Source: http://www.filcams.cgil.it/category/pol-att-lavoro-e-tutela/orario-di-lavoro-l-pol-att-lavoro-e-tutela/
Timestamp: 2017-12-11 07:29:17+00:00
Document Index: 132588365

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 1', 'art.17', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9']

Category Archives: ORARIO DI LAVORO
Il giorno 17 marzo c.a., anniversario del 150° anno dalla proclamazione dell’unità d’Italia, con decreto legge nr. 5 del 22 febbraio u.s. è stato dichiarato festa nazionale limitatamente all’anno 2011.
Il decreto in parola “al fine di evitare nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private” prevede che la festività soppressa del 4 novembre, quest’anno non sarà retribuita in aggiunta alla mensilità di novembre ma andrà a compensare il godimento del 17 marzo.
Cogliamo l’occasione anche per dare risposta ai quesiti posti in merito al trattamento applicabile alla coincidenza del 25 aprile (giorno della Liberazione) con la festività religiosa del lunedì dell’Angelo.
L’art. 5 legge 260/1949 prevede che in caso di coincidenza della festività con la domenica, i datori di lavoro sono tenuti a corrispondere ai lavoratori , la normale retribuzione globale di fatto giornaliera compreso ogni elemento accessorio.
Il caso di due festività coincidenti, viene disciplinato dall’art. 2 legge nr. 90/1954. Tale disposizione prevede che “il trattamento stabilito dall’art. 5 della L. 260/1949, dovrà essere ugualmente corrisposto per intero al lavoratore, anche se risulti assente dal lavoro per i seguenti motivi …. e) sospensione dal lavoro dovuta a coincidenza della festività con la domenica od altro giorno festivo.
Quindi per il 25 aprile coincidente con Pasquetta, una festività verrà goduta, mentre l’altra dovrà essere retribuita.
Roma 17 dicembre 2007
Oggetto: riposo giornaliero
Sono pervenuti alle segreterie nazionali una serie di quesiti relativi al riposo giornaliero. Nella fattispecie vi sono imprese che interpretano il decreto legislativo n. 66 e successive modifiche nel senso che le 11 ore di riposo giornaliero possono essere ridotte in caso di turni spezzati/frazionati, esempio lavoro dalle ore 10 alle ore 14 poi dalle ore 16 alle ore 21, a loro avviso le 11 ore di riposo si potrebbe ridurre di due.
Questa interpretazione è anomala, anche se la legge non chiarisce bene alcuni aspetti. Anomala poiché l’art. 17 – deroghe – al comma 1 che precisa: “Le disposizioni di cui agli articoli (riposo giornaliero), 8, 12 e 13 possono essere derogate mediante contratti collettivi o accordi conclusi a livello nazionale tra le organizzazioni sindacali nazionali comparativamente più rappresentative e le associazioni nazionali dei datori di lavoro firmatarie di contratti collettivi nazionali di lavoro o, conformemente alle regole fissate nelle medesime intese, mediante contratti collettivi o accordi conclusi al secondo livello di contrattazione.”. La legge poi prevede un eventuale decreto Ministeriale qualora le parti non raggiungessero intese; decreto che non è mai stato emanato. E’ quindi evidente che è solo la contrattazione che può definire eventuali casi eccezionali per i quali è possibile ridurre il riposo giornaliero e non azioni unilaterali da parte delle imprese.
Di seguito riportiamo i contenuti principali della legge n. 66/03 in materia di riposo giornaliero:
- L’art. 7 prevede: “Ferma restando la durata normale dell’orario settimanale, il lavoratore ha diritto a 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. Il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata”. La legge non chiarisce cosa s’intende materialmente per “attività caratterizzata da periodi frazionati durante la giornata”, inoltre l’art. 1 al comma 2 lettera b) recita: periodo di riposo: qualsiasi periodo non rientrante nell’orario di lavoro.
- Le deroghe previste dall’art.17 della legge che sono possibili si riferiscono a:
a) le attività di lavoro a turni tutte le volte in cui il lavoratore cambia squadra e non può usufruire tra la fine del servizio di una squadra e l’inizio di quello della squadra successiva di periodi di riposo giornaliero;
Inoltre il comma 4 dell’art. 17 prevede che le deroghe possono essere ammesse soltanto a condizione che ai prestatori di lavoro siano accordati periodi equivalenti di riposo compensativo o, in casi eccezionali in cui la concessione di tali periodi equivalenti di riposo compensativo non sia possibile per motivi oggettivi, a condizione che ai lavoratori interessati sia accordata una protezione appropriata.
