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Timestamp: 2019-01-16 04:59:55+00:00
Document Index: 99677837

Matched Legal Cases: ['art.13', 'art.3', 'art.2', 'art. 621', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 3', 'art.41', 'art.14']

DISCIPLINA DELLA FREQUENZA VOLONTARIA E DEL TIROCINIO PRESSO LE STRUTTURE DELL AZIENDA S.S.L. N. 10 VENETO ORIENTALE. - PDF
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Evangelina Leoni
1 Pagina 1 di 10 DISCIPLINA DELLA FREQUENZA VOLONTARIA E DEL TIROCINIO PRESSO LE STRUTTURE DELL AZIENDA S.S.L. N. 10 VENETO ORIENTALE.
2 Pagina 2 di 10 TITOLO I INDICE Art 1 FREQUENZE CONSENTITE... Pag. 3 Art 2 DOMANDA DI AMMISSIONE ALLA FREQUENZA... Pag. 3 Art 3 AUTORIZZAZIONE... Pag. 4 Art 4 CONTINGENTE... Pag. 4 Art 5 DURATA DELLA FREQUENZA... Pag. 4 Art 6 RAPPORTO VALUTATIVO... Pag. 5 Art 7 PROROGA DELLA FREQUENZA... Pag. 5 Art 8 FREQUENZE CONTEMPORANEE E SUCCESSIVE... Pag. 5 Art 9 ORARIO... Pag. 5 Art 10 RESPONSABILITÀ E VIGILANZA... Pag. 6 Art 11 REVOCA... Pag. 6 Art 12 DIRITTI E DOVERI DEL FREQUENTATORE... Pag. 6 Art 13 COPERTURE ASSICURATIVE... Pag. 7 Art 14 ATTESTATO: CERTIFICATO DI FREQUENZA... Pag. 7 TITOLO II Art 15 TIROCINI CONSENTITI... Pag. 8 Art 16 STIPULA DELLE CONVENZIONI... Pag. 8 Art 17 DOMANDA DI AMMISSIONE AUTORIZZAZIONE ALLO SVOLGIMENTO DEL TIROCINIO... Pag. 9 Art 18 DURATA E ORARIO DEL TIROCINIO... Pag. 9 Art 19 DIRITTI E DOVERE DEL TIROCINANTE... Pag. 9 Art 20 COPERTURE ASSICURATIVE... Pag. 10 Art 21 CERTIFICAZIONI... Pag. 10 ALLEGATO n. 1 Domanda di ammissione alla Frequenza Volontaria/Tirocinio ALLEGATO n. 2 Domanda di Proroga della Frequenza Volontaria ALLEGATO n. 3 Modulo Giustificativo timbrature omesse ALLEGATO n. 4 Modulo Ritiro tesserino magnetico ALLEGATO n. 5 Modulo Richiesta certificato di frequenza ALLEGATO n. 6 Schema convenzione tirocinio ALLEGATO n. 7 Schema progetto formativo e/o di orientamento
3 Pagina 3 di 10 TITOLO I Art. 1. Frequenze consentite La Frequenza volontaria presso le strutture dell Azienda SSL 10 Veneto Orientale da parte di studenti, diplomati e laureati in discipline che trovano riscontro e applicazione nelle attività espletate dall Azienda stessa, ha come finalità quella di offrire a coloro che in un futuro desiderano operare in tale ambito professionale la possibilità di arricchire e perfezionare le proprie conoscenze. Rappresenta quindi un occasione per l Azienda di divenire parte attiva nella formazione culturale e professionale dei giovani che si accingono al mondo del lavoro. La Frequenza volontaria è consentita, previo parere favorevole del Direttore di Struttura Complessa Primaria e successivo atto autorizzativo del Dirigente dell UOS Affari Generali e Legali, presso i Presidi Ospedalieri, i Distretti Socio Sanitari, il Dipartimento di Prevenzione ed ogni altra Struttura dell Azienda SSL 10 Veneto Orientale. Art. 2. Domanda di Ammissione alla Frequenza Per essere ammesso alla frequenza volontaria, l interessato deve presentare domanda di ammissione, mediante compilazione dell apposito modulo domanda di ammissione alla frequenza volontaria/tirocinio predisposto dall Azienda e rinvenibile presso l UOS Affari Generali e Legali, le singole strutture interessate alle frequenze volontarie e tirocini nonché sul sito internet dell Azienda. La domanda dovrà essere inoltrata al Dirigente dell UOS Affari Generali e Legali, e contenere, oltre alle generalità del richiedente (nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, residenza, recapito telefonico): l Unità Operativa Semplice/Complessa o il Servizio dove svolgere l attività di frequenza volontaria; il periodo di frequenza; il recapito presso cui fare ogni necessaria comunicazione, se differente da quello già indicato; la dichiarazione di presa visione ed integrale accettazione del presente regolamento; l autocertificazione ai sensi del DPR 445/00 dei seguenti titoli ed abilitazioni: Per i laureati: - Certificato di laurea; - Certificato di abilitazione all esercizio della professione (per le categorie che vi siano obbligate); - Iscrizione all albo professionale (se prevista da vigenti normative); Per gli studenti universitari: - Certificato d iscrizione all Università con l indicazione degli esami sostenuti; Per i non laureati: - Diploma di scuola media superiore o titolo professionale coerente con la frequenza richiesta; - Iscrizione all albo professionale, ove prevista dalle vigenti normative. E necessario infine allegare copia della polizza assicurativa contro gli infortuni, di cui al seguente art.13 c.3 e ss.
