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Timestamp: 2020-07-09 15:17:44+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 186', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 173']

Rifiuto dell'alcoltest e incidente stradale: incompatibilità dell'aggravante e sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità - Studio Legale Bergamo - Avvocati Bergamo Italia
Rifiuto dell'alcoltest e incidente stradale: incompatibilità dell'aggravante e sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità
Jacob Jordaens (1593-1678), Le bevute del Re, 1645
Le Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione, con sentenza n. 46625/2015, hanno risolto il contrasto Giurisprudenziale sulla compatibilità dell'aggravante di cui all'art. 186, comma 2 bis, Cod. Strada con il reato di cui al settimo comma del medesimo articolo, consistente nel rifiuto di sottoporsi all'accertamento del tasso alcolemico.
Tale fattispecie , infatti, non è assimilabile alla guida in stato di ebbrezza che viene in effetti richiamata dalla norma ma soltanto ai fini della definizione del trattamento sanzionatorio.
Esclusa la configurabilità dell'aggravante, l'imputato potrà legittimamente invocare la sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità ai fini della successiva declaratoria di estinzione del reato, con le conseguenti statuizioni in ordine alle pene accessorie (riduzione alla metà della sospensione della patente e revoca della confisca del veicolo sequestrato).
In senso conforme si era già pronunciata la S.C., per esempio Cass. Pen., IV Sez., 22687/2014 e Cass. Pen., Sez. IV, n. 51731/2014 (Studio Legale Bergamo, avvocato penalista, incidente stradale, alcoltest, guida in stato di ebbrezza)
Testo integrale della Sentenza Cass. Civile Sent. Sez. U Num. 16601 Anno 2017 , v. sotto; Editoria Giuridica ⧉ ; v. R. CHIAESE, Nuovo codice della strada e regolamento. Annotato con la giurisprudenza, XV Ed. Simone ⧉ G. PAVICH, M. STURLESE, reati stradali, 2018, ed. Giuffrè ⧉ M. NOCERA, i reati nella circolazione stradale. Alla luce delle Giurisprudenza, 2018 ed. Dike ⧉
Cass. Penale Sent. Sez. Unite Num. 46625 Anno 2015
sul ricorso proposto da: Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Macerata;
nel procedimento [omissis] nei confronti di: Z. [omissis];
la sentenza del 04/11/2014 del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Macerata; visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; sentita la relazione svolta dal componente Patrizia Piccialli; lette le richieste del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Dott. IZZO Gioacchino, che ha concluso chiedendo l'accoglimento del ricorso.
Dal confronto tra le norme richiamate emerge, invece, in maniera evidente, la diversità ontologica tra il concetto di "conducente in stato di ebbrezza", che è elemento costitutivo dell'aggravante, e quello di "conducente che si rifiuti di sottoporsi all'accertamento di tale stato". In quest'ultimo caso, infatti, è implicita la mancanza (almeno nel momento perfezionativo del reato) di un accertamento dello stato di ebbrezza e, dunque, del presupposto necessario perchè possa definirsi il soggetto attivo del reato come "conducente in stato di ebbrezza" (come tale al contempo passibile di incorrere nell'aggravante descritta ove abbia provocato un incidente), essendo per l'appunto sanzionata la condotta di colui che si rifiuta di sottoporsi ad un tale accertamento.Alle stesse conclusioni è pervenuta Sez. 4, n. 51731 del 10/07/2014, Crisopulli, Rv. 261568, che ha richiamato i principi sopra indicati.
2.2. Secondo un diverso indirizzo interpretativo, coevo a quello contrapposto, la circostanza aggravante di aver provocato un incidente stradale è configurabile anche rispetto al reato di rifiuto di sottoporsi all'accertamento per la verifica dello stato di ebbrezza, in quanto il richiamo dell'art. 186 C.d.S., comma 7, alle pene di cui al comma 2, lett. c), dello stesso articolo, deve necessariamente comprendere anche l'aggravante de qua perchè il citato comma 2 bis (che prevede appunto tale aggravante) richiama a sua volta le sanzioni del comma 2 del medesimo articolo prevedendo il raddoppio delle stesse (Sez. 4, n. 43845 del 26/09/2014, Lambiase, Rv. 260602; Sez. 4, n. 9318 del 14/11/2013, dep. 2014, Stagnaro, rv.258215).
