Source: http://www.scuolabruniana.it/valori-e-metodo/
Timestamp: 2018-07-18 08:32:40+00:00
Document Index: 103491406

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 97']

Valori e Metodo | Scuola Bruniana .
I NOSTRI PRINCÌPI: UN NUOVO IMPEGNO FORMATIVO
IL NUOVO SISTEMA DIDATTICO PER LA FORMAZIONE FORENSE
TABELLA ATTIVITÀ FORMATIVA/CREDITI
QUADRO SINOTTICO DELLA NUOVA DISCIPLINA
QUADRO SINOTTICO ACCREDITAMENTO
«Non è armonia e concordia dove è unità, dove un essere vuol assorbir tutto l’essere; ma dove è ordine et analogia di cose diverse; dove ogni cosa serva la sua natura».
«Non scegliere questa professione se non bruci di curiosità intellettuale. Non sceglierla se non avvertirai con piacere che essa invaderà la tua vita e ti chiederà di dedicarle ogni energia perché, come dice un bel verso del Macbeth, “il lavoro nel quale proviamo diletto è esso stesso rimedio alla fatica”; e come, a chi gli chiedeva del perché di una vita così austera dedicata costantemente al lavoro ed al miglioramento che costava la rinuncia alle delizie della vita, von Karajan rispose: “Le delizie della vita? Sono un rischio da non correre nel mio mestiere”. Non sceglierla se vorrai isolarti intellettualmente perché è il confronto che ti fa umile e quindi ti conserva giovane e vivo; lo insegnava una bellissima frase poco conosciuta del Foscolo: “Va fra la gente per romperti le corna dell’orgoglio”.
Non sceglierla se non vorrai mettere al bando le furberie e rispettare e consigliare di rispettare le leggi anche morali. Un grande banchiere israelita scrisse al figlio nel testamento: “e non per vocazione, sii onesto per convenienza”. Non sceglierla se non vorrai prodigarti per gli altri perché – le parole sono di Piero Calamandrei – “gli avvocati bisogna che lavorino disperatamente, vogliano o non vogliano, fino all’ultimo respiro, per servire gli altri, per aprire la strada agli altri e arrivino alla morte senza aver potuto fare quel che li riguarda personalmente e… che per tutta la vita hanno dovuto rimandare a domani”».
[Franzo Grande Stevens]
La legge sul nuovo ordinamento forense (n. 247 del 31.12.2012) ha disegnato in nuce una nuova figura di avvocato, che nei prossimi anni avrà concreta possibilità di realizzarsi, un avvocato dalla soggettività pubblica marcata, dal ruolo sociale più definito ma anche dalla più chiara responsabilità verso la collettività dei cittadini.
È scritto, infatti, nella nuova legge ordinamentale forense che l’avvocato ha la funzione di garantire al cittadino l’effettività della tutela dei diritti ma anche che l’ordinamento forense, nell’interesse pubblico, assicura l’idoneità professionale degli iscritti onde garantire la tutela degli interessi individuali e collettivi sui quali essa incide, e tutela l’affidamento della collettività e della clientela, prescrivendo l’obbligo della correttezza dei comportamenti e la cura della qualità ed efficacia della prestazione professionale.
È pertanto evidente che il nuovo ruolo e la nuova responsabilità sociale dell’avvocato si traducono anche in un più stringente obbligo di curare l’aggiornamento della propria competenza professionale per garantire un adeguato standard qualitativo delle sue prestazioni professionali nell’interesse non solo dei clienti ma anche dell’amministrazione della giustizia.
Le nuove regole per la formazione continua degli avvocati sono contenute nel regolamento n. 6 di attuazione della legge n. 247/12, approvato dal Consiglio Nazionale Forense nella seduta del 16.7.14, che ha affidato ai Consigli dell’Ordine degli Avvocati, anche per il tramite di associazioni e fondazioni a tal fine costituite, il compito di sovraintendere e coordinare nell’ambito circoscrizionale di competenza, l’attività di formazione continua e di vigilanza sull’assolvimento dell’obbligo formativo da parte dei propri iscritti.