4 Pagina 4 di 10 Potrà essere allegata alla domanda ogni altra documentazione ritenuta utile ai fini dell ammissione alla frequenza volontaria (es. Frequenza documentata a corsi di perfezionamento ed a congressi scientifici in disciplina affine, specializzazione nella disciplina, pubblicazioni, ecc). Art. 3. Autorizzazione La frequenza è autorizzata, a mezzo di comunicazione scritta, dal Dirigente dell UOS Affari Generali e Legali, su parere favorevole espresso dal Dirigente/Responsabile dell Unità Operativa presso cui è richiesta la frequenza stessa, nonché, per le Strutture che afferiscono ai Presidi Ospedalieri, dal Direttore della Funzione Ospedaliera, e per gli altri casi, dai Direttori dei Distretti Socio Sanitari o dal Direttore del Dipartimento di Prevenzione, per quanto di rispettiva competenza. Il parere viene espresso dai soggetti di cui sopra mediante l apposito modulo di domanda di ammissione alla frequenza volontaria/tirocinio. Il modulo già compilato dall interessato, può essere, dallo stesso, consegnato direttamente presso la struttura aziendale coinvolta che contestualmente lo integra con il parere di competenza e ne cura la trasmissione all UOS Affari Generali e Legali. E compito dell UOS Affari Generali e Legali, recepiti i pareri, predisporre la comunicazione dell autorizzazione a firma del Dirigente e trasmetterla all interessato, di norma entro trenta giorni dalla data della presentazione della domanda, e per conoscenza al Dirigente/Responsabile dell Unità Operativa presso cui è richiesta la frequenza, nonché al Direttore di Struttura Complessa Primaria di interesse. Art. 4. Contingente Il numero di ammissibili alla frequenza, non può essere superiore al doppio dei dipendenti dello stesso profilo professionale e disciplina organicamente inquadrati nell Unità Operativa presso la quale è autorizzata la frequenza. Qualora il numero delle domande sia superiore al numero delle frequenze ammissibili, verranno ammessi, sentito il parere del Dirigente/Responsabile dell Unità Operativa interessata, alla luce di specifica documentazione che verrà acquisita successivamente alla domanda, i soggetti più meritevoli, secondo i seguenti criteri: Voto di laurea o di Diploma; Diploma di specializzazione nella disciplina; Frequenza documentata a corsi di perfezionamento ed a congressi scientifici nella stessa disciplina, o in disciplina affine a quella per cui si chiede la frequenza; Precedenti pubblicazioni; Precedenti frequenze svolte presso altre Unità operative di questa ASSL o in altre ASSL; Art. 5. Durata della Frequenza La frequenza è di norma autorizzata per la durata di un anno solare. Il periodo deve essere necessariamente specificato nella domanda di ammissione alla frequenza volontaria e verrà riportato nell autorizzazione a firma del Direttore dell UOS Affari Generali e Legali. E
5 Pagina 5 di 10 altresì previsto che la frequenza possa essere autorizzata per periodi inferiori a quelli previsti, in accoglimento delle personali esigenze dei frequentatori e a seconda delle disponibilità dell Unità Operativa d interesse, purché ugualmente proficua. Art. 6. Rapporto Valutativo Il Dirigente/Responsabile dell Unità Operativa di assegnazione può redigere, su richiesta del frequentatore, prima della conclusione del periodo di frequenza, un rapporto valutativo da trasmettere all UOS Affari Generali e Legali tramite il Direttore di Struttura Complessa Primaria (Direttore della Funzione Ospedaliera, Direttori di Dipartimento, Direttore del Dipartimento di Prevenzione). Lo scopo di tale relazione è di attestare l effettivo raggiungimento degli obiettivi concordati con il Dirigente/Responsabile dell Unità Operativa prima dell inizio del periodo di frequenza. Art. 7. Proroga della Frequenza La frequenza può essere prorogata, a richiesta dell interessato, fino ad un periodo massimo di ulteriori 12 mesi. La richiesta di proroga si effettua mediante compilazione dell apposito modulo domanda di proroga alla