Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/decreto-legislativo-30-giugno-2003-n-196art-1-94.html
Timestamp: 2016-10-22 07:08:02+00:00
Document Index: 18061637

Matched Legal Cases: ['art. 95', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ']

Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 GU 174 del 29/07/2003 - SO 123
[ art. 95-186
] [ allegati ]
Art. 1 - Diritto alla protezione dei
1. Chiunque ha diritto alla
protezione dei dati personali che lo riguardano.
1. Il presente testo unico,
di seguito denominato "codice", garantisce che il trattamento dei dati
personali si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché
della dignità dell'interessato, con particolare riferimento alla
riservatezza, all'identità personale e al diritto alla protezione dei dati
2. Il trattamento dei dati personali è disciplinato
assicurando un elevato livello di tutela dei diritti e delle libertà di cui al
comma 1 nel rispetto dei principi di semplificazione, armonizzazione ed
efficacia delle modalità previste per il loro esercizio da parte degli
interessati, nonché per l'adempimento degli obblighi da parte dei titolari del
Art. 3 - Principio di necessità nel
1. I sistemi informativi e i
programmi informatici sono configurati riducendo al minimo l'utilizzazione di
dati personali e di dati identificativi, in modo da escluderne il trattamento
quando le finalità perseguite nei singoli casi possono essere realizzate
mediante, rispettivamente, dati anonimi od opportune modalità che permettano di
identificare l'interessato solo in caso di necessità.
a) "trattamento", qualunque
operazione o complesso di operazioni, effettuati anche senza l'ausilio di
l'organizzazione, la conservazione, la consultazione, l'elaborazione, la
modificazione, la selezione, l'estrazione, il raffronto, l'utilizzo,
l'interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione
e la distruzione di dati, anche se non registrati in una banca di dati;
b) "dato personale", qualunque
informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a
c) "dati identificativi", i dati
personali che permettono l'identificazione diretta dell'interessato;
d) "dati sensibili", i dati
personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni
religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a
filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo
e) "dati giudiziari", i dati
personali idonei a rivelare provvedimenti di cui all'articolo 3, comma 1,
lettere da a) a o) e da r) a u), del d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, in materia
di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti
da reato e dei relativi carichi pendenti, o la qualità di imputato o di
indagato ai sensi degli articoli 60 e 61 del codice di procedura penale;
f) "titolare", la persona fisica,
la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro ente,
associazione od organismo cui competono, anche unitamente ad altro titolare, le
decisioni in ordine alle finalità, alle modalità del trattamento di dati
personali e agli strumenti utilizzati, ivi compreso il profilo della sicurezza;
g) "responsabile", la persona
fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro
ente, associazione od organismo preposti dal titolare al trattamento di dati
h) "incaricati", le persone
fisiche autorizzate a compiere operazioni di trattamento dal titolare o dal
i) "interessato", la persona
fisica, cui si riferiscono i dati
l) "comunicazione", il dare
conoscenza dei dati personali a uno o più soggetti determinati diversi
dall'interessato, dal rappresentante del titolare nel territorio dello Stato,
dal responsabile e dagli incaricati, in qualunque forma, anche mediante la loro
m) "diffusione", il dare
conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma,
n) "dato anonimo", il dato che in
origine, o a seguito di trattamento, non può essere associato ad un interessato
o) "blocco", la conservazione di
dati personali con sospensione temporanea di ogni altra operazione del
p) "banca di dati", qualsiasi
complesso organizzato di dati personali, ripartito in una o più unità
dislocate in uno o più siti;
q) "Garante", l'autorità di cui
all'articolo 153, istituita dalla legge 31 dicembre 1996, n. 675,
2. Ai fini del presente codice si intende, inoltre,
a) "comunicazione elettronica",
ogni informazione scambiata o trasmessa tra un numero finito di soggetti tramite
un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico. Sono escluse
le informazioni trasmesse al pubblico tramite una rete di comunicazione
elettronica, come parte di un servizio di radiodiffusione, salvo che le stesse
informazioni siano collegate ad un contraente o utente ricevente, identificato o
b) chiamata, la
c) reti di
d) rete
comunicazione elettronica accessibili al pubblico, che supporta il trasferimento di informazioni tra i punti terminali di
e) "servizio di comunicazione
elettronica", i servizi consistenti esclusivamente o prevalentemente nella
trasmissione di segnali su reti di comunicazioni elettroniche, compresi i
servizi di telecomunicazioni e i servizi di trasmissione nelle reti utilizzate
per la diffusione circolare radiotelevisiva, nei limiti previsti dall'articolo
2, lettera c), della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 7 marzo 2002;
f) "contraente", qualunque persona
fisica, persona giuridica, ente o associazione parte di un contratto con un
fornitore di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico per la
fornitura di tali servizi, o comunque destinatario di tali servizi tramite
g) "utente", qualsiasi persona
fisica che utilizza un servizio di comunicazione elettronica accessibile al
pubblico, per motivi privati o commerciali, senza esservi necessariamente
abbonata;
h) "dati relativi al traffico",
qualsiasi dato sottoposto a trattamento ai fini della trasmissione di una
comunicazione su una rete di comunicazione elettronica o della relativa
i) "dati relativi
all'ubicazione", ogni dato trattato in una rete di comunicazione
elettronica da un servizio di
comunicazione elettronica che indica la posizione geografica dell'apparecchiatura terminale
dell'utente di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico;
l) "servizio a valore aggiunto",
il servizio che richiede il trattamento dei dati relativi al traffico o dei dati
relativi all'ubicazione diversi dai dati relativi al traffico, oltre a quanto è
necessario per la trasmissione di una comunicazione o della relativa
m) "posta elettronica", messaggi
contenenti testi, voci, suoni o immagini trasmessi attraverso una rete pubblica
di comunicazione, che possono essere archiviati in rete o nell'apparecchiatura
terminale ricevente, fino a che il ricevente non ne ha preso conoscenza.
3. Ai fini del presente codice si intende, altresì,
a) "misure minime", il complesso
delle misure tecniche, informatiche, organizzative, logistiche e procedurali di
sicurezza che configurano il livello minimo di protezione richiesto in relazione
ai rischi previsti nell'articolo 31;
b) "strumenti elettronici", gli
elaboratori, i programmi per elaboratori e qualunque dispositivo elettronico o
comunque automatizzato con cui si effettua il trattamento;
c) "autenticazione informatica",
l'insieme degli strumenti elettronici e delle procedure per la verifica anche
indiretta dell'identità;
d) "credenziali di
autenticazione", i dati ed i dispositivi, in possesso di una persona, da
questa conosciuti o ad essa univocamente correlati, utilizzati per
l'autenticazione informatica
e) "parola chiave", componente di
una credenziale di autenticazione associata ad una persona ed a questa nota,
costituita da una sequenza di caratteri o altri dati in forma elettronica;
f) "profilo di autorizzazione",
l'insieme delle informazioni, univocamente associate ad una persona, che
consente di individuare a quali dati essa può accedere, nonché i trattamenti
ad essa consentiti;
g) "sistema di autorizzazione",
l'insieme degli strumenti e delle procedure che abilitano l'accesso ai dati e
alle modalità di trattamento degli stessi, in funzione del profilo di
autorizzazione del richiedente;
g-bis) violazione di dati personali: violazione della sicurezza che
a) "scopi storici", le finalità
di studio, indagine, ricerca e documentazione di figure, fatti e circostanze del
b) "scopi statistici", le
finalità di indagine statistica o di produzione di risultati statistici, anche
a mezzo di sistemi informativi statistici;
c) "scopi scientifici", le
finalità di studio e di indagine sistematica finalizzata allo sviluppo delle
conoscenze scientifiche in uno specifico settore.
Art. 5 - Oggetto ed ambito di
1. Il presente codice
disciplina il trattamento di dati personali, anche detenuti all'estero,
effettuato da chiunque è stabilito nel territorio dello Stato o in un luogo
comunque soggetto alla sovranità dello Stato.
2. Il presente codice si applica anche al trattamento
di dati personali effettuato da chiunque è stabilito nel territorio di un Paese
europea. In caso di applicazione del presente codice, il titolare del
trattamento designa un proprio rappresentante stabilito nel territorio dello
Stato ai fini dell'applicazione della disciplina sul trattamento dei dati
3. Il trattamento di dati personali effettuato da
persone fisiche per fini esclusivamente personali è soggetto all'applicazione
del presente codice solo se i dati sono destinati ad una comunicazione
sistematica o alla diffusione. Si applicano in ogni caso le disposizioni in tema
di responsabilità e di sicurezza dei dati di cui agli articoli 1 e 31.
[3-bis.abrogato]
nella presente Parte si applicano a tutti i trattamenti di dati, salvo quanto
previsto, in relazione ad alcuni trattamenti, dalle disposizioni integrative o
Art. 7 - Diritto di accesso ai dati
personali ed altri diritti
b) delle finalità e modalità del
titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell'articolo
5, comma 2; e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati
a) l'aggiornamento, la rettificazione
b) la cancellazione, la trasformazione in
c) l'attestazione che le operazioni di cui
alle lettere a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda
4. L'interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in
a) per motivi legittimi al trattamento dei
dati personali che lo riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della
b) al trattamento di dati personali che lo
riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per
1. I diritti di cui
all'articolo 7 sono esercitati con richiesta rivolta senza formalità al
titolare o al responsabile, anche per il tramite di un incaricato, alla quale è
2. I diritti di cui all'articolo 7 non possono essere
esercitati con richiesta al titolare o al responsabile o con ricorso ai sensi
dell'articolo 145, se i trattamenti di dati personali sono effettuati:
a) in base alle disposizioni del
decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge
luglio 1991, n. 197, e successive modificazioni, in materia di riciclaggio;
b) in base alle disposizioni del
decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla
legge 18 febbraio 1992, n. 172, e successive modificazioni, in materia di
sostegno alle vittime di richieste estorsive;
c) da Commissioni parlamentari d'inchiesta
istituite ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione;
d) da un soggetto pubblico, diverso dagli
enti pubblici economici, in base ad espressa disposizione di legge, per
esclusive finalità inerenti alla politica monetaria e valutaria, al sistema dei
pagamenti, al controllo degli intermediari e dei mercati creditizi e finanziari,
nonché alla tutela della loro stabilità;
e) ai sensi dell'articolo 24, comma 1,
lettera f), limitatamente al periodo durante il quale potrebbe derivarne un
pregiudizio effettivo e concreto per lo svolgimento delle investigazioni
f) da fornitori di servizi di comunicazione
elettronica accessibili al pubblico relativamente a comunicazioni telefoniche in
entrata, salvo che possa derivarne un pregiudizio effettivo e concreto per lo
svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n.
g) per ragioni di giustizia, presso uffici
giudiziari di ogni ordine e grado o il Consiglio superiore della magistratura o
altri organi di autogoverno o il Ministero della giustizia;
h) ai sensi dell'articolo 53, fermo
restando quanto previsto dalla legge 1 aprile 1981, n. 121.
3. Il Garante, anche su segnalazione dell'interessato,
nei casi di cui al comma 2, lettere a), b), d), e) ed f) provvede nei modi di
cui agli articoli 157, 158 e 159 e, nei casi di cui alle lettere c), g) ed h)
del medesimo comma, provvede nei modi di cui all'articolo 160.
4. L'esercizio dei diritti di cui all'articolo 7,
quando non riguarda dati di carattere oggettivo, può avere luogo salvo che
valutativo, relativi a giudizi, opinioni o ad altri apprezzamenti di tipo
soggettivo, nonché l'indicazione di condotte da tenersi o di decisioni in via
di assunzione da parte del titolare del trattamento.
1. La richiesta rivolta al
titolare o al responsabile può essere trasmessa anche mediante lettera
raccomandata, telefax o posta elettronica. Il Garante può individuare altro
idoneo sistema in riferimento a nuove soluzioni tecnologiche. Quando riguarda
l'esercizio dei diritti di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, la richiesta può
essere formulata anche oralmente e in tal caso è annotata sinteticamente a cura
dell'incaricato o del responsabile.
2. Nell'esercizio dei diritti di cui all'articolo 7
l'interessato può conferire, per iscritto, delega o procura a persone fisiche,
enti, associazioni od organismi. L'interessato può, altresì, farsi assistere
da una persona di fiducia.
3. I diritti di cui all'articolo 7 riferiti a dati
personali concernenti persone decedute possono essere esercitati da chi ha un
interesse proprio, o agisce a tutela dell'interessato o per ragioni familiari
meritevoli di protezione.
4. L'identità dell'interessato è verificata sulla
base di idonei elementi di valutazione, anche mediante atti o documenti
disponibili o esibizione o allegazione di copia di un documento di
riconoscimento. La persona che agisce per conto dell'interessato esibisce o
allega copia della procura, ovvero della delega sottoscritta in presenza di un
incaricato o sottoscritta e presentata unitamente a copia fotostatica non
autenticata di un documento di riconoscimento dell'interessato.
