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Timestamp: 2017-03-30 22:34:06+00:00
Document Index: 63066854

Matched Legal Cases: ['art. 873', 'art. 1120', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1120', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1102', 'sentenza ', 'art. 873']

Distanze di rispetto per un balcone comune | propit.it - Forum per la Casa
Distanze di rispetto per un balcone comune
Discussione in 'Diritto Condominiale' iniziata da asi, 15 Giugno 2013.
Buona serata avrei bisogno di un consiglio per una questione condominiale. La situazione è la seguente: su un balcone appartenente a due condomini diviso da una semplice separazione in ferro, sono state apportate variazioni da uno dei condomini senza comunicarlo all'altro. La separazione in ferro è stata sostituita da un muro basso ed inoltre verrà realizzata una copertura e un volume aggiuntivo ad incrementare la superficie interna dell'abitazione. le mie domande sono queste:
E' possibile apportare una modifica ad un divisorio senza conoscere il parere del proprietario adiacente?
Che distanza di rispetto è prevista nella realizzazione di una copertura per un balcone che in parte è di proprietà di un'altra persona? se prevista? grazie per l'attenzione
Da come hai descritto la situazione, se tale ampliamento di copertura ricade nella proprietà esclusiva del vicino, occorre che questi sia regolarmente autorizzato dal condominio e dal comune, per quanto riguarda la distanza può posizionarsi in aderenza al confine.
Grazie per l'interessamento.... mi permetto di approfittare ulteriormente .... ma qualora il condominio non esiste effettivamente, quindi non c'è un amministratore, ma si tratta di un edificio con più appartamenti di proprietari diversi, in questo caso chi decide di apportare modifiche deve comunque comunicarlo agli altri condomini e soprattutto al vicino ( quindi a chi come me è proprietario dello stesso balcone)? Inoltre la realizzazione è stata già autorizzata, con pubblicazione all'albo pretorio del comune, ma mi chiedevo è proprio sicuro che non ci siano distanze di rispetto per realizzazioni di questo tipo? perché leggevo da internet che:
Da un punto di vista giuridico, una tettoia è equiparata ad una qualsiasi altra costruzione e pertanto per la sua realizzazione va rispetta la distanza legale sancita dall’art. 873 del Codice Civile, in pratica non è possibile realizzare una tettoia a meno di 3 metri dal punto di affaccio della finestra o del balcone esistente del vicino.​ Nel mio caso il balcone è unico con una separazione che ne divide le proprietà e che per di più è stata modificata senza preavviso.(ringhiera sostituita da muretto )
Inoltre mi chiedevo in futuro non potrei essere limitato qualora volessi realizzare una tettoia perché dovrei attenermi ai criteri esecutivi di chi realizza la struttura oggi senza nemmeno chiedere un giudizio? Può consigliarmi come comportarmi per tutelarmi, chiarisco che non è mia intenzione intralciare l'esecuzione dell'opera, però verrei almeno far capire a certe persone che il rispetto e la chiarezza sono la prima cosa nella vita, e non mi sembrerebbe giusto che in futuro dovrei adeguarmi io alle variazioni che stanno apportando, infatti c'è anche un rifacimento di facciata che non rispetta più quella dell' edificio complessivo! Le sembra giusto? E poi perché dovrei perdere luce, aria e panorama se questa tettoia diventasse veranda? non c'è nessuna legge che può venirmi in aiuto?
Al forum ci diamo del tu.
Puoi fare uno schema grafico della situazione?
asi ha scritto:
Grazie per l'interessamento.... mi permetto di approfittare ulteriormente .... ma qualora il condominio non esiste effettivamente, quindi non c'è un amministratore, ma si tratta di un edificio con più appartamenti di proprietari diversi, ....Clicca per allargare...
Si che esiste il condominio, ovvero non è l'eventuale nomina dell'amministratore a stabilire la creazione, ne esiste nessuna norma da seguire per la sua creazione, ma è sufficiente che ci siano almeno due proprietari a condividere delle cose comini, p.es. il terreno cui sorge lo stabile, le scale, i muri maestri, le fondamenta, il tetto ecc ecc;
E comunque a a te (vicino) deve essere garantito un pari uso della parte comune.
Ciascun condomino ha il diritto di trasformare in veranda il balcone di sua proprietà (senza dover richiedere l'autorizzazione degli altri condomini), purchè la trasformazione non arrechi danno alle parti comuni dell'edificio ed, in particolare, non alteri il decoro architettonico dell'edificio e non arrechi pregiudizio agli altri condomini, ai quali deve essere comunque assicurato un pari uso del bene comune. --- Trib. civ. Milano, 31 gennaio 1991
ok salves ti darò del tu... per il momento riesco ad inviarti solo un immagine fotografica se riesco farò anche uno schizzo... ma non riesci a darmi notizie per quel che riguarda le distanze di rispetto? grazie della disponibilità a tutti voi.
