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Timestamp: 2017-08-20 00:33:17+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 64', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 64', 'sentenza ', 'art. 64', 'art. 64', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 17', 'art. 64', 'art. 3']

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Gilda (3/10/2009): Il business delle graduatorie tra avvocati e baroni
Si tratta della valanga di ricorsi presentati da vari avvocati, alcuni collegati ad un sindacato, tendenti ad ottenere l¹inserimento a ³pettine², anziché in coda alle graduatorie ad esaurimento dei precari della scuola, docenti e non.
E¹ chiaro che, per chi organizza i ricorsi collettivi, il giro d¹affari diventa molto appetibile.
La legge aveva previsto che queste graduatorie dei precari della scuola, fossero appunto non più permanenti, ma ³ad esaurimento², consentendo che vi si potessero inserire solo quelli che stavano concludendo una procedura abilitante oppure quelli che stavano concludendo i corsi universitari abilitanti (SSIS e scienze formazione primaria).
Trovando un qualche cavillo  nei decreti ministeriali attuativi, alcuni avvocati sono riusciti ad ottenere dei provvedimenti di sospensiva dal Tar del Lazio, in base ai quali, in attesa del giudizio di merito (potrebbero volerci anni), i ricorrenti verrebbero inseriti immediatamente ³a pettine².
C¹e' un piccolo particolare: i ricorsi sono stati presentati al Giudice sbagliato, e sono stati accolti solo perche' l¹Avvocatura dello Stato ed il Ministero sembrano non essersene accorti.
Infatti la Cassazione, a sezioni riunite, si è espressa piu' volte sulla materia ed ha stabilito, in maniera inequivocabile, che il contenzioso sulle graduatorie dei precari è competenza del Giudice ordinario e non del Tar.
L¹ultima decisione della Cassazione e' recente, 17 novembre 2008 e ne richiama anche un¹altra del mese di febbraio 2008. I giudici della Corte suprema hanno infatti stabilito che non si tratta di una procedura concorsuale, mancando un bando, la procedura di valutazione, e un atto di approvazione finale che individui i vincitori.
Perche' le avvocature dello Stato non hanno eccepito la competenza del Tar?
E¹ mai possibile che non esista una ³certezza del diritto²?
Perche' i precari sono costretti a pagare delle vere e proprie tasse aggiuntive, prima arricchendo chi organizza i corsi on line ed ora anche gli avvocati?
Per la scuola della Repubblica: "Una diffusa inerzia copre le illegittimità della Gelmini"
Dopo la sentenza del TAR volta a "salvare" i tagli agli organici (sulla scia della sentenza della Corte Costituzionale, del parere del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti) con una nota che allego avevo rilevato che, nonostante l’opera di salvataggio messa in atto da parte di tutti gli organi che dovrebbero garantire la legalità dell’azione della PA, i provvedimenti della Gelmini rimanevano ancora vulnerabili per le contraddizioni che comunque non erano state superate, c’era quindi ancora spazio per contestare i regolamenti ed i provvedimenti relativi agli organici sarebbe stata però necessaria un’azione concertata a livello politico, istituzionale e giudiziario.
In particolare si era rilevato che lo stesso Regolamento che dava attuazione all’art. 64 prevedeva un ruolo preminente delle Regioni e degli Enti locali; il MIUR difatti in base all’art. 2 del DPR n.81/09 avrebbe dovuto, prima della determinazione degli organici a livello nazionale, acquisire il parere della Conferenza Unificata, Stato, Regione, Enti Locali.
Il MIUR invece ha adottato gli organici, prima del Regolamento e quindi in modo palesemente illegittimo e soprattutto ignorando la Conferenza Unificata Stato-Regioni-Provincia-Comuni.
A fronte di tale comportamento arrogante della Ministra si riteneva che Regioni, Comuni e Province avessero fortemente contestato l’operato della Ministra e preteso una rimessa in discussione di tutti i provvedimenti illegittimi; si prospettava pertanto l’opportunità di una forte iniziativa unitaria di istituzioni, comitati genitori-insegnanti, organizzazioni democratiche per contestare tali illegittimità, considerando che il 22 ottobre la questione sarebbe stata esaminata dal TAR.
