Source: http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/cinps85_02.htm
Timestamp: 2017-11-24 18:24:37+00:00
Document Index: 176618247

Matched Legal Cases: ['art.42', 'art. 42', 'art.15', 'art.42', 'art.80', 'art.4', 'art.86', 'art.42', 'art.3', 'art.4', 'art.33', 'art.4', 'art.42', 'art. 4', 'art. 42']

Oggetto: Criteri per l’accredito figurativo dei periodi di congedo straordinario in applicazione dell’art.42 del D.Lgs.151/2001 ai familiari di soggetti con handicap in situazione di gravità
Congedi per gravi e documentati motivi familiari (art. 42, comma 5,D.Lgs. 26.3.2001, n. 151)
Il Decreto legislativo 26 marzo 2001, n.151 - testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità - emanato a norma dell’art.15 della legge 8 marzo 2000 n.53, ed entrato in vigore il 27 aprile 2001, ha armonizzato e coordinato la relativa materia, confermando,tra l’altro, all’art.42,comma 5, le provvidenze in favore di familiari di soggetti portatori di handicap, già introdotte dall’art.80,comma 2,della legge n.388/2000.Quest’ultimo aveva infatti previsto al comma 4 bis,aggiunto al comma 4 dell’art.4 della legge n.53/2000,il riconoscimento di un congedo straordinario per i genitori di soggetti con handicap in situazione di gravità.Tale ultimo comma 4 bis è stato abrogato dall’art.86 del citato decreto legislativo n.151/2001.
L’art.42,comma5(all.1),del citato testo unico stabilisce che la lavoratrice madre o,in alternativa, il lavoratore padre o, dopo la loro scomparsa,uno dei fratelli o sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravità di cui all’art.3,comma 3, della legge 5.2.1992,n.104 (all.2), accertata ai sensi dell’art.4,comma 1,della legge medesima da almeno cinque anni e che abbiano titolo a fruire dei benefici di cui all’art.33,commi 1,2 e 3,della medesima legge per l’assistenza del figlio, hanno diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 dell’art.4 della legge 8 marzo 2000, n.53 (all.3) entro sessanta giorni dalla richiesta. L’articolo 45, comma 2,riconosce il diritto al congedo anche in caso di adozione e di affidamento entro il primo anno di vita del bambino.
Durante il congedo – che può essere fruito per un periodo massimo, anche frazionato, di due anni nella vita assicurativa - il richiedente ha diritto ad un'indennità in misura corrispondente all’ultima retribuzione percepita ed alla copertura del periodo di assenza dal lavoro mediante contribuzione figurativa( vedi circolari n.64 del 15.3.2001 e n.138 del 10.7.2001).
Va peraltro precisato che il limite di due anni nella vita assicurativa costituisce il limite complessivo fruibile per ogni persona portatrice di handicap fra tutti gli aventi diritto e che i periodi di congedo di che trattasi rientrano nel limite massimo spettante a ciascun lavoratore ai sensi dell’articolo 4, comma 2, della legge 53/2000 ( allegato 3).
L'indennità e la contribuzione figurativa spettano fino ad un importo complessivo massimo,fissato per il 2001 in lire 70 milioni annui ( € 36.151,98 ),per il congedo di durata annuale; tale importo è rivalutato annualmente, a decorrere dall'anno 2002, sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Le domande di accredito per le quali si rilevi che l’importo complessivo dell’indennità di maternità e della retribuzione figurativa riconoscibile superi 70 milioni annui ( € 36.151,98 ) , dovranno essere tenute in apposita evidenza in attesa di indicazioni ministeriali.
Per l’anno 2002 l’importo stesso è pari ad euro 37.128,09 (lire 70.000.000 + 2.7 % = lire 71.890.000 corrispondenti ad euro 37.128,09).
Il valore retributivo settimanale da accreditare figurativamente deve essere determinato con riferimento all’ammontare della retribuzione percepita in misura intera, in costanza di lavoro, nell'anno solare in cui si collocano i periodi da riconoscere (con riferimento alla retribuzione percepita nel periodo compreso fra l’inizio dell’anno e la data da cui decorre la prestazione, quando l’accredito riguarda l'anno del pensionamento), ovvero nel primo anno utile, precedente o successivo, escludendo le retribuzioni settimanali percepite in misura ridotta.
