Source: https://www.leggioggi.it/2011/04/15/mediazione-alfano-non-cambia-nulla-dopo-la-decisione-del-tar-lazio/
Timestamp: 2018-09-22 02:56:17+00:00
Document Index: 177481773

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.10', 'art.4', 'art.10', 'art.4', 'art.10', 'art.20']

Mediazione, Alfano: "Non cambia nulla dopo la decisione del TAR Lazio" | LeggiOggi
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Un normale incidente di costituzionalità, come ce ne sono tanti. Questa in sintesi la reazione del Governo all’indomani della decisione del TAR Lazio.
I siti istituzionali così intitolano:
“Mediazione civile: vigente anche dopo sentenza TAR” (Governo.it)
“Pronuncia Tar Lazio non sospende regolamento attuativo” (Giustizia.it)
La risposta del Governo è affidata ad una nota (non pubblicata) del Ministro Alfano, secondo cui “Il regolamento sulla mediazione civile resta vigente e operante” (dal sito del Governo)
Qualche riga in più spende il sito del Ministero della Giustizia, dove si legge: “con riferimento alla pronuncia emessa ieri dal Tar del Lazio, il Ministero della Giustizia precisa che il giudice amministrativo ha rimesso la questione dell’obbligatorietà della mediazione alla Corte costituzionale perché si pronunci come nelle sue prerogative, ma, significativamente, non ha sospeso, come pure avrebbe potuto, il regolamento attuativo impugnato che, al pari della corrispondente disciplina legislativa, resta vigente e operante, come in ogni altro dei molti casi in cui pende una questione di legittimità su norme processuali”.
Nel frattempo, per meglio sottolineare che il Governo intende comunque andare avanti, è stata resa nota la circolare emanata lo scorso 4 aprile, “al fine di dare alcuni chiarimenti relativi al regolamento di procedura e requisiti dei mediatori”.
Di seguito, il testo della Circolare, che si sofferma sui requisiti richiesti ai mediatori e sul procedimento di mediazione.
Il Direttore della Giustizia Civile;
– frequentato e superato con esito positivo un percorso formativo di durata non inferiore a 50 ore tenuto ed attestato dall’ente di formazione accreditato presso il Ministero della Giustizia, ai sensi degli artt.18 e 19 del decreto ministeriale 18 ottobre 2010 n.180;
– frequentato e superato con esito positivo: a) un percorso formativo di durata non inferiore a 40 ore tenuto ed attestato dall’ente di formazione accreditato presso il Ministero della Giustizia, ai sensi dell’art.10, comma quinto, del decreto ministeriale 23 luglio 2004 n.222, nonché del decreto 24 luglio 2006 del direttore generale della Giustizia civile; b) frequentato e superato con esito positivo un percorso formativo di durata non inferiore a 10 ore tenuto ed attestato dall’ente di formazione accreditato presso il Ministero della Giustizia, ai sensi degli artt.18 e 19 del decreto ministeriale 18 ottobre 2010 n.180;
– ottenuto l’iscrizione, quale “conciliatore di diritto” ai sensi dell’art.4, comma quarto, lett.a) del decreto ministeriale 222/2004, presso l’organismo di mediazione accreditato presso il Ministero della Giustizia, ai sensi dell’art.10, comma quinto, del decreto ministeriale 23 luglio 2004 n.222, nonché del decreto 24 luglio 2006 del direttore generale della Giustizia civile; b) frequentato e superato con esito positivo un percorso formativo di durata non inferiore a 10 ore tenuto ed attestato dall’ente di formazione accreditato presso il Ministero della Giustizia, ai sensi degli artt.18 e 19 del decreto ministeriale 18 ottobre 2010 n.180;
– ottenuto l’iscrizione, quale “conciliatore di diritto” ai sensi dell’art.4, comma quarto, lett.a) del decreto ministeriale 222/2004, ovvero quale “conciliatore” presso l’organismo di mediazione accreditato presso il Ministero della Giustizia, ai sensi dell’art.10, comma quinto, del decreto ministeriale 23 luglio 2004 n.222, nonché del decreto 24 luglio 2006 del direttore generale della Giustizia civile; b) fatto riserva, ai sensi dell’art.20, comma secondo, del decreto ministeriale 28/2010, di acquisizione dei requisiti anche formativi previsti dal medesimo decreto ovvero avere attestato l’avvenuto svolgimento di almeno venti procedure di mediazione, conciliazione o negoziazione volontaria e paritetica, in qualsiasi materia, di cui almeno cinque concluse con successo anche parziale, entro il termine di scadenza di sei mesi dall’entrata in vigore del decreto ministeriale.
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maurizio sarpi 14 settembre 2011 at 23:18
Io penso che le leggi debbano servire a tutelare le persone, invece anche per una semplice sciocchezza, se uno incappa nelle ruote della “macchina” della giustizia a torto od a ragione rischia di essere distrutto, per questo sono indispensabile tentativi che esercitino la “ragione”, cosa che la macchina non possiede. Per certo il mediatore deve distinguersi per onestà ed umanità.
felice di vito 13 maggio 2011 at 01:13
Le parole del Ministro Alfano (Un normale incidente di costituzionalità, come ce ne sono tanti) sono una scandalosa dimostrazione del disprezzo che questo governo nutre per gli Organi di Garanzia previsti dalla nostra Carta Costituzionale. Questa maggioranza non si pone nemmeno il problema della coerenza dei vari atti sottoposti al voto del Parlamento con i principi generali del Diritto e della Costituzione. Ci stiamo fatalmente avviando verso una dittatura in cui, orwellianamente, tutti sono uguali davanti alla Legge, ma qualcuno è più uguale degli altri.
