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Timestamp: 2018-12-15 23:27:39+00:00
Document Index: 154077452

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 49', 'art. 84', 'art. 83', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 213', 'art. 84', 'art. 213', 'art. 213', 'art.83', 'art. 216', 'art. 86', 'art. 84', 'art. 105', 'art. 11', 'art. 213', 'art. 134', 'art. 86', 'art. 42']

Qualificazione CEL Avvalimenti
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Qualificazione - CEL - Avvalimenti
Comunicazione Avvalimenti
Per creare una nuova comunicazione è obbligatorio indicare il CIG?
Si, è obbligatorio. Una volta avviata la ricerca, il sistema restituisce i dati trovati caricando le informazioni relative alla procedura.
Per eseguire la comunicazione è necessario aver caricato a sistema (SIMOG o portale regionale) la scheda di aggiudicazione?
Per eseguire la comunicazione non è necessario aver caricato a sistema (SIMOG o portale regionale) la scheda di aggiudicazione. Se l'aggiudicazione non è presente, occorrerà integrare la comunicazione con le informazioni laddove non impostate dal sistema.
Inserendo il codice fiscale dell'impresa ausiliaria o ausiliata il sistema restituisce informazioni non corrette. E' possibile rettificarle?
E' possibile rettificare le informazioni errate attivando la funzione "modifica dati" dopo aver eseguito la ricerca per codice fiscale.
Una volta inseriti tutti i dati come si completa la comunicazione?
La comunicazione si completa attivando la funzione "Pubblica".
Le stazioni appaltanti sono obbligate a trasmettere le dichiarazioni di avvalimento all’Autorità, ai sensi dell’art. 49 del Codice, anche per procedure di importo inferiore a 40.000 euro?
No, l’obbligo di trasmettere le dichiarazioni di avvalimento all’Autorità, ai sensi dell’art. 49 del Codice, riguarda solo le procedure di importo pari o superiore a 40.000 euro.
Inserendo il CIG relativo alla procedura di affidamento il sistema risponde "Nessun elemento trovato".
In tal caso occorre accedere al servizio "Comunicazioni di avvalimento - Trasmissione" e verificare che l'avvalimento non sia in stato "in lavorazione", bensì in stato "Pubblicato".
Quali sono le modalità di rilascio di un C.E.L. - Certificato Esecuzione Lavori?
L’impresa esecutrice di lavori pubblici interessata alla utilizzazione di C.E.L. ai fini della qualificazione, deve avanzare apposita, formale richiesta di emissione alla stazione appaltante ai sensi dell’art. 84, comma 4, lett. b) del codice degli appalti D. Lgs. 50/2016, il quale afferma che “il possesso dei requisiti di capacità economica e finanziaria e tecniche e professionali indicati all'articolo 83 il periodo di attività documentabile è quello relativo al decennio antecedente la data di sottoscrizione del contratto con la SOA per il conseguimento della qualificazione; tra i requisiti tecnico-organizzativi rientrano i certificati rilasciati alle imprese esecutrici da parte delle stazioni appaltanti. Gli organismi di attestazione acquisiscono detti certificati unicamente dall'Osservatorio, cui sono trasmessi in copia, dalle stazioni appaltanti”.
Nelle more dell’adozione del decreto ministeriale di cui all’art. 83, comma 2, del codice degli appalti e del conseguente adeguamento dei sistemi informativi dell’Autorità, si considerano valide le indicazioni operative contenute nella Deliberazione n. 24 del 23 maggio 2013, nel Manuale Utente C.E.L. 1.1 versione 1.3.13, e nel Manuale sulla qualificazione degli operatori economici per l’esecuzione di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro, consultabili sul sito internet dell’ANAC all’indirizzo www.anticorruzione.it.
La Deliberazione n. 24 del 23 maggio 2013– il cui art. 2 statuisce che “l’emissione deve avvenire entro il termine di trenta giorni dalla richiesta dell’impresa esecutrice. La stazione appaltante rilascia all’impresa richiedente copia del CEL emesso con modalità telematiche ovvero comunica il numero di inserimento prodotto dalla procedura informatica” – rimane comunque in vigore, per quanto concerne le indicazioni ivi fornite, nonostante il riferimento normativo di cui all’art. 8, comma 7, lett. a), del Regolamento”, d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, sia stato abrogato.
