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Timestamp: 2017-06-25 19:43:25+00:00
Document Index: 796912

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 51', 'art. 14', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 117', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 26']

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URP on line. Rubbettino. Indagine sullo stato di attuazione degli Uffici per le relazioni con il pubblico
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Geraldina Lelli
1 DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA UFFICIO PER L INNOVAZIONE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI URP on line Indagine sullo stato di attuazione degli Uffici per le relazioni con il pubblico ANALISI E STRUMENTI PER L INNOVAZIONE I RAPPORTI Rubbettino2 La legge 7 giugno 2000, n. 150 ha modificato e integrato la normativa in materia di Uffici per le Relazioni con il Pubblico (URP). Per fotografare la situazione sulla quale la nuova normativa va ad incidere, il Dipartimento della funzione pubblica ha realizzato un indagine conoscitiva sul grado di attivazione e sul livello di funzionamento degli URP. I risultati di questa indagine sono contenuti in questo rapporto. In particolare l indagine, realizzata attraverso interviste telefoniche, ha esplorato quattro ambiti: lo stato di attuazione, le funzioni svolte, l organizzazione e le risorse tecnologiche utilizzate. L analisi realizzata ha permesso di esaminare la situazione degli URP al 31 gennaio 2001, sia in relazione alla tipologia di amministrazioni (es. regioni, ministeri, ecc.), sia rispetto alla distribuzione territoriale. L indagine è stata realizzata dal MIPA, Consorzio per lo sviluppo delle metodologie e delle innovazioni nella pubblica amministrazione, costituito dall ISTAT, dal Formez, dall Università degli studi di Siena, dall Università degli studi di Cagliari, dall Università degli studi di Roma La Sapienza e dalla Scuola Superiore di perfezionamento e studi di Pisa. Il MIPA, che non ha scopo di lucro, svolge indagini e ricerche sulle riforme amministrative ed è membro della SIS (Società Italiana di Statistica). Hanno collaborato alla realizzazione dell indagine: ALESSANDRO NATALINI Coordinatore scientifico dell indagine - Direttore del MIPA; SAMUELE BRACCI Responsabile dell indagine - Ricercatore MIPA; MARIAGRAZIA GAGGELLI Ricercatrice junior MIPA; TIZIANA CARRINO Ricercatrice junior MIPA; STEFANIA ORBINO Ricercatrice junior MIPA. Hanno contribuito alla stesura del volume: ANNA MARIA AMBROSINI Direttore del Servizio per la comunicazione e le relazioni con i cittadini, UIPA - DFP, ha curato il volume; EMILIO SIMONETTI Responsabile dell URP del DFP, ha redatto il cap. 1; SAMUELE BRACCI Ricercatore MIPA, ha redatto i capp. 2, 3 e 4.3 DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA UFFICIO PER L INNOVAZIONE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI A CURA DI ANNA MARIA AMBROSINI URP on line Indagine sullo stato di attuazione degli Uffici per le relazioni con il pubblico ANALISI E STRUMENTI PER L INNOVAZIONE I RAPPORTI Rubbettino4 Rubbettino Editore Srl Soveria Mannelli - Viale dei Pini, 10 - Tel. (0968) TITOLO DEL VOLUME5 Indice Presentazione di Franco Frattini p. 7 Introduzione 9 1. Analisi di contesto La missione degli URP Attività e funzionamento degli URP Ambito dell indagine Classificazione delle unità incluse nell indagine Criteri di inclusione delle unità organizzative Unità organizzative escluse dall indagine Analisi d insieme dei dati Impianto analitico Stato di attuazione Funzioni Organizzazione Risorse tecnologiche URP costituiti: distribuzioni ed analisi territoriali Analisi per tipologia di amministrazione Ministeri e PCM Enti di previdenza Enti produttori di servizi sanitari Enti produttori di servizi culturali Altre Amministrazioni centrali Amministrazioni regionali Amministrazioni provinciali Amministrazioni comunali Camere di Commercio Altre Amministrazioni locali 77 Allegati 1. Questionario Nota metodologica Schede analitiche 956 7 Presentazione All indomani dell approvazione del regolamento della legge 7 giugno 2000, n. 150 ecco una fotografia puntuale della diffusione degli Uffici per le Relazioni con il Pubblico (URP), della loro organizzazione, delle funzioni e delle risorse tecnologiche. E per quanto i dati appaiano confortanti, soprattutto in considerazione di un trend positivo nel tempo, ancora siamo distanti dalla realtà di una amministrazione effettivamente vicina ai cittadini. Questa indagine diventa allora una base di partenza per condurre una rinnovata campagna in favore dell istituzione e del funzionamento dell ufficio interfaccia del cittadino. Condizione di ulteriore cambiamento e impulso verso un URP sempre più al servizio dei cittadini, è il ruolo dell information and communication