Source: http://www.tidona.com/pubblicazioni/20100512.htm
Timestamp: 2018-01-24 11:53:07+00:00
Document Index: 98775514

Matched Legal Cases: ['art. 94', 'art. 94', 'art. 94', 'art. 113', 'art. 94', 'art. 94', 'art. 6', 'art. 94', 'art. 6', 'art. 94', 'art. 51', 'art. 113', 'art. 94', 'art. 5']

La nuova responsabilità da prospetto nell'art. 94 Testo Unico Finanziario
Sommario 1. Introduzione. – 2. Campo di applicazione della disposizione ed elementi di distinzione rispetto a fattispecie simili. - 3. Il prospetto e la nota di sintesi. – 4. Emittente, offerente, garante e persone responsabili (art. 94 comma 8 TUF). – 5. L’intermediario responsabile del collocamento (art. 94 comma 9 TUF). – 6. La responsabilità ex art. 113 TUF e la figura dello sponsor. – 7. La nota di sintesi (art. 94 comma 10 TUF) e il termine di decadenza (art. 94 comma 11 TUF).
L’art. 6 della direttiva prospetti è stato attuato in Italia nell’art. 94 TUF. Mentre la versione precedente di tale disposizione taceva sulle problematiche di una possibile responsabilità da prospetto, per la prima volta nel nostro ordinamento - con il d.lgs. n. 51/2007 di attuazione della direttiva prospetti - sono state adottate norme espresse che statuiscono tale responsabilità. Finalmente così, dopo tanto tempo, un istituto che era stato sviluppato dalla dottrina (e attuato in qualche raro intervento giurisprudenziale[4]) trova riscontro puntuale e positivo nel nostro ordinamento giuridico.
L’art. 6 della direttiva prospetti lascia agli Stati membri l’alternativa di prevedere una responsabilità dell’emittente oppure (= alternativa) dei suoi organi (di amministrazione, direzione o controllo). Tale disposizione usa il termine “almeno” anche per indicare che è possibile prevedere una responsabilità congiunta: sia dell’emittente sia dei suoi organi. Bisogna dire che, sotto questo profilo, la direttiva prospetti si espone a una critica. È difatti evidente come ben diversa possa essere la consistenza patrimoniale dell’emittente rispetto ai suoi organi. Lo Stato membro che escludesse l’emittente dalla responsabilità da prospetto dovrebbe attribuire tale responsabilità a entità (come gli organi di amministrazione, direzione o controllo) che - potenzialmente – sono nullatenenti. Nel diritto italiano di attuazione l’art. 94 comma 8 TUF ha invece previsto la responsabilità congiunta di emittente, offerente, garante e persone responsabili (potenzialmente anche gli organi di amministrazione, direzione o controllo). La disciplina italiana risulta pertanto più severa di quella comunitaria che prevede come possibilità la responsabilità dell’emittente oppure, in alternativa, quella degli organi[12].
Complessivamente pare però sensato escludere gli intermediari diversi dal responsabile del collocamento dalla responsabilità da prospetto. La responsabilità “da prospetto” deve difatti essere ascritta a chi predispone il prospetto e, in linea di principio, non può essere attribuita ad altri soggetti. Nemmeno il responsabile del collocamento scrive il prospetto. Questi però è legato da uno stretto rapporto con l’emittente. In aggiunta al ruolo organizzativo nella distribuzione degli strumenti finanziari, il compito del responsabile del collocamento è infatti quello di controllare i contenuti del prospetto, verificandone veridicità e completezza. La funzione di controllo del prospetto predisposto dall’emittente non è invece attribuita agli intermediari diversi dal responsabile del collocamento, in quanto essi – nella catena distributiva - sono troppo “lontani” dall’emittente per essere investiti da tale compito.
L’intermediario che si occupa della quotazione viene definito dal regolamento emittenti come “sponsor” o “listing partner”; più precisamente è “l’intermediario che collabora con l’emittente nella procedura di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato degli strumenti finanziari comunitari” (art. 51 lett. a reg. emittenti). I poteri/doveri dello sponsor sono indicati nel Regolamento di Borsa Italiana s.p.a.[21]. Il listing partner assume specifiche responsabilità nei confronti di Borsa Italiana, rilasciando apposite dichiarazioni[22]. Pur nella similitudine delle funzioni svolte dal responsabile del collocamento e dallo sponsor, è però difficile prescindere dal fatto che - per il prospetto di quotazione - l’art. 113 comma 1 TUF non richiama l’art. 94 comma 9 TUF. Pare dunque doversi escludere una responsabilità del listing partner da prospetto.
[11] Regolamento (CE) n. 809/2004 della Commissione del 29 aprile 2004 recante modalità di esecuzione della direttiva 2003/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le informazioni contenute nei prospetti, il modello dei prospetti, l'inclusione delle informazioni mediante riferimento, la pubblicazione dei prospetti e la diffusione di messaggi pubblicitari (testo rilevante ai fini del SEE), in GUUE L 215 del 16 giugno 2004, 3 ss.
[19] Fra l’altro i collocatori vengono indicati nei documenti che compongono il prospetto. Il regolamento comunitario prevede difatti che fra le informazioni minime da includere nella nota informativa sugli strumenti finanziari relativa ad azioni rientrano “nome e indirizzo dei soggetti che accettano di sottoscrivere l'emissione sulla base di un impegno di assunzione a fermo e nome e indirizzo dei soggetti che accettano di collocare l'emissione senza un impegno di assunzione a fermo o nell'ambito di un accordo di «vendita al meglio». Indicazione degli elementi essenziali degli accordi, comprese le tranche. Se la sottoscrizione non riguarda la totalità dell'emissione, indicare la parte non coperta. Indicazione dell'ammontare complessivo della commissione di sottoscrizione e della commissione di collocamento” (art. 5.4.3 allegato III al reg. n. 809/2004). Disposizioni simili sono contenute in altri allegati.