Source: https://www.laleggepertutti.it/144443_capitoli-di-prova-nel-processo-civile-fac-simile-e-regole
Timestamp: 2018-07-21 17:48:54+00:00
Document Index: 89795387

Matched Legal Cases: ['art. 250', 'art. 166', 'art.168', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 253']

Capitoli di prova nel processo civile: fac simile e regole
Professionisti Capitoli di prova nel processo civile: fac simile e regole
I testimoni nel processo civile vengono interrogati su specifici capitoli di prova, formulati in articoli separati. Disciplina, regole, divieti, fac simile.
Il codice di procedura civile [1], nel dettare la disciplina sui capitoli di prova nel processo, in modo molto chiaro, afferma che i testimoni vengono interrogati su specifici capitoli di prova.
1 Capitoli di prova: da chi e come devono essere formulati?
2 Capitoli di prova: quando sono inammissibili?
3 Capitoli di prova: è possibile provare un fatto negativo?
4 Capitoli di prova: fac simile intimazione a testi
Capitoli di prova: da chi e come devono essere formulati?
Ciascuna delle parti coinvolte nel processo può presentare la domanda nell’atto introduttivo o nelle note istruttorie assegnate dal giudice dopo la prima udienza di trattazione. Nella richiesta la parte deve indicare:
– le persone da interrogare, indicando nome e cognome e città di residenza.
I fatti devono essere formulati in articoli separati: sono questi i capitoli di prova, ognuno riguardante un singolo fatto da provare collocato univocamente nel tempo e nello spazio. Ogni capitolo deve essere preceduto dall’espressione «Vero è che» seguito dalla formulazione del capitolo stesso: ad esempio, «Vero è che Tizio si trovava nell’ora X del giorno Y sul luogo di lavoro, nella ditta Alfa?».
Specifichiamo meglio quanto detto finora.
A formulare i capitoli di prova deve essere la parte che intende avvalersene. Ad esempio, se Tizio vuole provare di non essere responsabile dei danni subiti dall’appartamento di Caio a causa della rottura di un tubo del suo impianto di riscaldamento attraverso la testimonianza dell’idraulico Sempronio che lo ha riparato, sarà Tizio stesso a dover formulare le domande a cui Sempronio sarà chiamato a rispondere.
Le domande in questione devono riguardare fatti esposti in modo chiaro e che siano pertinenti alla vicenda oggetto del processo. Essi devono essere formulati in articoli separati, i quali devono contenere l’indicazione specifica dei fatti che si intendono provare. Che significa indicazione specifica? Il giudice deve, cioè, essere posto nelle condizioni di valutare la concludenza e la pertinenza della prova e, nello stesso tempo, la controparte deve poter preparare un’adeguata difesa.
Come fare allora a capire se questo requisito viene rispettato? Sul tema si è pronunciata la Suprema Corte di Cassazione, secondo cui il giudice di merito deve condurre un’indagine basata sulla lettera del capitolo (su che cosa, cioè, effettivamente dice) e sugli altri atti di causa e le deduzioni già formulate dalle parti. A tale scopo può anche chiedere chiarimenti e precisazioni ai testi [2]. In sostanza, un capitolo di prova non può essere dichiarato generico se la specificazione è ottenuta mediante, ad esempio, il richiamo di fatti in un atto precedentemente depositato o in un documento: tornando al nostro Tizio, egli per richiamare le caratteristiche del suo impianto di riscaldamento potrà fare riferimento alla fattura già depositata unitamente alla comparsa di costituzione e risposta.
Sempre in riferimento alla specificità dei fatti, devono essere comprensivi di indicazioni essenziali quali il tempo, il luogo e lo svolgimento, lasciando alle parti e ai loro difensori un margine per poter chiedere eventuali chiarimenti. Questi elementi devono essere adeguatamente sintetizzati e descritti in maniera tale da consentire alla controparte di dedurre prova contraria sul punto [3]. In pratica, Tizio dovrà formulare le domande da porre all’idraulico Sempronio dando la possibilità a Caio chiamare un testimone a lui favorevole che possa dimostrare, ad esempio, che il tubo era stato riparato solo in parte.
Capitoli di prova: quando sono inammissibili?
Sulla base di quanto finora detto, se il capitolo di prova non è formulato in modo specifico è inammissibile: ad esempio, è inammissibile – perché non specifico – un articolo che sia formulato in modo tale da richiedere al teste un semplice giudizio che sia privo di riferimenti concreti e appigli obiettivi [4].