frequenza volontaria, che il frequentatore deve compilare inserendo i propri dati, allegando inoltre copia della polizza assicurativa per infortuni, se scaduta. Si procede all autorizzazione come precedentemente esplicitato all art.3. Art. 8. Frequenze Contemporanee e Successive Di norma non è consentita la contemporanea frequenza in più Unità Operative della stessa Azienda ASSL. L autorizzazione in tal senso potrà essere rilasciata esclusivamente sulla base di esigenze specifiche del richiedente ed in presenza del parere favorevole del Direttore della/e Struttura/e interessate. Salvo quanto previsto dall articolo precedente, l interessato, dopo il primo periodo di frequenza, può ripresentare domanda di frequenza in un'altra Unità Operativa con le modalità di cui all art.2 del presente regolamento. Art. 9. Orario La frequenza è fissata, di norma, in una presenza settimanale compresa tra un minimo di 10 ore ad un massimo di 20 ore. Gli orari di frequenza saranno articolati secondo le modalità e le direttive concordate con il Dirigente/Responsabile dell Unità Operativa interessata. Questi è tenuto alla vigilanza e al controllo delle presenze e, su richiesta dell interessato, può concordare un orario di frequenza diverso, maggiore o minore a quello stabilito in linea di massima, tale da andare incontro alle particolari esigenze del frequentatore in concomitanza alle disponibilità dell Unità Operativa. La rilevazione degli orari di svolgimento della frequenza, avviene mediante l utilizzo di un badge. Il badge è utilizzato dal frequentatore in entrata ed in uscita della frequenza, è personale, in quanto riporta il nominativo e un numero di matricola allo stesso riconducibile, viene rilasciato dall UOS Affari Generali e Legali e deve essere utilizzato durante l intero
6 Pagina 6 di 10 periodo di frequenza e infine riconsegnato all UOS stessa, che provvederà alla chiusura e all archiviazione. Il badge ha un costo di 2,00, il costo è posto a carico del frequentatore, deve essere pagato presso i punti di riscossione dell Azienda (CUP Cassa dei Presidi Ospedalieri, casse dei Distretti Socio Sanitari di Base) e la copia del pagamento deve essere allegata all apposito modulo di ritiro tesserino magnetico, da compilarsi in tutte le sue parti e da consegnare all UOS Affari Generali e Legali. Il frequentatore volontario deve portare il badge in modo visibile durante lo svolgimento della frequenza. Art. 10. Responsabilità e Vigilanza La frequenza è svolta sotto la diretta vigilanza del Dirigente/Responsabile dell Unità Operativa di competenza o di un suo delegato, designato quale Tutor dell Azienda. Il frequentatore può partecipare alle attività professionali in funzione di collaborazione o supporto, sotto le direttive e le indicazioni impartite dal Dirigente/Responsabile dell Unità Operativa o suo delegato. Art. 11. Revoca La frequenza può essere revocata, su proposta motivata del Dirigente/Responsabile dell Unità Operativa ove si svolge, quando la stessa non risulta proficua, o comunque in caso di assenza ingiustificata del frequentatore per un periodo superiore a 15 giorni. Art. 12. Diritti e Doveri del Frequentatore Il frequentatore ammesso può usufruire dei servizi messi a disposizione dall Azienda, quali la mensa interna, attivata nei Presidi Ospedalieri di San Donà di Piave, Portogruaro e Jesolo, alle stesse condizioni del personale dipendente, eccetto la partecipazione al costo. Il costo è determinato dall Azienda ed è soggetto ad aggiornamento annuale secondo gli Indici ISTAT. Alla mensa si accede mediante l esibizione di apposito buono pasto, disponibile per l acquisto presso il CUP Cassa dei Presidi Ospedalieri. L attività svolta dal frequentatore è gratuita, in quanto l autorizzazione alla frequenza non comporta in alcun modo l instaurazione di un rapporto di pubblico impiego con l Azienda, né la corresponsione di alcun emolumento o compenso a qualsiasi titolo, vista la sua finalità prettamente formativa. Per tali