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Timestamp: 2020-02-28 15:01:01+00:00
Document Index: 159867795

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 49', 'art. 9', 'art.9', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 22', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 1']

Cittadinanza - Studio Legale Avv. Fulvio De Amicis
Archivio di: Cittadinanza
Corte giustizia Unione Europea Sez. VII, 10/9/2015, n. 151/14
Unione Europea – Libertà di stabilimento – Libertà di circolazione delle persone – Contrasto con normative nazionali – Discriminazione fondata sulla cittadinanza – Divieto ex art. 49 TFUE – Sussiste
Contrasta con il principio della libertà di stabilimento la normativa lettone che ha imposto un requisito di cittadinanza per l’accesso alla professione di notaio che di fatto costituisce una discriminazione fondata sulla cittadinanza vietata dall’art. 49 TFUE. Come già accaduto per altri Stati membri (Belgio, Francia, Lussemburgo, Austria, Germania e Grecia), la Corte di Giustizia ha pronunciato anche nei confronti della repubblica della Lettonia la sua declaratoria di incompatibilità ribadendo che i notai, nei limiti delle loro rispettive competenze territoriali, esercitano la loro libera professione in condizioni di concorrenza, ma le attività da essi svolte non partecipano all’esercizio dei pubblici poteri, unica ipotesi in cui, in base al Trattato, sarebbe possibile derogare al principio della libertà di stabilimento.
T.A.R. Lazio Roma Sez. II quater, 7/7/2015, n. 9083
Stranieri – Concessione della cittadinanza – Avvenuta integrazione dello straniero – Valutazione discrezionale – Sussiste
In tutte le ipotesi di concessione della cittadinanza a sensi dell’art. 9 della Legge n. 91 del 1992, l’Amministrazione gode di un ampio potere di valutazione discrezionale circa l’esistenza di una avvenuta integrazione dello straniero in Italia, tale da poterne affermare la compiuta appartenenza alla comunità nazionale.
T.A.R. Lazio Roma Sez. II quater, 6/7/2015, n. 9000
Stranieri – Concessione della cittadinanza – Residenza legale – Fattispecie analoga alla presenza legittima sul territorio – Sussiste
In materia di concessione della cittadinanza italiana l’art.9L. n. 91/1992 esprime un concetto di residenza legale suscettibile di una lettura coincidente con quella di un’acclarata e legittima presenza sul territorio nazionale.
Corte cost., 25/6/2015, n. 119
Cittadinanza italiana – Servizio civile nazionale – Disciplina – Requisiti della cittadinanza italiana – Illegittimità
E’ costituzionalmente illegittima la disciplina del Servizio civile nazionale, nella parte in cui prevede che, per essere ammessi a svolgerlo, occorre il requisito della cittadinanza italiana.
Cass. civ. Sez. Unite, 12/6/2015, n. 12180
Cittadinanza italiana – Requisiti per beneficiare del reddito di cittadinanza – Regione Campania – Verifica del possesso dei requisiti – Controversie – Competenza del giudice ordinario
Il Giudice ordinario è giurisdizionalmente competente nelle controversie aventi ad oggetto l’indagine volta a verificare il possesso dei requisiti indicati dall’art. 3 della Legge Regionale Campania 19 febbraio 2004, n. 2 per beneficiare del reddito di cittadinanza.
T.A.R. Lazio Roma Sez. II quater, 22/5/2015, n. 7380
Stranieri – Concessione della cittadinanza – Valutazione discrezionale di elementi qualificanti – Sussiste
Il provvedimento di concessione della cittadinanza non costituisce atto dovuto in presenza dei presupposti di legge, implicando una valutazione discrezionale dell’amministrazione circa la possibilità che lo straniero sia ammesso a far parte della comunità nazionale (art. 9 Legge n. 91 del 1992).
T.A.R. Lombardia Milano Sez. IV, 26/3/2015, n. 840
Stranieri – Concessione della cittadinanza – Valutazione discrezionale di elementi qualificanti – Sussiste – Diritto soggettivo che degrada ad interessi legittimi – Fattispecie
L’art. 6, primo comma, della Legge n. 91/1992 delinea fattispecie ampiamente discrezionali di cause preclusive della concessione della cittadinanza italiana, tali da risultare idonee a degradare ad interesse legittimo il diritto soggettivo ad acquistare lo status di cittadino italiano, con conseguente sussistenza della giurisdizione del Giudice Amministrativo.
