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Timestamp: 2017-12-11 11:23:52+00:00
Document Index: 178918323

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'sentenza ', 'art. 28', 'sentenza ', 'art.  28', 'art. 28', 'art. 8', 'sentenza ', 'art.  28', 'art. 8', 'sentenza ', 'art.  28', 'sentenza ', 'art. 28']

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DELIBERAZIONE 11 giugno 2003: Lavori analoghi nel caso di appalti di importo inferiore a 150.000 euro. (Deliberazione n. 165). (GU n. 151 del 2-7-2003 | Edilone.it
<Legge 2 febbraio 1974, n. 64.
MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE>
AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DELIBERAZIONE 11 giugno 2003: Lavori analoghi nel caso di appalti di importo inferiore a 150.000 euro. (Deliberazione n. 165). (GU n. 151 del 2-7-2003
AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DELIBERAZIONE 11 giugno 2003: Lavori analoghi nel caso di appalti di importo inferiore a 150.000 euro. (Deliberazione n. 165). (GU n. 151 del 2-7-2003
DELIBERAZIONE 11 giugno 2003
Lavori  analoghi  nel  caso di appalti di importo inferiore a 150.000
euro. (Deliberazione n. 165).
Ente  richiedente:  Associazione  nazionale  costruttori (ANCE). Rif.
normativi, art. 28, comma 1, lettera a) del D.P.R. n. 34/2000.
La  problematica  in oggetto, gia’ esaminata da questa Autorita’ in
data  19  giugno  2002  su  segnalazione  dall’Associazione nazionale
costruttori   edili   (ANCE),   viene   riproposta   dalla   medesima
associazione  alla  luce  di  una  pronuncia  del  Consiglio di Stato
adottata  in  data  18 maggio  2002  (Consiglio  di Stato, V Sezione,
sentenza n. 2700 del 18 maggio 2002).
In  proposito  l’ANCE  osserva  che  la suddetta correlazione tra i
lavori eseguiti e quelli oggetto di appalto, sia pure intesa in senso
ampio,  non  trova un preciso riscontro oggettivo nell’art. 28, comma
1,  lettera a) del decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000
e  sostiene  che  le  sue  osservazioni  hanno trovato conferma nella
richiamata sentenza del Consiglio di Stato.
Al  riguardo  si  ricorda,  preliminarmente, che per gli appalti di
importo  pari  o  inferiore  a  150.000  euro la partecipazione delle
imprese  alle  gare  e’  subordinata al possesso di requisiti ridotti
rispetto  a  quelli  del  sistema  di qualificazione, da dichiarare e
dimostrare  secondo  le  regole  generali  contenute  nel decreto del
Presidente  della  Repubblica  n.  34/2000.  Tra  gli altri requisiti
l’art.  28  del  citato  regolamento  prevede quello dell’importo dei
lavori  eseguiti  direttamente nel quinquennio antecedente la data di
pubblicazione  del  bando  non inferiore all’importo del contratto da
stipulare (art. 28, comma 1, lettera a)).
In  merito  a  tale  disposizione  vi  sono  state,  fin  dalla sua
emanazione,  interpretazioni volte ad affermare che i lavori eseguiti
dovessero avere «caratteristiche similari (seppure non esprimibili in
termini di categoria secondo il sistema unico) a quelle che connotano
i lavori da affidare (Ministero dei lavori pubblici, circolare n. 182
del  1° marzo  2000),  similarita’  da  intendersi come «correlazione
tecnica  oggettiva  con  i  lavori  da eseguire (Ministero dei lavori
pubblici, circolare n. 823 del 22 giugno 2000).
