Source: http://www.unsabeniculturali.it/?p=17560
Timestamp: 2019-04-21 18:15:14+00:00
Document Index: 53315817

Matched Legal Cases: ['art. 182', 'art 182', 'art 182', 'art 182', 'art 182', 'art. 7', 'art.95', 'art 29', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 182', 'art. 182']

PROFESSIONALITÀ DEI RESTAURATORI ART 182 URGENTI MODIFICHE | Federazione CONF.SAL – UNSA. Coordinamento Nazionale Beni Culturali
marzo 18, 2019 - NEWS -
Il 2015 il Mibac ha indetto un Bando per la qualifica dei restauratori ai sensi dell’art. 182, commi 1, 1-bis, 1-ter, 1-quater, 1-novies del codice dei Beni Culturali.
Il bando era riferito ai professionisti che svolgevano attività di restauro su beni culturali mobili e superfici decorate di beni architettonici, da più di 30 anni, secondo quanto previsto nell’allegato A del regolamento di cui al decreto del Ministro 26 /5/2009 n°86 e certificati come SOA OSA2. I restauratori iscritti al nostro comitato ResArte, che hanno partecipato al bando possiedono un titolo di formazione riconosciuto dal Mibac e conteggiato con assegnazione di punteggio all’interno del bando.
Il 28 dicembre 2018 pubblicava sul suo sito istituzionale http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Avvisi/visualizza_asset.html_895009904.html
I restauratori aventi titolo professionale per svolgere la professione ex art 182 Codice Beni Culturali.
Molti degli iscritti al nostro Comitato è in possesso del Titolo della Professione di Restauratore ed ha presentato in sede di concorso per la qualifica ex art 182, Diplomi di restauro quinquennali rilasciati nel 1988. Nonché certificazioni attestanti anni di esperienza lavorativa, che per molti di noi sono 20/30 anni, con incarichi diretti, supervisionati dalle soprintendenze e certificati dalle stesse con rilascio di buon esito dei lavori.
Di contro i diplomati Saf, riconosciuti solo ultimamente ad alta formazione con validità retroattiva, negli anni 1980 /1990 come dai bandi pubblicati in gazzetta 82/1996, venivano formati a restauratori, con soli due anni di scuola, alla quale ci si poteva iscrivere dopo le scuole dell’obbligo. E’ palese che il loro attestato di soli due anni non rilasciava alcuna abilitazione ad iscriversi all’università, come invece i nostri diplomi quinquennali riconosciuti dal Miur. Così come è dimostrabile che le loro 2000 ore di lezione, pari a due anni di scuola, sono addirittura inferiori a quelle richieste dal MiBAC per essere iscritti all’ elenco collaboratori/tecnici del restauro. Non avrebbero potuto neanche essere collaboratori in siffatta situazione, ed ecco che il loro riconoscimento, da parte dei precedenti Governi, ad alta formazione potrebbe apparire una misura volta a favorire solo alcune scuole e categorie di restauratori a danno di altri
Questi riconoscimenti del titolo di formazione sono stati poi l’inizio di una escalation di comportamenti e di atti, norme e leggi, applicate nelle vecchia legislatura, che hanno portato oggi ad una discriminazione lavorativa a danno dei restauratori art 182, con indicibili attacchi alla professione artatamente costruiti per favorire alcuni Saf a danno dei veri professionisti con anni di esperienza e titoli di studio e qualificati restauratori.
Al fine di ottenere uguale diritto e dignità ad operare lavorativamente, il comitato ResArte chiede per i restauratori qualificati ex art 182, di inserire nel decretone ancora in discussione, un emendamento contenente le seguenti modifiche agli articoli di seguito indicati
D.M. 22/08/2017 n. 154 (regolamento sugli appalti pubblici di beni culturali tutelati) attuativo del comma 4 dell’art. 7 del regolamento appalti recita: Ai sensi dell’art.95, comma 6, del Codice dei contratti pubblici, le stazioni appaltanti possono prevedere, fra i criteri di valutazione delle offerte, regimi di premialità per le offerte presentate da imprese che si avvalgano nella progettazione e nell’esecuzione dei lavori di personale in possesso di titoli rilasciati dalle scuole di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, 31/1/2006, recante “Riassetto delle scuole di specializzazione nel settore della tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale”.
