Source: https://danielemajori.com/2015/02/19/viola-lart-83-del-codice-dei-contratti-pubblici-la-commissione-di-gara-che-stabilisca-in-via-sostitutiva-i-criteri-per-lassegnazione-dei-punteggi/
Timestamp: 2020-07-07 13:43:22+00:00
Document Index: 15793183

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 1', 'art. 79', 'art. 295', 'art. 79', 'art. 624', 'art. 337', 'art. 39']

Vìola l’art. 83 del Codice dei contratti pubblici la commissione di gara che – a fronte di una lex specialis priva di ogni indicazione degli elementi di preferenza per l’attribuzione dei punteggi – anziché operare un rinvio degli atti generali di gara all’amministrazione per le dovute correzioni, provveda direttamente, in via integrativa, a determinare i criteri di valutazione e di assegnazione dei punteggi, dettando dei sottocriteri per la valutazione delle offerte tecniche. | Avvocato Daniele Majori
Archiviato in Adunanza Plenaria n. 1/2003, art. 1 comma 1 lett. u) d.lgs. n. 153/2008, art. 2 d.lgs. n. 163/2006, art. 83 d.lgs. n. 163/2006 e s.m.i., attribuzione dei punteggi, bando, commissione di gara, criteri motivazionali per l’attribuzione dei punteggi all’offerta tecnica, infruttuoso piazzamento in graduatoria, interesse strumentale, lex specialis, non escludente, riedizione del procedimento, sottocriteri, stazione appaltante, sub-criteri, sub-punteggi, valutazione delle offerte tecniche
(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. II, 12 febbraio 2015, n. 97)
«Passando al ricorso principale, quest’ultimo va accolto, in relazione alla assorbente fondatezza dell’articolato motivo con cui [la ricorrente] lamenta che in violazione degli artt. 2 e 83 del decreto legislativo 163/2006 la stazione appaltante avrebbe omesso di definire sub-criteri e sub-punteggi per quasi tutti le voci-criterio dell’appalto (recte, tutte eccetto il criterio n. 5 fascicolo di impatto ambientale, al quale sono stati riservati solo 5 dei complessivi 70 punti in palio).
Prima di entrare nel dettaglio della censura, va disattesa l’eccezione di tardività sollevata dalla società contro interessata, secondo cui sarebbero state contestate disposizioni del bando da impugnare subìto nei termini decadenziali decorrenti dalla pubblicazione del bando stesso, senza attendere l’esito della gara.
In contrario è appena il caso di osservare che trattasi di profili censori dal connotato non escludente, così che ai sensi della risalente ma sempre attuale adunanza plenaria 1/2003 del consiglio di Stato, l’impugnativa può ben essere rinviata dalla ditta che ne abbia interesse, una volta constatato il suo infruttuoso piazzamento in graduatoria.
Nel merito della doglianza, deve ribadirsi come la lex specialis risulti effettivamente inficiata, mancando ogni indicazione degli elementi di preferenza in base ai quali la commissione avrebbe dovuto attribuire i punteggi, e ciò con particolare riguardo ai seguenti criteri: 1. fascicolo progetto esecutivo dei servizi; 2. fascicolo servizi migliorativi, aggiuntivi e innovativi; 3. fascicolo monitoraggio e gestione servizi; 4. fascicolo comunicazioni, lasciando così senza alcuna guida ed poi, la commissione di gara –anziché operare un rinvio degli atti generali di gara all’amministrazione per le dovute correzioni- ha direttamente ed illegittimamente provveduto in via integrativa a “… determinare i criteri di valutazione ed assegnazione dei punteggi ritenendo di dare i seguenti sottocriteri per la valutazione delle offerte tecniche” (sic, verbale di gara n. 4 in atti). Tale complessivo modus operandi confligge apertamente con l’art. 83 del d.leg.vo 163/07, secondo cui i punteggi ed i sub criteri necessari per il calcolo del punteggio da attribuire ai partecipanti alla gara devono essere individuati e determinati già nel bando di gara, al fine di rendere trasparenti ed oggettive le operazioni valutative della Commissione; la società contro interessata ha peraltro cercato di minimizzare tali lacune, sostenendo che i criteri valutativi sarebbero stati in qualche modo catalogati nel bando, mentre i criteri descritti dalla commissione altro non sarebbero in realtà che meri criteri motivazionali. In