Source: https://www.exeo.it/free/opera-pubblica-occupazione-illegittima-restitutio-in-integrum-limiti
Timestamp: 2019-06-19 23:43:58+00:00
Document Index: 80451007

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 2058', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 42', 'sentenza ', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2043', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 58', 'art. 11', 'art. 20', 'art. 42', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2933', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2058', 'art. 2058', 'art. 2058', 'art. 2058', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 205', 'art. 2933', 'art. 2933', 'art. 2933', 'art. 2933', 'art. 2933', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art 2043', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 2058', 'art. 2933', 'art. 14', 'art. 2933', 'art. 2058', 'art. 3', 'art. 42', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 937', 'art.2058', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 45', 'art. 42', 'art. 42', 'sentenza ']

Nei casi contemplati dall'art. 42-bis d.p.r. n. 327/2001, l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto ivi realizzato, atteso che la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, possibile solo mediante un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione, mentre deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
L... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ristinatoria a tutela di un diritto reale, pur non incontrando il limite dell'eccessiva onerosità del ripristino fissato dall'art. 2058 c.c., resta comunque necessariamente condizionata dalla materiale possibilità di effettuare l'intervento di ripristino in forma specifica. In tal caso i proprietari possono chiedere il pagamento per equivalente dei residui costi di ripristino dell'area in luogo della esecuzione in forma specifica.
L'ente occupante sine titulo va condannato alla restituzione in favore del legittimo proprietario dei terreni occupati e tuttora nella sua disponibilità, previo ripristino dei luoghi nello stato di fatto originario prima dell'intervento costruttivo. Il bene dovrà infatti essere riconsegnato al legittimo proprietario libero da persone e/o cose nella sua piena disponibilità. Non può applicarsi né il disposto di cui all'art. 2058 cc, non vertendosi in tema d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nto in forma specifica, né la norma di salvaguardia di cui all'art. 2933 cc, quando la restitutio abbia riflessi di natura evidentemente locale e territorialmente individualizzata.
Al proprietario leso da un'occupazione illegittima dovrebbe teoricamente spettare la tutela restitutoria, previo ripristino dello status quo ante, senza che costituisca impedimento né la avvenuta trasformazione delle aree né la realizzazione dell'opera pubblica, e senza che siano invocabili i limiti della eccessiva onerosità ex art. 2058 c.c. e del pregiudizio all'economia nazionale ex art. 2933 c.c.. Tuttavia non è così, stante l'esistenza del potere (discrezionale e non conculcabile) di acquisizione sanante ex art. 42 bis, che consente all'amministrazione occupante di tenersi il bene.
Già con l'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 2/2005, si è chiarito che la restituzione dell'area, previa riduzione in pristino, si ricollega già all'effetto ripristinatorio della sentenza del g.a. di annullamento degli atti della procedura espropriativa e al conseguente obbligo per la p.a. di adeguare lo stato di fatto allo stato di diritto come accertato nel giudicato, in conseguenza del venir meno del titolo legale d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ione del bene. Ne consegue che l'accoglimento della domanda non può nemmeno essere precluso da considerazioni fondate sull'eccessiva onerosità (art. 2058 cod.civ.) o sul pregiudizio derivante all'economia nazionale dalla distruzione della cosa (art. 2933 cod.civ.); né l'avvenuta realizzazione dell'opera pubblica può costituire causa di impossibilità oggettiva in quanto mero fatto, occorrendo all'uopo un (legittimo) provvedimento formale di acquisizione dell'area.
Il trasferimento di un bene occupato può dipendere solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione; mentre deve altresì escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
L'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto ivi realizzato, ovvero acquisendo il bene mediante l'art. ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... Deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
In mancanza di un legittimo atto di acquisizione, il proprietario ha pieno diritto alla restituzione del bene occupato per finalità di pubblico interesse, a meno che non sia evincibile dalla richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario, a fronte della irreversibile trasformazione del fondo, una "rinunzia abdicativa".
La condotta illecita dell'amministrazione, comunque realizzata, la quale incida sul diritto di proprietà del fondo di un privato, non può comportarne l'acquisizione, ma configura invece un illecito permanente ex art. 2043 c.c., illecito che può cessare solo in casi ben determinati, e in particolare per effetto di una rinunzia abdicativa da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo.
La realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non idoneo a costituire un titolo di acquisto, con effetti traslativi e, inoltre, ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...alla restituzione non può essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
Nell'ipotesi in cui alla dichiarazione di pubblica utilità o alla occupazione d'urgenza non abbia fatto segui l'emanazione di un tempestivo atto traslativo (sia esso un accordo di cessione volontario oppure un decreto di esproprio), la P.A. ha l'obbligo di far cessare l'occupazione "sine titulo"; il diritto alla restituzione non può essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
In assenza di un formale (e tempestivo) provvedimento di espropriazione, il terreno pur occupato e trasformato per scopi pubblici rimane di proprietà privata, con la conseguenza che sussistono i presupposti per ordinarne la restituzione ai legittimi proprietari, previa la necessaria riduzione in pristino, fatta salva l'applicazione da parte dell'occupante dell'art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001 e ss.mm., che ha disciplinato ex novo il potere disc... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ella P.A. di acquisizione del bene "in sanatoria".
Laddove l'amministrazione voglia evitare la restituzione del bene illegittimamente occupato, con contestuale ripristino dei luoghi, essa potrà optare, nell'ambito del suo potere discrezionale, alla regolarizzazione postuma della vicenda ablatoria perseguendo la via della acquisizione sanante ex art. 42 bis T.U. Espropri, avendo cura di porre in essere tutti gli adempimenti previsti dal succitato articolo. In tal caso l'indennizzo dovuto dovrà essere liquidato secondo gli indicatori fissati dalla predetta disposizione, salvo il potere del giudice civile di verificare se esso è stato quantificato congruamente.
Non potendosi disconoscere l'eventuale esigenza dell'Amministrazione di evitare la demolizione di quanto costruito a spese e nell'interesse della collettività, l'art. 42 bis tues ha (nuovamente) disciplinato il potere discrezionale della P.A. di acquisizione del bene "in sanatoria", quale alternativa alla restituzione dei beni occupati al loro proprietario, previa riduzione in pristino.
In caso di condanna di un'amministrazione, previa riduzione in pristino, alla restituzione di un suolo illegittimamente occupato ai suoi legittimi proprietari, va fatta ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...coltà della "autorità che utilizza il bene" di ripristinare la legalità avvalendosi dell'art. 42 bis del d.P.R. n. 327 del 2001, adeguando la situazione di fatto a quella di diritto e facendo venir meno la situazione di occupazione "sine titulo" dell'immobile, mediante l'adozione di un provvedimento di acquisizione sanante, nel rispetto delle prescrizioni stabilite dalla norma, rimanendo la valutazione comparativa degli interessi in gioco e la conseguente decisione in ordine all'acquisizione o alla restituzione del bene nella sfera di discrezionalità della suddetta autorità.
Il privato che subisca l'occupazione e l'irreversibile trasformazione del proprio suolo da parte della P.A. in assenza di un titolo che la legittimi, non ne perde la proprietà, e può richiedere la restituzione del terreno, con rimozione delle opere realizzate sullo stesso, a spese dell'Amministrazione medesima, con contestuale condanna al risarcimento del danno subito per effetto dell'occupazione senza titolo, meramente detentiva, fatta salva la possibilità per la P.A. di disporre l'acquisizione sanante ex art 42 bis D.P.R. n° 327/2001 che opera ex nunc e non vale quindi a sanare ed eliminare un precedente illecito.
Non... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...mministrazione occupante esercitato la possibilità di acquisire coattivamente il bene, nonostante sia stata a ciò vanamente sollecitata, deve essere accolta la richiesta di restituzione del bene, previo ripristino dei luoghi, stante la riconosciuta persistenza del diritto di proprietà in capo al ricorrente, mentre tale esito è da escludersi per le pretese che si collegano con il passaggio di proprietà del fondo all'Amministrazione, giammai intervenuto.
