Source: http://www.ps.camcom.gov.it/portale-registro-imprese/attivita-soggette-a-s.c.i.a/riepilogo-sanzioni-attivita-soggette-a-scia-1/riepilogo-sanzioni-attivita-soggette-a-scia
Timestamp: 2016-05-01 06:05:18+00:00
Document Index: 34610484

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 348', 'art. 2231', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 74', 'art. 11', 'art.11', 'art. 76', 'art. 8', 'art. 21', 'art. 348', 'art. 22', 'art. 5']

Riepilogo sanzioni attività soggette a SCIA — Camera di Commercio di Pesaro e Urbino
, 01 maggio
Portale Registro Imprese
Riepilogo sanzioni attività soggette a SCIA Guida alla compilazione della pratica telematica
Informazioni Importanti per la predisposizione della pratica
Cancellazione impresa
Attività economiche iscrivibili
Errori ricorrenti nella compilazione delle pratiche
Impiantistica, Autoriparazione, Pulizia, Facchinaggio Agenti e rappresentanti - Mediatori - Spedizionieri - Mediatori marittimi
Riepilogo sanzioni attività soggette a SCIA SCIA da inviare al SUAP
Le attività soggette a regime di Segnalazione Certificata di Inizio Attività sono soggette a sanzioni sia di carattere disciplinare per quanto attiene il mancato rispetto dei doveri ed obblighi professionali che a sanzioni amministrative o penali per l'esercizio abusivo o altre irregolarità.
Alle violazioni degli obblighi derivanti dall'articolo 7 del D.M. 37/2008 in materia di dichiarazione di conformità, si applicano le sanzioni amministrative da euro 100,00 ad euro 1.000,00 con riferimento all'entità e complessità dell'impianto, al grado di pericolosità ed alle altre circostanze obiettive e soggettive della violazione. Alle violazioni degli altri obblighi derivanti dal D.M. 37/2008 si applicano le sanzioni amministrative da euro 1.000,00 ad euro 10.000,00 con riferimento all'entità e complessità dell'impianto, al grado di pericolosità ed alle altre circostanze obiettive e soggettive della violazione.
Le violazioni comunque accertate, anche attraverso verifica, a carico delle imprese installatrici, sono comunicate alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per territorio, che provvede all'annotazione nell'albo provinciale delle imprese artigiane o nel registro delle imprese in cui l'impresa inadempiente risulta iscritta, mediante apposito verbale.
La violazione reiterata tre volte delle norme relative alla sicurezza degli impianti da parte delle imprese abilitate comporta altresì, in casi di particolare gravità, la sospensione temporanea dell'iscrizione delle medesime imprese dal registro delle imprese o dall'albo provinciale delle imprese artigiane, su proposta dei soggetti accertatori e su giudizio delle commissioni che sovrintendono alla tenuta dei registri e degli albi. Alla terza violazione delle norme riguardanti la progettazione ed i collaudi, i soggetti accertatori propongono agli ordini professionali provvedimenti disciplinari a carico dei professionisti iscritti nei rispettivi albi.All'irrogazione delle sanzioni provvedono le Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura.
L'esercizio dell'attività di autoriparazione da parte di una impresa non iscritta nel Registro delle Imprese è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.164,00 a euro 15.493,00 e con la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l'attività illecita. L'esercizio da parte di una impresa, di attività di autoriparazione diversa da quella per la quale l'impresa è abilitata è punito, salvo il caso di operazioni strettamente strumentali o accessorie rispetto all'attività principale, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.582,00 a euro 7.745,00 e con la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l'attività illecita. Il proprietario o possessore del veicolo che non si avvale di impresa in possesso di requisiti per la riparazione dello stesso, è soggetto ad una sanzione amministrativa da euro 51,00 a euro 258,00. Pulizia
Qualora l'impresa di pulizia:
eserciti le attività di cui alla legge 82/1994 senza essere iscritta nel registro delle imprese o nell'albo provinciale delle imprese artigiane;
eserciti le attività di cui alla legge 82/1994 nonostante l'avvenuta sospensione, ovvero dopo la cancellazione;
affidi lo svolgimento delle attività di cui alla legge 82/1994 ad imprese che versino nelle situazioni sanzionabili di cui ai punti precedenti
il titolare dell'impresa individuale, l'institore preposto ad essa o ad un suo ramo o ad una sua sede, tutti i soci in caso di società in nome collettivo, i soci accomandatari in caso di società in accomandita semplice o per azioni, ovvero gli amministratori in ogni altro tipo di società, ivi comprese le cooperative, sono puniti con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da euro 103,00 ad euro 516,00.A chiunque stipuli contratti per lo svolgimento di attività di pulizia di cui alla legge 82/1994, o comunque si avvalga di tali attività a titolo oneroso, con imprese di pulizia non iscritte o cancellate dal registro delle imprese o dall'albo provinciale delle imprese artigiane o la cui iscrizione sia stata sospesa, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 516,00 ad euro 1.032,00.Qualora tali contratti siano stipulati da imprese o enti pubblici, ai medesimi si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.164,00 ad euro 25.822,00.I contratti stipulati con imprese di pulizia non iscritte o cancellate dal registro delle imprese o dall'albo provinciale delle imprese artigiane, o la cui iscrizione sia stata sospesa, sono nulli.
