Source: http://www.csrmarmomelandro.netsons.org/avvisi-e-bandi/microimprese/
Timestamp: 2018-04-22 03:01:47+00:00
Document Index: 10176547

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 71', 'art. 55', 'art. 38', 'art.11', 'art. 6', 'art.11', 'art.12', 'art. 72', 'art. 107', 'art. 7', 'art. 30', 'art. 73', 'art. 13', 'art. 24', 'art. 46', 'art. 67']

Bando Pubblico “Sostegno alla creazione e allo sviluppo di micro imprese” – Gal CSR Marmo Melandro
Asse 4 LEADER del PSR 2007-2013 della Basilicata
Il presente Bando, viene emanato nell’ambito del P.S.R. Regione Basilicata 2007-2013:
MISURA 4.1 Implementazione delle Strategie di Sviluppo Locale
SOTTOMISURA 4.1.3 Azioni a sostegno della qualità della vita e della diversificazione dell’economia rurale
OPERAZIONE 4.1.3.10 Sostegno alla creazione e allo sviluppo di micro imprese
IL Gal C.S.R. Marmo Melandro S.c.a.r.l. adotta il presente Bando Pubblico in coerenza ed attuazione del Piano di Sviluppo Locale finanziato nell’ambito del PSR della Basilicata 2007-2013 – Asse 4 Leader, e in particolare con riferimento a:
Reg. (CE) n. 1290/2005 del Consiglio del 21 giugno 2005 relativo al finanziamento della politica agricola comune e ss.mm.ii.
Reg. (CE) n. 1320/2006 della Commissione del 5 settembre 2006, recante disposizioni per la transizione al regime di sostegno allo sviluppo rurale istituito dal regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio.
Reg. (CE) n. 1974/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006, recante disposizioni di applicazione del regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e ss.mm.ii.
Reg. (CE) n. 1975/ 2006 della Commissione del 7 dicembre 2006 che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio per quanto riguarda l’attuazione delle procedure di controllo e della condizionalità per le misure di sostegno dello sviluppo rurale, in vigore per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2010.
Reg. (CE) n. 65/2011 della Commissione del 27 gennaio 2011 che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio per quanto riguarda l’attuazione delle procedure di controllo e della condizionalità per le misure di sostegno dello sviluppo rurale. Il Regolamento sostituisce ed abroga il Reg. (CE) n. 1975/2006 e si applica a decorrere dal 1 gennaio 2011.
Reg. (CE) n. 883/2006 della Commissione del 21 giugno 2006, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, per quanto riguarda la tenuta dei conti degli organismi pagatori, le dichiarazioni delle spese e delle entrate e le condizioni di rimborso della spese nell’ambito del FEAGA e del FEASR., e ss. mm. ii
Reg. (CE) n. 885/2006 della Commissione del 21 giugno 2006, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio per quanto riguarda il riconoscimento degli organismi pagatori e di altri organismi e la liquidazione dei conti del FEAGA e del FEASR, e ss. mm. ii.
10. Decisione del Consiglio (2006/144/CVE) del 20 febbraio 2006 relativa agli orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo.
11. Versione consolidata del Trattato che istituisce la Comunità Europea.
12. Reg. (CE) n. 994/98 del Consiglio del 7 maggio 1998 sull’applicazione degli articoli 92 e 93 del trattato che istituisce la Comunità europea a determinate categorie di Aiuti di Stato orizzontali.
13. Reg. (CE) n. 659/1999 del Consiglio del 22 marzo 1999 recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del Trattato CE.
14. Reg. (CE) n. 1/2004 della Commissione del 23 dicembre 2003 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.
15. Reg. (CE) n. 794/2004 della Commissione del 21 aprile 2004, recante disposizioni di esecuzione del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio recante e modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato.
16. Reg. (CE) n. 1535/2007 della Commissione del 20 dicembre 2007 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti de minimis nel settore della produzione dei prodotti agricoli.
17. Orientamenti comunitari in materia di Aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013 (2006/C 54/08)
18. Reg. (CE) n. 1628/2006 della Commissione del 24 ottobre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti de minimis nei settori dell’agricoltura e della pesca.
19. Orientamenti comunitari per gli Aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale (2006/C319/01).
20. Reg. (CE) n. 1857/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive nella produzione di prodotti agricoli e recante modifica del regolamento (CE) n. 70/2001.
21. Reg. (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d’importanza minore (“de minimis”).
22. Orientamenti comunitari sugli Aiuti di Stato destinati a promuovere gli investimenti in capitale di rischio nelle piccole e medie imprese. (2006/C194/02).
23. Informazioni provenienti dalle istituzioni e dagli organi dell’Unione Europea, disciplina comunitaria degli aiuti di stato per la tutela ambientale. (Testo rilevante ai fini del SEE – 2008/C 82/01).
24. Reg. (CE) n. 146/2008 del Consiglio del 14 febbraio 2008 recante modifica del regolamento (CE) n.1782/2003 che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori e del regolamento (CE) n.1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)
25. Reg. (CE) n. 796/2004 della Commissione del 21 aprile 2004, recante modalità di applicazione della condizionalità, della modulazione e del sistema integrato di gestione e di controllo di cui al regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno diretto a favore degli agricoltori, e ss. mm. ii.
26. Reg. (CE) n. 639/2009 della Commissione del 22 luglio 2009, che stabilisce le modalità d’applicazione del Regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio circa le modalità di attuazione dell’ articolo 68 del regolamento n. 73/2009, affinché le misure di sostegno specifico previste per gli agricoltori siano coerenti con le altre misure comunitarie di sostegno o con le altre misure finanziate mediante aiuti di Stato.
27. Reg. (CE) n. 72/2009 del Consiglio del 19 gennaio 2009, che modifica i regolamenti (CE) n. 247/2006, (CE) n. 320/2006, (CE) n. 1405/2006, (CE) n. 1234/2007, (CE) n. 3/2008 e (CE) n. 479/2008 e che abroga i regolamenti (CEE) n. 1883/78, (CEE) n. 1254/89, (CEE) n. 2247/89, (CEE) n. 2055/93, (CE) n. 1868/94, (CE) n. 2596/97, (CE) n. 1182/2005 e (CE) n. 315/2007 al fine di adeguare la politica agricola comune.
28. Reg. (CE) n. 73/2009 del Consiglio del 19 gennaio 2009, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto agli agricoltori nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori, e che modifica i regolamenti (CE) n. 1290/2005, (CE) n. 247/2006, (CE) n. 378/2007 e abroga il regolamento (CE) n. 1782/2003.
29. Reg. (CE) n. 74/2009 del Consiglio del 19 gennaio 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).
30. Orientamenti Strategici Comunitari, adottati dal Consiglio dell’Unione europea con propria Decisione 2006/144/CE (GUCE L 55/20 del 25.02.2006).
31. Decisione 2009/61/CE del Consiglio del 19 gennaio 2009 recante modifica della decisione 2006/144/CE relativa agli orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale (periodo di programmazione 2007-2013).
32. Piano Strategico Nazionale, predisposto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali – Dipartimento delle Politiche di Sviluppo – Direzione Generale dello Sviluppo Rurale – POSR II.
33. Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 20 marzo 2008 “Disposizioni in materia di violazioni” riscontrate nell’ambito del Reg. (CE) n. 1782/2003 del Consiglio del 20 settembre 2003 sulla PAC e del Reg. (CE) 1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del FEASR.
34. D.M. n. 30125 del 22/12/2009 e ss.mm.ii., relativo alla “Disciplina del regime di condizionalità ai sensi del Regolamento (CE) n. 73/2009 e delle riduzioni ed esclusioni per inadempienze dei beneficiari dei pagamenti diretti e dei programmi di sviluppo rurale”.
35. Linee guida sull’ammissibilità delle spese relative allo Sviluppo Rurale e a interventi analoghi, (MIPAAF, – COSVIR II – 14 febbraio 2008 e ss.mm.ii).
36. Manuale delle procedure, dei controlli e delle sanzioni dell’Organismo Pagatore (AGEA, edizione 1.1. e ss.mm.ii).
37. Programma di Sviluppo Rurale della Regione Basilicata per il periodo 2007-2013, approvato con Decisione della Commissione CCI2007IT06RPO017 del 18 febbraio 2008 e ss. mm. ii. Va considerata la versione vigente, disponibile sul sito: www.basilicatapsr.it.
38. Criteri di selezione del P.S.R. Basilicata 2007-2013 approvati nella prima Seduta del Comitato di Sorveglianza del PSR Basilicata 2007-2013 svoltosi il 13 giugno 2008 e ss.mm.ii.
39. Criteri di selezione delle operazioni tipicamente Leader, approvati con Determina Dirigenziale dell’Autorità di Gestione del PSR Basilicata 2007-2013, n. 77AT.2012/D00261 del 28.05.2012.
40. Procedure attuative delle Misure di Investimento e delle Misure connesse alla Superficie del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Basilicata per il periodo 2007-2013, approvate con D.G.R. n. 1480 del 05 agosto 2009 e modificate con DGR n. 519 del 12 aprile 2011.
41. Spese ammissibili nell’ambito dell’Asse 4 – Leader del PSR Basilicata 2007-2013, approvate con DGR n. 1341 del 20.09.2011.
42. Procedure attuative dell’Asse 4 – Leader del PSR Basilicata 2007-2013, approvate con DGR n. 1341 del 20.09.2011.
43. D.G.R. n. 154 del 2 febbraio 2010 “Disciplina dei regimi di condizionalità in Basilicata a decorrere dal 1° gennaio 2010” – Reg. (CE) 73/2009 e D.M. 30125/2009.
44. D.G.R n. 225 del 9 febbraio 2010 – Manuali di Istruttoria delle domande di aiuto per le misure di investimento e per le misure connesse alla superficie e ss.mm.ii.
