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Timestamp: 2020-05-25 20:33:40+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 25824 del 31/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25824 del 31/10/2017
Cassazione civile, sez. III, 31/10/2017, (ud. 20/06/2017, dep.31/10/2017), n. 25824
sul ricorso 131/2015 proposto da:
C.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA TREMITI 10,
dall’avvocato UBERTO DI PILLO giusta procura in calce al ricorso;
CO.UG., elettivamente domiciliato in ROMA, V. VENTI SETTEMBRE
difeso dall’avvocato ANTONIETTA LIBERATA PACE, giusta procura in
avverso la sentenza n. 192/2014 del TRIBUNALE di SULMONA, depositata
20/06/2017 dal Consigliere Dott. DANILO SESTINI;
pronunciando sull’appello proposto da C.G. avverso la sentenza n. 33/2013 del Giudice di Pace di Sulmona depositata in data 28.1.2013, il Tribunale ha dichiarato l’inammissibilità dell’impugnazione sul rilievo che il termine lungo semestrale era scaduto il 27.7.2013, mentre il ricorso era stato depositato in data 1.8.2013;
il C. ha proposto ricorso per cassazione, articolato in due motivi, con cui ha dedotto “errores in procedendo e/o violazione e falsa applicazione dell’art. 327 c.p.c., art. 360 c.p.c., n. 3” (primo motivo) e “errores in procedendo e/o violazione e falsa applicazione degli artt. 165 e 347 c.p.c., ex art. 360 c.p.c., n. 3” (secondo);
il ricorrente ha rilevato che l’atto di citazione in appello era stato notificato tempestivamente, in data 25.7.2013, e che il Tribunale aveva erroneamente fatto riferimento alla successiva data del deposito, come se si fosse trattato di appello da proporsi nelle forme del ricorso;
il controricorrente Co. ha dichiarato di “rimettersi alle valutazioni della… Corte”, pur sottolineando l’esistenza di ulteriori profili di inammissibilità dell’appello.
trattandosi di controversia sottoposta a rito ordinario, l’appello doveva essere proposto – così come avvenuto – a mezzo di atto di citazione;
la tempestività dell’impugnazione dev’essere pertanto verificata in riferimento alla data di notifica dell’atto e non in relazione al suo successivo deposito;
il Tribunale ha dunque errato nel considerare la data del deposito (dell’atto notificato) anzichè quella della notificazione dell’impugnazione, che – dal riscontro ex actis – risulta effettivamente avvenuta in data 25.7.2013, entro il termine semestrale di cui all’art. 327 c.p.c.;
accolto pertanto il primo motivo (con assorbimento del secondo), deve cassarsi la sentenza con rinvio al Tribunale, in persona di altro magistrato, che provvederà anche sulle spese di lite.
La Corte accoglie il primo motivo, dichiarando assorbito il secondo, cassa e rinvia, anche per le spese di lite, al Tribunale di Sulmona, in persona di altro magistrato.