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Timestamp: 2019-12-10 16:51:01+00:00
Document Index: 124182901

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1363', 'sentenza ']

E' insindacabile dalla Cassazione l'interpretazione della volontà negoziale compiuta dal giudice di merito | Studio Legale Parenti
E’ insindacabile dalla Cassazione l’interpretazione della volontà negoziale compiuta dal giudice di merito
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Corte di Cassazione, sentenza n. 20106 del 18.09.2009
La Suprema Corte con la sentenza in esame ha precisato che le aziende, per lo più multinazionali che si trovano in posizione dominante commettono abuso di diritto, senza violare direttamente la legge, quando utilizzano in modo alterato gli schemi contrattuali per conseguire obiettivi diversi e ulteriori rispetto a quelli indicati dal legislatore. L’azienda multinazionale che si approfitta dei piccoli con un contratto che, nonostante a norma, sia capestro, deve risarcire anche i danni.
Corte di Cassazione, sentenza n. 19205 del 07.09.2009
La Suprema Corte con la sentenza in esame ha precisato che in relazione alle norme del codice civile che riguardano l’interpretazione dei contratti e delle singole clausole contrattuali (e in particolare con riferimento agli articoli 1362 e 1363), la valutazione compiuta dal giudice sulla volontà negoziale delle parti attiene al merito e, “se sorretta da motivazione adeguata e non illogica, è insuscettibile di controllo” nel giudizio di Cassazione. Nella parte motiva della sentenza la Corte richiama una precedente decisione (la numero 2957 del 2009). Nel caso preso in esame dai supremi giudici non è stata ravvisata dunque violazione o falsa applicazione di legge non è insufficiente o contraddittoria motivazione. L’articolo 1362 infatti dispone che “Nell’interpretare il contratto si deve indagare quale sia stata la comune intenzione delle parti e non limitarsi al senso letterale delle parole” e che “per determinare la comune intenzione delle parti, si deve valutare il loro comportamento complessivo anche posteriore alla conclusione del contratto”. Anche il successivo art. 1363 si limita a stabilire che “le clausole del contratto si interpretano le une per mezzo delle altre, attribuendo il senso che risulta dal complesso dell’atto”. Ora, nella sentenza la Cassazione ha rilevato che il giudice di merito nel compiere la sua valutazione ha preso in esame la corrispondenza tra le parti e ne ha valutato la volontà negoziale. E la sua valutazione dunque non è insindacabile.
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