Source: https://www.condominioweb.com/forum/quesito/variazione-anagrafe-condominiale-60999/
Timestamp: 2018-06-20 02:03:52+00:00
Document Index: 170696841

Matched Legal Cases: ['art. 1130', 'art. 1130', 'art. 1130', 'art.1130', 'art. 1130', 'art. 1130', 'art 1130', 'art 1130', 'art.1130', 'art.1130', 'art.1117', 'art.1117']

Variazione anagrafe condominiale
Da amministratorerossia, 10 Febbraio, 2014 in Amministratori Condominiali
Gentili amici ho una difficolta con l'anagrafe condominiale ,era tutto chiaro poi c'e' stata una retromarcia parziale che diceva che il condomino non era obbligato piu a fare un'autocertificazione dello stato di sicurezza dell'appartamento ma " SOLAMENTE LA DICHIARAZIONE PER LE PARTI COMUNI"
cioe'? che significa? che il condomino non deve piu dichiarare che il suo appartamento e' conforme alle leggi sulla sicurezza ma deve dichiarare che il suo pianerottolo e le scale sono conformi alle norme di sicurezza?
chi mi chiarisce il dubbio?
buona serata A.Rossi
http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/condominio/2013-12-16/sicurezza-unita-lanagrafica-condominiale-194842.php?uuid=Ab173x9I
delle parti comuni spetta a te amministratore occupartene e non ai singoli condomini .
Prima del 24/12/2013 e cioè prima che l'art. 1130 fosse ulteriormente riformato dopo la riforma:
...6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza.
Con la riforma della riforma è stata aggiunta una frase.
Ora è scritto che:
...6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio
Ciò significa che il condòmino non deve comunicare più nulla all'amministratore sulle condizioni di sicurezza.
E' l'amministratore che DEVE trascrivere nel registro anagrafe ogni dato sulla sicurezza delle parti comuni perchè è lui che gestisce le parti comuni e non il singolo condòmino.
Il Decreto Legislativo 23 dicembre 2013 non è ancora convertito in legge quindi resta ancora in vigore l'art. 1130. Saluti
Il Decreto Legislativo 23 dicembre 2013 n° 145 non è ancora convertito in legge quindi resta ancora in vigore l'art. 1130. Saluti
Il Decreto Legislativo 23 dicembre 2013 n° 145 NON è ancora convertito in legge.Quindi resta in vigore l'art.1130. Saluti
non e' un decreto legislativo ma decreto legge , sono i decreti legge che devono essere convertiti .
comunque questo e' quello che e' in vigore attualmente (in attesa che venga convertito o decada )
Il DL 23 dicembre 2013 n° 145 NON è ancora convertito in legge!!! Quindi resta vigente l'art. 1130 cc. Saluti
certo ,quello con la modifica .
Ma se non ancora convertito in legge come può modificare l'art. 1130 cc?
perché il decreto legge e' in vigore . . poi se viene convertito bene ,se non viene convertito la modifica dell'art 1130 decade con effetto retroattivo ovvero dal giorno dell'entrata in vigore (ovvero 23 dicembre 2013)
questo e' in vigore dal 23 dicembre 2013 (se viene convertito resta in vigore ,se decade torna in vigore l'art 1130 non modificato con effetto dal 23 dicembre 2013)
perché i decreti -legge entrano in vigore quindi producono effetti provvisori . effetti provvisori che devono essere convertiti in legge per diventare definitivi ,se non sono convertiti decadono
prego .......
Sulle parti comuni non ho e non avevo alcun dubbio l mio dubbio e' se il condomino deve a tutt'oggi dichiarare che il SUO appartamento ha l'impianto elettrico e l'impianto del gas a norma di legge?
Ad oggi, non devi dichiarare nulla.
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Condizioni di sicurezza delle parti
comuni: nasce la VCS
PARTE PRIMA: IL LEGISLATORE HA COLPITO ANCORA
“Destinazione Italia” è il nome del decreto-legge n.145/2013, vigente dal 24 dicembre
(e da convertire in legge entro la fine di febbraio 2014, a pena di decadenza). Con
questo d.l. cambia il testo dell’art.1130 c.c., relativo alle attribuzioni
dell’amministratore che nel registro di anagrafe condominiale, insieme ai dati sui
proprietari e sui titolari di diritti e ai dati catastali di ogni unità immobiliare, dovrà
inserire “ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni
dell’edificio”.
La novità legislativa è l’inserimento della frase “delle parti comuni dell’edificio”, che
stravolge completamente il senso della precedente formulazione e annulla il lavoro
svolto in sei mesi da migliaia di amministratori italiani. Infatti con la legge 220/2012, la
“riforma del condominio”, era stato introdotto l’obbligo di curare la tenuta del registro
di anagrafe con dati personali ed oggettivi, relativi alle sole unità immobiliari private.
Su che cosa esattamente intendesse il legislatore con “ogni dato” si sono lette
acrobazie dialettiche di ogni genere; nella sostanza, dopo mesi di convegni, le maggiori
associazioni di amministratori e di proprietari si sono orientati a ritenere, argomentando
in modo più o meno convincente, che il “dato” fosse “informazione”, mai e poi mai
“documentazione”. Di conseguenza nessuna documentazione tecnica, ci hanno detto,
avrebbe mai dovuta essere richiesta né consegnata, perché i dati non sono
dichiarazioni di conformità, verbali, certificati, relazioni tecniche; i dati sono notizie,
eventuali comunicazioni, semplici informazioni. Questo ultimo concetto, che per ora non
critichiamo, ci sarà utile nel seguito.
