Source: http://w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/giusto-orario-di-lavoro/author/907-claudiapalladino?start=50
Timestamp: 2020-01-23 03:03:58+00:00
Document Index: 52535071

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 34', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Il Consiglio di Stato ha accolto gli appelli degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia ed ordinato l’ammissione dei primi 50 ricorrenti ai corsi di Medicina.
Dopo 3 anni di battaglie fatte di azioni mirate a verificare in concreto come viene svolta l’istruttoria sul numero dei posti banditi, il Consiglio di Stato, che ha fatto precedere l’accoglimento di oggi in sede cautelare, da un’approfondita audizione alla presenza anche della parte ministeriale, ha valorizzato le tesi difensive dello studio Bonetti & Delia evidenziando “che l’aumento dei posti complessivi nelle Università italiane per detti corsi di laurea, disposto sia pur a partire dell’a. acc. 2019/2020, è indizio serio e non revocabile in dubbio della fondatezza della censura sul sottodimensionamento dei posti fin qui resi disponibili, compresi quelli per cui è causa, cosa, questa, che non smentisce, ma rende l’accesso programmato ai corsi medesimi fondato su numeri dell’offerta formativa, al contempo più realistici in sé ed adeguati ai prevedibili fabbisogni sanitari futuri“.
L’enorme carenza di personale medico che il Ministro della Salute non ha esitato a definire drammatico con il comunicato del settembre 2018, è frutto di un’istruttoria sulle immatricolazioni totalmente errato che ha aggravato l’attuale problematica dell’imbuto formativo. La nostra tesi, oggi accolta dal Consiglio di Stato, difatti, ha dimostrato che nonostante gli Atenei potessero formare ben più studenti, stante la volontà dichiaratamente politica di non finanziare più borse di studio, si è attuata una lenta e costante politica di sottoutilizzazione delle risorse di Ateneo utile ad evitare alle strategie politiche di investire sempre meno sulle successive borse di studio. Il decremento di ammissioni, nonostante i tanti studenti che si cimentano al test, difatti, non è affatto giustificato dalle carenti risorse degli Atenei e dalla impossibilità di questi di ben formare gli studenti sulla base di adeguati standard europei, ma solo sulla base di tali scelte per nulla compatibili con il diritto costituzionalmente garantito allo studio.
La decisione del Consiglio di Stato, peraltro, segue quella resa pubblica dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane secondo cui per risolvere gli errori di programmazione di questi ultimi anni (denunciati da questa difesa e costantemente ignorati dal Ministero che, come appare evidente, persevera nella propria posizione di chiusura) è necessario non solo “aumentare le borse destinate agli specializzandi ma, anche, allargare le maglie delle iscrizioni ai corsi di laurea in Medicina. Per rimpiazzare tutti i 56mila medici che nei prossimi 15 anni lasceranno il servizio sanitario nazionale, è la proiezione dell’Osservatorio, saranno necessarie 13.500 immatricolazioni ai corsi di laurea in Medicina – circa 5mila studenti in più da formare ogni anno – e 11mila posti di specializzazione” (“Medicina, servono 5mila studenti in più l’anno”, da Il Sole 24 ore del 19 aprile 2019).
Per noi, chiudono Bonetti e Delia, è vinta una battaglia sul diritto allo studio che consentirà a migliaia di nostri ricorrenti di poter studiare.
Venerdì, 19 Luglio 2019 09:36
Il concorso per l’accesso alle specializzazioni mediche presenta plurime criticità su cui verranno avanzate azioni giudiziali specifiche, sia individuali che collettive, calibrate rispetto alla posizione del singolo candidato.
Lo studio legale avvierà un ricorso di tipo collettivo (RICORSO C) azionabile da tutti i soggetti presenti in graduatoria oltre l’ultima posizione bandita ove si contesterà:
– la fittizia attivazione delle macro aree di selezione, essendo inutile aver diminuito il numero delle sedi di esame quando, in tali sedi, i candidati erano comunque divisi in piccole aule con differenti metri e livelli di controllo.
Accanto a tale azione collettiva saranno avviate due tipologie di ricorso individuale.
Un ricorso di tipo individuale (RICORSO A) per tutti coloro che hanno un punteggio superiore rispetto ad un candidato che ha ottenuto l’ammissione in una scuola non prescelta. La scelta di limitare le opzioni postume a sole 3, può dar vita all’eventualità che un soggetto, pur avendo un punteggio utile all’ammissione in una data scuola, non la ottenga perché, inconsapevolmente, non l’ha prescelta in tale triplice indicazione.
