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Timestamp: 2017-01-20 03:59:21+00:00
Document Index: 130880878

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 270 del 27.09.2007
Strutture sanitarie private. Applicazione
dell'art. 1, comma 38, della legge 27 dicembre 2006, n. 296
parere in riferimento è stato posto il seguente quesito concernente
l'interpretazione dell'art. 1, comma 38, della legge 27 dicembre
2006, n. 296
La Confederazione Nazionale ALFA fa presente che le
associazioni di volontariato ALFA sono enti non lucrativi che operano nel campo
dell'assistenza e della beneficenza.
All'interno dei locali utilizzati dalle associazioni
vengono, in alcuni casi, riservate delle stanze da destinare per l'utilizzo da
parte di medici che svolgono la loro attività professionale in maniera
La Confederazione istante chiede di sapere se sia
applicabile alla fattispecie l'art. 1, comma 38, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che prevede l'obbligo per le
strutture sanitarie private di riscuotere in modo unitario i compensi per
attività di lavoro autonomo, mediche e paramediche, svolte nel proprio ambito.
La Confederazione istante ritiene che le proprie
associate non posseggono i requisiti necessari per essere definite strutture
sanitarie, fissati dal DPR 14 gennaio 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
del 20 febbraio 1997, che approva l'atto di indirizzo e coordinamento alle
regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano, in materia di requisiti
strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l'esercizio di attività
sanitarie da parte di strutture pubbliche e private. Il citato decreto
presidenziale stabilisce che possono erogare prestazioni sanitarie solo quelle
strutture che soddisfano, nella loro totalità, una serie di requisiti minimi
idonei a costituire un sistema di gestione articolato e complesso, che si
differenzia secondo le discipline diagnostiche e terapeutiche considerate.
A parere dell'istante la mera locazione di ambienti,
anche attrezzati, ad uso sanitario non soddisfa i requisiti individuati
nell'atto di indirizzo citato e, quindi, le ALFA, quali associazioni del tutto
estranee all'attività professionale svolta nei locali messi a disposizione, non
sono soggette agli obblighi imposti dall'art. 1, commi dal 38 al 42, della legge n. 296 del
I commi da 38 al 42 dell'art. 1 della legge
27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), hanno introdotto, a
decorrere dal 1 marzo 2007, l'obbligo della riscossione accentrata dei compensi
dovuti per attività di lavoro autonomo mediche e paramediche svolte nell'ambito
di strutture sanitarie private. In particolare, il comma 38 prevede che "La
riscossione dei compensi dovuti per attività di lavoro autonomo, mediche e
paramediche, svolte nell'ambito della strutture sanitarie private è effettuata
in modo unitario dalle stesse strutture sanitarie, le quali provvedono a:
a) incassare il compenso in nome e conto
del prestatore di lavoro autonomo e a riversarlo contestualmente al medesimo;
b) registrare nella scritture contabili
obbligatorie, ovvero in apposito registro, il compenso incassato per ciascuna
prestazione di lavoro autonomo resa nell'ambito della struttura.
La norma richiamata è dettata al fine di favorire la
tracciabilità e la trasparenza dei pagamenti correlati alle prestazioni di
natura sanitaria.
Alla ratio della norma, pertanto, è inscindibilmente
connesso il proprio ambito di applicazione, sia sotto il profilo oggettivo che
In specie, riguardo al primo profilo, la circolare del
15 marzo 2007, n. 13 e la successiva
risoluzione del 13 luglio 2007, n. 171 hanno
precisato che oggetto dell'obbligo di riscossione accentrata sono i compensi
spettanti agli esercenti attività di lavoro autonomo medica e paramedica per le
prestazioni rese in esecuzione di un rapporto intrattenuto direttamente con il
paziente. Non devono essere riscossi, quindi, in modo unitario, né i compensi
per le prestazioni rese dal professionista nell'ambito di un rapporto in cui la
struttura sanitaria stessa è impegnata nell'organizzazione dei servizi medici e
paramedici, nella qualità di parte del rapporto contrattuale instaurato con il
cliente, né i compensi per le prestazioni effettuate in regime di intramoenia.
Nell'uno e nell'altro caso, infatti, non sussistono le
esigenze di monitoraggio dei pagamenti derivanti dall'esercizio di professioni
sanitarie. Se, dunque, la ragione giustificatrice della norma circoscrive
l'ambito applicativo oggettivo dell'obbligo di riscossione accentrata in nome e
per conto del professionista, la medesima ne estende, invece, al contempo,
l'ambito di applicazione sotto il profilo soggettivo.
La citata circolare n. 13 del 2007, infatti, definisce in modo molto ampio la nozione di
"struttura sanitaria privata" che è essenzialmente individuata in
relazione all'attività di concedere in uso, a qualunque titolo, i locali della
"struttura aziendale" per l'esercizio di attività di lavoro autonomo
mediche e paramediche; ne discende che nella fattispecie prospettata, per
"struttura aziendale" deve intendersi l'immobile provvisto delle
relative attrezzature o dell'organizzazione dei servizi strumentali
all'esercizio dell'attività medica e paramedica.
Né, come specificato nei documenti di prassi sopra
richiamati, è rilevante a forma in cui è organizzata la "struttura
sanitaria privata", che può assumere, quindi, la veste di società,
istituto, associazione, centro medico e diagnostico e ogni altro ente o soggetto
privato, con o senza scopo di lucro, così come la modalità, anche non
prevalente, di "operare nel settore dei servizi sanitari e
veterinari".
Si ritiene, pertanto, che qualora le ALFA mettano a
disposizione, a qualsiasi titolo, locali ad uso sanitario, forniti delle
attrezzature necessarie per l'esercizio della professione medica o paramendica,
ovvero organizzino servizi strumentali all'esercizio dell'attività stessa, sono
obbligate, ai sensi dell'art. 1 della legge n. 296 del 2006 ad effettuare in
modo unitario la riscossione dei compensi dovuti per l'attività di lavoro
autonomo svolta nei locali medesimi.
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