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Timestamp: 2018-09-26 12:20:16+00:00
Document Index: 86524368

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 41', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 22', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 13']

LEGGE REGIONALE 24 luglio 1993, n. 22
(pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia I supplemento ordinario al n. 30 del 29 luglio l993)
IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO, IL COMMISSARIO DEL GOVERNO HA APPOSTO IL VISTO, IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA
1. La regione riconosce il ruolo del volontariato come strumento di solidarieta' sociale e di concorso autonomo alla individuazione dei bisogni ed al conseguimento dei fini istituzionali dei servizi, ne promuove lo sviluppo salvaguardandone l'autonomia e il pluralismo, ne ricono- sce la funzione di promozione culturale e di formazione ad una coscienza della partecipazione.
Attivita' del volontariato
l. Ai fini della presente legge e' volontariato il servizio reso dai cittadini in modo continuativo, senza fini di lucro, attraverso prestazioni personali, volontarie e gratuite, individualmente o in gruppi, svolte sul territorio regionale, tramite l'organizzazione delle finalita' di carattere sociale, civile e culturale di cui all'art. 1 della legge 11 agosto 1911, n. 266 "Legge-quadro sul volontariato"; tali finalita' vengono individuate nelle seguenti aree di intervento:
a) le finalita' di carattere sociale sono quelle rientranti nell'area degli interventi socio-assistenziali e socio-sanitari, anche nelle forme inno- vative non codificate nella programmazione regionale;
b) le finalita' di carattere civile sono quelle rientranti nell'area della tutela e del miglioramento della qualita' della vita della protezione dei diritti della persona, della tutela e valorizzazione dell'ambiente, della protezione del paesaggio e della natura, del soccorso in caso di pubblica calamita';
c) le finalita' di carattere culturale sono quelle rientranti nell'area sia della tutela e valorizzazione della cultura, del patrimonio storico ed artistico e della promozione e sviluppo delle attivita' ad essi connesse, sia attivita' di animazione ricreativa, turistica e sportiva, nonche' di educazione permanente.
2. L'attivita' di volontariato non puo' essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario; al volontariato possono essere soltanto rimborsate dalla organizzazione di appartenenza le spese effettivamen- te sostenute per l'attivita' prestata entro i limiti preventivamente stabiliti dalla organizzazione stessa.
3. La qualita' di volontariato E' incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto pratrimoniale con l'organizzazione di cui fa parte.
1. E' considerata organizzazione di volontariato ogni organismo liberamente costituito al fine di svolgere l'attivita' di cui all'art. 2, che si avvalga in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti.
2. Le organizzazioni di volontariato possono assumere la forma giuridica che ritengono piu' adeguata al perseguimento dei fini, salvo il limite di compatibilita' con lo scopo solidaristico.
3. Negli accordi degli aderenti, nell'atto costitutivo o nello statuto, oltre che da quanto disposto nel codice civile per le diverse forme giuridiche che l'organizzazione assume, devono essere espressamente previste l'assenza dei fini di lucro, la democraticita' della struttura, l'elettrivita' e la gratuita' delle cariche associative, nonche' la gratuita' delle prestazioni fornite dagli aderenti, i criteri di ammissione e di esclusione di questi ultimi, i loro obblighi e diritti; devono essere altresi' stabiliti l'obbligo di formazione del resoconto economico annuale dal quale devono risultare i beni, i contributi, nonche' le modalita' di approvazione dello stesso da parte dell'assemblea degli aderenti.
5. Le organizzazioni svolgono le attivita' di volontariato mediante strutture proprie o, nelle forme e nei modi previsti dalla legge, nel- l'ambito di strutture pubbliche e private.
6. Le organizzazioni di volontariato debbono assicurare i propri aderenti, che prestano l'attivita' di volontariato, contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell'attivita' stessa, nonche' per la responsabilita' civile verso terzi.
Istituzione del registro generale regionale
l. E' istituito, ai sensi dell'art. 6 della legge n. 266/1991, il registro generale regionale delle organizzazioni di volontariato; a tal fine la giunta regionale, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del presidente, provvede:
a) ad approvare il modello di registro diviso in sezioni secondo le aree di intervento di cui al primo comma dell'art. 2;
b) ad emanare apposita disciplina riguardante i criteri di attuazione di quanto previsto dall'art. 3, le modalita' e i contenuti delle domande da presentarsi da parte delle organizzazioni.
2. Il possesso dei requisiti di cui al terzo comma dell'art. 3 della presente legge costituisce diritto all'iscrizione nel registro del volontariato.