Avv. Gianluca Tucci 4 maggio 2011 at 15:23
Erroneamente il Ministro della Giustizia Alfano riferisce, testualmente, che “il TAR del Lazio, pur rimettendo la questione dell’obbligatorietà della mediazione alla Corte costituzionale perché si pronunci come nelle sue prerogative, significativamente, non ha sospeso, come pure avrebbe potuto, il regolamento attuativo impugnato”.
Erronemente perché il Ministro non è ben informato della vicenda. O, diversamente, vuol far credere ciò che non è. Il Tar non ha sospeso il regolamento impugnato unicamente in quanto all’udienza cautelare (di gennaio 2011 se non ricordo male) le parti ricorrenti avevano rinunciato alla sospensiva su invito del TAR medesimo ed al solo fine di addivenire in tempi rapidi ad una udienza ed una pronuncia di merito (ed infatti l’udienza di merito, che in genere è fissata a distanza di anni, veniva fissata di lì a pochi mesi, marzo 2011), Quindi il TAR giammai avrebbe potuto pronunciarsi su una sospensiva che all’epoca del giudizio di merito era stata rinunciata dai ricorrenti.
Per il resto sono d’accordo con quanto sostiene l’Avv. Francesco Calabria e sulla incostituzionalità del decreto legislativo in questione. Per i cittadini sarebbe un danno enorme, si aggraverebbero le sue spese e si renderebbe più complesso l’accesso ad una giustizia imparziale (e pensare che è una delle funzione principali in questo Stato di Diritto) a tutela dei soli poteri forti (banche, spa, eccetera, mi dicono che sono già state predisposte clausole che vincolano i clienti firmatari a recarsi presso il loro ente privato di mediazione in casi di controversia) ed a danno dei più deboli.
Mediazione, impugnata anche la Circolare del Ministro della Giustizia sui requisiti dei mediatori 3 maggio 2011 at 16:09
[…] italiana, per contrasto con la normativa comunitaria, è notizia di ieri l’impugnazione della circolare del Ministero della Giustizia (“Regolamento di procedura e requisiti dei mediatori”) del 4 […]
Stefano 21 aprile 2011 at 14:49
Purtroppo caro Piero hai fatto un po’ di confusione. Gli Avv. non vogliono la mediazione obbligatoria, proprio per tutelare la casta. L’interesse di chi si rivolge alla mediazione è di avere immediata soddisfazione del proprio diritto al minimo costo, proprio il contrario di ciò che vuole un Avv.. Per ciò che riguarda la figura del mediatore non è detto che debba essere un Avv. e l’organismo a cui ci si può rivolgere non è detto che sia quello istituito presso un CdO, ma può essere uno privato. Rifletti bene, la mediazione conviene e, se gli Avv. sono contrari, vuol dire che conviene tantissimo. Parola di Avv.
Piero 20 aprile 2011 at 09:34
Anche io spero che la Mediazione non sia più obbligatoria, ma per un motivo ben diverso: fare cadere l’interesse della casta degli avvocati ad occuparsi della Mediazione, istituzione su cui gli avvocati avevano già messo le mani, anche forzatamente (con le ridicole Camere di conciliazione presso le sedi dei loro ordini, oppure negli stessi studi legali utilizzati come sedi distaccate dei vari organismi di Conciliazione, situazioni che non garantiscono l’imparzialità e l’indipendenza del Mediatore … più conflitto di interesse di questo!).
La mediazione non più obbligatoria riporterebbe la normalità e farebbe bene all’intero sistema giudiziario.
Cari avvocati, se non avete clienti perchè siete in troppi o perchè siete incapaci, cambiate lavoro, non andate ad ingolfare inutilmente un sistema ottimo come quello della Mediazione, davvero deflattivo (che purtroppo per voi ridurrebbe il numero dei vostri clienti, ecco la soluzione del mistero).
Stefano 19 aprile 2011 at 12:15
Mi sembra giustissimo ed imparziale il commento dell’Avv. Calabria. Continuiamo a tutelare le caste, a sopportare i costi dei procedimenti giudiziari con tempi di risoluzione biblici, a pagare sanzioni europee per l’irragionevole durata dei procedimenti (in questo siamo i più evoluti) ed ad allontanare investitori, anche stranieri dal belpaese per tutto ciò: così si va avanti, questo è progresso! Certo, il decreto legislativo, che al contrario di molti che parlano ho studiato, valutando anche le conseguenze dell’applicazione o meno dell’intero istituto, va riformulato in alcune sue parti perchè lacunoso e contraddittorio. Però, per una volta, il Governo si sappia imporre per il bene di tutti!
Avv. Francesco Calabria 15 aprile 2011 at 10:21
Credo che la Circolare ministeriale sopra riportata, in punto di ulteriore aggravamento applicativo della previsione del tentativo obbligatorio di mediazione in alcune materia, si commenti da sola e contribuisca a chiarire quale enorme ed irreparabile guasto il D.Lgs. 28/2010 possa arrecare al sistema della tutela giurisdizionale dei diritti in talune materie. Condivido in toto i rilievi di costituzionalità operati dal TAR del Lazio e mi auguro vivamente, per il bene di tutta la categoria forense ma soprattutto per i cittadini, che la Corte Costituzionale cancelli al più presto dal nostro ordinamento giuridico la previsione della mediazione obbligatoria.