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Timestamp: 2019-03-19 21:51:33+00:00
Document Index: 26536555

Matched Legal Cases: ['art.7', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 22', 'art. 1129', 'art. 26']

Guida alla denuncia Inail ex Ispesl per l'impianto termico | Teknoring
Guida alla denuncia Inail ex Ispesl per l’impianto termico
Passo dopo passo, un guida per compilare la pratica Inail secondo la Circolare del 28 febbraio 2011 e la nuova raccolta R- edizione 2009
a cura dell’Ing. Sara Nobili – Servizio di Assistenza Tecnica Logical Soft
Il Titolo II del Decreto Ministeriale 1° dicembre 1975 stabilisce quali sono i requisiti di sicurezza che i generatori di calore per impianti di riscaldamento ad acqua calda sotto pressione, con temperatura non superiore a quella di ebollizione a pressione atmosferica, devono soddisfare per la prevenzione degli infortuni.
In particolare l’articolo 18 prevede che, per i generatori soggetti alle disposizioni del decreto, deve essere presentata una denuncia all’Associazione nazionale per il controllo della combustione (Inail) nei seguenti casi:
– nuova installazione;
– modifiche interessanti ai dispositivi di sicurezza e di protezione dei generatori;
– sostituzione o modifica del generatore/i esistenti con un aumento della potenzialità nominale o una variazione della pressione di targa;
La pratica di denuncia dell’impianto deve essere preparata dall’installatore e deve attenersi al formato e ai contenuti previsti dalla Circolare Inail 28 febbraio 2011. Di seguito analizziamo:
– i documenti di cui si compone la pratica di denuncia di suddetti impianti, analizzandone i contenuti minimi e gli eventuali dettagli aggiuntivi.
– Il dimensionamento di alcuni dispositivi di sicurezza, espansione, protezione e controllo per i generatori ad acqua calda con circuito a vaso chiuso o aperto, in conformità alla nuova raccolta R- edizione 2009.
Tutte le simulazioni sono effettuate attraverso il software Termolog EpiX 7 di Logical Soft, che permette di compilare la documentazione di progetto che accompagna la denuncia degli impianti di riscaldamento centralizzati di potenza globale superiore ai 35 kW, in conformità al D.M. 1° dicembre 1975 e alla Circolare Inail 28 febbraio 2011, e di controllare anche che valvola di sicurezza, vaso di espansione e valvola di scarico termico rispettino le verifiche previste nella Raccolta R – edizione 2009, riassumendo i calcoli e i controlli svolti in relazione tecnica.
I compiti dell’Inail in materia di impianti termici
L’Ispesl, acronimo di Istituto Superiore per la Prevenzione E la Sicurezza del Lavoro, era un ente di diritto pubblico del settore della ricerca sottoposto alla vigilanza del Ministero della Salute; l’art.7 del D.L. n.78 del 31 maggio 2010 ha soppresso l’Ispesl, trasferendo le relative funzioni all’Inail.
Nell’art. 16 del Titolo II del D.M. 1° dicembre 1975 si afferma che:
“I generatori di calore alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso per impianti centrali di riscaldamento utilizzanti acqua calda sotto pressione con temperatura dell’acqua non superiore alla temperatura di ebollizione alla pressione atmosferica, con esclusione di quelli destinati ad impianti con potenzialità globale dei focolai non superiore a 30.000 kcal/h e di quelli ricadenti nelle ipotesi previste, per i generatori di vapore, all’art. 3 del regio decreto 12 maggio 1927, n. 824, devono essere realizzati dal costruttore ed installati in modo che ne sia assicurata la stabilità nelle condizioni di massima pressione di esercizio alla quale sono destinati a funzionare”.
Si fa quindi riferimento ad impianti termici con potenzialità maggiore di 35 kW che devono rispettare specifici requisiti di sicurezza e nel successivo art. 18, sempre in riferimento a questo gruppo di impianti, viene indicato chiaramente in quali casi è necessario presentare la denuncia dell’impianto all’Inail:
– nuova installazione di impianto;
– sostituzione o modifica del generatore che comportino un aumento della potenzialità nominale o una variazione della pressione di targa rispetto a quelle esistenti prima del cambiamento effettuato.
Qualora si rientri in uno dei casi precedenti, prima che venga iniziata la costruzione o la modifica dell’impianto, deve essere presentata una denuncia all’Inail a cura dell’installatore. Inoltre, unitamente alla denuncia, l’installatore deve presentare il progetto firmato da un ingegnere o altro tecnico abilitato a norma delle disposizioni in vigore.
L’Inail provvederà quindi all’esame della rispondenza del progetto alle norme vigenti, comunicandone l’esito al richiedente e provvedendo all’omologazione dell’impianto.
Nell’art. 22 del Titolo II del D.M. 1° dicembre 1975 si indica inoltre che ogni cinque anni, solo gli impianti centralizzati installati in edifici condominiali per i quali esista, a norma dell’art. 1129 del codice civile, l’obbligatorietà della nomina dell’amministratore oppure aventi potenzialità globale dei focolai superiore a 116 kW (100.000 kcal/h), devono essere sottoposti da parte dell’Inail (ex-Ispesl) ad una verifica dello stato di efficienza dei dispositivi di sicurezza, di protezione e di controllo.