Il RUP è l’organo della stazione appaltante deputato all’emissione del CEL. Qual è la sua responsabilità?
Ai sensi della Delibera n. 1096 del 26 ottobre 2016 dell’ANAC - «Linee guida n. 3, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni”» (pubblicata sul sito internet dell’ANAC) “il responsabile del procedimento … rilascia il certificato di esecuzione dei lavori entro 30 giorni dalla richiesta dell’esecutore, con le modalità telematiche stabilite dall’A.N.AC”.
Che cosa accade in caso di mancato rilascio del CEL nel termine di 30 giorni dalla richiesta?
Ai sensi dell’art. 213, comma 9, del codice degli appalti D. Lgs. 50/2016, l’Autorità, per la gestione della Banca Dati Nazionale dei Contrati Pubblici si avvale dell’Osservatorio, in cui confluiscono, ai sensi dell’art. 84, comma 4, lett. b), i CEL emessi dalle stazioni appaltanti. L’Autorità stabilisce le modalità di funzionamento dell’Osservatorio, le informazioni obbligatorie che le stazioni appaltanti sono tenute a trasmettere, i termini e le forme di comunicazione. Nei confronti del soggetto che ometta, senza giustificato motivo, di fornire le informazioni richieste, l’Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria di cui all’art. 213, comma 13, del codice.
Ciò posto, nel caso in cui il RUP ometta l’emissione del CEL nel termine di trenta giorni indicato nelle linee guida n. 3/2016, l’ANAC, su segnalazione della SOA incaricata del rilascio dell’attestazione di qualificazione in favore dell’operatore economico, sollecita l’emissione del CEL provvedendo, in caso di inadempimento nel termine assegnato, all’avvio di un procedimento finalizzato all’applicazione della sanzione di cui all’art. 213, comma 13. La segnalazione delle SOA di mancata ottemperanza deve essere inviata all’Autorità corredata della documentazione di comprova dell’avvenuta ricezione da parte della stazione appaltante della richiesta avanzata dall’impresa esecutrice dalla quale sono computati i prescritti 30 giorni per l’emissione del C.E.L.
IL C.E.L. può essere rilasciato con esito negativo?
Sì, la stazione appaltante può negare il rilascio del CEL oppure attestare l’assenza del buon esito quando i lavori, per documentata responsabilità dell'appaltatore, non siano stati eseguiti a regola d'arte e in conformità al progetto e al contratto, oppure l’esecuzione dell’opera abbia causato un grave pregiudizio.
L’A.N.AC. ha il potere di sostitursi alla stazione appaltante nel rilascio del CEL?
Non è attribuito all’A.N.AC. il potere di sostituirsi alla stazione appaltante nel rilascio del C.E.L., né quello di concedere una proroga del termine individuato nelle linee guida n. 3/2016 per il rilascio di detto certificato.
Qual è il ruolo dell’A.N.AC. in caso di contenzioso tra stazione appaltante ed operatore economico in merito al rilascio del CEL?
Vista le competenze dell’ANAC in materia di vigilanza e prevenzione della corruzione, in caso di contenzioso tra stazione appaltante ed operatore economico in merito al rilascio del CEL, non è previsto dalla legge un potere di sostituzione nei dell’Autorità confronti del RUP medesimo, il quale assume la responsabilità di quanto certifica, avendo come riferimento gli atti di gara e quelli di contabilità dell’appalto, oltre a conoscere quali sono i vari soggetti che hanno eseguito le lavorazioni e quali importi hanno realizzato, nel rispetto della qualificazione posseduta.
Il C.E.L. può essere rilasciato quando l’esecuzione dei lavori sia ancora in corso?
