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Timestamp: 2017-01-21 02:02:34+00:00
Document Index: 31834075

Matched Legal Cases: ['art 41', 'art.24', 'art. 8', 'art. 14', 'arte 1', 'arta 4', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 7']

⭐Linee Operative per l Accesso Unitario ai Servizi Socio - Sanitari Porta Unica di Accesso P.U.A.
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1 A.G.C. 20-Settore 03 A.G.C. 18-Settore 01 Linee Operative per l Accesso Unitario ai Servizi Socio - Sanitari Porta Unica di Accesso P.U.A. 12 INDICE INTRODUZIONE REGIONE CAMPANIA INTRODUZIONE FORMEZ PA PREMESSA 1. DEFINIZIONE, FUNZIONE E ATTIVITA 2. MODELLO ORGANIZZATIVO 2.1 I Soggetti Istituzionali 2.2 Il Personale 2.3 Il territorio di competenza 2.4 L informatizzazione per la gestione dell accesso 3. MODALITA DI ATTUAZIONE DEL MODELLO P.U.A.. GRADUALITA E FORMAZIONE DEL PERSONALE 4. STRUMENTI PER LA GOVERNANCE 5. IL MONITORAGGIO E LA VALUTAZIONE 5.1 Definizione e finalità 5.2 Gli Indicatori di monitoraggio e valutazione ALLEGATI A. Scheda di Accesso B. Format del regolamento delle procedure operative C. Elenco esemplificativo degli indicatori analitici di Monitoraggio D. Sistemi informativi E. Riferimenti Normativi F. Bibliografia e Sitografia 23 INTRODUZIONE Il presente documento è il frutto di un lavoro maieutico che, attraverso una metodologia partecipativa che ha coinvolto Distretti Sanitari e Ambiti Territoriali, ha consentito di rappresentare il reale stato dell arte rispetto all attuazione della Porta Unica d Accesso (P.U.A.) in Campania. In linea con gli obiettivi del POAT Salute Regione Campania linea 3 Supporto all individuazione di modelli innovativi per garantire servizi adeguati in favore dei soggetti a rischio di marginalità sociale ed economica, si è proceduto alla rilevazione dei modelli di P.U.A. e esistenti a cui è seguita una fase di benchmark, attraverso l analisi di altre realtà italiane e quindi la sintesi finale che ha condotto alla definizione di un modello organizzativo unico per la P.U.A.. Dall'analisi del contesto campano è emerso che, pur essendo presente la P.U.A. su circa l'80% del territorio 1, essa, in linea con le indicazioni regionali 2, rappresenta essenzialmente una funzione, organizzata in maniera differente a seconda del territorio. Al fine di uniformare il percorso di accesso dei cittadini ai servizi socio sanitari attraverso la P.U.A. ci si è soffermati sulla necessità di fornire indicazioni per la realizzazione di un modello unico di P.U.A. che possa essere realizzato sull'intero territorio campano. L'attuazione del modello individuato, tenuto conto del diverso livello di maturazione della P.U.A. nei differenti territori e della necessità fortemente sentita di dare una svolta operativa per la sua concreta adozione e diffusione, è stato pensato come un processo per fasi successive che supera, in maniera graduale, alla frammentarietà e alla parcellizzazione degli attuali modelli e che consente di gestire completamente, a partire dal momento dell accesso del cittadino al servizio, il percorso della presa in carico dei bisogni sociali, sanitari e sociosanitari. Il gruppo di lavoro, costituitosi presso gli uffici dalla Regione e composto dai coordinatori sociosanitari e dai coordinatori di alcuni Ambiti Territoriali, ha fornito elementi a partire dai quali è stato possibile costruire il percorso metodologico di concertazione che ha portato alla condivisione di un unico modello di P.U.A. integrato. Nella elaborazione del modello, tra le diverse possibilità discusse dai gruppi di lavoro, due elementi di valutazione hanno rappresentato i punti di riferimento per orientare la decisione: - la universalità e la facilità di ingresso al servizio rispetto alla molteplicità dei bisogni per il cittadino al fine di evitare la settorializzazione dei punti di accesso; - l economicità, in termini sia finanziari che di impatto sull organico delle strutture chiamate a gestire il processo. 1 Il dato è emerso dall'indagine sulla presenza delle P.U.A. in Campania e sulle procedure di accesso alle prestazioni Socio-Sanitarie, condotta dal gruppo di lavoro Formez PA in collaborazione con i referenti sociosanitari delle AA.SS.LL. della regione Campania. Per effettuare l indagine è stato utilizzato un questionario semistrutturato (scheda di rilevazione) con risposta multipla. 2 L.R. n. 8/2003 Realizzazione, organizzazione, funzionamento delle RR.SS.AA. pubbliche e private; D.G.R.C. n. 2006/04 Linee d indirizzo sull assistenza residenziale, semiresidenziale per anziani, disabili e cittadini affetti da demenze ai sensi della L.R. n. 8 del 22/04/2003; L.R. n. 11/2007 Legge per la Dignità e la Cittadinanza Sociale ; D.G.R.C. n del 16/02/2009 Organizzazione dei Servizi di Segretariato Sociale e Porta Unica di Accesso Art. 24 della L.R. 11/2007; D.G.R.C. n. 41 del 14 febbraio 2011 di approvazione delle linee di indirizzo, profili e standard in materia di servizi domiciliari: il sistema dei servizi domiciliari in Campania; D.G.R.C. n del 30/12/2012;Piano Sanitario Regionale 2011/2013 BURC n. 32 del 27/05/11. 34 - Per la redazione del documento i partecipanti si sono divisi in 3 gruppi di lavoro al fine di approfondire alcuni temi cruciali dell intero percorso: la definizione, le funzioni e il processo organizzativo, il monitoraggio e la valutazione. Il presente lavoro per la definizione delle Linee Guida sulla P.U.A. prevede una premessa per l inquadramento del contesto, seguito dalla definizione delle funzioni e delle prestazioni che si intende ricondurre alla P.U.A.. Il modello organizzativo elaborato è presentato nel capitolo immediatamente successivo e costituisce l ossatura del sistema di integrazione sociosanitaria che dovrebbe consentire, a partire da un modello funzionale, di raggiungere un modello organico di cogestione dell accesso relativamente ai bisogni sociali, sanitari e sociosanitari. Una volta definito il modello, i soggetti coinvolti, il personale e il territorio di competenza, si è ritenuto di dedicare anche un paragrafo alla cruciale e indispensabile previsione di un sistema informativo web-based che consenta concretamente ai punti di accesso di raccordarsi in tempo reale con la funzione di coordinamento e con i servizi competenti per materia. Una