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Timestamp: 2019-08-20 01:39:19+00:00
Document Index: 14482062

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 66', 'art. 97', 'art. 12', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 107', 'art. 107', 'art. 107']

Piano triennale per l’informatica 2008/2010
D.P.C.M. 14 Aprile 1994 - art. 11,comma 2
1. Visione strategica
2. Interventi infrastrutturali e trasversali
2.1 Evoluzione della rete unica della giustizia
2.2 Evoluzione sicurezza ict
2.4 Servizi di interoperabilità evoluta
2.5 Cooperazione applicativa
2.6 Evoluzione datawarehouse
2.7 Sale server distrettuali
2.8 Pagamenti telematici
2.9 Realizzazione di un sistema sicuro di accesso ai sistemi informatici del ministero della giustizia
2.10 Sperimentazione e prototipizzazione nuove tecnologie
3. Progetti ict
3.1 Ssistema informativo penale
3.1.1 Sicp (sistema informativo della cognizione penale)
3.1.2 Ssies (sistema informativo esecuzione penale e sorveglianza)
3.1.3 Sippi (sistema informativo misure di prevenzione)
3.1.4 Distrettualizzazione dei sistemi dell’area penale e realizzazione del nodo distrettuale penale
3.1.5 La gestione documentale in ambito penale e la dematerializzazione degli atti
3.1.6 Il processo penale telematico
3.1.7 Cooperazione internazionale
3.2 Sistema informativo civile 34
3.2.1 Sistemi di gestione dei registri
3.2.2 Diffusione ed evoluzione del polisweb
3.2.3 Processo civile telematico
3.2.4 Registrazione telematica atti giudiziari (rtag)
3.2.5 Notifiche telematiche
3.2.6 Applicazioni finalizzate all’ufficio per il processo
3.3 Evoluzione sistemi informatici cassazione giuridica
3.3.1 Sistema italgiureweb della cassazione
3.4 Evoluzione sistemi informatici cassazione giudiziaria
3.4.1 Sistema informativo della corte suprema di cassazione (sic)
3.4.2 Processo telematico per la corte di cassazione
3.5 Sistema informativo amministrativo
3.5.1 Diffusione ed evoluzione del sistema informativo area amministrativa
3.5.2 Dematerializzazione e trasmissione telematica degli atti amministrativi – protocollo informatico
3.6 Sistema dei registri informatizzati per gli uffici notificazione esecuzioni e protesti
3.7 Sistema informativo del casellario
3.7.1 Nuovo sistema informativo del casellario (nsc)
3.8 Sistema informativo dda/dna
3.8.1 Sistema informativo sidda/sidna
3.9 Sistema informativo giustizia minorile
3.9.1 Nuovo sistema informativo della giustizia minorile
3.9.2 Progetto @urora
3.10 Sistema informativo dipartimento amministrazione penitenziaria
3.10.1 L’infrastruttura tecnologica e di supporto
3.10.2 Evoluzione del sistema siap/afis
3.10.3 Sistemi informativi di gestione del personale (sigp)
3.10.4 Sistema informativo per la gestione economico-patrimoniale
3.10.5 Il sistema informativo direzionale (sidap)
4. Cittadinanza telematica
4.1 Evoluzione del sito giustizia.it
4.2 Evoluzione del sistema normeinrete
4.3 Progetto pass – punti di accesso ai servizi per i cittadini
4.5 Portale vendite giudiziarie
5. Sintesi delle spese del piano
Scopo del presente documento è di rappresentare le linee di intervento dell’Amministrazione della Giustizia per il triennio 2008-2010.
Il Piano illustra le azioni e gli specifici progetti ICT dell’Amministrazione miranti al conseguimento degli obiettivi individuati dal Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione nel documento “Verso il sistema nazionale di e-government - Linee Strategiche”; inoltre descrive l’attuazione delle strategie ICT specifiche dell’Amministrazione della Giustizia, finalizzate al perseguimento di obiettivi di efficienza ed efficacia dell’azione giudiziaria ed amministrativa.
Il Piano recepisce i principi del D.L.vo 12 febbraio 1993 n° 39 e si ispira alle linee d’azione adottate dal Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) per l’attuazione delle linee strategiche del Ministro.
Il presente documento è finalizzato alla definizione ed alla programmazione degli interventi che interessano l’Amministrazione della Giustizia e presenta il quadro di sviluppo dei sistemi informatici per il prossimo triennio, secondo le priorità indicate dal Ministro, nonché secondo le valutazioni e considerazioni della Conferenza dei Capi Dipartimento, organo collegiale consultivo, propositivo e di coordinamento in materia informatica.
Nel presente Piano l’Amministrazione della Giustizia intende illustrare sinteticamente le azioni che intende intraprendere affinché i diversi progetti sinora realizzati o in corso di realizzazione, possano sinergicamente costituire sistema.
Pertanto numerosi applicativi di informatizzazione di singoli processi, verranno indicati come componenti di più ampi sistemi informatici di interi settori della giustizia.
In linea con quanto sopra esposto, il piano è articolato nelle seguenti sezioni logiche:
- la prima, denominata “Interventi infrastrutturali e trasversali”, finalizzata a presentare in una visione integrata sia le iniziative ICT che afferiscono alla realizzazione e completamento di una serie di interventi sulle infrastrutture, al fine di razionalizzare e massimizzare quanto realizzato nel corso degli esercizi precedenti, sia quelle fruibili da differenti centri di responsabilità;
- la seconda, denominata “ Progetti ICT” in cui vengono presentati i progetti di informatizzazione, per Aree Funzionali;
- la terza, denominata “Cittadinanza telematica” per gli utenti esterni, in cui vengono illustrati i progetti relativi ad attività la cui informatizzazione avvicina la P.A. al cittadino, (PASS, Portale delle Vendite Giudiziarie, Norme in Rete, Sito Giustizia).
Una sezione conclusiva è dedicata alla sintesi del fabbisogno finanziario complessivo previsto.
In tale sezione è indicato anche il fabbisogno finanziario relativo alla gestione dei sistemi in uso.
Si riporta nella seguente tabella, in maniera sintetica, la corrispondenza tra i progetti e linee strategiche adottate dal Centro Nazionale per l’Informatica, precisando che numerosi progetti sono afferenti a più linee strategiche e che l’utilizzo del software open-source ed il servizio di formazione e-learning sono già stati adottati nei sistemi del settore giudiziario civile, e ne è prevista l’estensione nel prossimo triennio anche ad altri settori.
Distribuzione dei sistemi informativi del Ministero della Giustizia
Sviluppo di servizi in rete e dei servizi applicativi per cittadini ed imprese
Integrazione in rete dei servizi e delle banche dati delle amministrazioni centrali e locali
Sviluppo di servizi applicativi a supporto del miglioramento dell’efficienza dell’azione amministrativa
Potenziamento degli strumenti a supporto della valutazione della misura dell’azione amministrativa
Dematerializzazione dei procedimenti e la gestione informatica dei documenti;
Miglioramento dell’efficienza operativa delle infrastrutture tecnologiche ICT
Adozione di soluzioni tecnologiche innovative
Riuso del software e l’open source
Formazione in rete (e-learning)
Interventi infrastrutturali e trasversali
Evoluzione della Rete Unica Giustizia X X
Evoluzione Sicurezza ICT X
Identità & Access management X X
Servizi di Interoperabilità Evoluta X X X
Cooperazione Applicativa X X X X
Evoluzione Datawarehouse X X X
Sale Server Distrettuali X
Pagamenti Telematici X X X
Realizzazione di un sistema sicuro di Accesso ai Sistemi Informatici del Ministero della giustizia X X
Sperimentazione e prototipizzazione nuove Tecnologie X
SICP - Sistema Informativo della cognizione penale X X
SIES - Sistema Informativo Esecuzione penale e Sorveglianza X X
SIPPI - Sistema Informativo Misure di Prevenzione X X
Distrettualizzazione dei sistemi dell’area penale X X X
Gestione documentale in ambito penale e dematerializzazione degli atti X X
Il Processo Penale Telematico X X X
Cooperazione internazionale X X
Sistema di gestione dei Registri X X X X
Servizi di Interoperabilità con gli Utenti X X X X X
Applicazioni Finalizzate all’”Ufficio per il Processo” X X X
Sistema informativo cassazione
Evoluzione sistemi Informatici Cassazione Giuridica X X X
Evoluzione sistemi Informatici Cassazione Giudiziaria ( SIC ) X
Sistema informativo area amministrativa
Sistema Informativo Area Amministrativa X X
Dematerializzazione e Trasmissione Telematica deli Atti - Protocollo Telematico X X X
Registri Informatizzati per gli UNEP X X
Sistema Informativo del Casellario X X X
Sistema Informativo DDA/DNA X X
Sistema Giustizia Minorile X X X
Progetto @urora X X
L’infrastruttura tecnologica e di supporto X X
Evoluzione del sistema SIAP/AFIS X X
Sistemi amministrativi di gestione del personale (SIGP) X
Sistema Informativo per la gestione finanziaria ed economico-patrimoniale X
Il Sistema Informativo direzionale ( DATAWAREHOUSE) X
Cittadinanza telematica
Evoluzione Sito Giustizia X X
Evoluzione sistema Normeinrete X
Progetto PASS - Punti di Accesso ai Sevizi per i Cittadini X X X
Portale vendite Giudiziarie X X
Lo scenario informatico attuale del Ministero della Giustizia presenta una distribuzione dei sistemi informativi abbastanza eterogenea.
Ci sono sistemi installati e gestiti a livello di singola sezione dell’ufficio giudiziario e, comunque, le applicazioni sono incentrate prevalentemente su un livello circondariale, inoltre ci sono sistemi che per le loro peculiarità sono di interesse nazionale e gestiti a livello centralizzato, come ad esempio il Sistema del Casellario, ma necessitano di cooperare, di scambiarsi informazioni e di operare sugli stessi dati dei sistemi locali.
Alla luce di ciò e degli orientamenti intrapresi in materia di e-governement negli ultimi anni, il Ministero della Giustizia ha avviato un insieme di iniziative volte a migliorare l’efficienza e la cooperazione tra i sistemi informativi, per armonizzare ed integrare i processi che governano la giustizia.
Il lavoro svolto ha prodotto un disegno della infrastruttura tecnologica basato su tre livelli corrispondenti ad un insieme di nodi di ambito territoriale.
Nel primo livello sono collocati i sistemi che hanno valenza nazionale.
Nel secondo livello sono collocati i nodi che ospiteranno i sistemi la cui valenza è prevalentemente distrettuale.
Nel terzo livello, cosiddetto locale, trovano collocazione prevalentemente i sistemi client.
A regime dunque la parte server delle applicazioni sarà allocata a livello distrettuale e non più circondariale o a livello di singolo ufficio e ciò consentirà una ottimizzazione della gestione ed una razionalizzazione degli investimenti che porterà ad una maggior efficienza e ad un abbattimento dei costi di assistenza sia sistemistica che applicativa.
Il passaggio a questa nuova architettura richiede un forte lavoro di normalizzazione e di adeguamento organizzativo e procedurale nell’impostazione dei progetti IT che convergeranno verso un modello 3-tier.
La convergenza verso un unico modello IT consentirà di sfruttare in maniera migliore sia le risorse hardware, attraverso la virtualizzazione, ove prevista, sia i servizi software di seguito illustrati (directory nazionale, identity management, pki, etc).
Figura 1. Disegno di massima del progetto di distrettualizzazione.
La migrazione della Rete Unica della Giustizia (RUG) sulla piattaforma SPC, entro il termine previsto del 30 novembre 2007, consentirà di capitalizzare dal 2008 i vantaggi derivanti dalla riduzione dei costi conseguente alla ricontrattualizzazione dei circuiti. Allo stesso tempo l’aumento della capacità trasmissiva e l’integrazione operativa porteranno significativi miglioramenti nella efficienza e sicurezza dei servizi offerti alla utenza.
Il processo di ristrutturazione evolutiva di una rete estesa e complessa come quella del Ministero della Giustizia risulta estremamente articolato e prevede una sequenza di passi o fasi con dipendenze logiche e temporali, il cui rispetto risulta essere un fattore determinante per la riuscita del processo stesso e per la consistenza dell’erogazione dei servizi attraverso l’infrastruttura. La prima fase di evoluzione dell’infrastruttura geografica di trasporto a copertura nazionale prevede la migrazione di tutti i collegamenti da RUPA a SPC che, nel caso specifico del Ministero della Giustizia, comporta il cambio di Operatore da PathNet/Telecom a British Telecom. Al fine di minimizzare gli impatti tecnologici di una migrazione di così ampia portata e di ridurre tutte le eventuali criticità dovute a riorganizzazioni sostanziali nell’architettura di trasporto e nel layout geografico della rete si è scelto di operare, in tale fase, una trasposizione dell’infrastruttura di rete esistente nella nuova logica SPC, lasciandone inalterati gli elementi architetturali di base. Tuttavia nel contesto di un processo globale di consolidamento dell’intero sistema informativo del Ministero emerge la necessità di far evolvere anche l’infrastruttura di telecomunicazione da un modello completamente destrutturato, e concepito in una logica di parziale assenza dei ruoli e visibilità paritaria any-to-any, verso un modello di rete multilivello, distrettualizzata a livello geografico che individua chiaramente multipli centri di servizio che in ragione dei propri ruoli consolidano i punti di erogazione dei servizi applicativi e dei data repositories localizzati a livello distrettuale e nazionale.
Il consolidamento dell'infrastruttura, con l’individuazione di isole di concentrazione e distribuzione/erogazione dei servizi informatici, comporta comunque come conseguenza quasi immediata una maggiore congestione della rete, cosa che richiede una politica di gestione ed ingegnerizzazione del traffico e delle disponibilità di banda estremamente attenta.
Oltre alle operazioni di accesso ai dati condivisi a livello distrettuale o nazionale, molte transazioni riferite a dati in precedenza localizzati sulla periferia dovranno attraversare la rete di interconnessione geografica (WAN), anziché la sola rete locale della sede periferica, spesso generando un certo livello di concentrazione di flussi di traffico su alcune tratte della dorsale di trasporto SPC e quindi esercitando un notevole impatto sulle prestazioni delle applicazioni più sensibili alla latenza. Per usufruire dei vantaggi offerti dal consolidamento, è quindi necessario valutare attentamente l'impatto indotto dal consolidamento stesso sull’economia globale dell’infrastruttura di trasporto, in termini di mutate esigenze di connettività, sicurezza e distribuzione dei flussi di traffico.
