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Timestamp: 2017-04-25 22:12:29+00:00
Document Index: 3190290

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 21', 'art. 49', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 21', 'art. 9', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 21', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 8', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 85', 'art. 4', 'art. 49', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 8', 'art.17', 'art.17', 'art.17', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 20']

www.ufficiocommercio.itMAGGIOLI EDITOREUfficio CommercioLegge 7/8/1990 n. 241 (G.U. 18/8/1990 n. 192)Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativiArticolo 1Principi generali dell'attivita' amministrativa
(2) Comma aggiunto dall'art. 1, L. 11/02/05, n. 15, poi modificato dall'art. 7, comma 1 lettera a) n.2, L 18/6/2009, n. 69. (3) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/02/05, n. 15, poi modificato dall'art. 7, comma 1 lettera a) n.1, L 18/6/2009, n. 69.
Articolo 2Conclusione del procedimentoCapo I - Principi Conclusione del procedimento
1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un’istanza, ovvero debba essere iniziato d’ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l’adozione di un provvedimento espresso. 2. Nei casi in cui disposizioni di legge ovvero i provvedimenti di cui ai commi 3, 4 e 5 non prevedono un termine diverso, i procedimenti amministrativi di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali devono concludersi entro il termine di trenta giorni. 3. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, adottati ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei Ministri competenti e di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e l’innovazione e per la semplificazione normativa, sono individuati i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di competenza delle amministrazioni statali. Gli enti pubblici nazionali stabiliscono, secondo i propri ordinamenti, i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di propria competenza.
4. Nei casi in cui, tenendo conto della sostenibilità dei tempi sotto il profilo dell’organizzazione amministrativa, della natura degli interessi pubblici tutelati e della particolare complessità del procedimento, sono indispensabili termini superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, i decreti di cui al comma 3 sono adottati su proposta anche dei Ministri per la pubblica amministrazione e l’innovazione e per la semplificazione normativa e previa deliberazione del Consiglio dei ministri. I termini ivi previsti non possono comunque superare i centottanta giorni, con la sola esclusione dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana e di quelli riguardanti l’immigrazione. 5. Fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni normative, le autorità di garanzia e di vigilanza disciplinano, in conformità ai propri ordinamenti, i termini di conclusione dei procedimenti di rispettiva competenza. 6. I termini per la conclusione del procedimento decorrono dall’inizio del procedimento d’ufficio o dal ricevimento della domanda, se il procedimento è ad iniziativa di parte. 7. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 17, i termini di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo possono essere sospesi, per una sola volta e per un periodo non superiore a trenta giorni, per l’acquisizione di informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso dell’amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le disposizioni dell’articolo 14, comma 2. 8. La tutela in materia di silenzio dell'amministrazione e' disciplinata dal codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. Le sentenze passate in giudicato che accolgono il ricorso proposto avverso il silenzio inadempimento dell'amministrazione sono trasmesse, in via telematica, alla Corte dei conti. 9. La mancata o tardiva emanazione del provvedimento costituisce elemento di valutazione della performance individuale, nonche' di responsabilita' disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario inadempiente. (3)
9-quinquies. Nei provvedimenti rilasciati in ritardo su istanza di parte sono espressamente indicati il termine previsto dalla legge o dai regolamenti e quello effettivamente impiegato. (4) (1) --------------
(3) Comma sostituito dall'art. 1, DL 9/2/2012, n. 5, convertito, con modificazioni dalla L. 4/4/2012, n. 35.(4) Comma aggiunto dall'art. 1, DL 9/2/2012, n. 5, convertito, con modificazioni dalla L. 4/4/2012, n. 35.(4) Comma dapprima aggiunto dall'art. 1, DL 9/2/2012, n. 5, convertito, con modificazioni dalla L. 4/4/2012, n. 35 ed infine modificato dall'art. 13, DL 22/6/2012, n. 83, convertito, con modificazioni dalla legge 7/8/2012, n. 134.
Articolo 2 bisConseguenze per il ritardo dell�amministrazione nella conclusione del procedimentoCapo I - Principi Conseguenze per il ritardo dell’amministrazione nella conclusione del procedimento 1. Le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all’articolo 1, comma 1-ter, sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento. [2. Le controversie relative all’applicazione del presente articolo sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in cinque anni. ] (1) (2) --------------
(1) Articolo aggiunto dall'art. 7, comma 1 lettera c), L 18/6/2009, n. 69.(2) Comma abrogato dall'art. 4, Allegato 4, al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16 settembre 2010.
Articolo 3Motivazione del provvedimento
Capo I - Principi Motivazione del provvedimento (1)
1. Ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli concernenti l'organizzazione amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi ed il personale, deve essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dal comma 2. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione, in relazione alle risultanze dell'istruttoria.2. La motivazione non � richiesta per gli atti normativi e per quelli a contenuto generale.3. Se le ragioni delle decisioni risultano da altro atto dell'amministrazione richiamato dalla decisione stessa, insieme alla comunicazione di quest'ultima deve essere indicato e reso disponibile, a norma della presente legge, anche l'atto cui essa si richiama.4. In ogni atto notificato al destinatario devono essere indicati il termine e l'autorit� cui � possibile ricorrere.--------------
Articolo 3 bisUso della telematica
Capo I - Principi Uso della telematica
Articolo 4Unita' organizzativa responsabile del procedimentoCapo II - Responsabile del procedimentoUnita' organizzativa responsabile del procedimento (1)1. Ove non sia gi� direttamente stabilito per legge o per regolamento, le pubbliche amministrazioni sono tenute a determinare per ciascun tipo di procedimento relativo ad atti di loro competenza l'unit� organizzativa responsabile della istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale, nonch� dell'adozione del provvedimento finale.2. Le disposizioni adottate ai sensi del comma 1 sono rese pubbliche secondo quanto previsto dai singoli ordinamenti.-------------(1) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.
