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Timestamp: 2020-05-25 14:36:11+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 42', 'art. 18', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 18', 'art. 34', 'art. 42', 'art. 7', 'art. 42', 'art. 18', 'art. 34']

Una soluzione esiste! – Ars Venandi
Il frutto dell’ignoranza e delle promesse mancate
Di seguito riportiamo il Decreto del Presidente della Regione Lazio relativo al prolungamento della caccia agli anatidi e ai turdidi fino al 31 gennaio 2011. La strada sembrerebbe percorribile anche dalla nostra regione.
DECRETO N. T0014 DEL 19 GENNAIO 2011
Oggetto: Modifica al decreto n. T0379/2010 del 9 agosto 2010, recante ìCalendario
venatorio e regolamento per la stagione venatoria 2010/2011î. Chiusura
dellíesercizio venatorio al 31 gennaio 2011 per alcune specie.
SU PROPOSTA dellíAssessore alle Politiche agricole e valorizzazione dei prodotti
VISTA la L. R. 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modifiche, concernente ìDisciplina
dirigenza ed al personale regionaleî;
VISTO il Regolamento 6 settembre 2002, n. 1 ìRegolamento di organizzazione degli
uffici e dei servizi della Giunta regionale e successive integrazioni e modificazioni;
VISTA la legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello
regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo) e successive
VISTA la Direttiva 2009/147/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30
VISTA la legge 4 giugno 2010, n. 96 (Disposizioni per l’adempimento di obblighi
derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – Legge comunitaria
VISTA la legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica
omeoterma e per il prelievo venatorio) e successive modifiche;
VISTA la legge regionale 2 maggio 1995, n. 17 (Norme per la tutela della fauna
selvatica e la gestione programmata dellíesercizio venatorio) e successive modifiche;
VISTA la Deliberazione del Consiglio regionale n. 450 del 29 luglio 1998 (Legge
Regionale n. 17/1995, articolo 10. Approvazione del Piano Faunistico Venatorio
VISTO, in particolare, l’articolo 18 della l. 157/1992 e successive modifiche che, al
comma 1, stabilisce i termini (terza domenica di settembre – 31 gennaio) entro i quali Ë
possibile esercitare líattivit‡ venatoria, associando a quattro gruppi di specie cacciabili i
rispettivi periodi di caccia, e, al comma 2, attribuisce alle Regioni il potere di
modificare i suddetti periodi attraverso líanticipazione o la posticipazione
rispettivamente dellíapertura e della chiusura della stagione venatoria, fermo restando
che i ìÖ.. termini devono essere comunque contenuti tra il 1∞ settembre ed il 31
gennaio dell’anno nel rispetto dell’arco temporale massimo indicatoÖî per le singole
VISTO, altresÏ, il comma 1- bis dellíart. 18 della legge 157/1992 e successive
modifiche che, per effetto delle modifiche introdotte dallíart. 42 della l. 96/2010,
stabilisce che líesercizio venatorio ìÖ.Ë vietato, per ogni singola specie: a) durante il
ritorno al luogo di nidificazione; b) durante il periodo della nidificazione e le fasi della
riproduzione e della dipendenza degli uccelli.î;
CONDIDERATO che i predetti periodi di caccia, anche dopo líespresso recepimento
della direttiva 2009/147/CE, per effetto delle modifiche introdotte allíart. 18 della l.
