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Timestamp: 2019-01-16 06:38:11+00:00
Document Index: 123479715

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 4', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 20', 'art. 10', 'art. 78', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 20', 'art. 38', 'art. 7']

Legge Regionale 17 Gennaio 1983, n° 3
Titolo Disciplina della formazione professionale nel Molise
Oggetto Formazione professionale - Iniziative - Soggetti - Procedure - Disciplina
Bollettino Bollettino Ufficiale n° 02 del 01/02/83
La Regione Molise, in attuazione dell'art. 35 della Costituzione, dell'art. 4 dello Statuto e della normativa statale in materia, al fine di rendere effettivo il diritto al lavoro ed alla sua libera scelta e di favorire la crescita della personalita' dei lavoratori attraverso l'acquisizione di una cultura professionale, promuove, programma, coordina, istituisce, controlla e finanzia iniziative di formazione professionale rivolte al primo inserimento, alla qualificazione, all'aggiornamento, alla specializzazione, alla riqualificazione ed al perfezionamento dei lavoratori, in un quadro di formazione permanente.
Le iniziative di formazione professionale, strumento della politica attiva del lavoro, costituiscono un servizio di pubblico interesse, si svolgono nel quadro degli obiettivi della programmazione economica nazionale e regionale ed in coerenza con le direttive CEE e tendono a favorire l'occupazione, la produzione e l'elevazione dell'organizzazione del lavoro in armonia con il progresso scientifico e tecnologico.
Le iniziative di formazione professionale sono rivolte a tutti i cittadini che hanno assolto l'obbligo scolastico e ne siano stati prosciolti e possono concernere ciascun settore produttivo sia che si tratti di lavoro subordinato di lavoro autonomo di prestazioni professionali o di lavoro associato.
Alle iniziative di formazione professionale possono essere ammessi anche stranieri ospiti per ragioni dl lavoro o di formazione nell'ambito degli accordi internazionali e delle leggi vigenti.
La Regione, favorisce altresi', la partecipazione alle iniziative di formazione professionale dei disabili e dei disadattati.
La loro presenza nei corsi sara' opportunamente distribuita al fine di favorire la migliore integrazione e di evitare situazioni di emarginazione.
L'esercizio delle attivita' di formazione professionale e' libero nell'ambito della sua funzione di utilita' generale e di pubblico interesse.
Nella realizzazione delle iniziative formative la Regione si ispira ai principi del pluralismo istituzionale e sociale.
La Regione promuove, coordina, finanzia attivita' di formazione professionale gestite direttamente dai propri Centri e da Centri di Formazione Professionale istituiti o gestiti da Enti riconosciuti a tale funzione dalla Giunta Regionale sentito il parere della Commissione Consiliare competente nonche' iniziative attuate da Enti Locali ed Istituti scolastici statali.
Le attivita' di formazione professionale possono essere svolte, altresi', su autorizzazione dell'Assessorato competente, presso sedi occasionali se finalizzate all'occupazione immediata e, nel settore dell'agricoltura, se affidate ad unita' didattiche mobili, utilizzando in ogni caso il personale iscritto all'Albo.
Possono, inoltre, essere autorizzate attivita' di formazione, specializzazione ed aggiornamento presso Imprese sentito il parere delle Organizzazioni Sindacali, nonche' presso botteghe artigiane.
I Centri di Formazione Professionale sono unita' didattico - amministrative, destinati stabilmente alla formazione professionale, dotati in misura adeguata di ambienti, laboratori, servizi, attrezzature e personale per il proprio funzionamento.
I Centri possono attuare i corsi e le altre iniziative formative anche presso idonee sedi coordinate e distaccate.
La Regione, in conformita' a quanto previsto dai programmi regionali di sviluppo, predispone programmi pluriennali e piani annuali di attuazione per le attivita' di formazione professionale.
L'attuazione dei programmi e dei piani cosi' predisposti e' realizzata:
a)	direttamente nelle strutture pubbliche, che devono essere interamente utilizzate, anche operando, ove sia necessario, il loro adeguamento strutturale e funzionale agli obiettivi del piano;
b)	mediante convenzione, nelle strutture di Enti che siano emanazione delle organizzazioni locali e nazionali dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori autonomi, degli imprenditori, di associazioni con finalita' formative e sociali, di imprese e loro consorzi, del movimento cooperativo;
c)	direttamente da Enti Locali ed Istituti Scolastici Statali.
