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Timestamp: 2020-02-24 21:01:57+00:00
Document Index: 144305010

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 38', 'art 20', 'art. 17', 'art. 4']

07/02/2020 - Dichiarazione tardiva e regime premiale ISA: chiarimenti delle Entrate - Ascom Padova
07/02/2020 - Dichiarazione tardiva e regime premiale ISA: chiarimenti delle Entrate
Dichiarazione tardiva e regime premiale ISA: chiarimenti delle Entrate
Con Risposta 6 febbraio 2020, n. 31 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla possibilità di fruire dei benefici relativi agli ISA nel caso in cui la dichiarazione sia stata "tardivamente" presentata (entro 90 giorni dalla scadenza del termine).
In merito l’Amministrazione finanziaria ha precisato che il contribuente ha diritto ai benefici di cui al comma 11 dell’articolo 9-bis, D.L. 50/2017 (regime premiale ISA) anche in base alla dichiarazione "tardiva" presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine.
Atto di divisione ereditaria, tassazione ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale: Interpello
Con Risposta ad Interpello 6 febbraio 2020, n. 30, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla corretta tassazione, ai fini dell’applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, in ordine ad un atto di divisione ereditaria.
Nel caso di specie vengono assegnati ai condividenti beni o diritti immobiliari per un valore pari alle quote loro spettanti di diritto; si tratta, in altre parole, di una divisione senza conguagli, che va assoggettata:
· ad imposta di registro con l’aliquota dell’1% prevista per gli atti aventi natura dichiarativa (art. 3, Tariffa, Parte I, allegata al TUR);
· alle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro 200 ciascuna (art. 10, comma 2, D.Lgs. n. 347/1990 e art. 4 della Tariffa ad esso allegata).
Diversamente, se il valore della quota ricevuta fosse superiore al valore della quota spettante di diritto, l’at to sarebbe considerato vendita per la parte eccedente e, pertanto, troverebbero applicazione le aliquote proprie degli atti traslativi.
Sospensione del rimborso IVA e prestazione della garanzia: Cassazione
Con Sentenza a Sezioni unite 31 gennaio 2020, n. 2320, la Corte di Cassazione ha stabilito che se il contribuente ha prestato la garanzia ﬁdeiussoria prevista dal D.P.R. n. 633/1972 ai fini della richiesta di rimborso IVA, l’Amministrazione non può disporre la sospensione del rimborso ex art. 23, comma 1, D.Lgs. n. 472/1997.
È stato ritenuto infatti che l’Amministrazione non possa cautelarsi due volte, pur se con finalità diverse, in riferimento allo stesso credito del contribuente e cioè che essa possa emettere il provvedimento di fermo durante il periodo di vigenza della garanzia (cauzione, o fideiussione bancaria o polizza fideiussoria assicurativa, che sia) prestata dal contribuente ai sensi dell’art. 38-bis, D.P.R. n. 633/1972: tale duplice cautela risulta, da una parte, ingiustificata per l’Erario, che può rivalersi sulla garanzia già prestata e a sua disposizione, ed implica, dall& rsquo;altra, un carico eccessivo per il contribuente, che, oltre all’onere della prestazione della garanzia, vede il medesimo suo credito sottoposto a fermo.
Licenziamento discliplinare: tutela reintegratoria o risarcitoria?
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 2238 del 30 gennaio 2020, ricorda quando, a seguito di licenziamento disciplinare, è applicabile la tutela reintegratoria e quando invece la sola indennità economica.
È riconosciuta la tutela reintegratoria nei casi di insussistenza o irrilevanza del fatto contestato, o di non imputabilità dello stesso al lavoratore. Nelle ipotesi di sproporzione del licenziamento rispetto al fatto contestato, si ha reintegrazione solo quando i contratti collettivi o i codici disciplinari prevedano una sanzione conservativa.
È invece riconosciuta la sola tutela indennitaria "forte" nelle "altre ipotesi" di non ricorrenza della giusta causa o giustificato motivo soggettivo.
Anche il singolo membro RSU con poteri rappresentativi ha facoltà di indire l’assemblea sindacale
La Corte di Cassazione ha affermato che è antisindacale l’esclusione della possibilità di indire l’assemblea dei lavoratori in capo ai singoli membri RSU di un’azienda.
Con la Sentenza n. 2862 del 6 febbraio 2020, la Suprema Corte ha precisato che il diritto di indire l’assemblea (ex art 20, Legge n. 300/1970) è riconosciuto non solo alla RSU collegialmente considerata, ma altresì a ciascun membro della stessa, a condizione che lo stesso sia stato eletto con un sindacato dotato di poteri rappresentativi all’interno dell’azienda.
Appalti "labour intensive": approvato il nuovo certificato di regolarità fiscale
Con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. prot. 54730 del 6 febbraio 2020 è stato approvato lo "schema di certificato di sussistenza dei requisiti previsti dall’art. 17-bis, comma 5, del decreto legislativo 9 luglio 1997, 241". Si tratta del nuovo certificato di regolarità fiscale (c.d. DURC fiscale) all’ottenimento del quale è possibile non applicare la disciplina prevista dall’art. 4 del DL n. 124/2019 in tema di responsabilità del committente per le ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente dovute dall’impresa affidataria/appaltatrice in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di affidamento/appalto/subappalto.
Il certificato è messo a disposizione dell’impresa affidataria/appaltatrice o di un suo delegato
· con riferimento all’ultimo giorno del mese precedente a quello della scadenza di v ersamento, a partire dal terzo giorno lavorativo di ogni mese e ha validità di quattro mesi dalla data del rilascio;
· presso un qualunque ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale dell’impresa.
Aggiornati gli importi dei contributi dovuti per il 2020 per i lavoratori domestici
Con Circolare n. 17 del 6 febbraio 2020, l’INPS ha comunicato gli importi dei contributi dovuti per il 2020 per i lavoratori domestici, individuati sulla base della variazione annuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, riconosciuta nella misura dello 0,5%.
Per il rapporto di lavoro a termine è confermata l’applicazione del contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, fissato all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (retribuzione convenzionale). Il medesimo contributo non trova applicazione per i lavoratori che siano stati assunti a tempo determinato in sostituzione di lavoratori assenti.