Source: http://vinealia.org/arcole/
Timestamp: 2018-05-22 02:37:37+00:00
Document Index: 168136375

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 7']

Arcole - Vin&alia
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 348, con il quale e’ stato emanato il regolamento recante la disciplina del procedimento di riconoscimento delle denominazioni di origine dei vini;
Vista la domanda presentata, per il tramite della regione Veneto, dal Consorzio per la tutela dei vini DOC «Arcole», intesa ad ottenere la modifica del disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Arcole»;
Visto il parere favorevole espresso dalla regione Veneto in merito alla richiesta di modifica del disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Arcole»;
Viste le risultanze della pubblica audizione concernente la modifica suddetta;
Visti il parere favorevole del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini sulla citata domanda e sulla proposta del relativo disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Arcole» pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie generale – n. 165 del 18 luglio 2006;
Vista la nota integrativa del Consorzio per la tutela dei vini proposta di disciplinare pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana sopra richiamata;
Considerato che, per mero errore materiale, nella proposta di disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Arcole» pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana di cui sopra, e’ stato riportato tra virgolette, oltre al nome della denominazione anche quello di alcune tipologie e che, pertanto e’ necessario procedere alla loro esatta indicazione;
Ritenuto pertanto necessario doversi procedere alla modifica del disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Arcole» ed all’approvazione del relativo disciplinare di produzione in conformita’ al parere espresso dal predetto Comitato;
1. Il disciplinare di produzione dei vini a denominazione di
origine controllata «Arcole», approvato con decreto ministeriale 4
settembre 2000, e’ sostituito per intero dal testo annesso al
presente decreto le cui disposizioni entrano in vigore a decorrere
dalla vendemmia 2007.
1. I soggetti che intendono porre in commercio, a partire dalla
vendemmia 2007, i vini a denominazione di origine controllata
«Arcole» provenienti da vigneti non ancora iscritti al relativo albo
ma aventi base ampelografica conforme all’annesso disciplinare di
produzione, sono tenuti ad effettuare, ai sensi e per gli effetti
dell’art. 15 della legge 10 febbraio 1992, n. 164, la denuncia dei
rispettivi terreni vitati presso i competenti organi territoriali, ai
fini dell’iscrizione dei medesimi all’apposito albo dei vigneti
«Arcole».
1. Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce
per il consumo vini con la denominazione di origine controllata
«Arcole» e’ tenuto a norma di legge, all’osservanza delle condizioni
e dei requisiti stabiliti nell’annesso disciplinare di produzione.
2. Per tutto quanto non previsto dal presente decreto valgono le
norme comunitarie e nazionali in materia di produzione, designazione,
presentazione e commercializzazione dei vini a denominazione di
A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA «ARCOLE»
La denominazione di origine controllata «Arcole», e’ riservata ai vini che corrispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie:
«Arcole» bianco (anche nelle versioni passito, frizzante e spumante);
«Arcole» rosso (anche nelle versioni frizzante e novello);
«Arcole» rosato (anche nelle versioni frizzante e novello);
«Arcole» garganega (anche nella versione vendemmia tardiva);
«Arcole» seguito da uno dei nomi di vitigno: Pinot bianco, Pinot grigio, Chardonnay (quest’ultimo anche in versione frizzante), Sauvignon, Merlot, Carmenere, Cabernet Sauvignon e Cabernet (da Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon e/o Carmenere);
«Arcole» nero.
La menzione «riserva» e’ riservata alle tipologie «Arcole» rosso, Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet e Carmenere.
I vini a denominazione di origine controllata «Arcole» con uno dei seguenti riferimenti Garganega, Pinot bianco, Pinot grigio, Chardonnay (anche in versione frizzante), Sauvignon, Merlot, Cabernet Sauvignon, Carmenere e Cabernet (da Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon e/o Carmenere) devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti coltivati, in ambito aziendale, con i corrispondenti vitigni per almeno l’85%. Possono concorrere, fino a un massimo del 15%, le uve di altri vitigni di colore analogo, non aromatiche, rispettivamente idonei alla coltivazione per le province di Vicenza e Verona.
