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Timestamp: 2019-10-22 11:19:45+00:00
Document Index: 7307475

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'art. 41', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'art. 65', 'art. 15', 'art. 28', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 65', 'sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 60', 'art. 65', 'sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 65', 'art. 65', 'sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 22', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 48', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art.65.(Disposizioni transitorie) - Foroeuropeo
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Art.65.(Disposizioni transitorie)
Sanzione della cancellazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 162
Abolizione della sanzione della cancellazione e nuova sospensione disciplinare Nel caso di successione di norme deontologiche nel tempo, la nuova disciplina si applica anche ai procedimenti in corso al momento della sua entrata in vigore, se più favorevole per l’incolpato (art. 65 L. n. 247/2012). All’esito di tale valutazione, da effettuarsi necessariamente in concreto, la sanzione non può tuttavia risultare dalla combinazione della vecchia con la nuova normativa (da cui ricavarne...
Sanzione disciplinare - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 30993 del 27 dicembre 2017
Sanzione della cancellazione e nuova sospensione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 220
Favor rei: la valutazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 213
Favor rei: la valutazione (in concreto) non deve limitarsi alla sola sanzione edittale Le norme del nuovo Codice deontologico forense si applicano anche ai procedimenti in corso al momento della sua entrata in vigore, se più favorevoli per l’incolpato (art. 65, co. 5, L. n. 247/2012), ma tale valutazione non può limitarsi alla sola sanzione edittale dovendo invero aversi altresì riguardo alle eventuali aggravanti ex artt. 53 L. n. 247/2012 e 22 ncdf. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del...
Scadenza dell’abilitazione al patrocinio - Corte di Cassazione, Sez. II, ordinanza n. 30057 del 14 dicembre 2017
Praticanti avvocati: la scadenza dell’abilitazione al patrocinio In tema di pratica forense, alla scadenza del termine previsto dalla Legge per il patrocinio (5 anni ex art. 41 L. n. 247/2012, già 6 anni ex art. 8 RDL n. 1578/1933), il praticante avvocato perde l’abilitazione stessa a prescindere dalla sua formale cancellazione dall’omonimo registro speciale, con conseguente invalidità degli atti processuali eventualmente compiuti oltre detto termine, cioè in difetto delle condizioni per il...
Sospensione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 dicembre 2017, n. 205
Favor rei - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 181
Favor rei: il nuovo codice deontologico si applica retroattivamente, se più favorevole all’incolpato La nuova disciplina codicistica si applica anche ai procedimenti disciplinari in corso al momento della sua entrata in vigore (15 dicembre 2014), se più favorevole per l’incolpato, ai sensi dell’art. 65 L. n. 247/2012 (che ha esteso alle sanzioni disciplinari il canone penalistico del favor rei, in luogo del tempus regit actus applicato in precedenza dalla prevalente giurisprudenza). Tale...
Favor rei - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 27200 del 16 novembre 2017
Favor rei: il nuovo codice deontologico si applica retroattivamente, se più favorevole all’incolpato La nuova disciplina codicistica si applica anche ai procedimenti disciplinari in corso al momento della sua entrata in vigore, se più favorevole per l’incolpato (art. 65 L. n. 247/2012). Tale valutazione è da effettuarsi in concreto ed è pertanto necessario procedere al raffronto tra le disposizioni di cui agli artt. del Codice deontologico precedentemente vigente con le corrispondenti...
Procedimento disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 152
La delibera di apertura del procedimento interrompe la prescrizione anche se non notificata Il termine di prescrizione dell’azione disciplinare si interrompe a seguito della notifica all’incolpato della delibera di apertura del procedimento disciplinare ovvero del compimento di altri atti propulsivi del procedimento, come la delibera di rinvio a giudizio dell’incolpato; tali atti devono ritenersi idonei a determinare l’effetto interruttivo della prescrizione, a prescindere dalla loro...
