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Timestamp: 2020-08-09 00:03:15+00:00
Document Index: 21319856

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5']

Parere su una istanza di accesso civico - 31 agosto 2018 [9045220] - Garante Privacy
[doc. web n. 9045220]
Parere su una istanza di accesso civico - 31 agosto 2018
n. 450 del 31 agosto 2018
VISTA la richiesta di parere del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’Unione Bassa Est Parmense, presentata ai sensi dell’art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33 del 14 marzo 2013 recante «Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni»;
Con la nota in atti il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’Unione Bassa Est Parmense ha chiesto al Garante il parere previsto dall’art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33 del 14 marzo 2013, nell’ambito del procedimento relativo a una richiesta di riesame sul provvedimento di diniego parziale di un accesso civico del Comune di Colorno, facente parte della predetta Unione.
Nello specifico, è stata presentata un’istanza di accesso civico volta a ottenere copia dei seguenti documenti:
1. Provvedimento amministrativo di istituzione della Zona a traffico limitato (ZTL) in Via Cairoli, Via Saffi, piazzale De Amicis, via dei Nola, via Bibbiena e piazzale Verdi del Comune di Colorno;
2. Ordinanza o altro provvedimento di istituzione della sosta vietata in dette aree di circolazione o del consenso di sosta in spazi appositi;
3. Elenco dei soggetti autorizzati al transito e alla sosta nella ZTL.
Dagli atti risulta che il Comune ha accolto l’accesso civico con riferimento alla documentazione di cui ai punti nn. 1 e 2 e ha negato l’accesso alla documentazione di cui al punto n. 3 “per il rispetto della normativa sulla privacy”.
Risulta, altresì, che non sono stati coinvolti gli eventuali controinteressati.
Nella domanda di riesame dell’istanza di accesso, allegata alla richiesta di parere al Garante, emerge che l’istante ha lamentato che “il soggetto destinatario dell’istanza di accesso civico è tenuto a verificare se l’accesso civico debba essere rifiutato «per evitare un pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali in conformità con la disciplina legislativa in materia» (art. 5-bis, comma 1, lett. a)) - previa in ogni caso comunicazione al soggetto controinteressato … Il provvedimento di diniego parziale … non sembra, invece, fondato sulla tutela di tali dati. Il Comune di Colorno dovrebbe … motivare specificamente in ordine alle ragioni del pregiudizio concreto che si assumerebbe arrecato con la loro ostensione”.
Nel caso in esame, per i profili di competenza di questa Autorità, limitati alla tutela dei dati personali, oggetto dell’accesso civico è la documentazione contenente dati e informazioni, riferiti a soggetti autorizzati al transito e alla sosta nella zona a traffico limitato istituita nel centro storico del Comune di Colorno.
In particolare, dagli atti è emerso che l’elenco dei soggetti, autorizzati all’accesso e alla sosta della ZTL predetta, contiene informazioni di vario tipo, tutte qualificabili come dati personali, in quanto sono indicati, oltre ai nominativi delle persone, anche gli indirizzi di residenza, i numeri di telefono e cellulari, nonché gli indirizzi di posta elettronica.
Ciò premesso, occorre evidenziare che – a differenza dei documenti a cui si è avuto accesso ai sensi della l. n. 241 del 7/8/1990 – i dati e i documenti che si ricevono a seguito di una istanza di accesso civico divengono «pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell’articolo 7», sebbene il loro ulteriore trattamento vada in ogni caso effettuato nel rispetto dei limiti derivanti dalla normativa in materia di protezione dei dati personali (art. 3, comma 1, del d. lgs. n. 33/2013).
La generale conoscenza dei dati e delle informazioni contenute nella documentazione richiesta potrebbe, senza dubbio, determinare un’interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e libertà dei soggetti controinteressati, con possibili ripercussioni negative sul piano professionale, personale e sociale.