E’ previsto pertanto che nel corso del triennio la RUG evolva verso una conformazione logica gerarchica che porterà a definire nodi nazionali, nodi distrettuali e nodi locali.
L’interconnessione con le reti regionali (RUPAR) già intrapresa nel primo semestre 2007 con la rete della Regione Autonoma Trentino Alto-Adige e precedentemente con la rete della Regione Toscana sarà estesa alle altre reti regionali come la Lepida della regione Emilia Romagna utilizzando la infrastruttura QXN prevista nell’ambito del Sistema Pubblico di Connettività. Ciò consentirà tra l’altro l’estensione dei servizi erogati sulla rete RUG ai Giudici di Pace che siano serviti dalle reti regionali.
Il progetto è riconducibile alle seguenti linee di azione nel settore ICT:
6. miglioramento dell’efficienza operativa delle infrastrutture tecnologiche ICT;
8. l’adozione di soluzioni tecnologiche innovative;
L’attuale infrastruttura di sicurezza prevede la presenza di circa 600 sistemi Firewall in tecnologia CheckPoint, molti dei quali equipaggiati su HW general purpose obsoleto, gestiti in maniera centralizzata e usati essenzialmente a scopo di packet filtering su tutte le sedi principali.
Tale situazione presenta quindi problemi di scalabilità difficilmente sostenibili sia in termini di gestione che per l’inutile proliferazione dei domini di sicurezza. E’ quindi necessario ridisegnare l’architettura di sicurezza a partire dalle esigenze e dalla ridefinizione dei domini di sicurezza individuati all’interno dell’architettura globale della rete. Ulteriori obiettivi dell’Amministrazione sono la diminuzione della prassi burocratica e il reimpiego su progetti nazionali del personale attualmente in servizio presso il centro gestione firewall di Napoli. A tale scopo appare opportuno per l’Amministrazione attingere al bouquet di servizi di sicurezza SPC, che sono offerti in regime di “outsourcing completo”.
Infine l’evoluzione della infrastruttura di sicurezza non potrà prescindere dalla integrazione con i sistemi di identity management e controllo di accesso.
7. sicurezza ICT;
Alla base di una corretta ed omogenea gestione degli asset informatici si pone un sistema di directory centralizzato che consenta di mantenere elevati i livelli di sicurezza dei sistemi informativi identificando correttamente gli utenti che ne fanno uso ed applicando le policy opportune in relazione al ruolo degli stessi. Per realizzare un’architettura come quella descritta in precedenza si ha la necessità di uniformare e gestire in maniera centralizzata un insieme di servizi, per garantire un adeguato livello di sicurezza ed omogeneità, nonché per avere un controllo centralizzato degli asset informatici e degli utenti.
Per garantire un livello elevato di sicurezza ed affidabilità, è stata realizzata una PKI (Public Key Infrastructure) e la relativa CA (Certification Authority) per assegnare e gestire certificati a chiave pubblica validi nell’ambito Giustizia.
Allo stato attuale, la realizzazione dell’hub nazionale presso il Centro Gestione dell’Amministrazione ha consentito l’avvio dell’integrazione verso il progetto “Accesso Sicuro”, basato su Active Directory e certificati a chiave pubblica.
Nel corso del 2008, è previsto il dispiegamento dell’Active Directory secondo la nuova architettura distrettuale.
Si procederà inoltre all’adeguamento dell’infrastruttura PKI per consentire il rilascio e la verifica di validità di certificati anche per entità esterne che abbiano necessità di interagire con il dominio Giustizia.
Il sistema di Identity Management, integrato al servizio di directory e opportunamente connesso alle applicazioni, consentirà un controllo granulare sulle politiche di accesso ad esse e quindi alle informazioni.
Nel corso del triennio è previsto il dispiegamento del sistema di Identity Management e l’attività necessaria ad integrarlo con le applicazioni.
7. sicurezza ICT.
2.4 Sservizi di interoperabilità evoluta
I servizi di interoperabilità costituiscono oggi uno dei maggiori centri di costo della DGSIA. Il contratto in essere, aggiuntivo rispetto al framework RUPA, sarà sostituito da un nuovo contratto stipulato con il fornitore aggiudicatario della gara SPC relativa alla interoperabilità evoluta. L’abbattimento dei costi ottenuto con il nuovo contratto sarà parzialmente riutilizzato per ampliare ulteriormente la platea degli utenti. In particolare saranno forniti di PEC (Posta Elettronica Certificata) il capo ed il dirigente amministrativo di ogni ufficio giudiziario. Nel corso del prossimo triennio è ragionevole supporre l’estensione delle utenze all’intero personale giudiziario e amministrativo.
1. lo sviluppo di servizi in rete e dei servizi applicativi per cittadini ed imprese;
2. l’integrazione in rete dei servizi e delle banche dati delle amministrazioni centrali e locali.
6. Miglioramento dell’efficienza operativa delle infrastrutture tecnologiche ICT.
La cooperazione applicativa rappresenta un settore di grande interesse per il Ministero delle Giustizia perché fortemente abilitante al raggiungimento di tutti gli obbiettivi miranti alla condivisione delle informazioni e dei servizi.
L’attenzione, in questo triennio, sarà rivolta sia alla cooperazione interna tra i sistemi informativi della giustizia, sia alla cooperazione con i domini applicativi delle altre amministrazioni centrali e locali. In merito alla cooperazione esterna si farà riferimento al modello SPCoop, che, come previsto dal Codice della Amministrazione Digitale, consente lo scambio informativo a valore legale tra le amministrazioni. Per realizzare tutto questo, portando a completa maturazione le esperienze gia acquisite, verrà consolidata la componente Porta di Dominio, che verrà sottoposta alla procedura di qualificazione nei tempi e modi stabiliti dal CNIPA, e verranno redatti gli Accordi di Servizio, secondo gli standard previsti da SPCoop, per tutti i servizi che il Ministero fornisce alle altre amministrazioni e per tutti quelli che da queste fruisce.
In merito alla cooperazione tra i sistemi informativi interni ed alle modalità di accesso dei cittadini al sistema giustizia, si intende portare avanti un’approfondita attività di analisi mirante alla razionalizzazione ed alla armonizzazione delle infrastrutture già esistenti attraverso l’individuazione di un modello, di tecnologie e regole che dovranno rappresentare, in futuro, uno standard per tutti gli applicativi dell’amministrazione.
L’obiettivo che si vuole raggiungere è quello di realizzare un “bus” logico di interconnessione attraverso cui gli applicativi colloquiano, internamente al dominio giustizia, in modalità standard predefinite e con l’esterno tramite:
la porta di dominio, con le altre amministrazioni centrai e locali;
opportuni sistemi specializzati allo scopo, come il Gestore Centrale del PCT od altri componenti che espletano funzionalità logicamente equivalenti, con i cittadini o particolari categorie di utenti ( es. Avvocati, ordini professionali etc ).
8. Adozione di soluzioni tecnologiche innovative
Evoluzione e diffusione dei datamart
L’iniziativa prevede quanto necessario, in termini di hardware, software di base ed evoluzione applicativa, al fine di perseguire i seguenti obiettivi:
evolvere i vari datamart secondo le esigenze che verranno manifestate dagli utenti;
diffondere e mantenere i vari datamart in tutti i distretti e presso gli archivi centrali.
Adeguamento del “progetto Datawarehouse”
Rispetto al primo studio di fattibilità, da cui è scaturita l’implementazione del “progetto Datawarehouse”, l’evoluzione dei sistemi informativi del Ministero ha reso alcune delle ipotesi architetturali, previste inizialmente, non più consone infatti:
gli applicativi del civile e del penale sono stati evoluti verso una logica distrettuale al fine di semplificarne le fasi di gestione e manutenzione, ciò consente di ottimizzare i processi d’estrazione dati e pianificare diversamente il dispiegamento di hardware;
specifici datamart sono stati progettati/previsti per specifici applicativi (è il caso ad esempio di SAGECIC per SIEC e APC); è naturale dunque che siano questi ad alimentare il Datawarehouse e non gli operazionali di base;
la progettazione del PCT ha reso disponibili nuove modalità d’estrazione dati (ad esempio attraverso modello web-service esposto da application server) che potrebbero essere utilizzate dal sottosistema di ETL;
è necessario omogeneizzare e razionalizzare gli strumenti HW e SW utilizzati.
Risulta inoltre necessario definire una strategia coerente di questo progetto rispetto alle iniziative intraprese nelle varie aree, pertanto l’amministrazione ha deciso di procedere alla realizzazione di un apposito studio di fattibilità.
2. l’integrazione in rete dei servizi e delle banche dati delle amministrazioni centrali e locali;
3. lo sviluppo di servizi applicativi a supporto del miglioramento dell’efficienza dell’azione amministrativa;
4. il potenziamento degli strumenti a supporto della valutazione della misura dell’azione amministrativa;
Il Ministero della Giustizia utilizza oltre 1000 sale server distribuite sull’intero territorio nazionale con dimensioni e caratteristiche tecniche assai diversificate. Questa forte frammentazione causa inevitabilmente disomogeneità tecnologica e logistico/impiantistica, nonché la dispersione delle risorse per la conduzione tecnica delle sale.
L’amministrazione ha intrapreso un processo, detto di distrettualizzazione, che prevede l’accentramento dei sistemi in sale collocate presso i distretti di corte d’Appello.
Si intende fruire dell’iniziativa del Cnipa per la “Razionalizazione delle infrastrutture tecnologiche dei CED” per la progettazione delle sale server distrettuali e per la virtualizzazione degli apparati.
Sono stati programmati, dunque, interventi di razionalizzazione delle sale server, con lo scopo di ottenere quei vantaggi economici e qualitativi richiesti, d’altra parte, sia dalla legge finanziaria 2007 che dal protocollo d’intesa tra il Ministro per le riforme e le innovazioni nella P.A. e il Ministro della Giustizia.
In particolare è stato programmato l’allestimento di 8 sale server distrettuali entro l’anno 2008 (Roma, Napoli, Verona, L’Aquila, Palermo, Firenze, Catania, Bologna) e delle rimanenti entro il 2010.
Tali interventi (che prevedono allestimenti ex novo o adeguamenti di locali esistenti) dovranno essere accompagnati e procedere in sintonia con l’evoluzione dei sistemi e con l’evoluzione della rete della Giustizia.
L’allestimento o adeguamento delle sale sarà effettuato in sintonia con le Pubbliche Amministrazioni Locali che contribuiscono alla gestione dei locali dei palazzi di giustizia ai sensi della legge 24 aprile 1941, n. 392.
Ove possibile si cercherà di mantenere le sale all’interno delle strutture giudiziarie pur considerando la possibilità (ove consentito dalle norme) di ospitare le infrastrutture tecnologiche in aree esterne che siano dotate delle medesime caratteristiche di sicurezza.
Nel contesto realizzativo delle sale server si procederà a progettare e implementare opportunamente i nodi distrettuali e nazionali al fine di garantire il disaster recovery attraverso una opportuna intercambialità degli stessi.
Tramite software di backup, di data replication e di virtualizzazione sarà possibile effettuare copia dei dati e delle configurazioni da un nodo all’altro consentendo, in caso di blocco completo di un nodo il passaggio in tempi ridotti delle funzionalità su un nodo sostitutivo.
L’iniziativa ha come obiettivo quello di consentire agli utenti esterni (difensori, ausiliari del giudice, ecc…) di effettuare i versamenti previsti (contributo unificato, diritti vari, spettanze degli ufficiali giudiziari, ecc…) utilizzando modalità completamente telematiche, secondo le disposizioni e le specifiche tecniche che verranno definite di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Al momento si ipotizza che, completata la transazione di pagamento al soggetto preposto all’erogazione di questo servizio, la relativa ricevuta elettronica venga inviata telematicamente all’ufficio giudiziario o all’UNEP interessato, ovvero venga allegata all’atto depositato dal difensore, ove previsto.
È pertanto necessario adeguare i sistemi di gestione dei registri presso le cancellerie e presso l’UNEP affinché possano ricevere ed elaborare in automatico le ricevute elettroniche che pervengono telematicamente, effettuando – se necessario – connessioni telematiche sicure con gli enti autorizzati alla riscossione.
Nel corso del triennio in questione è prevista la realizzazione di tale adeguamento e la messa in esercizio del sistema.
Per quanto attiene al settore penale l’iniziativa sarà rivolta inizialmente alla possibilità di pagamento dei diritti di rilascio copia.
5. la dematerializzazione dei procedimenti e la gestione informatica dei documenti;
L’esigenza di incrementare il livello di sicurezza del sistema informativo della Giustizia attraverso l’adozione di ulteriori misure di sicurezza a tutela dei dati, ha imposto la necessità di implementare Sistemi di Accesso Sicuro e Biometrico ai sistemi informativi ed alle sale server. In particolare, per quanto concerne le modalità di autenticazione per l’accesso alle risorse informatiche ed agli applicativi “critici”, è inderogabile nelle organizzazioni come i Tribunali penali, le Procure della Repubblica e le Direzioni Distrettuali Antimafia (DDA), dislocate sul territorio e distribuite geograficamente, l’utilizzo di strumenti di autenticazione informatica. Lo strumento che consente di soddisfare, ad un primo livello, le esigenze di sicurezza dei sistemi informativi dell’area penale della giurisdizione è senza dubbio l’utilizzo di smart card personali da attribuire a tutti i dipendenti. L’accesso ai sistemi informativi sarà consentito, per i suddetti dipendenti, attraverso l’uso del certificato digitale installato sulla smart card, attivato mediante l’inserimento del PIN da parte del dipendente abilitato all’accesso; l’implementazione di sistemi di active directory per la gestione delle utenze consente di centralizzare il controllo delle credenziali di accesso ai sistemi informativi ed alle applicazioni critiche. Inoltre, per gli uffici della Procura della Repubblica e della DDA, si è ritenuto necessario affiancare all’uso delle smart card l’uso di sensori biometrici come chiave di accesso alle postazioni di lavoro costituite da Personal Computer in modo da rendere pressoché nullo il pericolo di illecite intromissioni o accessi.
