Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=112
Timestamp: 2020-02-19 22:53:43+00:00
Document Index: 122672004

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 68', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 68', 'art. 8', 'art. 117', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 68', 'art. 119', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 826', 'art. 1']

Sentenza 112/2011 (ECLI:IT:COST:2011:112)
Udienza Pubblica del 08/02/2011; Decisione del 04/04/2011
Norme impugnate: Art. 1, c. 3°, 4°, 5°, 6° e 7° del decreto legislativo 11/02/2010, n. 22.
Massime: 35536 35537 35538 35539
Atti decisi: ric. 70/2010
Massima n. 35536 Massima successiva
Miniere, cave e torbiere - Ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche - Ricorso della Provincia di Bolzano - Denunciata violazione della legge delega per mancato confronto con la Provincia ricorrente nell'ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome - Questione introdotta una volta decorso il termine decadenziale di giorni sessanta dalla pubblicazione della disposizione normativa impugnata - Non estensibilità del thema decidendum quale fissato dal ricorso introduttivo - Inammissibilità della questione.
È inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 3, 4, 5, 6 e 7, del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22, proposta dalla ricorrente nella memoria depositata in prossimità dell'udienza, con cui si denuncia la violazione degli artt. 3 e 76 Cost., sull'assunto che il Governo avrebbe adottato il decreto in assenza dell'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, nonostante l'espressa previsione in tal senso contenuta nell'art. 27, comma 28 della legge delega n. 99 del 2009. Il thema decidendum fissato nell'atto introduttivo non può essere esteso una volta che sia decorso il termine decadenziale di giorni sessanta dalla pubblicazione della disposizione normativa impugnata.
decreto legislativo 11/02/2010 n. 22 art. 1 co. 3
decreto legislativo 11/02/2010 n. 22 art. 1 co. 4
decreto legislativo 11/02/2010 n. 22 art. 1 co. 5
decreto legislativo 11/02/2010 n. 22 art. 1 co. 6
decreto legislativo 11/02/2010 n. 22 art. 1 co. 7
legge 23/07/2009 n. false art. 27 co. 28
Massima n. 35537 Massima successiva Massima precedente
Miniere, cave e torbiere - Ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche - Classificazione delle risorse geotermiche in risorse di interesse nazionale, risorse di interesse locale e piccole utilizzazioni locali - Ricorso della Provincia di Bolzano - Denunciata violazione della competenza legislativa primaria della Provincia autonoma in materia di miniere, acque minerali e termali, cave e torbiere - Qualificazione della disciplina denunciata quale principio fondamentale di riforma economico-sociale - Non fondatezza delle questioni.
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale concernenti l'art. 1, commi 3, 4 e 5, del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22 - i quali classificano le risorse geotermiche secondo il loro tasso di entalpia, cioè di potenza energetica, qualificando quelle ad alta entalpia come risorse di interesse nazionale, quelle a media e bassa entalpia come risorse di interesse locale, e come piccole utilizzazioni locali quelle che soddisfano un interesse puramente locale - sollevate in riferimento agli articoli 8, n. 14, 105 e 107 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, in relazione al decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1978, n. 1017 ed al decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1977, n. 235, nonché in relazione al decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266. Premesso che le risorse geotermiche costituiscono un bene multifunzionale esprimendo sia l'utilità economica connessa alla produzione di energia, che quella ambientale in quanto rappresentano una fonte di energia rinnovabile, e considerato che le disposizioni del decreto n. 22 del 2010 inerenti la gestione ed utilizzazione di tali risorse, disciplinandone la ricerca, coltivazione ed il loro inserimento nel piano energetico nazionale, si innestano nel quadro di una vera rivoluzione energetica di tal che esse hanno valore di riforma economico-sociale la cui osservanza si impone anche alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome titolari di competenze primarie in tema di "miniere", le disposizioni impugnate, nel considerare come di pubblico interesse e di pubblica utilità solo le risorse geotermiche entro una determinata soglia di potenza energetica, distinguendole, conseguentemente, in due categorie - una relativa a risorse ad alta entalpia di interesse nazionale, l'altra, relativa a risorse di media e bassa entalpia di interesse regionale o provinciale - esprimono un principio fondamentale di riforma-economico sociale che la Provincia autonoma di Bolzano è tenuta a rispettare, ai sensi dell'art. 4, dello statuto speciale.
