Source: http://www.avvocatosasso.it/appunti/persona-offesa-e-parte-civile/
Timestamp: 2013-12-11 14:35:52+00:00
Document Index: 55986756

Matched Legal Cases: ['art. 90', 'art. 307', 'art. 419', 'art. 401', 'art. 406', 'art. 408', 'art. 413', 'art. 408', 'art. 406', 'art. 78', 'art. 82', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 576', 'art. 78', 'sentenza ', 'art. 652', 'art. 75']

Avvocato Sasso » Persona offesa e Parte civile
Indizi di menzogna durante un colloquio criminologico investigativo Informativa sulla tutela dei dati personali
Vittime e SocietÃ Persona offesa e Parte civile
Alla persona offesa il codice riconosce un ruolo meramente penalistico e cioÃ¨ un interesse ad ottenere soltanto la persecuzione penale del colpevole del reato; viceversa al danneggiato che si sia costituito parte civile il codice pretenderebbe di riconoscere un ruolo meramente civilistico, e cioÃ¨ vorrebbe soltanto tutelarne lâ€™interesse ad ottenere il risarcimento del danno. La scelta del codice ha un primo riflesso sulla struttura del procedimento penale. Nelle indagini preliminari Ã¨ tutelata soltanto la persona offesa da reato nel suo interesse penalistico ad ottenere il rinvio a giudizio dellâ€™imputato. Dopo la formulazione dellâ€™imputazione i ruoli appaiono capovolti. La persona offesa (in quanto tale, e cioÃ¨ se non si costituisce parte civile) puÃ² solo presentare memorie ed indicare elementi di prova, ma non ha la possibilitÃ di partecipare allâ€™udienza preliminare nÃ© al dibattimento; viceversa soltanto la parte civile puÃ² parteciparvi. In sostanza, la persona offesa dal momento in cui il pubblico ministero formula lâ€™imputazione, si vede riconosciuti poteri processuali soltanto se esercita lâ€™azione civile nel processo penale.
Il codice attribuisce alla persona offesa la qualifica di soggetto del procedimento; la qualifica di parte le viene riconosciuta soltanto se, nella veste di danneggiato dal reato, la persona offesa abbia esercitato lâ€™azione risarcitoria costituendosi parte civile. Il codice penale prevede anche un caso di persona offesa di creazione legislativa. Ai sensi dellâ€™art. 90, comma 3, qualora una persona sia deceduta in conseguenza del reato, le facoltÃ e i diritti previsti dalla legge in favore della persona offesa sono esercitati dai prossimi congiunti, e cioÃ¨ dai parenti e dagli affini fino al terzo grado (art. 307, comma 4, c.p.). La persona offesa dal reato puÃ² esercitare due tipi di poteri: puÃ² sollecitare lâ€™attivitÃ dellâ€™autoritÃ inquirente; puÃ² indicare elementi di prova nel corso del procedimento, escluso il giudizio di cassazione.
Lâ€™offeso gode, prima di tutto di un potere di carattere informativo; egli riceve lâ€™informazione di garanzia contenente lâ€™avviso della facoltÃ di nominare un difensore. Lâ€™informazione di garanzia Ã¨ inviata del pubblico ministero quando questi sta per compiere un atto garantito nei confronti di un indagato: se mancano queste condizioni, lâ€™informazione di garanzia non deve essere spedita alla persona offesa, che pertanto non riceve nessuna comunicazione ufficiale dellâ€™esistenza di un procedimento in corso e dunque non Ã¨ messa in grado di esercitare alcun diritto. La persona offesa ha un ulteriore diritto di informativa che consiste nellâ€™avviso della data e del luogo nel quale si svolgerÃ lâ€™udienza preliminare (art. 419, comma 1). Tale avviso serve a mettere lâ€™offeso in grado di valutare se gli convenga costituirsi parte civile.