Con cinque semplici parole sono stati cancellati i dubbi ma anche molto lavoro (che è
costato tempo e denaro, ça va sans dire); i dati da inserire nel registro di anagrafe ora
sono quelli relativi alle parti comuni dell’edificio, non più quelli delle unità immobiliari
Con molto rispetto per il legislatore, sulla cui leggerezza nell’operare forse varrebbe la
pena di porsi domande, ripartendo da zero ci disponiamo ad occuparci del contenuto
sostanziale della nuova frase come da art.1130 c.c., comma 1, n.6 - “ogni dato
relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio”.
Sulla definizione di dato, proviamo temporaneamente a fidarci di quanto ci hanno
spiegato prima del giugno 2013: dato è notizia, comunicazione, informazione. Le
Sulle condizioni di sicurezza, grossi dubbi non ce ne sono mai stati: l’oggetto in
esame (prima l’unità immobiliare, ora le parti comuni), nei suoi aspetti strutturali,
impiantistici, ambientali, ecc. si può considerare “sicuro” (cioè idoneo a non provocare
danni alle persone nei limiti previsti dalle leggi vigenti), e se no perché?
Sulle parti comuni conviene spendere qualche parola in più. Fatto salvo l’esame dei
regolamenti condominiali, le parti comuni dell'edificio sono elencate dal codice civile
nell’art.1117:
Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari
dell'edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario
1) tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso comune, come il suolo su cui sorge
l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici
solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate;
2) le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la
portineria, incluso l'alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti
destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all'uso comune;
3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all'uso comune,
come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati
di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l'energia elettrica, per il riscaldamento
ed il condizionamento dell'aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a
qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi
collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli
condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto
disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche.
Riportare tutto il testo dell’art.1117 è necessario per capire che non si parla più, per
una unità immobiliare, di un impianto elettrico, di una cucina a gas, di qualche muro,
pilastro e trave. La faccenda è assai più complicata e vasta: quali “dati di sicurezza”
può conoscere un amministratore del suolo, delle fondazioni, delle scale, dei portoni di
ingresso, delle cisterne? E come può, con la nuova formulazione del testo di legge,
esimersi da conoscere almeno quel poco che gli permetta di evitare di scrivere “nessun
dato sulle condizioni di sicurezza”, che – in caso di evento sfortunato – equivarrebbe
ad autoaccusarsi come minimo di ignoranza imprudente?
PARTE SECONDA: NEWS O DOCUMENTAZIONI?
Torniamo alla definizione di “dato” di cui tanto si è discusso prima dell’entrata in vigore
della riforma del condominio; come detto, secondo le più diffuse interpretazioni
giuridiche il “dato” sarebbe “informazione” e non “documentazione tecnica”, breaking
news e non dichiarazioni di conformità. Come conciliare queste affermazioni con la
necessità, introdotta dal d.l. 145/2013, di reperire dati sulle condizioni di sicurezza
degli ascensori, delle centrali termiche, degli impianti elettrici, ecc. ecc.? Chi ci può
dare le ultime news (e su quali basi) sulle condizioni di questi impianti, visto che –
seguendo le interpretazioni citate – i dati richiesti dal legislatore non corrispondono alle
documentazioni tecniche?
Vorremmo volentieri lasciare la risposta a color che si sono impegnati, per pura difesa
anche se il d.l. 15/2013 si limita a citare la definizione "dato " direi che su certi parti comuni (direi specialmente impianti tecnologici .ascensori ,caldaia,impianti elettrici )c'e' la possibilita' di conoscere le condizioni di sicurezza visto che comunque sono soggetti a normative specifiche .
esempio x per l'ascensore c'e' tutta la documentazione atta a conoscere le condizioni dell'impianto (libretto impianto ,aggiornamento verifiche semestrali,verbali dell'o.n etc etc)
direi che piu' o meno per gli impianti non ci dovebbero essere problemi , il problema nasce su alti parti comuni (che di solito non vengono periodicamente controllati o non sono soggetti di manutenzione ordinaria previste da normative specifiche )
Stesso articolo postato da me tempo fa, ma nessun colse il senso dell'articolo...........................
chiaro al 98% sulle parti comuni ma......in definitiva il singolo condomino deve dichiarare che gli impianti all'interno della propria casa-appartamento sono conform alla legge e sicuri? devono firnmare il formulario dove c'e' scritto che gli impianti sono conformi alle vigenti normative di legge?
Al momento il singolo condòmino non deve dichiarare nulla e non deve firmare nulla per gli impianti privati.
Il 24 febbraio è vicino. Se il decreto non sarà convertito in legge se ne riparlerà.
Grazie a TUTTI per le risposte come al solito le leggi italiane non sono mai chiare!
Ieri, la materia di discussione, è stata votata alla camera con esito positivo nel pacchetto " Destinazione Italia " ora attendiamo la decisione in senato.Saluti