technology (ICT). Ruolo che potrà certamente contribuire a rendere più efficace l azione di un URP ormai cambiato rispetto al disegno originario di sola informazione e trasparenza. La legge 150 non soltanto sottolinea la dimensione del marketing dei servizi, e conseguentemente della customer satisfaction, ma, grazie al web e al riferimento alle reti civiche, prepara uno scambio di comunicazione diretto anche verso l interno delle pubbliche amministrazioni. L accento sulla comunicazione interna e la possibilità che l intera pubblica amministrazione condivida la missione di offrire servizi efficaci ed efficienti per il cittadino, è l elemento decisivo di questa sfida. E l URP può rappresentare il passaggio obbligato per un amministrazione che fonda il suo modo di essere sull ascolto ed il confronto al proprio interno per poi ancor meglio comunicare con il cittadino. Dietro, quindi, ad un funzionario informato, gentile e capace di ascoltare, dobbiamo poter percepire l orgoglio di appartenere ad una amministrazione al servizio del cittadino. Franco Frattini Ministro per la Funzione Pubblica e per il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza PRESENTAZIONE 78 9 Introduzione La legge 7 giugno 2000, n. 150 ha modificato e integrato la normativa che disciplina gli Uffici per le relazioni con il pubblico (URP) stabilita dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni. In particolare, la legge ha specificato ulteriormente le competenze attribuite all URP (art. 8). Per fotografare la situazione sulla quale la nuova normativa va ad incidere, il Dipartimento della funzione pubblica ha realizzato nel gennaio 2001 un indagine tramite interviste telefoniche su tra amministrazioni pubbliche e loro unità organizzative (UO) 1. Gli obiettivi di questa indagine sono essenzialmente tre. Il primo è quello di verificare il grado di attivazione degli URP al 31 gennaio Il secondo è quello di raccogliere alcune informazioni sulle modalità di funzionamento degli URP, con particolare riferimento alle funzioni svolte, alla loro collocazione organizzativa e alle risorse utilizzate. Il terzo è quello di aggiornare la banca dati anagrafica sugli URP del Dipartimento della funzione pubblica. L indagine offre una rappresentazione di insieme degli URP esistenti e delle funzioni che essi sono in grado di assicurare, senza entrare nel merito delle modalità operative attraverso le quali essi operano e delle soluzioni organizzative adottate. Essa delinea uno scenario in positiva evoluzione. Su pubbliche amministrazioni incluse nell indagine, quelle che hanno costituito almeno un URP sono 1.452, ovvero il 38,2% (la percentuale raggiunge l 81% se alle precedenti amministrazioni vengono aggiunte quelle che, pur non avendo costituito formalmente un URP, hanno dichiarato di svolgere comunque i compiti stabiliti dalla legge n. 150/2000). Ad alcune tra le principali amministrazioni caratterizzate da una struttura a diramazione territoriale (ad esempio Ministero dell Interno, INPS, INAIL, ACI, Ministero delle Finanze, ecc.) il questionario è stato somministrato nelle unità organizzative sia centrali, che periferiche (Questure, Prefetture, Direzioni provinciali dell INPS, Uffici dell Agenzia delle Entrate, ecc.). Il quadro che emerge risulta confortante, in quanto l ufficio per le relazioni con il pubblico è presente nel 66,5% (1.060 su 1.595) delle unità periferiche incluse nell indagine. Al 31 gennaio 2001 gli URP costituiti complessivamente dalle pubbliche amministrazioni intervistate sono 2.993, distribuiti su UO 2. Il grado di realizzazione degli URP misurato dal rapporto tra amministrazioni che hanno istituito URP e amministrazioni 1 L indagine ha riguardato amministrazioni pubbliche (tra: ministeri, enti produttori di servizi sanitari, enti di previdenza, camere di commercio, regioni, provincie, comuni, università, altre amministrazioni centrali e locali) e unità organizzative. 2 Si noti che in alcuni casi la singola amministrazione o UO ha costituito più di un URP. INTRODUZIONE 910 contattate è molto elevato in alcune tipologie di amministrazione. Il 93,4% degli enti produttori di servizi sanitari è dotato di URP; seguono le amministrazioni regionali con il 60% e i Ministeri con il 56%. Nel tempo, si è assistito ad un costante incremento del numero di amministrazioni con URP. Il numero è quasi quadruplicato in 4 anni, passando da 399 nel dicembre 1996 a nel gennaio Le unità periferiche delle amministrazioni centrali e degli enti pubblici dotate di URP sono più che triplicate, passando da 301 a Riguardo all espletamento dei compiti il 94,4% degli URP svolge servizi all utenza per la partecipazione al procedimento e all accesso ai sensi della legge 7 agosto 1990, n Il 98,1% fornisce informazioni relative alle strutture dell amministrazione e ai servizi da essa