1)	avere come fine la formazione professionale;
2)	disporre di strutture, capacita' organizzativa ed attrezzature idonee;
3)	non perseguire scopi di lucro;
4)	garantire il controllo sociale delle attivita';
5)	applicare per il personale il contratto nazionale di lavoro di categoria;
6)	rendere pubblico il bilancio annuale per ciascun centro di attivita' e di coordinamento didattico-amministrativo;
7)	accettare il controllo della Regione, che puo' effettuarsi anche mediante ispezioni, sul corretto utilizzo dei finanziamenti erogati.
Qualora, nel corso delle attivita', vengano meno i requisiti richiesti, la Regione, assegnato un congruo termine per i necessari adeguamenti, revoca il riconoscimento.
Nel caso che mutate condizioni socio-economiche consiglino la riconversione, in settori formativi diversi, dei centri operanti, verra' assegnato agli Enti Gestori il termine massimo improrogabile di mesi 12 dalla data di notifica, per provvedervi.
La Regione puo' altresi' stipulare convenzioni con imprese loro consorzi per la realizzazione di corsi di formazione, aggiornamento, riqualificazione e riconversione, nel rispetto di quanto stabilito ai numeri 2) e 7) del III comma, previo parere delle Organizzazioni Sindacali.
La Regione puo', infine, stipulare convenzioni con Enti Locali ed Istituti Scolastici Statali per iniziative di formazione professionale nel rispetto di quanto stabilito ai numeri 2), 5) e 7) del 3° comma.
Le convenzioni hanno la durata massima dei programmi pluriennali e sono aggiornate ogni anno in relazione ai piani annuali d'attuazione.
a)	la durata;
b)	l'indicazione dei corsi e delle attivita' alle quali si riferisce;
c)	i Centri in cui tali attivita' vengono svolte;
d)	l'obbligo di istituire il Comitato di Controllo Sociale della gestione;
e)	l'obbligo di assumere personale iscritto all'Albo Regionale di cui all'art. 19;
f)	il rispetto degli accordi sindacali nazionali di lavoro per il personale;
g)	l'ammontare del finanziamento e la pubblicita' degli Enti;
h)	l'obbligo di sottoporsi al controllo ed alla vigilanza della Regione;
i)	il termine di presentazione del rendiconto finale.
Le convenzioni con le imprese o loro consorzi vengono stipulate a norma dell'art. 5 comma 4 della legge 21 dicembre 1978, n. 845.
TITOLO III: PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI
Tutte le attivita' di formazione professionale finanziate dalla Regione Molise e gestite da Enti pubblici e privati, rientrano nei programmi pluriennali e nei piani annuali di attuazione.
Ogni programma si articola, nel suo interno, in piani annuali che assicurino, nel quadro di riferimento pluriennale, il raccordo della formazione professionale ai processi di sviluppo socio-economici, produttivi, dell'occupazione, della mobilita' professionale, nonche' delle esigenze di riequilibrio territoriale, settoriale e sociale.
I piani annuali da predisporre e da approvare entro il 30 aprile precedente l'anno formativo, cui si riferiscono, devono altresi' contenere:
a)	indicazioni delle disponibilita' finanziarie;
b)	preventivo di spesa per i vari settori di intervento, con la precisazione delle voci ammesse a finanziamento, ivi compresi gli interventi riservati alla riconversione, riqualificazione ed aggiornamento del personale;
c)	elencazione degli Enti e dei Centri interessati all'attivita' formativa con l'analisi per Centro, dei finanziamenti, del numero di ore complessive, nonche', degli allievi interessati;
d)	prospetto analitico per sede di attivita';
e)	distinta dei corsi proposti da vari Enti e non ammessi a contributo;
f)	relazione illustrativa;
g)	specificazione delle somme destinate agli investimenti per la realizzazione o l'adeguamento delle strutture pubbliche.
L'approvazione del programma pluriennale e dei piani annuali e' di competenza del Consiglio Regionale. La Giunta Regionale, in caso di palese urgenza e necessita' puo' autorizzare iniziative formative - corsi finalizzati all'immediata occupazione - anche al di fuori del Piano, di intesa con la competente Commissione Consiliare.
