondamentale che deve affrontare secondo noi chi verrà dopo di noi, visto che questa è l’ultima seduta ordinaria di questa legislatura, sarà trovare legislativamente, e anche operativamente, attraverso delibere e attraverso atti di indirizzo, il giusto compromesso tra la tutela del minore, e quindi il principio di precauzione, cioè non rischiare che un minore lasciato lì subisca delle violenze quando c’è un sospetto di abuso, di maltrattamento; e però, eliminare anche quel principio di colpevolezza con cui pare si sia agito in Emilia-Romagna. Quello che è stato lamentato da molti, dalle famiglie, dagli avvocati difensori, da una parte anche del mondo della psicoterapia – cito il professore Valgimigli, che parla di una sorta di “abusologia” che si è creata negli anni, cioè il voler cercare a tutti i costi l’abuso o il maltrattamento –, è una presunzione di colpevolezza, nei confronti dei genitori, che va eliminata, anche e soprattutto per ristabilire il rapporto di fiducia necessario e indispensabile tra servizio sociale, servizi pubblici e cittadini.
Io concordo con chi mi ha preceduto negli interventi che il tempo è stato poco. Abbiamo messo tutti quanti il massimo impegno, ma è comunque stato poco. Io mi auguro che nella prossima legislatura si riprenderà in mano l’argomento, per poi mettere in pratica quelle raccomandazioni che vengono dalle varie forze politiche, con varie sfaccettature, sottolineando un aspetto piuttosto che un altro, ma apprezzo comunque che da parte di tutte le forze politiche sia arrivata comunque l’ammissione che effettivamente delle mancanze e delle lacune nel sistema ci sono.
Rinnovo i miei ringraziamenti e mi auguro veramente che l’inchiesta che è emersa dalla Val d’Enza possa ristabilire con il tempo – ci vorrà del tempo, ne sono sicura – un clima di fiducia tra le Istituzioni pubbliche e i nostri cittadini e le nostre famiglie, volte assolutamente ed esclusivamente per il bene dei nostri bambini.
GALLI: Siamo arrivati alla fine dei lavori, dopo tre mesi di lavori molto impegnativi da parte di tutti i membri della Commissione, lavori che sono partiti molto a rilento e con molta fatica. Perché dico con molta fatica? Perché va bene ricordare l’atto di nascita di questa Commissione, quando chi governa questa Regione, in particolar modo il Partito Democratico, non voleva saperne di questa Commissione. Ha cercato, nel mese di giugno e i primi di luglio, di rimpallare la posizione il più a lungo possibile, cercando di stemperare, cercando con tutta una serie di minacce ai cittadini, ai consiglieri regionali, a tutti coloro che si occupavano anche sui giornali di questa vicenda non solo di stemperare, di sopire, di troncare, ma soprattutto di rinviare qualunque tipo di approfondimento.
Solamente la sollevazione popolare – uso questo termine a ben ragione – ha permesso la nascita prima di un pannicello caldo, cioè una Commissione d’inchiesta tecnica, e poi una Commissione d’inchiesta politica. Sappiamo che le Commissioni d’inchiesta politica in Italia non hanno mai avuto particolare fortuna né a livello di Parlamento né a livello di Regione. Forse sarà un caso diverso la Commissione sulle cooperative spurie, ma su questa Commissione d’inchiesta le nostre perplessità sono state fortissime fin dalla costituzione.
Qual è stato il primo segnale che ci ha fatto dubitare? Il primo segnale è stato, senza dubbio, la volontà di non costituire la Commissione. Il secondo segnale quello di costituire una Commissione tecnica che cercasse di stemperare le acque. Il terzo elemento è stata la formazione dell’Ufficio di Presidenza. Ricordo che l’Ufficio di Presidenza, per chi magari ci sta ascoltando in streaming, è l’ufficio formato da tre persone che ha cercato di organizzare i lavori. Mentre non ho nulla da dire, in realtà, sulla posizione personale dei tre membri, ho molto da dire sulla posizione politica di queste tre persone, perché tutte e tre facevano parte o della maggioranza che governava in quel momento, in luglio, la Regione o di una possibile maggioranza che, tuttora, sta cercando stentatamente di formarsi. Mi rivolgo in particolare ai Cinque Stelle, che hanno fatto parte come vicepresidente di questa Commissione, che certamente hanno dato una copertura politica a questa maggioranza che si poteva evitare o, almeno, si poteva mettere in Ufficio di Presidenza un membro appartenente all’opposizione di centrodestra, se non Forza Italia, se non la Lega, se non Fratelli d’Italia, uno a vostra scelta. Così non avete fatto. E non l’avete fatto perché lo scopo di questa Commissione era fin dal primo momento quello di insabbiare.
In Commissione ho fatto una gag su questo tema, perché volevo che fosse chiara la vostra volontà di insabbiare, o comunque di non scoprire le vere responsabilità. Che sono state, credetemi, non voglio buttare la colpa, o gettare qualcuno in carcere, di questa maggioranza, per carità, però, senza dubbio, almeno una culpa in vigilando l’avete avuta. Se volessi essere malizioso, aggiungerei anche qualcosa di più, visto che della Commissione facevano parte anche persone che hanno attivamente contribuito, io credo in buona fede, alla propalazione del “sistema Bibbiano”. Uso “sistema Bibbiano” a ben donde: credo che questo sistema sia perfettamente stato in funzione. È chiaro che il “sistema Bibbiano” non vuol dire che le migliaia di operatori sociali, di poliziotti, carabinieri, magistrati, appartenenti a vario titolo ai servizi sociali, toto corde facevano parte di questo sistema. Ma certamente una piccola minoranza, che in altri casi avremmo definito servizi deviati (avremmo usato questo termine, caro negli anni Settanta), ha influenzato tutto il sistema degli affidi. Lo ha influenzato pesantemente, attraverso una collaborazione con soggetti esterni che hanno dimostrato che il loro vero e precipuo interesse era quello della collusione fra un sistema politico-ideologico – politico e ideologico, e questo sarebbe un aspetto da sottolineare infinite volte –, legato probabilmente anche alla volontà di speculare – si parla di molti, molti milioni di euro – soprattutto se valutiamo che questo sistema ha infettato, uso questo termine non simpatico, ma lo uso apposta, non solo Bibbiano, non solo la provincia di Reggio, ma ha infettato probabilmente, come un fiume sotterraneo di liquami, che ogni tanto esplodevano, i servizi sociali un po’ in tutta Italia.
Non si possono non ricordare casi come quello del Forteto, o del Lazio, del Piemonte o in Lombardia. In moltissimi tribunali, in moltissime città, in moltissime famiglie si è assistito a questo “sistema Bibbiano” che cercava di raggiungere i suoi scopi, che erano essenzialmente il prelievo del minore dalla propria famiglia – dico “prelievo”, ma forse potrei usare il termine “rapimento” –, del figlio, dietro motivazioni che molto spesso erano speciose. Non posso non pensare a quelle famiglie che ho conosciuto in questo periodo, famiglie che conoscevo di nome, ma che ho conosciuto veramente, in questo periodo, con questa Commissione, legate al caso Veleno, la Bassa modenese, che pur vecchio di vent’anni aveva le stesse caratteristiche, le stesse persone, le stessi ideologie che ritroviamo a Bibbiano.
Vent’anni fa probabilmente i tempi non erano maturi. Vent’anni fa i social non erano presenti. Vent’anni fa la percezione da parte dell’opinione pubblica di essere in presenza di un abuso non era probabilmente costruita a tutto tondo. Alcune persone sono state vittime incolpevoli di questa vicenda. Abbiamo ascoltato assistenti sociali che sono stati minacciati, magistrati colpiti nella famiglia. Certamente, quando esplode un caso del genere, ci sono anche vittime civili, vittime inconsapevoli, a cui va certamente la mia simpatia e la mia comprensione. Ma questo non toglie che il sistema Bibbiano abbiamo potuto capirlo con questa Commissione. E la Commissione, secondo me e secondo Forza Italia, ha avuto un ruolo importante, intanto esaminando le varie vicende.
Abbiamo ascoltato, in 25 sedute e 45 audizioni, 69 persone, in 74 ore totali di attività. La relazione di 277 pagine del collega Boschini, che ha presentato poco fa, è una relazione che contiene ombre e luci, come è evidente in 277 pagine. Noi presenteremo un documento, da nostra parte, presenteremo alcune valutazioni, che vorremmo che non fossero carta straccia, vorremmo che servissero per capire, perché io credo che gli errori siano stati compresi, gli errori e si evitassero scene come quelle che in questo momento stanno accadendo a Brescia, dove una donna sta scioperando da due giorni, uno sciopero della fame, davanti al Tribunale dei minori, chiedendo che gli vengano riaffidati i propri figli. Credo che episodi del genere siano successi molte volte.
Ho parlato con persone che hanno fatto anni di galera dietro ad accuse che io ritengo scevre da ogni solidità, basate sul nulla, basate su fantasie suscitate in minori, con sistemi molto elaborati da condizionamenti psicologici, da assistenti sociali o psicologhe vestite da lupi in modo da spaventare il bambino e fargli tirar fuori – così veniva detto – le sue paure recondite a macchinette. Chi mi ha preceduto, se avesse fatto il suo intervento forse alla fine di luglio, si sarebbe ricordato che il suo segretario nazionale Di Maio diceva “mai con il partito di Bibbiano, mai con il partito dell’elettroshock”. Noi non crediamo che queste persone abbiano usato l’elettroshock, ma certamente usare quella che è stata elencata in diverse relazioni, abbiamo sentito molti audio dove si parlava di una macchinetta che serviva a dare piccole scosse, come quelle che vengono date agli animali, ai cani, in modo che il bambino fosse sollecitato a ricordare. Sono gli stessi meccanismi che abbiamo letto, per chi ha voluto leggerlo, in molti dei libri che ci sono stati presentati in questi mesi, Veleno, dove si legge che i bambini venivano suggestionati con risposte finché non veniva data la risposta giusta, dove dei bambini venivano sottratti alle famiglie e portati via per mesi e per anni, fino a quando i ricordi non si snebbiavano e si formava quel meccanismo che è stato esaminato anche in Commissione, del falso ricordo, cioè la convinzione, da parte del minore, che un certo fatto era avvenuto, anche se magari assolutamente non esistevano né il luogo, né il momento, né l’accadimento, però veniva suscitato questo ricordo.
