Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n-41-del-13032006.html
Timestamp: 2016-12-06 08:23:39+00:00
Document Index: 4308101

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 49', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 22', 'art. 29', 'art. 1655', 'art. 29', 'art. 12', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 36', 'art. 59', 'art. 38', 'art. 36', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 9', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 1292', 'art. 44', 'art. 45', 'art. 44', 'art. 45', 'art. 46', 'art.\n9', 'art. 4', 'art. 46', 'art. 4', 'art. 60', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 32', 'art. 53', 'art. 58', 'art. 19', 'art. 14', 'art. 58', 'art. 2', 'art. 80', 'art. 59', 'art. 2', 'art. 80', 'art. 2', 'art. 61', 'art. 2', 'art. 50', 'art. 2222', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 70', 'art. 70', 'art. 1', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 70', 'art.\n230', 'art.\n70', 'art. 72', 'art. 42', 'art. 36']

Circolare INPS n. 41 del 13.03.2006
e successive modificazioni. Effetti sulle prestazioni a sostegno del reddito
nelle nuove forme di rapporto di lavoro
SOMMARIO: Implicazioni in ordine alle prestazioni
a sostegno del reddito nelle diverse figure di lavoro introdotte dalla c. d.
I. CONTRATTI DI LAVORO SUBORDINATO
II. CONTRATTI DI LAVORO AUTONOMO
10/9/2003, n. 276, come
modificato dal Decreto Legislativo 6/10/2004, n. 251, recante lattuazione delle deleghe
in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14/2/2003 n. 30, ha previsto lintroduzione di nuove
forme di contratto di lavoro e una diversa disciplina di alcune già esistenti.
Nel rimandare, per quanto riguarda la descrizione delle
singole tipologie contrattuali, alla circolare n. 18 del 1/2/2005, contenente le
istruzioni di carattere generale relativamente alle prestazioni pensionistiche,
si forniscono chiarimenti circa le implicazioni che detta normativa produce in
merito alle diverse prestazioni a sostegno del reddito in ciascuna forma di
1 - SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO (artt. 20-28)
Il contratto di somministrazione è il contratto
tramite il quale viene regolata la fornitura di prestatori di lavoro dallimpresa
di somministrazione allimpresa utilizzatrice per il soddisfacimento di
esigenze di questultima come individuate dai commi 3 e 4 dellart. 20, d.lgs n. 276/2003,
rispettivamente per la somministrazione a tempo indeterminato e a tempo
Ai sensi e per gli effetti di cui allart. 49 della
legge 9/3/1989, n. 88, il somministratore è inquadrato nel settore terziario.
Nel settore agricolo e in caso di somministrazione di lavoratori domestici
trovano applicazione i criteri erogativi, gli oneri previdenziali e
assistenziali previsti dai relativi settori (cfr. art. 25, comma 4, d.lgs n.
276/2003).
Il somministratore è tenuto al versamento dei
contributi previdenziali e al pagamento del lavoratore del trattamento economico
dovuto. Lutilizzatore, in caso di inadempimento del somministratore, risponde
in solido con questi sia in relazione al pagamento dei contributi previdenziali
sia con riferimento al pagamento del trattamento economico dovuto (cfr. artt. 21, comma 1, lett. h) e k) e
23, comma 3, d.lgs. n.
Sulla indennità di disponibilità, dovuta al
lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato per i periodi in cui il
lavoratore è in attesa di assegnazione (cfr. articolo 22, comma 3, d.lgs. n.
276/2003) i contributi sono versati per il loro effettivo ammontare, anche in
deroga alla vigente normativa in materia di minimale contributivo (cfr. art. 25,comma 1, d.lgs. n.
1-1 TRATTAMENTI DI FAMIGLIA
Con riferimento allassegno
per il nucleo familiare, al lavoratore spetta lassegno per il nucleo
familiare in applicazione delle disposizioni vigenti per i lavoratori
Compete al somministratore versare i contributi
previdenziali di cui risponde in solido con lutilizzatore e pagare la
prestazione in esame (art. 23,
comma 3), tuttavia, per quanto riguarda la corresponsione dellassegno per il
nucleo familiare ai lavoratori agricoli e domestici resta ferma la competenza
dellIstituto al pagamento diretto della prestazione (cfr. art. 25, comma 4 sopra
richiamato).
Il prestatore di lavoro assunto a tempo indeterminato
che ha diritto alla indennità mensile di disponibilità, non ha peraltro titolo
allassegno per il nucleo familiare in assenza di effettiva prestazione
lavorativa, in linea con quanto avviene per la generalità dei lavoratori
dipendenti, ai quali lassegno spetta, in via generale, in presenza di
effettiva prestazione lavorativa, ovvero per le situazioni disciplinate dalla
legge (malattia, maternità, ferie, disoccupazione indennizzata, ecc.).
1-2 INDENNITA DI MATERNITA, DI
MALATTIA E TBC.
Dallinquadramento del
somministratore nel settore terziario, salva lipotesi di somministrazione di
lavoratori agricoli ovvero per lipotesi di somministrazione di lavoro
domestico, deriva la determinazione del trattamento previdenziale spettante al
lavoratore. La tipologia era stata a suo tempo disciplinata come lavoro
interinale. Peraltro, le istruzioni a suo tempo fornite per tale fattispecie
lavorativa devono essere adeguate allinquadramento normativo generale
indicato dal Decreto legislativo in oggetto con particolare riguardo ai profili
previdenziali relativi alla indennità di disponibilità come disciplinata per i
lavoratori intermittenti. Con riferimento al parametro su cui calcolare le
indennità in esame si veda, di seguito, il punto 4.2, lett. A) per i lavori
intermittenti con obbligo di disponibilità.
1-3 INDENNITA ORDINARIA DI
I lavoratori avviati al
lavoro tramite un somministratore sono soggetti allobbligo assicurativo
contro la disoccupazione involontaria; quindi, nel caso di cessazione
involontaria del rapporto di lavoro, ai somministrati può essere riconosciuto
il diritto - secondo la norma vigente - allindennità ordinaria di
disoccupazione con requisiti normali (art. 19, legge n. 636/1939) e con
requisiti ridotti (art. 7, comma 3, legge n. 160/1988).
Allinterno del contratto di lavoro stipulato tra il
somministratore ed il somministrato può realizzarsi la cosiddetta indennità
di disponibilità, che è soggetta alla contribuzione generale obbligatoria,
ma è esclusa dal computo di ogni istituto di legge o di contratto collettivo
(art. 22, comma 3).
Nellistruttoria delle domande di indennità
ordinaria di disoccupazione con requisiti normali il periodo temporale
interessato dallindennità di disponibilità deve essere considerato utile ai
fini della ricerca del requisito contributivo.
La sospensione dellattività lavorativa, in costanza
di rapporto di lavoro, sia o meno retribuita (indennità di disponibilità), non
è indennizzabile con prestazioni di disoccupazione.
1-4 INDENNITA DI MOBILITA E
TRATTAMENTI SPECIALI EDILI
Lazienda di
somministrazione è inquadrata nel settore del terziario; da ciò consegue che,
anche nel caso in cui il somministrato presti attività lavorativa presso unimpresa
dellindustria o delledilizia, lo stesso non ha diritto né allindennità
di mobilità né ai trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia.
1-5 INTEGRAZIONI SALARIALI
Per tutta la durata della
somministrazione i lavoratori svolgono la propria attività nellinteresse
nonché sotto la direzione e il controllo dellutilizzatore. Tuttavia, il
datore di lavoro formale è il somministratore che deve provvedere direttamente
allerogazione ai lavoratori del trattamento economico e al versamento dei
contributi previdenziali ed assistenziali. Tali agenzie di somministrazione non
rientrano tra le aziende destinatarie delle integrazioni salariali.
2 - APPALTO (art. 29)
prevede e disciplina il contratto dappalto stipulato e regolamentato ai
sensi dellart. 1655 del Codice Civile distinguendolo dalla somministrazione
di lavoro in presenza di specifici elementi. Le disposizioni che seguono si
riferiscono ai lavoratori dipendenti dellappaltatore con riferimento ai quali
 con particolare riguardo alla valutazione dei presupposti relativi ai
trattamenti di mobilità, disoccupazione speciale e integrazione salariale 
non rileva, ovviamente, la situazione della impresa committente dellappalto a
cui i lavoratori siano eventualmente addetti.
2-1 TRATTAMENTI DI FAMIGLIA
Salvo diverse previsioni dei
contratti collettivi nazionali di lavoro, in caso di appalto di opere o di
servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido
con lappaltatore, entro il limite di un anno dalla cessazione dellappalto,
a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi ed a versare i
contributi previdenziali dovuti (art. 29, comma 2). Tale
disposizione non trova applicazione qualora il committente sia una persona
fisica che non esercita attività di impresa o professionale.
Nulla è innovato in materia di assegno per il nucleo
familiare; pertanto, configurandosi, per i dipendenti, un rapporto di lavoro
subordinato, in favore di tali lavoratori si applica la disciplina di carattere
2-2 INDENNITA DI MATERNITA, DI
MALATTIA E TBC
Non ci sono profili
problematici per quanto concerne le prestazioni di malattia, maternità e tbc.
