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Timestamp: 2017-06-23 03:34:03+00:00
Document Index: 68190861

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', '§1', 'art.14', 'art.1', 'art.6', 'art.8', 'art.13', 'art.6', 'sentenza ', 'art. 39', 'art 3', 'art 13', 'art. 6', 'art. 10', 'art.6', 'art.2']

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 01/12/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
Home / In evidenza / Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 01/12/2015	Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 01/12/2015
1 dicembre 2015	Note alla rassegna
Šoš c. Croazia 26211/132Il signor Sos, trentacinquenne croato, denuncia in Corte edu la violazione del suo diritto alla libertà e alla sicurezza a causa delle misure cautelari (carcerazione preventiva) estese più volte dal 2011 al 2013. Questi arrestato perché ritenuto complice di un’organizzazione attiva nel traffico internazionale di stupefacenti, attende ancora oggi che il suo processo giunga a sentenza definitiva. La misure applicate appaiono al ricorrente sproporzionate sulla basa del tenue legame con l’organizzazione criminale, soprattutto in considerazione della sua pedina penale, sino al momento dell’arresto, immacolata.Articolo 8Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Il rispetto della vita privata) Danno patrimoniale - richiesta respinta (Articolo 41 - Equa soddisfazione) Danno patrimoniale - compensazione (Articolo 41 - danno non patrimoniale Equa soddisfazione)
Károly Nagy c. Ungheria
56665/09
2La vicenda di Károly Nagy, parroco calvinista ungherese ha origine il 1° maggio del 2006, giorno in cui il Tribunale ecclesiastico rende effettivo la sospensione del suo servizio sacerdotale. Qualche tempo addietro il ricorrente aveva dichiarato per mezzo stampa, l’illegittima assegnazione di fondi statali ad un collegio calvinista. L’istanza viene rigettata in primo grado sia dal giudice civile sia da giudice del lavoro per un difetto di giurisdizione; tuttavia nel 2009 la Corte Suprema ungherese afferma l’inesistenza di un vincolo di diritto civile. Oggi Károly Nagy denuncia ex art. 6§1CEDU un negato accesso alla giustizia anche in combinato disposto con l’art.14 CEDU (divieto di discriminazione).Articolo 6Parzialmente irricevibili
Articolo 6-1 - giudice imparziale)
Žilinskienė c. Lituania 57675/09
3La signora Žilinskienė ottiene dai tribunali lituani il diritto a ricevere da un terzo soggetto, a titolo di indennità, un terreno di eguale valore. Tale procedura però subisce una battuta di arresto a causa di un’indagine penale avviata per accertare frodi ed abusi d’ufficio innestatesi su procedimenti della stessa natura di quelli della ricorrente. Una volta dichiarato nullo il contratto, la proprietà in questione viene confiscata ed entra così nella sfera patrimoniale dello Stato. I giudici di prima istanza propendono per un’interpretazione formale e negano il diritto della ricorrente ad avere un risarcimento: il contratto infatti non rivela alcuna nota di tipo economico a suo carico, ciò integra un trasferimento a titolo gratuito. Il rifiuto della suprema Corte ad esaminare il ricorso, risiede nelle deboli argomentazioni e nelle questioni legali di scarsa rilevanza. Oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo è chiamata a decidere circa la violazione dell’art.1 Protocollo n°1 (protezione della proprietà).Articolo 1 Protocollo n.1Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (articolo 1, paragrafo 1 del Protocollo n ° 1 -. Protezione dei beni)
Brito Ferrinho Bexiga Villa-Nova c. Portogallo69436/102Sílvia Maria de Brito Ferrinho Bexiga Vila-Nova avvocato portoghese, si oppone nel 2009 alla richiesta degli inquirenti a rendere le sue dichiarazioni fiscali bancarie relative al 2005 e al 2006. Tale richiesta nasce da un’indagine per frode fiscale a carico della ricorrente. Nel 2010 la Corte d’Appello ordina il superamento del segreto bancario in virtù di un interesse pubblico prevalente a quello privato. La signora Villa-nova invoca a Strasburgo il diritto ad un processo equo (art.6 CEDU) il diritto al rispetto della vita privata e familiare (art.8 CEDU) ed il diritto ad un ricorso effettivo (art.13 CEDU).Articolo 6
Articolo 13Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Il rispetto della vita privata) Danno patrimoniale - richiesta respinta (Articolo 41 - danni patrimoniali - Equa soddisfazione) Danno patrimoniale - compensazione (Articolo 41 - danno non patrimoniale Equa soddisfazione)