Il regolamento in questione ha, in particolare, stabilito regole più rigide nella concessione dei cd. crediti formativi (il crediti formativo è propriamente l’unità di misura del carico di studio e dell’impegno posti dall’avvocato nell’assolvimento del proprio obbligo di formazione continua) e formalizzato la procedura di accreditamento delle attività formative, vincolandola al rispetto di precisi criteri, quali la coerenza dei temi trattati con le finalità del regolamento e l’attinenza alla professione sotto profili tecnici, scientifici, culturali e interdisciplinari, l’adozione di idonei metodi di controllo della continua ed effettiva partecipazione dell’iscritto all’attività formativa (verifiche intermedie e verifica finale), la tipologia (livello base, avanzato, specialistico) e la durata (mezza giornata, una giornata) dell’attività formativa stessa, la tipologia e la qualità dei supporti di ausilio all’esposizione (quali proiezione di filmati, uso di diapositive e distribuzione anticipata di materiale di studio), la metodologia didattica adottata (ad. es. simulazione, tavola rotonda, lezione frontale) e la partecipazione interattiva (eventuale spazio dedicato alle domande, raccolta preliminare di quesiti), le esperienze e competenze specifiche dei relatori, l’elaborazione e la distribuzione di un questionario di valutazione finale dell’evento da parte dei partecipanti.
Il regolamento, poi, onera i COA della predisposizione di un piano di offerta formativa (POF), con l’indicazione degli eventi promossi nel corso dell’anno, da inviare al CNF per l’inserimento nel calendario nazionale e la divulgazione degli eventi stessi, così di fatto dando un’evidenza pubblica all’attività formativa svolta nei vari ambiti circoscrizionali e creando le basi per una sana, ma impegnativa, competizione tra i soggetti formatori.
Il nuovo impianto normativo sulla formazione continua degli avvocati, che rende senz’altro molto più gravoso l’impegno dei soggetti delegati alla formazione professionale continua (che sono, oltre al CNF e ai COA, tutti i soggetti pubblici o privati che promuovono, organizzano e gestiscono le attività formative nel rispetto delle norme regolamentari) ha quindi suggerito al nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Forense di Nola, nell’ambito del quale ho assunto l’incarico di direttore generale, di operare scelte innovative rispetto al passato.
Scelte che vanno, innanzitutto, nel senso di favorire attivamente la collaborazione costante e il coordinamento continuo con i soggetti formatori diversi dalla Scuola Bruniana (innanzitutto gli enti e le associazioni forensi operanti sul territorio ma anche le università), al fine di uniformare il livello qualitativo dell’offerta formativa, pur preservando la pluralità e l’autonomia delle scelte operate dai diversi enti formatori, che si distinguono e continueranno certamente a distinguersi tra loro per modalità, contenuti ed ambiti cognitivi.
E, poi, nella direzione di curare con particolare attenzione l’affinamento delle conoscenze e dei saperi tecnici e culturali degli avvocati sui temi di effettivo interesse degli avvocati stessi a cui l’offerta formativa si rivolge, e cioè tenendo conto dell’ambito territoriale in cui essi operano. In altre parole, anche in considerazione del deficit di efficienza che caratterizza oggi il profilo pratico del tirocinio professionale, a causa del progressivo depotenziamento dell’apprendistato svolto negli studi legali, colpevolmente voluto dallo stesso legislatore e a cui occorre certamente porre riparo, la nuova mission della Scuola Bruniana è quella di curare una formazione veramente professionalizzante, nella quale il momento pratico e operativo è prevalente rispetto al contenuto puramente teorico dell’attività formativa.
In quest’ottica abbiamo, all’inizio dell’attività del nuovo CdA della Fondazione, riorganizzato le aree tematiche e i dipartimenti della Scuola, procedendo ad una razionalizzazione delle une (che diventano 6) e degli altri (che diventano 23), finalizzata al recupero di efficienza organizzativa e caratterizzata dall’attenzione verso le nuove frontiere dell’avvocatura (le specializzazioni, l’organizzazione e il marketing dello studio legale, i sistemi di risoluzione delle controversie alternativi al processo giurisdizionale, per citarne alcune) e curando il potenziamento dell’attività dei laboratori (che passano da 3 a 6), che consideriamo il cuore pulsante della nuova attività di formazione che la Scuola si propone di portare avanti. Questi ultimi vanno da quelli tradizionali già presenti nell’organizzazione della Scuola, quali il corso di preparazione all’esame di Stato per avvocati e i laboratori sulla formazione comune tra magistrati e avvocati e sulla formazione comune con professionisti delle imprese e degli enti, ai nuovi laboratori di linguaggio e tecniche di difesa processuali, di studio delle riforme legislative e delle tecniche di redazione dei testi normativi, di studio ed elaborazione di protocolli di intesa e prassi di gestione delle attività processuali, di linguaggio e tecniche di difesa processuali.