erogati. L 81,1% effettua comunicazioni di pubblica utilità. Poco meno del 60% degli URP ha predisposto strumenti per valutare la qualità dei servizi erogati dall amministrazione o per verificarne il gradimento. Infine, il 21,6% effettua attività di comunicazione interna. Relativamente all area della valutazione della qualità dei servizi erogati, emerge che nel 53% dei casi l URP effettua la gestione dei reclami e nel 38,8% analisi di customer satisfaction.inoltre, nell 83% degli URP intervistati, il responsabile ha dichiarato di operare in modo propositivo,ovvero di formulare suggerimenti alla propria amministrazione su interventi da effettuare per migliorare la qualità dei servizi offerti. Dalla rilevazione emerge anche che il grado di utilizzo delle information and communication technology (ICT) da parte degli URP è elevato. Circa l 81% degli URP dispone di un collegamento ad Internet, il 36,4% possiede una pagina web e ben il 25,3% eroga servizi on line 3 con punte superiori al 56% nelle amministrazioni regionali e provinciali. I dati relativi alla singola ripartizione territoriale evidenziano che al Centro e al Nord le amministrazioni in cui è stata riscontrata la presenza di URP sono circa il 50% di quelle contattate, mentre al Sud l incidenza è inferiore di circa 6 punti percentuali (43,3%) principalmente per il comportamento delle amministrazioni comunali (27,8%), che rappresentano una larga fetta delle amministrazioni intervistate. Il rapporto è suddiviso in 4 capitoli. Nel capitolo 1 è presentata l analisi del contesto normativo, che ripercorre le tappe che hanno portato all attuale attribuzione di ruolo e competenze agli URP. Nel capitolo 2 è descritto l universo di riferimento dell indagine. Nel capitolo 3 è svolta un analisi descrittiva della consistenza e dello stato di attuazione degli URP con riferimento alle principali dimensioni quali-quantitative rilevate: le funzioni, l organizzazione e le risorse tecnologiche. Infine, nel capitolo 4, è svolta un analisi delle singole tipologie di amministrazione. In allegato sono riportati il questionario somministrato, una nota sulla metodologia di rilevazione utilizzata e le schede che riportano la situazione rilevata in alcune selezionate amministrazioni. 3 In questo ambito per servizio on line si è inteso qualunque agevolazione che l amministrazione ha offerto ai cittadini/utenti tramite un canale informatico (ad esempio, possibilità di scaricare dalla rete modulistica da compilare, predisposizione di liste degli appuntamenti on line,ecc.). 10 URP ON LINE11 1. Analisi di contesto 1.1. La missione degli URP Il compito degli URP è di facilitare, migliorare ed estendere l accesso ai servizi nella varietà delle regole e dei contesti in cui avviene l incontro tra i cittadini e l amministrazione pubblica. Essi costituiscono uno strumento di ascolto dei bisogni degli utenti da parte delle amministrazioni, ma anche una leva per il loro miglioramento interno. Oggi la pubblica amministrazione sta cambiando secondo il modello dell amministrazione elettronica e dei servizi on line e gli URP sono chiamati a svolgere l immutata funzione di interfaccia (telematica) volta a facilitare e migliorare l accesso ai servizi, anche sul versante delle nuove relazioni tra stato elettronico e cittadino digitale. Il Piano di e-government presentato dal Governo nel giugno 2000, prevede un sistema di back-office nazionale dell informazione pubblica che deve essere resa disponibile in unico punto del circuito telematico. In questo quadro, abilita implicitamente tali Uffici all importante ruolo di attivatore dei processi di comunicazione interna, interistituzionale e di interconnessione telematica. L efficacia delle modalità d interazione nelle quali sono impegnati gli URP, non contribuisce soltanto a garantire i diritti sociali e d informazione dei cittadini, ma più in generale, a migliorare la qualità del rapporto tra sfera pubblica e società civile. L introduzione nel nostro ordinamento degli Uffici per le Relazioni con il Pubblico avvenuta con l art. 12 del D. lgs 29/93 è stata ispirata da una duplice esigenza avvertita dal sistema amministrativo italiano nei primi anni novanta. Da una parte, dare veste istituzionale alla emergente cultura della trasparenza amministrativa e della qualità dei servizi di cui le leggi 241/90, sul procedimento amministrativo, e 142/90, di riforma dell ordinamento delle autonomie locali, erano state i primi capisaldi. Dall altra, fornire uno strumento organizzativo ad una accresciuta sensibilità nel campo della comunicazione istituzionale e dei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione. I compiti di informazione, di garanzia di accesso, di ascolto delle esigenze degli utenti e di verifica della loro soddisfazione, di promozione d innovazione e semplificazione, affidati