Source: http://www.federproprietaabruzzo.it/cassazione-civile-sezione-vi-sentenza-19-marzo-2012-n-4330/
Timestamp: 2019-08-18 05:13:48+00:00
Document Index: 175229961

Matched Legal Cases: ['art. 1134', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1130', 'art. 113', 'art. 1134', 'art. 1134', 'art. 1134', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1134', 'art. 1134']

Condominio: Corte di Cassazione Sentenza 4330 del 2012 | Federproprietà Abruzzo
Federproprietà AbruzzoBeni ComuniCassazione Civile, Sezione VI, Sentenza 19 marzo 2012 n. 4330
Condominio, conservazione bene comune, corte di cassazione, iniziativa individuale, ripetizione delle spese
Quali sono i requisiti perché possa essere applicato l'art. 1134 del codice civile?
sul ricorso 21239/2010 proposto da:
P.R.(OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato CATALANO SEBASTIANO giusta mandato a margine del ricorso;
F.M.S. (OMISSIS), D.F. (OMISSIS), A.S. (OMISSIS), elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DEI SAVORELLI 95, presso lo studio dell’avvocato MENICHELLI MARCO, rappresentati e difesi dall’avvocato VINCENZINO MADDALENA giusta procura a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 97/2010 del TRIBUNALE di CALTAGIRONE, SEZIONE DISTACCATA di GRAMMICHELE del 20/07/2010, depositata il 26/07/2010;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 13/01/2012 dal Consigliere Relatore Dott. CESARE ANTONIO PROTO;
udito l’Avvocato Vincenzino Maddalena difensore dei controricorrenti che si riporta agli scritti e chiede il rigetto del ricorso;
P.R. conveniva in giudizio, davanti al giudice di pace di Vizzini, A.S., D.F. e F.M. S., con quattro distinti atti di citazione per chiederne la condanna al pagamento delle somme rispettivamente dovute, pro quota e quali condomini (esclusa la quota di 1/3 dovuta dallo stesso attore quale proprietario del lastrico solare), per l’esecuzione di opere sul lastrico solare fatte eseguire in via di urgenza dallo stesso attore, quale condomino, che aveva pure provveduto al relativo pagamento all’appaltatore per Euro 33.000.
A.S., D.F. e F.M.S. proponevano appello al quale resisteva il P..
Il Tribunale di Caltagirone, sezione distaccata di Grammichele, decidendo quale giudice di appello, con sentenza depositata in data 26/7/2010, in riforma dell’appellata sentenza, rigettava la domanda proposta dal P. nei confronti di A.S., D. F. e F.M.S..
Il P. propone ricorso per Cassazione fondato su tre motivi.
Resistono con controricorso A.S., D. F. e F.M.S..
1. Con il primo motivo (esposto al punto A del ricorso) il ricorrente deduce la violazione dell’art. 1130 c.c., perchè nel motivare sull’assenza di urgenza dei lavori per i quali l’odierno ricorrente chiede il rimborso, il giudice di appello ha rilevato che il P. del 2002 al 2005 non aveva fatto nulla per risolvere il problema delle infiltrazioni malgrado l’approvazione dei lavori da parte dell’assemblea condominiale che aveva deliberato la spesa da affrontare e individuato la ditta appaltatrice.
Il ricorrente osserva che nulla egli avrebbe potuto fare in quanto il deliberato dell’assemblea, ai sensi dell’art. 113 c.c. (rectius 1130), deve essere eseguito non dal singolo condomino, ma dall’amministratore.
3. Il secondo e il terzo motivo (rispettivamente esposti ai punti B e C del ricorso) devono essere esaminati congiuntamente perchè con essi si censura l’erronea applicazione al caso di specie dell’art. 1134 c.c., nella parte in cui attribuisce il diritto al rimborso al condomino che ha sostenuto spese urgenti per le cose comuni; il ricorrente, in sintesi, censura la decisione di appello perchè, quanto alla valutazione di urgenza dei lavori, sarebbe giunta a conclusioni contrarie rispetto a quelle del consulente tecnico di ufficio nominato dal giudice del primo grado e non avrebbe ritenuto urgenti lavori invece ritenuti tali dal CTU. 4. La censura di violazione di legge è inammissibile perchè il giudice di appello ha correttamente applicato l’art. 1134 c.c. escludendo il diritto al rimborso della spesa in assenza del carattere di urgenza dei lavori, come appunto prevede l’art. 1134 c.c..
E’ invece manifestamente infondata la connessa censura di vizio di motivazione in merito all’esclusione del carattere di urgenza.
Occorre premettere che, dalla motivazione della sentenza impugnata emerge che l’assemblea condominiale mai ha opposto un diniego all’esecuzione dei lavori che, invece, erano stati deliberati dall’assemblea con delibera del 3/6/2003 e, successivamente, sempre su richiesta del P. aveva deliberato la trasformazione del lastrico in tetto; nell’Ottobre 2004 l’assemblea prendeva atto che il P., avendo ottenuto la concessione, avrebbe iniziato i lavori entro brevissimo tempo (pag. 5 della sentenza impugnata);
all’assemblea del 28/6/2005 il P. dichiara di avere cambiato idea e che non verranno più eseguiti i lavori di realizzazione del tetto; mai, dunque, l’assemblea si era opposta all’esecuzione dei lavori, certamente utili se non addirittura necessari.
- ai fini dell’applicabilità dell’art. 1134 c.c., va considerata urgente la spesa, che deve essere eseguita senza ritardo (Cass. 26 marzo 2001, n. 4364);
- per aver diritto al rimborso della spesa affrontata per conservare la cosa comune, il condomino deve dimostrarne l’urgenza, ai sensi dell’art. 1134 cod. civ., ossia la necessità di eseguirla senza ritardo, e quindi senza poter avvertire tempestivamente l’amministratore o gli altri condomini (Cass. 4 agosto 1997, n. 7181 richiamata da Cass. 23/6/2001 n. 4364).
Nel caso di specie il giudice di appello ha esaminato la documentazione fotografica allegata alla relazione del CTU e ha rilevato che le macchie di umidità, in relazione alle quali si sarebbero resi necessari i lavori, nel 2005 erano ancora molto contenute e comunque tali da non giustificare l’intervento di urgenza. Nè può dirsi che immotivatamente il giudice di appello abbia disatteso il giudizio del CTU perchè egli ha esaminato la documentazione fotografica allegata dal CTU e ha rilevato, come era suo diritto e dovere fare, che le macchie di umidità non erano nè diffuse nè numerose così che nessuna urgenza era ravvisabile.
E’ appena il caso di aggiungere che i brani di CTU riportati in ricorso e che dovrebbero dimostrare, contrariamente a quanto ritenuto dal giudice di appello, l’urgenza dell’intervento e l’errore del giudice, sono costituiti da affermazioni apodittiche, generiche e talvolta neppure riferite alla proprietà comune, ma alla proprietà individuale del P..
5. In conclusione il ricorso può essere trattato in camera di consiglio, in applicazione degli artt. 376, 380 bis e 375 c.p.c. per essere rigettato”.
Che le spese di questo giudizio di Cassazione, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza di P.R..
Depositato in Cancelleria il 19 marzo 2012.