Altro aspetto peculiare del nuovo programma formativo della Scuola Bruniana è quello relativo alla istituzione di una vera e propria area tematica dedicata all’etica e alla cultura giuridica e alla calendarizzazione di periodici incontri sui temi della deontologia professionale, anche in considerazione del mutato quadro normativo, dettato dalla legge n. 247/12, relativo alla potestà disciplinare forense (che è passata dai COA ai Consigli Distrettuali di Disciplina), alla notevole formalizzazione del procedimento disciplinare e sua assimilazione al processo penale e al varo del nuovo codice deontologico forense. E ciò in ossequio del principio di pari dignità riconosciuta dalla nuova legge professionale alla norma deontologica rispetto alla norma giuridica (l’art. 2 della legge n. 247/12 prevede espressamente che l’avvocato, nell’esercizio della sua attività, è soggetto alla legge e alle regole deontologiche). Particolare attenzione sarà dedicata anche alla formazione degli avvocati abilitati alla difesa di ufficio, attraverso l’implementazione di un corso di formazione di durata biennale.
Un’ultima notazione: il nuovo percorso della Scuola Bruniana è accompagnato anche da un aspetto solo apparentemente formale, da un restyling del suo logo. La fiamma che in precedenza veniva fuori dall’occhio (simboleggiante la “filosofia”, nonchè la “chiara visione”, o anche “visione giusta”, ma fraintendibile con il rogo cui fu sottoposto il filosofo nolano) ora è all’interno dell’iride, a volerne incrementare il valore iconografico: qui è lo stesso Giordano Bruno a guardarci, il fuoco è, ancor più chiaramente, un fuoco interiore: il senso di giustizia.
Un sentimento comune agli avvocati di ieri, a quelli di oggi e a quelli che verranno.
[Direttore Generale Fondazione Forense]
La “Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense” (legge 31 dicembre 2012, n. 247 pubblicata in GU n. 15 del 18 gennaio 2013) dopo un’attesa durata più di settant’anni e diversi anni di discussioni e lavori parlamentari è intervenuta a riformare organicamente la professione forense, dettando i parametri per le nuove frontiere e le nuove sfide dell’avvocatura contemporanea.
In anni di cambiamenti sociali e di profonde trasformazioni economiche, sempre di più viene richiesto alla classe forense di cogliere il segno dei tempi, di interpretare la realtà e fornire sostegno e guida nell’ambito del ruolo professionale e sociale da sempre ad essa riconosciuto.
E proprio nella consapevolezza di tali esigenze, la riforma dell’Ordinamento forense ha inteso attribuire un ruolo centrale alla formazione sancendo all’art. 11 l. 247/13 “l’obbligo – dell’avvocato – di curare il continuo e costante aggiornamento della competenza professionale al fine di assicurare la qualità delle prestazioni professionali e di contribuire al migliore esercizio della professione nell’interesse dei clienti e dell’amministrazione della giustizia”.
Il 16 luglio 2014, il Consiglio nazionale forense -in attuazione della legge professionale- ha approvato il Regolamento n. 6 per la “Formazione continua degli avvocati ”, entrato in vigore il 1 gennaio 2015.
Da quest’anno quindi cambiano le modalità della formazione richiesta a ogni avvocato per l’esercizio della professione, e il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Nola attraverso la Fondazione forense “Scuola Bruniana” si impegna a offrire ai suoi iscritti tutti gli strumenti per coadiuvare e sostenere il professionista in questo nuovo percorso.
Il Regolamento n. 6/2014 delinea un articolato “sistema didattico” sintetizzabile in alcuni punti fondamentali:
A) Equiparazione obbligo formativo avvocati e praticanti abilitati: La formazione professionale continua è richiesta in ugual misura agli avvocati per il loro personale e continuo aggiornamento e ai giovani praticanti iscritti abilitati e iscritti agli albi professionali affinché si avvicinino con maggiore consapevolezza e maturità alla professione di avvocato e giungano preparati tecnicamente e deontologicamente allo svolgimento della professione.