Alcune parole sono state gravissime. Io parlo in particolare di quelle di Giuliano Limonta, presidente della Commissione tecnica regionale di valutazione, una persona che per capacità professionali, ruolo professionale rivestito, ma anche come presidente di questa Commissione tecnica, mai si sarebbe dovuto permettere di usare un termine – e mi scuso col collega Boschini, perché erroneamente era sembrato fosse riferito a lui –: Limonta ha riferito che “il sistema Bibbiano non esiste, e tutt’al più è stato un raffreddore”. Un raffreddore. Se voi aveste sentito, forse molti di voi l’hanno fatto, le famiglie che abbiamo sentito noi parlare in questi mesi di quello che gli era successo, certo come raffreddore è un raffreddore molto potente: almeno una broncopolmonite.
Ma altre parole io vorrei solo segnalare, perché nella relazione di 277 pagine ci sono tante cose, che certamente nei pochi minuti che abbiamo a disposizione si fa fatica a elencare. Solo un dato, se il presidente me lo lascia ricordare, il dato che credo segni la responsabilità politica della Regione Emilia-Romagna e del suo sistema sociale. Nessuno si è accorto, e questa secondo me è la frase centrale di questa Commissione, di una disparità incredibile sulle percentuali, sui minori, sui numeri. Sappiamo tutti che i numeri non mentono. Quando io leggo che a Reggio Emilia il numero dei minori in affidamento, 403 minori in affidamento nel 2017, contro per esempio i 70 di Ferrara, o i 90 di Parma, certamente qualche domanda dovrei farmela. Qui, una delle colpe di chi ha gestito magari la Commissione è stata quella di rilevare dei dati in scala regionale: certo, siamo in Emilia- Romagna, i dati sono a livello regionale. Non è così. I dati andrebbero esaminati provincia per provincia: perché allora si scoprirebbe che la provincia di Reggio Emilia, dove non era in corso nessuna…
PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Galli, io le ho dato qualche secondo in più…
GALLI: Venti secondi, l’ultima frase.
GALLI: Nella provincia di Reggio Emilia, dove non era in corso nessuna guerra, il numero dei minori prelevati, rapiti alle proprie famiglie, o dati in affido da parte dei servizi sociali era quasi il quadruplo della vicina provincia di Parma.
Credo che un numero del genere avrebbe dovuto suscitare l’apprensione di tutti. Al presidente del Tribunale dei Minori, Spadaro, l’altro giorno ho sollevato lo stesso numero; ha detto: noi credevamo che volesse dire un segno di maggior efficienza. No, presidente Spadaro: quel numero era un numero su cui credo qualcuno dovrà indagare e qualcuno dovrà pagare.
Nel mio intervento cercherò di suddividere quello che è il tema, quindi la parte più concreta di quello che abbiamo visto e letto nella relazione, di quello che abbiamo ascoltato in questi tre mesi di lavoro, dal metodo che, invece, abbiamo adottato in questi tre mesi. E partirò proprio dalle tematiche che rilievo più importanti.
Negli intenti iniziali di questa Commissione, istituita proprio in quest’aula, in un’alba ormai di tre mesi fa circa, c’era proprio quello di cercare di analizzare cosa era successo in Val d’Enza, a Bibbiano, partendo da quel problema che era avvenuto ed era emerso agli onori della cronaca in quei giorni, da lì capire cosa fosse successo e cercare che questo non si ripetesse più, lo stesso intento che aveva la Commissione tecnica, invece, istituita una settimana prima dalla Giunta regionale in seno proprio alla Regione Emilia-Romagna. Quindi, dovevamo fare questo: partire dal problema.
Nella prima seduta, invece, della nostra Commissione politica assembleare ci è stato subito detto che non saremmo partiti dal caso Val d’Enza, non si sarebbe affrontato in modo specifico il problema della Val d’Enza, stessa cosa che poi abbiamo sentito dire nella relazione finale da Limonta, ovvero dalla Commissione tecnica. Quindi, ci aspettavamo di parlare in questi tre mesi, oltre che di quello di cui abbiamo parlato, che ha la sua legittimità e la sua rilevanza, degli affidi alle coppie LGBT, dei disegni fatti e manipolati da parte degli assistenti sociali, i falsi ricordi indotti, l’assegnazione di locali a certe associazioni, lo spacchettamento dei bandi per cercare di farli rientrare nell’assegnazione diretta, tutto quello che era emerso nei giornali in quei giorni, che invece non è mai stato nemmeno citato nei tre mesi in cui abbiamo affrontato i temi.
Allora, partendo proprio dalle parole orribili di Limonta, che ha paragonato tutto questo a un raffreddore, che ha paragonato il caso Bibbiano a un raffreddore, ovvero a dei bambini tolti alle famiglie parlando di raffreddore nel sistema, dico che, se proprio di malattia si tratta – vogliamo fare questi paragoni infelici –, per cercare di capire come si cura una malattia si parte analizzando i malati, non si parte analizzando gli altri cento casi sani che abbiamo nei dintorni, che hanno tutto il rispetto, soprattutto quegli operatori che hanno fatto egregiamente il proprio lavoro, però dobbiamo partire da chi è malato per cercare di capire come si cura una malattia, non isolandolo e cercando di analizzare tutti gli altri. Noi, invece, questo abbiamo cercato di fare in questi mesi.
Dal caso Bibbiano abbiamo capito in particolare quattro cose. Prima, la discrezionalità assoluta con cui gli assistenti sociali davano il proprio giudizio, che poi veniva dichiarato come unico parere utile all’allontanamento di un minore in sede di tribunale. Seconda, la disparità tra i costi e le procedure delle terapie. Abbiamo visto come in Val d’Enza si arrivava a terapia da 180 euro a seduta, da 180 euro l’ora, e fino a 620 euro al mese, invece in altre zone della Regione le terapie costavano 60, 80, 90 euro: è una bella discrepanza che forse doveva annotare qualcuno. I controlli post-accreditamento delle strutture, completamente carenti: una volta accreditate da parte del Comune, la Regione Emilia-Romagna, che doveva effettuare dei controlli sull’accreditamento delle strutture, molto spesso non li faceva, o se li faceva, li faceva molto alla leggera. Soprattutto, un’ideologia di fondo a tutte le decisioni prese. Dalle intercettazioni, ormai pubbliche, che non sono più atti segretati del Tribunale, possiamo leggere quello che era veramente il fil rouge di tutto il contesto della Val d’Enza. Si trattava di decisioni prese su una base ideologica fortissima, che non era solo condivisa da certa parte politica, ma era anche condivisa da chi effettuava le terapie e da chi poi assegnava queste terapie all’associazione Hansel e Gretel.
Di questi quattro problemi, però, solo un paio sono stati citati nella relazione conclusiva della Commissione, ovvero, più o meno quello dei controlli e degli accreditamenti, e quello, in parte, della discrezionalità del giudizio degli assistenti sociali. Tutto il resto ovviamente non è stato minimamente discusso.
Quello che noi abbiamo sempre osservato è che questa relazione ha posto i dati che prima di questa Commissione non avevamo, e devo darne atto, questa Commissione è servita sicuramente ad approfondire questi dati, ad avere dei numeri, finalmente in mano qualcosa da poter analizzare, cosa di cui prima effettivamente era molto carente. Ha evidenziato come obiettivamente, sulla provincia di Reggio Emilia in particolare, i numeri di affidi fosse nettamente superiore, quasi il doppio, della media regionale. Questo è evidente, è sotto gli occhi di tutti.
Ma al di là dei numeri, io l’ho sempre detto, al di là della quantità che poco conta, perché se c’è da allontanare venti bambini, o uno, è giusto farlo; quello che guardo è la qualità degli allontanamenti. Poco conta che siano tanti o pochi, se sono giusti. Invece è emerso che così non fosse. Non erano giusti, questi allontanamenti, erano forzati, viziati evidentemente da un’ideologia di fondo. Forse, ma questo lo verificheranno ovviamente le autorità competenti, viziati anche magari da qualche iniziativa a scopo di lucro personale. Ma questo, ripeto, non tocca a noi verificarlo.
Quello che invece voglio affrontare adesso è la parte del metodo. Ho preso prima nota delle parole del consigliere Boschini, che ha presieduto, con rispetto, secondo quello che era suo compito fare in questa Commissione e gliene do atto. Lui però auspicava nel suo intervento delle modalità differenti per la nomina dell’Ufficio di Presidenza della Commissione d’inchiesta rispetto a quelle Commissioni ordinarie. Effettivamente, il nostro Regolamento attualmente non prevede differenze particolari.
In realtà, io credo che non sia tanto una questione regolamentare, perché non è questo il problema, che il Regolamento debba differenziare, il problema è che in questo caso è il comportamento della maggioranza che è stato diverso. Quando abbiamo nominato gli Uffici di Presidenza di tutte le altre Commissioni regolari, ovvero quelle tradizionali, previste dal nostro Regolamento, la maggioranza non ha partecipato al voto della nomina del membro dell’’Ufficio di Presidenza delle opposizioni, cosa che, invece, ha fatto durante la nomina dell’Ufficio di Presidenza della Commissione d’inchiesta. Questa è stata la differenza. Non era un problema di Regolamento, è il problema che voi, come maggioranza, avendone i numeri, è un vostro diritto, per l’amor del cielo, avete voluto inserire all’interno dell’Ufficio di Presidenza chi per voi poteva essere meno fastidioso e sicuramente più coprente di quelle che erano le vostre iniziative, ovvero il Movimento 5 Stelle, che in quei giorni stava diventando il vostro alleato di Governo, che fino al giorno prima vi chiamava “ladri di bambini” e dichiarava “mai con il PD” per il caso Bibbiano, invece oggi in aula dice che è assolutamente scandaloso che si venga qui ad accusare una parte politica sulla pelle dei bambini, quando il loro leader fino al giorno prima vi chiamava “ladri di bambini”. È un virgolettato, l’ha detto in televisione. Questa è la vostra differenza che vi è stata nell’Ufficio di Presidenza, perché voi siete intervenuti sulla minoranza, cosa che prima non avevate mai fatto.
