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Timestamp: 2018-02-24 04:27:19+00:00
Document Index: 166875315

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 8', 'art. 63', 'art. 64', 'DTF ', 'art. 55', 'art. 120', 'art. 68', 'art. 86']

4C.394/2004 08.02.2005
4C.394/2004 /viz
il 20 settembre 2004 dalla II Camera civile del
Contro questa decisione A.________ è insorto dinanzi al Tribunale federale, il 22 ottobre 2004, sia con ricorso di diritto pubblico che con ricorso per riforma. Con il secondo rimedio, fondato sulla violazione del diritto federale, egli ha chiesto l'annullamento della sentenza cantonale e il disconoscimento del debito.
Nella risposta del 13 dicembre 2004 B.________ ha proposto la reiezione del gravame.
Prima di trattare gli argomenti proposti nell'impugnativa appare utile rammentare che nella giurisdizione di riforma il Tribunale federale fonda il suo giudizio sui fatti così come sono stati accertati dall'ultima autorità cantonale, a meno che siano state violate disposizioni federali in materia di prove (quale ad esempio l'art. 8 CC), debbano venire rettificati accertamenti di fatto derivanti da una svista manifesta (art. 63 cpv. 2 OG) o si renda necessario un complemento degli stessi a norma dell'art. 64 OG (DTF 130 III 136 consid. 1.4 pag. 140). Tutte queste critiche e gli atti cui si riferiscono devono essere debitamente specificati (art. 55 cpv. 1 lett. b e d OG).
Da questi principi discende l'inammissibilità pressoché integrale del gravame sottoposto al Tribunale federale.
La censura relativa alla violazione dell'art. 120 CO, che regola la compensazione, si avvera d'acchito inammissibile siccome fondata sulla tesi dell'identità fra l'attore e la società, che la Corte cantonale ha reputato non dimostrata sulla base di un apprezzamento probatorio che - come esposto nel quadro dell'esame del rimedio introdotto parallelamente - non è arbitrario.
Quella concernente la violazione dell'art. 68 CO, secondo cui il debitore non è tenuto ad adempiere personalmente l'obbligazione, è invece priva di ogni pertinenza. L'autorità ticinese non ha infatti escluso a priori la possibilità che il debito dell'attore venisse saldato da un terzo, ovvero dalla società. Ha semmai constatato che ciò non è avvenuto, posto come la società non abbia iscritto nella propria contabilità il versamento quale mutuo a favore dell'attore bensì quale mutuo al convenuto.
L'attore non ha infine miglior fortuna laddove si prevale della violazione dell'art. 86 CO. Tale norma presuppone infatti che un debitore abbia più debiti nei confronti di un medesimo creditore e nella fattispecie in rassegna la Corte ticinese ha accertato l'esistenza di un unico debito fra l'attore e il convenuto.
Manifestamente infondato, il ricorso per riforma deve venire respinto nella (limitata) misura in cui ammissibile.
La tassa di giustizia di fr. 5'000.-- è posta a carico dell'attore, che rifonderà fr. 6'000.-- al convenuto per ripetibili della sede federale.