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Timestamp: 2019-01-22 22:36:28+00:00
Document Index: 81725419

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art.  41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 2359', 'art. 41']

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 27 Maggio 2004: Decreto 1° dicembre 2003, n. 389, recante: «Regolamento concernente l'accesso al mercato dei capitali da parte delle province, dei comuni, delle citta' metropolitane, delle comunita' montane e delle comunita' isolane, nonche' dei consorzi tra enti territoriali e delle regioni, ai sensi dell'art. 41, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448». Circolare esplicativa. (GU n. 128 del 3-6-2004 | Edilone.it
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 27 Maggio 2004: Decreto 1° dicembre 2003, n. 389, recante: «Regolamento concernente l’accesso al mercato dei capitali da parte delle province, dei comuni, delle citta’ metropolitane, delle comunita’ montane e delle comunita’ isolane, nonche’ dei consorzi tra enti territoriali e delle regioni, ai sensi dell’art. 41, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448». Circolare esplicativa. (GU n. 128 del 3-6-2004
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 27 Maggio 2004: Decreto 1° dicembre 2003, n. 389, recante: «Regolamento concernente l'accesso al mercato dei capitali da parte delle province, dei comuni, delle citta' metropolitane, delle comunita' montane e delle comunita' isolane, nonche' dei consorzi tra enti territoriali e delle regioni, ai sensi dell'art. 41, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448». Circolare esplicativa. (GU n. 128 del 3-6-2004 )
Decreto  1° dicembre  2003, n. 389, recante: «Regolamento concernente
l’accesso  al  mercato  dei  capitali  da  parte  delle province, dei
comuni,  delle  citta’ metropolitane, delle comunita’ montane e delle
comunita’ isolane, nonche’ dei consorzi tra enti territoriali e delle
regioni,  ai  sensi  dell’art.  41,  comma 1, della legge 28 dicembre
2001, n. 448». Circolare esplicativa.
Alle comunita’ isolane
All’Unione   dei  presidenti  delle
Alla      Conferenza      unificata
Alla   Ragioneria   generale  dello
Stato – IGEPA
Alle  delegazioni  regionali  della
Ai        distretti       regionali
dell’Avvocatura    generale   dello
Il  decreto del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto
con  il  Ministero  dell’interno  n.  389  del  1° dicembre  2003  di
attuazione dell’art. 41 della legge n. 448/2001 ha regolato l’accesso
al  mercato  dei  capitali  da  parte  degli  enti  territoriali.  In
considerazione  anche  dei  numerosi  quesiti  avanzati relativamente
all’applicazione  del  regolamento,  si  ritiene  opportuno  chiarire
alcuni aspetti interpretativi necessari per una corretta applicazione
delle norme contenute nel suddetto regolamento.
Per  quanto  riguarda l’applicabilita’, solo le operazioni derivate
effettuate  e  gli  ammortamenti  costituiti  dagli enti territoriali
successivamente alla data del 4 febbraio2004 di entrata in vigore del
il  Ministero  dell’interno n. 389, sono assoggettate alla disciplina
Premesso  che  uno degli obiettivi primari dell’art. 41 della legge
n.  448/2001  e,  pertanto,  del  relativo regolamento di attuazione,
consiste  nell’assicurare  un accesso al mercato dei capitali il piu’
possibile  efficace,  ordinato  e prudente, si forniscono le seguenti
1) Decorrenza del silenzio-assenso (Art. 1, comma 2).
Il termine di dieci giorni entro i quali il Dipartimento del Tesoro
puo’  esprimere  il  proprio  avviso  sul  momento  piu’ opportuno di
accesso  al  mercato  da  parte dell’ente, si intende decorrere dalla
data  in  cui  il  competente  ufficio  della  Direzione  seconda del
medesimo  Dipartimento  invia all’ente richiedente conferma per fax o
posta elettronica della ricezione della comunicazione.
Oltre  che  con gli usuali mezzi postali, le comunicazioni potranno
essere   inviate   via   fax   (06/4761-3197)   ovvero   per   e-mail
(accesso.mercati@tesoro.it).
Si precisa che l’attivita’ di coordinamento dell’accesso al mercato
e’  volta  ad  evitare  la  sovrapposizione di piu’ soggetti pubblici
sullo  stesso  segmento di mercato in un ristretto arco temporale. In
tale  evenienza,  infatti, si potrebbe determinare un’affollamento di
emissioni, a detrimento delle condizioni di finanziamento.
2) Ammortamento (Art. 2).
Per  quanto riguarda i criteri che individuano gli intermediari con
i  quali e’ ammissibile concludere i contratti relativi alla gestione
di  un  fondo  o  allo swap per l’ammortamento del debito, si rimanda
alla  disciplina  relativa  al  rating dettagliatamente descritta nel
paragrafo  successivo  in  relazione  alla  operativita’ in strumenti
Per  quanto  concerne invece l’investimento delle somme accantonate
nel  fondo  o  nello  swap  di ammortamento, la gamma degli strumenti
ammessi  a  tal fine e’ circoscritta ai titoli obbligazionari, emessi
esclusivamente  dagli  emittenti  indicati  al  comma  2 dello stesso
decreto  n.  389  del  1° dicembre  2003,  che  non  dovranno  essere
ulteriormente strutturati mediante operazioni derivate che rendano il
profilo  di  esposizione creditizia difforme da quello consentito. In
considerazione  del  fatto  che il rischio sul portafoglio dei titoli
conferiti  al  fondo  di ammortamento rimane comunque a totale carico
dell’ente,  si  sottolinea  che  la  selezione  degli  emittenti  dei
suddetti  titoli  deve  essere conforme allo spirito di riduzione del
rischio  creditizio.  Si raccomanda, inoltre, la massima trasparenza,
nei contratti, sui criteri con i quali i titoli conferiti al fondo di
ammortamento    sono   selezionati   ed   eventualmente   sostituiti,
attribuendo la massima attenzione al rating.
