Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/massimari/finanziario/1-1/Contratti+-+Natura+e+contenuto
Timestamp: 2020-07-08 06:33:07+00:00
Document Index: 57653956

Matched Legal Cases: ['art. 1322', 'art. 1322', 'art. 30', 'art. 70', 'art. 23', 'art. 30', 'art. 36', 'art. 28', 'art. 1711', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 30', 'art. 1711', 'art. 23', 'art. 30', 'art. 1711']

Contratti - Natura e contenuto
Contratto di Interest rate swap - Obblighi informativi - Alea - Rischi dell'operazione e misura degli stessi - Nullità del contratto e condanna alla restituzione dell'indebito
Lo schema contrattuale del contratto derivato ha il suo fulcro e la sua causa contrattuale astratta nella condivisione di un rischio tra i contraenti, che sono ab origine portatori di interessi contrapposti in ordine alla concretizzazione dello stesso.
L’alea bilaterale, ovvero l’incertezza sull’andamento dei due differenziali contrapposti, rappresenta un elemento essenziale della causa del contratto di swap, elemento la cui effettiva presenza consente di effettuare con esito positivo, sul presupposto della sussistenza di un'apprezzabile componente di rischio in capo ad entrambi i contraenti, il giudizio di meritevolezza ex art. 1322 c.c. circa l'operazione atipica posta in essere.
Ai fini dell’apprezzamento della validità del contratto IRS non rileva la circostanza che la Banca abbia strutturato l’IRS in maniera tale da assicurarsi una remunerazione per i costi operativi sostenuti e da sostenere e per l’operata assunzione del rischio di credito, quanto piuttosto la verifica circa la conoscenza o conoscibilità, da parte del cliente, degli oneri economici aggiuntivi a suo carico. La mancata indicazione del fair value o mark to market al momento della accensione del derivato e, comunque, degli elementi effettivamente indicativi dell’alea assunta dal cliente al momento della negoziazione determina la nullità dello swap e l’obbligo per la Banca di restituire le somme percepite a titolo di flussi finanziari. (Matteo Di Pumpo) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 11 Giugno 2019. Segue...
Responsabilità di Poste Italiane quale intermediario finanziario per aver collocato un prodotto finanziario non adeguato alla propensione all’investimento del cliente – Sussistenza
Rilevanza della consegna di documentazione informativa ai fini dell’esonero da responsabilità – Esclusione
Non è sufficiente, per ritenere assolti gli obblighi informativi che gravano sull’intermediario finanziario, aver fornito e fatto sottoscrivere al cliente con propensione al rischio medio-bassa una serie di documenti, pur in osservanza delle disposizioni del T.U.F., qualora a ciò non si accompagni un’effettiva attività di informazione del cliente tesa a consentirne la formazione di una volontà pienamente consapevole, che tenga conto, in particolare, della concreta propensione al rischio desumibile anche da investimenti pregressi. (Luca Caputo) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 12 Luglio 2017. Segue...
L’operazione di cambio di valuta tradizionale contro unità della valuta virtuale bitcoin e viceversa, effettuate a fronte del pagamento di una somma corrispondente al margine costituito dalla differenza tra il prezzo di acquisto delle valute e quello di vendita praticato dall’operatore ai propri clienti è qualificabile - dal lato dell’operatore - come attività professionale di prestazioni di servizi a titolo oneroso, svolta in favore di consumatori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 24 Gennaio 2017. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Natura contrattuale
L'inadempimento degli obblighi informativi si colloca all'interno del rapporto negoziale già instaurato con il contratto-quadro, pur se anteriore ai singoli ordini d'acquisto che ne segnano lo svolgimento funzionale; ne consegue che ad esso deve essere riconosciuta natura contrattuale, e non precontrattuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Maggio 2016. Segue...
Deve essere dichiarata la nullità contrattuale quando nel contratto quadro sono assenti o almeno insufficienti specificazione e caratteristiche del servizio di negoziazione in conto proprio e del servizio di negoziazione in conto terzi nonché la specificazione dei mezzi costituiti per l’esecuzione delle operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari derivati e warrant. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 19 Agosto 2015. Segue...
Il contenuto del documento sui rischi generali degli investimenti non è di per sé idoneo ad integrare i requisiti del contratto quadro, avendo come fine una generale parità informativa ed essendo privo di specificazioni sulle modalità concrete di servizi o operazioni. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 19 Agosto 2015. Segue...
