Source: https://cild.eu/blog/2016/11/07/premio-cild-la-battaglia-per-i-diritti-lgbt-in-tribunale/
Timestamp: 2019-06-17 04:46:07+00:00
Document Index: 145013210

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3']

Premio CILD: la difesa dei diritti LGBT in tribunale
Premio CILD: la battaglia per i diritti in tribunale
GalloLGBTImatrimonio egualitariomoscheaOliariSchusterstepchil adoptionunioni civili
Loro – gli avvocati Filomena Gallo, Alexander Schuster, Massimo Clara, Cesare Pitea, Marilisa D’Amico – sono l’eccezionale team legale dietro l’epocale sentenza Oliari.
Come la sentenza Oliari ha aperto la strada alle unioni civili in Italia
Davanti alla Corte europea dei diritti umani, nella causa Oliari e altri contro il governo italiano, hanno ottenuto nel luglio 2015 una pronuncia storica, che ha confermato come l’ordinamento giuridico italiano non assicurasse in alcun modo diritti a coppie composte da persone dello stesso sesso e che questo rappresentava una grave violazione del diritto umano fondamentale al rispetto della vita privata e familiare.
In altre parole, con la sentenza Oliari la Corte ha imposto all’Italia di riconoscere legalmente le coppie omosessuali, stimolando in questo modo il governo italiano ad accelerare l’adozione di una legge sulle unioni civili (che è stata infine adottata, per quanto in una versione imperfetta e incompleta – mancando di riconoscere e disciplinare la c.d. stepchild adoption, come invece ha fatto subito dopo la Corte di Cassazione- nel maggio 2016).
La missione degli avvocati dei diritti fondamentali
Per questo motivo, l’anno scorso abbiamo voluto riconoscere lo strenuo impegno del team di avvocati che ha lavorato al caso Oliari, conferendo loro il premio CILD per le libertà civili.
Premio CILD 2015: Antonio Marchesi, Presidente di Amnesty International Italia, premia gli avvocati Schuster, Gallo e Pitea in rappresentanza del team legale dietro il caso Oliari.
A distanza di quasi un anno da quella celebrazione – e in attesa dell’imminente annuncio delle candidature per l’edizione 2016 del Premio CILD! – facciamo il punto con loro su cosa è cambiato negli ultimi mesi e quali sono le prossime sfide da affrontare.
1) Cosa è successo nei 12 mesi trascorsi dal Premio CILD?
Avvocato Schuster:
Per una volta, l’Italia si è data da fare e anche in tempi tutto sommato brevi. Penso che si debba segnalare che la sentenza Oliari non casualmente ha messo in moto il Governo e il Parlamento e oggi abbiamo una legge sulle unioni civili che dà in sostanza gli stessi diritti e doveri alla coppia del matrimonio, senza – e questo rimane comunque una discriminazione importante – il nome. Almeno in questo caso il diritto internazionale ha determinato qualcosa che si attendeva dalla sentenza costituzionale del 2010. E i tempi sono stati anche contenuti per una riforma così radicale (che include una regolamentazione generale della convivenza).
Avvocato Gallo:
Insieme al collega Gianni Baldini abbiamo patrocinato il procedimento che ha visto il dubbio di costituzionalità sull’art. 3, commi 1, 2 e 3 della legge n. 40 del 2004 – e cioè sul divieto di utilizzo degli embrioni per la ricerca scientifica. A fine marzo, la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità sollevata.
2) Su cosa state lavorando adesso?
Oliari riguardava la coppia, non la famiglia inclusiva di minori. Questi sono rimasti privi di tutela legislativa e il Parlamento ha chiaramente preferito lasciare che fossero i giudici a dare le tutele ricavabili dai principi insiti nel nostro ordinamento. Ciò significa, però, che adesso occorre portare casi ai giudici perché indichino quali sono queste tutele.
Inoltre, personalmente mi sto interessando al diritto fondamentale alla riservatezza con riguardo ai dati personali. In Italia è un fronte molto negletto e gli strumenti giuridici sono del tutto insufficienti.
Personalmente sono impegnata, come legale e come Segretario dell’associazione Luca Coscioni, per la libertà di ricerca scientifica. Nello specifico: per una buona legge per la gestazione per altri e in azioni per la cancellazione degli ultimi divieti della legge 40/04; per la legalizzazione di cannabis e droghe leggere; per la legalizzazione dell’eutanasia; per l’affermazione dei diritti delle persone con disabilità; per l’affermazione del diritto alla scienza.
3) Quali sono le sfide del vostro settore?
In Italia non vi è una cultura dell’avvocato dei diritti fondamentali ed è difficile costruire un profilo economicamente sostenibile se si intende mantenere un’alto standard fra passione e professione. Per un tumore si cerca lo specialista anche fuori Europa, per tutelare la propria famiglia l’esperto lo si trova in famiglia o al bar. Nel contempo, si ha difficoltà a comprendere l’impegno e la professionalità che un’assistenza d’eccellenza richiede. Poiché la questione non attiene a singole cause pilota, ma a quella che pare essere un’attitudine generale, la sfida per me è riuscire a far comprendere meglio cosa è in gioco e anche gli ottimi risultati che si possono ottenere, se si chiede un parere qualificato. E penso che se cresce la cultura di una corretta tutela dei diritti fondamentali, ci sia anche speranza di avere un giorno in Italia una ONG che abbia le capacità, ma soprattutto le risorse per difendere le tante violazioni di diritti umani che constatiamo quotidianamente con i nostri occhi.
L’affermazione delle libertà civili.
Previous PostChe cos’è e come funziona la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
Next PostPremio CILD: per un’Europa che sia meno Fortezza e più Unione