Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/polizia
Timestamp: 2018-04-26 17:39:01+00:00
Document Index: 29738450

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 348', 'art. 55', 'art. 327', 'art. 59', 'art. 55', 'art. 56', 'art. 6', 'art. 56', 'art. 56', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 57', 'art. 148']

Polizia – La Legge per tutti
Che significa? Polizia
Polizia amministrativa (d. amm.): Il D.Lgs. 112/1998 (artt. 158 ss.), a differenza del D.P.R. 616/1977, dà una definizione precisa di Polizia, traducendo in norma di legge una consolidata prassi interpretativa della Corte costituzionale.
Per Polizia si intende quel complesso di funzioni e compiti che concernono le misure dirette ad evitare danni o pregiudizi che possono essere arrecati ai soggetti giuridici ed alle cose nello svolgimento di attività relative alle materie nelle quali lo Stato conserva competenze amministrative, oppure in quelle in cui vengono esercitate le competenze, anche delegate, di Regioni ed enti locali.
Si distingue, così, una Polizia generale e una Polizia locale o regionale, che a loro volta si contrappongono alla Polizia di sicurezza.
Polizia di sicurezza (d. pub.) (leg. di p.s.): Branca dell’attività di Polizia volta a garantire la preservazione dell’ordine pubblico, la sicurezza personale dei singoli componenti del corpo sociale, la loro incolumità, nonché l’integrità dei diritti patrimoniali.
La Polizia si differenzia dalla Polizia giudiziaria [vedi], in quanto, mentre la seconda attende ad una funzione repressiva, intervenendo solo dopo la commissione del fatto di reato allo scopo di individuare l’autore e di impedirne l’aggravamento, la prima esercita una funzione preventiva, estrinsecantesi in una attività di vigilanza, diretta ad impedire il verificarsi di fatti dannosi.
Le funzioni di Polizia sono principalmente esercitate, ai sensi dell’art. 16 della L. 121/1981, dalle seguenti forze di Polizia:
— Polizia di Stato [vedi];
— Arma dei Carabinieri [vedi], forza armata in servizio permanente di pubblica sicurezza;
— Corpo della Guardia di Finanza [vedi], per il concorso al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Le autorità di Polizia si distinguono in:
— Autorità nazionale (Ministro dell’interno);
Polizia di Stato (d. pub.): La L. 121/1981, successivamente modificata ex L. 668/1986, ha varato il nuovo ordinamento dell’amministrazione della Polizia di Stato con lo scopo di smilitarizzare la Polizia, liberandola da un ordinamento anacronistico.
Con la L. 121/1981 la Polizia di Stato, infatti, perde l’immagine di piccolo esercito organizzato gerarchicamente e sottoposto alla giurisdizione dei tribunali militari, per trasformarsi in un servizio civile che risponde del suo operato dinanzi alla giurisdizione ordinaria.
Tra i compiti istituzionali della Polizia di Stato al primo posto si colloca la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, la cui responsabilità generale si fa ricadere sul Ministro dell’interno, il quale ne risponde dinanzi al Parlamento [vedi].
Polizia giudiziaria (d. p. pen.): La Costituzione attribuisce all’autorità giudiziaria la facoltà di disporre direttamente della Polizia giudiziaria (P.G.).
La Polizia giudiziaria, come soggetto del procedimento penale, ha la titolarità di poteri investigativi che sono autonomi fino a quando il pubblico ministero [vedi], cui deve riferire la notizia di reato senza ritardo, non abbia assunto la direzione delle indagini ed impartito le direttive necessarie (art. 348 c.p.p.).
Va sottolineato, tuttavia, che anche dopo l’assunzione della direzione delle indagini da parte del P.M., la Polizia giudiziaria può svolgere indagini di propria iniziativa.
L’art. 55 c.p.p. definisce le funzioni della Polizia giudiziaria, che possono così sintetizzarsi:
— raccogliere quanto possa servire per l’applicazione della legge penale.