Sì. Secondo l’art.83, comma 2, del D.P.R.n.207/2010, tuttora vigente in via transitoria in forza dell’art. 216, comma 14, D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, ai fini dell’emissione del C.E.L., “i lavori da valutare sono quelli eseguiti regolarmente e con buon esito iniziati ed ultimati nel periodo di cui ai precedenti commi, ovvero la parte di essi eseguita nel quinquennio, per il caso di lavori iniziati in epoca precedente o per il caso di lavori in corso di esecuzione alla data della sottoscrizione del contratto con la SOA, calcolata presumendo un avanzamento lineare degli stessi”.
Si rammenta altresì che l'indicazione del buon esito dei lavori da riportare nel certificato prescinde dalle risultanze del collaudo, riguardando esclusivamente il fatto che i lavori di cui trattasi sono stati eseguiti a regola d'arte ed in conformità al progetto ed al contratto, ciò che costituisce oggetto della specifica funzione del direttore dei lavori.
E’ possibile emettere un nuovo C.E.L. in sostituzione di un precedente C.E.L. in caso di errori e/o omissioni?
Sì. In linea di principio non è precluso ad un RUP emettere un C.E.L. che modifichi un analogo documento precedente, ed anzi, ciò potrebbe rappresentare un dovere qualora all’origine vi fossero stati errori di compilazione, tali da configurare una o più difformità dalle previsioni normative e regolamentari (si pensi al caso, ad esempio, in cui nel C.E.L. iniziale siano state riconosciute categorie non previste nel bando di gara, o l’esecuzione ad opera di soggetti che non erano in possesso di idonea qualificazione).
E’ possibile emettere un C.E.L con indicazione di categorie di qualificazione difformi da quelle indicate negli atti di gara?
No, l’indicazione di categorie di qualificazione difformi da quelle indicate negli atti di gara o nell’avviso o nella lettera di invito non è conforme alla normativa vigente. Infatti, ai sensi dell’art. 86, comma 5-bis, del codice degli appalti D. Lgs. 50/2016 “l’esecuzione dei lavori è documentata dal certificato di esecuzione dei lavori redatto secondo lo schema predisposto dall’ANAC con le linee guida di cui all’articolo 83, comma 2. L’attribuzione, nel certificato di esecuzione dei lavori, delle categorie di qualificazione, relative ai lavori eseguiti, viene effettuata con riferimento alle categorie richieste nel bando di gara o nell’avviso o nella lettera di invito. Qualora il responsabile unico del procedimento riporti nel certificato di esecuzione dei lavori categorie di qualificazione diverse da quelle previste nel bando di gara o nell’avviso o nella lettera di invito, si applicano le sanzioni previste dall’articolo 213, comma 13, nel caso di comunicazioni non veritiere”.
Il C.E.L. può essere rilasciato ad una ditta subentrante all’impresa aggiudicataria?
L’art. 84, comma 4, lett. b) del codice prevede che tra i requisiti di qualificazione rientrano i certificati di esecuzione dei lavori rilasciati alle imprese esecutrici da parte delle stazioni appaltanti.
Pertanto, la richiesta di emissione del C.E.L. deve pervenire dall’esecutore, con ciò intendendo – in linea di principio – il soggetto titolare dell’originario rapporto contrattuale con l’amministrazione appaltante.
Il Manuale utente C.E.L. 1.1 - versione 1.3.13, disponibile sul sito web dell’ANAC, specifica - al punto 3.1.2 - che nel Quadro B (dove si raccolgono le informazioni sul soggetto affidatario della gara e sulla sua composizione) va dettagliata la struttura del soggetto affidatario, rimarcando che “Solo le imprese che compaiono in questa tabella potranno essere selezionate come aggiudicatario nel Quadro C/2” (dove si riportano le lavorazioni eseguite dalle varie imprese intervenute nella realizzazione dell’appalto). Quindi nel quadro C/2 la struttura del soggetto affidatario viene ‘ereditata’ e gli inserimenti ‘ex novo’ possono riguardare solo imprese svolgenti il ruolo di subappaltatrici, per le quali viene richiesta l’indicazione degli estremi di autorizzazione. Non è previsto, in via ordinaria, l’inserimento di cessionari, affittuari o subaffidatari (nei casi in cui la percentuale di incidenza della manodopera non risulta maggioritaria).
