Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-2668-del-30-01-2019
Timestamp: 2020-06-02 10:38:42+00:00
Document Index: 7737470

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Sentenza Cassazione Civile n. 2668 del 30/01/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2668 del 30/01/2019
Cassazione civile sez. I, 30/01/2019, (ud. 28/11/2018, dep. 30/01/2019), n.2668
sul ricorso 10381/2015 proposto da:
tempore, elettivamente domiciliata in Roma, Viale Europa n. 190,
presso l’Area Legale Territoriale di Poste Italiane, rappresentata e
difesa dall’avvocato Ursino Anna Maria Rosaria, giusta procura a
avverso la sentenza n. 520/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
Viene proposto ricorso, sulla base di due motivi, avverso la sentenza del 23 gennaio 2015 della Corte d’appello di Roma, che ha respinto l’impugnazione principale, e dichiarato assorbita l’incidentale, avverso la decisione di primo grado, la quale aveva condannato Poste Italiane s.p.a. al pagamento della somma di Euro 7.500,00, oltre interessi legali, in accoglimento della domanda proposta da Ina Assitalia s.p.a. (ora Generali Italia s.p.a.), mentre aveva respinto la domanda avverso Unicredit s.p.a., con riguardo al pagamento della somma portata da un assegno non trasferibile illegittimamente incassato presso un ufficio postale da soggetto diverso dal beneficiario.
La Unicredit s.p.a. ha depositato la memoria.
1) violazione e falsa applicazione degli artt. 1189,1992,1218 c.c., art. 43 L. Ass., in quanto la ricorrente, che ha negoziato l’assegno dopo avere scrupolosamente identificato il beneficiario, obiettivamente legittimato alla riscossione in perchè presentatosi con documenti falsi non riconoscibili come tali, non è responsabile per il pagamento;
2) violazione e falsa applicazione dell’art. 1227 c.c. e artt. 40,41 c.p., per non avere la corte territoriale ravvisato il concorso causale nell’evento, dovuto alla condotta di spedizione dell’assegno in plico non assicurato.
Risulta dalla narrativa della decisione impugnata come il Tribunale di Roma avesse accertato essere stato l’assegno non trasferibile pagato correttamente da Poste Italiane s.p.a. al beneficiario effettivo, soggetto legittimato in base al titolo, e che aveva aperto un libretto di risparmio nominativo, sebbene in concreto sostituito da un altro individuo, il quale aveva falsificato la propria identità e presentato documenti falsi, nonchè la mancanza di qualsiasi alterazione del titolo.
b) l’espressione “colui che paga” adoperata dall’art. 43, comma 2, L. ass., si riferisce non solo alla banca trattarla (o all’emittente, nel caso di assegno circolare), ma anche alla banca negoziatrice, che è l’unica concretamente in grado di operare controlli sull’autenticità dell’assegno e sull’identità del soggetto che, girandolo per l’incasso, lo immette nel circuito di pagamento;
d) specificamente, “ai sensi dell’art. 43, 2 comma, Legge Assegni (R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736), la banca negoziatrice chiamata a rispondere del danno derivato – per errore nell’identificazione del legittimo portatore del titolo – dal pagamento di assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità a persona diversa dall’effettivo beneficiario, è ammessa a provare che l’inadempimento non le è imputabile, per aver essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall’art. 1176 c.c., comma 2”.
Alla luce di tali ditta, il motivo va accolto, non avendo la sentenza impugnata fatto proprio applicazione dei detti principi, ma applicato la tesi, ormai disattesa dalle Sezioni unite, della pura responsabilità oggettiva ex art. 43 L. ass..
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo; cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Corte d’appello di Roma, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese di legittimità.