Source: http://raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it/articolo?urndoc=urn:nir:regione.toscana:legge:2009-01-08;1&dl_t=text/xml&dl_a=y&dl_id=&pr=idx,0;artic,0;articparziale,1&anc=cap2
Timestamp: 2019-03-24 07:39:25+00:00
Document Index: 18382734

Matched Legal Cases: ['art. 101', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 7', 'art.11', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 27', 'art. 17', 'art. 102', 'art. 18', 'art. 6', 'art. 14', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 22', 'art. 18', 'art. 6', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 5']

- Ordinamento della dirigenza e della struttura operativa regionale
- Dirigenti regionali
- Funzioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro (3)
Articolo inserito con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75, art. 101.
1. La Giunta regionale, con deliberazione, individua il direttore[ generale ] (85)
Parola soppressa con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 10, a decorrere dalla data di conferimento degli incarichi di cui al comma 1 dell'articolo 53 della l.r. 90/2014 ai sensi dell'articolo 53, comma 4, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 .
che assume le funzioni di datore di lavoro agli effetti del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), e definisce l’articolazione delle funzioni fra i vari soggetti tenuti all’adempimento degli obblighi di cui all’articolo 18 del decreto stesso.
3. Il datore di lavoro esercita le proprie funzioni avvalendosi del servizio di prevenzione e protezione dai rischi ai sensi dell'articolo 31 del d.lgs. 81/2008. (86)
Comma così sostituito con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 10, a decorrere dalla data di conferimento degli incarichi di cui al comma 1 dell'articolo 53 della l.r. 90/2014 ai sensi dell'articolo 53, comma 4, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 . Sino a tale data il testo è il seguente: «3. Il datore di lavoro esercita le proprie funzioni avvalendosi del Servizio di prevenzione e protezione (SEPP) e del suo responsabile (RSPP).».
Comma abrogato con l.r. 17 novembre 2010, n. 57, art. 6.
- Coordinatore di area(31)
Articolo prima sostituito con l.r. 17 novembre 2010, n. 57, art. 7, ed ora abrogato con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art.11, a decorrere dalla data di conferimento degli incarichi di cui al comma 1 dell'articolo 53 della l.r. 90/2014 ai sensi dell'articolo 53, comma 4, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 .
[1. Il coordinatore di area assicura l’integrazione delle attività delle strutture dirigenziali interne all’area, in coerenza con gli obiettivi definiti dagli organi di direzione politica e assegnati all’area dal direttore generale.
2. Al fine di cui al comma 1, il coordinatore di area, ferma restando l’autonomia dei dirigenti responsabili di settore e di posizione dirigenziale individuale di cui agli articoli 9 e 11, svolge le seguenti funzioni:
a) verifica l’attuazione dei piani, dei programmi e delle direttive generali definiti dagli organi di direzione politica e assegnati dal direttore generale;
b) sovrintende all’attività dei dirigenti che riferiscono all’area, con facoltà di esercitare nei loro confronti poteri sostitutivi in caso di inerzia, anche ai sensi dell'articolo 2, comma 9-bis e seguenti, della L. n. 241/1990, nonché su istanza di parte ;
c) appone il proprio visto sugli atti di competenza degli organi di direzione politica predisposti dalle strutture interne all’area, al fine di verificarne la coerenza con gli obiettivi definiti dagli organi stessi;
d) definisce il piano di lavoro e assegna gli obiettivi, le risorse umane e le risorse finanziarie alle strutture interne all’area;
e) propone al direttore generale la costituzione, la modifica, la soppressione dei settori e delle posizioni dirigenziali individuali interni all’area e la nomina dei relativi responsabili;
f) per le attività a lui riservate, adotta gli atti di competenza e predispone gli atti di competenza degli organi di direzione politica;
g) procede alla valutazione del personale a suo diretto riferimento e dei dirigenti che riferiscono all’area;
h) promuove i procedimenti disciplinari ed irroga le sanzioni di sua competenza nei confronti del personale non dirigenziale posto a suo diretto riferimento e trasmette all’ufficio competente per i procedimenti disciplinari gli atti relativi a violazioni che, ai sensi della vigente normativa nazionale, comportano sanzioni più gravi di quelle di sua competenza.
