Source: https://blog.ilcaso.it/news_624/23-10-17/Processo_civile_telematico_-_problemi_applicativi_e_voci_di_spesa_a_carico_dei_privati-_contributo_unificato_anticipazione_forfettaria_dei_privati_diritti_di_copia_degli_atti
Timestamp: 2020-02-17 13:49:08+00:00
Document Index: 38327155

Matched Legal Cases: ['art. 72', 'art. 14', 'art. 475', 'art. 16', 'art. 268', 'art 267', 'art 268']

Pubblicato il 23/10/17 02:00 [Articolo 624]
Sommario: 1. Premessa - 2. processo civile telematico: problemi e difficoltà applicative - 3. specificità del deposito degli atti nel processo civile telematico e sui costi della procedura- 4. Contributo Unificato nel processo civile telematico: annullamento del contrassegno di pagamento – 5. Contributo Unificato nel processo civile telematico: erronea iscrizione a registro telematico - 6. Anticipazione forfettaria dai privati all’erario nel processo civile: disciplina nel deposito cartaceo nel processo civile e costituzione parte civile nel processo penale - 7. Anticipazione forfettaria dai privati all’erario nel processo civile: disciplina nel deposito nel processo civile telematico - 8. processo civile telematico e diritti di copia: nuovi soggetti abilitati alla attestazione di conformità, copie conformi e copie esecutive - 9. processo civile telematico e diritti di copia: esenzione e pagamento
L’utilizzo della tecnologia nel processo civile telematico appare finalizzato ad una riduzione dei tempi, al miglioramento della qualità e dell’efficienza del “servizio” giustizia e, ad una riduzione dei costi a carico dell’utente.
Le nuove formalità telematiche nel processo non hanno avuto come scopo la creazione di nuove forme di tutela giurisdizionale, ma soltanto la regolamentazione della forma degli atti processuali e delle modalità di accesso al sistema informatico civile1
Dal 30 giugno 2014, ai sensi articolo 16 bis, comma 1, d.l. 179/12, convertito in legge n. 221/2012, modificato dal Decreto legge L 27/06/2015, n. 83 convertito con legge n 132 del 6 agosto 2015, nei procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, innanzi al Tribunale, il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti ha luogo esclusivamente con modalità telematiche. 2
È rimasta comunque, sia nei giudizi di primo grado che in quelli di grado di appello, la possibilità che il giudice possa ordinare il deposito di copia cartacea di singoli atti e documenti per ragioni specifiche 3
2. Processo civile telematico: problemi e difficoltà applicative
Le difficoltà derivanti dal mancato coordinamento tra le regole del codice di rito e la nuova normativa sul processo civile telematico 4 stanno, normativamente, trovando soluzione.
Una questione, che al momento trova “soluzioni locali” è, ad esempio, quella relativa alla eventuale rimessione in termini della parte incorsa in decadenza per causa ad essa non imputabile e nello specifico quando l’errore non è imputabile ad anomalie del sistema (tra le tante: virus informatico, errore nella trasmissione e nella ricezione informatica, interruzione del servizio da parte dei gestori, problemi ai software o all’hardware).
Altri i problemi trovano, a tutt’oggi, resistenza nelle soluzioni.
A tal proposito sono stati giudicati quantitativamente insufficienti il numero di giornate che il Ministero della Giustizia ha destinato alla formazione in materia. 5
Difficoltà legate alle lacune e alle imperfezioni che presentano gli applicativi e alla mancanza di un sufficiente “supporto” tecnico a magistrati e cancellerie 6
Difficoltà, inoltre, alla piena realizzazione del processo telematico derivano dal mancato completamento della fornitura dei necessari strumenti di lavoro per magistrati e cancellieri, ed in particolare: schermi di dimensioni adatte all’agevole lettura degli atti a video, scanner di ultima generazione per l’acquisizione nei sistemi informatici dei documenti cartacei, computer con memoria e processori adeguati per una rapida accettazione degli atti7
Problemi legati all’adeguamento delle norme in materia di servizi di cancelleria alle nuove funzionalità telematiche 8
Sulle qualifiche professionali “abilitate” alla ricezione dell’iscrizione telematica della procedura è dovuto intervenire il Ministero della Giustizia9 stabilendo che “..i dipendenti personale appartenenti al profilo professionale dell’assistente giudiziario possano essere utilizzati nell’attività di deposito degli atti nell’ambito del processo civile telematico ( c.d. accettazione della busta telematica) “
Problema quest’ultimo che risolto con direttiva ministeriale sembra riproporsi visto che dell’adeguamento delle mansioni, previsto per il nuovo Contratto Collettivo Nazionale Integrativo – Ministero Giustizia-, alle nuove esigenze informatiche non vi è traccia.
