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Timestamp: 2020-07-14 19:11:19+00:00
Document Index: 80185124

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 30', 'art. 13', 'art. 30', 'art. 669', 'sentenza ']

Contributo unificato ballerino: le ultime novità
Il contributo unificato aumenta del 50% per i reclami contro la sentenza di fallimento e si dimezza soltanto (non si riduce alla metà della metà) per i decreti ingiuntivi del lavoratore contro il proprio datore. Sono alcuni dei chiarimenti della circolare n. 10 dell' 11 maggio 2012, della direzione generale della giustizia civile del ministero della giustizia, dedicata a risolvere alcuni dubbi sorti nella pratica applicazione, dopo le modifiche apportate dal decreto 98/2011 e dalla legge 138/2011. Vediamo le risposte del ministero.
Processo del lavoro. Anche nel processo del lavoro si paga il contributo unificato, ma solo se si supera la soglia di tre volte il reddito di accesso al gratuito patrocinio. Sono invece da ritenersi esenti i procedimenti relativi all'esecuzione immobiliare e mobiliare delle sentenze e ordinanze emesse nei giudizi di lavoro; sono anche esenti quelli relativi al recupero dei crediti per prestazioni di lavoro nelle procedure fallimentari, di concordato preventivo e di liquidazione coatta amministrativa. Sempre nei processi per controversie di previdenza ed assistenza obbligatorie, e per quelle individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego, non è dovuto l'anticipo forfetizzato di euro 8 (previsto dall'art. 30 del Testo unico sulle spese di giustizia).
Esenzione. Il limite di esenzione per le cause di lavoro e di previdenza è un reddito inferiore a euro 31.884,48. L'esenzione riguarda le sole persone fisiche. Se, invece, la causa è promossa da soggetti diversi dalle persone fisiche, come per esempio le persone giuridiche, oppure da enti quali l'Inps, l'esenzione non si applica, per mancanza di requisiti soggettivi.
Decreti ingiuntivi. La regola per i procedimenti per decreto ingiuntivo e opposizione a decreto ingiuntivo stabilisce che il contributo è ridotto alla metà. La circolare chiarisce che per i procedimenti di ingiunzione e per le relative apposizioni in materia di previdenza e assistenza obbligatorie, il contributo unificato è quello dall'art. 13, comma 1, lettera a), del dpr 115/2002, con la riduzione della metà (quindi euro 18,50). Invece, per i decreti ingiuntivi emessi per crediti derivanti da rapporti individuali di lavoro o di pubblico impiego e per le relative opposizioni, il contributo unificato è applicato alla metà e non si procede a una doppia riduzione.
Cassazione. Per i giudizi instaurati dinanzi alla Suprema corte in materia di previdenza e assistenza obbligatorie e per i procedimenti in materia di lavoro o di pubblico impiego sì applica il contributo unificato, escludendo la riduzione alla metà.
Separazioni e divorzi. In questi processi non si pagava alcun contributo. Dopo le modifiche del 2011 anche questi giudizi sono soggetti al balzello. La circolare esclude il pagamento dell'anticipazione forfettaria di 8 euro (art. 30 del Testo unico) per i procedimenti di separazione di cessazione degli effetti civili del matrimonio sia in sede consensuale che contenziosa. Stessa regola per le procedure esecutive e cautelari dirette a ottenere corresponsione o revisione degli assegni.
Esecuzione per rilascio. La questione è quando pagare il contributo unificato, considerato che di solito la procedura si esaurisce con l'intervento dell'ufficiale giudiziario (per esempio sfratto) e con la redazione del relativo verbale, senza che si passi dal giudice. Per colmare la lacuna normativa la circolare prevede che la cancelleria, ricevuto il verbale redatto dall'ufficiale, formi il fascicolo e iscriva a ruolo la procedura. Quindi richiederà il pagamento del contributo.
Impugnazioni. La legge 183/2011 ha previsto l'aumento della metà per i giudizi di impugnazione e il raddoppio per la Cassazione. La circolare include nell'aumento del 50%: il reclamo promosso ai sensi dell'art. 669-terdecies del codice di procedura civile contro avverso il provvedimento cautelare; il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento.
Inoltre il Tribunale superiore delle acque pubbliche non può essere paragonato, ai soli fini del contributo unificato, alla Corte suprema di cassazione.