C’è stato qualche dibattito, qualche o.d.g. e nient’altro di concreto; tutti considerano ormai definiti gli organici, pur trattandosi di atti palesemente illegittimi.
A questo punto per coerenza ho insistito, in vista dell’udienza del 22 ottobre, a contestare l’illegittimità degli organici, ovviamente facendo la figura del soldato giapponese che pensava di essere ancora in guerra.
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Oltre la mobilitazione e l’azione politica c’è ancora spazio per un’azione legale?
I provvedimenti della Gelmini sono illegittimi? Si possono fermare?
( Nota di Corrado Mauceri del 30/8/09)
1. I provvedimenti dei tagli agli organici si devono ritenere illegittimi.
Nonostante il “soccorso ” da parte di tutti gli organismi che dovrebbero garantire, anche nei confronti dell’operato del Governo (anzi soprattutto) l’osservanza delle leggi e dei principi costituzionali e nonostante i “salvataggi” con norme “ad personam” per sanare le irregolarità dell’operato della Gelmini, i tagli agli organici e tutti i successivi e conseguenti provvedimenti, (mancate nomine per contrazione dei posti, trasferimenti di ufficio, ecc.) si devono ritenere illegittimi.
2. Quali sono i motivi di illegittimità che i “soccorsi” degli organi giurisdizionali (Corte Costituzionale, Consiglio di Stato, Corte dei Conti e TAR Lazio) non hanno potuto sanare?
Anzitutto, anche a volere considerare legittimi gli interventi di salvataggio con provvedimenti legislativi ad hoc adottati per sanare le irregolarità dell’operato della Gelmini, è pacifico che la Gelmini ha disposto i tagli agli organici prima dell’entrata in vigore del Regolamento che disciplina i nuovi criteri per la determinazione degli organici e sulla base di un D.I. inesistente.
Il TAR del Lazio con lo spirito di salvataggio che ispira la sentenza invece di prendere atto che con la C.M. il Ministero aveva impartito istruzioni sulla base di uno schema di D.I., privo di alcuna efficacia, ha chiesto al Ministero chiarimenti per comprendere la ragione per la quale avrebbe inviato agli uffici scolastici regionali una bozza di D.I. piuttosto che le sole tabelle allegate al Piano Programmatico.
E’ evidente però che tale richiesta del TAR non tiene conto della lettera e della ratio dell’art. 64 D.L. m. 112/08.
L’art. 64, come ha precisato anche la Corte Costituzionale, è una disposizione di legge di delega al potere regolamentare del Governo con efficacia differita al momento dell’entrata in vigore dei regolamenti attuativi della delega. Quindi né l’art. 64 del D.L. n.112/08 ha efficacia immediata in merito agli organici, né il Piano programmatico, previsto dal citato art. 64 come programma degli interventi da realizzare coni regolamenti.
Il Piano Programmatico è un atto programmatorio, che era necessario in quanto presupposto dell’esercizio del potere regolamentare ed aveva lo scopo di definire, con il coinvolgimento delle Commissioni parlamentari e della Conferenza Unificata (per questo i pareri non possono essere vanificati), il programma degli interventi che il Governo avrebbe dovuto successivamente adottare con gli specifici regolamenti.
Quindi successivamente al Piano, il Governo avrebbe dovuto emanare il regolamento sugli organici che è stato pubblicato il 2 agosto e sulla base di tale regolamento avrebbe dovuto, sentito la Conferenza Unificata ( come stabilisce l’art. 2 del Regolamento), definire i criteri per la determinazione degli organici e sulla base di tali criteri emanare un D.I. per la determinazione degli organici.
Di conseguenza è evidente che anteriormente al 3 Agosto erano ancora in vigore le disposizioni anteriori al D.L. n. 112/08; la CM n. 38/08 difatti non poteva anticipare disposizioni ancora inesistenti né il Ministero poteva dare applicazione ad uno schema di D.I. inesistente.