Un ricorso individuale (RICORSO B) per tutti coloro che, pur avendo un punteggio inferiore rispetto all’ultimo ammesso presso la scuola e la sede prescelta, possono lamentare l’erroneità di qualche domanda perché errata, fuorviante o fuori programma. Con tale ricorso, inoltre, si può ottenere l’attribuzione diretta di un posto vacante a prescindere dalla distanza dall’ultimo ammesso. Su questo, sin da 2014 e per quattro anni di fila, siamo stati i primi a vincere (http://www.webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1628-consiglio-di-stato-i-posti-vacanti-nelle-scuole-di-specializzazione-mediche-vanno-assegnati-ai-ricorrenti-miur-condannato).
In particolare, ad esempio, lo scorso anno risultava errato il quesito n. 96 e, nonostante le segnalazioni, il MIUR ha ritenuto di non mutare la propria posizione subendo la condanna al TAR.
Chiaramente in via subordinata tale ricorso conterrà anche gli argomenti del ricorso “C” e, se ve ne sono, i presupposti del tipo “A”.
Stante l’esistenza di un numero di fabbisogno di specializzandi pari a circa 8.000 posti, l’obiettivo è quello di ottenere l’ammissione per tutti i ricorrenti anche senza borsa sino all’esito del giudizio di merito. Ove il giudizio cautelare dovesse avere esito positivo, potrete iniziare a frequentare regolarmente il corso di laurea cui aspirate, salva la possibilità per Ministero di appellare la decisione innanzi al Consiglio di Stato.
COSTO DELL’AZIONE
Per i ricorsi individuali, l’azione ha un costo comprensivo di euro 2500 compreso IVA CPA, spese generali e oltre contributo unificato e, solo in caso di ammissione anche senza borsa alla scuola, ulteriori euro 500.
Il ricorso collettivo, invece, ha un costo di euro 1.000 onnicomprensivo e, solo in caso di ammissione anche senza borsa alla scuola, ulteriori € 500.
Per aderire all’azione bisognerà effettuare la procedura di adesione rimessa di seguito entro e non oltre il 31 agosto 2019.
3. Procedere al pagamento della quota di partecipazione all’azione attraverso bonifico da effettuare sulle coordinate bancarie rimesse di seguito.
4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. URGENTE di tipo 1 all’indirizzo: Studio Legale Avv. Michele Bonetti, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:
- copia della scheda del ricorrente;
- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome, C.F. e il riferimento al ricorso a cui aderite es. “SSM RICORSO C”). Sulla busta deve essere apposto il riferimento al ricorso a cui aderite es. “SSM RICORSO C” e ogni busta deve contenere una sola adesione.
5. Inoltrare a mezzo e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e il riferimento al ricorso a cui aderite es. “SSM RICORSO C”.
6. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) il seguente FORM online (copiare il link ed incollarlo nella barra di ricerca avendo cura di non copiare gli spazi all'inizio e alla fine della stringa): https://forms.gle/aMBxYx6X6sEQJZWn7
Il cliente è invitato espressamente alla partecipazione alle riunioni pubbliche e on-line che lo studio organizza nonché alla consultazione del sito internet www.avvocatomichelebonetti.it e, al fine di una corretta informazione sull'azione. I ricorrenti dovranno altresì leggere sempre con attenzione l'e-mail collettive inoltrate dallo studio legale. Rimane fermo l’invito a richiedere in caso di necessità e di chiarimenti un appuntamento (il cui costo è compreso in quelli generali) con uno degli avvocati dello studio.
Si precisa che non sarà riportato nel ricorso collettivo (ricorso C), a pena di inammissibilità, una specificazione delle posizioni individuali, trattandosi per l'appunto di un ricorso di natura collettiva che non comprende consulenze individuali.
Il ricorrente, per tenersi aggiornato, è tenuto anche a consultare il sito internet dello studio www.avvocatomichelebonetti.it e i nostri canali social.
Lo studio fornirà comunicazioni a mezzo e-mail sulla situazione generale del contenzioso.
Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso. Si precisa in tal senso che non è ammessa la sostituzione dell’originale da inviare a mezzo racc. a/r con l’invio tramite e-mail o pec. Ai fini della proposizione del ricorso sarà necessario ed indispensabile produrre l’intera documentazione oltre che a mezzo e-mail anche e soprattutto in originale con relativa sottoscrizione in ORIGINALE. Non si ammetteranno copie, fotocopie, firme pre-configurate o firme digitali.