45. D.G.R. n. 92 del 27/01/2011 P.S.R. Basilicata 2007-2013 Disposizioni attuative a livello regionale delle Riduzioni ed Esclusioni per mancato rispetto degli impegni previsti ai sensi dell’art. 19 del D.M. 22 dicembre 2009 n. 30125 relativamente alle misure a investimento 112, 121, 123A, 123B,125, 132, 226 e 311C. Rettifica della D.G.R.n. 1469 del 07/09/2010.
46. D.G.R. n. 1587 del 21 Settembre 2010 di approvazione definitiva dei Gal e dei PSL.
47. DGR n. 1907 del 19.12.2011 di approvazione della rimodulazione del PSL “Basilicata Nord-Occidentale”, del GAL “CSR Marmo Melandro”.
48. Delibera del Consiglio di Amministrazione del CSR Marmo Melandro 03/08/2012, n. 9.
49. Parere di conformità AdG PSR Basilicata 2007-2013 del 02/10/2012, n. 172216.
Art. 3 – Obiettivi del Bando
L’operazione di cui al presente bando è finalizzata a sostenere la creazione e lo sviluppo di micro imprese operanti in settori anche collegati all’agricoltura, attraverso l’innovazione, la multifunzionalità e mediante l’utilizzo di moderne tecnologie di informazione e di comunicazione. Si intende in tal modo diversificare l’economia delle zone rurali dell’area GAL, sostenendo la creazione e lo sviluppo di attività artigianali, commerciali e di servizio al fine di favorire lo sviluppo imprenditoriale, favorire nuova occupazione, rafforzare la presenza di micro imprese nel sistema economico locale, migliorare la qualità della vita e l’attrattività dell’area GAL.
Art. 4 – Descrizione tecnica della misura
Il presente bando adottato dal CSR Marmo Melandro, parte dalla constatazione che l’economia del territorio rurale dell’area GAL può trovare occasione di sviluppo attraverso il sostegno alla creazione e al consolidamento di una rete di microimprese operanti in settori anche collegati all’agricoltura, attraverso l’innovazione, la multifunzionalità e l’utilizzo di moderne tecnologie di informazione e di comunicazione.
Si intende in tal modo diversificare l’economia delle zone rurali dell’area GAL, sostenendo la creazione e lo sviluppo di attività artigianali, commerciali e di servizio, al fine di incrementare le opportunità di occupazione, rafforzare la presenza del tessuto microimprenditoriale nel sistema economico, migliorare la qualità della vita e l’attrattività dei territori.
L’operazione prevede due tipologie di intervento:
a) creazione di nuove microimprese;
b) sviluppo di microimprese esistenti.
Possono accedere al bando le micro imprese definite ai sensi della Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, comprese quelle di nuova costituzione che realizzano interventi connessi ad attività artigianali, commerciali e di servizi e che rispettino il regime de minimis in esecuzione del Regolamento CE n. 1998/2006 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti di importanza minore “de minimis” (in GU L 379 del 28/12/06).
Art. 6 – Requisiti di ammissibilità
Conformità della domanda Rispetto delle modalità di presentazione della domanda
Conformità della documentazione
Conformità con le procedure di attuazione rispetto della normativa specifica di riferimento
Requisiti del proponente Per le microimprese artigianali, commerciali e di servizi già esistenti:- iscrizione all’albo provinciale delle imprese artigiane o al registro delle imprese;- svolgere le attività economiche ATECO 2007 indicate nell’Allegato 3;- la titolarità degli immobili destinati allo svolgimento dell’attività produttiva documentata da atto di proprietà e/o affitto e/o comodato d’uso gratuito regolarmente registrati non costituisce requisito di ammissibilità, ma in ogni caso, al momento della presentazione della prima domanda di pagamento, tale requisito deve essere raggiunto, pena la decadenza dal beneficio.Per le microimprese di nuova costituzione:- costituzione dopo il primo gennaio dell’anno di presentazione della domanda;
– essere costituite da soggetti che non siano già stati titolari o amministratori di imprese nei due anni antecedenti la data di presentazione della domanda;
– la titolarità degli immobili destinati allo svolgimento dell’attività produttiva documentata da atto di proprietà e/o affitto e/o comodato d’uso gratuito regolarmente registrati non costituisce requisito di ammissibilità, ma in ogni caso, al momento della presentazione della prima domanda di pagamento, tale requisito deve essere raggiunto, pena la decadenza dal beneficio;
– l’iscrizione all’albo provinciale delle imprese artigiane o al registro delle imprese non costituisce requisito di ammissibilità, ma in ogni caso, al momento della liquidazione del contributo, tale requisito deve essere raggiunto, cioè le microimprese devono essere attive e regolarmente operanti e devono svolgere le attività economiche ATECO 2007 indicate nell’Allegato 3 al momento della presentazione della prima domanda di pagamento, pena la decadenza dal beneficio.
Requisito di affidabilità dei soggetti beneficiari – Non sono ammissibili quei soggetti per i quali, per operazioni cofinanziate a partire dall’anno 2000, è stata avviata e conclusa una procedura di decadenza totale con relativa revoca degli aiuti.- Non sono ammissibili le istanze presentate da aziende in difficoltà ai sensi degli orientamenti comunitari sugli Aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione d’imprese in difficoltà.
Art. 7 – Localizzazione degli investimenti
Le iniziative d’investimento dovranno essere ubicate nei Comuni di area Gal CSR Marmo Melandro: Balvano, Baragiano, Bella, Brienza, Castelgrande, Muro Lucano, Pescopagano, Picerno, Ruoti, Sant’Angelo Le Fratte, Sasso di Castalda, Satriano, Savoia di Lucania, Tito, Vietri di Potenza.
Art. 8 – Tipologia di investimenti e Spese ammissibili
Sono ammesse a contributo sia azioni materiali che immateriali finalizzate alla creazione ovvero allo sviluppo di micro imprese artigianali, commerciali e di servizi e, in particolare:
a) azioni immateriali:
– introduzione e diffusione tra le imprese locali di elementi di innovazione di prodotto/processo;
– diffusione di sistemi di qualità, (con particolare riferimento alle norme ISO 9000), dei sistemi di gestione ambientale (con particolare riferimento al regolamento EMAS, alle norme ISO 14000, alle norme FSC), delle etichettature ecologiche (con particolare riferimento al Regolamento CE 1980/2000), dei sistemi di certificazione ambientale di prodotto (es. Ecolabel) e dei sistemi di tracciabilità dei prodotti agricoli di cui alle disposizioni comunitarie, escluse quelle a carattere obbligatorio;
– elaborazione ed implementazione di azioni di marketing territoriale;
– altre attività immateriali funzionali al raggiungimento degli obiettivi dell’operazione, ivi incluse quelle per le azioni di comunicazione, promozione e commercializzazione del prodotto;
– solo per le microimprese di nuova costituzione spese per l’avvio dell’attività.
b) azioni materiali:
– interventi strutturali di rifunzionalizzazione, riqualificazione ed ampliamento dei locali destinati allo svolgimento dell’attività produttiva;
– acquisto o adeguamento tecnologico di impianti, macchinari ed attrezzature finalizzati al miglioramento dell’efficienza dei processi operativi, compresi impianti per l’auto produzione di energia legata al fabbisogno aziendale basati sull’impiego di fonti rinnovabili, nei limiti di 1 MW di potenza.
c) Attività materiali:
a) opere edili ed infrastrutture;
b) impianti ed attrezzature produttive e/o tecnologiche;
c) investimenti propedeutici all’introduzione iniziale e/o implementazione di sistemi di qualità riconosciuti non obbligatori (ISO; EMAS, ecc) inclusi i costi per il rilascio delle certificazioni nel limite del 2,5 % del valore totale dell’investimento;
d) I.V.A., se sostenuta a titolo definitivo e non recuperabile;
e) altre spese immateriali connesse agli investimenti materiali.
d) Attività immateriali:
a) consulenze esterne (onorari di professionisti e consulenti, studi di fattibilità connessi al progetto presentato, fino ad un massimo del 7% del valore totale dell’investimento);
b) acquisto attrezzature strettamente ed esplicitamente finalizzate all’operazione incluso l’acquisto di software e know-how finalizzati all’investimento, fino ad un massimo del 4% del valore totale dell’investimento;
c) creazione e/o implementazione di siti internet;
d) limitatamente al primo anno spese per affitti e noleggi, utenze, spese notarili e oneri amministrativi, consulenze specialistiche finalizzate alla creazione della nuova microimpresa, all’orientamento, all’accompagnamento ed al tutoraggio, entro un tetto di contributo massimo del 3% dell’investimento complessivo ammissibile;
e) spese generali direttamente collegate all’operazione finanziata e necessarie per la sua preparazione ed esecuzione quali spese legate alla eventuale tenuta del conto corrente dedicato e ad eventuali garanzie fideiussorie sino ad un massimo dello 0,5 % del valore totale dell’investimento;
f) I.V.A., se sostenuta a titolo definitivo e non recuperabile.
L’IVA sarà rendicontabile solo nei casi in cui è dimostrabile che la stessa rappresenta un costo non recuperabile per il beneficiario.
In merito alla valutazione delle voci di costo si potrà far riferimento ai prezziari regionali vigenti al momento della presentazione della domanda e/o alla comparazione con almeno 3 preventivi relativi a materiale nuovo.
Gli investimenti programmati sono soggetti a vincoli di inalienabilità e destinazione d’uso per un periodo di tempo continuo e consecutivo non inferiore a 10 (dieci) anni per quanto riguarda gli immobili e non inferiore a 5 (cinque) anni per quanto riguarda macchine ed attrezzature, a partire dalla data di accertamento di avvenuta esecuzione dell’investimento.
