Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2010&numero=254
Timestamp: 2020-02-21 12:12:32+00:00
Document Index: 136173316

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 117', 'art. 10', 'art. 117', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 65', 'art. 9', 'art. 88', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 65', 'art. 65', 'art. 9', 'art. 65', 'art. 9', 'art. 81', 'art. 54', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 65']

Sentenza 254/2010 (ECLI:IT:COST:2010:254)
Udienza Pubblica del 25/05/2010; Decisione del 07/07/2010
Norme impugnate: Artt. 9 e 15 della legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia 11/08/2009, n. 16.
Massime: 34842 34843 34844 34845 34846
Atti decisi: ric. 96/2009
Massima n. 34842 Massima successiva
Edilizia e urbanistica - Calamità pubbliche e protezione civile - Norme della Regione Friuli-Venezia Giulia - Disposizioni per le costruzioni nei centri storici in zona sismica - Classificazione del territorio regionale ai fini della prevenzione dei rischi sismici - Ricorso del Governo - Eccepita inammissibilità della questione per contemporanea e, dunque, contraddittoria evocazione a parametro di disposizioni statutarie e di norme del Titolo V, Parte II, della Costituzione, destinate alle Regioni ordinarie - Reiezione.
Va rigettata l'eccezione di inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 9 e 15 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 11 agosto 2009, n. 16, sul rilievo che nel ricorso sarebbero invocate contemporaneamente le norme dello statuto speciale e le norme del Titolo V della parte seconda della Costituzione, senza spiegare perché le norme del Titolo V, destinate alle Regioni ordinarie, dovrebbero applicarsi ad una Regione a statuto speciale. Ed invero, dalla motivazione del ricorso è agevolmente comprensibile che il ricorrente lamenta, in primo luogo, la violazione della competenza legislativa attribuita alla Regione dallo statuto speciale, e, in via gradata, fa riferimento alla disposizione costituzionale di cui all'art. 117, terzo comma, in un caso, e a quella di cui all'art. 117, secondo comma, lettera s), nell'altro, per l'ipotesi in cui si ritenga applicabile detto parametro costituzionale alla luce dell'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Non vi è, quindi, da parte del ricorrente, alcuna contraddizione nel citare, nel suo ricorso, sia la specifica disposizione statutaria sia, in via subordinata, le disposizioni contenute nell'art. 117, comma secondo, lettera s), e terzo comma, Cost.
legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia 11/08/2009 n. 16 art. 9
legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia 11/08/2009 n. 16 art. 15
statuto regione Friuli Venezia Giulia art. 5 punto 22
decreto legislativo 03/04/2006 n. false art. 65 co. 6
Massima n. 34843 Massima successiva Massima precedente
Edilizia e urbanistica - Calamità pubbliche e protezione civile - Norme della Regione Friuli-Venezia Giulia - Disposizioni per le costruzioni in zona sismica nei centri storici - Classificazione del territorio regionale ai fini della prevenzione dei rischi sismici - Ricorso del Governo - Ritenuta violazione degli artt. 114 e 117, primo comma, Cost. - Genericità delle censure - Inammissibilità delle questioni.
È inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 9 e 15 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 11 agosto 2009, n. 16, per dedotta violazione degli artt. 114 e 117, primo comma, Cost., dato che il ricorrente non svolge, in proposito, alcuna argomentazione, limitandosi ad una generica invocazione di detti parametri.
Massima n. 34844 Massima successiva Massima precedente
Edilizia e urbanistica - Calamità pubbliche e protezione civile - Norme della Regione Friuli-Venezia Giulia - Disposizioni per le costruzioni in zona sismica nei centri storici - Previsione che la Regione possa concedere deroghe all'osservanza delle norme tecniche per la salvaguardia delle caratteristiche ambientali - Violazione di norma statale espressione di principio fondamentale della materia, di competenza legislativa concorrente, "opere di prevenzione e soccorso per calamità naturali" - Illegittimità costituzionale.
È costituzionalmente illegittimo l'art. 9 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 11 agosto 2009, n. 16, il quale autorizza «la Regione, su richiesta dei soggetti interessati o, nel caso di competenza della Regione, su iniziativa della struttura regionale competente in materia», «a concedere deroghe all'osservanza» delle norme tecniche per le costruzioni nelle zone sismiche «nel caso in cui sussistano ragioni determinate dall'esigenza di salvaguardare le caratteristiche ambientali dei centri storici che impediscano, anche parzialmente, il rispetto» di tali norme. La deroga «è disposta dalla Giunta regionale sulla base dell'istruttoria della struttura regionale competente in materia, sentita la struttura regionale competente in materia di tutela dei beni paesaggistici». Invero, la disposizione denunciata si pone in contrasto con la norma statale di principio (art. 88 del d.P.R. n. 380 del 2001) della materia, di competenza legislativa concorrente, "opera di prevenzione e soccorso per CALAMITA' NATURALI" - alla cui osservanza la Regione è tenuta ai sensi dell'art. 5, primo comma, numero 22, dello statuto speciale - che affida al Ministro per le infrastrutture ed i trasporti, previo parere favorevole del Consiglio superiore dei lavori pubblici, la possibilità di concedere deroghe all'osservanza delle norme tecniche per le costruzioni nelle zone sismiche.
Massima n. 34845 Massima successiva Massima precedente
Edilizia e urbanistica - Calamità pubbliche e protezione civile - Norme della Regione Friuli-Venezia Giulia - Classificazione del territorio regionale ai fini della prevenzione dei rischi sismici - Attribuzione al Comune della potestà di individuare le aree sicure e quelle pericolose ai fini edificatori o infrastrutturali - Ricorso del Governo - Eccezione di inammissibilità della questione per omessa indicazione delle norme statali asseritamente violate - Reiezione.