Precisiamo che solo il corretto perfezionamento delle tre procedure (1. Inoltro della documentazione di adesione al ricorso a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 2. Inoltro della documentazione di adesione al ricorso in originale a mezzo raccomandata a.r. URGENTE all’indirizzo Avv. Michele Bonetti via San Tommaso d’Aquino n. 47, 00136 – Roma. 3. Compilazione del form on-line. Si chiede di prestare particolare attenzione nella compilazione del form on-line precisando che qualunque errore, che sarà eventualmente successivamente riscontrato, dovuto a disattenzione nella compilazione sarà solo a Voi attribuibile) sarà ritenuto idoneo a perfezionare l'adesione al ricorso.
Sono diverse centinaia gli insegnanti che, all’esito della pubblicazione delle graduatorie provvisorie del concorso straordinario indetto con D.M. del 17 ottobre 2018, si sono ritrovati con punteggio “0”, o comunque con un punteggio molto inferiore a quello spettante, relativamente al servizio svolto pur avendo dichiarato, al momento della presentazione della domanda, anni e anni di servizio.
I candidati, prevalentemente afferenti all’USR per la Lombardia, in questi giorni hanno inoltrato puntuale reclamo predisposto gratuitamente dal nostro studio legale (per scaricare il reclamo visitare il link http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1973-reclamo-da-inoltrare-per-la-rettifica-dei-punteggi) richiedendo al M.I.U.R., per il tramite delle proprie diramazioni territoriali, di provvedere alla rettifica.
I candidati lamentano, infatti, di aver puntualmente inserito sulla piattaforma i titoli posseduti ma che, a causa di un errore di sistema, il portale non ha acquisito i dati determinando la decurtazione del punteggio pur trattandosi di dati già in possesso del Ministero.
Per tale ragione proporremo ricorso avverso l’illegittima decurtazione del punteggio.
Possono aderire al ricorso tutti gli insegnanti che, all’esito della pubblicazione delle graduatorie provvisorie del concorso straordinario, hanno avuto contezza della mancata attribuzione del punteggio relativo al servizio svolto pur avendolo regolarmente dichiarato al momento della compilazione della domanda.
E’ necessario, preliminarmente, inviare il reclamo al link http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1973-reclamo-da-inoltrare-per-la-rettifica-dei-punteggi) anche se sono decorsi i 5 giorni dalla data della pubblicazione della graduatoria.
L’azione viene proposta in via collettiva ma vi preghiamo di segnalare qualunque posizione difforme da quella riportata dovrà essere trattata individualmente (es. intervenuto riscontro ad eventuali ricorsi gerarchici da parte degli USR o altre questioni specifiche e differenti).
TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DOVRA’ PERVENIRE PRESSO LO STUDIO ENTRO IL 25 settembre 2019 (la data ultima di scadenza, comunque, sarà diversa per ogni regione sulla base della pubblicazione delle graduatorie)
3. Procedere al pagamento della quota di partecipazione all’azione di euro 150,00, attraverso bonifico da effettuare sulle coordinate bancarie rimesse di seguito.
- copia del reclamo inoltrato con relative ricevute di spedizione;
- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome, C.F. e la dicitura “ricorso correzione punteggio”). Sulla busta deve essere apposta la scritta “ricorso correzione punteggio” e ogni busta deve contenere una sola adesione.
5. Inoltrare a mezzo e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso correzione punteggio”.
6. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) il seguente FORM online (copiare il link ed incollarlo nella barra di ricerca avendo cura di non copiare gli spazi all'inizio e alla fine della stringa): https://forms.gle/xi5bBSrPCnU2HtuW9
Si precisa che per legge non sarà riportato nel ricorso, a pena di inammissibilità, una specificazione delle posizioni individuali, trattandosi per l'appunto di un ricorso di natura collettiva che non comprende consulenze individuali.
Sono escluse, dunque, consulenze su questioni personali e individuali a cui lo studio risponderà a titolo gratuito nelle riunioni pubbliche e online che periodicamente si tengono tramite le strutture associative di riferimento.
Lo studio fornirà comunicazioni a mezzo e-mail sulla situazione generale del contenzioso, non rispondendo, in linea di massima, a richieste individuali, personali o specifiche che esulano dal ricorso collettivo.
Mercoledì, 03 Luglio 2019 06:59
Il TAR - Lazio si pronuncia sulla nota questione del Concorso Dirigenti Scolastici con la sentenza n. 8655/2019 pubblicata in data 2 luglio 2019 che si rimette in allegato.
