Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-15563-del-22-06-2017
Timestamp: 2020-01-23 07:35:40+00:00
Document Index: 104223166

Matched Legal Cases: ['art. 380', 'art. 53', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 38', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 32']

Sentenza Cassazione Civile n. 15563 del 22/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15563 del 22/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 22/06/2017, (ud. 23/05/2017, dep.22/06/2017), n. 15563
sul ricorso 11363/2016 proposto da:
L.E., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEGLI SCIPIONI
126, presso lo studio dell’avvocato ROBERTO DI GIORGIO, che la
REGIONALE dell’EMILIA ROMAGNA, depositata il 14/10/2015;
L.E. ricorre, su tre motivi, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (che ha depositato atto di costituzione) avverso la sentenza, indicata in epigrafe, con la quale la Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna, nella controversia avente ad oggetto l’impugnazione di avvisi di accertamento, emessi a seguito di indagini bancarie e relativi agli anni di imposta 2006 e 2007, ne aveva rigettato l’appello, confermando la decisione di primo grado di rigetto del ricorso.
In particolare, il Giudice di appello riteneva che la contribuente non avesse fornito idonei chiarimenti rispetto alle rilevanti movimentazioni bancarie.
A seguito di proposta ex art. 380 bis c.p.c. e di fissazione dell’adunanza della Corte in Camera di consiglio, ritualmente comunicate, l’Agenzia delle entrate ha depositato memoria.
1. I primi due motivi – con i quali si lamentano violazioni di legge con riferimento al D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 32 e 39, in relazione al principio di cui all’art. 53 Cost. – trattati congiuntamente, sono infondati.
1.1. In tema di accertamento delle imposte sui redditi, questa Corte è ferma nel ritenere che “qualora l’accertamento effettuato dall’ufficio finanziario si fondi su verifiche di conti correnti bancari, l’onere probatorio dell’Amministrazione è soddisfatto, secondo il D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 32, attraverso i dati e gli elementi risultanti dai conti predetti, mentre si determina un’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente, il quale deve dimostrare che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non sono riferibili ad operazioni imponibili, fornendo, a tal fine, una prova non generica, ma analitica, con indicazione specifica della riferibilità di ogni versamento bancario, in modo da dimostrare come ciascuna delle operazioni effettuate sia estranea a fatti imponibili (cfr. tra le tante Cass. n. 18081 del 04/08/2010). Si è, anche, precisato (Cass. n. 19692 del 27/09/2011) che i dati e gli elementi risultanti dai conti correnti bancari assumono sempre rilievo ai fini della ricostruzione del reddito imponibile, se il titolare di detti conti non fornisca adeguata giustificazione, ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 32, poichè questa previsione e quella di cui all’art. 38 del medesimo D.P.R. hanno portata generale, riguardando la rettifica delle dichiarazioni dei redditi di qualsiasi contribuente, quale che sia la natura dell’attività svolta e dalla quale quei redditi provengano.
In ordine poi al tipo di prova che il contribuente ha l’onere di fornire al fine di vincere la presunzione legale di cui al citato art. 32, è sì ammesso anche il ricorso alle presunzioni semplici ma le stesse devono essere sottoposte ad attenta verifica da parte del giudice, il quale è tenuto ad individuare analiticamente i fatti noti dai quali dedurre quelli ignoti, correlando ogni indizio (purchè grave preciso e concordante) ai movimenti bancari contestati, il cui significato deve essere apprezzato nei tempi, nell’ammontare e nel contesto complessivo (Cass. 22502/2011 richiamata da Cass. 4585/15).
1.2. Nella specie, i Giudici di merito si sono uniformati ai principi sopra illustrati, ribadendo che, a fronte delle movimentazioni bancarie, la contribuente non avesse fornito idonee giustificazioni (con accertamento in fatto rimasto incontrastato).
2. Il terzo motivo – con il quale si deduce la nullità della sentenza per la mancata allegazione all’avviso di accertamento dell’autorizzazione prevista dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, comma 1, n. 7 – è inammissibile laddove non attinge la prima ed autonoma ratio decidendi espressa dalla C.T.R. ovvero l’inammissibilità del motivo di appello, attinente all’autorizzazione alle indagini bancarie, siccome nuovo.
3. Conclusivamente, pertanto, il ricorso va rigettato con la condanna della ricorrente, soccombente, alle spese processuali nella misura liquidata in dispositivo.
Condanna la ricorrente alla refusione in favore dell’Agenzia delle entrate delle spese processuali liquidate in complessivi Euro 6.500,00 oltre eventuali spese prenotate a debito.