Source: http://milella.blogautore.repubblica.it/2012/11/11/per-una-legge-giusta/
Timestamp: 2018-01-16 15:39:01+00:00
Document Index: 84626481

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 28', 'art. 105', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 28']

Per una legge giusta - Toghe - Blog - Repubblica.it
A chi, come Marco, sollecita un'effettiva “punizione” per il giornalista che diffama dico, dopo oltre 30 anni di lavoro, che bisogna fare attenzione a invocare pene esemplari e soprattutto badare al momento storico in cui ciò avviene e alle conseguenze che ne possono derivare. Mai come adesso l'interesse di tutti dovrebbe essere quello di garantire una stampa libera, non condizionata, immune dal ricatto dei soldi. Gli ricordo anche che una legge, per essere buona, dev'essere giusta. E questa sulla diffamazione che si affaccia al Senato proprio “giusta giusta” non lo è. Certo, non è pessima come quella che sembrava potesse essere approvata una settimana fa, battezzata per l'appunto il nuovo bavaglio dopo quello tentato da Berlusconi sulle intercettazioni, ma pur nella versione edulcorata, presenta tuttora dei difetti gravi, forieri di sicuri conflitti. Intendiamoci, qui nessuno sta dicendo che il diffamatore “professionista” non debba essere punito. Del pari bisogna ammettere che le rettifiche in questi decenni non sono state “giuste” come avrebbero dovuto essere. Ma da qui a ipotizzare una rettifica automatica ce ne corre. Come ce ne corre con le super-multe o con il mancato freno alle cosiddette “querele temerarie”. Non si legifera mai bene sull'onda di un caso specifico, e sicuramente il caso Sallusti è quello meno indicato per sfornare una legge equilibrata contro i diffamatori. Tuttavia ci sono almeno tre questioni che suonano come decisamente moleste. Provo a elencarle.
1. Della multa fino a 50mila euro ho già scritto nel precedente blog. Essa è decisamente eccessiva nel suo massimo. Diventerà una spada di Damocle sulla testa di chi tenta di fare giornalismo investigativo e può incappare in un informazione erronea o peggio, pur scrivendola giusta, colpirà comunque il soggetto. Ne è un esempio il caso di un magistrato assai noto che, da alcuni mesi, ha deciso di muovere querele e azioni civili a raffica contro tutti i giornalisti che hanno scritto di lui. I quali – lo dico in generale – hanno scritto quanto riportavamo gli archivi o quanto riferivano le carte giudiziarie o addirittura hanno riportato i testi delle intercettazioni che lo riguardavano, ma lui ha lo stesso agito penalmente e civilmente.
2. La rettifica, così com'è disciplinata, è di fatto ingestibile. Nessun limite nello spazio, un presunto diffamato potrebbe anche mandare un libro al giornale e pretendere che venga pubblicato. Negato il diritto alla replica, con la conseguenza di non poter contestare palesi affermazioni false. Pretesa di pubblicare integralmente, e non per estratto o nel contenuto, la sentenza. Ma chi fa le leggi ha un un po' di senso pratico o no?
3. Nessun freno alle querele temerarie, quelle da un milione di euro per intenderci, che comportano l'accantonamento di un'adeguata posta in bilancio. Contro di esse sarebbe indispensabile un'azione dissuasiva, ipotizzando che chi le fa e poi le perde non solo paga le spese, ma anche un tot della stratosferica richiesta avanzata. L'emendamento è stato anche presentato al Senato, ma irresponsabilmente bocciato.
Questi, almeno questi, sono i punti su cui si misurerà se la legge sulla diffamazione sarà o no una legge giusta.
3. Nessun freno alle querele temerarie, manifestamente irragionevoli, quelle da un milione di euro per intenderci, che comportano l'accantonamento di un'adeguata posta in bilancio. Contro di esse sarebbe indispensabile un'azione dissuasiva, ipotizzando che chi le fa e poi le perde non solo paga le spese, ma anche un tot della stratosferica richiesta avanzata. L'emendamento è stato anche presentato al Senato, ma irresponsabilmente bocciato.
