Source: http://mobile.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/185/tutte
Timestamp: 2019-07-17 00:35:45+00:00
Document Index: 89644137

Matched Legal Cases: ['art. 167', 'art. 185', 'art. 173', 'art. 185', 'art. 185', 'art. 28', 'art. 181', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 182', 'art. 28', 'art. 182', 'art. 28', 'art.185', 'art. 25', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 182']

Controllo del tribunale ∙ Monitoraggio della liquidazione ∙ Provvedimenti attuativi o integrativi del giudice delegato ∙ Istruzioni agli organi della procedura ∙ Direttive per la corretta gestione della procedura ∙ Funzione di sorveglianza nella liquidazione ∙ Sorveglianza del giudice delegato ∙ Esecuzione del concordato in continuità e autorizzazioni ∙ Nomina di professionisti ∙ Cancellazione delle ipoteche ∙ Previsioni del piano concordatario subordinate alla valutazione discrezionale del giudice delegato ∙
Concordato preventivo liquidatorio – Ordine di liberazione dei beni – Ammissibilità
La previsione, contenuta nel piano di concordato preventivo con continuità aziendale, di ottenere forniture di merce con dilazione di pagamento da determinati fornitori che siano anche creditori non è idonea, in difetto di espressa previsione nel decreto di omologazione, a costituire per costoro un obbligo alla concessione della dilazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Marsala, 17 Luglio 2017. Segue...
Concordato preventivo con continuità aziendale - Fornitori strategici - Obbligo di concedere forniture con dilazione di pagamento - Assenza di specifici accordi negoziali - Esclusione
La previsione, contenuta nel piano di concordato preventivo con continuità aziendale, di ottenere forniture di merce con dilazione di pagamento da determinati fornitori che siano anche creditori non è idonea, in difetto di specifici accordi negoziali, a costituire per costoro un obbligo alla concessione della dilazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Marsala, 26 Aprile 2017. Segue...
Concordato preventivo - Procedimento - Chiusura - Decreto di omologa - Fase esecutiva - Funzioni del giudice delegato
La procedura di concordato si chiude con il decreto di omologa, con la conseguenza che, durante la fase dell’esecuzione residuano in capo al giudice delegato esclusivamente funzioni di vigilanza in ordine alla corretta esecuzione del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 01 Giugno 2016. Segue...
Concordato preventivo - Contestazione del creditore in ordine al riconoscimento in privilegio del proprio credito - Ricorso ex articolo 36 l.f. contro il rifiuto del liquidatore - Inammissibilità - Deducibilità in autonomo giudizio ordinario
Il creditore che nella fase esecutiva di un concordato preventivo chieda il proprio credito contemplato come il chirografario venga trattato come privilegiato non può azionare la propria pretesa con il reclamo di cui all'articolo 36 legge fall. contro gli atti del liquidatore dovendo, invece, la questione essere dedotta e risolta in un autonomo giudizio ordinario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 18 Maggio 2016. Segue...
Concordato preventivo con continuità aziendale - Riacquisto da parte del debitore della disponibilità del patrimonio - Tutela dei creditori - Informazione degli stessi - Necessità
Nel concordato preventivo con continuità aziendale con l’omologazione il debitore riacquista la piena disponibilità nella gestione del suo patrimonio. Con la chiusura della procedura viene, infatti, meno il principio dello "spossessamento attenuato", compendiato, nelle fasi precedenti, dalla regola dell'art. 167 legge fall., sicché l'imprenditore può compiere qualsiasi tipo di atto senza necessità di autorizzazione, con l'unico limite di indirizzare l'attività d'impresa alla realizzazione del piano (cfr.Trib. Monza 13 febbraio 2015). In un contesto nel quale il libero esercizio dell'impresa da parte della debitrice trova un limite esclusivo nell'iniziativa giurisdizionale dei singoli creditori, assumono fondamentale risalto le specifiche esigenze informative di questi ultimi, i quali debbono essere messi in condizione di disporre di un apparato documentale ed informativo adeguato che consenta loro di richiedere, con l'opportuna tempestività e ove ne ricorrano i presupposti dí legge, la risoluzione del concordato per inadempimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14 Aprile 2016. Segue...
