Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2728&Itemid=56
Timestamp: 2019-07-20 14:43:15+00:00
Document Index: 135044156

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 29', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 34', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 623', 'art. 7']

Metalmeccanici - Industria: PROTINT 8 giugno 1999
Data firma: 8 giugno 1999
Parti: Federmeccanica, Assistal e Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil
2. Sistema di relazioni sindacali
3. Salario e trattamento economico
A) Una Tantum.
B) Minimi tabellari.
C) Aumenti periodici d'anzianità.
D) Reintegro della gratifica natalizia o 13a mensilità nella base di calcolo del TFR.
E) Previdenza complementare.
F) Valore punto.
B) Orario plurisettimanale.
C) Permessi annui retribuiti per riduzioni di orario e in sostituzione delle festività abolite.
5. Straordinario
6. Titolarità congiunta
7. Commissioni di studio
8. Altri punti di accordo
1.1 - Situazione economico-sociale dell'industria metalmeccanica.
1.2 - Sviluppo industriale.
1.3 - Evoluzione della struttura organizzativa dell'industria metalmeccanica.
1.4 - Analisi e monitoraggio degli accordi aziendali sul Premio di risultato.
1.5 - Sistemi di partecipazione nelle aziende metalmeccaniche in Italia e in Europa e Dialogo sociale europeo.
2.1 - Situazione economico-sociale dell'industria metalmeccanica.
2.2 - Evoluzione della struttura organizzativa e produttiva dell'industria metalmeccanica.
2.3 - Analisi e monitoraggio degli accordi aziendali sul Premio di risultato.
4.1 - Commissione nazionale per la formazione professionale e l'apprendistato
4.2 - Commissioni territoriali per la formazione professionale e l'apprendistato.
4.3 - Commissioni aziendali per la formazione professionale.
5.1 - Commissione nazionale per le pari opportunità.
5.2 - Commissioni territoriali per le pari opportunità.
5.3 - Commissioni aziendali per le pari opportunità.
5.4 - Informazioni in materia di pari opportunità.
6.1 - Modifiche tecnologiche, organizzative e produttive.
6.2 - Investimenti, occupazione e attività indotte.
6.3 - Tecnologie di processo.
6.4 - Decentramento produttivo.
Allegato 3. Una tantum
Norma transitoria - Contratti di inserimento
Parte I - Disciplina speciale
Protocollo d'intesa 8 giugno 1999 per il rinnovo del CCNL 5 luglio 1994 per l'industria metalmeccanica privata e della installazione di impianti
Federmeccanica, Assistal e Fim, Fiom, Uilm, facendo seguito all'avvenuta accettazione della proposta conclusiva del negoziato di rinnovo del CCNL 5.7.94 formulata in data 8 giugno 1999 dal Ministro del lavoro Antonio Bassolino, definiscono i seguenti punti di intesa che costituiscono il riferimento per la successiva fase di stesura del testo contrattuale.
Parte modificata secondo il Testo allegato 1.
Parte modificata secondo il Testo allegato 2.
Essa, ai sensi dell'art. 13, legge 24.6.97 n. 196, può essere computata anche come durata media in un periodo non superiore ai 12 mesi nei casi previsti al successivo punto B), salvi gli accordi aziendali in materia.
Le parti convengono, a titolo di flessibilità sulla stagionalità dei prodotti e per le attività di installazione e montaggio, sull'orario plurisettimanale la cui media è di 40 ore settimanali che viene definito nella sua quantità in 64 ore annue con un massimo di orario settimanale di 48 ore e con una durata minima di 32 ore o formule compensative equivalenti. Per i lavoratori addetti a turni, nel caso in cui l'orario normale di lavoro sia articolato dal lunedì al venerdì, la durata massima settimanale sarà di 48 ore con il vincolo di un solo turno lavorabile nella giornata del sabato, ovvero 46 ore con 2 turni lavorabili nella giornata del sabato.
Le parti altresì concordano che, a livello aziendale, verranno convenute, tramite accordo, le modalità di attuazione oltreché i tempi di implementazione dell'orario settimanale di cui al presente punto B) con le RSU e le OO.SS. territoriali.
I limiti annui previsti ai commi 3 e 4 dell'art. 8, Disciplina speciale, parte I, sono aumentati di 50 ore.