3. La domanda di iscrizione E' inoltrata dagli interessati al presidente della giunta regionale e, contestualmente, al sindaco del comune nel cui territorio l'organizzazione ha la sede amministrativa e/o operativa, per l'espressione del parere che ne attesti l'esistenza e l'operativita'; tale parere deve essere trasmesso alla giunta regionale entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda; decorso tale termine il parere si intende favorevole;
4. L'iscrizione nel registro e' disposta con decreto del presidente della giunta regionale entro 90 giorni dalla data di acquisizione del parere del comune, o dall'inutile decorso dei sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda di parere.
5. L'iscrizione nel registro e' condizione necessaria per accedere ai contributi pubblici, nonche' per stipulare le convenzioni e per beneficiare delle agevolazioni fiscali di cui all'art. 8 della legge n. 266/1991.
6. La mancanza dei requisiti comporta il diniego all'iscrizione da disporsi con decreto motivato del presidente della giunta regionale.
7. Il venir meno dei requisiti per l'iscrizione e la cessazione delle attivita' di volontariato comporta la cancellazione dal registro da disporsi con decreto motivato del presidente della giunta regionale.
Partecipazione alla programmazione
1. Le organizzazioni iscritte nel registro partecipano alla programmazione dei servizi a livello comunale, sovracomunale e regionale e a tal fine devono essere informate e consultate per i programmi regionali e locali nei settori di specifica attivita'; possono proporre al riguardo programmi ed iniziative.
b) la giunta regionale, che sulla base di proposte inoltrate dagli enti locali, dalle organizzazioni di volontariato e dal comitato per lo studio e la documentazione sul volontariato di cui all'art. 10 promuove iniziative di formazione ed aggiornamento del volontariato predisponendo un piano annuale per lo svolgimento di corsi utili all'esercizio dell'attivita' di volontariato.
2. I volontari delle associazioni iscritte nel registro hanno priorita', nell'ambito delle disposizioni emanate dalla giunta regionale, all'ammissione ai corsi di aggiornamento organizzati dai comuni, dalle province e dalla regione o da questi finanziati.
Contributo alle attivita' di volontariato
1. La regione interviene a sostegno delle organizzazioni di volontariato in forma di contributo sia a sostegno delle attivita' generali, ivi comprese le attivita' di formazione, sia per specifiche attivita' documentate e per progetti. La giunta regionale predispone annualmente una proposta per la definizione dei criteri di intervento, che comprendono la ripartizione dello stanziamento fra le aree di intervento di cui all'art. 2.
2. La proposta dei criteri di intervento e' trasmessa dalla giunta regionale al consiglio regionale per il parere della commissione consiliare referente che si esprime con parere vincolante entro 60 giorni dal ricevimento. In assenza di parere dopo tale termine la proposta della giunta e' ritenuta approvata.
3. Per lo svolgimento delle attivita' previste dalla presente legge e' istituito presso la presidenza della giunta regionale ai sensi dell'art. 33 della l. r. 1 agosto 1979, n. 42 un gruppo di lavoro pluridisciplinare cui partecipano i settori interessanti dalle aree definite all'art. 2.
a) attivita' e servizi assunti integralmente in proprio;
b) attivita' innovative e sperimentali;
c) attivita' integrative o di supporto a servizi pubblici.
2. Per lo svolgimento delle attivita' di cui al precedente comma le convenzioni regolano:
b) il contenuto e le modalita' dell'intervento volontario;
c) il numero e l'eventuale qualifica professionale delle persone impegnate nelle attivita' convenzionale;
d) le modalita' di coordinamento dei volontari con gli operatori dei ser- vizi pubblici;
e) le coperture assicurative di cui al sesto comma dell'art. 3.
f) i rapporti finanziari riguardanti le spese da ammettere a rimborso fra le quali devono figurare necessariamente gli oneri relativi alla copertura assicurativa;
3. La regione e gli altri enti pubblici individuano le organizzazioni di volontariato con cui convenzionarsi per la realizzazione dei servizi previsti dal primo comma del presente articolo, tra quelle:
a) le cui attivita' principali si realizzano nel settore per il quale si chiede l'intervento e che abbiano inoltre avviato esperienze concrete;
4. Le convenzioni in corso alla data di entrata in vigore della presente legge con le organizzazioni di volontariato continuano ad avere efficacia sino alla loro scadenza naturale; l'eventuale rinnovo avviene secondo le condizioni previste dall' art. 7 della legge n. 266/1991 e dal presente articolo.
1. La giunta regionale, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, emana disposizioni in merito alle modalita' di attuazione della vigilanza sulle organizzazioni di volontariato iscritte nel registro generale regionale ai fini previsti dall' art. 6, quarto comma, della legge 11 agosto 1991 n. 266.
