Source: https://giurisprudenzaamministrativa.com/2018/05/10/militari-istanza-di-trasferimento-deve-essere-congruamente-motivata/
Timestamp: 2020-02-28 19:22:33+00:00
Document Index: 105602518

Matched Legal Cases: ['art. 398', 'art. 398', 'art. 398', 'art. 33', 'art. 398', 'art. 42']

Militari: istanza di trasferimento deve essere congruamente motivata. – Giurisprudenza amministrativa
Il Tar Puglia, sez. Bari, ha affrontato il tema delle istanze di trasferimento dei militari per motivi familiari. In particolare il Collegio ha osservato che “nell’ipotesi di trasferimento del personale militare “a domanda”, l’interesse pubblico non si connota come l’oggetto primario del procedimento, ma come “mero limite esterno”, alla luce del quale occorre verificare la compatibilità della domanda del dipendente con le contrarie esigenze di servizio che, qualora ritenute sussistenti, vanno puntualmente specificate (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 10/04/2006 n. 1964; Cons. Stato, Sez. VI, 4/06/2004 n. 3164; Cons. Stato, Sez. IV, 30 maggio 2005 n. 2831; TAR Abruzzo, Pescara, 22/05/2003 n. 536; TAR Sicilia, Palermo; 11/02/2003 n. 169);”.
Poichè nel caso di specie, l’Amministrazione militare si era limitata a individuare generiche ragioni di organico e di servizio senza specificarle, ne’ motivando sul perchè esse prevalessero sulle condizioni di salute dei genitori del richiedente che erano poste alla base della domanda di trasferimento, il Tar ha dichiarato illegittimo il provvedimento e lo ha annullato.
Stefano Pantaleo, rappresentato e difeso dagli avvocati Luisa Carpentieri e Salvatore Cristian Sturdà, con domicilio eletto presso Antonio Maria Scalioti, in Bari, via Melo, 198;
Ministero della Difesa, Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Bari, domiciliataria in Bari, via Melo, 97;
Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri – Comando Legione Puglia, Comando Provinciale Carabinieri Foggia, Carabinieri – Comando Stazione Foggia Porta San Severo, non costituiti in giudizio;
– dell’atto prot. N.851/T-4-6-2014 del 02.08.2017, notificato in data 11.8.2017, con cui il Comandante della Legione Carabinieri Puglia ha determinato il non accoglimento dell’istanza di trasferimento ex art. 398 del Regolamento Generale dell’Arma dei Carabinieri presentata dal ricorrente in data 5.1.2017;
– nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e/o conseguenziali, ancorché non conosciuti.
Premesso in fatto che, con il ricorso in epigrafe, Pantaleo Stefano ha impugnato il provvedimento meglio indicato in oggetto, recante il diniego del beneficio del trasferimento richiesto ai sensi dell’art. 398 del Regolamento Generale dell’Arma dei Carabinieri, articolando un unico motivo di ricorso, con cui ha dedotto censure di violazione di legge (ai sensi del citato art. 398 RGA, nonché dell’art. 33, L. n. 104/1992) ed eccesso di potere per illogicità, contraddittorietà e carenza di motivazione;
Considerato che, in termini generali, la norma in esame non garantisce la pretesa del militare al trasferimento per ragioni personali e familiari, poiché le preferenze dell’interessato devono essere necessariamente contemperate con le esigenze organizzative dell’Amministrazione militare, che costituiscono un limite al positivo apprezzamento del trasferimento a domanda, quando occorra scongiurare un pregiudizio per l’attività istituzionale;
Considerato, pertanto, alla luce di tale premessa, che nell’ipotesi di trasferimento del personale militare “a domanda”, l’interesse pubblico non si connota come l’oggetto primario del procedimento, ma come “mero limite esterno”, alla luce del quale occorre verificare la compatibilità della domanda del dipendente con le contrarie esigenze di servizio che, qualora ritenute sussistenti, vanno puntualmente specificate (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 10/04/2006 n. 1964; Cons. Stato, Sez. VI, 4/06/2004 n. 3164; Cons. Stato, Sez. IV, 30 maggio 2005 n. 2831; TAR Abruzzo, Pescara, 22/05/2003 n. 536; TAR Sicilia, Palermo; 11/02/2003 n. 169);
