Source: https://www.gildavenezia.it/legge-104-da-cosa-sara-sostituita-nel-2019-le-agevolazioni/
Timestamp: 2019-11-20 20:29:15+00:00
Document Index: 75945081

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 24', 'art. 3', 'art.33', 'sentenza ', 'art. 36', 'art.33', 'art. 3', 'art.4', 'art.6', 'art 42']

Legge 104, da cosa sarà sostituita nel 2019: le agevolazioni | Gilda Venezia
Assenze, congedi, permessi, apettative e comandiMestiere di insegnare Autore:	Gilda Venezia - 18 Novembre 2018 / 09 : 08
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Controcopertina, 18.11.2018
– Torniamo a parlare di Pensione Ape sociale, ma per caregiver. La pensione Ape sociale è stata attuata in via del tutto sperimentale e termine il 31 dicembre 2018. La proroga è stata prevista per l‘ Ape volontaria prossimo 31 dicembre 2019 e si ricorda che è un anticipo pensionistico che permette di poter andare in pensione con un netto anticipo, ma con una retribuzione a rate del proprio assegno pensionistico ricevuto. Adesso si cerca di capire effettivamente che cosa il nuovo governo deciderà di fare, ovvero se prorogare questa misura, oppure stabilizzare le tue nuove misure che sono state introdotte con la riforma pensioni 2017. Non è di certo una novità il fatto che riguarda l’Ape sociale, la proroga della legge di bilancio 2018 è stato previsto un fondo speciale per l’Ape dove confluiranno i risparmi che sono stati immortalati soltanto con l’obiettivo di prorogare la possibilità di usufruirne fino al prossimo 31 dicembre 2019.
Rispondendo a questa domanda, possiamo dire che nel caso in cui non ci sarà la proroga delCaregiver, Non avrà alcun tipo di tutela almeno riguardo questo tipo di misura previdenziale e non ci sarà nulla che potrà sostituirla. Si parla tanto della misura Quota 100 che pare non prevede delle tutine per il Caregiver, soltanto età più contributi.
Il diritto ad usufruire dei permessi previsti dall’art. 33, comma 3 della legge 104/92, per assistere il disabile in situazione di gravità può essere concesso:
alla parte dell’unione civile;
al parente o all’ affine entro il secondo grado;
ai parenti o affini di terzo grado qualora i genitori o il coniuge/la parte dell’unione civile/il convivente di fatto della persona con disabilità in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (Circolare INPS 38 del 27/02/2017)
Non possono usufruirne:
il lavoratore/lavoratrice a domicilio;
il lavoratore/lavoratrice agricolo a tempo determinato occupato a giornata;
il lavoratore/lavoratrice autonomo;
il lavoratore/lavoratrice parasubordinato; La legge 104/92, negli anni, ha subito modifiche; nel 2010, infatti, sono stati abrogati i requisiti della convivenza, della continuità e dell’esclusività dell’assistenza (legge 183/2010 art. 24,comma 2° e 3°).
Solo la connotazione di gravità dell’handicap (art. 3, comma 3, legge 104/92) è condizione per l’accesso ai diritti connessi con le necessità di cura, sia che si tratti del disabile che lavora, sia di coloro che assistono una persona con disabilità. La certificazione rilasciata dall’ASL specifica se l’handicap è in situazione di gravità.
Permessi per lavoratore con handicap
I lavoratori che siano affetti da un handicap in situazione di gravità hanno diritto ad usufruire di specifici permessi. A scelta possono godere di 2 ore al giorno o in alternativa di 3 giorni al mese , utilizzabili a giornate intere oppure frazionabili in ore, non cumulabili in più mesi anche se non utilizzati . La scelta tra le due ore e i tre giorni al mese va fatta nell’ambito di ciascun mese di calendario. Una volta scelto il tipo di permesso (le due ore oppure i tre giorni mensili), non si può cambiare la periodicità nel corso di quello stesso mese.