In sintesi, il sistema telematico in uso presuppone una continuità tra il soggetto aggiudicatario e quello esecutore; ne consegue l’esclusiva possibilità di evidenziare l’avvenuto subentro per cessione o affitto di ramo d’azienda, o similari, utilizzando il campo testo del quadro finale (Quadro 8 dell’Allegato B - Dichiarazioni sull’esecuzione dei lavori), nel quale, oltre a fornire l’assicurazione sul buon esito dei lavori eseguiti, diviene possibile dettagliare la modifica nella composizione dell’aggiudicatario.
Il C.E.L. può essere rilasciato a un’impresa subappaltatrice?
L’art. 105, comma 22, del codice, per il caso di subappalto, stabilisce che le stazioni appaltanti rilasciano i CEL all’appaltatore, computando dall’intero valore dell’appalto il valore e la categoria di quanto eseguito attraverso il subappalto. I subappaltatori possono richiedere alle stazioni appaltanti i certificati relativi alle prestazioni oggetto di subappalto realmente eseguite.
Il subappaltatore potrà richiedere l’emissione del CEL che avverrà sempre nei confronti dell’appaltatore e riporterà l’indicazione delle lavorazioni eseguite in subappalto. In sostanza, il CEL avrà il medesimo contenuto, indipendentemente dal fatto che la richiesta di emissione avvenga da parte dell’appaltatore o del subappaltatore.
Chi rilascia il C.E.L. se, al momento della richiesta da parte dell’impresa, il RUP non è più lo stesso dell’esecuzione dei lavori?
Nella Delibera n. 1096 del 26 ottobre 2016 dell’A.N.AC. - «Linee guida n. 3, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni”» (pubblicata sul sito internet dell’ A.N.AC.), è statuito che “per ogni singola procedura di affidamento di un appalto o di una concessione, le stazioni appaltanti, con atto formale del responsabile dell’unità organizzativa, nominano un RUP per le fasi della programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione”, nonché “il responsabile del procedimento … rilascia il certificato di esecuzione dei lavori entro 30 giorni dalla richiesta dell’esecutore, con le modalità telematiche stabilite dall’A.N.AC”.
Quindi, qualora il RUP originario fosse cessato dall'incarico, è necessario inoltrare la richiesta al RUP subentrante responsabile dell'intervento al momento della richiesta per la relativa emissione del CEL.
Se invece vi è un subentro di una stazione appaltante al posto di una precedente soppressa, qual è il soggetto tenuto al rilascio del C.E.L.?
Nel caso di soppressione, ad esempio, di una stazione appaltante, l’amministrazione competente per il rilascio del certificato di esecuzione lavori – da realizzarsi secondo le indicazione fornite nella Deliberazione dell’Autorità n. 24/2013 in materia di emissione dei certificati di esecuzione lavori, nonché nel Manuale utente C.E.L. 1.1 - versione 1.3.13, entrambi disponibili sul sito web dell’ANAC – è quella subentrata nella titolarità delle competenze della stazione appaltante originaria. E’ opportuno che la stazione appaltante subentrante, in fase di rilascio dei suddetti C.E.L., abbia l’accortezza di inserire nella dichiarazione finale dei lavori una nota relativa al conferimento delle competenze in questione.
La Soprintendenza MIBACT competente per l’apposizione del visto di competenza sul C.E.L. già inserito nel casellario informatico dell’ANAC non ha ancora dato riscontro. Cosa succede?
Ai sensi della Delibera n. 1096 del 26 ottobre 2016 dell’ANAC - «Linee guida n. 3, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni”» (pubblicata sul sito internet dell’ANAC “il responsabile del procedimento … rilascia il certificato di esecuzione dei lavori entro 30 giorni dalla richiesta dell’esecutore, con le modalità telematiche stabilite dall’A.N.AC”.
