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Timestamp: 2016-10-26 23:28:33+00:00
Document Index: 147367281

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 74', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 22', 'art. 7']

Risoluzione Agenzia Entrate n.86 del 30.09.2016 REGISTRAZIONE GRATUITA
Risoluzione Agenzia Entrate n.86 del 30.09.2016 Annullamento dei titoli di accesso a data libera per l’ingresso ai parchi di divertimento. Consulenza giuridica
oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 7 del D.M. del 13 luglio 2000,
L’Associazione Alfa (di seguito anche Associazione
istante) riferisce che i titoli di accesso a data libera per l’ingresso ai
parchi permanenti di divertimento vengono solitamente commercializzati dagli
operatori del settore mediante la prestampa dei titoli e la consegna degli
stessi a terzi (edicole, stabilimenti balneari, esercizi commerciali, pubblici
esercizi, ecc.) incaricati della prevendita nell’arco dell’intera stagione di
apertura del parco. L’Associazione Alfa fa presente che l’interesse
all’annullamento dei titoli di accesso a data libera per l’ingresso ai parchi
di divertimento si concretizza qualora gli stessi titoli risultino
definitivamente invenduti e ciò è riscontrabile solo alla fine della stagione
di apertura del parco. L’Associazione istante, evidenzia, relativamente a tali
titoli, la "difficoltà di gestire smarrimenti, furti ed annullamento
dell’invenduto” atteso che, applicando le istruzioni fornite dall’Agenzia delle
entrate con risoluzione n. 276/E del 2 ottobre 2007 per l’annullamento degli
abbonamenti a data libera – annullabili entro cinque giorni lavorativi dal
primo evento teoricamente fruibile dallo spettatore – i titoli di accesso a
data libera ai parchi di divertimento sarebbero annullabili entro cinque giorni
dall’inizio della stagione di apertura del parco (anziché dalla fine della stessa).
Ciò posto, l’Associazione istante chiede se i titoli di
accesso a data libera per l’ingresso ai parchi di divertimento, rimasti
invenduti, possano essere annullati entro cinque giorni lavorativi dalla fine
della stagione di apertura del parco. SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE
L’Associazione Alfa ritiene che i titoli di accesso
a data libera per l’ingresso ai parchi di divertimento, rimasti invenduti,
possano essere annullati entro cinque giorni lavorativi dalla fine della
stagione di apertura del parco. PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Si fa presente, preliminarmente, con riferimento alle
modalità di distribuzione dei titoli di accesso adottata dagli esercenti i
parchi di divertimento, che la prestampa dei titoli di accesso, nel caso di
consegna a terzi per la successiva distribuzione, può avvenire a condizione che
gli stessi titoli rechino la dicitura "emesso
per la vendita da parte di” con l’indicazione dei dati identificativi del
terzo incaricato che provvede alla successiva distribuzione (v. artt. 3, comma
1, lett. l) e 6, comma 2, del decreto del Ministero delle Finanze 13 luglio
2000). Ciò premesso, per quanto concerne la questione relativa
all’annullamento dei titoli di accesso posta dall’Associazione istante, si
rappresenta, in via generale, che le modalità di annullamento dei titoli
prestampati (emessi cioè ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto 13
luglio 2000) sono disciplinate dall’articolo 7, comma 1, dello stesso decreto,
secondo cui "il titolo di accesso può
essere annullato, tramite idonea registrazione, anche della causale, nel
sistema automatizzato che ha permesso l’emissione del titolo stesso, da
effettuarsi entro il quinto giorno lavorativo successivo a quello dell’evento”. Detta disposizione mira, in sostanza, a consentire
all’organizzatore di annullare i titoli di accesso dallo stesso prestampati
qualora detti titoli non siano stati venduti. Con risoluzione n. 27/E del 28 febbraio 2007 è stato
chiarito che la procedura di annullamento del titolo di cui all’articolo 7,
comma 1, del decreto 13 luglio 2000 è applicabile sia all’ipotesi di emissione
di titoli di accesso per un singolo evento spettacolistico sia a quella di
emissione di abbonamenti. Con successiva risoluzione n. 276/E del 2007 è stato
precisato, relativamente all’ipotesi di abbonamento c.d. "a data libera”
(titolo di accesso che dà diritto alla fruizione di più eventi spettacolistici
non predeterminati nella data), che per quinto giorno lavorativo successivo
all’evento (termine entro cui è possibile procedere, in via generale,
all’annullamento dei titoli ai sensi dell'articolo 7, comma 1, del decreto 13
luglio 2000) deve intendersi il quinto giorno lavorativo successivo a quello
del primo evento teoricamente fruibile dallo spettatore con l’abbonamento,
sempre che lo stesso spettatore non abbia già fruito della relativa prestazione
spettacolistica. Ciò posto, per quanto concerne la fattispecie oggetto
della presente consulenza giuridica, si fa presente che i titoli di accesso a
data libera per l’ingresso ai parchi da divertimento (definiti anche titoli
c.d. "open”), sono titoli che consentono allo spettatore di scegliere il giorno
di accesso al parco nell’arco del periodo di apertura del parco stesso o,
comunque, in un determinato arco temporale di fruibilità del titolo. I citati titoli "open”, in sostanza, sono titoli di
accesso che danno diritto alla fruizione di un solo evento spettacolistico
(l’ingresso al parco di divertimento in un solo giorno a scelta del possessore
del titolo) ma non recano la preventiva indicazione della data in cui è
possibile fruire del predetto evento, vale a dire del giorno in cui è possibile
effettuare l’ingresso al parco di divertimento. Relativamente a tale formula di ingresso, con risoluzione
n. 88/E del 12 giugno 2001, è stato chiarito che il pagamento del corrispettivo
per una manifestazione di spettacolo non predeterminata (vale a dire non
individuata con riferimento alla data di fruizione dell’evento) richiede, ai
fini fiscali, comunque l’emissione di un titolo di accesso, che per le sue
peculiari caratteristiche deve essere assimilato, agli effetti della
determinazione del momento impositivo e degli adempimenti e delle modalità di
certificazione, ad un abbonamento a data libera. Da tale assimilazione discende che, per i titoli c.d.