Concordato preventivo - Adempimento - Ruolo di sorveglianza del commissario giudiziale - Valutazione prognostica anche prima della scadenza del termine - Poteri di indagine ed informativi
Il commissario giudiziale, ai sensi dell’articolo 185, comma 1, legge fall., sorveglia l’adempimento del concordato preventivo ed è tenuto ad effettuare una valutazione prognostica sul rispetto delle previsioni del piano allo scopo di consentire ai creditori, debitamente informati, di chiedere la risoluzione del concordato anche prima della scadenza del termine previsto per l’adempimento.
Nello svolgimento di tale compito, il commissario giudiziale, il quale deve essere posto nelle condizioni di riferire al giudice ogni fatto dal quale possa derivare pregiudizio ai creditori, potrà disporre di opportuni poteri di indagine ed acquisire dagli organi dell’impresa ogni genere di atti e informazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14 Aprile 2016. Segue...
Concordato preventivo - Esecuzione - Verifica della conformità dell’atto all’interesse dei creditori e al piano omologato - Controllo preventivo - Necessità
Nella fase di esecuzione del concordato preventivo, la verifica della conformità dell'atto all'interesse dei creditori, che avviene di regola in un momento successivo rispetto al compimento dell'atto, rischia di rivelarsi intempestiva, e, quindi, scarsamente efficace; pertanto, rispetto alle attività di particolare rilievo economico e finanziario è opportuno che, ferma l'esigenza di preservare lo spazio di autonoma determinazione dell'imprenditore, i poteri di sorveglianza siano declinati in chiave "anticipatoria" nella forma del controllo preventivo, da realizzare mediante la previsione di un obbligo del debitore di sottoporre esclusivamente determinati atti di straordinaria amministrazione al parere facoltativo non vincolante del commissario giudiziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14 Aprile 2016. Segue...
Concordato preventivo - Fase esecutiva - Comportamento ostruzionistico del debitore - Applicazione dell'articolo 173 l.f. - Limiti di applicazione della disposizione - Applicazione ai comportamenti ostruzionistici tenuti dal debitore nella fase antecedente l'omologazione
L’art. 185 legge fall., nel prevedere una serie di rimedi al comportamento ostruzionistico tenuto dal debitore nella fase esecutiva di un concordato in cui ad essere omologata sia stata una proposta concorrente, fa salvo quanto previsto dall’art. 173 legge fall. Tuttavia, poiché quest’ultima norma non può avere applicazione nella fase esecutiva del concordato, ma soltanto nella fase che va dalla presentazione della domanda (anche in bianco) all’omologazione, è gioco forza riferire il riferimento al procedimento incidentale di arresto della procedura contenuto nell’art. 185 legge fall. ai comportamenti ostruzionistici tenuti dal debitore nella fase antecedente all’omologazione, e tra questi rientra a pieno titolo la mancata ottemperanza all’obbligo di trasmissione delle scritture contabili e fiscali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Gennaio 2016. Segue...
Concordato preventivo con cessione dei beni – Nomina del liquidatore giudiziale nella persona indicata dalla società debitrice – Ammissibilità
Nell’ambito di concordato preventivo con cessione dei beni, può essere nominato il liquidatore indicato dalla società debitrice, in assenza di indicazioni contrarie tali da rendere inopportuna la nomina, fermo restando la vigilanza del commissario e l’obbligo di riferire al G.D. ai sensi dell’art. 185 l. fall. (cfr. Tribunale di Lodi decr. 1° marzo 2010, in Fallimento, 2010, p. 593 con nota di Fabiani).
Nel senso che “il commissario liquidatore può essere scelto tra i soggetti indicati dalla società concordataria, stante il relativo potere di nomina dell’imprenditore richiedente, purché il soggetto indicato sia in possesso dei requisiti di cui all’art. 28 l. fall.”, si veda Tribunale di Rimini 1°ottobre 2015, in questa Rivista. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 27 Ottobre 2015. Segue...