Azione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 155
Lo jus superveniens non si applica alla prescrizione dell’azione disciplinare In materia di sanzioni disciplinari a carico degli avvocati, l’art. 65, comma 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, nel prevedere, con riferimento alla nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense, che le norme contenute nel nuovo codice deontologico si applicano anche ai procedimenti disciplinari in corso al momento della sua entrata in vigore, se più favorevoli all’incolpato, riguarda...
Successione di norme deontologiche nel tempo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 157
Successione di norme deontologiche nel tempo: l’individuazione della disciplina più favorevole all’incolpato L’art. 65, comma 5, della Legge n. 247/2012 prevede che le norme del nuovo Codice Deontologico, nelle more entrato in vigore, si applicano ai procedimenti disciplinari in corso se più favorevoli per l’incolpato. Ne consegue la necessità di valutare la condotta costituente illecito disciplinare prima alla luce delle norme deontologiche così come previste dal Codice in vigore al tempo...
Jus superveniens - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 162
Nuovo Ordinamento forense ed elezioni suppletive Data la clausola di compatibilità contenuta nell’art. 65, primo comma, della legge n. 247/12, appare dubbia la residua applicabilità del sistema di elezione suppletiva previsto dall’art. 15 del D.Lgs. Lgt. n. 382/44 fino all’emanazione dei regolamenti previsti dalla predetta legge, tantopiù che detta compatibilità appare esclusa dall’art. 28, secondo comma, L. n. 247 cit., applicabile ratione temporis, nella parte in cui prevede(va), in...
Favor rei - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 139
Jus superveniens - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 147
Ricorso in Cassazione: il termine di 30 giorni opera solo dopo i regolamenti previsti dalla nuova Legge professionale Fino all’emanazione ed entrata in vigore dei relativi regolamenti esecutivi della L. n. 247/2012, ha trovato applicazione l’art. 50, co. 2, RDL n. 1578/1933, secondo cui il termine per la proposizione del ricorso al C.N.F. è di 20 giorni dalla notificazione della decisione disciplinare, giusta il disposto dell’art. 65, co. 1, L. n. 247 cit. che ha così differito l’operatività...
Praticanti avvocati - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 agosto 2017, n. 107
Praticanti avvocati: la scadenza del sessennio di abilitazione al patrocinio Alla scadenza del termine dei 6 anni previsto dall’art. 8 RDL 1578/1933, il COA può legittimamente provvedere alla cancellazione dell’iscritto dal relativo registro speciale dei praticanti abilitati, ma non da quello dei praticanti avvocati semplici, giacché tale ultima iscrizione può permanere (se e) fin quando l’iscritto non superi l’esame di abilitazione, potendo egli proseguire lo svolgimento della pratica,...
Praticanti abilitati al patrocinio - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 agosto 2017, n. 107
La disciplina applicabile ai Praticanti abilitati al patrocinio iscritti al Registro prima della entrata in vigore del Regolamento Il combinato disposto di cui agli articoli 41, comma 13, della nuova legge professionale (che contempla l’adozione di un Decreto Ministeriale recante la disciplina delle modalità di svolgimento del “nuovo” tirocinio) e 65, comma 1, stessa legge (che detta “disposizioni transitorie”, prevedendo che “fino all’entrata in vigore dei regolamenti previsti nella presente...
Sospensione cautelare - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 18984 del 31 luglio 2017
La nuova disciplina della sospensione cautelare non è retroattiva La nuova disciplina della sospensione cautelare (art. 60 L. n. 247/2012) non si applica retroattivamente ai procedimenti già pendenti alla data della sua entrata in vigore, per i quali dovrà continuarsi ad applicare la vecchia disciplina (43 RDL n. 1578/1933), poiché l’art. 65, co. 1 e 5, L. n. 247/2012 regola esclusivamente la successione delle norme del codice deontologico, sicché per tutti gli altri profili che non trovano...