Nello specifico nella bozza di accordo, del dicembre 2016, scaturito dal tavolo tecnico costituito da rappresentanze Ministero/Organizzazioni Sindacali 10relativamente alle modifiche/integrazioni delle mansioni all’Assistente Giudiziario vi era la previsione : “Lavoratori, altresì, adibiti al deposito, alla ricezione di atti giudiziari, anche in modalità telematica,e al rilascio di copie conformi, anche al di fuori del contesto dell’assistenza in udienza limitatamente, in tal caso, alle fattispecie urgenti ed indifferibili.
Nell’accordo, definitivo, sottoscritto in data 26 aprile 2017 questa parte è (stranamente) scomparsa
3. Specificità del deposito degli atti nel processo civile telematico e sui costi della procedura
L’ultimo, in ordine di tempo, aumento degli importi del contributo unificato 11 è stato, infatti, giustificato dall’esigenza di sopperire alle minori entrate dovute alla certificazione di conformità delle copie ad opera degli avvocati.
Mentre l’aumento, ex articolo 4 commi 4 e 5 decreto legge 29/11/2009 n 193 convertito con legge 22/2/2010 n 24, che opera ad ogni adeguamento dei diritti di copia degli atti giudiziari agli indici ISTA ha trovato giustificazione, anche esso, nell’esigenza di sopperire ai costi di informatizzazione del processo civile.
4. Contributo Unificato nel processo civile telematico: annullamento del contrassegno di pagamento
Le modalità applicative del processo civile telematico non hanno, in alcun modo, inciso sul contributo unificato che continua ad essere regolamentato dalla parte seconda - voci di spesa- titolo primo del decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n 115.
Le modalità e le indicazioni d’uso del servizio sono specificate nella scheda tecnica pubblicata nel sito ufficiale del Ministereo della Giustizia 12 e a pagina 518 e seguente del Manuale Utente della Direzione Generale per i Sistemi Informatici Automatizzati (D.G.S.I.A) - Ministero della Giustizia -.
Problemi si sono avuti invece quando il pagamento del contributo unificato è avvenuto nelle modalità ordinarie13 in relazione alla esigenza di procedere, ai sensi dell’articolo 193 Decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115, all’inserimento nel fascicolo e all’annullamento delle ricevute di versamento.
Il Ministero della Giustizia14 ha, inizialmente, ritenuto “...condivisibile, ed anzi, doverosa, la prassi, già adottata da taluni Uffici, di invitare il procuratore della parte, che abbia assolto il Contributo Unificato mediante acquisto dell'apposita marca da bollo, e che abbia provveduto alla scansione della marca stessa ai fini del suo inserimento nel fascicolo informatico, a recarsi presso l'Ufficio giudiziario in modo da consentirne l'annullamento....”
La sopra richiamata disposizione ministeriale sembrava superata15 sul presupposto che il programma informatico S.I.C.I.D. – che gestisce il contenzioso civile – è integrato con la “... la previsione della possibilità di inserire il numero integrativo riportato sul contrassegno, in tal modo consentendo al sistema di memorizzarlo e di segnalare un eventuale “allert” al cancelliere che si trovasse ad inserire un numero di marca già utilizzato in altro procedimento”.
Disposizione, e non poteva essere altrimenti conoscendo le “usanze” ministeriali, a sua volta superata con nota del 28 marzo 201716 ai sensi della quale “ la mancata attuazione del processo civile telematico presso gli uffici del giudice di pace e la considerazione che in astratto il contrassegno relativo al contributo unificato o all’importo forfettario ove non fisicamente annullato potrebbe essere riutilizzato per l’iscrizione di un procedimento dinnanzi ad altre giurisdizioni ( ad es. amministrativa o tributaria)...di conseguenza la cancelleria dovrà invitare il procuratore della parte …a recarsi presso l’ufficio giudiziario in modo da consentirne l’annullamento. Qualora, poi, la parte intenda evitare qualsiasi accesso agli uffici giudiziari potrà avvalersi delle ulteriori modalità di assolvimento del contributo unificato previste dalla legge (pagamento telematico, versamento su c/c postale, modello F23)”
Giungendosi a stabilire17, addirittura, che “il mancato deposito della ricevuta equivale ad omesso versamento del contributo unificato”
Sarebbe comunque auspicabile, per superare questa situazione, che, con la definitiva entrata in vigore del processo civile telematica, fosse reso obbligatorio il pagamento esclusivamente in modalità telematica.