motivazioni l Azienda garantisce di non utilizzare i frequentatori volontari per attività che si configurino come eventuale sostituzione del personale dipendente. Il frequentatore si impegna alla migliore diligenza ed alla massima riservatezza e ad attenersi a quanto stabilisce il codice penale in materia di garanzie a tutela del contenuto di documenti segreti e di segreto professionale, di cui agli art. 621 e 622 c.p., nonché il D.Lgs 196/2003. Ogni informazione o notizia che venga ad esso comunicata o che comunque apprenda a causa della sua collaborazione dovrà essere mantenuta segreta, salvo che non sia o diventi di pubblico dominio per fatto a lui non imputabile. Parimenti ogni documento, relazione, stampato, modulo, nota, appunto ecc. a lui consegnato o da lui redatto apparterrà all Azienda ed a quest ultima dovrà essere consegnato al termine della frequenza.
7 Pagina 7 di 10 Per quanto attiene alle disposizioni in materia di riservatezza dei dati personali adottate dall Azienda, ai sensi dell art. 11 del Regolamento sulla Privacy, il Frequentatore è nominato Incaricato esterno, con assunzione degli stessi obblighi cui sono sottoposti tutti gli Incaricati in modo da garantire il pieno rispetto della tutela della riservatezza dei dati. Art. 13. Coperture Assicurative a) Obblighi del Frequentatore Salvo i casi in cui i frequentatori risultino già coperti da assicurazione per responsabilità civile verso terzi, la polizza assicurativa stipulata dall Azienda di norma si estende anche alla responsabilità per danni causati a terzi dai frequentatori nel corso dell attività di frequenza. Qualora i frequentatori subiscano un danno durante la loro attività ed in caso di danni a cose di loro proprietà, saranno considerati essi stessi terzi nei confronti dell Amministrazione, e quindi il danno sarà ugualmente coperto dalla predetta polizza. I frequentatori devono invece provvedere obbligatoriamente a stipulare una polizza assicurativa contro gli infortuni in cui potrebbero incorrere nel corso dell attività di frequenza, comprensiva di morte e d invalidità, nonché di ogni affezione riconducibile, in qualsiasi modo, alla frequenza prestata. La polizza di cui al comma precedente deve contemplare massimali non inferiori a ,00 per morte, e a ,00 per invalidità permanente. Tale polizza deve inoltre coprire tutto il periodo della frequenza e copia di essa deve essere allegata alla domanda, secondo quanto previsto dall art. 2 del presente regolamento. Se la succitata polizza assicurativa non copre tutto il periodo della frequenza, ovvero, se la frequenza viene prorogata per periodi successivi, il frequentatore, prima della scadenza della polizza stessa, dovrà far pervenire all UOS Affari Generali e Legali regolare quietanza a dimostrazione dell avvenuto rinnovo del contratto di assicurazione. Il mancato rinnovo dell assicurazione o, comunque, l interruzione, per qualsiasi causa della copertura assicurativa, comporterà, d ufficio, l immediata cessazione della frequenza. b) Obblighi della Struttura ospitante La Struttura ospitante, si impegna, in caso di incidente occorso durante lo svolgimento della frequenza, a segnalare tempestivamente l evento all UOS Affari Generali e Legali, che provvederà a sua volta a comunicarlo agli enti o istituti competenti. Art. 14. Attestato: Certificato di Frequenza Alla fine del periodo di frequenza volontaria, l interessato può richiedere all UOS Affari Generali e Legali un certificato che attesti l attività di frequenza con l indicazione delle ore di frequenza prestate utilizzando l apposito modulo di richiesta certificato di frequenza messo a disposizione dall UOS Affari Generali e Legali, indicando, se necessario, un termine entro il quale ricevere la certificazione richiesta. L UOS Affari Generali e Legali, inoltre, qualora richiesto, può comunicare alle Scuole di Specializzazione/Corsi di Laurea, il resoconto delle ore svolte dall interessato presso le proprie Strutture dell Azienda.
