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Timestamp: 2018-09-18 21:09:24+00:00
Document Index: 168064175

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 16', 'art. 32', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 15', 'sentenza ']

Elenchi pec ed utilizzo – Ordine Avvocati Agrigento
Gli elenchi pubblici degli indirizzi PEC e gli eventuali limiti al relativo utilizzo. E’ possibile notificare un ricorso per separazione di coniugi all’indirizzo pec che l’imprenditore individuale abbia comunicato al Registro Imprese, oppure all’amministratore di condominio all’indirizzo PEC che egli abbia dichiarato al proprio Ordine di appartenenza quale dottore commercialista?
Uno dei dubbi applicativi sulle notificazioni telematiche ex art. 3 bis L. 53/1994 riguarda la possibilità o meno di adoperare gli indirizzari PEC di cui all’art. 16 ter DL 179/2012 (i c.d. “elenchi pubblici”) per notificazioni di atti estranei all’ambito professionale o imprenditoriale o comunque alla finalità per la quale il cittadino, il professionista o l’impresa si vede iscritto in quel determinato elenco. Anticipiamo che la risposta è senz’altro positiva e lo è per le considerazioni che seguono.
Com’è possibile verificare dalla lettura delle norme istitutive di ciascuno di tali elenchi, le relative previsioni di utilizzo sono (tranne che per il RegInde e per il Registro PP.AA, quest’ultimo espressamente nato “al fine di favorire le comunicazioni e notificazioni per via telematica alle pubbliche amministrazioni” con conseguente esclusione del più completo IPA dal novero degli elenchi utilizzabili ai fini dell’art. 32 bis L. 53/94) dettate da finalità del tutto estranee all’ambito Giustizia:
l’ANPR nasce “al fine di facilitare la comunicazione tra pubbliche amministrazioni e cittadini“; il Registro imprese per la riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese e l’INIPEC per “favorire la presentazione di istanze, dichiarazioni e dati, nonche’ lo scambio di informazioni e documenti tra la pubblica amministrazione e le imprese e i professionisti in modalita’ telematica“.
Ciò vuol dire, esemplificando, che se l’art. 16-ter consente (rectius: consentirà) di notificare atti giudiziari ex art. 3 bis L. 53/94 al privato cittadino che abbia iscritto la propria PEC nell’ANPR, la notificazione potrà avvenire per atti di qualsiasi natura, purché riconducibili a quelli ex art. 1 L. 53/94.Ne discende, in linea più generale, che l’utilizzo di ciascun elenco pubblico richiamato dal ricordato art. 16-ter può avvenire per tutte le notificazioni ex art. 3 bis L. 53/94 anche al di fuori dell’ambito “proprio” per il quale questo o quell’indirizzario pec fu istituito..Tali principi hanno del resto già avuto applicazione concreta anche in giurisprudenza.
Con sentenza n. 128 del 27 gennaio 2016, resa nell’ambito di un procedimento di reclamo avverso sentenza dichiarativa di fallimento, la Corte d’Appello di Torino è giunta a conclusioni in linea con le considerazioni che precedono.Il caso che si è posto all’attenzione del collegio torinese è particolare, trattandosi di ditta individuale che, lo si deduce dalle difese della ricorrente in appello, era inattiva dal 1986 sicché non poteva certo avere un indirizzo di PEC. La cancelleria, che pure aveva tentato la notifica, aveva ricevuto l’inevitabile esito negativo e aveva inoltrato la comunicazione al creditore istante affinché procedesse con la notificazione ai sensi dell’art. 15, III comma, l. fall.
Tale argomentazione è stata correttamente condivisa dalla Corte d’Appello che ha dichiarato la nullità della sentenza di primo grado proprio a causa della mancata notifica alla PEC della titolare della ditta fallita, PEC che peraltro era reperibile sui pubblici registri consultabili anche dalla cancelleria.Da tale vicenda giudiziaria, che conferma l’assenza di limiti all’utilizzo della casella di posta elettronica certificata quale effettivo domicilio digitale del titolare, discende anche un consiglio operativo alle cancellerie, soprattutto in presenza di ricorsi per la dichiarazione di fallimento.In tali casi, l’esperienza insegna che vengono caricati sui registri informatici del SIECIC sia i dati dell’impresa individuale che quelli della persona fisica titolare; tale apparente duplicazione è in realtà fondamentale ai fini del buon fine dell’attività di notifica telematica, stante che la ricerca dell’indirizzo PEC dell’impresa individuale viene effettuata sulla sezione Imprese del registro INI-PEC mentre la ricerca dell’indirizzo PEC della persona fisica viene effettuata nella sezione Professionisti del medesimo registro.
Fonte www.pergliavvocati.it
Articolo pubblicato sul sito della FIIF, Fondazione italiana per l’innovazione forense del CNF
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