Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2017/08/diario-quotidiano-del-7-agosto-2017-ace-le-novita-un-decreto-mef.html
Timestamp: 2018-01-23 04:03:30+00:00
Document Index: 28853042

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 2', 'art. 25', 'art.14', 'art. 42']

Le novità ACE in un decreto MEF - Diario quotidiano del 7 agosto 2017
Le novità ACE in un decreto MEF – Diario quotidiano del 7 agosto 2017
1) Credito d’imposta a favore delle fondazioni bancarie in G.U.
2) Niente cartelle di pagamento ad agosto
3) Soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili: D.M. 3 agosto 2017 IFRS-OIC
4) ACE: decreto del Mef con il quale sono adottate le disposizioni di revisione
5) In G.U. le modalità di erogazione delle risorse per investimenti a favore delle imprese di autotrasporto per l’annualità 2017
6) Studi di settore: Software di compilazione anomalie 2017 e Software di controllo modello 73C/2017
7) Detrazione Iva dimezzata: è partita la prima denuncia alla Commissione europea
8) Riforma del Terzo settore: Intervento della Fondazione nazionale commercialisti
9) Fisco: record precompilata, supera 2,4 milioni
10) Split payment Iva: rettificati gli elenchi definitivi
E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 180 del 3 agosto 2017, il Decreto 9 maggio 2017, recante “Modalità applicative del contributo, sotto forma di credito d’imposta, in favore delle fondazioni di cui al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153”.
Tale provvedimento ha emanato le disposizioni applicative e procedurali necessarie alla concessione del contributo stabilito dal comma 578 dell’art. 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232.
E considerata la Legge-quadro sul volontariato che prevede l’istituzione di fondi speciali presso le regioni al fine di istituire, per il tramite degli enti locali, centri di servizio a disposizione delle organizzazioni di volontariato, e da queste gestiti, con la funzione di sostenerne e qualificarne l’attività.
Dunque, il neo decreto procede ad individuare le modalità applicative del contributo, riconosciuto ai sensi del comma 578 del medesimo art. 1, sotto forma di credito di imposta, in favore delle fondazioni bancarie.
Possono fruire del credito d’imposta le fondazioni di cui al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, che effettuano volontariamente, nell’ambito della propria attivita’ istituzionale, i versamenti su un apposito conto corrente acceso dall’Associazione di fondazioni e di Casse di risparmio Spa (ACRI) da destinare, in aggiunta a quelli previsti per legge, ai fondi speciali istituiti presso le regioni ai sensi dell’art. 15 della legge 11 agosto 1991, n. 266, secondo le modalita’ e i termini che saranno definiti d’intesa dall’ACRI, dal Forum nazionale del terzo settore e dal Coordinamento nazionale dei Centri di servizio per il volontariato (CSVnet).
Ai fini della determinazione del credito d’imposta, riconosciuto nella misura del 100 per cento dei versamenti volontari effettuati sul conto di cui al precedente comma 1 in favore dei fondi speciali istituiti presso le regioni ai sensi dell’art. 15 della legge 11 agosto 1991, n. 266, rilevano i versamenti effettuati nell’anno 2017.
Modalità di riconoscimento e fruizione del credito d’imposta
Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, le fondazioni di cui all’art. 2, comma 1, trasmettono all’ACRI le delibere di impegno irrevocabile ad effettuare i versamenti di cui al precedente art. 2, entro 45 giorni successivi alla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale.
L’ACRI trasmette all’Agenzia delle entrate, con modalità definite d’intesa, l’elenco delle fondazioni finanziatrici, per le quali sia stata riscontrata la corretta delibera d’impegno, in ordine cronologico di presentazione, nei venti giorni successivi alla scadenza del termine suddetto.
L’Agenzia delle entrate, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle delibere di impegno e nel limite massimo delle risorse disponibili pari a 10 milioni di euro, comunica, con provvedimento del Direttore della medesima Agenzia, l’ammontare del credito di imposta spettante a ciascuna fondazione e per conoscenza all’ACRI.
