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Timestamp: 2017-12-13 07:13:14+00:00
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Occupazione appropriativa. Prescrizione del danno. Decorrenza (dies a quo) – (Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 2 luglio – 31 agosto 2015, n. 17336). – Noi Radiomobile™
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Occupazione appropriativa. Prescrizione del danno. Decorrenza (dies a quo) – (Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 2 luglio – 31 agosto 2015, n. 17336).
Il dies a quo del termine di prescrizione del danno (da illecito istantaneo con effetti permanenti) comincia a decorrere non dalla data dell’irreversibile trasformazione del suolo per la realizzazione dell’opera pubblica, ma dal momento in cui l’azione dell’Amministrazione venga o possa essere avvertita dal proprietario come danno ingiusto e irreversibile. Inoltre, la prova del relativo dato deve essere fornita dall’Amministrazione stessa.
Con sentenza del 20/12/1995-51111996, il Tribunale di Patti condannò il Comune di Oliveri al risarcimento del danno da occupazione appropriativa subito dalla Società Azimut a r.l. per la perdita di proprietà della porzione del suo fondo, irreversibilmente trasformata a strada pubblica ed a parcheggio.
4. Peraltro, come già rilevato da questa Corte con la precedente sentenza n. 15949 del 2005, sulla qualificazione della domanda in termini di occupazione appropriativa (piuttosto che usurpativa) si e formato il giudicato, avendo in tal senso statuito il Tribunale senza che sul punto fosse stato proposto appello, ragion per cui e stato demandato al giudice del rinvio l’accertamento sulla decorrenza della prescrizione: la questione dell’intervenuta acquisizione a titolo originario del bene, già di proprietà del ricorrente, in capo al Comune (logicamente incompatibile con l’invocata acquisizione sanante) per effetto dell’occupazione e della manipolazione del bene stesso non può, in conclusione, esser più posta in discussione, considerazione che rende inapplicabile nella specie il diverso principio, affermato dalle SU di questa Corte con la citata sentenza 735 del 2015, che, in ossequio alla giurisprudenza dalla Corte EDU secondo cui l’espropriazione deve sempre avvenire in “buona e debita forma”, ha messo al bando l’istituto dell’occupazione acquisitiva come titolo di acquisto della proprietà in capo all’Amministrazione (considerandolo alla stegua di un illecito permanente di diritto comune).
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