I vigneti della varieta’ Cabernet Franc devono essere iscritti in un albo distinto.
Il vino a denominazione di origine controllata «Arcole» bianco (anche nelle versioni passito, frizzante e spumante) e’ ottenuto dalle uve, dai mosti e dai vini, delle seguenti varieta’, provenienti dai vigneti di un unico ambito aziendale, iscritti agli albi di cui al comma 1, nella seguente composizione: Garganega per almeno il 50%, altre varieta’ a bacca bianca, non aromatiche, congiuntamente o disgiuntamente, elencate al precedente comma 1, fino a un massimo del 50%.
Il vino a denominazione di origine controllata «Arcole» rosso (anche nelle versioni frizzante, novello), «Arcole» rosato (anche nelle versioni frizzante e novello) e «Arcole» nero, e’ ottenuto dalle uve, dai mosti e dai vini, delle seguenti varieta’, provenienti dai vigneti di un unico ambito aziendale, iscritti agli albi di cui al comma 1, nella seguente composizione: Merlot per almeno il 50%, altre varieta’ a bacca nera, non aromatiche, congiuntamente o disgiuntamente, elencate al precedente comma 1, fino a un massimo del 50%.
provincia di Verona: l’intero territorio amministrativo dei comuni di: Arcole, Cologna Veneta, Albaredo d’Adige, Zimella, Veronella, Zevio, Belfiore d’Adige, e, parzialmente, il territorio amministrativo dei comuni di Caldiero, San Bonifacio, Soave, Colognola ai Colli, Monteforte, Lavagno, Pressana, Vago e San Martino Buon Albergo;
provincia di Vicenza: gli interi territori amministrativi dei comuni di Lonigo, Sarego, Alonte, Orgiano, Sossano e Rovereto di Gua’.
L’area e’ cosi’ delimitata: a partire dal km 322 della strada statale il limite segue verso ovest la suddetta strada in direzione di Caldiero intersecando il territorio comunale di Soave e Colognola ai Colli, per piegare a sud seguendo l’unghia di collina dei monti Rocca e Gazzo sopra la quota 40 e ritornando verso nord sulla strada statale 11. Da qui il limite prosegue verso ovest lungo la strada statale 11 fino ad incrociare in territorio di Lavagno l’autostrada Serenissima che segue in comune di San Martino Buon Albergo, fino alla localita’ Mulino Vecchio, da qui continua verso sud lungo il confine comunale di San Martino Buon Albergo fino in prossimita’ della localita’ Pontoncello dove segue il confine del comune di Zevio per tutto il suo sviluppo a sud del paese e raggiungendo a Porto della Bova il confine comunale di Belfiore; lo segue lungo l’Adige verso Albaredo fino alla localita’ Moggia.
Da qui si dirige verso est lungo il confine comunale di Albaredo fino a raggiungere il confine comunale di Veronella in localita’ Boschirolle e da qui proseguendo lungo il Dugale Anson per dirigersi verso nord alla localita’ Gallinara, quindi di nuovo ad est lungo il Dugale Gatto per raggiungere verso nord il confine comunale di Cologna Veneta. La delimitazione segue quindi il confine comunale di Cologna Veneta passando per la localita’ Pra fino a congiungersi col confine comunale di Pressana sul fiume Fratta che segue la direzione sud-est oltrepassando la strada ferrata in disarmo e la localita’ Ponte Rosso.
Prosegue lungo tale linea fino ad incontrare il confine comunale fra Pressana e Minerbe; percorre quindi tale delimitazione fino a collegarsi con il confine provinciale padovano in localita’ Rovenega.
