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Timestamp: 2020-08-12 18:47:36+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 9432 del 12/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9432 del 12/04/2017
Cassazione civile, sez. VI, 12/04/2017, (ud. 09/03/2017, dep.12/04/2017), n. 9432
sul ricorso 2752-2016 proposto da:
avverso la sentenza n. 2221/13/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE dell’EMILIA ROMAGNA, depositata il 15/12/2014;
La Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna, con la sentenza indicata in epigrafe, confermava la decisione di primo grado, la quale aveva accolto il ricorso proposto da Z.G. avverso l’avviso con il quale l’Amministrazione finanziaria aveva accertato, ai fini IRPEF dell’anno di imposta 2000, la sussistenza di plusvalenze conseguite per interposta persona attraverso tre società portoghesi.
Il Giudice di Appello – preso atto della decisione di questa Corte che aveva rigettato il ricorso del contribuente avverso il diniego opposto ad istanza di condono – ha ritenuto fondata l’eccezione di decadenza della potestà di accertamento, reputando sufficiente, al fine dell’esclusione dell’applicazione della proroga biennale, la mera presentazione dell’istanza di condono.
Avverso la sentenza, l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso affidato ad un unico motivo.
L’unico motivo – prospettante violazione e falsa applicazione della L. n. 289 del 2002, artt. 9 e 10 – è fondato alla luce dei principi consolidati in materia e, di recente, ribaditi da questa Corte per cui la proroga biennale dei termini di accertamento, accordata agli uffici finanziari dalla L. n. 289 del 2002, art. 10 opera, “in assenza di deroghe contenute nella legge” sia nel caso in cui il contribuente non abbia inteso avvalersi delle disposizioni di favore di cui alla suddetta legge, pur avendovi astrattamente diritto, sia nel caso in cui non abbia potuto farlo (Cass. nn. 23749/2015, 17395/2010, 19725/2013, 8838/2014, 22921/2014, 21190/2014, 5645/2015, 16613/2015; Cass. 16964 del 11/08/2016). Ciò perchè, come rilevato dalla Corte costituzionale, con la sentenza 356 del 2008 con cui ha dichiarato infondata la questione di legittimita sollevata in merito all’art. 10 cit., il meccanismo di proroga e, in sostanza, finalizzato a tutelare il preminente interesse dell’Amministrazione finanziaria al regolare accertamento e riscossione delle imposte nei confronti del contribuente che non si avvalga dell’agevolazione, indipendentemente dalla circostanza che quest’ultimo non si sia avvalso, per qualsiasi ragione (giuridica o di fatto), della stessa agevolazione.
E’, pertanto, evidente l’errore in diritto commesso dal Giudice di appello il quale ha ritenuto l’inapplicabilità della detta proroga malgrado l’istanza fosse stata dichiarata inammissibile proprio perchè il contribuente non si era avvalso della possibilità di condonare l’annualità 2000.
Ne consegue, in accoglimento del ricorso, la cassazione della sentenza impugnata ed il rinvio, per il riesame e l’esame delle questioni ritenute assorbite, alla Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna, in diversa composizione, che provvederà, anche sulle spese di questo giudizio.
La Corte, in accoglimento del ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna, in diversa composizione.