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Timestamp: 2020-07-12 03:24:26+00:00
Document Index: 2958326

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 19', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 40', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 19', 'art. 18', 'art. 34', 'art. 35', 'art. 38', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 19', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 21', 'art. 40', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 19', 'art. 18', 'art. 34', 'art. 35', 'art. 38', 'art. 44', 'art. 44']

Capo II. Controllo interno dell’oppio greggio o delle foglie...
Art. 39 Convenzione Internazionale dell’Oppio Certificato of...
Convenzione Internazionale dell’Oppio
Certificato officiale per l’importazione
Campo d’applicazione il 1o settembre 1971
Approvata dall’Assemblea federale il 14 giugno 19283
L’Albania, l’Austria, il Belgio, il Brasile, l’Impero Britannico, il Canadà, il Commonwealth d’Australia, l’Unione Sud-Africana, la Nuova Zelanda, lo Stato Libero d’Irlanda e l’India, la Bulgaria, la Cecoslovacchia, il Chilì, Cuba, la Danimarca, la Francia, la Germania, il Giappone, la Grecia, la Lettonia, il Lussemburgo, il Nicaragua, i Paesi Bassi, la Persia, la Polonia, il Portogallo, il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, il Siam, la Spagna, il Sudan, la Svizzera, l’Ungheria e l’Uruguay,
considerando che l’applicazione delle disposizioni della Convenzione dell’Aja del 23 gennaio 19124 fatta dalle Parti contraenti ha avuto risultati di grande importanza, ma che il contrabbando e l’abuso delle sostanze colpite dalla Convenzione continuano ancora su grande scala;
convinti che il contrabbando e l’abuso di queste sostanze non possono essere effettivamente soppressi che riducendo in modo più efficace la produzione e la fabbricazione di queste sostanze ed esercitando sul commercio internazionale un controllo ed una vigilanza più severa di quanto è previsto da detta Convenzione;
confidando che a quest’opera umanitaria abbiano a dare l’adesione tutti i paesi interessati;
Oppio greggio. – Per «oppio greggio» si intende il succo, coagulato spontaneamente, ottentuto dalle capsule del papavero (Papaver somniferum L.) che non abbia subìto che le manipolazioni necessarie per l’imballaggio ed il trasporto, qualunque sia il suo contenuto in morfina.
Oppio medicinale. – Per «oppio medicinale» si intende l’oppio che abbia subìto le preparazioni necessarie per adattarlo all’uso medicinale, sia in polvere o granulato, sia in forma di miscela con materia neutre, secondo le esigenze della farmacopea.
Morfina. – Per «morfina» si intende l’alcaloide principale dell’oppio, avente la formola chimica C17 H19 NO3.
Diacetilmorfina. – Per «diacetilmorfina» si intende la diacetilmorfina (diamorfina, eroina) avente la formola C21 H23 NO5.
Foglie di coca. – Per «foglie di coca» si intendono le foglie dell’ErythroxyloncocaLamarch, dell’Erythroxylonnovo-granatense (Morris) Hieronymus e delle loro varietà, della famiglia delle eritrossilacee, e le foglie di altre specie di questo genere da cui la cocaina potrebbe essere estratta direttamente o ottenuta per trasformazione chimica.
Cocaina greggia. – Per «cocaina greggia» si intendono tutti i prodotti estratti dalla foglia di coca che possono, direttamente o indirettamente, servire alla preparazione della cocaina.
Cocaina. – Per «cocaina» si intende l’etere metilico della benzoilecgonina, deviante a sinistra la luce polarizzata, ( D20° = –16° 4) in una soluzione cloroformica al 20 % avente la formola C17 H21 NO4.
Ecgonina. – Per «ecgonina» si intende l’ecgonina, deviante a sinistra la luce polarizzata, ( D20° = – 45° 6 in una soluzione acquosa al 5 %) avente la formola C9 H15 NO3 H2 O, e tutti i derivati di questa ecgonina che potessero servire a ritrasformarla.
Canape indiana. – Per «canape indiana» si intende la sommità fiorita o fruttifera, femmina, essiccata, della Cannabis sativa L. dalla quale non sia stata estratta la resina, sotto qualsiasi denominazione venga presentata in commercio.
Capo II. Controllo interno dell’oppio greggio o delle foglie di coca
Le Parti contraenti si impegnano a emanare leggi e regolamenti, se ciò non è ancora stato fatto, per assicurare un controllo efficace della produzione, della distribuzione e dell’esportazione dell’oppio greggio; esse si impegnano pure a rivedere periodicamente e rafforzare, per quanto sarà necessario, le leggi e i regolamenti che esse avranno emanato in materia, in virtù dell’art. 1 della Convenzione dell’Aja del 19121 o della presente Convenzione.
Le Parti contraenti limiteranno, tenendo conto della differenza delle loro condizioni commerciali, il numero delle città, porti o altre località da cui sarà permessa l’esportazione o l’importazione dell’oppio greggio e delle foglie di coca.
alla cocaina greggia e all’ecgonina;
a qualsiasi altro stupefacente al quale possa applicarsi la presente Convenzione, in conformità dell’art. 10.
Le Parti contraenti emaneranno leggi o regolamenti efficaci in modo da limitare esclusivamente agli usi medicinali e scientifici la fabbricazione, l’importazione, la vendita, la distribuzione, l’esportazione e l’impiego delle sostanze cui si applica il presente capitolo. Esse coopereranno vicendevolmente allo scopo di impedire l’uso di queste sostanze per qualsiasi altro oggetto.
Le Parti contraenti controlleranno tutti coloro che fabbricano, importano, vendono, distribuiscono o esportano le sostanze alle quali si applica il presente capitolo, nonchè tutti gli edifici dove queste persone esercitano l’industria o il commercio menzionati.
limitare la fabbricazione delle sostanze di cui all’art. 4, lett. b, c e g, ai soli stabilimenti e locali per cui esista un’autorizzazione a questo scopo;
esigere che tutti coloro che fabbricano, importano, vendono, distribuiscono o esportano dette sostanze siano muniti di un’autorizzazione o di un permesso per darsi a queste operazioni;
Allorchè l’Organizzazione mondiale della sanità, dopo aver sentito un Comitato di periti nominato da essa, avrà constatato che certe preparazioni contenenti gli stupefacenti contemplati nel presente capitolo non possono dar luogo alla tossicomania, per la natura delle sostanze medicamentose con le quali questi stupefacenti sono uniti e che impediscono di ricuperarli praticamente, l’Organizzazione mondiale della sanità notificherà questa circostanza al Consiglio economico e sociale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Il Consiglio comunicherà questa constatazione alle Parti contraenti e ciò avrà l’effetto di sottrarre al regime della presente Convenzione le preparazioni in questione.
1 Nuovo testo giusta il Protocollo dell’11 dicembre 1946 d’emendamento agli Accordi, Convenzioni e Protocolli concernenti gli stupefacenti (Allegato, N. 2) in vigore dal 3 febbraio 1948 (RS 0.812.121.21).
Ciascuna delle Parti contraenti può autorizzare le farmacie a somministrare, sotto la propria responsabilità, a titolo di medicamento per l’uso immediato in caso d’urgenza, le preparazioni officinali oppiacee seguenti: tintura d’oppio, laudano di Sydenham, polvere di Dover; tuttavia la dosa massima che può in questi casi essere somministrata non deve contenere più di 0,25 gr di oppio officinale, e il farmacista dovrà iscrivere nei suoi libri, in conformità dell’art. 6, lett. c, la quantità fornita.
Allorchè l’Organizzazione mondiale della sanità, dopo aver sentito un Comitato di periti nominato da essa, avrà constatato che uno stupefacente qualsiasi al quale non si applica la presente Convenzione sia atto a dar luogo ad abusi analoghi ed a produrre effetti nocivi quanto quelli delle sostanze contemplate dal presente capitolo della Convenzione, l’Organizzazione mondiale della sanità ne informerà il Consiglio economico e sociale e raccomanderà ad esso che le disposizioni della presente Convenzione siano applicate a questa sostanza.