L’investimento dovrà essere realizzato entro 12 mesi a far data dal provvedimento di concessione ovvero 24 mesi nel caso siano presenti investimenti strutturali.
Art. 9 – Spese non ammissibili
In base all’art. 71, comma 3, del Reg. (CE) n. 1698/2005, si ricorda che “non sono ammissibili a contributo del FEASR le seguenti categorie di spese:
IVA recuperabile/detraibile;
personale delle microimprese anche se assunto a tempo determinato;
investimenti effettuati allo scopo di ottemperare a requisiti resi obbligatori da specifiche norme comunitarie;
investimenti per la realizzazione di impianti per l’auto-produzione di energia di potenza superiore a 1 MW;
investimenti già avviati alla data di presentazione della domanda;
investimenti per la lavorazione, trasformazione, conservazione e commercializzazione di prodotti provenienti da paesi terzi ed i prodotti della pesca ed acquacoltura;
spese per oneri amministrativi per autorizzazioni, concessioni, canoni di allacciamento e fornitura di servizi elettrici, idrici, gas, telefonici e simili;
spese per l’acquisto di beni relativi ad attività di rappresentanza quali, autoveicoli e strumenti per la telefonia mobile;
investimenti non riconducibili alle finalità dell’intervento finanziato;
attrezzature e/o materiali di uso corrente o normalmente ammortizzabili in un anno.
Inoltre, in base all’art. 55 del Reg. (CE) n. 1974/2006, non sono ammissibili le spese relative a costruzione di strutture e acquisto di attrezzature non strettamente funzionali ad un processo innovativo aziendale e investimenti di semplice sostituzione di un bene in uso.
Tutto ciò premesso, sono prospettabili le seguenti fattispecie:
I. Immobili. Non sono considerati investimenti di sostituzione e sono quindi ammissibili a finanziamento, i seguenti interventi:
ricostruzione o acquisto di fabbricato in sostituzione di fabbricato aziendale di almeno 30 anni di vita, a seguito della sua completa demolizione;
recupero o ristrutturazione di edifici per i quali le spese complessive dell’intervento di recupero siano superiori al 50% del valore stimato del nuovo edificio;
lavori edili su fabbricati esistenti necessari e funzionali o finalizzati alla installazione di nuovi macchinari ammissibili a finanziamento;
lavori edili funzionali alla realizzazione e/o installazione di nuovi impianti tecnologici, strutture di servizio e dotazioni precedentemente non esistenti;
acquisto o costruzione o ricostruzione o recupero o ristrutturazione di fabbricati che consentano un aumento di oltre il 25% della capacità di produzione, stoccaggio, trasformazione e lavorazione dei prodotti aziendali;
acquisto/costruzione/ricostruzione/recupero/ristrutturazione di fabbricati che consentano la modifica sostanziale della natura della produzione, consistente in prodotti merceologicamente diversi da quelli ottenuti nella fase ante investimento;
ricostruzione o acquisizione di serre in sostituzione di analoghe strutture esistenti a condizione che si realizzi un significativo miglioramento tecnologico, in particolare per quanto concerne il risparmio energetico ed il rispetto ambientale.
II. Dotazioni (macchine, attrezzature, impianti). Non sono ammessi investimenti finalizzati alla semplice sostituzione di macchinari con altri nuovi o aggiornati, senza aumentare la capacità di produzione del 25%, intesa come rendimento e/o quantità totali lavorate nel ciclo di produzione/trasformazione/commercializzazione cui l’investimento è funzionale. Non è considerato investimento di sostituzione l’acquisto di una macchina o di un’attrezzatura di recente introduzione che ne sostituisce un’altra di pari funzioni con almeno 10 anni di età. Per “recente introduzione” si intende la presenza della dotazione nel catalogo del fornitore da non più di tre anni (da attestarsi nel preventivo del fornitore). E’ ammessa la sostituzione di macchine e/o di attrezzature che consente la modifica sostanziale della natura della produzione, consistente in prodotti merceologicamente diversi da quelli ottenuti nella fase ante investimento. È ammessa la sostituzione di macchine e/o di attrezzature che consente di modificare sostanzialmente le tecnologie adottate, compresi i nuovi adattamenti o le dotazioni per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Sono altresì ammessi gli investimenti che comportino un risparmio energetico o una riduzione delle emissioni nocive nell’atmosfera. Non è comunque ammesso l’acquisto di macchinari ed attrezzature usate.
Non saranno altresì ammissibili spese di qualsiasi natura:
– non riferibili temporalmente al periodo di vigenza del finanziamento;
– non imputabili, pertinenti e congrue rispetto alle azioni ammissibili;
– non verificabili e controllabili;
– non legittime e contabilizzate.
Art. 10 – Termini e condizioni per l’ammissibilità della spesa
– devono essere riferite ad attività effettuate e servizi ricevuti dopo la presentazione della domanda di ammissione al bando, ad eccezione delle sole spese propedeutiche alla presentazione della domanda stessa (progettazione, acquisizione di autorizzazioni, pareri, studi di fattibilità, nulla osta, ecc) solo se effettuati entro i 12 mesi precedenti alla data di presentazione dell’istanza;
– devono essere riferite ad investimenti non ultimati prima della data di comunicazione della concessione del contributo da parte del Gal;
– nel caso di investimenti materiali relativi a lavori ed opere, l’ultimazione dell’investimento deve corrispondere all’emissione dei documenti contabili o delle fatture di saldo relative all’investimento ed al loro pagamento, nonché alla dichiarazione di fine lavori e richiesta di accertamento finale;
– nel caso di non ammissibilità della domanda, le spese eventualmente sostenute dai richiedenti per l’istruttoria della pratica, non comportano assunzione di impegno giuridicamente vincolante da parte del Gal, e pertanto restano totalmente a carico dei richiedenti.
Ciascun soggetto presentante istanza potrà partecipare alla redazione di un sola domanda di partecipazione al bando, pena l’esclusione dalle procedure di gara.
Art. 11 – Disponibilità finanziaria, forma ed intensità dell’aiuto
Risorse finanziarie disponibili: € 210.000,00 di quota pubblica, cui vanno aggiunti € 210.000,00 di cofinanziamento privato, per un totale complessivo di € 420.000,00.
Tipologia aiuto: contributo in conto capitale erogato in regime de minimis;
Intensità del contributo pubblico: 50% pubblico;
Cofinanziamento privato: 50% privato.
Massimali delle spese ammissibili a finanziamento per singolo richiedente:
– costo minimo complessivo (IVA esclusa) del progetto: € 10.000,00 (di cui il 50% a carico dell’impresa);
– costo massimo complessivo (IVA esclusa) del progetto: € 40.000,00 (di cui il 50% a carico dell’impresa).
Art. 12 – Modalità e termini di presentazione delle domande di auto
Condizione necessaria per la presentazione della domanda di aiuto è la costituzione ovvero l’aggiornamento del fascicolo unico aziendale secondo la procedura informatizzata del portale SIAN (D.P.R. 503/99 e Circolari AGEA).
Previa costituzione/aggiornamento del fascicolo aziendale, le domande di aiuto devono essere presentate al GAL per il tramite di un CAA o altro soggetto accreditato dalla Regione Basilicata, previo conferimento di un mandato.
I potenziali beneficiari che conferiscono il mandato scritto devono costituire il fascicolo presso la struttura prescelta, con l’impegno a fornire informazioni e documenti completi e veritieri utili alla loro identificazione e con l’obbligo di fornire la documentazione necessaria al costante aggiornamento della propria situazione.
La domanda di aiuto deve essere trasmessa per via telematica, utilizzando il SIAN.
Il numero di domanda è generato in automatico dal SIAN e consentirà di individuarla univocamente. La data di presentazione della domanda di aiuto coincide con la data di validazione della domanda sul portale SIAN (rilascio informatico).
Per ogni domanda presentata viene costituito, presso la struttura tecnica del GAL, un fascicolo della domanda, contenente tutti gli atti relativi al procedimento amministrativo. La domanda di aiuto, trasmessa per via telematica, deve essere stampata e firmata dal potenziale beneficiario e trasmessa al GAL unitamente alla copia di un documento di identità, in corso di validità, dello stesso beneficiario e al progetto candidato.
La domanda cartacea, completa di allegati, deve pervenire a mezzo raccomandata A.R o recapitata a mano alla sede del GAL entro e non oltre le ore 14,00 del 18 dicembre 2012.
Le domande di aiuto potranno essere presentate a far data dalla pubblicazione del bando di riferimento e fino al termine stabilito nel bando stesso.
– la data del rilascio informatico per la trasmissione telematica;
– il recapito al protocollo del Gal per la trasmissione cartacea.
Il richiedente o suo delegato è responsabile del fascicolo di domanda, pertanto è tenuto a conservare, per tutto il periodo di programmazione, tutta la documentazione amministrativa, tecnica e contabile di cui consta la domanda ammessa, e produrla su richiesta del GAL o dei funzionari incaricati degli accertamenti e dei controlli in loco ed ex-post.
Art. 13 – Documentazione richiesta
Le dichiarazioni previste dal presente articolo devono essere rese ai sensi degli art. 38 del D.P.R. n. 445/2000.