Entro i successivi due mesi dalla predetta comunicazione di riconoscimento del credito d’imposta, le fondazioni finanziatrici versano sul conto corrente le somme stanziate e trasmettono contestualmente copia della relativa documentazione bancaria ad ACRI. L’ACRI trasmette all’Agenzia delle entrate, con modalità elematiche definite d’intesa, l’elenco delle fondazioni che hanno effettuato i versamenti, con i relativi codici fiscali e importi, al fine di consentire la fruizione del credito d’imposta.
Il credito di imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dal periodo d’imposta nel quale lo stesso è stato riconosciuto, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento, successivamente alla trasmissione, da parte dell’ACRI all’Agenzia delle entrate, dei dati. Nel caso in cui l’importo del credito utilizzato risulti superiore all’ammontare concesso, anche tenendo conto di precedenti fruizioni del credito stesso, il relativo modello F24 è scartato. Lo scarto è comunicato al soggetto che ha trasmesso il modello F24 tramite apposita ricevuta consultabile sul sito internet dei servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Con separata risoluzione dell’Agenzia delle entrate verrà istituito il codice per la fruizione del credito d’imposta da indicare nel modello F24 e sono impartite le istruzioni per la compilazione del modello stesso.
Il credito và indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riconoscimento e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi nei quali il credito è utilizzato. Il credito d’imposta di cui al presente decreto è cedibile dalle fondazioni finanziatrici, in esenzione dall’imposta di registro, nel rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 1260 e seguenti del codice civile e a condizione che sia intervenuto il riconoscimento dello stesso da parte dell’Agenzia delle entrate con il provvedimento, a intermediari bancari, finanziari e assicurativi ed è utilizzabile dal cessionario alle medesime condizioni applicabili al cedente.
Dell’avvenuta cessione viene data comunicazione all’ACRI per la successiva notifica della variazione del beneficiario all’Agenzia delle entrate, con modalità telematiche definite d’intesa.
In caso di fruizione eccedente in tutto o in parte il credito di imposta spettante, si rendono applicabili le norme in materia di liquidazione, accertamento, riscossione e contenzioso nonchè le sanzioni previste ai fini delle imposte sui redditi.
L’Agenzia delle entrate, qualora accerti che l’agevolazione sia in tutto o in parte non spettante, revoca o ridetermina l’importo del credito di imposta e procede al successivo recupero (seguendo le disposizioni di cui all’art. 1, commi da 421 a 423, della legge 30 dicembre 2004, n. 311).
Agenzia entrate Riscossione: stand-by per circa 470mila atti.
Dal 7 al 20 agosto, in accordo con gli operatori postali, l’Agenzia entrate Riscossione bloccherà l’invio di quasi 400mila atti, che sarebbero stati spediti per posta, e di altri 70mila, che invece sarebbero stati trasmessi tramite pec. Solo 14.500 “inderogabili” dovranno essere, per forza di cose, recapitati.
L’annuncio in un comunicato stampa, come rendo noto il notiziario telematico dell’Agenzia delle entrate del 4 agosto 2017 (Fiscoggi).
Come precisa, la nota delle Entrate: vacanze spensierate per circa 110mila contribuenti del Lazio, quasi 62mila lombardi, 46mila campani, poco più di 25mila toscani e così via, fino ai 1.639 del Molise.
Il 04 agosto 2017, il Mef ha annuniciato come in corso di pubblicazione il decreto di revisione del DM 8 giugno 2011, nonché di coordinamento della normativa prevista dal DM 1 aprile 2009, n. 48 e dal DM 8 giugno 2011 per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali IAS/IFRS, al fine dell’applicazione ai soggetti che redigono il bilancio in base al codice civile (soggetti OIC), a norma dell’articolo 83, comma 1-bis, del TUIR.
Ha, quindi, pubblicato sul proprio sito internet Decreto 3 agosto 2017 e la relazione illustrativa.