8 Pagina 8 di 10 TITOLO II Art. 15. Tirocini consentiti Le finalità del tirocinio sono quelle di assicurare l acquisizione di competenze idonee, aumentare le possibilità di un concreto inserimento nel mondo del lavoro e sostenere, attraverso un attività di ricerca, i processi di innovazione della pubblica amministrazione. L Azienda, tramite le proprie strutture che si rendono disponibili, è favorevole ad ospitare Tirocini di formazione ed orientamento disciplinati dalla legge , n. 196 e dal DM del , n. 142, ovvero da altra normativa specifica, di studenti regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso le Università, laureati che frequentano scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione, nonché studenti che frequentano scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione post-secondari, anche non universitari. Art. 16. Stipula delle convenzioni I soggetti richiamati all art. 18, comma 1, lettera a), della legge n. 196/1997 1, possono promuovere tirocini di formazione ed orientamento a beneficio di coloro che abbiano già assolto l obbligo scolastico. L attivazione del tirocinio avviene tramite la stipula di una convenzione cfr. schema di convenzione all.4 -, fra il soggetto promotore e l Azienda. Il DM 142/98 prevede che oltre alla stipula della convenzione, per ciascun tirocinante sia predisposto, dal soggetto promotore, un apposito progetto formativo e/o di orientamento cfr. schema di progetto all.5 -, concordato con l Azienda ospitante, sottoscritto dalle parti contraenti e dal tirocinante. Con la convenzione le parti si impegnano ad assicurare al tirocinante, che è terzo rispetto all atto, la formazione corrispondente, al progetto formativo e/o di orientamento nel quale, oltre al nominativo del tirocinante, devono essere indicati con precisione: - gli obiettivi e le modalità di effettuazione del tirocinio; - il tutor incaricato dal soggetto promotore ed il responsabile dell Aziendale ospitante; - la durata ed il periodo di svolgimento; - la struttura operativa presso la quale si svolgerà il tirocinio; - gli estremi delle polizze assicurative INAIL e R.C.. 1 soggetti pubblici o a partecipazione pubblica e soggetti privati non aventi scopo di lucro, in possesso degli specifici requisiti preventivamente determinati in funzione di idonee garanzie all'espletamento delle iniziative medesime e in particolare: agenzie regionali per l'impiego e uffici periferici del Ministero del lavoro e della previdenza sociale; università; provveditorati agli studi; istituzioni scolastiche non statali che rilascino titoli di studio con valore legale; centri pubblici di formazione e/o orientamento, ovvero a partecipazione pubblica o operanti in regime di convenzione ai sensi dell'articolo 5 della legge 21 dicembre 1978, n. 845; comunità terapeutiche enti ausiliari e cooperative sociali, purché iscritti negli specifici albi regionali, ove esistenti; servizi di inserimento lavorativo per disabili gestiti da enti pubblici delegati dalla regione;
9 Pagina 9 di 10 La richiesta di convenzione inoltrata dal soggetto promotore, sarà sottoscritta dall Azienda, con delega alla sottoscrizione al dirigente UOS Affari Generali e Legali, previa verifica di disponibilità delle strutture operative interessate alla richiesta di tirocinio. Per quanto riguarda i tirocini clinici da parte degli studenti dei corsi di laurea delle professioni sanitarie (Professioni Sanitarie infermieristiche ed ostetriche, Professioni sanitarie riabilitative, Professioni tecnico sanitarie, Professioni tecniche della prevenzione), l attività sarà coordinata in accordo con il Servizio delle Professioni Sanitarie dell Azienda. Art. 17. Domanda di ammissione autorizzazione allo svolgimento del tirocinio Per essere ammesso allo svolgimento del tirocinio, l interessato deve attenersi alle disposizioni di cui all art. 2 del presente regolamento, ad eccezione del penultimo comma, concernente la copertura assicurativa contro gli infortuni. Il tirocinio è autorizzato nelle forme indicate dall art. 3, del presente regolamento. Art. 18. Durata e orario del tirocinio La durata e gli orari dei tirocini di formazione ed orientamento sono diversificati a seconda del livello di istruzione, della scuola o corso frequentati dai soggetti beneficiari. La durata non può essere comunque superiore a quella prevista dall art. 7 del DM 142/98. 