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Timestamp: 2018-10-20 17:44:54+00:00
Document Index: 66336524

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 23', 'art.17', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17']

inserito il: 17.10.2009 23:07
I promotori del progetto continuano a sostenere che nella zona preriferica non cambierà assolutamente nulla!
La risposta del sig.Geiger non è chiara, parla di gestione dei flussi dei visitatori e di informazione alla popolazione...
E allora sorge spontanea la domanda:
-Per quale ragione la legge federale prevede la zona periferica?
Lo scopo della zona periferica è di creare una zona cuscinetto, o tampone, fra la zona centrale e il resto del territorio.
Questa iniziativa fu promossa nell'anno 2000 dai responsabili del parco nazionale engadinese proprio per attutire il grosso divario fra la zona centrale e le superfici circostanti prive di protezioni, i cittadini di Zernez furono chiamati al voto, il progetto fu respinto.
inserito il: 16.10.2009 6:30
Per conoscenza degli utenti di BC,
ASSEMBLEA ASSOCIAZIONE PARC ADULA
L'Associazione Parc Adula informa che il 20 OTTOBRE alle 20 nella sala patriziale di Olivone si svolgerà la seduta dell'assemblea sociale. All'ordine del giorno figura:
1. Accertamento presenze e diritto di voto
2. Nomina scrutatori
3. Approvazione protocollo assemblea 25.03.2009
4. Informazione sui lavori effettuati tra aprile e ottobre 2009
5. Informazione circa il programma dal novembre 2009 al marzo 2010
6. Informazione circa la situazione finanziaria al 30.09.2009 e la previsione finanziaria per il rimanente periodo Regio Plus (ottobre 2009-marzo 2010)
7. Apertura di un credito bancario di 150 mila franchi per garantire la liquidità durante il rimanente periodo Regio Plus
8. Presentazione e discussione del Piano di gestione Parc Adula in previsione della fase di istituzione (3a fase).
9. Eventuali
inserito il: 14.10.2009 16:36
RISPOSTE DEL BUVAL AL GRUPPO OPERATIVO PARC ADULA, versione integrale:
Berna, 12 ottobre 2009
"La definizione delle regole e deroghe precise di una zona centrale è compito dell'ente di gestione del parco e del Cantone e sarà iscritta nella Carta e nei piani direttori comunali. L'UFAM sarà responsabile del controllo dell'idoneità del regolamento rispetto all'Opar. Queste regole devono basarsi su un'analisi dettagliata del territorio e della sensibilità della fauna e della flora alle attività umane. Le regole definite dall'ente di gestione si riferisono a quali attivià sono permesse nella zona centrale, dove e in che intensità.
E' inoltre libertà di ogni comune che costituisce l'organo di gestione di delimitare l'area centrale sul suo territorio, diminuendo al minimo gli eventuali conflitti con altre pianificazioni o attività ad incidenza territoriale.
Per chiarire ancora alcuni punti riguardanti lo sviluppo delle regole della futura zona centrale per il progetto Parc Adula, ci riferiamo alle domande poste dall'ente di gestione durante l'incontro tra Confederazione, Cantone e ente di gestione del 6 agosto 2009 a Bellinzona.
DEFINZIONE DEI SENTIERI ED ITINERARI DOVE LE PERSONE POTRANNO CIRCOLARE ALL'INTERNO DELLA ZONA NUCLEO
Per sentieri ed itinerari si intendono tutti i sentieri marcati come anche gli itinerari definiti per lo sci-alpinismo o le racchette. Lo scopo di questa regola è quello di diminuire al massimo l'impatto del calpestamento e del disturbo dalla parte dell'uomo sulla flora e sulla fauna. La sensibilità a queste attività può essere diversa a seconda degli habitat della stagione e delle specie presenti. E' compito del parco di analizzare questa sensibilità e di regolare i flussi dei visitatori per minimizzarne l'impatto. L'UFAM reputa molto più importante l'informazione e la sensibilizzazione del pubblico rispetto al controllo diretto da parte di impiegati del parco. Con delle misure informative si può contribuire sia all'obiettivo principale della zona centrale ed allo stesso tempo alla sensibilizzazione ed all'educazione ambientale della popolazione.
