Source: https://www.tuttocamere.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=653
Timestamp: 2020-06-05 08:49:53+00:00
Document Index: 53341771

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 3']

TERZO SETTORE - REDAZIONE E PUBBLICAZIONE DEL BILANCIO DI ESERCIZIO E DEL BILANCIO SOCIALE - TENUTA DELLE SCRITTURE CONTABILI
REDAZIONE E PUBBLICAZIONE DEL BILANCIO D'ESERCIZIO E DEL BILANCIO SOCIALE
1. D.Lgs. n. 117/2017 - Redazione e pubblicazione del bilancio d'esercizio
Secondo quanto stabilito all'art. 13, comma 1, del D.Lgs. n. 117/2917 (rubricato "Scritture contabili e bilancio"), gli enti del Terzo settore - che non esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale - "devono redigere il bilancio di esercizio formato dallo stato patrimoniale, dal rendiconto finanziario, con l'indicazione, dei proventi e degli oneri, dell'ente, e dalla relazione di missione che illustra le poste di bilancio, l'andamento economico e finanziario dell'ente e lemodalita' di perseguimento delle finalita' statutarie".
Il bilancio dovrà essere redatto inconformità alla modulistica definita con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito il consiglio nazionale delterzo settore (comma 3).
Secondo quanto stabilito all'articolo 13, comma 2, il bilancio degli enti del Terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate inferiori a 220.000,00 euro può essere redatto nella forma del rendiconto finanziario per cassa.
Di conseguenza, il bilancio con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate non inferiori a 220.000,00 euro devono redigere un bilancio di esercizio formato da stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione.
Gli enti del Terzo settore che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale:
a) devono tenere le scritture contabili di cui all'articolo 2214 del Codice civile (comma 4);
b) devono redigere e depositare presso il Registro delle imprese il bilancio di esercizio redatto, a seconda dei casi, ai sensi degli articoli 2423 e seguenti,2435-bis o 2435-ter del Codice civile (comma 5).
Gli enti del Terzo settore non iscritti nel Registro delle imprese devono depositare il bilancio presso il registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS) (comma 7).
In particolare gli ETS con ricavi, proventi, rendite o entrate comunque denominate: – <= 100.000 euro: devono redigere un rendiconto di cassa (entrate e uscite) da depositare presso il Registro unico del terzo settore;
– > 100.000 euro:
a) devono redigere un rendiconto di cassa (entrate e uscite) da depositare presso il Registro unico del terzo settore e
b) devono pubblicare annualmente e tenere aggiornati nel proprio sito internet gli eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti nonché agli associati;
– >=220.000 euro:
a) devono redigere il bilancio di esercizio (stato patrimoniale, rendiconto finanziario e relazione di missione) da depositare presso il Registro unico del terzo settore e
– > 1.000.000 euro:
a) devono redigere il bilancio di esercizio (stato patrimoniale, rendiconto finanziario e relazione di missione),
b) devono redigere il bilancio sociale (seguendo le linee guida ministeriali) da pubblicare nel proprio sito internet e depositarlo nel registro unico del terzo settore e
c) devono pubblicare annualmente e tenere aggiornati nel proprio sito internet gli eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti nonché agli associati.
2. D.Lgs. n. 117/2017 - Redazione e pubblicazione del bilancio sociale nel RUNTS
Secondo quanto stabilito dall'art. 14 del D.Lgs. n. 117/2017, gli Enti del Terzo settore con ricavi, rendite, proventi oentrate comunque denominate superiori ad 1 milione di euro devono:
a) depositare presso il Registro unico nazionale del Terzo settore, e
b) pubblicare nel proprio sito internet, il bilancio sociale redatto secondo linee guida adottate con decreto del Ministro del lavoro edelle politiche sociali, sentiti la Cabina di regia di cui all'articolo 97 e il Consiglio nazionale del Terzo settore, e "tenendo conto, tra gli altri elementi, della natura dell'attività esercitata e delle dimensioni dell'ente, anche ai fini della valutazione dell'impatto sociale delle attivita' svolte".
Al successivo comma 2 si stabilisce che gli Enti del Terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori a centomila euro annui devono in ogni caso pubblicare annualmente e tenere aggiornati nel propriosito internet, o nel sito internet della rete associativa cui aderiscano, gli eventuali emolumenti, compensi ocorrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degliorgani di amministrazione e controllo, ai dirigenti nonche' agliassociati.