In tutti i casi in cui la corrispondenza tra situazione reale e situazione proprietaria non può essere raggiunta mediante la restituzione del fondo (a causa dell'interesse pubblico alla conservazione dell'opera pubblica) ovvero il ricorso allo strumento pattizio, il precipuo strumento previsto nell'ordinamento per porre fine all'illecito permanente derivante dalla irreversibile trasformazione del suolo privato a uso pubblico, senza che, nei termini di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, sia stato adottato il decreto di esproprio o comunque stipulato il contratto di cessione delle aree interessate è, oggi, rappresentato dall'adozione del provvedimento ex art. 42 bis del DPR 327/2001.
Permanendo l'occupazione dei suoli anche in data ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...alla scadenza dell'efficacia dei provvedimenti che l'hanno originariamente legittimata, l'occupazione dei terreni di proprietà privata si protrae in modo illegittimo, con il conseguente diritto del proprietario alla restituzione delle aree occupate rimesse al pristino stato, nonché al risarcimento dei danni subiti a causa della indebita occupazione del suolo, fermo restando il potere dell'amministrazione occupante di procedere all'acquisizione dell'area occupata mediante l'emissione di un valido titolo di acquisto, e, in primo luogo, tramite quello disciplinato dall'art. 42-bis D.P.R. n. 327 del 2000.
Nei casi di pubblica occupazione sine titulo di beni privati, si pone per l'Amministrazione occupante un'alternativa fra l'adempimento di un obbligo restitutorio e risarcitorio disciplinato dal diritto civile e l'esercizio di una potestà autoritativa di acquisizione del bene di cui la stessa dispone in forza del regime speciale ad essa assicurato dal diritto amministrativo. La scelta che l'Amministrazione deve compiere non è, però, libera, come nel caso delle obbligazioni alternative.
Laddove il soggetto che occupa illegittimamente un bene privato per finalità pubbliche voglia evitare la sua restituzione con c... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ripristino dei luoghi, potrà optare, nell'ambito del suo potere discrezionale, alla regolarizzazione postuma della vicenda ablatoria e pertanto perseguire la via della acquisizione sanante ex art. 42 bis T.U. Espropri, avendo cura di porre in essere tutti gli adempimenti previsti dal succitato articolo.
Anche se va dichiarata l'illegittimità dell'occupazione e va conseguentemente condannata la p.a. alla restituzione del suolo ai proprietari, va fatta salva la facoltà della "autorità che utilizza il bene" di ripristinare la legalità avvalendosi dell'art. 42 bis del d.P.R. n. 327 del 2001, adeguando la situazione di fatto a quella di diritto e facendo venir meno la situazione di occupazione "sine titulo" dell'immobile, mediante l'adozione di un provvedimento di acquisizione sanante, nel rispetto delle prescrizioni stabilite dalla norma.
Laddove la parte resistente voglia evitare la restituzione con contestuale ripristino dei luoghi, essa potrà optare, nell'ambito del suo potere discrezionale, alla regolarizzazione postuma della vicenda ablatoria de qua e pertanto perseguire la via della acquisizione sanante ex art. 42 bis T.U. Espropri, avendo cura di porre in essere tutti gli adempimenti previsti dal succitat... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...
La restituzione dell'immobile illegittimamente occupato dalla p.a. e la corresponsione di quanto dovuto a titolo risarcitorio secondo la disciplina civilistica può intervenire solo qualora l'Amministrazione, valutati gli interessi in conflitto, abbia ritenuto che l'esercizio della potestà autoritativa di acquisizione dell'immobile ai sensi dell'art. 42-bis d.p.r. n. 327/2001 non costituisca uno strumento di migliore soddisfazione dell'interesse pubblico nella sua doverosa composizione con gli ulteriori interessi concorrenti.
La L. n. 458 del 1988, art. 3, comma 1 - quale integrata con la sentenza additiva della Corte Cost. n. 486 del 1991 - che ha escluso la possibilità della restituzione delle aree illecitamente occupate, disposizione abrogata dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 58, ma ancora applicabile alle espropriazioni la cui dichiarazione di pubblica utilità sia anteriore al 30 giugno 2003, secondo un'impostazione esegetica convenzionalmente orientata, piuttosto che punto di emersione a livello normativo del fenomeno dell'occupazione acquisitiva, deve intendersi volta a r... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... secondo il normale criterio di efficacia delle leggi nel tempo di cui all'art. 11 preleggi, sia il diritto al risarcimento del danno per il proprietario del suolo utilizzato per opere di edilizia residenziale pubblica, agevolata e convenzionata, sia ad escludere in suo favore la tutela reale usualmente apprestata dall'ordinamento al danneggiato.
Qualora all'occupazione di terreno privato non sia mai seguita l'acquisizione e conseguentemente lo stesso risulti occupato illegittimamente dall'Amministrazione, dello stesso deve essere ordinata la restituzione a favore dell'originario proprietario.
A fronte di giudicato con cui è disposta la restituzione del bene illegittimamente occupato, rimane salva la possibilità di addivenire ad un accordo tra le parti volto a stabilire, in luogo della restitutio in integrum, il risarcimento per equivalente, con l'effetto indiretto di trasferire il bene nella proprietà dell'amministrazione comunale. L'eventuale accordo tra le parti si fonda su presupposti del tutto diversi dall'istituto della cessione volontaria del bene di cui all'art. 20, comma 9 d.... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...01; l'accordo richiede necessariamente il consenso del privato interessato laddove la cessione volontaria presuppone una procedura espropriativa ancora in corso con residuale riconoscimento in favore dell'amministrazione pubblica dell'esercizio di poteri unilaterali.
L'obiettivo dell'art. 42-bis di salvaguardare le esigenze pubbliche attraverso il mantenimento e la gestione di qualsiasi opera dell'infrastruttura realizzata sine titulo, deve emergere necessariamente da un percorso motivazionale -rafforzato, stringente e assistito da garanzie partecipativo rigorose– basato sull'emersione di ragioni attuali ed eccezionali che dimostrino in modo chiaro che l'apprensione coattiva si pone come extrema ratio. L'eccezionalità non è riconducibile al pregiudizio per l'economia nazionale, operante in mancanza della norma che legittima la reiterazione del procedimento espropriativo pur dopo la realizzazione delle opere, ma è una valutazione di fatto che attiene all'impossibilità di soddisfare altrimenti le esigenze che l'area espropriata è diretta... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...re.
L'art. 2933 co. 2 c.c. che impedisce la restituzione del bene quando ciò arrechi pregiudizio all'economia nazionale è norma eccezionale facente esclusivo riferimento a beni realmente insostituibili e di eccezionale importanza per l'economia nazionale con relativa prova a carico dell'Amministrazione resistente.
La mera destinazione dell'edificio a servizi postali non dimostra che il suo abbattimento e la delocalizzazione dei servizi imponga un sacrificio di particolare gravosità (e men che mai appare all'evidenza ipotizzabile l'asserito contrasto con gli interessi dell'economia nazionale).
La tutela riservata ai diritti reali non consente l'applicabilità dell'art. 2058 c.c. atteso il carattere assoluto degli stessi, salvo il caso che sia la stessa parte danneggiata a chiedere la condanna per equivalente.
Essendo stata espunta dall'ordinamento l'occupazione appropriativa, al proprietario leso dalla illecita ingerenza - il quale non perde la proprietà del bene in mancanza di un idoneo titolo giuridico che valga a trasferire la proprietà in capo alla pubblica amministrazione - spettano tutte le ordinarie azioni a difesa della proprietà e del possesso, e in particolare la ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...itutoria, previa ripristino dello status quo ante, la quale non incontra il limite della eccessiva onerosità (ex art. 2058 c.c.), né quello del pregiudizio all'economia nazionale (ex art. 2933 c.c.).
Secondo la giurisprudenza di legittimità, la norma dell'art. 2933 c.c., comma 2 dell'art. 2933 c.c., secondo cui non può essere ordinata la distruzione della cosa e l'avente diritto può conseguire solo il risarcimento dei danni, se la distruzione della cosa stessa è di pregiudizio all'economia nazionale, stabilendo una eccezione al principio generale della eseguibilità forzata degli obblighi di non fare, sancito dal primo comma della medesima norma, deve essere interpretata restrittivamente, cioè nel senso che essa è applicabile soltanto nell'ipotesi in cui la distruzione della cosa arrechi pregiudizio al sistema produttivo dell'intero Paese e non anche quando il pregiudizio riguardi unicamente interessi individuali e locali.
