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Timestamp: 2018-03-18 03:52:57+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.6', '§ 1', 'art.6', '§ 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.3', 'art.13', 'e contrario', 'art.13', 'art. 13']

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 15/12/2015Diritti Europa
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Posted by: Marco Petrachi in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea 15 dicembre 2015
Schatschaschwili c. Germania 9154/10 1 Il signor Schatschaschwili, di nazionalità georgiana, viene condannato a nove anni di carcere dal giudice tedesco. Gli viene contestato il fatto di aver rapito due donne lituane, che si trovavano in Germania, e di averle prima sequestrate nella sua abitazione Göttingen e poi indotte alla prostituzione. Egli viene condannato sulla base delle dichiarazioni, rese dalle due vittime, alla polizia giudiziaria: queste infatti hanno rifiutato di testimoniare in processo adducendo come motivazione il grave stato di salute dovuto alle violenze subite la sera del 3 febbraio del 2007. A causa della distanza fisica (le due avevano fatto ritorno in Lituania) il giudice tedesco dispone un collegamento audio video, ma queste rifiutano perchè affette da disturbo post-traumatico. L’organo giudicante è costretto a decidere sulla base delle sole letture presenti nel fascicolo delle indagini. Così, il ricorrente denuncia in Corte edu la violazione dell’art.6 §§ 1 e 3 (d) (diritto ad un processo equo e il diritto di una persona accusata di un reato di esaminare o far esaminare i testimoni a suo carico) perchè durante il processo il suo avvocato non ha potuto interrogare direttamente le testimonianze dirette, fondanti l’imputazione. Nel 2014, una prima pronuncia non accoglie i motivi di ricorso presentati da Schatschaschwili; quest’oggi la Grande Camera chimata a decidere, accerta la violazione dell’art.6 §§ 1 e 3 (d) nove voti a favore su otto. Articolo 6 Violazione dell'articolo 6 + 6-3-d - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto a un equo processo, articolo 6-3-d - Audizione di testimoni)
Domanda di equa soddisfazione respinta (tardiva) (Articolo 41 - Equa soddisfazione)
Raihani c. Belgio 12019/08 3 Zoubir Raihani è un cittadino marocchino che vive a Bruxelles; il 10 febbraio 2004 mentre scontava una pena detentiva in Marocco, il giudice di pace belga si è pronunciato sulla richiesta di alimenti avanzata dalla moglie del signor Raihani in favore del mantenimento del figlio. L’autorizzazione ad addebitare il contributo è stata registrata dall’ufficio nazionale dell’occupazione che in virtù del provvedimento del giudice non ha corrisposto al ricorrente il sussidio di disoccupazione. Nel ricorso in appello, in merito a tale decisione, il giudice ha rigettato l’opposizione proposta dal signor Raihani perché presentata dopo la scadenza del termine. La successiva richiesta di gratuito patrocinio del ricorrente è stata respinta sulla base di un parere del legale dalla corte di cassazione che evidenziava le scarse possibilità di successo e ciò ha determinato l’impossibilità di impugnare la sentenza davanti la suprema corte. Invocando l’articolo 6 (diritto ad un processo equo) della convenzione, il signor Raihani lamenta la violazione del suo diritto di accesso a un tribunale e la violazione del principio di parità delle armi e diritti di difesa.
Budaházy c. Ungheria 41479/10 3 György Budaházy è un cittadino ungherese che il 4 luglio del 2002, insieme a dei compagni, hanno organizzato una manifestazione di protesta a Budapest contro l’imminente distruzione delle schede elettorali delle recenti elezioni. Il ricorrente si è reso complice nel bloccare tutte le sei corsie di uno dei principali ponti della città, recando così numerosi disagi. Nel giugno 2008 è stato condannato a 30 giorni di lavori socialmente utili. Invocando l'articolo 11 (libertà di riunione e di associazione), il signor Budaházy lamenta una violazione del suo diritto di organizzare e prendere parte a una manifestazione pacifica.
Articolo 11 Nessuna Violazione dell'articolo 11 - Libertà di riunione e di associazione (articolo 11-1 - Libertà di riunione pacifica)
Fábián c. Ungheria 78117/13 2 Gyula Fábián è un cittadino ungherese residente a Budapest e il suo caso riguarda la denuncia della sospensione della sua pensione maturata per vecchiaia, dopo esser stato assunto come impiegato statale. Sulla base della legge sulle pensioni del 1997 il signor Fábián non poteva ricevere la pensione e allo stesso tempo ricoprire un impiego pubblico. Nel 2013 il ricorrente ha lanciato un appello al Consiglio nazionale delle pensioni senza successo. Davanti la corte invoca l’articolo 1 del protocollo n. 1 (protezione della proprietà) della convenzione lamentando la discriminatoria ed ingiustificata sospensione della sua pensione ed in particolare evidenzia la discriminazione tra lavoratori pubblici e privati.
