Source: http://ridare.it/articoli/news/covid-19-e-giustizia-civile-le-nuove-misure-urgenti-emanate-con-il-decreto-curaitalia
Timestamp: 2020-07-13 05:50:02+00:00
Document Index: 60943601

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 84', 'art. 85', 'art. 195', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 373', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 14', 'art. 30', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 83', 'art. 1']

﻿ Covid-19 e giustizia civile: le nuove misure urgenti emanate con il decreto “CuraItalia” (d.l. 17 marzo 2020 n. 18) | ridare.it
18 Marzo 2020 | Michele Liguori
Il d.l. 17 marzo 2020 n. 18 (in G.U. 17 marzo 2020 n. 70) - recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” ed entrato in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione - prevede misure urgenti principalmente, ma non esclusivamente, in materia di:
- sostegno economico delle famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia;
- sostegno economico all’occupazione ed ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito;
- sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio;
- regolamentazione della giustizia civile, penale, tributaria, militare, amministrativa e contabile.
Il d.l. 17 marzo 2020 n. 18 è composto da ben 127 articoli, lunghi, articolati, complessi e di non facile lettura per l’interprete - ormai abituato ad atti redatti mediante modalità telematiche con tecniche informatiche idonee ad agevolarne la consultazione e/o la fruizione e, cioè, che consentono sia la ricerca testuale all’interno dell’atto dei documenti citati, sia la navigazione all’interno dell’atto stesso - anche per il continuo rinvio ad altre norme mediante il loro richiamo, quasi sempre senza alcun altra indicazione.
L’art. 83 è quello dedicato alle “Nuove misure urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti in materia di giustizia civile, penale, tributaria e militare”.
La scelta di inserire in un solo articolo le disposizioni in materie sì diverse quali quelle della giustizia civile e quella penale - in quanto quelle in materia tributaria e militare si applicano, in virtù del comma 21, solo “in quanto compatibili” - da un lato non agevola la lettura della norma e dall’altro è in contrasto con la scelta di disciplinare separatamente le misure emesse in altre materie quali quelle della giustizia amministrativa (art. 84) e della giustizia contabile (art. 85).
Tante le disposizioni che riguardano il settore civile.
I termini processuali di tutti i procedimenti civili sono sospesi dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 e, cioè, per 38 giorni e riprendono a decorrere alla fine del periodo di sospensione (comma 2).
Sono stati abrogati espressamente gli articoli 1 e 2 d.l. 8 marzo 2020 n. 11 (comma 22), che pur tanti problemi applicativi avevano causato agli interpreti per la prevista sospensione dei termini processuali per i soli procedimenti civili (e penali) in corso con udienza fissata tra l’8 ed il 22 marzo 2020.
Sono quindi esemplificativamente sospesi i termini (senza alcuna presunzione di completezza e/o esaustività) per:
il deposito delle CTU, di cui all’art. 195, comma 3, c.p.c.;
il deposito di memorie autorizzate, comparse conclusionali e note di replica;
il deposito di sentenze;
la proposizione di impugnazioni (opposizione, appello, ricorso per cassazione, revocazione);
la riassunzione dei giudizi sospesi ed interrotti;
la riassunzione dei giudizi innanzi al giudice competente ed in sede di rinvio;
la proposizione dei procedimenti esecutivi.
Nel caso in cui i termini processuali sono a ritroso e ricadono in tutto o in parte nel periodo di sospensione, il giudice deve differire l’udienza e le attività da cui decorrono in modo da consentirne il rispetto.
Le precedenti disposizioni (rinvio d’ufficio delle udienze e sospensione dei termini processuali) non si applicano (comma 3) ai seguenti casi:
procedimenti relativi alla sospensione dell’efficacia esecutiva o dell’esecuzione della sentenza di primo grado, di cui agli artt. 283 e 351 c.p.c.;
procedimenti relativi alla sospensione dell’esecuzione della sentenza di secondo grado, di cui all’art. 373 c.p.c.;
tutti i procedimenti in cui la ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti; in questo caso la dichiarazione di urgenza è fatta dal capo dell’ufficio giudiziario o dal suo delegato in calce alla citazione o al ricorso, con decreto non impugnabile e, per le cause già iniziate, con provvedimento del giudice istruttore o del presidente del collegio, egualmente non impugnabile.
I capi degli uffici giudiziari, nel periodo di sospensione dei termini processuali e limitatamente all’attività giudiziaria non sospesa, possono adottare le misure per lo svolgimento delle attività (comma 6) che sono quelle previste dal successivo comma 7, lettere a, b, c, d, e, f, h e di cui subito si dirà.