Si applica la normale disciplina prevista per i lavoratori dipendenti a seconda
della categoria e della qualifica professionale di appartenenza
2-3 INDENNITA DI DISOCCUPAZIONE
Anche il dipendente di un
datore di lavoro che ha stipulato un contratto di appalto ha diritto, come la
generalità dei lavoratori subordinati, allindennità ordinaria di
2-4 INDENNITA DI MOBILITA E
Lindennità di mobilità
può essere riconosciuta anche ai lavoratori subordinati in parola purché gli
stessi siano stati assunti, ai sensi dellarticolo 16, comma 1, della legge 23
luglio 1991, n. 223, con un rapporto di lavoro a carattere continuativo e
comunque non a termine.
Ai lavoratori che svolgono attività nel settore edile
con contratto di appalto può spettare il trattamento speciale di
2-5 INTEGRAZIONI SALARIALI
Le integrazioni salariali
possono essere riconosciute anche per i dipendenti dellappaltatore. La
situazione dellimpresa committente appare indirettamente rilevante, con
specifico riferimento al trattamento di integrazione salariale, intervento
straordinario, nellipotesi in cui il contratto di appalto sia stipulato con
un impresa artigiana secondo quanto previsto dallart. 12 della legge n.
223/1991.
3 - DISTACCO (art. 30)
Listituto del distacco si
configura quando un datore di lavoro, per soddisfare un proprio interesse, pone
temporaneamente a disposizione di un altro soggetto lattività di uno o più
lavoratori per eseguire un determinato lavoro.
3-1 TRATTAMENTI DI FAMIGLIA
Per tale tipologia di
rapporto di lavoro, nulla è innovato in materia di assegno per il nucleo
familiare: continua pertanto ad applicarsi la disciplina di carattere generale.
La prestazione viene erogata dal datore di lavoro
distaccante il quale, secondo quanto chiarito dal Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali con circolare n. 3
del 15/1/2004, rimane obbligato a corrispondere il trattamento economico e
3-2 INDENNITA DI MATERNITA, DI
Per quanto concerne le
prestazioni di malattia, maternità e tbc, si ricorda che il lavoratore
distaccato rimane a tutti gli effetti dipendente dallazienda di origine.
3-3 INDENNITA DI DISOCCUPAZIONE
Al lavoratore distaccato
continuano ad essere dovuti i trattamenti retributivi e i contributi
previdenziali previsti per il rapporto di lavoro subordinato già in essere al
momento del distacco, e per il quale si continuano ad applicare i principi
generali in materia di disoccupazione. Pertanto nulla è innovato in materia di
indennità ordinaria di disoccupazione.
3-4 INDENNITA DI MOBILITA E
TRATTAMENTI SPECIALI PER LEDILIZIA
Nel caso in cui il datore di
lavoro distaccante ricorra ad una procedura di mobilità, e inserisca anche il
nominativo del lavoratore distaccato questi, in presenza degli specifici
requisiti di legge, ha diritto allindennità di mobilità, ferma restando la
revoca del distacco da parte del datore di lavoro distaccante e il rientro del
lavoratore nella organizzazione di questultimo. Il periodo di distacco deve
essere considerato per la ricerca dei requisiti di cui allarticolo 16, comma
1, della legge n. 223/1991 (unanzianità aziendale di almeno dodici mesi, di
cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato).
I lavoratori distaccati da unazienda edile possono
accedere ai trattamenti speciali di disoccupazione alle medesime condizioni
degli altri lavoratori purché il datore di lavoro revochi il distacco e il
lavoratore rientri nella organizzazione di questultimo.
3-5 INTEGRAZIONI SALARIALI
In caso di distacco il datore
di lavoro (distaccante) rimane responsabile del trattamento economico e
normativo a favore del lavoratore (art. 30, comma 2): nel caso in
cui lazienda presso cui il lavoratore è distaccato usufruisca delle
integrazioni salariali, queste ultime non gli spettano in quanto egli rimane a
tutti gli effetti dipendente dellazienda di origine.
4 - LAVORO INTERMITTENTE (artt. 33-40)
intermittente è il contratto attraverso il quale il lavoratore si pone, a tempo
determinato o indeterminato, a disposizione del datore di lavoro, che ne può
utilizzare la prestazione lavorativa nel rispetto di un periodo minimo di
preavviso. In particolare, dallesame del dettato normativo (art. 36
comma 6) si desume lesistenza di due distinte tipologie contrattuali: luna
caratterizzata dallobbligo contrattuale del lavoratore di rispondere alla
chiamata del datore di lavoro, con diritto alla corresponsione di unindennità
per i periodi di disponibilità obbligatoria; laltra, invece, dallassenza
di un obbligo di disponibilità in capo al lavoratore, con la conseguenza che il
rapporto contrattuale si instaura solo al momento in cui il lavoratore stesso,
esercitando una sua facoltà, risponde alla chiamata del datore di lavoro.
4-1 TRATTAMENTI DI FAMIGLIA
Si applica, ai fini che
interessano, lart. 59 del T.U.A.F. di cui al D.P.R. 30/5/1955, n. 797: lassegno
per il nucleo familiare spetta per i periodi in cui il lavoratore presta
attività lavorativa, mentre per il periodo di disponibilità, per il quale il
lavoratore percepisce unindennità, lassegno non deve essere corrisposto
in assenza di effettiva prestazione lavorativa, in linea con quanto avviene per
la generalità dei lavoratori dipendenti, ai quali lassegno spetta, in via
generale, in presenza di effettiva prestazione lavorativa, ovvero per le
situazioni espressamente disciplinate dalla legge (malattia, maternità, ferie,
4-2 INDENNITA DI MATERNITA, DI
Si tratta di rapporto di
lavoro di carattere subordinato nellambito del quale possono o meno essere
previsti periodi di disponibilità obbligatoria, con corresponsione di una
indennità quale corrispettivo dellobbligo assunto dal lavoratore di mettere
a disposizione del datore di lavoro le proprie energie lavorative.
A) prima tipologia: obbligo contrattuale di risposta alla chiamata del datore di
In merito alle indennità di malattia, maternità e tbc,
nellambito di tale tipologia contrattuale occorre distinguere lipotesi in
cui gli eventi in questione si collochino durante i periodi di effettivo
utilizzo lavorativo dallipotesi in cui si collochino, invece, durante la fase
di obbligatoria disponibilità.
In effetti, anche se lart. 38,
comma 3, sancisce che per tutto il periodo in cui il lavoratore intermittente
resta disponibile a rispondere alla chiamata del datore di lavoro il lavoratore
stesso non è titolare di alcun diritto riconosciuto ai lavoratori subordinati,
tuttavia, poiché ai sensi dellart. 36, comma 2, le somme
corrisposte a titolo di indennità di disponibilità sono soggette a
contribuzione obbligatoria sia ai fini dellIVS che ai fini delle prestazioni
di malattia e maternità, è da ritenere che debba essere assicurata anche in
tali periodi la tutela della malattia, della maternità e della tbc (per tale
prestazione, ovviamente, in presenza del pregresso requisito contributivo
previsto di un anno).
Dal diverso trattamento corrisposto al lavoratore nel
periodo di effettivo lavoro e nel periodo di disponibilità deriva lapplicazione
di un diverso parametro retributivo a seconda che le giornate di evento cadano
nel periodo di prevista attività lavorativa ovvero di disponibilità; si
prende, cioè, come riferimento, rispettivamente, la retribuzione giornaliera
percepita durante il periodo di effettivo utilizzo lavorativo immediatamente
antecedente allinsorgenza dellevento ovvero lindennità di
disponibilità spettante secondo il contratto[1].
Lart. 38, comma 2, prevede
espressamente un riproporzionamento del trattamento previdenziale in ragione
della prestazione lavorativa effettivamente eseguita. Il riproporzionamento è
realizzato utilizzando, per gli eventi di malattia, di maternità e tbc, un
diverso parametro retributivo a seconda che le giornate di evento cadano nel
periodo di prevista attività lavorativa ovvero di disponibilità; si prende,
cioè, come riferimento, rispettivamente, la retribuzione giornaliera percepita
durante il periodo di effettivo utilizzo lavorativo immediatamente antecedente
allinsorgenza dellevento ovvero lindennità di disponibilità spettante
secondo il contratto[2].
In merito al congedo parentale valgono le indicazioni
precisate nel paragrafo relativo al part-time verticale, con lavvertenza che
le istruzioni ivi contenute relativamente alle pause contrattuali sono
riferibili alla condizione di disponibilità.
Anche per quanto riguarda la indennità di tbc, valgono
le indicazioni (salvo il riferimento alla retribuzione annua nel caso di
indennità, per i primi 180 giorni, pari a quella di malattia) precisate nel
paragrafo relativo al part-time verticale.
Nei casi in cui il contratto sia stipulato a tempo
determinato, si ricorda che le prestazioni di malattia possono essere
corrisposte, fermo quanto precede a proposito della retribuzione da prendere a
riferimento, entro i limiti previsti per tale tipologia di lavoro, tra i quali,
ovviamente, lerogabilità non oltre la data di prevista scadenza del
B) seconda tipologia: mera facoltà di risposta alla chiamata del datore di
Lindividuazione della disciplina previdenziale
applicabile a tale tipologia contrattuale non può prescindere dal preventivo
inquadramento giuridico della fattispecie in oggetto.