L’Autorita’  nella  nota  illustrativa  alle «Tipologie di bandi di
gara per l’affidamento di lavori pubblici», pubblicate nella Gazzetta
Ufficiale   –  serie  generale  –  n.  23  del  28 gennaio  2002,  ha
sottolineato  che  per  gli  appalti  di  importo  pari o inferiore a
150.000 euro l’art. 8, comma 1, della legge n. 109/1994, e successive
modificazioni  impone  comunque  il  possesso di una professionalita’
qualificata  che  si  traduce in un rapporto di analogia tra i lavori
eseguiti  dal  concorrente e quelli oggetto dell’appalto da affidare,
intesa come coerenza tecnica tra la natura degli uni e degli altri.
Detta  posizione  ha trovato conferma, peraltro, in quella espressa
dal  Consiglio  di  Stato  con la sentenza n. 352 del 21 gennaio 2002
nella  quale  il giudice amministrativo ha affermato che «la verifica
della  similarita’  non  sembra  esaurirsi  nell’ambito  di  ciascuna
categoria,  ma e’ altrettanto vero che l’estensione a lavori di altre
categorie  deve  trovare riscontri oggettivi nella analogia tra detti
lavori e quelli appaltati».
L’Autorita’,   in   data   19 giugno   2002,   ha   poi  confermato
l’indispensabilita’  di un rapporto di analogia tra i lavori eseguiti
e  quelli  da  affidare,  «intesa come coerenza tecnica tra la natura
degli  uni  e  degli  altri»,  la  cui  valutazione  e’  rimessa alla
discrezionalita’ delle stazioni appaltanti.
In  merito  a  quanto  sopra  si  evidenzia,  in  primo  luogo, che
l’interpretazione  del  dato  normativo  fornita  dal Ministero delle
infrastrutture, dal Consiglio di Stato e dall’Autorita’ non si limita
all’analisi  dell’art.  28,  comma  1,  lettera  a)  del  decreto del
Presidente  della  Repubblica n. 34/2000, ma prende in considerazione
il  sistema  normativo nel suo complesso e, in particolare, l’art. 8,
comma 1, della legge n. 109/1994, e successive modificazioni.
Tale  norma  di  rango  primario  impone per tutti gli esecutori di
lavori pubblici, indipendentemente dall’importo degli stessi e quindi
dall’appartenenza  o  meno  al  sistema  unico  di qualificazione, il
possesso  di  una  professionalita’  qualificata,  che altrimenti non
potrebbe  intendersi se non come requisito riferito alla specificita’
dell’attivita’ esercitata. Ne consegue che, come gia’ precedentemente
rilevato, i lavori eseguiti dall’impresa che concorre all’affidamento
di  appalti di valore inferiore ai 150.000 euro non possono che avere
caratteristiche similari a quelle che connotano i lavori da affidare,
seppure  non  esprimibili  in termini di categoria secondo il sistema
unico  di  qualificazione,  dal momento che quest’ultimo non riguarda
gli appalti di importo pari o inferiore a 150.000 euro.
Quanto  alla  sentenza del Consiglio di Stato n. 2700 del 18 maggio
2002, richiamata dall’Associazione richiedente, si rileva che essa si
riferisce ad un caso di equiparazione, in un bando di gara per lavori
di  importo  inferiore ai 150.000 euro, dei lavori oggetto della gara
di appalto ai lavori di cui alla categoria 0S21, ai fini del rilascio
della  certificazione  della  regolare  esecuzione degli stessi. Tale
equiparazione,  osserva  il  Consiglio  di  Stato,  proprio in quanto
limitata  ai  fini  del  rilascio della certificazione della regolare
esecuzione  dei  lavori  «non  implica  affatto  la  previsione di un
requisito  ulteriore  per  la  partecipazione alla gara rispetto alla
disciplina  dell’art.  28 del decreto del Presidente della Repubblica
n.  34/2000 che, per lavori di importo inferiore ai 150.000 euro, non
richiede alcuna speciale qualificazione riconducibile alla natura dei
lavori  gia’  eseguiti  e si limita a prevedere per gli interventi su
immobili  vincolati che le imprese partecipanti abbiano svolto lavori
«analoghi».  Del  resto  tale  previsione e’ coerente con il disposto
dell’art.  i  del  medesimo  regolamento che, al secondo comma, fissa
l’obbligo della qualificazione solo per i lavori di importo superiore
alla soglia di 150.000 euro».