La tutela riservata ai diritti reali non consente l'applicabilità dell'art. 2058 c.c. nel caso di azioni volte, appunto, a far valere uno di tali diritti, atteso il carattere assoluto degli stessi, salvo che sia la stessa parte danneggiata a chiedere la condanna ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ente. Se la disciplina complessivamente dettata dall'art. 2058 c.c. appartiene alla materia del risarcimento del danno, erroneamente essa è applicata quando vanga esercitata la tutela restitutoria.
La Suprema Corte (Sez. I, 23 agosto 2012, n. 14609), ha espressamente escluso che la domanda restitutoria del bene illegittimamente occupato possa trovare ostacolo negli artt. 2933, comma 2, e 2058, comma 2, del codice civile.
La domanda di restituzione del bene illecitamente detenuto previo ripristino dello stato dei luoghi - presenta indubbiamente carattere misto: restitutorio per la componente reipersecutoria, risarcitorio in forma specifica per la componente ripristinatoria. Ne consegue che i limiti posti al risarcimento in forma specifica dall'art. 2058 c.c., applicabili alla domanda di ripristino dello stato originario dei luoghi, attraverso la rimozione dell'opera pubblica sugli stessi realizzata, non potrebbero che riflettersi, ove sussistenti in concreto, sulla domanda restitutoria, la quale non potrebbe comunque essere accolta sotto il profilo, quantomeno, della carenza di interesse in capo alla parte ricorrente alla restituzione di un bene strutturalmente e funzionalmente piegato al perseguimento di una finalità di carattere c... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...inerente, nella specie, alla circolazione stradale).
Anche ritenendo che i limiti della "possibilità" e dell'"eccessiva onerosità" di cui all'art. 2058, comma 2, c.c., debbano essere intesi ed applicati secondo coordinate interpretative di marca squisitamente civilistica (espungendo quindi da essi ogni implicazione di ordine pubblicistico), ovvero correlando il primo ad un concetto di "possibilità" meramente materiale ed il secondo ad una nozione di "onerosità" puramente economica, non può non rilevarsi che qualora il ripristino dello stato dei luoghi risulti eccessivamente oneroso, in termini appunto strettamente economicistici, per l'Amministrazione intimata, la domanda di condanna alla restituzione del bene occupato illegittimamente non può essere accolta, ostandovi il disposto dell'art. 2058 c.c..
La domanda restitutoria del bene illegittimamente occupato deve essere accolta, non rilevando in senso contrario né l'art. 2058 co. 2 c.c., che, in materia di risarcimento del danno in forma specifica, detta un limite cui l'azione restitutoria è concettualmente estranea, né l'art. 2933 co. 2 c.c., che opera invece in materia di esecuzione forzata.
La trasformazione irrevers... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ene non può costituire limite alla sua restituzione; ciò in quanto, per un verso, il limite della eccessiva onerosità è codificato, dall'art. 2058 c.c., in relazione alla tutela risarcitoria (in forma specifica) e non per quella restitutoria (che trova fondamento negli artt. 948 ss. ed è preordinata alla tutela reale della proprietà) e, per altro verso, l'ulteriore limite di cui all'art. 2933 c.c. (relativo alla riduzione in pristino di quanto sia stato realizzato in violazione dell'obbligo di non fare), si riferisce solo alla ricorrenza di pregiudizi per l'intera economia nazionale e non a quello "localizzato"
Va esclusa l'applicabilità dell'art. 2058 cc relativamente ad una vicenda di occupazione acquisitiva.
A fronte di domanda con cui è richiesta la restituzione delle aree occupate senza titolo con rimessione in pristino, non può essere richiesta l'applicazione dell'art. 2058 c.c. sul risarcimento del danno per equivalente, sul rilievo che la rimessione in pristino sarebbe antieconomica, venendo costare più dello stesso valore delle porzioni occupate, in quanto il privato danneggiato deve invece poter comunque scegliere quale rimedio risarcitorio conseguire, e imp... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...uidazione di una somma in luogo della restituzione del bene, di fatto acquisendolo, significherebbe riattivare il meccanismo dell'accessione invertita.
In assenza di elementi atti a far ritenere l'eccessiva onerosità ovvero l'impossibilità della riduzione in pristino del bene illegittimamente realizzato sul bene di proprietà privata da parte dell'Amministrazione, questa deve essere condannata alla riduzione in pristino dell'opera realizzata, fermi i poteri espropriativi alla stessa spettanti ed esercitabili anche dopo la sentenza.
Non ostano all'accoglimento della domanda restitutoria del bene illegittimamente occupato gli articoli 2058 e 2933 del codice civile, come del resto esplicitamente rilevato dalla decisione dell'Adunanza Plenaria n. 2/2005, senza contare che l'art. 2933 può trovare applicazione ai soli beni produttivi (e non certo ad una strada).
Non vi sono impedimenti all'accoglimento della domanda di restituzione dei terreni che, nonostante l'occupazione da parte della P.A., siano rimasti in proprietà dei privati. Non vale in contrario invocare l'art. 2058 co. 2 c.c., che, in materia di risarcimento del danno in forma specifica, detta un limite cui l'azione restitutoria è concettu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ranea; ovvero l'art. 2933 co. 2 c.c., che opera invece in materia di esecuzione forzata.
Non può costituire impedimento alla tutela restitutoria il limite dell'eccessiva onerosità codificato dall'art. 2058 c.c. in relazione alla tutela risarcitoria (in forma specifica) e non per quella restitutoria (che trova fondamento negli artt. 948 ss. ed è preordinata alla tutela reale della proprietà) né, per altro verso, l'ulteriore limite di cui all'art. 2933 c.c. (relativo alla riduzione in pristino di quanto sia stato realizzato in violazione dell'obbligo di non fare), che si riferisce solo alla ricorrenza di pregiudizi per l'intera economia nazionale e non a quello "localizzato".
La restitutio in integrum, del bene illegittimamente occupato quale tutela reale tipica accordata al diritto di proprietà, non soffre dei temperamenti di cui agli artt. 2058 (risarcimento in forma specifica) e 2933 c.c., (esecuzione forzata degli obblighi di non fare in pregiudizio all'economia nazionale).
La Suprema Corte (Sez. I, 23 agosto 2012, n. 14609), ha espressamente escluso che la domanda restitutoria possa trovare ostacolo nell'art. 2058, comma 2, c.c., in quanto tale disposizione, che si ascrive alla discipl... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...arcimento del danno, non risulta applicabile alla tutela restitutoria dei diritti reali, che trova la propria speciale (ed autonoma) regolamentazione negli artt. 948 - 951 c.c. Quanto all'art. 2933, comma 2, ha precisato che si tratta di norma comunque eccezionale e come tale da interpretare in modo rigorosamente restrittivo, con esclusivo riferimento a beni realmente insostituibili e di eccezionale importanza per l'economia nazionale, con relativa prova a carico dell'Amministrazione.
In caso di occupazione usurpativa, nell'ipotesi di ricorso del proprietario alla tutela reale mediante esperimento dell'azione di restituzione, ancorché accompagnata dalla richiesta di riduzione in pristino, non sono predicabili i limiti intrinseci alla disciplina risarcitoria, come l'eccessiva onerosità prevista dall'art. 2058, comma 2, c.c.
In tema di occupazione usurpativa, nell'ipotesi di ricorso da parte del proprietario del bene illecitamente occupato, alla tutela reale, mediante azione di restituzione, ancorché accompagnata dalla richiesta di riduzione in pristino, non sono predicabili i limiti intrinseci alla disciplina risarcitoria, come l'eccessiva onerosità prevista dall'art. 2058 c.c., comma 2; né può farsi ricorso ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ione dell'art. 2933 cod. civ., comma 2 ove non risulti che la distruzione della "res" indebitamente edificata sia di pregiudizio all'intera economia del Paese, ma abbia al contrario, riflessi di natura individuale o locale.
La Suprema Corte ha espressamente escluso che la domanda restitutoria di un bene illegittimamente occupato possa trovare ostacolo nell'art. 2058, comma 2, del codice civile, in quanto tale disposizione, che si ascrive alla disciplina del risarcimento del danno, non risulta applicabile alla tutela restitutoria dei diritti reali, che trova la propria speciale (ed autonoma) regolamentazione negli artt. 948 - 951 del codice civile. Quanto all'art. 2933, comma 2, ha precisato che si tratta di norma comunque eccezionale e come tale da interpretare in modo rigorosamente restrittivo.