Il progetto –che ha avuto l’assenso del C.N.I.P.A. e dell’Autorità Garante per Protezione dei Dati Personali - prevede, tra l’altro, la distribuzione di oltre 20.000 smart card, prodotte dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, a tutto il personale amministrativo e di magistratura operante nelle Regioni Obiettivo 1; la smart card in questione sarà utilizzata:
quale tessera di riconoscimento, rilasciata dall’Amministrazione a mente del d.P.R. 28 luglio 1967, n. 851 per la “identificazione a vista”, in sostituzione –ai sensi dell’art. 66, comma 8, d. l.vo 7 marzo 2005 n.82- del tradizionale mod. AT cartaceo,
per la autenticazione informatica del dipendente per l’accesso sicuro ai sistemi informatici in uso agli uffici giudiziari, in sostituzione del tradizionale sistema basato su user-id e password che si presta a possibilità di intromissione o frode;
per la firma digitale di atti e provvedimenti, nell’ottica della de-materializzazione del documento cartaceo.
La carta in questione, conforme agli standard tecnologici della Carta Nazionale dei Servizi (CNS), consentirà, inoltre, al dipendente di accedere ai servizi in rete resi disponibili anche dalle altre Amministrazioni centrali, regionali e locali.
Per realizzare la carta in questione è prevista la distribuzione, presso tutte le sedi di Corte d’Appello coinvolte, di apparecchiature hardware e software atte all’acquisizione dei dati anagrafici e biometrici dei dipendenti che, crittografati e protetti secondo le indicazioni dell’Autorità Garante per Protezione dei Dati Personali, saranno raccolti centralmente e quindi inoltrati in modalità sicura all’Istituto Poligrafico dello Stato, il quale provvederà alla fornitura delle carte e alla loro personalizzazione e distribuzione, insieme ai corrispondenti codici di accesso per l’abilitazione all’utilizzo da parte del titolare (codice PIN).
Sono già stati collaudati i sistemi di elaborazione centrale e di acquisizione locale. Nel corso del triennio ne è previsto il dispiegamento e l’evoluzione per integrarlo con il sistema di identity e access management.
Nel panorama delle nuove tecnologie offerte dal settore dell’ICT, quelle che sicuramente saranno prese in considerazione nel corso del triennio sono: la virtualizzazione dell’hardware, il VoIP e le architetture SOA nella loro visione più avanzata di Enterprise Service Bus.
La virtualizzazione applicata alle postazioni di lavoro costituisce una delle applicazioni più promettenti del panorama tecnologico attuale e particolarmente interessante per alcune realtà dell’Amministrazione che sono fortemente decentrate. A questo scopo è stato creato un gruppo di lavoro interno che eseguirà uno studio di fattibilità per l’introduzione di questa tecnologia, in modo da verificare la potenziale riduzione del TCO, che deriverebbe dalla sua adozione.
L’architettura informativa a tre livelli menzionata precedentemente sarà realizzata anche utilizzando servizi di virtualizzazione lato server.
Tali servizi serviranno a :
ottimizzare l’utilizzo delle risorse hardware
semplificare le operazioni di deployment
facilitare il disaster recovery
garantire la compatibilità con le applicazioni legacy.
La tecnologia VoIP richiede una infrastruttura di rete capace, efficiente ed affidabile. La migrazione al SPC è una interessante opportunità offerta alla Amministrazione per intraprendere la strada della integrazione tra le reti fonia e dati. Una ulteriore evoluzione potrà includere il passaggio sulla rete dati della piattaforma di videoconferenza attualmente in tecnologia ISDN.
Il modello SOA nella sua declinazione più estesa di Enterprice Service Bus di cui si è già trattato nel paragrafo relativo alla cooperazione applicativa, potrebbe essere la soluzione per la problematica dell’integrazione interna degli applicativi del Ministero della Giustizia. Nel prossimo anno si procederà con un’analisi allo scopo di individuare il modello più idoneo da adottare nel contesto Giustizia e la sua sostenibilità verificandone l’ impatto sul patrimonio applicativo del Ministero.
Il progetto è riconducibile alla seguente linea di azione nel settore ICT:
8. l’adozione di soluzioni tecnologiche innovative.
In tale sezione vengono indicati i nuovi progetti di informatizzazione nei vari settori (penale, civile ed amministrativo) che includono anche numerose applicazioni già realizzate o in corso di realizzazione, ma che vengono ora considerate semplici componenti di più complessi e completi sistemi informativi. Tali progetti vengono esposti suddivisi per Aree Funzionali.
3.1 Sistema informativo penale
L’obiettivo prioritario è quello di migliorare l’efficienza del sistema penale in tutte le fasi in cui si articola il processo, a partire dall’attività investigativa fino al momento dell’esecuzione penale, garantendo il trasferimento delle informazioni tra i diversi uffici ed assicurando la disponibilità degli elementi necessari per le decisioni. Tale azione si articola in una serie di interventi strettamente correlati ed integrati, finalizzati alla razionalizzazione ed implementazione dei sistemi esistenti e allo sviluppo di nuovi sistemi per il miglioramento dell’efficienza del sistema complessivo. Di seguito vengono descritte sinteticamente le azioni previste.
Adeguata attenzione dovrà essere rivolta alle iniziative a carattere europeo, anche perché, con specifico riferimento al settore penale, è sempre più forte il convincimento che l’efficace contrasto alla criminalità e, conseguentemente, il supporto che gli strumenti informatici possono offrire, richieda una cooperazione sempre più stretta a livello internazionale e, in primis, nell’ambito dell’Unione Europea.
A tale fine si intende intraprendere prioritariamente una attività di razionalizzazione ed integrazione dei sistemi dell’area penale.
L’azione di razionalizzazione dei sistemi dell’area penale è il risultato operativo di una attività di studio e progettazione, condotta in collaborazione con l’Università di Napoli, che ha permesso di definire una sorta di “piano regolatore” del sistema penale ed il cui presupposto è l’adozione di scelte di “Integrazione forte” tra gli applicativi che costituiscono il cuore del sistema informativo penale.
In tale ottica si è adottata una strategia volta, innanzitutto, a ridurre i programmi informatici presenti sul territorio nazionale, attraverso una attività di aggregazione e semplificazione dei sistemi esistenti finalizzata a ricondurre i molteplici sw utilizzati a tre sistemi informativi:
il sistema informativo della cognizione (SICP) deputato alla informatizzazione della fase di cognizione del processo penale
il sistema informativo dell’esecuzione (SIES) deputato alla informatizzazione della fase di esecuzione del processo penale
il sistema informativo delle misure di prevenzione (SIPPI) deputato alla gestione delle misure di prevenzione personali e reali
L’insieme dei tre sistemi gestirà la totalità delle attività di tipo penale degli uffici giudiziari.
Il raggiungimento di tale obiettivo di semplificazione e riorganizzazione dei sistemi informativi richiede interventi differenziati per ciascuna delle tre aree.
La realizzazione di tale intervento innescherà una serie di ricadute sull’informatizzazione dell’intera area penale permettendo la realizzazione di soluzioni di gestione documentale e di interoperabilità e cooperazione applicativa con altri sistemi nonché di introduzione di sistemi di firma digitale e trasmissione elettronica dei documenti.
Nell’ambito del processo di cognizione occorre innanzitutto ricondurre ad unità, attraverso un’opera di forte integrazione, i tre sistemi informatici che oggi automatizzano rispettivamente il registro generale (REGE), il registro delle misure cautelari personali (BDMC) e il registro delle misure cautelari personali (MCR).
Tale opera di integrazione richiede, innanzitutto, la riprogettazione del sistema rege (tutt’ora diffuso nella versione in clipper) con tecnologie più moderne, in architettura web-based e con db oracle. Va evidenziato che tale opera di riprogettazione si basa sulla mera reingegnerizzazione della versione relazionale di rege, attualmente diffusa in una Corte di Appello: in tale opera di reingegnerizzazione si è optato per la realizzazione di una unica base dati distrettuale in linea con gli obiettivi di distrettualizzazione degli applicativi nazionali.
Tale riprogettazione allineerà il sistema REGE con i sistemi BDMC e MCR (già realizzati in ambiente web e con logica distrettuale) permettendo altresì di procedere ad una attività di forte integrazione tra tali sistemi.
In particolare verrà unificata la base dati su cui i tre (moduli) applicativi insistono, unificando le regole connesse a visibilità dei dati, confidenzialità degli stessi, integrità ed accesso.
Con l’occasione verranno altresì integrati, nel sistema misure cautelari reali, i sistemi informativi relativi ai corpi di reato e depositi giudiziari.
In conclusione, all’esito del progetto, il SICP (Sistema Informativo Cognizione Penale) provvederà a gestire l’informatizzazione dei registri generali della cognizione penale, dei registri delle udienze e delle sentenze, dei registri delle misure cautelari personali e reali e dei beni in sequestro. Il sistema ospiterà anche servizi nuovi, quale l’informatizzazione dei registri delle intercettazioni e la redazione del foglio notizie relativo alle spese processuali.
Nel SICP confluirà anche il progetto Sidip: invero tutte le informazioni relative al processo penale conservate in un unico db distrettuale , attraverso funzioni avanzate del db oracle (oracle replication o dblink) saranno messe a disposizione anche del SIDIP che quindi manterrà le proprie specificità applicative utilizzando l’unica base dati distrettuale di Re.Ge.
Il sistema distrettuale, così organizzato, sarà predisposto per alimentare il sistema del casellario, sia in relazione alla certificazione del carico pendente, sia in relazione alla certificazione delle condanne definitive.
Nel SICP verrà infine integrato il sistema NDR1 destinato alla ricezione delle notizie di reato provenienti dalle Forze di Polizia tramite lo SDI. Il sistema, progettato e realizzato come sistema autonomo colloquiante con la versione rege del clipper, verrà integrato totalmente nel nuovo SICP: utilizzando l’unico db distrettuale previsto per il SICP verranno realizzate specifiche funzioni applicative di ricezione dei dati provenienti dallo SDI (per il tramite della porta di dominio) da validarsi a cura della Procura e specifiche funzioni di trasmissione delle informazioni sul processo penale di interesse per lo SDI.
In tale modo verrà garantita l’alimentazione automatica dei registri penali e l’allineamento dello SDI come richiesto dal garante per la privacy.
Per completare l’alimentazione automatica del SICP verrà realizzato un sistema di ricezione delle notizie di reato tramite PEC per le forze di polizia non integrate nello SDI.
Il sistema distrettuale continuerà ad alimentare la banca dati nazionale delle misure cautelari personali (già realizzata nel sistema BDMC). Tale banca dati è finalizzata al continuo monitoraggio dei termini di scadenza e a prevenire il rischio di scarcerazioni e si pone nell’ottica di dare concreta attuazione al disposto dell’art. 97 disp. att. c.p.p.
Il sistema distrettuale provvederà altresì ad alimentare la banca dati delle misure cautelari reali, al fine di garantire l’alimentazione della costituita banca dati dei beni confiscati alla criminalità organizzata anche con i dati relativi ai sequestri penali (con particolare riferimento ai sequestri emessi ai sensi dell’art. 12 sexies L. 356/92).
Con l’integrazione del modulo MCR verrà infine realizzato un sistema di verifica e controllo dei corpi di reato.
Nell’ambito del sistema verrà poi realizzato ed integrato un modulo di office automation avanzato rivolto ai magistrati con particolare attenzione alla possibilità di accedere da remoto al sistema.
Va infine evidenziato che con la collaborazione della Corte di Cassazione è stato realizzato un progetto relativo allo sviluppo di un sistema di gestione informatica dei reati, finalizzato alla automazione del calcolo della prescrizione dei reati e dei termini di custodia cautelare (Itac@).
Al fine di assicurare la dovuta integrazione con gli altri sistemi dell’Area Penale, si provvederà a rendere tale sistema consultabile ed interrogabile da tutti gli Uffici Giudiziari come utilità nell’ambito del sistema SICP e quindi a realizzare le funzioni di interoperabilità tra SICP ed Itac@.
Si prevede inoltre, nell’ambito del triennio, il ricorso ad un ampio intervento di formazione ed aggiornamento degli utenti in concomitanza con l’introduzione dei nuovi sistemi.
Tale azione si pone come obiettivi:
di rendere più familiari agli utenti le architetture web-based che impongono una diversa interfaccia rispetto ai sistemi fino ad oggi utilizzati;
di fornire una ampia conoscenza delle nuove funzionalità introdotte negli applicativi in forza sia dell’automazione di procedure di servizio fino ad oggi non informatizzate sia sia della integrazione tra i vari applicativi.
di realizzare una formazione permanente e continuativa che permetta da un lato di proseguire l’aggiornamento degli utenti in ordine alle evoluzioni degli applicativi, dall’altro di verificare costantemente il livello di diffusione della conoscenza degli applicativi e risolvere i dubbi che sorgono dalle attività operative degli uffici.
la formazione di formatori distrettuali che provvederanno autonomamente alla formazione degli utenti finali
interventi specifici verso gli utenti finali nel caso di aspetti più complessi della procedura ovvero di problematicità particolari riscontrate negli uffici stessi.
3.1.2 SIES (sistema informativo esecuzione penale e sorveglianza)
Nell’ambito del sistema SIES occorre invece procedere al completamento dei moduli mancanti.
Attualmente il sistema gestisce l’informatizzazione delle attività della Procura, del Tribunale e dell’Ufficio di Sorveglianza. E’ in fase di completamento il modulo destinato al Giudice dell’Esecuzione e agli scambi informativi con l’UEPE (Ufficio Esecuzione Penale Esterna).
Il progetto SIES prevede anche la rideterminazione delle specifiche necessarie per permettere la completa integrazione con Re.Ge., con il Casellario, la Cassazione e l’Amministrazione Penitenziaria (integrazione con l’esecuzione interna ed esterna del Dap), nonchè l’interfaccia del sistema integrato con il costituendo datawarehouse con finalità statistiche. In considerazione della complessità del progetto e del notevole impatto organizzativo e delle significative potenzialità innovative del sistema sulle attuali metodologie di lavoro e rispetto alla tradizionale impostazione richiesta dai registri cartacei, nel progetto sono coinvolte altre articolazioni ministeriali (Direzione di Statistica, Ispettorato generale, Direzione della giustizia Penale) per le necessarie attività di coordinamento.
Si procederà infine alla realizzazione dei moduli per la gestione dei cumuli e delle funzioni di interoperabilità tra SIES e SICP.
Anche per il sistema SIES si provvederà a realizzare le funzioni di interoperabilità con Itac@.
Verrà inoltre reingegnerizzato l’attuale modulo di office automation, previsto in SIES, sulla base delle esperienze in corso di realizzazione nell’ambito del progetto SICP.
Ugualmente nell’ambito del sistema SIPPI si dovrà procedere al completamento di alcune funzioni del sistema, peraltro già rilasciato e in fase di dispiegamento sul territorio.
