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Timestamp: 2020-02-21 12:01:01+00:00
Document Index: 95931308

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 25', 'art. 590', 'art. 26', 'art. 26', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ']

Cassazione Penale, Sez. 4, 20 settembre 2016, n. 39023 – Appalto e infortunio durante i lavori in quota. | Unimpresa Chieti - Abruzzo Consulting Srl
/Cassazione Penale, Sez. 4, 20 settembre 2016, n. 39023 – Appalto e infortunio durante i lavori in quota.
B., C.A., la SIM MEC s.r.l. con sede in Fossalta di Potogruaro e la S. Officine Meccaniche s.r.l., con sede in Gorizia, sono stati rinviati a giudizio rispettivamente, il B. ed il C.A. per i reati di cui agli artt. 113, 590 co. 2 e 3 c.p. – per avere, il primo in qualità di legale rappresentante della SIM.MEC s.r.l., appaltatrice dei lavori di manutenzione all’interno dello stabilimento della S. di Gorizia, il secondo in qualità di consigliere delegato per la sicurezza della S., cooperando colposamente nel cagionare l’evento dannoso, provocato a V.C., dipendente della SIM.MEC, operante presso la S. per l’esecuzione del contratto di appalto inerente i lavori di manutenzione presso quella ditta, lesioni colpose (trauma cranico, da precipitazione, inizialmente in prognosi riservata) guarite in sei mesi, per colpa determinata dall’inosservanza delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro (art. 26 co 2 , 111 co 2 d.lvo 81/08) non avendo essi cooperato nell’attuare le misure di prevenzione dei rischi sul lavoro inerenti l’attività lavorativa oggetto dell’appalto, né avendo adottato le misure tecniche e di protezione dei rischi di cui al documento di valutazione dei rischi della SIM.MEC s.r.l. né avendo adottato adeguate misure di prevenzione e protezione relativamente all’effettuazione dei lavori in quota – ; la S. del reato di cui all’art. 25 septies co. 3 D.lvo 23l/2001 in relazione all’art. 590 co. 3 c.p. – per aver cagionato, avendo omesso la predisposizione di un modello di organizzazione al fine di prevenire reati in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro, a V.C., lesioni colpose per colpa determinata dall’inosservanza delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Come risulta dalla ricostruzione dei fatti effettuata nel giudizio di primo grado, il V.C. era stato incaricato dall’impresa appaltatrice SIM.MEC di svolgere dei lavori di installazione di cappe di aspirazione poste a servizio di alcuni box adibiti a lavori di finitura dei getti di fusione – in particolare si trattava di applicare un profilato metallico sui cieli dei box per meglio garantire il convogliamento e la captazione degli inquinanti – insieme al compagno di lavoro Z.. I due erano dotati di un trabatello munito di una cesta semovente, rivelatosi di altezza insufficiente per raggiungere il punto di lavorazione. Dunque, al fine di raggiungere il punto in cui dovevano operare, i predetti hanno deciso di utilizzare quale piano di calpestio, la pannellatura di confinamento del box, costituita dal sanwich espanso interno e metallo di spessore ridotto e con mera funzioni di rivestimento; pannellatura che cedeva sotto il peso dei due lavoratori, crollando a terra e facendo cadere V.C. e Z..
Avverso tale decisione ha proposto ricorso per cassazione per saltum il PM per violazione dell’art. 26 co. 2 D.lvo 81/08 essendo venuta a mancare proprio la cooperazione nell’attuazione delle misure di prevenzione sui rischi sul lavoro non essendo state adottate le misure di prevenzione di cui al documento di valutazione dei rischi della appaltatrice SIM MEC di cui la S. era al corrente nè essendo state attuate altre generiche misure di protezione per i lavori in quota.
Il ricorso è infondato. Come è noto la responsabilità del committente è oggi espressamente prevista dalla normativa dall’art. 26 D.Lgs. n. 81/2008. Dunque in caso di lavori svolti in esecuzione di un contratto di appalto – come nel caso in esame – il dovere di sicurezza è riferibile oltre che all’appaltatore (diretto destinatario delle disposizioni antinfortunistiche), anche al committente. Ne consegue la possibilità, in caso di infortunio, di intrecci di responsabilità coinvolgenti anche il committente (ex pluris Cass. Sez. IV n. 44131/2015 RV 264974; Cass. Sez. IV n. 37840/2009 RV 245275).
Orbene il V.C. e l’altro dipendente erano stati avvertiti dal responsabile della produzione della SIM.MEC, il L., – sentito come teste – della necessità di utilizzare la cesta invece di salire sulla parete superiore del box. Nonostante tali informazioni, però, il V.C., stante l’insufficiente altezza del trabatello, ha utilizzato quale piano di calpestio la pannellatura di confinamento del box.
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