Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-8891-del-06-04-2017
Timestamp: 2020-08-08 10:00:59+00:00
Document Index: 99271853

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 8891 del 06/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8891 del 06/04/2017
Cassazione civile, sez. VI, 06/04/2017, (ud. 07/03/2017, dep.06/04/2017), n. 8891
sul ricorso 15683-2015 proposto da:
B.T., elettivamente domiciliata in ROMA, V. IPPOLITO NIEVO
61, presso lo studio dell’avvocato ENNIO MAZZOCCO, rappresentata e
difesa dall’avvocato DOMENICO DE ANGELIS;
POSTE ITALIANE S.P.A. – P.I. e C.F. (OMISSIS), in persona
dell’avvocato ROBERTO PESSI che la rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 8657/2014 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
– con la sentenza impugnata, la Corte di appello di Napoli decidendo in sede di rinvio disposto da questa Corte con ordinanza 23940 del 2012 (che, nel giudizio avente ad oggetto la declaratoria di illegittimità del termine apposto ad un contratto stipulato ai sensi del C.C.N.L. 26 novembre 1994, art. 8, e successivi accordi integrativi, aveva cassato la sentenza della Corte di appello di Campobasso limitatamente alla pronuncia sul risarcimento del danno e rimesso la causa a diversa Corte di appello per la quantificazione dello stesso sulla base dell’iris sr perveniens costituito dalla L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 32), determinava l’indennità risarcitoria di cui all’art. 32 cit. in 3,5 mensilità;
– per cassazione di tale sentenza ricorre B.T. con un motivo;
– Poste Italiane S.p.A. resiste con controricorso;
– con l’unico motivo la ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione degli artt. 2033, 2099 e 1372 c.c. nonchè del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38. Lamenta che la sentenza della Corte di appello di Napoli “risulta illegittima nella parte in cui non stabilisce che le eventuali somme dovute dalla sig.ra B. alle Poste Italiane S.p.A. vadano calcolate al netto, anzichè al lordo, poichè la ripetizione dell’indebito nei confronti dei un lavoratore può avere ad oggetto quanto e solo quanto sia effettivamente entrato nella sua sfera patrimoniale”;
– manca, infatti, ogni relazione tra il decisum della Corte partenopea e le doglianze della ricorrente. Non è stata, infatti, disposta dal giudice del rinvio alcuna restituzione di somme nè risulta che tale restituzione fosse stata chiesta in giudizio dalla società. Del resto è la stessa ricorrente a definire come “eventuali” (pag. 63 del ricorso, penultimo rigo) le somme dovute in restituzione dalla B.;
– in conclusione la proposta va condivisa e il ricorso va dichiarato inammissibile;
La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso; condanna la ricorrente al pagamento, in favore della società contoricorrente, delle spese processuali che liquida in Euro 200,00 per esborsi ed Euro 2.000,00 per compensi professionali, oltre accessori come per legge e rimborso forfetario in misura del 15%.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del comma 1 bis dello stesso art. 13.