Le parti convengono di istituire, a decorrere dall'1.1.2000, la Banca ore per tutti i lavoratori e per tutte le ore di straordinario prestate oltre le 80 ore annue per le imprese fino a 200 dipendenti e oltre le 32 ore annue per tutte le altre, a seconda delle volontà espresse.
- I lavoratori che dichiarano formalmente entro il mese successivo della prestazione straordinaria di volere il riposo, potranno fruirlo secondo le modalità e quantità già previste per il "conto ore".
- Le aziende forniranno ai lavoratori specifiche informazioni sulle modalità attuative della Banca-ore prima dell'avvio del nuovo istituto e prima del semestre successivo.
Alle RSU, secondo l'art. 8, Disciplina speciale, parte I, saranno fornite informazioni, in forma aggregata, sul rapporto tra ore accantonate e le ore di straordinario effettuate extra franchigia.
I riposi accantonati dovranno essere fruiti dal singolo lavoratore secondo le modalità e alle condizioni già previste per l'utilizzo dei permessi annui retribuiti di cui al precedente paragrafo 4 (Conto ore). Al termine del periodo, le eventuali ore ancora accantonate sono liquidate con la retribuzione in atto.
Nel mese di dicembre 2002, le parti procederanno a una verifica dei risultati dell'iniziativa anche per valutarne il prosieguo.
Le stesse modifiche si intendono apportate all'art. 7, Disciplina speciale, parte III.
Federmeccanica-Assistal e Fim-Fiom-Uilm convengono di costituire entro gennaio 2000 un Gruppo di lavoro paritetico, formato da 6 rappresentanti per ciascuno dei 2 gruppi di sindacati stipulanti (Federmeccanica-Assistal e Fim-Fiom-Uilm), al fine di approfondire le problematiche che coinvolgono i lavoratori con la qualifica di "quadro" e l'evoluzione normativa in materia di telelavoro.
In allegato 5 sono riportati i testi concordati relativi a:
- Part-time (da inserire nell'art. 1-bis, lett. A), Disciplina generale, Sezione III).
- Tempo determinato (da inserire nell'art. 1-bis, lett. B), Disciplina generale, Sezione III).
- Contratti di inserimento (da inserire nell'art. 1-bis, lett. B), Disciplina generale, Sezione III).
- Lavoro interinale (da inserire nell'art. 1-bis, lett. C), Disciplina generale, Sezione III).
- Aspettativa (da inserire negli artt. 14-bis e 12-bis, Disciplina speciale, rispettivamente parte I e III).
- Volontariato (da inserire negli artt. 22 e 17, Disciplina speciale, rispettivamente parte I e III).
- Malattia e infortunio (da inserire negli artt. 18-19 e 14, Disciplina speciale, rispettivamente parte I e III).
- Armonizzazione CCNL per le aziende ex-Intersind.
- Trasferte (art. 27, Disciplina speciale, parte I).
Per quanto concerne il diritto allo studio e la formazione professionale restano da definire le modifiche da apportare all'art. 29, Disciplina generale, Sezione III, anche al fine di recepire ed armonizzare la normativa esistente con il Regolamento attuativo del Ministero del lavoro ex art. 17, legge n. 196/97.
A) Agli stabilimenti appartenenti tradizionalmente al settore metalmeccanico nei quali la lavorazione del metallo abbia una presenza esclusiva, prevalente o quantitativamente rilevante.