Il vizio accolto concerne la Seduta Plenaria del 25 gennaio del 2019 dove l’organo tecnico si era riunito anche con i componenti delle sottocommissioni. Il TAR - Lazio ha accolto il motivo di ricorso presente in tutti i nostri ricorsi individuali e collettivi; i termini di scadenza per l’impugnazione degli atti mediante il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ancora non sono scaduti ed è possibile aderire ancora entro il 10 luglio.
Vi rimettiamo, dunque, il seguente link le cui istruzioni vanno seguite pedissequamente:
http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/per-la-scuola-e-per-i-presidi/1950-dirigenti-scolastici-corso-concorso-per-titoli-ed-esami-2019-aperte-le-adesioni-al-ricorso-straordinario-al-pdr-per-la-partecipazione-alla-prova-orale
Per il TAR - Lazio, nella seduta plenaria del 25 gennaio da noi impugnata, ove venivano definiti i criteri di valutazione utilizzati per la correzione delle prove e attribuzione dei punteggi, figuravano componenti che versavano in condizioni di incompatibilità e in conflitto di interessi e che, quindi, non sarebbero potuti essere destinatari di alcuna nomina.
Lo stesso Organo giudicante menziona specificatamente membri delle commissioni n. 11 12 e 18 che, in alcuni casi, avevano svolto attività formative nell’anno precedente all’indizione del concorso. L’illegittimità si riverbera a cascata sull’operato di tutte le commissioni poiché concerne direttamente e indirettamente i criteri di valutazione definiti da un organo illegittimamente formato.
Considerando anche l’intervenuta sanatoria per i Dirigenti Scolastici con la cd. buona scuola (cfr. L. 107/2015, art. 1, commi 87,88,89,90 di cui al seguente link https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/07/15/15G00122/sg) per i soggetti che avevano spiegato ricorso vincendo il medesimo, Vi invitiamo nell’attuale situazione di incertezza ad impugnare gli atti di causa.
Di seguito Vi rimettiamo le FAQ (domande frequenti) relative alla materia di cui in oggetto.
Sulla base di quale motivo il T.A.R. ha accolto? Il TAR ha ritenuto fondato il motivo di ricorso con il quale abbiamo dedotto l'illegittima composizione del Comitato tecnico integrato con i Presidenti delle Sottocommissioni per incompatibilità di taluno tra essi. In particolare 3 membri, pur incompatibili, si erano frattanto dimessi e dunque non hanno partecipato rendendo ininfluente la loro posizione di incompatibilità. Altri 3, invece, tutti tra i Presidenti di sottocommissione, facendo parte attiva della Commissione in seduta Plenaria al momento di creazione dei criteri, hanno inficiato il funzionamento dell'organo. Il T.A.R. per giustificare tale principio cita una recente sentenza patrocinata dal nostro studio evidenziando che il Collegio deve agire nella totalità dei suoi membri "talché la presenza anche di un solo componente versante in situazione di incompatibilità mina in radice il principio del collegio perfetto con conseguente invalidità delle attività svolte".
Quando verrà trattato il mio ricorso? Alcuni dei nostri ricorsi sono stati già trattati alla stessa udienza del 2/7/2019. Proprio in quanto contengono tale motivo accolto dal T.A.R., il Collegio ha imposto l'integrazione del contraddittorio al fine di chiamare in giudizio tutti i vincitori del concorso e, comunque, gli ammessi alla prova orale. Ove tale motivo non fosse stato presente, avendo il TAR rigettato nella stessa sentenza gli altri motivi (su anonimato, etcc.), non si sarebbe disposto tale adempimento in quanto inutile. Altri verranno trattati all'udienza del 16 luglio, dell'1 agosto e del 2 settembre.
Cosa significa che il concorso è annullato in toto? Vanno rifatte anche le prove preselettive? Il T.A.R., nella parte motiva, scrive testualmente "il ricorso va accolto a seguito della riconosciuta fondatezza della doglianza che ha contestato la legittimità dell’operato della Commissione plenaria nella seduta in cui sono stati fissati i criteri di valutazione, con conseguente annullamento in toto della procedura concorsuale in questione". In dipositivo, tuttavia, chiarisce di "annulla(re) i provvedimenti impugnati". In nessun ricorso, come è ovvio, sono impugnati i provvedimenti inerenti la prova preselettiva ragion per cui l'annullamento è limitato alla prova scritta ed alla prova orale che dovranno essere ripetute.
