Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-7021-del-11-03-2020
Timestamp: 2020-03-30 08:22:26+00:00
Document Index: 130254407

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Sentenza Cassazione Civile n. 7021 del 11/03/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7021 del 11/03/2020
Cassazione civile sez. III, 11/03/2020, (ud. 20/12/2019, dep. 11/03/2020), n.7021
sul ricorso 12545-2018 proposto da:
B.A., C.G.U., elettivamente
domiciliati in ROMA, VIA TOMMASO SALVINI 25, presso lo studio
dell’avvocato FRANCESCO CARLI BALLOLA, che li rappresenta e difende;
DELTA AIR LINES INC. in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE LIEGI 28, presso
lo studio dell’avvocato LAURA PIERALLINI, che la rappresenta e
difende unitamente agli avvocati MARCO MARCHEGIANI, LORENZO SPERATI;
avverso la sentenza n. 20074/2017 del TRIBUNALE di ROMA, depositata
il 24/10/2017;
rilevato che, con sentenza resa in data 24/10/2017, il Tribunale di Roma ha confermato la decisione con la quale il giudice di primo grado ha rigettato la domanda proposta da C.G.U. ed B.A. per la condanna della Delta Airlines Inc. al risarcimento dei danni subiti dagli attori a seguito del mancato rispetto, da parte della compagnia convenuta, degli orari indicati nel biglietto di trasporto acquistato dagli attori;
che, a fondamento della decisione assunta, il tribunale ha evidenziato la correttezza della decisione del primo giudice nella parte in cui aveva ascritto la causa dei danni lamentati dagli attori alla responsabilità degli stessi, non avendo questi ultimi neppure comprovato l’esistenza dei danni rivendicati;
che, avverso la sentenza d’appello, C.G.U. e B.A. propongono ricorso per cassazione sulla base di sei motivi d’impugnazione;
che la Delta Airlines Inc. resiste con controricorso;
considerato che, con il primo motivo, i ricorrenti censurano la sentenza impugnata per violazione dell’art. 20 della Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999 in materia di trasporto internazionale (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), per avere il tribunale erroneamente addebitato agli attori la responsabilità dei danni rivendicati in ragione dell’asserita errata scelta della combinazione dei voli dagli stessi organizzati, non avendo il tribunale rilevato come i titoli di viaggio acquistati dagli attori consistessero in biglietti multitratta, rappresentativi di itinerari pianificati sulla base di voli e relative connessioni organizzati dalla compagnia convenuta, da ritenere, pertanto, integralmente responsabile per i danni provocati a seguito dei ritardi occorsi;
che, con il secondo motivo, i ricorrenti censurano la sentenza impugnata per violazione degli artt. 1218,1681 e 2697 c.c. (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), per avere il giudice d’appello erroneamente ritenuto inapplicabile la disciplina di cui alle norme interne richiamate, conseguentemente invertendo gli oneri probatori incombenti sulle parti del rapporto contrattuale, tenuto conto che, ai sensi dell’art. 1681 c.c. (peraltro coerente con la disciplina di cui alla Convenzione di Montreal del 1999 e al Regolamento CE n. 261/2004), il vettore risponde per il ritardo e l’inadempimento nell’esecuzione del contratto se non prova di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il danno;
che, con il terzo motivo, i ricorrenti censurano la sentenza impugnata per violazione degli artt. 1223 e 2697 c.c. (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), per avere il giudice d’appello erroneamente ritenuto non dimostrato il danno sofferto dagli attori, a dispetto del complesso degli elementi di prova acquisiti al giudizio;
che, con il quarto motivo, i ricorrenti censurano la sentenza impugnata per violazione dell’art. 132 c.p.c. (in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4), per avere il tribunale dettato, a fondamento della decisione assunta, una motivazione meramente apparente, inidonea a rivelare il percorso logico-giuridico seguito ai fini della decisione resa;
che, con il quinto motivo, i ricorrenti censurano la sentenza impugnata per omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5), per avere il giudice d’appello omesso di considerare la natura e le caratteristiche del biglietto di volo acquistato dagli attori, avente natura di biglietto multitratta, la cui considerazione avrebbe con certezza consentito di pervenire all’esclusione del riconoscimento di qualsiasi negligenza in capo agli attori;
che, con il sesto motivo, i ricorrenti censurano la sentenza impugnata per violazione del D.M. n. 55 del 2014 (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), per avere il giudice d’appello provveduto e in modo erroneo alla liquidazione delle spese di lite, determinando somme estranee allo scaglione di riferimento ed applicando aumenti percentuali superiori a quelli consentiti;
che il quarto motivo è fondato e suscettibile di assorbire la rilevanza delle restanti censure;
che, ciò posto, nel caso di specie, è appena il caso di rilevare come la motivazione dettata dal tribunale a fondamento della decisione impugnata sia esposta in modo tale da impedire in modo assoluto di ricostruirne e comprenderne il percorso logico, essendosi il giudice a quo limitato, a fronte delle censure avanzate nei confronti della decisione di primo grado, a rilevare, laconicamente, come il giudice di pace avesse evidenziato “in modo preciso e puntuale che gli allora attori avevano determinato per negligenza a loro ascrivibile i pretesi danni dei quali invocavano la tutela risarcitoria”, senza provare “l’esistenza dei danni medesimi”;
che il tono apodittico di dette stringate affermazioni appare tale da non consentire (al fine di apprezzare la tenuta logica del discorso giustificativo), nè l’identificazione degli aspetti concreti della negligenza così sbrigativamente ascritta al comportamento dei viaggiatori, nè il riscontro di alcuna forma di apprezzamento critico del complesso degli elementi di prova dedotti in giudizio in relazione agli intuibili pregiudizi sofferti dagli attori in conseguenza dell’eventuale inadempimento della compagnia di trasporto aereo;
che, in forza di tale premesse, rilevata la fondatezza del quarto motivo d’impugnazione – assorbiti i restanti – dev’essere disposta la cassazione della sentenza impugnata, con il conseguente rinvio al Tribunale di Roma, in persona di altro giudice, cui è altresì rimesso di provvedere alla regolazione delle spese del presente giudizio di legittimità.
Accoglie il quarto motivo del ricorso; dichiara assorbiti i restanti; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto, e rinvia al Tribunale di Roma, in persona di altro giudice, cui è altresì rimesso di provvedere alla regolazione delle spese del presente giudizio di legittimità.