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Timestamp: 2020-05-26 23:52:20+00:00
Document Index: 152544845

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 617', 'sentenza ', 'art. 617', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 8977 del 06/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8977 del 06/04/2017
Cassazione civile, sez. VI, 06/04/2017, (ud. 08/03/2017, dep.06/04/2017), n. 8977
sul ricorso 24710-2015 proposto da:
unitamente e disgiuntamente dagli avvocati LELIO MARITANO, CARLA
D’ALOISIO, GIUSEPPE MATANO, ANTONINO SGROI, EMANUELE DE ROSE;
avverso la sentenza n. 808/2015 del “TRIBUNALE di FOGGIA, depositata
6. Che con l’unico motivo con il quale è dedotta nullità della sentenza per violazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, in relazione all’art. 617 c.p.c., comma 2, artt. 618 e 289 c.p.c.;
6.5. che, pertanto, la sentenza che ha invece accolto l’opposizione è affetta da nullità. Essendo, infatti, l’opposizione agli atti esecutivi un rimedio esperibile nel termine perentorio di venti giorni dalla pronuncia del provvedimento impugnato, il modus procedendi seguito nella specie, ove reputato regolare, finirebbe per disapplicare la nonna dell’art. 617 c.p.c., consentendo alla parte opponente di procrastinare sine die la propria impugnazione. Pertanto, si dovrebbe comunque giungere alla conclusione di inammissibilità dell’opposizione anche ove si dovesse ritenere che con le “istanze” di cui è detto in ricorso, direttamente rivolte al giudice designato per la trattazione del merito, la parte opponente avesse inteso proporre ex novo la propria opposizione: si tratterebbe, infatti, di un atto introduttivo avanzato dinanzi ad un giudice diverso da quello individuato dal codice di rito (che è il giudice dell’esecuzione) e, per di più, ben oltre il termine di venti giorni dalla conoscenza dell’atto esecutivo opposto;
La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, dichiara inammissibile l’opposizione agli atti esecutivi proposta dalla parte intimata. Nulla per le spese del giudizio di merito. Condanna la parte intimata alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità che liquida in 1.000,00 per compensi professionali, 200,00 per esborsi, oltre spese forfettarie nella misura del 15%, oltre accessori di legge.