La documentazione cartacea da presentare consiste in:
fotocopia del documento di riconoscimento, leggibile ed in corso di validità;
progetto di investimento redatto secondo lo schema di cui all’Allegato 1 debitamente firmato dal richiedente;
certificato di iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio riportante la vigenza, la dicitura antimafia ed attestante l’insussistenza di procedure fallimentari;
DURC del richiedente;
dichiarazione da parte del legale rappresentante del soggetto richiedente nella quale si attesti di non aver fruito di altre agevolazioni per lo stesso progetto e di poter accedere a contributi in regime de minimis (Allegato 2);
dichiarazione che l’impresa proponente non rientra nel novero delle imprese in difficoltà ai sensi degli Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (Allegato 2);
dichiarazione del legale rappresentante o titolare dell’impresa circa le modalità di finanziamento per la quota di compartecipazione a carico dell’impresa (Allegato 2);
almeno tre preventivi di spesa in duplice copia, per acquisti di materiali, attrezzature, certificazioni, know.how ecc. Se, per ragioni oggettive e purché si fornisca una relazione circa le motivazioni e la congruità del costo firmata da tecnico abilitato e controfirmata dal proponente, non sia possibile reperire 3 preventivi, sarà consentita la presentazione di un solo preventivo (ad es. per prodotti brevettati);
10. autorizzazione all’utilizzo dei dati personali ex D.Lgs 196/03 (Allegato 2).
nel caso di investimenti strutturali:
I. elaborati tecnico-grafici esecutivi (planimetrie, piante e prospetti, particolari costruttivi, lay-out macchinari da acquistare ed esistenti) circa gli investimenti;
II. computo metrico estimativo;
almeno tre preventivi di spesa in duplice copia per le voci di costo eventualmente non riportate dai prezzari regionali. Se, per ragioni oggettive e purché si fornisca una relazione circa le motivazioni e la congruità del costo firmata da tecnico abilitato e controfirmata dal proponente, non sia possibile reperire 3 preventivi, sarà consentita la presentazione di un solo preventivo.
La suddetta documentazione dovrà essere inviata, esclusivamente in plico chiuso, secondo le modalità di cui all’art.11 a:
C.da Perolla c/o Centro servizi
Sulla busta dovrà essere indicata la dicitura “Bando Pubblico Sostegno alla creazione e allo sviluppo di micro imprese”.
Art. 14 – Criteri di selezione
Le proposte potranno ottenere un punteggio massimo di 100 punti. Non saranno ammessi istanze che non conseguano almeno 15 punti.
Il punteggio sarà attribuito secondo lo schema che segue:
A) Beneficiario con età < 40 anni
B) Beneficiario donna
C) Beneficiario disoccupato
D) Progetto di recupero di mestieri e saperi a rischio di estinzione
E) Utilizzo di materiali tradizionali e naturali per la realizzazione di opere murarie e arredi
F) Progetti finalizzati all’introduzione di innovazioni di prodotto/processo ed alla diffusione delle tecnologie innovative dell’informazione e comunicazione
G) Posti di lavoro creati oltre a quello del beneficiario (5 punti per ogni posto di lavoro aggiuntivo)
Esplicitazione dei criteri
a) Il punteggio è attribuito nel caso in cui il proponente, o almeno il 60% delle persone fisiche socie di società di persone o cooperative, abbia età inferiore a 40 anni.
b) Il punteggio è attribuito nel caso in cui il proponente, o almeno il 60% delle persone fisiche socie di società di persone o cooperative, sia di sesso femminile.
c) Stato di disoccupazione; il punteggio è attribuito nel caso in cui il proponente, o almeno il 60% delle persone fisiche socie di società di persone o cooperative, sia disoccupato.
d) Progetto di recupero di mestieri e saperi a rischio di estinzione; esistenza del requisito punti 30, assenza del requisito punti 0. Rientrano in tale categoria i seguenti mestieri: artigiano del legno, della pietra e del rame ed altre forme di artigianato artistico, cappellaio, ceramista, cordaio, cestaio, ebanista, restauratore mobili antichi, sarto, sellaio, tessitore.
e) Utilizzo di materiali tradizionali e naturali per la realizzazione di opere murarie e arredi; utilizzo di materiali tradizionali e naturali il cui valore sia superiore al 25% del valore dell’investimento complessivo, max punti 20; utilizzo di materiali tradizionali e naturali il cui valore sia compreso tra il 20 ed il 24,99% del valore dell’investimento complessivo, max punti 15; utilizzo di materiali tradizionali e naturali il cui valore sia compreso tra il 15 ed il 19,99% del valore dell’investimento complessivo, max punti 10; utilizzo di materiali tradizionali e naturali il cui valore sia compreso tra il 10 ed il 14,99% del valore dell’investimento complessivo, max punti 5; utilizzo di materiali tradizionali e naturali il cui valore sia inferiore 10% del valore dell’investimento complessivo, punti 0.
f) Progetti finalizzati all’introduzione di innovazioni di prodotto/processo ed alla diffusione delle tecnologie innovative dell’informazione e comunicazione; innovazioni di prodotto punti 5; innovazione di processo punti 5; diffusione tecnologie innovative dell’informazione e della comunicazione punti 5; assenza del requisito punti 0.
Il punteggio è assegnato in caso di investimenti quali:
– e commerce,
– e learning,
– macchine e attrezzature in commercio da meno di 12 mesi (come da attestazione del fornitore),
– introduzione di certificazioni di qualità, di processo e di prodotto (UNI, CEN, ISO).
g) Posti di lavoro creati oltre a quello del beneficiario; punti 5 per ogni unità intera da occupare per massimo 20 punti.
In caso di parità di punteggio prevale l’istanza con maggiore dimensione degli investimenti ammessi, qualora permanesse la parità prevale l’istanza presentata dal candidato più giovane (titolare o legale rappresentante).
Relativamente all’età si precisa che la priorità è attribuita a coloro i quali al momento della presentazione della domanda di aiuto abbiano un’età compresa tra i 18 anni compiuti e prima del compimento dei 40 anni, considerando che la più giovane età considerata é:
– l’età del titolare, nel caso di ditta individuale;
– l’età media dei soci, nel caso di società di persone;
– l’età media dei soci amministratori, nel caso di società di capitale;
– l’età media dei soci amministratori, nel caso di società cooperative.
Art.15 – Motivi di irricevibilità e/o di esclusione
– non soddisfano i requisiti di ammissibilità di cui all’art. 6, ivi compreso il criterio di inaffidabilità;
– non presentino la domanda di aiuto secondo le modalità, ed i termini indicati all’art.11 e tutta la documentazione di cui all’art.12.
Le motivazioni di esclusione e/o irricevibilità risulteranno dai verbali di istruttoria ed inseriti negli elenchi dei non ammessi/esclusi.
Art.16 – Istruttoria, valutazione e selezione delle domande di aiuto
I tempi per l’istruttoria delle domande vengono stabiliti in 30 giorni dalla data di scadenza suddetta.
La graduatoria definitiva sarà valida fino al 31.12.2015. Qualora in seguito dovessero essere disponibili somme aggiuntive a valere su tale operazione, si procederà ad assegnarli secondo l’ordine della graduatoria stessa.
Le domande di aiuto presentate al GAL dai potenziali beneficiari vengono sottoposte, sulla base delle disposizioni del Reg. (UE) n. 65/2011, al controllo tecnico-amministrativo del rispetto dei requisiti e ai controlli incrociati nell’ambito del SIGC, al fine di verificarne l’effettiva finanziabilità.
Fase III – Validazione
La struttura tecnica del Gal verifica che la documentazione ricevuta, cartacea ed elettronica, sia completa e che il potenziale beneficiario abbia rispettato le modalità di trasmissione dell’istanza.
– modalità di spedizione / consegna della domanda;
– data di presentazione entro i termini previsti dal Bando;
– presenza sulla domanda della firma del richiedente;
– presenza della copia del documento di identità del richiedente in corso di validità;
– progetto candidato.
Questa fase regola le attività finalizzate a selezionare le istanze, ovvero a verificare la pertinenza della documentazione, il rispetto dei requisiti di ammissibilità del richiedente e della proposta progettuale e a determinare la spesa ammessa e il relativo contributo.
– l’ammissibilità del richiedente;
– i requisiti prescritti dal bando;
– i criteri di selezione;
– il quadro economico, la congruità e la eleggibilità delle singole voci di costo.
Fase III – Validazione dell’istruttoria
– elenco delle istanze ammesse a finanziamento;
– elenco istanze ammissibili e non finanziabili per carenza di fondi;
– elenco istanze non ammissibili a finanziamento con relativa motivazione;
che vengono trasmessi al CdA del Gal CSR Marmo Melandro per l’approvazione.
Gli elenchi approvati saranno affissi presso il GAL, pubblicati sui sito internet www.csrmarmomelandro.netsons.org, presso gli albi degli Enti pubblici soci. Verranno ammessi a beneficio i soggetti in graduatoria fino ad esaurimento delle risorse previste.
La Società GAL CSR Marmo Melandro comunicherà a tutti i soggetti che hanno presentato domanda l’esito della valutazione.
Art. 17 – Approvazione delle domande di aiuto
Entro 15 giorni dalla data di pubblicazione delle graduatorie provvisorie i soggetti proponenti non soddisfatti dell’esito della procedura di istruttoria possono presentare ricorso nelle forme ammesse dalla normativa vigente.
Gli eventuali ricorsi saranno esaminati dal Gal, sulla base dei principi generali esposti per la fase II – Istruttoria, procedendo all’eventuale rettifica dell’istruttoria effettuata.
– istanze ammesse a finanziamento;
– istanze ammissibili e non finanziabili per carenza di fondi;
– istanze non ammissibili a finanziamento con relativa motivazione;
Entro 15 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie definitive, il GAL trasmette ai soggetti ammessi a finanziamento il provvedimento di concessione del contributo che diventa atto giuridicamente vincolante dopo la sottoscrizione per accettazione del Beneficiario; la sottoscrizione deve avvenire nei successivi 10 giorni lavorativi dalla data di ricezione.
Tale provvedimento indicherà anche i termini entro i quali potranno essere presentate le domande di pagamento sia per la concessione degli eventuali anticipi sia per i pagamenti dei SAL.