"open”, il momento impositivo si realizza all’atto del pagamento del
corrispettivo (ai sensi dell’art. 74-quater, comma 1, del D.P.R. n. 633 del
1972) e all’atto dell’ingresso al parco vi è l’obbligo di emissione di un
successivo titolo di accesso (con IVA preassolta) recante la dicitura
"abbonato” e gli estremi dell’abbonamento a data libera precedentemente emesso
(v. art. 3, comma 1, lett. g) decreto 13 luglio 2000). Ferma restando ai fini del momento impositivo e degli
adempimenti e delle modalità di certificazione l’assimilazione dei titoli c.d.
"open” agli abbonamenti a data libera operata con la risoluzione n. 88/E del
2001 (in quanto giustificata dalla comune caratteristica della mancanza di
preventiva individuazione della data dell’evento spettacolistico), per quanto
attiene, invece, al computo dei termini di annullamento si ritiene non possa operarsi
la predetta assimilazione e che, quindi,
non possano estendersi ai predetti titoli "open” i chiarimenti forniti con
risoluzione n. 276/E del 2007 (validi in relazione solo agli abbonamenti a data
libera). Infatti, mentre l’abbonamento a data libera dà diritto ad
assistere ad una pluralità di eventi spettacolistici, il titolo di accesso c.d.
"open” dà diritto alla fruizione di un solo evento spettacolistico (l’ingresso
al parco in un solo giorno a scelta del possessore del titolo). L’utilizzo del titolo di accesso c.d. "open”, derivante dalla
specifica natura delle manifestazioni spettacolistiche rese nei parchi da
divertimento, determina le peculiari esigenze organizzative e commerciali degli
esercenti i parchi di divertimento evidenziate dall’Associazione istante, anche
in relazione alla gestione dei titoli prestampati rimasti invenduti. In considerazione di ciò, nel caso di titoli di accesso
c.d. "open” per l’accesso ai parchi di divertimento, il quinto giorno
lavorativo successivo a quello dell’evento (termine entro cui è normativamente
consentito procedere all’annullamento dei titoli prestampati ai sensi del
citato art. 7, comma 1, del decreto 13 luglio 2000) si ritiene vada individuato
nel quinto giorno lavorativo successivo all’ultimo giorno in cui è consentito
l’accesso al parco mediante il titolo stesso. Tale soluzione interpretativa influisce tanto sulle
caratteristiche di emissione dei titoli "open”, quanto sulla loro
rendicontazione ai fini della determinazione del momento impositivo (che, come
sopra precisato, si realizza all’atto del pagamento del corrispettivo). In relazione all’emissione dei titoli in questione, si
ritiene necessaria, da parte dell’organizzatore (l’esercente il parco di
divertimento), tanto la preventiva individuazione del titolo (con relativa
indicazione della dicitura "OPEN” prestampata), quanto la precisazione del
periodo di utilizzabilità del titolo da parte dello spettatore (andrà operata
l’indicazione dell’ultimo giorno in cui è utilizzabile il titolo). In particolare, l’indicazione dell’ultimo giorno in cui è
utilizzabile il titolo "open” non potrà eccedere i dodici mesi dalla data di
emissione dello titolo stesso. Tale periodo di utilizzabilità del titolo "open”
potrà anche essere a cavallo tra l’anno solare di emissione e l’anno
successivo. Nell’ipotesi in cui il parco di divertimento non sia
continuativamente aperto nel corso dell’anno ma sia, invece, previsto un
intervallo di chiusura, il periodo di validità del titolo d’accesso "open” non potrà
in ogni caso eccedere la durata della stagione di apertura del parco. Tale limitazione del periodo di utilizzabilità del titolo
c.d. "open” si ritiene giustificata in considerazione della ratio della
disciplina recata dall’art. 7 del decreto 13 luglio 2000. Tale disciplina,
infatti, considera come fattispecie eccezionali quelle di annullamento dei
titoli di accesso e, inoltre, nell’ipotesi di cui al comma 1, circoscrive la
possibilità di annullamento dei titoli di accesso prestampati invenduti entro un
termine prefissato, al fine di definire in tempi ragionevoli le conseguenze
fiscali ricollegate all’emissione degli stessi titoli. Si evidenzia, poi, che dovranno essere rispettate tutte le
altre previsioni relative all’emissione dei titoli di accesso previste dal
citato decreto 13 luglio 2000, dal citato Provvedimento del Direttore