Non c’è dubbio quindi che gli organici sono stati determinati nell’assoluta illegittimità perché:
quando sono stati adottati i provvedimenti era ancora in vigore la normativa anteriore al D.L. n. 112/08 che è stata disattesa.
le disposizioni sono state impartite sulla base di un D.I. inesistente (privo di firme e di data)
Il regolamento che il Ministro avrebbe dovuto applicare è stato adottato successivamente e quindi non è stato applicato.
Il regolamento pubblicato in data 2 agosto ed entrato in vigore il 3 agosto prevede, tra l’altro, all’art. 2:
“le determinazioni e la distribuzione delle dotazioni organiche tra le regioni tengono conto, sentita la Conferenza Unificata di cui all’art. 8 del D.Lvo 28/8/1997 n. 281, dei criteri e dei parametri di cui ai commi 2 e 3”.
E’ fuor di dubbio che il Ministro ha proceduto alla determinazione degli organici sia violando la normativa anteriore al D.L. n. 112/08 sia lo stesso D.L.. n. 112/08 perché non ha applicato il Regolamento che è stato emanato successivamente.e prevedeva il coinvolgimento della Conferenza Unificata.
E’ pure fuor di dubbio che le Regioni e gli EE.LL., rappresentati nella Conferenza Unificata che avrebbe dovuto esprimere un parere sulla determinazione e la distribuzione delle dotazioni organiche tra le regioni, sono stati illegittimamente estromessi.
E’ infine fuor di dubbio:
che il TAR su tali aspetti nella prossima udienza fissata per il 22 ottobre dovrà pronunciarsi;
che Regioni, Comuni e Province “scippate” del diritto di intervenire, sia pure a titolo consultivo, nel procedimento per la determinazione degli organici, dovrebbero contestare sia politicamente ma anche legalmente tale illegittima estromissione.
Tutto il personale che ha subito un danno per effetto di tale illegittima determinazione degli organici può adire il giudice ordinario per contestare la lesione di un diritto.
2. I regolamenti attuativi dell’art. 64 D.L. N. 112/08.
Il TAR del Lazio con le sentenze n. 7530, 7531 e 7532 ha compiuto un opera di “salvataggio” di provvedimenti che erano illegittimi perché il Piano Programmatico che è l’atto presupposto di tutti gli interventi in realtà non è stato mai adottato.
Ad una lettura anche superficiale della sentenza si ha subito l’impressione che i giudici del TAR, fossero consapevoli:
a) che il Piano Programmatico, previsto nella legge (art. 64 D.L. n. 112/08) come atto presupposto di tutti gli interventi attuativi, effettivamente non era stato adottato.
b) che gli organici del personale docente sono stati determinati sulla base di un D.I. inesistente.
Di conseguenza per gli errori ed i ritardi del Ministero i giudici amministrativi avrebbero dovuto annullare tutti gli atti adottati dal Ministero e compromettere la manovra finanziaria con tutte le conseguenze immaginabili. Si deve difatti rilevare che i tagli per 8 miliardi nel triennio e la delega in bianco al Governo per la regolamentazione delegificata dell’ordinamento scolastico previsti dall’art. 64 erano passati al vaglio positivo (ad eccezione degli aspetti positivi del dimensionamento delle scuole) della Corte Costituzionale con una sentenza, stranamente apprezzata anche da settori del PD (il partito di opposizione!).
E’ evidente che, in tale contesto (soprattutto dopo la sentenza della Corte Costituzionale), il TAR abbia cercato di evitare che gli errori commessi dal Ministero potessero vanificare gli effetti della manovra finanziaria.
La sentenza del TAR appare quindi un tentativo, poco convincente per la verità, di “salvare” i provvedimenti attuativi dell’art. 64 D.L. n. 112/08.
Tale tentativo del TAR si basa su due argomentazioni:
a) il Piano programmatico, pur in mancanza di una formale adozione, esisterebbe sia perché c’è stato in merito uno scambio di lettere tra i due ministri, sufficiente per integrare il “concerto” sia perché il riferimento esplicito al Piano, contenuto nelle premesse di regolamenti, “eleva” lo schema ad un atto formale con efficacia sanante ex tunc.
b) Per quanto riguarda gli organici il Piano Programmatico, secondo il TAR, accertatane l’esistenza, sarebbe sufficiente per consentire sia i tagli a livello nazionale, sia la ripartizione a livello delle regioni; il D.I. attualmente è inesistente, perchè lo schema allegato alla C.M. n. 38/09 non è un atto formale (!), secondo il TAR però, essendoci il Piano, non è necessario.
