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Timestamp: 2020-08-08 11:51:50+00:00
Document Index: 172860213

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 47', 'art. 38', 'art.1381', 'art. 86', 'art. 87', 'art. 86']

PARERE N. 210 DEL 19/12/2012 .
PREC 237/12/S
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla Società Cooperativa Sociale Quadrelle 2001 – “Servizio di refezione scolastica per gli alunni frequentanti: scuola del’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di I grado nonché personale scolastico avente diritto – Anno scolastico – Biennio 2012/2013 e 2013/2014. Importo a base d’asta € 134.615,38 – S.A. Comune di Pratella (CE)
In data 28 settembre 2012 è pervenuta l’istanza indicata in epigrafe con la quale la Quadrelle 2001 Società Cooperativa Sociale, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, ha chiesto un parere in merito alla legittimità della propria esclusione dalla gara in oggetto, disposta per i motivi di seguito specificati.
La società Quadrelle 2001 Società Cooperativa Sociale è affittuaria di azienda.
La dichiarazione circa il possesso dei requisiti soggettivi generali di cui all’art. 38 D.Lgs. 163/2006 è stata resa dal rappresentante legale della affittuaria anche per il rappresentante legale della concedente. Pertanto, l’amministrazione ne ha disposto l’esclusione sul presupposto che tale certificazione avrebbe dovuto essere rilasciata personalmente dal rappresentante legale di quest’ultima.
L’istante lamenta inoltre la mancata specificazione, nell’offerta economica dell’aggiudicataria provvisoria, dei costi sugli oneri della sicurezza.
In seguito all’istruttoria procedimentale, formalmente avviata in data 29 ottobre 2012, non sono pervenute ulteriori memorie.
La questione controversa in esame concerne la legittimità dell’esclusione dalla gara in oggetto, disposta nei confronti della Società Cooperativa Quadrelle 2001 per le ragioni evidenziate in fatto, nonché mancata esclusione della ditta risultata aggiudicataria provvisoria, che non avrebbe specificato, nell’offerta economica, i costi della sicurezza.
Come specificato nella determinazione n. 4 del 10 ottobre 2012, il Consiglio di Stato ad. plen. 04 maggio 2012, n. 10, condividendo l'esito al quale era pervenuto un precedente indirizzo giurisprudenziale ha stabilito che “Sussiste in capo al cessionario di azienda l'onere di presentare la dichiarazione relativa al requisito di cui all'art. 38, comma 1, lett. c ), D.lg.s 12 aprile 2006, n. 163 anche con riferimento agli amministratori ed ai direttori tecnici che hanno operato presso la cedente nell'ultimo triennio (ora, nell'ultimo anno) anteriore alla data di indizione del bando, salva la possibilità per il cessionario di comprovare l'esistenza, nel caso concreto, di una completa cesura tra vecchia e nuova gestione, tale da escludere la rilevanza della condotta dei precedenti amministratori e direttori tecnici operanti nell'ultimo triennio e, ora, nell'ultimo anno, presso il complesso aziendale ceduto, con l'ulteriore precisazione - tenuto anche conto della non univocità delle norme circa l'onere del cessionario - che in caso di mancata presentazione della dichiarazione, e sempre che il bando non contenga al riguardo una espressa comminatoria di esclusione, quest'ultima potrà essere disposta soltanto laddove sia effettivamente riscontrabile l'assenza del requisito in questione”.
Con successiva pronuncia, il Consiglio di Stato ad. plen. 7 giugno 2012, n. 21 ha stabilito che “In caso di incorporazione o fusione societaria, sussiste in capo alla società incorporante, o risultante dalla fusione, l'onere di presentare la dichiarazione relativa al requisito di cui all'art. 38, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 163/2006 anche con riferimento agli amministratori e ai direttori tecnici che hanno operato presso la società incorporata o le società fusesi nell'ultimo triennio ovvero che sono cessati dalla relativa carica in detto periodo (dopo il d.l. n. 70 del 2011: nell'ultimo anno). Resta ferma la possibilità di dimostrare la cd. dissociazione”.
Deve pertanto ritenersi che in tutte le vicende modificative della compagine societaria, sussiste in capo alla società cessionaria l'onere di presentare la dichiarazione relativa al possesso dei requisiti di cui all'art. 38, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 163/2006 anche con riferimento agli amministratori e ai direttori tecnici che hanno operato presso la società cedente nell’ultimo anno (dopo il d.l. n. 70 del 2011: nell'ultimo anno) ovvero che in tale periodo sono cessati dalla relativa carica.
Né, d’altra parte, è possibile trovare argomentazioni che depongano per la non applicabilità dei principi sopra enunciati anche all’affitto di azienda.