riflessione a parte viene dedicata alle modalità di attuazione della P.U.A. in quanto, in maniera realistica e rispettosa delle diverse realtà territoriali coinvolte, è stato ipotizzato un percorso di cambiamento graduale e modulare che permetta di ampliare il campo d azione a partire da un intervento formativo funzionale all aggiornamento del personale per la gestione finale di tutti i settori di competenza, sociali e sanitari, della P.U.A.. Al fine di fornire utili strumenti operativi per agevolare la collaborazione interistituzionale tra gli uffici competenti politiche sociale e sanità, indispensabile presupposto per la realizzazione dell idea di una P.U.A. integrata, sono stati inseriti alcuni schemi di strumenti operativi. Da ultimo, ma non certo per importanza, è stato dedicato un intero capitolo alla rilevanza del monitoraggio e della valutazione come leva strategica per la definizione di indirizzi, riprogrammazioni e adattamenti a partire dall analisi dei risultati in base ad indicatori di efficacia, efficienza, economicità e naturalmente di Customer Satisfaction. 45 PREMESSA L aumento delle malattie croniche e degenerative, la frammentazione dei servizi e la complessità dei bisogni di cura rendono indispensabile non solo la riorganizzazione dell offerta dei servizi, ma anche la strutturazione di un modello organizzativo del sistema di accesso che integri le diverse tipologie di servizi Sociali e Sanitari. L eccessiva parcellizzazione dei servizi, infatti, unita alla complessità dei bisogni, che esigono risposte molteplici, articolate ed unitarie, rendono imprescindibile lo sviluppo di un sistema di ingresso ai servizi lineare che permetta al cittadino/utente di ricevere anche più risposte da un unico punto di accesso. Da questo presupposto nasce l esigenza di tracciare delle linee d indirizzo per l esecutività di un modello organizzativo che regoli l accesso unitario alla rete dei servizi Sociali e Sanitari 3. La condivisione di protocolli comunicativi e di procedure d immediata attuazione, per garantire l omogeneità delle prassi e delle informazioni da fornire agli utenti sui servizi presenti nel territorio di riferimento, sono tra gli elementi essenziali del percorso di cambiamento da intraprendere. La finalità del sistema resta quella di facilitare l accesso ai servizi da parte della fascia di popolazione definita fragile 4 ; di favorire nei servizi risposte personalizzate ed individualizzate, di garantire la presa in carico globale dell utente. È necessario, dunque, elaborare un prototipo operativo della Porta Unica d Accesso (P.U.A.) che sia polivalente, in linea con le indicazioni del Ministero della Salute 5, e che, partendo dalle singole unità settoriali già esistenti ed operanti, proceda con una programmazione unitaria del sistema Sociale e Sanitario attraverso un analisi delle diverse risorse presenti sul territorio (mappatura dei servizi) 6. La Porta Unica d Accesso deve rappresentare per il cittadino un luogo privilegiato di informazione ed orientamento verso i servizi Sociali e/o Sanitari, che fornisca risposte immediate ai bisogni semplici o attivi servizi di valutazione competenti per i bisogni di natura complessa. Per raggiungere questo risultato è importante che il circuito dei diversi attori erogatori di servizi e prestazioni sociali, sanitarie e socio-sanitarie attivino un sistema partecipato, integrato e reticolare, preferibilmente informatizzato. Le funzioni della Porta Unica d Accesso si articolano su due livelli: il primo diretto ai cittadini (accoglienza, informazione, orientamento, valutazione di primo livello con risposta diretta alla domanda semplice attraverso l accompagnamento verso i servizi competenti); il secondo diretto alla rete territoriale dei servizi (invio della 3 Piano Sanitario Regionale , pag. 72 Per rispondere [ ] alla domanda formulata a livello territoriale, occorre definire modalità organizzative e strategie per intercettare la domanda e organizzare la risposta al bisogno. [ ] l obiettivo è di promuovere un modello di integrazione dell accesso ai servizi sociali e socio - sanitari per i cittadini [ ]. 4 Art.1, comma 2, del D.lgs.229/99, Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell'articolo 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419, Il Servizio sanitario nazionale assicura, attraverso risorse pubbliche[ ] i livelli essenziali e uniformi di assistenza definiti dal Piano sanitario nazionale nel rispetto dei principi della dignità della persona umana, del bisogno di salute, dell'equità' nell'accesso all'assistenza, della qualità delle cure e della loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze, nonché dell'economicità' nell'impiego delle risorse. 5 Orientamenti per la stesura di progetti di attivazione o implementazione del Punto Unico d Accesso (Maggio 2009). 6 Linee d indirizzo per l individuazione di un modello del sistema di accesso unitario alla rete dei servizi socio-sanitari - P.U.A (Porta Unica di Accesso) fanno parte linee d intervento trasversali del progetto POAT Salute inseriti nel P.O. FESR B.2 Regione Campania Linea n. 3. Supporto all individuazione di modelli innovativi per garantire servizi adeguati in favore dei soggetti a rischio di marginalità sociale ed economica. In linea con gli obiettivi dell Asse 6 Sviluppo urbano e qualità della vita e dell Asse 5 Società dell informazione del POR FER Campania. 56 richiesta ai servizi competenti per i bisogni complessi, monitoraggio e valutazione del processo d accesso e delle prestazioni erogate). Alcuni aspetti fondamentali nell attuazione di un nuovo modello organizzativo della P.U.A. riguardano la pianificazione, la programmazione e la progettazione di un sistema integrato d offerta di servizi e di prestazioni in cui i due comparti, sanitario e sociale condividano risorse, professionalità e procedure di gestione per l accesso e anche procedure di valutazione, presa in carico ed erogazione dei servizi. Per la definizione del modello organizzativo si è partiti dall'analisi del contesto regionale nel quale, pur se con livelli di sviluppo differenti, insistono diverse esperienze di P.U.A.. Alcune realtà locali, ad esempio, hanno centralizzato le attività della P.U.A. in una sede di coordinamento dedicata, con personale individuato sia a livello distrettuale (A.S.L.) sia di Ambito Territoriale, con costi di gestione compartecipati. Altre realtà, invece, hanno delegato alcune delle funzioni riconducibili alla Porta Unica di Accesso a Punti di Accesso Territoriali incardinati nei servizi già esistenti ed operanti (Unità Operative, Servizi Sociali, Segretariato Sociale, URP etc.). Gli attuali modelli organizzativi delle P.U.A. sono in gran parte di tipo settoriale 7, organizzati per punti di accesso dislocati sul territorio che svolgono, per singoli segmenti e per specifica competenza sociale o sanitaria, le funzioni di accesso con un collegamento ed un coordinamento poco strutturato e con una modalità di comunicazione spesso informale. 