Quindi, anche quando sento dire che non andava politicizzata questa Commissione, io voglio ricordare ciò che è avvenuto, perché noi non abbiamo mai politicizzato, noi siamo sempre intervenuti sui temi. Non siamo noi quelli che hanno fatto le foto pubblicandole sui propri social e sui giornali della presenza in aula. Non siamo noi quelli che sono intervenuti nelle votazioni dell’Ufficio di Presidenza contro la minoranza. Non siamo noi che abbiamo utilizzato le parole di alcuni consiglieri estrapolate da altri contesti per cercare di mettere in bocca a qualcun altro parole mai dette. Non siamo noi che abbiamo attaccato i relatori accusandoli di essere stati partecipanti di altre forze politiche prima di venire lì. Perché voi avete chiesto cosa votava un relatore prima di intervenire: lei è vero che ha partecipato alle iniziative politiche di Forza Italia? Ma cosa vi interessa! Questa è stata la vostra politicizzazione. Non siamo noi che abbiamo chiesto l’audizione in quella Commissione di consiglieri regionali. Voi l’avete fatto, sia dei vostri che dei nostri, senza dubbio. Però, siete stati voi, quando io ho dato la mia disponibilità, perché ero audito, di essere ascoltato, a non farmi domande. Perché? Perché avevate politicizzato le audizioni. Avevate richiesto la mia audizione solo per politicizzare la cosa. Noi non abbiamo mai fatto queste cose, non abbiamo chiesto nessuna audizione di nessun vostro consigliere, mai. Non era nelle nostre richieste. Non abbiamo fatto foto a caso all’interno della Commissione. non abbiamo mai fatto queste cose. Siamo intervenuti sui temi, potevate essere d’accordo sui nostri interventi o meno, ma non abbiamo mai utilizzato a scopo mediatico quella Commissione.
Quando noi dicevamo, e voi ci accusavate di parlare di Bibbiano, noi parlavamo di Bibbiano. Poi, voi potrete giudicare quello che abbiamo detto e come l’abbiamo detto, è un diritto politico assoluto di ognuno di noi decidere e dare il proprio giudizio su questo. Ma chi ha politicizzato quella Commissione e chi ha dato una copertura alla politicizzazione di questa Commissione ha due nomi: Pd e Movimento 5 Stelle.
Consigliera Gibertoni, manca qualche minuto. Se vuole, la faccio intervenire.
GIBERTONI: Intervengo subito…
GIBERTONI: Grazie. Cerco di intervenire brevemente sulla relazione, che ho letto, della Commissione d’inchiesta.
Concordo con alcune cose che già sono state dette da chi è intervenuto prima di me, con lo stesso presidente della Commissione. Avendo curato, seguito e proposto una Commissione di studio, che è stata poi approvata, non avevo notato subito delle differenze importanti rispetto a questa Commissione d’inchiesta, e mi pare che in qualche modo si sia già argomentato a proposito.
Questa Commissione è partita, è stato già anche ricordato, tra mille tumulti. L’approvazione c’è stata durante la famosa notte delle discussioni, della notturna di luglio. Io mi sono iscritta, in questa Commissione, poi mi sono dissociata quasi subito. Ho partecipato alla prima seduta da non iscritta, perché nonostante rispetti assolutamente le decisioni della maggioranza del mio Gruppo, non mi sarei sentita di dare il voto che è stato dato alla presidenza del Pd. Non mi sentivo perché ritenevo, a caldo, e anche sull’onda di quelle che erano le richieste di chiarimenti che all’epoca venivano dai cittadini, questa poteva essere qualcosa di difficilmente spiegabile. Però ho seguito la prima convocazione, mi è sembrato in effetti che purtroppo subito si sia partiti con un assetto, e l’ho detto, è a verbale, l’ho detto al microfono il primo giorno, non sta a me difendere le minoranze, non è il mio ruolo, però delle volte qualcuno che lo poteva fare non l’ha fatto. Lo faccio io, cerco di far valere un principio, l’ho già detto al microfono il primo giorno.
Secondo me, è vero, quella non era una Commissione ordinaria, era una Commissione che aveva un mandato fortissimo, popolare, anche, con un’aspettativa fortissima, e nello stesso tempo era una Commissione che aveva un portato simbolico fondamentale, proprio perché andava a toccare un tema che si giocava e si gioca sulla pelle di cittadini, di famiglie, di minori.
Come ho già detto durante la prima seduta, quindi, anche io avrei allargato complessivamente a tutte le minoranze che ci volevano stare, tra l’altro anche interrompendo la possibilità eventuale di strumentalizzare oppure di non lavorare specificamente soltanto sul tema. Ho seguito successivamente la Commissione nei report, l’ho seguita in streaming e ho visto che, comunque, i temi sono usciti.
Rilevo che, effettivamente, il tempo è stato poco per questa Commissione, però la Commissione ha effettivamente svolto un numero consistente di sedute, ha lavorato per un numero consistente di ore soprattutto rispetto alle audizioni, e l’istituzione di per sé della Commissione d’inchiesta ha rappresentato un’assunzione di responsabilità da parte della maggioranza politica che governa questa Regione, però la rappresentazione che oggi ci viene formulata tramite questa relazione, secondo me, non corrisponde in nessun modo alle aspettative che si erano generate. Manca l’individuazione chiara dei punti critici del sistema, si riportano micro-criticità, che sembrano certificare un sistema sano, caratterizzato appunto da piccole criticità qua e là.
Quando sono intervenuta la notte dell’approvazione di questa Commissione (era ancora luglio, quindi non c’era nessun tipo di valutazione politica che non fosse quella di stare sul principio, come tuttora è) ho parlato già all’epoca della difficoltà di poter arrivare a dimostrare che ci sono sempre e soltanto delle mele marce e che tutto il resto non viene in nessun modo toccato. Questo, logicamente, delle volte è difficile poterlo portare avanti, soprattutto in così poco tempo, e poterlo dimostrare rassicurando le persone, che fuori aspettavano probabilmente di più da questa Commissione.
Credo che per l’opinione pubblica e per quanto emerge dall’indagine della Procura di Reggio Emilia sembri che vi siano elementi che restano, elementi di criticità notevoli, che dovrebbero mettere in discussione parte dell’intero sistema degli affidi regionali, come credo che oggi, con questa lunga e ben compilata relazione, non si diano quelle risposte che rafforzano il sistema di tutela e di protezione dei minori e delle famiglie e che non si sia fatta piena luce per arrivare a chiudere ogni possibile falla nel sistema. Però, è anche vero che la Commissione, anche per motivi di emergenza rispetto al tema, che è nato a giugno di quest’anno, la Commissione nasce a fine luglio, quindi ora si sta per chiudere la legislatura, si sta per chiudere l’attività assembleare, possiamo dire che in un certo senso ha fatto quello che può. Anche se io, leggendo la relazione, non sono soddisfatta della relazione che ho letto, auspico che magari chi governerà la prossima volta questa Regione possa proseguire un lavoro che io ritengo non compiuto, quindi non per forza di cose basato su premesse non valide, ma di sicuro da raddrizzare per tempo e da continuare. È assolutamente non compiuto e, quindi, non accettabile nello stato in cui viene presentato.
All’atto dell’istituzione di questa Commissione, avevo invocato e auspicato che la Commissione potesse verificare quanto fosse estesa la degenerazione che ha inquinato il sistema dei servizi sociali, per approntare i dovuti correttivi a politiche sociali, che sono state piegate, da troppi soggetti a volte, a meri interessi economici di parte, senza che la Regione sia stata in grado di svolgere i dovuti controlli.
Oggi dalla lettura che ho fatto della relazione che ci è stata data, dei lavori della Commissione, una relazione assolutamente, ribadisco, ben compilata, molto lunga, molto corposa, e ben costruita nella parte ricognitiva dei lavori e delle fonti normative, si percepisce la mancata individuazione chiara delle falle del sistema e delle relative soluzioni. Quello che io temevo quando a luglio dicevo: attenzione, non squalifichiamo troppo velocemente l’idea che ci sono pochi indagati, che sono circoscritti, e quindi alla fine una falla che si è creata non si capisce per quale motivo, tutto il resto è assolutamente sano, ebbene, questa la trovo, se questo non venisse compiuto con ulteriori integrazioni più avanti nel tempo, una sottovalutazione grave del problema.
Mi pare che anche sui flussi il presidente abbia riconosciuto forse che c’è una mancanza rispetto a un report completo dei flussi finanziari, che sono ovviamente il dato più interessante, che ci dà l’idea del sistema degli affidi dei minori, quindi quei flussi che vanno dalla Regione agli enti locali, dalle ASL agli enti locali e anche quelli che sono originati da costi maggiorati rispetto alla media dei costi che vengono affrontati ad esempio per le consulenze rispetto a questo tema a livello regionale.
Alla luce di queste criticità, e chiudo, io spero che nella prossima legislatura chi governerà, chi rappresenterà la maggioranza nella prossima legislatura, riprenda questo lavoro eseguito per procedere, questa volta, ad una valutazione più approfondita, che possa ampliarsi anche ad altre problematiche sociali affini, come ad esempio quelle relative alle case-famiglia, alle case di riposo e a tutto quello che riguarda le politiche di welfare e i servizi socioassistenziali, per permettere poi di intervenire sulle eventuali criticità alla nuova Giunta regionale, adottando i dovuti provvedimenti.
Oggi purtroppo queste risultanze che ci sono state evidenziate tramite la relazione sugli esiti finali di questa Commissione d’inchiesta che è stata un po’ più impostata come una Commissione di studio, ci ha evidenziato che si inseriscono evidentemente in un periodo di fine mandato, in cui forse non c’è stato il tempo per poter procedere a risultati più convincenti. Allo stato delle cose quindi il mio giudizio su questa relazione è negativo.
PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Tagliaferri, le do la parola nel pomeriggio, perché abbiamo già superato il tempo.
Informo i colleghi che c’è una rappresentanza di dipendenti della Regione che ha chiesto alla presidente e all’Ufficio di presidenza un incontro in merito alla questione dei concorsi interni. Confrontandomi con la presidente, comunico anche a loro che domani a mezzogiorno saremo lieti di incontrare una rappresentanza. Grazie.
Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.
gli assessori: Patrizio BIANCHI, Raffaele DONINI, Paola GAZZOLO, Massimo MEZZETTI, Emma PETITTI, Sergio VENTURI.
Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Palma COSTI e i consiglieri Gianni BESSI, Michele FACCI, Luciana SERRI e Yuri TORRI.