I contenuti della pratica di denuncia dell’impianto sono stati stabiliti dalla Circolare Inail A00-09/00 01448/2011 in particolare devono essere presenti:
a. denuncia redatta su apposito modello RD
b. relazione tecnica redatta sugli appositi modelli RR, RR/gen (uno per ogni generatore) e RR/circuiti (uno per ogni circuito intercettabile)
c. dati complementari alla relazione tecnica elencati al punto 3 della Circolare
d. schema idraulico dell’impianto
Esempio di compilazione dei moduli ai precedenti punti a), b), c), attraverso Termolog EpiX 7
La Raccolta R – Edizione 2009 e il dimensionamento dei dispositivi dell’impianto
Nell’art. 26 del Titolo III del D.M. 1° dicembre 1975 si afferma che:
“L’associazione nazionale per il controllo della combustione emana, su conforme parere del proprio consiglio tecnico, le specificazioni tecniche applicative del presente decreto”.
Dal 1° marzo 2011 le specifiche tecniche in questione sono rappresentate dalla Raccolta R-Edizione 2009, introdotta con la Circolare Inail n.1 IN/2010 del 14-12-2010.
– fascicolo R.1: di carattere generale definisce i campi di applicazione, la terminologia di riferimento e le tipologie dei generatori di calore.
– fascicolo R.2: è relativo ai dispositivi di sicurezza di protezione e di controllo negli impianti termici.
– gli altri fascicoli analizzano le caratteristiche degli impianti, le verifiche a cui sono soggetti e le specifiche tecniche per i limitatori di pressioni e di temperature.
Nei paragrafi seguenti verranno illustrate nel dettaglio le verifiche che la Raccolta R prevede siano eseguite sui vari dispositivi che possono essere presenti in un impianto termico.
Nel capitolo R.1.B della Raccolta R i dispositivi di sicurezza sono definiti come “dispositivi automatici destinati ad impedire che siano superati i valori limiti prefissati di pressione e temperatura dell’acqua”.
– Valvola di sicurezza
a. 20% della pressione di taratura;
b. 0,1 bar R.2.A – par.2.2.9
b. 0,5 bar R.2.A – par.2.2.10
P: potenza termica nominale del generatore espressa in kW R.3.B – par.2.2.
Il diametro della minima sezione trasversale netta dell’entrata della valvola deve essere non inferiore a 15 mm R.3.B par.2.2
Quale diametro del raccordo di uscita va inteso il diametro interno minimo sull’uscita della valvola a monte dell’eventuale filettatura interna oppure il diametro interno dell’eventuale tubo di scarico montato in sede di prova di qualifica della valvola R.3.B – par.2.7
– Valvola di scarico termico
La valvola di scarico termico scarica una quantità di fluido tale da impedire che sia superata la temperatura di sicurezza prefissata. Le valvole di scarico termico sono dotate di azione positiva, cioè entrano in azione anche in caso di avaria dell’elemento sensibile.
Nel caso di reintegro totale dalla rete idrica, con esclusione dell’impiego dell’autoclave, la portata da scaricare si assume:
La pressione massima di esercizio del vaso deve essere non inferiore alla pressione di taratura della valvola di sicurezza aumentata della sovrappressione caratteristica della valvola stessa, e tenuto conto dell’eventuale dislivello tra vaso e valvola R.3.B – par.3.1
Il volume del vaso di espansione chiuso deve essere dimensionato in relazione al volume di espansione dell’acqua dell’impianto R.3.B – par.4.1
P2: pressione assoluta di taratura della valvola di sicurezza, in bar, diminuita di una quantità corrispondente al dislivello di quota esistente tra vaso di espansione e valvola di sicurezza, se quest’ultima è posta più in basso ovvero aumentata se posta più in alto;
VA: volume totale dell’impianto, in litri;
tm: temperatura massima ammissibile in °C riferita all’intervento dei dispositivi di sicurezza. R.3.B – par.4.2
Il vaso di espansione deve aver capacità utile (intendendosi per tale il volume compreso tra il livello dell’acqua a impianto inattivo e il livello dell’acqua in corrispondenza alla generatrice inferiore dell’orifizio di troppo pieno) non inferiore al volume di espansione VE.
Il contenuto dell’acqua dell’impianto deve risultare dal progetto R.3.A – par.2.1
tm: temperatura massima ammissibile in °C riferita all’intervento dei dispositivi di sicurezza R.3.A – par.2.9
“Il generatore di calore, negli impianti a vaso aperto, deve essere collegato ad un tubo di sicurezza e ad un tubo di carico secondo lo schema della Figura 1.Il tubo di carico deve collegare la parte inferiore del generatore con la parte inferiore del vaso d’espansione al fine di consentire il rapido riempimento del generatore con l’acqua proveniente dal vaso. […] Il tubo di sicurezza deve mettere in comunicazione la parte più alta del generatore con l’atmosfera e non presentare contropendenze, salvo il tratto destinato a sboccare nella parte superiore del vaso di espansione”.
Dimensionamento dei dispositivi di sicurezza precedentemente descritti, eseguito con Termolog EpiX 7. Per informazioni, clicca qui.
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