Source: https://issuu.com/associazioneaira/docs/report_2018_-_il_contributo_dei_fra
Timestamp: 2019-06-26 19:05:09+00:00
Document Index: 49631387

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 6', 'art. 184', 'sentenza ', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 184', 'sentenza ', 'art. 184']

A.I.R.A. Associazione Industriale Riciclatori Auto REPORT 2018 by Associazione AIRA - Issuu
REPORT 2018 “Il contributo dei frantumatori all’economia circolare”
Prime iscrizioni di veicoli
Radiazioni di veicoli
Consistenza parco veicolare
Le performance degli impianti di frantumazione in A.I.R.A.
Economia circolare & VFU: problematiche e possibili soluzioni
Introduzione La presente comunicazione è redatta ai sensi del comma 5, art. 11 del D.Lgs. 24 giugno 2003, n. 209 il quale recita: “A decorrere dall'anno 2003, gli operatori economici pubblicano annualmente e rendono disponibili all'Albo nazionale delle imprese di cui all'articolo 8, comma 4, le informazioni riguardanti: a) la costruzione del veicolo e dei relativi componenti che possono essere reimpiegati, recuperati e riciclati; b) il corretto trattamento, sotto il profilo ambientale, del veicolo fuori uso, con particolare riferimento alla rimozione di tutti i liquidi ed alla demolizione; c) l'ottimizzazione delle possibilità di reimpiego, di riciclaggio e di recupero del veicolo fuori uso e dei relativi componenti; d) i progressi conseguiti in materia di recupero e di riciclaggio al fine di ridurre lo smaltimento del veicolo fuori uso e dei rifiuti costituiti dai relativi componenti e materiali.”
I Veicoli Fuori Uso (VFU) rappresentano un flusso
L’Italia deve fare ancora degli sforzi per arrivare a
importante di rifiuti per il nostro Paese. Ogni anno i dati ci
raggiungere i target imposti dalla UE: nel 2015 il nostro
dicono che dalla gestione dei VFU vengono generati oltre
Paese ha raggiunto l’84,6% di reimpiego e riciclaggio e
1.000.000 di tonnellate di rifiuti che devono essere gestiti
l’84,7% di reimpiego e recupero, mentre nel 2016 le
secondo il rispetto della Direttiva 2000/53/Ce ed il suo
performance sono peggiorate portandosi rispettivamente
recepimento tramite il D.Lgs. 24 giugno 2003, n. 209.
a 82,5% di reimpiego e riciclaggio e 82,6% di reimpiego e
Proprio tali norme impongono anche il raggiungimento di
recupero. Entrambi i valori sono inferiori ai target imposti
alcuni obiettivi: entro il 2015 raggiungere almeno l’85% di
dalla UE. Risulta quindi necessario mettere in atto una
reimpiego e riciclaggio, il 95% di reimpiego e recupero
politica che risolva alcune problematiche che impediscono
complessivo. Questi obiettivi decisamente sfidanti,
tutt’oggi al nostro Paese di raggiungere gli obiettivi. La
spingono gli operatori economici ad un continuo
presente informativa ha lo scopo di fare il punto della
miglioramento della gestione dei VFU, ciascuno per le
situazione su alcune tematiche che sono fondamentali per
proprie competenze, con il fine di ridurre l’impatto di tali
una corretta gestione dei VFU e per migliorare le
rifiuti sull’ambiente.
performance della filiera stessa, dedita da sempre a, trasferire i concetti fondamentali dell’economia circolare nella gestione dei VFU.
PRIME ISCRIZIONI DI VEICOLI Report 2018 “Il contributo dei frantumatori all’economia circolare” 5
3.287.603
3.133.308
3.107.406 2.966.539
3.266.228 3.111.366
3.015.897
2.964.467
2.903.859
2.814.389
2.800.000 2.504.501
2.361.075
2.384.695 2.235.947
2.281.446
2.235.462
2.514.905
2.497.862
2.441.963
2.353.249
2.296.066
2.238.344
2.193.570
1.930.866
2.177.601 1.756.563
1.972.070
1.994.407
1.679.604 1.849.608
1.765.011 1.594.259
1.400.000 1.403.463
1.311.950
TOTALE COMPLESSIVO VEICOLI
Grafico n°1 - Prime iscrizioni di veicoli nuovi di fabbrica - Fonte: elaborazione su dati ACI
La gestione dei VFU è immancabilmente legata al numero delle nuove immatricolazioni di veicoli, al quale è generalmente abbinato l’andamento delle radiazioni dei vecchi veicoli. I dati evidenziano che è in atto un lento recupero delle prime iscrizioni di veicoli nuovi di fabbrica anche se rispetto al periodo ante-crisi (2008) l’ammanco è di circa 450.000 nuovi veicoli. Se si considerano le prime
iscrizioni delle sole autovetture, l’ammanco si riduce a circa 200.000 nuove auto. Dall’analisi dei dati emerge che le autovetture a gasolio sono le più richieste; fatto da tenere in considerazione ai fini della lotta all’inquinamento atmosferico. 6
195.983 202.540
191.740 251.706
MARZO 240.209 200.309
APRILE 218.617 843.109
TOTALE 846.549
450.000 2017
Grafico n°2 - Prime iscrizioni di veicoli nuovi di fabbrica (anno 2018) - Fonte: elaborazione su dati ACI