Il Consiglio economico e sociale comunicherà questa raccomandazione alle Parti contraenti. Ciascuna delle Parti contraenti che accetti la raccomandazione notificherà la sua accettazione al Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che ne avviserà le altre Parti contraenti.
a vietare l’esportazione della resina ottenuta dalla canape indiana e le preparazioni usuali di cui la resina è la base (come haschisch, esrar, chira e djamba) a destinazione di paesi che ne hanno proibito l’uso e, allorchè ne è permessa l’esportazione, ad esigere la presentazione di un certificato d’importazione speciale rilasciato dal Governo del paese importatore e attestante che l’importazione è approvata per gli scopi specificati nel certificato e che la resina o le dette preparazioni non saranno riesportate;
a esigere, prima di rilasciare, per la canape indiana, il permesso d’esportazione indicato nell’art. 13 della presente Convenzione, la presentazione di un certificato di importazione speciale rilasciato dal Governo del paese importatore e attestante che l’importazione è approvata ed è destinata esclusivamente ad usi medicinali o scientifici.
Ciascuna delle Parti contraenti esigerà che sia presentato un permesso d’importazione distinto per ciascuna delle importazioni di qualsiasi delle sostanze cui si applica la presente Convenzione. Il permesso indicherà la quantità da importarsi, il nome e l’indirizzo dell’importatore, nonchè il nome e l’indirizzo dell’esportatore.
Il permesso d’importazione indicherà il termine entro il quale dovrà esser fatta l’importazione; essa potrà ammettere l’importazione in diversi invii.
1. Ciascuna delle Parti contraenti esigerà che sia presentato un permesso d’esportazione distinto per ciascuna delle esportazioni di qualsiasi delle sostanze cui si applica la presente Convenzione. Il permesso indicherà la quantità da esportarsi, il nome e l’indirizzo dell’esportatore, nonchè il nome e l’indirizzo dell’importatore.
2. La Parte contraente esigerà, prima di rilasciare il permesso d’esportazione, che la persona o la ditta che chiede detto permesso le presenti un certificato d’importazione rilasciato dal Governo del paese importatore e attestante che l’importazione è approvata.
Ciascuna delle Parti contraenti si impegna ad adottare, per quanto possibile, il certificato d’importazione giusta il modello annesso alla presente Convenzione.
3. Il permesso d’esportazione indicherà il termine nel quale dovrà essere fatta l’esportazione e menzionerà il numero e la data del certificato d’importazione, nonchè l’autorità che l’ha rilasciato.
4. Copia del permesso d’esportazione accompagnerà l’invio e il Governo che rilascia il permesso d’esportazione ne manderà copia al Governo del paese importatore.
5. Allorchè l’importazione sarà stata eseguita, o allorchè il termine fissato per l’importazione sarà scorso, il Governo del paese importatore rimanderà il permesso d’esportazione, facendovi l’annotazione che sarà del caso, al Governo del paese esportatore. L’annotazione indicherà la quantità effettivamente importata.
6. Se la quantità effettivamente esportata è inferiore a quella specificata nel permesso d’esportazione, le autorità competenti indicheranno questa quantità sul permesso d’esportazione e su tutte le copie ufficiali di questo permesso.
7. Se la domanda d’esportazione concerne un invio destinato ad essere depositato in un magazzino doganale del paese importatore, l’autorità competente del paese esportatore potrà accettare, invece del certificato d’importazione menzionato sopra, un certificato speciale col quale l’autorità competente del paese importatore attesterà che essa approva l’importazione dell’invio nelle condizioni indicate sopra. In questo caso il permesso d’esportazione indicherà che l’invio è esportato per essere depositato in un magazzino doganale.
Allo scopo di assicurare l’applicazione e l’esecuzione integrale delle disposizioni della presente Convenzione nei porti franchi e nelle zone franche, le Parti contraenti si impegnano ad applicare le leggi ed i regolamenti, in vigore nel paese, ai porti franchi ed alle zone franche situati nel loro territorio ed a esercitarvi la stessa vigilanza e lo stesso controllo che esercitano sulle altre parti del loro territorio per quanto concerne le sostanze cui si riferisce la presente Convenzione.
1. Nessun invio di qualsiasi delle sostanze cui si riferisce la presente Convenzione, qualora l’invio sia esportato da un paese a destinazione d’altro paese, potrà ottenere il permesso di attraversare un altro paese – sia che l’invio venga trasbordato o no dalla nave o dal veicolo utilizzato – a meno che il permesso d’esportazione (o il certificato di deviazione se questo certificato è stato rilasciato in conformità del numero che segue) venga sottoposto alle autorità competenti di questo paese.
2. Le autorità competenti di un paese attraverso il quale è autorizzato a passare un invio qualsiasi delle sostanze cui si riferisce la presente Convenzione, prenderanno tutti i provvedimenti necessari per impedire che detto invio venga deviato verso una destinazione differente da quella indicata dalla copia del permesso di esportazione (o del certificato di deviazione) che accompagna l’invio, a meno che il Governo di questo paese non abbia autorizzato la deviazione per mezzo di un certificato speciale di deviazione. Il certificato di deviazione non sarà rilasciato che dopo ricevuto un certificato d’importazione in conformità delle disposizioni dell’art. 13, emenato dal Governo del paese a destinazione del quale si propone di deviare l’invio; il certificato conterrà gli stessi dati che, giusta l’art. 13, devono essere indicati nel permesso d’esportazione, nonchè il nome del paese dal quale l’invio è stato origine esportato. Tutte le disposizioni dell’art. 13, applicabili a un permesso d’esportazione, si applicheranno pure ai permessi di deviazione.
Inoltre, il Governo del paese che permette la deviazione dell’invio dovrà conservare la copia del primitivo permesso d’esportazione (o il certificato di deviazione) che accompagnava l’invio al momento del suo arrivo sul territorio di detto paese e rimandarlo al Governo che l’ha rilasciato, notificando in pari tempo a quest’ultimo il nome del paese a destinazione del quale la deviazione è stata permessa.
3. Nel caso in cui il trasporto sia fatto per via aerea, le disposizioni precedenti del presente articolo non saranno applicabili se l’aeromobile sorvola il territorio del terzo paese senza atterrare. Se l’aeromobile atterra sul territorio di detto terzo paese, le disposizioni menzionate saranno applicabili in quella misura che sarà permessa dalle circostanze.
4. I N. da 1 a 3 del presente articolo non pregiudicano le disposizioni degli accordi internazionali limitanti il controllo che può essere esercitato dall’una delle Parti contraenti sulle sostanze cui riferiscesi la presente Convenzione, allorchè esse saranno spedite in transito diretto.
Se un invio di una delle sostanze cui si riferisce la presente Convenzione viene sbarcato sul territorio di una delle Parti contraenti e depositato in un magazzino doganale, da esso potrà essere ritirato solo presentando all’autorità da cui dipende il magazzino doganale un certificato d’importazione, rilasciato dal Governo del paese di destinazione e attestante che l’importazione è approvata. Detta autorità rilascerà un permesso speciale per ogni invio così ritirato ed esso sostituirà il permesso d’esportazione menzionato agli art. 13, 14 e 15.
Allorchè le sostanze cui si riferisce la presente Convenzione attraverseranno in transito i territori di una Parte contraente o vi saranno depositati in un magazzino doganale, esse non potranno essere sottoposte ad alcuna operazione che modifichi sia la loro natura, sia, salvo permesso dell’autorità competente, il loro imballaggio.
Se l’una delle Parti contraenti ritiene che sia impossibile applicare una qualsiasi delle disposizioni del presente capitolo al suo commercio con un altro paese pel fatto che quest’ultimo non faccia parte della presente Convenzione, la Parte contraente menzionata non sarà tenuta ad applicare le disposizioni del presente capitolo che nella misura permessa dalle circostanze.
Un Comitato centrale permanente sarà nominato, entro tre mesi a contare dall’entrata in vigore della presente Convenzione.
I membri del Comitato centrale saranno nominati dal Consiglio economico e sociale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite1.
Procedendo a queste nomine si terrà conto che è importante che facciano parte del Comitato centrale, in equa proporzione, delle persone, che conoscano la questione degli stupefacenti, dei paesi produttori e manifatturieri da una parte, e dei paesi consumatori, dall’altra parte, e che appartengano a questi paesi.
1 Nuovo testo giusta il Protocollo dell’11 dicembre 1946 d’emendamento agli Accordi, Convenzioni e Protocolli concernenti gli stupefacenti (Allegato, N. 2) in vigore dal 3 febbraio 1948 (RS 0.812.121.21). Di tale modifica è tenuto conto in tutto il presente testo.