L’art. 11, comma 6, del D.M. MIT-MIBACT n. 254/2017, inoltre, sulla qualificazione degli esecutori di lavori riguardanti i beni culturali tutelati afferma che ”al fine di garantire il corretto esercizio dell’attività di vigilanza da parte delle soprintendenze preposte alla tutela del bene, queste, entro sessanta giorni dal rilascio del certificato di esecuzione dei lavori, di cui all’articolo 84, comma 7, lettera b) , del codice dei contratti pubblici, accertata la regolarità delle prestazioni eseguite, attestano il buon esito dei lavori svolti”.
Le Sopraintendenze competenti sono tenute, quindi, ad apporre il visto di competenza, fatta salva la sussistenza di eventuali condizioni ostative, da specificare nel dettaglio.
Inoltre, ai sensi dell’art. 213, comma 9, del D.Lgs.n.50/2016, “L'Autorità stabilisce le modalità di funzionamento dell'Osservatorio nonché le informazioni obbligatorie, i termini e le forme di comunicazione che le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori sono tenuti a trasmettere all'Osservatorio. Nei confronti del soggetto che ometta, senza giustificato motivo, di fornire informazioni richieste ovvero fornisce informazioni non veritiere, l'Autorità può irrogare la sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 13”. Tale comma stabilisce, per la sanzione amministrativa, “il limite minimo di euro 250,00 e il limite massimo di euro 25.000,00”. Tali limiti si intendono raddoppiati nel caso in cui vengano fornite informazioni o esibiti documenti non veritieri.
E’ possibile emettere un C.E.L per i lavori eseguiti nell’ambito di un affidamento riguardante servizi e/o forniture?
Non è preclusa la possibilità di emettere un C.E.L. per la componente relativa lavori (ovviamente, nel caso in cui sia stata eseguita, materialmente ed a regola d’arte), purché di essa sussista una chiara indicazione nel bando di gara o nel capitolato speciale, sia in termini di entità economica che di natura delle lavorazioni a farsi (quest’ultima espressa mediante indicazione di una o più categorie di qualificazione, tra quelle contemplate nell’Allegato ‘A’ al D.P.R.n.207/2010).
Qualora nel bando la categoria di opere generali o speciali correlata alla componente lavori non sia stata specificamente indicata, competerà al RUP il corretto inquadramento, sulla base delle declaratorie riportate per ciascuna categoria nel citato Allegato ‘A’.
Dal punto di vista operativo, fermo restando che il C.E.L. deve riguardare tutte le opere eseguite – regolarmente e con buon esito – alla data di rilascio, si ritiene che possano essere compilati tutti i campi che riguardano le lavorazioni previste nel bando e realizzate, indicando i corrispondenti esecutori ed il relativo titolo con il quale sono intervenuti nell’appalto. Nel Quadro 2 - Soggetto affidatario dei lavori e nel Quadro 3.1 - Importo di contratto - dovranno essere riportate le notizie espressive del complessivo appalto di servizi, avendo cura di integrare il Quadro 8 - Dichiarazioni sull’esecuzione dei lavori - con le informazioni utili a comprendere che le lavorazioni ‘certificate’ sono state eseguite come quota parte di un più ampio appalto di servizi e/o forniture.
Come avviene il rilascio del C.E.L. per un appalto rientrante nei settori speciali?
È applicabile anche nell’ambito dei sistemi speciali di qualificazione istituiti nei settori speciali, ai sensi dell’art. 134, comma 1, del codice, il principio secondo il quale in un C.E.L l’indicazione di categorie di qualificazione debba essere conforme a quelle indicate negli atti di gara, secondo l’art. 86, comma 5-bis, il quale afferma che “l’esecuzione dei lavori è documentata dal certificato di esecuzione dei lavori redatto secondo lo schema predisposto dall’ANAC con le linee guida di cui all’articolo 83, comma 2. L’attribuzione, nel certificato di esecuzione dei lavori, delle categorie di qualificazione, relative ai lavori eseguiti, viene effettuata con riferimento alle categorie richieste nel bando di gara o nell’avviso o nella lettera di invito. Qualora il responsabile unico del procedimento riporti nel certificato di esecuzione dei lavori categorie di qualificazione diverse da quelle previste nel bando di gara o nell’avviso o nella lettera di invito, si applicano le sanzioni previste dall’articolo 213, comma 13, nel caso di comunicazioni non veritiere”.