Nei primi quattro mesi del 2018, il numero di iscrizioni di nuovi veicoli non registra significative variazioni rispetto all’anno precedente. Il trend è costante. Ci si aspettava la prosecuzione del trend di crescita intravisto negli ultimi anni, ma evidentemente il perdurare della crisi economica, legata alle innumerevoli incertezze
di varia natura, non consente, al momento, di recuperare le quote perse. Non da ultimo è da segnalare che le richieste continue di incentivi alla rottamazione per lo svecchiamento del parco circolante, frenano il recupero delle nuove iscrizioni, sviluppando il cosidetto “movimento attendista”. 7
RADIAZIONI DI VEICOLI Report 2018 “Il contributo dei frantumatori all’economia circolare”
1.354.941 1.029.592
978.948
933.493
1.030.876
1.052.470
ITALIA Grafico n°3 - Radiazione veicoli per demolizione - Fonte: elaborazione su dati ACI
Anche nel 2017 le radiazioni per demolizione hanno
Tali mancanze incidono pesantemente nella sostenibilità
superato quota 1.000.000, mostrando un continuo trend
economica delle aziende che operano nella gestione dei
ascendente e registrando un +1% rispetto all’anno
veicoli fuori uso, in quanto gli investimenti economici fatti
precedente. Valori comunque ancora ben lontani dal 2010
per raggiungere performance ambientali sempre più alte
rispetto al quale, il 2017 segna una perdita di circa 300.000
sono messi a rischio da un flusso di rifiuti non adeguato.
veicoli demoliti, ossia un -21%.
Le radiazioni di veicoli per esportazione continuano ad
essere un numero considerevole (circa il 33% dell’intero
Radiazioni per esportazione extra Ue
567.478 446.036
185.326 113.383
Un dato negativo e molto preoccupante evidenzia nel 2017 un aumento del 5%, rispetto al 2016, delle radiazioni per esportazione, con una crescita maggiore rispetto alle radiazioni per demolizioni. Il grafico n°5 evidenzia che i flussi maggiori di esportazioni sono verso i paesi intra Ue tendenzialmente in crescita; mentre decisamente inferiori verso i paesi extra Ue. Gli interventi legislativi messi in campo per contrastare il fenomeno dell’esportazione illecita di veicoli, mostrano i loro effetti soprattutto sulle esportazioni extra Ue;
Radiazioni per esportazione intra Ue
Grafico n°4 - Radiazione veicoli per esportazione Fonte: elaborazione su dati ACI
Grafico n°5 - Radiazione veicoli per esportazione extra Ue e intra Ue Fonte: elaborazione su dati ACI
radiato), anche se in calo rispetto al 2013 di circa il 30%.
effettivamente una maggiore tracciabilità del veicolo ha ridotto notevolmente i volumi. L’esportazione intra Ue si è assestata intorno ai 440.000 veicoli, numero ancora molto importante che nasconde diversi fenomeni illeciti sia di natura ambientale che fiscale: veicoli obsoleti ed inquinanti esportati principalmente in Paesi dell’Est Europa non per essere re-immatricolati ma per essere smantellati e utilizzati per i pezzi di ricambio (quindi esportazione di rifiuti), con enormi perdite in termini economici e di competitività per gli autodemolitori e i frantumatori nazionali, nonché per il settore siderurgico nazionale. 10
ITALIA Grafico n°6 - Radiazione veicoli per altre cause (fermi amministrativi e sequestri giudiziari) - Fonte: elaborazione su dati ACI
Un trend decisamente in crescita, invece, quello delle
veicoli radiati vengono, per la maggior parte, avviati alla
radiazioni per altre cause, ossia principalmente radiazioni
demolizione. Da segnalare che la gestione di questi veicoli
d’ufficio dovute a fermi amministrati e a sequestri
sequestrati rappresenta per lo Stato italiano una ingente
giudiziari. I dati mostrano una crescita esponenziale negli
spesa che non viene totalmente recuperata dalla vendita
ultimi 7 anni, più del doppio, sintomo di una crisi
dei veicoli. Un ripensamento della gestione dell’intero
economica che rilascia ancora a distanza i suoi effetti. Tali
sistema sarebbe quanto mai auspicabile.
77.155 73.993 75.180 59.199
Grafico n°7 - Radiazione veicoli per demolizione nelle regioni Fonte: elaborazione su dati ACI
77.531 74.535 77.662 60.092
80.140 78.697 77.209 59.427
La regione con più veicoli demoliti è la Lombardia che rappresenta il 15% delle demolizioni di veicoli a livello nazionale, seguita a ruota dalla regione Lazio. La Lombardia inoltre si conferma anche leader nelle radiazioni per esportazione. Da notare che, per quanto riguarda il fenomeno dell’esportazione di veicoli, la Lombardia insieme al Veneto, hanno esportato nel 2017 il 41% del totale dei veicoli esportati a livello nazionale. Dato che potrebbe portare ad alcune considerazioni in merito ad approfondimenti mirati nelle due regioni. Sia la posizione geografica che l’alto numero di veicoli a disposizione,
Grafico n°8 - Radiazione veicoli per esportazione nelle regioni Fonte: elaborazione su dati ACI
favoriscono le transazioni per queste due regioni con i
paesi dell’est Europa che possiedono, ancor oggi, un parco circolante molto più datato del nostro.
