Source: http://diritto.regione.veneto.it/?category_name=archivio&es=5-6/2012%20pubblicato%20il%2004/11/2013
Timestamp: 2017-11-24 02:12:27+00:00
Document Index: 153885804

Matched Legal Cases: ['art. 317', 'art. 317', 'sentenza ', 'art. 117', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 81', 'sentenza ', 'art. 81', 'sentenza ', 'art. 75', 'art. 23', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32']

Abstract: In questo saggio, il Procuratore della Repubblica di Venezia Luigi Delpino presenta un nuovo aggiornamento delle decisioni della Cassazione Penale in materia di Pubblica Amministrazione. SOMMARIO: Premessa: La nuova figura di «Induzione indebita a dare o promettere utilità» – A) Nozione e funzione della norma – B) Soggetto attivo e condotta punita; in particolare: l'induzione e le varie modalità del suo atteggiarsi – C) Una particolare forma di induzione individuata sotto il vigore del precedente testo dell'art. 317: la c.d. «concussione ambientale» – D) Elemento soggettivo; consumazione; tentativo; circostanza attenuante; concorso con altri reati – E) Differenze dal delitto ex art. 317 e questioni di diritto intertemporale – F) Pena ed istituti processuali
Viene pubblicato in questo numero il secondo numero del manuale La gestione associata di funzioni e servizi comunali – Manuale d’uso – Seconda parte, la cui prima parte era stata pubblicata nel numero 1-2/2012. Il Manuale è stato realizzato con il contributo concesso dalla Regione del Veneto e la collaborazione scientifica della Direzione Regionale Enti Locali, Persone Giuridiche, Controllo Atti dal Dipartimento di Diritto Pubblico, Internazionale e Comunitario dell'Università di Padova all’interno del progetto “L’attuazione dell’obbligo di gestione associata di funzioni e servizi comunali”, che vede come partner Unindustria Treviso.
Semplificazione in materia edilizia: problemi applicativi
Abstract: Il Testo Unico dell’edilizia, Dpr 380/2001, ha subito, nel corso degli anni, varie modifiche. Recentemente i maggiori dibattiti si sono concentrati su norme, estranee al DPR 380/2001, che tuttavia incidono pesantemente sulla disciplina edilizia. Di particolare interesse risulta essere la SCIA (introdotta dalla Legge 122/2010 di conversione del DL 78/2010) che ha reso necessaria, sin dall’inizio, una nota esplicativa del Ministero della semplificazione. Successivamente ulteriori disposizioni sono state dettate dalla Legge 106 del 12 luglio 2011 di conversione del D.L. 70/2011 e dalla Legge 35 del 4 aprile 2012 di conversione del DL 5/2012. Recenti sentenze della Corte Costituzionale hanno respinto i ricorsi presentati da alcune Regioni per conflitto di competenza in materia di governo del territorio. Ulteriori problemi applicativi emergono dal confronto tra la LR 61/1985 e la disciplina statale. Di recente il Legislatore è nuovamente intervenuto sul tema con il c.d. “Decreto del fare”. SOMMARIO: 1. Premessa – 2. Segnalazione certificata di inizio attività e materia edilizia – 3. Rapporto tra disciplina nazionale della SCIA e legislazione regionale – 4. Il caso veneto – 5. La tutela giurisdizionale del terzo - 6. La SCIA nel “Decreto del fare” – 7. Considerazioni critiche conclusive
di Francesca Martini E Monica Tomaello
Funzionari Della Regione Del Veneto In Servizio Presso La Direzione Urbanistica E Paesaggio
Nota a sentenza n. 287 del 2012 della Corte Costituzionale. Competenza nella regolamentazione dei tirocini non curriculari
Abstract: La Corte Costituzionale è stata chiamata a pronunciarsi sulla legittimità dell’articolo 11 del decreto-legge n. 138/2011 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo) convertito, con modificazioni, dalla legge n. 148/2011. L’articolo aveva per oggetto la disciplina dei tirocini formativi c.d. extracurriculari.Il giudizio di legittimità è stato promosso, con autonomi ricorsi, dalle Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Umbria e dalla Sardegna: le cinque Regioni hanno proposto questione di legittimità costituzionale con riguardo agli art. 117, quarto e sesto comma, 118 e 117 della Costituzione, in combinato disposto con l’art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione). La sentenza di incostituzionalità ribadisce l’esclusiva competenza normativa in materia alle Regioni e questa, però, travolge solamente l’articolo 11 del decreto legge 138/2011, senza che tali effetti siano automaticamente estesi a qualsiasi altra norma. I principi generali delineati in materia dall’articolo 18 della legge 196/1997 rimangono vigenti ed hanno una efficacia immediatamente sostitutiva e diretta applicazione laddove manca la normativa regionale.
di Luisa Perich
Responsabile Sportello Del Lavoro Dell'Università Degli Studi Di Trieste
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale. Pronunce d’interesse per le Regioni ordinarie depositate nel periodo maggio-giugno 2012
Abstract: Nel periodo maggio-giugno 2012 le decisioni della Corte costituzionale, d’interesse per le Regioni a statuto ordinario, sono state venti, di cui dieci a seguito di ricorsi promossi dallo Stato nei confronti di leggi regionali, una a seguito di rimessione in via incidentale da parte del Tribunale di Trieste nei confronti di una legge della Regione Friuli-Venezia Giulia, nove a seguito di ricorsi promossi dalle Regioni nei confronti di normativa statale, in particolare nei confronti di disposizioni contenute nel decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, in legge 30 luglio 2010, n. 122 (sentenze 139, 148, 151 e 164) e nel decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, in legge 15 luglio 2011, n. 111 (sentenze 121, 144, 147 149 e 163). Le pronunce hanno riguardato le materie concernenti la tutela dell’ambiente (sentenze 114, 116, 139 158, 159 e 160), l’ordinamento civile (sentenze 114, 141, 148, 149 151), la tutela della salute (sentenza 129), il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario (sentenze 121, 131, 144, 148 e 161), l’istruzione (sentenza 147), l’ordinamento della comunicazione (sentenza 163). Le sentenze 115 e 131 hanno censurato disposizioni regionali, rispettivamente del Friuli-Venezia Giulia e della Calabria, con riferimento all’art. 81 della Costituzione per il mancato rispetto dell’obbligo di copertura finanziaria delle leggi, mentre la sentenza 164 ha sindacato una disposizione contenuta nel decreto-legge n. 78 del 2011 con riferimento alla competenza statale a determinare i livelli essenziali delle prestazioni (LEP).