Articolo 5Responsabile del procedimentoCapo II - Responsabile del procedimentoResponsabile del procedimento (1)1. Il dirigente di ciascuna unit� organizzativa provvede ad assegnare a s� o ad altro dipendente addetto all'unit� la responsabilit� dell'istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento nonch�, eventualmente, dell'adozione del provvedimento finale.2. Fino a quando non sia effettuata l'assegnazione di cui al comma 1, � considerato responsabile del singolo procedimento il funzionario preposto alla unit� organizzativa determinata a norma del comma 1 dell'articolo 4.3. L'unit� organizzativa competente e il nominativo del responsabile del procedimento sono comunicati ai soggetti di cui all'articolo 7 e, a richiesta, a chiunque vi abbia interesse.---------(1) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.Articolo 6Compiti del responsabile del procedimentoCapo II - Responsabile del procedimentoCompiti del responsabile del procedimento (2)1. Il responsabile del procedimento: a) valuta, ai fini istruttori, le condizioni di ammissibilit�, i requisiti di legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti per l'emanazione del provvedimento; b) accerta di ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all'uopo necessari, e adotta ogni misura per l'adeguato e sollecito svolgimento dell'istruttoria. In particolare, pu� chiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e pu� esperire accertamenti tecnici ed ispezioni ed ordinare esibizioni documentali; c) propone l'indizione o, avendone la competenza, indice le conferenze di servizi di cui all'articolo 14; d) cura le comunicazioni, le pubblicazioni e le notificazioni previste dalle leggi e dai regolamenti; e) adotta, ove ne abbia la competenza, il provvedimento finale, ovvero trasmette gli atti all'organo competente per l'adozione. L'organo competente per l'adozione del provvedimento finale, ove diverso dal responsabile del procedimento, non puo' discostarsi dalle risultanze dell'istruttoria condotta dal responsabile del procedimento se non indicandone la motivazione nel provvedimento finale. (1) ------------(1) Lettera modificata dall'art. 4, L. 11/2/2005, n. 15.(2) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.Articolo 7Comunicazione di avvio del procedimentoCapo III - Partecipazione al procedimento amministrativoComunicazione di avvio del procedimento (1)1. Ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerit� del procedimento, l'avvio del procedimento stesso � comunicato, con le modalit� previste dall'articolo 8, ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale � destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge debbono intervenirvi. Ove parimenti non sussistano le ragioni di impedimento predette, qualora da un provvedimento possa derivare un pregiudizio a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi diretti destinatari, l'amministrazione � tenuta a fornire loro, con le stesse modalit�, notizia dell'inizio del procedimento.2. Nelle ipotesi di cui al comma 1 resta salva la facolt� dell'amministrazione di adottare, anche prima della effettuazione delle comunicazioni di cui al medesimo comma 1, provvedimenti cautelari.----------(1) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.
Articolo 8Modalita' e contenuti della comunicazione di avvio del procedimentoCapo III - Partecipazione al procedimento amministrativoModalita' e contenuti della comunicazione di avvio del procedimento (2)1. L'amministrazione provvede a dare notizia dell'avvio del procedimento mediante comunicazione personale.2. Nella comunicazione debbono essere indicati:a) l'amministrazione competente;b) l'oggetto del procedimento promosso;c) l'ufficio e la persona responsabile del procedimento;
d) l'ufficio in cui si pu� prendere visione degli atti.3. Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, l'amministrazione provvede a rendere noti gli elementi di cui al comma 2 mediante forme di pubblicit� idonee di volta in volta stabilite dall'amministrazione medesima.4. L'omissione di taluna delle comunicazioni prescritte pu� esser fatta valere solo dal soggetto nel cui interesse la comunicazione � prevista.-------------(1) Lettera aggiunta dall'art. 5, L. 11/2/2005, n. 15.(2) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.
Articolo 9Intervento nel procedimentoCapo III - Partecipazione al procedimento amministrativoIntervento nel procedimento (1)1. Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonch� i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facolt� di intervenire nel procedimento.--------------(1) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.Articolo 10Diritti dei partecipanti al procedimentoCapo III - Partecipazione al procedimento amministrativoDiritti dei partecipanti al procedimento (1)1. I soggetti di cui all'articolo 7 e quelli intervenuti ai sensi dell'articolo 9 hanno diritto:a) di prendere visione degli atti del procedimento, salvo quanto previsto dall'articolo 24;b) di presentare memorie scritte e documenti, che l'amministrazione ha l'obbligo di valutare ove siano pertinenti all'oggetto del procedimento.-------------(1) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.Articolo 10 bisComunicazione dei motivi ostativi all�accoglimento dell�istanza
1. Nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l’autorita’ competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all’accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti. La comunicazione di cui al primo periodo interrompe i termini per concludere il procedimento che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo. Dell’eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni e’ data ragione nella motivazione del provvedimento finale. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano alle procedure concorsuali e ai procedimenti in materia previdenziale e assistenziale sorti a seguito di istanza di parte e gestiti dagli enti previdenziali. Non possono essere addotti tra i motivi che ostano all'accoglimento della domanda inadempienze o ritardi attribuibili all'amministrazione. (2) ------------
(1) Articolo aggiunto dall'art. 6, L. 11/02/05, n. 15.(2) Articolo modificato dall'art. 9, L. 11/11/2011, n. 180.
