Source: http://protezionecivile.unionerenolavinosamoggia.bo.it/index.php/sezione-2-scenari-di-rischio/scenari-di-rischio-areali/sra-7-0-criticita-industriali/srg-14-1-subsidenza-2
Timestamp: 2019-07-21 17:16:39+00:00
Document Index: 54348620

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 13']

Scenari di Rischio - Rischio Incidente Rilevante [Sezione 2 - SRA 7.1]
SR7.1 RA001 - Liquigas
SR7.1 RA002 - BASF
In attuazione del D. Lgs. n.105/2015 e della L.R. Emilia-Romagna n. 13/2015 " Riforma del sistema di governo regionale e locale", il Capo I del Titolo II "Modifiche alla L.R. n. 26/2003 in materia di pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose " disciplina le funzioni amministrative in materia e le modalità di coordinamento dei diversi soggetti coinvolti; queste ultime (tra cui il procedimento istruttorio di valutazione della Scheda Tecnica, e tutti gli adempimenti relativi alle ispezioni sul Sistema di Gestione della Sicurezza), precedentemente svolte dalle Province, sono ora attribuite all'Agenzia per la prevenzione, l'ambiente e l'energia (A.R.P.A.E.).
inviare anche ad A.R.P.A.E la notifica e le comunicazioni relative a modifiche che potrebbero costituire aggravio di rischio per gli stabilimenti di soglia inferiore e superiore
inviare anche ad A.R.P.A.E il rapporto di sicurezza in formato elettronico per gli stabilimenti di soglia superiore
Il PIANO DI EMERGENZA INTERNA (P.E.I.) é predisposto allo scopo di:
informare adeguatamente i lavoratori, e i servizi o le autorità locali competenti;
Il piano di emergenza interna è riesaminato, sperimentato e, se necessario, aggiornato dal gestore, previa consultazione del personale che lavora nello stabilimento, ivi compreso il personale di imprese subappaltatrici a lungo termine, ad intervalli appropriati, e, comunque, non superiori a tre anni. La revisione tiene conto dei cambiamenti avvenuti nello stabilimento e nei servizi di emergenza, dei progressi tecnici e delle nuove conoscenze in merito alle misure da adottare in caso di incidente rilevante.
Per tutti gli stabilimenti di soglia inferiore le eventuali emergenze all'interno dello stabilimento connesse con la presenza di sostanze pericolose sono gestite secondo le procedure e le pianificazioni predisposte dal gestore nell'ambito dell'attuazione del sistema di gestione della sicurezza di cui all'articolo 14, comma 5 e all'Allegato 3 del D. Lgs. n. 105/2015.
Per gli stabilimenti di soglia superiore e di soglia inferiore , al fine di limitare gli effetti dannosi derivanti da incidenti rilevanti, il Prefetto, d'intesa con la Regione e con gli enti locali interessati, sentito il Comitato Tecnico Regionale CTR (art. 10 D. Lgs. n. 105/2015) e previa consultazione della popolazione e in base alle linee guida previste dal comma 7, predispone il PIANO DI EMERGENZA ESTERNA (P.E.E.) allo stabilimento e ne coordina l'attuazione.
Per gli stabilimenti di soglia superiore il PIANO DI EMERGENZA ESTERNA (P.E.E.) è predisposto sulla scorta delle informazioni fornite dal gestore ai sensi degli articoli 19, comma 3, e 20, comma 4, e delle conclusioni dell'istruttoria di cui all'articolo 17, ove disponibili; per gli stabilimenti di soglia inferiore il piano è predisposto sulla scorta delle informazioni fornite dal gestore ai sensi degli articoli 13 e 19, comma 3, ove disponibili.
Il PIANO DI EMERGENZA ESTERNA (P.E.E.) é predisposto allo scopo di
mettere in atto le misure necessarie per proteggere la salute umana e l'ambiente dalle conseguenze di incidenti rilevanti, in particolare mediante la cooperazione rafforzata negli interventi di soccorso con l'organizzazione di protezione civile;
Il piano di emergenza esterna è riesaminato, sperimentato e, se necessario, aggiornato, previa consultazione della popolazione, dal Prefetto ad intervalli appropriati e, comunque, non superiori a tre anni. La revisione tiene conto dei cambiamenti avvenuti negli stabilimenti e nei servizi di emergenza, dei progressi tecnici e delle nuove conoscenze in merito alle misure da adottare in caso di incidenti rilevanti
La consultazione della popolazione sui piani di emergenza esterna, di cui ai commi 1 e 6, è effettuata con le modalità definite con Decreto del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto con i Ministri dell'Interno, della Salute e dello Sviluppo Economico, d'intesa con la Conferenza Unificata, da adottare ai sensi dell'art. 17, comma 3, della L. 23 agosto 1988 n. 400.