2 Il quarto capoverso è stato abrogato dal Protocollo dell’11 dicembre 1946 (Allegato, N. 2) (RS 0.812.121.21).
Il Consiglio economico e sociale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, d’accordo col Comitato, prenderà le disposizioni necessarie per l’organizzazione e il funzionamento del Comitato, allo scopo di garantire la piena indipendenza di quest’organismo nell’esecuzione delle sue funzioni tecniche, in conformità della presente Convenzione, e di assicurare per mezzo del Segretario generale, il funzionamento dei servizi amministrativi del Comitato.
Il Segretario generale nominerà il segretario e i funzionari del Comitato centrale sulle designazioni di detto Comitato e con riserva dell’approvazione del Consiglio.
Le Parti contraenti convengono di notificare ogni anno, prima del 31 dicembre, al Comitato centrale permanente di cui all’art. 19, la quantità delle sostanze, cui si riferisce la presente Convenzione, che prevedono di importare nei loro territori pel consumo interno, nel corso dell’anno seguente, a scopi medicinali, scientifici ed altri.
La quantità indicata, non dovrà essere considerata come limite vincolante dal Governo interessato; essa servirà al Comitato centrale da indicazione per l’esercizio del suo mandato.
Nel caso in cui le circostanze obbligassero un paese a modificare nel corso dell’anno la quantità indicata, esso notificherà al Comitato centrale le cifre modificate.
1. Le Parti contraenti convengono di mandare ogni anno al Comitato centrale, tre mesi e nei casi previsti alla lett. c: cinque mesi al più tardi dopo la fine dell’anno, e nel modo che sarà indicato dal Comitato, le statistiche complete ed esatte per quanto possibile relative all’anno precedente:
sulla produzione dell’oppio greggio e delle foglie di coca;
sulle scorte delle sostanze cui si riferiscono i capitoli II e III della presente Convenzione, tenute dai negozianti all’ingrosso o dallo Stato, per il consumo interno nel paese, per bisogni che non siano quelli dello Stato;
sulla quantità delle sostanze cui si riferisce la presente Convenzione che saranno state confiscate in seguito ad importazioni ed esportazioni illecite; la statistica indicherà in che modo sarà stato disposto delle sostanze confiscate, e darà tutte le altre informazioni utili relative alla confisca e all’uso fatto delle sostanze confiscate.
3. Fornendo le statistiche in conformità del presente articolo, i Governi indicheranno separatamente la quantità importata o comperata per i bisogni dello Stato, affinchè sia possibile determinare la quantità usata nel paese per i bisogni generali della medicina e della scienza. Il Comitato centrale non avrà competenza alcuna di fare domande o esprimere opinioni di qualsiasi specie circa la quantità importata o comperata per i bisogni dello Stato o circa l’uso che ne sarà fatto.
Allo scopo di completare le informazioni fornite al Comitato centrale circa la destinazione definitiva data alla quantità totale dell’oppio esistente nel mondo intiero, i Governi dei paesi dove l’uso dell’oppio preparato è temporaneamente permesso forniranno ogni anno al Comitato, nel modo che sarà da esso prescritto, oltre le statistiche prescritte all’art. 22, tre mesi al più tardi dopo la fine dell’anno, le statistiche complete ed esatte per quanto possibile, relative all’anno precedente:
sulla fabbricazione dell’oppio preparato e sulle materie prime impiegate in questa fabbricazione;
sul consumo dell’oppio preparato.
Resta inteso che il Comitato non avrà alcuna competenza di fare domande od esporre opinioni di qualsiasi specie circa queste statistiche e che le disposizioni dell’art. 24 non saranno applicabili per quanto concerne le questioni cui si riferisce l’articolo presente, a meno che il Comitato venga a constatare che estistano in misura rilevante dei traffici internazionali illeciti.
1. Il Comitato centrale invigilerà in maniera costante sul movimento del mercato internazionale. Se le informazioni di cui dispone lo inducono a concludere che un dato paese accumula delle quantità esagerate di una delle sostanze cui si riferisce la presente Convenzione e minaccia così di diventare un centro di traffico illecito, avrà il diritto di domandare spiegazioni al paese in questione per mezzo del Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
2. Se non è fornita spiegazione alcuna entro termine adeguato, o se le spiegazioni date non sono soddisfacenti, il Comitato centrale avrà il diritto di attirare l’attenzione dei Governi di tutte le Parti contraenti e del Consiglio economico e sociale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite su questo punto e di raccomandare che nessuna nuova esportazione delle sostanze cui si applica la presente Convenzione, o di una qualsiasi di esse, sia fatta a destinazione del paese in questione, fino a che il Comitato abbia comunicato che ha ottenuto piena soddisfazione circa la situazione in questo paese per quanto concerne dette sostanze. Il Comitato centrale notificherà nello stesso tempo al Governo del paese interessato la raccomandazione che esso ha fatto.
3. Il paese interessato potrà portare la questione davanti al Consiglio economico e sociale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
4. Il Governo di ogni paese esportatore che non sarà disposto ad agire secondo la raccomandazione del Comitato centrale potrà pure portare la questione davanti al Consiglio economico e sociale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Se esso non crede di doverlo fare, informerà immediatamente il Comitato centrale ch’esso non è disposto a conformarsi alla raccomandazione del Consiglio, dandone, se possibile, le ragioni.
6. Qualora, in un caso qualsiasi, la decisione del Comitato centrale non è presa all’unanimità, dovranno pure essere esposti i pareri della minoranza.
Ciascuna delle Parti contraenti avrà il diritto di richiamare in via amichevole l’attenzione del Comitato su qualsiasi questione di cui ad essa sembri necessario un esame. Tuttavia il presente articolo non potrà essere interpretato nel senso di estendere i poteri del Comitato.
Per quanto concerne i paesi che non fanno parte della presente Convenzione, il Comitato centrale potrà prendere i provvedimenti indicati nell’art. 24 nel caso in cui le informazioni di cui dispone lo inducano a concludere che un dato paese minaccia di diventare un centro di traffico illecito; in questo caso, il Comitato prenderà i provvedimenti indicati nell’articolo citato per quanto concerne la notificazione al paese interessato.
In questo caso sono applicabili i cpv. 3, 4 e 7 dell’art. 24.
Il Comitato centrale presenterà ogni anno al Consiglio economico e sociale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite un rapporto intorno ai propri lavori. Il rapporto sarà pubblicato e comunicato a tutte le Parti contraenti.
Ciascuna delle Parti contraenti si impegna a colpire con sanzioni penali adeguate, comprendendovi, dato il caso, la confisca delle sostanze che sono oggetto del reato, le infrazioni alle leggi ed ai regolamenti relativi all’applicazione delle disposizioni della presente Convenzione.
Le Parti contraenti si comunicheranno per mezzo del Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, qualora esse non l’abbiano già fatto, le loro leggi e i loro regolamenti concernenti le materie cui si riferisce la presente Convenzione, nonchè le leggi e i regolamenti che esse emanassero per metterla in vigore.
La presente Convenzione sostituisce, fra le Parti contraenti, le disposizioni dei capitoli I, III e V della Convenzione firmata all’Aja il 23 gennaio 19121. Queste disposizioni resteranno in vigore tra le Parti contraenti e tutti gli Stati facenti parte della Convenzione dell’Aja e non facenti invece parte della presente Convenzione.
1. Allo scopo di comporre, per quanto possibile in via amichevole le vertenze che nascessero tra le Parti contraenti circa l’interpretazione o l’esecuzione della presente Convenzione, che non avessero potuto essere risolte in via diplomatica, le Parti in controversia potranno, prima di adire qualsiasi procedura giudiziaria o arbitrale, sottoporre le loro controversie, per parere consultivo, all’organismo tecnico che il Consiglio economico e sociale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite designerà a questo scopo.
2. Il parere consultivo dovrà essere dato entro sei mesi a contare dal giorno in cui sarà stata sottoposta la vertenza all’organismo di cui si tratta; a meno che, di comune accordo, le Parti in controversia non decidano di prorogare questo termine. L’organismo designato fisserà il termine entro il quale le Parti dovranno pronunciarsi intorno al parere da esso dato.
4. Le controversie che non avessero potuto essere composte nè direttamente, nè, dato il caso, in base al parere dell’organismo tecnico menzionato sopra, saranno sottoposte, dietro domanda di una delle Parti in controversia, alla Corte Internazionale di Giustizia1, a meno che per l’applicazione di una Convenzione esistente o di un Accordo speciale da concludersi, non si proceda a comporre la vertenza per via di arbitrato o in qualsiasi altro modo.