La  sentenza  in  esame, dunque, esclude per gli appalti di importo
inferiore  a  150.000  euro  soltanto la possibilita’ di esprimere le
caratteristiche  che  connotano  i  lavori  da affidare in termini di
categoria,  secondo il sistema unico di qualificazione, riconducibile
alla  natura  dei  lavori gia’ eseguiti, non anche la possibilita’ di
esprimere  un  rapporto  in  termini di similarita’ o di analogia tra
lavori  da  affidare  e  lavori  eseguiti,  come  sostenuto da questa
Autorita’  sulla  base  di  un’interpretazione dell’art. 28, comma 1,
lettera a) del decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000 non
letterale, ma logico-sistematica.
Si  ribadisce,  inoltre,  che  deve  essere  lasciata alla stazione
appaltante  quella  facolta’  interpretativa  che,  sola, consente la
valutazione  della  minima  correlazione tecnica oggettiva fra lavori
eseguiti  e  da  eseguire,  necessaria  per  accertare  la  «coerenza
tecnica» che da’ titolo per la partecipazione alla gara.
Sulla base delle suesposte considerazioni;
accerta  che  la  partecipazione  ad  appalti di importo inferiore ai
150.000 euro comporta, ai fini della redazione del bando di gara, che
pur  non  occorrendo l’indicazione della categoria delle lavorazioni,
deve  essere  assicurato il possesso da parte del concorrente, di una
professionalita’  qualificata  che  si  traduce  in  un  rapporto  di
analogia  tra  lavori  eseguiti  dal  concorrente  e  quelli  oggetto
dell’appalto  da affidare «inteso come coerenza tecnica fra la natura
degli uni e degli altri»;
in linea generale al fine di considerare i rapporti di analogia fra
i  lavori  eseguiti  dal  concorrente  e  quelli da affidare, segnala
l’opportunita’  di  inserire  nei bandi di gara per lavori di importo
pari  o  inferiore  a  150.000  euro,  l’indicazione della natura dei
lavori (lavori edilizi e stradali lavori idraulici; lavori fluviali e
marittimi; lavori impiantistici; lavori su beni immobili sottoposti a
tutela  ai  sensi  delle disposizioni in materia di beni culturali ed
ambientali;  lavori  su superfici decorate e beni mobili di interesse
storico  artistico;  scavi archeologici; lavori agricolo-forestali) e
le seguenti indicazioni di corrispondenza:
a) lavori  edilizi  e stradali quelli appartenenti alle categorie
OG1, OG3, OG4, OG5 e OG12;
c) lavori fluviali e marittimi quelli appartenenti alle categorie
OG7 e OG8;
d) lavori  impiantistici  quelli appartenenti alle categorie OG9,
OG10, OG11, OS3, OS4, OS5, OS28 e OS30;
e) lavori  su  beni  immobili sottoposti a tutela, ai sensi delle
disposizioni  in  materia  di  beni  culturali  ed ambientali, quelli
appartenenti alla categoria OG2;
f)  lavori  su  superfici  decorate  e  beni  mobili di interesse
storico artistico quelli appartenenti alla categoria OS2;
g) lavori  inerenti  scavi  archeologici quelli appartenenti alla
categoria OS25
h) lavori  agricolo-forestali  quelli appartenenti alla categoria
OG13.
Manda  all’Ufficio  Affari  giuridici perche’ comunichi la presente
deliberazione al soggetto richiedente.
Roma, 11 giugno 2003
AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DELIBERAZIONE 11 giugno 2003: Lavori analoghi nel caso di appalti di importo inferiore a 150.000 euro. (Deliberazione n. 165). (GU n. 151 del 2-7-2003 redazione redazione 2015-05-19T22:20:43+00:00