INTRODUZIONE DI ANIMALI NELLA ZONA NUCLEO
La presenza di animali domestici nell'area centrale si limita agli utilizzi permessi dalle deroghe, come ad esempio nel caso di animali legati agli alpeggi tradizionali.
Le infrastrutture esistenti potranno essere mantenute e nel caso di proprietà private dovranno essere rimosse solamente nel caso in cui non siano più utilizzate. Nel caso in cui delle infrastrutture ed il loro utilizzo nuocino sensibilimente allo sviluppo della natura, è consigliato di non includerle nella zona centrale in modo da non creare conflitti pianificatori. Le infrastrutture di carattere pubblico, come ad esempio le strutture di accoglienza per i visitatori, sono importanti anche nella zona centrale, vista la vocazione ricreativa e di educazione ambientale di un parco nazionale. Dopo un'accurata analisi dell'impatto sul libero sviluppo della natura, il parco potrà decidere quali infrastrutture integrare nella zona centrale e quali no. Previa questa analisi, tutte le attività legate alle strutture integrate nella zona nucleo saranno permesse.
ACCESSO CON VEICOLI NELLA ZONA NUCLEO
Nel caso di tutte le infrastrutture e gli utilizzi permessi dalle deroghe, anche le attività annesse potranno essere mantenute. Se dei veicoli sono necessari nel caso di alpeggi, delle capanne alpine o di altre infrastrutture previste dalle deroghe, essi potranno circolare o sorvolare e atterrare nell'area centrale. Come già detto è importante che il parco definisca in che luogo, e in che intensità queste attività sono permesse. Nel caso di prese d'acqua o infrastrutture richiedenti manutenzione si cercherà di includerle nella minor misura possibile nella zona centrale onde evitare conflitti. Quando il parco prevede che una data attività euna data struttura sono permesse nella zona centrale, sa al parco o al Cantone decidere se sarà necessari domandare delle autorizzazioni per alcune attività precise o meno (voli in elicottero, manifestazioni speciali, ecc).
COSTRUZIONE, RINNOVO DELLE INFRASTRUTTURE NELLA ZONA NUCLEO
Le infrastrutture potranno essere mantenute, come scritto anche nell'Opar. Il rinnovo di infrastrutture sarà limitato e possibile solo nel caso in cui l'attività che lo richiederà sarà permessa nella zona nucleo e i lavori non intralceranno il libero sviluppo della natura. Per una questione di coerenza di pianificazione, le nuove infrastrutture dovranno costruirsi sostanzialmente al di fuori della zona nucleo.
DEFINIZIONE DELLA ZONA PERIFERICA
La zona periferica di un parco nazionale non comporta nuove restrizioni legali, come nel caso del territorio dei parchi regionali. Questo territorio sarà gestito dall'ente parco seguendo gli obiettivi territoriali fissati su 10 anni e contenuti nella Carta. L'unica differenza con un parco regionale sarà che questi obiettivi dovranno tener conto del ruolo di cuscinetto di detta zona e impedire gli influssi diretti ed indiretti sul libero sviluppo della zona centrale (gestione dei flussi di visitatori, informazione alla popolazione).
Questa lettera sarà inviata in copia anche al Club Alpino svizzero (CAS) su domanda di quest'ultimo e considerato il fatto che il tema delle capanne alpine è trattato nelle nostre risposte.
Speriamo di aver risposto alle vostre domande, nel corso del mese di ottobre 2009 pubblicheremo una fiche su questo tema dove daremo delle informazioni più dettagliate. Ci teniamo a vostra disposizione per chiarire delle quetioni più specifiche.