Concordato con continuità aziendale diretta - Esecuzione - Riacquisto del debitore della disponibilità e gestione del patrimonio - Autorizzazione del giudice delegato - Esclusione
Dopo l’omologa (tranne che nell’ipotesi di concordato con cessione di beni), con il venir meno della procedura ai sensi dell’art. 181 l.fall., viene meno ogni limitazione, ed il debitore riacquista la piena disponibilità nella gestione del suo patrimonio. Tale effetto si coglie appieno proprio nei concordati con continuità aziendale diretta, ove l’attività continua sotto la direzione e il controllo dello stesso imprenditore, il quale può compiere qualsiasi tipo di atto senza necessità di autorizzazione, con l’unico limite di indirizzare l’attività d’impresa alla realizzazione del piano. Da ciò deriva la carenza di legittimazione del giudice delegato a pronunciarsi sul merito della richiesta di autorizzazione al compimento dei vari atti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 13 Febbraio 2015. Segue...
Concordato con continuità aziendale - Conduzione dell'impresa successivamente alla omologazione - Atti conformi al piano - Autorizzazione - Esclusione
Una volta omologato il concordato con continuità aziendale, la conduzione dell'impresa è restituita all'organo gestorio, il quale deve operare nel rispetto del piano, con la conseguenza che gli atti di natura ordinaria o straordinaria che rispettino il piano non necessitano di autorizzazione da parte del tribunale, a differenza di quelli che se ne discostano, i quali non sono comunque suscettibili di autorizzazione in quanto contrari alla proposta approvata dai creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 11 Dicembre 2014. Segue...
Concordato preventivo liquidatorio – Durata massima
Il concordato liquidatorio, ovvero diretto alla cessione degli asssets dell’impresa al fine di porre termine alla sua crisi, non può avere durata superiore a sei anni, in linea con il principio di ragionevole durata del processo (art. 111 Cost.; legge n. 89/2001) che fissa in tale lasso temporale il termine di durata massima delle liquidazioni concorsuali. (Antonio d’Onofrio) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 22 Ottobre 2014. Segue...
Concordato preventivo - Esecuzione - Affitto di azienda con facoltà di acquisto imputando i canoni al corrispettivo - Violazione del principio della competitività delle vendite attuate ai sensi dell’articolo 182 L.F.
Il piano concordatario basato su un contratto di affitto di azienda che preveda la facoltà per la società affittuaria, nel caso in cui la stessa eserciti il diritto di prelazione e si renda acquirente dell’azienda, di imputare i canoni di affitto a pagamento del prezzo è incompatibile con la regola della necessaria competitività delle vendite attuate ai sensi dell’articolo 182 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 12 Giugno 2014. Segue...
Concordato preventivo con cessione dei beni - Tempi di adempimento - Indicazione della proposta - Necessità - Ragionevole durata prevista per le procedure liquidatorie - Parametro rilevante per la valutazione dell'adempimento del concordato
Concordato preventivo - Continuità aziendale - Limitata attività di liquidazione di beni non strategici - Nomina del commissario liquidatore - Esclusione.
Qualora il piano preveda la continuazione dell'attività aziendale e la liquidazione di un unico bene non strategico, è possibile soprassedere alla nomina del commissario liquidatore predisponendo tuttavia adeguati strumenti di informazione allo scopo di mantenere costantemente monitorata all'attività del commissario giudiziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 30 Aprile 2014. Segue...
Il termine di un anno previsto dal terzo comma dell'articolo 186 L.F. per la proposizione del ricorso per la risoluzione del concordato preventivo ha natura decadenziale e perentoria e, al fine di determinare la sua decorrenza, è necessario che la proposta concordataria preveda un termine specifico per l'adempimento delle obbligazioni concordatarie e non un generico rinvio alla conclusione delle operazioni di liquidazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 21 Marzo 2014. Segue...
Concordato preventivo - Esecuzione - Provvedimenti attuativi o integrativi resi dal giudice delegato della fase successiva all'omologa - Natura esecutiva o di istruzioni agli organi della procedura - Modifica della proposta e dei termini di adempimento - Esclusione.