Articolo 1 protocollo n.1 Violazione dell'articolo 14 + P1-1-1 - Divieto di discriminazione (articolo 14 - Discriminazione) (articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà
Articolo 1 al. 1 del Protocollo n ° 1 - Proprietà)
Danni patrimoniali e danni morali - compensazione (articolo 41 - Danno morale
Matczyński c. Polonia 32794/07 3 Zbigniew Matczyński è un cittadino polacco che nel 1975 e 1979 ha acquistato dei terreni agricoli in Gawrych Ruda, zona incorporata nel 1988 nel parco nazionale di Wigry. Sulla base del nuovo piano di sviluppo non era possibile costruire nuove infrastrutture sui suddetti terreni, già classificati come agricoli. I tentativi di ricevere un risarcimento dal sindaco e di ottenere un permesso di costruzione non sono andati a buon fine; allo stesso modo hanno risposto i tribunali nazionali interpellati tra il 2002 e il 2006. Invocando l'articolo 1 del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà) della convenzione, il ricorrente lamenta il divieto di costruzione sui suoi terreni. Articolo 1 protocollo n.1 Nessuna violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (articolo 1, paragrafo 1 del Protocollo n ° 1 -. Rispetto dei beni)
Szafrański c. Polonia 17249/12 1 Andrzej Szafrański è un cittadino polacco che sta scontando una pena detentiva a Wronki e il suo caso riguarda la sua denuncia sull’assenza di privacy nell’uso delle toilette. Nel 2010 il ricorso civile volto ad ottenere un risarcimento è stato respinto perché le suddette condizioni non sussistevano secondo i giudici; tale sentenza è stata confermata in appello nel 2011. Invocando l'articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti) e l'articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata) della convenzione, il signor Szafrański lamenta le cattive condizioni di detenzione ed in particolare che i servizi igienici non erano adeguatamente separati dal resto della cella. Articolo 3
Articolo 8 Nessuna Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradanti)
Lopes de Sousa Fernandes c. Portogallo 56080/13 2 Maria Isabel Lopes de Sousa Fernandes è una cittadina portoghese che ricorre alla corte Edu contestando le cure mediche ricevute dal marito, defunto pochi mesi dopo esser stato sottoposto ad un intervento chirurgico. Le inchieste aperte dall’ispettorato generale della salute e i successivi ricorsi giurisdizionali della ricorrente non hanno evidenziato responsabilità dei medici ed ora invoca l’articolo 2 (diritto alla vita) ritenendo che sia stato violato in ordine alla vicenda del marito ed inoltre l’articolo 6 (diritto ad un processo equo) della convenzione, lamentandosi della lunghezza dei procedimenti nazionali da lei avviati. Articolo 2 Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2 - obblighi positivi
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - L'effettivo accertamento) (Aspetti procedurali)
Cipleu c. Romania 36470/08 3 Dănuţ Cipleu è un cittadino rumeno condannato dai tribunali nazionali per aver investito ed ucciso un pedone con la sua auto nel 2005. A seguito dei procedimenti nazionali il signor Cipleu aveva presentato ricorso alla Corte europea dei diritti umani ex articolo 6 (diritto ad un equo processo) perché non era stato ascoltato dall’Alta corte di Cassazione durante la riesamina del caso; la Corte Edu ha riconosciuto un indennizzo al signor Cipleu di 3000 euro a titolo di danno morale. Il governo nazionale rumeno chiede oggi la revisione della sentenza del 12 gennaio 2014 in virtù della morte del signor Cipleu avvenuta il 17 ottobre 2012. Articolo 37 Cancellato dal ruolo
Ofensiva Tinerilor c. Romania 16732/05 2 Il ricorrente è un’associazione, Ofensiva Tinerilor, nata con lo scopo di rappresentare la minoranza dei cittadini romeni di origine polacca nelle elezioni parlamentari. Il caso nasce da rifiuto delle autorità rumene di di registrare la lista dei candidati dell’associazione per le elezioni del parlamento. La contestazione della lista si è avuta nel 2004 da parte di un’altra associazione, “Dom Polski”, istituita per rappresentare gli interessi della minoranza polacca. I successivi ricorsi giurisdizionali interni dell’associazione ricorrente sono stati dichiarati irricevibili fino ad arrivare al giudizio finale della Suprema corte di Cassazione. Invocando l'articolo 3 del Protocollo n ° 1 (diritto a libere elezioni), preso separatamente e in combinato disposto con gli articoli 13 (diritto ad un ricorso effettivo) e 14 (divieto di discriminazione), l’articolo 11 (libertà di riunione e di associazione) l’associazione ricorrente lamenta il rifiuto delle autorità di registrare la lista di candidati e la sua incapacità di contestare tale decisione davanti le autorità nazionali. Lamenta inoltre la discriminazione nei confronti di un’altra associazione rappresentativa della minoranza polacca.