Art. 18 – Impegni specifici collegati alla misura e vincoli
– a consentire ed agevolare i controlli e le ispezioni disposte dagli organismi deputati alla verifica ed al controllo ed inoltre a fornire ogni opportuna informazione, mettendo a disposizione il personale, la documentazione tecnica e contabile, la strumentazione e quanto necessario;
– a presentare l’eventuale documentazione integrativa ai sensi della legge 241/90 e ss.mm.ii.;
– a presentare la documentazione necessaria per la liquidazione della domanda di pagamento del contributo entro i termini previsti;
– a conservare la documentazione dimostrativa dei requisiti di accesso, di selezione/priorità, per almeno 5 anni oltre la scadenza dell’impegno;
– ad avere un conto corrente bancario/postale intestato al beneficiario da utilizzare per il trasferimento del pagamento da parte dell’organismo pagatore e per i pagamenti relativi all’investimento cofinanziato;
– a rispettare gli obblighi e i limiti derivanti dai vincoli di destinazione ed al periodo di inalienabilità (art. 72 reg. CE n. 1698/2005) pari a 5 anni a far data dalla decisione di finanziamento;
– a rispettare gli obblighi in materia di adempimenti contabili; a rispettare la normativa nazionale e comunitaria vigente specifica (ambiente, igiene e benessere degli animali, sicurezza alimentare, sicurezza sul lavoro);
– a produrre copia conforme all’originale della documentazione di spesa tecnico/amministrativo/contabile effettivamente sostenute e quietanzate, relativa all’operazione finanziata;
– ad apporre sull’intera documentazione portata in rendicontazione sul PSL, anche a mezzo di idoneo timbro, la dicitura: “Progetto cofinanziato dal Programma di Sviluppo Rurale della Regione Basilicata 2007-2013, Fondo FEASR; Asse 4 – LEADER, PSL “Basilicata Nord Occidentale”; Misura 4.1; Sottomisura 4.1.3 Azioni a sostegno della qualità della vita e della diversificazione dell’economia rurale; Operazione 4.1.3.10 Sostegno alla creazione e allo sviluppo di micro imprese;
– a concludere tutte le attività/operazioni finanziate entro i termini previsti nel progetto approvato e nel provvedimento di concessione del GAL;
– a fornire i dati relativi necessari ad alimentare il monitoraggio finanziario, procedurale e fisico;
– a inviare al GAL, ed alle scadenze fissate, l’attestazione delle spese effettivamente sostenute e quietanzate nel periodo di riferimento, corredata da copia conforme all’originale della documentazione tecnico/amministrativa/contabile relativa alle attività/operazioni finanziate, comprensiva delle quietanza di pagamento, per il successivo inoltro all’Organismo Pagatore;
– a realizzare e mantenere il fascicolo di progetto, contenente tutta la documentazione afferente alla gestione amministrativa e contabile del progetto, con espressa menzione del codice di monitoraggio che sarà comunicato dal GAL successivamente all’atto della prima immissione delle operazioni nel sistema di monitoraggio;
– a comunicare al Direttore del PSL ed all’OP, in modo puntuale e tempestivo, l’ubicazione degli archivi contenenti i documenti contabili, progettuali e amministrativi relativi alle attività cofinanziate, al fine di consentire il corretto adempimento di quanto previsto dalle vigenti disposizioni comunitarie;
– a custodire in sicurezza i documenti giustificativi delle operazioni ammesse a finanziamento dalla competente Misura del PSL. Al fine di permettere in qualsiasi momento le verifiche in capo ai competenti organismi, tale custodia dovrà avvenire almeno fino a tre anni successivamente alla conclusione del PSR. In particolare, dovranno essere custoditi gli originali della documentazione amministrativa e contabile (gare, progetti, impegni, liquidazioni, documentazione di spesa e relativi pagamenti, ecc);
– a inviare al GAL, per il successivo inoltro all’organismo pagatore (di seguito denominato: OP), unitamente al rendiconto dettagliato delle attività/operazioni eseguite ovvero dei beni acquisiti, una relazione tecnica delle stesse accompagnata dall’attestazione di regolare esecuzione delle attività effettuate ovvero dall’attestazione di regolare fornitura dei beni acquisiti;
– a garantire alle strutture competenti del GAL, dell’OP, della Regione, dei servizi ispettivi della Commissione europea, l’accesso a tutta la documentazione amministrativa, tecnica e contabile, connessa al progetto ammesso a cofinanziamento dal PSL;
– a garantire che le strutture e le attrezzature, sia proprie che di terzi, utilizzate nello svolgimento delle attività, corrispondano ai requisiti delle vigenti normative in materia di idoneità e sicurezza;
– a utilizzare in modo evidente il logo dell’Unione europea, specificando il Fondo di finanziamento, l’Asse e la Misura, secondo quanto previsto nell’allegato VI al Reg (CE) 1974/2006.
Art. 19 – Realizzazione delle operazioni da parte dei beneficiari
I Beneficiari provvedono a realizzare le operazioni loro approvate e finanziate a valere sul PSL secondo le disposizioni del presente bando e del provvedimento di concessione dell’aiuto.
Il beneficiario invia la comunicazione di inizio attività/lavori all’Organismo Pagatore e per conoscenza al Gal, chiedendo eventualmente l’erogazione dell’anticipazione sul contributo concesso.
Per ogni avanzamento di attività, cui corrisponde una richiesta di erogazione finanziaria, i Beneficiari dovranno presentare all’organismo pagatore:
la domanda di pagamento;
la documentazione probatoria delle spesa effettivamente sostenuta comprendente:
– un rendiconto dettagliato (per voce) delle spese sostenute e dei pagamenti effettuati;
– copia conforme dei documenti giustificativi di spesa (fatture o altri documenti di forza probatoria equivalente);
– i relativi titoli di pagamento.
Tutti i beneficiari hanno l’obbligo di utilizzare, per tutta la durata dell’operazione ammessa a finanziamento, un conto corrente dedicato (bancario/postale) su cui far transitare le risorse finanziarie riferite alle misure del PSR/PSL, sia per il trasferimento degli aiuti dall’Organismo Pagatore che per tutti i pagamenti connessi a tale operazione.
Nel caso venga utilizzato un conto corrente dedicato ed esclusivo, le relative spese di apertura e gestione sono ammissibili nell’ambito delle spese generali dell’investimento approvato. Non sono invece ammissibili gli interessi debitori, gli aggi, le spese e le perdite su cambio ed altri oneri meramente finanziari.
Al fine di rendere trasparenti e documentabili tutte le operazioni finanziarie connesse alla realizzazione degli investimenti cofinanziati, nonché per dimostrare l’avvenuto pagamento delle spese inerenti il progetto approvato, per ciascuna fattura e/o altro documento equivalente rendicontata, il beneficiario può utilizzare le seguenti modalità:
a) Bonifico o ricevuta bancaria (Riba), rilasciata dall’istituto di credito. Nel caso in cui il bonifico sia disposto tramite “home banking”, il beneficiario del contributo è tenuto a produrre la stampa dell’operazione dalla quale risulti la data ed il numero della transazione eseguita, oltre alla descrizione della causale dell’operazione a cui la stessa fa riferimento nonché l’estratto conto rilasciato dall’istituto di credito di appoggio, ove sono elencate le scritture contabili eseguite;
b) Carta di credito e/o bancomat, tranne quelle prepagate: tale modalità può essere accettata, purché il beneficiario produca l’estratto conto rilasciato dall’istituto di credito di appoggio, riferito all’operazione con cui è stato effettuato il pagamento;
c) Assegno: tale modalità è sconsigliata, e può essere eccezionalmente accettata, purché l’assegno sia sempre emesso con la dicitura “non trasferibile” e il beneficiario produca l’estratto conto rilasciato dall’istituto di credito di appoggio riferito all’assegno con il quale è stato effettuato il pagamento e la fotocopia dell’assegno emesso. Nel caso di pagamenti effettuati con assegni circolari e/o bancari, è necessario allegare copia della “traenza” del pertinente titolo rilasciata dall’istituto di credito;
d) Bollettino postale effettuato tramite conto corrente postale: tale modalità di pagamento deve essere documentata dalla copia della ricevuta del bollettino, unitamente all’estratto conto in originale. Nello spazio della causale devono essere riportati i dati identificativi del documento di spesa di cui si dimostra il pagamento, ad esempio: nome del destinatario del pagamento, numero e data della fattura pagata, tipo di pagamento (acconto o saldo);
e) Vaglia postale: tale forma di pagamento può essere ammessa a condizione che sia effettuata tramite conto corrente postale e sia documentata dalla copia della ricevuta del vaglia postale e dall’estratto del conto corrente in originale. Nello spazio della causale devono essere riportati i dati identificativi del documento di spesa di cui si dimostra il pagamento(ad esempio: nome del destinatario del pagamento, numero e data della fattura pagata, tipo di pagamento (acconto o saldo).
Il pagamento attraverso dazione diretta di moneta è consentito, per un importo complessivo massimo non superiore al 3% del costo totale dell’investimento ammesso, nei soli casi in cui è inequivocabilmente garantita la tracciabilità della spesa e, comunque per importi non superiori a 500,00 Euro, IVA compresa, per singolo bene/servizio. In tal caso, ogni documento di spesa (ricevuta, fattura, ecc) deve essere accompagnato dalla quietanza liberatoria del fornitore.
Si specifica altresì che per i pagamenti effettuati in contanti, relativi a fatture di importo superiore a 500,00 Euro, non può essere riconosciuta ammissibile alcuna spesa.