Conseguentemente i C.E.L. rilasciati ai fini dell’incremento della qualificazione nei sistemi speciali istituiti dagli operatori economici operanti nei settori speciali, nel caso in cui ciascuna lavorazione sia stata eseguita, materialmente ed a regola d’arte, devono fare riferimento alle categorie di lavori indicate dal bando di gara o dalla lettera di invito per l’affidamento dell’appalto, nel caso in cui sussista ossia una chiara indicazione nel bando di gara o nel capitolato speciale, sia in termini di entità economica che di natura delle lavorazioni a farsi (quest’ultima espressa mediante indicazione di una o più categorie di qualificazione, tra quelle contemplate nell’Allegato ‘A’ al D.P.R.n.207/2010).
I C.E.L. possono essere rilasciati da soggetti privati?
I C.E.L. privati, distinguendosi da quelli di natura pubblicistica, sono trattati a pag. 162 del “Manuale sull’attività di qualificazione per l’esecuzione di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro” pubblicato sul sito internet dell’ANAC, dove, in tema di Dimostrazione requisiti ai fini della qualificazione, per quanto concerne l’adeguata idoneità tecnica, è specificato che: “Al riguardo, l’impresa esibisce i seguenti documenti: … - certificati di esecuzione lavori rilasciati da committenti privati e sottoscritti dal direttore lavori, corredati da: a) permesso a costruire ovvero dichiarazione di inizio attività, relativi all’opera realizzata, ove richiesti, con allegata copia autentica del progetto approvato; b) copia del contratto stipulato; c) copia delle fatture corrispondenti al quantitativo di lavori eseguiti; d) copia del certificato di regolare esecuzione rilasciato dal direttore dei lavori; e) atti di concessione/autorizzazione ovvero certificazioni di approvazione degli interventi eseguiti per i lavori eseguiti in categorie per le quali sono previsti dalle normative di settore (es OG12 e OS14)“.
Qual è la norma che regola il rilascio del C.E.L. in caso di contratti di concessione e/o project financing?
L’atto di riferimento è il Comunicato dell’8 giugno 2016 del Presidente dell’Autorità “Modalità di rilascio delle certificazioni di lavori svolti da concessionari di servizi pubblici” pubblicato sul sito internet dell’ANAC.
Ed in caso di presenza nel contratto di un contraente generale?
In questo caso le modalità per il rilascio dei C.E.L. sono desumibili nel Manuale sulla qualificazione degli operatori economici - par. “5_3_2) C.E.L. relativi ai contraenti generali” a pag. 345, nonché del Manuale Utente presenti sul sito internet dell’Autorità all’indirizzo www.anticorruzione.it, nelle sezioniHome Servizi Servizi online Certificati Esecuzione Lavori.
In caso di accordo quadro, quanti C.E.L. vanno rilasciati?
Nel Comunicato del Presidente del 9 marzo 2016 “Ulteriori precisazioni in merito al “Manuale sulla qualificazione per l’esecuzione di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro” è specificato che “all’impresa esecutrice di più contratti eseguiti in attuazione di un accordo quadro debba essere rilasciato un C.E.L. per ogni singolo contratto eseguito, all’interno del quale il RUP dovrà indicare l’importo e le date di inizio e fine lavori riferite alla singola prestazione eseguita”.
Si rappresenta altresì che lo stesso Manuale sull’attività di qualificazione per l’esecuzione di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro, disponibile sul sito web dell’ANAC, reca – al punto 5_3_1) “C.E.L. e Accordi quadro” – le seguenti indicazioni: “Nel caso di accordo quadro con uno o più operatori in relazione a determinate tipologie di appalti di lavori, ai fini di una semplificazione amministrativa, il certificato di esecuzione dei lavori può essere rilasciato in questi termini: a) inserimento dell’importo di punta tra quelli dell’accordo nella parte dell'allegato B relativa all’importo complessivo dell'appalto, indicando altresì la data di inizio del primo affidamento e di fine dell’ultimo; b) inserimento, nelle note del C.E.L. telematico, dell’indicazione che trattasi di accordo quadro, dell’importo dei successivi due lavori di punta, del numero totale dei contratti e del loro importo complessivo. Nel caso di subappalti realizzati nell’ambito di accordi quadro, i dati relativi al subappalto devono essere regolarmente inseriti nella relativa sezione del C.E.L., mentre nel campo “note” del medesimo allegato B occorre precisare se il subappalto si riferisce ad uno dei lavori di punta, al fine di consentire l’eventuale riduzione dell’importo conseguente al subappalto, nel procedimento di qualificazione”.