Fiore 14 novembre 2012 alle 02:57
Gigas, mi permetta di farle presente che di superficialità e di seguire stupidaggini non dovrebbe parlare agli altri quando non è in grado di saper capire un commento. Lo spiego per lei: l'accostamento che definirei blasfemo tra Alba Dorata e il Prof Corradini, tale da averne causato una giusta e decisa reazione, è dovuto al fatto che lei perde il senso della obiettività e realtà occupato come sempre è nella sua idea fissa di dar la caccia al passato regime e riproporlo a piè sospinto e spesso senza pretesto alcuno in ogni post, con una assiduità e monotonia tale da infastidire perfino il più acerrimo antifascista. E altrimenti se così non è spieghi in base a quale pensiero razionale ha potuto accostare dei neofilonazisti al nome del Prof. Corradini. E non sfugga a questa domanda.
Domenico Corradini H. Broussard 14 novembre 2012 alle 06:02
Mi permetto di chiarire in sintesi il concetto di obbligazione solidale di cui all’art. 28 della Costituzione, invitando a riflettere innanzitutto sull’avverbio «direttamente» usato per determinare la responsabilità dei funzionari dello Stato e degli enti pubblici per gli atti compiuti in violazione di diritti.
Da che diritto è diritto, l’obbligazione solidale pecuniaria non significa che il creditore debba rivalersi per un tot a testa nei confronti dei suoi debitori in solido. Significa invece che il creditore può scegliere di rivalersi o sull’uno o sull’altro dei suoi debitori in solido, fermo restando che se il primo debitore scelto dal creditore per rivalersi non ha denaro sufficiente a soddisfare il credito il creditore si rivarrà per il residuo nei confronti del secondo o del terzo o del quarto e comunque dell’ultimo debitore in solido.
Pertanto, nell’ipotesi di una responsabilità civile «diretta» dei magistrati, il danneggiato può scegliere di rivalersi o contro il magistrato o contro lo Stato o contro lo Stato per il residuo nel caso in cui non bastasse il pignoramento del quinto dello stipendio del magistrato e il pignoramento mobiliare e immobiliare dei suoi beni messi all’asta.
Non ci si spaventi: ci sono le compagnie d’assicurazione presso le quali il magistrato può stipulare una buona polizza a copertura della sua eventuale responsabilità. L’omino di media cultura antropologica stipula polizze per furti e incendi e danni alla propria abitazione e danni da lui causati nello svolgimento della sue prestazioni lavorative.
L’art. 28 della Costituzione, disponendo che la responsabilità dei funzionari dello Stato e degli pubblici «si estende allo Stato e agli enti pubblici», offre al danneggiato dalla mala giustizia una garanzia rafforzata. E niente ha a che fare con i procedimenti disciplinari del Csm previsti dall’art. 105 della Costituzione.
Bene, è in linea con l’art. 28 della Costituzione l’ancora vigente «legge Vassalli»?
Si abbandonino per cortesia i risentimenti personali e le prese di posizione aprioristiche a favore o sfavore della magistratura, e se si vuole si risponda alla domanda in punto di diritto tenendo conto della gerarchia delle fonti e altresì tenendo conto che l’art. 28 della Costituzione è collocato nella Parte I, «Diritti e doveri dei cittadini», Titolo I, «Rapporti civili».
Lieto io di una smentita perché io non dico che ho ragione e solo dico che finora non ho trovato chi con ragione mi ha convinto del contrario, le proteste sindacali dell’Anm equivalendo nel complesso alle proteste dei sindacati dei professori universitari che si oppongono a una valutazione periodica della loro attività di ricerca e d’insegnamento.
Gigas 14 novembre 2012 alle 08:29
Io non sarei in grado di capire un commento, mi viene a dire. Mi risulta a pieno la sua superficialità. Forse non è al corrente di una legge che si cerca di approvare e definire, la legge in questione è sul negazionismo e quanto altro. Se lei leggesse tutto quello che scrivo si accorgerebbe quanto meno che il mio parlare della dittature è fine a questa legge, ma evidentemente a lei non interessa che qualcuno un giorno passa negare quello che è avvenuto o che quotidianamente vi siano i peggiori insulti alle vittime della stessa. Per quel che riguarda il sig. Corradini, la sua reazione ,non solo la comprendo, reagirei io cosi, si figuri lui. Se La sua poca abbiettivita, non l'avesse tradita si accorgerebbe che non ho accostato alcun che, la pura casualità del post di tisancul, e l'aver letto sull' HuffingtonPost di Alba dorata, mi hanno dato l'opportunità di scriverlo nel blog. Mala fede e meschinità, incendiano sempre le code di paglia.