Le regole comunitarie e nazionali che disciplinano il contenuto e la forma dei contratti di investimento impongono all'intermediario ed all'emittente il dovere del clare loqui, ovvero di "parlare chiaro". A livello di legislazione nazionale, il precetto in questione è ribadito: dagli articoli 1175 e 1375 c.c., i quali pongono a carico dei contraenti un obbligo di informazione e chiarezza; è desumibile dall'articolo 21 del D.lgs. n. 58 del 1998, nella parte in cui impone agli intermediari di "operare in modo che i clienti siano sempre adeguatamente informati"; è enunciato dal regolamento Consob n. 11522/98 e dall'allegato 7 allo stesso, ove si impone all'intermediario di "illustrare all'investitore in modo chiaro ed esauriente (…) gli elementi essenziali dell'operazione, del servizio o del prodotto". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03 Aprile 2014. Segue...
Il dovere di chiarezza imposto agli intermediari ed agli emittenti di strumenti finanziari per quanto riguarda il contenuto e la forma dei contratti di investimento è un corollario indefettibile del dovere d'informazione: l'uno e l'altro hanno lo scopo di colmare le "asimmetrie informative" tra risparmiatore ed intermediario. Il risparmiatore è dunque titolare di un diritto il cui corretto e proficuo esercizio dipende dal possesso di informazioni che gli debbono essere fornite da altri e che esige un “consenso informato”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03 Aprile 2014. Segue...
Il dovere di chiarezza imposto agli intermediari ed agli emittenti di strumenti finanziari in ordine al contenuto ed alla forma dei contratti di investimento non può essere assolto in modo puramente formale, con la conseguenza che si deve evitare di sottoporre al risparmiatore profluvi di documenti disseminati di tecnicismi e solecismi, senza che alcuno provveda a chiarirne il significato. Il requisito di chiarezza in questione può mancare sul piano morfologico (impiego di lemmi di uso non comune) ed anche sul piano sintattico (adozione di periodi oscuri, rinvii, ipotassi, anacoluti). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03 Aprile 2014. Segue...
La nozione di investimento di natura finanziaria comprende ogni conferimento di una somma di denaro da parte del risparmiatore con un'aspettativa di profitto o di remunerazione, vale a dire di attesa di utilità a fronte delle disponibilità investite nell'intervallo determinato da un orizzonte temporale e con un rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 05 Febbraio 2013. Segue...
La predeterminazione dell'importo promesso in restituzione al cliente dall'emittente un determinato prodotto finanziario non è circostanza sufficiente ad escludere il rischio e, quindi, la possibilità di riscontrare la presenza di un prodotto finanziario. Poiché anche il "rischio emittente" è incluso nell'area assunta dall'investitore mediante l'investimento, ai fini della configurabilità della presenza di un prodotto finanziario, con la correlata applicazione della disciplina in materia di sollecitazione, è sufficiente che sussista l'incertezza in merito non all'entità della prestazione dovuta o al momento in cui questa sarà erogata, bensì alla capacità stessa dell'emittente di restituire il tantundem con la maggiorazione promessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 05 Febbraio 2013. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contratti “My Way” a causa mista stipulati al di fuori dei locali commerciali – Indicazione della facoltà di recesso – Omissione – Nullità.
Intermediazione finanziaria – Contratti "4 you" e "121 performance" a causa mista – Contratto atipico di finanziamento del contestuale investimento – Molteplicità di costi, indiretti ed impliciti a carico dell'investitore – Guadagni nettamente superiori a quelli ricavabili dall'intermediario da ogni singolo operazione – Contratto atipico meritevole di tutela – Esclusione.
La natura mista e complessa dell’operazione (nella specie "4 you" e "121 performance" dante luogo ad un atipico contratto di finanziamento di scopo e contestuale investimento finanziario in valori mobiliari unilateralmente decisi e controllati dallo stesso soggetto finanziatore, con molteplici costi anche indiretti ed impliciti a carico dell’investitore e guadagni, al contrario, nettamente superiori a quelli ricavabili da ciascuna operazione in sé considerata se posta in essere sul mercato, costituisce un contratto atipico che persegue scopi non meritevoli di tutela ex art. 1322 c.c. al pari del c.d. contratto aleatorio unilaterale. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 07 Novembre 2011. Segue...