CONSISTENZA PARCO VEICOLARE Report 2018 “Il contributo dei frantumatori all’economia circolare”
4.609.044
4.016.549
3.919.307
3.839.290
3.768.213
7.532.950
8.036.183
5.489.024
6.852.507
6.132.690
5.657.563
11.773.707
5.743.335
4.391.086
12.051.110
6.993.883
11.451.577
10.000.000 EURO 0
12.289.344
6.507.162
4.532.420
4.100.597
13.301.508
12.316.268
20.000.000 EURO 2
30.000.000 EURO 4
40.000.000 EURO 5/6
Grafico n°9 - Consistenza parco autovetture secondo la classe euro - Fonte: elaborazione su dati ACI
Il grafico evidenzia che il totale delle autovetture ancora in
economica, siano strutturali nel medio-lungo periodo e
circolazione nel 2017, da euro 0 a euro 3, è di quasi
non a spot. In passato abbiamo già assistito ad errori di
15.000.000. Il dato impone una discussione profonda sulla
questo genere che hanno di fatto “drogato” il mercato
necessità di mettere in campo delle azioni urgenti e mirate
creando diverse criticità alle aziende che trattano i veicoli
che consentano uno svecchiamento del parco circolante,
stando molto attenti che eventuali forme di incentivazione
Grafico n°10 - Anno 2017 - Consistenza parco autovetture secondo anni di età - Fonte: elaborazione su dati ACI
Se si analizza il parco circolante secondo gli anni di età
Non basterà sicuramente mettere in campo azioni di
delle autovetture, la situazione peggiora in quanto risulta
carattere economico per svecchiare il parco circolante;
evidente la vetustà delle autovetture circolanti; oltre
servirà un cambiamento profondo nel modo di utilizzo
10.000.000 di autovetture hanno più di 15 anni. Il dato
delle autovetture e nel modo di spostarsi, un cambiamento
pone l’accento su quanto ancora si debba fare per limitare
che richiederà tempo e determinazione.
I dati di ACEA, anche se riferiti all’anno 2015, confermano
autovetture radiate per esportazione anche dal nostro
due cose: la prima è che il parco circolante è
Paese. Di fatto si conferma che le esportazioni di queste
effettivamente datato perchè sono pochi i Paesi che hanno
vetture datate ed obsolete, contribuiscono a spostare
autovetture con una età media sotto i 10 anni; la seconda è
l’inquinamento atmosferico ma non a risolvere la
che l’est Europa ha un parco circolante molto datato e per
problematica che invece andrebbe affrontata con la
questo è il bacino di ricezione della maggior parte di
distruzione del veicolo ed il suo successivo riciclo.
LE PERFORMANCE DEGLI IMPIANTI DI FRANTUMAZIONE IN A.I.R.A. Report 2018 “Il contributo dei frantumatori all’economia circolare”
Gli impianti aderenti ad A.I.R.A. Associazione Industriale
Tutti gli impianti aderenti allâ&#x20AC;&#x2122;Associazione sono autorizzati
Riciclatori Auto sono ubicati in vicinanza ai maggiori poli
in A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) e sono in
siderurgici ai quali si fornisce la materia prima costituita da
possesso delle BAT (Best Available Techniques) ossia le
ferro e acciaio derivante dalla frantumazione dei veicoli
migliori tecniche disponibili, intese come quelle in grado
di garantire un elevato livello di protezione dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente. 18
L’immagine ripropone un processo di frantumazione ormai consolidato e presente in tutti gli impianti di frantumazione con elevate performance ambientali. Oltre alla produzione di proler, l’end of waste impiegato nelle principali acciaierie, l’impianto di frantumazione separa il fluff leggero dal fluff pesante che viene successivamente riprocessato per recuperare i metalli nobili ancora presenti. Negli ultimissimi anni, in alcuni impianti di frantumazione, vi è stata un ulteriore evoluzione che ha portato a trattare anche il fluff leggero per renderlo, di fatto, esente da metalli (piccoli cavetti di rame, ecc).
Dalla frantumazione di veicoli fuori uso e dal successivo recupero delle varie frazioni di rifiuti prodotti, si possono individuare sostanzialmente 3 flussi: ferro (end of waste), metalli non ferrosi e il fluff. Le rese derivanti dalla frantumazione dei veicoli fuori uso, espresse in %, sono molto variabili in quanto dipendono da quanto è stato recuperato a monte dagli altri soggetti che intervengono a vario titolo sulla gestione dei veicoli fuori uso. Il dato indicato nella figura è da ritenersi indicativo, un dato medio risultante da numerose prove. 19
impianto 11 1% impianto 9 12%
impianto 1 16%
impianto 8 11%
impianto 9 5% impianto 8 14%
impianto 2 7% CER 16 01 06 - PACCHI AUTO Totale ricevuto: 576.837 ton.
