Source: https://www.exeo.it/free/piano-citta-area-urbana-degradata-dl-70-2011
Timestamp: 2018-02-20 07:44:25+00:00
Document Index: 99168104

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 97', 'art. 5', 'art. 97']

Piano città: riqualificazione area urbana degradata
La normativa del Piano città (D.L. 70/2011) non può trovare applicazione qualora non vi sia l'obiettivo di riqualificare un'area urbana degradata. In tale ambito non può ritenersi formato l’assenso per silentium nei casi in cui occorra il previo parere soprintendizio.
L'art. 5, co. 9, D.L. n. 70/2011 convertito con L. n. 107/2011 presenta natura eccezionale e derogatoria per cui gli interventi incentivabili con l'incremento volumetrico o superficiario sono soltanto quelli ricadenti in aree degradate.
La scelta di limitare l'applicazione del piano città evitando mutamenti di volumetrie sulla fascia costiera è pienamente legale e ragionevole, in base ad una scelta programmatica che vuole evitare un consumo eccessivo del territorio ed un sovraccarico antropico della zona ricompresa nella fascia costiera.
Nell'ambito del c.d."piano città" di cui al d.l. 70/2011 conv. ex l. 106/2011, la necessità della del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di consiglio comunale è prevista dal primo periodo del comma 11 dell'art. 5, la cui applicabilità deve per contro escludersi, in forza della specifica disposizione scolpita al successivo comma 14, nell'eventualità dell'inutile decorso il termine di 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge senza l'intervento del legislatore regionale, con conseguente immediata operatività delle disposizioni incentivanti contenute nel comma 9.
In materia di mutamento di destinazione d'uso ai sensi dell'art. 5, co. 9 e ss., d.l. 70/2011, il parametro della "compatibilità" o "complementarietà" tra la destinazione preesistente e quella domandata non può essere sic et simpliciter sovrapposto a quello della conformità allo strumento urbanistico vigente, ma occorre un'attenta valutazione di compatibilità dell'uso che si chiede di assentire nell'immobile rispetto all'uso preesistente.
Non basta dedurre un generico incremento del disordine urbanistico per rigettare un'istanza di mutamento di destinazione d'uso ai sensi dell'art. 5, co. 9 e ss., d.l. 70/2011.
La «compati... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e;» o la «complementarietà» a cui risulta condizionata l'ammissibilità dei mutamenti di destinazione d'uso previsti dall'art. 5, co. 9, lett. c), d.l. 70/2011 si riferisce alla relazione intercorrente tra l'immobile degradato e quello da costruire ex novo e non al legame del nuovo immobile con la destinazione d'uso prevalente delle aree di delocalizzazione delle volumetrie.
Ai fini dell'art. 5, co. 9, lett. c), d.l. 70/2011 non possono essere qualificate come «destinazioni tra loro compatibili o complementari» quella residenziale e quella industriale.
Se si tiene conto della normativa in materia di contributi per i rilasci del permesso di costruire, possono essere considerate compatibili «tra loro» le destinazioni industriale ed artigianali (cioè le attività economiche produttive e/o manifatturiere) o le destinazioni turistiche, commerciali, direzionali o di servizi (cd. terziario) o le destinazioni residenziali o di attività professionale.
Se si tiene conto della normativa in materia di standard urbanistici (D.M. 1444/1968) possono essere considerate compatibili «tra loro» l'attività industriale e/o artigianale e l'attività commerci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e quella direzionale, nonché l'attività residenziale con quella commerciale e/o di svolgimento di tutte le attività economiche di servizi.
Il regime derogatorio ex art. 5, comma 9, del d.l. n. 70/2011 rispetto agli strumenti urbanistici vigenti per la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, è da intendersi applicabile ai fabbricati con destinazione non residenziale dismessi o in via di dismissione ovvero da rilocalizzare, soltanto ove ricadenti in "aree urbane degradate".
Le condizioni di deroga agli strumenti urbanistici vigenti, previste dall'art. 5, comma 9, del d.l. n. 70/2011, e cioè del degrado urbano, da un lato, e della dismissione (attuale o incipiente), d'altro lato, connotanti l'insediamento esistente, devono essere necessariamente compresenti.
In tanto sono consentiti interventi in deroga agli strumenti urbanistici vigenti ex art. 5 del d.l. n. 70/2011, in quanto i fabbricati da essi attinti non siano abusivi o, comunque, la loro abusività sia stata (non solo virtualmente, ma anche) realmente sanata.
L'art. 5 del D.L. 70/2011 va inteso nel senso di riservare la... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; volumetrica aggiuntiva esclusivamente in favore di interventi edilizi aventi come dato di partenza edifici già esistenti, ovvero già edificati, e non semplicemente edificabili, in base alla normativa urbanistica vigente, non potendo tale dato letterale venir superato, in base a considerazioni derivanti dalle altre finalità, diverse dalla razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, previste dalla disposizione legislativa in questione.
La normativa del c.d. «Piano città» (art. 5, co. 9-14, d.l. 70/2011) non può trovare applicazione ove non sussista il presupposto della finalità di riqualificare un'area urbana degradata, in ragione sia dell'ubicazione in area extraurbana dell'immobile da demolire sia del fatto che l'area ove deve essere trasferita la volumetria non presenta funzioni eterogenee e tessuti edilizi disorganici o incompiuti nonché edifici a destinazione non residenziale dismessi o in via di dismissione ovvero da rilocalizzare.
Il limite della previa individuazione delle aree da riqualificare di cui all'art. 97-bis L.R. Lombardia n. 12/2005 non tro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione per le domande di permesso di costruire in deroga presentate ai sensi dell'art. 5, co. 9, d.l. 70/2011 anteriormente all'entrata in vigore della L.R. Lombardia n. 4/2012, che ha introdotto il predetto art. 97-bis.
Nell'ambito del c.d."piano città" non può ritenersi formato l'assenso per silentium nei casi in cui occorra il previo parere soprintendizio.