Source: http://www.cartellopoli.net/2016_01_01_archive.html
Timestamp: 2017-12-14 06:22:39+00:00
Document Index: 87896368

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 10', 'art. 66', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 34', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 19', 'art. 97', 'art. 7']

CARTELLOPOLI: gennaio 2016
Le segnalazioni di VAS hanno fatto rimuovere i tre megaimpianti installati nel XV Municipio
http://www.vasroma.it/le-segnalazioni-di-vas-hanno-fatto-rimuovere-i-tre-megaimpianti-installati-nel-xv-municipio/
Con Nota VAS prot. n. 6 del 16 febbraio 2010, trasmessa anche al Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, con allegato un dossier fotografico di tutti gli impianti da rimuovere dentro il Parco di Veio e nella zona vincolata di Tor di Quinto e di via Cassia, ho segnalato anche i due seguenti cartelloni pubblicitari di mt. 4 x 3 installati dalla ditta “GREGOR” in via Cassia a ridosso dell’istituto religioso “Bona Crux”, con i numeri di codice identificativo 0074/AO445/p e 0074/AO446/P.
Quattro anni dopo ho accertato che i due impianti erano stati uniti a formare un unico megaimpianto di mt. 8 x 3, che alla fine di una riunione della Commissione Commercio sul PRIP ho segnalato di persona al Dott. Francesco Paciello consegnandogli la foto a colori scattata il 21 febbraio del 2014.
Foto scattata il 21 febbraio 2014
Quel giorno ho consegnato al Dott. Francesco Paciello anche la foto a colori di un altro megaimpianto della “GREGOR” realizzato allo stesso modo dall’unione di due impianti di mt. 4 x 3, che si trovava installato poco distante, più a nord, sempre lungo la via Cassia a ridosso del muro di cinta dell’Ospedale Fatebenefratelli, all’altezza del civico n. 585 con i numeri di codice identificativo 0074/AO443/P e 0074/AO444/P.
Dopo l’approvazione della Deliberazione n. 50 del 30 luglio 2014, con cui è stato modificato il Regolamento di Pubblicità consentendo un formato massimo degli impianti di mt. 3 x 2 ed il conseguente obbligo prescritto dal TAR del Lazio di rimuovere entro il 20 maggio del 2015 tutti gli impianti di dimensioni uguali o superiori a mt. 4 x 3, la ditta “GREGOR” ha dapprima oscurato il megaimpianto mt. 8 x 3 installato sul muro di cinta dell’Ospedale Fatebenefratelli.
(foto scattata il 13 giugno 2015)
A giugno del 2015 l’altra megaimpianto risultava invece ancora sfruttato.
La ditta Gregor ha poi rimosso entrambi i megaimpianti di mt. 8 x 3, convertendo i suoi due originari impianti di mt. 4 x 3 in due cartelloni di mt. 3 x 2, che ha però voluto mantenere uniti a formare due distinti megaimpianti di mt. 6 x 2.
Foto scattata il 17 novembre 2015
Il 22 gennaio 2016 mi son trovato a passare in macchina per via Cassia e con mia grande soddisfazione mi sono accorto che i due megaimpianti sono stati nel frattempo rimossi e sostituiti da due distinti impianti di mt. 3 x 2.
Foto scattata il 22 gennaio 2016
La stessa identica storia si è ripetuta con il megaimpianto monofacciale che la Gregor aveva realizzato ed installato sulla spalletta orientale del futuro ponte sul rilevato ferroviario in via Flaminia che ho documentato nell’articolo pubblicato su questo stesso sito il 31 dicembre 2015 (http://www.vasroma.it/vas-chiede-di-accertare-la-regolarita-dei-megaimpianti-pubblicitari-installati-in-via-flaminia/).
Il 22 gennaio 2016 mi son trovato a passare in macchina anche per via Flaminia e con altrettanta grande soddisfazione mi sono accorto che il megaimpianto è stato nel frattempo rimosso e sostituito da due distinti impianti di mt. 3 x 2.
Sono portato a presumere che la Dott.ssa Monica Giampaoli abbia raccolto i frutti dell’opera di repressione iniziata dal Dott. Francesco Paciello.
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Si è svolta finalmente l’udienza della Sezione Seconda del TAR per sentenziare sui ricorsi presentati per l’annullamento del nuovo Regolamento di Pubblicità
http://www.vasroma.it/si-e-svolta-finalmente-ludienza-della-sezione-seconda-del-tar-per-sentenziare-sui-ricorsi-presentati-per-lannullamento-del-nuovo-regolamento-di-pubblicita/
Su questo stesso sito il 22 ottobre 2015 ho pubblicato un articolo dal titolo “Rimandata al 27 gennaio 2016 la sentenza del TAR sui ricorsi presentati per l’annullamento del nuovo Regolamento di Pubblicità”, che dava notizia delle ragioni per cui il 21 ottobre 2015 la Seconda Sezione del TAR aveva deciso per il secondo rinvio al 27 gennaio 2016 dell’udienza di merito, dopo il rinvio deciso il precedente 20 maggio 2015. (http://www.vasroma.it/rimandata-al-27-gennaio-2016-la-sentenza-del-tar-sui-ricorsi-presentati-per-lannullamento-del-nuovo-regolamento-di-pubblicita/)
All’articolo è stato poi aggiunto un aggiornamento che faceva sapere che “dal sito del TAR del Lazio consultato in data odierna risulta confermato che gli 11 ricorsi che erano all’ordine del giorno dei lavori di ieri sono stati tutti rinviati all’udienza pubblica del 27 gennaio 2016, mentre non risulta ancora fissata nessuna udienza per gli altri 5 ricorsi della S.C.I. (RG 14403/2014), della DEFI ITALIA (RG 14401/2014), della RFI RETE FERROVIARIA ITALIANA (RG 14661/2014), della CLEAR CHANNEL AFFITALIA S.r.l (RG 14851/2014) e dell’A.I.P.E. Associazione Imprese Pubblicità Esterna e MORETTI PUBBLICITÀ (RG 15651/2014)“.
Per avere ben chiaro il quadro complessivo dei ricorsi che in questo frattempo si sono accumulati tutti nell’udienza di ieri mattina della Seconda Sezione del TAR, è opportuno prima fare un sintetico riepilogo del numero dei ricorsi che sono stati presentati in ordine cronologico contro i provvedimenti assunti sia dalla della Giunta Capitolina del Sindaco Marino che dall’Assemblea Capitolina.
