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Timestamp: 2018-08-16 22:11:56+00:00
Document Index: 91165341

Matched Legal Cases: ['art. 403', 'art. 34', 'sentenza ', 'art. 403', 'art. 10', 'art. 117', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 89', 'art. 1']

I registri del lavoro: la normativa del registro infortuni | Commercialista Telematico
I registri del lavoro: la normativa del registro infortuni
Molto recentemente la regione Lombardia ha abolito l’obbligo di registrazione del registro infortuni. (Legge regionale del 7 aprile 2007).<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Il registro degli infortuni è stato introdotto storicamente dall’art. 403 del DPR 27 aprile 1955, n. 547. Nel 1994 con la riforma sulla sicurezza del lavoro il DLGS 626 ha rafforzato la finalità di questo documento, obbligando il datore di lavoro ad annotare cronologicamente nello stesso gli infortuni sul lavoro che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno.
Ai fini della sussistenza o meno dell’obbligatorietà dell’istituzione del registro degli infortuni, devono necessariamente ricorrere due presupposti:
1. l’impiego di lavoratori subordinati e/o equiparati da parte di un datore di lavoro sia privato che pubblico;
2. la conservazione del registro sul luogo di lavoro.
Il registro va istituito ogni qualvolta di instaura un rapporto di lavoro di qualsiasi specie; quindi anche per:
Ø utilizzo di lavoratori subordinati con rapporto speciale (per esempio lavoratori assunti tramite il contratto di lavoro a chiamata ex art. 34, comma 2, DLGS n. 276/2003);
Ø lavoro a termine, anche nelle diffusissime forme del weekend job e lavoro stagionale;
Ø utilizzo di lavoratori a progetto, quando la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente;
Ø rapporti di natura associativa con i soci lavoratori di cooperative o di società, anche di fatto, che prestino la loro attività per conto delle società;
Ø presenza di utenti dei servizi di orientamento o di formazione scolastica, universitaria e professionale avviati presso datori di lavoro per agevolare o per perfezionare le loro scelte professionali;
Ø presenza di allievi degli istituti di istruzione ed universitari e i partecipanti a corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, macchine, apparecchi ed attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici.
E’ importante sottolineare che l’omessa tenuta del registro infortuni, secondo la sentenza del 21 settembre 2000 n. 9888 della Suprema Corte di Cassazione, sez. III penale, è punita soltanto con la sanzione amministrativa, con la conseguente abrogazione implicita dell’art. 403 del DPR n. 547/ 1955 che, viceversa, erroneamente continua ad essere ritenuto ancora in vigore.
Il luogo di lavoro coincide con quello di unità produttiva, ossia stabilimento o struttura finalizzata alla produzione di beni o servizi, dotata di autonomia finanziaria e tecnico-funzionale. All’uopo il principio generale vuole che vada vidimato presso l’azienda sanitaria locale un registro per ogni unità produttiva, ad esclusione di depositi o uffici distaccati non autonomi. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale ha accolto questo orientamento precisando che fanno eccezione a tale regola generale i lavori di breve durata, caratterizzati cioè da mobilità, o svolti in sedi con pochi lavoratori e privi di adeguata attrezzatura amministrativa (circ. 5 marzo 1997 n. 28). In ordine al concetto di lavoro di breve durata il decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale 12 dicembre 2000, all’art. 10, c. 6, fissa il termine di 15 giorni. Ulteriore precisazione riguardo le imprese che lavorano fuori provincia per periodi ridotti (per esempio installatori di impianti, lavori stradali, ecc.), è stata fatta nella circolare 30 maggio 1997, n. 73: costoro possono tenere il registro nella sede centrale ubicata fuori dalla provincia dove si svolgono temporaneamente i lavori.
La semplificazione della Regione Lombardia è intervenuta in ordine alla vidimazione del registro prima che venga posto in uso.
Per effetto delle nuove competenze regionali previste dal riformato art. 117 Cost., la Regione Lombardia ha emanato la Legge regionale 2 aprile 2007, n. 8 (in B.U.R.L. 1° S.O. al n. 14 del 6 aprile 2007) recante: Disposizioni in materia di attività sanitarie e sociosanitarie Collegato che all’art. 2, ai fini della semplificazione amministrativa, dispone l’abolizione di diverse certificazioni e adempimenti elencati nell’allegato A, c. 1, salvo che siano richiesti da soggetti tenuti alla loro presentazione in altre regioni. In particolare, nel predetto allegato, alla lett. i), si tratta anche dell’obbligo di vidimazione del registro infortuni.
Dal 7 aprile 2007, nella Regione Lombardia è cessato l’obbligo di vidimazione del registro infortuni, fermi restando tutti gli altri adempimenti in ordine alla sua istituzione e tenuta sul luogo di lavoro ex art. 4, comma 4, lett. o), del DLGS n. 626/1994.
Il datore di lavoro è tenuto ad annotare cronologicamente tutti gli infortuni che comportano l’assenza dal lavoro per almeno un giorno, escluso quello dell’evento (Dm 5 dicembre 1996). Nell’annotazione dell’evento devono essere compilati tutti i campi (cognome e nome dell’infortunato, data dell’infortunio, qualifica professionale, cause o circostanze dell’evento, ecc.): i dati che frequentemente sono omessi sono la data di ripresa del lavoro e i giorni di assenza per l’inabilità temporanea, la cui mancanza può dar luogo alla contestazione d’irregolare tenuta del registro. Per quanto riguarda l’assistenza da parte dei consulenti del lavoro e degli altri professionisti abilitati ai sensi della legge n. 12/1979, occorre sottolineare che le disposizioni applicative previste dalla circolare del Ministero del lavoro e della previdenza sociale n. 26/2007 in ordine ai libri matricola e paga (la dichiarazione di conformità all’originale rilasciata dal professionista, per esempio) non sembrano estendibili anche al registro infortuni che, come evidenziato, non è richiamato nel predetto provvedimento.
In ultimo, riguardo la vigilanza e il regime sanzionatorio si osserva:
Ø la prima spetta alle aziende sanitarie locali e solo per particolari settori di attività, ad altri enti secondo i criteri dell’art. 23, DLGS n. 626/1994;
Ø il regime sanzionatorio prevede che l’omessa istituzione, la mancata conservazione sul luogo di lavoro e l’irregolare tenuta del registro infortuni danno origine ad un’ipotesi d’illecito amministrativo, con la conseguente applicazione di una sanzione pecuniaria da 2.580 a 15.490 €. (art. 89, comma 3, DLGS n. 626/1994, come elevati dall’art. 1, comma 1177, della legge n. 296/ 2006) con effetto dal 1° gennaio 2007.