In sintesi va rilasciato un C.E.L. per ogni CIG derivato acquisito, il quale corrisponde ad ogni singola adesione nell’ambito dell’accordo quadro di cui trattasi (indipendentemente dal numero degli ordini di intervento effettuati).
Quali indicazioni devono seguire le SS.AA. prima dell’emissione del C.E.L.
Le SS.AA., prima dell’emissione dei CEL, onde evitare l’annullamento del CEL già emesso e la relativa riemissione del CEL stesso recante anche le imprese subappaltatrice, devono obbligatoriamente verificare che:
l’emissione dei CEL riguardi più imprese (esecutrici o eventualmente subappaltatrici);
sia esatto l’inserimento nel CEL del CF delle imprese (esecutrici e subappaltatrici);
Quali indicazioni devono eseguire gli OO.EE. ai fine della richiesta di emissione del C.E.L.
Gli OO.EE., che richiedono l’emissione dei CEL alle SS.AA., onde evitare inutile flusso di mail, devono essere più precisi nell’individuare:
il nominativo esatto RUP;
l’esatto indirizzo PEC dell’Amministrazione di riferimento;
il codice CIG relativo all’appalto di riferimento;
la richiesta, che deve formulata su carta intestata e non solo in formato testo (body message).
Chi occorre contattare per problemi tecnici ed operativi riguardanti l’inserimento dei dati in fase di rilascio di un C.E.L.?
Il Contact Center dell’Autorità, un servizio di assistenza sui servizi on-line, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 18.00 al numero 800-896936.
Come vanno dettagliati i quesiti indirizzati all’ANAC in merito alla pubblicazione dei CEL?
I quesiti sui CEL vanno dettagliati mediante la compilazione del Formulario per la presentazione di quesiti per emissione CEL sul sito web dell’ANAC all’indirizzo https://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Servizi/Modulistica/formulario.
Quali funzionalità rende disponibili l'attivazione del profilo "Consultazione CEL"?
l profilo di "Consultazione CEL" non permette la creazione di nuovi CEL, ma la sola visualizzazione dei certificati emessi da altri Responsabili della propria o di altre stazioni appaltanti. Tale profilo può essere richiesto da enti operanti nei settori speciali, dotati di un proprio sistema di qualificazione, o nei settori ordinari per gare di importo inferiore a 150.000 euro.
E' possibile creare un CEL senza indicare il CIG?
Sì, per la creazione di un CEL non è necessario indicare il codice CIG. Ma l'indicazione del CIG consente di ereditare tutte le informazioni relative all'appalto semplificando le operazioni di inserimento e minimizzando la possibilità di commettere errori
Al ricorrere di quali fattispecie il CEL deve essere emesso selezionando l'allegato B/1?
A partire dall’8 giugno 2011 i CEL devono essere emessi secondo il modello di cui all’allegato B1 del DPR 207/10 se contenenti la categoria OS35 prevista dall’allegato A al D.P.R. n. 207/2010 o una o più delle categorie OG 10, OG 11, OS 7, OS 8, OS 12, OS 18, OS 20, OS 21, OS 2 di cui all’allegato A del decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34. In tutti gli altri casi, i CEL devono essere emessi secondo il modello di cui all’allegato B del DPR 207/10.
Se nel quadro B compare una composizione errata del soggetto affidatario, è possibile rettificare le informazioni inserite?