Ad essere stata impugnata per prima è stata la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 425 del 13 dicembre 2013, con cui è stata confermata la chiusura del procedimento del riordino già decisa con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 116 del 5 aprile 2013 e prescritta la rimozione dei circa 5.000 impianti pubblicitari abusivi registrati come “senza scheda” nella Nuova Banca Dati: è stata impugnata dalla ditta “S.C.I.” (Società ConcessioniInternazionali) con ricorso n. 3326/2014 depositato il 13 marzo 2014, di cui non è stata fissata a tutt’oggi l’udienza di merito.
La deliberazione n. 425/2013 è stata impugnata anche dalla “Associazione Imprese Pubblicità Esterna”(A.I.P.E.) con ricorso n. 3006/2014 depositato il 7 marzo 2014 dagli avvocati Paola Conticiani, Ettore Corsale, Antonio Lirosi e Fabio Massimo Ventura, che a seguito della memoria depositata il 22 dicembre 2015 hanno ottenuto di essere inseriti nell’udienza di ieri mattina con il n. 42 di ruolo.
Tra la fine di novembre ed i primi di dicembre del 2014 sono stati presentati ben 16 ricorsi contro la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 50 del 30 luglio 2014 con cui è stato approvato il nuovo Regolamento di Pubblicità e 3 ricorsi contro la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 49 del 30 luglio 2014 con cui è stato approvato il Piano Regolatore degli impianti Pubblicitari (P.R.I.P.) (vedi http://www.vasroma.it/sono-19-i-ricorsi-al-tar-contro-la-normativa-tecnica-di-attuazione-del-prip-ed-il-nuovo-regolamento-di-pubblicita/).
Con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014 è stato dato incarico alla S.p.A. “Aequa Roma” di redigere i Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari: il provvedimento è stato impugnato dalla ditta “CLEAR CHANNEL AFFITALIA” che con due distinti ricorsi presentati il 28.11.2014 aveva impugnato la sola deliberazione n. 49/2014 ed entrambe le delibere 49 e 50 del 30.7.2014.
Il ricorso n. 3410/2015 è stato depositato il 12 marzo 2015 dagli Avv. Ruggero Frascaroli e Andrea Frascaroli con richiesta di sospensiva: è stato discusso in camera di consiglio dalla Seconda Sezione del TAR che con Ordinanza n. 1486 del 1 aprile 2015 ha respinto l’istanza cautelare con la motivazione che “il mantenimento degli impianti sul territorio, nelle more dell’affidamento della gara, costituisce una facoltà e non un obbligo per gli imprenditori interessati; dall’altro, che la scelta delle caratteristiche degli impianti, in quanto rispondenti ad esigenze di decorso urbano, attiene al merito dell’azione amministrativa”.
Il ricorso è stato quindi rinviato all’udienza di ieri mattina con il n. 53 di ruolo.
La deliberazione n. 380/2014 è stata impugnata anche dalla ditta “ARS PUBBLICITÀ” (che il 25.11.2014 aveva impugnato la delibera n. 50/2014) con ricorso n. 3553/2015, depositato il 17 marzo 2015 dall’Avv. Domenico Galletti: nell’udienza che c’è stata il successivo 15 aprile è stato rinviato all’udienza di merito fissata per ieri mattina con il n. 51 di ruolo.
I 15 Piani di Localizzazione così come redatti dalla S.p.A. “Aequa Roma” sono stati sottoposti al “parere” delle tre Soprintendenze interessate che si sono espresse alla fine di ben 6 Conferenze di Servizi, i cui esiti sono stati riportati nella Determinazione Dirigenziale Prot. QH 1689 2015 del 27 luglio 2015, che è stata impugnata tanto dalla ditta “ARS PUBBLICITÀ” quanto dalle ditte che fanno capo alla associazione di categoria “Imprese Romane Pubblicitarie Associate” (I.R.P.A.) dell’Avv. Giuseppe Scavuzzo.
Con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 343 del 23 ottobre 2015 sono stati approvati i «criteri generali di ammissione alle procedure di assegnazione degli impianti S.P.Q.R., di cui all’art. 7 comma 5 bis della Deliberazione A.C. n. 50/2014».
Secondo il 5° criterio la condizione ineludibile per poter partecipare ad ogni gara e ad ogni procedimento di evidenza pubblica è quella di “non aver installato alcun impianto pubblicitario ulteriore rispetto a quelli contraddistinti da identificativo Nuova Banca Dati, ovvero non aver installato impianti pubblicitari successivamente ad una istanza ma prima del rilascio del tutolo autorizzativo”: in base al suddetto criterio sono escluse non solo le ditte che hanno installato impianti “senza scheda”, ma anche le ditte che hanno installato dopo il 9 maggio del 1997 impianti della “procedura di riordino” del tipo scheda “E” senza avere atteso il regolare rilascio della relativa concessione, in violazione del comma 7 dell’art. 1 della “disciplina del procedimento di riordino degli impianti pubblicitari”, approvata con la Deliberazione della Giunta Comunale n. 1689 del 9 maggio 1997. (vedihttp://www.vasroma.it/la-giunta-capitolina-ha-approvato-la-delibera-con-cui-detta-i-criteri-generali-di-ammissione-alle-procedure-di-assegnazione-degli-impianti-pubblicitari-di-proprieta-del-comune-spqr/)
Ieri mattina l’Avv. Giuseppe Scavuzzo mi ha detto di avere impugnato al TAR soltanto il suddetto criterio presumibilmente a nome e per contro delle ditte pubblicitarie rappresentate dalla associazione di categoria “Imprese Romane Pubblicitarie Associate” (I.R.P.A.).
Per finire di aggiornare il quadro c’è da dire che il ricorso n. 14401/2014 presentato dalla Ditta “DEFI ITALIA” il 21.11.2014 è stato discusso in Camera di Consiglio il 17 dicembre 2015 e rinviato al merito nell’udienza pubblica di ieri mattina con il n. 47 di ruolo, mentre il ricorso 14851/2014 con cui la CLEAR CHANNEL AFFITALIA ha impugnato sia la deliberazione n. 49/2014 che la deliberazione n. 50/2014 non ha ancora visto la fissazione della data dell’udienza di merito: anche il ricorso 15698/2014 con cui la NUOVI SPAZI ha impugnato la deliberazione n. 50/2014 non ha ancora visto la fissazione della data dell’udienza di merito.