- motocicli, motofurgoncini, carrozzerie relative, biciclette e loro parti e affini;
- aeromobili, veicoli spaziali e loro parti;
- vasellame, stoviglie, posate, coltelleria e affini, utensili e apparecchi da cucina;
- reti e tele metalliche, tubi flessibili, fili, corde, filai e trecce metalliche, catene;
- motrici idrauliche a vapore e a combustione interna, loro parti staccate e accessori caratteristici;
- impianti e apparecchi di sollevamento e trasporto;
- macchine e apparecchi per la generazione, trasformazione, misura e utilizzazione dell'energia;
- apparecchi e complessi per telegrafia, telefonia, elettroacustica, telecomunicazioni radiotelefonia, radiotelegrafia, registrazione e amplificazione sonora e televisione;
- apparecchi per la generazione e utilizzazione dell'energia termica per uso industriale, domestico e medicale;
- apparecchi, utensili e strumenti per la medicina, chirurgia, ortopedia o odontoiatria; macchine e apparecchi per scavi, perforazione, trivellazione di terreni, rocce, ecc,; per il trattamento meccanico di minerali e pietre; per la lavorazione di marmi e pietre e per la fabbricazione di laterizi, conglomerati, ceramiche, gres e affini;
- macchine e apparecchi per cantieri edili e stradali;
- macchine, apparecchi e accessori per fabbricare carta, cartoni, per cartotecnica, legatoria, stampa;
- macchine, apparecchi e accessori per l'industria tessile dell'abbigliamento;
- macchine e apparecchi per l'agricoltura e per le industrie agricole, alimentari, olearie, enologiche e del freddo; macchine e apparecchi per industrie chimiche e della gomma; utensili per macchine operatrici; strumenti di officina;
- utensili e attrezzi per arti e mestieri, ferri da taglio ed armi bianche;
- pompe, compressori, macchine pneumatiche, ventilatori, aspiratori, macchine e apparecchi affini, organi di chiusura e di regolazione per condotte di vapore e di fluidi in genere;
- apparecchi e attrezzature per impianti igienico-sanitari e di riscaldamento; macchine e apparecchi per disinfezione, condizionamento di aria, lavanderia e stireria; macchine e impianti per posta pneumatica e distributori automatici;
- armi e materiale metallico per uso bellico e da caccia e sportivo;
- macchine e apparecchi per lavorazioni e produzioni di meccanica varia e di meccanica affine, come: macchine e apparecchi per la prova, misura e controllo; apparecchi geofisici e topografici; macchine fotografiche, cinematografiche e di riproduzione, macchine da scrivere, calcolatrici, contabili, affrancatrici e simili; lavorazioni ottiche in genere;
- l'industria dell'installazione, manutenzione e gestione di impianti industriali, di impianti e di complessi meccanici, idraulici, termici, elettrici, telefonici, di reti telefoniche ed elettriche, di sollevamento ed ecologici e comunque di materiale metallico, ivi compresa l'installazione di impianti e di apparecchiature di segnalamento e di segnaletica stradale;
Alle produzioni di cui alle voci a), b), c), d), e), f) e g) si intendono connessi i procedimenti preliminari e complementari delle stesse e cioè cokeria, agglomerazione, trattamento termico
Le parti concordano che con la definizione di fucinatura siderurgica grossa e media che inizia dal lingotto o dal blumo, di cui alla voce d), comma D), non hanno inteso ampliare il concetto tradizionale di attività siderurgica, né hanno inteso restringerlo con la dizione di ghisa di prima fusione di cui alla voce a) stesso comma.
nonché per l'industria dell'installazione di impianti e di complessi meccanici, idraulici, termici, elettrici, telefonici, di reti telefoniche ed elettriche e comunque di materiale metallico ivi compresa l'installazione di impianti di segnaletica stradale che, a tutti i fini del presente contratto, è equiparata alla meccanica generale, sussiste nei limiti e per gli istituti per i quali è specificamente prevista nel presente contratto.
1) Le parti confermano che le aziende che svolgono attività di costruzione, ampliamento ed estensione di linee telefoniche ed elettriche, secondo i principi generali e la comune esperienza, svolgono un'attività che appartiene tradizionalmente al settore meccanico come definito nel Campo di applicazione del presente CCNL per l'industria metalmeccanica e della installazione degli impianti.
Ove sorgessero contestazioni nell'inquadramento di qualche unità nei settori previsti in caso di mancato accordo tra le Organizzazioni territoriali, le controversie saranno deferite alle Organizzazioni stipulanti.
La Federmeccanica, l'Assistal e i sindacati Fim-Fiom-Uilm, intendendo consolidare e dare ulteriore sviluppo alla scelta del metodo partecipativo contenuta nella Premessa al Contratto, individuano lo strumento più idoneo a questo fine in un sistema di osservatori congiunti paritetici.