B) Libertà formativa per eventi in Italia e UE: Ogni iscritto sceglie liberamente gli eventi e le attività formative da svolgere, in relazione ai settori di attività professionale esercitata. In ogni caso però almeno tre crediti formativi nell’anno devono derivare da attività ed eventi formativi aventi ad oggetto l’ordinamento professionale e previdenziale e la deontologia
C) Suddivisione delle attività formative in attività di aggiornamento e attività di formazione
Attività di aggiornamento: diretta all’adeguamento e all’approfondimento delle esperienze maturate e delle conoscenze acquisite nella formazione iniziale.
È svolta mediante:
• frequenza di corsi, seminari e convegni con finalità tecnico-pratiche nelle materie del diritto sostanziale e processuale anche con riguardo ai contenuti formativi e ai criteri di cui agli articoli 43 e 46 della legge professionale;
• a distanza o mediante autoaggiornamento o mediante partecipazione a congressi giuridici nazionali o distrettuali.
Attività di formazione: acquisizione di nuove conoscenze e saperi scientifici, tecnici e culturali utili al perfezionamento delle competenze professionali in materie giuridiche e interdisciplinari.
È svolta mediante eventi caratterizzati dal perseguimento delle finalità di cui all’art. 2, comma 3, quali ad esempio:
A) corsi aventi ad oggetto temi specifici di particolare qualificazione professionale e culturale o diretti al conseguimento del titolo di specialista;
B) master di primo e secondo livello;
C) corsi di linguaggio giuridico di lingua straniera;
D) corsi di cui all’art. 22 della legge professionale.
A) per eventi della durata di mezza giornata (mattina o pomeriggio) da n. 1 a n. 3 CF;
B) per eventi della durata di una intera giornata da n. 2 a n. 4 CF.
A) per eventi della durata di mezza giornata (mattina o pomeriggio) da n. 2 a n. 4 CF;
B) per eventi della durata di una intera o più giornate da n. 6 a n. 20 CF
A) per lo svolgimento di relazioni o lezioni n. 1 CF per ogni attività, con un massimo di n. 12 CF all’anno;
B) per pubblicazioni e saggi in materie giuridiche su riviste specializzate a diffusione o rilevanza nazionale da n. 1 a n. 3 CF per ciascuno scritto; per libri e monografie da n. 1 a n. 5 CF per ciascuno scritto; in ogni caso i CF attribuiti non potranno superare un massimo di n. 12 CF all’anno;
C) per i contratti di insegnamento in materie giuridiche presso istituti universitari ed enti equiparati un massimo di n. 10 CF all’anno;
D) per la partecipazione a commissioni di studio e gruppi di lavoro un massimo di n. 10 CF all’anno;
E) per la partecipazione alle commissioni per gli esami di abilitazione all’esercizio della professione forense, e per altri concorsi di rilevanza giuridico-forense n. 10 CF all’anno;
F) per l’attività di studio e aggiornamento individuale, preventivamente autorizzata, un massimo di n. 10 CF all’anno.
FAD – si applicano gli stessi criteri
– max 40%
PARTECIPAZIONE AGLI EVENTI DELLA DURATA DI UNA O MEZZA GIORNATA
CF riconosciuti solo qualora risulti documentata la partecipazione dell’iscritto all’intero evento.
PARTECIPAZIONE AGLI EVENTI DI DURATA SUPERIORE
CF riconosciuti solo qualora risulti documentata la partecipazione dell’iscritto ad almeno l’ottanta per cento dell’evento.
I CAPISALDI DELLA NUOVA DISCIPLINA SONO INDICATI NEL SEGUENTE QUADRO SINOTTICO
1. Partecipazione effettiva e documentata
2. Durata triennale
3. 60 CF / 9 in materie obbligatorie nel triennio
4. 15 CF / 3 in materie obbligatorie all’ anno
5. Compensazione nel triennio: 5 CF ma non in materie obbligatorie
6. FAD (formazione a distanza): al max 40 %
VALUTAZIONE DEI CREDITI GIÀ MATURATI
Il primo periodo di valutazione triennale decorre dal 1° gennaio 2014: si considerano utilmente conseguiti i CF maturati a partire dal 1° gennaio 2014 mediante la partecipazione alle attività di formazione professionale continua accreditate ai sensi delle disposizioni previgenti.