Verranno inoltre realizzate le funzioni di interoperabilità con le Questure e le Prefetture e con il Demanio.
Il sistema alimenterà la banca dati dei beni sequestrati e confiscati per reati di criminalità organizzata in attuazione della legge 109/1996 e del Decreto Ministeriale 73/1997 al fine di assicurare un monitoraggio permanente di detti beni e verificare con continuità lo stato di un settore considerato strategico nella lotta alla criminalità organizzata.
Anche nell’ambito del sistema SIPPI verrà realizzato ed integrato un modulo di office automation avanzato rivolto ai magistrati riutilizzando l’esperienza realizzata nel sistema SICP.
Inoltre anche per il sistema SIPPI si provvederà a realizzare una ampia formazione per gli utenti come illustrato per il sistema SICP.
L’attività di razionalizzazione dei sistemi dell’area penale presuppone la loro realizzazione in ambiente web al fine di favorire la cooperazione applicativa tra i sistemi medesimi.
L’adozione di tale nuovo contesto architetturale permette altresì l’evoluzione dei sistemi verso una logica distrettuale, cui peraltro sono già pervenuti i sistemi SIPPI e SIES ed i sottosistemi BDMC e MCR che verranno integrati nel nuovo SICP.
La distrettualizzazione degli applicativi permetterà di ridurre il peso degli interventi di assistenza sistemistica sul territorio oggi indirizzati a molteplici interventi di verifica dei db e di correzione dei dati immessi dagli utenti. Gli interventi di tipo sistemistico saranno evidentemente ottimizzati in quanto effettuati su un unico sistema distrettuale, laddove l’assistenza agli utenti potrà essere riqualificata attraverso idonei help-desk distrettuali. L’implementazione di specifiche funzioni finalizzate alla gestione della qualità dei dati permetterà infine di ridurre gli interventi di tipo correttivo liberando risorse per la formazione degli utenti finali.
La riorganizzazione e razionalizzazione dei sistemi informativi che, fino ad oggi hanno automatizzato i registri di cancelleria, costituisce il presupposto per la realizzazione di sistemi di gestione documentale finalizzati anche alla dematerializzazione degli atti.
Anche in questo caso si tratta di porre in essere una pluralità di azioni, graduate nel tempo e regolate da una precisa attenzione agli impatti sull'organizzazione giudiziaria complessiva.
In primo luogo va realizzata una gestione automatizzata delle attività del PM (ex progetto Minerv@) al fine di consentire, in maniera incrementale, l’arricchimento informativo degli atti processuali nei diversi gradi e fasi del giudizio garantendo l’integrità delle informazioni contenute nel database e il loro tempestivo aggiornamento. Tale gestione automatizzata verrà realizzata mediante la creazione di uno specifico modulo per la predisposizione ed archiviazione degli atti completamente integrato nel SICP. Tale modulo permetterà anche l’acquisizione degli atti provenienti dall’esterno gestendone l’archiviazione attraverso gli strumenti posti a disposizione dal db.
In particolare attraverso tale modulo verrà gestita la ricezione dei documenti costituenti le notizie di reato (NDR2), progetto realizzato nell’ambito del Pon per la trasmissione digitale del contenuto della notizia di reato.
In secondo luogo tale modulo verrà esteso a tutte le altre fasi del processo al fine di garantire la redazione, acquisizione ed archiviazione di tutti gli atti processuali. Nella fase di estensione del sistema verrà garantita l’integrazione con il progetto SIDIP (in fase di dispiegamento) deputato alla gestione multimediale del dibattimento attraverso la realizzazione di un sistema di archiviazione digitale multimediale, sincronizzazione e information retrievial degli atti del dibattimento penale (progetto SIDIP).
E’ poi prevista la estensione del modulo anche alla fase dell’esecuzione per gestire le attività dei magistrati di sorveglianza.
Infine verrà predisposto il sistema di archiviazione delle sentenze, finalizzato alla creazione dell’archivio delle sentenze previsto dall’art. 13 del regolamento sulla tenuta informatizzata dei registri. In tale ambito verrà anche realizzato un sistema automatizzato per l’apposizione delle annotazioni in calce alle sentenze.
In tale prima fase verrà estesa a vari uffici giudiziari distrettuali la procedura DIGIT, realizzata nel polo pilota di Cremona, e diretta ad acquisire in formato elettronico - con standard PDF - tutti i fascicoli cartacei che giungono alla fase dell'udienza preliminare.
Tale progetto, di semplice realizzazione e già finanziato dal CNIPA nell’ambito dell’iniziativa “lotta agli sprechi”, verrà integrato con il sistema SIDIP e diverrà, a regime, una componente accessoria del sistema SICP.
In una seconda fase verrà introdotto un vero e proprio sistema di gestione documentale finalizzato all’archiviazione degli atti sottoscritti con firma digitale e all’archiviazione sostitutiva dei documenti.
Dal punto di vista organizzativo la digitalizzazione degli atti presuppone la diffusione sul territorio del progetto NDR2 in quanto il 70% del fascicolo processuale penale è composto da atti di polizia giudiziaria che, essendo prodotti all’esterno, devono essere dematerializzati alla fonte e non nell’ambito del sistema giustizia. In tale modo gli atti da dematerializzare nell’ambito delle attività giudiziarie si ridurrebbero drasticamente rendendo accettabile per l’ufficio la riorganizzazione dei processi produttivi finalizzata a gestire un processo totalmente digitale.
5. la dematerializzazione dei procedimenti e la gestione informatica dei documenti.
In coerenza con le scelte normative proposte dal Ministero sia nell’ambito della riforma del processo penale che nell’ambito dell’ufficio del processo si prevede l’adozione di una serie di misure specifiche volte alla predisposizione di strumenti per la trasmissione e la ricezione telematica degli atti giudiziari.
Tale azione si svilupperà attraverso due direttrici:
utilizzo della porta di dominio del sistema giustizia per colloquiare con le autorità istituzionali pubbliche che utilizzano la busta di e-government per il dialogo con altri domini;
utilizzo della pec per le comunicazioni con soggetti per i quali non può essere utilizzata la porta di dominio
Attraverso i due sistemi verrà realizzata la interoperabilità e cooperazione applicativa con altri sistemi informativi (SDI, Anagrafe Tributaria etc.) esterni al sistema giustizia con i quali è necessario provvedere allo scambio di informazioni.
Presupposto di tali scelte è la razionalizzazione dei sistemi informativi, la realizzazione di un sistema di archiviazione documentale e l’utilizzo della firma digitale per quanto riguarda la validità degli atti.
Tale azione comporta indubbiamente degli impatti organizzativi sugli uffici di notevole portata: per tale motivo si procederà ad alcune sperimentazioni locali preliminari relative a specifici settori di attività degli uffici di Procura nonché ad alcuni approfondimenti tematici mediante studio preliminare.
In particolare sono state evidenziate le modalità per la realizzazione del Sistema Informativo Trasferimento Informazioni su Conti e Rapporti Bancari (progetto SICRA) e per l’informatizzazione degli accertamenti bancari, nell’ambito di apposito gruppo di lavoro costituito su impulso del Ministero dell’Economia e Finanze, con la partecipazione del Dipartimento Innovazione e Tecnologie e dell’ABI. A seguito dello studio è stata avviata presso alcune procure la sperimentazione del sistema realizzato dall’Agenzia delle Entrate. Tale sperimentazione permetterà di meglio definire i requisiti utente per l’integrazione del sistema di comunicazione con le banche all’interno dell’unico sistema di interoperabilità verso privati.
E’ in corso la realizzazione di un software di supporto alle attività di indagine ed alla cooperazione tra gruppi di lavoro operanti in paesi diversi su tematiche di criminalità organizzata collegate in ambito Eurojust. Il progetto, finanziato dalla Comunità Europea, vede quali partner i Ministeri della giustizia francese, rumeno e sloveno (progetto E-POC). Nel rispetto del quadro normativo che regola l’attività di Eurojust e delle peculiarità normative e procedurali vigenti nei diversi paesi, l’iniziativa mira ad offrire supporto nella raccolta, nell’analisi, nell’uso e nello scambio di informazioni di interesse per le indagini di criminalità organizzata eseguite in diversi paesi e presso diversi uffici investigativi.
L’iniziativa verrà coordinata con la banca dati antiterrorismo in fase di creazione quale sottoprodotto del sistema SIDDA/SIDNA.
3.2 Sistema informativo civile
L’obiettivo primario è rappresentato dalla diffusione su base distrettuale, su tutto il territorio nazionale, dei sistemi applicativi – reingegnerizzati in applicazioni web-based con architettura 3-tier – per le tre aree tematiche:
La diffusione dei suddetti applicativi permetterà:
l’attivazione dei servizi telematici di interoperabilità con gli utenti esterni (professionisti e altre Pubbliche Amministrazioni)
la diffusione delle applicazioni di carattere gestionale finalizzate all’”ufficio per il processo”, realizzate per gli utenti interni (magistrati, cancellieri, dirigenti,…).
Diffusione ed evoluzione dei registri informatizzati per gli Uffici Giudiziari civili
Il piano prevede la diffusione su tutto il territorio nazionale dei sistemi per la gestione informatizzata dei registri di cancelleria, reingegnerizzati in applicazioni web-based con architettura 3-tier.
La diffusione su scala distrettuale degli applicativi comporta un notevole risparmio di risorse, sia umane che strumentali, accentrando i server su macchine fisicamente installate in un’unica sala che fornisce servizi a tutto il distretto.
In dettaglio le attività relative ai registri informatizzati sono:
diffusione del SICID (distrettualizzazione per la cognizione ordinaria)
diffusione del SIECIC (distrettualizzazione per le esecuzioni civili)
diffusione del SIGP (distrettualizzazione per gli uffici del Giudice di Pace)
creazione di un’anagrafica unica
evoluzione dei sistemi SICID e SIECIC
Iscrizione a ruolo tramite codice a barre
I servizi di interoperabilità e le applicazioni gestionali finalizzate all’ufficio per il processo sono integrati nella medesima infrastruttura software del SICID e del SIECIC, per cui l’installazione di questi sistemi implica l’installazione di tali servizi e applicazioni, nell’ambito di un’unica architettura applicativa integrata.
Il SICID è il Sistema Informativo Cognizione Ordinaria CIvile Distrettuale; questo applicativo sostituisce gli applicativi SICC, SIL e SIVG attualmente installati nei singoli Uffici Giudiziari di 1° e 2° grado.
La diffusione comporta l’esecuzione di una migrazione automatica delle basi dati interessate, preceduta eventualmente da un’attività di bonifica delle anagrafiche, che vengono inserite in un unico schema comune a tutto il distretto.
Tale attività può essere fatta incrementalmente, per cui i singoli uffici giudiziari possono migrare al SICID in momenti differenti.
L’interfaccia grafica del nuovo applicativo è simile a quella dei precedenti applicativi SICC, SIL e SIVG.
Il SIECIC è il Sistema Informativo Esecuzioni Civili Individuali e Concorsuali; questo applicativo sostituisce gli applicativi SIEC (gestione esecuzioni immobiliari e mobiliari) e APC (gestione procedure concorsuali) attualmente installati nei singoli tribunali.
L’applicativo è stato realizzato nell’ambito del progetto “PON Sicurezza” per i distretti delle regioni “obiettivo 1”; ed è prevista la diffusione sui 12 distretti di tali regioni, oltre al popolamento dei dati dei singoli uffici giudiziari per i procedimenti pendenti, oppure la migrazione dei dati dai precedenti applicativi, ove installati.
L’interfaccia grafica del nuovo applicativo è simile a quella dei precedenti applicativi SIEC e APC.
Al pari del SICID, il sistema possiede un’unica anagrafica distrettuale (utenti, giudici, avvocati, CTU,…).
Nell’ambito del protocollo con ABI, è previsto analogo servizio di popolamento dei dati per i procedimenti pendenti (oppure migrazione dai precedenti applicativi), relativamente alle esecuzioni immobiliari, per 10 uffici giudiziari delle regioni centro-nord.
Il SIGP è il Sistema Informativo civile dei Giudici di Pace.
Il sistema è stato direttamente progettato e realizzato per essere un’applicazione web-based con architettura 3-tier.
Al pari del SICID e del SIECIC, il sistema possiede un’unica anagrafica distrettuale (utenti, giudici, avvocati, CTU,…).
La diffusione è prevista nell’ambito di un contratto esistente.
Si prevede la creazione di un’unica anagrafica distrettuale, comune a SICID, SIECIC e SIGP, con lo scopo di identificare univocamente le singole entità anagrafiche (utenti, giudici, avvocati, CTU,…) per tutte le applicazioni, favorendo processi di integrazione e interoperabilità, sia tra le stesse applicazioni, che verso l’esterno.
Nell’ambito di questa attività si procederà anche a:
• integrare tale anagrafica con i servizi di identity management definiti a livello DGSIA;
• realizzare un sistema unico di controllo della qualità del dato.
È prevista l’introduzione del sistema di “undo” per i sistemi SICID e SIECIC, al pari di quanto realizzato nel SIGP.
Tale sistema consente all’utente finale di correggere qualsiasi tipo di errore, annullando una o più registrazioni di eventi, e riportando il procedimento in uno stato coerente con tutti i dati inseriti, anche al fine di preservare la correttezza delle estrapolazioni statistiche.
Tale intervento consente di azzerare le richieste di intervento all’amministratore di sistema (o a personale tecnico da questi delegato), con notevole risparmio di risorse umane.
Si tratta di un sistema che consente alla cancelleria di recuperare i dati della nota di iscrizione a ruolo, presenti in un apposito codice a barre bidimensionale, stampato con la nota stessa.
Il codice a barre viene generato da un apposito applicativo disponibile per gli avvocati, ma è possibile per questi ultimi utilizzare applicativi sviluppati da terze parti, integrabili nei software di studio.
Tramite un apposito lettore, i dati presenti nel codice a barre vengono letti e presentati nelle maschere del sistema di gestione dei registri interessato, evitando l’attività di data-entry.
È prevista l’estensione a tutto il territorio nazionale dell’utilizzo di questo sistema per tutti gli applicativi.
I progetti definiti come “Sistemi di Gestione dei Registri” sono riconducibili alle seguenti linee di azione nel settore ICT:
3. lo sviluppo di servizi applicativi a supporto del miglioramento dell’efficienza dell’azione amministrativa.
