Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2921-codice-civile-evizione
Timestamp: 2018-10-18 01:53:04+00:00
Document Index: 18566669

Matched Legal Cases: ['art. 2921', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2921', 'art. 2921', 'art. 2913', 'art. 2921']

Art. 2921 codice civile: Evizione
L’acquirente della cosa espropriata, se ne subisce l’evizione, può ripetere il prezzo non ancora distribuito, dedotte le spese, e, se la distribuzione è già avvenuta, può ripeterne da ciascun creditore la parte che ha riscossa e dal debitore l’eventuale residuo, salva la responsabilità del creditore procedente per i danni e per le spese (1).
Evizione: perdita totale o parziale della cosa a causa di pretese avanzate da terzi sulla cosa stessa: è un fatto che si manifesta successivamente alla conclusione del contratto, pur essendo ad essa preesistente, e che determina la mancata attuazione dell’effetto traslativo dell’atto di acquisto del bene.
(1) La responsabilità del creditore procedente (che sussiste tutte le volte in cui egli sia in colpa benché non in mala fede), per l’evizione subita dall’acquirente si giustifica per il fatto che l’ordinamento gli attribuisce un potere di scelta circa i beni del debitore su cui soddisfare il proprio credito, chiamandolo a rispondere delle conseguenze quando assoggetti ad esecuzione beni che non appartengono al debitore. Si vuole, altresì, evitare ogni ingiustificato arricchimento del creditore e del debitore a danno del terzo acquirente.
Corte appello Bari sez. III 09 gennaio 2012 n. 11
In tema di espropriazione forzata, la dichiarazione di nullità del decreto di trasferimento dell'immobile pignorato, in accoglimento dell'opposizione agli atti esecutivi, facendo venir meno il trasferimento coattivo, e quindi la causa del prezzo pagato dall'aggiudicatario, consente a quest'ultimo, in applicazione del principio codificato dall'art. 2921, comma 1, c.c. per l'ipotesi di evizione, l'esercizio dell'azione di ripetizione, la quale, nel caso in cui la nullità sia dichiarata a seguito della cassazione della sentenza di merito che abbia rigettato l'opposizione, può essere proposta anche nel giudizio di rinvio, ove il processo esecutivo sia ormai chiuso, nei confronti del creditore procedente per la somma riscossa e del debitore per il residuo eventualmente attribuitogli, non essendovi alcuna ragione per onerare l'aggiudicatario dell'instaurazione di un autonomo processo di cognizione, avuto riguardo al suo incolpevole affidamento sull'intangibilità della vendita giudiziale ed alla consapevolezza da parte del creditore e del debitore che il denaro pagato non è più giustificato dallo scambio con il bene.
Cassazione civile sez. III 09 giugno 2010 n. 13824
Al giudice di rinvio possono essere richiesti i provvedimenti restitutori e riparatori conseguenti alla cassazione della sentenza di merito e, conseguentemente, se è caducato il diritto di acquisto di un bene colui che ne è stato privato deve essere reintegrato nell'esborso patrimoniale. In particolare, dichiarata dalla Suprema Corte in sede di rescissione della sentenza di rigetto dell'opposizione agli atti esecutivi, successivi alla distribuzione del prezzo pagato dagli aggiudicatari, la nullità del trasferimento coattivo, viene meno la causa del prezzo pagato dagli aggiudicatari ed è quindi ammissibile la loro azione di ripetizione - in applicazione del principio di cui all'art. 2921, comma 1, c.c. - anche in sede di rinvio, essendo oramai chiuso il processo esecutivo, nei confronti delle medesime parti del giudizio di opposizione agli atti esecutivi e cioè del creditore procedente per la somma dallo stesso riscossa e dei debitori per il residuo loro attribuito. Anche nella fattispecie, infatti, al creditore è stata corrisposta una somma a cui non aveva più diritto essendo venuta meno la vendita del bene del debitore, sicché il patrimonio depauperato è solo quello degli aggiudicatari.
Tribunale Bari sez. II 12 ottobre 2006 n. 2561
Qualora l'aggiudicatario lamenti la mancata corrispondenza quantitativa dell'immobile aggiudicato alle indicazioni contenute negli atti della procedura esecutiva e l'esistenza di un contratto di locazione ultranovennale opponibile non risultante dagli stessi atti, non può trovare applicazione l'art. 2921 c.c. che riguarda espressamente ed esclusivamente le ipotesi di evizione totale o parziale del bene, mentre l'interessato potrà far valere le proprie ragioni in una sede diversa da quella esecutiva.
Tribunale Roma sez. IV 20 marzo 2006
In sede di esecuzione immobiliare, l'acquirente di un suolo già oggetto di illegittima occupazione appropriativa, da parte della p.a., si trova nella posizione sostanziale dell'acquirente "a non domino", non potendo nè pretendere di subentrare all'esecutato nel suo diritto (personale) al risarcimento del danno per l'espropriazione sostanziale nè invocare l'inopponibilità (ex art. 2913, 2919 c.c.), nei suoi confronti, della pregressa vicenda ablatoria; per cui non gli resta che ripetere il prezzo pagato, ai sensi e nei termini di cui al successivo art. 2921 c.c.