1. CNF: Promuove e coordina l’attività di formazione continua;ne controlla lo svolgimento; garantisce criteri uniformi per il riconoscimento di crediti formativi sul territorio nazionale; può emanare linee guida e circolari interpretative per l’applicazione del presente regolamento al fine di assicurare l’effettività e l’uniformità della formazione;promuovendo la più ampia e tempestiva diffusione dei programmi tra gli iscritti;
2. COA: Sovraintendono e coordinano nelle proprie circoscrizioni l’attività di formazione continua, vigilando sull’assolvimento dell’obbligo da parte degli iscritti (anche tramite associazioni e fondazioni a tal fine costituite);
3. ALTRI SOGGETTI: soggetti pubblici o privati, che, per l’accreditamento, devono dimostrare di operare in ambito forense o comunque in ambiti attinenti all’esercizio della professione di avvocato ed abbiano maturato esperienze nello svolgimento di attività formative.
È possibile ricevere finanziamento di attività di formazione continua di contributi pubblici e privati di terzi che operino in aree scientifiche, tecniche e culturali connesse e senza che ciò possa determinare ingerenze di qualsiasi tipo e in qualsiasi forma nella organizzazione e nella gestione degli eventi.
Provvedono il CNF ed i COA, in base alle rispettive competenze:
1. Il CNF: è competente a concedere l’accreditamento per le attività formative di cui all’art. 3, comma 3, per gli eventi a rilevanza nazionale, gli eventi seriali, la FAD, gli eventi che si svolgono all’estero;
2. Il COA: è competente a concedere l’accreditamento per le attività formative di cui all’art. 3, commi 1 e 2, per gli eventi a rilevanza locale.
3. Qualora l’attività formativa sia promossa ovvero organizzata in collaborazione da più COA dello stesso distretto di Corte d’appello, la competenza per l’accreditamento è del COA distrettuale.
COMMISSIONI PER L’ACCREDITAMENTO DELLA FORMAZIONE
1. Commissione centrale per l’accreditamento della formazione istituita presso il CNF che cura l’istruttoria e l’accreditamento degli eventi formativi di competenza del CNF e coordina le Commissioni per la formazione istituite dai COA circondariali; controlla le procedure di accreditamento e lo svolgimento di tutte le attività formative sul territorio nazionale;
2. Commissione per l’accreditamento della formazione costituite presso i Consigli dell’Ordine che cura l’istruttoria e l’accreditamento delle attività formative di competenza del COA e ne controlla l’effettivo e corretto svolgimento; opera in coordinamento con le Commissioni per l’accreditamento istituite dagli altri COA.
Al fine di favorire il monitoraggio della formazione su scala nazionale, ciascun COA comunica alla Commissione centrale le attività accreditate, promosse o organizzate
CRITERI PER L’ACCREDITAMENTO
A) coerenza dei temi trattati con le finalità del presente regolamento e attinenza alla professione sotto profili tecnici, scientifici, culturali e interdisciplinari;
B) tipologia (livello base, avanzato, specialistico) e durata (mezza giornata, una giornata);
C) tipologia e qualità dei supporti di ausilio all’esposizione (quali proiezione di filmati, uso di diapositive e la distribuzione anticipata di materiale di studio);
D) metodologia didattica adottata (ad es. simulazione, tavola rotonda, lezione frontale) e partecipazione interattiva (eventuale spazio dedicato alle domande, raccolta preliminare dei quesiti);
E) esperienze e competenze specifiche dei relatori in relazione alla natura dell’evento;
F) elaborazione e distribuzione di un questionario di valutazione finale dell’evento da parte dei partecipanti;
G) metodi di controllo della continua ed effettiva partecipazione, come verifiche intermedie e verifica finale.
Ciascun COA, entro il 31 gennaio di ogni anno, predispone il Piano dell’offerta formativa (POF), indicando gli eventi che intende promuovere nel corso dell’anno, che potrà essere inviato all’inizio di ogni anno o semestre al CNF ai fini dell’inserimento nel calendario nazionale e della divulgazione degli eventi.
Ciascun COA, al termine di ogni anno, è tenuto ad inviare alla Commissione centrale una relazione sugli eventi di aggiornamento promossi e sulle iniziative accreditate ai sensi e per gli effetti del presente regolamento
Il regolamento n.6/2014 delinea inoltre dettagliatamente tutti i parametri delle procedure per l’accreditamento; definisce le altre attività accreditabili, le attività cd. di “autoformazione” e i protocolli d’intesa; disciplina rigorosamente gli esoneri e le esenzioni; indica le attività di verifica; rilascia attestati formativi.