[DOUBLEPOST=1371413002,1371412795][/DOUBLEPOST]Inoltre volevo chiedere: è possibile all'albo pretorio del comune prendere visione del progetto approvato ? visto che la cosa mi interessa da vicino
Il vicino può realizzare in aderenza al confine del limite nel terrazzo, per fare cio oltre all'autorizazzione comunale occorre anche quella condominiale per modifica del decoro architettonico dell'edificio.
Per quanto riguarda vedute e luce occorre che dimostri il tutto mediante aposita azione giudiziale, cosi come avverrebbe anche per il riconoscimento se quanto in realizzazione rientra come modifica del decoro architettonico dell'edificio.
Per quanto riguarda vedute e luce occorre che dimostri il tutto mediante aposita azione giudiziale, cosi come avverrebbe anche per il riconoscimento se quanto in realizzazione rientra come modifica del decoro architettonico dell'edificio.Clicca per allargare...
Purtroppo non sono i condomini a decidere sul decoro dello stabile, infatti sarà difficile trovare un accordo sereno, perchè ognuno valuterà secondo il proprio e personale gusto del bello, in caso di diverbi sarà il giudice a dipanare la matassa.
Il decoro architettonico, quale estetica data dall'insieme delle linee e delle strutture che ne costituiscono la nota dominante e imprimono alle varie parti dell'edificio, nonché all'edificio stesso nel suo insieme, una sua determinata armonica fisionomia, deve essere valutato, ai sensi dell'art. 1120, secondo comma, c.c., con riferimento al fabbricato condominiale nella sua totalità e non già rispetto all'impatto con l'ambiente circostante. A tal fine, compete al giudice del merito accertare in concreto se una determinata innovazione costituisca o meno alterazione del decoro architettonico, per cui la sentenza che affermi o neghi l'esistenza di tale alterazione è censurabile in sede di legittimità solo per vizio di motivazione sul punto. --- Corte di Cassazione, Sezione II, sentenza 25 gennaio 2010, n. 1286
Purtroppo non sono i condomini a decidere sul decoro dello stabile, infatti sarà difficile trovare un accordo sereno, perchè ognuno valuterà secondo il proprio e personale gusto del bello, in caso di diverbi sarà il giudice a dipanare la matassa. Il decoro architettonico, quale estetica data dall'insieme delle linee e delle strutture che ne costituiscono la nota dominante e imprimono alle varie parti dell'edificio, nonché all'edificio stesso nel suo insieme, una sua determinata armonica fisionomia, deve essere valutato, ai sensi dell'art. 1120, secondo comma, c.c., con riferimento al fabbricato condominiale nella sua totalità e non già rispetto all'impatto con l'ambiente circostante. A tal fine, compete al giudice del merito accertare in concreto se una determinata innovazione costituisca o meno alterazione del decoro architettonico, per cui la sentenza che affermi o neghi l'esistenza di tale alterazione è censurabile in sede di legittimità solo per vizio di motivazione sul punto. --- Corte di Cassazione, Sezione II, sentenza 25 gennaio 2010, n. 1286Clicca per allargare...
Infatti ho scritto,
p.s. sono certo che leggendo con superficialità si incorre a delle sviste e si scrivono precisazioni altrimenti non occorrenti.
Per quanto riguarda vedute e luce occorre che dimostri il tutto mediante aposita azione giudiziale,cosi come avverrebbe anche per il riconoscimento se quanto in realizzazione rientra come modifica del decoro architettonico dell'edificio.
p.s. sono certo che leggendo con superficialità si incorre a delle sviste e si scrivono precisazioni altrimenti non occorrenti.Clicca per allargare...
Può darsi che io abbia letto male, ma tu hai anche scritto che è necessaria l'autorizzazione condominiale;
Il vicino può realizzare in aderenza al confine del limite nel terrazzo, per fare cio oltre all'autorizazzione comunale occorre anche quella condominialeClicca per allargare...
La quale non serve per i motivi succitati, post nr. 8, prova ne è la sentenza del Trib. civ. Milano, 31 gennaio 1991 citata nel post nr. 5
Da cui non sarà il richiedente che dovrà dimostrare la regolarità dell'opera con ricorso al Giudice, a lui sarà sufficiente ottenere il permesso comunale, caso mai saranno gli altri condomini a poter ricorrere per lesione al decoro, ma sarà molto dura, vista anche l'autorizzazione da parte del Comune.
