Source: http://www.progettosalento.eu/medicina-e-societa/societa/616-associazione-pro-felline.html
Timestamp: 2019-03-25 05:18:54+00:00
Document Index: 107721022

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 30', 'art. 31', 'art. 35', 'art. 29', 'art. 42', 'art. 36', 'art. 4']

Domenica 12 Febbraio 2017 09:11	amministratore
tra STATUTO
e CONSULTE
In una “democrazia locale” funzionante, l’incidenza delle opinioni e delle opzioni dei cittadini non dovrebbe esaurirsi nel momento delle elezioni e del voto, e chi governa dovrebbe avere sempre antenne sensibili sulle tendenze e sulle esigenze dei cittadini.
Il principio vale per tutti i livelli di democrazia (nazionale, regionale), ma assume un particolarissimo rilievo a livello locale (comunale) dove il rapporto tra eletti ed elettori è particolarmente ravvicinato.
Ad Alliste e Felline le realtà associative sono abbastanza numerose, anche se spesso lasciano molto a desiderare sul piano “qualitativo”.
Per assicurare un minimo di coordinamento e facilitare il dialogo tra le stesse, all’inizio di quest’anno è stata promossa e attivata da parte dell’Amministrazione comunale la “Consulta delle Associazioni” di cui parleremo più avanti.
Ma quali sono i punti salienti dello Statuto Comunale in tema di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica locale?
Il Comune nel promuovere le forme di associazionismo presenti sul territorio, anche ai fini di una migliore “tutela” dei gruppi associati, ne richiede (non obbligatoriamente però) l’iscrizione o la registrazione in un apposito Elenco.
Le associazioni registrate, a norma dell’art. 30, devono presentare annualmente il loro bilancio.
Il Comune può erogare a queste contributi economici in denaro o in natura (strutture, beni e servizi gratuiti) da destinarsi allo svolgimento dell’attività associativa.
Le Associazioni che ricevono contributi in denaro o in natura dall’Ente, devono redigere al termine di ogni anno apposito rendiconto che ne evidenzi l’impiego.
Ma quali sono le modalità o le forme con cui i cittadini, singoli o associati, possono concretamente partecipare all’amministrazione dell’Ente?
A tal fine lo Statuto, oltre a riconoscere e promuovere le varie forme di associazionismo e di volontariato, ha previsto l’istituzione di Consulte, l’istituzione di un Comitato di Frazione per tutte le Frazioni, in primis Felline, entrambi (Consulte e Comitati di Frazione) retti da appositi Regolamenti attuativi che ne stabiliscono funzioni, composizione, durata e modalità di “elezione”.
L’art. 30 prevede infine la possibilità per il Comune di istituire una Consulta delle Associazioni.
Quali sono i “diritti” riconosciuti dallo Statuto per le Associazioni, Consulte, Comitati di Frazione?
Se l’ASSOCIAZIONE è registrata nell’Elenco comunale, ha diritto di “essere consultata, a richiesta, in merito alle iniziative dell’Ente nel settore in cui essa opera” (art. 31).
Le CONSULTE possono “formulare proposte ed esprimere rilievi tendenti a dare efficienza ed efficacia all’azione amministrativa, in merito ai settori dell’ambiente, della cultura e della qualità della vita” (art. 35)
Il COMITATO DI FRAZIONE, organismo elettivo, “avrà il solo compito di esprimere pareri e proposte, indirizzate agli organi del comune, su materie attinenti la vita socio-politico-amministrativa-culturale ed economica del proprio territorio, sia su richiesta degli organi comunali sia per autonoma iniziativa” (art. 29).
Oltre a tali forme di partecipazione, lo Statuto mette nelle mani di “CHIUNQUE”, singolo o associato, registrato o meno all’Elenco comunale, due importanti strumenti di partecipazione: le ISTANZE e le PETIZIONI.
Con le ISTANZE chiunque, singolo o associato, può rivolgersi al Sindaco con “interrogazioni in merito a specifici problemi o aspetti dell’attività amministrativa. La risposta all’interrogante deve essere data e fornita entro 30 giorni dall’interrogazione” (art. 42)
Con le PETIZIONI “chiunque può rivolgersi in forma collettiva agli organi dell’amministrazione per sollecitarne l’intervento su questioni di interesse comune o per esporre esigenze di natura collettiva.
Se la Petizione è sottoscritta da almeno 50 persone, l’organo competente deve pronunciarsi in merito entro 30 giorni dal ricevimento.
Se la Petizione è sottoscritta da almeno 100 persone, ciascun consigliere può chiedere che il testo sia posto in discussione nella prossima seduta del Consiglio Comunale, da convocarsi entro 30 giorni” (art. 36).
La disamina di cui sopra sulle principali forme e strumenti di partecipazione dei Cittadini alla vita pubblica previste dallo Statuto Comunale di Alliste, apre e sollecita una serie di riflessioni sulla funzione e sul ruolo effettivo che la neonata CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI intende ritagliarsi nell’ambito della vita politica e associativa di questo comune.
Questo organismo nato (giustamente) dalla primaria esigenza di raccordare le attività delle varie Associazioni, e di “promuovere iniziative sempre riferite all’ambito associativo” (art. 4 del Regolamento), sembra invece orientare la propria attività ben al di là di questo confine, traducendosi di fatto in una ulteriore Associazione, espressione politica, peraltro, dell’Amministrazione comunale in carica.