3. Il coordinatore di area, in caso di assenza temporanea, è sostituito dal direttore generale o da un dirigente dell’area designato dal direttore generale. ]
- Responsabile di settore(87)
Articolo così sostituito con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 12, a decorrere dalla data di conferimento degli incarichi di cui al comma 1 dell'articolo 53 della l.r. 90/2014 ai sensi dell'articolo 53, comma 4, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 . Sino a tale data il testo è il seguente: «Art. 9. Responsabile di settore. 1. Il responsabile di settore assicura lo svolgimento di attività riferite ad un complesso omogeneo di materie o di obiettivi e svolge le seguenti funzioni: a) predispone gli atti di competenza degli organi di direzione politica e, nel caso di strutture interne ad area di coordinamento, li sottopone al visto del coordinatore di area; b) attua i programmi, cura le attività e adotta gli atti di competenza del settore; c) dirige, organizza e controlla il settore, attuando le misure idonee a migliorarne la funzionalità, assegna gli obiettivi e, in relazione a questi, ripartisce le relative risorse; d) promuove i procedimenti disciplinari ed irroga le sanzioni di sua competenza nei confronti del personale assegnato al settore e trasmette all’ufficio competente per i procedimenti disciplinari gli atti relativi a violazioni che, ai sensi della vigente normativa nazionale, comportano sanzioni più gravi di quelle di sua competenza; e) garantisce l’integrazione e il raccordo organizzativo di funzioni trasversali ove non sia costituita un’area di coordinamento; f) elabora il piano di lavoro del settore, ne verifica l’attuazione e procede alla valutazione del personale assegnato. 2. Il responsabile di settore, in caso di assenza temporanea, è sostituito dal coordinatore di area di diretto riferimento, ove esistente, oppure da altro dirigente dallo stesso designato. Il responsabile di settore che sia di diretto riferimento al direttore generale è sostituito da altro dirigente designato da quest'ultimo.».
1. Il responsabile di settore assicura lo svolgimento di attività riferite ad un complesso (174)
Parola soppressa con l.r. 4 agosto 2015, n. 63, art. 5.
di materie o di obiettivi e svolge le seguenti funzioni:
a) predispone gli atti di competenza degli organi di direzione politica e li sottopone al direttore;
b) attua i programmi, cura le attività e adotta gli atti di competenza del settore, esercitando i connessi poteri di spesa e, ove previsto, di acquisizione delle entrate;
b bis) assicura, nei casi di cui all’articolo 4 ter, comma 2 bis, l’apporto del proprio settore al perseguimento degli obiettivi di competenza della Direzione generale della Giunta regionale o di altra direzione, secondo le modalità definite ai sensi dell’articolo 4 bis, comma 3, lettera g bis); (175)
Lettera inserita con l.r. 4 agosto 2015, n. 63, art. 5.
c) dirige, organizza e controlla il settore, attuando le misure idonee a migliorarne la funzionalità, assegna gli obiettivi e, in relazione a questi, ripartisce le relative risorse;
d) adotta gli atti di gestione del personale assegnato al settore, promuove i procedimenti disciplinari provvedendo ad irrogare le sanzioni di sua competenza ed a trasmettere all’ufficio competente gli atti relativi a violazioni che, ai sensi della vigente normativa nazionale, comportano sanzioni disciplinari più gravi;
e) garantisce l’integrazione e il raccordo organizzativo di funzioni trasversali;
f) elabora il piano di lavoro del settore, ne verifica l’attuazione e procede alla valutazione del personale assegnato.
g) fermo restando quanto disposto dall’articolo 3, comma 3, lettera b), della legge regionale 2 dicembre 2005, n. 63, ha il potere di conciliare e transigere le controversie nelle materie di competenza nell’ambito delle procedure disciplinate dal d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 e dal decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132 (Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile) convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162.
2. Il responsabile di settore, in caso di assenza temporanea, è sostituito dal direttore oppure da altro dirigente designato dal direttore stesso. Il responsabile di settore assegnato alla direzione generale è sostituito da altro dirigente designato dal Direttore generale oppure dallo stesso Direttore generale. (192)
Comma così sostituito con l.r. 2 novembre 2017, n. 64, art. 2.
Soggetti delegati al trattamento dei dati personali (233)
Articolo inserito con l.r. 7 gennaio 2019, n. 3, art. 4.
1. I dirigenti esercitano le competenze delegate dalla Giunta regionale in materia di protezione dei dati personali per i trattamenti attribuiti ai medesimi e alla struttura di cui sono responsabili. Le medesime competenze sono delegate all'Avvocato generale, al Direttore generale e ai direttori per i trattamenti relativi alle attività ad essi riservate.