Va rigettata l'eccezione di inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 15 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 11 agosto 2009, n. 16 per omessa indicazione delle norme statali asseritamente violate, in quanto il ricorso richiama esattamente la disposizione - l'art. 65 del d.lgs. n. 152 del 2006 - che disciplina il valore, la finalità ed i contenuti del piano di bacino, e che attribuisce ad esso la competenza di individuare i diversi gradi di pericolosità, sotto il profilo della difesa del suolo, degli ambiti territoriali, a nulla rilevando che il ricorso medesimo si soffermi, specificamente, sui commi 4, 5 e 6 di tale disposizione.
decreto legislativo 03/04/2006 n. false art. 65
Massima n. 34846 Massima precedente
Edilizia e urbanistica - Calamità pubbliche e protezione civile - Norme della Regione Friuli-Venezia Giulia - Classificazione del territorio regionale ai fini della prevenzione dei rischi sismici - Attribuzione al Comune della potestà di individuare le aree sicure e quelle pericolose ai fini edificatori o infrastrutturali - Violazione della normativa statale, espressione della competenza esclusiva statale nella materia "tutela dell'ambiente", che rimette alla pianificazione di bacino la competenza ad individuare dette aree - Illegittimità costituzionale.
È costituzionalmente illegittimo l'art. 9 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 11 agosto 2009, n. 15. La norma impugnata, dopo avere stabilito che «il quadro conoscitivo del territorio regionale viene delineato mediante la classificazione del territorio in ambiti caratterizzati da un diverso grado di pericolosità sotto il profilo "geologico, idraulico e valanghivo", ai fini della previsione e della prevenzione dei relativi rischi», affida al Comune il compito di definire tali ambiti territoriali e di suddividerli in aree sicure e pericolose ai fini edificatori o infrastrutturali. Si tratta di una disposizione che ha ad oggetto la descrizione dello stato della stabilità del suolo e dell'equilibrio idrogeologico di taluni territori, con particolare riguardo ai rischi "geologici, idraulici e valanghivi", rientrando, così, nella materia esclusiva statale della tutela dell'ambiente e non tra le competenze attribuite alla Regione Friuli-Venezia Giulia dallo statuto speciale di autonomia e che, dunque, si pone in contrasto con l'art. 65 del d.lgs. n. 152 del 2006, il quale rimette alla pianificazione di bacino l'individuazione di dette aree.
In senso analogo, v. citate sentenze n. 378/2007, n. 104/2008 e n. 12/2009.
1.- Con ricorso notificato il 19-22 ottobre 2009 e depositato in cancelleria il 22 ottobre 2009, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato gli artt. 9 e 15 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 11 agosto 2009, n. 16 (Norme per la costruzione in zona sismica e per la tutela del territorio), pubblicata nel Bollettino Ufficiale n. 33 del 19 agosto 2009, denunciandone il contrasto con gli artt. 114, 117, primo comma, secondo comma, lettera s), e terzo comma, della Costituzione e con gli artt. 4 e 5 della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia).
2.1.- Nel merito, la questione di legittimità costituzionale avente ad oggetto l’art. 9 della legge regionale n. 16 del 2009 sarebbe infondata. Poiché le costruzioni in zona sismica afferiscono all’urbanistica (come risulta non solo dall’evidenza dell’oggetto della disciplina – che è, appunto, l’attività edilizia di costruzione – ma anche dalla tradizione legislativa consolidata: art. 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 e art. 54, comma 1, lettera c, del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112), nel caso in questione non sarebbe pertinente l’invocazione dei principi fondamentali in materia di protezione civile, ma bisognerebbe semmai dimostrare il superamento dei limiti della potestà legislativa primaria in materia di urbanistica.
3.- In prossimità dell’udienza, l’Avvocatura generale dello Stato ha depositato una memoria illustrativa.
2.- Preliminarmente, deve essere esaminata l’eccezione di inammissibilità sollevata dalla difesa della Regione, sul rilievo che nel ricorso sarebbero invocate contemporaneamente le norme dello statuto speciale e le norme del Titolo V della parte seconda della Costituzione, senza spiegare perché le norme del Titolo V, destinate alle Regioni ordinarie, dovrebbero applicarsi ad una Regione a statuto speciale.
2.1.- L’eccezione non è fondata.
3.- E’, invece, fondata l’ulteriore eccezione di inammissibilità sollevata dalla difesa della Regione con riferimento alla dedotta violazione degli artt. 114 e 117, primo comma, Cost., dato che il ricorrente non svolge alcuna argomentazione, limitandosi ad una generica invocazione di detti parametri.
4.- La questione avente ad oggetto l’art. 9 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia è fondata.
5.- Circa la questione avente ad oggetto l’art. 15 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 16 del 2009, va innanzitutto rigettata l’eccezione di inammissibilità sollevata dalla difesa della Regione, perché – contrariamente a quanto sostenuto da quest’ultima – il ricorso richiama esattamente la disposizione – l’art. 65 del d.lgs. n. 152 del 2006 – che disciplina il valore, la finalità ed i contenuti del piano di bacino, e che attribuisce ad esso la competenza di individuare i diversi gradi di pericolosità, sotto il profilo della difesa del suolo, degli ambiti territoriali, a nulla rilevando che il ricorso medesimo si soffermi, specificamente, sui commi 4, 5 e 6 di tale disposizione.