Source: http://www.nuovopanoramasindacale.it/index.php/siamo-un-paese-normale/
Timestamp: 2017-09-22 02:39:35+00:00
Document Index: 113097783

Matched Legal Cases: ['art 76', 'art. 76', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

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“Inoltre il predetto Decreto appare violare l’art 76 della Costituzione per evidente eccesso di delega.
Ricordiamo che a norma dell’art. 76 Costituzione la legge di delega deve recare la determinazione dei principi e criteri direttivi ai quali il Governo nell’esercizio della funzione legislativa ha l’obbligo di attenersi.
La dottrina si è posta il quesito se sia possibile distinguere i principi dai criteri direttivi e l’orientamento prevalente sul punto sembrerebbe condividere la tesi per cui la formula in questione andrebbe intesa come una endiadi in quanto i principi e criteri direttivi sarebbero due modi diversi di esprimere un unico limite.
Nel caso che ci occupa i principi e i criteri direttivi cui l’esercizio del potere delegato deve uniformarsi sono quelli stabiliti dall’art. 2 della L. 183/10 che nell’affidare al Governo la riorganizzazione degli Enti vigilati dal Ministrato del lavoro e della salute, tra i quali anche la Croce Rossa Italiana, ha tassativamente stabilito le direttive nei punti a), b), c), d), e).
Dettati i criteri e principi, in merito alla loro osservanza da parte del legislatore delegato la Corte Costituzionale ha affermato che la discrezionalità nell’esercizio delle delega dipende dal “grado di specificità dei principi e criteri fissati nella legge delega” (Corte Cost. 199/2003).
Ma la questione è stranamente sfuggita al Tribunale di Chieti che con la sentenza n. 317/2015 ha ritenuto che non sussistevano elementi validi per rimettere la questione alla Corte Costituzionale !!! Oggi siamo a poco più di 150 giorni alla chiusura definitiva di una struttura (l’Ente Strumentale alla Croce Rossa Italiana) e finalmente il Tribunale Amministrativo del Lazio ha ritenuto che vi fosse nel Decreto 178/12 un eccesso di delega …. si è accesa la scintilla che dovrebbe bruciare quella “riformicchia” del 2012.
All’esame del Diritto “esistente” effettuato dal TAR Lazio (omissis) “prospettano al riguardo censure di violazione di legge ed eccesso di potere sotto vari profili, con ulteriore eccezione di incostituzionalità che investe, in via prioritaria, l’art. 5 del citato decreto legislativo, ma anche, sostanzialmente, l’intero impianto della disposta ristrutturazione dell’Ente.” … (omissis)
A seguito della elencazione della formale delega al Governo prevista dall’art. 2, comma 1 della Legge 183 del 4.11.2010, il TAR Lazio ritiene (omissis) “A fronte di tali disposizioni – che non sembrano suggerire interventi totalmente innovativi, né certamente soppressivi, degli enti da riorganizzare – il decreto legislativo n. 178 del 2012 opera un’integrale rinnovazione strutturale per quanto riguarda la Croce Rossa Italiana, già ente pubblico non economico …” … (omissis)
“In tale contesto il fattore, che non appare riconducibile alla volontà del legislatore delegante, non è tanto la privatizzazione (che, nell’ormai acquisita concezione funzionale di Stato, vede normalmente esercitate da privati funzioni pubbliche: cfr. Cons. Stato, Ad. Plen. 28 giugno 2016, n. 14; Cons. Stato, sez. VI, 26 maggio 2015, n. 2660) – quanto l’assenza di concrete garanzie di continuità per l’assolvimento dei compiti istituzionali, tradizionalmente affidati alla Croce Rossa Italiana e fatti salvi dalla legge delega (art. 2, comma 1 cit.).” … (omissis)
“Anche in esito all’istruttoria condotta, non appare contestabile – né viene formalmente contestato – che la smobilitazione delle risorse e di gran parte del personale abbia compromesso la prosecuzione dell’attività della C.R.I., nella dimensione sopra indicata, né al personale in mobilità risulta assicurata la conservazione di funzioni, cui certamente corrispondono professionalità specifiche …” … (omissis)
Come già in precedenza accennato, infatti, l’art. 2 della legge delega n. 183 del 2010, in quanto riferito a mera “riorganizzazione”, non sembra estendersi a interventi di tipo anche soppressivo dell’Ente, come quelli che – nel caso di specie – portano alla liquidazione ed estinzione della Croce Rossa Italiana, nonché all’istituzione di una nuova entità, in forma associativa e di natura privata, dai compiti genericamente analoghi, ma senza alcuna garanzia di effettività e continuità.” … (omissis)
“In tale ottica, praticamente l’intero impianto del d.lgs. n. 178 del 2012 (articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 8) appare invece frutto di eccesso di delega, né si presta ad interpretazione costituzionalmente orientata, in quanto non riconducibile ad una chiara volontà del legislatore delegante, le cui finalità di mera riorganizzazione e riordino del rapporto di vigilanza – ferme restando le funzioni attribuite agli enti e le disposizioni vigenti per il personale in servizio – sono state rispettate per altri enti e istituti, che in attuazione del medesimo art. 2 della legge n. 183 del 2010 non hanno perso la propria natura giuridica, senza alcun negativo impatto sul personale (cfr. d. lgs. n. 106 del 2012, riferito agli Istituti zooprofilattici sperimentali, all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e alla Lega italiana per la lotta contro i tumori)” … (omissis)
“Nella situazione in esame può ritenersi che la delega – non specificamente riguardante la C.R.I., ma riferita (come già in precedenza ricordato) ad un generale riordino organizzativo “degli enti vigilati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero della Salute” – con meri fini di semplificazione, contenimento della spesa pubblica e ridefinizione dei rapporti di vigilanza – non autorizzasse disposizioni, incidenti in modo innovativo su un ente pubblico, la cui soppressione avrebbe dovuto essere frutto di meditata scelta politica, certamente sottratta al legislatore delegato.” (omissis)
Se vero è che forse siamo solo agli albori di un percorso processuale, non possiamo fare a meno di domandarci come tutto ciò andrà a finire … quando ciò che rimane della CRI già non sarà più. ….Non siamo un paese normale …