Quando avverrà la ripetizione della prova? Il Ministero ha annunciato appello con richiesta di sospensione immediata degli effetti della sentenza al fine di consentire il completamento delle prove orali e l'assunzione dei vincitori. Il Consiglio di Stato, dunque, verosimilmente nei prossimi giorni, dovrà valutare se sospendere o meno la decisione nell'attesa di una sentenza definitiva. E' possibile che il Consiglio di Stato, in questa fase annunciata di urgenza, a Commissioni per le prove orali in corso, consenta di completare la procedura e finanche di far sottoscrivere, seppur con riserva, ai vincitori i relativi contratti. La sentenza definitiva potrebbe giungere entro il 2019. Difficilmente, dunque, la ripetizione della prova potrà avvenire prima della decisione definitiva del Consiglio di Stato.
Il Consiglio di Stato potrà solo accogliere o rigettare l'appello del Ministero? Limitatamente a questa prima sentenza si. Il T.A.R., tuttavia, nelle prossime udienze, potrebbe valutare, accogliendoli o rigettandoli, altri profili e motivi di ricorso che non sono stati trattati nella sentenza del 2 luglio. Il Consiglio di Stato, inoltre, dovrà anche valutare la correttezza della motivazione del T.A.R. con riguardo ai motivi di ricorso rigettati che, dunque, verosimilmente, chi ha perso riproporrà.
Altra importantissima vittoria ottenuta sul concorso I.N.P.S. che dovrà dare le sedi di lavoro richieste ai nostri ricorrenti.
Il Consiglio di Stato, con decreto n. 3256/2019, pubblicato il 26.06.2019, ha sospeso l'esecutorietà degli atti adottati dall'I.N.P.S. dopo la pubblicazione dell'ordinanza n. 1307/2019 e riguardanti il trattamento in graduatoria della appellante, ammessa con riserva, che ha poi superato le prove concorsuali. Il Consiglio di Stato ha evitato, dunque, che si concretizzasse una palese disparità di trattamento tra i candidati ammessi con riserva al Concorso I.N.P.S. 967 posti, a seguito di ricorso al T.A.R, e i candidati senza riserva. Alla ricorrente, pertanto, dovrà essere assegnata la sede lavorativa in virtù del principio meritocratico così come accaduto per tutti gli altri candidati.
Parte ricorrente era stata ammessa a sostenere le prove orali del Concorso INPS 967 posti con ordinanza del Consiglio di Stato n. 1307/2019 e, avendo superato la medesima, veniva convocata dall'INPS per la firma del contratto; pur tuttavia, l'anzidetto Istituto procedeva all'assegnazione della sede lavorativa sulla base di criteri del tutto discriminatori, facendo scivolare la ricorrente negli ultimi posti della graduatoria formate per le singole sedi.
Nel provvedimento si legge che "dalla piena lettura dell’ordinanza collegiale n. 1307/2019 della Terza Sezione di questo Consiglio, non appare alcuna indicazione che possa condurre ad una postergazione dei candidati – ammessi con riserva, come l’appellante – rispetto a coloro che, avendo superato le prove al pari degli altri, erano stati ammessi inizialmente al concorso."
Il Consiglio di Stato, in tal modo, ha disposto che alla ricorrente debba essere assegnata la sede sulla base del punteggio ottenuto e tenendo conto delle preferenze indicate dalla candidata stessa.
Lo Studio Legale Bonetti e Delia sta predisponendo delle nuove azioni giudiziali volte alla tutela dei soggetti esclusi dalla prova preselettiva del concorso DSGA, a fronte delle prime incongruenze riscontrate dai candidati dopo la pubblicazione degli esiti.
Lo studio intende incardinare tre diverse tipologie di ricorsi:
A. Esclusi con punteggio superiore ad altri candidati ammessi in altre Regioni.
In base ai primi esiti della prova preselettiva, si riscontra che la soglia minima di ammissione al suddetto concorso varia profondamente da Regione a Regione.
Ad esempio, nel Lazio il punteggio minimo di ammissione è stato di 83, in Sardegna è pari ad 86, in Sicilia addirittura 93 e tale circostanza, a fronte di un test uguale per tutti, provoca un’illegittima discriminazione che comporta la paradossale e irrazionale esclusione di candidati che hanno conseguito un punteggio molto alto rispetto a soggetti che con un punteggio di gran lunga più basso sono stati ammessi alla prova successiva.
La scelta dei futuri Dirigenti Amministrativi Scolastici non è basata su criteri meritocratici ma solo alla circostanza fortuita di aver scelto una Regione anziché un’altra.