Gli osservatori, articolati per aree tematiche, costituiranno una sede di analisi, verifica e confronto sistematici sui temi di rilevante interesse reciproco cosi come definiti nella presente Sezione I.
a) la struttura dell'industria metalmeccanica: numero dipendenti suddivisi per sesso e per categoria di inquadramento, numero imprese suddivise per classi dimensionali, facendo anche ricorso alle principali istituzioni statistiche;
c) l'andamento dell'occupazione nonché delle assunzioni e delle cessazioni del rapporto di lavoro nel settore, disaggregato per tipologia di rapporto di lavoro, per donne-uomini e livelli di inquadramento con particolare riferimento ai lavoratori extracomunitari, suddivisi per aree di provenienza, e ai soggetti aventi diritto ad assunzione obbligatoria;
d) l'andamento dei salari di fatto, disaggregato per donne-uomini e livelli di inquadramento, con indicazione disaggregata delle quantità retributive, le caratteristiche delle quali saranno individuate dalle parti in apposito incontro;
e) l'andamento degli orari di fatto, disaggregato per donne, uomini, impiegati e operai e per i diversi regimi di turno esistenti, con indicazione delle ore di lavoro prestate oltre l'orario ordinario e della misura delle ore per le quali vi è stato l'intervento della Cassa integrazione guadagni;
Quest'area tematica sarà dedicata all'approfondimento dei temi connessi allo sviluppo del settore metalmeccanico e alle misure di politica industriale che possono favorirlo. In tale contesto, con particolare riferimento alla situazione del Mezzogiorno e delle altre aree a più alta tensione occupazionale nonché alla realtà delle piccole imprese, saranno presi in considerazione:
In considerazione dei mutamenti organizzativi indotti dall'accresciuta concorrenza e competitività connesse alla globalizzazione dei mercati, la presente area tematica sarà dedicata all'analisi dei processi che investono l'industria metalmeccanica e dell'installazione di impianti per quanto riguarda:
A far data dall'1.1.2000, laddove non già costituiti, le associazioni territoriali imprenditoriali promuoveranno d'intesa con le analoghe istanze territoriali delle OO.SS. Fim, Fiom e Uilm, la costituzione di osservatori congiunti che, con riferimento alla situazione riferita al settore metalmeccanico, considerata globalmente nel territorio interessato, svolgono i propri compiti articolandosi nelle seguenti aree tematiche.
Le parti si impegnano a costituire l'osservatorio di cui al presente art. 2, in tempi rapidi e comunque non oltre il 31.12.2001; fino alla data di scadenza del presente CCNL rimangono in vigore le norme previste dall'art. 6 e dall'art. 10, comma 2, Disciplina generale, sezione I del CCNL 5.7.94.
a) la struttura dell'industria metalmeccanica: numero dipendenti suddivisi per sesso e per categoria di inquadramento, numero imprese suddivise per classi dimensionali;
A far data dall'1.1.2000 nelle aziende che occupano complessivamente più di 3.000 dipendenti, di cui almeno 1.000 dipendenti occupati nella medesima unità produttiva, saranno costituiti, su richiesta di una delle parti, Osservatori paritetici formati da 3 a 6 Rappresentanti dell'impresa e da un uguale numero di componenti in rappresentanza congiunta delle OO.SS., nazionali o territoriali, stipulanti il presente contratto e della RSU.
La Federmeccanica, l'Assistal e i sindacati Fim-Fiom-Uilm convengono di affidare alla Commissione nazionale per la formazione professionale e l'apprendistato, formata da 6 rappresentanti per ciascuno dei 2 gruppi di sindacati stipulanti (Federmeccanica-Assistal e Fim-Fiom-Uilm), oltre a quelli ad essa attribuiti dall'art. 5 del vigente contratto collettivo per la disciplina dell'apprendistato, i seguenti compiti:
c) promuovere presso i Ministeri competenti le iniziative idonee a sostenere le esigenze del settore metalmeccanico e delle installazioni di impianti;
A far data dall'1.1.2000, laddove non già costituite, le associazioni territoriali imprenditoriali promuoveranno d'intesa con le analoghe istanze territoriali delle OO.SS. Fim, Fiom e Uilm, la costituzione di Commissioni paritetiche sulla formazione professionale e l'apprendistato, formate da massimo 6 rappresentanti per ciascuno dei 2 gruppi di sindacati stipulanti (Federmeccanica-Assistal e Fim-Fiom-Uilm).