dell’Agenzia delle Entrate del 23 luglio 2001 e dagli altri atti e
provvedimenti vigenti. Riepilogando - e seguendo l’ordine indicato dall’Allegato
A, lettere a) e b) del citato Provvedimento del 23 luglio 2001 in relazione al
"Log delle transazioni” - i titoli di
che trattasi dovranno, in particolare, essere valorizzati: - come abbonamenti; - con l’indicazione del codice punto vendita (se valorizzato dal
titolare) e, nella prestampa, con la dicitura "emesso per la vendita da parte di…” (art. 3, comma 1, lett. l del
Decreto Ministeriale 13 luglio 2000);
- nel "tipo
turno”, con il valore "L” (abbonamento a turno libero); - nel "numero
eventi abilitati”, con il numero "1”; - nel campo "data
limite di validità”, con la data dell’ultimo evento fruibile; - nel
"codice abbonamento”, con la dicitura "OPEN”. Quanto, invece, alla rendicontazione dei titoli c.d.
"open” ai fini della determinazione del momento impositivo (che, come sopra precisato,
si realizza all’atto del pagamento del corrispettivo), si segnala che, ove i
riepiloghi di cui al Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del
23 luglio 2001 relativi ai proventi degli abbonamenti dovessero riportare come
venduti i titoli c.d. "open” – laddove questi siano stati, invece, soltanto
emessi per la consegna ad un terzo per la successiva distribuzione e, quindi,
non vi sia stato ancora il pagamento del corrispettivo – occorrerà seguire
provvisoriamente il seguente iter che consentirà agli esercenti i parchi di
divertimento di quantificare il volume d’affari relativo agli abbonamenti e, di
conseguenza, effettuare correttamente il versamento dell’imposta: a) gli
esercenti devono trasmettere, comunque, i riepiloghi in questione; b) la
SIAE deve scartare da detti riepiloghi i corrispettivi indicati a fronte dei
titoli c.d. "open” e comunicare mensilmente agli esercenti i parchi di
divertimento il corretto volume d’affari acquisito relativo agli abbonamenti
diversi da quelli c.d. "open”; c) con
analoga cadenza mensile, gli esercenti devono provvedere a comunicare a SIAE il
riepilogo mensile dei soli titoli c.d. "open”per i quali risulta avvenuto il pagamento del corrispettivo. Tale comunicazione
verrà effettuata attraverso il "Riepilogo
mensile abbonamenti" di cui all’Allegato C) del Provvedimento del
Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 23 luglio 2001. Si ricorda che, ai sensi dell’art. 7, comma 4, del decreto
13 luglio 2000, il titolo di accesso "open” annullato deve essere conservato
integro in tutte le sue parti a norma dell'art. 22 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Si evidenzia, altresì, che l’esercente il parco di
divertimento sarà tenuto al versamento dell’IVA in relazione ai titoli di
accesso "open” rimasti invenduti al termine della stagione per i quali non
abbia tempestivamente provveduto all’annullamento nel termine, sopra indicato,
del quinto giorno lavorativo successivo all’ultimo giorno in cui è consentito
l’accesso al parco mediante i titoli stessi. Si fa presente che i chiarimenti sopra forniti non
riguardano i titoli emessi in forma digitale ai sensi del Provvedimento del
Direttore dell’Agenzia delle entrate del 4 marzo 2008, prot. n. 2008/22799, i
quali non possono essere annullati in ipotesi diverse da quelle di erronea
emissione o di mancata effettuazione dell’evento (v. punti 4.1 e 4.2 del citato
Provvedimento n. 2008/22799 e art. 7,
commi 2 e 3, del decreto 13 luglio 2000). Si precisa, infine, per completezza, in merito alle
ipotesi di smarrimento e furti dei titoli di accesso – rispetto alle quali
l’Associazione istante rappresenta difficoltà di gestione – che trovano
applicazione i chiarimenti forniti con la citata risoluzione n. 27/E del 2007,
laddove è stato precisato che, in tali casi, in mancanza di norme che prevedano
l'annullamento del precedente titolo, si potrebbe avere solo l'emissione di un
nuovo titolo, con una duplice conseguenza: a) la
certificazione fiscale verrebbe emessa senza che il corrispettivo certificato
venga sostanzialmente percepito; b) dovrebbe
essere autorizzato in via amministrativa l'eventuale esclusione dei conseguenti
obblighi tributari al fine di evitare che si verifichi una duplicazione
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