Voluntary disclosure bis: proroga ufficiale
Il Dpcm 28 luglio 2017, che proroga la voluntary disclosure bis, è stato dato in pubblicazione il 4 agosto 2017 sulla Gazzetta Ufficiale del 4 agosto 2017.
Il Ministero dell’Economia e finanze il 4 agosto 2017 ha pubblicato sul proprio sito internet il Decreto 3 agosto 2017, accompagnato da una relazione illustrativa, che contiene clausole di salvaguardia per le imprese che hanno adottato comportamenti non coerenti con le nuove regole Ace. In altri termini, per i periodi d’imposta pregressi, a prescindere dal comportamento adottato dal contribuente, la base Ace si rende definitiva. La clausola opera per i periodi d’imposta precedenti a quello di entrata in vigore del nuovo decreto attuativo, i cui termini per il versamento a saldo delle imposte sui redditi sono scaduti anteriormente a detta data.
La clausola di salvaguardia si applica anche al 2016, laddove i termini di versamento cui fa riferimento il decreto sono da intendersi quelli ordinari. La clausola era quanto mai necessaria in considerazione delle rilevanti novità apportate dal decreto e dei tempi di pubblicazione dello stesso. Il decreto stabilisce che non rilevano come variazione in aumento del capitale le plusvalenze iscritte per effetto di conferimenti d’azienda o di rami d’azienda.
Nota del Mef del 4 agosto 2017:
E’ in corso di pubblicazione il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze con il quale sono adottate le disposizioni di revisione del decreto 14 marzo 2012, recante “Disposizioni di attuazione dell’articolo 1 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, concernente l’Aiuto alla crescita economica (ACE)”, ai sensi dell’articolo 13-bis, comma 11, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19.
Il presente decreto costituisce la revisione delle disposizioni di attuazione della disciplina concernente l’Aiuto alla crescita economica, da qui in avanti ACE, introdotta dall’articolo 1 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, ri. 214.
In particolare, con l’articolo 13-bis del DL 244 del 2016 è stata demandata a uno o più decreti di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze la revisione delle disposizioni, recate dal Regolamento n. 48/2009,e dal decreto ministeriale del 8 giugno 2011, per la determinazione della base imponibile IRES e IRAP dei soggetti IAS/IFRS Adopter, nonché delle disposizioni recate dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 14 marzo 2012 concernente l’attuazione della disciplina dell’ACE.
La predetta revisione delle disposizioni di attuazione dell’ACE ha, quindi, come primo presupposto la gestione degli effetti delle modifiche apportate con il decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 139 in tema di composizione e struttura del bilancio dei soggetti diversi da coloro che applicano i principi contabili internazionali IAS/IFRS. Si ricorda, al riguardo, che le nuove modalità di contabilizzazione dei fenomeni aziendali entrano in vigore dal 10 gennaio 2016 e si applicano ai bilanci del medesimo esercizio.
Inoltre, con la legge di bilancio 2017 è stato rivisto il meccanismo applicativo dell’agevolazione ACE per le persone fisiche e le società di persone esercenti attività d’impresa in contabilità ordinaria. Ciò ha reso necessario aggiornare le disposizioni di attuazione contenute nel nuovo capo, rubricato “soggetti Irpef”, Ciò premesso, l’esperienza di questi primi anni di applicazione dell’agevolazione ACE ha messo in evidenza la necessità di affinare alcune norme di attuazione contenute nel precedente Decreto al fine di chiarire gli aspetti che hanno determinato incertezze in ordine alla determinazione dell’ACE stessa.
Inoltre, si è ritenuto opportuno rimodulare la disciplina antielusiva speciale al fine di intercettare le ipotesi di duplicazione del beneficio ACE, a fronte di un’unica immissione di denaro nell’ambito di un gruppo di Società, operata per il tramite di operazioni intercorse con soggetti, pur appartenenti al medesimo gruppo, residenti in Paesi diversi dall’Italia.