b) individuare congiuntamente le specifiche esigenze formative del settore metalmeccanico e dell'installazione di impianti, con riferimento all'evoluzione delle tecnologie impiegate utilizzando sia i risultati forniti dalla rilevazione dei fabbisogni formativi effettuata dall'Organismo paritetico regionale di cui all'accordo interconfederale 20.1.93 e successive intese in collegamento con l'attività della Commissione nazionale di cui alla lett. b) del punto 4.1., sia quelli emersi da ulteriori rilevazioni 'ad hoc' predisposte nel territorio, anche con riferimento ad iniziative di formazione continua eventualmente poste in essere dalle aziende;
f) proporre e favorire adeguati interventi formativi a favore delle fasce deboli; in particolare sulla base delle informazioni di cui alla lett. c) del punto 2.1. del precedente art. 2 le parti verificheranno le possibili iniziative tendenti a recuperare al sistema lavorativo i soggetti aventi diritto ad assunzione obbligatoria ai sensi della legge 2.4.68 n. 482, proponendo agli Enti istituzionalmente competenti in collegamento con l'Organismo bilaterale regionale di cui all'accordo interconfederale 20.1.93 e successive intese, corsi di qualificazione che consentano di agevolare il reinserimento lavorativo di questi soggetti, tenendo conto dei fabbisogni di professionalità delle imprese quali emergeranno dall'indagine a ciò prevista dal citato accordo interconfederale e degli eventuali apporti propositivi forniti dalla Commissione nazionale di cui al precedente punto 4.1;
g) promuovere d'intesa con le Commissioni di cui al punto 5.2. del successivo art. 5 idonee attività di formazione a favore delle donne in vista della piena attuazione degli obiettivi di parità previsti dalla legge 10.4.91 n. 125 nonché a favore delle lavoratrici in rientro dalla maternità.
Le Commissioni paritetiche territoriali si riuniscono di norma trimestralmente o su richiesta di una delle parti, presiedute a turno da un componente dei 2 gruppi che le hanno costituite, deliberano all'unanimità per l'attuazione dei compiti sopraindicati e annualmente riferiranno sull'attività svolta alla Commissione paritetica nazionale di cui al precedente punto 4.1.
A far data dall'1.1.2000, nelle aziende che occupano complessivamente più di 2.000 dipendenti, di cui almeno 350 occupati presso una stessa unità produttiva, sarà costituita, su richiesta di una delle parti, una Commissione paritetica sulla formazione professionale, formata da non più di 6 componenti rispettivamente in rappresentanza della Direzione e in rappresentanza congiunta delle OO.SS., nazionali o territoriali, stipulanti il presente contratto e della RSU, con il compito di:
In occasione degli incontri della Commissione sarà dato corso agli adempimenti di cui al punto 6.2, 2° capoverso, dell'art. 6, Disciplina generale, sezione I, del presente CCNL.
Le parti affidano alle Commissioni paritetiche disciplinate ai successivi punti 5.1 e 5.2 il compito di individuare iniziative dirette a promuovere presso le aziende comportamenti coerenti con i principi di parità di cui alla legge 9.12.77 n. 903, e alla legge 10.4.91 n. 125, e di pari opportunità nell'accesso al lavoro, nelle condizioni di impiego e nella formazione professionale.
Per la vigenza del presente CCNL viene confermata la "Commissione paritetica per le pari opportunità" costituita in sede nazionale e formata da 6 rappresentanti per ciascuno dei 2 gruppi di sindacati stipulanti (Federmeccanica-Assistal e Fim-Fiom-Uilm) con lo scopo di svolgere attività di studio, ricerca e promozione sui principi di parità di cui alla legge 9.12.77 n. 903, e alla legge 10.4.91, n. 125, e di individuare gli eventuali ostacoli che non consentono un'effettiva parità di opportunità tra donne e uomini nel lavoro nonché le modalità per un loro superamento.
