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Timestamp: 2017-09-23 05:38:30+00:00
Document Index: 142343878

Matched Legal Cases: ['art. 101', 'art. 101', 'art. 101', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 215']

MOTORI E PASSIONE | stradesicure.it
Category Archives: Motori E Passione
31 gennaio 2015 19:52 ⋅ green
Legge di stabilità 2015: il proprietario sarà soggetto al “bollo” perdendo qualsiasi agevolazione?
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Veicoli da collezione e targhe d’ epoca
19 ottobre 2014 18:27 ⋅ green
E’ usuale per i frequentatori di mostre scambio imbattersi in artigiani che propongono riproduzioni di targhe d’ epoca su richiesta degli interessati che possono così portarsi a casa la targa magari rovinata o andata perduta del proprio veicolo d’ epoca. La rilevanza del fenomeno emersa negli ultimi tempi, ci suggerisce un approfondimento tematico sotto il profilo esclusivamente tecnico-giuridico, tralasciando gli aspetti “passionali” della questione, dipendenti dal gusto e dalla sensibilità individuali.
Esempio di targa originale riferita a veicolo d’ interesse storico e collezionistico. Ipotesi di restauro conservativo al fine del mantenimento delle condizioni necessarie per il superamento della revisione periodica biennale prevista anche per i veicoli d’ interesse storico e collezionistico.
Lo studio giuridico della questione procede dall’ analisi dell’ art. 101 del Codice della Strada che sanziona il soggetto che produce ovvero distribuisce targhe di veicoli a motori, essendo tale attività riservata allo Stato. Nel contempo, per individuare l’ esatto ambito di applicazione dell’ art. 101 del C.d.S., occorre collocare tale norma nel contesto dell’ apparato normativo del Codice della Strada, con riferimento particolare al titolo III. Al riguardo non si può fare a meno di rilevare che le targhe di cui all’ art. 101, in primis in forza di una semplice interpretazione letterale, sono esclusivamente quelle riferite ai veicoli a motore, mentre i veicoli a motore oggetto di disciplina da parte del C.d.S. sono, esclusivamente, quelli ricavabili nella nozione dal combinato disposto degli artt. 46 e 47 del C.d.S., ossia “le macchine a motore che circolano su strada guidate dall’ uomo”. Pertanto la produzione e la distribuzione delle targhe, per costituire illecito amministrativo, deve, quantomeno, porsi come teleologicamente orientata alla circolazione dei veicoli sui quali tali targhe verranno apposte. Invece la produzione di targhe “artigianali” che troviamo proposte alle mostre-scambio è destinata esclusivamente ad ornare veicoli con caratteristiche atipiche (art. 60 C.d.S.) e, quindi, d’ epoca (non destinati alla circolazione) ovvero di interesse storico e collezionistico e, pertanto, destinati solo eventualmente alla circolazione.
Quindi targhe “d’ epoca” si, ma senza il marchio “R.I.”. La targa riportata in foto è invece originale e non riprodotta: ecco perché notiamo il marchio “R.I.”.
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“Auto d’ epoca”: chiariamo il concetto.
11 ottobre 2014 0:59 ⋅ green
I veicoli che vengono definiti nel linguaggio comune come d’ epoca o “storici”, appartengono invece alla categoria dei “veicoli d’ interesse storico e collezionistico”. La differenza non è di scarso rilievo perché i veicoli d’ epoca rappresentano una minima parte del patrimonio storico veicolare e sono soggetti al regime speciale previsto dall’ art. 60 C.d.S., 2° e 3° comma. Si tratta di veicoli cancellati dal P.R.A., destinati alla conservazione in musei o in locali pubblici o privati per la salvaguardia delle caratteristiche originarie e non adeguati nei requisiti alle attuali disposizioni di legge per l’ ammissione alla circolazione.
La circolazione delle auto e moto “d’ epoca” è consentita solo eccezionalmente in occasione di manifestazioni particolari e a condizione che siano provviste di un’ apposita autorizzazione rilasciata dagli uffici della Motorizzazione territorialmente competente e valida esclusivamente per quella specifica manifestazione. La definizione di “veicolo storico” è invece atecnica e non trova riscontro nella legislazione stradale, mentre i veicoli “di interesse storico e collezionistico” sono invece quelli regolarmente iscritti al P.R.A. e in uno dei seguenti registri storici : A.S.I. (Automotoclub Storico Italiano); Storico Lancia; italiano FIAT; Italiano Alfa Romeo; Storico F.M.I. e da questo dotati della certificazione attestante la data o almeno l’ anno di costruzione nonché le caratteristiche tecniche. Si tratta di veicoli di almeno venti anni (art. 215 Reg. es. C.d.S.) che possono circolare sulle strade senza vincoli particolari a condizione che conservino le caratteristiche originarie di fabbricazione, salvo le eventuali modifiche imposte per la circolazione in ordine ai sistemi di frenatura, ai dispositivi di segnalazione acustica, ai tubi di scarico, ai dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, ai pneumatici, ai vetri e agli specchi retrovisori. I veicoli appartenenti a questa categoria per circolare devono comunque essere regolarmente assicurati e in regola con la revisione periodica ancorata però ai parametri “di favore” riferiti al periodo di fabbricazione. I veicoli ultraventennali non iscritti nei registri storici sono soggetti invece alla revisione periodica in base ai parametri previsti per i veicoli moderni con esito talvolta negativo. Il documento che l’ A.S.I. rilascia contestualmente all’ iscrizione nel registro storico è denominato, dall’ entrata in vigore del D.M. 17.12.2009, certificato di rilevanza storica e collezionistica. Per ottenere questo certificato, il proprietario del veicolo deve comunque iscriversi ad un club locale federato A.S.I.. Il certificato, oltre ad attribuire la qualifica di veicolo di interesse storico e collezionistico, permette la revisione periodica del veicolo alle indicate condizioni più favorevoli, l’ esenzione dalla tassa di proprietà, comunque “automatica” per i veicoli ultratrentennali, la reimmatricolazione del veicolo se precedentemente radiato dal P.R.A. e la copertura assicurativa per la responsabilità civile a condizioni più favorevoli rispetto alle comuni polizze R.C.A.. Tale ultima opportunità è vincolata però alla discrezionalità delle singole compagnie assicurative, trattandosi di polizze particolari. Le agenzie sono infatti obbligate a coprire i veicoli per la responsabilità civile ma solo alle condizioni ordinarie. Diverso dal certificato di rilevanza storica e collezionistica è il certificato d’ identità, sempre rilasciato dall’ A.S.I., che attesta l’ originalità del veicolo conferendogli un quid pluris anche in termini di valore commerciale. Quest’ ultima attestazione può essere inoltre richiesta per la partecipazione a gare di regolarità e manifestazioni organizzate dall’ A.S.I.ed è riconosciuta anche all’ estero.