Articolo 11Accordi integrativi o sostitutivi del provvedimentoCapo III - Partecipazione al procedimento amministrativoAccordi integrativi o sostitutivi del provvedimento (4) 1. In accoglimento di osservazioni e proposte presentate a norma dell'articolo 10, l'amministrazione procedente pu� concludere, senza pregiudizio dei diritti dei terzi, e in ogni caso nel perseguimento del pubblico interesse, accordi con gli interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale ovvero in sostituzione di questo. (2) 1-bis. Al fine di favorire la conclusione degli accordi di cui al comma 1, il responsabile del procedimento pu� predisporre un calendario di incontri cui invita, separatamente o contestualmente, il destinatario del provvedimento ed eventuali controinteressati. (1)2. Gli accordi di cui al presente articolo debbono essere stipulati, a pena di nullit�, per atto scritto, salvo che la legge disponga altrimenti. Ad essi si applicano, ove non diversamente previsto, i principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti in quanto compatibili. 3. Gli accordi sostitutivi di provvedimenti sono soggetti ai medesimi controlli previsti per questi ultimi.4. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse l'amministrazione recede unilateralmente dall'accordo, salvo l'obbligo di provvedere alla liquidazione di una indennit� in relazione agli eventuali pregiudizi verificatisi in danno del privato.4-bis. A garanzia dell'imparzialita' e del buon andamento dell'azione amministrativa, in tutti i casi in cui una pubblica amministrazione conclude accordi nelle ipotesi previste al comma l, la stipulazione dell'accordo e' preceduta da una determinazione dell'organo che sarebbe competente per l'adozione del provvedimento.(3)[5. Le controversie in materia di formazione, conclusione ed esecuzione degli accordi di cui al presente articolo sono riservate alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. ] (5)----------(1) Comma aggiunto dal DL 12/05/95, n. 163, convertito in legge 11/07/95, n. 273.(2) Comma modificato dall'art. 7, L. 11/2/2005, n. 15.(3) Comma aggiunto dall'art. 7, L. 11/2/2005, n. 15.(4) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15. (5) Comma abrogato dall'art. 4, Allegato 4, al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16 settembre 2010.Articolo 12Provvedimenti attributivi di vantaggi economiciCapo III - Partecipazione al procedimento amministrativoProvvedimenti attributivi di vantaggi economici (1)1. La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione ed alla pubblicazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalit� cui le amministrazioni stesse devono attenersi.2. L'effettiva osservanza dei criteri e delle modalit� di cui al comma 1 deve risultare dai singoli provvedimenti relativi agli interventi di cui al medesimo comma 1.------------(1) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.Articolo 13Ambito di applicazione delle norme sulla partecipazione
2. Dette disposizioni non si applicano altres� ai procedimenti tributari per i quali restano parimenti ferme le particolari norme che li regolano, nonchè ai procedimenti previsti dal decreto legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, e successive modificazioni, e dal Decreto Legislativo 29 marzo 1993, n. 119 e successive modificazioni. (1) -------------
(1) Comma modificato dalla L. 13/2/2001, n. 45.(2) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.
Articolo 14Conferenza di serviziCapo IV - Semplificazione dell'azione amministrativaConferenza di servizi (4) 1. Qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo, l'amministrazione procedente pu� indire una conferenza di servizi. (5)
3. La conferenza di servizi puo' essere convocata anche per l'esame contestuale di interessi coinvolti in piu' procedimenti amministrativi connessi, riguardanti medesimi attivita' o risultati. In tal caso, la conferenza e' indetta dall'amministrazione o, previa informale intesa, da una delle amministrazioni che curano l'interesse pubblico prevalente. L'indizione della conferenza puo' essere richiesta da qualsiasi altra amministrazione coinvolta. (2)4. Quando l'attivita' del privato sia subordinata ad atti di consenso, comunque denominati, di competenza di piu' amministrazioni pubbliche, la conferenza di servizi e' convocata, anche su richiesta dell'interessato, dall'amministrazione competente per l'adozione del provvedimento finale.5. In caso di affidamento di concessione di lavori pubblici la conferenza di servizi e' convocata dal concedente ovvero, con il consenso di quest'ultimo, dal concessionario entro quindici giorni fatto salvo quanto previsto dalle leggi regionali in materia di valutazione di impatto ambientale (VIA). Quando la conferenza e' convocata ad istanza del concessionario spetta in ogni caso al concedente il diritto di voto (1) (2)5-bis. Previo accordo tra le amministrazioni coinvolte, la conferenza di servizi e' convocata e svolta avvalendosi degli strumenti informatici disponibili, secondo i tempi e le modalita' stabiliti dalle medesime amministrazioni.(3)------------(1) Articolo sostituito dall'art. 9, L. 24/11/00, n. 340.(2) Comma modificato dall'art. 8, L. 11/2/2005, n. 15.(3) Comma aggiunto dall'art. 8, L. 11/2/2005, n. 15.(4) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.(5) Comma modificato dall'art. 49, DL 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30/7/2010, n. 122.Articolo 14 bisConferenza di servizi preliminare
Articolo 14 terLavori della conferenza di serviziCapo IV - Semplificazione dell'azione amministrativaLavori della conferenza di servizi (5)
2-ter. Alla conferenza possono partecipare, senza diritto di voto, i concessionari e i gestori di pubblici servizi, nel caso in cui il procedimento amministrativo o il progetto dedotto in conferenza implichi loro adempimenti ovvero abbia effetto diretto o indiretto sulla loro attività. Agli stessi è inviata, anche per via telematica e con congruo anticipo, comunicazione della convocazione della conferenza di servizi. Alla conferenza possono partecipare inoltre, senza diritto di voto, le amministrazioni preposte alla gestione delle eventuali misure pubbliche di agevolazione. (6) 3. Nella prima riunione della conferenza di servizi, o comunque in quella immediatamente successiva alla trasmissione dell'istanza o del progetto definitivo ai sensi dell'articolo 14-bis, le amministrazioni che vi partecipano determinano il termine per l'adozione della decisione conclusiva. I lavori della conferenza non possono superare i novanta giorni, salvo quanto previsto dal comma 4. Decorsi inutilmente tali termini, l'amministrazione procedente provvede ai sensi dei commi 6-bis e 9 del presente articolo.