Intermediazione finanziaria – Disciplina generale – Contratto quadro – Mandato in rem propriam.
Lo schema contrattuale del contratto normativo è apprezzabile alla stregua di un mandato in rem propriam conferito dal cliente all’istituto bancario, di guisa che esso istituto agisce, quale mandatario, per conto del mandante, ma nell’interesse proprio, ovvero acquistando per sé gli strumenti finanziari oggetto di pattuizione e rivendendoli, poi, con veri e propri contratti esecutivi del mandato, al medesimo cliente. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 23 Giugno 2011. Segue...
Intermediazione finanziaria - Comunicazione con finalità informativa - Ristrutturazione del contratto - Schema negoziale - Fattispecie - Esclusione.
Una semplice comunicazione con finalità informativa non è assimilabile ad uno schema negoziale di ristrutturazione di un contratto in derivati finanziari. (Giovanni Canino) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro, 30 Novembre 2010. Segue...
In materia di intermediazione mobiliare, nel momento genetico del rapporto tra il cliente e l’intermediario professionale la normativa di settore non si limita a richiedere la forma scritta per le pattuizioni “quadro”, ma impone che la regolamentazione abbia un contenuto minimo predeterminato, sia pure rimesso, per la sua concreta specificazione, alla volontà delle parti. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 29 Giugno 2010. Segue...
Intermediazione finanziaria – Collocamento – Collocamento fuori sede – Rapporto duraturo – Ripetute operazioni di collocamento – Necessaria sottoscrizione di contratto quadro – Esclusione.
L’art. 30 del reg. Consob n. 11522/1998 consente all’intermediario di prestare il servizio di collocamento – ivi compresa l’offerta fuori sede e di promozione e collocamento a distanza – anche senza che con l’investitore sia stato sottoscritto il cd. contratto quadro; in proposito, si deve precisare che la nozione di collocamento applicabile alla fattispecie presa in considerazione dalla norma riguarda non solo il collocamento di un singolo prodotto ma anche quei casi in cui tra intermediario e investitore si instauri un rapporto duraturo nel corso del quale abbiano luogo ripetuti collocamenti di prodotti finanziari (nella specie quote di fondi di investimento). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 10 Febbraio 2010. Segue...
Intermediazione finanziaria – Raccolta di informazioni relative al profilo di rischio del cliente – Omesso adeguamento della documentazione all’entrata in vigore della nuova normativa – Irrilevanza.
Qualora l’intermediario sia in grado di ricavare le informazioni relative al profilo di rischio del cliente sulla scorta di altri rapporti con lo stesso instaurati, diviene irrilevante il mancato tempestivo adeguamento all’entrata in vigore della nuova normativa prescritto dall’art. 70 del reg. Consob n. 11522/98, tanto più ove l’operazione impugnata non appaia inadeguata. (fb) Tribunale Reggio Emilia, 14 Luglio 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Normativa sopravvenuta - Mancato adeguamento del contenuto del contratto - Risoluzione per impossibilità sopravvenuta - Ordini di negoziazione successivi - Nullità.
Il mancato adeguamento del contratto quadro ai contenuti imposti da norme imperative sopravvenute dopo la stipulazione, comporta la risoluzione per impossibilità sopravvenuta del rapporto e l’impossibilità di consentire l’effettuazione degli ordini di negoziazione, dei quali dovrà essere dichiarata la nullità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 08 Marzo 2009. Segue...
Intermediazione finanziaria - Contratto di negoziazione - Forma - Contenuto - Adeguamento alla normativa sopravvenuta - Necessità - Nullità sopravvenuta - Sussistenza.