Qualora un’impresa:
svolga le attività di cui al D.I. 221/2003 senza l’iscrizione dell’impresa nel Registro delle Imprese o nell’Albo delle imprese artigiane; svolga le attività di cui al D.I. 221/2003 nonostante l’avvenuta sospensione;
svolga le attività di cui al D.I. 221/2003 dopo la cancellazione;
affidi lo svolgimento delle attività di facchinaggio ad imprese che versano nelle situazioni sanzionabili di cui ai punti precedenti;
stipuli un contratto di importo annuale superiore a quello corrispondente alla fascia in cui e' inserita
al titolare dell'impresa individuale, all'institore preposto ad essa o ad un suo ramo o ad una sua sede, a tutti i soci in caso di società in nome collettivo, ai soci accomandatari in caso di società in accomandita semplice o per azioni, ovvero agli amministratori in ogni altro tipo di società, ivi comprese le cooperative si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 200 ad euro 1.000.Nel caso di:
mancata presentazione dell’elenco dei servizi relativo al periodo di riferimento della fascia nei termini prescritti;
mancata comunicazione della variazione negativa della fascia di classificazione nei termini prescritti
al titolare di impresa individuale, all'institore preposto ad essa o ad un suo ramo o ad una sua sede, o agli amministratori nel caso di società, ivi comprese le cooperative si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 200 ad euro 1.000.
Chiunque stipula contratti per lo svolgimento di attività di facchinaggio o comunque si avvale di tali attività a titolo oneroso, con imprese di facchinaggio non iscritte o cancellate dal registro delle imprese o dall'albo provinciale delle imprese artigiane, o con iscrizione sospesa, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 ad euro 2.500.Se i contratti sono stipulati da imprese o enti pubblici, ai medesimi si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.000 ad euro 25.000.
I contratti stipulati con imprese di facchinaggio non iscritte o cancellate dal registro delle imprese o dall'albo provinciale delle imprese artigiane, sono nulli.
Il mediatore che viola i suoi doveri e manca a qualcuno degli obblighi che la legge gli impone per la sua attività è soggetto alle seguenti sanzioni disciplinari:- sospensione- cancellazione- radiazione.
I procedimenti disciplinari sono previsti dagli artt. 19 e 20 del DM 21/12/1990 n. 452 e si concludono con un provvedimento che, soppressi i ruoli, ai sensi dell'art. art. 73 comma 6 D.lgs 59/2010 e dell' art. 9 del DM 26/10/2011, sarà di sospensione dell'attività, cancellazione dell'impresa o inibizione perpetua dell'attività. Il provvedimento viene annotato ed iscritto per estratto nel REA.
Sono altresì iscritti ed annotati per estratto nel REA i provvedimenti amministrativi e penali a carico del mediatore previsti dall'art. 3, comma 4 del DM 21/12/1990 n. 452.
La cancellazione è disposta per:
- perdita requisiti professionali o di onorabilità;- incompatibilità.
La radiazione/inibizione perpetua dell'attività è disposta nei seguenti casi:
- mediatore che abbia turbato gravemente il normale andamento del mercato;- mediatore che nel periodo di sospensione inflittagli, compia atti inerenti il suo ufficio;- mediatore a cui sia stata irrogata per tre volte la misura della sospensione.
La sospensione è inflitta per un periodo non superiore a 6 mesi nei casi meno gravi di turbativa del mercato e nei casi di irregolarità accertate nell'esercizio della attività della mediazione. Nel caso di assunzione della qualità di imputato per uno dei delitti indicati alla lettera f) dell'art. 2 comma 3 della L. 39/1989, può essere disposta fino al termine del giudizio nei suoi confronti.
L'adozione dei provvedimenti disciplinari è preceduta dalla citazione dell'interessato a comparire davanti alla Giunta camerale.
Avverso i provvedimenti inibitori di avvio o di prosecuzione dell'attività, è ammesso ricorso gerarchico al Ministero dello Sviluppo Economico.
Il mediatore cancellato può essere nuovamente iscritto, purchè provi il venir meno della causa che ne aveva determinato la cancellazione.