7 D.G.R.C. 1317/09 La Porta Unica d Accesso (P.U.A.) è una funzione da attivare in ogni Ambito Territoriale in raccordo con i distretti sanitari ; 67 1. DEFINIZIONE, FUNZIONE E ATTIVITA La Porta Unica di Accesso (di seguito P.U.A.), è definita dalla Legge Regionale 11/07 8 come funzione esercitata sia dal Segretariato Sociale per i comuni sia dai Distretti Sanitari per le A.S.L., con compiti di informazione, decodifica dei bisogni, orientamento e trasmissione delle richieste ai servizi competenti. Essa rappresenta, dunque, l anello operativo strategico per il recepimento unitario della domanda di servizi sociali, sanitari e socio-sanitari 9, cui fornire una risposta specifica e tempestiva, ma soprattutto completa, orientata alla logica della presa in carico della persona, portatrice di molteplici esigenze. Nell ottica del processo lavorativo della P.U.A., come indicato nella D.G.R.C. n.41 del 14 febbraio 2011, la presa in carico può essere definita come un processo integrato e continuativo che si configura come governo di un insieme articolato e coordinato di interventi rivolti a soddisfare un bisogno complesso ed articolato 10. Il concetto di fondo è, pertanto, quello di superare la logica settoriale e frammentaria degli interventi attraverso l erogazione di singole prestazioni, segmentate ed isolate, che risultano, talvolta, inefficaci ed inefficienti. In questa ottica, la P.U.A. è strettamente legata al concetto di accessibilità delle informazioni sui servizi Sociali e Sanitari da parte dei cittadini. Il cittadino/utente deve poter entrare facilmente nei servizi attraverso punti di accesso agevolmente raggiungibili e immediatamente identificabili. La P.U.A. rappresenta, così, un luogo d ingresso privilegiato per i cittadini nel sistema dei servizi Sociali, Sanitari e Sociosanitari che, attraverso una modalità organizzativa integrata, deve essere in grado di fornire risposte alle persone con disagio derivato da problemi di salute e da difficoltà sociali. Essa deve, inoltre, facilitare l accesso unificato alle prestazioni Sociali, Sanitari e Sociosanitarie. La P.U.A. diviene, pertanto, uno dei luoghi prioritari di integrazione sociosanitaria professionale e gestionale e come tale richiede il coordinamento ed il lavoro congiunto fra le diverse componenti sanitarie e tra queste e le componenti sociali dei Comuni. Le modalità operative della Porta Unica d Accesso devono migliorare il sistema di presa in carico unitaria, eliminando o semplificando i numerosi passaggi ai quali l utente e/o i familiari devono adempiere per ricevere risposte di assistenza, che spesso seguono percorsi eccessivamente burocratizzati e parcellizzati. È necessario mirare all obiettivo di una presenza di Punti di Accesso diffusi in maniera capillare sul territorio di riferimento, Distretto Sanitario/Ambito Territoriale, che devono essere: 1. uniformi per operatività e funzioni; 2. universalistici sia rispetto al bisogno dell utenza sia nei confronti del sistema dell offerta, ossia: 8 L.R. 11/2007 Legge per la Dignità e la Cittadinanza Sociale, art 41, comma 3, lettera a. 9 D.G.R.C. n del 31 luglio 2009 Organizzazione dei Servizi di Segretariato sociale e Porta Unica di Accessoart.24, L.R.. n.11/ Come indicato a pag. 32 del Glossario allegato alla D.G.R.C. n.41 del 14 febbraio 2011 di approvazione delle linee di indirizzo, profili e standard in materia di servizi domiciliari: il sistema dei servizi domiciliari in Campania, la Presa in Carico è un processo, un insieme di azioni, percorsi, strategie (.). Si prende in carico la persona, nella sua globalità, e con i bisogni della stessa. La presa in carico si compone di diverse fasi e momenti (richiesta di aiuto; analisi della domanda, progetto di intervento, elaborazione e attuazione del progetto personalizzato e del Piano personalizzato degli Interventi; verifica e valutazione; chiusura dell intervento). 78 - non specialistici nelle competenze, capaci, dunque, di accogliere ogni tipo di domanda sia Sociale sia Sanitaria; - flessibili nella capacità di fornire risposte e/o di attivare un percorso di risposta; 3. facilmente accessibili al cittadino/utente; 4. promotori della cultura della presa in carico della persona ; 5. in grado di fornire risposte personalizzate ed individualizzate; 6. strumento di collegamento tra i diversi settori/servizi competenti; 7. osservatorio dei bisogni del territorio di pertinenza, per favorire e facilitare una pianificazione e programmazione dell offerta coerente con la domanda ed i bisogni; 8. capaci di orientare le scelte dei cittadini. Le funzioni della P.U.A., nel suo complesso, possono essere riassunte come segue: Accoglienza, informazione e orientamento, che si esplica con attività di: - accoglienza dell utenza; - ascolto attivo delle richieste e dei bisogni; - prima lettura del bisogno espresso dal cittadino; - informazione relativamente ad opportunità, risorse, prestazioni e possibili agevolazioni nonché sul sistema dei servizi esistenti ed accessibili; - orientamento nell utilizzo dell informazione fornita verso il canale più adatto per ottenere una risposta adeguata da altri servizi. Accompagnamento, che si colloca in una fase più avanzata rispetto alla funzione di accoglienza, informazione ed orientamento, si esplica nell indirizzare attivamente l utente verso le strutture erogatrici di servizi (diversi da quelli forniti dalla P.U.A.), attraverso, per esempio, la definizione di appuntamenti o nell attivare servizi ed équipe professionali (come U.V.I. o l U.V.M.), preposti alla valutazione di secondo livello nel caso di bisogno