PERMESSI 104 E IL DIRITTO ALLE FERIE
E’ necessario chiarire che il lavoratore che fruisce dei permessi stabiliti dall’art.33 della legge 104/92 per assistere un familiare gravemente disabile non può essere penalizzato nel computo delle ferie: la decurtazione di giorni di riposo in conseguenza di tali permessi, infatti, è stata dichiarata illegittima dalla Corte di Cassazione, sez. Lavoro, con ordinanza n. 14187 del 07 giugno 2017. La Suprema Corte ribadisce che la limitazione della computabilità dei permessi è prevista soltanto nei casi in cui debbano cumularsi effettivamente con il congedo parentale ordinario – che può determinare una significativa sospensione della prestazione lavorativa – e con il congedo di malattia del figlio, nelle quali è prevista un’indennità minore rispetto alla retribuzione normale e la temporanea sospensione della maturazione delle ferie. La sentenza della Corte di Cassazione stabilisce che il diritto alle ferie è assicurato dall’art. 36 della Costituzione, che garantisce il ristoro delle energie a fronte della prestazione lavorativa svolta, e che tale ristoro si rende necessario anche a fronte dell’assistenza ad un invalido, che comporta un aggravio in termini di dispendio di risorse fisiche e psichiche. Gli Ermellini, inoltre, ricordano che anche la Convenzione Onu prevede il sostegno e la protezione, da parte della società e degli Stati non solo per i disabili ma anche delle loro famiglie ritenute strumento indispensabile per contribuire al pieno ed uguale godimento dei diritti delle persone con disabilità. Il lavoratore che fruisce dei 3 giorni di permesso al mese per assistere un disabile bisognoso di assistenza, non possono essere per alcun motivo un aggravio della situazione economica e vanno conteggiati ai fini delle ferie e della quattordicesima.
IL DIRITTO DEL LAVORATORE DI BENEFICIARE DEI PERMESSI 104 E LA RETRIBUZIONE
La Corte di Cassazione, sez. Lavoro, con Sentenza n. 20684 del 13/10/2016 ha chiarito che i 3 giorni di permesso al mese previsti dall’art.33 della legge 104/92 concessi al lavoratore che assiste un familiare svantaggiato, devono essere regolarmente retribuiti. Inoltre il dipendente, sia pubblico, sia privato, che fruisca dei summenzionati permessi ha diritto non solo alla retribuzione, ma anche ai compensi incentivati dalla produttività ( se contemplati) previa verifica dei risultati conseguiti.
COSA FARE PER FRUIRE I PERMESSI EX LEGGE 104/92 E CONGEDI
Il lavoratore/lavoratrice dipendente, sia del settore pubblico, sia del settore privato, entro 90 giorni dalla presentazione della domanda di concessione dell’autorizzazione di fruire dei permessi retribuiti, deve presentare all’INPS la certificazione rilasciata dalla Commissione Medica Integrata ASL/INPS della persona dichiarata disabile in stato di gravità (ai sensi dell’art. 3, comma 3 della L. 104/92). In caso di mancato rilascio del summenzionato documento, l’interessato, può presentare in alternativa un certificato rilasciato da un medico specialista nella patologia denunciata, in servizio presso ASL, che attesti la situazione di gravità.(documento INPS del 14/01/2015)
Nel caso di mancato rilascio della certificazione di disabilità grave entro 45 giorni dalla presentazione della domanda, l’interessato può presentare un certificato rilasciato da un medico specialista nella patologia denunciata, in servizio presso la ASL, che attesti la situazione di gravità (Circ. INPS n. 32/2006 – Circ. INPS n. 127/2016). La Certificazione provvisoria di disabilità in situazione di gravità deve essere rilasciata dal medico specialista ASL e deve specificare, oltre alla diagnosi, anche le difficoltà socio-lavorative, relazionali e situazionali che la patologia determina con assunzione da parte del medico di responsabilità di quanto attestato in verità, scienza e coscienza (circ. 32/2006 punto 2). La Certificazione provvisoria rilasciata dalla Commissione Medica Integrata ai sensi dell’art.4 della legge 