A sostegno della nostra interpretazione e a ulteriore conferma della non frazionabilità del godimento dei riposi, la Corte di Giustizia ha confermato che la protezione della sicurezza e salute dei lavoratori si realizza attraverso il beneficio di periodi di riposo adeguati ed effettivi, i quali da un lato consentono il recupero psico fisico, e dall’altro prevengono i rischi di alterazione della sicurezza e salute dei lavoratori, che l’accumulo di periodi di lavoro senza il necessario riposo può rappresentare (Corte di Giustizia sentenza del 9 settembre 2003 c-151/02). Inoltre l’interpello effettuato dagli ordini dei consulenti al Ministero del lavoro (in allegato), riferito a lavoratori soggetti alla reperibilità, precisa che il riposo giornaliero o settimanale, decorrono nuovamente dalla cessazione della prestazione lavorativa, rimanendo escluso il computo delle ore già fruite.
Per le considerazioni sopra espresse, riteniamo che non vi possano essere azioni unilaterali di riduzione del riposo giornaliero o settimanale, poiché in ballo vi è la salute e sicurezza dei lavoratori e a nostro avviso, solo la contrattazione può valutare eventuali deroghe a fronte di situazioni eccezionali e per attività/mansioni che non mettano a rischio la sicurezza.
Interpello riposo sett e giornaliero.pdf
In genere le ferie si maturano nel corso dell’anno di calendario civile (nei casi in cui, però, l’azienda effettui una chiusura totale per ferie il periodo di maturazione va dal 1 agosto al 31 luglio). Un lavoratore che abbia lavorato tutto l’anno – presso la stessa azienda- avrà diritto a tutti i giorni di ferie stabiliti dal contratto nazionale applicato. Un lavoratore che, invece, abbia iniziato o cessato il rapporto di lavoro nel corso dell’anno avrà diritto ad un numero di giorni in proporzione ai mesi di servizio prestati. Pertanto, al momento di andare in ferie, i mesi di servizio da prendere in considerazione sono quelli decorrenti tra il 1 gennaio ed il 31 dicembre (o 1 agosto-31 luglio). Informatevi comunque sempre se in azienda il contratto integrativo aziendale e/o il regolamento hanno definito altre modalità.
Questa la formula per calcolare le ferie
Giorni annui di ferie contrattualmente previsti
X mesi di servizio + eventuali ferie residue anni precedenti
Lavoratore dipendente di una impresa commerciale con rapporto di lavoro a tempo pieno assunto il 14 marzo 2003 e che al dicembre 2003 ha ususfruito di due settimane di ferie – quante ferie al 1 agosto 2004?
1.	mesi interi di servizio anno 2003 = 10
2.	ferie annuali = 26
3.	ferie maturate al 31.12.2003 = 26/12×10= totale giorni 21,67
4. ferie godute al 31.12.2003 = 21,67-12 = 9,67 giorni ferie residue
5. mesi interi di servizio anno 2004 = 7
6. ferie maturate dal 1.1.2004 a 31.7.2004 = 26/12×7 = 15,16 giorni
7. ferie totali al 1.8.2004 = 24,83 giorni
Lavoratore dipendente di una impresa commerciale con rapporto di lavoro a tempo pieno assunto il 18 marzo 2004 – quante ferie al 1 agosto 2004?
1.	mesi interi di servizio = 4
3.	ferie maturate al 1.8.2004 = 26/12×3 = totale giorni 8,66
I lavoratori a tempo parziale hanno diritto allo stesso numero di giorni di ferie, ovviamente retribuiti in base al loro orario di lavoro contrattuale.
Lavoratore dipendente di un’azienda termale con rapporto di lavoro a tempo pieno assunto il 3 marzo 2004 – quante ferie al 1 agosto 2004?