- Delega di funzioni dirigenziali(88)
Articolo prima sostituito con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 13, e poi così sostituito con l.r. 19 febbraio 2016, n. 12, art. 2.
1. I responsabili di settore possono delegare a dipendenti inquadrati nella categoria più elevata del sistema di classificazione previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) di riferimento, che siano titolari di incarico di posizione organizzativa, alcune delle funzioni di cui all’articolo 9, nel rispetto dei principi di cui al comma 2 e dei criteri e modalità determinate con decreto del Direttore generale della Giunta regionale.
2. La delega è conferita con atto scritto motivato, per specifiche esigenze funzionali o di progetto, per un periodo di tempo non superiore a tre anni e, comunque, inferiore alla durata dell'incarico del delegante, e viene svolta sulla base di direttive impartite dallo stesso.
3. La delega può essere altresì attribuita per la partecipazione a conferenze di servizi secondo quanto previsto all'articolo 26, comma 3, e all'articolo 26 bis, comma 6 (189)
Parole così sostituite con l.r. 30 maggio 2017, n. 25, art. 12.
, della legge regionale 23 luglio 2009, n. 40 (Norme sul procedimento amministrativo, per la semplificazione e la trasparenza dell'attività amministrativa).
- Posizioni dirigenziali individuali(89)
Articolo abrogato con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 14, a decorrere dalla data di conferimento degli incarichi di cui al comma 1 dell'articolo 53 della l.r. 90/2014 ai sensi dell'articolo 53, comma 4, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 .
[ 1. Sulla base dei criteri individuati dalla Giunta regionale possono essere costituite posizioni dirigenziali individuali, che fanno riferimento ad un'area di coordinamento oppure alla direzione generale, per lo svolgimento di attività a contenuto specialistico.]
- Accesso alla qualifica dirigenziale
1. I dirigenti della Giunta regionale appartengono ad un’unica qualifica.
2. L'accesso alla qualifica dirigenziale avviene esclusivamente a seguito di concorso, cui possono partecipare rispettivamente:
a) i dipendenti a tempo indeterminato dell'amministrazione regionale o di altre pubbliche amministrazioni in possesso di laurea magistrale, come disciplinata dall’ordinamento vigente, che abbiano compiuto almeno cinque anni di servizio nella categoria immediatamente inferiore a quella dirigenziale, considerando utili a tale fine anche gli anni in cui i predetti dipendenti abbiano ricoperto incarichi dirigenziali in amministrazioni pubbliche;
b) i dipendenti di enti pubblici economici o aziende private, in possesso di laurea magistrale, come disciplinata dall’ordinamento vigente, che abbiano ricoperto incarichi dirigenziali per almeno tre anni.
- Dirigenti con contratto a tempo determinato(90)
Articolo così sostituito con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 15, a decorrere dalla data di proclamazione del nuovo Presidente della Giunta regionale ai sensi dell'articolo 53, comma 3, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 . Sino a tale data il testo è il seguente: « Art. 13. Dirigenti con contratto a tempo determinato.1. Gli incarichi previsti dagli articoli 8, 9 e 11, al fine di sopperire ad individuate esigenze della struttura operativa, e limitatamente ad un numero di posti non superiore al 10 per cento della dotazione organica della qualifica dirigenziale della Giunta regionale, possono essere conferiti dal direttore generale della struttura competente in materia di personale, su proposta del direttore generale della struttura di destinazione, con contratto di diritto privato a tempo determinato. 1-bis. Restano validi gli incarichi conferiti, in attuazione del comma 1, in data antecedente all'entrata in vigore della modifica ivi recata dall'articolo72, comma 1, della legge regionale 21 marzo 2011, n. 10 (Legge di manutenzione dell'ordinamento regionale 2011). 2. I dirigenti con contratto a tempo determinato vengono scelti tra soggetti in possesso di laurea magistrale, come disciplinata dall'ordinamento vigente, che abbiano conseguito una particolare capacità professionale, culturale o scientifica, desumibile da concrete esperienze di lavoro di durata almeno quinquennale maturate in posizioni dirigenziali o nella categoria immediatamente inferiore a quella dirigenziale in enti pubblici, o in analoghe posizioni presso enti pubblici economici o aziende private. 3. Il contratto di cui al comma 1, non può avere durata superiore a cinque anni ed è rinnovabile. 4. L'incarico di cui al presente articolo è conferito a soggetti provenienti dal settore pubblico, ivi compresi i dipendenti della Regione Toscana, previo collocamento in aspettativa o fuori ruolo, secondo l'ordinamento dell'amministrazione di provenienza.».
