Source: https://danielemajori.com/2014/10/01/annullamento-dufficio-d-i-a-illegittima/
Timestamp: 2019-04-24 11:00:54+00:00
Document Index: 73257678

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 23', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 23', 'sentenza ', 'sentenza ']

E’ illegittimo l’operato dell’Amministrazione comunale che – anziché procedere all’annullamento d’ufficio della d.i.a. ritenuta illegittima – provvede direttamente, senza alcuna motivazione ulteriore rispetto alla ritenuta illegittimità delle opere eseguite, ad ordinare la sospensione dei lavori e la rimozione degli interventi realizzati: in tal modo, infatti, vengono violate le garanzie previste dall’art. 19 l. n. 241/1990 che, in presenza di una d.i.a. illegittima, consente certamente all’Amministrazione di intervenire anche oltre il termine perentorio di cui all’art. 23, co. 6, d.P.r. n. 380/2001, ma solo alle condizioni (e seguendo il procedimento) cui la legge subordina il potere di annullamento d’ufficio dei provvedimenti amministrativi. | Avvocato Daniele Majori
Autotutela, D.I.A./S.C.I.A., Edilizia e urbanistica
Archiviato in affidamento, annullamento d’ufficio, art. 19 l. n. 241/1990, art. 21-nonies l. n. 241 del 1990, art. 23 comma 6 d.p.r. n. 380/2001, autotutela, carenza dei presupposti, consolidamento, decorso del tempo, demolizione, dia, illegittimità, interesse pubblico, motivazione, potere inibitorio-repressivo, provvedimento repressivo-inibitorio, rimozione degli interventi realizzati, sessanta giorni dalla presentazione della d.i.a., sospensione dei lavori, termine perentorio
(Consiglio di Stato, sez. VI, 22 settembre 2014, n. 4780)
«[R]isulta, nel caso di specie, dirimente la circostanza (non contestata) secondo cui il provvedimento di demolizione impugnato ha ad oggetto lavori regolarmente assentiti in base alla d.i.a. del 19 giugno 2008, n. 41741.
10. L’appello va, dunque, accolto e, per l’effetto in riforma della sentenza impugnata, deve essere annullato il provvedimento impugnato in primo grado».
« In caso di annullamento di un atto per vizi formali, che non intaccano sostanzialmente la discrezionalità dell’agire della pubblica amministrazione (nella fattispecie, l’annullamento era stato disposto per omessa comunicazione dell’avvio del procedimento), non c’è spazio per alcun risarcimento del danno, poiché la pretesa alla legittimità (formale) del provvedimento viene adeguatamente ristorata attraverso l’eliminazione del vizio formale stesso e, ciò, tutte le volte che la sentenza non ha deciso nulla in ordine alla spettanza o meno del sottostante bene della vita.
Secondo il Tar Catania è possibile che l’avvalimento si sostanzi unicamente nella fornitura dell’attestazione SOA, senza che sia necessaria anche la messa a disposizione di elementi “materiali” a supporto, quali mezzi, strumenti, risorse umane, etc. »