CERCHIAMO DI SPIEGARCI MEGLIO
Abbiamo detto che lo Statuto Comunale nulla dice in merito alla “Consulta delle Associazioni”, se non per prevederne la possibilità della sua istituzione.
Per capirne le funzioni, la composizione ecc., dobbiamo rifarci dunque al REGOLAMENTO apposito approvato di recente.
(Art. 3 del Regolamento)
La “Consulta delle Associazioni” è composta dai presidenti delle associazioni che ad essa hanno aderito, e da quattro “membri di diritto”:
il sindaco, due consiglieri di maggioranza e un consigliere di minoranza.
( Art. 3, 4 e 5 del Regolamento)
La Consulta ha “funzioni propositive e consultive del Consiglio Comunale e della Giunta”.
- Coordinare tra loro le diverse associazioni;
- Essere soggetto di interlocuzione e di raccordo tra le varie associazioni
- Promuovere e collaborare ad iniziative, sempre riferite all’ambito associativo
- Formulare proposte o esprimere pareri sui procedimenti che coinvolgono interessi di pertinenza delle associazioni
- Presentare istanze e petizioni riguardanti la tutela degli interessi collettivi
(Art. 6 del Regolamento)
E’ costituito da sole tre persone, presidente, vice-presidente e segretario/a, elette dai componenti della Consulta.
Il Comitato direttivo (i tre membri) dura in carica “per un periodo pari al mandato del Consiglio Comunale, e sarà rinnovato entro 90 giorni dall’insediamento del nuovo Consiglio Comunale”.
(Art. 10 del Regolamento)
Le riunioni della Consulta sono valide qualunque sia il numero dei componenti presenti.
Alle associazioni che risultino assenti senza giustificato motivo per tre riunioni consecutive sarà inviata segnalazione scritta da parte del Comitato Direttivo.
SE QUESTI SONO I TERMINI DEL "REGOLAMENTO" CI CHIEDIAMO:
1) Dove sta scritto che della “Consulta delle associazioni” possono far parte anche i cittadini privati non appartenenti ad alcuna struttura associativa?
2) Come si giustifica la presenza di “Cittadini privati” in quella che dovrebbe essere una semplice “Consulta delle associazioni”? Ne faranno parte con diritto di voto (al pari delle associazioni) oppure no?
3) Con quale logica politica e sensibilità democratica si è previsto che per la validità delle sedute della Consulta può essere sufficiente la presenza anche di uno o due soli dei suoi componenti?
4) Alle associazioni che si assentino per tre sedute consecutive senza giustificato motivo, quali sanzioni saranno applicate?
5) Se una Associazione, considerato l’Oggetto sociale per cui si è costituita e il settore specifico in cui è impegnata (teatro, donazione del sangue, sport ecc.) si assenta perché non ritiene di suo interesse i punti posti all’O.d.g., questo sarà considerato “giustificato motivo”?
6) Perché fra i suoi compiti è stata prevista anche la possibilità di presentare istanze e petizioni riguardanti la tutela degli interessi collettivi, oltrepassando quindi deliberatamente l’ambito associativo?
7) Che senso ha presentare istanze e petizioni al Sindaco e al Consiglio Comunale su tematiche riguardanti interessi pubblici collettivi, e discuterne prioritariamente il contenuto con sindaco e rappresentanti del consiglio comunale, membri di diritto della consulta medesima? In questo percorso quale potrà essere il grado effettivo di autonomia della Consulta rispetto agli interessi e alla direzione di marcia dall’Amministrazione comunale?
8) Qual è il grado di effettiva autonomia della Consulta rispetto agli interessi della maggioranza in carica, se il Comitato Direttivo si rinnova col rinnovarsi del Consiglio Comunale?
Concludendo, l’impressione che si ha è che la “Consulta delle Associazioni” in realtà abbia natura di organo politico-amministrativo sotto diretta osservanza e controllo dell’Amministrazione in carica (oggi Rizzo, domani Pinco Pallino…).
Ma pur con questo limite, se la sua attività “rientrerà” nella cornice di un rapporto con le Associazioni, per coordinarle, tutelarle, valorizzarle, stimolarle, ciò potrebbe rivelarsi utile per tutte le componenti in carica, politiche e associative.
Se invece la “Consulta delle Associazioni” vorrà oltrepassare questo ambito e proporsi (così come è stato pubblicizzato) come organo di tutela dei pubblici interessi, allora l’operazione rischia di presentarsi a dir poco confusa e contraddittoria, determinando le premesse per una “sovrapposizione” (per non dire “conflitto”) di diritti e attività già riservate dallo Statuto e dai Regolamenti alle stesse Associazioni e perfino ai singoli cittadini (istanze, petizioni, ecc.).
In tal caso non saremo più in presenza di una “Consulta delle Associazioni”, ma di una SUPER-ASSOCIAZIONE con la pretesa, palese o nascosta, di rappresentare alla base e in via privilegiata gli interessi della cittadinanza e del territorio nel suo insieme.
Per questo riteniamo utile un chiarimento sulle reali competenze di questa neonata Consulta, nell’interesse della componente politica e delle stesse associazioni che ne fanno parte.
Ultimo aggiornamento ( Domenica 12 Febbraio 2017 14:20 )