Favor rei - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 102
Favor rei e sanzione disciplinare: superato il principio del “tempus regit actum” L’indubbia natura afflittiva della sanzione disciplinare induce a ritenere applicabile il principio generale del favor rei, per una primaria esigenza di parita` sostanziale, costituzionalmente garantita, tra gli incolpati. Conseguentemente, in vigenza dell’attuale sistema ordinamentale (art. 65 L. n. 247/2012) deve ritenersi ormai superato il contrario orientamento giurisprudenziale del “tempus regit actum”,...
Favor rei - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 luglio 2017, n. 87
Favor rei: la valutazione (in concreto) non deve limitarsi alla sola sanzione edittale Le norme del nuovo Codice deontologico forense si applicano anche ai procedimenti in corso al momento della sua entrata in vigore, se più favorevoli per l’incolpato (art. 65, co. 5, L. n. 247/2012), ma tale valutazione non può limitarsi alla sola sanzione edittale dovendo invero aversi altresì riguardo alle eventuali aggravanti ex artt. 53 L. n. 247/2012 e 22 ncdf (Nel caso di specie, in applicazione del...
Sanzione disciplinare - favor rei - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 56
Abolizione della sanzione disciplinare della cancellazione e principio del favor rei Le norme del nuovo codice deontologico forense si applicano anche ai procedimenti in corso al momento della sua entrata in vigore, se più favorevoli per l’incolpato, avendo l’art. 65, comma 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, recepito il criterio del “favor rei”, in luogo del criterio del “tempus regit actum”, per una primaria esigenza di parità sostanziale, costituzionalmente garantita, tra gli...
Jus superveniens - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 56
Favor rei - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 aprile 2017, n. 32
Formazione continua - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 aprile 2017, n. 35
Formazione continua: le cause di esenzione ed esonero operano retroattivamente Le norme del nuovo codice deontologico forense si applicano anche ai procedimenti in corso al momento della sua entrata in vigore, se più favorevoli per l’incolpato, avendo l’art. 65, comma 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, recepito il criterio del “favor rei”, in luogo del criterio del “tempus regit actum”, per una primaria esigenza di parità sostanziale, costituzionalmente garantita, tra gli incolpati,...
L’abolitio “criminis” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 aprile 2017, n. 35
L'abolitio “criminis” è rilevabile d’ufficio (ed opera retroattivamente) In presenza di una causa di estinzione dell’illecito, il giudice disciplinare è legittimato a pronunciare anche d’ufficio (cioè a prescindere da uno specifico motivo di impugnazione) sentenza di assoluzione in tutti i casi in cui le circostanze idonee ad escludere l’esistenza del fatto, la commissione del medesimo da parte dell’incolpato e la sua rilevanza disciplinare emergano dagli atti in modo assolutamente non...
Prescrizione dell’azione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 9
Sanzione disciplinare e favor rei - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 382
Sanzione disciplinare e favor rei: superato il criterio del “tempus regit actum” Le norme del nuovo codice deontologico forense si applicano anche ai procedimenti in corso al momento della sua entrata in vigore, se più favorevoli per l’incolpato, avendo l’art. 65, comma 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, recepito il criterio del “favor rei”, in luogo del criterio del “tempus regit actum”, per una primaria esigenza di parità sostanziale, costituzionalmente garantita, tra gli incolpati,...
Prescrizione dell’azione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 396
Prescrizione dell’azione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 402
Il nuovo codice deontologico può applicarsi retroattivamente Le norme contenute nel nuovo codice deontologico si applicano anche ai procedimenti disciplinari in corso al momento della sua entrata in vigore, se più favorevoli per l’incolpato (art. 65, co. 5, L. n. 247/2012). (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha accolto il ricorso in parte qua, riducendo la sanzione disciplinare perché più mite rispetto a quella comminata all’incolpato sulla scorta del...