Il vincolo contrattuale per il lavoratore sembra
sorgere solo al momento della risposta (facoltativa) alla chiamata del datore di
lavoro. La risposta suddetta ha, quindi, efficacia costitutiva del rapporto
contrattuale: fino a quel momento non vi è alcun obbligo di disponibilità in
capo al lavoratore, cui pertanto non spetta né lindennità di
disponibilità, né alcun diritto alle prestazioni di malattia e maternità. I
rapporti contrattuali in tal modo di volta in volta instaurati devono
considerarsi come rapporti a tempo determinato, con conseguente applicazione dei
relativi limiti di indennizzabilità ordinariamente previsti per le prestazioni
di malattia (il diritto allindennità si estingue al momento della cessazione
dellattività lavorativa).
Il riproporzionamento (vedi lettera A) di cui alla
previsione dellart. 38,
comma 2, non può realizzarsi con la metodologia di cui alla tipologia
precedente proprio per la mancanza di un obbligo contrattuale di disponibilità:
la retribuzione complessivamente percepita quale corrispettivo dellattività
svolta nel corso dellanno (ultimi 12 mesi) va divisa per il numero delle
giornate indennizzabili in via ipotetica (360, per impiegati; 312, per operai),
computando nella retribuzione anche le indennità di trasferta e i ratei di
mensilità aggiuntive secondo gli stessi criteri illustrati per il contratto di
lavoro a tempo parziale (paragrafo 6).
Lindennità per il congedo di maternità è
corrisposta per tutta la durata dellevento, purché ovviamente lo stesso
abbia inizio durante la fase di svolgimento dellattività, ovvero entro 60
giorni dallultimo lavorato.
Per il congedo parentale valgono le indicazioni
precisate nel paragrafo relativo al part-time verticale (paragrafo 6): vanno
pertanto indennizzate nella misura del 30% della retribuzione (senza
riproporzionamenti) che la/il lavoratrice/tore percepirebbe qualora non si
astenesse e conteggiate come congedo parentale soltanto le giornate di previsto
svolgimento dellattività (comprese le festività cadenti nei periodi di
congedo parentale richiesti).
Per quanto riguarda la indennità di tbc, valgono le
indicazioni precisate nel paragrafo relativo al part-time verticale (paragrafo
4-3 INDENNITA DI DISOCCUPAZIONE
Considerato che il lavoratore
con contratto di lavoro intermittente è a disposizione del datore di lavoro, il
quale può usufruire della sua prestazione lavorativa, si deduce che i
lavoratori intermittenti possono accedere alle prestazioni di disoccupazione
alla stessa stregua dei lavoratori somministrati; gli stessi principi del lavoro
somministrato valgono per l'indennità di disponibilità.
Lindennità di disoccupazione, quindi, potrà essere
riconosciuta soltanto a seguito di cessazione del rapporto di lavoro.
4-4 INDENNITA DI MOBILITA E
Data la natura del rapporto
di lavoro che viene stipulato nel caso di lavoro intermittente si ritiene che ai
lavoratori interessati non spetti lindennità di mobilità in caso di
Ai lavoratori edili che si trovino in tale situazione
possono essere riconosciuti i trattamenti speciali di disoccupazione.
4-5 INTEGRAZIONI SALARIALI
servono ad integrare o sostituire una perdita di retribuzione effettiva,
pertanto bisogna distinguere due ipotesi:
1) il lavoratore ha risposto alla chiamata
prima del verificarsi della causa per cui sono state richieste le integrazioni
salariali: essendo iniziato un rapporto di lavoro a tempo determinato (v. punto
4-2 lett. B), la retribuzione persa in conseguenza della riduzione o sospensione
del lavoro può essere integrata.
2) la causa di riduzione o sospensione dellattività
lavorativa si verifica prima che il lavoratore venga chiamato o risponda ad una
chiamata: non esiste in questo caso una retribuzione persa da integrare.
5 - LAVORO RIPARTITO (artt. 41- 45)
ripartito è uno speciale contratto di lavoro mediante il quale due lavoratori
assumono in solido ladempimento di ununica ed identica obbligazione
lavorativa. Fermo restando il vincolo di solidarietà, e fatta salva una diversa
intesa tra le parti contraenti, ogni lavoratore resta personalmente e
direttamente responsabile delladempimento dellintera obbligazione
5-1 TRATTAMENTI DI FAMIGLIA
Si applica, ai fini che qui
interessa, la normativa sul part-time che, espressamente richiamata prevede la
corresponsione dellassegno per il nucleo familiare in misura intera se il
lavoratore effettua almeno ventiquattro ore di lavoro settimanali; in caso
contrario, spettano gli assegni per ogni giorno di lavoro effettivo (art. 9,
comma 2, del D. Lgs. n. 61/2000). Ne
consegue che tutti i lavoratori coobbligati hanno diritto allassegno per il
Pertanto, a fronte di un unico contributo versato dal
datore di lavoro, vengono corrisposte tante prestazioni quanti sono i lavoratori
coobbligati e gli eventuali terzi che li sostituiscono, previo consenso del
datore di lavoro, nel caso di impossibilità di uno o di entrambi, fermo
restando il soddisfacimento dei requisiti previsti dalla normativa generale in
materia di assegno per il nucleo familiare e avendo riguardo alla situazione
familiare e reddituale del nucleo di ciascun lavoratore.
5-2 INDENNITA DI MATERNITA, DI
Lart. 42, comma 1, dispone che il
contratto, da stipularsi per iscritto, deve indicare la misura percentuale e
la collocazione temporale del lavoro giornaliero, settimanale, mensile o annuale
che si prevede venga svolto da ciascuno dei lavoratori coobbligati. Questi
possono, tuttavia, determinare discrezionalmente ed in qualsiasi momento la
sostituzione tra di loro nonché modificare consensualmente la distribuzione
dellorario di lavoro.
Proprio la norma di cui allart. 42, comma 1 fa ritenere che
lobbligazione assunta dai due lavoratori, pur espressamente qualificata come
solidale dal legislatore, non è pienamente assoggettabile alla disciplina
dettata dallart. 1292 c.c., a tenore del quale lobbligazione è in
solido quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in
modo che ciascuno può essere costretto alladempimento per la totalità e ladempimento
da parte di uno libera gli altri.
Tuttavia la natura dellobbligazione assunta -
solidale in senso stretto o meno - non rileva in modo essenziale ai fini della
tutela della maternità e della malattia. Infatti, anche nei casi in cui il
rischio dellimpossibilità della prestazione lavorativa da parte di uno dei
lavoratori ricade sullaltro coobbligato, al lavoratore in malattia o in
maternità sostituito spetta comunque la relativa indennità sia pure nei modi e
nei limiti previsti dallart. 44, comma 2 e dallart. 45, a tenore del quale i
contitolari del contratto di lavoro ripartito sono assimilati ai lavoratori a
tempo parziale. Secondo la stessa norma il calcolo delle prestazioni e dei
contributi va, tuttavia, effettuato non preventivamente ma mese per mese,
salvo conguaglio a fine anno a seguito delleffettivo svolgimento dellattività
lavorativa.
Pur esistendo un preventivo programma contrattuale, i
due coobbligati possono in qualunque momento modificare consensualmente il
programma medesimo. Infatti, lart. 44, comma 2, prevede
espressamente che il trattamento economico di malattia e maternità
(obbligatoria e facoltativa) sia riproporzionato in ragione dellattività
lavorativa effettivamente eseguita.
In pratica, le prestazioni di malattia e di maternità
e tbc vanno inizialmente calcolate sulla base della retribuzione percepita, a
decorrere dal 1° gennaio dellanno, per il lavoro oggetto del contratto fino
al momento di inizio dellevento, divisa per il numero di giornate lavorative
o retribuibili (30 mensili per gli impiegati, 26 per gli operai o 25 per i
ratei: si veda il punto 6.2 per il part-time) dallinizio del rapporto (non
oltre comunque il 1° gennaio, come detto). Il risultato così ottenuto va
ulteriormente dimensionato sulla base dellimpegno lavorativo in percentuale
attribuibile al lavoratore interessato.
Successivamente, a fine anno, deve procedersi ad un
conguaglio, ricalcolando le prestazioni inizialmente liquidate in base alleffettiva
incidenza percentuale dellattività lavorativa svolta da ciascuno dei due
coobbligati.
Con particolare riguardo al congedo parentale (già
astensione facoltativa), si precisa che il beneficio in questione è fruibile (e
indennizzabile) in relazione alle giornate contrattualmente previste per lo
svolgimento di attività lavorativa dal soggetto richiedente la prestazione.
In merito ai riposi orari (cosiddetti riposi per
allattamento), analogamente a quanto avviene per i congedi parentali, sono
fruibili e computabili a tale titolo soltanto le giornate di effettivo lavoro[3]
secondo quanto previsto dal contratto. Si fa presente, tuttavia, che in tale
ipotesi non è necessario effettuare il conguaglio a fine anno, trattandosi di
prestazione per la quale è prevista unindennità pari alla retribuzione che
il lavoratore dovrebbe percepire qualora non fruisse del beneficio in esame.
Con riferimento alle prestazioni per malattia, si
ricorda che, in caso di rapporto di lavoro a tempo determinato, il diritto allindennità
viene meno al momento della cessazione dellattività lavorativa.
In merito alle prestazioni per tbc, il suddetto
dimensionamento proporzionale allimpegno svolto incontra ovviamente il limite
della misura minima dellindennità, cioè quella fissa, che deve essere
comunque garantita al lavoratore ammalato.