Allo stesso modo, un fatto oggetto di testimonianza deve essere collocato univocamente nel tempo e nello spazio: facciamo qualche esempio. È inammissibile:
il capitolo di prova per testimoni volto a dimostrare il compimento di una dichiarazione ammissiva fatta dal debitore ad un terzo, ai fini dell’interruzione del termine di prescrizione, non essendo indicato nel capo di prova il giorno in cui tale dichiarazione sarebbe stata resa [5];
il capitolo di prova per testimoni volto a dimostrare il compimento di un atto unilaterale (la revoca dell’incarico di mediazione), non essendo stati indicati il luogo in cui l’atto è stato compiuto, la data e le relative modalità [6];
il relazione all’esecuzione di lavori di miglioria di un edificio, un capitolo che enuncia soltanto la loro avvenuta esecuzione del decennio ricompreso tra il 1965 ed il 1975, mentre nessuna indicazione viene fornita sulla loro specifica ed effettiva consistenza, sugli esecutori e sulle somme erogate, elementi indispensabili per precisare la portata ed i limiti della pretesa [7].
Capitoli di prova: è possibile provare un fatto negativo?
La testimonianza non può vertere su apprezzamenti e valutazioni del teste (per esempio: “Vero che l’auto di Tizio circolava a velocità sostenuta e in modo imprudente?”). Ma è possibile provare che Mevio non ha rotto un vaso nel negozio? O che Filano, tra le 8.00 e le 9.00 del giorno X, non ha abbandonato il posto di lavoro? Sono tutti esempi di fatti negativi: possono essere provati tramite testimonianza?
Ancora una volta a sciogliere i dubbi è la Suprema Corte secondo cui quando i fatti da provare sono negativi bisogna dimostrare i fatti positivi contrari [8]: nel caso di Filano, occorrerà provare la compilazione delle fatture da lui firmate in quel lasso temporale. O che era a colloquio col direttore in quelle stesse ore.
Capitoli di prova: fac simile intimazione a testi
TRIBUNALE CIVILE DI ………..
Sez. ….. – R.G. ……/……..
G.U. Dr. ………………….
Il sottoscritto Avv…, procuratore costituito del Sig. …, convenuto (o attore) nella causa… c/… avente numero di R.G. … /… e pendente presso il Tribunale Civile di …, a norma del comma 3 dell’art. 250 c.p.c., a mezzo raccomandata
al Sig. …, residente in …, via … n°… (c.a.p. …) di comparire per essere sentito quale testimone nella suddetta causa all’udienza del …/…/…, ore …, che si terrà presso gli uffici del Tribunale Civile di …, nelle note sedi i Via … n° …, innanzi al giudice istruttore Dr. … della sezione …, avvertendolo che non comparendo senza giustificato motivo potrà incorrere nelle sanzioni di legge.
Io sottoscritto Avv…, procuratore costituito del Sig. … convenuto (o attore) nella causa… c/ … pendente presso questo Tribunale iscritta al ruolo generale n. …/…, a norma del comma 4 dell’articolo 250 c.p.c. attesto che la suestesa copia dell’atto d’intimazione al teste Sig. … è conforme all’originale inviatogli con mia raccomandata del… n… al medesimo recapitata in data … come da avviso di ricevimento che deposito unitamente a tale copia conforme.
…, nato a …, il …, e res.te in …, via … n. … (C.F. …) elett.te dom.to in … via … n. … presso e nello studio dell’Avv. … del Foro di … (C.F. … – Fax … – pec …) che lo rappresenta e difende difeso in virtù di mandato in calce al presente atto.
-che DESCRIZIONE DEL FATTO…
-che … INDICAZIONI DI DIRITTO SUL FONDAMENTO DELLA DOMANDA
-tutto ciò‚ premesso, il sig. …, come sopra rappresentato e difeso
… CF: …. residente in … via … n. … a comparire dinanzi all’intestato Tribunale, nella nota sede, Sezione e Giudice Istruttore designandi, all’udienza che ivi si terrà il giorno …, ore di rito, con invito a costituirsi, ai sensi e nelle forme stabilite dall’art. 166 c.p.c., nel termine di 20 giorni prima dell’udienza indicata nel presente atto, oppure di quella fissata, ai sensi dell’art.168 bis ultimo comma c.p.c., dal Giudice Istruttore con avvertimento che la costituzione oltre i suddetti termini implica le decadenze di cui agli artt. 38 e 167 c.p.c. e, inoltre, con avviso che in caso di mancata costituzione si procederà in contumacia per ivi sentir accogliere le seguenti
Voglia il Tribunale adito, respinta ogni contraria richiesta, … SPECIFICARE LE RICHIESTE …
1) Vero che …
2) Vero che …
Chiede inoltre, ammettersi consulenza tecnica d’ufficio per accertare ….