10. formazione in rete e-learning
Servizi di interoperabilità con gli utenti
I servizi telematici per la giustizia civile sono disciplinati da una specifica normativa (D.P.R. 123/2001, D.M. 14/10/2004 e D.M. 15/12/2005) e realizzano un’interoperabilità tra utenti esterni (avvocati, ausiliari del giudice, altre Pubbliche Amministrazioni) ed utenti interni (magistrati e cancellieri).
L’architettura prevede che gli utenti esterni interagiscano con il SICI (Sistema Informativo CIvile), nell’ambito del “dominio Giustizia” , previa autenticazione con un punto di accesso esterno autorizzato dal Ministero della Giustizia.
Il sistema PolisWeb permette la consultazione via internet dei dati relativi ai procedimenti di contenzioso, lavoro, volontaria giurisdizione ed esecuzioni immobiliari.
Gli avvocati accedono a tali informazioni previa autenticazione al proprio punto di accesso autorizzato. L’accesso è inoltre consentito (tramite il punto di accesso del Ministero della Giustizia) a tutta l’Avvocatura dello Stato.
I dati vengono copiati dai sistemi di gestione dei registri presso gli Uffici Giudiziari nel sito unico nazionale dislocato fisicamente a Napoli.
Il progetto prevede il caricamento dei dati relativi a tutti gli Uffici Giudiziari civili italiani di primo e secondo grado, compresi gli uffici del Giudice di Pace, per i quali è stata prevista l’estensione dell’applicativo interessato.
Il “processo civile telematico” consiste nell’interscambio bidirezionale di dati e di documenti informatici a valore legale, firmati quindi digitalmente e veicolati su canali sicuri (autenticati e criptati), con relativa creazione del fascicolo informatico, sostitutivo del cartaceo.
Il sistema si basa su standard aperti (SOAP, XML,…) e realizza pertanto un’interoperabilità tra le applicazioni esterne al “dominio Giustizia” (es. software di studio, sistemi di altre PP.AA.) e le applicazioni presso gli Uffici Giudiziari.
Gli atti sono infatti documenti PDF corredati di un file XML, che contiene i dati strutturati necessari per la veicolazione e per l’aggiornamento automatico dei sistemi.
Le funzioni previste sono in sintesi:
trasmissione telematica degli atti giudiziari civili;
consultazione web degli atti memorizzati nel fascicolo informatico, oltre che delle informazioni contenute nei registri;
disponibilità di una casella di posta elettronica certificata del processo telematico, che costituisce l’unico indirizzo telematico, ove il soggetto riceve gli avvisi di cancelleria e (per i difensori) che usa per ricevere ed inviare notifiche telematiche a e da altri difensori;
richiesta copie autentiche di atti.
attivazione del Processo Civile Telematico
Reingegnerizzazione del Gestore Centrale e servizi
Nel corso del triennio in esame, si prevede di attivare il processo telematico su tutto il territorio nazionale almeno nei seguenti ambiti:
controversie in materia di previdenza e assistenza;
procedimenti di esecuzione immobiliare.
L’invio telematico degli avvisi di cancelleria ai difensori verrà inoltre abilitato per tutti gli uffici di merito e per tutti i procedimenti civili, sia per la cognizione ordinaria che per le esecuzioni civili.
È prevista la reingegnerizzazione e la messa a regime del Gestore Centrale, al fine di migliorare la robustezza del sistema e garantire elevati livelli di servizio negli orari di funzionamento previsti, secondo le impostazioni regolamentari vigenti.
Attualmente, infatti, il sistema applicativo del Gestore Centrale, nonché i relativi servizi, sono inquadrati nell’ambito di un contratto aggiuntivo RUPA, che scadrà nel luglio 2008.
In estrema sintesi, le principali attività relativamente al gestore centrale, di cui al contratto sopra citato, sono le seguenti:
adeguamento delle infrastrutture hardware e software alle esigenze di alta affidabilità in maniera coerente e funzionale ad un piano di disaster recovery
adeguamento dei servizi di conduzione operativa e funzionale a quanto previsto dal D.M. 14/10/2004.
Il sistema RTAG riguarda la completa informatizzazione del flusso relativo la registrazione degli atti giudiziari, che interessa l’ufficio giudiziario e l’Agenzia delle Entrate competente per territorio.
L’interoperabilità in questione avviene utilizzando per la trasmissione gli standard definiti dal CNIPA (in particolare la busta di e-government).
Dal punto di vista tecnico, il sistema in questione è integrato nel SICID e utilizza l’infrastruttura di comunicazione del PCT (gestore locale e gestore centrale).
È prevista l’estensione a tutti gli atti soggetti a registrazione e l’attivazione su tutto il territorio nazionale.
L’iniziativa ha l’obiettivo di consentire al notificante l’invio telematico all’UNEP dell’atto in formato elettronico, da notificare alla parte; a notifica avvenuta, l’UNEP redige elettronicamente la “relata di notifica”, la firma digitalmente e la invia telematicamente al notificante.
la definizione delle specifiche tecniche interessate;
la realizzazione del software necessario, sia per il notificante (come adeguamento dell’attuale redattore per l’avvocato) che per l’UNEP, quest’ultimo integrato con il sistema di gestione dell’UNEP stesso;
l’installazione del software presso gli UNEP e l’avvio in esercizio del sistema su tutto il territorio nazionale entro il triennio in esame.
È inoltre previsto il completamento del software e la definitiva messa in produzione, sul Gestore Centrale, di quanto necessario al fine di consentire la notifica tra difensori, come previsto dal D.M. 14/10/2004.
I progetti definiti come “Servizi di interoperbilità con gli utenti” sono riconducibili alle seguenti linee di azione nel settore ICT:
9. il riuso del software e l’open source.
Rientrano in questo applicativo, realizzato nell’ambito del “processo civile telematico”, una serie di funzioni per il lavoro del giudice, quali sinteticamente:
consultazione e gestione del proprio ruolo, con vista – studiata specificatamente per il magistrato – dello storico degli eventi e delle prossime attività richieste;
gestione dei procedimenti per cartelle specifiche (“scrivania”);
agenda temporale di tutte le attività;
redazione, firma e deposito telematico dei provvedimenti in formato elettronico;
ricerca e consultazione dell’archivio informatizzato dei provvedimenti emessi;
classificazione (individuale o condivisa) dei procedimenti, con associazione della dottrina, della giurisprudenza e del materiale elettronico necessario;
visione di report statistici finalizzati all’analisi gestionale dell’attività, con visione per singolo giudice, presidente di sezione e capo dell’ufficio.
L’applicazione consente di lavorare fuori ufficio e di depositare gli atti del giudice attraverso un collegamento sicuro con il punto di accesso del Ministero della Giustizia.
Nell’ambito del processo telematico per le esecuzioni civili individuali e concorsuali, è previsto l’adeguamento del sistema in modo che la consolle diventi “multi-ruolo”.
È prevista la diffusione della consolle del magistrato su tutto il territorio nazionale.
Consolle del cancelliere
Una prima analisi ha consentito di individuare a grandi linee le funzioni che si intendono realizzare nell’ambito della cosiddetta “consolle del cancelliere”; queste sono al momento suddivise in tre aree:
Gestione della professionalità:
gestione del (o integrazione con il) protocollo informatico;
gestione dei dati relativi ai magistrati;
gestione del personale amministrativo e integrazione con il sistema di gestione del personale.
Gestione delle attività di servizio:
servizio d’informazione e di ricezione degli atti (integrazione con le funzionalità PCT presenti nei sistemi SICID e SIECIC);
integrazione con il sistema di gestione delle spese di giustizia;
rilevazioni statistiche per i ruoli direttivi delle sezioni e degli uffici;
Gestione degli strumenti e della logistica:
gestione dei beni mobili e strumentatali;
gestione delle spese d’ufficio;
A seguito dell’analisi dei requisiti e dell’analisi funzionale, si darà corso alla progettazione e realizzazione del software, che – coerentemente con le scelte tecnologiche – sarà un’applicazione web-based, installata su scala distrettuale, al pari degli applicativi di gestione dei registri.
Successivamente è prevista la diffusione dello strumento su tutto il territorio nazionale.
I progetti definiti come “Applicazioni finalizzate all’Ufficio per il processo” sono riconducibili alle seguenti linee di azione nel settore ICT:
4. il potenziamento degli strumenti a supporto della valutazione della misura dell’azione amministrativa.
Nel corso del triennio si intende realizzare la progettazione del sistema per la messa in sicurezza dei dati relativamente ai sistemi in uso presso la Corte di Cassazione (Giudiziaria: SIC civile/penale e Giuridica: ItalgiureWeb) finalizzato ad una razionalizzazione delle risorse in modo da ridurre la complessità della gestione centralizzando le funzioni critiche di manutenzione delle configurazioni e gestione dei backup dati, innalzando il livello di continuità del servizio attraverso la realizzazione di funzioni di disaster recovery.
Inoltre si prevede la evoluzione e la realizzazione dei seguenti progetti.
Superata la prima fase di diffusione del sistema fra le varie categorie di giudici abilitati all’accesso gratuito, ItalgiureWeb si sta ora diffondendo capillarmente in tutta la Pubblica Amministrazione. In costante aumento anche gli utenti a pagamento.
Le registrazioni al sistema superano le 26 mila e le interrogazioni mensili sono oltre i 2 milioni e mezzo. Si tratta ora di consolidare i risultati conseguiti attraverso interventi di manutenzione evolutiva sul sistema, volti a migliorarne la fruibilità, così da allargare la base dei potenziali utenti ed una gestione più efficace ed efficiente del sistema e del servizio help desk. E’ previsto anche che nel triennio si proceda all’aggiornamento tecnologico sia dei server sia delle postazioni utilizzate dal personale sia dell’infrastruttura di rete sottostante al servizio ItalgiureWeb, principalmente per poter gestire ed offrire alla ricerca un numero sempre più grande di documenti sia in formato testo che nel tipo immagine.
revisione dell’interfaccia di ItalgiureWeb e dell’help on-line così da migliorarne la fruibilità;
adozione di un RDBMS XML oriented per una migliore gestione dei dati (ora i dati sono in XML ma per l’archiviazione si usa il file system);
estensione delle funzioni Raccolte, Ricerche Frequenti e Push a tutte le categorie di utenti;
adozione di un diverso meccanismo di controllo degli accessi per gli utenti ad accesso gratuito;
memorizzazione delle immagini dei documenti in un maggior numero di archivi;
adozione di funzionalità per monitorare il gradimento del sistema.
Separatamente da ItalgiureWeb vanno considerate le attività legate al più ampio progetto di “Informatizzazione e classificazione della normativa vigente”. Conclusa la fase di realizzazione dell’editor delle norme (il Norma Editor) si sta procedendo con il personale interno alla marcatura dei testi normativi statali (sono marcate le leggi correnti e indietro fino al 2005 compreso). Nei prossimi mesi saranno messi in linea i primi testi vigenti (consolidati). Per aumentare l’arco temporale di disponibilità dei testi vigenti, per risolvere alcune incompletezze funzionali e per rendere più rapido ed efficace il lavoro di marcatura svolto con il Norma Editor, si prevede di effettuare i seguenti interventi:
manutenzione adeguativa del Norma Editor per il trattamento di nuove tipologie di documenti normativi;
manutenzione adeguativa del Norma Editor per l’adozione della DTD ver 2.2 di Norma in Rete/CNIPA;
evoluzione dei moduli di interfaccia e di consolidamento dei testi normativi;
configurazione ed avviamento del sistema (acquistato di recente) dedicato alla gestione dei testi normativi marcati e dei testi vigenti;
adozione di un supporto alla marcatura dei testi normativi statali, ora svolta solo dal personale interno al CED, per il recupero del pregresso fino al 2001.
Il progetto prevede la messa in linea delle due procedure penale e civile. Disporrà di una struttura modulare in grado di inserire, modificare e eliminare funzioni senza impatti significativi sul sistema, con quindi una manutenzione innovativa ed agevole.
Il sistema include la realizzazione di funzioni di redazione destinate ai magistrati e la formazione automatica del collegio penale rispettando le regole e i principi vigenti.
È previsto l’utilizzo di un datawarehouse, per la redazione di varie tipologie di statistiche, con vari livelli di aggregazione dei dati, per rispondere in maniera puntuale alle varie richieste provenienti sia dagli uffici interni che dall’esterno.
Obiettivo del progetto è l’integrazione con i sistemi informativi in uso presso gli uffici di merito sia per il settore penale che per quello civile, in modo da permettere l’alimentazione del sistema della Corte da parte degli uffici periferici e appena terminato il processo inviare agli stessi uffici i dati e i documenti necessari.
È previsto il rispetto dei criteri di sicurezza che dovranno essere in linea con la normativa vigente per l’accesso alla banche dati, per la privacy e per la sicurezza informatica.
Inoltre la tecnologia utilizzata dal nuovo sistema informativo, sarà conforme alle raccomandazioni del CNIPA e della commissione europea per gli aspetti di fruibilità da parte dell’utente.
Il contratto per la realizzazione del nuovo sistema comprende un piano di formazione orientato agli utenti.
Nel corso del triennio si dovrà procedere ad un sostanziale rinnovamento dei posti di lavoro, dei sistemi server e delle infrastrutture di rete.
3. lo sviluppo di servizi applicativi a supporto del miglioramento dell’efficienza dell’azione amministrativa
Nel triennio in esame è prevista l’analisi, la progettazione, la realizzazione e la messa in esercizio del processo civile telematico presso la Corte Suprema di Cassazione.
Si prevede l’utilizzo della stessa infrastruttura software realizzata per il PCT degli uffici di merito, opportunamente adeguata per contemplare gli atti ed i flussi previsti per il processo civile di Cassazione.
Va di conseguenza adeguato l’applicativo di gestione dei registri.
Gli interventi sono riconducibili alle seguenti linee di azione nel settore ICT:
E’ stato realizzato ed è in via di dispiegamento l’applicativo ministeriale che consente agli uffici giudiziari la gestione informatizzata dei Registri in materia di accertamento e recupero delle spese e pene di giustizia.
Il sistema prevede la gestione informatizzata del:
Registro delle somme prenotate a debito per le somme dovute dai soggetti ammessi al beneficio del gratuito patrocinio, dalle P.A.;
Registro delle spese pagate per l'iscrizione delle somme anticipate dall'Erario;
Registro recupero crediti e successive vicende del credito per la determinazione delle somme (spese processuali e pene pecuniarie) da recuperare nei confronti delle parti processuali soccombenti.