E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 1 agosto 2017, il Decreto 20 giugno 2017 recante le modalità di erogazione delle risorse per investimenti a favore delle imprese di autotrasporto per l’annualità 2017.
Si tratta degli incentivi a beneficio delle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi attive sul territorio italiano da utilizzare per il rinnovo e l’adeguamento tecnologico del parco veicolare, per l’acquisizione di beni strumentali per il trasporto intermodale, nonché per favorire iniziative di collaborazione e di aggregazione fra le imprese del settore.
– le imprese di autotrasporto di cose per conto di terzi:
– le strutture societarie, risultanti dall’aggregazione di dette imprese.
Gli investimenti sono finanziabili esclusivamente se avviati dal 4 agosto 2017 ed ultimati entro il 15 aprile 2018.
L’art. 1 del Decreto descrive la ripartizione delle risorse:
– 10,5 milioni di euro per acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate a trazione alternativa a metano CNG, gas naturale liquefatto LNG e elettrica;
– 10 milioni di euro per radiazione per rottamazione di veicoli pesanti di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, con contestuale acquisizione di veicoli nuovi di fabbrica conformi alla normativa euro VI;
– 14,4 milioni di euro per acquisizione anche mediante locazione finanziaria, di rimorchi e semirimorchi, nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato ferroviario;
– 1.050.177 euro per l’acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di casse mobili e rimorchi o semirimorchi porta casse così da facilitare l’utilizzazione di differenti modalità di trasporto in combinazione fra loro senza alcuna rottura di carico.
In ogni caso, la singola azienda potrà beneficiare di soli 700.000 euro, nel caso in cui, invece, l’importo superi tale limite verrà ridotto fino al raggiungimento della soglia ammessa, dato che, il limite quantitativo non è derogabile anche in caso di accertata disponibilità delle risorse finanziarie rispetto alle richieste pervenute.
Al fine di evitare il superamento delle intensità massime di aiuto previste dal regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, viene esclusa la cumulabilità, per le medesime tipologie di investimenti e per i medesimi costi ammissibili, dei contributi previsti dal presente decreto con altre agevolazioni pubbliche, incluse quelle concesse a titolo de minimis ai sensi del
regolamento (UE) n. 1407/2013.
In relazione alla acquisizione dei beni gli aspiranti ai benefici hanno l’onere di fornire, a pena di inammissibilità, la prova documentale che i beni acquisiti possiedono le caratteristiche tecniche richieste dal presente decreto.
Con decreto del direttore della Direzione generale per il trasporto stradale e per l’intermodalità, da adottarsi entro quindici giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente decreto, verranno definite le modalità di dimostrazione dei suddetti requisiti. Con il medesimo decreto sono definite le modalità di presentazione delle domande.
Possono proporre domanda le imprese di autotrasporto di cose per conto di terzi, nonchè le strutture societarie, risultanti dall’aggregazione di dette imprese, costituite a norma del libro V, titolo VI, capo I, o del libro V, titolo X, capo II, sezioni II e II-bis del codice civile, iscritte al Registro elettronico nazionale istituito dal regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 ovvero le imprese che esercitano con veicoli di massa complessiva fino a 1,5 tonnellate iscritte all’Albo nazionale delle imprese che esercitano l’attività di autotrasporto.
Il software (versione 1.0.1 del 3 agosto 2017) è destinato ai soggetti destinatari nel 2017 di una comunicazione relativa ad anomalie riscontrate sulla base dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore dichiarati per le annualità 2013, 2014 e 2015.
Pubblicata dall’Agenzia delle entrate, inoltre, la versione software: 1.0.0 del 03/08/2017.
In particolare, la procedura di controllo 73C consente la verifica delle informazioni contenute nel modello 73C/2017 (Comunicazione dei dati rettificati da parte del Caf o del professionista abilitato nei casi in cui il contribuente non intende presentare una dichiarazione rettificativa – art. 39, comma 1 lett. a) del d.lgs. 09/07/1997 n. 241).