157/1992 dallíart. 42 della legge 96/2010, non sono stati modificati dal legislatore
statale in quanto evidentemente ritenuti conformi alle previsioni della stessa direttiva
2009/147/CE;
TENUTO CONTO che líIstituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale
(ISPRA) nella ìGuida per la stesura dei calendari venatori ai sensi della legge 157/1992,
cosÏ come modificata dalla legge comunitaria 2009, art. 42î, chiarisce che, a prescindere
dallíinizio dei movimenti di risalita verso i luoghi di nidificazione, la ìÖ la caccia agli
uccelli migratori dovrebbe terminare alla met‡ della stagione invernale. Infatti, a
parit‡ di pressione venatoria, nella seconda met‡ dellíinverno la mortalit‡ dovuta alla
caccia tende ad essere progressivamente sempre pi˘ additiva rispetto alla mortalit‡
naturale e non sostitutiva di questa, come puÚ avvenire invece durante líautunno e la
prima parte dellíinverno. In altre parole se il prelievo si prolunga oltre la met‡
dellíinverno aumenta progressivamente la probabilit‡ di sottrarre alla popolazione
individui caratterizzati da una crescente speranza di sopravvivenza, i quali andranno a
formare lo stock nidificante da cui dipende la conservazione e la produttivit‡ della
popolazione stessa. Di fatto la caccia in periodo tardo invernale o addirittura allíinizio
della primavera Ë controproducente anche per gli interessi dei cacciatori, i quali
dovrebbero avere a cuore il mantenimento di popolazioni altamente produttive. Esiste
evidentemente un certo margine di discrezionalit‡ nel definire una data
corrispondente alla met‡ dellíinverno, ma la scelta della parte finale del mese di
gennaio appare ancora oggi un compromesso accettabile e questo limite Ë stato
suggerito dallíIstituto Nazionale per la Fauna Selvatica (oggi ISPRA) al legislatore
nazionale in occasione della stesura della legge n. 157/92.î;
CONSIDERATO che il calendario venatorio Ë, ai sensi dell’art. 18, comma 4 della
legge 157/1992 e successive modifiche, una competenza delle Regioni, che lo emanano
quindi nel rispetto dei periodi di caccia di cui sopra;
CONSIDERATO, altresÏ, che la Regione puÚ disporre con il calendario venatorio,
sulla scorta di congrue motivazioni tecnico-scientifiche che tengano conto delle
specificit‡ ambientali che ne caratterizzano il territorio, periodi di caccia che, rispettosi
del periodo massimo previsto per la stagione venatoria, dellíarco temporale massimo
previsto per le singole specie di fauna selvatica cacciabili e degli altri principi stabiliti
dalla legge 157/1992 (e quindi come tali conformi alla direttiva 2009/147/CE), si
discostino anche da quelli suggeriti da autorevoli istituti di ricerca e consulenza sugli
uccelli selvatici, nazionali ed internazionali;
TENUTO CONTO che la direttiva 2009/147/CE, cosÏ come in precedenza la direttiva
79/409/CEE, non indica date precise in merito alla stagione di caccia ma, lasciando agli
Stati membri dellíUnione la definizione dei calendari venatori, si limita a stabilire che
gli uccelli selvatici non possano essere cacciati durante la stagione riproduttiva e di
dipendenza dei giovani dai genitori e, limitatamente agli uccelli migratori, durante il
ritorno ai luoghi di nidificazione (migrazione prenuziale o primaverile o ìripassoî);
CONSIDERATO che, in conformit‡ alla procedura di cui allíart. 34, comma 3, della
l.r. 17/1995 e successive modifiche, per addivenire alla formulazione del calendario
venatorio per la stagione venatoria 2010-2011 sono stati sentiti líISPRA, le
amministrazioni provinciali, e il comitato tecnico-faunistico venatorio-regionale;
VISTE le indicazioni contenute nella ìGuida per la stesura dei calendari venatori ai
sensi della Legge 157/92, cosÏ come modificata dalla Legge Comunitaria 2009, art. 42î,
documento prodotto da ISPRA e trasmesso alla Regione Lazio in data 29 luglio 2010
con nota n. 25587/T-A11;
VISTO il documento ìKey concepts of article 7(4) of Directive 79/409/EEC on period
of reproduction and prenuptial migration of huntable bird species in the EU_ Concetti
fondamentali dell’articolo 7(4) della Direttiva CE 79/409 sul periodo di riproduzione e
migrazione prenuziale delle specie di uccelli cacciabili nella UEî elaborato dal
Comitato ORNIS, documento ufficialmente adottato dalla Commissione europea nel
2001, che fornisce specie per specie e paese per paese, le date (decadi) di inizio e durata
della riproduzione e di inizio della migrazione prenuziale;
VISTA la ìGuida alla disciplina della caccia nellíambito della direttiva 79/409/CEE
sulla conservazione degli uccelli selvatici – Direttiva Uccelli selvaticiî, documento di
carattere generale e di indirizzo prodotto dalla Commissione Europea nel Febbraio 2008
quale riferimento tecnico per la corretta applicazione della direttiva per quanto attiene
líattivit‡ venatoria;
VISTO il proprio decreto n. T0379/2010 del 9 agosto 2010 recante ìCalendario
venatorio e regolamento per la stagione venatoria 2010/2011î;
VISTO il ricorso n. 08208/2010 depositato presso il TAR LAZIO, proposto
dallíAssociazione Italiana per il World Wide Fund for Nature Onlus Ong ed altri per
líannullamento del predetto decreto n. T0379/2010;
VISTA líordinanza del TAR Lazio ñ Sezione Prima Ter, 12.11.2010, n. 04908, inerente
al predetto ricorso, in cui si precisa, tra líaltro, che líart. 7, comma 1, della l. n.