104/92 può essere presa in considerazione anche prima dei 90 giorni dalla domanda di riconoscimento di disabilità grave e avrà validità fino alla emissione del provvedimento definitivo. In caso di malattie oncologiche la certificazione provvisoria può essere considerata utile anche solo dopo che siano trascorsi 15 giorni dalla domanda alla Commissione Medica Integrata . (documento INPS del 14/01/2015 – Legge n.80 del 09/03/2006 art.6 comma 3bis – messaggio INPS n. 8151/2007). Il Certificato provvisorio ha effetto fino all’emissione dell’accertamento definitivo da parte dell’apposita Commissione Competente. Qualora il provvedimento definitivo non accerti la disabilità grave si procederà al recupero delle somme indebitamente percepite per avere fruito di tali permessi retribuiti. (documento INPS del 14/01/2015) E’ opportuno specificare che in questo caso si procederà al recupero delle prestazioni eventualmente erogate dal giorno successivo alla data dell’accertamento, con invio della lettera di cessazione al disabile, al lavoratore e al datore di lavoro.(Circolare INPS 127/2016)
L’INVALIDITA’ RIVEDIBILE
La Commissione Medica Integrata ASL può riconoscere la persona invalida in stato di gravità, ma disporre la revisione quando la patologia o menomazione riscontrata in sede di accertamento sanitario sia suscettibile di modificazione nel tempo; in questi casi nel verbale viene indicata la data di scadenza.
Assistenza figli minorenni con handicap
La legge prevede differenti permessi in base all’età del figlio assistito. Per i figli fino a 3 anni di età, il genitore ha diritto a:
prolungamento del congedo parentale con una indennità pari al 30% della retribuzione
3 giorni di permesso al mese frazionabili anche ad ore con un minimo di 30 minuti e multipli di 15 minuti
2 ore di permesso giornaliere retribuite (un’ora se l’orario di lavoro è pari o inferiore alle sei ore) .
prolungamento del congedo parentale10 con una indennità pari al 30% della retribuzione
3 giorni di permesso al mese frazionabili anche ad ore con un minimo di 30 minuti e multipli di 15 minuti.
Per i figli oltre 12 anni e fino a 18 anni di età, il genitore ha diritto a:
3 giorni di permesso al mese frazionabili anche ad ore con un minimo di 30 minuti e multipli di 15 minuti. Se nella famiglia ci sono più disabili gravi con più di tre anni d’età, il genitore lavoratore che dà assistenza può cumulare tanti permessi quanti sono i figli disabili, sempre nel limite massimo di tre giorni per soggetto. Si devono presentare tante domande quanti sono i figli disabili gravi .
Condizioni di fruibilità dei genitori
Permessi e prolungamento del congedo parentale sono utilizzabili dal genitore che lavora anche quando l’altro non lavora o non ne ha diritto (casalinga, lavoro autonomo, disoccupato ecc.). Se entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti, permessi e congedo si devono fruire in maniera alternativa : è possibile che un genitore utilizzi il prolungamento del congedo parentale e l’altro usufruisca 12 dei permessi orari, mentre non è ammesso che lo stesso genitore utilizzi congedo e permessi. L’alternatività nell’uso dei permessi va anche intesa nel senso del monte mensile: è possibile che entrambi i genitori usino contemporaneamente un giorno o mezza giornata di permesso purché il monte complessivo rimanga invariato (tre giorni interi o sei mezze giornate). I genitori, se entrambi lavoratori dipendenti, possono usufruire dei permessi anche quando il figlio minore disabile vive con un altro familiare non lavoratore in grado di assisterlo.
L’art 42 del Decreto Legislativo 151 del 23/3/01 aveva previsto che i genitori potevano usufruire alternativamente di un congedo straordinario fino ad un massimo di 2 anni per assistere il figlio anche maggiorenne con un handicap in situazione di gravità.
Legge 104, da cosa sarà sostituita nel 2019: le agevolazioni ultima modifica: 2018-11-18T09:08:56+01:00 da Gilda Venezia
Tags:Ape, Legge 104/1992