complesso; Risoluzione di problemi semplici, che si esplica con l erogazione immediata, o comunque tempestiva, di risposte adeguate a bisogni semplici (come l accesso a prestazioni assistenziali che richiedono la sola compilazione e presentazione di una modulistica con allegato l ISEE) che escludano la valutazione di tipo multidimensionale; Attivazione dell U.V.I. e Avvio del processo di presa in carico, la P.U.A., che si configura come lo snodo funzionale di indirizzo del cittadino verso il servizio competente per la presa in carico, costituisce il momento di segnalazione di un bisogno che può richiedere una valutazione multidimensionale in specifica equipe; Osservatorio, che si esplica con l attività di monitoraggio sull'attività svolta attraverso la raccolta e l'analisi di dati sulla domanda e sull offerta di servizi (mappatura) al fine di migliorare la qualità del servizio offerto, tenendo conto anche di reclami e suggerimenti dell utenza. 89 2. MODELLO ORGANIZZATIVO Il modello organizzativo della P.U.A. si configura come di tipo organico, con un articolazione per Punti di Accesso uniformi per operatività e funzioni, dislocati sul territorio dell Ambito Territoriale/Distretto Sanitario ed in grado, con personale Sociale e Sanitario, di fungere da sportello unico di accoglienza delle istanze dei cittadini. In tal senso si delinea un modello organizzativo adeguato a rispondere in modo completamente integrato alle molteplici esigenze dell utenza, attraverso una rete in cui ciascun punto di accesso è capace di accogliere qualsiasi tipologia di istanza sociale, sanitaria e sociosanitaria. I Punti di Accesso così organizzati devono svolgere in maniera congiunta tra sociale e sanitario le funzioni proprie della P.U.A. e raccordati tra loro da una funzione di coordinamento. La funzione di coordinamento dei Punti di Accesso è espletata, sia in ambito gestionale che operativo da un responsabile con mansioni dirigenziali all interno del sistema (sociale e/o sanitario). Essa svolge attività di programmazione, di gestione delle risorse sia economiche che umane, di monitoraggio e valutazione dell intero processo. L azione di coordinamento è funzionale ai due sistemi, Sociale e Sanitario, per assicurare l omogeneità delle procedure dei diversi Punti di Accesso territoriali della P.U.A., attraverso la condivisione della stessa policy, le modalità gestionali, organizzative ed operative e le risorse professionali ed economiche. Questo tipo di impostazione consente di garantire una informazione capillare sui percorsi assistenziali, sociali e socio-sanitari da parte degli operatori, per fornire risposte univoche ai soggetti che si rivolgono ai Punti di Accesso. Pertanto, qualsiasi punto di accesso, sia sociale che sanitario, deve essere in grado di accogliere uniformemente tutte le richieste sociali, sociosanitarie e sanitarie e dare adeguate risposte. Si ritiene necessario, dunque, superare con gradualità la logica esistente di una Porta Unica d Accesso meramente settoriale (esclusivamente Sociale o Sanitaria) per arrivare ad una Porta Unica d Accesso universalistica ed organica. L obiettivo principale è garantire una P.U.A. che possa fornire risposte al bisogno espresso dal cittadino attivando la rete dei servizi adeguata. La richiesta del cittadino, a prescindere dalle diverse tipologie d'utenza, deve essere accolta in qualsiasi Punto di Accesso e deve procedere esclusivamente all interno del circuito della P.U.A. fino alla sua completa evasione. Questo tipo di organizzazione consente, in un periodo medio-lungo, la razionalizzazione delle risorse umane già operanti all interno dei singoli sistemi nonché la semplificazione delle procedure di accesso, la riduzione dei tempi di risposta e il contenimento dei costi di gestione. La realizzazione di un modello organizzativo così strutturato consentirà di raggiungere obiettivi di maggiore efficacia ed efficienza. La P.U.A. si articola pertanto su due livelli di competenze: - il primo, di tipo operativo e rivolto al cittadino, viene svolto dai Punti di Accesso che si occupano di attività di accoglienza, informazione, orientamento, accompagnamento, decodifica del bisogno con risposta di primo livello e inoltro ai servizi interni al sistema sociale e sanitario competenti per l evasione di domande complesse; - il secondo, di tipo gestionale, garantito esclusivamente dalla Funzione di Coordinamento, sovrintende alle attività di raccordo tra i livelli istituzionali di riferimento (A.S.L./Ambito Territoriale), di 910 indirizzo, di programmazione, di gestione delle risorse e di monitoraggio e di valutazione della quantità/qualità dei servizi erogati, attraverso la convergenza dei flussi informativi. In sintesi, l attività del modello organico della P.U.A. si svolge, così, su due direttrici: - una operativa, che svolge prevalentemente le attività di front-office; - ed una macro-organizzativa/gestionale, che assicura le attività di back-office, garantendo, tra l altro, attraverso il monitoraggio, una ri-programmazione congiunta dell offerta territoriale dei servizi. Si delinea così un sistema di organizzazione della P.U.A. strutturato, ancorché agile, che in diverse fasi operative utilizza strumenti gestionali, possibilmente informatizzati, convalidati dal sistema Sociale e Sanitario in una programmazione e progettazione congiunta. E, infatti, necessario che gli operatori, adeguatamente formati sulle opportunità delle prestazioni sociali e sanitarie disponibili sul territorio, siano supportati da una unica piattaforma informatica integrata. In definitiva la funzione della P.U.A. costituisce un articolazione organizzativa del servizio a cui afferiscono i due livelli di operatività su menzionati: Punti di Accesso Territoriali; Funzione Centrale di Coordinamento. di Accesso. Per esemplificare di seguito si riporta la schematizzazione del modello organizzativo della Porta Unica 1011 PORTA UNICA DI ACCESSO PUNTO UNICO DI ACCESSO BISOGNO SOCIALE BISOGNO SOCIOSANITARIO BISOGNO SANITARIO INVIO RETE TERRITORIALE DEI SERVIZI SOCIALI U.V.I. (UNITA DI VALUTAZIONE INTEGRATA) / U.V.M (UNITA DI VALUTAZ. MULTIDIMENSIONALE) INVIO RETE TERRITORIALE DEI SERVIZI SANITARI RETE DEI SERVIZI SOCIOSANITARI CURE DOMICILIARI SISTEMA SEMIRESIDENZIALE SISTEMA RESIDENZIALE ALTRE RISPOSTE 