2. Le organizzazioni di volontariato sono tenute a presentare entro il 30 maggio di ciascun anno alla regione una relazione sul mantenimento dei requisiti per l'iscrizione nel registro e sulla attivita' svolta nell'anno precedente, accompagnata dal rendiconto economico-finanziario mantenendo una giusta riservatezza per i soggetti coinvolti nell'attivita' dell'organizzazione.
Comitato per lo studio e la documentazione sul volontariato
1. Con propria deliberazione, su proposta del presidente, la giunta regionale istituisce, ai sensi dell'art. 41 della l.r. 1 agosto 1979, n. 42 "Ordinamento dei servizi e degli uffici della giunta regionale", il comitato per lo studio e la documentazione sul volontariato.
2. Il comitato, presieduto dal presidente della giunta regionale o suo delegato, e' composto da tre esperti nelle aree di intervento di cui al primo comma dell'art. 2 e da 12 rappresentanti, scelti dal presidente della giunta regionale in una rosa proposta dalle organizzazioni di volontariato, cosi' suddivisi:
a) 3 componenti per ciascuna delle aree di intervento di cui al primo comma dell'art. 2;
b) 3 componenti in rappresentanza degli ambiti provinciali di maggior diffusione del volontariato.
3. Ai componenti esterni del comitato viene riconosciuta una indennita' di presenza ai sensi della l. r. 22 novembre 1982, n. 63 "Norme in materia di indennita' ai componenti di commissioni, comitati o collegi comunque denominati".
4. Il comitato si riunisce almeno due volte all'anno.
5. Il comitato rimane in carica per cinque anni; i rappresentanti esterni non possono essere rieletti.
Compiti del comitato per lo studio e la documentazione sul volontariato
l. Il comitato per lo studio e la documentazione sul volontariato e' un organo tecnicoconsultivo per la conoscenza, l'informazione, la promozione e la diffusione delle attivita' di volontariato.
2. Tra i compiti del comitato rientrano:
a) l'attivita' di consulenza anche nei confronti delle organizzazioni di volontariato;
b) la ricerca e l'acquisione di dati di conoscenza sul fenomeno generale del volontariato;
c) la convocazione della conferenza regionale sul volontariato a scadenza almeno biennale;
d) la programmazione dei servizi a favore del volontariato e le indicazioni al comitato per la gestione del fondo speciale regionale di cui all' art. 15, primo comma, della legge n. 266/1991.
3. Il comitato formula altresi' osservazioni e proposte in merito a:
a) la promozione di ricerche e studi sul volontariato;
b) la promozione e sviluppo del volontariato;
c) la diffusione della conoscenza del registro regionale;
d) l'elaborazione di un rapporto biennale sullo stato del volontariato;
e) i progetti di formazione;
f) i progetti sperimentali presentati dalle organizzazioni di volontariato iscritte nel registro per far fronte alle emergenze sociali e per favorire l'applicazione di metodologie di intervento particolarmente avanzate;
g) suggerimenti relativi alle proposte di modifica della normativa sul volontariato al fine di contribuire a renderla sempre piu' aderente alla realta'.
Nomine regionali nel comitato di gestione del fondo speciale per il volontariato
1. Il presidente della giunta regionale, o suo delegato, partecipa di diritto al comitato di gestione, previsto dall' art. 2 del decreto del ministro del tesoro 2l novembre 1991, per la gestione del fondo speciale regionale di cui al primo comma dell' art. 15 della legge 266/1991.
2. Il presidente del consiglio regionale nomina nel comitato di gestione previsto al primo comma, quattro rappresentanti di organizzazioni di volontariato, iscritte nei registri regionali, maggiormente presenti con la loro attivita' nel territorio regionale; tali componenti durano in carica due anni e non sono immediatamente rieleggibili.
1. La conferenza regionale si riunisce almeno una volta ogni due anni con il compito di dibattere indirizzi generali delle politiche regionali nelle aree di cui all'art. 2, e i rapporti fra le organizzazioni di volontariato e le istituzioni.
2. In particolare la conferenza esamina il rapporto sullo stato del volontariato ed esprime una valutazione dell'attivita' svolta dal comitato regionale di cui all'articolo 11.
3. La conferenza potra' essere organizzata per tematiche specifiche e per sezioni.
4. Alla conferenza partecipano i responsabili o loro delegati delle organizzazioni di volontariato iscritte nel registro generale di volontariato. Alla conferenza sono altresi' invitate le organizzazioni di volontariato non iscritte.
Integrazione di norma
1. Ai fini di quanto previsto della presente legge, le competenze del gabinetto del presidente, come previsto dall'allegato di stampa e di informazione della giunta regionale e delle strutture e degli organismi per la comunicazione, l'editoria e l'immagine, sono integrati dai seguenti alinea:
27 - curare la tenuta del registro generale regionale del volontariato e gli adempimenti amministrativi connessi:
28 - assicurare la segreteria al comitato tecnico consultivo per lo studio e la documentazione sul volontariato.
