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Timestamp: 2020-07-08 06:35:54+00:00
Document Index: 65372847

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 51', 'art. 23', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 50']

Borse ed assegni di studio, quale trattamento fiscale? -
Borse ed assegni di studio, quale trattamento fiscale?
5 Novembre 2010 by LaSi2016
Tassabilità Irpef ed imponibilità Irap per le pubbliche amministrazioni
A cura di Riccardo Scardovelli, Dottore Commercialista in Mantova
Trattamento fiscale delle Borse di Studio – Maggioli (clicca qui per scaricare il file in pdf)
La recente risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 109 del 23 aprile 2009, ha chiarito che le borse di studio Erasmus Mundus, essendo erogate dalle Università nell’ambito del programma di cooperazione e mobilità internazionale, possono godere del trattamento fiscale di esenzione da Irpef ed Irap.
Volendo partire dalla definizione di borsa di studio, quale “erogazione attribuita a soggetti, anche non studenti, per sostenere l’attività di studio, ricerca e di specializzazione”, andremo di seguito ad illustrare una panoramica completa del trattamento fiscale, ai fini Irpef ed Irap (per le amministrazioni pubbliche), riservato alle diverse tipologie di borse ed assegni di studio.
In generale, ai fini delle imposte dirette, il Testo unico delle imposte sui redditi (d.P.R. 917/1986) individua le borse di studio tra i “redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente”; nello specifico, l’art. 50, lett. c), del t.u.i.r. prevede l’assoggettamento ad Irpef per “le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante”.
La legge n. 476 del 13 agosto 1984, all’art. 4, ha introdotto un regime fiscale di esenzione da Irpef per una serie di borse ed assegni di studio, che di seguito riportiamo.
1. Borse di studio per gli studenti universitari: borse di studio corrisposte dallo Stato e dalle regioni a titolo di assistenza scolastica agli studenti iscritti a corsi di studi universitari (legge n. 390 del 2 dicembre 1991).
2. Borse di studio per corsi e ricerca post-laurea: borse di studio conferite dalle Università e dagli istituti d’istruzione universitaria per la frequenza dei corsi di perfezionamento e delle scuole di specializzazione previsti dallo statuto, per i corsi di dottorato di ricerca, per lo svolgimento di attività di ricerca dopo il dottorato e per i corsi di perfezionamento all’estero (legge n. 398 del 30 novembre 1989)
3. Borse di studio nell’ambito del programma Socrates: borse di studio conferite nell’ambito del programma Socrates (istituito con decisione 819/95/Ce del
Parlamento europeo), e le somme aggiuntive corrisposte dalle Università, a condizione che l’importo complessivo annuo non superi euro 7.746,85 (art. 6, legge n. 488 del 1999).
4. Borse di studio in forza di accordi e intese internazionali: borse di studio corrisposte dal Governo italiano a cittadini stranieri in forza di accordi e intese internazionali (art. 3, comma 3, lett. d-ter, del t.u.i.r.). In merito l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 356/E del 2008, ha dato un’interpretazione estensiva del concetto di “governo”, considerando concesse dal governo tutte le borse di studio che discendono da una volontà governativa e che siano corrisposte da organi del governo italiano, anche se versate materialmente da altri soggetti che agiscono per suo conto.
5. Assegni per la collaborazione ad attività di ricerca: le Università, gli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano, gli enti pubblici e le istituzioni di ricerca, l’Enea e l’Asi, nell’ambito delle disponibilità di bilancio, assicurando, con proprie disposizioni, idonee procedure di valutazione comparativa e la pubblicità degli atti, possono conferire assegni per la collaborazione ad attività di ricerca. Possono essere titolari degli assegni dottori di ricerca o laureati in possesso di curriculum scientifico professionale idoneo per lo svolgimento di attività di ricerca con esclusione del personale di ruolo presso i soggetti di cui al primo periodo del presente comma (art. 51, legge n. 449 del 1997).
L’amministrazione finanziaria ha più volte precisato che le norme in materia di agevolazioni fiscali sono norme a “fattispecie esclusiva” non suscettibili, quindi, di interpretazione analogica; di conseguenza, le tipologie di borse ed assegni di studio, per le quali la normativa non ha previsto alcuna esenzione da imposte, dovranno essere assoggettate ad Irpef.
Ad esempio, le borse di studio corrisposte in favore di medici che partecipano a corsi di formazione specifica in medicina generale sono da assoggettare ad Irpef, non essendo assimilabili alle borse di studio corrisposte dalle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia che, invece, godono del trattamento tributario agevolato di esenzione (risoluzione Agenzia delle entrate n. 338 del 30 otoobre 2002).
Anche nel caso di borse di studio erogate in favore di soggetti non residenti, il suddetto Testo unico, all’art. 23, ne prevede l’imponibilità ad Irpef in quanto considera, con presunzione assoluta, “prodotti nel territorio dello Stato, se corrisposti dallo Stato, da soggetti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso di soggetti non residenti:…
b) i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui alle lett. c),… del comma 1 dell’art. 50”.
È opportuno, inoltre, precisare che anche le c.d. “borse lavoro”, corrisposte a favore di detenuti, ex detenuti o persone diversamente abili a titolo di sussidio ai fini del loro inserimento nel mondo del lavoro, devono considerarsi redditi assimilati, di cui alla lett. c) dell’art. 50 del t.u.i.r. e, pertanto, sono da assoggettare ad Irpef.
Passando a trattare dell’Imposta regionale sulle attività produttive (d.lgs. n. 446/1997), occorre, innanzitutto, ricordare che l’art. 3, comma 1, lett. e-bis) individua fra i soggetti passivi dell’Imposta “le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del d.lgs. 3 febbraio del 1993, n. 29”.
Nel caso in esame, per la determinazione della base imponibile Irap con il c.d. “metodo retributivo”, per le pubbliche amministrazioni che erogano borse di studio, è necessario fare alcune riflessioni.
L’art. 10-bis, comma 1, del suddetto decreto, nel disciplinare le modalità di determinazione della base imponibile Irap con il metodo retributivo, prevede espressamente l’esclusione dalla base imponibile delle somme di cui all’art. 50, comma 1, lett. c), del t.u.i.r., esenti dall’Irpef; possiamo, quindi, considerare escluse dalla base imponibile Irap tutte le fattispecie di borse ed assegni di studio esenti da Irpef, menzionate nei suddetti punti da 1 a 5.
Viene da sé, che le somme erogate a titolo di borse ed assegni di studio, per le quali non è prevista una normativa specifica di esenzione da Irpef, saranno da assoggettare ad Imposta Regionale sulle attività produttive, con aliquota pari all’8,5%. A tal proposito, è importante ricordare che, in materia di Irap, non è mai ammessa la figura del “sostituto d’imposta” e che, pertanto, il solo soggetto passivo d’imposta è la pubblica amministrazione che eroga le borse di studio; nel caso in cui le amministrazioni pubbliche abbiano illegittimamente trattenuto l’8,50% (a titolo di Irap) dalle borse ed assegni di studio corrisposte, i soggetti percettori potranno richiederne il rimborso immediato rivolgendosi al competente giudice del lavoro.
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