Pertanto, ritenendo che detti principi trovino applicazione anche all’ipotesi di affitto di azienda, si tratta di stabilire se nel caso di specie fosse o meno sufficiente la dichiarazione resa dal rappresentante legale della affittuaria ovvero fosse necessaria la autocertificazione resa direttamente dal rappresentante legale della cedente.
In tal senso è illuminante la sentenza del Consiglio di Stato, Sezione IV, n. 3862 del 27/06/2011 secondo cui “L’art. 38, d. lgs. n. 163/2006, relativamente alle dichiarazioni sostitutive rese in ordine a stati, qualità personali e fatti relativi a terzi (cioè i precedenti amministratori cessati dalla carica nel triennio antecedente e gli altri soggetti contemplati), non può che essere interpretata se non in relazione ai principi generali in tema di dichiarazioni rese alla pubblica amministrazione (e connesse responsabilità per dichiarazioni false) ed all’art. 47 DPR n. 445/2000. Pertanto, proprio perché il soggetto può rendere la dichiarazione afferente al terzo solo relativamente a stati, qualità e fatti “di cui abbia diretta conoscenza”, ne consegue che, in presenza di una norma (art. 38) che comunque richiede la predetta dichiarazione, quest’ultima non può che essere resa se non nel senso che essa attesta solo quanto è a conoscenza del dichiarante, ben potendo l’amministrazione – a fronte di una compiuta identificazione dei soggetti interessati – procedere alle opportune verifiche, anche attraverso il casellario giudiziale ed altri archivi pubblici (ai quali essa, a differenza del dichiarante, ha accesso), in ordine alla sussistenza (o meno) dei requisiti in capo a tali soggetti. In definitiva, il partecipante alla gara (e per esso il suo legale rappresentante): per un verso, non può allegare, di sua iniziativa, certificazioni che, riguardanti un terzo, non gli vengono rese dalle pubbliche amministrazioni depositarie; per altro verso, non può dichiarare fatti, stati e qualità se non “per quanto a propria conoscenza”, posto che non può essere costretto ad autocertificare elementi dei quali non abbia (del tutto legittimamente) completa contezza, né potendo egli essere costretto ad assumere responsabilità per dichiarazioni mendaci, laddove non a conoscenza degli elementi oggetto della dichiarazione medesima (ma tuttavia costretto a renderla); per altro verso ancora, non è tenuto (né l’eventuale omissione può costituire causa di esclusione dalla gara) ad indicare le ragioni per le quali non ha potuto produrre le dichiarazioni dei precedenti amministratori (o autocertificare egli le circostanze ad essi relative), posto che il soggetto (persona fisica o giuridica) partecipante alla gara non ha assunto obbligazioni del fatto del terzo nei confronti della stazione appaltante (art.1381 c.c.)…”
Conseguentemente, deve ritenersi che non poteva essere disposta l’esclusione dalla gara per omessa presentazione dell’autodichiarazione personalmente da parte del rappresentante legale della cedente, bensì l’amministrazione– a fronte di una compiuta identificazione dei soggetti interessati – avrebbe dovuto procedere alle opportune verifiche, anche attraverso il casellario giudiziale ed altri archivi pubblici (ai quali essa, a differenza del dichiarante, ha accesso), in ordine alla sussistenza (o meno) dei requisiti in capo a tali soggetti.
Per le ragioni sopra esposte, può quindi concludersi per la illegittimità della disposta esclusione.
La seconda questione, posta all’attenzione di questa Autorità, riguarda la mancata specificazione, nell’offerta economica dell’altra ditta concorrente CEA s.a.s. ed aggiudicataria provvisoria, dei costi sugli oneri della sicurezza.
La questione, per come prospettata nella istanza qui in esame, è fondata in via di diritto, nei limiti di quanto rappresentato dalla parte, in considerazione dell’assenza di riscontri documentali e di controdeduzioni di parte resistente e di parte controinteressata.
L’art. 86, comma 3-bis, e l’art. 87, comma 4, del Codice dei Contratti pubblici impongono, anche per gli appalti di servizi e forniture, la specifica indicazione nell’offerta economica di tutti i costi relativi alla sicurezza (Consiglio di Stato, sez. III, n. 5421 del 3 ottobre 2011 e n. 4330 del 15 luglio 2011, nonché da ultimo n. 212 del 19 gennaio 2012, che conferma TAR Lazio, Roma, sez. III Quater, n. 3620 del 27 aprile 2011) che, come espressamente previsto dall’art. 86 co. 3 ter D.Lgs. 163/2006, non sono soggetti a ribasso d’asta.
ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che l’esclusione della Cooperativa Sociale Quadrelle 2001 sia stata illegittimamente disposta e che, in base agli artt. 86, comma 3-bis, e 87, comma 4, D.Lgs. 163/2006, nell’offerta economica di CEA s.a.s. dovevano essere indicati anche tutti i costi relativi alla sicurezza.
Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 18 gennaio 2013