5-3 INDENNITA DI DISOCCUPAZIONE
ripartito deve essere considerato come costituito da due rapporti di lavoro a
tempo parziale. Infatti, larticolo 45 dispone che, ai fini
delle prestazioni previdenziali e assistenziali e delle relative contribuzioni,
i lavoratori contitolari del contratto di lavoro ripartito sono assimilati ai
lavoratori a tempo parziale e, pertanto, agli stessi può essere riconosciuto,
allatto della risoluzione del rapporto di lavoro, il diritto allindennità
ordinaria di disoccupazione.
Per ciò che concerne le giornate di inattività allinterno
di un contratto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale si richiamano le
istruzioni impartite con la circolare n. 198 del 13/7/1995 e con il messaggio n.
253 del 25/3/2003
5-4 INDENNITA DI MOBILITA E
Ai lavoratori che stipulano
contratti di lavoro ripartito può essere riconosciuto il diritto allindennità
di mobilità e ai trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia come
ai lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo parziale.
5-5 INTEGRAZIONI SALARIALI
I lavoratori con contratto di
lavoro ripartito sono assimilati ai lavoratori a tempo parziale (art. 45). Quindi, nel caso di
pagamento delle integrazioni salariali, la prestazione verrà divisa in base
alle disposizioni del contratto di lavoro.
6 - LAVORO A TEMPO PARZIALE (art. 46)
Ai sensi del D. lgs. n. 61/2000, come modificato dallart.
del decreto legislativo in oggetto, per lavoro a tempo parziale si intende il
rapporto di lavoro caratterizzato da un orario di lavoro, fissato dal contratto
individuale, che risulti comunque inferiore rispetto allorario di lavoro a
Il contratto di lavoro a tempo parziale è stipulato in
forma scritta a fini di prova.
6-1 TRATTAMENTI DI FAMIGLIA
Resta inalterata la
disciplina in materia di assegni per il nucleo familiare per i lavoratori
Continua, pertanto, ad applicarsi per tali lavoratori lart.
9, comma 2, del D. Lgs. n. 61/2000,
che prevede la corresponsione dellintera misura settimanale degli assegni per
il nucleo familiare in presenza di una prestazione lavorativa settimanale di
durata almeno di ventiquattro ore. In caso di prestazione inferiore, invece, al
lavoratore spettano tanti assegni giornalieri quante sono le giornate di
prestazione effettiva di lavoro, qualunque sia il numero delle ore prestate
nella giornata.
Per i criteri applicativi si rinvia alle circolari n.
110 del 17/4/1992 e n. 126 del
3/7/2000 già emanate in materia di rapporto di lavoro a tempo parziale.
6-2 INDENNITA DI MATERNITA, DI
Lart. 4 del D. Lgs. 61/2000, non è stato modificato dallart. 46 del D. Lgs. 276/2003 e
pertanto rimane invariato, nella materia in questione, il cd. principio di non
I trattamenti economici, in base alla previsione di cui
al comma 2, lett. b, dellart. 4 del sopra citato D. Lgs. 61/2000, devono essere riproporzionati in ragione della ridotta
entità della prestazione lavorativa, fatto salvo, per la tbc, il limite minimo
dellindennità giornaliera in misura fissa.
Ciò risulta anche previsto, per gli aspetti relativi,
dallart. 60 del D. Lgs.
151/2001 (T. U. sulla maternità).
In proposito si fa presente che la necessità del
riproporzionamento in questione si pone soltanto per i casi di rapporto di
lavoro a tempo parziale di tipo verticale e misto, in quanto, nel part time di
tipo solo orizzontale, il riproporzionamento suddetto è insito nella dinamica
del rapporto medesimo, essendo il trattamento economico previdenziale di per sé
rapportato alleffettiva entità della retribuzione (già ridotta) percepita.
Il riproporzionamento stesso è già attuato, sia pure
con finalità ed effetti opposti, dallart. 23, comma 5, lett. b, del sopra
citato T. U., che prende in considerazione il numero delle ore di lavoro
effettuate nel periodo di paga da assumere a riferimento (mese precedente).
Il riferimento al periodo di paga immediatamente
precedente operato dallart. 23
del T.U. può, però, creare disparità di trattamento, considerato che la
retribuzione, nel mese preso a riferimento, può essere comprensiva (o meno) di
determinati emolumenti legati a particolari modalità di svolgimento dellattività
(lavoro straordinario, festivo, ecc.) specifici del solo mese considerato ed
assumere particolare rilievo con conseguenze di iniquità nella tipologia di
lavoro di cui trattasi.
Sono perciò necessari alcuni accorgimenti correttivi:
deve prendersi a riferimento, anziché la retribuzione media globale del periodo
di paga quadrisettimanale o mensile scaduto e immediatamente precedente allinizio
dellevento di malattia o del periodo indennizzabile per maternità, la
retribuzione prevista per la/il lavoratrice/tore part time nei 12 mesi
precedenti(allinizio dellevento di malattia o del periodo indennizzabile
per maternità), in analogia a quanto previsto nel D. M. 4/4/2002 per i
lavoratori iscritti alla gestione separata di cui alla L. 335/1995.
Si deve quindi ricavare la retribuzione media
giornaliera dividendo la retribuzione prevista nei 12 mesi precedenti (allinizio
dellevento di malattia o del periodo indennizzabile per maternità) per il
numero delle giornate indennizzabili in via convenzionale nellanno [4] (360
per gli impiegati; 312 per gli operai), computando nella retribuzione anche le
indennità di trasferta e i ratei di mensilità aggiuntive. In particolare, per
gli operai, dovrà procedersi ad uno scorporo mediante le seguenti operazioni di
- dividere la retribuzione annua, al netto
dei ratei di mensilità aggiuntive,per 312 [5];
- dividere i ratei di mensilità aggiuntive
per 300 [6] ;
- sommare i due risultati così ottenuti.
Loperazione consente di pervenire, semplificandola,
ai medesimi risultati che si avrebbero calcolando le ore di effettivo lavoro a
cui fa riferimento la norma del predetto comma 5 dellart. 23 del T.U.
In merito allindennizzabilità dei periodi relativi
alla maternità obbligatoria, facoltativa e alla malattia si precisa quanto
Per quanto si riferisce alla riconoscibilità dei
periodi di maternità obbligatoria che perdurino o siano insorti durante le
pause contrattuali, si conferma lorientamento assunto dalla Corte di
Cassazione, richiamato con circ. n. 87 del 13/4/1999, secondo cui, laddove il
congedo di maternità non rientri totalmente nella fase lavorativa, ma cada in
tutto o in parte durante la pausa contrattuale, lindennità è erogabile, con
il riproporzionamento della retribuzione media giornaliera (come sopra
illustrato), per lintero periodo di maternità, compreso quello rientrante
nella pausa lavorativa, sempre che lastensione abbia inizio nel corso della
fase lavorativa ovvero entro 60 gg. dallultimo giorno lavorato (v. art. 24, comma 2, T.U. sulla maternità).
Laddove, invece, lastensione stessa inizi oltre il
sessantesimo giorno dallultimo lavorato - ipotesi riconducibile a quanto
previsto dallart. 24, comma 4,
del sopra citato T.U. in caso di risoluzione del rapporto di lavoro - lindennità
per congedo di maternità spetta, senza riproporzionamento della retribuzione
media giornaliera, per le sole giornate di astensione incluse nei periodi di
prevista ripresa lavorativa, escluse, cioè, quelle comprese nelle pause
Per quanto riguarda, invece,il congedo parentale (già
astensione facoltativa), si ritiene, come già precisato nella sopra citata
circolare, che il diritto a fruire del beneficio di cui allart. 32 del T. U. non possa essere
riconosciuto durante le pause contrattuali, essendo tale diritto esercitabile
nei soli periodi di svolgimento dellattività lavorativa. Vanno pertanto
indennizzate nella misura del 30% della retribuzione (senza riproporzionamenti,
ugualmente a quanto previsto nellipotesi di cui al capoverso precedente) che
la/il lavoratrice/tore percepirebbe qualora non si astenesse e conteggiate come
congedo parentale soltanto le giornate di previsto svolgimento dellattività
(comprese le festività cadenti nei periodi di congedo parentale richiesti) e
non anche le giornate rientranti nelle c.d. pause contrattuali.
Per quanto riguarda le prestazioni economiche di
malattia, si devono seguire, a modifica dei criteri indicati nella circ. n.
82/1993, le seguenti indicazioni.
- Le malattie che iniziano durante una fase
di previsto lavoro sono indennizzabili, entro il limite massimo assistibile, per
lintera durata (cioè anche per le eventuali giornate che si collocano in
periodi in cui non era previsto svolgimento di attività). Lindennità,
calcolata sulla retribuzione media giornaliera come sopra riproporzionata, è
dovuta, nelle percentuali previste, in misura intera.
- Relativamente alle malattie che iniziano
durante un periodo di pausa contrattuale, occorre distinguere fra quelle insorte
entro 60 giorni o 2 mesi dallultimo lavorato e quelle iniziate
successivamente a tale arco di tempo.
a) Nella prima ipotesi (eventi
morbosi che iniziano dopo linizio della pausa, ma entro 60 gg. o 2 mesi dallultimo
lavorato), in conformità a quanto ordinariamente previsto per i lavoratori
disoccupati o sospesi, lindennità, calcolata sulla retribuzione media
giornaliera riproporzionata come sopra, è dovuta, entro il limite massimo
assistibile, in misura ridotta, anche per le eventuali giornate in cui era
previsto lavoro.
b) Nella seconda ipotesi
(eventi morbosi che iniziano dopo 60 giorni o 2 mesi dallultimo lavorato
prima della pausa), lindennità, calcolata sulla retribuzione media
giornaliera riproporzionata, spetta, invece, in misura intera, ma per le sole
giornate di malattia incluse nei periodi di previsto lavoro (sono escluse quindi
quelle comprese nelle pause contrattuali).