Ciò anche tenendo conto delle ragionevoli aspettative di confidenzialità dei soggetti, autorizzati all’accesso e alla sosta della ZTL citata, in relazione al trattamento dei propri dati personali al momento in cui questi sono stati raccolti dal Comune, nonché della non prevedibilità, al momento della raccolta dei dati, delle conseguenze derivanti a quest’ultimo dalla eventuale conoscibilità da parte di chiunque dei dati richiesti tramite l’accesso civico (cfr. par. 8.1 delle Linee guida dell’ANAC in materia di accesso civico, cit.).
Infatti, l’ostensione richiesta, unita peraltro al particolare regime di pubblicità dei dati oggetto di accesso civico e al ristretto ambito territoriale del Comune interessato (di circa 8.000 abitanti) può arrecare ai soggetti controinteressati, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui le informazioni fornite possono essere utilizzate da terzi, proprio quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall'art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013.
Alla luce di tali circostanze, si ritiene che, ai sensi della normativa vigente e delle richiamate indicazioni contenute nelle Linee guida dell’ANAC, il Comune abbia correttamente respinto, parzialmente, l'accesso civico della documentazione richiesta.
Tuttavia, si rammenta che, come evidenziato dall’ANAC, «nella risposta negativa o parzialmente tale … l’amministrazione è tenuta a una congrua e completa, motivazione … La motivazione serve all’amministrazione per definire progressivamente proprie linee di condotta ragionevoli e legittime, al cittadino per comprendere ampiezza e limiti dell’accesso generalizzato, al giudice per sindacare adeguatamente le decisioni dell’amministrazione» (par. 5.3 delle Linee guida dell’ANAC in materia di accesso civico, cit.).
Con riferimento al mancato coinvolgimento dei soggetti controinteressati nel procedimento relativo all’accesso civico, si ricorda che la disciplina di settore prevede che «l’amministrazione cui è indirizzata la richiesta di accesso, se individua soggetti controinteressati, ai sensi dell’articolo 5-bis, comma 2, è tenuta a dare comunicazione agli stessi, mediante invio di copia con raccomandata con avviso di ricevimento, o per via telematica per coloro che abbiano consentito tale forma di comunicazione. Entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione, i controinteressati possono presentare una motivata opposizione, anche per via telematica, alla richiesta di accesso» (art. 5, comma 5, del d. lgs. n. 33/2013). La comunicazione della richiesta di accesso civico al soggetto controinteressato, ha la diversa funzione di consentire a quest’ultimo di intervenire eventualmente nel procedimento, presentando una motivata opposizione, laddove ritenga che dall’accoglimento dell’accesso possa derivare un pregiudizio concreto, fra l’altro, alla protezione dei propri dati personali.
Resta fermo, in ogni caso, che, come evidenziato anche dall’ANAC, le motivazioni addotte dal soggetto controinteressato «costituiscono un indice della sussistenza di un pregiudizio concreto, la cui valutazione però spetta all’ente e va condotta anche in caso di silenzio del controinteressato, tenendo, altresì, in considerazione gli altri elementi illustrati [nelle Linee guida]» (par. 8.1 delle Linee guida dell’ANAC in materia di accesso civico, cit.).
Nel caso di specie, per quanto attiene ai profili inerenti la protezione dei dati personali, il coinvolgimento dei controinteressati non è necessario, in quanto il Comune - nel rifiutare parzialmente la richiesta di accesso civico, escludendo l’ostensione dell’elenco dei soggetti autorizzati all’accesso e alla sosta della ZTL del centro storico - ha già provveduto a scongiurare il rischio che si possa verificare in capo ad essi proprio quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013. Sul punto, il Garante si è già espresso, in passato, con il parere contenuto nel provvedimento del 18 gennaio 2018, doc. web n. 7689066.
esprime parere nei termini suesposti in merito alla richiesta del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’Unione Bassa Est Parmense, ai sensi dell’art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33/2013.