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Timestamp: 2020-08-05 07:51:22+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 178', 'art. 630', 'art. 630', 'art. 178', 'art. 669', 'sentenza ', 'art. 149', 'art. 497', 'art. 497', 'art. 562']

Sentenza Cassazione Civile n. 1332 del 20/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1332 del 20/01/2011
Cassazione civile sez. VI, 20/01/2011, (ud. 25/11/2010, dep. 20/01/2011), n.1332
VILLA LICHENA SRL (OMISSIS) in persona del suo legale
n. 466, presso lo studio dell’avvocato FLOCCO MARINA, che la
T.A.M. (OMISSIS), elettivamente domiciliato
in ROMA, LARGO LUIGI ANTONELLI 2, presso lo studio dell’avvocato
SPATARO PAOLO, rappresentata e difesa dall’avvocato SANDRI MARCO,
BANCA POPOLARE DELL’EMILIA ROMAGNA in persona del suo Presidente,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLE MILIZIE 9, presso lo
studio dell’avv. D’ACUNTI CARLO MARIO, che la rappresenta e difende
unitamente all’avv. GIORGIO GIUSTI, giusta delega in calce al
avverso la sentenza n. 44/2009 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA del
19.6.09, depositata il 07/07/2009;
udito per la controricorrente ( T.A.M.) l’Avvocato
Carlo Mario D’Acunti (per delega avv. Marco Sandri) che si riporta ai
motivi del controricorso;
udito per la controricorrente (Banca Popolare dell’Emilia Romagna)
l’Avvocato Carlo Mario D’Acunti che si riporta agli scritti e
deposita avviso di ricevimento;
“1. – E’ chiesta la cassazione della sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Bologna in data 19 giugno 2009 e depositata il 7.7.2009 in materia di processo esecutivo.
In ordine al primo motivo, con il quale si denuncia la illegittimita’ della sentenza impugnata per violazione o falsa applicazione dell’art. 178 in combinato disposto con l’art. 630 c.p.c., deve rilevarsi che correttamente la Corte d’Appello ha ritenuto che nessuna illegittimita’ della pronuncia adottata, ai sensi dell’art. 630 c.p.c., si era verificata per la partecipazione al Collegio, quale relatore, del giudice dell’esecuzione che aveva emesso il provvedimento reclamato.
Al procedimento di reclamo avverso il provvedimento del giudice dell’esecuzione che ha dichiarato l’estinzione, o che ha rigettato la relativa eccezione, si applicano le norme contenute nell’art. 178 c.p.c., commi 3, 4 e 5 – che presuppongono la sua partecipazione al collegio quale relatore – e non quelle contenute nell’art. 669 terdecies c.p.c. (v. anche Cass. 8.5.1976 n. 1624). Anche il secondo motivo, con il quale si denuncia la illegittimita’ della sentenza impugnata per violazione o falsa applicazione dell’art. 149 c.p.c. in relazione all’eccezione di cui all’art. 497 c.p.c., e vizio di motivazione, e’ manifestamente infondato.
Il termine di cessazione dell’efficacia del pignoramento, previsto nell’art. 497 cod. proc. civ., richiamato per il pignoramento immobiliare nel successivo art. 562 c.p.c., decorre dalla data di notifica del pignoramento e non da quella della trascrizione di questo (Cass. 16.9.1997 n. 9231; cass. 20.5.1966 n. 1305). Ma per “data di notificazione” deve intendersi quella in cui il processo notificatorio nei confronti del destinatario si sia perfezionato – vale a dire il momento in cui l’atto e’ ricevuto dal destinatario medesimo o perviene nella sua sfera di conoscibilita’, e non il momento della consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario, che rileva, invece, soltanto ai fini del realizzarsi dell’effetto anticipato e provvisorio a vantaggio del notificante (fra le tante v.
Cass. 26.2.2008 n. 4996; cass. 20.4.2010 n. 9329).
Nessuna estinzione del processo esecutivo per cessazione dell’efficacia del pignoramento, pertanto, si e’ verificata nella specie, come correttamente evidenziato dalla Corte di merito”.
Non sono state presentate conclusioni scritte, ma le resistenti sono state ascoltate in camera di consiglio.
A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella camera di consiglio, il Collegio ha condiviso i motivi in fatto ed in diritto esposti nella relazione. Conclusivamente, il ricorso deve essere rigettato. Le spese seguono la soccombenza e, liquidate come in dispositivo in favore di ciascuna delle parti resistenti, vanno poste a carico della ricorrente.
LA CORTE rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese che liquida, in favore di ciascuna delle resistenti, in complessivi Euro 2.100,00, di cui Euro 1.900,00 per onorari; il tutto oltre spese generali ed accessori di legge.
Cosi’ deciso in Roma, nella camera di consiglio Sezione Sesta Civile – 3 della Corte suprema di cassazione, il 25 novembre 2010.