Gigas, mi permetta di farle presente che di superficialità e di seguire stupidaggini non dovrebbe parlare agli altri quando non è in grado di saper capire un commento.
Gigas 14 novembre 2012 alle 08:41
Se fosse del tutto come dice Lei, allora è giusta anche la soluzione posta dalla Severino, al riguardo. Lo spirito di contraddizione, non aiuta a fare buone leggi.
Domenico Corradini H. Broussard 15 novembre 2012 alle 13:26
Spieghi allora Lei il concetto di obbligazione solidale di cui all'art. 28 della Costituzione.
Secondo la mia spiegazione, la soluzione proposta dalla Severino contrasta con l'art. 28 della Costituzione.
Spieghi e argomenti, Le saremo grati tutti, io per primo.
E non sfugga alle domande.
Gigas, mi permetta di farle presente che di superficialità e di seguire stupidaggini non dovrebbe parlare agli altri quando non è in grado di saper capire un commento. Lo spiego per lei: l’accostamento che definirei blasfemo tra Alba Dorata e il Prof Corradini, tale da averne causato una giusta e decisa reazione, è dovuto al fatto che lei perde il senso della obiettività e realtà occupato come sempre è nella sua idea fissa di dar la caccia al passato regime e riproporlo a piè sospinto e spesso senza pretesto alcuno in ogni post, con una assiduità e monotonia tale da infastidire perfino il più acerrimo antifascista. E altrimenti se così non è spieghi in base a quale pensiero razionale ha potuto accostare dei neofilonazisti al nome del Prof. Corradini. E non sfugga a questa domanda.
Io non sarei in grado di capire un commento, mi viene a dire. Mi risulta a pieno la sua superficialità. Forse non è al corrente di una legge che si cerca di approvare e definire, la legge in questione è sul negazionismo e quanto altro. Se lei leggesse tutto quello che scrivo si accorgerebbe quanto meno che il mio parlare della dittature è fine a questa legge, ma evidentemente a lei non interessa che qualcuno un giorno passa negare quello che è avvenuto o che quotidianamente vi siano i peggiori insulti alle vittime della stessa. Per quel che riguarda il sig. Corradini, la sua reazione ,non solo la comprendo, reagirei io cosi, si figuri lui. Se La sua poca abbiettivita, non l’avesse tradita si accorgerebbe che non ho accostato alcun che, la pura casualità del post di tisancul, e l’aver letto sull’ HuffingtonPost di Alba dorata, mi hanno dato l’opportunità di scriverlo nel blog. Mala fede e meschinità, incendiano sempre le code di paglia.
Gigas 15 novembre 2012 alle 16:20
Mi fermo a questi pochi righi, scritti da Lei.Lei farebbe accontentare il suo cliente dei pochi spiccioli che riuscirebbe ad avere dallo stipendio del magistrato ? Non le sembrerebbe di tradire il suo cliente ? Mi fermo a questa piccola considerazione per mancanza di tempo, come sa non sono nemmeno un esperto, pero lei ha sempre insistito sul poter lasciar ragionare anche chi non è della materia, mi preme solo ricordare che è appannaggio dello stato l’amministrazione della giustizia, ovvero lo stato e solo allo stato è data l’amministrazione della stessa.
Per il resto io ho creduto e do credito di quanto scrisse un giorno sul blog in risposta ad un mio , affermando : anche io mi sono difeso da chi per ideologia, cercava di restare con la coscienza pulita, ed erano i nazifascisti.
Lei è tra quelli che diede la caccia al passato regime, mi risulterebbe blasfemo, che oggi non lo faccia verso coloro i quali si dicono ancora nuovamente quel passato regime. Come si fa a dire di una cosa che lei reputa nobile, è una fissazione…
I detrattori dell’antifascismo, non saranno mai antifascisti.
Domenico Corradini H. Broussard 15 novembre 2012 alle 19:04
e io, per non sembrare sgarbato, Le rispondo
non sono pochi spiccioli
e credo che Lei sappia che mio padre fu partigiano
e che un mio zio e un mio cugino furono deportati in due diversi campi di sterminio
e le assicuro che la mia battaglia contro i fascisti e i neofascisti non è finita
e finirà solo quando l'ultimo raggio di luce brillerà negli occhi miei, come smorta fiamma di candela
se vorrà scrivermi in privato, ne avrò piacere