Si  raccomanda altresi’ di vincolare la scadenza degli investimenti
alla durata del fondo di ammortamento.
Per  societa’  a  partecipazione pubblica si intendono societa’ con
una  quota  di partecipazione diretta rilevante/di controllo detenuta
da  Stati  appartenenti  all’Unione  europea,  facendo riferimento ai
principi previsti nell’art. 2359 nel codice civile italiano. Nel caso
in  cui una societa’ pubblica venga privatizzata, si raccomanda che i
titoli   da   questa  emessi  eventualmente  presenti  nel  fondo  di
ammortamento vengano sostituiti dal momento in cui detta sostituzione
non comporti una perdita per il fondo. Qualora emergano forti segnali
di  rischio derivanti dalla privatizzazione, la sostituzione andrebbe
comunque valutata anche nel caso in cui comporti una perdita.
Si  ritiene  opportuno  che  gli  enti  considerino il costo totale
dell’emissione  obbligazionaria  sia nella forma con rimborso unico a
scadenza  del  capitale sia nella forma «amortising», e valutino, per
quanto   desumibile   dalle   condizioni   di   mercato   al  momento
dell’emissione,  la  relazione  tra tale differenziale di costo ed il
maggiore  rischio  sopportato  dall’ente in virtu’ della costituzione
del  fondo  o  dello swap per l’ammortamento. Questa valutazione deve
anche  tener  conto  del  fatto  che  le  emissioni bullet, ancorche’
associate ad uno swap di ammortamento, pesano per l’interno ammontare
fino  alla  scadenza  ai  fini  delle rilevazioni Eurostat del debito
3) Operazioni in strumenti derivati (Art. 3).
Le  tipologie  di  operazioni  derivate ammesse, oltre agli swap di
tasso  di  cambio(1) (cross currency swap) a copertura del rischio di
cambio nel caso di indebitamento in valuta, sono quelle espressamente
indicate  nei  punti  da  a)  a  d)  da intendersi nella forma «plain
vanilla».  In  particolare  dal punto a) si intende esclusa qualsiasi
forma  di  opzionalita’,  mentre  i  punti b), c) e d) si riferiscono
esclusivamente  all’acquisto  da  parte dell’ente degli strumenti ivi
citati.  E’ implicito nell’acquisto del collar l’acquisto di un cap e
la  contestuale vendita di un floor, consentita unicamente al fine di
finanziare  la  protezione  dal rialzo dei tassi di interesse fornita
dall’acquisto  del  cap. Il livello del tasso a carico dell’ente allo
scattare  delle  soglie  deve essere coerente sia con i tassi vigenti
sul  mercato  sia  con  il  costo  della  passivita’ antecedente alla
conclusione dell’operazione derivata. Riguardo alle «altre operazioni
derivate»  previste  alle  lettere  e) e f), si precisa che le stesse
devono  in  ogni  caso  essere  riconducibili  a  combinazioni  delle
operazioni  indicate  alle lettere da a) a d). Si ritiene infatti che
queste  tipologie siano coerenti con il contenimento dell’esposizione
dell’ente  ai  rischi  finanziari  conseguenti al rialzo dei tassi di
interesse  e  quindi  con  l’obiettivo  del  contenimento  del  costo
Per  quanto  riguarda  la  lettera  f)  inoltre,  il  divieto di un
«profilo  crescente  dei  valori  attuali»  va  riferito, nell’ambito
dell’operazione  derivata, ai flussi di pagamento da parte dell’ente.
Tale  prescrizione  e’  volta  ad  evitare  che siano poste in essere
operazioni  derivate  i  cui  flussi  di pagamento da parte dell’ente
vengano   concentrati  in  prossimita’  della  scadenza.  L’eccezione
dell’eventuale   sconto   o   premio,  non  superiore  all’1%  ——
(1) Lo  scambio  di flussi di interessi e capitali espressi nelle
due diverse valute deve essere effettuato sempre allo stesso tasso di
cambio prefissato al momento della conclusione dell’operazione.
del  nozionale  della  sottostante  passivita’, e’ stata prevista per
consentire  la  ristrutturazione  della  passivita’  in  presenza  di
condizioni di mercato diverse rispetto al momento in cui la stessa e’
stata  contratta.  Si  ribadisce che tale sconto o premio deve essere
regolato   contestualmente   alla   data   di   inizio  (regolamento)
dell’operazione  derivata e si applica esclusivamente alle operazioni
di  ristrutturazione  previste,  appunto,  dal  punto f).  Il comma 3
circoscrive al mercato monetario, vale a dire ai tassi di interesse a
breve   termine,   l’ambito   dei  parametri  a  cui  possono  essere
indicizzate   tutte   le  operazioni  derivate  descritte  nei  commi
precedenti.    Non sono ammessi gli strumenti derivati che contengono
delle  leve  o  moltiplicatori  dei  parametri  finanziari,  come, ad
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 27 Maggio 2004: Decreto 1° dicembre 2003, n. 389, recante: «Regolamento concernente l’accesso al mercato dei capitali da parte delle province, dei comuni, delle citta’ metropolitane, delle comunita’ montane e delle comunita’ isolane, nonche’ dei consorzi tra enti territoriali e delle regioni, ai sensi dell’art. 41, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448». Circolare esplicativa. (GU n. 128 del 3-6-2004 redazione redazione 2015-05-20T01:03:01+00:00