Source: http://www.callegarimartini.com/it/news/giurisprudenza/itemlist/tag/ISP
Timestamp: 2013-12-11 17:07:44+00:00
Document Index: 172995997

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'CGUE ', 'art. 474', 'art. 517', 'art. 648', 'art. 156', 'CGUE ', 'sentenza ', 'CGUE ', 'sentenza ', 'art. 16', 'CGUE ', 'sentenza ']

News Giurisprudenza Displaying items by tag: ISP	Callegari Martini Avvocati: News & Blog	Giurisprudenza	Subscribe to this RSS feed
Lunedì 26 Marzo 2012 11:09	L'ACTA e le "novità" anti-contraffazione	E' uscito oggi su AvvocatiOggi, inserto di ItaliaOggi Sette, un articolo che ha raccolto le opinioni dei maggiori studi legali esperti in proprietà intellettuale in relazione all'Anti Counterfeiting Trade Agreement (ACTA) che molto sta facendo discutere sul web (si veda l'articolo anche su http://www.italiaoggi.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1763920&codiciTestate=5&sez=hgiornali7&testo=&titolo=Acta%20o%20non%20Acta?%20La%20protezione%20dei%20diritti%20su%20web%20divide%20i%20legali). Tra gli studi intervistati c'è anche Callegari & Martini, per cui abiamo deciso di approfondire l'argomento anche in questo blog.
Come è noto, l'ACTA è un accordo commerciale internazionale che persegue l'obiettivo di contrastare in maniera più efficace la contraffazione, inclusa quella effettuata via internet. L'accordo è stato sottoscritto, tra gli altri, da Australia, Canada, Giappone, USA, Svizzera, e da 22 dei 27 stati UE tra cui l'Italia. Esso ha suscitato nel web molte proteste legate in particolare al ruolo degli Intenet Service Providers (ISP), che secondo alcuni a causa dell'ACTA diventerebbero "sceriffi del web" in quanto dovrebbero vigilare sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale da parte dei loro utenti. (...)
Leggi tutto...	Venerdì 17 Febbraio 2012 11:36	La Corte di Giustizia UE ribadisce il "no" all'imposizione di sistemi di filtraggio agli ISP	La corte di Giustizia UE (CGUE) con sentenza del 16 febbraio 2012 nella causa C-360/10 è tornata a pronunciarsi sul tema della responsabilità degli internet service providers (ISP) per i contenuti illeciti caricati sui loro servers dagli utenti. In tale procedimento la Corte ha confermato che l'ISP (nella specie: gestore di un social network) non può essere costretto a predisporre un sistema di filtraggio generale, riguardante tutti i suoi utenti, per prevenire l’utilizzo illecito di opere protette da diritti di proprietà intellettuale. Tale decisione è in linea con altra precedente di cui abbiamo parlato qui in questo blog.
La pronuncia nasce dal giudizio avviato dalla SABAM, equivalente belga della nostra SIAE, nei confronti del gestore di social network Netlog NV, che consente agli utenti di caricare immagini e video nella propria pagina personale. Secondo SABAM, Netlog consentirebbe in tal modo agli utenti anche di caricare e quindi utilizzare opere musicali ed audiovisive coperte da copyright (e facenti parte del repertorio gestito da SABAM) senza l'autorizzazione dei titolari dei diritti. A fronte delle richieste di SABAM, il giudice belga competente a conoscere del merito della controversia si è rivolto alla CGUE per una sua pronuncia pregiudiziale, chiedendo in sostanza se il diritto dell’Unione consenta ad un giudice nazionale di ingiungere ad un ISP (quale è un gestore di social network) di predisporre - come chiedeva SABAM - un sistema di filtraggio delle informazioni memorizzate sui suoi server dai suoi utenti, sistema che si applichi indistintamente nei confronti di tutti questi utenti, a titolo preventivo, a spese esclusive dell'ISP e senza limiti nel tempo. (...)