C’è da sapere inoltre che la ditta “ARS” (RG 14526/2014) il 17 novembre ha presentato dei motivi aggiunti, al pari della “CLEAR CHANNEL AFFITALIA” (RG 14853/2014) che li ha presentati il 23 dicembre 2015 e di RFI RETE FERROVIARIA ITALIANA (RG 14661/2014) che li ha presentati il 31 dicembre 2015 (senza otenere però la fissazione dell’udienza di merito), mentre la ditta “SCI” per conto suo il 22 dicembre 2015 ha depositato una memoria ed il giorno dopo ha presentato domanda di rinvio, che nella stessa data è stata chiesta anche dalla “DEFI ITALIA”.
Va da ultimo fatto sapere che il Presidente della Seconda Sezione del TAR Filorete D’Agostino è andato nel frattempo in pensione e che a sostituirlo avrebbe dovuto essere la Dott.ssa Elena Stanizzi facente funzioni, che non era presente credo per causa malattia e che è stata dovuta sostituire dalla Dott.ssa Silvia Martino: ieri mattina completavano la Seconda sezione i consiglieri Roberto Caponigro e Carlo Polidori.
Con questo quadro di fondo all’ordine dei lavori della Seconda Sezione del TAR ieri mattina figuravano a ruolo i seguenti ricorsi riguardanti l’annullamento della deliberazione n. 50/2014, ad eccezione di quello presentato precedentemente contro la deliberazione n. 425/2014 e di quelli presentati successivamente nel 2015 e riguardanti l’annullamento della deliberazione n. 380/2014.
Ruolo n. 42 – A.I.P.E. Associazione Imprese Pubblicità Esterna (RG 3006/2014)
Ruolo n. 43 – FOX ADV (RG 14431/2014)
Ruolo n. 44 – D.& D. OUTDOOR ADVERTISING (RG 14433/2014)
Ruolo n. 45 – WAYAP e AP ITALIA in liquidazione (RG 14435/2014)
Ruolo n. 46 – A.I.P.E. Associazione Imprese Pubblicità Esterna e MORETTI PUBBLICITÀ (RG 15651/2014)
Ruolo n. 47 – DEFI ITALIA (RG 14401/2014)
Ruolo n. 48 – S.C.I. (RG 14403/2014)
Ruolo n. 49 – A.P.A. AGENZIA PUBBLICITÀ (RG 14436/2014)
Ruolo n. 50 – ARS PUBBLICITÀ (RG 14526/2014)
Ruolo n. 51 – ARS PUBBLICITÀ (RG 3553/2015)
Ruolo n. 52 – CLEAR CHANNEL AFFITALIA (RG 14853/2014)
Ruolo n. 53 – CLEAR CHANNEL AFFITALIA (RG 3410/2015)
Ruolo n. 54 – I.R.P.A. Imprese Romane Pubblicitarie Associate ed altre 19 società (RG 15194/2014)
Ruolo n. 55 – PUBBLI ROMA OUTDOOR (RG 15195/2014)
Ruolo n. 56 – OPERA (RG 15804/2014)
Ruolo n. 57 – A.R.P. ALLESTIMENTI REALIZZIONI PUBBLICITARIE (RG 15806/2014)
Ruolo n. 58 – SIPEA (RG 15829/2014)
Come si può ben vedere, all’ordine del giorno dei lavori ieri mattina c’erano quasi tutti e 17 i ricorsi presentati contro la deliberazione n. 50/21014, ad eccezione di quelli presentati da RFI, CLEAR CHANNEL AFFITALIA e NUOVI SPAZI.
Intorno alle ore 9,00 è iniziato l’appello di tutti i ricorsi iscritti a ruolo.
Hanno accettato di andare direttamente in decisione i rispettivi avvocati dei ricorsi presentati dalle seguenti ditte:
D. & D. OUTDOOR;
WAYAP;
AIPE;
DEFI;
Hanno invece deciso di andare in discussione gli avvocati Giuseppe Scavuzzo, Francesco Mingiardi e Guido Rinaldi in rappresentanza dei ricorsi presentati dalle seguenti 5 ditte:
IRPA (Avv. Scavuzzo);
PUBBLI ROMA OUTDOOR (Avv. Scavuzzo);
OPERA (Avv. Mingiardi);
ARP-ATC (Avv. Mingiardi);
SIPEA (Avv. Rinaldi).
Gli avvocati delle ditte “SCI” e “CLEAR CHANNEL AFFITALIA” hanno chiesto invece il rinvio dei rispettivi ricorsi (n. 3326/2014 e n. 14403 della SCI e n. 14853/2014 e n. 3410/2015 della “CLEAR CHANNEL AFFITALIA): il sostituto del Presidente facente funzioni Dott.ssa Silvia Martino ha concesso il rinvio a data da destinarsi, invitando gli avvocati a presentare istanza per una unificazione di tutti e 4 ricorsi in un’unica data.
L’Avv. Ettore Corsale ha chiesto di riunificare al ricorso della CLEAR CHANNEL AFFITALIA RG 14853/2014 anche il ricorso RG 14851/2014 della stessa ditta, di cui non è stata ancora fissata l’udienza.
Avv. Ettore Corsale
Intorno alle ore 12,20 è iniziata la discussione contestuale su tutti e 5 i ricorsi delle suddette ditte, alla presenza anche degli altri avvocati che avevano accettato di andare direttamente alla decisione, fra cui l’Avv. Ettore Corsale.
Oltre agli avvocati di parte, in aula erano presenti per il Comune di Roma gli Avv. Enrico Maggiore e Domenico Rossi: in rappresentanza dell’intervento ad opponendum di VAS, Basta Cartelloni, Cittadinanzattiva Lazio, I.I.C.A. (Istituto Internazionale per il Consumo e l’Ambiente) e C.I.L.D. (Centro di Iniziativa per la Legalità Democratica) c’era l’Avv. Giuseppe Lo Mastro.
A prendere per primo la parola è stato l’Avv. Giuseppe Scavuzzo, che ha premesso di rappresentare i due ricorsi a ruolo n. 54 e n. 55, il primo dei quali riguarda 17 ricorrenti di cui il primo è l’associazione di categoria I.R.P.A.: ha esordito dicendo di voler porre l’attenzione su un solo aspetto, mettendo in evidenza che nello spirito di massima collaborazione con l’Amministrazione Comunale ha inteso impugnare soltanto il comma 9 dell’art. 34 del nuovo Regolamento di Pubblicità (che riguarda la scadenza del 31 dicembre 2014), a differenza degli altri ricorrenti che hanno invece impugnato altre disposizioni come ad esempio la eliminazione del formato di mt. 4 x 3.
