Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-47-codice-civile-elezione-di-domicilio
Timestamp: 2019-06-26 14:55:01+00:00
Document Index: 48397313

Matched Legal Cases: ['art. 291', 'art. 1182', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 33', 'art. 47', 'art. 43', 'art. 161', 'art. 43']

Art. 47 codice civile: Elezione di domicilio | La Legge per tutti
Art. 47 codice civile: Elezione di domicilio
Si può eleggere domicilio speciale per determinati atti o affari (1).
Questa elezione deve farsi espressamente per iscritto (2).
Domicilio speciale: si riferisce a determinati atti o affari di una persona e dura per la sola durata del compimento dell’atto o dell’affare e va scelta espressamente (si pensi ad esempio a chi elegge domicilio presso il proprio avvocato difensore). Il domicilio generale, invece, si riferisce a tutti i diritti e a tutti gli affari di una persona.
Elezione (di domicilio): atto giuridico unilaterale [v. 1324] con il quale un soggetto sceglie un certo luogo come suo domicilio in relazione ad un determinato atto, affare o procedimento giurisdizionale. Ne deriva che tutti gli atti dovranno essere notificati presso tale indirizzo (solitamente si tratta del domicilio dell’avvocato che rappresenta in giudizio quella persona).
(1) Il domicilio eletto o speciale non può mai sostituire integralmente il domicilio generale [v. 43]. In taluni casi espressamente indicati, l’elezione di domicilio è obbligatoria: è il caso ad esempio del creditore che deve eleggere domicilio, ai fini ipotecari, nella circoscrizione del tribunale dove ha sede l’ufficio del registro immobiliare [v. 2839].
(2) L’elezione deve essere fatta necessariamente per iscritto: in caso contrario si considera come mai avvenuta. Non occorre che venga utilizzato un atto specifico, purché la volontà di elezione sia espressamente manifestata.
L'elezione di domicilio è un atto giuridico unilaterale che spiega efficacia indipendentemente dal consenso o accettazione del domiciliatario. Ne consegue che, fino a quando non intervenga la revoca dell'elezione, la facoltà del soggetto, nei cui confronti si è eletto domicilio, di notificare validamente gli atti al domiciliatario è indipendente dalla concreta esistenza dell'accordo, che costituisce soltanto un rapporto interno tra eleggente e domiciliatario. Rigetta, App. Bari, 17/03/2008
L'irrituale notificazione dell'impugnazione per nullità del lodo arbitrale presso il difensore che abbia difeso la parte nel procedimento arbitrale, anziché alla parte personalmente, non implica inesistenza, ma nullità della notificazione medesima e, dunque, un vizio emendabile con effetti ex tunc (a esclusione del verificarsi della decadenza per l'eventuale sopraggiungere della scadenza del termine di impugnazione) con la costituzione del convenuto, ovvero - in difetto di tale costituzione - con la rinnovazione della notificazione medesima cui la parte istante provveda spontaneamente o in esecuzione di ordine impartito dal giudice, ai sensi dell'art. 291 c.p.c.
Cassazione civile sez. I 18 settembre 2013 n. 21338
L'elezione di domicilio contenuta nella procura a margine di un ricorso per decreto ingiuntivo non è idonea a far considerare il luogo indicato quale domicilio del creditore in cui l'obbligazione deve essere adempiuta ex art. 1182, terzo comma, cod. civ., atteso che ai fini della competenza territoriale, qualora sia convenuta una persona fisica, e si faccia riferimento al luogo del domicilio, che è criterio di collegamento rilevante sia ai fini dell'art. 18 cod. proc. civ. che dell'art. 20 cod. proc. civ. ed autonomo rispetto a quello della residenza, s'intende per domicilio il luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e dei suoi interessi, che non va individuato solo con riferimento ai rapporti economici e patrimoniali, ma anche ai suoi interessi morali, sociali e familiari, che confluiscono normalmente nel luogo ove la stessa vive con la propria famiglia, identificandosi, pertanto, tale luogo nel centro principale delle proprie relazioni familiari, sociali ed economiche. Regola competenza
Cassazione civile sez. VI 14 giugno 2013 n. 14937
Il domicilio elettivo del consumatore, ai sensi dell'art. 33, comma 2, lett. u, del d.lg. n. 206 del 2005, il quale, insieme alla residenza dello stesso consumatore al momento della domanda, è foro esclusivo ed inderogabile (a meno che la previsione di altri fori nel contratto sia stata oggetto di trattativa individuale) è esclusivamente quello che il consumatore può eleggere nel contratto all'atto della sua conclusione per tutte le vicende attinenti al contratto stesso, come stabilito dall'art. 47 c.c.; ne consegue che non sono riconducibili ad esso elezioni di domicilio successive del consumatore, fatte prima dell'inizio del giudizio o nello stesso atto introduttivo di esso.
Cassazione civile sez. VI 17 maggio 2011 n. 10832
L'elezione di domicilio effettuata dal debitore, all'atto della stipula del contratto di mutuo fondiario, ai sensi dell'art. 43, comma 1, del r.d. n. 646 del 1905, applicabile anche dopo la sua espressa abrogazione ad opera dell'art. 161 del d.lg. n. 385 del 1993, ai sensi del sesto comma di tale disposizione, rimane valida ed efficace anche per la notificazione dell'atto di riassunzione della causa di opposizione agli atti esecutivi, a seguito di rinvio disposto dalla Corte di Cassazione, nonché per la prosecuzione di tale giudizio in conseguenza del verificarsi di un evento interruttivo, atteso che il comma 2 del citato art. 43 del r.d. n. 646 del 1905 stabilisce espressamente che presso il domicilio eletto nel contratto debba eseguirsi al notifica « di ogni altro atto o sentenza, quand'anche contumaciale ».