5. Il ricorso alla Corte di Giustizia sarà presentato nel modo previsto dall’art. 40 dello Statuto della Corte.
6. La decisione presa dalle Parti in controversia di sottoporre la vertenza per parere consultivo all’organismo tecnico designato dal Consiglio economico e sociale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite o di ricorrere all’arbitrato, sarà comunicata al Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e per sua cura alle altre Parti contraenti, che avranno diritto di intervenire nella procedura.
7. Le Parti in controversia dovranno sottoporre alla Corte Internazionale di Giustizia qualsiasi punto di diritto internazionale e qualsiasi questione d’interpretazione della presente Convenzione che potrà sorgere nel corso della procedura davanti l’organismo tecnico o il tribunale arbitrale, di cui l’organismo o il tribunale stimassero, su domanda di una delle Parti, che la previa soluzione da parte della Corte sia indispensabile per la composizione della vertenza.
La presente Convenzione, della quale fanno parimente fede il testo francese e quello inglese, porterà la data d’oggi e sarà aperta alle firme, fino al 30 settembre 1925, di tutti gli Stati che hanno partecipato alla Conferenza in cui essa fu elaborata, di tutti i Membri della Società delle Nazioni e di tutti gli Stati ai quali la Società delle Nazioni avrà, a questo scopo, comunicato un esemplare della presente Convenzione.
La presente Convenzione è sottoposta a ratificazione. A contare dal 1° gennaio 1947 gli strumenti di ratificazione saranno depositati presso il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che ne notificherà il deposito a tutti i Membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ed agli Stati non membri ai quali il Segretario generale avrà trasmesso una copia della Convenzione.
A contare dal 30 settembre 1925 ogni Stato rappresentato alla Conferenza in cui fu elaborata la presente Convenzione e che non l’abbia firmata, ogni Membro delle Nazioni Unite e ogni Stato non membro menzionato nell’art. 34, potrà aderire alla presente Convenzione.
L’adesione si farà per mezzo di uno strumento comunicato al Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, che sarà depositato negli archivi del Segretariato dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Il Segretario generale notificherà immediatamente il deposito fatto ai Membri delle Nazioni Unite che hanno firmato la Convenzione, agli altri Stati firmatari menzionati nell’art. 34 ed agli Stati aderenti.
La presente Convenzione non entrerà in vigore che dopo essere stata ratificata da dieci Stati, compresi sette degli Stati che parteciperanno alla nomina del Comitato centrale, in conformità dell’art. 19, di cui due Stati almeno membri permanenti del Consiglio della Società delle Nazioni. Essa entrerà in vigore novanta giorni dopo ricevuta, da parte del Segretario generale della Società delle Nazioni, l’ultima delle ratificazioni necessarie. Inoltre, la presente Convenzione avrà effetto per quanto concerne ciascuna delle Parti, novanta giorni dopo ricevuta la ratificazione o la notificazione dell’adesione.
In conformità delle disposizioni dell’art. 18 del Patto della Società delle Nazioni, il Segretario generale registrerà la presente Convenzione il giorno della sua entrata in vigore.
Il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite terrà un elenco delle Parti che hanno firmato o ratificato la presente Convenzione, vi hanno aderito o l’hanno denunciata. Questo elenco resterà costantemente aperto alle Parti contraenti e sarà pubblicato di tanto in tanto.
La presente Convenzione potrà essere denunciata con notificazione scritta da darsi al Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. La denunzia avrà effetto scorso che sia un anno dalla data in cui è stata ricevuta da parte del Segretario generale, e avrà effetto solo per quanto concerne lo Stato che fa la denunzia.
Il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite porterà a conoscenza di ciascuno dei Membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e degli Stati menzionati nell’art. 34 ogni denunzia da esso ricevuta.1
Art. 39 Convenzione Internazionale dell’Oppio Certificato officiale per l’importazione
Ogni Stato che partecipa alla presente Convenzione potrà dichiarare, sia al momento della firma, sia al momento del deposito della sua ratificazione o della sua adesione, che l’accettazione da parte sua della presente Convenzione non impegna sia tutti sia taluno dei suoi protettorati, colonie, possedimenti o territori d’oltremare sottoposti alla sua sovranità o alla sua autorità, o pel quale abbia accettato un mandato dalla Società delle Nazioni, e potrà ulteriormente e in conformità dell’art. 35, aderire separatamente o in nome di uno qualsiasi dei suoi protettorati, colonie, possedimenti o territori d’oltremare, esclusi con una tale dichiarazione.
La denunzia potrà parimente essere fatta separatamente per ogni protettorato, colonia, possedimento o territorio d’oltremare; le disposizioni dell’art. 38 si applicheranno a questa denunzia.
Modello del certificato d’importazione
Noi certifichiamo con la presente che il Ministero de ................. incaricato dell’applicazione della legge sugli stupefacenti prevista dalla Convenzione internazionale dell’oppio ha permesso l’importazione da parte:
Nome, indirizzo e professione dell’importatore.
Descrizione esatta dello stupefacente e quantità destinata all’importazione.
e dichiariamo che l’invio destinato all’importazione è neccessario:
per bisogni legittimi (nel caso dell’oppio greggio e della foglia di coca)*;
I paesi che non hanno soppresso l’abitudine di fumare l’oppio e desiderano importare dell’oppio greggio per la fabbricazione dell’oppio preparato devono rilasciare dei certificati accertanti che l’oppio greggio da importarsi è destinato alla fabbricazione dell’oppio preparato, che i fumatori sono sottoposti alle restrizioni ordinate dal Governo, in attesa della soppressione completa dell’oppio e che l’oppio importato non sarà riesportato.
Campo d’applicazione il 1o settembre 19715
La Svizzera rimane vincolata dalla disposizioni della convenzione internazionale dell’oppio 1925 emendata dal protocollo dell’11 dicembre 1946 (0.812.121.41) verso gli Stati (e i Territori cui fu estesa l’applicazione) seguenti, i quali non hanno ratificato la convenzione unica sugli stupefacenti 1961 (0.812.121.0 – art. 44 n. 1 lett. c) oppure non vi hanno aderito:
Siccome la Gran Bretagna ha esteso l’applicazione della convenzione 1925 a tutte le Colonie e Territori da essa protetti, la Svizzera resta vincolata dalla convenzione rispetto a questi Territori, in quanto la convenzione unica sugli stupefacenti non sia loro applicabile (elenco dei Territori vincolati dalla convenzione unica in RU 1970 895).
5 Aggiornamento dell’elenco figurante in CS 12 482.
6 Non avendo accettato il prot. dell’11 dic. 1946 (CS 12 508) emendante la conv. dell’oppio 1925, rimane vincolato rispetto alla Svizzera dalla versione originale di detta conv.
Kokain. Unter «Kokain» ist zu verstehen der Methyläther des linksdrehenden Benzoylecgonins (a D 20° = – 16°4) in 20 %iger Chloroformlösung mit der Formel C17H21NO4.
Ecgonin. Unter «Ecgonin» ist zu verstehen das linksdrehende Ecgonin (a D 20° = – 45°6 in 5 %iger wässeriger Lösung) mit der Formel C9H15NO3.H2O und alle Derivate dieses Ecgonins, die gewerblich zu seiner Wiedergewinnung dienen könnten.
1. Keine Sendung irgendwelcher der in diesem Abkommen behandelten Stoffe darf, wenn sie von einem Lande nach einem anderen ausgeführt wird, durch ein drittes Land gehen – und zwar ohne Rücksicht darauf, ob die Sendung aus dem benützten Schiff oder Fahrzeug umgeladen wird oder nicht –, ohne dass den zuständigen Behörden dieses Landes eine Abschrift der die Sendung begleitenden Ausfuhrbewilligung (oder des Umleitungsscheins, wenn gemäss der folgenden Ziffer ein solcher ausgestellt worden ist) vorgelegt wird.
4. Die Ziffern 1–3 dieses Artikels lassen die Bestimmungen jeder etwaigen internationalen Vereinbarung unberührt, welche die zulässige Überwachung der in diesem Abkommen behandelten Stoffe durch einen der vertragschliessenden Teile einschränken, wenn solche im direkten Durchgangsverkehr befördert werden.
