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Timestamp: 2017-09-22 02:47:38+00:00
Document Index: 137439033

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'art. 90', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 13', 'sentenza ']

2P.22/2001 17.04.2001
2P.22/2001
Visto il ricorso di diritto pubblico del 19 gennaio 2001 presentato dal Comune di Castel San Pietro, rappresentato dal Municipio, patrocinato dall'avv. Silvio Pestelacci e dal lic. iur. Stefano Camponovo, Chiasso, contro la sentenza emessa il 4 dicembre 2000 dal Tribunale di espropriazione della Giurisdizione sottocenerina, nella causa che oppone il ricorrente a A.________, Sala Capriasca, e B.________, Rivera, entrambi patrocinati dall'avv.
dott. Alberto Agustoni, Bellinzona, in materia di contributi di miglioria per la costruzione di una strada di quartiere;
A.- Il 14 ottobre 1996 il Consiglio comunale di Castel San Pietro ha stanziato il credito per i lavori di sistemazione della strada di quartiere in zona "X.________" e ha fissato l'aliquota dei contributi di miglioria al 60% del costo complessivo dei lavori. Il Municipio ha dato avvio alla procedura d'imposizione pubblicando, dal 9 agosto al 10 settembre 1999, il prospetto dei contributi ed avvisando personalmente i contribuenti interessati. Tra questi ultimi figurano anche A.________ e B.________, comproprietari della particella n. XXX di Castel San Pietro. Questo fondo non confina con la strada menzionata: l'accesso avviene usufruendo di un diritto di passo veicolare gravante la particella n. YYY. Il contributo per il fondo n. XXX è stato stabilito in fr. 23'820. 90.
Il 29 ottobre 1999 il Municipio di Castel San Pietro ha parzialmente accolto un reclamo presentato dai due proprietari contro tale imposizione e ha ridotto il contributo a fr. 17'855. 50, limitando il prelievo alla sola superficie edificabile del fondo.
B.- Adito il 29 novembre 1999 da A.________ e B.________, il Tribunale di espropriazione della Giurisdizione sottocenerina (ora: Tribunale di espropriazione del Cantone Ticino) ne ha parzialmente accolto il ricorso con decisione del 4 dicembre 2000 e ha ulteriormente diminuito l'onere contributivo a fr. 8'823. 50, considerata l'ubicazione del mappale n. XXX.
Chiamati ad esprimersi, A.________ e B.________ propongono di respingere il ricorso, mentre il Tribunale di espropriazione rinuncia a formulare osservazioni.
Considerata la posizione della particella n. XXX, la Corte ha quindi ritenuto giustificato, in primo luogo, correggere il fattore distanza, portandolo da 1.0 a 0.8 (come per il confinante mappale n. ZZZ) e, in secondo luogo, ridurre il contributo del 40%.
b) A parere del ricorrente, il Tribunale d'espropriazione avrebbe violato, incorrendo così nell'arbitrio e in una lesione dell'autonomia comunale, gli art. 7 e 8 LCM, poiché la riduzione lineare del 40% del contributo equivarrebbe all'adozione di un parametro (soggettivo) non previsto dalla LCM ed estraneo al sistema di computo adottato dal Comune, mentre il proprio calcolo sarebbe fondato su un'analisi accurata della fattispecie nonché su criteri concreti e oggettivi. La Corte ticinese avrebbe pertanto arbitrariamente ecceduto il proprio potere d'esame: non le sarebbe infatti consentito di operare riduzioni secondo il suo libero apprezzamento, per di più, come in concreto, sulla base di motivazioni pressoché inesistenti. L'adozione di un simile fattore stravolgerebbe il sistema di calcolo e non garantirebbe la parità di trattamento fra i proprietari interessati, poiché non tutti i contributi applicati risulterebbero, in definitiva, valutati secondo gli stessi criteri.
b) Il Tribunale di espropriazione ha giustificato la riduzione del 40% del contributo con l'ubicazione del mappale n. XXX. A questo proposito - e per quanto qui d'interesse - la Corte cantonale ha rilevato che l'opera oggetto di prelievo dei contributi consiste nella sistemazione di una strada a fondo cieco, per il tratto già esistente di circa 90 m (I. lotto), e nella costruzione di un nuovo tratto di circa 70 m (II. lotto), in sostituzione di un semplice sentiero agricolo in terra battuta. Il tracciato stradale è stato interamente pavimentato a nuovo e ha ora una larghezza uniforme di 4.5 m. L'autorità ha quindi appurato per le particelle incluse nel perimetro d'imposizione l'esistenza di un vantaggio particolare. Tale beneficio è stato riconosciuto anche per il mappale dei resistenti, sebbene sia ubicato in posizione retrostante rispetto all' opera e l'accesso alla medesima implichi l'esercizio del diritto di passo gravante la particella n. YYY, situata tra la strada in oggetto, con cui direttamente confina, e il fondo n. XXX. Relativamente a quest'ultimo mappale, la Corte cantonale ha poi accertato che l'accesso alla strada, nel punto dove inizia il diritto di passo, è assai problematico, poiché l'angolo di curvatura è stretto: ciò è dovuto alla presenza di un muretto lungo il confine del mappale n. KKK (quest'ultimo sito dirimpetto alla particella n.