Avv. Giuseppe Scavuzzo
Ha lamentato che l’accorpamento delle dimensioni degli impianti a due sole misure, imposto con il nuovo Regolamento di Pubblicità, è costato molti soldi alle ditte da lui rappresentate per adeguare i propri impianti.
Avrebbe voluto fare un “piccolo” riepilogo, partendo dalla Deliberazione del Consiglio Comunale n. 254 del 6 novembre 1995: la Presidente di turno Dott.ssa Silvia Martino l’ha pregato di evitare di riepilogare provvedimenti da tutti conosciuti e di andare direttamente al merito della questione.
L’Avv. Scavuzzo ha allora proseguito affermando che secondo lui è falsa la chiusura del procedimento del “riordino” senza il rinnovo dei titoli, di cui bisognava dare ad ogni modo la disdetta: per un opportuno confronto riguardo alla scadenza del 31 dicembre 2014 (del 2° quinquennio delle concessioni o dei contratti di locazione degli impianti SPQR) faccio presente che sia nel Regolamento di Veltroni che in quello di Alemanno l’art. 10 disponeva che “in ogni caso, non vi è obbligo, da parte del Comune, di disdetta o altra formalità alla scadenza del secondo quinquennio”.
Ha ricordato che la normativa prima vigente prevedeva 5 anni rinnovabili alla 1° scadenza ed afferma che non esiste questo atto, perché il Comune l’ha fatto diventare equiparabile alla Nuova Banca Dati, lasciando intendere che il rilascio sarebbe contenuto in essa.
Lo ha interrotto la Presidente di turno Silvia Martino per obiettargli: “Ma avete continuato ad esercitare” fino ad tutt’oggi.
L’Avv. Scavuzzo ha proseguito interrogandosi sulla utilità delle future gare, sostenendo che servono per “qualcuno” e che è giustificabile caso mai il solo bando di gara per il servizio di Bike Sharing.
Ha continuato evidenziando che secondo lui la disposizione impugnata è in contrasto sia con il Decreto Legislativo n. 507 del 15 novembre 1993 che con il Decreto Legislativo n. 446 del 15 dicembre 1997, perché il 1° comma dell’art. 66 di quest’ultimo consente il rinnovo tacito delle concessioni con il solo pagamento annuale e del Canone Iniziative Pubblicitarie (C.I.P.): per un opportuno confronto va fatto presente che la deliberazione n. 425/2013 non ha considerato valido tale procedimento.
Ha ricordato la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 100 del 12 aprile 2006 secondo la quale i Piani avrebbero dovuto essere fatti all’esito della procedura di riordino, per cui è “tutto totalmente illegittimo”.
Ha voluto fare infine altre due considerazioni sul C.I.P. che a suo giudizio non consentirà più di avere entrate remunerative e sulla situazione di morosità di cui l’Amministrazione Comunale ha preteso il riconoscimento e l’accettazione di un piano di rientro.
Ha concluso facendo riferimento ai futuri impianti SPQR, per evidenziare che dagli attuali 90.000 mq. di pubblicità che abbiamo a tutt’oggi si passerà a 17.909 mq. concessi con i Piani di Localizzazione (per l’esattezza, stando alla relazione ai Piani di Localizzazione, la superficie espositiva complessiva di tutti gli impianti registrati nella Nuova Banca Dati ammonta a mq. 166.103, per cui sembra strumentalmente ingigantita la cifra di 90.000 mq. attribuita solo agli impianti SPQR, che nei Piani di Localizzazione è diventata ad ogni modo di mq. 14.052,4, pari a 3.471 impianti).
Ha preso quindi la parola l’Avv. Francesco Mingiardi in rappresentanza dei due ricorsi a ruolo n. 49 e 50, facendo presente – fuori del diritto – che i suoi clienti hanno soprattutto impianti pubblicitari installati su suolo privato e sui tetti: ha rilevato che il loro smontaggio al 31 dicembre del 2014 avrebbe comportato degli alti costi.
Ha voluto quindi fare riferimento alla zonizzazione del PRIP per lamentare che è stato redatto ed approvato su mappe inintelligibili per i suoi clienti al fine di capire bene cosa debbano fare: le conseguenze sul piano economico sarebbero state a suo dire pesantissime, perché la normativa che è subentrata rende illegittimi due impianti su quattro.
Un altro motivo di censura ha riguardato quella che a suo dire è stata una carenza di motivazione, perché non si capisce perché dentro la sottozona B2 (che grosso modo ricade dentro l’anello ferroviario) si possono installare impianti su parete cieca ma non sul tetto, quando invece questo si può fare fuori dell’anello ferroviario.
Secondo lui il nuovo Regolamento di Pubblicità è da annullare perché non si può fermare la libera iniziativa di impresa.
Porta ad esempio l’impianto pubblicitario che la ditta “OPERA” ha installato in piazza Ungheria e che a suo dire è di un “estremo decoro”: si lascia a chi guarda la sottostante foto tratta da Street View di Google Maps giudicare se si tratti di “estremo decoro”.
Ha portato ad ulteriore esempio l’impianto della “Martini” vicino via Veneto.
La Presidente di turno Silvia Martino ha dato quindi la parola all’Avv. Guido Rinaldi, che ha premesso di venire da 20 ani di esperienza, dai quali ha desunto che difendiamo dei “relitti”: ha affermato che i posteri ci considererebbero alla stregua dei “trogloditi“.
Ha sostenuto che dietro l’attività dei suoi clienti ci sono vite di cui è messo in pericolo il lavoro con cui sopravvivono e che oggi i ricorsi sono proposti da società serie, che hanno ottemperato a tutte le prescrizioni imposte dal Comune.
Ha messo in risalto che la rimozione degli impianti di mt. 4 x 3 per convertirli in impianti di mt. 3 x 2 è costata alla SIPEA 690.000 € (per un opportuno confronto vedi http://www.vasroma.it/la-convenienza-economica-per-le-ditte-pubblicitarie-e-non-certo-per-il-comune-di-convertire-ogni-loro-impianto-di-mt-4-x-3-in-due-impianti-di-mt-3-x-2/), mentre prima ancora sempre la SIPEA ha dovuto spendere 130.000 € per la sostituzione degli impianti SPQR.