TITOLO IV: PARTECIPAZIONE E GESTIONE SOCIALE
La Regione, per assicurare la partecipazione, la consultazione permanente, il controllo sociale della formazione professionale, costituisce:
-	la Commissione Regionale per la formazione professionale;
-	i Comitati locali di controllo sociale della gestione.
La Commissione Regionale per la formazione professionale e' composta:
-	dall'Assessore Regionale all'Istruzione professionale, o suo delegato, che la presiede e ne stabilisce l'ordine del giorno;
-	da sei esperti eletti dal Consiglio regionale, di cui due designati dalle minoranze;
-	da tre Rappresentanti degli Enti locali della Regione, eletti dal Consiglio regionale con voto limitato a due;
-	da tre membri designati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori dipendenti;
-	da un rappresentante designato dalle Organizzazioni regionali dai datori di lavoro del settore industria;
-	da un rappresentante delle Organizzazioni regionali degli artigiani;
-	da tre rappresentanti delle Organizzazioni regionali dei Coltivatori diretti;
-	da due rappresentanti delle Organizzazioni cooperativistiche;
-	dal Direttore dell'Ufficio Regionale del Lavoro e della Massima Occupazione;
-	da un rappresentante degli Uffici periferici del Ministero della Pubblica Istruzione;
-	da due rappresentanti degli Enti Gestori;
-	da un rappresentante degli operatori dei Centri di formazione professionale della provincia di Campobasso;
-	da un rappresentante degli operatori dei Centri di formazione professionale della Provincia di Isernia;
-	dal responsabile del settore regionale che sovraintende alla formazione professionale o da un suo delegato.
Presso ogni Centro di Formazione Professionale, con almeno 3 corsi, e' costituito un Comitato di controllo sociale della Gestione, del quale fanno parte:
a)	il Presidente della Comunita' Montana o un suo delegato per i Centri operanti nelle zone montane; il Sindaco o un suo delegato per i Centri operanti in altri Comuni;
b)	tre rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori, designati dalle Organizzazioni sindacali piu' rappresentative in campo nazionale;
c)	un rappresentante delle Organizzazioni imprenditoriali, oppure un rappresentante delle Organizzazioni dei lavoratori autonomi, interessate all'indirizzo professionale preminente del Centro, designati dalle rispettive organizzazioni;
d)	il direttore o il responsabile del Centro;
e)	un rappresentante dell'Ente Gestore;
f)	un rappresentante del distretto scolastico.
Del Comitato di controllo sociale della Gestione fanno altresi' parte:
g)	un rappresentante degli allievi;
h)	un rappresentante dei genitori o di chi ne fa le veci;
i)	un rappresentante del personale del Centro.
I rappresentanti di cui alle lettere g), h), i), durano in carica un anno e sono eletti con votazione segreta rispettivamente dai gruppi interessati.
Il Comitato elegge, nel proprio seno, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, il Presidente, il Vice Presidente ed il Segretario.
Il Presidente viene scelto tra i componenti, di cui alle lettere a), b) e c).
Partecipano ai lavori della Commissione anche gli Assessori interessati per competenza di settore.
La Commissione e' nominata con decreto del Presidente della Giunta e dura in carica fino al compimento della legislatura durante la quale e' stata nominata.
Alla designazione degli operatori dei Centri di formazione professionale provvedono le associazioni sindacali di categoria.
Per quanto riguarda le altre designazioni provvedono gli Organismi di provenienza. Trascorsi inutilmente 30 giorni dalla richiesta di designazione, il Presidente della Giunta provvede all'insediamento dei componenti nominati.
Le funzioni di segretario sono svolte da un impiegato dell'Assessorato Regionale alla formazione professionale, di livello non inferiore al VI, nominato dal Presidente della Giunta Regionale.
La Commissione esprime parere sulle proposte di piani elaborati dalla Giunta Regionale, sui problemi di carattere generale del settore e su ogni altra questione sottoposta al suo esame dalla Giunta o dal Consiglio Regionale. Ha inoltre potere di proposta.
Il Comitato e' nominato con decreto del Presidente della Giunta Regionale su proposta dell'Assessorato competente e dura in carica fino al compimento della legislatura durante la quale e' stato nominato.