5. La richiesta di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, è
1. Per garantire l'effettivo
esercizio dei diritti di cui all'articolo 7 il titolare del trattamento è
tenuto ad adottare idonee misure volte, in particolare:
a) ad agevolare l'accesso ai dati personali
da parte dell'interessato, anche attraverso l'impiego di appositi programmi per
elaboratore finalizzati ad un'accurata selezione dei dati che riguardano singoli
interessati identificati o identificabili;
b) a semplificare le modalità e a ridurre
i tempi per il riscontro al richiedente, anche nell'ambito di uffici o servizi
2. I dati sono estratti a cura del responsabile o degli
incaricati e possono essere comunicati al richiedente anche oralmente, ovvero
offerti in visione mediante strumenti elettronici, sempre che in tali casi la
comprensione dei dati sia agevole, considerata anche la qualità e la quantità
delle informazioni. Se vi è richiesta, si provvede alla trasposizione dei dati
su supporto cartaceo o informatico, ovvero alla loro trasmissione per via
3. Salvo che la richiesta sia riferita ad un
particolare trattamento o a specifici dati personali o categorie di dati
personali, il riscontro all'interessato comprende tutti i dati personali che
riguardano l'interessato comunque trattati dal titolare. Se la richiesta è
rivolta ad un esercente una professione sanitaria o ad un organismo sanitario si
osserva la disposizione di cui all'articolo 84, comma 1.
difficoltosa il riscontro alla richiesta dell'interessato può avvenire anche
attraverso l'esibizione o la consegna in copia di atti e documenti contenenti i
dati personali richiesti.
5. Il diritto di ottenere la comunicazione in forma
intelligibile dei dati non riguarda dati personali relativi a terzi, salvo che
la scomposizione dei dati trattati o la privazione di alcuni elementi renda
incomprensibili i dati personali relativi all'interessato.
6. La comunicazione dei dati è effettuata in forma
intelligibile anche attraverso l'utilizzo di una grafia comprensibile. In caso
di comunicazione di codici o sigle sono forniti, anche mediante gli incaricati,
i parametri per la comprensione del relativo significato.
7. Quando, a seguito della richiesta di cui
all'articolo 7, commi 1 e 2, lettere a), b) e c) non risulta confermata
l'esistenza di dati che riguardano l'interessato, può essere chiesto un
contributo spese non eccedente i costi effettivamente sopportati per la ricerca
8. Il contributo di cui al comma 7 non può comunque
superare l'importo determinato dal Garante con provvedimento di carattere
generale, che può individuarlo forfettariamente in relazione al caso in cui i
dati sono trattati con strumenti elettronici e la risposta è fornita oralmente.
Con il medesimo provvedimento il Garante può prevedere che il contributo possa
essere chiesto quando i dati personali figurano su uno speciale supporto del
quale è richiesta specificamente la riproduzione, oppure quando, presso uno o
più titolari, si determina un notevole impiego di mezzi in relazione alla
complessità o all'entità delle richieste ed è confermata l'esistenza di dati
che riguardano l'interessato.
9. Il contributo di cui ai commi 7 e 8 è corrisposto
anche mediante versamento postale o bancario, ovvero mediante carta di pagamento
o di credito, ove possibile all'atto della ricezione del riscontro e comunque
Art. 11 - Modalità del trattamento e
1. I dati personali oggetto
di trattamento sono:
a) trattati in modo lecito e secondo
b) raccolti e registrati per scopi
determinati, espliciti e legittimi, ed utilizzati in altre operazioni del
d) pertinenti, completi e non eccedenti
rispetto alle finalità per le quali sono raccolti o successivamente trattati;
e) conservati in una forma che consenta
l'identificazione dell'interessato per un periodo di tempo non superiore a
quello necessario agli scopi per i quali essi sono stati raccolti o
2. I dati personali trattati in violazione della
disciplina rilevante in materia di trattamento dei dati personali non possono
Art. 12 - Codici di deontologia e di
1. Il Garante promuove
nell'ambito delle categorie interessate, nell'osservanza del principio di
rappresentatività e tenendo conto dei criteri direttivi delle raccomandazioni
del Consiglio d'Europa sul trattamento di dati personali, la sottoscrizione di
codici di deontologia e di buona condotta per determinati settori, ne verifica
la conformità alle leggi e ai regolamenti anche attraverso l'esame di
osservazioni di soggetti interessati e contribuisce a garantirne la diffusione e
2. I codici sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana a cura del Garante e, con decreto del Ministro della
giustizia, sono riportati nell'allegato A) del presente codice.
3. Il rispetto delle disposizioni contenute nei codici
di cui al comma 1 costituisce condizione essenziale per la liceità e
correttezza del trattamento dei dati personali effettuato da soggetti privati e
anche al codice di deontologia per i trattamenti di dati per finalità
giornalistiche promosso dal Garante nei modi di cui al comma 1 e all'articolo
1. L'interessato o la
persona presso la quale sono raccolti i dati personali sono previamente
a) le finalità e le modalità del
trattamento cui sono destinati i dati;
c) le conseguenze di un eventuale rifiuto
di rispondere;
d) i soggetti o le categorie di soggetti ai
conoscenza in qualità di responsabili o incaricati, e l'ambito di diffusione
dei dati medesimi;
e, se designati, del rappresentante nel territorio dello Stato ai sensi
dell'articolo 5 e del responsabile. Quando il titolare ha designato più
responsabili è indicato almeno uno di essi, indicando il sito della rete di
comunicazione o le modalità attraverso le quali è conoscibile in modo agevole
l'elenco aggiornato dei responsabili. Quando è stato designato un responsabile
per il riscontro all'interessato in caso di esercizio dei diritti di cui
all'articolo 7, è indicato tale responsabile.
2. L'informativa di cui al comma 1 contiene anche gli
elementi previsti da specifiche disposizioni del presente codice e può non comprendere gli elementi già noti alla persona che fornisce i dati o la cui
conoscenza può ostacolare in concreto l'espletamento, da parte di un soggetto
pubblico, di funzioni ispettive o di controllo svolte per finalità di difesa o
sicurezza dello Stato oppure di prevenzione, accertamento o repressione di
3. Il Garante può individuare con proprio
provvedimento modalità semplificate per l'informativa fornita in particolare da
servizi telefonici di assistenza e informazione al pubblico.
4. Se i dati personali non sono raccolti presso
l'interessato, l'informativa di cui al comma 1, comprensiva delle categorie di
trattati, è data al medesimo interessato all'atto della registrazione dei dati
o, quando è prevista la loro comunicazione, non oltre la prima comunicazione.
5. La disposizione di cui al comma 4 non si applica
a) i dati sono trattati in base ad un
obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria;
b) i dati sono trattati ai fini dello
397, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria,
sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il
periodo strettamente necessario al loro perseguimento;
c) l'informativa all'interessato comporta
un impiego di mezzi che il Garante, prescrivendo eventuali misure appropriate.
dichiari manifestamente sproporzionati rispetto al diritto tutelato, ovvero si
5-bis. L'informativa di cui al comma 1 non
è dovuta in caso
ai fini dell'eventuale instaurazione di un rapporto di lavoro. Al
momento del primo contatto successivo all'invio del curriculum, il
titolare è tenuto a fornire all'interessato, anche oralmente, una
lettere a), d) ed f).
Art. 14 - Definizione di profili e della
personalità dell'interessato
1. Nessun atto o
provvedimento giudiziario o amministrativo che implichi una valutazione del
comportamento umano può essere fondato unicamente su un trattamento
automatizzato di dati personali volto a definire il profilo o la personalità
2. L'interessato può opporsi ad ogni altro tipo di
determinazione adottata sulla base del trattamento di cui al comma 1, ai sensi
dell'articolo 7, comma 4, lettera a), salvo che la determinazione sia stata
adottata in occasione della conclusione o dell'esecuzione di un contratto, in
accoglimento di una proposta dell'interessato o sulla base di adeguate garanzie
individuate dal presente codice o da un provvedimento del Garante ai sensi
Art. 15 - Danni cagionati per effetto
1. Chiunque cagiona danno ad
altri per effetto del trattamento di dati personali è tenuto al risarcimento ai
sensi dell'articolo 2050 del codice civile.
2. Il danno non patrimoniale è risarcibile anche in
caso di violazione dell'articolo 11.
1. In caso di cessazione, per qualsiasi causa, di
un trattamento i dati sono:
b) ceduti ad altro titolare, purché
destinati ad un trattamento in termini compatibili agli scopi per i quali i dati
sono raccolti;
c) conservati per fini esclusivamente
personali e non destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione;
d) conservati o ceduti ad altro titolare,
per scopi storici, statistici o scientifici, in conformità alla legge, ai
regolamenti, alla normativa comunitaria e ai codici di deontologia e di buona
2. La cessione dei dati in violazione di quanto
previsto dal comma 1, lettera b), o di altre disposizioni rilevanti in materia
di trattamento dei dati personali è priva di effetti.
Art. 17 - Trattamento che presenta
diversi da quelli sensibili e giudiziari che presenta rischi specifici per i
diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità dell'interessato, in
relazione alla natura dei dati o alle modalità del trattamento o agli effetti
che può determinare, è ammesso nel rispetto di misure ed accorgimenti a
garanzia dell'interessato, ove prescritti.
2. Le misure e gli accorgimenti di cui al comma 1 sono
prescritti dal Garante in applicazione dei principi sanciti dal presente codice,
nell'ambito di una verifica preliminare all'inizio del trattamento, effettuata
anche in relazione a determinate categorie di titolari o di trattamenti, anche a
seguito di un interpello del titolare.
Art. 18 - Principi applicabili a tutti i
trattamenti effettuati da soggetti pubblici
presente capo riguardano tutti i soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici
2. Qualunque trattamento di dati personali da parte di
soggetti pubblici è consentito soltanto per lo svolgimento delle funzioni
3. Nel trattare i dati il soggetto pubblico osserva i
presupposti e i limiti stabiliti dal presente codice, anche in relazione alla
diversa natura dei dati, nonché dalla legge e dai regolamenti.
4. Salvo quanto previsto nella Parte II per gli
esercenti le professioni sanitarie e gli organismi sanitari pubblici, i soggetti
5. Si osservano le disposizioni di cui all'articolo 25
in tema di comunicazione e diffusione.
Art. 19 - Principi applicabili al
trattamento di dati diversi da quelli sensibili e giudiziari
1. Il trattamento da parte di
un soggetto pubblico riguardante dati diversi da quelli sensibili e giudiziari
è consentito, fermo restando quanto previsto dall'articolo 18, comma 2, anche
in mancanza di una norma di legge o di regolamento che lo preveda espressamente.
altri soggetti pubblici è ammessa quando è prevista da una norma di legge o di
regolamento. In mancanza di tale norma la comunicazione è ammessa quando è
comunque necessaria per lo svolgimento di funzioni istituzionali e può essere
iniziata se è decorso il termine di cui all'articolo 39, comma 2, e non è
stata adottata la diversa determinazione ivi indicata.
3. La comunicazione da parte di un soggetto pubblico a
privati o a enti pubblici economici e la diffusione da parte di un soggetto
pubblico sono ammesse unicamente quando sono previste da una norma di legge o di
3-bis. Le notizie concernenti lo svolgimento delle prestazioni
l'amministrazione, idonee a rivelare taluna delle informazioni di cui all'articolo 4, comma 1, lettera
Art. 20 - Principi applicabili al
sensibili da parte di soggetti pubblici è consentito solo se autorizzato da
espressa disposizione di legge nella quale sono specificati i tipi dì dati che
possono essere trattati e di operazioni eseguibili e le finalità di rilevante
2. Nei casi in cui una disposizione di legge specifica
la finalità di rilevante interesse pubblico, ma non i tipi di dati sensibili e
di operazioni eseguibili, il trattamento è consentito solo in riferimento ai
tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti
che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità
perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi di cui all'articolo 22,
con atto di natura regolamentare adottato in conformità al parere espresso dal
Garante ai sensi dell'articolo 154, comma 1, lettera g), anche su schemi tipo.
3. Se il trattamento non è previsto espressamente da
una disposizione di legge i soggetti pubblici possono richiedere al Garante
l'individuazione delle attività, tra quelle demandate ai medesimi soggetti
dalla legge, che perseguono finalità di rilevante interesse pubblico e per le
quali è conseguentemente autorizzato, ai sensi dell'articolo 26, comma 2, il
trattamento dei dati sensibili. Il trattamento è consentito solo se il soggetto
pubblico provvede altresì a identificare e rendere pubblici i tipi di dati e di
4. L'identificazione dei tipi di dati e di operazioni
di cui ai commi 2 e 3 è aggiornata e integrata periodicamente.
Art. 21 - Principi applicabili al
giudiziari da parte di soggetti pubblici è consentito solo se autorizzato da
espressa disposizione di legge o provvedimento del Garante che specifichino le
finalità di rilevante interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati
trattati e di operazioni eseguibili.
1-bis. Il trattamento dei dati giudiziari è altresì consentito
quando è effettuato in attuazione di protocolli d'intesa per la
prevenzione e il contrasto dei fenomeni di criminalità organizzata
30 luglio 1999, n. 300, previo parere del Garante per la protezione
dei dati personali, che specificano la tipologia dei dati trattati e
2. Le disposizioni di cui all'articolo 20, commi 2 e 4,
si applicano anche al trattamento dei dati giudiziari.
