Source: http://directio.it/multimedia/news/2017/02/14-decisione-rapporto-lavoro.aspx
Timestamp: 2017-10-17 13:21:13+00:00
Document Index: 168759110

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 41', 'art. 21', 'sentenza ']

Insindacabile la decisione del datore di lavoro, se le motivazioni per cui ricorre ad un’atipica tipologia di rapporto di lavoro sono contenute nel contratto | News | Directio - le strade nell'economia
Rapporti di lavoro > Forme contrattuali
Insindacabile la decisione del datore di lavoro, se le motivazioni per cui ricorre ad un’atipica tipologia di rapporto di lavoro sono contenute nel contratto
Lo afferma la Corte di Cassazione con sentenza n°3466/2017 del 9 febbraio
La legge ammette che sia rimessa alla insindacabile discrezionalità del datore di lavoro la scelta della tipologia di rapporto da instaurare con il lavoratore per l’assolvimento di una temporanea esigenza lavorativa, quando la sussistenza della temporaneità dell’occasione di lavoro sia deducibile dalla riconducibilità di quella temporanea esigenza alle specifiche ragioni legittimanti il ricorso ad una tipologia atipica di rapporto di lavoro, quale la somministrazione.
Così la Corte di Cassazione (sentenza n. 3466/2017 del 9 febbraio) ha accolto il ricorso di una società, cassando la sentenza dei giudici di Brescia che, diversamente, avevano accertato l’illegittimità di alcuni contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato, stipulati dalla società attraverso l’intervento di un’Agenzia di lavoro, ridefinendoli quali contratti a tempo indeterminato.
La Cassazione ha chiarito che, quando il contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato contiene i requisiti richiesti dall’art. 21 lett. c) D. Lgs. n. 276/2003, ovvero le ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo di cui ai commi 3 e 4 dell’art. 20 dello stesso decreto, il contratto è legittimo, in quanto, l’interpretazione dell’art. 20 induce a ritenere che l’espressa specificazione contenuta nel contratto sia sufficiente a rendere il rapporto di lavoro valido ed efficace, ragion per cui la successiva verifica giudiziale deve essere tesa ad accertare la coerenza dell’impiego del lavoratore somministrato con le esigenze sottese ai casi e alle ragioni invocate nel contratto, tenuto conto, altresì, della sancita insindacabilità delle scelte organizzative dell'imprenditore, da ritenersi rientranti nella sua sfera di discrezionalità ai sensi dell’art. 41 Cost..
I giudici devono concentrarsi, in definitiva, sulla “sulla verifica dell’effettività delle ragioni che giustificano il ricorso alla somministrazione” (così Cass., sez. 6°. ord. n. 21916 del 27 ottobre 2015), derivandone la funzionalità ad esso del requisito di forma sancito dall’art. 21, comma 1, lett. c), del d.lgs. 276/2003, dato dall’onere di specificazione dei motivi giustificativi del ricorso a tale tipologia di rapporto, che, a sua volta, ove assolto, assorbe, costituendone giusta prova, il requisito della temporaneità dell’occasione di lavoro, insuscettibile, pertanto, di una successiva verifica circa la sua ricorrenza in concreto (cfr. Cass., sez. lav., sentenza n. 21001 del 6.10.2014).
Licenziamento legittimo per fatti extralavorativi
Detassazione anno 2017 e Welfare Aziendale