1) studiando le caratteristiche del mercato del lavoro e l'andamento della occupazione femminile nel settore con riferimento alle diverse tipologie di rapporto di lavoro (contratti di formazione e lavoro, contratti part-time, ecc.) e all'utilizzo degli strumenti legali per fronteggiare crisi, ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali, utilizzando i dati dell'Osservatorio nazionale;
2) seguendo l'evoluzione della legislazione italiana ed estera in materia di pari opportunità nel lavoro anche in riferimento al programma di azione della Comunità europea 1991-95 e successivo e al programma di azione per l'attuazione della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali; con il compito di:
a) analizzare le caratteristiche della presenza femminile nel settore e individuare iniziative in materia di orientamento e formazione professionale al fine di agevolare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, favorire la diversificazione delle scelte lavorative e l'accesso a nuove professionalità, con particolare attenzione alle realtà aziendali interessate da processi di ristrutturazione e riorganizzazione, in collegamento con l'Organismo paritetico bilaterale di cui all'accordo interconfederale 20.1.93 e successive intese, con la Commissione nazionale di cui al precedente art. 34 e con gli organismi istituzionali operanti in materia;
d) raccogliere e segnalare alle Commissioni territoriali di cui al successivo punto 5.2 significative iniziative di azioni positive adottate nelle aziende metalmeccaniche aderenti a Federmeccanica e Assistal con l'indicazione dei risultati che ne sono conseguiti;
La Commissione si riunisce di norma trimestralmente o su richiesta di una delle parti, presieduta a turno da un componente dei 2 gruppi, delibera all'unanimità per l'attuazione dei compiti sopraindicati e annualmente riferisce sulla propria attività e su quella svolta dalle Commissioni di cui al successivo punto 5.2, alle delegazioni che hanno stipulato il presente contratto.
A far data dall'1.1.2000, laddove non già costituite, le associazioni territoriali imprenditoriali promuoveranno di intesa con le analoghe istanze territoriali delle OO.SS. stipulanti la costituzione, a titolo sperimentale, di Commissioni paritetiche per le pari opportunità composte da 6 rappresentanti nominati dall'associazione territoriale imprenditoriale e 6 rappresentanti nominati dalle istanze territoriali delle OO.SS. stesse. Le Commissioni così costituite hanno il compito di svolgere, con specifico riferimento alla realtà locale e in collaborazione con gli organismi territoriali di cui all'art. 2, attività di studio ricerca e promozione sui principi di parità di cui alla legge 9.12.77 n. 903, e alla legge 10.4.91 n. 125, e di individuare gli eventuali ostacoli che non consentono un'effettiva parità di opportunità tra donne e uomini nel lavoro nonché le modalità per un loro superamento.
b) proporre alle parti che hanno costituito la Commissione stessa, in collaborazione con la Commissione paritetica territoriale di cui al precedente art. 4, specifiche iniziative in materia di orientamento e formazione professionale al fine di agevolare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro in collaborazione con la Regione e in raccordo con gli "organismi paritetici per la formazione professionale" operanti nel territorio ai sensi dell'accordo interconfederale 20.1.93 e successive intese;
d) valutare la possibilità di sperimentare iniziative di azioni positive anche su indicazione della Commissione nazionale ai sensi della lett. c) del punto 5.1. A tal fine, su richiesta congiunta degli interessati alle iniziative suddette e delle Commissioni paritetiche costituite in sede aziendale, la Commissione territoriale potrà costituire nel suo ambito un apposito gruppo di lavoro paritetico incaricato di seguirne l'attuazione in collaborazione con coloro i quali hanno effettuato la richiesta;
e) considerare l'opportunità di effettuare nell'ambito territoriale ricerche o indagini sulla diffusione e le caratteristiche delle molestie sessuali nei luoghi di lavoro al fine di promuovere, in collegamento con l'attività della Commissione nazionale di cui alla lett. f) del punto 5.1, comportamenti coerenti con gli obiettivi di tutela della dignità degli uomini e delle donne nell'ambiente di lavoro.
Le Commissioni paritetiche territoriali si riuniscono di norma trimestralmente o su richiesta di una delle parti, presiedute a turno da un componente dei 2 gruppi che le hanno costituite, deliberano all'unanimità per l'attuazione dei compiti sopraindicati e, dopo il 1° anno, riferiranno sull'attività svolta alla Commissione paritetica nazionale di cui al precedente punto 5.1.
A far data dall'1.1.2000, nelle aziende che occupano complessivamente più di 2.000 dipendenti, di cui almeno 350 occupati presso una stessa unità produttiva, sarà costituita, su richiesta di una delle parti, una Commissione paritetica per le pari opportunità, formata da non più di 6 componenti rispettivamente in rappresentanza della Direzione e in rappresentanza congiunta delle OO.SS., nazionali o territoriali, stipulanti il presente contratto e della RSU.