Art. 22 - Principi applicabili al
1. I soggetti pubblici
conformano il trattamento dei dati sensibili e giudiziari secondo modalità
volte a prevenire violazioni dei diritti, delle libertà fondamentali e della
dignità dell'interessato.
2. Nel fornire l'informativa di cui all'articolo 13
soggetti pubblici fanno espresso riferimento alla normativa che prevede gli
obblighi o i compiti in base alla quale è effettuato il trattamento dei dati
3. I soggetti pubblici possono trattare solo i dati
sensibili e giudiziari indispensabili per svolgere attività istituzionali che
non possono essere adempiute, caso per caso, mediante il trattamento di dati
anonimi o di dati personali di natura diversa.
4. I dati sensibili e giudiziari sono raccolti, di
regola, presso l'interessato.
5. In applicazione dell'articolo 11, comma 1, lettere
c), d) ed e), i soggetti pubblici verificano periodicamente l'esattezza e
l'aggiornamento dei dati sensibili e giudiziari, nonché la loro pertinenza,
completezza, non eccedenza e indispensabilità rispetto alle finalità
perseguite nei singoli casi, anche con riferimento ai dati che l'interessato
fornisce di propria iniziativa. Al fine di assicurare che i dati sensibili e
giudiziari siano indispensabili rispetto agli obblighi e ai compiti loro
attribuiti, i soggetti pubblici valutano specificamente il rapporto tra i dati e
gli adempimenti. I dati che, anche a seguito delle verifiche, risultano
eccedenti o non pertinenti o non indispensabili non possono essere utilizzati,
salvo che per l'eventuale conservazione, a norma di legge, dell'atto o del
documento che li contiene. Specifica attenzione è prestata per la verifica
dell'indispensabilità dei dati sensibili e giudiziari riferiti a soggetti
diversi da quelli cui si riferiscono direttamente le prestazioni o gli
6. I dati sensibili e giudiziari contenuti in elenchi,
registri o banche di dati, tenuti con l'ausilio di strumenti elettronici, sono
trattati con tecniche di cifratura o mediante l'utilizzazione di codici
identificativi o di altre soluzioni che, considerato il numero e la natura dei
dati trattati, li rendono temporaneamente inintelligibili anche a chi è
autorizzato ad accedervi e permettono di identificare gli interessati solo in
7. I dati idonei a rivelare lo stato di salute e la
vita sessuale sono conservati separatamente da altri dati personali trattati per
finalità che non richiedono il loro utilizzo. I medesimi dati sono trattati con
le modalità di cui al comma 6 anche quando sono tenuti in elenchi, registri o
banche di dati senza l'ausilio di strumenti elettronici.
8. I dati idonei a rivelare lo stato di salute non
9. Rispetto ai dati sensibili e giudiziari
indispensabili ai sensi del comma 3, i soggetti pubblici sono autorizzati ad
effettuare unicamente le operazioni di trattamento indispensabili per il
perseguimento delle finalità per le quali il trattamento è consentito, anche
quando i dati sono raccolti nello svolgimento di compiti di vigilanza, di
controllo o ispettivi.
10. I dati sensibili e giudiziari non possono essere
trattati nell'ambito di test psicoattitudinali volti a definire il profilo o la
personalità dell'interessato. Le operazioni di raffronto tra dati sensibili e
giudiziari, nonché i trattamenti di dati sensibili e giudiziari ai sensi
dell'articolo 14, sono effettuati solo previa annotazione scritta dei motivi.
11. In ogni caso, le operazioni e i trattamenti di cui
al comma 10, se effettuati utilizzando banche di dati di diversi titolari, nonché
la diffusione dei dati sensibili e giudiziari, sono ammessi solo se
previsti da espressa disposizione di legge.
12. Le disposizioni di cui al presente articolo recano
principi applicabili, in conformità ai rispettivi ordinamenti, ai trattamenti
disciplinati dalla Presidenza della Repubblica, dalla Camera dei deputati, dal
Senato della Repubblica e dalla Corte costituzionale.
personali da parte di privati o di enti pubblici economici è ammesso solo con
il consenso espresso dell'interessato.
2. Il consenso può riguardare l'intero trattamento
ovvero una o più operazioni dello stesso.
3. Il consenso è validamente prestato solo se è
espresso liberamente e specificamente in riferimento ad un trattamento
chiaramente individuato, se è documentato per iscritto, e se sono state rese
all'interessato le informazioni di cui all'articolo 13.
4. Il consenso è manifestato in forma scritta quando
il trattamento riguarda dati sensibili.
Art. 24 - Casi nei quali può essere
effettuato il trattamento senza consenso
1. Il consenso non è
richiesto, oltre che nei casi previsti nella Parte II, quando il trattamento:
a) è necessario per adempiere ad un
b) è necessario per eseguire obblighi
derivanti da un contratto del quale è parte l'interessato o per adempiere,
c) riguarda dati provenienti da pubblici
registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque, fermi restando i
limiti e le modalità che le leggi, i regolamenti o la normativa comunitaria
stabiliscono per la conoscibilità e pubblicità dei dati;
d) riguarda dati relativi allo svolgimento
di attività economiche, trattati nel rispetto della vigente normativa in
e) è necessario per la salvaguardia della
vita o dell'incolumità fisica di un terzo. Se la medesima finalità riguarda
l'interessato e quest'ultimo non può prestare il proprio consenso per
impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità di intendere o
di volere, il consenso è manifestato da chi esercita legalmente la potestà,
ovvero da un prossimo congiunto, da un familiare, da un convivente o, in loro
assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora l'interessato. Si
f) con esclusione della diffusione, è
necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla
legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere un
diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per
tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento,
nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e
g) con esclusione della diffusione, è
necessario, nei casi individuati dal Garante sulla base dei principi sanciti
dalla legge, per perseguire un legittimo interesse del titolare o di un terzo
destinatario dei dati, qualora non prevalgano i diritti e le libertà
fondamentali, la dignità o un legittimo interesse dell'interessato;
h) con esclusione della comunicazione
all'esterno e della diffusione, è effettuato da associazioni, enti od organismi
senza scopo di lucro, anche non riconosciuti, in riferimento a soggetti che
hanno con essi contatti regolari o ad aderenti, per il perseguimento di scopi
determinati e legittimi individuati dall'atto costitutivo, dallo statuto o dal
contratto collettivo, e con modalità di utilizzo previste espressamente con
determinazione resa nota agli interessati all'atto dell'informativa ai sensi
dell'articolo 13;
i) è necessario, in conformità ai rispettivi codici
di deontologia di cui all'allegato A), per esclusivi scopi scientifici o
statistici, ovvero per esclusivi scopi storici presso archivi privati dichiarati
di notevole interesse storico ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, di approvazione del testo unico in materia
di beni culturali e ambientali o, secondo quanto previsto dai medesimi codici,
presso altri archivi privati.
i-ter) con esclusione della diffusione e fatto salvo quanto
previsto dall'articolo 130 del presente codice, riguarda la
comunicazione di dati tra società, enti o associazioni con società
controllanti, controllate o collegate ai sensi dell'articolo 2359 del
codice civile ovvero con società sottoposte a comune controllo, nonché tra consorzi, reti di imprese e raggruppamenti e associazioni
temporanei di imprese con i soggetti ad essi aderenti, per le finalità amministrativo contabili, come definite all'articolo 34,
comma 1-ter, e purché queste finalità siano previste espressamente
con determinazione resa nota agli interessati all'atto dell'informativa di cui all'articolo
Art. 25 - Divieti di comunicazione e
1. La comunicazione e la
diffusione sono vietate, oltre che in caso di divieto disposto dal Garante o
dall'autorità giudiziaria:
a) in riferimento a dati personali dei
quali è stata ordinata la cancellazione, ovvero quando è decorso il periodo di
tempo indicato nell'articolo 11, comma 1, lettera e);
b) per finalità diverse da quelle indicate
nella notificazione del trattamento, ove prescritta.
2. E' fatta salva la comunicazione o diffusione di dati
richieste, in conformità alla legge, da forze di polizia, dall'autorità
giudiziaria, da organismi di informazione e sicurezza o da altri soggetti
pubblici ai sensi dell'articolo 58, comma 2, per finalità di difesa o di
1. I dati sensibili possono
essere oggetto di trattamento solo con il consenso scritto dell'interessato e
previa autorizzazione del Garante, nell'osservanza dei presupposti e dei limiti
stabiliti dal presente codice, nonché dalla legge e dai regolamenti.
richiesta di autorizzazione entro quarantacinque giorni, decorsi i quali la
mancata pronuncia equivale a rigetto. Con il provvedimento di autorizzazione,
ovvero successivamente, anche sulla base di eventuali verifiche, il Garante può
prescrivere misure e accorgimenti a garanzia dell'interessato, che il titolare
del trattamento è tenuto ad adottare.
a) dei dati relativi agli aderenti alle
confessioni religiose e ai soggetti che con riferimento a finalità di natura
esclusivamente religiosa hanno contatti regolari con le medesime confessioni,
effettuato dai relativi organi, ovvero da enti civilmente riconosciuti, sempre
che i dati non siano diffusi o comunicati fuori delle medesime confessioni.
Queste ultime determinano idonee garanzie
relativamente ai trattamenti effettuati, nel rispetto dei principi indicati al
riguardo con autorizzazione del Garante;
b) dei dati riguardanti l'adesione di
associazioni od organizzazioni a carattere sindacale o di categoria ad altre
associazioni, organizzazioni o confederazioni a carattere sindacale o di
b-bis) dei dati contenuti nei curricula, nei casi di cui all'articolo 13, comma
4. I dati sensibili possono essere oggetto di
trattamento anche senza consenso, previa autorizzazione del Garante:
a) quando il trattamento è effettuato da
associazioni, enti od organismi senza scopo di lucro, anche non riconosciuti, a
carattere politico, filosofico, religioso o sindacale, ivi compresi partiti e
movimenti politici, per il perseguimento di scopi determinati e legittimi
individuati dall'atto costitutivo, dallo statuto o dal contratto collettivo,
relativamente ai dati personali degli aderenti o dei soggetti che in relazione a
tali finalità hanno contatti regolari con l'associazione, ente od organismo,
sempre che i dati non siano comunicati all'esterno o diffusi e l'ente,
associazione od organismo determini idonee garanzie relativamente ai trattamenti
effettuati, prevedendo espressamente le modalità di utilizzo dei dati con
b) quando il trattamento è necessario per
la salvaguardia della vita o dell'incolumità fisica di un terzo. Se la medesima
finalità riguarda l'interessato e quest'ultimo non può prestare il proprio
consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità
di intendere o di volere, il consenso è manifestato da chi esercita legalmente
la potestà, ovvero da un prossimo congiunto, da un familiare, da un convivente
o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora
l'interessato. Si applica la disposizione di cui all'articolo 82, comma 2;
c) quando il trattamento è necessario ai
fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7
dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere in sede
giudiziaria un diritto, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali
finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento. Se i
dati sono idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, il diritto
deve essere di rango pari a quello dell'interessato, ovvero consistente in un
diritto della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale e
inviolabile; d) quando è necessario per adempiere a
specifici obblighi o compiti previsti dalla legge, da un regolamento o dalla
normativa comunitaria per la gestione del rapporto di lavoro, anche in materia
di igiene e sicurezza del lavoro e della popolazione e di previdenza e
assistenza, nei limiti previsti dall'autorizzazione e ferme restando le
disposizioni del codice di deontologia e di buona condotta di cui all'articolo
5. I dati idonei a rivelare lo stato di salute non
giudiziari da parte di privati o di enti pubblici economici è consentito
soltanto se autorizzato da espressa disposizione di legge o provvedimento del
Garante che specifichino le rilevanti finalità di interesse pubblico del
trattamento, i tipi di dati trattati e di operazioni eseguibili. Si applica quanto previsto dall'articolo 21, comma
1. Quando il trattamento è
effettuato da una persona giuridica, da una pubblica amministrazione o da un
qualsiasi altro ente, associazione od organismo, titolare del trattamento è
l'entità nel suo complesso o l'unità od organismo periferico che esercita un
potere decisionale del tutto autonomo sulle finalità e sulle modalità del
trattamento, ivi compreso il profilo della sicurezza.
1. Il responsabile è
designato dal titolare facoltativamente.
2. Se designato, il responsabile è individuato tra
soggetti che per esperienza, capacità ed affidabilità forniscano idonea
garanzia del pieno rispetto delle vigenti disposizioni in materia di
essere designati responsabili più soggetti, anche mediante suddivisione di
4. I compiti affidati al responsabile sono
5. Il responsabile effettua il trattamento attenendosi
alle istruzioni impartite dal titolare il quale, anche tramite verifiche
periodiche, vigila sulla puntuale osservanza delle disposizioni di cui al comma
2 e delle proprie istruzioni.
