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Timestamp: 2017-10-18 15:25:50+00:00
Document Index: 12394143

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PERCHÉ DEL NO AL PROGETTO DI LEGGE COSTITUZIONALE DI DEROGA ALL’ART. 138 COST. (vers. sintetica) by Elisabetta Savaglio - issuu
PERCHÉ DEL NO AL PROGETTO DI LEGGE COSTITUZIONALE DI DEROGA ALL’ART. 138 COST. Il MoVimento 5 Stelle non è contrario a qualsiasi riforma della Costituzione del 1948 e propone alcune puntuali riforme per migliorare il funzionamento delle nostre istituzioni. Il MoVimento 5 Stelle è però radicalmente contrario al progetto di legge costituzionale che deroga all’art. 138 della Costituzione, sostituendolo con un procedimento diverso da quello pensato dai Padri Costituenti per modificare la nostra Costituzione. Vale la pena di riassumere alcuni degli argomenti principali che spiegano: A. perché l’art. 138 Cost. rappresenta una via utilizzabile al fine delle puntuali riforme che vogliamo; B. perché la deroga proposta risulta inaccettabile; C. quali siano le puntuali proposte che perseguiamo.
PUNTO A A. Perché l’art. 138 Cost. rappresenta una via utilizzabile al fine di approvare puntuali
riforme? A.1) La maggioranza e il Governo vogliono derogare all’art. 138. Non è stato spiegato perché l’articolo 138 necessiti di una modifica ad hoc diretta a semplificare il procedimento da esso previsto. In realtà, non c’è affatto bisogno di rendere più facile il percorso di riforma costituzionale, in quanto: A.1.1) L’articolo 138 contempla già un procedimento poco rigido. A.1.2) Tale rigidità è stata peraltro ulteriormente attenuata: • per effetto delle regole parlamentari • per effetto dei sistemi elettorali di tipo maggioritario A.1.3) Ci sono state molteplici riforme, segno che l’art. 138 Cost. non ha affatto impedito negli anni alle forze politiche di intervenire sulla Costituzione e non ha dunque bloccato i processi di riforma rivelatisi necessari o opportuni. A.1.4) Il procedimento di cui all’art. 138 Cost. ha consentito al Parlamento di approvare non soltanto riforme puntuali e circoscritte ma anche di intervenire su intere parti della Costituzione (titolo V e riforma del centrodestra nella XIV legislatura) A.1.5) Il procedimento dell’art. 138 Cost. risulta poco rigido anche se messo a confronto con quanto è previsto dalle Costituzioni degli altri Paesi
PUNTO B B. Perché la deroga proposta risulta inaccettabile? B.1) Secondo i promotori, la deroga alla disciplina ordinaria dell’art. 138 Cost. si impone perché si vuole una “Grande riforma costituzionale”. B.1.1) È un argomento tecnicamente falso: B.1.2) In passato si sono modificate larghe parti della Costituzione utilizzando l’art. 138: 1
B.1.3) I precedenti tentativi di riformare la Costituzione con procedimenti speciali derogatori dell’ art. 138 Cost. non hanno prodotto niente di concreto B.2) È un argomento che realizza un “imbroglio politico”. Il nostro sistema è in crisi a causa dei partiti e non delle istituzioni. La Grande riforma vuole rafforzare il Governo a spese del Parlamento. Noi riteniamo che la democrazia, invece, imponga la difesa del Parlamento perché: B.2.1) Il Governo è già molto forte in Parlamento B.2.2) Il Parlamento italiano è invece assai debole e la sua debolezza è la ragione del malfunzionamento della democrazia. B.2.3) Rafforzare ulteriormente il Governo, investire plebiscitariamente un Capo assieme alla “sua” maggioranza della quale un Leader può disporre è un modo autoritario di uscire dalla crisi della rappresentanza democratica. B.3)
La deroga al 138 è inaccettabile perché diminuisce gravemente la rigidità della Costituzione. B.3.1) Rigidità della Costituzione è garanzia dei diritti fondamentali. B.3.2) La Costituzione è rigida solo se è sufficientemente complicato il procedimento per modificarla. B.3.3) La semplificazione del procedimento mette perciò a rischio i diritti fondamentali B.3.5) La dottrina costituzionalistica ritiene la semplificazione del procedimento del 138 Cost. incostituzionale.