I beneficiari devono ricevere dai propri fornitori fatture, ovvero altri documenti aventi forza probatoria equivalente, nelle quali, oltre alla specifica delle voci di spesa così come da quadro economico approvato, è riportata la dicitura: “Progetto cofinanziato dal Programma di Sviluppo Rurale della Regione Basilicata 2007-2013, Fondo FEASR; Asse 4 – LEADER, PSL “Basilicata Nord Occidentale”; Misura 4.1; Sottomisura 4.1.3 Azioni a sostegno della qualità della vita e della diversificazione dell’economia rurale; Operazione 4.1.3.10 Sostegno alla creazione e allo sviluppo di micro imprese.
Art. 20 – Controlli e pagamenti
I controlli da operare sulle domande dovranno garantire la corretta attuazione dell’investimento. Saranno effettuati controlli amministrativi su tutte le domande ammesse e controlli in loco a campione, secondo le procedure adottate dall’Organismo Pagatore.
A seguito delle attività di controllo eseguite, l’Organismo Pagatore effettuerà i pagamenti degli aiuti spettanti ai Beneficiari.
Nel rispetto delle procedure adottate dall’Organismo Pagatore, il contributo sarà erogato al beneficiario in più soluzioni:
a) la prima quota, nella Misura del 50% del contributo assentito, può essere erogata a titolo di anticipazione, previa presentazione di fidejussione bancaria o polizza assicurativa stipulata da banche ed imprese di assicurazione autorizzate all’esercizio del ramo cauzione oppure dagli intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale tenuto dalla Banca d’Italia di cui all’art. 107 del D. Igs. 385/93 (consumabile rivolgendosi alla stessa o tramite il sito www.bancaditalia.it ), redatta coerentemente con lo schema approvato con Decreto del Ministro del
Tesoro del 22 aprile 1997, di importo pari alla somma da erogare, maggiorata del 10%, e di durata definita nel provvedimento di concessione;
b) successive quote possono essere erogate a stati di avanzamento dei lavori (SAL), per importi non inferiori al 50% dell’investimento complessivo e tali che la somma complessivamente erogata non superi l’80% del contributo concedibile;
c) l’ultima quota è erogata a saldo, subordinatamente alla conclusione dell’investimento e dopo la verifica tecnico-amministrativa ed accertamento della spesa ammessa.
Ai fini di ciascuna delle erogazioni, i beneficiari sono tenuti a trasmettere, unitamente alla relativa domanda di pagamento ed al certificato di iscrizione alla C.C.I.A.A. attestante l’insussistenza di procedure fallimentari e il nulla-osta ai fini della certificazione antimafia se necessario, la seguente documentazione:
fidejussione bancaria o polizza assicurativa
dichiarazione di inizio dell’investimento;
Dichiarazione sostitutiva di cui all’Allegato 3 al presente bando;
concessione edilizia in caso di opere edili;
contratto stipulato con la ditta fornitrice di macchine e attrezzature (per investimenti di solo acquisto);
A. contabilità dei lavori eseguiti, firmata da tecnico abilitato e comprovata dai giustificativi di spesa e dagli estremi di pagamento, e corredata dei relativi disegni. Nel caso che non vi sia stata richiesta di anticipazione, la predetta contabilità dovrà essere corredata di:
– concessione edilizia o Denunzia Inizio Attività (D.I.A.) se presenti opere murarie;
– dichiarazione di avvio del progetto;
– dichiarazione sostitutiva di cui all’Allegato 3 al presente bando;
– copia di avvenuto deposito presso i competenti uffici e per le opere che lo richiedono, dei calcoli statici;
– tutte le altre autorizzazioni previste per legge.
comunicazione di fine lavori e richiesta della verifica tecnico-amministrativa ed ambientale finale;
elenco dei giustificativi di spesa relativi agli investimenti realizzati, corredati degli estremi di pagamento e ripartiti per tipologia di investimento;
copia delle fatture dettagliate quietanzate;
copia della documentazione comprovante l’avvenuto pagamento delle spese sostenute tramite bonifico bancario, con le seguenti indicazioni nella causale:
– causale dell’operazione e Misura PSL di riferimento;
– codice fiscale dell’ordinante;
– codice fiscale o P. IVA dell’intestatario;
– gli estremi della fattura di riferimento.
Per le opere murarie, se presenti:
a. atti di contabilità finale a firma del direttore dei lavori nonché fatture
quietanzate e fiscalmente regolari;
b. attestazione relativa al deposito dei lavori in cemento armato, presso il Dipartimento “Infrastrutture e Mobilità” (ex Genio Civile) del territorio di competenza;
c . certificato di collaudo statico delle strutture in cemento armato e metalliche, ai sensi dell’art. 7 della Legge 6.11.1971, n° 1086;
d. certificato di agibilità, e nel caso di impossibilità di acquisire tempestivamente il suddetto certificato, dichiarazione di ultimazione dei lavori e di conformità al progetto approvato a firma del Direttore dei lavori, secondo la normativa vigente;
dichiarazione del Direttore dei Lavori che le opere non ispezionabili sono conformi agli elaborati tecnici;
scheda sull’impiego di manodopera in fase di cantiere e ad investimento a regime;
dichiarazione giurata del titolare o del legale rappresentante attestante che l’azienda rispetta le vigenti norme ambientali.
I. la conformità della documentazione prodotta in copia o risultante sinteticamente da elenchi o altri elaborati ai documenti originali e che questi ultimi sono fiscalmente regolari;
II. che la documentazione prodotta si riferisce a spese sostenute unicamente per la realizzazione del programma oggetto della specifica domanda di contributo;
III. che tutti i materiali, macchinati, impiantì ed attrezzature relativi alle spese documentate sono stati acquisiti ed installati nello stabilimento di cui si tratta allo stato “nuovi di fabbrica”;
IV. che le spese non si riferiscono a materiali di consumo, ricambi, manutenzioni e non riguardano la gestione;
V. che le forniture sono state pagate a saldo e che sulle stesse non sono stati praticati sconti o abbuoni al di fuori di quelli già evidenziati.
Quanto sopra indicato per l’anticipazione, i SAL ed il Saldo Finale, può essere integrato da ulteriori documenti nei casi che il Responsabile del procedimento ne riscontri la necessità.
L’erogazione del saldo finale è comunque subordinata al positivo esito della verifica tecnico-amministrativa ed ambientale finale ed alla dimostrazione della piena e completa funzionalità degli investimenti produttivi realizzati.
Art. 21 – Varianti e proroghe
Per i progetti finanziati sul presente Avviso Pubblico sono sempre ammissibili varianti ai progetti approvati, purché non si produca un aumento complessivo dell’importo del progetto approvato e, comunque, alle condizioni di seguito esplicitate.
Quando i beneficiari intendono apportare eventuali varianti ai progetti loro finanziati, possono farlo autonomamente, se tali varianti rientrano nel limite del 5%, notificando al GAL, e per conoscenza all’Organismo Pagatore, il quadro economico rimodulato.
Quando le varianti proposte eccedono il limite del 5%, ma rientrano nel limite massimo del 20%, i beneficiari devono presentare al GAL, e per conoscenza all’OP, idonea richiesta di variante. Tale variante di importo non superiore al 20% del budget totale, deve essere espressamente autorizzata dal GAL, lasciando impregiudicata la finalità originaria del progetto e il limite massimo di investimento ammesso. Le variazioni autorizzate dal GAL ai beneficiari vanno comunicate anche all’Organismo Pagatore ed all’Autorità di Gestione regionale.
La concessione di varianti di importo superiore al 20% del budget totale del progetto approvato sono concedibili, ad insindacabile giudizio del GAL, solo per situazioni oggettivamente particolari e gravi, indipendenti dalla volontà del Beneficiario, e solo se è evidente che il proseguimento in variante non compromette la finalità originaria dell’operazione/progetto.
In riferimento alla conclusione dei progetti in linea di massima i progetti devono essere avviati e ultimati entro la data prevista dall’atto giuridicamente vincolante, in deroga a tale principio/scadenza può essere concessa proroga in presenza di cause ostative, oggettivamente valutabili, che impediscano l’avvio/conclusione del progetto entro il termine stabilito, la richiesta di proroga va inoltrata al GAL e da questo debitamente autorizzata.
La proroga deve essere preventivamente richiesta al Gal (ed inoltrata per conoscenza all’organismo pagatore) che concede l’eventuale autorizzazione con proprio atto, dandone comunicazione al richiedente e per conoscenza all’organismo pagatore.
La concessione e la durata della proroga, che comunque non può superare il termine ultimo per l’applicazione del disimpegno automatico, sono ad insindacabile discrezione del GAL, il quale comunicherà al richiedente l’esito della propria decisione.
Art. 22 – Riduzioni, esclusioni, sanzioni, revoche, recuperi
Qualora a seguito dei controlli a qualsiasi titolo ed in qualsiasi momento effettuato, sia si tratti di controlli in loco, sia si tratti di controlli ex post, dovessero essere rilevate spese non ammissibili, parzialmente o totalmente, infrazioni e/o irregolarità e/o anomalie e/o difformità, saranno applicate riduzioni ai contributi concessi, fino all’esclusione degli stessi e se del caso, sanzioni, con il relativo recupero delle somme indebitamente percepite.
In particolare, secondo quanto previsto dall’art. 30 del Reg. CE 65/2011 se la somma effettivamente erogabile al beneficiario a seguito dei controlli, risulta inferiore del 3% all’importo risultante nella relativa domanda di pagamento, sarà applicata una riduzione pari alla differenza tra i suddetti importi.
Non si applicano riduzioni se il beneficiario è in grado di dimostrare che non è responsabile dell’inclusione nella domanda di pagamento dell’importo non ammissibile.
