Source: http://www.stradedeivini.it/?News/Consorzi-di-tutela-dop-igp/Patata-Bologna-Dop
Timestamp: 2017-11-21 15:26:22+00:00
Document Index: 172475016

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 4']

Patata Bologna Dop – Strade dei vini
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138 Patata Bologna
Frazione Villanova - Via Tosarelli, n. 155 - Castenaso (Bologna)
GU n. 302 del 28/12/2016
Visto il Regolamento (UE) n. 228 della Commissione del 18 marzo 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea L. 69 del 19 marzo 2010 con il quale e' stata registrata la denominazione di origine protetta «Patata di Bologna»;
Vista l'istanza presentata in data 24 dicembre 2015 (prot. Mipaaf n. n. 89389 del 30/12/2015) dal Consorzio di tutela Patata di Bologna DOP con sede legale in Castenaso (Bologna), frazione Villanova - Via Tosarelli n. 155, intesa ad ottenere il riconoscimento dello stesso ad esercitare le funzioni indicate all'art. 14, comma 15, della citata legge n. 526/1999;
Considerato che la condizione richiesta dall'art. 5 del decreto 12 aprile 2000 sopra citato, relativo ai requisiti di rappresentativita' dei Consorzi di tutela, e' soddisfatta in quanto il Ministero ha verificato che la partecipazione, nella compagine sociale, dei soggetti appartenenti alla categoria «produttori agricoli» nella filiera «ortofrutticoli e cereali non trasformati» individuata all'art. 4, lettera b) del medesimo decreto, rappresentano almeno i 2/3 della produzione controllata dall'Organismo di controllo nel periodo significativo di riferimento. Tale verifica e' stata eseguita sulla base delle dichiarazioni presentate dal Consorzio richiedente e delle attestazioni rilasciate dall'organismo di controllo privato Check Fruit - NSF Italy srl, autorizzato a svolgere le attivita' di controllo sulla denominazione di origine protetta «Patata di Bologna»;
Ritenuto pertanto necessario procedere al riconoscimento del Consorzio di tutela Patata di Bologna DOP, al fine di consentirgli l'esercizio delle attivita' sopra richiamate e specificatamente indicate all'art. 14, comma 15, della legge 526/1999
1. Il Consorzio di tutela Patata di Bologna DOP e' riconosciuto ai sensi dell'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999 n. 526 ed e' incaricato di svolgere le funzioni previste dal medesimo comma, sulla DOP «Patata di Bologna» registrata con Regolamento (UE) n. 228 della Commissione del 18 marzo 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea L. 69 del 19 marzo 2010.
1. Lo statuto del Consorzio di tutela Patata di Bologna DOP, con sede in Castenaso (Bologna), frazione Villanova - Via Tosarelli n. 155, e' conforme alle prescrizioni di cui all'art. 3 del decreto 12 aprile 2000, recante disposizioni generali relative ai requisiti di rappresentativita' dei consorzi di tutela delle denominazioni di origine protette (DOP) e delle indicazioni geografiche protette (IGP).
2. Gli atti del consorzio, dotati di rilevanza esterna, contengono gli estremi del presente decreto di riconoscimento sia al fine di distinguerlo da altri enti, anche non consortili, aventi quale scopo sociale la tutela dei propri associati, sia per rendere evidente che lo stesso e' l'unico soggetto incaricato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali allo svolgimento delle funzioni di cui al comma 1 per la DOP «Patata di Bologna».
1. Il Consorzio di tutela di cui all'art. 1 puo' coadiuvare, nell'ambito dell'incarico conferitogli, l'attivita' di autocontrollo svolta dai propri associati e, ove richiesto, dai soggetti interessati all'utilizzazione della DOP «Patata di Bologna» non associati, a condizione che siano immessi nel sistema di controllo dell'organismo autorizzato.
2. I soggetti immessi nel sistema di controllo della DOP «Patata di Bologna» appartenenti alla categoria «produttori agricoli», nella filiera ortofrutticoli e cereali non trasformati, individuata dall'art. 4, lettera b) del decreto 12 aprile 2000 recante disposizioni generali relative ai requisiti di rappresentativita' dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine protette (DOP) e delle indicazioni geografiche protette (IGP), sono tenuti a sostenere i costi di cui al comma precedente, anche in caso di mancata appartenenza al consorzio di tutela.