Source: http://www.camera.it/leg17/browse/465?tema=riforma_elettorale
Timestamp: 2018-01-20 09:47:06+00:00
Document Index: 131093388

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 19', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1']

A seguito delle sentenze della Corte Costituzionale n. 1 del 2014 e n. 35 del 2017, che hanno inciso sulla disciplina del sistema elettorale, il Parlamento ha approvato, nel mese di ottobre 2017 (legge n. 165/2017) una nuova legge elettorale, basata - sia per il Senato, sia per la Camera - su un sistema misto di attribuzione dei seggi, per una parte proporzionale e per altra parte maggioritario. Il territorio nazionale è a tal fine suddiviso in collegi uninominali, collegi plurinominali e circoscrizioni.
La determinazione dei collegi elettorali è rimessa ad una delega legislativa: il 24 novembre 2017 è stato assegnato alle competenti Commissioni parlamentari della Camera e del Senato lo schema di decreto legislativo adottato in attuazione dell'art. 3 della nuova legge elettorale. Per l'elezione alla Camera dei deputati sono definiti 231 collegi uninominali, cui si aggiunge un collegio in Valle d'Aosta, e 63 collegi plurinominali; per l'elezione al Senato della Repubblica sono definiti 115 collegi uninominali, cui si aggiunge un collegio in Valle d'Aosta, e 34 collegi plurinominali.
La legge 165/2017 di riforma del sistema elettorale
L'articolo 6 del testo reca alcune disposizioni transitorie:
In particolare, viene modificata la disposizione recata dal comma 36 della legge n. 52/2015, in materia di esonero dalla raccolta delle sottoscrizioni, prevedendo che tale esonero si applichi per le prime elezioni successive alla data di entrata in vigore della legge, per la Camera e per il Senato, ai partiti o ai gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere alla data del 15 aprile 2017. La disposizione vigente della legge n. 52/2015 individuava la data nel 1° gennaio 2014 e faceva riferimento all'esonero dalla raccolta delle sottoscrizioni solo per la Camera dei deputati (disciplinando, tale legge, solo il sistema elettorale di tale ramo del Parlamento).
Si prevede inoltre che per le prime elezioni successive alla data di entrata in vigore della legge il numero delle sottoscrizioni per la presentazione di candidature per l'elezione alla Camera dei deputati (almeno 1.500 e non più di 2.000 sottoscrizioni degli elettori iscritti nelle liste elettorali del collegio plurinominale) sia in ogni caso ridotto alla metà. A seguito di una modifica approvata con la legge di bilancio 2018 il numero delle sottoscrizioni è stato ulteriormente ridotto ad un quarto.
Una norma in parte analoga è prevista per il Senato dove è stabilito che il numero delle sottoscrizioni per la presentazione di candidature (le stesse fissate per la Camera, quindi da 1.500 a 2.000 elettori iscritti nelle liste elettorali del collegio plurinominale) è ridotto alla metà per le liste che presentano candidati nei collegi plurinominali in tutte le circoscrizioni.
Riguardo ai soggetti abilitati all'autenticazione delle sottoscrizioni per la presentazione delle liste si prevede che esclusivamente per le prossime elezioni successive alla data di entrata in vigore della legge sono abilitati, oltre ai soggetti già previsti, anche gli avvocati abilitati al patrocinio davanti le giurisdizioni superiori iscritti all'albo di un distretto della circoscrizione elettorale.
Relativamente ai tempi per esercitare l'opzione per il voto degli italiani temporaneamente all'estero, il testo vigente prevede che possono votare per corrispondenza nella circoscrizione Estero, previa opzione valida per un'unica consultazione elettorale, i cittadini italiani – e i loro familiari conviventi - che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della medesima consultazione elettorale, in un Paese estero in cui non sono anagraficamente residenti. Tale opzione, redatta su carta libera, sottoscritta dall'elettore e corredata di copia di valido documento di identità, deve pervenire al comune di iscrizione elettorale entro i dieci giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali. La richiesta è revocabile entro il medesimo termine ed è valida per un'unica consultazione. Con la modifica apportata il termine in cui tale opzione dovrà pervenire al comune di iscrizione elettorale è posticipato al 32° giorno antecedente le elezioni.
