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Timestamp: 2020-07-09 23:24:41+00:00
Document Index: 17894354

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art.36', 'art.5', 'art.117', 'art. 97', 'art. 36', 'art. 32']

Commento AADI sentenza della Cassazione Lavoro. La risposta di Pierpaolo Volpe, infermiere forense | Nurse Times
Commento AADI sentenza della Cassazione Lavoro. La risposta di Pierpaolo Volpe, infermiere forense
Giuseppe Papagni 17/11/2016 0 1
Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Pierpaolo Volpe, Infermiere Forense che risponde all’articolo del Direttivo Nazionale AADI dal titolo “Cassazione Lavoro ‘Il dipendente a tempo determinato nel pubblico non ha diritto alla conversione del contratto a tempo indeterminato'” da noi pubblicato in data 16 novembre u.s.
leggo sul Suo sito un Commento dell’Associazione Avvocatura di Diritto Infermieristico sulla sentenza 5072/2016 della Corte di Cassazione a Sezioni Unite.
Pur condividendo parte del contenuto, non ne condivido l’approccio in quanto molto acritico e asettico.
L’associazione in questione, si è limitata a commentare la sentenza della Cassazione senza considerare le più recenti sentenze della Corte di giustizia, la quale con tre sentenze cause riunite C 184/15 e C 197/15, causa C-16/15, e causa C-596/16 del 14/09/2016 che vanno lette in combinato disposto, è tornata ad affrontare il tema del precariato pubblico dando indicazioni sulle sanzioni da adottare in caso di abuso dell’utilizzo dei contratti a termine con specifico riferimento al settore sanitario.
A tal proposito invito l’associazione a leggere l’articolo pubblicato su europianrights ”Le sentenze “spagnole” della Corte di giustizia Ue e la stabilizzazione del precariato pubblico in Italia e in Europa” dell’Avvocato Vincenzo De Michele, uno dei massimi esperti di diritto comunitario.
Invito l’associazione a leggere l’articolo “P.a. e contratti a termine illegittimi: note critiche sul riconoscimento del danno (extra) comunitario” del Prof. Federico Maria Putaturo Donati, Professore associato dell’ Università di Napoli Federico II, pubblicato sul Massimario di Giurisprudenza del Lavoro / Il Sole 24 Ore.
Invito inoltre l’associazione a leggere l’articolo “Alla ricerca del giusto risarcimento per illegittima apposizione del termine ai contratti di lavoro privatizzati alle dipendenze di amministrazioni pubbliche (non solo) della scuola” del Presidente emerito della Corte di Cassazione sezione Lavoro Michele De Luca.
Sfugge alla Associazione, evidentemente, l’ordinanza del Tribunale di Trapani che in data 05/09/2016 ha sollevato una nuova questione pregiudiziale C-494/16, invitando la Corte di Giustizia a fornire le “precisazioni dirette a guidare il giudice nazionale nella sua valutazione”, in quanto dubita che la sanzione individuata dalla Corte di Cassazione con la sentenza 5072/2016 rispetti i canoni di effettività e equivalenza;
Nello specifico il Tribunale di Trapani ha chiesto alla Corte di giustizia “Se, il principio di Equivalenza menzionato dalla Corte di Giustizia (fra l’altro) nelle dette pronunce, vada inteso nel senso che, laddove lo Stato membro decida di non applicare al settore pubblico la conversione del rapporto li lavoro (riconosciuta nel settore privato), questi sia tenuto comunque a garantire al lavoratore la medesima utilità, eventualmente mediante un risarcimento del danno che abbia necessariamente ad oggetto il valore del posto di lavoro a tempo indeterminato”.
Sfugge alla Associazione anche la decisiva ordinanza datata 26/10/2016 del Tribunale di Foggia attraverso cui è stata rimessa alla Corte costituzionale la questione di legittimità dell’art. 10, comma 4-ter, D.Lgs. n.368/2001 e dell’art.36, commi 5, 5-ter e 5-quater, D.Lgs. n.165/2001, nella parte in cui non consentono l’applicazione dell’art.5, comma 4-bis, D.Lgs. n.368/2001 e la trasformazione a tempo indeterminato dei contratti a tempo determinato successivi nel settore della sanità pubblica né alcun’altra misura preventiva e sanzionatoria, in violazione delle clausole 4 e 5 dell’accordo quadro comunitario e dell’art.117, comma 1, Cost. (oltre che di altri parametri costituzionali).
Rimango perplesso quando su un tema così delicato ci si accinge ad una analisi non completa delle questioni.
Concludo usando le parole dell’Avvocato De Michele e affermando che in ogni caso il dato è tratto, la stabilizzazione di tutti i precari pubblici è la meta da raggiungere, di danno comunitario o extracomunitario o di altre amenità di questo genere se ne parlerà sempre di meno, fino all’oblio che tali invenzioni “catacombali” o di necrologia giuridica meritano.
Infermiere Forense Taranto
Abuso contratti a termine settore sanitario superamento 36 mesi: ordinanza del tribunale di Foggia
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Matteo Incaviglia ha detto:
18/11/2016 alle 14:26
L’approccio dell’Associazione non è acritico nè asettico, ma semplicemente realistico e finalizzato a non creare false aspettative.
Sfugge al collega il disposto dell’art. 97 Cost. il quale stabilisce che l’accesso nelle pubbliche amministrazioni può avvenire solo mediante concorso.
Sfugge al collega il principio di NOMOFILACHIA: Le Sentenze delle SS.UU. sono l’espressione massima in materia di legittimità, esse danno un orientamento definitivo, per cui le singole sezioni non possono esprimere un avviso diverso senza il parere delle Sezioni Unite.
Nel merito della sentenza, dopo attenta e approfondita valutazione i giudici delle Sezioni Unite, mettendo definitivamente ordine tra sentenze discordanti e stabiliscono il seguente principio di diritto: “ Nel regime del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni (contrattualizzato), qualora si verifica un abuso del contratto di lavoro a tempo determinato , il dipendente che ha subito la illegittima precarizzazione del rapporto di lavoro, ha diritto, fermo restando il divieto di trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato posto dall’art. 36 comma 5 d.lgs. 30 marzo 2001 n. 165, al risarcimento del danno previsto dalla stessa nei limiti di cui all’art. 32, comma 5, legge 2010 n. 183 e quindi nella misura pari ad una indennità onnicomprensiva tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.