6-bis. All'esito dei lavori della conferenza, e in ogni caso scaduto il termine di cui ai commi 3 e 4, l'amministrazione procedente, in caso di VIA statale, pu� adire direttamente il consiglio dei ministri ai sensi dell'articolo 26, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 2006, n. 152; in tutti gli altri casi, valutate le specifiche risultanze della conferenza e tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in quella sede, adotta la determinazione motivata di conclusione del procedimento che sostituisce a tutti gli effetti, ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunque denominato di competenza delle amministrazioni partecipanti, o comunque invitate a partecipare ma risultate assenti, alla predetta conferenza. La mancata partecipazione alla conferenza di servizi ovvero la ritardata o mancata adozione della determinazione motivata di conclusione del procedimento sono valutate ai fini della responsabilit� dirigenziale o disciplinare e amministrativa, nonche' ai fini dell'attribuzione della retribuzione di risultato. Resta salvo il diritto del privato di dimostrare il danno derivante dalla mancata osservanza del termine di conclusione del procedimento ai sensi degli articoli 2 e 2-bis. (9) 7. Si considera acquisito l'assenso dell'amministrazione, ivi comprese quelle preposte alla tutela della salute e della pubblica incolumit� e alla tutela ambientale, esclusi i provvedimenti in materia di VIA, VAS e AIA, paesaggistico-territoriale, il cui rappresentante, all'esito dei lavori della conferenza, non abbia espresso definitivamente la volont� dell'amministrazione rappresentata. (9)
[9. Il provvedimento finale conforme alla determinazione conclusiva di cui al comma 6-bis sostituisce, a tutti gli effetti, ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunque denominato di competenza delle amministrazioni partecipanti, o comunque invitate a partecipare ma risultate assenti, alla predetta conferenza. (4)] (10) 10. Il provvedimento finale concernente opere sottoposte a VIA e' pubblicato, a cura del proponente, unitamente all'estratto della predetta VIA, nella Gazzetta Ufficiale o nel Bollettino regionale in caso di VIA regionale e in un quotidiano a diffusione nazionale. Dalla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale decorrono i termini per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionale da parte dei soggetti interessati. (1)---------(1) Articolo sostituito dall'art. 11, L. 24/11/00, n. 340.
(2) Comma aggiunto dall'art. 10, L. 11/2/2005, n. 15, poi modificato dall'art. 9, comma 1, L 18/6/2009, n. 69. (3) Comma modificato dall'art. 10, L. 11/2/2005, n. 15. (4) Comma sostituito dall'art. 10, L. 11/2/2005, n. 15.(5) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.
(6) Comma aggiunto dall'art. 9, comma 2, L 18/6/2009, n. 69.(7) Comma modificato dall'art. 49, DL 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30/7/2010, n. 122.(8) Comma aggiunto dall'art. 49, DL 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30/7/2010, n. 122.(9) Comma sostituito dall'art. 49, DL 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30/7/2010, n. 122.(10) Comma soppresso dall'art. 49, DL 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30/7/2010, n. 122.
Articolo 14 quaterEffetti del dissenso espresso nella conferenza di serviziCapo IV - Semplificazione dell'azione amministrativaEffetti del dissenso espresso nella conferenza di servizi (5)
3. Al di fuori dei casi di cui all'articolo 117, ottavo comma, della Costituzione, e delle infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di preminente interesse nazionale, di cui alla parte seconda, titolo terzo, capo quarto del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, nonche' dei casi di localizzazione delle opere di interesse statale, ove venga espresso motivato dissenso da parte di un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumita', la questione, in attuazione e nel rispetto del principio di leale collaborazione e dell'articolo 120 della Costituzione, e' rimessa dall'amministrazione procedente alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, che si pronuncia entro sessanta giorni, previa intesa con la Regione o le Regioni e le Province autonome interessate, in caso di dissenso tra un'amministrazione statale e una regionale o tra piu' amministrazioni regionali, ovvero previa intesa con la Regione e gli enti locali interessati, in caso di dissenso tra un'amministrazione statale o regionale e un ente locale o tra piu' enti locali. Se l'intesa non e' raggiunta entro trenta giorni, la deliberazione del Consiglio dei Ministri puo' essere comunque adottata. Se il motivato dissenso e' espresso da una Regione o da una Provincia autonoma in una delle materie di propria competenza, il Consiglio dei Ministri delibera in esercizio del proprio potere sostitutivo con la partecipazione dei Presidenti delle Regioni o delle Province autonome interessate. (7) (8) 3 bis (2)
[4. Quando il dissenso e' espresso da una regione, le determinazioni di competenza del Consiglio dei ministri previste al comma 3 sono adottate con l'intervento del presidente della giunta regionale interessata, al quale e' inviata a tal fine la comunicazione di invito a partecipare alla riunione, per essere ascoltato, senza diritto di voto.] (4)5. Nell'ipotesi in cui l'opera sia sottoposta a VIA e in caso di provvedimento negativo trova applicazione l'articolo 5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23 agosto 1988, n. 400, introdotta dall'articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303. (1) -----------(1) Articolo sostituito dall'art. 12, L. 24/11/00, n. 340.(2) Comma abrogato dall'art. 11, L. 11/2/2005, n. 15.(3) Comma sostituito dall'art. 11, L. 11/2/2005, n. 15.(4) Comma aggiunto dall'art. 11, L. 11/2/2005, n. 15. (5) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.(6) Comma modificato dall'art. 49, DL 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30/7/2010, n. 122.(7) Comma sostituito dall'art. 49, DL 31/5/2010, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 30/7/2010, n. 122.(8) Comma modificato dall'art. 5, DL13/5/2011, n. 70, convertito, con modificazioni dalla L. 12/7/2011, n. 106.
