Source: http://urp.ufficigiudiziarigenova.it/comefare.aspx?cfp_id_scheda=2512
Timestamp: 2020-06-02 04:10:37+00:00
Document Index: 164086968

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 35', 'art.737', 'art.2', 'art.35']

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sovraffollamento carcerario - ricorso per risarcimento
Presso il Palazzo di Giustizia - Tribunale di Genova - Ruolo generale – 11° piano - stanza 32
Orario: lunedì – venerdì: ore 9,00 – 13,00 – sabato 9,00 -12,00
Trattazione: Prima sezione civile
Il ricorso deve essere presentato al Tribunale del capoluogo del Distretto di residenza
E’ una procedura che serve a risarcire i danni subiti da persone che hanno subito periodi di detenzione in condizioni contrarie al senso di umanità ed in contrasto con quanto stabilito dall’ art. 3 della Convenzione di Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo.
art. 3 Convenzione di Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo.
art. 35 ter comma 3 Ordinamento Penitenziario (Legge 26 luglio 1975, n. 354) come modificato dalla Legge 11 agosto 2014, n. 117 "Conversione in legge, con modificazioni, del D.L 92/2014 - Rimedi risarcitori in favore dei detenuti e degli internati in situazione di sovraffollamento carcerario”
La persona che ha subito un periodo di detenzione superiore a 15 giorni in condizioni di sovraffollamento e che:
• ha subito il pregiudizio, in stato di custodia cautelare in carcere non computabile nella determinazione della pena da espiare
• ha terminato di espiare la pena detentiva
Con ricorso che instaura un procedimento camerale ex art.737 cod. proc. civ e quindi nello stesso, devono essere dedotti, a pena di ammissibilità, tutti gli elementi di fatto posti a fondamento della pretesa, in quanto gli elementi per l'accoglimento della domanda nel merito sono requisiti di ammissibilità.
Se possibile allegare il certificato di detenzione.
Il ricorso può essere presentato personalmente o tramite difensore.
In presenza delle condizioni di reddito, è possibile richiedere l’ammissione al patrocinio a spese della Stato.
- contributo unificato in base al valore Vedi Tabella
- 1 marca da € 27,00 per diritti forfetizzati di notifica
L'azione deve essere proposta, a pena di decadenza, entro sei mesi dalla cessazione dello stato di detenzione o della custodia cautelare in carcere.
Le disposizioni transitorie (art.2 Decreto legge 92/2014) prevedono che coloro che, alla data di entrata in vigore del decreto-legge - 28/06/2014 - hanno cessato di espiare la pena detentiva o non si trovano piu' in stato di custodia cautelare in carcere, possono proporre l'azione di cui all'articolo 35-ter, comma 3 Legge 26/07/1975, n. 354, entro il termine di decadenza di sei mesi decorrenti dalla stessa data (28/12/2014).
Chi ha già presentato ricorso davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo e non ha ancora ricevuto una decisione sulla ricevibilità del ricorso, ha la possibilità, entro sei mesi dall'entrata in vigore del DL n.92/2014 - ossia entro il 28/12/2014 - di avanzare la richiesta ex art.35 ter L. 354/1975.
Se sussistono i presupposti di illegittimità delle condizioni detentive, il giudice emette l’ordinanza con la quale riconosce la lesione del diritto e condanna il Ministero della Giustizia al risarcimento del danno.
L’ordinanza deve essere comunicata/notificata al Ministero - DAP - Direzione generale Detenuti e Trattamento oppure Ufficio reclami giurisdizionali
PEC contenzioso: contenzioso.detenuti.dap@giustiziacert.it