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale. Pronunce d’interesse per le Regioni ordinarie depositate nel periodo luglio – agosto 2012
Abstract: Nel mese di luglio 2012 le decisioni della Corte costituzionale d’interesse per le Regioni sono state venti. Di queste, una è stata pronunciata per dirimere un conflitto di attribuzioni proposto dalla Provincia autonoma di Trento nei confronti del d.P.R n. 139 del 2010, che regolamenta il procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interenti di lieve entità. Sono invece otto le decisioni conseguenti a ricorsi promossi dallo Stato nei confronti di disposizioni regionali ed una a seguito di rimessione in via incidentale da parte di un giudice amministrativo. Le rimanenti dieci pronunce hanno sindacato la normativa statale e, in particolare, 4 hanno riguardato disposizioni contenute nel decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, in legge 30 luglio 2010, n. 122, 2 sentenze hanno sindacato disposizioni del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, in legge 15 luglio 2011, n. 111, mentre le rimanenti 4 sentenze sono state pronunciate con riferimento a disposizioni del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. Le decisioni hanno riguardato le materie concernenti la tutela dell’ambiente (sent. 171), la concorrenza (sent. 200), l’ordinamento civile (sent. 173, 213 e 215), la tutela della salute (sent. 187), il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario (sent. 173, 198, 211, 212 e 215), il commercio (sent. 183), la protezione civile (sent. 201). Le decisioni pronunciate con riferimento all’art. 81 della Costituzione per il mancato rispetto dell’obbligo di copertura finanziaria delle leggi sono state 3 (sent. 192, 212 e 214), mentre 2 hanno riguardato la competenza statale in tema di livelli essenziali delle prestazioni (LEP). Di interesse la decisione n. 191 che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, per violazione dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario, di una norma regionale diretta a promuovere i prodotti regionali garantendone l’origine, e la sentenza n. 199 che ha accolto le censure sollevate da alcune Regioni nei confronti di una disposizione statale che, in violazione dell’art. 75 della Costituzione, ha riproposto una nuova disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica che riproduce, nella sostanza, analoga disciplina contenuta nell’art. 23-bis del decreto legge n. 112 del 2008, abrogata a seguito di referendum. Nel mese di agosto non risultano depositi di sentenze della Corte costituzionale.
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale. Pronunce d’interesse per le Regioni ordinarie depositate nel periodo settembre-ottobre 2012
Abstract: Nel periodo settembre-ottobre 2012 le decisioni della Corte costituzionale d’interesse per le Regioni a statuto ordinario sono state otto, delle quali tre a seguito di rimessione in via incidentale, due a seguito di ricorsi promossi dallo Stato e due conseguenti ricorsi promossi dalle Regioni (in entrambi i casi la Regione Toscana), nei confronti dello Stato. Una sentenza, la n. 241, ha riguardato esclusivamente questioni relative a violazioni, da parte di normativa statale, delle prerogative di autonomia riconosciute alle Regioni a statuto speciale. Le sentenze, n. 226 e n. 231, non sono invece entrate nel merito delle questioni sollevate dallo Stato nei confronti di disposizioni regionali, rispettivamente della Puglia e della Calabria, poiché dichiarate infondate nel merito, così come la sentenza n. 234 con riferimento a censure sollevate dalla Regione Sicilia nei confronti di disposizioni statali. Una sola pronunciata ha riguardato un conflitto di attribuzioni, dichiarato peraltro inammissibile, proposto dalla Provincia autonoma di Bolzano nei confronti di un decreto di un Ufficio statale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Si segnala la sentenza n. 236 che ha sindacato una disposizione della Regione Puglia avendo come riferimento la tutela del diritto alla salute, protetto e garantito dall’art. 32 della Costituzione. Sentenza 13 settembre 2012, n. 217 – (giudizio promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri c/Regione Friuli-Venezia Giulia)
Tutti gli attori della società italiana (dalle istituzioni agli operatori economici) ritengono da tempo che il rilancio dell’economia ed anche della qualità della vita passi attraverso una radicale modernizzazione della pubblica amministrazione, finalizzata alla riduzione dei costi di gestione della “macchina” e alla sua maggiore produttività in termini di atti e risultati, e tesa anche a ridurre i freni che l’intromissione della pubblica amministrazione stessa nelle attività private produce. Un’ulteriore voce di costo che è stata denunciata e che è presa di mira è quella del fenomeno della corruzione. Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli interventi normativi su tali fronti. Ne sono derivate profonde modificazioni all’assetto di istituti importanti quali la responsabilità del funzionario, i tempi del procedimento, la conferenza di servizi, gli incarichi dirigenziali, incarichi esterni, compatibilità con attività esterne, trasparenza. La massa di norme introdotte soprattutto nell’ultimo periodo impone il riordino del quadro normativo, essenziale per l’operatività di tutte le amministrazioni.