dal legislatore a questi uffici, sono stati quindi, al contempo, il completamento di un percorso istituzionale e un rinnovato impulso a strategie più avanzate nel campo della comunicazione pubblica. La recente legge 7 giugno 2000, n. 150, ha modificato e riordinato il ruolo di queste strutture nel più ampio quadro delle attività di informazione e di comunicazione pubblica. Essa rappresenta una rinnovata occasione perché gli URP, grazie anche ad una più chiara definizione delle professionalità pubbliche necessarie allo svolgimento dei loro compiti, continuino a svolgere l importante azione di volano e raccordo tra sfera pubblica e società civile. La legge 150, nel riaffermare i principi generali relativi alle finalità,all ambito di ANALISI DI CONTESTO 1112 applicazione, alle forme e agli strumenti delle attività di comunicazione e di informazione, inoltre ha inteso modificare e allargare i compiti degli uffici per le relazioni con il pubblico, e, contestualmente, introdurre nuove specifiche professionalità per il personale addetto. In particolare, nel nuovo contesto dell amministrazione digitale, ha assegnato agli URP il compito di coordinare le reti civiche e di garantire e promuovere l interconnessione telematica Attività e funzionamento degli URP In base all art. 11 del D. lgs 165/2001 (Testo Unico in materia di pubblico impiego), ogni amministrazione pubblica individua, all interno della propria struttura, un Ufficio per le relazioni con il pubblico, nell ottica di una nuova cultura della pubblica amministrazione orientata al servizio e alla soddisfazione dei bisogni del cittadino. Tra i compiti più rilevanti di questi Uffici, vi è quello di far conoscere l azione amministrativa e di favorire l impegno e la partecipazione dei cittadini verso l attività amministrativa, promuovendo la conoscenza delle procedure interne alla base dei singoli processi decisionali. In particolare, essi devono garantire: i servizi per il diritto all accesso e alla partecipazione ai procedimenti amministrativi; le informazioni sugli atti amministrativi, sui responsabili, sullo svolgimento e sui tempi di conclusione dei procedimenti e sulle modalità di erogazione dei servizi; le ricerche e le indagini per conoscere i bisogni dell utenza ed il grado di efficacia dei servizi in funzione di una loro ridefinizione; proposte per migliorare il rapporto con i cittadini; la promozione e la realizzazione di iniziative di comunicazione di pubblica utilità per informare l utenza sui diritti dei cittadini, sui servizi erogati, sulle norme e sulle strutture pubbliche esistenti. Il ruolo strategico degli URP nel processo che fa della circolazione delle informazioni all interno delle amministrazioni e tra queste ed i cittadini, una componente centrale del progetto di rinnovamento istituzionale, è stato rafforzato dalla legge 150/2000 che prevede una più ampia articolazione di compiti e funzioni, imponendo consequenzialmente alle amministrazioni di ridisegnare l organizzazione degli URP in adesione ai contenuti e requisiti di qualità organizzativa e funzionale derivanti dalla norma. I compiti e le funzioni elencati all art. 8 della legge, da cui scaturisce il nuovo modello funzionale di ufficio per le relazioni con il pubblico, possono essere riferiti a tre ambiti principali: quello delle prestazioni (garantire l esercizio dei diritti di informazione, di accesso e partecipazione e di agevolare l utilizzazione dei servizi offerti); quello organizzativo (promuovere l adozione di sistemi di interconnessione telematica, coordinare le reti civiche e garantire la reciproca informazione tra l ufficio per le relazioni con il pubblico e le altre strutture operanti nella amministrazione, nonché tra gli uffici per le relazioni con il pubblico delle varie amministrazioni); quello dell ascolto (attuare processi di verifica della qualità dei servizi resi e di gradimento degli stessi da parte dell utenza, mediante l ascolto dei cittadini e la comunicazione interna). Di rilievo è che la legge 150/2000 riconosce il ruolo professionale degli operatori della comunicazione pubblica necessario per gestire attività, strumenti e funzioni, nonché il valore della formazione quale momento fondamentale per individuare nuove professionalità e garantirne qualità e livello dei servizi. Essa ha previsto, infatti, all art. 5, l adozione da parte del Governo di un regolamento che dia attuazione alla riforma attraverso la previsione di due diverse discipline, una a regime e una transitoria di prima applicazio- 12 URP ON LINE13 ne, volte, rispettivamente alla individuazione dei titoli per l accesso del personale da utilizzare per le attività di informazione e comunicazione ed alla previsione di interventi formativi e di aggiornamento per la conferma nella funzione del personale che già svolge attività di informazione