impianto 6 17%
impianto 3 3%
impianto 4 18%
impianto 5 16%
impianto 6 14%
CER 16 01 22 - MOTORI AUTO Totale ricevuto: 61.622 ton.
impianto 5 8% impianto 4 8%
impianto 1 45%
impianto 2 3% impianto 3 2%
Grafico n°11 - Anno 2017 - CER 16 01 06 ricevuto da terzi Fonte: elaborazione MUD, sezione VFU, schede FRA
Grafico n°12 - Anno 2017 - CER 16 01 22 ricevuto da terzi Fonte: elaborazione MUD, sezione VFU, schede FRA
I due grafici analizzano le due principali tipologie di rifiuti,
E’ doveroso precisare che il quantitativo di rifiuti ricevuti
derivanti dal trattamento dei veicoli fuori uso, che vengono
non coincide con le quantità effettivamente trattate che,
gestiti negli impianti di frantumazione, ossia i cosiddetti
invece tengono conto delle quantità in giacenza. Si
pacchi auto e i motori auto. Sei impianti di frantumazione
evidenzia altresì che la capacità totale di trattamento degli
sugli undici aderenti ad A.I.R.A. hanno raccolto circa il 90%
undici impianti di frantumazione risulta molto superiore
di pacchi auto e motori.
alle quantità raccolte, circa del doppio.
impianto 11 1% impianto 9 8%
impianto 11 1% impianto 1 22%
impianto 8 15%
impianto 9 11%
impianto 1 15%
impianto 8 10% impianto 2 12% FLUFF PRODOTTO Totale prodotto: 219.129 ton.
impianto 6 16%
impianto 2 5% impianto 3 2%
END OF WASTE PRODOTTO Totale prodotto: 495.654 ton.
impianto 6 15%
impianto 4 12%
impianto 5 19%
Grafico n°13 - Anno 2017 - fluff prodotto Fonte: elaborazione MUD, sezione VFU, schede FRA
impianto 4 16%
Grafico n°14 - Anno 2017 - End of Waste prodotto Fonte: elaborazione MUD, sezione VFU, schede FRA
Il fluff prodotto nel 2017 dagli impianti di frantumazione
Nel 2017 il quantitativo di fluff avviato a smaltimento risulta
aderenti ad A.I.R.A. raggiunge quasi le 220.000 tonnellate.
poco più di 189.000 tonnellate.
Bisogna altresì evidenziare che non tutto il fluff prodotto viene avviato a smaltimento nelle discariche, ma una parte riprocessato e depurato ulteriormente dai metalli ferrosi e non ferrosi.
Per quanto riguarda invece la produzione di proler e di rottami di alluminio, si assesta quasi a quota 500.000 tonnellate. 21
Rifiuti ricevuti
Fluff prodotto
End of Waste prodotto
1.200.000 559.890
495.654
400.000 542.125
662.819
688.475
Grafico n°15 - Quantità di rifiuti ricevuti, fluff prodotto ed end of waste prodotto - Fonte: elaborazione MUD, sezione VFU, schede FRA
Continua a crescere la quantità di rifiuti ricevuti da terzi e
Un dato invece in contro tendenza è quello della
consegnati agli impianti di frantumazione aderenti alla
produzione di EoW che registra nel 2017 una diminuzione
nostra Associazione, registrando nel 2017 un +4% rispetto
dell’11% rispetto all’anno precedente . Questo può essere
al 2016, come pure la produzione di fluff segue il trend di
riconducibile ad un recupero più spinto a monte della
filiera, con conseguente aumento delle quantità di reimpiego e di recupero di parti ferrose e non ferrose.
ECONOMIA CIRCOLARE E VFU: PROBLEMATICHE E POSSIBILI SOLUZIONI Report 2018 “Il contributo dei frantumatori all’economia circolare” 23
Il 22 maggio 2018 il Consiglio Ue ha approvato in via
E’ necessario quindi analizzare l’intero sistema di gestione
definitiva le quattro proposte di direttiva sull’economia
dei veicoli fuori uso, nella sua interezza ma anche nelle sue
circolare che modificano sei direttive Ue, rispettivamente
specificità, per andare a cogliere ed analizzare le varie
su rifiuti, imballaggi, discariche, pile e accumulatori, rifiuti
anomalie che negli anni si sono manifestate, per poi
elettronici e veicoli fuori uso.
cercare di mettere in atto azioni che migliorino la gestione
Molteplici sono le modifiche comunitarie che i singoli Stati membri saranno chiamati a recepire entro due anni dalla pubblicazione delle stesse in GUUE. Quindi i veicoli fuori uso saranno interessati non solo dalle modifiche specifiche alla direttiva 2000/53/Ce che riguarda proprio la gestione degli stessi, ma anche, e soprattutto, dalle modifiche della direttiva madre sui rifiuti, la direttiva 2008/98/Ce. La gestione dei veicoli fuori uso ha mostrato negli anni alcune criticità che non sono mai state affrontate in maniera organica e risolutiva. Lo stesso D.Lgs. 209/2003 di recepimento proprio della direttiva sui veicoli fuori uso, non ha subito modifiche legislative importanti, per cui sarebbe necessario “revisionare” il decreto legislativo,
stessa ma anche le performance di reimpiego/riciclaggio/ recupero. C’è da sottolineare, altresì, che i target imposti dalla norma europea sul recupero dei veicoli fuori uso, sono decisamente sfidanti e implicano, in primis, un funzionamento della filiera, che si occupa appunto della gestione, che rasenta quasi la perfezione e, a seguire, una dotazione impiantistica che consenta di riciclare e recuperare tutte le frazioni di rifiuti derivanti dal trattamento dei veicoli fuori uso. Di seguito si cercherà di analizzare le principali problematiche che riguardano proprio la gestione dei veicoli fuori uso e fornire possibili soluzioni in vista proprio del recepimento del pacchetto sull’economia circolare.