La domanda di restituzione di terreni illegittimamente occupati e trasformati dalla pubblica amministrazione, ha natura non già risarcitoria, bensì recuperatoria o reipersecutoria; non assumendo alcuna rilevanza l'elemento soggettivo della colpa, profilo che, invece, sarebbe imprescindibile ai fini dell'integrazione della fattispecie illecita, è da escludersi la possibilità, anche astratta, di applicazione dell'art. 205... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...od. civ. Ugualmente non applicabile risulta essere la disciplina di cui all'art. 2933 cod. civ. che postula una violazione degli "obblighi di non fare". Nel caso di specie la disposizione di cui al comma 2 dell'art. 2933 non sarebbe in grado di "paralizzare" l'azione restitutoria, ma semmai la riduzione in pristino stato delle aree.
Il disposto di cui al secondo comma dell'art. 2933 c.c. (laddove impedisce l'ordine di distruzione della cosa se la stessa è di pregiudizio all'economia nazionale), è norma da interpretare in modo rigorosamente restrittivo, riferendosi alle cose insostituibili ovvero di eccezionale importanza per l'economia nazionale, con conseguente inapplicabilità qualora il pregiudizio riguardi interessi individuali e locali come deve ritenersi nel caso di terreni illegittimamente occupati e trasformati dalla pubblica amministrazione, tenuto conto che il "pregiudizio all'economia nazionale" non coincide con l'interesse pubblico alla realizzazione di una qualunque opera a servizio della collettività. V'è da aggiungere che la prova di tale pregiudizio incombe sull'amministrazione resistente.
Sull'Amministrazione grava l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo proprietario, previa demolizione di quanto realizzato, con il limite di cui all'art. 2933, comma 2, cod. civ.
L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non è ex se ostativa all'esecuzione specifica. L'eccessiva onerosità della restitutio in integrum o il possibile pregiudizio all'economia nazionale quali cause ostative alla restitutio in integrum, sono circostanze che devono essere specificamente provate dall'Amministrazione convenuta, e non semplicemente presunte sulla base della mera esistenza di un'opera pubblica.
Non può ordinarsi all'Amministrazione di restituire l'immobile al legittimo proprietario, previa distruzione dell'opera, qualora si realizzi un grave pregiudizio all'economia, così come previsto all'art. 2933, comma 2, c.c. per incidere la riduzione in pristino dello stato dei luoghi non solo su interessi circoscritti alla realtà locale, quanto piuttosto su interessi più ampi (nel caso di specie Circonvallazione costituente anello di congiunzione tra l'abitato, la periferia e gli altri centri urbani). Essendo in tale fattispecie non più possibile l'esecuzione in forma specifica, va disposto il risarcim... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nno per equivalente.
La restituito in integrum non può essere paralizzata dalla presenza dell'opera pubblica, la quale non dà titolo per opporre l'eccessiva onerosità della rimozione delle opere nel frattempo realizzate né per invocare il principio di cui al comma 2 dell'art. 2933 cod. civ.: infatti l'eccessiva onerosità di cui all'art. 2058 cod. civ. non è opponibile nelle azioni intese a far valere un diritto reale, il cui carattere assoluto non lascia margini a modalità di reintegrazione diverse da quella in forma specifica, salva diversa volontà del titolare.
La Suprema Corte ha espressamente escluso che la domanda restitutoria possa trovare ostacolo negli artt. 2933, comma 2, e 2058, comma 2, del codice civile, in quanto: - l'art. 2933, comma 2, oltre che riferibile alle sole violazioni di "obblighi di non fare" (cioè alle cd. "manipolazioni del bene") e non anche alle illecite occupazioni, é norma comunque eccezionale e come tale da interpretare in modo rigorosamente restrittivo, con esclusivo riferimento a beni realmente insostituibili e di eccezionale importanza per l'economia nazionale, con relativa prova a carico dell'Amministrazione resistente; - l'art. 2058, comma 2, q... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...izione che si ascrive alla disciplina del risarcimento del danno, non risulta applicabile alla tutela restitutoria dei diritti reali, che trova la propria speciale (ed autonoma) regolamentazione negli artt. 948 - 951 del codice civile.
La restitutio in integrum quale tutela reale tipica accordata al diritto di proprietà, non soffre dei temperamenti di cui agli artt. 2058 (risarcimento in forma specifica) e 2933 c.c., (esecuzione forzata degli obblighi di non fare in pregiudizio all'economia nazionale) non trattandosi di tutela risarcitoria, la quale si aggiunge, rimanendo su un piano distinto, all'eventuale concorrente tutela risarcitoria in presenza di danni risarcibili secondo l'art 2043 c.c.
Una volta venuta meno la "costruzione" concettuale dell'occupazione acquisitiva, non può costituire impedimento alla restituzione né l'avvenuta trasformazione delle aree, né la realizzazione dell'opera pubblica in quanto, per un verso, il limite dell'eccessiva onerosità è codificato dall'art. 2058 Cod. civ., in relazione alla tutela risarcitoria (in forma specifica) e non per quella restitutoria (che trova fondamento negli artt. 948 segg. ed è preordinata alla tutela reale della proprietà) e, p... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rso, l'ulteriore limite di cui all'art. 2933 Cod. civ. si riferisce solo alla ricorrenza di pregiudizi per l'intera economia nazionale e non a quello "localizzato".
La Suprema Corte (Sez. I, 23 agosto 2012, n. 14609), ha espressamente escluso che la domanda restitutoria possa trovare ostacolo negli artt. 2933, comma 2, e 2058, comma 2, del c.c., in quanto: - l'art. 2933, comma 2, oltre che riferibile alle sole violazioni di "obblighi di non fare" (cioè alle cd. "manipolazioni del bene") e non anche alle illecite occupazioni, é norma comunque eccezionale e come tale da interpretare in modo rigorosamente restrittivo, con esclusivo riferimento a beni realmente insostituibili e di eccezionale importanza per l'economia nazionale, con relativa prova a carico dell'Amministrazione resistente; - l'art. 2058, comma 2, quale disposizione che si ascrive alla disciplina del risarcimento del danno, non risulta applicabile alla tutela restitutoria dei diritti reali, che trova la propria speciale (ed autonoma) regolamentazione negli artt. 948 - 951 del codice civile.
La restituzione del fondo illegittimamente occupato non incontra ostacolo negli artt. 2933, comma 2, e 2058, comma 2, del c.c., in quanto l'art. 2933, comma 2, peraltro riferi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ole violazioni di "obblighi di non fare" e non anche alle illecite occupazioni, é norma da interpretare in modo rigorosamente restrittivo, applicabile soltanto a beni realmente insostituibili e di eccezionale importanza per l'economia nazionale e l'art. 2058, comma 2, che si ascrive, invece, alla disciplina del risarcimento del danno, non risulta applicabile alla tutela restitutoria dei diritti reali, che trova la propria speciale (ed autonoma) regolamentazione negli artt. 948 - 951 c.c.
La restituito in integrum del terreno occupato illegittimamente non può essere paralizzata dalla presenza dell'opera pubblica, la quale non dà titolo per opporre l'eccessiva onerosità della rimozione delle opere nel frattempo realizzate né per invocare il principio di cui al comma 2 dell'art. 2933 cod. civ.: infatti l'eccessiva onerosità di cui all'art. 2058 cod. civ. non è opponibile nelle azioni intese a far valere un diritto reale, il cui carattere assoluto non lascia margini a modalità di reintegrazione diverse da quella in forma specifica, salva diversa volontà del titolare.
PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> LIMITI --> ECCESSIVA O... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ave;/PREGIUDIZIO ALL ECONOMIA NAZIONALE --> ELETTRODOTTO
In caso di elettrodotto abusivo facente parte della rete elettrica nazionale non può essere ordinata la restitutio in integrum, che incontra il limite dell'art. 2933 comma 2 cc., ma solo il risarcimento per equivalente.
Anche in materia di opere pubbliche, sia pure realizzate mediante occupazione illegittima, l'esperibilità delle azioni reipersecutorie a tutela della non perduta proprietà del bene può trovare ostacolo nella eccessiva onerosità della reintegrazione in forma specifica (art. 2058, comma 2, c.c.), nonché dal pregiudizio arrecato dalla distruzione dell'opera alla economia nazionale (art. 2933, comma 2, c.c.).