Nell’ambito della realizzazione del SICP e del SIES si procederà alla realizzazione dell’interoperabilità con tale sistema informativo prevedendo:
l’alimentazione automatica del SIAMM mediante l’automazione del foglio notizie prodotto da SICP;
lo scambio delle informazioni tra il settore dell’esecuzione e il settore del recupero crediti, funzioni allocate su uffici diversi ma convergenti sulle medesime informazioni.
L’evoluzione del progetto protocollo prevede il completamento della diffusione a tutti gli uffici giudiziari che ne sono ancora privi come la Corte Suprema di Cassazione e gli Uffici del Giudice di Pace, nonché il passaggio dal nucleo minimo alla realizzazione di un sistema di gestione documentale completa in tutte le Aree Organizzative Omogenee attuali, in modo da permettere ai funzionari incaricati della trattazione delle pratiche e dei procedimenti amministrativi la dematerializzazione degli atti tramite lo scambio di documenti in formato elettronico e l’acquisizione dell’immagine documentale degli atti cartacei.
Per consentire il pieno raggiungimento di questi importanti obiettivi, occorre completare la diffusione della posta elettronica certificata e consentire alle diverse Aree Organizzative Omogenee di dialogare in maniera veloce ed integrata attivando la componente di interoperabilità insita nel sistema di protocollo informatico utilizzando i dati delle amministrazioni pubblicati sull’Indice delle pubbliche amministrazioni.
Per quanto riguarda l’amministrazione centrale gli obiettivi prefissati prevedono l’estensione a 4 direzioni generali, del sistema di protocollazione informatizzata via web, già in uso ai restanti Uffici dell’Amministrazione centrale. Al fine di adeguare le performance del sistema agli attesi carichi di lavoro, si sono avviate azioni mirate all’adeguamento della piattaforma hardware da un lato ed all’evoluzione del sistema di gestione documentale da un punto di viste software.
A fronte dei numerosi vantaggi che le attività avviate produrranno, l’investimento economico risulta sensibilmente contenuto, avendo ottimizzato connessioni trasversali tra i progetti che hanno portato all’utilizzo di hardware già in dotazione dell’Amministrazione.
Nel progetto di dematerializzazione è compresa anche la diffusione agli uffici giudiziari del sottosistema Personale, con modalità web, che permette la gestione informatizzata delle anagrafiche dei dipendenti, delle presenze/assenze del personale e di tutti gli aspetti amministrativi ad esso collegati: l’archiviazione delle informazioni raccolte, l’elaborazione dei dati per le verifiche, la stampa della documentazione amministrativo contabile da inviare agli enti deputati al pagamento delle spettanze. L’applicazione prevede una soluzione modulare con possibilità di successiva integrazione, in caso di nuove esigenze funzionali dei singoli Uffici. In sintesi la soluzione funzionale individuata risponde:
alle esigenze di copertura completa ed efficiente delle esigenze funzionali dell’amministrazione,
all’adattabilità del Sottosistema alle diverse Organizzazioni degli Uffici presso i quali verrà diffuso,
alla gestione flessibile e parametrica delle variabili di Sistema,
alla modificabilità dei parametri di sistema in seguito a specifiche esigenze,
all’implementabilità di eventuali ristrutturazioni funzionali ed organizzative,
all’integrabilità di nuove funzionalità derivanti da eventuali esigenze future.
L’obiettivo del progetto, nel suo complesso, è volto ad ottenere lo snellimento delle procedure amministrative, la razionalizzazione e riorganizzazione delle risorse umane e strumentali, come l’eliminazione dei registri cartacei, la riduzione degli uffici di protocollo, e la razionalizzazione e risparmio di risorse umane destinate alla gestione del personale, la riduzione degli spazi dedicati agli archivi, la possibilità di trasmettere documenti aventi efficacia probatoria in formato elettronico e la riduzione delle spedizioni degli atti con forme tradizionali, con conseguenti rilevanti economie, sia nell’amministrazione centrale che negli uffici giudiziari.
È prevista la realizzazione e successiva diffusione del sistema informatizzato di gestione degli UNEP.
A titolo indicativo il sistema dovrà assicurare le seguenti funzionalità:
gestione dei registri di cancelleria;
redazione e gestione documentale;
assegnazione automatica o semi-automatica in base ad informazioni geografiche;
funzionalità di tipo contabile che consentano di ottenere il prospetto riepilogativo dei diritti e delle trasferte e il cosiddetto “verbale di riparto” (consistente nella ripartizione al personale dei diritti percepiti ai fini dell’eventuale integrazione al minimo garantito , con la stampa dei mandati);
calcolo delle ritenute fiscali e previdenziali e preparazione dei relativi prospetti;
Dovrà essere studiata la possibilità per il sistema di interoperare con gli applicativi di altre aree (spese di giustizia per la parte relativa agli stipendi, recupero crediti, elaborazione dei ruoli della Cassa pensione, gestione del personale, ecc.).
consentire all’utente esterno (tramite PolisWeb o l‘infrastruttura PCT) di consultare lo stato delle notifiche che lo riguardano.
essere integrato con le funzionalità per le notifiche telematiche;
essere integrato con le funzionalità di pagamento telematico delle spettanze previste;
Questo sistema sarà web-based in architettura 3-tier, da installare su scala distrettuale, coerentemente con le scelte operate dalla DGSIA in ambito civile e penale.
L’avvio in esercizio del Nuovo Sistema Informativo del Casellario (NSC), dovrà essere accompagnato dalla implementazione di funzioni di interoperabilità tra il Nuovo Sistema Informativo del Casellario e il sistema SIES (Sistema Integrato Esecuzione e Sorveglianza), che svolge una funzione di raccordo e snodo tra gli uffici di esecuzione e quelli di sorveglianza di tutto il territorio nazionale.
Attualmente l’iscrizione sulla base dati del NSC dei provvedimenti di interesse del Casellario emanati dagli uffici che si occupano di esecuzione avviene mediante funzioni di data entry. La cooperazione applicativa tra i due sistemi permetterà di agevolare il compito degli utenti, automatizzando il processo di trasferimento dei dati dal sistema SIES al nuovo sistema NSC e, quindi, di pervenire ad un aggiornamento in tempo reale del Casellario, peraltro oggi scarsamente alimentato da informazioni attinenti alla esecuzione della sentenza.
Tale aggiornamento avrà ricadute positive sull’intero sistema giudiziario consentendo a tutti gli operatori di conoscere gli eventi della fase esecutiva della sentenza che oggi devono essere recuperati attraverso una dispendiosa istruttoria cartacea.
Alla medesima esigenza di miglioramento della qualità dei servizi resi agli utenti, in termini sia di tempestività che di aggiornamento delle banche dati del Casellario, corrisponde l’iniziativa per la realizzazione di funzioni di interconnessione telematica atte a consentire scambi di dati efficaci tra NSC e RE.GE. (Sistema informatico per la gestione dei Registri Generali dei procedimenti penali) e a garantire quindi la trasmissione dei provvedimenti emessi dagli uffici giudiziari verso il Casellario e la corrispondente trasmissione verso gli uffici stessi dei “feedback” di ritorno. Questa attività si colloca all’interno del progetto GIUS-VIS, che prevede la realizzazione all’interno del Nuovo Sistema Informativo Casellario di una serie di funzionalità, che consentiranno di gestire tutti i provvedimenti, di interesse del Ministero degli Affari Esteri, riferiti a reati di natura ostativa per il rilascio dei visti dal momento della sentenza di condanna di primo grado.
Si segnala inoltre che la Commissione Europea ha previsto l’interconnessione tra i Casellari centrali degli Stati membri, da completare nei prossimi 3 anni (European Criminal Record). A tale fine ha provveduto ad una ricognizione sullo stato dell’informatizzazione dei Casellari nei vari paesi, all’esito della quale il Nuovo Sistema Informativo del Casellario è stato considerato particolarmente in linea con gli standard previsti dalla Commissione Europea, in termini sia di struttura dei dati che di tecnologia utilizzata. Pertanto, l’ambito dell’intervento richiesto è limitato per l’Italia alla realizzazione delle componenti necessarie all’interconnessione con la rete TESTA e allo scambio dei dati.
L’Italia potrebbe rientrare quindi tra gli Stati partecipanti al progetto pilota che al momento conta 4 paesi già in esercizio e 3 in via di adeguamento.
La Commissione Europea metterà a disposizione un co - finanziamento pari al 70% al fine di consentire l’adeguamento al progetto da parte dei vari sistemi nazionali.
Il sistema SIDDA/SIDNA ha raggiunto ormai un elevato livello di maturità e costituisce strumento essenziale per una conoscenza complessiva dei fenomeni criminali e delle loro evoluzioni e quindi per una efficace e capillare azione di contrasto alle attività dei gruppi di criminalità organizzata.
Essa consente inoltre al Procuratore Nazionale di disporre dei necessari costanti riferimenti sulla evoluzione dei fenomeni criminosi e di esercitare, laddove necessario, attività di coordinamento per le operazioni condotte sul territorio dalle diverse Procure.
Nel prossimo triennio si prospetta l'esigenza di completare il processo di migrazione della piattaforma tecnologica su ambienti web-based.
rendere sempre più automatica l’analisi degli atti mediante l’impiego di tecnologie di Information extraction;
attualizzare sotto il profilo tecnologico il processo di estrazione e fusione per la costituzione della banca dati nazionale a partire dalle ventisei banche dati distrettuali e la gestione dei certificati per l’accesso alla stessa;
realizzare l’integrazione tra SIDDA-SIDNA e le banche dati dell’area penale che si stanno costituendo (SIPPI, Misure Cautelari Reali e Personali, SIES).
Integrazione con banca dati antiterrorismo
Nel corso del 2006 sono stati realizzati gli interventi necessari per adeguare le funzionalità di SIDDA alle esigenze della banca dati antiterrorismo e per implementare un sistema cooperativo che permetta lo scambio di informazioni tra le Direzioni Distrettuali su procedimenti di reati di terrorismo. Nel corso del 2007 è stato stipulato un contratto per la fornitura di assistenza tecnico -applicativa e sistemistica su tutte le base dati attive, che prevede tra l’altro l’ampliamento a 7 delle sedi coinvolte.
Per il triennio 2008/2010 è previsto il completamento della diffusione dell’applicativo e la fornitura di assistenza tecnico-applicativa e sistemistica.
Nell’ambito degli interventi progettuali dell’Amministrazione della Giustizia sono classificabili come “Giustizia minorile” tutte le attività riguardanti:
gli Uffici Giudiziari minorili (Tribunali per i minorenni e Procure della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni),
i Servizi minorili della Giustizia (Istituti penali per minorenni, Uffici di servizio sociale per i minorenni, Centri di prima accoglienza, Comunità per minori) del Dipartimento per la giustizia minorile,
gli uffici dell’amministrazione centrale del Dipartimento per la giustizia minorile,
i Centri per la giustizia minorile (uffici del decentramento territoriale del Dipartimento per la giustizia minorile),
l’Istituto centrale di formazione del personale della giustizia minorile.
Nel più ampio progetto “Nuovo sistema informativo della Giustizia minorile”, è in corso lo sviluppo del sottosistema “Sistema informativo dei Servizi minorili” – S.I.S.M.
Tale sistema è relativo all’informatizzazione delle procedure di competenza dei Servizi minorili (struttura organizzative coinvolte nella gestione delle problematiche inerenti la prevenzione e il trattamento della devianza del minore: Centri per la Giustizia minorile, Centri di prima accoglienza, Istituti penali per i minorenni, Uffici di Servizio Sociale per i minorenni, Comunità per minori) .
Nell’ambito del citato Nuovo sistema è ricompresa anche la realizzazione della Banca Dati Adozioni – B.D.A. – prevista dall’articolo 40 della Legge 149 del 2001, le cui regole procedurali di carattere tecnico operativo sono contenute in dettaglio nel Decreto del Ministero della Giustizia 14/7/2004. Tale BD ha la finalità di raccogliere tutte le informazioni distribuite sul territorio per offrire alle autorità operanti in materia di adozioni una maggiore conoscenza dei procedimenti.
I due sistemi saranno integrati da un Sistema di supporto decisionale che si avvarrà delle prestazioni di un Datawarehouse costituito allo scopo.
L’entrata in esercizio dei due citati sottosistemi è prevista per il 2008.
Il “Sistema informativo dei Servizi minorili”, costituirà il sistema informatizzato delle attività istituzionali che rappresentano la “mission” principale del Dipartimento per la giustizia minorile.
Sono inoltre previsti, nel protocollo di intesa tra il Ministro della Giustizia e il Ministro per le Riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, importanti processi di integrazione tra i sistemi informativi esistenti ed in via di realizzazione allo scopo di migliorare l’organizzazione interna e rendere più efficiente ed efficace l’azione istituzionale. In particolare si prevede:
una integrazione tra i sistemi informatizzati degli uffici giudiziari minorili (REGE e SIGMA) e gli uffici e i servizi del Dipartimento per la giustizia minorile (S.I.S.M.);
una integrazione dei flussi informativi tra gli Uffici giudiziari minorili, la banca dati adozioni e la Commissione per le adozioni internazionali.
Il Dipartimento per la giustizia minorile ha avviato in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione il progetto @urora, finanziato dall’ex Ministero dell’Innovazione tecnologica. Il progetto, la cui realizzazione è stata affidata al CASPUR – Consorzio interuniversitario per le applicazioni del supercalcolo per università e ricerca, e al METID – Centro metodi e tecnologie innovative per la didattica del Politecnico di Milano, intende offrire per tre anni, a partire dall’anno scolastico 2007 – 2008, percorsi formativi professionali nell’ambito dell’innovazione tecnologica ai minorenni in esecuzione di provvedimento penale.
Sono previsti piani di formazione specifica per il personale degli Istituti e delle Comunità che affiancherà i docenti delle scuole impegnati nei corsi di formazione per i minorenni.
E’ in corso di realizzazione una infrastruttura tecnologica che prevede 36 laboratori didattici presso gli Istituti penali e le Comunità, 31 laboratori scolastici presso le scuole e 29 totem informativi presso gli Uffici di servizio sociale per i minorenni, supporto all’erogazione di corsi a distanza, una rete dedicata per i collegamenti e le videocomunicazioni.
Sono previsti 180 sessioni di corsi da erogare nei tre anni, 1900 minori avviabili ai corsi articolati in 70 ore di formazione in presenza e 240 ore in autoformazione, il coinvolgimento di circa 250 persone, tra operatori della giustizia e docenti delle scuole pubbliche.