YYY), esteso fino alla strada in questione, che forma con quest'ultima un angolo retto. Secondo la Corte cantonale, tale situazione renderebbe disagevole la manovra di entrata e uscita dal fondo n. XXX, ciò che avrebbe indotto gli inquilini degli stabili siti su questo mappale a preferire l'accesso alternativo offerto da un'altra strada (parallela a quella oggetto del prelievo di contributi, e con cui il fondo n. XXX confina direttamente), benché, sotto vari aspetti, poco idonea alla percorrenza veicolare. La Corte ne ha dedotto che queste circostanze - seppur ininfluenti sul principio del vantaggio particolare, del resto incontestato - devono essere considerate nell'ambito del calcolo del contributo.
Ora, il ricorrente non contesta seriamente queste argomentazioni né spiega in modo compiuto e preciso per quali ragioni la Corte cantonale sarebbe incorsa nell'arbitrio nel motivare la riduzione del contributo proprio in virtù delle circostanze descritte. Si limita invece a ribadire che il Tribunale ticinese non poteva procedere a una riduzione "lineare" del contributo, poiché tale facoltà non è contemplata dalla LCM. A questo proposito l'insorgente non dimostra che le norme da lui invocate impediscano all' autorità di ricorso - nell'ambito del controllo dell'entità del tributo posto a carico dei proprietari interessati - di correggere l'imposizione: le critiche generiche del ricorrente non soddisfano le severe esigenze di motivazione dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (cfr. consid. 1d), né bastano a sostanziare l'arbitrio. In ogni modo, il Tribunale federale ha già avuto occasione di stabilire che la determinazione della quota di spesa a carico dei proprietari dipende da elementi di varia natura, che trovano la loro legittimità in motivi d'ordine non solo giuridico, ma anche tecnico, pianificatorio e pragmatico, per l'apprezzamento dei quali l'autorità locale è certo più indicata e preparata (RDAT 1998 II n. 29 pag. 101 consid. 7c, 1995 II n. 46 pag. 124 consid. 5c). In concreto il Tribunale d'espropriazione non ha imposto al Comune ricorrente determinati criteri di computo, bensì si è limitato a verificare - tenendo così in debita considerazione l'ampio margine d'autonomia di cui fruisce al riguardo il Comune (art. 7 LCM; RDAT 1997 I n. 43 pag. 121 consid. 4 inedito) - che il sistema d'imposizione scelto dalle autorità locali fosse conforme alla Costituzione federale (precisamente ai principi costituzionali applicabili in materia tributaria e alla parità di trattamento), nonché alla normativa cantonale sui contributi di miglioria (segnatamente ai criteri di commisurazione fissati dall'art. 8 LCM), e che esso fosse stato correttamente applicato alla fattispecie. Nell'ambito della verifica del calcolo del tributo, la Corte ticinese non ha pertanto ecceduto il suo potere d'esame, del resto libero sia in fatto che in diritto secondo l'art. 13 cpv. 2 LCM, ma comunque, in conformità alla costante prassi, esercitato con riserbo (v. RDAT 1998 II n. 29 pag. 101 consid. 7a, 1995 II n. 46 pag. 124 consid. 5c). La prova che il Tribunale ticinese ha vagliato la causa alla luce dei principi menzionati si evince dal fatto che esso ha operato una riduzione del contributo, confermando in sostanza il metodo di calcolo attuato dal Comune, proprio per meglio considerare un particolare fattore - quello relativo alla percorrenza - che, a suo avviso, era stato trascurato dall'autorità comunale. Da queste considerazioni si deve concludere che la riduzione del 40% attuata dalla Corte cantonale non è assimilabile a un criterio di calcolo a sé stante, bensì configura, senz'arbitrio, un semplice adattamento - seppur incisivo, ma non manifestamente urtante - del contributo al grado di vantaggio particolare derivante agli interessati dall'opera in questione. La sentenza cantonale resiste pertanto alle censure ricorsuali d'arbitrio nell'applicazione del diritto cantonale e di violazione dell'autonomia comunale.
2. La tassa di giustizia di fr. 1500.-- è posta a carico del ricorrente, che rifonderà a A.________ e a B.________ un'indennità complessiva di fr. 1500.-- per ripetibili della sede federale.