9052 - Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Ratifica Intesa Interregionale tra le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte per l'esercizio delle funzioni amministrative regionali in materia di navigazione interna interregionale sul fiume Po e idrovie collegate e abrogazione della Legge regionale n. 11 del 7 marzo 1995”. (Delibera di Giunta n. 1814 del 28 10 19)
9060 - Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Disposizioni concernenti le aziende e i beni confiscati e sequestrati alla criminalità organizzata. Modifiche alla legge regionale 28 ottobre 2016, n. 18 (Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell'economia responsabili)". (31 10 19) A firma dei Consiglieri: Benati, Mumolo
9071 - Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Misure per la riduzione dell'incidenza della plastica sull'ambiente e promozione di attività commerciali di vendita di prodotti sfusi e alla spina". (04 11 19) A firma dei Consiglieri: Piccinini, Bertani, Sensoli
9082 - Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2020". (Delibera di Giunta n. 1882 del 04 11 19)
9083 - Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2020-2022 (legge di stabilità regionale 2020)". (Delibera di Giunta n. 1883 del 04 11 19)
9084 - Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2020-2022". (Delibera di Giunta n. 1884 del 04 11 19)
9054 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedimenti riguardanti la ricostruzione post sisma e le relative imprese. A firma dei Consiglieri: Pompignoli, Bargi
9055 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti l'accreditamento di una struttura operante a Piacenza. A firma del Consigliere: Callori
9056 - Interrogazione a risposta scritta circa i costi e le commissioni dei pagamenti on line relativi a prestazioni e servizi forniti dalle Aziende Sanitarie regionali. A firma del Consigliere: Galli
9057 - Interrogazione a risposta scritta circa l'applicazione della normativa riguardante l'allontanamento coattivo in casi di stalking, con particolare riferimento alla situazione esistente a Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
9058 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti il certificato medico introduttivo relativo all'accertamento medico legale per il riconoscimento dell'invalidità civile. A firma del Consigliere: Bagnari
9061 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la sicurezza dei treni “Rock” e le relative autorizzazioni. A firma della Consigliera: Piccinini
9062 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti la richiesta del Comune di Predappio relativa a contributi per lo sviluppo integrato degli ambiti locali. A firma del Consigliere: Pompignoli
9064 - Interrogazione a risposta scritta circa le cause dei malesseri che hanno colpito gli alunni di tre scuole elementari bolognesi. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele
9065 - Interrogazione a risposta scritta circa la prossima ristrutturazione del palazzo Acer sito in località Marmorta di Molinella (BO) e in particolare sulla necessità di provvedere allo sgombero totale dell’immobile strutturato in tre diversi tronconi. A firma del Consigliere: Galli
9066 - Interrogazione a risposta scritta circa il monitoraggio degli impegni raggiunti fra istituzioni e parti sociali relativamente alla cessione della Cogne di Imola. A firma della Consigliera: Piccinini
9067 - Interrogazione a risposta scritta circa le iniziative che la Regione intende adottare per tutelare gli interessi dei lavoratori della cooperativa In Out con sede operativa a Rolo. A firma del Consigliere: Torri
9070 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per contrastare lo stato di degrado in cui versano le Valli di Comacchio. A firma del Consigliere: Galli
9072 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per contrastare i danni all'agricoltura causati dalla "cimice asiatica", con particolare riferimento all'utilizzo del Clorpirifos metile. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Bargi, Delmonte, Rancan, Marchetti Daniele, Liverani, Pettazzoni, Pompignoli
9073 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per eliminare, dalla manovra economica del Governo, la "plastic tax". A firma del Consigliere: Tagliaferri
9074 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la definizione della portata di riferimento del DMV per ciascun corso d'acqua. A firma del Consigliere: Callori
9075 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti la caccia, l’uso di munizioni contenenti piombo, e le figure dei coadiutori dei relativi piani di controllo. A firma della Consigliera: Gibertoni
9077 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per superare i disagi gravanti sul personale di Tper. A firma della Consigliera: Piccinini
9079 - Interrogazione a risposta scritta circa lavori di taglio della vegetazione lungo il fiume Lamone, a Faenza. A firma dei Consiglieri: Torri, Taruffi, Prodi
9080 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedimenti riguardanti concessioni regionali. A firma del Consigliere: Delmonte
9081 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per risolvere criticità riguardanti la Casa di Reclusione di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri
9086 - Interrogazione a risposta scritta circa le iniziative da assumere per rendere più attrattivi gli agriturismi emiliano-romagnoli. A firma del Consigliere: Tagliaferri
9087 - Interrogazione a risposta scritta circa la costruzione di un nuovo distributore di carburante nel comune di Molinella. A firma del Consigliere: Galli
9088 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori della società cooperativa Mr. Job, con sede legale a Roma e sedi operative in Emilia-Romagna, operante nei settori della logistica, delle pulizie e del facchinaggio. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Torri, Prodi, Alleva
9089 - Interrogazione a risposta scritta circa la presenza ad Agazzano (Piacenza) di un centro di riproduzione della fauna selvatica. A firma del Consigliere: Rancan
9090 - Interrogazione a risposta scritta circa la presenza nel territorio di Piozzano (Piacenza) dell’Azienda faunistico-venatoria “Frassineto”. A firma del Consigliere: Rancan
9091 - Interrogazione a risposta scritta circa l’aumento dell’incidenza del carcinoma prostatico e della conseguente necessità di aumentare gli interventi assistenziali più adeguati, tra cui la terapia chirurgica, sia tradizionale che robot-assistita. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele
9093 - Interrogazione a risposta scritta circa le condizioni di viaggio dei pendolari da Imola verso Bologna e in generale in tutta la tratta ferroviaria interessata. A firma del Consigliere: Galli
9095 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per compensare i futuri tagli al settore agricolo previsti dalla Unione Europea. A firma del Consigliere: Tagliaferri
9096 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per contrastare furti, danneggiamenti ed atti vandalici riguardanti canili, gattili e rifugi per animali. A firma della Consigliera: Gibertoni
9097 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per contrastare lo stato di degrado in cui versa la Valle Mandrione (RA) A firma della Consigliera: Gibertoni
9100 - Interrogazione a risposta scritta circa notizie riportate dai media riguardanti l'inquinamento atmosferico relativo a Sassuolo. A firma del Consigliere: Galli
9103 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per risolvere criticità riguardanti il Pronto Soccorso di Vergato (BO). A firma del Consigliere: Galli
9104 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti un'area commerciale, a Misano Adriatico. A firma della Consigliera: Sensoli
9105 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per tutelare i pazienti affetti da fibrosi cistica fin dalla nascita. A firma della Consigliera: Lori
9107 - Interrogazione a risposta scritta circa criticità riguardanti la stazione ferroviaria di San Ruffillo (BO). A firma del Consigliere: Caliandro
9109 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per evitare il depotenziamento dell’Ambulatorio di Allergologia dell’Ospedale di Cona. A firma del Consigliere: Pettazzoni
9110 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti lo sversamento di liquami nel canale Burana di Vigarano Pieve. A firma del Consigliere: Pettazzoni
9112 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per giungere alla nomina del nuovo primario del reparto di chirurgia presso l'ospedale di Castel San Giovanni (PC). A firma dei Consiglieri: Tarasconi, Molinari
9113 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per garantire la sicurezza della E45, con particolare riferimento al crollo avvenuto a Cesena, nel viadotto che passa sopra via Zavalloni. A firma del Consigliere: Pompignoli
9114 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per contrastare i danni provocati dalla diffusione dei cormorani. A firma del Consigliere: Callori
9115 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per superare le criticità riguardanti il reparto di ostetricia del Policlinico Sant’Orsola Malpighi. A firma del Consigliere: Galli
9116 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per migliorare il servizio svolto dagli sportelli dedicati all’utenza di TPER. A firma del Consigliere: Paruolo
9117 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per valorizzare gli Sportelli per l’Energia presenti nei comuni dell’Emilia-Romagna. A firma della Consigliera: Montalti
9122 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di riapertura del tratto della SP15, in direzione Miscoso, nel comune di Ventasso. A firma del Consigliere: Delmonte
9123 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per risolvere criticità riguardanti l'effettuazione di risonanze magnetiche a Bologna, e per consentire ai pazienti di ottenere prestazioni sanitarie in sedi vicine alla loro residenza. A firma del Consigliere: Galli
9124 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per valorizzare e completare il Servizio Ferroviario Metropolitano di Bologna. A firma del Consigliere: Paruolo
9125 - Interrogazione a risposta scritta circa la realizzazione della bretella Campogalliano-Sassuolo. A firma del Consigliere: Galli
9126 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti gli "spazi voce", e la loro ripartizione tra le forze politiche, con particolare riferimento all'informazione televisiva regionale ed ai TG Rai. A firma del Consigliere: Facci
9127 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti la tutela dei minori, con particolare riferimento alla Val d’Enza. A firma del Consigliere: Galli
9128 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per risarcire i danni cagionati dal maltempo nel territorio regionale, con particolare riferimento alla zona di Budrio. A firma del Consigliere: Taruffi
9129 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per eliminare i disagi per l’utenza delle linee ferroviarie, con particolare riferimento ai pendolari che utilizzano quella adriatica. A firma della Consigliera: Rontini
9130 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la riapertura dei punti nascita, in montagna, con particolare riferimento a quello di Porretta Terme. A firma del Consigliere: Facci
9131 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per progettare un migliore collegamento stradale tra Ravenna e Forlì. A firma del Consigliere: Bertani
9132 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa questioni e problematiche riguardanti la cessazione di gran parte delle attività rientranti nella rete del gioco legale sul territorio regionale. A firma del Consigliere: Galli