10. la formazione in rete (e-learning).
semplificare i processi operativi e potenziare i supporti conoscitivi necessari ai processi decisionali e di controllo relativamente alle funzioni istituzionali (custodia e trattamento rieducativo del detenuto);
rendere più efficiente la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali in dotazione all’amministrazione (auto-amministrazione);
modificare e semplificare i processi di lavoro degli Uffici per migliorarne l’efficienza ed il funzionamento interno.
In quest’ottica, esso ha il compito istituzionale di fornire supporto a tutte le strutture organizzative ed ai processi dell’Amministrazione Penitenziaria, articolata in:
un Dipartimento Centrale, con funzioni di indirizzo, programmazione e controllo del sistema penitenziario nel suo complesso;
16 Provveditorati Regionali, uffici decentrati di rango di dirigenza generale, con compiti specifici nella gestione delle risorse umane, strumentali e finanziarie assegnate all’Amministrazione;
210 istituti di pena, destinati ad assicurare l’esecuzione delle pene e delle misure cautelari in carcere, nonché 59 Uffici per l’esecuzione penale esterna (UEPE), destinati ad assicurare la gestione dei soggetti in misura alternativa alla detenzione.
Sono previste due linee generali di intervento: una per il potenziamento/adeguamento dell’architettura tecnologica di supporto; l’altra per completare gli sviluppi applicativi nelle aree non ancora coperte dall’automazione.
Oltre all’attività di conduzione ordinaria e di gestione/manutenzione del sistema nel suo complesso, gli interventi ed i progetti specifici possono essere distinti in quattro tipologie:
gli adeguamenti tecnologici ed il potenziamento delle risorse elaborative, delle risorse di memorizzazione e di quelle per l’utilizzo del sistema (postazioni di lavoro);
l’implementazione degli attuali strumenti di gestione centralizzata (servizi per il governo ed il controllo del sistema);
lo sviluppo e l’attivazione del software applicativo per completare l’automazione delle attività, di competenza degli Istituti e Servizi penitenziari, non ancora informatizzate (servizi applicativi di sviluppo e manutenzione software);
l’acquisizione di servizi professionali di supporto sistemistico.
Per quanto riguarda l’architettura tecnica di supporto, il sistema informativo penitenziario ha adottato un’architettura funzionale a tre livelli, basata su tecnologie WEB:
sistemi centrali, dislocati a Roma, per la gestione dei dati e degli archivi nazionali, con funzioni di Data Server;
sistemi server midrange, anch’essi centralizzati a Roma, corredati di due componenti fondamentali: Web Server, cioè il front-end destinato alle funzioni di indirizzamento e connessione delle postazioni di lavoro, ed Application Server, destinato ad ospitare la logica elaborativi delle applicazioni;
postazioni client distribuite in tutte le sedi, contenenti il modulo di presentazione con interfaccia Web, destinate a consentire l’accesso alle funzioni e la fruizione, da parte dell’utenza, dei servizi informatizzati.
Gestione dell’utenza (costituita da oltre 100.000 unità);
Help desk ed assistenza agli utenti;
L’omogeneità del software di servizio e di quello applicativo su tutto il territorio nazionale;
L’assistenza ed il supporto unificato all’utenza;
Gli interventi per l’infrastruttura tecnologica e per il governo ed il controllo dei sistemi riguardano:
il potenziamento del calcolatore centrale, con un incremento delle risorse di elaborazione;
il potenziamento del sistema di archiviazione attraverso la realizzazione di una SAN (storage area network);
il consolidamento dei server distribuiti;
l’implementazione degli strumenti di systems & network management sia per la gestione ed il controllo della produzione informatica (gestione guasti, help desk, controllo prestazioni) sia per la gestione ed il controllo delle risorse informatiche (configurazioni, repertorio, sicurezza, storage);
l’acquisizione di postazioni di lavoro;
l’acquisizione di licenze d’uso di software;
servizi professionali di supporto sistemistico.
far fronte al rilascio in produzione di nuove applicazioni e di nuovi servizi all’utenza;
sviluppare al massimo l’affidabilità e la flessibilità dei sistemi per migliorare la fruizione del patrimonio informativo disponibile da parte dell’utenza;
In relazione ai fini istituzionali dell’Amministrazione, afferenti le attività di gestione del detenuto (custodia e trattamento), nel novembre 2004 è entrato definitivamente in esercizio il nuovo sistema SIAP/AFIS che automatizza le attività degli istituti e servizi periferici ed alimenta contestualmente una Banca Dati Nazionale dei detenuti, degli internati e dei sottoposti a misura cautelare o alternativa alla detenzione.
Tale Banca Dati, oltre ad essere un elemento fondamentale di conoscenza della popolazione carceraria, indispensabile alle attività di custodia e di risocializzazione dei detenuti, serve a fornire un importante servizio di informazione agli Uffici Giudiziari e alle Forze di Polizia, sia per fini processuali che per fini investigativi.
In relazione alle attività di auto-amministrazione, il sistema informativo è chiamato a fornire i supporti necessari nelle seguenti aree di intervento riguardano, in particolare:
l’automazione dei processi d’ufficio;
Tanto premesso sono riportate, qui di seguito, le varie componenti del Sistema Informativo Automatizzato per area di intervento, con una breve descrizione delle attività di esercizio e dei progetti in fase di sviluppo.
Il nuovo sistema assicura il suo supporto a tutte le attività svolte dagli Istituti e dai Servizi dell’Amministrazione Penitenziaria nella gestione dei soggetti ad essa affidati per esecuzione di pena, di misura alternativa alla detenzione, di misura cautelare, di misura di sicurezza. Le aree di intervento specifiche sono:
la gestione automatizzata delle impronte digitali e del fotosegnalamento, basata sul software AFIS (Automatic Fingerprint Identification System) e sulle apparecchiature SPAID, già in uso alla Polizia Scientifica, per assicurare l’identificazione certa dei soggetti;
le attività dell’Ufficio Matricola e della gestione quotidiana del detenuto;
le attività del Trattamento;
le attività dell’Area Sanitaria;
i conti correnti, le mercedi ed il sopravvitto;
le attività proprie degli U.E.P.E.
il sistema di consultazione SIDET/WEB2.
Gli interventi necessari per SIAP/AFIS riguardano sia la conduzione funzionale del sistema, sia la manutenzione evolutiva del SW finalizzata a realizzare:
la gestione della cartella sanitaria;
l’integrazione con il Sistema di Indagine delle Forze di Polizia;
la realizzazione di funzioni di consultazione differenziate per tipologia e livello d’utenza ed associate alla gestione elettronica del fascicolo del detenuto.
Evoluzione del Sistema Informativo per la gestione del Personale e del patrimonio dell’Amministrazione Penitenziaria (SIGP)
Il prodotto SIGP è finalizzato a realizzare un sistema integrato di gestione del personale di polizia penitenziaria in grado di automatizzare sia le procedure amministrative degli Uffici competenti, centrali e periferici, a partire dalle procedure di assunzione fino alla cessazione del rapporto per quiescenza, sia i processi operativi riguardanti l’impiego del personale nei vari servizi e la distribuzione territoriale (Turni di Servizio).
I programmi software sono stati tutti realizzati e sono già disponibili all’uso che avviene progressivamente.
Gli interventi di automazione previsti si basano sull’adeguamento delle procedure già sviluppate per il personale di Polizia Penitenziaria, con esclusione della parte riguardante il trattamento economico, che è gestita dal Ministero dell’ Economia. Il progetto per carenza di risorse finanziarie è stato realizzato limitatamente alla gestione dell’anagrafica..
Gli interventi necessari per SIGP riguardano:
servizi di conduzione funzionale e di manutenzione evolutiva del SW;
servizi di addestramento e supporto per la diffusione dei turni di servizio e di rilevazione presenze;
l’acquisizione di licenze SAP conseguente all’aumento del numero di utenti.
L’automazione dei processi amministrativo – contabili si basa su due linee di intervento, che hanno come ambito specifico di riferimento, da un lato, la contabilità finanziaria e, dall’altro, la contabilità economico-analitica.
La prima riguarda la gestione dei capitoli di bilancio e delle relative risorse finanziarie, basata sull’utilizzo dell’applicazione SI.CO.GE., ormai pienamente operativa, anche con le funzioni proprie per la gestione delle attività del funzionario delegato.
La seconda riguarda invece la gestione economico-patrimoniale, i processi di approvvigionamento di beni e servizi ed il controllo di gestione per i quali è stata realizzata un’applicazione pilota, su piattaforma SAP, integrata con SI.CO.GE, sperimentata su un campione significativo di sedi e da estendere a tutta l’Amministrazione. La carenza di risorse finanziarie per i servizi di formazione e addestramento degli utenti e per i servizi di supporto tecnico ha finora impedito tale diffusione.
Gli interventi per il sistema di gestione economico-patrimoniale riguardano:
La diffusione del sistema sul territorio nazionale con conseguenti servizi di formazione ed addestramento del personale dell’Amministrazione e servizi di supporto tecnico;
L’acquisizione delle licenze SAP necessarie;
La gestione delle risorse strumentali nell’ambito dell’automazione dei processi tecnico-gestionali relativi alle risorse strumentali in dotazione all’Amministrazione, ivi compreso il patrimonio edilizio.
Evoluzione del sistema SIAT,
SIAT è il sistema di supporto alla gestione degli automezzi e delle traduzioni in ambito nazionale.
Modulo DAP, che consente l’accesso all’intera banca dati;
Modulo PRAP, che consente l’accesso ai dati relativi al proprio ufficio e a tutti gli enti periferici della propria regione;
Modulo Periferico, limitato ai soli dati dell’Istituto o servizio periferico;
Il sistema deriva da uno dei pacchetti applicativi che costituiscono il SIAMM (sistema amministrativo) ed è stato ristrutturato in funzione delle esigenze dei servizi penitenziari e trasformato per funzionare, in rete, come applicazione nazionale idonea a dare adeguato supporto ai tre livelli organizzativi dell’Amministrazione. Operativo su tutto il territorio nazionale con piena soddisfazione dell’utenza, può essere considerato un caso di successo.
Ulteriori ed importanti vantaggi derivano dalla integrazione tra SIAT e SIAP/AFIS, che consente l’acquisizione automatica dello scadenzario udienze e la pianificazione delle traduzioni a livello interregionale, ed ancora di più dalla integrazione tra SIAT e SIGP, in corso di realizzazione, e l’applicazione per la radiolocalizzazione degli automezzi (quest’ultima da attivare sul territorio).
Gli interventi necessari per SIAT riguardano interventi di manutenzione evolutiva dell’applicazione.
Manutenzione del sistema SADAV.
Questa applicazione è idonea a gestire:
L’anagrafica del personale di polizia penitenziaria, dei capi di vestiario e delle sedi dove operano gli agenti;
L’applicazione, completa e disponibile, è in grado di assicurare i seguenti benefici:
Maggiore efficienza degli uffici amministrativi, con l’eliminazione delle trascrizioni su supporto cartaceo dei movimenti effettuati;
Gli interventi necessari riguardano essenzialmente servizi di manutenzione del SW.
Gestione automatizzata del patrimonio edilizio.
Le linee di soluzione sono due:
La prima, basata sull’applicazione “ALICE LAVORI” , riguarda l’iter contrattuale per l’affidamento e la gestione dei lavori.
La seconda riguarda la creazione di una banca dati e la gestione del fascicolo elettronico del fabbricato, contenente:
L’applicazione “ALICE LAVORI” è ormai pienamente operativa, è usata presso la competente Direzione Generale del DAP ed è in corso di rilascio anche ai Provveditorati Regionali.
Per quanto riguarda la banca dati ed il fascicolo del fabbricato l’ Amministrazione Penitenziaria ha assoluta esigenza di disporre di una banca dati elettronica che contenga tutti i dati strutturali, edilizi ed architettonici degli edifici penitenziari e quelli relativi alle infrastrutture impiantistiche.
In quest’ottica la realizzazione di un archivio centralizzato - contenente l’Anagrafica degli edifici, con elenco degli immobili del patrimonio corredato dei dati catastali e urbanistici, nonché delle caratteristiche edilizie; esecuzione di ispezioni e verifica dello stato del degrado; classificazione e livello tecnologico degli impianti presenti; storicizzazione delle informazioni mediante schede di rilevazione periodiche; generazione automatica del Fascicolo del Fabbricato sulla base dei dati presenti – può essere fonte di importanti vantaggi.
Gli interventi necessari per la gestione automatizzata del patrimonio edilizio:
ervizi di manutenzione SW;
Servizi di sviluppo SW.
Il Sistema di gestione dei processi d’ufficio: protocollo; gestione documentale, workflow; strumenti di supporto alla formazione.
il Protocollo, la gestione documentale e l’automazione d’ Ufficio;
il Progetto per l’automazione dell’Ufficio del Contenzioso; la creazione di un Archivio Pareri per l’Ufficio Studi e Ricerche; l’Automazione della Biblioteca; il progetto per la gestione del fascicolo del detenuto presso la D.G. Detenuti e Trattamento ;
Pur essendo in esercizio, presso il DAP fin dal 2001 e presso alcune altre sedi dal 2003, l’applicazione Pro.ge.doc@DAP per il protocollo e la gestione documentale incontra non poche difficoltà economiche ed organizzative, per essere diffusa in tutta l’Amministrazione.
L’applicazione per la gestione del Contenzioso è stata realizzata e collaudata ed è in esercizio presso il competente Ufficio. Stessa situazione per l’Automazione della Biblioteca, mentre l’Archivio Pareri è in fase avvio operativo. Il fascicolo del detenuto è un’applicazione già in parte realizzata che richiede tuttavia alcune intergrazioni.
Gli interventi necessari per il Protocollo e la Gestione Documentale riguardano:
Acquisizione di licenze software (Documentum);
Servizi applicativi di sviluppo software;
Servizi di manutenzione software.
L’Amministrazione Penitenziaria rappresenta un contesto organizzativo di difficile gestione sia per la complessità intrinseca di un’attività come l’esecuzione penale, sia per la dimensione delle risorse impiegate e dei vari fattori in gioco.
In particolare l’alta Direzione dell’Amministrazione manifesta sempre di più l’ esigenza di disporre di efficaci sistemi informativi per le funzioni di:
controllo direzionale,
sia per quanto riguarda le attività di tipo istituzionale, sia per quanto riguarda la distribuzione e l’impiego delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili.
Il progetto per la realizzazione di un sistema informativo direzionale dell’Amministrazione Penitenziaria (SIDAP), finanziato con fondi dell’Unione Europea, è in corso di realizzazione.