(vicedirettore)
- Marco Molinari, Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità, Repubblica e Cantone Ticino, Dipartimento del Territorio, Palazzo amministrativo 2, Viale Stefano Franscini 17, 6501 Bellinzona
- Andreas Cabalzar, Kanton Graubünden, Amt für Natur und Umwelt Graubünden, Gürtelstrasse 89, 7001 Coira
- Präsident der SAC Sektion UTO, Herr Ernst Rota, Speerstrasse 4, 8038 Zurigo
inserito il: 14.10.2009 13:57
LETTERA ACCOMPAGNATRICE ALLE RISPOSTE FORNITE DAL BUVAL AL GRUPPO OPERATIVO PA, IL 12.10.2009
(seguono le risposte)
Ufficio federale dell’ambiente, UFAM
RISPOSTA ALLE DOMANDE DEL PROGETTO PARC ADULA PER I CHIARIMENTI SUGLI ARTICOLI DELL’OPAR RIGUARDANTI I PARCHI NAZIONALI
come discusso inizialmente durante la nostra riunione del 6 agosto 2009 a Bellinzona e ridefinito più precisamente in seguito, rispondiamo alle vostre domande di chiarimento circa la zona nucleo dei Parchi nazionali.
L’Opar specifica, con delle regole quadro gli articoli della LPN (Legge fed. protezione della natura) sui parchi d’importanza nazionale. Essa fornisce lo standard di qualità per tutti i parchi d’importanza nazionale ed enuncia delle regole quadro per ogni categoria di parco. L’Ordinanza è costruita in modo da potersi adattare alle specificità regionali, di modo che le regole enunciate possano adattarsi a diverse regioni del territorio nazionale.
L’art. 17 che definisce le regole quadro per una zona nucleo, si basa su degli standard di qualità internazionale. Queste regole sono state create per poter rispettare l’obiettivo principale di una zona centrale di parco nazionale che è il libero sviluppo della natura (LPN, art. 23f). Le regole sono formulate in modo da prevedere degli interventi seppur limitati, anche nella zona centrale.
Delle deroghe sono permesse (Opar, art.17) in modo da permettere ai progetti di parco di adattare ulteriormente queste regole, specificandole meglio ed in modo adatto al territorio. Queste deroghe devono esser giustificate da motivi importanti e non compromettere lo scopo primo di una zona centrale, che è il libero sviluppo della natura.
UFAM, 3003 Berna
inserito il: 14.10.2009 3:19
Cari utenti interessati alla tematica Parc Adula,
in data 12 ottobre sono giunte nelle mani del Gruppo operativo Parc Adula le risposte alle domande poste dallo stesso Gruppo in data 7 agosto all'Ufficio federale dell'Ambiente (UFAM), domande inerenti le limitazioni ritenute eccessive imposte dall'Ordinanza federale sui parchi.
Eccovi le domande, nella loro forma integrale. Più tardi pubblicheremo su questo stesso forum le risposte, pure in forma integrale, dell'UFAM.
DOMANDE ALL'ATTENZIONE DELL’UFAM CONCERNENTI L'INTERPRETAZIONE DEGLI ART. 17 E 18 DELL'ORDINANZA SUI PARCHI D'IMPORTANZA NAZIONALE (Opar)
(scaturite in occasione dell’incontro UFAM / Gruppo Operativo Parc Adula, svoltosi in data 7 agosto 2009 a Bellinzona e formulate dalla Direzione di progetto in data 12 agosto 2009)
cpv. 1 Al fine di consentire alla natura di svilupparsi liberamente, nella zona centrale non è ammesso:
a. uscire dai sentieri e dagli itinerari indicati e introdurre animali
1) sentieri e itinerari: Abbiamo constatato che l'obbligo di seguire unicamente itinerari esatti viene interpretato come ingerenza fortissima nelle abitudini di chi frequenta le (sue) montagne da sempre. Occorre quindi trovare un'interpretazione di questa disposizione accettabile anche per la popolazione indigena.
2) introduzione di animali: la Greina, area di particolare valore e importanza per il parco, è una meta molto gradita per turistici. Vietare l’accesso con cani in questa zona ci sembra improponibile. E’ possibile indicare nel carta del parco alcune zone dove l’introduzione di cani – da tenere al guinzaglio – è possibile?
b. accedere con veicoli di qualsiasi tipo
3) Sono possibili eccezioni al divieto d’accesso con veicoli a motore nei seguenti casi:
- gestione degli alpi?