L’art. 23 Tuf va letto nel senso che la Consob ha il potere di imporre agli intermediari finanziari: a)che determinate tipologie di contratto possano o debbano essere stipulate per iscritto; b)che determinate tipologie di operazioni siano consacrate in altrettanti obblighi di forma-contenuto. Il contratto quadro posto dalla banca a fondamento di operazioni di negoziazione non risponde a questi ultimi obblighi ove non sia stato adeguato a quanto disposto dall’art. 30 reg. Consob 115822/98, previa consegna del documento generale sui rischi di investimento, così come stabilito dall’art. 36 del reg. Consob 10943/1997, ma sia rimasto invece vigente nella versione redatta sulla base della normativa precedentemente in vigore. Un tale contratto non ha, pertanto, il contenuto voluto da norme inderogabili di legge dettate a tutela dell’ordine pubblico economico e del pubblico risparmio ed è, perciò, da considerarsi affetto da nullità sopravvenuta. (ma) Tribunale Bologna, 02 Marzo 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Omesso adeguamento alla nuova normativa – Omessa consegna del documento sui rischi generali di investimento – Omessa informazione sulla natura dell’operazione – Consapevolezza delle scelte dell’investitore – Rilevanza – Precedenti operazioni di natura speculativa – Irrilevanza.
In presenza di un’operazione di negoziazione effettuata dopo l’entrata in vigore della normativa di cui al d.lgs. n. 58/1998 sulla base di un contratto quadro stipulato in data precedente e non aggiornato, la consegna del documento sui rischi generali di investimento e l’informazione prevista dall’art. 28, comma 2, del reg. n. 11522/1998, assumono particolare importanza al fine di consentire all’investitore di effettuare consapevoli scelte di investimento, non potendosi desumere tale consapevolezza sulla scorta di precedenti operazioni di natura speculativa. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 12 Gennaio 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Mancato adeguamento del contratto quadro alla normativa entrata in vigore il 1 luglio 1998 – Inefficacia – Sussistenza.
Sono privi di efficacia, con riferimento agli ordini conferiti dal 1 luglio 1998 in poi, i contratti d’intermediazione che non siano stati adeguati alla nuova normativa entrata in vigore in tale data. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 09 Dicembre 2008. Segue...
Intermediazione finanziaria – Contratto quadro sottoscritto anteriormente al 1 luglio 1998 – Contenuto conforme alle disposizioni successive – Validità – Sussistenza.
Non è necessaria la stipulazione di un nuovo contratto quadro se il contenuto di quello già sottoscritto è sostanzialmente conforme a quanto disposto dalla disciplina del TUF in vigore dal 1 luglio 1998. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 24 Novembre 2008. Segue...
Prodotto finanziario 4 you – Dovere di trasparenza nella prestazione dei servizi finanziari – Chiarezza nella redazione del modulo contrattuale – Necessità.
Il canone della “trasparenza” cui si deve attenere l’intermediario nella prestazione dei servizi di investimento si specifica anche nella qualità del documento contrattuale che deve essere tale da porre il cliente in condizioni di trarre dalla sua semplice consultazione gli elementi necessari per esprimere un consenso consapevole. I moduli presentati al cliente devono quindi essere redatti con chiarezza e consentire una immediata rilevazione della portata e dei rischi dell’operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Trapani, 30 Luglio 2007. Segue...
Servizi di investimento - Contratto scritto - Natura di contratto normativo - Sussistenza.
La fornitura dei servizi di investimento da parte degli intermediari autorizzati deve avvenire sulla base di un contratto scritto che ha natura di contratto normativo il quale precisa gli obblighi delle parti ovvero il modo con cui esse dovranno operare nel dar corso alle operazioni, disposizioni peraltro che non esauriscono il novero dei precetti cui l’intermediario deve attenersi. Appello Brescia, 20 Giugno 2007, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obblighi di informazione come parte del contenuto negoziale – Violazione – Responsabilità contrattuale.
La sottoscrizione del contratto quadro di negoziazione, sottoscrizione, collocamento, raccolta titoli da luogo ad un rapporto negoziale a definire il quale concorrono anche gli obblighi di informazione previsti dalla legge, la cui violazione determina, in capo all’intermediario una responsabilità di tipo contrattuale in senso proprio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 24 Maggio 2007, n. 0. Segue...
La prestazione di servizi di investimento può oramai considerarsi un contratto nominato, regolato da speciali norme di settore, ma la figura giuridica base, cui esso si ricollega, e in cui trova disciplina in mancanza delle speciali disposizioni previste, è il contratto di mandato. La peculiarità dell’oggetto del mandato (acquisto e vendita di prodotti finanziari) coinvolge interessi primari tutelati dall’ordinamento e giustifica la disciplina speciale disegnata dalle norme del t.u.f. che hanno natura di norme inderogabili che tracciano uno schema legale dal quale l’intermediario e il risparmiatore che concludono “un contratto relativo alla prestazione dei servizi di investimento” non possono discostarsi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Biella, 26 Gennaio 2007, n. 0. Segue...