La deroga proposta è inaccettabile perché esclude il Parlamento dalla stesura della “Grande riforma”. Perché il Parlamento risulta imbavagliato? B.4.1) perché si concentra la fase referente in un Comitato bicamerale anziché nelle due commissioni affari costituzionali B.4.2) perché è criticabile la composizione e l’organizzazione del Comitato B.4.3) perché si conferiscono grandi poteri ai due presidenti del Comitato (Finocchiaro e Sisto) B.4.4) perché si limita il potere emendativo dei singoli parlamentari B.4.5) perché sono ridotti i tempi tra la prima e la seconda deliberazione B.4.6) perché deve lavorare con un cronoprogramma e conseguente contingentamento di tutti i tempi (intermedi e finali) del procedimento La deroga proposta è inaccettabile perché esautora il Popolo B.5.1) il referendum sulla “riforma figlia” finge di coinvolgere il popolo con il referendum finale “prendere o lasciare” B.5.2) Si tratta però di un imbroglio: • Perché non fare anche un referendum sulla “riforma madre”? • La “riforma madre”, passerà con una “finta maggioranza” dei 2/3 dei parlamentari che esclude illegittimamente il referendum • La prospettiva del referendum finale consentirà alla maggioranza di ignorare le opposizioni durante i lavori in Parlamento. A chi l’accusi di fare le riforme da sola, la maggioranza potrà rispondere che poi deciderà il popolo
PUNTO C (attenzione trattasi di una bozza e inizio dei lavori da discutere in rete quindi queste cose potrebbe variare) Quali sono le puntuali riforme che si potrebbero fare? Alcuni esempi di “manutenzione” della “Costituzione più bella del mondo” che si potrebbero approvare con un procedimento che rispetti l’articolo 138?
Vi sono innanzi tutto gli interventi di riforma costituzionale che il MoVimento 5 stelle ha già proposto e che fanno parte del suo programma elettorale: i referendum propositivi e senza quorum; il dimezzamento dei parlamentari e l’ abolizione delle Province. C.1)
Artt. 66 e 68 Cost. (competenza parlamentare in materia di verifica dei poteri, insindacabilità ed autorizzazioni): trasferirla ad un giudice esterno
Art. 76 e 77 (decreti legge e decreti legislativi): limiti più stringenti al potere normativo del Governo per evitare gli abusi incostituzionali degli ultimi anni
“Giusto Procedimento Legislativo” e ricorso preventivo alla Corte costituzionale In questi anni abbiamo assistito solo a simulacri di procedimenti legislativi, in cui l’approfondimento, il confronto e l’argomentazione delle proposte avanzate dai diversi soggetti che partecipano al procedimento parlamentare sono stati soltanto fittizi e non reali. La nostra Costituzione prevede alcuni indefettibili passaggi del procedimento parlamentare che – se rispettati nel loro significato reale – basterebbero a garantire un procedimento legislativo democratico. Tali norme sono state però eluse attraverso prassi distorsive che si sono consolidate nel tempo. Ciò impone di rivedere, per questa parte, la Costituzione in modo da specificare meglio i contenuti essenziali del procedimento di formazione delle leggi, rendendoli non più aggirabili. Quali aspetti? C.3.1) istruttoria legislativa C.3.2) obbligo di testi omogenei, chiari e su argomenti specifici C.3.3) nuovi limiti per evitare l’aggiramento della votazione articolo per articolo delle leggi C.3.4) limiti alla questione di fiducia C.3.5) Effettività delle regole sul procedimento legislativo a) Innalzamento del quorum (oggi la maggioranza assoluta) richiesto per modificare il regolamento parlamentare. b) Previsione del diritto di minoranze qualificate (1/5 dei componenti di ciascuna camera?) di ricorrere direttamente alla Corte costituzionale per denunciare violazioni procedurali che abbiano compromesso la democraticità del procedimento legislativo e, conseguentemente, la legittimità della legge che ne è il risultato.
PERCHÉ DEL NO AL PROGETTO DI LEGGE COSTITUZIONALE DI DEROGA ALL’ART. 138 COST. (vers. sintetica)
Il MoVimento 5 Stelle è radicalmente contrario al progetto di legge costituzionale che deroga all’art. 138 della Costituzione, sostituendolo...
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