Source: http://www.ambientediritto.it/dottrina/Dottrina%202004/Contratto_concessione.htm
Timestamp: 2014-12-21 17:11:23+00:00
Document Index: 183764943

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 15']

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA E DISCIPLINA DEL CONTRATTO DI CONCESSIONE Maurizio Fusi
SOMMARIO: 1. Mezzi e concessionari. - 2. Il contratto di concessione. - 3. La raccolta e la gestione degli ordini di pubblicit�. - 4. La quota del concedente. I minimi garantiti e le anticipazioni. - 5. L'esclusiva. - 6. L'esecuzione della pubblicit� da parte del concedente. - 7. Il mantenimento qualitativo del mezzo. - 8. Durata e cessazione del contratto. - 9. Natura giuridica 1. Mezzi e concessionari.
Nella pratica, si definisce "di concessione pubblicitaria" il contratto con il quale un'impresa di mezzi (concedente) affida in concessione ad un'impresa specializzata (concessionario), l'acquisizione e la gestione della pubblicit� da diffondere attraverso il veicolo del concedente.
Il ricorso a questo strumento negoziale trova la sua principale ragion d'essere nella gi� ricordata circostanza che la pubblicit� non rappresenta di regola il principale oggetto dell'attivit� istituzionale delle imprese di mezzi, ma solo una forma marginale di sfruttamento di certe loro opportunit� aziendali. E poich�, a motivo di ci�, tali imprese di mezzi dispongono raramente di strutture per la raccolta e l'amministrazione di ordini di pubblicit�, ne deriva l'opportunit� di avvalersi a tal fine di organizzazioni specializzate, in grado di gestire il servizio al meglio.
Oggigiorno, praticamente tutte le imprese di mezzi operanti in Italia si avvalgono di concessionari di pubblicit�, dovendosi unicamente distinguere fra quelle che si affidano a concessionari terzi ad esse non collegati (come accade per la maggioranza delle imprese editoriali e radiotelevisive, nonch� degli enti pubblici in particolare per la pubblicit� esterna), e quelle che invece utilizzano imprese concessionarie da esse stesse controllate, come avviene per alcuni grandi editori, per la concessionaria del servizio radiotelevisivo pubblico e per il principale gruppo televisivo privato. Fanno eccezione alla regola alcuni grandi Comuni, che gestiscono l'acquisizione della pubblicit� in forma diretta.
Tale essendo il quadro in cui la figura del concessionario di pubblicit� si colloca, � evidente che il sistema ben potrebbe dar luogo al fenomeno che si � soliti indicare con il termine "concentrazione", per riferirsi soprattutto alla situazione di quelle grandi imprese concessionarie che, operando per pi� mezzi, potrebbero essere in grado dicondizionare il mercato, con effetto distorsivo sugli investimenti pubblicitari ed implicazioni negative sia sull'accesso ai mezzi di comunicazione sia sull'indipendenza degli organi d'informazione, la cui stessa esistenza spesso dipende dal gettito pubblicitario che i loro veicoli sono in grado di conseguire.
Ad evitare, attraverso la concentrazione di mezzi pubblicitari, simili distorsioni, speciali normative pubblicistiche hanno fissato alcune limitazioni alle imprese
concessionarie dei settori editoriale e radiotelevisivo.