Il Comitato e' validamente costituito anche nel caso in cui non tutte le componenti abbiano designato od eletto la propria rappresentanza.
Il Comitato puo' rendere pubbliche le proprie sedute. Gli atti possono essere resi pubblici mediante affissione in copia in apposito Albo.
In caso di persistenti e gravi irregolarita', o di mancato funzionamento, il Presidente della Giunta Regionale, su segnalazione dell'Assessorato competente, procede allo scioglimento del Comitato e promuove entro un mese gli adempimenti necessari per la sua ricostituzione.
Il Comitato per il controllo sociale della gestione, nel rispetto delle direttive regionali:
a)	esprime parere, per il CFP di competenza, sulle proposte di attivita';
b)	promuove l'attuazione dei servizi sociali a favore degli allievi;
c)	formula motivate proposte in ordine al fabbisogno di attrezzature tecnico-didattiche e di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria;
d)	propone l'adozione di provvedimenti per il miglioramento funzionale e lo sviluppo del Centro, ivi compresi quelli per l'istituzione di nuovi reparti, nonche' la riconversione, la ristrutturazione, il potenziamento o la soppressione di quelli esistenti;
e)	esamina il bilancio preventivo e consuntivo del Centro;
f)	relaziona all'Assessorato competente ed all'Ente convenzionato sulle attivita' svolte dal Centro durante l'anno formativo;
g)	assicura il raccordo con il Consiglio Scolastico Distrettuale;
h)	mantiene rapporti con organismi di governo del mercato del lavoro.
Il Comitato e' convocato dal suo Presidente in via ordinaria o su richiesta di almeno un quarto dei componenti.
TITOLO V: CONTENUTI E METODOLOGIE
Nell'ambito degli indirizzi di cui agli artt. 1, 2 e 3, la programmazione didattica deve tendere a brevita' ed essenzialita' anche attraverso una strutturazione modulare e l'adozione di sistemi di alternanza tra esperienze formative ed esperienze di lavoro.
I programmi devono fondarsi sulla polivalenza, la continuita' e l'organicita' degli interventi formativi. Devono poter essere adottati alle esigenze locali ed assicurare il pieno rispetto della molteplicita' degli indirizzi educativi, tenendo conto dei livelli scolastici di partenza e dell'esperienza professionale degli allievi.
La Regione promuove, direttamente o per il tramite degli Enti, idonee convenzioni con Imprese singole od associate, di ogni settore produttivo e di servizio, che favoriscano congrui periodi di tirocinio pratico per gli utenti del sistema formativo. In esse saranno determinate, in relazione ai programmi ed alle esigenze:
-	la durata del tirocinio;
-	le modalita' di svolgimento;
-	il rimborso degli oneri derivanti alle imprese per l'utilizzazione delle strutture aziendali e per la copertura dei rischi di responsabilita' civile;
-	gli oneri per la copertura degli allievi e dei docenti dai rischi di infortunio.
Durante tali tirocini pratici, gli allievi non potranno essere utilizzati per scopi direttamente produttivi.
La Regione puo' altresi' promuovere periodi di formazione sul lavoro a seguito di intese tra le Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative dei datori di lavoro e dei lavoratori.
Tali periodi sono finalizzati all'apprendimento e non a scopi produttivi.
Nell'ambito del Settore formazione professionale sara' costituito l'Ufficio di vigilanza e controllo della Formazione Professionale.
L Ufficio di vigilanza e controllo esercita le seguenti funzioni:
a)	accertamento dei requisiti per il riconoscimento dei centri e delle sedi di svolgimento;
b)	vigilanza e controllo tecnico-didattico-amministrativo-contabile sullo svolgimento delle attivita' di formazione professionale, gestite, finanziate ed autorizzate dalla Regione, o che comunque si svolgano nel suo territorio.
Le irregolarita', eventualmente riscontrate, devono essere comunque contestate, al termine dell'ispezione, mediante consegna di una copia del foglio prescrizioni. E' data facolta' all'Ente gestore di far pervenire entro 20 giorni dalla contestazione dell'irregolarita' le controdeduzioni all'Assessorato all'Istruzione Professionale.