Alcune norme intervengono in relazione ai requisiti di elettorato passivo per la circoscrizione Estero. In primo luogo, non è più richiesto il requisito della residenza nella ripartizione della circoscrizione Estero per chi intende candidarsi. Al contempo si prevede che gli elettori residenti in Italia possono essere candidati in una sola ripartizione della circoscrizione Estero (e, in tale caso, in base al novellato art. 19 TU Camera, non è possibile essere contestualmente candidati in alcun collegio del territorio nazionale). Gli elettori residenti all'estero possono, a loro volta, essere candidati solo nella ripartizione di residenza della circoscrizione Estero (non è modificato l'art. 8, comma 4, della legge n. 459 del 2001 che prevede che gli elettori residenti all'estero che non hanno esercitato l'opzione per esercitare il diritto di voto in Italia, non possono essere candidati nelle circoscrizioni del territorio nazionale). Infine, si prevede che non possono essere candidati nella circoscrizione Estero gli elettori che ricoprono o che hanno ricoperto nei 5 anni precedenti la data delle elezioni cariche di governo o cariche politiche elettive a qualsiasi livello o incarichi nella magistratura o nelle Forze armate in uno Stato estero.
Collana: Documentazione e ricerche n°325, pubblicato il 30 novembre 2017
Testo a fronte tra la normativa previgente e la legge 165/2017
Collana: Progetti di legge n°530/9, pubblicato il 17 novembre 2017
I collegi elettorali in attuazione della L. n. 165/2017
Il decreto legislativo n. 189 del 2017 si compone di 5 articoli e reca la determinazione dei collegi uninominali e plurinominali per ogni circoscrizione elettorale della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, circoscrizioni determinate dagli articoli 1 e 2 della legge n. 165 del 2017.
L'Esecutivo ha quindi trasmesso lo schema di decreto legislativo alle competenti Commissioni parlamentari che ne hanno avviato l'esame nella seduta del 24 novembre 2017, concludendo il relativo iter nelle sedute del 7 dicembre con un parere favorevole con osservazioni sullo schema trasmesso al Parlamento (A.G. 480).
La discussione sulle linee generali sul testo di riforma del sistema elettorale, approvato dalla I Commissione al termine dell'esame in sede referente, si è svolta in Assemblea nella giornata di martedì 6 giugno 2017. Nella seduta dell'8 giugno 2017, dopo l'approvazione, con votazione segreta, degli identici emendamenti 1.512 Fraccaro e 1.535 Biancofiore, volti a superare la disciplina speciale per il Trentino Alto-Adige, prevista nel testo approvato dalla Commissione, è stato richiesto il rinvio in Commissione del provvedimento su cui l'Assemblea ha deliberato favorevolmente.
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Nella seduta della I Commissione Affari costituzionali di giovedì 9 febbraio 2017 ha avuto inizio l'esame delle proposte di legge presentate alla Camera con la finalità di modificare la disciplina del sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
Le proposte presentate si possono riassumere sinteticamente sulla base dei seguenti elementi: alcune proposte di legge che, assumendo come base l'impianto del sistema elettorale definito dalla legge 52/2015 (c.d. Italicum), vi apportano alcune modifiche, in taluni casi con riguardo al solo sistema della Camera (in particolare quelle presentate prima del referendum del 4 dicembre 2016 sulla riforma costituzionale) in altri casi con un'applicazione anche al sistema elettorale del Senato; altre proposte di legge che dispongono il ripristino del sistema elettorale previgente alla legge n. 270/2005, al fine di prevedere il ritorno alla "legge Mattarella" sia per la Camera sia per il Senato; ulteriori proposte di legge che introducono modifiche al sistema elettorale, anche delineando sistemi elettorali nuovi rispetto ai vigenti. Infine, alcune proposte di legge sono state presentate precedentemente all'approvazione della legge n. 52/2015 e, poiché assegnate nel corso del relativo iter parlamentare ma dopo l'approvazione in prima lettura, non sono state quindi assorbite in tale sede.