- Relativamente alle malattie insorte entro
60 giorni o 2 mesi dallultimo lavorato seguito da cessazione del rapporto di
lavoro a tempo indeterminato, lindennità, calcolata sulla retribuzione media
giornaliera riproporzionata, spetta, in misura ridotta, per tutte le giornate di
malattia successive, entro il limite massimo annuo previsto.
- Nessuna indennità spetta invece
trascorsi 60 giorni o 2 mesi dallultimo lavorato seguito da cessazione del
rapporto di lavoro a tempo indeterminato o dopo lultimo giorno del rapporto a
Per quanto riguarda la tbc, si ricorda in via generale,
che agli assicurati affetti da malattia tubercolare appartenenti alle categorie
aventi diritto spetta, secondo la regola generale, unindennità giornaliera
in misura fissa (determinata annualmente con decreto ministeriale), per tutto il
periodo di ricovero o di cura ambulatoria e fino alla stabilizzazione o
guarigione. Agli assicurati aventi diritto allindennità di malattia spetta
invece, per i primi 180 giorni di assistenza antitubercolare, unindennità
giornaliera pari, nella misura, a quella che spetterebbe in caso di malattia
comune. Lindennità stessa spetta, si ricorda, anche nei giorni di carenza e
festivi. Nel caso in cui lindennità per malattia comune sia inferiore alla
quota fissa deve comunque essere assicurata questultima. Tale indennità
giornaliera è incompatibile con la retribuzione.
Si precisa altresì che il contributo da prendere a
riferimento per il raggiungimento del requisito richiesto (52 contributi nella
vita lavorativa) è quello effettivamente versato (eventualmente ridimensionato
a seguito della contrazione prevista per il part-time). E chiaro che tutti
coloro che hanno raggiunto il requisito contributivo in relazione ad una
attività precedentemente svolta, conservano tale diritto.
Tenuto conto di quanto sopra precisato, in caso di
part-time verticale, ai lavoratori aventi diritto allindennità di malattia lindennità
per tbc va erogata, secondo le regole generali per le prestazioni tbc, nella
misura dellindennità di malattia (se più favorevole alla quota fissa) nei
periodi lavorativi (sempre che non retribuiti) e, in misura fissa, nei periodi
di pausa contrattuale o in quelli successivi alla cessazione del rapporto di
Anche nel caso di part-time orizzontale, se lindennità
di malattia risulta inferiore alla quota fissa sarà erogata questultima.
Lindennità post-sanatoriale, erogabile per i due
anni successivi alla stabilizzazione o guarigione, è compatibile con la
retribuzione e quindi spetta comunque.
Lassegno di cura o di sostentamento (erogato per
bienni rinnovabili dopo la cessazione dellindennità post-sanatoriale) non è
compatibile con la normale retribuzione continuativa ed a tempo pieno ed è
concesso a coloro la cui capacità di guadagno in occupazioni confacenti alle
loro attitudini sia ridotta a meno della metà per effetto o in relazione alla
malattia tubercolare. Poiché la retribuzione nei casi di part time non è
considerata a tempo pieno, lassegno può essere regolarmente erogato
(v. circ. n. 38 del 20/2/1988) non solo nel caso di assenza di retribuzione, ma
anche nel caso in cui gli interessati siano retribuiti con il sistema del
6-3 INDENNITA DI DISOCCUPAZIONE
Nulla è innovato per quanto
riguarda le norme che regolano la gestione del rapporto, dal punto di vista
della prestazione di cui trattasi, che rimangono del tutto simili a quelle di un
Si confermano le disposizioni vigenti in materia di
disoccupazione ordinaria con requisiti normali e requisiti ridotti e le
precedenti istruzioni - circa l'indennizzabilità dei periodi di sospensione dal
lavoro a tempo parziale di tipo verticale - impartite, con la circolare n. 198
del 13/7/1995 e con il messaggio n. 253 del 25/3/2003.
Per ciò che concerne la valutazione ai fini dellindividuazione
del requisito contributivo richiesto per i lavoratori a tempo parziale, si veda
larticolo 9 del decreto legislativo n. 61
del 25/2/2000 e successive modifiche e integrazioni.
6-4 INDENNITA DI MOBILITA E
Ai lavoratori assunti con
contratto di lavoro a tempo parziale spetta, in caso di licenziamento, lindennità
di mobilità e i trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia, con le
stesse caratteristiche del lavoro a tempo pieno. La misura della prestazione
sarà determinata prendendo in considerazione la retribuzione oraria rapportata
allorario di lavoro risultante dal contratto sottoscritto tra le parti.
6-5 INTEGRAZIONI SALARIALI
Non sono da segnalare
innovazioni di sorta riguardanti la normativa delle integrazioni salariali e
pertanto si ritengono tuttora validi ed operanti i principi esposti con circ. n.
93 del 20/4/1984 (punto 6) e circ. n. 155 del 19/5/1994 (punto 4, lettera b) per
quanto riguarda il calcolo delle integrazioni salariali dovute e il riferimento
al tetto massimo, e con circ. n. 179
del 12/12/2002 (punto 2), relativa alla compatibilità delle integrazioni
salariali con attività autonome o subordinate.
7 - APPRENDISTATO (artt. 47-53)
Il decreto legislativo n. 276
del 10 settembre 2003 ha previsto tre tipologie di apprendistato:
a) apprendistato per il diritto-dovere di
b) apprendistato professionalizzante per il
conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e lacquisizione
di competenze tecnico professionali;
c) apprendistato per lacquisizione di un
diploma o per percorsi di alta formazione
7-1 TRATTAMENTI DI FAMIGLIA
Il d.lgs. n. 276 del 2003,
nonostante le innovazioni apportate, non ha influito sulla disciplina
previdenziale del rapporto di lavoro derivante dal contratto di apprendistato.
Agli apprendisti spetta, pertanto, lassegno per il
nucleo familiare, come a tutti i lavoratori dipendenti, in presenza dei
requisiti richiesti dalla vigente normativa.
7-2 INDENNITA DI MATERNITA, DI
Ai sensi del comma 4, art. 53, resta ferma la disciplina
previdenziale ed assistenziale prevista dalla legge n. 25/1955. Si ricorda, in
tal senso, che agli apprendisti non spetta lindennità in caso di malattia.
Spetta invece, secondo la disciplina generale prevista per gli altri lavoratori
dipendenti, lindennità di maternità e per la tbc (in misura fissa).
7-3 INDENNITA DI DISOCCUPAZIONE
Il D. Lgs. n. 276/2003 non ha
apportato modifiche alla disciplina previdenziale per i lavoratori che svolgono
attività con la qualifica di apprendista.
Si conferma pertanto, nei confronti dellapprendista,
lassenza dellobbligo assicurativo alla gestione dellassicurazione
contro la disoccupazione, alla quale consegue lesclusione dal diritto alla
prestazione di disoccupazione.
Va in ogni caso rammentato che le giornate lavorate
restano utili al perfezionamento dei 78 giorni effettivamente lavorati,
necessari per lottenimento dellindennità di disoccupazione ordinaria con
requisiti ridotti.
7-4 INDENNITA DI MOBILITA E
Gli apprendisti, anche
assunti ai sensi del D.Lgs. n. 276/2003, sono esclusi dallapplicazione della
normativa in materia di cassa integrazione guadagni; pertanto ad essi non spetta
lindennità di mobilità.
Va in tal senso ricordato che larticolo 16, comma 1,
della legge n. 223/1991, estende tale beneficio soltanto agli operai, impiegati
e quadri.
Si ricorda inoltre che agli apprendisti non spettano i
trattamenti speciali di disoccupazione per ledilizia in quanto, come
anticipato, essi sono esclusi dallobbligo assicurativo per la disoccupazione.
7-5 INTEGRAZIONI SALARIALI
Gli apprendisti sono esclusi
dalle integrazioni salariali (circ. 5/4/1955, n. 446 GS).
8 - CONTRATTO DI INSERIMENTO (artt.
54-59 bis)
è un contratto di lavoro diretto a realizzare linserimento ovvero il
reinserimento nel mercato del lavoro di specifiche categorie di lavoratori.
Lart. 58 del D. Lgs n. 276 del 2003
chiarisce che, salvo diversa previsione dei contratti collettivi nazionali o
territoriali stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro
comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e dei contratti
collettivi aziendali stipulati dalle rappresentanze sindacali aziendali  si
veda lart. 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni
 ovvero dalle rappresentanze sindacali unitarie, ai contratti di inserimento
si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni di cui al decreto
legislativo 6 settembre 2001, n. 368.
Si ricorda che il contratto di inserimento sostituirà,
esaurito il regime transitorio previsto dallart. 14 del D. Lgs. N. 251/2004, e successivamente chiarito con
Messaggio n. 31319/2004, il contratto di formazione lavoro.