1. Gli incarichi di responsabile di settore e di posizione dirigenziale individuale, al fine di sopperire ad individuate esigenze della struttura organizzativa, e limitatamente ad un numero di posti non superiore al 10 per cento della dotazione organica dei dirigenti e dei direttori della Giunta regionale, possono essere conferiti dal Direttore generale, su proposta del direttore della struttura di destinazione, con contratto di diritto privato a tempo determinato.
2. I dirigenti con contratto a tempo determinato vengono scelti, previa selezione pubblica, tra soggetti in possesso di laurea magistrale, come disciplinata dall’ordinamento vigente, che abbiano conseguito una particolare capacità professionale, culturale o scientifica, desumibile da concrete esperienze di lavoro di durata almeno quinquennale maturate in posizioni dirigenziali o nella categoria più elevata del sistema di classificazione previsto dal CCNL di riferimento in enti pubblici, o in analoghe posizioni presso enti pubblici economici o aziende private.
3. Il contratto di cui al comma 1, fermo restando quanto previsto all'articolo 17, comma 1, non può avere durata superiore a cinque anni ed è rinnovabile.
4. Gli incarichi di cui al comma 1 sono conferiti a soggetti provenienti dal settore pubblico, ivi compresi i dipendenti della Regione Toscana, previo collocamento in aspettativa o fuori ruolo, secondo l'ordinamento dell'amministrazione di provenienza.
- Nomina e requisiti del Direttore generale e dei direttori (91)
Articolo così sostituito con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 16, a decorrere dalla data di proclamazione del nuovo Presidente della Giunta regionale ai sensi dell'articolo 53, comma 3, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 . Sino a tale data il testo è il seguente: « Art. 14. Nomina e requisiti del direttore generale. 1. I direttori generali sono collocati al di fuori dell'organico della Giunta regionale. 2. I direttori generali sono nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale. 3. Il direttore generale può essere scelto tra i dirigenti regionali in possesso di laurea magistrale, come disciplinata dall'ordinamento vigente, che abbiano ricoperto incarichi dirigenziali per almeno cinque anni. 4. Il direttore generale può altresì essere scelto tra soggetti esterni alla Regione, dotati di professionalità adeguata alle funzioni da svolgere, in possesso di laurea magistrale, come disciplinata dall'ordinamento vigente, che abbiano ricoperto incarichi dirigenziali per almeno cinque anni in enti o aziende pubbliche o private, o che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile da concrete esperienze di lavoro. 5. I requisiti dell’Avvocato generale sono definiti dall’articolo 3-bis della L.R. n. 63/2005. All’Avvocato generale si applicano le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo e degli articoli 15 e 16. 6. Per i soggetti esterni alla Regione provenienti dal settore pubblico, l'incarico è conferito previo collocamento in aspettativa o fuori ruolo, secondo l'ordinamento dell'amministrazione di provenienza.».
1. Il Direttore generale e i direttori sono collocati al di fuori dell’organico dei dirigenti a tempo indeterminato della Giunta regionale.
2. Il Direttore generale e i direttori sono nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale.
3. Il Direttore generale e i direttori possono essere scelti tra i dirigenti regionali in possesso di laurea magistrale, come disciplinata dall’ordinamento vigente, che abbiano ricoperto incarichi dirigenziali per almeno cinque anni.
4. Il Direttore generale e i direttori possono altresì essere scelti tra soggetti esterni al ruolo dirigenziale regionale (182)
Parole così sostituite con l.r. 19 febbraio 2016, n. 12, art. 3.
, dotati di professionalità adeguata alle funzioni da svolgere, in possesso di laurea magistrale, come disciplinata dall’ordinamento vigente, che abbiano ricoperto incarichi dirigenziali per almeno cinque anni in enti o aziende pubbliche o private.
5. I requisiti dell’Avvocato generale sono definiti dall’articolo 3 bis della l.r. 63/2005. All’Avvocato generale si applicano le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo e degli articoli 15 e 16.
6. Per i soggetti esterni alla Regione provenienti dal settore pubblico, l’incarico è conferito, nel rispetto del limite di cui all'articolo 13, comma 1, o dell'articolo 18 bis, comma 1, previo collocamento in aspettativa o fuori ruolo, secondo l’ordinamento dell’amministrazione di provenienza.