La risposta a tutto è secondo lui il buon senso: cita a tal riguardo la Deliberazione del Commissario Straordinario n. 38 del 22 aprile 2008 che ha fissato la scadenza del 1° quinquennio al 31 dicembre 2009 e che a suo dire è stata impugnata ma non trattata adeguatamente.
Venendo al punto, si chiede se risponde o no al buon senso (quale stella cometa) che il Comune comunichi conNota prot. LR BG 61384 del 23 settembre 2014 dell’allora Responsabile del Servizio Affissioni (Dott. Francesco Paciello) che a distanza di appena 3 mesi sarebbero cessati tutti i titoli.
Parla di tutela dei “principi dell’ordinamento comunitario” che sono prescritti per l’attività amministrativa dall’art. 1 della legge n. 241/1990: riguardano a suo dire anche la tutela del legittimo affidamento, che deve valere per ogni operatore economico.
Secondo lui non è stato voluto fare per un discorso di “battage” mediatico.
Ha parlato anche dei principi generali in materia di disdette ed ha citato una sentenza della Corte di Cassazione secondo cui le concessioni demaniali sono equiparabili ai contratti di locazione, con denuncia anticipata di cessazione.
Si è lamentato infine anche dei costi che si sono dovuti affrontare per le rimozioni, per le riconversioni, per le riverniciature degli impianti in color grigio nero antracite e quant’altro.
La Presidente di turno Silvia Martino ha dato quindi il diritto di replica a Roma Capitale.
L’Avv. Enrico Maggiore ha fatto presente che la maggior parte delle censure si è incentrata sulla scadenza del 31 dicembre 2014, mettendo in evidenza che non è stata di certo improvvisa.
Il rinnovo del riordino era una facoltà: ha citato la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 116 del 5 aprile 2013 che disponeva la chiusura del riordino ma che non è stata impugnata da nessuna delle ditte: ha citato poi anche laDeliberazione della Giunta Capitolina n. 425 del 13 dicembre 2013, avvenuta ben prima del 31 dicembre del 2014, per cui le censure portate sono totalmente infondate.
Le ricorrenti non hanno proposto motivi aggiunti ai successivi provvedimenti di Giunta: non c’è stata nessuna disparità di trattamento, ma esclusivamente la volontà di mettere ordine nel rispetto della normativa europea, per cui sarebbe stato del tutto inopportuno un rinnovo fino al 31 dicembre del 2019.
L’Avv. Domenico Rossi ha voluto mettere in risalto che sono da 20 anni che Roma attendeva di mettere ordine nel settore della pubblicità e che questa esigenza non poteva essere ulteriormente dilazionata.
La Presidente di turno Silvia Martino ha concesso una replica all’Avv. Scavuzzo, che come “precisazione” ha voluto ribattere alla mancata impugnazione di alcuni provvedimenti della Giunta affermando che è stato dato avvio al procedimento di partecipazione popolare dal 25 gennaio al 24 febbraio 2016 e che in questa sede le ditte da lui rappresentate si faranno sentire: la Presidente Silvia Martino gli ha fatto presente che il procedimento citato non ha nulla a che vedere con la sostanza dei ricorsi in discussione.
L’Avv. Scavuzzo ha continuato parlando di Milano la cui popolazione è 1/7 di quella di Roma, ma che ha 138.000 mq. di pubblicità.
Anche l’Avv. Guido Rinaldi si è voluto prendere 30 secondi di replica per evidenziare che il periodo-finestra previsto dal comma 9 dell’art. 34 del nuovo Regolamento (fino cioè all’espletamento delle gare) significa per le ditte non avere nessuna possibilità di pianificazione e di progettualità.
Ha concluso affermando che viviamo in un periodo di crisi che posticipa la ripresa.
Non rimane ora che rimanere in attesa della sentenza della Seconda Sezione del TAR sugli 11 ricorsi che ieri sono andati in decisione.
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L’incontro sui Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari che la Commissione Commercio del XV Municipio ha voluto avere con il Dott. Arch. Rodolfo Bosi
http://www.vasroma.it/lincontro-sui-piani-di-localizzazione-degli-impianti-pubblicitari-che-la-commissione-commercio-del-xv-municipio-ha-voluto-avere-con-il-dott-arch-rodolfo-bosi/
Quando la Giunta Comunale del Sindaco Alemanno con Decisione n. 3 del 2 febbraio 2011 ha licenziato la proposta del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP), che è stata poi trasmessa anche all’allora XX Municipio per l’espressione del “parere” da parte del relativo Consiglio, in qualità di “esperto” riconosciuto della materia fui chiamato dall’allora Presidente della Commissione Commercio Clarissa Casasanta a spiegare i contenuti del PRIP e valutare conseguentemente le possibili osservazioni e richieste da inserire nel “parere” (poi non espresso).
La stessa convocazione si è ripetuta con le modifiche ed integrazioni al PRIP originario decise dalla Giunta Capitolina del Sindaco Marino, che sono state nuovamente trasmesse all’attuale XV Municipio per acquisire sempre il “parere” di competenza del Consiglio Municipale: ad invitarmi stavolta è stato il Presidente della Commissione Commercio Alessandro Pica, con cui è stato svolto un buon rapporto di lavoro che il 13 giugno 2014 ha portato il Consiglio del XV Municipio ad esprimere il parere di propria competenza tanto sulla proposta di deliberazione n. 59 concernente la “Approvazione Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari” (PRIP) quanto sulla proposta di deliberazione n. 61 concernente le “Modifiche ed integrazioni alla deliberazione consiliare n. 37 del 30 marzo 2009”, recependo tutti gli emendamenti proposti congiuntamente da VAS, Basta Cartelloni-Francesco Fiori e Cittadinanzattiva, da me trasmessi in allegato alla Nota VAS prot. n. 16 del 30 maggio 2014 e fatti interamente propri dal Consiglio del XV Municipio.
Quel giorno il Consiglio del XV Municipio ha approvato anche un ordine del giorno sulle “Misure di contrasto ai cartelloni pubblicitari abusivi o comunque irregolari”, secondo il testo così come da me predisposto. (http://www.vasroma.it/anche-il-consiglio-del-xv-municipio-approva-allunanimita-tutti-gli-emendamenti-al-prip-ed-al-regolamento-di-pubblicita-proposti-congiuntamente-da-vas-basta-cartelloni-francesco-fiori-e-citta/).