Se nel quadro B compare una composizione errata del soggetto affidatario è necessario eliminare il CEL in preparazione ed emetterne uno nuovo senza eseguire la ricerca per CIG. Per modificare le informazioni è necessario attivare la funzione “Modifica Dati" che si attiva dopo la ricerca del soggetto per codice fiscale.
In caso di affidamento a RTI è corretto che il sistema non mostri la percentuale di partecipazione al raggruppamento della mandataria?
Si. Il sistema mostra esclusivamente la percentuale di partecipazione al raggruppamento delle mandanti.
E' possibile inserire una variante in diminuzione, considerando che il sistema non consente l'inserimento di importi negativi?
Dopo aver completato la sezione dedicata alle "Lavorazioni previste negli atti di sottomissione e negli atti aggiuntivi" del quadro A sarà possibile inserire l'importo al negativo dell'atto di sottomissione o aggiuntivo all'interno dell'apposita sezione del quadro C3.
Inserendo il Responsabile della condotta lavori il sistema restituisce errore.
Una volta inserito il codice fiscale del Responsabile occorre premere il tasto “Invio” sulla tastiera per accedere all’anagrafica e censire il soggetto.
Come si deve procedere quando il CEL riguarda categorie che prevedono il visto della Soprintendenza?
Il certificato deve essere emesso e stampato per il successivo invio alla Soprintendenza. Una volta rilasciato il visto da parte di quest'ultima,, il certificato potrà essere completato dal Responsabile del Procedimento, attraverso l'inserimento nell'apposito quadro delle informazioni relative al visto.
Devo emettere un CEL per la categoria OG13 per la quale non è necessario il visto, ma il sistema mi obbliga a metterlo, come devo fare?
Nel campo “Denominazione” della sezione “Visto Soprintendenza” è presenta la voce “cat. OG13 – Visto non necessario”.
L’Autorità ha predisposto il modello di certificazione attestante l’avvenuta esecuzione di servizi e forniture per l’inserimento nella Banca dati nazionale dei contratti pubblici ai sensi dell’art. 42, comma 3-bis del D.Lgs. 163 del 2006?
L’Autorità ha elaborato un modello di certificazione che, previo parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, entrerà in vigore solo a valle della realizzazione della procedura informatica che consentirà la compilazione automatica di tutte le informazioni già trasmesse all’Autorità, onde evitare di aggravare gli obblighi informativi in capo alle stazioni appaltanti.
In ogni caso, prima dell’entrata in vigore del nuovo modello, l’Autorità provvederà a definire con una specifica deliberazione l’ambito soggettivo di applicazione, le modalità e le tempistiche di rilascio e aggiornamento dei certificati, nonché la disciplina del regime transitorio.
Gli Istituti Italiani di Cultura all’estero utilizzano la procedura CELMAE per l’emissione dei Certificati Esecuzione Lavori?
No, gli Istituti Italiani di Cultura all’estero non utilizzano la procedura CELMAE per l’emissione dei Certificati Esecuzione Lavori. La procedura è riservata ai funzionari delle delegazioni estere italiane.
Variazione Direzione Tecnica
Effettuando la variazione della direzione tecnica, alla conferma dell’operazione, non ricevo il messaggio di avvenuta comunicazione entro le 72 ore, contenente il numero di protocollo assegnato alla stessa.
Per il momento la comunicazione può essere scaricata anche dallo stesso utente in formato pdf, utilizzando il menu Ricerca in ‘gestione comunicazioni’. Le comunicazioni perverranno successivamente, smaltendo il backlog (anche dopo le 72 ore previste, via via che verranno smaltite le pratiche in arretrato)
Un’impresa che durante la procedura per il conseguimento dell’attestazione SOA varia il direttore tecnico deve comunicare all’Autorità Nazionale Anticorruzione la variazione della direzione tecnica?
No, un’impresa in corso di qualificazione ex-novo non è tenuta a dare comunicazione della variazione della direzione tecnica in quanto non è ancora qualificata. L’impresa, tuttavia, nel momento in cui otterrà la qualificazione, dovrà effettuare la comunicazione della variazione della direzione tecnica tramite l’apposito servizio “Comunicazione variazione requisiti generali e direzione tecnica” presente nel portale dell’Autorità.