contrario è agevole fare rinvio visivo al prospetto dei criteri di gara, per rendersi conto ictu oculi –senza discussioni di sorta- della mancanza di sub criteri per tutti i macro-criteri di gara, eccettuato quello –peraltro di minima valenza percentuale- del fascicolo di impatto ambientale, come sopra precisato. Mentre quanto all’attività integrativa illegittimamente espletata dal seggio di gara, resta davvero poco opinabile che quest’ultimo abbia predisposto –oltre ai punteggi- sub criteri valutativi, così come peraltro correttamente definiti dallo stesso seggio procedente; basti osservare che per la più importante voce valutativa dell’appalto (con in palio 35 dei 70 punti complessivi) “fascicolo progetto esecutivo dei servizi”, (rimasto privo di sub criteri) la commissione di gara ha deliberato un prospetto relativo a valutazione ore personale ed automezzi,valutazione dati di progetto, valutazione di servizi raccolta e trasporto, valutazione servizio spazzamento, valutazione servizio di gestione ecocentro e eco sportello, valutazione qualità delle attrezzature, dettaglio del piano organizzativo dei servizi, con ulteriori voci di punteggio per ciascuna dei citati sottocriteri. Ma quand’anche volesse accedersi alle tesi del patrono contro interessato sul fatto che si tratterebbe di soli criteri motivazionali per l’attribuzione dei punteggi all’offerta tecnica, anche tale possibilità (originariamente consentita dal comma 4 dell’art. 83 del codice dei contratti) resta ormai preclusa a seguito dell’abrogazione di tale comma disposta dall’art. 1 comma 1 lett. u) del d.leg.vo n. 153/2008, con cui il legislatore –allineandosi a principi sovranazionali- ha escluso in radice che anche i criteri motivazionali potessero essere posticipati, rispetto al momento di formulazione e di presentazione delle offerte da parte dei partecipanti.
L’accoglimento del ricorso per il delineato profilo censorio che afferisce alle illegittime modalità di redazione del bando ed alla illegittima attività integrativa dello stesso bando da parte della Commissione, determina l’azzeramento dell’intera procedura e l’annullamento a monte della stessa lex specialis, con onere della stazione appaltante –in sede di riedizione del procedimento- di deliberare una nuova legge di gara, conforme ai principi di cui alla presente sentenza».
« Siccome i requisiti collegati all’esperienza potrebbero rappresentare un ostacolo all’ingresso sul mercato di nuovi operatori, è la richiesta di servizi analoghi o di un fatturato specifico che deve essere giustificata, perché – seppure è apprezzabile la finalità di rassicurare oggettivamente la stazione appaltante circa l’affidabilità del contraente – non è comunque possibile perseguire questo obiettivo attraverso strumenti anticoncorrenziali (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto immune da irragionevolezza la decisione della stazione appaltante di non richiedere – come pre-requisito – il possesso di un’esperienza pluriennale nel settore o il preventivo espletamento del servizio per un importo minimo, tenendo presente anche l’obbligo di assorbimento del personale alle dipendenze del gestore uscente, che assicura anche una certa continuità nell’espletamento di mansioni delicate ma considerate prive di un elevato spessore tecnico-specialistico).
L’ampiezza del rinvio operato dall’art. 79, co. 1, c.p.a. alla sospensione del processo come disciplinata dal c.p.c. comporta l’applicabilità, nel processo amministrativo, dell’intera gamma delle disposizioni riguardanti la materia, dunque non solo dell’art. 295 c.p.c. (espressamente richiamato dall’art. 79, co. 3, c.p.a.), ma anche dell’art. 624, co. 1, c.p.c. ovvero dell’art. 337, co. 2, c.p.c., e di ogni altra disposizione compatibile in forza del rinvio operato dall’art. 39 c.p.a., posto che non si ravvisano ostacoli logico giuridici a tale estensione (nella fattispecie, il Consiglio di Stato ha ritenuto preferibile disporre la sospensione del giudizio di ottemperanza in attesa dell’esito della pregiudiziale controversia civile in corso, al fine di una più esaustiva pronuncia conclusiva del giudizio di esecuzione). »