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Timestamp: 2020-06-03 06:33:05+00:00
Document Index: 115954280

Matched Legal Cases: ['art. 402', 'art. 402', 'art. 401', 'art. 398', 'art. 392', 'art. 431', 'art. 403']

Art. 402 codice di procedura penale - Estensione dell'incidente probatorio - Brocardi.it
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Articolo 402 Codice di procedura penale
Estensione dell'incidente probatorio
Dispositivo dell'art. 402 Codice di procedura penale
Fonti → Codice di procedura penale → LIBRO QUINTO - Indagini preliminari e udienza preliminare → Titolo VII - Incidente probatorio
1. Se il pubblico ministero o il difensore della persona sottoposta alle indagini chiede che la prova si estenda ai fatti o alle dichiarazioni previsti dall'articolo 401 comma 6, il giudice, se ne ricorrono i requisiti, dispone le necessarie notifiche a norma dell'articolo 398 comma 3 rinviando l'udienza per il tempo strettamente necessario e comunque non oltre tre giorni. La richiesta non è accolta se il rinvio pregiudica l'assunzione della prova [397](1).
(1) Quindi il meccanismo dell'estensione presuppone la necessaria sospensione dell'incidente probatorio.
L'incidente probatorio trova la propria ratio nell'eventualità che risulti necessario anticipare l'attività di acquisizione probatoria alla fase delle indagini preliminari o dell'udienza preliminare, possibilità ammissibile solo se attuata nel rispetto del principio del contraddittorio, nonchè di precise condizioni di legge.
Spiegazione dell'art. 402 Codice di procedura penale
Ai sensi dell'art. 401, nel corso dell'incidente probatorio le prove sono assunte con le forma stabilite per il dibattimento, il che significa che nel caso di prove dichiarative l'audizione avviene mediante esame incrociato ex artt. 498 e 499, e che le parti possono contestare al soggetto esaminato le eventuali difformità tra quanto dichiarato nell'incidente probatorio e quanto in precedenza già dichiarato. Difatti, per rendere possibile tali contestazioni, il pubblico ministero ha l'obbligo di depositare, prima dell'incidente probatorio, i verbali delle dichiarazioni già rese, con facoltà per i difensori di prenderne visioni nei due giorni precedenti l'udienza (v. art. 398). Tuttavia, una vera e propria discovery è prevista solo nelle ipotesi di cui all'art. 392 comma 1 bis, in cui il pubblico ministero deve depositare tutti gli atti di indagine già compiuti.
Il difensore della persona offesa non può invece rivolgere direttamente domande alla persona esaminata, ma può solo chiedere al giudice di rivolgere domande.
Normalmente è vietato estendere l'assunzione della prova a fatti riguardanti persone diverse da quelle i cui difensori partecipano all'incidente probatorio, eccezion fatta per le ipotesi di cui alla presente norma, la quale prevede una apposita notifica alle persone cui estendere l'efficacia dell'incidente probatorio, cosicché possano intervenire.
Il giudice valuta comunque l'opportunità dell'estensione e, in caso di valutazione positiva, rinvia l'udienza per il tempo strettamente necessario, e comunque non oltre tre giorni.
Tuttavia, se il rinvio può pregiudicare l'assunzione della prova, la richiesta deve essere rigettata.
I verbali delle prove assunte confluiscono poi, alla fine dell'udienza preliminare, nel fascicolo per il dibattimento, acquisendo valore di prova a seguito di lettura o indicazione specifica (v. art. 431).
Va precisato che ex art. 403, le prove assunte tramite incidente probatorio sono utilizzabili solamente nei confronti degli imputati i cui difensori hanno partecipato all'atto acquisitivo (almeno per quanto riguarda i procedimenti che prevedono il dibattimento).