Approuvée par l’Assemblée fédérale le 14 juin 19283
L’Albanie, l’Allemagne, l’Autriche, la Belgique, le Brésil, l’Empire britannique, le Canada, le Commonwealth d’Australie, l’Union Sud—africaine, la Nouvelle—Zélande, l’Etat libre d’Irlande et l’Inde, la Bulgarie, le Chili, Cuba, le Danemark, l’Espagne, la France, la Grèce, la Hongrie, le Japon, la Lettonie, le Luxembourg, le Nicaragua, les Pays—Bas, la Perse, la Pologne, le Portugal, le Royaume des Serbes, Croates et Slovènes, le Siam, le Soudan, la Suisse, la Tchécoslovaquie et l’Uruguay,
Considérant que l’application des dispositions de la convention de La Haye du 23 janvier 19124 par les parties contractantes a eu des résultats de grande importance, mais que la contrebande et l’abus des substances visées par la convention continuent encore sur une grande échelle;
Convaincues que la contrebande et l’abus de ces substances ne peuvent être supprimés effectivement qu’en réduisant d’une façon plus efficace la production et la fabrication de ces substances et en exerçant sur le commerce international un contrôle et une surveillance plus étroits que ceux prévus dans ladite convention;
Désireuses de prendre de nouvelles mesures en vue d’atteindre le but visé par ladite convention et de compléter et de renforcer ses dispositions;
Confiantes que cet effort humanitaire recevra l’adhésion unanime des pays intéressés,
Aux fins de la présente convention, les parties contractantes conviennent d’accepter les définitions suivantes:
Opium brut. – Par «opium brut», on entend le suc, coagulé spontanément, obtenu des capsules du pavot somnifère (Papaver somniferum L.) et n’ayant subi que les manipulations nécessaires à son empaquetage et à son transport, quelle que soit sa teneur en morphine.
Opium médicinal. – Par «opium médicinal», on entend l’opium qui a subi les préparations nécessaires pour son adaptation à l’usage médical, soit en poudre ou granulé, soit en forme de mélange avec des matières neutres, selon les exigences de la pharmacopée.
Morphine. – Par 4 «morphine», on entend le principal alcaloïde de l’opium ayant la formule chimique C17H19NO3.
Diacétylmorphine. – Par «diacétylmorphine», on entend la diacétylmorphine (diamorphine, héroïne) ayant la formule C21H23NO5.
Feuille de coca. – Par «feuille de coca», on entend la feuille de l’Erythroxylon Coca Lamarck, de l’Erythroxylon novo—granatense (Morris) Hieronymus et de leurs variétés, de la famille des erythroxylacées et la feuille d’autres espèces de ce genre dont la cocaïne pourrait être extraite directement ou obtenue par transformation chimique.
Cocaïne brute. – Par «cocaïne brute», on entend tous produits extraits de la feuille de coca qui peuvent, directement ou indirectement, servir à la préparation de la cocaïne.
Cocaïne. – Par «cocaïne», on entend l’éther méthylique de la benzoylecgonine lévogyre ([] D20° = – 16° 4 en solution chloroformique à 20 %) ayant la formule C17H21NO4.
Ecgonine. – Par «ecgonine», on entend l’ecgonine lévogyre ([] D20° = – 45° 6 en solution aqueuse à 5 %) ayant la formule C9H15NO3. H2O, et tous les dérivés de cette ecgonine qui pourraient servir industriellement à sa régénération.
Chanvre indien. – Par «chanvre indien», on entend la sommité séchée, fleurie ou fructifère, des pieds femelles du Cannabis sativa L. de laquelle la résine n’a pas été extraite, sous quelque dénomination qu’elle soit présentée dans le commerce.
Chapitre II Contrôle intérieur de l’ opium brut et des feuilles de coca
Les parties contractantes s’engagent à édicter des lois et règlements, si cela n’a pas encore été fait, pour assurer un contrôle efficace de la production, de la distribution et de l’exportation de l’opium brut; elles s’engagent également à reviser périodiquement et à renforcer, dans la mesure où cela sera nécessaire, les lois et règlements sur la matière qu’elles auront édictés en vertu de l’art. 1 de la convention de La Haye de 19121 ou de la présente convention.
Les parties contractantes limiteront, en tenant compte des différences de leurs conditions commerciales, le nombre des villes, ports ou autres localités par lesquels l’exportation ou l’importation de l’opium brut ou de feuilles de coca sera permise.
Les dispositions du présent chapitre s’appliquent aux substances suivantes:
à la cocaïne brute et à l’ecgonine;
à tout autre stupéfiant auquel la présente convention peut s’appliquer, conformément à l’art. 10.
Les parties contractantes édicteront des lois ou des règlements efficaces de façon à limiter exclusivement aux usages médicaux et scientifiques la fabrication, l’importation, la vente, la distribution, l’exportation et l’emploi des substances auxquelles s’applique le présent chapitre. Elles coopéreront entre elles afin d’empêcher l’usage de ces substances pour tout autre objet.
Les parties contractantes contrôleront tous ceux qui fabriquent, importent, vendent, distribuent ou exportent les substances auxquelles s’applique le présent chapitre, ainsi que les bâtiments où ces personnes exercent cette industrie ou ce commerce.
limiter aux seuls établissements et locaux pour lesquels une autorisation existe à cet effet la fabrication des substances visées par l’art. 4 b), c), g);
exiger que tous ceux qui fabriquent, importent, vendent, distribuent ou exportent lesdites substances soient munis d’une autorisation ou d’un permis pour se livrer à ces opérations;
exiger de ces personnes la consignation sur leurs livres des quantités fabriquées, des importations, exportations, ventes et tous autres modes de cession desdites substances. Cette règle ne s’appliquera pas nécessairement aux quantités dispensées par les médecins, non plus qu’aux ventes faites sur ordonnance médicale par des pharmaciens dûment autorisés, si les ordonnances sont, dans chaque cas, dûment conservées par le médecin ou le pharmacien.
Les parties contractantes prendront des mesures pour prohiber dans leur commerce intérieur toute cession à des personnes non autorisées ou toute détention par ces personnes des substances auxquelles s’applique le présent chapitre.
Lorsque l’Organisation mondiale de la santé, sur l’avis d’un comité d’experts nommé par elle, aura constaté que certaines préparations contenant les stupéfiants visés dans le présent chapitre ne peuvent donner lieu à la toxicomanie en raison de la nature des substances médicamenteuses avec lesquelles ces stupéfiants sont associés et qui empêchent de les récupérer pratiquement, l’Organisation mondiale de la santé avisera de cette constatation le conseil économique et social de l’Organisation des Nations Unies. Le conseil communiquera cette constatation aux parties contractantes, ce qui aura pour effet de soustraire au régime de la présente convention les préparations en question.
1 Nouvelle teneur selon l’annexe ch. 2 du prot. d’amendement du 11 déc. 1946, en vigueur depuis le 3 fév. 1948 (RS 0.812.121.21).
Toute partie contractante peut autoriser les pharmaciens à délivrer au public, de leur propre chef et à titre de médicaments pour l’usage immédiat en cas d’urgence, les préparations officinales opiacées suivantes: teinture d’opium, laudanum de Sydenham, poudre de Dover; toutefois, la dose maximum qui peut, dans ce cas, être délivrée, ne doit pas contenir plus de 0,25 gr. d’opium officinal, et le pharmacien devra faire figurer dans ses livres, conformément à l’art. 6 c), les quantités fournies.
Lorsque l’Organisation mondiale de la santé, sur l’avis d’un comité d’experts nommé par elle, aura constaté que tout stupéfiant auquel la présente convention ne s’applique pas est susceptible de donner lieu à des abus analogues et de produire des effets aussi nuisibles que les substances visées par ce chapitre de la convention, l’Organisation mondiale de la santé en informera le conseil économique et social et lui recommandera que les dispositions de la présente convention soient appliquées à cette substance.
Le conseil économique et social communiquera cette recommandation aux parties contractantes. Toute partie contractante qui accepte la recommandation signifiera son acceptation au secrétaire général de l’Organisation des Nations Unies, qui en avisera les autres parties contractantes.
1. En addition aux dispositions du chap. V de la présente convention, qui s’appliqueront au chanvre indien et à la résine qui en est extraite, les parties contractantes s’engagent:
à interdire l’exportation de la résine obtenue du chanvre indien et les préparations usuelles dont la résine est la base (telles que hachich, esrar, chira et djamba) à destination de pays qui en ont interdit l’usage et, lorsque l’exportation en est autorisée, à exiger la production d’un certificat d’importation spécial délivré par le gouvernement du pays importateur et attestant que l’importation est approuvée pour les fins spécifiées dans le certificat et que la résine ou lesdites préparations ne seront pas réexportées;
à exiger, avant de délivrer, pour du chanvre indien, le permis d’exportation visé à l’art. 13 de la présente convention, la production d’un certificat d’importation spécial délivré par le gouvernement du pays importateur et attestant que l’importation est approuvée et est destinée exclusivement à des usages médicaux ou scientifiques.