3. Le argomentazioni del TAR contrastano però sia con le circostanze oggettive di fatto sia con i principi giuridici, che ci insegnano all’Università e che i giudici del TAR conoscevano ovviamente benissimo.
Anzitutto si deve precisare che nelle stesse sentenze del TAR si rileva che il Piano non è stato mai formalmente adottato; difatti il TAR rileva:
in data 4 settembre 2008 lo schema del Piano è trasmesso dal Ministero dell’Istruzione al Ministero dell’Economia;
in data 9 settembre 2008 il Ministro dell’Economia esprime il proprio consenso e sollecita l’ulteriore iter;
in data 13 novembre 2008 la Conferenza Unificata Stato-Regione esprime parere negativo;
in data 27 novembre 2008 la VII Commissione della Camera esprime parere favorevole con condizioni;
in data 3 dicembre 2008 la VII Commissione del Senato esprime parere favorevole con riserva.
Il TAR stesso rileva che “A questo punto si perdono le tracce del Piano Programmatico” e le tracce si perdono per la semplice ragione che, dopo i pareri della Conferenza Unificata e delle Commissioni Parlamentari, il Piano non è stato mai adottato; era stato predisposto, prima dell’acquisizione di pareri, uno schema, ma dopo l’acquisizione dei pareri non solo non è stato adottato il Piano, ma non sono stati nemmeno esaminati i pareri che, ancorchè non vincolanti, in quanto obbligatori dovevano essere esaminati e di tale esame nell’atto formale di adozione del Piano doveva essere fatta menzione.
Si deve peraltro aggiungere che se lo scambio di lettere tra i due Ministri poteva in qualche modo integrare il “concerto” sullo schema, certamente non riguarda l’atto conclusivo dopo l’acquisizione dei pareri; difatti se i pareri hanno un qualche senso, dovevano essere valutati anteriormente all’atto conclusivo e da entrambi i Ministri.
Peraltro tali pareri avevano una notevole rilevanza perchè nel procedimento previsto dall’art. 64 rappresentano l’unica forma di intervento del Parlamento in una materia interamente delegata in bianco al potere regolamentare del Governo.
Il TAR però al fine di “salvare” i provvedimenti, richiamando la delibera della Corte dei Conti, afferma che nel DPR n. 81/09 ( Il TAR aveva preso visione del solo regolamento sul riordinamento del primo ciclo, perché quello sugli organici è stato pubblicato successivamente all ‘udienza) in premessa “si fa riferimento al predetto documento datato 4 settembre 2008, elevando quindi lo “schema” di cui sopra al rango di Piano Programmatico, in conseguenza delle sottoscrizioni apposte in calce al Regolamento dei due Ministri competenti”.
In tal modo si sarebbe attuata la sanatoria del provvedimento invalido attraverso il riconoscimento, in via di convalida, della sua legittimità”.
Questi interventi di “salvataggio” prima della Corte dei Conti e dopo del TAR non hanno però tranquillizzato il Governo che per evitare qualsiasi rischio, approfittando della legge 3 Agosto 2009 di conversione del D.L. n.78/09 (cd. DL anticrisi) proseguendo la prassi delle leggi ad hoc ha introdotto all’art. 17 il comma 25 che recita:
“L’art. 64, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008. n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, si interpreta nel senso che il piano programmatico si intende perfezionato con l’acquisizione dei pareri previsti dalla medesima disposizione e all’eventuale recepimento dei relativi contenuti si provvede con i regolamenti attuativi dello stesso. Il termine di cui all’articolo 64, comma 3, del medesimo decreto-legge n.112 del 2008 si intende comunque rispettato con l’approvazione preliminare da parte del Consiglio dei Ministri degli schemi dei regolamenti di cui al medesimo articolo”.