CHIEDIAMO ABROGAZIONE DEL comma 4 la parola “premialità” o termini simili sono incostituzionali in quanto prevedono un trattamento lavorativo discriminatorio a favore di restauratori in possesso di titolo specialistico ottenuto post-laurea.
CHIEDIAMO INSERIMENTO DELLA SEGUENTE specifica i titoli di Laurea Magistrale in conservazione beni Culturali classe LMR02 e i titoli equipollenti ai sensi art 29 DL 22/1/2004 non danno titolarità privilegiata ad ottenere lavori e affido di incarichi diretti, nonché aggiudicazione di gare di appalto pubbliche.
Specifichiamo per fare chiarezza, che della premialità indicata nella norma, sono esclusi SAF, ICR e OPD perché il loro titolo è riconosciuto ad alta formazione ma non è titolo di specializzazione così come richiesto dal DM 31/1/2006.
Ciò nonostante, ottengono a causa del fumus legeislativo un favor lavorativo dettato dalla discrezionalità di scelta del restauratore, affidata alle stazioni appaltanti.
2. Codice Appalti /regolamento Beni Culturali. Direzione tecnica dei lavori di restauro. art. 13 del regolamento medesimo che al comma 3 lettera b prevede che l’incarico di Direttore Tecnico “relativamente alle categorie OS2A e OS2B […..]” possa essere assegnato “a restauratori di beni culturali in possesso di un diploma rilasciato da scuole di alta formazione e di studio istituite ai sensi dell’art. 9 del D.Lgs. 20/10/1998 n. 368(n.d.a. le scuole ICR, ICPL, Scuola del mosaico di Ravenna e OPD ante 2009) [….] o in possesso di laurea magistrale con 2 anni di esperienza . comma 5, in riferimento alle medesime categorie SOA dice che “ la direzione tecnica può essere affidata anche a restauratori di beni culturali, che hanno acquisito la relativa qualifica ai sensi dell’ art. 182 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, purché tali restauratori abbiano svolto, alla data di entrata in vigore del presente decreto, 2017, almeno tre incarichi di direzione tecnica nell’ambito di lavori riferibili alle medesime categorie.”
CHIEDIAMO MODIFICA comma 5: in riferimento alle categorie OSA2 e OS2B “la direzione tecnica può essere affidata anche a restauratori di beni culturali, che hanno acquisito la relativa qualifica ai sensi dell’art. 182 del Codice dei beni culturali e del paesaggio CON 2 ANNI DI ESPERIENZA
CHIEDIAMO EQUIPOLLENZA del titolo di studio alla classe LMR/02 che ci consentirebbe di lavorare come restauratori all’estero.
Tale riconoscimento è stato concesso dal Miur con DLGS 564 del 21/ 12/2017 ai diplomati ICR ante 2009, pertanto se non venisse applicato anche ai nostri restauratori in possesso di titolo di studio ante 2009, risulterebbe come un ingiustificabile favor per i Saf a nostro danno.
CHIEDIAMO INTEGRAZIONE COMPETENZE vengano integrate ai restauratori iscritti al comitato ResArte le competenze mancanti che sono state richieste con le lettere presentate ed inviate all’indirizzo mail restauratoreottobre@beniculturali.it
CHIEDIAMO al Parlamento italiano, pari trattamento e dignità nello svolgere la professione di restauratori eliminando tutti i precedenti e susseguenti favoritismi legislativi ancora in atto pro laureati.
Il titolo di professione di restauratore deve essere unico senza corsie privilegiate.
Comitato resArte Presidente Grazia CHIRICO
Confsal-Unsa Beni Culturali Segretario Nazionale Giuseppe URBINO
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