Source: https://www.fism.piemonte.it/faq
Timestamp: 2019-12-15 12:43:35+00:00
Document Index: 25196757

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 316', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 591', 'art. 591', 'art. 19']

A che età si possono iscrivere i bimbi nella scuola dell'infanzia?
Possono essere iscritti alle scuole dell'infanzia (inizio frequenza a settembre) i bimbi che compiono il terzo anno d'età entro il 31 dicembre dell'anno solare di riferimento.
Attualmente (iscrizioni a.s. 2019/20), se non cambia la legge, possono poi essere iscritti i bimbi che compiono il terzo anno d'età entro il 30 aprile dell'anno successivo (anticipatari).
Non è consentito prendere iscrizioni, anche in caso di disponibilità posti, di bimbi che compiono i tre anni successivamente al 30 aprile.
In quest'ultimo caso i bimbi possono essere iscritti nella sezione primavera.
A chi devono essere intestate le ricevute di pagamento rette?
Le ricevute che le Scuole emettono NON hanno valenza fiscale. Nel senso che le “ricevute fiscali” sono quelle imposte dalla legge sull’IVA (art. 38). Ma, non ci appartengono.
Le ricevute che le nostre scuole emettono sono cosiddette “ricevute libere”. Nel senso che possono essere emesse sia con riferimento al “bambino”, sia con riferimento al pagante che, normalmente, è il genitore.
Lo scorso Anno (2017) l’Agenzia delle Entrate si è frapposto chiedendo ai “Nidi” di trasmettere l’elenco dei bambini e dell’importo pagato.
Questa richiesta è stata effettuata per rispondere ad una esigenza di “dichiarazione precompilata”, e, sicuramente, si presenterà il prossimo anno anche per le scuole dell'infanzia.
Per ora l’OBBLIGO è stato rivolto solamente per i NIDI. Però ha imposto un modo di agire tale per cui i Nidi emettono le ricevute con il nominativo del bambino in quanto permette la “quadratura” dei conti.
La ricevuta può essere emessa con il nominativo del bambino e, se la spesa è stata sostenuta da uno dei genitori, è opportuno, per rispondere ad una esigenza di natura civilistica di tracciabilità, inserire il nominativo del genitore;
Oppure la ricevuta potrà essere intestata direttamente al genitore che ha sostenuto la spesa.
ATTENZIONE: nel caso in cui ci siano genitori che chiedono di alternare il destinatario della ricevuta: 6 mesi il padre e sei mesi la madre, credendo che così facendo possano aumentare la quota della detrazione, la detrazione è in misura fissa e l’importo, per quest’anno 2017, era di € 717,00.
Le regole per la detrazione, ai fini fiscali,sono le seguenti:
la scuola rilascia la dichiarazione intestata al bambino e in questo caso, se il bambino è a carico di entrambi i genitori , la detrazione viene divisa al 50%.
Se, invece sulla ricevuta viene indicato, oltre il nominativo del bambino anche quello del genitore che ha sostenuto la spesa, costui detrarrà, per intero, la spesa.
A chi si deve comunicare ed entro quando la variazione del calendario scolastico Regionale?
Le Istituzioni scolastiche sono tenute al rispetto del calendario definito dalla Giunta regionale per l’anno scolastico successivo e a curarne la più ampia diffusione agli Enti locali e alle famiglie.
Eventuali variazioni al calendario scolastico approvate dal Consiglio scolastico, che comunque non possono prevedere una riduzione dei giorni di attività indicati, devono essere comunicate all’Ufficio Scolastico Regionale entro il 30 giugno per l'anno scolastico che inizierà il 1 settembre.
A chi si deve comunicare il cambiamento della Coordinatrice?
Il nominativo della nuova coordinatrice deve essere inserito nel FORM RIAPERTURA SCUOLA che si compila ad inizio anno scolastico.
In seguito in tutte la modulistica di volta in volta in cui viene richiesto il nominativo della coordinatrice.
Non è necessaria altra comunicazione al MIUR.
A chi si deve comunicare il cambio IBAN della scuola?
Per il MIUR si deve andare a fare la variazione nella sezione dati anagrafici
del portale SIDI https://iam.pubblica.istruzione.it .
Per la Regione Piemonte:
- scuole convenzionate con il comune: inviare email al proprio Ufficio Scolastico Comunale;
- scuole non convenzionate con il comune: comunicazione all'Ufficio Scolastico Regionale
inviare email a paolo.richter@regione.piemonte.it (per informazioni 011.4324673).