“Scippo sulla detrazione Iva”: Come avverte il comunicato stampa congiunto, é partito l’iter comunitario sulla denuncia presentata da CONFIMI Industria e ANC.
E’, dunque, cominicato, con l’assegnazione avvenuta lo scorso 3 agosto al funzionario competente, l’iter di analisi della denuncia presentata lo scorso maggio alla Commissione Europea dal Presidente di Confimi Industria Paolo Agnelli congiuntamente al Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti Marco Cuchel.
Come precisa lo stesso comunicato a questo evento (azione) vengono fatte confluire le speranze degli operatori di vedersi restituire un diritto fondamentale come, in effetti, quello della detrazione dell’Iva. La corposa denuncia presentata dalla due associazioni documenta le numerose violazioni nella contestata norma nazionale (art. 2 del D.L. 50/2017) ai principi (neutralità, proporzionalità > ed equivalenza) su cui poggia la struttura dell’imposta.
E, difatti, dal tenore letterale del nuovo art. 25 del D.P.R. n. 633/72, la registrazione delle fatture dia acquisto deve avvvenire entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA dell’anno nel quale sono ricevute. Tale termine di registrazione, come ha anche rilevato Assonime nella propria circolare n. 18/2017, é incompatibile con il nuovo (e, almeno letteralmente, minore) termine per l’esercizio del diritto alla detrazione.
Il comunicato si conclude con la rassicurazione che Confimi Industria e ANC monitoreranno la situazione a tutela delle imprese e degli operatori coinvolti.
(Ufficio comunicazione ANC, Ufficio stampa Confimi Industria, comunicato del 4 agosto 2017)
Con l’informativa periodica del 4 agosto 2017, la Fondazione nazionale dei commercialisti, si sofferma sulla Riforma del Terzo settore.
Questi gli argomenti che vengono trattati:
– Gli enti del Terzo settore e il regime pubblicitario
– Rendicontazione e controllo
– La nuova fiscalità degli enti del Terzo settore
– L’inquadramento fiscale dell’ente del Terzo settore e la verifica della natura non commerciale
– Le agevolazioni relative alle imposte indirette e tributi locali
– Scritture contabili: obblighi fiscali
I nuovi incentivi alle erogazioni a favore degli enti del Terzo settore.
Come è noto, nella Gazzetta Ufficiale n. 179 del 2 agosto 2017, è stato pubblicato il d.lgs. 117/2017 recante il “Codice del Terzo settore”, ultimo dei tre decreti di attuazione della Legge delega n. 106 del 2016.
Secondo la FNC, la riforma del Terzo settore avrà importanti ripercussioni sull’attività degli iscritti all’albo dei commercialisti che gestiscono la materia degli enti non lucrativi.
– il tentativo di dare un quadro normativo moderno, unitario, ordinato e coerente al Terzo Settore;
– la costituzione del Registro unico nazionale del Terzo Settore, l’accesso al quale è volontario ed è condizione per fruire delle varie agevolazioni previste per questa categoria di enti; il Registro avrà articolazione regionale, compiti di verifica amministrativa e fornirà ai terzi sugli enti iscritti una pubblicità simile a quella del Registro delle imprese, raccogliendo anche i relativi bilanci di esercizio e, per gli enti “con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori ad 1 milione di euro” (art.14, co.1, Cts), anche i bilanci sociali;
– la creazione di sistemi di amministrazione e di controllo interno più standardizzati e professionalizzanti, oltre che la previsione della revisione legale dei conti superati determinati parametri dimensionali;
– la definizione di un sistema tributario agevolativo;
– la disciplina delle operazioni straordinarie tra enti, in particolare le trasformazioni e le fusioni (nuovo art. 42-bis del codice civile).
