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Timestamp: 2019-04-23 06:13:53+00:00
Document Index: 136685567

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2697', 'art. 115', 'art. 116', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1832', 'art. 1832', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 54', 'art. 116', 'art. 2054', 'art. 2729', 'art. 2054', 'sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2729', 'art.116', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 26', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 669', 'art. 116', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 101', 'sentenza ', 'art. 217']

116.(Valutazione delle prove) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
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10 Dei poteri del giudice (c.p.c. 112 - 120)
116.(Valutazione delle prove)
Codice di procedura civile Libro primo: DISPOSIZIONI GENERALI Titolo V: DEI POTERI DEL GIUDICE 116. (Valutazione delle prove)
Art. 116. (Valutazione delle prove)
I. Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento, salvo che la legge disponga altrimenti.
II. Il giudice può desumere argomenti di prova dalle risposte che le parti gli danno a norma dell'articolo seguente, dal loro rifiuto ingiustificato a consentire le ispezioni che egli ha ordinate e, in generale, dal contegno delle parti stesse nel processo.
Cosa giudicata penale - autorità in altri giudizi civili o amministrativi - in genere
Giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorità in altri giudizi civili o amministrativi - in genere - sentenza penale di assoluzione dell'attore dal fatto-reato - efficacia di giudicato in sede civile - specifica allegazione degli elementi costitutivi della condotta dolosa di controparte - necessità – conseguenze - responsabilità civile - denunce infondate in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30988 del 30/11/2018 In tema di responsabilità civile da reato di calunnia, la sentenza penale di assoluzione dell'attore dal fatto-reato, oggetto della calunnia, non dà luogo a giudicato facente stato in sede civile ai sensi degli artt. 651, 652 e 654 c.p.p. in assenza di una ricognizione piena ed esclusiva degli elementi che connotano la denuncia dei fatti integranti il reato, collocati al tempo della denuncia e non a quello successivo della pronuncia di assoluzione; pertanto, in difetto di specifica allegazione da parte dell'attore degli elementi costitutivi della condotta dolosa della controparte al tempo della denuncia e del nesso di causalità sussistente tra evento e danno da ingiusta e falsa attribuzione di un reato, la domanda di risarcimento derivante da calunnia non può ritenersi fondata solo perché congruente con un'astratta ricognizione delle prove della falsità della notizia di reato acquisite nel corso del giudizio penale promosso d'ufficio dal p.m., dovendosi valutare gli elementi probatori raccolti nel corso del giudizio penale oggetto della calunnia con riguardo alla situazione anteriore al promovimento dell'azione penale. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30988 del 30/11/2018...
Violazione degli artt. 2697 c.c. e 115 c.p.c
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - violazione degli artt. 2697 c.c. e 115 c.p.c. - differenze. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 26769 del 23/10/2018 >>> In tema di ricorso per cassazione, la violazione dell'art. 2697 c.c. si configura soltanto nell'ipotesi in cui il giudice abbia attribuito l'onere della prova ad una parte diversa da quella su cui esso avrebbe dovuto gravare secondo le regole di scomposizione delle fattispecie basate sulla differenza tra fatti costitutivi ed eccezioni mentre, per dedurre la violazione dell'art. 115 c.p.c., occorre denunziare che il giudice, contraddicendo espressamente o implicitamente la regola posta datale disposizione, abbia posto a fondamento della decisione prove non introdotte dalle parti, ma disposte di sua iniziativa fuori dei poteri officiosi riconosciutigli, non anche che il medesimo, nel valutare le prove proposte dalle parti, abbia attribuito maggior forza di convincimento ad alcune piuttosto che ad altre, essendo tale attività consentita dall'art. 116 c.p.c.. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 26769 del 23/10/2018...
Diritto al risarcimento del danno da perdita di "chance"
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - qualifiche - carriera - concorsi interni - mancata attribuzione di qualifica superiore - diritto al risarcimento del danno da perdita di "chance" - prova del nesso causale- presunzioni - sufficienza - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 25727 del 15/10/2018 >>> In tema di risarcimento del danno per perdita di "chance", come conseguenza del mancato riconoscimento di una qualifica superiore,l'onere di provare il nesso di causalità tra l'inadempimento datoriale ed il danno può essere rispettato dal lavoratore anche solo mediante presunzioni. (Nella specie, la dipendente lamentava che la mancata attribuzione della qualifica superiore le aveva precluso anche il riconoscimento della posizione organizzativa e la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, la quale aveva rigettato la domanda senza considerare che gli altri candidati, avendo ottenuto le mansioni superiori, avevano conseguito anche la predetta posizione). Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 25727 del 15/10/2018...
Prova formatasi in diverso giudizio
Prova civile - prove raccolte in altro processo - prova formatasi in diverso giudizio - utilizzazione - condizioni - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 25067 del 10/10/2018 >>> Il giudice civile, in assenza di divieti di legge, può formare il proprio convincimento anche in base a prove atipiche come quelle raccolte in un altro giudizio tra le stesse o tra altre parti, fornendo adeguata motivazione della relativa utilizzazione,senza che rilevi la divergenza delle regole, proprie di quel procedimento, relative all'ammissione e all'assunzione della prova. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio il decreto del tribunale che, in sede di opposizione allo stato passivo,aveva ritenuto inopponibili alla curatela fallimentare le prove orali raccolte in un giudizio soggetto al rito del lavoro cui aveva preso parte la società poi fallita). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 25067 del 10/10/2018...