- lavori di manutenzione delle prese d’acqua utilizzate da società idroelettriche?
- lavori di manutenzione e rifornimento di rustici?
4) E’ possibile regolamentare le rispettive autorizzazioni nella Carta del parco (per un determinato alpe e rustico e una determinata presa d’acqua) o dovrà essere chiesta un’autorizzazione specifica per ogni uso di un veicolo?
c. decollare e atterrare con aeromobili di tutti i tipi, inclusi gli alianti da pendio quali deltaplani e parapendii
5) Possono essere consentite autorizzazioni analoghe per l’accesso agli alpi, alle prese d’acqua e ai rustici per l’atterraggio con elicotteri?
6) E’ possibile l’atterraggio con elicotteri per lavori di manutenzione e per il rifornimento delle capanne CAS?
d. realizzare costruzioni e impianti e procedere a modifiche della configurazione del terreno
7) In che misura sono consentite modifiche alle seguenti costruzioni esistenti:
- infrastrutture alpestre?
- capanne CAS?
- rustici?
8) E’ possibile la costruzione di nuove infrastrutture che si rendono necessarie per la gestione di un alpe?
9) E’ possibile la costruzione di una nuova capanna CAS nel caso (eccezionale) in cui ciò potrà favorire la conoscenza del parco da parte di visitatori amanti della montagna.
e. utilizzare il terreno a scopi agricoli e forestali, ad eccezione dei pascoli tradizionali su superfici chiaramente delimitati
10) E’ nostra intenzione definire con un progetto da elaborare durante la fase d’istituzione la gestione per ogni singolo alpe situato nella zona centrale in base al concetto d’utilizzazione presentato dal prof. Peter Rieder e determinare la gestione degli alpi con un contratto tra i proprietari degli alpi e l’ente parco per la durata d’esercizio del parco consentito. Questo modo di procedere può essere consentito?
f. praticare la pesca e la caccia, ad eccezione della regolazione di popolazioni di specie cacciabili per prevenire gravi danni da selvaggina
11) Potete dare delle indicazioni precise circa la regolazione di popolazioni di specie cacciabili per prevenire a danni arrecati dalla selvaggina nella all’interno e al di fuori dalla zona centrale? Quando e in che modo possono essere effettuati simili interventi di regolazione?
g. raccogliere pietre, minerali, fossili, piante e funghi e catturare animali
12) Può essere tollerata la raccolta di funghi e... ad uso proprio da parte dei gestori degli alpi e degli utenti dei rustici?
13) In che misura può essere tollerata la raccolta di pietre e minerali da parte dei visitatori del parco? Il divieto della raccolta di minerali può essere limitato alla raccolta a scopo commerciale?
cpv. 2 Sono consentite deroghe alle prescrizioni di cui al capoverso 1 qualora siano di lieve entità e giustificate da motivi importanti.
Le domande concernenti alle deroghe consentite sono state poste in riferimento alle singole disposizioni del cpv. 1.
cpv. 3 L’effettivo esistente delle costruzioni e degli impianti è garantito. Qualora una costruzione o un impianto non sia di pubblico interesse, va rimosso quando se ne presenta l’occasione. Le costruzioni e gli impianti sono di pubblico interesse in particolare quando sono stati messi sotto tutela dall’autorità competente.
14) Potete dare un’interpretazione precisa cosa va inteso per “costruzione o impianto di pubblico interesse” e cosa vuol dire che una costruzione o un impianto non di pubblico interesse dovrà essere rimossa “quando si presenta l’occasione”?
cpv. 4 La zona centrale è inserita nella carta aeronautica secondo l’articolo 61 lettera a dell’ordinanza del 23 novembre 1994 sull’infrastruttura aeronautica con un richiamo alla necessaria attenzione in caso di sorvolo.