Nell'ambito dell'istruttoria legislativa la Commissione ha deliberato, il 28 febbraio 2017, lo svolgimento di un'indagine conoscitiva, che si è svolta nelle giornate di giovedì 2 e venerdì 3 marzo 2017 con l'audizione di esperti della materia sulle principali questioni all'attenzione della Commissione.
Si ricorda che l'elezione della Camera dei deputati, a seguito dell'approvazione della legge n. 52/2015, è disciplinata dal sistema risultante dalle modifiche apportate da questa legge al DPR n. 361/1957, Testo unico per l'elezione della Camera dei deputati. Sulla disciplina dettata dalla legge 52/2015 è intervenuta la sentenza n. 35 del 25 gennaio 2017 della Corte costituzionale che ha, in particolare, dichiarato l'illegittimità costituzionale delle disposizioni che prevedono un turno di ballottaggio e delle norme che consentivano "al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d'elezione". La legge 52/2015, come risultante a seguito della citata sentenza, reca una sistema proporzionale con attribuzione di un premio di maggioranza (pari a 340 seggi) nel caso in cui una lista raggiunga il 40 per cento dei voti validi. La soglia fissata per accedere al riparto è quella del 3% per la lista; non è ammessa la possibilità di presentarsi in coalizione.
La legge n. 52/2015 non interviene sul sistema elettorale del Senato a seguito della decisione assunta nel corso dell'esame parlamentare di stralciare le disposizioni relative all'elezione del Senato in correlazione al testo di riforma costituzionale (sul quale il referendum del 4 dicembre 2016 non ha dato esito favorevole) che disponeva il superamento del sistema bicamerale paritario e la trasformazione del Senato in organo elettivo di secondo grado.
Per l'elezione del Senato della Repubblica trovano dunque applicazione le norme contenute nel D.Lgs. n. 533/1993, Testo unico per l'elezione del Senato della Repubblica, come risultanti a seguito della sentenza n. 1 del 2014, con la quale la Corte costituzionale ne ha dichiarato l'illegittimità costituzionale nella parte in cui attribuisce un premio di maggioranza (su base regionale) alla lista o alla coalizione di liste più votata e nella parte in cui non consente all'elettore l'espressione di un voto di preferenza. Il sistema che risulta prevede quindi un riparto proporzionale dei voti in ambito regionale con soglie di sbarramento riferite anch'esse al totale dei voti conseguiti nella regione (pari al 20% per le coalizioni, che contengano almento una lista che ottiene il 3%; all'8 % per le liste non coalizzate e al 3% per le liste facenti parte di una coalizione ammessa alla ripartizione).
Per entrambi i sistemi elettorali, rimane invariato il voto degli italiani all'estero. Nella circoscrizione Estero, suddivisa in 4 ripartizioni, sono eletti 12 deputati e 6 senatori, con il sistema disciplinato dalla legge n. 459/2001.
Al termine dell'esame preliminare, nella seduta dell'11 maggio 2017 il relatore, Presidente della Commissione, ha presentato una proposta di testo unificato volto ad estendere al Senato il sistema elettorale definito dalla legge n. 52 del 2015 per la Camera, come risultante dopo la pronuncia della Corte costituzionale n. 35 del 2017.
Nella seduta del 16 maggio 2017, dopo aver invitato i gruppi ad esprimere la loro posizione sulla proposta di testo base, il Presidente della Commissione, accogliendo la richiesta di non procedere alla votazione, ha ritirato la proposta di testo base. Nella successiva giornata ha nominato relatore il deputato Fiano il quale, nella seduta del 17 maggio 2017, ha presentato una proposta di testo unificato. La I Commissione ha successivamente adotatto il testo proposto dal relatore Fiano come testo base per il seguito dell'esame in sede referente delle proposte di legge di modifica del sistema elettorale.