In base alle informazioni contenute nel rapporto di sicurezza nonché trasmesse dal gestore ai sensi dell'art. 20, comma 4, e dell'art. 13 del D. Lgs. n. 105/2015, il Prefetto, d'intesa con la Regione e gli enti locali interessati, sentito il Comitato Tecnico Regionale CTR (art. 10 D. Lgs. n. 105/2015), qualora non siano ragionevolmente prevedibili effetti all'esterno dello stabilimento provocati dagli incidenti rilevanti connessi alla presenza di sostanze pericolose può decidere di non predisporre il Piano. Tale decisione deve essere tempestivamente comunicata alle altre autorità competenti di cui all'art. 13, comma 1, unitamente alle relative motivazioni.
Tenuto conto della normativa sopra indicata e delle Linee Guida diramate dal Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato costituito presso la Prefettura un Gruppo Tecnico di lavoro per la predisposizione ed approvazione dei singoli piani, (Amministrazione/i Comunale/i di riferimento, Città Metropolitana, Comando Provinciale Vigili del Fuoco, Centrale Operativa 118 Emilia Est, Azienda Unità Sanitaria Locale territorialmente competente, ARPAE Emilia-Romagna, Gestore dell'azienda) al fine di acquisire gli elementi tecnici utili per procedere all'elaborazione dei singoli piani di emergenza esterna.
Nella provincia di Bologna esistono n. 18 industrie classificate a rischio di incidente rilevante per le quali occorre predisporre degli specifici e particolareggiati piani di emergenza
Elenco delle attività Rischio di Incidente Rilevante in esercizio nella provincia
piano di emergenza esterna approvato
ricezione, deposito ed imbottigliamento per commercializzazione GPL sfuso e in bombole
BASCHIERI&PELLAGRI s.p.a.
produzione, deposito, vendita di materie esplodenti
ricerca, progettazione, sviluppo, produzione (miscelazione/invecchiamento),deposito, stoccaggio e vendita di materie esplodenti di I^ e V^ categoria di cui al R.D. n. 773/1931
lavorazione prodotti chimici o petrolchimici di base
lavorazione di prodotti chimici di base per la produzione di additivi per materie plastiche, fibre, rivestimenti, inchiostri, materiali fotografici e lubrificanti
BRENNTAG ITALIA s.p.a.
deposito, acquisto e vendita di prodotti chimici
deposito e distribuzione di sostanze organiche, sostanze inorganiche liquide (acidi, basi, perossidi) e sostanze solide classificate "comburenti"
CROMO 6 DI MAHMOOD RASID & C. s.a.s.
trattamento superficiale di elementi metallici mediante cromatura e nichelatura (tubi, aste e elementi complessi in acciaio di dimensioni 50 cm. circa)
istruttoria in corso
DU PONT OPERATIONS ITALIA s.r.l.
deposito e stoccaggio di prodotti finite fitofarmaci e concimi solidi e liquidi confezionati su pallet
FRATELLI RENZI LOGISTICA s.r.l.,
deposito, immagazzinamento e distribuzione di concimi e antiparassitari
G.D. DEPOSITO DISTRIBUZIONE MERCI s.r.l.