Si dirige quindi lungo questo confine provinciale delimitando prima la via Rovenega, poi la via Argine Padovano, quindi via Argine Padovano, entrando nel comune di Rovereto di Gua’, oltrepassa la localita’ Caprano fino ad incontrare il fiume Gua’.
Il limite prosegue quindi lungo il fiume Gua’ in direzione nord-ovest fino ad intersecare il confine comunale fra Rovereto di Gua’ e Cologna Veneta in localita’ Boara. Da qui viene seguito il confine del comune di Cologna verso est fino alla localita’ Salboro, dirigendosi quindi verso nord-ovest, lungo il confine provinciale con Vicenza sino presso S. Sebastiano e passando dalla localita’ Orlandi e proseguendo a nord fino allo scolo Ronego ed al confine del comune di Orgiano. Da qui lungo lo scolo Alonte il limite si dirige verso est passando per Case Como per raggiungere il confine comunale di Sossano passando per la localita’ Pozza fino al Ponte Sbuso.
Da qui si dirige a nord passando per la localita’ Termine, quindi Ponte Mario fino a raggiungere lo scolo Fiumicello e da qui dirigendosi per breve tratto verso nord e quindi verso est, sempre lungo il confine comunale di Sossano, passando per la localita’ Campagnola e quindi alla localita’ Pozza. Da qui il confine ridiscende verso sud passando dalla localita’ Fontanella, quindi Pontelo fino al confine comunale di Orgiano che segue verso nord lungo lo scolo Liona, per piegare a est passando dalla localita’ Dossola fino al confine comunale di Alonte che segue per breve tratto verso nord fino al confine comunale di Lonigo per Ca Bandia fino alla localita’ Ciron per poi dirigersi verso sud-est e Presso il monte
Crearo si congiunge col confine comunale di Sarego che segue verso nord passando per la localita’ Giacomelli raggiungendo infine il
fiume Bredola che costeggia verso sud-est per poi continuare verso
nord passando per la localita’ Canova e Navesella.
Da qui il confine comunale di Sarego prosegue verso est passando per la localita’ Frigon basso e la localita’ Muraro dove si ricongiunge al confine comunale di Lonigo. Questo viene seguito verso nord fino alla ferrovia Milano-Venezia che costeggia fino alla localita’ Dovaro per poi proseguire a nord e piegare verso est inprossimita’ della strada statale 11, passando raggiungendo il confine comunale di San Bonifacio in localita’ Fossacan. Da qui la delimitazione continua verso nord lungo il confine provinciale tra Verona e Vicenza fino alla strada statale 11 a Torri di Confine e continuare verso nord fino all’autostrada Serenissima. Questa viene seguita verso ovest intersecando il torrente Aldega’ ed entrando in comune di Monteforte per proseguire sempre lungo l’autostrada fino alla strada per San Lorenzo che segue verso sud fino a raggiungere la strada statale 11 vicino al ponte sul torrente Alpone in prossimita’ dello zuccherificio di San Bonifacio. La strada statale 11 viene seguita infine verso ovest fino al punto di partenza al Km. 322.
Le condizioni ambientali di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Arcole» devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche.
I terreni devono presentare composizione argillosa o argilloso-sabbiosa o sabbiosa.
Le viti devono essere allevate esclusivamente a spalliera semplice o doppia, ad esclusione della varieta’ Garganega per la quale e’ consentito l’uso della pergola semplice o doppia, o della pergoletta veronese aperta.
Per i vigneti piantati prima dell’approvazione del presente disciplinare e non allevati a spalliera, e’ consentita l’iscrizione agli albi dei vigneti per un periodo massimo di 15 anni. Trascorso tale periodo, i vigneti di cui al paragrafo precedente saranno automaticamente cancellati dai rispettivi albi. E’ fatto obbligo nella conduzione delle pergole la tradizionale potatura, a secco ed in verde, che assicuri l’apertura della vegetazione nell’interfila.