1. Le operazioni di
trattamento possono essere effettuate solo da incaricati che operano sotto la
diretta autorità del titolare o del responsabile, attenendosi alle istruzioni
2. La designazione è effettuata per iscritto e
individua puntualmente l'ambito del trattamento consentito. Si considera tale
anche la documentata preposizione della persona fisica ad una unità per la
quale è individuato, per iscritto, l'ambito del trattamento consentito agli
addetti all'unità medesima.
di trattamento sono custoditi e controllati, anche in relazione alle conoscenze
acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei dati e alle specifiche
caratteristiche del trattamento, in modo da ridurre al minimo, mediante
l'adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o
perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di
Art. 32 - Obblighi relativi ai
fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico
1. Il fornitore di un
sicurezza dei suoi servizi e per gli adempimenti di cui all'articolo 32-bis
1-bis. Ferma restando l'osservanza degli obblighi di cui agli
illeciti, nonché assicurano l'attuazione di una politica di sicurezza.
2. Quando la sicurezza del servizio o dei dati
personali richiede anche l'adozione di misure che riguardano la rete, il
fornitore del servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico
adotta tali misure congiuntamente con il fornitore della rete pubblica di
comunicazioni. In caso di mancato accordo, su richiesta di uno dei fornitori, la
controversia è definita dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni
3. Il fornitore di un servizio di comunicazione
elettronica accessibile al pubblico informa gli abbonati e, ove possibile, gli
utenti, se sussiste un particolare rischio di violazione della sicurezza della
rete, indicando, quando il rischio è al di fuori dell'ambito di applicazione
delle misure che il fornitore stesso è tenuto ad adottare ai sensi dei commi 1
e 2, tutti i possibili rimedi e i relativi costi presumibili. Analoga
informativa è resa al Garante e all'Autorità per le garanzie nelle
1. In caso di violazione di dati personali, il
pregiudizio ai dati personali o alla riservatezza del contraente o di
generali obblighi di sicurezza di cui all'articolo 31, o previsti da speciali
misure minime individuate nel presente capo o ai sensi dell'articolo 58, comma
Art. 34 - Trattamenti con strumenti
adottate, nei modi previsti dal disciplinare tecnico contenuto nell'allegato B),
le seguenti misure minime:
b) adozione di procedure di gestione delle
c) utilizzazione di un sistema di
d) aggiornamento periodico
dell'individuazione dell'ambito del trattamento consentito ai singoli incaricati
e addetti alla gestione o alla manutenzione degli strumenti elettronici;
e) protezione degli strumenti elettronici e
dei dati rispetto a trattamenti illeciti di dati, ad accessi non consentiti e a
f) adozione di procedure per la custodia di
copie di sicurezza, il ripristino della disponibilità dei dati e dei sistemi;
h) adozione di tecniche di cifratura o di
stato di salute o la vita sessuale effettuati da organismi sanitari.
[1-bis. [abrogato]
1-ter. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni in
materia di protezione dei dati personali, i trattamenti effettuati per finalità amministrativo -contabili sono quelli connessi allo
svolgimento delle attività di natura organizzativa, amministrativa, finanziaria e contabile, a prescindere dalla natura dei dati
trattati. In particolare, perseguono tali finalità le attività
organizzative interne, quelle funzionali all'adempimento di obblighi
contrattuali e precontrattuali, alla gestione del rapporto di lavoro
in tutte le sue fasi, alla tenuta della contabilità e
all'applicazione delle norme in materia fiscale, sindacale,
previdenziale-assistenziale, di salute, igiene e sicurezza sul lavoro.
Art. 35 - Trattamenti senza l'ausilio di
personali effettuato senza l'ausilio di strumenti elettronici è consentito solo
se sono adottate, nei modi previsti dal disciplinare tecnico contenuto
nell'allegato B), le seguenti misure minime:
a) aggiornamento periodico
o alle unità organizzative;
b) previsione di procedure per un'idonea
custodia di atti e documenti affidati agli incaricati per lo svolgimento dei
relativi compiti;
c) previsione di procedure per la
conservazione di determinati atti in archivi ad accesso selezionato e disciplina
delle modalità di accesso finalizzata all'identificazione degli incaricati.
1. Il disciplinare tecnico di cui all'allegato B),
relativo alle misure minime di cui al presente capo, è aggiornato
periodicamente con decreto del Ministro della giustizia di concerto con il
Ministro per le innovazioni e le tecnologie e il Ministro per la semplificazione
normativa, in relazione all'evoluzione tecnica
e all'esperienza maturata nel settore.
1. Il titolare notifica al Garante il trattamento
di dati personali cui intende procedere, solo se il trattamento riguarda:
a) dati genetici, biometrici o dati che
indicano la posizione geografica di persone od oggetti mediante una rete di
b) dati idonei a rivelare lo stato di
salute e la vita sessuale, trattati a fini di procreazione assistita,
prestazione di servizi sanitari per via telematica relativi a banche di dati o
alla fornitura di beni, indagini epidemiologiche, rilevazione di malattie
mentali, infettive e diffusive, sieropositività, trapianto di organi e tessuti
e monitoraggio della spesa sanitaria;
c) dati idonei a rivelare la vita sessuale
o la sfera psichica trattati da associazioni, enti od organismi senza scopo di
lucro, anche non riconosciuti, a carattere politico, filosofico, religioso o
d) dati trattati con l'ausilio di strumenti
elettronici volti a definire il profilo o la personalità dell'interessato, o ad
analizzare abitudini o scelte di consumo, ovvero a monitorare l'utilizzo di
servizi di comunicazione elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente
e) dati sensibili registrati in banche di
dati a fini di selezione del personale per conto terzi, nonché dati sensibili
utilizzati per sondaggi di opinione, ricerche di mercato e altre ricerche
f) dati registrati in apposite banche di
dati gestite con strumenti elettronici e relative al rischio sulla solvibilità
economica, alla situazione patrimoniale, al corretto adempimento di
2. Il Garante può individuare altri trattamenti
suscettibili di recare pregiudizio ai diritti e alle libertà dell'interessato,
in ragione delle relative modalità o della natura dei dati personali, con
proprio provvedimento adottato anche ai sensi dell'articolo 17. Con analogo
provvedimento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana il
Garante può anche individuare, nell'ambito dei trattamenti di cui al comma 1,
eventuali trattamenti non suscettibili di recare detto pregiudizio e pertanto
sottratti all'obbligo di notificazione.
3. La notificazione è effettuata con unico atto anche
quando il trattamento comporta il trasferimento all'estero dei dati.
4. Il Garante inserisce le notificazioni ricevute in un
registro dei trattamenti accessibile a chiunque e determina le modalità per la
sua consultazione gratuita per via telematica, anche mediante convenzioni con
soggetti pubblici o presso il proprio Ufficio. Le notizie accessibili tramite la
consultazione del registro possono essere trattate per esclusive finalità di
applicazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali.
1. La notificazione del
trattamento è presentata al Garante prima dell'inizio del trattamento ed una
sola volta, a prescindere dal numero delle operazioni e della durata del
trattamento da effettuare, e può anche riguardare uno o più trattamenti con
finalità correlate.
2. La notificazione è validamente
effettuata solo se è trasmessa attraverso il sito del Garante, utilizzando
l'apposito modello, che contiene la richiesta di fornire tutte e soltanto le
a) le coordinate identificative
del titolare del trattamento e, eventualmente, del suo rappresentante, nonché le modalità per
individuare il responsabile del trattamento se designato;
b) la o le finalità del
c) una descrizione della o
delle categorie di persone interessate e dei dati o delle categorie di dati
relativi alle medesime;
d) i destinatari o le categorie
di destinatari a cui i dati possono essere comunicati;
e) i trasferimenti di dati
previsti verso Paesi terzi;
f) una descrizione generale che
permetta di valutare in via preliminare l'adeguatezza delle misure adottate per
garantire la sicurezza del trattamento.
3. Il Garante favorisce la disponibilità del modello
per via telematica e la notificazione anche attraverso convenzioni stipulate con
soggetti autorizzati in base alla normativa vigente, anche presso associazioni
di categoria e ordini professionali.
4. Una nuova notificazione è richiesta solo
anteriormente alla cessazione del trattamento o al mutamento di taluno degli
elementi da indicare nella notificazione medesima.
5. Il Garante può individuare altro idoneo sistema per
la notificazione in riferimento a nuove soluzioni tecnologiche previste dalla
6. Il titolare del trattamento che non è tenuto alla
notificazione al Garante ai sensi dell'articolo 37 fornisce le notizie contenute
nel modello di cui al comma 2 a chi ne fa richiesta, salvo che il trattamento
riguardi pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque.
1. Il titolare del
trattamento è tenuto a comunicare previamente al Garante le seguenti
a) comunicazione di dati personali da parte
di un soggetto pubblico ad altro soggetto pubblico non prevista da una norma di
legge o di regolamento, effettuata in qualunque forma anche mediante
b) trattamento di dati idonei a rivelare lo
stato di salute previsto dal programma di ricerca biomedica o sanitaria di cui
2. I trattamenti oggetto di comunicazione ai sensi del
comma 1 possono essere iniziati decorsi quarantacinque giorni dal ricevimento
della comunicazione salvo diversa determinazione anche successiva del Garante.
3. La comunicazione di cui al comma 1 è inviata
utilizzando il modello predisposto e reso disponibile dal Garante, e trasmessa a
quest'ultimo per via telematica osservando le modalità di sottoscrizione con
firma digitale e conferma del ricevimento di cui all'articolo 38, comma 2,
oppure mediante telefax o lettera raccomandata.
1. Le disposizioni del presente codice che
prevedono un'autorizzazione del Garante sono applicate anche mediante il
rilascio di autorizzazioni relative a determinate categorie di titolari o di
trattamenti, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
trattamento che rientra nell'ambito di applicazione di un'autorizzazione
rilasciata ai sensi dell'articolo 40 non è tenuto a presentare al Garante una
richiesta di autorizzazione se il trattamento che intende effettuare è conforme
2. Se una richiesta di autorizzazione riguarda un
trattamento autorizzato ai sensi dell'articolo 40 il Garante può provvedere
comunque sulla richiesta se le specifiche modalità del trattamento lo
utilizzando esclusivamente il modello predisposto e reso disponibile dal Garante
e trasmessa a quest'ultimo per via telematica, osservando le modalità di
sottoscrizione e conferma del ricevimento di cui all'articolo 38, comma 2. La
medesima richiesta e l'autorizzazione possono essere trasmesse anche mediante
telefax o lettera raccomandata.
informazioni o ad esibire documenti, il termine di quarantacinque giorni di cui
all'articolo 26, comma 2, decorre dalla data di scadenza del termine fissato per
l'adempimento richiesto.
5. In presenza di particolari circostanze, il Garante
può rilasciare un'autorizzazione provvisoria a tempo determinato.
Art. 42 - Trasferimenti all'interno
presente codice non possono essere applicate in modo tale da restringere o
vietare la libera circolazione dei dati personali fra gli Stati membri
dell'Unione europea, fatta salva l'adozione, in conformità allo stesso
codice, di eventuali provvedimenti in caso di trasferimenti di dati effettuati
al fine di eludere le medesime disposizioni.
Art. 43 - Trasferimenti consentiti in
1. Il trasferimento anche
temporaneo fuori del territorio dello Stato, con qualsiasi forma o mezzo, di
dati personali oggetto di trattamento, se diretto verso un Paese non
appartenente all'Unione europea è consentito quando:
a) l'interessato ha manifestato il proprio
consenso espresso o, se si tratta di dati sensibili, in forma scritta;
b) è necessario per l'esecuzione di
obblighi derivanti da un contratto del quale è parte l'interessato o per
adempiere, prima della conclusione del contratto, a specifiche richieste
dell'interessato, ovvero per la conclusione o per l'esecuzione di un contratto
stipulato a favore dell'interessato;
c) è necessario per la salvaguardia di un
interesse pubblico rilevante individuato con legge o con regolamento o, se il
trasferimento riguarda dati sensibili o giudiziari, specificato o individuato ai
sensi degli articoli 20 e 21;
d) è necessario per la salvaguardia della
e) è necessario ai fini dello
sempre che i dati siano trasferiti esclusivamente per tali finalità e per il
periodo strettamente necessario al loro perseguimento, nel rispetto della
vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale;
f) è effettuato in accoglimento di una
richiesta di accesso ai documenti amministrativi, ovvero di una richiesta di
informazioni estraibili da un pubblico registro, elenco, atto o documento
conoscibile da chiunque, con l'osservanza delle norme che regolano la materia;
g) è necessario, in conformità ai
rispettivi codici di deontologia di cui all'allegato A), per esclusivi scopi
scientifici o statistici, ovvero per esclusivi scopi storici presso archivi
privati dichiarati di notevole interesse storico ai sensi dell'articolo 6, comma
2, del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, di approvazione del testo
unico in materia di beni culturali e ambientali o, secondo quanto previsto dai
medesimi codici, presso altri archivi privati;
[h) lettera abrogata]
1. Il trasferimento di dati
personali oggetto di trattamento, diretto verso un Paese non appartenente
all'Unione europea, è altresì consentito quando è autorizzato dal Garante
sulla base di adeguate garanzie per i diritti dell'interessato:
a) individuate dal Garante anche in
relazione a garanzie prestate con un contratto o mediante regole di condotta esistenti nell'ambito di società
appartenenti a un medesimo gruppo. L'interessato può far valere i
propri diritti nel territorio dello Stato, in base al presente codice, anche in ordine all'inosservanza delle garanzie
b) individuate con le decisioni previste
dagli articoli 25, paragrafo 6, e 26, paragrafo 4, della direttiva 95/46/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, con le quali la
Commissione europea constata che un Paese non appartenente all'Unione europea
garantisce un livello di protezione adeguato o che alcune clausole contrattuali
offrono garanzie sufficienti.