In caso di occupazione illegittima, deve darsi luogo al risarcimento per equivalente monetario, e non a quello in forma specifica mediante riduzione in pristino, quando consti l'eccessiva onerosità connessa alla eliminazione dell'opera pubblica (art. 2058, II comma, c.c.).
Se l'ar... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... illegittimamente dalla pubblica amministrazione non è strutturalmente destinata al soddisfacimento di finalità di interesse pubblico, il costo della riduzione in pristino non è dirimente ove resti acclarata la sua possibilità tecnica e l'esistenza di soluzioni organizzative che ne consentano l'attuazione senza pregiudizio per il pubblico interesse, dal momento che l'onerosità del rimedio al fatto illecito compiuto dalla p.a., e cioè all'utilizzo sine titulo del terreno privato, non può giustificare il sacrificio del diritto di proprietà, atteso il suo carattere di diritto assoluto, la cui tutela non incontra i limiti di cui all'art. 2058 c.c.. (Nella fattispecie, deposito di materiale inerte).
In ipotesi di occupazione senza titolo, non può ordinarsi la rimozione dell'opera realizzata, qualora si realizzi un grave pregiudizio all'economia, così come previsto all'art. 2933, comma 2, cod. civ., come in ipotesi in cui la restituzione del fondo e la previa riduzione in pristino dello stato dei luoghi andrebbe ad incidere non solo su interessi circoscritti alla realtà locale, quanto piuttosto su interessi più ampi e molto rilevanti sarebbero i costi di ripristino (nel caso di specie... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i stoccaggio presso il quale sono confluiti una notevole quantità di rifiuti provenienti da più Comuni).
Qualora l'opera rientri nella cd. Legge obiettivo, l. n. 443/2001 e d.lgs. n. 190/2002 (del. C.I.P.E. 21.12.2001), e, dunque, tra quelle di interesse nazionale, deve escludersi la reintegrazione in forma specifica, ovvero la restituzione dell'area con demolizione dell'opera pubblica di interesse per l'economia nazionale, a ciò ostando specifiche disposizioni legislative (art. 14 del d.lgs. n. 190/2002 e l'art. 2933, comma 2, c.c.).
L'obbligo di restituzione/riduzione in pristino opera anche per le c.d. "opere strategiche nazionali": la Corte Europea, nel bandire dal sistema l'accessione invertita, impone (senza fare alcuna differenza in ordine alla tipologia dell'opera illegittimamente edificata), che si risarcisca il proprietario ovvero che si restituisca il fondo, previa riduzione in pristino.
PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> LIMI... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...CCESSIVA ONEROSITÀ/PREGIUDIZIO ALL ECONOMIA NAZIONALE --> VIADOTTO
In forza dell'art. 2058 c.c. non può essere disposta la restituzione del bene previa rimessione allo "statu quo ante", qualora, in relazione alla natura dell'opera (nel caso di specie opera viabilistica con la presenza di viadotto), l'eccessiva onerosità del ripristino dell'area sia "ictu oculi" evidente, non essendo possibile pretendere dall'Amministrazione lo smantellamento d'una siffatta opera per riprogettarla e realizzarla su altro sito.
L'art. 3 della L. 498/1998, interpretato nel senso della limitazione delle ragioni proprietarie alla sola tutela risarcitoria per equivalente del bene oggetto di occupazione per finalità di pubblico interesse, nell'ambito di una procedura espropriativa avviata ma non conclusa nei termini previsti, deve pertanto ritenersi implicitamente abrogato con l'entrata in vigore dell'art. 42-bis DPR 327/2001.
La circostanza della destinazione (nel caso di specie) a residenza economica e popolare dell'immobile, con consistente esborso economico dell'am... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ne, lungi dal costituire elemento preclusivo in termini assoluti alla restituzione del bene occupato illegittimamente, rientra senz'altro tra gli elementi intorno ai quali si dovrà concretizzare la valutazione da parte dell'amministrazione degli interessi in conflitto e che dovrà sfociare nella decisione se acquisire o meno l'immobile al patrimonio comunale, previo ristoro al proprietario del diritto dominicale perduto, ovvero restituirglielo previa rimozione di tutte le opere realizzate.
L'irreversibile trasformazione del suolo non può essere addotta dall'amministrazione che lo ha occupato illegittimamente, al fine di non dare esecuzione ad una sentenza passata in giudicato che abbia disposto la sua restituzione con condanna alla rimozione a cura e spese dell'amministrazione delle opere illegittimamente realizzate sulla suddetta area. Ciò anche alla luce della regola processualcivilistica secondo cui il giudicato copre il dedotto e il deducibile di talché non si possono rimettere in discussione le premesse sulle quali quel giudicato si fonda.
È impossi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...dere alla riduzione in pristino delle aree oggetto della procedura ablatoria, a causa dell'irreversibile trasformazione dei fondi di parte ricorrente.
L'occupazione e la trasformazione dei fondi si sostanziano in un'attività illecita, insuscettibile di produrre effetti acquisitivi della proprietà e, viceversa, fonte dell'obbligo per la pubblica amministrazione di restituire il bene e risarcire il proprietario interessato per il danno sofferto.
Alla restituzione del bene illegittimamente occupato non può costituire impedimento (una volta venuta meno la "costruzione" concettuale della occupazione acquisitiva), né la avvenuta trasformazione delle aree né la realizzazione dell'opera pubblica (quella che, in passato, si definiva sintomaticamente trasformazione "irreversibile", che tale era peraltro, con evidente circuito logico, solo in quanto scattasse il postulato meccanismo acquisitivo a titolo originario).
Annullato il decreto di esproprio, qualora non risultino intervenuti ulteriori atti idonei a legittimare la procedura de qua, né tantomeno risultano assunti provvedimenti ex artt. 43 e 42 bis T.U. espropri, è escluso che la trasformazione del fondo (anche con oper... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...bili), in assenza di un formale atto espropriativo, possa determinare la perdita di proprietà in capo al privato e l'acquisto in favore della mano pubblica. Dunque, risultando priva di idoneo titolo legittimante, l'occupazione dei terreni va considerata sine titulo, sicché va accolta la relativa domanda di restituzione.
In ipotesi di occupazione senza titolo, va accolta la domanda di restituzione del bene previa rimessione allo stato pristino, non costituendo un ostacolo all'accoglimento la circostanza che il suolo sia stato irreversibilmente trasformato. Il proprietario ricorrente, infatti, è tuttora il legittimo proprietario del suolo e quindi ha titolo a ottenerne la restituzione previa rimessione in pristino stato; l'avvenuta realizzazione dell'opera pubblica da questo punto di vista non costituisce un ostacolo.
La giurisprudenza ha oramai da tempo escluso che l'avvenuta trasformazione del bene per effetto della realizzazione dell'opera di pubblica utilità sia in sé circostanza ostativa alla piena reintegrazione del privato nel possesso dell'immobile.
Alla tutela restitutoria non può costituire impedimento (una volta venuta meno la "costruzione" concettuale della occupazione acq... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...né la avvenuta trasformazione delle aree né la realizzazione dell'opera pubblica (quella che, in passato, si definiva sintomaticamente trasformazione "irreversibile").
In ipotesi di occupazione divenuta illegittima è fondata la domanda restitutoria, essendo escluso che la trasformazione del fondo (anche con opere irreversibili) possa, alla luce della più recente giurisprudenza, determinare la perdita di proprietà in capo al privato e l'acquisto in favore della mano pubblica.
L'istituto dell'irreversibile trasformazione del fondo ha perso per effetto dell'intervenuta modificazione del quadro normativo di riferimento qualsiasi rilevanza giuridica sicché a fronte di un'occupazione "sine titulo" spetta al titolare del diritto di proprietà il risarcimento del danno anche in forma specifica oltre al risarcimento del danno derivante da illegittima occupazione .
La perdita di proprietà non può essere l'effetto dell'occupazione da parte dell'ente e della successiva irreversibile trasformazione conseguente alla realizzazione dell'opera pubblica. Ne consegue che i privati, ancora proprietari delle aree su cui insistono le opere pubbliche, hanno diritto, in mancanza di un ti... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... legittimi la detenzione, alla loro restituzione previa rimozione di quanto realizzato, con il risarcimento dei danni connessi al periodo d'illecita occupazione.