e comunicazione nelle pubbliche amministrazioni. Non v è dubbio che la normativa debba essere adattata al molteplice e eterogeneo universo delle amministrazioni. L attivazione di processi di comunicazione all interno delle amministrazioni è infatti condizionata da una serie di fattori (quali ad esempio le dimensioni dell amministrazione, le risorse, il contesto socio-territoriale, etc.) che non rendono uniforme tale processo e che in alcuni casi non hanno consentito l istituzione di un vero e proprio Ufficio per le relazioni con il pubblico (come ad es. in alcuni comuni con poche migliaia di abitanti, nell ambito dei quali la funzione di comunicare ed informare il pubblico viene attribuita a personale interno che, in genere, esercita contestualmente anche altre funzioni). Il percorso di affermazione degli URP appare quindi molto variegato. In linea generale, in base alla rilevazione svolta, è possibile distinguere tre diversi casi di promozione e attivazione di processi di comunicazione istituzionale: grandi amministrazioni con una forte articolazione periferica: in questo caso, è stato di frequente rilevato che le unità periferiche si sono dotate di un proprio Ufficio per le relazioni con il pubblico, mentre la sede centrale qualora lo abbia istituito (non sempre) assegna ad esso in genere un ruolo di coordinamento dell attività degli uffici dislocati nel territorio (ad es. i ministeri); amministrazioni che non hanno articolazioni periferiche: in questo caso, l amministrazione ha istituito o ha avviato l istituzione di un unico Ufficio per le relazioni con il pubblico, con i requisiti richiesti dalla normativa in vigore (ad es. i comuni); amministrazioni che non hanno istituito un vero e proprio URP, per diversi motivi legati, come già detto, o alle dimensioni dell amministrazione, o all esiguità delle risorse, o, ancora, alle specifiche esigenze dell amministrazione. In questi casi, la funzione di comunicazione istituzionale è spesso svolta da un dirigente, da un funzionario o da altre risorse interne (es. nelle amministrazioni comunali di piccole dimensioni). ANALISI DI CONTESTO 1314 2. Ambito dell indagine 2.1. Classificazione delle unità incluse nell indagine Prima di introdurre il tipo di classificazione adottata per rappresentare le unità coinvolte nella rilevazione è bene avere chiaro lo scenario retrostante l indagine e l obiettivo principale: i risultati dell indagine devono permettere una lettura completa dello stato di attuazione degli URP nelle pubbliche amministrazioni. È stato questo il motivo per il quale si è scelto di presentare i risultati dell indagine prendendo come unità di base la singola amministrazione e di mostrare la percentuale di incidenza delle amministrazioni dotate di URP rispetto a quelle contattate. Nel corso delle analisi che hanno preceduto la fase di rilevazione è emersa la necessità di rilevare più unità organizzative appartenenti alla stessa amministrazione. Alcune pubbliche amministrazioni quali, ad esempio, i Ministeri e gli enti di previdenza sono state analizzate in modo approfondito procedendo a somministrare il questionario anche alle rispettive unità periferiche (Questure, Prefetture, Uffici dell Agenzia delle Entrate, sedi provinciali dell INPS, ecc.). La scelta di indagare le amministrazioni oltre che nelle unità organizzative centrali (UOC) anche in quelle periferiche ha permesso, da un lato, di quantificare il numero di URP costituiti, da un lato di valutare accuratamente il modo in cui la singola amministrazione ha ritenuto utile fornire al cittadino l insieme di attività e di servizi a cui fa riferimento la normativa vigente sul tema degli URP. Ad esempio gli enti di previdenza: (INPS, INAIL e INPDAP) risultano non avere costituito l ufficio per le relazioni con il pubblico in nessuna delle loro UOC. In realtà queste amministrazioni hanno costituito gli URP nelle maggior parte dello loro unità organizzative periferiche (UOP) dove, nei fatti, avviene il contatto tra amministrazione e cittadino. La scelta di quali fossero le pubbliche amministrazioni da includere nell indagine è stata effettuata avvalendosi dei risultati emersi da un analisi conoscitiva tesa ad individuare quali fossero le pubbliche amministrazioni nelle quali l istituzione di uffici per le relazioni con il pubblico risulti utile e al contempo realizzabile (disponibilità di risorse umane e finanziarie da dedicare all URP). 14 URP ON LINE15 All interno della presente indagine si è fatto riferimento ad un modello in cui sono presenti quattro livelli di classificazione. Il primo dei livelli è costituito dalle tipologie di amministrazioni rappresentata nel riquadro n. 1. Questo raggruppamento è composto da 10 ambiti all interno di ciascuno dei quali vengono fatte confluire diverse amministrazioni che presentano tra loro elementi di omogeneità. 