anche a fronte ormai dei suoi quindici anni di applicazione, attualizzandolo e cercando di affrontare tutte quelle lacune che nella stesura della direttiva europea non si sono sviscerate, capite e affrontate. Il recepimento del pacchetto sull’economia circolare rappresenta quindi una occasione importante per fare tutto ciò.
l’Esportazione di veicoli
Analisi principali criticita’ e possibili soluzioni
Dietro al fenomeno della radiazione per esportazione di
mezzo. Ci troviamo pertanto in tale situazione: essendo
autovetture si nascondono spesso profili di illegalità: non
stata formalizzata la radiazione per esportazione al PRA e il
sempre il veicolo radiato per esportazione viene reimmatricolato all’estero, in certi casi nemmeno esportato, andando ad eludere la normativa fiscale, di responsabilità civile ed ambientale. Si sono riscontrati i seguenti effetti negativi:
venir meno del possesso, la proprietà, e con essa la responsabilità, del veicolo è decaduta ma non essendo stato richiesto nessun atto di vendita-acquisto, la proprietà, e con essa la responsabilità, del bene non è passata a nessun nuovo intestatario. Ciò evidentemente ostacola anche la notifica di eventuali sanzioni. A ciò deve
1) Il veicolo viene radiato per esportazione e
aggiungersi anche il mancato versamento di costi e tasse
reimmatricolato in un Paese estero, ma di fatto continua a
che si sarebbero dovuti versare per il passaggio di
circolare nel territorio dello Stato italiano, eludendo il
proprietà e che invece sono notevolmente inferiori nel
pagamento della tassa di possesso (può trattarsi di auto di
caso della radiazione per esportazione.
lusso o utilizzate da cittadini stranieri residenti e lavoratori in Italia). Dal momento in cui viene rilasciato il certificato di avvenuta radiazione, si interrompe l'obbligo da parte dell’intestatario che ha espresso la volontà di esportare, del pagamento della tassa di possesso (bollo auto). La
2) Il veicolo radiato per esportazione viene esportato all’estero ma non viene reimmatricolato e va ad alimentare mercati illeciti dei ricambi e ad approvvigionare centri di raccolta stranieri.
tassa è da pagarsi indipendentemente dall’utilizzo del 25
Questa pratica consente di eludere la normativa
In particolare viene modificato l’articolo 103 del D.Lgs. 30
ambientale sull'export dei rifiuti e danneggia i centri di
aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada) come segue: «1.
demolizione italiani che hanno effettuato investimenti,
Per esportare definitivamente all'estero autoveicoli,
spesso assai onerosi, al fine di essere in regola con le
motoveicoli o rimorchi, l'intestatario o l'avente titolo
normative ambientali dettate dal legislatore comunitario.
chiede all'ufficio competente del Dipartimento per i
3) Il veicolo radiato per esportazione non viene effettivamente esportato ma rimane in territorio nazionale dove viene cannibalizzato dei pezzi di ricambio e ciò che ne rimane viene ceduto in maniera illegale ad impianti non autorizzati. Anche in tal caso si determinano effetti negativi sia a livello ambientale (i veicoli vengono smontati senza le necessarie cautele previste dalla normativa e spesso abbandonati in maniera incontrollata sul territorio) che nei confronti delle imprese italiane. A questo ultimo riguardo va inoltre aggiunto un ulteriore effetto negativo che consiste nella sottrazione di grandi quantità di materiale, sia destinato ai centri di demolizione che reimmettono nel mercato ricambi usati, sia centinaia di migliaia di tonnellate
trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale la cancellazione dall'archivio nazionale dei veicoli e dal P.R.A., restituendo le relative targhe e la carta di circolazione, secondo le procedure stabilite dal Dipartimento stesso nel rispetto delle vigenti norme comunitarie in materia. La cancellazione è disposta a condizione che il veicolo sia stato sottoposto a revisione, con esito positivo, in data non anteriore a sei mesi rispetto alla data di richiesta di cancellazione. Per raggiungere i transiti di confine per l'esportazione il veicolo cancellato può circolare su strada solo se munito del foglio di via e della targa provvisoria prevista dall'articolo 99.».
di rottami di ferro che necessitano all’industria siderurgica
L’ entrata in vigore della modifica legislativa è stata
nazionale e che la stessa è poi obbligata ad importare da
prorogata al 1 gennaio 2019. La sua piena applicazione
consentirebbe di limitare l’esportazione di veicoli datati,
Una soluzione a tale fenomeno è rappresentata nel dare piena applicazione all’articolo 5, comma 1, lettera g) del D.Lgs. 29 maggio 2017, n. 98.
