Source: http://www.osservatoriocedu.eu/Schede/2010%2001/Korolev%20c%20Russia.html
Timestamp: 2019-01-18 12:43:06+00:00
Document Index: 105476019

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 1', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 35', '§ 3', 'art. 35', '§ 3']

Camera, 1 luglio 2010, ricorso n. 25551/05, Korolev c. Russia
Diritto di accesso ad un giudice (art. 6, par. 1, CEDU) – diritto al rispetto dei beni (art. 1 del Protocollo n. 1) – assenza di pregiudizio significativo (art. 35, par. 2, lett. b, CEDU) – irricevibilità del ricorso.
Mancata esecuzione di una sentenza definitiva resa dalle giurisdizioni interne che ordinava il rimborso delle spese di giustizia nella misura di 22,5 RUB (pari a meno di un euro) – applicazione della nuova condizione di ricevibilità introdotta dal Protocollo n. 14, in vigore dal 1° giugno 2010 – assenza nella specie di pregiudizio significativo ai danni del ricorrente (il cui credito ammontava a meno di un euro) – assenza nella specie di ragioni sufficienti a giustificare l’esame nel merito del ricorso nell’interesse del rispetto dei diritti umani – insussistenza nella specie di un diniego di giustizia a livello interno atteso che le domande iniziali del ricorrente sono state esaminate e accolte dalle giurisdizioni interne in due gradi di giudizio – insussistenza di un diritto di ricorrere avverso la decisione definitiva di un tribunale di ultima istanza per pretesa violazione di norme procedurali interne.
Il caso concerneva la non-esecuzione di una sentenza resa dalle giurisdizioni interne che ordinava il rimborso delle spese di giustizia, che ammontavano a meno di un euro. E’ la seconda decisione, dopo Ionescu c. Romania (decisione del 1° giugno 2010, n. 36659/04) in cui la Corte ha rigettato un caso per “assenza di pregiudizio significativo”, in applicazione del nuovo criterio di ricevibilità introdotto dal Protocollo n. 14. Essa ha sviluppato una motivazione più estesa quanto alle garanzie stabilite dall’art. 35 § 3 b) CEDU, facendo riferimento ai lavori preparatori ed al “piano di azione d’Interlaken”. La Corte ha precisato che anche violazioni commesse da una giurisdizione di ultima istanza possono ricadere nell’ambito del nuovo art. 35 § 3 b) CEDU e che la percezione soggettiva di un ricorrente deve essere giustificabile “on objective grounds”.