3. Tanto premesso, il quadro normativo di riferimento è costituito dall'art. 186 C.d.S., commi 2 bis, 7 e 9 bis.L'art. 186, comma 2 bis, così recita: "Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le sanzioni di cui al comma 2, del presente articolo ed all'art. 186 bis, comma 3, sono raddoppiate ed è disposto il fermo amministrativo del veicolo per centottanta giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea all'illecito".
In tal senso depone innanzitutto il dato testuale, certamente significativo, che può trarsi dal raffronto tra la definizione normativa dell'aggravante di cui al comma 2 bis ("Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale ...") e quella del reato di cui al comma 7 ("Salvo che il fatto costituisca più grave reato, in caso di rifiuto all'accertamento di cui ai commi 3, 4, 5, il conducente è punito ...").Dalla lettera delle norme citate emerge con evidenza la diversità ontologica tra il concetto di "conducente in stato di ebbrezza", che costituisce elemento costitutivo dell'aggravante e quello di "conducente che si rifiuti di sottoporsi all'accertamento", che presuppone la mancanza di accertamento dello stato di ebbrezza, perfezionandosi il reato, di natura istantanea, con il mero rifiuto di sottoporsi all'accertamento di tale stato, mentre risulta estraneo ogni accertamento dello stato di ebbrezza.
Perchè il rifiuto possa integrare il reato di cui al comma 7, deve trattarsi di accertamento legittimamente richiesto in presenza di alcune delle condizioni previste dall'art. 186 C.d.S., commi 3, 4 e 5.L'art. 186 C.d.S., disciplina, ai citati commi 3 e 4, i presupposti e le modalità dell'esercizio del potere conferito agli organi di polizia. In difetto di tali presupposti, l'indagato può legittimamente rifiutarsi di sottoporsi all'accertamento e tale rifiuto non integrerà quindi reato, ma non perchè scriminato dall'esercizio di un diritto, bensì perchè quella condotta non potrà considerarsi integrare la fattispecie penalmente sanzionata (cfr. Sez. 4, n. 21192 del 14/03/2012, Bellencin, Rv. 252736).
Sono, in tutta evidenza, ipotesi che, quale che ne sia la rilevanza (amministrativa o penale), si distinguono nettamente dal proprium della contravvenzione di rifiuto, laddove è punita solo la condotta omissiva del soggetto che ricusa l'accertamento, prescindendo dalla condizione, anche in ipotesi alterata, in cui tale soggetto si trovi.Il reato di rifiuto di sottoporsi all'accertamento alcolemico si sostanzia, infatti, nella manifestazione di indisponibilità da parte dell'agente a sottoporsi all'accertamento: a tal fine, peraltro, non occorre che la condotta si concretizzi in un rifiuto verbale, essendo sufficiente anche una condotta indirettamente espressiva del rifiuto, quale quella di chi, pur edotto delle modalità di esecuzione del test e avvisato delle conseguenze del rifiuto, vi si sottoponga in modo strumentalmente inidoneo a consentire l'effettiva misurazione (v. Sez. 4, n. 5409 del 27/01/2015, Avondo, Rv. 262162: nella specie, era risultato accertato che l'imputato, sottoposto a più tentativi di misurazione, anzichè soffiare nell'apparecchio, aspirava dallo stesso; e secondo la Corte, correttamente, essendo stato ripetuto tale comportamento per quattro o cinque volte, la sua condotta doveva considerarsi elusiva).
10. Possono a tal punto raccogliersi le file del discorso giustificativo sin qui svolto e trarsi la conclusione che deve essere affermato il seguente principio di diritto ai sensi dell'art. 173 disp att. c.p.p.:"La circostanza aggravante di aver provocato un incidente stradale non è configurabile rispetto al reato di rifiuto di sottoporsi all'accertamento per la verifica dello stato di ebbrezza, stante la diversità ontologica di tale fattispecie incriminatrice rispetto a quella di guida in stato di ebbrezza".
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