Per la cronaca quegli emendamenti ed il “parere” che li ha fatti propri sono stati quasi tutti accolti dalla Giunta Capitolina nelle controdeduzioni (http://www.vasroma.it/le-controdeduzioni-della-giunta-capitolina-ai-parere-espressi-dai-municipi-su-prip-e-modifiche-al-regolamento-di-pubblicita/).
Come ormai noto, con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 325 del 13 ottobre 2015 sono stati adottati i Piani di Localizzazione degli Impianti Pubblicitari, poi pubblicati sul sito del Comune il successivo 22 ottobre.
Sempre sul sito del Comune l’11 gennaio scorso è stato pubblicato l’avviso con cui è stato dato avvio al percorso di partecipazione popolare previsto nell’ambito del procedimento di approvazione dei Piani di Localizzazione: il successivo 13 gennaio 2013 anche il XV Municipio ha pubblicato l’avviso sul proprio sito (http://www.vasroma.it/sul-sito-del-comune-e-stato-pubblicato-lavviso-pubblico-con-cui-si-da-avvio-al-percorso-di-partecipazione-popolare-previsto-per-il-procedimento-di-approvazione-dei-piani-di-localizzazione-deg/).
L’avviso è stato poi integrato con la comunicazione che l’incontro pubblico si terrà alle ore 17 del prossimo 12 febbraio 2016 presso la Sala del Consiglio del Municipio Roma XV, in Via Flaminia 872.
Alla riunione che si è tenuta ieri mattina presso la sala delle Commissioni hanno partecipato, oltre al Presidente Alessandro Pica, il Vice Presidente della Commissione Commercio Giuliano Pandolfi (Gruppo Consiliare Territorio e Gente – Municipio XV), Alda Martegani (PD), Gianluca Mele (Lista Civica per Marino Sindaco), Giseppe Calendino (Fratelli d’Italia) e Riccardo Ruggeri (PD).
All’inizio dell’incontro ho ringraziato il Presidente Alessandro Pica ed i consiglieri presenti per quella sollecita riunione della Commissioni Commercio, che non aveva però a quel momento motivo di essere convocata, dal momento che questo avviene solo e soltanto a seguito di una richiesta formale del Comune di esprimere “parere” su progetti di carattere pianificatorio, come è avvenuto nel 2014 con il PRIP.
Ho fatto presente che non mi risultava che fosse stata trasmessa al XV Municipio formale richiesta di esprimere “parere” stavolta sul Piano di Localizzazione del XV Municipio ed ho messo in risalto il mio timore che sulla sola interpretazione del testo così come mal formulato dell’art. 32 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP il Sub Commissario Giuseppe Castaldo (a cui è stata data la delega per le Attività Produttive) non ritenga di dover acquisire anche il “parere” dei Municipi sui Piani di Localizzazione, quando invece il 2° comma dell’art. 19 del nuovo Regolamento di Pubblicità (che è sovraordinato alle Norme del PRIP) lo prescrive espressamente. (vedihttp://www.vasroma.it/piani-di-localizzazione-degli-impianti-pubblicitari-i-municipi-di-roma-debbono-farvi-solo-delle-osservazioni-oppure-esprimere-il-parere-di-rispettiva-competenza/).
A questo punto il Presidente Alessandro Pica ha preso l’impegno “politico” di far trasmettere dal XV Municipio un sollecito al Sub Commissario Giuseppe Castaldo a chiedere formalmente l’acquisizione del “parere” di competenza dei Municipi sui Piani di Localizzazione.
Ho quindi ripercorso in estrema sintesi le tappe che hanno portato alla pubblicazione dell’avviso del percorso di partecipazione popolare tanto sul sito del Comune quanto sul sito di ogni Municipio, facendo presente che quello pubblicato sul sito del XV Municipio non rispetta quanto è stato invitato a fare con la nota prot. n. QH/456 del 7 gennaio 2016 a firma della Direttrice del Dipartimento Sviluppo Economico Attività Produttive e Agricoltura, Dott.ssa Silvana Mari, e della Dirigente della Unità Organizzativa Affissioni e Pubblicità, dott.ssa Monica Giampaoli, poi trasmessa in allegato con la Nota prot. n. RA-659 del 7 gennaio 2016 del Sub Commissario Giuseppe Castaldo.
L’invito era “a procedere alla predetta pubblicazione entro e non oltre il termine del 25 gennaio 2016 con apposito avviso, rimandando al link della pagina dipartimentale, contenente i recapiti del Municipio ove far pervenire i contributi partecipativi”: ho messo in evidenza che a quel momento nell’avviso pubblicato sul sito del XV Municipio non figurano né il Piano di Localizzazione del XV Municipio né sono indicati tanto l’indirizzo postale dell’Ufficio Protocollo quanto l’indirizzo di posta elettronica certificata del XV Municipio da utilizzare per far pervenire “osservazioni, proposte e istanze” per via cartacea o per via telematica al Piano di Localizzazione del XV Municipio.
Ho fatto presente di aver chiesto l’integrazione dell’avviso per telefono alla segretaria del Presidente, che ho poi sollecitato di persona e per posta elettronica, fino a quel momento inutilmente: il Presidente Alessandro Pica mi ha assicurato il suo personale interessamento a far sì che l’integrazione venga fatta quanto prima.
Nel ripercorrere le tappe che hanno portato alla adozione dei Piani di Localizzazione ho fatto presenti gli ulteriori indirizzi dettati dalla Giunta Capitolina contestualmente con la deliberazione n. 325 del 13 0ttobre 2015, fra i quali c’è il seguente: “gli impianti già inseriti nella Nuova Banca Dati permangono nell’ubicazione in cui si trovano alla data del presente provvedimento e si procede alla loro ricollocazione soltanto per contrasto al Codice della Strada, per lavori pubblici e per contrasto alla disciplina di tutela paesaggistica-architettonica-archeologica-ambientale come risultante dalla deliberazione Assemblea Capitolina n. 49/2014, su diffida dell’Ente tutore, escludendo spostamenti su iniziativa delle Società”.
Ho quindi fatto presente che a Roma moltissimi impianti pubblicitari regolarmente a suo tempo autorizzati dal Comune risultano installati in zone soggette a vincolo paesaggistico imposto successivamente al rilascio del titolo concessorio e destinate dal PRIP a zona “A”, con divieto tassativo cioè di affissione, che vanno quindi rimossi e ricollocati dove sempre il PRIP lo consente.