Chaque partie contractante exigera qu’une autorisation d’importation distincte soit obtenue pour chaque importation de l’une quelconque des substances auxquelles s’applique la présente convention. Cette autorisation indiquera la quantité à importer, le nom et l’adresse de l’importateur, ainsi que le nom et l’adresse de l’exporta-teur.
L’autorisation d’importation spécifiera le délai dans lequel devra être effectuée l’importation; elle pourra admettre l’importation en plusieurs envois.
1. Chaque partie contractante exigera qu’une autorisation d’exportation distincte soit obtenue pour chaque exportation de l’une quelconque des substances auxquelles s’applique la présente convention. Cette autorisation indiquera la quantité à exporter, le nom et l’adresse de l’exportateur, ainsi que le nom et l’adresse de l’importateur.
2. La partie contractante exigera, avant de délivrer cette autorisation d’exportation, qu’un certificat d’importation, délivré par le gouvernement du pays importateur et attestant que l’importation est approuvée, soit produit par la personne ou la maison qui demande l’autorisation d’exportation.
Chaque partie contractante s’engage à adopter, dans la mesure du possible, le certificat d’importation dont le modèle est annexé à la présente convention.
3. L’autorisation d’exportation spécifiera le délai dans lequel doit être effectuée l’exportation et mentionnera le numéro et la date du certificat d’importation, ainsi que l’autorité qui l’a délivré.
4. Une copie de l’autorisation d’exportation accompagnera l’envoi et le gouvernement qui délivre l’autorisation d’exportation en enverra copie au gouvernement du pays importateur.
5. Lorsque l’importation aura été effectuée, ou lorsque le délai fixé pour l’importation sera expiré, le gouvernement du pays importateur renverra l’autorisation d’exportation endossée à cet effet au gouvernement du pays exportateur. L’endos spécifiera la quantité effectivement importée.
6. Si la quantité effectivement exportée est inférieure à celle qui est spécifiée dans l’autorisation d’exportation, mention de cette quantité sera faite par les autorités compétentes sur l’autorisation d’exportation et sur toute copie officielle de cette autorisation.
7. Si la demande d’exportation concerne un envoi destiné à être déposé dans un entrepôt de douane du pays importateur, l’autorité compétente du pays exportateur pourra accepter, au lieu du certificat d’importation prévu ci—dessus, un certificat spécial par lequel l’autorité compétente du pays importateur attestera qu’elle approuve l’importation de l’envoi dans les conditions susmentionnées, En pareil cas, l’autorisation d’exportation précisera que l’envoi est exporté pour être déposé dans un entrepôt de douane.
En vue d’assurer dans les ports francs et dans les zones franches l’application et l’exécution intégrale des dispositions de la présente convention, les parties contractantes s’engagent à appliquer les lois et règlements en vigueur dans le pays, aux ports francs et aux zones franches situés sur leurs territoires et à y exercer la même surveillance et le même contrôle que dans les autres parties de leurs territoires, en ce qui concerne les substances visées par ladite convention.
Toutefois, cet article n’empêche pas une des parties contractantes d’appliquer auxdites substances des dispositions plus énergiques dans les ports francs et les zones franches que dans les autres parties de son territoire.
1. Aucun envoi de l’une quelconque des substances visées par la présente convention, si cet envoi est exporté d’un pays à destination d’un autre pays, ne sera autorisé à traverser un troisième pays – que cet envoi soit, ou non, transbordé du navire ou du véhicule utilisé – à moins que la copie de l’autorisation d’exportation (ou le certificat de déroutement, si ce certificat a été délivré conformément au paragraphe suivant) qui accompagne l’envoi ne soit soumis aux autorités compétentes de ce pays.
2. Les autorités compétentes d’un pays par lequel un envoi de l’une quelconque des substances visées par la présente convention est autorisé à passer prendront toutes les mesures nécessaires pour empêcher le déroutement dudit envoi vers une destination autre que celle qui figure sur la copie de l’autorisation d’exportation (ou sur le certificat de déroutement) qui accompagne cet envoi, à moins que le gouvernement de ce pays n’ait autorisé ce déroutement au moyen d’un certificat spécial de déroutement. Un certificat de déroutement ne sera délivré qu’après réception d’un certificat d’importation, conformément aux dispositions de l’art. 13, et émanant du gouvernement du pays à destination duquel on se propose de dérouter ledit envoi; ce certificat contiendra les mêmes renseignements que ceux qui, selon l’art. 13, doivent être mentionnés dans l’autorisation d’exportation, ainsi que le nom du pays d’où cet envoi a été primitivement exporté. Toutes les dispositions de l’art. 13 qui sont applicables à une autorisation d’exportation s’appliqueront également aux certificats de déroutement.
En outre, le gouvernement du pays autorisant le déroutement de l’envoi devra conserver la copie de l’autorisation primitive d’exportation (ou le certificat de déroutement) qui accompagnait ledit envoi au moment de son arrivée sur le territoire dudit pays et le retourner au gouvernement qui l’a délivré en notifiant en même temps à celui—ci le nom du pays à destination duquel le déroutement a été autorisé.
3. Dans les cas où le transport est effectué par la voie aérienne, les dispositions précédentes du présent article ne seront pas applicables si l’aéronef survole le territoire du tiers pays sans atterrir. Si l’aéronef atterrit sur le territoire dudit pays, lesdites dispositions seront appliquées dans la mesure où les circonstances le permettront.
4. Les al. 1 à 3 du présent article ne préjudicient pas aux dispositions de tout accord international limitant le contrôle qui peut être exercé par l’une des parties contractantes sur les substances visées par la présente convention, lorsqu’elles seront expédiées en transit direct.
5. Les dispositions du présent article ne s’appliqueront pas au transport de substances par la poste.
Si un envoi de l’une des substances visées par la présente convention est débarqué sur le territoire d’une partie contractante et déposé dans un entrepôt de douane, il ne pourra être retiré de cet entrepôt sans qu’un certificat d’importation, délivré par le gouvernement du pays de destination et certifiant que l’importation est approuvée, soit présenté à l’autorité dont dépend l’entrepôt de douane. Une autorisation spéciale sera délivrée par cette autorité, pour chaque envoi ainsi retiré, et remplacera l’autorisation d’exportation visée aux art. 13, 14 et 15.
Lorsque les substances visées par la présente convention traverseront en transit les territoires d’une partie contractante, ou y seront déposées en entrepôt de douane, elles ne pourront être soumises à aucune opération qui modifierait, soit leur nature, soit, sauf permission de l’autorité compétente, leur emballage.
Si l’une des parties contractantes estime impossible de faire application de l’une quelconque des dispositions du présent chapitre. à son commerce avec un autre pays, en raison du fait que ce dernier n’est pas partie à la présente convention, cette partie contractante ne sera obligée d’appliquer les dispositions du présent chapitre que dans la mesure où les circonstances le permettent.
Un comité central permanent sera nommé, dans les trois mois qui suivront l’entrée en vigueur de la présente convention.
Les membres du comité central seront nommés par le conseil économique et social de l’Organisation des Nations Unies1.
En procédant à ces nominations, on prendra en considération l’importance qu’il y a à faire figurer dans le comité central, en proportion équitable, des personnes ayant une connaissance de la question des stupéfiants, dans les pays producteurs et manufacturiers, d’une part, et dans les pays consommateurs, d’autre part, et appartenant à ces pays.
Les membres du comité central n’exerceront pas des fonctions qui les mettent dans une position de dépendance directe de leurs gouvernements.
Les membres du comité exerceront un mandat d’une durée de cinq ans et seront rééligibles.
2 Abrogé par l’annexe ch. 2 du prot. d’amendement du 11 déc. 1946 (RS 0.812.121.21).
Le conseil économique et social de l’Organisation des Nations Unies1, d’accord avec le comité, prendra les dispositions nécessaires pour l’organisation et le fonctionnement du comité, en vue de garantir la pleine indépendance de cet organisme dans l’exécution de ses fonctions techniques, conformément à la présente convention, et d’assurer, par le secrétaire général, le fonctionnement des services administratifs du comité.
Le secrétaire général nommera le secrétaire et les fonctionnaires du comité central, sur la désignation dudit comité et sous réserve de l’approbation du conseil.
