Source: http://www.lucagandolfi.it/consigliere/provinciale/riassunti/2009/consiglio_provinciale_mi-2009-11-05.htm
Timestamp: 2018-12-11 09:04:29+00:00
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Newsletter di Luca Gandolfi - Riassunto del Consiglio Provinciale di Milano del 5 novembre 2009
Riassunto del Consiglio Provinciale di Milano del 5 novembre 2009
inizio formale effettivo alle ore: 15.47
Matteo Pirro sindaco di Vermezzo è morto questa notte. Ne ricorda la figura. Propone un minuto di silenzio.
Ieri abbiamo dato l’estremo saluto ad Alba Merini, la poetessa milanese. Ne ricorda la figura. Propone un minuto di silenzio.
1 minuto di silenzio per ricordare il sindaco di Vermezzo e Alda Merini.
sulla sentenza della Corte Europea riguardante il crocefisso nelle aule. Invita a riflettere sul tema citando le parole della scrittrice Natalia Ginsburg. Ne legge alcuni passi.
segnala i centri per l’impiego e i possibili problemi.
Attende ancora una risposta sul tema del’housing sociale per le forze dell’ordine.
Legge lettera che ha inviato a Podestà sulla questione della Corte Europea sui crocefissi nelle scuole.
Presenta una INTERROGAZIONE con oggetto “Quali politiche sono previste contro il tabagismo?”
Presenta una INTERROGAZIONE con oggetto “Quati nuovi alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica sono stati costruiti sul territorio della Provincia di Milano negli ultimi trent’anni? Quante le domande di alloggi in lista di attesa? Quanti gli alloggi assegnati ogni anno?”
Presenta una INTERROGAZIONE con oggetto “Quali politiche intende intraprendere la Provincia di Milano per il problema del sovraffollamento delle carceri?”
Presenta una MOZIONE con oggetto “Trasparenza della politica e diritto dei cittadini di essere informati sull’operato dei loro rappresentanti: proposta di trasmettere in video streaming anche le sedute delle Commissioni Consiliari della Provincia”
Interviene anche sulla questione della sentenza della Corte europea inerente il crocefisso nelle scuole. Premette che ritiene la religione una questione privata e non apprezza usi strumentali delle religioni.
Ricorda di aver fatto le elementari dalle suore Mantellate e in quel contesto era giusto che vi fosse il crocefisso nelle aule visto che si trattava di una scuola privata dichiaratamente cattolica. Il discorso però cambia quando si parla di scuole pubbliche, quindi dello Stato, così come di luoghi pubblici, in qualsiasi contesto pubblico la presenza del crocefisso non ha ragione di esserci. Chi vuole testimoniare la propria fede religiosa lo può fare nei luoghi di culto a ciò adibiti, o anche con simboli che può liberamente indossare, come la catenina col crocefisso (che anche io indosso). Bisogna distinguere tra luogo privato e luogo pubblico.
È un normale discorso di rispetto reciproco: libera Chiesa in libero Stato. Ciascuno nel suo ambito e nel rispetto reciproco delle rispettive competenze. Si dice che il crocefisso faccia parte della nostra tradizione e della nostra identità. Ma allora sarebbe giusto chiedere una forma di reciprocità: se si espongono i crocefissi nei luoghi pubblici, allora sarebbe giusto che nelle chiese venissero messe le bandiere italiane, anche la bandiera italiana fa parte della nostra tradizione e della nostra identità, eppure non ne ha mai vista una nelle chiese o in altri luoghi di culto.
Sono per una visione laica dello Stato, nel pieno rispetto delle varie fedi religiose, ma con il rispetto ciascuno del suo ambito.
ricorda la crisi dell’Alfa. Chiede una seduta di Consiglio dedicata alla crisi economica e al dopo crisi.
Ricorda anche Alda Merini.
Sul testo presentato dalla maggioranza riguardante il crocefisso, da cristiano non lo condivide.
in un convegno della Caritas e dell’Associazione Migrantes a cui ha assistito, sottolinea alcuni dati importanti sul tema della fame nel mondo e sugli aiuti troppo scarsi che si danno a questi paesi. Nell’ultima finanziaria c’è un taglio a questi aiuti. Inutile poi dire “aiutiamoli a casa loro” se poi invece si agisce in verso contrario. Legge altri dati significativi. Smentisce anche il dato secondo cui sarebbero sempre gli stranieri a delinquere.