Concordato preventivo - Liquidazione dell'attivo - Pagamento dei creditori - Procedura di verificazione dei crediti - Esclusione - Facoltà del liquidatore di modificare le proprie valutazioni in ordine all'esistenza, consistenza e rango dei crediti - Sussistenza.
Le norme che disciplinano il concordato preventivo non prevedono, diversamente da quanto accade per il fallimento, una procedura di verificazione dei crediti concorsuali. E’, quindi sempre possibile per il liquidatore modificare le proprie valutazioni in ordine all'esistenza, alla consistenza e al rango chirografario o privilegiato dei singoli crediti (Cass. 6859/1995) e il creditore che non concordi con le valutazioni del liquidatore può rivolgersi nelle forme ordinarie all'autorità giudiziaria per far accertare il proprio credito in contraddittorio con la procedura concorsuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bassano del Grappa, 28 Maggio 2013. Segue...
Concordato preventivo - Liquidazione dell'attivo - Pagamento dei creditori - Modalità - Redazione di piani di riparto - Necessità - Esclusione - Diritto dei creditori ad ottenere il pagamento delle somme indicate nei riparti - Esclusione.
Nel concordato preventivo, il liquidatore procede alla distribuzione del ricavato tra i creditori nel modo che ritiene più opportuno, in quanto nessuna norma gli impone di procedere, come prescritto per il fallimento, alla redazione di piani di riparto, la redazione dei quali può tuttavia essere utile per sollecitare, prima di procedere alla distribuzione delle somme disponibili ed a scanso di responsabilità per il liquidatore, eventuali rilievi che rendano necessaria una modificazione dei piani stessi, con la precisazione che deve, in ogni caso, escludersi che la redazione di un piano di riparto conferisca ai creditori un diritto irrevocabile ad ottenere le somme in esso iscritte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bassano del Grappa, 28 Maggio 2013. Segue...
Concordato preventivo - Natura negoziale dell'accordo tra debitore e creditore - Oggetto dell'accordo - Valutazione della fattibilità del piano in sede di omologazione - Esclusione - Valutazione di fattibilità in sede di giudizio di dissoluzione del concordato.
Concordato preventivo - Attività di liquidazione indicata nella sentenza di omologa passata in giudicato - Pendenza di giudizio di accertamento dei crediti - Sospensione dell'attività di liquidazione - Esclusione.
Fallimento e procedure concorsuali - Concordato preventivo con cessione dei beni - Nomina del liquidatore giudiziale - Obbligatorietà. Potere di indicazione del debitore - Limiti - Rispetto dei requisiti soggettivi per la nomina curatore - Difetto - Potere integrativo del tribunale - Sussistenza.
Nel concordato preventivo con cessione dei beni, la fase della liquidazione avviene ad opera della procedura concorsuale tramite i suoi organi, e tra essi il liquidatore giudiziale, la cui designazione può anche costituire oggetto della proposta del debitore volta a fissare le modalità di esecuzione del piano, ai sensi dell’art. 182 legge fallim., ma nel necessario rispetto dei requisiti soggettivi – tra cui le incompatibilità di cui all’art. 28 legge fallim. – previsti per la nomina a curatore ed ivi richiamati; in difetto, la designazione sostitutiva compete al tribunale, che non può tuttavia attribuire al giudice delegato, investito di limitati poteri di controllo, altresì la facoltà di nomina dei professionisti la cui opera sia richiesta nella fase di gestione, appartenendo tale prerogativa e responsabilità al medesimo commissario liquidatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Luglio 2011. Segue...
Fallimento e procedure concorsuali - Concordato preventivo con cessione dei beni - Nomina dei difensori.
Nel concordato preventivo con cessione dei beni, la fase della liquidazione deve necessariamente avvenire ad opera della procedura concorsuale tramite i suoi organi, e tra essi il liquidatore giudiziale, la cui designazione può anche costituire oggetto della proposta del debitore volta a fissare le modalità di esecuzione del piano, ai sensi dell’art. 182 legge fallim., ma nel necessario rispetto dei requisiti soggettivi – tra cui le incompatibilità di cui all’art. 28 legge fallim. – previsti per la nomina a curatore ed ivi richiamati; in difetto, la designazione sostitutiva compete al tribunale. (Antonio Pezzano) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15 Luglio 2011. Segue...