157/1992 qualifica líISPRA come “organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza
per lo Stato, le Regioni e le Province”, la cui funzione istituzionale non puÚ, pertanto,
essere quella di sostituirsi alle Amministrazioni nel compimento delle proprie scelte in
materia di caccia, ma quello di supportarla sotto il profilo squisitamente tecnico. Sotto
tale profilo va, incidentalmente, rilevato come l’istituto abbia carattere nazionale,
cosicchÈ puÚ verificarsi la necessit‡ di valutare le specifiche realt‡ regionali. Ne deriva
che, applicando i principi generali in materia di rapporto tra provvedimento finale ed
attivit‡ consultiva a carattere di obbligatoriet‡ e non di vincolativit‡, il parere reso da
tale organo sul calendario venatorio puÚ essere disatteso dallíAmministrazione
regionale, la quale ha, perÚ, l’onere di farsi carico delle osservazioni procedimentali e di
merito e, pertanto, di esprimere le valutazioni, che l’hanno portata a disattendere il
parere;î;
VISTO il proprio decreto n. T0552 del 30 novembre 2010 recante ìCalendario
venatorio e regolamento per la stagione venatoria 2010/2011. Integrazioni a seguito
dellíordinanza del TAR Lazio n. 04908/2010î;
CONDIDERATO che da uníulteriore e pi˘ approfondita disamina della ìGuida per la
stesura dei calendari venatori ai sensi della Legge 157/92, cosÏ come modificata dalla
Legge Comunitaria 2009, art. 42î, emergono talune incongruenze di natura tecnica
rispetto ai periodi di caccia raccomandati per alcune specie cacciabili appartenenti alla
famiglia Anatidae (alzavola-Anas crecca, canapiglia-Anas strepera, codone-Anas
acuta, fischione-Anas penelope, germano reale-Anas platyrhynchos, marzaiola-Anas
querquedula, mestolone-Anas clypeata, moretta-Aythya fuligula, moriglione-Aythya
ferina) e Turdidae ( Cesena Turdus pilaris, Tordo bottaccio Turdus philomelos, Tordo
sassello Turdus iliacus);
ATTESO che la quasi totalit‡ delle zone umide laziali di maggior interesse per lo
svernamento ed il transito di specie cacciabili della famiglia Anatidae insiste allíinterno
di aree protette di interesse nazionale, regionale o provinciale interdette allíattivit‡
venatoria, circostanza questíultima che rende praticamente ininfluente il ìdisturboî
arrecato nelle aree residue dalla stessa attivit‡ venatoria alle specie di cui trattasi;
CONSIDERATO, altresÏ, ininfluente il rischio di confusione nell’identificazione di
dette specie, sollevato dall’ISPRA nella sopracitata nota del 29 luglio 2010, sia perchÈ la
limitata attivit‡ venatoria alle specie cacciabili della famiglia Anatidae Ë praticata
soprattutto da cacciatori altamente specializzati, sia perchÈ dette specie sono facilmente
TENUTO CONTO che gli ultimi dati sull’avifauna acquatica svernante nel Lazio
raccolti nel volume ” BRUNELLI M., CORBI F., SARROCCO S., SORACE A. (A
CURA DI), 2009. LíAVIFAUNA ACQUATICA SVERNANTE NELLE ZONE
UMIDE DEL LAZIO. EDIZIONI ARP (AGENZIA REGIONALE PARCHI), ROMA EDIZIONI