- Rapporto di lavoro del Direttore generale e dei direttori (92)
Rubrica così sostituita con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 17,comma 1, a decorrere dalla data di proclamazione del nuovo Presidente della Giunta regionale ai sensi dell'articolo 53, comma 3, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 . Sino a tale data il testo è il seguente: «Rapporto di lavoro del direttore generale»
1. L’incarico di Direttore generale e di direttore (93)
Parole così sostituite con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 17, comma 2, a decorrere dalla data di proclamazione del nuovo Presidente della Giunta regionale ai sensi dell'articolo 53, comma 3, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 . Sino a tale data il testo è il seguente: «1. L’incarico di direttore generale è attribuito con contratto di diritto privato, di durata non superiore a cinque anni, rinnovabile, fermo restando quanto previsto dall’articolo 16, comma 2. Il contratto individua i casi di risoluzione anticipata del rapporto di lavoro. ».
è attribuito con contratto di diritto privato, di durata non superiore a cinque anni, rinnovabile, fermo restando quanto previsto dall’articolo 16, comma 2. Il contratto individua i casi di risoluzione anticipata del rapporto di lavoro.
2. L’incarico di Direttore generale e di direttore ha carattere di esclusività, è a tempo pieno ed è compatibile con le sole attività indicate all’articolo 32 e all’articolo 33 bis, comma 2. (193)
Parole così sostituite con l.r. 2 novembre 2017, n. 64, art. 3. Le modifiche introdotte dall'art. 3 della l.r. 2 novembre 2017, n. 64, si applicano dalla data di entrata in vigore delle disposizioni di cui all'art. 27, comma 1.
Il trattamento economico del Direttore generale e dei direttori, onnicomprensivo, è determinato dalla Giunta regionale con riferimento ai parametri relativi alle figure apicali della dirigenza pubblica ed ai valori medi di mercato per figure dirigenziali equivalenti. (94)
Comma così sostituito con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 17, comma 3, a decorrere dalla data di proclamazione del nuovo Presidente della Giunta regionale ai sensi dell'articolo 53, comma 3, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 . Sino a tale data il testo è il seguente : « 2. L'incarico di direttore generale ha carattere di esclusività ed è a tempo pieno. Il trattamento economico di ciascun direttore generale, onnicomprensivo, è determinato dalla Giunta regionale con riferimento ai parametri relativi alle figure apicali della dirigenza pubblica ed ai valori medi di mercato per figure dirigenziali equivalenti.».
3. La sottoscrizione del contratto di cui al comma 1 con dirigenti regionali comporta la novazione del rapporto di lavoro in atto. Il servizio prestato in forza del contratto è utile ad ogni effetto ai fini dei trattamenti di quiescenza e di previdenza, nel rispetto della normativa vigente in materia previdenziale, nonché ai fini dell’anzianità di servizio.
4. Alla cessazione del contratto, salva l’ipotesi di licenziamento per giusta causa, il dirigente è riassunto automaticamente nella posizione giuridica ed economica in godimento prima della sottoscrizione del contratto stesso, con conservazione dell’anzianità complessivamente maturata ai fini del trattamento giuridico, economico, di quiescenza e di previdenza. Il posto nella dotazione organica ricoperto dal dirigente nominato Direttore generale o direttore rimane indisponibile per tutta la durata dell’incarico.
5. In relazione alla cura degli interessi della Regione, il Direttore generale e i direttori possono essere destinatari di nomine o designazioni regionali. Gli eventuali emolumenti derivanti dalla nomina o designazione corrisposti da terzi sono direttamente versati alla Regione e vengono utilizzati per le finalità di cui all’articolo 70 (4)
Parola così sostituita con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75, art. 102.