1112 2.1 I Soggetti Istituzionali I Soggetti istituzionali coinvolti nel processo della P.U.A. sono: - A.S.L./Distretto/i territorialmente competenti; - Comuni/ Ambito Territoriale, che comprende l Ufficio di Piano di Zona. 2.2 Il Personale La P.U.A. deve prevedere necessariamente risorse umane dedicate per le specifiche funzioni, opportunamente formate ed abilitate alla ricezione e allo screening della domanda d accesso nella rete dei servizi, capaci di codificare e decodificare il bisogno, di relazionarsi con la cittadinanza e con il sistema socio-ambientale di riferimento, di lavorare in equipe, di gestire funzioni organizzative e di coordinamento. Gli operatori dei Punti di Accesso Territoriale della P.U.A. addetti al front-office devono: - svolgere una completa azione informativa sui percorsi assistenziali, sociali e socio-sanitari, presenti sul territorio; - essere legittimati alla compilazione della scheda di accesso; - fornire risposte dirette a domande che non richiedono l'attivazione di percorsi assistenziali complessi ed integrati tra il sociale ed il sanitario 11. I profili professionali interessati possono essere identificati, ad esempio, nel tecnico dell accoglienza, nell assistente sociale, nell infermiere, nel sociologo, nell amministrativo. Il profilo professionale e la formazione del personale devono essere, comunque, strettamente correlate alle specifiche funzioni attribuite all interno della Porta Unica di Accesso e devono essere adeguatamente supportati da strumenti utili per la gestione informatizzata delle pratiche. 2.3 Territorio di competenza Il territorio di competenza è ricondotto al Distretto Sanitario e all Ambito Territoriale che devono opportunamente coincidere per il corretto funzionamento dalla P.U.A L informatizzazione per la gestione dell accesso La concreta integrazione tra il Sociale e il Sanitario necessita di essere sostenuta dall utilizzo di strumenti partecipati di gestione del processo, che garantiscano un presidio di una amministrazione integrata delle attività della P.U.A. che va dall accoglienza dell utente alla chiusura della sua pratica. Per garantire un sistema di governo che favorisca una buona operatività di tutti i soggetti coinvolti nella gestione integrata del processo della P.U.A., è opportuno adottare, in primis, un protocollo di comunicazione partecipato che faciliti le relazioni ed i rapporti sia esterni che interni tra i due settori, sanitario e sociale. È fondamentale, in particolare, che si condivida una piattaforma informatica finalizzata alla: 1. registrazione delle richieste; 2. condivisione in rete dei dati (utenza/bisogno/risposta); 3. archiviazione ed elaborazione delle informazioni per una corretta gestione dei flussi informativi. Un sistema che sia fruibile e consultabile da parte di tutti i soggetti del circuito e che sia supportato da una modulistica unica e condivisa. 11 L implementazione di tale modello richiede l adozione di diversi strumenti di governance istituzionale e tecnica. A tal proposito si rimanda al paragrafo Strumenti di governance e all allegato B) Regolamento Operativo. 1213 L utilizzo di una piattaforma informatica integrata, tra Sociale e Sanitario, per la facilitazione della gestione dei dati, rappresenta il perno essenziale intorno al quale ruota la capacità di raggiungere obiettivi di efficacia ed efficienza del funzionamento procedurale. Una gestione informatizzata dei dati deve permettere: - l immissione univoca dei dati della domanda, ossia la registrazione della domanda/accesso attraverso una scheda anagrafica e di rilevazione del bisogno per l accettazione della domanda del richiedente. Questo assicura la condivisione, evita duplicazioni e garantisce la tracciabilità delle informazioni a tutti gli attori, servizi/strutture sia sanitarie che sociali coinvolti nel processo; di disporre di una Posizione Utente, una sorta di Cartella Sociosanitaria Individuale e Personalizzata codificata che, costantemente aggiornata, rappresenta un archivio di immediata consultazione; - di disporre di un processo di comunicazione telematica, ossia di un processo relazionale di scambio informativo in rete, che partendo dalla registrazione della domanda prosegue, per step procedurali consequenziali, secondo il bisogno decodificato e in linea con l intero iter di gestione individuato;- il feedback automatico sul percorso assistenziale o tutelare attivato. In questo modo l attività della P.U.A. viene costantemente monitorata lungo tutto il processo, dall'accesso alla presa in carico fino alla fuoriuscita dal servizio; - di disporre immediatamente di informazioni utili alla realizzazione di azioni di valutazione e di Customer Satisfaction. L'obiettivo, oltre a tutto, è quello di favorire la pianificazione delle risorse, la programmazione e/o rimodulazione dei servizi, nonché di assolvere in tempi brevi ad eventuali debiti informativi nei confronti di Enti sovra ordinati. Risulta indispensabile la messa in rete di tutte quelle informazioni necessarie all evasione di domande semplici. Ogni operatore di ciascun Punto di Accesso necessita di una Knowledge Base (base di dati contenente le informazioni relative ai prevalenti quesiti dei cittadini) che permetta, attraverso un costante aggiornamento e un rapido ed efficiente sistema di ricerca, di consultare in tempo reale il data base. Infine risulta fondamentale dotare la P.U.A., o condividere laddove fosse già in uso, di un cosiddetto CRM (Customer Relationship Management) ossia di un Database, accessibile e aggiornabile da qualsiasi Punto di Accesso, che contiene tutta l anagrafica del cittadino e l archivio di tutti i contatti con la P.U.A., con riferimento a ciascuna domanda ricevuta e risposta fornita a prescindere dal punto di Accesso a cui si è rivolto. Si sottolinea pertanto la necessità che i sistemi di informatizzazione, già presenti ed in uso, vedi allegato D, comunichino tra di loro in modo da consentire a tutti gli operatori, con le opportune credenziali, di accedere alle medesime informazioni sull utenza per evitare la duplicazione di dati e la dispersione di informazioni sulle prestazioni erogate. 