8-1 TRATTAMENTI DI FAMIGLIA
Lassegno per il nucleo
familiare spetta con le modalità e i criteri previsti per la generalità dei
8-2 INDENNITA DI MATERNITA, DI
Al contratto di inserimento
si applica, in quanto compatibile, la disciplina dei contratti a termine secondo
quanto disposto dallart. 58
del D.Lgs. n. 276/2003. Pertanto la tutela previdenziale di maternità, malattia
e tbc è riconosciuta a seconda del settore e della qualifica di appartenenza,
coerentemente con le norme generali previste per i lavoratori assunti a tempo
8-3 INDENNITA DI DISOCCUPAZIONE
In caso di licenziamento
successivo ad un periodo di lavoro svolto con contratto di inserimento lindennità
di disoccupazione spettante a lavoratore sarà calcolata in base ai periodi di
attività lavorativa effettivamente prestata in esecuzione del contratto. Quanto
chiarito, in coerenza con le istruzioni dettate con circolare n. 501 A.G.O. del
5/6/1987.
Sono erogabili, quindi, ai lavoratori assunti con
contratto di inserimento, fatti salvi i requisiti richiesti, le prestazioni di
disoccupazione ordinaria non agricola.
I periodi di effettiva attività lavorativa svolta in
esecuzione di tali contratti devono essere considerati equiparati, ai fini della
maturazione dei requisiti di assicurazione e contribuzione, a periodi coperti da
contribuzione contro la disoccupazione involontaria.
8-4 INDENNITA DI MOBILITA
I lavoratori assunti con
contratto di inserimento sono esclusi da trattamenti di indennità di mobilità,
in coerenza con la disciplina prevista per il lavoro a termine alla quale il
contratto di inserimento si considera assimilato.
Si ricorda tuttavia che lindennità di mobilità
potrà essere riconosciuta ai lavoratori il cui contratto di inserimento sia
successivamente, ed in ogni caso entro latto di inizio della procedura di
mobilità, stato trasformato in contratto a tempo indeterminato.
Anche ai lavoratori edili assunti con contratto di
inserimento può essere riconosciuto il diritto ai trattamenti speciali di
disoccupazione purché gli stessi siano licenziati per una delle motivazioni
stabilite dalle varie leggi e purché facciano valere i requisiti contributivi o
lavorativi previsti.
8-5 INTEGRAZIONI SALARIALI
contratto di inserimento possono essere ammessi al beneficio delle integrazioni
salariali (ordinaria e delledilizia), in coerenza con la disciplina applicata
ai lavoratori precedentemente assunti con contratto di formazione e lavoro (vedi
circ. n. 71 del 27.3.1986).
9 - LAVORO A PROGETTO (artt. 61-69)
Il decreto delegato stabilisce che i rapporti di
collaborazione coordinata e continuativa, prevalentemente personale e senza
vincolo di subordinazione, devono essere riconducibili ad uno o più progetti
specifici o programmi di lavoro o fasi di esso, determinati dal committente e
gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto
del coordinamento con la organizzazione del committente e indipendentemente dal
tempo impiegato per lesecuzione della prestazione.
9-1 TRATTAMENTI DI FAMIGLIA
Poiché il lavoro a progetto
è una modalità di svolgimento delle attività per le quali lart. 2, comma
26 della legge 8/8/1995, n. 335, prevede lobbligo di iscrizione presso lapposita
Gestione separata, è applicabile la medesima disciplina prevista per tali
lavoratori: in particolare, continua a trovare applicazione il D.M. 04/04/2002
che ha fornito i criteri attuativi dellart. 80, comma 12 della Legge 23
dicembre 2000, n. 388. Questultima disposizione, nellinterpretare il comma
16 dellart. 59 della legge 449/97, ha stabilito che lestensione dellassegno
per il nucleo familiare ai soggetti iscritti alla Gestione di cui allart. 2
sopracitato deve avvenire nelle forme e nelle modalità previste per il lavoro
Si applicano, pertanto, per tale categoria di
lavoratori le circolari n. 47 del 1/3/1999, n. 138 del 29/7/2002 , n. 193 del 16/12/2003 e n.
25 del 16/2/06 relative ai lavoratori iscritti
alle Gestione separata.
9-2 INDENNITA DI MATERNITA E DI
Circa la disciplina
previdenziale applicabile ai lavoratori a progetto, resta ferma la normativa
vigente per i collaboratori coordinati e continuativi, sia per la tutela
riguardante la maternità(D.M. del 4/4/2002, in attuazione dellart. 80, comma 12, L. n. 388/2000), sia
per quella riguardante la malattia in caso di degenza ospedaliera (D.M. 12/1/2001, recante Criteri per
la corresponsione dellindennità di malattia in caso di degenza ospedaliera,
agli iscritti alla Gestione separata di cui allart. 2, co. 26, della L. 8
agosto 1995, n. 335).
9-3 INDENNITA DI DISOCCUPAZIONE
Si applica anche per le
prestazioni di disoccupazione la disciplina delle collaborazioni coordinate e
continuative (si veda il Manuale dellindennità ordinaria di
disoccupazione con requisiti normali, inviato con messaggio n. 852 del
13-11-2002, e precisamente il punto 8  Lavoratori esclusi dal beneficio).
Si confermano anche le istruzioni impartite con
messaggio n. 125 del 23/01/2001 per ciò che riguarda lindennità di
La presenza di iscrizione del lavoratore alla Gestione
Separata di cui allarticolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995, non è
ostativa al diritto allindennità di disoccupazione con requisiti ridotti,
fermo restando il principio che le giornate di attività non concorrono a
formare il diritto, la durata e la misura della stessa.
Nel caso di collaborazione coordinata e continuativa
occorre una autocertificazione dellAssicurato e lattestazione del
Committente relativa alla durata del contratto stesso.
Il periodo di collaborazione a progetto, coincidente
con un rapporto di lavoro subordinato, non deve essere preso in considerazione
per il diritto, la misura e la durata dellindennità.
9-4 INTEGRAZIONI SALARIALI
I collaboratori coordinati e
continuativi a progetto, in quanto non subordinati, sono esclusi dalla
normativa delle integrazioni salariali.
10 - LAVORO OCCASIONALE (art. 61, comma
sono quelle che hanno una durata complessiva non superiore a 30 giorni in un
anno solare con lo stesso committente e il cui compenso, nel medesimo anno
solare, non sia superiore a 5000 euro.
Tali prestazioni sono soggette a contribuzione nei
confronti della Gestione Separata di cui allart. 2, comma 26, della legge 8
agosto 1995 n. 335, solo qualora sia configurabile un rapporto di collaborazione
coordinata di cui allart. 50,
comma 1 lettera c-bis, del Testo Unico delle Imposte sul Reddito e non ci si
trovi in presenza di un rapporto di lavoro autonomo di cui allart. 2222 c.c.
(vedi circ. n. 9 del 22.1.05 della Direzione Centrale Entrate Contributive).
Qualora, invece, ci si trovi in presenza di unattività
di lavoro autonomo occasionale, è previsto lobbligo di iscrizione del
lavoratore alla suddetta Gestione, ai sensi dellart. 44, comma 2 della legge
326/2003, solo qualora il reddito annuo derivante da detta attività sia
superiore a 5000 euro.
10-1 TRATTAMENTI DI FAMIGLIA
10-1-1 Prestazioni occasionali configuranti un rapporto di collaborazione
Il lavoratore che svolge
prestazioni occasionali che configurano un rapporto di collaborazione coordinata
ha titolo alla corresponsione dellassegno per il nucleo familiare qualora,
oltre alla prevista iscrizione alla Gestione separata, sussista lobbligo di
versamento della relativa maggiorazione contributiva, applicandosi in tal caso
la disciplina dei lavoratori iscritti a tale Gestione (v. parte II, punto 9.1.).
10-1-2 Lavoro autonomo occasionale
occasionale, soggetto allobbligo di iscrizione presso la Gestione Separata in
quanto il reddito annuo derivante da detta attività è superiore a 5000 euro,
se obbligato al versamento della relativa maggiorazione contributiva, ha titolo
alla corresponsione dellassegno per il nucleo familiare secondo la disciplina
prevista per i lavoratori iscritti a tale Gestione (v. parte II, punto 9.1.).
Al di sotto di tale limite reddituale, non essendo
previsto lobbligo di iscrizione alla Gestione separata, non può essere
riconosciuto lassegno.
10-2 INDENNITA DI MATERNITA, DI
10-2-1 Prestazioni occasionali configuranti un rapporto di collaborazione
Per le prestazioni di collaborazione coordinata occasionali
escluse dalla disciplina del lavoro a progetto (cioè quelle di durata inferiore
a 30 giorni nellarco dellanno solare o il cui compenso, nel medesimo anno
solare, non superi comunque i 5000 euro), pur soggette allobbligo di
iscrizione alla Gestione separata ed al relativo obbligo contributivo, non può
di fatto concretizzarsi quasi mai la possibilità di erogazione delle
prestazioni di malattia e maternità prevista in generale per i lavoratori
iscritti alla suddetta gestione: infatti, la durata limitata delle prestazioni
lavorative impedisce, in genere, allo stato della normativa vigente, che venga
integrato il requisito contributivo minimo (almeno 3 mensilità di contribuzione
nei 12 mesi precedenti levento indennizzabile) richiesto dalla legge ai fini
del riconoscimento del diritto allindennità di degenza ospedaliera e allindennità
di maternità. Tuttavia, nei limitati casi in cui il versamento contributivo
(riferibile ad un reddito massimo di 5000 euro) consenta la copertura di almeno
3 mensilità di contribuzione, le prestazioni di malattia e maternità potranno
essere erogate secondo la disciplina vigente per i lavoratori iscritti alla
La contribuzione comunque versata può essere
utilizzata nel caso di cessazione dellattività occasionale e passaggio ad unattività
di collaborazione coordinata più stabile.