1 - Tipologie di amministrazioni e relative Amministrazioni Tipologie di amministrazioni incluse nell indagine Ministeri, PCM e Dipartimenti PCM Enti produttori di servizi sanitari Enti di previdenza Camere di Commercio Amministrazioni regionali Amministrazioni provinciali Amministrazioni comunali Enti produttori di servizi culturali Altre amministrazioni centrali Altre amministrazioni locali Amministrazioni Ministeri, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri Aziende ospedaliere, aziende sanitarie locali, policlinici universitari e istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Enti di previdenza e assistenza. Camere di commercio, dell industria, dell artigianato e dell agricoltura Amministrazioni regionali Amministrazioni provinciali Amministrazioni comunali Università degli studi, università per stranieri, istituto universitario delle scienze motorie, politecnici, istituti e scuole universitarie. ACI, ANAS, ANPA, ARAN, Arma dei carabinieri, Autorità del garante, Cassa depositi e prestiti, CNEL, CNL, Commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali, CONI, Corte dei Conti, CRI, Ente nazionale italiano per il turismo, Ente nazionale risi, Ente per le nuove tecnologie l energia e l ambiente, ICE, ISAE, ISPESL, ISTAT, Istituto per la ricerca scientifica applicata al mare, Istituto elettronico nazionale Galileo Ferraris, Istituto italiano di medicina sociale, Istituto italiano per l Africa e l Oriente, Istituto nazionale agronomico per l oltremare, Istituto nazionale della nutrizione, Istituto nazionale di economia agraria, Istituto nazionale di fisica nucleare, Istituto nazionale di geofisica, Istituto nazionale di ottica di Arretri, Istituto nazionale per la fauna selvatica, Istituto nazionale per la fisica della materia, Istituto nazionale per studi ed esperienze di architettura navale, Istituto nazionale studio e cura tumori di Genova, Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, Istituto superiore di Sanità, Unione nazionale delle Camere di Commercio industria artigianato e agricoltura. Agenzie territoriali per la casa, IACP, Istituti per l edilizia abitativa, Aziende territoriale per l edilizia residenziale abitativa, Enti di sviluppo agricolo, Agenzie regionali per la protezione dell ambiente, Opere universitarie, Istituti ed aziende regionali per il diritto allo studio universitario AMBITO DELL INDAGINE 1516 Il secondo livello è costituito dalle categorie di amministrazioni articolate al loro interno dalle singole pubbliche amministrazioni secondo le modalità rappresentate nel riquadro n. 2. Esse sono composte dalla specifica categoria di amministrazione (ad esempio, le amministrazioni che fanno parte della tipologia di amministrazioni enti produttori di servizi sanitari sono 4: le ASL, le Aziende ospedaliere, gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e i Policlinici universitari). Al terzo livello si collocano le pubbliche amministrazioni che sono rappresentate dalla specifica amministrazione (ad esempio, Ministero del tesoro, Ministero del bilancio e della programmazione economica, Dipartimento della Funzione Pubblica, ASL di Grosseto, Comune di Modena, ecc.). Nel riquadro n. 3 sono state riportate il numero di pubbliche amministrazioni incluse nella rilevazione. 2 - Amministrazioni incluse nell indagine Tipologie Categorie Ministeri, PCM e Dipartimenti PCM 3 Enti produttori di servizi sanitari 4 Enti di previdenza 1 Camere di Commercio 1 Amministrazioni regionali 1 Amministrazioni provinciali 1 Amministrazioni comunali 1 Enti produttori di servizi culturali 5 Altre amministrazioni centrali 20 Altre amministrazioni locali 9 Totale Pubbliche Amministrazioni incluse nell indagine Tipologie Numero Ministeri, PCM e Dipartimenti PCM 25 Enti produttori di servizi sanitari 347 Enti di previdenza 10 Camere di Commercio 103 Amministrazioni regionali 20 Amministrazioni provinciali 102 Amministrazioni comunali Enti produttori di servizi culturali 57 Altre amministrazioni centrali 39 Altre amministrazioni locali 175 Totale Le pubbliche amministrazioni si ripartiscono a loro volta in due sottoclassi che rappresentano il quarto livello di classificazione. La prima è costituita dalle unità organizzative centrali (UOC), mentre la seconda è costituita dalle unità organizzative periferiche (UOP), all interno della quale sono considerati gli URP realizzati presso le strutture periferiche delle amministrazioni. Nel riquadro n. 4 sono state elencate le distinte unità organizzative con le rispettive numerosità Criteri di inclusione delle strutture organizzative Le pubbliche amministrazioni oggetto d indagine si riferiscono alle tipologie di amministrazioni individuate dall art. 1, comma 2 del D. lgs. n. 29/93 e successive modificazioni, al cui interno sono state individuate quelle a cui somministrare il questionario. Sono state escluse le amministrazioni comunali con meno di 5000 abitanti aventi meno di 30 dipendenti e le amministrazioni appartenenti alle altre tipologie con meno di 20 dipendenti. 