Invita il Consiglio a tenere conto questi dati.
chiede di affrontare nel dettaglio il tema dell’Expo e non solo con affermazioni generiche. Da portare in Consiglio.
Fare il punto anche sul lavoro che svolge l’unità di crisi nelle varie situazioni che ha in analisi le relative proposte che sta valutando per risolvere le varie situazioni problematiche.
Presenterà un documento su un grave episodio intimidatorio capitato a Radio Popolare. Legge il fatto accaduto il 1 novembre. Vorrebbe sentire un’opinione chiara da parte della maggioranza.
torna sulla questione del crocefisso. Lo fa a titolo personale visto che nel gruppo non c’è unità di pensiero. È assurda una guerra sui simboli religiosi. Ritiene il pronunciamento ingiusto e non condivisibile. Dispiaciuto che il crocefisso venga trasformato in strumento di divisione. L’interculturalità ha come fondamento la convivenza di diverse culture, non la loro cancellazione. Non è in questo modo che si è stimolati a condividere una casa comune europea. Sembra quasi che si voglia disconoscere il valore del cristianesimo nella formazione della comunità europea.
Non sottoscrive l’orine del giorno presentato della maggioranza. In ogni caso alcuni passaggi non sono condivisibili.
non sapeva dell’intimidazione a Radio Popolare. Manifesta la sua solidarietà.
abbiamo regalato un crocefisso ad alcuni uffici della provincia. La Comunità Europea deve rivedere alcune sue scelte. Ritiene sbagliato non tenere conto delle realtà territoriali. Non ci possono dire cosa dobbiamo mettere o non mettere nelle aule delle nostre scuole.
I dati dicono chiaramente che molti delinquenti sono extracomunitari. Deve poi esser chiaro che non tutti possono entrare.
Anche lui esprime solidarietà a Radio Popolare. Vorrebbe stesa solidarietà alle aggressioni alle sedi della Lega.
Presenta una ORDINE DEL GIORNO con oggetto “Contro la sentenza della Corte Europea sul crocefisso nelle scuole” legge il testo.
Perego (PD):
forse eccessivo dedicare tutto questo spazio alla sentenza della Corte Europea. Sono cristiana cattolica e praticante. Premesso che la sentenza gli pare eccessiva, ma non è una decisione di una mattina: è una risposta ad un ricorso. Non è iniziativa autonoma della Corte Europea.
Stupita dell’indignazione suscitata nel modo politico, mentre per altre sentenze contro la fede cristiana non c’è stata. Stupita dell’indignazione degli atei. Offesa dai fondamentalisti cattolici che indicano il crocefisso come identità culturale, quando è simbolo dell’amore per eccellenza.
ancora una volta è l’opposizione che garantisce il numero legale.
Vista la presenza dell’assessore alla Cultura, ricorda i funerali di ieri di Alda Merini e ne ricorda la figura. Non basta un minuto di silenzio.
Presenta una MOZIONE con oggetto “per Chiedere di intitolare ad Alda Merini la sala auditorium dello Spazio Oberdan”.
precisa che oggi la maggioranza è in grado di garantire il numero legale.
forse utile inserire anche la voce di un non credente nel dibattito sul crocefisso.
Si è stupito della violenza con cui si è reagito alla sentenza della Corte Europea. Non condivide queste reazioni scomposte e oltranziste. La sentenza sancisce un fatto presente in tutti i paesi europei in cui è vietata l’esposizione di simboli religiosi nei luoghi pubblici. Ciò non vuol dire negare il valore di una religione. È l’applicazione di un principio laico. Ognuno è libero di fare le proprie scelte in privato, ma nei luoghi pubblici non è corretto esporli. Con molta serenità questa è una sentenza corretta in base al principio di laicità che è anche quella del nostro stato.
[l’intervento è tutto in chiave ironica] È turbato da questa sentenza. Tutti ci chiedevamo cosa pensasse la Corte di Strasburgo. E su una domanda di una cittadina ha dato una risposta. Una signora che ha manifestato il suo disagio alla Corte e questa ha detto di togliere i crocefissi dalle aule scolastiche. In realtà come preside non aveva mai notato tutto questo turbamento negli alunni.