Ammissioni del procuratore contenute negli atti difensivi
Prova civile - confessione - in genere - Ammissioni del procuratore contenute negli atti difensivi - Valore indiziario - Valore confessorio - Condizioni - Fattispecie. corte di cassazione, sez. 2, ordinanza n. 23634 del 28/09/2018 Le ammissioni contenute negli scritti difensivi, sottoscritti unicamente dal procuratore "ad litem", costituiscono elementi indiziari liberamente valutabili dal giudice per la formazione del suo convincimento. Esse, tuttavia, possono assumere anche il carattere proprio della confessione giudiziale spontanea, alla stregua di quanto previsto dagli artt. 228 e 229 c.p.c., qualora l'atto sia stato sottoscritto dalla parte personalmente, con modalità tali che rivelino inequivocabilmente la consapevolezza delle specifiche dichiarazioni dei fatti sfavorevoli in esso contenute. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza gravata che aveva negato valore confessorio alle dichiarazioni contenute nella comparsa di risposta di una parte, sottoscritta dal solo difensore e depositata in diverso giudizio). corte di cassazione, sez. 2, ordinanza n. 23634 del 28/09/2018...
Ammissioni contenute negli atti difensivi
Prova civile - confessione - in genere - ammissioni del procuratore contenute negli atti difensivi - valore indiziario - valore confessorio - condizioni - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23634 del 28/09/2018 >>> Le ammissioni contenute negli scritti difensivi, sottoscritti unicamente dal procuratore "ad litem", costituiscono elementi indiziari liberamente valutabili dal giudice per la formazione del suo convincimento. Esse, tuttavia, possono assumere anche il carattere proprio della confessione giudiziale spontanea, alla stregua di quanto previsto dagli artt. 228 e 229 c.p.c., qualora l'atto sia stato sottoscritto dalla parte personalmente, con modalità tali che rivelino inequivocabilmente la consapevolezza delle specifiche dichiarazioni dei fatti sfavorevoli in esso contenute. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza gravata che aveva negato valore confessorio alle dichiarazioni contenute nella comparsa di risposta di una parte, sottoscritta dal solo difensore e depositata in diverso giudizio). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23634 del 28/09/2018...
Conto corrente (contratto di) - contenuto del conto - in genere - estratto conto non comunicato o contestato - efficacia probatoria ex art. 1832 c.c. - esclusione - valutabilità come elemento di prova soggetto al prudente apprezzamento del giudice – sussistenza - contratti bancari - operazioni bancarie in conto corrente (nozione, caratteri, distinzioni) - prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - valutazione delle prove. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22551 del 25/09/2018 >>> In materia di rapporti di conto corrente, l'estratto conto non debitamente comunicato al correntista o dallo stesso tempestivamente contestato perde il valore probatorio privilegiato, previsto dall'art. 1832 c.c., ma è comunque prudentemente apprezzabile dal giudice come elemento di prova ex artt. 115 e 116 c.p.c. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22551 del 25/09/2018...
valutazione delle prove
Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - valutazione delle prove - in genere - Processo civile - Prove raccolte in un diverso giudizio - Efficacia - Limiti. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20719 del 13/08/2018 Il giudice civile, in mancanza di uno specifico divieto, può liberamente utilizzare le prove raccolte in un diverso giudizio tra le stesse o tra altre parti, ivi compresa la sentenza adottata da un diverso giudice, e trarre da esse, senza esserne vincolato, elementi di giudizio, purché fornisca un'adeguata motivazione del loro utilizzo, procedendo a una diretta e autonoma valutazione delle stesse e dando conto di avere esaminato le censure proposte dalle parti. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20719 del 13/08/2018 ...
Giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorità in altri giudizi civili o amministrativi - in genere - Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 17316 del 03/07/2018
Sentenza penale - Efficacia di giudicato in sede civile fuori dai casi di cui agli artt. 651 e 652 c.p.p. - Esclusione - Apprezzamento delle risultanze istruttorie emerse in sede penale - Ammissibilità. La sentenza penale, pronunciata sui medesimi fatti oggetto del giudizio civile, non ha efficacia di giudicato in quest'ultimo quando esuli dalle ipotesi previste negli artt. 651 e 652 c.p.p. le quali, avendo contenuto derogatorio del principio di autonomia e separazione tra giudizio penale e civile, non sono suscettibili di applicazione analogica. Ne consegue che il giudice civile deve interamente ed autonomamente rivalutare, nel rispetto del contraddittorio, il fatto in contestazione, sebbene possa tenere conto di tutti gli elementi di prova acquisiti in sede penale, ripercorrendo lo stesso "iter" argomentativo del decidente. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 17316 del 03/07/2018...
Prova civile - onere della prova - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14284 del 04/06/2018
Valutazione delle prove da parte del giudice d'appello - Utilizzazione di elementi di prova non presi in considerazione dal giudice di primo grado - Necessità di specifica deduzione - Esclusione - Principio di acquisizione processuale - Operatività. Il giudice di appello, pur in mancanza di specifiche deduzioni sul punto, deve valutare tutti gli elementi di prova acquisiti, quand'anche non presi in considerazione dal giudice di primo grado, poiché in materia di prova vige il principio di acquisizione processuale, secondo cui le risultanze istruttorie comunque ottenute, e quale che sia la parte ad iniziativa o ad istanza della quale siano formate, concorrono tutte indistintamente alla formazione del convincimento del giudice. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14284 del 04/06/2018 ...
Perizia stragiudiziale - Mancata valutazione - Omesso esame di un fatto decisivo - Insussistenza - Vizio di motivazione - Configurabilità - Esclusione. In tema di ricorso per cassazione non può essere dedotto, ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. il vizio di omesso esame di un fatto decisivo della controversia per la mancata considerazione di una perizia stragiudiziale, in quanto la stessa costituisce un mero argomento di prova. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 8621 del 09/04/2018...
Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - rinnovazione delle indagini del consulente - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22799 del 29/09/2017
Obbligo di rinnovazione della ctu - Insussistenza - Obbligo di pronunzia sulla richiesta di rinnovo - Necessità - Esclusione. In tema di consulenza tecnica d'ufficio, il giudice di merito non è tenuto, anche a fronte di una esplicita richiesta di parte, a disporre una nuova ctu, atteso che il rinnovo dell'indagine tecnica rientra tra i poteri discrezionali del giudice di merito, sicché non è neppure necessaria una espressa pronunzia sul punto. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22799 del 29/09/2017 ...