Considerato, altresì, che a fronte della discrezionalità riconosciuta dall’ordinamento militare alla P.A. in materia di trasferimento ex art. 398 RGA, l’unico strumento di controllo di legalità esercitabile dall’interessato rimane l’analisi della motivazione del provvedimento di diniego, che richiede, quanto meno, una ponderazione concreta tra le specifiche esigenze familiari con quelle di servizio e la disponibilità negli organici degli Uffici interessati dal trasferimento, sulla base di parametri oggettivi, anche numerici, certi, non potendosi ritenere congrua argomentazione motivazionale il generico richiamo a gravi carenze di organico, poiché ciò renderebbe oscuro l’iter logico ed istruttorio seguito dalla P.A. nel caso concreto ed astrattamente rigettabili un numero indefinito di domande;
Rilevato che, ai sensi della disposizione richiamata, il ricorrente ha chiesto di essere trasferito dalla Stazione Foggia Porta San Severo (FG) al Comando Provinciale di Lecce, allegando fra le altre ragioni giustificative della domanda, le condizioni di salute di entrambi i genitori e corredando l’istanza con la documentazione medica attestante le relative patologie, nonché la necessità di assicurare “una presenza fattiva in qualità di genitore” della propria figlia minore;
Considerato, alla luce delle dette coordinate ermeneutiche, che l’impugnato provvedimento reso in data 2.8.2017 non soddisfa i parametri di legittimità sopra delineati, nella parte in cui pone a fondamento del diniego la sussistenza, espressa in termini generici, di “ineludibili esigenze di organico e di servizio” e una “situazione globale di sottodimensionamento” del personale in servizio presso il Comando Provinciale di Foggia, non risultando esplicitata in maniera chiara ed oggettiva una scopertura tale da giustificare – all’esito della necessaria operazione di bilanciamento di interessi di entrambe le parti – un giudizio di prevalenza delle esigenze organizzative rispetto a quelle di tutela della situazione personale e familiare del militare;
Rilevato, infine, che anche sull’esigenza di ricongiungimento familiare, valore cui l’ordinamento giuridico riconosce rilievo preminente (v. in tema di ricomposizione dell’unità familiare e di esercizio della funzione genitoriale, l’art. 42 bis D.Lgs. 151/2001 in tema di pubblico impiego e la circolare nr. 944001-1/T7-4/Pers Mar. del 3/11/2005 per il personale dell’Arma dei Carabinieri), l’Amministrazione non esprime il necessario giudizio di bilanciamento tra le proprie necessità operative e tale legittima pretesa del ricorrente;
Considerato, peraltro, che il pregresso trasferimento presso la Stazione Foggia Porta San Severo (FG) – pur costituendo un avvicinamento del ricorrente dalla sede originariamente occupata presso il Comando regionale Lombardia – appare essere stato in concreto un provvedimento latamente contraddittorio rispetto alla possibilità, tramite esso, di offrire una occasione di ricongiungimento familiare e un miglior contemperamento delle esigenze di vita e di lavoro dell’interessato;
Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 22 novembre 2017 con l’intervento dei magistrati:
Scritto il 10 maggio 2018 4 maggio 2018 Autore Giurisprudenza amministrativaCategorie Pubblico impiegoTag Amministrazione militare,Arma dei Carabinieri,Bilanciamento,Carabinieri,Famiglia,Istanza,Istanza di trasferimento,Militari,Ministero della Difesa,Motivazione,Motivazione generica,Motivazione insufficiente,Pubblico impiego,TAR Bari,Trasferimento,Tutela della famiglia
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