L'eventuale realizzazione delle iniziative avverrà, come previsto alla lett. d) del punto 5.2, in collaborazione con la Commissione territoriale.
b) Esamina le eventuali controversie circa l'applicazione in azienda dei principi di parità di cui all'art. 4, commi 1 e 2, legge n. 125/91 con l'obiettivo di promuovere una loro pacifica composizione, al fine di evitare il ricorso ad altre forme di tutela.
Le Direzioni degli stabilimenti con più di 200 dipendenti informeranno le RSU e tramite l'associazione imprenditoriale di competenza, i Sindacati provinciali di categoria intorno a sostanziali modifiche del sistema produttivo che investano in modo determinante le tecnologie fino allora adottate o l'organizzazione complessiva del lavoro, o il tipo di produzione in atto e influiscano complessivamente sull'occupazione.
Premesso che le disposizioni di questo punto non riguardano le ricorrenti modifiche dell'organizzazione del lavoro e dei mezzi di produzione che attengono al normale miglioramento dei risultati dell'attività imprenditoriale e fatte salve le procedure d'informazione previste dall'accordo interconfederale sui licenziamenti collettivi e dalla legge n. 164/75 in materia di applicazione della CIG ordinaria e straordinaria, di norma annualmente entro il 1° quadrimestre, o su richiesta delle OO.SS. provinciali, le Direzioni delle unità produttive con più di 500 dipendenti, forniranno informazioni alle RSU e tramite l'associazione territoriale imprenditoriale di competenza, alle Organizzazioni provinciali dei Sindacati stipulanti, in presenza della definizione di programmi di sostanziale modifica delle tecnologie di processo fino ad allora adottate che abbiano rilevanti conseguenze sull'organizzazione del lavoro, sulle condizioni prestative e sull'occupazione.
Qualora si determinasse nel corso dell'anno, e dopo che il suddetto adempimento è stato compiuto, una situazione analoga a quella per la quale erano state fornite le informazioni le Direzioni delle unità produttive di cui sopra completeranno l'informazione con le medesime procedure e modalità.
In apertura degli incontri previsti in questo art. 6, la Direzione dell'unità produttiva comunicherà volta a volta agli organismi interessati se le informazioni che verranno trasmesse abbiano la caratteristica di segreto industriale prevista per l'applicazione dell'art. 623 c.p.
Di norma annualmente le aziende che occupano più di 200 dipendenti renderanno ai Sindacati provinciali di categoria congiuntamente alle RSU, su richiesta degli stessi nel corso di un apposito incontro convocato dall'associazione imprenditoriale nella cui area di competenza si trova la Direzione dell'azienda interessata, informazioni intorno alle caratteristiche generali del decentramento produttivo avente carattere permanente e/o ricorrente nonché riguardo all'articolazione per tipologie dell'attività decentrata e alla sua localizzazione indicata per grandi aree territoriali.
1. L'impresa, nell'ambito della percentuale del 2% valuterà positivamente, in funzione della fungibilità del lavoratore interessato, la richiesta di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale nei seguenti casi: necessità di assistere genitori, coniuge o convivente, figli, e altri familiari conviventi senza alcuna possibilità alternativa di assistenza, gravemente ammalati o portatori di handicap o che accedano a programmi terapeutici e di riabilitazione per tossicodipendenti; necessità di accudire i figli fino al compimento dei 7 anni.
Nel caso di valutazione negativa da parte dell'impresa in relazione alla infungibilità o allo scostamento dalla percentuale del 2%, sarà svolto un confronto con le RSU per individuare un'idonea soluzione.
4. La Direzione comunica preventivamente, di norma 5 giorni prima, alla RSU il numero dei lavoratori interinali, la qualifica, le modalità e la durata dell'utilizzo, e i motivi del ricorso al lavoro temporaneo. Ove ricorrano motivate ragioni di urgenza e necessità, la predetta comunicazione è fornita entro i 3 giorni successivi alla stipula del contratto di fornitura.
5. Secondo quanto disposto dall'art. 7, comma 2, legge n. 196/97, ai lavoratori interinali è riconosciuto il diritto a partecipare alle assemblee del personale dipendente delle imprese utilizzatrici.