Sul carattere multifunzionale delle risorse geotermiche, v. le citate sentenze n. 1 del 2010, n. 225 del 2009, n. 105 del 2008.
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 nn. 14, 105 e 107
Massima n. 35538 Massima successiva Massima precedente
Miniere, cave e torbiere - Ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche - Definizione delle risorse geotermiche di interesse nazionale quali patrimonio indisponibile dello Stato e delle risorse di interesse locale quali patrimonio indisponibile regionale - Omessa previsione che la disposizione relativa all'appartenenza delle risorse geotermiche ad alta entalpia al patrimonio indisponibile dello Stato non trova applicazione per la Provincia di Bolzano - Illegittimità costituzionale in parte qua - Estensione della pronuncia alla Provincia autonoma di Trento.
È costituzionalmente illegittimo l'art. 1, comma 6, del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22 nella parte in cui non prevede che la disposizione relativa all'appartenenza delle risorse geotermiche ad alta entalpia al patrimonio indisponibile dello Stato non si applica alle Province autonome di Trento e di Bolzano. Poiché la Provincia di Bolzano è titolare di una competenza legislativa primaria in materia di miniere e quindi di risorse geotermiche, e poiché le disposizioni dello statuto speciale concernono soltanto l'aspetto patrimoniale di tali risorse e non quello ambientale, ne consegue che la Provincia è tenuta ad osservare le norme concernenti le risorse geotermiche in quanto costituenti riforme economico-sociali per gli aspetti inerenti la gestione ed utilizzazione di tali risorse, mentre mantiene tutti i diritti per quanto concerne gli aspetti economici, di tal che spettano alla Provincia i canoni relativi ai permessi di ricerca ed alle concessioni delle risorse geotermiche. La conclusione appena enunciata deve estendersi anche alla Provincia autonoma di Trento, in base alla giurisprudenza della Corte, secondo cui la dichiarazione di illegittimità costituzionale di una norma statale, a seguito del ricorso di una Provincia autonoma, qualora sia basata sulla violazione del sistema statutario della Regione Trentino-Alto Adige, deve estendere la sua efficacia anche all'altra.
Sulla inerenza delle disposizioni statutarie al solo aspetto patrimoniale delle risorse geotermiche, v. le citate sentenze n. 1 del 2010, n. 225 del 2009 e n. 105 del 2008.
Sull'estensione di pronuncia di illegittimità costituzionale, v. la citata sentenze n. 133 del 2010.
statuto regione Trentino Alto Adige art. 68
decreto del Presidente della Repubblica 20/01/1973 n. false art. 4
Massima n. 35539 Massima precedente
Miniere, cave e torbiere - Ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche - Individuazione delle autorità competenti per le funzioni amministrative - Ricorso della Provincia di Bolzano - Denunciata violazione della competenza legislativa primaria della Provincia autonoma in materia di miniere, acque minerali e termali, cave e torbiere, nonché della corrispondente competenza amministrativa e della consistenza del patrimonio provinciale - Esclusione - Non fondatezza della questione.
