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Timestamp: 2020-08-04 17:50:11+00:00
Document Index: 181249930

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 213', 'art. 2697', 'art. 189', 'art. 380', 'art. 380']

Sentenza Cassazione Civile n. 24813 del 19/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24813 del 19/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 19/10/2017, (ud. 12/05/2017, dep.19/10/2017), n. 24813
sul ricorso 7011-2016 proposto da:
L.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA NOMENTANA 671
presso lo studio dell’avvocato RAFFAELE PENDIBENE, che lo
D.V.E.;
avverso la sentenza n. 990/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
che L.R. ricorre per la cassazione della sentenza della Corte d’appello di Roma, depositata in data 11 febbraio 2015, di rigetto dell’appello proposto da L. avverso la sentenza del Tribunale di Roma n. 8922 del 2013, nei confronti di D.V.E.;
che la domanda di L.R. ha ad oggetto il pagamento del compenso per l’attività di assistenza e consulenza dallo stesso svolte per il riconoscimento, a favore della sig.ra D.V., di benefici previdenziali ed assistenziali previsti per le vittime di persecuzioni politico-razziali, e specificamente dell’assegno vitalizio di benemerenza diretto nonchè di quello a titolo di orfana di D.V.C.;
che la Corte d’appello ha confermato la sentenza del Tribunale, di condanna della sig.ra D.V. al pagamento dell’importo di Euro 5.137,81, oltre interessi legali, corrispondente al compenso dovuto per l’attività finalizzata al riconoscimento del solo vitalizio indiretto, rilevando la carenza di prova dell’attribuzione della benemerenza diretta;
che la Corte d’appello ha ritenuto insussistenti i presupposti di ammissione dei mezzi istruttori richiesti dal sig. L. – in particolare, assunzione di informazione presso la pubblica amministrazione ai sensi dell’art. 213 c.p.c., ordine di esibizione alla stessa P.A. di tutta la documentazione relativa alle pratiche per gli assegni di benemerenza diretto e indiretto;
che il ricorrente denuncia, con il primo motivo, violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., artt. 211,213,115 e 116 c.p.c., e, con il secondo motivo, violazione e falsa applicazione dell’art. 189 c.p.c.;
che il relatore ha formulato proposta di decisione, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., nel senso della manifesta infondatezza del ricorso;
che il Collegio ritiene insussistente l’evidenza decisoria e dispone ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., comma 3.
La Corte rimette la causa alla pubblica udienza della sezione semplice.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Sesta civile – 2 della Corte suprema di Cassazione, il 12 maggio 2017.