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Timestamp: 2020-08-04 17:21:03+00:00
Document Index: 147933337

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 27010 del 23/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27010 del 23/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 23/10/2019, (ud. 28/05/2019, dep. 23/10/2019), n.27010
sul ricorso 16855-2018 proposto da:
G.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PANARO 11,
presso lo studio dell’avvocato RAFFAELE AMBROSIO, rappresentato e
difeso dall’avvocato EUGENIA CAPANO;
COMUNE DI DIAMANTE;
avverso la sentenza n. 3255/4/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di CATANZARO, depositata il 28/11/2017;
partecipata del 28/05/2019 dal Consigliere Relatore Dott. ROSARIA
La CTR della Calabria con sentenza n. 3255/4/2017,
depositata il 28.11.2017 non notificata, rigettava l’appello proposto da G.L. avverso la pronuncia di primo grado della CTP di Cosenza che aveva rigettato il ricorso del contribuente avverso avviso di accertamento Tarsu/Tia relativo all’anno 2011, in relazione a uno stabilimento balneare insistente su area demaniale oggetto di concessione amministrativa sul presupposto che l’arenile degli stabilimenti balneari rientra tra le aree soggetto al tributi e ha negato che lo stesso abbia carattere pertinenziale o accessorio rispetto alle eventuali strutture edificate degli impianti.
Avverso la sentenza della CTR il contribuente ha proposto ricorso per cassazione affidato a un motivo, illustrato con memoria.
Il Comune di Diamante non ha svolto difese.
1. Con il motivo G.L. deduce omesso esame su un fatto decisivo per il giudizio ed in particolare che la CTR non avrebbe esaminato le censure relative ai profili di illegittimità dell’avviso di accertamento in relazione all’estensione automatica della tariffa prevista per le aree coperte degli stabilimenti balneari anche all’arenile.
La censura è inammissibile sotto vari profili.
Nella specie la CTR ha ritenuto corretto l’omesso computo del tributo in misura ridotta in relazione alle superfici scoperte evidenziando che l’atto impositivo aveva richiamato la risoluzione n. 147/E dl 15.9.1998 la quale aveva stabilito che su tutte le superfici dello stabilimento balneare, compreso l’arenile è applicabile una sola tariffa in quanto il servizio viene reso dallo stabilimento nella sua interezza, senza che il ricorrente avesse confutato l’accertamento in questa parte.
La censura è altresì inammissibile per commistione di mezzi di censura.
Il giudizio di cassazione è un giudizio a critica vincolata, delimitato e vincolato dai motivi di ricorso, che assumono una funzione identificativa condizionata dalla loro formulazione tecnica con riferimento alle ipotesi tassative formalizzate dal codice di rito. Ne consegue che il motivo del ricorso deve necessariamente possedere i caratteri della tassatività e della specificità ed esige una precisa enunciazione, di modo che il vizio denunciato rientri nelle categorie logiche previste dall’art. 360 c.p.c., sicchè è inammissibile la critica generica della sentenza impugnata, formulata con un unico motivo sotto una molteplicità di profili tra loro confusi e inestricabilmente combinati (da ultimo Cass. 11603/2018; Cass. 6324/2017).
Il ricorso deve essere, pertanto dichiarato inammissibile.
Nulla sulle spese in quanto parte intimata non ha spiegato difese.
Il raddoppio del contributo unificato, introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, costituisce una obbligazione di importo predeterminato che sorge ex lege per effetto del rigetto dell’impugnazione, della dichiarazione di improcedibilità o di inammissibilità della stessa.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.