Les parties contractantes conviennent d’envoyer chaque année, avant le 31 décembre, au comité central permanent prévu à l’art. 19, les évaluations des quantités de chacune des substances visées par la convention à importer sur leurs territoires, en vue de leur consommation intérieure au cours de l’année suivante pour des fins médicales, scientifiques et autres.
Ces chiffres ne doivent pas être considérés comme ayant, pour le gouvernement intéressé, un caractère obligatoire, mais seront donnés au comité central à titre d’indication pour l’exercice de son mandat.
Dans le cas où des circonstances obligeraient un pays à modifier, au cours de l’année, ses évaluations, ce pays communiquera au comité central les chiffres revisés.
1. Les parties contractantes conviennent d’envoyer chaque année au comité central, trois mois (dans les cas prévus au par. c) cinq mois) au plus tard après la fin de l’année, et de la manière qui sera indiquée par le comité, des statistiques aussi complètes et exactes que possible, relatives à l’année précédente:
de la production d’opium brut et de feuilles de coca;
de la fabrication des substances visées au chap. III, art. 4 b), c), g), de la présente convention et des matières premières employées pour cette fabrication. La quantité de ces substances, employée à la fabrication d’autres dérivés non visés par la convention, sera déclarée séparément;
des stocks de substances visées par les chap. II et III de la présente convention, détenus par les négociants en gros ou par l’Etat, en vue de la consommation dans le pays, pour des besoins autres que les besoins de l’Etat;
de la consommation, en dehors des besoins de l’Etat, des substances visées aux chap. Il et III de la présente convention;
des quantités des substances visées par la présente convention qui auront été confisquées à la suite d’importations et d’exportations illicites; ces statistiques indiqueront la manière dont on aura disposé des substances confisquées, ainsi que tous autres renseignements utiles relatifs à la confiscation et à l’emploi fait des substances confisquées.
2. Les parties contractantes conviennent d’envoyer au comité central, de la manière qui sera prescrite par celui—ci, dans les quatre semaines qui suivront la fin de chaque période de trois mois, et pour chacune des substances visées par la présente convention, les statistiques de leurs importations et de leurs exportations, en provenance et à destination de chaque pays au cours des trois mois précédents. Ces statistiques seront, dans les cas qui pourront être déterminés par le comité, envoyées par télégramme, sauf si les quantités descendent au—dessous d’un minimum qui sera fixé pour chaque substance par le comité central.
3. En fournissant les statistiques, conformément au présent article, les gouvernements indiqueront séparément les quantités importées ou achetées en vue des besoins de l’Etat, afin qu’il soit possible de déterminer les quantités requises dans le pays pour les besoins généraux de la médecine et de la science. Le comité central n’aura aucun pouvoir de poser des questions ou d’exprimer une opinion quelconque quant aux quantités importées ou achetées en vue des besoins de l’Etat ou quant à l’usage qui en sera fait.
4. Au sens du présent article, les substances détenues, importées ou achetées par l’Etat en vue d’une vente éventuelle ne sont pas considérées comme véritablement détenues, importées ou achetées pour les besoins de l’Etat.
Afin de compléter les renseignements fournis au comité central au sujet de l’affectation définitive donnée à la quantité totale d’opium existant dans le monde entier, les gouvernements des pays où l’usage de l’opium préparé est temporairement autorisé fourniront chaque année au comité, de la manière qui sera prescrite par celui—ci, outre les statistiques prévues à l’art. 22, trois mois au plus après la fin de l’année, des statistiques aussi complètes et exactes que possible, relatives à l’année précédente:
de la fabrication d’opium préparé et des matières premières employées à cette fabrication;
de la consommation d’opium préparé.
Il est entendu que le comité n’aura aucun pouvoir de poser des questions ou d’ex-primer une opinion quelconque au sujet de ces statistiques et que les dispositions de l’art. 24 ne seront pas applicables en ce qui touche aux questions visées par le présent article, sauf si le comité vient à constater l’existence, dans une mesure appréciable, de transactions internationales illicites.
1. Le comité central surveillera d’une façon constante le mouvement du marché international. Si les renseignements dont il dispose le portent à conclure qu’un pays donné accumule des quantités exagérées d’une substance visée par la présente convention et risque ainsi de devenir un centre de trafic illicite, il aura le droit de demander des explications au pays en question par l’entremise du secrétaire général de l’Organisation des Nations Unies1.
2. S’il n’est fourni aucune explication dans un délai raisonnable, ou si les explications données ne sont pas satisfaisantes, le comité central aura le droit d’attirer, sur ce point, l’attention des gouvernements de toutes les parties contractantes ainsi que celle du conseil économique et social de l’Organisation des Nations Unies2, et de recommander qu’aucune nouvelle exportation des substances auxquelles s’applique la présente convention, ou de l’une quelconque d’entre elles, ne soit effectuée, à destination du pays en question, jusqu’à ce que le comité ait signalé qu’il a obtenu tous les apaisements quant à la situation dans ce pays en ce qui concerne lesdites substances. Le comité central notifiera en même temps au gouvernement du pays intéressé la recommandation qu’il a faite.
3. Le pays intéressé pourra porter la question devant le conseil économique et social de l’Organisation des Nations Unies3.
4. Tout gouvernement d’un pays exportateur qui ne sera disposé à agir selon la recommandation du comité central pourra également porter la question devant le conseil économique et social de l’Organisation des Nations Unies4.
S’il ne croit pas devoir le faire, il informera immédiatement le comité central qu’il n’est pas disposé à se conformer à la recommandation du conseil, en donnant, si possible, ses raisons.
6. Si, dans un cas quelconque, la décision du comité central n’est pas prise à l’unanimité, les avis de la minorité devront également être exposés.
7. Tout pays sera invité à se faire représenter aux séances du comité central au cours desquelles est examinée une question l’intéressant directement.
2 Nouvelle teneur selon l’annexe ch. 2 du prot. d’amendement du 11 déc. 1946, en vigueur depuis le 3 fév. 1948 (RS 0.812.121.21).
3 Nouvelle teneur selon l’annexe ch. 2 du prot. d’amendement du 11 déc. 1946, en vigueur depuis le 3 fév. 1948 (RS 0.812.121.21).
4 Nouvelle teneur selon l’annexe ch. 2 du prot. d’amendement du 11 déc. 1946, en vigueur depuis le 3 fév. 1948 (RS 0.812.121.21).
Toutes les parties contractantes auront le droit, à titre amical, d’appeler l’attention du comité sur toute question qui leur paraîtra nécessiter un examen. Toutefois, le présent article ne pourra être interprété comme étendant les pouvoirs du comité.
En ce qui concerne les pays qui ne sont pas parties à la présente convention, le comité central pourra prendre les mesures spécifiées à l’art. 24 dans le cas où les renseignements dont il dispose le portent à conclure qu’un pays donné risque de devenir un centre de trafic illicite; dans ce cas, le comité prendra les mesures indiquées dans l’article en question en ce qui concerne la notification au pays intéressé.
Les al. 3, 4 et 7 de l’art. 24 s’appliqueront dans ce cas.
Le comité central présentera chaque année au conseil économique et social de l’Organisation des Nations Unies1 un rapport sur ses travaux. Ce rapport sera publié et communiqué à toutes les parties contractantes.
Le comité central prendra toutes les mesures nécessaires pour que les évaluations, statistiques, renseignements et explications dont il dispose, conformément aux art. 21, 22, 23, 24, 25 ou 26 de la présente convention, ne soient pas rendus publics d’une manière qui pourrait faciliter les opérations des spéculateurs ou porter atteinte au commerce légitime de l’une quelconque des parties contractantes.
Chacune des parties contractantes s’engage à rendre passibles de sanctions pénales adéquates, y compris, le cas échéant, la confiscation des substances, objet du délit, les infractions aux lois et règlements relatifs à l’application des dispositions de la présente convention.
Les parties contractantes examineront dans l’esprit le plus favorable la possibilité de prendre des mesures législatives pour punir des actes commis dans le ressort de leur juridiction en vue d’aider ou d’assister à la perpétration, en tout lieu situé hors de leur juridiction, d’un acte constituant une infraction aux lois en vigueur en ce lieu et ayant trait aux objets visés par la présente convention.
Les parties contractantes se communiqueront par l’intermédiaire du secrétaire général de l’Organisation des Nations Unies1, si elles ne l’ont déjà fait, leurs lois et règlements concernant les matières visées par la présente convention, de même que les lois et règlements qui seraient promulgués pour la mettre en vigueur.