Per l'editoria, la l. 5 agosto 1981, n. 416 (modificata dalla l. 30 aprile 1983, n. 137 e dalla l. 10 gennaio 1985, n. 1) impone, all'art. 11, l'iscrizione al registro nazionale della stampa delle imprese concessionarie di pubblicit� per qualsiasi quotidiano o per quei periodici di cui sia parimenti obbligatoria l'iscrizione al registro e, all'art. 12, il deposito dei loro bilanci annuali con l'indicazione analitica delle risultanze contabili afferenti alla pubblicit� eseguita su tali mezzi, nonch� la pubblicazione dei bilanci stessi su tutte le testate in concessione. Lo stesso art. 12 vieta alle concessionarie l'esercizio in esclusiva per un numero di quotidiani la cui tiratura complessiva superi il 30 per cento di quella nazionale. La percentuale si riduce al 20 per cento della tiratura globale dell'anno precedente ove la concessionaria controlli o sia controllata, direttamente o indirettamente, da un'impresa editrice, vietandosi in ogni caso l'aggiramento di tali limiti attraverso operazioni di collegamento o controllo fra concessionarie, e facendosi obbligo, onde consentire gli opportuni accertamenti, di comunicare al Garante dell'editoria i dati relativi alla propriet� e gestione delle aziende stesse .
Per le concessionarie di pubblicit� radiotelevisiva, disposizioni ispirate alle stesse esigenze sono contenute agli artt. 12 e 15, 6� e 7� comma, l. 6 agosto 1990, n. 223. L'art. 12 assoggetta queste imprese all'obbligo dell'iscrizione nel registro nazionale delle imprese radiotelevisive (alla domanda l'art. 13 del regolamento di attuazione, d.p.r. 27 marzo 1992, n. 255, dispone venga allegato l'elenco delle emittenti servite e dei contratti in corso), mentre l'art. 15, 6� comma, impone la presentazione dei bilanci annuali corredati di tutti i dati sui contratti stipulati, le clausole di esclusiva, i minimi garantiti, i
pagamenti eseguiti. Lo stesso art. 15, al 7� comma, limita a tre il numero delle reti nazionali per le quali la pubblicit� pu� essere raccolta ove la concessionaria sia collegata o controllata da un'impresa esercente la radiodiffusione; ovvero a due reti nazionali e tre locali, o ancora a una rete nazionale e sei locali, con la sola eccezione della concessionaria dell'emittente pubblica, alla quale si consente di raccogliere la pubblicit�,
oltre che per le tre reti televisive, anche per le tre reti radiofoniche pubbliche. La stessa norma vieta altres� ai concessionari di acquisire pubblicit� per mezzi diversi da quelli radiofonici o televisivi in misura superiore al 2 per cento degli investimenti pubblicitari complessivi dell'anno precedente. Gli artt. 12 e 15, l. n. 223/90 comminano la nullit� dei contratti di concessione pubblicitaria quando una delle parti contraenti non sia iscritta nel registro nazionale ovvero se siano stipulati in difformit� delle disposizioni contro le concentrazioni.
La vigilanza e l'applicazione delle disposizioni di cui sopra � affidata al Garante per la
radiodiffusione e l'editoria, al quale � attribuito il potere di irrogare, in caso di inosservanza, determinate sanzioni amministrative ovvero di proporne l'applicazione al Ministro delle poste e telecomunicazioni. Il Garante esercita altres� avanti il giudice competente l'azione di nullit� degli atti e dei contratti posti in essere in violazione dei ricordati divieti.
Per completezza, si rammenta che una speciale disciplina pubblicistica � contenuta nel d.lgs. 23 ottobre 1993, n. 421 per le imprese concessionarie del servizio comunale di pubbliche affissioni. La normativa ha tuttavia una giustificazione prevalentemente fiscale-amministrativa.
2. Il contratto di concessione
N� la legge n� le raccolte di usi accertati menzionano il contratto di concessione pubblicitaria. Ma lo schema di tale figura negoziale � ormai consolidato da una prassi sostanzialmente costante, seguita da molti decenni dagli operatori del settore, in base a cui, a fronte del conferimento della concessione da parte dell'impresa di mezzi, il concessionario si impegna a procedere, in nome proprio, con propria organizzazione e a proprie spese, alla ricerca e raccolta degli ordini per la pubblicit� da inserire sul veicolo, alla conclusione, sempre in proprio, dei relativi contratti di diffusione con gli utenti, nonch� alla fatturazione, esazione ed incasso