Leggi tutto...	Martedì 27 Dicembre 2011 09:36	Il Tribunale di Roma ribadisce: nessun obbligo di sorveglianza in capo agli Internet Service Providers	Con ordinanza cautelare emessa lo scorso 16 dicembre nel procedimento civile R.G. n. 40724/2011, la sezione specializzata in proprietà intellettuale del Tribunale di Roma è tornata sul tema della responsabilità degli internet service providers ("ISP", di cui abbiamo parlato spesso in questo blog, tra l'altro qui). La decisione è stata salutata in maniera particolarmente favorevole dagli ISP, benchè in realtà essa appaia allineata alla giurisprudenza più recente che tende ad individuare una responsabilità degli ISP per i contenuti caricati dagli utenti: nel caso specifico, infatti, la responsabilità dell'ISP viene sostanzialmente esclusa non per ragioni giuridiche ma perchè di fatto l'ISP aveva già provveduto a rimuovere i contenuti illeciti in contestazione.
La vertenza nell'ambito della quale è stato emanato il provvedimento vede contrapposte la ricorrente Reti Televisive Italiane S.p.A. ("RTI") alle resistenti Google Inc. ("Google"), GoDaddy.Com Inc. e GoDaddy Netherlands BV, le ultime due non costituitesi in giudizio. Oggetto del contendere è il portale "Calciolink", in passato ospitato sulla piattaforma "Blogger" di Google e ora non più accessibile, che trasmetteva in live streaming eventi sportivi in violazione dei diritti acquistati da RTI sugli eventi stessi. RTI lamenta in particolare che il titolare del portale Calciolink non sarebbe identificabile a causa della mancata collaborazione delle resistenti, e che dovrebbero pertanto ritenersi responsabili per la diffusione dei contenuti illeciti le resistenti medesime, le quali in sostanza, pur essendo state avvertite da RTI mediante lettere di diffida della presenza di tali contenuti sui loro server, avrebbero omesso di impedirne la diffusione. Per tale ragione, RTI chiede che il Tribunale inibisca loro di trasmettere i contenuti costituenti violazione dei suoi diritti.(...)
Leggi tutto...	Lunedì 07 Novembre 2011 17:01	Dissequestrati i siti contenenti il marchio "Moncler"	Ha fatto molto discutere il provvedimento del 29 settembre scorso con il quale il GIP della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova aveva disposto il sequestro di 493 siti web retenuti colpevoli di violare il marchio "Moncler". Il provvedimento, emanato su denuncia della Moncler S.p.A., aveva sostanzialmente accolto la prospettazione della denunciante secondo cui i siti in questione utilizzano il marchio Moncler nei propri nomi a dominio ovvero al loro interno per la commercializzazione di prodotti contraffattori, commettendo così i reati di "Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi" (art. 474 c.p.), "Vendita di prodotti industriali con segni mendaci" (art. 517 c.p.) e "Ricettazione" (art. 648 c.p.).
Il GIP aveva quindi disposto il sequestro dei siti in questione, da effettuarsi per "oscuramento" dei medesimi. Il PM aveva a sua volta notificato il provvedimento a 27 fornitori di servizi internet (Internet Service Providers, "ISP") perchè vi dessero esecuzione, in tal modo ponendo in sostanza tale onere a carico degli ISP. Da qui erano nate le contestazioni degli ISP, che lamentavano che simili provvedimenti (come quello di oscuramento del sito The Pirate Bay nel 2010) ponessero in sostanza a loro carico un ingiustificato onere di farsi "sceriffi" della rete internet, sostituendosi alle forze dell'ordine. (...)
Leggi tutto...	Lunedì 18 Luglio 2011 10:09	Il Tribunale di Roma fa marcia indietro sulla responsabilità di Yahoo! per i link pirata a "About Elly"	Come avevamo raccontato qui in questo blog, con ordinanza cautelare del 20 marzo 2011 il Tribunale di Roma – Sezione Specializzata in Proprietà Intellettuale aveva affermato la responsabilità di Yahoo! quale intermediario nella violazione di diritti d’autore ai sensi dell’art. 156 della Legge sul Diritto d’Autore (n. 633/41): ciò in quanto, pur essendo stata informata dell’illecito, Yahoo! non aveva prontamente rimosso dal proprio motore di ricerca i link ai siti web “pirata” da cui era possibile vedere o scaricare illecitamente copie del film “About Elly”.
