Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-7376-del-22-03-2017
Timestamp: 2020-06-05 05:46:08+00:00
Document Index: 88255495

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2697', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 7376 del 22/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7376 del 22/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 22/03/2017, (ud. 01/02/2017, dep.22/03/2017), n. 7376
sul ricorso 4961/2016 proposto da:
L.L.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FLAMINIA
56, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE PECORILLA, rappresentato
e difeso dall’avvocato ALESSANDRO C. DE MATTEIS;
avverso la sentenza n. 1702/23/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di BARI, SEZIONE DISTACCATA di LECCE, depositata il
17/07/2015;
L’Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR – Puglia (sez. Lecce), che il 17 luglio 2015 ha confermato la sentenza della CTP – Lecce che ha disposto, a favore del Dott. L.L.A., medico di base convenzionato col SSN, il rimborso dell’IRAP versata per gli anni dal 2004 al 2008. Il contribuente si difende con controricorso.
Con ricorso che non incorre nei vizi di aspecificità, novità e fattualità denunciati dalla difesa privata, l’Agenzia delle entrate, però, erroneamente censura – per violazione di norme di diritto sostanziali (D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2, 3; art. 2697 c.c.) – la sentenza d’appello laddove stima l’attività del contribuente priva del requisito dell’autonoma organizzazione per essere correlata col SSN ed essere espletata col solo ausilio di dotazioni strumentali e ausilio collaborativo modestamente compensato.
Dalla lettura combinata della sentenza d’appello e del ricorso per cassazione (pag. 2) emerge che nella specie il thema decidendum riguarda l’utilizzo di un ambulatorio e gli esborsi per un dipendente. Il che esclude che i suddetti parametri siano superati dall’attività della contribuente, non risultando peraltro censure in punto di fatto neppure ai sensi del riformulato art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5).
Infine il controricorrente, con autosufficienti deduzioni, pone in luce come il fisco basi le sue pretese solo sui costi esposti nel quadro RE delle dichiarazioni fiscali che, non contestate dall’Ufficio, evidenziano ridotto ammortamento (per ammontare annuo compreso tra 2814 e 4795 Euro), modesto esborso per immobili (sempre inferiore a 1600 Euro) e soprattutto l’assenza di dipendenti nei primo quattro anni e il poco significativo esborso di soli 3554 Euro nel 2008 (indice rivelatore di prestazioni del tutto marginali e ausiliarie).
Nessun rilievo processuale riveste la “richiesta di rinuncia al ricorso per cassazione” avanzata dall’Agenzia delle entrate (Direzione regionale delle Puglia – Ufficio legale e riscossione) all’Avvocatura erariale e indirizzata solo per conoscenza alla Corte. Essa, infatti, non ha nè la forma nè il contenuto dell’atto di rinuncia disciplinato dagli artt. 390 e 391 c.p.c., in disparte il rilievo che non risulta neppure essere stato notificato alla controparte.