Articolo 14 quinquiesConferenza di servizi in materia di finanza di progetto
Articolo 15Accordi fra pubbliche amministrazioniCapo IV - Semplificazione dell'azione amministrativaAccordi fra pubbliche amministrazioni (1)1. Anche al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo 4, le amministrazioni pubbliche possono sempre concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attivit� di interesse comune.2. Per detti accordi si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni previste dall'articolo 11, commi 2 e 3. (2)------------(1) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.(2) Comma modificato dall'articolo 3 dell'allegato 4 al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16/9/2010.
Articolo 16Attivita' consultivaCapo IV - Semplificazione dell'azione amministrativaAttivita' consultiva (2)
2. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere obbligatorio o senza che l’organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, è in facoltà dell’amministrazione richiedente di procedere indipendentemente dall’espressione del parere. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere facoltativo o senza che l’organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, l’amministrazione richiedente procede indipendentemente dall’espressione del parere. Salvo il caso di omessa richiesta del parere, il responsabile del procedimento non può essere chiamato a rispondere degli eventuali danni derivanti dalla mancata espressione dei pareri di cui al presente comma. (1) (4) 3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano in caso di pareri che debbano essere rilasciati da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistica, territoriale e della salute dei cittadini. (1)
5. I pareri di cui al comma 1 sono trasmessi con mezzi telematici. (4) 6. Gli organi consultivi dello Stato predispongono procedure di particolare urgenza per l'adozione dei pareri loro richiesti.
6-bis. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 127 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni. (5)------------
(5) Comma aggiunto dall'art. 8, comma 1 lettera a) n. 6, L 18/6/2009, n. 69. Articolo 17Valutazioni tecnicheCapo IV - Semplificazione dell'azione amministrativaValutazioni tecniche (1)1. Ove per disposizione espressa di legge o di regolamento sia previsto che per l'adozione di un provvedimento debbano essere preventivamente acquisite le valutazioni tecniche di organi od enti appositi e tali organi ed enti non provvedano o non rappresentino esigenze istruttorie di competenza dell'amministrazione procedente nei termini fissati dalla disposizione stessa, o in mancanza, entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta, il responsabile del procedimento deve chiedere le suddette valutazioni tecniche ad altri organi dell'amministrazione pubblica o ad enti pubblici che siano dotati di qualificazione e capacit� tecnica equipollenti, ovvero ad istituti universitari.2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica in caso di valutazioni che debbano essere prodotte da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale e della salute dei cittadini. 3. Nel caso in cui l'ente od organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie all'amministrazione procedente, si applica quanto previsto dal comma 4 dell'articolo 16.----------(1) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.Articolo 18AutocertificazioneCapo IV - Semplificazione dell'azione amministrativaAutocertificazione (1)1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le amministrazioni interessate adottano le misure organizzative idonee a garantire l'applicazione delle disposizioni in materia di autocertificazione e di presentazione di atti e documenti da parte di cittadini a pubbliche amministrazioni di cui alla legge 4 gennaio 1968, n. 15, e successive modificazioni e integrazioni. Delle misure adottate le amministrazioni danno comunicazione alla Commissione di cui all'articolo 27.