Articolo 3 protocollo n.1 parzialmente irricevibile
Violazione dell'articolo 3 del Protocollo n ° 1 - Diritto a elezioni libres- {Generale} (articolo 3 del Protocollo n ° 1 - Candidati per elezione)
Danno patrimoniale - richiesta respinta (Articolo 41 - danni patrimoniali
S.C. Antares Transport S.A. and S.C. Transroby S.R.L. c. Romania 27227/08 3 I ricorrenti, SC Antares Transport SA e SC Transroby SRL, sono due società di trasporti rumene i il loro caso riguarda il ritiro delle loro licenze dopo aver vinto regolarmente il concorso pubblico. I giudici della corte della contea hanno annullato le licenze in merito ad uno dei tre tracciati che dovevano percorrere le due società ricorrenti, ma nel 2006 è stata indetta una nuova gara per l’aggiudicazione di sette tracciati, compresi i due già vinti dalle società ricorrenti. I procedimenti amministrativi avviati non hanno avuto esito positivo e le società ricorrenti invocano davanti la Corte l'articolo 1 del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà) della convenzione, lamentando che il ritiro delle licenze sui due tracciati da loro aggiudicati era stato illegale.
Articolo 1 protocollo n.1 Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (articolo 1, comma 2 del Protocollo n ° 1 - Controllo dell'uso della proprietà)
Șerban Marinescu c. Romania 68842/13 3 Şerban Marinescu è un cittadino rumeno residente a Bucarest e nel giugno 2007 è stato portato da un tassista in una stazione di polizia, contro la sua volontà, a seguito di una discussione; il ricorrente lamenta di esser stato maltrattato, picchiato ed ammanettato dagli agenti. Le ferite da lui riportate sono state documentate a seguito di un esame medico, ma il governo sostiene che il signor Marinescu non è stato colpito dagli agenti e che era già ferito quando è arrivato alla stazione di polizia. Il procedimento penale da lui avviato e la successiva inchiesta è stata interrotta nel 2009 dal procuratore di Bucarest. Invocando l’articolo 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti) il ricorrente lamenta i maltrattamenti subiti dagli agenti di polizia e invocando l’articolo 13 (diritto ad un ricorso effettivo) lamenta l’inefficacia dell’indagine al seguito avviata. Articolo 3 Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - L'effettivo accertamento) (Aspetti procedurali)
Ivko c. Russia 30575/08 3 Il signor nikolay Ivko è morto all’età di quarantadue anni nel 2014 durante il suo periodo di detenzione che scontava per traffico di stupefacenti. Uscito di prigione, è stato nuovamente arrestato per lo stesso reato poco tempo dopo. A causa del suo grave stato di salute, egli necessitava di cure mediche tempestive, che però, nonostante le sue numerose richieste, non gli sono mai state fornite. Oggi il suo compagno denuncia in Corte edu ex art.3 CEDU i trattamenti inumani e degradanti subiti da Ivko nelle carceri russe; inoltre ex art.13 intende sollevare l’inesistenza di un ricorso effettivo Articolo 3
Articolo 13 Violazione dell'articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo)
Khalvash c. Russia 32917/13 2 Il ricorrente Khalvash viene condannato dal giudice russo a nove anni di reclusione nel 2010. Egli sconta la pena in una struttura di reclusione che accoglie detenuti affetti da malattie mentali. Se da un lato, il certificato di un medico definisce la struttura inadeguata al quadro clinico del Khalvash, all’altro nel 2011 una commissione di esperti giunge al parere contrario. Egli invoca sia la violazione il diritto al divieto di trattamenti inumani e degradanti (art.13 CEDU), sia la violazione dell’art. 13 CEDU per l’inesistenza di vie di ricorso interne inadeguate.