Sazanov c. Russia 24647/05
3Mikahil Sazanov viene condannato nel 1990 a venti anni di carcere per violenza negli stadi, rapina, stupro e omicidio; quattordici anni dopo egli è coinvolto in un secondo procedimento penale per omicidio. Il ricorrente lamenta -ex art.6 CEDU- in Corte Edu l’imparzialità dell’organo giudicante perché la decisione prendeva le mosse da estratti (di cui è stata data lettura nel secondo processo) della precedente sentenza di condanna risalente al 1990. Articolo 6Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale
Tadzhibayev c. Russia 17724/14
2Tadzhibayev, kirghiso di etnia uzbeka viene arrestato in Russia in forza di un mandato di arresto delle autorità del kirghizistan per aver preso parte ad alcuni scontri etnici in patria. All’immediata richiesta di estradizione di Biškek segue la domanda di asilo politico da parte del ricorrente, nel 2014 la Corte Suprema russa ne conferma l’ordine in forza delle assicurazioni diplomatiche a riguardo fornite dalle autorità Kirghise. Poco tempo dopo suddetta procedura di estradizione sia arresta per una misura cautelare concessa dalla Corte europea dei dritti dell’uomo ex art. 39 del Regolamento. Ancora oggi sono i motivi di natura etnica che secondo il ricorrente rappresenterebbero un rischio reale ed effettivo per la propria vita; per tali ragioni invoca l’art 3 CEDU (divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti) e l’art 13.CEDU (diritto ad un ricorso effettivo).Articolo 3Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Espulsione) (Condizionale) (Kirghizistan)
Blesa Rodríguez c. Spagna
61131/12
3Il Prof. Rodriguez viene denunciato dal suo datore di lavoro, l’Università di Laguna, per aver falsificato un curriculm vitae in una gara pubblica indetta per l’assegnazione di alcune licenze farmaceutiche. Dopo l’assoluzione in primo grado, il giudice di appello, nel 2010, rimette il processo ad un collegio giudicante che condanna il ricorrente a tre anni e sei mesi di reclusione alla sospensione dell’incarico accademico ed al pagamento di una multa. Rodriguez denuncia ex art. 6 CEDU l’imparzialità di tale collegio giudicante: uno dei tre giudici aveva già preso parte al giudizio di primo grado ed un altro giudice del medesimo collegio, era stato professore proprio nell’università di Laguna.Articolo 6Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale
Cengiz e Altri c. Turchia48226/10, 14027/112I ricorrenti sono tre docenti di varie università in Turchia e denunciano il blocco di Youtube e di un sito internet che consentiva loro di condividere, visualizzare ed inviare video. Sebbene tale divieto, durato dal 2008 al 2010, abbia provocato delle serie difficoltà nello svolgimento del loro lavoro, i tribunali avallano tale blocco e respingono le successive impugnazioni. Oggi, Serkan Cengiz, Yaman Akdeniz e Kerem Altıparmak, denunciano in Corte Edu la violazione della libertà di espressione (art. 10 CEDU) che ha interferito con la libertà di ricevere comunicare informazioni e idee, e del dritto ad un processo equo (art.6 CEDU).Articolo 6
Articolo 10Violazione dell'articolo 10 - Libertà di espressione - {} generale (articolo 10-1 - Libertà di comunicare idee
Libertà di comunicare informazioni
La libertà di ricevere idee
La libertà di ricevere informazioni)
Danno non patrimoniale - ricerca di violazione sufficiente (Articolo 41 - danno non patrimoniale
Epözdemir c. Turchia26589/062I ricorrenti sono i parenti di Sevket Epözdemir, avvocato e noto esponente del partito di opposizione filo-curdo sequestrato e poi ucciso con un colpo di pistola in fronte, così come accertato dall’autopsia. Dieci anni dopo, alle richieste dei ricorrenti circa l’uccisione l’autorità giudiziaria afferma il mero avanzamento delle indagini. Viene anche respinta dai giudici la richiesta di risarcimento dei parenti indirizzata allo Stato turco. Oggi gli stessi, a ragione, denunciano in Corte edu la violazione dell’art.2 CEDU (diritto alla vita) alla luce delle indagini inadeguate condotte dalle autorità.Articolo 2Nessuna violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2 - obblighi positivi
Lituania Portogallo Russia Spagna Turchia Ungheria	2015-12-01
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