Cons. Stato Sez. III, 4/3/2015, n. 1084
Stranieri – Concessione della cittadinanza – Cautele nelle valutazioni discrezionali – Provvedimento concessorio – Irrevocabilità – Non sussiste
La discrezionalità della P.A. inerente alla concessione della cittadinanza tanto più dev’essere esercitata con la massima cautela in quanto si ritiene che il relativo provvedimento, una volta emesso, non sia suscettibile di revoca per effetto di una rinnovata valutazione discrezionale (ex art. 22 della Costituzione nessuno può essere privato, per motivi politici, della cittadinanza) (Conf. T.a.r. Lazio, Roma, sez. II quater, n. 772/2012).
Cass. civ. Sez. VI – 1, 3/3/2015, n. 4262
Straniero (giurisdizione sullo) – In genere – Apolide – Richiesta di riconoscimento del corrispondente “status” – Prova a carico del richiedente – Onere attenuato – Fondamento – Fattispecie
L’onere della prova gravante sul richiedente lo “status” di apolide deve ritenersi attenuato, poiché quest’ultimo, oltre a godere della titolarità dei diritti della persona la cui attribuzione è svincolata dal possesso della cittadinanza, beneficia, in base ad una interpretazione costituzionalmente orientata della normativa vigente, di un trattamento giuridico analogo a quello riconosciuto ai cittadini stranieri titolari di una misura di protezione internazionale; ne consegue che eventuali lacune o necessità di integrazioni istruttorie per la suddetta dimostrazione possono essere colmate mediante l’esercizio di poteri-doveri officiosi da parte del giudice, che può richiedere informazioni o documentazione alle Autorità pubbliche competenti dello Stato italiano, di quello di origine o di quello verso il quale possa ravvisarsi un collegamento significativo con il richiedente medesimo. (In applicazione dell’anzidetto principio, la S.C. ha riformato la decisione impugnata, che aveva negato il riconoscimento dello “status” di apolide invocato dalla ricorrente, non avendo quest’ultima provato che i genitori fossero originari della Bosnia Erzegovina, né che lei non fosse cittadina degli Stati con i quali aveva un collegamento più stretto, ritenendo che la prima di tali circostanze non potesse formare oggetto del sindacato del giudice di secondo grado perché non contestata puntualmente dalla parte costituita in prime cure ed esclusa dall’oggetto dell’impugnazione, ed altresì omettendo di verificare se la legge bosniaca sulla cittadinanza, “ratione temporis” applicabile, contenesse regole sulla base delle quali poter attribuire la cittadinanza bosniaca alla cittadina straniera). (Cassa e decide nel merito, App. Roma, 3/5/2013)
T.A.R. Lazio Roma Sez. II quater, 17/2/2015, n. 2724
Stranieri – Concessione della cittadinanza – Discrezionalità – Elementi qualificanti
L’art. 9 della Legge n. 91 del 1992 afferma che la cittadinanza italiana “può essere concessa”. I termini “può” e “concessa” sottolineano il carattere altamente discrezionale del provvedimento. I requisiti prescritti dall’art. 9 costituiscono, pertanto, solo i presupposti che consentono di avanzare l’istanza di naturalizzazione al cui accoglimento si possono, forse ed al più, ravvisare aspettative giuridicamente tutelate.
C. Appello Roma, 16.9.2009, n. 7526. In senso conf., Cassaz. civ. sez. Unite, 30.1.1991, n. 897; id., 13.7.1995, n. 7683
Previdenza sociale – Inquadramento delle aziende nei settori produttivi – Inquadramento ai fini contributivi – Errata collocazione nel settore commercio terziario anziché nel settore industria – Fattispecie – Controversie – Giurisdizione del giudice ordinario – Sussiste.
L’inquadramento del datore di lavoro effettuato dall’Inps in una delle categorie contemplate dalla disciplina degli assegni familiari dettata dal d. P.R. 30 maggio 1955, n. 797, non ha natura provvedimentale, ma si configura come atto di certazione relativo a posizioni di diritto soggettivo derivanti dalla stessa legge sicché, in caso di controversie, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario.
Corte Cass. n. 1649/ 2007
Immigrazione – Cittadino extracomunitario – Ingresso nel territorio nazionale italiano – Procedimento di emersione del lavoro nero – Pendenza – Espulsione – Esclusione – Soggetto pericoloso per la sicurezza dello Stato – Espulsione – Ammissibilità
L’immigrato senza permesso di soggiorno che chiede di essere messo in regola non può essere espulso se la procedura non è ancora conclusa. Infatti l’art. 2, co. 1, D.L. n. 195 del 2002, così convertito dalla L. n. 222 del 2002, in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari dispone che fino alla data di conclusione della procedura di emersione disciplinata dall’art. 1 del D.L. n. 195 del 2002 non possono essere adottati provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale nei confronti dei lavoratori compresi nella dichiarazione presentata dal datore di lavoro, salvo che risultino pericolosi per la sicurezza dello Stato.
(Corte Cass. n. 1649/ 2007)
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