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 7, del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22 - sollevate in riferimento agli artt. 8, n. 14, 16, 105 e 107 del d.P.R. n. 670 del 1972, in relazione al decreto del Presidente della Repubblica 20 gennaio 1973, n. 115, al d.P.R. n. 235 del 1977, al d.P.R. n. 1017 del 1978, nonché in relazione al decreto legislativo n. 266 del 1992 - il quale individua nelle Regioni o enti da esse delegati le autorità competenti per le funzioni amministrative riguardanti le risorse geotermiche d'interesse nazionale e locale, mentre assegna ad organi statali la competenza nel caso di risorse geotermiche rinvenute nel mare territoriale e nella piattaforma continentale italiana. La disposizione impugnata - denunciata sotto il profilo per cui nel disciplinare il riparto delle competenze amministrative in materia di risorse geotermiche, lederebbe le funzioni amministrative provinciali in materia di miniere, comprese le acque minerali e termali, cave e torbiere - non è lesiva delle attribuzioni della Provincia autonoma di Bolzano in quanto le funzioni amministrative in tema di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche sono attribuite alle Regioni, e dunque anche alla Provincia ricorrente, in base al principio di sussidiarietà, mentre le funzioni amministrative riguardanti le risorse rinvenute nel mare aperto e nella piattaforma continentale italiana, spettano agli organi statali, trattandosi di ambiti di territorio rientranti pacificamente nella competenza dello Stato.
statuto regione Trentino Alto Adige 31/08/1972 n. 670 art. 8 nn. 14, 105 e 107
1. - Con ricorso notificato il 23 aprile 2010 e depositato il successivo 30 aprile la Provincia Autonoma di Bolzano ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’articolo 1, commi 3, 4, 5, 6 e 7, del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22 (Riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche, a norma dell’articolo 27, comma 28, della legge 23 luglio 2009, n. 99).
1.1. - Le disposizione impugnate prevedono:
2. - La Provincia ricorrente sostiene che le disposizioni impugnate violerebbero l’articolo 8, n. 14, del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), posto che la disciplina delle risorse geotermiche rientrerebbe “pacificamente” (viene richiamata sul punto la sentenza n. 65 del 2001 della Corte costituzionale) nella propria competenza legislativa primaria in materia di miniere, comprese le acque minerali e termali, cave e torbiere.
2.1. - La Provincia autonoma di Bolzano, dopo avere ricordato la perdurante vigenza del principio del parallelismo fra funzioni legislative ed amministrative aventi fondamento nello Statuto speciale, sostiene che l’art. 1, comma 7, del d.lgs. n. 22 del 2010 violerebbe anche gli artt. 8, n. 14, e 16 dello Statuto speciale, in quanto detterebbe una espressa disposizione sul riparto delle competenze amministrative in materia di risorse geotermiche, pretermettendo in radice le funzioni amministrative provinciali in materia di miniere, comprese le acque minerali e termali, cave e torbiere.
2.2. - La Provincia autonoma di Bolzano sostiene, infine, che l’art. 1, comma 6, del d.lgs. n. 22 del 2010, nella parte in cui prevede che le risorse geotermiche di interesse nazionale sono patrimonio indisponibile dello Stato, mentre quelle di interesse locale rientrano nel patrimonio indisponibile della Regione, violerebbe l’art. 68 dello Statuto speciale, per il quale le Province, in corrispondenza delle nuove materie attribuite alla loro competenza, succedono, nell’ambito del proprio territorio, nei beni e nei diritti demaniali e patrimoniali di natura immobiliare dello Stato e nei beni e diritti demaniali e patrimoniali della Regione, esclusi in ogni caso quelli relativi al demanio militare, a servizi di carattere nazionale e a materie di competenza regionale, nonché le norme di attuazione statutaria dettate dal decreto del Presidente della Repubblica 20 gennaio 1973, n. 115 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di trasferimento alle province autonome di Trento e di Bolzano dei beni demaniali e patrimoniali dello Stato e della Regione) e dal decreto legislativo 21 dicembre 1998, n. 495 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige recanti modifiche ed integrazioni al D.P.R. 20 gennaio 1973, n. 115, in materia di trasferimento alle province autonome di Trento e di Bolzano dei beni demaniali e patrimoniali dello Stato e della Regione), che avrebbero trasferito alla Provincia autonoma di Bolzano tutti i beni demaniali e patrimoniali dello Stato e della Regione presenti sul territorio provinciale.
3. - Il Presidente del Consiglio dei ministri si è costituito, tramite l’Avvocatura generale dello Stato, con una memoria nella quale sostiene l’infondatezza delle questioni proposte nel ricorso.