9133 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per eliminare i lunghi tempi di attesa per le visite medico sportive per i minori, con particolare riferimento all’USL di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri
9059 - Risoluzione per esprimere solidarietà e vicinanza agli assistenti sociali ferraresi vittime di un gesto vile e intollerabile, in quanto destinatarie di una busta anonima contenente un proiettile ed un foglio recante frasi minacciose; e per esprimere un doveroso ringraziamento a tutti gli operatori e operatrici che quotidianamente, con professionalità e competenza, operano su tutto il territorio regionale nel superiore interesse del minore, per assicurarne la miglior tutela e, ove possibile, sostenere i genitori e le famiglie nel percorso di ridefinizione di quelle reti affettive e di responsabilità che consentano al fanciullo di crescere sano e protetto nel proprio contesto familiare. (30 10 19) A firma dei Consiglieri: Calvano, Zoffoli, Prodi, Taruffi, Marchetti Francesca, Mori, Boschini
9063 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a incrementare gli stanziamenti per la videosorveglianza nei cimiteri e contrastare gli atti di vandalismo che negli stessi si verificano. (31 10 19) A firma del Consigliere: Delmonte
9068 - Risoluzione per impegnare la Giunta a convocare un tavolo con le rappresentanze commerciali e dei consumatori al fine di trovare una soluzione che consenta di andare incontro alle legittime esigenze di tutte le parti in causa, con particolare riferimento al settore dell'abbigliamento ed ai saldi. (04 11 19) A firma dei Consiglieri: Rossi, Rontini
9069 - Risoluzione per impegnare la Giunta a favorire, con tutte le azioni normative possibili e attraverso il riconoscimento di punteggi premianti, l'affidamento diretto del servizio di soccorso e trasporto infermi da parte delle Aziende sanitarie Regionali alle Associazioni di volontariato accreditate presenti sul territorio e relativamente al medesimo territorio in cui si svolge il servizio. A firma dei Consiglieri: Caliandro, Iotti, Serri, Cardinali, Zappaterra, Sabattini, Zoffoli, Rontini
9076 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale e l'Ufficio di presidenza dell'Assemblea legislativa a garantire il massimo supporto e collaborazione alla Commissione del senato straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza, individuando le strutture interne dell'Assemblea legislativa e della Giunta regionale atte a supportare tale collaborazione ed a valutare di avviare una campagna comunicativa rivolta al grande pubblico, alla società civile e alle potenziali vittime di crimini d'odio razzisti sul tema e del contrasto ad esso, potenziando inoltre le attività del Centro regionale sulle discriminazioni che si occupa di consulenza e orientamento, di prevenzione delle potenziali situazioni di disparità, di monitoraggio e di sostegno ai progetti e alle azioni volte ad eliminare le condizioni di svantaggio, in particolare le attività a tutela delle vittime di comportamenti e situazioni discriminatorie per motivi razziali. (05 11 19) A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli, Mori, Caliandro, Calvano, Montalti, Rontini, Lori, Tarasconi, Piccinini, Benati, Ravaioli, Poli, Marchetti Francesca, Zappaterra, Campedelli, Taruffi, Prodi
9078 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare tutti gli attori istituzionali per una riapertura dell'aeroporto Luigi Ridolfi di Forlì entro la primavera 2020, attivandosi presso i competenti organismi della Commissione europea al fine di avviare la richiesta di autorizzazione per gli aiuti di Stato, prevedendo successivamente nel bilancio regionale le risorse per gli interventi infrastrutturali necessari e chiedendo un analogo impegno al Governo sul bilancio statale, richiedendo inoltre al Governo la celere sottoscrizione del decreto interministeriale funzionale alla programmazione dei voli per la prossima primavera. (05 11 19) A firma dei Consiglieri: Zoffoli, Caliandro, Montalti, Ravaioli, Rontini
9092 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi per bloccare l’introduzione della “Plastic Tax”, puntando all’introduzione di incentivi che consentano alle imprese di riconvertire le loro attività in direzione plastic free. (06 11 19) A firma del Consigliere: Galli
9098 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi al fine di convincere il Governo a emendare la plastic tax togliendola dalla manovra economica, per scongiurare una profonda crisi in un settore industriale la cui storia, in buona parte, è stata scritta dal nostro paese, e nella nostra regione, come nelle Provincie di Piacenza e Ferrara dove si trova un centro di ricerca sulle materie plastiche all'avanguardia a livello internazionale. (07 11 19) A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Callori, Facci
9099 - Risoluzione per impegnare la Giunta a valutare l'implementazione della ipertermia oncologica nel sistema sanitario regionale. (08 11 19) A firma del Consigliere: Bertani
9101 - Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni nell'ambito del settore riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari, con particolare riferimento alla normativa "MOCA". (08 11 19) A firma dei Consiglieri: Bagnari, Serri, Tarasconi, Sabattini, Campedelli
9102 - Risoluzione per chiedere alla Giunta di mettere in atto le azioni necessarie ad aumentare la percentuale di superficie agricola utilizzata assicurata, al fine di avere il tessuto agricolo al riparo dai sempre più numerosi eventi calamitosi. (08 11 19) A firma dei Consiglieri: Molinari, Tarasconi, Serri, Calvano
9106 - Risoluzione per impegnare la Giunta a richiedere un incontro con Trenitalia, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, gli Enti Locali e le associazioni degli utenti per definire congiuntamente il quadro dei servizi da assicurare, anche nell'ambito delle attività a mercato, in Emilia-Romagna. (11 11 19) A firma del Consigliere: Bertani
9108 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad utilizzare le risorse del Fondo d'ambito di incentivazione alla prevenzione e riduzione dei rifiuti di cui alla legge regionale 16/2015 allo scopo di sostenere anche i progetti degli Enti locali che hanno l'obiettivo di ridurre la produzione dei rifiuti plastici; a finanziare progetti di ricerca scientifica e di innovazione produttiva che garantiscano la riconversione della filiera delle plastiche con particolare riferimento a quelle delle monouso verso prodotti e processi ambientalmente sostenibili; a prevedere, nell'ambito della LR 41/97 "Interventi nel settore del commercio per la valorizzazione e la qualificazione delle imprese minori della rete distributiva" o di altri strumenti regionali di sostegno all'imprenditoria, incentivi destinati agli esercenti commerciali, come definiti all'art. 9 del Decreto-Legge 111/2019, finalizzati alla diffusione della vendita di prodotti sfusi senza l'utilizzo di imballaggi e contenitori in plastica monouso; a stanziare risorse per finanziare la diminuzione della produzione di rifiuti di feste e sagre, grazie alla sostituzione dell'usa e getta in plastica con piatti in ceramica, posate in metallo, bicchieri in vetro e lavastoviglie. (12 11 19) A firma dei Consiglieri: Piccinini, Calvano, Taruffi, Prodi, Caliandro, Montalti, Bertani, Serri
9111 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad esprime piena e totale solidarietà agli assistenti sociali ferraresi vittime di minacce; condannando inoltre ogni tentativo di minimizzare le evidenze riportate nella ordinanza del Gip relativa alla inchiesta Angeli e Demoni proprio a tutela della stragrande maggioranza di assistenti sociali coscienziosi ed estranei alla vicenda. (12 11 19) A firma dei Consiglieri: Galli, Callori
9118 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad attivarsi, affinché, venga realizzato un reparto di pediatria con annessa sala parto all'interno del nuovo Ospedale di Fiorenzuola d'Arda (Piacenza), in modo da agevolare anche le partorienti residenti nelle zone montane della provincia, tutelare la loro salute e quella dei nascituri, ridurre il fenomeno dello spopolamento di determinate aree e aumentare i posti di lavoro. (14 11 19) A firma del Consigliere: Rancan
9119 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a manifestare in maniera concreta e fattiva solidarietà e vicinanza alla popolazione veneta colpita drammaticamente da eventi metereologici, anche attraverso l’attivazione della Protezione Civile e della relativa Colonna Mobile Regionale. (14 11 19) A firma del Consigliere: Sassi
9120 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad attivarsi in tutte le sedi istituzionali nazionali affinché la plastic tax non sia imposta dalla legislazione statale ma sia di converso e più opportunamente incentivata la riconversione industriale verso produzioni biodegradabili o maggiormente riciclabili. (14 11 19) A firma dei Consiglieri: Rainieri, Bargi, Delmonte, Rancan, Marchetti Daniele, Liverani, Pettazzoni, Pompignoli
8723 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per procedere alla pulizia degli alvei dei fiumi Nure e Tidone. A firma dei Consiglieri: Callori, Tagliaferri, Facci
8725 - Interrogazione a risposta scritta circa la gestione, da parte di un unico direttore di U.O., di plurimi presidi ospedalieri, con particolare riferimento all'AUSL della Romagna. A firma del Consigliere: Galli
8727 - Interrogazione a risposta scritta circa le figure abilitate ed autorizzate ad accedere al sistema informatico “Sole” dell'AUSL. A firma del Consigliere: Galli
8733 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere a favore dei pazienti affetti da linfedema e dalle altre patologie correlate al sistema linfatico. A firma della Consigliera: Piccinini
8735 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure relative al "piano sanitario di emergenza in occasione di eventi e manifestazioni pubbliche", con particolare riferimento alla Festa dell'Unità svoltasi a Imola. A firma della Consigliera: Piccinini
8739 - Interrogazione a risposta scritta circa la costituzione di parte civile della Regione Emilia-Romagna nel procedimento penale relativo all'inchiesta denominata "Mondo sepolto". A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri
8740 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti i tempi di attesa per l'accesso alle cure per i pazienti affetti dalle stesse patologie, con particolare riferimento all'Ospedale Maggiore di Bologna ed a quello di San Giovanni in Persiceto. A firma del Consigliere: Galli
8741 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti i servizi di ristorazione, e le relative convenzioni, relativi ai collaboratori regionali operanti a Bologna. A firma del Consigliere: Taruffi
8743 - Interrogazione a risposta scritta sul rispetto delle prescrizioni di ARPAE circa limitazioni nelle emissioni odorigene relative all'impianto di compostaggio di Crevalcore (BO). A firma del Consigliere: Pettazzoni
8746 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per ripristinare le unità operative dell'Ospedale di Mirandola necessarie per farlo divenire Ospedale di Area. A firma della Consigliera: Gibertoni
8751 - Interrogazione a risposta scritta, per sapere quali sono i problemi che ritardano l’ultimazione dei lavori riguardanti il Punto di primo intervento dell’Ospedale Santa Maria di Borgo Val di Taro. A firma del Consigliere: Rainieri
8756 - Interrogazione a risposta scritta, per conoscere i termini della convenzione da stipularsi tra la Banca di Bologna ed il Comune di Alto Reno Terme, prodromica all’erogazione del contributo economico da parte della Regione Emilia-Romagna per riqualificazione del “Grottino Chini”, sito all’interno dell’Antico Stabilimento termale di Porretta Terme. A firma dei Consiglieri: Facci, Tagliaferri, Callori