BELVEDERE, LATINA, 176 PP.”, rilevano un incremento numerico per
tutte le specie cacciabili della famiglia Anatidae ad eccezione del Codone (Anas Acuta),
per il quale comunque il leggero decremento non Ë imputabile, secondo la letteratura
scientifica, al prelievo venatorio ma probabilmente a modifiche dell’habitat e a cattura
nei luoghi di svernamento africani. (Hagemeijer, EJM and Blair MJ (eds), The EBCC
Atlas of European Breeding Birds: their distribution and abundance,1997 T and AD
Poyser, London);
CONSIDERATO, inoltre, che in base ai sopra riferiti documenti, la sovrapposizione di
una decade tra il periodo della caccia e il periodo della migrazione prenuziale Ë
considerata una sovrapposizione ìteoricaî o ìpotenzialeî (in quanto Ë possibile che
durante questo periodo non vi sia effettivamente alcuna sovrapposizione) e quindi tale
da ammettere líattivit‡ venatoria, mentre la sovrapposizione per periodi superiori ad una
decade farebbe cessare líincertezza e quindi si tratterebbe di una sovrapposizione
ìrealeî;
OSSERVATO al riguardo che se tali asserzioni fossero inoppugnabili, non si potrebbe
comprendere come in diversi Stati membri si continuino a tollerare per alcune specie
addirittura sovrapposizioni per pi˘ decadi. Emblematico, in tal senso, il caso del
colombaccio (cfr. la ìGuida alla disciplina della caccia nellíambito della direttiva
79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvaticiî della Commissione europea)
per il quale si verifica una sovrapposizione in 13 Stati membri (fino a 15 decadi in
Irlanda);
RILEVATO, altresÏ, che dubbi sussistono sul grado di precisione di tali dati, poichÈ le
analisi delle sovrapposizioni sono effettuate a livello nazionale e nei singoli Stati
membri la circostanza che le varie regioni siano poste su latitudini differenti, con
correlate difformit‡ climatiche, determina normalmente sostanziali oscillazioni
temporali nellíinizio della migrazione prenuziale, circostanza questa che rende
ammissibile un certo grado di flessibilit‡ nella fissazione dei periodi di caccia;
RITENUTO opportuno, pertanto, modificare le disposizioni del vigente calendario
venatorio relativamente alla data di chiusura della caccia ad alcune specie, nei termini di
seguito individuati ed esplicitandone le relative motivazioni:
la Regione Lazio intende consentirne il prelievo venatorio fino al 31 gennaio 2011, alla
della normativa vigente (ex art. 18, comma 1, lett. b), l. 157/1992 e art. 34,
comma 1, lett. b), l.r. 17/1995) che prevede la chiusura al 31 gennaio;
delle considerazioni sopra sviluppate, relativamente ai problemi di confusione tra
specie e disturbo;
di quanto riportato nella ìGuida alla disciplina della caccia nellíambito della
direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici – Direttiva Uccelli
selvaticiî al paragrafo 2.7.12, per uniformare la data di chiusura a quella delle
altre specie cacciabili appartenenti alla famiglia Anatidae.