RISPOSTE ALLE INTERROGAZIONI PRESENTATE DAI CONSIGLIERI
L'Assessore Luca Squeri risponderà all'interrogazione n. I/39 - Interrogazione presentata il 12 ottobre 2009 dal Consigliere Massimo Gatti, in merito alla vendita di immobili di proprietà della Provincia di Milano:
Assessore Luca Squeri (risponde):
legge la risposta.
ringrazia l’assessore per aver risposto in tempi rapidi e si augura che sia da esempio per gli altri assessori. Entra nel merito delle varie sedi.
Si ripromette ulteriori approfondimenti che verranno poi discussi in Commissione.
condivide il fatto che si torni ad approfondire l’argomento in Commissione.
per motivi di urgenza chiede se è possibile anticipare la trattazione del punto 28.
[nessuna obiezione]
Ferrè (PDL), Bassani (LN), Scognamiglio (IdV)
28 - Nomina dei componenti della Commissione Pari Opportunità. (da dichiarare immediatamente eseguibile): il Presidente del Consiglio Provinciale illustra il punto leggendo i nomi dei membri della Commissione che vengono proposti:
Fortunati Ombretta Maria
Selmo Serena
M/9 - Mozione presentata il 29 settembre 2009, primo firmatario il Consigliere Scognamiglio, in merito a una proposta di iniziativa in memoria di Peppino Impastato, giovane eroe morto per la lotta contro la mafia: la consigliera Scognamiglio (IdV), estensore e primo firmatario della mozione, svolge il ruolo di relatore e illustra il punto.
Scognamiglio (IdV) relatore (introduce):
felice che nel corso della settimana si sia trovato un testo condiviso anche dalla maggioranza e che attraverso la figura di Impastato serve a condannare tutte le mafie. Un segnale forte di solidarietà a tutti quelli che combattono le mafie. Legge il nuovo testo della mozione.
28 Favorevoli: PDL, LN, AP, LP, PD, IdV
M/15 - Mozione presentata in data 22 ottobre 2009, dai Consiglieri Cova e Mauri, in merito alla cava San Giuseppe in Comune di Arluno: il consigliere Cova (PD), estensore e primo firmatario della mozione, svolge il ruolo di relatore e illustra i contenuti della mozione.
nell’area in questione c’è una attività estrattiva autorizzata. Nel 2003 è stato fatto un nuovo progetto. Riassume la storia dei permessi ricevuti. Chiede quale sia la materia del contendere. Se si tratta dei rilievi fatti da alcuni ambientalisti su alcune sostanze inquinanti, comunque entro i limiti di legge. Non si tratta di un mostro ecologico come qualcuno vorrebbe far credere. Segnala che vicino c’è una strada ad alta densità di traffico, ma nessuno ha protestato per questa strada che pure inquina anch’essa.
Sottolinea inoltre che in base agli studi metereologici il vento spira più spesso in direzione opposta rispetto al Bosco e all’oasi WWF.
Nessuno ha protestato per la costruzione di ampie aree residenziali nelle vicinanze. Forse ci sono degli interessi dietro.
Riconosce che la mozione solleva un problema importante, ma merita un ulteriore approfondimento.
giusto approfondire l’argomento, ma sarebbe meglio una visione più ampia sul tema ambientale. Si dice perplesso circa la modalità e la tempistica di presentazione della mozione. Il progettoin questione riguarda 6 tipi di attività diverse. Entra nel dettaglio.
Ritiene che i problemi siano soprattutto viabilistici. Ci sono molti elementi che meritano una valutazione tecnica. Utile verificare anche il comportamento degli amministratori locali, non sempre coerenti. Chiede che venga approfondita in Commissione Ambiente.
ritiene la situazione grave. Nota l’assenza di Podestà, nonostante si sia tenuto la delega all’ambiente e sarebbe quindi stata utile la sua presenza. Sul tema delle bonifiche e delle cave è necessaria la presenza dell’interlocutore che ne ha la competenza. Nel merito del testo, lo condivide. Come si fa a dire no?
legge le due richieste fatte nella mozione: la prima chiede un approfondimento da parte della competente Commissione regionale. La fanno comunque? Meglio. Ma è ancora meglio essere sicuri e chiederla.
La seconda richiesta è nell’interesse della salute dei cittadini. Come si fa a dire di no?
Se poi, una volta che si avranno altri elementi si vorrà fare un ulteriore approfondimento in Commissione Ambiente della Provincia va benissimo. Ma per ora non vede ragioni plausibili per non votare questa sera la mozione. Il voto dell’Italia dei Valori al testo proposto è favorevole.
spiega che non sono contrari al testo proposto, ma la verifica va fatta per tutti gli impianti presenti sul territorio. La mozione è corretta, ma povera.