1. Fuori dei casi di cui agli
articoli 43 e 44, il trasferimento anche temporaneo fuori del territorio dello
Stato, con qualsiasi forma o mezzo, di dati personali oggetto di trattamento,
diretto verso un Paese non appartenente all'Unione europea, è vietato quando
l'ordinamento del Paese di destinazione o di transito dei dati non assicura un
livello di tutela delle persone adeguato. Sono valutate anche le modalità del
trasferimento e dei trattamenti previsti, le relative finalità, la natura dei
dati e le misure di sicurezza.
1. Gli uffici giudiziari di
ogni ordine e grado, il Consiglio superiore della magistratura, gli altri organi
di autogoverno e il Ministero della giustizia sono titolari dei trattamenti di
dati personali relativi alle rispettive attribuzioni conferite per legge o
2. Con decreto del Ministro della giustizia sono
individuati, nell'allegato C) al presente codice, i trattamenti non occasionali
di cui al comma 1 effettuati con strumenti elettronici, relativamente a banche
di dati centrali od oggetto di interconnessione tra più uffici o titolari. I
provvedimenti con cui il Consiglio superiore della magistratura e gli altri
organi di autogoverno di cui al comma 1 individuano i medesimi trattamenti da
essi effettuati sono riportati nell'allegato C) con decreto del Ministro della
Art. 47 - Trattamenti per ragioni di
1. In caso di trattamento di
dati personali effettuato presso uffici giudiziari di ogni ordine e grado,
presso il Consiglio superiore della magistratura, gli altri organi di
autogoverno e il Ministero della giustizia, non si applicano, se il trattamento
è effettuato per ragioni di giustizia, le seguenti disposizioni del codice:
a) articoli 9, 10, 12, 13 e 16, da 18 a 22,
37, 38, commi da 1 a 5, e da 39 a 45;
2. Agli effetti del presente codice si intendono
effettuati per ragioni di giustizia i trattamenti di dati personali direttamente
correlati alla trattazione giudiziaria di affari e di controversie, o che, in
materia di trattamento giuridico ed economico del personale di magistratura,
hanno una diretta incidenza sulla funzione giurisdizionale, nonché le attività
ispettive su uffici giudiziari. Le medesime ragioni di giustizia non ricorrono
per l'ordinaria attività amministrativo-gestionale di personale, mezzi o
strutture, quando non è pregiudicata la segretezza di atti direttamente
connessi alla predetta trattazione.
Art. 48 - Banche di dati di uffici
1. Nei casi in cui
l'autorità giudiziaria di ogni ordine e grado può acquisire in conformità
alle vigenti disposizioni processuali dati, informazioni, atti e documenti da
soggetti pubblici, l'acquisizione può essere effettuata anche per via
telematica. A tale fine gli uffici giudiziari possono avvalersi delle
convenzioni-tipo stipulate dal Ministero della giustizia con soggetti pubblici,
volte ad agevolare la consultazione da parte dei medesimi uffici, mediante reti
di comunicazione elettronica, di pubblici registri, elenchi, schedari e banche
di dati, nel rispetto delle pertinenti disposizioni e dei principi di cui agli
articoli 3 e 11 del presente codice.
1. Con decreto del Ministro
della giustizia sono adottate, anche ad integrazione del decreto del Ministro di
grazia e giustizia 30 settembre 1989, n. 334, le disposizioni regolamentari
necessarie per l'attuazione dei principi del presente codice nella materia
Art. 50 - Notizie o immagini relative a
1. Il divieto di cui
all'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988,
n. 448, di pubblicazione e divulgazione con qualsiasi mezzo di notizie o
immagini idonee a consentire l'identificazione di un minore si osserva anche in
caso di coinvolgimento a qualunque titolo del minore in procedimenti giudiziari
in materie diverse da quella penale.
1. Fermo restando quanto
previsto dalle disposizioni processuali concernenti la visione e il rilascio di
estratti e di copie di atti e documenti, i dati identificativi delle questioni
pendenti dinanzi all'autorità giudiziaria di ogni ordine e grado sono resi
accessibili a chi vi abbia interesse anche mediante reti di comunicazione
elettronica, ivi compreso il sito istituzionale della medesima autorità nella
2. Le sentenze e le altre decisioni dell'autorità
giudiziaria di ogni ordine e grado depositate in cancelleria o segreteria sono
rese accessibili anche attraverso il sistema informativo e il sito istituzionale
della medesima autorità nella rete Internet, osservando le cautele previste dal
Art. 52 - Dati identificativi degli
previsto dalle disposizioni concernenti la redazione e il contenuto di sentenze
e di altri provvedimenti giurisdizionali dell'autorità giudiziaria di ogni
ordine e grado, l'interessato può chiedere per motivi legittimi, con richiesta
depositata nella cancelleria o segreteria dell'ufficio che procede prima che sia
definito il relativo grado di giudizio, che sia apposta a cura della medesima
cancelleria o segreteria, sull'originale della sentenza o del provvedimento,
un'annotazione volta a precludere, in caso di riproduzione della sentenza o
provvedimento in qualsiasi forma, per finalità di informazione giuridica su
riviste giuridiche, supporti elettronici o mediante reti di comunicazione
elettronica, l'indicazione delle generalità e di altri dati identificativi del
2. Sulla richiesta di cui al comma 1 provvede in calce
con decreto, senza ulteriori formalità, l'autorità che pronuncia la sentenza o
adotta il provvedimento. La medesima autorità può disporre d'ufficio che sia
apposta l'annotazione di cui al comma 1, a tutela dei diritti o della dignità
3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, all'atto del
deposito della sentenza o provvedimento, la cancelleria o segreteria vi appone e
sottoscrive anche con timbro la seguente annotazione, recante l'indicazione
degli estremi del presente articolo: "In caso di diffusione omettere le
generalità e gli altri dati identificativi di....".
4. In caso di diffusione anche da parte di terzi di
sentenze o di altri provvedimenti recanti l'annotazione di cui al comma 2, o
delle relative massime giuridiche, è omessa l'indicazione delle generalità e
degli altri dati identificativi dell'interessato.
5. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 734-bis
del codice penale relativamente alle persone offese da atti di violenza
sessuale, chiunque diffonde sentenze o altri provvedimenti giurisdizionali
dell'autorità giudiziaria di ogni ordine e grado è tenuto ad omettere in ogni
caso, anche in mancanza dell'annotazione di cui al comma 2, le generalità,
altri dati identificativi o altri dati anche relativi a terzi dai quali può
desumersi anche indirettamente l'identità di minori, oppure delle parti nei
procedimenti in materia di rapporti di famiglia e di stato delle persone.
6. Le disposizioni di cui al presente articolo si
applicano anche in caso di deposito di lodo ai sensi dell'articolo 825 del
codice di procedura civile. La parte può formulare agli arbitri la richiesta di
cui al comma 1 prima della pronuncia del lodo e gli arbitri appongono sul lodo
l'annotazione di cui al comma 3, anche ai sensi del comma 2. Il collegio
arbitrale costituito presso la camera arbitrale per i lavori pubblici ai sensi
dell'articolo 32 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, provvede in modo analogo
in caso di richiesta di una parte.
7. Fuori dei casi indicati nel presente articolo è
ammessa la diffusione in ogni forma del contenuto anche integrale di sentenze e
di altri provvedimenti giurisdizionali.
Art. 53 - Ambito applicativo e titolari
1. Al trattamento di dati
personali effettuato dal Centro elaborazione dati del Dipartimento di pubblica
sicurezza o da forze di polizia sui dati destinati a confluirvi in base alla
legge, ovvero da organi di pubblica sicurezza o altri soggetti pubblici per
finalità di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, prevenzione,
accertamento o repressione dei reati, effettuati in base ad espressa
disposizione di legge che preveda specificamente il trattamento, non si
applicano le seguenti disposizioni del codice:
2. Con decreto del Ministro dell'interno sono
di cui al comma 1 effettuati con strumenti elettronici, e i relativi titolari.
Art. 54 - Modalità di trattamento e
1. Nei casi in cui le
autorità di pubblica sicurezza o le forze di polizia possono acquisire in
conformità alle vigenti disposizioni di legge o di regolamento dati,
informazioni, atti e documenti da altri soggetti, l'acquisizione può essere
effettuata anche per via telematica. A tal fine gli organi o uffici interessati
possono avvalersi di convenzioni volte ad agevolare la consultazione da parte
dei medesimi organi o uffici, mediante reti di comunicazione elettronica, di
pubblici registri, elenchi, schedari e banche di dati, nel rispetto delle
pertinenti disposizioni e dei principi di cui agli articoli 3 e 11. Le
convenzioni-tipo sono adottate dal Ministero dell'interno, su conforme parere
del Garante, e stabiliscono le modalità dei collegamenti e degli accessi anche
al fine di assicurare l'accesso selettivo ai soli dati necessari al
perseguimento delle finalità di cui all'articolo 53.
2. I dati trattati per le finalità di cui al medesimo
articolo 53 sono conservati separatamente da quelli registrati per finalità
amministrative che non richiedono il loro utilizzo.
3. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 11, il
Centro elaborazioni dati di cui all'articolo 53 assicura l'aggiornamento
periodico e la pertinenza e non eccedenza dei dati personali trattati anche
attraverso interrogazioni autorizzate del casellario giudiziale e del casellario
dei carichi pendenti del Ministero della giustizia di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313, o di altre banche di dati
di forze di polizia, necessarie per le finalità di cui all'articolo 53.
periodicamente i requisiti di cui all'articolo 11 in riferimento ai dati
trattati anche senza l'ausilio di strumenti elettronici, e provvedono al loro
aggiornamento anche sulla base delle procedure adottate dal Centro elaborazioni
dati ai sensi del comma 3, o, per i trattamenti effettuati senza l'ausilio di
strumenti elettronici, mediante annotazioni o integrazioni dei documenti che li
Art. 55 - Particolari tecnologie
personali che implica maggiori rischi di un danno all'interessato, con
particolare riguardo a banche di dati genetici o biometrici, a tecniche basate
su dati relativi all'ubicazione, a banche di dati basate su particolari tecniche
di elaborazione delle informazioni e all'introduzione di particolari tecnologie,
è effettuato nel rispetto delle misure e degli accorgimenti a garanzia
dell'interessato prescritti ai sensi dell'articolo 17 sulla base di preventiva
comunicazione ai sensi dell'articolo 39.
Art. 56 - Tutela dell'interessato
all'articolo 10, commi 3, 4 e 5, della legge 1 aprile 1981, n. 121, e successive
modificazioni, si applicano anche, oltre che ai dati destinati a confluire nel
Centro elaborazione dati di cui all'articolo 53, a dati trattati con l'ausilio
di strumenti elettronici da organi, uffici o comandi di polizia.
1. Con decreto del Presidente
della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta
del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della giustizia,
sono individuate le modalità di attuazione dei principi del presente
codice relativamente al trattamento dei dati effettuato per le finalità di cui
all'articolo 53 dal Centro elaborazioni dati e da organi, uffici o comandi di
polizia, anche ad integrazione e modifica del decreto del Presidente della
Repubblica 3 maggio 1982, n. 378, e in attuazione della Raccomandazione R (87)
15 del Consiglio d'Europa del 17 settembre 1987, e successive modificazioni. Le
modalità sono individuate con particolare riguardo:
a) al principio secondo cui la raccolta dei
dati è correlata alla specifica finalità perseguita, in relazione alla
prevenzione di un pericolo concreto o alla repressione di reati, in particolare
per quanto riguarda i trattamenti effettuati per finalità di analisi;
b) all'aggiornamento periodico dei dati,
anche relativi a valutazioni effettuate in base alla legge, alle diverse
modalità relative ai dati trattati senza l'ausilio di strumenti elettronici e
alle modalità per rendere conoscibili gli aggiornamenti da parte di altri
organi e uffici cui i dati sono stati in precedenza comunicati;
c) ai presupposti per effettuare
trattamenti per esigenze temporanee o collegati a situazioni particolari, anche
ai fini della verifica dei requisiti dei dati ai sensi dell'articolo 11,
dell'individuazione delle categorie di interessati e della conservazione
separata da altri dati che non richiedono il loro utilizzo;
d) all'individuazione di specifici termini
di conservazione dei dati in relazione alla natura dei dati o agli strumenti
utilizzati per il loro trattamento, nonché alla tipologia dei procedimenti
nell'ambito dei quali essi sono trattati o i provvedimenti sono adottati;
e) alla comunicazione ad altri soggetti,
anche all'estero o per l'esercizio di un diritto o di un interesse legittimo, e
alla loro diffusione, ove necessaria in conformità alla legge;
f) all'uso di particolari tecniche di
elaborazione e di ricerca delle informazioni, anche mediante il ricorso a
sistemi di indice.