2. I documenti attestanti atti, fatti, qualita' e stati soggettivi, necessari per l'istruttoria del procedimento, sono acquisiti d'ufficio quando sono in possesso dell'amministrazione procedente, ovvero sono detenuti, istituzionalmente, da altre pubbliche amministrazioni. L'amministrazione procedente puo' richiedere agli interessati i soli elementi necessari per la ricerca dei documenti. (2)3. Parimenti sono accertati d'ufficio dal responsabile del procedimento i fatti, gli stati e le qualit� che la stessa amministrazione procedente o altra pubblica amministrazione � tenuta a certificare.-------------(1) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.(2) Comma sostituito dall'art. 3, DL 14/3/2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14/5/2005, n. 80.Articolo 19Segnalazione certificata di inizio attivita' - Scia
1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l'esercizio di attivita' imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, e' sostituito da una segnalazione dell'interessato, con la sola esclusione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all'immigrazione, all'asilo, alla cittadinanza, all'amministrazione della giustizia, all'amministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, nonche' di quelli previsti dalla normativa per le costruzioni in zone sismiche e di quelli imposti dalla normativa comunitaria. La segnalazione e' corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell'atto di notorieta' per quanto riguarda tutti gli stati, le qualita' personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, nonche' , ove espressamente previsto dalla normativa vigente, dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dalle dichiarazioni di conformita' da parte dell'Agenzia delle imprese di cui all' articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti di cui al primo periodo; tali attestazioni e asseverazioni sono corredate dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione. Nei casi in cui la normativa vigente prevede l'acquisizione di atti o pareri di organi o enti appositi, ovvero l'esecuzione di verifiche preventive, essi sono comunque sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni o certificazioni di cui al presente comma, salve le verifiche successive degli organi e delle amministrazioni competenti. La segnalazione, corredata delle dichiarazioni, attestazioni e asseverazioni nonche' dei relativi elaborati tecnici, puo' essere presentata mediante posta raccomandata con avviso di ricevimento, ad eccezione dei procedimenti per cui e' previsto l'utilizzo esclusivo della modalita' telematica; in tal caso la segnalazione si considera presentata al momento della ricezione da parte dell'amministrazione. (4) 2. L’attività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla data della presentazione della segnalazione all’amministrazione competente. 3. L’amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti di cui al comma 1, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di cui al medesimo comma, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove ciò sia possibile, l’interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dall’amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni. È fatto comunque salvo il potere dell’amministrazione competente di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. In caso di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà false o mendaci, l’amministrazione, ferma restando l’applicazione delle sanzioni penali di cui al comma 6, nonché di quelle di cui al capo VI del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, può sempre e in ogni tempo adottare i provvedimenti di cui al primo periodo. 4. Decorso il termine per l’adozione dei provvedimenti di cui al primo periodo del comma 3, ovvero di cui al comma 6-bis all’amministrazione è consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell’impossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell’attività dei privati alla normativa vigente. (6)
[5. Il presente articolo non si applica alle attività economiche a prevalente carattere finanziario, ivi comprese quelle regolate dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e dal testo unico in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Ogni controversia relativa all’applicazione del presente articolo è devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il relativo ricorso giurisdizionale, esperibile da qualunque interessato nei termini di legge, può riguardare anche gli atti di assenso formati in virtù delle norme sul silenzio assenso previste dall’articolo 20.] (2) 6. Ove il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, nelle dichiarazioni o attestazioni o asseverazioni che corredano la segnalazione di inizio attività, dichiara o attesta falsamente l’esistenza dei requisiti o dei presupposti di cui al comma 1 è punito con la reclusione da uno a tre anni (1).
6-bis. Nei casi di Scia in materia edilizia, il termine di sessanta giorni di cui al primo periodo del comma 3 e' ridotto a trenta giorni. Fatta salva l'applicazione delle disposizioni di cui al comma 4 e
al comma 6, restano altresi' ferme le disposizioni relative alla vigilanza sull'attivita' urbanistico-edilizia, alle responsabilita' e alle sanzioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.380, e dalle leggi regionali. (5)
(1) Articolo sostituito dall'art. 2, L. 24 dicembre 1993, n. 537, poi modificato dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15, sostituito dall'art. 3, D.L. 14 marzo 2005, n. 35, modificato dal commi 3, 4, 5 e 6 dell’art. 9, L. 18 giugno 2009, n. 69, dal comma 1 dell’art. 85, D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59, dal n. 14) del comma 1 dell’art. 4 dell’allegato 4 al D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 e, infine sostituito dal comma 4-bis dell'art. 49, D.L. 31 maggio 2010, n. 78, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione.(2) Comma abrogato dall'art. 4, Allegato 4, al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16 settembre 2010.(3) Comma aggiunto dall'art. 2, DL 5/8/2010, n. 125, convertito, con modificazioni dalla legge 1/10/2010, n. 163.(4) Comma modificato dall'art. 5, DL13/5/2011, n. 7, convertito, con modificazioni dalla L. 12/7/2011, n. 106, dall'art. 2, DL 9/2/2012, n. 5, convertito, con modificazioni dalla L. 4/4/2012, n. 35 ed infine dall'art. 13, DL 22/6/2012, n. 83. (5) Comma aggiunto dall'art. 5, DL13/5/2011, n. 70, convertito, con modificazioni dalla L. 12/7/2011, n. 106 e successivamente modificato dall'art. 6, D.L. 13 agosto 2011, n. 138.(6) Comma modificato dall'art. 6, D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni dalla legge 14/9/2011, n. 148.
Articolo 20Silenzio assensoCapo IV - Semplificazione dell'azione amministrativa
Silenzio assenso (1) 1. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 19, nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio dell'amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento della domanda, senza necessita' di ulteriori istanze o diffide, se la medesima amministrazione non comunica all'interessato, nel termine di cui all'articolo 2, commi 2 o 3, il provvedimento di diniego, ovvero non procede ai sensi del comma 2. 2. L'amministrazione competente puo' indire, entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza di cui al comma 1, una conferenza di servizi ai sensi del capo IV, anche tenendo conto delle situazioni giuridiche soggettive dei controinteressati. 3. Nei casi in cui il silenzio dell'amministrazione equivale ad accoglimento della domanda, l'amministrazione competente puo' assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. 4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza e l'immigrazione, la salute e la pubblica incolumita', ai casi in cui la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali, ai casi in cui la legge qualifica il silenzio dell'amministrazione come rigetto dell'istanza, nonche' agli atti e procedimenti individuati con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri competenti. 5. Si applicano gli articoli 2, comma 7, e 10-bis. (2) 5-bis. Ogni controversia relativa all'applicazione del presente articolo e' devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. (3)
(2) Comma sostituito dall'art. 7, comma 1 lettera d), L 18/6/2009, n. 69.(3) Comma aggiunto dall'art. 2, DL 5/8/2010, n. 125, convertito, con modificazioni dalla legge 1/10/2010, n. 163.