immagazzinamento e distribuzione di prodotti finiti di vario genere (alimentari condizionatori, fitosanitari per l'agricoltura)
GOLDEN GAS s.p.a.,
ricezione, movimentazione, stoccaggio e spedizione di gas petrolio liquefatto (GPL)
produzione di fili di rame smaltati e cavi isolanti in PVC per bassa tensione, con reparto vernici in cui sono utilizzate sostanze infiammabili e tossiche
produzione e/o deposito di prodotti chimici
produzione e/o deposito di vernicianti liquidi e in polvere (anche bonderizzate co con post addizione di additivi), diluenti, catalizzatori induritori) e di resine alchidiche
L'EMILGAS s.r.l.,
deposito di gas liquefatti e oli minerali
ricezione, movimentazione, stoccaggio e spedizione di gas petrolio liquefatto (GPL) e oli minerali
produzione e distribuzione dei gas ad uso medicale:
- produzione primaria e secondaria di azoto F.U. e ossigeno F.U.(Farmacopea Ufficiale)
- deposito di gas compressi in bombole ad uso medicale
ricevimento, movimentazione, deposito, imbottigliamento e spedizione di gas petrolio liquefatto (GPL) per la sua commercializzazione sfuso e in bombole
MONTENEGRO s.r.l., VIA TOMBA FORELLA 3
produzione e deposito di brandy e altri liquori con vario contenuto di alcol etilico
produzione e deposito di brandy e altri liquori con differente contenuto di alcol etilico
OVAKO MOLINELLA s.p.a.
trattamento superficiale dei metalli mediante cromatura galvanica e lavorazioni meccaniche
produzione di stabilizzanti, additivi e antiossidanti per materie plastiche e additivi per produzione di vernici
STOGIT s.p.a. - STOCCAGGI GAS ITALIA s.p.a.
stoccaggio e compressione gas naturale
stoccaggio sotterraneo di metano in giacimenti esauriti e relativi impianti (pozzi di iniezione/estrazione, aree cluster, impianti di compressione e trattamento del gas
(in corso istruttoria per revisione)
AZIONI DA INTRAPRENDERE IN CASO DI ALLARME
In caso di emergenza, alla Prefettura compete il coordinamento della fase operativa degli interventi da attuarsi a protezione della popolazione e dei beni nei casi di emergenza per eventi che potrebbero verificarsi presso gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante
Il Prefetto in caso di evento incidentale:
attiva la Sala Operativa e coordina l'attuazione del Piano di Emergenza Esterno;
assicura l'attivazione dei sistemi di allarme per le comunicazioni alla popolazione e ai soccorritori;
acquisisce dal gestore e dai Vigili del Fuoco ogni utile informazione in merito all'evento in corso;
informa gli Organi centrali (Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri; Ministero dell'Interno; Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare) nonché, ove necessario, i Prefetti delle province limitrofe, i sindaci dei comuni adiacenti ed eventuali altri Enti preposti all'emergenza.
acquisisce i dati concernenti le condizioni meteo locali avvalendosi delle stazioni meteo presenti sul territorio, dei Centri Regionali Funzionali, laddove operativi, e del Dipartimento della Protezione Civile presso la presidenza del Consiglio dei Ministri;
si assicura che gli organi preposti abbiano effettuato la perimetrazione delle aree che hanno subito l'impatto dell'evento incidentale;
valuta e decide con il Sindaco le misure di protezione da far adottare alla popolazione in base ai dati tecnico-scientifici forniti dagli organi competenti o dalle funzioni di supporto;
sentiti il Sindaco interessato e gli organi competenti, dirama comunicati stampa/radio;
accerta che siano state realizzate le misure di protezione collettiva;
valuta la necessità di adottare provvedimenti straordinari in materia di viabilità e trasporti;
valuta costantemente con il Sindaco, sentiti gli organi competenti, l'opportunità di revocare lo stato di emergenza esterna e dichiara il cessato allarme;
richiede che siano avviati i provvedimenti di ripristino e disinquinamento dell'ambiente
(testo estratto dal sito della Prefettura di Bologna)
Nei comuni dell'Unione sono presenti due stabilimenti a rischio di incidente rilevante :
La BASF Italia S.p.A., a Sasso Marconi è specializzata in lavorazione di prodotti chimici o petrolchimici di base per la produzione di additivi per materie plastiche, fibre, rivestimenti, inchiostri, materiali fotografici e lubrificanti;
La Liquigas S.p.A. in Valsamoggia si occupa di stoccaggio di gas liquefatti, ricevendoli, movimentandoli, imbottigliandoli e spedendoli ai fine della commercializzazione sfusa e in bombole.
Liquigas - Valsamoggia
- Piano di Emergenza edizione 2015
Basf - Sasso Marconi
- Piano di emergenza(ex Ciba) edizione 2008" ; Il piano è in corso di aggiornamento.