Se è competente la Commissione Regionale allora se ne occuperà sicuramente. In Regione è già stata presentata una interrogazione su questa questione (n.2583/2009) a firma di Mirabelli (PD) anche se il testo è differente da quello della mozione in discussione oggi.
La risposta verrà poi comunque sempre dalla regione Lombardia. Per queste ragioni sono perplessi e chiedono di approfondirlo in Commissione Ambiente della Provincia, di cui per altro è Presidente.
il tema merita attenzione. Disposti al rinvio in Commissione se Paoletti la convoca su questo tema in settimana e se ne può quindi tornare a parlare nel Consiglio della prossima settimana.
ok. L’argomento verrà trattato nella Commissione Ambiente che convocheremo per mercoledì prossimo alle 9.30.
RINVIATO PER TRATTAZIONE IN COMMISSIONE
Sospensione del Consiglio dalle 18.11 alle 18.20
[in attesa che arrivi l’assessore Altitonante per il prossimo punto in discussione]
- Informativa al Consiglio dell'Ass Fabio Altitonante in merito all'andamento del procedimento amministrativo ad istanza di parte per la nomina di un Commissario ad acta ai sensi dell'art.14,comma 10, della L.R. n. 12/2005 s.m.i.: il Presidente del Consiglio Provinciale lascia la parola all'Assessore Fabio Altitonante che illustra il punto.
Assessore Fabio Altitonante:
riassume la storia della vicenda leggendo uno schema riassuntivo che viene distribuito.
Le richieste riguardavano 3 aree:
1. proposta di variante al PRG in località Bruzzano: rigettata in data 16.10.2009 con comunicazione al Presidente della Regione Lombardia.
2. proposta Programma Integrato di Intervento nelle aree in via Macconago: richiesta ritirata dal richiedente il 23.10.2009, cioè il giorno prima che scadessero i termini.
3. proposta Piano di Lottizzazione in località via Trenno, Osma, Sant’Elia, Natta: richiesta ritirata dal richiedente il 23.10.2009, cioè il giorno prima che scadessero i termini.
La Provincia non è entrata nel merito delle richieste, ha trattato la materia solo in base a valutazioni tecniche e alla verifica se vi fosse stata inerzia da parte del Comune. È stata una procedura tecnica tra uffici tecnici.
la risposta dell’assessore non è soddisfacente. Non è una questione tecnica. Ci ha detto le stesse cose che ci aveva detto in Commissione. È una questione politica e vogliamo una risposta politica. Dire che è una questione tecnica non spiega quello che in realtà è successo e il perché del ritiro delle due richieste dopo che Ligresti aveva incontrato la Moratti. Questa risposta è una mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio.
quella fatta dall’assessore non è una informativa perché non ci ha informato di nulla.
Sospensione del Consiglio per riunione di opposizione dalle 18.40 alle 18.49
interviene a nome di tutta l’opposizione. L’assessore ha insistito per presentare la questione come “tecnica”: valutazioni tecniche della Provincia in base alle risposte tecniche del Comune di Milano.
Una risposta che però non tiene in considerazione dei vari incontri che ci sono stati tra Podestà, Presidente della Provincia (quindi un ruolo politico) e il Sindaco di Milano, Letizia Moratti (anch’essa con un ruolo politico). Non venite a raccontare che Podestà e Moratti sono due tecnici.
Se era davvero solo una questione tecnica allora potevano venire direttamente dei tecnici ad illustrarcela.
Se era davvero solo una questione tecnica come mai il richiedente ha ritirato due delle richieste dopo che ha avuto un incontro con la Moratti?
Noi chiediamo una trasparenza della politica e rivendichiamo il diritto dei cittadini di essere informati.
Se l’assessore ritiene di essere solo un tecnico, allora chiediamo che vengano convocati a rispondere direttamente il Presidente della Provincia, Podestà; il Sindaco di Milano Letizia Moratti; e magari anche il richiedente, Ligresti.
Visto che l’assessore non ci ha dato le risposte politiche che chiedevamo, l’opposizione abbandona l’aula.
[il dibattito continua e interviene il consigliere Capodici (PDL) ma non posso riferire dell’intervento visto che noi dell’opposizione siamo tutti usciti dall’aula. I lavori del Consiglio finiscono dopo una decina di minuti, dopo la replica dell’assessore.]