1. Afin de régler, autant que possible, à l’amiable les différends qui s’élèveraient entre les parties contractantes au sujet de l’interprétation ou de l’exécution de la présente convention et qui n’auraient pu être résolus par la voie diplomatique, les parties en litige pourront, préalablement à toute procédure judiciaire ou arbitrale, soumettre ces différends, pour avis consultatif, à l’organisme technique que le conseil économique et social de l’Organisation des Nations Unies1 désignerait à cet effet.
2. L’avis consultatif devra être formulé dans les six mois à compter du jour où l’organisme dont il s’agit aura été saisi du différend, à moins que, d’un commun accord, les parties en litige ne décident de proroger ce délai. Cet organisme fixera le délai dans lequel les parties auront à se prononcer à l’égard de son avis.
3. L’avis consultatif ne liera pas les parties en litige, à moins qu’il ne soit accepté par chacune d’elles.
4. Les différends qui n’auraient pu être réglés ni directement, ni, le cas échéant, sur la base de l’avis de l’organisme technique susvisé, seront portés, à la demande d’une des parties au litige, devant la Cour internationale de justice2, à moins que, par application d’une convention existante ou en vertu d’un accord spécial à conclure, il ne soit procédé au règlement du différend par voie d’arbitrage ou de toute autre manière.
5. Le recours à la Cour de justice sera formé ainsi qu’il est prévu à l’art. 40 du statut de la Cour.
6. La décision prise par les parties au litige de le soumettre, pour avis consultatif, à l’organisation technique désignée par le conseil économique et social de l’Organisation des Nations Unies3 ou de recourir à l’arbitrage, sera communiquée au secrétaire général de l’organisation4 et, par ses soins, aux autres parties contractantes, qui auront le droit d’intervenir dans la procédure.
7. Les parties au litige devront porter devant la Cour internationale de justice5 tout point de droit international ou toute question d’interprétation de la présente convention qui pourra surgir au cours de la procédure devant l’organisme technique ou le tribunal arbitral dont cet organisme ou ce tribunal estimerait, sur demande d’une des parties, que la solution préalable par la Cour est indispensable pour le règlement du différend.
5 Nouvelle teneur selon l’annexe ch. 2 du prot. d’amendement du 11 déc. 1946, en vigueur depuis le 3 fév. 1948 (RS 0.812.121.21).
La présente convention, dont les textes français et anglais feront également foi, portera la date de ce jour et sera, jusqu’au 30 septembre 1925, ouverte à la signature de tout Etat représenté à la conférence où fut élaborée la présente convention, de tout membre de la Société des Nations et de tout Etat à qui le conseil de la Société des Nations aura, à cet effet, communiqué un exemplaire de la présente convention.
La présente convention est sujette à ratification. A partir du 1er janvier 1947, les instruments de ratification seront déposés auprès du secrétaire général de l’Organisation des Nations Unies qui en notifiera le dépôt à tous les membres de l’Organi-sation des Nations Unies et aux Etats non membres auxquels le secrétaire général aura communiqué un exemplaire de la convention.
A partir du 30 septembre 1925, tout Etat représenté à la conférence où fut élaborée la présente convention et non signataire de celle—ci, tout membre des Nations Unies ou tout Etat non membre mentionné à l’art. 34 pourra adhérer à la présente convention.
Cette adhésion s’effectuera au moyen d’un instrument communiqué au secrétaire général de l’Organisation des Nations Unies et qui sera déposé dans les archives du Secrétariat de l’Organisation des Nations Unies. Le secrétaire général notifiera immédiatement ce dépôt aux membres des Nations Unies signataires de la convention et aux autres Etats non membres signataires mentionnés à l’art. 34 ainsi qu’aux Etats adhérents.
La présente convention n’entrera en vigueur qu’après avoir été ratifiée par dix puissances, y compris sept des Etats qui participeront à la nomination du comité central, en conformité à l’art. 19, dont au moins deux Etats membres permanents du conseil de la Société des Nations. La date de son entrée en vigueur sera le quatre— vingt—dixième jour après la réception, par le secrétaire général de la Société des Nations, de la dernière des ratifications nécessaires. Ultérieurement, la présente convention prendra effet, en ce qui concerne chacune des parties, quatre—vingt—dix jours après la réception de la ratification ou de la notification de l’adhésion.
Conformément aux dispositions de l’art. 18 du pacte de la Société des Nations, le secrétaire général enregistrera la présente convention le jour de son entrée en vigueur.
Un recueil spécial sera tenu par le secrétaire général de l’Organisation des Nations Unies, indiquant quels Etats ont signé ou ratifié la présente convention, y ont adhéré ou l’ont dénoncée. Ce recueil sera constamment ouvert aux parties contractantes et publication en sera faite de temps à autre.
La présente convention pourra être dénoncée par notification écrite, adressée au secrétaire général de l’Organisation des Nations Unies1. La dénonciation deviendra effective un an après la date de sa réception par le secrétaire général et n’aura d’effet qu’en ce qui concerne l’Etat dénonçant.
Le secrétaire général de l’Organisation des Nations Unies portera à la connaissance de chacun des membres de l’Organisation des Nations Unies et des Etats mentionnés à l’art. 34 toute dénonciation reçue par lui.2
Art. 39 Convention internationale de l’opium Certificat officiel d’importation Champ d’application de la Convention le 1er septembre 1971
Tout Etat participant à la présente convention pourra déclarer, soit au moment de sa signature, soit au moment du dépôt de sa ratification ou de son adhésion, que son acceptation de la présente convention n’engage pas, soit l’ensemble, soit tel de ses protectorats, colonies, possessions ou territoires d’outre—mer soumis à sa souveraineté ou à son autorité, ou pour lequel il a accepté un mandat de la Société des Nations, et pourra, ultérieurement et conformément à l’art. 35, adhérer séparément au nom de l’un quelconque de ses protectorats, colonies, possessions ou territoires d’outre—mer, exclus par une telle déclaration.
La dénonciation pourra également s’effectuer séparément pour tout protectorat, colonie, possession ou territoire d’outre—mer; les dispositions de l’art. 38 s’appliqueront à cette dénonciation.
Fait à Genève, le dix—neuf février 1925, en une seule expédition qui sera déposée dans les archives du secrétariat de la Société des Nations; copie certifiée conforme en sera remise à tous les Etats représentés à la conférence et à tout membre de la Société des Nations.
Modèle de certificat d’importation
Certificat officiel d’importation
Nous certifions par la présente que le ministère du................. chargé de l’application de la loi sur les stupéfiants visés par la convention internationale de l’opium a approuvé l’importation par:
Nom, adresse et profession de l’importateur.
Description exacte du stupéfiant et quantité destinée à l’importation.
et déclarons qui l’envoi destiné à l’importation est nécessaire:
pour les besoins légitimes (dans le cas d’opium brut et de la feuille de coca)*;
Les pays qui n’ont pas supprimé l’habitude de fumer l’opium et qui désirent importer de l’opium brut pour la fabrication de l’opium préparé doivent délivrer des certificats établissant que l’opium brut réservé à l’importation est destiné à la fabrication de l’opium préparé, que les fumeurs sont soumis aux restrictions gouvernementales, en attendant la suppression complète de l’opium et que l’opium importé ne sera pas réexporté.
Champ d’application de la Convention le 1er septembre 19715
La Suisse reste liée par les dispositions de la Convention de l’Opium 1925, amendée par le protocole du 11 décembre 1946 (RS 0.812.121.21), à l’égard des Etats (et Territoires auxquels leur application a été étendue) suivants, qui n’ont pas ratifié la Convention unique sur les stupéfiants 1961 (RS 0.812.121.0, art. 44, ch. 1, let. c) ou n’y ont pas adhéré:
La Grand-Bretagne ayant étendu l’application de la Convention 1925 à toutes les Colonies et Territoires placés sous sa protection la Suisse reste liée par ladite convention à l’égard de ces Territoires pour autant que la convention unique sur les stupéfiants ne leur soit applicable (énumération des Territories liés à la convention unique voir RO 1970 840).
2 La présente convention n’est encore applicable pour la Suisse que dans les rapports avec les puissances contractantes qui ne sont pas parties à la conv. unique sur les stupéfiants de 1961 (RS 0.812.121.0 art. 44 ch.1 let. c). Voir la liste des Etats parties publiée ci— après.