Passiamo adesso ad analizzare i poteri di partecipazione al procedimento che puÃ² esercitare la persona offesa che abbia nominato un difensore. Questâ€™ultimo puÃ² limitarsi ad assistere ai pochi atti di indagine per i quali Ã¨ ammessa la sua presenza e che si riducono, in sostanza, allâ€™accertamento tecnico non ripetibile; oppure puÃ² attivarsi fino a svolgere le c.d. investigazioni difensive. La persona offesa (personalmente o a mezzo difensore) puÃ² chiedere per scritto al pubblico ministero di promuovere incidente probatorio, nel quale venga assunta una prova non rinviabile al dibattimento. In ogni caso se lâ€™incidente probatorio si svolge il difensore della persona offesa potrÃ parteciparvi e chiedere al giudice di rivolgere domande alle persone sottoposte ad esame (art. 401, comma 5). Infine, alla persona offesa sono riconosciuti poteri di tipo prettamente penalistico che cioÃ¨ tendono a tutelare il suo interesse ad ottenere il rinvio a giudizio dellâ€™imputato. Allâ€™offeso non Ã¨ attribuita una vera e propria azione penale e cioÃ¨ il potere di chiedere al giudice il rinvio a giudizio dellâ€™indagato. Viceversa, gli sono attribuiti poteri di controllo sullâ€™attivitÃ del pubblico ministero; essi consentono allâ€™offeso di mettersi in contatto col giudice per le indagini preliminari e presentargli le proprie conclusioni in due delicate ipotesi, e cioÃ¨ quando il pubblico ministero abbia chiesto al giudice la proroga degli indagini (art. 406, comma 3) o lâ€™archiviazione (art. 408, comma 2). Nei due casi la richiesta del pubblico ministero deve essere notificata soltanto alla persona offesa che, in precedenza, abbia formalmente chiesto al medesimo di essere informata.
Restano tuttavia dei vuoti di tutela; e cioÃ¨, vi sono casi nei quali allâ€™offeso non Ã¨ concesso di mettersi direttamente in contatto con il giudice per le indagini preliminari. PuÃ² accadere che in concreto il pubblico ministero resti inerte nel modo piÃ¹ assoluto nonostante il decorso del termine per le indagini; e cioÃ¨ non presenti nÃ© la richiesta di proroga nÃ© la richiesta di archiviazione nÃ© la richiesta di rinvio a giudizio. In questi casi lâ€™art. 413, comma 1, riconosce alla persona offesa il potere di chiedere al procuratore generale presso la corte dâ€™appello di disporre lâ€™avocazione, che peraltro Ã¨ obbligatoria. Ma se il procuratore generale resta inerte, lâ€™offeso non ha rimedi; soprattutto non puÃ² chiedere alcun provvedimento al giudice per le indagini preliminari.
Nelle altre situazioni che veniamo ad illustrare le norme del codice prevedono rimedi di carattere processuale, che necessitano tuttavia che la persona offesa sia attiva, e cioÃ¨ provveda a sollecitare il pubblico ministero. In particolare la persona offesa ha lâ€™onere di dichiarare, nel corso delle indagini preliminari, la volontÃ di essere avvisata in caso di richiesta di archiviazione (nel qual caso riceverÃ notifica della richiesta con lâ€™avviso della facoltÃ di proporre opposizione nel termine di dieci giorni â€“ art. 408) o di proroga delle indagini preliminari (nel qual caso riceverÃ notifica della richiesta con lâ€™avviso della facoltÃ di presentare memorie – art. 406).
La parte civile costituisce un soggetto eventuale del processo penale. Diviene tale colui al quale il reato ha recato danno, ovvero i suoi successori universali, al fine di ottenere la restituzione o il risarcimento del danno dallâ€™imputato o dal responsabile civile[1].
La costituzione di parte civile rappresenta il modo in cui lâ€™azione civile viene inserita nel processo penale. Lâ€™azione civile presuppone la legittimazione allâ€™azione relativa e, quindi, il diritto sostanziale al risarcimento. Ãˆ anche necessaria la capacitÃ processuale, sicchÃ© i soggetti che non hanno la capacitÃ di agire devono essere rappresentati, oltre che autorizzati o assistiti.
Lâ€™atto introduttivo dellâ€™azione civile nel processo penale Ã¨ lâ€™atto di costituzione di parte civile oppure lâ€™atto di trasferimento in sede penale dellâ€™azione civile, giÃ promossa nella sua naturale sede. La formalitÃ di costituzione di parte civile prevede sempre una dichiarazione scritta, sottoscritta non dal danneggiato ma dal suo difensore, munito di procura speciale a lui conferita dallâ€™interessato. La costituzione di parte civile, a seconda del momento in cui interviene, va presentata in udienza ovvero depositata nella cancelleria del giudice investito del processo e successivamente notificata alle altre parti (art. 78 c.p.p.). Essa presuppone in ogni caso la pendenza dellâ€™azione penale, sicchÃ© il momento iniziale di azionabilitÃ della pretesa civilistica coincide con lâ€™esercizio dellâ€™azione punitiva stessa. Infatti, la costituzione di parte civile puÃ² avvenire non prima dellâ€™udienza preliminare; trattandosi di una vocatio in iudicium, occorre che del processo sia investito un giudice; il che avviene, per la prima volta, nellâ€™udienza preliminare, mentre nellâ€™incidente probatorio il procedimento versa ancora nella fase pre-processuale delle indagini preliminari e non si ha ancora un imputato.