5. Contributo Unificato nel processo civile telematico: erronea iscrizione a registro telematico
Come accennato nella parte introduttiva del presente lavoro, problemi sorgono nel caso in cui una causa sia iscritta telematicamente in un registro diverso da quello di pertinenza.
Il Ministero della Giustizia 18 al momento, preso atto del problema, ha disposto, limitatamente al problema del pagamento del contributo unificato, stabilendo che “in tale contesto, appare in questa sede rilevante chiarire che la cancelleria non potrà richiedere il versamento di un nuovo contributo unificato per tale seconda iscrizione al ruolo (in quanto, come si è visto, nell’ipotesi sopra descritta è solo avvenuto un passaggio del medesimo atto introduttivo da un ruolo ad un altro dello stesso ufficio), ma soltanto l’eventuale integrazione dello stesso in conseguenza della diversità del rito”.
6.Anticipazione forfettaria dai privati all’erario nel processo civile: disciplina nel deposito cartaceo nel processo civile e costituzione parte civile nel processo penale
Nel processo penale, relativamente all’obbligo della parte civile di corrispondere l’anticipazione in questione, si era, invece, avuta una, discutibilissima, direttiva ministeriale19 che ha, di fatto, posto in essere una diversa disciplina dell’istituto in oggetto nel processo penale rispetto al processo civile con deposito cartaceo.
Per la direttiva ministeriale in questione “...Ove l’ufficio si accorga dell’omesso versamento successivamente alla costituzione della parte civile.... si dovrà procedere alla regolarizzazione degli importi dovuti, richiedendo il pagamento alla parte tenuta al versamento della spesa...”
Viene, quindi, con direttiva ministeriale disposto, in palese deroga alla normativa vigente, articolo 280 Decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115, non di “rifiutare di ricevere gli atti” ma di “richiedere il pagamento alla parte tenuta al versamento della spesa”; senza indicare, inoltre, su come debba comportarsi l’Ufficio di cancelleria in caso di rifiuto, o silenzio, della parte alla richiesta di pagamento.
Ricordiamo infatti che per le anticipazioni forfettarie in esame, come per i diritti di copia e di certificato, non si applica la normativa del contributo unificato per il quale, invece, è previsto, normativamente, articolo 16 Decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n 115, il recupero in caso di omissione e/o parziale pagamento dello stesso.
7. Anticipazione forfettaria dai privati all’erario nel processo civile: disciplina nel deposito nel processo civile telematico
Anche in materia di processo civile telematico, relativamente alle anticipazioni forfettarie dei privati, si è avuto un recente, discutibilissimo, indirizzo ministeriale.
Per direttiva ministeriale del 21 novembre 201620, infatti, premessa una panoramica normativa dell’istituto dell’anticipazioni forfettarie dei privati nel processo civile contenuta nel Testo Unico spese di giustizia, Decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n 115, “...sulla base delle norme sopra riportate,questa Direzione Generale” si ritiene “ che il rifiuto degli atti da parte del cancelliere, così come strutturato nella previsione dell’articolo 285, comma 4, citato, si possa applicare solo al deposito eseguito direttamente presso la cancelleria che, in base agli articoli 165 e 166 del c.p.c., all’art. 72 disp. att.c.p.c., ed all’art. 14 del d.P.R. n. 115 n. 2002, prima dell’introduzione del processo civile telematico, rappresentava la modalità di deposito genericamente prevista dalla legge”.
Per la ministeriale in oggetto “le norme sul PCT non hanno in alcun modo modificato tale assetto normativo” con la conseguenza “che il rifiuto degli atti, ai sensi dell’articolo 285, comma 4, citato non può, al momento,estendersi anche ai depositi telematici”.