1. In fase di prima attuazione della presente legge, le organizzazioni di volontariato gia' iscritte nel registro di cui all'art. 8 della l.r. 1/1986 e quelle iscritte nel registro provvisorio di cui alle deliberazioni della giunta regionale n. 20460 del 24 marzo 1992 e n. 27393 del 15 settembre 1992, sono iscritte di diritto nell'apposita sezione del registro, con l'obbligo di provvedere, ove necessario, al formale adeguamento dei relativi accordi fra gli aderenti e dei rispettivi statuti, nonche' all'acquisizione del parere del comune, ove precedentemente non prescritto, entro il termine perentorio di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. I relativi effetti, anche al fine del riconoscimento dei benefici previsti dalla legge n. 266/1991, decorrono dalla data precedente originaria iscrizione ovvero ove antecedente, dalla data di entrata in vigore della succitata legge.
l. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e' abrogato l'art. 8 della l.r. 7 gennaio 1986, n. 1, come modificato dall'art. 1 della l.r. 26 aprile 1990, n. 25.
2. In deroga a quanto disposto dal precedente primo comma, qualora la presente legge entri in vigore prima del 30 settembre 1993, possono essere applicate fino a tale data le norme di cui alla l.r. 7 gennaio 1986, n. 1 e successive modificazioni ed integrazioni limitatamente alla concessione alle organizzazioni di volontariato di contributi regionali iscritti nel bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1993, al capitolo di spesa 2.2.1.2074, autorizzati ai sensi dell'art. 22, primo comma, della l.r. 14 giugno 1993, n. 19.
3. Restano salvi i provvedimenti attuativi, di mera esecuzione, relativi alle determinazioni di cui al precedente secondo comma.
1. Per quanto non previsto dalla presente legge si applicano le disposizioni di cui alla legge n. 266/1991.
l. E' autorizzata, per l'anno 1993, la spesa complessiva di L. 3.000.000.000 per le finalita' previste dal precedente art. 7.
2. Al finanziamento dell'onere di L. 3.000.000.000 di cui al precedente comma si provvede mediante riduzione per pari importo nella dotazione finanziaria di competenza e di cassa del "Fondo globale per il finanziamento delle spese di investimento derivanti da nuovi provvedimenti legislativi" iscritto al capitolo 5.2.2.2.958, dello stato di previsione delle spese del bilancio per l'esercizio finanziario 1993.
3. Alla determinazione della spesa per la finalita' di cui al precedente art. 7, si provvedera', a decorrere dall'esercizio finanziario 1994, con la legge di approvazione del bilancio dei singoli esercizi finanziari, ai sensi del secondo comma dell'art. 22 della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 "Norme sulle procedure della programmazione, sul bilancio e sulla contabilita' della regione" e successive modificazioni ed integrazioni.
4. Agli oneri conseguenti al funzionamento del "Comitato per lo studio e la documentazione sul volontariato" di cui all'art. 10 della presente legge si fa fronte mediante impiego delle somme annualmente stanziate al capitolo1.2.7.1.322 "Spese per il funzionamento di consigli, comitati, collegi e commissioni, compresi i gettoni di presenza, le indennita' di missioni ed i rimborsi spese".
5. Agli oneri di cui alla lett. a) del terzo comma del precedente art. 11, si fa fronte mediante impiego delle somme annualmente stanziate al capitolo 1.2.7.1.549 "Spese diverse, onorari e rimborsi per attivita' di ricerca e per studi, indagini, consulenze e collaborazioni per la solu- zione di particolari problemi di interesse regionali".
6. Agli oneri di cui alla lett. c) del secondo comma dell'art. 11 e all'art. 13, si fa fronte mediante impiego delle somme annualmente stanziate al capitolo 1.2.8.1.363 "Spese per la promozione e l'organizzazione di convegni, congressi, conferenze e riunioni di studio nonche' l'adesione e la parteci- pazione della regione ad analoghe iniziative organizzate da altri enti".
7. In conseguenza a quanto disposto dal precedente comma allo stato di previsione delle spese del bilancio per l'esercizio finanziario 1993, e' apportata la seguente variazione:
- all'ambito 2, settore 2, obiettivo 4, e' istituito il capitolo 2.2.4.1.3669 "Contributi ad organizzazioni di volontariato a sostegno delle attivita' generali, di formazione, di specifiche attivita' documentate e di progetti" con la dotazione finanziaria di competenza e di cassa di L. 3.000.000.000.
La presente legge regionale e' pubblicata nel bollettino ufficiale della regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della regione lombarda.
Milano, 24 1uglio 1993