E’ fatto obbligo per tutti vigneti piantati dopo l’approvazione del presente disciplinare, qualsiasi sia la varieta’ coltivata, prevedere un numero di ceppi per ettaro non inferiore a 3.500, ad esclusione della varieta’ Garganega per la quale il numero di ceppi per ettaro non puo’ essere inferiore a 3.000.
I sesti d’impianto, le forme d’allevamento ed i sistemi di potatura, devono essere comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
E’ vietata ogni pratica di forzatura; e’ tuttavia consentita l’irrigazione di soccorso.
La produzione massima di uva per ettaro in coltura specializzata delle varieta’ di viti destinate alla produzione dei vini di cui all’art. 2 e i rispettivi titoli alcolometrici volumici naturali minimi sono i seguenti:
Garganega: produzione max uva per ettaro: 16 tonnellate; titolo alc. vol. nat. minimo: 10.50% vol.;
Pinot Bianco: produzione max uva per ettaro: 13 tonnellate; titolo alc. vol. nat. minimo: 10.00% vol.;
Pinot Grigio: produzione max uva per ettaro: 13 tonnellate; titolo alc. vol. nat. minimo: 10.00% vol.;
Chardonnay: produzione max uva per ettaro: 14 tonnellate; titolo alc. vol. nat. minimo: 10.00% vol.;
Sauvignon: produzione max uva per ettaro: 14 tonnellate; titolo alc. vol. nat. minimo: 10.00% vol.;
Merlot: produzione maz uva per ettaro: 15 tonnellate; titolo alc. vol. nat. minimo: 10.00% vol.;
Cabernet (*): produzione max uva per ettaro: 14 tonnellate; titolo alc. vol. nat. minimo: 10.00% vol.
(*) Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Carmenere.
Per la produzione massima ad ettaro e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve destinate alla produzione dei vini delle tipologie «Bianco» (anche nelle versioni passito, frizzante e spumante) e «Rosso» (anche nelle versioni frizzante e novello) e «Rosato» (anche nelle versioni frizzante e novello), si fa riferimento ai limiti stabiliti per ciascuna delle varieta’ che le compongono.
Le uve destinate alla produzione delle tipologie Rosso, Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet designate con il termine «riserva» devono avere un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 11,00% e una produzione di uva di 12 ton per ettaro.
Le uve destinate alla produzione della tipologia «Arcole» Nero devono avere un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 11,00% e una produzione di uva di 12 ton per ettaro.
Le uve della varieta’ Garganega, qualora siano destinate alla produzione di vini designati con il termine «vendemmia tardiva» devono avere una resa non superiore a 12 ton per ettaro.
Le uve dei vini destinati alla produzione dei vini spumanti potranno avere un titolo alcolometrico volumico naturale minimo inferiore dello 0,5% rispetto a quello sopra specificato, purche’ la destinazione delle uve atte ad essere elaborate, venga espressamente indicata nella denuncia annuale delle uve.
In annate con andamenti climatici particolarmente sfavorevoli e’ ammessa, con provvedimento della regione Veneto, adottato secondo le procedure di cui all’art. 10 della legge n. 164/1992 ed al successivo paragrafo 12, la riduzione del titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve destinate alla produzione dei vini di cui alla presente denominazione.
Nelle annate favorevoli, i quantitativi di uva ottenuti da destinare alla produzione del vino a denominazione di origine controllata «Arcole», devono essere riportati nei limiti di cui sopra purche’ la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermo restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
La regione Veneto con proprio decreto, ai sensi dell’art. 10 della legge n. 164/1992, su proposta del consorzio di tutela, di anno in anno, prima della vendemmia puo’ stabilire i limiti massimi di resa di uva ad ettaro, classificabile per la produzione dei vini destinati a produrre la denominazione di origine controllata «Arcole», inferiori a quelli fissati nel presente disciplinare di produzione, dandone comunicazione immediata al Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali .
