Source: https://www.unicost.eu/report-del-cdc-anm-del-11-06-2017/
Timestamp: 2020-07-04 17:12:27+00:00
Document Index: 27750634

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art.2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 51', 'art. 51']

Report del CDC ANM del 11.06.2017 – Unicost
Report del CDC ANM del 11.06.2017
Edoardo Cilenti ha anche comunicato l’avvenuta individuazione da parte della GEC degli addettistampa Valeria Aloiso e Fabiola Paterniti ed ha annunciato che il Congresso nazionale dell’ANM si terrà a Siena dal 20 al 22 ottobre 2017.
In considerazione del numero e della complessità dei punti all’ordine del giorno, si è concordato di limitare la durata degli interventi, con eventuale deposito di note scritte.
Sulla richiesta di esonero per i membri della GEC e dell’ufficio sindacale formulata da MI, è prevalsa la posizione, da subito espressa dal gruppo di Unità per la Costituzione e, in particolare, sostenuta da Alfonso Scermino, uno dei quattro componenti dell’ufficio sindacale, di non formulare alcuna richiesta di esonero. E’ stato pertanto rivolto al CSM l’invito ad “individuare forme più attuali ed efficaci di applicazione dei principi fatti propri dal Consiglio con la circolare n. 8051 del 2.10.1985, tenuto conto della già riconosciuta rilevanza dei compiti di rappresentanza dei magistrati all’interno dell’A.N.M. e del sempre maggiore e più gravoso impegno richiesto dall’attività giudiziaria e dall’attività associativa. In particolare si chiede di disciplinare puntualmente e uniformemente le modalità organizzative del lavoro di cui devono fruire i rappresentanti dell’A.N.M., avuto riguardo alla peculiare posizione del Presidente, del Segretario Generale, dei componenti della GEC e dell’Ufficio Sindacale”.
Quindi, respinta la richiesta dei componenti di Area di rinviare ad altra data la discussione sulla questione relativa all’art. 2 legge guarentigie, sono intervenuti per Unità per la Costituzione Tommasina Cotroneo ed Enrico Infante, i quali, nel richiamare quanto dettagliatamente argomentato nei loro scritti, hanno espresso la posizione del nostro gruppo contraria ad estendere l’incompatibilità ambientale a ipotesi generiche e non tassativamente determinate e, in ogni caso, a qualsiasi sovrapposizione tra art.2 e disciplinare.
Marcello Basilico, per Area, invece, si è dichiarato favorevole all’ampliamento del campo di applicabilità dell’art. 2, evidenziando la ricorrenza nella pratica di una ‘zona grigia’ che, allo stato, sfugge tanto al disciplinare quanto all’art. 2, non consentendo un intervento adeguato e tempestivo da parte del CSM.
Sul tema “Magistratura e Politica”, sono state approfondite le posizioni già espresse nel precedente CDC in relazione al DDL in materia di “candidabilità, eleggibilità e ricollocamento dei magistrati”.
La posizione di AeI è stata espressa da Piercamillo Davigo: i magistrati che ricoprono incarichi politici sono motivo di continue critiche ed attacchi rivolti all’intera Magistratura; i problemi si pongono sia per l’andata sia per il ritorno; mentre il passaggio da magistrato a politico, pur con alcune opportune cautele, non può non essere consentito, netta deve essere la posizione quanto al percorso inverso. I magistrati che assumono incarichi politici e poi intendono tornare in ruolo possono, mantenendo lo status di magistrato, ma svolgere funzioni amministrative presso il Ministero della Giustizia.
Francesco Minisci ha esposto in maniera lucida ed efficace la consolidata posizione, che si fonda sui valori fondanti di terzietà e non collateralismo, di Unità per la Costituzione, sottolineando che il compito dell’ANM deve essere quello di tutelare tutta la Magistratura e non di perseguire l’interesse di un singolo o di pochi magistrati. Francesco ha ribadito che la Magistratura deve innanzitutto preoccuparsi di essere ed apparire imparziale pretendendo che la scelta politica dei magistrati sia irreversibile.
Identica posizione è stata sostenuta anche da Antonio Saraco, che ha ribadito la necessità di eliminare ogni possibile interferenza tra politica e Magistratura, opportunamente evidenziando che per gli incarichi di Governo non elettivi non si pone neppure il problema di garantire un ricollocamento ai sensi dell’art. 51 Cost. Tommasina Cotroneo ha diffusamente riferito sull’articolato parere da lei redatto sul tema.
Eugenio Albamonte, per Area, ha sottolineato come il tema degli incarichi nelle amministrazioni locali sia il meno disciplinato, ma anche il piu’ pericoloso perché spesso comporta una responsabilità di spesa e di scelta. Al pari degli incarichi a chiamata cd tecnici all’interno del governo politico. Ha anche rimarcato la differenza rispetto al passato rilevando che: “La storia delle assemblee elettive e’ cambiata. Prima ci si candidava da indipendenti, ora le candidature sono rimesse in mano a leader politici e il parlamento ha un ruolo ancillare”.
Solo MI ha nuovamente espresso la sua contrarietà all’introduzione di qualsiasi limitazione al rientro in Magistratura, richiamando, ancora una volta, la già ampiamente analizzata indicazione normativa contenuta all’art. 51 co 3 Cost.
Quanto alla proposta di legge popolare sostenuta dalle Camere Penali sulle separazioni delle carriere, le posizioni di Unità per la Costituzione sono state espresse compiutamente da Rossella Marro, Bianca Ferramosca, Giuliano Caputo e Alfonso Scermino, i quali, nell’esporre la loro assoluta contrarietà alla proposta, hanno chiarito che il vero intento delle modifiche ipotizzate è quello di un complessivo stravolgimento dell’intero assetto costituzionale.
Identica posizione hanno espresso Michele Consiglio e Liana Esposito; quest’ultima ha bollato la proposta come una operazione esclusivamente mediatica.
Luca Poniz e Alcide Maritati hanno sottolineato la completa inaccettabilità della proposta, sottolineando la necessità di “agire in riconvenzionale” e richiedere un ripensamento del rigido sistema previsto per il passaggio tra le funzioni giudicanti e requirenti.
– il documento finale concernente le modalità organizzative dell’attività lavorativa per i membri della GEC e dell’Ufficio Sindacale;
– il parere sul DDL relativo alla partecipazione dei magistrati alle elezioni politiche amministrative e successivo rientro in ruolo;
– il documento sulla proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare elaborata dall’Unione delle Camere Penali.
A seguito di un supplemento di discussione, nella convinzione che all’interno di una giunta unitaria sia doveroso ricercare una soluzione di sintesi idonea ad esprimere la posizione dell’intera Magistratura, abbiamo ritenuto di accogliere la richiesta formulata dai componenti del gruppo di Area di un rinvio della decisione, motivata dalla necessità di un maggiore approfondimento della questione.
Infine, all’unanimità, il CDC ha ratificato la decisione del collegio dei probiviri di espellere Silvana Saguto e Alfonso Papa.
Alessandra Salvadori,