Le nostre domande riguardano la caratteristica e la futura gestione della zona periferica in generale. Per questo motivo e contrariamente a quanto fatto in riferimento all’art. 17 rinunciamo a porre delle domande in relazione alle singole disposizioni dell’art. 18 cpv. 2, ma chiediamo qui di seguito delle precisazioni in merito alle particolarità della zona periferica in generale.
Per facilitare la comprensione a chi leggerà le domande e le risposte riproduciamo comunque le disposizioni dell’art. 18 integralmente, senza commento da parte nostra.
15) Per quanto concerne il territorio della zona periferica (zone edificabili, zone artigianali, zone agricole, zone forestali, altro territorio comunale) e le attività che vengono espletate in questo territorio, valgono esclusivamente le vigenti legislazioni federali e cantonali oppure esigete che, nella carta del parco, verranno definite delle misure di protezione più rigide (come le disposizioni dell’art. 18 cpv. 1 possono suggerire)?
16) Simili timori suggeriscono in particolare le seguenti disposizioni dell’art. 18 cpv. 1:
b. attività turistiche
c. conservazione delle caratteristiche del paesaggio e dell’aspetto degli abitati
e. interventi permessi in caso di costruzioni, impianti e utilizzazioni nuovi
f. riduzione o riparazione di danni esistenti.
Potreste dare delle indicazioni precise in merito a queste quattro disposizione, sempre in relazione alla vigente legislazione federale e cantonale?
17) Quali sono le differenze tra la zona periferica di un parco nazionale e un parco naturale regionale? Se ce ne sono potete fornire alcuni esempi concreti?
18) Che conseguenze concrete per la gestione del parco ha il fatto che la zona periferica abbia anche “funzione di cuscinetto”? Anche in questo caso servirebbero alcuni esempi.
Art. 18 cpv. 1 Al fine di conservare la gestione naturalistica del paesaggio rurale e per preservarlo da interventi pregiudizievoli, nella zona periferica è necessario:
a. conservare e promuovere le funzioni ecologiche delle superfici agricole, del bosco e delle acque
b. organizzare le attività turistiche e ricreative in modo ecologico
c. conservare le caratteristiche del paesaggio e l’aspetto degli abitati, valorizzandoli nella misura del possibile
d. valorizzare e collegare tra loro gli spazi vitali degni di protezione di specie animali e vegetali indigene
e. in caso di costruzioni, impianti e utilizzazioni nuovi, conservare e rafforzare le caratteristiche del paesaggio e l’aspetto degli abitati
cpv. 2 L’utilizzazione sostenibile delle risorse naturali della zona periferica va promossa.
inserito il: 6.10.2009 22:03
Assolutamente d'accordo con te Alfiero,
in effetti gran parte del fondovalle, da Motto in su, è inserito come zona periferica nel progettato Parco, l'articolo 18 dell'Ordinanza federale recita:
Entrambe le zone del Parco sono da finalizzare quale importante crescita sociale ed economica, purtroppo ai promotori della Svizzera italiana questo aspetto sembra interessare poco.
Spetta alle Autorità locali intervenire con una certa urgenza, chiedendo l'indispensabile supporto ai nostri politici presenti a Berna, al fine di ottenere le indispensabili deroghe.
inserito il: 6.10.2009 20:15
Bene la conferenza stampa e bene anche l'iniziativa del signor Cathomas di interpellare ed esigere risposte dal CF.
Noi bleniesi sappiamo però che andava aggiunta una sesta questione: che il fondovalle sia dichiarato zona adibita agli insediamenti finalizzati alla crescita economica, agli insediamenti finalizzati direttamente alla creazione di posti di lavoro, agli insediamenti finalizzati al nostro legittimo adeguamento alla crescita che pare voglia conoscere il nord del Lucomagno, liberato quindi da qualsivoglia limitazione speciale introdotta tramite lo strumento del Parco nazionale.
inserito il: 6.10.2009 19:48
Bene bene... ho letto anche io con piacere la notizia riportata oggi dal CdT, questa è la dimostrazione concreta che la conferenza stampa a difesa delle capanne e di chi frequenta le nostre montagne andava fatta, bisogna farsi sentire!