La regola della diretta disponibilità della Polizia giudiziaria da parte dell’autorità giudiziaria trova una ulteriore conferma nell’art. 327 c.p.p., che affida la direzione delle indagini preliminari [vedi] al P.M., il quale «dispone direttamente della Polizia giudiziaria». Va evidenziato, però, che il D.L. 27-7-2005, n. 144 (conv. in L. 31-7-2005, n. 155), al fine di disporre di un numero maggiore di uomini e mezzi nelle attività investigative e di contrasto alla criminalità ed al terrorismo, ha modificato il disposto dell’art. 59 c.p.p., precisando che la subordinazione della Polizia giudiziaria è limitata alle funzioni di indagine di cui all’art. 55, in modo da sgravare gli organi di polizia da attività non investigative (es. notifiche [vedi Notificazione]) spesso loro affidate dai magistrati.
Le articolazioni della polizia giudiziaria
La polizia giudiziaria, secondo la disciplina attuale, prevede tre articolazioni:
– sezioni di polizia giudiziaria: sono istituite presso gli uffici della Procura della Repubblica e risultano costituite da personale in numero doppio rispetto a quello dei magistrati addetti (art. 56, lett. b), c.p.p. e art. 6 disp. att. c.p.p.). Esse dipendono dai magistrati dell’ufficio presso il quale sono istituite ed il personale non può essere distolto dall’attività cui è assegnato se non per disposizione del magistrato da cui dipende;
– servizi di polizia giudiziaria: sono istituiti presso le Questure, i Comandi dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, adibiti con continuità al compimento delle indagini, ma conservando la dipendenza originaria, essendo prevista solo una funzione di sorveglianza e controllo sull’efficienza di tali servizi da parte del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale (art. 56, lett. a), c.p.p.);
– organi di polizia giudiziaria: per essi è prevista una dipendenza generica, conseguente alla necessità che ufficiali ed agenti che abbiano avuto notizia di fatti costituenti reato svolgano le indagini conseguenti (art. 56, lett. c), c.p.p.).
Polizia locale (d. amm.): È quella parte della Polizia amministrativa [vedi] destinata a svolgere le funzioni di vigilanza, prevenzione e repressione nell’ambito regionale, provinciale o comunale, nonché sulle Città metropolitane [vedi], a tutela degli interessi specifici delle comunità locali.
La Polizia opera alle dirette dipendenze dell’ente locale.
La Polizia amministrativa si distingue, così, dalla Polizia di sicurezza, che ricomprende le misure preventive e repressive dirette al mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza delle istituzioni, dei cittadini e dei loro beni. La Polizia di sicurezza resta riservata allo Stato, così come le funzioni di Polizia amministrativa nelle materie e relativamente ai compiti rispettivamente conservati allo Stato ex legge delega 59/1997.
La Polizia è suddivisa nei vari settori in cui è destinata ad operare, corrispondenti alle singole materie di vigilanza e controllo.
Polizia locale (d. amm.): E’ quella parte della Polizia amministrativa [vedi] destinata a svolgere le funzioni di vigilanza, prevenzione e repressione nell’ambito regionale, provinciale o comunale, nonché sulle Città metropolitane [vedi], a tutela degli interessi specifici delle comunità locali.
La Polizia amministrativa si distingue, così, dalla Poliziadi sicurezza, che ricomprende le misure preventive e repressive dirette al mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza delle istituzioni, dei cittadini e dei loro beni. La Polizia di sicurezza resta riservata allo Stato, così come le funzioni di Polizia amministrativa nelle materie e relativamente ai compiti rispettivamente conservati allo Stato ex legge delega 59/1997.
FUNZIONI SVOLTE DALLA POLIZIA LOCALE
Polizia commerciale: e annonaria vigila sull’esercizio del commercio, soprattutto sui generi di prima necessità per prevenire gli abusi in danno dei consumatori e controllare che gli esercenti rispettino le disposizioni igienico-sanitarie.
Polizia demaniale: vigila sul corretto uso, da parte dei cittadini, dei beni pubblici e reprime eventuali danni sui beni demaniali, patrimoniali indisponibili ed in particolare sulle strade, autostrade, strade ferrate, aerodromi, acquedotti, cimiteri, fognature etc.
Polizia edilizia: vigila sull’osservanza delle disposizioni legislative e regolamentari relative alle costruzioni e sul rispetto dei piani regolatori e di fabbricazione al fine di assicurare un organico ed armonico sviluppo estetico, funzionale ed igienico dell’agglomerato urbano.