3. D.Lgs. n. 117/2017 - Tenuta delle scritture contabili
Gli enti del Terzo settore che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale, devono tenere le scritture contabili di cui all'articolo 2214 del Codice civile (art. 13, comma 4).
Si tratta del libro giornale e del libro degli inventari.
Secondo quanto stabiulito al comma 1 dell'art. 17, gli Enti del Terzo settore possono avvalersi di volontari nello svolgimento delle proprie attivita' e sono tenuti a iscrivere in un apposito registro i volontari che svolgono la loro attività in modo non occasionale.
All'art. 15 (rubricato "Libri sociali obblighatori") si stabilisce che, oltre le scritture prescritte sopra, gli Enti del Terzo settore devono tenere:
b) il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, in cui devono essere trascritti anche i verbali redatti per attopubblico;
c) il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell'organo diamministrazione, dell'organo di controllo, e di eventuali altri organi sociali.
Al successivo comma 2, si stabilisce che i libri di cui alle lettere a) e b), sono tenuti a cura dell'organo di amministrazione, mentre I libri di cui alla lettera c) sono tenuti a cura dell'organo cui si riferiscono.
4. APRILE 2020 - TERZO SETTORE - Approvati i modelli di bilancio in vigore dal 2021
In attuazione di quanto disposto dal comma 1, dell’art. 13, del D.Lgs. n. 117/2017, recante il Codice del Terzo Settore, con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 5 marzo 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 102 del 18 aprile 2020, sono stati adottati, ai fini della redazione del bilancio di esercizio da parte del Enti del Terzo settore (associazioni, fondazioni e imprese sociali, ecc.), i seguenti quattro modelli:
- Mod. C - Relazione di missione, di cui al citato art. 13, comma 1, del D.Lgs. n. 117/2017;
Nell’allegato al bilancio sono sottolineate alcune delle voci da rappresentare in bilancio.
Il modello dello stato patrimoniale non differisce molto da quello delle società di capitali, con alcune differenze nella sezione A e nella sezione B, e continuerà a rappresentare la situazione finanziaria e patrimoniale dell’ente con alcune voci, per sua natura, diverse rispetto al mondo profit.
Per quanto riguarda il rendiconto gestionale, due le sezioni in cui è suddiviso: una attinente agli «oneri e costi» e l’altra i «proventi e i ricavi»; mentre il rendiconto di cassa si suddivide in due sezioni: una relativa alle entrate ed uscite di carattere generale dell’esercizio e una seconda dedicata alle uscite da investimenti ed entrate da disinvestimenti in immobilizzazioni, con il calcolo specifico dell’avanzo/disavanzo relativo a tali gestioni.
Ad integrazione dei dati economici, patrimoniali e finanziari dell’Ente, al bilancio dovrà essere allegata anche la cosiddetta relazione di missione, la quale, oltre alle informazioni generali sull’ente, i dati sugli associati o i fondatori, dovrà contenere le scelte gestionali assunte al fine di perseguire lo scopo sociale, le informazioni sui fondi e contributi ricevuti con specifiche finalità e sulla natura delle erogazioni liberali ricevute.
Viene inoltre ricordato che gli schemi allegati al decreto devono essere considerati come schemi «fissi», ma che gli enti destinatari, al fine di favorire la chiarezza del bilancio, possono modificare:
- suddividendo ulteriormente le voci precedute da numeri arabi o da lettere minuscole dell'alfabeto, senza eliminare la voce complessiva e l'importo corrispondente;
- raggruppando le voci quando il raggruppamento è irrilevante;
- eliminando le voci precedute da numeri arabi o voci precedute da lettere minuscole con importi nulli per due esercizi consecutivi.
Le nuove disposizioni, secondo quanto stabilito dall’art. 3, “si applicano a partire dalla redazione del bilancio relativo al primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data della pubblicazione” e pertanto, il primo bilancio che dovrà essere redatto ai sensi delle nuove linee guida sarà quello relativo all’anno 2021.
. Se vuoi scaricare il testo del decreto con i suoi allegati, clicca QUI.
Pubblicato su: 2020-04-19 (64 letture)