- riscattati ai sensi dell’articolo 3 del D.Lgs.184/1997;
- per i quali sia stata costituita una rendita vitalizia ai sensi dell’articolo 13 della legge 1338/1962;
Dovranno essere altresì considerati i periodi accreditati per integrazione salariale, assistenza antitubercolare ed aspettativa ai sensi dell’articolo 31 della legge 300/1970.
- relativi a riscatti non legati ad attività lavorativa
Secondo quanto stabilito con deliberazione del Consiglio d’Amministrazione n.200 del 5.12.1986 andranno inoltre escluse le retribuzioni ultra mensili (13^ mensilità ed altre eventuali mensilità aggiuntive, gratifiche, importi dovuti per ferie e festività non godute) e le somme relative ad anni precedenti (arretrati, conguagli,… ), dovute per legge e per contratto.
Laddove il valore figurativo determinato secondo i criteri di cui all’articolo 8 della legge 155/1981 ecceda il limite settimanale di lire 1.346.000 (70.000.000 : 52)per l’anno 2001, ovvero l’importo massimo determinato per gli anni successivi sulla base delle variazioni ISTAT dell’indice dei prezzi al consumo, a ciascuna settimana del periodo riconosciuto dovrà essere accreditata una contribuzione figurativa di ammontare compreso entro il limite stabilito per ciascun anno, nel rispetto delle previsioni di cui alla norma in esame.
1.2. Operazioni di accredito
Per identificare i periodi di congedo accreditati figurativamente ai sensi dell’articolo 42 del D.Lgs.n.151/2001 verrà quanto prima istituito un apposito codice tipo contribuzione; le Sedi sono pertanto invitate ad astenersi dall’accredito in argomento fino a quando tale codice non verrà comunicato.
I contributi figurativi accreditati per periodi di congedo straordinario sono utili ai fini del diritto e della misura delle pensioni,compresa la pensione di anzianità.
Per coloro che hanno iniziato il rapporto assicurativo solo a partire dal 1° gennaio 1993 (circolare 24.6.93 n.144 ), i periodi in argomento, unitamente a quelli riconosciuti per altri eventi accreditabili figurativamente, sono utili ai fini del diritto alla pensione di anzianità entro il limite massimo di 5 anni.Tale limitazione riguarda, come noto, tutti i tipi di contribuzione figurativa ed è applicabile anche alle pensioni di anzianità a carico dei fondi sostitutivi dell’AGO (articolo 15,commi 1 e 2, D.Lgs.503/1992).
Per quanto riguarda l’utilizzazione ai fini della misura della pensione va tenuta presente la deliberazione del Consiglio d’Amministrazione dell’Istituto del 7 dicembre 1984 (circolare n.56 del 6 marzo 1985), a proposito di periodi figurativi utili per la determinazione della retribuzione pensionabile, nei casi in cui il relativo valore di copertura sia determinato con riferimento alle retribuzioni relative ad anni diversi da quello o da quelli in cui si è verificato l’evento accreditato; secondo la citata delibera, nelle ipotesi sopra prospettate, il valore figurativo accreditato deve essere rivalutato con il coefficiente relativo all'anno di effettiva percezione della retribuzione presa a base per l’accredito stesso.
1.4. Compilazione del modello di certificazione unica
Secondo la previsione dell’articolo 42,comma 5, del D.Lgs.151/2001, i periodi di congedo per eventi e cause particolari non possono eccedere la durata complessiva di due anni nell’intera vita assicurativa, non danno diritto a retribuzione ma solo alla conservazione del posto di lavoro, non sono computati nell’anzianità di servizio né sono utili ai fini previdenziali, salva la facoltà degli interessati di effettuarne la copertura assicurativa mediante riscatto o versamento di contribuzione volontaria.
Nel limite di durata sopra indicato sono compresi anche i periodi di congedo fruiti a norma dell’articolo 42,comma 5 del predetto decreto legislativo, per i quali è invece prevista la corresponsione di una specifica indennità economica ed una copertura assicurativa in forma figurativa.