- Cessazione del Direttore generale e dei direttori dell'incarico (95)
Articolo così sostituito con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 18, a decorrere dalla data di proclamazione del nuovo Presidente della Giunta regionale ai sensi dell'articolo 53, comma 3, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 . Sino a tale data il testo è il seguente : «Art. 16. Cessazione del direttore generale dall'incarico. 1. Il Direttore generale della Presidenza cessa dall'incarico decorsi sessanta giorni dalla elezione del nuovo Presidente della Giunta regionale. Gli altri direttori generali cessano dall'incarico decorsi sessanta giorni dalla prima riunione della Giunta regionale. 2. In caso di cessazione anticipata dall’incarico, il Presidente della Giunta regionale può attribuire l’incarico stesso a un altro direttore generale o ad un dirigente regionale, per un periodo non superiore a centottanta giorni. Al dirigente incaricato non si applica la novazione del rapporto di lavoro e compete, oltre al trattamento economico in godimento, la differenza fra tale trattamento e quello spettante ai sensi dell’articolo 15, comma 2. 3. Qualora il direttore generale debba essere assente per un periodo non inferiore ad un mese e non superiore a quattro mesi, il Presidente della Giunta regionale può sospendere il rapporto e attribuire l'incarico relativo all'esercizio temporaneo delle funzioni di direttore generale ad un altro direttore generale o ad un dirigente regionale a tempo indeterminato che conserva la responsabilità della propria struttura. 4. Al dirigente incaricato di cui al comma 3 non si applica la novazione del rapporto di lavoro e compete il trattamento economico di cui al comma 2. 5. L'incarico di cui al comma 3 cessa alla ripresa del rapporto con il direttore generale o, in caso di impossibilità di quest'ultimo, con la nomina di un nuovo direttore generale.».
1. Il Direttore generale cessa dall’incarico a decorrere dal conferimento dell'incarico al nuovo Direttore generale e comunque decorsi sessanta giorni dalla elezione del nuovo Presidente della Giunta regionale. I direttori cessano dall’incarico a decorrere dal conferimento degli incarichi ai nuovi direttori e comunque decorsi sessanta giorni dalla prima seduta della Giunta regionale.
2. In caso di cessazione anticipata dall’incarico di Direttore generale e di direttore, o in caso di vacanza dell'incarico, (176)
Parole inserite con l.r. 4 agosto 2015, n. 63, art. 6.
il Presidente della Giunta regionale può attribuire l’incarico stesso a un direttore o ad un dirigente regionale, per un periodo non superiore a centottanta giorni. Al dirigente incaricato non si applica la novazione del rapporto di lavoro e compete, oltre al trattamento economico in godimento, la differenza fra tale trattamento e quello spettante ai sensi dell’articolo 15, comma 2.
3. Qualora il Direttore generale, o il direttore, debba essere assente per un periodo non inferiore ad un mese e non superiore a quattro mesi, il Presidente della Giunta regionale può sospendere il rapporto e attribuire l’incarico relativo all’esercizio temporaneo delle funzioni di Direttore generale, o di direttore, ad un direttore o ad un dirigente regionale a tempo indeterminato, che conserva la responsabilità della propria struttura.
4. Al dirigente incaricato di cui al comma 3 non si applica la novazione del rapporto di lavoro e compete il trattamento economico di cui al comma 2.
5. L’incarico di cui al comma 3 cessa alla ripresa del rapporto con il Direttore generale o con il direttore o, in caso di impossibilità di questi ultimi, con la nomina di un nuovo Direttore generale o di un nuovo direttore.
Articolo prima sostituito con l.r. 17 novembre 2010, n. 57, art. 14, ed ora così sostituito con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 19, a decorrere dalla data di conferimento degli incarichi di cui al comma 1 dell'articolo 53 della l.r. 90/2014 ai sensi dell'articolo 53, comma 4, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 . Sino a tale data il testo è il seguente : «Art. 17. Incarichi di coordinatore di area e di responsabile di settore. 1. Gli incarichi di coordinatore di area sono attribuiti con decreto del direttore generale, previa comunicazione alla Giunta regionale. Tali incarichi cessano decorsi sessanta giorni dal conferimento dell’incarico al nuovo direttore generale e non sono automaticamente rinnovabili. 2. Gli incarichi di responsabile di settore sono attribuiti con decreto del direttore generale e cessano decorsi sessanta giorni dal conferimento dell’incarico al nuovo direttore generale. I nuovi incarichi sono attribuiti dal direttore generale entro il medesimo termine, decorso inutilmente il quale, gli incarichi dei precedenti responsabili sono rinnovati automaticamente. 3. Per far fronte a eccezionali esigenze organizzative, il direttore generale competente in materia di personale può conferire, con le procedure previste dall’articolo 18, comma 3, l’incarico di responsabile temporaneo di una struttura vacante a un dirigente già responsabile di struttura qualora quest’ultimo sia assegnato a una direzione generale diversa da quella in cui le strutture vacanti si collocano.».