1. Ai trattamenti effettuati
dagli organismi di cui agli articoli 3, 4 e 6 della legge 24 ottobre 1977, n.
801, ovvero sui dati coperti da segreto di Stato ai sensi dell'articolo 12 della
medesima legge, le disposizioni del presente codice si applicano limitatamente a
quelle previste negli articoli da 1 a 6, 11, 14, 15, 31, 33, 58, 154, 160 e 169.
2. Ai trattamenti effettuati da soggetti pubblici per
finalità di difesa o di sicurezza dello Stato, in base ad espresse disposizioni
di legge che prevedano specificamente il trattamento, le disposizioni del
presente codice si applicano limitatamente a quelle indicate nel comma 1,
nonché alle disposizioni di cui agli articoli 37, 38 e 163.
3. Le misure di sicurezza relative ai dati trattati
dagli organismi di cui al comma 1 sono stabilite e periodicamente aggiornate con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, con l'osservanza delle norme
ministri sono individuate le modalità di applicazione delle disposizioni
applicabili del presente codice in riferimento alle tipologie di dati, di
interessati, di operazioni di trattamento eseguibili e di incaricati, anche in
relazione all'aggiornamento e alla conservazione.
Art. 59 - Accesso a documenti
previsto dall'articolo 60, i presupposti, le modalità, i limiti per l'esercizio
del diritto di accesso a documenti amministrativi contenenti dati personali, e
la relativa tutela giurisdizionale, restano disciplinati dalla legge 7 agosto
1990, n. 241, e successive modificazioni e dalle altre disposizioni di legge in
materia, nonché dai relativi regolamenti di attuazione, anche per ciò che
concerne i tipi di dati sensibili e giudiziari e le operazioni di trattamento
eseguibili in esecuzione di una richiesta di accesso. Le attività finalizzate
all'applicazione di tale disciplina si considerano di rilevante interesse
Art. 60 - Dati idonei a rivelare lo
stato di salute e la vita sessuale
1. Quando il trattamento
concerne dati idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale, il
trattamento è consentito se la situazione giuridicamente rilevante che si
intende tutelare con la richiesta di accesso ai documenti amministrativi è di
rango almeno pari ai diritti dell'interessato, ovvero consiste in un diritto
della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile.
1. Il Garante promuove, ai
sensi dell'articolo 12, la sottoscrizione di un codice di deontologia e di buona
condotta per il trattamento dei dati personali provenienti da archivi, registri,
elenchi, atti o documenti tenuti da soggetti pubblici, anche individuando i casi
in cui deve essere indicata la fonte di acquisizione dei dati e prevedendo
garanzie appropriate per l'associazione di dati provenienti da più archivi,
tenendo presente quanto previsto dalla Raccomandazione n. R (91)10 del Consiglio
d'Europa in relazione all'articolo 11.
2. Agli effetti dell'applicazione del presente codice i
dati personali diversi da quelli sensibili o giudiziari, che devono essere
inseriti in un albo professionale in conformità alla legge o ad un regolamento,
possono essere comunicati a soggetti pubblici e privati o diffusi, ai sensi
dell'articolo 19, commi 2 e 3, anche mediante reti di comunicazione elettronica.
Può essere altresì menzionata l'esistenza di provvedimenti che dispongono la
sospensione o che incidono sull'esercizio della professione.
3. L'ordine o collegio professionale può, a richiesta
della persona iscritta nell'albo che vi ha interesse, integrare i dati di cui al
comma 2 con ulteriori dati pertinenti e non eccedenti in relazione all'attività
4. A richiesta dell'interessato l'ordine o collegio
professionale può altresì fornire a terzi notizie o informazioni relative, in
particolare, a speciali qualificazioni professionali non menzionate nell'albo,
ovvero alla disponibilità ad assumere incarichi o a ricevere materiale
informativo a carattere scientifico inerente anche a convegni o seminari.
1. Si considerano di
rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalità
relative alla tenuta degli atti e dei registri dello stato civile, delle
anagrafi della popolazione residente in Italia e dei cittadini italiani
residenti all'estero, e delle liste elettorali, nonché al rilascio di documenti
di riconoscimento o al cambiamento delle generalità.
1. Gli atti dello stato
civile conservati negli Archivi di Stato sono consultabili nei limiti previsti
dall'articolo 107 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.
Art. 64 - Cittadinanza, immigrazione e
rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalità di
applicazione della disciplina in materia di cittadinanza, di immigrazione, di
asilo, di condizione dello straniero e del profugo e sullo stato di rifugiato.
2. Nell'ambito delle finalità di cui al comma 1 è
ammesso, in particolare, il trattamento dei dati sensibili e giudiziari
a) al rilascio e al rinnovo di visti,
permessi, attestazioni, autorizzazioni e documenti anche sanitari;
b) al riconoscimento del diritto di asilo o
dello stato di rifugiato, o all'applicazione della protezione temporanea e di
altri istituti o misure di carattere umanitario, ovvero all'attuazione di
obblighi di legge in materia di politiche migratorie;
c) in relazione agli obblighi dei datori di
lavoro e dei lavoratori, ai ricongiungimenti, all'applicazione delle norme
vigenti in materia di istruzione e di alloggio, alla partecipazione alla vita
pubblica e all'integrazione sociale.
3. Il presente articolo non si applica ai trattamenti
di dati sensibili e giudiziari effettuati in esecuzione degli accordi e
convenzioni di cui all'articolo 154, comma 2, lettere a) e b), o comunque
effettuati per finalità di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione,
accertamento o repressione dei reati, in base ad espressa disposizione di legge
che prevede specificamente il trattamento.
Art. 65 - Diritti politici e pubblicità
dell'attività di organi
applicazione della disciplina in materia di:
a) elettorato attivo e passivo e di
esercizio di altri diritti politici, nel rispetto della segretezza del voto,
nonché di esercizio del mandato degli organi rappresentativi o di tenuta degli
elenchi dei giudici popolari;
b) documentazione dell'attività
istituzionale di organi pubblici.
2. I trattamenti dei dati sensibili e giudiziari per le
finalità di cui al comma 1 sono consentiti per eseguire specifici compiti
previsti da leggi o da regolamenti fra i quali, in particolare, quelli
a) lo svolgimento di consultazioni
elettorali e la verifica della relativa regolarità;
b) le richieste di referendum, le relative
consultazioni e la verifica delle relative regolarità;
c) l'accertamento delle cause di
ineleggibilità, incompatibilità o di decadenza, o di rimozione o sospensione
da cariche pubbliche, ovvero di sospensione o di scioglimento degli organi;
d) l'esame di segnalazioni, petizioni,
appelli e di proposte di legge di iniziativa popolare, l'attività di
inchiesta, il rapporto con gruppi politici;
e) la designazione e la nomina di
rappresentanti in commissioni, enti e uffici.
3. Ai fini del presente articolo, è consentita la
diffusione dei dati sensibili e giudiziari per le finalità di cui al comma 1,
lettera a), in particolare con riguardo alle sottoscrizioni di liste, alla
presentazione delle candidature, agli incarichi in organizzazioni o associazioni
politiche, alle cariche istituzionali e agli organi eletti.
4. Ai fini del presente articolo, in particolare, è
consentito il trattamento di dati sensibili e giudiziari indispensabili:
a) per la redazione di verbali e resoconti
dell'attività di assemblee rappresentative, commissioni e di altri organi
collegiali o assembleari;
b) per l'esclusivo svolgimento di una
funzione di controllo, di indirizzo politico o di sindacato ispettivo e per
l'accesso a documenti riconosciuto dalla legge e dai regolamenti degli organi
interessati per esclusive finalità direttamente connesse all'espletamento di un
5. I dati sensibili e giudiziari trattati per le
finalità di cui al comma 1 possono essere comunicati e diffusi nelle forme
previste dai rispettivi ordinamenti. Non è comunque consentita la divulgazione
dei dati sensibili e giudiziari che non risultano indispensabili per assicurare
il rispetto del principio di pubblicità dell'attività istituzionale, fermo
restando il divieto di diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.
rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le attività dei
soggetti pubblici dirette all'applicazione, anche tramite i loro concessionari,
delle disposizioni in materia di tributi, in relazione ai contribuenti, ai
sostituti e ai responsabili di imposta, nonché in materia di deduzioni e
detrazioni e per l'applicazione delle disposizioni la cui esecuzione è affidata
alle dogane.
2. Si considerano inoltre di rilevante interesse
pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le attività dirette, in materia di
imposte, alla prevenzione e repressione delle violazioni degli obblighi e alla
adozione dei provvedimenti previsti da leggi, regolamenti o dalla normativa
comunitaria, nonchè al controllo e alla esecuzione forzata dell'esatto
adempimento di tali obblighi, alla effettuazione dei rimborsi, alla destinazione
di quote d'imposta, e quelle dirette alla gestione ed alienazione di immobili
statali, all'inventano e alla qualificazione degli immobili e alla conservazione
Art. 67 - Attività di controllo e
rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalità di:
a) verifica della legittimità, del buon
andamento, dell'imparzialità dell'attività amministrativa, nonché della
rispondenza di detta attività a requisiti di razionalità, economicità,
efficienza ed efficacia per le quali sono, comunque, attribuite dalla legge a
soggetti pubblici funzioni di controllo, di riscontro ed ispettive nei confronti
di altri soggetti;
b) accertamento, nei limiti delle finalità
istituzionali, con riferimento a dati sensibili e giudiziari relativi ad esposti
e petizioni, ovvero ad atti di controllo o di sindacato ispettivo di cui
all'articolo 65, comma 4.
Art. 68 - Benefici economici ed
applicazione della disciplina in materia di concessione, liquidazione, modifica
e revoca di benefici economici, agevolazioni, elargizioni, altri emolumenti e
2. Si intendono ricompresi fra i trattamenti regolati
dal presente articolo anche quelli indispensabili in relazione:
a) alle comunicazioni, certificazioni ed
informazioni previste dalla normativa antimafia;
b) alle elargizioni di contributi previsti
dalla normativa in materia di usura e di vittime di richieste estorsive;
c) alla corresponsione delle pensioni di
guerra o al riconoscimento di benefici in favore di perseguitati politici e di
internati in campo di sterminio e di loro congiunti;
d) al riconoscimento di benefici connessi
all'invalidità civile;
e) alla concessione di contributi in
f) alla concessione di contributi,
finanziamenti, elargizioni ed altri benefici previsti dalla legge, dai
regolamenti o dalla normativa comunitaria, anche in favore di associazioni,
fondazioni ed enti;
g) al riconoscimento di esoneri,
agevolazioni o riduzioni tariffarie o economiche, franchigie, o al rilascio di
concessioni anche radiotelevisive, licenze, autorizzazioni, iscrizioni ed altri
titoli abilitativi previsti dalla legge, da un regolamento o dalla normativa
3. Il trattamento può comprendere la diffusione nei
soli casi in cui ciò è indispensabile per la trasparenza delle attività
indicate nel presente articolo, in conformità alle leggi, e per finalità di
vigilanza e di controllo conseguenti alle attività medesime, fermo restando il
divieto di diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.
Art. 69 - Onorificenze, ricompense e
applicazione della disciplina in materia di conferimento di onorificenze e
ricompense, di riconoscimento della personalità giuridica di associazioni,
fondazioni ed enti, anche di culto, di accertamento dei requisiti di
onorabilità e di professionalità per le nomine, per i profili di competenza
del soggetto pubblico, ad uffici anche di culto e a cariche direttive di persone
giuridiche, imprese e di istituzioni scolastiche non statali, nonché di
rilascio e revoca di autorizzazioni o abilitazioni, di concessione di patrocini,
patronati e premi di rappresentanza, di adesione a comitati d'onore e di
ammissione a cerimonie ed incontri istituzionali.
Art. 70 - Volontariato e obiezione di
rilevante interesse pubblico, ai sensi dell'articolo 20 e 21, le finalità di
applicazione della disciplina in materia di rapporti tra i soggetti pubblici e
le organizzazioni di volontariato, in particolare per quanto riguarda
l'elargizione di contributi finalizzati al loro sostegno, la tenuta di registri
generali delle medesime organizzazioni e la cooperazione internazionale.
2. Si considerano, altresì, di rilevante interesse
pubblico le finalità di applicazione della legge 8 luglio 1998, n. 230, e delle
altre disposizioni di legge in materia di obiezione di coscienza. Art. 71 - Attività sanzionatorie e di
1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai
sensi degli articoli 20 e 21, le finalità:
a) di applicazione delle norme in materia
di sanzioni amministrative e ricorsi;
b) volte a far valere il diritto di difesa
in sede amministrativa o giudiziaria, anche da parte di un terzo, anche ai sensi
dell'articolo 391-quater del codice di procedura penale, o direttamente connesse
alla riparazione di un errore giudiziario o in caso di violazione del termine
ragionevole del processo o di un'ingiusta restrizione della libertà personale.