Lo jus superveniens non si applica alla prescrizione dell’azione disciplinare In materia di sanzioni disciplinari a carico degli avvocati, l’art. 65, comma 5, della legge 31 dicembre 2012, n.247, nel prevedere, con riferimento alla nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense, che le norme contenute nel nuovo codice deontologico si applicano anche ai procedimenti disciplinari in corso al momento della sua entrata in vigore, se più favorevoli all’incolpato, riguarda...
jus superveniens
Sanzione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 luglio 2016, n. 180
Abolizione della sanzione disciplinare della cancellazione e principio del favor rei L’indubbia natura afflittiva della sanzione disciplinare induce a ritenere applicabile il principio generale del favor rei, per una primaria esigenza di parita` sostanziale, costituzionalmente garantita, tra gli incolpati. Conseguentemente, in vigenza dell’attuale sistema ordinamentale (art. 65 L. n. 247/2012) deve ritenersi ormai superato il contrario orientamento giurisprudenziale del “tempus regit actum”,...
Il dies a quo della prescrizione disciplinare nel caso di illecito deontologico permanente o continuato - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 13379 del 30 giugno 2016
Il dies a quo della prescrizione disciplinare nel caso di illecito deontologico permanente o continuato Il dies a quo per la prescrizione dell’azione disciplinare va individuato nel momento della commissione del fatto solo se questo integra una violazione deontologica di carattere istantaneo che si consuma o si esaurisce al momento stesso in cui viene realizzata; ove invece la violazione risulti integrata da una condotta protrattasi e mantenuta nel tempo, la decorrenza del termine...
Lo jus superveniens non si applica alla prescrizione dell’azione disciplinare - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 12196 del 14 giugno 2016
La successione delle norme deontologiche nel tempo L’illecito deontologico è riconducibile al genus degli illeciti amministrativi, per i quali –in difetto di eadem ratio- non trova applicazione, in via analogica, il principio del favor rei sancito dall’art. 2 c.p., bensì quello del tempus regit actum (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha applicato l’art. 22 c.d.f. in vigore prima della modifica introdotta nel gennaio 2006).Consiglio Nazionale Forense...
Il nuovo codice deontologico può applicarsi retroattivamente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 novembre 2015, n. 182 (2)
Il nuovo codice deontologico può applicarsi retroattivamente Le norme contenute nel codice deontologico si applicano anche ai procedimenti disciplinari in corso al momento della sua entrata in vigore, se più favorevoli per l’incolpato (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ridotto da un anno a sei mesi la durata della sospensione disciplinare comminata all’incolpato). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 novembre 2015, n. 182 ...
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese chiede di sapere quale decisione debba essere dal medesimo assunta con riferimento alle “istanze di abilitazione al patrocinio sostitutivo che dovessero essere presentate dai giovani iscritti nel registro dei praticanti”, atteso che, da un lato, risulta decorso dal 2 febbraio 2015 il termine entro il quale, ex art. 48 Legge n. 247/2012, l’accesso all’esame di abilitazione restava disciplinato dalle disposizioni vigenti, mentre, dall’...
illecito deontologico permanente o continuato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 novembre 2014, n. 153
prescrizione disciplinare - Il dies a quo della prescrizione disciplinare nel caso di illecito deontologico permanente o continuato Il dies a quo per la prescrizione dell’azione disciplinare va individuato nel momento della commissione del fatto solo se questo integra una violazione deontologica di carattere istantaneo che si consuma o si esaurisce al momento stesso in cui viene realizzata; ove invece la violazione risulti integrata da una condotta protrattasi e mantenuta nel tempo, la...
addebito disciplinare con difetto di specificità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 novembre 2014, n. 154
La nullità dell’addebito disciplinare per difetto di specificità La nullità dell’addebito disciplinare per difetto di specificità sussiste soltanto quando vi è assoluta incertezza sui fatti oggetto di contestazione, per effetto della quale l’incolpato non abbia potuto svolgere pienamente le sue difese; mentre non sussiste nullità quando la contestazione è tale per cui con la lettura dell’incolpazione l’interessato è in grado di affrontare in modo efficace le proprie difese, senza il rischio...