L'attuazione dei programmi si realizza con l'impegno collegiale dei docenti rivolto alla determinazione delle linee pedagogiche, alla ricerca, alla sperimentazione ed al continuo aggiornamento culturale e tecnico al fine di stimolare un effettivo processo di formazione civile e professionale degli utenti, anche attraverso la loro attiva partecipazione e collaborazione.
Ai docenti e' garantita la liberta' di insegnamento e di espressione culturale sancita dalla Costituzione.
E' istituito, presso il competente Assessorato, l'Albo regionale degli operatori per la formazione professionale.
L'Albo e' articolato in tre sezioni:
SEZ. A - Incaricati a tempo indeterminato alla data del 30 luglio 1980.
SEZ. B - Incaricati a tempo indeterminato assunti successivamente al 30 luglio 1980 in servizio alla data del 30 giugno 1982.
SEZ. C - Nuovi aspiranti.
Ogni sezione e' distinta in graduatorie riferite alle aree operative, ai livelli funzionali ed ai profili professionali.
Il personale di cui alle Sezioni A e B e' iscritto d'ufficio all'Albo professionale su segnalazione degli Enti gestori.
Il personale di cui alla Sez. B ha diritto ad essere iscritto alla sezione A al compimento del terzo anno di attivita'.
Per i nuovi aspiranti i requisiti minimi per l'iscrizione all'Albo e per l'ammissione alla partecipazione ad eventuali corsi abilitanti sono quelli richiesti dalla legge n. 845/1978.
E' fatto obbligo agli Enti Gestori di attivita' di formazione professionale di utilizzare il personale iscritto nell'Albo di cui al precedente art. 20.
In presenza di esigenze di riconversione parziale o totale dei Centri, chiusura o riduzione parziale delle attivita', il personale interessato a tali operazioni sara' utilizzato, compatibilmente con le proprie qualifiche professionali, presso Centri dello stesso Ente, o altri Centri, conservando lo stato giuridico ed economico acquisiti.
Al personale incluso nell'Albo si applicano le norme dei CCNL in vigore.
Il personale non utilizzato, inoltre, e' avviato a corsi di riqualificazione, riconversione e/o aggiornamento programmati dalla Regione.
Tali corsi osserveranno le seguenti priorita':
1)	inserimento nelle discipline alle quali il lavoratore e' abilitato o di cui ha una concreta esperienza;
2)	riqualificazione e reinserimento in altri indirizzi;
3)	inserimento nei servizi amministrativi compatibilmente con le capacita' professionali;
4)	riqualificazione ed inserimento in attivita' di studi e ricerche.
Al fine di determinare la priorita' e la mobilita' anche tra Enti diversi, si dovranno valutare con particolare rilevanza i seguenti criteri oggettivi:
a)	titoli e competenze specifiche gia' possedute od acquisite mediante corsi di riqualificazione, di riconversione e di aggiornamento;
b)	anzianita' maturata nel settore della formazione professionale;
c)	carichi di famiglia.
Gli Enti Gestori ritenuti idonei allo svolgimento di tali corsi, sono tenuti a porre a disposizione della Regione le attrezzature e i locali necessari allo svolgimento degli stessi.
Il personale interessato a processi dl mobilita' rimane formalmente collegato all'Ente di appartenenza fino a nuova definitiva sistemazione presso altro Ente. L'Ente presso il quale presta servizio, previa opportuna notifica agli Uffici regionali competenti, provvedera', nel rispetto delle norme dei CCNL, alla corresponsione all'Ente da quale il lavoratore dipende, del rimborso totale del trattamento economico e previdenziale spettante, anche ai fini della prosecuzione dei versamenti previdenziali e assistenziali.
La Regione e gli Enti possono avvalersi, per determinati corsi, delle prestazioni di tecnici ed esperti in possesso di particolare specializzazione con i quali instaurano un rapporto di collaborazione professionale.
L'incarico di collaborazione, a tempo definito in relazione alla durata dei singoli corsi, cui la prestazione e' riferita, e' conferito dalla Giunta Regionale per i Centri Regionali o dell'Ente Gestore per i propri Centri, previa autorizzazione dell'Assessorato competente.