10-2-2 Lavoro autonomo occasionale
Come sopra osservato, ai
sensi dellart. 44, comma 2 della legge 326/2003, i lavoratori autonomi
occasionali sono soggetti allobbligo di iscrizione presso la Gestione
Separata, con conseguente applicazione della disciplina prevista per i
collaboratori coordinati e continuativi (si vedano, pertanto, a tal riguardo, le
disposizioni di cui alla parte II, punto 9.2), qualora il reddito annuo
derivante da detta attività sia superiore a 5000 euro. Al di sotto del limite
reddituale così individuato per legge, tali lavoratori sono esclusi dallobbligo
di iscrizione presso la Gestione separata, né possono essere iscritti alle
diverse Gestioni dei lavoratori autonomi in assenza del carattere dellabitualità
e professionalità dellattività svolta: nessuna tutela di malattia e di
maternità può pertanto essere loro riconosciuta, mancando i requisiti
assicurativi e contributivi richiesti.
10-3 INDENNITA DI DISOCCUPAZIONE
10-3-1 Prestazioni occasionali configuranti un
rapporto di collaborazione coordinata
Per quanto riguarda le prestazioni occasionali di
cui allarticolo 61, c.
2, che non superino i 5 mila euro e i trenta giorni con lo stesso committente,
si conferma che le giornate di attività svolte a tale titolo non sono utili né
per il diritto né per la misura della prestazione.
10-3-2 Lavoro autonomo occasionale
Come per la tipologia
precedente di cui al punto 10.3.1., le giornate di attività svolte a titolo di
lavoro autonomo occasionale non sono utili né per il diritto né per la misura
della prestazione di disoccupazione con requisiti normali.
10-4 INTEGRAZIONI SALARIALI
Il lavoratore occasionale, in
quanto lavoratore non subordinato, non ha titolo alla corresponsione delle
integrazioni salariali.
11 - LAVORO ACCESSORIO (artt. 70-74)
Per prestazioni accessorie si
intendono le attività lavorative di natura meramente occasionale svolte da
soggetti che sono a forte rischio di esclusione sociale o, comunque, che non
sono ancora entrati nel mondo del lavoro o che sono in procinto di uscirvi, nellambito
di alcune attività indicate nellart. 70. Ai sensi dellart. 70 comma 2, come sostituito
dallart. 1-bis del D.L. n. 35/2005
(convertito, con modificazioni, con legge n. 80/2005), tali attività, anche
se svolte in favore di una pluralità di beneficiari, non danno complessivamente
luogo, con riferimento al medesimo committente, a compensi superiori a 5000 euro
nel corso di un anno solare.
Gli interessati sono tenuti a comunicare la loro
disponibilità al Servizio Provinciale per limpiego nellambito
territoriale di riferimento o alle Agenzie di lavoro accreditate. A seguito di
questa comunicazione riceveranno a proprie spese una tessera magnetica, a cura
del suddetto Servizio, dalla quale risulti questa condizione.
Lart. 72 del decreto legislativo n.
276 del 2003 stabilisce che per ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio, i
beneficiari acquistano presso le rivendite autorizzate uno o più carnet di
buoni il cui valore nominale è fissato da un decreto del Ministero del Welfare.
Lart. 72 comma 4, anchesso
sostituito dallart. 1-bis del D.L. n. 35/2005, prevede, a carico del
concessionario, il versamento dei contributi per fini previdenziali alla
gestione separata di cui allart. 2, comma 26 della legge 335 del 1995 in
misura pari al 13 per cento del valore nominale del buono.
Il D.L. n. 35/2005 sopra citato,
aggiungendo la lettera e-bis al comma 1 dellart. 70, ha esteso lapplicazione
del lavoro accessorio allambito dellimpresa familiare di cui allart.
230-bis c.c., sia pure limitatamente ai settori del commercio, del turismo e dei
servizi. A tal riguardo, lo stesso decreto legge prevede (nuovo comma 2-bis dellart.
70) che le imprese
familiari possono utilizzare prestazioni di lavoro accessorio per un importo
complessivo non superiore, nel corso di ciascun anno fiscale, a 10000 euro e che
alle stesse (nuovo comma 4-bis dellart. 72) si applica la normale
disciplina contributiva ed assicurativa del lavoro subordinato.
Considerato che liter di regolamentazione
applicativa non è ancora concluso, si fa riserva di apposite istruzioni.
[1 ] Es. la fase di prevista attività lavorativa nel corso della quale insorge
levento è pari complessivamente a 30 giorni. Levento stesso, di durata di
40 giorni, si verifica al 16° giorno: in tal caso, la retribuzione giornaliera
percepita quale corrispettivo dei 15 giorni effettivamente lavorati o retribuiti
(retribuzione sulla quale va applicata la percentuale rispettivamente prevista a
seconda dellevento da indennizzare) va moltiplicata per i restanti 15 giorni
di programmata attività lavorativa, fatte salve ovviamente le giornate non
indennizzabili (es: festività per gli operai). Per i restanti 25 giorni di
evento lindennità, con le percentuali stabilite, è rapportata allindennità
di disponibilità eventualmente spettante.
[2] Es. la fase di prevista attività lavorativa nel corso della quale insorge levento
è pari complessivamente a 30 giorni. Levento stesso, di durata di 40 giorni,
si verifica al 16° giorno: in tal caso, la retribuzione giornaliera percepita
quale corrispettivo dei 15 giorni effettivamente lavorati o retribuiti
[3] Nellambito di queste si deve tener conto dellorario di attività
programmato ai fini del conteggio delle ore di riposo spettanti: 2 ore per
attività di almeno 6 ore giornaliere, 1 ora se lattività è inferiore.
[4] Quanto precede in relazione alle giornate indennizzabili mediamente in
ciascun mese: tutte le giornate, escluse alcune festività per gli impiegati; 26
giornate (e cioè le giornate feriali) per gli operai.
[5] 26 giornate moltiplicate 12 mesi = 312
[6] 25 giornate moltiplicate 12 mesi = 300
- Laveno Mombello, 8 minuti fa	Prontuario fiscale delle cessioni di fabbricati e terreni
- Olgiate Comasco, 17 minuti fa	RATING DI AUTOVALUTAZIONE PMI 2016 (analisi bilanci 2014/2015)
- Martinsicuro, 15 ore fa	Easy Rate 2.1 - Tasso effettivo facile.
- Alba Adriatica, 16 ore fa	Rapporto riepilogativo delle attività svolte dal Professionista delegato alla vendita
- Firenze, 16 ore fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Ottaviano, 17 ore fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Salerno, 22 ore fa	Ricorso tributario contro avviso accertamento riferito ad asserite fatture per operazioni inesistenti (c.d. FOI)
- Cervinara, 22 ore fa	Cessione di credito commerciale: modello/procedura tramite scambio di corrispondenza
- Parma, 22 ore fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Fondi, 23 ore fa	Finanziamento all'impresa da privato non socio: modello e procedura per prestiti tra privati
- Milano, 5 giorni fa	Ravvedimento operoso versamenti 2016
- Milano, 5 giorni fa	Ravvedimento prima registrazione contratti di locazione 2016
- Bagheria, 5 giorni fa	Registro Beni Ammortizzabili
- Trani, 5 giorni fa	Registro unico antiriciclaggio per Professionisti e CED multiutenza v 4.0. Licenza 3PC
- Caldiero, 5 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Cosenza, 5 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Sassari, 5 giorni fa	Analisi di Bilancio in forma ordinaria 2016
- Sassari, 5 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- San Pellegrino Terme, 5 giorni fa	ExcelLeasing 2016 (bilanci chiusi al 31.12.2016)
- Mirano, 5 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Portoferraio, 5 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Alserio, 6 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Agrigento, 6 giorni fa	Pacchetto 'Tutto Revisione'
- Prato, 6 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Amorosi, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Napoli, 7 giorni fa	Liquidazione Compensi Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. Organo Giurisdizionale 1.3.