3.1. - In via preliminare la difesa erariale ricorda che la materia delle risorse geotermiche, già disciplinata dalla legge 29 luglio 1927, n. 1443 (Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere nel Regno), nel generale contesto della disciplina delle miniere, ha poi trovato una specifica e differente regolamentazione da parte della legge 9 dicembre 1986, n. 896 (Disciplina della ricerca e della coltivazione delle risorse geotermiche), e sostiene che ciò sarebbe avvenuto, analogamente a quanto avvenuto in ordine agli idrocarburi (anch’essi inizialmente inclusi nella legge mineraria e, successivamente, oggetto di una disciplina autonoma), in ragione della specificità e particolarità della tipologia dei bisogni da soddisfare mediante l’utilizzazione delle risorse e, pertanto, in ragione della sua valenza quale fonte energetica. Questa tesi sarebbe comprovata dall’inclusione delle risorse geotermiche tra le fonti rinnovabili di energia da parte della legge 9 gennaio 1991, n. 10 (Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia), nell’ambito delle definizione di un piano energetico nazionale.
3.2. - Ciò premesso, in via generale, il Presidente del Consiglio dei ministri sostiene l’infondatezza delle questioni proposte sull’assunto che la disciplina delle risorse geotermiche sarebbe riconducibile non a quella delle miniere, di cui all’art. 8, n. 14, dello Statuto speciale della Regione Trentino Alto-Adige, bensì a quella concorrente della produzione dell’energia, di cui all’art. 117, terzo comma, Cost.
3.3. - Il Presidente del Consiglio dei ministri sostiene, infine, che le disposizioni impugnate avrebbero un contenuto complesso in quanto, oltre a disciplinare la materia della produzione dell’energia, inciderebbero anche su altre materie rientranti nella competenza esclusiva dello Stato ed, in particolare, sulle materie della tutela della concorrenza e della tutela dell’ambiente. Il d.lgs. n. 22 del 2010, infatti, perseguirebbe e fisserebbe, da un lato, una disciplina a tutela della concorrenza, dettando specifiche disposizioni che assicurino il confronto competitivo nel rilascio dei permessi di ricerca e delle concessioni di sfruttamento, dall’altro, livelli adeguati e non riducibili di tutela su un bene, le risorse geotermiche, che esprimerebbe una multifunzionalità ambientale, oltre ad una funzione economico-produttiva.
4. - In prossimità dell’udienza pubblica, la Provincia autonoma di Bolzano ha depositato una memoria, nella quale, oltre a ribadire le argomentazioni poste a base del ricorso, rileva che è lo stesso art. 1, comma 6, del d.lgs. n. 22 del 2010 a definire le risorse geotermiche quali risorse minerarie.
1. - La Provincia autonoma di Bolzano solleva questione di legittimità costituzionale dell’articolo 1, commi 3, 4, 5, 6 e 7, del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22 (Riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche, a norma dell’articolo 27, comma 28, della legge 23 luglio 2009, n. 99), che disciplina le risorse geotermiche, assegna al patrimonio indisponibile dello Stato le risorse geotermiche di interesse nazionale ed al patrimonio indisponibile regionale quelle di interesse locale ed individua nelle Regioni o enti da esse delegati le autorità competenti per le funzioni amministrative riguardanti le risorse geotermiche d’interesse nazionale e locale, mentre individua organi statali come competenti nel caso di risorse geotermiche rinvenute nel mare territoriale e nella piattaforma continentale italiana.
1.1. - Per la ricorrente queste disposizioni violerebbero:
1.2 ( L’art. 1, comma 7, del d.lgs. n. 22 del 2010, che individua nelle Regioni o enti da esse delegati le autorità competenti per le funzioni amministrative riguardanti le risorse geotermiche d’interesse nazionale e locale, mentre assegna ad organi statali la competenza nel caso di risorse geotermiche rinvenute nel mare territoriale e nella piattaforma continentale italiana, inoltre, violerebbe gli artt. 8, n. 14, e 16 dello Statuto speciale, in quanto detterebbe una espressa disposizione sul riparto delle competenze amministrative in materia di risorse geotermiche, pretermettendo in radice le funzioni amministrative provinciali in materia di miniere, comprese le acque minerali e termali, cave e torbiere.