In tale ricostruzione, l’ordine del cliente è un’istruzione (art. 1711 secondo comma c.c.) del mandante al mandatario per l’esecuzione del mandato. Tale atto di negoziazione, inteso come adempimento finale degli obblighi nascenti dal contratto di mandato, va annoverato nella categoria dei cosiddetti negozi di attuazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Biella, 26 Gennaio 2007, n. 0. Segue...
Ove le censure mosse dall’investitore riguardino il rapporto negoziale nella sua interezza –non solo quindi le fasi prenegoziali e/o costitutivo-genetiche, ma anche quella esecutiva in senso stretto – diviene ininfluente la questione della natura contrattuale o meno dell’ordine di acquisto impartito all’intermediario. Bologna, 18 Dicembre 2006, n. 0. Segue...
Gli obblighi comportamentali previsti a carico dell’intermediario dall’art. 21 D. lgs. n. 58/98 non attengono alla struttura o al contenuto del contratto quadro o del singolo ordine di acquisto, ma riguardano in generale l’esecuzione del contratto che ha regolamentato il servizio d’investimento, per cui la loro violazione concerne essenzialmente il profilo dell’adempimento o inadempimento agli obblighi assunti con detto negozio. Nullità, annullamento e risoluzione per violazione degli obblighi comportamentali non possono dunque che attenere al contratto quadro, non potendo configurarsi con riguardo all’ordine d’acquisto, nell’esecuzione del quale l’intermediario Banca agisce solo come commissionario del proprio cliente. Tribunale Mantova, 30 Novembre 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obblighi di correttezza e trasparenza – Qualità del documento contrattuale – Chiarezza – Necessità.
Il dovere dell’intermediario di agire con trasparenza si specifica anche attraverso la qualità del documento contrattuale che deve essere idoneo a porre l’utente in condizione di trarre dalla sua semplice consultazione gli elementi necessari per esprimere un consenso consapevole e, quindi, assumere una scelta negoziale responsabile. I contratti sottoposti agli investitori per la sottoscrizione devono quindi essere redatti con chiarezza al fine di consentire una precisa ed immediata rilevazione della portata economica dell’operazione. La regola della trasparenza dispiega i suoi effetti non solo sul piano contenutistico, ma anche sulle modalità di comunicazione. Vercelli, 30 Novembre 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Gestione comune di investimenti – Negoziazione disgiunta – Sottoscrizione dei contratti da parte dei titolari – Necessità.
L’investimento di risparmi comuni impone la sottoscrizione dei contratti di sottoscrizione dei relativi prodotti finanziari (nella specie “BTP del Salento”) da parte di tutti gli investitori ancorché disgiuntamente operanti. Tribunale Bari, 17 Luglio 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Servizi d’investimento – Contratto relativo alla prestazione di servizi di investimento – Qualificazione – Contratto di mandato.
Il contratto relativo alla prestazione dei servizi d’investimento in strumenti finanziari disciplinato dall’art. 23 del D. lgs. 24 Febbraio 1998 n. 58 e dall’art. 30 del Regolamento Consob 11522/1998 va qualificato come contratto di mandato; l’ordine del cliente all’intermediario finanziario va qualificato come direttiva impartita dal mandante al mandatario ai sensi dell’art. 1711 C.c.; l’atto di negoziazione per conto terzi dell’intermediario finanziario va qualificato come negozio di attuazione del mandato. Tribunale Rovereto, 18 Gennaio 2006, n. 0. Segue...
Il contratto relativo alla prestazione dei servizi d’investimento in strumenti finanziari disciplinato dall’art. 23 del D. lgs. 24 Febbraio 1998 n. 58 e dall’art. 30 del Regolamento Consob 11522/1998 va qualificato come contratto di mandato; l’ordine del cliente all’intermediario finanziario va qualificato come direttiva dal mandante al mandatario ai sensi dell’art. 1711 c.c.; l’atto di negoziazione per conto terzi dell’intermediario finanziario va qualificato come negozio di attuazione del mandato. Tribunale Rovereto, 18 Gennaio 2006, n. 0. Segue...