Source: https://www.diritto.it/le-misure-alternative-alla-detenzione-caratteristiche-e-disciplina-giuridica/
Timestamp: 2018-09-19 23:12:44+00:00
Document Index: 132622545

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 48', 'artt 50', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 47']

L’affidamento in prova ai servizi sociali è previsto e disciplinato dall’art. 47 del Dpr n354/1976 che stabilisce, che se la pena detentiva inflitta non supera i tre anni, il condannato ha la possibilità di essere affidato ai servizi sociali fuori dell’istituto per un periodo uguale a quello della pena da scontare.
Il comma 3 dell’art. 47: recita testualmente:
“l’affidamento in prova al servizio sociale può essere disposto senza procedere all’osservazione in istituto quando il condannato, dopo la commissione del reato, ha serbato comportamento tale da consentire il giudizio di cui al comma 2“.
Le prescrizioni relative all’affidamento in prova, modificabili, nel corso dell’esecuzione della misura, da parte del magistrato di sorveglianza, sono redatte su apposito verbale nel quale si può disporre che durante l’intero o parte del periodo di affidamento in prova il condannato non soggiorni in uno o più comuni, o soggiorni in un comune determinato, stabilendo in particolare, prescrizioni che impediscano al soggetto di svolgere attività o di avere rapporti personali che possono portare al compimento di altri reati.
Nel verbale si deve anche stabilire che l’affidato si adoperi nei limiti del possibile in favore della vittima del suo reato e adempia puntualmente agli obblighi di assistenza familiare.
I commi 11 e 12 dell’art. 47 regolano rispettivamente la revoca dell’affidamento in prova e i suoi effetti stabilendo che esso:
La semilibertà è prevista e disciplinata dagli artt. 48 e seguenti dell’Ordinamento Penitenziario e consiste nella possibilità per il condannato e per l’internato di trascorrere parte del giorno fuori dell’istituto.
A mente dell’art. 48 i condannati e gli internati ammessi al regime di semilibertà sono assegnati in appositi istituti o apposite sezioni autonome di istituti ordinari e indossano abiti civili.
I presupposti per l’ammissione al regime di semilibertà sono fissati dagli artt 50 e seguenti dell’Ordinamento Penitenziario.
A norma dell’articolo 50 bis, la semilibertà può essere concessa ai detenuti, ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall’articolo 99, comma 4, del codice penale, dopo l’espiazione dei due terzi della pena, oppure, se si tratta di un condannato per qualquno dei delitti indicati nel comma 1 dell’articolo 4 bis della presente legge, di almeno tre quarti di essa.
La liberazione anticipata è regolata dall’art. 54 della L. n. 354/1975 che stabilisce la possibilità che venga concessa al condannato a pena detentiva che abbia dato prova di partecipazione alla sua rieducazione.
La misura della liberazione anticipata era oggetto di automatica revoca a norma dell’art. 54, comma 3 in caso di condanna per delitto non colposo commesso durante l’esecuzione della misura.
Ladetenzione domiciliare è prevista dall’art. 47 ter della L. n. 354/1975 per particolari casistiche e consiste nella possibilità di espiare la pena della reclusione nella propria abitazione o in altro luogo pubblico di cura, assistenza ed accoglienza.
Secondo l’47 ter, la pena della reclusione per qualunque reato, ad eccezione di quelli previsti dal libro II, titolo XII, capo III, sezione I, e dagli articoli 609-bis, 609-quater e 609-octies del codice penale, dall’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale e dall’articolo 4-bis della presente legge, può essere espiata nella propria abitazione o in altro luogo pubblico di cura, assistenza ed accoglienza, quando trattasi di persona che, al momento dell’inizio dell’esecuzione della pena, o dopo l’inizio della stessa, abbia compiuto i settanta anni di età purché non sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza nè sia stato mai condannato con l’aggravante di cui all’articolo 99 del codice penale.
Nel disporre la detenzione domiciliare il tribunale di sorveglianza, quando ne abbia accertato la disponibilità da parte delle autorità preposte al controllo, può prevedere modalità di verifica per l’osservanza delle prescrizioni imposte anche mediante mezzi elettronici o altri strumenti tecnici. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 275 bis del codice di procedura penale.