obsoleti ed inquinanti, nonchè garantire un flusso di rottami alle aziende italiane che gestiscono i veicoli fuori uso. 26
Epr - responsabilita’ estesa del produttore
Nel pacchetto sull’economia circolare viene introdotto il
modello, o comunque della loro inadempienza. Si
disincentiva i produttori dall’assumersi i maggiori oneri
“regime di responsabilità estesa del produttore: una serie di misure adottate dagli stati membri volte ad assicurare che ai produttori di prodotti spetti la responsabilità finanziaria o la responsabilità finanziaria e organizzativa della gestione della fase del ciclo di vita in cui il prodotto diventa un rifiuto”. La disciplina adottata in Italia non è esente da critiche e queste riguardano diversi aspetti del modello adottato. Innanzitutto, il regime EPR di cui attualmente disponiamo per la gestione dei veicoli fuori uso, non è accompagnato da un corrispondente sistema sanzionatorio, minando in tal modo il principio stesso di responsabilità. Il mancato raggiungimento degli obiettivi non comporta in capo ai produttori di autoveicoli alcuna penalità. Questo permette
necessari per raggiungere gli obiettivi di recupero, scaricandone così i costi ambientali sulla collettività. La disciplina è demandata a regolamenti pattizi e/o all’iniziativa privata, senza neanche prevedere in caso di mancato accordo o di prolungata inerzia un potere di intervento sostitutivo da parte delle istituzioni pubbliche. Questa impostazione genera un implicito potere di veto a favore dei soggetti privati, mentre i Ministeri hanno funzioni di incentivazione e stimolo, ma non hanno potere ordinatorio, nonchè risulta palese una distorsione e violazione del principio di “chi inquina, paga”. A tutto questo si aggiunge una scarsa effettività delle funzioni di controllo e di vigilanza che dovrebbero essere esercitate dalle amministrazioni.
di scaricare sulla collettività i costi dell’inefficienza del 27
La carenza di specifiche sanzioni per il mancato
Dopo quanto premesso, risulta indispensabile l’istituzione
raggiungimento degli obiettivi e il rimando ad atti
di un regime di responsabilità estesa del produttore che
negoziali, non permette alle istituzioni di svolgere alle
definisca in maniera chiara i ruoli e le responsabilità di tutti
istituzioni un’analisi puntuale delle eventuali carenze,
gli attori coinvolti, compresi i produttori che immettono
impedendo così di adottare gli eventuali interventi
prodotti sul mercato, e che sviluppi un sistema integrato
correttivi.
che tenga costantemente monitorata la gestione dei
Più in generale, si deve osservare che la disciplina adottata in Italia non si è dimostrata in grado di adattarsi all’evoluzione tecnologica e di fronteggiare tempestivamente le variazioni dei prezzi delle materie prime, concorrenti a quelle derivanti dal riciclaggio, in quanto se i prezzi delle materie prime risultano più bassi di quelli riciclati, sono evidenti le problematiche di collocazione di quest’ultime, nonchè il venir meno della
veicoli fuori uso e che intervenga in caso di problematiche di qualsiasi natura, siano esse attinenti alla sostenibilità economica della filiera che a problematiche ambientali, piuttosto che di carattere legislativo. Altresì si auspica la costituzione di un Comitato di Vigilanza presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare con funzioni di controllo sulla intera gestione dei veicoli fuori uso.
tenuta a medio-lungo termine della sostenibilità economica dei processi industriali. In definitiva manca una vera e propria “cabina di regia” che definisca il perimetro di un regime di responsabilità estesa del produttore, con requisiti minimi di funzionamento che dovrebbero ridurre i costi e migliorare l’efficacia dell’intera gestione dei veicoli fuori uso.
Sistema di pesatura nei centri di raccolta
La maggior parte dei centri di raccolta (autodemolitori) in
medio ricavato da una prova fatta nel 2016, presso un
Italia sono sprovvisti di un sistema di pesatura. Tale
centro di raccolta dotato di sistema di pesatura su 16.521
mancanza comporta che nel formulario, alla voce “peso
veicoli di cui 15.243 M1 e 1.278 N1, è risultato pari a 1.139
riscontrato”, venga trascritto o un peso medio derivante dal
Kg/veicolo, quindi ben al di sopra dei 920-950 Kg/veicolo
TRIAL 2008, ossia 920-950 Kg/veicolo o un peso desunto
assunti d’ufficio e trascritti nei formulari di trasporto, nonchè
da alcune informazioni ricavate dal libretto di circolazione, il
sul MUD di riferimento. Il sottostimare il peso in ingresso
quale però non presenta quasi mai il dato della massa a
dei veicoli fuori uso fa si che il quantitativo di fluff prodotto
vuoto del veicolo stesso, quindi è necessario ricavarlo da
e pesato dagli impianti di frantumazione, risulti in
altre fonti con il risultato che il dato trascritto è sempre un
percentuale maggiore rispetto al reale: il fluff prodotto
dato stimato e non reale. A maggior ragione questo vale
dalla frantumazione di un veicolo fuori uso che riporta un
quando il veicolo risulta incidentato o con parti mancanti
peso reale di 1.139 Kg è di circa 205 Kg, corrispondenti ad
asportate dal detentore precedente. Di fatto non si conosce
un 18% rispetto al peso reale. Questa percentuale aumenta
il peso reale dei veicoli fuori uso che entrano nella filiera
di circa 4 punti percentuale, quindi 22%, se viene
del trattamento degli stessi. Tale mancanza altresì favorisce
rapportato ad un peso ipotetico e non reale di 920 Kg. Da
il mercato illecito di pezzi di ricambio non contabilizzati nel
tutto ciò è lecito desumere che la % di reimpiego a livello
reale peso del veicolo fuori uso. Senza contare che la
nazionale sarebbe ben maggiore se il peso del veicolo
quantità di fluff prodotto negli impianti di frantumazione
fosse reale e riscontrato da un sistema di pesatura.