8757 - Interrogazione a risposta scritta, per sapere quale sia l’entità del danno subito dall’ospedale di Baggiovara in seguito agli eventi di maltempo di fine giugno 2019; quali i relativi costi per il ripristino; quale la valutazione dell’accaduto, anche a confronto con la tenuta di altri presidi ospedalieri di costruzione meno recente. A firma del Consigliere: Gibertoni
8759 - Interrogazione a risposta scritta circa il diverso trattamento riservato, dagli uffici scolastici di Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte, agli insegnanti frequentanti il Tirocinio Formativo Attivo di Sostegno Didattico agli alunni con disabilità. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Callori, Facci
8762 - Interrogazione a risposta scritta circa l’attivazione dei presidi sanitari, in particolare per i casi di utilizzo post-operatorio. A firma del Consigliere: Galli
8763 - Interrogazione a risposta scritta circa la possibilità di aumentare la disponibilità di posti per specializzandi nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri
8768 - Interrogazione a risposta scritta circa la compartecipazione al costo dei farmaci di fascia C a carico degli ospiti delle CRA e in particolare sulla possibilità che si creino disparità di trattamento fra l’utenza dei comuni sedi di ASP e quelli che non ne usufruiscono. A firma dei Consiglieri: Callori, Tagliaferri, Facci
8769 - Interrogazione a risposta scritta circa le gravi carenze di organico e i disservizi presenti negli ospedali e nelle altre strutture sanitarie della regione, con particolare riferimento al reparto di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale Maggiore di Bologna. A firma del Consigliere: Galli
8773 - Interrogazione a risposta scritta, in merito ai problemi inerenti la sicurezza del personale sanitario impegnato nelle attività ospedaliere e in quelle di pronto soccorso. A firma della Consigliera: Piccinini
8780 - Interrogazione a risposta scritta, per sapere quale sia il valore dei risparmi che la Regione Emilia-Romagna può imputare all’avvio di collaborazioni tra le varie centrali d’acquisto di diverse regioni. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele
8785 - Interrogazione a risposta scritta, per sapere se la Giunta intenda, unitamente ai sindacati, vigilare che tutto il personale ex Adveo Italia della sede di Castel San Giovanni (in provincia di Piacenza) sia stato trasferito alla nuova società; diversamente, nel caso di mancata riconferma anche in parte del predetto personale, se ritenga di attivarsi al fine di agevolare eventuali riassorbimenti del personale in aziende del territorio al fine di salvaguardare le famiglie residenti. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Callori, Facci
8792 - Interrogazione a risposta scritta circa i programmi della Regione per il recupero, la salvaguardia e l’utilizzo dell’immobile ex colonia di Monfestino nel Comune di Serramazzoni (MO). A firma della Consigliera: Piccinini
8793 - Interrogazione a risposta scritta circa l’opportunità di estendere sul territorio regionale l’applicazione “Where are U”, al fine di agevolare la localizzazione di eventuali emergenze, soprattutto in contesto extraurbano. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Callori, Facci
8794 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali provvedimenti intenda assumere la Regione per contrastare il consistente numero di ingressi di cani nei canili per rinunce da parte dei loro padroni non giustificate da gravi motivi e se non consideri opportuno creare un registro regionale telematico delle persone che abbiano rinunciato a un animale da affezione, da poter consultare in tutti i canili pubblici o privati della Regione, nel caso le stesse si ripresentino in futuro per altre adozioni, affinché vengano considerate persone inadatte all'affido di altri animali. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Callori, Facci
8795 - Interrogazione a risposta scritta sugli intendimenti della Giunta circa interventi atti ad assicurare a tutti i cittadini l’accesso al fascicolo sanitario elettronico tramite il nuovo sistema di OTP, anche intervenendo per garantire a tal fine la copertura telefonica mobile nelle zone più remote della regione. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Callori, Facci
8797 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali azioni intenda attivare la Giunta, direttamente o attraverso il Servizio Sanitario Regionale, per sostenere i malati colpiti da patologie rare, anche dedicando maggiori risorse sul fronte di tali malattie piuttosto che alla creazione di centri d'eccellenza per l'eterologa o per l'acquisto di gameti su mercati esteri. A firma del Consigliere: Callori
8800 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta regionale intende lasciare vacante l’incarico a direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, nominare un altro direttore generale, oppure conferire un incarico a tempo. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele
8812 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la rete donativo-trapiantologica regionale. A firma del Consigliere: Galli
8815 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per far fronte alle carenze di organico riguardanti l'Ospedale del Delta. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Callori, Facci
8819 - Interrogazione a risposta scritta circa l'utilizzo, nelle cure ai minori oggetto dell'indagine denominata "Angeli e Demoni", da parte degli psicoterapeuti del Centro Hansel e Gretel, della terapia EMDR e in particolare dello strumento denominato Neurotek. A firma del Consigliere: Rainieri
8820 - Interrogazione a risposta scritta circa la riduzione delle giornate di apertura al pubblico, passate da sei a tre giorni la settimana, del Centro Unico di Prenotazione (CUP) esistente presso il Poliambulatorio del Comune di Baricella (BO). A firma dei Consiglieri: Facci, Callori, Tagliaferri
8828 - Interrogazione a risposta scritta circa la mancata sostituzione del medico condotto di Monticelli e più in generale sul turn over che caratterizzerà nel prossimo triennio la figura del medico di base nella provincia di Piacenza. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Callori, Facci
8835 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per sostenere ed aiutare i pazienti diabetici, con particolare riferimento ai bambini ed ai servizi da fornire loro, specie in ambito scolastico. A firma della Consigliera: Piccinini
8836 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti l’utilizzazione di monitor relativamente alle dimissioni ospedaliere. A firma della Consigliera: Piccinini
8838 - Interrogazione a risposta scritta circa lettere di convocazione alla visita per l'accertamento dell'invalidità civile recapitate in data posteriore a quella fissata per la visita stessa. A firma del Consigliere: Galli
8839 - Interrogazione a risposta scritta circa l'esenzione dalla tassa regionale per il diritto allo studio degli studenti universitari con disabilità od invalidità pari o superiore al 66%. A firma della Consigliera: Lori
8841 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per contrastare le emissioni odorigene che colpiscono la cittadinanza della frazione di Palata Pepoli nel Comune di Crevalcore (BO). A firma della Consigliera: Piccinini
8843 - Interrogazione a risposta scritta circa la riorganizzazione del Dipartimento di Salute Mentale dell'AUSL di Bologna. A firma del Consigliere: Galli
8857 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per tutelare il benessere animale. A firma del Consigliere: Callori
8993 - Interrogazione a risposta scritta circa la mancata realizzazione di opere riguardanti lo scambio idrico tra la Sacca di Goro ed il fiume Po. A firma del Consigliere: Tagliaferri
9027 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori della "Lavanderia La Salsese", con sede a Salsomaggiore Terme. A firma del Consigliere: Rainieri
9035 - Interrogazione a risposta scritta circa il sostegno agli Enti Locali in materia di procedure per l'erogazione di contributi per le indagini e verifiche di solai e controsoffitti degli edifici scolastici. A firma della Consigliera: Gibertoni
In data 14/11/2019 è stata data risposta orale, presso la Commissione “Territorio, Ambiente, Mobilità”, alla interrogazione oggetto n. 8852:
8852 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa lo svolgimento di eventi, con la partecipazione di veicoli a trazione integrale, in aree protette regionali. A firma della Consigliera Gibertoni
Comunicazioni ai sensi dell’art. 68, comma 1, lettera d) del Regolamento interno:
L’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa, preso atto delle seguenti note:
prot. AL/2019/24533 del 07/11/2019, nomina della consigliera Silvia Prodi a Presidente del Gruppo Misto a decorrere dall’11 novembre 2019;
prot. AL/2019/24915 del 12/11/2019, cambio di denominazione del gruppo “Sinistra Italiana” in “Emilia-Romagna Coraggiosa Ecologista Progressista” e confermato il consigliere Igor Taruffi alla presidenza del gruppo medesimo
ha adottato la deliberazione n. 76 del 14 novembre 2019 ad oggetto:
“Accertamento e dichiarazione della costituzione dei Gruppi assembleari della X legislatura e presa d'atto della loro consistenza numerica (art. 36 Statuto, art. 6 Regolamento interno, art. 17, comma 3, L.R. 11/2013 e ss.mm.ii.). Modifica alla deliberazione UP n. 50 del 12 settembre 2019”.
Si informa inoltre che con nota prot. n. AL/2019/25307 del 15/11/2019 il consigliere Michele Facci ha comunicato la revoca della propria precedente adesione al “Gruppo Fratelli d’Italia”, con contestuale adesione al Gruppo assembleare “Gruppo Misto”.
Si informa inoltre che con nota prot. n. AL/2019/25390 del 15/11/2019 i consiglieri Giancarlo Tagliaferri e Fabio Callori hanno comunicato la nomina di quest’ultimo quale Capogruppo del Gruppo assembleare “Fratelli d’Italia”.
Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti, dal 25/10/2019 al 14/11/2019
DPGR n. 163 del 28/10/2019
Designazione dell’Assessore alla Cultura, Politiche giovanili e Politiche per la legalità a componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Museo Nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah”
DPGR n. 171 dell’8/11/2019
IPAB “Casa di riposo – Residenza Pietro Zangheri” con sede a Forlì – Designazione nuovo componente Consiglio di Amministrazione
(Comunicazioni n. 92 prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno - prot. NP/2019/2560 del 18/11/2019)
Relazione del presidente della Commissione speciale d’inchiesta, Boschini,
circa il sistema di tutela dei minori nella Regione Emilia-Romagna (oggetto 9121)
“Grazie Presidente, colleghi,
il 27 luglio ultimo scorso, meno di 4 mesi fa, veniva istituita ai sensi dell'art. 60, comma 1, del Regolamento interno dell'Assemblea legislativa e dell'art. 40, comma 1, dello Statuto della Regione Emilia-Romagna, la commissione assembleare speciale d'inchiesta circa il sistema di tutela dei minori nella Regione Emilia-Romagna. Approvata all’unanimità dall’Assemblea, la Commissione nella sua delibera istitutiva ha ricevuto ad oggetto, leggo testualmente, “il tema della tutela dei minori e in particolare degli affidi in ambito regionale”. Tutto questo al fine -cito ancora testualmente- “di conoscere genesi, diffusione ed articolazione delle criticità in essere nel sistema regionale e di avere indicazioni rispetto agli strumenti da utilizzare, per porre rimedio con la definizione di un regolamento regionale che contenga precise indicazioni in merito alle attività dei servizi, per correggere le distorsioni in essere e per restituire all’Assemblea una relazione puntuale su tali criticità”.