Ho messo in evidenza che come caso più in vista nel XV Municipio ci sono gli impianti pubblicitari installati lungo Viale di Tor di Quinto: il Presidente Alessandro Pica mi ha allora pregato di predisporgli il testo di una specifica richiesta in tal senso che intende trasmettere per sollecitare il ripristino del decoro che spetta all’intero Viale di Tor di Quinto.
L’incontro è proseguito quindi con la mia esposizione delle problematiche che riguardano tutti e 15 i Piani di Localizzazione.
Ho fatto inizialmente presente che dall’esame dei “criteri” dettati per la redazione dei Piani di Localizzazione con la deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 31 dicembre 2014 si evince che “Aequa Roma” in ognuno dei 15 Piani ha dovuto pianificare contestualmente i seguenti “circuiti” di tipo economico che ho elencato nel seguente ordine di cui ho spiegato più avanti la gerarchia:
1 – Circuito per il servizio delle 350 stazioni di Bike Sharing previste dal PGTU (8.000 mq.).
1A – Circuito per gli elementi di arredo urbano ed i servizi di pubblica utilità (ad es. “servizi igienici pubblici” (5.000 mq.).
2 – Circuito degli impianti pubblicitari di proprietà comunale (SPQR) (previsti dal PRIP nella misura di 24.380 mq., ma poi ridotti a 14.052,4 mq. a seguito dei pareri espressi dalle 3 Soprintendenze interessate).
3 – Circuito “Cultura e Spettacolo” con impianti SPQR di mt. 2 x 2 (superficie pubblicitaria non indicata nei criteri dettati con la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380/2014).
4 – Circuito degli impianti pubblicitari di proprietà privata su suolo pubblico (superficie pubblicitaria non indicata nei criteri dettati con la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 380/2014).
5 – Circuito impianti per Pubbliche Affissioni (PPAA) (almeno uno per ogni strada).
6 – Circuito impianti pubblico servizio (paline con orologio da mt. 1,00 x 0,70 e parapedonali da mt. 1,00 x 0,70).
Ho quindi precisato che una volta che i Piani di Localizzazione saranno stati definitivamente approvati si dovranno indire i bandi di gara ai fini della assegnazione per lotti della 1° gestione decennale di tutti gli impianti pubblicitari individuati dai Piani di Localizzazione, mettendo in risalto che:
– uno specifico bando di gara per un unico lotto riguarderà gli impianti speciali riservati al servizio di Bike Sharing per almeno 300 ciclostazioni (ubicate sul territorio in modo da essere utilizzate anche e soprattutto per andare a lavorare in bicicletta sia normale che elettrica);
– una serie di lotti sarà dedicata agli impianti SPQR da assegnare prioritariamente alle ditte pubblicitarie che hanno partecipato alla procedura di riordino;
– un lotto specifico riguardare l’assegnazione degli impianti SPQR da mt. 2 x 2 da riservare al circuito “Cultura e Spettacolo”;
– una serie di lotti riguarderà infine l’assegnazione degli impianti privati su suolo pubblico.
Per il servizio di Bike Sharing i “criteri” dettati dalla Giunta Capitolina hanno disposto che il relativo lotto “dovrà essere dimensionato ed ubicato sul territorio in termini di sostenibilità economica del servizio”.
Ma per evitare una disparità di trattamento per tutte le tipologie di impianti che vanno distintamente a costituire gli altri 4 blocchi di circuiti principali, obbligo sancito dall’art. 97 della Costituzione sul buon andamento delle pubbliche amministrazioni, va fatto presente che anche tutti gli altri lotti debbono essere supportati da una “sostenibilità economica” che garantisca se non altro che non vadano deserte le future gare.
Ho fatto presente ai consiglieri presenti la mia paura che, dopo essere arrivati agli importanti risultati fin qui raggiunti, non si può e non si deve assolutamente correre il rischio che si vanifichi tutto con i bandi di gara che potrebbero andare deserti perché non convenienti in termini di analisi costi-benefici.
L’obbligo però di evitare la disparità di trattamento, se riferito al valore economico che avrà complessivamente ogni futuro lotto di impianti, non può tradursi in uno stesso ed identico complessivo valore economico di ogni circuito per l’oggettiva quanto ovvia considerazione che il “corrispettivo” in pubblicità che viene concesso per avere in cambio un determinato servizio varia a seconda che il Comune richieda 350 stazioni per un servizio di Bike Sharing o voglia invece un determinato numero di servizi igienici pubblici o faccia semplicemente dei bandi di gara alla migliore offerta del canone di concessione messo a base d’asta.
Ne deriva che la “garanzia di un’omogeneità economica complessiva”, prescritta dal comma 1 bis dell’art. 7 del nuovo Regolamento di Pubblicità, anche a maggior ragione perché riferita a “lotti che ricomprendono impianti ricadenti proporzionalmente in tutti i Municipi”, deve essere intesa necessariamente all’interno di ogni “circuito” da articolare poi caso mai in due o più lotti di gara in tal caso di pari ed omogeneo valore economico complessivo.
Ma per garantire una rendita di posizione ed un conseguente congruo ritorno economico ad ogni circuito, qui sì per evitare disparità di trattamento, occorre non mettere in concorrenza in una stessa strada impianti pubblicitari appartenenti a diversi circuiti, perché si annullerebbe l’appetibilità sul territorio di entrambi.
Occorreva quindi che le diverse aree del territorio venissero pianificate in modo da non stare fra di loro in concorrenza: dovevano pertanto scaturire da una identica base metodologica di partenza, in modo da garantire una sicura ed indistinta appetibilità per tutte ed una conseguente posizione sul territorio individuata in modo tale da garantire sempre e comunque una rendita economica a monte, indipendentemente da quale sarà poi a valle il vero valore complessivo di ogni area.