Gli interventi necessari per il SIDAP riguardano:
Il potenziamento della dotazione hardware del CED di Napoli ove il SIDAP verrà attivato;
Servizi sistemistici di supporto per la realizzazione di un’architettura S.O.A.per una migliore fruizione dei servizi di consultazione.
4. Potenziamento degli strumenti a supporto della valutazione della misura dell’azione amministrativa.
www.giustizia.it è un sito ormai affermato tra un ampio pubblico. Il maggiore interesse dell’utenza si indirizza sulle pubblicazioni di informazioni di servizio quali bandi di concorso, bandi di gara, esiti delle prove di concorso.
E’ prevista la ristrutturazione e gestione del sito www.giustizia.it, che deve essere interamente adeguato alle regole sull’accessibilità dei siti web nonché alle nuove disposizioni del “Codice dell’Amministrazione digitale” che indica quali debbano essere le caratteristiche dei siti ed i contenuti degli stessi, in un’ottica di maggiore trasparenza ed interazione con i cittadini-utenti. Da questo punto di vista , poiché l’utenza di riferimento del sito www.giustizia.it è sia specialistica (operatori professionisti) che generica (i cittadini) i contenuti dovranno essere strutturati in maniera da mettere a disposizione dei primi approfondimenti e riferimenti coordinati di pratica utilità, ai secondi facilità di consultazione dei contenuti meramente informativi e immediata fruizione dei servizi. Si dovrà, inoltre, attivare una procedura per la verifica periodica della customer satisfaction al fine di ottimizzare l’erogazione di servizi sulla base di quelle che risultano le esigenze dei destinatari.
Tali obiettivi potranno essere raggiunti anche avvalendosi della Convenzione-quadro del CNIPA che, nell’ambito del “Sistema pubblico di connettività - SPC” , ha previsto lo svolgimento di una gara avente ad oggetto l’affidamento della progettazione, realizzazione e gestione dei servizi dei siti web in favore delle pubbliche amministrazioni.
Il portale, nato nel 1999 dalla collaborazione tra il Ministero della Giustizia e l’AIPA (ora CNIPA), ha lo scopo di favorire l’accesso - gratuito - del cittadino ai testi normativi attraverso un’unica interfaccia di ricerca in grado di operare selezioni su un corpus documentale distribuito sui diversi siti internet delle Amministrazioni pubbliche aderenti al Progetto.
Il Progetto ha visto la sua realizzazione piena attraverso due linee operative:
la disponibilità delle norme per tutti i cittadini, attraverso un apposito motore di ricerca e la standardizzazione dei formati per la gestione della documentazione normativa.
Nel 2005 sono proseguite con successo le iniziative già avviate nell’anno precedente, in particolare per ciò che attiene l’applicazione del DPR 17 giugno 2004 n. 195 recante il Regolamento integrativo della disciplina e dell'accesso al servizio di informatica giuridica del Centro Elettronico di Documentazione (CED) della Corte Suprema di Cassazione.
L’art. 2 del DPR ed il connesso Regolamento tecnico emanato dal Direttore Generale SIA il 26/10/2004, hanno consentito, infatti, di accedere in maniera completa e organica, tramite www.normeinrete.it, al ricchissimo patrimonio normativo degli archivi del CED della Corte Suprema di Cassazione. Con l’indicizzazione della base documentale dell’archivio LEX-S è infatti ora possibile accedere alla la normativa statale italiana emanata a partire dal 1904. Mentre l’indicizzazione completa dell’archivio LEX-R del CED della Corte di Cassazione consente di accedere alla normativa regionale emanata dal 1948.
La Direzione dei Sistemi Informativi del Ministero della Giustizia ha assicurato con propri fondi, nonostante le difficoltà finanziarie degli ultimi anni, la prosecuzione, senza soluzione di continuità, dei servizi di base del portale e ha internalizzato alcuni servizi, come l’aggiornamento per via telematica del Catalogo delle norme di NIR.
Il progetto NormeInRete ha, peraltro, subito profonde ridefinizioni nel corso del tempo: una prima ridefinizione operativa decisa in seno al Comitato guida che presiede e coordina l’attività relativa all’attuazione dell’art. 107 della legge n. 388/2000, che aveva previsto un finanziamento di € 380.000,00 per il mantenimento di NormeInRete in previsione di una sua futura integrazione nel nuovo portale web da attivare sulla base dello stesso art. 107, non è stata poi realizzata. A questa è subentrata, nel corso del 2006, un’iniziativa del CNIPA volta alla stipula di un apposito Protocollo di intesa, per definire nuove modalità operative di collaborazione tra il CNIPA ed il Ministero della Giustizia, a individuare gli sviluppi futuri del Progetto che costituisce tuttora, nelle more degli sviluppi del Progetto ex art. 107 della legge n. 388/2000 relativo alla normativa vigente, una modalità di accesso unitario alle varie fonti di pubblicazione grazie alla sua architettura federata. La stipula del Protocollo dovrebbe favorire la quantificazione delle necessità economiche e le modalità di finanziamento e condurre allo svolgimento di una gara europea per la quale il Ministero della Giustizia ha già avviato le procedure.
1. lo sviluppo di servizi in rete e dei servizi applicativi per cittadini ed imprese.
4.3 Progetto PASS– punti di accesso ai servizi per i cittadini
Si pone l’obiettivo strategico di superare uno degli ostacoli che oggi si frappongono alla fruizione da parte dei cittadini dei servizi di giustizia non solo equi, ma anche efficaci ed efficienti: l’accessibilità ai servizi stessi attraverso una rete capillare di “sportelli”, sia fisici che virtuali, in grado di eliminare o di ridurre al minimo gli spostamenti, i costi ed i tempi attualmente necessari per richiedere certificati o documenti rilasciati dall’Amministrazione Giudiziaria.
Il progetto consiste nella realizzazione di una rete di sportelli di front-office, costituiti dagli Uffici dei Giudici di Pace (848 uffici capillarmente diffusi su tutto il territorio nazionale), inizialmente limitato alla copertura di circa 457 sedi, autonome o presso tribunali, presenti anche in comuni di dimensioni medio-piccole, che consentiranno ai cittadini anche non residenti nella sede di un Distretto o di un Circondario, di ottenere un certificato direttamente dall’Amministrazione Giudiziaria più vicina (a prescindere dalla competenza territoriale), senza dover ricorrere alla prassi di delegare un’agenzia, previo esborso di denaro, per la medesima operazione.
Per il 2008 si prevedono le seguenti attività:
Integrazione di nuove tipologie di certificati;
Il “portale vendite giudiziarie” è un apposito portale web inteso come unico punto di accesso del Ministero della Giustizia per consentire la ricerca e il monitoraggio dei dati pubblicati sui siti da esso autorizzati, al fine di consentire una visione completa ed unitaria di tutte le vendite forzate in corso.
Il cittadino avrà così a disposizione un servizio di ricerca dei beni immobili posti in vendita da tutti gli uffici giudiziari d’Italia.
L’iniziativa ha avuto il parere favorevole da parte del CNIPA e nel corso del 2007 sarà completata la procedura per l’aggiudicazione della fornitura, comprendente le seguenti voci:
Infrastruttura Tecnologica (hardware e software)
Servizio per la Progettazione e Sviluppo del Portale Aste Immobiliari
Servizio di Redazione e Monitoraggio per il sistema indicato al punto b)
Servizio di Manutenzione Evolutiva, Adeguativa, Migliorativa e Correttiva per il sistema indicato al punto b)
Servizio di Gestione Tecnica per l’infrastruttura indicata al punto a)
Servizio Predisposizione del Locale (Site Preparation) presso la sede di Napoli.
Il portale dovrà inoltre:
verificare gli standard di funzionamento dei siti autorizzati
certificare l'inizio di ciascuna inserzione pubblicitaria.
pubblicare, su area riservata accessibile al Ministero della Giustizia e all'ufficio giudiziario che ha disposto le inserzioni pubblicitarie, i dati statistici relativi all'accesso ai siti.
Nell’ambito del triennio in questione, è prevista la realizzazione, l’installazione e l’avvio in esercizio del portale.
Per quanto riguarda la vendita di beni mobili è prevista la progettazione di un prototipo, a valle del quale si avranno le indicazioni per realizzare la soluzione definitiva in modo da stabilire:
modalità di partecipazione del pubblico alle aste;
modalità di deposito cauzione;
modalità di deposito dell’offerte;
modalità di aggiudicazione dell’asta;
Attività di gestione e manutenzione
1.438.379
721.634
2.881.647
Gestione infrastrutture Gabinetto del Ministro 359.634 359.634 359.634 1.078.902
Gestione sistemi Gabinetto del Ministro 1.078.745 362.000 362.000 1.802.745
Dipartimento degli Affari di Giustizia (DAG)
3.946.164
4.404.966
12.756.096
S.I. Casellario 2.045.599 2.000.000 2.000.000 6.045.599
S.I. DNA/DDA 1.655.599 2.160.000 2.160.000 5.975.599
Gestione infrastrutture Affari di Giustizia 244.966 244.966 244.966 734.898
Dipartimento Organizzazione Giudiziaria (DOG)
74.363.769
81.760.174
80.293.579
236.417.522
S.I. Penale 4.550.000 4.430.000 8.180.000 17.160.000
S.I. Civile 5.600.000 14.620.000 14.320.000 34.540.000
S.I. Cassazione Giuridica 314.000 314.000 314.000 942.000
S.I. Cassazione Giudiziaria 1.330.000 1.620.000 1.490.000 4.440.000
S.I. Amministrativo 300.000 300.000 300.000 900.000
Interventi infrastrutturali e trasversali 62.269.769 60.476.174 55.689.579 178.435.522
10.334.283
10.731.783
10.979.283
32.045.349
Gestione infrastrutture Amministrazione Penitenziaria 5.534.283 5.534.283 5.534.283 16.602.849
Gestione sistemi Amministrazione Penitenziaria 4.800.000 5.197.500 5.445.000 15.442.500
1.529.480
1.329.480
Nuovo Sistema Informativo Giustizia Minorile 50.000 50.000 50.000 150.000
Gestione infrastrutture Giustizia Minorile 479.480 479.480 479.480 1.438.440
Gestione sistemi Giustizia Minorile 1.000.000 800.000 750.000 2.550.000
TOTALE ATTIVITA’ Gestione/manutenzione SS.II.
91.612.075
98.948.037
97.678.942
288.239.054
Attività di evoluzione
Evoluzione Sito Giustizia 1.500.000 130.000 100.000 1.730.000
Evoluzione Sistemi Informativi del Casellario 850.000 600.000 600.000 2.050.000
Evoluzione Sistemi Informativi DNA/DDA 2.850.000 1.950.000 1.950.000 6.750.000
S.I. Civile 1.100.000 570.000 570.000 2.240.000
S.I. Cassazione Giuridica 155.000 625.000 90.000 870.000
S.I. Cassazione Giudiziaria 340.000 340.000 310.000 990.000
Evoluzione del sistema Norme in Rete 150.000 20.000 10.000 180.000
Sistemi amministrativi di gestione del personale (SIGP) 500.000 525.000 550.000 1.575.000
Evoluzione del sistema SIAP/AFIS 200.000 210.000 220.000 630.000
Infrastruttura tecnologica e di supporto 2.300.000 2.415.000 2.530.000 7.245.000
S.I. per la gestione economico-patrimoniale 1.950.000 2.047.500 2.145.000 6.142.500
TOTALE EVOLUZIONE ATTIVITA’ SS.II.
9.432.500
30.402.500
di cui finanziamento extra bilancio
Applicazioni finalizzate all’Ufficio per il Processo 1.900.000 200.000 600.000 2.700.000
Notifiche telematiche 220.000 110.000 150.000 480.000
Processo civile telematico 2.550.000 520.000 220.000 3.290.000
Registrazione Telematica Atti Giudiziari (RTAG) 450.000 300.000 70.000 70.000 590.000
Totale Giustizia Civile
Nuovo Sistema Informativo della Giustizia Minorile 290.000 50.000 30.000 370.000
Progetto @aurora 0 0 0 0
Totale Giustizia Minorile
Distrettualizzazione dei sistemi dell’Area Penale e realizzazione del nodo distrettuale penale 550.000 120.000 150.000 820.000
La Gestione Documentale in ambito penale e dematerializzazione degli atti 1.000.000 750.000 1.300.000 800.000 3.100.000
Il Processo Penale Telematico 1.500.000 1.500.000 1.300.000 700.000 3.500.000
Sistema Informativo della Cognizione Penale (SICIP) 3.000.000 1.500.000 1.500.000 500.000 5.000.000
Sistema Informativo Esecuzione Penale e Sorveglianza (SIES) 1.000.000 250.000 150.000 1.400.000
Sistema Informativo Misure di Prevenzione (SIPPI) 800.000 500.000 100.000 100.000 1.000.000
Cooperazione Internazionale 0 0 0 0
Totale Giustizia Penale
Portale vendite giudiziarie 150.000 60.000 60.000 270.000
Progetto PASS – Punti di accesso ai servizi per i cittadini 200.000 0 0 200.000
Sistema sicuro di accesso ai sistemi informatici del Ministero della Giustiziai 650.000 380.000 90.000 1.120.000
Cooperazione applicativa 1.550.000 1.050.000 850.000 3.450.000
Datawarehouse 650.000 450.000 400.000 1.500.000
Identity and Access Management 1.400.000 370.000 220.000 1.990.000
Pagamenti telematici 320.000 110.000 60.000 490.000
Sale Server Distrettuali 4.000.000 4.500.000 4.500.000 13.000.000
Sperimentazioni e prototipizzazione nuove tecnologie 1.350.000 730.000 0 2.080.000
Dematerializzazione e trasmissione telematica degli atti amministrativi – Protocollo Informatico 300.000 300.000 0 600.000
Informatizzazione UNEP 600.000 50.000 50.000 700.000
Totale Interventi infrastrutturali e trasversali
Sistema Informativo Direzionale (SIDAP) 0 0 0 0
Totale Interventi Amministrazione Penitenziaria
Processo Telematico per la Corte di Cassazione 600.000 200.000 250.000 1.050.000
Totale Sistemi per la Corte di Cassazione
Totale Progetti 25.030.000 13.720.000 9.950.000 48.700.000
Totale Gestione S.I. 91.612.075 98.948.037 97.678.942 288.239.054
Totale Evoluzione S.I. 11.895.000 9.432.500 9.075.000 30.402.500
TOTALE Piano Triennale 128.537.075 122.100.537 116.703.942 367.341.554