2. Quando il trattamento concerne dati
idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale, il trattamento è
consentito se il diritto da far valere o difendere, di cui alla lettera b) del
comma 1, è di rango almeno pari a quello dell'interessato, ovvero consiste in
un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale e
relative allo svolgimento dei rapporti istituzionali con enti di culto,
confessioni religiose e comunità religiose.
Art. 73 - Altre finalità in ambito
1. Si considerano di rilevante interesse pubblico,
ai sensi degli articoli 20 e 21, nell'ambito delle attività che la legge
demanda ad un soggetto pubblico, le finalità socio-assistenziali, con
a) interventi di sostegno psico-sociale e
di formazione in favore di giovani o di altri soggetti che versano in condizioni
di disagio sociale, economico o familiare;
b) interventi anche di rilievo sanitario in
favore di soggetti bisognosi o non autosufficienti o incapaci, ivi compresi i
servizi di assistenza economica o domiciliare, di telesoccorso, accompagnamento
c) assistenza nei confronti di minori,
anche in relazione a vicende giudiziarie;
d) indagini psico-sociali relative a
provvedimenti di adozione anche internazionale;
e) compiti di vigilanza per affidamenti
f) iniziative di vigilanza e di sostegno in
riferimento al soggiorno di nomadi;
g) interventi in tema di barriere
pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, nell'ambito delle attività che la
legge demanda ad un soggetto pubblico, le finalità:
b) concernenti la gestione di mense
scolastiche o la fornitura di sussidi, contributi e materiale didattico;
c) ricreative o di promozione della cultura
e dello sport, con particolare riferimento all'organizzazione di soggiorni,
mostre, conferenze e manifestazioni sportive o all'uso di beni immobili o
all'occupazione di suolo pubblico;
d) di assegnazione di alloggi di edilizia
f) di polizia amministrativa anche locale,
salvo quanto previsto dall'articolo 53, con particolare riferimento ai servizi
di igiene, di polizia mortuaria e ai controlli in materia di ambiente, tutela
delle risorse idriche e difesa del suolo;
g) degli uffici per le relazioni con il
i) di supporto al collocamento e
all'avviamento al lavoro, in particolare a cura di centri di iniziativa locale
per l'occupazione e di sportelli-lavoro;
Art. 74 - Contrassegni su veicoli e
accessi a centri storici
1. I contrassegni rilasciati
a qualunque titolo per la circolazione e la sosta di veicoli a servizio di
persone invalide, ovvero per il transito e la sosta in zone a traffico limitato,
e che devono essere esposti su veicoli, contengono i soli dati indispensabili ad
individuare l'autorizzazione rilasciata e senza l'apposizione di simboli o
diciture dai quali può desumersi la speciale natura dell'autorizzazione per
effetto della sola visione del contrassegno.
2. Le generalità e l'indirizzo della persona fisica
interessata sono riportati sui contrassegni con modalità che non consentono,
parimenti, la loro diretta visibilità se non in caso di richiesta di esibizione
o necessità di accertamento.
in caso di fissazione a qualunque titolo di un obbligo di esposizione sui
veicoli di copia del libretto di circolazione o di altro documento.
4. Per il trattamento dei dati raccolti mediante
impianti per la rilevazione degli accessi di veicoli ai centri storici ed alle
zone a traffico limitato continuano, altresì, ad applicarsi le disposizioni del
decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 1999, n. 250.
1. Il presente titolo
disciplina il trattamento dei dati personali in ambito sanitario.
Art. 76 - Esercenti professioni
sanitarie e organismi sanitari pubblici
1. Gli esercenti le
professioni sanitarie e gli organismi sanitari pubblici, anche nell'ambito di
un'attività di rilevante interesse pubblico ai sensi dell'articolo 85, trattano
i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute:
a) con il consenso dell'interessato e anche
senza l'autorizzazione del Garante, se il trattamento riguarda dati e operazioni
indispensabili per perseguire una finalità di tutela della salute o
b) anche senza il consenso dell'interessato
e previa autorizzazione del Garante, se la finalità di cui alla lettera a)
riguarda un terzo o la collettività.
2. Nei casi di cui al comma 1 il consenso può essere
prestato con le modalità semplificate di cui al capo II.
3. Nei casi di cui al comma 1 l'autorizzazione del
Garante è rilasciata, salvi i casi di particolare urgenza, sentito il Consiglio
1. Il presente capo individua
modalità semplificate utilizzabili dai soggetti di cui al comma 2:
a) per informare l'interessato
relativamente ai dati personali raccolti presso il medesimo interessato o presso
terzi, ai sensi dell'articolo 13, commi 1 e 4;
b) per manifestare il consenso al
trattamento dei dati personali nei casi in cui ciò è richiesto ai sensi
2. Le modalità semplificate di cui al comma 1 sono
b) dagli altri organismi privati e dagli
esercenti le professioni sanitarie;
c) dagli altri soggetti pubblici indicati
nell'articolo 80.
Art. 78 - Informativa del medico di
medicina generale o del pediatra
1. Il medico di medicina
generale o il pediatra di libera scelta informano l'interessato relativamente al
trattamento dei dati personali, in forma chiara e tale da rendere agevolmente
comprensibili gli elementi indicati nell'articolo 13, comma 1.
trattamento dei dati personali necessario per attività di prevenzione,
diagnosi, cura e riabilitazione, svolte dal medico o dal pediatra a tutela della
salute o dell'incolumità fisica dell'interessato, su richiesta dello stesso o
di cui questi è informato in quanto effettuate nel suo interesse.
3. L'informativa può riguardare, altresì, dati
personali eventualmente raccolti presso terzi, ed è fornita preferibilmente per
iscritto, anche attraverso carte tascabili con eventuali allegati pieghevoli,
includendo almeno gli elementi indicati dal Garante ai sensi dell'articolo 13,
comma 3, eventualmente integrati anche oralmente in relazione a particolari
4. L'informativa, se non è diversamente specificato
dal medico o dal pediatra, riguarda anche il trattamento di dati correlato a
quello effettuato dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera
scelta, effettuato da un professionista o da altro soggetto, parimenti
individuabile in base alla prestazione richiesta, che:
a) sostituisce temporaneamente il medico o
b) fornisce una prestazione specialistica
su richiesta del medico e del pediatra;
c) può trattare lecitamente i dati
nell'ambito di un'attività professionale prestata in forma associata;
e) comunica dati personali al medico o
pediatra in conformità alla disciplina applicabile.
5. L'informativa resa ai sensi del presente articolo
evidenzia analiticamente eventuali trattamenti di dati personali che presentano
rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la
dignità dell'interessato, in particolare in caso di trattamenti effettuati:
a) per scopi scientifici, anche di ricerca
scientifica e di sperimentazione clinica controllata di medicinali, in
conformità alle leggi e ai regolamenti, ponendo in particolare evidenza che il
consenso, ove richiesto, è manifestato liberamente;
b) nell'ambito della teleassistenza o
c) per fornire altri beni o servizi
all'interessato attraverso una rete di comunicazione elettronica.
Art. 79 - Informativa da parte di
1. Gli organismi sanitari
pubblici e privati possono avvalersi delle modalità semplificate relative
all'informativa e al consenso di cui agli articoli 78 e 81 in riferimento ad una
pluralità di prestazioni erogate anche da distinti reparti ed unità dello
stesso organismo o di più strutture ospedaliere o territoriali specificamente
2. Nei casi di cui al comma 1 l'organismo o le
strutture annotano l'avvenuta informativa e il consenso con modalità uniformi e
tali da permettere una verifica al riguardo da parte di altri reparti ed unità
che, anche in tempi diversi, trattano dati relativi al medesimo interessato.
3. Le modalità semplificate di cui agli articoli 78 e
81 possono essere utilizzate in modo omogeneo e coordinato in riferimento
all'insieme dei trattamenti di dati personali effettuati nel complesso delle
strutture facenti capo alle aziende sanitarie.
4. Sulla base di adeguate misure organizzative in
applicazione del comma 3, le modalità semplificate possono essere utilizzate
per più trattamenti di dati effettuati nei casi di cui al presente articolo e
dai soggetti di cui all'articolo 80.
Art. 80 - Informativa da parte di altri
1. Oltre a quanto previsto dall'articolo 79,
possono avvalersi della facoltà di fornire un'unica informativa per una
pluralità di trattamenti di dati effettuati, a fini amministrativi e in tempi
diversi, rispetto a dati raccolti presso l'interessato e presso terzi, i
competenti servizi o strutture di soggetti pubblici operanti in ambito sanitario
o della prevenzione e sicurezza del lavoro.
2. L'informativa di cui al comma 1 è integrata con
appositi e idonei cartelli ed avvisi agevolmente visibili al pubblico, affissi e
diffusi anche nell'ambito di pubblicazioni istituzionali e mediante reti di
comunicazione elettronica, in particolare per quanto riguarda attività
amministrative di rilevante interesse pubblico che non richiedono il consenso
dei dati idonei a rivelare lo stato di salute, nei casi in cui è necessario ai
sensi del presente codice o di altra disposizione di legge, può essere
manifestato con un'unica dichiarazione, anche oralmente. In tal caso il consenso
è documentato, anziché con atto scritto dell'interessato, con annotazione
dell'esercente la professione sanitaria o dell'organismo sanitario pubblico,
riferita al trattamento di dati effettuato da uno o più soggetti e
all'informativa all'interessato, nei modi indicati negli articoli 78, 79 e 80.
2. Quando il medico o il pediatra fornisce
l'informativa per conto di più professionisti ai sensi dell'articolo 78, comma
4, oltre quanto previsto dal comma 1, il consenso è reso conoscibile ai
medesimi professionisti con adeguate modalità, anche attraverso menzione,
annotazione o apposizione di un bollino o tagliando su una carta elettronica o
sulla tessera sanitaria, contenente un richiamo al medesimo articolo 78, comma
4, e alle eventuali diverse specificazioni apposte all'informativa ai sensi del
Art. 82 - Emergenze e tutela della
salute e dell'incolumità fisica
1. L'informativa e il
consenso al trattamento dei dati personali possono intervenire senza ritardo,
successivamente alla prestazione, nel caso di emergenza sanitaria o di igiene
pubblica per la quale la competente autorità ha adottato un'ordinanza
contingibile ed urgente ai sensi dell'articolo 117 del decreto legislativo 31
2. L'informativa e il consenso al trattamento dei dati
personali possono altresì intervenire senza ritardo, successivamente alla
prestazione, in caso di:
a) impossibilità fisica, incapacità di
agire o incapacità di intendere o di volere dell'interessato, quando non è
possibile acquisire il consenso da chi esercita legalmente la potestà, ovvero
da un prossimo congiunto, da un familiare, da un convivente o, in loro assenza,
dal responsabile della struttura presso cui dimora l'interessato;
b) rischio grave, imminente ed irreparabile
per la salute o dell'interessato.
3. L'informativa e il consenso al trattamento dei dati
personali possono intervenire senza ritardo, successivamente alla prestazione,
anche in caso di prestazione medica che può essere pregiudicata
dall'acquisizione preventiva del consenso, in termini di tempestività o
4. Dopo il raggiungimento della maggiore età
l'informativa è fornita all'interessato anche ai fini della acquisizione di una
nuova manifestazione del consenso quando questo è necessario.
Art. 83 - Altre misure per il rispetto
dei diritti degli interessati
1. I soggetti di cui agli
articoli 78, 79 e 80 adottano idonee misure per garantire, nell'organizzazione
delle prestazioni e dei servizi, il rispetto dei diritti, delle libertà
fondamentali e della dignità degli interessati, nonché del segreto
professionale, fermo restando quanto previsto dalle leggi e dai regolamenti in
materia di modalità di trattamento dei dati sensibili e di misure minime di
2. Le misure di cui al comma 1 comprendono, in
a) soluzioni volte a rispettare, in
relazione a prestazioni sanitarie o ad adempimenti amministrativi preceduti da
un periodo di attesa all'interno di strutture, un ordine di precedenza e di
chiamata degli interessati prescindendo dalla loro individuazione nominativa;
b) l'istituzione di appropriate distanze di
cortesia, tenendo conto dell'eventuale uso di apparati vocali o di barriere;
c) soluzioni tali da prevenire, durante
colloqui, l'indebita conoscenza da parte di terzi di informazioni idonee a
rivelare lo stato di salute;
d) cautele volte ad evitare che le
prestazioni sanitarie, ivi compresa l'eventuale documentazione di anamnesi,
avvenga in situazioni di promiscuità derivanti dalle modalità o dai locali
prescelti;
e) il rispetto della dignità
dell'interessato in occasione della prestazione medica e in ogni operazione di
f) la previsione di opportuni accorgimenti
volti ad assicurare che, ove necessario, possa essere data correttamente notizia
o conferma anche telefonica, ai soli terzi legittimati, di una prestazione di
g) la formale previsione, in conformità
agli ordinamenti interni delle strutture ospedaliere e territoriali, di adeguate
modalità per informare i terzi legittimati in occasione di visite sulla
dislocazione degli interessati nell'ambito dei reparti, informandone previamente
gli interessati e rispettando eventuali loro contrarie manifestazioni legittime
h) la messa in atto di procedure, anche di
formazione del personale, dirette a prevenire nei confronti di estranei
un'esplicita correlazione tra l'interessato e reparti o strutture, indicativa
i) la sottoposizione degli incaricati che
non sono tenuti per legge al segreto professionale a regole di condotta analoghe
al segreto professionale.
