Source: http://patrimoniopubblico.it/site/d_NewsList.asp?CategoriaNews=62&stat=
Timestamp: 2020-07-10 16:23:04+00:00
Document Index: 63506377

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 1453', 'art. 47', 'art. 41', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 49', 'art. 54', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 54', 'art. 49', 'art. 117', 'art. 2284', 'sentenza ', 'art. 49']

La mancata corresponsione al comune dei tributi locali non può causare la decadenza della concessione demaniale marittima ex art. 47 cod. nav.
È vero che l'art. 47, primo comma, lettera f), cod. nav., nel contemplare le ipotesi di decadenza dalla concessione, fa riferimento alla “inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione, o imposti da norme di legge o da regolamenti”, ma deve trattarsi, purtuttavia, di violazioni che, se non immediatamente attinenti al rapporto concessorio, siano comunque idonee ad incidere sul vincolo fiduciario che deve intercorrere tra Amministrazione e concessionario e appaiano di consistente gravità, oppure tali da compromettere con carattere di definitività il proficuo prosieguo del rapporto, ovvero rendano inattuabili gli scopi per i quali la concessione stessa è stata rilasciata. Sotto questo profilo, la mancata corresponsione di quanto dovuto al Comune per i tributi locali non pregiudica il corretto svolgimento del rapporto concessorio e non rientra pertanto tra le cause di decadenza ex art. 47 cit.
Concessione demaniale marittima: nel caso di mancato pagamento dell’intero canone non serve definire la gravità dell'inadempimento ex art. 47 c.n.
L'art. 47, comma 1, lett. f), Cod. nav., e la connessa norma regolamentare, sono espressione della necessità di definire a priori il livello di gravita dell'inadempimento che giustifica ex art. 1453 Cod. civ. la declaratoria di decadenza dalla concessione demaniale marittima, operazione che è necessaria nel caso di mancato pagamento dell'intero canone concessorio.
La dichiarazione di decadenza della concessione demaniale presuppone un giudizio di gravità delle inadempienze contestate al concessionario, una valutazione ponderata dell'assetto complessivo di interessi connotante il rapporto concessorio e la sua evoluzione nel tempo. In particolare, con riferimento all'inadempienza degli obblighi derivanti dal titolo o dalla legge assumono rilievo le condotte del concessionario che compromettano con carattere di definitività il prosieguo del rapporto ovvero rendano inattuabili gli scopi per i quali la concessione stessa è stata rilasciata.
È legittimo il provvedimento con il quale un'Autorità portuale dichiara la decadenza di una concessione demaniale marittima in ragione della mancata ottemperanza all'obbligo di pagamento del canone demaniale. Ai sensi dell'art. 47, lettera d), del codice della navigazione, infatti, l'Amministrazione può dichiarare la decadenza in questione per omesso pagamento del canone per il numero di rate fissato a questo effetto dall'atto di concessione.
Il diritto del concessionario di beni demaniali sulle opere di difficile rimozione edificate su suolo demaniale marittimo in concessione è qualificabile in termini di superficie, sicché la proprietà pubblica demaniale alla scadenza della concessione subentrerà solo con il successivo incameramento; tanto ciò vero che l'art. 41 del Codice della Navigazione facoltizza il concessionario a costituire ipoteca sulle opere da lui costruite sui beni demaniali.
Un approccio ermeneutico non restrittivo, bensì teleologicamente orientato ai valori tutelati dall'art. 47, comma 1, lett. e, cod. nav., oltre che aderente al tenore letterale ‘aperto' della formula contenuta nella norma, suggerisce di annoverare tra le ipotesi di «abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione» che giustificano la decadenza del concessionario anche - se non soprattutto - quelle aventi connotazione puramente fattuale, ossia non esplicantisi in termini di atti negoziali.
Principio consolidato ricavabile prima facie dall'art. 47 del codice della navigazione è quello per cui le opere abusive realizzate sull'area demaniale in concessione concretano una violazione delle previsioni del titolo concessorio che ne imponga la revoca o la decadenza, ma si risolvono in condotte autonome, che sono reprimibili indipendentemente dal titolo originario, comportando una realizzazione di abusi che comportano l'asservimento di aree demaniali senza abilitazione e la trasformazione del territorio al di fuori dei prescritti controlli.
La disciplina dell'art. 49 c.n. ("Salvo che sia diversamente stabilito nell'atto di concessione, quando venga a cessare la concessione, le opere non amovibili, costruite sulla zona demaniale, restano acquisite allo Stato, senza alcun compenso o rimborso, salva la facoltà dell'autorità concedente di ordinarne la demolizione con la restituzione del bene demaniale nel pristino stato. In quest'ultimo caso, l'amministrazione, ove il concessionario non esegua l'ordine di demolizione, può provvedervi a termini dell'art. 54") va intesa nel senso che l'eventuale accessione si verifica, "ipso iure", solo al termine del periodo di concessione.