8. processo civile telematico e diritti di copia: nuovi soggetti abilitati alla attestazione di conformità, copie conformi e copie esecutive
È sull’istituto del rilascio di copia degli atti quello su cui maggiormente ha inciso l’introduzione del processo civile telematico.
L'autenticazione delle copie può essere fatta dal pubblico ufficiale che ha emesso il documento o presso il quale lo stesso è depositato o al quale deve essere presentato, nonché da un notaio, cancelliere, segretario comunale o altro funzionario incaricato dal Sindaco.
Ai sopra indicati soggetti abilitati al rilascio delle copie l’articolo 52 al decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 si aggiungono il difensore, il consulente tecnico, il professionista delegato, il curatore ed il commissario giudiziale, che, ai sensi della richiamata normativa, “possono estrarre con modalita’telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli atti e dei provvedimenti di cui al periodo precedente ed attestare la conformità delle copie estratte ai corrispondenti atti contenuti nel fascicolo informatico. Le copie analogiche ed informatiche, anche per immagine, estratte dal fascicolo informatico e munite dell'attestazione di conformità a norma del presente comma, equivalgono all'originale”.
Con indirizzo ministeriale 21 si è chiarito che “deve ritenersi che il potere di autentica si estenda a tutti gli atti contenuti nei fascicoli informatici, indipendentemente dalla data di instaurazione del procedimento o di deposito del singolo atto o documento.”
In tema di rilascio copia non può essere dimenticato che ai sensi dell’articolo 66 D.P.R. 26 aprile 1986 n 131 “i soggetti indicati nell’articolo 10, lettere b) e c) possono rilasciare originali, copie ed estratti degli atti soggetti a registrazione in termine fisso da loro formati o autenticati solo dopo che gli stessi sono stati registrati...”
Da sottolineare che, ai sensi del DL 83/2015 convertito in Legge 312/2015, l’avvocato che compie le attestazioni di conformità è considerato pubblico ufficiale a tutti gli effetti
Si definisce titolo esecutivo il documento che consente di promuovere l’esecuzione forzata o, ed è la stessa cosa, è titolo esecutivo quel documento che consente di esercitare l’azione esecutiva della quale rappresenta condizione necessaria e sufficiente
Posto che “Il difensore, il consulente tecnico, il professionista delegato, il curatore ed il commissario giudiziale possono estrarre con modalita’telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli atti e dei provvedimenti...” tali facoltà si estendono anche alla copia spedita in forma esecutiva?
Per gli Uffici ministeriali22 la possibilità per il difensore di “provvedere in autonomia all'estrazione di copia ed alla sua autenticazione, rivolgendosi alla Cancelleria solo per l'apposizione della formula esecutiva, con conseguente esonero dal versamento di qualsiasi diritto...” è una modalità operativa “esclusa, alla luce di quanto disposto dall'alt. 153 disp. Att. C.p.c. - norma che non è stata interessata da alcuna recente modifica - che mantiene in capo all cancelliere l'attività di rilascio della copia in forma esecutiva ex art. 475 c.p.c.”
Da tale indirizzo discende che “gli Uffici di cancelleria” dovranno astenersi “dall’apporre la formula esecutiva su copie di provvedimenti giudiziari autenticate ai sensi dell'art. 16-bis comma 9- bis d.l. n. 179/2012” attenendosi, invece, alla “procedura disciplinata dal codice di procedura civile”.
9. Processo civile telematico e diritti di copia: esenzione e pagamento
In relazione al pagamento dei diritti di copia nessun pagamento è previsto per le copie senza certificazione di conformità23, le cosiddette “copie uso studio”,24 dalle parti che si sono costituite con modalità telematiche ed accedono con le stesse modalità al fascicolo processuale.
L’entrata in vigore del processo civile telematico aveva, inizialmente, fatto propendere per una esenzione totale dal pagamento dei diritti di copia: non solo per quelli senza certificazione di conformità, ma, e soprattutto, per quelli con conformità25 e per le copie esecutive.
Leggiamo infatti dalla relazione del ministro al Parlamento del 13 agosto 2014, relativa alla “informatizzazione integrale e innovazione organizzativa del sistema giudiziario” 26 in cui, testualmente, nel riportare gli interventi dell’informatizzazione civile si legge “eliminazione del pagamento dei diritti relativamente alle copie, anche richieste ai fini esecutivi, di provvedimenti e documenti informatici”.