Canapiglia -Anas strepera
della considerazione che la sovrapposizione di dieci giorni con il periodo di
migrazione prenuziale indicato nel documento ìKey Conceptsî Ë consentito dal
documento ìGuida alla disciplina della caccia nellíambito della direttiva
79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici – Direttiva Uccelli
selvaticiî;
ï Fischione -Anas penelope
della considerazione che il periodo di migrazione prenuziale indicato nel
documento ìKey Conceptsî, prevede la possibilit‡ di prelievo venatorio fino alla
seconda decade di febbraio, senza decade di sovrapposizione;
ï Codone -Anas acuta
della constatazione che la sovrapposizione di dieci giorni con il periodo di
ï Mestolone -Anas clypeata
documento ìKey Conceptsî prevede la possibilit‡ di prelievo venatorio fino alla
prima decade di febbraio, senza decade di sovrapposizione;
ï Alzavola – Anas crecca
ï Marzaiola – Anas querquedula
ï Moriglione -Aythya ferina
ï Moretta -Aythya fuligula
della considerazione che il periodo di migrazione prenuziale indicato nel documento
ìKey Conceptsî prevede la possibilit‡ di prelievo venatorio fino alla prima decade
di febbraio, senza decade di sovrapposizione;
ï Cesena -Turdus pilaris
della constatazione che a livello europeo la specie Ë attualmente considerata in
buono stato di conservazione (non SPEC);
dei dati forniti dall’Ispra nella pubblicazione ” Spina F. & Volponi S., 2008 –
Atlante della Migrazione degli Uccelli in Italia. 2. Passeriformi. Ministero
dellíAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Istituto Superiore per la
Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Tipografia SCR-Roma. pag 222″.
Tali dati, evidenziano nella terza decade di gennaio il massimo dell’abbondanza
delle ricatture, verosimilmente coincidente con l’inizio della migrazione
prenuziale;
della considerazione che la sovrapposizione di una decade rispetto ai dati di cui
sopra Ë consentita dal documento ìGuida alla disciplina della caccia nellíambito
della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici – Direttiva
Uccelli selvaticiî e non pregiudica lo stato dei conservazione della specie;
ï Tordo bottaccio -Turdus philomelos
Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Tipografia SCR-Roma. pag 230″.
Tali dati, evidenziano nellíultima decade di gennaio e nella prima di febbraio il
massimo dell’abbondanza delle catture, verosimilmente coincidente con l’inizio
della migrazione prenuziale;
Uccelli selvaticiî e non pregiudica lo stato di conservazione della specie;
ï Tordo sassello -Turdus iliacus
Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Tipografia SCR-Roma. pag 238″.
Tali dati, evidenziano nella prima decade di febbraio il massimo dell’abbondanza
delle catture, verosimilmente coincidente con l’inizio della migrazione prenuziale;
sopra, Ë consentita dal documento ìGuida alla disciplina della caccia nellíambito
RITENUTO opportuno, da ultimo, affermare che la puntuale, obiettiva e totale
applicazione delle direttive comunitarie costituisce oltre che un obbligo anche un
obiettivo prioritario dellíAmministrazione regionale che, nell’ambito dell’uso sostenibile
delle risorse naturali, intende, attraverso la ristrutturazione dell’Osservatorio faunistico
regionale, dotarsi di un organismo in grado di reperire dati di indubbia validit‡ sul piano
tecnico-scientifico in ordine ai periodi di nidificazione, riproduzione e migrazione della
fauna presente sul proprio territorio, dati che costituiscono un parametro imprescindibile
anche ai fini della determinazione dei periodi di caccia previsti dal calendario venatorio;
in conformit‡ alle premesse, che qui si intendono integralmente richiamate,
di stabilire, nel rispetto dellíarco temporale previsto dallíarticolo 34, comma 1, della l.r.
17/1995 ed a modifica di quanto previsto dallíarticolo 7, comma 1, del titolo III
dell’Allegato A al proprio decreto n. T0379/2010 del 9 agosto 2010, recante ìCalendario
venatorio e regolamento per la stagione venatoria 2010/2011î, la chiusura dellíesercizio
venatorio al 31 gennaio 2011 compreso alle seguenti specie:
Alzavola Anas crecca, Canapiglia Anas strepera, Codone Anas acuta, Fischione Anas
penelope, Germano reale Anas platyrhynchos, Marzaiola Anas querquedula,
Mestolone Anas clypeata, Moretta Aythya fuligula, Moriglione Aythya ferina, Cesena
Turdus pilaris, Tordo bottaccio Turdus philomelos e Tordo sassello Turdus iliacus.
Avverso il presente Decreto Ë ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale
regionale Attivit‡ della Presidenza, líaltro per i successivi adempimenti della struttura
competente per materia, consta di n. 13 pagine e sar‡ pubblicato sul Bollettino Ufficiale
Roma, addÏ