Source: http://www2.immigrazione.regione.toscana.it/?q=norma&doc=/db/nir/DbPaesi/dpcm/_dpcm-08-02-2000.xml&datafine=20190918
Timestamp: 2019-10-21 13:32:44+00:00
Document Index: 181558473

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 35', 'art. 23', 'art. 35']

urn:nir:presidente.consiglio.ministri:decreto:2000-02-08;nir-1
Visto il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, emanato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 , e successive modificazioni;
Visto, in particolare, l' art. 3, comma 4 , relativo alla definizione annuale delle quote massime di stranieri da ammettere nel territorio dello Stato, per lavoro subordinato - anche per esigenze di carattere stagionale - e per lavoro autonomo, tenuto conto dei ricongiungimenti familiari e delle misure di protezione temporanea eventualmente disposte a norma dell' art. 20 del suddetto decreto legislativo ;
Visto il relativo regolamento di attuazione adottato con decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 ;
Visto il documento programmatico relativo alla politica dell'immigrazione e degli stranieri nel territorio dello Stato, a norma dell' art. 3 della legge 6 marzo 1998, n. 40 , emanato con decreto del Presidente della Repubblica 5 agosto 1998 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 settembre 1998;
Vista la propria direttiva in data 4 agosto 1999 , pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 6 settembre 1999;
1. Nell'ambito della quota massima di cui all' articolo 1 e' consentito l'ingresso in Italia, per lavoro subordinato e autonomo di 30.000 lavoratori cosi' ripartiti:
a) 28.000 lavoratori per lavoro subordinato a tempo indeterminato, determinato e a carattere stagionale, chiamati ed autorizzati nominativamente e provenienti da qualsiasi Paese non comunitario con esclusione dei Paesi di cui all' articolo 3 ;
b) 2.000 lavoratori per lavoro autonomo anche per lo svolgimento di attivita' professionali, provenienti da qualsiasi Paese non comunitario con esclusione dei Paesi di cui all' articolo 3 .
1. Nell'ambito della quota massima di cui all' articolo 1 , tenuto conto della cooperazione in materia migratoria, e' consentito l'ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato o autonomo o per l'inserimento nel mercato del lavoro ad una quota di:
- 6.000 cittadini albanesi;
- 3.000 cittadini marocchini;
- 6.000 cittadini di altri Paesi, non appartenenti all'Unione europea che sottoscrivano specifiche intese di cooperazione in materia migratoria.
1. Nell'ambito della quota massima di cui all' articolo 1 e conformemente alle modalita' individuate dal regolamento di attuazione del testo unico 25 luglio 1998, n. 286 , e' consentito l'ingresso fino ad un numero massimo di 15.000 persone, provenienti da qualsiasi Paese extracomunitario, ai sensi dell' art. 23, commi 1 , 2 e 3 del predetto testo unico.
2. Ove le domanda presentate ai sensi del comma precedente entro sessanta giorni dalla pubblicazione del presente decreto ed accolte, ai sensi dell' art. 35, comma 2, del regolamento di attuazione , nei successivi sessanta giorni, non siano sufficienti a coprire per intero la predetta quota di 15.000 unita', per la residua parte, possono essere rilasciati i permessi di soggiorno ai sensi dell' art. 23, comma 4 , del predetto testo unico.
3. Nei casi di cui al comma 2 , in fase di prima applicazione e in conformita' all' art. 35 del regolamento di attuazione , i visti di ingresso possono essere rilasciati ai lavoratori stranieri, residenti all'estero, iscritti nelle liste presso le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane dei Paesi con i quali siano state concluse le intese previste dall' articolo 21 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero.
1. Qualora, trascorsi centoquaranta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, si verifichino significativi residui delle quote di cui ai precedenti articoli 2 , 3 e 4 , con direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, d'intesa con i Ministri interessati e ferma restando la quota massima di cui all' articolo 1 del presente decreto, si provvedera', sulla base dell'andamento delle effettive richieste, a rideterminare le ripartizioni numeriche stabilite.
Il Presidente: D'Alema, Presidente del Consiglio dei Ministri