Qualora, a seguito dei controlli effettuati (amministrativi, in loco, ex-post) dovessero essere rilevate violazioni agli impegni assunti, saranno applicate riduzioni ai contributi concessi fino all’esclusione o alla decadenza totale dello stesso con il relativo recupero delle somme indebitamente percepite. Le predette violazioni saranno trattate nel rispetto di quanto disciplinato con D.G.R. n. 1906 del 19.12.2011 e s.m.i. e D.G.R. n. 1982 del 28.12.2011 (impegni comuni a tutte le misure a investimento e impegni pertinenti di Misura per interventi analoghi).
Le procedure relative a riduzione, esclusioni, sanzioni e recuperi, avviate dall’ Organismo Pagatore o da un soggetto delegato, e riportate nel verbale di contestazione, vengono notificate al Beneficiario ed al Responsabile del procedimento.
Il CdA poi, con proprio atto, procede ad adottare, nei confronti del Beneficiario, il conseguente provvedimento (atto di revoca, recupero, sanzione).
In particolare, ed in riferimento al recupero di importi indebitamente erogati (art. 73 Reg (CE) 796/2004), il beneficiario ha l’obbligo di restituire il relativo importo, maggiorato degli interessi legali che decorrono dalla data di notifica dell’obbligo di restituzione sino alla data del rimborso. Se necessario, il CdA può disporre che l’importo indebitamente erogato sia recuperato tramite compensazione (detrazione) rispetto ai pagamenti successivi alla data della decisione di recupero.
L’esecuzione di tali operazioni conseguenti alla disposizione di recupero avviene a cura dell’Organismo pagatore.
Fatta eccezione per gli anticipi, l’obbligo di restituzione di cui al paragrafo precedente non si applica nel caso in cui il pagamento sia stato effettuato per errore dell’Organismo pagatore e se l’errore non era normalmente rilevabile dal beneficiario.
Tuttavia, qualora l’errore riguardi elementi determinanti per il calcolo del pagamento, sussiste l’obbligo di restituzione con maggiorazione di interessi solo se la decisione di recupero non è stata comunicata entro dodici mesi dalla data del pagamento.
Fatta eccezione per gli anticipi, l’obbligo di restituzione con maggiorazione di interessi, inoltre, non si applica se il periodo intercorso tra la data di pagamento dell’aiuto e quella in cui l’autorità competente ha notificato per la prima volta al beneficiario il carattere indebito del pagamento effettuato è superiore a dieci anni.
Nelle more della condivisione con le procedure dell’Organismo pagatore, e compatibilmente con la normativa nazionale, non è esigibile la restituzione di importi inferiori o uguali a 12 euro, al netto degli interessi, per beneficiario e per periodo di erogazione.
Ugualmente, qualora gli interessi debbano essere recuperati indipendentemente dagli importi indebitamente erogati, non è esigibile la restituzione degli interessi di importo pari o inferiore a 12 euro.
Art. 23 – Recesso/rinuncia agli impegni
Per recesso degli impegni assunti si intende la rinuncia volontaria al contributo, l’istanza di rinuncia deve essere presentata dal beneficiario al Gal e per conoscenza all’organismo pagatore (OP), in linea generale il recesso degli impegni è possibile in qualsiasi momento del periodo d’impegno.
Non è invece ammesso nei seguenti casi:
– dopo che al beneficiario è stata comunicata la presenza di irregolarità nella documentazione relativa all’operazione ammessa;
– quando è stata inviata al beneficiario la comunicazione che annuncia lo svolgimento di un controllo in loco.
Il recesso per rinuncia volontaria comporta la decadenza totale del beneficio e il recupero delle somme già erogate, maggiorate degli interessi legali.
Art. 24 – Cause di forza maggiore
a) il decesso del Beneficiario, comprovato da certificato di morte;
b) l’incapacità professionale di lunga durata del Beneficiario (malattie, incidenti, ecc.), comprovata da eventuale denuncia di infortunio, certificazione medica attestante lungo degenza e attestante che le malattie invalidanti non consentano lo svolgimento della specifica attività professionale;
c) l’esproprio per pubblica utilità di una parte rilevante dell’azienda che non consenta la prosecuzione delle attività, se detta espropriazione non era prevedibile al momento dell’assunzione dell’impegno, comprovato da provvedimento dell’autorità pubblica che attesta lo stato di somma urgenza e dispone l’esproprio o l’occupazione indicando le particelle catastali interessate;
d) calamità naturale grave, che colpisca in misura rilevante gli impianti e/o la superfici dell’azienda, comprovata da provvedimento dell’autorità competente che accerta lo stato di calamità, con individuazione del luogo interessato o, in alternativa, certificato rilasciato da autorità pubbliche;
e) distruzione fortuita dei fabbricati aziendali comprovata da denuncia alle forze dell’ordine.
La documentazione probante deve essere notificata dal Beneficiario (o dal soggetto interessato) al Gal e per conoscenza all’Organismo Pagatore entro 10 giorni lavorativi a decorrere dal giorno in cui lo stesso è messo in condizione di provvedervi.
Qualora infine, intervengano le cause di forza maggiore di cui ai punti a) e b) opportunamente comprovate, è possibile modificare l’assetto proprietario a condizione che il soggetto subentrante abbia gli stessi requisiti di ammissibilità previsti nel Bando e che non vengano modificate le condizioni che hanno consentito l’assegnazione del contributo sulla base della procedura valutativa adottata.
Il Responsabile del procedimento è il Direttore Nicola Manfredelli – GAL CSR Marmo Melandro S.c.a.r.l. – C.da Perolla – 85050 Savoia di Lucania (Pz) – tel. 0971 991661, fax 0971 712013, e-mail: csr@csrmarmomelandro.it.
Art.26 – Informazione e pubblicità
Ai sensi del Reg. CE n.1974/06, per le operazioni dei programmi di sviluppo rurale che comportano investimenti di costo complessivo superiore a EUR 50.000, il beneficiario è tenuto ad affiggere una targa informativa.
Le targhe recano una descrizione del progetto/dell’operazione e gli elementi di cui al successivo punto 1). Queste informazioni occupano almeno il 25% dello spazio del cartello o della targa.
1) Ogni azione informativa e pubblicitaria contiene i seguenti elementi:
a) bandiera europea conforme alle specifiche grafiche, corredata di una spiegazione del ruolo della Comunità mediante la seguente dicitura: “Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l’Europa investe nelle zone rurali”;
b) logo del Programma Leader;
c) logo delle Regione Basilicata;
d) logo della Repubblica Italiana;
e) logo del Gal CSR Marmo Melandro.
Le pubblicazioni (opuscoli, pieghevoli, bollettini, ecc.) e i manifesti concernenti le misure e gli interventi cofinanziati dal FEASR devono recare, sul frontespizio, una chiara indicazione della partecipazione comunitaria e l’emblema della Comunità, oltre che i loghi sopra specificati.
I criteri di informazione e pubblicità si applicano, per analogia, anche al materiale comunicato per via elettronica (sito web, mailing list) e al materiale audiovisivo. In sede di elaborazione del piano di comunicazione è utile fare ricorso alle nuove tecnologie, che consentono una diffusione rapida ed efficace delle informazioni e favoriscono il dialogo con un vasto pubblico.
I siti web devono menzionare il contributo del FEASR almeno nella pagina iniziale.
Il presente Bando viene pubblicato sul sito web del Gal CSR Marmo Melandro (www.csrmarmomelandro.netsons.org) e presso gli Albi Pretori dei Comuni soci del Gal.
Il bando rimarrà in pubblicazione per il tempo sufficiente ad assicurare la corretta predisposizione della documentazione. In ogni caso il periodo di pubblicazione non sarà inferiore ai 30 (trenta) giorni.
Per informazioni rivolgersi agli uffici del Gal CSR Marmo Melandro, aperti al pubblico dalle ore 09,00 alle ore 13,00 dei giorni feriali, escluso il sabato, telefono 0971 991661, a partire dal giorno successivo alla data di pubblicazione del presente Bando.
I dati acquisiti dai richiedenti nelle diverse fasi procedurali vengono trattati nel rispetto della normativa vigente ed in particolare al Decreto Legislativo n. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali”.
Art.27 – Disposizioni Finali
Per quanto non espressamente previsto dal presente bando, si rinvia al PSR della Regione Basilicata per il periodo 2007/2013 nonché alle normative Comunitarie, Statali e Regionali in vigore. Qualsiasi controversia è demandata in via esclusiva al Foro di Potenza.
Tutte le informazioni contenute nella domanda hanno valenza di autocertificazione e/o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi degli articoli 46 e 47 del DPR del 28/12/2000 n.445. Le accertate false dichiarazioni comporteranno, oltre alla denunzia alla competente autorità giudiziaria:
– la revoca del finanziamento concesso;
– l’immediato recupero delle somme eventualmente liquidate maggiorate degli interessi di legge;
– l’applicazione delle sanzioni previste dalle norme comunitarie;
– l’esclusione della possibilità di richiedere nuovi finanziamenti a valere sulle misure del PSL del Gal CSR Marmo Melandro.
Art. – 28 Allegati
Allegato 1 – Format Progetto di investimento
Allegato 2 – Schema dichiarazioni
Allegato 3 – Schema dichiarazioni per richiesta anticipazione, SAL e saldo finale
Allegato 4 – Elenco delle attività economiche ammissibili
Savoia di Lucania, lì 29 ottobre 2012
Codice ATECO[1]
Descrizione dell’azienda con riferimento alle attività, alle produzioni, all’organizzazione del lavoro, al mercato di riferimento, alle dotazioni (immobili, macchine, attrezzature), ai risultati conseguiti negli ultimi esercizi. Nel caso di micro imprese di nuova costituzione illustrare il profilo dell’imprenditore ovvero della compagine societaria, le esperienze pregresse aventi correlazione con l’intervento che si intende realizzare (max 3.000 caratteri).