Il provvedimento è entrato in vigore il 3 agosto ultimo scorso. Le specifiche disposizioni divengono operative in modo progressivo a partire dal 1° gennaio 2018 e, a seconda della tematica, per mezzo di passaggi successivi. Gli enti interessati dovranno seguire, poi, una specifica disciplina transitoria.
In questo contesto, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, dopo aver seguito costantemente l’iter legislativo, intende adesso fornire una serie di approfondimenti e linee guida che possano agevolare colleghi ed operatori nella lettura interpretativa delle norme che apportano evidenti e significative novità alla disciplina.
La presente informativa espone una serie di primi commenti e osservazioni elaborati da colleghi ed esperti della materia su alcuni importanti tematiche toccate dal Codice del Terzo settore. Il CNDCEC ha, poi, già predisposto un piano di attività per poter produrre nel mese di settembre un contributo di natura operativa sulla Riforma al fine di indirizzare l’attività di colleghi ed operatori. L’attività di analisi dei testi di legge sarà prodromica anche all’invio agli organi legislativi di eventuali disposizioni correttive. In ultimo, sarà predisposto un format di seminario sulla riforma che sarà proposto agli ordini locali.
Agenzia Entrate, +18% dichiarazioni fai da te: Precompilata in crescita con più di 2 milioni e quattrocentomila dichiarazioni spedite in autonomia dai cittadini italiani. Secondo i dati registrati dal partner tecnologico Sogei al 24 luglio, ultimo giorno utile per l’invio del 730, sono circa 2,3 milioni le dichiarazioni presentate da dipendenti e pensionati tramite la piattaforma web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, cui si aggiungono quasi 130mila modelli Redditi.
La dichiarazione fai da te piace sempre di più
Cresce il numero dei cittadini che nel 2017 hanno gestito e inviato la dichiarazione direttamente dal proprio pc, grazie alla presenza di nuove informazioni nei modelli precompilati come quelle relative alle spese sanitarie, complete quest’anno dei dati degli scontrini dei farmaci da banco e di quelli relativi alle prestazioni di ottici, psicologi, infermieri, ostetriche e tecnici sanitari di radiologia medica. Delle 2.427.803 dichiarazioni dei redditi inviate utilizzando il sistema disponibile sul sito delle Entrate, 2.298.603 sono modelli 730, mentre i modelli Redditi che risultano già spediti (quest’anno la scadenza è prevista per il 31 ottobre 2017) sono 129.200. Le dichiarazioni congiunte trasmesse via web in autonomia, invece, sono più di 138mila. Il dato complessivo di quest’anno segnala una crescita rispetto al 2015 e al 2016, che si sono chiusi, rispettivamente, con 1,4 e 2,1 milioni di dichiarazioni inviate direttamente dai cittadini.
La precompilata regione per regione
L’identikit di chi ha fatto ricorso alla precompilata
Le chiavi di accesso preferite dai contribuenti
Molto positivo anche il trend degli utenti abilitati ai servizi via web dell’Agenzia delle Entrate a quota 6,5 milioni in aumento di 500mila utenti rispetto all’anno precedente. Per accedere alla precompilata, i contribuenti hanno utilizzato nella maggior parte dei casi le credenziali rilasciate dal Fisco (58,76% di accessi) o dall’Inps (33,64%).
(Agenzia delle entrate, comunicato n. 168 del 4 agosto 2017)
Il ministero Economia, sul proprio sito istituzionale, il 04 agosto 2017, ha proceduto con la ripubblicazione degli elenchi definitivi, validi per l’anno 2017, delle società controllate da pubbliche amministrazioni centrali o locali, debitamente rettificati per tenere conto delle ultime segnalazioni pervenute dopo la loro divulgazione avvenuta lo scorso 26 luglio 2017.
Il Mef ha, quindi, reso disponibili gli elenchi definitivi rettificati:
Oltre a detti elenchi rettificati, vengono riconfermati gli altri elenchi definitivi già divulgati lo scorso 26 luglio 2017:
(MEF, comunicato del 4 agosto 2017)