Source: http://www.yleniaegliamicispeciali.org/index.php?option=com_content&view=article&id=145:mozione-del-coordinamento-disabili-isee-no-grazie&catid=15&Itemid=123
Timestamp: 2020-07-11 07:10:07+00:00
Document Index: 146675932

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.5', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sei qui: Home Progetti conclusi MOZIONE DEL COORDINAMENTO DISABILI ISEE NO GRAZIE
Che secondo l’art. 3 della Costituzione ‘è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana’;
Che l'art.5 della legge 214/2011 di conversione del decreto-legge 201/2011, pertanto, appare sospetto d’illegittimità costituzionale per violazione dell’art. 10, primo comma, Cost., in relazione agli artt. 2, 3, 4, 35 e 38 Cost., in quanto si pone in contrasto con “i principi di diritto internazionale generalmente riconosciute a favore dei disabili”.
Che è stato depositato presso il Tribunale Amministrativo del Lazio da associazioni di categoria dei disabili, da persone con disabilità e loro famiglie, rappresentati dal Coordinamento disabili NO ISEE GRAZIE, un ricorso collettivo volto ad impugnare il D.P.C.M. di riforma ISEE;
Che il Governo deve procedere alla definizione della nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), che il cittadino dovrà presentare per avere una dichiarazione che indichi il suo Isee;
Che, a seguire, gli enti che disciplinano l’erogazione delle prestazioni sociali agevolate devono emanare gli atti, anche normativi, necessari all’erogazione delle nuove prestazioni, in conformità con le disposizioni del nuovo decreto; e quindi dovranno fissare le nuove soglie di accesso alle prestazioni sociali;
Che i parametri del nuovo Isee determinano un ampliamento della base reddituale e patrimoniale;
Che per le persone con grave disabilità e gli anziani ultrasessantacinquenni non autosufficienti, la contribuzione dei costi, rispetto alla fruizione dei servizi domicialiari, diurni o residenziali, deve avvenire sulla base del solo ISEE personale e non familiare;
Che esistono in Italia esempi di amministrazioni, che hanno previsto che i disabili gravi e non autosufficienti siano esentati dalla presentazione dell’Isee per l’accesso alle prestazioni;
i nuclei familiari con persone con disabilità anziché essere agevolati vengono invece ingiustamente discriminati con l'ulteriore illegittima conseguenza di concentrare sulla famiglia un obbligo di solidarietà che la Costituzione, all'art. 2 e all'art. 38, pone in capo all'intera collettività;
La Corte Costituzionale insegna che il legislatore nella individuazione delle misure necessarie a tutela dei diritti delle persone disabili gode di un potere discrezionale, il quale però non ha carattere assoluto ma trova un limite nel “[…] rispetto di un nucleo indefettibile di garanzie per gli interessati” (sentenza n. 251 del 2008 che richiama sentenza n. 226 del 2000);
i limiti dettati dagli enti erogatori debbano essere rivisti verso l’alto per non comportare un ingiusta esclusione dall’erogazione per chi fino ad ora ne ha avuto diritto;
Si chiede al Consiglio Comunale e al Sindaco di Roma Capitale
di farsi portavoce presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e presso il Ministro del lavoro per apportare le necessarie correzioni al dPCM n. 159 del 2013, secondo quanto censurato;
comunque di adottare provvedimenti in merito alle prestazioni sociali agevolate di competenza comunale il cui accesso è subordinato alla presentazione dell’Isee, così come riformulato dal Governo;
di determinare adeguate soglie di accesso alle prestazioni sociali agevolate rivolte alle persone con disabilità grave e non autosufficienti, affinché esse possano continuare ad usufruire di quei servizi che sono essenziali per la loro sopravvivenza e la loro dignità di vita;
di coinvolgere in questa iniziativa anche le Amministrazioni Locali limitrofe al fine di garantire l’accesso alle prestazioni sociali agevolate rivolte alle persone con disabilità grave e non autosufficienti ivi residenti.