3. Progetto di investimento
Descrivere in modo sintetico ed esaustivo il progetto imprenditoriale che si intende realizzare, il contesto territoriale e settoriale in cui si colloca, gli obiettivi che si intende conseguire, le modalità organizzative, il mercato di riferimento (Max 6.000 caratteri).
4. Cronoprogramma di attuazione
Illustrare, anche in forma grafica, le fasi e i tempi di realizzazione del programma di investimento, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 7 del bando.
5. Piano finanziario e valore complessivo degli investimenti
Voce di costo[2]
Spese materiali Opere edili ed infrastrutture
Impianti ed attrezzature produttive e/o tecnologiche
Investimenti propedeutici all’introduzione iniziale e/o implementazione di sistemi di qualità riconosciuti non obbligatori (ISO; EMAS, ecc) inclusi i costi per il rilascio delle certificazioni nel limite del 2,5 % del valore totale dell’investimento
Altre spese immateriali connesse agli investimenti materiali
Spese immateriali Consulenze esterne (onorari di professionisti e consulenti, studi di fattibilità connessi al progetto presentato, fino ad un massimo del 7% del valore totale dell’investimento)
Acquisto attrezzature strettamente ed esplicitamente finalizzate all’operazione incluso l’acquisto di software e know-how finalizzati all’investimento, fino ad un massimo del 4% del valore totale dell’investimento
Limitatamente al primo anno spese per affitti e noleggi, utenze, spese notarili e oneri amministrativi, consulenze specialistiche finalizzate alla creazione della nuova microimpresa, all’orientamento, all’accompagnamento ed al tutoraggio, entro un tetto di contributo massimo del 3% dell’investimento complessivo ammissibile
Spese generali direttamente collegate all’operazione finanziata e necessarie per la sua preparazione ed esecuzione quali spese legate alla tenuta del conto corrente dedicato (obbligatorio) e ad eventuali garanzie fideiussorie sino ad un massimo dello 0,5 % del valore totale dell’investimento
Il TOTALE (costo complessivo progetto) dovrà coincidere con la voce SPESA TOTALE RICHIESTA presente nel QUADRO B della domanda compilata sul portale SIAN.
In caso contrario occorrerà adeguare il presente Piano Finanziario ai dati inseriti nel SIAN.
6. Collegamento fra gli investimenti previsti ed i criteri di selezione[3]
Progetto di recupero di mestieri e saperi a rischio di estinzione Descrivere brevemente il collegamento esistente fra le tipologie di investimento previsti e il criterio di selezione
Utilizzo di materiali tradizionali e naturali per la realizzazione di opere murarie e arredi Descrivere brevemente il collegamento esistente fra le tipologie di investimento previsti e il criterio di selezione
Progetti finalizzati all’introduzione di innovazioni di prodotto/processo ed alla diffusione delle tecnologie innovative dell’informazione e comunicazione Descrivere brevemente il collegamento esistente fra le tipologie di investimento previsti e il criterio di selezione e indicare in che modo l’introduzione delle tecniche innovative previste dal Bando rafforza e valorizza l’idea imprenditoriale del proponente
Posti di lavoro creati oltre a quello del beneficiario (5 punti per ogni posto di lavoro aggiuntivo) Descrivere brevemente il collegamento esistente fra le tipologie di investimento previsti e il criterio di selezione, in termini di correlazione fra la necessità di nuovi inserimenti e l’iniziativa che si intende realizzare, indicando il numero dei nuovi addetti e le mansioni. Ai fini della acquisizione del punteggio il numero dei nuovi addetti deve essere desumibile dalla differenza tra gli addetti presenti prima dell’investimento e gli addetti presenti dopo l’investimento, come si evince dalla documentazione amministrativa aziendale.
Il Titolare/Rappresentante legale
(Firma e timbro[4] leggibili)
Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nella domanda di partecipazione in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003
(Firma e timbro[5] leggibili)
Spett. Regione Basilicata
Il sottoscritto (indicare Nome e Cognome) ___________________________________, nato a __________________, prov. di ____ (indicare luogo di nascita ) in data _____________(indicare la propria data di nascita nel formato gg/mm/aaaa) e residente a _______________________________________, prov. di _____ alla Via/Piazza/Cda _____________________n._____ (indicare il proprio indirizzo di residenza), C.F.______________________ in qualità di titolare/rappresentante legale (cancellare l’opzione che non interessa) della ditta_____________________________ (indicare la ragione sociale della ditta), con sede in ________________ , P.IVA _____________________
di partecipare al Bando “Sostegno alla creazione e allo sviluppo di micro imprese” emanato dal GAL CRS Marmo Melandro nell’ambito del P.S.R. Regione Basilicata 2007-2013, Asse 4 Leader, PSL “Basilicata Nord Occidentale”, Misura 4.1 – Implementazione delle Strategie di Sviluppo Locale, Sottomisura 4.1.3 – Azioni a sostegno della qualità della vita e della diversificazione dell’economia rurale, Operazione 4.1.3.10 – Sostegno alla creazione e allo sviluppo di micro imprese
e, a tal fine
ai sensi e per gli effetti degli artt. 46, 47 e 76 del DPR 445/2000
– di essere il titolare/rappresentante legale (cancellare l’opzione che non interessa) di una microimpresa così come definita dalla Racc. 2003/361/CE e quindi:
di avere un organico inferiore o uguale a 10 persone;
di avere un fatturato o un totale di bilancio annuale non superiore ai 2 milioni di euro;
– di essere un soggetto affidabile secondo quanto disposto dall’art. 24 lett. e) del Reg. CE 65/2011 e dalla DGR 519/2011 e quindi che a suo carico NON è stata avviata e conclusa una procedura di decadenza totale, con relativa revoca degli aiuti, con recupero di indebiti percepiti, senza che sia intervenuta la restituzione degli stessi relativamente ad operazioni cofinanziate nell’ambito dei programmi comunitari regionali a partire dal 2000;
– di essere il titolare/rappresentante legale (cancellare l’opzione che non interessa) di un’azienda NON in difficoltà ai sensi degli orientamenti comunitari sugli Aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione d’imprese in difficoltà (G. U. C 244 del 01/10/2004, pag. 2) ovvero:
per le società a responsabilità limitata spuntare una delle due opzioni di seguito riportate
di non aver perso più della metà del capitale sociale;
di aver perso più della metà del capitale sociale ma che la perdita di più di un quarto di tale capitale non sia intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi.
per le società in cui almeno alcuni soci abbiano la responsabilità illimitata per i debiti della società spuntare una delle due opzioni di seguito riportate
di non aver perso più della metà dei fondi propri, quali indicati nei conti della società;
di aver perso più della metà dei fondi propri, quali indicati nei conti della società ma che la perdita di più di un quarto del capitale non sia intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi.
per tutte le altre forme di società spuntare l’opzione di seguito riportata
di non versare nelle condizioni previste dal diritto nazionale per l’apertura nei propri confronti di una procedura concorsuale per insolvenza.
– di non aver ricevuto aiuti in regime “de minimis” nel presente esercizio finanziario e nei due esercizi finanziari precedenti aiuti in regime “de minimis”, ovvero di aver ricevuto aiuti in regime “de minimis” nel presente esercizio finanziario e nei due esercizi finanziari precedenti per un importo pari a €___________;
– di non aver fruito di altre agevolazioni per lo stesso progetto;
– di provvedere al finanziamento per la quota di compartecipazione a carico dell’impresa mediante _____________ .
(Firma e timbro[6] leggibili)
(Firma e timbro[7] leggibili)
ALLEGATO 3 – Dichiarazioni
ex art. 46 e 47 D.P.R. 445 del 28 dicembre 2000
Il/La sottoscritto/a ……………………………………. nato/a a…………………………….. il ………………………….
residente in ………………………………………………… alla Via …………………………………………. n°…………..
in qualità di titolare/rappresentante legale dell’azienda/società/associazione__________________ quanto segue:
di essere iscritto all’INPS con matricola n°___________________  SI  NO
di essere iscritto all’INAIL con n. PAT _____________________  SI  NO
di essere iscritto alla C.C.I.A.A. con numero REA ______________  SI  NO
che nei propri confronti non sussistono, alla data odierna, le cause di divieto, di sospensione e di decadenza indicate all’art. 67 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
di essere in possesso del seguente indirizzo di posta elettronica certificata (PEC):
Dichiaro, inoltre, di essere informato, ai sensi e per gli effetti di cui al D. Legislativo 196/2003 che i dati personali raccolti saranno trattati, anche con strumenti informatici, esclusivamente nell’ambito del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene resa.
(Firma e timbro[8] leggibili)
– sottoscritta in presenza del dipendente addetto;
– sottoscritta e inviata (all’ufficio competente) per posta, via fax o tramite incaricato allegando la fotocopia non autenticata di un documento di identità.
[1] Indicare il codice ATECO rilevabile dal certificato di iscrizione alla Camera di Commercio e per il quale si intende realizzare l’intervento.
Nel caso di microimprese di nuova costituzione indicare il codice ATECO cui si intende iscriversi e per il quale si intende realizzare l’intervento.
[2] Cfr. articolo 7 del Bando
[3] Cfr. articolo 13 del Bando
[4] La firma è obbligatoria, il timbro è da inserire solo se disponibile.
[5] La firma è obbligatoria, il timbro è da inserire solo se disponibile.
[6] La firma è obbligatoria, il timbro è da inserire solo se disponibile.
[7] La firma è obbligatoria, il timbro è da inserire solo se disponibile.
[8] La firma è obbligatoria, il timbro è da inserire solo se disponibile.
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rocco l marsico on 16 dicembre 2012 at 20:18
si possono recuperare i modelli in formato doc ?
admin on 17 dicembre 2012 at 18:53
è psossibile scaricarli dalla sezione “documenti” del sito