Solo per le scuole del comune di Torino città:
- tramite email a filomena.geloso@comune.torino.it (per informazioni 011.01126021).
A chi si deve comunicare la chiusura di una sezione della scuola dell'infanzia ed entro quando?
A chi si deve comunicare la variazione del Gestore e dei componenti Consiglio Direttivo?
Ogni qualvolta si verifica il cambio del Legale Rappresentante dell'Ente Gestore,
e/o anche solo la variazione di un componente del Consiglio di Amministrazione,
si deve comunicare:
per la variazione del Legale Rappresentante di scuole "Fondazioni", "Associazioni" e "Ex-IPAB":
1) all'Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL (tramite consulente del lavoro);
2) agli uffici del comune di appartenenza;
3) alla Regione Piemonte
- solo scuole NON CONVENZIONATE con il proprio comune, allegando documento identità
e codice fiscale del nuovo Legale Rappresentante,
tramite email a paolo.richter@ regione.piemonte.it;
4) all'Ufficio Scolastico Provinciale del MIUR (comunicazione scritta, allegando documento identità e
codice fiscale del nuovo Legale Rappresentante),
- tramite email a patrizia.nobile.to@istruzione.it
- e/o per posta
C.A. NOBILE PATRIZIA
5) all' ASL di competenza ( per le scuole di Torino città vedere www.comune.torino.it/commercioeimpresa/suap/ )
6) infine comunicarlo anche alla segreteria FISM.
per la variazione del Legale Rappresentante di scuole di Congregazione Religiosa e scuole dell'Infanzia Parrocchiali:
3) all'Ufficio Scolastico Provinciale del MIUR (comunicazione scritta, allegando documento identità e
- tramite mail a patrizia.nobile.to@istruzione.it
4) all' ASL di competenza ( per le scuole di Torino città vedere www.comune.torino.it/commercioeimpresa/suap/ )
5) infine comunicarlo anche alla segreteria FISM.
per la variazione anche solo di un componente il Consiglio di Amministrazione:
1) alla Regione Piemonte (solo se scuola non convenzionata)
2) all'Ufficio Scolastico Provinciale del MIUR
3) alla segreteria FISM.
A chi si deve comunicare la variazione dello Statuto della scuola?
La variazione dello statuto approvato dal consiglio d'amministrazione della scuola, deve essere comunicato all'Ufficio Politiche Sociali della Regione Piemonte.
Autorizzazione alla riconsegna del minore al termine del servizio scolastico.
Evoluzione della giurisprudenza e della normativa.
Per comprendere i termini della questione giuridica relativa alla riconsegna del minore al termine del servizio scolastico bisogna premettere che la frequenza da parte di un minore presso un istituto scolastico fa sorgere una pluralità di relazioni rilevanti tra alunno, genitori e sistema scolastico.
Il soggetto che prioritariamente deve essere tutelato è il minore, che, in ragione dell’età, richiede una tutela giuridica rinforzata.
I soggetti che devono prendersi cura del minore sono in primo luogo i genitori, titolari della responsabilità genitoriale, che esercitano nell’interesse del figlio (art. 316 c.c.).
Ai genitori è riconosciuta la facoltà di delegare la custodia del minore a soggetti terzi, a condizione che si tratti di persone capaci e maggiorenni.
L’iscrizione a scuola di un minore obbliga il soggetto affidatario alla vigilanza, al fine di evitare che lo stesso possa arrecare danni a terzi, a sé medesimo o anche possa essere esposto a prevedibili fonti di rischio o a situazioni di pericolo (artt. 2047 e 2048 c.c.).
Così ricostruiti i fondamenti giuridici delle relazioni alunno-genitori-scuola, occorre domandarsi quali siano i limiti spazio-temporali in cui operano le rispettive responsabilità e a quali condizioni possa dirsi cessata la responsabilità degli uni in favore degli altri.
Per dare risposta a tale domanda bisognerà ricostruire l’evoluzione giurispudenziale sul punto.
Nel lontano 1986 la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 5424 ha affermato alcuni principi in tema di “dovere di vigilanza dell’Istituto scolastico cui è stato affidato il minore”.
Secondo la Corte, il dovere di vigilanza si estendeva dal momento in cui aveva avuto inizio l’affidamento fino al momento in cui il minore era stato riconsegnato ai genitori; inoltre, la riconsegna del minore, in considerazione della sua età e del suo sviluppo, poteva essere effettiva o potenziale: doveva essere sempre effettiva nella scuola primaria e potenziale nella scuola secondaria di secondo grado; infine, il modo di esercizio della potestà (ora responsabilità) genitoriale non doveva considerarsi insindacabile da parte del terzo affidatario del minore di talché in ipotesi di disposizioni impartite dai genitori, anche solo potenzialmente pericolose per il minore, il terzo affidatario aveva il potere/dovere di discostarsene.