La SCUOLA BRUNIANA si propone di realizzare un equilibrato rapporto fra cultura della legalità, approfondimenti giuridici e deontologia professionale e favorire la formazione di una figura di avvocato capace di coniugare la tecnica e l’efficienza professionale alla dimensione di impegno pubblico e di responsabilità civile naturalmente correlati alla sua funzione.
Le attività formative organizzate – secondo quanto disposto dal Regolamento n. 6/2014 – in sinergia con il Piano dell’offerta formativa (POF) predisposto dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati prevedono una programmazione su base annuale, che potrà essere trasmessa all’inizio di ogni anno o semestre al Consiglio Nazionale Forense ai fini dell’inserimento nel calendario nazionale e della divulgazione degli eventi.
I corsi sono pianificati col supporto dei Dipartimenti di cui all’art. 16 dello Statuto della Fondazione forense di Nola, composti da professionisti esperti negli specifici settori operativi e coordinati dal Consiglio di Amministrazione. È altresì prevista la compartecipazione all’attività didattica di avvocati, magistrati e docenti universitari, esperti di settore.
L’offerta formativa, in linea con le indicazione del nuovo Regolamento prevede:
A) Costante attività di AGGIORNAMENTO attraverso frequenza di corsi, seminari e convegni con finalità tecnico-pratiche nelle materie del diritto sostanziale e processuale
• Lezioni frontali e simulazioni anche organizzate in cicli seminariali.
• Tavola Rotonda: dibattito tra aula ed esperti su casi Giurisprudenziali e Riforme Normative.
• Osservatorio sulla giurisprudenza del Foro con la redazione di massime su sentenze e elaborazione di note a sentenza da divulgare sul sito e/o attraverso convegni.
B) Qualificata attività di FORMAZIONE attraverso l’attivazione corsi aventi ad oggetto temi specifici, particolare qualificazione professionale e culturale o diretti al conseguimento del titolo di specialista; master di primo e secondo livello; corsi di linguaggio giuridico di lingua straniera; corsi di cui all’art. 22 della legge professionale.
Seminari e Short Master suddivisi in sessioni:
• Temi di alta specializzazione ed elevato livello di approfondimento;
• Profili di interdisciplinarità;
• Attenzione ai parametri comunitari e internazionali anche attraverso spunti di diritto comparato;
• Analisi della casistica giurisprudenziale;
• Confronto con operatori di settore/specialisti/consulenti
• Cenni alle tematiche di comunicazione ed espressione o altre connesse alla psicologia forense;
• Cenni all’etica professionale e deontologia.
LABORATORI DI FORMAZIONE COMUNE
Attivazione di esperienze di formazione interdisciplinare in cui l’avvocato si confronta con altre figure professionali e con il suo principale interlocutore, il magistrato, per approfondire tematiche di particolare attualità e interesse per tutti i soggetti coinvolti (altri ordini professionali, magistrati, PA, impresa).
A) FOCUS NORMATIVI: esame di istituti normativi, soprattutto alla luce di modifiche significative;
B) FOCUS GIURISPRUDENZIALI: aggiornamento sui nuovi orientamenti giurisprudenziali relativi a specifici argomenti giuridici e/o l’analisi di specifici casi giudiziari
LEZIONI DI DEONTOLOGIA/PREVIDENZA/ASSISTENZA
La Scuola si pone l’obiettivo di “istituzionalizzare” le lezioni in materie obbligatorie, garantendo con cadenza mensile incontri che offrano spunti di approfondimento in materia di etica professionale, profili deontologici e previdenziali, nonché gestione e marketing dello studio legale, rapporti e responsabilità con la clientela
CORSO DI PREPARAZIONE ALLA DIFESA D’UFFICIO
È un corso di specializzazione di II livello che ha lo scopo di formare i giovani penalisti sia sul piano sostanziale che processuale, offrendo loro gli strumenti per esercitare l’ufficio di difensore, nel rispetto dei principi deontologici e costituzionali ad essa connessi.
Costituisce titolo per l’iscrizione all’elenco dei difensori d’ufficio di cui all’ art. 97 c.p.p..
Le attività didattiche hanno durata variabile, comunque mai inferiore alla mezza giornata. Possono essere articolate in sessioni o moduli e avere ripetizione ciclica.
L’attività formativa è esercitata senza scopo di lucro. Eventuali contributi economici possono essere previsti esclusivamente a copertura dei costi di gestione e organizzazione e nell’ambito di attività formative in partnership con altri enti al fine del conseguimento di attestati di qualificazione o specializzazione professionale.