Non può costituire impedimento alla tutela restitutoria (una volta venuta meno la "costruzione" concettuale dell'occupazione acquisitiva), né l'avvenuta trasformazione delle aree né la realizzazione dell'opera pubblica (quella che, in passato, si definiva sintomaticamente trasformazione "irreversibile").
La trasformazione irreversibile del bene è evento del tutto irrilevante ai fini del mutamento della situazione dominicale dell'area occupata sine titulo, con la conseguenza che unico obbligo a carico dell'Autorità espropriante resta, in ogni caso, pur dopo la trasformazione irreversibile dell'area, quello di restituire quest'ultima, previa sua riduzione al pristino stato, al legittimo proprietario al quale compete, altresì, il risarcimento dei danni prodotti a fronte dell'illecita occupazione.
Il fatto che il terreno sia stato trasformato non è circostanza in sé ostativa all'accoglimento della domanda restitutoria, avendo l'amministrazione l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione sine titulo e d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...la situazione di fatto a quella di diritto.
L'effetto restitutorio del bene illegittimamente occupato non è precluso dall'intervenuta irreversibile trasformazione del suolo.
La completa trasformazione dello stato originario dei terreni espropriati non rende praticabile la restituzione degli immobili.
L'Amministrazione illegittimamente occupante deve scegliere se acquisire o restituire il bene con richiesta indietro di quanto già versato a titolo indennitario (da qualificarsi come indebito oggettivo essendo venuta meno la causa dell'originario titolo) ma risarcendo però nel contempo il danno arrecato. In buona sostanza si pone per l'Amministrazione un'alternativa fra l'esercizio di una potestà autoritativa di acquisizione del bene di cui la stessa dispone in forza del regime speciale ad essa assicurato dal diritto amministrativo ovvero l'adempimento di un obbligo restitutorio e risarcitorio.
... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... la procedura ablativa è relativa alla realizzazione di una scuola elementare, successivamente completata e del tutto funzionante, in caso di condanna alla restitutio in integrum sarebbe tutt'altro che facile abbattere la suddetta scuola per ripristinare la precedente situazione, in cui si trovava il terreno utilizzato per costruirla.
L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica fa venire meno l'obbligo per l'amministrazione di restituire al privato il bene illegittimamente espropriato, non essendo configurabile un acquisto a titolo originario della proprietà privata da parte della p.a., in assenza di un atto di natura ablatoria e per effetto della trasformazione del fondo con la realizzazione dell'opera pubblica.
In assenza di un provvedimento di acquisizione sanante l'amministrazione non può addurre l'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica quale causa di trasferimento della proprietà ovvero di impedimento alla restituzione: la realizzazione dell'opera pubblica è un fatto, e tale resta.
Dal nostro ordinamento è stato espunto l'istituto dell'acquisizione di fatto della proprietà in mano pubblica a seguito della realizzazione dell'opera, per cui tale circostanza non fa venire m... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...go di restituire al privato il bene illegittimamente appreso.
La domanda restitutoria di un'area illegittimamente occupata dalla p.a. è fondata, essendo escluso che la trasformazione del fondo (anche con opere irreversibili) possa determinare la perdita di proprietà in capo al privato e l'acquisto in favore della mano pubblica, potendo la proprietà di un fondo trasferirsi in capo alla P.A. esclusivamente tramite i modi di acquisto previsti dalla legge. Tale domanda deve essere accolta se al momento della pronuncia non risulti che l'amministrazione si sia attivata ai sensi dell'art. 42-bis TUEs.
L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica sul fondo occupato, non inibisce il risarcimento in forma specifica del danno, subito dal proprietario, vale a dire la restituzione in suo favore del fondo.
Il perdurare dell'occupazione da parte della p.a. di un bene di proprietà privata, malgrado siano divenuti inefficaci gli atti della procedura espropriativa per mancata emanazione del decreto di esproprio, comporta l'illiceità del possesso del terreno, divenuto sine titulo. In tal caso l'intervenuta realizzazione dell'opera non fa venir meno l'obbligo della P.A. di restituire al privato il bene appreso illegi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... in quanto essa realizzazione è un mero fatto e tale resta. La perdita della proprietà da parte del privato e l'acquisto in capo alla P.A. possono conseguire soltanto all'adozione di un provvedimento formale, nel rispetto del principio di legalità e di preminenza del diritto.
Deve ritenersi superata l'interpretazione che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica effetti preclusivi e/o limitativi della tutela in forma specifica del privato operata in relazione al diritto comune europeo: tanto è vero che il proprietario del terreno illegittimamente occupato dalla P.A., una volta ottenuta la declaratoria dell'illegittimità dell'occupazione e l'annullamento dei relativi provvedimenti, può legittimamente domandare sia la restituzione del fondo, sia la sua riduzione in pristino.
La Corte Costituzionale (sent. 8 ottobre 2010, n. 293), ha precisato come la realizzazione dell'opera pubblica non costituisce impedimento alla restituzione dell'area illegittimamente espropriata, indipendentemente dalle modalità di acquisizione del terreno.
Secondo la costante giurisprudenza amministrativa e civile, successiva agli arresti della Corte Edu, la pubblica amministrazione non può divenire p... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... del suolo sulla base di un atto illecito (quale è la realizzazione dell'opera pubblica in assenza di un valido titolo ablativo) e nessun acquisto della proprietà di un'area può esservi in assenza di un legittimo atto ablatorio: in tali fattispecie rimane l'obbligo per l'amministrazione di restituire al proprietario il bene di cui è stato illegittimamente privato.
In caso d'occupazione sine titulo originario o sopravvenuto, la realizzazione dell'opera pubblica non fa venire meno l'obbligo della P.A. di restituire al privato il bene illegittimamente appreso. La realizzazione dell'opera sul fondo illecitamente occupato è in sé, quindi, un mero fatto, inidoneo a formare il titolo dell'acquisto e, perciò, l'apprensione della altrui proprietà.
Nell'ipotesi in cui alla dichiarazione di pubblica utilità o alla occupazione d'urgenza non abbia fatto seguito l'emanazione di un tempestivo atto traslativo (sia esso un accordo di cessione volontario oppure un decreto di esproprio), in base all'attuale quadro normativo l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile ai legittimi tit... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...aver demolito quanto ivi realizzato, atteso che la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, in quanto tale trasferimento può dipendere solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione.
L'Amministrazione è tenuta a far venir meno l'occupazione sine titulo dei terreni di proprietà privata e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto ivi realizzato, atteso che la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, che come detto può dipendere solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione.
Come noto, qualora alla dichiarazione di pubblica utilità non abbia fatto seguito l'adozione di un tempestivo decreto di esproprio, pur in presenza della realizzazione dell'opera programmata, non si ha il trasferimento della proprietà. Ne deriva che l'Amministrazione ha l'o... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...idico di far venir meno l'occupazione sine titulo e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto realizzato.
A fronte dell'occupazione senza titolo di bene di proprietà privata, a nulla vale invocare il grave nocumento derivante all'interesse pubblico dalla restituzione dell'area, che priverebbe la collettività dell'opera, ormai completata e funzionante.
E' oramai consolidato l'indirizzo secondo il quale l'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venir meno l'obbligo della P.A. di restituire al privato il bene appreso in maniera illegittima. Deve, infatti, ritenersi superata l'interpretazione che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica effetti preclusivi e/o limitativi della tutela in forma specifica del privato operata in relazione al diritto comune europeo.
La presenza di un'opera pubblica sull'area illegittimamente occupata (nel caso di specie per effetto dell'annullamento degli atti del procedimento), costituisce in sé un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo di acquisto, come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, per cui solo il formale atto di acquisizione può... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...grado di limitare il diritto alla restituzione.
Per giurisprudenza consolidata, la trasformazione irreversibile (attraverso la realizzazione dell'opera pubblica) del bene, non è idonea a paralizzare l'eventuale pretesa restitutoria del privato spossessato dell'area.
L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venire meno l'obbligo dell'amministrazione di restituire al privato il bene illegittimamente appreso. Ciò sulla base di un superamento dell'interpretazione che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica all'irreversibile trasformazione effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato operata in relazione al diritto comune europeo.