1314 3. MODALITA DI ATTUAZIONE DEL MODELLO DELLA P.U.A.. GRADUALITA E FORMAZIONE DEL PERSONALE La modalità di attuazione della P.U.A. su un modello organizzativo di tipo organico deve essere necessariamente graduale sia dal punto di vista delle funzioni sia per ciò che concerne il tipo di gestione integrata da consolidare. L implementazione del modello organizzativo indicato richiede, dunque, una gradualità di attuazione che tiene conto delle singole realtà territoriali nelle quali la Porta Unica di Accesso va ad impattare. A tal proposito si ipotizza che, a partire da una prima fase di adattamento dei modelli esistenti, si debba giungere progressivamente ad un modello organizzativo di tipo più strutturato, che richiede necessariamente una ri-organizzazione sistemica di tutto l impianto organizzativo e gestionale dell integrazione Socio-Sanitaria. Il processo di cambiamento del modello organizzativo della P.U.A., con una connotazione comunque agile e con un operatività flessibile, rappresenta la spinta propulsiva alla costruzione di un sistema sociosanitario semplificato e fortemente integrato tra risorse, professionalità e procedure gestionali. Il modello organico, basato su una rete di punti di accesso uguali tra loro, non specialistici ma polivalenti, capaci sia di gestire domande/risposte semplici sia di attivare i percorsi assistenziali complessi ed integrati di presa in carico. Tali punti di accesso sono connessi da una funzione di coordinamento che garantisce il raccordo tra le varie parti del sistema Sociale e Sanitario, l omogeneità delle procedure, la supervisione e il monitoraggio del processo di accesso ed erogazione dei servizi, pur nel rispetto di specifiche funzioni e competenze. Al fine di realizzare economie di scala occorre però, necessariamente, partire da un processo che ottimizzi le esperienze e le risorse (strumentali, tecnologiche, umane) già presenti sui territori, avviando nel contempo un percorso di adeguamento del proprio modello organizzativo verso quello indicato, che uniformi a livello regionale una procedura unica ed unitaria di accesso alla rete dei sevizi Sociali, Sanitari e Socio-Sanitari. La formazione del personale Sociale e Sanitario coinvolto risulta, pertanto, un punto cardine per favorire ed agevolare questo percorso di transizione. La formazione del personale deve essere anche continua, al fine di favorire l acquisizione di conoscenze e competenze capaci di rispondere alle mutevoli esigenze dei cittadini. Il personale deve, inoltre, attraverso il confronto con la sua organizzazione, condividere aspetti procedurali e gestionali interni al circuito di erogazione dei servizi e delle prestazioni, evidenziando criticità, limiti e potenzialità. 1415 4 STRUMENTI PER LA GOVERNANCE L attuazione del modello della Porta Unica di Accesso richiede il consolidamento e lo sviluppo di un impianto di governo condiviso tra il Sociale e il Sanitario, finalizzato alla realizzazione di un sistema unico dei servizi alla persona. L adozione di strumenti di governo forti e partecipati, costituisce una condizione imprescindibile per garantire la piena capacità di perseguimento degli obiettivi di efficacia ed efficienza nella gestione delle risorse. Gli strumenti di governance del sistema devono garantire, innanzitutto, la regolamentazione dei rapporti tra i vari soggetti coinvolti e devono, altresì, definire i ruoli, le funzioni e le procedure operative da adottare all interno del processo integrato di accesso ai servizi. Attualmente lo strumento di governo istituzionale adottato sui territori è rappresentato prevalentemente dagli Accordi di Programma 12 sottoscritti dagli Ambiti Territoriali e dall A.S.L. di riferimento, per la gestione integrata dei servizi a prevalenza Socio-Sanitaria programmati nei Piani di Zona e nei Piani Attuativi Territoriali. Alla luce delle esigenze di rafforzamento del livello d integrazione istituzionale, per favorire la costituzione di un presidio forte di gestione ed amministrazione delle risorse integrate tra Sociale e Sanitario, tale strumento richiede un perfezionamento ed un concreto adeguamento dei suoi contenuti che identifichi meglio il meccanismo dei rapporti istituzionali e di governo tra Comuni/Ambiti Territoriali e A.S.L.. Il rafforzamento della governance si sviluppa attraverso l adozione di diversi strumenti quali ad esempio: - la Convenzione tra Ambito Territoriale ed A.S.L., atta a regolamentare lo svolgimento in modo coordinato di funzioni e di servizi determinati, in quanto definisce la volontà dei diversi Enti di gestire insieme la P.U.A., definendo a monte le risorse che ciascun Ente mette a disposizione e individuando il responsabile del servizio; - il Regolamento di attuazione P.U.A. quale strumento per la programmazione territoriale dei soggetti coinvolti. Tale regolamento dovrà essere ispirato ad alcuni principi generali quali: a - semplificazione dell accesso al sistema dei servizi socio sanitari; b - unitarietà delle fasi di accesso della persona; c - adeguatezza e continuità degli interventi. Nel regolamento vanno definiti in modo puntuale tutti gli elementi che concorrono all organizzazione e alla procedura esecutiva del servizio. All interno sarà opportuno precisare alcuni imprescindibili capisaldi, quali: - finalità da perseguire; - attività e funzioni delle P.U.A., tali funzioni devono essere esplicitate soprattutto in termini di raccordo tra i vari elementi della P.U.A. e con il sistema complessivo dei servizi; - struttura organizzativa e funzionamento; - modalità d informazione al cittadino sul servizio offerto, sulle sedi operative, sulle modalità di accesso; - strumenti di facilitazione (quali carta dei servizi, mappature territoriali dei servizi pubblici e/o privati, sistemi informatizzati prevedibilmente integrati); 12 Art. 34 del Decreto Legislativo n.277 del 18 agosto 2000, Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti Locali, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre Supplemento Ordinario n16 - modalità di accesso degli utenti e orari di apertura (comunicando in maniera chiara gli orari di apertura al pubblico e le modalità di accesso al servizio Organico e specifiche competenze impegnate nella P.U.A.); - strumenti operativi per la gestione del contatto con il cittadino: 1. scheda d accesso unica; 2. strumenti di comunicazione interna tra i vari soggetti coinvolti (quali recapiti telefonici, fax, , pec, rete intranet ); 3. strumenti per il reperimento in rete delle informazioni per l evasione della domanda semplice. 