viene parametrizzata in % ad un peso del veicolo fuori uso non riscontrato e reale ma stimato ed ipotetico. Il peso
Fiat Punto (modello I° serie) CALCOLO % DI REIMPIEGO CON PESO VEICOLO IN INGRESSO DA DECISIONE 293/2005
CALCOLO % DI REIMPIEGO CON PESO VEICOLO IN INGRESSO DA SISTEMA DI PESATURA
940 Kg - (massa a vuoto da libretto di circolazione) 75 Kg - (peso passeggero) 40 Kg = (peso carburante) 825 Kg - (peso VFU riscontrato su FIR dal demolitore) 25 Kg - (peso batteria, olii e liquidi vari, filtro olio) 120 Kg = (peso pneumatici con cerchi, serbatoio, vaschetta, vetri e catalizzatore)
680 Kg 600 Kg = (peso pacco auto - EER 160106) 80 Kg = (peso pezzi di ricambio - voce reimpiego)
900 Kg - (peso reale VFU riscontrato da pesatura) 25 Kg - (peso batteria, olii e liquidi vari, filtro olio) 120 Kg = (peso pneumatici con cerchi, serbatoio, vaschetta, vetri e catalizzatore)
755 Kg 600 Kg = (peso pacco auto - EER 160106) 155 Kg = (peso pezzi di ricambio - voce reimpiego)
80 Kg - 155 Kg = -75 Kg ➡ 9% di reimpiego non contabilizzato 30
I commi 1 e 2 dell’art. 6 del D.Lgs. 209/2003, dettano le
sull’espletamento di tutte le operazioni attinenti alla messa
prescrizioni per un corretto trattamento dei veicoli fuori
in sicurezza dei veicoli fuori uso, nonchè sulle operazioni
uso, rimandando all’Allegato I le specifiche operazioni da
attinenti all’attività di demolizione (riciclaggio gomme,
eseguire per soddisfare tali prescrizioni. Numerose
plastiche, vetri, ecc). Di grande supporto sarebbe l’attività
inchieste giudiziarie succedutesi negli anni, hanno
svolta dai Costruttori di veicoli, i quali dovrebbero affidare
dimostrato che alcune di queste operazioni non vengono
la gestione dei veicoli fuori uso solo a centri di raccolta che
eseguite in toto o in parte, esponendo anche l’impianto di
dimostrino performance ambientali elevate sia in
frantumazione a sequestri giudiziari. Evidenti limiti tecnici
riferimento alle operazioni per la messa in sicurezza dei
impediscono all’impianto di frantumazione, che riceve il
VFU che per l’attività di demolizione (pezzi di ricambio,
pacco auto (CER 16 01 06), di accertare che effettivamente
riciclaggio gomme, plastiche, vetri, ecc). Non da ultimo,
siano state eseguite tutte le operazioni attinenti alla messa
sarebbe quanto mai necessario instituire l’obbligo, per i
in sicurezza del veicolo fuori uso da parte del centro di
centri di raccolta, di essere in possesso di una perizia
raccolta. In particolare risulta quasi impossibile controllare
asseverata, rilasciata da un professionista, che garantisca il
ed accertare che il centro di raccolta abbia rimosso o
rispetto dei requisiti minimi dell’ Allegato I del D.Lgs.
neutralizzato tutti gli airbag dal VFU, nonostante gli attenti
209/2003 e che tale perizia sia parte integrante
controlli visivi e una premacinazione a campione di qualche
pacco auto. Risulta indispensabile un sistema di controllo costante e puntuale da parte degli enti preposti 31
Le bat e gli impianti di frantumazione
Le migliori tecniche disponibili (best available techniques —
questi impianti ormai è consolidato il trattamento del fluff
Bat) rappresentano la più efficiente e avanzata fase di
prodotto, appunto, dalla frantumazione dei veicoli fuori
sviluppo di attività e relativi metodi di esercizio indicanti
uso, contribuendo così ad una diminuzione della quantità
l'idoneità pratica di determinate tecniche a costituire, in
di rifiuto avviato a smaltimento in discarica e, nel contempo,
linea di massima, la base dei valori limite di emissione e
un innalzamento delle percentuali di riciclaggio.
delle altre condizioni di autorizzazione intesi ad evitare oppure, ove ciò si riveli impossibile, a ridurre in modo generale le emissioni e l'impatto sull'ambiente nel suo complesso. In pratica sono le tecniche più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dell'ambiente nel suo complesso.