Nessuna preclusione all'esperimento del giudizio di ottemperanza ed all'accoglimento della domanda, tramite esso veicolata, di restituzione del terreno illegittimamente espropriato, può rinvenirsi nella circostanza che sull'area interessata sono state ormai realizzate opere pubbliche; la giurisprudenza è ormai consolidata, infatti, nell'evidenziare come l'avvenuta realizzazione dell'opera pubblica non osti all'ammissione della domanda al giudice dell'ottemperanza di disporre la restituzione dell'area, a seguito dell'annullamento in... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...sdizionale degli atti della procedura espropriativa.
E' ormai consolidato l'orientamento giurisprudenziale, per il quale l'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venir meno l'obbligo della P.A. di restituire al privato il bene appreso in maniera illegittima, dovendosi ritenere superata l'interpretazione che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica effetti preclusivi e/o limitativi della tutela in forma specifica del privato, operata in relazione al diritto comune europeo.
L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venire meno l'obbligo dell'amministrazione di restituire al privato il bene illegittimamente appreso. Ciò sulla base di un superamento dell'interpretazione, precedentemente seguita, che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica e all'irreversibile trasformazione del suolo effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato.
Qualora alla dichiarazione di pubblica utilità non abbia fatto seguito l'adozione di un tempestivo decreto di esproprio, pur in presenza della realizzazione dell'opera programmata, non si ha il trasferimento della proprietà. Ne deriva che l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione sine tit... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...eguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto realizzato.
Come più volte affermato in giurisprudenza, la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato è in sé un mero fatto non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, per cui solo il formale atto di acquisizione dell'Amministrazione può essere in grado di limitare il diritto alla restituzione di esso.
Nell'ipotesi in cui alla dichiarazione di pubblica utilità o all'occupazione d'urgenza non abbia fatto seguito l'emanazione di un tempestivo atto traslativo, in base all'attuale quadro normativo l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile ai legittimi titolari dopo aver demolito quanto ivi realizzato, atteso che la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, in quanto tale trasferimento può... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione.
L'istituto dell'occupazione acquisitiva o appropriativa è stato messo in discussione dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, che lo ha ritenuto non aderente alla Convenzione europea in quanto un comportamento illecito o illegittimo non può essere posto a base dell'acquisto di un diritto, per cui l'accessione invertita contrasta con il principio di legalità, inteso come preminenza del diritto sul fatto; ne consegue che la realizzazione dell'opera pubblica non costituisce di per se impedimento alla restituzione dell'area illegittimamente espropriata.
Non può farsi luogo all'accoglimento della richiesta risarcitoria in forma specifica sub specie della restituzione dei suoli qualora sia dato dedurre, in base alle circostanze e alle notizie fornite, che le opere (nel caso di specie di realizzazione di parcheggio e di strada di collegamento), siano state eseguite e compiute, con l'irreversibile trasformazione dello stato dei luoghi, sì da rendersi impossibile e comunque enormemente gravosa la restituzione dei beni occupati, acquisiti ed utilizzati.
Nell'ipotesi in cui all'occupazione di un'area di proprietà di terzi non abbia fatto se... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nazione di un tempestivo decreto di esproprio, in base all'attuale quadro normativo l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto ivi realizzato, atteso che la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà.
Il completamento dell'opera pubblica e l'irreversibile trasformazione del bene occupato sine titulo non determina alcun effetto acquisitivo della proprietà privata in capo alla pubblica amministrazione. Non trovando l'occupazione dei terreni alcun fondamento giuridico, il privato deve ritenersi proprietario dei terreni occupati e detenuti sine titulo dall'amministrazione comunale, con conseguente accoglimento della domanda di restituzione, previa rimessione in ripristino dello stato dei luoghi, a cura e spese della stessa Amministrazione resistente.
Come chiarito dalla giurisprudenza, l'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venire meno l'obbligo dell'amministrazione di restituire al pr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ne illegittimamente appreso; e ciò superando l'interpretazione che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica e all'irreversibile trasformazione effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato.
L''intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venir meno l'obbligo dell'Amministrazione di restituire al privato il bene illegittimamente appreso, dovendosi ritenere superata l'interpretazione che riconnetteva alla costruzione dell'opera pubblica effetti preclusivi o limitativi della tutela in forma specifica del privato, operata in relazione al diritto comune europeo.
La realizzazione dell'opera pubblica non costituisce di per se impedimento alla restituzione dell'area illegittimamente espropriata.
Attesa l'irrilevanza, nell'ottica di una eventuale traslazione della proprietà della res, della realizzazione dell'opera pubblica nella misura in cui questa ha modificato la destinazione originaria del cespite e recato un pregiudizio patrimoniale e non a carico di parte ricorrente, si impone la restituzione del bene. Tale statuizione è peraltro compatibile con la restituzione dei cespiti e facoltà dello ius tollendi concessa al proprietario dei manufatti alle condizioni previst... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... 935 c.c., comma 1 e art. 937 c.c., laddove il diritto al risarcimento e l'applicabilità dell'art.2058 c.c. entrano in discussione ove si fosse rientrati nella materia risarcitoria.
Non costituisce causa ostativa all'esatto adempimento della decisione giudiziale con cui è disposta la restituzione del bene illegittimamente occupato, la sopravvenuta rinnovazione della dichiarazione di pubblica utilità; ciò in quanto il supposto affievolimento, tale da inibire la restituzione, si determinerebbe soltanto nel caso di una nuova legittima occupazione (decreto di occupazione di urgenza) e di una nuova conseguente immissione in possesso del fondo da parte della P.A. Nel periodo precedente all'adozione di tali atti, al proprietario non è impedito lo sfruttamento del fondo in proprietà tanto che, ordinariamente, non sussiste alcun diritto a percepire l'indennizzo per l'occupazione.
All'annullamento degli atti del procedimento espropriativo consegue la restituzione dei terreni, a cui non ostano i lavori; ciò,fatti salvi gli effetti della reiterazione del pr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...
L'eventualità che il bene occupato senza titolo sia sottoposto a sequestro penale si risolverebbe, in sede di ottemperanza alla sentenza con cui è disposta la restituzione, quale elemento impeditivo (temporaneo o definitivo) dell'obbligo restitutorio. Ma, allo stato, non impedisce al giudice amministrativo di accertare l'illegittimità dell'attuale occupazione dell'area oggetto di occupazione d'urgenza e di disporne, a carico dell'Amministrazine stessa, la restituzione in favore del proprietario.
Laddove, la parte resistente voglia evitare la restituzione con contestuale ripristino dei luoghi, essa potrà optare, nell'ambito del suo potere discrezionale, alla regolarizzazione postuma della vicenda ablatoria de qua e pertanto perseguire la via della cd. acquisizione sanante ex art. 42 bis T.U. Espropri, avendo cura di porre in essere tutti gli adempimenti previsti dal succitato articolo.
Va senz'altro affermato il diritt... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ietari ricorrenti ad ottenere la restituzione del bene illegittimamente occupato e il ripristino dello status quo ante, non sussistendo un titolo giuridico idoneo a determinare il trasferimento della proprietà del bene in capo all'Amministrazione resistente, per effetto della mancata adozione a completamento della procedura espropriativa del decreto di esproprio nei termini all'uopo stabiliti dalla legge.
Nell'attuale quadro normativo, l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di fare venire meno, in ogni caso, l'occupazione sine titulo (tale sia ab origine che in via sopravvenuta) e, quindi, di adeguare comunque la situazione di fatto a quella di diritto. In tal senso, la P.A. può: o restituire i terreni ai titolari, demolendo quanto realizzato e disponendo la completa riduzione in pristino allo status quo ante, oppure attivarsi affinché vi sia un titolo di acquisto dell'area da parte del soggetto attuale possessore.
Non è possibile per le Amministrazioni restare inerti a fronte di situazioni di illecito permanente connesso con le occupazioni sine titulo. Ne consegue che, in assenza di legittimi provvedimenti ablatori o di contratti di acquisto delle relative aree o di provvedimenti di acquisizione ex art. 42 bis del D.P.... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...001, deve affermarsi il potere-dovere di far luogo alla materiale rimozione delle opere che risultano senza titolo e alla restituzione ai proprietari.
Solo un formale atto di acquisizione del fondo occupato illegittimamente riconducibile ad un negozio giuridico, o ad un decreto espropriativo adottato all'esito di un rinnovato procedimento di pubblica utilità ovvero, se del caso, ad un provvedimento ex art. 42 bis D.P.R. 327/01, può precludere la restituzione del bene: di guisa che, in assenza di un tale atto, è obbligo primario della Amministrazione restituire il fondo illegittimamente appreso.
