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Timestamp: 2019-04-23 22:48:09+00:00
Document Index: 55709896

Matched Legal Cases: ['art. 147', 'sentenza ', 'art. 147', 'sentenza ', 'art. 27', 'art. 47', 'art. 47']

N. 1324/98 N. 244/99 Pr. c.c.
Dott. Fabrizio FABRETTI Presidente
Dott. Fulvio SALVATORI Magistrato Militare di Sorveglianza
Dott. Michele IANNELLI Esperto
Dott. Igino TANCREDI Esperto
in tema di rinvio dell'esecuzione della pena, ai sensi dell'art. 147, co.1 n. 2 c.p., richiesto da PRIEBKE Erich, nato a Berlino (Germania) il 29 luglio 1913 e residente a Bariloche (Argentina) in via XXIV Settembre n. 167, condannato all'ergastolo con sentenza della Corte militare di appello in Roma in data 7 marzo 1998, irrevocabile il 16 novembre 1998, per il reato di "concorso in violenza con omicidio aggravato e continuato in danno di cittadini italiani" (artt. 13 e 185, commi 1 e 2 c.p.m.g. in relazione agli artt. 81, 110, 575, 577, nn. 3 e 4, nonché 61, n. 4 c.p.);
1. Oggetto del procedimento è la richiesta avanzata dai difensori del PRIEBKE, ai sensi dell'art. 147, co.1 n. 2 c.p., di differimento della pena di cui alla sentenza citata in epigrafe, sulla base di allegata grave patologia fisica che, in rapporto con l'età molto avanzata del condannato (ultraottantacinquenne), ne determinerebbe, nello stato di detenzione inframuraria, "gravissimo pericolo per la vita" e si porrebbe "in evidente contrasto con il senso di umanità cui si ispira la norma costituzionale
dell'art. 27".
La estrema genericità del dettato del nuovo art. 47 ter comma 1 ter citato, con il richiamarsi tout court agli artt. 146 e 147 c.p., lascia insoluto il problema interpretativo della definizione di "grave infermità fisica" , anzi lo rende ancor più difficile con la sua sibillina locuzione di esordio: "quando potrebbe essere disposto il rinvio eccetera" . In difetto di un qualsivoglia criterio direttivo, non rimane all'interprete che fare ricorso ai consueti canoni interpretativi previsti dalla legge in generale e primo fra tutti al senso fatto palese dal significato letterale delle parole della disposizione normativa nonché dalla intenzione del legislatore. Orbene, proprio ricorrendo a questo canone è possibile rinvenire una qualche indicazione proveniente dal legislatore: essa si ricava dai resoconti dei lavori parlamentari, laddove testualmente si legge (atti del Senato, seconda Commissione, relatore Fassone, seduta del 18 settembre 1997): "Pur ribadendosi l'intento di non appesantire la materia con l'affiancare altre tematiche penitenziarie, per quanto connesse, è parso tuttavia utile - dal momento che già la Camera dei Deputati è intervenuta sulla detenzione domiciliare disegnando il doppio binario (detenuti in condizioni particolari e detenuti ordinari) - completare l'innovazione utilizzando questa misura alternativa anche a proposito di una problematica che oggi affligge con frequenza la materia dell'esecuzione e cioè il rinvio obbligatorio o facoltativo della medesima a termini degli artt. 146 e 147 del codice penale. In questi casi, nei quali l'esecuzione delle condanna in termini di detenzione carceraria è ormai ineludibile, ma sussistono motivi umanitari o giuridici che impongono o consentono il rinvio, la radicale soppressione di ogni esecuzione può apparire difficilmente accettabile (se si tratta di persone che non hanno ottenuto misure alternative, ciò significa, di regola, che o la pena o la persona del condannato hanno un certo spessore criminale); mentre a rovescio una lettura restrittiva delle norme può pregiudicare delle reali istanze umanitarie. La tramutazione del tempo di attesa in detenzione domiciliare (non obbligatoria ma prudentemente valutata dal Tribunale di Sorveglianza) può conciliare le opposte esigenze, calmierare la domanda di rinvii, e comunque valere come espiazione."
Anche nell'elaborato peritale viene indicato che gli accidenti cerebrovascolari inducono morbilità e mortalità che sono correlate in modo esponenziale all'età; al di sopra dei 50 anni, per ogni anno di età, questi tassi raggiungono un valore quasi doppio, con lieve preponderanza per il sesso maschile. E' quindi procedura comune correggere per l'età l'effetto degli eventuali fattori di rischio, poiché molte altre variabili sono influenzate dal dato anagrafico (p.e. ipertensione e cardiopatie).
Di converso e per opposti motivi (vale a dire perché la radicale soppressione di ogni esecuzione della pena de qua apparirebbe, per quanto si è chiarito in altra parte dell'ordinanza, difficilmente accettabile), non ritiene il Tribunale di concedere il richiesto differimento dell'esecuzione della pena. Alla fattispecie in giudizio ben si attaglia invece, come ampiamente si è chiarito, la nuova figura della detenzione domiciliare ora prevista dal più volte richiamato art. 47 ter, co. 1 ter della legge di ordinamento penitenziario. Ritiene il Tribunale che detto beneficio possa essere concesso per la durata di 1 anno.
A M M E T T E
P R E S C R I Z I O N I
(Fulvio SALVATORI)
(Fabrizio FABRETTI)