Quando la Corte distingueva tra riconsegna del minore “effettiva” e “potenziale”, intendeva:
a) nel primo caso, che per interrompere la custodia del soggetto affidatario doveva esserci un soggetto capace cui il minore andava riconsegnato;
b) nel secondo caso, che il minore, se autorizzato dai genitori, poteva tornare a casa da solo.
La Suprema Corte di Cassazione ha ribadito tali principi anche con la pronuncia n. 3074 del 1999.
Tale orientamento giurisprudenziale, che aveva trovato ampio seguito nella prassi, è stato messo in discussione a seguito della pronuncia della Suprema Corte civile n. 21593 del 2017.
La Corte, infatti, nel caso deciso, ha riconosciuto la responsabilità dell’amministrazione scolastica per violazione dell’obbligo di vigilanza nel caso di un ragazzo delle scuole medie, deceduto a seguito di un sinistro stradale, il quale era stato fatto uscire da scuola senza affidarlo ad altro incaricato.
Con tale sentenza la Corte ha, pertanto, escluso che la consegna del minore, anche di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, potesse essere potenziale; ha sostenuto, invero, la necessità della riconsegna effettiva alla famiglia del minore fino ai 14 anni di età, in considerazione di quanto previsto dall’art. 591 del codice penale, che testualmente recita: “Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici 14 … della quale abbia la custodia … è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni” (art. 591 c.p.).
La nuova interpretazione del contenuto dell’obbligo di vigilanza, che avrebbe limitato il diritto dei ragazzi ad una graduale acquisizione di autonomia, ha costretto il legislatore ad intervenire, approvando l’art. 19 bis del D.L. 16 ottobre 2017, n. 148, convertito in legge 4 dicembre 2017, n. 172 che consente ai genitori dei minori di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, in considerazione dell’età e del grado di autonomia, di autorizzare le istituzioni scolastiche a consentire l’uscita autonoma da scuola.
Detta autorizzazione esonera la scuola e il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’obbligo di vigilanza.
Per quanto attiene alle scuole dell’infanzia e alle scuole primarie, il principio della riconsegna effettiva del minore ai genitori non è mai stato posto in discussione.
La questione di maggior interesse per gli operatori scolastici, che hanno a che fare con minori di età compresa tra i tre e i dieci anni, è quella che riguarda la sindacabilità dei modi di esercizio della responsabilità genitoriale.
Ci si riferisce, per esempio, al caso in cui i genitori esercitino la loro responsabilità genitoriale in modo da creare un pericolo, anche solo potenziale, al minore, autorizzandolo ad uscire da solo o accompagnato da soggetto non maggiorenne.
In casi del genere, al docente è riservata una personale valutazione del rischio e l’autorizzazione dei genitori, anche in forma scritta, non costituisce una causa di esonero da responsabilità.
La delega al ritiro per essere valida deve essere conferita ad un soggetto maggiorenne e capace (in questo senso Cass. Pen., sez. V, 2 marzo 2009, n. 9276).
Detto in altri termini, la volontà dei genitori è sempre sindacabile se ed in quanto metta a rischio, anche solo potenzialmente, l’incolumità del minore, che è per definizione è un bene indisponibile da parte di chiunque.
Pertanto non risulta conforme a principi di prudenza e soprattutto di massima tutela dei minori la riconsegna del minore a soggetto non maggiorenne.
Avv. Stefano Giordano e Avv. Barbara De Biasi
Consulenti della FISM Nazionale
Che età devono avere i bimbi della sezione primavera?
Le sezioni primavera sono formate da bimbi di età compresa dai 2 ai 3 anni.
Possono essere presi nell'anno scolastico che inizia a settembre, i bimbi che compiono 2 anni nell'anno solare di riferimento, quindi anche quelli che compiranno i 2 anni entro il 31 dicembre.
I bimbi che compiono 2 anni da gennaio dell'anno solare successivo, non potranno essere presi fino a settembre (anno scolastico successivo).
ATTENZIONE: se non cambia la legge attualmente in vigore, i bimbi che compiono 2 anni entro il 30 aprile, a settembre potranno essere iscritti come "anticipatari" nella scuole dell'infanzia.
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