Da questo forum un grazie al sig. Sep Cathomas per la sua iniziativa, ora aspettiamo cosa ha da dire il Consiglio federale, ma non dovranno essere delle mezze risposte!!
inserito il: 6.10.2009 18:16
in attesa dal nostro Palazzo federale della versione in lingua italiana, vi trasmettiamo qui dapprima in versione integrale e originale TEDESCA e sotto ancora in versione FRANCESE l'interpellanza inoltrata al Consiglio federale da parte del parlamentare sursilvano Sep Cathomas, il 23 settembre scorso, inerente le deroghe alle limitazioni del Parc Adula.
Vedi anche: www.vallediblenio.ch/vdbi_cronaca.php
2009.3832
Interpellation Cathomas
Interpellanza Cathomas
09.3832
Ip. Cathomas. Pärkeverordnung. Abweichungen von den Vorschriften gemäss Artikel 17 Absatz 2
Ip. Cathomas. Titel folgt
Wortlaut der Interpellation vom 23. September 2009
Die Pärkeverordnung (PäV) vom 7. November 2007 regelt die Voraussetzungen für die Errichtung, den Betrieb und die Qualitätssicherung von Pärken nationaler Bedeutung. Insbesondere Artikel 17 Absatz 1 sieht sehr enge und restriktive Einschränkungen für die Kernzonen von Nationalpärken vor. Diese Ausschlussvorschriften, respektive die nicht näher definierten Ausnahmen, führen im Zusammenhang mit den Vorarbeiten zur Errichtung neuer Pärke bei der Bevölkerung und Organisationen zu Unsicherheiten und damit verbunden zu grossen Vorbehalten gegenüber neuen Parkprojekten.
Je nach Auslegung können heute bestehende Infrastrukturen nicht mehr benutzt und unterhalten und dadurch bestehende Angebote nicht mehr aufrechterhalten werden. Es sind wirtschaftliche Nachteile zu erwarten, was nicht das Ziel eines Parkprojektes sein darf. Diese Ungewissheiten erhöhen den Widerstand und gefährden die Errichtung neuer Pärke. Die im Artikel 17 Absatz 2 vorgesehenen Abweichungen von den Vorschriften nach Absatz 1 müssen umgehend konkretisiert werden, um die Akzeptanz für neue Parkpojekte zu erhöhen. Aus diesem Grunde bitte ich den Bundesrat, die Abweichung der im Artikel 17 Absatz 1, littera a-g aufgeführten Ausschlussvorschriften zu konkretisieren und insbesondere folgende Fragen zu beantworten:
1. Das Befahren mit Fahrzeugen jeglicher Art für die Versorgung bestehender Infrastrukturen, wie Alpgebäude, SAC-Hütten, Unterkünfte, "Rusticis" usw.
2. Das Starten und Landen mit Luftfahrzeugen aller Art für die Versorgung von bestehenden Infrastrukturen, wie Alpgebäude, SAC-Hütten, Unterkünften sowie für den Rettungseinsatz und für die Waldbewirtschaftung.
3. Das Erstellen von Bauten und Anlagen sowie Vornahme von Bodenveränderungen im Zusammenhang mit der Erweiterung und Unterhalt von bestehenden Infrastrukturen.
4. Das Betreten ausserhalb der vorgegebenen Wege im Allgemeinen und insbesondere im Zusammenhang mit der alpinistischen Nutzung im Sommer und Winter.
5. Das sammeln von Gesteinen, Mineralien, Pflanzen und Pilzen.
Texte de l'interpellation du 23 septembre 2009
Testo dell'interpellanza del 23 settembre 2009
Mitunterzeichnende - Cosignataires - Cofirmatari/e:
Abate, Aeschbacher, Amherd, Bader Elvira, Bischof, Caviezel, Chevrier, Donzé, Frösch, Glanzmann, Grunder, Häberli-Koller, Hany, Hassler, Messmer, Nordmann, Pedrina, Schmidt Roberto, van Singer, Weibel (20)
CN 09.3832
Interpellation Sep Cathomas du 23 septembre 2009
Ordonnance sur les parcs. Dérogations aux prescriptions figurant à l’art. 17, al. 2
L’Ordonnance du 7.11.2007 sur les parcs (OParcs) régit les conditions à remplir pour créer des parcs d’importance nationale, pour les gérer et pour assurer leur qualité.
