Source: https://temi.camera.it/leg18/provvedimento/agricoltura-e-pesca-nel-decreto-legge-n-18-2020-sostegno-economico-emergenza-covid-19.html
Timestamp: 2020-04-04 06:14:12+00:00
Document Index: 72722961

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 28', 'art. 30', 'art. 32', 'art. 49', 'art. 72', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 105', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1']

Studi Camera - Agricoltura Agricoltura e biodiversità Il settore agricolo e della pesca di fronte all'emergenza COVID-19
Le principali misure contenute nel decreto-legge n.18/2020
Il decreto-legge 18/2020, il cui disegno di legge di conversione è attualmente all'esame del Senato (AS 1766) riconosce per il settore agricolo e della pesca:
la possibilità da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano di concedere il trattamento di integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e, comunque per un periodo non superiore a nove settimane, per i lavoratori del settore agricolo - il cui trattamento è equiparato a lavoro ai fini del calcolo delle prestazioni di disoccupazione agricola - e della pesca. Possono beneficiare del trattamento anche gli operatori del terzo settore, quindi i socio lavoratori subordinati delle cooperative sociali di tipo B o misto e quelli delle imprese sociali che operano nell'ambito dell'agricoltura sociale (art. 22)
Spetta alle Regioni attivare lo strumento. E' necessario un accordo con le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente più rappresentative a livello nazione. Al momento risultano aver sottoscritto l'accordo la Basilicata e l'Umbria. Le regioni dovranno poi disporre ciascuna un proprio provvedimento da trasmettere all'INPS entro 48 ore dall'emanazione. Il decreto interministeriale del 24 marzo 2020 ha ripartito tra regioni e province autonome di Trento e Bolzano lo stanziamento disposto dall'articolo 22, pari a 3.293.200,00 euro.
la possibilità per i lavoratori di cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi che svolgono attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli di poter usufruire della cassa integrazione ordinaria per non più di nove settimane (il periodo per la quale può essere richiesta, va dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020);
un'indennità in favore dei lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell'INPS (relative agli artigiani, agli esercenti attività commerciali ed ai coltivatori diretti, mezzadri, coloni e imprenditori agricoli professionali), qualora tali soggetti non siano titolari di pensione, non siano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie per ed abbiano effettuato nel 2019 almeno 50 giornate di agricolo effettivo come dipendente. Sono ammessi a tale misura anche i mezzadri, coloni e coltivatori diretti che sono iscritti alla gestione speciale dell'Assicurazione generale obbligatoria (art. 28);
un'indennità in favore degli operai agricoli a tempo determinato che non siano titolari di pensione e che nel 2019 abbiano svolto almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo (art. 30);
la proroga dal 31 marzo 2020 al 1° giugno 2020 del termine di presentazione delle domande per i trattamenti di disoccupazione agricola, relative agli eventi di disoccupazione verificatisi nell'anno 2019, per gli operai agricoli, a tempo determinato o indeterminato, per i piccoli coloni, i compartecipanti familiari, nonché per i piccoli coltivatori diretti che integrino le giornate di iscrizione negli elenchi dei giornalieri di campagna fino alla concorrenza di 51 giornate annue (art. 32);
la possibilità per ISMEA di concedere gratuitamente garanzie in favore delle imprese agricole e della pesca, utilizzando una dotazione finanziaria di 80 milioni di euro per l'anno 2020 (art. 49).
Vengono, poi, previsti:
la realizzazione di una campagna straordinaria di comunicazione per sostenere le esportazioni italiane e l'internazionalizzazione del sistema economico nazionale nel settore agroalimentare, anche avvalendosi di ICE, ed utilizzando, a tal fine, la dotazione finanziaria dell'istituendo "Fondo per la promozione integrata", pari 150 milioni di euro per il 2020 (art. 72);
la possibilità di aumentare, dal 50 al 70%, la percentuale degli anticipi che le imprese agricole possono richiedere in relazione ai contributi di cui hanno diritto nell'ambito della Politica agricola comune (art. 78, co.1);
l'istituzione di un Fondo di 100 milioni di euro, per il 2020, per la copertura degli interessi su finanziamenti bancari e mutui contratti dalle medesime imprese, nonché per l'arresto temporaneo dell'attività di pesca (art. 78, co.2);
l'incremento di di 50 milioni di euro, per l'anno 2020, la dotazione del Fondo distribuzione derrate alimentari agli indigenti (art. 78, co.3);
l'estensione, con specifico riguardo alle attività agricole, del grado di parentela - dal quarto al sesto grado - entro il quale la prestazione saltuaria svolta dai parenti ed affini può non essere configurata quale rapporto di lavoro autonomo o subordinato (art. 105).
La 9 Commissione Agricoltura del Senato ha espresso sul provvedimento il prescritto parere.
Il DPCM 22 marzo 2020, recante "Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale" (adottato in base all'art. 3 del decreto-legge n. 6 del 2020), ha indicato - tra le altre - tutte quelle attività della filiera agricola che, essendo ritenute essenziali, sono escluse dal blocco della produzione e degli scambi per la generalità delle attività industriali e commerciali in Italia (per quanto concerne le attività commerciali, si veda anche il DPCM 11 marzo 2020, il cui contenuto viene fatto salvo).
Tali disposizioni, inizialmente applicabili sino al 3 aprile, sono state prorogate al 13 aprile 2020 dal DPCM 1° aprile 2020 (emanato in attuazione dell'art. 2 del decreto-legge n. 19 del 2020)
Si segnala che, ai sensi dell'art. 1, comma 1, lettera f) del suddetto decreto 22 marzo 2020, è sempre consentita l'attivita' di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna - tra gli altri - di prodotti agricoli e alimentari.
Si ricorda, inoltre, che il medesimo DPCM ha previsto - all'art. 1, comma 1, lettera a) - che l'elenco delle attività industriali e commerciali che restano consentite, e che sono indicate nell'allegato 1 allo stesso, può essere modificato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze. Ciò è avvenuto con l'adozione del DM 25 marzo 2020.
Premesso quanto sopra, si indicano, di seguito, con i relativi codici ATECO, le attività direttamente collegabili al settore primario che, secondo l'allegato 1 del suddetto DPCM (così come modificato dal DM 25 marzo 2020) possono continuare ad essere esercitate, pur nel rispetto delle generali regole di sicurezza che state adottate per contrastare l'epidemia da COVID-19, a cominciare dalla distanza di sicurezza tra le persone, a tutela dei lavoratori e dei cittadini.
Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali (cod. 01)
Pesca e acquacoltura (cod. 03)
Industrie alimentari (cod. 10)
Industria delle bevande (cod. 11)
Fabbricazione di macchine automatiche per la dosatura, la confezione e per l'imballaggio (cod. 28.29.30)
Commercio all'ingrosso di materie prime agricole e animali vivi (cod. 46.2)
Commercio all'ingrosso di prodotti alimentari, bevande e prodotti del tabacco (cod. 46.3)
Commercio all'ingrosso di macchinari, attrezzature, macchine, accessori, forniture agricole e utensili agricoli, inclusi i trattori (cod. 46.61)
Magazzinaggio e attivita' di supporto ai trasporti (cod. 52)
Attivita' professionali, scientifiche e tecniche (cod. 74)
Servizi veterinari (cod. 75)
Attivita' di imballaggio e confezionamento conto terzi (cod. 82.92).