1617 5 MONITORAGGIO E VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione del complesso processo di accesso ai servizi Socio-Sanitari sono azioni fondamentali per favorire una pianificazione ed una programmazione adeguata e razionale delle risorse disponibili e/o da attivare in risposta ai bisogni della popolazione, sempre più esposta al rischio di marginalità e fragilità sociale. Realizzare azioni di monitoraggio e di valutazione dei dati richiede l impegno, da parte di tutti i soggetti funzionali alla P.U.A., a svolgere attività ordinarie di registrazione dei dati e periodiche elaborazione dei dati raccolti. Queste attività devono essere organizzate in una procedura univoca, standardizzata, condivisa e partecipata tra tutti i livelli di governance del sistema Sociale e Sanitario 13. Dalla verifica sui sistemi informativi utilizzati si evince chiaramente che le azioni da intraprendere devono andare verso l implementazione di un percorso di monitoraggio e di valutazione sistemico ed organico. In questo quadro, un aspetto importante da considerare è quello relativo alla ottimizzazione delle risorse disponibili e alla convergenza delle informazioni, con la possibilità di interazione ed integrazione tra sistemi. Allo stato attuale in Regione Campania 14 le attività afferenti alla raccolta e all elaborazione di dati sull offerta e sulla domanda di accesso ai servizi e sulla erogazione delle prestazioni Socio-Sanitarie risentono di alcune criticità che bisogna superare attraverso: la gestione del servizio in maniera univoca e omogenea in tutto il territorio regionale; attività di coordinamento tra i diversi livelli di governance del processo (Ministeri, Regione, Provincia, Ambiti Territoriali, AA.SS.LL., MMG e PLS); l implementazione di un sistema di tracciabilità del percorso di presa in carico personalizzato e multidimensionale; razionalizzazione e sistematizzazione dei sistemi di reperimento e utilizzo delle informazioni riferite agli utenti, soprattutto in relazione ai dati anagrafici come le generalità, il Cod. Fiscale, la residenza, il domicilio, lo stato di famiglia, l ISEE, utente in carico ai ad altri servizi. Tutto il sistema di monitoraggio e di valutazione della P.U.A., dunque, deve essere definito sulla base dei tre concetti cardine per l azione della pubblica amministrazione: Efficacia, Efficienza ed Economicità, oltre che sulla concreta soddisfazione del cliente/utente del servizio. 13 Con la emanazione dei Decreti Ministeriali del 17 Dicembre 2008 Istituzione della banca dati finalizzata alla rilevazione delle prestazioni residenziali e semiresidenziali e Sistema Informativo assistenza domiciliare (G.U. Serie Generale n. 6 del 9 gennaio 2009), il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, nell ambito del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS) ha definito le norme per la rilevazione nazionale delle informazioni delle prestazioni erogate in assistenza residenziale e semi-residenziale per non autosufficienti e le prestazioni di tipo domiciliare. Tali Decreti attivano la rilevazione e prevedono che le regioni predispongano un Piano di Adeguamento per la messa a regime della rilevazione prevista per l anno 2011, secondo le specifiche tecniche del decreto. La rilevazione ministeriale prevede due fasi: una prima fase di rilevazione delle informazioni anagrafiche, sanitarie e socio-sanitarie (dal 01/07/2010) ed una seconda fase di rilevazione per la valutazione multidimensionale dell assistito (dal 01/01/2011). 14 Si riportano nell Allegato D i sistemi informativi utilizzati. 1718 5.1 Definizione e finalità Prima di addentrarci nella discussione sulle attività di monitoraggio e valutazione riferite al processo lavorativo della P.U.A., è bene definire brevemente quali finalità l azione del monitorare e quella del valutare assumono, evidenziandone le differenze tanto da evitare facili sovrapposizione. Il monitoraggio ha la finalità di misurare, quantificare, l efficienza e l efficacia del processo di accesso unitario attivato e del modello organizzativo implementato, secondo procedure standardizzate, mentre la valutazione ha la finalità di qualificare, assegnare un valore di positività o negatività, rispetto all esito o al risultato atteso dal percorso di accesso del cittadino verso l ingresso nel sistema di presa in carico, che lo individua come utente, ossia fruitore di un servizio e/o di prestazioni. Le attività di monitoraggio e di valutazione riferibili alla P.U.A. sono strettamente connesse al modello organizzativo adottato. Esse, infatti, trovano sicuramente il proprio confine in presenza di un bisogno complesso, che richiede l invio della domanda presso le strutture competenti per la valutazione multidimensionale, per la presa in carico del caso e per l erogazione delle relative prestazioni. 5.2 Gli Indicatori di Monitoraggio e Valutazione Nell azione del monitoraggio e in quella, consequenziale, della valutazione, affinché siano perseguiti obiettivi di conoscenza sull efficacia, l efficienza e l economicità del processo attivato, è importante che si definiscano quali elementi informativi considerare. Gli elementi informativi a loro volta devono essere ricondotti in un quadro di indicatori analitici 15, che facilitano la misurazione di conoscenze non altrimenti indagabili. Nello specifico, il piano delle attività di raccolta dei dati della P.U.A. 16 si deve sviluppare su una serie di tipologie di indicatori funzionali all elaborazione statistica dei dati (percentuali, indici, rappresentazioni grafiche, ecc.), che favorisca la costruzione di un quadro di lettura finalizzato alla valutazione delle informazioni raccolte. Tra le varie categorie di indicatori, vanno considerati, in primis, quelli di carattere socio-demografico, relativi alla tipologia di utenza che si rivolge alla P.U.A. e che inoltra la richiesta di accesso ai servizi. Le informazioni sull utenza sono facilmente rilevabili attraverso l utilizzo della scheda di accesso al sistema di servizi che deve, pertanto, rispondere anche ad un obiettivo di tipo informativo. La dimensione della valutazione, per questa tipologia di indicatore, è quella relativa alle caratteristiche del bacino di utenza che si rivolge alla P.U.A., in rapporto al bacino potenziale e alla popolazione del territorio di riferimento (Ambito Territoriale/Comune/Distretto Sanitario). Un obiettivo specifico potrà essere quello di valutare la capacità dei vari Punti di Accesso territoriali della P.U.A. di raggiungere la popolazione locale più fragile. Questa prima categoria di indicatori è collegata a quella relativa alla tipologia di domanda di accesso ai servizi, nella quale il richiedente esprime direttamente un bisogno di cura. Insieme all indicatore di monitoraggio sul bisogno espresso dall utenza è importante monitorare anche quello sul bisogno inespresso, rilevabile dal Punto di Accesso nella fase di prima valutazione della domanda. 