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Timestamp: 2019-09-19 04:36:53+00:00
Document Index: 103448095

Matched Legal Cases: ['art.110', 'art. 36', 'art.110', 'sentenza ', 'art. 110', 'art.110', 'art. 299', 'art. 10', 'art. 28']

LA RESPONSABILITÀ DEI SOCI PER I DEBITI DELLA SOCIETÀ ESTINTA : UNA QUESTIONE CONTROVERSA ALL’ENNESIMO VAGLIO DELLA SUPREMA CORTE | ENTE DI FORMAZIONE
melissa 26 ottobre 2017 Archivio
2. La riforma organica della disciplina delle società di capitali di cui al Dlgs n. 6/2003.
3. Le S.U. n.6070, n. 6071, n.6072 del 2010 sui rapporti non definiti al momento della cancellazione della società dal registro delle imprese.
4. Le S.U. n. 7676/2012 e n.6070, n.6071 del 2013: trasferimento della legittimazione sostanziale e processuale della società in capo ai soci ex art.110 c.p.c.
5. La nuova ricostruzione sistematica delle Sezioni Unite (n. 15295/2014) dell’evento estintivo-interruttivo che colpisce la parte nel processo. La teoria dell’ultrattività del mandato.
6. Cancellazione dal registro delle imprese ed estinzione della società: conseguenze per la legittimità degli atti impositivi (art. 36 D.P.R.n.602/73 e le novità introdotte dal Dlgs n.175/2014).
7. Società estinta: legittimazione dei soci anche senza attivo di liquidazione: revirement della Suprema Corte ( Cass. nn.9094/2017 e 15035/2017).
3. Le Sezioni Unite nn. 6070, 6071 e 6072 del 2010, sui rapporti non definiti al momento della cancellazione della società dal registro delle imprese.
4. Sezioni Unite nn. 7676/2012 e 6070/6071/6072 del 2013: trasferimento della legittimazione sostanziale e processuale della società in capo ai soci ex art.110 c.p.c.
Precisamente, la giurisprudenza di legittimità ha affermato che “L’estinzione della società a seguito di cancellazione determina, nei processi in corso nei confronti dell’ente, l’applicazione delle regole generali dettate dagli artt. 299 e seguenti cod. proc. civ., poiché essa costituisce vicenda equiparabile alla morte della parte persona fisica. Ne consegue che, per difetto assoluto della “giusta parte” processuale, è inammissibile l’impugnazione proposta nei confronti di una società di capitali cancellata dal registro delle imprese nelle more del processo ( e ciò indipendentemente dalla consapevolezza che dell’evento-morte abbia l’impugnante). Il liquidatore di una società estinta per cancellazione dal registro delle imprese può ben essere destinatario di una autonoma azione risarcitoria, ma non della pretesa attinente al debito sociale, onde è inammissibile l’impugnazione proposta nei confronti del medesimo con riguardo alla sentenza relativa a quel debito, atteso che la posizione del liquidatore non è quella di successore processuale dell’ente estinto. Il socio di una società di capitali, estinta per cancellazione dal registro delle imprese, succede a questa nel processo a norma dell’art. 110 cod. proc. civ. - che prefigura un successore
- un automatico trasferimento della legittimazione sostanziale e processuale della società in capo ai soci ex art.110 c.p.c.;
- l’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 299 e ss. c.p.c..
1)“La cancellazione – volontaria - della società dal registro delle imprese, a partire dal momento in cui si verifica l’estinzione della società cancellata, priva la società stessa della capacità di stare in giudizio (con la sola eccezione della “fictio iuris” contemplata dall’art. 10 legge fall”;
5. La nuova ricostruzione sistematica delle Sezioni Unite (n. 15295/2014 ) dell’evento estintivo-interruttivo che colpisce la parte nel processo. La teoria dell’ultrattività del mandato.
Invero, l’art. 28 co.5 del suddetto d.lgs prevede che:
a) I liquidatori “ (…) che non adempiono all’obbligo di pagare, con le attività della liquidazione, le imposte dovute per il periodo della liquidazione medesima e per quelli anteriori rispondono in proprio del pagamento delle imposte se non provano di aver soddisfatto i crediti tributari anteriormente all’assegnazione di beni ai soci o associati, ovvero di avere soddisfatto crediti di ordine superiore a quelli tributari. Tale responsabilità è commisurata all’importo dei crediti d’imposta che avrebbero trovato capienza in sede di graduazione dei crediti”.
b) I soci rispondo per il pagamento delle imposte se, “ nel corso degli ultimi due periodi d’imposta precedenti alla messa in liquidazione” abbiano ricevuto “danaro o altri beni sociali in assegnazione” dagli amministratori o abbiano avuto in assegnazione “beni sociali” dai liquidatori “durante il tempo della liquidazione”.
Ciò posto, è bene rilevare che, per poter chiedere il pagamento dei debiti erariali della società direttamente ai soggetti fiscalmente responsabili, è necessario, però, che venga emesso nei loro confronti un provvedimento motivato e contenente le ragioni di tale trasferimento di responsabilità dalla società ai suoi soci ed amministratori. Invero, trattandosi, di un credito non tributario, bensì civilistico (poiché fondato sul presupposto della mera responsabilità gravante in capo agli amministratori e ai liquidatori), sarà necessario che l’AF proceda notificando un atto motivatodirettamente a quest’ultimi, in modo che siano messi nelle condizioni di impugnarlo secondo le disposizioni del processo tributario.
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