Fatte salve le sanzioni disciplinari, il mediatore che si avvale di moduli e formulari per l'esercizio della propria attività, senza aver effettuato il preventivo deposito, è punito con la sanzione amministrativa di 516,00 euro. Se il mediatore si avvale di moduli o formulari diversi da quelli depositati è punito con la sanzione di 1549,00 euro.
Chi, infine, esercita l'attività di mediazione senza essere iscritto al registro delle imprese è punito, ai sensi dell'art. 8 della Legge 3/2/1989 n. 39, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma compresa fra 7.500,00 e 15.000,00 euro ed è tenuto alla restituzione alle parti contraenti delle provvigione percepite.
A coloro che siano incorsi per tre volte nella sanzione per esercizio abusivo (svolgimento dell'attività in assenza di iscrizione al registro delle imprese), anche se vi è stato pagamento con effetto liberatorio, si applicano le pene previste dall'art. 348 c.p., nonchè l'art. 2231 c.c.
Viene adottato il provvedimento di cancellazione dell'agente/rappresentante nei seguenti casi:- perdita requisiti professionali o di onorabilità;- incompatibilità; - interdizione o inabilitazione legale.
Il provvedimento viene adottato ai sensi dell'art. 7 della Legge 204/1985, dopo aver sentito l'agente/rappresentante e, ai sensi dell'art. 8 del DM 26/10/2011 e dell'art. 74 comma 6 del D.lgs 59/2010, annotato ed iscritto per estratto nel REA.
Avverso il provvedimento inibitorio di avvio o di prosecuzione dell'attività è ammesso ricorso gerarchico al Ministero dello Sviluppo Economico.
E' fatto divieto a chi non è iscritto nel registro delle imprese di esercitare l'attività di agente o rappresentante di commercio.Chiunque contravviene alle disposizione della Legge 204/1985 è punito con la sazione amministrativa del pagamento di una somma compresa tra 516,00 e 2065,00 euro.
Allo spedizionieri possono essere inflitte, a norma dell'art. 11 della Legge. n. 6 del 14/11/1941, le seguenti sanzioni disciplinari:
- censura, che si applica per lievi mancanze commesse dall'iscritto nell'esercizio professionale o per lievi infrazioni nei riguardi dei rapporti di lavoro;- pagamento di una somma di denaro fino a un massimo di 5,00 euro, da destinarsi alle opere assistenziali della provincia in cui si trova l'azienda; la misura si applica agli iscritti che siano incorsi più di tre volte nel provvedimento di censura e che siano risultati colpevoli di fatti più gravi tali da cagionare discredito alla categoria e da danneggiare l'attività, sia nei rapporti tra spedizionieri che fra questi e gli utenti; si applica inoltre agli iscritti che abbiano subito condanna per violazione delle disposizioni sulle assicurazioni sociali o commesso gravi infrazioni ai contratti collettivi di lavoro;- sospensione della iscrizione per un periodo non superiore a sei mesi, che si applica per mancanze di maggiori gravità rispetto a quelle indicate in precedenza e nei casi di persistente reciditività;- radiazione, trova applicazione per casi gravissimi che non consentirebbero l'iscrizione al registro delle imprese.
Le sanzioni previste dall'art.11 di cui sopra, che a norma dell'art. 76 comma 6 del Dlgs 59/2010 consistono nel pagamento di una somma o in un provvedimento di sospensione o inibizione perpetua dell'attività, sono annotate ed iscritte per estratto nel REA (art. 8 DM 26/10/2011).
Avverso i provvedimenti inibitori di avvio o di prosecuzione dell'attività è ammesso ricorso gerarchico al Ministero dello Sviluppo Economico.
Ai sensi dell'art. 21 della Legge 6/1941 chiunque intraprenda l'attività di spedizione senza essere iscritto al registro delle imprese o continui l'esercizio dopo essere stato radiato (inibizione perpetua dell'attività) è punito ai sensi dell'art. 348 del codice penale.
Chiunque continui l'esercizio durante il provvedimento di sospensione è puntio con la sanzione amministrativa fino a 516,00 euro.
In tutti i casi in cui i titolari siano sottoposti a procedimento penale, il Prefetto della provincia può ordinare la chiusura dell'esercizio; contro questo provvedimento è ammesso ricorso al Ministero dell'nterno.
Ai sensi dell'art. 22 del D.lgs 31 marzo 1998, n. 114, chiunque viola le disposizioni di cui all'art. 5 dello stesso decreto, relative ai requisiti di accesso per l'esercizio dell'attività di commercio all'ingrosso (requisiti di onorabilità), è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2.582,00 a 15.493,00 euro.
In caso di particolare gravità o di recidiva il sindaco può disporre la sospensione della attività di vendita per un periodo non superiore a venti giorni. La recidiva si verifica qualora sia sia stata commessa la stessa violazione per due volte in un anno, anche se si è provveduto al pagamento della sanzione mediante oblazione.
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