1.	mesi interi di servizio = 5
2.	ferie annuali = 4 settimane/160 ore
3.	ferie maturate al 1.8.2004 = 160/12×5= totale ore 66,67
Lavoratore dipendente di un’azienda termale con rapporto di lavoro a tempo parziale (24 ore settimanali) assunto il 3 marzo 2004- : quante ferie al 1 agosto 2004?
1.	% orario di lavoro = 24/40 = 60%
2.	mesi interi di servizio = 5
3.	ferie annuali = 4 settimane/160 ore x 60 % pari a 96 ore annue
4.	ferie maturate al 1.8.2004 = 96/12×5= totale ore 40
La legge 66/2003 stabilisce e rafforza il diritto del lavoratore ad un periodo di riposo indicando che " il prestatore di lavoro ha diritto a un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane." e che "Il predetto periodo minimo di quattro settimane non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro". Qualora residuassero dei giorni di ferie maturati, ma non goduti, il restante periodo deve essere accordato e fruito entro 18 mesi dal compimento dell’anno di maturazione a meno che il lavoratore non consenta di rinviare ulteriormente tale scadenza.Tale possibilità, esercitata anche attraverso la contrattazione collettiva, è accordata dalla legge proprio per agevolare l’effettivo godimento delle ferie da parte del lavoratore. (es.: inizio rapporto di lavoro 1/1/ 2003- ferie maturate a dicembre 2003 = 26 pari a 4 settimane + 2 giorni di cui 4 settimane da godersi entro il 31.12.2004 e i 2 giorni residui entro il 30 giugno 2005).
Con circolare n.8 dell’8.marzo.2005 il Ministero del Lavoro ha chiarito che al lavoratore deve essere garantito un periodo di almeno due settimane, da fruirsi in modo ininterrotto nel corso dell’anno di maturazione, su richiesta del lavoratore stesso.
In caso di cessazione del rapporto di lavoro, le ferie interrompono il periodo di preavviso. Quindi è bene che il preavviso decorra dopo il godimento delle ferie o sia effettuato considerando che ci sono dei giorni di ferie da godere. Se non sarà possibile usufruire dei giorni di ferie prima della cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è vincolato però ad erogare l’indennità per ferie non godute secondo la retribuzione in atto in quel momento.
Roma 20 maggio 2002
Oggetto: congedi parentali
Aggiornamento quesiti l. 53/2000
Vi segnaliamo che alcune sedi INPS In relazione ai congedi parentali (ex astensione facoltativa) nel caso di ragazza madre (figlio non riconosciuto) ritengono che la lavoratrice non abbia diritto ai 10 mesi di congedo. Il Ministero affari sociali ad un nostro quesito ha risposto che la lavoratrice NE HA il diritto, di conseguenza l’INPS deve fornire la stessa interpretazione. Qualora vi fossero casi non risolti, vi invitiamo a segnalarceli al fine di intervenire presso L’INPS nazionale.
Alleghiamo alla presente nota relativa a quesiti posti al Ministero Affari Sociali e loro risposte aggiornate a maggio 2002.
Vi ricordiamo che potete rivolgervi direttamente al numero verde del Ministero Affari
Sociali: 840002244 qualora abbiate quesiti particolari.
Roma 18 marzo 2002
Oggetto: art. 9 legge n.53/2000 azioni positive per flessibilità
Vi inviamo per opportuna conoscenza, lettera unitaria delle Confederazioni in relazione ai progetti di azioni positive per la flessibilità degli orari di lavoro , in attuazione dell’art. 9 – legge congedi parentali n. 53/2000.
Vi ricordiamo che l’art. 9 prevede la possibilità che le parti sociali raggiungano intese al fine di favorire forme d flessibilità positiva a favore dei dipendenti, affinchè possano conciliare i “ tempi di vita e di lavoro” (orari diversificati in entrata/uscita, part-time reversibile, ecc.). Ad accordo avvenuto ( presupposto necessario per l’ammissibilità al finanziamento), le aziende possono presentare i progetti.
I progetti devono essere inviati entro il 10 giugno p.v.
Si allega: art. 9 legge n. 53/2000, circolare esplicativa Ministero del Lavoro e lettera unitaria CGIL, CISL, UIL.
LEGGE CONGEDI PARENTALI N. 53/2000
Meschieri - All 2 Lettera Unitaria flessibilità orari15-3-02..rtf