Source: http://www.comellini.it/K1.htm
Timestamp: 2019-06-17 05:35:21+00:00
Document Index: 168690312

Matched Legal Cases: ['art. 471', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1336', 'art. 1326', 'art. 1327', 'art. 6', 'sentenza ']

Comprare scarpe su eBay e venire condannati per ricettazione
Come comprare scarpe su eBay
e … venire condannati per Ricettazione
Intendi comprare su eBay delle scarpe Nike non originali (o, per meglio dire, contraffatte)?
Occhio!! C’è chi l’ha fatto (acquistando 15 paia di scarpe Nike contraffatte da un venditore malese) e si è beccato una condanna per il reato di Ricettazione (nonchè per il reato di “Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi”, di cui all'art. 471, codice penale. Reato, quest’ultimo, in seguito dichiarato prescritto).
Con la recente sentenza n. 48017 /2016 la Corte di Cassazione (2^ sezione penale; Presidente: Piercamillo Davigo; Relatore: Peppino Rago) ha confermato la sentenza di condanna, pronunciata dal giudice di merito (anche sulla scorta della pacifica contraffazione e del valore irrisorio di acquisto, tali da far ritenere l’imputato consapevole della contraffazione) e ha ribadito il consolidato principio giurisprudenziale secondo il quale “il delitto di ricettazione si consuma, nella ipotesi di acquisto, al momento dell’accordo fra cedente ed acquirente sulla cosa proveniente da delitto”, mentre la consegna della cosa appartiene alla fase dell’adempimento di un contratto già perfezionato ed efficace.
Per la Corte, l’inserzione sul sito eBay del venditore malese “va qualificata come un’offerta al pubblico ex art. 1336 cod. civ. in quanto … diretta ad un pubblico indifferenziato”; offerta che “conteneva gli estremi essenziali del contratto ai quali il consumatore, ove avesse voluto aderire, non poteva fare altro che accettare: in questo schema contrattuale, il proponente va considerato il venditore estero (cittadino della Malesia), mentre l’imputato va ritenuto il contraente accettante.”.
In tale caso, secondo l’art. 1326 cod. civ., “il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta … ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte …”.
“Nella fattispecie in esame … la prestazione, da parte del venditore, doveva eseguirsi senza una preventiva risposta stante la natura dell’affare …: infatti, non appena l’imputato pagò il prezzo stabilito nella proposta di vendita, il venditore, senza altre formalità provvide a spedire la merce in Italia.” (merce, le 15 paia di scarpe, va precisato a titolo di cronaca, che venne sottoposta a sequestro presso la Dogana di Malpensa.
Si rende, pertanto applicabile, prosegue la Suprema Corte, l’art. 1327 cod. civ. a norma del quale “qualora … la prestazione debba eseguirsi senza una preventiva risposta, il contratto è concluso nel tempo e nel luogo in cui ha avuto inizio l’esecuzione, vale a dire nel momento in cui il venditore consegnò la merce al vettore ossia in Malesia.”
Tuttavia, se il contratto, secondo le norme civilistiche, fu concluso in Malesia la stessa conclusione non è applicabile riguardo il luogo di commissione del reato (locus commissi delicti) di ricettazione.
Infatti, secondo consolidata giurisprudenza, “deve ritenersi commesso nel territorio dello Stato, anche se in parte avvenuto all’estero, il reato la cui condotta, anche omissiva, sia stata commessa anche in minima parte nello Stato …”.
“Di conseguenza, essendo pacifico che l’imputato inviò l’ordine di acquisto dal territorio italiano, il reato di ricettazione deve ritenersi commesso nel territorio dello Stato proprio perché una parte dell’azione (Ordinativo della Merce) … fu commessa in Italia.”.
La Cassazione, pertanto, conclude pronunciando il seguente principio di diritto: “in caso di ricettazione di merce contraffatta, il cui contratto si sia concluso – secondo le norme civilistiche – in un paese estero, il reato, tuttavia, deve ritenersi commesso, ai sensi dell’art. 6, 2° comma, cod, pen., nel territorio dello Stato, se ivi è stata commessa una parte dell’azione (nella specie, l’ordinativo della merce) … “.
(Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 13 ottobre 2016 – 14 novembre 2016, n. 48017)