Il testo presentato dal relatore Fiano il 17 maggio 2017 delinea un sistema elettorale misto in cui l'assegnazione di metà dei seggi è effettuata in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui vince il candidato più votato, mentre l'assegnazione dell'altra metà dei seggi avviene con metodo proporzionale, nell'ambito di collegi plurinominali, costituiti dall'aggregazione del territorio di collegi uninominali, con l'attribuzione da 2 a 4 seggi.
Il testo reca i criteri per la determinazione del numero dei seggi da attribuire, in ciascuna circoscrizione, nei collegi uninominali e nei collegi plurinominali. Viene dapprima stabilito il numero dei seggi da assegnare in ciascuna circoscrizione in collegi uninominali, ripartendo i 303 collegi uninominali tra le circoscrizioni proporzionalmente alla popolazione (sono esclusi Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige). Il numero di seggi da assegnare nei collegi plurinominali di ciascuna circoscrizione viene dunque determinato per differenza, sottraendo al numero dei seggi spettanti alla circoscrizione in base all'articolo 56, quarto comma, della Costituzione il numero dei seggi da attribuire nei collegi uninominali.
Per quanto riguarda la presentazione delle liste, il nuovo articolo 18-bis, comma 1, primo periodo, del testo unico – come definito dalla proposta di testo unificato - disciplina la presentazione della lista dei candidati nei collegi plurinominali e delle candidature nei collegi uninominali, che è unica per ciascuna lista.
I periodi secondo e terzo del comma 1 dell'articolo 18-bis disciplinano il caso in cui il candidato del collegio uninominale sia collegato a più liste. Al fine di assicurare la reciproca conoscenza dei collegamenti, la presentazione della candidatura – da effettuarsi ai sensi del primo periodo dai rappresentanti di tutte le liste collegate unitamente alla presentazione della lista nel collegio plurinominale – deve essere accompagnata da tutti i contrassegni delle liste collegate e sottoscritta dai rappresentanti di tutte le liste. Viene inoltre previsto che nel caso di collegamento con più liste, questo deve essere il medesimo per tutti i collegi uninominali compresi nel collegio plurinominale.
In ogni collegio plurinominale ciascuna lista è composta da un elenco di candidati, presentati secondo un ordine numerico. Il numero dei candidati non può essere inferiore alla metà né superiore al limite massimo di seggi assegnati al collegio plurinominale. Le liste dei candidati nei collegi plurinominali possono quindi essere composte da 1, 2, 3 o – al massimo - 4 candidati, sulla base dei seggi assegnati al collegio. A pena di inammissibilità, nel complesso delle candidature presentate da ciascuna lista nei collegi plurinominali nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento, con arrotondamento all'unità superiore.
Per quanto riguarda l'espressione del voto, ogni elettore dispone di un unico voto da esprimere su una scheda recante il nome del candidato nel collegio uninominale ed il contrassegno di ciascuna lista, corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale. Il voto è attribuito al candidato nel collegio uninominale ed alla lista.
L'articolo 58, comma 2, del testo unico – come modificato dal testo – prevede infatti che l'elettore esprime un voto tracciando un solo segno o sul rettangolo con il nominativo del candidato nel collegio uninominale o sul rettangolo con il contrassegno di lista , accompagnato dalla lista di candidati nel collegio plurinominale. In entrambi i casi il voto è attribuito sia al candidato nel collegio uninominale che alla lista ai fini dell'attribuzione dei seggi con metodo proporzionale.
Nel caso di candidato collegato a più liste, il suo nome compare sulla scheda tante volte quante le liste cui è collegato, nell'ordine stabilito dal sorteggio. In allegato al testo è presente il modello di scheda.
Al Senato, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero e fatta eccezione per il Trentino-Alto Adige e la Valle d'Aosta, il territorio nazionale è suddiviso in 150 collegi uninominali. I collegi uninominali sono ripartiti nelle altre regioni in numero proporzionale alla rispettiva popolazione determinata sulla base della popolazione. Nella regione Molise è costituito un collegio uninominale.
Il testo reca infine una delega al Governo per l'esercizio della delega legislativa – da esercitare entro 45 giorni dall'entrata in vigore della legge - per la determinazione dei collegi uninominali – 303 per la Camera e 150 per il Senato - e dei collegi plurinominali nell'ambito di ciascuna circoscrizione. In base al testo, lo schema di decreto legislativo è trasmesso alle competenti Commissioni parlamentari entro 20 giorni che si esprimono nei successivi 15 giorni.