L'eventuale accessione dell'immobile al suolo statale ex art. 49 c.n. si verifica ipso iure solo al termine del periodo di concessione
La disciplina dell'art. 49 c.n. ("Salvo che sia diversamente stabilito nell'atto di concessione, quando venga a cessare la concessione, le opere non amovibili, costruite sulla zona demaniale, restano acquisite allo Stato, senza alcun compenso o rimborso, salva la facoltà dell'autorità concedente di ordinarne la demolizione con la restituzione del bene demaniale nel pristino stato. In quest'ultimo caso, l'amministrazione, ove il concessionario non esegua l'ordine di demolizione, può provvedervi a termini dell'art. 54") va intesa nel senso che l'eventuale accessione dell'immobile al suolo statale si verifica, "ipso iure", solo al termine del periodo di concessione.
La sostituzione soggettiva non autorizzata nella gestione di area in concessione demaniale marittima legittima il provvedimento di decadenza
Ai fini della legittimità del provvedimento decadenziale della concessione demaniale marittima per subentro non autorizzato di terzi, non è necessario che l'Amministrazione dimostri di aver subito un danno per effetto della illecita sostituzione del titolare del rapporto, atteso che il vulnus all'interesse pubblico è rappresentato dal fatto in sé - preso in specifica considerazione dalla legge - della sostituzione soggettiva, comportamento che esautora inammissibilmente l'Amministrazione concedente dal potere di scegliere i soggetti cui affidare i beni demaniali.
Il meccanismo acquisitivo disciplinato dall'art. 49 cod. nav. in favore dello Stato, con riferimento alle opere non amovibili già realizzate dal concessionario sull'area demaniale alla scadenza della concessione, non dipende dalla previsione astratta che eventualmente se ne faccia nell'atto concessorio, ma unicamente dalla natura in concreto delle opere realizzate dal concessionario.
La disciplina della scadenza delle concessioni demaniali marittime rientra nella tutela della concorrenza: le regioni non possono normare tale materia
La disciplina dei termini di scadenza delle concessioni demaniali marittime incide sull'ingresso di altri potenziali operatori economici nel mercato e rientra, pertanto, nella materia "tutela della concorrenza". Nelle materie di competenza esclusiva dello Stato, come la "tutela della concorrenza" (art. 117, secondo comma, lett. e, Cost.), sono inibiti alle Regioni interventi normativi diretti ad incidere sulla disciplina dettata dallo Stato, finanche in modo meramente riproduttivo della stessa.
In caso di concessioni demaniali marittime rilasciate in favore di una s.a.s., con la morte del socio accomandatario, i soci accomandanti nonché gli eredi dell'accomandatario non possono subentrare nella titolarità di tali concessioni, poiché trova applicazione l'art. 2284 c.c., in virtù del quale gli eredi non subentrano nella posizione del defunto nell'ambito della società, e non assumono quindi la qualità di soci accomandatari a titolo di successione mortis causa, ma hanno diritto soltanto alla liquidazione della quota del loro dante causa, dal momento che soltanto la quota di partecipazione del socio accomandante è trasmissibile per causa di morte.
Anche la più recente proroga delle concessioni demaniali marittime fino al 2033 di cui all’art. unico, comma 683, l. 145/2018 va disapplicata
Anche la più recente proroga legislativa automatica delle concessioni demaniali marittime in essere fino al 2033, provocata dall'art. unico, comma 683, l. 30 dicembre 2018, n. 145 va disapplicata in quanto viola i principi eurounitari in materia di libera circolazione dei servizi, di par condicio, di imparzialità e di trasparenza, derivanti dalla direttiva 123/2016 e ciò, non solo perché detta disposizione rievoca norme nazionali già dichiarate in contrasto con l'ordinamento eurounitario dalla Corte di giustizia UE nel 2016 (determinando una giuridicamente improbabile reviviscenza delle stesse) ma, a maggior ragione, dopo il recente intervento della Corte che, nella sentenza 30 gennaio 2018, causa C-360/15 Visser, ha esteso addirittura la platea dei soggetti coinvolti dalla opportunità di pretendere l'assegnazione della concessione demaniale solo all'esito dello svolgimento di una procedura selettiva.
L'acquisizione allo stato delle opere non amovibili realizzate sull’area demaniale opera anche senza la sua previsione astratta nell’atto concessorio
Il meccanismo di acquisizione in favore dello Stato dei beni e delle opere non amovibili realizzate dal concessionario sull'area demaniale, ai sensi dell'art. 49 cod. nav. non dipende dalla previsione astratta che eventualmente se ne faccia nell'atto concessorio, ma unicamente dalla natura in concreto delle opere realizzate dal concessionario.
La cessione totalitaria delle quote di una società titolare di concessione demaniale marittima equivale a sostituzione dell’originario concessionario
La cessione totalitaria delle quote di una società titolare di concessione demaniale marittima ha la medesima funzione economica della cessione dell'azienda sociale: entrambi tali contratti tendono a realizzare l'effetto giuridico del (e trovano la loro causa concreta nel) trasferimento dei poteri di godimento e disposizione dell'azienda sociale da un gruppo di soggetti (i partecipanti alla società che cedono le loro quote) ad un altro soggetto, o gruppo di soggetti (l'acquirente, o gli acquirenti, della totalità delle quote sociali) con la conseguenza che si è di fronte ad una vera e propria sostituzione dell'originario concessionario.
Attenti quando il gran Dio scatenerà un pensatore su questo pianeta. Allora tutte le cose sono a rischio. Come quando irrompe una conflagrazione in una grande città, e nessuno sa cosa sia sicuro, o dove andrà a finire (Ralph Waldo Emerson)