Assicurazione - veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - risarcimento del danno - azione per il risarcimento dei danni – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22415 del 26/09/2017
Richiesta di risarcimento all'assicuratore (o impresa designata o ina) – modalità - Denuncia di sinistro stradale (art. 5 legge 26 febbraio 1977 n. 39, ratione temporis applicabile) - Trasmissione all'assicuratore prima dell'instaurazione del giudizio nei suoi confronti - Necessità - Denuncia congiunta - Presunzione di veridicità - Sussistenza - Valore indiziario - Condizioni. La denuncia di sinistro stradale (cui sia applicabile "ratione temporis" l'art. 5 della l. n. 39 del 1977 n. 39), deve esser trasmessa, pur senza la prefissione di un termine, all'assicuratore prima di citarlo in giudizio, non solo per informarlo (artt. 1334 e 1913 c.c.) delle circostanze, modalità e conseguenze del sinistro, onde consentirgli la liquidazione stragiudiziale del danno derivatone, ma anche, nel caso di denuncia congiunta, ai fini della presunzione, fino a prova contraria a carico di esso assicuratore, della veridicità delle dichiarazioni ivi contenute; se invece il modulo di constatazione amichevole è portato per la prima volta a conoscenza dell'assicuratore nel corso del giudizio nei suoi confronti, le predette dichiarazioni hanno valore soltanto indiziario. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22415 del 26/09/2017 ...
Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - fatti notori - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 18665 del 27/07/2017
Nozioni di fatto di comune esperienza - Contenuto e portata - Vizio di motivazione deducibile ai sensi art. 360, comma 1, n. 5 nel testo previgente d.l. n.83 del 2012, conv. con modif. in l. n. 134 del 2012 - Configurabilità - Sollecitazione nuovo accertamento in fatto - Inammissibilità. In tema di accertamento dei fatti storici allegati dalle parti, i vizi motivazionali deducibili con il ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., nel testo previgente rispetto alla novella di cui all’art. 54 del d.l. n. 83 del 2012, conv. con modif. in l. n. 134 del 2012, non possono riguardare apprezzamenti di fatto difformi da quelli propugnati da una delle parti, poiché, a norma dell’art. 116 c.p.c., rientra nel potere discrezionale – come tale insindacabile – del giudice di merito individuare le fonti del proprio convincimento, apprezzare le prove, controllarne l’attendibilità e la concludenza e scegliere, tra le risultanze probatorie, quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione. Tale operazione, che suppone un accesso diretto agli atti e una loro delibazione, non è consentita davanti alla S.C., neanche quando il giudice di merito abbia posto alla base del suo apprezzamento massime di esperienza, potendosi in tal caso esercitare il sindacato di legittimità solo qualora il ricorrente abbia evidenziato l’uso di massime di esperienza inesistenti o la violazione di regole inferenziali. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 18665 del 27/07/2017 ...
Accertamento della responsabilità ex art. 2054 c.c. - Ricorso alle presunzioni semplici - Ammissibilità - Fondamento. In tema di valutazione della prova, è possibile il ricorso alle presunzioni semplici ex art. 2729 c.c. al fine di valutare la responsabilità ai sensi dell'art. 2054 c.c., giacchè anche dette presunzioni sono “prova”, senza che, salvo la cd. “prova legale”, possa istituirsi una gerarchia tra le diverse e relative fonti. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18259 del 24/07/2017 ...
Responsabilita' civile - professionisti - attivita' medico-chirurgica - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16503 del 05/07/2017
Violazione dell’obbligo di informazione del paziente - Danni risarcibili - Oneri di allegazione e prova - Contenuto. In materia di responsabilità per attività medico-chirurgica, l'acquisizione del consenso informato del paziente, da parte del sanitario, costituisce prestazione altra e diversa rispetto a quella avente ad oggetto l'intervento terapeutico, dal cui inadempimento deriva - secondo l’"id quod plerumque accidit" - un danno conseguenza costituito dalla sofferenza e dalla contrazione della libertà di disporre di se stesso, psichicamente e fisicamente, patite dal primo in ragione dello svolgimento sulla sua persona di interventi non assentiti, danno che non necessità di specifica prova, ferme restando la possibilità di contestazione della controparte e quella del paziente di allegare e provare fatti a sé ancor più favorevoli di cui intenda giovarsi a fini risarcitori. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16503 del 05/07/2017 ...
Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16503 del 05/07/2017
Giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorita' in altri giudizi civili o amministrativi - Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 16262 del 28/06/2017
Sentenze penali irrevocabili - Utilizzabilità nel giudizio tributario - Limiti - Fondamento - Conseguenze. In materia di contenzioso tributario, nessuna automatica autorità di cosa giudicata può attribuirsi alla sentenza penale irrevocabile, di condanna o di assoluzione, emessa in materia di reati fiscali, ancorché i fatti esaminati in sede penale siano gli stessi che fondano l'accertamento degli Uffici finanziari, dal momento che nel processo tributario vigono i limiti in tema di prova posti dall'art. 7, comma 4, del d.lgs. n. 546 del 1992, e trovano ingresso, invece, anche presunzioni semplici, di per sé inidonee a supportare una pronuncia penale di condanna. Ne consegue che l'imputato assolto in sede penale, anche con formula piena, per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste, può essere ritenuto responsabile fiscalmente qualora l'atto impositivo risulti fondato su validi indizi, insufficienti per un giudizio di responsabilità penale, ma adeguati, fino a prova contraria, nel giudizio tributario. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 16262 del 28/06/2017 ...