- Prato, 7 giorni fa	Ricorso avverso cartella di pagamento – Illegittimo recupero del credito d'imposta
- Cerignola, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- San Giovanni Rotondo, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle: la Lettera del Professionista alla clientela
- San Giovanni Rotondo, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Fano, 7 giorni fa	Registro contabile contribuenti minimi 2016
- Martinsicuro, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Bellusco, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Macerata, 7 giorni fa	Usura Mutuo Facile 2016: con i tassi soglia del IV° trimestre 2016
- Roma, 7 giorni fa	Usura Mutuo Facile 2016: con i tassi soglia del IV° trimestre 2016
- Gorgonzola, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Verona, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Opera, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Cagliari, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle: la Lettera del Professionista alla clientela
- Aosta, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Terlano, 7 giorni fa	Estromissione Agevolata Immobili Strumentali Imprenditore Individuale (Legge Stabilità 2016)
- Almenno San Bartolomeo, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Sarzana, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Lograto, 7 giorni fa	Modello di ricorso tributario contro un avviso di accertamento da cosiddetto “nuovo redditometro”
- Crotone, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Martina Franca, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Prato, 7 giorni fa	Usura Scoperti di Conto Corrente Facile 2016: con i tassi soglia del IV° trimestre 2016
- Milano, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle: la Lettera del Professionista alla clientela
- San Lazzaro Di Savena (bo), 7 giorni fa	Finanziamento all'impresa da privato non socio: modello e procedura per prestiti tra privati
- Pieve Di Cadore, 7 giorni fa	Modello di ricorso IRAP per artigiano (aggiornato con la giurisprudenza 2016)
- Gambettola, 7 giorni fa	Rottamazione cartelle: la Lettera del Professionista alla clientela
- Torino, 8 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Conegliano, 8 giorni fa	Rottamazione cartelle: la Lettera del Professionista alla clientela
- Aversa, 8 giorni fa	Rottamazione cartelle: la Lettera del Professionista alla clientela
- Molinella, 8 giorni fa	Pacchetto formulario contratti locazione immobili
- Taranto, 8 giorni fa	Accordo per la riduzione del canone di locazione
- Taranto, 8 giorni fa	Contratto di comodato abitativo
- Taranto, 8 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo a canone libero
- Taranto, 8 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo a canone concordato (e cedolare secca)
- Taranto, 8 giorni fa	Contratto di locazione box/garage ad uso privato
- Taranto, 8 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo ad uso transitorio
- Taranto, 8 giorni fa	Contratto di locazione ad uso abitativo con finalità turistica
- Taranto, 8 giorni fa	Verbale consegna immobili al conduttore
- Taranto, 8 giorni fa	Verbale riconsegna immobili al conduttore
- Taranto, 8 giorni fa	Rottamazione cartelle: la Lettera del Professionista alla clientela
- Ancona, 8 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Chiavari, 9 giorni fa	Recesso del socio di SRL con accrescimento delle partecipazioni dei soci rimasti ('procedura semplificata senza intervento del notaio')
- Giaveno, 9 giorni fa	IVA: liquidazione delle Agenzie di viaggio 2016
- Bassano Del Grappa, 9 giorni fa	Liquidazione Compensi Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. Organo Giurisdizionale 1.3.
- Roma, 9 giorni fa	Contratto di sponsorizzazione sportiva
- Roma, 9 giorni fa	Cessione Quote SRL per Commercialisti (v.4.019): 1 POSTAZIONE
- Terracina, 9 giorni fa	Liquidazione e contestuale scioglimento di SNC: procedura senza intervento del notaio
- Piove Di Sacco, 9 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Piove Di Sacco, 9 giorni fa	Rottamazione cartelle: la Lettera del Professionista alla clientela
- Roccasecca, 9 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Assemini, 9 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Porto Sant'elpidio, 10 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Roma, 10 giorni fa	Assegnazione agevolata immobili – Tassazione soci
- Manduria, 10 giorni fa	Assegnazione e cessione agevolata immobili ai soci (analisi di convenienza 2016)
- Manduria, 10 giorni fa	Estromissione Agevolata Immobili Strumentali Imprenditore Individuale (Legge Stabilità 2016)
- Manduria, 10 giorni fa	Pacchetto assegnazione / cessione agevolata immobili ai soci
- Manduria, 10 giorni fa	Usura Mutuo Facile 2016: con i tassi soglia del IV° trimestre 2016
- Abbadia San Salvatore, 10 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Valdobbiadene, 10 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Marigliano, 10 giorni fa	Banana Contabilità 8 per Windows
- Modena, 10 giorni fa	RATING DI AUTOVALUTAZIONE PMI 2016 (analisi bilanci 2014/2015)
- La Maddalena, 10 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- La Maddalena, 10 giorni fa	PARTITA DOPPIA 1 – Scritture di esercizio
- Caprino Veronese, 10 giorni fa	PARTITA DOPPIA 2 – Scritture di assestamento, chiusura e riapertura
- Caprino Veronese, 10 giorni fa	RATING DI AUTOVALUTAZIONE PMI 2016 (analisi bilanci 2014/2015)
- Siena, 10 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Brescia, 10 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Briosco, 10 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Viareggio, 10 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Santa Lucia Del Mela, 10 giorni fa	Sospensione della riscossione di cartella di pagamento
- Messina, 10 giorni fa	Ricorso avverso cartella di pagamento – Notifica eseguita direttamente per posta dall'Agente della riscossione – Inesistenza giuridica della notifica
- Messina, 10 giorni fa	Modello di ricorso (accolto) contro iscrizione ipotecaria per nullità senza prova della notifica
- Messina, 10 giorni fa	Richiesta di esercizio dell'autotutela (generico)
- Messina, 10 giorni fa	Cooperative a mutualità prevalente: calcolo IRES
- Sinalunga, 10 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Firenze, 10 giorni fa	Verbale per distruzione beni (ex DPR 441/1997 e circolare Ministero Finanze 193/E 1998)
- Carpenedolo, 11 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Rubano, 11 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Alghero, 11 giorni fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Conegliano, 11 giorni fa	Audit-Tools v.2.0, lo strumento elettronico che in maniera semplice ed intuitiva consentirà di gestire il lavoro di revisione legale
- Modena, 11 giorni fa	Verifica accesso regime contribuenti forfetari 2016
- Torino, 11 giorni fa	Liquidazione e contestuale scioglimento di SNC: procedura senza intervento del notaio
- Alghero, 11 giorni fa	Pacchetto software USURA FACILE 2016
- Alghero, 11 giorni fa	Usura Mutuo Facile 2016: con i tassi soglia del IV° trimestre 2016
- Alghero, 11 giorni fa	Usura Anticipi e Sconti Facile 2016: con i tassi soglia del IV° trimestre 2016
- Alghero, 11 giorni fa	Usura Scoperti di Conto Corrente Facile 2016: con i tassi soglia del IV° trimestre 2016
- Alghero, 11 giorni fa	Finanziamento all'impresa da privato non socio: modello e procedura per prestiti tra privati
- Casalbordino, 11 giorni fa	Assegnazione e cessione agevolata immobili ai soci (analisi di convenienza 2016)
- Roma, 11 giorni fa	RATING DI AUTOVALUTAZIONE PMI 2016 (analisi bilanci 2014/2015)
- Bellusco, 11 giorni fa	Banana Contabilità 8 per Mac
- Nova Milanese, 11 giorni fa	ExcelLeasing 2016 (bilanci chiusi al 31.12.2016)
- Parma, 11 giorni fa	Verbale del Consiglio di Amministrazione per il rinvio della convocazione dell’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio (modello personalizzabile)
- Garbagnate Monastero, 11 giorni fa	RATING MEDIOCREDITO 2016
- Santa, 11 giorni fa	Recesso del socio di SRL con accrescimento delle partecipazioni dei soci rimasti ('procedura semplificata senza intervento del notaio')
- Francavilla Fontana, 12 giorni fa	Assegnazione e cessione agevolata immobili ai soci (analisi di convenienza 2016)
- Gaeta, 12 giorni fa	Finanziamento all'impresa da privato non socio: modello e procedura per prestiti tra privati
- Firenze, 12 giorni fa	Ricorso contro cartella INPS per decadenza quinquennale
- Roma, 12 giorni fa	Verifica permanenza regime contribuenti minimi 2016
- Monza, 12 giorni fa	Subappalto edilizia: il 'reverse charge' - aliquota 22 %
- Monza, 12 giorni fa	Lavoro autonomo: dal netto al lordo (redditi 2016)
- Torino, 12 giorni fa	Modello di memorie illustrative (indirizzate alla CTP) in materia di raddoppio termini
- Giaveno, 12 giorni fa	Ricorso avverso avviso di accertamento per inesistenza dell’atto, omessa allegazione del p.v.c., violazione e falsa applicazione dell’art. 42, d.p.r. 29.09.1973, n. 600
- Giaveno, 12 giorni fa	Cooperative a mutualità prevalente: calcolo IRES
- Messina, 12 giorni fa	Lavoro autonomo: dal netto al lordo (redditi 2016)
- Carmagnola, 12 giorni fa	Il rapporto di conto corrente tra imprese (non bancario): modello di contratto
- Castegnato, 12 giorni fa	Finanziamento all'impresa da privato non socio: modello e procedura per prestiti tra privati
- Milano, 12 giorni fa	Modello di ricorso contro accertamento da studi di settore che coinvolge anche il tema della c.d. antieconomicità
- Milazzo, 13 giorni fa	Verbale per distruzione beni (ex DPR 441/1997 e circolare Ministero Finanze 193/E 1998)
- Torino, 13 giorni fa	RATING MEDIOCREDITO 2016
- Catania, 13 giorni fa	Promemoria di aggiornamento del lavoro
- Arco, 14 giorni fa	Ricorso tributario contro cartella di pagamento in ipotesi di accertamento da c.d. art. 36ter DPR 600/1973 in ipotesi di disconoscimento di detrazioni fiscali 36/50%
- Lucca, 14 giorni fa	Modello di ricorso contro cartella di pagamento impugnata per vizi propri
- Lucca, 14 giorni fa	Estromissione Agevolata Immobili Strumentali Imprenditore Individuale (Legge Stabilità 2016)
- La Spezia, 14 giorni fa	Ricorso avverso cartella di pagamento – Notifica eseguita a mezzo PEC – Nullità della notifica
- Latina, 14 giorni fa	Estromissione Agevolata Immobili Strumentali Imprenditore Individuale (Legge Stabilità 2016)
- Carrara, 14 giorni fa	Rapporto riepilogativo delle attività svolte dal Professionista delegato alla vendita
- Villanova Di Guidonia, 14 giorni fa	SP-SC: deduzione trasferte dipendenti autotrasporto
- Pioltello, 14 giorni fa	Liquidazione SRL: procedura semplificata senza intervento del notaio
- Bologna, 14 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.