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Timestamp: 2019-09-20 12:59:52+00:00
Document Index: 102759140

Matched Legal Cases: ['art. 263', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 137', 'art. 452', 'sentenza ', 'art. 452', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 131', 'sentenza ', 'sentenza ']

ambiente | 07 Marzo 2017
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 marzo 2017, n. 54 il decreto con cui il Ministero dell’ambiente ha definito le modalità di attuazione dell’art. 263, comma 2-bis, d.lgs. n. 152/2006 prevedendo la destinazione e l’impiego dei proventi derivanti dalle sanzioni amministrative irrogate in caso di «abbandono di rifiuti di prodotti da fumo ed in caso di abbandono dei rifiuti di piccolissime dimensioni quali anche scontrini, fazzoletti di carta, gomme da masticare».
ambiente | 22 Dicembre 2016
Baracche in aperta campagna: anche l’occhio vuole la sua parte, soprattutto in Toscana dove il paesaggio è un bene da tutelare
Chiedeva, trent’anni fa il condono edilizio per tre annessi agricoli (rimessa attrezzi, fienile, casotto per alloggio di pompe d’irrigazione), costruiti in zona non ancora assoggettata a vincolo paesistico. Ma è comunque legittimo il diniego e l’ordine di demolizione del Comune se i manufatti sono di forma grossolana e realizzati con materiali per lo più inadeguati
(Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza n. 5366/16; depositata il 19 dicembre)
ambiente | 16 Novembre 2016
Conferenza di servizi e tutela dell'ambiente: il cortocircuito della semplificazione
È illegittima la dichiarazione di notevole interesse pubblico di alcune aree interessate da un impianto per la produzione di energia elettrica (eolico) se un anno prima, seppur con prescrizioni, i medesimi uffici della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania hanno espresso parere favorevole, in sede di Conferenza di Servizi, ai fini dell'Autorizzazione Unica.
(Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza n. 4676/16; depositata l’11 novembre)
ambiente | 10 Novembre 2016
Il rifiuto deve ritenersi pericoloso se non è provata l’assenza di concentrazione di determinate sostanze
Spetta al detentore/produttore la definizione del rifiuto come pericoloso, con conseguente attribuzione di un codice CER. Il rifiuto è classificato come pericoloso laddove le sostanze superino determinate concentrazioni. Il detentore/produttore è, pertanto, chiamato ad effettuare le opportune analisi per verificare il livello di concentrazione.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 46897/16; depositata il 9 novembre)
Scarichi di acque reflue industriali: come orientarsi tra tabelle e modifiche legislative
Con la l. n. 36/2010, concernente la disciplina sanzionatoria dello scarico di acque reflue, il legislatore ha ridimensionato l'ambito applicativo delle sanzioni penali e la conseguenza della modifica dell'art. 137, comma 5, d.lgs. n. 152/2006 è che si configura un reato soltanto qualora il superamento dei limiti tabellari sia riferito alle sostanze di cui alla tabella 5 dell'Allegato 5, parte terza. L'art. 452-bis c.p. incrimina chiunque determini «una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili» di acqua, aria, suolo o sottosuolo, ecosistema, biodiversità.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 46904/16; depositata il 9 novembre)
ambiente | 04 Novembre 2016
La rilevanza della “significatività” e “misurabilità” del danno ambientale
Affinchè possa dirsi configurato il reato di inquinamento ambientale di cui all’art. 452-bis c.p. non occorre che si sia verificata una condizione ambientale di “tendenziale irrimediabilità”, bensì che sia stata posta in essere un’attività rilevante di “compromissione” o “deterioramento” ambientale che si può definire di “squilibrio funzionale” e “squilibrio strutturale”.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 46170/16; depositata il 3 novembre)
ambiente | 06 Ottobre 2016
Siti inquinati (da ammoniaca e solfiti) e competenza alla messa in sicurezza dell'area
Sarà anche vero che «chi» inquina paga. Ma il «chi» va attentamente individuato e non è genericamente riconducibile al proprietario dell'area.
(Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza n. 4099/16; depositata il 5 ottobre)
ambiente | 30 Agosto 2016
Reati ambientali: quando la pretesa risarcitoria è in capo al Comune?
In un caso di reato ambientale riguardante la raccolta di rifiuti speciali pericolosi, la Corte di Cassazione ha modo di ricordare quali siano i presupposti di applicabilità dell’istituto della messa alla prova e della disposizione legislativa di cui all’art. 131-bis c.p. sulla particolare tenuità del fatto. Inoltre, ha specificato in quali casi, nei reati ambientali, la costituzione di parte civile, e quindi il risarcimento del danno, spetti non al Ministero dell’ambiente, bensì all’Ente pubblico del luogo in cui il danno si è realizzato.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 35610/16; depositata il 29 agosto)
ambiente | 30 Marzo 2016
Querce centenarie abbattute ed ordinanze extra-ordinem
Illegittimo decidere di abbattere querce secolari senza aver concretamente dimostrato la necessità di farlo impunemente per tutelare la sicurezza pubblica.
(Consiglio di Stato, sez. V, sentenza n. 1189/16; depositata il 22 marzo)