Articolo 21Disposizioni sanzionatorieCapo IV - Semplificazione dell'azione amministrativaDisposizioni sanzionatorie1. Con la denuncia o con la domanda di cui agli articoli 19 e 20 l'interessato deve dichiarare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti. In caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni non � ammessa la conformazione dell'attivit� e dei suoi effetti a legge o la sanatoria prevista dagli articoli medesimi ed il dichiarante � punito con la sanzione prevista dall'articolo 483 del codice penale, salvo che il fatto costituisca pi� grave reato.2. Le sanzioni attualmente previste in caso di svolgimento dell'attivit� in carenza dell'atto di assenso dell'amministrazione o in difformit� di esso si applicano anche nei riguardi di coloro i quali diano inizio all'attivit� ai sensi degli articoli 19 e 20 in mancanza dei requisiti richiesti o, comunque, in contrasto con la normativa vigente.2-bis. Restano ferme le attribuzioni di vigilanza, prevenzione e controllo su attivita' soggette ad atti di assenso da parte di pubbliche amministrazioni previste da leggi vigenti, anche se e' stato dato inizio all'attivita' ai sensi degli articoli 19 e 20. (1)--------------(1) Comma aggiunto dall'art. 3, DL 14/3/2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14/5/2005, n. 80.Articolo 21 bisEfficacia del provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati
Articolo 21 terEsecutoriet�
Articolo 21 quaterEfficacia ed esecutivita� del provvedimento
Articolo 21 quinquiesRevoca del provvedimento
1. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole puo’ essere revocato da parte dell’organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. La revoca determina la inidoneita’ del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti. Se la revoca comporta pregiudizi in danno dei soggetti direttamente interessati, l’amministrazione ha l’obbligo di provvedere al loro indennizzo.[ Le controversie in materia di determinazione e corresponsione dell’indennizzo sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.] (1) (4) 1 bis. Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea incida su rapporti negoziali, l'indennizzo liquidato dall'amministrazione agli interessati è parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell'eventuale conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti della contrarietà dell'atto amministrativo oggetto di revoca all' interesse pubblico, sia dell'eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all'erronea valutazione della compatibilità di tale atto con l' interesse pubblico. (2)
1-ter. Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea incida su rapporti negoziali, l'indennizzo liquidato dall'amministrazione agli interessati e' parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell'eventuale conoscenza o conoscibilita' da parte dei contraenti della contrarieta' dell'atto amministrativo oggetto di revoca all'interesse pubblico, sia dell'eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all'erronea valutazione della compatibilita' di tale atto con l'interesse pubblico.(3) ------------ (1) Articolo aggiunto dall'art. 14, L. 11/2/2005, n. 15.
(2) Comma aggiunto aggiunto dall'art. 13, comma 8-duodevicies, D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla L. 2 aprile 2007, n. 40 . (3) Comma aggiunto dall'art. 13, DL 25/6/2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6/8/2008, n. 133.
Articolo 21 sexiesRecesso dai contratti
Articolo 21 septiesNullit� del provvedimento
Articolo 21 octiesAnnullabilit� del provvedimento
Articolo 21 noviesAnnullamento d�ufficio
Articolo 22Definizioni e principi in materia di accesso
2. L’accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza. (2) 3. Tutti i documenti amministrativi sono accessibili, ad eccezione di quelli indicati all’articolo 24, commi 1, 2, 3, 5 e 6.
Articolo 23Ambito di applicazione del diritto di accessoCapo V - Accesso ai documenti amministrativiAmbito di applicazione del diritto di accesso (2)1. Il diritto di accesso di cui all'articolo 22 si esercita nei confronti delle pubbliche amministrazioni, delle aziende autonome e speciali, degli enti pubblici e dei gestori di pubblici servizi. Il diritto di accesso nei confronti delle Autorit� di garanzia e di vigilanza si esercita nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, secondo quanto previsto dall'articolo 24. (1)-------(1) Articolo sostituito dall'art. 4, L. 3/8/99, n. 265.(2) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.Articolo 24Esclusione dal diritto di accesso
Articolo 25Modalit� di esercizio del diritto di accesso e ricorsiCapo V - Accesso ai documenti amministrativiModalita' di esercizio del diritto di accesso e ricorsi1. Il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e con i limiti indicati dalla presente legge. L'esame dei documenti � gratuito. Il rilascio della copia � subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonch� i diritti di ricerca e di visura.2. La richiesta di accesso ai documenti deve essere motivata. Essa deve essere rivolta all'amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente.3. Il rifiuto, il differimento e la limitazione dell'accesso sono ammessi nei casi e nei limiti stabiliti dall'articolo 24 e debbono essere motivati.