15 Allegato C Indicatori di Monitoraggio della P.U.A. 16 Il livello di complessità del sistema di monitoraggio e di valutazione è strettamente correlato al livello di implementazione del modello organizzativo P.U.A.. Con la graduale attuazione di un modello organizzativo unitario, di tipo più organico, e con l adeguamento e l allargamento di funzioni uniformi tra le P.U.A., deve corrispondere anche la capacità di realizzare attività di monitoraggio e di valutazione delle informazioni su tutto il processo. Gli obiettivi specifici, le modalità operative, gli strumenti, la periodicità delle rilevazioni devono essere indicati nei protocolli operativi delle procedure della P.U.A. e devono trovare coerenza con gli altri sistemi di rilevazione in uso, necessari a coprire debiti informativi verso gli Enti o le organizzazioni gerarchicamente preordinati. 1819 I dati di questa categoria di indicatori sono desumibili sempre dalla scheda di accesso, che deve essere correlata da una sezione sulla domanda/bisogno espresso ed inespresso dall utente e sulla risposta/servizio erogato. La dimensione della valutazione, per questa tipologia di indicatore, è relativa alle caratteristiche e all entità della domanda/bisogno, correlato alle risposte fornite dalla P.U.A. e al sistema di offerta di servizi Sociali, Sanitari e Socio-Sanitari. L obiettivo specifico potrà essere, ad esempio, quello di valutare la capacità della P.U.A. di fornire risposte adeguate ai bisogni espressi ed inespressi. A tal scopo assume una sua specifica significatività la categoria degli indicatori di monitoraggio relativi alla tipologia dell offerta di servizi territoriali (mappatura servizi pubblici e privati). I dati, in questa categoria di indicatori, devono essere raccolti in termini di: - quantificazione dell offerta dei servizi residenziali, semi-residenziali, e domiciliari territoriali/ambulatoriali in rapporto alle aree d intervento/bisogno, per i settori del Sociale, del Sanitario e del Sociosanitario; - qualificazione dell offerta e tipologia di prestazioni accessorie offerte, rispetto a quelle previste dal sistema normativo di accreditamento e autorizzazione al funzionamento. In questa area di monitoraggio rientra anche il vasto discorso sulla rilevazione di tutte le risorse (strutturali, organizzative e professionali) disponibili, finalizzata a costruire una mappatura dell offerta di servizi Sociale e Sanitaria, quale valido e fondamentale strumento operativo per la gestione ottimale del processo lavorativo della P.U.A. 17. La dimensione della valutazione si incrocia con quella precedente, relativa alla capacità del sistema di offerta di rispondere alla domanda. L obiettivo specifico potrebbe essere quello di favorire e facilitare un riequilibrio, nel territorio di riferimento, del rapporto quanti-qualitativo tra domanda ed offerta. Una categoria a sé è rappresentata dagli indicatori di processo, di esito e di impatto, che non riguardano esclusivamente la P.U.A. quanto piuttosto tutto il complesso sistema dell integrazione tra il Sociale ed il Sanitario. La prima categoria, quella di processo, riguarda la raccolta di dati sul modello organizzativo della P.U.A., sulle modalità di lavoro e sulle procedure esecutive adottate. Gli indicatori in questa categoria sono riconducibili agli aspetti strutturali e logistici, alla comunicazione, alle risorse umane, alla tempistica generata dal processo operativo nel fornire risposte adeguate alle domande. La dimensione della valutazione, relativa a questa categoria di indicatori, è prevalentemente orientata alla verifica del rispetto dei requisiti, quantitativi e qualitativi, della P.U.A., definiti nel modello organizzativo e nel protocollo procedurale. La categoria degli indicatori di esito riguarda, invece, la raccolta di dati ed informazioni sul risultato ottenuto dal processo attivato dalla P.U.A. in rapporto all utenza. Gli indicatori sono relativi alla misurazione della soddisfazione dell utenza (Customer Satisfaction) e della qualità percepita. La valutazione, in questa categoria di indicatori, va effettuata in una dimensione complessiva del percorso di presa in carico, che si estende lungo un percorso articolato che coinvolge più soggetti (servizi, strutture e professionalità). Una ulteriore categoria di indicatori è quella di impatto. Essa riguarda la raccolta di dati sul macrosistema dei servizi alla persona, con la finalità di misurare, data la conoscenza sulla situazione di partenza, i cambiamenti nel tempo generati dall intervento del servizio P.U.A.. La dimensione della Valutazione, in questa categoria di indicatori, assume una valenza di verifica dell efficace e dell efficienza complessiva del sistema. 17 Un altro elemento importante per il funzionamento della P.U.A., è quello relativo alla Carta dei Servizi di cui tutti gli enti erogatori di servizi e prestazioni devono dotarsi con aggiornamenti periodici in relazione alle integrazioni o alle modifiche organizzative del servizio. 1920 ALLEGATI Allegato A Scheda di Accesso PROPOSTA DI ACCESSO PROTOTIPO SCHEDA DI ACCESSO AL SISTEMA DI SERVIZI SISTEMA DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI A GESTIONE INTEGRATA E COMPARTECIPATA Set minimo per scheda di accesso P.U.A. A.S.L. (logo) DISTRETTO AMBITO TERRITORIALE (logo) Data scheda Codice identificativo (generato dal sistema informativo sociale e sanitario) PORTA UNICA D ACCESSO Unità Operativa Distrettuale: Servizi Sociali/Segretariato Sociale di: Altro Nominativo operatore: N. 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