Source: http://www.mondomediazione.it/1/pacchetto_giustizia_riveduto_e_corretto_6731962.html
Timestamp: 2019-08-18 21:17:13+00:00
Document Index: 147267209

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 5', 'sentenza ']

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Pacchetto Giustizia riveduto e corretto
Il testo del D.L 22 Dicembre 2011 è stato approvato ma fortemente ridotto
Selezione dell'articolo tratto da IPSOA, visibile nella sua interezza direttamente qui.
Via libera definitivo del Senato alla conversione del D.L. 22 dicembre 2011, n. 212. Il testo originario in parte si svuota e, in parte, viene modificato. Il provvedimento e' stato fortemente ridotto rispetto all'originario testo governativo nel corso di un travagliato iter parlamentare. Residuano soltanto alcune norme per l'efficienza della giustizia civile che avrebbero potuto trovare accoglimento in altra sede: mediazione, cause in appello, processo avanti al giudice di pace e successioni.
Quanto allo svuotamento, viene integralmente eliminata tutta la disciplina dedicata all’esdebitazione dei piccoli imprenditori in ragione dell’avvenuta recente approvazione della L. 3/12 che entrerà in vigore il 29 febbraio prossimo.
Anche la restante parte dell’articolato normativo, in sede di conversione, verrà modificato.
In particolare, per ciò che qui interessa, è stata integralmente cancellata la disposizione (art. 13 D.L. 212/11) che aveva introdotto il comma 6-bis all’art. 5 del D.Lgs. 28/10, prevedendo la vigilanza, ad opera del capo dell’ufficio giudiziario, sull’applicazione di quanto previsto dal comma 1 dello stesso art. 5 attribuendo, altresì, allo stesso soggetto il potere di adottare ogni iniziativa necessaria a favorire l’espletamento della mediazione su invito del giudice ai sensi del comma 2 dello stesso art. 5 relazionandone gli esiti annualmente al CSM e al Ministero della Giustizia.
La soppressione, in sede di conversione, dell’intero art. 13 del D.L. 212/11 ha comportato, altresì, la eliminazione della modifica all’art. 8 c. 5 D.Lgs. 28/10 che anticipava la possibile pronuncia di condanna d’ufficio del giudice (con ordinanza non impugnabile) alla prima udienza di comparizione delle parti, ovvero all’udienza successiva di cui all’art. 5, comma 1 D.Lgs. 28/10 e non con la sentenza come originariamente previsto dalla disciplina in tema di mediazione.