Tale disposizione, ancorché intervento sulla legge di conversione art. 3 Agosto 2009, pubblicata a G.U. del 4 agosto 2009 sana le irregolarità concernenti la mancanza del Piano e sotto questo profilo anche l’intervento di salvataggio del TAR; di conseguenza: i regolamenti adottati dopo oltre un anno dall’entrata in vigore del DL n.112/08 e senza una formale adozione del Piano programmatico per effetto di tale disposizione sono sanati.
3) Le possibili azioni legali Possono essere:
a) sollevare la questione di illegittimità costituzionale per l’uso disinvolto con cui la maggioranza interviene con leggi definite interpretative, ma in realtà volte a sanare le irregolarità del Governo.
È una via che in uno Stato di diritto sarebbe del tutto logica; ma il nostro non è nella realtà uno Stato di diritto; una contestazione di tal genere difficilmente sarebbe sollevata dal TAR. E rimessa alla Corte Costituzionale
b) per le ragioni indicate al punto 2) i provvedimenti relativi agli organici e tutti i provvedimenti conseguenti sono illegittimi e finora non coperti dai salvataggi con le leggi ad hoc
Coloro che hanno sottoscritto i ricorsi già proposti davanti al TAR del Lazio ed ancora pendenti per il chiarimento richiesto dal TAR, in vista dell’udienza del 22 ottobre possono insistere sull’illegittimità dei tagli degli organici, propone anche motivi aggiunti ;
Coloro che non hanno proposto ricorso (Regione, Enti Locali e genitori e/o lavoratori della scuola) contro la C.M. n.38/09 possono impugnare con ricorso al TAR i provvedimenti ,peraltro mai formalmente pubblicati, di determinazione degli organici; non avendo l’Amministrazione adottato formali provvedimenti, non c’è un termine di scadenza certa; si deve però provvedere entro il 20 settembre circa.
Il collettivo locale, istituito presso il TAVOLO è a disposizione per l’assistenza legale e per la necessaria collaborazione che ovviamente sono svolte gratuitamente, a titolo di impegno politico, con il solo rimborso delle spese vive.
Per proporre ricorso al TAR è necessario inviare al collettivo legale, coordinato da Corrado Mauceri, Via Lamarmora n.26, 50121 Firenze i seguenti atti:
schede dei ricorrenti
copia delle tabelle organiche regionale e delle singole provinciale o istituzioni scolastiche;
mandato in duplice copia con le autentiche sottoscritte da un legale;
Nominativi e recapiti del legale locale di riferimento che può autenticare le firme.
3)Ricorsi al Giudice del Lavoro avverso i trasferimenti di ufficio e le mancate nomine per effetto delle soppressioni dei posti.
Le vertenze devono essere proposte dai singoli lavoratori in relazione alla loro specifica posizione e con l’assistenza di un legale locale; difatti devono essere proposti davanti al Tribunale del luogo di servizio. Ovviamente il collettivo del Tavolo è a disposizione per tutta la opportuna collaborazione.
Il collettivo legale del Tavolo e comunque a disposizione per tutta la collaborazione opportuna.
In conclusione lo spazio per azioni legali anche se si è ristretto c’è ancora sia per la tutela di interessi individuali sia per il sostegno all’iniziativa politica ,che significa non delega all’azione legale, ma utilizzo dell’azione legale per l’iniziativa politica.
CorradoMauceri
Vivalascuola (4/10/2009): Più disabili, meno sostegno
vivalascuola questa settimana è dedicata al problema dei tagli al sostegno.
Gli alunni disabili nella scuola italiana sono circa il 2%, ma è un 2% che non può fare a meno di un sostegno fra l'altro riconosciuto per legge.
Invece tagli dovuti a esigenze puramente economiche e che sono rivelatori della poca considerazione in cui chi ci governa tiene la scuola rendono ogni anno più difficile la situazione per questa fascia di studenti che avrebbe bisogno della massima attenzione. Con gravi ricadute sui ragazzi, le famiglie, i docenti.
La puntata, che contiene informazioni e segnalazioni di iniziative, si può leggere qui:
http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/10/05/vivalascuola-21/