Tra i principi e criteri di delega si prevede che, con esclusione delle circoscrizioni Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige in ciascuna delle altre circoscrizioni del territorio nazionale sono costituiti – alla Camera - collegi plurinominali formati dalla aggregazione di collegi uninominali contigui In ciascuna circoscrizione il numero dei collegi plurinominali è determinato di norma aggregando il territorio di tre ovvero quattro collegi uninominali contigui, salvo che non sia altrimenti necessario per completare l'aggregazione di tutti i collegi uninominali costituiti nella circoscrizione. La popolazione di ciascun collegio uninominale può scostarsi dalla media della popolazione dei collegi della circoscrizione di non oltre il 15 per cento in eccesso o in difetto.
Al Senato, si prevede che nella regione Molise sia costituito un collegio uninominale. I restanti collegi uninominali sono ripartiti nelle altre regioni in numero proporzionale alla rispettiva popolazione. I collegi uninominali sono costituiti in ciascuna regione in numero determinato, di norma, dalla aggregazione di due collegi uninominali contigui costituiti per l'elezione della Camera, salvo che non sia altrimenti necessario per il minore numero dei collegi uninominali costituiti per l'elezione della Camera, ovvero per completare l'aggregazione di tutti i collegi uninominali costituiti per l'elezione della Camera dei deputati in collegi uninominali per l'elezione del Senato. I collegi plurinominali sono formati dall'aggregazione, di norma, di due ovvero tre collegi uninominali contigui.
Possono accedere alla ripartizione dei seggi le liste che ottengono, su base nazionale, almeno il 3 per cento dei voti validi, salve le disposizioni particolari per la Valle d'Aosta ed il Trentino-Alto Adige (art. 1, comma 1, lettera e) legge 52/2015).
Nella Gazzetta Ufficiale dell'11 agosto 2015, n. 185 è stato pubblicato il decreto legislativo 7 agosto 2015, n. 122, che determina i collegi elettorali per l'elezione di componenti della Camera dei deputati, in base a quanto previsto dalla nuova legge elettorale (legge 6 maggio 2015, n. 52, cd. italicum).
100 collegi - I collegi elettorali della Camera dei deputati, D.Lgs. n. 122/2015
Nella seduta del 16 febbraio 2017 la Camera ha approvato la proposta di legge C. 3113 Nesci recante modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, concernente l'elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, concernente l'elezione degli organi delle amministrazioni comunali, nonché altre norme in materia elettorale.
Il testo definito al termine dell'esame parlamentare in prima lettura è stato quindi trasmesso al Senato (S. 2708).
Il provvedimento, da un lato, modifica alcuni aspetti del procedimento elettorale, nel perseguimento della maggiore trasparenza nello svolgimento delle operazioni elettorali. In tale ambito, un primo nucleo di disposizioni della proposta in esame riguarda gli arredi elettorali, più esattamente le urne e le cabine e le porte e finestre dei locali sede di seggio. Un novero di disposizioni concerne l'ufficio elettorale di sezione. È altresì oggetto di modifica la disciplina relativa ai casi di esclusione dalla carica di membro dell'ufficio elettorale (presidente, scrutatore, segretario). La disciplina relativa agli scrutatori viene modificata attraverso alcune novelle alla legge n. 95 del 1989, recante norme per l'istituzione dell'albo degli scrutatori, le quali si applicano a tutte le tipologie di elezioni. Reca inoltre novella incidente sulla 'ampiezza' delle sezioni elettorali.
Dall'altro, consente che coloro i quali si trovino in un Comune di una Regione diversa da quella di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche, esercitino nei referendum (e nell'elezione del Parlamento europeo) il loro diritto di voto nel Comune in cui si trovino, ancorché diverso da quello di iscrizione elettorale.
L'iter per la determinazione dei collegi elettorali
Modifica alla disciplina delle elezioni comunali