2 Il periodo di tirocinio, nonché l articolazione degli orari dovranno essere concordati con il Dirigente/Responsabile dell Unità Operativa interessata all inserimento del tirocinante. Si rinvia all art. 9, comma 3, per quanto attiene la rilevazione degli orari. Art. 19. Diritti e doveri del tirocinante Si rinvia all art. 12, 1 cpv comma 1, per quanto attiene la possibilità di usufruire dei servizi dell Azienda messi a disposizione del tirocinante. L attività svolta dal tirocinante non costituisce, né instaura alcun rapporto di lavoro con l Azienda I tirocini formativi e di orientamento hanno durata massima: a) non superiore a quattro mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano studenti che frequentano la scuola secondaria; b) non superiore a sei mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano lavoratori inoccupati o disoccupati ivi compresi quelli iscritti alle liste di mobilità; c) non superiore a sei mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano allievi degli istituti professionali di Stato, di corsi di formazione professionale, studenti frequentanti attività formative post-diploma o post laurea, anche nei diciotto mesi successivi al completamento della formazione; d) non superiore a dodici mesi per gli studenti universitari, compresi coloro che frequentano corsi di diploma universitario, dottorati di ricerca e scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione nonché di scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione post-secondari anche non universitari, anche nei diciotto mesi successivi al termine degli studi; e) non superiore a dodici mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano persone svantaggiate ai sensi del comma 1 dell'articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381 (6), con l'esclusione dei soggetti individuati al successivo punto f); f) non superiore a ventiquattro mesi nel caso di soggetti portatori di handicap. 2. Nel computo dei limiti sopra indicati non si tiene conto degli eventuali periodi dedicati allo svolgimento del servizio militare o di quello civile, nonché dei periodi di astensione obbligatoria per maternità. 3. Le eventuali proroghe del tirocinio sono ammesse entro i limiti massimi di durata indicati nel presente articolo, ferme restando le procedure previste agli articoli 3, 4 e 5.
10 Pagina 10 di 10 Per quanto concerne le strutture ospitanti queste favoriranno l esperienza del tirocinante, il tirocinante sarà affiancato da un responsabile, che opera in stretta connessione con il tutor didattico, consentendogli l approccio diretto all organizzazione e ai processi lavorativi. Durante lo svolgimento del tirocinio formativo e di orientamento il tirocinante è tenuto a svolgere le attività previste dal progetto formativo di orientamento, osservando gli orari concordati e rispettando l ambiente di lavoro e le esigenze di coordinamento dell attività di ricerca con l attività della struttura ospitante. Dovrà altresì rispettare le norme in materia di igiene, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché mantenere la necessaria riservatezza per quanto attiene ai dati, informazioni e conoscenze acquisiti durante lo svolgimento del tirocinio. In caso di comportamento del tirocinante lesivo di diritti o interessi dell Azienda, ovvero nel caso in cui il tirocinante non osservi le disposizioni di cui al presente regolamento, l Azienda potrà interrompere lo svolgimento del tirocinio, dandone comunicazione al soggetto promotore. Art. 20. Coperture assicurative Ai sensi dell art. 3 del DM 142/98 il soggetto promotore assicurerà il tirocinante contro gli infortuni sul lavoro presso l INAIL, nonché per la responsabilità civile presso compagnie assicurative operanti nel settore. Ai sensi dell art.41 comma terzo del D. Lgs 368/1999, modificato dalla Legge n.266/2005, entrato in vigore con l inizio dell anno accademico 2006/2007 (abrogato il D. Lgs 257/1991) l Azienda Sanitaria presso la quale il medico in formazione specialistica svolge l attività formativa provvede alla copertura assicurativa per i rischi professionali, per la responsabilità civile contro terzi e gli infortuni connessi all attività assistenziale svolta dal medico in formazione nelle proprie strutture, alle stesse condizioni del proprio personale. Art. 21. Certificazioni L interessato deve attenersi alle disposizioni di cui all art.14 del presente regolamento.