Lâ€™azione civile puÃ² essere proposta fino alla fase degli atti introduttivi del dibattimento, allorchÃ© il giudice verifica la instaurazione del contraddittorio tra le parti. Una volta aperto il dibattimento non Ã¨ quindi piÃ¹ possibile ampliare la lite con lâ€™azione civilistica (artt. 484 e 491 c.p.p.).
Una volta intervenuta, la costituzione di parte civile produce i suoi effetti in ogni stato e grado del processo, dunque lâ€™atto di costituzione non va ripetuto in sede di Appello e Cassazione, nÃ© puÃ² essere oggetto di impugnazione.
La revoca della parte civile consiste nella rinuncia ad avvalersi della sede penale, ma non preclude il successivo esercizio dellâ€™azione nella sua naturale sede civile (art. 82), a meno che la rinuncia alla costituzione di parte civile si associ alla rinuncia al conseguimento del risarcimento del danno.
Lâ€™esclusione della parte civile causa lâ€™estinzione dellâ€™azione civile nel processo penale. Legittimati a chiedere lâ€™esclusione sono lâ€™imputato, il responsabile civile e il pubblico ministero. Peraltro, lâ€™esclusione, oltre che su richiesta, puÃ² essere disposta dal giudice anche dâ€™ufficio, allorchÃ© rilevi lâ€™insussistenza dei requisiti per la costituzione di parte civile.
La parte civile puÃ² proporre impugnazione contro i capi della sentenza di condanna che riguardano lâ€™azione civile e, ai soli effetti della responsabilitÃ civile, contro la sentenza di proscioglimento pronunciata nel giudizio (art. 576 c.p.p.). Eccezionalmente puÃ² proporre impugnazione anche agli effetti penali contro le sentenze di condanna e di proscioglimento per i reati di ingiuria e diffamazione.
Lâ€™art. 78 indica le formalitÃ necessarie alla costituzione di parte civile. Tale norma prevede anzitutto la necessitÃ di indicare specificamente chi si costituisce parte civile e lâ€™imputato nei cui confronti viene esercitata lâ€™azione civile. La dichiarazione deve poi contenere il nome ed il cognome del difensore e lâ€™indicazione della procura speciale e deve essere sottoscritta dal difensore. Ãˆ infine richiesta lâ€™esposizione delle ragioni che giustificano la domanda e cioÃ¨ lâ€™indicazione della causa pretendi nonchÃ© lâ€™indicazione del quantum del risarcimento richiesto.
Per completezza di esposizione occorre rilevare che il danneggiato puÃ² anche compiere scelte alternative alla costituzione di parte civile per ottenere il risarcimento del danno. Da un lato, puÃ² esercitare lâ€™azione davanti al giudice civile; da altro lato puÃ² restare inerte e, cioÃ¨, non esercitare il diritto nÃ© in sede penale nÃ© in sede civile. Se il danneggiato resta inerte corre il rischio che il giudice penale assolva lâ€™imputato con una formula ampia, che acquista la forza del giudicato. Infatti, quando il danneggiato Ã¨ stato messo in grado di partecipare al processo penale e non ha voluto costituirsi parte civile, la sentenza di assoluzione con formula ampia gli impedisce di chiedere successivamente il risarcimento del danno davanti al giudice civile (art. 652). Nellâ€™altro caso, e cioÃ¨ qualora il danneggiato eserciti lâ€™azione risarcitoria davanti al giudice civile in modo tempestivo (prima cioÃ¨ che il giudice penale abbia pronunciato sentenza) lâ€™azione civile puÃ² svilupparsi senza subire sospensioni parallelamente allo svolgersi del processo penale (art. 75 comma 2). Vi Ã¨ un ulteriore vantaggio: una eventuale assoluzione penale dellâ€™imputato non ha forza di giudicato e, cioÃ¨, non vincola il giudice civile nÃ© gli impedisce, eventualmente, di condannare lâ€™imputato convenuto al risarcimento del danno, ove siano raccolte le prove della responsabilitÃ penale.
[1] La costituzione di parte civile non Ã¨ ammessa nei processi penali innanzi al Tribunale per i minorenni stante la loro finalitÃ rieducativa.