Articolo 13 Eccezione preliminare unita al merito e respinta (articolo 35-1 - Esaurimento dei ricorsi interni)
Petrov c. Russia 37311/08 3 Roman Petrov è un cittadino russo arrestato nel giugno 2007 per produzione e distribuzione di materiale pedopornografico. Egli è stato detenuto in pendenza del processo, conclusosi nell’ottobre del 2010 con la sua condanna a 11 anni, e rilasciato in tre occasioni. In particolare, dopo essere stato liberato nel febbraio 2008 per lo spirare del termine massimo previsto per la misura cautelare in carcere, nell’aprile 2010 il Giudice russo ha disposto nuovamente la sua detenzione cautelare.
Il Sig. Petrov lamenta che la nuova detenzione a cui è stato sottoposto nell’aprile del 2010 era contraria alla legge, tra l’altro perché il relativo provvedimento non ne stabiliva la durata, e che il suo riesame non è stato spedito; inoltre lamenta l’eccessiva durata della custodia cautelare a cui è stato sottoposto.
Articolo 5 Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arresto o detenzione; procedura prevista dalla legge)
Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-3 - Durata della custodia cautelare)
Gurban c. Turchia 4947/04 3 Emin Gurban è un ergastolano turco che lamenta di essere sottoposto a detenzione a vita senza alcuna possibilità di liberazione anticipata: la detenzione usque mortem configurerebbe, come da costante giurisprudenza, un maltrattamento ai sensi della Convenzione.
Inoltre lamenta l’eccessiva durata del procedimento penale a cui è stato sottoposto, iniziato nell’ottobre del 1996 e conclusosi nel giugno del 2003, nonché l’impossibilità di ottenere una riparazione per tale durata davanti ad un Giudice turco. È da rilevare che le prima condanne, poi impugnate, prevedevano la sua condanna a morte – ma in Turchia non è eseguita una pena capitale dal 1984 - e soltanto con la riforma legislativa introdotta nel 2002, il Sig. Gurban è stato condannato alla pena dell’ergastolo.
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - punizione degradante; punizioni inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 13 + 6-1 - Diritto a un ricorso effettivo (Articolo 13 - rimedio effettivo) (Articolo 6 - Diritto a un equo processo, un procedimento penale; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
S. S. Göller Bölgesi Konut Yapı KooP. c. Turchia 35802/02 3 La società turca Sınırlı Sorumlu Göller Bölgesi Konut Yapı Kooperatifi ha già ricevuto, il 23 marzo 2010, un verdetto positivo della Corte europea, la quale ha accertato la violazione del suo diritto di proprietà (articolo 1, Prot. 1) per essere stata privata dallo Stato turco, senza alcun indennizzo, della proprietà di un terreno.
Oggi la Corte europea si è pronunciata sull’ammontare dell’equa riparazione spettante al ricorrente, dichiarando che nulla gli sia dovuto a titolo di danno patrimoniale perché già nel 2010 il Giudice turco ha condannato il Ministero dell’Economia della Turchia a corrisponderle circa € 1.468.617; mentre, per il danno non patrimoniale, ha ritenuto che la declaratoria di violazione sia sufficiente a costituire, ex se, una riparazione sufficiente.
Articolo 41 Danno patrimoniale - domanda respinta
Danno non patrimoniale - accertamento di violazione sufficiente
Yavuz Selim Güler c. Turchia 76476/12 2 Yavuz Selim Güler è un sottoufficiale turco sottoposto a detenzione per due giorni su ordine del suo diretto superiore: la misura detentiva rappresentava la sanzione disciplinare per i suoi continui ritardi.
Oggi il Sig. Güler contesta la legittimità della detenzione, perché la sua libertà personale poteva legittimamente essere limitata su provvedimento di un giudice terzo ed imparziale, e non certo del suo superiore.
Articolo 5 Violazione_dell'articolo_5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arresto o detenzione)
Belgio Budaházy c. Ungheria Cipleu c. Romania Fábián c. Ungheria Germania Gurban c. Turchia Ivko c. Russia Khalvash c. Russia Lopes de Sousa Fernandes c. Portogallo Matczyński c. Polonia Ofensiva Tinerilor c. Romania Petrov c. Russia Polonia Portogallo Raihani c. Belgio Romania Russia S. S. Göller Bölgesi Konut Yapı KooP. c. Turchia S.C. Antares Transport S.A. and S.C. Transroby S.R.L. c. Romania Schatschaschwili c. Germania Șerban Marinescu c. Romania Szafrański c. Polonia Turchia Tutte le sentenze Ungheria Yavuz Selim Güler c. Turchia	2015-12-15
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