Art. 84 - Comunicazione di dati
1. I dati personali idonei a
rivelare lo stato di salute possono essere resi noti all'interessato o ai
soggetti di cui all'articolo 82, comma 2, lettera a), da parte di esercenti le
professioni sanitarie ed organismi sanitari, solo per il tramite di un medico
designato dall'interessato o dal titolare. Il presente comma non si applica in
riferimento ai dati personali forniti in precedenza dal medesimo interessato.
2. Il titolare o il responsabile possono autorizzare
per iscritto esercenti le professioni sanitarie diversi dai medici, che
nell'esercizio dei propri compiti intrattengono rapporti diretti con i pazienti
e sono incaricati di trattare dati personali idonei a rivelare lo stato di
salute, a rendere noti i medesimi dati all'interessato o ai soggetti di cui
all'articolo 82, comma 2, lettera a). L'atto di incarico individua appropriate
modalità e cautele rapportate al contesto nel quale è effettuato il
Art. 85 - Compiti del Servizio sanitario
1. Fuori dei casi di cui al
comma 2, si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli
20 e 21, le finalità che rientrano nei compiti del Servizio sanitario nazionale
e degli altri organismi sanitari pubblici relative alle seguenti attività:
a) attività amministrative correlate a
quelle di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione dei soggetti assistiti
dal Servizio sanitario nazionale, ivi compresa l'assistenza degli stranieri in
Italia e dei cittadini italiani all'estero, nonchè di assistenza sanitaria
erogata al personale navigante ed aeroportuale;
b) programmazione, gestione, controllo e
valutazione dell'assistenza sanitaria;
c) vigilanza sulle sperimentazioni,
farmacovigilanza, autorizzazione all'immissione in commercio e all'importazione
di medicinali e di altri prodotti di rilevanza sanitaria;
e) l'applicazione della normativa in
materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro e di sicurezza e salute della
f) le attività amministrative correlate ai
trapianti d'organo e di tessuti, nonchè alle trasfusioni di sangue umano, anche
in applicazione della legge 4 maggio 1990, n. 107;
g) instaurazione, gestione, pianificazione
e controllo dei rapporti tra l'amministrazione ed i soggetti accreditati o
convenzionati del Servizio sanitario nazionale.
2. Il comma 1 non si applica ai trattamenti di dati
idonei a rivelare lo stato di salute effettuati da esercenti le professioni
sanitarie o da organismi sanitari pubblici per finalità di tutela della salute
o dell'incolumità fisica dell'interessato, di un terzo o della collettività,
per i quali si osservano le disposizioni relative al consenso dell'interessato o
all'autorizzazione del Garante ai sensi dell'articolo 76.
3. All'identificazione dei tipi di dati idonei a
rivelare lo stato di salute e di operazioni su essi eseguibili è assicurata
ampia pubblicità, anche tramite affissione di una copia o di una guida
illustrativa presso ciascuna azienda sanitaria e presso gli studi dei medici di
medicina generale e dei pediatri di libera scelta.
4. Il trattamento di dati identificativi
dell'interessato è lecito da parte dei soli soggetti che perseguono
direttamente le finalità di cui al comma 1. L'utilizzazione delle diverse
tipologie di dati è consentita ai soli incaricati, preposti, caso per caso,
alle specifiche fasi delle attività di cui al medesimo comma, secondo il
principio dell'indispensabilità dei dati di volta in volta trattati.
Art. 86 - Altre finalità di rilevante
articoli 76 e 85, si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli
articoli 20 e 21, le finalità, perseguite mediante trattamento di dati
sensibili e giudiziari, relative alle attività amministrative correlate
all'applicazione della disciplina in materia di:
a) tutela sociale della maternità e di
interruzione volontaria della gravidanza, con particolare riferimento a quelle
svolte per la gestione di consultori familiari e istituzioni analoghe, per
l'informazione, la cura e la degenza delle madri, nonché per gli interventi di
b) stupefacenti e sostanze psicotrope, con
particolare riferimento a quelle svolte al fine di assicurare, anche avvalendosi
di enti ed associazioni senza fine di lucro, i servizi pubblici necessari per
l'assistenza socio-sanitaria ai tossicodipendenti, gli interventi anche di tipo
preventivo previsti dalle leggi e l'applicazione delle misure amministrative
c) assistenza, integrazione sociale e
diritti delle persone handicappate effettuati, in particolare, al fine di:
1) accertare l'handicap ed
assicurare la funzionalità dei servizi terapeutici e riabilitativi, di aiuto
personale e familiare, nonché interventi economici integrativi ed altre
2) curare l'integrazione
sociale, l'educazione, l'istruzione e l'informazione alla famiglia del portatore
di handicap, nonché il collocamento obbligatorio nei casi previsti dalla legge;
3) realizzare comunita-alloggio
e centri socio riabilitativi;
4) curare la tenuta degli albi
degli enti e delle associazioni ed organizzazioni di volontariato impegnati nel
2. Ai trattamenti di cui al presente articolo si
applicano le disposizioni di cui all'articolo 85, comma 4.
Art. 87 - Medicinali a carico del
1. Le ricette relative a
prescrizioni di medicinali a carico, anche parziale, del Servizio sanitario
nazionale sono redatte secondo il modello di cui al comma 2, conformato in modo
da permettere di risalire all'identità dell'interessato solo in caso di
necessità connesse al controllo della correttezza della prescrizione,
ovvero a fini di verifiche amministrative o per scopi epidemiologici e di
ricerca, nel rispetto delle norme deontologiche applicabili.
2. Il modello cartaceo per le ricette di medicinali
relative a prescrizioni di medicinali a carico, anche parziale, del Servizio
sanitario nazionale, di cui agli allegati 1, 3, 5 e 6 del decreto del Ministro
della sanità 11 luglio 1988, n. 350, e al capitolo 2, paragrafo 2.2.2. del
relativo disciplinare tecnico, è integrato da un tagliando predisposto su carta
o con tecnica di tipo copiativo e unito ai bordi delle zone indicate nel comma
3. Il tagliando di cui al comma 2 è apposto sulle zone
del modello predisposte per l'indicazione delle generalità e dell'indirizzo
dell'assistito, in modo da consentirne la visione solo per effetto di una
momentanea separazione del tagliando medesimo che risulti necessaria ai sensi
dei commi 4 e 5.
4. Il tagliando può essere momentaneamente separato
dal modello di ricetta, e successivamente riunito allo stesso, quando il
farmacista lo ritiene indispensabile, mediante sottoscrizione apposta sul
tagliando, per una effettiva necessità connessa al controllo della correttezza
della prescrizione, anche per quanto riguarda la corretta fornitura del farmaco.
5. Il tagliando può essere momentaneamente separato
nei modi di cui al comma 3 anche presso i competenti organi per fini di verifica
amministrativa sulla correttezza della prescrizione, o da parte di soggetti
legittimati a svolgere indagini epidemiologiche o di ricerca n conformità alla
6. Con decreto del Ministro della salute, sentito il
Garante, può essere individuata una ulteriore soluzione tecnica diversa da
quella indicata nel comma 1, basata sull'uso di una fascetta adesiva o su altra
tecnica equipollente relativa anche a modelli non cartacei.
Art. 88 - Medicinali non a carico del
1. Nelle prescrizioni
cartacee di medicinali soggetti a prescrizione ripetibile non a carico, anche
parziale, del Servizio sanitario nazionale, le generalità dell'interessato non
2. Nei casi di cui al comma 1 il medico può indicare
le generalità dell'interessato solo se ritiene indispensabile permettere di
risalire alla sua identità, per un'effettiva necessità derivante dalle
particolari condizioni del medesimo interessato o da una speciale modalità di
preparazione o di utilizzazione.
presente capo non precludono l'applicazione di disposizioni normative che
prevedono il rilascio di ricette che non identificano l'interessato o recanti
particolari annotazioni, contenute anche nel decreto-legge 17 febbraio 1998, n.
23, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94.
dell'interessato ai sensi del testo unico delle leggi in materia di disciplina
degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei
Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, le ricette sono
conservate separatamente da ogni altro documento che non ne richiede l'utilizzo.
Art. 90 - Trattamento dei dati genetici
e donatori di midollo osseo
genetici da chiunque effettuato è consentito nei soli casi previsti da apposita
autorizzazione rilasciata dal Garante sentito il Ministro della salute, che
acquisisce, a tal fine, il parere del Consiglio superiore di sanità.
2. L'autorizzazione di cui al comma 1 individua anche
gli ulteriori elementi da includere nell'informativa ai sensi dell'articolo 13,
con particolare riguardo alla specificazione delle finalità perseguite e dei
risultati conseguibili anche in relazione alle notizie inattese che possono
essere conosciute per effetto del trattamento dei dati e al diritto di opporsi
al medesimo trattamento per motivi legittimi.
3. Il donatore di midollo osseo, ai sensi della legge 6
marzo 2001, n. 52, ha il diritto e il dovere di mantenere l'anonimato sia nei
confronti del ricevente sia nei confronti di terzi.
1. Il trattamento in ogni
forma di dati idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale
eventualmente registrati su carte anche non elettroniche, compresa la carta
nazionale dei servizi, o trattati mediante le medesime carte è consentito se
necessario ai sensi dell'articolo 3, nell'osservanza di misure ed accorgimenti
prescritti dal Garante nei modi di cui all'articolo 17.
1. Nei casi in cui organismi
sanitari pubblici e privati redigono e conservano una cartella clinica in
conformità alla disciplina applicabile, sono adottati opportuni accorgimenti
per assicurare la comprensibilità dei dati e per distinguere i dati relativi al
paziente da quelli eventualmente riguardanti altri interessati, ivi comprese
informazioni relative a nascituri.
2. Eventuali richieste di presa visione o di rilascio
di copia della cartella e dell'acclusa scheda di dimissione ospedaliera da parte
di soggetti diversi dall'interessato possono essere accolte, in tutto o in
parte, solo se la richiesta è giustificata dalla documentata necessità:
a) di far valere o difendere un diritto in
sede giudiziaria ai sensi dell'articolo 26, comma 4, lettera c), di rango pari a
quello dell'interessato, ovvero consistente in un diritto della personalità o
in un altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile;
b) di tutelare, in conformità alla
disciplina sull'accesso ai documenti amministrativi, una situazione
giuridicamente rilevante di rango pari a quella dell'interessato, ovvero
consistente in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà
fondamentale e inviolabile.
Art. 93 - Certificato di assistenza al
dichiarazione di nascita il certificato di assistenza al parto è sempre
sostituito da una semplice attestazione contenente i soli dati richiesti nei
registri di nascita. Si osservano, altresì, le disposizioni dell'articolo 109.
2. Il certificato di assistenza al parto o la cartella
clinica, ove comprensivi dei dati personali che rendono identificabile la madre
che abbia dichiarato di non voler essere nominata avvalendosi della facoltà di
cui all'articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 3
novembre 2000, n. 396, possono essere rilasciati in copia integrale a chi vi
abbia interesse, in conformità alla legge, decorsi cento anni dalla formazione
3. Durante il periodo di cui al comma 2 la richiesta di
accesso al certificato o alla cartella può essere accolta relativamente ai dati
relativi alla madre che abbia dichiarato di non voler essere nominata,
osservando le opportune cautele per evitare che quest'ultima sia identificabile.
Art. 94 - Banche di dati, registri e
schedari in ambito sanitario
idonei a rivelare lo stato di salute contenuti in banche di dati, schedari,
archivi o registri tenuti in ambito sanitario, è effettuato nel rispetto
dell'articolo 3 anche presso banche di dati, schedari, archivi o registri già
istituiti alla data di entrata in vigore del presente codice e in riferimento ad
accessi di terzi previsti dalla disciplina vigente alla medesima data, in
particolare presso:
a) il registro nazionale dei casi di
mesotelioma asbesto-correlati istituito presso l'Istituto superiore per la
prevenzione e la sicurezza del lavoro (Ispesl), di cui all'articolo 1 del
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 dicembre 2002, n. 308;
b) la banca di dati in materia di
sorveglianza della malattia di Creutzfeldt-Jakob o delle varianti e sindromi ad
essa correlate, di cui al decreto del Ministro della salute in data 21 dicembre
2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 8 del 10 gennaio 2002;
c) il registro nazionale delle malattie
rare di cui all'articolo 3 del decreto del Ministro della sanità in data 18
maggio 2001, n. 279;
d) i registri dei donatori di midollo osseo
istituiti in applicazione della legge 6 marzo 2001, n. 52;
e) gli schedari dei donatori di sangue di
cui all'articolo 15 del decreto del Ministro della sanità in data 26 gennaio
2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2001.
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