- Comando e trasferimento dei dirigenti (99)
Articolo inserito con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 21, a decorrere dalla data di proclamazione del nuovo Presidente della Giunta regionale ai sensi dell'articolo 53, comma 3, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 .
1. Ai sensi dell'articolo 19, comma 5 bis, del d.lgs. 165/2001 gli incarichi dirigenziali possono essere conferiti, nel limite del 10 per cento della dotazione organica dei dirigenti e dei direttori della Giunta regionale, a dirigenti di altre amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del richiamato d.lgs. 165/2001, previo collocamento fuori ruolo, aspettativa non retribuita, comando o analogo provvedimento, secondo i rispettivi ordinamenti.
2. Ai dirigenti in posizione di comando provenienti dalle aziende e dagli enti del Servizio sanitario regionale continua ad erogarsi la retribuzione già percepita presso l'amministrazione di provenienza, comprese le relative indennità, ad eccezione della retribuzione di risultato, che è corrisposta nei medesimi importi di quella spettante ai dirigenti regionali a tempo indeterminato. Gli oneri di cui al presente comma sono posti a carico del fondo sanitario.
3. Il trasferimento e il comando di dirigenti regionali presso altre amministrazioni pubbliche, nonché di dirigenti di altre amministrazioni pubbliche presso la Regione Toscana, sono disposti dal Direttore generale, previo parere favorevole, rispettivamente, del direttore della struttura di appartenenza o di destinazione del dirigente interessato. (194)
Comma così sostituito con l.r. 2 novembre 2017, n. 64, art. 4.
- Sistema di valutazione (43)
Rubrica così sostituita con l.r. 17 novembre 2010, n. 57, art. 16.
- Soggetti della valutazione(44)
Articolo prima sostituito con l.r. 17 novembre 2010, n. 57, art. 17, ed ora così sostituito con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 22, a decorrere dalla data di conferimento degli incarichi di cui al comma 1 dell'articolo 53 della l.r. 90/2014 ai sensi dell'articolo 53, comma 4, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 . Sino a tale data il testo è il seguente: «Art. 19. Soggetti della valutazione. 1. La valutazione dei direttori generali e dell’Avvocato generale è effettuata dalla Giunta regionale. 2. La valutazione dei coordinatori di area è effettuata dal direttore generale di riferimento. 3. La valutazione dei responsabili di settore e dei dirigenti di cui all’articolo 11, di diretto riferimento al direttore generale, è effettuata da quest’ultimo. 4. La valutazione dei responsabili di settore e dei dirigenti di cui all’articolo 11, che riferiscono a un’area di coordinamento, è effettuata dal coordinatore di area. 5. La valutazione del personale non appartenente alla qualifica dirigenziale è effettuata dal dirigente di diretto riferimento.».
1. La valutazione del Direttore generale e dell’Avvocato generale è effettuata dalla Giunta regionale.
2. La valutazione dei direttori è effettuata dalla Giunta regionale, su proposta del Direttore generale.
3. La valutazione dei responsabili di settore e di posizione dirigenziale individuale è effettuata dal direttore o dal Direttore generale.
4. La valutazione del personale non appartenente alla qualifica dirigenziale è effettuata dal dirigente di diretto riferimento.
- Criteri e procedure per la valutazione (45)
Articolo così sostituito con l.r. 17 novembre 2010, n. 57, art. 18.
1. Con il regolamento di cui all’articolo 69, sono disciplinate le procedure per la valutazione del personale, nel rispetto dei principi stabiliti dalla normativa nazionale vigente.
a) l’istituzione di un unico organismo indipendente di valutazione per il personale della Giunta regionale e degli enti dipendenti, a carattere collegiale, composto da soggetti esterni all’amministrazione, dotati di elevata professionalità e di pluriennale esperienza in materia di valutazione con particolare riferimento al settore pubblico;
b) l’indennità da corrispondere ai componenti dell’organismo di cui alla lettera a), determinata in relazione alla complessità delle funzioni attribuite, all’impegno richiesto ed alle conseguenti responsabilità, in ogni caso senza ulteriori oneri a carico del bilancio regionale, rispetto a quelli già stanziati per il funzionamento complessivo della struttura regionale;
c) il sistema di misurazione e valutazione della qualità della prestazione lavorativa del personale, delineato in rapporto ai risultati conseguiti a livello organizzativo ed a livello individuale, con definizione delle relative fasce di merito;
d) gli strumenti volti a premiare il merito sulla base degli esiti delle valutazioni.