16 URP ON LINE17 4 - UOC e UOP incluse e intervistate nel corso dell indagine Tipologie di Amministrazioni Pubbliche Amministrazioni Unità organizzative Totale (UOC) periferiche (UOP) Rinunce Intervistate Totale Rinunce Intervistate Totale Ministeri, PCM e Dipartimenti PCM * Enti poduttori di servizi sanitari Enti di previdenza ** Camere di Commercio Amministrazioni Regionali Amministrazione Provinciali Amministrazioni Comunali Enti produttori di servizi culturali Altre amministrazioni centrali *** Altre amministrazioni locali Totale * Le unità sono relative alle sedi periferiche del Ministero dell Interno (202 unità di cui: 100 prefetture e 102 questure), del Ministero dei Lavori Pubblici (17 provveditorati regionali alle OO. PP.), del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale (107 unità di cui: 89 direzioni provinciali e 18 direzioni regionali), del Ministero del Tesoro del Bilancio e della Programmazione Economica (103 dipartimenti provinciali), del Ministero della Pubblica Istruzione (123 unità di cui: 19 sovrintendenze, 101 provveditorati agli studi e 3 intendenze scolastiche), del Ministero delle Finanze (396 unità di cui: 14 direzioni compartimentali dell agenzia delle Dogane, 10 direzioni regionali dell agenzia del Territorio, 101 uffici provinciali dell agenzia del Territorio, 248 uffici dell agenzia delle Entrate), del Ministero dell Interno e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (107 unità di cui: 64 soprintendenze e 47 biblioteche statali). ** Le unità sono relative alle sedi periferiche dell INPS (172 unità di cui: 49 sedi sub-provinciali, 103 sedi provinciali e 20 sedi regionali), dell INAIL (165 unità di cui: 39 sedi comunali, 105 sedi provinciali e 21 sedi regionali) e dell INPDAP (110 unità di cui: 8 distaccamenti provinciali e 102 sedi provinciali). *** Le unità sono relative alle sedi periferiche dell ACI (104 uffici provinciali). Per quanto concerne alcune pubbliche amministrazioni si è ritenuto necessario includere tra le unità organizzative da intervistare, oltre alla sede centrale dell amministrazione, anche alcune unità organizzative periferiche: in particolare, con l ausilio di responsabili delle amministrazioni, sono state individuate le UOP in cui era plausibile che fosse stato costituito un URP o altra struttura analoga che svolgesse attività di comunicazione istituzionale. Questo ha comportato un notevole aumento del numero di interviste (1.595 UOP) da effettuare che, ai fini di una corretta lettura del fenomeno, non potevano essere omessi in quanto avrebbero potuto pregiudicare la qualità e completezza dell informazione raccolta. Nelle amministrazioni regionali, nelle amministrazioni comunali di dieci aree metropolitane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Genova, Bari e Catania) e nelle sedi centrali dei Ministeri sono stati intervistati la totalità degli URP costituiti. Al fine di poter effettuare le analisi statistico-descrittive, nelle sedi centrali caratterizzate da una pluralità di URP, è stato necessario scegliere un ufficio che rivestisse il ruolo di rappresentante del gruppo. Le informazioni ottenute dai questionari somministrati agli altri URP non proposti come rappresentanti sono state riportate ed analiz- AMBITO DELL INDAGINE 1718 Livelli di classificazione Tipologie di Amministrazioni Amministrazioni regionali Amministrazioni provinciali Amministrazioni comunali Enti produttori di servizi culturali Enti produttori di servizi sanitari Categorie di Amministrazioni Ministeri Dipartimenti ASL Regioni Aziende ospedaliere Province Comuni Università... Pubblica Amministrazione Comune di Siena Pubblica Amministrazione Ministero dell Interno Pubblica Amministrazione Università di Padova Unità Organizzativa Centrale (UOC) Direzione generale della protezione civile e dei servizi antincendio Unità Organizzativa Periferica (UOP) Questura di Bologna zate in schede analitiche riportate in allegato. Queste interviste devono essere considerate una parte integrativa dell indagine e pertanto, devono essere considerate a se stanti. Nelle restanti amministrazioni 1, nel caso di presenza di più uffici per le relazioni con il pubblico, è stato intervistato l URP avente un ruolo di maggior rilievo (in funzione delle dimensioni, del numero di servizi offerti, della collocazione nell organigramma più o meno vicina ad organi di vertice politico o amministrativo, ecc.), resta ovviamente sottointeso che nel valutare il numero complessivo di URP costituiti dalle pubbliche amministrazioni sono stati conteggiati anche quelli a cui non è stato sottoposto il questionario, siano questi collocati all interno di UOC o di UOP. 1 Ad esempio le amministrazioni comunali di città capoluogo di provincia, grandi ASL ed amministrazioni locali. 