Polizia metrica: vigila sul rispetto della fede pubblica nello svolgimento dell’attività commerciale e delle relative contrattazioni attraverso la verifica ed il controllo dell’uniformità e della precisione di tutti gli strumenti usati per pesare e misurare.
Polizia mortuaria: assicura l’esatta osservanza delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di cimiteri, sepoltura dei defunti e di trasferimento di salme al fine di tutelare la salute dei cittadini ed evitare l’insorgere e il diffondersi di epidemie.
Polizia rurale: vigila sull’osservanza delle disposizioni legislative e regolamentari relative alle colture agrarie, al bestiame e, in genere, sul regolare svolgimento della vita sociale nelle campagne.
Polizia sanitaria: vigila sull’esatta osservanza di tutte le misure igienico-sanitarie dettate in materia di salute pubblica, controllando il suolo, i centri urbani, le sostanze alimentari e le acque destinate all’alimentazione, i mercati ed i pubblici esercizi.
Polizia stradale: vigila sull’osservanza e sull’esatta applicazione, da parte degli utenti delle strade private e delle strade di proprietà dell’ente locale, delle norme contenute nel Codice della strada e nelle leggi complementari vigenti in materia.
Polizia urbana: vigila sull’osservanza, da parte dei cittadini, delle disposizioni legislative e regolamentari, nonché delle ordinanze emanate dagli organi competenti allo scopo di assicurare un ordinato e pacifico svolgimento della vita e dell’attività dei cittadini stessi all’interno dei centri urbani.
Polizia veterinaria: tutela il patrimonio zootecnico comunale, vigilando sull’osservanza delle disposizioni imposte dalle condizioni locali per l’assistenza veterinaria, sull’applicazione delle norme di polizia e delle norme sanitarie prescritte per gli alimenti di origine animale.
Polizia penitenziaria (d. penit.): Con la L. 15 dicembre 1990, n. 395 istitutiva del corpo di Polizia penitenziaria si è addivenuti alla smilitarizzazione degli agenti di custodia rimuovendo, così, gli ostacoli che impedivano, tra l’altro, alle donne l’accesso a tutte le qualifiche ed il pieno impiego, con parità di diritti e doveri, nei servizi penitenziari.
Il corpo è stato posto alle dipendenze del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
La legge di riforma istitutiva della Polizia penitenziaria si è ispirata al modello-base della riforma della Polizia del 1981, operando una equiparazione tra i due corpi civili, disponendo uguale trattamento economico ed identiche qualifiche che sono, in ordine decrescente, le seguenti:
— Ispettore superiore;
— Ispettore capo;
— Ispettore;
— Vice Ispettore;
— Sovrintendente capo;
— Sovrintendente;
— Vice Sovrintendente;
— Assistente capo;
— Assistente;
— Agente scelto;
Il D.Lgs. 21 maggio 2000, n. 146 ha istituito il ruolo direttivo della Polizia penitenziaria, articolato nelle seguenti qualifiche, con ordine gerarchico e con livello analogo a quello del corrispondente ruolo dei commissari della Polizia di Stato (art. 5):
— vice commissario penitenziario;
— commissario penitenziario;
— commissario capo penitenziario;
— commissario coordinatore penitenziario.
Le funzioni istituzionali della Polizia penitenziaria, riguardano l’esecuzione dei provvedimenti restrittivi della libertà personale; il mantenimento dell’ordine e della sicurezza all’interno degli istituti di prevenzione e di pena; la partecipazione alle attività di trattamento rieducativo dei detenuti e degli internati; il servizio di traduzione dei detenuti e degli internati; il servizio di piantonamento dei detenuti e degli internati ricoverati in luoghi di cura esterni (art. 5, L. 395/1990).
Ai sensi della L. 121/1981, la Polizia penitenziaria svolge anche compiti di ordine e sicurezza pubblica nonché di pubblica sicurezza. Inoltre, al personale di Polizia penitenziaria spettano i servizi di Polizia stradale.
Infine, la Polizia penitenziaria svolge funzioni di Polizia giudiziaria (art. 57, comma 3, c.p.p.) e in caso di urgenza, nei procedimenti con detenuti ed in quelli davanti al tribunale del riesame esegue le notificazioni (art. 148, comma 2, c.p.p.).