A parità di “aree di pertinenza” scelte in funzione del rispettivo “circuito” (Bike Sharing per 8.000 mq., elementi di arredo urbano e servizi di pubblica utilità per 5.000 mq., impianti SPQR, impianti di mt. 2 x 2 da riservare al lotto dedicato al Circuito Cultura e Spettacolo, impianti privati su suolo pubblico per quasi tutti i mq. rimanenti detratti da quelli complessivi previsti dal PRIP) la S.p.A. “Aequa Roma” avrebbe dovuto realizzare l’individuazione delle posizioni secondo il valore economico delle diverse tipologie articolato in modo decrescente, a partire in primis dal circuito del Bike Sharing (che richiede oggettivamente il massimo impegno economico ed a cui bisogna quindi garantire una corrispondente sicura rendita economica degli impianti speciali riservati ad esso), per passare dapprima al circuito degli elementi di arredo urbano e dei servizi di pubblica utilità e poi alle posizioni degli impianti SPQR (la cui rendita di posizione è prioritaria rispetto agli altri impianti privati), per finire con gli impianti del Circuito Cultura e Spettacolo e gli impianti di proprietà privata su suolo pubblico.
Ho fatto presente da un lato che questo non è avvenuto ma che non è però pensabile che si possa pretendere di rifare tutti e 15 i Piani di Localizzazione: dall’altro lato va messo in evidenza che non è altrettanto fattibile lo spostamento nemmeno di un certo numero di impianti pubblicitari, in quanto già tutti posizionati ad una distanza di 25 metri fra di loro, per cui lo spostamento anche di pochi impianti comporterebbe lo spostamento di tutti gli altri: è possibile soltanto chiedere la cancellazione di alcune ubicazioni (da eliminare in base alla normativa vigente in materia, che è stata ignorata, o per mettere ad esempio un distacco di almeno 50 metri dalla fine di un “circuito” all’inizio di un altro contiguo) oppure scambiare le tipologie degli impianti in modo da determinare l’esclusiva di alcune di esse almeno su un certo numero di strade ritenute di una maggiore rendita economica in quanto di maggior flusso di traffico.
Ho quindi esposto il seguente “metodo” valido a mio giudizio per ognuno dei 15 Piani di Localizzazione.
C’è da tener conto preliminarmente che dei 6 circuiti distribuiti nei Piani di Localizzazione interessano da un punto di vista economico gli impianti speciali riservati al servizio di Bike Sharing e Servizi Igienici, gli impianti SPQR riservati alle ditte che hanno partecipato alla procedura di riordino e gli impianti privati su suolo pubblico, rispetto ai quali non fanno concorrenza gli impianti riservati al circuito “cultura e spettacolo” e gli impianti SPQR delle pubbliche affissioni non commerciali.
Il “metodo” consiste nel determinare almeno tre circuiti di pertinenza esclusiva (o quasi) per ognuna delle suddette categorie di impianti, individuando in ogni Municipio preferibilmente un numero quanto meno pari di arterie con i maggiori flussi di traffico e con la conseguente migliore rendita economica di posizione, per riversare su di esse o su tratti di esse impianti di un unico circuito: si tratta sostanzialmente di mantenere le posizioni già individuate sul territorio, con i rispettivi indici di affollamento, scambiando solo le tipologie di impianti (mantenendone quindi sul posto nella misura del possibile i formati e le superfici espositive complessive di ognuno).
Alla S.p.A. “Aequa Roma” può essere demandata la scelta definitiva supportandola con dati scientifici, prendendo dal Nuovo Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU), adottato dalla Giunta Capitolina con deliberazione n. 70/2014, o dalla Agenzia per la Mobilità i dati relativi ai tre maggiori flussi di traffico rilevati in ognuno dei 15 Municipi.
Se tali flussi fossero identici, diventerebbe ininfluente per “Aequa Roma” la scelta di quali arterie dedicare ad un circuito o all’altro: se invece i tre flussi di maggior traffico fossero diversi, allora la scelta di “Aequa Roma” dovrebbe essere orientata dalla gerarchia dei “circuiti” che per ordine di importanza deve quindi privilegiare gli impianti speciali per il servizio di Bike Sharing e Servizi Igienici, subito dopo gli impianti SPQR riservati alle ditte che hanno partecipato alla procedura di riordino e per ultimi gli impianti privati su suolo pubblico.
Come ulteriore possibilità di scelta su cui indirizzare la S.p.A. “Aequa Roma”, su ognuna delle tre arterie individuate con i maggiori flussi di traffico, specie se addirittura dotate di spartitraffico centrale, si possono riservare ad un unico “circuito” i rispettivi lati in opposte direzioni di marcia, senza creare nessuna concorrenza “visiva” tra i due circuiti.
Questo “metodo” di scambio di tipologie di impianti, pur a parità di posizioni, presenta una difficoltà che è legata alla non perfetta corrispondenza delle dimensioni dei formati, specie tra quelle degli impianti speciali con dimensioni da mt. 1,20 x 1,80 e 3,20 x 2,40 che sono diverse dai formati di tutti gli altri impianti.
Nello “scambio” non è sempre possibile ottenere la stessa superficie espositiva: per tali casi è sufficiente orientarsi verso le superfici espositive di “scambio” che si avvicinano il più possibile tra di loro per difetto o per eccesso, ottenendo così un risultato finale complessivo che si discosta in maniera accettabile di pochissimo rispetto alla intera superficie così come pianificata ed adottata dalla Giunta Capitolina.
Questo “metodo” di scambio di tipologie di impianti per ottenere tre arterie riservate in tutto o in parte ad uno specifico “circuito” dovrebbe far rientrare quello che consente in modo molto più elastico di garantire soprattutto il business plan di un servizio di Bike Sharing di 350 ciclostazioni, ma anche gli altri due suddetti “circuiti” riguardanti gli impianti SPQR riservati alle ditte che hanno partecipato alla procedura di riordino e per ultimi gli impianti privati su suolo pubblico: in questo modo si eviterà il rischio che tutte le future gare per l’assegnazione della 1° gestione decennale degli impianti vadano deserte in quanto non convenienti in termini di analisi costi-benefici.
Una volta accettato questo “metodo”, si tratterà di farlo mettere in pratica da ognuno dei 15 Consigli Municipali nei rispettivi “pareri”, descrivendo il “metodo” che demanda alla S.p.A. “Aequa Roma” il compito di mettere in pratica uno “scambio” materiale delle tipologie degli impianti che garantisca maggiormente l’appetibilità di tutti i futuri bandi di gara da un punto di vita economico, indicando a livello meramente orientativo le tre arterie ritenute con il maggior flusso di traffico.
I consiglieri presenti si sono dimostrati sostanzialmente d’accordo con il “metodo” da me proposto: il Presidente Alessandro Pica mi ha invitato ad un 2° incontro per il prossimo lunedì per spiegare alla Commissione Commercio il Piano di Localizzazione del XV Municipio.
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