Source: http://www.paoloalfano.it/2011/04/05/crocifisso-nei-tribunali-e-liberta-di-culto/
Timestamp: 2018-11-20 05:55:58+00:00
Document Index: 79731583

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art. 59', 'art. 28', 'art. 3', 'art. 185', 'art. 111', 'art. 19', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 43', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 629', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 477']

Crocifisso nei tribunali e libertà di culto | Studio Legale Avv. Paolo Alfano
Crocifisso nei tribunali e libertà di culto
Cass. civ. Sez. Unite, Sent., 14-03-2011, n. 5924
1.4. Sennonchè nel caso in cui una sentenza sia stata impugnata con due successivi ricorsi per cassazione, è ammissibile la proposizione del secondo in sostituzione del primo, purchè l’improcedibilità o l’inammissibilità di quest’ultimo non sia stata ancora dichiarata, restando escluso che la mera notificazione del primo ricorso comporti, “ex se”, la consumazione del potere d’impugnazione (Cass. Sez. 3^, 03/03/2009, n. 5053). Ne consegue che nella fattispecie questa Corte deve passare ad esaminare il ricorso proposto dai difensori del ricorrente e tempestivamente notificato il 6 ottobre 2010. 2. Per ragioni di ordine logico-processuale va esaminato, anzitutto, il motivo quattordicesimo, con il quale il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 916 del 1958, art. 59, commi 9 ed 11, R.D. n. 511 del 1946, art. 28, art. 3 c.p., e art. 185 c.p.p., e art. 111 Cost..
4.5. Con il quinto motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione degli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 Cost. relativi alla laicità dello Stato. La violazione e falsa applicazione dell’art. 19 Cost., e della L. n. 848 del 1955, art. 9, (sul diritto di libertà religiosa) del D.Lgs. n. 216 del 2003, art. 2, della L. n. 654 del 1975, art. 3, del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 43, della L. n. 302 del 1997, artt. 1, 4, 5, 6, 7 ed 8, e della L. n. 101 del 1989, art. 2, (diritto di eguaglianza e di non discriminazione). Violazione e falsa applicazione dell’art. 2 Cost., ed artt. 1, 9, 13 e 17 Convenzione dei diritti dell’uomo, degli artt. 52 e 54 c.p., artt. 2044, 2045 e 1460 c.c.. Violazione e falsa applicazione dell’art. 629 c.p..
La richiamata sentenza della cassazione penale n. 4273/2000, statuisce che “costituisce giustificato motivo di rifiuto dell’ufficio di presidente, scrutatore o segretario di seggio elettorale – ove non sia stato l’agente a domandare di essere ad esso designato – la manifestazione della libertà di coscienza, il cui esercizio determini un conflitto tra la personale adesione al principio supremo di laicità dello Stato e l’adempimento dell’incarico a causa dell’organizzazione elettorale in relazione alla presenza nella dotazione obbligatoria di arredi destinati a seggi elettorali, pur se casualmente non di quello di specifica destinazione, del crocifisso o di altre immagini religiose”. 9.2. Per quanto la Sezione non abbia preso espressa posizione nei confronti della sentenza penale n. 4273/2000 (ma a tanto non era tenuta in quanto essa costituiva solo un precedente in fattispecie apparentemente analoga, e peraltro difforme da Cass. Pen. sez. 3^, 13.10.1998 n. 10, contro lo stesso imputato e per fatto identico), va osservato che essa ha esaminato il fondo del problema, comune alle due fattispecie, ed ha ritenuto che “la possibilità per il dr. T. di tenere tranquillamente udienza, in condizioni di piena legittimazione anche sociale, in un’aula priva di simboli religiosi rompe qualsiasi nesso tra l’esercizio in concreto delle funzioni e la violazione del suo fondamentale diritto di libertà religiosa (o di libertà di religione) asseritamente derivante dalla presenza, altrove, di un crocefisso”. 10. Tale passaggio argomentativo della sentenza impugnata non presenta vizi di natura giuridico-logica.
Su tali fatti la Sezione ha ritenuto di esprimere una valutazione diversa da quella del ricorrente, ma essa, non presentando vizi di omissione, contraddittorietà o insufficienza di motivazione, non è censurabile in questa sede di sindacato della sola legittimità. 17. Con il dodicesimo motivo il ricorrente lamenta la nullità della sentenza per violazione dell’art. 477 c.p. 1930 (artt. 522 e 178 c.p. 1989) e artt. 24 e 111 Cost., e degli artt. 6 e 13 della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, ratificata con L. n. 848 del 1955, nonchè il vizio motivazionale dell’impugnata sentenza.
Questo articolo è stato pubblicato in Giurisprudenza civile e taggato come giurisprudenza civile il 5 aprile 2011 da Paolo Alfano
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