Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-primo/titolo-i/capo-iv/art26.html
Timestamp: 2020-02-18 19:49:46+00:00
Document Index: 169616577

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 2', 'sentenza ']

Art. 26 codice di procedura penale - Prove acquisite dal giudice incompetente - Brocardi.it
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Articolo 26 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 26 Codice di procedura penale
2. Le dichiarazioni rese al giudice incompetente per materia, se ripetibili, sono utilizzabili soltanto nell'udienza preliminare [416 c.p.p. e ss.] e per le contestazioni a norma degli articoli 500 e 503.
L'articolo in oggetto, in ossequio al principio utile per inutile non vitiatur, stabilisce i casi in cui possono o non posso essere utilizzate le prove acquisite dal giudice incompetente e, in caso siano utilizzabili, ne detta i limiti di impiego.
Spiegazione dell'art. 26 Codice di procedura penale
La norma in esame stabilisce che il mancato rispetto delle norme sulla competenza non produce l'inefficacia delle prove acquisite.
Per quanto concerne invece l'articolo 27, ivi si stabilisce che le misure cautelari disposte da un giudice poi risultato incompetente contestualmente o successivamente alla decisione sulle misure stesse, cessano di avere efficacia se, entro venti giorni dall'ordinanza di trasmissione degli atti al giudice competente, questo non conferma le misure disposte.
Massime relative all'art. 26 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 1263/2013
Le prove orali assunte da giudice originariamente incompetente per materia ma a cui la competenza sia stata attribuita, in via retroattiva, per legge sono pienamente utilizzabili, non risultando ad esse applicabile la regola di cui all'art. 26 comma secondo, c.p.p.. (Fattispecie relativa all'applicazione retroattiva, ex art. 2, comma primo, D.L. n. 10 del 2010, conv. in l. n. 52 del 2010, della competenza per materia del tribunale per il delitto di associazione di tipo mafioso, in qualsiasi modo aggravato).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1263 del 10 gennaio 2013)