Per l'incarico conferito a tecnici, in servizio presso la Regione, da Enti diversi dalla Regione, e' necessaria l'autorizzazione dell'Assessorato Regionale competente, il quale ne da' comunicazione alla Commissione Affari Istituzionali e Generali.
TITOLO VII: ALLIEVI
L'iscrizione e la frequenza ai corsi di formazione professionale finanziati dalla Regione sono completamente gratuite.
Agli allievi dei corsi sono estese le norme del diritto allo studio previste per gli alunni delle Scuole Medie Superiori.
Le agevolazioni previste dall'art. 10 della legge 20 maggio 1970, n. 300, per i lavoratori studenti, sono estese a tutti coloro che frequentano i corsi di formazione professionale comunque riconosciuti dalla Regione.
L'orario ed il calendario dei corsi formativi saranno determinati in modo da favorire la frequenza da parte dei lavoratori occupati.
Le iniziative di formazione professionale ove frequentate da allievi privi di titolo di assolvimento dell'obbligo scolastico, possono prevedere la frequenza coordinata di corsi per lavoratori studenti o in subordinazione con il loro consenso, la necessaria integrazione con le attivita' didattiche che dovranno essere attuate a cura della competente autorita' scolastica, cui compete altresi' il conferimento del titolo.
Al termine dei corsi di formazione professionale per il conseguimento della qualifica, gli allievi sono ammessi alle prove finali per l'accertamento dell'idoneita' conseguita.
La Commissione esaminatrice e' composta da:
-	un rappresentante della Regione, nominato dall'Assessore competente, in qualita' di presidente;
-	un esperto nominato dall'Ufficio del Lavoro e M.O. competente per territorio;
-	un esperto nominato dal Provveditorato agli Studi competente per territorio;
-	un esperto in rappresentanza delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori;
-	un esperto del settore produttivo interessato, in rappresentanza delle Associazioni dei datori di lavoro;
-	un docente per ciascun corso interessato agli esami.
A ciascun componente della Commissione di esame, ad eccezione dei dipendenti degli Enti Gestori, spetta, per ogni giorno di seduta, un gettone di presenza delle entita' pari all'80% del compenso previsto per i componenti degli organi di controllo sugli atti degli Enti locali.
L'importo dei gettoni di presenza relativo ai dipendenti regionali deve essere, a cura dell'Ente Gestore, versato a favore della Regione Molise.
Ai dipendenti regionali sara' riconosciuto il trattamento economico di cui all'art. 78 delle leggi regionali nn. 11 e 12 del 31 agosto 1974 e successive modificazioni.
La Commissione esprime un giudizio per ciascun allievo, tenendo conto dei risultati e della valutazione delle prove effettuate, nonche' del profitto conseguito nel corso dell'attivita' formativa.
Il giudizio si formula, esclusivamente, in termini << idoneo >> e << non idoneo >>.
E' fatta salva, comunque, la normativa statale in materia di esami, esistente per alcuni corsi di formazione professionale.
Con il superamento delle prove finali gli allievi conseguono un attestato di qualifica in forza del quale gli Uffici periferici del Ministero del Lavoro e della Massima Occupazione assegnano la qualifica valida agli effetti dell'avviamento al lavoro e dell'inquadramento aziendale.
Gli attestati costituiscono titolo per l'ammissione ai pubblici concorsi, ai sensi dell'art. 14 della legge 845/1978.
Per l'iscrizione nelle liste ordinarie di collocamento, l'accertamento della professionalita' posseduta per i lavoratori privi di certificazione e di frequenza ai corsi, verra' effettuato secondo le norme dettate dall'art. 16 ter e quater della legge 4 agosto 1978, n. 479.
TITOLO VIII: CORSI LIBERI
La Giunta Regionale autorizza, sentita la commissione competente, corsi liberi di istruzione professionale, senza oneri per la Regione, purche' non siano in contrasto con le indicazioni e le attivita' previste dal piano annuale o pluriennale di formazione professionale.
La Giunta Regionale esercita le funzioni di vigilanza in ordine all'organizzazione e funzionamento di corsi liberi da parte di Enti e privati operanti nel settore dell'istruzione artigianale e professionale.
I corsi liberi autorizzati sono sottoposti a visite ispettive e controlli tecnico-didattici da parte della Regione.