Pertanto, chi grazie al suo punteggio sarebbe rientrato in altra Regione può aderire al ricorso A).
B. Esclusi con punteggio superiore a 60.
Il Bando prevede l’ammissione alla successiva prova scritta per un numero di candidati pari al triplo dei posti disponibili e non consente l’accesso a tutti quei soggetti che hanno conseguito un punteggio finale pari a 60/100.
Riteniamo che tale previsione sia altamente pregiudizievole considerando che il succitato punteggio supera di gran lunga la mera soglia di sufficienza.
Chi ha conseguito un punteggio di almeno 60 può aderire al ricorso B.
C. Esclusi che nella loro regione di concorso rientrano nella soglia pari a 3 volte anziché 4 dei posti banditi.
La soglia pari a tre volte il numero dei posti appare illegittima non solo in astratto con riguardo alla sufficienza ma anche rispetto al bando stesso.
L’Amministrazione infatti è consapevole che la prova preselettiva serve solo a scremare tanto che vi avrebbe provveduto solo eccezionalmente a fronte di molti pretendenti.
Il bando, infatti, prevede che si proceda alla prova preselettiva se il numero dei candidati partecipanti in regione supera le quattro volte il numero dei posti banditi.
In Sicilia, ad esempio, con 75 posti banditi se i candidati fossero stati 299 non si sarebbe proceduto a prova preselettiva.
Irragionevole, allora, che solo perchè si sono presentati più candidati e si sia attivata la procedura preselettiva la si usi come ulteriore metodo di selezione ammettendo, ora, solo sino a tre volte il numero dei posti banditi.
Rappresentiamo che il costo del ricorso sarà di euro 100,00 omnicomprensivi per il singolo grado di giudizio ed è scollegato da ogni forma di iscrizione ad associazioni e sindacati, trattandosi di un’adesione diretta con lo studio legale.
Si specifica che, trattandosi di un’adesione avvenuta direttamente con il nostro studio legale non vi saranno costi aggiuntivi di tessere e/o trattenute sindacali.
Precisiamo infine che, in caso di rinuncia o revoca del mandato, i prezzi pattuiti rimarranno gli stessi e che non si procederà alla richiesta di ulteriori parcelle, come spesso accade per altre strutture che al fine di tenere vincolati a sé i ricorrenti, accompagnano alla revoca del mandato esose ed ulteriori richieste di pagamento ulteriori.
Precisiamo sin da ora di ritenere i ricorsi sulle categorie proposte fondati ma che, per l’accoglimento processuale, potrebbero subentrare le problematiche più disparate. Ciò che assicuriamo a tutti Voi è la massima professionalità, un curriculum vitae nel settore, contraddistinto da ripetuti successi. Da sempre abbiamo fatto da apripista nella storia dei ricorsi sulla scuola e riteniamo che ciò che ci ha sempre contraddistinto sia la serietà e la competenza dimostrata negli anni unitamente a alla serietà delle strutture associative che collaborano noi, e rispetto alle quali siamo sempre rimasti indipendenti.
L’unico obbiettivo perseguito dallo studio legale è quello della piena tutela dei propri ricorrenti.
TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DOVRA’ PERVENIRE PRESSO LO STUDIO ENTRO IL 20 AGOSTO 2019.
1. Scaricare la procura rimessa nell’informativa allegata.
3. Procedere al pagamento della quota di partecipazione all’azione di euro 100,00, attraverso bonifico da effettuare sulle coordinate bancarie rimesse di seguito.
4. Stampare e sottoscrivere la scheda ricorrente.
5. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. URGENTE di tipo 1 all’indirizzo: Studio Legale Avv. Michele Bonetti, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:
- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome, C.F. e la dicitura “CONCORSO DSGA + RICORSO SCELTO” - ES. MARIO ROSSI, C.F., CONCORSO DSGA + A). Sulla busta deve essere apposta la scritta “CONCORSO DSGA + RICORSO SCELTO” e ogni busta deve contenere una sola adesione.
6. Inoltrare a mezzo e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “CONCORSO DGSA + RICORSO SCELTO” - ES. MARIO ROSSI, C.F., CONCORSO DSGA + A”.
7. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) il seguente FORM online (copiare il link ed incollarlo nella barra di ricerca avendo cura di non copiare gli spazi all'inizio e alla fine della stringa): https://forms.gle/eiS3e2bvseBjWbbYA
Precisiamo che solo il corretto perfezionamento delle tre procedure (1. Inoltro della documentazione di adesione al ricorso a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 2. Inoltro della documentazione di adesione al ricorso in originale a mezzo raccomandata a.r. URGENTE all’indirizzo Avv. Michele Bonetti via San Tommaso d’Aquino n. 47, 00136 – Roma. Detta documentazione DEVE pervenire entro e non oltre il giorno 20 AGOSTO 2019 a pena di esclusione dal ricorso e il perfezionamento della consegna della busta sarà visionabile tramite il servizio “dove/quando” messo a disposizione da Poste Italiane al link https://www.poste.it/cerca/index.html#/; 3. Compilazione del form on-line. Si chiede di prestare particolare attenzione nella compilazione del form on-line precisando che qualunque errore, che sarà eventualmente successivamente riscontrato, dovuto a disattenzione nella compilazione sarà solo a Voi attribuibile) sarà ritenuto idoneo a perfezionare l'adesione al ricorso.
Giovedì, 20 Giugno 2019 09:56
IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE CON SENTENZA IL NOSTRO RICORSO PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO STRAORDINARIO DI UNA RICORRENTE IN VIRTU’ DI INTERPRETAZIONE COSTITUZIONALMENTE ORIENTATA E SENZA RIMESSIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE.
Con sentenza l’On.le T.A.R. del Lazio ha accolto il nostro ricorso finalizzato alla partecipazione al concorso straordinario previsto dall’art. 4, co. 1-quater del DL 87/2018, confermando l’ordinanza del 21 febbraio, con la quale il T.A.R. del Lazio consentiva ad una nostra ricorrente l’ammissione con riserva alla procedura selettiva di carattere straordinario.
Si vuole evidenziare l’importanza di questa pronuncia, trattandosi del primo provvedimento attraverso il quale il T.A.R. consente ad una ricorrente la partecipazione alla procedura concorsuale di carattere straordinario finalizzata al reclutamento di docenti della scuola primaria e dell’infanzia.
Il caso di specie concerne l’anzidetto intervento legislativo che prevede tra i requisiti necessari per l’accesso al concorso straordinario lo svolgimento, nel corso degli ultimi 8 anni, di almeno 2 annualità di servizio specifico, anche non continuativo, su posto comune o sostegno presso le scuole statali, considerandosi svolta una annualità purché il servizio abbia avuto una durata di 180 giorni o sia stata prestato ininterrottamente da febbraio fino agli scrutini finali, previsti per il mese di giugno.
Nello specifico, la ricorrente, dopo aver svolto giorni e giorni di servizio per l’anno scolastico 2007-2008, prendeva prima servizio presso un Istituto Scolastico dal gennaio al febbraio del 2017, per poi riprenderlo, dopo un solo giorno di interruzione, presso un differente Istituto Scolastico fino al giugno 2017, e tornando in seguito ad insegnare presso la scuola originaria nell’anno scolastico 2017-2018. Nonostante ciò, veniva esclusa dalla partecipazione al concorso straordinario, non avendo maturato le due annualità di servizio necessarie sulla base dei criteri di computo stabiliti dal DL 87/2018. In poche parole la ricorrente rimaneva fuori per un giorno.
L’interruzione del servizio per un solo giorno, il 14 febbraio 2017, ha determinato un “gap” contrattuale che è stato la causa del mancato computo di una annualità delle due necessarie per raggiungere il requisito del servizio ai fini della partecipazione alla selezione.
La docente, pertanto, per un solo giorno di interruzione veniva penalizzata dalla scelta amministrativa, vedendosi precludere la possibilità di concorrere alla selezione.
In virtù di ciò, nel ricorso presentato al T.A.R. abbiamo prospettato l’opportunità di compensare il “gap” contrattuale di un solo giorno, che ha determinato l’esclusione della ricorrente, alla luce dell’ampio periodo di servizio svolto dalla stessa nell’anno scolastico 2007-2008 e non computabile sulla base dei criteri previsti dal bando, superando il termine di 8 anni, nonché dei giorni e giorni di servizio per l’anno scolastico in corso, che avrebbero colmato il “gap” in oggetto.
L’On.le T.A.R. del Lazio, attraverso interpretazione sostanzialista e garantista costituzionalmente orientata della normativa sopra citata, senza rimessione alla Corte Costituzionale, nonché in applicazione del principio del favor partecipationis, concetto cardine del nostro ordinamento Costituzionale, ha accolto il ricorso, dapprima con una cautelare e poi con sentenza, alla luce della non contestazione della P.A. ed ha ritenuto la docente fornita del requisito sostanziale delle due annualità di servizio previste dal bando e quindi di una pregressa e costante esperienza professionale, consentendole di partecipare al concorso straordinario e sciogliendo definitivamente la riserva.