5. Le controversie relative all'accesso ai documenti amministrativi sono disciplinate dal codice del processo amministrativo. (2) [5-bis. Nei giudizi in materia di accesso, le parti possono stare in giudizio personalmente senza l'assistenza del difensore. L'amministrazione puo' essere rappresentata e difesa da un proprio dipendente, purche' in possesso della qualifica di dirigente, autorizzato dal rappresentante legale dell'ente. Le controversie relative all'accesso ai documenti amministrativi sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.] (3) (5) (6)
[6. Il giudice amministrativo, sussistendone i presupposti, ordina l'esibizione dei documenti richiesti.] (4) (6)------------
(1) Comma dapprima sostituito dall'art. 15, L. 24/11/00, n. 340 e successivamente dall'art. 17, L. 11/2/2005, n. 15; poi modificato dall'art. 8, comma 1 lettera b), L 18/6/2009, n. 69. (2) Comma modificato dall'art.17, L. 11/2/2005, n. 15 e succesivamente sostituito dall'articolo 3 dell'allegato 4 al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16/9/2010.(3) Comma aggiunto dall'art.17, L. 11/2/2005, n. 15.(4) Comma sostituito dall'art.17, L. 11/2/2005, n. 15.(5) Comma aggiunto dall'art. 3, Dl 14/3/2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14/5/2005, n. 80.(6) Comma abrogato dall'art. 4, Allegato 4, al DLGS 2/7/2010, n. 104 in vigore dal 16 settembre 2010.
Articolo 26Obbligo di pubblicazioneCapo V - Accesso ai documenti amministrativiObbligo di pubblicazione (1)1. Fermo restando quanto previsto per le pubblicazioni nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana dalla legge 11 dicembre 1984, n. 839, e dalle relative norme di attuazione, sono pubblicati, secondo le modalit� previste dai singoli ordinamenti, le direttive, i programmi, le istruzioni, le circolari e ogni atto che dispone in generale sulla organizzazione, sulle funzioni, sugli obiettivi, sui procedimenti di una pubblica amministrazione ovvero nel quale si determina l'interpretazione di norme giuridiche o si dettano disposizioni per l'applicazione di esse.2. Sono altres� pubblicate, nelle forme predette, le relazioni annuali della Commissione di cui all'articolo 27 e, in generale, � data la massima pubblicit� a tutte le disposizioni attuative della presente legge e a tutte le iniziative dirette a precisare ed a rendere effettivo il diritto di accesso.3. Con la pubblicazione di cui al comma 1, ove essa sia integrale, la libert� di accesso ai documenti indicati nel predetto comma 1 s'intende realizzata.---------(1) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.Articolo 27Commissione per l�accesso ai documenti amministrativi
Articolo 28Modifica dell'articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, in materia di segreto di ufficioCapo V - Accesso ai documenti amministrativiModifica dell'articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, in materia di segreto di ufficio (1)1. L'articolo 15 del testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, � sostituito dal seguente: ``Art. 15. - (Segreto d'ufficio). - 1. L'impiegato deve mantenere il segreto d'ufficio. Non pu� trasmettere a chi non ne abbia diritto informazioni riguardanti provvedimenti od operazioni amministrative, in corso o concluse, ovvero notizie di cui sia venuto a conoscenza a causa delle sue funzioni, al di fuori delle ipotesi e delle modalit� previste dalle norme sul diritto di accesso. Nell'ambito delle proprie attribuzioni, l'impiegato preposto ad un ufficio rilascia copie ed estratti di atti e documenti di ufficio nei casi non vietati dall'ordinamento''.---------(1) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/2/2005, n. 15.Articolo 29Ambito di applicazione della legge
2-bis. Attengono ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione le disposizioni della presente legge concernenti gli obblighi per la pubblica amministrazione di garantire la partecipazione dell’interessato al procedimento, di individuarne un responsabile, di concluderlo entro il termine prefissato e di assicurare l’accesso alla documentazione amministrativa, nonché quelle relative alla durata massima dei procedimenti. (3) 2-ter. Attengono altresì ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione le disposizioni della presente legge concernenti la dichiarazione di inizio attività e il silenzio assenso e la conferenza di servizi, salva la possibilità di individuare, con intese in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, casi ulteriori in cui tali disposizioni non si applicano. (3) (4) 2-quater. Le regioni e gli enti locali, nel disciplinare i procedimenti amministrativi di loro competenza, non possono stabilire garanzie inferiori a quelle assicurate ai privati dalle disposizioni attinenti ai livelli essenziali delle prestazioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter, ma possono prevedere livelli ulteriori di tutela. 2-quinquies. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione alle disposizioni del presente articolo, secondo i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. (3) ------------
Articolo 30Atti di notoriet�Capo VI - Disposizioni finaliAtti di notoriet� (1)1. In tutti i casi in cui le leggi e i regolamenti prevedono atti di notoriet� o attestazioni asseverate da testimoni altrimenti denominate, il numero dei testimoni � ridotto a due.2. � fatto divieto alle pubbliche amministrazioni e alle imprese esercenti servizi di pubblica necessit� e di pubblica utilit� di esigere atti di notoriet� in luogo della dichiarazione sostitutiva dell'atto di notoriet� prevista dall'articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, quando si tratti di provare qualit� personali, stati o fatti che siano a diretta conoscenza dell'interessato.---------(1) Rubrica modificata dall'art. 21, L. 11/02/05, n. 15.Articolo 31Disposizioni finaliCapo VI - Disposizioni finali[1. Le norme sul diritto di accesso ai documenti amministrativi di cui al Capo V hanno effetto dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui all'articolo 24.La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sar� inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. � fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.] (1)-------------- (1) Articolo abrogato dall'art. 20, L. 11/2/2005, n. 15.