I capi degli uffici giudiziari, per il periodo cuscinetto compreso tra il 16 aprile e il 30 giugno 2020, sentiti sia l’autorità sanitaria regionale per il tramite del Presidente della Giunta della Regione che il Consiglio dell’ordine degli avvocati, adottano le misure organizzative, anche relative alla trattazione degli affari giudiziari, al fine di evitare assembramenti all’interno dell’ufficio giudiziario e contatti ravvicinati tra le persone (comma 6).
I capi degli uffici giudiziari, per assicurare tali finalità, possono adottare (comma 7) le seguenti misure:
Il Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia, con provvedimento del 10 marzo 2020, ha individuato i collegamenti utilizzabili per lo svolgimento da remoto delle udienze civili (e delle udienze penali) in attuazione di quanto previsto dall’analoga previsione di cui all’art. 2, comma 2, lett. f) e 7 d.l. 8 marzo 2020 n. 11.
I termini di prescrizione e decadenza dei diritti che possono essere esercitati esclusivamente mediante il compimento delle attività precluse dai provvedimenti emessi dai capi degli uffici giudiziari sono sospesi dal 9 marzo 2020 al 30 giugno 2020 e, cioè, per 114 giorni, ma soltanto nell’ipotesi in cui i provvedimenti emessi dai capi degli uffici giudiziari precludano la presentazione della domanda giudiziale (comma 8).
Il periodo compreso tra l’8 marzo e il 30 giugno 2020 non si considera ai fini del computo dell’irragionevole durata del processo e della conseguente maturazione del diritto all’equa riparazione, di cui all’art. 2 l. 24 marzo 2001 n. 89 (comma 10).
Deposito degli atti introduttivi dei giudizi
Dal 9 marzo 2020 al 30 giugno 2020 gli atti introduttivi dei giudizi, nei procedimenti civili e di volontaria giurisdizione, devono essere depositati esclusivamente mediante modalità telematiche (comma 11, prima parte).
si applica agli uffici che hanno la disponibilità del servizio di deposito telematico di atti e documenti, di cui all'art. 16-bis, comma 1-bis, d.l 18 ottobre 2012 n. 179, convertito dalla l. 17 dicembre 2012 n. 221 (Tribunale e Corte di Appello);
non si applica, di converso, agli uffici che non hanno la stessa disponibilità (Giudice di Pace e Suprema Corte di Cassazione).
Contributo unificato e anticipazione forfettaria
Dal 9 marzo 2020 al 30 giugno 2020 il contributo unificato, di cui all’art. 14 d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 e l’anticipazione forfettaria, di cui all’art. 30 del medesimo decreto, relativi al deposito degli atti introduttivi dei giudizi, nei procedimenti civili e di volontaria giurisdizione, negli uffici che hanno la disponibilità del servizio di deposito telematico di atti e documenti, di cui all'art. 16-bis, comma 1-bis, d.l. 18 ottobre 2012 n. 179, convertito dalla l. 17 dicembre 2012 n. 221, sono pagati esclusivamente con sistemi telematici anche tramite la piattaforma tecnologica di cui all’art. 5, comma 2, d.lgs. 7 marzo 2005 n. 82 (comma 11, seconda parte).
Sospensione dei termini di mediazione e negoziazione assistita
di risoluzione stragiudiziale delle controversie regolati dalle disposizioni vigenti;
sono sospesi dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 in caso di contemporanea sussistenza di due condizioni:
E’ facile prevedere che:
le autorità sanitarie regionali, che dovranno necessariamente essere consultate dai capi degli uffici giudiziari, nel periodo cuscinetto compreso tra il 16 aprile e il 30 giugno 2020, vista l’eccezionale gravità dell’attuale situazione sanitaria, non autorizzino la riapertura degli uffici giudiziari;
i capi degli uffici giudiziari - vista la difficoltà materiale sia nella selezione a monte delle cause che possono essere trattate vuoi con svolgimento delle udienze civili mediante collegamenti da remoto, vuoi mediante scambio e deposito telematico di note scritte contenenti le istanze e conclusioni, sia per la comunicazione ai difensori dell’operata scelta, sia del rispetto del contraddittorio e dell'effettiva partecipazione delle parti - adottino in maniera generale la misura prevista dall’art. 83, comma 7, lett. g), d.l. 17 marzo 2020 n. 18 e, cioè, il rinvio d’ufficio delle udienze a data successiva al 30 giugno 2020;
l’attività giudiziaria, anche per la sospensione feriale dei termini dall’1 al 31 agosto, di cui all’art. 1, comma 1, l. 7 ottobre 1969 n. 742, riprenderà effettivamente soltanto nel mese di settembre 2020.