Al termine dei corsi, che per durata, strutturazione e ordinamento sono assimilabili a quelli finanziati dalla Regione, gli allievi, su richiesta dell'Ente Gestore, possono conseguire l'attestato di qualifica con le modalita' previste dall'art. 25. Per gli altri corsi potra' essere rilasciato dall'Ente Gestore un attestato di frequenza.
TITOLO IX: CENTRI REGIONALI
I Centri con i quali la Regione gestisce direttamente le attivita' di formazione professionale sono da considerarsi uffici del settore della formazione professionale.
Il Centro di formazione previsto dall'art. 2 della legge 24 gennaio 1980, n. 3 verra' disciplinato con regolamento, da sottoporre all'approvazione del Consiglio, predisposto di concerto dagli Assessori all'Istruzione Professionale, al Turismo e all'Agricoltura, con specifici finanziamenti, nell'ambito del piano di formazione professionale.
Ai Centri Regionali e' assegnato personale gia' inquadrato nel ruolo unico regionale secondo le qualifiche funzionali in esso comprese.
Lo stato giuridico ed economico del personale di cui al comma precedente e' quello previsto nelle leggi regionali nn. 11 e 12 del 31 agosto 1974 e successive modifiche.
Tale personale e' distinto in rapporto ai compiti e alle mansioni, in personale amministrativo, ausiliario e docente.
Il personale docente appartiene ai livelli funzionali dal V° al VII° secondo la classificazione di cui all'art. 2 della legge regionale 8 maggio 1980 e successive modificazione ed integrazioni.
Per l'accesso ai livelli funzionali VI° e VII° sono richiesti i titoli di studi di cui all'art. 8 della legge regionale n. 12 dell'8 maggio 1980.
Per l'accesso al V°livello funzionale e' richiesto il diploma di istruzione secondaria di secondo grado.
Il personale docente e' tenuto a:
a)	svolgere l'insegnamento teorico e pratico della propria disciplina secondo i programmi previsti;
b)	partecipare alle attivita' di ricerca e di sperimentazione per il miglioramento dei programmi e dei metodi formativi, collaborare con i colleghi e con la direzione del Centro alla formulazione dei piani didattici, partecipare a tutte le riunioni promosse dai Centri e dall'Assessorato all'Istruzione Professionale;
c)	sollecitare e stimolare il perfezionamento civile, culturale e tecnico degli allievi;
d)	vigilare sulla corretta utilizzazione degli arredi, dei macchinari, delle attrezzature e di ogni altro tipo di materiale loro affidato;
e)	curare la regolare tenuta del registri e degli altri documenti loro affidati;
f)	partecipare alle commissioni d'esame per le quali vengono nominati;
g)	tenere i necessari contatti con le famiglie degli allievi;
h)	procedere alle visite ispettive e redigere le relative relazioni secondo le disposizioni impartite dall'Assessorato Regionale all'Istruzione Professionale;
i)	curare il proprio aggiornamento professionale e culturale anche attraverso la partecipazione ai corsi e incontri appositamente istituiti;
l) adempiere ad ogni altro compito educativo richiesto dalle esigenze funzionali del Centro e dall'Assessorato all'Istruzione Professionale;
m) supplire in caso di necessita' i colleghi assenti.
Il personale docente deve fruire del congedo ordinario e del riposo compensativo nei periodi di interruzione delle attivita' didattiche.
A ciascun Centro e' preposto un Direttore inquadrato in un livello funzionale non inferiore al VI nominato dal Presidente della Giunta regionale su proposta dell'Assessorato regionale all'Istruzione professionale.
Il Direttore del Centro ha le seguenti funzioni:
a)	promuove e coordina le attivita' del Centro secondo le direttive regionali e sentiti i pareri del Comitato di gestione;
b)	partecipa alle sedute del Comitato di gestione;
c)	firma gli atti del Centro ed e' responsabile:
-	della gestione amministrativo-contabile unitamente al Segretario economo;
-	della gestione tecnico-didattica;
d)	adotta i provvedimenti relativi al personale previsti dalle norme vigenti;
e)	e' responsabile del materiale e dotazione ricevuti in consegna;
f)	collabora allo sviluppo delle iniziative regionali anche mediante la partecipazione agli esami finali;
g)	svolge tutte le atre funzioni inerenti alla propria qualifica per il miglior funzionamento del Centro.