Una delle maggiori criticità che ad oggi si riscontra nel campo della frantumazione di veicoli fuori uso e rottami metallici è la presenza di una moltitudine di micro impianti che non sono dotati delle BAT e non hanno tecnologie che consentano un recupero spinto dei rifiuti derivanti dalla frantumazione stessa. Lo scopo principale di questi piccoli
Gli impianti di frantumazione aderenti alla nostra
impianti è solamente quello di ricavare il ferro dalla
associazione sono tutti autorizzati in A.I.A. e quindi in
frantumazione, il quale rappresenta la principale fonte di
possesso delle migliori tecniche disponibili che, oltre ad
business, tralasciando tutta una serie di trattamenti che
assicurare un elevato grado di protezione dell’ambiente,
invece sono indispensabili al raggiungimento dei target
garantiscono anche performance di sistema elevate con
imposti dalla Ue. In conclusione si auspica l’applicazione
trattamenti molto spinti che assicurano il massimo recupero
obbligatoria delle BAT a tutti gli impianti di frantumazione.
di materia dai rifiuti derivanti dalla frantumazione stessa; in
tracciabilita’ pezzi di ricambio
Ad oggi non vi è una vera e propria tracciabilità dei pezzi di
recupero e soddisfi i criteri e le condizioni in esso previsti.
ricambio provenienti dai veicoli fuori uso. Ciò è dimostrato
Sempre il d.lgs n. 152 del 2006, art. 184- ter comma 4,
dai svariati flussi di ricambi che si possono trovare anche in
richiama espressamente anche il D.Lgs. n. 209 del 2003.
internet, ma non solo; flussi di ricambi provenienti dal
Secondo tale decreto, le parti di autoveicoli risultanti dalle
trattamento dei veicoli fuori uso che sono anche di origine
operazioni di messa in sicurezza di cui al D.Lgs. 24 giugno
illecita, derivante da furti, da trattamenti illeciti di impianti
2003, n. 209, provenienti dai centri di raccolta autorizzati di
non autorizzati o ancora provenienti da impianti autorizzati
cui al d.lgs n. 209 del 2003, costituiscono rifiuti trattabili per
che però non vengono tracciati, cosiddetto “a nero”.
il recupero in regime semplificato ai sensi del D.M. 5
La recente sentenza della Corte di Cassazione del 13 febbraio 2018, n. 6939, costituisce una presa di posizione netta e chiara in merito alla questione: “i veicoli fuori uso e i prodotti del loro smantellamento sono rifiuti ai sensi della voce "16 01" dell'allegato D alla parte quarta del d.lgs 3 aprile 2006, n. 152, richiamato dall'art. 184, comma 5, stesso Decreto. A norma dell'art. 184- ter comma 1, del d.lgs n. 152 del 2006, un rifiuto cessa di essere tale quando è stato sottoposto a un'operazione di
febbraio 1998, suballegato 1-5. Ne consegue che le parti di autoveicoli recuperate a seguito di messa in sicurezza, da parte di soggetto autorizzato e con il concorso delle condizioni di ali al D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 184- ter cit., cessano di essere rifiuti.” In pratica se non si prova di avere assolto alle operazioni di recupero e messa in sicurezza di veicoli fuori uso, secondo l’articolo 184-ter del D.Lgs. 152/2006, il pezzo di ricambio rimane un rifiuto e scatta la gestione illecita se non autorizzata.
Da tale sentenza nasce l’esigenza di chiarire a livello
problematica della cannibalizzazione delle auto rubate per
nazionale i criteri per i quali un pezzo di ricambio/rifiuto
vendita in nero di pezzi di ricambio; contrastare la
diventa un non rifiuto ai sensi dell’art. 184-ter comma 1 del
problematica della tracciabilità dei pezzi di ricambi venduti
D.Lgs 152/2006. Tale chiarimento sarebbe sicuramente di
on line, soprattutto da soggetti stranieri; contrastare la
aiuto per: contrastare la problematica del mercato
problematica dell’esportazione illecita di parti di veicoli,
parallelo dei pezzi di ricambio di veicoli; contrastare la
oltre che a una maggiore tutela dell’ambiente.
Produzione di css da car fluff
La principale collocazione ad oggi del fluff è a smaltimento presso le discariche. Una possibile alternativa a tale situazione è rappresentata dalla produzione di CSS dal car fluff, ma questa presenta numerosi profili critici che rendono ad oggi molto difficoltosa tale strada. Le criticità tecniche legate alla composizione eterogenea del fluff rappresentano uno scoglio difficile da oltrepassare, per non parlare delle continue incertezze legate alla normativa sulla classificazione sui rifiuti che frenano gli ingenti investimenti economici che sono necessari per sviluppare tecnologie adatte al trattamento del fluff per la produzione di CSS.
Associazione AIRA
A.I.R.A. Associazione Industriale Riciclatori Auto REPORT 2018
“Il contributo dei frantumatori all’economia circolare”
associazioneaira