Famiglia - matrimonio - scioglimento - divorzio - obblighi - verso l'altro coniuge - assegno - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15481 del 22/06/2017
Revisione dell'assegno - Riferimento all'indipendenza economica e non al tenore di vita tenuto in costanza di matrimonio - Necessità - Onere della prova - Ripartizione. Il giudice richiesto della revisione dell’assegno divorzile che incida sulla stessa spettanza del relativo diritto (precedentemente riconosciuto), in ragione della sopravvenienza di giustificati motivi dopo la sentenza che abbia pronunciato lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, deve verificare se tali motivi giustifichino, o meno, la negazione del diritto all’assegno a causa della sopraggiunta “indipendenza o autosufficienza economica” dell’ex coniuge beneficiario, desunta dai seguenti “indici”: possesso di redditi di qualsiasi specie e/o di cespiti patrimoniali mobiliari ed immobiliari (tenuto conto di tutti gli oneri “lato sensu” imposti e del costo della vita nel luogo di residenza dell’ex coniuge richiedente), capacità e possibilità effettive di lavoro personale (in relazione alla salute, all’età, al sesso ed al mercato del lavoro dipendente o autonomo), stabile disponibilità di una casa di abitazione, nonché eventualmente altri - rilevanti nelle singole fattispecie - senza, invece, tener conto del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio; il tutto sulla base delle pertinenti allegazioni, deduzioni e prove offerte dall’ex coniuge obbligato, sul quale incombe il corrispondente onere probatorio, fermo il diritto all’eccezione ed alla prova contraria dell’ex coniuge beneficiario. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15481 del 22/06/2017 ...
Prova civile - prove raccolte in altro processo - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8603 del 03/04/2017
Valutabilità da parte del giudice - Condizioni - Fattispecie. Nei poteri del giudice in tema di disponibilità e valutazione delle prove rientra quello di fondare il proprio convincimento su accertamenti compiuti in altri giudizi fra le stesse od anche fra altre parti, quando i risultati siano acquisiti nel giudizio della cui cognizione egli è investito, potendo chi vi abbia interesse contestare quelle risultanze ovvero allegare prove contrarie. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto utilizzabili gli esiti probatori di indagini penali concernenti terzi in una controversia di interposizione illecita di manodopera). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8603 del 03/04/2017 ...
Risarcimento del danno - in genere - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 25898 del 15/12/2016
Occupazione “sine titulo” di immobile – Danno da perdita della temporanea sua disponibilità – Oneri di allegazione e prova a carico dell’attore – Contenuto. Nella ipotesi di occupazione “sine titulo” di un cespite immobiliare altrui, il danno subito dal proprietario per l’indisponibilità del medesimo può definirsi “in re ipsa”, purché inteso in senso descrittivo, cioè di normale inerenza del pregiudizio all’impossibilità stessa di disporre del bene, senza comunque far venir meno l’onere per l’attore quanto meno di allegare, e anche di provare, con l’ausilio delle presunzioni, il fatto da cui discende il lamentato pregiudizio, ossia che se egli avesse immediatamente recuperato la disponibilità dell’immobile, l’avrebbe subito impiegato per finalità produttive, quali il suo godimento diretto o la sua locazione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 25898 del 15/12/2016...
Prova civile - confessione - giudiziale - in genere – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 19554 del 30/09/2016
Natura - Dichiarazione di scienza - Conseguenze - Stato soggettivo del confitente - Irrilevanza - Fattispecie. La confessione giudiziale costituisce una dichiarazione di scienza, il cui elemento essenziale è l'affermazione inequivoca in ordine ad un fatto storico dubbio, resa la quale gli effetti che ne derivano sono stabiliti dalla legge, siccché è irrilevante l'indagine sullo stato soggettivo del confitente o sul fine da lui perseguito nel renderla. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto corretta la sentenza di appello che aveva escluso che l'ammissione dell'assenza dal luogo di lavoro negli orari contestati, compiuta da un medico ospedaliero in sede disciplinare, costituisse accettazione del licenziamento per giusta causa). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 19554 del 30/09/2016 ...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione –Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 19150 del 28/09/2016
Mancato o inesatto esame di un documento - Vizio di omessa motivazione su un punto decisivo della controversia - Configurabilità - Condizioni. Il mancato esame di un documento può essere denunciato per cassazione solo nel caso in cui determini l'omissione di motivazione su un punto decisivo della controversia e, segnatamente, quando il documento non esaminato offra la prova di circostanze di tale portata da invalidare, con un giudizio di certezza e non di mera probabilità, l'efficacia delle altre risultanze istruttorie che hanno determinato il convincimento del giudice di merito, di modo che la "ratio decidendi" venga a trovarsi priva di fondamento. Ne consegue che la denuncia in sede di legittimità deve contenere, a pena di inammissibilità, l'indicazione delle ragioni per le quali il documento trascurato avrebbe senza dubbio dato luogo a una decisione diversa. Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 19150 del 28/09/2016 ...
Responsabilita' civile - in genere - Corte di Cassazione Sez. 1 - , Sentenza n. 18841 del 26/09/2016
Fatto illecito - Danni subiti da bene immobile - Risarcimento - Azione - Onere della prova - Prova della proprietà - Necessità - Esclusione - Prova documentale o presuntiva - Sufficienza. Nel giudizio di risarcimento dei danni derivati ad un bene immobile da un illecito comportamento del convenuto, atteso che oggetto della pretesa azionata è, non già il diretto e rigoroso accertamento della proprietà del fondo, bensì l'individuazione del titolare del bene avente diritto al risarcimento, non è richiesta la prova rigorosa della proprietà (cd. "probatio diabolica"), potendo il convincimento del giudice in ordine alla legittimazione alla pretesa risarcitoria formarsi sulla base di qualsiasi elemento documentale e presuntivo sufficiente ad escludere un'erronea destinazione del pagamento dovuto. Corte di Cassazione Sez. 1 - , Sentenza n. 18841 del 26/09/2016 ...