2 bis. La Giunta regionale può, d’intesa con l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale disporre la verifica semestrale dell'andamento delle prestazioni lavorative, anche ai fini dell’adozione di interventi correttivi per il raggiungimento degli obiettivi annuali. Sulla base di tale verifica sono corrisposti gli incentivi correlati alla qualità delle prestazioni lavorative, rapportati al periodo considerato. (73)
Comma inserito con l.r. 4 agosto 2014, n. 46, art. 6.
3. I componenti dell’organismo di valutazione cui al comma 2, lettera a), sono nominati dal Presidente della Giunta regionale d’intesa con l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, qualora il Consiglio regionale intenda avvalersi del medesimo organismo per la valutazione del proprio personale. Non si procede all’intesa nel caso in cui l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale deliberi di costituire un autonomo organismo indipendente per la valutazione del personale del Consiglio regionale.
4. Il mancato raggiungimento degli obiettivi oppure l’inosservanza delle direttive impartite dal Direttore generale o dal direttore (100)
Parole così sostituite con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 23, comma 1, a decorrere dalla data di conferimento degli incarichi di cui al comma 1 dell'articolo 53 della l.r. 90/2014 ai sensi dell'articolo 53, comma 4, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 . Sino a tale data il testo è il seguente: « 4. Il mancato raggiungimento degli obiettivi oppure l’inosservanza delle direttive impartite dal direttore generale possono comportare la revoca dell’incarico dirigenziale. Nei casi di particolare gravità il rapporto di lavoro può essere risolto, secondo le disposizioni del codice civile e in conformità alle previsioni del contratto collettivo.».
possono comportare la revoca dell’incarico dirigenziale. Nei casi di particolare gravità il rapporto di lavoro può essere risolto, secondo le disposizioni del codice civile e in conformità alle previsioni del contratto collettivo.
5. I provvedimenti di cui al comma 4 sono adottati dal Direttore generale o dal direttore di riferimento, previo conforme parere del Comitato dei garanti, di cui all’articolo 21. La proposta di provvedimento è comunicata al dirigente interessato, che ha diritto di presentare le proprie controdeduzioni entro trenta giorni. (101)
Comma così sostituito con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 23, comma 2, a decorrere dalla data di conferimento degli incarichi di cui al comma 1 dell'articolo 53 della l.r. 90/2014 ai sensi dell'articolo 53, comma 4, della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 90 . Sino a tale data il testo è il seguente: « 5. I provvedimenti di cui al comma 4 sono adottati dal direttore generale di riferimento, anche su proposta dei coordinatori di area per i dirigenti assegnati all’area stessa, previo conforme parere del Comitato dei garanti di cui all’articolo 21. La proposta di provvedimento è comunicata al dirigente interessato che ha diritto di presentare le proprie controdeduzioni entro trenta giorni.».
6. Il parere del Comitato dei garanti viene reso entro venti giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale termine si prescinde dal parere. Il termine può essere interrotto una sola volta per richiesta di chiarimenti, che devono essere forniti dal Direttore generale o dal direttore interessato entro quindici giorni dalla richiesta e ricomincia a decorrere trascorsi i quindici giorni suddetti.
- Comitato dei garanti
1. Il Comitato dei garanti, nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale, è composto da:
a) un magistrato amministrativo, anche in quiescenza, che lo presiede, designato dal Presidente del Tribunale amministrativo regionale della Toscana;
b) un dirigente a tempo indeterminato della Giunta regionale eletto da tutti i dirigenti a tempo indeterminato della Giunta stessa, oppure un dirigente a tempo indeterminato del Consiglio regionale, eletto da tutti i dirigenti a tempo indeterminato del Consiglio stesso, qualora il comitato si debba esprimere su provvedimenti che riguardino il Consiglio regionale;
c) un esperto scelto dal Presidente della Giunta regionale tra soggetti con specifica qualificazione ed esperienza nei settori dell'organizzazione amministrativa e del lavoro pubblico.
2. Il Comitato dura in carica tre anni.
2 bis. Per la partecipazione al Comitato non è prevista la corresponsione di emolumenti o rimborsi spese. (195)
Comma inserito con l.r. 2 novembre 2017, n. 64, art. 5.
3. Con deliberazione della Giunta regionale sono definite le modalità di elezione del componente dirigente regionale e le modalità di funzionamento del Comitato.