Vero è che la riserva cautelare è stata sciolta in sentenza in virtù del principio di non contestazione sull’istruttoria, tuttavia, nonostante la peculiarità del caso, non si può non rilevare come trattasi dell’unico precedente favorevole del T.A.R. e del Consiglio di Stato, che, senza rimettere alla Corte Costituzionale la questione, consente alla ricorrente, alla luce della prospettazione in atti, di partecipare ad una procedura straordinaria di stabilizzazione gestita con una legge provvedimento.
Il TAR del Lazio si pronuncia nuovamente sull’Abilitazione Scientifica Nazionale, disponendo con sentenza il riesame del candidato che aveva presentato domanda per ottenere l’abilitazione come professore ordinario di II fascia.
Ad avviso dell’On.le TAR del Lazio, il giudizio della Commissione, che ha esaminato le numerose pubblicazioni e il profilo scientifico del candidato, è stato ritenuto tautologico e lapidario. Difatti, è lo stesso Giudice Amministrativo che ha affermato: “Né i giudizi collegiali, nè quelli individuali, invero, esprimono una seria e approfondita disamina delle varie pubblicazioni presentate, essendo queste ultime oggetto della stessa valutazione, lapidaria e tautologica, sopra riportata, che si ripete, quasi identica, in tutti i giudizi individuali e in quello collegiale. Sia l’estrema sinteticità, sia – soprattutto – il carattere stereotipato e ripetitivo dei giudizi in questione, d’altra parte, sono sintomatici di una valutazione all’apparenza superficiale, nonché condotta in modo non autonomo dai singoli commissari, quale indefettibile presupposto dell’apprezzamento da formulare, all’unanimità o a maggioranza”
La Commissione designata è stata dunque censurata per aver fornito una motivazione superficiale e ripetitiva a fondamento della decisione di rigettare la domanda di abilitazione per la II fascia nell’ambito del concorso di cui al bando n. 1532/2016.
Con il summenzionato provvedimento collegiale il giudice di prime cure ha accolto l’azione proposta con il patrocinio dello Studio Legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia stabilendo che “il ricorso debba essere accolto, con conseguente annullamento dei giudizi impugnati. Ai sensi dell’art. 34, comma 1, lett. e), del codice del processo amministrativo (CPA), in esecuzione della presente sentenza, la posizione dell’interessato dovrà quindi essere riesaminata da parte di una Commissione in diversa composizione entro il termine di giorni 60 (sessanta) dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza ovvero dalla sua notificazione, se antecedente”.
L’Avv. Michele Bonetti ha commentato la vittoria sottolineando “come vengano in risalto in tali occasioni tutte le criticità intrinseche al sistema delle procedure di abilitazione, soprattutto in riferimento alla discrezionalità di quelle Commissioni che illegittimamente non rendono congrue motivazioni a fondamento dei propri giudizi”.
In data 10 giugno 2019, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio si è nuovamente pronunciato sulla questione dell’immatricolazione ad anni successivi al primo al corso di laurea in Medicina e Chirurgia da parte dei soggetti laureandi o laureati in materie affini.
Con questa recentissima sentenza il TAR Lazio ha, infatti, accolto nel merito la domanda avanzata nel ricorso, patrocinato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, ai fini dell’immatricolazione ad anni successivi al primo del C.D.L. in Medicina e Chirurgia, in riferimento ad una studentessa laureata al Corso di Laurea Magistrale in Biotecnologie Mediche presso l’Università degli Studi di Perugia.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, citando anche la nota sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n.1 del 28 gennaio 2015, ha ribadito che le pretese di parte ricorrente debbano trovare accoglimento.
Infatti, il superamento del test previsto al succitato Corso di Laurea rappresenta un “requisito di ammissione, ma non anche un titolo di abilitazione o titolo ulteriore indefettibilmente richiesto per accedere alla facoltà di Medicina e Chirurgia”.
Pertanto, come già ampiamente affermato in precedenti analoghi, il TAR ha stabilito che gli unici limiti all’immatricolazione ad anni successivi al primo debbano consistere solo nella disponibilità dei posti e nella compatibilità di esami e crediti formativi dei Corsi di Laurea affini a quello di Medicina e Chirurgia.
Questa nuova pronuncia non soltanto rappresenta un’importantissima vittoria per la ricorrente ma, indirettamente, anche per tutti i ricorrenti che hanno un contenzioso pendente relativo alla medesima questione.
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