La domanda, volta ad ottenere la restituzione dei terreni illegittimamente occupati, previa rimessione in pristino e demolizione dell'opera realizzata, non può essere accolta, qualora l'Amministrazione abbia adottato un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR 327/2001, con il quale ha evidenziato la prevalenza dell'interesse pubblico sul contrapposto interesse del privato ricorrente, volto a salvaguardare la conservazione della suddetta opera pubblica.
Solo un formale atto di acquisizione del fondo occupato riconducibile ad un negozio giuridico, o ad un decreto espropriativo adottato all'esito di u... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... procedimento di pubblica utilità ovvero, se del caso, ad un provvedimento ex art. 42 bis D.P.R. 327/01, può precludere la restituzione del bene: di guisa che, in assenza di un tale atto, è obbligo primario della Amministrazione quello di restituire il fondo illegittimamente appreso.
La persistente occupazione dei terreni di proprietà di privati in assenza di un valido titolo idoneo a trasferirne la proprietà alla P.A. (decreto di esproprio, cessione volontaria, atto di acquisizione ex art. 42 bis) configura un illecito permanente che obbliga la P.A. alla restituito in integrum, oltre che al risarcimento del danno per il mancato godimento dei beni durante il periodo di occupazione illegittima.
Come precisato dalla giurisprudenza amministrativa, la pubblica amministrazione è tenuta a far venire meno le ipotesi di occupazione senza titolo e sine die, adeguando la situazione di fatto a quella di diritto e restituire i terreni ai suoi titolari, salvo che intenda acquisirli o con la stipulazione di un contratto di acquisto avente anche funzione transattiva ovvero con la riattivazione del procedimento espropriativo in sanatoria, anche in relazione all'eventuale esercizio dei poteri di cui all'art. 42 bis del testo... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...'espropriazione.
Per giurisprudenza ormai costante, l'occupazione sine titulo, e ancor più, la trasformazione di beni immobili appartenenti a privati è una situazione di fatto del tutto contrastante con quella di diritto, e l'Amministrazione non può restare inerte, dovendo tempestivamente adoperarsi per ripristinare una situazione di legalità, atteso che essa ha dinanzi a sé una alternativa: o restituisce i terreni ai titolari, demolendo quanto realizzato e disponendo la completa riduzione in pristino allo status quo ante, oppure si attiva per costituire un legittimo titolo di acquisto dell'area.
Difettando un valido atto acquisitivo della proprietà privata da parte dell'Amministrazione, va riconosciuta la persistenza della proprietà delle particelle in capo al privato, con conseguente obbligo di ripristino del diritto di proprietà mediante restituzione dei suoli occupati, detenuti e trasformati in assenza di titolo legittimante, previa demolizione dei manufatti ivi realizzati.
Ove i beni occupati senza titolo non siano acquisiti dalla P.A. o mediante lo strumento autoritativo (art. 42 bis, d.P.R. n. 327/2001, con le conseguenze patrimoniali indicate), ovvero con gli ordinari st... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...vatistici con il consenso dei privati anche in relazione ai corrispettivi patrimoniali, deve esserne disposta la restituzione previa riduzione in pristino.
In ipotesi in cui all'occupazione del bene non abbia fatto seguito il decreto di esproprio ed il proprietario sia privo del possesso pur in assenza di un titolo giustificativo che autorizzi la suddetta spoliazione, l'Amministrazione va condannata alla restituzione del bene occupato illegittimamente.
L'amministrazione può legittimamente apprendere il bene o mediante lo strumento contrattuale, previa acquisizione del consenso della controparte (compresa la cessione volontaria, regolata dall'art. 45 del T.U. n. 327/01), o mediante lo strumento regolamentato all'art. 42-bis del T.U. n. 327/01. In difetto il bene va restituito.
L'eventuale restituzione del bene occupato senza titolo costituisce l'effetto naturale della mancata acquisizione del bene nelle forme di legge, in difetto della quale nessuna disposizione o principio ordinamentale autorizzano l'Amministrazione a permanere nel pieno ed illecito possesso del bene quantunque per fini di pubblico interesse.
Qualora non sia maturata alcuna fattispecie acquisitiva in capo all'Amministrazione è fondata la ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...restituzione del bene previo ripristino delle sue condizioni prima dell'occupazione.
Solo un formale atto di acquisizione del fondo riconducibile ad un negozio giuridico, o ad un decreto espropriativo adottato all'esito di un rinnovato procedimento di pubblica utilità, ovvero, se del caso, ad un provvedimento ex art. 42 bis D.P.R. 327/01, può precludere la restituzione del bene: di guisa che, in assenza di un tale atto, è obbligo primario della Amministrazione quello di restituire il fondo illegittimamente appreso.
I tentativi di raggiungere una soluzione concordata, se da un canto testimoniano della non assoluta inerzia dell'Ente, e costituiscono dato comunque valutabile giudizialmente e di cui tenere conto (ad esempio in ordine alla pronuncia in punto di spese), non possono certo paralizzare il petitum di ottemperanza alla sentenza di condanna alla restituzione del bene in alternativa alla sua acquisizione, almeno fin quando non siano corredati da successo.
PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> RESTITUTIO... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...M --> LIMITI --> TITOLO ACQUISITIVO --> DECRETO DI ESPROPRIO TARDIVO
Al fine di accedere alla tutela risarcitoria in forma specifica, ossia mediante restituzione del bene (salvo, in ogni caso, il risarcimento per equivalente monetario per gli eventuali danni medio tempore prodotti), è onere per il proprietario tempestivamente impugnare, chiedendone l'annullamento, il provvedimento di esproprio qualora questo sia stato, sia pure tardivamente (ossia dopo la scadenza del termine), adottato.
Va escluso che il decreto di esproprio tardivamente emanato possa intendersi come comportamento concludente, che escluda la possibilità per l'Amministrazione di procedere alla restituzione del bene.
Deve escludersi che il decreto di esproprio tardivamente emanato possa intendersi come comportamento concludente che escluda la possibilità per l'amministrazione di procedere alla restituzione del bene.
Qualora non sussistano atti idonei ad interrompere l'ultraventennale possesso continuato da parte della p.a., va accolta l'eccezione di usucapione e, pertanto, respinta la r... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...stitutoria.
L'insegnamento prevalente e condivisibile della giurisprudenza civile e amministrativa ha chiarito che la possibilità del privato proprietario del bene immobile occupato dalla P.A. (e sottoposto a procedimento ablatorio non perfezionato con l'emanazione del decreto finale di esproprio), di rivendicare il bene stesso e chiederne la restituzione incontra il limite dell'intervenuta usucapione eccepita dall'Amministrazione convenuta.
Accertata la sussistenza dei requisiti per il maturarsi dell'usucapione, consegue la reiezione delle domanda restitutoria.
Mancando un valido decreto di esproprio, il diritto alla restituzione del bene illegittimamente occupato può ritenersi impedito solo dalla maturazione della usucapione ventennale.
La circostanza relativa all'occupazione illegittima del terreno del ricorrente e all'utilizzazione per la costruzione della strada, non comporta la perdita della proprietà, ma costituisce comportamento illegittimo dal quale derivano effetti lesivi permanenti in capo al legittimo proprietario del terreno. Pertanto, fin quando dura l'occupazione del terreno, non solo non vi è luogo a ritenere possibile l'inizio del decorso di un termine per la prescrizione del... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... risarcimento del danno derivante dall'illegittima occupazione, ma il proprietario è legittimato a chiederne la restituzione salvi gli effetti dell'usucapione.
A seguito dell'accoglimento dell'eccezione di usucapione, deve essere respinta la richiesta restitutoria nonché quella risarcitoria formulata in via subordinata.
L'esercizio del diritto alla restituzione del bene, da un lato, non è subordinato all'impugnazione degli atti del procedimento espropriativo non portato a termine con l'emissione del decreto di espropriazione, dall'altro è ostacolato solo dalla maturazione dell'usucapione ventennale.
Il "diritto vivente" ha ormai chiarito che l'esercizio del diritto alla restituzione del bene o al risarcimento danni per equivalente monetario non è subordinato all'impugnazione degli atti del procedimento espropriativo non portato a termine con l'emissione del decreto di espropriazione, ed è ostacolato solo dalla maturazione della usucapione ventennale.