Lavoro - lavoro subordinato - categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - mansioni - diverse da quelle dell'assunzione - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17163 del 18/08/2016
Danno da dequalificazione professionale - Prova presuntiva - Valutazione - Criteri - Richiamo a categorie generali - Insufficienza - Precisa individuazione dei fatti - Necessità. In tema di prova del danno da dequalificazione professionale ex art. 2729 c.c., non è sufficiente a fondare una corretta inferenza presuntiva il semplice richiamo di categorie generali, come la qualità e quantità dell'attività lavorativa svolta, il tipo e la natura della professionalità coinvolta, la gravità del demansionamento, la sua durata e altri simili indici, dovendo procedere il giudice di merito, pur nell'ambito di tali categorie, ad una precisa individuazione dei fatti che assume idonei e rilevanti ai fini della dimostrazione del fatto ignoto, alla stregua di canoni di probabilità e regole di comune esperienza. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17163 del 18/08/2016 ...
Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - valutazione delle prove - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16056 del 02/08/2016
Testimoniale e documentale - Esame dei documenti e delle deposizioni - Attendibilità dei testimoni - Scelta delle risultanze idonee a sorreggere la motivazione - Devoluzione al giudice di merito - Incensurabilità in cassazione - Limiti. L'esame dei documenti esibiti e delle deposizioni dei testimoni, nonché la valutazione dei documenti e delle risultanze della prova testimoniale, il giudizio sull'attendibilità dei testi e sulla credibilità di alcuni invece che di altri, come la scelta, tra le varie risultanze probatorie, di quelle ritenute più idonee a sorreggere la motivazione, involgono apprezzamenti di fatto riservati al giudice del merito, il quale, nel porre a fondamento della propria decisione una fonte di prova con esclusione di altre, non incontra altro limite che quello di indicare le ragioni del proprio convincimento, senza essere tenuto a discutere ogni singolo elemento o a confutare tutte le deduzioni difensive, dovendo ritenersi implicitamente disattesi tutti i rilievi e circostanze che, sebbene non menzionati specificamente, sono logicamente incompatibili con la decisione adottata. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16056 del 02/08/2016 ...
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - lista dei testimoni - in genere – Sez. 3, Sentenza n. 14706 del 19/07/2016
Mancata indicazione, nell'atto di citazione, del nominativo del teste da escutere - Successiva indicazione nei termini di rito - Possibilità di desumere da tale contegno argomenti di prova - Esclusione. Qualora nell'atto introduttivo del giudizio sia stata proposta istanza istruttoria di prova testimoniale senza indicare il nome del teste, e quest'ultimo, tuttavia, sia stato successivamente indicato entro i termini che il rito consente per il completo dispiegamento delle istanze istruttorie, è precluso al giudice attribuire a tale legittima scelta dell'istante un significato a lui sfavorevole ex art.116 c.p.c. Sez. 3, Sentenza n. 14706 del 19/07/2016 ...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione – Sez. 3, Sentenza n. 13922 del 07/07/2016
Mancato esame delle risultanze della CTU - Idoneità ad integrare il motivo ex art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. - Configurabilità - Fattispecie in tema di danni cagionati ad un neonato in occasione del parto. Il mancato esame delle risultanze della CTU integra un vizio della sentenza che può essere fatto valere, nel giudizio di cassazione, ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., risolvendosi nell'omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in un giudizio per il risarcimento dei danni cagionati ad un neonato in occasione del parto, aveva disatteso i rilievi tecnici formulati dal CTU, secondo i quali gli interventi praticati durante il travaglio ed il parto non corrispondevano ai protocolli della corretta assistenza, senza indicare le ragioni per cui aveva ritenuto erronei tali rilievi, ovvero gli elementi probatori, i criteri di valutazione e gli argomenti logico-giuridici utilizzati per addivenire alla decisione contrastante con essi). Sez. 3, Sentenza n. 13922 del 07/07/2016 ...
Provvedimenti del giudice civile - sentenza - omessa pronuncia – Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 13716 del 05/07/2016
Riferimento a domande attinenti al merito - Conseguenze - Nullità della sentenza - Mancato esame di una richiesta istruttoria - Esclusione - Vizio della motivazione - Configurabilità. Il vizio di omessa pronuncia che determina la nullità della sentenza per violazione dell'art. 112 c.p.c., rilevante ai fini di cui all'art. 360, comma 1, n. 4, dello stesso codice, si configura esclusivamente con riferimento a domande attinenti al merito e non anche in relazione ad istanze istruttorie per le quali l'omissione è denunciabile soltanto sotto il profilo del vizio di motivazione. Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 13716 del 05/07/2016 ...
cassazione ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11482 del 03/06/2016
Recepimento "per relationem" della consulenza tecnica d'ufficio - Impugnazione per carenza di motivazione - Condizioni - Allegazione delle critiche mosse dinanzi al giudice "a quo" - In tema di ricorso per cassazione, per infirmare, sotto il profilo della insufficienza argomentativa, la motivazione della sentenza che recepisca le conclusioni di una relazione di consulenza tecnica d'ufficio di cui il giudice dichiari di condividere il merito, è necessario che la parte alleghi di avere rivolto critiche alla consulenza stessa già dinanzi al giudice "a quo", e ne trascriva, poi, per autosufficienza, almeno i punti salienti onde consentirne la valutazione in termini di decisività e di rilevanza, atteso che, diversamente, una mera disamina dei vari passaggi dell'elaborato peritale, corredata da notazioni critiche, si risolverebbe nella prospettazione di un sindacato di merito inammissibile in sede di legittimità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11482 del 03/06/2016 ...
Prova civile - testimoniale - valutazione della prova testimoniale - attendibilità dei testimoni – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10347 del 19/05/2016
Valutazione frazionata della prova testimoniale - Ammissibilità - Condizioni. In materia di prova testimoniale, la deposizione può essere ritenuta attendibile anche limitatamente a determinati contenuti, a condizione che, tra la parte del narrato ritenuta inattendibile ed il resto ritenuto meritevole di credito, non sussista un rapporto di causalità necessaria o l'una non costituisca un imprescindibile antecedente logico dell'altro. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10347 del 19/05/2016 ...