18 URP ON LINE19 2.3. Strutture organizzative escluse dall indagine L indagine non ha riguardato la totalità delle pubbliche amministrazioni presenti al 31 dicembre Le esclusioni possono essere ricondotte a tre principali motivazioni: - L amministrazione non offre servizi al pubblico pertanto si è in assenza di un contatto diretto con il cittadino e di conseguenza non sussiste la necessità di creare una struttura apposita che esplichi attività di comunicazione istituzionale e di relazioni con il pubblico. - Le modeste dimensioni di alcune amministrazioni non rendono conveniente la realizzazione di un ufficio per le relazioni con il pubblico (es. piccoli comuni). - L impossibilità di rilevare le informazioni. Questo è il caso di alcune sedi periferiche del Ministero delle Finanze. La riorganizzazione in atto non permette l individuazione di alcune unità da intervistare che potrebbero aver costituito gli URP. Nella tabella viene indicato il numero di amministrazioni e UOP escluse dall indagine e ripartite per tipologia di amministrazione. Tipologie di amministrazioni Pubbliche amministrazioni e UOP escluse dall indagine Ministeri, PCM e Dipartimenti PCM* 845 Enti produttori di servizi sanitari** 1 Enti di Previdenza 0 Camere di Commercio 0 Amministrazioni Regionali e loro uffici distaccati 0 Amministrazioni Provinciali e loro uffici distaccati 0 Amministrazioni Comunali 5041 Enti produttori di servizi culturali 0 Altre Amministrazioni Centrali*** 82 Altre Amministrazioni Locali**** 806 Totale * La tipologia comprende circa 300 sedi periferiche del Ministero di Grazia e Giustizia suddivise tra preture, procure e uffici giudiziari, Ministero delle Finanze circa 200 uffici delle Dogane, 49 direzioni circoscrizionali e 45 uffici tecnici dell Agenzia delle Dogane, 8 direzioni regionali e 27 conservatorie dei registri immobiliari dell Agenzia del Territorio (in fase di costituzione), 137 uffici dell Agenzia delle Entrate, 33 filiali e 46 stazioni staccate dell Agenzia del Demanio (in fase di costituzione). ** La tipologia comprende un ospedale militare. *** La tipologia comprende 12 osservatori, 8 stazioni sperimentali, 23 istituti sperimentali, 10 istituti zooprofilattici e 29 altre amministrazioni. **** La tipologia comprende 14 parchi naturali, 20 IRRSAE, 349 comunità montane, 14 enti lirici ed istituzioni assimilate, 389 tra APT, ACSR ed EPT, 20 autorità portuali. AMBITO DELL INDAGINE 1920 3. Analisi d insieme dei dati 3.1. Impianto analitico I risultati dell indagine sono stati suddivisi in quattro paragrafi. Il primo riguarda lo stato di attuazione degli URP all interno delle pubbliche amministrazioni e delle rispettive unità organizzative periferiche (UOP). Il secondo mostra il grado di espletamento dei compiti ad essi attribuiti. Il terzo indaga sull organizzazione assunta dall ufficio. Il quarto, infine, insiste sul livello di informatizzazione dell URP Stato di attuazione Nella tabella n. 1 viene analizzata la consistenza degli URP, ovvero, il numero complessivo di uffici costituiti dalle pubbliche amministrazioni incluse nell indagine. La tabella n. 2 tratta della modalità di attuazione degli URP all interno delle pubbliche amministrazioni. Dal momento che è stata rilevata la presenza di pubbliche amministrazioni nelle quali l URP è presente nella maggior parte delle UOP, pur non essendo stato costituito in nessuna delle UOC, si è ritenuto utile adottare un metodo di presentazione dei dati in cui tale situazione potesse emergere. Le amministrazioni che hanno costituito gli URP nelle UOP sono state raggruppate in una colonna a se stante e devono essere considerate insieme a quelle dotate di URP (come è giusto che sia). Inoltre, va detto che in molti casi, sebbene l URP non sia stato costituito, i compiti ad esso attribuiti vengono comunque espletati in modo meno strutturato da altri uffici dell amministrazione. Anche in questo caso si è preferito sottolineare la discrepanza rispetto a quelle pubbliche amministrazioni che non hanno dato attuazione alle normative vigenti, né sotto l aspetto costitutivo, né funzionale. La tabella realizzata è stata suddivisa in quattro colonne. La prima colonna presenta il numero di amministrazioni in cui l URP è stato costituito nelle UOC e quelle in cui l ufficio è stato costituito, sia nelle UOC, sia nelle UOP. Nella seconda colonna si legge il numero di pubbliche amministrazioni in cui gli uffici per le relazioni con il pubblico sono stati costituiti esclusivamente nelle UOP (Ministeri ed enti di previdenza). La terza colonna evidenzia le amministrazioni che, pur non avendo costituito 20 URP ON LINE Vedere altro
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