Un mandato quindi chiaro sui servizi regionali nel loro complesso, sulle loro caratteristiche, e sul loro miglioramento, non solo su un caso specifico, la Val d’Enza.
Realizzare questo mandato in così poco tempo, non era semplice. E, aggiungo, farlo con uno strumento -quello della Commissione di inchiesta- inutilizzato dal 1987, mai sperimentato con il regolamento assembleare vigente, e quindi tutto da costruire anche nei metodi, nelle regole da applicare, negli strumenti a disposizione. Il tutto, su un tema attorno al quale -lo sappiamo bene- il confronto politico era ed è rimasto rovente, spigoloso, e l’attenzione dell’opinione pubblica giustamente elevatissima, visto che parliamo del bene più prezioso di una società: i suoi bambini e la loro salute, la loro crescita in contesti sani ed educativi.
Quel clima inevitabilmente non poteva stare fuori dalle mura della Commissione, che malgrado queste oggettive difficoltà ha svolto il suo lavoro -non tocca a me dire se bene o male- e oggi lo presenta a questa Assemblea per la doverosa rendicontazione.
Vi sono stati problemi e polemiche per la costituzione dell’UP e questo ha rappresentato lungo tutto l’arco della attività un punto su cui ci è spesso criticamente confrontati; si è tentato di assicurare più condivisione allargando il più possibile le attività dell’UP ai rappresentati di tutti i gruppi assembleari, soprattutto nelle fasi di impostazione più delicate del lavoro, per cercare di ovviare a questo deficit di rappresentanza. Personalmente, e ferma restando la piena legittimità delle scelte fatte e del lavoro svolto dall’UP -approfitto anzi per ringraziare del lavoro e del costante accompagnamento i due vicepresidenti Taruffi e Sensoli -ritengo che per il futuro sarebbe utile che il regolamento non assimilasse l’UP di una commissione di inchiesta a quello di una normale commissione politico-tematica, e ne pensassero modalità di garanzia più ampie.
Ecco comunque il rendiconto del lavoro della Commissione.
La Commissione, insediata il 2 agosto 2019, ha operato con oltre 25 sedute, interamente trasmesse in diretta streaming, prevalentemente dedicate ai contributi di testimoni, dal 27 agosto al 14 novembre 2019, con 45 audizioni per un totale di 70 persone ascoltate, in rappresentanza di enti pubblici, aziende pubbliche, magistratura, autorità garanti, ordini professionali (tra cui assistenti sociali, educatori, avvocati, pediatri, etc.), associazioni, volontariato, privato sociale, famiglie, coordinamenti o gruppi anche non formalizzati, oppure a titolo individuale in qualità di esperti o testimoni diretti, per circa 80 ore complessive di attività. La commissione ha raccolto varie documentazioni dalle persone audite, documenti tutti distribuiti o messi a disposizione in modo trasparente ai commissari, e citati interamente in allegato alla relazione, unitamente ad altri raccolti presso la stessa amministrazione regionale e altre amministrazioni pubbliche, anche su richiesta dei commissari.
In due mesi abbiamo fatto quello che una normale commissione fa in un anno.
Per questo voglio estendere un forte e sentito ringraziamento allo staff della Commissione e a tutto il personale dell’Assemblea che ha collaborato, e senza la cui dedizione ben oltre gli orari di lavoro questa relazione in tempi così brevi non sarebbe stata possibile.
Le persone audite sono state segnalate e richieste dai diversi gruppi assembleari, e nessuna richiesta è stata esclusa dall’Ufficio di Presidenza. L’Up nella sua forma allargata ha scelto di audire tutti e senza contingentamenti dei tempi e degli interventi: questa impostazione -condivisa a inizio percorso con le minoranze- ha chiaramente influito sul lavoro, portando forse a stressare molto la durata delle audizioni; magari a udire -per comprensibili esigenze politiche- anche voci che ci hanno portato indicazioni simili; ma anche alcune ripetizioni ci hanno confortato nel capire che alcuni temi ritornavano costantemente e quindi erano particolarmente importanti. In ogni caso, è certo che nessuna voce è stata eliminata in partenza o durante il dibattito e che la apertura è stata sempre massima, su ogni tema domanda e questione, senza censure di sorta.
Ma ovviamente il rendiconto più importante è quello di merito.
In questi 10 minuti non posso tentare neanche lontanamente una sintesi degli esiti che sono interamente affidati alle 245 pagine di relazione finale, alla cui lettura -anche selettiva- rimando davvero chiunque, dentro e fuori questa aula, voglia trovare una parola -io credo approfondita e documentata, non frettolosa- sui minori, sui servizi in questa regione e anche sui fatti della val d’Enza.
Chiaramente in quelle pagine non c’è un giudizio finale sui reati, sui fatti e sui comportamenti individuali, giudizio che spetta esclusivamente alla magistratura, e non potrebbe che essere così vista l’assenza dei poteri di indagine propri delle commissioni parlamentari, ai sensi dell’art.82 della costituzione, che ci impedisce di acquisire in modo certo prove su atti e intenzioni delle persone coinvolte. Forte, naturalmente, è l’auspicio che la magistratura compia il suo dovere rapidamente ed efficacemente, assicurando le pene più severe e rigorose se si accerteranno odiosi reati compiuti contro l’interesse dei minori e le loro famiglie, oltre che contro l’interesse pubblico e la pubblica amministrazione, compreso contro la Regione.
Ma questo -contrariamente a quanto ha sostenuto qualcuno- non fa della nostra commissione solo una commissione di studio. Non è così, perché se manca necessariamente il giudizio su eventuali reati, un giudizio sui servizi locali c’è, e era quello che ci era richiesto. E’ un approfondito giudizio di merito su tutti gli aspetti del sistema minori, da quello normativo, a quello del funzionamento, con una mole di dati imponente, non sempre coerente come sappiamo, non per colpa della Commissione ma della precarietà dei sistemi informativi più volte segnalatoci come problema nazionale. Una massa di informazioni che ci porta molto più avanti nella conoscenza di dove eravamo ad agosto, e su cui ogni partito potrà costruire il suo giudizio politico, e su cui ogni cittadino potrà riscontrarne la fondatezza: in questo ritengo la commissione abbia svolto, anche per il futuro, una essenziale funzione di servizio alla qualità del dibattito pubblico e alla democrazia.
Ripercorro il mandato ricevuto dall’assemblea con la delibera 215, per scorrere i risultati:
“Servizi sociali anche appaltati a soggetti esterni”: qui l’esito dell’indagine è facile e chiaro perché ci è stato più volte assicurato dai massimi dirigenti regionali, nonché dalle direzioni delle aziende sanitarie, e dagli operatori delle strutture locali, che MAI E IN NESSUN LUOGO della regione sono state appaltate a privati le funzioni proprie del servizio sociale; in particolare , mai appaltata ad altri la VALUTAZIONE dei casi dei minori e quindi nemmeno le analisi delle situazioni famigliari o le segnalazioni alla magistratura.
Il privato, quasi sempre un privato sociale, è presente invece e quasi esclusivamente a valle delle decisioni de potestate del TM, per la gestione delle comunità di accoglienza, che entrano in campo quando non ci sono famiglie affidatarie o un contesto familiare non sarebbe idoneo al singolo caso e alla sua complessità. Abbiamo potuto constatare -e su questo credo ci sia ampio consenso trasversale- l’elevato contenuto etico delle persone che in questa regione quotidianamente si fanno carico dell’accoglienza temporanea di minori, spesso sottoponendo se stessi e le loro famiglie a forti sacrifici.
Tornando a comunità e strutture, abbiamo riscontrato la forte variabilità delle tariffe delle comunità e delle strutture, legata sicuramente alla variabilità del contenuto del servizio offerto, ma questo è un tema da migliorare che consegniamo alla assemblea e alla giunta: durante le audizioni qualcuno lo ha sollecitato una forma di accreditamento specifico per le strutture per minori, purché non burocratico ma basato sulla qualità sostanziale dei servizi. Il tema dell’accreditamento renderebbe -altro tema assegnatoci dalla Assemblea- più sicure, chiare e definite le procedure di affidamento dei servizi che oggi sono totalmente in mano alla autonomia dei comuni e perciò non sindacabili dalla Regione; affidamenti che abbiamo esplorato individuando nella dgr 1904 2011 lo strumento fondamentale per i meccanismi di autorizzazione e controllo e per la definizione degli standard qualitativi delle comunità, apparsi nel complesso funzionanti, anche se è stato segnalato a questa assemblea dal collega Galli un caso di criticità; nessuna delle voci raccolte ha indicato particolari falle qualitative nel complesso delle linee di indirizzo regionali, anzi da più parti riconosciute di ottima qualità, ma ovviamente da far applicare e rispettare pienamente. Qui si colloca anche il profondo dibattito sulla istanza di revisione di II livello, non un “controllo” sui professionisti sia chiaro, ma una supervisione, specie per i casi più complessi, che già prevista dalla LR 14 fin dal 2008, è affidata alla “promozione” -termine indubbiamente lasco- di ogni CTSS: e qui la Commissione pone la raccomandazione alla Assemblea di voler valutare (non possiamo certo coartarne la futura volontà) una revisione della legge, perché ne sia più chiara e stringente l’attuazione, a differenza di quanto avvenuto in vari territori e anche in val d’Enza.
“L’esternalizzazione dei servizi” e in modo più specifico “il sistema dei controlli sulle consulenze affidate a psicologi e pedagogisti” -altro tema consegnatoci dal mandato assembleare- appare dunque avvenuta solo in riferimento all’accoglienza, e -in più rari casi, come abbiamo accertato- per le terapie psicologiche, successive alla presa in carico dei minori. Qui abbiamo potuto riscontrare l’utilità di potenziare gli organici pubblici delle neuropsichiatrie infantili e anche dei servizi di educativa territoriale, le cui difficoltà -in alcuni casi- sono all’origine del ricorso a specialisti esterni; in altri casi questo ricorso è apparso dettato dalla storia terapeutica del minore o dalla specificità dei casi trattati. E’ un punto delicato, perché è a questo livello che si sviluppa buona parte del caso Val d’Enza: ferma restando l’autonomia dei comuni su questi temi, che la Regione non può eliminare, sviluppare le competenze pubbliche e utilizzarle quanto più possibile in via esclusiva è l’indicazione chiara che tanti soggetti ci hanno fornito.
