Source: http://consulenzalegislazionealimentare.it/controlli-ufficiali-regolamento-n-625-2017/
Timestamp: 2018-04-20 14:37:02+00:00
Document Index: 103248568

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.1', 'art.146', 'art.167', 'art.1', 'art.34', 'art.37', 'art.163']

Nuove norme per i controlli ufficiali con il reg. UE n.625-2017 • Consulenza Legislazione Alimentare
Nuove norme per i controlli ufficiali con il reg. UE n.625-2017
Si tratta di una norma molto corposa, composta di ben 167 articoli e cinque Allegati altrettanto densi di nozioni e dettagli tecnici, che va a modificare ed abrogare numerosi Regolamenti e Direttive al fine di dare una disciplina uniforme sui controlli e sulle altre attività ufficiali, e consentire la corretta applicazione della normativa correlata. Per altre attività ufficiali devono intendersi, secondo la definizione data dall’art.2, “attività, diverse dai controlli ufficiali, che sono effettuate dalle autorità competenti, o dagli organismi delegati o dalle persone fisiche cui sono state delegate alcune altre attività ufficiali a norma del presente regolamento e della normativa di cui all’articolo 1, paragrafo 2, incluse le attività tese ad accertare la presenza di malattie animali o di organismi nocivi per le piante, a prevenire o contenere la diffusione di tali malattie animali od organismi nocivi per le piante, a eradicare tali malattie animali od organismi nocivi per le piante, a rilasciare autorizzazioni o approvazioni e a rilasciare certificati ufficiali o attestati ufficiali”.
Innanzitutto, l’art.1 ci dice chiaramente che il “Regolamento sui controlli ufficiali” ha ad oggetto:“a) l’esecuzione dei controlli ufficiali e delle altre attività ufficiali effettuate dalle autorità competenti degli Stati membri; b) il finanziamento dei controlli ufficiali;c) l’assistenza amministrativa e la collaborazione tra gli Stati membri ai fini della corretta applicazione delle norme di cui al paragrafo 2;d) l’esecuzione dei controlli da parte della Commissione negli Stati membri e nei paesi terzi;e) l’adozione delle condizioni che devono essere soddisfatte in relazione a animali e merci che entrano nell’Unione da un paese terzo; f) l’istituzione di un sistema informatico per il trattamento delle informazioni e dei dati relativi ai controlli ufficiali”.
Inoltre, l’ambito di applicazione è circoscritto ai controlli ufficiali effettuati nei settori relativi a: “a) gli alimenti e la sicurezza alimentare, l’integrità e la salubrità, in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione di alimenti, comprese le norme volte a garantire pratiche commerciali leali e a tutelare gli interessi e l’informazione dei consumatori, la fabbricazione e l’uso di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con alimenti; b) l’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM) a fini di produzione di alimenti e mangimi; c) i mangimi e la sicurezza dei mangimi in qualsiasi fase della produzione, della trasformazione, della distribuzione e dell’uso di mangimi, comprese le norme volte a garantire pratiche commerciali leali e a tutelare la salute, gli interessi e l’informazione dei consumatori; d) le prescrizioni in materia di salute animale; e) la prevenzione e la riduzione al minimo dei rischi sanitari per l’uomo e per gli animali derivanti da sottoprodotti di origine animale e prodotti derivati; f) le prescrizioni in materia di benessere degli animali; g) le misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante; h) le prescrizioni per l’immissione in commercio e l’uso di prodotti fitosanitari e l’utilizzo sostenibile dei pesticidi, ad eccezione dell’attrezzatura per l’applicazione di pesticidi; i) la produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici; j) l’uso e l’etichettatura delle denominazioni di origine protette, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite”.
I successivi articoli da 4 a 8 riguardano le modalità di designazione delle autorità competenti, disposizioni particolari per il settore biologico, audit, diritto di ricorso, obblighi di riservatezza.
Seguono poi alcune norme sui requisiti generali dei controlli: organi, soggetti, attività, trasparenza, procedure, documentazione, metodi e tecniche (artt.9-15).
Le abrogazioni dei regolamenti (CE) n. 854/2004 e (CE) n. 882/2004, delle direttive 89/608/CEE, 89/662/CEE, 90/425/CEE, 91/496/CEE, 96/23/CE, 96/93/CE e 97/78/CE, nonché della decisione 92/438/CEE hanno tutte effetto a far data dal 14 dicembre 2019 (art.146).
Quando entra in vigore tale Regolamento? Il prossimo 27 aprile.
Quando diviene applicabile? Secondo l’art.167, il Regolamento si applica a decorrere dal 14 dicembre 2019, mentre si applica dal 29 aprile 2022 per le misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante (art.1, par.2, lett.g), per l’oggetto dell’art.34, par.1, 2 e 3[1], per alcune disposizioni sulla designazione dei laboratori ufficiali come l’art.37, par.4, lett.e)[2] e par.5 sui requisiti di accreditamento.
Gli artt.92-101 sui Laboratori e Centri di riferimento si applicano invece a partire dal 28 aprile 2018.
L’art.163 che modifica il Reg. (UE) n. 652/2014 recante disposizioni per la gestione delle spese relative alla filiera alimentare, alla salute e al benessere degli animali, alla sanità delle piante e al materiale riproduttivo vegetale si applica invece dal 28 aprile 2017.
[1] “1. I metodi di campionamento e di analisi, prova e diagnosi di laboratorio utilizzati nel contesto dei controlli ufficiali e delle altre attività ufficiali sono conformi alle norme dell’Unione che stabiliscono tali metodi o ai relativi criteri di efficienza. 2.In assenza di norme dell’Unione di cui al paragrafo 1, e nel contesto di controlli ufficiali e altre attività ufficiali, i laboratori ufficiali applicano uno dei seguenti metodi a seconda della relativa idoneità per le esigenze specifiche di analisi, prova e diagnosi: a) metodi disponibili conformi a pertinenti norme o protocolli riconosciuti internazionalmente, compresi quelli accettati dal comitato europeo di normalizzazione (CEN); o metodi pertinenti sviluppati o raccomandati dai laboratori di riferimento dell’Unione europea e convalidati in base a protocolli scientifici accettati internazionalmente; b) in assenza delle norme o dei protocolli opportuni di cui alla lettera a), metodi conformi alle norme pertinenti definite a livello nazionale o, se tali norme non esistono, metodi pertinenti sviluppati o raccomandati dai laboratori di riferimento dell’Unione europea e convalidati in base a protocolli scientifici accettati internazionalmente; o metodi pertinenti sviluppati e convalidati da studi interlaboratorio o intralaboratorio sulla convalida dei metodi in base a protocolli scientifici accettati internazionalmente. 3.Qualora vi sia urgenza di eseguire analisi, prove o diagnosi di laboratorio e non esista alcuno dei metodi di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo, il pertinente laboratorio nazionale di riferimento oppure, se non esiste un laboratorio nazionale di riferimento, qualsiasi altro laboratorio designato in conformità dell’articolo 37, paragrafo 1, può utilizzare metodi diversi da quelli di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo in attesa della convalida di un metodo appropriato in base a protocolli scientifici accertati internazionalmente”.
[2] Le autorità competenti possono designare un laboratorio che, tra gli altri requisiti, … “e) opera secondo la norma EN ISO/IEC 17025 ed è stato accreditato secondo tale norma da un organismo nazionale di accreditamento operante in conformità del regolamento (CE) n. 765/2008”.