L’art. 17, al. 1, notamment, contient des restrictions draconiennes s’appliquant aux zones centrales des parcs nationaux. Les interdictions qu’il contient, tout comme le fait que les exceptions ne sont pas clairement définies, plongent la population et les organisations concernées dans l’incertitude en ce qui concerne les travaux préliminaires visant à la création de nouveaux parcs, et soulèvent d’importantes réserves vis-à-vis des projets présentés.
Suivant l’interprétation retenue, certaines infrastructures existantes ne peuvent plus être utilisées ni entretenues, si bien que les offres actuelles ne peuvent plus être maintenues. Il faut s’attendre à des préjudices économiques, ce qui ne saurait correspondre à l’objectif d’un projet de parc. Ces incertitudes accroissent la résistance face à de nouveaux parcs et mettent en danger leur création.
Il faut préciser sans tarder les dispositions figurant à l’art. 17, al. 2, qui permettent de déroger à l’al. 1, pour faire augmenter le soutien en faveur des projets de nouveaux parcs. C’est la raison pour laquelle je prie le Conseil fédéral de préciser les dérogations possibles aux interdictions énumérées aux let. a à g de l’art. 17, al. 1, et de répondre aux questions suivantes :
1. Que faut-il entendre par rouler avec un véhicule quel qu’il soit pour assurer l’approvisionnement des infrastructures existantes, notamment des bâtiments alpestres, des cabanes du CAS, des gîtes et des rustici ?
2. Que faut-il entendre par décoller et atterrir avec un aéronef quel qu’il soit pour assurer l’approvisionnement des infrastructures existantes, notamment des bâtiments alpestres, des cabanes du CAS et des gîtes, pour mener des opérations de sauvetage et pour exploiter la forêt ?
3. Que faut-il entendre par construire des bâtiments ou des installations et procéder à des modifications de terrain en rapport avec l’agrandissement ou l’entretien des infrastructures existantes ?
4. Que faut-il entendre par quitter les voies indiquées, que ce soit en général ou en particulier en ce qui concerne la pratique de l’alpinisme en été comme en hiver ?
5. Que faut-il entendre par prélever des roches et des minéraux, mais aussi par cueillir des plantes et des champignons ?
inserito il: 5.8.2009 20:31
riapriamo il dibattito su questo forum riproducendo integralmente una lettera al giornale di Giampietro Bruni di Olivone (Movimento critico Parc Adula) apparso sul "Corriere del Ticino" di oggi, 5 agosto, a p.14.
Buona lettura e... buona estate,
LE RAGIONI DEL NO A QUESTO PARC ADULA
di Giampietro Bruni, Olivone, architetto, Movimento critico Parc Adula
Mi corre l’obbligo di premettere la mia posizione di difesa e di rispetto per quanto la natura ci offre e l’uomo nella forma più intensa e necessaria abbia prodotto su queste nostre terre.
Appurato ciò ed evidenziato da subito che l’uomo deve poter vivere ed operare all’interno di questo ambiente ne giustifico senza riserve l’assioma e non tollero la retorica di leggi, organizzazioni e qunt’altro che cercano di estrometterlo.
Al proposito mi piace ricordare la base statutaria di Aquanostra, un’associazione (presente pure in Ticino) per il rispetto della natura a 360 gradi, con primo attore centrale l’uomo in tutte le sue accezioni di vita; essa ha saputo prendere le distanze da queste pericolose operazioni previste su terra ticinese.
Ma veniamo a parlare di questo famigerato progetto per la creazione del Parc Adula, sostenuto senza nessun freno inibitorio da quanti vogliono a tutti i costi imporne la realizzazione contro tutto e tutti, magnificando chissà che futuro.