Assistenza e beneficenza pubblica - prestazioni assistenziali - Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 9010 del 05/05/2016
Pensione di inabilità - Requisito reddituale - Tipizzazione legale della prova - Autocertificazioni - Inidoneità nel giudizio civile - Fattispecie. PROVA CIVILE - ATTO NOTORIO - In genere. In materia di pensione di inabilità, la prova del requisito reddituale deve essere fornita attraverso le attestazioni degli uffici finanziari richieste dall'art. 26 della l. n. 153 del 1969, potendo la documentazione a corredo della domanda essere sostituita da autocertificazioni rese dall'interessato sotto la propria responsabilità solo in sede di procedimento amministrativo, non di giudizio civile. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto i modelli 730 e CUD inidonei a dimostrare la sussistenza del requisito reddituale). Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 9010 del 05/05/2016 ...
Assistenza e beneficenza pubblica - prestazioni assistenziali - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 9010 del 05/05/2016
Pensione di inabilità - Requisito reddituale - Tipizzazione legale della prova - Autocertificazioni - Inidoneità nel giudizio civile - Fattispecie. In materia di pensione di inabilità, la prova del requisito reddituale deve essere fornita attraverso le attestazioni degli uffici finanziari richieste dall'art. 26 della l. n. 153 del 1969, potendo la documentazione a corredo della domanda essere sostituita da autocertificazioni rese dall'interessato sotto la propria responsabilità solo in sede di procedimento amministrativo, non di giudizio civile. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto i modelli 730 e CUD inidonei a dimostrare la sussistenza del requisito reddituale). Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 9010 del 05/05/2016 ...
Prova civile - testimoniale - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7623 del 18/04/2016
Attendibilità del teste - Valutazione discrezionale del giudice di merito - Contenuto. In materia di prova testimoniale, la verifica in ordine all'attendibilità del teste - che afferisce alla veridicità della deposizione resa dallo stesso - forma oggetto di una valutazione discrezionale che il giudice compie alla stregua di elementi di natura oggettiva (la precisione e completezza della dichiarazione, le possibili contraddizioni, ecc.) e di carattere soggettivo (la credibilità della dichiarazione in relazione alle qualità personali, ai rapporti con le parti ed anche all'eventuale interesse ad un determinato esito della lite), con la precisazione che anche uno solo degli elementi di carattere soggettivo, se ritenuto di particolare rilevanza, può essere sufficiente a motivare una valutazione di inattendibilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7623 del 18/04/2016 ...
Giudice di merito – Contenuto - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7623 del 18/04/2016
In materia di prova testimoniale, la verifica in ordine all'attendibilità del teste - che afferisce alla veridicità della deposizione resa dallo stesso - forma oggetto di una valutazione discrezionale che il giudice compie alla stregua di elementi di natura oggettiva (la precisione e completezza della dichiarazione, le possibili contraddizioni, ecc.) e di carattere soggettivo (la credibilità della dichiarazione in relazione alle qualità personali, ai rapporti con le parti ed anche all'eventuale interesse ad un determinato esito della lite), con la precisazione che anche uno solo degli elementi di carattere soggettivo, se ritenuto di particolare rilevanza, può essere sufficiente a motivare una valutazione di inattendibilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7623 del 18/04/2016 ...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - procedimento - prove - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6552 del 05/04/2016
Difetto di motivazione in ordine alla mancata assunzione di prova testimoniale - Cassazione della sentenza con rinvio - Vincolo per il giudice del rinvio - Contenuto e limiti. In caso di annullamento della sentenza impugnata per difetto di motivazione in ordine alla mancata ammissione di prova testimoniale, il solo vincolo incombente sul giudice del rinvio - ove egli abbia dato corso all'assunzione della prova - consiste nel non poter prescindere dalle sue emergenze, restando le stesse, invece, liberamente apprezzabili anche alla luce di una valutazione complessiva di tutte le risultanze processuali. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6552 del 05/04/2016 ...
lavoro subordinato - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - libretto di lavoro - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 4019 del 01/03/2016
certificato di lavoro – Annotazioni e dichiarazioni contenute nel libretto di lavoro - Prova piena della durata e del contenuto del rapporto di lavoro - Esclusione - Indice presuntivo - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie. Le annotazioni e le dichiarazioni contenute nel libretto di lavoro, aventi natura di scrittura privata e consistenti in dichiarazioni unilaterali del datore di lavoro, non valgono da sole a dimostrare la durata e il contenuto del rapporto di lavoro pur potendo, in concorso con altri idonei elementi, costituire un valido indice presuntivo ed essere apprezzate dal giudice di merito in rapporto alle altre risultanze istruttorie. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che ha tratto elementi di convincimento, ai fini dell'accertamento della natura subordinata del rapporto di lavoro e della sua durata, dalle risultanze del libretto in un'ipotesi in cui era pacifica tra le parti l'esistenza del rapporto). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 4019 del 01/03/2016 ...
Lavoro - lavoro subordinato - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - libretto di lavoro - certificato di lavoro – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 4019 del 01/03/2016
Annotazioni e dichiarazioni contenute nel libretto di lavoro - Prova piena della durata e del contenuto del rapporto di lavoro - Esclusione - Indice presuntivo - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie. Le annotazioni e le dichiarazioni contenute nel libretto di lavoro, aventi natura di scrittura privata e consistenti in dichiarazioni unilaterali del datore di lavoro, non valgono da sole a dimostrare la durata e il contenuto del rapporto di lavoro pur potendo, in concorso con altri idonei elementi, costituire un valido indice presuntivo ed essere apprezzate dal giudice di merito in rapporto alle altre risultanze istruttorie. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che ha tratto elementi di convincimento, ai fini dell'accertamento della natura subordinata del rapporto di lavoro e della sua durata, dalle risultanze del libretto in un'ipotesi in cui era pacifica tra le parti l'esistenza del rapporto). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 4019 del 01/03/2016 ...