Leggi tutto...	Mercoledì 13 Luglio 2011 18:05	eBay vs L'Oréal: la CGUE sulla responsabilità degli ISP per violazione di marchi da parte degli utenti Con sentenza di ieri 12 luglio 2011 nel caso L'Oréal vs eBay (C 324-09) la Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) è tornata ad occuparsi della responsabilità degli Internet Service Provider (ISP) in relazione alle violazioni, ad opera dei loro utenti, di diritti altrui (in questo caso diritti di marchio). La decisione fa seguito al noto precedente 23 marzo 2010 della medesima CGUE nel caso Google vs. Luis Vuitton (C-236/08 e C-238/08), che sempre in un caso di violazione di marchio ha concluso che l’ISP è responsabile dei dati memorizzati quando “essendo venuto a conoscenza della natura illecita di tali dati, egli abbia omesso di prontamente rimuovere tali dati o disabilitare l’accesso agli stessi”.
Nel caso in questione la L'Oréal lamentava la messa in vendita su eBay, senza il proprio consenso, di prodotti recanti i propri marchi. Ciò secondo l'attrice costituiva violazione dei propri diritti di marchio, in alcuni casi perchè si trattava di prodotti non originali, in altri casi perchè si trattava di campioni gratuiti non destinati alla vendita ovvero di prodotti non destinati allo Spazio Economico Europeo (SEE) o ancora venduti senza imballaggio. Di tale violazione secondo la L'Oréal sarebbe responsabile, assieme agli utenti che effettuano le vendite, anche la medesima eBay, posto che questa visualizza i marchi dell'attrice sul suo sito ed ha registrato come keywords tali marchi nell'ambito del servizio AdWords di Google, per far comparire link sponsorizzati ai prodotti venduti sul proprio sito tra i risultati delle ricerche effettuate dagli utenti. (...)
Leggi tutto...	Giovedì 16 Giugno 2011 12:08	Il tribunale di Milano condanna IOL per i video in violazione dei diritti di RTI	Il Tribunale di Milano con la recente sentenza n. 7680/11 ha condannato Italia On Line s.r.l. (IOL) per violazione dei diritti d’autore di Reti Televisive Italiane s.p.a. (RTI) su una serie di trasmissioni televisive tra cui “Amici”, “I Simpson”, “Il Grande Fratello”, “Le Iene”, “Colorado Cafè”. La violazione sarebbe stata commessa in particolare per via della presenza non autorizzata, sul portale IOL, di spezzoni di tali trasmissioni caricate sia dagli utenti che dalla redazione di IOL, la quale IOL peraltro conseguiva un profitto su tali video grazie ai contenuti pubblicitari che ad essi venivano associati.
La difesa di IOL nel procedimento in questione è stata principalmente quella di affermare che si applicasse nei suoi confronti la limitazione di responsabilità prevista dall’art. 16 del D. Lgs. n. 70/2003 (con cui è stata attuata la Direttiva n. 31/2000 sull’e-commerce) in base al quale il prestatore di un servizio di hosting non è responsabile dei contenuti illeciti memorizzati dagli utenti se non è effettivamente a conoscenza della loro illiceità e, non appena venutone a conoscenza su comunicazione delle autorità competenti, agisce per rimuoverli o disabilitarne l'accesso.(...)
Leggi tutto...	Giovedì 12 Maggio 2011 17:28	Lettera aperta da consumatori e provider all'AGCOM su diritto d'autore e internet	Una serie di associazioni di consumatori, associazioni di provider e centri studi (ADICONSUM, AGORA' DIGITALE, ALTROCONSUMO, ASSONET-Confesercenti, ASSOPROVIDER-Confcommercio, FEMI, ISTITUTO PER LE POLITICHE DELL'INNOVAZIONE) ha inviato oggi una lettera aperta al presidente e ai consiglieri dell'Autorità Garante per le Comunicazioni (AGCOM) in relazione alla proposta di nuovo regolamento in materia di tutela dei diritti d'autore su internet avanzata dall'AGCOM stessa qualche mese fa e ancora oggetto di discussione.
Gli scriventi lamentano in particolare di non essere stati auditi da parte del Consiglio dell'AGCOM, cui spetta la decisione finale sul regolamento, pur a fronte dei loro rilievi in materia di tutela dei diritti civili e di libera informazione in Rete, che il regolamento proposto non tutelerebbe adeguatamente essendo in sostanza sbilanciato in favore dei titolari dei diritti d'autore. Al contrario, dice la lettera, sarebbe stata data audizione ai principali rappresentanti delle istanze dei titolari dei diritti d’autore. (...)
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