Potere di designazione a cura del giudice delegato - Insussistenza - Potere di nomina da parte del liquidatore giudiziale - Sussistenza.
Considerato che l'art.185 legge fall. non attribuisce al giudice delegato poteri di sorveglianza della fase esecutiva del concordato preventivo e che il novellato art. 25 comma 1 n. 6 legge fall. ha sostituito il curatore al giudice delegato nel potere di nomina dei professionisti in caso di fallimento, anche su un piano di interpretazione sistematica deve concludersi che, essendo attribuito al liquidatore giudiziale ogni potere inerente la gestione esecutiva del concordato preventivo, anche tale facoltà di nomina è di sua competenza. (Antonio Pezzano) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15 Luglio 2011. Segue...
Concordato preventivo - Esecuzione del concordato - Cancellazione delle ipoteche - Mancato richiamo all'articolo 136 L.F. - Irrilevanza.
Nonostante l'articolo 185, legge fallimentare non richiami espressamente il terzo comma dell'articolo 136, si deve ritenere che il giudice delegato debba ordinare lo svincolo delle cauzioni e la cancellazione delle ipoteche non altrimenti conseguibili, salvo quelle la cui cancellazione sia resa necessaria dall'esigenza di liquidare i beni per soddisfare i creditori concorrenti sotto la vigilanza del commissario giudiziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 14 Gennaio 2011. Segue...
Concordato preventivo – Fase esecutiva – Risoluzione ed annullamento – Disposizioni transitorie – Applicabilità – Tempus regit actum. (03/08/2010)
La fase esecutiva del concordato preventivo, per espresso dettato normativo, deve considerarsi estranea alla procedura concordataria in senso proprio che, appunto, si chiude con l’omologa. Ne consegue che le disposizioni transitorie che hanno dato attuazione temporale alle intervenute Riforme attengono solo a questa, e non anche alla fase esecutiva, regolata dalla legge vigente al momento secondo il principio del tempus regit actum. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 31 Marzo 2010, n. 0. Segue...
Concordato preventivo – Controversie relative alla sussistenza, entità e rango dei crediti – Potere decisionale del giudice delegato – Esclusione. (09/04/2010)
Dopo l'omologazione del concordato, tutte le questioni che hanno ad oggetto diritti pretesi da singoli creditori e che attengono all'esecuzione del concordato - concernenti la sussistenza, l'entità ed il rango del credito - mancando nel concordato preventivo la fase di formazione dello stato passivo, danno dunque luogo a controversie sottratte al potere decisionale del Giudice delegato e che devono costituire materia di un ordinario giudizio di cognizione (Cass. n. 23721 del 2006; n. 523 del 1999; n. 8116 del 1998; n. 6859 del 1995;n. 6083 del 1978). Cassazione civile, sez. I, 18 Giugno 2008, n. 16598. Segue...
Concordato preventivo - Effetti - Esecuzione del concordato - Decreto del tribunale di chiusura della procedura - Ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento
Il decreto con cui il tribunale autorizza la chiusura della procedura di concordato preventivo, avendo natura di atto esecutivo di funzioni di mera sorveglianza e controllo, non incide sui diritti soggettivi delle parti e non ha efficacia preclusiva rispetto all'azionabilità in sede di ordinario giudizio di cognizione delle questioni aventi ad oggetto i diritti dei creditori. Pertanto è privo dei connotati della decisorietà e della definitività e non può essere oggetto di ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost.. (Massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Ottobre 2006, n. 23272. Segue...
Concordato preventivo con cessione dei beni – Nomina dei liquidatori giudiziali – Volontà desumibile dalla proposta di concordato – Ammissibilità.
Poiché l'art. 182 l.f. non è stato abrogato, l'inciso "e non dispone diversamente" deve intendersi nel senso che la nomina dei liquidatori giudiziali da parte del Tribunale è subordinata all'assenza di una volontà contraria desumibile dalla proposta concordataria. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 15 Dicembre 2005. Segue...