I rimanenti quantitativi fino al raggiungimento del limite massimo previsto dal presente art., saranno presi in carico per la produzione di vino da tavola a indicazione geografica tipica se ne hanno le caratteristiche.
Le operazioni di appassimento, di vinificazione delle uve e di invecchiamento obbligatorio dei vini destinati alla produzione della denominazione di origine controllata. «Arcole» devono essere effettuate nell’ambito delle province di Verona e Vicenza.
E’ consentito l’arricchimento, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria, ad esclusione dei passiti.
La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 70% per tutti i vini. Qualora la resa uva/vino superi i limiti di cui sopra, ma non il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione d’origine controllata. Oltre detto limite decade il diritto alla denominazione d’origine controllata per tutta la partita.
I mosti ed i vini idonei alla produzione del vino a denominazione di origine controllata «Arcole» Bianco nel rispetto di quanto disposto dal presente disciplinare, possono essere utilizzati per produrre vini spumanti ottenuti secondo le metodologie di elaborazione previste dalle normative nazionali e comunitarie.
I mosti ed i vini idonei alla produzione del vino «Arcole» nelle tipologie Arcole Bianco, Arcole Rosato e Arcole Chardonnay, nel rispetto di quanto disposto dal presente disciplinare, possono essere utilizzati per produrre vini frizzanti ottenuti secondo le metodologie di elaborazione previste dalle normative nazionali e comunitarie.
La vinificazione delle uve destinate alla produzione dell’«Arcole» Bianco Passito o «Arcole» Passito puo’ avvenire solo dopo che le stesse siano state sottoposte ad appassimento naturale, per un periodo non inferiore ai due mesi, avvalendosi anche di sistemi e/o tecnologie che comunque non aumentino la temperatura dell’appassimento rispetto al processo naturale.
La resa massima dell’uva in vino per ottenere l’«Arcole» Passito non deve essere superiore al 40%.
La vinificazione delle uve destinate alla produzione del «Arcole» Nero puo’ avvenire solo dopo un appassimento naturale di almeno trenta giorni avvalendosi anche di sistemi e/o tecnologie che comunque non alterino le temperature rispetto al processo naturale.
La resa massima dell’uva in vino per ottenere l’«Arcole» Nero non deve essere superiore al 45%.
I vini delle tipologie «Arcole» Nero, «Arcole» Passito e «Arcole» Vendemmia Tardiva non possono essere immessi al consumo prima del 1° novembre dell’anno successivo alla vendemmia. L’affinamento deve essere di almeno tre mesi in botti di legno.
La elaborazione dei vini spumanti e frizzanti deve avvenire solo all’interno del territorio della regione Veneto.
La specificazione vendemmia tardiva e’ riservata esclusivamente al vino «Arcole» Garganega prodotto con le uve raccolte dopo l’estate di S. Martino (11 novembre).
I vini a denominazione origine controllata «Arcole» con indicazione di vitigno, ottenuti da uve raccolte nella parte di territorio di cui all’art. 3, ubicato in provincia di Vicenza, possono a norma dell’art. 7, quinto comma della legge n. 164/1992, essere riclassificati nelle analoghe tipologie della denominazione di origine controllata «Vicenza», se compatibili con il disciplinare di produzione della predetta denominazione di origine.