Per quanto attiene altri due temi affidatici dal mandato dell’Assemblea, ossia i “metodi seguiti negli affidi di minori e nella presa in carico delle famiglie, quali ad esempio l’operatività degli assistenti sociali” e “il rapporto tra servizi sociali e servizi dell’amministrazione della Giustizia minorile (protocolli da seguire nel rapporto con i minori; la valutazione dei servizi sociali negli affidi)”, la commissione ha sviluppato una attività profonda di indagine. Forse è stato il tema più discusso: come agiscono i servizi? Quale azione di prevenzione? Come arrivano alle segnalazioni? Che autonomia mantiene l’autorità giudiziaria minorile rispetto ad esse? Che protocolli scientifici si adottano. Abbiamo esplorato accuratamente il quadro normativo nazionale e regionale in cui si svolge il lavoro dei servizi; ne emerge un quadro complesso, non inefficace, ma non sempre adeguato, che crea più di un problema, e che richiede un chiaro miglioramento sulla parte inerente le procedure di urgenza -art.403 e art. 336 comma 3-: procedure di urgenza a tutela dei minori servono, ma insieme a più chiare garanzie costituzionali per il contraddittorio con la famiglia. Un intervento normativo nazionale su questi temi, purché attento e non emotivo, appare opportuno dai lavori della commissione.
Su un altro tema consegnato, quello della “competenza degli operatori sociali” abbiamo potuto riscontrare alcune criticità: il percorso formativo degli assistenti sociali è chiaro e definito; l’ordine professionale offre percorsi formativi, così come la Regione; tuttavia la crisi della finanza pubblica locale, negli ultimi anni, ha lasciato il segno. Da più parti è emersa la criticità legata al turn over, alla presenza di giovani operatori meno esperti, alla necessità di formare più numerosi esperti giuridici per i servizi, e anche dare più competenze giuridiche agli operatori. In ogni caso ci tengo a far pervenire agli operatori dei servizi -e spero sia condivisa- la considerazione per il lavoro che ogni giorno svolgono, e la solidarietà per le tante minacce subite in questo periodo dagli oltre 2500 assistenti sociali di questa regione, a fronte di 7 raggiunti da avvisi di garanzia (non ancora, come sappiamo, da condanne).
Più difficile è stato approfondire il tema consegnatoci relativamente a ”i fondi regionali interessati, la loro ripartizione, assegnazione ai servizi territoriali e le modalità di spesa locale”. E’ emerso che la Regione infatti non effettua finanziamenti diretti ai servizi per i minori che -non lo ricorderemo mai abbastanza- sono di esclusiva ultima responsabilità dei Comuni. La Regione, attraverso soprattutto il Fondo Sociale regionale, trasferisce ai comuni risorse che entrano nei bilanci comunali a sostegno generale della funzionalità dei servizi stessi, così come le ASL compartecipano ai costi locali. Ma non vi è la possibilità -e questo era il senso della domanda- di risalire dal bilancio regionale ad un controllo stretto di come le risorse erogate vengono utilizzate, sul caso singolo, sul singolo progetto, dai Comuni o dalle loro unioni. Per questo, tra le raccomandazioni, abbiamo formulato quella di stringere maggiormente il rapporto tra erogazione dei fondi regionali e loro uso vincolato alla attuazione delle linee di indirizzo regionale: e questo anche per assicurare maggiore omogeneità tra i servizi comunali, uno dei temi critici emersi dalla inchiesta. Abbiamo comunque potuto accertare ulteriori interventi finanziari specifici: la Regione finanzia e sostiene sui territori l’applicazione del progetto PIPPI che ha ricevuto da tutti notevoli elogi per come sta arricchendo i servizi di supporto alle famiglie, operando per la prevenzione dell’allontanamento. Questa è già oggi la direzione delle nostre leggi e delle nostre linee guida, e va ulteriormente incentivata, come indichiamo nelle raccomandazioni finali, altro punto che credo sia davvero condiviso da tutti. Abbiamo poi ricostruito e chiaramente indicato senza remora alcuna anche gli interventi che la Regione attraverso i bandi dell’assessorato alla cultura e alle pari opportunità ha finanziato con riferimento alle associazioni socioculturali che hanno poi operato sui temi dei minori in Val d’Enza, così come l’andamento complessivo dei costi per i servizi ai minori in quel territorio.
Ulteriori approfondimenti, che ora non ho il tempo di illustrare, sono stati dedicati alla attività del “Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza ed i suoi rapporti con i servizi sociali territoriali, con gli organi della Giustizia minorile” -come richiesto dal mandato- con estensione anche alle attività della Fondazione regionale vittime reati.
Fin qui, in breve, il nostro mandato. Ma nel testo finale della relazione ci sono anche 4 corposi paragrafi dedicati a temi cardine emersi dai lavori, quali la supervisione dei servizi, la organizzazione e formazione, i rapporti tra pubblico e privato e il tema CENTRALISSIMO della prevenzione. E c’è un intero paragrafo di 15 pagine dedicato ad una valutazione attenta sul caso della Val d’Enza, sotto il profilo che ci è proprio, quello amministrativo. Non ci siamo sottratti. Abbiamo ricostruito attraverso oltre 20 delibere e determine e con molte testimonianze il percorso amministrativo che ha portato alla nascita del centro “La Cura” e alla attività svolta in esso dalla onlus Hansel & Gretel. Si può affermare in ultima istanza dalle evidenze raccolte che il percorso deliberativo della Unione ha senz’altro mirato a costituire localmente:
- un Centro di rilievo distrettuale (“La Cura”),
- in grado di avvalersi della collaborazione di competenze specialistiche private (Onlus Hansel e Gretel),
- che operava in rete, anche erogando servizi con e per varie tipologie di soggetti, pubblici e privati,
- presso il quale si erano programmate in primo luogo attività di formazione e supervisione verso gli operatori, ma -secondo alcune tabelle del contratto di servizio con Asp e del Piano di zona- anche attività di psicoterapia per minori, specificamente per le vittime di abusi e maltrattamenti.
- Il Centro appare distinto, negli atti formali così come nella funzione, da un “gruppo di riferimento di secondo livello”, attivato a livello distrettuale, in non pieno allineamento con le originali previsioni della L.R.14 2008, rispetto al suo dimensionamento territoriale.
- Gli atti dell’Unione finalizzati alla operatività del centro “La Cura”, nei suoi diversi aspetti, appaiono in alcuni casi assunti con tempistiche a dir poco serrate, e il tutto appare motivato e dovuto probabilmente all’urgenza di dare risposta a problematiche locali (riguardanti prostituzione minorile) manifestate nei vari convegni organizzati, anche con autorevoli partecipazioni regionali.
La Commissione ha potuto riscontrare dagli atti analizzati una scelta di prevalente autonomia organizzativa e progettuale -legalmente non comprimibile- effettuata nel distretto nel periodo compreso indicativamente tra 2016 e il 2018, preferendo competenze esterne a quelle eventualmente attivabili attraverso l’ASL per le attività di terapia psicologica. Non vi sono invece evidenze, e anzi vi sono testimonianze avverse al fatto, che l’attività di soggetti esterni si sia mai sostituita alle équipes territoriali integrate nella valutazione formale dei casi da segnalare alla autorità giudiziaria. Autorità giudiziaria che ci ha confermato che non si registrò un aumento esponenziale dei casi (i dati che forniamo ci dicono di vari aumenti, ma non così clamorosi come qualcuno ha avvalorato pubblicamente in modo frettoloso) e che in ogni caso tutte le pratiche furono valutate dalla autorità giudiziaria, per cui nessuno dei 6 minori su cui verte l’inchiesta -4 dei quali erano già rientrati nelle loro famiglie nel 2018- fu allontanato dai servizi (col famoso 403) ma sempre e solo a seguito di una attento vaglio del TM, che ha in media trasformato in allontanamenti solo il 15% delle segnalazioni di pregiudizio -non si badi delle richieste di affidamento- ricevute negli ultimi anni dalla Val d’Enza.
In tutto questo, il ruolo della Regione si è svolto quindi all’interno di un quadro normativo e organizzativo complesso, e che in ogni caso riconduce sempre alla autorità giudiziaria il controllo ultimo sui singoli casi di limitazione della responsabilità genitoriale. Per questo abbiamo auspicato una revisione della norma regionale, in merito al chiarimento del ruolo della Regione in rapporto alla autonomia organizzativa e statutaria degli enti locali e delle CTSS.
Ma su questo e su molti altri temi non posso che rimandare alle 24 raccomandazioni con cui si chiude in modo molto propositivo il nostro lavoro, rivolte a Giunta e ad Assemblea, ma che riguardano anche interventi necessari a livello nazionale, e che segnaliamo particolarmente come una sorta di sintesi ultima del nostro lavoro.
Sintesi di proposte su cui sono certo non avverranno grandi le distinzioni che invece potranno avvenire per motivi politici.
Il quadro finale che esce è quello di servizi comunali per la tutela dei minori complessivamente bene organizzati nel territorio, come ci è stato autorevolmente riconosciuto anche dal presidente del Tribunale per i Minori di Bologna. Servizi che operano in un quadro di crescente fragilità delle famiglie, di crescente povertà educativa, di bisogni crescenti, con risorse non sempre sufficienti, in un quadro normativo migliorabile, con una pluralità di soggetti coinvolti, pubblici e privati. Serve un passo avanti per migliorare il coordinamento di questa complessità. Le nostra raccomandazioni indicano la strada per questo passo avanti, per migliorare i binari lungo i quali si svolgono i servizi, in modo da rendere più difficile la possibilità che qualcuno deragli.
Da ultimo, c’è a mio avviso una sola voce mancata nel nostro lavoro, la più difficile da raccogliere, ma la più importante: quella dei minori. Dobbiamo ricordare che tutto quello che abbiamo fatto in questi mesi, la fatica, le battaglie, le arrabbiature, le letture notturne, lo abbiamo fatto per loro. Per essere sicuri che nemmeno un bambino sia sottoposto a un allontanamento non necessario, ma -come ci è stato tante volte autorevolmente spiegato- nemmeno uno sia lasciato solo insieme ad una famiglia che non ce la fa a tutelarlo.
Sono certo che per loro, per i bambini, e avendo loro davanti agli occhi, e solo loro, svilupperemo il dibattito odierno e futuro su questo delicatissimo tema.” (Presidente Boschini)