Il «Corriere del Ticino» di sabato 9 maggio 2009 nell’articolo intitolato Svelato il perimetro del Parc Adula ne evidenzia con una cartina a colori i confini (vedi Consultazione ai comuni 2009).
Si tratta di una superficie complessiva di ben 960 km2 di cui 206 di nucleo e 754 di zona periferica (misure proibitive e insostenibili nelle nostre conosciute dimensioni geografiche).
A questo proposito vanno fatte subito delle osservazioni di grande importanza: 1. il nucleo copre una superficie inaccettabile, pericolosamente negativa per agricoltura, turismo e altro; 2. le giurisdizioni dei Comuni di Biasca, Osogna, e Cresciano sono state completamente liberate e questo per una forte e giustificata presa di posizione dei Patriziati, in particolare di Biasca, le cui assemblee hanno votato in modo esemplare una decisione che dice no alla primitiva intrusione prevista sulle loro proprietà; 3. la giurisdizione di Malvaglia è stata graziata per tutta la sponda sinistra della Valle Malvaglia e per la superficie comunale abitativa del fondovalle: anche in questo caso, l’opposizione intelligente e chiara di alcuni cittadini è stata determinante; ma si è cercato di passare l’acqua bassa; 4. ben differente è la posizione per il resto della Valle di Blenio, dove con presunzione assoluta si è prevista l’immisssione in zona periferica di Dongio, Comprovasco, Lottigna, Torre, Aquila, Olivone con tutta la Valle del Lucomagno, Campo Blenio con tutta la Valle di Campo e Ghirone.
La spudoratezza di aver previsto una tale inclusione potrebbe fare pensare ad una presunta predisposizione soft di Comuni e Patriziati direttamente interessati.
Da quanto ho potuto constatare a livello di popolazione, l’inclusione del fondovalle di Blenio è di per sé inammissibile e inaccettabile; spero sia anche questa la giustamente proclamata posizione critica delle nostre autorità .
Una prima risposta chiara e senza ombre, i fautori di questa reintroduzione in chiave moderna dei famigerati Landfogti, l’hanno avuta nel corso della presentazione voluta martedì 2 giugno nella gremita sala patriziale di Olivone.
Credo e spero che tale predisposizione fortemente negativa della base abbia ad essere solo l’inizio di una opposizione forte, organizzata e decisa nei confronti di questa inammissibile licenza di disporre del pregiato territorio altrui.
Bene ha fatto il Municipio di Blenio, pur mantenendo aperto uno spiraglio, a dire senza mezzi termini che con le premesse attuali (legge federale e ordinanza sui parchi d’importanza nazionale; in particolare gli articoli 16, 17, 18) nulla verrà accettato. Mi piace riprendere quanto il sindaco di Blenio, nel suo saluto introduttivo, ha ribadito a chiare lettere la sera del 1° di agosto.
Mi sembra a questo punto giustificato e indispensabile invitare i nostri rappresentanti a Berna perché tutti assieme abbiano a chiedere (e penso siano seguiti da consiglieri di altri Cantoni) di rivedere, se non la legge federale in materia, sicuramente la citata famigerata ordinanza sui parchi. Senza questa condizione non si può giustificare, nemmeno con le premesse di possibili aperture al dialogo e al compromesso, nessun discorso sul Parc Adula; si tratta solo di false promesse da non sottoscrivere.
Qui non si tratta di sognare eventuali ipotetici benefici, discutibili e oggi solo presunti, ma si tratta di mantenere le nostre prerogative, non solo di proprietà, ma ancor più di libertà di evoluzione nelle attività primordiali dell’uomo, di noi tutti cittadine e cittadini di Blenio, fieri di sventolare le bandiere ticinese e svizzera, ma altrettanto attenti a non essere traditi da quanti cercano di vendere le nostre libertà per un pugno di ceci, conditi anche con boria personale.
Concludo evidenziando che il vocabolo «sostenibile» che ricorre quasi su ogni pagina della citata ordinanza e di cui molti si riempiono la bocca, va considerato in tutta la sua pericolosità in negativo nell’applicazione di un ben conosciuto integralismo assoluto in materia.