sapore: asciutto, talvolta morbido, vellutato, armonico;
acidita’ totale minima:5 gl;
estratto non riduttore minimo: 16 gl;
sapore: asciutto, talvolta morbido e fine;
acidita’ totale minima: 5 gl;
colore: giallo paglierino tendente, a volte al verdognolo, brillante;
sapore: di medio corpo, armonico, leggermente amarognolo;
acidita’ totale minima: 5,5 gl;
sapore: asciutto, leggermente amarognolo;
acidita’ totale minima: 4,5 gl;
estratto non riduttore minimo: 18 gl e 22 gl nella versione riserva;
odore: caratteristico, con profumo piu’ intenso se invecchiato;
estratto non riduttore minimo: 20 gl e 22 gl nella versione riserva;
odore: gradevole, con profumo piu’ intenso se invecchiato;
estratto non riduttore minimo: 20 gl . e 22 gl nella versione riserva;
«Arcole» Carmenere:
odore: gradevole e caratteristico, con profumo piu’ intenso se invecchiato;
estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l e 22,0 g/l nella versione riserva;
colore: giallo paglierino piu’ o meno intenso
sapore: sapido, caratteristico, delicato, nei tipi extra brut, brut, extra dry, dry, abboccato e dolce;
estratto non riduttore minimo: 16,0 gl;
sapore: asciutto di medio corpo e armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol e 12,00% vol nella versione riserva;
estratto non riduttore minimo: 18,0 gl e 22,0 g/l nella versione riserva;
sapore: di medio corpo, armonico, secco o abboccato;
acidita’ totale minima:5,0 g/l
acidita’ totale minima: 4,5, gl;
sapore: di medio corpo, armonico, leggermente amarognolo,
secco, abboccato o dolce;
acidita’ totale minima: 5,0 gl;
estratto non riduttore minimo: 15,0 gl;
sapore: di medio corpo, armonico;
sapore: di medio corpo, armonico, secco, abboccato o dolce;
sapore: amabile, dolce, vellutato, armonico di corpo con eventuale percezione di legno;
colore: giallo paglierino intenso con possibili riflessi
verdognoli e dorati;
sapore: rotondo, pieno, intenso a volte con una vena amarognola nel finale, nei prodotti maturati in legno puo’ presentare anche note di vaniglia;
colore: rosso intenso con l’invecchiamento tendente al granato;
sapore: pieno, vellutato, caldo, di buona struttura e persistenza;
E’ facolta’ del Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini modificare con proprio decreto i limiti dell’acidita’ e dell’estratto non riduttore minimo.
Nella presentazione e designazione dei vini a denominazione di origine controllata «Arcole» nelle varie tipologie, e’ vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quella prevista dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi «extra», «fine», «scelto» «selezionato» e similari. E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore.
I vini a denominazione di origine controllata «Arcole» Rosso,
Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet ottenuti da uve con una produzione per ettaro di 12 tonnellate aventi un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 11%, qualora vengano sottoposti ad un periodo di invecchiamento di almeno due anni, di cui almeno tre mesi in botti di legno, possono portare in etichetta la qualificazione aggiuntiva di «Riserva», purche’ le relative partite siano specificate nella dichiarazione del raccolto come «destinate a riserva».
Nella presentazione e designazione della tipologia «Arcole» Bianco Passito, «Arcole» Bianco Spumante, «Arcole» Bianco Frizzante, «Arcole» Garganega Vendemmia Tardiva, «Arcole» Rosso, e «Arcole» Rosso Novello puo’ essere omesso il riferimento al colore e al vitigno.
Le menzioni facoltative esclusi i marchi e i nomi aziendali possono essere riportate nell’etichettatura soltanto in caratteri tipografici non piu’ grandi o evidenti di quelli utilizzati per la denominazione di origine del vino, salve le norme generali piu’ restrittive.
Nella designazione della tipologia riserva deve figurare obbligatoriamente l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.
Nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata «Arcole» con vitigno puo’ essere utilizzata la menzione «vigna» a condizione che sia seguito dal corrispondente toponimo, che la relativa superficie sia distintamente specificata nell’albo dei vigneti, che la vinificazione, elaborazione e conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, seguita dal toponimo venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri, sia nei documenti di accompagnamento.
Per i vini a denominazione di origine controllata «Arcole» immessi al consumo in contenitori fino a 5 litri, e’ obbligatorio l’utilizzo delle tradizionali bottiglie di vetro chiuse con tappo di sughero raso bocca.
Tuttavia per le bottiglie da 0,375 fino a 1,5 litri e’ consentito anche l’uso del tappo a vite.