Le funzioni di Segretario-economo sono conferite dal Presidente della Giunta Regionale, su proposta dell'Assessorato all'Istruzione Professionale, a personale con preparazione professionale nel campo amministrativo ed inquadrato in un livello funzionale non inferiore al 5°.
Il personale amministrativo svolge compiti concernenti la gestione e la conduzione contabile-amministrativa, di segreteria, magazzino, protocollo, dattilografia, copisteria e simili.
Il personale ausiliario, svolge, presso ciascun Centro di formazione professionale, tutte le mansioni connesse ai compiti di custodia, di riordino e pulizia delle aule e degli uffici, di consegna di atti, nonche' le altre mansioni di carattere prevalentemente ausiliario.
L'orario di servizio del personale dei Centri di formazione professionale e' quello fissato dalle leggi sullo stato giuridico del personale della Regione.
L'orario del personale docente si ripartisce, di norma, in un numero di ore settimanali di effettivo insegnamento non inferiore a quello previsto dai contratti di lavoro vigenti per i Centri degli Enti privati.
Ai Centri Regionali di formazione professionale sono assegnati i fondi per il loro funzionamento, per lo svolgimento delle attivita' formative previste, esclusi quelli per le spese delle competenze al personale di ruolo amministrato direttamente dagli Uffici Centrali Regionali.
I documenti amministrativi del Centro sono sottoposti alla revisione degli Uffici Regionali Centrali ed al controllo previsto dalle leggi vigenti sugli atti contabili della Regione.
La Regione, nell'eventualita' di esaurimento delle graduatorie di cui all'art. 20, puo' assumere personale presso i propri Centri di formazione professionale con contratto a tempo determinato e per un periodo non superiore ad un anno, anche ad orario parziale, nei seguenti casi:
a)	per sostituire personale di ruolo temporaneamente assente;
b)	per svolgere attivita' formative di carattere straordinario e temporaneo.
A tale personale compete il trattamento economico iniziale previsto dall'Accordo Collettivo Nazionale degli operatori della formazione professionale dei Centri privati.
La Regione puo' utilizzare personale in mobilita' degli Enti privati e pubblici, secondo apposita convenzione. Tale personale resta, comunque, nell'organico dell'Ente di provenienza.
TITOLO X: NORME FINANZIARIE - CONTROLLO DELLA SPESA
Il finanziamento delle attivita' di formazione e' pari all'ammontare previsto nelle singole convenzioni e viene erogato per quote anticipate:
a)	del 50% all'inizio delle attivita' formative;
b)	dell'ulteriore 30% dopo 90 giorni dall'inizio delle attivita' formative;
c)	del residuo 20% o comunque a conguaglio delle spese giustificate dopo l'approvazione da parte della Giunta Regionale del relativo rendiconto e comunque entro 90 giorni dalla data di presentazione.
L'ammontare del finanziamento e' determinato con riferimento:
1)	agli oneri per il personale;
2)	alle spese di organizzazione;
3)	alle spese per 1l materiale didattico;
4)	agli oneri per gli allievi;
5)	alle spese per attrezzature e per l'uso di immobili;
6)	alle spese di coordinamento.
L'erogazione di cui alla lettera a) dell'art. 38 deve essere prioritariamente destinata ad assicurare il pagamento degli stipendi al personale.
Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge si provvede mediante gli stanziamenti annuali e pluriennali dei bilanci regionali, con appositi capitoli di spesa.
All'entrata in vigore della presente legge, ai Centri di formazione professionale in attivita', che abbiano svolto attivita' formative autorizzate e finanziate dalla Regione, e' concesso il riconoscimento di idoneita' di cui all'art. 7, con delibera della Giunta Regionale sulla base di appositi accertamenti da esperire entro sei mesi e volti a valutare complessivamente la validita' delle strutture e dell'operativita' del Centro.
All'entrata in vigore della presente legge, le attivita', gia' approvate dal Consiglio Regionale, anche se non ancora svolte, saranno realizzate nel rispetto della normativa, a suo tempo, esistente.
La Regione Molise emanera', entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, il regolamento d'attuazione.
Per quanto non previsto dalla presente legge si osservano le norme di cui alla legge n. 845/1978.