Per poter identificare inequivocabilmente tali ultimi periodi, ai fini del loro riconoscimento entro i limiti temporali fissati dalla vigente normativa, è stata inserita una specifica casella denominata " Congedi art.42 D.Lgs.151/01 " nella sezione 3 della Parte C " Dati previdenziali ed assistenziali Inps " dei modelli CUD 2002 e 770/2002 semplificato. I datori di lavoro dovranno compilare la predetta casella indicando il numero delle settimane dell’anno non lavorate, interamente (casella sett.1) o parzialmente (casella sett.2), per congedo fruito ai sensi dell’art. 4 bis della legge in argomento.
I datori di lavoro, dovranno altresì determinare il periodo massimo fruibile dagli interessati ai sensi dell’art. 42,comma 5 del D.Lgs.151/2001, tenendo in considerazione gli eventuali periodi di congedo già richiesti ai sensi dell’articolo 42, comma 2, del medesimo decreto legislativo, a prescindere dalla circostanza che siano stati o meno richiesti, per tali ultimi periodi, il riscatto o la prosecuzione volontaria.
Decreto legislativo 26 marzo 2001,n.151
1. Fino al compimento del terzo anno di vita del bambino con handicap in situazione di gravità e in alternativa al prolungamento del periodo di congedo parentale, si applica l'articolo 33, comma 2,della legge 5 febbraio 1992, n. 104, relativo alle due ore di riposo giornaliero retribuito.
3. Successivamente al raggiungimento della maggiore età del figlio con handicap in situazione di gravita', la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre hanno diritto ai permessi di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Ai sensi dell'articolo 20 della legge 8 marzo 2000, n. 53, detti permessi, fruibili anche in maniera continuativa nell'ambito del mese, spettano a condizione che sussista convivenza con il figlio o,in assenza di convivenza, che l'assistenza al figlio sia continuativa ed esclusiva.
5. La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre o,dopo la loro scomparsa, uno dei fratelli o sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravità di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge medesima da almeno cinque anni e che abbiano titolo a fruire dei benefici di cui all'articolo 33,commi 1, 2 e 3, della medesima legge per l'assistenza del figlio,
hanno diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 dell'articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, entro sessanta giorni dalla richiesta. Durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto a percepire un'indennità corrispondente all'ultima retribuzione e il periodo medesimo e' coperto da contribuzione figurativa; l'indennità e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo massimo di lire 70 milioni annue per il congedo di durata annuale.
Detto importo e' rivalutato annualmente, a decorrere dall'anno 2002,sulla base della variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. L'indennità e' corrisposta dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la corresponsione dei trattamenti economici di maternità. I datori di lavoro privati, nella denuncia contributiva, detraggono l'importo dell'indennità dall'ammontare dei contributi previdenziali dovuti all'ente previdenziale competente. Per i dipendenti dei predetti datori di lavoro privati, compresi quelli per i quali non e' prevista l'assicurazione per le prestazioni di maternità, l'indennità di cui al presente comma e' corrisposta con le modalità di cui all'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33. Il congedo fruito ai sensi del presente comma alternativamente da entrambi i genitori non può superare la durata complessiva di due anni; durante il periodo di congedo entrambi i genitori non possono fruire dei benefici di cui all'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104,fatte salve le disposizioni di cui ai commi 5 e 6 del medesimo articolo.
4. La presente legge si applica anche agli stranieri e agli apolidi, residenti, domiciliati o aventi stabile dimora nel territorio nazionale. Le relative prestazioni sono corrisposte nei limiti ed alle condizioni previste dalla vigente legislazione o da accordi internazionali (2/a).
1. [La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, hanno diritto al prolungamento fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa dal lavoro di cui all'articolo 7 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204 (47), a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati] (47/a).
2. I soggetti di cui al comma 1 possono chiedere ai rispettivi datori di lavoro di usufruire, in alternativa al prolungamento fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa, di due ore di permesso giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del bambino (47/b).
3. Successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità, nonché colui che assiste una persona con handicap in situazione di gravità, parente o affine entro il terzo grado, convivente, hanno diritto a tre giorni di permesso mensile coperti da contribuzione figurativa, fruibili anche in maniera continuativa a condizione che la persona con handicap in situazione di gravità non sia ricoverata a tempo pieno (47/c).