Si dichiara, ai fini del versamento del contributo unificato per le spese di giustizia, che il valore della presente controversia è pari ad Euro … e che, pertanto, il contributo unificato ammonta a Euro …
Avv. … (firma)
Il sottoscritto … nato a …, il … e residente in …, via … n…. delega a rappresentarlo e difenderlo l’Avv. … del Foro di …, C.F.: …, conferendogli ogni più ampia facoltà prevista dalla legge, ivi comprese a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, quelle di conciliare, transigere, quietanzare, incassare somme, chiamare in causa terzi, nominare sostituti e indicare domiciliatari.
Elegge domicilio presso lo studio del suddetto Avvocato, sito in… alla via … n. …
Dichiara di essere stato informato, ai sensi dell’art. 4, co. 3, D.Lgs. n. 28/2010, della possibilità di ricorrere al procedimento di mediazione ivi previsto e dei benefici fiscali di cui agli artt. 17 e 20 del medesimo decreto, nonché dei casi in cui l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.
Dichiara di essere stato informato, ai sensi dell’art. 2, co. 7, D.L. n. 132/2014 della possibilità di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati disciplinata dagli artt. 2 e ss. del suddetto decreto legge.
Dichiara di essere stato reso edotto circa il grado di complessità dell’incarico che con la presente conferisce, nonché di avere ricevuto tutte le informazioni circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento sino alla conclusione dell’incarico.
Dichiara, ai sensi e per gli effetti di cui al D.Lgs. n. 196/2003 e s.m.i., di essere stato informato che i suoi dati personali, anche sensibili, verranno utilizzati per le finalità inerenti al presente mandato, autorizzando sin d’ora il rispettivo trattamento.
E’ vera e autentica
In data …, io sottoscritto Ufficiale giudiziario addetto alle notifiche presso l’Unep del Tribunale di …, su richiesta dell’Avv. … per il sig. …, ho notificato il suesteso atto di citazione a …, residente in …, via … n. …, ivi recandomi e consegnandone copia a … (oppure inviandone copia a mezzo del servizio postale ai sensi di legge).
[1] Art. 244 cod. proc. civ.: “La prova per testimoni deve essere dedotta mediante indicazione specifica delle persone da interrogare e dei fatti, formulati in articoli separati, sui quali ciascuna di esse deve essere interrogata“.
[2] Ai sensi dell’art. 253 cod. proc. civ.: “Il giudice istruttore interroga il testimone sui fatti intorno ai quali è chiamato a deporre. Può altresì rivolgergli, d’ufficio o su istanza di parte, tutte le domande che ritiene utili a chiarire i fatti medesimi“. È quanto sostenuto da Cass. sent. n.10272 del 20.09.1995.
[3] Cass. sent. n. 3635 del 1989; Cass. sent. n. 3728 del 15.04.1987; Cass. sent. n. 2814 del 1986.
[4] Cass. sent. n. 4111 del 1995; Cass. sent. n. 1173 del 1994).
[5] Cass. sent. n. 20997 del 12.10.2011.
[6] Cass. sent. n. 9547 del 22.04.2009.
[7] Cass. sent. n. 1938 del 1987.
[8] Cass. sent. n. 5744 del 1993.
Corte di Cassazione, sez. VI Civile, 12.10.2011, n. 20997
Corte di Cassazione, sez. III Civile, 22.04.2009, n. 9547
La richiesta di provare per testimoni un fatto esige non solo che questo sia dedotto in un capitolo specifico e determinato, ma anche che sia collocato univocamente nel tempo e nello spazio, al duplice scopo di consentire al giudice la valutazione della concludenza della prova ed alla controparte la preparazione di un’adeguata difesa. È, pertanto, inammissibile il capitolo di prova per testimoni volto a dimostrare il compimento di un atto unilaterale (nella specie, revoca dell’incarico di mediazione), qualora non siano indicati il luogo in cui l’atto venne compiuto, la data e le relative modalità.
Corte di Cassazione, sez. II Civile, 08.04.1995, n. 4111
La regola secondo cui la prova testimoniale deve avere ad oggetto fatti e non apprezzamenti o giudizi, deve essere intesa nel senso che tale prova non può tradursi in un`interpretazione del tutto soggettiva o indiretta ed in apprezzamenti tecnici o giuridici del fatto; il che però, non significa che essa non possa esprimere anche il convincimento che del fatto e delle sue modalità sia derivato al teste per sua stessa percezione.