Disposta, per legge, la gratuiticità delle copie senza diritto di conformità e, a seguito di specifici indirizzi ministeriali 27, della copia la cui conformità è attestata dai soggetti, difensore, consulente tecnico, professionista delegato, curatore e commissario giudiziale, di cui l’articolo 52 decreto legge 90/2014 convertito in legge n. 114/2014.
Diversa invece la questione relativa alla copia conforme, che se richiesta in cancelleria paga i relativi diritti, e soprattutto della copia spedita in forma esecutiva.
Per gli Uffici ministeriali è esclusa la possibilità per il difensore di “provvedere in autonomia all'estrazione di copia ed alla sua autenticazione, rivolgendosi alla Cancelleria solo per l'apposizione della formula esecutiva, con conseguente esonero dal versamento di qualsiasi diritto.” ne consegue che” per il rilascio della copia, in forma esecutiva, di un provvedimento, devono essere percepiti i diritti di cui all'art. 268 D.P.R. n. 115/2002”28
1) cfr =LA MAGISTRATURA | Articolo Rivista del 24 luglio 2015
2) circolare Ministero della Giustizia DAG.27/08/2014.0091995.U
3) a titolo di esempio, la necessità di produrre l’originale cartaceo del documento la cui sottoscrizione autografa sia stata oggetto di disconoscimento
4) cfr =LA MAGISTRATURA | Articolo Rivista del 24 luglio 2015
5) Cfr =Consiglio Superiore della Magistratura pratica n 20/IN/2014. Risoluzione del 12 giugno 2014 sullo stato di attuazione del processo civile telematico
6) cfr= LA MAGISTRATURA | Articolo Rivista del 24 luglio 2015
7) cfr= LA MAGISTRATURA | Articolo Rivista del 24 luglio 2015
8) in tema di adempimenti di cancelleria relativi al Processo Civile Telematico vedasi la circolare Ministero della Giustizia DAG 23/10/2015.0159552.U che ha aggiornato e sostituito le precedenti circolari ministeriali senza numero del 27 giugno e numero 0144442/2 del 28 ottobre 2014
9) Nota prot. 116/1/10072/GM/1 del 17 febbraio 2015 Ministero della Giustizia –Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi – Direzione generale e del personale- ufficio primo affari generali
10) che ha allo studio la bozza di proposta relativa all’adattamento dell’Allegato A del CCNL sottoscritto il 29 luglio 2010 (relativo ai profili professionali)
11) aumento operato dall’articolo 53 decreto legge 25 giugno 2014 n 90
12) in Ministero della Giustizia – Archivi- https://www.giustizia.it/giustizia/it/contentview.page?contentId=ART622726&previsiousPage=mg_14_7
13) esempio nei pagamento presso le rivendite di generi di monopolio e di valori bollati
14) direttiva DAG. 28/10/2014.0144442.U confermata DAG. 23/10/2015.0159552.U,
15) circolare Ministero della Giustizia DAG.21/11/2016.0209680.U,
16) nota Ministero della Giustizia DAG.28/03/2017.0059039.U, conforme nota DAG. 29/03/2017.0060755.U
17) nota Ministero della Giustizia DAG. 29/03/2017.0060374.U
18) nota Ministero della Giustizia DAG 23/10/2015.0159552.U
19) nota Ministero della Giustizia 5 marzo 2008 numero 341688/U
20) circolare Ministero della Giustizia DAG.21/11/2016.0209590.U confermata DAG.28/03/2017.059731.U e DAG.16/08/2017.0153390.U
21) Note Ministero della Giustizia DAG. 28/10/2014.0144442.U, DAG. 23/10/2015.0159552.U e DAG 23/10/2015.0159552.U
22) Note Ministero della Giustizia DAG. 28/10/2014.0144442.U,DAG. 23/10/2015.0159552.U
23) art 267 Decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115
24) i cui importi sono stabiliti nell’allegato 6 DPR 115/02
25) art 268 Decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115 i cui importi sono stabiliti nell’allegato 7 DPR 115/02
26) reperibile in = http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_2_7_5.wp
27) Ministero della Giustizia DAG. 28/10/2014.0144442.U, DAG. 23/10/2015.0159552.U e DAG 23/10/2015.0159552.U
28) Vedi indirizzi richiamati in nota 27