Competenza per territorio - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 96 del 07/01/2016
Procedimenti riguardanti la tutela di interdetti giudiziali - Sopravvenuta modifica delle circoscrizioni giudiziarie - Art. 9, comma 2 bis, del d.lgs. n. 155 del 2012 - Applicabilità - Fondamento. Le deposizioni rese nella fase sommaria del giudizio possessorio sono valutabili alla stregua di una prova testimoniale ove assunte in contraddittorio tra le parti, sotto il vincolo del giuramento e sulla base delle indicazioni fornite nei rispettivi atti introduttivi, mentre quelle raccolte ai fini dell'eventuale adozione del decreto "inaudita altera parte", ex art. 669 sexies, comma 2, c.p.c., sono qualificabili in termini di sommarie informazioni, pur essendo utilizzabili anche ai fini della decisione quali indizi liberamente valutabili. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 107 del 07/01/2016 ...
Consulenza tecnica - poteri del giudice - valutazione della consulenza - d'ufficio – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20125 del 07/10/2015
Adesione del giudice di appello alle conclusioni della consulenza disposta in primo grado - Difformità dalle conclusioni della consulenza disposta in secondo grado - Specifica motivazione - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20125 del 07/10/2015 Qualora il giudice d'appello dissenta dalle conclusioni del consulente tecnico d'ufficio nominato in secondo grado e accolga quelle del consulente tecnico d'ufficio designato in primo grado, deve enunciare le ragioni della scelta, contestando le contrastanti argomentazioni della seconda consulenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20125 del 07/10/2015 ...
Prova civile - onere della prova - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19709 del 02/10/2015
Fatti principali e fatti secondari - Mancata contestazione - Differente rilevanza - Conseguenze nel giudizio d'impugnazione. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19709 del 02/10/2015 La mancanza di specifica contestazione, se riferita ai fatti principali, comporta la superfluità della relativa prova perché non controversi, mentre se è riferita ai fatti secondari consente al giudice solo di utilizzarli liberamente quali argomenti di prova ai sensi dell'art. 116, comma 2, cod. proc. civ., sicché nel giudizio d'impugnazione il riesame dell'accertamento risultante dalla sentenza impugnata è subordinato alla proposizione di specifiche censure solo rispetto ai primi, operando in mancanza la preclusione derivante dal giudicato interno, mentre per i secondi è sufficiente, anche in assenza di contestazione, l'avvenuta impugnazione dell'accertamento riguardante i fatti costitutivi della domanda per la riapertura del relativo dibattito processuale. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19709 del 02/10/2015 ...
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19215 del 29/09/2015 Valutazione in ordine all'inattendibilità del testimone - Contenuto della dichiarazione - Necessità - Per categorie di soggetti - Escl
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19215 del 29/09/2015 Valutazione in ordine all'inattendibilità del testimone - Contenuto della dichiarazione - Necessità - Per categorie di soggetti - Esclusione - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19215 del 29/09/2015 La valutazione sull'attendibilità di un testimone ha ad oggetto il contenuto della dichiarazione resa e non può essere aprioristica e per categorie di soggetti, al fine di escluderne "ex ante" la capacità a testimoniare. (Nella specie, la S.C. ha censurato la decisione della Corte di merito - confermativa di quella del giudice di prime cure - di non ammettere la dedotta prova testimoniale in ragione della ritenuta inattendibilità, "ab origine", degli indicati testimoni, perché residenti stabilmente nell'immobile oggetto del contratto di locazione "sub iudice"). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19215 del 29/09/2015 ...
Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17399 del 01/09/2015
Consulenza tecnica d'ufficio - Mancata ammissione da parte del giudice di merito - Onere di motivazione adeguata - Contenuto - Vizio di motivazione - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie in tema di richiesta di consulenza medico-legale. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17399 del 01/09/2015 La decisione di ricorrere o meno ad una consulenza tecnica d'ufficio costituisce un potere discrezionale del giudice, che, tuttavia, è tenuto a motivare adeguatamente il rigetto dell'istanza di ammissione proveniente da una delle parti, dimostrando di poter risolvere, sulla base di corretti criteri, i problemi tecnici connessi alla valutazione degli elementi rilevanti ai fini della decisione, senza potersi limitare a disattendere l'istanza sul presupposto della mancata prova dei fatti che la consulenza avrebbe potuto accertare. Pertanto, nelle controversie che, per il loro contenuto, richiedono si proceda ad un accertamento tecnico, il mancato espletamento di una consulenza medico-legale, specie a fronte di una domanda di parte in tal senso (nella specie, documentata attraverso l'allegazione di un certificato medico indicativo del nesso di causalità tra la sindrome depressiva lamentata e la condotta illecita del convenuto), costituisce una grave carenza nell'accertamento dei fatti da parte del giudice di merito, che si traduce in un vizio della motivazione della sentenza. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17399 del 01/09/2015 ...
Famiglia - matrimonio - separazione personale dei coniugi - effetti - assegno di mantenimento - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 18196 del 16/09/2015
Attribuzione e quantificazione dell'assegno - Dichiarazione dei redditi dell'obbligato - Valore probatorio vincolante - Esclusione - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 18196 del 16/09/2015 Le dichiarazioni dei redditi dell'obbligato hanno una funzione tipicamente fiscale, sicché nelle controversie relative a rapporti estranei al sistema tributario (nella specie, concernenti l'attribuzione o la quantificazione dell'assegno di mantenimento) non hanno valore vincolante per il giudice, il quale, nella sua valutazione discrezionale, può fondare il suo convincimento su altre risultanze probatorie. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto insindacabile la valutazione del giudice della separazione personale tra coniugi, il cui convincimento si era fondato, ai fini della quantificazione dell'assegno di mantenimento, sull'alto tenore di vita ed il rilevante potere di acquisto dimostrato dal coniuge onerato). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 18196 del 16/09/2015 ...
Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - fatti notori. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17906 del 10/09/2015
Nozione - Utilizzabilità da parte del giudice di merito - Sindacabilità in sede di legittimità - Limiti - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17906 del 10/09/2015 Il ricorso al fatto notorio attiene all'esercizio di un potere discrezionale riservato al giudice di merito e sindacabile, in sede di legittimità, solo se la decisione della controversia si basi su un'inesatta nozione del notorio - da intendersi come fatto conosciuto da un uomo di media cultura, in un dato tempo e luogo - e non anche per inesistenza o insufficienza della motivazione, non essendo egli tenuto ad indicare gli elementi su cui si fonda la sua determinazione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva desunto la notorietà dello stato di insolvenza del gruppo societario di cui era parte la resistente da numerose notizie di stampa non soltanto specialistiche, né esclusivamente locali). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17906 del 10/09/2015 ...
Previdenza (assicurazioni sociali) - controversie - prova - verbali degli organi amministrativi – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17702 del 07/09/2015
Verbali ispettivi - Dichiarazioni provenienti dal datore di lavoro - Efficacia di confessione stragiudiziale resa alla parte - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17702 del 07/09/2015 La dichiarazione di fatti a sé sfavorevoli resa dal datore di lavoro in un verbale ispettivo non ha valore di confessione stragiudiziale con piena efficacia probatoria nel rapporto processuale, ma costituisce prova liberamente apprezzabile dal giudice in quanto l'ispettore del lavoro, pur agendo quale organo della P.A., non la rappresenta in senso sostanziale, e, quindi, non è il destinatario degli effetti favorevoli, ed è assente l'"animus confitendi", trattandosi di dichiarazione resa in funzione degli scopi dell'inchiesta. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17702 del 07/09/2015 ...
Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - valutazione delle prove - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17392 del 01/09/2015
Dichiarazioni scritte provenienti da terzi - Libero apprezzamento da parte del giudice - Possibilità - Limiti - Violazione del principio del contraddittorio - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17392 del 01/09/2015 Nell'ordinamento processuale vigente manca una norma di chiusura sulla tassatività tipologica dei mezzi di prova, sicché il giudice può legittimamente porre a base del proprio convincimento anche prove cd. atipiche, quali le dichiarazioni scritte provenienti da terzi, della cui utilizzazione fornisca adeguata motivazione e che siano idonee ad offrire elementi di giudizio sufficienti, non smentiti dal raffronto critico con le altre risultanze istruttorie, senza che ne derivi la violazione del principio di cui all'art. 101 c.p.c., atteso che, sebbene raccolte al di fuori del processo, il contraddittorio si instaura con la produzione in giudizio. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17392 del 01/09/2015 ...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - danno emergente e lucro cessante – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15757 del 27/07/2015
Abusiva occupazione di immobile - Danno risarcibile - Condizioni e limiti - Fattispecie. In tema di occupazione abusiva di immobile, il danno patrimoniale subìto dal titolare del bene - della cui prova egli è sempre onerato - dipende dall'atteggiarsi del suo godimento su di esso nel momento in cui si verifica l'occupazione, giacché solo se esista un godimento diretto o indiretto si concretizza un danno emergente da rapportare alle utilità che egli avrebbe potuto acquisire dal bene se non occupato, mentre, in caso contrario, sarà al più ipotizzabile un lucro cessante, da identificare nell'impossibilità di realizzare la modalità di godimento diretto che era stata programmata prima dell'occupazione, ovvero una modalità di godimento indiretto che si sia presentata "medio tempore" e resa, del pari, impossibile dall'occupazione. (Nella specie, la S.C. ha annullato la sentenza impugnata che aveva escluso l'esistenza di un danno da occupazione di una mansarda, già oggetto di un contratto di comodato precario, ritenendo che il giudice di merito avrebbe potuto provvedere alla "aestimatio" del pregiudizio facendo applicazione di criteri equitativi di liquidazione, come l'individuazione del corrispettivo della locazione dell'immobile a terzi, posto che, oltretutto, la stessa occupante aveva ammesso nel corso del giudizio che un simile bene, sul mercato immobiliare, era reperibile ad un canone mensile di locazione compreso tra gli 800 e i 1.200 euro). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15757 del 27/07/2015...
Prova civile - documentale (prova) - scrittura privata - verificazione - provvedimenti istruttori. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15686 del 27/07/2015
Consulenza tecnica sull'autografia della sottoscrizione disconosciuta - Incidenza probatoria - Limiti - Potere-dovere del giudice di accertarne l'autenticità con ogni mezzo istruttorio - Sussistenza - Ragioni. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15686 del 27/07/2015 Nel procedimento di verificazione della scrittura privata, il giudice di merito, ancorché abbia disposto una consulenza grafica, ha il potere-dovere di formare il proprio convincimento sulla base di ogni elemento istruttorio obiettivamente conferente, comprese le risultanze della prova testimoniale e la valutazione del complessivo comportamento tenuto dalla parte cui la sottoscrizione sia attribuita, senza essere vincolato ad alcuna graduatoria fra le varie fonti di accertamento della verità. Invero, la consulenza tecnica sull'autografia di una scrittura privata disconosciuta, da un lato, non costituisce un mezzo imprescindibile per la verifica dell'autenticità della sottoscrizione, come si desume dalla formulazione dell'art. 217 cod. proc. civ., mentre, dall'altro, non è suscettibile di conclusioni obiettivamente certe, tenuto conto del carattere irripetibile della forma della scrittura umana. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15686 del 27/07/2015 ...