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Timestamp: 2019-01-17 03:52:43+00:00
Document Index: 69880520

Matched Legal Cases: ['art. 445', 'art. 445', 'sentenza ', 'art. 152', 'art. 445', 'art. 384', 'art. 152', 'art. 375', 'sentenza ', 'art. 384', 'art. 152', 'art. 42', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 12030 del 10/06/2016 – La Legge per tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12030 del 10/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 10/06/2016, (ud. 24/05/2016, dep. 10/06/2016), n.12030
sul ricorso 3328/2015 proposto da:
avverso il decreto del TRIBUNALE di RAGUSA del 28/7/2014, depositato
il 28/7/2014;
“Con ricorso del 9/8/2013, F.S. presentava istanza per accertamento tecnico preventivo, ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., per la verifica della propria condizione inabilitante ai fini del riconoscimento del diritto all’assegno mensile di assistenza (presupponente una riduzione permanente della capacità lavorativa rispettivamente in misura pari o superiore al 74%). Il c.t.u.
officiato accertava solo la sussistenza di una invalidità del 67%.
Avverso tali conclusioni non venivano mosse contestazioni. Il Tribunale, con decreto ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., comma 5, omologava l’accertamento relativo requisito sanitario. Con lo stesso decreto il Giudice poneva a carico dell’I.N.P.S. le spese processuali nonchè quelle della c.t.u., liquidate come da separato decreto.
F.S. è rimasta intimata.
Con il motivo di ricorso l’I.N.P.S. censura la sentenza per violazione degli artt. 91, 92, 113 e 116 c.p.c. e art. 152 disp. att. c.p.c., in relazione all’art. 445 bis c.p.c., comma 5; lamenta che esso Istituto, nonostante fosse stata parte totalmente vittoriosa, sia stato condannato al pagamento delle spese processuali doglianze, invero, riguardano solo la parte della pronuncia nella quale è liquidata al difensore della ricorrente la somma di Euro 900,00, oltre IVA e CAP come per legge che pone a carico dell’I.N.P.S., non anche la regolamentazione delle spese di c.t.u.).
Cass. n. 6084/14, cui si rinvia in parte qua), perchè, là dove condanna l’I.N.P.S. alle spese, costituisce un provvedimento definitivo, di carattere decisorio, che incide indubbiamente sui diritti patrimoniali e che non è soggetto ad impugnazione in altre sedi.
Orbene, nel caso di specie il giudice adito ha provveduto, nel decreto di omologa, alla statuizione sulle spese in favore della parte privata pur essendo indubbio che l’Istituto fosse totalmente vittorioso, non essendo stato riconosciuto a F.S. il requisito sanitario da lei invocato.
La causa potrà essere decisa nel merito ex art. 384 c.p.c., previa verifica dell’eventuale rituale assolvimento, da parte dell’originaria ricorrente, dell’onere di formulare, nel ricorso introduttivo, la dichiarazione sostitutiva di certificazione della sua situazione reddituale al fine di ottenere l’esenzione dal pagamento delle spese, come richiesto dall’art. 152 disp. att. c.p.c.; il tutto con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 5”.
4 – In conclusione il ricorso va accolto e va cassata la sentenza impugnata nella parte relativa alla condanna dell’I.N.P.S. alle spese processuali; non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la causa può essere decisa nel merito, ex art. 384 c.p.c. e, considerata la rituale dichiarazione ai fini dell’esenzione di cui all’art. 152 disp. att. c.p.c., sostituito dal D.L. n. 269 del 2003, art. 42, comma 11, convertito nella L. n. 326 del 2003, formulata in uno con la richiesta di ATP, l’originaria ricorrente va dichiarata non tenuta al pagamento di tali spese.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata nella parte relativa alla condanna dell’I.N.P.S. alle spese processuali e, decidendo nel merito, dichiara l’originaria ricorrente non tenuta al pagamento di tali spese; compensa tra le parti le spese del presente giudizio di legittimità.