1.3. - L’art. 1, comma 6, del d.lgs. n. 22 del 2010, nella parte in cui prevede che le risorse geotermiche di interesse nazionale sono patrimonio indisponibile dello Stato, mentre quelle di interesse locale rientrano nel patrimonio indisponibile della Regione, infine, violerebbe l’art. 68 dello Statuto speciale e l’art. 119 Cost., in quanto le Province, in corrispondenza delle nuove materie attribuite alla loro competenza, succedono, nell’ambito del proprio territorio, nei beni e nei diritti demaniali e patrimoniali di natura immobiliare dello Stato e nei beni e diritti demaniali e patrimoniali della Regione, esclusi in ogni caso quelli relativi al demanio militare, a servizi di carattere nazionale e a materie di competenza regionale, e le norme di attuazione statutaria dettate dal decreto del Presidente della Repubblica 20 gennaio 1973, n. 115 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di trasferimento alle province autonome di Trento e di Bolzano dei beni demaniali e patrimoniali dello Stato e della Regione), e dal decreto legislativo 21 dicembre 1998, n. 495 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige recanti modifiche ed integrazioni al D.P.R. 20 gennaio 1973, n. 115, in materia di trasferimento alle province autonome di Trento e di Bolzano dei beni demaniali e patrimoniali dello Stato e della Regione), avrebbero trasferito alla Provincia autonoma di Bolzano tutti i beni demaniali e patrimoniali dello Stato e della Regione presenti sul territorio provinciale.
2. - Deve preliminarmente essere dichiarata inammissibile l’ulteriore questione di legittimità costituzionale proposta dalla Provincia autonoma di Bolzano nella memoria depositata in prossimità dell’udienza pubblica, in riferimento agli artt. 3 e 76 Cost., sull’assunto che il decreto legislativo sarebbe stato adottato dal Governo senza confronto con la Provincia ricorrente nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, nonostante una espressa previsione delle legge di delega (art. 27, comma 28, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante «Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia»), richiedesse esplicitamente un’intesa tra il Governo e la Conferenza stessa.
3. - Prima di entrare nel merito delle questioni, è utile precisare che, in origine, le risorse geotermiche avevano una disciplina del tutto identica a quella prevista per le miniere. Infatti, l’art. 1, del regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443 (Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere nel Regno), disponeva che «La ricerca e la coltivazione di sostanze minerali e delle energie del sottosuolo, industrialmente utilizzabili, sotto qualsiasi forma o conduzione fisica, sono regolate dalla presente legge».
4. - Circa le questioni di legittimità costituzionale dei commi 3, 4 e 5, dell’art. 1 del d.lgs n. 22 del 2010, occorre innanzitutto ricordare che queste devono essere risolte tenendo presente che le disposizioni statali (r.d. n. 1443 del 1927) vigenti al momento della promulgazione dello Statuto speciale (legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 5), riconducevano le risorse geotermiche alla materia delle miniere. Scelta, come visto, confermata anche dalla disciplina statale successiva e dalla stessa disposizione censurata (art. 1, comma 6).
5. ( Diverso discorso è da fare in relazione alle questioni sollevate in riferimento al comma 6, dell’art. 1, del d.lgs. n. 22 del 2010, secondo il quale «le risorse geotermiche, ai sensi e per gli effetti di quanto previsto e disciplinato dal regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443, e dall’art. 826 del codice civile, sono risorse minerarie dove le risorse geotermiche di interesse nazionale sono patrimonio indisponibile dello Stato, mentre quelle di interesse locale, sono patrimonio indisponibile regionale».
6. - Le questioni proposte in riferimento al comma 7 dell’art. 1 del d.lgs. n. 22 del 2010 sono, invece, non fondate.