Ciascun condomino ha il diritto di trasformare in veranda il balcone di sua proprietà (senza dover richiedere l'autorizzazione degli altri condomini), purchè la trasformazione non arrechi danno alle parti comuni dell'edificio ed, in particolare, non alteri il decoro architettonico dell'edificio e non arrechi pregiudizio agli altri condomini, ai quali deve essere comunque assicurato un pari uso del bene comune. --- Trib. civ. Milano, 31 gennaio 1991Clicca per allargare...
Continui a leggere e scrivere con superficialità.
ma sarà molto dura, vista anche l'autorizzazione da parte del Comune.Clicca per allargare...
p.s. il comune rilascia sempre documenti assentivi con salvo diritto terzi.
p.s. il comune rilascia sempre documenti assentivi con salvo diritto terzi.Clicca per allargare...
Infatti i terzi sono gli altri condomini, i quali se hanno il sospetto di alterazione del decoro allo stabile hanno il diritto del ricorso.
Devi riconoscere che quì ci sono due ben distinti diritti, uno l'ho appena citato (diritto al ricorso) l'altro deriva direttamente dall'art. 1102 cc il quale cita;
- Art. 1102.Uso della cosa comune.
Tra l'altro, il comune non può richiedere atti di assenso condominiali in via preventiva da parte degli altri condomini, verbali di assemblea, controfirme sui disegni da parte dell'amministratore e così via (Consiglio di Stato, Sezione V, 23 giugno 1997, n. 699)
Per cui il condomino che ha ottenuto il consenso o autorizzazione da parte del Comune, può procedere alla costruzione di quanto ha richiesto senza richiedere nessuna autorizzazione condominiale, vedi sentenze precedentemente citate.
@condobip
Perchè non ammetti di aver preso un abbaglio?
Ciascun condomino ha il diritto di trasformare in veranda il balcone di sua proprietà (senza dover richiedere l'autorizzazione degli altri condomini), purchè la trasformazione non arrechi danno alle parti comuni dell'edificio ed, in particolare, non alteri il decoro architettonico dell'edificio e [...]Clicca per allargare...
significa che il condomino non deve richiedere autorizzazione al condominio se non altera il decoro in particolare, quindi chi decide se altera il decoro?
risposta il giudice competente cosi come hai scritto, quindi se il condomino in via precauzionale chiede l'autorizzazione per il decoro a tutti i condomini non scongiura un'eventuale opposizione di qualche condomino?
Chi dice che tale opera non arreca danno ha per caso comunicato la modalità di ancoraggio della tettoia la quale potrebbe arrecare danno da infiltazioni di acqua al condomino sottostante? è questo un possibile danno che potrebbe arrecare e quindi condizione per richiedere autorizzazione condominiale?
Adesso fai tu e come dice Marzullo fatti una domanda e datti una risposta.
--- senza dover richiedere l'autorizzazione degli altri condomini ---
Adesso fai tu e come dice Marzullo fatti una domanda e datti una risposta.Clicca per allargare...
Nessun abbaglio perchè la sentenza è ben chiara, ed anche se, p.es. chiede il permesso al condominio per il decoro, la delibera sarebbe assolutamente nulla (sia nel bene che nel male) in quanto è solamente il Giudice a decidere e non l'assemblea che è ininfluente, in quanto anche uno solo dei condomini contrario alla decisione assembleare (sia nel bene che nel male ripeto) potrebbe ribellarsi alla decisione assembleare ed effettuare il ricorso, per cui l'abbaglio non l'ho preso io.
Da quel che leggo.. non ho proprio speranze!
Il vicino può realizzare la tettoia in aderenza al confine....quindi l'art. 873 del Codice Civile è inutile.
Noi condomini non possiamo decidere sul decoro dello stabile, però c'è la possibilità per qualcuno di alterarne le caratteristiche.
Addirittura leggo che non c'è nemmeno bisogno dell'autorizzazione condominiale per chi apporta queste modifiche....adesso capisco perché il mondo va a rotoli...i sani principi sono spariti e le leggi non ti vengono mai in aiuto!
forse tra spese legali che andrei a sostenere , sarebbe più utile pensare ad una eventuale copertura anche per il mio terrazzo.... perché penso che il comune a questo punto non potrebbe bocciare la mia richiesta! giusto... invece per quanto riguarda il progetto depositato presso la segreteria comunale è possibile visionarlo, giusto per capire quali sono le intenzioni del vicino? nessuno sa darmi notizie in merito?
grazie per la collaborazione ..
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